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FONDATO NEL 1876 La rivelazione «I tedeschi spiavano Francia e Ue per conto degli Usa» Tempi liberi
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Gennara Bartoli
1 VENERDÌ 1 MAGGIO In Italia (con Sette ) EURO 2,00 ANNO N > Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano Milano, Via Solferino 28 - Tel Roma, Via Campania 59/C - Tel Tecnologie che alimentano il futuro Un progetto Paese LA FIDUCIA CHE NASCE DA MILANO di Giangiacomo Schiavi Che sia, come ha scritto l Economist, un benefico caos. Un ingorgo di umori e visioni per il futuro, un condensato di segnali che aiutano a sperare. Al netto dei ritardi, degli intoppi e degli scandali è il giorno dell Expo finalmente, il giorno di Milano e dell Italia, dei padiglioni da scoprire e dei disagi da evitare, la prova d efficienza per una città e un Paese. Balliamo sul mondo, adesso. E il mondo ci offre un inaspettato credito, si aspetta un segnale, una sintesi per ridefinire un modello di sviluppo che premia esageratamente i Paesi ricchi e punisce ingiustamente quelli poveri. Chi vede l inutilità o solo il peggio di un evento che attraverso il messaggio del cibo può diventare la vetrina del sapere, delle conoscenze, del fare, dell arte e della cultura italiana, dimentica che Expo è l unico treno che passa per dare uno schiaffo al pessimismo della crisi: senza ci resterebbero le polemiche sull Italicum e la triste contabilità dei morti sui barconi nel mare di Sicilia. Milano è in bilico tra speranza e paura, tra la voglia di stupire e i timori sulla sicurezza. La cattiveria globale ha concentrato in centro e davanti al sito espositivo i duri del movimento antagonista: l allarme per i black bloc è alto, il timore di disordini anche. Ma la città guarda altrove, da tempo ha cambiato umore, è più viva, aperta, internazionale, è diventata un incubatore di tendenze, come scrive il New York Times, un luogo dove non si può non esserci nel continua a pagina 29 Fontana designato direttore del Corriere La decisione del consiglio di amministrazione Rcs è stata presa ieri all unanimità AMBIENTE LA POCA ACQUA DEL TICINO di Gian Antonio Stella ul livello dell acqua del Ticino si stanno scontrando gli S agricoltori dell omonimo Parco e gli albergatori del Lago Maggiore. Il ministro dell Ambiente Galletti si era impegnato ad alzarlo, ma è arrivato il «no» dei funzionari e dei tecnici. a pagina 25 Luciano Fontana è stato designato nuovo direttore del Corriere della Sera. La decisione è stata presa ieri, all unanimità, dal consiglio di amministrazione di Rcs Mediagroup. A Ferruccio de Bortoli, che lascia il quotidiano dopo averlo guidato per la seconda volta dal 2009, il board ha espresso «profonda gratitudine». Fontana, nato 56 anni fa a Frosinone e da 19 in via Solferino, ora condirettore, ha assicurato «continuità nel garantire libertà, autonomia e indipendenza». a pagina 27 Bocconi La rivelazione «I tedeschi spiavano Francia e Ue per conto degli Usa» di Danilo Taino a pagina 22 Ai lettori In occasione della festività del Primo Maggio i giornali quotidiani domani non usciranno. Il tornerà in edicola domenica 3 maggio. Il sito corriere.it sarà regolarmente aggiornato FONDATO NEL 1876 Tempi liberi Oggi I segreti di Armani «Giovane a 80 anni grazie alla moda» di Paola Pollo a pagina 39 Intervista con il presidente Oggi l inaugurazione. Edifici imbrattati, timori per i cortei «Expo sia un punto di svolta» Mattarella: il diritto al cibo nella Carta dell Onu, l Europa può fare di più di Marzio Breda l diritto al cibo va riconosciuto nella Carta dell Onu», dice al Corriere il presidente Sergio Mattarella nel giorno dell inaugurazione «I dell Expo (foto). Tensione al corteo antagonista di ieri, timori per quello di oggi. Attesi 20 milioni di visitatori in sei mesi. da pagina 2 a pagina 11 Foschini, Giannattasio, Verga con un commento di Paolo Mereghetti IL VOTO SULL ITALICUM Renzi incassa il terzo sì: abbiamo stravinto di Maria Teresa Meli l governo incassa altre due fiducie sull Italicum, dopo I quella di mercoledì: lunedì la riforma elettorale arriva allo scrutinio finale, con Forza Italia orientata a non chiedere il voto segreto e la minoranza pd ferma a quota 38. Renzi esulta con i suoi: «Abbiamo stravinto, li abbiamo distrutti». da pagina 16 a pagina 19 Benedetto, M. Franco Martirano, Trocino Servizio Clienti - Tel mail: LA GUIDA La grande mappa tra robot e sapori di Elisabetta Soglio sapori e i saperi di 145 nazioni in 53 padiglioni, 9 cluster, I innumerevoli sorprese: l Expo che apre oggi racconta la grande storia dell uomo attraverso il cibo. alle pagine 8 e 9 GIANNELLI Consulta Bocciato il congelamento degli aumenti Il caso delle pensioni bloccate Un buco da cinque miliardi La Corte costituzionale ha bocciato una norma, contenuta nella legge Fornero, che bloccava l adeguamento all inflazione delle pensioni con importo superiore a 3 volte il minimo Inps: quella regola, spiegano i giudici, sacrificava un «diritto costituzionalmente fondato». La sentenza apre però un buco nelle casse dello Stato di almeno cinque miliardi di euro. a pagina 15 Baccaro, Di Frischia, Marro FABRIZIO VILLA/BUENAVISTA Vieni a scoprirle su siemens.com/expo L ALLARME DEI SERVIZI «Mille anarchici venuti dall estero» di Andrea Galli rriveranno da Francia, Grecia e Inghilterra. «Randa- A gi» con un solo scopo, al corteo di oggi: devastare. I Servizi segreti ne prevedono mille. a pagina 6 Giuzzi, Santucci SÉGOLÈNE ROYAL «Eco-industrie per innovare» di Stefano Montefiori innovazione passa dalla creazione di eco-in- «L dustrie». Lo dice Ségolène Royal, ministra francese dell Ecologia, che oggi sarà all inaugurazione dell Expo. a pagina 5 TASSO DI OCCUPAZIONE IN CALO Quante occasioni perdute Il lavoro (non) ritrovato di Dario Di Vico ui dati relativi al lavoro c è troppa confusione. Che è però, soprattutto, figlia di una S fase di estrema incertezza: la recessione è finita, ma la ripresa non è iniziata. La «festa del lavoro ritrovato» ancora non c è. a pagina 28 alle pagine 12 e 13 Caizzi, L.Salvia, Sensini
2 2 Venerdì 1 Maggio 2015 Corriere della Sera Il giorno dell inaugurazione L INTERVISTA SERGIO MATTARELLA «Oggi si apre un nuovo ciclo È il segno che l Italia riparte» La carriera Sergio Mattarella, 73 anni, di Palermo, è stato eletto presidente della Repubblica il 31 gennaio 2015 al 4 scrutinio con 665 voti su Inizia in politica con la sinistra Dc, partito con cui nel 1983 è eletto alla Camera: sarà deputato fino al Nel 1987 è ministro ai Rapporti con il Parlamento, nel 1989 della Pubblica istruzione Sua la firma alla legge elettorale usata dal 1994 al 2001, il Mattarellum Dopo l esperienza del Ppi, già dal 1995 è tra gli animatori dell Ulivo. È poi vicepresidente del Consiglio (1998) e ministro della Difesa (1999) Dal 2011 all elezione al Colle è giudice costituzionale di Marzio Breda Le frasi «La crisi ha causato ferite sociali e ha inciso sul modo di vivere: il mondo sarà diverso Episodi gravi di corruzione ma c è un impegno sulla legalità Siamo al punto di svolta» ne, l ospitalità che sapremo offrire, i segni della storia e le bellezze del nostro Paese che intendiamo mostrare, sono incardinati in questa grande scommessa. Non ho mai avuto dubbi sulla capacità dell Italia di ripartire, e i segni di vitalità sono già visibili alla partenza dell Expo. Resto convinto, però, che il motore della fiducia si alimenti soprattutto con la qualità, con valori autentici, con la visione del futuro, con la solidarietà che interagisce con le dinamiche economiche». C è un aspirazione quasi filosofica, dietro l Expo: attraverso il cibo, si può pensare a uno sviluppo più sostenibile e meno fondato su una crescita senza limiti, cioè sulla «teologia del Pil»? Si può immaginare un futuro con equilibri meno asimmetrici, con minori disuguaglianze e instabilità geopolitiche? «Il mito della crescita illimitata era già finito prima della grande crisi. L ambiente non tollera un consumo di risorse superiore alla loro capacità di rigenerazione. Peraltro, il primato acquisito dalla finanza sull economia reale sta producendo divaricazioni insopportabili tra ricchi e poveri, tra inclusi ed esclusi. Dobbiamo correggere i nostri modelli, e includere nuovi parametri di qualità nello sviluppo. Questo è un confronto da aprire anche con i Paesi e i continenti emergenti. Non si tratta di accettare una decrescita, e di renderla meno infelice. Purtroppo, come abbiamo visto sulla nostra pelle, la decrescita ha provocato lacerazioni, e indebolito la stessa capacità di lavoro. La sfida è innovare produzione e prodotti in modo da migliorare la vita di tutti, di custodire l ambiente per i nostri figli, di sviluppare anche sui mercati una competizione sulla qualità». Se capisco bene, il confronto di cui lei parla presuppone un impegno dell Ue, no? «Sì, proprio l Europa può svolgere un ruolo decisivo. Ha il più grande mercato interno, ha un La parola CARTA DI MILANO un documento È elaborato in occasione di Expo 2015 con l idea di aiutare i cittadini ad affrontare la sfida del diritto al cibo sano, sicuro e nutriente per tutti come diritto umano fondamentale. Si tratta di un manifesto collettivo, un atto politico e di sensibilizzazione globale sul ruolo del cibo e della nutrizione per una migliore qualità della vita. Tutti potranno sottoscrivere la Carta, che sarà consegnata a ottobre al segretario generale dell Onu, Ban Kimoon. È stata tradotta in 19 lingue e sarà accessibile a oltre tre miliardi e mezzo di persone. Qualcuno lo ha definito un protocollo di Kyoto dell alimentazione, ma mentre Kyoto era un impegno fra Paesi, qui la sottoscrizione sarà riservata ai cittadini che da oggi potranno firmare all Expo o online sul sito della Carta. Occorre rafforzare Ciò che accade nel Discontinuità è l Unione, Mediterraneo mette invenzione, ricerca riducendone gli a nudo gli egoismi oltre i confini squilibri interni della nostra Europa del conosciuto Signor presidente, lei ha detto che l Expo 2015 è «una grande responsabilità» per l Italia. Ma è anche una sfida, perché pone a noi e al mondo il tema del cibo per tutti gli abitanti del pianeta e, quindi, di uno sviluppo sostenibile. Sono davvero obiettivi perseguibili nel contesto geopolitico di oggi? «Nutrire gli abitanti della Terra, e dunque garantire a tutti il diritto alla vita, è una questione cruciale, dirimente per il nostro futuro. Non è un tema che riguarda gli altri. Siamo in un cambio d epoca, e ci sono momenti in cui è necessario forzare l inerzia della realpolitik. Il cuore dell Expo di Milano sta in questo traguardo di portata storica, che non a caso viene proposto dopo la più grave e lunga crisi economica dal dopoguerra. La crisi ha prodotto ferite sociali, ha inciso sul nostro modo di vivere, ha modificato lo sguardo dei cittadini verso le istituzioni, la politica, il domani. Da questo ciclo, ormai quasi decennale, uscirà un mondo diverso da quello di prima, per equilibri geopolitici e per distribuzione di ricchezze. La grande questione che abbiamo davanti è se i popoli saranno ancora protagonisti del loro destino. Se saremo capaci di legare sviluppo e cooperazione, modernità e cultura, solidarietà e competizione. O, invece, se dovremo sottostare a poteri impersonali e a mercati senza regole». Lei ha fiducia che l Italia potrà giocare un ruolo su questo fronte plurale così complesso? «L Expo italiana intende dare un contributo culturale, sociale, di innovazione, di ricerca, di impresa, finalizzato a obiettivi di giustizia e di pace. Gli sforzi organizzativi di queste settimagrado di coesione sociale che, nonostante gli effetti negativi della crisi, resta tra i più elevati del mondo, ha capacità tecnologiche e di conoscenza, ha manodopera professionalizzata. Deve essere più consapevole della sua funzione politica nel mondo. E, a questo scopo, occorre anzitutto rafforzare l Unione, riducendone gli squilibri interni. L Europa può preservare, innovando, il proprio modello sociale solo se avrà la forza di incidere sui caratteri della globalizzazione, in chiave di eco-sostenibilità ma anche di distribuzione più equa delle risorse. Il Pil che misura il benessere non può limitarsi al solo dato monetario, ma deve comprendere il valore dei diritti, della cultura, della coesione e sicurezza sociale. D altra parte, è ormai riconosciuto anche dai maggiori economisti che l aumento delle diseguaglianze, oltre ad impoverire un Paese, ne riduce le potenzialità. Il cibo per tutti per tornare al tema proprio dell Expo non è solo un proposito di giustizia e di umanità. È anche un obiettivo economico, che può produrre interscambio e crescita». Il tema «nutrire il pianeta, energia per la vita» è declinato sull idea di «diritto al cibo», con multiple implicazioni. A chi visiterà la rassegna sarà sottoposta la Carta di Milano, attraverso la quale si chiederà un impegno per il nuovo millennio su lotta a fame e sprechi, tutela dell ambiente, interventi sul clima, ecc. «La Carta di Milano è un documento importante, di grande valore etico e politico. Non esprime un generico irenismo. Indica obiettivi concreti, esprime giudizi forti, lancia proposte ai governi e agli organismi internazionali, delinea impegni per gli stessi cittadini e per la società civile. Speriamo che la firmino in molti. E che dal nostro Expo parta un messaggio alle Nazioni Unite e agli altri Paesi. È inaccettabile sottolinea la Carta di Milano che più di due miliardi di persone siano malnutrite, mentre altri due miliardi sono obese o in sovrappeso. È inaccettabile che 1,3 miliardi di tonnellate di cibo prodotto vengano sprecati. L obiettivo di nutrire il mondo intero, con equità e con un modello compatibile con la sopravvivenza delle generazioni future, è possibile. La politica deve costruire le condizioni per raggiungerlo. E l Expo può essere l innesco di un movimento mondiale di opinioni pubbliche e di Stati. Sono convinto che questo sia anche il modo migliore per esportare pace e democrazia. Chi pensa di farlo con le armi, dovrebbe riflettere sui guasti provocati, comprese le migrazioni epocali che la fame, le guerre, la povertà assoluta, l odio stanno producendo». Che cosa pensa delle proposte d inserire il «diritto al cibo» nelle Carte dei diritti dei vari fori internazionali, ad esempio l Onu? «Sono d accordo. Il diritto al cibo e all acqua rappresenta una nuova frontiera dell umanità. Credo che non sarà un percorso agevole affermare e condividere questo principio. Ma dobbiamo essere capaci di alzare lo sguardo. Altrimenti ci mancheranno le forze. In queste settimane, ciò che sta accadendo nel Mediterraneo è spaventoso. Interroga in profondità le nostre coscienze e mette a nudo miopia ed egoismi che, purtroppo, sono presenti nella nostra Europa. L Italia non si sottrarrà alle sue responsabilità: colpire i trafficanti di uomini, soccorrere chi chiede aiuto, integrare il più possibile la nostra azione con quella dell Unione e con gli organismi internazionali. Deve però essere chiaro a tutti che solo con politiche di lungo respiro, con una cooperazione che punti a migliorare le condizioni concrete di popolazioni oggi allo stremo, con un diverso modello di sviluppo potremo aggredire i fattori strutturali di queste migrazioni che rischiano di diventare imponenti e ingovernabili. L Expo può diventare una parola autorevole pronunciata davanti al mondo sul modo più solidale con il quale l Europa deve confrontarsi, costruttivamente, con l Africa e con il mondo arabo». Ritiene che un successo dell Expo basti a sanarne l immagine, sporcata da inquinamenti e corruzioni certificati dalla magistratura?
3 Corriere della Sera Venerdì 1 Maggio 2015 PRIMO PIANO 3 Vetrina Oggi a Milano si alza il sipario su Expo, la manifestazione che per questa edizione ha come tema «Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita» e prevede la partecipazione di 130 Paesi di tutti i continenti. Nell immagine l architettura del Padiglione Italia, uno dei luoghi simbolo del sito che ospiterà l evento nei prossimi sei mesi «Il diritto al cibo e all acqua va riconosciuto Serve un modello di sviluppo per aggredire i fattori strutturali delle migrazioni» «La corruzione è un infezione che può distruggere il corpo di una società. Dobbiamo tenere alta la vigilanza, perché la crisi, le disuguaglianze, la delusione indeboliscono gli anticorpi. Nella fase di costruzione dei padiglioni dell Expo, la magistratura ha rilevato episodi gravi e avviato indagini che ora attendono il giudizio conclusivo. L azione inquinante è stata contrastata, e le istituzioni hanno stabilito nuove procedure e nuovi controlli. Conosco l impegno di coloro che cercano di assicurare il pieno rispetto della legalità negli appalti e nello svolgimento dei lavori, e mi auguro davvero che, alla fine, potremo guardare all Expo come un punto di svolta nella gestione dei maggiori eventi nazionali. In ogni caso, l impegno per la legalità deve essere una priorità per le amministrazioni pubbliche, a tutti i livelli. In gioco c è la nostra credibilità, e anche la coesione del Paese. Più legalità vuol dire più ricchezza e più opportunità per tutti. Se la legalità viene invece violata, la vita economica viene indebolita e lo stesso tessuto democratico deperisce». Non le pare che lo stesso modo di fare impresa, ancora «costoso» sotto il profilo energetico e alienante per i lavoratori, dovrebbe imporre anche attraverso Expo elaborazioni culturali più coerenti con la sensibilità collettiva sull uso delle tecnologie avanzate? Non dovrebbe innescare la «discontinuità» da lei sollecitata, per migliorare la vita di tutti? «Qualità e innovazione non sono, certo, obiettivi settoriali. Non riguardano solo le imprese, o solo le politiche pubbliche. Tutti sono chiamati a impegnarvisi: gli imprenditori, le formazioni sociali intermedie, la pubblica amministrazione, i governi ai vari livelli, le rappresentanze politiche e sindacali. La diffusione delle tecnologie, gli investimenti sulla ricerca, il potenziamento di infrastrutture e reti, le nuove applicazioni su scala industriale sono elementi decisivi della Volontariato e Terzo settore sono patrimonio inestimabile ma non supplenza dello Stato modernità di un sistema, e hanno riflessi importanti sul lavoro, oltre che sulla cultura e sui legami generazionali. Dobbiamo avere coraggio. Se il pensiero critico è l antidoto al conformismo e alla passività, il coraggio è l antidoto al pragmatismo furbo ma senza idee. Quando ho parlato di discontinuità, ho legato questa parola proprio al coraggio. Discontinuità è invenzione, progettazione ex novo, ricerca oltre i confini del conosciuto. C è una storia italiana plurisecolare alle nostre spalle: tocca a noi rinverdirla. Per fortuna, non partiamo da zero. La qualità italiana è già una realtà apprezzata nel mondo, come dimostrano i dati incoraggianti dell export e l interesse per il made in Italy. È qualità architettonica, dei prodotti, dell ambiente urbano, del paesaggio, del gusto, dello stile. L Expo ci aiuterà a far conoscere di più le nostre eccellenze, e anche a confrontarci e migliorare ancora. L impresa, e dunque la sua capacità di innovazione e la sua competitività, sono decisive per il futuro del nostro Paese. Se possibile, il valore sociale dell impresa è diventato più grande, perché è al tempo stesso espressione e generatore di benessere, di coesione sociale, di opportunità e diritti, primo fra tutti il diritto al lavoro». A Expo ha uno spazio la Cascina Triulza, un pezzo della Lombardia rurale, la cui gestione è affidata alla società civile. Vi si valorizzerà il Terzo settore. Perché da noi si continua a dare scarso riconoscimento a un volontariato che spesso surroga compiti dello Stato? La vitalità sociale che, anche in anni di crisi acuta, hanno saputo esprimere il volontariato e il Terzo settore sono un patrimonio inestimabile del nostro Paese. Gratuità, creatività, solidarietà nascono in una dimensione comunitaria, spesso nelle famiglie e nei mondi vitali, ma acquistano subito una valenza pubblica. Noi oggi dobbiamo rafforzare e integrare il valore del pubblico. Per troppo tempo è stata alimentata una contrapposizioni pubblico-privato sulla base di pregiudizi che sempre più spesso la realtà smentiva e superava. E questa rigidità ha causato una svalutazione del pubblico, come se fosse solo fonte di sprechi e non anche garanzia di diritti universali e strumento di benessere dei cittadini. Certo, il pubblico va reso efficiente, trasparente, severo nell uso delle risorse. Soprattutto l idea di pubblico non può essere ristretta soltanto all idea di statale : deve essere più ampia, deve tendere a esprimere la comunità, a coordinare gli sforzi per realizzare servizi migliori. Volontariato e Terzo settore non sono supplenza dello Stato. Sono esperienze attraverso le quali si esprimono valori di solidarietà, si rafforzano legami sociali, si assicurano in una pluralità delle forme i diritti universali. Spesso le infrastrutture delle esposizioni universali si trasformano, una volta chiusi i battenti, in cattedrali nel deserto Ora, il governo si dice disponibile a entrare nel dopo- Expo, affinché l area divenga una «cittadella universitaria» e Assolombarda promette impegno per una «cittadella dell innovazione». Questa possibilità posto che si realizzi rientra nella «coesione del sistema» da lei sollecitata proprio per questa occasione? Non posso che augurarmi che i padiglioni e le infrastrutture costruite in questi mesi restino dopo l Expo a vantaggio di Milano, della Lombardia e dell Italia. Vuol dire che per le diverse amministrazioni la sfida continuerà anche oltre le conclusioni dell Esposizione: sarà importante la tempestività delle decisioni. Non bisogna sprecare il volano di questo evento, anche perché se, come tutti speriamo, resterà un buon ricordo nella memoria dei cittadini, chi raccoglierà l eredità materiale delle strutture, ne avrà un buon vantaggio. Il bene comune dove tornare ad essere la stella polare del nostro impegno pubblico: il che nulla toglie al confronto e alla dialettica politica. Al contrario, è proprio la percezione del bene comune che può restituire alla politica la fiducia perduta presso molti concittadini.
4 4 Venerdì 1 Maggio 2015 Corriere della Sera LA DIGITAL SMART CITY DI EXPO 2015 È REALTÀ. GRAZIE RAGAZZI. Antonio Pagnotta Tecnico di rete Ringraziamo i nostri specialisti che hanno ideato, progettato e realizzato tutta la connettività di Expo 2015 dando vita alla prima Cloud Digital Smart City per grandi eventi.un opera interamente italiana, intelligente e sostenibile, che soddisfa i desideri, anticipa le esigenze e si adatta ai bisogni di tutti, e che sarà il futuro per molto tempo ancora. Un altro passo sulla via intrapresa: quella di connettere l Italia all Italia di domani. Segui #KMDIFUTURO su liveontim.tim.it
5 Corriere della Sera Venerdì 1 Maggio Il giorno dell inaugurazione Padiglioni finiti, il messaggio del Papa Il primo visitatore alle 10 della mattina. La cerimonia di apertura al Teatro con il premier Renzi La corsa ai biglietti, ogni Paese inaugurerà il suo spazio. Alla prova la viabilità intorno al sito I biglietti I ticket per visitare Expo 2015 si possono acquistare in diversi modi: a) sul sito ufficiale 5.org; b) A Milano: all ExpoGate di via Beltrami; c) A Expo: all entrata (ma c è il rischio di code); d) tramite rivenditori ufficiali: Intesa SanPaolo, Accenture, Fiat, Samsung, Selex Es, Telecom Italia, Enel, Alitalia, Coop, Manpower Group, Trenitalia, Msc Cruises, agenzie e altri servizi Per chi li compra da oggi, i biglietti hanno questi costi: il «serale» (con ingresso dopo le 19) costa 5 euro, quello giornaliero 34 euro (con data fissa) o 39 euro (con data aperta). Chi compra i ticket per due giorni consecutivi paga 57 euro (date fisse) o 67 euro (date aperte) Quanto agli abbonamenti, quelli di due giorni costano 72 euro, quelli di tre 105 euro. Poi c è il «season pass» che costa 115 euro. Gli abbonamenti famigliari vanno dai 43 euro in su Sono previste diverse riduzioni di prezzo. Per gli over 65enni, per gli studenti (14-25 anni), per i bambini dai 4 ai 13 anni e per i portatori di disabilità I piccoli da 0 a 3 anni invece accedono gratis all area espositiva Gli spettacoli Lo show delle Frecce Tricolori. In serata alla Scala va in scena la Turandot L intervista di Stefano Montefiori RHO DA TORINO Su Corriere.it Leggi tutti gli aggiornamenti, guarda la diretta tv e i filmati su Expo 2015 sul nostro sito Tangenziale Ovest ARESE DA VARESE/COMO/MALPENSA TERRAZZANO A50 SS33 Come raggiungere l Esposizione universale Automobile e moto A8/A9 (Milano-Laghi), direzione Nord, uscita: Fiera Milano Tangenziale Ovest: uscita Fiera Milano A4 (Torino-Venezia): uscita Fiera Milano Parcheggi: 10 mila posti ad Arese 10 mila alla Fiera Milano a Trenno Merlata (parcheggio pullman) Prenotare almeno un giorno prima: il costo varia da 12,20 a 12,50 euro) Metropolitana Linea 1 (rossa) fermata Rho-Fiera Milano Tipologia del biglietto: extraurbano (2,50 euro) / giornaliero (8 euro) CASTELLAZZO FIERA M A4 PERO SP233 A8 DA GENOVA BOLOGNA M Treno Ferrovie Trenord e passante: Dalla stazione Garibaldi linee suburbane S5-S6 Da Rogoredo linea S14 Da Chiasso/Como/Seregno/ Monza linea S11 Costo del biglietto: 2,20 euro M BARANZATE M BOLLATE EXPO SS33 CASCINA MERLATA A8 A4 A8 A4 A4 A4 MILANO MILANO A50 A51 A50 Tang. A51Tang. Tang. Ovest Est ETa Tang. Ovest A7 Est A1 A7 A1 Cimitero Maggiore DA BERGAMO B O LINATE E A4 Trenitalia: (37 «Frecce» al giorno) Italo: (13 collegamenti) Malpensa Express: per Milano Cadorna, poi Linea 1 fermata Rho-Fiera Milano MILANO La sfida di Ségolène Royal «Valorizzare l ambiente puntando sull industria» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE PARIGI Ségolène Royal, ministra dell Ecologia, dello Sviluppo sostenibile e dell Energia, parteciperà questa mattina all inaugurazione dell Expo «Se vengo a Milano è perché per la Francia il tema Nutrire il Pianeta è fondamentale, anche in vista della conferenza sul cambiamento climatico di dicembre a Parigi. Francia e Italia stanno valorizzando ambiti come il patrimonio alimentare e gastronomico, ma non devono rinunciare all industria: sono chiamate a passare dall industria tradizionale a quella verde, alle energie pulite». Quel è il legame tra Expo di Milano e Cop21 (la conferenza sul clima) di Parigi? «I temi dell alimentazione per tutti, dell aumento demografico e del riscaldamento climatico sono interconnessi. L Expo è decisivo per la riuscita della Cop21. E il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha proposto che ci sia una conferenza pre Cop a Milano per fare avanzare i negoziati in vista di Parigi». Che cosa presenta il padiglione francese? «In Francia ci sono molte piccole e medie imprese che si stanno impegnando nella ricerca agro-alimentare; abbiamo lanciato un concorso sull innovazione, l impresa prescelta produce carne a base di proteine vegetali. Il padiglione francese, che inauguro con il ministro Stéphane Le Foll, è a basso impatto ambientale, sarà smontato e non lascerà alcun rifiuto». Che cosa significa l agroecologia sostenuta dalla Francia? «Ridurre o eliminare i pesticidi, per esempio. In Francia ho proibito la polverizzazione di pesticidi per via aerea, ho promosso una campagna su città e villaggi senza pesticidi, che saranno vietati in tutti gli spazi pubblici a fine Certe scelte all inizio sembrano impossibili, ma non è così». Milano è stata il cuore dell industria italiana, oggi in difficoltà. L esposizione su alimentazione e energia ha un valore simbolico? «Direi che la città cerca di rispondere alle nuove sfide, che sono quelle del passaggio all industria e all energia verdi. Poi Pullman Bus navetta dagli aeroporti di Linate, Malpensa e Orio al Serio Taxi Da Malpensa: 65 euro (con convenzione Rho Fiera) Da Linate: 55 euro Bici Tre punti noleggio (www.veloexpo.it): stazione ferroviaria Bollate Nord, Villa Litta a Lainate e Villa Borromeo a Cesano Maderno Costo: 10 euro a giorno, per gli abbonati Fnm 8 euro Corriere della Sera Ministro Ségolène Royal (sopra), 61 anni, è ministro dell Ecologia, dello Sviluppo sostenibile e dell Energia nel governo francese del primo ministro Manuel Valls A Expo 2015 è presente anche il Padiglione Francia (foto a sinistra) MILANO Quel che conta, cioè praticamente tutto ciò che di Expo è destinato al pubblico, alla fine è pronto: i padiglioni dei 54 Paesi che li hanno costruiti autonomamente, i 9 cluster che ospitano gli altri 91, le aree tematiche, i 130 ristoranti. Mancano le finiture di alcuni spazi di servizio interno, che saranno ultimate nelle prossime notti. Per il resto ieri hanno finito anche di verniciare la pista dell eliporto, destinato soprattutto a mezzi di soccorso e antincendio, collaudato nel pomeriggio col primo elicottero. Stamattina alle 10 entrerà il primo del venti milioni di visitatori attesi nei prossimi sei mesi. E l Expo sarà aperta. L inaugurazione ufficiale avverrà in realtà due ore più tardi, sul palco dell Open Air Theatre che sta all estremità opposta della medesima strada il cardo in cui si trovano l Albero della Vita e Palazzo Italia. Sarà il premier Matteo Renzi a celebrarla, dopo un minuto di silenzio per le vittime del terremoto che ha costretto diversi operai del Nepal ad abbandonare il padiglione che stavano portando a termine per tornare a casa dalle loro famiglie colpite dalla tragedia. Alle 12 e un quarto è previsto il collegamento in diretta con papa Francesco che, dopo il messaggio inviato già due mesi fa alla «Expo delle idee», domani terrà invece un discorso in diretta. Ad affiancare Renzi, che al termine del suo intervento sarà il primo firmatario di quella Carta di Milano cui è affidata l eredità dell Expo e verrà consegnata in autunno al segretario dell Onu Ban Ki-moon, saranno quasi tutti i ministri del suo governo. Molto atteso naturalmente il discorso del commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, da cinque anni al timone di una nave condotta finalmente in porto. La cerimonia sarà preceduta alle da una anteprima condotta da Claudia Gerini con tre ambassador di Expo Giorgio Armani, Xavier Zanetti e Martina Colombari in rappresentanza dei tanti che negli ultimi mesi hanno contribuito a promuovere questa esposizione nel mondo. Tra i molti nomi attesi ci saranno l ex sindaco Letizia Moratti, cui si deve l inizio della battaglia che nel 2008 assegnò l Expo a Milano, e Romano Prodi che nella sua veste di premier fu allora il principale sostenitore del progetto. Ci sarà Emma Bonino. Non ci saranno invece, tra gli ex premier, né Enrico Letta che pure insieme con Maurizio Lupi allora ministro del suo governo ebbe il merito di sbloccare il grosso dei fondi statali attesi da anni né Silvio Berlusconi. Di cui sarà però presente la figlia Barbara. In chiusura lo show delle Frecce Tricolori. Già la prima giornata vedrà un succedersi di inaugurazioni ufficiali dei padiglioni di singoli Paesi, tra cui quello degli Stati Uniti dove nel pomeriggio ci sarà anche la banda dei Marines. E solo alle tre del pomeriggio aprirà Palazzo Italia, che fino a quel momento farà da base per i politici e vip ospiti dell inaugurazione: i quali poi pranzeranno tutti da Peck, all ultimo piano del Palazzo. Ma a partecipare alla festa sarà tutta la città di Milano. Alle 18 tutte le campane della diocesi in contemporanea suoneranno a distesa e poco dopo inizierà un concerto sulle terrazze del Duomo. In serata sarà la Scala a entrare in scena con Turandot, che per l occasione sarà trasmessa in diretta anche ai detenuti di San Vittore. «Fiducia» è stata espressa ancora una volta dal commissario Sala a proposito della sicurezza del sito, «bonificato» ieri da cima a fondo dai tecnici dell esercito dopo l uscita egli ultimi operai. Il vero test probabilmente riguarderà le vie d accesso alla zona, il cui sistema è stato studiato per far sì che il 60 per cento dei visitatori arrivi in treno o metro. La corsa ai biglietti, che già nei giorni scorsi aveva superato i dieci milioni di vendite, pare divenuta frenetica nelle ultime ore. Solo ieri ne sono stati venduti 200 mila. Paolo Foschini c è l attenzione alla gastronomia, che è un patrimonio per la Francia e anche per l Italia». A proposito di gastronomia, c è chi teme la trasformazione dell Europa in una specie di parco giochi per turisti stranieri attratti da vini e cibi. Che cosa pensa di questa critica? «Turismo e industria non sono incompatibili. Francia e Italia fanno bene a valorizzare i loro atout come cultura e gastronomia. Allo stesso tempo non dobbiamo accettare la deindustrializzazione, ma organizzare il suo cambiamento: per esempio il settore automobilistico deve accelerare il passaggio all auto pulita». Agli occhi dell opinione pubblica, esiste il rischio che l emergenza ambientale sia messa in secondo piano da altri allarmi, come il terrorismo o l immigrazione? «Oggi l Italia deve affrontare il dramma dei barconi e si potrebbe pensare che l alimentazione all Expo sia un problema secondario. Non è così. I temi sono legati. Nutrire il Pianeta è alla base di tutto, governare l esplosione demografica e consentire l accesso di tutti alle energie rinnovabili è il miglior modo per combattere, a lungo termine, povertà, fanatismo, e immigrazione incontrollata». La Francia finora ha collaborato strettamente con il Vaticano per la conferenza sul clima. L attrito a proposito del nuovo ambasciatore francese presso la Santa Sede avrà conseguenze? «No, non credo, papa Francesco pubblicherà presto un enciclica sull ambiente. È molto impegnato per il rispetto della natura, lo sente come un modo di mettersi al servizio dei Paesi più
6 6 Venerdì 1 Maggio 2015 Corriere della Sera Il nodo della sicurezza Il covo degli anarchici in un palazzo del Comune Ventenne arrestata, trovati coltelli e spranghe Allerta per il corteo di oggi. Un caso il tweet di Fedez: i danni poca cosa rispetto alle infiltrazioni mafiose MILANO Il corteo sarà più breve rispetto alle «richieste». Ma non meno insidioso. Per le presenze (gli organizzatori attendono 20 mila persone, potrebbero arrivarne la metà) e per la tipologia dei partecipanti. Oltre ai centri sociali, la «may day parade», l appuntamento del primo maggio interamente «no Expo», avrà al suo interno centinaia di casseur. Francesi, greci, inglesi. «Randagi» che girano l Europa, appoggiandosi ad amici no global, con in testa la devastazione. Per domenica e lunedì hanno pronto il ritorno a casa. C è paura su quali danni (feriti?) faranno da oggi ad allora. I Servizi segreti, con una stima forse eccessiva, parlano di un migliaio di violenti. Da tre giorni la polizia di Milano sta eseguendo operazioni preventive. L ultima ieri, nella sede (di proprietà del Comune) dell associazione «Mandragola», base milanese del movimento no Tav. In manette un italiana di 20 anni, per resistenza. Dieci gli indagati per reati vari. Negli appartamenti dello stabile, in via De Predis, periferia nordovest, sono stati trovati caschi, spranghe, estintori, coltelli a serramanico. Materiale da utilizzare in «battaglia». I rischi sono altissimi. Gli organizzatori lamentano la variazione del L analisi I black bloc in arrivo da tutta Europa Chiamati dall ala dura dei No Tav milanesi MILANO I primi poliziotti entrano in una casa occupata poco prima dell una di ieri. Trovano tre donne spagnole, che cercano di scappare. Una ragazza italiana si scaglia contro gli agenti (verrà arrestata). Via De Predis, zona Mac Mahon, storico quartiere popolare della periferia Nord-Ovest di Milano. Vent anni fa era un feudo della ndrangheta. Negli ultimi tempi, invece, i muri si sono coperti di scritte che definiscono la nuova «anima» della zona: «Caselli boia assassino» (riferimento all ex procuratore di Torino), «Terrorista è lo Stato», e soprattutto: «Mattia libero». Si tratta di Mattia Zanotti, 30 anni, arrestato a fine 2013 con l accusa di terrorismo (poi caduta) per l attacco di maggio al cantiere della Tav. Zanotti frequentava l associazione culturale «La mandragola» ed era uno degli animatori di «Radio cane». Radio e associazione hanno sede sempre lì, al piano terra dello stesso caseggiato di via De Predis. In quei locali e nelle case occupate la polizia sequestra decine di bastoni, caschi, spranghe, estintori, coltelli. E a fine giornata si chiarisce il quadro che sta alzando il livello d allarme per la manifestazione «No Expo» di oggi: gli anarchici spagnoli sono arrivati a Milano, invitati e ospitati nel covo locale dei «No tav». A disposizione, un arsenale per devastare la città. Sono tre giorni che le operazioni di polizia e carabinieri svelano il flusso dell internazionale dei casseur che da mezza Europa sta confluendo su Milano. Tre giorni fa, 15 francesi e 4 tedeschi alloggiati nelle case occupate di un altro covo anarchico, quartiere Giambellino. Proprio da questi palazzi popolari i «compagni» milanesi sono stati invitati, l 8 aprile scorso, alla Maison de la greve, realtà di riferimento per gli ambienti estremisti europei con sede a Rennes, Nord della Francia. La saldatura di un rapporto che è servita ad allargare la chiamata alle armi per la giornata «No Expo». Solo oggi si saprà davvero quanto è numeroso il gruppo dei «guastatori» stranieri. Un centinaio, mercoledì sera, hanno partecipato alla manifestazione antifascista che contestava la commemorazione dei militanti di estrema destra per Sergio Ramelli, studente del Fronte della Proteste Fumogeni, slogan e lancio di uova durante la manifestazione anti-expo. In alto il rapper Fedez (Sintesi, Ansa) percorso, decisa in Prefettura dai vertici delle forze dell ordine per «questioni di sicurezza». Il corteo partirà alle 15 da piazza XXIV Maggio, sui Navigli, e proseguirà fino alla zona di Pagano, dove la stazione del metrò sarà chiusa (la linea viaggia in direzione dell Expo). Ma i casseur, ai quali si uniranno anarchici italiani, sono noti per azioni isolate e sincronizzate. Quali gli obiettivi? Macchine parcheggiate, negozi, banche. E poi, gli obiettivi maggiori: come la Scala (stasera il concerto d inizio Esposizione universale). Bisognerà vedere se i centri sociali, che latitano in figure «carismatiche», capaci di guidare le manifestazioni, riusciranno a gestire i casseur. Poliziotti, carabinieri e finanzieri saranno duemila. L ordine è evitare al massimo gli scontri. L esito di oggi permetterà di ipotizzare anche domani: annunciati raid sparsi, magari più vicino all Expo. Dopodiché, nell attesa, le polemiche sono già cominciate. Ecco un tweet del rapper Fedez, dopo le vetrine imbrattate in mattinata durante il corteo degli studenti: «I danni dei no Expo sono poca cosa in confronto alle infiltrazioni mafiose e alle speculazioni economiche dell Expo». Andrea Galli L incontro A inizio aprile l incontro in Francia in una delle sedi di riferimento dei gruppi estremisti gioventù ucciso nel Nel corteo di ieri mattina hanno fatto solo un «piccolo» attacco. Sono un blocco compatto. Pantaloni e felpe nere, cappucci in testa. Non cantano. Una sola bandiera: un drappo rosso con la scritta «Smash capitalism». Anarchici anti-capitalisti, eredi della confusa categoria black bloc. Un piccolo esercito da guerriglia urbana. Regole semplici, che superano le barriere linguistiche: attacca, distruggi, scappa. Si muovono a gruppi di dieci, venti persone. Colpiscono e poi tornano nel centro del corteo, confusi tra gli altri manifestanti. Obiettivi variabili: dai simboli del capitalismo (banche), ai mezzi delle forze dell ordine. Nei due giorni appena trascorsi, i centri sociali sono riusciti a «gestirli» a fatica. Oggi sarà probabilmente diverso, una giornata da «liberi tutti»: i neri milanesi e i loro rinforzi europei avranno campo libero. Cesare Giuzzi Gianni Santucci In strada Sono imponenti le misure di sicurezza per l esposizione universale: tra soldati, carabinieri, finanzieri, poliziotti arriveranno a Milano per seguire l evento C è il forte timore per le contestazioni degli antagonisti, i cosiddetti «No Expo» Per oggi è stata organizzata la manifestazione del «Comitato No Expo»: si prevedono 20 mila persone che dovrebbero ritrovarsi in piazza XXIV Maggio, a Milano, per contestare l esposizione universale Il «Comitato No Expo» raccoglie diverse anime dell antagonismo milanese e italiano e nasce nel 2007 contro la candidatura della città a ospitare Expo 2015 IL NUOVO GRANDE EVENTO DEDICATO AGLI APPASSIONATI DI AUTO LE AUTO PIÙ BELLE DEL MONDO SONO IN FIERA A VERONA MAGGIO 2015 PREVIEW FIERA DI VERONA Segreteria organizzativa: Intermeeting Srl - Via Fornace Morandi Padova T Fax e mail: -
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8 # 8 Venerdì 1 Maggio 2015 Corriere della Sera Il vademecum dell Esposizione Tutto il mondo a tavola: sapori e saperi di 145 nazioni di Elisabetta Soglio Il senso del percorso Superpotenze e isole sperdute, Paesi ricchi e poveri Insieme a raccontare la grande storia dell uomo attraverso il cibo Dai primi allevatori al mercato globale, fino al robot per fare la spesa di domani l mondo a tavola e le tavole del mondo. L Expo che apre oggi, dedicato al tema dell alimentazione, «Nutrire il Pianeta Energia per la Vita», porta a Milano i sapori e i saperi di 145 nazioni. Superpotenze e isole sperdute, Paesi ricchi e poveri, tutti insieme a mostrare la loro cultura e a raccontare insieme la storia dell uomo letta attraverso il cibo. Gli architetti si sono sbizzarriti per cercare di rappresentare il tema scelto nelle strutture: padiglioni che riproducono oggetti tipici, come la giara che in Corea si usa per far fermentare gli alimenti o l imbondeiro che è il baobab sacro della cultura angolana. Negli Emirati Arabi, padiglione progettato dallo studio di sir Norman Foster, si passeggia come tra le dune. Ci sono i semi della Malesia, la pannocchia del Messico e le pareti verdi di Israele, il bosco dell Austria e le palme del Bahrein. Chi arriva oggi all Expo passeggerà sul Decumano, lungo un chilometro e mezzo: la via su cui si affacciano i 53 padiglioni degli Stati che hanno costruito un loro spazio e i nove cluster, i padiglioni dove, per la prima volta nella storia di un esposizione universale, i Paesi meno ricchi sono raggruppati intorno ad un prodotto o ad un area climatica. Ci sono poi le aree tematiche: Padiglione Zero è la porta d accesso all Expo, il simbolo e il biglietto da visita. Progettato da Michele De Lucchi e con la direzione artistica di Davide Rampello, le dodici stanze promettono emozioni raccontando la storia dell uomo, dai primi allevatori agli speculatori di Borsa, da quando nell antichità si imparava ad usare la terra fino alle speculazioni di Borsa e alla terra maltrattata. Poi ci sono il Future Food District, dove un robot ci accoglierà per invitarci nel mondo della spesa di domani. Il padiglione della Biodiversità mostrerà la varietà e la ricchezza del nostro territorio, dalle Alpi alle pianure alle coste marine. Il Children Park, colorato e pensato per i bambini, insegnerà attraverso il gioco l amore e il rispetto per il cibo. Quasi in fondo al Decumano ecco l incrocio con il cardo, il Padiglione Italiano che presenta le eccellenze agroalimentari ed enologiche del nostro Paese. All estremità, ecco Palazzo Italia con la mostra sulle potenze d Italia e poco dietro l Albero della Vita, oltre 30 metri di altezza e un suggestivo gioco di luci, acqua e colore al centro della Lake Arena. L altra novità dell esposizione è Cascina Triulza, interamente ristrutturata e dedicata al terzo settore, al mondo del volontariato e della società civile che qui potrà presentarsi e fare proposte. Il menu Convegni, installazioni, mostre, percorsi multimediali, ristoranti di chef stellati, ma anche chioschi e food truck In tutto questo, tra le mostre e i convegni, le installazioni e le diavolerie interattive e multimediali, ci sono ovviamente spazi per il ristoro di ogni tipo: da ristoranti con chef stellati alla ristorazione a prezzo calmierato, e poi i food truck, il cibo di strada, i bar, i chioschi. Chi ha pensato l Expo e chi lo ha realizzato, promette emozioni e spunti di riflessione. L Onu lancerà con 18 propri spazi sparsi lungo i vari percorsi il proprio programma «Fame zero» e al termine della passeggiata dentro Palazzo Italia si potrà firmare la Carta di Milano, eredità immateriale di Expo, impegno di ciascuno contro la fame e lo spreco e a favore di una agricoltura sostenibile. Perché la tavola planetaria del futuro possa dare da mangiare a tutti. ACCESSO OVEST PRINCIPALE PADIGLIONE ZERO Irlanda Nepal Sudan INFRASTRUTTURE PER LA SICUREZZA A B C D E F G H Belgio Vietnam Cluster RISO Bangladesh Cambogia Sierra Leone Myanmar Laos Cluster CACAO Camerun Costa d'avorio Cuba Gabon Ghana São Tomé e Principe Azerbaigian Emirati Arabi Uniti Kazakistan AUDITORIUM Gran Bretagna CENTRO CONFERENZA Ungheria Spagna Romania Messico FUTURE FOOD DISTRICT OPEN-AIR THEATRE SQUADRA DI PRIMO SOCCORSO SQUADRA PRONTO INTERVENTO PUNTO PRIMO SOCCORSO ELIPORTO AREA PRONTO INTERVENTO PUNTO PRIMO SOCCORSO STAZIONE ANTINCENDIO 24/7 AREA PRONTO INTERVENTO PUNTO PRIMO SOCCORSO SQUADRA PRONTO INTERVENTO SQUADRA DI PRIMO SOCCORSO B Cluster CAFFÈ Burundi Costa Rica El Salvador Kenya Ruanda Uganda Yemen Etiopia Guatemala Timor Est 2 Paramedici (pattugliamento) 3 Vigili del Fuoco (pattugliamento) Squadra di soccorritori Ambulanza con paramedici Dedicato al servizio di emergenza Auto di servizio Uffici Squadra di soccorritori Ambulanza con paramedici Auto medica con squadra di soccorritori 5 Vigili del Fuoco 2 Autobotti 1 Autoscala 1 Autopompa 2 Macchine Auto di servizio Uffici Squadra di soccorritori Ambulanza con paramedici 3 Vigili del Fuoco (pattugliamento) 2 Paramedici (pattugliamento) A C Accesso Sud Passerella Expo Village Slovenia Austria Cile Iran Cluster CEREALI & TUBERI Bolivia Congo Haiti Mozambico Togo Venezuela Zimbabwe Marocco Qatar Turkmenistan Indonesia Ecuador Svizzera Germania Monaco EXPO CENTRE DECUMANO (lunghezza 1,5 km) B E
9 # Corriere della Sera Venerdì 1 Maggio 2015 PRIMO PIANO Metri quadrati L estensione dell area espositiva di Expo Partecipano oltre 140 Paesi e Organizzazioni internazionali, sono attesi 20 milioni di visitatori AREE TEMATICHE Luoghi e percorsi che illustrano il tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Si trovano agli ingressi e in altri punti chiave del sito Casa Corriere AREE EVENTI Sono i luoghi, come l Open-Air Theatre, che ospitano gli eventi di spettacolo e le iniziative culturali Piazza Italia D AREE DI SERVIZIO Aree dove si può fare una pausa con tutto ciò che serve per rendere gradevole la visita: bar, ristoranti, servizi igienici PADIGLIONI SELF-BUILT Sono gli spazi espositivi dei Paesi partecipanti ufficiali PADIGLIONE ITALIA Accesso Nord (solo di servizio) CARDO (lunghezza 350 m) C LAKE ARENA CLUSTER Sono padiglioni tematici, in cui diversi Paesi che non hanno un padiglione proprio hanno tuttavia uno spazio per approfondire un tema in particolare AZIENDE Spazi allestiti da singole aziende che partecipano interpretando il tema di Expo 2015 Rep. Ceca Bahrein Angola Brasile Rep. di Corea CASCINA TRIULZA Padiglione della Società Civile Moldavia Lituania Bielorussia Malaysia CHILDREN PARK Thailandia Uruguay Cina Colombia Argentina F A B C INFRASTRUTTURE PER LE FORZE DELL'ORDINE CARABINIERI POLIZIA GUARDIA di FINANZA POLIZIA LOCALE POLIZIA FORESTALE STAZIONE FORZE DELL ORDINE (Polizia, Guardia di Finanza e Dogane, Polizia Locale) STAZIONE CARABINIERI SERVIZIO PRIVATO GUARDIE ARMATE E NON Giorni di picco: unità a turno Giorni normali: 500 unità a turno 108 apparecchiature a raggi X per il controllo delle borse agli ingressi 450 archetti per il controllo delle persone Cluster FRUTTA & LEGUMI Rep. Dem. Congo Gambia Guinea Zambia Kirghizistan Benin Uzbekistan Guinea Equatoriale Cluster SPEZIE Tanzania Vanuatu Afghanistan Brunei Polonia Paesi Bassi Francia Vaticano Palazzo ITALIA Israele Cluster BIO MEDITERRANEO Albania Algeria Egitto Grecia Libano Malta Montenegro San Marino Serbia Tunisia Vietnam L ingresso del padiglione del Paese asiatico Usa La bandiera degli Stati Uniti «rivisitata» in chiave Expo Cina I tetti caratteristici del padiglione del colosso asiatico Ambiente Uno dei tantissimi spazi verdi dentro Expo Repubblica Ceca La facciata principale del padiglione G PARCO DELLA BIODIVERSITÀ Accesso Est Oman Giappone Russia Usa Turchia Estonia Kuwait Slovacchia Cluster ISOLE Barbados Belize Capo Verde Comore Comunità caraibica Dominica Grenada Guinea Bissau Guyana Madagascar Maldive Saint Lucia Saint Vincent e Grenadine Suriname Cluster ZONE ARIDE Eritrea Gibuti Giordania Mauritania Mali Palestina Senegal Somalia ILLUSTRAZIONE DI MIRCO TANGHERLINI Tematico Il cluster «Caffè» che si trova lungo il Decumano Azerbaigian La vista principale del padiglione del Paese
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11 # Corriere della Sera Venerdì 1 Maggio La festa in piazza Duomo Sul palco La soprano tedesca Diana Damrau, Andrea Bocelli e il direttore d orchestra Marco Armiliato sul palco in piazza Duomo per il concerto di inaugurazione di Expo (foto Agf) Ieri e oggi Ieri sera il concerto di Andrea Bocelli ha dato ufficialmente il via a Expo Sul palco allestito in piazza Duomo, anche il pianista cinese Lang Lang, il tenore Francesco Meli, il baritono Simone Piazzola e due soprani, Diana Damrau e Maria Luigia Borsi. Diciassette i brani, circa 3 mila gli ospiti Questa sera sarà la volta del Teatro alla Scala con la Turandot di Giacomo Puccini. Lo spettacolo è messo in scena dal regista Nikolaus Lehnhoff. Protagonista sul palco Nina Stemme nei panni di Turandot Milano saluta Expo con la voce di Bocelli Il concerto in Mondovisione, il palco della Filarmonica della Scala davanti alla Cattedrale L orgoglio di Pisapia e Moratti. Il saluto di Sala prima di tornare al cantiere: «Si lavora tutta la notte» 10 Milioni Il numero dei biglietti venduti per Expo MILANO Festa senza il premier. Mondovisione da piazza del Duomo. Per la prima volta da decenni, il palco dove si esibiscono Andrea Bocelli e la Filarmonica della Scala è piazzato davanti alla Cattedrale. Un onore riservato solo al Papa e in questo caso alla festa di apertura di Expo Ma Matteo Renzi non arriva. Al suo posto, in prima fila, la moglie Agnese e la figlia. Il presidente del Consiglio ha partecipato all inaugurazione del museo di Armani dove ha parlato dell Esposizione: «Sarà molto bello. Come una scintilla, aiuterà la ripartenza». Oltre 20 mila persone in piazza: invitati a sedere, tanti vip, ministri, rappresentanti delle istituzioni, politici, personalità dello spettacolo, calciatori, e chef stellati. Intorno, i milanesi che non si volevano perdere l esibizione di Bocelli e del pianista Lang Lang. Proprio lo stesso Bocelli che il 30 aprile del 2008 a Parigi, nel giorno della vittoria di Milano contro Smirne, cantò davanti ai giudici del Bureau International des Exposition, l organismo che sovrintende alle Esposizioni universali. Quella volta non andò tanto bene per problemi di amplificazione, ieri è stato un trionfo con il brindisi della Traviata. Gli ospiti arrivano alla spicciolata. Giuseppe Sala, commissario unico di Expo, accompagnato dalla moglie Dorothy, è abbastanza provato: è appena stato in cantiere dove tornerà subito dopo lo spettacolo «perché si lavora tutta la notte. Siamo alla fine, alle rifiniture, alle Il documentario Lo sguardo di Olmi su ricchezza e povertà di Paolo Mereghetti C i sono voluti tre anni di riprese in giro per l Italia, a volte per immagini di pochissimi secondi, per raccogliere tutto il materiale necessario a «costruire» i 12 minuti di Il pianeta che ci ospita, il documentario che Ermanno Olmi, con la collaborazione di Giacomo Gatti, ha girato per Expo e che sarà proiettato ogni giorno per i suoi visitatori nello spazio Slow Food Theater (piazza della Biodiversità). Ma non solo, perché a partire da questo weekend più di trecento sale in tutta Italia (a Milano l Anteo, l Apollo, il Mexico, il Palestrina e il Centrale) lo mostreranno come «fuori programma» per ricordare a tutti i temi che l Expo mette in mostra e difende. Affidandosi solo alla forza delle immagini, Il pianeta che ci ospita ricorda agli spettatori le ricchezze e le povertà di questa nostra Terra: la varietà delle specie vegetali e animali, ma anche le difficoltà a sopravvivere per chi deve fare i conti con la siccità, l industrializzazione selvaggia, l inquinamento (basta una goccia di petrolio che cade in acqua e disegna i suoi ghirigori per mostrarci i rischi A Parigi Il tenore aveva già cantato il 30 aprile del 2008, giorno dell assegnazione che a volte gli uomini causano). Si vedono gli uomini che lavorano e trasformano i prodotti della terra in cibo, a cominciare dal pane che cresce sotto i nostri occhi ed esce croccante dai forni. Si vede la fatica del lavoro ma anche la bellezza della natura, capace di ospitare ogni tipo di essere vivente, e poi la dolcezza dei campi coltivati e la violenza degli elementi, tutto per ricordarci che la nostra vita nasce proprio da lì, da quel pianeta che gli astronauti osservano dall alto. Tutto racchiuso in un piccolo, magico film che termina con la scena di Miracolo a Milano di Vittorio de Sica, quando la buona Lolotte trova il piccolo Totò tra i cavoli del suo giardino, monito e metafora insieme di un umanità che solo dalla propria terra può trovare la vita. pulizie. Sono molto contento, siamo tranquilli è una cosa ben fatta, per la gente». Tutti gli ospiti ostentano grande sicurezza. L unico a giocare sul filo dell ironia è il segretario del Bie, Vicente Loscertales. A domanda se c è mai stato un momento in cui ha temuto per l Expo milanese, risponde: «Cinque anni. Ma stanotte dormirò tranquillo e domani ancora di più». Arriva il sindaco Giuliano Pisapia: «Questo concerto mette Milano al centro del mondo e i milanesi ne devono essere fieri». Tocca al governatore lombardo, Roberto Maroni: «Vinceremo la partita. Expo deve essere un grande successo». Sfilano Maurizio Martina e Gian Luca Galletti per il governo. Ci sono i vertici della Rai, Annamaria Tarantola e Luigi Gubitosi. C è Carla Fracci col marito Beppe Menegatti e anche la vicesegretario del Pd, Debora Serracchiani. Arrivano Piero Fassino, presidente dell Anci, l ex ct della nazionale, Marcello Lippi e il già campione del mondo, Antonio Cabrini. Ecco il presidente del Coni, Giovanni Malagò. Infine c è Letizia Moratti in tailleur rosso. È a lei che si deve Expo a Milano. Ci ha creduto in ogni momento. Ci crede anche adesso che fa da spettatore: «Questa è una bella serata, Milano è sempre all altezza. Mi fa molto piacere che sia stato scelto Bocelli che è stato testimonial a Parigi. È un ponte che si ricongiunge». Maurizio Giannattasio Rossella Verga
12 12 Venerdì 1 Maggio 2015 Corriere della Sera Primo piano L economia italiana Disoccupazione al 13%, crescita più forte A marzo persi 52 mila posti rispetto a febbraio, per i giovani il tasso dei senza lavoro sale al 43% L Istat: deflazione finita, nella prima metà dell anno c è un incremento dell attività economica Il negoziato europeo «Atene è pronta a compromessi» Via alla non stop con i creditori Disoccupazione e crescita Tasso di disoccupazione totale (valori %, dati destagionalizzati) 13,2 13,0 12, POSTI A MARZO (mese di debutto del Jobs act) Pari al numero di attivazioni di nuovi contratti di lavoro, (in aumento rispetto ai 620 mila circa dello stesso mese del 2014) meno le cessazioni di contratto, Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato (valori %, tendenziali) 1,0 0-1,0-2,0-3,0-4,0 Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Gen 2014 Corriere della Sera 12,7 DAL NOSTRO INVIATO 12,5 BRUXELLES Alcune aperture del governo greco di estrema sinistra hanno rilanciato il 12,3 negoziato con i creditori, che potrebbe protrarsi senza Mar Apr Mag Giu Lug Ago 2014 Set Ott Nov Dic Gen Feb 2015 Mar interruzione durante il Fonte: Istat e ministero del Lavoro weekend. Ma quanto è trapelato dalla prima giornata di trattative del Gruppo di Bruxelles (Commissione europea, Bce, Fmi, Fondo salva Stati dell eurozona e Grecia) non lascia molte aspettative per il conseguimento di un accordo di compromesso entro domenica. «Il governo greco è pronto a una soluzione onesta, che sbloccherà aiuti finanziari dai partner e metterà fine al soffocamento dei programmi di salvataggio» ha dichiarato il ministro delle Finanze, Yanis Varoufakis, rispondendo «no, no, no» alla ROMA L onda lunga della crisi, che tutti vedono ormai quasi superata, continua a farsi sentire sul mercato del lavoro. A marzo, secondo i dati dell Istat, la disoccupazione è tornata a salire di due decimali, toccando il 13%, livello record dopo il 13,2% del novembre scorso. Il nuovo contratto a tutele crescenti e la decontribuzione, a parte lo spostamento verso i contratti a tempo indeterminato, per il momento non determinano la creazione di nuova occupazione. Per avere più posti di lavoro, sostiene il governo, primo trimestre e l uscita dalla deflazione, ma non così rosee come solo poche settimane fa. Il quadro dell occupazione resta molto pesante. Nel mese di marzo l Istat ha registrato 52 mila disoccupati in più rispetto a febbraio. Rispetto al marzo 2014 la disoccupazione è salita di mezzo punto, l occupazione scesa di 0,1 punti. Tra i giovani tra i 15 e i 24 anni, i senza lavoro sono il 43,1%, ancora in aumento. I dati Istat non contrastano con quelli del governo, che po- bisognerà attendere il con- Nomisma possibilità di cedere sulle «linee rosse» (tagli alle solidamento della ripresa. Le De Nardis: l effetto pensioni, riforme del mercato prospettive in questo senso sono buone, dice la Banca centra- si avrà solo se la del lavoro e vendita dei beni dello Stato), difese fin le europea mentre l Istat conferma le attese per una crescita significativamente produzione riprende dall inizio con il premier Alexis Tsipras davanti alle del prodotto interno lordo nel pressioni della Germania e delle istituzioni europee. L atteggiamento è diventato però più disponibile da quando il viceministro greco degli Affari esteri, Euclide Tsakalotos, è diventato coordinatore della squadra «politica» impegnata nel negoziato. Tsakalotos ha detto che il governo di Atene «è pronto a compromessi» perché «quando si ha un progetto politico si possono trovare delle soluzioni e si può fare qualche compromesso». Le principali pressioni arrivano dalle scadenze delle rate del debito di Atene con il Fmi a maggio. L obiettivo è di chiudere l intera trattativa nel ROMA Presidente, perché dopo il lieve miglioramento a gennaio, i dati di febbraio e marzo sono stati negativi? «Siamo ancora in una fase di incertezza risponde il presidente dell Istat, Giorgio Alleva Gruppo di Bruxelles entro il 10 con oscillazioni minime in maggio, così nell Eurogruppo Chi è un senso e nell altro degli indicatori dei 19 ministri finanziari del giorno dopo potrebbe arrivare lo sblocco dei 7,2 miliardi necessari per evitare l insolvenza della Grecia fino all estate. Un segnale di disponibilità è arrivato dal punto di riferimento della Bce nel negoziato con Atene, il francese Benoît Coeuré, che ha fatto capire la disponibilità della sua istituzione di elevare il limite delle emissioni di titoli di Stato ellenici a breve termine, qualora il governo Tsipras dimostri di essere vicino a trovare un accordo con i creditori. Ma la cancelliera tedesca Angela Merkel e il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble pretendono impegni precisi sui punti su cui Varoufakis tiene duro, prendendo tempo anche per cercare di ottenere un anticipo di almeno tre miliardi dalla Russia per il passaggio in Grecia del gasdotto Turkish Stream. Ivo Caizzi Giorgio Alleva è presidente dell Istat dal 15 luglio È professore ordinario di Statistica all Università Sapienza di Roma. Ha insegnato anche alla Luiss di Roma e all Università di Buenos Aires del mercato del lavoro. Dobbiamo prendere atto che siamo in una fase di sostanziale stabilità e di difficoltà del mercato del lavoro a recepire i segnali di ripresa dell economia che, comunque, potranno essere più vigorosi nei prossimi mesi. Prevediamo un aumento del prodotto interno lordo di 0,1% nel primo trimestre e più forte nel secondo». Come spiega il ritardo del mercato del lavoro a seguire i primi segnali di ripresa? «Le imprese stanno innanzitutto richiamando al lavoro le persone in cassa integrazione. Tuttavia abbiamo segnali concreti di aumento dell occupazione nelle grandi imprese, quelle con più di 500 addetti (1.200 aziende con circa 4,5 milioni di persone), dove i posti di lavoro sono cresciuti a febbraio dello 0,1% rispetto a gennaio. Il dato, come succede spesso, riguarda più l industria, in particolare trainata dall export. Insomma i segnali sono frammentati, a volte contraddittori, secondo i settori e i territori». chi giorni fa parlava di 92 mila contratti in più, 31 mila dei quali a tempo indeterminato. Dal lavoro autonomo a quello part-time, il travaso c è stato e il ministro dell Economia, Pier Carlo Padoan, lo sottolineava anche ieri con soddisfazione. Secondo il presidente dell Inps, Tito Boeri, il calo degli occupati riflette anche una flessione del lavoro irregolare. Sarà solo la ripresa dell economia a smuovere il mercato del lavoro. «La sua evoluzione segue con ritardo quella dell attività economica. Se questa prende a crescere, per prime aumentano le ore di lavoro di chi è già in azienda, con la riduzione della Cig e del part-time, e in effetti un aumento delle ore lavorate è in atto da mesi» spiega Sergio De Nardis, economista di Nomisma. «La crescita dell occupazione si verifica, con ritardo, solo se la produzione di riprende in modo tale da giustificare nuove assunzioni». L Istat, intanto, certifica la fine della deflazione, con i prezzi a marzo saliti dello 0,3%, anche se fermi su base annua e conferma le attese per una crescita del prodotto interno lordo. L indicatore «anticipatore» è stato positivo per il quarto mese consecutivo, «confermando L Inps Per Boeri il calo degli occupati riflette una flessione degli irregolari «I numeri? Serve una centrale unica per evitare confusione sul lavoro» Alleva (Istat): la situazione migliorerà nei prossimi mesi, dopo la ripresa Lo sgravio dei contributi sulle assunzioni a tempo indeterminato non basta? «È importante. Crea condizioni favorevoli alle assunzioni, ma per un aumento stabile dell occupazione servono anche altri fattori: dalle aspettative alla riduzione degli oneri burocratici e fiscali. Comunque, su un piano più strutturale, per consolidare la ripresa bisogna puntare su produttività e capitale umano. Ognuno deve fare la sua parte. Gli individui investire sulla formazione, le imprese sulla qualità di prodotti, management e personale, le istituzioni sul sistema dell istruzione. E poi, bisognerebbe rimettere al centro dell agenda politica il Sud». Presidente, come si conciliano i dati dell Istat sul calo dell occupazione (-59mila occupati a marzo rispetto a febbraio) con quelli del ministero del lavoro che segnalano 92mila rapporti di lavoro attivati in più di quelli cessati? «Non c è contraddizione tra Istat e ministero. Noi rileviamo L integrazione «Un sistema integrato tra noi, l Inps e il ministero del Welfare» attraverso un indagine con un campione molto ampio lo stato delle persone nel mercato del lavoro: occupato, in cerca di occupazione, inattivo. E ci riferiamo sia ai lavoratori dipendenti, sia indipendenti, regolari e irregolari. E questa è la rilevazione che tutti i Paesi conducono, rispettando i livelli di qualità richiesti da Eurostat, e che consente la stima del livello dell occupazione e disoccupazione. Il ministero del Lavoro, invece, guarda alle attivazioni e cessazioni dei contratti di lavoro dipendente e parasubordinato, esclusa la pubblica amministrazione, i lavoratori domestici e i contratti in somministrazione. Ma fare il saldo tra queste grandezze non ha molto senso, anche il ministero non lo calcola. Di sicuro, possiamo dire che ci sono molte trasformazioni in contratti a tempo indeterminato. Ma per capire la dinamica dell occupazione nelle diverse tipologie di contratto, bisognerà aspettare i dati del primo trimestre che l Istat diffonderà il 3 giugno». Ma ha senso avere diversi sistemi di rilevazione su un tema così delicato? «Comunicare in giorni diversi informazioni differenti può alimentare la confusione. Per questo ho proposto al ministro Poletti, di costruire un sistema informativo integrato I dati I dati dell Istat sul calo dell occupazione (59 mila occupati in meno a marzo rispetto a febbraio) si scontrano con quelli del ministero del Lavoro che segnalano 92 mila rapporti di lavoro attivati in più di quelli cessati Secondo Alleva non c è contraddizione tra i numeri, ma per evitare confusione l Istat propone al ministero un sistema integrato di dati le indicazioni a supporto di un miglioramento dell attività economica nel corso della prima metà dell anno» dice l Istituto. Secondo Bankitalia il Pil potrebbe risultare positivo già in questo primo trimestre dell anno. Anche la Banca centrale europea è convinta che, grazie soprattutto alle sue operazioni di acquisto di titoli, ma anche al deprezzamento dell euro e al calo del prezzo del petrolio, il quadro sia più positivo, «anche se la disoccupazione resta elevata». Curiosamente, sono le prospettive di un occupazione in crescita, a determinare il miglioramento del clima di fiducia dei consumatori che, nota, la Bce, è stato particolarmente sensibile in Italia e in Spagna. Mario Sensini tra noi, il ministero e l Inps, per fornire una comunicazione più ricca e integrata appunto. In questo progetto vorrei coinvolgere anche il ministero dell Istruzione perché ritengo sia importante misurare anche il passaggio dal sistema educativo a quello del lavoro». Quanto ci vuole per costruire questo sistema? «L Istat ha già tutte le competenze e gli strumenti per farlo. Con la collaborazione di tutti ci riusciamo in nove mesi, massimo un anno. Basta uscire dalla logica proprietaria dei dati. Un punto sul quale il ministro Poletti concorda». Torniamo all Istat. La disoccupazione sale al 13% e quella giovanile supera il 43%: un problema sociale. «Sono dati importanti, ma servono alcune precisazioni. La disoccupazione è il rapporto tra quanti cercano lavoro e quanti lavorano o cercano un lavoro. Attenzione quindi, il 43,1% di disoccupazione giovanile corrisponde in realtà a circa l 11% del totale dei giovani di anni perché, ovviamente, molti di loro ancora studiano e quindi non cercano un lavoro. Quanto al dato generale, c è la disoccupazione buona e quella cattiva. La prima si manifesta quando aumentano coloro che iniziano a cercare un lavoro per via della crescita economica. La seconda quando non diminuiscono gli inattivi. Ma il dato più importante è il rapporto tra quanti lavorano o cercano lavoro rispetto alla popolazione in età lavorativa. L Italia è molto indietro rispetto alla media europea. Poco superiore al 50% tra le donne. C è molta strada da fare». Enrico Marro
13 Corriere della Sera Venerdì 1 Maggio Primo piano Il lavoro Garanzia giovani, 530 mila iscritti Ma solo due su dieci hanno un offerta Per ora dalla Ue sono arrivati 11 milioni di euro. Poletti ammette: necessari correttivi ROMA Sarà un «grande successo» aveva detto l allora presidente della commissione europea, José Barroso, quando il programma stava per partire. Oggi «Garanzia giovani», il piano per favorire l occupazione dei ragazzi tra i 18 e i 29 anni che non studiano e non lavorano, compie un anno. E i numeri non sembrano dargli ragione. In Italia sono 530 mila i ragazzi che si sono registrati sul portale con le offerte di lavoro. Tanti o pochi? Tanti se si considera il numero massimo di persone (560 mila) raggiungibile con i soldi a disposizione: 1,5 miliardi di euro di cui per ora da Bruxelles sono arrivati solo 11 milioni. Pochi se si alza lo sguardo sul numero totale dei Neet, i giovani che non studiano e lavorano, che in quella fascia d età sono oltre 2 milioni. Cosa è successo a chi ha deciso di partecipare? A 80 mila ragazzi è stata fatta un offerta di lavoro, il 17% degli iscritti al netto di chi poi si è cancellato. Non sappiamo, però, che tipo di offerta hanno ricevuto: uno stage, un contratto a termine oppure altro. Nel rapporto pubblicato ogni settimana dal ministero del Lavoro questa voce non c è. Possibile, dopo un Il progetto Gli incentivi per 1,5 miliardi Garanzia Giovani è un progetto che mira a far trovare un lavoro o uno stage ai giovani entro 4 mesi dalla fine del percorso di studi. Bruxelles ha messo a disposizione dell Italia 1,5 miliardi di euro, ma finora sono arrivati solo 11 milioni anno? I dati - dicono al ministero - arrivano dalle singole regioni solo una volta che le spese sono rendicontate. Per ora, dunque, bisogna accontentarsi dei numeri «macro». «Sono parzialmente soddisfatto», dice il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. «Il giudizio è positivo considerando il punto dal quale partivamo, cioè la mancanza di fatto di politiche attive che aiutino i giovani». Ma c è anche il bicchiere mezzo vuoto: Il sito del governo operativo da 1 anno Il governo ha deciso di aderire al programma utilizzando un portale nel quale convogliare le iscrizioni dei giovani a caccia di un impiego. Il sito ha ricevuto 530 mila registrazioni su una platea di 2 milioni di Neet «Non abbiamo ancora raggiunto i risultati che volevamo. Ma credo sia normale quando parte un progetto nuovo. C è bisogno di rodaggio». Che cosa non ha funzionato? In questi giorni Adapt, l associazione fondata dal giuslavorista Marco Biagi, ha fatto notare come gli annunci finiti sul portale non fossero sempre, diciamo, rigorosi. Dalla «coppia di governanti esperti» senza stipendio, allo stage per un capo Il coinvolgimento delle agenzie private Lo schema usato dall esecutivo è quello di coinvolgere le agenzie interinali come Manpower, Adecco, Gi Group e Randstad e i centri pubblici per l impiego per fare incontrare domanda e offerta di lavoro Le proposte per 80 mila ragazzi A un anno dal lancio di Garanzia Giovani il ministero del Lavoro comunica che sono arrivate ai ragazzi circa 80 mila offerte, in sostanza il 17% degli iscritti. Non è chiaro però che tipo di offerte abbiano ricevuto cantiere con 10 anni di esperienza, anche se lo stage serve proprio a chi esperienza non ne ha. «Gli annunci impropri - dice Poletti - non ci dovrebbero essere ma bisogna ricordare lo spirito di Garanzia giovani: moltiplicare le opportunità. Poi sta ai ragazzi valutare liberamente cosa fare». Il punto vero, però, è proprio il tipo di lavoro che passa tra gli ingranaggi del programma. «Penso che la maggior parte delle offerte ROBERTO PIROLA concretizzate - dice Michele Tiraboschi, coordinatore di Adapt - siano proprio tirocini. E allora il gioco non vale la candela. Meglio usare quei soldi in altro modo». Resta da vedere cosa ne pensano i diretti interessati. Secondo un sondaggio di Adapt e Repubblica degli stagisti, testata on line dedicata proprio al mondo dello stage, il voto medio dei partecipanti è 4. Uno studio dell Isfol, ente di ricerca sotto la vigilanza del ministero del Lavoro, dice invece che sono soddisfatti 8 su 10. Forse la verità sta nel mezzo. Forse - come dice Gianfranco Simoncini, assessore al Lavoro per la Toscana - il «programma era stato caricato di troppe aspettative». Quando i lavori preparatori erano in corso Garanzia giovani era stata considerata come la risposta del governo Letta al Jobs Act, già annunciato dall allora segretario del Pd Matteo Renzi. Poletti è arrivato al ministero quando la machina era già in moto. Sarebbe stato più utile usare quei soldi in altro modo, magari per potenziare lo sconto sui contributi per i contratti stabili? «No, avrei fatto la stessa scelta perché la disoccupazione giovanile è l emergenza numero uno. Il programma va reso stabile ma con alcuni correttivi. Ad esempio coinvolgendo, oltre ai centri pubblici per l impiego, anche le agenzie private, le organizzazioni sindacali, sociali e imprenditoriali». Lorenzo Fisco La fase due del 730 precompilato: dal 2 maggio l invio della dichiarazione E ora si passa alla fase due, quella più operativa: da sabato 2 maggio - «dalla tarda mattinata», ci tiene a specificare l Agenzia delle Entrate - il 730 precompilato potrà essere modificato, integrato o accettato così com è per poi essere inviato dal pc direttamente al Fisco. Dal 15 aprile scorso infatti l Agenzia ha messo a disposizione dei contribuenti la dichiarazione precompilata dalla stessa amministrazione finanziaria. I contribuenti hanno avuto il tempo per consultare i dati presenti e verificarne l esattezza. E ne avranno ancora: dal 2 maggio infatti pensionati, lavoratori dipendenti e assimilati potranno decidere se inviarla così com è oppure con integrazioni o modifiche. Ma il 730 potrà essere inviato, in autonomia o delegando il proprio sostituto d imposta come i centri di assistenza fiscali o i commercialisti, fino al 7 luglio. Tra le integrazioni da fare ad esempio ci saranno le detrazioni per le spese sanitarie, quest anno non incluse nel modello precompilato. Anche per questo, nella stessa giornata di avvio della fase due, l Agenzia ha messo a disposizione un servizio di assistenza tecnica (da telefono fisso e da telefono cellulare) dedicato al supporto dei contribuenti. In vigore da oggi Telecom migliora le garanzie per i clienti sulle nuove tariffe Telecom Italia modifica la manovra tariffaria, che partirà oggi, dopo i rilevi dell Agcom. I clienti avranno più tempo per scegliere e maggiori informazioni. La manovra prevede la cancellazione di una quindicina di offerte e il passaggio della clientela su nuovi profili tariffari. Chi, per esempio, non ha abbonamenti con traffico incluso passerà a una soluzione con traffico voce nazionale tutto incluso, cellulari compresi, a 29 euro al mese. L Agcom aveva diffidato Telecom rispetto all informazione alla clientela e sulla tutela del diritto di scelta per gli utenti. E su questi due fronti il gruppo telefonico ha operato le modifiche, proprio «al fine di rispondere ai rilievi dell Autorità». Le modalità di comunicazione, quindi, verranno ampliate. I clienti che non intenderanno accettare le variazioni, avranno diritto di recesso senza costi fino al 30 giugno 2015, un mese in più. Ai clienti titolari solo di una linea telefonica di base senza offerte tariffarie ad hoc, inoltre, Telecom consentirà di passare gratuitamente a un offerta maggiormente rispondente. Chi, inoltre, non ha fatto telefonate per tre mesi consecutivi e chi gode di condizioni agevolate può rimanere titolare di un contratto che prevede la fatturazione del traffico a consumo.
14 14 Venerdì 1 Maggio 2015 Corriere della Sera
15 # Corriere della Sera Venerdì 1 Maggio Primo piano La previdenza Bocciato il blocco pensioni, buco di 5 miliardi Incostituzionale la norma contenuta nella riforma Fornero. La Consulta: intaccati i diritti fondamentali 5 miliardi il buco nei conti dopo la sentenza della Consulta che ha bloccato l adeguamento delle pensioni di importo superiore a 3 volte il minimo Retroscena Da rivedere 6 milioni di assegni I timori del Tesoro ROMA Quanto peserà sui conti dello Stato la sentenza della Consulta che ha bocciato il blocco della perequazione per le pensioni superiori a tre volte il minimo negli anni ? Il ministero dell Economia ieri sera si riservava di fare i calcoli insieme con l Inps prima di individuare la cifra ma l ipotesi che il «tesoretto» da 1,6 miliardi, che il premier vuole distribuire ai meno abbienti, sfumi, si fa concreto. Secondo i dati Istat, il blocco ha toccato circa sei milioni di persone con una pensione superiore ai euro mensili lordi. La quota maggiore è costituita da pensionati tra i e i euro (17,4% del totale) e tra 2 mila e 3 mila euro (13,7%). Quello che ora dovrà ROMA È incostituzionale la norma che blocca l adeguamento all inflazione delle pensioni lorde di importo superiore a tre volte il minimo Inps (pari a 1.405,05 euro) nel biennio Lo ha stabilito ieri la Corte Costituzionale che ha così bocciato la «legge Fornero» (comma 25 dell articolo 24 del decreto legge n.201 del 2011). Con questa sentenza si apre, però, un buco nei conti pubblici di circa 5 miliardi, secondo le stime dell Avvocatura dello Stato. L ex ministro, Elsa Fornero, replica: «La Corte avrà avuto le sue buone ragioni», ma il blocco della perequazione «fu la cosa che mi costò di più, non fu scelta mia, ma fu una decisione di tutto il Governo» presa «per fare risparmi in tempi brevi». E è ancora forte il ricordo proprio delle sue lacrime durante la presentazione del «Salva Italia». Soddisfazione, invece, da Cgil, Cisl, Federmanager e Manageritalia (che avevano fatto ricorso), da Giorgia Meloni (FdI), Nichi Vendola (Sel) e Paolo Ferrero (Prc). Nella sentenza n. 70 della Consulta, di cui è relatore il giudice Silvana Sciarra, si evidenzia che «l interesse dei pensionati, in particolar modo i titolari di trattamenti previdenziali modesti, è teso alla conservazione del potere di acquisto delle somme percepite, da cui deriva in modo consequenziale il diritto a una prestazione previdenziale adeguata». «Tale diritto costituzionalmente fondato - precisano i giudici - risulta irragionevolmente sacrificato nel nome di esigenze finanziarie non illustrate in dettaglio». Quindi la necessità di fare quadrare i conti dello Stato non può calpestare i diritti fondamentali. A sollevare la questione di legittimità erano stati tra il 2013 e il 2014 il Tribunale di Palermo e la Corte dei Conti per l Emilia-Romagna e la Liguria. Secondo la Consulta, le motivazioni indicate alla base del decreto sono blande e generiche, mentre l esito che si produce Quanto valeva l adeguamento della pensione all inflazione nel Quanto perdevano le pensioni non indicizzate (al 31/12/2011, dati in euro) per i pensionati è pesante. In particolare il blocco della perequazione, secondo la Corte, «induce a ritenere che siano stati valicati i limiti di ragionevolezza e proporzionalità, con conseguente pregiudizio per il potere di acquisto del trattamento stesso e con irrimediabile vanificazione delle aspettative legittimamente nutrite dal lavoratore». Per questi motivi «risultano intaccati i diritti fondamentali connessi al rapporto previdenziale fondati su inequivocabili parametri costituzionali - precisa la sentenza - come la proporzionalità del trattamento di quiescenza (art. 36 Costituzione) e l adeguatezza (art. 38)». Quest ultimo è da intendersi quale espressione certa, anche se non esplicita, del «principio di solidarietà (art. 2)» e al contempo attuazione del «principio di eguaglianza (art. 3)». Sempre sul fronte delle pensioni il presidente dell Inps, Tito Boeri, presenta il progetto «la mia pensione», che aiuta da oggi i cittadini a prevedere l ammontare della futura pensione. Basta chiedere un «pin» e poi seguire le indicazioni presenti nel portale: entro quest anno 18 milioni di lavoratori potranno fare la simulazione. Francesco Di Frischia Per il 2012 Ante manovra Provvedimento originario Dopo il maxiemendamento Per il 2013 Fino a 469 euro 2,6% (100% Istat) 2,6% (100% Istat) 2,6% (100% Istat) Da 470 a 936 2,6% (100% Istat) 2,6% (100% Istat) 2,6% (100% Istat) Da 937 a ,6% (100% Istat) Nessun aumento 2,6% (100% Istat) 3% Da a 2.341,75 2,34% (90% Istat) Nessun aumento Nessun aumento (al 100% Istat) Oltre 2.341,75 1,95% (75% Istat) Nessun aumento Nessun aumento Fino a Riforma L ex ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Monti Elsa Fornero, 66 anni essere calcolato dal Tesoro e dall Inps è quanto dovrà essere rimborsato a questi pensionati. «Il tema - fanno sapere da via XX settembre - è all attenzione del ministero: si valuteranno motivazioni della sentenza e l impatto sulla finanza pubblica». Si sbilancia un po di più il viceministro Enrico Morando, secondo cui l impatto «sarà rilevante»: «Se si dichiara illegittima la mancata corresponsione dell adeguamento, quei pensionati ora hanno diritto ad averlo. La conseguenza è che l adeguamento va corrisposto». Quindi i pensionati che per due anni, quando l inflazione era rispettivamente al 3% (2012) e all 1,2% (2013), non hanno ricevuto l adeguamento, dovranno riceverlo. Secondo l Avvocatura dello Stato, in ballo ci sono circa 1,8 miliardi per il 2012 e circa 3 per il Ma non basta. Nel 2014 il mancato adeguamento all inflazione è stato modificato finendo per gravare sulle pensioni pari a sei volte il minimo (2.973 euro). L adeguamento dunque è stato riconosciuto per intero (100% del tasso d inflazione) sull importo di pensione sino al 74 sulla quota di pensione non superiore a 1.443,00 euro nulla sulla quota di pensione superiore a 1.443,00 (salvo il garantito ) Corriere della Sera triplo del minimo, al 90% per la fascia tra il triplo e il quintuplo del minimo e al 75% per la fascia eccedente cinque volte il minimo. Ma, come segnala la sentenza, «per le modalità con cui opera il meccanismo della perequazione, ogni eventuale perdita del potere di acquisto del trattamento, anche se limitata a periodi brevi, è, per sua natura, definitiva. Le successive rivalutazioni saranno, infatti, calcolate non sul valore reale originario, bensì sull ultimo importo nominale, che dal mancato adeguamento è già stato intaccato». Quindi nel 2014 le pensioni sino al triplo del minimo non hanno recuperato la loro base di calcolo. Anche di questo si dovrà tenere conto. Morando segnala che nella sentenza non c è «un bilanciamento con l articolo 81 della Costituzione» sull obbligo del pareggio di bilancio. La Corte, due mesi fa, pronunciandosi sull illegittimità della Robin Tax sancì la non retroattività della sentenza, qui, invece, «l onere si scarica sui conti pubblici». Antonella Baccaro Il commento Un avviso al governo di Enrico Marro È incostituzionale far cassa sulle pensioni, specialmente se di importo medio-basso, anche quando la situazione è di emergenza. Questo significa la sentenza depositata ieri dalla Corte costituzionale sul blocco dell adeguamento delle pensioni superiori a tre volte il minimo deciso alla fine del 2011, per i due anni successivi, dal governo Monti col decreto Salva Italia. Non è lecito a nessun governo bloccare il potere d acquisto delle pensioni di importo modesto, dice la Corte. Che, per questa platea, conferma la linea di difesa dei diritti acquisiti. Le ripercussioni per il bilancio pubblico saranno pesanti e permanenti, con un aggravio di spesa di alcuni miliardi ogni anno. La sentenza ovviamente si può discutere. Ma il governo e il Parlamento devono innanzitutto prenderne atto, al fine di evitare nuovi e costosi infortuni. Tanto più in questa fase dove è aperto un dibattito sulla opportunità o meno di intervenire sulle pensioni liquidate col vecchio e generoso calcolo retributivo. Un dibattito che ha mille buone ragioni, pro e contro lo stesso concetto di «diritti acquisiti», che non si esaurisce nei confini del diritto costituzionale e che sarebbe sbagliato abbandonare. Ma chi ha la responsabilità di decidere, cioè governo e Parlamento, si muove su un piano diverso, che non può prescindere dalla sentenza di ieri. La lezione è questa: per far cassa bisogna ingegnarsi e trovare soluzioni diverse dal facile taglio delle pensioni. ENERGIA? SU CON Quando devi fare tante cose e hai bisogno di più energia c'è Sustenium Plus! 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16 16 Venerdì 1 Maggio 2015 Corriere della Sera Politica Sì alle altre due fiducie. Senza le opposizioni Restano i 38 ribelli dem. FI, M5S e Sel escono, in tanti pensano al referendum. Il Pd: Aventino? Era per il ponte Lunedì voto finale sull Italicum, i dubbi degli azzurri sullo scrutinio segreto. Alfano: ora modifiche sul Senato L iter Approvato in prima lettura alla Camera a marzo 2014, modificato in Senato, che ha dato il via libera a gennaio, l Italicum è a Montecitorio per il sì definitivo Dopo il voto sull articolo 1 di mercoledì e quelli sugli articoli 2 e 4 ieri, il via libera finale è atteso per lunedì I voti di ieri ROMA Il terzo e ultimo voto di fiducia sull «Italicum» (manca lo scrutinio finale previsto per lunedì sera) si è concluso con l opposizione che esce dal Parlamento alla vigilia del lungo weekend del 1 maggio e mette insieme appena 15 voti contro i 342 della maggioranza che continua a registrare 38 «dissidenti» nel Pd. L Aventino delle opposizioni si è poi sviluppato in una accelerazione della campagna referendaria per abrogare la legge elettorale che verrà: vi partecipa un fronte composto da Forza Italia, Sel e M5S anche se i grillini, cui non dispiace questo testo, mostrano mille prudenze: «Vedremo, valuteremo», dice Danilo Toninelli (M5S). Mentre Mara Carfagna di Forza Italia è lanciatissima sulla via referendaria con la benedizione del capogruppo Renato Brunetta. E il capogruppo di Sel Arturo Scotto si impegna a «mettere in atto tutte le iniziative utili per combattere lo In nero i sì alla fiducia, fra parentesi il totale del gruppo Legenda: La prima chiama Ap 29 (33) 3 1 Sc 24 (25) 1 Pd 268 (310) 38 4 LE FIDUCIE PRINCIPALI Chi è Enzo Cheli, 80 anni, è stato giudice costituzionale dal 1987 al 96. Ha presieduto l Autorità garante per le comunicazioni I sì 350 L insediamento 25 febbraio sì 220 no L intervista di Dino Martirano ROMA Il professor Enzo Cheli: chiarisce subito un concetto: «È solo un opinione scientifica ma la riforma costituzionale del Senato, pur prevedendo aspetti positivi, così non va...». Giudice costituzionale dall 87 al 96, che ha lasciato negli annali della Corte la sentenza storica sui decreti legge non reiterabili, Cheli argomenta che anche in caso di «approvazione doppia conforme», al Senato e alla Camera, un articolo della riforma costituzionale «può sempre essere modificato». Il tema introdotto dall ex giudice delle leggi, che qualcuno ha ribattezzato «Lodo Cheli», non è di poco conto perché incide direttamente sull articolo 2 della riforma costituzionale Renzi-Boschi (composizione ed elezione del L ipotesi I verdiniani non vogliono lasciare l Aula: gli azzurri preferiscono un voto palese Per l Italia-Cd 13 (13) Misto 16 (38) I no 193 Il più alto (dopo il primo) 19 febbraio sì scempio dell Italicum». Sull eventualità che le opposizioni disertino anche il voto finale di lunedì (senza fiducia e con la possibilità dello scrutinio segreto), Ettore Rosato, capogruppo vicario del Pd, ironizza: «Per ora le opposizioni hanno scelto di fare il cosiddetto Aventino perché molti di loro se ne erano già andati a casa. Per mascherare la fuga non partecipano al voto». Per lunedì sera, invece, Forza Italia è orientata a non chiedere il voto segreto: «Valuteremo, ci stiamo pensando», ammette Brunetta dopo aver appreso che i «verdiniani» del suo partito, una ventina che rimpiangono i bei tempi del patto del Nazareno, non accetteranno l ordine di uscire dall Aula. Allora tanto meglio una votazione trasparente in cui la maggioranza vota per l Italicum, i dissidenti del Pd si astengono, le opposizioni votano contro. Invece con il voto segreto è Brunetta a rischiare di più: perché, come si è visto alle pregiudiziali di costituzionalità (385 voti contrari), il bottino di voti della maggioranza può crescere con aiuti e aiutini provenienti da FI e anche dal M5S. La pattuglia dei dissidenti del Pd che non hanno votato la fiducia al governo rimane inchiodata a quota 38 anche se il lettiano Vaccaro è accreditato, a torto o a ragione, come «assente giustificato». Ma come si comporterà la minoranza del Pd al voto finale? L orientamento di chi dice no all Italicum anche tra i dem è quello di essere comunque ben riconoscibile pure in caso di scrutinio segreto: basterà partecipare al voto, e quindi contribuire al numero legale, e astenersi. Tutto sarà registrato al contrario di chi voterà a favore o contro che resterà con il volto coperto. Rosy Bindi rivendica il suo «non voto disinteressato»: «Io sono un cane sciolto, non ho progetti politici personali. Il no alla fiducia era per fedeltà all Costituzione, per rifiutare lo strappo istituzionale del governo». La giornata, poi, è stata caratterizzata da un ruvido confronto tra il ministro Maria Elena Boschi e Renato Brunetta, che, a un certo punto, pare abbia anche pensato di rovinare la festa al Pd facendo mancare il numero legale in Aula. Ma la maggioranza ha quasi 400 deputati e l operazione ipotizzata da Forza Italia viene ritenuta un impresa impossibile Dalla prossima settimana, la partita sulle riforme si sposta al Senato dove attende in commissione la terza lettura il ddl costituzionale Renzi-Boschi. Angelino Alfano (Ap) ha già non partecipano al voto in missione o «giustificati» votano no astenuti Astenuti no 1 astenuto sul Milleproroghe Il secondo scrutinio Ap 26 (33) 6 1 Sc 22 (25) 3 Pd 268 (310) 38 4 I sì 342 I no 15 Sul lavoro 13 maggio 2014 Cheli: la riforma costituzionale? Si può cambiare ogni articolo, i consiglieri-senatori non vanno Il più basso 23 ottobre sì 138 no La correzione Nel testo sull elezione un «nei» è diventato «dai». Anche per questo si può intervenire 1 astenuto sullo sblocca Italia 333 sì Senato) che ora, in terza lettura a Palazzo Madama, diventerà il nuovo oggetto del contendere tra i partiti e dentro i partiti. Professore, se le Camere votano lo stesso testo nei primi due passaggi, come si fa, poi, ad aggirare la regola della doppia lettura conforme? «Guardi, i piani di ragionamento, politici e giuridici, sono tre. E tutti concatenati. Uno, ci vuole un accordo politico. Due, nelle riforme costituzionali tutto si tiene per cui se si tocca un punto si possono toccare tutti i punti connessi e l articolo 104 del regolamento del Senato ammette, appunto, solo i nuovi emendamenti posti in diretta correlazione con le modifiche introdotte dalla Camera. Tre: nel caso della legge Renzi-Boschi esiste anche un innesco per tutto questo». Si riferisce al chirurgico intervento sull articolo 2 eseguito alla Camera? «Al Senato fu scritto che i senatori vengono eletti nei consigli regionali mentre alla Camera è stato corretto dai consigli regionali. La differenza, dunque, seppur minima, c è. Ed è sostanziale». Quindi, grazie a questo «innesco» il presidente del Senato, cui spetta comunque l ultima insindacabile decisione, potrebbe ammettere emendamenti all articolo 2 della riforma? «La decisione è una prerogativa del presidente Grasso che, casomai, potrebbe avvalersi della giunta del Regolamento». Si potrebbe tornare all elezione diretta dei senatori che, comunque, il governo non vuole mettere in discussione? «Io non penso all elezione diretta perché una cosa buona di questo testo è la fiducia accordata al governo solo dalla Camera. Piuttosto, mi lascia molto perplesso la doppia funzione, non retribuita, dei consiglieri regionali che faranno anche i senatori. Ve lo immaginate un governatore, un assessore o Il leader ncd Si apre una fase nuova Chiediamo al governo di modificare la riforma della Carta I cittadini devono potersi esprimere per l elezione dei senatori Per l Italia-Cd 11 (13) 2 Misto 15 (38) messo le mani avanti: «Ora si apre una fase nuova, quindi noi chiediamo al governo e alla maggioranza di modificare la riforma costituzionale con la proposta di Gaetano Quagliariello che spinge per dare ai cittadini una possibilità maggiore di esprimersi in riferimento all elezione del Senato». Il leader di Ap parla sapendo che al Senato la maggioranza non esiste senza i voti dei centristi, dunque osa sull elezione semidiretta del Senato che il premier Matteo Renzi e il ministro Maria Elena Boschi non vogliono mettere in discussione. Ma il governo va in affanno al Senato anche senza i 20 voti dei dissidenti dem tanto che il bersaniano Miguel Gotor cerca di capitalizzare la prova di forza: «La fiducia è stata un segnale di debolezza di Renzi, un passaggio che rafforza le ragioni della presenza della sinistra nel Pd». D.Mart. Così mercoledì 352 sì 207 no Anche alla prima fiducia sono stati 38 i deputati del Partito democratico a non partecipare al voto, oltre a quelli «giustificati» 1 astenuto Astenuti 1 Sulla pubblica amministrazione 07 agosto sì 159 no 117 no 8 astenuti Possibile modificare il sistema di scelta dei componenti Non funziona che siano anche nelle Regioni ed è giusto retribuirli Corriere della Sera magari il sindaco di una grande città che dedica due o tre giorni della settimana all attività legislativa del Senato? Questo modello non funziona perché i consiglieri-senatori finiranno per fare male l uno e l altro mestiere. Anche perché le competenze del Senato sono aumentate dopo il passaggio alla Camera». Però se il senatore deve essere «esclusivo» e «retribuito» poi si smontano i capisaldi della riforma di Renzi. «L esclusività potrebbe voler dire che chi viene designato per il Senato lascia il posto al primo dei non eletti in consiglio regionale. Sulla retribuzione bisogna essere chiari: quando si parla di istituzioni non si può mica ridurre tutto alla logica dei costi». C è altro che non la convince nel ddl Renzi-Boschi? «Il testo nasce per semplificare, e in parte lo fa, ma sul procedimento legislativo complica. Oltre al contenzioso Statoregioni, con tre procedimenti diversi prevedo un contenzioso tra Camera e Senato. Il bicameralismo paritario, paradossalmente. è più lineare».
17 Corriere della Sera Venerdì 1 Maggio 2015 POLITICA 17 La Nota di Massimo Franco UN ESITO CHE PERPETUA I CONFLITTI NEI PARTITI Il retroscena di Maria Teresa Meli ROMA «Abbiamo stravinto, li abbiamo distrutti: così andiamo tranquilli fino al 2018». Alla terza fiducia Matteo Renzi non riesce a trattenere l entusiasmo per l esito della vicenda dell Italicum. La parola fine verrà pronunciata lunedì prossimo, ma il presidente del Consiglio, facendo il punto con i fedelissimi, dà già per vinta la partita. Non solo. Il premier fa mostra di non temere nemmeno le prove del Senato, dove i numeri sono ballerini e la minoranza del Partito democratico potrebbe rivelarsi determinante per il governo. Renzi scruta i sommovimenti in quel ramo del Parlamento e nota come Forza Italia è il «Movimento 5 stelle» continuino a «perdere pezzi». «Secondo me spiega il premier ai suoi non andremo sotto nemmeno a Palazzo Madama. I senatori non seguono Bindi, Bersani e Letta in questo potenziale suicidio». Insomma, l inquilino di Palazzo Chigi non sembra temere il «dopo strappo» sulla riforma elettorale. Il che non significa che sul disegno di legge costituzionale non aprirà a delle modifiche. Ma lo farà non tanto per ricostruire un Alla Camera Addio agli ex M5S, Rostellato va nel Pd Deputata Gessica Rostellato, 32 anni, eletta nel 2013 La deputata Gessica Rostellato, uscita da M5S per creare con altri «ex»alternativa libera, ieri ha aderito al Pd. «Abbiamo molte cose da fare insieme» è stato il benvenuto via Twitter del capogruppo vicario Ettore Rosato. Alla Camera gira voce (smentita dagli interessati) che potrebbe essere seguita da Sebastiano Barbanti e Mara Mucci. Di fiducia in fiducia, tra lunedì sera e martedì l Italicum sarà legge. E Matteo Renzi potrà dire ufficialmente di avere vinto la sua sfida con il resto del Pd e con le altre opposizioni. Rimane un residuo di cautela, del quale si fa portavoce il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi. Ma l eventualità che ci siano intoppi è sempre più remota. Semmai, per il presidente del Consiglio il rischio è di festeggiare con l aula della Camera abbandonata dal «cartello» degli avversari: una sorta di «strategia dell assenza» composta trasversalmente da minoranza del Pd, Forza Italia, M5S, Lega e Sel. La prospettiva, però, non assilla solo Palazzo Chigi. Lo strappo deciso dal premier ponendo la fiducia per arrivare al «sì» alla riforma elettorale tende a ricompattare le opposizioni. Ma potrebbe anche rivelarne le crepe, come è già accaduto con i Democratici, che si sono divisi sul «no». Per questo l ipotesi dell uscita dall aula al momento del voto non viene esclusa, e nemmeno data per scontata. Si sa che dentro FI esiste una filiera «renziana» favorevole alle riforme; e pronta a sottolineare il dissenso rispetto a una deriva ritenuta estremista. Ieri il ministro Boschi ha dovuto rispondere all ex capogruppo Roberto Speranza che «Denis Verdini non si iscriverà al Pd», citando il berlusconiano più governativo. Nella stessa Lega succedono fatti strani: come l ex leader Umberto Bossi che partecipa alle votazioni mentre il resto dei deputati del Carroccio resta fuori. Insomma, a temere brutte sorprese non è solo Renzi ma anche chi lo contrasta. L immagine finale rimane comunque quella di un Parlamento lacerato e inquieto; e di un partito di maggioranza incapace di trovare una coesione, perché gli sconfitti appaiono esasperati e pronti a tutto per colpire Renzi, soprattutto in vista del passaggio dell Italicum al Senato, dopo l estate. Di questa esasperazione è testimone la tentazione intermittente di una scissione del Le difficoltà L ombra di un Aula semivuota e l illusione di un referendum abrogativo dell Italicum promosso dalle minoranze Il premier: li abbiamo distrutti e non andremo sotto neanche a Palazzo Madama Il segretario ai suoi: ora dobbiamo occuparci delle tasse troppo alte canale di comunicazione con i suoi oppositori interni, quanto perché ha capito che potrebbero essere anche altri i voti che mancano all appello per mandare in porto quella riforma. Intanto Renzi si accontenta di aver segnato il punto. Si può presentare alle elezioni regionali, sbandierando il risultato Critiche bipartisan al capogruppo: «Sessista» «Boschi è volubile, le donne sono così» La gaffe di Brunetta «La Boschi? Si sa, le donne sono fatte così, come Renzi del resto: volubili e amanti del potere». Così Renato Brunetta replica al ministro che, a Porta a porta, aveva sottolineato come «sulle riforme non dipendiamo dai cambi di umore di Brunetta». Le critiche al capogruppo di FI sono bipartisan («sessista» e «maschilista» dal Pd, «si scusi» dice l azzurra Ravetto). E lui: «Il sesso non c entra. Così è anche l uomo Renzi». (nella foto Benvegnù- Guaitoli, Maria Elena Boschi ieri in Aula con Ivan Scalfarotto) Pd: anche se certificherebbe solo l istinto suicida e l impotenza della minoranza. Il fatto che FI, e non solo, accarezzi l ipotesi di sottoporre la riforma elettorale al referendum abrogativo, proietta lo scontro fuori dalle aule parlamentari; e allunga sulla legge un ombra di precarietà. Almeno in apparenza, perché un referendum potrebbe, per paradosso, rivelarsi un favore a Renzi, pronto a presentarsi al Paese come il riformista frenato da un fronte di conservatori passatisti. Ma l impressione è che l ostilità al nuovo sistema elettorale nasca più da ragioni politiche che dal contenuto in sé. Il Pd ci vede la premessa di «una mutazione genetica del partito», nelle parole della presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi: una tappa verso quel «partito della Nazione» caro a Renzi, attento al mondo moderato e pronto a dire di no al sindacato. «In passato il partito non ha avuto il coraggio di fare le riforme per non perdere i voti della Cgil», ha ricordato la Boschi. Oltre a questo, però, il sospetto rilanciato dalle opposizioni è che l Italicum sia un sistema presidenziale su misura per Renzi: una scorciatoia foriera di nuovi conflitti. Divisioni Il 15 aprile all assemblea dei deputati dem passa la linea di Renzi: la legge elettorale non si cambia. Ma su 310 parlamentari i sì sono 190: la minoranza non vota la relazione del segretario. Speranza si dimette da capogruppo I deputati della minoranza nei giorni successivi continuano a chiedere modifiche all Italicum, a presentare emendamenti e a premere perché non sia posta la fiducia Alla prova dell Aula però la minoranza si divide: 38 deputati pd non votano la fiducia; circa 50 nuovi «filorenziani» dicono sì. Area riformista, corrente di Speranza, è spaccata. I dissidenti accusano: pressioni dal governo. E c è chi pensa a gruppi autonomi dell Italicum e dimostrando che non è vero quello che si dice di lui, ossia che promette e non mantiene: «Avevamo detto che questa era una riforma fondamentale, dalla quale si poteva partire per portare avanti le altre, e siamo stati di parola». Dunque, non possono essere certo l Italicum, e le polemiche che lo accompagnano, ragioni di cruccio per il presidente del Consiglio. Semmai, Renzi è preoccupato per la decisione della Corte costituzionale. Quella sì che non ci voleva. Trovare tutti quei soldi, con la situazione economica che è quella che è, non sarà un passeggiata. Lo ammette lo stesso premier, che pure è solito spandere ottimismo: «Non sarà una prova facile. Dobbiamo verificare quale impatto può avere la sentenza della Consulta sui conti pubblici». Dopodiché l indole ottimista di Renzi prevale anche in occasioni complicate come questa. E il premier tenta perciò di rassicurare i suoi, preoccupati per le possibili conseguenze della sentenza della Corte costituzionale. «Calma e gesso, ragazzi, vediamo di studiare bene la sentenza e vedrete che troveremo una soluzione anche questa volta», è l esortazione che Renzi ha rivolto ai suoi. «Io ha spiegato il premier non sono molto preoccupato. Non ce n è motivo. Siamo al governo proprio per risolvere questioni complesse, per dare risposte chiare e certe, per trasformare le eventuali criticità in opportunità. Quindi non fasciamoci la testa». Parla così, Matteo Renzi, però questa sentenza della Consulta giunge come un fulmine a ciel sereno nel momento in cui il premier già pensava a come affrontare il problema dei problemi, ossia la situazione economica. È su quella che il presidente del Consiglio si vuole concentrare, una volta L occasione L obiettivo di arrivare al 2018: nei prossimi 12 mesi l economia crescerà e ci giocheremo tutto passata la boa della riforma elettorale. Ci sta riflettendo sopra da tempo, convinto che la mossa vincente può essere solo in quel campo. Secondo lui servirà anche a fugare le polemiche di questi giorni sull Italicum e a far dimenticare divisioni e contrapposizioni. «Dobbiamo occuparci del problema delle tasse che sono troppo alte» è il ritornello dell inquilino di Palazzo Chigi. Con questa aggiunta: «Perciò dobbiamo vedere come sostenere i tagli». Sì, la questione è «tagliare nella pubblica amministrazione per poi tagliare le tasse. È una cosa su cui dobbiamo lavorare seriamente». Ovviamente non sarà questa la priorità. O, meglio, non verrà indicata pubblicamente come tale, perché questo è un punto più che delicato. Ma Renzi sa che per «arrivare fino al 2018» è necessario operare in quel campo. «Nei prossimi dodici mesi ha spiegato il presidente del Consiglio ai suoi collaboratori l economia crescerà e noi non possiamo perdere questa occasione. È su questo che ci giocheremo tutto, governo e faccia».
18 18 Venerdì 1 Maggio 2015 Corriere della Sera Finmeccanica: lavoriamo perché sia sempre bella come la immaginiamo.
19 Corriere della Sera Venerdì 1 Maggio 2015 Dissidenti alla ricerca di un leader Ma il nome e le strategie dividono Le suggestioni: da Speranza a Letta, da Cuperlo a Bersani. Fassina: prima una prospettiva POLITICA 19 Il personaggio Giulia, la compagna (a sinistra) di Civati: Pippo è la minoranza Oltre il Pd c è spazio ROMA «Serve un congresso presto, visto che neanche Cenerentola potrebbe credere ad elezioni nel E serve un nuovo leader alternativo a Renzi. Una figura di nuova generazione». Alfredo D Attore è uno dei 38 deputati pd che non hanno votato la fiducia a Renzi. E guarda avanti, a come ricompattare la nuova minoranza uscita dal voto e a come dargli un volto riconoscibile: «È presto per dargli un nome. Roberto Speranza ha compiuto un gesto forte che ne ha rafforzato la leadership. Ma i leader non si scelgono più a tavolino o per cooptazione: sarà nel vivo della battaglia che ci sarà la selezione naturale». La battaglia però è già cominciata e la ricerca di un leader anche. Perché contro il renzismo i ribelli del Pd schierano un piccolo stuolo di nuovi leader o aspiranti tali e un grande numero di big spesso «in contumacia», perché non più in Parlamento o in ruoli dirigenziali nel partito. «Ci sono più leader che esponenti della minoranza in Parlamento e più minoranze nel Pd che partiti d opposizione al governo». Sintetizza così la situazione un deputato deluso, che non ha votato la fiducia sulla riforma elettorale. E in effetti il voto di mercoledì ha paradossalmente ricompattato giovani e vecchi leader, frantumando le truppe in mille tronconi. Ad andare a pezzi è stata L intervista di Alessandro Trocino ROMA «Non saremo mai renziani della quarta ora, ma siamo coerenti con il lavoro che abbiamo fatto in questi mesi e con due principi base: autonomia e responsabilità». È sulla base di questi principi che Maurizio Martina, ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali (con delega anche all Expo), esponente di spicco della minoranza del Pd, Area Riformista, sostiene la scelta di chi ha votato la fiducia sulla riforma elettorale. Il Partito democratico si è spaccato. «Sul voto di fiducia noi in particolare abbiamo affrontato un passaggio molto delicato. Ma lo si è fatto nel modo giusto, guardando fino in fondo la responsabilità che ha tutto il Pd nella sfida di governo. Per portare avanti riforme spesso evocate ma mai concretizzate». Eppure vi accusano di aver barattato il via libera alla fiducia con le poltrone. «Sono rimasto colpito da chi ha cercato di rappresentare in questo modo la scelta di larga parte della minoranza. È irrispettoso. Se quei 50 non avessero votato, cosa sarebbe successo? Chi ci avrebbe rimesso? Un singolo o tutto il Pd?». Roberto Speranza, leader di Area riformista, non ha partecipato al voto. «Ho molto rispetto per le scelte di Roberto, che continuo a considerare uno dei migliori In Aula I deputati pd Stefano Fassina e Alfredo D Attorre (Di Vita) soprattutto Area Riformista. Speranza è stato contestato una cinquantina di «responsabili», che hanno detto sì alla fiducia. Ma ora, libero dal vincolo di essere un mediatore, lasciato il ruolo di capogruppo, Speranza «Noi responsabili Stimo Pier Luigi La democrazia però non è a rischio» Martina: la legge è molto migliorata esponenti del Pd. È chiaro che il suo non voto pesa, e noi non abbiamo condiviso quella scelta». Lei era considerato un bersaniano: Bersani però ha scelto un altra strada. «Ci siamo sentiti, la mia stima nei suoi confronti rimane immutata. Rifletto sul dato politico di chi non ha votato e di chi come Speranza si è anche dimesso da capogruppo. Dico che dobbiamo ragionarci, senza banalizzare». L Italicum è considerata quasi una legge liberticida da chi non l ha votata. «Io credo invece che sia molto migliorata, grazie anche al lavoro della minoranza». È stato giusto anche mettere la fiducia? «Sarebbe stato meglio non dover affrontare la fiducia, ma Scelte autonome «Siamo autonomi e non diventeremo mai renziani della quarta ora Ora le riforme sociali» non è certo un attentato alla democrazia. Sul lato della responsabilità è fondamentale sostenere la sfida di governo del Pd. Su quello dell autonomia siamo pronti a rilanciare il confronto». Su che temi? «Per esempio sulle riforme costituzionali. Il ministro Boschi e lo stesso Renzi hanno fatto alcune aperture, adesso vanno concretizzate. Io credo che sia possibile costruire un equilibrio più avanzato, a cominciare dal nuovo Senato. Ma possiamo muoverci anche in altre direzioni». Quali? «Dobbiamo affrontare alcune riforme sul fronte sociale, come una vera misura universale di contrasto alla povertà. E poi dare ossigeno ai Comuni. Trovo centrale anche l approvazione di una legge sui partiti. Alziamo l asticella e rilanciamo. Bisogna lavorare per rasserenare il clima e andare avanti, perché questo partito ha davvero una coincidenza di destino con il Paese». Ce l ha anche con Renzi? «Renzi è insieme segretario è visto da molti come il leader emergente della sinistra. Dietro di lui, come di altri, l ombra dei big. «È stato D Alema a suggerirgli le ultime mosse» dice un renziano. «Stupidaggini», risponde chi conosce Ministro Maurizio Martina, 36 anni, è ministro delle Politiche agricole con delega all Expo dal 22 febbraio Con il governo Letta, aveva ricoperto l incarico di sottosegretario con analoga competenza bene Speranza. I «responsabili» dell Area riformista, da Matteo Mauri a Enzo Amendola, guardano a Maurizio Martina. Sull altro lato c è Gianni Cuperlo, con i suoi 21 deputati (ma lo hanno seguito in 14). Dietro, una miriade di big: Enrico Letta, il cui approdo parigino a Science Po incrina le speranze di chi continua a puntare su di lui, Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi, Guglielmo Epifani, Massimo D Alema. E Romano Prodi, il fondatore, nel cui nome si dibatte sull opportunità di fondare una corrente ulivista. Margherita Miotto, considerata bindiana, è scettica: «Non credo che sia necessaria alcuna riorganizzazione delle minoranze. Ci si divide e ci si unisce sugli argomenti, dal Jobs act, alla riforma costituzionale, alla legge elettorale». Anche Stefano Fassina, tra i più irrequieti, di leadership non ne vuole sentire parlare: «Dobbiamo mettere in campo una prospettiva, non un leader. Lo schema congressuale è saltato, la minoranza sono solo quelli che non hanno votato la fiducia». Posizione condivisa da Pippo Civati, che stigmatizza la «minoranza tattica che cambia posizione ogni momento»: «Un leader anti Renzi? Ah non lo so, a me non mi chiamano. Sono considerato uno strano. E comunque, ci sono altre forme di vita oltre al Pd». Al. T. e presidente del Consiglio. È un punto che non può essere sottovalutato da tutti noi». Renzi è vissuto come un corpo estraneo da una parte della minoranza. «È una lettura politica sbagliata della realtà. Sono contro i pensieri unici e gli applausi permanenti e penso che il confronto, anche aspro, sia necessario. Qui il confronto c è stato e bisogna riconoscerlo. Poi c è un principio di ordine e responsabilità che va rispettato». Si parla spesso di Renzi come di «un uomo solo al comando». «Ognuno ha i suoi tratti di leadership. Io sono molto diverso da lui, nei modi e nei toni. Il che non significa però non riconoscerne il ruolo di guida che interpreta». Qualcuno pensa che la «ditta», per dirla con Bersani, possa rompersi. «Spero di no. Il dibattito a tratti è stato molto brusco, ma credo che la stragrande maggioranza di noi tenga sinceramente al progetto del partito democratico». 310 i deputati iscritti al gruppo del Partito democratico (190 della maggioranza renziana, 120 della minoranza) 50 i deputati della minoranza del Partito democratico che hanno partecipato alle tre votazioni sulla fiducia al governo Renzi è segretario e presidente del Consiglio È un punto che non può essere sottovalutato da chi non è renziano Rispetto anche la scelta di Speranza Dobbiamo ragionare sul dato politico di chi non ha votato Vota Sel Giulia Siviero, 36 anni, di Verona è laureata in filosofia, giornalista e blogger MILANO A vedere Pippo Civati, mercoledì davanti a Montecitorio, solo deputato dem a prendere la parola alla manifestazione di Sel contro l Italicum, non è stata sorpresa. «La minoranza vera, quella che può essere descritta come tale, è rappresentata solo da Pippo. L unico che agisce in modo coerente, che non dice una cosa facendone un altra». Parola di Giulia Siviero (foto): laureata in filosofia, lavora sulle questioni di genere, collabora con il Post e il manifesto ed è la compagna di Civati, con il quale ha una bambina. L esponente della sinistra dem, con un gruppo di deputati, proprio in queste ore sta pensando alla possibilità, nell aria da tempo, di lasciare il Pd: «Se fossimo stati in 100 a dire no all Italicum ci sarebbe stata la possibilità di fare qualcosa dentro il Pd. Ma così non è più possibile. E se non c è uno che lo fa per primo, non lo farà mai nessuno», ha spiegato lui. E cosa dice lei, che, come Civati ha più volte ammesso, è elettrice di Sel e più a sinistra di lui? «Il Pd ha tradito il suo progetto iniziale, anche se io non ho mai votato Pd». Si potrebbe allora pensare che sia ben felice di vedere il suo compagno spostarsi a sinistra e raggiungerla. Gli darebbe una spinta? «Non darei una spinta, perché non funziona così la nostra relazione, non do nessun consiglio. Ma da osservatrice prosegue Siviero, muovendomi in un mondo che è più a sinistra del Pd, composto soprattutto da donne, molte femministe, posso testimoniare che c è richiesta di rappresentazione. Uno spazio immenso». E chi potrebbe riempirlo, con Civati, gli altri membri di minoranza? «Credo non ci sia una minoranza del Pd. Ci sono deputati a cui fanno riferimento altri deputati, senza un accordo compatto tra loro. Ma c è molta insofferenza». Civati l ha mostrata più volte. «Ne soffrono moltissimi parlamentari del Pd, mi pare, ma non sempre agiscono per togliersela, l insofferenza. Ci vorrebbe più coraggio e più creatività. Che non ci sia alternativa è una narrazione che circola, ma un alternativa c è sempre». Sì, ma nella «narrazione» di Renzi quell alternativa ha il limite del 3%. «Renzi fa il suo gioco, sminuire fa parte della sua tecnica comunicativa». Forse anche il premier sarebbe felice di non avere un controcanto continuo all orecchio sinistro. D altronde, ha spesso invitato chi vuole a uscire. «Sono d accordo, ognuno è libero di fare quello che vuole. Così come gli elettori e le elettrici, che vanno sempre meno a votare». Alla fine un punto di accordo con Renzi lei lo trova. Renato Benedetto
20 20 POLITICA Berlusconi si vede come padre nobile: Fitto? È già fuori La sfida della «forza repubblicana» del futuro Venerdì 1 Maggio 2015 Corriere della Sera ROMA I giorni di massima distanza dal cuore pulsante del suo partito sono quelli che lo vedono «in frenetica attività», impegnato in «riunioni fiume di ore e ore», attento ad ogni particolare, vivace, attivo, vivo. Più il Silvio Berlusconi politico sembra scolorire in una lontananza fisica e mediatica, più quello imprenditore torna al centro della scena. Per vendere, cedere, scambiare, rilanciare. Comunque, per fare altro da quello che lo ha occupato per oltre 20 anni, la leadership di un partito, una coalizione, un mondo. Confusi, preoccupati, nel suo partito si chiedono se siano vere le voci di una prossima dismissione di Forza Italia, una chiusura, una liquidazione: «La Rossi sussurrano è stata messa lì per quello: il 2 giugno la ditta chiude...». Ma lui, il leader, non manda segnali, né in un senso o nell altro. Meglio, ne manda di contrastanti, perché «è uno che tiene sempre più opzioni aperte, e decide solo alla fine la strada da imboccare». Ad alcuni allora fa capire come la politica non sia più nel suo orizzonte. Ad altri, nelle stesse ore, rivela pensieri e strategie: «Per logorare Renzi Lo scontro Dentro Forza Italia i rapporti sono molto tesi tra Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto. Alla base c è una diversa visione sulla selezione della classe dirigente Un altro forte motivo di contrasto è stato il patto del Nazareno che Berlusconi ha siglato con Matteo Renzi Lo scontro è sfociato nella rottura sulle Regionali in Puglia, dove Fitto sosterrà Schittulli mentre FI appoggerà Poli Bortone Insieme al governo Silvio Berlusconi e Raffaele Fitto a Palazzo Chigi in un immagine dell aprile 2011: il leader di Forza Italia era allora presidente del Consiglio mentre l ex governatore pugliese vestiva i panni di ministro per i Rapporti con le Regioni basta mandarlo avanti a governare con tutte le difficoltà di questi tempi. Se la riforma del Senato si impantana, se viene cambiata e sono costretti alla navetta Camera-Senato, non ne escono più...». Ad altri ancora lascia intendere che se il premier dovesse finire davvero in difficoltà, se si aprisse un nuovo discorso, se si ritrovasse un rapporto non più mediato da Denis Verdini, con il quale il gelo è ormai totale, ma diretto, chissà... Discorsi che arrivano durante riunioni in cui rivela che «potrei andare in Cina, è tanto che non vado...», in cui ribadisce che con Fitto è finita e non c è margine perché «basta, chi si è messo fuori ora ci resta», in cui rivela che la vendita del Milan va fatta pur con la morte nel cuore» ma «per farne di nuovo un club super top, alla Paris Saint Germain», in cui promette che «farò qualche uscita elettorale, ma molto poche». La verità, dice chi gli parla spesso, è che Berlusconi non è più dentro ma non sarà «mai fuori» dalla politica. Raccontano che, quando parla del futuro, disegni per sé un ruolo «alla De Gaulle»: non più nel day by day della politica, ma da ispiratore, punto di riferimento, leader conosciuto che opera da lontano, padre nobile: «Io è il ragionamento che fa ai fedelissimi per quello che ho fatto nella mia vita, per la mia età, il mio prestigio, la mia storia non posso oggi mettermi a battibeccare con questo o quel leader quarantenne, non posso fare i comizi accanto a Salvini o sfidarlo a chi ha la ruspa più grande...». Queste, è il senso, sono le guerricciole che devono combattere «i giovani». Saranno loro a contendersi future premiership, loro a dover dimostrare di poter guidare sul campo o comunque avere un ruolo trainante in quel «partito repubblicano» che, ne è convinto, è la sua ennesima intuizione alla quale nel centrodestra tutti dovranno adeguarsi: Rinnovamento Il leader fa sapere che dovranno essere «i giovani» a contendersi future premiership «Passato l Italicum, o si lascia che a sfidare Renzi sia Grillo, o tutti i partiti dell area dovranno unirsi in un rassemblement che si darà le sue regole e la sua leadership, ma che è l unico contenitore possibile per la rappresentanza dei moderati», dice. E il chiamarsi fuori da questa fase politica che con l appuntamento delle Regionali difficilissimo da affrontare, l alto consenso di cui ancora gode Renzi finirebbe col logorarlo, appare come una strategia per il dopo. «Se non sarà visto come uno dei personaggi che si sfidano quotidianamente sulla scena è a lui che tutti dovranno rivolgersi per ricostruire il centrodestra», dice un fedelissimo. Lui che è, e comunque resta, l unico sovrano possibile del suo regno. Quello che ha dato le chiavi di Forza Italia alla Rossi ma per usarle solo su sua indicazione, quello che tiene tutto aperto e tutti sulla corda, pronto ad una decisione come a quella opposta: davvero potrebbe chiuderla FI se le Regionali diventassero un bagno di sangue, come potrebbe rimanere tutto uguale ad oggi, e già diverso da ieri, da domani. Paola Di Caro Regionali In Puglia il partito resta diviso L ex delfino prepara il divorzio: «FI ormai è senza legittimità» I candidati Il primario ospedaliero Francesco Schittulli (foto in alto), 69 anni, è il candidato governatore della Puglia per i fittiani, Area popolare e Fratelli d Italia. L ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone (foto) sarà invece sostenuta da Forza Italia ROMA Lasciare il partito? «Vedremo come si sviluppa la situazione nelle prossime ore. Ormai FI è senza legittimità». La scissione? «Tra qualche giorno si capirà tutto». A sentire quello che mormora Raffaele Fitto, lui e Silvio Berlusconi sono a un passo dalle carte bollate. E quel divorzio dal suo partito, che l eurodeputato aveva sempre smentito, adesso sembra imminente. Al punto che la premessa standard che l ex governatore pugliese inseriva anche nei più duri attacchi al cuore del berlusconismo «La mia battaglia la faccio dentro Forza Italia» adesso è scomparsa dai radar. Forse per sempre. A far precipitare la situazione è proprio l esito del vertice che avrebbe dovuto portare all armistizio e a un candidato unico per le Regionali pugliesi. Finito, dopo sette ore e mezza di discussione, tra l altro spalmate in due giorni, proprio com era iniziato. Con Fitto che insieme a un pezzo del centrodestra sostiene la candidatura di Francesco Schittulli. E con FI, alleata con Salvini, che conferma la corsa di Adriana Poli Bortone. Si siedono al tavolo mercoledì alle 21. Col commissario forzista Luigi Vitali che scandisce: «Siamo qui a una condizione. La candidata deve essere la Poli Bortone perché Schittulli deve pagare un prezzo. Lui ci ha scaricato». Tempo mezz ora e, complice una mezza rottura tra i due delegati del Nuovo centrodestra, qualcuno avanza una terza candidatura. Vitali si alza e telefona ad Arcore proprio mentre, alla fine del primo tempo di Milan-Genoa, Berlusconi sta cenando con Mister Bee. «No, la Poli s è comportata bene e non possiamo scaricarla», è il diktat dell ex premier. Una linea che, per le altre sei ore e mezzo di vertice, Vitali non abbandonerà. Ieri mattina, tornano tutti attorno al tavolo. Durante una pausa a delegazioni separare, dalla stanza dei fittiani si sentono frasi al vetriolo contro Arcore. «Vuole la scusa per cacciarci», «vuole favorire Emiliano», «è il patto del Nazareno in salsa pugliese». Tempo qualche ora e sono tutti a parlare di «scissione». Stavolta sul serio. Tommaso Labate
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