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Timestamp: 2020-01-27 00:57:42+00:00

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Decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394 [06a parte: (...) - Progetto Melting Pot Europa
Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, a norma dell’art. 1, comma 6, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 258, del 3 novembre - S. O. n. 190/L
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[6a parte]
Capo VIII - DISPOSIZIONI SULL’INTEGRAZIONE SOCIALE
Art. 52 - Registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati
Art. 53 - Condizioni per l’iscrizione nel Registro
Art. 55 - Funzionamento della Consulta peri problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie
Art. 57 - Istituzione dei Consigli territoriali per l’immigrazione
Art. 59 - Attività delle regioni e delle province autonome
Art. 60 - Attività delle Amministrazioni statali
Art. 61-bis -Sistemi informativi
Disposizioni sull’integrazione sociale
Registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati.
1. Presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è istituito il registro delle associazioni, degli enti e degli altri organismi privati che svolgono le attività a favore degli stranieri immigrati, previste dal testo unico. Il registro è diviso in due sezioni:
a) nella prima sezione sono iscritti associazioni, enti e altri organismi privati che svolgono attività per favorire l’integrazione sociale degli stranieri, ai sensi dell’articolo 42 del testo unico;
b) nella seconda sezione sono iscritti associazioni, enti ed altri organismi privati abilitati alla realizzazione dei programmi di assistenza e protezione sociale degli stranieri di cui all’articolo 18 del testo unico (1).
2. L’iscrizione al registro di cui al comma 1, lettera a), è condizione necessaria per accedere direttamente o attraverso convenzioni con gli enti locali o con le amministrazioni statali, al contributo del Fondo nazionale per l’integrazione di cui all’articolo 45 del testo unico.
3. Non possono essere iscritti nel registro le associazioni, enti o altri organismi privati il cui rappresentante legale o uno o più componenti degli organi di amministrazione e di controllo, siano sottoposti a procedimenti per l’applicazione di una misura di prevenzione o a procedimenti penali per uno dei reati previsti dal testo unico o risultino essere stati sottoposti a misure di prevenzione o condannati, ancorché con sentenza non definitiva, per uno dei delitti di cui agli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale, salvo che i relativi procedimenti si siano conclusi con un provvedimento che esclude il reato o la responsabilità dell’interessato, e salvi in ogni caso gli effetti della riabilitazione.
(1) Comma così sostituito dall’art. 46, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334.
Condizioni per l’iscrizione nel Registro.
1. Possono iscriversi nella sezione del registro di cui all’articolo 52, comma 1, lettera a), gli organismi privati, gli enti e le associazioni che svolgono attività per l’integrazione di cui all’articolo 42, comma 1, del testo unico, che abbiano i seguenti requisiti:
a) forma giuridica compatibile con i fini sociali e di solidarietà desumibili dall’atto costitutivo e dallo statuto in cui devono essere espressamente previsti l’assenza di fini di lucro, il carattere democratico dell’ordinamento interno, l’elettività delle cariche associative, i criteri di ammissione degli aderenti, i loro obblighi e diritti. I predetti requisiti non sono richiesti per gli organismi aventi natura di organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), ai sensi del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460;
b) obbligo di formazione del bilancio o del rendiconto dal quale devono risultare i beni, i contributi o le donazioni, nonché le modalità di approvazione dello stesso da parte dell’assemblea degli aderenti;
c) sede legale in Italia e possibilità di operatività in Italia ed eventualmente all’estero qualunque sia la forma giuridica assunta;
d) esperienza almeno biennale nel settore dell’integrazione degli stranieri e dell’educazione interculturale, della valorizzazione delle diverse espressioni culturali, ricreative, sociali, religiose ed artistiche, della formazione, dell’assistenza e dell’accoglienza degli stranieri.
2. I soggetti di cui al comma 1, si iscrivono al registro su richiesta del rappresentante legale, con una domanda corredata da:
a) copia dell’atto costitutivo e dello statuto o degli accordi degli aderenti:
b) dettagliata relazione sull’attività svolta negli ultimi due anni;
c) copia del bilancio o del rendiconto relativo agli ultimi due anni di attività;
d) eventuale iscrizione all’albo regionale delle associazioni del volontariato;
e) ogni altra documentazione ritenuta utile per comprovare l’adeguatezza dell’associazione a svolgere attività nel settore dell’integrazione degli stranieri;
f) dichiarazione redatta e sottoscritta ai sensi delle vigenti disposizioni concernente l’assenza, nei confronti del legale rappresentante e di ciascuno dei componenti degli organi di amministrazione e di controllo dell’ente, delle condizioni interdittive di cui al comma 3 dell’articolo 52.
3. [Ai fini di cui all’articolo 23, comma 2, del testo unico, possono iscriversi nel registro di cui all’articolo 52, comma 1, lettera b), gli enti e le associazioni di volontariato operanti nel settore dell’immigrazione da almeno tre anni, in possesso dei requisiti di cui al comma 1, lettere a), b) e c), comprovati con la documentazione di cui al comma 2, nonché dei seguenti ulteriori requisiti:
a) disponibilità di strutture alloggiative idonee, al fine di ospitare il cittadino straniero per il quale viene prestata garanzia;
b) patrimonio e disponibilità economica risultante dalla documentazione contabile e fiscale dell’ente o dell’associazione, adeguata ad assicurare il sostentamento e l’assistenza sanitaria dello straniero per la durata del permesso di soggiorno e l’eventuale rimpatrio] (1).
4. [Gli enti e le associazioni di cui al comma 3, al momento della richiesta di cui all’art. 23, comma 1, del testo unico devono indicare il luogo dove intendono ospitare il cittadino straniero e le relative caratteristiche strutturali e sanitarie, certificate a norma dell’articolo 16, comma 4, lettera b), del presente regolamento. Gli stessi soggetti devono altresì indicare la disponibilità economica adeguata per il sostentamento dello straniero, non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale aumentato a norma dell’articolo 29, comma 3, lettera b), del testo unico, ovvero, per un numero di ospiti superiore a cinque, aumentato del 75% per ciascuno di essi. Il decreto di cui all’articolo 54, comma 1, indica il numero massimo di garanzie annuali che possono essere presentate da ciascun ente o associazione iscritti al registro, individuato sulla base del suo patrimonio e della disponibilità di alloggio] (2).
5. Nell’ambito del registro di cui all’articolo 52, comma 1, lettera b), possono iscriversi le associazioni, gli enti e gli organismi privati abilitati alla realizzazione dei programmi di assistenza e integrazione sociale di cui all’articolo 18, comma 3, del testo unico. Nella fase di prima applicazione possono richiedere l’iscrizione solo gli organismi privati che, indipendentemente dalla natura giuridica, abbiano già svolto attività di assistenza sociale e di prestazione dei servizi in materia di violenza contro le donne, prostituzione, tratta, violenza e abusi sui minori, assistenza ai lavoratori in condizione di grave sfruttamento, con particolare riferimento al lavoro minorile (3).
6. Ai fini dell’iscrizione, i soggetti di cui al comma 5 presentano un curriculum attestante le precedenti esperienze, e una dichiarazione dalla quale risultino:
a) la disponibilità, a qualsiasi titolo, di operatori competenti nelle aree psicologica, sanitaria, educativa e dell’assistenza sociale, che assicurino prestazioni con carattere di continuità, ancorché volontarie;
b) la disponibilità, a qualsiasi titolo, di strutture alloggiative adeguate all’accoglienza e alla realizzazione del programma di assistenza e di integrazione sociale, con la specificazione delle caratteristiche tipologiche e della ricettività;
d) la descrizione del programma di assistenza e integrazione sociale che intendano svolgere, articolato in differenti programmi personalizzati. Il programma indica finalità, metodologia di intervento, misure specifiche di tutela fisica e psicologica, tempi costi e risorse umane impiegate; prevede le modalità di prestazione di assistenza sanitaria e psicologica, e le attività di formazione, finalizzate ove necessario all’alfabetizzazione e all’apprendimento della lingua italiana, e comunque alla formazione professionale in relazione a specifici sbocchi lavorativi;
e) l’adozione di procedure per la tutela dei dati personali, ai sensi della legge 31 dicembre 1996, n. 675, anche relativi ai soggetti ospitati nelle strutture alloggiative;
f) l’assenza, nei confronti del legale rappresentante e di ciascuno dei componenti degli organi di amministrazione e di controllo dell’ente, delle condizioni interdittive di cui al comma 3 dell’articolo 52.
7. A decorrere dal sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del presente regolamento possono richiedere l’iscrizione anche organismi privati che non abbiano svolto precedentemente attività di assistenza nei campi indicati dal comma 6, purché stabiliscano un rapporto di partenariato con uno dei soggetti già iscritti nella sezione del registro di cui all’articolo 52, comma 1, lettera b). Tali organismi devono presentare una dichiarazione dalla quale risultino, oltre ai requisiti indicati dal comma 6 lettere a), b) e d), il curriculum di ciascuno dei componenti ed il rapporto di partenariato (4).
(1) Comma abrogato dall’art. 46, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334.
(2) Comma abrogato dall’art. 46, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334.
(3) Comma così modificato dall’art. 46, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334.
(4) Comma così modificato dall’art. 46, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334.
Iscrizione nel Registro.
1. L’iscrizione degli organismi privati, degli enti e delle associazioni nel registro di cui all’articolo 52, è disposta dal Ministro per la solidarietà sociale, con proprio decreto, sentita la Commissione di cui all’articolo 25, comma 2, limitatamente all’iscrizione alla sezione di cui all’articolo 52, comma 1, lettera b) (1).
2. L’iscrizione o il provvedimento di diniego dell’iscrizione è comunicato entro 90 giorni dalla richiesta. Trascorso tale termine l’iscrizione è da ritenersi avvenuta.
3. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali provvede all’aggiornamento annuale del registro, di cui all’articolo 52, comma 1. A tal fine gli organismi privati e le associazioni e gli enti interessati trasmettono entro il 30 gennaio di ogni anno una relazione sull’attività svolta. Ogni cambiamento sostanziale di uno dei requisiti richiesti per l’iscrizione dovrà essere invece comunicato tempestivamente (2).
4. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali può effettuare controlli o richiedere la trasmissione di documentazione. La rilevazione di comportamenti non compatibili con le finalità dei soggetti di cui al comma 1, comporta la cancellazione dal registro, a decorrere dalla data di comunicazione all’interessato (3).
5. L’elenco degli organismi privati e delle associazioni e degli enti iscritte al registro è comunicato annualmente alle regioni e alle province autonome.
(1) Comma così modificato dall’art. 46, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334.
(2) Testo modificato dall’art. 47, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334.
(3) Testo modificato dall’art. 47, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334.
Funzionamento della Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie.
1. La Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie, di cui all’art. 4 del testo unico, istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha sede presso il Dipartimento per gli affari sociali. Con lo stesso decreto vengono nominati i componenti della Consulta ai sensi del comma 4 del predetto articolo 42 del testo unico (1).
2. Il Presidente della Consulta può invitare a partecipare ai lavori della Consulta i rappresentanti dei Consigli territoriali, di cui all’articolo 3, comma 6, del testo unico.
4. La Consulta è convocata almeno ogni sei mesi. La Consulta si avvale di una propria segreteria composta da personale in servizio presso il Dipartimento per gli affari sociali, che assicura il supporto tecnico-organizzativo (2).
5. La Consulta acquisisce le osservazioni degli enti e delle associazioni nazionali maggiormente attivi nell’assistenza e nell’integrazione degli immigrati ai fini della predisposizione del Documento programmatico di cui all’articolo 3 del testo unico; in relazione alle condizioni degli immigrati, inoltre, esamina le problematiche relative alla loro integrazione a livello, economico, sociale e culturale: verifica lo stato di applicazione della legge evidenziandone difficoltà e disomogeneità a livello territoriale; elabora proposte e suggerimenti per una migliore convivenza tra immigrati e cittadinanza locale e per la tutela dei diritti fondamentali; assicura la diffusione delle informazioni relative alla realizzazione di esperienze positive maturate nel settore dell’integrazione a livello sociale, nel rispetto delle disposizioni in vigore in materia di dati personali.
6. Con il decreto di cui al comma 1, sentito il Presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, può essere nominato il Vice presidente della Consulta e sono stabilite le modalità di raccordo e di collaborazione con l’attività dell’organismo di cui all’articolo 56.
(1) Testo modificato dall’art. 47, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334.
Organismo nazionale di coordinamento.
1. L’Organismo nazionale di coordinamento di cui all’articolo 42, comma 3, del testo unico opera in stretto collegamento con la Consulta per l’immigrazione di cui al comma 4 dello stesso articolo, con i Consigli territoriali per l’immigrazione, con i centri di osservazione, informazione e di assistenza legale contro le discriminazioni razziali, etniche, nazionali e religiose, con le istituzioni e gli altri organismi impegnati nelle politiche di immigrazione a livello locale, al fine di accompagnare e sostenere lo sviluppo dei processi locali di accoglienza ed integrazione dei cittadini stranieri, la loro rappresentanza e partecipazione alla vita pubblica.
2. La composizione dell’Organismo nazionale di cui al comma 1 è stabilita con determinazione del Presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (C.N.E.L.), d’intesa con il Ministro per la solidarietà sociale.
3. L’Organismo nazionale si avvale di una segreteria composta da funzionari del C.N.E.L. e personale ed esperti con contratto a tempo determinato.
Istituzione dei Consigli territoriali per l’immigrazione.
1. I Consigli territoriali per l’immigrazione di cui all’articolo 3, comma 6, del testo unico, con compiti di analisi delle esigenze e di promozione degli interventi da attuare a livello locale, sono istituiti, a livello provinciale, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottarsi di concerto con il Ministro dell’interno. È responsabilità del prefetto assicurare la formazione e il funzionamento di detti Consigli. Essi sono così composti:
d) dal sindaco del comune capoluogo, o da un suo delegato, nonché dal sindaco, o da un suo delegato, dei comuni della provincia di volta in volta interessati;
e) dal Presidente della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura o da un suo delegato;
g) da almeno due rappresentanti delle associazioni più rappresentative degli stranieri extracomunitari operanti nel territorio;
h) da almeno due rappresentanti degli enti e delle associazioni localmente attivi nel soccorso e nell’assistenza agli immigrati.
2. Possono essere invitati a partecipare alle riunioni dei Consigli i rappresentanti delle Aziende sanitarie locali, nonché degli enti o altre istituzioni pubbliche interessati agli argomenti in trattazione.
3. I Consigli territoriali per l’immigrazione operano, per la necessaria interazione delle rispettive attività, in collegamento con le Consulte regionali di cui all’articolo 42, comma 6, del testo unico, eventualmente costituite con legge regionale. Ai fini di una coordinata ed omogenea azione di monitoraggio ed analisi delle problematiche connesse al fenomeno dell’immigrazione e delle esigenze degli immigrati, nonché di promozione dei relativi interventi, il prefetto assicura il raccordo dei Consigli territoriali con la Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie, di cui all’articolo 42, comma 4, del testo unico.
4. Nell’adozione del decreto di cui al comma 1 del presente articolo, il Presidente del Consiglio dei Ministri tiene conto, ai fini dell’istituzione dei Consigli territoriali per l’immigrazione, degli eventuali organi costituiti, con analoghe finalità, presso i comuni. In tal caso, il prefetto assicura il raccordo tra i predetti organi e la Consulta per i problemi degli stranieri immigrati e delle loro famiglie.
Fondo nazionale per le politiche migratorie.
1. Il Ministro per la solidarietà sociale, con proprio decreto adottato di concerto con i Ministri interessati secondo quanto disposto dall’articolo 59, comma 46, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e dall’articolo 133, comma 3, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, ripartisce i finanziamenti relativi al Fondo nazionale per le politiche migratorie di cui all’articolo 45 del testo unico, in base alle seguenti quote percentuali:
a) una quota pari all’80% dei finanziamenti dell’intero Fondo è destinata ad interventi annuali e pluriennali attivati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano, nonché dagli enti locali, per straordinarie esigenze di integrazione sociale determinate dall’afflusso di immigrati;
b) una quota pari al 20% dei finanziamenti è destinata ad interventi di carattere statale comprese le spese relative agli interventi previsti dagli articoli 20 e 46 del testo unico.
2. [Le somme stanziate dall’articolo 18 del testo unico per interventi di protezione sociale confluiscono nel Fondo di cui all’articolo 59, comma 44, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, per essere successivamente riassegnate al Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri con decreto del Ministro per la solidarietà sociale, adottato di concerto con i Ministri interessati, secondo quanto previsto dall’articolo 59, comma 46, della predetta legge n. 449 e dall’articolo 129, comma 1, lettera e), del predetto decreto legislativo n. 112 del 1998] (1).
3. Le regioni possono impiegare una quota delle risorse loro attribuite ai sensi del comma 1, lettera a), per la realizzazione di programmi interregionali di formazione e di scambio di esperienze in materia di servizi per l’integrazione degli immigrati.
4. Le risorse attribuite alle regioni ai sensi del comma 1, lettera a), costituiscono quote di cofinanziamento dei programmi regionali relativi ad interventi nell’ambito delle politiche per l’immigrazione. A tal fine le regioni partecipano con risorse a carico dei propri bilanci per una quota non inferiore al 20% del totale di ciascun programma. Le risorse attribuite alle regioni possono altresì essere utilizzate come quota nazionale di cofinanziamento per l’accesso ai fondi comunitari.
5. Il decreto di ripartizione di cui al comma 1 tiene conto, sulla base dei dati rilevati dall’ISTAT e dal Ministero dell’interno:
6. Per la realizzazione della base informativa statistica necessaria alla predisposizione del decreto di cui al comma 1, il Ministero dell’interno trasmette all’ISTAT, secondo modalità concordate e nel rispetto della legge 31 dicembre 1996, n. 675, e successive modificazioni e integrazioni, le informazioni di interesse statistico sui cittadini stranieri, contenute nei propri archivi automatizzati, incluse quelle relative ai minorenni registrati sul permesso di soggiorno o carta di soggiorno dei genitori.
7. Il decreto di cui al comma 1 tiene altresì conto delle priorità di intervento e delle linee guida indicate nel documento programmatico relativo alla politica dell’immigrazione e degli stranieri predisposto ogni tre anni ai sensi dell’articolo 3, comma 1, del testo unico.
8. I programmi annuali e pluriennali predisposti dalle regioni sono finalizzati allo svolgimento di attività volte a:
a) favorire il riconoscimento e l’esercizio, in condizione di parità con i cittadini italiani, dei diritti fondamentali delle persone immigrate;
b) promuovere l’integrazione degli stranieri favorendone l’accesso al lavoro, all’abitazione, ai servizi sociali, alle istituzioni scolastiche;
c) prevenire e rimuovere ogni forma di discriminazione basata sulla razza, il colore, l’ascendenza o l’origine nazionale o etnica o religiosa;
d) tutelare l’identità culturale, religiosa e linguistica degli stranieri;
e) consentire un positivo reinserimento nel Paese d’origine.
9. Il Ministro per la solidarietà sociale predispone, con proprio decreto, sentita la Conferenza Unificata, un apposito modello uniforme per la comunicazione dei dati statistici e socio-economici e degli altri parametri necessari ai fini della redazione dei programmi regionali e statali, che devono essere trasmessi al Dipartimento per gli affari sociali ai sensi dell’articolo 59, comma 1, e dell’articolo 60, comma 2, e per la presentazione della relazione annuale ai sensi dell’articolo 59, comma 5, e dell’articolo 60, comma 4 (2).
(1) Comma abrogato dall’art. 12, L. 11 agosto 2003, n. 228.
Attività delle regioni e delle province autonome.
1. Entro sei mesi dalla data di pubblicazione del decreto del Ministro per la solidarietà sociale di cui all’articolo 58, comma 1, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sulla base delle risorse del Fondo rispettivamente assegnate, comunicano al Dipartimento per gli affari sociali della Presidenza del Consiglio dei Ministri i programmi annuali o pluriennali, comunque della durata massima di tre anni, che intendono realizzare nell’ambito delle politiche per l’immigrazione. La comunicazione dei programmi è condizione essenziale per la erogazione del finanziamento annuale (1).
2. Per favorire l’elaborazione dei piani territoriali anche ai fini dell’armonizzazione con i piani di intervento nazionale, il Ministro per la solidarietà sociale, d’intesa con la Conferenza Unificata, adotta con proprio decreto linee guida per la predisposizione dei programmi regionali (2).
3. I programmi regionali indicano i criteri per l’attuazione delle politiche di integrazione degli stranieri ed i compiti attribuiti ai comuni quali soggetti preposti all’erogazione dei servizi sociali ai sensi dell’articolo 131, comma 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. I programmi regionali prevedono accordi di programma con gli enti locali che indichino gli obiettivi da perseguire, gli interventi da realizzare, le modalità e i tempi di realizzazione, i costi e le risorse impegnate, i risultati perseguiti, i poteri sostitutivi in caso di ritardi e inadempienze.
4. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, ai fini dell’attuazione dei propri programmi, possono avvalersi della partecipazione delle associazioni di stranieri e delle organizzazioni stabilmente operanti in loro favore iscritte nel registro di cui all’articolo 52, comma 1, lettera a).
5. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, entro un anno dalla data di erogazione del finanziamento, presentano una relazione al Ministro per la solidarietà sociale sullo stato di attuazione degli interventi previsti nei programmi, sulla loro efficacia, sul loro impatto sociale, sugli obiettivi conseguiti e sulle misure da adottare per migliorare le condizioni di vita degli stranieri sul territorio. Nello stato di attuazione degli interventi deve essere specificato anche il grado di avanzamento dei programmi in termini di impegni di spesa, pagamenti e residui passivi desunti dai rispettivi bilanci.
6. Qualora le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano non adempiano nei termini all’obbligo di comunicazione dei programmi che intendono realizzare ovvero, entro dodici mesi dalla data di erogazione dei finanziamenti, non abbiano provveduto all’impegno contabile delle rispettive quote assegnate, il Ministro per la solidarietà sociale, sentita la Conferenza Unificata provvede alla revoca del finanziamento e alla ridestinazione dei fondi alle regioni e alle province autonome.
7. L’obbligo di comunicazione dei programmi di cui al comma 1 e quello dell’iscrizione nel registro di cui al comma 4 e le quote di cofinanziamento previste a carico delle regioni dall’articolo 58, comma 4, operano relativamente alla ripartizione degli stanziamenti previsti per gli esercizi finanziari successivi a quello di entrata in vigore del presente regolamento.
(2) In attuazione di quanto disposto dal presente comma vedi il D.M. 6 dicembre 1999.
Attività delle Amministrazioni statali.
1. Gli interventi realizzati dalle amministrazioni statali sono finanziati ai sensi dell’articolo 58, comma 1, lettera b), secondo le priorità indicate dal documento programmatico di cui all’articolo 3, comma 1, del testo unico.
2. Il Ministro per la solidarietà sociale, promuove e coordina, d’intesa con i Ministri interessati, i programmi delle amministrazioni statali presentati al Dipartimento per gli affari sociali entro sei mesi dalla pubblicazione del decreto di ripartizione del Fondo (1).
3. Le amministrazioni statali predispongono i propri programmi anche avvalendosi delle associazioni di stranieri e delle organizzazioni stabilmente operanti in loro favore iscritte nel registro di cui all’articolo 52, comma 1, lettera a).
4. Le amministrazioni statali, entro un anno dalla data di erogazione del finanziamento, presentano una relazione al Ministro per la solidarietà sociale sullo stato di attuazione degli interventi previsti nei rispettivi programmi, sulla loro efficacia, sul loro impatto sociale e sugli obiettivi conseguiti.
1. La condizione dell’iscrizione al registro di cui all’articolo 52, comma 1, è richiesta per gli interventi adottati sugli stanziamenti previsti per gli esercizi finanziari degli anni successivi a quello di entrata in vigore del presente regolamento.
Art. 61-bis
1. Per l’attuazione dei procedimenti del testo unico e del regolamento, le amministrazioni pubbliche si avvalgono degli archivi automatizzati e dei sistemi informativi indicati nel regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 luglio 2004, n. 242, per la razionalizzazione e l’interconnessione tra le pubbliche amministrazioni, nonché dei sistemi informativi e delle procedure telematiche indicate nel presente regolamento. Le modalità tecniche e procedurali per l’accesso e la trasmissione di dati e documenti tra i sistemi informativi delle amministrazioni pubbliche sono disciplinate con i provvedimenti previsti nel regolamento di attuazione, di cui all’articolo 34, comma 2, della legge 30 luglio 2002, n. 189.
2. Per le procedure di ingresso, soggiorno ed uscita e per i collegamenti informativi con le altre amministrazioni pubbliche, le questure si avvalgono anche dell’archivio informatizzato dei permessi di soggiorno previsto dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 34, comma 2, della legge n. 189 del 2002.
3. I criteri e le modalità di funzionamento dell’archivio di cui al comma 2 sono stabilite con decreto del Ministro dell’interno (1).
(1) Articolo aggiunto dall’art. 45, D.P.R. 18 ottobre 2004, n. 334.

References: Art. 52

Art. 53

Art. 55

Art. 57

Art. 59

Art. 60

Art. 61
 sentenza 
 articolo 42

Art. 61