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Timestamp: 2016-10-27 19:15:35+00:00

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1 2 3 4 5 6 7 8 9 LA NORMATIVA ATTUALMENTE IN VIGORE QUADERNI NUMERO 4 CAPITOLO 1 Per chiarezza, oltre che per ricordare le norme vigenti, prendiamo le mosse dall attuale disciplina dell attività dello spedizioniere e degli altri soggetti che si presentano sullo scenario del trasporto, distinguendo tra normative di diritto interno e normative di diritto internazionale. NORMATIVE DI DIRITTO INTERNO 1.1 Per quanto attiene alle normative di diritto interno gli operatori del trasporto risultano inquadrati nelle categorie qui di seguito specificate: SPEDIZIONIERE 1.1.A Individuando con tale termine il soggetto che si obbliga a stipulare per conto del proprio mandante un contratto di trasporto, senza peraltro assumere direttamente le obbligazioni di risultato che fanno carico al vettore in ordine alla sua corretta esecuzione, il codice inquadra lo spedizioniere nell ambito del più vasto e generico contratto di mandato. L art Cod. civ. qualifica infatti espressamente il contratto di spedizione come un mandato e tutta la disciplina in materia è compresa nell ambito delle disposizioni relative a tale contratto, con la conseguenza che le norme espressamente previste dal Codice per lo spedizioniere integrano quelle che riguardano in genere il mandatario e che si applicano quindi anche allo spedizioniere ( tipico, in tal senso, il costante insegnamento giurisprudenziale relativo all applicazione al contratto di spedizione della norma di cui all art. 1710, prevista in tema di mandato, la quale impone al mandatario l obbligo della diligenza del buon padre di famiglia ). Da tale inquadramento deriva che la responsabilità dello spedizioniere si deve intendere limitata alla scelta della via, del mezzo e delle modalità di trasporto della merce, come dispone l art Cod. civ., mentre nessuna responsabilità può fargli carico in ordine al buon esito del trasporto e cioè in ordine al risultato del contratto concluso suo tramite. VETTORE 1.1.B Ben diversa risulta la posizione del vettore, il quale è responsabile, secondo una costante giurisprudenza, non limitata ai soli giudici italiani, sia del buon esito dell operazione a lui affidata, sia della custodia delle merci oggetto del trasporto durante tutto il periodo di tempo in cui esse rimangono nella sua detenzione. 110 Nell ambito dell ordinamento italiano tale previsione è contenuta nell art Cod. civ. in collegamento con il successivo art.1693, nonché con la più ampia e generica disposizione dell art.1177, secondo cui l obbligazione di consegnare una cosa determinata include anche quella di custodirla fino alla consegna. La responsabilità del vettore risulta particolarmente gravosa, anche perchè l art (secondo cui il vettore è responsabile della perdita e dell avaria delle cose consegnategli per il trasporto, dal momento in cui la riceve a quello in cui la riconsegna al destinatario, se non prova che la perdita o l avaria è derivata da caso fortuito, dalla natura o dai vizi delle cose stesse o del loro imballaggio, o dal fatto del mittente o da quello del destinatario ), pur prevedendo una semplice presunzione di responsabilità a carico del vettore, limita in realtà le ipotesi in cui la sua responsabilità può essere esclusa solo ad alcuni specifici casi, introducendo in tal modo una vera e propria ipotesi di responsabilità oggettiva, svincolata dalla dimostrazione dell esistenza di una colpa, con effetti particolarmente gravosi e preoccupanti. 1.1.C DEPOSITARIO Nell ambito degli ausiliari del trasporto si colloca anche il depositario, essendo connaturato al trasporto che le merci non si trovino in perenne movimento, ed alle relative soste risultino quindi applicabili le norme in materia di deposito. La disciplina del contratto di deposito risente peraltro in modo del tutto particolare dalle lontane origini storiche dell istituto (non a caso ancor oggi l art afferma che il deposito si presume gratuito, salvo che dalla qualità professionale del depositario o da altre circostanze si debba desumere una diversa volontà delle parti ); non può quindi stupire che la disciplina in materia preveda a carico del depositario un regime di responsabilità gravoso, soprattutto allorché egli abbia organizzato la sua attività in forma professionale, divenendo titolare di un magazzino e, soprattutto, chiedendo ed ottenendo di operare, in relazione al traffico delle merci a lui affidate, quale magazzino generale che costituisce uno specifico settore di questo tipo di attività, assoggettato a discipline di carattere pubblicistico sia per quanto attiene alla stessa possibilità di esercitarla, sia per quanto si riferisce ai vincoli relativi al suo svolgimento ed alla determinazione delle tariffe di deposito. In tal caso, infatti, l art Cod. civ. dispone che i magazzini generali sono responsabili della conservazione delle merci depositate, a meno che si provi che la perdita, il calo o l avaria è derivata da caso fortuito, dalla natura delle merci ovvero da vizi di esse o dell imballaggio, con una formula che ricalca in termini molto simili quella dell art operante in materia di trasporto, ripetendone il rigore. 1.1.D ALTRI AUSILIARI 2 Per completare il quadro relativo alla posizione e alla responsabilità degli operatori del trasporto nella realtà normativa attuale occorre ancora aggiungere che la complessità di tale attività, determinata anche dal fatto di svilupparsi in ambienti diversi (intendendo il termine ambiente non solo in senso fisico, e cioè nel senso di terra, acqua, e aria, ma anche in senso geografico, e cioè nel senso di porzioni del globo soggette alla sovranità di stati diversi o, addirittura, sottratti ad ogni sovranità, come accade per il mare aperto o per gli spazi del cielo), comporta la consistenza di una pluralità di regimi in connessione alla specifica tipologia del trasporto ed all ubicazione delle località da cui il trasporto ha inizio, in cui ha svolgimento ed in cui si conclude.11 12 1.2 NORMATIVE DI DIRITTO INTERNAZIONALE Per quanto attiene alle normative internazionali, esistono in materia di trasporto varie convenzioni, qui di seguito elencate, divise per settore di attività: 1.2.A SETTORE MARITTIMO La materia del trasporto marittimo è tuttora disciplinata dalla Convenzione di Bruxelles del 25 agosto 1924, il cui esatto titolo è Convenzione Internazionale per l unificazione di certe regole in materia di polizza di carico. Tale convenzione è stata approvata e resa esecutiva in Italia con R.D.L. 6 gennaio 1928, n.1658, convertito in legge con Legge 19 luglio 1929, n. 1638, ed è entrata in vigore nei confronti dell Italia a decorrere dal 7 aprile La convenzione, che ha raccolto l adesione della maggior parte dei paesi e, in particolare, di quelli che in qualche modo si dedicano al trasporto marittimo, non è diretta, come risulta dalla sua intitolazione, a disciplinare il trasporto in sé, ma a regolare il documento emesso in occasione dell esecuzione di un trasporto marittimo, e cioè la polizza di carico. Ciò non comporta alcuna conseguenza rispetto alle convenzioni espressamente dirette a disciplinare il trasporto, in quanto attraverso la regolamentazione della polizza di carico la Convenzione disciplina sostanzialmente anche il rapporto in occasione del quale essa viene emessa. La Convenzione di Bruxelles è stata oggetto di successive modifiche in virtù di due protocolli che, pur lasciandone intatto il contenuto sostanziale, ne hanno aggiornato la disciplina. Il primo di tali protocolli è stato stipulato a Bruxelles il 23 febbraio 1968 ed è stato reso esecutivo in Italia con Legge 12 giugno 1984, n.243; successivamente è intervenuto un altro protocollo, stipulato a Bruxelles il 21 dicembre 1979, reso esecutivo in Italia con Legge 12 giugno 1984, n.244: entrambi i protocolli sono entrati in vigore, per quanto attiene al nostro Paese, in data 22 agosto13 A fronte di questa disciplina ancora in vigore, si pone un altra Convenzione in materia di trasporto marittimo, già approvata da alcuni anni, ma entrata in vigore solo in data 1 novembre 1992, allorché ha raggiunto il numero di adesioni necessarie per produrre tale effetto (non ancora ratificata dall Italia), e cioè la Convenzione di Amburgo del 31 marzo 1978, meglio nota con la denominazione di Regole di Amburgo, diretta a disciplinare il trasporto di merci per mare ed espressamente intitolata Convenzione delle Nazioni Unite sul trasporto delle merci per mare. Occorrerebbe troppo tempo per analizzare le differenze esistenti tra la più vecchia e la più recente convenzione: ci limiteremo quindi a due accenni che, a nostro avviso, risultano abbastanza significativi: La Convenzione di Bruxelles del 25 agosto 1924 allorché al suo art.1 definiva il termine vettore, specificava che esso comprende sia il proprietario della nave sia il suo noleggiatore, purché parte di un contratto di trasporto con un caricatore. L art. 1 delle Regole di Amburgo amplia la definizione di vettore, prendendo atto di una diversa realtà ormai consolidatasi per quanto attiene al contratto di trasporto. Esso distingue infatti la figura del vettore vero e proprio da quella del vettore effettivo, e fornisce di tali soggetti la seguente definizione: a) vettore : individua la persona dalla quale o in nome della quale viene concluso con un caricatore un contratto di trasporto di merci per mare; b) vettore effettivo (o actual carrier): individua la persona alla quale viene affidata da parte del vettore l esecuzione del trasporto delle merci o di una sua parte, ed include ogni altro soggetto al quale tale esecuzione è stata affidata. Essendo pacifico che nella realtà dei traffici accade sempre più frequentemente che un soggetto si limiti ad assumere l incarico di effettuare il trasferimento delle merci da una località ad un altra, organizzando tutte le operazioni a tal fine necessarie, senza intervenire materialmente nella relativa esecuzione, affidata in tutto o in parte a soggetti diversi, è logico che una convenzione proiettata verso il futuro, come la Convenzione di Amburgo, abbia preso atto di tale realtà e, quindi, abbia adeguato le sue disposizioni all evoluzione che si è verificata nel settore del trasporto. 514 La seconda novità meritevole di segnalazione è costituita dalla sostanziale abolizione della cosiddetta colpa nautica. È noto che, recependo una serie di principi e di regole che avevano sempre trovato applicazione nel settore dei trasporti marittimi, anche in considerazione di una realtà operativa relativamente alla quale la governabilità del mezzo nautico dipendeva più da eventi estranei alla volontà degli uomini che dalle loro specifiche intenzioni, il n.2 dell art. 4 della Convenzione di Bruxelles aveva espressamente affermato che né il vettore né la nave potevano essere considerati responsabili per perdite o avarie delle merci loro affidate per l esecuzione del trasporto nel caso in cui tali perdite o avarie risultassero o provenissero da atti, negligenze o mancanze del capitano, dei marinai, del pilota o dei preposti del vettore, durante la navigazione e nell amministrazione della nave. Conseguentemente, qualora la nave si fosse incagliata, fosse entrata in collisione con altra nave o con qualsiasi altro ostacolo, o avesse comunque provocato o subito danni per effetto di un errore di manovra, nessuna responsabilità poteva essere addossata al vettore per il fatto che, in conseguenza di uno di tali eventi, la merce trasportata a bordo della nave fosse risultata persa o danneggiata. Nelle Regole di Amburgo tale motivo di esonero da responsabilità è stato eliminato, in quanto i compilatori del testo convenzionale hanno ritenuto che le attuali tecniche di costruzione e di condotta delle navi escludano che il sinistro nautico possa essere considerato al di fuori dell ambito di responsabilità del vettore. Occorre anche sottolineare che, seppure diversamente disciplinato sia nel testo della Convenzione di Bruxelles del 1924, sia nei protocolli modificativi di tale Convenzione, nelle Regole di Amburgo è stato mantenuto il principio in forza del quale la responsabilità del vettore non è illimitata, potendo egli invocare a tale proposito un ben preciso limite, anche quando sia responsabile dell evento dannoso (fatta esclusione per i casi in cui esso dipenda da suo dolo o colpa grave). Tale segnalazione è importante anche perché il Codice civile italiano, disciplinando il trasporto in genere, non contiene un analoga previsione, e l art si limita ad affermare che il vettore è responsabile della perdita e dell avaria delle cose consegnategli per il trasporto, dal momento in cui le riceve al momento in cui le riconsegna al destinatario, se non prova che la perdita o l avaria è derivata da caso fortuito, dalla natura o dai vizi delle cose stesse o del loro imballaggio, o dal fatto del mittente o da quello del destinatario. 615 SETTORE STRADALE 1.2.B In materia di trasporto stradale è stata approvata, ed è tuttora in vigore, la Convenzione di Ginevra del 19 maggio 1956, resa esecutiva in Italia con Legge 6 dicembre 1960, n. 1621, entrata in vigore, per quanto attiene al nostro Paese, il 2 luglio Anche tale Convenzione è stata oggetto di un protocollo modificativo sottoscritto a Ginevra il 5 luglio 1978, reso esecutivo in Italia con Legge 27 aprile 1982, n.242, ed entrato in vigore per l Italia il 18 dicembre 1982, diretto a modificare il limite di responsabilità del vettore stradale, già fissato in 25 franchi per kg. di peso lordo mancante dall art.23 del testo originario, ed attualmente fissato in 8,33 unità di conto per kg. di peso lordo mancante. L unità di conto citata nel testo del protocollo modificativo (ed utilizzata anche relativamente a numerose altre Convenzioni, ivi compreso anche il Protocollo del 21 dicembre 1979 modificativo della Convenzione di Bruxelles del 25 agosto 1924) è costituita dai Diritti Speciali di Prelievo (o D.P.S.) quali definiti dal Fondo Monetario Internazionale. Si tratta cioè di una moneta convenzionale il cui corso è ragguagliato ad un paniere di valute di paesi che partecipano ad almeno l 1% del commercio mondiale, in cui il peso del dollaro è pari al 33% circa del totale. SETTORE AEREO 1.2.C Per quanto attiene al trasporto aereo, la Convenzione tuttora rilevante è quella di Varsavia del 12 ottobre 1929, resa esecutiva in Italia con legge 19 maggio 1932, n.81, entrata in vigore, per quanto attiene all Italia, a far tempo dal 15 maggio16 In materia sono peraltro intervenute varie modifiche successive, e più precisamente: a) un Protocollo di modifica della Convenzione di Varsavia stipulato all Aja in data 28 settembre 1955, reso esecutivo in Italia con Legge 3 dicembre 1962, n.1832; b) un Protocollo di modifica della Convenzione di Varsavia, emendata in forza del Protocollo citato al precedente punto a), stipulato a Guatemala in data 8 marzo 1971 e reso esecutivo in Italia con Legge 6 febbraio 1981 n.43; c) un Protocollo aggiuntivo, contrassegnato come Protocollo n.1, modificativo della Convenzione di Varsavia, stipulato a Montreal in data 25 settembre 1975, reso esecutivo in Italia con Legge 6 febbraio 1981, n.43; d) un Protocollo aggiuntivo, contrassegnato come Protocollo n.2, modificativo della Convenzione di Varsavia emanata dal Protocollo dell Aja, stipulato a Montreal il 25 settembre 1975, reso esecutivo in Italia con Legge 6 febbraio 1981, n.43; e) un Protocollo aggiuntivo, contrassegnato come Protocollo n.3, modificativo della Convenzione di Varsavia, come emendata dal Protocollo dell Aja e dal Protocollo di Guatemala, stipulato a Montreal il 25 settembre 1975, reso esecutivo in Italia con Legge 6 febbraio 1981, n.43; f) un Protocollo aggiuntivo, contrassegnato come Protocollo n.4, modificativo della Convenzione di Varsavia come emendata dal Protocollo dell Aja, stipulato a Montreal il 25 settembre 1975, reso esecutivo in Italia con Legge 6 febbraio 1981, n.43; g) una Convenzione, complementare a quella di Varsavia, stipulata a Guadalajara il 18 settembre 1961, resa esecutiva in Italia con Legge 11 giugno 1967, n D SETTORE FERROVIARIO In materia di trasporto ferroviario la prima Convenzione stipulata è conosciuta come CIM (Convention International Merchandises) ed è stata conclusa a Berna il 25 febbraio 1961 e resa esecutiva in Italia con Legge 2 marzo 1963, n.806. Tale Convenzione, che era stata sottoposta a revisione il 17 febbraio 1970, è stata poi sostituita da una nuova Convenzione, nota con il nome di COTIF (Convention de L Organisation intergouvernementale pour les Transports Internationaux Ferroviaires), stipulata a Berna il 9 maggio 1980, e resa esecutiva in Italia con Legge 18 dicembre 1984, n17 Essa si articola in una serie di appendici, la prima delle quali ha per oggetto il trasporto di persone e di bagagli e la seconda (appendice B ) il trasporto internazionale delle merci. MERCI PERICOLOSE 1.2.E La particolarità delle merci pericolose, che richiedono l adozione di specifiche cautele per evitare che in occasione del loro trasporto persone e cose possano subire danni, ha suggerito l adozione di opportune normative per quanto attiene al loro trasporto. Anche in questo caso esistono convenzioni già in vigore e convenzioni semplicemente adottate, ma non ancora entrate in vigore a causa del mancato raggiungimento del numero di adesioni a tal fine necessarie. Ricordiamo a proposito: a) l Accordo europeo per il trasporto internazionale su strada di merci pericolose, adottato a Ginevra il 30 settembre 1959, conosciuto con sigla ADR, i cui allegati A e B hanno ricevuto esecuzione in Italia in virtù del D.P.R. 3 luglio 1969, n e del D.P.R. 16 maggio 1981, n. 532; b) il Regolamento internazionale per il trasporto a mezzo ferrovia di merci pericolose, meglio conosciuto con la sigla di RID, reso esecutivo in Italia con Legge 2 marzo 1963, n. 806, assoggettato a revisione per effetto dell adozione della cosiddetta COTIF (di cui abbiamo già riferito facendo richiamo alle convenzioni vigenti in materia di trasporto ferroviario, citando anche gli estremi relativi alla data di approvazione di tale convenzione ed alla sua entrata in vigore per quanto attiene all Italia); c) la Convenzione internazionale di Londra del 1 novembre 1974 per la salvaguardia della vita umana in mare, meglio conosciuta come SOLAS 1974 (resa esecutiva in Italia con Legge 23 maggio 1980, n.313), il cui capitolo VII è espressamente dedicato alla materia del trasporto delle merci pericolose. In esecuzione di tale Convenzione, ed all effetto di meglio dettagliarne il contenuto, è stato poi elaborato da un working group approntato nell ambito dello IMCO s Maritime Safety Committee, un International Maritime Dangerous Goods Code, meglio noto con la sigla IMDG; d) la Convenzione sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e della loro eliminazione, adottata a Basilea il 22 marzo 1989, non ancora entrata in vigore, non avendo ancora raggiunto il numero di adesioni a tal fine necessario. 918 19 20 La nuova edizione di queste norme, entrata in vigore il 1 gennaio 1994 e nota come pubblicazione 500 CCI, ha innovato profondamente la materia e, prendendo atto del sempre minore uso della polizza di carico marittima quale titolo rappresentativo delle merci, nonché del ruolo sempre più determinante assunto dallo spedizioniere nella sua veste di M.T.O., ha ammesso alla negoziazione bancaria anche il documento di trasporto emesso dallo spedizioniere. Occorre ricordare che tale riconoscimento, mentre eleva indubbiamente il ruolo dello spedizioniere, accresce anche le sue responsabilità, imponendogli quindi un attenta valutazione della sua organizzazione prima di emettere documenti di tale tipo, tenendo conto, in ogni caso, della necessità di disporre idonee cautele, specie sotto il profilo assicurativo; c) le Regole relative al documento di trasporto multimodale, che costituiscono invece la chiave di volta per operare nell ambito di tale settore di attività, soprattutto fino a quando o a livello internazionale (e, quindi, attraverso l entrata in vigore dell apposita Convenzione), o a livello interno (e, quindi, con apposite e specifiche discipline), non verranno emanate norme suscettibili di disciplinare la materia. E poiché il trasporto multimodale costituisce oramai una realtà di notevolissima rilevanza, l esistenza di queste Regole rappresenta un punto fermo per quanto attiene all attività vettoriale. 1221 1322 1423 LO SPEDIZIONIERE E LA SUA RESPONSABILITÀ PER LE MERCI QUADERNI NUMERO 4 CAPITOLO 2 L articolo 1737 del Codice definisce il contratto di spedizione come mandato con il quale lo spedizioniere assume l obbligo di concludere, in nome proprio e per conto del mandante, un contratto di trasporto e di compiere le operazioni accessorie. Nella scelta della via, del mezzo e delle modalità di trasporto della merce, prosegue il Codice civile all articolo 1739, lo spedizioniere è tenuto ad osservare le istruzioni del committente e, in mancanza, a operare secondo il migliore interesse del medesimo. Salvo che gli sia stato diversamente ordinato e salvi gli usi contrari, lo spedizioniere non ha l obbligo di provvedere all assicurazione delle cose spedite. Poiché il contratto di spedizione è qualificato con le caratteristiche del mandato, trovano applicazione nei confronti dello spedizioniere le norme che riguardano in genere il mandatario, tra le quali quelle dell articolo 1710 che impone l obbligo della diligenza del buon padre di famiglia. Se lo spedizioniere, dunque, stipula puntualmente il contratto di trasporto secondo le istruzioni indicategli dal cliente nel mandato e sceglie adeguati vettori con comportamento da buon padre di famiglia, non ha responsabilità alcuna in ordine all esecuzione del trasporto, a quanto accade alle merci nel corso di esso, ed ai danni o ritardi nella consegna. LO SPEDIZIONIERE-VETTORE 2.1 Ma il Codice civile, all articolo 1741 intitolato spedizioniere-vettore, recita: lo spedizioniere che con i mezzi propri o altrui assume l esecuzione del trasporto in tutto o in parte ha gli obblighi ed i diritti del vettore. In pratica questa figura di operatore, che anticipa quella del MTO di cui diremo immediatamente in appresso, differisce da quella dello spedizioniere tout court perché si assume la responsabilità del vettore. Occorre quindi individuare quali siano le responsabilità di quest ultimo se si vogliono evidenziare quelle dello spedizioniere-vettore. IL VETTORE 2.2 L attività del vettore è desumibile dall articolo 1678 del Codice civile: col contratto di trasporto il vettore si obbliga, dietro corrispettivo, a trasferire persone o cose da un luogo a un altro. Obblighi e responsabilità del vettore derivano dagli articoli che seguono. Articolo 1687 (Riconsegna delle Merci) 1524 Il vettore deve mettere le cose trasportate a disposizione del destinatario nel luogo, nel termine e con le modalità indicati dal contratto o, in mancanza, dagli usi. Se la riconsegna non deve eseguirsi presso il destinatario, il vettore deve dargli prontamente avviso dell arrivo delle cose trasportate. Se dal mittente è stata rilasciata una lettera di vettura, il vettore deve esibirla al destinatario. Articolo 1693 (Responsabilità per Perdita e Avaria) Il vettore è responsabile della perdita e dell avaria delle cose consegnategli per il trasporto, dal momento in cui le riceve a quello in cui le riconsegna al destinatario, se non prova che la perdita o l avaria è derivata da caso fortuito, dalla natura o dai vizi delle cose stesse o del loro imballaggio, o da fatto del mittente o da quello del destinatario. Se il vettore accetta le cose da trasportare senza riserva, si presume che le cose stesse non presentino vizi apparenti di imballaggio. 2.3 LA RESPONSABILITÀ DEL VETTORE E DELLO SPEDIZIONIERE- VETTORE Il Codice civile non precisa a quale tipo di trasporti sia applicabile il tipo di disciplina che abbiamo sopra descritta né pone limitazioni di responsabilità o di risarcibilità del danno. Pertanto vettori e spedizionieri-vettori sono illimitatamente responsabili, per contratti nazionali, a meno che nella pattuizione contrattuale venga definita una modalità di trasporto per la quale esistano leggi speciali che indichino, superando le norme del Codice civile, responsabilità e limitazioni specifiche. Così è per il trasporto marittimo e per quello aereo nazionali per i quali il Codice della navigazione stabilisce, rispettivamente, un limite di lire per ciascuna unità di carico (art.423) ovvero lire/kg di merce (art.952). Per il trasporto ferroviario nazionale il DPR 197/61 fissa il limite di responsabilità di lire/kg. Per il trasporto stradale la legge 450/85, così come modificata dalla 162/93, stabilisce i limiti della risarcibilità di 500 lire/kg. di portata del veicolo, ovvero lire/kg. per il peso lordo perduto o avariato, a seconda che il trasporto si riferisca ad un peso di merce superiore o inferiore a kg. Anche nei contratti riferiti a trasporti internazionali, per i vettori e per gli spedizionieri-vettori esistono limiti di responsabilità definiti tramite Convenzioni sovranazionali per tutte le quattro modalità fondamentali dei trasporti. 1625 L EVOLUZIONE DEL MERCATO 2.4 Mentre leggi speciali e convenzioni internazionali si sforzano di regolamentare, separatamente, le necessità dei vari sistemi di trasporto, il mercato è in rapidissima evoluzione. Nell era del container e del porta a porta, il trasporto multimodale non è più ravvisato con una sommatoria dalle tradizionali forme di trasporto ma come una nuova modalità, autonoma rispetto alle altre. Ne consegue che per essa deve essere definita una specifica disciplina normativa, pur armonizzata con quella prevista per gli altri sistemi di trasporto. Tale disciplina deve occuparsi anzitutto della tipologia del contratto di trasporto multimodale, e deve poi individuare la natura giuridica attribuibile all operatore del trasporto multimodale (MTO), nonché i suoi obblighi (responsabilità) e i suoi diritti. CONCLUSIONE 2.5 Per concludere osserviamo che la complessità delle catene di trasporto, crescente con le esigenze della logistica integrata e della mondializzazione dei mercati, impone anzitutto agli operatori del trasporto ( spedizionieri, spedizionieri-vettori, MTO, CTO, LO, vettori) conoscenze non superficiali sulle varie forme contrattuali (spedizione, trasporto monomodale, trasporto multimodale o combinato, deposito, etc.) alle quali sono correlati vari gradi di responsabilità. Tali conoscenze debbono essere aggiornate continuamente 1, con la consapevolezza che sempre minori saranno i casi in cui le limitazioni dei risarcimenti per danni alle merci derivano da automatismi legislativi o da convenzioni internazionali, mentre sempre più numerose saranno le necessità di pattuizioni chiare (non verbali) sulla vera natura degli impegni contrattuali assunti con i clienti o richiesti ai vettori 2, ivi comprese le limitazioni di responsabilità o di risarcibilità. Non per nulla tale chiarezza contrattuale è la prima condizione prescritta per l adozione dei sistemi di conduzione aziendale per qualità. 1 Ad esempio per l Eurotunnel (infrastruttura privata), non valgono i limiti della Convenzione CIM-COTIF. 2 Ricordiamo il caso del camionage per il trasporto aereo. 1726 1827 DEFINIZIONI E FUNZIONI DELL OPERATORE DI TRASPORTO MULTIMODALE (MTO) QUADERNI NUMERO 4 CAPITOLO 3 L era del container ha origine negli Stati Uniti negli anni 50, e inizia solo negli anni 60 nel Mediterraneo, dove trova una definitiva consacrazione nel 69 con la costruzione a Genova del primo terminal container del Mediterraneo. Peraltro, inizialmente, anche il container è usato come involucro e trattato come una qualsiasi merce, sia sulla nave che sul camion. Solo più tardi si introduce un circuito esclusivo per la sua movimentazione. Da quel momento, autoveicoli speciali vengono impiegati su strada, nei porti vengono attrezzati appositi accosti e piazzali (terminal container) e vengono costruite navi idonee solo al trasporto di containers (full containers ship). 1928 29 C era, oltre questo, il rischio di essere coinvolto anche in eventuali danni verificatisi nella tratta marittima, con la possibilità abbastanza singolare che il vettore principale - cioè nella fattispecie colui che aveva assunto l obbligazione di eseguire un trasporto da porta a porta - venisse esonerato dalle sue responsabilità, ove il committente non fosse stato in grado di provare che il danno aveva avuto luogo durante il viaggio marittimo. Dalle prime considerazioni sin qui svolte risulta chiaro che il trasporto multimodale può essere ravvisato non come una sommatoria delle tradizionali forme di trasporto ma come una nuova modalità, autonoma rispetto alle altre. Ne consegue che per essa deve essere definita una specifica disciplina normativa, pur armonizzata con quella prevista per gli altri sistemi di trasporto. Tale disciplina deve occuparsi anzitutto della tipologia del contratto di trasporto multimodale rispetto ai contratti degli altri tipi di trasporto, e poi deve individuare la natura giuridica attribuibile all operatore del trasporto multimodale (MTO). Per l individuazione della natura giuridica dell MTO, in assenza tanto di una normativa interna specifica che di una disciplina internazionale uniforme in vigore, occorre - come per la qualificazione del trasporto multimodale - fare riferimento alla prassi dei traffici commerciali e alla definizione accolta in alcuni testi internazionali. Si è già detto che, per rispondere alle esigenze del caricatore-venditore diffusesi nella prassi del commercio internazionale, si è delineata negli ultimi decenni una figura di operatore di trasporto che, occupandosi dell intera operazione, è venuta ad assumere entrambe le vesti dello spedizioniere e del vettore. Generalmente sono le grandi case di spedizione che, per venire incontro alle esigenze indicate, si sono fatte carico dell intero trasporto multimodale (spesso realizzandone una o più tratte) e comunque assumendone per intero la responsabilità. Meno spesso sono le stesse compagnie di vettori (marittimi e su gomma) che, adattando i propri documenti di trasporto, si fanno ugualmente carico di tutte le operazioni necessarie al trasferimento della merce da porta a porta. Insomma, si è diffusa nella pratica dei traffici commerciali una figura di operatore di trasporto il quale, sia che realizzi il trasporto attraverso la propria organizzazione, sia che realizzi in proprio una parte affidandone la restante ad altri vettori, sia infine che non realizzi personalmente neppure una parte del trasporto, ne assume comunque e per intero la responsabilità di fronte al caricatore. L MTO, infine, si fa carico di tutta una serie di attività (che impropriamente si definiscono accessorie) altamente tecniche e specializzate (come ad esempio: carico, scarico e trasbordo delle merci con speciali attrezzature; assicurazione delle merci; adempimenti doganali, amministrativi e fiscali, etc..) a cui si accompagna un ampio e complesso ruolo di coordinamento di tutti i soggetti che cooperano nella realizzazione del trasporto (spedizionieri, vettori, banche, magazzini generali, etc..). La figura in parola, così come delineatasi nella prassi dei traffici commerciali internazionali, ha trovato, non senza difficoltà, la sua consacrazione nei testi internazionali. 21 Vedere altro
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 art. 1
 art. 4
 art.23
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 articolo 1739
 articolo 1710
 articolo 1741
 articolo 1678
 Articolo 1687
 Articolo 1693