Source: http://www.consregsardegna.it/resoconti/resoconto.asp?idverbale=150047
Timestamp: 2017-11-21 02:26:28+00:00

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Resoconto della seduta n.47 del 29/10/2014
Seduta n.47 del 29/10/2014
XLVII SEDUTA
La seduta è aperta alle ore 15 e 59.
FORMA DANIELA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta del 22 ottobre 2014 (44), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Salvatore Demontis e Modesto Fenu hanno chiesto congedo per la seduta del 29 ottobre 2014.
Discussione dell'articolato della proposta di legge Cocco Pietro - Anedda - Arbau - Cocco Daniele Secondo - Usula - Ruggeri - Cozzolino - Forma - Pinna Rossella - Perra - Pizzuto: "Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale" (71/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione dell'articolato della proposta di legge numero 71/A.
Passiamo all'esame del titolo, al quale sono stati presentati degli emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo del titolo e dei relativi emendamenti:
"Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale".
Emendamento sostitutivo totale Oppi - Rubiu - Giuseppino Pinna - Tatti
"Disposizioni urgenti in tema di centrale regionale di committenza, di emergenza e urgenza, di funzionamento dei distretti socio-sanitari, case della salute e ospedali di comunità". (301)
Emendamento sostitutivo totale Solinas Christian - Carta - Orrù
Il titolo della Proposta di legge è sostituito dal seguente:
"Disposizioni urgenti per la razionalizzazione ed il contenimento della spesa sanitaria regionale." (374).)
RUGGERI LUIGI (PD), relatore di maggioranza. Si esprime parere contrario sugli emendamenti.
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Presidente, intanto dichiaro che noi voteremo a favore per la soppressione di questo articolo 1, anche perché dobbiamo dare atto…
PRESIDENTE. Onorevole Zedda, è in discussione il titolo, non ancora l'articolo 1.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Sì, il titolo dell'articolo 1.
PRESIDENTE. No, il titolo della legge! Il titolo generale della legge con i due emendamenti a esso presentati.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Scusi un attimo, Presidente. E' vero, scusi, sono andata alla pagina successiva. Allora, intanto noi non abbiamo presentato emendamenti, però ci convincono gli emendamenti presentati dai colleghi, perché crediamo che (come è stato anche osservato in quest'Aula) non si tratti di una riforma vera e propria, quindi probabilmente la formulazione "disposizioni urgenti in tema di 'centrale regionale di committenza', di 'emergenza-urgenza', di 'funzionamento dei distretti socio sanitari', 'case della salute' e 'ospedali di comunità'", di fatto il cuore delle parti di nuova costituzione di questa legge, credo che sia più rispettosa del titolo generale dove si parla di "Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale".
Crediamo che la riforma debba essere più articolata e che quindi una definizione con un titolo un po' più ampio, e soprattutto più vero, possa consentire di capire meglio che cosa stiamo andando a trattare e ad approvare. Riteniamo che sia importante quantomeno precisare, così come è contenuto nei due emendamenti che sono stati presentati a questo titolo, quindi dico già che la nuova formulazione contenuta negli emendamenti ci trova favorevoli.
TEDDE MARCO (FI). Presidente, non posso che condividere le argomentazioni della collega Zedda, che molto brillantemente ha illustrato le motivazioni che ci portano ad apprezzare questi emendamenti. L'abbiamo detto ieri, lo abbiamo sottolineato, lo abbiamo evidenziato, il titolo di questa legge (purtroppo non soltanto il titolo di questa legge) è un vero e proprio "intruso" in questo contesto normativo. Definire questa legge una riforma, o un avvio di riforma, parlo della proposta che ci è stata in qualche modo "somministrata" ieri, è veramente un affronto alla tecnica legislativa ma anche al diritto visto in modo più astratto e generale. In questa proposta non c'è assolutamente il minimo cenno di riforma, non ci sono peraltro gli elementi che sono contenuti nei principi di cui all'articolo 1, quindi questi emendamenti non possono che essere del tutto condivisi perché fanno giustizia di un obbrobrio giuridico.
LOCCI IGNAZIO (FI).Presidente, anch'io condivido lo spirito dell'emendamento che ha come primo firmatario l'onorevole Oppi. Ci pare assolutamente superato il titolo "Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale", per due ordini di ragioni. Il primo scaturisce dalla discussione generale che abbiamo avuto ieri, in quella sede mi pare che tutte le forze politiche di quest'Aula abbiano convenuto sul fatto che questa non possa essere definita assolutamente una riforma del sistema sanitario regionale ma semmai un avvio di rivisitazione che vede questo sistema indirizzato a uniformarsi a principi generali di efficienza, di efficacia e di riduzione dei costi e della spesa. Inoltre mi pare che continuare a definirle "norme urgenti"… insomma potevano essere urgenti quando il primo firmatario ha depositato la proposta di legge, cioè il 10 luglio, ma oggi continuare a definire "norme urgenti" quelle contenute in questa proposta di legge, che ci ha visto al lavoro per ormai cinque mesi, sembra una cosa veramente superata! Non c'è più certamente l'urgenza ed è anche per questo motivo che riteniamo che debba essere dato un voto favorevole al titolo "Disposizioni urgenti in tema di centrale regionale di committenza, emergenza e urgenza, di funzionamento dei distretti socio-sanitari, case della salute e ospedali di comunità", anche perché effettivamente questi sono i contenuti del progetto di legge numero 71 che oggi abbiamo all'ordine del giorno.
OPPI GIORGIO (UDC). Rinuncio.
CHERCHI OSCAR (FI).Non rinuncio, Presidente, anzi, direi che sarebbe il caso davvero che, da parte dell'Aula, ci fosse un po' più di attenzione! Nell'intervento in discussione generale, io stesso avevo già sollevato il problema di un titolo che non corrisponde poi al contenuto reale della proposta di legge che l'Aula sta oggi discutendo, quindi onestamente mi sarei aspettato che, da parte della maggioranza stessa e probabilmente da parte anche della Giunta, una proposta di emendamento proprio per modificare il titolo, anche perché quando si parla di "norme urgenti" bisogna in qualche modo giustificare "realmente" l'urgenza e nel caso specifico non mi sembra che ci sia alcun tipo di urgenza vera che possa giustificare questo titolo.
Probabilmente sarebbe bastato (se così a voi poteva e potrebbe eventualmente piacere) inserire solo "Riforma del sistema sanitario regionale", anche se poi qualche dubbio mi viene perché non sarebbe questa una reale riforma, visto che, così come abbiamo detto in discussione generale, eventualmente si tratta di un pre-riforma. Credo quindi che, da questo punto di vista, sarebbe stato molto più corretto titolare la legge in modo diverso; soprattutto per chi deve andare a fare ricerca, per chi deve consultare le norme stesse, cercare una norma che ha come evidenza principale quella di una norma urgente, mi sembra onestamente poco corretto. Quindi, credo che "Disposizioni in tema di centrale regionale di committenza, di emergenza e urgenza, di funzionamento dei distretti socio-sanitari, case della salute, ospedali di comunità e commissariamento delle ASL", sarebbe stato sicuramente il titolo molto più corretto per questa legge.
TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, anch'io intervengo per esprimere il mio parere favorevole a questo emendamento presentato dai colleghi del Gruppo UDC che, anzi, ringrazio perché mettono in condizione il sottoscritto, i colleghi della minoranza ma penso tutta l'Aula, di fare un po' di giustizia e di garantire un minimo di certezza a questa legge, nel senso che siamo partiti da quel titolo un po' pomposo che è stato dato dai presentatori, cioè "Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale", che già nella discussione di ieri ha generato un po' di confusione o, comunque, dei dubbi non solo all'interno della minoranza ma anche all'interno della maggioranza, perché voglio ricordare che molti colleghi della maggioranza che sono intervenuti, anzi quasi tutti forse tranne uno, ci hanno ricordato che in realtà non si tratta di una vera e propria riforma ma semplicemente di alcuni accorgimenti che permettono di mettere mano alla situazione di una sanità fuori controllo, di una sanità che è diventata il malato cronico di quest'Isola.
Ho detto "quasi tutti, tranne uno" perché in realtà il Capogruppo del PD ieri ci ha ricordato a fine seduta che questa è una legge di riforma della sanità; siccome invece io sono convinto che non sia una legge di riforma della sanità ma sia appunto un insieme di proposte che sono state messe all'interno di una legge che ha creato un po' di confusione, ringrazio chi ha presentato questo emendamento perché fa giustizia e ci permette di dire con chiarezza che siamo di fronte a una serie di disposizioni che vogliono riorganizzare la centrale regionale di committenza, l'emergenza urgenza, il funzionamento dei distretti sociosanitari, le case della salute e gli ospedali di comunità. Quindi, cambiando il titolo, faremmo una cosa giusta, non solo come consiglieri, per il lavoro che poi tutti noi quotidianamente dobbiamo fare, ma, come ricordato anche dal collega Cherchi, per tutti coloro che poi cercano le norme e hanno necessità di trovare rapidamente i dati. Ricordo, lo racconto come un aneddoto, che una volta, cercando la legge che regolava l'elezione degli enti locali in Sardegna, non riuscivo a trovare il testo perché quelle norme, riguardanti per esempio il numero dei consiglieri devono essere eletti in ogni Comune, come devono essere raccolte le firme e così via, erano inserite in un provvedimento omnibus che incominciava, se non ricordo male, con "Disposizioni per la cremazione". Quindi capite bene che, se facciamo confusione, creiamo poi confusione a tutti.
SOLINAS CHRISTIAN (PSd'Az). Presidente, esprimerò poche considerazioni, anche perché, per la maggior parte, sono state svolte ieri in sede di discussione generale. Nell'esperienza della retorica classica esisteva una figura stilistica che si chiamava tapeinosis, che consisteva sostanzialmente nel considerare parva, cioè piccole cose, le proprie, qui mi pare che, con il titolo, in verità si stia facendo l'esatto opposto, cioè si sta dando un titolo altisonante a un avvio del processo di riforma, così viene definito dalla stessa Giunta regionale nell'emendamento numero 385. Per cui, per coerenza con l'impostazione che la Giunta stessa ha dato (cioè che, con una norma che di fatto razionalizza l'esistente, cerca di creare delle economie di spesa e avvia semplicemente un processo di riforma che è di là da venire), noi riteniamo che sia più congruo e più onesto, nella pratica intellettuale, dare un titolo alla proposta maggiormente pertinente, per cui abbiamo prospettato che ci si limiti a dare la rubrica: "Disposizioni urgenti per la razionalizzazione e il contenimento della spesa sanitaria regionale". Consapevoli che la riforma andrà fatta, vogliamo contribuire e partecipare dando il nostro contributo in termini di proposta, lo faremo non appena entrerà in quest'Aula un disegno di riforma vero.
PITTALIS PIETRO (FI). Faccio mie le considerazioni dei colleghi che mi hanno preceduto e penso che, da parte della maggioranza, si sarebbe dovuto provvedere a presentare un emendamento sostitutivo totale del titolo. Intanto diciamo subito la verità: alla luce degli emendamenti che la maggioranza e la Giunta regionale hanno proposto, è stato completamente stravolto il testo originario. Lo evidenzio ascrivendo questo a una pessima tecnica legislativa, cioè a quell'istruttoria che avrebbe dovuto essere fatta in Commissione, quell'accertamento, quella verifica che sarebbe stata più consona, non certo dell'Aula dove si discutono i testi, dove con gli emendamenti si introducono anche modifiche; ma qui non siamo al livello delle semplici e ordinarie modifiche, siamo invece a un vero e proprio stravolgimento che prevede una serie di novità rispetto alle quali penso che forse, se avessimo perso qualche giorno in più in Commissione, saremmo andati anche più celermente in aula. Dico questo anche perché sia chiaro che il titolo che voi avete voluto, sia pure pomposamente, dare al testo, rispetto al quale non vi è alcun emendamento modificativo, pone un problema di ciò che dentro il provvedimento deve stare e ciò che invece in questo provvedimento non può stare!
Non si pensi di introdurre norme modificative dell'ordinamento regionale, norme che attengono all'organizzazione degli enti, che non hanno nulla a che vedere con quanto recita il titolo di questa legge, sia chiaro! Arriveremo anche a esaminare alcuni altri emendamenti; è vero che siete presi da una furia commissariale, che volete commissariare la Regione, ieri abbiamo visto com'è stato anche commissariato il Consiglio regionale da parte di una Giunta regionale che presenta un disegno di legge per commissariare un Ente foreste, il Consiglio che se ne occupa in sede di Commissione, che addirittura programma i lavori per l'approvazione e la discussione oggi, questo pomeriggio, in Aula e la Giunta anticipa, commissariando in questo modo anche il ruolo e la funzione del Consiglio regionale. Questo è prendere una brutta china, colleghi, questo è prendere una pessima china, perché tutto viene sottratto al confronto libero, democratico, trasparente come deve e dovrebbe essere, anche nella normale dialettica e nel normale confronto che deve svilupparsi nel rapporto tra Giunta, Consiglio e, all'interno del Consiglio, tra Gruppi di maggioranza e Gruppi di opposizione.
Allora, con la presentazione di due emendamenti sul titolo, noi abbiamo voluto fotografare correttamente la natura del provvedimento portato all'esame dell'Aula ma, ripeto, bene avrebbe fatto la maggioranza a individuare un titolo nuovo adeguato alle modifiche che avete proposto. Penso che questo però non debba assolutamente consentire di far confluire nel provvedimento aspetti che, con il tema in oggetto, non hanno nulla a che vedere; mi riferisco anche al tentativo di commissariare l'Istituto zooprofilattico. Presidente, si sta veramente ponendo in essere un sistema da regime, perché si sta esautorando il Consiglio regionale dal poter esprimere, come è sempre stato, le indicazioni; ancora una volta si sta tentando, con una sorta di fuga in avanti, di introdurre una norma per commissariare anche l'Istituto zooprofilatico.
Presidente, attenderò il suo pronunciamento sull'ammissibilità di disposizioni di questa natura che, per quanto ci riguarda, devono essere espunte proprio avuto riguardo al titolo della legge che la maggioranza ha voluto che rimanesse tale e che non venisse corretto, e siete in ritardo per farlo! Diciamo questo con chiarezza!
PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare.
Metto in votazione l'emendamento numero 301.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, voteremo a favore dei due emendamenti sul titolo perché, come ha correttamente argomentato poc'anzi il collega Pittalis, il titolo di una legge è l'elemento che delimita in qualche maniera l'oggetto della legge ed è anche quello che fornisce, a noi stessi e agli operatori, l'indicazione di quello che c'è dentro la legge. Ora, durante tutto questo periodo, in aula, in commissione e davanti all'opinione pubblica, abbiamo sentito dire dai colleghi della maggioranza che questa non è la riforma sanitaria. Allora, se è così - evidentemente non è così perché mi pare che sia del tutto evidente da una sommaria lettura del testo - allora cambiamo il titolo! Credo che non possano esserci particolari problemi a questo riguardo. Guardate, ve lo dico perché nella scorsa legislatura il Consiglio regionale ha approvato una legge che ha un titolo del quale io mi vergogno ancora, una legge in materia di enti locali e di dispersione delle ceneri dei defunti; qualcuno aveva avuto la geniale pensata di inserire, in quel provvedimento legislativo, una norma, necessaria tutto quello che volete, ma che poteva essere oggetto di un altro provvedimento, che disciplinava la dispersione delle ceneri a seguito della cremazione, con la possibilità di portarsi a casa l'urna con le ceneri del defunto.
Allora, in questo caso, facciamo un'operazione trasparenza, diciamo che cosa c'è dentro questa legge, i due emendamenti che hanno presentato i colleghi danno un contributo in questo senso, cominciamo a dire che cosa c'è dentro questa legge in maniera poi da preparare effettivamente, se questa è la volontà della maggioranza, la vera riforma sanitaria, ma non chiamiamola riforma e non inseriamo le parole "riforma del sistema sanitario" in una legge che ha tutt'altro contenuto.
PRESIDENTE. Per cortesia, invito tutti i consiglieri prenotati per dichiarazione di voto a ripetere la prenotazione perché si è verificato un errore tecnico.
CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, voterò certamente a favore degli emendamenti numero 301 e 374, che riguardano la modifica del titolo. Così come dicevo prima, giusto per proseguire nel ragionamento, credo che davvero, non accettando e non approvando questi due emendamenti, si dia la dimostrazione che in questo momento la maggioranza non vuole ascoltare. Semplicemente per una questione di correttezza, non perché vogliamo creare difficoltà o problemi, ma perché questo titolo non corrisponde al contenuto reale della legge. Tutto qua! Semplicemente per questo. Nel proseguo, leggevo prima gli emendamenti che sono stati presentati, non so poi se verranno approvati, ma se dovessero eventualmente essere approvati, non corrisponderanno al reale contenuto del titolo; cioè, per quanto riguarda le parole "norme urgenti", continuo a chiedere che cosa c'è di urgente, veramente non si capisce, e che necessità c'è di inserire nel titolo "norme urgenti", è veramente incredibile! Poi ancora chiedo dove sta la riforma e dove è il contenuto delle norme di riforma del sistema sanitario regionale.
Allora vi domando: non vi vanno bene gli emendamenti presentati dalla minoranza perché forse non corrispondono esattamente al pensiero della maggioranza? Bene, siamo disponibili a un emendamento orale, proviamo a ragionare, fermiamoci un attimo e troviamo davvero un accordo su un titolo che possa venir fuori da questo Consiglio regionale in modo concreto, in modo serio, termine che utilizzate voi continuamente e costantemente, così come in modo serio e onesto proviamo a ragionare e dopo probabilmente troveremo un accordo. Voterò comunque a favore anche se la maggioranza non dovesse ascoltare le nostre parole.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, come un apprendista diligente, visto che è la mia prima esperienza in questi banchi del Consiglio, naturalmente sto cercando di capire anche come nasce un provvedimento di legge; in questo caso mi sembra che prima si sia scelto il titolo e poi si siano messe dentro le cose. L'emendamento della Giunta regionale, in effetti, tenta di fare questo; cerca di dare, all'articolo 1, un corpo che l'articolo 1 non aveva. Per cui, partendo dalla genesi del titolo, visto che stiamo parlando del titolo, credo che si sia partiti da un presupposto sbagliato. Che cosa vogliamo fare? Vogliamo, per esempio, commissariare le ASL, allora che cosa faccio? Mi serve una norma, deve essere però fatta in fretta, allora trasformo la fretta in urgenza e la intitolo "Norme urgenti per la riforma sanitaria regionale". Però poi nel corpo non c'è questa urgenza, allora la Giunta soccorre cercando di porre rimedio, il rimedio diciamo che va bene perché dà più corpo all'articolo 1, ma non cambia la sostanza delle cose. Questa volta siamo partiti dal titolo e poi dal testo normativo, che rimane un testo importante, che rimane un testo che sicuramente apporta delle modifiche, ma non è quella riforma urgente che si tenta di descrivere nel titolo. Sappiamo bene che il titolo qualifica anche il perimetro entro il quale il cittadino e tutti coloro che hanno interesse vanno a verificare e il perimetro che il titolo traccia di questa norma non è corretto. Per cui, sono d'accordo e voterò a favore dei due emendamenti che cercano di dare chiarezza al titolo, che poi diventerà anche un punto di riferimento iniziale e fondamentale perché i cittadini possano trovare, nel testo della legge, le norme che effettivamente il titolo cita essere dentro.
RUGGERI LUIGI (PD). Volevo solo chiarire che si tratta di norme per la riforma, cioè non si tratta di riforma ma di norme propedeutiche alla riforma che avviano il percorso di riforma, così come riportato nell'articolo 1. Sono norme urgenti e l'urgenza deriva dalla "premenza" della situazione finanziaria; capisco che magari non piaccia molto così all'onorevole Cherchi, come l'ha richiamato, il fatto che si proponga la definizione di "urgente" nel titolo della legge, però gli ricordo che la legge numero 3 del 7 agosto 2009, con cui all'articolo 12 si dettavano le norme di riforma del sistema sanitario regionale, recita "Disposizioni urgenti nei settori economico-sociali e in materia sanitaria", e la legge numero 21 del 2012, dove si riprende un cenno di riforma del servizio sanitario regionale, si intitola "Disposizioni urgenti in materia sanitaria". Quindi, se non le piaceva, aveva tutto il tempo, onorevole Cherchi, di pensarci un po' prima, credo invece che il titolo ben si confaccia alla natura delle norme che vengono riportate successivamente.
ZEDDA ALESSANDRA (FI). Onorevole Ruggeri, non è detto che sbagliare debba poi avere anche un seguito col perseverare; quindi, se si sono commesse magari delle imprecisioni in passato, come i colleghi hanno dato atto anche su altre leggi, non è detto che dobbiamo continuare a sbagliare. Dico che la filologia ci insegna che l'insieme di testi e discipline ci devono portare alla interpretazione migliore, alla chiarezza possibile, nell'uso delle parole. Chiedo: perché non vogliamo provare insieme qui? Credo che l'input che ci è stato dato dall'onorevole Cherchi, molto riflessivo e interessante in questo momento, possa farci soprassedere un attimo e insieme trovare quelle parole corrette che possano definire meglio ciò che stiamo andando ad approvare. Questo lo dobbiamo ai sardi e a tutti coloro che dovranno poi applicare e rispettare la legge che questo Consiglio regionale approverà. Credo che sia utile spendere cinque minuti per fare delle ulteriori riflessioni, anche perché dico che, alla luce degli emendamenti presentati e forse anche di quelli che scaturiranno in quest'Aula, probabilmente anche questi due emendamenti possono essere riduttivi o potranno essere rivisti. Perché non fermarci e trovare le parole appropriate al fine di rendere un buon servizio a chi poi avrà nella disponibilità questa legge e, io spero, esattamente tutti i sardi e non solo? Quindi il nostro voto momentaneamente per questi due emendamenti è favorevole, ma vi lascio ancora il suggerimento di poterci fermare un secondo e trovare le parole più corrette.
LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, molto spesso, almeno dalla brevissima esperienza che abbiamo incominciato in tanti, ci siamo concentrati tanto sulla norma, sui contenuti, sulla sostanza delle norme, come in questo caso credo che voi vi siate approcciati al tema dell'avvio della riforma. Dalle parole dell'onorevole Ruggeri trovo questo spirito. Però credo anche che non sia un buon esercizio quello di andare a verificare le rubriche delle norme delle legislature precedenti, perché la finiamo ad andare a leggere rubriche di riforme o progetti di riforma lontani nel tempo, addirittura che provenivano dai nostri avi che oggi non sono più qua e che comunque avevano magari nomi strani e strampalati.
Dobbiamo invece, secondo me, cambiare atteggiamento e chiamare giustamente le cose con il loro nome; cioè, se oggi, in questo dibattito, in questo avvio di dibattito, può sembrare anche una questione di lana caprina quella di intavolare una discussione sul titolo della norma, credo invece che si debba incominciare non solo a chiamare le cose con il loro nome, ma iniziare anche a modificare il modo attraverso il quale questo Consiglio regionale intende legiferare. Mi pare anche che sarebbe un buon servizio fatto alla nostra terra quello di tentare di armonizzare le norme, non solo attraverso un giusto coordinamento ma anche chiamandole o comunque dando delle rubriche corrette alle proposte stesse. Questo è emerso ieri nel dibattito, nella discussione generale, e oggi, onorevole Ruggeri, lei ha ribadito che stiamo discutendo di un avvio di riforma; la proposta di questo emendamento, su cui esprimo il parere favorevole, volge esattamente e semplicemente in questa direzione.
TOCCO EDOARDO (FI). Presidente, sempre di più mi rendo conto che questa sia una maschera e che, dietro la maschera, ci sia una faccia deforme. È una metafora, perché si è cercato chiaramente di celare con questa proposta quello che giustamente dovete portare avanti.
Dico "giustamente" perché (l'ho detto anche ieri all'Assessore) sta nelle cose, cioè state governando ed è giusto che governiate a tutti gli effetti, come si governa in Regione, anche gli enti e in questo caso le ASL. Sarebbe stato meglio da parte vostra cercare di collaborare tutti insieme, perché noi come opposizione sappiamo che questo deve accadere, che questo accadrà e che questo sta accadendo, è normale! Quindi, come abbiamo collaborato in Commissione per qualche altra proposta di legge che è arrivata (cito quella per esempio di Luca Pizzuto sulla quale si è aperta una discussione e alla fine l'abbiamo condivisa tutti quanti), non vedo perché per una proposta di questo tipo, che ha un'importanza vitale per tutta la Sardegna, un'importanza per i sardi, non si sarebbe potuto fare, non sarebbe costato niente collaborare, rivederci tutti insieme e probabilmente evitare anche questa sceneggiata che poi andrà avanti chissà per quanto tempo e arrivare a che cosa poi? Voi la voterete perché avete i numeri giustamente, però che senso ha poi? Non è condivisa totalmente, neanche parzialmente a questo punto da noi, che siamo all'opposizione, siamo sempre consiglieri regionali e molte cose anche nella passata legislatura le abbiamo condivise noi con l'opposizione.
Ecco credo che si sia ancora in tempo per valutare, durante la discussione e durante le argomentazioni, qualcosa di questo genere. Avete cominciato bene diciamo, siete a metà dell'opera e, come si suol dire, portiamo avanti qualcosa tutti insieme, evitiamo di continuare a controbattere, tanto questo accadrà in questa Aula: voi porterete avanti le vostre cose e noi dovremo opporci per fare la nostra parte.
TEDDE MARCO (FI). Signor Presidente, chiedo scusa perché prima ho utilizzato un termine improprio, ho parlato di "obbrobrio giuridico" in relazione al titolo, mi devo correggere perché non è un obbrobrio giuridico consumato ma è soltanto un tentativo che noi stiamo cercando in qualche modo di paralizzare, che l'opposizione sta tentando di paralizzare.
Quel sostantivo che viene utilizzato a fianco alla parola "riforma" che riforma non è, quel sostantivo "avvio" di riforma, l'avvio, l'avvio, questo avvio è una foglia di fico, una foglia di fico che vi serve solo ed esclusivamente per coprire le pudende dell'obbrobrio giuridico che state cercando di consumare! Noi ci opponiamo fermamente a questo tentativo, a questo atto idoneo, diretto in modo inequivoco a compiere un obbrobrio giuridico, noi ci stiamo impegnando a evitare che voi facciate queste cose che in quest'Aula credo che non si debbano fare. Quindi il nostro voto ovviamente sarà favorevole all'emendamento.
TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, come ho detto prima ovviamente sono a favore di questo emendamento e di questa modifica del titolo e chiedo scusa in parte perché prima ho parlato solo dell'emendamento presentato dai colleghi del Gruppo UDC in quanto non mi ero accorto dell'emendamento presentato anche dai colleghi del P.S.d'Az.. Unisco le considerazioni che ho esposto prima anche per l'altro emendamento. Inoltre dico che quella confusione, che mi sembra che ci fosse nella maggioranza durante il dibattito di ieri, continua oggi perché le parole dell'onorevole Ruggeri in parte ce la confermano. Non riusciamo ancora a capire se sia una riforma o non lo sia, può sembrare una questione diciamo di lana caprina ma invece è importante perché poi alla fine è anche il modo in cui si presentano le cose all'esterno che qualifica le leggi. Può sembrare una questione di lana caprina che si voglia cambiare il titolo, però devo dire che, sotto questo punto di vista, noi come rappresentanti dell'opposizione penso che stiamo facendo tutto sommato una cortesia alla maggioranza, perché stiamo invitando a riflettere su un tema importante, a cambiare giustamente questo titolo e quindi a riportare la legge nel suo alveo naturale, a partire, appunto, dalla presentazione iniziale. Stiamo anche aiutando in qualche modo a risolvere quelle contraddizioni che sono emerse e che, sino all'altro giorno, ieri o avantieri, c'erano. Chiunque abbia seguito la storia di questa legge sa che, per tanti mesi, per diverso tempo, ha occupato il lavoro della Commissione, per tanti mesi ha occupato comunque l'attività di tutti noi consiglieri, per tanti mesi voi ne avete discusso, ne avete discusso in maggioranza, ne avete discusso con la Giunta, sino a presentare un prodotto che addirittura, in fase di varo, viene cambiato. Quindi, visto che siamo ancora in tempo, che siete ancora in tempo, incominciamo a porre le correzioni giuste partendo anche da questo titolo.
ORRÙ MARCELLO (PSd'Az). Presidente, intervengo solo per dire che voterò a favore di questi emendamenti anche perché uno è stato presentato da noi. Faccio inoltre un appello agli onorevoli della maggioranza per invitare anche loro a votare a favore di questi emendamenti. Ieri ho sentito i loro interventi e devo dire che c'è stata molta confusione perché c'era chi diceva che erano norme urgenti per la riforma del sistema sanitario, altri dicevano che non era una riforma, altri che era una riformina, altri che era la riforma del centro e altri forse. Quindi credo che ci sia molta confusione. Pertanto credo che il titolo giusto sia "Disposizioni urgenti per la razionalizzazione e il contenimento della spesa sanitaria regionale" e invito tutti a votare a favore.
CRISPONI LUIGI (Riformatori Sardi). Presidente, intervengo solo per dire che, associandomi ai colleghi presentatori dei due emendamenti, numero 301 e numero 374, esprimo un voto a favore di un'attività, quella prevista attraverso gli emendamenti, i quali chiariscono esattamente quale deve essere il titolo. C'è un bellissimo detto delle nostre parti: nun si cumprende su babbu che su fizzu, in questo caso si vorrebbe far passare un titolo con un contenuto che è esattamente diverso. È anche spiacevole perché di fatto c'è un tentativo generale della politica nel saper convincere la collettività che si parla la stessa lingua, che si dicono le stesse cose, si fanno gli stessi ragionamenti e invece si vuole attingere in continuazione, come sta accadendo con questa proposta, a un lessico che proviene esclusivamente da un bagaglio politico.
Credo che questa istituzione debba invece rappresentare le esigenze reali della collettività parlando con chiarezza delle cose che vanno fatte. Inevitabilmente il titolo che è stato individuato dai colleghi presentatori dei due emendamenti è proprio coerente e corrispondente esattamente al contenuto di questo tipo di legge. Con ciò noi intendiamo naturalmente dare il nostro voto a favore.
OPPI GIORGIO (UDC). Per amore della verità, speravo stasera in un approccio diverso. Il fatto che stamattina in Commissione siamo riusciti in poco più di 40 minuti ad approvare tutti gli emendamenti, ovviamente noi senza un minimo di disturbo eccetera, mi aveva portato a pensare che stasera ci sarebbe stato un approccio differente per quanto riguarda alcuni aspetti, cioè un minimo di sensibilità diversa nei confronti di chi oggi vi ha consentito di essere qui stasera. Non lo potete negare! Io so che voi, dopo due mesi e mezzo di lavoro, anche lavoro interessante, state travolgendo tutto, improvvisamente cambiate, questa sceneggiata sembra quella di ieri per quanto riguarda l'Ente foreste: è la stessa cosa! Allora, se avessimo la capacità di incontrarci un po' di più e di riflettere!
Vedo che avete scritto nottetempo un testo diverso, su proposta della Giunta, per quanto riguarda l'articolo 1, dico che è decisamente migliorato, perché quando noi facciamo un emendamento e scriviamo non "avvia" "ma propone", usiamo un verbo più giusto, è bene dire "propone", mentre "avvia" non lo è in quanto è già avviato, è stato sempre avviato il processo delle riforme. Oggi voi avete votato sempre contro e noi abbiamo votato sempre ovviamente contro i vostri emendamenti, ma in questo caso ci sarebbe stata la possibilità concreta di valorizzare il tutto per ottenere una legge ancora migliore.
Se dovessimo dire le cose come sono, a me non interessa, anzi dico che fate bene a commissariare le ASL, però comincio a dire che state sbagliando tutto, perché voi parlate di urgenza, di rapidità per ridurre le spese, ma quale rapidità? Rapidità è già un termine sbagliato. Voi sapete che un commissario ha funzione ordinaria, per ridurre il disavanzo ci vuole invece una funzione straordinaria, non può di fatto entrare nel merito e ottenere un disavanzo, va specificato anche questo. È chiaro che, nell'esaminare questa nuova stesura (che voi avete fatto, dico, nottetempo), probabilmente avreste trovato la nostra convergenza, sulla stragrande maggioranza, perché sono punti condivisibili, come la riduzione della spesa, avere un ruolo diverso, consentire migliore assistenza, eccetera, però voi non cercate mai il confronto. Che cosa abbiamo fatto? Attenzione, io non sono gufo e non voglio dire una cosa che è gufa, ovviamente voto questo emendamento anche perché sono il primo firmatario, però, Assessore, la storia insegna che, chi ha gestito con la Dirindin, ha perso poi…
BUSIA ANNA MARIA (Centro Democratico). Prendo a prestito, colleghi, due espressioni che sono state utilizzate in quest'Aula ieri e intanto raccolgo la sfida del collega Tedde, che mi sfida in un ambito che a me sicuramente è più familiare, nell'ambito del tentativo di reato, ma lo sfido per utilizzare l'espressione di cui ha riferito ieri quando ha parlato di clima surreale. Ecco, credo che quel clima surreale, di cui ha parlato l'onorevole Tedde ieri, ci sia tutt'oggi, perché si sta discutendo di un titolo di una legge che è chiarissima nel suo contenuto, ma è chiarissima anche nel titolo. È vero che io provengo da un'esperienza diversa, però credo che quell'esperienza possa essere importante per spiegare alcune cose, cioè che, in una legge non è importante il titolo, il titolo è una mera indicazione, quello che conta è il suo contenuto e, come dicevo prima, il contenuto è assolutamente chiaro.
Discutere di una cosa il cui contenuto è chiarissimo e fare riferimento esclusivamente alla rubrica è un argomento, e uso qui l'espressione dei colleghi che mi hanno preceduto, di lana caprina. La memoria in politica non aiuta, è meglio non averla troppo lunga mi hanno spiegato, ma in questi casi aiuterebbe conoscere e ricordare meglio quanto ha detto il giudice amministrativo, cioè il TAR nel 2010, a seguito dell'impugnazione che c'era stata dopo che la precedente Giunta aveva commissariato le aziende sanitarie. Allora, in quella sentenza, il giudice amministrativo aveva giustificato la nomina dei commissari perché la legge prevedeva un avvio di riforma, esattamente quello che stiamo facendo. Non perdiamoci in parole inutili, in discorsi inutili, in inutili questioni di lana caprina, qui si è parlato di un avvio di riforma e per arrivare al commissariamento si sono volute intanto dare delle indicazioni precise su ciò che andrà fatto in futuro: che sia chiaro! Lo abbiamo detto in modo diverso ma tutti abbiamo ripetuto la stessa cosa. Se poi si vuole disquisire sul fatto che "riforma" non voglia dire "avvio di riforma", che non è proprio una riforma, che non è un Piano sanitario, ciò che conta è ciò che noi stiamo dicendo nella legge, nel suo contenuto, ed è chiarissimo.
PITTALIS PIETRO (FI).Avrei fatto a meno di intervenire, però l'intervento della collega Busia davvero offre spunti per un'ulteriore riflessione. La forma, lo sa bene la collega da brava e apprezzata professionista qual è, talvolta, anzi spesso e sempre è sostanza. Il problema che noi poniamo, che non è di lana caprina, non è disquisire sui termini "riforma", "urgente", "sanitaria", "sistema", no, è capire esattamente che cosa si vuole fare con questo provvedimento. Qualche perplessità l'avete avuta anche voi, se è vero che vi siete astenuti in Commissione, quindi qualche problema sicuramente consentite che, da parte dell'opposizione, si ponga, ma si ponga in senso critico e costruttivo, perché noi stiamo evidenziando soprattutto un aspetto sul quale non ci pareva che, nella formulazione originaria, ci fosse corrispondenza rispetto a quanto avete enunciato nel titolo e che la stampa ha riproposto in maniera pedissequa senza andare, ahimè, proprio a valutare il contenuto, perché il contenuto né di avvio né di riforma tratta, è questo che noi vogliamo mettere in evidenza. Per onestà, ho anche detto che gli emendamenti, a vedere la mole che la maggioranza e la Giunta ha proposto, stravolgono completamente, addirittura arrivando a inserire norme, aspetti e ipotesi di commissariamento di altri istituti che non hanno nulla a che vedere con il sistema delle aziende sanitarie e il sistema sanitario. Questo è ciò che noi stiamo mettendo in evidenza come contraddizione.
Poi, sul commissariamento delle aziende sanitarie, ho detto che il centrosinistra ha peccato di vero dilettantismo, lo avreste dovuto fare dal mese di marzo, da quando vi siete insediati; chi vi sta contestando questo? Ieri ho detto molto candidamente che, al posto dei direttori generali, mi sarei dimesso, immaginatevi di che cosa stiamo parlando, non è questo il senso! È vero che è il sonno che vi manca, che vi è venuto a mancare in questi mesi perché non vedete l'ora di arrivare a questo obiettivo, l'obiettivo vero è questo e lo abbiamo denunciato, ma, vivaddio, avremmo potuto fare una riforma senza ombre, avremmo potuto fare una riforma nella serenità di un confronto.
Chiedo la votazione nominale.
Rispondono sì i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Deriu - Desini - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 374.
Rispondono sì i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Crisponi - Locci - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Deriu - Desini - Forma - Lai - Ledda - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del titolo.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Anedda - Arbau - Azara - Busia - Cherchi Augusto - Cocco Daniele - Cocco Pietro - Collu - Comandini - Cozzolino - Crisponi - Deriu - Desini - Forma - Lai - Ledda - Locci - Lotto - Manca Gavino - Manca Pier Mario - Meloni - Moriconi - Perra - Pinna Rossella - Piscedda - Pizzuto - Ruggeri - Sabatini - Sale - Solinas Antonio - Tendas - Unali - Usula - Zedda Paolo.
Rispondono no i consiglieri: Carta - Cherchi Oscar - Cossa - Oppi - Orrù - Peru - Pinna Giuseppino - Pittalis - Randazzo - Solinas Christian - Tatti - Tedde - Tocco - Truzzu - Tunis - Zedda Alessandra.
1. La Regione, con la presente legge, avvia il processo di riforma del sistema sanitario regionale, mediante disposizioni urgenti finaliz-zate a:
a) garantire la tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività;
b) ridurre rapidamente il disavanzo della spesa regionale sanitaria, in applicazione di normative nazionali e regionali;
c) migliorare i servizi, razionalizzare la spesa e rendere più funzionale l'utilizzo delle risorse umane ed economiche;
d) adeguare l'assetto istituzionale e or-ganizzativo previsto dalla legislazione vigente, anche a seguito delle profonde riforme avviate a livello regionale e nazionale in materia di enti intermedi;
e) riorganizzare il sistema dell'emergenza-urgenza e della rete territoriale di assistenza e della medicina del territorio e dell'igiene pubblica.
Emendamento sostitutivo totale Pittalis - Cappellacci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco
Il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso (4)
Emendamento soppressivo totale Pittalis - Cappellacci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco
Emendamento soppressivo totale Dedoni - Cossa - Crisponi
L'articolo 1 è soppresso. (108)
Emendamento soppressivo totale Truzzu - Fenu
L'articolo 1 è soppresso. (279)
Emendamento soppressivo totale Oppi - Rubiu - Giuseppino Pinna - Tatti
L'articolo 1 è soppresso. (300)
Emendamento sostitutivo totale Locci - Pittalis - Cappellacci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi - Tedde - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco
1. La Regione Sardegna tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario regionale. La tutela della salute fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana, il servizio sanitario è costituito dal complesso delle funzioni, delle strutture, dei servizi e delle attività destinati alla promozione, ai mantenimento ed al recupero della salute fisica e psichica di tutta la popolazione senza distinzione di condizioni individuali o sociali e secondo modalità che assicurino l'eguaglianza dei cittadini nei confronti del servizio. L'attuazione del servizio sanitario nazionale compete alla regione e agli enti locali territoriali, garantendo la partecipazione dei cittadini. Nel servizio sanitario regionale è assicurato il collegamento ed il coordinamento con le attività e con gli interventi dì tutti gli altri organi, centri, istituzioni e servizi, che svolgono nel settore sociale attività comunque incidenti sullo stato di salute degli individui e della collettività. Le associazioni di volontariato possono concorrere ai fini istituzionali del servizio sanitario nei modi e nelle forme stabiliti dalla presente legge. (2)
1. La Regione promuove la qualità e l'appropriatezza dei servizi e delle prestazioni resi dalle aziende e dagli altri soggetti, vigilando in particolare affinché essi siano improntati ai principi della libertà di scelta da parte dell'assistito, della personalizzazione e dell'umanizzazione del trattamento e affinché ogni persona che entra in contatto con il SSR sia accolta secondo i suoi bisogni e le sue esigenze assistenziali. Sono poste a carico del SSR le tipologie di assistenza, i servizi e le prestazioni sanitarie che presentano, per specifiche condizioni cliniche o di rischio, evidenze scientifiche di un significativo beneficio in termini di salute, a livello individuale o collettivo, a fronte delle risorse impiegate.
Il SSR lavora e contribuisce al raggiungimento di stili di vita idonei alla tutela della salute, favorendo inoltre la partecipazione degli utenti alla valutazione dei servizi sanitari. La Regione promuove l'efficienza dei SSR sviluppando in particolare iniziative, anche sperimentali e con modalità innovative, per la qualificazione dell'assistenza, per la razionalizzazione della spesa sanitaria e per la semplificazione dei processi amministrativi. (3)
L'articolo 1 del PL 71/2014 è sostituito dal seguente:
"Articolo 1 Principi generali
La Regione, con la presente legge, avvia il processo di riforma del sistema sanitario regionale, mediante disposizioni urgenti finalizzate a:
a) garantire la tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività,
b) riorganizzare il sistema sanitario regionale mediante il rafforzamento delle attività territoriali e la razionalizzazione della rete ospedaliera.
d) garantire il miglioramento della qualità e dell'adeguatezza dei servizi sanitari e sociosanitari in ogni territorio, attraverso il rafforzamento dì quelli esistenti, l'efficientamento delle strutture organizzative garantendo forme di partecipazione democratica e mantenendo autonomia dei territori periferici nelle politiche socio­sanitarie;
e) attuare politiche di prevenzione delle malattie e di promozione della salute e del benessere delle persone, incentivando la diffusione di corretti stili di vita sotto i profili dell'attività motoria, della pratica sportiva e dell'educazione alimentare e ambientale;
f) rafforzare il governo del servizio sanitario regionale, anche mediante la riassunzione nell'Assessorato della Salute delle funzioni già assegnate all'Agenzia regionale della sanità;
g) ridurre il disavanzo della spesa regionale sanitaria, in applicazione della normativa nazionali in materia di fabbisogni e costi standard;
h) riorganizzare il sistema dell'emergenza-urgenza e della rete territoriale di assistenza, della medicina del territorio.
Non prevede aumento di spesa (365)
Emendamento soppressivo parziale Truzzu - Fenu
All'articolo 1 il titolo "Principi Generali" è soppresso. (270)
Il comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. (293)
Emendamento soppressivo parziale Oppi - Rubiu - Giuseppino Pinna - Tatti
Al comma 1 dell'articolo 1, le parole da "anche a seguito", a "enti intermedi" sono soppresse. (302)
Emendamento soppressivo parziale Pittalis - Cappellacci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco
La lettera a) comma 1 dell'articolo 1 è soppressa. (5)
Emendamento soppressivo parziale Dedoni - Cossa - Crisponi
All'articolo 1, comma 1, la lett. a) è soppressa. (109)
La lettera A dell'articolo, 1 comma 1 è soppressa. (256)
La lettera b) comma 1 dell'articolo 1 è soppresso. (6)
All'articolo 1, comma 1, la lett. b) è soppressa. (110)
La lettera B dell'articolo 1 comma 1 è soppressa. (257)
La lettera c) comma 1 dell'articolo 1 è soppressa. (7)
All'articolo 1, comma 1, la lett. c) è soppressa (111)
La lettera C dell'articolo 1 comma 1, è soppressa. (258)
La lettera D dell'articolo 1 comma 1, è soppressa. (8)
All'articolo 1, comma 1, la lett. d) è soppressa. (112)
La lettera D dell'articolo 1 comma 1, è soppressa. (255)
La lettera e) comma 1, dell'articolo 1, è soppressa. (9)
All'articolo 1, comma 1, la lett. e) è soppressa. (113)
La lettera E dell'articolo 1 comma 1, è soppressa. (254)
Emendamento sostitutivo parziale Oppi - Rubiu - Giuseppino Pinna - Tatti
Al comma 1 dell'articolo 1 la parola "avvia" è sostituita dalla parola "prosegue". (303)
Nella lett. b) del comma 1 dell'articolo 1, le parole "il disavanzo della spesa" sono sostituite dalle parole "la spesa". (304)
Emendamento aggiuntivo Truzzu - Fenu
Nel comma 1, dopo le parole "del sistema sanitario regionale" sono aggiunte le parole "ai sensi dell'articolo 32 della Costituzione e delle disposizioni statali e regionali che ne sono svolgimento" (242)
Dopo le parole "del sistema sanitario regionale" sono aggiunte le parole "ai sensi dell'articolo 32 della Costituzione e delle disposizioni statali e regionali che ne sono svolgimento" (247)
Emendamento aggiuntivo Solinas Christian - Carta - Orrù
All'articolo 1, primo comma, dopo la lettera a) sono aggiunte le seguenti:
"a.bis) rafforzare l'efficacia del sistema sanitario attraverso criteri di valutazione della sicurezza dei pazienti, della qualità dell'assistenza e dell'integrazione;
a.ter) migliorare l'accessibilità del sistema sanitario ed il rapporto costo/efficacia dell'uso dei medicinali anche attraverso l'applicazione ottimale della direttiva 2011/24/UE;
a.quater) migliorare la resilienza del sistema sanitario attraverso la valutazione delle tecnologie sanitarie, del sistema di informazione sulla salute e della sanità online. " (376)
Nel comma 1, dopo la lett. e) è aggiunta la seguente:
e bis) garantire l'universalità e l'equità nell'accesso alle prestazioni e ai servizi sanitari. (246)
Emendamento aggiuntivo Oppi - Rubiu - Giuseppino Pinna - Tatti
Al comma 1 dell'articolo1, infine, dopo le parole "territoriale di assistenza", sono aggiunte le parole "e della medicina del territorio e dell'igiene pubblica". (305)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Cappellacci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco
Dopo il comma 1 dell'articolo 1 è aggiunto il seguente:
1.bis: il servizio sanitario regionale della Sardegna (SSR), assicura, nell'ambito del servizio sanitario nazionale, la tutela della salute come diritto fondamentale della persona e interesse della collettività, ai sensi dell'articolo 32 della Costituzione e delle disposizioni statali e regionali che ne sono svolgimento.
c) la globalità della copertura assistenziale. (13)
Dopo il comma 1 dell'articolo 1 aggiungere:
c) la globalità della copertura assistenziale. (16)
Emendamento aggiuntivo Locci - Pittalis - Cappellacci - Alessandra Zedda - Oscar Cherchi - Tedde - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco
Dopo l'articolo 1, è aggiunto il seguente:
articolo1 bis: Gli obiettivi.
1. Il conseguimento delle finalità di cui al precedente articolo è assicurato mediante:
la promozione e la salvaguardia della salubrità e dell'igiene dell'ambiente naturale di vita e di lavoro:
7) una disciplina dello sperimentazione, produzione, immissione in commercio e distribuzione dei farmaci e dell'informazione scientifica sugli stessi diretta ad assicurare l'efficacia terapeutica, la non nocività e la economicità del prodotto;
8) la formazione professionale e permanente nonché l'aggiornamento scientifico culturale del personale del servizio sanitario.
Il servizio sanitario regionale nell'ambito delle sue competenze persegue:
a) il superamento degli squilibri territoriali nelle condizioni socio-sanitarie della regione:
b) la sicurezza del lavoro, con la partecipazione dei lavoratoci e delle loro organizzazioni, per prevenire ed eliminare condizioni pregiudizievoli alla salute e per garantire nei luoghi di lavoro gli strumenti ed i servizi necessari;
d) la promozione delta salute nell'età evolutiva, garantendo l'attuazione dei servizi medico- scolastici negli istituti di istruzione pubblica e privata di ogni ordine e grado, a partire dalla scuola materna, e favorendo con ogni mezzo l'integrazione dei soggetti handicappati:
g) la tutela della salute mentale privilegiando il momento preventivo e inserendo i servizi psichiatrici nei servizi sanitari generali e sociali in modo da eliminare ogni forma di discriminazione e di segregazione più nella specificità delle misure terapeutiche ed a favorire il recupero ed il reinserimento sociale dei disturbali psichici. (10)
1. Le Aziende sanitarie locali assicurano l'assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro, l'assistenza distrettuale e, qualora nel loro territorio insistano presidi ospedalieri, concorrono all'erogazione della assistenza ospedaliera; le AO e le AOU assicurano l'assistenza ospedaliera. Le ASL, le AO e le AOU hanno personalità giuridica pubblica e autonomia imprenditoriale; la loro organizzazione e funzionamento sono disciplinate dall'atto aziendale, di cui all'articolo 3, comma 1 bis, del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche ed integrazioni.
2. Sono organi delle ASL e delle aziende ospedaliere ed ospedaliero-universitari e il direttore generale e il collegio sindacale. Il direttore generale é coadiuvato, nell'esercizio delle proprie funzioni, dal direttore sanitario e dal direttore amministrativo.
3. L'atto aziendale di cui al comma 1 è adottato o modificato dal direttore generale sentite le rispettive Conferenza provinciale sanitaria e socio-sanitaria, di cui all'articolo 15.
4. Il direttore generale trasmette l'atto aziendale alla Giunta regionale per la verifica di conformità alla programmazione regionale; decorsi trenta giorni dal ricevimento dell'atto, la verifica si intende positiva; ove la Giunta regionale si pronunci motivatamente nel senso della non conformità, il direttore generale sottopone alla Giunta regionale un nuovo testo entro i successivi trenta giorni; se la verifica e ancora negativa, la Giunta regionale può revocare il direttore generale oppure nominare un commissario ad acta.
5. Gli atti aziendali contengono elementi per:
b) la valorizzazione delle aziende sanitarie quali strumenti operativi dei servizio sanitario regionale all'interno del quale cooperano per la realizzazione degli obiettivi di salute;
c) la definizione dell'assetto organizzativo delle aziende che tenga conto da un lato dei rapporti operativi da instaurare con le aree vaste di cui all'articolo 2 bis, dall'altro del necessario collegamento tra assistenza ospedaliera e assistenza territoriale, nonché della integrazione tra assistenza sociale e assistenza sanitaria;
d) la specificazione delle funzioni della direzione aziendale, in ordine alla negoziazione e alla stipulazione degli accordi e dei contratti con i produttori di prestazioni e servizi sanitari, alla garanzia della compatibilità tra il programma sanitario annuale di cui all'articolo 13, comma 4, la disponibilità delle risorse finanziarie, al controllo e alla verifica dei risultati nei confronti di ciascun soggetto erogatore di prestazioni e servizi, allo sviluppo del sistema di programmazione e controllo di cui all'articolo 28;
e) la specificazione delle principali funzioni di tutti i dirigenti dell'azienda, del collegio di direzione di cui all'articolo 17 del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche ed integrazioni, e del consiglio delle professioni sanitarie;
f) la scelta del dipartimento come modello ordinario di gestione operativa;
g) la definizione degli organi del dipartimento e delle modalità di nomina e revoca dei dirigenti dei dipartimento e dei servizi territoriali;
h) la valorizzazione della funzione di governo delle attività cliniche o governo clinico, comprensiva della collaborazione multi professionale e della responsabilizzazione e partecipazione degli operatori, in particolare in relazione ai principi di efficacia, appropriatezza ed efficienza;
i) le modalità di raccordo con l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS) e con l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna;
j) la determinazione delle risorse professionali necessario per assicurare i livelli essenziali di assistenza nel rispetto dei vincoli posti dalla normativa nazionale e regionale e dalla programmazione regionale.". (11)
1. Il SSR è costituito da aziende, dotate di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia organizzativa, amministrativa, tecnica, patrimoniale, contabile e di gestione.
2. Costituiscono il SSR le seguenti aziende sanitarie locali:
a) 1 di Sassari coincidente ASL con l'ambito territoriale della Provincia di Sassari;
b) ASL 2 di Olbia coincidente con l'ambito territoriale della ex-provincia di Olbia- Tempio;
c) ASL 3 di Nuoro-Ogliastra coincidente con l'ambito territoriale della Provincie di Nuoro e della ex-provincia dell'Ogliastra;
d) ASL 4 di Oristano-Medio Campidano coincidente con l'ambito territoriale della Provincia di Oristano e della ex-provincia del Medio Campidano;
e) ASL 5 di Cagliari coincidente con l'ambito territoriale della Provincia di Cagliari e della ex-provincia di Carbonia-Iglesias.
3. Il SSR è inoltre costituito dalle seguenti aziende ospedaliere:
a) Azienda ospedaliera G. Brotzu di Cagliari, comprendente l'Ospedale San Michele, cui è accorpato l'Ospedale microcitemico;
b) Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari;
c) Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari.
4. Fanno inoltre parte del SSR le seguenti aziende ospedaliere di interesse regionale e dell'emergenza:
a) Azienda ospedaliera di Nuoro, comprendente gli Ospedali San Francesco e Zonchello di Nuoro;
b) Azienda ospedaliera di Olbia, comprendente l'Ospedale civile di Olbia, quello di La Maddalena e l'Ospedale di Tempio Pausania; e) Azienda ospedaliera di Oristano, comprendente gli Ospedali San Martino di Oristano e Delogu di Ghilarza e Ns. Signora di... San Gavino.
5. Le aziende ospedaliere sono costituite con deliberazione della Giunta regionale da adottarsi entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all'articolo 29. (12)
Dopo l'articolo 1 comma 1 aggiungere il seguente articolo:
"Livelli essenziali uniformi di assistenza"
La Regione assicura i livelli essenziali e uniformi di assistenza, garantiti sull'intero territorio regionale e finanziati con risorse pubbliche attraverso:
a) le Aziende sanitarie locali, aventi carattere prevalentemente territoriale;
b) le Aziende ospedaliero-universitarie, di seguito indicate come AOU, di Cagliari e di Sassari, ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 21 dicembre 1999, n. 517;
c) le Aziende ospedaliere, di seguito indicate come AO, di rilievo nazionale e regionale di cui all'articolo 2;
d) altri soggetti pubblici e privati accreditati con i quali la Regione e le ASL abbiano stipulato accordi contrattuali. (14)
1. La Regione assicura i livelli essenziali e uniformi di assistenza, garantiti sull'intero territorio regionale e finanziati con risorse pubbliche attraverso:
d) altri soggetti pubblici e privati accreditati con i quali la Regione e le ASL abbiano stipulato accordi contrattuali. (106)
"Programmazione Sanitaria"
Le aziende sanitarie, ospedaliere, ospedaliere universitarie e altri soggetti pubblici e privati accreditati, partecipano all'elaborazione del Piano regionale dei servizi sanitari e degli altri strumenti di programmazione in esso previsti.
Le Università di Cagliari e di Sassari collaborano con il SSR, in particolare per la formazione del personale, e per lo sviluppo della ricerca biomedica e sanitaria. I rapporti con la Regione sono regolati da specifici protocolli di intesa.
L'assistenza sanitaria e quella sociale sono integrate sulla base dei principi stabiliti dall'articolo 3 septies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, dalla legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23, dal Piano regionale dei servizi sociali e dal Piano regionale dei servizi sanitari. (15)
Art. 1 bis "Programmazione Sanitaria"
L'assistenza sanitaria e quella sociale sono integrate sulla base dei principi stabiliti dall'articolo 3 septies del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, dalla legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23, dal Piano regionale dei servizi sociali e dal Piano regionale dei servizi sanitari. (105)
Emendamento aggiuntivo Cocco Pietro - Anedda - Arbau - Cocco Daniele - Usula - Ruggeri - Cozzolino - Forma - Pinna Rossella - Perra - Pizzuto - Desini - Cherchi Augusto
Dopo l'articolo 1 del PL 71/2014 è aggiunto il seguente articolo: Articolo1 - bis
Soppressione dell'Agenzia regionale della sanità e disposizioni per il governo unitario del servizio sanitario regionale
1. L'Agenzia regionale della sanità è soppressa. Le funzioni di cui all'articolo 22 della Legge regionale 28 luglio 2006, n. 10, sono attribuite all'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale. Il personale e le risorse finanziarie sono trasferiti alla direzione generale dell'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale, La Regione Autonoma della Sardegna succede nei rapporti attivi e passivi dell'Agenzia.
2. La Giunta regionale, al fine di garantire il governo unitario del servizio sanitario regionale, approva linee di indirizzo e di coordinamento delle aziende sanitarie regionali, per la definizione degli obiettivi assistenziali ed economici; per il monitoraggio dell'appropriatezza ed economicità dei livelli assistenziali erogati; per il monitoraggio e la valutazione della gestione economico-finanziaria degli enti del servizio sanitario regionale. La Giunta inoltre emana direttive per la razionalizzazione delle dotazioni organiche delle aziende e per la gestione omogenea delle procedure concorsuali; per la gestione in maniera accentrata dei magazzini e della relativa logistica, delle reti informatiche, delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, delle tecnologie sanitarie, di attività di supporto all'erogazione delle attività sociosanitarie."
Non prevede aumento di spesa (372)
Dopo l'articolo 1 è aggiunto il seguente articolo:
"Articolo 1 bis"
Razionalizzazione delle Aziende sanitarie locali
1. Entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale ridefinisce con propria deliberazione gli ambiti territoriali delle aziende ASL di cui all'articolo 2 della legge regionale 28 luglio 2006, e sue modifiche ed integrazioni, secondo i seguenti principi:
a) il numero minimo di abitanti per ciascun ambito territoriale di riferimento deve essere pari a 400.000:
b) la sede legale di ciascuna azienda deve essere localizzata nel comune di riferimento ove siano presenti immobili di proprietà idonei ad ospitare le relative strutture amministrative;
c) i contratti di locazione per uffici sono cessati senza indugio e gli immobili delle aziende accorpate non più funzionali al nuovo assetto dono dismessi.
2. La deliberazione di cui al comma 1 è soggetta al parere vincolante della competente Commissione consiliare.". (375)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Alessandra Zedda - Cappellacci - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco
Dopo l'articolo 1 aggiungere il seguente articolo 1 bis
I commissari straordinari delle Aziende Sanitarie, sono nominati con deliberazione della Giunta Regionale per un periodo non superiore a quattro mesi, rinnovabili una sola volta per la stessa durata.
I Commissari straordinari, sono scelti fra i dirigenti in servizio nella pubblica amministrazione. Devono essere in possesso di comprovata professionalità, esperienza di gestione contabile, amministrativa e manageriale di strutture del settore socio-sanitario. (378)
Emendamento aggiuntivo Alessandra Zedda - Pittalis - Cappellacci - Oscar Cherchi - Tedde - Locci - Fasolino - Peru - Randazzo - Tunis - Tocco
Art. 1 bis 1. L'Assessorato dell'Igiene e sanità e dell'assistenza sociale della Regione autonoma della Sardegna è rinominato come Assessorato della Salute. (380)
L'Agenzia della Sanità è soppressa. Le funzioni e competenze in capo alla stessa sono riassunte dall'Assessorato della Salute ridenominato con la presente legge. (381).)
PRESIDENTE. Comunico che gli emendamenti numero 372 e 381, che riguardano la soppressione dell'Agenzia regionale della sanità, sono spostati all'articolo 2.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Luigi Ruggeri, relatore di maggioranza.
RUGGERI LUIGI (PD), relatore di maggioranza. Si esprime parere favorevole sull'emendamento numero 365. Gli emendamenti numero 270 e 305 sono inammissibili. Si esprime parere contrario sugli emendamenti numero 4, 1, 108, 279, 300, 2, 3, 293, 302, 5, 109, 256, 6, 110, 257, 7, 111, 258, 8, 112, 255, 9, 113, 254, 303, 304, 242, 247, 376, 246, 13, 16, 10, 11, 12, 14, 106, 15, 105, 375 e 380. Si invita al ritiro dell'emendamento numero 378 perché la sostanza dell'emendamento viene ripresa in un emendamento successivo.
ARRU LUIGI, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Si esprime parere conforme a quello del relatore.
COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, interverrò sull'emendamento numero 365 più che sull'articolo 1, perché mi sembra un emendamento destinato comunque a sostituire l'articolo 1. Non dedicherò quindi molto tempo al testo che abbiamo sott'occhio, perché è un testo che risente molto della fretta e del modo un po' convulso con cui è stato presentato questo progetto di legge. Devo dire che è difficile non essere d'accordo su questi principi generali; se andiamo a scorrerli, sono principi assolutamente condivisibili. Sconta, questo articolo, la contraddizione che grava su tutto questo progetto di legge che da una parte proclama tutta una serie di obiettivi da raggiungere, che sono condivisibili, io aspetto di sentire gli interventi dei colleghi e anche l'intervento della Giunta su questo articolo, ma devo dirvi che è un emendamento che si può tranquillamente votare, non ci sono problemi.
Allora: qual è il problema? Il problema è che voi parlate di adeguare l'assetto istituzionale organizzativo prevedendo una riduzione del numero delle aziende sanitarie locali rispetto all'attuale, in coerenza con le norme di riordino del sistema degli enti locali, però istituite un'altra azienda, che è la famosa Azienda regionale per l'emergenza-urgenza. Già ieri il collega Truzzu ha rilevato come l'acronimo sia una cosa inaudibile, l'Assessore stamattina in Commissione ha citato alcuni esempi statunitensi, forse potremmo anche attingere dalla fantasia e dal pragmatismo degli americani per chiamare, in maniera più efficace e meno antiestetica, anziché con certi acronimi, organismi come questo. Sta di fatto che si costituisce un'ulteriore azienda sanitaria, si rimanda la riduzione delle aziende esistenti, pur essendoci la possibilità di cominciare a ipotizzare per esempio un'unica ASL suddivisa in distretti, che saranno frutto della futura riorganizzazione degli enti locali, ma intanto si istituisce un'altra azienda.
Anche in questo caso abbiamo assistito a una vicenda curiosa: si è tentato inizialmente di dire che non sarebbe stata un'azienda ma sarebbe stato un dipartimento, poi, alla fine, è emerso quello che è in realtà, cioè che è un'azienda vera e propria, di cui non si sente il bisogno. Spero veramente che la Giunta e la maggioranza ripensino a questo modello organizzativo, che attingano (avremo modo di parlarne quando poi parleremo specificamente dell'articolo che riguarda questa azienda) all'esperienza di altre realtà che stanno tornando oggi sui propri passi.
Un parere decisamente favorevole, sempre rimanendo sull'articolo 1, noi diamo alla soppressione dell'agenzia, perché l'agenzia non ha sortito l'effetto che avrebbe dovuto sortire. Forse è utile riportare tutto in Assessorato, ripensare questo modello, capire bene che cosa avrebbe dovuto fare e non ha fatto l'agenzia, perché non lo ha fatto, e valutare anche l'assetto del sistema sanitario da questo punto di vista.
PINNA ROSSELLA (PD). Presidente, intervengo sull'emendamento numero 385 presentato all'emendamento numero 365, emendamento della Giunta. Intanto, vorrei dire che ieri qualcuno dai banchi della minoranza ha sostenuto che questa legge è figlia di nessuno, mentre, invece, questa legge è figlia di un lavoro di concertazione tra l'Esecutivo e la maggioranza consiliare, il che non può che essere un vantaggio. Poi vorrei anche dire che, nell'emendamento, si chiarisce, se mai ce ne fosse bisogno anche dopo l'intervento della collega Busia, quello che è stato ampiamente contestato dalla minoranza, cioè il titolo. Si chiarisce in maniera inequivocabile che si tratta dell'avvio del processo della riforma; se andiamo a vedere su un dizionario della lingua italiana, troviamo che, per "riforma", si intende la modificazione sostanziale di uno stato di cose, di un ordinamento o di un'istituzione. Effettivamente questo è l'avvio di una riforma, questa va fatta con estrema urgenza e così stiamo facendo.
Vedete, qui non c'è un malato immaginario, c'è invece un paziente gravemente ammalato, che è la sanità sarda, che soffre di una gravissima emorragia ed è in pericolo di vita. La legge, quindi, è una sfida, quella di rimettere in ordine i conti della sanità sarda con un disavanzo che, dal 2009, ha assunto dimensioni preoccupanti, qualcuno cerca di minimizzare, ma io vorrei ricordare soltanto alcuni dati, alcuni numeri. Nel 2009 il disavanzo era di 266 milioni e 742 mila euro, nel 2013 di 379 milioni, cioè, al disavanzo storico, si sono aggiunti altri 110 milioni e non perché i sardi siano stati curati meglio. Il Ministero dell'economia e delle finanze certifica che le nostre spese per la sanità non derivano da livelli assistenziali aggiuntivi rispetto a quelli nazionali. I sardi, quindi, non devono essere ingannati. I 379 milioni che il bilancio regionale sta destinando al ripianamento delle spese della sanità sono stati sottratti alle politiche dello sviluppo socioeconomico: lo dobbiamo dire chiaramente!
Alcuni provvedimenti previsti nel progetto di legge numero 71 non sono più derogabili. La Centrale unica di committenza eviterà disomogeneità e sprechi negli acquisti e negli appalti e consentirà economie di scala, con un risparmio atteso tra il 5 e il 20 per cento, così anche la riduzione del numero delle ASL e il preannunciato riordino della rete ospedaliera insieme alla rete territoriale. Ora c'è la garanzia di spendere meglio le risorse spostando l'assistenza soprattutto dall'ospedale al territorio, ma non è un freddo calcolo, non sono nemmeno tagli lineari; la legge mette alcuni punti fermi per arginare la deriva della spesa, dando allo stesso tempo opportunità e migliorando il livello dei servizi sanitari. Mi voglio soffermare solo un attimo sul punto d), quando si afferma che, tra i principi generali di questa legge, vi è il rafforzamento dei servizi sanitari e sociosanitari in ogni territorio e il mantenimento dell'autonomia dei territori periferici nelle politiche sociosanitarie. In quest'Aula, io rappresento un territorio, quello del Medio Campidano, ancorché mi riconosca nel ruolo di consigliere regionale di tutta la Sardegna, credo che sia particolarmente significativo attaccarmi a queste parole e a questi principi. Sì, perché l'universalità e la parità nell'accesso ai servizi non vuol dire fare parti uguali, perché, come diceva Don Milani, "non c'è ingiustizia più grave che fare parti uguali tra i disuguali".
Dunque sono certa che questo Governo regionale, che la Giunta, che l'Assessore, non guarderanno, ai territori periferici e marginali che hanno bisogni particolari e specifiche difficoltà, con in mano la calcolatrice del ragioniere, ma con l'attenzione del buon padre di famiglia, quello che assegna più risorse se necessario a chi ha più bisogno. Penso alle popolazioni del Medio Campidano, dove la salute dei cittadini deve avere lo stesso valore della salute di chi abita nei pressi degli ospedali e delle aziende sanitarie locali. Penso in maniera particolare a un territorio che ha un indice di vecchiaia molto elevato, 197 anziani contro 100 giovani…
TEDDE MARCO (FI). Presidente, non posso non condividere le argomentazioni della collega di maggioranza laddove privilegia il contenuto della norma rispetto alla rubrica. È vero, il contenuto precettivo regolatore della norma deve sempre prevalere sulla rubrica, però questo Consiglio regionale, questa Assemblea, non può assolutamente consentire che, all'esterno di quest'Aula, qualcuno possa dire che facciamo norme in cui c'è una parte che regolamenta la vita dei gatti, mentre invece l'altra parte regolamenta la vita dei cani. Non è consentito a nessuno pensare queste cose e noi non lo dobbiamo consentire lavorando bene, utilizzando una tecnica legislativa normale, ordinaria, non straordinaria, normale.
Detto questo, sull'articolo 1, credo che l'emendamento della Giunta sia ampiamente condivisibile in astratto; sono dei principi generali che vanno nella direzione che avremmo auspicato e c'è, tra le altre cose, un principio generale che apprezziamo in particolar modo perché è un principio che potrebbe essere il cardine di quella riforma della sanità sarda di cui abbiamo parlato in questi giorni. Mi riferisco, nell'emendamento citato, al principio di cui alla lettera e) del comma 1 che si propone di "attuare politiche di prevenzione delle malattie e di promozione della salute e del benessere delle persone, incentivando la diffusione di corretti stili di vita sotto i profili dell'attività motoria, della pratica sportiva e dell'educazione alimentare e ambientale", cioè si sposta il focus dalle acuzie alla vita del cittadino, alla vita dell'amministrato. Quindi, dalla nascita alla morte, il sistema sanitario accompagna l'amministrato, lo educa culturalmente a tenere uno stile di vita adeguato per evitare le malattie. È la sanità che noi vorremmo.
Ma soltanto in astratto questi principi sono condivisibili perché poi in concreto li dobbiamo necessariamente rapportare al contenuto della proposta…
Mi piacerebbe essere ascoltato da qualcuno, non da tutti, ma da qualcuno però!
Purtroppo questi principi, del tutto condivisibili in astratto, se presi singolarmente tra le altre cose, confliggono con la norma o, meglio, con la proposta normativa e sono totalmente incoerenti, quindi approvare questo articolo vorrebbe dire assolutamente contraddire quelle norme che oggi ci vengono proposte, quelle norme che oggi conosciamo non quelle che voi vi proponete di emendare o meglio non gli emendamenti che proponete all'Aula di approvare.
(Segue TEDDE MARCO.) Questa tecnica, cari colleghi, secondo la quale si propone una norma e poi in Aula escono fuori i vari "leprotti" emendati, è una tecnica che non sempre si può utilizzare e soprattutto non si deve e non si può utilizzare quando si discutono proposte di legge di questa importanza, proposte di legge che vanno a riformare la sanità o tentano di riformare la sanità, tentano un avvio di riforma della sanità. Quando si discute di queste cose, occorre discutere in modo razionale, in modo organico, bisogna stabilire dei percorsi che consentano a tutti di approfondire i temi e non soltanto alle conventicole che hanno la possibilità di rinchiudersi negli ascensori. Non va assolutamente bene! Non va assolutamente bene!
Ecco, il "leprotto" più importante di questi principi è quello che prevede di adeguare l'assetto istituzionale con la riduzione del numero delle aziende sanitarie locali, quindi la notizia che noi abbiamo appreso dalla stampa, e non abbiamo appreso in Commissione, oggi viene riportata in quest'Aula finalmente. Quelle contraddizioni che noi andavamo a censurare, rilevare e sottolineare, oggi, pian piano prendono forma, prendono consistenza plastica. Credo che noi dovremmo un attimo riflettere su quello che stiamo facendo e quello che voi state proponendo, perché non si può parlare di avvio di riforma della sanità procedendo a tentoni così come stiamo facendo, stiamo procedendo a tentoni! Noi stiamo lavorando al buio, il Consiglio regionale non ha neanche una torcia, quantomeno nella sua componente di minoranza, per orientarsi all'interno di questa norma che viene emendata o nei confronti della quale vengono proposti tanti emendamenti che stravolgono il concetto e l'impianto originario di questa norma. Non possiamo assolutamente condividere questo modo di fare leggi, la massima Assemblea sarda deve fare le leggi in modo coerente e chiaro e deve consentire a tutti i consiglieri di partecipare non dico alla loro stesura ma quanto meno alla loro discussione e al loro approfondimento per poi arrivare a un'approvazione la più condivisa possibile.
LOCCI IGNAZIO (FI). Presidente, visto che affrontiamo la discussione generale sull'articolo 1, sarebbe bene ricordare ai colleghi che il giorno in cui iniziammo la discussione in Commissione sanità, con il passaggio all'esame degli articoli in particolare, la maggioranza ritenne di dover assumere al testo in Commissione un emendamento presentato proprio dalle opposizioni, in particolare dal collega che mi ha preceduto come primo firmatario. Evidentemente ritenne allora che i principi generali anche di questo avvio di riforma fossero in qualche modo più attinenti e forse più vicini ai principi generali del nostro ordinamento. In questa materia, appunto quella della sanità, vediamo oggi, con la riscrittura, con la proposta della Giunta, un elenco freddo di principi generali che principi generali forse nemmeno sono, forse sono gli obiettivi che si pone questa maggioranza, mentre non trovano albergo invece principi generali ai quali oggi in questo particolare momento storico, in questo avvio di riforma, forse sarebbe stato utile richiamarci e mi riferisco, Presidente, ovviamente all'articolo 32 della Costituzione. Non abbiamo ritenuto di richiamarci ancora una volta, in maniera forte, ai principi umanitari, a quell'isola di valori che ha sempre rappresentato il sistema sanitario nazionale e il sistema sanitario regionale nella sua interezza.
Ecco, non solo, potevamo fare buon uso ancora dei principi generali della legge istitutiva del sistema sanitario nazionale, legge del 1978, è là dentro che noi avremmo dovuto trovare gli alti riferimenti di contenuti etici e anche democratici che probabilmente ci avrebbero aiutato in questa discussione. Trovare oggi, dentro questo testo normativo, un elenco, badate, non è assolutamente nella coscienza di ciascuno di noi, come dire, la dimenticanza di quello che dobbiamo affrontare e di quello che dobbiamo avviare. Sono convinto che se veramente ciascuno di noi non ci metterà del suo, questi 379 milioni che citava la collega Pinna, non so se così siano, io ho notizie diverse, sono molto meno, tra qualche anno rischieranno di essere 500. Quindi devono cambiare certamente gli obiettivi che oggi qui ci siamo elencati, dobbiamo riconquistarci quei valori che invece vengono da lontano, che sono valori etici che fanno parte del nostro bagaglio culturale e del bagaglio culturale dei sardi e degli italiani che hanno duramente dovuto conquistarsi un sistema sanitario funzionale e aperto a tutti.
Oggi, con questi chiari di luna, non sappiamo se questi principi troveranno posto in questa legge, non tanto nella legge che andiamo ad approvare, quanto nella sua applicazione sostanziale tutti i giorni nel nostro quotidiano. Per questo sarebbe stato credo utile forse stare fermi con i principi generali, forse si poteva anche procedere a un articolo aggiuntivo con gli obiettivi, invece avete voluto utilizzare un sistema sostitutivo, così ci siamo persi l'occasione di ribadirci questi principi che devono rimanere inattaccabili e fermi, non è certamente con un'elencazione fredda di obiettivi che possiamo sostituirli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Lorenzo Cozzolino. Ne ha facoltà.
COZZOLINO LORENZO (PD). Voglio intervenire sull'emendamento numero 365 (quello che abbiamo visto adesso, ma era già l'emendamento che abbiamo visto stamattina in Commissione) per puntualizzare una cosa sempre sull'articolo 1. Primo: intanto finalmente si prevede una riduzione del numero delle aziende, lo diciamo, sì, lo diciamo, non diciamo il numero, può essere uno, due, tre, comunque finalmente andiamo alla riduzione, non solo ma in funzione del riordino sempre del sistema degli enti locali. Secondo: manteniamo l'autonomia dei territori periferici nelle politiche sociosanitarie. Certo, la periferia deve mantenere un'autonomia, perché se noi finalmente apriamo e potenziamo la periferia, è giusto che i territori debbano avere un'autonomia. E poi terzo (ahimè): valorizziamo la prevenzione perché la prevenzione delle malattie e la prevenzione della promozione della salute è fondamentale. Sì, oggi possiamo spendere poco poco di più per la prevenzione, ma domani avremo una riduzione notevole delle malattie, dell'incidenza delle malattie. Ecco l'importanza della prevenzione, io sono fondamentalmente d'accordo.
Faccio due appunti. Primo. L'AREU non sorge adesso, lo dice l'emendamento numero 371 che abbiamo votato stamattina, nasce contestualmente al riassetto delle aziende sanitarie locali. Se non si fa il riassetto delle aziende, l'AREU non può iniziare, dunque non può essere un'aggiunta di azienda ma è in funzione solo del riassetto delle altre aziende. Secondo. Noi non abbiamo stravolto la "71", dei sette o otto emendamenti che abbiamo presentato, solo due sono della Giunta, gli altri cinque o sei sono dei consiglieri, per cui abbiamo agito attivamente su questa legge, non è che la Giunta è venuta e ce l'ha cambiata, questo per dire che anche noi abbiamo avuto il nostro ruolo.
CHERCHI OSCAR (FI). Presidente, Assessore, colleghi, mi sembra che, dagli interventi che mi hanno preceduto, si sia in qualche modo evidenziato il problema reale del contenuto della norma stessa. Spero di non dover sollevare un ulteriore problema, che verrà poi considerato "de lana caprina". Spero di no, mi auguro di no. Però, onestamente, quando si costruisce e si approva una norma, credo che, almeno come logica di sequenza dell'articolato, debba essere almeno rispettata. Chiedo questo oramai da troppo tempo e chiedo scusa se, negli anni precedenti, questa Aula consiliare (io ero uno dei consiglieri), probabilmente ha approvato delle norme con dei titoli o dei contenuti non perfettamente corretti e che magari nel tempo hanno creato delle difficoltà. Chiedo scusa però mi sembra anche che sia arrivato il momento (visto che tutti insieme quando abbiamo iniziato questa nuova legislatura abbiamo pensato a una nuova stagione) di un modo diverso di porci nei confronti del popolo sardo, ma soprattutto di una legislazione che debba essere chiara e semplice e recepita nel migliore dei modi.
Non mi sembra che, con l'articolo 1, siamo riusciti a semplificare o a chiarire il contenuto della norma stessa, visto che si sta parlando di principi generali. Per questo motivo, chiedevo agli Uffici del Consiglio regionale di attivarsi stavolta in un modo e un sistema diverso, cambiamo metodo. Proviamo a suggerire (quando si lavora all'interno delle Commissioni o agli stessi presentatori delle norme) che bisogna seguire la logica della proposta reale della norma stessa. Poi, per carità, l'Aula è sovrana, quindi tutto può approvare e chiaramente non può essere responsabilità degli Uffici stessi, però veramente proviamo ad aiutare a "tirar fuori" delle norme che possano essere semplici e facili da capire. Chi è che oggi potrebbe andar contro tutta questa bellissima elencazione di principi generali, che sono legati al mondo e al sistema della sanità? Nessuno!
Onorevole Cozzolino (che mi ha appena preceduto) sono perfettamente d'accordo con lei, sono d'accordissimo, e sono pronto anch'io a seguire il suo ragionamento approvando i concetti generali, i principi generali della norma stessa. Su questo credo che non ci sia dubbio, come credo che non ci sarebbe dubbio se eventualmente, anziché fermarci alla lettera h), fossimo arrivati alla lettera z), con tutta un'altra serie di enunciazioni che fanno parte, comunque in senso generale, del diritto fondamentale dell'individuo e dell'interesse collettivo a poter perseguire il percorso della salute. Credo che, da questo punto di vista, niente ci sia che si possa aggiungere di più.
Però quello che mi lascia perplesso nel momento in cui si va a presentare questa norma è, per prima cosa, la giustificazione dell'urgenza. Ancora continuo a non capire, nei vostri interventi non ci avete ancora spiegato dove sta tutta questa urgenza. Probabilmente nella riorganizzazione e nell'assetto delle agenzie in senso generale? Può darsi che sia questo. Siamo sicuri però che questo porti davvero a una razionalizzazione della spesa e che possa veramente dare una risposta migliore al sistema sanitario regionale sardo? In realtà ancora non lo sappiamo, non è stato evidenziato da nessuno e non è stato in qualche modo neanche esplicitato, giusto per avere conti alla mano, realmente che cosa si vuole razionalizzare e quindi avere sicuramente da un certo punto di vista la possibilità di ridurre il disavanzo della spesa regionale.
Un altro aspetto che credo che probabilmente salti all'occhio dei componenti di quest'Aula è che alla fine, nella razionalizzazione della spesa, non mi sembra che come numeri ci sia un'evidenza talmente chiara, anzi l'unica evidenza che mi sembra di dover sottolineare è per adesso la certezza di un aumento di spesa, che è quella contenuta nella norma finanziaria della legge stessa, un aumento di spesa che è per quest'anno di 150 mila euro e, negli anni futuri, quindi di previsione, nel 2015 e nel 2016, di altri 600 mila euro. Per adesso, Assessore, non sappiamo esattamente realmente dove sta la razionalizzazione di tutto il sistema sanitario regionale, ma soprattutto dove sta davvero il risparmio della spesa della sanità.
TRUZZU PAOLO (Sardegna). Presidente, onorevole Pinna, in realtà ieri non ho detto che questa legge sarà figlia di nessuno, ho detto che questa legge rischiava di essere figlia di nessuno, provo a spiegarlo un po' meglio. Rischiava di essere figlia di nessuno perché è vero che, con fatica e con incontri, non dico, quotidiani ma quasi, l'avete condivisa tra maggioranza e Giunta, ma rischiava di essere figlia di nessuno perché ha percorso un iter in Commissione di un certo tipo; oggi, abbiamo conferma anche dagli emendamenti, non li ho visti tutti, però già da questo emendamento ci rendiamo conto che vengono introdotti alcuni punti che non erano stati inseriti prima, perché magari non avete voluto ascoltare la minoranza, perché magari avete trattato anche con sufficienza le osservazioni delle parti sociali. Ritornando al ragionamento che ha fatto l'onorevole, è vero che c'è condivisione tra Giunta e maggioranza, però l'universo mondo non finisce tra Giunta e maggioranza, e non finisce nemmeno in quest'Aula, c'è un mondo fuori che tutti noi dobbiamo ascoltare. Allora, con questa idea che avete, di fare le cose alla svelta, con questa ansia di prestazione, di cui già ho parlato in quest'Aula, molto spesso correte il rischio (oggi ne abbiamo ancora una volta la dimostrazione) di non ascoltare il mondo esterno, di non ascoltare gli operatori, di fare una legge, come ci ha detto ieri il collega Sabatini, che poi nella vita quotidiana non si riesce ad applicare o non si vuole applicare, perché gli stessi operatori e chi lavora nel mondo della sanità avrà difficoltà.
Poi, per carità, come ha detto il collega Cossa, sui principi che sono contenuti in questo emendamento all'articolo 1, che lo sostituisce sostanzialmente, tutto è condivisibile, perché chi è che in una legge potrebbe per esempio prevedere, anziché una riduzione del numero delle aziende sanitarie locali, l'aumento del numero delle aziende sanitarie locali? Oddio, in quella originaria l'avevate fatto a onor del vero! Vedo anche che avete corretto un po' il tiro inserendo "attuare politiche di prevenzione delle malattie", che era l'altro elemento che mancava in questa legge; inoltre ieri l'onorevole Zedda ci ha letto quell'articolo (che non era di un collega del centrodestra, ma di un ex assessore della Giunta Soru, Massimo Dadea) che diceva chiaramente che questa legge conteneva un approccio sbagliato fatto di direttori sanitari, direttori amministrativi, di numeri, ospedali, ASL e mancava il soggetto centrale, cioè il cittadino, che invece ogni giorno, magari ogni giorno no, ma spesso, si deve rivolgere al mondo della sanità.
Ancora mi fa piacere notare che c'è anche, al punto f), l'idea di abrogare l'Agenzia regionale della salute. Anche su questo devo dire che non avete ascoltato, perché personalmente ho presentato un emendamento in Commissione sanità che prevedeva la cancellazione dell'Agenzia regionale della salute e l'avete bocciato, ho presentato un emendamento nella legge di assestamento in Commissione bilancio e l'avete bocciato, l'ho presentato in Aula in discussione della legge di assestamento e l'avete bocciato! Beh, il proverbio dice che "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire", ma finalmente siete riusciti ad accettare questo concetto e, anziché rafforzare l'agenzia, come era previsto in legge, avete accettato l'idea che era il caso di cancellarla, di questo devo dire che sono felice e prendo atto.
In merito alla legge in generale, come ultima cosa voglio fare un ringraziamento all'onorevole Busia perché, nell'intervento di prima, con quel coraggio e quella franchezza che solo le donne sanno avere, devo essere sincero, è riuscita un po' a squarciare il velo dell'ipocrisia che contraddistingue questa legge. Come abbiamo detto più volte, avevate tutto il diritto di commissariare le Aziende sanitarie, l'onorevole Busia ci ha detto chiaramente che questo è un avvio di riforma per arrivare al commissariamento delle ASL. Bene! Ne avevate tutto il diritto, anzi direi quasi il dovere, però non potete far credere ai cittadini, ai consiglieri e a tutto il mondo che ci guarda, che si arriva a un commissariamento delle ASL tramite un progetto di riforma. Sarebbe stato molto meglio che ci diceste chiaramente "vogliamo procedere al commissariamento" e che lo faceste senza dover impegnare il Consiglio in una discussione che ci ha tenuto incollati per mesi. Magari avremmo potuto fare una discussione, questa volta sì, libera su che tipo di sanità vogliamo regalare ai nostri figli e ai nostri nipoti; l'avremmo potuta fare con più libertà, senza questi infingimenti, e avremmo probabilmente garantito anche una legge migliore tutti assieme; invece ancora oggi stiamo a discutere e ribaltare l'uno sull'altro determinate questioni e a non ascoltarci. Quindi, ripeto, un esercizio, sicuramente anche da parte nostra, ma soprattutto da parte…
MELONI GIUSEPPE (PD). Intervengo sull'articolo 1 e sulla legge in generale, ma in particolare sull'emendamento numero 365. La proposta di legge in discussione oggi in quest'Aula ha calamitato, sin dal momento della sua presentazione, l'attenzione di tutti, addetti ai lavori e non, a riprova del fatto che la sanità pubblica rappresenta da sempre e sempre di più uno dei temi più importanti per quest'Isola.
La riforma del sistema sanitario regionale è una tappa irrinunciabile di quel percorso che dovrà necessariamente condurre la Sardegna fuori da questo difficile periodo di stagnazione; la proposta di legge numero 71, giunta all'attenzione dell'Aula, non è - è stato detto - certamente un piano sanitario regionale ma un insieme di norme che individua un percorso nuovo che dovrà necessariamente rappresentare il viatico per una organica riforma del Sistema sanitario regionale.
Al di là delle differenti posizioni, dettate anche dalle rispettive appartenenze, credo che tutti concordiamo in quest'Aula sul fatto che l'attuale sistema sanitario sardo non sia stato in grado negli ultimi anni, da un lato di contenere entro i parametri previsti i costi del sistema e da un altro lato di produrre un miglioramento dell'offerta sanitaria a favore dei cittadini.
Anche io, onorevole Randazzo, intervengo sul progetto di legge numero 71, così come è giunto all'attenzione dell'Aula, e sugli emendamenti presentati, non su quanto riportato sulla stampa anche in data odierna; per quanto mi riguarda quelle restano ricostruzioni giornalistiche, sia pure legittime, che non sono basate su decisioni assunte, e nemmeno abbozzate, dalla maggioranza che guida la Regione. Tutto dovrà essere ancora deciso, in particolare in ordine al destino delle Aziende sanitarie territoriali, e ciò avverrà in armonia con la riorganizzazione degli enti locali che impegnerà a breve gli organi consiliari. Per questo condivido l'emendamento in discussione, in particolare nella parte in cui fa riferimento espresso all'adeguamento dell'assetto istituzionale e organizzativo delle Aziende sanitarie locali, che dovrà essere realizzato in coerenza con le norme di riordino del sistema degli enti locali; è un modo di procedere che trovo assolutamente corretto. Qualche perplessità in più, non lo nego, la nutro con riferimento alla riduzione del numero delle ASL e ai presunti risparmi di spesa che essa contemplerebbe, ma di tutto questo avremo modo di discutere a breve e ho piena fiducia nei confronti della Giunta rispetto alla proposta che verrà portata all'attenzione del Consiglio.
Per adesso - e chiudo - intendo solo ribadire il mio generale favore rispetto al nuovo articolo 1, così come emendato, in particolare accolgo con favore il fatto che l'emendamento in parola non contenga alcun riferimento a quante e quali ASL verrebbero accorpate e quale sarebbe il loro numero definitivo; sin da oggi però devo dire che non sarei disponibile ad accettare passivamente una riorganizzazione delle Aziende sanitarie locali che dovesse prevedere fusioni a freddo di territori tra loro non omogenei, o che comunque dovesse implicare la disgregazione di territori storicamente omogenei per cultura, lingua e tradizioni, in particolare se questa operazione non dovesse essere concertata con i territori e gli enti locali interessati, ma sono certo e fiducioso sul fatto che verranno fatti i passi giusti e trovate le soluzioni adeguate.
RUGGERI LUIGI (PD). Presidente, come mi è capitato di notare l'altra volta, a fronte di una declinazione di intenti e di un riepilogo di attività che la legge contiene, troviamo una sostanziale condivisione e non per un impeto di buonismo ma perché le azioni che vengono descritte nei principi generali fanno riferimento a preoccupazioni condivise, analisi condivise, su cui c'è un qualche strumento che si presumerebbe diverso nel diverso approccio, sostanzialmente però i principi declinano azioni che è difficile non condividere, senza avere la pretesa di essere l'opera omnia del sistema sanitario. Tant'è che, nei principi, riassumiamo (salvo quando si afferma il principio della prevenzione) azioni coerenti e diciamo, in tono allo spirito di questa legge, quali azioni facciamo verso quale obiettivo; quindi l'articolazione puntuale di questi principi ha una traduzione poi nel prosieguo della legge in azioni specifiche che sono orientate a una determinata finalità che colmano parzialmente, perché rimandano a un'azione successiva della Giunta, o in alcuni casi totalmente.
Credo anche che, descrivendo queste azioni, non si siano trascurati l'apporto e la sensibilità della minoranza, anche nello scrivere alcune formule linguistiche che fanno proprio riferimento a specifiche determinazioni e interventi; per esempio, il collega Locci è intervenuto ieri parlando di costi standard sul fabbisogno come strumento per ridurre la spesa, è una formulazione che abbiamo traslato proprio recependo complessivamente un atteggiamento orientato nel senso della nostra medesima volontà. Nello stesso senso, raccogliendo delle preoccupazioni, degli impegni e dei suggerimenti che sono stati proposti in maniera molto più larga, come nel caso dell'Azienda regionale dell'emergenza e urgenza (AREU), per esempio, abbiamo reso esplicita la nostra volontà di non trasformare l'esigenza di connettere la rete dell'emergenza ai poli erogatori di cure per acuzie in una condizione che si leggesse esclusivamente in un aumento del numero delle ASL. Devo dire che, e a questo punto chiedo all'onorevole Cossa di essere attento a quanto abbiamo scritto, così com'è stato esplicitato bene dall'onorevole Cozzolino, l'AREU partirà solo in costanza del riassetto delle ASL che deve prevedere comunque una riduzione, a prescindere da quanto succede sull'Agenzia regionale, abbiamo fatto tesoro comunque delle audizioni fatte, dei suggerimenti e anche delle scritture che ci sono pervenute e che credo (anticipo già un parere relativo all'articolo successivo riguardo all'Agenzia regionale della sanità) dovranno essere sintetizzate in un'unica proposta che, parlando di soppressione dell'Agenzia, possa portare la firma di più colleghi, possibilmente oltre il limite della maggioranza.
Il dato è che stiamo riassumendo dei principi, principi che sono orientati, diamo così anche giustificazione, se vogliamo, a quel titolo, ossia norme orientate alla riforma, non la riforma, non norme sporadiche e prive di una qualsiasi organicità, ma norme che camminano in un determinato senso che poi verrà completato quando la Giunta riuscirà, sulla base dell'analisi puntuale dei dati che avrà a disposizione, a proporci una riforma complessiva che dia un carattere di organicità più stretto.
RANDAZZO ALBERTO (FI). I colleghi dell'opposizione mi hanno stimolato, soprattutto la collega Busia che mi ha spiegato la prima parte dell'emendamento numero 385. Non capivo il senso di avvio, perché abbiamo criticato quando la nostra maggioranza, la vecchia maggioranza, ha messo la riforma in avvio con discussioni in quest'Aula, non con incontri serali con gli assessori o gli uffici, ha chiarito bene che serve per il punto all'emendamento numero 368, se non ho capito male.
Per quanto riguarda il titolo, guardi, volevo votare contro la proposta del collega Oppi e dell'UDC perché, secondo me, rende meglio quello che avete dato all'emendamento numero 368: "Adeguamento organizzativo e commissariamento delle ASL", che forse sarebbe la forma più chiara. A parte i principi e gli slogan, che sono bellissimi, mi rivolgo al collega Meloni che mi ha citato, io ho riferito dati che ha scritto la stampa regionale, confermati anche oggi, non vorrei che fossero modifiche non sostanziali ma futuristiche, le spiego perché. Se noi riduciamo le ASL, facciamo i maxi distretti, collega Meloni, si segni questa parola, anche lei, collega Ruggeri, facciamo i distretti con le deleghe, questa è la nuova proposta di legge, sto parlando di quella emendata oggi in Commissione, perché quella che avevamo ieri, in cui voi parlavate di riforma, di riforma non aveva praticamente niente. Collega Desini, non so se ha letto il testo che c'era prima, ma la differenza oggi è sostanziale ed è cambiato in molte parti, ovviamente lei sa tutti i dati che lo supportano, perché poi discutiamo sempre sui dati che, a tutt'oggi, non abbiamo ancora in quest'Aula.
Collega Ruggeri, lei sa come mi comporto in Commissione, vorrei valutare, mi sarei aspettato dalla maggioranza che recepisse tutto quello che abbiamo detto, anche per la riduzione. Una bella battaglia, che aveva fatto la vecchia opposizione che oggi è maggioranza (con le famose discussioni su tutte le parti delle finanziarie per i cinque anni fatti sino all'anno precedente), era diretta a risolvere il problema degli interinali, perché sono un costo per le strutture pubbliche: stabiliamo e definiamo le piante organiche! Il problema, su pianta organica e costi reali della struttura pubblica, è avere tutti quei dati allegati al famoso patto della salute; dati che, a oggi, sono stati richiesti in tavoli diversi, li stiamo chiedendo noi perché speriamo di averli possibilmente prima di un provvedimento separato perché a oggi stiamo demandando, cioè in linea di principio diciamo che ridurremo le ASL: bellissimo slogan! Ammiro più il presidente Renzi che dice: "taglio e faccio!". Tutti principi bellissimi, lo sport della salute, il monitoraggio, collega Cozzolino, lei mi ha parlato di prevenzione, ma chi voterebbe contro questo comma bellissimo: "attuare politiche di prevenzione delle malattie e di promozione della salute e del benessere delle persone, incentivando la diffusione…", eccetera eccetera? Sport, benessere, linee di principio, ma come effettuare tutto questo? Il problema è sul come si applica, punto per punto, questo dettato; sul quale, ripeto, se lo dividiamo per parti, voterei a favore di molti punti, qualche punto lo sostengo anche, però è triste che vengano soppressi enti in una riforma sanitaria, come l'Istituto zooprofilattico.
Ho avuto il piacere, durante la pausa pranzo, siccome in Commissione abbiamo fatto una volata, di leggere i testi di tutti gli emendamenti, ma mi sembra che modificare le nomine votate da un Consiglio regionale, delegando invece la Giunta, sia una mancanza di rispetto per l'Aula parlamentare. Poi, ripeto, accettiamo tutto, è la maggioranza che sostiene queste cose e le decide, ma mi sembra ridicolo che vediamo modificare, in norme sanitarie, la composizione dei consigli di amministrazione. Collega Busia, io la stimo, è un avvocato ma mi sembra ridicolo! In altri tempi, gli Uffici l'avrebbero decretata una norma intrusa, questa volta non è una norme intrusa, va benissimo!
Il problema è che, sui parametri e sugli emendamenti che avete presentato, non si ravvede nessuna variazione sostanziale di quello che può essere l'effettivo risparmio reale in applicazione di tutto ciò che avete scritto sulla realtà oggi esistente nelle varie strutture. Quando abbiamo parlato di migliorare, mi sono trovato d'accordo con il collega Pizzuto, ho firmato l'emendamento per il Centro antiviolenze nei Pronto Soccorso, però ho chiesto personalmente in Commissione di modificare il testo dell'emendamento perché, varando norme così restrittive, come quella di prevedere una stanzetta di accesso a parte in un pronto soccorso, dove non c'è possibilità di stare a contatto con gli altri, non c'è la possibilità fisica, nelle strutture, di ottemperare a ciò che stiamo scrivendo! Partendo dal presupposto che siamo tutti d'accordo e che abbiamo firmato anche l'emendamento!
Però, dobbiamo essere a volte più realisti del re, la maggior parte delle norme inserite in questo testo servono per giustificare il "368", non dico che sono a favore o contro, le discuteremo quando discuteremo il "368", però, onorevole Busia, non mi dica che la discussione di oggi è fatta sul testo che avevamo noi ieri, perché abbiamo fatto i nostri interventi in quest'Aula senza essere a conoscenza di quei testi che avevate voi, testi modificati, poi ne siamo venuti a conoscenza e abbiamo visto che li avete anche stravolti.
Sui sindaci, voglio vedere il testo finale quando passerà la legge.
CARTA ANGELO (PSd'Az). Presidente, credo che il titolo giusto per questa norma sia "Norme per la riforma del Servizio sanitario regionale fatte con urgenza", perché in effetti l'articolo 1 è alla quarta riscrittura da parte della maggioranza: la prima volta nel testo del proponente, la seconda nel testo della Commissione, la terza con l'emendamento numero 365, la quarta con l'emendamento numero 385. Credo che, se non si voterà oggi, ci sarà anche la quinta versione di questo articolo, articolo che naturalmente, così come viene riscritto nel sostitutivo totale, emendamento all'emendamento numero 365, parla di cose che sono totalmente condivisibili, perché parla di avviare il processo di riforma, parla dell'articolo 1 della Costituzione che è fondato sul lavoro e noi stiamo fondando questo sul principio di garantire la tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo nell'interesse della collettività. Credo che su questo non ci piova perché è assolutamente un principio totalmente condivisibile.
Sulla riduzione del numero delle aziende sanitarie locali finalmente si è fatta chiarezza, si vuole ridurre il numero; naturalmente, come è stato già detto anche dalla maggioranza, aspettiamo di capire come e con quali criteri questo avverrà. Garantire il miglioramento nel territorio mantenendo autonomia nei territori periferici, questa è un'aggiunta giusta perché praticamente dà ai territori quello che i territori aspettano e cioè l'autonomia e la capacità di intervenire in scelte importanti che riguardano i cittadini. Le politiche di prevenzione sono assolutamente condivisibili e il discorso dei costi standard è un discorso che si è avviato da molto tempo e che, con la lettera g) di questo emendamento all'emendamento, pare trovi finalmente una sua funzione normativa, che poi dovrà trasformarsi, come tutte le altre, in atti concreti: qui sta il problema! Il problema, che ho già evidenziato nella discussione generale della norma, è che in questo Consiglio non discuteremo di nulla perché tutto viene spostato in sede di Giunta, perché è la Giunta che dovrà occuparsi di tutto quello che riguarda la riforma, le modifiche, la ristrutturazione, l'individuazione di case della salute, l'individuazione di ospedali e di comunità!
Sui costi standard, ho avanzato un problema (è una domanda) nella discussione generale e qui si ripropone pari pari quando sento parlare di costi standard: i costi standard come incideranno nelle tasche dei cittadini rispetto per esempio al trasferimento dalla fase acuta alla fase non acuta appunto nell'ospedale di comunità? Come avverrà la riduzione? Come si mantiene l'autonomia dei territori? Come si fa la prevenzione? Come si procede quindi ad attivare e concretizzare quel principio della lettera a) che è totalmente condivisibile?
Quindi, la riscrittura dell'articolo 1 con questo emendamento all'emendamento è totalmente condivisibile da un punto di vista generale di principio; pone naturalmente dei problemi rispetto alla sua trasformazione e al suo trasferimento nella realtà. È questo, diciamo, il vulnus che ha questo articolo e che ha questo emendamento, un vulnus che naturalmente va chiarito, perché va chiarito esattamente in che modo andiamo a fare questa riforma. Vorrei che fosse chiaro che qui non c'è una parte che vuole bene al popolo sardo e un'altra parte che gli vuole male, credo che tutti siamo d'accordo sul fatto che il popolo sardo abbia diritto a una sanità efficiente, quindi lo sforzo comune che si sta facendo è quello di avere una norma che sia chiara, che sia trasparente, leggibile, comprensibile da tutti, che indichi i principi ma anche le strade attraverso le quali si vogliono questi principi realizzare. Questi chiarimenti sono necessari per poter avere un parere e un voto favorevole rispetto a questo emendamento.
OPPI GIORGIO (UDC). Io passo dai principi alla praticità, perché ho sentito l'intervento della collega, che ha parlato di 290 milioni circa portati a 300, 100 milioni in più, allora bisogna che un pochino noi analizziamo le cause, per quanto riguarda la pratica relativa all'atteggiamento del TAR in precedenza, ha ragione la Busia, fermo restando che sono stati attivati, c'è sotto l'avvio, c'è stato lo scorporo, c'è stato l'accorpamento eccetera e poi non c'è stata una norma di legge. Però questa volta avete fatto bene, perché se aveste continuato, dopo un avvio non ce ne possono essere due, quindi avete fatto bene.
Allora, noi siamo d'accordo per migliorare i servizi, per risparmiare, siamo d'accordo per la centralizzazione delle gare, per l'abolizione, l'ho proposto anche ieri sera, dell'Agenzia della sanità, per la AREU c'è stata una modifica perché inizialmente la cifra faceva ridere, vi eravate dimenticati del neonatale. Il 2014 sarà un anno micidiale. Allora, cominciamo a dire che, per le ASL, un giorno ci dite una cosa e un giorno ce ne dite un'altra, non avete fatto un elenco e non avete detto quante sono le ASL perché ci sono problemi di campanile, ci sono i problemi di bagarre interna, un giorno una componente dice che devono essere poche, massimo quattro, un altro giorno si dice una cosa diversa eccetera, quindi è opportuno dire solo "una riduzione delle ASL".
Voglio dirvi alcune cose fondamentali. Il 2014 sarà un anno buio, il buco sarà superiore del 2013: vogliamo sapere perché in questi anni è aumentato? Sono aumentate le rette della riabilitazione, sono aumentate le rette dell'hospice, del 50 per cento rispetto allo standard, è aumentato per il personale ex INRCA, che è passato alla ASL, sono 3 milioni e mezzo per i dipendenti, sono aumentati i canoni per quanto riguarda soprattutto i progetti financing che sono stati fatti da altri in precedenza e quindi i canoni vanno pagati. Poi c'è stato l'incremento dei tetti di spesa delle RSA, l'incremento delle tariffe per le cooperative e le associazioni di volontariato del 118 che, tra Cagliari e Sassari, sono circa 2 milioni e mezzo. Ci sono stati i ricoveri in comunità, per i quali soltanto in una ASL si spendono 10 milioni all'anno, solo nella ASL 8. I tetti di spesa per i tossicodipendenti; la spesa per l'ADI, tutti sapete che un lettino da decubito non si nega a nessuno ma poi sparisce tutto perchè non c'è stato mai un controllo rigoroso in modo da poter creare delle economie.
Ci sarà però una cosa importantissima, la centrale di acquisti, che sarà fondamentale, fermo restando che abbiamo già tentato questa iniziativa che però è stata contrastata dai primari ospedalieri che erano abituati ad avere una regalia, cioè compravano uno strumento nuovo e gliene regalavano un altro che poteva essere utile per la loro attività. Io ho vissuto questa esperienza! Per quanto riguarda l'ADI, bisogna un po' condizionarla perché ha un'incidenza molto forte e la spesa per alcuni protocolli, l'ho detto ieri, si è raddoppiata, per esempio quello per la sclerosi multipla, se è sbagliato il protocollo lo si corregga. Poi la farmaceutica, l'ho citata tante volte e la voglio citare nuovamente: se la Regione, sto parlando della precedente Giunta, non comprava dalle industrie farmaceutiche il prodotto con uno sconto del 35 per cento, mentre in tutta Italia c'era il 55 per cento e poi il 57, è evidente che avevamo uno sbilanciamento. Se non facevamo richiesta di poter recuperare le risorse finanziarie per i farmaci innovativi, non ce l'avrebbero date, ma l'Assessore sa bene che invece quest'anno è stato chiesto il rimborso e sono arrivati 10 milioni. È fondamentale citare anche la farmaceutica perchè anche questa cresce e va contenuta.
Tutto questo per dire che ci sono i principi, ma non si indica che cosa bisogna fare. Poi, dal 2015, sono da conteggiare anche i 54 milioni e rotti per il Qatar, che ci creeranno quel problema che ho detto prima per quanto riguarda il 2018, perché purtroppo, se nel 2018 li diamo al Qatar, dobbiamo toglierli alle case di cura, quindi invece che 99 milioni ne avremo soltanto una quarantina. Ci sono incrementi, perché lo dico, Assessore? Perché purtroppo mica si è finito qui, ci saranno ulteriori e continue richieste da parte di associazioni, di categorie eccetera per avere un incremento, perché cresce la spesa e quindi credo che sia legittimo che lo ottengano anche loro, che hanno avuto un incremento di spesa notevole, 20 o 30 o 40 per cento. Queste sono le voci sulle quali bisogna cercare di incidere se si vuol avere un risparmio, altrimenti invece i 400 milioni, che non sono 400 milioni, diventeranno 500 con estrema facilità. Comunque vi anticipo che, nel 2014, il buco sarà notevolmente superiore al 2013.
COCCO PIETRO (PD). Presidente, abbiamo avuto modo già ieri durante la discussione generale sulla legge di trattare alcune questioni sulla gravità della situazione nella quale si trova il sistema sanitario regionale e abbiamo avuto modo di dire, durante la discussione generale, anche delle cause che hanno generato questo stato di cose. La ragione per la quale noi presentiamo una proposta di legge con il titolo in cui scriviamo "urgente" è dato proprio da questo. O non è urgente forse intervenire? Tanto discutere sul titolo con emendamenti che cercano di modificarlo per dire che non è urgente. Come non è urgente? È urgentissimo! Forse va modificato così: "norme urgentissime". "Norme urgentissime per modificare il sistema sanitario regionale" e gli interventi devono essere adeguati alla portata delle cose.
Per cui oggi discutiamo di un emendamento. È vero che ci sono delle modifiche alla legge che sono arrivate in corso d'opera, modifiche che avevamo già ovviamente in animo di presentare e di predisporre; tant'è vero, e questo lo raccontano i giorni appena trascorsi e i mesi scorsi, che noi abbiamo presentato una proposta di legge sulla quale non abbiamo, in Commissione, presentato alcun emendamento. La maggioranza non ne ha presentato alcuno: questo è un comportamento anomalo differente rispetto alla consuetudine con cui si presentano i documenti? Credo di no. Avevamo detto in maniera chiara, non è una sorpresa, che avremmo presentato gli emendamenti durante la discussione della legge in Aula. È una cosa che non suscita alcuna sorpresa perché era largamente anticipata, ed è questo il modo col quale noi abbiamo presentato la proposta urgente. Lo abbiamo fatto alla luce del sole con un provvedimento ad hoc, abbiamo detto che potevamo commissariare prima, lo potevamo fare, per cui l'oggetto della legge non è il commissariamento, certo commissariamo anche, perché è naturale che quando fai una legge differente rispetto allo stato attuale delle cose, che interviene nella sostanza della struttura sanitaria in Sardegna a cui devi obbligatoriamente mettere mano per modificare quello che è accaduto fino a oggi, è chiaro che hai bisogno di gente differente che governi il processo di cambiamento assolutamente necessario.
È questo l'oggetto dell'emendamento presentato, sui principi generali, principi generali di cui abbiamo discusso ieri, largamente anticipati e che abbiamo qua elencato in un articolo, in diverse lettere che sono abbastanza precise: sulla riorganizzazione complessiva dei servizi, sul fatto che il numero delle aziende sanitarie potrà diminuire sulla base della riorganizzazione e sull'assetto degli enti locali, che sarà frutto di una legge che sarà presentata in questo Consiglio regionale e a cui il Consiglio regionale parteciperà nella discussione. Quindi non è vero che sarà demandato alla Giunta, esclusivamente alla Giunta, il compito di definire gli assetti organizzativi territoriali della riforma degli enti locali. Così non sarà! La Giunta ha il dovere e il diritto di predisporre un disegno di legge e questo Consiglio regionale ha il dovere e il diritto di discuterlo, di intervenire e dire il suo parere in merito a questo sistema.
Vorrei dire che alcuni punti sono fondamentali e vale la pena ripeterli, come la questione dell'emergenza e urgenza, su cui noi (siamo sicuri) potremo dimostrare un risparmio consistente, con un servizio assolutamente importante, che metteremo in piedi per tutta la Regione Sardegna e per la sua gente. Così come tutti gli altri punti che in particolare sono stati citati dai colleghi del Gruppo del Partito Democratico, della maggioranza, che sono intervenuti e che li hanno citati uno per uno: quello sui servizi socio-sanitari, in particolare sull'attività motoria, eccetera eccetera.
Vorrei dire un'altra cosa. Ho ascoltato i numeri di cui l'onorevole Oppi ha parlato poc'anzi e anche io ho paura che il disavanzo potrà crescere negli anni, anche nel 2015, ma certamente non per colpa nostra perché ereditiamo ancora le pesanti scorie di una gestione non certamente appropriata della sanità di questi anni. E pensare che noi abbiamo la bacchetta magica e cambiamo il sistema nel giro di un giorno francamente è complicato! Se saremo capaci di farlo, naturalmente, sarà tutto a vantaggio non nostro ma dei risultati che avremo. Però, l'onorevole Oppi si è dimenticato di dire, per esempio, che nei giorni scorsi abbiamo approvato, in assestamento di bilancio, 115 milioni di euro di disavanzo sulla sanità che abbiamo, come dire, concorso a integrare e di questi 115 milioni di euro, 35 milioni di euro erano destinati al pagamento degli interinali del 2013, una spesa assolutamente fuori sacco, come si dice, che non era prevista. Credo che spendere 35 milioni di euro per interinali sia una cifra assolutamente fuori da ogni contesto normale in una sanità che deve funzionare in un certo modo.
Così come spendere 20 milioni di euro, anche questo l'onorevole Oppi si è dimenticato di dire nell'elenco tra l'altro preciso delle cose, sono sicuro che lo ha dimenticato, 20 milioni di euro destinati al funzionamento dei CUP, i famigerati centri unici di prenotazione, i quali funzionavano prima quando erano gestiti da coloro che erano in pianta stabile nell'organizzazione sanitaria, non si capisce per quale ragione questo sistema ha dovuto essere amplificato con l'assunzione di persone interinali per 20 milioni di euro, tali da garantire il servizio nella stessa maniera o in maniera uguale. Sarebbe come dire (ci sono anche esempi a noi vicini) che hanno dimostrato che, quando questi interinali hanno finito di svolgere il loro ruolo, ci sono direttori generali che si sono messi di traverso per dire che il sistema non funzionava contro ogni logica e contro ogni buon senso e buona amministrazione.
Pertanto, in conclusione: titolo assolutamente appropriato, principi generali assolutamente logici, perché il risultato dovrà essere quello di una proposta di legge che stiamo presentando al passo con i tempi e soprattutto in grado di abbattere i costi e fornire servizi migliori per i cittadini.
PITTALIS PIETRO (FI). Noi attenderemo fiduciosi l'anno 2015 per capire anche qual è la capacità di tenuta dei conti e del funzionamento del sistema sanitario, perché allora la responsabilità sarà tutta vostra. Siccome si introduce il sistema del pareggio di bilancio, già da quello che farete con la legge finanziaria di bilancio, con le scelte che farete quindi con quella legge, si capirà e si darà poi il giudizio sul risultato della vostra gestione. Noi attendiamo allora.
(Segue PITTALIS PIETRO.) Vedete, penso che non si debba cercare di minimizzare i problemi evidenziando il costo della spesa, noi avevamo fatto una norma, voglio ricordare all'onorevole Pietro Cocco, che riportava nel limite del 2 per cento il tetto massimo di interinali che potevano essere autorizzati per le aziende sanitarie. Chi ha sforato questo tetto, vivaddio, ci sono gli strumenti perché ne risponda, se c'è una responsabilità da accertare perché non si è attenuto al dettato della legge! Anzi l'Assessore ci dia questi dati, perché siamo assolutamente ansiosi anche noi di capire chi ha sbagliato e dove ha sbagliato, o perché, per esempio, mi risulta che dall'Assessorato si autorizzino la prosecuzione di 52 posti di lavoro nell'ambito di Cagliari, vuol dire che c'è qualche esigenza, vuol dire che non si vuol sospendere o interrompere il servizio. Non creiamo e non facciamo di tutta un'erba un fascio.
C'è situazione e situazione che evidentemente va vista, se c'è stata e dove c'è cattiva gestione ci sono gli strumenti per cacciarli via a pedate! Non è possibile che, nella sanità o nel sistema dell'ordinamento regionale, ci sia gente che si permetta di utilizzare la cosa pubblica con sprechi o facendo cose in violazione della legge. Ma qui siamo nel campo delle ovvietà! Allora mi chiedo e vi chiedo perché l'Assessorato regionale della sanità dal mese di marzo a oggi, e sono quasi sette mesi, non è stato in grado di portare all'attenzione anche un solo caso di questo genere.
Onorevole Ruggeri e onorevole Pinna, dico Pinna la collega Rossella non Peppino. L'ho citata perché rimanga agli atti che è l'onorevole Pinna Rossella, ecco tutto qua. Ho apprezzato i vostri interventi perché avete messo in evidenza come c'è un tentativo, sia pure in extremis, di dare una parvenza di nobiltà al testo. Però, consentitemi, voi vi soffermate su un emendamento che dovrebbe sostituire l'articolo 1 e dove il titolo, qui ha importanza e devo riconoscere la vostra coerenza, recita principi generali. Perché le cose che sono dette nel contesto dell'articolo 1 sono principi generali e in qualche caso, consentitemi, non per sminuirne il contenuto, anche ovvi e scontati. Che cosa significa, che la Regione con queste disposizioni intende garantire la tutela della salute come diritto fondamentale dell'individuo? È pleonastico, è qualcosa di talmente scontato, anche perché è un principio della nostra Costituzione e quindi c'è la necessità di ribadirlo? Qual è la ratio di ribadirlo in una legge regionale? È un principio costituzionale, badate. Che noi lo diciamo o no è in Costituzione!
Ma che cosa significa "rafforzare le attività territoriali e la razionalizzazione della rete ospedaliera" quando ancora non avete spiegato come intendete conciliare con quello che è stato fatto recentemente a proposito della "operazione San Raffaele". Siamo sempre a livello di principi ma non si chiarisce in concreto come questa razionalizzazione si coniuga a una controtendenza che invece di tagliare va in aumento, e come intendete spalmare su tutto il territorio questa ipotizzata razionalizzazione. Perché a un principio poi deve corrispondere anche l'attuazione concreta, che non ho al momento rilevato nelle previsioni degli emendamenti che avete proposto…
Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione gli emendamenti numero 4, 1, 108, 279, 300 e 293, che sono uguali.
PITTALIS PIETRO (FI). Assicuro i colleghi che cercheremo di procedere anche speditamente sulle votazioni. Volevo solo completare un aspetto…
(Interruzione del consigliere Pietro Cocco.)
PITTALIS PIETRO (FI). Prego… collega…
PITTALIS PIETRO (FI). Prego, prego… Senza alcun problema, se è una questione sull'ordine dei lavori…
COCCO PIETRO (PD). Voglio far rilevare che, nell'emendamento numero 385, emendamento all'emendamento numero 365, quello che poi voteremo, al punto f) c'è scritto: "rafforzare il governo del servizio sanitario regionale, anche mediante la riassunzione nell'Assessorato della salute…", questo è sbagliato perché è "Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale". Una questione tecnica da modificare insomma, se siamo d'accordo.
PITTALIS PIETRO (FI). Questo mi dà ragione. Ecco, voi percorrete i tempi e ancora non siamo arrivati a quello che intendete fare. Era una piccola cosa che volevo giustamente rilevare perché non passi nulla inosservato, ma se n'è reso conto lo stesso collega Cocco e va bene.
Però, in dichiarazione di voto, mi preme evidenziare altri due aspetti: per prima cosa, ipotizzate una riduzione del numero delle aziende sanitarie locali, in questo caso noto una contraddizione, la difesa appassionata dell'onorevole Ruggeri non mi convince, in quanto in questo testo e anche negli emendamenti che voi presentate c'è solo la previsione di un aumento, perché la creazione di una direzione sanitaria e di una direzione amministrativa significano un aumento delle aziende al momento. Quindi, voi state enunciando una riduzione delle aziende sanitarie, però nei fatti vi contraddite perché il risultato è appunto l'opposto.
C'è un'altra questione che voglio segnalare alla vostra attenzione: vi prego, evitiamo una locuzione del tipo "garantendo forme di partecipazione democratica". È vero che siete ubriachi di primarie e di cose di questo genere, ma che cosa significa in un testo di legge una locuzione di questa portata? Se volete dire che è necessario che partecipino gli amministratori, i comuni, eccetera, allora scriviamo quello che bisogna scrivere; oppure il popolo partecipa indistintamente o portatore di quali interessi, tesserati, chi ha gli occhi azzurri piuttosto che i capelli biondi?
Per quanto riguarda il disavanzo, Assessore, martedì prossimo faccia veramente uno sforzo perché noi vorremmo capire se i 400 milioni esistono nella realtà; dalle informazioni che abbiamo noi da alcuni direttori generali non pare che la situazione sia questa, ma non abbiamo logicamente la possibilità di accedere alle contabilità che voi giustamente avete, abbiamo fatto richiesta formale, perché aspettavamo questa occasione, e soprattutto che lei ci dia i dati per capire esattamente da che cosa sarebbe anche originato, questo deve consentire a tutti, prima di dare i numeri, di fare una riflessione seria.
PRESIDENTE. Metto in votazione gli emendamenti numero 4, 1, 108, 279, 300 e 293, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 385, modificato. Chi lo approva alzi la mano.
A seguito di questa approvazione decadono gli emendamenti numero 270, 302, 6, 110, 257, 7, 111, 258, 8, 112, 255, 9, 113, 254 e 304.
Metto in votazione gli emendamenti numero 5, 109 e 256, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 242 e 247, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 376. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 246. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
L'emendamento numero 305 è dichiarato inammissibile.
Metto in votazione gli emendamenti numero 13 e 16, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 14 e 106, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione gli emendamenti numero 15 e 105, uguali. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.
Metto in votazione l'emendamento numero 375. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 378, a pagina 47, c'è un invito al ritiro da parte della Commissione.
PITTALIS PIETRO (FI). Presidente, voglio far presente che, se questo emendamento viene votato e bocciato, non si potrà rivotare un emendamento simile. Lo dico alla maggioranza perché ho visto che ha presentato un emendamento uguale, quindi il rischio è che si possa verificare questo incidente. Lo dico solo nell'ottica della leale collaborazione in Aula.
PRESIDENTE. Propongo lo spostamento dell'emendamento numero 378 all'articolo 6, che contiene specificamente la norma. Quindi spostiamo all'articolo 6 l'emendamento numero 378.
Metto in votazione l'emendamento numero 380. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
Come da accordo con i Presidenti di Gruppo, il Consiglio è riconvocato martedì 4 novembre alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 18 e 24.
Proposta di legge Cocco Pietro - Anedda - Arbau - Cocco Daniele Secondo - Usula - Ruggeri - Cozzolino - Forma - Pinna Rossella - Perra – Pizzuto: “Norme urgenti per la riforma del sistema sanitario regionale” (71/A). (Discussione dell’articolato)
Votazione nominale dell'emendamento numero 301
Votazione nominale dell'emendamento numero 374
Votazione nominale del titolo
Votazione per alzata di mano em. n. 4, 1, 108, 279, 300 e 293, uguali
Votazione per alzata di mano em. n. 385
Votazione per alzata di mano em. n. 5, 109 e 256, uguali
Votazione per alzata di mano em. n. 303
Votazione per alzata di mano em. n. 242 e 247, uguali
Votazione per alzata di mano em. n. 376
Votazione per alzata di mano em. n. 246
Votazione per alzata di mano em. n. 13 e 16, uguali
Votazione per alzata di mano em. n. 14 e 106, uguali
Votazione per alzata di mano em. n. 15 e 105, uguali
Votazione per alzata di mano em. n. 375
Votazione per alzata di mano em. n. 380

References: e contrario
 articolo 1

articolo1

Art. 1
 Articolo1
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Art. 1
e contrario
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