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Timestamp: 2017-11-24 00:40:27+00:00

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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Giudice della seconda sezione civile del Tribunale di Udine, dott. Francesco - PDF
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1 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Giudice della seconda sezione civile del Tribunale di Udine, dott. Francesco Venier, ha pronunciato, ai sensi dell art. 281 sexies c.p.c., la seguente SENTENZA nella causa civile di primo grado iscritta al n 1582/12 del R.A.C.C. in data 29 marzo 2012, iniziata con atto di citazione notificato in data 30 marzo 2012 (Cron. n 37/12 avv.) d a - A s.r.l., in persona del legale rappresentante, con i procuratori avvocati del Foro di Bassano del Grappa e del Foro di Udine, quest ultimo anche domiciliatario, per procura speciale a margine dell atto di citazione in opposizione, a t t o r e o p p o n e n t e c o n t r o - B s.p.a., in persona del legale rappresentante, con il procuratore e domiciliatario avvocato per procura speciale a margine del ricorso per decreto ingiuntivo, c o n v e n u t o o p p o s t o avente per oggetto: vendita di cose mobili Letti gli atti di causa; viste le conclusioni delle parti, come precisate dal convenuto opposto a verbale all odierna udienza e in atti dall opponente e da aversi qui per integralmente riportate; letto l art. 281 sexies c.p.c. SENTENZA N 1582/12 R.A.C.C. Pag. 1
2 o s s e r v a A s.r.l. ha proposto opposizione avverso il decreto con il quale le è stato ingiunto il pagamento in favore della B s.p.a. della somma di ,66, richiesta a saldo della fornitura di componenti in lamiera realizzati a misura. La società opponente ha dedotto di avere versato, prima dell emissione del decreto ingiuntivo, un ulteriore acconto di ,70 e di avere riscontrato su parte del materiale fornito vizi che erano stati riconosciuti dalla stessa società fornitrice mediante la emissione di una nota di accredito; oltre alla revoca del decreto opposto ed alla condanna della B s.p.a. al risarcimento dei danni subiti a causa dei vizi del materiale, la A s.r.l. ha chiesto anche il risarcimento del danno causato dalla ingiustificata interruzione delle trattative intercorse per la fornitura di altro materiale ossitagliato. La B s.p.a. ha eccepito la nullità dell atto di citazione per esservi stato indicato un termine a comparire inferiore rispetto a quello dell art. 163-bis c.p.c. e, nel merito, ha dedotto che in relazione alla non conformità di alcune forniture le parti avevano già definito i reciproci rapporti di dare e avere con la emissione di note di accredito da parte della A s.r.l., ha eccepito la decadenza della società opponente dalla garanzia per vizi della merce fornita ed ha contestato di avere ingiustificatamente interrotto le trattative avviate con la controparte. Ritenuta superata la eccezione di nullità dell atto introduttivo per le ragioni esposte nell ordinanza pronunciata nella prima udienza, nel merito la opposizione va dichiarata infondata. Il materiale asseritamente viziato oggetto della comunicazione di non conformità n. 16 del è diverso da quello di cui è stato richiesto il pa- SENTENZA N 1582/12 R.A.C.C. Pag. 2
3 gamento con il ricorso monitorio e, come risulta dai documenti prodotti dalla società convenuta opposta, le parti hanno già regolato le questioni insorte in relazione ai vizi di quella fornitura con la emissione della nota di accredito n. 708 del della B s.r.l. Rimarrebbe salvo il diritto della A s.r.l. di vedersi risarciti gli ulteriori danni cagionati dai vizi (diversi da quelli consistenti nel costo della loro eliminazione, già rimborsato), ma non è provato che tali danni, asseritamente consistiti nelle somme pagate a titolo di penale per il ritardo al cliente finale, siano dipesi dai vizi lamentati. Quanto alle altre comunicazioni di non conformità, i documenti prodotti non consentono di ritenere superata la eccezione di decadenza formulata dalla società convenuta opposta: la comunicazione n. 20 dell riguarda merce consegnata il 6 e il , la comunicazione n. 24 del merce consegnata il , la comunicazione n. 25 del merce consegnata il 7 e il , le comunicazioni del e del riguardano merce consegnata nel precedente mese di maggio e in relazione alle prime tre forniture sono state emesse per una parte del prezzo delle note di accredito. Non vi è prova neppure dei fatti su cui si fonda la domanda di risarcimento per ingiustificata interruzione delle trattative relative alla fornitura che avrebbe dovuto effettuarsi nell agosto 2011 e non è dubbio che il relativo onere incombesse sulla società opponente; i documenti prodotti dalle parti non comprovano che la trattativa sia stata prima portata avanti dalla B s.p.a. in modo da creare nella A s.r.l. affidamento nella conclusione del contratto e sia stata ingiustificatamente interrotta ed, anzi, la corrispondenza intercorsa conferma SENTENZA N 1582/12 R.A.C.C. Pag. 3
4 la fondatezza delle ragioni per le quali la società convenuta opposta non ha dato corso alla fornitura. Il pagamento di un ulteriore acconto dopo il deposito del ricorso monitorio impone comunque la revoca del decreto ingiuntivo opposto (Cass. sez. lav., 17 ottobre 2011, n ); il ricorso è stato depositato il e in data la A s.r.l. ha disposto il pagamento di ,70 in favore della B s.p.a. (doc. 6 di parte opponente); il pagamento è pervenuto al creditore il (doc. 17 di parte convenuta opposta) e dunque dopo l emissione del decreto ingiuntivo, quando la B s.p.a. non avrebbe più potuto rinunciare o modificare il ricorso. Se ai fini della revoca del decreto assume rilievo la situazione esistente al momento della sentenza (Cass. sez. I, 22 maggio 2008, n ), il ricorrente ha comunque diritto al ristoro delle spese della procedura monitoria, legittimamente avviata prima del pagamento, per conseguire le quali, se anche si fosse astenuto, a seguito del pagamento ricevuto, dalla notifica del decreto ingiuntivo, avrebbe comunque potuto agire in separata sede (Cass. sez. lav. 11 aprile 1990, n. 3054). Allo stesso modo, la A s.r.l. va condannata al rimborso delle spese del giudizio di opposizione: il principio richiamato nell atto di citazione, secondo cui qualora il decreto ingiuntivo sia stato emesso senza tener conto del pagamento medio tempore intervenuto e venga revocato nel giudizio di opposizione, il creditore va condannato alle spese del giudizio è applicabile qualora il pagamento sia stato integrale, non anche quando sia stato versato medio tempore un acconto parziale ed il giudizio di opposizione si chiuda con la condanna al pagamento di un importo inferiore a quello ingiunto. SENTENZA N 1582/12 R.A.C.C. Pag. 4
5 In questo caso le spese vanno liquidate sulla base del parametro riferito all importo effettivamente dovuto, e ciò è quanto va fatto nel presente procedimento, tenuto conto della assenza di fase istruttoria e delle modalità della fase decisoria. La presente sentenza è provvisoriamente esecutiva ex lege ai sensi dell art. 282 c.p.c. p. q. m. Il Giudice, ogni diversa domanda ed eccezione reiette ed ogni ulteriore deduzione disattesa, definitivamente pronunciando, 1) Revoca il decreto ingiuntivo n. 238/12 pronunciato in data 31 gennaio 3 febbraio 2012 dal Giudice designato di questo Tribunale nei confronti di A s.r.l. ; 2) Condanna A s.r.l., in persona del legale rappresentante, a rifondere a B s.p.a., in persona del legale rappresentante, le spese del procedimento monitorio, già liquidate in 2.038,00, di cui 338,00 per esborsi, oltre al contributo previdenziale e all I.V.A., come per legge; 3) Condanna A s.r.l., in persona del legale rappresentante, a pagare a B s.p.a., in persona del legale rappresentante, la capital somma di ,96, oltre agli interessi legali ex d.lgs. 231/2002 sull importo di ,36 dalle scadenze del 15 settembre 2011, 15 ottobre 2011 e 15 novembre 2011 e dalla scadenza delle ulteriori singole fatture rimaste impagate, fino al saldo; 4) Condanna A s.r.l., in persona del legale rappresentante, a rifondere a B s.p.a., in persona del legale rappresentante, le spese del presente giudizio, liquidate in 10,64 per esborsi, 3.250,00 per la fase di studio, 1.650,00 per SENTENZA N 1582/12 R.A.C.C. Pag. 5
6 la fase introduttiva ed 2.100,00 per la fase decisoria, oltre all I.V.A. e al contributo alla C.N.P.A. Sentenza provvisoriamente esecutiva ex lege. Così deciso in Udine, il 4 febbraio Il Giudice - Dott. Francesco Venier - SENTENZA N 1582/12 R.A.C.C. Pag. 6
conclusioni: all udienza del 14 gennaio 2016 le parti hanno precisato le conclusioni come da verbale
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References: art. 281
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 art. 281
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 art. 163
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 art. 282
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