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Timestamp: 2016-10-25 13:51:41+00:00

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9C_318/2010 (18.04.2011)
PAX Fondazione collettiva LPP, 4002 Basilea, rappresentata dalla Pax Societ� svizzera di assicurazioni sulla vita, Aeschenplatz 13, 4002 Basilea,
ricorso contro il giudizio del Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino del 1� marzo 2010.
D._________, frontaliere italiano nato nel 1971, il 24 ottobre 2008 ha disdetto il rapporto di lavoro che lo legava alla ditta M._________. In seguito alla notifica di uscita dall'istituto di previdenza, l'interessato ha indicato a Pax Societ� svizzera di assicurazione sulla vita, agente per conto di Pax Fondazione collettiva LPP, di lasciare definitivamente la Svizzera e chiesto nel contempo il pagamento in contanti della prestazione d'uscita (v. moduli "Utilizzazione della prestazione d'uscita" firmati il 27 febbraio 2009 e il 22 marzo 2009). Malgrado l'istante avesse precisato di avere nel frattempo iniziato un'attivit� indipendente in Italia, l'assicuratore Pax si � opposto al pagamento in contanti della prestazione d'uscita per la parte inerente alla previdenza obbligatoria (LPP), mentre ha dato seguito alla richiesta per la parte sovraobbligatoria.
In considerazione dell'avvio della sua attivit� autonoma in Italia, D._________ ha chiesto al Tribunale delle assicurazioni del Cantone Ticino di condannare la fondazione di previdenza al pagamento integrale della prestazione d'uscita (petizione del 19 giugno 2009).
D._________ interpone ricorso al Tribunale federale al quale chiede di riformare il giudizio cantonale e di riconoscergli il diritto all'integralit� della prestazione d'uscita. Dei motivi si dir�, per quanto occorra, nei considerandi.
Il ricorso in materia di diritto pubblico pu� essere presentato per violazione del diritto, conformemente a quanto stabilito dagli art. 95 e 96 LTF. Il Tribunale federale applica d'ufficio il diritto (art. 106 cpv. 1 LTF; cfr. tuttavia l'eccezione del cpv. 2) e non � pertanto vincolato n� dagli argomenti sollevati nel ricorso n� dai motivi addotti dall'autorit� precedente. Per il resto, fonda la sua sentenza sui fatti accertati dall'autorit� inferiore (art. 105 cpv. 1 LTF). Pu� scostarsi da questo accertamento solo qualora esso sia avvenuto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'art. 95 LTF (art. 105 cpv. 2 LTF).
2.1 La previdenza professionale in Svizzera � concepita su una base legale e su una base contrattuale. La prima contempla disposizioni minime obbligatorie garantite a ogni salariato; la seconda, ove presente, oltrepassa invece questo minimo di legge. La previdenza professionale � inoltre inclusa nell'ambito applicativo dell'Accordo del 21 giugno 1999 tra la Comunit� europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone [ALC; RS 0.142.112.681]. Tale Accordo - entrato in vigore il 1� giugno 2002 - regola tra le altre cose il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, il cui compito principale � assicurare il mantenimento dei diritti acquisiti da un lavoratore sotto il regime di uno Stato contraente quando lascia questo Stato per trasferirsi in un altro Stato. La previdenza professionale fa pienamente parte del regime svizzero di sicurezza sociale quale � definito agli art. 111 e 113 Cost. Ci� vale per� per la previdenza professionale minima obbligatoria ai sensi della LPP, non anche per la previdenza pi� estesa, che in ambito europeo � compresa nel campo di applicazione della direttiva 98/49 CE del Consiglio del 29 giugno 1998 relativa alla salvaguardia dei diritti a pensione complementare dei lavoratori subordinati e dei lavoratori autonomi che si spostano all'interno della Comunit� europea (GU L 209 del 25 luglio 1998, pag. 46), cui rinvia l'Allegato II ALC, Sezione A, cpv. 3 (cfr. pure Messaggio del 23 giugno 1999 concernente l'approvazione degli accordi settoriali tra la Svizzera e la CE, FF 1999 5297 seg.; bollettino UFAS della previdenza professionale n. 52 del 31 agosto 2000).
2.2 Allo stesso modo, la prestazione d'uscita, che forma l'oggetto del pagamento in contanti, si compone dell'avere di vecchiaia ai sensi dell'art. 15 LPP (previdenza professionale obbligatoria) e, ove presente, dell'avere della previdenza pi� estesa. In funzione della prestazione richiesta (pagamento in contanti dell'avere di vecchiaia ai sensi dell'art. 15 LPP o della parte sovraobbligatoria), si applicano dunque regolamentazioni differenti.
Pacifico � che il ricorrente, nel rientrare (professionalmente) in Italia per intraprendere un'attivit� lavorativa indipendente, ha lasciato l'istituto di previdenza prima che si realizzasse un caso di previdenza e ha cos� maturato il diritto a una prestazione d'uscita (art. 2 cpv. 1 LFLP). Controverso rimane per contro il diritto dello stesso al versamento in contanti di detta prestazione per la parte obbligatoria LPP, ritenuto che l'istituto opponente ha invece gi� provveduto al pagamento per la parte sovraobbligatoria (sul diritto, inalterato, al versamento in contanti di questa parte anche dopo l'entrata in vigore dell'ALC cfr. FF 1999 5298; bollettino UFAS della previdenza professionale n. 96 del 18 dicembre 2006; Basile Cardinaux, Das Personenfreiz�gigkeitsabkommen und die schweizerische berufliche Vorsorge, 2008, pag. 635, n. 1447, e pag. 658, n. 1499; Erika Schnyder, Pr�voyance professionnelle, in: Erwin Murer [ed.], Das Personenverkehrsabkommen mit der EU und seine Auswirkungen auf die soziale Sicherheit der Schweiz, 2001, pag. 151 segg., pag. 157; J�rg Brechb�hl, Die Auswirkungen des Abkommens auf den Leistungsbereich der ersten und der zweiten S�ule, in: Erwin Murer [ed.], op. cit., pag. 111 segg., pag. 114; Isabelle Vetter-Schreiber, Berufliche Vorsorge, 2a ed., 2009, n. 6 all'art. 25f LFLP, pag. 442; Roland A. M�ller, Verh�ltnis des BVG zum europ�ischen Recht, in RSAS 2005 pag. 2 segg., pag. 7).
4.1 Giusta l'art. 5 cpv. 1 LFLP, l'assicurato pu� esigere il pagamento in contanti della prestazione d'uscita se:
Per parte sua, l'art. 25f cpv. 1 LFLP - entrato in vigore il 1� giugno 2007, ossia cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'ALC (v. Protocollo addizionale all'Allegato II ALC, Previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidit�, nonch� art. 25f cpv. 2 LFLP), e di conseguenza applicabile al caso di specie, l'insorgente avendo lasciato la Svizzera dopo questa data (v. Vetter-Schreiber, op. cit., n. 8 all'art. 25f LFLP; Daniel D�rr, Einschr�nkung der Barauszahlung bei endg�ltigem Verlassen der Schweiz, Abkommen �ber die Personenfreiz�gigkeit mit der EU, in: Schweizer Personalvorsorge, 2/2007, pag. 33) -, dispone che l'assicurato non pu� esigere il pagamento in contanti, secondo l'articolo 5 capoverso 1 lettera a, dell'avere di vecchiaia accumulato sino al momento dell'uscita dall'istituto di previdenza secondo l'articolo 15 LPP fintanto che:
Gli art. 5 cpv. 1 e 25f LFLP si applicano indipendentemente dalla nazionalit� delle persone interessate e quindi non solo ai cittadini degli Stati firmatari dell'ALC (D�rr, op. cit., pag. 33; Cardinaux, op. cit., n. 1448, pag. 636).
4.2 Con la restrizione introdotta dall'art. 25f cpv. 1 lett. a LFLP alla possibilit� di chiedere il versamento in contanti della prestazione d'uscita nel caso in cui l'assicurato lascia definitivamente la Svizzera, il diritto interno ha recepito un principio del diritto comunitario sancito dall'art. 10 n. 2 del regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunit� (in seguito: regolamento n. 1408/71 [RS 0.831.109.268.1]), applicabile al caso di specie anche dal profilo personale e materiale (art. 25b LFLP). Infatti, bench� il pagamento in contanti della prestazione d'uscita non rappresenti a ben vedere n� una prestazione in caso di vecchiaia n� tantomeno una prestazione ai superstiti o d'invalidit�, l'art. 1 lett. t del regolamento n. 1408/71 parifica espressamente i versamenti effettuati a titolo di rimborso di contributi - quale pu� essere considerato anche il pagamento in contanti della prestazione d'uscita (v. FF 1999 5297) - alle "prestazioni" e alle "rendite" o alle "pensioni". Di conseguenza, il rimborso dei contributi versati per l'acquisto di un diritto alle predette prestazioni - quale pu� essere ritenuto il pagamento in contanti della prestazione d'uscita dal momento che essa si fonda sui contributi assicurativi e sui relativi proventi (Cardinaux, op. cit., n. 1438, pag. 633) - � compreso nel campo di applicazione materiale del regolamento n. 1408/71. Per il resto � pacifico che il ricorrente, di cittadinanza italiana e gi� attivo in Svizzera come frontaliere salariato, � un lavoratore che � o � stato soggetto alla legislazione di uno o pi� Stati membri e in questo modo rientra nel campo di applicazione personale di detto regolamento n. 1408/71 (art. 2 n. 1).
4.3 L'art. 10 n. 2 del regolamento n. 1408/71 stabilisce che se la legislazione di uno Stato membro subordina il rimborso dei contributi alla condizione che l'interessato abbia cessato di essere soggetto all'assicurazione obbligatoria, tale condizione non � considerata soddisfatta fintantoch� l'interessato sia soggetto all'assicurazione obbligatoria in virt� della legislazione di un altro Stato membro. Il divieto di rimborso dei contributi per l'evenienza in cui l'obbligo assicurativo continui in un altro Stato membro, traspone all'ambito della sicurezza sociale un principio altrimenti applicato al mercato del lavoro poich� estende lo spazio rilevante per l'obbligo assicurativo dal piano nazionale a quello comunitario. Pertanto, se l'esistenza di un obbligo assicurativo costituisce un impedimento secondo il diritto dello Stato che prevede la possibilit� di rimborso, quest'ultimo va ugualmente escluso se l'obbligo assicurativo scaturisce dal sistema assicurativo dello Stato di destinazione (Rolf Schuler, in: Europ�isches Sozialrecht, 4a ed. 2005, pag. 151).
4.4 Si ricorda che con il rimborso dei contributi l'assicurato perde la protezione previdenziale da lui acquisita. Ora, con il divieto del rimborso l'assicurato viene protetto da se stesso e, se del caso, costretto a mantenere la sua previdenza contro la propria volont�. La limitazione della possibilit� di chiedere il rimborso dei contributi mira inoltre a mettere al riparo lo Stato da possibili rischi assistenziali. Con la parificazione degli obblighi assicurativi negli Stati membri questa protezione viene estesa dal singolo Stato membro allo spazio comunitario. Per stabilire se l'obbligo assicurativo di un lavoratore (subordinato o autonomo: art. 2 n. 1 del regolamento n. 1408/71) copre gli stessi rischi definiti dall'istituzione dello Stato in cui � chiesto il rimborso dei contributi occorre verificare se le due assicurazioni obbligatorie coprono gli stessi rischi enunciati dall'art. 4 del regolamento n. 1408/71 (Cardinaux, op. cit., n. 1440 seg., pag. 633 seg.).
5.1 Il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha innanzitutto osservato come l'UFAS e la dottrina in materia siano unanimi nel ritenere che se una persona assicurata lascia la Svizzera per iniziare un'attivit� indipendente in un Paese dell'UE o delI'AELS, il versamento in contanti della prestazione d'uscita ai sensi dell'art. 15 LPP � unicamente possibile se essa non � obbligatoriamente assicurata per i rischi vecchiaia, decesso ed invalidit� nel Paese di destinazione. Richiamandosi all'opinione dottrinale espressa da Cardinaux (op. cit., n. 1465, pag. 646), i primi giudici hanno quindi precisato che questa conclusione presuppone un'applicazione (in via analogica) dell'art. 25f LFLP anche alla fattispecie regolata dall'art. 5 cpv. 1 lett. b LFLP, sebbene la legge operi espressamente questo rinvio solo per la fattispecie contemplata dall'art. 5 cpv. 1 lett. a LFLP.
5.2 Per parte sua, il ricorrente si oppone a una tale valutazione. Ritenendo applicabile alla propria fattispecie l'art. 5 cpv. 1 lett. b LFLP, egli rileva come, in assenza di un espresso rinvio in favore dell'art. 25f LFLP, quest'ultimo disposto non possa essere chiamato in causa neppure in via analogica. Per il resto, in un'ottica di parit� di trattamento, osserva che se chi svolge in Svizzera un'attivit� indipendente ha diritto al versamento in contanti della prestazione d'uscita, altrettanto dovrebbe essere riconosciuto in favore di chi decide di avviare una tale attivit� in un Paese della CE. Con riferimento alla propria situazione personale, segnala infine che in qualit� di titolare di un'impresa di tinteggiature e verniciature in Italia egli non � pi� soggetto alla previdenza professionale obbligatoria - condizione negativa posta dall'art. 5 cpv. 1 lett. b LFLP - o comunque a un obbligo paragonabile alla LPP e che pertanto ha diritto al versamento della prestazione spettantegli per legge.
6.1 Per quanto si � potuto verificare, la dottrina in materia � effettivamente unanime - seppur non ne spieghi (in dettaglio) i motivi - nel subordinare la richiesta di versamento in contanti della prestazione d'uscita dell'assicurato che lascia la Svizzera e inizia un'attivit� lavorativa indipendente in un Paese CE o AELS alle restrizioni dell'art. 25 f cpv. 1 LFLP (oltre a Cardinaux, op. cit., n. 1465, pag. 646, v. M�ller, op. cit., pag. 17; Schnyder, op. cit., pag. 155 seg.; Brechb�hl, op. cit., pag. 115 seg.; Jacques-Andr� Schneider, Assujettissement au 2e pilier [LPP et pr�voyance surobligatoire] selon l'ALCP et le R�glement [CEE] n. 1408/71, in: Assujettissement, cotisations et questions connexes selon l'Accord sur la libre circulation des personnes CH-CE, 2004, pag. 59 segg., pag. 67; Vetter-Schreiber, op. cit., n. 9 all'art. 25f LFLP; Hans-Ulrich Stauffer, Berufliche Vorsorge, 2005, n. 1066, pag. 394 seg.; Hermann Walser, Personenfreiz�gigkeit zwischen der Schweiz und der EU, in: Schweizer Personalvorsorge, 2/2007, pag. 24; Jesus Perez, Versicherungssituation der Grenzg�nger in der 1. und 2. S�ule, in: Schweizer Personalvorsorge, 2/2007, pag. 29). Questa posizione corrisponde a quella sostenuta dall'autorit� federale di sorveglianza (cfr. segnatamente bollettini UFAS della previdenza professionale n. 96 del 18 dicembre 2006, n. 85 cifra 490, e n. 52; sulla natura e la portata, non vincolante per il giudice delle assicurazioni sociali, di simili informazioni cfr. DTF 121 II 473 consid. 2b pag. 478).
6.2 Per rispondere alle censure ricorsuali occorre per� in primo luogo definire la base legale applicabile alla fattispecie in esame. In particolare, si tratta di decidere se il fatto che il ricorrente abbia lasciato professionalmente la Svizzera e intrapreso una attivit� lavorativa indipendente nel suo Paese di residenza (in Italia) sia sussumibile sotto la variante dell'art. 5 cpv. 1 lett. a LFLP oppure sotto quella della lett. b.
6.2.1 La legge � da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera. Tuttavia, se il testo non � perfettamente chiaro, se pi� interpretazioni del medesimo sono possibili, dev'essere ricercato quale sia la vera portata della norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi d'interpretazione, in particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonch� i valori su cui essa prende fondamento. Pure di rilievo � il senso che essa assume nel suo contesto (DTF 135 II 78 consid. 2.2 pag. 81; 135 V 153 consid. 4.1 pag. 157, 249 consid. 4.1 pag. 252; 134 I 184 consid. 5.1 pag. 193; 134 II 249 consid. 2.3 pag. 252). I lavori preparatori, segnatamente laddove una disposizione non � chiara oppure si presta a diverse interpretazioni, costituiscono un mezzo valido per determinarne il senso ed evitare cos� di incorrere in interpretazioni erronee. Soprattutto nel caso di disposizioni recenti, la volont� storica dell'autore della norma non pu� essere ignorata se ha trovato espressione nel testo oggetto d'interpretazione (DTF 134 V 170 consid. 4.1 pag. 174 con riferimenti). Occorre prendere la decisione materialmente corretta nel contesto normativo, orientandosi verso un risultato soddisfacente sotto il profilo della ratio legis. Il Tribunale federale non privilegia un criterio d'interpretazione in particolare; per accedere al senso di una norma preferisce, pragmaticamente, ispirarsi a un pluralismo interpretativo (DTF 135 III 483 consid. 5.1 pag. 486).
6.2.2 Il testo dell'art. 5 cpv. 1, lett. a e b, LFLP pu� effettivamente prestarsi a diverse interpretazioni. Sebbene la lett. a sembri racchiudere tutte le situazioni in cui l'assicurato lascia definitivamente la Svizzera ("wenn sie [die Versicherten, ndr] die Schweiz endg�ltig verlassen"; "lorsqu'il [l'assur�, ndr] quitte d�finitivement la Suisse") e quindi anche quella in cui quest'ultimo, cessando la propria attivit� lavorativa in Svizzera, avvia una attivit� indipendente all'estero, in virt� del solo tenore letterale non si pu� escludere a priori che la lett. b ("sie eine selbst�ndige Erwerbst�tigkeit aufnehmen und der obligatorischen beruflichen Vorsorge nicht mehr unterstehen"; "lorsqu'il s'�tablit � son compte et qu'il n'est plus soumis � la pr�voyance professionnelle obligatoire") configuri eventualmente una lex specialis. Quest'ultima ipotesi viene per� (anche) smentita da un'interpretazione storica e sistematica della regolamentazione.
Cos�, dai lavori preparatori della norma - prima del suo adattamento al diritto comunitario - emerge chiaramente che la lett. a concerne (tutte) le situazioni in cui l'assicurato lascia definitivamente la Svizzera (sul significato di questa condizione per i lavoratori frontalieri cfr. Cardinaux, op. cit., n. 1455, pag. 640) e cessa ogni attivit� lucrativa nel nostro Paese (v. FF 1976 215 in relazione all'abrogato art. 30 cpv. 2 lett. a LPP che � stato rimpiazzato, dal 1� gennaio 1995, dall'art. 5 cpv. 1 lett. a LFLP, di ugual tenore: FF 1992 III 573; RSAS 1998 pag. 119 consid. 1 [B 24/96]). Orbene, esattamente tale situazione realizza anche il frontaliere che, come il ricorrente, cessa di esercitare una attivit� salariata in Svizzera per intraprenderne una indipendente nel suo Paese di residenza. Gi� solo per questo motivo, � difficilmente immaginabile - anche perch� superfluo - che la medesima fattispecie, gi� sufficientemente regolata dalla lett. a, lo sia anche dalla lett. b.
Ma vi � di pi�. A ben vedere, la mancanza, alla lett. b, di una riserva in favore dell'art. 25f LFLP - che di per s� si imporrebbe per le fattispecie regolate dall'art. 10 n. 2 del regolamento n. 1408/72 - non � dovuta a un caso o a una dimenticanza redazionale. L'art. 25f LFLP, che riprende quanto stabilito dall'art. 10 n. 2 del regolamento n. 1408/71, fa dipendere la possibilit� di un rimborso dei contributi e quindi il versamento in contanti della prestazione d'uscita, da un lato, dalla cessazione di assoggettamento all'assicurazione obbligatoria in Svizzera e, dall'altro, dal fatto che l'assicurato non sia affiliato obbligatoriamente a un'assicurazione contro i rischi di vecchiaia, morte e invalidit� secondo le disposizioni legali di uno Stato membro della CE. Ora, questa eventualit� - per le situazioni qui in esame - � unicamente ipotizzabile se l'assicurato lascia la Svizzera e intraprende una attivit� indipendente ad esempio in uno Stato membro della CE. Essa non lo � per contro se lo stesso assicurato cessa in Svizzera un'attivit� salariata per qui avviarne una indipendente. In quest'ultima ipotesi, infatti, la legislazione applicabile era e rimane sempre la stessa, ossia quella svizzera (lex loci laboris: v. art. 13 n. 2 lett. a e b del regolamento n. 1408/71), rendendo cos� inapplicabile o superfluo ogni rinvio all'art. 25f LFLP (v. pure Stauffer, op. cit., n. 1066, pag. 395).
6.2.3 Ne discende pertanto, contrariamente all'opinione delle parti, che se, come in concreto, l'assicurato lascia la Svizzera - ci� che � incontestato nel caso di specie (v. a tal riguardo pure le inequivocabili indicazioni fornite sui moduli per l'utilizzazione della prestazione d'uscita; pi� in generale sui requisiti richiesti per provare questo fatto cfr. ad esempio RSAS 1998 pag. 119 consid. 2a nonch� Stauffer, op. cit., n. 1068, pag. 395 seg.) - per avviare una attivit� indipendente in Italia, la fattispecie � unicamente regolata dall'art. 5 cpv. 1 lett. a LFLP e non dalla sua lett. b che, per quanto visto, concerne solo le situazioni in cui l'assicurato comincia una attivit� lucrativa indipendente in Svizzera. Questa soluzione si concilia anche meglio con la ratio legis risultante dall'adattamento al diritto comunitario dell'art. 5 cpv. 1 LFLP, che, per quanto esposto in precedenza, estende lo spazio rilevante per l'obbligo assicurativo dal piano nazionale a quello comunitario (v. consid 4.4). In tali circostanze, non vi � pi� spazio n� motivo di estendere il campo applicativo dell'art. 25f LFLP anche all'art. 5 cpv. 1 lett. b, come invece propone Cardinaux (op. cit., n. 1465, pag. 646).
6.3 Al termine di questa analisi, il ricorrente non pu� validamente lamentarsi di una disparit� di trattamento e sostenere che chi, come lui, ha deciso di svolgere una attivit� indipendente in un Paese della CE sarebbe ingiustamente discriminato rispetto a chi invece intraprende una simile attivit� in Svizzera. A prescindere dal fatto che la limitazione di cui all'art. 25f LFLP si applica indipendentemente dalla nazionalit� della persona interessata, valendo allo stesso modo per tutti gli assicurati (v. sopra, consid. 4.1 in fine), il ricorrente sembra dimenticare che - per quanto gi� accennato al consid. 4.2 - essa � stata introdotta in seguito alla ricezione nel diritto interno dell'art. 10 n. 2 del regolamento n. 1408/71. In precedenza, infatti, un tale versamento era indistintamente possibile sia nell'ipotesi in cui l'assicurato lasciava definitivamente la Svizzera, sia nell'evenienza in cui lo stesso, purch� non pi� soggetto alla previdenza professionale obbligatoria, cominciava un'attivit� indipendente (non importa quindi se in Svizzera o all'estero). Ora, dal momento che � riconducibile a una ripresa del diritto internazionale e che il Tribunale federale � vincolato a quest'ultimo, come del resto pure al diritto federale (art. 190 Cost.), questa limitazione deve chiaramente trovare applicazione nel caso di specie (v. DTF 136 I 49 consid. 3.1 pag. 55 con riferimenti).
Posto quanto sopra, si tratta quindi di esaminare se le condizioni poste dall'art. 25f LFLP, applicabile in virt� del rinvio operato dall'art. 5 cpv. 1 lett. a LFLP, si oppongono alla richiesta ricorsuale.
7.1 Occorre subito premettere - come rileva peraltro correttamente anche l'UFAS nella sua presa di posizione - che per assicurazione obbligatoria ai sensi dell'art. 25f cpv. 1 (lett. a) LFLP non si intende solo l'appartenenza a un sistema obbligatorio che, come la LPP, copre i rischi di vecchiaia, decesso e invalidit� a titolo complementare, bens� ogni sistema di sicurezza sociale sottoposto al regolamento n. 1408/71 che assicura obbligatoriamente i predetti rischi, analogamente a quanto avviene per l'AVS/AI svizzera. Poco importa invece che questo regime non sia paragonabile al regime svizzero della previdenza professionale, anche perch� nessun Paese dell'UE conosce come la Svizzera un sistema di secondo pilastro obbligatorio (Cardinaux, op. cit., 1450, pag. 637; M�ller, op. cit., pag. 16, nota 50; Schnyder, op. cit., pag. 155). A scanso di equivoci, l'assoggettamento a titolo obbligatorio nel nuovo Stato della CE si valuta inoltre in base alla legislazione dello Stato in questione (Cardinaux, op. cit., ibidem; Schnyder, op. cit., ibidem).
7.2 Per il resto, in ragione anche del carattere eccezionale del pagamento in contanti della prestazione d'uscita - per la sua parte obbligatoria - in caso di partenza per l'estero (v. RSAS 1998 pag. 119 consid. 2a), spetta alla persona assicurata attivarsi e fornire all'istituto di previdenza le indicazioni atte a provare di non essere assoggettata all'assicurazione obbligatoria per la vecchiaia, l'invalidit� e i superstiti nel Paese di destinazione (bollettino UFAS n. 96; Cardinaux, op. cit., n. 1459 segg., pag. 642 segg.; SCHNYDER, op. cit., pag. 155 e 158; Schneider, op. cit., pag. 67; Brechb�hl, op. cit., pag. 115; M�ller, op. cit., pag. 17; Vetter-Schreiber, op. cit., n. 7 all'art. 25f LFLP; D�rr, op. cit., pag. 33). L'istituto di previdenza, da parte sua, verifica le prove fornitegli ed � vincolato ad una dichiarazione con cui le competenti autorit� estere confermano l'assoggettamento o il non assoggettamento. A tale scopo, il Fondo di garanzia, che funge da organismo di collegamento e che garantisce il coordinamento e il contatto con gli organismi analoghi degli altri Stati (FF 1999 5298), ha concluso con le competenti autorit� di diversi Stati dell'UE (tra i quali anche l'Italia) degli accordi di collaborazione per l'accertamento dell'obbligo di assicurazione nel rispettivo Stato ed ha elaborato i relativi moduli di richiesta. In virt� di questi accordi, chi si trasferisce ad esempio in Italia (ma non solo) pu� richiedere al Fondo di garanzia gi� prima della partenza un modulo di richiesta per l'accertamento dell'obbligo di assoggettamento alla sicurezza sociale. Il modulo, debitamente compilato, va restituito al Fondo di garanzia che inoltra poi la richiesta all'Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS) in Italia. Per parte sua, l'INPS verifica, riferendosi ad un giorno di riferimento (90 giorni dopo la notifica di partenza presso le autorit� competenti in Svizzera) se la persona interessata � obbligatoriamente assicurata per le prestazioni di vecchiaia, invalidit� e superstiti in Italia. Ad avvenuta verifica, detto Istituto comunica al Fondo di garanzia il risultato dei suoi accertamenti, mentre quest'ultimo informa il diretto interessato e l'istituto di previdenza. Per la verifica dei presupposti per il pagamento in contanti � responsabile l'istituto di previdenza, al quale, nel dubbio, converr� consultare il Fondo di garanzia stesso o l'UFAS se non vuole esporsi al rischio di dovere pagare di nuovo in caso di realizzazione del rischio (Cardinaux, op. cit., n. 1460, pag. 642 segg.; D�rr, op. cit., pag. 33 seg.; Schnyder, op. cit., pag. 156; M�ller, op. cit., pag. 16, nota 50 in fine; Vetter-Schreiber, op. cit., n. 7 all'art. 25f LFLP; per maggiori informazioni cfr. pure il sito del Fondo di garanzia www.sfbvg.ch).
7.3 Se nel Paese di destinazione continua l'obbligo di assicurazione, la persona assicurata non pu� chiedere il pagamento in contanti della prestazione d'uscita (per la parte obbligatoria), ma pu� farsi accreditare i propri averi su una polizza di libero passaggio presso un'assicurazione o un conto di libero passaggio presso una banca, cos� che rimanga garantita la previdenza (FF 1999 5297). In assenza di comunicazione, l'istituto di previdenza versa la prestazione d'uscita all'istituto collettore (art. 4 cpv. 2 LFLP).
7.4 Nel caso di specie, per quanto anche accertato in conformit� agli atti nella pronuncia impugnata, il ricorrente - bench� espressamente invitato in tal senso dall'istituto di previdenza il 21 aprile 2009 e per giunta patrocinato da un'organizzazione sindacale alla quale il Tribunale cantonale, in altra vertenza, aveva gi� illustrato le possibilit� offerte dal sistema di assistenza amministrativa - non ha debitamente comprovato di non essere assoggettato all'assicurazione obbligatoria per la vecchiaia, l'invalidit� e i superstiti in Italia, ma si � limitato a richiamare la comunicazione di avvenuta iscrizione nel registro delle imprese di V._________, con inizio dell'attivit� dal 6 marzo 2009, e a sostenere che, in qualit� di indipendente, non sarebbe pi� (stato) soggetto alla previdenza professionale obbligatoria. Orbene, i primi giudici potevano senza arbitrio ritenere insufficiente questa comunicazione a giustificare la richiesta del ricorrente. Cos� come potevano considerare inidoneo a suffragarne la posizione anche il "prospetto riepilogativo dei contributi dovuti" all'INPS di V._________, che l'interessato ha prodotto agli atti e dal quale si poteva, semmai, inferire la sussistenza di un obbligo assicurativo per i rischi di vecchiaia, decesso e invalidit� anche in Italia.

References: art. 95
 sentenza 
 art. 111
 art. 25
 art. 5
 art. 2
 DTF 
 art. 30
 art. 13
in fine
 DTF 
in fine