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Deliberazione Assemblea Costituente 22 dicembre 1947
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Deliberazione Assemblea Costituente 22/12/1947
(pubblicato in G.U. n. 298 del 27/12/1947)
(pubblicato in G.U. n. 298 del 27 dicembre 1947)
Vista la XVIII disposizione finale della Costituzione;;
É compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali: attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principî ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale (1).
(1) Per l'esecuzione del Trattato, degli allegati annessi e del Concordato vedasi la legge 25 maggio 1929, n. 810, e successivamente la legge 25 marzo 1985, n. 121.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino col l'ordinamento giuridico italiano.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici (1).
(1) Ai sensi dell'articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1, il presente comma non si applica ai delitti di genocidio.
Rapporti civili.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, nè qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
É punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dall'autorità giudiziaria con le garanzia stabilite dalla legge.
Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti o interessi legittimi.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi statuti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
(1) A norma dell'articolo unico della legge costituzionale 21 giugno 1967, n. 1, il presente comma non si applica ai delitti di genocidio.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrati al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
(1) Comma modificato dall'articolo 1 della legge costituzionale 2 ottobre 2007, n. 1.
I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.
Rapporti etico-sociali.
É dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
É prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto di mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. É condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perchè l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata ai fini sociali.
Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera, privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.
Rapporti politici.
Il diritto di voto non può essere limitato se non per l'incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
(1) Comma inserito dall'articolo 1 della legge costituzionale 17 gennaio 2000, n. 1.
Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini (1).
(1) Comma integrato dall'articolo 1 della legge costituzionale 30 maggio 2003 n. 1.
Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e nei modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, nè l'esercizio dei diritti politici.
ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA (1)
Art. 56. (3)
Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero (1).
La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall'ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti (2).
(1) Comma sostituito dall'articolo 1, comma 1, della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1
(2) Comma modificato dall'articolo 1, comma 2, della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1.
(3) Articolo sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2.
Art. 57. (3)
Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero (1).
Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero (1).
La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni quale risulta dall'ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti (2).
(1) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 1, della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1.
(2) Comma modificato dall'articolo 2, comma 3, della legge costituzionale 23 gennaio 2001, n. 1.
(3) Articolo sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2, e successivamente modificato dall'articolo 2 della legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3.
É senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 3 della legge costituzionale 9 febbraio 1963, n. 2
Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio o di ottobre.
I membri del Governi, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono.
Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, nè può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell'atto di commettere un delitto per il quale è previsto l'arresto obbligatorio in flagranza.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 1della legge costituzionale 29 ottobre 1993, n. 3.
É indetto "referendum" popolare per deliberare la abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.
Non è ammesso il "referendum" per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
Hanno diritto di partecipare al "referendum" tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.
La proposta soggetta a "referendum" è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
La legge determina le modalità di attuazione del "referendum".
L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principii e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 6 marzo 1992, n. 1.
Indice il "referendum" popolare nei casi previsti dalla Costituzione.
Conferisce le onoreficienze della Repubblica.
Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, scioglere le Camere o anche una sola di esse.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura (1).
(1) Comma sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 4 novembre 1991, n. 1.
Il Presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del Governo e ne è responsabile. Mantiene l'unità di inirizzo politico ed amministrativo, promuovendo e coordinando l'attività dei ministri.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1.
É organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni che gli sono attribuite dalla legge.
I magistrati sono inamovibili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio nè destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall'ordinamento giudiziario o con il loro consenso.
La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge (1).
Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata (1).
Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell'accusa elevata a suo carico; disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di ottenere la convocazione e l'interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni dell'accusa e l'acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete se non comprende o non parla la lingua impiegata nel processo (1).
Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova. La colpevolezza dell'imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all'interrogatorio da parte dell'imputato o del suo difensore (1).
La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per consenso dell'imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata condotta illecita (1).
(1) Comma premesso dall'articolo 1 della legge costituzionale 23 novembre 2001, n. 2.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
[Le Regioni sono costituite in enti autonomi con propri poteri e funzioni secondo i principi fissati nella Costituzione.] (1)
(1) Articolo abrogato dall'articolo 9, comma 2, della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Art. 116. (1)
Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 2 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 3 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 4 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. Vedi le disposizioni di cui all'articolo 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131.
I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i principi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento. é esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 5 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 6 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle Camere (1).
Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della Giunta e ne è responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica (2).
(1) Comma modificato dall'articolo 1 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.
(2) Comma sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 2 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.
Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i princìpi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto regola l'esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali.
Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Per tale legge non è richiesta l'apposizione del visto da parte del
Commissario del Governo. Il Governo della Repubblica può promuovere la questione di legittimità costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta giorni dalla loro pubblicazione.
In ogni Regione, lo statuto disciplina il Consiglio delle autonomie locali, quale organo di consultazione fra la Regione e gli enti locali (2).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 3 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.
(2) Comma aggiunto dall'articolo 7 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
[Un commissario del Governo, residente nel capoluogo della Regione, sopraintende alle funzioni amministrative esercitate dallo Stato e le coordina con quelle esercitate dalla Regione.] (1)
(1) Articolo abrogato dall'articolo 9 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
[Il controllo di legittimità sugli atti amministrativi della Regione è esercitato, in forma decentrata, da un organo dello Stato, nei modi e nei limiti stabiliti da leggi della Repubblica. La legge può in determinati casi ammettere il controllo di merito, al solo effetto di promuovere, con richiesta motivata, il riesame della deliberazione da parte del Consiglio regionale.] (1)
Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l'ordinamento stabilito da legge della Repubblica.
(1) Comma abrogato dall'articolo 9 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
L'approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonchè la rimozione, l'impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 4 della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.
(1) Articolo sostituito dall'articolo 8 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
[Le Province e i Comuni sono enti autonomi nell'ambito dei principi fissati da leggi generali della Repubblica, che ne determinano le funzioni.]
Art. 129. (1)
[Le Province e i Comuni sono anche circoscrizioni di decentramento statale e regionale.
Le circoscrizioni provinciali possono essere suddivise in circondari con funzioni esclusivamente amministrative per un ulteriore decentramento.]
[Un organo della Regione, costituito nei modi stabiliti da legge della Repubblica, esercita, anche in forma decentrata, il controllo di legittimità sugli atti delle Province, dei Comuni e degli altri enti locali.
In casi determinati dalla legge può essere esercitato il controllo di merito, nella forma di richiesta motivata agli enti deliberanti di riesaminare la loro deliberazione.]
Molise (1);
(1) Originariamente Abruzzi e Molise costituivano una sola regione, successivamente, a norma dell'articolo 1 della legge costituzionale 27 dicembre 1963, n. 3, è stata disposta la costituzione del Molise come regione a sé stante.
Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d'abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con "referendum" dalla maggioranza delle popolazioni stesse.
Si può, con l'approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante "referendum" e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un'altra (1).
(1) Comma modificato dall'articolo 9 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione (1).
(1) Alinea modificato dall'articolo 2 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1.
La Corte elegge tra i snoi componenti, secondo le norme stabilite dalla legge, il Presidente, che rimane in carica per un triennio, ed è rieleggibile, fermi in ogni caso i termini di scadenza dall'ufficio di giudice.
Nei giudizi d'accusa contro il Presidente della Repubblica intervengono, oltre i giudici ordinari della Corte, sedici membri tratti a sorte da un elenco di cittadini aventi i requisiti per l'eleggibilità a senatore, che il Parlamento compila ogni nove anni mediante elezione con le stesse modalità stabilite per la nomina dei giudici ordinari (2).
(1) Articolo sostituito dall'articolo 1 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2.
(2) Comma modificato dall'articolo 2 della legge costituzionale 16 gennaio 1989, n. 1.
Le leggi stesse sono sottoposte a "referendum" popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a "referendum" non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
Non si fa luogo a "referendum" se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.
(1) Comma abrogato dall'articolo 7 della legge costituzionale 22 novembre 1967, n. 2.
Leggi della Repubblica regolano per ogni ramo della pubblica amministrazione il passaggio delle funzioni statali attribuite alle Regioni.
Fino a quando non sia provveduto al riordinamento e alla distribuzione delle funzioni amministrative fra gli enti locali restano alle Provincie ed ai Comuni le funzioni che esercitano attualmente e le altre di cui le Regioni deleghino loro l'esercizio.
Fino a cinque anni (1) dall'entrata in vigore della Costituzione si possono, con leggi costituzionali, formare altre Regioni, a modificazione dell'elenco di cui all'articolo 131, anche senza il concorso delle condizioni richieste dal primo comma dell'articolo 132, fermo rimanendo tuttavia l'obbligo di sentire le popolazioni interessate.
(1) A norma dell'articolo 1 della legge costituzionale 18 marzo 1958, n. 1 il presente termine risulta scaduto il 31 dicembre 1963.
É vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
I membri e i discendenti di Casa Savoia non sono elettori e non possono ricoprire uffici pubblici nè cariche elettive (1).
Agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l'ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale (1).
(1) Ai sensi dell'articolo 1 della legge costituzionale 23 ottobre 2002, n. 1 i commi primo e secondo della XIII disposizione esauriscono i loro effetti a decorrere dalla data di entrata in vigore della medesima legge costituzionale n. 1/2002.
Il testo della Costituzione è depositato nella sala comunale di ciascun Comune della Repubblica per rimanervi esposto, tutto l'anno 1948, affinchè ogni cittadino possa prenderne cognizione.
Il Presedente dell'Assemblea Costituente
Visto: il Guardiasigilli GRASSI

References: sentenza 

Art. 56

Art. 57
 sentenza 

Art. 116

Art. 129