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Timestamp: 2020-08-15 11:41:18+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25581 del 13/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25581 del 13/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 13/12/2016, (ud. 26/10/2016, dep.13/12/2016), n. 25581
sul ricorso 356/2015 proposto da:
R.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA A. BERTOLONI
55, presso lo studio dell’avvocato FILIPPO MARIA CORBO’, che lo
avverso la sentenza n. 3144/29/2014 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di ROMA, emessa il 26/04/2014 e depositata il 14/05/2014;
26/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. ROBERTO GIOVANNI CONTI.
R.F., esercente l’attività di commercialista, ha proposto ricorso per cassazione affidato a tre motivi contro la sentenza resa dalla CTR del Lazio meglio indicata in epigrafe che, per quel che qui ancora interessa, ha rigettato l’appello incidentale proposto dal contribuente avverso la decisione di primo grado che aveva rigettato il ricorso contro il silenzio rifiuto serbato rispetto all’istanza di rimborso relativa a IRAP per l’anno 2007, ritenendo sussistenti – a differenza che per l’anno d’imposta 2008 – i presupposti per l’applicazione del tributo in relazione a tale annualità ed inoltre escludendo di potere esaminare la documentazione prodotta in sede di appello.
Nessuna difesa ha depositato l’Agenzia delle eNtrate.
Il secondo motivo di ricorso, che va esaminato con priorità per ragioni di ordine logico, è fondato, essendo ferma questa Corte nel ritenere possibile depositare nel rito tributario nuovi documenti in appello – cfr., ex plurimis, Cass. n. 22776/2015.
La CTR ha disatteso tale principio, ritenendo di non potere esaminare i documenti prodotti in appello dalla parte ricorrente concernenti la tipologia dei costi sostenuti ai fini del riconoscimento o meno dei requisiti necessari per l’applicazione dell’IRAP.
Ed invero, la parte ricorrente prospetta l’esistenza di vizi della decisione che non trovano riferimento alcuno nella sentenza. Quanto alla debenza dell’IRAP per l’anno 2007, la CTR ha rigettato l’appello incidentale del contribuente ritenendo sussistenti i presupposti per confermare l’autonoma organizzazione, desunta dai dati delle dichiarazioni presentate dal contribuente e, specificatamente, dai compensi corrisposti a terzi. In tali affermazioni non si riscontra alcuna violazione di legge, essendosi la CTR pienamente uniformata ai principi che questa Corte ha nel tempo fissati e più di recente confermati con la sentenza n. 9451/2016 delle Sezioni Unite civili.
Il terzo motivo di ricorso è inammissibile, non avendo la parte ricorrente dimostrato che la questione relativa alla tipologia dei compensi percepiti per lo svolgimento della carica di sindaco in varie società fosse stata ritualmente prospettata nel corso del giudizio di merito.
Sulla base delle superiori considerazioni, in accoglimento del secondo motivo di ricorso, inammissibili gli altri motivi, la sentenza impugnata va cassata con rinvio ad altra sezione della CTR del Lazio anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Accoglie il primo motivo di ricorso, inammissibili gli altri. Cassa la sentenza impugnata e rinvia ad altra sezione della CTR del Lazio anche per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Sesta Civile, il 26 ottobre 2016.

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