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Timestamp: 2015-11-29 08:40:33+00:00

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Impugnazione dei documenti prodotti in copia (M.Cuomo)
Impugnazione dei documenti prodotti in copia (M.Cuomo)	Domenica 27 Maggio 2012 00:00	Maria Cuomo	In tema di prova documentale, l’onere stabilito dall’art. 2719 c.c. di disconoscere espressamente la copia fotografica o fotostatica di una scrittura con riguardo sia alla conformità della copia al suo originale che alla sottoscrizione o al contenuto della scrittura stessa, implica che il disconoscimento sia fatto in modo formale e specifico e, successivamente alla produzione della copia in giudizio con la conseguenza che, qualora la relativa eccezione venga dedotta genericamente. senza riferimento circoscritto ad un determinato documento, la contestazione non preclude l’utilizzazione della copia come mezzo di prova (Giudice di Pace di Ottaviano - sentenza 02.03.2012).
Nella causa iscritta al n. 545/11 RGNR
assegnata a sentenza il 29/02/12
BBB Sss nato a <...> (NA) il <...> C.F. <...> residente <...>(NA) alla via Sss, elettivamente domiciliato alla via Rrr, 161 presso lo studio dell’Avv. Eee SSS, C.F. <...> che lo rappresenta e difende giusta procura a margine della citazione - parte attrice –
S.p.a. Assicurazioni con sede legale in <...> alla Via <...> n. <...>, in persona del suo procuratore ad negotia, dr.ssa <...>, giusta procura speciale n. <...> del 8/6/09, per <...>, rappresentata e difesa, in virtù di procura alle liti dall’Avv. Aaa SSS, CF <...>, che la rappresenta e difende giusta mandato a margine della comparsa ( il procuratore, ai sensi delle leggi vigenti, ha dichiarato di volere ricevere tutte le comunicazioni di cui alla presente procedura al numero di fax. 081<...> o all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
) – convenuta –
La domanda proposta dalla parte attrice con l’atto introduttivo del giudizio volta ad ottenere il riconoscimento dei presupposti per l’applicazione dell’indennizzo diretto e quindi, la condanna della SPA ASSICURAZIONI quale società assicuratrice che garantiva per la RCA, il veicolo AUDI tg. XX X0X XX di proprietà del BBB al pagamento in SUO favore, per i danni riportati dalla vettura a seguito della collisione con il veicolo tg. YY 0Y0 YY regolarmente assicurato è fondata e va accolta per quanto di ragione.
Preso atto della documentazione prodotta ed alla luce delle difese esplicitate dalle parti, va rilevata la perfetta integrazione del contraddittorio tra i soggetti TITOLARI DEL DIRITTO AD AGIRE E A RESISTERE (CFR copia del certificato di proprietà vettura danneggiata; copia DEL CERTIFICATO DI ASSICURAZIONE E MANCATO DISCONOSCIMENTO della copertura assicurativa).
Tenuto conto di quanto innanzi, ritiene questo magistrato che correttamente il giudizio è stato proposto solo nei confronti della società assicuratrice non essendo prevista, alla luce della nuova normativa, una ipotesi di litisconsorzio necessario con il responsabile civile.
Preso atto, poi, della copia della lettera di costituzione in mora allegata alla produzione di parte attrice , diversamente da quanto sostenuto dal procuratore della SPA assicurazione, va ritenuta la conformità al dettato legislativo perché completa di ogni dettaglio ( alla stessa risulta allegato anche il modello ex art. 143 del dlgvo 209705); della domanda, quindi, contrariamente a quanto sostenuto dal procuratore della spa ASSICURAZIONE va ritenuta la proponibilità .
Vista la trasmissione della costituzione in mora anche alla SPA INA ASSITALIA che garantiva il veicolo antagonista, ed il rispetto dei termini indicati dall’art. 145 del dlgvo 209/05, della domanda va ritenuta la procedibilità.
Deve in effetti precisarsi, per quanto al danno a cose, che l’omesso consenso alla ispezione del veicolo non è sanzionata, diversamente da quanto previsto per le lesioni , dalla sospensione dei termini di cui all’art. 145 del dlgvo sopra richiamato, comportando per la società destinataria della richiesta di risarcimento, solo l’esonero dal dover formulare tempestivamente l’offerta transattiva nel rispetto del dettato di cui all’art. 148 del dlgvo 209/05 .
Le dichiarazioni rese dal teste BBB LUIGI, anche se figlio della parte attrice, sono idonee, a parere di questo Giudicante a sostenere la pretesa attorea.
Il teste, sotto il vincolo del prestato giuramento ha confermato che : “… era il mese di dicembre del 2009 alle ore 21 circa in san Giuseppe vesuviano alla Via Astalonga , fuori al bar <...> allorquando …. Ho visto una Ford Fiesta di colore scuro che urtava violentemente l’Audi Q5 di mio padre ferma in sosta sul margine sinistro della carreggiata direzione Terzigno. Ho visto che la Ford Fiesta facendo una manovra di retromarcia con il suo lato posteriore destro urtava violentemente l’Audi Q5 al lato posteriore destro. … Rilevai il numero di targa e la compagnia assicurativa della Ford fiesta che era l’<...> ass.ni in copertura regolare … L’urto avvenne con il paraurti posteriore della Ford Fiesta ed il paraurti posteriore della Audi Q5… I danni della Q5 interessarono il paraurti posteriore il fanalino posteriore destro gruppo ottico. La macchina investitrice stava facendo una manovra di parcheggio “
Tenuto conto di quanto sopra, in mancanza, come detto, di prove contrarie, tenuto conto dei danni così come riprodotti nei rilievi fotografici deve ritenersi provato il nesso causale tra l’evento ed i danni e deve ritenersi pienamente superata in favore della parte attrice la presunzione di corresponsabilità nella determinazione del sinistro, così come invece prevista dall’art. 2054 c.c. 2° comma anche alla luce dei criteri di determinazione della responsabilità comunque contenuti nell’allegato “A” del Nuovo codice delle assicurazioni , considerato che il veicolo di parte attrice era in sosta e quello di parte convenuta eseguiva una manovra di retromarcia in fase di parcheggio .
Appare, infatti, certamente violata da parte del conducente del veicolo FORD antagonista, la disposizione di cui all’art. 140 CdS che costituisce il principio informatore della circolazione, il quale dispone che: “Gli utenti della strada devono comportarsi n modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale”; Risulta altresì che il conducente del veicolo di parte convenuta abbia violato le disposizioni di cui all’art. . 141 dello stesso codice il quale dispone che: “ E’ obbligo del conducente regolare la velocità del veicolo in modo che avuto riguardo alle caratteristiche e alle condizioni della strada e del traffico e ad ogni altra circostanza di qualsiasi natura, sia evitato ogni pericolo per la sicurezza delle persone e delle cose ed ogni altra causa di disordine per la circolazione. Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza , specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”; appare , infine, violata la disposizione dell’art. 154 del codice della strada che impone ai conducenti dei veicoli che intendano eseguire, tra le altre manovre, anche una manovra di retromarcia, di assicurarsi di poterla compiere in condizioni di sicurezza.
Per quanto sopra, deve ritenersi sussistente in capo alla Sp.A. ASSICURAZIONE, l’obbligo del risarcimento in favore del proprio assicurato .
Per quel che concerne il quantum , tenuto conto della documentazione esibita (la relazione di parte 1.904,68 escluso IVA e le fotografie), tenuto conto dell’anno di immatricolazione del veicolo danneggiato (2009); Considerato che, il preventivo e la relazione di parte non hanno piena valenza probatoria, come ritenuto dal Tribunale di Salerno nella sentenza del 02/01/2008 n. 3 , con la quale questo magistrato concorda nella quale si legge: “In tema di risarcimento dei danni subiti da un veicolo in seguito a sinistro stradale, il preventivo di riparazione non seguito da una fattura, in difetto di ulteriori elementi di prova di cui costituisca riscontro, è un documento che non può rivestire alcuna valenza probatoria, in quanto trattasi pur sempre di un atto di parte formatosi senza contraddittorio e non confermato dal compilatore. Quanto affermato vale a maggior ragione nell'ipotesi in cui non venga fornita la prova che i prezzi indicati siano conformi a quelli di listino e non venga indicato il costo unitario della manodopera e le ore necessarie per il ripristino del veicolo, venendo meno così la possibilità di ogni verifica sulla congruità”; Tenuto conto della pronuncia della Corte di Cassazione Sezione 3 civile del 18.04.2005, n. 8004 nella quale si legge che “Qualora sia provata, o non contestata, l'esistenza del danno, il giudice può far ricorso alla valutazione equitativa non solo quando è impossibile stimare con precisione l'entità' dello stesso, ma anche quando, in relazione alla peculiarità del caso concreto, la precisa determinazione di esso sia difficoltosa. Nell'operare la valutazione equitativa egli non è, poi, tenuto a fornire una dimostrazione minuziosa e particolareggiata della corrispondenza tra ciascuno degli elementi esaminati e l'ammontare del danno liquidato, essendo sufficiente che il suo accertamento sia scaturito da un esame della situazione processuale globalmente considerata”. (Nella specie, la S.C. ha ritenuto congruamente motivata la sentenza di merito che aveva ritenuto sufficiente, ai fini della prova sull'ammontare del danno subito dal proprietario di un veicolo coinvolto in un sinistro stradale, la produzione del solo preventivo descrivente le riparazioni necessarie , in ragione dell'esiguità dei danni stessi e per non gravare le parti di ulteriori spese peritali); Considerato, ancora, che il Giudice deve decidere solo “iuxta alligata et probata” , per cui deve tener conto della descrizione dei danni operata dal teste; Tenuto conto dei prezzi notoriamente correnti sul mercato per la riparazione di veicoli similari e, considerata la marca della vettura danneggiata; ritenendo di poter condividere l’indicazione dei particolari danneggiati ma non il costo dei pezzi indicati come da sostituire e le ore di manodopera, siccome eccessivi e non giustificati; al fine di non gravare le parti di un ulteriore costo delle spese di CTU, questo Giudice, ritiene giusto procedere ad una valutazione equitativa ex art. 1226 c.c. e, di quantificare l’ammontare del danno in euro 1.400,00 all’attualità.
Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da BBB Sss contro la s.p.a ASSICURAZIONE ASS.NI così provvede:
-	Accoglie parzialmente la domanda; ritenuta la sussistenza dei requisiti di cui all’art. 149 del dlgvo 209/05, condanna la S.p.A ASSICURAZIONE in persona del legale rapp.te, quale società che garantiva il veicolo della parte attrice, al pagamento di euro 1.400,00 all’attualità, oltre interessi da calcolarsi come in motivazione, in favore di BBB Sss .
-	Condanna la società assicuratrice convenuta , al pagamento delle spese del giudizio che, per quanto detto sopra , liquida in complessivi € 1.360,00, di cui € 110,00 per spese; € 630,00 per diritti ed € 620,00 per onorari, oltre IVA e CPA nonchè rimborso forfettario ex art. 15 L.P. che vanno attribuite all’avv. SSS ex art. 93 c.p.c. ;
-	Così deciso in Ottaviano il 2/3/012 .

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 143
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1226
 art. 15
 art. 93