Source: http://provpn.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/formazione-lavoro/servizi-datori-lavoro/FOGLIA6/
Timestamp: 2020-04-04 22:12:50+00:00

Document:
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Lavoratori extracomunitari
Le procedure, il rilascio dei nulla osta e gli sportelli per l’immigrazione.
Nella Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia le funzioni dello Sportello per l’Immigrazione sono svolte da tre Enti:
•la Questura che rilascia i permessi di soggiorno ai cittadini extracomunitari;
•la Prefettura che rilascia i nulla osta al ricongiungimento familiare in favore di familiari di cittadini extracomunitari già regolarmente soggiornanti sul territorio italiano;
•la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia che rilascia il nulla osta al lavoro subordinato in favore di cittadini extracomunitari e rilascia il parere su alcune tipologie di conversione di permessi di soggiorno.
Assunzione di un lavoratore extracomunitario già regolarmente soggiornante in Italia
Assunzione di un lavoratore extracomunitario che è all'estero
Assunzione di un lavoratore extracomunitario che è all'estero - Professioni con competenze specifiche
Distacco in Italia di un cittadino extracomunitario per motivi di lavoro
Ulteriori casi particolari di ingresso di cittadini extracomunitari
Lavoratori provenienti da Paesi appartenenti all'Unione Europea
L'ufficio regionale "Funzioni specialistiche in materia di lavoro, stranieri e conflitti" rilascia il nulla osta al lavoro per i cittadini extracomunitari che intendono lavorare in Italia (anche in posizione di distacco dall'estero) ed effettua le conversioni di permessi di soggiorno già rilasciati per studio/tirocinio/formazione, per lavoro stagionale o permessi di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo rilasciati da altri Stati membri UE, in permessi di soggiorno per motivi di lavoro subordinato o autonomo.
Possono quindi rivolgersi allo sportello regionale i datori di lavoro interessati all’assunzione di cittadini extracomunitari:
• residenti all’estero;
• già regolarmente soggiornanti in Italia per motivi di studio/tirocinio/formazione;
• già regolarmente soggiornanti in Italia per motivi di lavoro stagionale;
• già regolarmente soggiornanti in Italia perchè in possesso di un permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo rilasciato da un altro Stato membro UE;
• già regolarmente soggiornanti in Italia perchè titolari di un permesso di soggiorno per ricerca scientifica o di Carta Blu UE o titolari di alcune tipologie di permesso di soggiorno previste dalla normativa.
Prima di poter assumere un cittadino extracomunitario già regolarmente soggiornante in Italia è necessario verificare che la tipologia del permesso di soggiorno in suo possesso gli consenta di poter svolgere attività lavorativa.
Oltre a ciò si evidenzia che non tutti i permessi di soggiorno che abilitano al lavoro consentono di svolgere qualsiasi attività lavorativa, bensì, come ad esempio nel caso del permesso di soggiorno rilasciato per "motivi di lavoro stagionale" o per "casi particolari", la tipologia del permesso può restringere fortemente i campi e le possibilità di impiego del lavoratore.
A tale scopo si invitano i datori di lavoro interessati all'assunzione a verificare la tipologia del permesso di soggiorno in possesso del cittadino extracomunitario e, nel caso di dubbi, si invitano gli stessi a contattare gli uffici dello Sportello per l'Immigrazione.
Nel caso in cui il datore di lavoro sia interessato ad assumere, con un contratto di lavoro subordinato che prevede un orario di lavoro settimanale superiore alle 20 ore, un cittadino extracomunitario che:
risieda regolarmente in Italia per motivi di studio, tirocinio o formazione;
risieda regolarmente in Italia per motivi di lavoro stagionale (e desideri assumerlo per un periodo superiore a 9 mesi e/o impiegarlo in settore diverso da quello stagionale);
potrà farlo invitando il lavoratore interessato a chiedere la conversione del suo permesso di soggiorno in permesso per “motivi di lavoro”.
Verifica i titoli di soggiorno che consentono l’esercizio di attività lavorativa in Italia
Lavoratore già presente in Italia per studio/tirocinio/formazione
Lavoratore già presente in Italia per motivi di lavoro stagionale
L'ingresso nel territorio italiano di un lavoratore ancora all'estero è possibile solo nell'ambito e con i limiti del sistema delle "quote" definite annualmente tramite i "decreti flussi" adottati dal Governo.
I decreti flussi stabiliscono il numero massimo complessivo di ingressi in Italia per lavoro subordinato, stagionale e non stagionale, formazione ed altri eventuali casi particolari.
Lavoratori subordinati - decreto flussi “quote” - art. 22 D.Lgs.286/98
Lavoratori stagionali - decreto flussi “quote”- art. 24 D.Lgs.286/98
Lavoratori subordinati in possesso di permesso CE per soggiornanti di lungo periodo - art. 9-bis D.Lgs. 286/98
Lavoratori formati all'estero - decreto flussi “quote” - art. 23 D.Lgs. 286/98
Al di fuori delle quote stabilite annualmente con il decreto flussi, è possibile l'ingresso e l'assunzione in Italia di alcune categorie di lavoratori stranieri per svolgere professioni che richiedono elevate qualifiche, titoli di studio universitari e/o l’ iscrizione ad Albi o Registri.
Ricercatori - art. 27 TER D.Lgs. 286/98
Professori universitari - art. 27 c.1 lett. C) D.Lgs. 286/98
Traduttori-interpreti - art. 27 c.1 lett. E) D.Lgs. 286/98
Docenti di università o scuole straniere presenti in Italia - L. 103-2002
Infermieri professionali - art. 27 c.1 lett. R-bis) D.Lgs. 286/98
Carta blu – Altamente qualificati - art. 27 QUATER D.Lgs. 286/98
Al di fuori delle quote definite con i decreti flussi, è possibile distaccare temporaneamente in Italia alcune categorie di lavoratori stranieri per svolgere professioni che richiedono particolari qualifiche o per formazione.
Dirigenti o lavoratori altamente specializzati in distacco - art. 27 c.1 lett. A) D.Lgs. 286/98
Lavoratori in distacco per appalti con ditte estere - art. 27 c.1 lett. I) D.Lgs. 286/98
Trasferimenti intra-societari di lavoratori - art. 27 QUINQUIES D.Lgs. 286/98
Sempre al di fuori delle quote definite con i decreto flussi, è possibile l'ingresso in Italia e, in alcuni casi anche l'assunzione, per alcune particolari categorie di lavoratori stranieri.
Lavoratori domestici al seguito di cittadini italiani all’estero che rientrano in Italia - art. 27 c.1 lett. E) D.Lgs. 286/98
Ingresso e soggiorno per tirocini formativi e di orientamento art. 27 c.1 lett. F D.Lgs. 286/98
I cittadini dell'Unione europea hanno diritto di libera circolazione e soggiorno nel territorio degli Stati membri e nei loro confronti non si applicano le disposizioni del Testo unico sull'immigrazione, bensì le norme contenute nel Decreto Legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 (Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri).
In base al decreto, tutti i cittadini comunitari possono entrare e soggiornare in Italia fino a tre mesi senza alcuna formalità, senza alcun visto di ingresso, ma solamente disponendo di un documento di identificazione valido all'ingresso nel territorio dello Stato.
Oltre i tre mesi dall'ingresso non c'è più l’obbligo di richiedere la carta di soggiorno ma è necessario iscriversi all'anagrafe del comune di residenza.
In base ai principi di libera circolazione e quindi di equiparazione ai lavoratori italiani, stabiliti con il sopra citato decreto, le procedure per l'assunzione di un lavoratore comunitario sono le stesse previste per i lavoratori italiani.
Gli Stati membri dell’Unione Europea cui si applicano le presenti disposizioni sono:
Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.
Sono equiparati ai cittadini dell’Unione Europea i cittadini Svizzeri e i cittadini degli stati appartenenti allo Spazio Economico Europeo – SEE (Norvegia, Islanda, Liechtenstein).
Vai al portale dell'Unione europea
D.Lgs 25 luglio 1998 n. 286 - Testo unico delle disposizioni sulla disciplina dell'immigrazione D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 - Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni sulla disciplina dell'immigrazione D.Lgs. 30 luglio 2012 n. 153 - Norme di attuazione dello statuto speciale della regione autonoma Friuli-Venezia Giulia recanti forme di raccordo tra lo sportello unico per l'immigrazione e gli uffici regionali

References: art. 22
 art. 24
 art. 9
 art. 23
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 27
 art. 27