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Timestamp: 2020-01-28 17:02:05+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 15672 del 23/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15672 del 23/06/2017
Cassazione civile, sez. trib., 23/06/2017, (ud. 15/03/2017, dep.23/06/2017), n. 15672
sul ricorso 25830-2010 proposto da:
avverso la sentenza n. 65/2009 della COMM.TRIB.REG. del Molise,
udita 1a relazione della causa svolta nella camera di consiglio del
L’Agenzia delle Entrate notificava a C.M. un avviso di accertamento per l’anno di imposta 1995 con il quale determinava una maggiore imposta patrimoniale di Lire 6.616.000, oltre interessi e sanzioni. L’accertamento era conseguenza della rettifica del redditi) di impresa operato nei confronti della società e dello stesso socio C.M., con recupero di costi ritenuti inesistenti per Lire 882.140.000 attribuiti al patrimonio dell’impresa.
Contro l’avviso di accertamento C.M. proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Isernia che lo accoglieva con sentenza n. 277 del 2004.
L’Agenzia delle Entrate proponeva appello alla Commissione tributaria regionale che lo rigettava con sentenza del 21.9.2009, richiamando la motivazione contenuta nella sentenza (acquisita agli atti) con la quale altra sezione della medesima Commissione tributaria regionale the aveva annullato gli avvisi di accertamento di maggior reddito emessi nei confronti della società, costituenti il presupposto dell’avviso di accertamento relativo all’imposta patrimoniale.
Contro la sentenza di appello l’Agenzia delle Entrate propone ricorso, con unico motivo, per violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, in relazione all’art. 360c.p.c., comma 1, n. 4, poichè la sentenza impugnata si è limitata a richiamare apoditticamente la sentenza resa nel giudizio promosso dalla società, violando i principi in materia di motivazione per relationem.
Il ricorso è infondato. La nullità della sentenza per non conformità al paradigma legale della decisione motivata, descritto dall’art. 132 cod. proc. civ. e D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 36 è configurabile soltanto nell’ipotesi di inintelligibilità delle ragioni poste a fondamento della decisione (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 920 del 20/01/2015, Rv. 634142 – 01). Con specifico riguardo alla motivazione “per relationem” questa Corte ha precisato che la motivazione di una decisione mediante rinvio alle argomentazioni svolte in altra sentenza è legittima allorchè la motivazione “per relationem” non si limiti ad una mera indicazione della fonte di riferimento” occorrendo invece che siano riprodotti i contenuti mutuati e che questi diventino oggetto di autonoma valutazione. (Sez. U, Sentenza n. 14814 del 04/06/2008, Rv. 603305 – 01).
La sentenza impugnata non si è limitata alla mera citazione della decisione che aveva risolto la questione pregiudiziale, ma, dopo avere affermato la propria condivisione di quella decisione, ne ha riportato le specifiche argomentazioni alle quali aderiva, facendole oggetto di autonoma valutazione.
Nulla sulle spese in assenza di attività difensiva dell’intimato.

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 art. 36
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