Source: https://reninoandpartners.blogspot.com/2017/
Timestamp: 2019-05-26 12:17:52+00:00

Document:
Renino & Partners Avvocati: 2017
In attesa dell'Ufficiale Giudiziario e soprattutto, in attesa di una decisione del Tribunale di Aversa. continua "la guerra delle pizze" , innescata da un signore australiano che vuole imporre ad un imprenditore napoletano la vendita di pizze solo grandi e non d'asporto.
Pubblicato da Ciro Renino a 01:04
Per la determinazione della sede dell'azienda di una società, ai fini dell'individuazione del Tribunale competente, si presume la stessa coincidere con la sede legale. La Cassazione , nell'ordinanza 28809 del 2017 , ha così accolto la tesi avanzata da Renino & Partners Avvocati, respingendo invece la tesi del datore di lavoro che deduceva l'irrilevanza della sede legale, a favore del luogo in cui effettivamente erano presenti i beni aziendali.
Pubblicato da Ciro Renino a 01:18
Etichette: Diritto del Lavoro, Diritto processuale del lavoro; contestazione della competenza per territorio, Procedura Civile
Reati razziali : Renino & Partners Avvocati rinuncia agli onorari
Lo studio Renino & Partners Avvocati assicura assistenza e consulenza legale gratuita a chiunque si vittima o comunque segnali condotte razziste secondo la previsione della legge Mancino.
Ricordiamo sul punto quanto prevede la norma in questione.
Decreto legge 26 aprile 1993 n. 122 - convertito con modificazioni in legge 25 giugno 1993, n. 205
Art. 1 ("Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi") : "Salvo che il fatto costituisca più grave reato, [...] è punito:
B) obbligo di rientrare nella propria abitazione o in altro luogo di privata dimora entro un’ora determinata e di non uscirne prima di altra ora prefissata, per un periodo non superiore ad un anno; C) sospensione della patente di guida, del passaporto e di documenti di identificazione validi per l’espatrio per un periodo non superiore ad un anno, nonché divieto di detenzione di armi proprie di ogni genere; D) divieto di partecipare, in qualsiasi forma, ad attività di propaganda elettorale per le elezioni politiche o amministrative successive alla condanna, e comunque per un periodo non inferiore a tre anni.
1. Il secondo comma dell’articolo 4 della legge 20 giugno 1952, n. 645, è sostituito dal seguente: Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni. Articolo 5 (Perquisizioni e sequestri)
1. Quando si procede per un reato aggravato ai sensi dell’articolo 3 o per uno dei reati previsti dall’articolo 3, commi 1, lettera b), e 3, della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e dalla legge 9 ottobre 1967, n. 962, l’autorità giudiziaria dispone la perquisizione dell’immobile rispetto al quale sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che l’autore se ne sia avvalso come luogo di riunione, di deposito o di rifugio o per altre attività comunque connesse al reato. Gli ufficiali di polizia giudiziaria, quando ricorrano motivi di particolare necessità ed urgenza che non consentano di richiedere l’autorizzazione telefonica del magistrato competente possono altresì procedere a perquisizioni dandone notizia, senza ritardo e comunque entro quarantotto ore, al procuratore della Repubblica, il quale, se ne ricorrono i presupposti, le convalida entro le successive quarantotto ore. 2. È sempre disposto il sequestro dell’immobile di cui al comma 1 quando in esso siano rinvenuti armi, munizioni, esplosivi od ordigni esplosivi o incendiari ovvero taluni degli oggetti indicati nell’articolo 4 della legge 18 aprile 1975, n. 110. È sempre disposto, altresì, il sequestro degli oggetti e degli altri materiali sopra indicati nonché degli emblemi o materiali di propaganda propri o usuali di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui alle leggi 9 ottobre 1967, n. 962, e 13 ottobre 1975, n. 654, rinvenuti nell’immobile. Si osservano le disposizioni di cui agli articoli 324 e 355 del codice di procedura penale. Qualora l’immobile sia in proprietà, in godimento o in uso esclusivo a persona estranea al reato, il sequestro non può protrarsi per oltre trenta giorni.
3. Con la sentenza di condanna o con la sentenza di cui all’articolo 444 del codice di procedura penale, il giudice, nei casi di particolare gravità, dispone la confisca dell’immobile di cui al comma 2 del presente articolo, salvo che lo stesso appartenga a persona estranea al reato. è sempre disposta la confisca degli oggetti e degli altri materiali indicati nel medesimo comma 2. Articolo 6 (Disposizioni processuali) 1. Per i reati aggravati dalla circostanza di cui all’art. 3, comma 1, si procede in ogni caso d’ufficio. 2. Nei casi di flagranza, gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria hanno facoltà di procedere all’arresto per uno dei reati previsti dai commi quarto e quinto dell’articolo 4 della legge 18 aprile 1975, n. 110, nonché quando ricorre la circostanza di cui 3 all’articolo 3, comma 1, del presente decreto, per uno dei reati previsti dai commi primo e secondo del medesimo articolo 4 della legge n. 110 del 1975. 2-bis. All’articolo 380, comma 2, lettera l), del codice di procedura penale, sono aggiunte, in fine, le parole: delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 13 ottobre 1975, n. 654. 3. Per i reati aggravati dalla circostanza di cui all’articolo 3, comma 1, che non appartengono alla competenza della corte di assise è competente il tribunale. 4. Il tribunale è altresì competente per i delitti previsti dall’articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654. 5. Per i reati indicati all’articolo 5, comma 1, il pubblico ministero procede al giudizio direttissimo anche fuori dei casi previsti dall’articolo 449 del codice di procedura penale, salvo che siano necessarie speciali indagini. Articolo 7 (Sospensione cautelativa e scioglimento) 1. Quando si procede per un reato aggravato ai sensi dell’articolo 3 o per uno dei reati previsti dall’articolo 3, commi 1, lettera b), e 3, della legge 13 ottobre 1975, n. 654, o per uno dei reati previsti dalla legge 9 ottobre 1967, n. 762, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi favorisca la commissione dei medesimi reati, può essere disposta cautelativamente, ai sensi dell’articolo 3 della legge 25 gennaio 1982, n. 17, la sospensione di ogni attività associativa. La richiesta è presentata al giudice competente per il giudizio in ordine ai predetti reati. Avverso il provvedimento è ammesso ricorso ai sensi del quinto comma del medesimo articolo 3 della legge n. 17 del 1982. 2. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengono meno i presupposti indicati al medesimo comma. 3. Quando con sentenza irrevocabile sia accertato che l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi abbia favorito la commissione di taluno dei reati indicati nell’articolo 5, comma 1, il Ministro dell’interno, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, ordina con decreto lo scioglimento dell’organizzazione, associazione, movimento o gruppo e dispone la confisca dei beni. Il provvedimento è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Articolo 8 (Disposizioni finali) 1. Il settimo comma dell’articolo 4 della legge 18 aprile 1975, n. 110, è abrogato. 2. Le disposizioni dei commi da 1 a 5 dell’articolo 6 si applicano solo per i fatti commessi successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Pubblicato da Ciro Renino a 06:59
RIVOLUZIONE NEL PROCESSO CIVILE - IL GIUDICE DI PACE AUMENTA LE SUE COMPETENZE
Sotto gli ombrelloni di ferragosto scatta
l'ennesima riforma del processo civile
Il 15 agosto prossimo infatti entrerà in vigore
il DECRETO LEGISLATIVO 13 luglio 2017, n. 116 che tra
l'altro aumenterà in maniera notevolissima le competenze
dei giudici di pace . L' articolo 27 di tale
provvedimento prevede questi importanti ampliamenti .
SPOSTATO IL LIMITE DI COMPETENZA AD EURO 30.000 .
Per le cause civili il Giudice di Pace sarà competente per vertenze di valore
fino a 30.000 euro. Si tratta di uno spostamento di competenza
notevolissimo, considerato che oggi i Giudici di pace possono decidere
controversie di valore non superiore ad euro 5.000.
Molte vertenze di natura commerciale , addirittura anche questioni
relative a compravendite di piccoli immobili od anche a
responsabilità professionale medico-sanitaria, finirà per essere decisa dai
INFORTUNISTICA. AL GIUDICE DI PACE CAUSE
DI VALORE FINO A 30.000 EURO
Nell'infortunistica stradale ( ma ancha nautica) e quindi nella materia
tradizionalmente più trattata da questi Magistrati onorari, il limite
di competenza sale pure alla stessa cifra : 30.000 euro .
1) CAUSE CONDOMINIALI
Rientrano nell'ambito della competenza del Giudice di Pace le cause
relative al "condominio  negli  edifici" .
2) CAUSE RELATIVE ALLE DISTANZE
Vanno poi al Giudice di Pace le cause relative alle distanze nelle costruzioni, piantagioni e scavi, e dei muri, fossi e siepi interposti tra i fondi, ad eccezione di quelle relative alle distanze nelle costruzioni;
Ancora in tema di proprietà , scatta la medesima competenza per le cause che riguardano le luci e le vedute ; di stillicidio e di  acque (ad esempio vertenze in tema di  Diritto sulle acque esistenti nel fondo, Apertura di nuove sorgenti e altre opere, scolo delle acque, consorzi per regolare il deflusso delle acque, riparazioni di sponde e argini, rimozione degli ingombri, consorzi volontari , scioglimento del consorzio , ecc )
3)Occupazione e di invenzione
4)Specificazione,  unione  e commistione
5)Enfiteusi
6)Esercizio  delle  servitu' prediali;
7)Impugnazione  del  regolamento  della
comunione e  delle  deliberazioni
dell'assemblea dei comunisti ;
8)Diritti  ed  obblighi  del possessore
nella restituzione della cosa;
CON IL LIMITE DI VALORE DI EURO 30.000
1) per le cause in materia di usucapione dei beni  immobili  e  dei
2) per le cause in materia di riordinamento della proprieta' rurale
Andranno al Giudice di Pace le cause  per  l'espropriazione  forzata
di cose mobili . Rimangono ( per fortuna ! ) al Tribunale le cause per
l'espropriazione forzata di  cose  immobili  e  di  crediti  .
Inoltre il Giudice di pace giudicherà secondo equità nelle cause il cui
valore non è superiore ad euro 2500.
Di seguito l'intero articolo articolo 27 del DECRETO LEGISLATIVO 13 luglio 2017, n. 116
a) al libro primo sono apposa,  di  cui  al  libro  terzo,
«Il giudice di pace e' altresi' competente, purche' il valore della
controversia, da determinarsi  a  norma  dell'articolo  15,  non  sia
di cui al libro terzo, titolo II, Capo  II,  sezione  II  del  codice
Quando una causa di competenza del giudice  di  pace  a  norma  dei
commi terzo, numeri da 3-ter) a 3-undecies), e  quarto  e'  proposta,
contro  la  stessa  parte,  congiuntamente  ad  un'altra   causa   di
competenza del tribunale, le relative domande, anche  in  assenza  di
altre ragioni di connessione,  sono  proposte  innanzi  al  tribunale
affinche' siano decise nello stesso processo.»;
2) dopo l'articolo 15 e' inserito il seguente:
«Art. 15-bis (Esecuzione forzata). - Per  l'espropriazione  forzata
di cose mobili e' competente il giudice di pace.
Per l'espropriazione forzata di  cose  immobili  e  di  crediti  e'
Se cose mobili sono soggette all'espropriazione forzata insieme con
l'immobile nel quale si trovano, per l'espropriazione  e'  competente
Per la consegna e il rilascio  di  cose  nonche'  per  l'esecuzione
forzata degli obblighi di  fare  e  di  non  fare  e'  competente  il
3) all'articolo 113, secondo  comma,  la  parola:  «millecento»  e'
b)  al  libro  terzo,  titolo  II,   sono   apportate   le   seguenti
1) all'articolo 513, terzo comma, le  parole:  «Il  presidente  del
tribunale o  un  giudice  da  lui  delegato»  sono  sostituite  dalle
2)  all'articolo  518,  sesto  comma,  la  parola:  «tribunale»  e'
3) all'articolo  519,  primo  comma,  le  parole:  «presidente  del
tribunale o da un giudice da  lui  delegato»  sono  sostituite  dalle
4)  all'articolo  520,  primo  comma,  la  parola:  «tribunale»  e'
5) all'articolo 521-bis, quinto comma, la  parola:  «tribunale»  e'
6) all'articolo 543, la parola: «tribunale»,  ovunque  ricorra,  e'
c)  al  libro  quarto,  titolo  IV,  sono   apportate   le   seguenti
1) all'articolo 763, primo comma, dopo  le  parole:  «dal  giudice»
2) all'articolo 764, primo comma, dopo le parole: «al giudice» sono
3) all'articolo 765, secondo  comma,  sono  apportate  le  seguenti
a) al primo periodo, la parola:  «tribunale»  e'  sostituita  dalle
4) all'articolo 769 la parola: «tribunale» e'  sostituita,  ovunque
1) all'articolo 485, primo comma, secondo periodo,  la  parola:
«tribunale» e' sostituita dalle seguenti: «giudice di pace»;
2) all'articolo 620 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al secondo comma, le parole: «tribunale  del  circondario»
b) al sesto comma, la parola: «tribunale» e' sostituita dalle
3) all'articolo 621,  primo  comma,  le  parole:  «tribunale  del
circondario» sono sostituite dalle seguenti:  «giudice  di  pace  del
4) all'articolo 736, secondo comma,  la  parola:  «tribunale»  e'
1) all'articolo 1211 la parola:  «tribunale»  e'  sostituita  dalle
2) all'articolo  1514,  primo  comma,  la  parola:  «tribunale»  e'
3) all'articolo 1515, terzo comma, le parole: «dal tribunale»  sono
4) all'articolo 1841, la parola: «tribunale» e' sostituita, ovunque
3. Alle  disposizioni  per  l'attuazione  del  codice  civile  sono
a) all'articolo 51-bis, le parole: «620,  secondo  e  sesto  comma,
621, primo comma,», nonche' le parole: «e 736, secondo  comma,»  sono
b) all'articolo 57, il primo comma e' sostituito dal seguente:  «Le
azioni previste dall'articolo 849 del codice sono di  competenza  del
tribunale, in quanto non siano di competenza del giudice  di  pace  a
norma  dell'articolo  7,  quarto  comma,  del  codice  di   procedura
c) all'articolo  57-bis,  le  parole:  «tribunale  in  composizione
«Art. 60-bis. - Le  domande  previste  dall'articolo  1105,  quarto
Art.  60-ter.  -  Sull'impugnazione   del   regolamento   e   delle
deliberazioni, di cui agli  articoli  1107  e  1109  del  codice,  e'
1) al primo comma, le parole: «il tribunale» sono sostituite  dalle
2)  il  secondo  comma  e'  sostituito  dal  seguente:  «Contro  il
provvedimento del giudice di pace puo'  essere  proposto  reclamo  in
tribunale  entro   dieci   giorni   dalla   notificazione   o   dalla
f) l'articolo 73-bis e' abrogato;
g)  all'articolo  77,  secondo  comma,  la  parola:  «pretore»   e'
1) al primo comma, le parole: «dal presidente del  tribunale»  sono
2) il secondo comma e' sostituito dal seguente: «Il giudice di pace
provvede con decreto, sentito il creditore. Contro  tale  decreto  e'
ammesso reclamo a norma dell'articolo 739  del  codice  di  procedura
4. All'articolo 17, comma 2, della legge 7 marzo 1996, n.  108,  le
parole: «presidente del tribunale» sono  sostituite  dalle  seguenti:
5. All'articolo 13, comma 2, del decreto legislativo  1°  settembre
2011, n. 150, le parole: «la corte di appello» sono sostituite  dalle
ortate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma, la  parola:  «cinquemila»  e'  sostituita  dalla
b) al secondo comma, la parola:  «ventimila»  e'  sostituita  dalla
1) il numero 1) e'  sostituito  dal  seguente:  «1)  per  le  cause
2) il numero 2) e' sostituito dal seguente: «2)  per  le  cause  in
materia  di  condominio  negli  edifici,  come  definite   ai   sensi
dell'articolo  71-quater  delle  disposizioni  per  l'attuazione  del
«3-ter) per le cause nelle materie di cui al  libro  terzo,  titolo
titolo II, Capo II, Sezione VII del codice  civile,  fatta  eccezione
per quella delle distanze di cui agli articoli 905,  906  e  907  del
3-quinquies) per le cause in materia di stillicidio e di  acque  di
cui al libro terzo, titolo II, Capo II, sezioni VIII e IX del  codice
3-septies) per le cause in  materia  di  specificazione,  unione  e
commistione di cui al libro terzo, titolo II, Capo  III,  sezione  II
3-octies) per le cause in materia di  enfiteusi  di  cui  al  libro
3-novies) per le cause  in  materia  di  esercizio  delle  servitu'
3-decies) per le cause di  impugnazione  del  regolamento  e  delle
3-undecies) per le cause in materia  di  diritti  ed  obblighi  del
possessore nella restituzione della c
- Si riporta il testo degli articoli 7, 113, 513,  518,
519, 520, 521-bis, 543, 763, 764, 765 e 769 del  Codice  di
procedura civile, come modificati dal presente decreto:
«Art. 7 (Competenza del giudice di pace). - Il  giudice
di pace e' competente per le cause relative a  beni  mobili
di valore non superiore a  trentamila  euro,  quando  dalla
legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice.
Il giudice di pace e' altresi' competente per le  cause
di risarcimento del danno prodotto  dalla  circolazione  di
veicoli e di natanti, purche' il valore della  controversia
non superi cinquantamila euro.
2) per le cause in materia di condominio negli edifici,
come  definite   ai   sensi   dell'art.   71-quater   delle
disposizioni per l'attuazione del codice civile;
3) per le cause relative a rapporti tra  proprietari  o
detentori  di  immobili  adibiti  a  civile  abitazione  in
materia di immissioni di  fumo  o  di  calore,  esalazioni,
rumori, scuotimenti e simili propagazioni che  superino  la
normale tollerabilita';
3-bis) per le cause relative agli interessi o accessori
da  ritardato  pagamento  di  prestazioni  previdenziali  o
3-ter) per le cause  nelle  materie  di  cui  al  libro
terzo, titolo II, Capo II, Sezione VI  del  codice  civile,
fatta   eccezione   per   quella   delle   distanze   nelle
3-quater) per le cause relative alle materie di cui  al
libro terzo, titolo II, Capo II,  Sezione  VII  del  codice
civile, fatta eccezione per quella delle  distanze  di  cui
agli articoli 905, 906 e 907 del medesimo codice;
3-quinquies) per le cause in materia di  stillicidio  e
di acque di cui al libro terzo, titolo II, Capo II, sezioni
VIII e IX del codice civile;
3-sexies) per le cause in materia di occupazione  e  di
invenzione di cui al libro  terzo,  titolo  II,  Capo  III,
sezione I del codice civile;
3-septies) per le cause in materia  di  specificazione,
unione e commistione di cui al libro terzo, titolo II, Capo
III, sezione II del codice civile;
3-octies) per le cause in materia di enfiteusi  di  cui
al libro terzo, titolo IV del codice civile;
3-novies) per le cause in materia  di  esercizio  delle
servitu' prediali;
3-decies) per le cause di impugnazione del  regolamento
e delle deliberazioni di cui agli articoli 1107 e 1109  del
3-undecies) per le  cause  in  materia  di  diritti  ed
obblighi del possessore nella restituzione della  cosa,  di
cui al libro terzo, titolo VIII, Capo  II,  Sezione  I  del
Il giudice di pace e' altresi' competente,  purche'  il
valore  della  controversia,  da   determinarsi   a   norma
dell'art. 15, non sia superiore a trentamila euro:
1) per le cause  in  materia  di  usucapione  dei  beni
immobili e dei diritti reali immobiliari;
2) per le  cause  in  materia  di  riordinamento  della
proprieta' rurale di cui al libro terzo,  titolo  II,  Capo
II, sezione II del codice civile;
Quando una causa di competenza del giudice  di  pace  a
norma dei commi terzo, numeri da 3-ter)  a  3-undecies),  e
quarto e' proposta, contro la stessa parte,  congiuntamente
ad un'altra causa di competenza del tribunale, le  relative
domande, anche in assenza di altre ragioni di  connessione,
sono proposte innanzi al tribunale affinche'  siano  decise
nello stesso processo.».
«Art.  113   (Pronuncia   secondo   diritto).   -   Nel
pronunciare sulla causa il giudice deve  seguire  le  norme
del diritto, salvo che la legge gli attribuisca  il  potere
di decidere secondo equita'.
Il giudice di pace decide secondo equita' le  cause  il
cui valore non eccede duemilacinquecento euro, salvo quelle
derivanti  da  rapporti  giuridici  relativi  a   contratti
conclusi secondo le modalita'  di  cui  all'art.  1342  del
«Art.  513  (Ricerca  delle  cose  da   pignorare).   -
L'ufficiale giudiziario, munito del titolo esecutivo e  del
precetto, puo' ricercare le cose da  pignorare  nella  casa
del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti.  Puo'
anche ricercarle sulla persona del debitore, osservando  le
opportune cautele per rispettarne il decoro.
Quando  e'  necessario  aprire  porte,   ripostigli   o
recipienti, vincere la resistenza opposta dal debitore o da
terzi,   oppure   allontanare   persone   che    disturbano
l'esecuzione  del  pignoramento,  l'ufficiale   giudiziario
provvede  secondo  le  circostanze,   richiedendo,   quando
occorre l'assistenza della forza pubblica.
Il giudice di pace,  su  ricorso  del  creditore,  puo'
autorizzare con decreto l'ufficiale giudiziario a pignorare
cose determinate che non si trovano in luoghi  appartenenti
al  debitore,  ma  delle  quali  egli   puo'   direttamente
In ogni caso l'ufficiale giudiziario puo' sottoporre  a
pignoramento, secondo le norme della presente  sezione,  le
cose del debitore  che  il  terzo  possessore  consente  di
esibirgli.».
«Art.  518  (Forma  del  pignoramento).  -  L'ufficiale
giudiziario redige delle sue  operazioni  processo  verbale
nel quale da' atto dell'ingiunzione di cui all'art.  492  e
descrive le cose pignorate, nonche' il loro stato, mediante
rappresentazione fotografica ovvero altro mezzo di  ripresa
audiovisiva,    determinandone    approssimativamente    il
presumibile  valore  di  realizzo  con   l'assistenza,   se
ritenuta utile o richiesta dal  creditore,  di  un  esperto
stimatore da lui scelto. Se il pignoramento cade su  frutti
non ancora  raccolti  o  separati  dal  suolo,  l'ufficiale
giudiziario  ne  descrive  la   natura,   la   qualita'   e
Quando ritiene opportuno  differire  le  operazioni  di
stima l'ufficiale giudiziario redige un  primo  verbale  di
pignoramento, procedendo senza indugio e comunque entro  il
termine  perentorio  di  trenta  giorni   alla   definitiva
individuazione dei beni  da  assoggettare  al  pignoramento
sulla base dei valori indicati dall'esperto,  al  quale  e'
consentito in ogni caso accedere al luogo in cui i beni  si
Il giudice  dell'esecuzione  liquida  le  spese  ed  il
compenso spettanti all'esperto, tenuto conto dei valori  di
effettiva vendita o assegnazione dei beni o,  in  qualunque
altro caso, sulla base dei valori stimati.
Nel  processo  verbale   l'ufficiale   giudiziario   fa
relazione delle disposizioni date per  conservare  le  cose
pignorate.
Se il debitore non e' presente, l'ufficiale giudiziario
rivolge l'ingiunzione alle persone indicate nell'art.  139,
secondo comma, e consegna loro un  avviso  dell'ingiunzione
stessa per  il  debitore.  In  mancanza  di  dette  persone
affigge  l'avviso  alla  porta  dell'immobile  in  cui   ha
eseguito il pignoramento.
Compiute   le   operazioni,   l'ufficiale   giudiziario
consegna senza ritardo al creditore il processo verbale, il
titolo  esecutivo  e  il  precetto.   Il   creditore   deve
depositare nella cancelleria del giudice di pace competente
per l'esecuzione la nota di iscrizione a ruolo,  con  copie
conformi degli atti di cui  al  periodo  precedente,  entro
quindici giorni dalla  consegna.  La  conformita'  di  tali
copie e' attestata dall'avvocato del creditore ai soli fini
del  presente  articolo.  Il  cancelliere  al  momento  del
deposito forma  il  fascicolo  dell'esecuzione.  Sino  alla
scadenza del termine di cui all'art. 497 copia del processo
verbale  e'   conservata   dall'ufficiale   giudiziario   a
disposizione del debitore. Il pignoramento perde  efficacia
quando la nota di iscrizione a ruolo e le copie degli  atti
di cui al primo periodo del presente comma sono  depositate
oltre il termine  di  quindici  giorni  dalla  consegna  al
Su istanza del creditore, da depositare  non  oltre  il
termine  per  il  deposito  dell'istanza  di  vendita,   il
giudice, nominato uno stimatore  quando  appare  opportuno,
ordina l'integrazione del pignoramento se  ritiene  che  il
presumibile valore  di  realizzo  dei  beni  pignorati  sia
inferiore a quello indicato nel primo comma. In  tale  caso
l'ufficiale   giudiziario   riprende   senza   indugio   le
operazioni di ricerca dei beni.».
«Art. 519 (Tempo del pignoramento). -  Il  pignoramento
non puo' essere eseguito nei giorni festivi ne' fuori delle
ore  indicate  nell'art.  147,  salvo  che  ne   sia   data
autorizzazione dal giudice di pace.
Il pignoramento  iniziato  nelle  ore  prescritte  puo'
essere proseguito fino al suo compimento.».
«Art.  520   (Custodia   dei   mobili   pignorati).   -
L'ufficiale giudiziario consegna al cancelliere del giudice
di pace il danaro,  i  titoli  di  credito  e  gli  oggetti
preziosi colpiti dal pignoramento. Il  danaro  deve  essere
depositato  dal  cancelliere  nelle  forme   dei   depositi
giudiziari, mentre  i  titoli  di  credito  e  gli  oggetti
preziosi  sono  custoditi   nei   modi   che   il   giudice
dell'esecuzione determina.
Per  la  conservazione  delle  altre  cose  l'ufficiale
giudiziario provvede, quando il creditore ne fa  richiesta,
trasportandole presso un luogo di pubblico deposito  oppure
affidandole a un custode diverso dal debitore; nei casi  di
urgenza l'ufficiale giudiziario  affida  la  custodia  agli
istituti autorizzati di cui all'art. 159 delle disposizioni
per l'attuazione del presente codice.».
«Art. 521-bis (Pignoramento e custodia di  autoveicoli,
motoveicoli e rimorchi). - Oltre che con le forme  previste
dall'art. 518, il pignoramento di autoveicoli,  motoveicoli
e   rimorchi   puo'   essere   eseguito   anche    mediante
notificazione al debitore e successiva trascrizione  di  un
atto nel quale si indicano  esattamente,  con  gli  estremi
richiesti dalla legge speciale per la loro  iscrizione  nei
pubblici registri, i beni e  i  diritti  che  si  intendono
sottoporre  ad  esecuzione,  e  gli  si  fa   l'ingiunzione
prevista nell'art. 492. Il pignoramento  contiene  altresi'
l'intimazione  a  consegnare  entro  dieci  giorni  i  beni
pignorati, nonche' i titoli e  i  documenti  relativi  alla
proprieta' e all'uso  dei  medesimi,  all'istituto  vendite
giudiziarie  autorizzato  ad  operare  nel  territorio  del
circondario nel quale  e'  compreso  il  luogo  in  cui  il
debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede
o, in mancanza, a quello piu' vicino.
Col pignoramento il debitore e' costituito custode  dei
beni  pignorati  e  di  tutti  gli  accessori  comprese  le
pertinenze e i frutti, senza diritto a compenso.
Al   momento   della   consegna   l'istituto    vendite
giudiziarie assume la custodia del bene pignorato e ne  da'
immediata comunicazione al creditore  pignorante,  a  mezzo
posta elettronica certificata ove possibile.
Decorso il termine di cui al primo comma, gli organi di
polizia che accertano la circolazione dei beni pignorati  o
comunque li rinvengono procedono al ritiro della  carta  di
circolazione nonche',  ove  possibile,  dei  titoli  e  dei
documenti relativi  alla  proprieta'  e  all'uso  dei  beni
pignorati  e  consegnano  il  bene  pignorato  all'istituto
vendite giudiziarie piu' vicino al luogo  in  cui  il  bene
pignorato e' stato rinvenuto. Si applica il terzo comma.
Eseguita    l'ultima     notificazione,     l'ufficiale
giudiziario consegna senza ritardo al creditore  l'atto  di
pignoramento perche' proceda alla trascrizione nei pubblici
registri. Entro trenta giorni dalla comunicazione di cui al
terzo comma, il creditore deve depositare nella cancelleria
del giudice di pace competente per l'esecuzione la nota  di
iscrizione  a  ruolo,  con  copie   conformi   del   titolo
esecutivo, del precetto, dell'atto di pignoramento e  della
nota di trascrizione.  La  conformita'  di  tali  copie  e'
attestata dall'avvocato del  creditore  ai  soli  fini  del
Il cancelliere forma il fascicolo  dell'esecuzione.  Il
pignoramento perde efficacia quando la nota di iscrizione a
ruolo e le copie  dell'atto  di  pignoramento,  del  titolo
esecutivo e del precetto sono depositate oltre  il  termine
di cui al quinto comma.
In deroga a quanto previsto dall'art. 497, l'istanza di
assegnazione o l'istanza di vendita deve essere  depositata
entro quarantacinque  giorni  dal  deposito  da  parte  del
creditore della nota di iscrizione  a  norma  del  presente
articolo ovvero dal deposito da parte di quest'ultimo delle
copie conformi degli atti, a norma dell'art. 159-ter  delle
disposizioni per l'attuazione del presente codice.
Si applicano in quanto compatibili le disposizioni  del
presente capo.».
«Art. 543 (Forma del pignoramento). -  Il  pignoramento
di crediti del debitore verso terzi o di cose del  debitore
che sono in possesso di  terzi,  si  esegue  mediante  atto
notificato al terzo e al debitore a  norma  degli  articoli
137 e seguenti.
L'atto  deve  contenere,   oltre   all'ingiunzione   al
debitore di cui all'art. 492:
1. l'indicazione del credito per il quale  si  procede,
del titolo esecutivo e del precetto;
2. l'indicazione, almeno generica, delle cose  o  delle
somme dovute e l'intimazione al terzo di non disporne senza
3.  la  dichiarazione  di  residenza  o  l'elezione  di
domicilio nel comune in cui ha sede il  giudice  competente
nonche' l'indicazione dell'indirizzo di  posta  elettronica
certificata del creditore procedente;
4. la citazione del debitore  a  comparire  davanti  al
giudice competente, con l'invito al terzo a  comunicare  la
dichiarazione di cui all'art. 547 al  creditore  procedente
entro dieci giorni a mezzo raccomandata ovvero a  mezzo  di
posta elettronica certificata; con l'avvertimento al  terzo
che in caso di mancata comunicazione  della  dichiarazione,
la stessa  dovra'  essere  resa  dal  terzo  comparendo  in
un'apposita udienza e che quando il terzo  non  compare  o,
sebbene comparso, non rende la  dichiarazione,  il  credito
pignorato  o  il  possesso  di  cose  di  appartenenza  del
debitore,  nell'ammontare  o  nei  termini   indicati   dal
creditore, si considereranno non  contestati  ai  fini  del
procedimento  in  corso  e  dell'esecuzione   fondata   sul
Nell'indicare  l'udienza  di   comparizione   si   deve
rispettare il termine previsto nell'art. 501.
giudiziario consegna senza ritardo al creditore l'originale
dell'atto di citazione. Il creditore deve depositare  nella
cancelleria del giudice competente per l'esecuzione la nota
di iscrizione a ruolo,  con  copie  conformi  dell'atto  di
citazione, del  titolo  esecutivo  e  del  precetto,  entro
trenta giorni dalla consegna. La conformita' di tali  copie
e' attestata dall'avvocato del creditore ai soli  fini  del
presente articolo. Il cancelliere al momento  del  deposito
forma il fascicolo dell'esecuzione. Il  pignoramento  perde
efficacia quando la nota di iscrizione a ruolo e  le  copie
degli atti di cui al secondo periodo sono depositate  oltre
il termine di trenta giorni dalla consegna al creditore.
Quando procede a norma dell'art.  492-bis,  l'ufficiale
giudiziario consegna senza ritardo al creditore il verbale,
il titolo esecutivo ed  il  precetto,  e  si  applicano  le
disposizioni di cui al quarto comma. Decorso il termine  di
cui all'art. 501, il  creditore  pignorante  e  ognuno  dei
creditori intervenuti muniti di  titolo  esecutivo  possono
chiedere l'assegnazione o la vendita delle  cose  mobili  o
l'assegnazione dei crediti. Sull'istanza di cui al  periodo
precedente il giudice fissa l'udienza per  l'audizione  del
creditore e del debitore e provvede a norma degli  articoli
552 o 553. Il decreto con cui viene  fissata  l'udienza  di
cui  al  periodo  precedente  e'  notificato  a  cura   del
creditore  procedente   e   deve   contenere   l'invito   e
l'avvertimento al terzo di cui al  numero  4)  del  secondo
«Art. 763 (Provvedimento di rimozione). - La  rimozione
dei sigilli e' ordinata con decreto dal giudice di pace  su
istanza di alcuna delle  persone  indicate  nell'art.  753,
numeri 1, 2 e 4.
Nei casi previsti nell'art. 754  puo'  essere  ordinata
anche di ufficio e, se ricorrano le ipotesi di cui ai nn. 2
e 3, la rimozione deve essere seguita dall'inventario.
L'istanza  e  il  decreto  sono  stesi  di  seguito  al
processo verbale di apposizione.».
«Art. 764 (Opposizione). -  Chiunque  vi  ha  interesse
puo'  fare  opposizione  alla  rimozione  dei  sigilli  con
dichiarazione inserita nel processo verbale di  apposizione
o con ricorso al giudice di pace.
Il  giudice  fissa  con  decreto  una  udienza  per  la
comparizione delle parti e stabilisce il termine perentorio
entro il quale il decreto stesso deve essere  notificato  a
cura dell'opponente.
Il giudice provvede con ordinanza non  impugnabile,  e,
se ordina la rimozione, puo' disporre che essa sia  seguita
dall'inventario e puo' dare le  opportune  cautele  per  la
conservazione   delle   cose   che    sono    oggetto    di
contestazione.».
«Art. 765 (Ufficiale procedente). -  La  rimozione  dei
sigilli  e'  eseguita  dall'ufficiale  che  puo'  procedere
all'inventario a norma dell'art. 769.
Se non occorre l'inventario, la rimozione  e'  eseguita
dal cancelliere del giudice di pace.».
«Art. 769 (Istanza). - L'inventario puo' essere chiesto
al tribunale dalle persone che hanno diritto di ottenere la
rimozione dei sigilli ed e' eseguito  dal  cancelliere  del
giudice di pace o da un notaio designato  dal  defunto  con
testamento o nominato dal giudice di pace.
L'istanza  si  propone  con  ricorso,  nel   quale   il
richiedente  deve  dichiarare  la  residenza   o   eleggere
domicilio nel comune in cui ha sede il giudice di pace.
Quando non sono stati apposti i  sigilli,  l'inventario
puo' essere chiesto dalla parte che ne assume  l'iniziativa
direttamente al notaio designato dal defunto nel testamento
ovvero, in assenza di designazione, al notaio scelto  dalla
stessa parte.».
- Si riporta il testo degli  articoli  485,  620,  621,
736, 1211, 1514,  1515  e  1841  del  Codice  civile,  come
«Art. 485 (Chiamato all'eredita' che e' nel possesso di
beni). -  Il  chiamato  all'eredita',  quando  a  qualsiasi
titolo  e'  nel  possesso  di  beni  ereditari,  deve  fare
l'inventario entro tre mesi dal giorno dell'apertura  della
successione o della notizia  della  devoluta  eredita'.  Se
entro questo termine lo ha cominciato ma non  e'  stato  in
grado di completarlo, puo' ottenere dal giudice di pace del
luogo in cui si e' aperta la successione una  proroga  che,
salvo gravi circostanze, non deve eccedere i tre mesi.
Trascorso tale termine senza che l'inventario sia stato
compiuto, il chiamato  all'eredita'  e'  considerato  erede
Compiuto l'inventario, il chiamato che non abbia ancora
fatto la dichiarazione a norma dell'art. 484 ha un  termine
di quaranta giorni da quello del compimento dell'inventario
medesimo,   per   deliberare   se   accetta   o    rinunzia
all'eredita'. Trascorso  questo  termine  senza  che  abbia
deliberato, e' considerato erede puro e semplice.».
«Art. 620 (Pubblicazione del  testamento  olografo).  -
Chiunque e' in possesso  di  un  testamento  olografo  deve
presentarlo a un notaio per  la  pubblicazione,  appena  ha
notizia della morte del testatore.
Chiunque crede di avervi interesse puo'  chiedere,  con
ricorso al giudice di pace del luogo in cui si e' aperta la
successione,  che   sia   fissato   un   termine   per   la
Il notaio procede alla pubblicazione del testamento  in
presenza di due testimoni, redigendo nella forma degli atti
pubblici  un  verbale  nel  quale  descrive  lo  stato  del
testamento, ne riproduce il contenuto e fa  menzione  della
sua apertura, se e' stato presentato chiuso con sigillo. Il
verbale e'  sottoscritto  dalla  persona  che  presenta  il
testamento, dai testimoni e dal notaio. Ad esso sono  uniti
la carta in cui  e'  scritto  il  testamento,  vidimata  in
ciascun  mezzo  foglio  dal  notaio  e  dai  testimoni,   e
l'estratto dell'atto di morte del  testatore  o  copia  del
provvedimento che ordina l'apertura degli  atti  di  ultima
volonta' dell'assente o  della  sentenza  che  dichiara  la
Nel caso in cui il testamento e' stato  depositato  dal
testatore presso un notaio, la  pubblicazione  e'  eseguita
dal notaio depositario.
Avvenuta la pubblicazione, il  testamento  olografo  ha
Per giustificati motivi, su istanza di chiunque  vi  ha
interesse, il giudice di pace puo' disporre che  periodi  o
frasi di carattere non patrimoniale  siano  cancellati  dal
testamento e omessi  nelle  copie  che  fossero  richieste,
salvo che l'autorita' giudiziaria  ordini  il  rilascio  di
copia integrale.».
«Art. 621 (Pubblicazione del testamento segreto). -  Il
testamento segreto deve  essere  aperto  e  pubblicato  dal
notaio appena gli  perviene  la  notizia  della  morte  del
testatore.  Chiunque  crede  di   avervi   interesse   puo'
chiedere, con ricorso al giudice di pace del luogo  in  cui
si e' aperta la successione, che sia fissato un termine per
l'apertura e la pubblicazione.
Si applicano le disposizioni del terzo comma  dell'art.
620.».
«Art. 736  (Consegna  dei  documenti).  -  Compiuta  la
divisione, si devono rimettere a ciascuno dei  condividenti
i documenti relativi ai beni e diritti particolarmente loro
I documenti di  una  proprieta'  che  e'  stata  divisa
rimangono a  quello  che  ne  ha  la  parte  maggiore,  con
l'obbligo di comunicarli agli  altri  condividenti  che  vi
hanno interesse, ogni qualvolta se ne faccia richiesta. Gli
stessi documenti, se  la  proprieta'  e'  divisa  in  parti
eguali, e quelli comuni all'intera eredita'  si  consegnano
alla persona scelta a tal fine da tutti gli interessati, la
quale ha obbligo di comunicarli a ciascuno di essi, a  ogni
loro domanda. Se vi e' contrasto nella scelta,  la  persona
e' determinata con decreto dal giudice di  pace  del  luogo
dell'aperta  successione,  su  ricorso  di   alcuno   degli
interessati, sentiti gli altri.».
«Art. 1211 (Cose deperibili o di dispendiosa custodia).
-  Se  le  cose  non  possono  essere  conservate  o   sono
deteriorabili, oppure se le spese della loro custodia  sono
eccessive,   il   debitore,   dopo   l'offerta   reale    o
l'intimazione di  ritirarle,  puo'  farsi  autorizzare  dal
giudice di pace a venderle nei modi stabiliti per  le  cose
pignorate e a depositarne il prezzo.».
«Art. 1514 (Deposito  della  cosa  venduta).  -  Se  il
compratore non si presenta per ricevere la cosa acquistata,
il venditore puo' depositarla, per  conto  e  a  spese  del
compratore medesimo, in un  locale  di  pubblico  deposito,
oppure in altro locale idoneo determinato  dal  giudice  di
pace del luogo in cui la consegna doveva essere fatta.
Il venditore deve dare al compratore pronta notizia del
deposito eseguito.».
«Art. 1515 (Esecuzione coattiva per  inadempimento  del
compratore). - Se il compratore non adempie  l'obbligazione
di pagare il prezzo, il venditore puo'  far  vendere  senza
ritardo la cosa per conto e a spese di lui.
La vendita e' fatta all'incanto a mezzo di una  persona
autorizzata a tali atti o, in mancanza di essa nel luogo in
cui  la  vendita  deve  essere  eseguita,  a  mezzo  di  un
ufficiale giudiziario. Il venditore  deve  dare  tempestiva
notizia al compratore del giorno, del luogo e  dell'ora  in
cui la vendita sara' eseguita.
Se la cosa ha un prezzo corrente,  stabilito  per  atto
della pubblica autorita' [o da norme  corporative],  ovvero
risultante da listini di borsa o da mercuriali, la  vendita
puo' essere fatta senza  incanto,  al  prezzo  corrente,  a
mezzo delle persone indicate nel comma precedente o  di  un
commissario nominato dal giudice di pace. In  tal  caso  il
venditore deve dare  al  compratore  pronta  notizia  della
Il venditore ha diritto alla differenza tra  il  prezzo
convenuto  e  il  ricavo  netto  della  vendita,  oltre  al
risarcimento del maggior danno.».
«Art. 1841 (Apertura forzata della cassetta). -  Quando
il contratto  e'  scaduto,  la  banca,  previa  intimazione
all'intestatario  e  decorsi  sei  mesi  dalla  data  della
medesima, puo' chiedere al giudice di pace l'autorizzazione
ad aprire  la  cassetta.  L'intimazione  puo'  farsi  anche
L'apertura si esegue  con  l'assistenza  di  un  notaio
all'uopo designato e con le cautele che il giudice di  pace
ritiene opportune.
Il giudice di pace puo' dare le disposizioni necessarie
per  la  conservazione  degli  oggetti  rinvenuti  e   puo'
ordinare la vendita di quella parte di essi che occorra  al
soddisfacimento di quanto e' dovuto alla banca per canoni e
spese.».
- Si  riporta  il  testo  degli  articoli  51-bis,  57,
57-bis,  64,  73-bis,  77  e  79  delle  disposizioni   per
l'attuazione del Codice civile e disposizioni  transitorie,
«Art. 51-bis. - I provvedimenti previsti negli articoli
485, primo comma, 508, primo comma, 509, primo comma,  517,
secondo comma, 528, primo comma,  529,  530,  primo  comma,
730, primo comma, del codice sono adottati dal tribunale in
composizione monocratica.».
«Art. 57. - Le azioni previste dall'art. 849 del codice
sono di competenza del tribunale, in quanto  non  siano  di
competenza del giudice di pace a norma dell'art. 7,  quarto
Nel caso regolato dall'art. 849 il  giudice  fissa  con
ordinanza l'udienza per la comparizione del  rappresentante
dell'associazione professionale,  il  quale  puo'  delegare
altra  persona.  Si  osservano   nel   resto,   in   quanto
applicabili,  le  disposizioni  dettate   dal   codice   di
procedura civile per i consulenti tecnici.».
«Art. 57-bis.  -  L'autorizzazione  prevista  nell'art.
915, primo comma, del codice e' data dal giudice di pace.».
«Art. 64. - Sulla revoca dell'amministratore, nei  casi
indicati dall'undicesimo comma dell'art. 1129 e dal  quarto
comma  dell'art.  1131  del  codice,  il  giudice  di  pace
provvede in camera  di  consiglio,  con  decreto  motivato,
sentito  l'amministratore   in   contraddittorio   con   il
Contro il provvedimento del giudice di pace puo' essere
proposto reclamo in  tribunale  entro  dieci  giorni  dalla
notificazione o dalla comunicazione.».
«Art. 77. - Il deposito  di  cose  mobili  diverse  dal
danaro e di titoli di  credito,  nei  casi  previsti  dagli
articoli 1210, primo comma, e 1214 del  codice  e  in  ogni
altro caso in cui esso sia prescritto  dalla  legge  o  dal
giudice ovvero sia voluto dalle  parti,  si  esegue  presso
stabilimenti di  pubblico  deposito  a  norma  delle  leggi
Qualora non esistano stabilimenti di pubblico  deposito
nel luogo in cui deve essere eseguita la prestazione, o  se
ricorrono particolari ragioni, il giudice di pace del luogo
predetto,  su  ricorso  della   parte   interessata,   puo'
autorizzare con decreto il  deposito  presso  altro  locale
idoneo.».
«Art. 79. - Il sequestratario dell'immobile,  nel  caso
previsto dal secondo comma dell'art. 1216  del  codice,  e'
nominato, se non vi e' giudizio pendente,  dal  giudice  di
pace del luogo in cui si trova l'immobile.
Il giudice di pace provvede  con  decreto,  sentito  il
creditore. Contro tale decreto e' ammesso reclamo  a  norma
dell'art. 739 del codice di procedura civile.
La  consegna  dell'immobile  al   sequestratario   deve
risultare da processo verbale redatto da un notaio o da  un
ufficiale giudiziario.  Copia  del  processo  verbale  deve
essere  notificata  al  creditore   che   non   sia   stato
presente.».
- Si riporta il testo dell'art. 17 della legge 7  marzo
1996, n. 108  (Disposizioni  in  materia  di  usura),  come
«Art.  17.  -  1.  Il  debitore  protestato  che  abbia
adempiuto all'obbligazione per  la  quale  il  protesto  e'
stato levato e  non  abbia  subito  ulteriore  protesto  ha
diritto ad ottenere, trascorso un anno dal levato protesto,
2. La  riabilitazione  e'  accordata  con  decreto  del
giudice di pace su istanza dell'interessato  corredata  dai
puo' proporre opposizione.  L'opposizione  e'  disciplinata
dall'art. 13 del decreto legislativo 1° settembre 2011,  n.
4. Il  decreto  di  riabilitazione  e'  pubblicato  nel
Bollettino dei protesti cambiari ed e' opponibile ai  sensi
al protesto anche dal registro informatico di cui  all'art.
3-bis  del  decreto-legge  18  settembre  1995,   n.   381,
convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  15  novembre
1995, n. 480. La cancellazione dei  dati  del  protesto  e'
disposta dal responsabile dirigente  dell'ufficio  protesti
comma 1, e' consentita la presentazione di un'unica istanza
di riabilitazione anche in  riferimento  a  piu'  protesti,
purche' compresi nello spazio temporale di un triennio.».
-  Si  riporta  il  testo  dell'art.  13  del   decreto
legislativo  1°  settembre  2011,  n.   150   (Disposizioni
complementari al codice di procedura civile in  materia  di
riduzione e  semplificazione  dei  procedimenti  civili  di
cognizione, ai sensi dell'art. 54  della  legge  18  giugno
2009, n. 69), come modificato dal presente decreto:
«Art. 13 (Dell'opposizione ai provvedimenti in  materia
di  riabilitazione  del  debitore  protestato).  -  1.   Le
controversie   aventi   ad   oggetto    l'opposizione    al
provvedimento di diniego di riabilitazione di cui  all'art.
17, comma 3, della legge 7 marzo 1996, n.  108,  ovvero  al
decreto di riabilitazione ai sensi del comma 4 del medesimo
articolo  sono  regolate  dal  rito  del  lavoro,  ove  non
2. E' competente il tribunale.
3. Il ricorso e' proposto, a pena di  inammissibilita',
entro trenta giorni dalla comunicazione  del  provvedimento
di diniego di  riabilitazione  o  dalla  pubblicazione  del
decreto di riabilitazione effettuata ai sensi dell'art. 17,
comma 4, della legge 7 marzo 1996,  n.  108,  ovvero  entro
sessanta giorni se il ricorrente risiede all'estero.
4.  Il  provvedimento  che  accoglie  il   ricorso   e'
pubblicato   nel   registro   informatico   dei    protesti
cambiari.».
Pubblicato da Ciro Renino a 13:39
Etichette: condominio, Diritto dei consumatori, Giudice di Pace, Infortunistica stradale, Novità normative, Procedura Civile
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