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Timestamp: 2016-10-27 11:09:10+00:00

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⭐Regolamento sull'ordinamento degli uffici e servizi Approvato dal CdA con atto n 57 del 30/09/2010. Capo I - Principi generali
Regolamento sull'ordinamento degli uffici e servizi Approvato dal CdA con atto n 57 del 30/09/2010. Capo I - Principi generali
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1 ASP DEL DELTA FERRARESE Azienda pubblica di servizi alla persona dei comuni di Codigoro, Comacchio, Goro, Lagosanto, Massa Fiscaglia, Mesola, Migliarino, Migliaro e Ostellato Via F.Cavallotti 198 CODIGORO Ferrara Regolamento sull'ordinamento degli uffici e servizi Approvato dal CdA con atto n 57 del 30/09/2010 TITOLO I ORDINAMENTO GENERALE Capo I - Principi generali Art. 1 - Oggetto 1. Il presente Regolamento sull'ordinamento generale degli uffici e servizi dell Azienda Pubblica di Servizi alla Persona Del Delta Ferrarese, di seguito denominato "Regolamento", disciplina l'assetto della struttura organizzativa, la dirigenza, l esercizio delle funzioni di responsabilità dirigenziali, l'accesso all'impiego, le selezioni interne e il rapporto di lavoro, nel rispetto dell Ordinamento Generale applicato agli Enti Locali ovvero al pubblico impiego, dello Statuto dell Azienda e dei principi generali dell organizzazione amministrativa approvati dall Assemblea dei soci. Art. 2 Finalità 1. Il presente Regolamento organizza gli uffici e servizi conformemente all art. 97 della Costituzione talché venga garantito il buon andamento e l imparzialità dell Azienda, nonché l economicità, l efficienza ed il perseguimento del pubblico interesse nella gestione operativa. Art. 3 Indirizzo politico e gestione 1. Agli organi di direzione politica dell Azienda spettano gli atti di indirizzo e controllo, la definizione degli obiettivi e dei programmi e fissazione delle priorità ed infine la verifica circa la rispondenza dei risultati della gestione amministrativa alle direttive impartite. 2. Al Direttore, ed ai funzionari titolari di posizioni organizzative, compete la gestione finanziaria, tecnica ed amministrativa, ivi compresi i poteri di organizzazione delle risorse umane e strumentali, con annessa responsabilità per il conseguimento dei risultati, nell ambito dei programmi definiti dagli organi dell Azienda. Art. 4 - Criteri di organizzazione 1. L organizzazione delle strutture e delle attività ha carattere strumentale rispetto al conseguimento degli scopi aziendali e si conforma ai seguenti criteri: Qualità e miglioramento continuo - l organizzazione del lavoro e la qualità della prestazione deve essere orientata al miglioramento continuo ed al perseguimento dell eccellenza nell operatività;2 Partecipazione e responsabilità - l organizzazione del lavoro deve stimolare la partecipazione attiva di ciascun dipendente, responsabilizzando lo stesso per il conseguimento dei risultati, secondo il diverso grado di qualificazione e di autonomia decisionale; Trasparenza - l organizzazione deve essere strutturata in modo da assicurare la massima trasparenza dell attività amministrativa e garantire il diritto di accesso ai cittadini agli atti ed ai servizi, nel rispetto della tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali secondo le prescrizioni normative vigenti; Collegamento funzionale e territorializzazione dei servizi - i servizi sono articolati per funzioni omogenee, finali e strumentali o di supporto, e tra loro collegati anche mediante strumenti informatici, sono altresì organizzati secondo il criterio della vicinanza all utente finale attraverso presidi capillari sul territorio; Flessibilità - deve essere assicurata ampia flessibilità nell organizzazione delle articolazioni strutturali e nell impiego del personale, nel rispetto delle categorie e delle specifiche professionalità, ed inoltre mobilità del personale all interno ed all esterno dell Azienda; Articolazione degli orari - gli orari di servizio e di lavoro, nonché quelli di apertura degli uffici al pubblico devono essere armonizzati con le esigenze dell utenza; Valorizzazione del volontariato l organizzazione dei servizi deve tendere alla valorizzazione del volontariato presente sul territorio quale strumento importante di partecipazione e radicamento dei servizi. Art. 5 - Gestione delle risorse umane 1. L Azienda nella gestione delle risorse umane: garantisce la pari opportunità tra uomini e donne e la parità di trattamento sul lavoro; cura costantemente la formazione, l aggiornamento e la qualificazione del personale; valorizza le capacità, lo spirito di iniziativa e l impegno operativo di ciascun dipendente; definisce l impiego di tecnologie idonee per utilizzare al miglior livello di produttività le capacità umane; assicura l utilizzazione di locali ed attrezzature che, tutelando la sicurezza e l igiene, garantiscano condizioni di lavoro agevoli; individua criteri di priorità nell impiego flessibile del personale, ricercando le soluzioni organizzative idonee allo scopo, a favore dei dipendenti in situazione di svantaggio personale, sociale e familiare. Art. 6 - Metodologie permanenti di valutazione 1. L'Azienda adotta delle metodologie permanenti di valutazione delle prestazioni, dei risultati e delle competenze del personale dipendente, coerentemente con le previsioni del contratto collettivo nazionale dei dipendenti comparto Enti Locali. La valutazione delle prestazioni viene utilizzata, per la ripartizione del fondo per lo sviluppo delle risorse umane e per la produttività, per la promozione di effettivi e significativi miglioramenti nei livelli di efficienza e di efficacia dell'azienda e della qualità dei servizi erogati. 2. L'Azienda potrà avvalersi dei risultati delle valutazioni delle prestazioni anche nell'ambito dei percorsi verticali di carriera.3 Art. 7 - Relazioni sindacali 1. L Azienda garantisce lo sviluppo di corrette relazioni sindacali, nel rispetto dei ruoli e delle responsabilità di tutti gli organi dell azienda e dei Sindacati, in modo coerente con l obiettivo di incrementare e mantenere elevata l efficienza e la qualità dei servizi erogati alla collettività, nonché di perseguire la valorizzazione massima delle capacità professionali delle lavoratrici e dei lavoratori. 2. Le materie relative ai singoli modelli relazionali sono quelle definite in sede di contrattazione collettiva nazionale del comparto enti locali e dalla normativa vigente. 3. Nell ambito delle relazioni sindacali l Azienda si impegna a mantenere, con le Organizzazioni Sindacali, un comportamento basato sulla collaborazione, correttezza, trasparenza e orientamento alla prevenzione dei conflitti. Capo II - Strumenti di programmazione Art. 8 - Dotazione organica 1. La dotazione organica del personale dell Azienda è il documento nel quale è prevista la consistenza del personale dipendente classificato in base all'ordinamento contrattuale vigente. 2. Il documento è approvato dal Consiglio di Amministrazione in relazione alla programmazione delle attività dell'azienda. Art. 9 - Programmazione triennale 1. La programmazione triennale del fabbisogno di personale è lo strumento attraverso il quale assicurare le proprie esigenze di funzionalità ed ottimizzare le risorse umane per il migliore funzionamento dei servizi, compatibilmente con le disponibilità finanziarie e di bilancio. 2. Con tale programmazione si quantificano e si individuano per categoria le risorse umane necessarie e funzionali al raggiungimento degli obiettivi definiti nei documenti programmatici dell Azienda. 3. La programmazione triennale è approvata dal Consiglio di Amministrazione, è suscettibile di modificazioni e deve essere aggiornata annualmente.4 TITOLO II ARTICOLAZIONE ORGANIZZATIVA CAPO I - Struttura organizzativa Art Articolazione delle strutture organizzative 1. L'organizzazione degli uffici e dei servizi, fondata sui principi contenuti nello Statuto dell Azienda e dei criteri generali deliberati dall Assemblea dei soci, è definita dallo schema organizzativo in base ai criteri del presente Regolamento. 2. Lo schema organizzativo definisce la macrostruttura dell'ente, che si articola in: a) aree funzionali/territoriali; b) servizi/unità operative; c) uffici. 3. Le Aree si articolano secondo criteri di funzionalità, tesi al raggiungimento di precisi risultati, con possibilità di aggregazione e disaggregazione dinamica in funzione degli obiettivi posti, dell omogeneità delle funzioni e dei servizi e della realizzazione del programma aziendale. 4. L articolazione della struttura, elemento di individuazione delle competenze ai vari livelli e per materie omogenee, non costituisce una rigidità organizzativa, quanto un razionale ed efficace strumento di gestione. E approvata dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore sentiti i Responsabili di Area. Analogamente si procede in caso di variazioni. Deve pertanto essere assicurato il continuo interscambio e la costante collaborazione tra i vari settori dell Azienda. 5. I Servizi costituiscono strutture di minore dimensione, caratterizzate da specifica competenza di intervento e da servizi chiaramente identificabili. L attività del responsabile di ogni Servizio è definita nell organigramma dell Azienda approvata dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore. Art. 11- Competenze sull'organizzazione 1. Lo schema organizzativo è approvato dal Consiglio di Amministrazione, su proposta del Direttore. 2. Il Direttore, verifica preventivamente la coerenza delle proposte organizzative dei titolari di posizione organizzativa rispetto agli obiettivi generali dell'azienda e alle logiche complessive di funzionamento della stessa. 3. Le Aree, articolazioni organizzative di primo livello, costituiscono le strutture di massima dimensione e sono dotate di una certa complessità organizzativa con riferimento ai servizi forniti ed alle attività gestite. I responsabili sono titolari di posizione organizzativa e vengono individuati dal Direttore. CAPO II - Articolazione delle funzioni dirigenziali Art. 12 Direttore 1. Il Direttore, è nominato dal Consiglio di Amministrazione, anche al di fuori della dotazione organica, tra persone esperte di gestione di sistemi organizzativi complessi con almeno 5 anni di servizio nell ambito gestionale. 2. Il trattamento economico è quello previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto Regioni ed Autonomie Locali e dai criteri indicati dalla Regione Emilia5 Romagna in attesa dell'emanazione di un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro proprio dell'azienda. 3. Il contratto di incarico non può essere superiore a quello del mandato del Consiglio che lo ha nominato ed è rinnovabile. In ogni caso decade in caso di rinnovo anticipato del Consiglio di Amministrazione. Al fine di garantire la continuità nell azione amministrativa l incarico del Direttore si protrae in regime di prorogatio per i 60 giorni successivi dalla data in cui il Consiglio che lo ha nominato non è più in carica per qualsiasi motivo. 4. In caso di assenza o impedimento temporaneo del Direttore, il Consiglio di Amministrazione designa chi deve esercitare le funzioni vicarie tra il personale in possesso della qualifica di Responsabile di area. Nel caso di assenza o impedimento temporaneo del Direttore non superiore a trenta giorni il Direttore designa il suo sostituto tra i Responsabili di Area e provvede a comunicare il nominativo al Consiglio di Amministrazione. 5. L'orario di lavoro del Direttore è concordato con il Presidente dell'azienda ed articolato in modo conforme alle disposizioni contrattuali vigenti nel tempo. 6. In conformità alle vigenti disposizioni legislative e contrattuali il direttore deve essere coperto da polizza assicurativa per responsabilità patrimoniale verso terzi connessa all esercizio delle funzioni comunque attribuite. Art. 13 Attribuzioni 1. Il Direttore è responsabile della gestione dell Azienda e del raggiungimento degli obiettivi come definiti dal Consiglio di Amministrazione. Il Direttore sovrintende al funzionamento generale dell'azienda, propone al Consiglio di Amministrazione e all Assemblea, secondo le prescrizioni dello Statuto a cui si rimanda, tutti i provvedimenti necessari a garantire il funzionamento delle strutture, nonché i compiti amministrativi dell Ente. Su ogni deliberazione, che non sia un mero atto di indirizzo e/o di vigilanza, il direttore deve esprimere il proprio parere inserito nell atto, sulla congruità e regolarità tecnico contabile. 2. Il Direttore in particolare svolge i seguenti compiti e funzioni: Formulare proposta per la formazione del bilancio a budget e per la definizione dei programmi di attività; Segretario dell Assemblea dei soci e del Consiglio di Amministrazione; Formulare le proposte di miglioramento organizzativo e gestionale per perseguire l obiettivo di un costante miglioramento della qualità e dell efficienza; Definizione della proposta dello schema organizzativo e delle sue modifiche da sottoporre all approvazione del CdA; Definizione della proposta di dotazione organica; Definizione della proposta del piano delle assunzioni triennale; Presidenza della delegazione trattante nominata dal CdA e più in generale gestione delle relazioni sindacali; Datore di Lavoro sulla base delle norme stabilite dal Dlgs 81/2208 e modifiche susseguenti; Procedimenti disciplinari con il supporto tecnico del Responsabile dell Area Amministrativa secondo le procedure previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di comparto. 3. Al Direttore rispondono, nell'esercizio delle funzioni loro assegnate in base allo schema organizzativo, i funzionari titolari di posizioni organizzative dell' Azienda.6 Art Responsabile di area funzionale/territoriale - titolare di posizione organizzativa 1. I Responsabili di Area Funzionale/Territoriale titolari di posizione organizzativa sono responsabili del risultato dell'insieme delle attività, dei programmi e dei progetti afferenti alle strutture alle quali sono preposti. 2. I Responsabili di Area Funzionale/Territoriale esercitano le seguenti funzioni: a) collaborano con il Direttore nella formazione del bilancio a budget e nella definizione dei programmi di attività; b) definiscono, d'intesa con il Direttore, l'organizzazione interna del area secondo criteri di economicità, flessibilità e di razionale suddivisione dei compiti; c) assegnano il personale disponibile ai diversi compiti propri dell'unità organizzativa; compiono gli atti di amministrazione e di gestione del personale curando in particolare la formazione, l'aggiornamento e la valutazione, in coerenza con i programmi definiti dal Direttore e nel rispetto delle disposizioni contrattuali vigenti; d) individuano i responsabili dei procedimenti, ovvero i delegati di funzione, assumendo le necessarie iniziative per concordare con il direttore e gli altri responsabili eventualmente interessati, le modalità per lo snellimento delle procedure. 4. I Responsabili di Area Funzionale/Territoriale assumono direttamente la responsabilità di processo e di risultato. Assicurano l osservanza delle direttive e dei programmi elaborati dal Direttore, provvedono alla gestione operativa del personale loro assegnato e adottano, nel rispetto delle funzioni assegnate dal Direttore, gli atti gestionali necessari per la gestione degli uffici/servizi ovvero per il conseguimento degli obiettivi assegnati mediante autonomi poteri di spesa e di organizzazione. 5. I Responsabili di Area Funzionale/Territoriale propongono al Direttore la valutazione del personale assegnatogli. 6. L orario di lavoro dei titolari di posizione organizzativa è articolato in modo conforme alle vigenti disposizioni contrattuali nazionali e decentrate e concordato con il Direttore. 7. Per quanto concerne la gestione delle strutture residenziali e semi residenziali si prevede l'individuazione di una figura di coordinatore in coerenza con le norme regionali. I Coordinatori assumono gli atti gestionali necessari per la gestione dei servizi ovvero per il conseguimento degli obiettivi assegnati mediante autonomi poteri di spesa e di organizzazione. Le strutture residenziali e semi residenziali sono unità operative all'interno dell'area Funzionale. Art Rapporti tra Direttore e Titolari di Posizioni Organizzative 1. Al fine di garantire l'unitarietà e la coerenza delle attività delle aree funzionali/territoriali, rispetto agli indirizzi e agli obiettivi individuati dagli organi di governo dell Azienda, i titolari di posizione organizzativa coadiuvano il Direttore nell'espletamento delle funzioni sue proprie come specificato nel presente Regolamento. 2. Il Direttore, nell'esercizio delle funzioni di sovrintendenza e coordinamento che gli sono attribuite, emana direttive per l'azione amministrativa e per la gestione dei servizi, sulla base degli indirizzi formulati dal Consiglio di Amministrazione. 3. I titolari di posizione organizzativa rispondono al Direttore della corretta applicazione ed esecuzione delle direttive ricevute.7 4. Per l'assolvimento delle finalità di cui al primo comma è istituito con apposito provvedimento del Direttore, il Comitato di Direzione. CAPO III - Area delle posizioni organizzative Art Istituzione e regolamentazione dell'area delle posizioni organizzative 1. I dipendenti appartenenti alla categoria D possono essere assegnati a posizioni di lavoro ricomprese nell'area delle posizioni organizzative assumendone la responsabilità diretta di processo e di risultato. Per ricoprire una posizione ricompresa nell'area delle posizioni organizzative sia di nuova istituzione sia resasi disponibile verrà effettuata una selezione, a domanda, tra i dipendenti in possesso dei requisiti richiesti nel bando. L'assegnazione avrà la durata di dodici mesi e potrà essere rinnovata. 2. Le posizioni di lavoro di cui al comma 1 sono identificate e valutate con atto del Direttore in base a criteri generali definiti dall'azienda ed alla struttura organizzativa dell Azienda. Il conferimento dell'incarico relativo all'area delle posizioni organizzative e la valutazione del risultato sono di competenza del direttore. 3. L'orario di lavoro dei dipendenti di cui al comma 1, conformemente a quanto stabilito dal contratto collettivo nazionale comparto Enti Locali, non può essere inferiore a 36 ore settimanali da calcolarsi su base annua ai sensi del comma 4. Ai medesimi dipendenti si applicano tutte le categorie di permessi in essere e le forme di riduzione dell'orario previste per Legge o per Contratti Collettivi di lavoro ad esclusione del part-time e del recupero dell'orario straordinario. 4. I dipendenti di cui al presente articolo sono a disposizione dell'azienda, oltre l'orario di obbligo, per le esigenze connesse alla funzione affidatagli. Agli stessi è pertanto assegnata, dal direttore, la tipologia di orario flessibile che preveda la definizione, su base annuale, di un monte orario d'obbligo in relazione al quale, in accordo col direttore, il singolo dipendente gestisce la propria presenza in servizio in relazione alla funzione esercitata ed ai risultati da ottenersi. 5. Il direttore provvede alla sostituzione in caso di assenza od impedimento temporaneo utilizzando, per i Responsabili di Area Funzionale/Territoriale, preferibilmente il criterio della sostituzione reciproca. 6. In conformità alle vigenti disposizioni legislative e contrattuali i responsabili di Area devono essere coperti da polizza assicurativa per responsabilità patrimoniale verso terzi connessa all esercizio delle funzioni comunque attribuite. Art Provvedimenti di gestione 1. Tutti i provvedimenti di gestione adottati dal Direttore e dai Funzionari titolari di posizione organizzativa devono essere numerati in apposito registro con numerazione progressiva unica per tutta l Azienda, numerati in ordine cronologico e conservati in originale dall Area Amministrativa. 2. Copia degli atti deve essere trasmessa all'area Amministrativa. 3. Per la visione e il rilascio di copia delle determinazioni e degli altri provvedimenti ed atti si applicano le norme vigenti per l accesso alla documentazione amministrativa disciplinate dall apposito regolamento. 4. Le determinazioni sono immediatamente eseguibili e vengono periodicamente pubblicate all Albo dell Ente in elenco per 15 giorni consecutivi a cura dell Area Amministrativa.8 CAPO IV - Sistemi di valutazione Art Valutazione del direttore e dei titolari di posizione organizzativa 1. Al titolare di posizione organizzativa è garantito il confronto con il Direttore nella definizione del programma di attività che traduce in termini operativi gli obiettivi fissati dagli organi di governo dell'azienda, relativamente ai tempi, alle modalità di esecuzione ed alla quantificazione delle risorse affidategli. 2. La valutazione dei risultati dell'attività del Direttore, viene svolta dall Organo di valutazione interna che trasmette la suddetta valutazione, per la decisione finale, al Consiglio di Amministrazione. 3. La valutazione dei risultati dell'attività dei titolari di posizione organizzativa spetta al Direttore. 4. Il processo di valutazione è collegato alla assegnazione del trattamento economico accessorio. Il valore potenziale della retribuzione di risultato viene attribuito ai titolari di posizione organizzativa interessati, di norma, ad inizio anno ed è riferito alla prestazione complessiva del titolare di posizione organizzativa, tenendo conto anche della realizzazione dei principali obiettivi di budget e del programma di attività. 5. La valutazione dell'attività dei titolari di posizione organizzativa collegata al trattamento economico accessorio è comunicata agli interessati, i quali hanno diritto ad un eventuale confronto con il Direttore. CAPO V PERSONALE Art. 19 Mansioni 1. Il dipendente esercita le mansioni proprie della figura professionale di inquadramento. Sono comunque esigibili tutte le mansioni ascrivibili alla categoria di appartenenza del dipendente, in quanto professionalmente equivalenti. 2. Il dipendente, per obiettive necessità di servizio, può essere adibito a svolgere mansioni superiori con incarico a tempo determinato esclusivamente nei casi previsti dalla legge e dai CCNL vigenti. 3. L esercizio di mansioni superiori non determina in nessun caso il diritto all inquadramento nella qualifica funzionale superiore. 4. Per lo svolgimento di mansioni superiori, e limitatamente al periodo di espletamento dell incarico, è riconosciuto il diritto al trattamento economico corrispondente all attività svolta, se ed in quanto previsto dalla normativa vigente. 5. L incarico a svolgere mansioni superiori è conferito dal titolare di posizione organizzativa con provvedimento motivato che specifichi anche le ragioni della scelta di quel determinato dipendente. Art Responsabilità del personale 1. Ogni dipendente, nell ambito della posizione di lavoro assegnata, risponde direttamente dell'inosservanza dei propri doveri d ufficio secondo la disciplina dettata da norme di legge, di contratto e di regolamento. 2. In conformità alle vigenti disposizioni legislative e contrattuali il personale dipendente deve essere coperto da polizza assicurativa per responsabilità patrimoniale verso terzi connessa all esercizio delle funzioni comunque attribuite.9 3. L Azienda, anche a tutela dei propri diritti ed interessi, ove si verifichi l apertura di un procedimento di responsabilità civile o penale nei confronti di un suo dipendente per fatti o atti direttamente connessi all espletamento del servizio e all adempimento dei compiti d ufficio, assumerà a proprio carico, a condizione che non sussista conflitto di interessi, ogni onere di difesa sin dall apertura del procedimento, facendo assistere il dipendente da un legale di comune gradimento. In caso di sentenza di condanna esecutiva per fatti commessi con dolo o colpa grave, l Azienda si rivarrà sul dipendente per tutti gli oneri sostenuti per la sua difesa in ogni stato e grado del giudizio. Art Rapporti con l utenza e qualità dei servizi 1. I dipendenti assegnati alle strutture che erogano servizi a diretto contatto con i cittadini devono adottare ogni possibile strumento per favorire e valorizzare le relazioni con l utenza e migliorare la qualità dei servizi. 2. L attenzione ai rapporti con l utenza e il miglioramento continuo della qualità dei servizi sono da considerarsi obiettivi da perseguire costantemente e costituiscono elementi di valutazione da parte dei funzionari titolari di posizione organizzativa. Art Formazione e aggiornamento. Diritto allo studio 1. L Azienda persegue quale obiettivo primario la valorizzazione delle risorse umane e la crescita professionale dei dipendenti, per assicurare il buon andamento, l efficienza e l efficacia dell attività aziendale. A tal fine programma annualmente la formazione e l aggiornamento del personale, secondo criteri generali concordati con le OO.SS. e nel rispetto delle vigenti disposizioni contrattuali. 2. In aggiunta alle normali attività formative di cui al precedente comma, in ottemperanza alle disposizioni contrattuali finalizzate a garantire il diritto allo studio, ai dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato sono concessi permessi straordinari retribuiti secondo le modalità e nei limiti previsti dalle disposizioni contrattuali vigenti. Il Responsabile dell Area Amministrativa provvede ai necessari atti gestionali, fra cui indicare il termine entro il quale presentare le domande annuali, formare le graduatorie degli aventi diritto, verificare i rendiconti. Ogni dipendente che ha ottenuto il permesso retribuito per diritto allo studio concorda col proprio responsabile il piano annuale indicativo di utilizzo dei permessi, che deve tenere conto delle esigenze del servizio presso il quale lavora. Copia del piano annuale di utilizzo dei permessi approvato dal Responsabile Titolare di Posizione Organizzativa, deve essere preventivamente inviato all Area Amministrativa. In ogni caso i permessi studio non possono essere utilizzati in frazioni inferiori all ora. Art Mobilità 1. La mobilità del personale all interno dell Azienda, quale strumento di carattere organizzativo, risponde a criteri di flessibilità, competenza e professionalità. La mobilità deve tendere ad assicurare il raggiungimento degli obiettivi programmati dall Azienda in relazione ai servizi svolti. La mobilità è connessa a percorsi di aggiornamento e formazione del personale e rappresenta momento di crescita professionale dei lavoratori. 2. La mobilità interna può comportare, previo consenso del dipendente, la modifica del suo profilo professionale nel rispetto delle previsioni della dotazione organica e del programma triennale di assunzione.10 3. La mobilità tra profili professionali, all'interno della medesima categoria, è comunque consentita a condizione che il dipendente da inquadrare nella nuova figura professionale sia in possesso di adeguata professionalità acquisita o acquisibile per poter ricoprire una determinata posizione di lavoro. E fatto salvo comunque il principio della esigibilità delle mansioni ascrivibili alla medesima categoria previsto dalla normativa vigente. 4. L Azienda qualora dovesse rendersi vacante un posto che intende ricoprire attiverà preventivamente la procedura della mobilità interna volontaria a favore dei dipendenti. A tal fine, in relazione alle caratteristiche del posto da ricoprire, l'azienda potrà prevedere l'espletamento di un colloquio attitudinale e di un adeguato periodo di verifica della professionalità specifica in possesso del dipendente. I criteri per la gestione della mobilità saranno definiti con apposito regolamento. Art Mobilità per inidoneità psico-fisiche 1. Il personale riconosciuto idoneo a proficuo lavoro, ma riconosciuto inidoneo temporaneamente o permanentemente allo svolgimento delle mansioni del proprio profilo professionale è soggetto, di norma, a mobilità interna d'ufficio, anche temporanea, e, qualora ritenuto opportuno, anche alla mobilità di cui all'articolo L'Azienda, compatibilmente con la sua struttura organizzativa e con le disponibilità organiche, può utilizzarlo in mansioni equivalenti a quelle del profilo rivestito, nell'ambito della stessa categoria oppure, ove ciò non sia possibile anche in mansioni proprie di profilo professionale ascritto alla categoria inferiore. 3. L'Azienda a seguito del provvedimento di mobilità provvederà alla conseguente modifica del profilo professionale, previo adeguato periodo di verifica della professionalità specifica in possesso del dipendente. Art Sospensione e cessazione del rapporto di lavoro 1. La sospensione disciplinare o consensuale (aspettativa) e la cessazione del rapporto di lavoro in essere con l'azienda avviene nei casi e nei modi previsti dalla legge, dal CCNL applicato. 2. Gli atti relativi alla cessazione del rapporto di lavoro sono di competenza del Direttore.. Art Riassunzione 1. Il dipendente cessato dall'impiego per dimissioni può, su domanda documentata, essere riassunto. 2. Il dipendente riassunto deve essere collocato nel profilo professionale cui apparteneva al momento della cessazione dal servizio, con decorrenza di anzianità nella qualifica dalla data di esecutività del provvedimento di riassunzione. 3. La riassunzione è comunque subordinata al possesso dei requisiti generali per l'assunzione, alla vacanza del posto e ad effettive esigenze di servizio. 4. Non può inoltre aver luogo qualora siano trascorsi cinque anni dalla data delle dimissioni. Art Incarichi a contratto 1. I dipendenti assunti con contratto a tempo determinato presso la stessa Azienda o altra Pubblica Amministrazione ai sensi dell Art. 19 del D. Lgs. n. 165/2001 sono collocati su11 richiesta, per il periodo di durata del contratto, in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell'anzianità di servizio. Art Valutazione 1. I risultati della prestazione lavorativa del personale dipendente dall Azienda a tempo indeterminato e a tempo determinato, a qualunque categoria appartenga, sono rilevati e misurati attraverso il sistema della valutazione della prestazione che in attuazione dei criteri generali stabiliti in sede di concertazione vengono fissati in apposito manuale approvato dal Consiglio di Amministrazione su proposta del Direttore. 2. I risultati del sistema della valutazione della prestazione possono assumere rilevanza nel sistema della progressione orizzontale del personale. Art Incompatibilità 1. E incompatibile con il rapporto di pubblico impiego ogni attività lavorativa non preventivamente autorizzata. 2. I dipendenti a tempo part-time non superiore al 50%, per svolgere attività lavorative al di fuori dell Azienda, di qualsiasi natura, debbono comunque ottenere preventiva autorizzazione dal Responsabile di Area ovvero dal Direttore. L autorizzazione concerne esclusivamente la valutazione di compatibilità dell attività lavorativa da svolgersi all esterno dell Azienda rispetto alle attività che lo stesso dipendente svolge all interno dell Azienda. 3. Ai dipendenti con rapporto di lavoro a tempo pieno o part-time superiore al 50% non è consentito svolgere altre attività di lavoro subordinato, autonomo, o di collaborazione, tranne che la legge o altra fonte normativa, ivi compreso il presente regolamento, consentano il rilascio di specifica autorizzazione. Possono essere autorizzati incarichi saltuari ed occasionali, seppur retribuiti, qualora, sotto l aspetto qualitativo e quantitativo ed avuto riguardo alle modalità ed agli orari di espletamento, non vi sia interferenza con i compiti d ufficio. Sono comunque incompatibili le cariche gestionali in società costituite a fini di lucro, l esercizio di attività industriali o commerciali (compresa anche l attività artigianale esercitata in modo continuativo, professionale e lucrativo) e l esercizio di attività professionali, fatte salve le specifiche eccezioni previste dalla legge. 4. L autorizzazione di cui al presente articolo è rilasciata a condizione che l attività lavorativa: sia svolta al di fuori dell orario di lavoro e non interferisca con l ordinaria attività svolta nell ente non sia in contrasto con gli interessi dell azienda stessa. L autorizzazione nei confronti dei Responsabili con posizione organizzativa è rilasciata dal Direttore, nei confronti di quest ultimo è rilasciata dal Consiglio di amministrazione e nei confronti dei dipendenti è rilasciata dai Responsabili con posizione organizzativa. La sussistenza delle condizioni necessarie per il rilascio dell autorizzazione deve permanere per tutto il periodo in cui è svolta tale attività, pena la revoca dell autorizzazione stessa. La richiesta presentata dal dipendente, relativa a fattispecie autorizzabili, si intende accolta ove entro trenta giorni dalla presentazione non venga adottato un motivato provvedimento di diniego. L Azienda ai sensi delle attuali disposizioni, è tenuta a comunicare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica tutte le autorizzazioni rilasciate ai sensi del presente articolo. Vedere altro
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 art. 97
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
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 Art. 7
 Art. 8
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 Art. 11
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