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La Spezia: porta cibo ai gatti randagi, i vicini lo picchiano |
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La Spezia: porta cibo ai gatti randagi, i vicini lo picchiano
21 ottobre 2011	Cronaca 9 Commenti 152 Visite
Un quarantaseienne spezzino è stato aggredito, insultato e infine malmenato dai suoi vicini di casa per aver portato qualcosa da mangiare ai gatti randagi che stazionano nel cortile condominiale.
I vicini si erano lamentati del fatto che anche altri animali si avvicinano per mangiare quel cibo, e che dunque il cortile è frequentato da cani, gatti e “persino” topi. Inorriditi dal piccolo zoo, due residenti del condominio hanno ieri mattina insultato l’animalista e terminato con schiaffi al volto e spintoni.
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24 dicembre 2011 at 17:33
speriamo k nel mondo ci siano sempre + xsone k amano gli animali, e meno Bastardi come quei condomini, a cui auguro tutto il male possible
23 ottobre 2011 at 19:22
grazie a te di essere qui con noi. 🙂
23 ottobre 2011 at 19:21
grazie del tuo supporto. anche noi riteniamo che sapere sia il primo passo per cambiare.
23 ottobre 2011 at 13:06
Oh questa poi…impedire di amare. ostacolare chi vuol far del bene anche con la violenza. Io nei commenti mi dilungo…ora no. Per questo caso…non ci sono parole.
Queste notizie pero’ hanno una…loro utilita’, *mai Dio voglia che ci siano, ma ci sono e.l’utilita’ sta nel fatto di far sapere alla gente queste cose….ecco, io prima d’ora non lo sapevo. ora lo so. Un saluto,
23 ottobre 2011 at 11:54
bel blog!anch’io l’ho trovato per caso..complimenti!buona giornata e vi seguirò con molto interesse!
Ciao Rebecca, e grazie infinite per essere qui! Siamo felici che il nostro blog ti piaccia: cerchiamo di fare del nostro meglio per i nostri fratelli animali e non demordiamo mai. Rimani con noi! Buona domenica.
23 ottobre 2011 at 01:55
A chi viene vessato e minacciato perche’ nutre i randagi come e’ successo a me consiglio di portare con se copia della legge che tutela le colonie di gatti e delle due sentenze a favore dei gattari/e. Poi al primo cenno di minaccia chiamare le forze dell’ordine.
art. 2 comma 7 legge 281: è vietato a chiunque maltrattare i gatti che vivono in libertà.art. 2 comma 8 legge 281: i gatti che vivono in libertà sono sterilizzati dall’autorità sanitaria competente per territorio e riammessi nel loro gruppo. art. 2 comma 9 legge 281: i gatti in libertà possono essere soppressi soltanto se gravemente malati o incurabili.art. 2 comma 10 legge 281: gli enti e le associazioni protezionistiche possono, d’intesa con le autorità sanitarie locali, avere in gestione le colonie di gatti che vivono in libertà, assicurandone la cura della salute e le condizioni di sopravvivenza.
Consiglio di Stato – Sez. III – Adunanza del 16.9.1997 – Sentenza 883: Nessuna norma di legge, né statale, né regionale, fa divieto di alimentare gatti randagi nel loro habitat, cioè nei luoghi pubblici o privati in cui trovano
Una sentenza definita storica dagli animalisti dell’AIDAA quella che a Milano ha visto vincere qualche mese fa i gatti contro il condominio. E’ bene che si sappia che la legge riconosce il diritto dei mici a riunirsi in gruppi sociali. Il tribunale del capoluogo lombardo ha dato infatti ragione ad una gattara di un palazzo ubicato in via Mar Nero, dopo ben tre anni di contenzioso.
Il giudice civile ha stabilito che la colonia felina ha il diritto di sostare e gravitare intorno al plesso residenziale in quanto è nella natura del gatto che vive in libertà aggregarsi ai suoi simili e dunque non si può contrastare quella che, a conti fatti, è una leggenaturale, a dispetto delle lamentele dei condomini che mal tollerano la presenza di così tanti gatti, nei pressi delle loro abitazioni.
Una coppia che viveva nel condominio coinvolto nella causa aveva citato la gattara chiedendo addirittura un risarcimento morale per la presenza dei mici, attratti dalle cassette per il cibo sistemate dalla donna all’esterno dello stabile. I condomini chiedevano la rimozione delle stesse e che i gatti venissero allontanati dal complesso residenziale. Ma il giudice, come anticipavamo, ha detto no con grande soddisfazione dell’Associazione Italiana per la Difesa di Animali e Ambiente, che spiega come la decisione del Tribunale di Milano applichi per la prima volta le normative dellaLegge 281: i gatti sono animali sociali che hanno il diritto di spostarsi e riunirsi liberamente e nessuna legge vieta di prendersene cura e nutrirli. Inoltre non possono essere né allontanati né catturati per nessuna ragione.
LA SENTENZA 23693/2009 DEL TRIBUNALE DI MILANO SULLA PRESENZA DI GATTI NELLE AREE CONDOMINIALI
RG n. 23639/2007 Sent. 23693/2009 Rep. N. 10155/09
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE DI MILANO SEZIONE XIII CIVILE
In persona del giudice monocratico, Il giudice dott.ssa Sabrina Bocconcello ha pronunciato la seguente
nella causa RG n. 23639/2007 promossa
L.P. (C.F. …) e S.H. (C.F. …), rappresentati e difesi dall’Avv. Giovanni Paganuzzi, presso lo studio della quale in Milano, Viale Papiniano 44 eleggono domicilio, giusta procura a margine dell’atto di citazione
Condominio di via MarNero 13 – Milano, in persona del suo amministratore pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. Enrico Moscoloni, presso lo studio della quale in Milano, Via Larga 51, elegge domicilio come da procura in calce all’atto di citazione
SuperCondominio di via MarNero / Nicolajevka – Milano, in persona del suo amministratore pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avv. Enrico Moscoloni, presso lo studio della quale in Milano, Via Larga 51, elegge domicilio come da procura in calce all’atto di citazione
F.C. e N.R., rappresentati e difesi dall’Avv. Antonio Leva, presso lo studio della quale in Milano, Via Foppa 51, elegge domicilio come da procura a margine della comparsa di risposta
AIDAA Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente, rappresentati e difesi dall’Avv. Antonio Leva, presso lo studio della quale in Milano, Via Foppa 51, elegge domicilio come da procura a margine della comparsa di intervento
CONCLUSIONI così come precisate all’udienza del 4.5.2009
Con comparsa di intervento volontario depositata in cancelleria in data 26.62007 si costituiva la AIDAA aderendo alle domande formulate dai convenuti C./R.
Concessi i termini ex art. 183 VI comma cpc, il Giudice, a scioglimento della riserva del 11.12.2007, ammetteva alcuni capitoli di prova dedotti dalle parti, per interpello e testi. Esperita la fase istruttoria con l’interpello delle parti e l’escussione dei testi ammessi, ritenuta la causa matura per la decisione, veniva rinviata per la precisazione delle conclusioni.
All’udienza del 4.5.2009, le parti precisavano le conclusioni ed il Giudice tratteneva la causa in decisione, assegnando i termini di legge per il deposito delle comparse conclusionali e delle relative repliche.
Quanto all’intervento dell’AIDAA.
Parte attrice lamenta la inammissibilità dell’intervento dell’AIDAA (per carenza di interesse) nonché la sua domanda riconvenzionale (per tardiva costituzione).
Va rilevato che il diritto che, ai sensi dell’art. 105, comma 1, c.p.c., il terzo può far valere in un giudizio pendente tra altre parti, deve essere relativo all’oggetto sostanziale dell’originaria controversia, da individuarsi con riferimento al “petitum” ed alla “causa petendi”, ovvero dipendente dal titolo dedotto nel processo medesimo a fondamento della domanda giudiziale originaria, restando irrilevante la mera identità di alcune questioni di diritto, la quale, configurando una connessine impropria, non consente l’intervento del terzo nel processo.
Orbene nel caso in esame AIDAA ha dimostrato con il proprio intervento di aver aderito alle difese di parte convenuta C./R. manifestando l’interesse – insito nell’oggetto sociale dell’associazione stessa – a che non vengano rimossi i rifugi dei gatti. Ne consegue l’ammissibilità dell’intervento.
Quanto alla domanda riconvenzionale svolta dall’AIDAA deve qualificarsi l’intervento dell’associazione come intervento adesivo, con lì che – come precisato anche nella memoria 21.7.2009 dell’intervenuta – nessuna domanda riconvenzionale stata da AIDAA formulata se non in adesione a quelle già ritualmente formulate dai convenuti C./R. L’eccezione quindi deve essere respinta.
così deciso in Milano, il 30 settembre 2009
Tribunale di Milano Pubblicato oggi 20 Ottobre 2009
Sentenza annullamento ordinanza del Sindaco di Galliate
“Divieto di alimentazione animali randagi”
Sentenza: Annullamento ordinanza sindaco di Galliate “divieto alimentazione animali randagi”.
– la relazione trasmessa con nota del 14.5.97 e pervenuta il 2.6.97, con la quale il Ministero della Sanità, Dipartimento alimenti, nutrizione e sanità pubblica veterinaria, ha richiesto il parere del Consiglio di Stato sul ricorso straordinario in oggetto;
– che l’articolo 12, comma 2, della legge della regione Piemonte 26 aprile 1993, n. 34, dispone che “qualora si renda necessario, il comune, con il servizio veterinario della ASL, organizza interventi di controllo della popolazione felina che possono comprendere, secondo la natura e la gravità dei casi segnalati, in armonia con indicazioni contenute nel regolamento d’attuazione: a) l’affidamento della colonia ad una associazione per la protezione degli animali; b) il controllo delle nascite; c) la cattura e la collocazíone degli animali in affidamento od altra sede più idonea”;
– che il sindaco di Galliate, con l’ordinanza qui impugnata, non ha disposto alcuno degli interventi sopra menzionati (nonostante che l’associazione protezione animali – Amici dei Gatti gli avesse, formalmente proposto la costruzione di un gattile), ma ha vietato di deporre alimenti di qualunque genere per la nutrizione dei gatti randagi o che, comunque, vivano in libertà in determinate zone del territorio comunale, disponendo sanzioni amministrative per i contravventori;
– che l’ordinanza impugnata viola anche l’art. 2 della legge 14.8.1991, n. 281 (legge-quadro in materia di animali di affezione e prevenzione dei randagismo), secondo cui “i gatti che vivono in libertà sono sterilizzati dall’autorità sanitaria competente per territorio e riammessi nel loro gruppo… Gli enti e le associazioni protezionistiche possono, d’intesa con le UU.SS.LL., avere in gestione le colonie di gatti che vivono in libertà, assicurandone la cura e la salute e le condizioni di sopravvivenza”;
– che l’affermazione contenuta nella motivazione dell’ordinanza impugnata, relativa ai “possibili rischi per la salute umana a causa di malattie zootecniche”, determinati dalla presenza delle colonie feline, è smentita dalla relazione allegata in atti, redatta dal responsabile del servizio veterinario della U.S.S.L. competente, a seguito di sopralluoghi effettuati su richiesta dei sindaco stesso, da cui risulta che i sopralluoghi, finalizzati ad evidenziare, attraverso l’osservazione macroscopica degli animati, sintomatologie evidenti riferite a malattie contagiose in atto, hanno avuto esito negativo; – che l’ordinanza impugnata, per i motivi sopra esposti, deve ritenersi illegittima;
Per me qualsiasi animale ha il diritto di vivere, peccatto che l’uomo si sente superiore dei nostri fratelli animali… per caso ho trovato il tuo Blog qui in WordPress e lo trovo veramente bellissimo.. buona domenica Pif

References: art. 2
 art. 2
 Sentenza 
 sentenza 
 SENTENZA 
 art. 183

Sentenza