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Ministero dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per le Marche Direzione Generale. - ppt scaricare
Ministero dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per le Marche Direzione Generale.
PubblicatoLorenza D alessandro Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "Ministero dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per le Marche Direzione Generale."— Transcript della presentazione:
1 Ministero dellIstruzione, dellUniversità e della Ricerca Ufficio Scolastico Regionale per le Marche Direzione Generale
2 Riteniamo che, per tutte le persone che lavorano nella scuola, possa essere utile avere a disposizione un documento analitico sulla formazione del personale, dove siano riportate tutte le informazioni necessarie per conoscere le linee di indirizzo e alcune indicazioni orientative della Direzione Regionale, lentità delle risorse a disposizione, con i criteri del loro utilizzo e assegnazione, e le ipotesi di tematiche meritevoli di interesse per la scuola della nostra regione. Il documento rappresenta anche la base di confronto con le OO.SS. per la sigla del contratto integrativo, che ne costituirà, nella sua veste burocratico-amministrativa, un allegato. Il presente documento, che è il risultato del lavoro del gruppo tecnico, è consultabile sul sito www.marche.istruzione.it 2
3 Linee di indirizzo del Direttore Generale Ritengo la formazione un esercizio, intellettuale e operativo, imprescindibile per tutti coloro che lavorano in un contesto educativo: esercizio del pensiero che a propria volta alimenta e sorregge il senso di appartenenza allistituzione che ci accomuna. I momenti da sviluppare, nel quadro generale della formazione, sono molteplici e tutti in varia misura complessi, ed occorre far sì che ognuno riceva la considerazione che gli è dovuta senza che ne soffra quella attesa dai restanti: uno dei rischi impliciti nellaffrontare questioni complesse è infatti quello di concentrare limpegno speculativo su singoli aspetti, tanto da modificarne le proporzioni e scambiarle con la totalità del progetto. Dai contributi dei dirigenti scolastici, seguiti agli incontri provinciali (ottobre 2002, gennaio-febbraio 2003) sono emerse tematiche meritevoli di interesse anche per lambito della formazione, al punto da suggerire di destinare parte delle risorse finanziarie al riconoscimento del lavoro di autoaggiornamento che il relativo studio comporterà. Lapprofondimento di specifici argomenti – allinterno di una irrinunciabile visione dinsieme - deve non solo consentire di cogliere i tratti identitari della scuola nella nostra regione ( valorizzandone le luci ed elaborando le strategie atte a superarne i punti di debolezza), ma favorire anche processi partecipativi ed emulativi rivolti al suo generale e progressivo miglioramento. La realizzazione d un piano di tale natura – concepito in chiave sistemica – non può che essere graduale, e dunque realisticamente scandita in una prospettiva poliennale che tuttavia ne tuteli lunitarietà concettuale, ad evitare la frammentarietà e lepisodicità delle esperienze, che mal si addicono al contesto educativo: troppo spesso lansia di fare molto e prestonon consente di elaborare modelli culturali consoni a ciò che la scuola per sua natura esige (e che del resto la recente legge di riforma richiede, anche in relazione agli obiettivi dei sistemi di istruzione e formazione in Europa). A tali considerazioni – che spera condivise, nelle premesse e nelle finalità - la Direzione Generale intende ispirare la propria azione nel promuovere e sostenere lattività di formazione del personale. 3
4 Il piano delle risorse finanziarie e criteri di gestione Come da orientamenti e direttive nazionali le risorse disponibili per la formazione del personale saranno ripartite in modo da distribuire la massima parte alle scuole stesse. I criteri seguiti nella formulazione delle destinazioni sono i seguenti: zDefinizione del monte complessivo di risorse disponibili per attività di formazione, compresi i residui di esercizi precedenti, distinguendo tra risorse già finalizzate nel finanziamento e risorse di autonoma allocazione. zRipartizione delle risorse dellesercizio 2003 relative alla Direttiva 36/2003 ( 804.405,00): Il 20% alla disponibilità dellUfficio Scolastico Regionale: 160.881,00. Il 15% di tale somma (pari a 24.132,15) è vincolato ad azioni formative riguardanti il personale A.T.A. Della restante somma (pari a 136.748,85), una quota corrispondente al 25% ( 40.220,25) sarà destinata a sostenere azioni, anche a lungo termine, rivolte a processi di riconversione e mobilità professionale, privilegiando la partecipazione dei docenti appartenenti a classi di concorso in esubero e di quelli tecnico-pratici. La restante somma di 96.528,60 sarà destinata a concorrere alla realizzazione di iniziative di formazione di cui al punto A della Direttiva ministeriale n. 36/2003 (quali riportate nellallegato B al Contratto decentrato regionale sottoscritto in data odierna) e a consentire allU.S.R. lo svolgimento di autonome azioni in relazione alle medesime finalità, sui contenuti risultanti dal presente documento. Ove le risorse specificatamente destinate a sostenere i processi di riconversione professionale ( 40.220,25) non vengano impegnate dal MIUR a tale scopo nel corso dellesercizio finanziario di riferimento o in quello successivo, ovvero risultino eccedenti la necessità, saranno destinate, per lintero o per la parte residua, alla realizzazione delle iniziative di cui al presente documento (All. A pagg. 21 e 22) e al sopra citato All. B. Una quota pari a 1.500,00 per ogni scuola di base per la formazione del personale connessa al processo di Riforma pari a 256.500,00 (cfr lettera circolare n°66 31 luglio 2003 Quota finanziamento destinata alla formazione dei docenti di sostegno (art. 2, lettera a) della direttiva n. 36/2003) pari a 48.547,00 1.La quota rimanente, 338.477,00 da destinare alle istituzioni scolastiche, sarà ripartita secondo i seguenti criteri: 2.Il 60% come elemento statico in relazione al numero degli alunni, docenti e A.T.A. presenti in organico di fatto; 3.Il 30% come elemento dinamico come da indirizzi dellU.S.R.; 4.Il 10% da destinare ad interventi perequativi da parte dellU.S.R. 4
5 IL QUADRO DI SINTESI DELLE RISORSE 5
6 IL QUADRO DI SINTESI DELLE RISORSE 6
8 COMUNICAZIONI 8
9 Una finestra sulle attività di formazione delle scuole e una proposta operativa (fonte Ufficio Studi) 9
10 Le tendenze in atto….. Da un campione statistico di 33 scuole su 280 nellA.S.2001-2002 Cfr Monitoraggio a cura dellUfficio Studi nel sito dellUSR 10
11 Le risorse investite dalle scuole (A.S. 2001-2002) 11
12 PER UN SISTEMA REGIONALE DELLA FORMAZIONE Sullargomento della formazione il ruolo di sostegno e supporto dellUfficio Regionale alle scuole dellautonomia si esplica anche attraverso la funzione di interprete dei bisogni formativi e di organizzatore del sistema regionale di miglioramento della professionalità dei docenti,dei dirigenti e del personale ATA. La formazione, che è anche veicolo delle innovazioni e delle riforme, si deve sviluppare secondo le linee strategiche della politica scolastica nazionale e territoriale compendiandosi con le esigenze espresse da tutti gli operatori della scuola. Per questo occorre integrare ciò che è emerso come proposta di lavoro in merito agli indirizzi per la scuola marchigiana anche in funzione dei dati rilevati e in relazione alle linee di tendenza dellofferta formativa nel territorio. 12
13 Lorganismo scuola è costituito di parti omogenee che debbono integrarsi e sentirsi nel tutto superando gerarchie, burocrazie delladempimento, autarchie e splendidi isolamenti… Le priorità della scuola europea sono quelle della scuola italiana e di quella locale poeticizzate attraverso le diverse culture ma con analoghi obiettivi. Occorre riflettere tutti su ciò che realmente serve e lì concentrare gli sforzi e le risorse aiutando le scuole ad interpretare bisogni comuni e non a vagheggiare sogni solitari…. È necessario censire le reti reali ed attive, promuoverne altre,individuare e fondare altri poli di servizio per la formazione,dialogare con gli enti locali e tutte le agenzie che si occupano di formazione e qualificazione del personale sui temi della scuola. 13
14 Lautonomia delle scuole deve fondarsi sulla identificazione della comune via da seguire per raggiungere la qualità che non è la perfezione ma ciò che si dovrebbe essere e non si è pienamente nellidea di scuola come servizio alla persona e alla comunità. Per la formazione è necessario fare repertorio delle esperienze più efficaci, proporre nuovi modelli e diffondere quelli innovativi già sperimentati. Sarebbe utile pensare ad una piattaforma regionale per la formazione che dialoghi con chi già opera con i modelli della FAD, delle-learning sia esso puro o integrato e coinvolgervi le scuole anche già associate in rete. 14
15 La costruzione della mappa completa di tutte le iniziative di formazione In coerenza con la logica sistemica ci si propone di completare, nel tempo, la mappa di tutta la formazione che si realizza nella nostra regione. Questa visione dinsieme consente di: z valutare se vi è equilibrio nellassegnazione delle risorse, sia tra i vari ordini di scuola, che nella trattazione degli argomenti zdi ri-progettare in modo da compensare eventuali lacune zdi sostenere le capacità negoziali delle singole Istituzioni scolastiche zdi dare valore alle risorse professionali interne alle istituzioni, patrimonio culturale che la scuola custodisce, a volte così gelosamente da mortificarlo Oltre alle proposte di formazione che si ipotizzano in questa sede, dalla Direzione Generale verranno ricercate intese con le autonomie locali e il sistema economico, richieste collaborazioni e sostegni, anche finanziari, ad enti, istituzioni, fondazioni, Università. 15
16 Il livello responsabile dellUSR (cfr.Dir n°74/2002) IL GRUPPO TECNICO DELLUSR RAPPRESENTA IL LIVELLO PROPOSITIVO, DI CONSULENZA, SUPPORTO E COMUNICAZIONE PER LE ATTIVITA DI FORMAZIONE IN GENERALE 16
17 Orientamenti e priorità per il piano di formazione Nel rispetto e nella valorizzazione dellautonomia delle Istituzioni scolastiche, lUfficio regionale indica alle stesse, con valore di orientamento dei rispettivi progetti di formazione, le seguenti raccomandazioni relativamente ai caratteri, ai contenuti e alle metodologie della formazione in servizio. I caratteri, i contenuti e le metodologie della formazione rappresentano un insieme di scelte unificanti che vanno declinate nella specifica progettazione relativa ai diversi soggetti interessati ( scuole, reti di scuole, segmenti specifici di personale scolastico) costituendone un quadro di riferimento trasversale. Alcune tematiche, per la loro specificità, vanno articolate per categorie professionali. 17
18 I caratteri della formazione Suggerimenti e linee di indirizzo zLIstituzione come soggetto collettivo organizzato: sviluppo della cultura organizzativa 1.sviluppo delle potenzialità 2.miglioramento dei risultati 3.promozione della qualità zAlta qualità e specializzazione: formazione dei professionisti le reti di scuole per la condivisione di esperienze e un miglior utilizzo delle risorse progetti pilota per la ricerca e linnovazione zProcessi di riforma: promozione dellapprendimento istituzionale zLa comunicazione istituzionale: Legge n°150 del 2000. 18
19 I contenuti della formazione Suggerimenti e linee di indirizzo Formazione in contesto organizzativo zAutoanalisi, autodiagnosi e autovalutazione interna; zProgrammazione interna e progettazione/riprogettazione del Piano dellofferta formativa; zAttività di benchmarking e di miglioramento a confronto con le pratiche migliori. La formazione specialistica dei professionisti zLa cultura/le culture organizzative zLa valutazione degli apprendimenti zCertificazione dei percorsi formativi e portfolio zStrutture disciplinari e modelli curriculari zIndividualizzazione degli apprendimenti, modularizzazione dei curricoli zLa relazione in un contesto educativo La formazione come apprendimento istituzionale ( a dimensione prevalente di reti di scuole) zI nodi storico strutturali della scuola e il bisogno di riforma. I riflessi professionali (ciò che cambia e ciò che permane valorizzandosi) delle riforme degli ordinamenti scolastici. zLe riforme costituzionali e i loro riflessi sullordinamento scolastico, in particolare per i servizi di istruzione e formazione che si configurano a titolarità plurima(obbligo formativo, orientamento, rapporti interistituzionali,…) zLe problematiche della partelocale del curricolo (DPR 275/99), da qualificare come legate alla specificità della formazione storico-sociale-economica della regione e delle sue prospettive di sviluppo. 19
20 Le metodologie della formazione Suggerimenti e linee di indirizzo Coerentemente con le indicazioni precedenti sono da promuoversi metodologie di formazione dirette alla riflessione e autoriflessione collettiva. Il professionista riflessivo è colui che sa connettere lesperienza individuale e collettiva con le prospettive e le potenzialità. Vanno pertanto valorizzate le dimensioni: del laboratorio; della ricerca-azione; del gruppo di riflessione autonomo e guidato; delle-learning; dellattività daula. 20
21 Le attività della direzione regionale La quota di risorse disponibili allUfficio scolastico sarà finalizzata a: zPredisposizione di servizi alla formazione per le scuole Consulenza e assistenza alla progettazione, in prima applicazione attraverso i propri Uffici Studi e lIRRE Servizi telematici attraverso un portale dedicato alla scuola marchigiana e attrezzato con i comuni strumenti( forum, bacheche, documentazione on line) sia, in prospettiva, con una piattaforma per la formazione a distanza. Formazione di una rete di mediatori per la formazione in servizio che, in prospettiva e in modo continuativo, offrano alle scuole la consulenza ed il know-how per la progettazione e lassistenza per la realizzazione dei progetti stessi. zConsulenza ed assistenza per la realizzazione dei progetti europei. zPredisposizione e messa in opera di un sistema di monitoraggio unitario e partecipato, che consenta sia la conoscenza organizzata ed interrogabile di quanto si realizza nelle scuole, sia la restituzione ad esse delle informazioni raccolte, come supporto allautovalutazione e alla riprogettazione di Istituto. zFinanziamento aggiuntivo sulla base di progetti e preventivi presentati dalle scuole, per incentivare e promuovere attività di rete tra le scuole stesse. zRealizzazione di progetti di formazione con il valore di progetti pilota offrendo alle scuole modelli che possono successivamente ispirare e alimentare la loro progettazione autonoma. 21
22 Le attività della direzione regionale promozione - co-partecipazione - co-finanziamento : tempi e modalità. zGruppi di lavoro auto-aggiornamento – (Cfr lettera del direttore generale dell 8 aprile 2003 ) - da dic. 2003 a… 1.La memoria storica della scuola marchigiana: ricognizione e documentazione delle esperienze 2.Il capitale umano: cittadinanza attiva: integrazione dei soggetti disabili; educazione degli adulti;educazione interculturale;didattica; tecnologie informatiche; alleanza scuola e famiglia: la corresponsabilità educativa; agio e disagio;orientamento e dispersione; obbligo scolastico e obbligo formativo; valutazione e autovalutazione di Istituto; valutazione delle competenze e delle abilità; quantaltro emergerà in sede di costituzione di gruppi. 3.Le relazioni allinterno dellAmministrazione scolastica 4.La interistituzionalità (dai gruppi emergeranno altre tematiche che potrebbero diventare contenuti dei moduli di formazione che la Direzione Regionale promuoverà) zFormazione per moduli. da gennaio 2004 a …. Il modulo è un percorso che prevede la realizzazione di esperienze formative che si sviluppano per fasi. La prima sarà gestita dalla Direzione Generale. Potranno partecipare tutte le Istituzioni scolastiche. Per la realizzazione delle fasi successive (specializzazione) si chiederà la co-partecipazione e il co-finanziamento alle singole Istituzioni scolastiche che vorranno aderire. I contenuti dei moduli riguardano tematiche di particolare rilievo e possono realizzare una riflessione che sia nel contempo anche unopportunità di conferire alla scuola della regione una sua specificità. Ad esempio diverse indagini e ricerche mettono in risalto lo stato di malessere professionale che attraversa il mondo della scuola. (indagine OCSE). Lavorare sul clima sociale e sul piacere di lavorare nella scuola ( Great pleace to work of Institute cfr Loccioni ) La sindrome del burnout negli insegnanti) potrebbe essere opportuno, se non necessario. ( cfr Studio Getsemani ) Si avrà cura di evitare che le iniziative di formazione coincidano con i periodi caldi dellanno scolastico. 22
23 Destinatari della formazione zDirigenti scolastici zDocenti zPersonale amministrativo zPersonale tecnico zCollaboratori scolastici zScuole paritarie Alcune esperienze di formazione potranno coinvolgere: zGruppi di genitori zAltri soggetti 23
24 Dirigenti scolastici 31.152,00 (dir. n. 43 e.f. 2003) - vincolati alla realizzazione dei pacchetti EDS-MIUR 40.048 (residuo di cui alla Direttiva n. 143/2001). La somma di 40.048,00 sarà utilizzata per attività di autoaggiornamento affrontate e sviluppate in gruppi di lavoro, costituiti anche a livello territoriale, sulle tematiche a suo tempo proposte dai Dirigenti scolastici (cfr. pag. 22) Le iniziative per la formazione dei dirigenti scolastici affiancano e sviluppano le iniziative nazionali) e sono dirette prioritariamente allo sviluppo della cultura organizzativa. Temi indicativi, anche in relazione a quanto è emerso da una indagine sui bisogni realizzata nel 2002 sono: zI paradigmi fondamentali della cultura organizzativa ( approcci funzionali e approcci psico-socio- dinamici) zManagement e leadership zOrganizzazioni a legami deboli, gestione del personale e del conflitto zLe dinamiche di confine dellorganizzazione e dei ruoli organizzativi zSuperamento dellansia da contenzioso con implementazione delle capacità negoziali e lapplicazione di un repertorio di teorie dellorganizzazione ai processi decisionali 24
25 Docenti Temi indicativi La cultura/le culture organizzative La valutazione degli apprendimenti degli allievi Certificazione dei percorsi formativi e portfolio degli alunni Strutture disciplinari e modelli curricolari Individualizzazione degli apprendimenti, Modularizzazione dei curricoli La relazione in un contesto educativo. Il clima sociale 25 Per le risorse a disposizione si rimanda alle schede finanziarie pagg. 6,7,8.
26 Direttori servizi generali amministrativi di segreteria Temi indicativi zLa comunicazione istituzionale zSuperare la separatezza tra la dimensione amministrativa e quella didattica zLe relazioni lavorative: la gestione delle risorse umane zLa ricerca di risorse zCorsi di informatica per accompagnare le nuove procedure richieste agli uffici: 1.Area personale 2.Area amministrativa 3.Archivio Per le risorse a disposizione si rimanda alle schede finanziarie pagg. 6,7,8. 26
27 Amministrativi Temi indicativi zBack office e front office nellorganizzazione scolastica zServizi alla progettazione interna e allutenza zLe attività di sportello e di accoglienza zLa comunicazione interna e le reti locali zLutilizzo delle tecnologie informatiche Per le risorse a disposizione si rimanda alle schede finanziarie pagg. 6,7,8. 27
28 Tecnici Temi indicativi zLa cultura della sicurezza. L.626/94 zLa comunicazione interna zLutilizzo delle tecnologie zLa gestione dei laboratori 28 Per le risorse a disposizione si rimanda alle schede finanziarie pagg. 6,7,8.
29 Collaboratori scolastici Temi indicativi zLe relazioni lavorative in un contesto educativo: elementi basilari della comunicazione zLe relazioni con il pubblico - Saper accogliere zAssistenza allhandicap zCorsi base di informatica 29 Per le risorse a disposizione si rimanda alle schede finanziarie pagg. 6,7,8.
30 Monitoraggio, supporto documentazione e valutazione CREAZIONE DI UN DATA BASE REGIONALE ED UN REPERTORIO DI BUONE PRATICHE E DI SOGGETTI ACCREDITATI GLI ATTORI: Gruppo tecnico regionale IRRE UNIVERSITÀ Reti di scuole Poli di servizio Soggetti accreditati 30
31 Il ruolo dellIstituto Regionale Ricerca Educativa ( IRRE ) LIstituto per la Ricerca Educativa rappresenta la risorsa tecnico scientifica fondamentale per la qualificazione della politica scolastica regionale, operando in interfaccia con lAmministrazione scolastica e il sistema delle Autonomie Locali e universitarie. Per quanto attiene alla formazione del personale della scuola, sulla base preliminare della condivisione delle linee di indirizzo qui esposte da parte del Consiglio di Amministrazione dellIstituto, lIRRE svilupperà la propria iniziativa prioritariamente nelle seguenti direzioni: Servizi di counseling e di assistenza alle scuole e alle reti di scuole per quanto riguarda la progettazione e la realizzazione delle iniziative formative Servizi di documentazione on line Attività di monitoraggio Per lo sviluppo di tali attività la collaborazione tra IRRE e Direzione Regionale sarà assicurata da: Presenza nellorganismo tecnico regionale Attribuzione di risorse 31
32 La storia della formazione attraverso le norme essenziali art. 33 del dPR 10.01.1957, n. 3; artt. 7 (comma 4) e 61 del d.lgs. 03.02.1993, n. 29 n. 3; artt. 7, 282, 283, 284 del d.lgs. 16.04.1994, n. 297; art. 28 del ccnl 04.08.1995; direttiva 01.07.1996, n. 305; art. 12 della legge 15.03.1997, n. 59; direttiva 13.05.1998, n. 226; art. 26 del ccnl 16.02.1999; ccnl 26.5.1999; ccni 03.08.1999; art 3 della lettera circolare 04.08.1999, n. 194; art. 45 d.P.R. 31.08.1999, n. 394; direttiva 03.09.1999, n. 210; c.m. 08.09.1999, n. 214; legge 10.2.2000, n. 30; dm 24.03.2000, n. 88; dm 10.07.2000, n. 177; direttiva 16.08.2000, n. 202; cm 18.10.2000, n. 233; art. 3 d.P.R. 06.11.2000, n. 347; c.m. 06.12.2000, n. 269; c.m. 18.12.2000, n. 281; c.m. 19.12.2000, n. 282; art. 12 del ccnl scuola (biennio economico 2000/2001) 15.03.2001; ccni annuale 01.08.2001; direttiva 01.10.2001, n. 143; direttiva Funzione Pubblica 13.12.2001; art. 16 della legge 28.12.2001, n. 448; ccni 9.5.2002; ccni 5.6.2002; direttiva 17.06.2002, n. 70; direttiva N.74/2002 ;direttiva N.87/2002 DIRETTIVA N. 36/2003 DIRETTIVA N.43/2003 Direttiva n:48/2003 Lettera circolare 66/2003 32
33 Testi e note di riferimento zAtlante sociale a cura di Ilvo Diamanti per Il Consiglio Regionale delle Marche zStudio Getsemani La sindrome del burn-out nei docenti zLa comunicazione istituzionale L. 150/2000 zFondazione CENSIS Rappresentare il policentrismo zLettera del Direttore Generale dott. Michele De Gregorio dell8 aprile 2003 33
34 Indice zIntroduzione zLinee di indirizzo del Direttore Generale Michele De Gregorio zIl piano delle risorse finanziarie e criteri di gestione zIl quadro di sintesi delle risorse finanziarie (I parte) zIl quadro di sintesi delle risorse finanziarie (II parte) zIl quadro di sintesi delle risorse finanziarie (III parte) zComunicazioni zUna finestra sulle attività di formazione delle scuole e una proposta operativa zLe tendenze in atto zLe risorse investite dalle scuole (a.s. 2001-2002) zPer un sistema regionale della formazione zCostruzione della mappa delle iniziative di formazione zIl livello responsabile dellUfficio Scolastico Regionale (cfr dir.n°74/2002) zOrientamenti e priorità per il piano di formazione zI caratteri della formazione zI contenuti della formazione zLe metodologie della formazione zLe attività previste dalla Direzione Regionale 1 zLe attività previste dalla Direzione Regionale 2 zDestinatari della formazione zDirigenti scolastici zDocenti zDirettori SGA zAmministrativi zTecnici zCollaboratori scolastici zMonitoraggio, supporto documentazione e valutazione zIl ruolo dellIRRE zBibliografia di riferimento 34
35 Ufficio Scolastico Regionale per le Marche Direzione Generale via xxv Aprile, 30 Ancona tel 071 22951 www.marche.istruzione.it
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References: art. 33
 art. 28
 art. 12
 art. 26
 art. 45
 art. 3
 art. 12
 art. 16