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Timestamp: 2018-10-21 15:37:45+00:00

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CIRCOLARE N. 26. Roma, 7 Giugno 2004 UFFICI CENTRALI DEL BILANCIO LORO SEDI. Prot. N Allegati: 2 RAGIONERIE PROVINCIALI DELLO STATO LORO SEDI - PDF
CIRCOLARE N. 26. Roma, 7 Giugno 2004 UFFICI CENTRALI DEL BILANCIO LORO SEDI. Prot. N Allegati: 2 RAGIONERIE PROVINCIALI DELLO STATO LORO SEDI
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Lamberto Napoli
1 CIRCOLARE N. 26 DIPARTIMENTO DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO ISPETTORATO GENERALE DI FINANZA UFFICIO XIV Roma, 7 Giugno 2004 Prot. N Allegati: 2 Agli UFFICI CENTRALI DEL BILANCIO LORO SEDI OGGETTO: Decreto del Ministro dell'economia e delle Alle RAGIONERIE PROVINCIALI DELLO STATO LORO SEDI finanze 10 marzo 2004, recante la regolamentazione del riscontro amministrativo contabile dei rendiconti dei funzionari delegati esercitato a campione. All UFFICIO CENTRALE DI RAGIONERIA PRESSO I MONOPOLI DI STATO SEDE PREMESSE Si trasmette, per conoscenza e norma, il decreto del Ministro dell economia e delle finanze, emesso in data 10 marzo 2004, ai sensi dell art. 9, comma 9, del D.P.R. 20 aprile 1994, n. 367, e registrato alla Corte dei conti - Ufficio controllo atti Ministeri finanziari il 26 aprile 2004, registro 002, foglio 104. Il decreto, che rinnova le disposizioni del precedente analogo decreto emesso il 12 giugno 1995, regolamenta l esercizio, a campione, del riscontro amministrativo contabile dei rendiconti dei funzionari delegati dello Stato delle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato. DG
2 Per gli elementi di assoluta novità che sono contenuti nel provvedimento, si ritiene opportuno commentarlo analiticamente, articolo per articolo, per dirimere qualsiasi dubbio in sede applicativa. E da premettere che il decreto è definitivo, in quanto non necessita di ulteriori provvedimenti amministrativi per la sua attuazione. ANALISI DEL DECRETO Art. 1 Autorizza l esercizio del riscontro amministrativo contabile dei rendiconti dei funzionari delegati, da parte degli Uffici di ragioneria (Uffici centrali del bilancio e Ragioneria provinciali dello Stato), con il metodo del campione. In ossequio a quanto disposto dall art. 9, comma 9, del D.P.R. n. 367/1994, stabilisce, inoltre, che i capitoli in ordine ai quali può essere esercitato il controllo a campione sono quelli afferenti alle spese di funzionamento. I capitoli interessati possono essere rilevati dall apposita rubrica Spese di funzionamento, contenuta nello stato di previsione della spesa di ciascun Ministero. Art. 2 Il comma 1 pone un limite quantitativo al controllo a campione, disponendo che deve essere assoggettato a controllo sistematico almeno il 30% dei rendiconti dei quali i funzionari delegati hanno l obbligo di presentazione. Il rimanente 70% può non rientrare nel campione. Nell aliquota del 30%, e quindi soggetti al controllo sistematico, devono essere inclusi quei rendiconti che comprendono le gestioni di due funzionari delegati che si sono succeduti nel corso dell esercizio (comma 3). Per evidenziare tale circostanza, i relativi mod. 27 C.G. devono recare nell apposito riquadro, il numero 2. Il comma 2 indica i criteri da adottare per la scelta del campione. Art. 3 Il comma 1 prevede la predisposizione, da parte degli Uffici di ragioneria, di programmi di controllo semestrali, coerentemente con la cadenza temporale di presentazione dei rendiconti. 2
3 Nei programmi devono essere indicati, per ciascuna Amministrazione, i funzionari delegati ed i capitoli delle spese di funzionamento da assoggettare a controllo sistematico, con la specificazione dei criteri adottati per ciascun funzionario delegato. Il comma 2 sancisce l obbligo dell invio dei programmi di controllo all Ispettorato generale di finanza, rispettivamente all Ufficio XIII per gli Uffici centrali di bilancio e per l Ufficio centrale di ragioneria presso i Monopoli di Stato e all Ufficio XIV per le Ragionerie provinciali dello Stato. Art. 4 Il comma 1 dispone l obbligo dell esame di quei rendiconti che, seppure non inclusi nei programmi di controllo degli Uffici di ragioneria, rientrano in quelli definiti dalle Sezioni regionali del controllo della Corte dei conti, ai sensi dell articolo 3, comma 4, della legge 14 gennaio 1994, n. 20. E necessario, quindi, che gli Uffici di ragioneria chiedano alla competente Sezione del controllo l invio di detti programmi. Inoltre, al fine di poter disporre lo scarto di quei rendiconti che abbiano già scontato i termini per la loro conservazione, come precisato all art. 8 del decreto in rassegna, occorre acquisire anche i programmi riferiti agli anni precedenti, qualora non in possesso di codesti Uffici. Il comma 2 introduce una ulteriore limitazione al controllo a campione, disponendo che sono esclusi da esso, per la loro particolarità, i rendiconti di contabilità speciale, i rendiconti per accordi di programma di cui all art. 8 del D.P.R. n. 367/1994 ed i rendiconti delle spese di giustizia. Art. 5 Prescrive che nei modelli 27 C.G. relativi ai rendiconti esclusi dal controllo venga riportata una apposita dicitura che li contraddistingua, anche al fine di delimitare la responsabilità per eventuali illeciti o irregolarità che possano successivamente emergere nella gestione cui si riferiscono. Tali rendiconti devono comunque essere portati a discarico, alla pari di quelli esaminati, nelle situazioni contabili e/o statistiche, sia informatiche che manuali. 3
4 Art. 6 La facoltà di esercitare il riscontro amministrativo contabile a campione da parte degli Uffici di ragioneria, non fa venire meno l obbligo della compilazione dei rendiconti per i funzionari delegati (comma1), i quali devono trasmettere, entro i termini stabiliti per la presentazione dei rendiconti (25 luglio per il primo semestre e 25 gennaio dell anno successivo per il secondo semestre), esclusivamente un esemplare di tutti i mod. 27 C.G., unitamente ai correlati modelli T e ai mod. 31 Ter C.G. rilasciati dalla Sezione di tesoreria provinciale dello Stato, trattenendo gli altri esemplari dei mod. 27 C.G. e tutta la documentazione giustificativa delle spese (comma 2). Sulla base dei mod. 27 C.G. pervenuti, gli Uffici di ragioneria predispongono i programmi di controllo, determinando, per ciascun funzionario delegato, quali rendiconti di capitoli delle spese di funzionamento debbano essere sottoposti al riscontro amministrativo contabile sistematico (comma 3). Si ricorda che il numero di tali rendiconti non può essere inferiore al 30 % dei mod. 27 C.G. ricevuti. Ovviamente, per determinare che non vi siano state violazioni all obbligo della presentazione, occorre che codesti Uffici procedano ad effettuare le previste interrogazioni al S.I.R.G.S., provvedendo alla messa in mora del funzionario delegato inadempiente. I programmi di controllo, per la parte di rispettiva competenza, vengono portati a conoscenza di ciascun funzionario delegato, che ha l obbligo di inviare, nei venti giorni successivi a tale comunicazione, i rendiconti rientranti nel programma, unitamente a tutta la documentazione giustificativa delle spese (comma 4). I rendiconti non rientranti nei programmi di controllo devono essere conservati dagli stessi funzionari delegati, con debito di custodia, in plichi sigillati, dopo aver provveduto alla obliterazione - mediante punzonatura, timbratura, annullamento, o altri sistemi - della documentazione allegata, al fine di impedirne il riutilizzo. Le operazioni di obliterazione dei documenti e la chiusura dei plichi devono risultare da apposito verbale e devono essere compiute alla presenza del capo dell Ufficio o di un suo delegato (comma 5). Ove il capo dell Ufficio fosse lo stesso funzionario delegato, alle operazioni deve intervenire un altro dipendente dell Ufficio, 4
5 appositamente designato in precedenza. Appare opportuno che l incarico venga conferito a rotazione tra gli impiegati in servizio presso l ufficio e sia limitato alle operazioni di conservazione dei rendiconti relativi a due semestri solari, corrispondenti alla gestione annuale del funzionario delegato. Art. 7 Una volta eseguito il riscontro amministrativo contabile dei rendiconti inclusi nei propri programmi di controllo, gli Uffici di ragioneria li restituiscono ai funzionari delegati, dopo avervi apposto il visto di regolarità contabile e dopo aver provveduto ad obliterare la relativa documentazione. Agli atti dell Ufficio di ragioneria va trattenuta soltanto la copia del 27 C.G. (comma 1). Anche tali rendiconti devono essere conservati, con debito di custodia, dai funzionari delegati. Gli Uffici di ragioneria avranno cura di disporre, anche in occasione delle verifiche alla cassa ed alle scritture contabili del funzionario delegato, gli accertamenti in ordine alla corretta conservazione dei rendiconti e, a campione, dell avvenuta obliterazione della documentazione (comma 2). Rimane imprecludibile la facoltà degli Uffici di ragioneria di procedere in qualsiasi momento all esame dei rendiconti non inclusi nei programmi di controllo giacenti in custodia presso il funzionario delegato (comma 3). Art. 8 Tutti i rendiconti di spesa, sia se esaminati sia se esclusi dal campione degli Uffici di ragioneria, sono conservati per un periodo di cinque anni, decorrenti dalla data di emissione del certificato di discarico contabile per i rendiconti i cui accreditamenti siano gestiti dal S.I.R.G.S (in quanto disposti con ordini di accreditamento) e dalla data di apposizione del visto di regolarità contabile per i rendiconti i cui accreditamenti non siano gestiti dal S.I.R.G.S. (in quanto disposti con mandato informatico). Trascorso tale termine, gli Uffici di ragioneria autorizzano i funzionari delegati a procedere allo scarto di archivio dei rendiconti giacenti in custodia presso di loro. All Ufficio di ragioneria deve essere trasmessa una copia del verbale della Commissione per gli scarti d archivio 5
6 E opportuno che nella lettera di autorizzazione al funzionario delegato, sia espressamente indicato che lo scarto degli atti non può avvenire qualora a carico dello stesso funzionario vi sia un giudizio pendente innanzi alla magistratura ordinaria e/o contabile, ovvero sia iniziato l iter per un procedimento disciplinare per responsabilità amministrativa, connessi alla sua attività di funzionario delegato. Lo scarto degli atti non può aver luogo anche nel caso che i rendiconti da discaricare siano compresi nei programmi di controllo della competente Sezione regionale del controllo della Corte dei conti. Al tale scopo e per le finalità previste dall art. 4, comma 1, del decreto ministeriale in rassegna, come già detto in precedenza, occorre che gli Uffici di ragioneria richiedano annualmente alla competente sezione del controllo della Corte dei conti i propri programmi di controllo. Risulta evidente, infatti, che la loro mancata conoscenza impedisca la trasmissione alla Corte dei conti, con il conseguente futuro rischio di procedere allo scarto d archivio, di quei rendiconti inclusi nei programmi. ESAME RENDICONTI ANNI PREGRESSI Per quanto riguarda l esame dei rendiconti relativi ad anni pregressi giacenti presso gli Uffici di ragioneria, non sussistono elementi ostativi alla possibilità di eseguirlo a campione, con le stesse modalità, limiti e criteri previsti dal decreto in rassegna ed illustrati nella presenta circolare. Pertanto, per tali rendiconti, gli Uffici di ragioneria predispongono, per ciascuno degli anni trascorsi, separati piani annuali (non semestrali) di controllo, indicando, per ogni funzionario delegato, quali rendiconti di capitoli delle spese di funzionamento intendono sottoporre al riscontro amministrativo contabile sistematico nel corso dell esercizio corrente. Tali programmi non vanno notificati ai funzionari delegati, ma vanno inviati esclusivamente all Ispettorato generale di finanza. I rendiconti relativi agli anni pregressi, non inclusi nei programmi di controllo degli Uffici di ragioneria, possono essere immediatamente discaricati ove siano trascorsi i termini per la loro conservazione. 6
7 CONCLUSIONI A conclusione della puntuale disamina delle prescrizioni contenute nel decreto, la raccomandazione che può essere rivolta a codesti Uffici è quella di procedere nei confronti dei funzionari delegati con molto equilibrio e sensibilità, per richiederne la piena collaborazione. Questa Ragioneria generale ha già provveduto, da parte sua, con una lettera a firma del sig. Ministro, allegata in copia, a sensibilizzare le Amministrazioni dello Stato, affinché diano il loro contributo per la riuscita di un operazione che consente un minor impiego di risorse ed energie, quanto mai prezioso nelle attuali difficoltà connesse alla deficitaria composizione degli organici del personale. Appare necessario ed opportuno che codesti Uffici provvedano ad informare i funzionari delegati rientranti nella loro sfera di competenza, inviando loro una copia della presente circolare, una copia del decreto ministeriale ed una copia della lettera del sig. Ministro. Il Ragioniere Generale dello Stato F.to Grilli 7
Dipartimento per gli Affari di Giustizia Direzione Generale della Giustizia Civile Ufficio I. Nota
Dipartimento per gli Affari di Giustizia Direzione Generale della Giustizia Civile Ufficio I Nota Prot. n. m_dg.dag.57695.u Ai Sigg. Presidenti delle Corti di Appello Loro sedi Ai Sigg. Procuratori Generali

References: art. 9
 Art. 1
 art. 9
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 articolo 3
 art. 8
 art. 8
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 art. 4