Source: https://www.diritto.it/recupero-crediti-stragiudiziale-favore-degli-enti-locali/
Timestamp: 2019-08-20 11:53:34+00:00

Document:
Il recupero dei crediti in favore degli enti locali.
di Calabretta Paolo, Avv.
amministrazione pubblica, processo civile, processo tributario
E’ ben noto l’interesse – sia, da una parte, degli operatori del credito e, dall’altra parte, degli enti locali – al recupero stragiudiziale dei crediti vantati dagli enti locali.
A riprova di tale interesse, l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) aveva presentato – tra le varie proposte di emendamenti alla legge di bilancio 2018, inviate in commissione Bilancio della Camera – la seguente proposta:
All’articolo 1, comma 8, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con
modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225, così come modificato dall’art. 1,
comma 11, del decreto legge 16 ottobre 2017, n. 148, convertito dalla legge 4 dicembre 2017, n. 172, all’ultimo periodo, dopo le parole “e delle società da essi partecipate”, sono inserite le parole “, se effettuate a fronte di corrispettivi calcolati in proporzione alle entrate recuperate,”
Le disposizioni di cui all’ultimo periodo del comma 8, articolo 1, del decreto-legge 22
ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1º dicembre 2016, n. 225, sono sospese nelle more della più generale revisione dei requisiti di iscrizione e delle attività soggette all’iscrizione all’albo di cui all’articolo 53 del decreto legislativo 15
dicembre 19907, n. 446, da adottarsi mediante decreto del ministero dell’Economia entro il 31 dicembre 2018, previa intesa presso la Conferenza Stato-città e autonomie locali.
La modifica agli obblighi di iscrizione all’albo dei riscossori (art. 53 del d.lgs. n. 446 del 1997) recentemente recata dal dl “Fiscale” (dl n. 148 del 2017) crea una restrizione ingiustificata della capacità di autonoma organizzazione degli enti locali nella gestione delle proprie entrate.
La novella impone infatti l’scrizione all’albo dei riscossori per tutti i soggetti che svolgono “le funzioni e le attività di supporto propedeutiche all’accertamento e alla riscossione delle entrate”. Questa estensiva formulazione rischia di ostacolare l’acquisizione di servizi di supporto (informativi, logistici, legali, ecc.) correntemente utilizzati dai Comuni nell’esercizio delle proprie funzioni di gestione delle entrate.
La proposta limita la prescrizione in questione alle attività di supporto e propedeutiche ai casi in cui queste vengano remunerate “ad aggio” e pertanto configurino lo svolgimento di un insieme articolato non distinguibile dall’esercizio della funzione di controllo o di riscossione nella forma di concessione, tipica dei soggetti iscritti all’albo dei riscossori.
In linea di principio, la Corte dei Conti (SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA/1116/2009/PAR) ha affermato che: “ … la Sezione è del parere che non possa invocarsi la transazione per definire una controversia giudiziale in cui si contrapponga la legittima pretesa di un’amministrazione pubblica di esigere il pagamento di sanzioni amministrative pecuniarie irrogate e l’atteggiamento resistente del privato che ha violato norme specifiche (nel caso una legge regionale). Potrebbe semmai ipotizzarsi una proposta di accordo che investa modalità e tempi di pagamento del debito con esclusivo contenuto dilatorio, ma è senz’altro da escludere l’ammissibilità di pattuizioni, in corso di giudizio, che comportino una decurtazione del quantum dovuto e, quindi, una riduzione dell’entità delle sanzioni inflitte con l’ulteriore possibilità di coniugare il profilo dilatorio con quello remissorio. … Conclusivamente, non si ritiene ammissibile per un ente pubblico territoriale l’adesione ad una transazione con privati per risolvere controversie giudiziali, vertenti su rapporti di natura patrimoniale conseguenti all’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie”.
Dunque, l’organo di controllo contabile ritiene ammissibile, in linea di principio, che l’ente locale possa dilazionare ma giammai consentire ad un abbattimento del credito vantato.
Se questo è il principio cardine, si rileva come, vari interventi legislativi, sia settoriali che di carattere più generale, hanno posto espresse deroghe a tale principio.
Sul primo versante si segnala, ad esempio, di recente, l’art. 1 comma 11 quater del c. d. Decreto Fiscale (Decreto Legge – 16/10/2017, n. 148, siccome modificato in sede di conversione dall’articolo 1, comma 1, della Legge 4 dicembre 2017, n. 172), a tenore del quale:
Quindi, è il legislatore ad aver previsto, con apposito provvedimento legislativo, che gli enti locali possano disporre l’esclusione delle sanzioni relative alle entrate di tali enti.
Su un versante più generale, varie sono le disposizioni normative che prevedono la possibilità di ridurre l’ammontare dei debiti, ivi compresi quelli degli enti locali, sia pure nell’ambito di procedure concorsuali.
L’Art. 182-ter Legge fallimentare, rubricato Trattamento dei crediti tributari e contributivi, dispone, al comma 1, che: “Con il piano di cui all’articolo 160 il debitore, esclusivamente mediante proposta presentata ai sensi del presente articolo, puo’ proporre il pagamento, parziale o anche dilazionato, dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonche’ dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie e dei relativi accessori, se il piano ne prevede la soddisfazione in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali sussiste la causa di prelazione, indicato nella relazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d). …”.
Per tali tipologia di crediti fiscali, quindi, e ricorrendo tutte le condizioni indicate in tale norma, è possibile il pagamento, parziale o anche dilazionato.
Epperò, come risulta dalla interpretazione letterale della norma e come confermato dall’Agenzia delle Entrate con sua Circolare n. 40/E del 18 Aprile 2008: << … In primo luogo, l’articolo 182-ter individua i crediti suscettibili di transazione fiscale in base alla tipologia di imposta, includendovi i soli tributi “amministrati dalle agenzie fiscali”.
Ne consegue che restano esclusi dall’ambito applicativo della disposizione in commento i tributi locali (ad esempio, ICI, TARSU, TOSAP, imposta sulle pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni)… >>.
Altro istituto di carattere concorsuale (ove non ricorrano i requisiti di fallibilità) è il c. d. piano del consumatore di cui alla L. 3/2012, il cui art. 7 dispone che è possibile prevedere che i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca possono non essere soddisfatti integralmente, allorche’ ne sia assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali insiste la causa di prelazione, come attestato dagli organismi di composizione della crisi.
Altro istituto disciplinato dalla L. 3/2012 (sempre ove non ricorrano i requisiti di fallibilità) è l’accordo con i creditori
Ai sensi dell’art. 11: “Ai fini dell’omologazione di cui all’ articolo 12 , e’ necessario che l’accordo sia raggiunto con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti. I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca dei quali la proposta prevede l’integrale pagamento non sono computati ai fini del raggiungimento della maggioranza e non hanno diritto di esprimersi sulla proposta, salvo che non rinuncino in tutto o in parte al diritto di prelazione.
Ne deriva come anche con questo istituto i tributi e le entrate degli enti locali possono essere pagati in un ammontare ridotto.
In conclusione, al fine di massimizzare l’efficacia del recupero stragiudiziale dei crediti degli enti locali (e cioè al fine di consentire non solo la dilazione ma anche l’abbattimento dei crediti degli enti locali), appare opportuno, de iure condendo, che vengano contestualmente introdotti i seguenti interventi normativi:
di Garofalo Silvio Quinzone 7 settembre 2018
Laureato nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Catania in data 27-04-1988, riportando votazione 110/110 e la lode, discutendo tesi su “Il giudizio accertamento obbligo del terzo debitore ex art. 548 c.p.c.”. E’ iscritto Albo Avvocati Tribunale Catania dal 07-01-1992 e dal 30-01-2004 è iscritto albo speciale abilitati dinanzi Corte Cassazione. Si occupa in prevalenza di diritto civile, ed in particolare di diritto commerciale, fallimentare e societario e recupero crediti. Ricopre diversi incarichi sia di curatore fallimentare che di difensore di curatele fallimentari. Ricopre qualità di gestore, ex art. 15, 9° co. L. 3/2012, Organismo gestione crisi da sovraindebitamento denominato La Tutela degli Onesti, costituito presso Comune Acireale. E’ iscritto quale Mediatore di diritto ex art. 84 L. 98/2013 ad Organismo Conciliazione Foro Catania. E' iscritto in elenco Professionisti Delegati ex art. 591 bis c.p.c. Tribunale Catania. Collabora con costanza con la Rivista Diritto.it.

References: articolo 1
 art. 7
 articolo 12
 art. 548
 art. 15
 art. 84
 art. 591