Source: https://www.italiatrasparente.it/page/5/
Timestamp: 2020-07-13 15:42:21+00:00

Document:
ITALIA TRASPARENTE - Pagina 5 di 11 - Progetto dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà - Ficiesse
FOIA GUARDIA DI FINANZA 2017, SENTENZA “SOFFERTA” DEL T.A.R. DI ROMA: COMUNICARE AI CITTADINI LE ORE/PERSONA COMPLESSIVAMENTE IMPIEGATE DAL CORPO NEGLI ANNI 2014-2016 NEL “SEGMENTO DIFESA” PUÒ RECARE UN PREGIUDIZIO “CONCRETO” ALLA SICUREZZA NAZIONALE – 26 settembre 2018
Con la sentenza 8862/2018 (scaricabile DA QUI) la Sezione 2-ter del TAR di Roma ha respinto il ricorso dell’Avvocato Giuseppe Fortuna, direttore dello Sportello Etpl dell’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà Ficiesse, dichiarando la legittimità del diniego opposto dal Comando generale della Guardia di finanza all’accesso civico generalizzato presentato a settembre 2017 nell’ambito del “Progetto Etpl Italia trasparente”..
SINTETICA CRONOLOGIA DEI FATTI
Si ricorderà che che a novembre del 2016 la CGIL nazionale ha presentato al CEDS, il Comitato Europeo dei Diritti Sociali, un reclamo a firma della segretaria generale Susanna Camusso per violazione e insufficiente attuazione degli articoli 5 e 6 della Carta sociale europea con riferimento all’impossibilità per i dipendenti della Guardia di Finanza di costituire sindacati, di svolgere attività sindacale e di esercitare il diritto di negoziazione collettiva. Il Ceds ha dichiarato ammissibile il reclamo e ha invitato il Governo italiano a presentare le proprie osservazioni. Nelle osservazioni del Governo italiano datate 5 settembre 2017 ha messo in evidenza, tra i motivi della asserita infondatezza del reclamo Cgil, il rilievo delle funzioni militari del Corpo. Il successivo 26 settembre il direttore dello Sportello Etpl dell’Associazione Ficiesse, per dimostrare al Ceds l’esigua e assolutamente non significativa incidenza delle attività militari delle Fiamme Gialle rispetto alle missioni istituzionali di polizia (incidenza stimata in meno dello 0,5% sul totale delle risorse umane, comprese quelle strumentali e di supporto, complessivamente impiegate), ha presentato al Comando Generale della Guardia di finanza istanza di accesso civico generalizzato ex d.lgs. 33/2013, per conoscere il numero complessivo delle ore/persona impiegate dal Corpo negli anni 2014, 2015 e 2016 desunte dall’evoluto sistema informativo denominato “Siris” e distinte nelle otto missioni istituzionali (tra cui quelle del cosidetto “Segmento Difesa”) e nelle due macrotipologie di funzionamento. Il Comando Generale ha opposto l’atto di diniego del 24 ottobre 2017, sostenendo che la conoscenza di tali dati numerici, sebbene riferiti ad anni del tutto trascorsi e per di più aggregati a livello nazionale, potrebbe comportare <<un pregiudizio concreto e attuale>> non soltanto alla sicurezza nazionale, ma anche <<alla sicurezza pubblica e all’ordine pubblico>>. Il direttore dello Sportello Etpl dell’Associazione Ficiesse ha presentato ricorso al T.A.R. del Lazio il giorno 22 novembre 2017. Il 18 dicembre CGIL ha depositato al CEDS le osservazioni dell’Associazione Ficiesse, alle quali ha risposto il Governo italiano con un documento del 28 febbraio 2018.
IL PROCEDIMENTO DI FRONTE ALLA SEZIONE 2-TER DEL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL LAZIO
Il 14 marzo 2018 si è tenuta la Camera di consiglio della Sezione 2-ter, con la discussione di due memorie dell’Avvocatura dello Stato e due memorie in replica degli Avvocati Giuseppe Fortuna e Umberto Coronas del Foro di Roma. La sentenza è stata pubblicata il 7 agosto, con un iter molto più lungo del consueto, e il Presidente Morabito, il Consigliere Estensore Caminiti e il Consigliere Gatto Costantino hanno avuto bisogno, come si legge nel dispositivo, di confrontare le loro opinioni nell’ulteriore Camera di consiglio del 30 maggio.
IL PASSAGGIO CENTRALE DELLA SENTENZA
Il passaggio con cui la Sezione 2-ter del Tribunale Amministrativo Regionale di Roma ha rigettato il ricorso dell’Avvocato Fortuna sta nelle trenta righe conclusive che si riportano di seguito (le sottolineature sono della redazione del sito Italiatrasparente.it).
<<Dall’esame dell’impianto motivazionale a base del provvedimento di diniego dell’istanza di accesso civico generalizzato, emerge che l’Amministrazione non si è limitata a prefigurare il rischio di un pregiudizio generico e astratto, ma ha indicato chiaramente quali degli interessi di cui all’art. 5 bis, comma 1 del d.lgs. n. 33 del 2013 risultano pregiudicati direttamente dalla disclosure dell’informazione richiesta ed ha messo in risalto nel bilanciamento tra le esigenze tipiche dell’accesso civico generalizzato e quelle della salvaguardia degli interessi pubblici prioritari, quali quelli indicati nella norma, coincidenti con le tipiche attività di istituto della Guardia di Finanza, la prevalenza di questi ultimi interessi pubblici indicandoli espressamente nel provvedimento di diniego. Né varrebbe obiettare, come sostiene il ricorrente in replica, l’assenza di pregiudizio e di pericoli concreti trattandosi di dati richiesti riferiti ad esercizi ormai trascorsi, in quanto nella evidenziata priorità degli interessi inerenti i dati oggetto di accesso generalizzato e costituenti elemento dell’esigenza di tutela, ex art. 5 bis, commi 1 e 3 del decreto legislativo 33/2013, l’Amministrazione ha evidenziato fondatamente la sussistenza di un concreto ed attuale pregiudizio agli interessi pubblici indicati nel provvedimento di rigetto: è indubbio che le informazioni si riferiscono alle annualità 2014, 2015 e 2016, comunque recenti e in connessione temporale con situazioni ante, presente e post (permanenza), con dimostrata probabilità di pregiudizio e rischio di indiscriminata diffusione, tenuto conto della complessità dei dati e informazioni attinenti allo sviluppo e alla dinamica dell’operatività della Guardia di finanza nello svolgimento delle attività a cui è deputata, sia quale parte integrante delle Forze armate, per la finalità di difesa (art.5bis, comma 1, lett.c), sia quale Forza di Polizia, per la finalità di sicurezza e ordine pubblico e a tutela della sicurezza nazionale (art.5bis, comma 1, lett. a, lett. b); si tratta come sopra detto di interessi pubblici da tutelare rispetto a quello conoscitivo (e di successiva diffusione come dichiarato dal ricorrente) e proprio la individuazione nella predetta norma di tali interessi pubblici da tutelare esclusi dall’accesso civico risponde all’esigenza del trattamento delle informazioni al riguardo secondo profili di riservatezza e competenza con riferimento ai soggetti pubblici ed istituzionali a ciò proposti.>>
DOVE STA – IN DUE PAROLE – L’ERRORE DEI GIUDICI DEL T.A.R.
L’articolo 5-bis comma 1 del decreto legislativo 33 del 2013 dispone che l’accesso civico debba essere rifiutato <<se il diniego è necessario per evitare un PREGIUDIZIO CONCRETO alla tutela di interessi pubblici inerenti a: a) la sicurezza pubblica e l’ordine pubblico; b) la sicurezza nazionale; c) la difesa e le questioni militari; (…)>>.
La locuzione “pregiudizio concreto” non ha alcuna specifica valenza tecnico-giuridica ma va intesa nel suo significato comune.
Ebbene, il Dizionario Treccani (vgs. http://www.treccani.it/vocabolario/concreto/) definisce l’aggettivo “concreto” nel modo che segue. <<detto di ciò che è empiricamente individuabile o individuato (…) “passare dall’astratto al c.”, dal caso generale al particolare, da un principio generico all’applicazione pratica (…) “esaminare qualcosa in c.”, nella sua concretezza, come caso particolare e ben individuato (…) “restare nel c.”, non divagare con argomentazioni generiche e astratte (…)>>.
Il T.A.R., come abbiamo visto, sostiene che <<L’Amministrazione ha indicato chiaramente quali degli interessi risultano pregiudicati>>. Ma la Guardia di Finanza – ecco il punto – non doveva indicare “interessi”, doveva fare un esempio reale, preciso, “concreto”, appunto, anche uno soltanto, di danno che si potrebbe verificare in caso di comunicazione ai cittadini e alle organizzazioni civiche come Ficiesse delle quantità complessive di ore/persona impiegate tra il 2014 e il 2016 nel Segmento Sicurezza.
Come mai questo esempio, anche unico, nell’atto di diniego non c’è? Come mai non l’ha fatto neanche l’Avvocato dello Stato nelle sue due memorie? E – spiace dirlo – come mai non l’hanno fatto neppure i giudici della Sezione 2-ter nella sentenza di cui si discute?
Risposta: perché nessun rischio è in alcun modo ipotizzabile!
ISTANZA A RPCT ROMA 21_09_2019
FOIA MUNICIPI COMUNE DI ROMA, SECONDA ISTANZA DI RIESAME ALLA RESPONSABILE DELLA TRASPARENZA SUL CONFLITTO TRA L’”ARROCCO” DEL DIPARTIMENTO ORGANIZZAZIONE E RISORSE UMANE E LA POSITIVA COLLABORAZIONE DEL MOVIMENTO 5S DI ROMA AURELIO – 21 settembre 2018
Inviata oggi, ed è scaricabile DA QUI, la seconda istanza di riesame del Movimento Roma Sceglie Roma e dell’Associazione Ficiesse alla Responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza del Comune di Roma, Dottoressa Maria Rosa Turchi.
Come spiegato dettagliatamente nell’istanza, il Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane continua sorprendentemente a negare l’evidenza. Che cioè i semplicissimi dati sugli impieghi dei dipendenti del Municipi del Comune di Roma, distinti per unità organizzative interne ci sono, sono rilevati mese dopo mese e sono conservati presso uffici comunali, come correttamente (e lodevolmente) riconosciuto dai Consiglieri Cinque Stelle del Municipio Roma Aurelio nell’incontro di “cooperazione preventiva” del 23 agosto scorso e confermato dalla riunione della Commissione municipale Risorse Umane e Trasparenza.
FOIA MUNICIPI DEL COMUNE DI ROMA, RISPOSTA SORPRENDENTE ANCHE DALLA DIRETTRICE DEL 13° MUNICIPIO (NONOSTANTE L’AVVENUTO DIALOGO COOPERATIVO PREVENTIVO) AL NUOVO ACG DI ITALIATRASPARENTE.IT: LA COMPETENZA È “ESCLUSIVAMENTE” DEL DIPARTIMENTO ORGANIZZAZIONE E RISORSE UMANE – 6 settembre 2018
Un FOIA “infinito” questo di Italia trasparente sul tema delicatissimo – visto anche il ripetersi di inchieste giudiziarie a tutte le latitudini sui “furbetti del cartellino” – delle presenze dei dipendenti e dell’organizzazione interna dei Municipi del Comune di Roma, iniziativa descritta nel paragrafo 6.1 del Manuale Etpl del Progetto Italia trasparente.
Si ricorderà che alla prima istanza di accesso civico generalizzato presentata il 23 maggio 2018 dal Movimento Roma Sceglie Roma e dall’Associazione Finanzieri Cittadini e Solidarietà Ficiesse, indirizzata al Capo di Gabinetto del Comune di Roma, non venne data risposta; sicché, il successivo 13 luglio fu inviata l’istanza di riesame prevista dall’articolo 5, comma 7, del decreto legislativo n. 33 del 2013 alla Responsabile per la Prevenzione, la Corruzione e la Trasparenza, la Dottoressa Maria Rosa Turchi.
La Dottoressa Turchi ha risposto con l’articolato (e motivato) provvedimento del 20 luglio 2018, invitando il Direttore del Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane del Comune di Roma, Dottor Angelo Ottavianelli, a fornire entro cinque giorni lavorativi le informazioni e i dati richiesti da Italia trasparente.
Il Dipartimento O.R.U. ha risposto il 26 luglio con una lettera che abbiamo definito “sorprendente” (www.italiatrasparente.it/2018/07/28/). Vi si sostiene, infatti, che le informazioni e i dati numerici richiesti con l’accesso di Italia trasparente non sarebbero “semplici” e tutti “già presenti” nei database dei sistemi informativi del Comune ma richiederebbero <<l’esecuzione di complesse elaborazioni>>; con la conseguenza che, per ottenerli e svolgere le azioni controllo civico previste dalla legge nota come “il FOIA italiano”, l’Avvocato Fortuna è stato invitato ad andare a prelevarli di persona presso gli uffici di Via del Tempio di Giove n. 3 e il Movimento Roma Sceglie Roma e l’Associazione Ficiesse e a pagare la somma di 6.238,60 euro.
Alla lettera, l’Avvocato Fortuna ha risposto con una nota di sedici pagine datata 5 agosto nella quale, preannunciando il ricorso alle autorità giudiziarie nazionali ed europee, ha esposto i numerosi motivi per i quali si deve invece ritenere, operativo nel caso di specie l’art. 5, comma 4, del decreto legislativo n.33/2013, e che le poche e semplicissime informazioni e i pochi e altrettanto semplicissimi dati numerici richiesti devono essere forniti a titolo gratuito. Si tratta, infatti, di informazioni consistenti nel mero controllo (ovviamente, da parte di ciascun singolo Municipio) del numero, delle esatte denominazioni e delle collocazioni gerarchiche delle unità organizzative interne che risultano già pubblicati negli organigrammi presenti nel sito istituzionale del Comune di Roma e dei dati numerici delle unità di personale e delle giornate di presenza che certamente sono già stati rilevati mensilmente per elaborare i tassi di presenza e di assenza delle tabelle presenti dal 2009 sempre nel sito istituzionale del Comune di Roma provenienti da un evoluto sistema informativo activity based denominato Erp-Sap.
Il Dottor Ottavianelli ha inviato il successivo 7 agosto una breve replica del Dipartimento, nella quale si afferma che l’importo di euro 6.238,60 è stato richiesto sulla base della vigente tariffa giacché la richiesta di accesso generalizzato inviata il 29.05.2018 non sarebbe relativa <<ad atti dell’Amministrazione immediatamente disponibili>> e richiederebbe, <<per come è stata formulata in relazione ai suoi contenuti”, “l’esecuzione di complesse elaborazioni dei dati di presenza delle 11590 unità di personale in servizio presso le strutture territoriali>>.
Alla luce di tali affermazioni, con lettera del successivo 23 agosto le due organizzazioni promotrici, nel ribadire la loro posizione, preannunciavano che avrebbero inviato un secondo e ancora più semplice accesso civico generalizzato ai Direttori quindici Municipi.
Contestualmente, l’Avvocato Fortuna entrava in contatto con i Consiglieri Municipali del Movimento Cinque Stelle incaricati di seguire le tematiche della trasparenza e il 24 agosto inviava, sulla base di un dialogo cooperativo intrattenuto il giorno precedente, una ancor più semplice istanza di accesso civico generalizzato, stavolta indirizzata alla Direttrice del Municipio XIII, Dottoressa Maria RIta Capponi, e per conoscenza al Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane, alla Presidente, Dottoressa Giuseppina Castagnetta, e al Consigliere del Movimento 5 Stelle, Dottor Alessio Marsili.
Sennonché, come preannunciamo nel titolo, è pervenuta oggi un’altra sorprendente risposta, che si può scaricare DA QUI, con cui la Direttrice Capponi ribalta la richiesta e “passa la palla” ancora una volta al Dottor Ottavianelli, sostenendo di non essere competente né a controllare l’esattezza delle tre informazioni richieste (numero, denominazioni e collocazione gerarchica delle unità organizzative interne del Municipio XIII), né a fornire i dati sulle unità di personale in servizio nelle dipendenti unità organizzative <<essendo l’attività di elaborazione tesa alla pubblicazione dei tassi di assenza del personale esclusivamente di competenza di codesto Dipartimento>>, cioè ancora una volta del Dottor Ottavianelli, nonostante si tratti di decisioni organizzative (organigrammi interni) e di rilevazioni numeriche mensili (rilevazione delle presenze) proprie dei Direttori dei Municipi.
Nei prossimi giorni invieremo istanza di riesame alla Responsabile per la Prevenzione, per la corruzione e per la Trasparenza e prepareremo il ricorso al T.A.R. del Lazio.
FOIA MUNICIPI COMUNE ROMA, LETTERA DI ITALIA TRASPARENTE AL DIPARTIMENTO ORGANIZZAZIONE E RISORSE UMANE SULLA RICHIESTA DI 6.238,60 EURO: “LE POCHE INFORMAZIONI E DATI NUMERICI RICHIESTI VANNO FORNITI GRATUITAMENTE PERCHÉ GIÀ TUTTI DISPONIBILI PRESSO I SINGOLI MUNICIPI, AI QUALI INVIEREMO DA OGGI NUOVE (E ANCORA PIÙ SEMPLICI) ISTANZE DI ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO” – 30 agosto 2018
Come riferito in un nostro precedente articolo, il 23 agosto scorso è stata inviata la lettera agli Organi dirigenziali e politici del Comune di Roma con cui si rappresentano i motivi per i quali il Gruppo di lavoro di Italia trasparente ritiene che l’importo richiesto di 6.238,60 euro richiesto dal Dipartimento Organizzazione e Risorse Umane non sia dovuto.
1) le informazioni e i dati numerici richiesti sono certamente disponibili presso i singoli Municipi, in quanto alimentano, da luglio 2009, le rilevazioni “mensili” del personale in servizio e dei tassi di presenza/assenza del sistema informativo activity based Erp-Sap (vgs. comune.roma.it/pcr/it/dip_ris_um_tassi_ass_pres.page);
2) come previsto dall’art. 5, comma 4, del d.lgs. n. 33/2013, il rilascio dei medesimi dati e informazioni si ritiene debba essere del tutto gratuito;
3) se fosse stato avviato il “dialogo cooperativo” consigliato nelle Linee-guida approvate dall’Autorità Nazionale Anticorruzione con Delibera n. 1309/2016 e nella Circolare n. 2/2017 del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione le Organizzazioni promotrici:
– avrebbero evidenziato la necessità di far controllare direttamente ai singoli Municipi l’esattezza delle informazioni su numero, denominazioni e collocazioni gerarchiche delle unità organizzative interne già rilevato dal sito istituzionale;
– avrebbero evidenziato che la richiesta concerne esclusivamente dati numerici di cui si è già in possesso senza dover assolutamente procedere ad alcuna, seppur minima, elaborazione;
– si sarebbero certamente rese disponibili ad eventuali richieste di limitare i dati numerici ad un solo mese piuttosto che ad un intero anno.
Pertanto, nel confermare la riserva di adire nei termini di legge i competenti giudici nazionali ed europei, è stato annunciato l’avvio di nuove istanze di accesso civico generalizzato ai Direttori dei quindici Municipi con richieste ancora più semplici riguardanti:
a) il mero controllo e l’eventuale rettifica del totale complessivo di unità di personale in servizio alla data del 31 maggio 2018 rilevato dalle Organizzazioni promotrici dalla tabella di fonte Erp-Sap pubblicata alla pagina comune.roma.it/pcr/it/dip_ris_um_tassi_ass_pres.page;
b) le ore/persona o, in mancanza, le giornate/persona complessivamente impiegate, sempre nel solo mese di maggio 2018, specificando che si chiedono i meri dati numerici di cui ciascun Municipio è già in possesso senza procedere ad alcuna ulteriore elaborazione;
c) il solo controllo ed l’eventuale rettifica della correttezza di numero, denominazioni e collocazioni gerarchiche delle unità organizzative interne rilevate dalle Organizzazioni promotrici negli organigrammi dei Municipi pubblicati nel sito istituzionale del Comune di Roma;
d) e quantità di ore/persona o, in mancanza, di giornate/persona impiegate dalle singole unità organizzative interne nel mese di maggio 2018, tornando a specificare che si chiedono i soli dati numerici di cui si è già in possesso senza assolutamente procedere ad alcuna ulteriore elaborazione.
FOIA SEZIONI LAVORO TRIBUNALI DEL LAZIO, INVIATA DALLA RESPONSABILE DELLA TRASPARENZA DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA UNA CORTESE SOLLECITAZIONE A RISPONDERE – 27 agosto 2018
Con la lettera scaricabile DA QUI la Responsabile per la Prevenzione, la corruzione e la Trasparenza del Ministero della Giustizia ha chiesto ai Tribunali di cui non risultava non ancora pervenuta la risposta di provvedere con cortese sollecitudine.
L’istanza di accesso civico generalizzato e l’istanza di riesame sono disponibili rispettivamente alla pagina www.italiatrasparente.it/2018/06/25/ e alla pagina .

References: SENTENZA 
 sentenza 
 sentenza 
 SENTENZA

 art. 5
 sentenza