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Timestamp: 2019-01-23 10:24:06+00:00

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Criteri minimi ambientali per appalti pubblici e lavori edili
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Criteri minimi ambientali: novità per appalti pubblici e lavori edili
Le disposizioni in due decreti del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 maggio 2016
Novità per l'applicazione dei criteri minimi ambientali agli appalti pubblici e ai lavori edili. È l'effetto combinato del disposto dei due decreti del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 maggio 2016 pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale del 7 giugno 2016, n. 131:
- «Incremento progressivo dell'applicazione dei negli appalti pubblici per determinate categorie di servizi e forniture»
- «Determinazione dei punteggi premianti per l'affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione, e dei punteggi premianti per le forniture di articoli di arredo urbano».
Di seguito il testo dei due decreti 24 maggio 2016, disponibili anche in pdf alla fine della pagina.
Decreto del ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare 24 maggio 2016
Incremento   progressivo   dell'applicazione   dei   negli  appalti  pubblici  per  determinate
categorie  di servizi e forniture. (16A04194)
in Gazzetta Ufficiale del 7 giugno 2016, n. 131
IL MINISTRO DELL'AMBIENTE E DELLA
Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296 e, in particolare, i  commi
1126 e 1127, dell'art. 1, che indicano, rispettivamente,  i'  criteri
per l'adozione, con apposito "Piano d'azione  per  la  sostenibilita'
ambientale dei consumi della pubblica  amministrazione"  (di  seguito
PAN GPP) predisposto con decreto del Ministro dell'ambiente  e  della
tutela  del  territorio  e  del  mare  di  concerto  con  i  Ministri
dell'economia e delle finanze e dello sviluppo economico,  di  misure
volte all'integrazione delle esigenze  di  sostenibilita'  ambientale
nelle  procedure  d'acquisto  di  beni  e  servizi   della   pubblica
amministrazione, e le categorie merceologiche  per  le  quali  devono
essere conseguiti gli obiettivi di sostenibilita' ambientale previsti
dal medesimo PAN GPP;
territorio e del mare di concerto  con  i  Ministri  dell'economia  e
delle finanze e dello sviluppo economico dell'11 aprile 2008, recante
approvazione del "Piano d'azione per la sostenibilita' ambientale dei
consumi della pubblica amministrazione (PAN GPP) e,  in  particolare,
l'art. 2 che disciplina l'adozione dei "Criteri ambientali minimi";
Visto il decreto legislativo del 18 aprile  2016,  n.  50,  recante
"attuazione  delle  direttive  2014/23/UE,  2014/24/UE  e  2014/25/UE
sull'aggiudicazione  dei  contratti  di  concessione,  sugli  appalti
dell'acqua,  dell'energia,  dei  trasporti  e  dei  servizi  postali,
nonche' per il  riordino  della  disciplina  vigente  in  materia  di
contratti pubblici relativi a lavori,  servizi  e  forniture"  e,  in
particolare, l'art. 34, commi 1 e 2,  che  disciplina  l'applicazione
dei "Criteri di sostenibilita' energetica ed ambientale",  prevedendo
che le stazioni appaltanti contribuiscono agli  obiettivi  ambientali
previsti dal Piano  di  sostenibilita'  ambientale  dei  consumi  nel
settore  della  pubblica  amministrazione,  attraverso  l'inserimento
nella documentazione progettuale e di gara, almeno delle  "specifiche
tecniche" e  delle  "clausole  contrattuali"  contenute  nei  criteri
ambientali minimi adottati con  decreto  del  Ministro  dell'ambiente
della tutela del territorio e  del  mare,  e  che  detto  obbligo  si
applica, alle categorie di forniture ed affidamenti non connessi agli
usi finali di energia, per almeno il 50% del valore a base d'asta;
Visto che ai sensi dell'art. 34, comma 3, del  decreto  legislativo
n. 50 del 2016, con decreto del Ministro dell'ambiente  della  tutela
del territorio e  del  mare,  possono  essere  disciplinati,  per  le
categorie di forniture ed affidamenti non connessi agli usi finali di
energia, un aumento progressivo della percentuale del 50% del  valore
a base d'asta a cui e' riferire l'obbligo di applicare le  specifiche
tecniche e le clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi;
Ritenuto  di  stabilire  un  incremento  progressivo   dell'attuale
percentuale del 50% del valore  a  base  d'asta  a  cui  e'  riferire
l'obbligo  di  applicare  le  specifiche  tecniche  e   le   clausole
contrattuali dei criteri ambientali minimi, per  gli  affidamenti  di
servizi di pulizia, di servizi di gestione del verde  pubblico  e  di
forniture  di  ammendanti,   piante   ornamentali   e   impianti   di
irrigazione, di servizi di gestione dei rifiuti urbani, di  forniture
di articoli di arredo urbano, di forniture di carta in risme e  carta
grafica, in considerazione dei  benefici  ambientali,  del  contenuto
tecnico dei criteri ambientali minimi e della maturita'  del  settore
produttivo pertinenti;
1. Il presente decreto disciplina  l'incremento  progressivo  della
percentuale del valore a base d'asta  a  cui  riferire  l'obbligo  di
applicare le specifiche  tecniche  e  le  clausole  contrattuali  dei
criteri ambientali minimi per i seguenti affidamenti:
a. servizi di pulizia, anche laddove resi in  appalti  di  global
service, e forniture di prodotti per l'igiene, quali  detergenti  per
le pulizie ordinarie, straordinarie;
b.  servizi  di  gestione  del  verde  pubblico  e  forniture  di
ammendanti, piante ornamentali e impianti di irrigazione;
e. forniture di carta in risme e carta grafica;
2. Per gli affidamenti di cui al comma 1, l'obbligo delle  stazioni
appaltanti  di  inserire  nella  documentazione  di  gara  almeno  le
"specifiche  tecniche"  e  le  "clausole  contrattuali"  dei  Criteri
ambientali minimi si applica in misura non  inferiore  alle  seguenti
percentuali  del  valore  dell'appalto,  nel  rispetto  dei   termini
rispettivamente indicati:
il 62% dal 1° gennaio 2017;
il 71% dal 1° gennaio 2018;
l'84% dal 1° gennaio 2019;
il 100% dal 1° gennaio 2020.
3. Fino alla data del 31  dicembre  2016  le  amministrazioni  sono
comunque tenute a rispettare almeno la percentuale del 50% del valore
tecniche e le clausole contrattuali dei criteri ambientali minimi.
4. Resta in ogni caso fatto salvo che, nei limiti della percentuale
del 100%, le amministrazioni possono applicare incrementi percentuali
superiori a quelli disciplinati dal presente decreto.
5. Dall'attuazione del presente provvedimento non derivano nuovi  o
6. Il presente decreto e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Determinazione dei punteggi premianti per l'affidamento di servizi di
progettazione e lavori per la nuova costruzione,  ristrutturazione  e
manutenzione degli edifici e  per  la  gestione  dei  cantieri  della
pubblica amministrazione, e dei punteggi premianti per  le  forniture
di articoli di arredo urbano.
Vista la legge 8 luglio 1986, n.  349  e  successive  modifiche  ed
integrazioni, recante  «Istituzione  del  Ministero  dell'Ambiente  e
norme in materia di danno ambientale»;
Visto il decreto  legislativo  30  luglio  1999,  n.  300,  recante
«Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma dell'art. 11  della
legge 15 marzo 1997,  n.  59»,  ed  in  particolare  l'art.  35,  che
individua  le  funzioni  e  i   compiti   attribuiti   al   Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare;
Visto il  decreto  legislativo  31  marzo  1998,  n.  112,  recante
«Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello  Stato  alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge  15
marzo 1997, n. 59;
Vista la legge 27 dicembre 2006 n. 296, recante  «Disposizioni  per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello  Stato  (legge
finanziaria 2007)», e in particolare i commi 1126 e  1127,  dell'art.
1, che disciplinano  la  predisposizione  con  decreto  del  Ministro
con il Ministro dell'economia e delle finanze, e  il  Ministro  dello
sviluppo economico, di  un  «Piano  d'azione  per  la  sostenibilita'
ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione» al
fine di integrare le  esigenze  di  sostenibilita'  ambientale  nelle
procedure d'acquisto di beni e servizi sulla base di  criteri  e  per
categorie merceologiche individuati in modo specifico;
Visto il decreto interministeriale 11 aprile 2008, che ai sensi  di
citati commi 1126 e 1127, dell'art. 1, commi della legge 27  dicembre
2006 n. 296, ha approvato il «Piano d'azione  per  la  sostenibilita'
ambientale dei consumi della pubblica amministrazione» (PAN  GPP),  e
in particolare l'art. 2, recante disciplina dei  «criteri  ambientali
minimi», che prevede l'adozione di successivi decreti  del  Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio e  del  mare,  sentiti  i
Ministeri concertanti, al fine di definire «gli  specifici  obiettivi
di  sostenibilita'  ambientale...»  per  le  categorie  merceologiche
indicate all'art. 1, comma 1127, della legge n. 296 del 2006;
Vista la legge 28 dicembre 2015, n. 221, recante  «Disposizioni  in
materia ambientale per promuovere misure di green economy  e  per  il
contenimento  dell'uso  eccessivo  di  risorse   naturali»,   ed   in
particolare l'art. 23 che modifica ed integra il decreto  legislativo
3 aprile 2006, n. 152 con una specifica disciplina avente ad  oggetto
«accordi  di  programma  e  incentivi  per  l'acquisto  dei  prodotti
derivanti da materiali post consumo o dal recupero degli scarti e dei
materiali rivenienti dal disassemblaggio dei prodotti complessi»
Visto che l'art. 206-sexies, inserito  nel  decreto  legislativo  3
aprile 2006, n. 152, dal citato art. 23 della legge 28 dicembre 2015,
n. 221, disciplina l'individuazione di «azioni  premianti  l'utilizzo
di prodotti che impiegano materiali  post  consumo  o  derivanti  dal
recupero degli scarti e dei materiali rivenienti dal  disassemblaggio
dei prodotti  complessi  negli  interventi  concernenti  gli  edifici
scolastici, le pavimentazioni stradali e le barriere acustiche», e in
particolare i commi 1 e 3, del citato art. 206-sexies, che  prevedono
l'inserimento nei bandi di gara  di  «criteri  di  valutazione  delle
offerte ......... con punteggi premianti per  i  prodotti  contenenti
materiali post consumo o derivanti dal recupero degli  scarti  e  dei
materiali rivenienti dal disassemblaggio dei prodotti complessi nelle
percentuali fissate»
Considerato che ai sensi del citato art. 206-sexies, commi 1  e  3,
l'entita' dei punteggi premianti e le caratteristiche  dei  materiali
ammessi a  beneficiarne,  i  descrittori  acustici,  e  i  valori  di
riferimento da considerare, le percentuali minime di residui, rifiuti
e materiali post-consumo che devono essere presenti nei manufatti, la
materia  prima   e   l'energia   risparmiate   da   considerare   per
l'assegnazione dei punteggi premianti, i materiali utilizzabili  solo
previo trattamento per escludere effetti  nocivi  tali  da  provocare
inquinamento ambientale o danno  alla  salute  umana,  sono  definiti
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge n. 221 del
2015 dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio  e  del
mare  «con  uno  o  piu'  decreti,  anche  attraverso  i  decreti  di
attuazione del Piano d'azione per la  sostenibilita'  ambientale  dei
consumi nel  settore  della  pubblica  amministrazione,  di'  cui  al
decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e
del mare 11 aprile 2008»
Visto il decreto ministeriale 5  febbraio  2015,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale n. 50  del  2  marzo  2015,  che  nell'allegato  1
stabilisce i «Criteri ambientali minimi per le forniture di  articoli
di arredo urbano» al fine di contribuire «a sviluppare un mercato  di
prodotti costituiti da materiale riciclato, a  promuovere  l'uso  dei
rifiuti come una risorsa, a favorire una  progettazione  di  prodotti
che integrino un  approccio  basato  sul  ciclo  di  vita  nonche'  a
sviluppare un'economia circolare», inclusi i prodotti  costituiti  da
polverino da pneumatici fuori;
Visto il decreto ministeriale 24 dicembre  2015,  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale, Serie  Generale,  n.  16  del  21  gennaio  2016,
recante «Adozione dei criteri ambientali minimi per l'affidamento  di
servizi:  di  progettazione  e  lavori  per  la  nuova   costruzione,
ristrutturazione e manutenzione degli edifici e per la  gestione  dei
cantieri della pubblica amministrazione e criteri  ambientali  minimi
per le forniture di ausili per  l'incontinenza»,  e  in  particolare,
l'allegato 1 che, al fine di incrementare l'efficienza  energetica  e
di  ridurre  l'uso  delle  risorse  materiche  negli  affidamenti  di
progettazione,  costruzione  e  ristrutturazione  di  edifici   della
pubblica  amministrazione,  compresi  gli  edifici  scolastici,  gia'
definisce i descrittori acustici di  riferimento  in  relazione  alla
destinazione d'uso degli edifici, le caratteristiche  dei  materiali,
le percentuali  minime  di  residui  di  produzione  e  di  materiali
post-consumo o rivenienti dal disassemblaggio di  prodotti  complessi
utilizzati nelle soluzioni progettuali e nei manufatti,  e  al  punto
2.6.2,  relativo  al  «Miglioramento  prestazionale  del   progetto»,
prevede l'assegnazione di un punteggio premiante per  le  prestazioni
ambientali  migliori  rispetto  ai  criteri  ambientali  definiti  in
termini di «specifiche tecniche»;
Considerato che i  criteri  ambientali  minimi  di  cui  ai  citati
decreti 5 febbraio 2015 e 24 dicembre  2015  sono  in  linea  con  le
finalita' e i «contenuto della disciplina  dettata  dal  citato  art.
206-sexies, commi 1 e 3, lett. b), del decreto legislativo n. 152 del
Considerato che il citato art. 206-sexies, comma 3, lett.  a),  del
decreto legislativo n. 152 del 2006,  prevede  che  tra  i  materiali
ammessi a beneficiare dei punteggi premianti sono..compresi  i  beni-
derivanti da materiali post consumo riciclati o dal,  recupero  degli
scarti, e i materiali rivenienti  dal  disassemblaggio  dei  prodotti
complessi, con priorita' per i beni provenienti  dai  rifiuti  per  i
quali devono essere perseguiti obiettivi di raccolta  e  riciclo  nel
rispetto della normativa  di  settore  nazionale  e  comunitaria,  o,
derivanti dal recupero degli scarti e dei  materiali  rivenienti  dal
disassemblaggio  dei  prodotti  complessi,  di  cui  al  citato  art.
206-ter, comma 2, lettera a), del  decreto  legislativo  n.  152  del
2006, nonche' i beni e prodotti derivanti dall'utilizzo di  polverino
da pneumatici fuori uso;
Ritenuto di definire, in attuazione dell'art. 206-sexies, comma  3,
lettera a), del decreto legislativo n. 152 del  2006,  uno  specifico
punteggio premiante per i beni derivanti da  materiali  post  consumo
riciclati, dal recupero degli scarti  e  da  materiali  ottenuti  dal
disassemblaggio dei  prodotti  complessi  disciplinati  dai  «Criteri
ambientali minimi per l'affidamento del servigio di  progettazione  e
lavori per la  nuova  costruzione,  ristrutturazione  e  manutenzione
degli edifici e per la gestione degli  edifici»  di  cui  al  decreto
ministeriale 24 dicembre 2015, e dei «Criteri ambientali  minimi  per
le forniture  di  articoli  di  arredo  urbano»  di  cui  al  decreto
ministeriale 5 febbraio 2015, ad integrazione di detti criteri;
Considerato che ai predetti fini e' necessario migliorare e rendere
facilmente  accessibili  le  informazioni  sui  materiali  riciclati,
recuperati, e derivanti dal disassemblaggio di prodotti complessi, di
cui sono  composti  i  beni  per  i  quali  sono  stabiliti  punteggi
premianti;
Visto il  decreto  legislativo  18  aprile  2016,  n.  50,  recante
«Attuazione  delle  direttive  2014/23/UE,  2014/24/UE  e  2014/25/UE
contraiti pubblici relativi a lavori, servizi  e  forniture.»,  e  in
particolare l'art. 95 che  disciplina  i  criteri  oggettivi  per  la
valutazione dell'offerta economicamente piu' vantaggiosa  e  prevede,
tra l'altro, che le amministrazioni  aggiudicatrici  devono  indicare
nel bando di gara i criteri premiali che intendono  applicare,  anche
con specifico riferimento al «maggior punteggio relativo  all'offerta
concernente beni, lavori o servizi che presentano un  minore  impatto
sulla salute e sull'ambiente»
Prodotti, materiali e manufatti  per  edifici,  inclusi  gli  edifici
1. L'allegato 1 al decreto ministeriale 24 dicembre  2015,  recante
«Criteri  ambientali  minimi  per  l'affidamento  del   servizio   di
manutenzione degli edifici e  per  la  gestione  degli  edifici»,  e'
integrato come segue:
a) al paragrafo 2.6.2, «Miglioramento prestazionale del  progetto»,
dopo il primo periodo e' inserito il seguente:
«Ai progetti che prevedono  l'utilizzo  di  materiali  o  manufatti
costituiti  da  un  contenuto  minimo  di  materiale  post   consumo,
derivante dal recupero degli scarti e dei  materiali  rivenienti  dal
disassemblaggio dei prodotti complessi, maggiore  rispetto  a  quanto
indicato nelle corrispondenti specifiche tecniche,  e'  assegnato  un
punteggio pari almeno  al  5%  del  punteggio  tecnico.  Resta  fermo
l'obbligo di rispettare i  requisiti  prestazionali  stabiliti  dalle
norme tecniche di settore, quanto previsto dal  Regolamento  (UE)  n.
305/2011 del Parlamento e del Consiglio del 9 marzo  2011  che  fissa
condizioni armonizzate per la  commercializzazione  dei  prodotti  da
costruzione, nonche' le altre  specifiche  tecniche  che  fissano  le
ulteriori caratteristiche ambientali considerate lungo  il  ciclo  di
vita di tali materiali e manufatti».
b) al paragrafo 2.6.2,  nella  sezione  «verifica»,  dopo  l'ultimo
periodo e' aggiunto il seguente: «Il progettista deve  dichiarare  se
tale materiale  o  manufatto  sia  o  meno  utilizzato  al  fine  del
raggiungimento dei valori acustici riferiti alle diverse destinazioni
d'uso degli immobili oggetto di gara,  e  allegare,  oltre  a  quanto
previsto nella corrispondente specifica  tecnica,  una  dichiarazione
del produttore dalla quale deve risultare:
- la provenienza del materiale di recupero utilizzato, in modo tale
da evidenziare se si tratta di materiale derivato da post  consumo  o
da scarti di lavorazione o da disassemblaggio dei prodotti complessi,
o loro combinazione, per quanto tecnicamente possibile;
- l'attestazione se tale manufatto o materiale sia in  possesso  di
marcatura CE.»
Articoli per l'arredo urbano
1. L'allegato 1 al decreto ministeriale 5  febbraio  2015,  recante
«Criteri ambientali per le forniture di articoli di  arredo  urbano»,
e' integrato come segue:
«4.3 Criteri premianti: maggiore contenuto di materiale riciclato.
All'offerta di articoli in plastica o  miscele  di  gomma-plastica,
plastica-legno e gomma, quali panchine, tavoli, panche,  elementi  di
parchi giochi o altri analoghi articoli di arredo urbano,  costituiti
da materiale riciclato post consumo o derivante  dal  recupero  degli
scarti e dei materiali rivenienti dal  disassemblaggio  dei  prodotti
complessi, in una percentuale compresa tra il 60% e il 90%  del  peso
complessivo del bene  e'  assegnato  un  punteggio  pari  al  5%  del
punteggio tecnico. Detti beni devono in  ogni  caso  essere  conformi
alle eventuali norme tecniche di settore, nazionali e comunitarie.
Per la verifica della conformita' valgono i mezzi  di  prova  o  di
presunzione di conformita' previsti  nella  corrispondente  specifica
tecnica. L'offerta tecnica deve essere integrata, a corredo, con  una
dichiarazione del produttore dalla quale deve risultare:
loro combinazione, per quanto tecnicamente possibile;
Dall'attuazione del presente decreto non derivano nuovi o  maggiori
oneri a carico del bilancio dello Stato.
DM appalti
DM edilizia
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References: art. 23
 art. 206
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