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Timestamp: 2018-07-16 18:03:02+00:00

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STALKING OVVERO “SINDROME DEL MOLESTATORE ASSILLANTE | Avv. GIULIO PAUDICE
STALKING OVVERO “SINDROME DEL MOLESTATORE ASSILLANTE
Posted on febbraio 19, 2009 by Avv.Paudice
Per stalking (lett. perseguitare, dare la caccia) si intende l’agire di un soggetto, stalker, che, con comportamenti reiterati e ossessivi, pone in essere una vera e propria persecuzione nei confronti di un’altra persona (vittima), solitamente di sesso opposto. Le molestie sono compiute attraverso tentativi di comunicazione (telefonate, sms, e-mail, lettere, murales), appostamenti, pedinamenti, intrusioni nella vita privata, danneggiamenti di cose, fino ad arrivare alla violenza fisica sulla vittima stessa, e nei casi estremi all’omicidio c.d. “passionale”. Le vittime di stalking sono in prevalenza donne (86%), che si trovano a dover subire “molestie assillanti” da parte di conoscenti o colleghi, solitamente allo scopo di intraprendere una relazione sentimentale, ma più di frequente lo stalker è un ex partner, spinto dalla voglia di riallacciare una relazione conclusa o dal desiderio di vendetta per il “torto” generato dall’abbandono. Il comportamento dello stalker deve superare i limiti della normale tollerabilità, generando nella vittima una costante sensazione di ansia, che arrivi a compromettere il normale svolgimento di vita: cambiamento delle abitudini, di lavoro, di numero telefonico, nei casi più gravi, cambiamento di città.
Il disegno di legge n. 1440, con il quale vengono predisposte “misure idonee a contrastare i fenomeni persecutori”, è stato approvato alla Camera, il 29 gennaio 2009, ed è in attesa di approvazione definitiva al Senato. L’innovazione, che tale riforma dovrebbe introdurre, sta nel fatto di prevedere un reato specifico art. 612 bis, denominato “Atti persecutori”, simile ma non identificabile, allo stato normativo attuale, con i reati di percosse art. 581 c.p., lesione personale art. 582 c.p., ingiuria 594 c.p., diffamazione art. 595 c.p., violenza sessuale art. 609 bis, violenza privata 610 c.p., minaccia art 612 c.p., danneggiamento art 635 c.p.
Chi minaccia o molesta qualcuno in maniera ripetuta attraverso appostamenti, “incontri casuali”, inseguimenti, tentativi di comunicazione, minacce verbali, aggressioni fisiche rivolte alla persona o ai suoi familiari, ad amici o ad animali, potrà essere accusato del reato di atti persecutori. Lo stalking deve essere compiuto in modo consapevole, intenzionale e continuato, cioè deve perdurare per un intervallo di tempo considerevole (settimane, mesi, spesso a qualsiasi ora del giorno e della notte) tale da generare nella vittima uno stato di ansia e timore per la propria incolumità e per quella dei propri cari.
Secondo la nuova normativa la vittima di stalking potrà sporgere querela entro sei mesi dal compimento degli atti persecutori, ma si procederà d’ufficio (senza necessità di querela, che potrebbe esporre a “ripercussioni”la stessa vittima) per fatti commessi nei confronti di un minore o se ricorre una circostanza aggravante ex art. 339 c.p. Fino alla presentazione della querela, inoltre, la persona offesa può richiedere al questore, attraverso le autorità di pubblica sicurezza, che l’autore degli atti da stalking venga ammonito oralmente a tenere una condotta conforme alla legge.
La pena prevista va da sei mesi a quattro anni di reclusione ma è aumentata se il fatto è stato commesso contro un minore, una donna in stato di gravidanza o se il fatto è commesso dal coniuge separato o divorziato o da chi sia stato legato da relazione affettiva con la persona offesa. Se la condotta persecutoria sfocia nel delitto di omicidio la pena prevista è quella dell’ergastolo.
La persona offesa può costituirsi parte civile nel processo contro l’autore dello stalking al fine di richiedere un risarcimento, sia per i danni economici subiti, derivanti dal cambiamento delle abitudini di vita, sia per danno non patrimoniale (importante sentenza in materia è quella della Corte di Cassazione 11 novembre 2008 n.26972, in cui si afferma l’unicità della figura di danno non patrimoniale, che deve essere risarcito o in presenza di un fatto costituente reato, oppure nel caso di lesione dei diritti inviolabili della persona).
Si riporta il testo integrale del disegno di legge in materia di stalking, in attesa di approvazione definitiva al Senato:
DISEGNO DI LEGGE N. 1440 A – Misure contro gli atti persecutori
2.bis. La pena per il delitto di cui all’articolo 612-bis del codice penale è aumentata se il fatto è commesso da soggetto già ammonito ai sensi del presente articolo.
(Misure a sostegno delle vittime del reato di molestie insistenti)
Si segnalano siti web di interesse per tale argomento:
(questo articolo è stato redatto dalla dott.
Sara Bellantoni : sarabellantoni@alice.it
5 thoughts on “STALKING OVVERO “SINDROME DEL MOLESTATORE ASSILLANTE”
Giorgio in aprile 18, 2009 alle 12:25 pm ha detto:
L’ Italia è l’unico paese al mondo che legalizza il
Giorgio in aprile 18, 2009 alle 12:26 pm ha detto:
elena in novembre 28, 2009 alle 8:06 pm ha detto:
mi piace pensare allo stolking come a un problema in cui nonc’è sesso . c’è un carnefice e c’è una vittima . C’è uno/a che ha dei problemi psichiatrci e c’è chi non si è accorto/a con chi ha avuto a che fare fino a quando non si è manifestato con le molestie .Un amore finito …quanti sono gli amori finiti quante delusioni o inganni…Il punto che non acettare che l’altro/a non ti voglia più è uno smacco molto grosso pesante troppo pesante da sopportare . Ilpunto è che lo stolker non si rende conto che non può avere amore obbligando l’altro /a .Così diventa carnefice anche di se stesso Entrambi non vivono più e lo stoker è disposto ad arrivare a tutto distruzione di tutto ciò che fa parte della vita della sua vittima che i dati dicono sia spesso più donna che uomo
gianni in ottobre 5, 2011 alle 3:42 pm ha detto:
mi chiamo gianni ho 52 anni sono stato sposato per 27 anni da 11 mesi sono separato ho un figlio di 26 anni collaudatore di aerei e una figlia di 22 anni ultimo anno di psico pedagogico una nipotina di 18 mesi sono un decoratore ho speso tutti i miei guadagni per costruire una casa su un terreno di mio suocero fidandomi della sua parola che avrebbe messo anche il mio nome sull’att0 notarile oltre quello di mia moglie parlo solo di quello che io ho costruito,dopo 27 anni vengo a scoprire che sull’atto c’e solo il nome di mia moglie la suocera ripete insistentemente che non e casa mia scopro che mia moglie ha dei conto correnti intestati a lei chiedo di aiutarmi che sono in difficolta economiche con il lavoro perche i clienti non pagano i figli non prendono provvedimenti cado in depressione non riesco piu a parlare con nessuno mando dei messaggi di aiuto a mia moglie ripeto di aiuto vengo querelato da mia moglie per stolking conclusione condannato a 10 mesi piu 10 mila euro perche si e costituita parte civile adesso ho fatto ricoprso in appello. io non ho parole sono d’accordo con giorgio quel po di onesta te la fanno perdere poi sentiamo quelle brutte notizie,adesso mi ritrovo senza lavoro senza casa e senza famiglia mia moglie ha un’azienda una casa ecc.ecc. ma la legge non sta dalla parte del piu debole e giusto?
Avv.Paudice in ottobre 5, 2011 alle 5:51 pm ha detto:
il discorso che lei mi fa è un ottimo presupposto per presentare dei motivi di appello fondati su questi argomenti per cercare di essere scagionati da tale tipo di accusa.

References: art. 612
 art. 581
 art. 582
 art. 595
 art. 609
 art. 339
 sentenza