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Timestamp: 2020-08-12 00:55:46+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 10256 del 26/04/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 10256 del 26/04/2017
Cassazione civile, sez. trib., 26/04/2017, (ud. 11/04/2017, dep.26/04/2017), n. 10256
sul ricorso iscritto al n. 3036/2012 R.G. proposto da:
IMMOBILIARE CENTRO MARCHE S.R.L., in concordato preventivo, in
persona del suo legale rappresentante pro tempore
C.R., rappresentata e difesa, anche disgiuntamente, giusta delega a
margine del controricorso, dagli Avv.ti Paolo Bortoluzzi e Carolina
Valensise, domiciliata presso lo Studio di quest’ultima, in Roma,
Via Monte delle Gioie n. 13;
Marche n. 324/01/10, depositata il 9 dicembre 2010.
Udita la relazione svolta nella udienza camerale dell’11 aprile 2017
1. Con l’impugnata sentenza n. 324/01/10 depositata il 9 dicembre 2010 la Commissione Tributaria Regionale delle Marche – in riforma della decisione n. 101/02/09 della Commissione Tributaria Provinciale di Ancona – accoglieva il ricorso promosso da Immobiliare Centro Marche S.r.l. contro l’avviso di accertamento n. (OMISSIS) IVA IRAP 2004 ritenendo che la ripresa a tassazione del maggior reddito non potesse essere unicamente fondata sullo studio di settore e che comunque lo studio di settore a suo tempo indicato in dichiarazione dalla stessa contribuente relativo all’attività di compravendita di immobili non era quello pertinente, come del resto riconosciuto nel PVC dell’Agenzia delle Entrate laddove si dava atto che “fin dall’anno 2003 la Società operava nel settore dell’edilizia”.
2. L’ufficio ricorreva sulla base di due motivi, ai quali resisteva la contribuente, deducendo fondatamente dapprima che lo studio di settore applicato a seguito di contraddittorio ben poteva presuntivamente dimostrare il maggior reddito ripreso a tassazione spettando in realtà alla contribuente la contraria dimostrazione (Cass. sez. trib. n. 5675 del 2014; Cass. sez. trib. n. 27822 del 2013); e in secondo luogo che la CTR era incorsa nel vizio di insufficiente motivazione laddove non aveva spiegato per quali ragioni aveva omesso di considerare l’integrale valutazione contenuta nel PVC, in cui si riferiva che l’attività era nel 2004 quella di vendita e locazione di immobili, come anche provava la circostanza che gli immobili erano iscritti nelle “immobilizzazioni materiali” oltrechè dati appunto in locazione (Cass. sez. lav. n. 25905 del 2014; Cass. sez. lav. n. 3827 del 2014).
3. L’impugnata sentenza deve quindi essere cassata con rinvio.
La Corte accoglie il ricorso, cassa l’impugnata sentenza e rinvia alla Commissione Tributaria Regionale delle Marche che in altra composizione dovrà decidere la controversia uniformandosi ai superiori principi e regolare le spese di ogni fase e grado.

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 Cass. sez. 
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