Source: http://questionegiustizia.it/articolo/procedimento-fiorillo_i-capi-di-incolpazione-la-requisitoria-e-la-difesa_21-05-2013.php
Timestamp: 2017-03-25 17:23:19+00:00

Document:
- Procedimento Fiorillo: i capi di incolpazione, la requisitoria e la difesa	home
Ricerca articoli Giurisprudenza e documenti	Procedimento Fiorillo:i capi di incolpazione,
Pubblichiamo i capi di incolpazione nei confronti della dottoressa Fiorillo, indicati nella richiesta 1.10.2012 della Procura Generale presso la Corte di Cassazione, la requisitoria di E.Cesqui e la difesa di N.Rossi	Tweet
REQUISITORIAdi Elisabetta Cesqui,sostituto procuratore generale presso la Corte di CassazioneDIFESAdi Nello Rossi, procuratore aggiunto di Roma
incolpata:
A) dell’illecito disciplinare di cui agli artt. 1, comma 1, e 2, comma 1, lettera aa), del decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109, perché, in violazione del dovere generale di riserbo (imposto al magistrato anche dall’art. 10, paragrafo 2, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ratificata con la legge 4 agosto 1955, n. 848, nella interpretazione che è data dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, per garantire la credibilità e l’imparzialità del potere giudiziario), sollecitava personalmente la pubblicità di notizie attinenti alla propria attività di ufficio da parte di giornalisti televisivi e della stampa che si trovavano occasionalmente, e per altre ragioni, dinanzi agli uffici giudiziari minorili di Milano, per rilasciaie agli stessi il “comunicato” e le dichiarazioni specificati nel capo B) che segue, in particolare proponendosi per una serie di interviste e di comunicazioni: “Ma tutte queste telecamere sono qui per cosa? ... se volete avrei io da dirvi qualcosa. Mi chiamo Annamaria Fiorillo, sono sostituto procuratore dei minori e quello che ha dichiarato in aula Maroni non mi va giù” (dichiarazione a La Repubblica dell’li novembre 2010);
B) dell’illecito disciplinare di cui agli artt. i, comma 1, e 2, comma 1, lettera n) e v), del decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109, perché, in violazione del dovere generale di riserbo (imposto al magistrato anche dall’ari 10, paragrafo 2, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali), e in violazione dello specifico divieto per i sostituti procuratori della Repubblica di rilasciare dichiarazioni o fornire notizie agli organi di informazione circa l’attività giudiziaria dell’ufficio, stabilito dall’art. 5 del decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106, divieto ribadito sia nell’ordine di servizio n. 11 del 15 aprile 2008 a firma del capo dell’ufficio, sia nei criteri organizzativi adottati dallo stesso in data 14 ottobre 2009, a norma dell’art. 6 del d.lgs. n. 106 del 2006, che riservano il rapporto con gli organi di informazione al Procuratore della Repubblica, sia ulteriormente in una specifica disposizione a lei direttamente indirizzata con la nota n. 921/10 del 13 novembre 2010 a firma del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, che la richiamava all’osservanza del divieto e delle disposizioni già impartite in precedenza e le ricordava le responsabilità disciplinari conseguenti:
(1) dapprima rilasciava in data 10 novembre 2010, alla stampa e a organi di informazione televisiva, dinanzi all’ufficio giudiziario, un “comunicato” concernente l’attività da lei svolta quale sostituto di turno nei giorni 27 e 28 maggio 2010 in relazione alle procedure di accompagnamento, identificazione e affidamento della minorenne K.E.M., cittadina del Marocco (dichiarazioni riportate da: Corriere della Sera; La Stampa; La Repubblica; Il Messaggero; Il Giornale; Il Fatto quotidiano; Il Gazzettino; Il Mattino; Il Giorno; Il Resto del Carlino; La Nazione; L ‘Unità; La Gazzetta del Sud; La Gazzetta del mezzogiorno; Corriere Adriatico; Il Giornale di Sicilia; Il Giorno; Il Piccolo; Il Tempo; Il Tirreno; La Nuova Sardegna, e molti altri quotidiani);
(2) quindi partecipava, quale intervistata, alla trasmissione televisiva di RAI 3 “In mezz’ora” del giorno 14 novembre 2010, interamente dedicata alla vicenda relativa alle procedure di accompagnamento, identificazione e affidamento provvisorio della minorenne K.E.M. poste in essere i1 27 e 28maggio2010;
(3) inoltre, rendeva ulteriori dichiarazioni in merito alla vicenda procedurale, con una intervista riportata dal quotidiano La Repubblica del 19 gennaio 2011; riferendo, nelle suddette occasioni, notizie concernenti procedure in corso.
La dottoressa Fiorillo è stata ritenuta responsabile delle violazioni di cui alla lettera n) ed alla lettera aa) del comma 1 dell’art. 2 decreto legislativo 23 febbraio 2006 n. 109 ed è stata condannata alla sanzione disciplinare della censura mentre si è esclusa la responsabilità per l’illecito di cui alla lettera v).
Si riportanto le norme di interesse:
Art. 2 (Illeciti disciplinari nell'esercizio delle funzioni). 1. Costituiscono illeciti disciplinari nell'esercizio delle funzioni:
a) fatto salvo quanto previsto dalle lettere b) e c), i comportamenti che, violando i doveri di cui all'art. 1, arrecano ingiusto danno o indebito vantaggio ad una delle parti;
b) l'omissione della comunicazione, al Consiglio superiore della magistratura, della sussistenza di una delle situazioni di incompatibilita' di cui agli articoli 18 e 19 dell'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, e successive
modificazioni, come modificati dall'art. 29 del presente decreto;
e) l'ingiustificata interferenza nell'attivita' giudiziaria di altro magistrato;
o) l'indebito affidamento ad altri di attivita' rientranti nei propri compiti;
p) l'inosservanza dell'obbligo di risiedere nel comune in cui ha sede l'ufficio in assenza dell'autorizzazione prevista dalla normativa vigente se ne e' derivato concreto pregiudizio all'adempimento dei doveri di diligenza e laboriosita';
r) il sottrarsi in modo abituale e ingiustificato all'attivita' di servizio;
v) pubbliche dichiarazioni o interviste che riguardino i soggetti coinvolti negli affari in corso di trattazione, ovvero trattati e non definiti con provvedimento non soggetto a impugnazione ordinaria, quando sono dirette a ledere indebitamente diritti altrui nonche' la violazione dei divieti di cui all'art. 5, comma 2, del decreto legislativo 20 febbraio 2006, n. 106;
z) (Abrogata);
aa) il sollecitare la pubblicita' di notizie attinenti alla propria attivita' di ufficio ovvero il
costituire e l'utilizzare canali informativi personali riservati o privilegiati;
bb) (Abrogata);
ee) l'omissione, da parte del dirigente l'ufficio ovvero da parte del magistrato cui compete il potere di sorveglianza, della comunicazione al Consiglio superiore della magistratura della sussistenza di una delle situazioni di incompatibilita' previste dagli articoli 18 e 19 dell'ordinamento giudiziario, di cui al regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, come da ultimo modificati dall'art. 29 del presente decreto, ovvero delle situazioni che possono dare luogo all'adozione dei provvedimenti di cui agli articoli 2 e 3 del regio decreto legislativo 31 maggio 1946, n. 511, come modificati dagli articoli 26, comma 1 e 27 del presente decreto;
gg) l'emissione di un provvedimento restrittivo della liberta' personale fuori dei casi consentiti dalla legge, determinata da negligenza grave ed inescusabile.
Leggi anche: il comunicato dell'esecutivo di Md21 maggio 2013disciplinareSe ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.	Giurisprudenza e documentiAncora il caso Minniti: verso il tramonto di una stagione punitiva per i ritardidi Claudio CastelliLa sezione disciplinare del C.S.M. attua la svolta delle Sezioni Unite20 dicembre 2016luca minnitidisciplinareIllecito disciplinareritardo reiterato nel deposito di provvedimentiGiurisprudenza e documentiContro la "giurisprudenza difensiva"di Giorgio AltieriIl modello proposto dalle sezioni unite, nella sentenza commentata, valorizzando l’autonomia professionale del magistrato senza per questo compromettere quella organizzativa del dirigente, può assicurare una migliore tutela effettiva dei diritti delle parti 3 maggio 2016luca minnitidisciplinareIllecito disciplinareritardo reiterato nel deposito di provvedimentiGiurisprudenza e documentiUn ulteriore passo verso una nuova giurisprudenza disciplinaredi Gianfraco GilardiLe Sezioni Unite riformano la condanna disciplinare nei confronti di Luca Minniti, dando rilievo alle condizioni di particolare carico lavorativo che gravavano l'incolpato 8 marzo 2016luca minnitidisciplinareGiurisprudenza e documentiMinistero della Giustizia vs Luca Minniti ovvero questo non è un paese per innovatoridi Claudio CastelliLa sentenza disciplinare di condanna è un segnale di allarme che rivela una progressiva involuzione in corso nella magistratura11 maggio 2015disciplinareGiurisprudenza e documentiLa giurisprudenza di legittimità in materia disciplinare dei magistrati. Rassegna pronunce 2013di Giuseppe Fuochi TinareliUn tema di grande interesse riguardato attraverso le pronunce della SC 6 marzo 2014disciplinare magistratiincolpazionecassazioneGiurisprudenza e documentiProcedimento Fiorillo: la sentenzaLa decisione della sezione disciplinare del Csm sul caso del sostituto procuratore presso la Procura dei minori di Milano 5 luglio 2013disciplinare
Giurisprudenza e documentiLa sentenza del Tribunale per i minorenni di Firenze che riconosce in Italia l'adozione a due padri gay10 marzo 2017omogenitorialitàminoripadri gayadozioniGiurisprudenza e documentiCitazione diretta a giudizio e omesso avviso della facoltà di chiedere la messa alla provadi Federico PiccichèNota a Cass. Pen., Sez. II, Sent. 23 dicembre 2016 (dep. 26 gennaio 2017), n. 3864, Pres. Diotallevi, Rel. Pellegrino 6 marzo 2017sentenza cassazione n. 3864/2017omesso avvisocitazione direttaGiurisprudenza e documentiGli adempimenti fiscali dell’amministratore giudiziariodi Luigi Petrucci 2 marzo 2017codice anti mafiad. lgs n. 159/2011agenzie delle entrateamministratore giudiziariobeni confiscatiGiurisprudenza e documentiI giudici, i due papà e l'interesse del minoredi Silvia AlbanoNota alla sentenza della Corte di appello di Trento che afferma la piena efficacia nel nostro ordinamento del provvedimento giudiziario straniero che riconosce la paternità di due gemelli, nati da maternità surrogata, al marito del padre biologico 2 marzo 2017omogenitorialitàmaternità surrogataminoriGiurisprudenza e documentiSulla specificità dell'appellodi Luca SemeraroCon la sentenza che oggi Questione Giustizia pubblica (n. 8825/17), le Sezioni unite della Corte di cassazione hanno risolto il contrasto esistente in giurisprudenza affermando la necessità della cosiddetta specificità estrinseca dei motivi di appello, cioè della necessaria correlazione tra i motivi di appello e le ragioni di fatto o di diritto su cui si basa la sentenza impugnata24 febbraio 2017sezioni unitesentenza n.8825/17ricorso appelloGiurisprudenza e documentiIl datore di lavoro e l’asso nella manica. Il licenziamento per giusta causa e la tardività della contestazionedi Maura NardinLa non immediatezza della contestazione è vizio procedimentale che impedisce in radice l’accertamento giudiziale, ma prima ancora vizio sostanziale perché la valutazione dell’insussistenza del fatto – inteso come inadempimento non irrilevante – è contenuta nel comportamento di inerzia del datore di lavoro, cui l’ordinamento impone il dovere di reagire20 febbraio 2017diritto del lavorosentenza n. 2513/2017	© 2017 Questione Giustizia - ISSN: 2420-952X

References: Art. 2
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza