Source: https://www.confconsumatori.it/category/risparmio8/bond_argentina29/
Timestamp: 2019-02-20 22:09:57+00:00

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Bond Argentina Archives - CONFCONSUMATORI
Tango Bond: vittoria in appello da 15 mila euroIl Giudice in Appello ha accolto la domanda di nullità dell’acquisto dei bond argentini anche se non era stata avanzata in primo grado
Parma-Bologna, 27 gennaio 2017 – Ancora una vittoria in Appello in materia di “risparmio tradito” che ribalta la sentenza di primo grado del Tribunale di Parma.
Nel caso deciso dalla Corte d’Appello di Bologna una decina di giorni fa, la risparmiatrice aveva perso la causa di primo grado davanti al Tribunale di Parma contro la banca tramite la quale aveva acquistato obbligazioni argentine per 15.048,87 €. La donna si era rivolta a Confconsumatori, e tramite uno dei legali dell’associazione, Giovanni Franchi, aveva deciso di proporre l’Appello.
Il giudice ha accolto la domanda di nullità dell’operazione ai sensi dell’art, 23 TUF, uniformandosi ad un orientamento ormai consolidato in giurisprudenza, anche di quella della Cassazione, secondo cui perché l’ordine non sia nullo per difetto di forma a norma dell’art. 23 TUF è necessario che lo stesso sia accompagnato da un contratto generale d’investimento – quello che regola tutti i rapporti tra banca e investitore – sottoscritto, oltre che dal cliente, anche dal legale rappresentante dell’istituto. Ma l’aspetto più importante della sentenza è che la Corte ha ritenuto rilevabile d’ufficio e, di conseguenza, proponibile anche in appello la domanda di nullità, benché la stessa non fosse stata avanzata in primo grado.
«Una decisione importantissima – dichiara l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori Parma, che ha tutelato in giudizio la risparmiatrice – che conferma un principio sempre più ripetuto dalla giurisprudenza, secondo cui anche domande di nullità, come quelle previste dall’art. 23 TUF c.d. di protezione perché eccepibili solo da una parte, ossia il risparmiatore, sono rilevabili d’ufficio, quando l’effetto che ne deriva è a vantaggio della parte protetta. E così ancora una volta siamo riusciti a ribaltare una decisione di un Tribunale, quello di Parma, la cui giurisprudenza si discosta spesso da quella della Suprema Corte, a dispetto degli interessi dei risparmiatori, che vengono spesso condannati a pagare ingenti spese di lite».
gennaio, 27
Bond Argentina, Dall'Emilia Romagna, Risparmio
Bond Argentina: vittoria in appello a BolognaAncora una vittoria di Confconsumatori in materia di titoli Argentini: dopo la sconfitta in primo grado, recuperati oltre 126 mila euro
Parma, 2 dicembre 2016 – Nuova vittoria in materia di obbligazioni argentine: l’erede di una parmigiano che aveva perso in primo grado ha ottenuto, in appello, la restituzione di 126 mila euro.
Nel caso deciso dalla Corte d’Appello di Bologna il risparmiatore aveva agito davanti al Tribunale di Parma contro la banca tramite la quale aveva acquistato obbligazione argentine per oltre 250 mila euro. Avendo il Giudice respinto la domanda, il figlio del titolare (nel frattempo deceduto) si è rivolto alla Confconsumatori per concorrere in appello.
In primo grado era stata richiesta la nullità dei contratti di acquisto delle obbligazioni Argentina e la restituzione delle somme investite, oltre interessi legali e risarcimento del danno. La domanda era stata respinta in quanto il contratto risultava perfezionato perché redatto per iscritto e sottoscritto dal cliente; si negava inoltre la tesi di conflitto di interessi della banca. Il consumatore, però, sosteneva che se fosse stato informato di cosa stava effettivamente acquistando non avrebbe sottoscritto le obbligazioni. In seguito, l’erede del risparmiatore danneggiato si era rivolto a Confconsumatori per ricorrere in appello.
Nel corso del processo di secondo grado il Giudice ha applicato l’articolo 23 TUF che prevede la nullità per i contratti relativi alla prestazione di servizi di investimento e accessori che non siano redatti per iscritto. Infatti mancava, nel contratto, la sottoscrizione della banca, un elemento che nella precedente sentenza non era stato considerato. La Corte ha quindi dichiarato la nullità dell’acquisto e condannato la banca alla restituzione della somma di oltre 126 mila euro, pari alla differenza tra il capitale investito e il ricavato dalla vendita, maggiorata degli interessi, e delle spese legali.
«Si tratta di una decisione importantissima – dichiara l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori, che ha tutelato in giudizio i risparmiatori – che costituisce un’importante conferma dell’orientamento ormai consolidato in giurisprudenza (anche della Cassazione) secondo cui è necessario che l’ordine sia accompagnato da un contratto generale d’investimento, che regola tutti i rapporti tra banca e investitore, sottoscritto, oltre che dal cliente, anche dal legale rappresentante dell’Istituto. L’assenza del contratto quadro sottoscritto da entrambe le parti consente oggi la nullità dell’acquisto, con il recupero di tutti gli investimenti non andati a buon fine, sempre che l’acquisto sia stato fatto entro il termine di prescrizione decennale».
dicembre, 2
Bond Argentina, Dall'Emilia Romagna
Risparmio “tradito”: risarcimento per gli erediCerruti e Argentina: due vittorie di Confconsumatori a Piacenza e a Pavia che arrivano quando gli investitori sono ormai deceduti
Parma, 20 febbraio 2015 – I loro genitori se ne sono andati prima di riuscire ad ottenere giustizia: oggi sono gli eredi di due risparmiatori, di Piacenza e Pavia, a vedere finalmente riconosciuto un equo risarcimento per il comportamento scorretto delle banche.
PIACENZA, TITOLI “CERRUTI FINANCE” – Il Tribunale di Piacenza ha condannato una banca alla restituzione in favore dei figli di quanto versato dai genitori, deceduti, per l’acquisto di obbligazioni Cerruti Finance S.A. Il Tribunale ha, infatti, riscontrato che la banca era contrattualmente inadempiente per non avere non avere tenuto conto del fatto gli investitori, due anziani che intendevano mettere al sicuro i loro risparmi, dovevano essere considerati investitori inesperti, anche sulla base del fatto che si erano rifiutati di fornire informazioni a norma dell’art. 28 Reg. Consob n. 11522/98. L’operatore finanziario avrebbe dovuto considerare inadeguato per quei risparmiatori un investimento in bond emessi da una finanziaria estera, la Cerruti Finance, creata al solo scopo di consentire a una società carica di debiti la possibilità di emettere obbligazioni. Di qui, per il giudice, la violazione dell’art. 29, l’inadempimento, la risoluzione del contratto e la condanna della banca a restituire il versato, detratte le somme percepite nella procedura concorsuale (escluse le cedole riscosse), per complessivi 67.700 €. «Come risulta dalla sentenza– dichiara l’avvocato Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori Parma – è impensabile che un intermediario finanziario valuti l’adeguatezza di un investimento accontentandosi di un semplice rifiuto a fornire informazioni. Purtroppo è ormai sempre più difficile il recupero di tali investimenti finiti in default, perché ormai sono decorsi quasi tutti i termini di prescrizione».
PAVIA, BOND ARGENTINA – Il Tribunale di Pavia ha condannato un Istituto di credito a restituire alla figlia di una sua investitrice, quale erede, le somme a suo tempo investite in obbligazioni Argentina, sulla base della totale mancanza del contratto di negoziazione. La banca, infatti, non ha prodotto alcun contratto in corso di causa e si è difesa esclusivamente eccependo il decorso del termine di conservazione della documentazione. Ma il Giudice ha dato torto all’intermediario, statuendo l’irrilevanza delle eccezioni di fronte al difetto di forma che la legge impone per quei contratti La figlia ha ottenuto così 23.300 € più gli interessi e le spese legali. «La sentenza è importante – afferma l’avvocato Sabrina Contino, legale di Confconsumatori Milano che ha patrocinato la causa – perché il Tribunale ha ritenuto che la prescrizione di conservare la documentazione per un periodo di tempo limitato non solleva la Banca del suo onere probatorio. Infatti un conto è il rispetto di norme di natura amministrativa, finalizzate a consentire l’attività di ispezione e controllo da parte degli organi di vigilanza, e altro è derogare ad un requisito di forma prescritto dalla legge nell’ambito del rapporto contrattuale tra le parti».
Altri investimenti (Finmek, Btp, etc.), Bond Argentina, Dall'Emilia Romagna, Dalla Lombardia
Risparmi “protetti”: vittorie a Prato e RomaMentre a Roma viene rimborsata una vittima di pirateria informatica, Prato festeggia ben 10 sentenze positive contro le banche in pochi mesi
Prato-Roma, 8 gennaio 2015 – Confconsumatori apre il nuovo anno all’insegna della difesa dei piccoli risparmiatori. A Roma un nuovo successo per una vittima di pirateria informatica, mentre a Prato il 2014 si è chiuso con la conta di 10 sentenze positive in materia di risparmio tradito.
PRATO 10 VITTORIE – Tra fine agosto e novembre 2014 Confconsumatori Prato ha ottenuto ben 10 sentenze a favore dei propri associati in cause civili contro le banche. Oggetto del contendere, non solo la vendita di tristemente noti titoli argentini ma anche il celebre piano finanziario "For You‎”, da tempo ritirato dal mercato. «Abbiamo accolto i successi in Tribunale con grande soddisfazione per i nostri associati ma non certo con sorpresa – commenta il presidente provinciale Marco Migliorati – Sono successi numerosi e importanti ma che si innestano in una lunga serie di affermazioni positive con le quali i nostri avvocati hanno permesso alle famiglie di recuperare negli anni centinaia di migliaia di euro di risparmi ormai ritenuti perduti. In questi ultimi mesi, i risparmi recuperati a Prato superano i 250 mila euro».
ROMA FURTO SU CONTO ONLINE – Un consumatore di Roma aveva subito, a seguito di una frode informatica, diversi prelievi non autorizzati dal proprio conto online. Aveva disconosciuto e denunciato le operazioni a Poste Italiane S.p.A. lamentando anche l’inesistenza del sistema di alert e la scarsa efficienza dei servizi di sicurezza. A seguito dell’intervento della Confconsumatori Roma, e in particolare dell’avvocato Barbara D’Agostino, è stato riconosciuto all’associato il rimborso della somme fraudolentemente trafugate dal suo conto corrente, tramite il ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. «Quella dell’ABF – commenta la D’Agostino – è una decisione molto importante perché riconosce che è obbligo degli intermediari adeguare gli standard esistenti per rendere sicure le transazioni dagli attacchi di pirateria informatica».
"4you" e "MyWay", Bond Argentina, Dal Lazio, Dalla Toscana, Internet, Risparmio
Bond Argentini: già pericolosissimi nel 1997Pronuncia fondamentale della Corte d’appello dell’Aquila Riconoscimento tardivo: «Molte cause analoghe sarebbero andate diversamente»
Parma, 24 ottobre 2014 – Un’altra importante vittoria dei legali di Confconsumatori relativamente ad acquisti di titoli argentini. La banca venditrice si era appellata alla sentenza di primo grado di Teramo che aveva dichiarato la nullità dell’acquisto dei bond. La Corte dell’Aquila, pur ritenendo che non ci fossero i presupposti per la nullità, ha comunque confermato la condanna della banca alla restituzione di 64.574,30, oltre alla copertura delle spese processuali.
Il consumatore, residente a Teramo, aveva acquistato bond in 5 diversi momenti tra il 1997 e il 2001, e aveva già ottenuto dal Tribunale della sua città, grazie ai legali Confconsumatori, la nullità degli ordini a causa della violazione di norme del TUF. La Corte d’appello, uniformandosi all’indirizzo della Cassazione, ha ritenuto che la violazione di quelle disposizioni non comportasse nullità. Lo stesso giudice ha, peraltro, rilevato che era ormai tempo che quei titoli erano da considerare pericolosi, tanto pericolosi da rendere necessaria una specifica informativa da parte della banca, specifica informativa non provata in giudizio dall’istituto. Di qui, per la Corte, la responsabilità risarcitoria della banca, con conseguente suo obbligo di risarcire il danno pari all’importo versato per l’acquisto.
«Trattasi – per l’avv. Giovanni Franchi legale Confconsumatori che ha assistito nei due gradi del giudizio l’associato – di una sentenza importantissima, perché è la prima ad aver chiarito che già nel 1997 i titoli argentini erano pericolosissimi. Se così fosse sempre avvenuto molti analoghi processi sarebbero finiti diversamente. Purtroppo i Tribunali quasi mai hanno approfondito la pericolosità dei bond argentini e molti risparmiatori hanno perso cause analoghe, venendo oltretutto condannati a pagare ingentissime spese processuali».
Scarica la sentenza della Corte d'Appello de L'Aquila
ottobre, 24
Bond Argentina, Dall'Abruzzo
Pioggia di 9 vittorie in appello per i risparmiatoriChi aveva acquistato bond argentini in casa doveva essere informato del diritto di recesso. La Corte: «Il Decreto del Fare non si applica»
Parma, 2 ottobre 2014 – Una vera e propria pioggia di vittorie per i risparmiatori. La Corte d’appello di Venezia, con ben 9 sentenze[1], ha iniziato a confermare 14 pronunce del Tribunale di Padova relative ad acquisti di titoli argentini effettuati da diversi consumatori.
In tutte le decisioni di primo grado il Tribunale di Padova aveva ravvisato la violazione dell’art. 30 TUF, perché, sebbene i contratti fossero stati stipulati presso l’abitazione dei risparmiatori (ossia in un luogo diverso dalla sede legale della banca o di una sua dipendenza o filiale), ai risparmiatori non era stato comunicato per iscritto che avevano un termine di 7 giorni per recedere dal contratto e liberarsi dagli impegni assunti.
La Corte d’appello, con le sue decisioni, ha escluso l’applicabilità a casi come questi del c.d. “Decreto del Fare” (d.l. 21 giugno 2013 n. 69), il cui art. 56 quater dispone che l’estensione dell’art. 30 ai contratti di acquisto di strumenti finanziari parta dal 1 settembre 2013. «Per la Corte – spiega l’avvocato Giovanni Franchi, il legale Confconsumatori che ha difeso in giudizio i risparmiatori – non siamo, infatti, al cospetto di una norma meramente interpretativa, che sarebbe stata invocabile anche per contratti stipulati anteriormente, ma di una disposizione creativa, applicabile, per l’effetto, solo da quella data e non ad acquisti di titoli effettuati anteriormente».
La sentenza è fondamentale, perché sancisce che la nuova norma, introdotta dal legislatore per paralizzare una fondamentale decisione delle Sezioni Unite della Cassazione, non può applicarsi al passato. «Era da tempo che sostenevamo questo principio, – aggiunge Franchi – ma è questa la prima volta che un giudice (un giudice dell’importanza di una Corte d’appello) si uniforma alla nostra tesi».
Scarica una delle sentenze (tra loro analoghe) della Corte d'Appello di Venezia.
Per approfondire leggi questo articolo.
[1] Sentenze della Corte d’Appello di Venezia nn. 1671/14, 1672/14, 1676/14, 1724/14, 1710/14, 2180/14, 2181/14, 2182/14 e 2183/14.
Bond Argentina, Dal Veneto
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