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Timestamp: 2019-11-20 12:14:33+00:00

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INAIL: nuovo termine per la presentazione delle denunce annuali della retribuzione
L’INAIL, attraverso la Determina del Presidente n. 330 del 5 novembre 2014, ha fissato al 28 febbraio (29 in caso di anno bisestile) il nuovo termine per la presentazione delle denunce annuali delle retribuzioni, fermo restando il termine del 16 febbraio di ogni anno per il pagamento dei premi assicurativi.
Attraverso il comunicato ISTAT del 13/11/2014 sono stati rielaborati il coefficiente di rivalutazione valido per il mese di ottobre 2014 del trattamento di fine rapporto e dei crediti di lavoro, lo stesso risulta pari a 1,320028.
Cassazione: subordinazione ed associazione in partecipazione
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 23931 del 10 novembre 2014, afferma un importante principio in materia di accertamento del rapporto di lavoro. Nello specifico il caso trae origine dal contenzioso nato tra l’INPS ed il legale rappresentante di una società accusato di svolgere attività lavorativa di natura subordinata, pertanto in debito di somme derivanti da contributi. Successivamente all’ingiunzione ottenuta dall’INPS, il rappresentante legale ricorreva in opposizione. La Corte d’appello respingeva il ricorso, vertente sull’identificazione della natura del rapporto, in considerazione del fatto che la società non era stata in grado di dimostrare la sussistenza del rapporto di associazione in partecipazione. Contro la sentenza la società proponeva ricorso per cassazione. Il ricorso veniva accolto dalla Corte di Cassazione esprimendo il principio secondo il quale la mancanza di prove a favore della sussistenza del rapporto di associazione in partecipazione non dimostra la sussistenza del rapporto subordinato, oltre al fatto che l’onere della prova della sussistenza di rapporti subordinati è a carico dell’INPS, onere erroneamente addossato inizialmente alla società. Conseguenzialmente si rileva che l’insussistenza di un rapporto di associazione in partecipazione non dimostra la sussistenza di un rapporto di natura subordinata, mentre è invero il contrario, poiché la dimostrazione di un rapporto di natura subordinata esclude totalmente la possibilità di un rapporto di natura societaria.
Cassazione: verbale di conciliazione ed enti pubblici
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 23799 del 7 novembre 2014, afferma che i verbali di conciliazione sottoscritti dinanzi alla commissione provinciale di competenza hanno effetto unicamente tra le parti cui viene redatto. Uffici o Enti ad interesse pubblico come l’INPS, infatti, non riconoscono come prova i verbali di conciliazione in caso di accertamento ispettivo della natura e delle modalità del rapporto intercorso tra le parti.
Nello specifico caso, l’INPS, sulla base delle prove acquisite, aveva ritenuto che il rapporto di lavoro fosse a tempo pieno, quando al contrario, in fase di conciliazione era stato definito e sottoscritto da le parti come un rapporto a tempo parziale.
Cassazione: fogli orario per il collaboratore
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 23021 del 29 ottobre 2014, afferma che un rapporto di lavoro di natura collaborativa non può essere considerato subordinato nel momento in cui vengono compilati costantemente fogli-orario dell’azienda e vengono ricevute e-mail da dirigenti del committente.
Cassazione: periodo di prova durante il secondo rapporto di lavoro
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 23381 del 3 novembre 2014, comunica la possibilità di predisporre un nuovo periodo di prova nelle prime fasi del secondo rapporto di lavoro instaurato tra le parti, anche con le medesime mansioni.
Geo-localizzazione dei dipendenti attraverso lo smartphone
Il Garante della Privacy ha approvato le istanze di verifica presentate da due società telefoniche (doc. web n. 3505371 e 3474069) che hanno richiesto l’utilizzo della geolocalizzazione dei propri dipendenti attraverso gli smartphone in dotazione. Nello specifico si tratta di un App perennemente attiva sul dispositivo, a detta dei soggetti interessati, mirata ad ottimizzare l’impiego delle risorse presenti sul territorio e migliorarne la gestione, il coordinamento e la tempestività degli interventi tecnici.
L’Autorità ha prescritto l’adozione di una serie di accorgimenti volti alla tutela della privacy della persona. Innanzitutto l’attività di controllo sarà limitata alla posizione e quindi il traffico telefonico (sms e telefonate) unito a quello internet (web e mail) non sarà sotto osservazione. Inoltre un’icona segnalerà l’attività di geolocalizzazione permettendo al dipendente di sapere quando essa è in funzione. Non sono però da sottovalutare anche i benefici di tale App che rafforza la sicurezza del lavoratore permettendo l’invio di soccorsi mirati.
INPS: invio richiesta ANF per dipendenti di ditte cessate o fallite
L’INPS, attraverso la circolare n. 136 del 30 ottobre 2014, comunica che a decorrere dal 1° gennaio 2015 sarà possibile inviare la richiesta di Assegni per il Nucleo Familiare, relativamente a quei lavoratori dipendenti di ditte fallite o cessate, esclusivamente attraverso la procedura telematica. Nello specifico sarà possibile effettuare la richiesta attraverso:
- Web per tutti i cittadini muniti di pin per l’accesso al sito INPS;
- Contact – Center chiamando al numero verde 803.164.
Cassazione: spetta al lavoratore provare il licenziamento verbale
La Sezione Lavoro della Corte di Cassazione, attraverso la sentenza n. 22542 del 23/10/2014, esprime il concetto secondo il quale il lavoratore, che assume di essere stato licenziato verbalmente facendone valere in giudizio l’inefficacia e l’illegittimità, mentre il datore di lavoro, di contro, deduce l’allontanamento dal luogo di lavoro per dimissioni, deve farsi carico dell’onere di provare la sussistenza del licenziamento.
Il DDL Stabilità, nel testo che ha ricevuto il benestare dal MEF, si è visto ricevere alcune piccole modifiche in relazione al Art. 12 che disciplina le assunzioni a tempo indeterminato. Come anticipato tali assunzioni prevedono uno sgravio contributivo per i tre anni successivi all’inizio del rapporto lavorativo, andando però ad annullare i benefici contributivi previsti dalla legge 407/1990 in caso di assunti disoccupati da un lungo periodo, e quelli previsti per il primo anno successivo al periodo di apprendistato.
Nell’attuale testo invece viene posto ad € 8.060,00 annuali il limite di sgravio contributivo (€ 24.180,00 complessivo nei tre anni), ad esclusione dei premi INAIL, e viene proposta la non abrogazione dell’ulteriore anno di esonero contributivo per il datore di lavoro che conferma in azienda il lavoratore dopo il periodo di apprendistato.
Invariata la situazione sull’eliminazione dei benefici della legge 407/1990.

References: sentenza 
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 Art. 12