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Timestamp: 2017-10-23 23:26:35+00:00

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1. Verifica preventiva e periodica del rispetto delle norme riguardanti la sicurezza e la salute dei lavoratori Dipartimento di Prevenzione U.O. Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro cantiereQuaderno di
2. Presentazione La promozione della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro costituisce da tempo per la Pro- vincia di Trento una priorità assoluta nelle strategie di politica per la salute, nella consapevolezza del valore che questi aspetti rivestono, oltre che a livello sanitario, anche a quello civile, sociale ed economico. Tanto più l’attenzione su queste materie deve essere mantenuta in momenti di crisi, quando le difficoltà del sistema produttivo e le loro ripercussioni occupazionali e sociali, rischiano di mettere in una ingiusta competizione per le risorse sicurezza e produzione. L’impegno della Provincia su questi temi è stato portato avanti con forza nel corso delle ultime tre Legislature e ha portato a interventi significativi, grazie anche al costante apporto del Comi- tato provinciale di Coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro e alla collaborazio- ne, al suo interno, delle parti sociali e di tutti i soggetti interessati. L’ultimo di questi atti, in termini di tempo, è il “Programma provinciale per la salute e la sicu- rezza sui luoghi di lavoro per il biennio 2012-2013”, che è stato deliberato dalla Giunta Provin- ciale nel giugno di quest’anno e che prosegue e sviluppa - condividendone metodi e obiettivi - gli interventi adottati in precedenza. Nel Programma sono ribadite le linee d’azione ritenute più efficaci nel campo della tutela sul lavoro, a sostegno di una piena applicazione delle normative specifiche, a partire da quella del D.Lgs 81/08; i suoi obiettivi qualificanti si inseriscono nei vari ambiti delle attività di prevenzione, dalla informazione e dalla formazione, alla diffusione della cultura della sicurezza, fino alle necessarie attività di controllo. In questa strategia bene si colloca tutta l’attività volta a diffondere le informazioni e gli indi- rizzi di prevenzione, allo scopo di fornire un valido riferimento per tutti i soggetti implicati nei processi di prevenzione. Tra le azioni e gli strumenti di questa natura, il “Quaderno di cantiere” che ora - a dieci anni dalla stampa della sua seconda edizione - viene ripubblicato, aggiornato e rivisto alla luce degli sviluppi normativi intervenuti, occupa un ruolo consolidato e apprezzato. Destinato ai soggetti che si occupano della tutela di salute e sicurezza nei cantieri edili e finaliz- zato a fornire, per ciascun aspetto trattato, i più validi riferimenti normativi, tecnici e applicati- vi, il nuovo Quaderno di cantiere, ha tutte le caratteristiche per proseguire l’opera di promozione della prevenzione che ha già condotto con le sue precedenti edizioni. Ricordo che la nuova pub- blicazione affianca altri strumenti già presenti nella collana “Strumenti per la formazione SSL” dell’Assessorato alla salute e politiche sociali, quali “Guida illustrata alla sicurezza nei cantieri”, il “Glossario illustrato del lavoro nei cantieri” e il “Manuale operativo per chi lavora in altezza”. Il nuovo testo è attuale e coerente con le previsioni del recente Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, che ha abrogato, sostituito e innovato l’intero panorama normativo esistente e relativo alla salute e sicurezza negli ambienti di lavoro compresi i cantieri edili. Il documento contiene in particolare anche la trattazione delle tematiche di nuova introduzione come ad esempio: i piani di montaggio e smontaggio ponteggi (PIMUS), la formazione dei lavoratori addetti al lavoro su funi o il lavoro di montaggio di ponteggi prefabbricati. Mi sento di ringraziare il personale dell’ Unità Operativa Prevenzione e Sicurezza negli Ambien- ti di Lavoro che ha collaborato, sotto il coordinamento dell’ing. Ognibeni, alla produzione di uno strumento attraverso cui il Servizio Sanitario Provinciale rende disponibili alle imprese e ai lavoratori significative conoscenze e competenze relative alla prevenzione. Sottolineo, inoltre, la collaborazione con Centrofor, che sosterrà la diffusione del documento nelle imprese. Nella consapevolezza - che ha ispirato tutti i Piani operativi provinciali in materia di sicurezza sul lavoro - che la sicurezza negli ambienti di lavoro deve essere costruita da tutti gli “attori” coinvolti e che ognuno deve in prima persona contribuire a mantenere e salvaguardare il bene primario costituito dalla salute, auspico che questa pubblicazione trovi la massima diffusione e contribuisca al miglioramento della cultura della sicurezza nel settore edile. Ugo Rossi Assessore provinciale alla salute e politiche sociali Presentazione
3. Acuradi A cura del personale UOPSAL dott. Beber Paolo dott. Berté Patrick dott. Bertoluzza Alessandro dott. Bettega Matteo dott. Cestari Marcello dott. Chini Luca dott. Ciani Alessandro dott. Ducati Paolo dott. Merler Andrea dott. Novembre Giacomo dott. Pecoraro Marco dott. Pedrotti Alessandro dott. Pelloso Sandro dott. Torre Francesco dott. Zeni Gilberto dott. Uber Dario dott. Eccher Silvia dott. ing. Enrico Maria Ognibeni Trento, febbraio 2013
4. Indice Indice PREMESSA	9 1. DIRETTIVA CANTIERI	9 1.1. Campo di applicazione	9 1.2. Definizioni	9 1.3. Prima di iniziare e durante i lavori	11 1.4. Quadro riepilogativo	14 2. DOCUMENTAZIONE DA TENERE IN CANTIERE	15 3. IDONEITà TECNICO PROFESSIONALE	17 3.1. Idoneità tecnico-professionale	17 3.2. Lavoro autonomo - contratto d’opera	18 3.3. Distacco	19 3.4. Somministrazione	19 3.5. Nolo a freddo – Nolo a caldo	20 4. VALUTAZIONE DEL RISCHIO	22 4.1. Servizio di Prevenzione e Protezione	22 4.2. Informazione e Formazione ai lavoratori	24 4.3. Sorveglianza Sanitaria	25 4.4. Medico Competente	26 4.5. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza	27 5. VIABILITà	28 5.1. Viabilità nei cantieri	28 5.2. Cantieri stradali	29 5.3. Investimento e urto di persone da parte di veicoli	30 6. LAVORI IN SOTTERRANEO	32 6.1. Disposizioni generali	33 6.2. Scavi e armature	34 6.3. Rivestimento degli scavi	34 6.4. Ventilazione - limitazione della temperatura interna	35 6.5. Eliminazione delle acque sorgive e di lavorazione	35 6.6. Difesa contro le polveri	36 6.7. Illuminazione	36 6.8. Impiego degli esplosivi	36 6.9. Requisiti dei servizi igienico - assistenziali	37 6.10. Servizi sanitari	37 7. SCAVI	38
5. Indice 8. IMPIANTO ELETTRICO	40 8.1. Realizzazione dell’impianto	40 8.2. Quadri elettrici, dispositivi d’interruzione e prese a spina	41 8.3. Grado di protezione	42 8.4. Linee elettriche di cantiere con conduttori isolati	42 8.5. Linee elettriche di cantiere con conduttori non isolati	43 8.6. Luoghi conduttori ristretti	43 8.7. Illuminazione	44 8.8. Generatori	44 8.9. Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche 44 8.10. Manutenzione e uso	45 8.11. Messa a terra	45 9. OPERE PROVVISIONALI 46 9.1. Ponteggi fissi	46 9.2. Montaggio smontaggio e trasformazione del ponteggio fisso 47 9.3. Utilizzo dei ponteggi fissi 49 9.4. Luoghi di transito e passaggio sotto i ponteggi 50 9.5. Ponti su cavalletti	51 9.6. Ponti su ruote a torre (trabattelli)	51 9.7. Impalcati di servizio	52 9.8. Andatoie e passerelle	52 9.9. Parapetti	53 10. LAVORO IN QUOTA	54 10.1. Protezione dei bordi	54 10.2. Reti di sicurezza	56 10.3. Impiego di sistemi di accesso e di posizionamento mediante funi	58 10.4. Scale	59 10.5. Legge Provinciale 9 febbraio 2007, n.3 - Articolo 1	61 11. ATTREZZATURE DI LAVORO	62 11.1. Definizioni	62 11.2. Obblighi dei datori di lavoro e dirigenti	62 11.3. Obblighi del preposto	63 11.4. Obblighi dei lavoratori	63 11.5. Obblighi dei lavoratori autonomi	64 11.6. Obblighi dei fabbricanti, fornitori ed installatori,venditori	64 11.7. Seghe circolari	64 11.8. Macchine escavazione e movimento terra	65 11.9. Betoniera a bicchiere	66 11.10. Cesoie e piegaferri	66 11.11. Benne miscelatrici	67 11.12. Impianto di betonaggio	67 11.13. Perforatrici per micropali	68 11.14. Autobetoniere, beton pompe e pompe carrate	68 11.15. Accessori e attrezzature intercambiabili	70
6. Indice 12. ARMATURE PROVVISORIE	71 13. MANUFATTI A DOPPIA LASTRA PREFABBRICATI	73 14. APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO	74 14.1. Definizione	74 14.2. Gru a torre	74 14.3. Interferenze gru a torre	76 14.4. Argani	77 14.5. Autogrù, sollevatori telescopici	79 14.6. Accessori di sollevamento	80 14.7. Piattaforme di lavoro mobili elevabili	80 14.8. Ascensori da cantiere	82 15. DEMOLIZIONI	84 16. DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE	87 16.1. Riferimento normativo	87 16.2. Utilizzo dei DPI	87 16.3. Protezione parti del corpo con DPI	89 16.4. Sistemi di accesso e posizionamento mediante funi	94 17. IGIENE DEL LAVORO	96 17.1. Protezione dal rumore 96 17.2. Protezione dalle vibrazioni	97 17.3. Esposizione a sostanze pericolose	101 17.4. Esposizione a sostanze chimiche	102 17.5. Esposizione ad agenti cancerogeni e mutageni	104 17.6. Esposizione ad agenti biologici	105 17.7. Esposizione a movimentazione manuale dei carichi	105 17.8. Microclima	106 17.9. Logistica di cantiere	108 17.10. Primo soccorso	108 18. ALCOL E DROGA	110 19. LAVORATORI MINORENNI	111 20. APPARATO SANZIONATORIO	112 20.1. Sanzioni per infortuni e malattie professionali, D.lgs. n. 231/01	115 21. NOTE	117
8. ? Premessa 9Premessa Il testo proposto costituisce un’analisi dell’ambiente cantiere alla luce del D.Lgs. 81/08 ed è volta, con una rielaborazione, ad esplicitare le necessità organizzative e procedurali da adottare per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori che vi si trovano ad operare. Il presente documento non sostituisce il dettato normativo con- tenuto nel D.Lgs. 81/08 ma, letto parallelamente a questo, consente ai soggetti cui è destinato, principalmente gli imprenditori, di poter assolvere al loro delicato compito in materia di sicurezza e salute dei loro collaboratori. Nel testo, salvo diversa indica- zione, gli articoli di legge citati sono riferiti al Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 e successive modifiche ed integrazioni. Detto decreto è anche di seguito indicato con l’abbreviazione: -“D.Lgs. 81”-. 1. Direttiva cantieri La direttiva europea 1992/57/CEE, prescrive particolari misure di sicurezza e salute per i lavoratori da adottare ed attuare nei cantieri temporanei o mobili. Detta direttiva è stata recepita in Italia per la prima volta nel 1996 con il D.Lgs. 14 agosto 1996, n. 494 e successivamente ripresa nel titolo IV del D.Lgs. 81. 1.1. Campo di applicazione Il D.Lgs. 81 prescrive misure di tutela per la salute e la sicurezza dei lavoratori in qualunque luogo in cui si effettuino lavori edili come ad esempio lavori di costruzione, manutenzione, demolizione, rinnovamento di opere in muratura, cemento armato, metallo, opere stradali, idrauliche, montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati. 1.2. Definizioni Ai fini ed agli effetti delle disposizioni di cui al D.Lgs. 81 si intende per: • lavoratore: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari. Al lavoratore così definito è equiparato: il socio lavoratore di cooperativa o di società, anche di fatto, che presta la sua attività per conto delle società e dell’ente stesso; l’associato in partecipazione di cui all’articolo 2549, e seguenti del Codice civile; il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all’articolo 18 della Legge 24 giugno 1997, n. 196, e di cui a specifiche disposizioni delle Leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro; l’allievo degli istituti di istruzione ed universitari e il partecipante ai corsi di formazione professionale nei quali si faccia uso di laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali limitatamente ai periodi in cui l’allievo sia effettivamente applicato alla strumentazioni o ai laboratori in
9. ?0Direttivacantieri questione; i volontari del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile; il lavoratore di cui al Decreto Legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni; • datore di lavoro: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministra­zioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione nonconforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro coincide con l’organo di vertice medesimo; • preposto: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa. • cantiere temporaneo o mobile: qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili o di ingegneria civile il cui elenco è riportato nell’All.to X del D.Lgs. 81. • committente: il soggetto per conto del quale l’intera opera viene realizzata, indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione. Nel caso di appalto di opera pubblica, il committente è il soggetto titolare del potere decisio­ nale e di spesa relativo alla gestione dell’appalto; • responsabile dei lavori: soggetto che può essere incaricato dal committente per svolgere i compiti ad esso attribuiti dal presente decreto; per i lavori pubblici, il responsabile dei lavori è il responsabile del procedimento; • lavoratore autonomo: persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera senza vincolo di subordinazione, normalmente individuato nella iscrizione alla Camera di Commercio come Impresa individuale; • coordinatore per la progettazione: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, della redazione del piano di sicurezza e di coordinamento; • coordinatore per l’esecuzione dei lavori: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 92, che non può essere il datore di lavoro delle imprese affidatarie ed esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) da lui designato. Le incompatibilità di cui al precedente periodo non operano in caso di coincidenza fra committente e impresa esecutrice; • impresa affidataria: impresa titolare del contratto di appalto con il committente che, nell’esecuzione dell’opera appaltata, può avvalersi di imprese subappaltatrici o di lavoratori autonomi. Nel caso in cui titolare del contratto di appalto sia un consorzio tra imprese che svolga la funzione di promuovere la partecipazione delle imprese aderenti agli appalti pubblici o privati, anche privo di personale deputato alla esecuzione dei lavori, l’impresa affidataria è l’impresa consorziata assegnataria dei lavori oggetto del contratto di appalto individuata dal consorzio nell’atto di assegnazione dei lavori comunicato al committente o, in caso di pluralità di imprese consorziate assegnatarie di lavori, quella indicata nell’atto di assegnazione dei lavori come affidataria, sempre che abbia espressamente accettato tale individuazione; 10
10. ??• impresa esecutrice: impresa che esegue un’opera o parte di essa impegnando proprie risorse umane e materiali; • impresa familiare: quella in cui collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo (art. 230-bis Codice Civile); • direttore dei lavori: tecnico incaricato dal committente di verificare l’esecuzione dei lavori in corso d’opera ai fini dell’applicazione da parte degli appaltatori delle clausole contrattuali e delle regole d’arte (art. 1662 codice civile). 1.3. Prima di iniziare e durante i lavori 1.3.1. Il committente o il responsabile dei lavori (art. 90): • designa il coordinatore per la progettazione, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione, nei in cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea; detta disposizione non si applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in base alla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000. In tal caso, le funzioni del coor­ dinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori; • designa il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, prima dell’affidamento dei lavori, nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea (la presente disposizione si applica anche nel caso in cui, dopo l’affidamento dei lavori a un’unica impresa, l’esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese). I lavoratori autonomi non vengono conteggiati nel numero delle imprese esecutrici; • comunica alle imprese affidatarie, alle imprese esecutrici e ai lavoratori autonomi il nominativo del coordinatore per la progettazione e quello del coordinatore per l’esecuzione dei lavori (tali nominativi sono indicati nel cartello di cantiere); • trasmette la notifica preliminare all’UOPSAL, quando previsto (vedi anche il quadro riepilogativo al paragrafo 1.4); • anche nel caso di affidamento dei lavori ad un’unica impresa o ad un lavoratore autonomo verifica l’idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi in relazione alle funzioni o ai lavori da affidare, con le modalità di cui all’All.to XVII del D.Lgs. 81. • chiede alle imprese esecutrici una dichiarazione dell’organico medio annuo, distin­to per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), all’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL) e alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti. Nei cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’All.to XI, il requisito di cui al periodo che precede si considera soddisfatto mediante presentazione da parte delle imprese del documento unico di regolarità contributiva, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 16-bis, co. 10, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e dell’autocertificazione relativa al contratto colletti­vo applicato; • trasmette all’amministrazione concedente, prima dell’inizio dei lavori oggetto del permesso di costruire o della denuncia di inizio attività, copia della notifica preliminare, il documento unico di regolarità contributiva dell’imprese e dei lavoratori autonomi. Direttivacantieri 11
11. ?2 1.3.2. Il committente è esonerato dalle responsabilità connesse all’adempimento dei suoi obblighi limitatamente all’incarico conferito al responsabile dei lavori. 1.3.3. La designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori, non esonera il committente o il responsabile dei lavori dalle responsabilità connesse alla verifica dell’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 91, co. 1, e 92, co. 1, lett. a), b), c) d) ed e) (art. 93). 1.3.4. Il Coordinatore per la progettazione (art. 91 co. 1): • redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all’articolo 100, co. 1, i cui contenuti sono dettagliatamente specificati nell’All.to XV del D.Lgs. 81; • predispone un fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera, i cui contenuti sono definiti all’All.to XVI del D.Lgs. 81. 1.3.5. Il Coordinatore per l’esecuzione dei lavori (art. 92 co. 1 lett. a), b), c), d), e), f)): • verifica, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l’applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento e la corretta appli­ cazione delle relative procedure di lavoro; • verifica l’idoneità del piano operativo di sicurezza, adegua il piano di sicurezza e di coordinamento e il fascicolo tecnico, in relazione all’evoluzione dei lavori ed alle eventuali modifiche intervenute, verifica che le imprese esecutrici adeguino, se necessario, i rispettivi piani operativi di sicurezza; • organizza tra i datori di lavoro, ivi compresi i lavoratori autonomi, la cooperazione ed il coordinamento delle attività nonché la loro reciproca informazione; • verifica l’attuazione di quanto previsto negli accordi tra le parti sociali al fine di realizzare il coordinamento tra i rappresentanti della sicurezza finalizzato al miglioramento della sicurezza in cantiere; • segnala al committente o al responsabile dei lavori, previa contestazione scritta alle imprese e ai lavoratori autonomi interessati, le inosservanze alle disposizioni degli articoli 94, 95, 96 e 97, co. 1, e alle prescrizioni del piano di cui all’articolo 100, ove previsto, e propone la sospensione dei lavori, l’allontanamento delle imprese o dei lavoratori autonomi dal cantiere, o la risoluzione del contratto. Nel caso in cui il committente o il responsabile dei lavori non adotti alcun provvedi­mento in merito alla segnalazione, senza fornire idonea motivazione, il coordi­natore per l’esecuzione dà comunicazione dell’inadempienza alla Azienda Unità Sanitaria Locale e alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competen­ti, per la provincia di Trento APSS – UOPSAL – PAT - Servizio Lavoro; • sospende, in caso di pericolo grave e imminente, direttamente riscontrato, le singole lavorazioni fino alla verifica degli avvenuti adeguamenti effettuati dalle imprese interessate. 1.3.6. I lavoratori autonomi (art. 21): • si adeguano alle indicazioni fornite dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori, ai fini della sicurezza (art. 94); • attuano quanto previsto nel piano di sicurezza e di coordinamento e nel piano operativo di sicurezza (art. 100 co. 3); • utilizzano le attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni di cui al Titolo III del D.Lgs. 81; • si muniscono di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al Titolo III del D.Lgs. 81; Direttivacantieri12
12. ??• si muniscono di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le proprie generalità, qualora effettuino la loro prestazione in un luogo di lavoro nel quale si svolgano attività in regime di appalto o subappalto. • per altri obblighi si rinvia al capitolo 3 paragrafo 2. 1.3.7. I datori di lavoro durante l’esecuzione dell’opera, ciascuno per la parte di competenza, osservano le misure generali di tutela di cui all’articolo 15 ed in particolare curano (art. 95): • il mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità; • la scelta dell’ubicazione di posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di acces­so a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione; • le condizioni di movimentazione dei vari materiali; • la manutenzione, il controllo prima dell’entrata in servizio e il controllo periodico degli apprestamenti, delle attrezzature di lavoro degli impianti e dei dispositivi al fine di eliminare i difetti che possono pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavo­ ratori; • la delimitazione e l’allestimento delle zone di stoccaggio e di deposito dei vari mate­riali, in particolare quando si tratta di materie e di sostanze pericolose; • l’adeguamento, in funzione dell’evoluzione del cantiere, della durata effettiva da attribuire ai vari tipi di lavoro o fasi di lavoro; • la cooperazione e il coordinamento tra datori di lavoro e lavoratori autonomi; • le interazioni con le attività che avvengono sul luogo, all’interno o in prossimità del cantiere. 1.3.7.1. In particolare i datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti (art. 96): • adottano le misure di sicurezza, di salute e per la logistica di cantiere conformi alle prescrizioni di cui all’All.to XIII del D.Lgs. 81; • predispongono l’accesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili; • curano la disposizione o l’accatastamento di materiali o attrezzature in modo da evitarne il crollo o il ribaltamento; • curano la protezione dei lavoratori contro le influenze atmosferiche che possono compromettere la loro sicurezza e la loro salute; • curano le condizioni di rimozione dei materiali pericolosi, previo, se del caso, coordinamento con il committente o il responsabile dei lavori; • curano che lo stoccaggio e l’evacuazione dei detriti e delle macerie avvengano correttamente; • redigono il Piano Operativo di Sicurezza (POS). 1.3.7.2. Inoltre i datori di lavoro delle imprese affidatarie (artt. 97 e 26, All.to XVII): • verificano le condizioni di sicurezza dei lavori affidati e l’applicazione delle disposizioni e delle prescrizioni del piano di sicurezza e coordinamento; • verificano l’idoneità tecnico professionale delle imprese subappaltatrici; • coordinano gli interventi di cui agli articoli 95 e 96; • verificano la congruenza dei piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici rispetto al proprio, prima della trasmissione dei suddetti piani operativi di sicurezza al coordinatore per l’esecuzione. Direttivacantieri 13
13. 1.4. Quadro riepilogativo Riferimento D.Lgs. 81 1 La verifica di ogni impresa ed anche dei lavoratori autonomi, avviene con le modalità di cui all’All.to XVII. 2 Per i lavori privati di importo inferiore a 100.000 euro e non soggetti a permesso di costruire, non è necessaria la nomina del CSP. In tal caso i suoi obblighi sono assolti dal CSE. 3 In tal caso la valutazione dei costi della sicurezza è realizzata dalla stazione appaltante. Direttivacantieri14 LL.PP. Lavori privati Soggetto Riferimento D.Lgs. 81 Numero imprese Numero imprese 1 1 1 1 Verifica idoneità tecnico professionale1 SI SI SI SI Committente o Resp.le dei lavori Art. 90 co. 9 lett. a) Notifica preliminare Lavori 200 u.o. NO SI NO SI Committente o Resp.le dei lavori Art. 99, All.to XIILavori ≥ 200 u.o. SI SI SI SI Nomina CSP NO SI NO SI2 Committente o Resp.le dei lavori Art. 90 co. 3 Nomina CSE NO SI NO SI Committente o Resp.le dei lavori Art. 90 co. 4 PSC e fascicolo tecnico NO SI NO SI CSP – CSE Artt. 91 co. 1 lett. a) e b), 92 co. 2, 90 co. 11 PSS SI NO NO NO Impresa appaltatrice D.Lgs. 106/06 art. 131 co. 2 lett. b) POS SI SI SI SI Imprese esecutrici Art. 96 co. 6 lett. g) Costi sicurezza SI3 SI NO SI CSP (o CSE nei casi di cui all’art. 90 co. 11) All.to XV, p.to IV
14. Documentazione datenereincantiere 152. Documentazione da tenere in cantiere Nella gestione di un cantiere edile temporaneo o mobile è necessario prevedere la conservazione e detenzione sul sito di alcuni specifici documenti. Questo per garan­tire la loro disponibilità a vari soggetti interessati e permettere il corretto svolgi­mento delle lavorazioni e la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. In partico­lare sul cantiere devono essere presenti e disponibili: • IL PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (POS) (art. 96, co. 1, lett. g) I datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti, redigono il piano operativo di sicurezza. I suoi contenuti sono dettagliatamente specificati nell’All.to XV. • IL PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (PSC) (art. 100 co. 1) Il PSC è redatto dal coordinatore per la progettazione, i contenuti minimi e l’indicazione della stima dei costi per la sicurezza sono dettagliatamente specificati nell’All.to XV. Il PSC è parte integrante del contratto d’appalto (art. 100 co. 2). Il PSC è specifico per ogni singolo cantiere temporaneo o mobile e di concreta fattibilità: i suoi contenuti sono il risultato di scelte progettuali ed organizzative conformi alle prescrizioni dell’art.15. • IL PIANO DI SICUREZZA SOSTITUTIVO (PSS) (art. 131 D.Lgs. 163/06) Nel caso di lavori svolti per conto di un committente pubblico la ditta appaltatrice deve redigere il Piano di Sicurezza Sostitutivo (PSS). Il PSS è redatto a cura dell’ap- paltatore o del concessionario, contiene gli stessi elementi del PSC con esclusione della stima dei costi della sicurezza. Il suo aggiornamento è demandato all’impresa esecutrice. La redazione del PSS può essere omessa nei cantieri in presenza del PSC. • LA NOTIFICA PRELIMINARE (art. 99, co. 1) La notifica preliminare del cantiere deve essere affissa in maniera visibile presso il cantiere. I suoi contenuti sono dettagliatamente specificati nell’All.to XII. • IL PROGRAMMA DEI LAVORI SU FUNI (art. 116, co. 1, lett. f) Ilprogrammadeilavorisufunidefinisceletipologieoperative,letecnicheeleprocedure operative, i dispositivi di protezione individuale, gli ancoraggi, il posizionamento degli operatori, i metodi di accesso, il piano di emergenza, le squadre di lavoro e gli attrezzi di lavoro. • IL PIANO DI MONTAGGIO USO E SMONTAGGIO (PIMUS) (art. 134 co. 1) Il Piano di Montaggio Uso e Smontaggio dei ponteggi deve essere completo del disegno esecutivo e degli altri requisiti previsti nell’All.to XXII. • L’AUTORIZZAZIONE MINISTERIALE E RELAZIONE TECNICA DEL FABBRICANTE (art. 134 co. 1) Per i ponteggi metallici, autorizzazione ministeriale all’uso del ponteggio e copia della relazione tecnica del fabbricante. • IL PROGETTO DEL PONTEGGIO (art. 133) È necessario redigere il progetto del ponteggio, firmato da un ingegnere o architetto abilitato, qualora il ponteggio non rientri negli schemi-tipo previsti dal costruttore
15. ??Documentazione datenereincantiere 16 ad esempio per la configurazione di installazione, per i carichi di lavoro, per l’utilizzo di teli antipolvere e/o pubblicitari, oppure sia di altezza superiore ai 20 m. • I DOCUMENTI DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO quali: - Libretti di uso e manutenzione; - Dichiarazioni di conformità; - Autorizzazioni ministeriali; - Documentazione relativa agli interventi di manutenzione; - Il registro di controllo, ove previsto; - Verbali di verifica periodica, ove prevista. Per un approfondimento dell’argomento “Attrezzature di lavoro” vedere capitolo 11. • I LIBRETTI DEGLI APPARECCHI DI SOLLEVAMENTO DI PORTATA SUPERIORE AI 200 KG (art. 71, co. 11 e All.to VII) La documentazione deve essere completa dei verbali di verifica periodica. Per un approfondimento dell’argomento “Apparecchi di sollevamento” vedere capitolo 14. • IL PROGRAMMA DEI LAVORI DI DEMOLIZIONE (art. 151, co. 2) Il programma e successione dei lavori di demolizione da inserire nel POS, tenendo conto di quanto indicato nel PSC. Per un approfondimento dell’argomento “Demolizioni” vedere capitolo 15. • IL PIANO DI LAVORO PER LA DEMOLIZIONE O RIMOZIONE DELL’AMIANTO (art. 256, co. 2) Il piano di lavoro prevede le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell’ambiente esterno. I suoi contenuti sono previsti nell’art. 256, co. 4. Detto piano di lavoro non esonera il datore di lavoro dell’impresa esecutrice dei lavori di demolizione e/o rimozione dell’amianto dall’obbligo di redazione del POS così come espressamente previsto dall’art. 96, co. 1, lett. g). Copia del piano di lavoro è inviata all’organo di vigilan­za almeno 30 giorni prima dell’inizio lavori (art. 256 co. 5). • LA VALUTAZIONE DEL RUMORE (art. 190) Valutazione dell’esposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoro prendendo in considerazione in particolare gli elementi di cui all’art. 190 e i valori limite di cui all’art. 189. Per un approfondimento dell’argomento “Rumore” vedere capitolo 17. • LA RELAZIONE TECNICA CON LA QUALE SI È ACCERTATA LA CONSISTENZA DELLE PARETI DELLO SCAVO PRIVE DI ARMATURE (Decreto Ministero dei Lavori Pubblici 11 marzo 1988) Per un approfondimento dell’argomento “Scavi” vedere capitolo 7. • LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ DELL’IMPIANTO ELETTRICO ALLA REGOLA DELL’ARTE La dichiarazione deve essere completa della relazione contenente le verifiche previste dalla normativa vigente, comprese quelle della funzionalità dell’impianto e la tipologia dei materiali impiegati. Per un approfondimento dell’argomento “Impianto elettrico” vedere capitolo 8. • LA COMUNICAZIONE DELLA MESSA IN SERVIZIO DELL’IMPIANTO ELETTRICO La comunicazione della messa in servizio dell’impianto di messa a terra e dell’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche deve essere completa della ricevuta di ritorno a prova dell’avvenuto invio alla sede INAIL competente per territorio. Per la provincia di Trento l’invio deve essere effettuato presso la sede INAIL di Bolzano.
16. ?? Idoneità tecnico-professionale 173. Idoneità tecnico-professionale 3.1. Idoneità tecnico-professionale: 3.1.1. L’idoneità tecnico professionale è il possesso di capacità organizzative, nonché disponibilità di forza lavoro, di macchine e di attrezzature, in riferimento ai lavori da realizzare. (art. 89, co. 1 lett. l). 3.1.2. Il committente o il responsabile dei lavori deve verificare l’idoneità tecnico- professionale delle imprese affidatarie, delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi anche nel caso di affidamento dei lavori ad un’unica impresa o ad un lavoratore autonomo (art. 90, co. 9 lett. a), b) e c) e All.to XVII). 3.1.3. In caso di subappalto la verifica dell’idoneità tecnico-professionale è di competenza dell’impresa affidataria. (art. 97, co. 2 e All.to XVII). 3.1.4. Il committente o il responsabile dei lavori e l’impresa affidataria in caso di subappalto, per verificare in concreto l’idoneità tecnico-professionale del soggetto cui affidare i lavori, deve richiedere i seguenti documenti previsti dall’All.to XVII del D.Lgs. 81, per le Imprese esecutrici e imprese affidatarie: • iscrizione alla C.C.I.A.A. con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto; • documento di valutazione dei rischi o autocertificazione; • documento unico di regolarità contributiva (DURC); • dichiarazione di non essere oggetto di provvedimenti di sospensione o di interdizione. E per i lavoratori autonomi: • iscrizione alla C.C.I.A.A. con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto; • specifica documentazione attestante la conformità al D.Lgs. 81 di macchine, attrezzature e opere provvisionali (es. ponteggi); • elenco dei dispositivi di protezione individuale (DPI) in dotazione; • attestati inerenti la propria formazione e la relativa idoneità sanitaria nei casi previsti; • documento unico di regolarità contributiva (DURC). Vi sono peraltro alcune categorie di lavoratori autonomi non formalmente iscritti alla C.C.I.A.A. (es. restauratori). Per tali categorie di lavoratori e per quanto riguarda sola­mente il p.to 1 della verifica dell’idoneità tecnico-professionale, si deve far riferimento all’iscrizione a specifici albi professionali. Inoltre il committente o il responsabile dei lavori deve richiedere alle imprese esecutrici una dichiarazione dell’organico medio annuo, distinto per qualifica, corredata dagli estremi delle denunce dei lavoratori effettuate all’INPS, all’INAIL e alle casse edili, nonché una dichiarazione relativa al contratto collettivo stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, applicato ai lavoratori dipendenti. (art. 90, co. 9 lett. b)) Nel caso di cantieri la cui entità presunta è inferiore a 200 uomini-giorno (es. 19 uomini per 10 giorni) e i cui lavori non comportano rischi particolari di cui all’All.to XI per la verifica dell’idoneità tecnico-professionale è previsto un regime più semplificato con l’esibizione del certificato di iscrizione alla C.C.I.A.A., del DURC, di un’autocertificazione in ordine al possesso dei requisiti previsti dall’All.to XVII e di un’autocertificazione relativa al contratto collettivo applicato. (art. 90, co. 9 lett. a) e b))
17. ??Idoneità tecnico-professionale 18 3.2. Lavoro autonomo - contratto d’opera 3.2.1. I due requisiti fondamentali del lavoro autonomo sono il lavoro prevalentemente proprio e l’assenza di vincoli di subordinazione, questo differenzia il lavoratore autonomo dal lavoratore subordinato4 . 3.2.2. Il lavoratore autonomo opera in generale attraverso un contratto d’opera. Con il contratto d’opera un soggetto si obbliga a compiere verso un corrispettivo, un’opera o un servizio, con il lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente5 . (art. 2222 Codice Civile). 3.2.3. In generale, i lavoratori autonomi devono (art. 21, co. 1 lett. a), b) e c)): • utilizzare attrezzature di lavoro in conformità alle disposizioni del Titolo III del D.Lgs. 81; • munirsi di dispositivi di protezione individuale ed utilizzarli conformemente alle disposizioni di cui al Titolo III del D.Lgs. 81; • munirsi di apposita tessera di riconoscimento corredata di fotografie, contenente le proprie generalità; 3.2.4. Con specifico riferimento ai cantieri temporanei o mobili, sia le imprese esecutrici che i lavoratori autonomi, devono altresì attuare quanto previsto nel PSC e nel POS e adeguarsi alle indicazioni fornite dal coordinatore per l’esecuzione dei lavori ai fini della sicurezza. (artt. 94 e 100, co. 3) 3.2.5. Per i lavoratori autonomi si applicano anche altre disposizioni particolari comprese nel Titolo IV del D.lgs. 81 e che riguardano specificatamente: • il divieto di depositare materiale sulle impalcature ad eccezione di quello necessario per le lavorazioni, rispettare la portata strutturale del ponteggio, consentire una viabilità sul ponteggio sicura (art. 124); • il divieto di gettare dall’alto gli elementi del ponteggio o di salire e scendere lungo i montanti (art. 138, co. 3 e 4); • il divieto di operare su muri in fase di demolizione (art. 152 co. 2). 3.2.6. La collaborazione di fatto tra lavoratori autonomi, ovvero la realizzazione della stessa attività per giungere al completamento di un’unica opera (es. impianto idrauli­co, impianto elettrico, copertura di un edificio etc.) NON è prevista dalla legge. Tale situazione di fatto non è più assimilabile al lavoro autonomo ma più precisamente ad un “impresa di fatto” in cui, di solito, il soggetto titolare del rapporto con il committente viene considerato datore di lavoro di fatto ex art. 299. Per ulteriori approfondimenti v. circ. Min. Lavoro prot. 37/0012271 d.d. 4/7/2012 e il documento del Coordinamento tecnico delle Regioni sul sito www.prevenzionecantieri.it. Spetta al committente o al responsabile dei lavori la verifica dell’idoneità tecnicoprofessionale del soggetto a cui intende affidare lo specifico lavoro da svolgere. 4 La definizione di prestatore di lavoro subordinato é indicata nell’art. 2094 del c.c. “è prestatore di lavoro subordinato chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore”. 5 La definizione dell’art. 2222 c.c. è in linea con quanto indicato nell’art. 89, primo co.lett.d) del D.Lgs. 81/08 e ss.mm. in cui il lavoratore autonomo viene definito come “persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera senza vincolo di subordinazione”.
18. ??3.2.7. Due o più lavoratori autonomi che operano per la realizzazione di un’unica opera, altrimenti non eseguibile da un singolo operatore con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione, non possono redigere un POS conforme all’All.to XV6 né tantomeno possedere singolarmente i requisiti di idoneità tecnico­ professionale. (artt. 89 co. 1 lett. l), 90 co. 9 lett. a), 92 co. 1 lett. b), 96 co. 1, lett. g) e All.to XVII). Si rammenta che anche il coordinatore per l’esecuzione dei lavori deve verificare sia l’idoneità del POS dei soggetti che intervengono nella realizzazione dell’opera che l’attuazione di quanto previsto nel PSC. 3.3. Distacco 3.3.1. L’ipotesi del distacco7 si configura quando un datore di lavoro, per soddisfare un proprio interesse8 , pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di un altro soggetto per l’esecuzione di una determinata attività lavorativa. In caso di distacco il datore di lavoro (distaccante) rimane responsabile del trattamento economico e normativo a favore del lavoratore9 (art. 30 D.Lgs. 276/03 e ss.mm.). Nell’ipotesi di distacco del lavoratore tutti gli obblighi di prevenzione o protezione sono a carico del distaccatario, fatto salvo l’obbligo a carico del distaccante di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali viene distaccato. Per il personale delle Pubbliche Amministrazioni che presta servizio presso altre amministrazioni pubbliche, organi o autorità nazionali, gli obblighi di prevenzione o protezione sono a carico del datore di lavoro designato dall’amministrazione, organo o autorità ospitante. (art. 3, co. 6) 3.4. Somministrazione 3.4.1. La somministrazione di manodopera permette ad un soggetto (utilizzatore di rivolgersi ad un altro soggetto appositamente autorizzato (somministratore), per utilizzare il lavoro di personale non assunto direttamente, ma dipendente del sommini­stratore. Nella somministrazione occorre distinguere due contratti diversi: • un contratto di somministrazione, stipulato tra l’utilizzatore e il somministratore, di natura commerciale; • un contratto di lavoro stipulato tra il somministratore e il lavoratore. 3.4.2. Il contratto tra utilizzatore e somministratore deve avere forma scritta e contenere alcune specifiche indicazioni. Il contratto di somministrazione può essere stipulato dalle Agenzie per il lavoro autorizzate all’esercizio dell’attività di somministrazione e iscritte all’Albo. Idoneità tecnico-professionale 19 6 Trattasi dei contenuti minimi dei piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili. 7 Per un approfondimento v. Circ. Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 3 del 15 gennaio 2004 pubblicata sulla G.U. n. 17 del 22 gennaio 2004. 8 La nozione di interesse va intesa come qualsiasi interesse produttivo del distaccante che deve protrarsi per tutto il periodo di durata del distacco ed è collegata ai due requisiti di legittimità del distacco: la temporaneità del distacco e l’interesse del distaccante. 9 Per trattamento economico e normativo s’intende sia l’obbligo di retribuzione che quello contributivo.
19. 20Idoneità tecnico-professionale 20 3.4.3. I lavoratori dipendenti dal somministratore hanno diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei dipendenti di pari livello dell’utilizzatore, a parità di mansioni svolte. L’utilizzatore è obbligato in solido con il somministratore a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali. 3.4.4. Il somministratore informa i lavoratori sui rischi per la sicurezza e salute connessi alle attività produttive in generale e li forma e li addestra sull’uso delle attrezzature di lavoro necessarie per lo svolgimento della attività lavorativa per la quale vengono assunti. Il contratto di somministrazione può prevedere che tale obbligo sia adempiuto dall’utilizzatore; in tal caso ne va fatta indicazione nel contratto con il lavoratore. Nel caso in cui le mansioni cui è adibito il prestatore di lavoro richiedano una sorveglianza medica speciale o comportino rischi specifici, l’utilizzatore ne informa il la­voratore conformemente a quanto previsto dal D.Lgs. 81. (artt. 20 ss. D.Lgs. 276/03 e ss.mm.) 3.4.5. Fermo restando quanto sopra esposto, tutti gli obblighi di prevenzione e protezione previsti dal D.Lgs. 81 spettano all’utilizzatore. (art. 3, co. 5) 3.5. Nolo a freddo – Nolo a caldo 3.5.1. Nel nostro ordinamento giuridico non esiste la figura del noleggio come contratto tipico e pertanto tale figura rientra nell’alveo del contratto di locazione disciplinato dagli artt. 1571 c.c. e seguenti. Solitamente si può tracciare una distin­ zione tra cd. nolo a freddo e cd. nolo a caldo. Con il nolo a freddo viene locato solo il macchinario mentre con il nolo a caldo oltre al macchinario, il locatore mette a disposizione dell’imprenditore anche un proprio dipendente con una specifica competenza nel suo utilizzo. Anche per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro bisogna distinguere gli adempimen­ti necessari per le due tipologie di contratto. 3.5.2. Per il cd. nolo a freddo il noleggiante (chi noleggia l’attrezzatura) dovrà attestare sotto la propria responsabilità la conformità delle macchine ai requisiti di sicurezza e attestarne il buon stato di conservazione, manutenzione ed efficienza ai fini della sicurezza. Dovrà inoltre acquisire e conservare per tutta la durata del no­ leggio una dichiarazione del datore di lavoro utilizzatore che riporti l’indicazione del lavoratore o dei lavoratori incaricati del loro uso, i quali devono essere specificata­ mente formati. Inoltre il datore di lavoro utilizzatore dovrà inserire nel POS l’elenco delle attrezzature noleggiate e utilizzate in cantiere valutando i relativi rischi per la sicurezza sul lavoro. (artt.36, 37, 72, co. 1 e 2 , 73, 96, co. 1 lett. g) e All.to XV) 3.5.3. Per il cd. nolo a caldo bisogna fare attenzione al fatto che il contratto deve avere ad oggetto il noleggio di un macchinario e la prestazione (accessoria) del conduttore del mezzo e non anche un’obbligazione di risultato (es. lo scavo a regola d’arte di un certo numero di metri cubi di terra) perché in questo caso si trattereb­be più propriamente di un vero e proprio appalto o di un subappalto. Per quanto riguarda gli obblighi in capo al noleggiante (chi noleggia l’attrezzatura) e al datore di lavoro utilizzatore appare pacifico che il primo deve attestare sotto la propria
20. 2?responsabilità la conformità delle macchine ai requisiti di sicurezza e attestarne il buon stato di conservazione, manutenzione ed efficienza ai fini della sicurezza mentre il secondo dovrà adeguare il POS inserendo il nominativo dell’operatore e la macchina noleggiata valutandone i relativi rischi. Per quanto riguarda le specifiche responsabilità del noleggiante e del datore di lavoro utilizzatore si può affermare che in generale la prestazione di lavoro si esplica nel ciclo produttivo dell’utilizzatore e che pertanto ha anche un obbligo di garanzia nei confronti del lavoratore dipendente del noleggiante, ma quest’ultimo mantiene comunque in capo a sé gli obblighi di formazione-informazione specifica del lavora­ tore ed è controverso il fatto se mantenga anche un’obbligazione solidale di garanzia con il noleggiatore (datore di lavoro utilizzatore)10 perché risulta pur sempre titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore (artt. 36, 37, 72, co. 1, 73, 96, co. 1 lett. g) e All.to XV). 10 Per approfondimenti v. Cass. pen., Sez.IV, n. 23604 del 5 giugno 2009 in Igiene e Sicurezza del Lavoro, 7, 2009, 408 ss.; Cass. pen. Sez.IV, n. 34327 del 4 settembre 2009, in Ambiente Sicurezza, 5, 2010, 70 ss. con nota di SOPRANI; Cass. pen. Sez. IV, n. 1514 del 14 gennaio 2010, in Ambiente Sicurezza, 17, 2010, 75 ss. con nota si SOPRANI. Idoneità tecnico-professionale 21
21. 22Valutazionedelrischio22 4. Valutazione del rischio Il datore di lavoro effettua, senza facoltà di delega, la valutazione di tutti i rischi (art. 17) in relazione all’attività dell’azienda con la conseguente elaborazione del documento contenente (art. 28): • una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri per la valutazione della stessa; • l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati; • l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri; • l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento. La valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata, in occasione di modifiche del processo produttivo, o in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione o della protezione o a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità. Il documento di Valuta­zione dei Rischi deve essere custodito presso l’unità produttiva (sede). I datori di lavoro che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi di cui al presente articolo sulla base delle procedure standardizzate di cui all’articolo 6, co. 8, lett. f). Dette procedure standardizzate sono state pubblicate con Decreto Ministeriale di data 30 novembre 2012 (G.U. 6 dicembre 2012). Fino al 30/06/2013 è concesso agli stessi datori di lavoro di autocertificare di aver effettuato la valutazione dei rischi. Rimane comunque l’obbligo di redigere il POS anche per le imprese con meno di10 addetti o familiari indipendentemente dall’entità o durata del cantiere. 4.1. Servizio di Prevenzione e Protezione 4.1.1. Il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP) è l’insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori. Il datore di lavoro organizza il servizio di prevenzio­ ne e protezione all’interno della azienda o della unità produttiva, o incarica persone o servizi esterni. Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali provvede: • all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la sicurezza sul lavoro; • ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive e sistemi di controllo di tali misure; • ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali; • a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori; • a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione periodica prevista; • a fornire ai lavoratori le informazioni previste sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi all’attività dell’impresa. 4.1.2. I componenti del servizio di prevenzione e protezione sono tenuti al segreto in ordi­ne ai processi lavorativi di cui vengono a conoscenza nell’esercizio delle loro funzioni.
22. 2? Valutazionedelrischio 23Esso può essere composto di una sola persona (RSPP) o di più persone, tra cui deve essere individuato il responsabile e gli addetti al servizio (ASPP). 4.1.3. Il RSPP è la persona, in possesso delle capacità e dei requisiti professionali previsti dall’art. 32, designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il SPP. L’ASPP è la persona, in possesso delle capacità e dei requisiti professionali previsti dall’art. 32, facente parte del SPP. 4.1.4. La designazione di queste persone deve avvenire previa consultazione del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza/Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale (RLS/RLST). 4.1.5. Il RSPP è comunque un consulente di cui si avvale il datore di lavoro ma non sgrava il datore di lavoro dalle proprie responsabilità in materia, anche nel caso che ricorra a persone o servizi esterni. 4.1.6. Gli addetti e i responsabili dei servizi devono essere in numero sufficiente rispetto alle caratteristiche dell’azienda e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti loro assegnati. Essi non possono subire pregiudizio a causa della attività svolta nell’espletamento del proprio incarico. 4.1.7. Il RSPP può essere individuato all’interno del personale dell’azienda o può essere dato come incarico a persona o servizio esterno, previa verifica del possesso dei requisiti descritti in seguito. Il ricorso a persone o servizi esterni è obbligatorio in assenza di dipendenti che, all’interno dell’azienda ovvero dell’unità produttiva, siano in possesso dei requisiti. 4.1.8. Requisiti degli addetti al servizio di prevenzione e protezione (ASPP): • titolo di studio non inferiore a diploma di istruzione secondaria superiore; • attestato di frequenza con verifica di apprendimento di specifici corso di formazione: modulo A (generico) e Modulo B specifico in riferimento alla categoria Ateco (classificazione delle attività economiche ISTAT) di appartenenza dell’azienda. 4.1.9. Requisiti dei responsabili del servizio di prevenzione e protezione (RSPP): • requisiti dell’addetto al servizio di prevenzione e protezione (sia titolo di studio che attestati di frequenza ai corsi Moduli A e B); • attestato di frequenza a specifici corsi di formazione in materia di prevenzione e protezione dei rischi: Modulo C; 4.1.10. Possono altresì svolgere le funzioni di responsabile o addetto coloro che, pur non essendo in possesso del titolo di studio previsto, dimostrino di aver svolto una delle funzio­ni richiamate, professionalmente o alle dipendenze di un datore di lavoro, almeno da sei mesi alla data del 13 agosto 2003 previo svolgimento dei corsi di formazione previsti sopra. 4.1.11. I responsabili e gli addetti dei servizi di prevenzione e protezione sono tenu­ti a frequentare corsi di aggiornamento. 4.1.12. Il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti propri dell’RSPP in caso di azienda artigiana e industriale fino a 30 lavoratori o in altri casi previsti dall’All.to II del D.Lgs 81/08. Il datore di lavoro deve comunque svolgere i corsi di formazione specifici previsti per il RSPP.
23. 2?Valutazionedelrischio24 4.2. Informazione e Formazione ai lavoratori 4.2.1. Il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva una adeguata informazione e formazione in materia di salute e sicurezza, comprensibile anche ha chi ha difficoltà linguistiche: • concetti generali quali ad es. rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei soggetti aziendali (datore di lavoro, dirigenti, preposto, CSE…), organi di vigilanza… ecc. • sulle procedure che riguardano il primo soccorso, l’antincendio e l’evacuazione dei luoghi di lavoro • sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di primo soccorso e prevenzione incendi • sui nominativi dell’RSPP, ASPP e del medico competente • sulle mansioni generali del comparto di appartenenza dell’azienda (es. sicurezza in edilizia) e sull’utilizzo dei DPI previsti dal DVR; 4.2.2. Inoltre il datore di lavoro provvede affinché ciascun lavoratore riceva anche un’adeguata e comprensibile informazione e formazione in materia di salute e sicurezza, sui rischi specifici, possibili danni e conseguenti misure e procedure di prevenzione riferiti a specifiche mansioni da svolgere in cantiere (elenco indicativo e non esaustivo) fra cui: • Montaggio-Smontaggio Ponteggi (corso teorico pratico con attestato di frequenza, vedi capitolo Opere Provvisionali); • Lavoro su funi (corso teorico pratico con attestato di frequenza); • Operazioni in presenza di rischio per Agenti Fisici (Rumore, Vibrazioni art. 184- 195), Sostanze Pericolose (Agenti Chimici, Cancerogeni-Mutageni, Amianto artt.227­239-257); • Utilizzo di attrezzature che richiedono conoscenze e responsabilità particolari (mezzi di sollevamento e movimento terra etc.) o particolarmente complesse; • Movimentazione manuale dei carichi: informazioni relative ai pesi ed alle caratte­ ristiche del carico da movimentare, formazione adeguata in relazione alle modalità di corretta esecuzione dell’attività e possibili conseguenze e rischi. 4.2.3. Il contenuto della informazione-formazione deve essere facilmente comprensibile anche per i lavoratori immigrati o che hanno difficoltà linguistiche e deve consentire loro di acquisire le relative conoscenze. La formazione deve avvenire in occasione: • dell’assunzione; • del cambiamento di mansioni; • della introduzione di nuove attrezzature di lavoro, di nuove tecnologie, di nuove sostanze e preparati pericolosi. 4.2.4. Per le piattaforme di lavoro mobili elevabili, le gru a torre, le gru mobili, le gru per autocarro, i carrelli elevatori semoventi con conducente a bordo, i trattori agricoli o forestali, le macchine movimento terra e le pompe autocarrate per calce­struzzo, l’accordo Conferenza Stato Regioni e Provincia Autonome di Trento e Bol­zano, di data 22/02/2012*, ai sensi dell’articolo 73 comma 5, prevede un’apposita abilitazione per i manovratori. Il medesimo accordo individua i soggetti formatori, la durata ed i contenuti dei corsi nonché le scadenze. * Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 60 di data 13/03/2012
24. 2? Valutazionedelrischio 254.2.5. I dirigenti e i preposti ricevono a cura del datore di lavoro, un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. 4.2.6. I lavoratori incaricati dell’attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salva­ taggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza devono ricevere un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; 4.2.7. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto ad una formazione particolare in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurargli adeguate competenze sulle principali tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi. 4.2.8. La formazione dei lavoratori e quella dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con gli organismi paritetici (es. CENTROFOR per la Provincia di Trento), ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l’attività del datore di lavoro, durante l’orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori. 4.2.9. Il contenuto della formazione deve essere facilmente comprensibile per i lavoratori e deve consentire loro di acquisire le conoscenze e competenze necessa­ rie in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ove la formazione riguardi lavoratori immigrati, essa avviene previa verifica della comprensione e conoscenza della lingua veicolare utilizzata nel percorso formativo. 4.3. Sorveglianza Sanitaria 4.3.1. La sorveglianza sanitaria è svolta dal medico competente. Il datore di lavoro ha l’obbligo, nel caso in cui si richieda la sorveglianza sanitaria, di nominare il medico competente. La sorveglianza sanitaria comprende: • visita medica preventiva per verificare l’idoneità alla mansione specifica; • visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori va effettuata normalmente una volta l’anno se non previsto diversamente dal medico competente o dalla valutazione del rischio; • visita medica su richiesta del lavoratore qualora sia ritenuta dal medico competente correlabile all’attività lavorativa al fine di esprimere l’idoneità alla mansione specifica; • visita medica in occasione di cambio di mansione, in fase preassuntiva o in caso di ripresa del lavoro a seguito di assenza per motivi di salute di durata superiore ai sessanta giorni continuativi. 4.3.2. La sorveglianza sanitaria nei cantieri è necessaria principalmente per le seguenti mansioni (elenco indicativo e non esaustivo): • Lavorazioni che espongono a movimentazione manuale di carichi (vedi capitolo igiene del lavoro); • Lavorazioni che espongono a valori di rumore superiori al valore d’azione (vedi capitolo igiene del lavoro); • Lavorazioni che espongono a vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio e/o al corpo intero (vedi capitolo igiene del lavoro); • Lavorazioni che espongono a rischio chimico (vedi capitolo igiene del lavoro);
25. 2?Valutazionedelrischio26 • Lavorazioni che espongono a cancerogeni e mutageni (vedi capitolo igiene del lavoro); • Lavorazioni che espongono ad amianto (D.P.R. 1124/65, D.Lgs. 81); • Lavoro notturno (D.Lgs. 66/2003, D.Lgs. 213/2004, Circolare Ministeriale 3 marzo 2005 n. 8); • Lavorazioni che espongono al rischio di silicosi ed asbestosi (D.P.R. 1124/65); • Qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi. 4.4. Medico Competente 4.4.1. Il medico competente è un medico con specifici titoli e requisiti formativi e professionali (art. 38) che collabora con il datore di lavoro e il RSPP alla valutazione dei rischi a cui sono esposti i lavoratori dell’impresa ed è nominato dal datore di la­ voro per effettuare la sorveglianza sanitaria. Può essere un libero professionista, un dipendente del datore di lavoro, un dipendente o un collaboratore di una struttura esterna privata o pubblica convenzionata con l’imprenditore. 4.4.2. Obblighi principali del medico competente: • collaborare con il datore di lavoro e con il Servizio di Prevenzione e Protezione alla valutazione dei rischi, alla predisposizione dell’attuazione delle misure per la tutela della salute dei lavoratori, all’attività di formazione e informazione nei confronti dei lavoratori per la parte di competenza, e alla organizzazione del servizio di primo soccorso; • programmare ed effettuare la sorveglianza sanitaria; • esprimere per iscritto il giudizio di idoneità, idoneità parziale (temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni), inidoneità temporanea o inidoneità permanente e darne copia al lavoratore e al datore di lavoro; • istituire, aggiornare e custodire, una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria; • consegnare al datore di lavoro, alla cessazione dell’incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso con salvaguardia del segreto professionale; • consegnare al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di rischio e fornirgli le informazioni necessarie relative alla sua conser­ vazione; • fornire informazioni ai lavoratori sul significato della sorveglianza sanitaria cui sono sottoposti e se del caso, sulla necessità di sottoporsi ad accertamenti sanitari anche dopo la cessazione dell’attività; • informare ogni lavoratore interessato dei risultati della sorveglianza sanitaria e, a richiesta, rilasciare allo stesso copia della documentazione sanitaria; • comunicare per iscritto, in occasione delle riunioni periodiche previste dalla nor­ma, al datore di lavoro, al RSPP e ai RLS i risultati anonimi collettivi della sorve­glianza sanitaria e fornire indicazioni sul loro significato per attuare le misure per la tutela della salute dei lavoratori • visitare gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o con cadenza diversa stabilita in base alla valutazione dei rischi. 4.4.3. In particolare nei cantieri, la cui durata presunta dei lavori è inferiore ai 200 giorni lavorativi (dove prevista la sorveglianza sanitaria) la visita del medico competente agli ambienti di lavoro con caratteristiche analoghe ad altri già visitati e gesti­ti dalle stesse imprese è sostituita o integrata, a giudizio del medico competente, con l’esame di piani di sicurezza relativi ai cantieri in cui svolgono la loro attività i lavoratori soggetti alla sua sorveglianza.
26. 2? Valutazionedelrischio 274.5. Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza 4.5.1. Il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS) è eletto o designato per rappresentare i lavoratori in merito alla salute e sicurezza: • nelle aziende o unità produttive fino a 15 dipendenti è di norma eletto direttamente dai lavoratori tra i dipendenti dell’azienda oppure è individuato per più aziende nell’ambito territoriale o di comparto produttivo (RLST). L’RLST esercita le compe­ tenze del RLS in tutte le aziende o unità produttive del territorio o del comparto di competenza in cui non sia stato eletto o designato il RLS; • nelle aziende o unità produttive con più di 15 dipendenti è eletto o designato dai lavoratori nell’ambito delle rappresentanze sindacali in azienda; in assenza di queste ultime il rappresentante è eletto dai lavoratori dell’azienda al loro interno. 4.5.2. L’RLS non può subire pregiudizio per la sua attività e a esso sono dovute le stesse tutele previste per le rappresentanze sindacali e le sue funzioni sono incom­ patibili con la nomina a RSPP e ASPP. 4.5.3. I principali diritti e doveri del RLS sono: • deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dell’incarico senza perdita di retribuzione, nonché dei mezzi e degli spazi adeguati per l’esercizio delle funzioni e delle facoltà riconosciutegli; • su sua richiesta e per l’espletamento della sua funzione, riceve copia del DVR dell’impresa, da consultare esclusivamente in azienda; • è tenuto al rispetto delle disposizioni del Codice in materia di protezione dei dati personali e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel DVR, nonché al segreto sui processi lavorativi di cui venga a conoscenza nell’eser­ cizio delle funzioni; • accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni; • è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della preven­ zione nella azienda o unità produttiva; • è consultato in merito alla designazione del RSPP/ASPP e del medico competente, alla attività di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro; • è consultato in merito all’organizzazione della formazione (art. 37); • riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze e ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni e alle malattie professionali; • riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza; • riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dal­ l’art. 37; • promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzio­ne idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori; • formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di norma, sentito; • partecipa alla riunione periodica (art. 35); • fa proposte in merito alla attività di prevenzione; • avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività; • può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salute durante il lavoro.
27. 2?Viabilità28 5. Viabilità 5.1. Viabilità nei cantieri 5.1.1. Durante i lavori deve essere assicurata nei cantieri la viabilità delle persone e dei veicoli conformemente al p.to 1 dell’All.to XVIII del D.Lgs. 81. 5.1.2. In particolare il datore di lavoro deve: • Mantenere il cantiere in condizioni ordinate e di soddisfacente salubrità (art. 95); • Fare in modo che all’interno del cantiere i luoghi destinati al passaggio e al lavoro non presentino buche o sporgenze pericolose (es. estremità ferri di ripresa non protette) e siano in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito delle persone e dei mezzi di trasporto ed essere inoltre correttamente aerati ed illuminati (art. 108); • Scegliere l’ubicazione di posti di lavoro tenendo conto delle condizioni di accesso a tali posti, definendo vie o zone di spostamento o di circolazione; • Predisporre l’accesso e la recinzione del cantiere con modalità chiaramente visibili e individuabili (art. 96), e con caratteristiche idonee ad impedire l’accesso agli estranei alle lavorazioni (art. 109 e regolamenti edilizi comunali). Tutta l’area dei lavori deve essere recintata prima dell’inizio dei lavori, a seconda dei casi speci­ fici con reti, pannelli pieni o listelli distanziati. In zone trafficate (da pedoni o da veicoli) la recinzione deve essere illuminata; • Fare in modo che le rampe di accesso al fondo degli scavi di splateamento o di sbancamento abbiano una carreggiata solida, atta a resistere al transito dei mezzi di trasporto di cui è previsto l’impiego, ed una pendenza adeguata alla possibilità dei mezzi stessi. L’accesso pedonale al fondo dello scavo deve essere reso indi­pendente dall’accesso carrabile; solo nel caso in cui non fosse possibile realizzare tale accesso, la larghezza delle rampe deve essere tale da consentire un franco di almeno 70 centimetri, oltre la sagoma di ingombro del veicolo. Qualora nei tratti lunghi il franco venga limitato ad un solo lato, devono essere realizzate piazzuole o nicchie di rifugio ad intervalli non superiori a 20 metri lungo l’altro lato; • Provvedere di parapetto i viottoli e le scale con gradini ricavati nel terreno o nella roccia, nei tratti prospicienti il vuoto quando il dislivello superi i 2 metri; • Sostenere, ove occorra, le alzate dei gradini ricavati in terreno friabile con tavole e paletti robusti o altri sistemi che garantiscano idonea stabilità; • Apporre alle vie di accesso ed ai punti pericolosi non proteggibili segnalazioni opportune e adottare disposizioni necessarie per evitare la caduta di gravi dal terreno a monte dei posti di lavoro; • Impedire l’accesso di non addetti ai lavori alle zone corrispondenti al cantiere mediante recinzioni robuste e durature, munite di segnali ricordanti il divieto di accesso e di segnali di pericolo; 5.1.3. Le modalità di realizzazione della recinzione del cantiere sono dettate dai Regolamenti Edilizi dei vari Comuni e sono funzione della loro localizzazione all’in­ terno del territorio comunale per cui, ad esempio, all’interno dei centri storici sono più frequenti recinzioni in tavolato o pannelli in legno, più solide e decorose, mentre nelle zone periferiche a bassa densità abitativa, sono consentite anche recinzioni in rete metallica.
28. 2? Viabilità 29Es. Regolamento edilizio Comune di Trento 1. Ove le opere, debbano essere eseguite sul confine di vie o spazi pubblici o aperti al pubblico, si deve chiudere il luogo destinato all’opera lungo i lati prospicienti le vie e gli spazi pubblici con una recinzione dell’altezza di almeno metri 2,00 di aspetto decoroso, costruito sulle linee e secondo le modalità prescritte dal Sindaco. 2. Prima dell’impianto della recinzione, quando essa importi l’occupazione temporanea di area pubblica, il proprietario, o chi per esso, deve chiedere autorizzazione al Sindaco, e, se il recinto venisse a racchiudere manufatti che interessano servizi pubblici, si dovranno adottare disposizioni per il libero accesso a detti manufatti ogni volta che ciò si rendesse necessario. 3. Le porte, che si praticano nelle recinzioni, devono aprirsi verso l’interno e tenersi chiuse durante la sospensione dei lavori. 5.1.4. Si rammenta inoltre che: • Le recinzioni, delimitazioni, segnalazioni devono essere tenute in efficienza per tutta la durata dei lavori. • Quando per esigenze lavorative si renda necessario, rimuovere in tutto o in parte tali protezioni, deve essere previsto un sistema alternativo di protezione quale la sorveglianza continua delle aperture che impediscano l’accesso di estranei ai luoghi di lavoro pericolosi. • I sistemi di protezione devono essere ripristinati non appena vengano a cessare i motivi della loro rimozione e comunque sempre prima di sospendere la sorveglian­za alternativa, anche se conseguenza delle pause di lavoro. • Recinzioni, sbarramenti, scritte, segnali, protezioni devono essere di natura tale da risultare costantemente ben visibili. Ove non risulti sufficiente l’illuminazione naturale, gli stessi devono essere illuminati artificialmente; l’illuminazione deve comunque essere prevista per le ore notturne. • Quando è possibile il passaggio o lo stazionamento di terzi lateralmente o sotto posti di lavoro sopraelevati, devono essere adottate misure per impedire la caduta di oggetti e materiali nonché protezioni per l’arresto degli stessi. • Fino al completamento delle protezioni per il passaggio o lo stazionamento di terzi lateralmente o sotto posti di lavoro sopraelevati, la zona esposta a rischio di cadu­ta accidentale di materiale dall’alto deve essere delimitata e/o sorvegliata al fine di evitare la presenza di persone. • L’All.to XV del D.Lgs. 81 al p.to 2.2.2. lett. a) prevede che il PSC, redatto a cura del CSP, debba contenere le modalità d’esecuzione per la recinzione di cantiere, gli accessi e le segnalazioni. 5.2. Cantieri stradali 5.2.1. Si definisce “cantiere stradale”11 un luogo in cui si effettuano lavori di scavo, interro, costruzione, e/o deposito di materiali su aree destinate alla circolazione o alla sosta di veicoli e transito di pedoni in zone urbane e extraurbane. 11 Articolo 21 Codice della Strada, articolo modificato dal Decreto - legge 27 giugno 2003, n. 151
29. ?0Viabilità30 5.2.2. Il regolamento del codice della strada, di seguito indicato: -“RCS”-, prevede in particolare che: • Tutti coloro che sono esposti al traffico dei veicoli e quindi al rischio di investimento devono indossare indumenti di lavoro fluorescenti e rifrangenti (art.37 RCS); • I cantieri edili, gli scavi, i mezzi, le macchine operatrici ed il loro raggio d’azione devono sempre essere delimitati (art.40 RCS); • La segnaletica di sicurezza stradale sia posizionata in modo che i conducenti si rendano conto e comprendano gli ostacoli, i lavori ed i depositi di materiali che troveranno sul loro percorso e quindi abbiano i tempi e gli spazi per reagire e ral­ lentare; • I lavori su strada ed i relativi cantieri devono essere segnalati tramite l’impiego di specifici segnali temporanei secondo quanto previsto dal regolamento di esecuzio­ne del nuovo codice della strada; • In via esemplificativa ove previsti devono essere installati preventivamente i se­ guenti segnali (art. 31 RCS): segnale triangolare di pericolo con fondo giallo - lavori in corso; segnale rotondo di divieto - divieto di sorpasso; segnale rotondo di divieto - limite di velocità; segnale triangolare di pericolo con fondo giallo - strettoia; segnale quadrato con fondo blu - diritto di precedenza nei sensi unici alternati; segnale rotondo con fondo blu - passaggio obbligatorio a sinistra; segnale rotondo con fondo bianco - via libera; • Vanno rimossi od oscurati i segnali permanenti se in contrasto con quelli tempora­nei (art. 30 RCS); • La segnaletica stradale posizionata deve risultare stabile al vento e alle condizioni atmosferiche per non causare a sua volta incidenti; la stabilità del segnale va assi­ curata a mezzo di sacchi e comunque non con materiali rigidi che possono costitui­re pericolo. (art.30 RCS); • Ultimati i lavori, i segnali temporanei devono essere immediatamente rimossi e se è il caso vanno ripristinati i segnali permanenti (art. 30 RCS). 5.3. Investimento e urto di persone da parte di veicoli 5.3.1. In questo capitolo, si affronta brevemente il rischio di “Investimento e urto di persone da parte di veicoli” in quanto, prerogativa dei cantieri stradali, si rinvia agli altri capitoli del presente documento per gli ulteriori rischi legati all’attività in cantiere. Per ulteriori approfondimenti si rimanda al Decreto 10 luglio 2002. 5.3.2. Il rischio investimento da parte di veicoli circolanti in prossimità del cantiere, al quale si assimila anche l’urto, è sicuramente tra i più frequenti per gli addetti a lavorazioni di costruzione e manutenzione stradale. Alla pericolosità collegata alla presenza di macchine operatrici ed alle lavorazioni proprie del cantiere si aggiunge infatti quella proveniente dal passaggio dei veicoli sui tratti stradali aperti al traffico. 5.3.3. Sono potenzialmente a rischio investimento tutte le persone adibite a lavori su strada, e le terze persone eventualmente in transito. Per queste ultime deve essere evitato il rischio di investimento e/o urto da parte dei mezzi d’opera del cantiere. 5.3.4. Se la principale causa di rischio è l’interferenza tra le attività di cantiere ed il
30. ?? Viabilità 31traffico veicolare, una serie di precauzioni deve tendere ad impedirla, o quanto meno a ridurla. Nel caso che non si possa interdire il traffico, situazione che ridurrebbe drasticamente il rischio investimento, sarà pertanto necessario (si vedano anche le schede sull’uso delle macchine operatrici): • ottenere preventiva autorizzazione all’esecuzione dei lavori dagli enti preposti affin­ché possano essere predisposte misure di controllo del traffico; • eliminare eventuali contrasti tra le segnalazioni permanenti (transito normale) e temporanee (cantiere), rimuovendo nel caso quelle permanenti; • delimitare, sia nel caso di lavori di breve durata (coni) che più lunghi (paletti), o transennare (barriere) l’area operativa, predisponendo opportuni passaggi, protetti, per il traffico pedonale qualora debba essere garantito; • predisporre adeguati sistemi per alternare il traffico qualora il cantiere occupi metà della carreggiata (semaforo, movieri con palette rosso-verde); 5.3.5. Oltre le misure per ridurre l’interferenza tra lavoratori e veicoli circolanti, è necessario: • far indossare a tutti gli addetti indumenti ad alta visibilità (si veda il capitolo 16 Dispositivi di protezione individuale) al fine di renderli identificabili a distanza; • adibire apposito personale al controllo del traffico in tutti i momenti in cui non sia possibile fornire adeguata protezione al personale operante; • far sì che tutte le macchine operatrici segnalino (visivamente ed acusticamente) le manovre che stanno per effettuare.
31. ?2Lavoriinsotterraneo32 6. Lavori in sotterraneo 6.0.1. Sono considerati lavori sotterranei l’esecuzione di lavori eseguiti in sotterra­ neo per costruzione, manutenzione e riparazione di gallerie, caverne, pozzi e opere simili, a qualsiasi scopo destinati, ai quali siano addetti lavoratori subordinati (art. 1 DPR 320/56). 6.0.2. Esistono vari metodi di realizzazione di gallerie in sotterraneo: • di tipo artificiale: pre-scavate e post- scavate; • di tipo naturale: con metodo di avanzamento a sezione completa (mediante fresa) e con metodo di avanzamento tradizionale (demolizione del fronte). 6.0.3. Nella seguente sezione saranno trattate le problematiche inerenti i lavori svolti in sotterraneo e in particolare quelli relativi alla realizzazione di gallerie naturali con metodo di avanzamento tradizionale per transito di automezzi. Questa tipologia costruttiva è quella che più si adatta alla particolare morfologia del territorio presente nella nostra provincia. 6.0.4. Il ciclo produttivo per la realizzazione di una galleria di tipo tradizionale può essere riassunto nelle seguenti fasi: 1. PRECONSOLIDAMENTO Spritz-Beton, perforazione esecuzione jet grouting, inserimento tubi in acciaio e iniezione, inserimento tubi in vetroresina e iniezione; 2. SCAVO DEL FRONTE Scavo con martellone, scavo con esplosivo, disgaggio, pre-spritz; 3. SMARINO Caricamento e trasporto del marino; 4. PRERIVESTIMENTO Montaggio centine, posa in opera di catene e rete elettrosaldata, applicazione di spritz-beton, applicazione bulloni radiali; 5. COSTRUZIONE ARCO ROVESCIO Scavo e smarino, predisposizione smorza e tubi di drenaggio, getto del calcestruzzo, avanzamento del ponte di servizio semo­vente; 6. COSTRUZIONE DELLE MURETTE Scavo e smarino, impermeabilizzazione e posizionamento dei tubi di drenaggio, predisposizione della cassaforma, getto e disarmo; 7. IMPERMEABILIZZAZIONE Posa in opera teli tessuto-non tessuto, posa in opera della guaina in PVC; 8. COSTRUZIONE DELLA CALOTTA Traslazione della cassaforma, stabilizza­ zione della calotta, esecuzione smorza, getto calcestruzzo, disarmo. 6.0.5. Per la costruzione di gallerie e di manufatti completamente interrati è necessario redigere preventivamente una relazione, ai sensi del Decreto Ministeria­ le dell’11 marzo 1988, n. 47, allo scopo di tener conto della situazione geologica,
32. ?? Lavoriinsotterraneo 33geotecnica, morfologica ed idrogeologica, della profondità e della lunghezza del ma­ nufatto da eseguire. La valutazione dei rischi dovrà indicare la scelta del metodo di scavo da adottare al fine di evitare qualsiasi crollo o cedimento di materiale. Duran­ te la realizzazione dell’opera qualora si dovessero verificare situazioni impreviste o comunque non evidenziate nella fase progettuale, è importante integrare il progetto con le relative prescrizioni operative prima del proseguo dei lavori. 6.1. Disposizioni generali 6.1.1. Nella misure di tutela dei lavoratori e in particolare alla luce dell’entrata in vigore della valutazione dei rischi di stress lavoro-correlato, si dovrà dare particolare attenzione agli aspetti organizzativi legati al lavoro a turni e lavoro notturno, che costituiscono un’oggettiva condizione di stress per l’organismo (art. 28 co. 1). 6.1.2. Non possono essere assegnati ad un solo lavoratore i lavori svolti in sotter­ raneo, a meno che non siano eseguiti sotto la sorveglianza diretta di altra persona (art. 9 DPR 320/56). 6.1.3. È vietato adibire gli adolescenti, età inferiore ai 18 anni, alle lavorazioni in galleria (art. 6 Legge 977/67). 6.1.4. In prossimità del fronte di attacco dello scavo e comunque nei posti adibiti al lavoro in galleria situati a più di 300 metri dall’imbocco esterno, devono essere in­ stallati dispositivi di segnalazione e comunicazione atti ad assicurare il collegamento con l’esterno (art. 11 del DPR 320/56 e Circolare Interregionale Emilia Romagna, Toscana e ISPESL). In particolare devono essere previsti: • un sistema telefonico che permette di comunicare direttamente con i servizi di emergenza aziendali, 118 e VVFF; • un pulsante di allarme; • un dispositivo acustico luminoso collegato al pulsante di allarme. 6.1.5. Opportuni cartelli segnaletici e d’istruzione devono essere posti in prossimità del telefono e del sistema di allarme. 6.1.6. Assicurare la sicura viabilità all’interno della galleria in fase di realizzazione, individuando e realizzando, tramite opportune staccionate o ostacoli fissi, distinte zone di passaggio per i mezzi e per i pedoni fino in prossimità del fronte di attacco dello scavo (art. 108). 6.1.7. I mezzi d’opera (escavatore meccanico – UNI EN 475-5, jumbo UNI EN 791, autobetoneriere, autobetonpompe - UNI 11023, pompe carrate, autocarro, etc.) utilizzati all’interno della galleria in costruzione devono circolare ad una velocità inferiore a 30 km/h e a passo d’uomo in prossimità dei luoghi di lavoro. I mezzi inol­ tre devono essere dotati di girofaro permanenti e dispositivi acustici di retromarcia al fine di segnalarne la presenza e ridurre il rischio d’investimento ai pedoni. Inoltre in mancanza di movieri e di procedure specifiche durante le manovre di retromarcia dei mezzi, è obbligatorio dotare gli stessi di sensori di presenza e/o telecamera nella parte posteriore (art. 108).
33. ??Lavoriinsotterraneo34 6.1.8. I mezzi d’opera a motore diesel devono avere il tubo di scappamento rivolto verso l’alto o provvisto di deflettore. Per questi mezzi, utilizzati in sotterraneo, si dovrà provvedere all’installazione dei filtri antiparticolato (art. 60 DPR 320/56). 6.1.9. I pedoni devono indossare indumenti ad alta visibilità (artt. 77 e 108). 6.1.10. Devono essere individuate apposite aree di stazionamento dei mezzi dopo il loro utilizzo. L’accesso, l’allontanamento e il temporale stazionamento nelle vici­nanze ai veicoli in sosta, non deve pregiudicare la sicurezza dei lavoratori che può avvenire con il transito di altri mezzi (art. 108). 6.1.11. I lavoratori addetti alla galleria o altre persone che per qualsiasi ragione vi accedono, devono possedere e fare uso di elmetto di protezione del capo (artt. 77 e 18). 6.2. Scavi e armature 6.2.1. Durante le fasi di scavo le tecniche adottate devono essere adeguate in funzione dei problemi che si presentano garantendo in ogni momento l’autosostegno del fronte e della calotta, fino alla realizzazione del rivestimento. Il metodo d’avanzamento scelto, il tipo di macchine per scavo di gallerie, la ripartizione delle sezioni, la lunghezza d’abbattimento nonché il tipo di consolidamento della roccia devono essere determinati assicurando la sicurezza dei lavoratori. A tale scopo devono esse­re adottati, in funzione della natura del terreno, sistemi preventivi di consolidamen­to o di sostegno messi in opera di pari passo con l’avanzamento dello scavo e mante­nuti sino alla costruzione del rivestimento definitivo al fine di impedire franamenti e caduta di materiale (art. 13 -14 DPR 320/56). 6.2.2. Dopo l’abbattimento del terreno eseguito per mezzo di esplosivo o durante le fasi di scavo, il lavoro di messa in opera delle armature deve sempre essere preceduto dalla rimozione o dal consolidamento dei massi resi instabili ed ancora presenti sulle pareti e nella calotta dello scavo, da eseguirsi con mezzi appropriati e con ogni cautela. A tale scopo dovranno essere utilizzati escavatori con idonea di protezione dell’operatore FOPS­FPGS dotati di martellone, o simili, oppure di piattaforma di lavoro elevabile con protezio­ne contro la caduta di materiali posta sulla cesta. Inoltre deve essere svolto un successivo accurato controllo dello stato di sicurezza del tratto da armare (art. 15 – 19 DPR 320/56). 6.3. Rivestimento degli scavi 6.3.1. Durante le fasi di preconsolidamento e prerivestimento della galleria dovran­no essere utilizzati mezzi sicuri per tutte le lavorazioni (ad esempio pinza su esca­vatore per posa centine e piattaforma di lavoro elevabile con protezione contro la caduta di materiale per le lavorazioni in quota). 6.3.2. La posa in opera e la rimozione delle armature di sostegno e del rivestimento definitivo devono essere eseguite sotto la sorveglianza di persone esperte (art. 19 DPR 320/56). 6.3.3. Le pareti dello scavo e le armature di sostegno devono essere controllate giornalmente da parte di lavoratori esperti i quali riporteranno su apposito registro gli esiti relativi a tali controlli al fine di poterli convenientemente documentare (art. 20 DPR 320/56).
34. ?? Lavoriinsotterraneo 356.4. Ventilazione - limitazione della temperatura interna 6.4.1. È necessario redigere un piano di ventilazione (che può essere ricompreso nel POS) con almeno le seguenti valutazioni: nubi di gas di volata, emissioni e particolato dei motori diesel, polvere, altre sostanze nocive risultanti da pro­cedimenti di lavoro (es. posa rivestimenti bituminosi), evacuazione del calore e dell’umidità. 6.4.2. Deve essere assicurata nei posti di lavoro una ventilazione attraverso l’adozione di sistemi, o impianti, di ventilazione atti ad eliminare o a diluire, entro limiti di tollerabilità, i gas, le polveri e i vapori pericolosi o nocivi a garanzia della qualità dell’aria in termini di igiene (inquinamento e umidità – temperatura) e di sicurezza (tenore di ossigeno e concentrazione di gas esplosivi) (artt. 30, 33 e 34 DPR 320/56). 6.4.3. Le sostanze tossiche che si producono durante le lavorazioni devono essere espulse all’aria aperta senza costituire alcun pericolo. 6.4.4. La qualità dell’aria deve essere oggetto di periodici controlli mediante misurazioni in modo da provare i valori minimi di concentrazione da assicurare con la ventilazione. 6.4.5. Ad ogni lavoratore deve essere assicurato un minimo di 3 metri cubi di aria fresca al minuto primo, salvo aumentarlo per particolari cause di inquinamento (es. macchine a trazione diesel) (art. 30 DPR 320/56). 6.4.6. Il sistema di ventilazione adottato per le gallerie a fondo cieco dovrà preferibilmente essere di tipo premente (prelievo di aria dall’esterno e tramite canalizzazioni, invio al fronte di scavo con riflusso attraverso il cavo della galleria). Tale sistema dovrà possedere un controllo dei parametri di ventilazione, che tenga conto: della velocità dell’aria all’inizio e all’uscita del tubo di ventilazione, portata e pressione (flusso in mandata) e velocità di riflusso, portata e concentrazione degli inquinanti (riflusso in uscita) (artt. 31 e 32 DPR 320/56). 6.4.7. In caso di ventilazione forzata, deve essere disponibile immediatamente un secondo ventilatore di riserva oltre che una fonte di forza motrice di emergenza (art. 35 DPR 320/56). 6.5. Eliminazione delle acque sorgive e di lavorazione 6.5.1. Devono essere adottate idonee misure (cunette o cunicoli di scolo, drenaggi, pompe, etc.) atte ad eliminare il ristagno dell’acqua nel cavo e nel fronte della galleria. È necessario adottare opportuni trattamenti (decanta­zione, depurazione etc.) prima di sversare l’acqua nell’ambiente (art. 36 DPR 320/56). 6.5.2. Opportuni accorgimenti saranno necessari in presenza di ghiaccio, dovuto alle basse temperature, in particolare sulla carreggiata e sulla volta dell’imbocco (art. 108).
35. ??Lavoriinsotterraneo36 6.6. Difesa contro le polveri 6.6.1. Idonei sistemi devono essere adottati in presenza di elevata concentrazione di polvere e per evitarne l’accumulo. In particolare, si dovrà provvedere ad un’efficace bagnatura durante tutte le lavorazione in particolare, della calotta, delle pareti, della platea, del materiale abbattuto prima della sua rimozione e trasporto. (art. 53 e 59 DPR 320/56 e art. 63 All.to IV p.to 2.2 D.Lgs. 81). 6.6.2. Nelle fasi di perforazione della roccia, le macchine dovranno essere munite di adeguati dispositivi di aspirazione delle polveri o con dispositivi per l’iniezione di acqua (art. 55 DPR 320/56). 6.7. Illuminazione 6.7.1. I luoghi di lavoro e le vie di circolazione devono essere provvisti di idonei impianti di illuminazione fissa di robustezza adeguata. In particolare, devono garantire i seguenti livelli minimi di illuminazione: almeno 50 lux per i posti di lavoro, le stazioni, le nicchie, gli incroci, le strettoie, le aree di manovra dei mezzi; almeno a 5 lux per le vie di circolazione in retrovia (artt. 66, 68, 69, 70 DPR 320/56 art. 63 All.to IV p.to 1 D.Lgs. 81). 6.7.2. Al fronte di scavo deve essere garantita una conveniente uniformità d’illuminazione, aumentandone se necessario l’intensità rispetto al livello minimo previsto, al fine di evitare dopo la volata, nelle fasi di disgaggio, punti d’ombra e/o giochi di luce che potrebbero rendere inefficace l’individuazione degli ammassi rocciosi resi instabili dall’esplosione, la pulizia del fronte di avanzamento e la ricerca di mine inesplose (art. 69 DPR 320/56). 6.7.1. Deve essere presente all’interno un impianto d’illuminazione di emergenza con autonomia di almeno due ore (art. 63 All.to IV p.to 1 D.Lgs. 81) 6.8. Impiego degli esplosivi 6.8.1. Specifiche misure di sicurezza devono essere adottate durante il trasporto, l’immagazzinaggio, l’impiego, il caricamento e il brillamento degli esplosivi. 6.8.2. L’esplosivo utilizzato in cantiere deve essere idoneo per caratteristiche e ambiente di utilizzo, riconosciuto e approvato con Decreto del Ministero del Lavoro e per la Previdenza Sociale. 6.8.3. I lavoratori che in qualsiasi modo maneggiano e/o operano con esplosivi, dovranno essere opportunamente formati e avere a disposizione la scheda di sicurez­za del prodotto. 6.8.4. Per la carica e accensione delle mine deve essere adibito personale con specifica preparazione professionale, munito dell’abilitazione all’esercizio del mestiere di “fochino”, nonché in possesso di idonea attitudine psico-fisica, requisiti che devono essere oggetto di un costante aggiornamento e controllo. L’abilitazione per l’esercizio del mestiere di “fochino” è rilasciata dalla Commissione Tecnica Professionale per le Sostanze Esplosive ed infiammabili.
36. ?? Lavoriinsotterraneo 376.8.5. È necessario interdire (in fase di carica) per almeno 100 metri dal fronte tutti i lavoratori non addetti. 6.8.6. È vietato il deposito degli esplosivi all’interno delle gallerie, salvo quello strettamente necessario al fabbisogno di ogni squadra. Inoltre i detonatori già applicati alle micce e gli esplosivi devono devono essere custoditi entro distinti e robusti cassoni chiudibili a chiave (art. 45 del DPR 320/55). 6.8.7. L’accesso al fronte dello scavo, dopo lo sparo delle mine, è consentito solo quando i gas e le polveri prodotti dall’esplosione siano stati eliminati (art. 45 DPR 520/55). 6.9. Requisiti dei servizi igienico - assistenziali 6.9.1. Gli alloggi predisposti per i lavoratori in prossimità del cantiere devono essere realizzati con materiali e impianti tecnici tali da garantire per ogni stagione un confort e microclima adeguato. In particolare devono essere predisposti, e mantenu­ti nel tempo, idonei apprestamenti quali impianto di riscaldamento/condizionamento, alloggiamenti con arredi e illuminazione artificiale, bagni, spogliatori, mense e disponibilità di acqua potabile (artt. da 81 a 94 DPR 320/56). 6.10. Servizi sanitari 6.10.1. Deve essere assicurata l’assistenza sanitaria ai lavoratori colpiti da infortunio. A tale riguardo si dovranno mettere in atto, previa valutazione delle modalità d’intervento di soccorso più appropriate in riferimento al territorio deve è situato il luogo di lavoro, i presidi atti al trasporto del ferito conformemente allo stato della tecnica di salvataggio. Il percorso d’accesso alla galleria fino al fronte dovrà sempre essere mantenuto in condizioni tali da poter garantire l’accesso sicuro ai mezzi di soccorso (artt. 95 e 96 DPR 320/56).
37. 38Scavi38 7. Scavi 7.0.1. Gli scavi a cielo aperto si suddividono in: • scavi di sbancamento (o splateamento o in sezione ampia o sterri) sono quelli la cui superficie orizzontale è preponderante rispetto alla profondità dello scavo e tale sezione è sufficientemente ampia da consentire l’accesso diretto o tramite rampe provvisorie ai mezzi di trasporto sino al fronte di scavo; • scavi a sezione ristretta - obbligata s’intendono gli scavi aventi larghezza uguale o inferiore all’altezza, eseguiti a partire dalla superficie del terreno naturale o dal fondo di un precedente scavo di sbancamento. 7.0.2. Le misure di sicurezza per le varie tipologie di scavo sono previste dalla Sezione III del Titolo IV del D.Lgs. 81 e in particolare dagli artt. 118 - 121. Di seguito vengono indicate le misure di sicurezza più frequenti da adottare. 7.2.0.1. Prima di effettuare lavori di scavo va controllata la presenza di sottoservizi quali: tubazioni, elettrodotti, metanodotti, residuati bellici, amianto, cisterne etc. (artt. 80, 96 co. 1 lett. g) e All.to XV, 100 co. 1 e All.to XV, 248, 287). 7.2.0.2. Il fronte di scavo deve avere un’inclinazione ed un tracciato tale da impedire franamenti. Verificare preventivamente l’angolo di natural declivio del terreno12 e/o la perizia geologica-geotecnica. In corso d’opera verificare la reale pendenza dello scavo con un sopralluogo ed eventuale perizia geologica-geotecnica suppletiva da parte di un geologo. In fase esecutiva eliminare eventuali blocchi fratturati potenzialmente instabili anche nel caso di scavi rocciosi (art. 118, co. 1 D.Lgs. 81, D.M.LL.PP. 11/03/1988). 7.2.0.3. Nei lavori di escavazione con mezzi meccanici deve essere vietata la presenza degli operai nel campo d’azione dell’escavatore e sul ciglio del fronte di attacco (art. 118 co. 3). 7.2.0.4. Nei lavori di sbancamento e splateamento, il ciglio della platea superiore deve essere delimitato mediante opportune segnalazioni, spostabili con il proseguire dello scavo (art. 118, co. 5). 7.2.0.5. Negli scavi in trincea profondi più di m. 1,50, quando la consistenza del terreno non dia garanzia di stabilità (accertate con relazione geologicageotecni- ca), devono essere applicate idonee armature di sostegno ( es. pannelli modulari a guida semplice ) calcolate in base alla reale spinta del terreno (art. 119, co. 1). 7.2.0.6. Nelle sottomurazioni o quando in vicinanza dei relativi scavi vi siano fabbri- che o manufatti le cui fondazioni possono essere scoperte o indebolite dagli scavi, devono essere adottate armature ( es. micropali ) o precauzioni atte ad eliminare i pericoli di crollo ( es. scavo eseguito a conci alternati ) (art. 119, co. 4). 12 L’angolo di natural declivio o angolo d’attrito è rappresentato dall’angolo che si forma tra il piano orizzontale e il naturale declivio che il terreno assume quando si accumula.
38. 39 Scavi 397.2.0.7. È vietato depositare materiale presso il ciglio degli scavi (art. 120). 7.2.0.8. La seguente tabella indica i valori espressi in gradi degli angoli di natural declivio delle varie tipologie di terreno in condizioni asciutte, umide, bagnate. Per valori di pendenza inferiori a quelli indicati il fronte può essere essere considerato stabile. Denominazione terre Angoli di declivio naturale per terre asciutte umide bagnate Rocce dure 80÷85º 80÷85º 80÷85º Rocce tenere o fessurate, tufo 30÷55º 45÷50º 40÷45º Pietrame 45÷50º 40÷45º 35÷40º Ghiaia º 35÷45 30÷40º 25÷35º Sabbia grossa (non argillosa) 30÷35º 30÷35º 25÷30º Sabbia fine (non argillosa) 25÷30º 30÷40º 20÷30º Sabbia fine (argillosa) 80÷40º 30÷40º 10÷25º Terra vegetale 35÷45º 30÷40º 20÷30º Argilla marne (terra argillosa) 40÷50º 30÷40º 10÷30º Terre forti 45÷55º 35÷45º 25÷35º
228 nolo a caldo e a freddo

References: Articolo 1
 Art. 90
 Art. 99
 Art. 90
 Art. 90
 art. 131
 Art. 96
 art. 299
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 184
 Articolo 21
 art. 63
 art. 63