Source: https://www.diritto.it/normativa/disposizioni-per-l-adempimento-degli-obblighi-derivanti-dall-appartenenza-dell-italia-all-unione-europea-legge-europea-2013-bis/
Timestamp: 2018-07-21 19:40:46+00:00

Document:
Legge 161/2014 Obblighi comunitari Italia -
GU n.261 del 10-11-2014 - Suppl. Ordinario n. 83
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE, DEI
Art. 1  Modifiche alla legge 30 novembre  1989,  n.  398,  recante  norme  in  materia di borse di studio per il perfezionamento all'estero.  Caso  EU Pilot 5015/13/EACU.
1. All'articolo 5 della  legge  30  novembre  1989,  n.  398,  sonoapportate le seguenti modificazioni:
1) le parole: «per aree corrispondenti  ai  comitati  consultivi»sono sostituite dalle seguenti: «presso le universita'  separatamenteper ciascuna delle quattordici aree disciplinari»;
b)  al  comma  2,  le  parole:  «di  cittadinanza  italiana»   sonosoppresse;
c) al comma 3, le parole: «sono stabilite con decreto del  rettore,previa deliberazione del senato  accademico»  sono  sostituite  dalleseguenti:  «sono  stabilite  con  apposito  regolamento  da  ciascunauniversita', nel rispetto del diritto dell'Unione  europea  e  tenutoconto di quanto previsto dal comma 1, e  sono  emanate  con  appositodecreto del rettore»;
1)  al  primo  periodo,  le  parole:  «professori   straordinari,ordinari ed associati e presiedute da un professore  ordinario»  sonosostituite dalle seguenti: «professori e ricercatori  di  ruolo,  deiquali almeno uno  con  qualifica  di  professore  ordinario,  che  lepresiede»;
2) il secondo periodo e' soppresso.
Modifica al decreto legislativo  2  febbraio  2001,  n.  96,  recante  attuazione della direttiva 98/5/CE,  in  materia  di  societa'  tra  avvocati. Caso EU Pilot 1753/11/MARK.
1. All'articolo 18 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n.  96,il comma 1 e' sostituito dal seguente:
«1. La ragione sociale della societa' tra avvocati deve contenerel'indicazione  di  societa'  tra  avvocati,   in   forma   abbreviata"s.t.a."».
Disposizioni  in  materia  di  immigrazione  e   rimpatri.   Sentenza  pregiudiziale della Corte di giustizia dell'Unione  europea  del  6  dicembre 2012 nella causa C-430/11. Caso EU Pilot 6534/14/HOME.
1. Al testo unico  delle  disposizioni  concernenti  la  disciplinadell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui aldecreto  legislativo  25  luglio   1998,   n.   286,   e   successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 5, il comma 7 e' sostituito dal seguente:
«7. Gli stranieri muniti del permesso di  soggiorno  o  di  altraautorizzazione che conferisce il diritto  a  soggiornare,  rilasciatidall'autorita' di uno Stato membro dell'Unione europea e  validi  peril soggiorno in Italia, sono tenuti a dichiarare la loro presenza  alquestore entro  il  termine  di  cui  al  comma  2.  Agli  stessi  e'rilasciata idonea  ricevuta  della  dichiarazione  di  soggiorno.  Aicontravventori si applica la sanzione amministrativa del pagamento diuna somma da euro 103 a euro 309»;
«7-bis. Allo straniero di cui al comma 7, che  si  e'  trattenutonel territorio nazionale oltre i tre mesi dall'ingresso, il  questoreintima di recarsi immediatamente, e comunque non oltre  sette  giornidalla  notifica  dell'intimazione,  nello  Stato  membro  dell'Unioneeuropea  che  ha  rilasciato  il  permesso  di  soggiorno   o   altraautorizzazione che conferisce il diritto di soggiornare, in corso  divalidita'.
7-ter. Nei confronti dello straniero che ha violato l'intimazionedi cui al comma 7-bis e' adottato il provvedimento di  espulsione  aisensi dell'articolo 13, comma 2. L'allontanamento e'  eseguito  versolo Stato membro che ha rilasciato il permesso di  soggiorno  o  altraautorizzazione al soggiorno. Qualora  sussistano  i  presupposti  perl'adozione del provvedimento di espulsione ai sensi dell'articolo 13,comma 1, ovvero dell'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 27 luglio2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla  legge  31  luglio2005, n. 155, il provvedimento di espulsione e' adottato  sentito  loStato membro che ha rilasciato  il  permesso  di  soggiorno  o  altraautorizzazione e l'allontanamento e' eseguito con destinazione  fuoridel territorio dell'Unione europea.
7-quater. E' autorizzata la riammissione nel territorio nazionaledello straniero espulso da altro Stato membro dell'Unione europea, inpossesso di un permesso di soggiorno o di  altra  autorizzazione  checonferisca il diritto di  soggiornare  rilasciati  dall'Italia  e  incorso di validita', a condizione che non costituisca un pericolo  perl'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato»;
c) all'articolo 13, prima del comma 4 e' inserito il seguente:     «3-septies. Nei confronti dello straniero  sottoposto  alle  penedella permanenza domiciliare o del lavoro di pubblica utilita' per  ireati di cui all'articolo 10-bis o all'articolo  14,  commi  5-ter  e5-quater, l'espulsione prevista dal presente articolo e' eseguita  inogni caso e i giorni residui di permanenza domiciliare o di lavoro dipubblica utilita' non eseguiti  si  convertono  nella  corrispondentepena pecuniaria secondo i criteri di ragguaglio indicati nei commi  2e 6 dell'articolo 55 del decreto legislativo 28 agosto 2000, n. 274»;
«14-bis.  Il  divieto  di  cui  al   comma   13   e'   registratodall'autorita' di  pubblica  sicurezza  e  inserito  nel  sistema  diinformazione  Schengen,  di  cui  alla  Convenzione  di  applicazionedell'Accordo di Schengen, resa esecutiva con legge 30 settembre 1993,n. 388;
14-ter. In presenza di accordi  o  intese  bilaterali  con  altriStati membri dell'Unione europea entrati in vigore in data  anterioreal 13 gennaio 2009, lo straniero che si trova nelle condizioni di cuial comma 2 puo' essere rinviato verso tali Stati»;
e) all'articolo 14, il comma 5 e' sostituito dal seguente:
«5. La convalida comporta la permanenza nel centro per un periododi complessivi trenta giorni. Qualora l'accertamento dell'identita' edella nazionalita' ovvero l'acquisizione di documenti per il  viaggiopresenti gravi difficolta', il giudice, su  richiesta  del  questore,puo' prorogare il termine di ulteriori trenta giorni. Anche prima  ditale termine, il questore esegue  l'espulsione  o  il  respingimento,dandone  comunicazione  senza  ritardo  al  giudice.  Trascorso  taletermine, il questore puo' chiedere al giudice  di  pace  una  o  piu'proroghe qualora siano emersi elementi  concreti  che  consentano  diritenere probabile l'identificazione ovvero sia necessario al fine diorganizzare le operazioni di  rimpatrio.  In  ogni  caso  il  periodomassimo di trattenimento dello straniero all'interno  del  centro  diidentificazione e di espulsione non puo' essere superiore  a  novantagiorni.  Lo  straniero  che  sia  gia'  stato  trattenuto  presso  lestrutture carcerarie per un periodo pari a quello di  novanta  giorniindicato al periodo precedente,  puo'  essere  trattenuto  presso  ilcentro per un periodo massimo di trenta giorni. Nei  confronti  dellostraniero a qualsiasi titolo detenuto, la direzione  della  strutturapenitenziaria  richiede  al  questore  del  luogo   le   informazionisull'identita' e sulla nazionalita' dello stesso. Nei  medesimi  casiil questore avvia la procedura  di  identificazione  interessando  lecompetenti autorita' diplomatiche. Ai soli fini dell'identificazione,l'autorita'  giudiziaria,  su  richiesta  del  questore,  dispone  latraduzione del detenuto presso il piu' vicino posto di polizia per iltempo strettamente necessario al compimento di tali operazioni. A talfine il Ministro dell'interno e il Ministro della giustizia  adottanoi necessari strumenti di coordinamento»;
f) all'articolo 14, comma 5-bis, primo  periodo,  dopo  le  parole:
«l'allontanamento  dal  territorio  nazionale»   sono   aggiunte   leseguenti: «, ovvero dalle circostanze concrete non emerga piu' alcunaprospettiva ragionevole che l'allontanamento possa essere eseguito  eche lo straniero possa essere riaccolto dallo Stato di origine  o  diprovenienza»;
g) all'articolo 16,  comma  1,  le  parole:  «per  un  periodo  noninferiore a cinque anni» sono soppresse;
h) all'articolo 16, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
«1-bis. In caso di sentenza  di  condanna  per  i  reati  di  cuiall'articolo 10-bis o all'articolo 14, commi  5-ter  e  5-quater,  lamisura dell'espulsione di cui al comma 1 puo' essere disposta per  ladurata stabilita dall'articolo 13, comma 14. Negli altri casi di  cuial comma 1, la misura dell'espulsione puo'  essere  disposta  per  unperiodo non inferiore a cinque anni».
Disposizioni in materia di commercializzazione in Italia di camini  o  condotti in plastica. Procedura di infrazione n. 2008/4541.
1. Al numero 2.7 della parte II dell'allegato IX alla parte  quintadel  decreto  legislativo  3  aprile  2006,  n.  152,  e   successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo periodo, le parole: «su  cui  sia  stata  apposta  lamarcatura: "CE".» sono sostituite dalle seguenti: «idonei all'uso  inconformita' ai seguenti requisiti:»;
b) al secondo periodo, le parole: «In  particolare,  tali  caminidevono:» sono soppresse;
c)  al  secondo  periodo,  primo  trattino,  le  parole:  «essererealizzati  con  materiali  incombustibili»  sono  sostituite   dalleseguenti: «essere realizzati con materiali aventi caratteristiche  diincombustibilita', in  conformita'  alle  disposizioni  nazionali  direcepimento del sistema di classificazione  europea  di  reazione  alfuoco dei prodotti da costruzione».
1. All'articolo 134-bis del testo unico  delle  leggi  di  pubblicasicurezza, di cui al regio decreto  18  giugno  1931,  n.  773,  sonoapportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo le parole: «Le imprese  di  vigilanza  privata»
sono inserite le seguenti: «o di investigazione privata»;
«2-bis. Ai fini dello svolgimento dei servizi transfrontalieri  edi quelli temporanei di  investigazione  privata  e  di  informazionicommerciali,  le  imprese  stabilite  in  un   altro   Stato   membrodell'Unione  europea   notificano   al   Ministero   dell'interno   -Dipartimento della pubblica  sicurezza  le  attivita'  che  intendonosvolgere nel territorio  nazionale,  specificando  le  autorizzazionipossedute, la tipologia dei servizi, l'ambito territoriale nel  qualei servizi dovranno essere svolti e la durata degli stessi. I relativiservizi hanno inizio decorsi dieci giorni dalla  notifica,  salvo  ilcaso  che  entro  detto  termine  intervenga  divieto  del  Ministerodell'interno, motivato per ragioni di ordine pubblico o  di  pubblicasicurezza».
Modifiche al decreto  legislativo  26  marzo  2010,  n.  59,  recante  attuazione della direttiva  2006/123/CE  relativa  ai  servizi  nel  mercato interno.
1. Al decreto legislativo  26  marzo  2010,  n.  59,  e  successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 30, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:
«1-bis.  Al  fine  di  assicurare  il  rispetto  del  divieto  didiscriminazioni  di  cui  all'articolo  29,  il  Centro  europeo  deiconsumatori per l'Italia  riceve  le  segnalazioni  dei  consumatori,delle micro-imprese di cui all'articolo 18, comma 1, lettera  d-bis),del codice di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206,  edelle associazioni dei consumatori; fornisce  loro  assistenza  ancheper facilitarne la comunicazione con il prestatore del servizio;  oveappropriato, d'ufficio o su segnalazione, contatta il prestatore  delservizio al fine di ottenere il rispetto delle  normative  europee  enazionali  relative   al   predetto   divieto   di   discriminazioni,avvalendosi anche della  rete  dei  centri  europei  dei  consumatori(ECC-NET). Ove tali iniziative non consentano di ottenere il rispettodel divieto, il Centro europeo dei consumatori per l'Italia invia  undocumentato rapporto all'Autorita' garante della  concorrenza  e  delmercato, che puo' intervenire applicando i poteri di cui all'articolo27 del citato codice di cui al decreto legislativo n. 206 del 2005, esuccessive modificazioni. Con proprio regolamento, da adottare  entrocentoventi giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della  presentedisposizione, l'Autorita' garante della  concorrenza  e  del  mercatodisciplina  la  procedura  istruttoria,  in  modo  da  garantire   ilcontraddittorio e l'accesso agli atti. Con  il  medesimo  regolamentol'Autorita' garante della concorrenza  e  del  mercato  disciplina  ipropri rapporti con il Centro europeo dei consumatori per l'Italia»;
b) all'articolo 36, comma 2, dopo le parole: «di cui agli  articoli37, 38, 39 e 40» sono  inserite  le  seguenti:  «,  le  procedure  dinotifica di cui all'articolo 13».
Modifiche al regime fiscale  applicabile  ai  contribuenti  che,  pur  essendo fiscalmente residenti in un altro Stato membro  dell'Unione  europea o dello Spazio economico europeo, producono o  ricavano  la  maggior parte del loro reddito in Italia (cosiddetti «non residenti  Schumacker»). Procedura di infrazione n. 2013/2027.
1. All'articolo 24 del testo unico delle imposte  sui  redditi,  dicui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.917, e successive modificazioni, dopo  il  comma  3  e'  aggiunto  ilseguente:
«3-bis. In deroga alle disposizioni contenute nel  comma  1,  neiconfronti  dei  soggetti  residenti  in  uno   degli   Stati   membridell'Unione europea o in uno Stato aderente all'Accordo sullo  Spazioeconomico europeo che assicuri un adeguato scambio  di  informazioni,l'imposta  dovuta  e'  determinata  sulla  base  delle   disposizionicontenute negli articoli da 1 a  23,  a  condizione  che  il  redditoprodotto dal soggetto nel territorio dello Stato  italiano  sia  parialmeno al 75 per cento  del  reddito  dallo  stesso  complessivamenteprodotto e che il soggetto non goda di agevolazioni fiscali  analoghenello Stato di residenza. Con decreto di natura non regolamentare delMinistro dell'economia e delle finanze sono adottate le  disposizionidi attuazione del presente comma».
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a  decorrere  dalperiodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014.
3. La lettera b) del  comma  99  dell'articolo  1  della  legge  24dicembre 2007, n. 244, e' sostituita dalla seguente:
«b) i soggetti non residenti, ad eccezione dei soggetti residentiin uno degli Stati membri dell'Unione europea o in uno Stato aderenteall'Accordo sullo Spazio economico europeo che assicuri  un  adeguatoscambio di informazioni, i cui redditi siano prodotti nel  territoriodello Stato italiano in misura  pari  almeno  al  75  per  cento  delreddito complessivamente prodotto».
Disciplina dell'imposta sulle successioni e donazioni.  Esenzione  in  favore degli enti senza scopo di lucro, delle  fondazioni  e  delle  associazioni costituite all'estero, nonche' in  materia  di  titoli  del debito pubblico. Procedure di  infrazione  n.  2012/2156  e  n.  2012/2157).
1. Al testo unico delle disposizioni  concernenti  l'imposta  sullesuccessioni e donazioni, di cui al  decreto  legislativo  31  ottobre1990, n. 346, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 3, il comma 4 e' sostituito dal seguente:
«4. Le disposizioni del presente articolo si  applicano  per  glienti pubblici, le fondazioni e le associazioni istituiti negli  Statiappartenenti all'Unione europea e negli  Stati  aderenti  all'Accordosullo Spazio economico europeo nonche', a condizione di reciprocita',per gli enti pubblici, le fondazioni e le associazioni  istituiti  intutti gli altri Stati»;
b)  all'articolo  12,  comma  1,   sono   apportate   le   seguentimodificazioni:
1) alla lettera h) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «,ivi compresi i corrispondenti titoli del debito pubblico emessi dagliStati  appartenenti  all'Unione  europea  e  dagli   Stati   aderentiall'Accordo sullo Spazio economico europeo»;
2) alla lettera i), dopo la parola: «equiparati» sono inserite leseguenti: «, ivi compresi i titoli di Stato e  gli  altri  titoli  adessi equiparati emessi dagli Stati appartenenti all'Unione europea  edagli Stati aderenti all'Accordo sullo Spazio economico europeo».
Modifiche alla disciplina dell'imposta  sul  valore  delle  attivita'  finanziarie detenute all'estero dalle persone fisiche residenti nel  territorio dello Stato. Caso EU Pilot 5095/13/TAX U.
1. All'articolo 19 del  decreto-legge  6  dicembre  2011,  n.  201,convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214,e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:     a) al comma 18, le parole: «delle attivita' finanziarie detenute»
sono sostituite dalle seguenti: «dei prodotti finanziari,  dei  conticorrenti e dei libretti di risparmio detenuti»;
b) al comma 20, le parole:  «delle  attivita'  finanziarie»  sonosostituite dalle seguenti: «dei prodotti  finanziari»  e  le  parole:«detenute le attivita' finanziarie» sono sostituite  dalle  seguenti:«detenuti i prodotti finanziari»;
c) al comma 21, le parole: «detenute  le  attivita'  finanziarie»sono sostituite dalle seguenti: «detenuti i  prodotti  finanziari,  iconti correnti e i libretti di risparmio».
2. Le disposizioni del  comma  1  hanno  effetto  a  decorrere  dalperiodo d'imposta relativo all'anno 2014.
Riscossione  coattiva  dei  debiti  aventi  ad  oggetto  entrate  che  costituiscono risorse proprie ai sensi della decisione 2007/436/CE,  Euratom del Consiglio.
1. Le disposizioni di cui all'articolo 1, comma 544, della legge 24dicembre  2012,  n.  228,  non  si   applicano   alle   entrate   checostituiscono  risorse  proprie  iscritte  nel  bilancio  dell'Unioneeuropea ai sensi dell'articolo 2,  paragrafo  1,  lettera  a),  delladecisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007,  ne'all'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione.
2. All'articolo 68 del decreto legislativo  31  dicembre  1992,  n.546, dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente:
«3-bis. Il pagamento, in  pendenza  di  processo,  delle  risorseproprie tradizionali di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera  a),della decisione 2007/436/CE, Euratom  del  Consiglio,  del  7  giugno2007, e dell'imposta sul valore  aggiunto  riscossa  all'importazioneresta disciplinato dal regolamento (CEE) n.  2913/92  del  Consiglio,del 12 ottobre 1992, come riformato dal regolamento (UE) n.  952/2013del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013,  e  dallealtre disposizioni dell'Unione europea in materia».
3. All'articolo 1 della  legge  24  dicembre  2012,  n.  228,  sonoapportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il comma 529 e' inserito il seguente:
«529-bis. I commi 527, 528 e 529  non  si  applicano  ai  creditiiscritti a ruolo costituiti da risorse proprie  tradizionali  di  cuiall'articolo 2,  paragrafo  1,  lettere  a)  e  b),  della  decisione94/728/CE, Euratom del Consiglio, del 31 ottobre 1994, come riformatodalla decisione 2007/436/CE, Euratom  del  Consiglio,  del  7  giugno2007, e all'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione»;
b) al comma 533, dopo la lettera a) e' inserita la seguente:
«a-bis) i criteri e le linee guida di cui  alla  lettera  a)  nonpossono escludere o limitare le attivita' di riscossione dei  creditiafferenti alle risorse proprie tradizionali di  cui  all'articolo  2,paragrafo 1, lettera a), della  decisione  2007/436/CE,  Euratom  delConsiglio, del 7 giugno  2007,  e  all'imposta  sul  valore  aggiuntoriscossa all'importazione».
Disposizioni  attuative  del  regolamento  (UE)   n.   648/2012   del  Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012,  concernente  gli strumenti derivati OTC, le contro parti centrali e i  repertori  di dati sulle negoziazioni.
1. Al testo unico delle disposizioni in materia di  intermediazionefinanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998,  n.  58,sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 4-quater, dopo il comma 2 e' inserito il seguente:
«2-bis. La Banca d'Italia, la Consob, l'IVASS e la Commissione divigilanza sui fondi pensione (COVIP) sono le autorita' competenti peril rispetto degli obblighi posti dal regolamento di cui al comma 1  acarico dei soggetti vigilati dalle  medesime  autorita',  secondo  lerispettive attribuzioni di vigilanza»;
b) all'articolo 4-quater, comma 3, il primo periodo  e'  sostituitodal  seguente:  «Ai  sensi  dell'articolo  10,   paragrafo   5,   delregolamento di cui al comma 1, la Consob  e'  l'autorita'  competentenei confronti  delle  controparti  non  finanziarie,  che  non  sianosoggetti vigilati da altra autorita' ai sensi  del  comma  2-bis  delpresente articolo, per il  rispetto  degli  obblighi  previsti  dagliarticoli 9, 10 e 11 del medesimo regolamento»;
c) all'articolo 193-quater, il comma 3 e' sostituito dal seguente:     «3. Le sanzioni amministrative previste dai  commi  1  e  2  sonoapplicate dalla Banca d'Italia,  dalla  Consob,  dall'IVASS  e  dallaCOVIP, secondo le rispettive attribuzioni di vigilanza».
Recepimento della direttiva  2013/61/UE  in  relazione  alle  regioni  ultraperiferiche francesi, in particolare Mayotte.
1. All'articolo 7, comma 1, lettera b), del decreto del  Presidentedella Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni,il numero 3) e' sostituito dal seguente:
«3) per la Repubblica  francese,  i  territori  francesi  di  cuiall'articolo 349 e all'articolo 355, paragrafo 1,  del  Trattato  sulfunzionamento dell'Unione europea;».
2. All'articolo 1, comma 3,  lettera  b),  del  testo  unico  delledisposizioni legislative concernenti le imposte  sulla  produzione  esui consumi e relative sanzioni penali e amministrative,  di  cui  aldecreto  legislativo  26  ottobre  1995,   n.   504,   e   successivemodificazioni, il numero 1) e' sostituito dal seguente:
«1) per la Repubblica  francese:  i  territori  francesi  di  cuiall'articolo 349 e all'articolo 355, paragrafo 1,  del  Trattato  sulfunzionamento dell'Unione europea;».
Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia  di  salute e sicurezza dei lavoratori durante il lavoro.  Procedura  di  infrazione n. 2010/4227.
1. Al decreto legislativo  9  aprile  2008,  n.  81,  e  successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 28,  comma  3-bis,  sono  aggiunti,  in  fine,  iseguenti periodi: «Anche in caso di costituzione di nuova impresa, ildatore di lavoro deve comunque dare  immediata  evidenza,  attraversoidonea documentazione, dell'adempimento  degli  obblighi  di  cui  alcomma 2, lettere b), c), d), e) e f),  e  al  comma  3,  e  immediatacomunicazione al rappresentante dei lavoratori per  la  sicurezza.  Atale documentazione  accede,  su  richiesta,  il  rappresentante  deilavoratori per la sicurezza»;
b) all'articolo 29, comma 3, sono aggiunti, in fine,  i  seguentiperiodi: «Anche in  caso  di  rielaborazione  della  valutazione  deirischi, il datore di lavoro deve comunque  dare  immediata  evidenza,attraverso idonea documentazione, dell'aggiornamento delle misure  diprevenzione  e  immediata   comunicazione   al   rappresentante   deilavoratori  per  la  sicurezza.  A  tale  documentazione  accede,  surichiesta, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza».
Disposizioni in materia di orario di lavoro del personale delle  aree  dirigenziali  e  del  ruolo  sanitario   del   Servizio   sanitario  nazionale. Procedura di infrazione n. 2011/4185.
1. Decorsi dodici mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  dellapresente legge, sono  abrogati  il  comma  13  dell'articolo  41  deldecreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con  modificazioni,dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e il comma 6-bis dell'articolo  17del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66.
2. Per fare fronte alle esigenze derivanti  dalle  disposizioni  dicui al comma 1, le regioni e le province  autonome  di  Trento  e  diBolzano  garantiscono  la  continuita'  nell'erogazione  dei  servizisanitari e l'ottimale funzionamento delle strutture,  senza  nuovi  omaggiori oneri a carico della finanza pubblica, attraverso  una  piu'efficiente allocazione delle risorse  umane  disponibili  sulla  basedella legislazione vigente. A tal fine, entro il termine previsto dalcomma 1, le medesime regioni e  province  autonome  attuano  appositiprocessi di riorganizzazione e razionalizzazione  delle  strutture  edei servizi dei propri enti sanitari nel rispetto delle  disposizionivigenti e tenendo anche conto di quanto  disposto  dall'articolo  15,comma 13, lettera  c),  del  decreto-legge  6  luglio  2012,  n.  95,convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135.
3. Nel rispetto di quanto previsto  dall'articolo  17  del  decretolegislativo 8 aprile 2003, n. 66, e successive modificazioni, al finedi garantire la continuita' nell'erogazione  dei  livelli  essenzialidelle prestazioni, i contratti collettivi  nazionali  di  lavoro  delcomparto sanita' disciplinano le deroghe alle disposizioni in materiadi riposo giornaliero del personale del Servizio sanitario  nazionalepreposto ai servizi relativi all'accettazione, al trattamento e  allecure, prevedendo altresi' equivalenti periodi di riposo compensativo,immediatamente successivi al periodo di lavoro da compensare, ovvero,in casi eccezionali in cui la concessione di tali periodi equivalentidi riposo compensativo  non  sia  possibile  per  ragioni  oggettive,adeguate misure di protezione del personale stesso.  Nelle  more  delrinnovo   dei   contratti   collettivi   vigenti,   le   disposizionicontrattuali in materia di durata settimanale dell'orario di lavoro edi riposo giornaliero, attuative  dell'articolo  41,  comma  13,  deldecreto- legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni,dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e dell'articolo 17,  comma  6-bis,del decreto legislativo 8  aprile  2003,  n.  66,  cessano  di  avereapplicazione a decorrere dalla data di abrogazione di cui al comma 1.
Modifiche al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 298,  in  materia  di salute e sicurezza per il lavoro a bordo delle  navi  da  pesca.  Procedura di infrazione n. 2011/2098.
1. All'allegato II al decreto legislativo 17 agosto 1999,  n.  298,nell'osservazione preliminare, le parole da: «Gli  obblighi  previstidal presente  allegato»  fino  a:  «nave  da  pesca  esistente»  sonosostituite  dalle  seguenti:  «Gli  obblighi  previsti  dal  presenteallegato  trovano  applicazione,  nella   misura   consentita   dallecaratteristiche strutturali della nave, ogniqualvolta  lo  richiedanole caratteristiche del luogo di lavoro  o  dell'attivita',  le  condizioni o un rischio a bordo di una nave da pesca esistente».
Modifiche all'articolo 24 della legge 23  luglio  1991,  n.  223,  in  materia di licenziamenti collettivi.  Procedura  di  infrazione  n.  2007/4652. Sentenza della Corte di  giustizia  dell'Unione  europea  del 13 febbraio 2014 nella causa C-596/12.
1. All'articolo 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successivemodificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, primo periodo, dopo le  parole:  «piu'  di  quindicidipendenti» sono inserite le seguenti: «, compresi i dirigenti,»;
«1-quinquies. Nel caso in cui l'impresa o il datore di lavoro nonimprenditore, ricorrendo le condizioni di cui  al  comma  1,  intendaprocedere  al  licenziamento  di  uno  o  piu'   dirigenti,   trovanoapplicazione le disposizioni di cui all'articolo 4, commi 2,  3,  conesclusione dell'ultimo periodo, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 11, 12,  14,  15  e15-bis, e all'articolo 5, commi 1, 2 e 3,  primo  e  quarto  periodo.All'esame di cui all'articolo 4, commi 5 e 7, relativo  ai  dirigentieccedenti, si procede in appositi incontri. Quando risulta  accertatala violazione delle procedure richiamate all'articolo 4, comma 12,  odei criteri di scelta di cui all'articolo 5, comma 1, l'impresa o  ildatore di lavoro non imprenditore e' tenuto al  pagamento  in  favoredel dirigente di  un'indennita'  in  misura  compresa  tra  dodici  eventiquattro mensilita' dell'ultima retribuzione  globale  di  fatto,avuto riguardo alla natura e alla gravita'  della  violazione,  fattesalve le diverse previsioni sulla  misura  dell'indennita'  contenutenei contratti e negli accordi collettivi  applicati  al  rapporto  dilavoro»;
c) al comma 2, le parole: «commi 1 e 1-bis» sono  sostituite  dalleseguenti: «commi 1, 1-bis e 1-quinquies».
Disposizioni in materia di bevande a base di succo di frutta. Caso EU Pilot n. 4738/13/ENTR.
1. Le bibite analcoliche di cui all'articolo 4 del  regolamento  dicui al decreto del Presidente della Repubblica  19  maggio  1958,  n.719, e successive modificazioni, prodotte in Italia e vendute con  ilnome dell'arancia a succo, o recanti denominazioni che a tale  agrumesi richiamino, devono avere un contenuto  di  succo  di  arancia  noninferiore a 20 g per 100 cc o dell'equivalente quantita' di succo  diarancia concentrato o disidratato  in  polvere,  fatte  salve  quelledestinate alla  commercializzazione  verso  altri  Stati  dell'Unioneeuropea o verso gli altri Stati  contraenti  l'Accordo  sullo  Spazioeconomico europeo, nonche' verso Paesi terzi.
2. I commi 16, 16-bis e 16-ter dell'articolo 8 del decreto-legge 13settembre 2012, n. 158, convertito, con modificazioni, dalla legge  8novembre 2012, n. 189, sono abrogati.
3. La disposizione di cui al comma 1 si  applica  a  decorrere  daldodicesimo mese successivo al perfezionamento,  con  esito  positivo,della procedura di notifica alla Commissione europea ai  sensi  delladirettiva 98/ 34/CE del Parlamento europeo e del  Consiglio,  del  22giugno 1998, di cui e'  data  notizia  mediante  pubblicazione  nellaGazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
4. Le bevande prive del contenuto minimo obbligatorio ai sensi  delcomma 1, prodotte anteriormente alla data  di  inizio  dell'efficaciadelle disposizioni di cui al comma 1, possono essere commercializzatefino all'esaurimento delle scorte.
Disposizioni in materia di qualita' e trasparenza della filiera degli  oli di oliva vergini. Caso EU Pilot n. 4632/13/AGRI.
1. Alla legge 14 gennaio 2013, n. 9,  sono  apportate  le  seguentimodificazioni:
«4. L'indicazione dell'origine delle  miscele  di  oli  di  olivaoriginari di piu' di uno Stato membro dell'Unione  europea  o  di  unPaese terzo, conforme all'articolo 4, paragrafo 2,  lettera  b),  delregolamento (UE) di esecuzione n. 29/2012 della Commissione,  del  13gennaio 2012, deve essere stampata ai sensi  dei  commi  2  e  3  delpresente articolo e con diversa e piu' evidente  rilevanza  cromaticarispetto allo sfondo, alle altre indicazioni e alla denominazione  divendita»;
b) all'articolo 4, comma 3, dopo le parole: «oli extravergini» sonoaggiunte le seguenti: «o vergini»;
«2. Gli oli di oliva vergini proposti in confezioni nei  pubbliciesercizi, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei  pasti,devono essere presentati  in  contenitori  etichettati  conformementealla normativa vigente, forniti di idoneo dispositivo di chiusura  inmodo che il contenuto  non  possa  essere  modificato  senza  che  laconfezione sia aperta  o  alterata  e  provvisti  di  un  sistema  diprotezione che non ne permetta il riutilizzo dopo  l'esaurimento  delcontenuto originale indicato nell'etichetta»;
d) all'articolo 7, comma 3, le parole: «al comma 1» sono sostituitedalle seguenti: «ai commi 1 e 2»;
e) all'articolo  16,  comma  1,  primo  periodo,  dopo  la  parola:
2. All'articolo 43, comma 1-bis.1, primo periodo, del decreto-legge22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla  legge  7agosto 2012, n. 134, le parole:  «alchil  esteri  piu'  metil  alchilesteri» sono sostituite dalle seguenti: «etil esteri».
Delega al Governo in materia di inquinamento acustico. Armonizzazione  della normativa nazionale con le direttive 2002/49/CE, 2000/14/CE e  2006/123/CE e con il regolamento (CE) n. 765/2008.
1. Al fine di assicurare la completa armonizzazione della normativanazionale in  materia  di  inquinamento  acustico  con  la  direttiva2002/49/CE del Parlamento europeo e  del  Consiglio,  del  25  giugno2002,  relativa  alla  determinazione  e  alla  gestione  del  rumoreambientale, e con la direttiva 2000/14/CE del  Parlamento  europeo  edel Consiglio, dell'8 maggio 2000,  relativa  all'emissione  acusticaambientale delle  macchine  e  attrezzature  destinate  a  funzionareall'aperto, il Governo e' delegato ad adottare, entro  diciotto  mesidalla data di entrata in vigore della  presente  legge,  uno  o  piu'decreti legislativi  per  il  riordino  dei  provvedimenti  normativivigenti in materia di tutela dell'ambiente  esterno  e  dell'ambienteabitativo dall'inquinamento acustico prodotto dalle  sorgenti  sonorefisse e mobili, definite dall'articolo 2, comma 1, lettere c)  e  d),della legge 26 ottobre 1995, n. 447.
2. I decreti legislativi di  cui  al  comma  1  sono  adottati  nelrispetto delle procedure, dei principi e dei criteri direttivi di cuiagli articoli 31 e 32 della legge 24 dicembre 2012, n.  234,  nonche'secondo i seguenti principi e criteri specifici:
a) coerenza dei piani  degli  interventi  di  contenimento  e  diabbattimento  del  rumore   previsti   dal   decreto   del   Ministrodell'ambiente 29 novembre 2000, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficialen. 285 del 6 dicembre 2000, con i piani di azione, con  le  mappatureacustiche  e  con  le  mappe  acustiche  strategiche  previsti  dalladirettiva 2002/49/CE e di cui agli articoli 2, comma 1,  lettere  o),p) e q), 3 e 4 nonche' agli allegati 4 e 5 del decreto legislativo 19agosto 2005, n. 194, nonche'  con  i  criteri  previsti  dal  decretoemanato ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera f), della legge n.447 del 1995, e successive modificazioni;
b)  recepimento  nell'ambito  della  normativa  nazionale,   comedisposto dalla direttiva 2002/49/CE  e  dal  decreto  legislativo  19agosto 2005, n. 194,  dei  descrittori  acustici  diversi  da  quellidisciplinati dalla legge n. 447 del 1995 e introduzione dei  relativimetodi di determinazione a completamento  e  integrazione  di  quelliintrodotti dalla medesima legge n. 447 del 1995;
c)  armonizzazione  della  normativa  nazionale   relativa   alladisciplina  delle  sorgenti  di  rumore  delle   infrastrutture   deitrasporti e degli impianti industriali e  relativo  aggiornamento  aisensi della legge n. 447 del 1995;
d) adeguamento della  normativa  nazionale  alla  disciplina  delrumore  prodotto  nell'ambito  dello  svolgimento   delle   attivita'sportive;
e) adeguamento della  normativa  nazionale  alla  disciplina  delrumore prodotto dall'esercizio degli impianti eolici;
f) adeguamento della disciplina dell'attivita' e della formazionedella figura  professionale  di  tecnico  competente  in  materia  diacustica ai sensi degli articoli 2 e 3 della legge n. 447 del 1995  earmonizzazione con la direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo  edel Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi del  mercatointerno, e con l'articolo 3 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138,convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,e successive modificazioni;
g) semplificazione delle procedure autorizzative  in  materia  direquisiti acustici passivi degli edifici;
h) introduzione nell'ordinamento nazionale  di  criteri  relativialla sostenibilita' economica degli obiettivi della legge n. 447  del1995 relativamente agli interventi di contenimento e di  abbattimentodel  rumore  previsti  dal  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  29novembre 2000, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  285  del  6dicembre 2000, e dai regolamenti di esecuzione di cui all'articolo 11della legge n. 447 del 1995, per il graduale e strategico adeguamentoai principi contenuti nella direttiva 2002/49/CE;
i) adeguamento della disciplina  riguardante  la  gestione  e  ilperiodo  di  validita'   dell'autorizzazione   degli   organismi   dicertificazione, previsti dalla direttiva 2000/14/CE,  alla  luce  delnuovo iter  di  accreditamento  ai  sensi  del  regolamento  (CE)  n.765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9  luglio  2008,che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato;     l) armonizzazione con la direttiva 2000/14/CE per quanto concernele competenze delle  persone  fisiche  e  giuridiche  che  mettono  adisposizione  sul  mercato  macchine  e  attrezzature   destinate   afunzionare all'aperto;
m) adeguamento  del  regime  sanzionatorio  in  caso  di  mancatorispetto del livello  di  potenza  sonora  garantito  previsto  dalladirettiva 2000/14/CE e definizione delle modalita'  di  utilizzo  deiproventi  derivanti   dall'applicazione   delle   sanzioni   previstedall'articolo 15 del decreto legislativo 4 settembre 2002, n. 262.   3. I decreti legislativi  di  cui  al  comma  1  sono  adottati  suproposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio  edel mare e del Ministro per gli affari europei, di  concerto  con  ilMinistro delle infrastrutture e dei trasporti, con il Ministro  dellasalute, con il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  e  con  ilMinistro  dello  sviluppo  economico,  acquisito  il   parere   dellaConferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.
4. Dall'attuazione della delega legislativa prevista  dal  presentearticolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri  per  la  finanzapubblica. Le amministrazioni interessate  provvedono  all'adempimentodei  compiti  ivi  previsti  con  le  risorse  umane,  finanziarie  estrumentali disponibili a legislazione vigente.
1. All’articolo 49 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, il comma 6 e’ sostituito dal seguente: «6. E’ ammesso l’avvalimento di piu’ imprese ausiliarie, fermo restando, per i lavori, il divieto di utilizzo frazionato per il concorrente dei singoli requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi di cui all’articolo 40, comma 3, lettera b), che hanno consentito il rilascio dell’attestazione in quella categoria».
Disposizioni in materia di attribuzioni dell’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico nel settore del mercato dell’energia all’ingrosso. Attuazione del regolamento (UE) n. 1227/2011.
1. Al fine di assicurare l’applicazione del regolamento (UE) n. 1227/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, concernente l’integrita’ e la trasparenza del mercato dell’energia all’ingrosso, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, nell’esercizio dei poteri di indagine ed esecuzione, puo’:
e) presentare presso il competente tribunale istanza di sequestro o di confisca del prodotto o del profitto dell’illecito, comprese somme di denaro;
f) presentare presso il tribunale o altra autorita’ competente istanze di divieto dell’esercizio di un’attivita’ professionale.
2. I poteri di cui al comma 1 sono esercitati in modo proporzionato e nei limiti di quanto necessario al perseguimento delle finalita’ del regolamento (UE) n. 1227/2011. I poteri di cui al medesimo comma 1, lettera c), sono esercitati previa autorizzazione del procuratore della Repubblica.
3. Per lo svolgimento di indagini relative a casi di sospetta violazione dei divieti di cui agli articoli 3 e 5 o dell’obbligo di cui all’articolo 4 del regolamento (UE) n. 1227/2011, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico puo’ avvalersi della collaborazione del Gestore dei mercati energetici (GME) e del Gestore della rete elettrica di trasmissione nazionale, con riferimento ai mercati da essi gestiti, per quanto di rispettiva competenza, ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 1, ultimo comma, del medesimo regolamento, e, in relazione alla fattispecie trattata, ferme restando le rispettive competenze, coordina la propria attivita’ con quella dell’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato. Per lo svolgimento di indagini relative a casi di sospetta violazione del divieto di cui all’articolo 3 del regolamento (UE) n. 1227/2011, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico, ove opportuno in relazione alla fattispecie trattata, ferme restando le rispettive competenze, coordina la propria attivita’ con quella della Commissione nazionale per le societa’ e la borsa.
4. Salvo che il fatto costituisca reato, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico irroga sanzioni amministrative pecuniarie da euro 20.000 a euro 3 milioni nei confronti dei soggetti che, essendo in possesso di informazioni privilegiate in relazione a vendite all’ingrosso di prodotti energetici, pongano in essere una delle condotte previste dall’articolo 3, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1227/2011, in conformita’ con quanto previsto dal medesimo articolo 3.
5. Salvo che il fatto costituisca reato, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico irroga sanzioni amministrative pecuniarie da euro 20.000 a euro 5 milioni nei confronti dei soggetti che pongano in essere una delle condotte manipolative del mercato definite dall’articolo 2, numeri 2) e 3), e dall’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1227/2011.
6. L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico irroga sanzioni amministrative pecuniarie da euro 20.000 a euro 3 milioni nei confronti dei soggetti inadempienti all’obbligo di pubblicazione delle informazioni privilegiate di cui all’articolo 4 del regolamento (UE) n. 1227/2011.
7. In caso di inottemperanza agli obblighi informativi previsti dagli articoli 8 e 9 del regolamento n. 1227/2011, nonche’ in caso di trasmissione di informazioni incomplete o non veritiere o non tempestivamente aggiornate, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico irroga sanzioni amministrative pecuniarie da euro 10.000 a euro 200.000.
8. L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico puo’ aumentare le sanzioni di cui ai commi 4, 5, 6 e 7 fino al triplo o fino al maggiore importo di dieci volte il prodotto o il profitto conseguito dall’illecito quando, per la rilevante offensivita’ del fatto, per le qualita’ personali del colpevole o per l’entita’ del prodotto o del profitto conseguito dall’illecito, esse appaiano inadeguate anche se applicate nella misura massima.
9. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico disciplina con proprio regolamento, nel rispetto della legislazione vigente in materia, i procedimenti sanzionatori, in conformita’ all’articolo 45 del decreto legislativo 1° giugno 2011, n. 93, e successive modificazioni.
10. Nell’ambito della relazione annuale al Parlamento, l’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico da’ sinteticamente conto delle attivita’ svolte nel settore del mercato dell’energia all’ingrosso, come integrate ai sensi del presente articolo, introducendo un capitolo apposito riferito all’integrita’ e alla trasparenza del mercato dell’energia.
11. I proventi derivanti dall’applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di cui al presente articolo, aggiuntive rispetto a quelle previste dalla legislazione vigente, affluiscono ad un apposito fondo, denominato «Fondo costi energia elettrica e gas» (FOCEES), istituito nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico, finalizzato a ridurre i costi dell’energia elettrica e del gas a carico dei cittadini e delle imprese. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono disciplinate le modalita’ di funzionamento del FOCEES. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Stazioni di distribuzione dei carburanti ubicate nelle aree urbane. Caso EU PILOT 4734/13/MARK.
1. All’articolo 28, comma 7, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, e successive modificazioni, le parole: «posti al di fuori dei centri abitati, quali definiti ai sensi del codice della strada o degli strumenti urbanistici comunali» sono sostituite dalle seguenti: «, ovunque siano ubicati».
Norme di interpretazione autentica e modifiche al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, recante attuazione della direttiva 2000/35/CE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. Caso EU PILOT 5216/13/ENTR.
1. L’articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, come sostituito dall’articolo 1, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 9 novembre 2012, n. 192, si interpreta nel senso che le transazioni commerciali ivi considerate comprendono anche i contratti previsti dall’articolo 3, comma 3, del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
2. Le disposizioni relative ai termini di pagamento e al tasso degli interessi dovuto in caso di ritardato pagamento, contenute nel codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e nel relativo regolamento di attuazione, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, nonche’ in altre leggi speciali, che prevedono termini e tassi difformi, rispettivamente, da quelli previsti dall’articolo 4, comma 2, del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, e successive modificazioni, fermo restando quanto previsto al comma 4 del predetto articolo, e da quelli previsti dall’articolo 5 del medesimo decreto legislativo, si applicano ai casi previsti dall’articolo 1, comma 1, del citato decreto legislativo n. 231 del 2002 solo se piu’ favorevoli per i creditori.
1) al comma 2, l’alinea e’ sostituito dal seguente: «Salvo quanto previsto dai commi 3, 4 e 5, il periodo di pagamento non puo’ superare i seguenti termini:»;
2) al comma 4, primo periodo, le parole: «quando cio’ sia giustificato dalla natura o dall’oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione» sono sostituite dalle seguenti: «quando cio’ sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o da talune sue caratteristiche»;
3) la rubrica e’ sostituita dalla seguente: «Termini di pagamento»;
b) dopo l’articolo 7 e’ inserito il seguente:
«Art. 7-bis. (Prassi inique). – 1. Le prassi relative al termine di pagamento, al saggio degli interessi moratori o al risarcimento per i costi di recupero, quando risultano gravemente inique per il creditore, danno diritto al risarcimento del danno.
2. Il giudice accerta che una prassi e’ gravemente iniqua tenuto conto di quanto previsto dall’articolo 7, comma 2.
3. Si considera gravemente iniqua la prassi che esclude l’applicazione di interessi di mora. Non e’ ammessa prova contraria.
4. Si presume che sia gravemente iniqua la prassi che esclude il risarcimento per i costi di recupero di cui all’articolo 6».
Modifica all’articolo 55-quater del codice delle pari opportunita’ tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, in attuazione della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del 1° marzo 2011 nella causa C-236/09, che ha dichiarato l’illegittimita’ dell’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2004/113/CE, e delle conseguenti Linee guida emanate dalla Commissione europea.
1. All’articolo 55-quater del codice delle pari opportunita’ tra uomo e donna, di cui al decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, sono apportate le seguenti modificazioni:
b) al comma 2, il primo periodo e’ soppresso;
«3. L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (IVASS) vigila sul rispetto delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, avuto riguardo alla tutela degli assicurati nonche’ alla competitivita’ e al buon funzionamento del sistema assicurativo. L’IVASS esercita altresi’ i suoi poteri ed effettua le attivita’ necessarie al fine di garantire che le differenze nei premi o nelle prestazioni, consentite per i contratti conclusi prima del 21 dicembre 2012, permangano a condizione che siano state fondate su dati attuariali e statistici affidabili e che le basi tecniche non siano mutate»;
e) al comma 5, le parole: «L’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo» sono sostituite dalle seguenti: «L’IVASS».
2. Dall’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Delega al Governo per l’adozione di nuove disposizioni in materia di utilizzo dei termini «cuoio», «pelle» e «pelliccia» e di quelli da essi derivati o loro sinonimi. Caso EU Pilot 4971/13/ENTR.
1. La legge 14 gennaio 2013, n. 8, e’ abrogata. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge riacquistano efficacia le disposizioni della legge 16 dicembre 1966, n. 1112.
2. Il Governo e’ delegato ad adottare, entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un decreto legislativo che disciplini l’utilizzo dei termini «cuoio», «pelle» e «pelliccia» e di quelli da essi derivati o loro sinonimi, nel rispetto della legislazione dell’Unione europea nei settori armonizzati.
3. Il decreto legislativo di cui al comma 2 e’ adottato su proposta del Ministro dello sviluppo economico, sentite le Commissioni parlamentari competenti, che esprimono il proprio parere entro quaranta giorni dalla data di assegnazione dello schema di decreto legislativo. Decorso inutilmente tale termine, il decreto legislativo puo’ essere comunque adottato.
4. Con il medesimo decreto legislativo di cui al comma 2 si provvede ad abrogare le disposizioni nazionali non piu’ applicabili e ad adottare le necessarie disposizioni recanti sanzioni penali o amministrative per le violazioni degli obblighi contenuti nello stesso decreto.
5. Lo schema del decreto legislativo di cui al comma 2 e’ sottoposto alla procedura di informazione prima della definitiva adozione, in applicazione della direttiva 98/34/ CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, recepita con legge 21 giugno 1986, n. 317.
7. Dall’attuazione del presente articolo e del decreto legislativo di cui al comma 2 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
Disposizioni volte al recepimento della direttiva 2009/109/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, relativa agli obblighi in materia di relazioni e di documentazione in caso di fusioni e scissioni. Caso EU Pilot 5062/13/MARK.
1. Al secondo comma dell’articolo 2506-ter del codice civile e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Quando la scissione si realizza mediante aumento di capitale con conferimento di beni in natura o di crediti, la relazione dell’organo amministrativo menziona, ove prevista, l’elaborazione della relazione di cui all’articolo 2343 e il registro delle imprese presso il quale tale relazione e’ depositata». 2. Il comma 3 dell’articolo 18 del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 108, e’ sostituito dal seguente: «3. Quando una fusione transfrontaliera per incorporazione e’ realizzata da una societa’ che detiene almeno il 90 per cento ma non la totalita’ delle azioni, quote o altri titoli che conferiscono il diritto di voto nell’assemblea della societa’ incorporata, le relazioni di cui agli articoli 2501-quinquies e 2501-sexies del codice civile e la situazione patrimoniale di cui all’articolo 2501-quater del medesimo codice sono richieste soltanto qualora cio’ sia previsto dalla legislazione nazionale cui e’ soggetta la societa’ incorporante o la societa’ incorporata».
Attuazione della direttiva 2013/25/UE del Consiglio, del 13 maggio 2013, che adegua determinate direttive in materia di diritto di stabilimento e libera prestazione dei servizi a motivo dell’adesione della Repubblica di Croazia.
1. Agli allegati V e VI annessi al decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, sono apportate le modificazioni riportate nell’allegato A, parte I, annesso alla presente legge.
2. L’articolo 1 della legge 9 febbraio 1982, n. 31, e’ sostituito dal testo riportato nell’allegato A, parte II, annesso alla presente legge.
3. L’articolo 2 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96, e’ sostituito dal testo riportato nell’allegato A, parte III, annesso alla presente legge.
Potenziamento delle misure di contrasto delle frodi in danno dei bilanci dell’Unione europea, dello Stato e degli enti territoriali.
1. Al fine di assicurare la piena applicazione del regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 settembre 2013, all’articolo 25 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, sono apportate le seguenti modificazioni:
«1-bis. Il Nucleo Speciale di cui al comma 1 svolge altresi’, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, analisi, ispezioni e controlli sull’impiego delle risorse del bilancio dello Stato, delle regioni, degli enti locali e dell’Unione europea avvalendosi dei poteri e delle facolta’ previste dal medesimo comma 1, capoverso, lettera a)»;
Attuazione di disposizioni non direttamente applicabili della direttiva 2011/85/UE e del regolamento (UE) n. 473/2013.
1. Al fine di dare piena attuazione, per le parti non direttamente applicabili, alla direttiva 2011/85/UE del Consiglio, dell’8 novembre 2011, e al regolamento (UE) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, con particolare riferimento all’attivita’ di monitoraggio sull’osservanza delle regole di bilancio, la Corte dei conti, nell’ambito delle sue funzioni di controllo, verifica la rispondenza alla normativa contabile dei dati di bilancio delle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.
3. La Corte dei conti puo’ chiedere alle amministrazioni pubbliche, di cui al comma 1 l’accesso alle banche di dati da esse costituite o alimentate.
4. Ai fini di cui al comma 1, per valutare i riflessi sui conti delle pubbliche amministrazioni, la Corte dei conti, nell’ambito delle sue funzioni di controllo, puo’ chiedere dati economici e patrimoniali agli enti e agli organismi dalle stesse partecipati a qualsiasi titolo.
1. Il comma 3 dell’articolo 6 del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4, e’ sostituito dal seguente:
2. Il secondo periodo del comma 3 dell’articolo 7 e il secondo periodo del comma 2 dell’articolo 10 del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n. 4, sono soppressi.
1. Il certificato successorio europeo di cui agli articoli 62 e seguenti del regolamento (UE) n. 650/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, e’ rilasciato, su richiesta di una delle persone di cui all’articolo 63, paragrafo 1, del regolamento stesso, da un notaio, in osservanza delle disposizioni di cui agli articoli da 62 a 73 del citato regolamento.
2. Avverso le decisioni adottate dall’autorita’ di rilascio ai sensi dell’articolo 67 del regolamento (UE) n. 650/2012 e’ ammesso reclamo davanti al tribunale, in composizione collegiale, del luogo in cui e’ residente il notaio che ha adottato la decisione impugnata. Si applicano le disposizioni di cui all’articolo 739 del codice di procedura civile.
3. Nei territori in cui vige il sistema del libro fondiario continuano ad applicarsi le disposizioni di cui al titolo II del regio decreto 28 marzo 1929, n. 499, in materia di rilascio del certificato di eredita’ e di legato.
1. Fatto salvo quanto stabilito dall’articolo 34, dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni interessate provvedono agli adempimenti previsti dalla presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.
1. Agli oneri derivanti dalle disposizioni degli articoli 7, 8 e 9, pari a 2,5 milioni di euro per l’anno 2014, a 15,94 milioni di euro per l’anno 2015 e a 15,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016, si provvede mediante utilizzo delle maggiori entrate derivanti dalla disposizione del comma 2 del presente articolo.
2. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, si provvede alla riduzione dei consumi medi standardizzati di gasolio da ammettere all’impiego agevolato di cui al decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 26 febbraio 2002, recante determinazione dei consumi medi dei prodotti petroliferi impiegati in lavori agricoli, orticoli, in allevamento, nella silvicoltura e piscicoltura e nelle coltivazioni sotto serra ai fini dell’applicazione delle aliquote ridotte o dell’esenzione dell’accisa, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 67 del 20 marzo 2002, in misura tale da garantire maggiori entrate pari a 4 milioni di euro per l’anno 2014, a 21 milioni di euro per l’anno 2015 e a 16 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2016.
3. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali si provvede, entro un mese dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2, alla modifica del citato decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 26 febbraio 2002, in relazione alle diminuzioni dei consumi medi standardizzati di gasolio in agricoltura di cui al medesimo comma 2 e a quelle gia’ intervenute.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addi’ 30 ottobre 2014
NAPOLITANO Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri Visto, il Guardasigilli: Orlando

References: Art. 1
 Sentenza 
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 Sentenza 
 articolo 3
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