Source: https://www.diritto.it/c-t-r-di-bari-sez-xiv-sentenza-n371407-del-20-4-2007-dep-l-9-7-2007-relatore-dr-michele-gurrado-presidente-dr-aristodemo-ingusci/
Timestamp: 2018-09-22 13:08:06+00:00

Document:
C.T.R. di Bari sez. XIV Sentenza n37/14/07 del 20.4.2007 dep. l’9.7.2007( relatore dr. Michele Gurrado Presidente dr. Aristodemo Ingusci)
La legge 388/2000 ( credito d’imposta ) non ha come scopo la prevenzione infortuni ed igiene del lavoro e la punizione dei trasgressori o la loro educazione al rispetto della salute e sicurezza dei lavoratori, ma la premiazione di chi attua tale prevenzione che il CONTRIBUNETE deve dimostrare di averla attuata mediante esibizione della seguente documentazione prescritta decreti legislativi 626/1994 . n. 626 e . 494/1996:
d) La designazione e comunicazione del nominativo del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione e del medico, dal datore di lavoro alla USL ed al Servizio Ispezioni del lavoro della Direzione Provinciale del lavoro;
La mancata esibizione di tali documenti deve essere contestata dalla A.F. analiticamente
Ø La società …… ", esercente commercio al dettaglio di capi di abbigliamento donna ed accessori donna, presentava tre distinti ricorsi, avverso n. 3 avvisi di recupero del credito d’imposta indebitamente utilizzato emessi dall’Agenzia delle Entrate, e notificati l’8 luglio 2004. per gli anni:
§ 2001 per € 4.282,88;
§ 2002 per € 9.649,42;
§ 2003 per € 27.570,22;
in quanto in una verifica fiscale eseguita da parte di funzionari della Amministrazione Finanziaria, non aveva esibito la documentazione dimostrativa dell’osservanza delle prescrizioni sulla saluta e sulla sicurezza dei lavoratori,prevista dai D.Lgs.n. 626/1994 e 494/1996
La società ricorrente chiedeva l’annullamento dell’atto impugnato per:
§ violazione di legge ed erronea interpretazione dell’art. 7 legge n. 388/2000;
§ incompetenza dell’Ufficio di assunte violazioni sulla normativa per la sicurezza del lavoro, giusta art. 7 co. 5 L. 388/2000.
Ø l’Agenzia delle Entrate si costituiva.
Ø La C.T.P. accoglieva i ricorsi in quanto rilevava da parte dell’Ufficio Finanziario una Violazione ed erronea interpretazione dell’art. 7 della legge n. 388/2000 ed incompetenza nell’accertamento di violazioni sulla normativa per la sicurezza del lavorio, per cui il suo operato era stato illegittimo; Compensava comunque le spese.
In motivazione dopo aver rammento che :
ü il co. 5 dell’art. 7 della legge n. 388/00, insieme a tanti requisiti per ottenere il credito d’imposta, prevede che siano rispettate le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dai decreti legislativi 19.09.1994 n. 626 e 14.08.1996 n. 494 e tale norma, non prevede che la mancata esibizione della documentazione, provochi automaticamente la decadenza dei benefici previsti dalla legge, ma impone, invece, la verifica del rispetto delle prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori ;
ü che la stessa circolare ministeriale applicativa, del 3 gennaio 2001 n. 1, aveva chiarito che, ai fini della revoca del credito d’imposta, devono sussistere violazioni per cui siano state erogate sanzioni di importo superiore a £. 5.000.000 ed in concreto, quindi, per la revoca erano indispensabili;
a. l’accertamento di una violazione alla normativa sulla sicurezza del lavoro;
b. la irrogazione di una sanzione superiore a £. 5.000.000;
c. la definitività dell’accertamento della violazione
evidenziava che l’’Ufficio accertatore aveva revocato il beneficio previsto dalla legge n. 388/2000 solo per la mancata esibizione della documentazione dimostrativa delle prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori e cioè della copia della valutazione dei rischi depositata presso la ASL, fra l’altro, in presenza di una denuncia di smarrimento.
Sottolineava che l’Ispettorato del lavoro o l’Ente amministrativo preposto alla verifica del rispetto delle disposizioni in materia di sicurezza del lavoro. avrebbe dovuto effettuare l’accertamento, verificare la violazione di legge e, quindi, irrogare le sanzioni, con la possibilità nei termini di legge per l’imprenditore di difendersi.
Nel rimarcare che soltanto dopo che l’iter di accertamento delle violazioni fosse divenuto definitivo si sarebbe potuto dar luogo alla revoca delle agevolazioni, rilevava che il funzionario dell’Amministrazione finanziaria, addetto all’accertamento fiscale, si è reso sanzionatore di assunte violazioni amministrative, al di fuori della propria competenza, con evidente lesione del diritto di difesa, costituzionalmente garantito.
Ø l’Agenzia delle Entrate proponeva appello.
L’art.7, comma 5, lett. d) della legge 388/2000, , prevede , fra l’ altro che il credito d’imposta spetta a condizione che siano rispettate le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dai decreti legislativi 19 settembre 1994. n. 626 e 14 agosto 1996. n. 494, e loro successive modificazioni, nonché dai successivi decreti legislativi attuativi di direttive comunitarie in materia di sicurezza ed igiene del lavoro che hanno segnato il passaggio dalla prevenzione infortuni tecnologia oggettiva del 1955 alla prevenzione caratterizzata da comportamenti “soggettivamente sicuri” e rappresentano uno strumento di promozione della sicurezza.
Ø Prevedono una autogestione della sicurezza in fabbrica ed in ogni luogo di lavoro, da parte dello stesso datore di lavoro che ha il ruolo di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori in azienda e di relegare l’incidenza delle fatalità alla naturale dimensione;
A. il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, da nominare in tutte le aziende che occupano lavoro dipendenteche può essere scelto anche all’esterno dell’azienda e che collabora:
· al coordinamento degli addetti al servizio di prevenzione e protezione per quanto concerne l’evacuazione dello stabilimento, lo spegnimento dell’incendio ed il pronto soccorso;
· partecipa inoltre, alle riunioni periodiche per la prevenzione e protezione dei rischi.( art. 11) che devono avvenire con cadenze almeno annuale nelle aziende o unità produttive con più di 15 dipendenti, e solo se richieste dal rappresentane dei lavoratori per la sicurezza nelle aziende con meno 15 dipendenti.
B. Gli addetti al servizio di protezione ed alla gestione dell’emergenza che, designati dal datore di lavoro devono:
c) Il medico competente in possesso della specializzazione in medicina del lavoro o branca equipollente e della autorizzazione di cui all’art. 55 del D. Lgs. 277/91 , deve essere nominato dal datore di lavoro, ai sensi dell’ art 16 del D. lgs. 626/94 nei casi previsti dalla normativa vigente.
d) Rappresentante ( o i Rappresentanti ) dei lavoratori per la sicurezza e la salute in azienda di cui all’art.8 che è anche previsto dagli accordi interconfederali e/o da singoli C.C.N.L., da individuarsi con modalità diverse a seconda che l’azienda abbia più o meno 15 dipendenti, ha il compito fondamentale della partecipazione attiva alla politica aziendale per la sicurezza, oltre a quello di controllo e verifica degli obblighi ed adempimenti in materia da parte del datore di lavoro, specie per quanto riguarda l’obbligo di formazione ed informazione dei lavoratori.
Il Rappresentante ( o i Rappresentanti ) dei lavoratori per la sicurezza devono essere consultati dal datore di lavoro relativamente alla valutazione dei rischi, alla individuazione e attuazione delle misure di prevenzione e protezione, alla verifica dell’idoneità del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e dei suoi addetti e del medico competente, all’adozione delle attività di promozione ad all’elaborazione di nuove procedure e programmi di prevenzione e/o integrazione di quelli esistenti.
Può consultare in ogni momento la documentazione aziendale inerente al piano di sicurezza, al registro degli infortuni, alla valutazione dei rischi e le relative misure di prevenzione.
E. Il lavoratore, figura di prioritaria importanza, non più soggetto passivo di tutela, bensì protagonista nella realizzazione degli obbiettivi della “Nuova sicurezza”, e temprato dall’ ”informazione e formazione” ,deve adottare la cultura della prevenzione adottando comportamenti sicuri :
· sottoponendosi ai programmi di formazione ed addestramenti organizzati dal datore di lavoro;
· utilizzare correttamente i macchinari, le apparecchiature, gli utensili, le sostanze ed i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e le altre attrezzature di lavoro, nonché i dispositivi di sicurezza e/o di protezioni individuali.
4. Gli ambienti, le attrezzature di lavoro, le macchine e gli impianti, con particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza devono essere sottoposti a regolare manutenzione;
6. I lavoratori devono ricevere adeguate istruzioni sull’uso delle macchine, degli impianti, degli utensili e dispositivi di protezione individuali;
A queste nuove figure , nonché ai progettisti, ai fabbricanti fornitori e gli installatori degli impianti e delle macchine (tenuti anche loro a rispettare i principi generali di prevenzione e d’igiene del lavoro al momento delle proprie scelte progettuale e tecniche) è richiesta una professionalità, una dedizione ed un impegno a carattere esclusivo di tutto rispetto.
d) La designazione e comunicazione del nominativo del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione e del medico dal datore di lavoro alla USL ed al Servizio Ispezioni del lavoro della Direzione Provinciale del lavoro;
Il datore di lavoro, in relazione all’attività dell’azienda, alla strutturazione aziendale e alla tipologia di lavoro, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve valutare i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.( art. 4, comma 1 ) per la successiva stesura del piano di sicurezza ( art. 4, comma 2).
La valutazione del rischio non si esaurisce nella semplice constatazione dello stesso, ma costituisce il presupposto necessario affinché il datore di lavoro possa mettere in atto gli interventi prevenzionali più opportuni consistenti nell’eliminazione del rischio o, quando ciò non sia possibile, nella eliminazione o attenuazione dei suoi effetti.
L’omessa valutazione del rischio e la mancata elaborazione del documento comportano l’applicazione delle sanzioni, anche se tale omissione non ha di fatto comportato una effettiva mancata tutela della salute dei lavoratori e costituiscono reato, punito con l’arresto da tre mesi a sei mesi o con l’ ammenda da €. .1.549,38 a €. 4.131,66 ( dal 1.1.2007 da €. 7.746,90 a €. 20.658,30 ) dall’art.89 comma 1 del D.lgs.626/96 .
Mentre la mancata e/o la tardiva comunicazione costituisce illecito amministrativo, punito con la sanzione amministrativa da €. 516,00 a € .3.098,00 ( dal 1.1.2007 da € 2.580,00 a €.. 15.940,00) dall’ art. 89 comma 3 del D.lgs.626/96 ,la mancata nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, costituisce reato, punito con l’arresto da tre mesi a sei mesi o con l’ ammenda da €. 1.549,38 a €. 4.131,66 ( dal 1.1.2007 da €. 7.746,90 a €. 20.658,30 ) dall’ art.89 comma 2 del D.lgs.626/96 .
e) Registro infortuni
La mancata istituzione costituisce illecito amministrativo, punito con la sanzione amministrativa da €. 516,00 a €. 3.098,00 ( dal 1.1.2007 da € 2580,00 a €.. 15940,00) dall’ art. 89 comma 3 del D.lgs.626/96 )
Nel registro devono essere annotati cronologicamente gli infortuni occorsi ai lavoratori dipendenti che hanno comportato assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento pena la sanzione amministrativa da €. 516,00 a €. 3.098,00 ( dal 1.1.2007 da € 2.580,00 a €.. 15.940,00) dall’ art. 89 comma 3 del D.lgs.626/96 ). . .
Nel caso in questione il ricorrente non ha dimostrato, mediante l’esibizione di tutta la predetta documentazione (e non solo del documento della valutazione dei rischio come è indicato nel ricorso introduttivo e riportato in sentenza dai primi giudici ) di aver ottemperato ai dettami delle norme sopraccitate, ma si è trincerato in una denuncia di smarrimento ,che lungi dal metterla in forse, poteva essere ben superata dall’esibizione dei relativi duplicati qualora realmente tale documentazione fosse stata istituita a suo tempo .
Infatti la copia di tale documentazione poteva essere richiesta alla Asl , ed al S.I.L. della D.P.L se era stata all’epoca predisposta ed inviata
Comunque in mancanza il ricorrente poteva nuovamente predisporla , o farla ex novo , ed adempiere, sia pure in ritardo ai predetti adempimenti.
Ha preferito – si ripete – trincerarsi in una dichiarazione di smarrimento che molto lascia a desiderare, incorrendo nella mancata dimostrazione di aver rispettate le prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dai decreti legislativi 19.09.1994 n. 626 e 14.08.1996 n. 494; infrazione questa sostanziale , punibile nel suo complesso con sanzioni penali e amministrative superiori di gran lunga a £. 5.000.000 ora €. 2.582,29,come prevede la circolare esplicativa del 3 gennaio 2001 n. 1, che provoca automaticamente la decadenza dei benefici previsti dalla legge 388/2000 non essendo necessario ulteriori accertamenti (definitività dell’accertamento della violazione) e non già nella mancata esibizione della documentazione come è detto in sentenza .
Vero è che nell’ atto di contestazione l’ A.F. non ha indicato analiticamente la documentazione non esibita , ma è pur vero che ha fatto riferimento ai Decreti legislativi sopra citatati; Comunque ben avrebbe fatto a menzionarla analiticamente evitando, probabilmente, l’inutile contenzioso,non ultimo la perizia stragiudiziale del 2.12.2004.
In merito al presunto esercizio di un potere non suo da parte dell’ dall’Amministrazione Finanziaria, questa Commissione rileva che non vi è stato alcuna violazione da parte dell’ A.F. e/o dei suoi funzionari sull’esercizio della propria competenza, con evidente lesione del diritto di difesa, in quanto l’ A.F. si è limitata a constare la non esibizione di documenti che comprovavano l’osservanza degli adempimenti previste dalle norme di sicurezza sul lavoro e né era tenuta a chiedere la collaborazione di chi è preposto alla vigilanza sulla prevenzione infortuni ed igiene del lavoro per un’ispezione tecnica per accertare se vi era stata da parte della ricorrente il rispetto delle relative norme.
Vero è che allo scopo di eliminare le contravvenzioni alle norme sulla sicurezza e l’igiene del lavoro , l’organo di vigilanza, nell’esercizio delle funzioni di P.G di cui all’art. 55 del C.P.P ,. impartisce al contravventore la prescrizione obbligatoria finalizzata all’eliminazione delle violazioni accertate (art. 20 commi 1, 2 e 3 del D.lgs. 758/94) e non solo alla punizione, spesso tardiva e quindi non più educativa, ma la legge. 388/2000 non ha come scopo la prevenzione infortuni ed igiene del lavoro e la punizione dei trasgressori o la loro educazione al rispetto della salute e sicurezza dei lavoratori, ma la premiazione di chi attua tale prevenzione che, nel caso in questione, il ricorrente non ha dimostrato di averla attuata e conseguenzialmente di aver diritto al premio del credito d’imposta.
Vi sono sufficienti motivi per compensare le spese.
la C.T.R. Puglia XIV sezione nella p.u. del 20.4.2007 accoglie l’ appello e per l’effetto riforma la sentenza della C.T.P. Bari n.113/01/2002. Spese compensate.
Bari. 20.4.2007
I Giudici Pugliesi, dopo aver esaurientemente esposto ed analizzati i fini delle disposizioni legislative sulla sicurezza del lavoro, dettano un fondamentale principio : Il Credito d’Imposta è un premio per chi attua tali disposizioni legislative ed il contribuente deve dimostrare con idonea documentazione di meritarlo, senza ricorrere a sotterfugi e/o espedienti.

References: Sentenza 

§ 2001

§ 2002

§ 2003
 art. 7
 art. 11
 art. 4
 art. 4
 art. 89
 art.89
 art. 89
 art. 89
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza