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Avvicinarsi al biologico: Come diventare azienda BIO
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Rosalia Vaccaro
1 Avvicinarsi al biologico: Come diventare azienda BIO PISA - 30 Settembre 2011 Il ruolo della Regione Toscana nel settore biologico Regione Toscana - D.G. dello Sviluppo Economico Settore Politiche Agroambientali, Attività Faunistica-Venatoria e Pesca Dilettantistica" Dott.ssa Donatella Cavirani, Dott. Leonardo Calistri e Dott. Matteo Bartoli Via di Novoli n Firenze
2 Introduzione: il ruolo della Regione Toscana Regolamento (CE) N. 834/2007 del 28 giugno 2007 relativo alla produzione biologica e all etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CEE) n. 2092/91 Raccordo con il MiPAAF per normativa Nazionale e normativa Regionale di recepimento Compito di vigilanza sugli Organismi di Controllo Attivazione progetti di ricerca a valenza regionale sulla zootecnia biologica e sulle produzioni vegetali biologiche Con la LR 49/97 la Regione Toscana ha messo in campo risorse proprie per il sostegno dei costi di certificazione sostenuti dagli operatori bio Politiche di sviluppo rurale attuate dalla RT con le misure attuative del Reg. CEE 2078/92 e con il PSR 2007/2013 LEGGE REGIONALE n. 18 del 27/05/2002 Norme per l introduzione dei prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche e programmi di educazione alimentare
3 Agricoltura biologica la situazione del settore In Toscana l agricoltura biologica ha cominciato a diffondersi fin dai primi anni 70. Il fenomeno viene osservato per la prima volta dalla Regione nel Gli operatori erano 102, diffusi principalmente nelle provincie di Firenze, Siena, Grosseto e Livorno. Il settore era caratterizzato da aziende di dimensioni medio piccole (59% da 3 a 20 Ha), spesso in zone di media collina (il 64% oltre i 200 m s.l.m.). La SAU era di Ha sebbene la superficie totale fosse il doppio (4.641Ha) Le aziende erano gestite principalmente da persone fisiche (83%) proprietarie del fondo (70%) e giovani (76% fra i 18 e i 40 anni). Le colture più diffuse erano: cereali da granella 467,76 Ha vigneto 162,09 Ha oliveto 82,72 Ha operatori biologici nel 1986 arezzo firenze grosseto livorno lucca massa ecarrara pisa pistoia siena
4 Agricoltura biologica la situazione del settore 3500 Numero operatori biologici dal 1997 al n. operatori Anni
5 Agricoltura biologica la situazione del settore Numero operatori biologici divisi per provincia al 30/11/2010 Province Totale AREZZO 374 FIRENZE 635 GROSSETO 535 LIVORNO 172 LUCCA 165 MASSA 89 PISA 291 PRATO 44 PISTOIA 132 SIENA 590 Operatori di altre province 210 TOTALE COMPLESSIVO (dati R.T. da conteggio di CUA) 3237
6 Agricoltura biologica la situazione del settore Zootecnico 3% Ordinamento produttivo per coltura Altro 14% Cerealicolo 42% Foraggere 23% Orticolo 1% Colt. Ind. 1% Floricolo 0% Olivicolo 10% Viticolo 5% Frutticolo 1%
7 Agricoltura biologica la situazione del settore Rapporto tra SAU bio e SAU regionale SAU biologica 15,8% SAU non biologica 84,2% SAU non biologica SAU biologica
8 Agricoltura biologica L.R 49/97 La Regione Toscana si è dotata di una propria legge per espletare le competenze previste dal D.Lgs. n 220/95, che sono: gestione dell elenco regionale degli operatori biologici; vigilanza sull attività degli organismi di controllo operanti sul proprio territorio. Inoltre la Regione ha scelto di sostenere gli operatori contribuendo alle spese di controllo e certificazione Legge Regionale n 49 del 16/07/1997 Disposizioni in materia di controlli per le produzioni ottenute mediante metodi biologici Art. 2 Vigilanza OdC autorizzati Art. 3 Elenco regionale operatori biologici Art. 4 Interventi finanziari Regione Toscana Regione Toscana Regione Toscana
9 Il ruolo della Regione Toscana: Vigilanza Consiste nell esecuzione di visite ispettive, svolte sia presso gli Organismi di Controllo operanti in Toscana, sia presso un campione di operatori biologici (3% degli iscritti) Le visite ispettive spesso consentono di evidenziare delle non conformità (mancato rispetto delle normative vigenti) Impostazione tuttavia non di tipo repressivo ma migliorativo del sistema di controllo nel suo complesso, grazie alle segnalazioni agli OdC delle non conformità e alle azioni correttive conseguenti
10 Agricoltura biologica l organizzazione regionale L attività di vigilanza si svolge in due ambiti (Convenzione con ICQRF): presso la sede dell organismo di controllo; presso le aziende da questo controllate. REGIONE TOSCANA vigilanza sulle sedi degli Organismi di Controllo Vigilanza presso gli Operatori controlli formali di applicazione dei manuali interni approvati dal MiPAAF e dagli obblighi e dei requisiti del D.Lgs. 220/95 controlli formali ed analitici sull effettivo svolgimento dei controlli periodici svolti dall organismo così come previsti dal piano dei controlli
11 Agricoltura biologica l organizzazione regionale L elenco regionale degli operatori biologici è composto da tre sezioni: produttori; preparatori; raccoglitori di prodotti spontanei. Operatore Invia la prima notifica di produzione Regione Toscana svolge una prima istruttoria formale iscrive l operatore all elenco pubblica l elenco almeno una volta l anno Organismo di Controllo Effettua la prima visita accoglie l operatore sotto il proprio controllo invia l attestato di idoneità dell azienda alla R.T. Si prevede il termine di ogni procedimento di iscrizione entro un massimo di 90 (120 gg precedentemente) giorni dalla data di arrivo della prima notifica di produzione.
12 Agricoltura biologica Controlli - Vigilanza Operatore O.d.C Regione o MiPAAF. elenco Consumatore
13 Gestione elenco degli Operatori biologici La Regione Toscana e l ARTEA (O.P.R) hanno predisposto una procedura per l acquisizione telematica delle notifiche di attività con metodo biologico nell ambito della semplificazione amministrativa. (dopo una lunga fase di concertazione territoriale) E utilizzato il Sistema Informativo di ARTEA (banca dati, fascicolo aziendale elettronico )
14 Gestione elenco degli Operatori biologici Lo strumento operativo è la DUA (Dichiarazione Unica Aziendale) necessaria per effettuare richieste alla pubblica amministrazione e riconducibili a uno o più procedimenti come l accesso a contributi, l iscrizioni ad elenchi ed albi ecc... L accesso alla DUA è possibile solo con l iscrizione nell anagrafe di ARTEA. Nella DUA sono presenti tutti gli elementi identificativi dell azienda. La DUA è stata istituita dalla L.R n 45/2007 del 27 luglio 2007.
15 Gestione elenco degli Operatori biologici Nell ambito dell Agricoltura Biologica con la D.U.A. l operatore biologico può comunicare: - la prima notifica di attività; - le variazioni successive; - il PAP vegetale e zootecnico; - informazioni specifiche per il settore zootecnico (Piano di gestione Allevamenti); - l uscita dal sistema di controllo.
16 Gestione elenco degli Operatori biologici Modalità di comunicazione: - attraverso i CAA autorizzati (Centri Assistenza Agricola); - interagendo direttamente con il sistema informativo tramite una firma digitale. Chi riceve le comunicazioni dal Sistema Informativo? - la Regione Toscana ai fini della gestione dell elenco e della vigilanza; - gli Organismi di Controllo (OdC).
17 Gestione elenco degli Operatori biologici Utilizzando il sistema informativo ARTEA, gli Organismi di Controllo comunicano alla Regione Toscana: - lo stato di idoneità degli operatori; - le sanzioni emesse agli operatori; - eventuali informazioni aggiuntive. Il sistema è attualmente operativo. Dal 1 gennaio 2008 è diventato l unico mezzo di comunicazione delle informazioni relative all agricoltura biologica.
18 Agricoltura biologica LR n 49/97 La Regione Toscana, con la LR n 49/97, ha istituito un aiuto diretto al sostegno dei costi di controllo e certificazioni, cessato nel 2007 L aiuto era destinato ai produttori agricoli ed era erogato dietro richiesta del produttore.. La durata massima dell aiuto era di tre anni consecutivi. Tale contributo non poteva essere concesso per più di tre anni e non era cumulabile con i premi previsti dal PSR della Regione
19 Agricoltura biologica L.R. 18/2002 LEGGE REGIONALE n. 18 del 27/05/2002 Norme per l introduzione dei prodotti biologici, tipici e tradizionali nelle mense pubbliche e programmi di educazione alimentare REGOLAMENTO DPGR n. 2 del 07/01/2003 Regolamento di attuazione della LR 18/2002 PIANO ANNUALE DI FINANZIAMENTO (PAF) Il PAF rappresenta il vero e proprio bando di agevolazione, ovvero identifica in modo concreto le condizioni di ammissibilità, la tempistica e, in generale, le procedure di gestione della misura di aiuto specificando i principi generali già stabiliti con la legge o il suo regolamento.
20 Sistema di programmazione Regolamento Generale Consiglio CE n.1698/05; Orientamenti Strategici Comunitari; Regolamenti attuativi CE n. 1974/06 e n. 65/2011 Piano Strategico Nazionale (PSN); Programma di Sviluppo Rurale della Regione (PSR) D.G.R. n. 745 del 22 ottobre 2007 e s.m.i. (DAR) PIANO SVILUPPO LOCALE
21 Gli Obiettivi Sulla base delle esigenze identificate e delle strategie di Lisbona e Göteborg, il PSR individua 3 obiettivi strategici: 1. Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale (ASSE I) misura 132; 2. Miglioramento dell ambiente e dello spazio Rurale (ASSE II) sottomisura 214 a Pagamenti agroambientali; 3. Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell economia rurale (ASSE III);
22 Obiettivi P.S.R. misura 214 Obiettivi specifici PSR Vantaggi ambientali 6. Conservazione della biodiversità e tutela delle Diminuzione dell impatto sulla biodiversità a livello di specie selvatiche e di quelle coltivate o allevate agroecosistema a seguito della riduzione nell uso di fitofarmaci e fertilizzanti e dell impiego di prodotti a minore impatto. 7. Promozione del risparmio idrico Diminuzione dei volumi idrici impiegati in collegamento con i diversi ordinamenti colturali adottati, che prevedono l avvicendamento obbligatorio con colture non irrigue 8. Riduzione dell inquinamento dei corpi idrici Diminuzione dell impatto sulle acque delle pratiche agricole a seguito della riduzione nell uso di fitofarmaci e fertilizzanti 10. Contributo alla mitigazione dei cambiamenti Riduzione di emissioni di gas serra (minor climatici meccanizzazione e minor impiego di prodotti chimici di sintesi) 11. Conservazione e miglioramento del paesaggio Diffusione di pratiche agricole che privilegiano la conservazione del paesaggio rurale 12. Riduzione dell erosione del suolo Miglioramento della struttura del suolo a seguito dell incremento della sostanza organica e degli elementi minerali dovuta alla tipologia dei metodi di produzione adottati
23 e le Risorse Quota FEASR Milioni Quota Nazionale Milioni Minimo da Regolamento Toscana Asse I 10% 38,5% Asse II 25% 40,0% Asse III 10% 10,3% Assistenza Tecnica 1,0% Asse LEADER 5% 10,0%
24 Programma di Sviluppo Regionale La decisione comunitaria n. 4664/07 ha approvato il P.S.R. della Toscana e il piano finanziario con una spesa pubblica pari a di cui: quota FEARS quota nazionale Nell ASSE II il piano finanziario è: Spesa pubblica Spesa privata TOTALE ASSE II : (56% mis. 214)
25 Agricoltura biologica Asse I Partecipazione degli agricoltori ai sistemi di qualità alimentare. Misura 132, Asse I. La misura prevede il sostegno ad interventi messi in opera volontariamente dagli agricoltori in relazione alla partecipazione ai sistemi di qualità di origine comunitaria o riconosciuti a livello nazionale o regionale. - il sostegno viene erogato in base ai costi di certificazione realmente sostenuti; - la misura è attivata su tutto il territorio regionale; - i beneficiari sono gli imprenditori agricoli professionali (IAP) singoli o associati.
26 Risorse Finanziarie Misure Agroambientali MISURE TOTALE ASSEGNATE LIBERE TOTALE ASSEGNATE LIBERE pagamenti agro-ambientali Nuova programmazione : Reg. CE 1698/ Trascinamenti : Misura 6 (F) Reg. CE 1257/ Trascinamenti : Reg. CE 2078/ pagamenti agro-ambientali Nuova programmazione : Reg. CE 1698/ Trascinamenti : Misura 6 (F) Reg. CE 1257/ Trascinamenti : Reg. CE 2078/
27 Programma di Sviluppo Regionale Miglioramento dell ambiente e dello spazio rurale Art. 39 Pagamenti agroambientali P.S.R. misura 214 Sottomisura 214 a: Pagamenti agroambientali Sottomisura 214 b: Conservazione delle risorse genetiche
28 Programma di Sviluppo Regionale Sottomisura 214a - Pagamenti agroambientali: 1. Azione a1 Introduzione o mantenimento dell agricoltura biologica; 2. Azione a2 Introduzione o mantenimento dell agricoltura integrata; 3. Azione a3 Conservazione delle risorse paesaggistiche e ambientali; 4. Azione a4 Incremento della sostanza organica nei suoli attraverso l impiego di ammendanti compostati di qualità; 5. Azione a5 Inerbimento di seminativi e colture arboree nelle superfici con pendenza superiore al 20%
29 Agricoltura biologica Misure Agroambientali Localizzazione degli interventi l intervento è ammissibile su tutto il territorio regionale, con priorità nelle aree: - SIC e ZPS (direttive 79/409 CEE e 92/43/CEE) e alle aree protette e ai SIR (Siti di Importanza Regionale ai sensi della l.r. 56/2000); - zone vulnerabili da nitrati di origine agricola (Dir.91/676/CEE nitrati); - zone di protezione delle acque sotterranee ai sensi dell'art. 94 del D.lgs 152/2006, intese come aree di ricarica della falda, emergenze naturali e artificiali della falda, zone di riserva; - zone di rispetto delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano ai sensi dell'art. 94 del D.lgs 152/2006; - ulteriori zonizzazioni definite in base a future applicazioni di direttive/atti in materia di impiego di prodotti fitosanitari (zone vulnerabili da prodotti fitosanitari ai sensi dell'art. 93 del D.lgs 152/2006).
30 Agricoltura biologica Misure Agroambientali Numero dom. Importo anno milioni milioni milioni milioni 2010 per un totale di 2028 aziende pari a circa il 75% degli operatori per un importo di 13 milioni pari oltre il 70% delle risorse destinate ai pagamenti agroambientali
31 Risorse Finanziarie Misure Agroambientali Per quando riguarda la passata programmazione del PSR (anni ), la Regione Toscana ha erogato per la misura 6.1 biologico (misure agroambientali PSR ) oltre 58 milioni di cosi suddivisi: Azione 6.1 Biologico Anno Totale domande: 1770
32 Agricoltura biologica Misure Agroambientali Premi Bio PSR in /ha/anno COLTURE Introduzione Mantenimento VITE OLIVO FRUTTIFERI E FLORO-VIVAISMO CASTAGNO DA FRUTTO CEREALI MAIS INDUSTRIALI E OLEAGINOSE LEGUMINOSE DA GRANELLA FORAGGERE (escluso pascoli) Foraggiere, collegate all allevamento biologico, aventi un carico da 0,30 UBA a 1 UBA/ha Foraggiere, collegate all allevamento biologico, aventi un carico da >1 a 2 UBA/ ha 212* 212* 300* 300* Pascoli, collegati con allevamento, aventi carico da 0,30 UBA a 1 UBA/ha 87* 87* Pascoli collegati con allevamento aventi carico da >1 a 2 UBA/ ha 175* 175* POMODORO DA INDUSTRIA ORTIVE E OFFICINALI
33 Agricoltura biologica Grazie per l attenzione!
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