Source: https://www.ratioiuris.it/corte-dei-conti-sezione-giurisdizionale-per-la-regione-siciliana-sentenza-n-157-del-2020-2/
Timestamp: 2020-07-13 11:45:56+00:00

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Mag 27, 2020 | Contabilità Pubblica, Dottrina | 0 |
Valorizzando il presupposto del danno e il relativo obbligo risarcitorio ai fini della configurazione della responsabilità amministrativa, risalente parte della dottrina e della giurisprudenza osservava che la natura di tale responsabilità fosse contrattuale, configurandosi il fatto colposo, da cui origina, quale violazione di vincoli ed obblighi precostituiti di servizio discendenti dal rapporto contabile1.
Nell’analisi della responsabilità amministrativa, non possono essere tralasciati taluni peculiari tratti tipologici che la connotano: il potere riduttivo del danno da parte del giudice contabile, la prova dell’elemento soggettivo della colpa grave, il principio della personalità. Tali caratteristiche della responsabilità amministrativa denotano che essa assolve ad una funzione né esclusivamente né prioritariamente compensativa o risarcitoria2.
Invero, tale forma di responsabilità è connotata altresì da una componente preventiva e dissuasiva, al fine di “evitare che vengano poste in essere condotte illecite e dannose”3.
Sulla scorta della giurisprudenza costituzionale, la sentenza in commento ravvisa tale natura ancipite della responsabilità amministrativa, connotandosi essa “per la combinazione di elementi restitutori e di deterrenza, e risponde alla finalità di determinare quanto del rischio dell’attività debba restare a carico dell’apparato e quanto a carico del dipendente, nella ricerca di un punto di equilibrio tale da rendere, per i dipendenti e gli amministratori pubblici, la prospettiva della responsabilità ragione di stimolo, e non di disincentivo”4.
Autorevole dottrina rileva che è nella garanzia del buon andamento dell’amministrazione ( sub specie di perseguimento dei fini pubblici), e non nella difesa delle finanze pubbliche, che risiede “la missione” della Corte dei conti; ed è missione di alto valore civile, non riducibile a meri obiettivi risarcitori5.
Le fattispecie tipizzate di responsabilità amministrativa, alla cui violazione si riconduce la l’irrogazione di una sanzione, assolvono ad una funzione non solo punitiva (da ascriversi all’autore dell’illecito), ma anche dissuasiva nei confronti di altri soggetti, non causalmente connessi alla commissione del fatto illecito ma ad esso collegati in virtù della qualifica di beneficiari ovvero contraenti6.
2. Proprio muovendo dalla natura risarcitoria e sanzionatoria che connota la responsabilità amministrativa, -costituendo essa una sua infungibile peculiarità strutturale- il Collegio ravvisa che l’eventuale adozione di strumenti alternativi di cui sia titolare la P.A. danneggiata, per il recupero del danno subito, non osti alla proposizione dell’azione di responsabilità amministrativa. In altri termini, secondo la Corte dei conti, la premessa secondo cui il giudizio contabile assolverebbe ad una funzione meramente risarcitoria-con conseguente preclusione dell’attivazione di strumenti alternativi di recupero delle somme costituenti danno erariale- finirebbe per trascurare la fisionomia bifronte che connota la responsabilità amministrativa, la cui attuale conformazione, si articola “secondo linee volte ad accentuarne i profili sanzionatori rispetto a quelli risarcitori” 7.
É opportuno soggiungere che la Corte ha cura di specificare che, ai fini della configurazione del danno, non occorre che ricorra il carattere dell’irreversibilità del danno, non essendo necessario che il pregiudizio risulti non sanabile mediante il ricorso ad altri meccanismi satisfattori della pretesa creditoria. Invero, in linea con consolidata giurisprudenza contabile danno azionabile va considerato anche il pregiudizio che possa ottenere ristoro in esito a rimedi di carattere amministrativo o contenzioso8.
Da questo punto di vista, la sentenza in esame si pone in assoluta continuità con l’orientamento giurisprudenziale maggioritario in virtù del quale il riconoscimento dell’indennità di videoterminale è subordinata ai requisiti, non alternativi, ma concorrenti della formale assegnazione del personale ai centri meccanografici o elettronici; dell’appartenenza del personale formalmente assegnato al contingente numerico prestabilito con decreto interministeriale – del Ministro competente di concerto con il Ministro del tesoro (ora economia e finanze); dell’effettiva applicazione del personale beneficiario a centri meccanografici o elettronici9 ( art. 5 del D.P.R. n. 146 del 1975). Trattandosi di requisiti rigorosi, da cui non può prescindersi, ne consegue che, ai fini del riconoscimento del diritto de quo, non è sufficiente l’applicazione del personale che ne fa richiesta a semplici personal computers o videoterminali, proprio in quanto non restano soddisfatte le summenzionate condizioni.
D’altra parte, anche secondo la giurisprudenza di legittimità, il riconoscimento di una portata estensiva della norma (come sostenuto da parte della dottrina), determinerebbe l’abnorme situazione in cui pressoché tutto il personale, il quale ormai si serve normalmente e continuativamente del personal computer per lo svolgimento dell’attività lavorativa, avrebbe diritto a un’indennità, stabilita invece solo per alcuni soggetti in possesso di ben specifici requisiti10.
1 C. Conti, Sez. I, 4 luglio 1949, in Riv. C. Conti, 1949, III, 8. La natura contrattuale è stata riconosciuta anche dalla Corte costituzionale, sent. 29 gennaio 1993, n. 24, in Riv. C. Conti 1993, 1, 199.
2 F.G. SCOCA, Sguardo d’insieme sugli aspetti sostanziali e processuali della responsabilità amministrativa, in La responsabilità amministrativa e il suo processo, a cura del medesimo autore, Padova, 1997, p. 7.
3 F. G. SCOCA, Problemi aperti in tema di giurisdizione sulla responsabilità amministrativa, in Atti del Convegno su Corretto utilizzo delle risorse pubbliche: idoneità dei mezzi di tutela e necessità del loro potenziamento (Gubbio 20 aprile 2012), in www.giustiziamministrativa.it, 10.
4 Corte Costituzionale, n. 371 del 1998.
5 F. G. SCOCA, Problemi aperti in tema di giurisdizione sulla responsabilità amministrativa, cit.
6 V.TENORE, Le cinque responsabilità del pubblico dipendente, 2009, Milano, p. 283.
7 Corte Costituzionale, sent. n. 453 del 30.12.1998, citata nella sentenza in commento.
8 Corte dei Conti, Sez. Giur. Sicilia sentenze nn. 1033/2012, 331/2010, 3315/2008, citata nella sentenza in commento.
9 T.A.R. Lazio, sez. I quater, Sent., 09-03-2012, n. 2346.
10 Cass. civ., sez. lavoro, 20.5.2010, n. 12351.
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