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Timestamp: 2013-05-24 06:03:52+00:00

Document:
Discussione: Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli
Il bambino e la separazione dei genitori
Ultimo messaggio: 20-05-10, 14:49
affidamento in caso di morte dei genitori
Da simo_cicco nel forum La famiglia
Ultimo messaggio: 26-04-10, 15:38
disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso
Da mammaamaluigi nel forum Famiglie allargate
Ultimo messaggio: 14-03-10, 19:56
Affidamento condiviso ai sensi della legge n°54 dell’8 febbraio 2006
Da mammaamaluigi nel forum Mamme single
Ultimo messaggio: 06-03-10, 09:53
Da GiP nel forum Mamme single
04-11-08 06:29
Messaggi 4,954	Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli
Legge 8 febbraio 2006, n. 54"Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli"
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 1° marzo 2006 Art. 1.
(Modifiche al codice civile) 1. L’articolo 155 del codice civile è sostituito dal seguente:
Ultima modifica di GiP; 04-11-08 a 06:33
Rispondi quotando 04-11-08 06:32
Messaggi 4,954	Art. 2.
(Modifiche al codice di procedura civile) 1. Dopo il terzo comma dell’articolo 708 del codice di procedura civile, è aggiunto il seguente:
(Disposizioni penali) 1. In caso di violazione degli obblighi di natura economica si applica l’articolo 12-sexies della legge 1º dicembre 1970, n. 898.
(Disposizioni finali 1. Nei casi in cui il decreto di omologa dei patti di separazione consensuale, la sentenza di separazione giudiziale, di scioglimento, di annullamento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio sia già stata emessa alla data di entrata in vigore della presente legge, ciascuno dei genitori può richiedere, nei modi previsti dall’articolo 710 del codice di procedura civile o dall’articolo 9 della legge 1º dicembre 1970, n. 898, e successive modificazioni, l’applicazione delle disposizioni della presente legge.
(Disposizione finanziaria) 1. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Fonte (http://www.parlamento.it/leggi/06054l.htm)
Ultima modifica di GiP; 04-11-08 a 06:35
Rispondi quotando 04-11-08 08:15
Messaggi 3,567	Grazie Gip, questo 3D mi riguarda proprio in questo periodo. Spero solo che tutto vada bene, ma ciò che mi preoccupa è se l'eventuale sentenza di affido unico avrà valore anche all'estero.....
Rispondi quotando 08-05-09 08:36
Sereginni
Messaggi 12	pernotto senza mamma
qualcuna di voi ha esperienza di affido condiviso? di solito il pernotto fuori casa, ovvero con il padre, quando si permette? a quale età del minore?
e quante votle a settimana di regola ci sono le visite del padre?
Rispondi quotando 06-03-10 09:50
siccome ho percepito un largo interesse verso gli aspetti legali dell' AFFIDAMENTO CONDIVISO, con questo post spero di chiarire a voi tutte il più recente orientamento legislativo in materia:
La legge 54\2006 innova completamente la disciplina dell’affidamento della prole a seguito della separazione personale dei genitori, ed implica un radicale mutamento dei correlati aspetti economici della questione, dal mantenimento dei figli sino alla assegnazione della casa familiare. La regola dell’affidamento congiunto, introdotta dall’art.1, II comma, della L.54\2006 e recepita dal nuovo art.155c.c., attesta con inequivocabile chiarezza la mutata prospettiva accolta dal legislatore. La legge auspica, nel superiore interesse morale e materiale del figlio, il mantenimento costante ed equilibrato del rapporto con entrambi i genitori, ricevendo da ciascuno di essi, accanto al sostentamento economico, cura, educazione ed istruzione. Alcuni Autori plaudono alla novella, ritenendo che la disciplina positiva della legge possa concorrere a modificare l’atteggiamento dei coniugi in corso di separazione, essi, in mancanza di alternative all’affido condiviso, si troverebbero costretti ad adottare comportamenti quantomeno più civili. Questa ricostruzione interpretativa troverebbe conforto anche nella disciplina dell’art.155bis, ove, pur ammettendo che ciascun genitore possa in qualunque momento domandare l’affido esclusivo, il legislatore statuisce che le domande manifestatamene infondate, artificiosamente costruite per estromettere l’altro genitore dalla vita del figlio, o per ostacolare i rapporti tra l’ex coniuge e la prole, possano essere negativamente considerate dal giudice ai fini della determinazione dei provvedimenti da adottare nell’interesse dei figli, ed, addirittura, possano costituire causa di condanna al risarcimento dei danni per responsabilità aggravata, ex 96c.p.c. Una diversa parte della dottrina guarda, invece, con sospetto alla nuova disciplina legislativa ritenendola incapace di risolvere gli inevitabili conflitti coniugali e la grave ricaduta degli stessi sulla prole. Anzi, privando i figli d’una stabile dimora e di un’unica impronta educativa si correrebbe il rischio di togliere stabilità ai minori a tutto danno dei loro equilibri e del loro sereno sviluppo. L’art.155c.c. nel suo II comma commissiona al giudice la determinazione del contenuto del provvedimento di affido condiviso, in questo senso egli sarà tenuto a determinare i tempi ed i modi della presenza del minore presso ciascun genitore, nonché la misura ed il modo in cui ogni genitore dovrà contribuire al mantenimento, alla cura ed alla istruzione della prole. Ciò posto, lo stesso art.155c.c. consente al giudice di attingere dagli accordi intervenuti tra i genitori, purché essi rispettino l’interesse dei figli. È opinione pacifica che siano contrari all’interesse dei figli, e dunque non omologabili, né altrimenti recepibili, quegli accordi che vietano al minore di frequentare i parenti dell’uno o dell’altro genitore, specie se trattasi dei nonni; tale esclusione risulterebbe in aperto contrasto col primo comma dell’art155c.c., ispirato alla conservazione in favore del minore dei rapporti significativi con ascendenti e parenti di ciascun ramo genitoriale. Allo stato, i compiti del giudice risultano molto più delicati ed articolati, in passato la sua funzione si esauriva con lo scegliere il coniuge – genitore a cui affidare la prole minorenne, nonché nella determinazione del diritto di visita dell’altro genitore e dei periodi di ferie, estivi ed invernali, in cui i figli gli sarebbero stata affidati. Secondo l’orientamento della Corte di Cassazione il giudice operava tali decisioni sulla base di un giudizio c.d. prognostico circa la capacità del padre o della madre di crescere ed educare il figlio nella nuova situazione di genitore singolo (Cass. I sez., 22 giugno 1999, n°6312). Chiaramente la nuova disciplina, di cui alla L.54\2006, ha eliminato in radice il problema della identificazione del genitore singolo, attribuendo ad entrambi l’affido e la correlata patria potestas. Quanto sin qui esposto rivela che, per effetto della nuova disciplina legislativa, l’affidamento congiunto rappresenta la norma, quello esclusivo, invece, assume carattere eccezionale. Tale ricostruzione dei termini dell’affido ha completamente ribaltato l’impostazione previgente, prima della L.54\2006 la regola era l’affidamento esclusivo con attribuzione della patria potestas al solo genitore affidatario, l’eccezione era l’affido congiunto. Prima della L.54\2006 l’affidamento dei figli ad entrambi i coniugi fu eccezionalmente reso possibile nelle ipotesi di separazione personale dei coniugi grazie ad una pronuncia della Corte di Cassazione a cui, all’occorrenza, non mancò di uniformarsi la giurisprudenza di merito. La Cassazione ammise che anche in sede di separazione tra i coniugi il giudice potesse affidare la prole ad entrambi i genitori, estendendo, a quest’uopo, l’operatività dell’art.6 della Legge sul Divorzio, così come risultante dalla novella n°74\1987. Tale decisione, di carattere chiaramente eccezionale, veniva rimessa alla valutazione discrezionale del giudice, sempre ispirato ed orientato al perseguimento dell’interesse morale e materiale del minore. La Corte di Cassazione aggiunse che la valutazione giudiziale, motivata in ragione del supremo interesse del minore, esprimesse un apprezzamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità (Cass. I sez., 20 gennaio 2006, n°1202). L’odierna disciplina legislativa lascia, invece, spazio all’affido esclusivo solo in eccezionali ipotesi di comprovata contrarietà dell’affidamento congiunto all’interesse del minore. In pratica, deve sussistere una situazione di fatto che per la sua oggettiva gravità sconsigli l’affido condiviso, è questo il caso dei genitori che risiedano in luoghi assolutamente lontani, tanto da impedire fattivamente al minore di risiedere alternativamente presso entrambi. È appena il caso di precisare che le violazioni dei doveri genitoriali ed i comportamenti pregiudizievoli in danno del figlio non rappresentano mere incarnazioni di gravi ed oggettivi motivi di affido esclusivo, ma producono le più importanti e radicali conseguenza di cui agli artt.330 e 333c.c. Chiaramente la nuova disciplina non cambia il fatto che le disposizioni concernenti l’affidamento dei figli minori non divengano mai, per loro stessa natura, cosa giudicata, essendo sempre prese allo stato degli atti, secondo il mutevole apprezzamento di quanto, col passare del tempo e con il modificarsi delle situazioni, possa essere ritenuto maggiormente conveniente nell’interesse dei figli (Cass. sez. I, 2 giugno 1983, n°3776). Rispondi quotando 06-03-10 09:53
il post l'ho tratto direttamente dalla mia relazione conclusiva della pratica forense, perciò se è troppo tecnico in alcuni punti e vi serve qualche chiarimento non fatevi problemi a chiedere, se posso aiuto tutte voi molto volentieri.
baci a tutte mammine!
Rispondi quotando 14-03-10 20:14
Assegnazione dellacasa familiare a seguito di separazione personale tra i coniugi
Prima della riforma legislativa introdotta dalla L.54\2006 il diritto di abitare la casa familiare era strettamente collegato all’affidamento della prole. Determinando l'assegnazione della casa, infatti, si teneva conto in primo luogo del diritto dei figli di dimorare con il genitore affidatario nella casa che era stata della famiglia. Essa veniva considerata l’habitat domestico, il centro degli interessi e degli affetti, il luogo delle consuetudini di cui si nutre la vita famigliare (Cass. sez. I, 1 settembre 2002, n°13065). L’affidamento condiviso ha ampiamente sminuito l’antica concezione della casa familiare.
L’affido esclusivo e la passata considerazione della casa familiare delineavano un criterio certo di assegnazione: il godimento restava ai figli e con essi al coniuge affidatario. La nuova disciplina si fonda su diversi criteri d'affidamento:
il legislatore, pur non trascurando il preminente interesse dei figli, ha assunto come parametri di giudizio la regolazione dei rapporti economici tra i coniugi ed il titolo di proprietà dell’immobile. Non necessariamente l’assegnazione della casa familiare seguirà il titolo di proprietà, rilevando in modo preminente la valutazione delle facoltà economiche di ciascun coniuge, indagate non solo sotto il profilo del reddito, ma anche sotto l’aspetto patrimoniale. In questo senso lascerà la casa, per esempio, colui che possegga un altro appartamento che allo stato dei fatti risulti disponibile ed idoneo ad essere abitato. Non indifferente è il peso giuridico dell’art.155quater nel punto in cui statuisce che l’assegnazione della casa familiare cessi anche a causa della instaurazione d’una convivenza more uxorio da parte del coniuge assegnatario. Questa norma è particolarmente innovativa e rilevante poichè ancora poche norme equiparano in punto di effetti la convivenza more uxorio al matrimonio, cosa che palesemente avviene in questo passaggio dell’art 155quater.
Ultima modifica di mammaamaluigi; 14-03-10 a 20:28
Motivo: revisione
Rispondi quotando 14-03-10 20:45
Messaggi 3,822	Grazie cara, è interessantissimo.
Se hai voglia di essere ulteriormente sfruttata da Pianeta Mamma vorresti dirci anche qualcosa di più del cosiddetto "affidamento congiunto"?
E' una soluzione che mi incuriosisce ma della quale non si parla molto.
Perchè bisogna sempre scrivere e lottare

References: Art. 1
	Art. 2
 sentenza 
 sentenza 
 art.155
 art.155