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Timestamp: 2020-04-09 00:25:19+00:00

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Nel concordato in continuità le percentuali di soddisfacimento dei creditori indicate nel piano sono vincolanti
Nel concordato con continuità aziendale l’indicazione della percentuale di soddisfacimento dei creditori deve ritenersi vincolante e non meramente orientativa, come avviene invece nel concordato liquidatorio: se così non fosse, sarebbe vanificata la prescrizione di cui all’art. 186-bis, comma 2, lett. b) l. fall., che impone l’attestazione della convenienza, per i creditori, della proposta in continuità rispetto all’alternativa liquidatoria.
Azione revocatoria ordinaria nei confronti di atti di destinazione ex art. 2645 ter c.c.
10 Aprile 2014 | di La Redazione
Non può essere accolta la tesi secondo cui l'azione revocatoria, essendo prodromica all'esecuzione forzata, dovrebbe osservare i limiti previsti dall'art. 2645-ter c.c.
Proposta di concordato fallimentare mediante assunzione e assegnazione all’assuntore delle somme accantonate per i creditori irreperibili
Le somme depositate su libretto postale giudiziario, accantonate per i creditori irreperibili di un fallimento, possono essere assegnate al terzo proponente di un concordato fallimentare mediante assunzione ex art. 124 l. fall..: all’assuntore, infatti, sono trasferiti tutti i beni del fallito, con l’obbligo di tenere a disposizione degli aventi diritto le somme depositate nei libretti, fino alla decorrenza del termine decennale di prescrizione del diritto al versamento delle suddette somme.
Sovraindebitamento e par condicio creditorum: per l’omologa del piano del consumatore non serve il consenso dei creditori
Ai fini dell’omologazione di un piano del consumatore, nell’ambito della procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, è necessaria una valutazione giudiziale sulla fattibilità della proposta e sulla meritevolezza della condotta del proponente, mentre non è richiesto il consenso dei creditori: in assenza di una specifica disposizione normativa che sancisca l’obbligatorietà della par condicio creditorum, può essere omologato un piano, in presenza dei predetti requisiti, anche qualora un creditore lamenti un trattamento deteriore rispetto ad altri creditori.
Preconcordato: termini per il deposito del piano e della documentazione e proroga
07 Aprile 2014 | di La Redazione
Approvazione della proposta di concordato preventivo
Nel concordato con riserva, l’assegnazione di un termine per il deposito della proposta, del piano e della documentazione, ex art. 161, comma 6, l. fall., in misura inferiore al termine massimo di 120 giorni previsto dalla legge, non consente di recuperare, in sede di proroga, il periodo non usufruito in precedenza: a norma d legge, infatti, il termine fissato dal tribunale è prorogabile, in ogni caso, di non oltre sessanta giorni.
L’irragionevole durata del piano determina la mancanza di causa concreta: il concordato è inammissibile
04 Aprile 2014 | di La Redazione
Deve essere dichiarata inammissibile, per mancanza di causa concreta, una proposta concordataria che preveda tempi di attuazione superiori a dieci anni. Tale previsione non appare rispondente allo scopo del concordato, così come individuato dalla Cassazione, nella sentenza n. 1521/13, che è quello del superamento dello stato di crisi in cui versa l’imprenditore attraverso la soddisfazione di tutti i creditori in misura apprezzabile e in tempi ragionevoli.
Apertura della liquidazione dei beni del debitore in stato di sovraindebitamento, ex art. 14-quinquies l. n. 3/12
03 Aprile 2014 | di La Redazione
Va ammessa la domanda di liquidazione del patrimonio, proposta dal debitore non fallibile che si trovi in stato di sovraindebitamento, ex art. 14-quinquies, l. n. 3/12, accertati i presupposti prescritti dall’art. 14-ter e verificato che non sussistano atti di frode ai creditori.
L’art. 118, comma 3-bis, Cod. Appalti si applica ai soli crediti sorti in corso di concordato
Il comma 3 bis dell’art. 118 Codice Appalti, introdotto dal decreto Destinazione Italia (d. l. n. 145/13, conv. in l. n. 9/14), consente alla stazione appaltante di provvedere ai pagamenti diretti per le prestazioni eseguite dai subappaltatori e dai cottimisti.
Omologazione del concordato e sequestro preventivo, ex d. lgs. 231/2001, a carico della società debitrice
02 Aprile 2014 | di La Redazione
Una volta che il Tribunale abbia accertato la fattibilità giuridica della proposta concordataria e che i creditori si siano espressi positivamente, con voto favorevole, sulla fattibilità economica, non osta all’omologazione del concordato la misura cautelare del sequestro preventivo, ex d. lgs. n. 231/2001, a carico della società debitrice, in quanto tale misura ha carattere provvisorio, e solo in caso di successiva “stabilizzazione” ovvero di confisca finale, il concordato potrebbe divenire non più fattibile giuridicamente, qualora la società venisse privata in via definitiva delle risorse necessarie per adempiervi.
La società integralmente a partecipazione pubblica non è fallibile
01 Aprile 2014 | di La Redazione
L’art. 1 l. fall. dispone che sono esclusi dall’applicabilità delle norme sul fallimento gli enti pubblici, pertanto, in coerenza col dettato normativo, anche la società in house integralmente partecipata da enti pubblici non potrà essere soggetta alla liquidazione fallimentare, in quanto si tratta di un mero patrimonio separato dell’ente pubblico e non di un distinto soggetto giuridico che esercita sullo stesso un potere di governo del tutto corrispondente a quello esercitato sui propri organi interni.

References: art. 2645
 art. 124
 art. 161
 sentenza 
 art. 14
 art. 14