Source: http://paperzz.com/doc/5226137/decreto-17-giugno-2014
Timestamp: 2016-10-24 06:58:41+00:00

Document:
Orgasmo pdf1 093 Кб
Download - scuola media statale "pietro palumbo" pdf426 Кб
isacavenice20140429-2 pdf1 299 Кб
0 - Seo Joomla pdf2 788 Кб
Ë Press Conference for the presentation of the New Economic pdf107 Кб
Generated PDF of zf_interoele pdf112 Кб
INFRAROSSI PASSIVI pdf206 Кб
DECRETO 17 giugno 2014embedкод для вставки на сайт или в блогШирина: (aвто)
DECRETO 17 giugno 2014.
Riparto del contributo alla finanza pubblica previsto
dall’articolo 16, comma 3, del decreto-legge 6 luglio 2012,
n. 95, tra le regioni a statuto speciale e le province autonome
di Trento e Bolzano. Determinazione dell’accantonamento.
Visto il decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito,
con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa
pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonch&eacute;
misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del
settore bancario”;
Visto, in particolare, l’art. 16, comma 3, come modificato dall’art. 1, commi 118 e 469, della legge 24 dicembre
2012, n. 228, che prevede che, con le procedure previste
dall’art. 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42, le Regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e
Bolzano assicurano un concorso alla finanza pubblica per
l’importo complessivo di 1.500 milioni di euro per l’anno
Considerato che, fino all’emanazione delle norme di
attuazione di cui al predetto art. 27, il citato art. 16, comma 3, prevede che l’importo del concorso complessivo
alla finanza pubblica delle Regioni a statuto speciale e
delle Province autonome di Trento e Bolzano &egrave; annualmente accantonato, a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali, sulla base di apposito accordo sancito tra le medesime autonomie speciali in sede
di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
recepito con decreto del Ministero dell’economia e delle
finanze entro il 31 gennaio di ciascun anno. In caso di
mancato accordo in sede di Conferenza permanente per i
Trento e di Bolzano, l’accantonamento &egrave; effettuato, con
decreto del Ministero dell’economia e delle finanze da
emanare entro il 15 febbraio di ciascun anno, in proporzione alle spese sostenute per consumi intermedi desunte,
per l’anno 2011, dal SIOPE. Fino all’emanazione delle
norme di attuazione di cui al citato art. 27, gli obiettivi del
patto di stabilit&agrave; interno delle predette autonomie speciali
sono rideterminati tenendo conto degli importi incrementati di 500 milioni di euro annui derivanti dalle predette
Considerato che non &egrave; stato raggiunto l’accordo di
cui al citato art. 16, comma 3, per cui si dovr&agrave; procedere
all’accantonamento in proporzione alle spese sostenute per consumi intermedi desunte, per l’anno 2011, dal
SIOPE;
Considerata la necessit&agrave;, pertanto, di predisporre un
decreto del Ministero dell’economia e delle finanze con
cui effettuare l’accantonamento a valere sulle quote di
compartecipazione ai tributi erariali per l’anno 2014 e la
rideterminazione degli obiettivi del patto di stabilit&agrave; interno delle autonomie speciali per il medesimo anno.
Determinazione dell’accantonamento a valere sulle quote
di compartecipazione ai tributi erariali di ciascuna
Regione a statuto speciale per l’anno 2014
1. Per l’anno 2014, l’accantonamento a valere sulle
quote di compartecipazione ai tributi erariali di ciascuna
Regione a statuto speciale e Provincia autonoma &egrave; effettuata sulla base degli importi di cui alla tabella 1, facente
parte integrante del presente decreto. Tali importi sono
determinati in proporzione alle spese sostenute per consumi intermedi desunte, per l’anno 2011, dal SIOPE.
2. Per l’anno 2014, gli obiettivi del patto di stabilit&agrave;
interno di ciascuna Regione a statuto speciale e Provincia
autonoma sono rideterminati tenendo conto degli importi
3. Quanto previsto dai commi 1 e 2 opera fino all’emanazione delle norme di attuazione di cui all’art. 27 della
Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo
Concorso finanziario delle Regioni a statuto speciale per l’anno 2014 di cui
all’articolo 16, comma 3, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95
Contributo in termini di
137.454.257,35
183.272.343,13
271.722.838,98
362.297.118,64
5.591.675,29
7.455.567,06
85.156.291,05
113.541.721,40
209.515.544,27
279.354.059,03
149.084.476,73
198.779.302,30
641.474.916,33
855.299.888,45
14A05169
DECRETO 26 giugno 2014.
Individuazione delle risorse spettanti alle Regioni a statuto ordinario da assoggettare a riduzione per l’anno 2014, ai
sensi dell’articolo 46, comma 6, del decreto-legge 24 aprile
2014, n. 66.
Visto il decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 recante “Misure urgenti per la competitivit&agrave; e la giustizia sociale”;
Visto, in particolare, l’art. 46, comma 6, che prevede
che le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, in conseguenza dell’adeguamento dei propri ordinamenti ai principi di coordinamento della finanza pubblica
introdotti dal citato decreto-legge n. 66 del 2014 e a valere sui risparmi derivanti dalle disposizioni ad esse direttamente applicabili ai sensi dell’art. 117, comma secondo,
della Costituzione, assicurano un contributo alla finanza
pubblica pari a 500 milioni di euro per l’anno 2014 e di
750 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al
2017, in ambiti di spesa e per importi proposti in sede
di autocoordinamento dalle Regioni e Province autonome medesime, tenendo anche conto del rispetto dei tempi
di pagamento stabiliti dalla direttiva 2011/7/UE, nonch&eacute;
dell’incidenza degli acquisti centralizzati, da recepire con
intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti
e di Bolzano, entro il 31 maggio 2014, con riferimento
all’anno 2014 ed entro il 31 ottobre 2014, con riferimento
agli anni 2015 e seguenti;
Vista l’intesa della Conferenza Stato – Regioni sancita
nella seduta del 29 maggio 2014, che ha recepito la proposta delle Regioni che prevede, al fine di conseguire un
miglioramento per l’anno 2014, del saldo netto da finanziare per l’importo totale di 500 milioni di euro, una riduzione della disponibilit&agrave; del Fondo per lo sviluppo e la
coesione per 200 milioni di euro e delle risorse destinate
al rinnovamento del materiale rotabile e degli autobus per
300 milioni di euro;
Ritenuto necessario procedere alla riduzione delle
predette risorse mediante apposito decreto del Ministro
Individuazione delle risorse da assoggettare a riduzione
1. Per l’anno 2014, il contributo delle Regioni a statuto
ordinario in termini di saldo netto da finanziare per un
importo complessivamente pari a 500 milioni di euro, ai
sensi dell’art. 46, comma 6, del decreto-legge 24 aprile
2014, n. 66, &egrave; realizzato mediante la riduzione delle seguenti risorse:
a) risorse destinate all’acquisto di materiale rotabile
su gomma e di materiale rotabile ferroviario, nonch&eacute; di
vaporetti e ferry-boat, di cui all’art. 1, comma 83, della
legge 27 dicembre 2013, n. 147, per 300 milioni di euro;
b) Fondo per lo sviluppo e la coesione, di cui all’art. 4
del decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88, sulla programmazione 2007-2013 per 200 milioni di euro.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze provvede,
con propri decreti, alle occorrenti variazioni di bilancio.
14A05170
Soggetti beneficiari ammessi al Fondo per le agevolazioni alla ricerca, di cui all’articolo 14, comma 1, del decreto
n. 593 dell’8 agosto 2000, per l’anno 2012. (Decreto n. 1106).
Visto il decreto-legge del 16 maggio 2008, n. 85 recante: &laquo;Disposizioni urgenti per l’adeguamento delle
376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244&raquo;, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 114 del 16 maggio
2008, convertito con modificazioni nella legge 14 luglio
2008, n. 121 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 164 del
Vista la legge del 14 gennaio 1994 n. 20, recante: &laquo;Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della
Visto il decreto legislativo del 30 marzo 2001, n. 165
recante: &laquo;Norme generali sull’ordinamento del lavoro
Visto decreto legislativo del 6 settembre 2011, n. 159
recante: &laquo;Codice delle leggi antimafia e delle misure di
legge 13 agosto 2010, n. 136&raquo;;
Visto il decreto legislativo del 27 luglio 1999, n. 297
recante: &laquo;Riordino della disciplina e snellimento delle
procedure per il sostegno delle ricerca scientifica e tecnologica, per la diffusione delle tecnologie, per la mobilit&agrave;
dei ricercatori&raquo;;
recante: &laquo;Modalit&agrave; procedurali per la concessione delle
1999, n. 297&raquo; e, in particolare, l’art. 14 del citato decreto
che disciplina la concessione di agevolazioni per assunzioni di qualificato personale di ricerca, per contratti di ricerca, per borse di studio per corsi di dottorato di ricerca;
Visto inoltre, il comma 2 e ss. del richiamato art. 14
che, nel disciplinare le modalit&agrave; di selezione delle domande, nonch&eacute; di erogazione dei contributi ammessi, rinvia
a tali fini alle disposizioni del decreto interministeriale
22 luglio 1998, n.275;
Visto l’art.5 del predetto decreto interministeriale che,
nello stabilire le modalit&agrave; di concessione delle agevolazioni, dispone, al primo comma, che il MIUR, verificata
la regolarit&agrave; delle domande pervenute, formi gli elenchi
delle domande-dichiarazioni pervenute e ritenute ammissibili, secondo l’ordine di priorit&agrave; ivi specificato e nei limiti delle risorse finanziarie all’uopo disponibili;
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze del 10 ottobre 2003, n. 90402, d’intesa con il
Ministro dell’istruzione, dell’universit&agrave; e della ricerca,
recante: &laquo;Criteri e modalit&agrave; di concessione delle agevolazioni previste dagli interventi a valere sul Fondo per le
agevolazioni alla ricerca (FAR)&raquo;, registrato dalla Corte
dei Conti il 30 ottobre 2003 e pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 274 del 25 novembre 2003;
Gab/4, recante: &laquo;Adeguamento delle disposizioni del decreto ministeriale dell’8 agosto 2000 n. 593 alla Disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato alla ricerca, sviluppo ed
innovazione di cui alla comunicazione 2006/C 323/01&raquo;,
registrato alla Corte dei Conti il 16 aprile 2008 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.119 del 22 maggio 2008;
n. 115, art. 11 recante &laquo;Disposizioni transitorie e finali&raquo;
Vista la circolare MIUR n.2474/Ric. del 17 ottobre 2005, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.251 del
27/10/2005, che specifica le modalit&agrave; di valutazione
delle richieste di concessione delle agevolazioni di cui
all’art. 14 del decreto ministeriale n. 593;
Visto il decreto direttoriale n.1368/Ric. del 17 luglio
2013, con il quale &egrave; stato approvato l’elenco dei soggetti
ammissibili delle agevolazioni di cui all’art.14, comma 2,
del citato decreto ministeriale n.593 dell’8 agosto 2000;
Ritenuta la necessit&agrave; di procedere, per l’anno 2012 alla
formazione dei previsti elenchi, secondo l’ordine cronologico delle domande pervenute e comprendente tutti i
soggetti beneficiari del contributo, nonch&eacute; la misura del
contributo stesso;
Accertata la disponibilit&agrave; finanziaria, conseguente
all’applicazione dei predetti decreti di individuazione dei
Visto il decreto ministeriale n.3247/Ric. del 6 dicembre 2005, che istituisce uno specifico Gruppo di Lavoro
con il compito di assicurare il necessario supporto alle
attivit&agrave; di competenza del Ministero per l’analisi della documentazione connessa alle agevolazioni di cui all’art. 14
del decreto ministeriale n. 593/2000;
Viste le risultanze dell’attivit&agrave; istruttoria effettuata dal
Gruppo di Lavoro e completata nella seduta del 19 febbraio 2014 relativa alla documentazione acquisita ai
sensi dell’art. 5, comma 3, del decreto interministeriale
n. 275/98;
Viste le disponibilit&agrave; dei piani di riparto delle risorse
del Fondo agevolazione alla ricerca disposte con i decreti
numeri 560/Ric. del 2.10.2009, 19/Ric. del 15.02.2010,
332/Ric. del 10.06.2011 e 435/Ric. del 13/03/2013 rispettivamente relativi agli anni 2007-2008, 2009, 2010-2011
e 2012;
Visto il decreto n. 2297/Ric. del 21.11.2013 di modifica
del predetto decreto direttoriale 332/Ric. del 10.06.2011
con cui &egrave; stata disposta la variazione di quanto previsto
dal decreto di riparto effettuando lo spostamento dell’importo di euro 200.000,00 dall’art. 15 all’art. 14 sezione
&laquo;Nazionale&raquo; per le domande di assunzione di personale
1. I soggetti indicati nell’allegato elenco sono ammessi alle agevolazioni previste dall’art. 14, comma 1, del
decreto ministeriale n.593 dell’8 agosto 2000, per l’anno
2012. Il predetto elenco &egrave; formato secondo le modalit&agrave;
indicate dal medesimo art. 14, comma 2 e forma parte
2. Le agevolazioni previste dall’art. 14, comma 1, complessivamente pari a € 838.505,56 di cui € 86.481,13 nella forma del contributo nella spesa ed € 752.024,43 nella
forma del credito d’imposta gravano sulle disponibilit&agrave;
del Fondo per le agevolazioni alla ricerca di cui alle premesse, sezione aree depresse.
1. Fermo restando quanto disposto al successivo comma 2, l’elenco dei soggetti beneficiari delle agevolazioni
nella forma del credito di imposta, completi degli estremi identificativi e dei relativi importi, viene trasmesso al
sistema informativo del Ministero dell’economia e delle
2. L’erogazione delle agevolazioni nella forma del contributo nella spesa, nonch&eacute; l’autorizzazione alla fruizione delle agevolazioni nella forma del credito d’imposta,
sono subordinate all’acquisizione della prescritta certificazione antimafia.
Il presente decreto sar&agrave; trasmesso agli Organi competenti per le necessarie attivit&agrave; di controllo e successivamente sar&agrave; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Registrato alla Corte dei conti l’11 giugno 2014
Ufficio di controllo sugli atti del MIUR, del MIBAC, del Min. Salute e
del Min. Lavoro, foglio n. 2233
Elenco ai sensi dell'art.14 comma 1: PMI - Aree Depresse - Soggetti Beneficiari
RAGIONE SOCIALE/CUP
17/09/2012 10:00:00.056
17/09/2012 10:00:00.165
17/09/2012 10:00:00.196
E WAY ENTERPRISE BUSINESS
B84C12000210001
IBS V.A.D. SRL
B84C12000220001
QOHELET SOLAR ITALIA S.P.A
B94C12000220001
CUBE SRL -- ENGINEERING
B44C12000250001
SO.GE.IN SRL
B14C12000160001
TECNOVIA SRL
B54C12000180001
B94C12000230001
B64C12000340001
B34C12000240001
17/09/2012 10:00:01.054
17/09/2012 10:00:00.649
B14C12000150001
17/09/2012 10:00:00.524
17/09/2012 10:00:00.384
17/09/2012 10:00:00.181
B94C12000210001
17/09/2012 10:00:00.118
B14C12000140001
17/09/2012 10:00:00.103
17/09/2012 10:00:00.087
SITAL KLIMA INDUSTRIES SRL
B64C12000350001
Cod.Fisc / P. IVA
19.341,73
77.366,91
00957890320
02453300788
02140370426
01810300853
01440190559
61.974,82
01541200216
BOLZANO * BOZEN
02375470289
00578261208
01777870971
02857590273
86.481,13
752.024,43
14A04977
DECRETO 27 dicembre 2013.
Soppressione del Centro di Formazione Didattica e Manageriale (CEFODIMA) e del Centro Addestramento e
Formazione del Personale Volontario della Marina militare
(MARICENTRO), ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 6 agosto 2013, n. 115.
DECRETO 11 giugno 2014.
Rinnovo dell’autorizzazione al laboratorio Protezione
ambientale S.r.l., in Alessandria, al rilascio dei certificati di
analisi nel settore vitivinicolo.
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 agosto 2013, n. 115, recante disposizioni per il riordino delle scuole militari e degli istituti militari di formazione,
adottato ai sensi dell’art. 11, comma 2, del decreto-legge
6 luglio 2012, n. 95, convertito con modificazioni dalla
legge 7 agosto 2012, n. 135 e, in particolare, l’art. 2, comma 2, del medesimo decreto del Presidente della Repubblica che prevede che i provvedimenti di soppressione di
cui all’art. 280-bis, comma 1, lettere a), d), e) ed f) del
testo unico delle disposizioni regolamentari in materia
di ordinamento militare di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, sono adottati con
decreto del Ministro della difesa, su proposta del Capo di
Visto l’art. 280-bis, comma 1, lettere a) ed f) del citato
testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di
ordinamento militare che prevedono, rispettivamente, la
soppressione, entro il 31 dicembre 2013, del Centro di
formazione didattica e manageriale dell’Aeronautica militare, con sede a Firenze e, entro il 31 dicembre 2016, del
Centro addestramento e formazione del personale volontario della Marina militare, con sede a Taranto;
Considerato che i provvedimenti recati dal presente decreto, ove previste dotazioni di personale civile, sono stati oggetto di preventiva informazione alle organizzazioni
sindacali rappresentative;
Sulla proposta del Capo di stato maggiore della difesa;
1. Il Centro di formazione didattica e manageriale
dell’Aeronautica militare, con sede a Firenze, in data
31 dicembre 2013 &egrave; soppresso. Le relative competenze
sono attribuite all’Istituto di scienze militari aeronautiche
dell’Aeronautica militare, con sede a Firenze.
2. Il Centro addestramento e formazione del personale
volontario della Marina militare, con sede a Taranto, in
data 31 dicembre 2013 &egrave; soppresso. Le relative competenze sono attribuite alla Scuola sottufficiali della Marina
militare, con sede a Taranto.
Il Ministro: MAURO
Registrato alla Corte dei conti il 20 marzo 2014
Difesa, foglio n. 588
14A05118
Visto il regolamento (CE) n. 491/2009 del Consiglio
del 25 maggio 2009 che modifica il regolamento (CE)
n. 1234/2007 recante organizzazione comune dei mercati
agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM) e che all’art. 185-quinquies prevede la designazione, da parte degli Stati membri, dei laboratori autorizzati ad eseguire analisi ufficiali
nel settore vitivinicolo;
Visto il regolamento (CE) n. 606/2009 della Commissione del 10 luglio 2009 recante alcune modalit&agrave; di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio
per quanto riguarda le categorie di prodotti vitivinicoli, le
pratiche enologiche e le relative restrizioni;
Visto il decreto 28 maggio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale
- n. 134 dell’11 giugno 2010 con il quale al laboratorio
Protezione ambientale S.r.l., ubicato in Alessandria, via
dell’Automobile n. 6/8 - Zona D3, &egrave; stata rinnovata l’autorizzazione al rilascio dei certificati di analisi nel settore
Vista la domanda di ulteriore rinnovo dell’autorizzazione presentata dal laboratorio sopra indicato in data
10 giugno 2014;
Considerato che il laboratorio sopra indicato ha dimostrato di avere ottenuto in data 8 maggio 2014 l’accreditamento relativamente alle prove indicate nell’allegato
al presente decreto e del suo sistema qualit&agrave;, in conformit&agrave; alle prescrizioni della norma UNI CEI EN ISO/IEC
17025, da parte di un organismo conforme alla norma
UNI CEI EN ISO/IEC 17011 ed accreditato in ambito EA
- European Cooperation for Accreditation;
Considerato che con decreto 22 dicembre 2009 ACCREDIA - L’Ente Italiano di Accreditamento &egrave; stato designato quale unico organismo italiano a svolgere attivit&agrave;
di accreditamento e vigilanza del mercato;
Ritenuti sussistenti le condizioni e i requisiti concernenti l’ulteriore rinnovo dell’autorizzazione in argomento;
Il laboratorio Protezione ambientale S.r.l., ubicato in
Alessandria, via dell’Automobile n. 6/8 - Zona D3, &egrave; autorizzato al rilascio dei certificati di analisi nel settore vitivinicolo limitatamente alle prove elencate in allegato al
L’autorizzazione ha validit&agrave; fino al 2 maggio 2018 data
di scadenza dell’accreditamento.
L’autorizzazione &egrave; automaticamente revocata qualora
laboratorio Protezione ambientale S.r.l. perda l’accreditamento relativamente alle prove indicate nell’allegato
17025, rilasciato da ACCREDIA - L’Ente Italiano di Accreditamento designato con decreto 22 dicembre 2009
quale unico organismo a svolgere attivit&agrave; di accreditamento e vigilanza del mercato.
1. Il laboratorio sopra citato ha l’onere di comunicare
all’Amministrazione autorizzante eventuali cambiamenti sopravvenuti interessanti la struttura societaria, l’ubicazione del laboratorio, la dotazione strumentale, l’impiego del personale ed ogni altra modifica concernente
le prove di analisi per le quali il laboratorio medesimo &egrave;
2. L’omessa comunicazione comporta la sospensione
comunicazione pubblicitaria o promozionale diffusa, &egrave;
necessario indicare che il provvedimento ministeriale riguarda solo le prove di analisi autorizzate.
4. L’Amministrazione si riserva la facolt&agrave; di verificare
la sussistenza delle condizioni e dei requisiti su cui si fonda il provvedimento autorizzatorio, in mancanza di essi,
l’autorizzazione sar&agrave; revocata in qualsiasi momento.
della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione.
OIV-MA-AS2-04 R2009
OIV-MA-AS321-02 R2009
OIV-MA-AS321-05A R2009
OIV-MA-AS313-15 R2011
14A04979
Conferma dell’incarico al Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco DOP, in Vico Equense a svolgere le funzioni
di cui all’art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999,
n. 526, per la DOP &laquo;Provolone del Monaco&raquo;.
Visto il Regolamento (CE) n. 1151/2012 del Consiglio
del 21 novembre 2012 relativo ai regimi di qualit&agrave; dei
Vista la legge 21 dicembre 1999, n. 526, recante disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alla Comunit&agrave; europea - legge comunitaria 1999;
Visto l’art. 14 della citata legge 21 dicembre 1999
n. 526, ed in particolare il comma 15, che individua le
funzioni per l’esercizio delle quali i Consorzi di tutela
delle DOP, delle IGP e delle STG possono ricevere, mediante provvedimento di riconoscimento, l’incarico corrispondente dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
Visti i decreti ministeriali 12 aprile 2000, pubblicati
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie
generale n. 97 del 27 aprile 2000, recanti disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativit&agrave; dei Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette (DOP)
e delle indicazioni geografiche protette (IGP) e individuazione dei criteri di rappresentanza negli organi sociali dei
Consorzi di tutela delle denominazioni di origine protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette (IGP),
emanati dal Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali in attuazione dell’art. 14, comma 17 della citata
Visto il decreto 12 settembre 2000, n. 410 pubblicato
generale n. 9 del 12 gennaio 2001 con il quale, in attuazione dell’art. 14, comma 16, della legge n. 526/1999, &egrave;
stato adottato il regolamento concernente la ripartizione
dei costi derivanti dalle attivit&agrave; dei consorzi di tutela delle
DOP e delle IGP incaricati dal Ministero;
Visto il decreto 12 ottobre 2000 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale
n. 272 del 21 novembre 2000 con il quale, conformemente alle previsioni dell’art. 14, comma 15, lettera d)
sono state impartite le direttive per la collaborazione dei
consorzi di tutela delle DOP e delle IGP con l’Ispettorato
Centrale Repressione Frodi, ora Ispettorato Centrale della
tutela della qualit&agrave; e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), nell’attivit&agrave; di vigilanza;
Visto il decreto 10 maggio 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale
n. 134 del 12 giugno 2001, recante integrazioni ai citati
decreti del 12 aprile 2000;
Visto il decreto legislativo 19 novembre 2004 n. 297,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale n. 293 del 15 dicembre 2004, recante &laquo;disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CEE) n. 2081/92, relativo alla protezione delle
indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine
dei prodotti agricoli e alimentari&raquo;;
Visto il decreto 4 maggio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale
- n. 112 del 16 maggio 2005, recante integrazione ai citati
- n. 112 del 16 maggio 2005, recante modalit&agrave; di deroga
all’art. 2 del citato decreto del 12 aprile 2000;
Visto il decreto 5 agosto 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale
- n. 191 del 18 agosto 2005, recante modifica al citato
decreto del 4 maggio 2005;
Visto il Decreto Dipartimentale n. 7422 del 12 maggio
2010 recante disposizioni generali in materia di verifica
delle attivit&agrave; istituzionali attribuite ai Consorzi di tutela
ai sensi dell’art. 14, comma 15 della legge 21 dicembre
Considerato che la condizione richiesta dall’art. 5 del
decreto 12 aprile 2000 sopra citato, relativo ai requisiti
di rappresentativit&agrave; dei Consorzi di tutela, &egrave; soddisfatta
in quanto il Ministero ha verificato che la partecipazione, nella compagine sociale, dei soggetti appartenenti alla
categoria &laquo;caseifici&raquo; nella filiera &laquo;formaggi stagionati&raquo;
individuata all’art. 4, lettera a) del medesimo decreto,
rappresenta almeno i 2/3 della produzione controllata
dall’Organismo di Controllo nel periodo significativo di
riferimento. Tale verifica &egrave; stata eseguita sulla base delle
dichiarazioni presentate dal Consorzio richiedente e delle
attestazioni rilasciate dall’organismo di controllo Agroqualit&agrave; S.p.A. e autorizzato a svolgere le attivit&agrave; di controllo sulla denominazione di origine protetta &laquo;Provolone
del Monaco&raquo;;
Considerato che lo statuto approvato da questa amministrazione &egrave; stato sottoposto alla verifica di cui all’art. 3,
comma 2, del citato decreto dipartimentale del 12 maggio
Ritenuto pertanto necessario procedere alla conferma
dell’incarico in capo al Consorzio di Tutela del Provolone del Monaco DOP a svolgere le funzioni indicate
all’art. 14, comma 15, della legge 526/1999,
Visto il regolamento (UE) n. 121 della Commissione
del 9 febbraio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
dell’Unione Europea L. 38 dell’11 febbraio 2010 con il
quale &egrave; stata registrata la denominazione di origine protetta &laquo;Provolone del Monaco&raquo;;
1. &Egrave; confermato per un triennio, a decorrere dalla data
di pubblicazione del presente decreto, l’incarico concesso con il decreto del 21 febbraio 2011, al Consorzio di
Tutela del Provolone del Monaco DOP, con sede in Vico
Equense (NA), Via Domenico Caccioppoli n. 25, a svolgere le funzioni di cui all’art. 14, comma 15, della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la DOP &laquo;Provolone del
Monaco&raquo;;
Visto il decreto ministeriale del 21 febbraio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
- serie generale - n. 58 dell’11 marzo 2011, con il quale &egrave;
stato attribuito per un triennio al Consorzio di Tutela del
Provolone del Monaco DOP il riconoscimento e l’incarico a svolgere le funzioni di cui all’art. 14, comma 15,
della legge 21 dicembre 1999, n. 526 per la DOP &laquo;Provolone del Monaco&raquo;;
2. Il predetto incarico, che comporta l’obbligo delle
prescrizioni previste nel decreto del 10 giugno 2010 pu&ograve;
essere sospeso con provvedimento motivato e revocato
ai sensi dell’art. 7 del decreto 12 aprile 2000, recante disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativit&agrave; dei consorzi di tutela delle denominazioni di origine
protette (DOP) e delle indicazioni geografiche protette
Visto l’art. 7 del decreto ministeriale del 12 aprile
2000, 61413 citato, recante disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentativit&agrave; dei Consorzi di Tutela
delle DOP e delle IGP che individua la modalit&agrave; per la
verifica della sussistenza del requisito della rappresentativit&agrave;, effettuata con cadenza triennale, dal Ministero delle
14A04982
DECRETO 12 giugno 2014.
Integrazione del decreto 4 febbraio 2014 di riconoscimento del Consorzio volontario per la tutela dei vini Colli Euganei e attribuzione dell’incarico a svolgere le funzioni di
tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi di cui all’articolo 17,
comma 1 e 4, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61 per
la DOC Colli Euganei.
Visto il decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61 recante
tutela delle denominazioni di origine dei vini, in attuazione dell’art. 15 della legge 7 luglio 2009, n. 88;
Visto in particolare l’art. 17 del decreto legislativo
8 aprile 2010, n. 61 relativo ai consorzi di tutela per le
denominazioni di origine e le indicazioni geografiche
Visto il decreto ministeriale 16 dicembre 2010 recante
disposizioni in materia di costituzione e riconoscimento
dei consorzi di tutela delle denominazioni di origine e
delle indicazioni geografiche dei vini;
Vista l’istanza presentata il 19 gennaio 2012 dal Consorzio volontario per la tutela dei vini Colli Euganei, con
sede legale in Vo’ (PD), Piazzetta Martini n. 10, intesa
ad ottenere il riconoscimento ai sensi dell’art. 17 comma 1 del decreto legislativo 61/2010 ed il conferimento
dell’incarico di cui ai comma 1 e 4 del citato art. 17 per
la DOCG &laquo;Colli Euganei Fior d’Arancio&raquo; e per la DOC
&laquo;Colli Euganei&raquo;;
Considerato che il Consorzio volontario per la tutela
dei vini Colli Euganei ha dimostrato la rappresentativit&agrave;
di cui al comma 1 e 4 dell’art. 17 del decreto legislativo
61/2010 per la DOCG &laquo;Colli Euganei Fior d’Arancio&raquo; e
la rappresentativit&agrave; di cui al comma 1 e 3 dell’art. 17 del
decreto legislativo 61/2010 per la DOC &laquo;Colli Euganei&raquo;;
Visto il decreto del 4 febbraio 2014 recante il riconoscimento del Consorzio volontario per la tutela dei vini
Colli Euganei e attribuzione dell’incarico a svolgere le
funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi di
cui all’art. 17, comma 1 e 4, del d.lgs. 8 aprile 2010, n. 61
per la DOCG &laquo;Colli Euganei Fior d’Arancio&raquo; e le funzioni di cui all’art. 17, comma 1, del d.lgs. 8 aprile 2010,
n. 61 per la DOC &laquo;Colli Euganei&raquo;;
Vista la nota del 14 aprile 2014, prot. SOP11/2014/1648,
con la quale l’organismo di controllo Valoritalia S.r.l., autorizzato a svolgere l’attivit&agrave; di controllo sulla denominazione &laquo;Colli Euganei&raquo;, ha trasmesso un’integrazione
dei dati concernenti la rappresentativit&agrave;, all’interno del
Consorzio volontario per la tutela dei vini Colli Euganei,
della produzione di competenza dei vigneti iscritti nello
schedario della DOC &laquo;Colli Euganei&raquo;;
dei vini Colli Euganei, sulla base delle attestazioni rilasciate dall’organismo di controllo Valoritalia S.r.l., ha dimostrato la rappresentativit&agrave; di cui al comma 1 e 4 del
decreto legislativo 8 aprile 2010 n. 61 per la DOC &laquo;Colli
Euganei&raquo;;
Ritenuto pertanto necessario procedere all’integrazione del conferimento dell’incarico al Consorzio volontario
per la tutela dei vini Colli Euganei a svolgere le funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione
del consumatore e cura generale degli interessi di cui
all’art. 17, comma 1 e 4, del decreto legislativo 61/2010
per la DOC &laquo;Colli Euganei&raquo;;
1. Il Consorzio volontario per la tutela dei vini Colli
Euganei, con sede legale in Vo’ (PD), Piazzetta Martini
n. 10, Offida (AP), riconosciuto con decreto del 4 febbraio 2014, &egrave; incaricato a svolgere le funzioni di cui al comma 1 e 4 dell’art. 17 del decreto legislativo 8 aprile 2010,
n. 61 per la DOC &laquo;Colli Euganei&raquo;, iscritta nel registro
geografiche protette dei vini di cui all’art. 104 del Regolamento (CE) n. 1308/2013.
1. L’incarico conferito con il presente decreto integra il
riconoscimento del Consorzio volontario per la tutela dei
vini Colli Euganei di cui al decreto del 4 febbraio 2014 ed
ha la medesima durata ivi prevista.
2. L’incarico di cui all’art. 1 del presente decreto comporta l’obbligo delle prescrizioni previste nel presente
decreto e nel citato decreto 4 febbraio 2014 e pu&ograve; essere
sospeso con provvedimento motivato ovvero revocato in
caso di perdita dei requisiti previsti dal decreto ministeriale 16 dicembre 2010.
3. L’incarico di cui al citato art. 1 del presente decreto &egrave; automaticamente revocato qualora la Commissione
europea decida la cancellazione della protezione per la
denominazione &laquo;Colli Euganei&raquo;, ai sensi dell’art. 107,
comma 3, del Regolamento (CE) n. 1308/2013.
della Repubblica italiana ed entra in vigore il giorno della
14A04978
DETERMINA 19 giugno 2014.
Modifica alla Nota 39 di cui alla determina del 29 luglio
2010. (Determina n. 616/2014).
n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2003, n. 326, che istituisce l’Agenzia italiana del
con i Ministri della funzione pubblica e dell’economia
e finanze n. 245 del 20 settembre 2004, recante norme
Visto il regolamento di organizzazione, di amministrazione e dell’ordinamento del personale dell’Agenzia
italiana del farmaco, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
- serie generale - n. 254 del 31 ottobre 2009;
Visto la legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente
Visto il provvedimento 30 dicembre 1993 del Ministero della sanit&agrave; - Commissione unica del farmaco, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale
n. 306 del 31 dicembre 1993, recante riclassificazione
dei medicinali ai sensi dell’art. 8, comma 10, della legge
n. 537/1993;
2004&raquo; (Revisione delle note CUF ), pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 259 del
4 novembre 2004 e successive modificazioni;
Visto l’art. 1, comma 4, del decreto-legge 20 giugno
1996, n. 323, convertito, con modificazioni, in legge
8 agosto 1996, n. 425, che stabilisce che la prescrizione dei medicinali rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale (SSN) sia conforme alle condizioni e limitazioni
previste dai provvedimenti della Commissione unica del
Visto l’art. 70, comma 2, della legge 23 dicembre 1998,
n. 448, recante &laquo;Misure per la razionalizzazione e il contenimento della spesa farmaceutica&raquo;;
Visto l’art. 15-decies del decreto legislativo 19 giugno
1999, n. 229, recante &laquo;Obbligo di appropriatezza&raquo;;
Vista la legge 22 dicembre 2008, n. 203: &laquo;Disposizioni
Stato&raquo; (legge finanziaria 2009);
Visto il decreto del Ministero della sanit&agrave; 22 dicembre
Vista la determinazione 4 gennaio 2007: &laquo;Note AIFA
2006-2007 per l’uso appropriato dei farmaci&raquo;, pubblicata
nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale - serie
generale - n. 7 del 10 gennaio 2007;
Visto il decreto del Ministero della salute 29 marzo 2012, n. 53: Modifica al regolamento e funzionamento dell’Agenzia del farmaco (AIFA), in attuazione
dell’art. 17, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2011,
Vista la determinazione AIFA del 29 luglio 2010 relativa alla modifica della nota 39 di cui alla determina
26 novembre 2009;
Ritenuto di dover procedere ad una revisione della nota
39, alla luce del dibattito in atto presso la comunit&agrave; scientifica, limitatamente all’inserimento dei nuovi metodi di
dosaggio modificativi dei livelli di GH;
Considerato il parere favorevole alla modifica del testo
della nota 39 di cui alla determina del 29 luglio 2010,
espresso dalla CTS nella seduta del 12, 13 e 14 maggio
L’allegato 1, parte integrante della presente determinazione, sostituisce il testo della nota 39 di cui alla determinazione del 29 luglio 2010, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 270 del 18 novembre 2010.
La presente determinazione &egrave; pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale
- ed entra in vigore il giorno successivo a quello della
modifica alla Nota AIFA 39 - Ormone della crescita (somatotropina) di cui alla determinazione del 29 luglio 2010 ( GU 18 novembre 2010, n. 270).
La prescrizione a carico del SSN, su diagnosi e piano terapeutico di centri specializzati, Universit&agrave;,
Aziende Ospedaliere, Aziende Sanitarie, IRCCS, individuati dalle Regioni e dalle Province
autonome di Trento e Bolzano, &egrave; limitata alle seguenti condizioni:
Al di sotto di 2 anni di vita non &egrave; necessario praticare i test farmacologici se la RMI ha dimostrato
una anomalia della adenoipofisi associata a quella del peduncolo o/e della neuroipofisi in un
bambino con decelerazione della velocit&agrave; di crescita o segni clinici riferibili a ipopituitarismo e\o
a) statura  -3 DS
b) statura 2 DS e velocit&agrave; di crescita/anno &lt;-1,0 DS per et&agrave; e sesso valutata a distanza di almeno
6 mesi o una riduzione della statura di 0,5 DS/anno nei bambini di et&agrave; superiore a due anni.
dellacrescita
(Somatotropina) c) Statura inferiore a -1,5 DS rispetto al target genetico e velocit&agrave; di crescita/anno -2 DS o -1,5
DS dopo 2 anni consecutivi.
d) velocit&agrave; di crescita/anno -2 DS o -1,5 DS dopo 2 anni consecutivi, anche in assenza di bassa
statura e dopo aver escluso altre forme morbose come causa del deficit di crescita; nei primi 2 anni
di vita, sar&agrave; sufficiente fare riferimento alla progressiva decelerazione della velocit&agrave; di crescita (la
letteratura non fornisce a riguardo dati definitivi in termini di DS);
e) malformazioni/lesioni ipotalamo-ipofisario dimostrate a livello neuro-radiologico;
a) risposta di GH &lt; 8 μg/L a due test farmacologici eseguiti in giorni differenti
b) risposta di GH &lt; 20 μg/L nel caso il test impiegato sia GHRH + arginina
Altre condizioni in cui &egrave; ammesso il trattamento con rGH in et&agrave; pediatrica:
soggetti affetti dalla sindrome di Prader Willi, geneticamente dimostrata, normale
funzionalit&agrave; respiratoria e non affetti da obesit&agrave; severa (definita con BMI&gt;95&deg; centile),
diabete mellito non controllato, sindrome dell’apnea ostruttiva nel sonno esclusa
mediante polisonnografia, tumore in fase attiva, psicosi attiva;
bambini nati piccoli per l’et&agrave; gestazionale (SGA - Small for Gestational Age).
Per accedere al trattamento con GH in individui nati SGA &egrave; necessario rispondere ai seguenti
peso alla nascita  -2 DS (&lt;3&deg; centile) per l’et&agrave; gestazionale, basato sulle tavole di Bertino
et&agrave; al momento dell’inizio della terapia con GH uguale o superiore ai 4 anni
statura inferiore o uguale a -2,5 DS e velocit&agrave; di crescita inferiore al 50&deg; centile.
Et&agrave; di transizione
Viene definita et&agrave; di transizione quella compresa tra il momento del raggiungimento della statura
definitiva del soggetto trattato e l’et&agrave; di 25 anni.
Al raggiungimento della statura definitiva non &egrave; pi&ugrave; indicata la terapia con GH nelle seguenti
- soggetti nati piccoli per et&agrave; gestazionale (SGA).
- soggetti con alterata funzione del gene SHOX.
Al raggiungimento della statura definitiva la terapia con GH pu&ograve; essere proseguita senza ulteriori
rivalutazioni nelle seguenti patologie:
Al raggiungimento della statura definitiva la terapia con rGH negli altri soggetti con deficit di GH
pu&ograve; essere proseguita solo se presentano dopo almeno un mese dalla sospensione del
trattamento sostitutivo con rGH:
risposta di GH &lt;6 ȝg/L dopo ipoglicemia insulinica (ITT);
risposta di GH &lt;19 ȝg/L dopo test farmacologico con GHRH + arginina.
Al raggiungimento della statura definitiva la terapia con rGH nei soggetti con sindrome di Prader
Willi pu&ograve; essere proseguita se presentano: a) tre deficit ipofisari associati; b) risposta di GH dopo
test farmacologico con GHRH + arginina &lt;4.1 μg/L dopo almeno un mese dalla sospensione del
trattamento sostitutivo con rGH.
Et&agrave; adulta
E' indicata la terapia con rGH in pazienti adulti (con BMI &lt;29.9 kg/m2), con et&agrave; maggiore di 25 anni,
se presentano un picco di GH dopo test dell'ipoglicemia insulinica (ITT) &lt; 3 μg/L oppure dopo test
GHRH + arginina &lt; 9 μg/L; per pazienti obesi (BMI &gt; 30 kg/m2) il picco di GH dopo GHRH +
arginina dovr&agrave; essere &lt; 4 μg/L.
b) ipopituitarismo idiopatico, post ipofisite autoimmune, post trauma cranio-encefalico, da terapie
chirurgiche o radianti per neoplasie sellari e parasellari, da sella vuota primitiva, da Sindrome di
In soggetti con statura &lt; -3 DS oppure statura &lt; -2 DS e velocit&agrave; di crescita/anno &lt; -1 DS rispetto
alla norma per et&agrave; e sesso, misurata con le stesse modalit&agrave; a distanza di almeno 6 mesi e con
normale secrezione di GH, la terapia pu&ograve; essere effettuata solo se autorizzata dalla Commissione
Regionale preposta alla sorveglianza epidemiologica ed al monitoraggio dell’appropriatezza del
trattamento con GH in base alle pi&ugrave; recenti acquisizioni scientifiche in materia. Il dosaggio non
dovr&agrave; superare 50μg/kg/die (raccomandazione EMA). Nei casi autorizzati dalla Commissione
regionale, ma non compresi nelle indicazioni contenute nella presente nota AIFA, l’uso &egrave; da
ritenersi off-label ed &egrave;, pertanto, soggetto alla normativa in materia.
Nei soggetti con deficit isolato di GH, senza anomalie neuro-radiologiche e in assenza di mutazioni
genetiche, &egrave; consigliabile effettuare il re-testing durante il periodo puberale, prima del
raggiungimento della statura definitiva.
Soggetti adulti con deficit di GH presentano un quadro clinico sindromico che comprende un
peggioramento della qualit&agrave; di vita misurato con test psicometrici validati, una riduzione della forza
muscolare, un aumento dell'adipe viscerale che, insieme ad un peggioramento del metabolismo
lipidico, costituisce un fattore di rischio per complicanze cardiovascolari che precocemente
possono portare a morte questi pazienti.
Il trattamento sostitutivo con GH biosintetico va comunque riservato solo ai casi nei quali vi sia un
severo deficit di GH all'interno di un appropriato contesto clinico e dimostrato secondo i parametri
Il test GHRH + arginina e il test ITT sono considerati parimenti test di prima scelta sulla base di
estesi studi consegnati alla letteratura e riconosciuti a livello di Consensus Conference
Internazionali. E’ raccomandato che questi test siano usati con riferimento a limiti di normalit&agrave;
specifici per ognuno dei test (vedi sopra).
Il rigoroso rispetto di tali criteri clinici ed ormonali esclude la possibilit&agrave; di un uso improprio o
eccessivo del farmaco.
L’Istituto Superiore di Sanit&agrave; &egrave; incaricato della sorveglianza epidemiologica nazionale mediante un
Registro informatizzato dell’ormone della crescita (GH) in collaborazione con le Commissioni
Regionali identificate dalle singole Regioni. La registrazione delle prescrizioni &egrave; condizione
vincolante per la rimborsabilit&agrave; della terapia da parte del SSN. Annualmente l’Istituto Superiore di
Sanit&agrave; provveder&agrave; a redigere un rapporto e ad inviarlo all’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e
alla Conferenza degli Assessori alla Sanit&agrave; delle Regioni e Province autonome.
Badaru A, Wilson DM. Alternatives to growth hormone stimulation testing in children. Trends Endocrinol Metab 2004;15:
252-58.
Consensus guidelines for the diagnosis and treatment of growth hormone (GH) deficiency in childhood and adolescence:
Summary statement of the GH research society. J Clin Endocrinol Metab 2000; 85: 3990-93.
Dahlgren J, Albertsson Wikland K. Final Height in Short Children Born Small for Gestational Age Treated with Growth
Hormone Ped Research 2005;57: 216-22.
Dattani M, Preece M. Growth hormone deficiency and related disorders: insights into causation, diagnosis, and treatment.
Lancet 2004;363:1977-87.
Bertino et al. Neonatal Anthropometric Charts: The Italian Neonatal Study Compared With Other European Studies J.
Pediatr Gastroenterol Nutrition 2010; 51: 353-61
Maghnie M, Ghirardello S, Genovese E. Magnetic resonance imaging of the hypothalamus-pituitary unit in children
suspected of hypopituitarism: who, how and when to investigate. J Endocrinol Invest 2004; 27: 496-509.
Rosilio M et al. Adult height of prepubertal short children born small for gestational age treated with GH. Eur J End 2005;
152: 835-43
Tanaka T, Cohen P, Clayton PE, Laron Z, Hintz RL, Sizonenko PC. Diagnosis and management of growth hormone
deficiency in childhood and adolescence--part 2: growth hormone treatment in growth hormone deficient children. Growth
Horm IGF Res 2002;12: 323-41.
10) Consensus statement on the management of the GH-treated adolescent in the transition to adult care. Clayton PE, Cuneo
RC, Juul A, Monson JP, Shalet SM, Tauber M; European Society of Paediatric Endocrinology. Eur J Endocrinol. 2005 Feb;
152(2):165-70. Review.
11) Maghnie M, Aimaretti G, Bellone S, Bona G, Bellone J, Baldelli R, de Sanctis C, Gargantini L, Gastaldi R, Ghizzoni L,
Secco A, Tinelli C, Ghigo E.Diagnosis of GH deficiency in the transition period: accuracy of insulin tolerance test and
insulin-like growth factor-I measurement. European Journal of Endocrinology, 2005; 152: 589-96.
12) Ho KK. Consensus guidelines for the diagnosis and treatment of adults with GH deficiency II: a statement of the GH
Research Society in association with the European Society for Pediatric Endocrinology, Lawson Wilkins Society, European
Society of Endocrinology, Japan Endocrine Society, and Endocrine Society of Australia. 2007 GH Deficiency Consensus
Workshop Participants. Eur J Endocrinol. 2007 Dec; 157(6): 695-700.
13) Corneli G, Di Somma C, Prodam F, Bellone J, Bellone S, Gasco V, Baldelli R, Rovere S, Schneider HJ, Gargantini L,
Gastaldi R, Ghizzoni L, Valle D, Salerno M, Colao A, Bona G, Ghigo E, Maghnie M, Aimaretti G. Cut-off limits of the GH
response to GHRH plus arginine test and IGF-I levels for the diagnosis of GH deficiency in late adolescents and young
adults. Eur J Endocrinol. 2007 Dec;157(6): 701-8.
14) Ghigo E, Aimaretti G, Corneli G. Diagnosis of adult GH deficiency. Growth Horm IGF Res. 2008 Feb;18(1):1-16. Epub 2007
Sep 4. Review.
15) Wit JM et al. Idiopathic short stature: definition, epidemiology, and diagnostic evaluation. Growth Hormone and IGF
research 18:89-110, 2008
16) Deal CL, Tony M, H&ouml;ybye C, Allen DB, Tauber M, Christiansen JS; 2011 Growth Hormone in Prader-Willi Syndrome
Clinical Care Guidelines Workshop Participants. Growth Hormone Research Society workshop summary: consensus
guidelines for recombinant human growth hormone therapy in Prader-Willi syndrome. J Clin Endocrinol Metab. 2013
Jun;98(6):E1072-87. doi: 10.1210/jc.2012-3888. Epub 2013 Mar 29. Review.
17) Molitch ME, Clemmons DR, Malozowski S, Merriam GR, Vance ML; Endocrine Society.Evaluation and treatment of adult
growth hormone deficiency: an Endocrine Society clinical practice guideline. J Clin Endocrinol Metab. 2011 Jun;96(6):1587609. doi: 10.1210/jc.2011-0179.
18) Marostica E, Grugni G, De Nicolao G, Marazzi N, Crin&ograve; A, Cappa M, Sartorio A. The GHRH + arginine stimulated pituitary
GH secretion in children and adults with Prader-Willi syndrome shows age- and BMI-dependent and genotype-related
differences.Growth Horm IGF Res. 2013 Dec;23(6):261-6. doi: 10.1016/j.ghir.2013.09.004. Epub 2013 Sep 19.
19) Ibba A, Pilia S, Feltrami N, Di Iorgi N, Rollo A, Radetti G, Zucchini S, Maghnie M, Cappa M, Loche S. Accuratezza dei test
da stimolo nella diagnosi del deficit di GH in bambini ed adolescenti con bassa statura. XIX Congresso della Societ&agrave;
Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP), Bari 21-23 novembre 2013
Corneli G, Di Somma C, Baldelli R, Rovere S, Gasco V, Croce CG, Grottoli S, Maccario M, Colao A, Lombardi G, Ghigo
E, Camanni F, Aimaretti G. The cut-off limits of the GH response to GH-releasing hormone-arginine test related to body
mass index. Eur J Endocrinol. 2005 Aug;153(2):257-64.
Aimaretti G, Corneli G, Razzore P, Bellone S, Baffoni C, Arvat E, Camanni F, Ghigo E. Comparison between insulininduced hypoglycemia and growth hormone (GH)-releasing hormone + arginine as provocative tests for the diagnosis of
GH deficiency in adults. J Clin Endocrinol Metab. 1998 May;83(5):1615-8.
Biller BM, Samuels MH, Zagar A, Cook DM, Arafah BM, Bonert V, Stavrou S, Kleinberg DL, Chipman JJ, Hartman ML.
Sensitivity and specificity of six tests for the diagnosis of adult GH deficiency. J Clin Endocrinol Metab. 2002
May;87(5):2067-79.
Cook D, Yuen K, Biller BMK, Kemp SF, Vance ML. American Association of Clinical Endocrinologists medical guidelines
for clinical practice for growth hormone use in growth hormone-deficient adults and transition patients – 2009 update. End
Pract 15: 1, 2009.
Ho K. Consensus guidelines for the diagnosis and treatment of adults with GH deficiency II: a statement of the GH
Society of Endocrinology, Japan Endocrine Society, and Endocrine Society of Australia. Eur J Endocrinol 157: 695, 2007.
Molitch ME, Clemmons DR, Malozowski S, Merriam GR, Vance ML. Evaluation and treatment of adult growth hormone
deficiency: an endocrine society clinical practice guideline. J Clin Endocrinol Metab 96:1587, 2011.
14A05064
Trasferimento notai in esercizio avviso di concorso del 31 maggio 2013
Con D.D. 27 giugno 2014 il notaio Perone Pacifico Stefano &egrave; trasferito nella sede di Massa Lubrense (distretti notarili riuniti di Napoli,
Torre Annunziata e Nola), a condizione che adempia alle prescrizioni di
legge nei modi e termini stabiliti a pena di decadenza.
14A05163
Comunicato concernente l’etichettatura dei medicinali
veterinari a base di stupefacenti.
Con l’entrata in vigore del decreto-legge 20 marzo 2014 n. 36,
convertito con legge 16 maggio 2014, n. 79 (pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 115 del 20 maggio 2014), recante
disposizioni urgenti in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze
psicotrope prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre
1990, n. 309, nonch&eacute; di impiego di medicinali meno onerosi da parte del
Servizio sanitario nazionale, tutti gli stupefacenti e le sostanze psicotrope sono inseriti in cinque tabelle.
Proposta di registrazione della Indicazione Geografica
Protetta &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo;.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali esaminata
la domanda intesa ad ottenere la protezione della denominazione &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; come indicazione geografica protetta ai sensi del Regolamento (UE) n. 1151/12 del Parlamento Europeo
e del Consiglio del 21 novembre 2012, presentata dalla AssoCantuccini
con sede presso C/o Confindustria Toscana, piazza della Repubblica
n. 6, 50123 Firenze, e acquisito inoltre il parere della Regione Toscana,
presente proposta, dovranno essere presentate, al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali - Dipartimento delle politiche competitive, della qualit&agrave; agroalimentare, ippiche e della pesca - Direzione
generale per la promozione dellaqualit&agrave; agroalimentare e dell’ippica Ex PQA III - via XX Settembre n. 20 - 00187 Roma - entro 30 giorni
italiana della presente proposta, dai soggetti interessati e costituiranno
oggetto di opportuna valutazione da parte del predetto Ministero, prima
della trasmissione della suddetta proposta di riconoscimento alla Commissione Europea.
Nelle prime quattro sono elencate le sostanze stupefacenti e psicotrope poste sotto controllo internazionale e nazionale.
Nella quinta, Tabella Medicinali, sono indicati i medicinali a base
di sostanze attive stupefacenti e psicotrope di corrente impiego terapeutico ad uso umano o veterinario ed il regime di dispensazione. La
tabella &egrave; suddivisa in cinque sezioni indicate con le lettere A, B, C, D ed
E, e contiene l’elenco dei medicinali in ordine decrescente in relazione
al decrescere del loro potenziale di abuso. I medicinali indicati per la
terapia del dolore, restano inclusi nell’Allegato III Bis.
Per effetto delle modifiche apportate dalla suddetta legge, pertanto,
le aziende titolari di AIC di medicinali veterinari soggetti alle sopracitate modifiche devono richiedere una variazione degli stampati illustrativi, che alla voce &laquo;Modalit&agrave; di dispensazione&raquo; riportino la dicitura:
&laquo;Da vendersi soltanto dietro presentazione di ricetta medica (indicare il
tipo di ricetta). Soggetto alla disciplina del decreto del Presidente della
Repubblica 309/90 e successive modificazioni, tabella dei medicinali
sezione (indicare se A, B, C, D o E).
Restano invariate le disposizioni stabilite per alcune tipologie di
medicinali riportate nel DM 28 luglio 2009 &laquo;Disciplina dell’utilizzo e
della detenzione di medicinali ad uso esclusivo del medico veterinario&raquo;,
per le quali quando &egrave; prevista anche la detenzione esclusiva da parte del
medico veterinario, risulta vietata la vendita al pubblico.
14A05007
Cantuccini Toscani /Cantucci Toscani
L’Indicazione Geografica Protetta &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci
Toscani&raquo; &egrave; riservata esclusivamente al prodotto che risponde alle condizioni ed ai requisiti del presente Disciplinare di produzione.
La denominazione &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci &raquo; &egrave; il nome del
prodotto dolciario ottenuto dalla lavorazione di un impasto a base di farina, mandorle dolci naturali intere (non pelate), zucchero, uova, burro,
miele, successivamente cotto in forno.
Al momento dell’immissione al consumo, il prodotto presenta una
forma tradizionale caratteristica semi - ovale, ottenuta dal taglio in diagonale del filone dopo la cottura ed un peso non superiore a 15 grammi
Le dimensioni non sono superiori a 10 cm di lunghezza, 3 cm di
altezza e 2,8 cm di larghezza, ossia spessore, derivante dal taglio dei
filoni dopo la cottura.
Il biscotto dopo la cottura si presenta, nella parte interna, di colore beige, caratterizzato da alveolatura lievemente irregolare dovuta alla
lievitazione del prodotto, intarsiata da mandorle non pelate, distribuite
casualmente, mentre la superficie esterna, derivante dalla cottura dei filoni, &egrave; dorata.
La consistenza dei &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; &egrave;
leggermente croccante, inizialmente granulosa, ma che si scioglie in
bocca per l’utilizzo del burro, con un’umidit&agrave; relativa compresa tra un
minimo di 3% e un massimo di 7%.
Una volta pesati e miscelati gli ingredienti meccanicamente o manualmente, l’impasto, che lievita durante la cottura, viene modellato in
forma di filoni su teglie o banda dei forni di cottura, eventualmente ingrassati per favorire il distacco del prodotto. La doratura, che conferisce
ai &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; la caratteristica superficie
croccante di colore pi&ugrave; scuro rispetto all’interno, pu&ograve; avvenire prima
(mediante spennellatura o aspersione di una miscela di acqua, uova e
agenti dolcificanti) o durante la cottura in forno, mediante vaporizzazione di acqua sui filoni. La cottura avviene in forni preriscaldati alla
temperatura compresa tra i 100 e i 300 &deg;C per un massimo di 40 minuti.
La zona di produzione dei &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; comprende l’intero territorio amministrativo della Regione Toscana.
Ogni fase del processo produttivo deve essere monitorata documentando per ognuna i prodotti in entrata e quelli in uscita. In questo
modo, e attraverso l’iscrizione in appositi elenchi, gestiti dalla struttura
di controllo, dei produttori, dei confezionatori, nonch&eacute; attraverso la denuncia alla struttura di controllo dei quantitativi prodotti, &egrave; garantita la
tracciabilit&agrave; del prodotto. Tutte le persone, fisiche o giuridiche, iscritte
nei relativi elenchi, sono assoggettate al controllo da parte della struttura
di controllo, secondo quanto disposto dal disciplinare di produzione e
La preparazione dell’impasto dei &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci
Toscani&raquo; prevede obbligatoriamente l’impiego dei seguenti ingredienti,
da utilizzare in quantit&agrave; riferibili ad un Kg di impasto:
mandorle dolci naturali intere (non pelate), con un’umidit&agrave; relativa non superiore all’8,5%, in quantit&agrave; minima del 17% e comunque
tale da assicurare anche, dopo la cottura dell’impasto, una quantit&agrave; minima del 20% di questo ingrediente caratterizzante rispetto ad un Kg di
uova di gallina pastorizzate e tuorlo d’uovo, per non meno del
3% in tuorlo;
miele millefiori in aggiunta allo zucchero dallo 0,3% all’1,5% e
agenti lievitanti q.b..
&Egrave; previsto l’impiego (q.b.) di sciroppo di glucosio o zucchero invertito (da utilizzarsi esclusivamente in fase di doratura), sale, latte intero, aromi o aromi naturali.
Non sono ammessi altri ingredienti, additivi, coloranti o conservanti. Non &egrave; ammesso l’impiego di uova e tuorli in polvere. Non &egrave; ammesso l’impiego di mandorle affettate, granella di mandorle o farina di
Al termine della cottura i filoni sono tagliati meccanicamente o
manualmente, in direzione trasversale obliqua per conferire al prodotto
A questa fase pu&ograve; eventualmente seguire un secondo passaggio in
forno per la durata massima di 20 minuti per favorire una maggiore
Successivamente i &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; sono
avviati al confezionamento.
Possono essere utilizzate le confezioni conformi alla normativa vigente atte a garantire la fragranza del prodotto al loro interno. Il prodotto
cos&igrave; confezionato pu&ograve; essere alloggiato in scatole di cartone con coperchio richiudibile o in altre confezioni di accompagnamento realizzate
con materiali anche diversi purch&eacute; idonee a garantire le caratteristiche
del prodotto. In tal caso, su tali confezioni sono riportate le informazioni previste dalle norme specifiche in materia di etichettatura, di cui al
successivo articolo 8.
Il confezionamento deve avvenire necessariamente nella zona individuata all’art. 3 del presente disciplinare di produzione, affinch&eacute; sia
impedito l’assorbimento dell’umidit&agrave; e sia garantita la conservazione
delle caratteristiche organolettiche del prodotto, che si presenta come
biscotto secco tanto che il suo consumo pi&ugrave; affermato &egrave; quello di essere
intinto “per ammorbidirlo” nel Vin Santo.
Nel solo caso del prodotto venduto sfuso il confezionamento avviene secondo le esigenze del consumatore purch&eacute; in conformit&agrave; di
quanto previsto all’articolo 8.
L’intera Toscana si caratterizza per una forte presenza dell’artigianato dolciario, retaggio del ruolo importante che questa regione ha
assunto nei diversi periodi storici: la nascita e la diffusione dell’arte
pasticcera e dolciaria in Toscana &egrave; stata quindi supportata dai numerosi
scambi di merci, spezie, idee e ricette che la posizione centrale della
regione ha permesso in un lungo arco temporale.
L’importanza del settore in Regione &egrave; oggi testimoniata oltre che
dal numero delle aziende e degli addetti coinvolti nelle produzioni dolciarie, anche dalla quota rilevante delle esportazioni dell’intero comparto, grazie soprattutto alla connotazione tipica e tradizionale che la
produzione mantiene e rinnova con l’impiego di maestranze altamente
Gli ingredienti semplici ma di alta qualit&agrave; utilizzati nella preparazione dolciaria ed in particolare le mandorle dolci e il solo burro come
grasso conferiscono al prodotto caratteristiche qualitative assolutamente
distintive, in termini di qualit&agrave;, fragranza e porosit&agrave;, tali da supportare la
reputazione dei &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; come biscotto tipico rustico ma allo stesso tempo raffinato. Le semplici tecniche di
lavorazione sono inoltre consolidate nella tradizione pasticciera toscana
e perci&ograve; adottate diffusamente dalle realt&agrave; produttive, sia artigianali che
Il legame del prodotto con il territorio &egrave; dimostrato da fattori storici, economico - produttivi e culturali. L’artigianato dolciario &egrave; diffuso
in Toscana sin dal sec. XIV, grazie al precoce impiego dello zucchero in
cucina e in special modo nei prodotti da forno e al ruolo centrale svolto
nei secoli successivi da questa Regione nello scambio di merci, spezie,
idee e ricette. Il nome &laquo;cantuccio&raquo; o &laquo;cantuccino&raquo; compare per la prima volta nel 1691, nella terza edizione del dizionario dell’Accademia
della Crusca, che lo definiva un &laquo;Biscotto a fette, di fior di farina, con
zucchero e chiara d’uovo&raquo;. Questa tipologia di biscotti veniva chiaramente riferita al territorio toscano: Francesco Redi, in numerosi scambi
epistolari da Pisa, usa accompagnare le sue missive con cantucci, reperiti appunto in questa parte della Toscana, oltre a farne riferimento
nel suo &laquo;Libro de’ ricordi&raquo;, che copre gli anni che vanno dal 1647 al
1697. Nella seconda met&agrave; dell’Ottocento nella ricetta il Ferri evidenzia la presenza delle mandorle tant’&egrave; che afferma che &laquo;non si usava a
sproposito il termine cantucci per indicare i biscotti con le mandorle&raquo; e
lo scrittore Giuseppe Pitr&eacute; nomina i cantucci come &laquo;specie di biscotti&raquo;
tipici toscani nelle sue Novelle Popolari Toscane raccolte durante uno
dei suoi viaggi in questa regione. Nei primi del Novecento, grazie anche
alla produzione sempre pi&ugrave; su vasta scala da parte dei numerosi forni
attivi nella regione, i &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; sono
considerati una specialit&agrave; nota anche al di fuori dei confini regionali, citata come esempio di biscotto tipico toscano. Testimonianza ne &egrave; fornita
dalla pubblicazione del 1907 del &laquo;Il Pasticciere e confettiere moderno&raquo;
manuale Hoepli di G. Ciocca.
come questa specialit&agrave; sia riconosciuta come tipica della Toscana dai
consumatori di tutto il mondo ed il suo nome sia ben affermato nel linguaggio comune nazionale ed internazionale.
Il consumo su tutto il territorio nazionale di questo prodotto toscano &egrave; dimostrato, oltre che dai numerosissimi forni e panetterie che
producono &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; in particolare per
ricorrenze e festivit&agrave;, anche dalla presenza del prodotto sugli scaffali
della Grande Distribuzione Organizzata nonch&eacute; dalla presenza in negozi
di alimentari in diverse provincie italiane.
La verifica sulla conformit&agrave; del prodotto al Disciplinare &egrave; svolta conformemente a quanto stabilito dall’art. 37 del Reg. (UE)
n. 1151/2012. L’organismo di controllo preposto alla verifica &egrave; Bioagricert Srl, Via dei Macabraccia n. 8, 40033 Casalecchio di Reno (BO),
tel. 051.562158 e fax 051562158, mail [email&#160;protected]
I &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; sono commercializzati
in confezioni. &Egrave; ammessa la commercializzazione del prodotto sfuso
direttamente al consumatore presso l’impresa di produzione, a condizione che lo stesso sia collocato in specifici scomparti o recipienti recanti
un’etichetta, posta bene in vista, che riporti le stesse informazioni previste per le confezioni, come sotto specificato.
L’etichetta apposta sulle confezioni deve riportare le diciture &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; seguita dalla dicitura &laquo;Indicazione
Geografica Protetta&raquo; per esteso o in acronimo (IGP) nonch&eacute; le seguenti
il simbolo dell’Unione della Indicazione Geografica Protetta;
I &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; si sono affermati oltre
i confini nazionali - anche grazie alla presenza di burro e di agenti lievitanti che li rendono un prodotto a lunga conservazione particolarmente
adatto all’esportazione - al punto da essere tra i biscotti secchi italiani
pi&ugrave; conosciuti al mondo, pur mantenendo una forte identit&agrave; di biscotti
regionali. Rilevanti sono le esportazioni del prodotto in negozi alimentari specializzati nella vendita di prodotti italiani all’estero come testimoniano anche foto di confezioni di &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci
Toscani&raquo; destinate al mercato estero nonch&eacute; la partecipazione di produttori a fiere internazionali specifiche del settore (1986, IBA Faire
Hanburg).
e confezionatrice;
L’abbinamento con il &laquo;Vin santo&raquo;, anch’esso tipicamente legato
allo stesso territorio, ha contribuito alla reputazione internazionale dei
&laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; di biscotti da dessert, eccezionali da intingere nei vini liquorosi. Testimonianza ne sono i numerosi
ristoranti tipici toscani che offrono come dessert alla clientela i &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; in abbinamento al vin santo. Rilevante &egrave; l’articolo pubblicato dalla versione on-line del quotidiano &laquo;il
Giornale&raquo; del 15 novembre 2010 nel quale si riporta che i &laquo;Cantuccini
Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; in abbinamento al vin santo venivano richiesti dal presidente degli Stati Uniti per il suo menu di capodanno.
Per il prodotto destinato ai mercati internazionali pu&ograve; essere utilizzata la menzione &laquo;Indicazione Geografica Protetta&raquo; nella lingua del
Numerosissime sono le citazioni in blog di cucina, in ricettari presenti sul web, in guide turistiche (Guide enogastronomia &laquo;l’Italia dei
Dolci&raquo;, ed. Touring Club Italiano 2004), in numerosi Dizionari italiani (dal Grande Dizionario della Lingua Italiana di Salvatore Battaglia,
1962, al Dizionario della Lingua Italiana di Tullio De Mauro, 2000)
ed esteri (ad es. Larousse Online multilingue) che citano i &laquo;Cantuccini
Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; come biscotto tipico toscano e mostrano
il logo del prodotto, relativo all’immagine da utilizzare in abbinamento inscindibile con l’Indicazione Geografica Protetta.
Possono altres&igrave; figurare nell’etichettatura la dicitura &laquo;alle mandorle&raquo; e altre indicazioni facoltative a garanzia del consumatore e/o informazioni di carattere nutrizionale oltre all’uso di ragioni sociali e marchi
privati purch&eacute; non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre
in inganno l’acquirente. Sulla confezione pu&ograve; essere apposta un’indicazione che evidenzia la percentuale di mandorle contenuta nel prodotto.
&Egrave; pure ammesso l’uso di altri riferimenti veritieri e documentabili
che siano consentiti dalla normativa vigente e che non siano in contrasto
con le finalit&agrave; e i contenuti del presente Disciplinare.
La denominazione &laquo;Cantuccini Toscani&raquo;/&laquo;Cantucci Toscani&raquo; &egrave;
Il logotipo del prodotto consiste in un richiamo classico all’iconografia toscana: uno scudo con sfondo bianco al cui interno vi &egrave; un
paesaggio collinare stilizzato con cipressi in giallo oro Pantone 872
sovrastato dalla scritta &laquo;CANTUCCINI TOSCANI&raquo; o &laquo;CANTUCCI
TOSCANI&raquo; in carattere tipografico Copperplate Gothic in colore rosso
Pantone 187. La stessa tonalit&agrave; di rosso &egrave; ripresa nella parte inferiore
dello scudo, nel quale campeggia, ben visibile, la scritta &laquo;IGP&raquo; dello
stesso giallo oro del paesaggio. Il logotipo, pu&ograve; essere utilizzato anche
in bianco e nero come nella riproduzione sotto riportata.
14A04984
Domanda di modifica della denominazione registrata
&laquo;EKSTRA DEVIŠKO OLJČNO OLJE SLOVENSKE
ISTRE&raquo;.
Annotazione sul decreto di conferimento di onorificenza
dell’Ordine &laquo;Al merito della Repubblica italiana&raquo;.
Si comunica che &egrave; stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea - serie C n. 182 del 14 giugno 2014 a norma
dell’art. 50, paragrafo 2, lettera a) del Regolamento (UE) 1151/2012 del
Parlamento Europeo e del Consiglio sui regimi di qualit&agrave; dei prodotti
agricoli e alimentari, la domanda di modifica, presentata dalla Slovenia ai sensi dell’art. 53 del Reg. (UE) 1151/2012, del disciplinare della
denominazione registrata per il prodotto entrante nella categoria &laquo;Oli
e grassi (burro, margarina, olio ecc.)&raquo; - &laquo;Ekstra Deviško Oljčno Olje
Slovenske Istre&raquo;.
Copia della predetta domanda contenente la descrizione del disciplinare di produzione &egrave; disponibile presso il Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali - Dipartimento delle politiche competitive
della qualit&agrave; agroalimentare, ippiche e della pesca - Direzione Generale
per la promozione della qualit&agrave; agroalimentare e dell’ippica - EX PQA
III, Via XX Settembre n. 20 - Roma, per gli operatori interessati, i quali
potranno prenderne visione, trarne copia e formulare eventuali osservazioni entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del presente comunicato, ai sensi dell’art. 51, paragrafo 1, secondo comma, del predetto
Su disposizione del Cancelliere dell’Ordine si &egrave; provveduto, ai sensi dell’art. 11 del D.P.R. 13 maggio 1952, n. 458, all’annotazione degli
estremi della sentenza del Tribunale di Genova in data 13 novembre
2008, passata in giudicato con sentenza della Corte di Appello di Genova il 5 luglio 2012, comportante la privazione temporanea delle onorificenze di Ufficiale e Commendatore dell’Ordine &laquo;Al merito della Repubblica italiana&raquo; al Dottore Francesco Gratteri (DD.P.R. 2 giugno 1999
e 2 giugno 2001. Supplemento ordinario n. 167 alla Gazzetta Ufficiale
n. 238 dell’11 ottobre 2000, pag. 12, colonna n. 1, rigo n. 45 - elenco
Ufficiali Nazionali del Ministero dell’Interno - e supplemento ordinario
n. 186 alla Gazzetta Ufficiale n. 219 del 18 settembre 2002, pag. 16, rigo
n. 10 - elenco Commendatori Nazionali del Ministero dell’Interno -.
L’insignito &egrave; stato infatti condannato, perch&egrave; ritenuto responsabile
del reato di falso ideologico in atto pubblico in concorso, ai sensi degli
articoli 479, 110, 61 n. 2 c.p., alla pena della reclusione di anni quattro,
pena poi ridotta di anni tre per effetto del condono di cui alla legge
241/2006, nonch&egrave; alla pena accessoria di anni cinque di interdizione dai
pubblici uffici, cui consegue ope legis la sospensione dell’onorificenza
per il periodo di interdizione.
14A04983
14A05004
Su disposizione del Cancelliere dell’Ordine si &egrave; provveduto, ai
sensi dell’art. 11 del D.P.R. 13 maggio 1952, n. 458, all’annotazione
degli estremi della sentenza del Tribunale di Genova in data 13 novembre 2008, passata in giudicato con sentenza della Corte di Appello di Genova il 5 luglio 2012, comportante la privazione temporanea
dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine &laquo;Al merito della Repubblica italiana&raquo; al Dottore Gilberto Roman Guglielmo Caldarozzi (D.P.R.
2 giugno 1999. Supplemento ordinario n. 167 alla Gazzetta Ufficiale
n. 238 dell’11 ottobre 2000, pag. 13, colonna n. 1, rigo n. 45 - elenco
Cavalieri Nazionali del Ministero dell’Interno -.
articoli 479, 110, 61 n. 2 c.p., alla pena della reclusione di anni quattro e mesi otto, pena poi ridotta di anni tre per effetto del condono di
cui alla legge 241/2006, nonch&egrave; alla pena accessoria di anni cinque di
interdizione dai pubblici uffici, cui consegue ope legis la sospensione
dell’onorificenza per il periodo di interdizione.
14A05003
2008, passata in giudicato con sentenza della Corte di Appello di Genova il 5 luglio 2012, comportante la privazione temporanea dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine &laquo;Al merito della Repubblica italiana&raquo;
al Dottore Vincenzo Canterini (D.P.R. 2 giugno 1987. Supplemento
ordinario n. 67 alla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 26 luglio 1988, pag.
16, colonna n. 2, rigo n. 68 - elenco Cavalieri Nazionali del Ministero
dell’Interno -.
14A05005
Su disposizione del Cancelliere dell’Ordine si &egrave; provveduto, ai sensi dell’art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica 13 maggio
1952, n. 458, all’annotazione degli estremi della sentenza del Tribunale
di Genova in data 13 novembre 2008, passata in giudacato con sentenza
della Corte di Appello di Genova il 5 luglio 2012, comportante la privazione temporanea dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine &laquo;Al merito della Repubblica italiana&raquo; al Dottore Giovanni Luperi (decreto del
Presidente della Repubblica 27 dicembre 1996. Supplemento ordinario
n. 186 alla G.U. n. 217 del 17 settembre 1997, pag. 12, colonna n. 4, rigo
n. 71 - elenco Cavalieri Nazionali del Ministero dell’interno.
artt. 479, 110, 61 n. 2 c.p., alla pena della reclusione di anni quattro,
241/2006, nonch&eacute; alla pena accessoria di anni cinque di interdizione dai
per il priodo di interdizione.
14A05006
degli estremi della sentenza della Corte di Assisi di Appello di Bologna
emessa in data 26 ottobre 2006 - passata in giudicato dal 4 giugno 2009 comportante la privazione temporanea dell’onorificenza di Cavaliere al
tenente Colonnello Gino Fata Livia (d.P.R. 2 giugno 1999. Supplemento
ordinario n. 161 alla G.U. n. 182 del 5 agosto 2002, pag. 22, rigo n. 39 elenco Cavalieri Nazionali della Previdenza del Consiglio dei Ministri -.
L’insignito &egrave; stato infatti condannato, alla pena di anni due mesi
otto e giorni venticinque ed alla pena accessoria dell’interdizione dei
Pubblici Uffici per la durata di anni due e mesi otto, che comporta, ope
legis, la sospensione delle onorificenze per il periodo interdetto, con il
condono dell’intera reclusione per i seguenti reati: concussione (art. 317
c.p.), concussione continuata (artt. 81 - 317 c.p.) e peculato (art. 314
A carico dell’Ufficiale &egrave; stata emessa, altres&igrave;, dal Tribunale Militare di Verona in data 29 ottobre 2009 anche una sentenza - divenuta
irrevocabile il 29 novembre 2009 - che lo condanna alla pena complessiva di anni due mesi otto e giorni venticinque di reclusione militare,
interamente condonata, per i reati di malversazione in danni di militari e
peculato militare (artt. 215 e 216 c.p.m.p.).
14A05164
estremi della sentenza della Corte Militare di Appello emessa in data
3 febbraio 2010 - passata in giudicato il 20 gennaio 2011 - comportante
la privazione temporanea dell’onorificenza di Cavaliere al Capitano di
Corvetta Antioco Esposito, d.P.R. 2 giugno 1998. Supplemento ordinario n. 172 alla G.U. n. 213 del 10 settembre 1999, pag. 18, colonna n. 3,
rigo n. 28 - elenco Cavalieri Nazionali della Presidenza del Consiglio
dei Ministri -.
L’insignito &egrave; stato infatti condannato, per il reato di peculato militare aggravato e continuato (artt. 61, n. 7, 81 c.p.v. C.P.; 47, n. 2, 215
C.P.M.P) alla pena di anni tre di reclusione militare, interamente condonata, con l’applicazione della pena accessoria della rimozione del
grado ed esclusione della degradazione. L’art. 29 del C.P. prevede che
la condanna alla reclusione per un periodo di tempo non inferiore ai tre
anni importa la pena accessoria dell’interdizione dei pubblici uffici per
la durata di anni cinque, comportante ope legis, la sospensione dell’onorificenza per il periodo interdetto.
14A05165
estremi della sentenza della Corte di Appello di Genova emessa in data
14 luglio 2009 - passata in giudicato dal 10 marzo 2011 - comportante la
privazione temporanea dell’onorificenza di Cavaliere al Tenente Colonnello Michele Riccio (d.P.R. 27 dicembre 1993. Supplemento ordinario
n. 30 alla G.U. n. 56 dell’8 marzo 1995, pag. 26, colonna n. 3, rigo n. 19
- elenco Cavalieri Nazionali del Ministero della Difesa -.
L’insignito &egrave; stato infatti condannato alla pena di anni quattro
e mesi dieci di reclusione ed euro 20.000 di multa, per i reati di cui
all’art. 73 d.P.R. 309/90 ed altri 61 n. 9 C.P.
Al tenente Colonnello Riccio &egrave; stata, altres&igrave;, comminata la pena
accessoria dell’interdizione dei Pubblici Uffici per la durata di anni cinque, che comporta, ope legis, la sospensione delle onorificenze per il
periodo interdetto.
14A05166
Su disposizione del Cancelliere dell’Ordine, ai sensi dell’art. 11
del d.P.R. 13 maggio 1952, n. 458, si comunica che - sui decreti di
conferimento delle onorificenze dell’Ordine “Al merito della Repubblica italiana” concesse al dottore Duilio Poggiolini - si &egrave; provveduto
all’annotazione della sentenza emessa dalla Corte di Appello di Napoli
n. 1703/02 del 24 maggio 2002, divenuta irrevocabile in data 27 ottobre
2003, in parziale riforma della sentenza emessa il 20/21 luglio 2000 dal
Tribunale di Napoli, con la quale il predetto insignito &egrave; stato condannato
alla pena di anni quattro e mesi quattro di reclusione.
Al dottor Poggiolini &egrave; stata comminata la pena accessoria dell’incapacit&agrave; di contrattare con la P.A. per anni uno e mesi sei, nonch&egrave;
dell’interdizione dai pubblici uffici per anni cinque, che comporta, ope
legis, la sospensione delle onorificenze per il periodo interdetto.
Il predetto, inoltre, &egrave; stato condannato dalla Sezione Terza Giurisprudenziale Centrale d’Appello della Corte dei Conti, al pagamento di
euro 5.164.569,00 per danni arrecati alla Pubblica Amministrazione. La
richiesta di condanna, in solido, &egrave; stata comminata in quanto lo stesso,
nell’ambito delle responsabilit&agrave; che rivestiva nella P.A., aveva prodotto
un danno erariale derivato dalla ingiustificata lievitazione della complessiva spesa farmaceutica erogata dal Servizio Sanitario Nazionale,
determinata dalla violazione degli obblighi di servizio e da illecite interferenze nei procedimenti amministrativi di determinazione e revisione
dei prezzi dei farmaci (in sede CIP) e della loro registrazione e/o classificazione nel prontuario terapeutico.
Il dottor Duilio Poggiolini era stato insignito delle onorificenze di
Cavaliere, Ufficiale e Grande Ufficiale, conferite, rispettivamnete, con
dd.P.R. in data 27 dicembre 1966, 2 giugno 1973 e 2 giugno 1974.
Le comunicazioni dei conferimenti onorifici del predetto sono
state a suo tempo pubblicate nel Supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 255 del 12 ottobre 1967, pag. 22, terza colonna, rigo n. 61,
(elenco Cavalieri Nazionali del Ministero della Sanit&agrave;), nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 259 del 6 ottobre 1973, pag. 7,
quarta colonna, rigo n. 61, (elenco Ufficiali Nazionali del Ministero
della Sanit&agrave;) e nel Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 10
dell’11 gennaio 1975, pag. 23, terza colonna, rigo n. 70, (elenco Grandi
Ufficiali Nazionali del Ministero della Sanit&agrave;).
14A05167
estremi della sentenza della Corte di Appello di Roma emessa in data 8 novembre 1999 - passata in giudicato dal 24 dicembre 1999 - comportante la
privazione temporanea dell’onorificenza di Cavaliere al Signor Maurizio Bonfissuto (d.P.R. 2 giugno 2013. Supplemento ordinario n. 62 alla G.U.
n. 216 del 14 settembre 2013, pag. 20, rigo n. 3 - elenco Cavalieri Nazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri -.
L’insignito &egrave; stato infatti condannato a sette mesi di reclusione, nonch&eacute; al pagamento in solido delle spese del processo, per i reati di cui agli
artt. 61 n. 9 C.P.; 110 C.P.; 582 C.P., 605 2&deg; comma C.P.; unitamente alla pena accessoria della interdizione dei pubblici uffici per la durata di un
anno che comporta, “ope legis”, la sospensione delle onorificenze per il predetto periodo. Pene sospensione e non menzione per tutti gli imputati.
14A05168

References: art. 27
 art. 16
 art. 27
 art. 16
 art. 14
 art. 11
 art. 14
 art. 17
 art. 1
 articolo 8
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza

 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza