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Timestamp: 2020-04-10 04:47:53+00:00

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ABRUZZO Legge regionale Abruzzo 4 giugno 1991, n°20 "Normativa regionale in materia di prevenzione dell’inquinamento da onde elettromagnetiche" come modificata ed integrata dalla Legge regionale Abruzzo 11 febbraio 1992, n°12 "Modifica Legge regionale 4 giugno 1991 n°20" e dalla Legge regionale Abruzzo 2 agosto 1997, n°77 "Modificazioni ed integrazioni alla L.R. 4.6.1991, n°20" - Aeranti
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LEGGE REGIONALE ABRUZZO 4 GIUGNO 1991, N. 20
“Normativa regionale in materia di prevenzione dell’inquinamento da onde elettromagnetiche” come modificata ed integrata dalla Legge Regionale 11 febbraio 1992 n. 12 e dalla Legge Regionale 2 agosto 1997 n. 77
(pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo n. 19 del 1° luglio 1991)
La Regione Abruzzo, al fine di salvaguardare l’ambiente e tutelare la salute della popolazione dall’esposizione ai campi elettromagnetici, con la presente legge disciplina gli insediamenti di emittenza radio e radiotelevisiva nel proprio territorio, nel rispetto della vigente normativa nazionale.
L’installazione di impianti fissi oppure mobili, nuovi e degli impianti esistenti, con potenza massima immessa in antenna superiore a 5 W, per gli impianti fissi, oppure superiore a 7 W, per gli impianti mobili è subordinata ad autorizzazione regionale.
Allo stesso regime sono soggetti gli impianti esistenti che comportano esposizione in campo vicino o su cui si intende intervenire con modifiche tali da determinare il superamento dei limiti di cui sopra alla potenza massima immessa in antenna.
La domanda di autorizzazione va trasmessa alla Regione Abruzzo, Assessorato alla Ecologia e Tutela Ambientale, e deve essere corredata: dal progetto dettagliato dell’installazione, con evidenziati i parametri essenziali di cui al successivo art. 4; da una descrizione della zona scelta per effettuare l’installazione con particolare riferimento all’insediamento di altri trasmettitori preesistenti.
Notifica degli impianti di emittenza radiotelevisiva
Nella notifica debbono essere indicati :
– titolare della Ditta esercente l’impianto;
– ubicazione precisa dell’impianto;
– costruttore, tipo e modello della sorgente nel suo complesso e dei suoi componenti (generatori di segnale amplificatore, misuratore di potenza, antenna, ecc.), con tutte le relative caratteristiche tecniche di funzionamento;
– sua utilizzazione;
– frequenza e larghezza di banda utilizzata;
– massima potenza immessa in antenna.
Parametri essenziali per il progetto delle installazioni
I progetti di cui al precedente art. 2 debbono evidenziare i seguenti parametri tecnici:
costruttore, tipo e modello dell’antenna trasmittente;
caratteristiche di irradiazioni dell’antenna, quali: diagrammi di irradiazione orizzontale e verticale, completi della scala, inclinazione sull’orizzonte dell’asse di massima irradiazione; direzione di questo asse con riferimento ai punti cardinali; guadagno dell’antenna (valore numerico ed in decibel); altezza dell’asse di massima irradiazione dalla base del traliccio o palo cui è ancorata l’antenna;
frequenza portante o canale di trasmissione;
altitudine e coordinate geografiche del punto o zona di installazione con il corredo di carte topografiche nelle quali sono evidenziate le caratteristiche altimetriche e gli insediamenti abitativi della zona circostante l’installazione;
precisazioni di quali e quanti altri trasmettitori sono installati nella zona interessata.
La Giunta Regionale, acquisito per gli aspetti urbanistici ed edilizi il parere dei Comuni interessati e l’autorizzazione tecnico-sanitaria della USL territorialmente competente, rilascia previa istruttoria del Settore Ecologia e tutela dell’Ambiente l’autorizzazione all’installazione di cui al precedente art. 2, dopo il parere tecnico rilasciato dal Comitato Tecnico Scientifico di cui all’art. 8. Le autorizzazioni regionali per impianti con potenza superiore a 350 W vengono rilasciate solo su aree, individuate dai Comuni fuori dai centri abitati, e comunque, fuori dalle zone già destinate all’edificabilità dallo strumento urbanistico comunale. Tali aree devono avere una fascia di rispetto costituita da una zona inabitata avente un raggio determinato in funzione delle potenze e delle frequenze da installare e, comunque, non inferiore 1.000 m., misurato a partire dalla perimetrazione dell’area individuata. Nella suddetta zona di rispetto non possono essere rilasciate concessioni edilizie o autorizzazioni relative ad opere di civile abitazione, rurali o accessori ad essi. L’approvazione, da parte dei comuni, della localizzazione delle suddette aree a servizio degli impianti di emittenza, costituisce variante automatica allo strumento urbanistico comunale per l’uso di destinazione in oggetto. Le autorizzazioni regionali per gli altri impianti che comportano esposizione in “campo lontano” vengono rilasciate solo su apposite aree individuate dai Comuni. Tali aree devono avere una fascia di rispetto di 50 metri dai più vicini insediamenti abitativi esistenti o per i quali è già stata rilasciata concessione edilizia. Nelle aree, come sopra individuate e nelle relative zone di rispetto non possono essere superati i valori limiti del campo elettromagnetico di cui all’art. 7.
L’esame preventivo del progetto delle installazioni di cui al precedente art. 2, nonché la vigilanza tecnica ed il controllo sono esercitati dal Presidio Multizonale di prevenzione competente per territorio, ai sensi della L.R. 1.7.87, n. 37.
Il suddetto presidio multizonale, per ogni insediamento di trasmettitori, provvede alla verifica del rispetto dei limiti di esposizione globale, come stabilito al successivo art. 7, precisando i limiti da non superare per ogni installazione ed effettuando, per ogni impianto, le misurazioni di controllo ad installazione avvenuta e funzionante, nel contesto di tutti gli impianti esistenti e funzionanti nella zona di ubicazione degli stessi. Di tali valori il presidio multizonale ne da comunicazione al Settore Ecologia e Tutela dell’ambiente della Regione, al Comune dove si trova ubicata l’area di installazione, al Ministero delle Poste e delle Telecomunicazioni e al Ministero della Sanità – ISPESL.
Nei casi di superamento dei limiti di cui al successivo art. 7, il Sindaco sospende il funzionamento delle emittenti che concorrono a determinare il superamento mediante ordinanza sindacale. Se entro i successivi 60 gg. l’emittente inadempiente non risultasse in regola con le disposizioni di legge, la Regione revoca l’autorizzazione ai sensi dell’art. 2 della presente legge. Il superamento anche temporaneo, dei limiti di cui al successivo art. 7 della presente legge da parte dei soggetti titolari degli impianti esistenti, è punito con sanzione amministrativa da lire 20.000.000 a lire 50.000.000 per ogni singola fonte di emissione responsabile, oltre le sanzioni amministrative già previste dalla normativa vigente.
Limiti di esposizione ai campi elettromagnetici per la popolazione
valore efficace del campo elettrico 60 V/m
valore efficace del campo magnetico 0,2 A/m
densità di potenza media (non, significativa in questo intervallo di frequenza).
valore efficace del campo elettrico 20V/m
valore efficace del campo magnetico 0,05 A/m
densità di potenza media 1 W/m².
valore efficace del campo elettrico 40 V/m
valore efficace del campo magnetico 0,1 A/m
densità di potenza media 4 W/ m².
– dal Componente la Giunta Regionale preposto al Settore Ecologia e Tutela dell’ambiente che lo presiede o da un funzionario del Settore Ecologia e tutela dell’Ambiente dallo stesso delegato;
– da 4 esperti del campo di nomina della Giunta Regionale;
– da 1 tecnico esperto designato dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni;
– da 1 rappresentante del Ministero della Sanità – ISPESL;
– da 1 rappresentante delle Associazioni di difesa dei consumatori designato dalla Consulta delle Associazioni per la tutela dell’Ambiente riconosciute dal Ministero dell’Ambiente ai sensi della legge 349/86;
– da 1 rappresentante delle associazioni delle emittenti private radiotelevisive;
– da 1 rappresentante per ciascuna delle seguenti Associazioni: ANCI, UNCEM ed UPI;
– da 1 dipendente regionale con qualifica non inferiore all’VIII designato dal componente la Giunta Regionale preposto al Settore Urbanistica e Beni Ambientali.
Il Comitato esprime parere sui progetti di cui all’art. 2, fissa i criteri da seguire per le rilevazioni sperimentali ed i criteri tecnici per gli interventi di bonifica e propone ogni altro intervento utile alla prevenzione dall’inquinamento dell’ambiente da onde elettromagnetiche. Ai componenti del Comitato spetta, se dovuto, il compenso ed il trattamento economico di missione nella misura stabilita dalla L.R. n. 15 del 2 febbraio 1988 o da eventuali leggi modificative od integrative.
Impianti esistenti – Norma transitoria
Nel caso in cui la richiesta di autorizzazione è respinta la Regione comunica il diniego alle emittenti con invito a procedere alla disattivazione degli impianti entro 30 gg.. In caso di mancata osservanza da parte delle emittenti, la Regione commina la sanzione di cui all’art. 6 e contestualmente ne da comunicazione al Sindaco competente per territorio affinchè provveda alla disattivazione degli impianti in oggetto mediante ordinanza sindacale entro i 60 gg. successivi.
Ai fini dell’applicazione del presente articolo, sono equiparati, al diniego della autorizzazione, l’omessa richiesta di autorizzazione di cui al precedente comma 2, nonché il silenzio dell’amministrazione regionale decorsi 90 gg. dalla data di presentazione dell’istanza. I Comuni interessati individuano, entro tre mesi dall’entrata in vigore della presente legge, le aree fuori dai centri abitati in cui debbono essere trasferiti gli impianti fissi già esistenti. Tali aree devono avere le caratteristiche stabilite dal precedente art. 5 e comunicate alle emittenti insistenti sul territorio comunale. In caso di mancata individuazione da parte dei Comuni delle aree fuori dai centri abitati per il trasferimento degli impianti fissi esistenti nel termine suindicato o della mancanza di aree idonee ai sensi della presente legge, previa comunicazione alla Regione da parte dei Comuni interessati, provvederà in via sostitutiva nei successivi tre mesi, il Presidente della Giunta Regionale.
Data a L’Aquila, addì 4 giugno 1991

References: art. 4
 art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 7
 art. 7
 art. 7
 art. 5