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Timestamp: 2020-07-10 19:34:59+00:00

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Venerdì 03 Febbraio 2012 17:54	Anna Esposito
L'istituto della litispendenza, ossia della contemporanea pendenza della stessa causa, presuppone la pendenza effettiva sul ruolo, avvertendosi che le cause non riassunte si trovano in uno stato di quiescenza, cioè non sono in corso di regolare svolgimento. Improponibilità della domanda ex artt. 145 e 148 (richiesta incompleta): infondatezza per mancata richiesta - da parte della compagnia di assicurazione - delle necessarie integrazioni (Giudice di Pace di Ottaviano - sentenza 30.09.2011)
nella causa civile iscritta al numero 378/09 del Ruolo Generale degli affari contenziosi avente ad oggetto: risarcimento danni derivante dalla circolazione di autoveicoli, vertente
BBB Mmm nato a <...> il 4, C.F.<...>: , nello stesso comune residente alla Via <...>, elettivamente domiciliato in <...>, alla Via Lll Ccc, 5, nello studio dell'avvocato Vvv Mmm, che lo difende e lo rappresenta in virtù di procura a margine dell'atto di citazione in giudizio;
S.p.A. Assicurazioni, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, difesa e rappresentata, in virtù di procura in calce alla copia notificata dell'atto introduttivo del giudizio, dagli avvocati Fff Ppp e Ggg Bbb, i quali hanno dichiarato di voler ricevere le comunicazioni al numero di fax 0000000 o all'indirizzo di posta elettronica: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , elettivamente domiciliata in <...>, alla Via Aaa Mmm, nello studio dell'avvocato Ccc Rrr;
NONCHE' IL
RRR Aaa, residente in <...>, alla Via <...>, 6;
All'udienza del 16 settembre 2011, le parti concludevano come da relativo verbale.
Passando ad esaminare le ragioni di diritto della decisione, rileva osservare che va dichiarata la contumacia del RRR Aaa, ritualmente citato e non costituitosi in giudizio.
Ancora in via preliminare, va dichiarata la proponibilità della domanda avendo il BBB Mmm documentalmente provato di aver ottemperato all'onere previsto dalle disposizioni vigenti in subiecta materia, mediante lettera spedita a mezzo del servizio postale in raccomandazione e con avviso di ricevimento e di aver lasciato decorrere, per la instaurazione del presente giudizio, lo spatium deliberandi previsto dalla medesima normativa.
Rileva, altresì, osservare che sono da ritenere sussistenti la rispettiva legittimatio ad causam delle parti (condizione dell'azione), nonché la loro rispettiva titolarità del rapporto sostanziale dedotto in giudizio (questione di merito), provate dalla documentazione ritualmente prodotta.
Destituita di fondamento giuridico è l'eccezione di nullità della citazione, formulata dalla convenuta S.p.A., subito osservandosi che l'atto di vocatio in ius contiene tutti i requisiti previsti dall'articolo 318 c.p.c. e l'oggetto della domanda risulta chiaro e determinato. Sul punto rileva osservare che nel giudizio dinanzi al giudice di pace il contenuto dell'atto di citazione è disciplinato dal citato articolo 318 c.p.c., il quale prescrive che il medesimo deve contenere l'indicazione del giudice, delle parti, l'esposizione dei fatti e l'indicazione dell'oggetto e deve ritenersi nullo solo nel caso in cui dall'esame complessivo dell'atto non sia identificabile o risulti sommariamente incerto il bene giuridico al cui conseguimento tende l'azione proposta (Cass. n. 8074 del 4 giugno 2002 ). Va, pertanto, disattesa l'eccezione de qua.
Parimenti infondata è l'eccezione di improponibilità della domanda. Sul punto giova osservare che, a parere di questo giudice, non è vincolante l'onere imposto al danneggiato dagli articoli 145 e 148 del decreto legislativo n. 209 del 2005, se l'impresa di assicurazione, di fronte ad una richiesta incompleta del danneggiato, pur potendo, non ha richiesto l'integrazione dei dati e dei documenti nella fase stragiudiziale, rinunciando, così, al vantaggio, offerto dalla citata norma, di ottenere un nuovo decorso dello spatium deliberandi, conseguendone, si ripete, la proponibilità della domanda de qua.
- Va disattesa la richiesta di sospensione o interruzione del presente giudizio, non ravvisandosi, nella fattispecie ora allo scrutinio di questo giudice, i presupposti per la loro applicabilità. Al riguardo rileva osservare che per costante giurisprudenza l'istituto della litispendenza, ossia della contemporanea pendenza della stessa causa presuppone la pendenza effettiva sul ruolo, avvertendosi che le cause non riassunte si trovano in uno stato di quiescenza, cioè non sono in corso di regolare svolgimento.
La Suprema Corte ha puntualizzato che ove il primo giudizio venga riattivato mediante riassunzione, i rapporti tra i due procedimenti relativi alla stessa domanda sono regolati dagli articolo 39 e 273 c.p.c., a seconda che la contemporanea pendenza sia davanti a giudici diversi ovvero davanti allo stesso giudice o ad un giudice o ad una diversa sezione dello stesso Tribunale ( Cass. 2 agosto 1993, n. 8522 ).
Orbene, nel caso in esame, alla notificazione della prima citazione in giudizio non è seguita la iscrizione a ruolo della causa quindi non è configurabile una effettiva pendenza sul ruolo della causa, conseguendone l'infondatezza della eccezione sollevata dalla convenuta S.p.A..
Nel merito, la domanda tendente al risarcimento dei danni che il BBB Mmm assume di aver sofferto in qualità di proprietario dell'autovettura Mercedes; targata XX000XX, non è meritevole di accoglimento, risultando decisiva la consulenza tecnica di ufficio espletata dall'ingegnere Eee Aaa, docente di Costruzioni di Autoveicoli presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, le cui integrali risultanze superano l'efficacia probatoria delle divergenti emergenze processuali.
Il nominato consulente tecnico di ufficio, all'esito dei propri accertamenti, dagli elementi probatori in proprio possesso, dall'ispezione dei luoghi del sinistro, dalla documentazione fotografica, riferiva non sussistere compatibilità tra i danni che l'attore assumeva essere stati subiti dal proprio veicolo e la dinamica allegata.
In particolare il nominato consulente tecnico di ufficio afferma che «.... se si ipotizza una traiettoria tale da verificare la compatibilità dei danni lamentati alla parte anteriore del veicolo attoreo con la dinamica prospettata, non vi è compatibilità con i danni lamentati alla posteriore. Viceversa se si ipotizza una traiettoria tale da verificare la compatibilità dei lamentati alla parte posteriore, non vi è compatibilità con i danni lamentati alla parte anteriore ... È emersa la non compatibilità dei danni lamentati dalla parte attrice come conseguenza diretta della collisione dei veicoli secondo la dinamica rappresentata dalla parte attrice stessa .... » ( testuale ). Il nominato consulente tecnico di ufficio precisa che per quanto riguarda l'urto diretto, osservando la foto numero 2 allegata alla produzione di parte attrice, si notano segni dei strusciata interessanti il lato destro del paraurti posteriore con la conseguente rottura del fanale corrispondente; non sono visibili deformate pronunziate. D'altra parte, però, essendo il tratto di strada S.S. 268 percorso dai due veicoli in prossimità dell'incrocio con Via Romani, largo circa 4 metri e non avendo, quindi, la larghezza sufficiente perché il veicolo Lancia Y possa aver urtato, o meglio strusciato, con la propria parte anteriore, il lato destro del paraurti posteriore, è facile dedurre che l'urto poteva aversi nella parte spigolare destra del paraurti posteriore, non potendo produrre quindi il tipo di danno riscontrato nella suddetta foto 2, conseguendone l'incompatibilità tra i segni d'urto rinvenuti sul lato destro del paraurti posteriore.
D'altra parte, continua il C.T.U., se pur si ammettesse che il veicolo attoreo si trovasse quasi trasversalmente all'asse della carreggiata della S.S. 268, in seguito alla manovra di svolta a destra, così da giustificare i danni riscontrati sul lato destro del paraurti posteriore del veicolo Mercedes, allora emerge in modo ancora più palese l'incompatibilità tra la traiettoria descritta dal veicolo attoreo e l'urto indiretto contro il muro perché in tal caso esso avrebbe impattato contro il muro con il lato sinistro e non sarebbero giustificati i danni rinvenuti sul lato anteriore destro.
Le valutazioni dell'ingegnere Eee Aaai risultano corrette nell'impostazione, esaurienti nell'indagine e nella motivazione, suffragate da condivisibili considerazioni logiche coerenti con la documentazione acquisita non contrastate da alcun rilievo tecnico scientifico di parte attrice idoneo a superare le conclusioni del C.T.U..
In ragione della incompatibilità per tipologia dei danni rispetto alla dinamica allegata consegue il rigetto della domanda.
Considerata la natura della causa, nonché il comportamento processuale delle parti, ritiene questo giudice che sussistono giusti motivi per compensare tra le stesse le spese di lite, tranne quelle di C.T.U. che pone a carico del BBB Mmm, conseguendone la condanna di quest'ultimo al pagamento della somma di £ 530,00, a favore della S.p.A. Assicurazioni, a carico della quale erano state provvisoriamente poste le suddette spese di C.T.U..
Il Giudice di Pace di Ottaviano, avvocato Anna Esposito, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta dal BBB Mmm nei confronti del RRR Aaa e della S.p.A. Assicurazioni, in persona dei suo legale rappresentante pro tempore, ogni altra domanda ed eccezione disattese, così provvede:
1 ) dichiara la contumacia del RRR Aaa;
2 ) rigetta la domanda;
3 ) compensa tra le parti le spese processuali, tranne quelle di C.T.U., che pone a carico del BBB Mmm;
4) condanna il BBB Mmm al pagamento, a favore della S.p.A. Assicurazioni, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, della somma di E 530,00. Così deciso in Ottaviano il 30 settembre 2011
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Restitutio in integrum.

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