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1 LA RIFORMA DEL CONDOMINIO CHE COSA CAMBIA PER LA FAMIGLIA A cura di Saverio Fossati
2 LA RIFORMA DEL CONDOMINIO
3 Biblioteca Multimediale de Il Sole 24 ORE Settimanale - N. 3/2012 novembre 2012 Registrazione Tribunale di Milano n. 415 del Direttore responsabile: Roberto Napoletano Proprietario ed Editore: Il Sole 24 ORE S.p.A. Sede legale, redazione e direzione: Via Monte Rosa n. 91, Milano Il volume è stato chiuso in redazione il 25 novembre 2012 Da vendersi in abbinamento al quotidiano Il Sole 24 ORE Progetto grafico copertine e interni e impaginazione: Marco Pennisi & C.
4 LA RIFORMA DEL CONDOMINIO CHE COSA CAMBIA PER LA FAMIGLIA A cura di Saverio Fossati
5 Un ringraziamento in tempo reale a chi ha preparato a tempo di record i testi di base: Augusto Cirla, Eugenio Correale, Edoardo Riccio, Giovanni Tucci e Silvio Rezzonico. Ma anche a chi i testi aveva preparato per il Sole durante le fasi di formazione della riforma: Glauco Bisso, Paolo Gatto, Vincenzo Nasini, Luana Tagliolini, Gian Vincenzo Tortorici, Marco Zandonà.
6 SOMMARIO PREFAZIONE UNA RIFORMA DOPO 70 ANNI: ADESSO BISOGNA STUDIARLA 7 CAPITOLO 1. IL NUOVO CONDOMINIO 11 LE NOZIONI DI BASE 11 IL REGOLAMENTO CONDOMINIALE 22 LE TABELLE MILLESIMALI 24 IL CONTENZIOSO 29 DOMANDE & RISPOSTE 39 CAPITOLO 2. L ASSEMBLEA 43 I NUMERI PER DECIDERE 43 Tabella1 - LE NUOVE MAGGIORANZE PER DECIDERE 51 DOMANDE & RISPOSTE 53 CAPITOLO 3. L AMMINISTRATORE 57 SEMPRE PIÙ PROFESSIONISTI 57 DOMANDE & RISPOSTE 64 CAPITOLO 4. LE SPESE E IL FISCO 70 CHI PAGA E PERCHÉ 70 RISCALDAMENTO E CONDIZIONAMENTO 77 L ASSICURAZIONE 82 IL FISCO 85 Tabella 2 - CONDOMINIO: CHI PAGA 90 DOMANDE & RISPOSTE 93 LA RIFORMA DEL CONDOMINIO 5
7 TUTTA LA DOCUMENTAZIONE SULLA RIFORMA Online l e-book del Sole 24 Ore Online è disponibile l e-book del Sole 24 Ore dedicato alla documentazione sulla riforma del condominio. L e-book contiene il testo delle nuove disposizioni votate dalle Camere; le modifiche al Codice civile e alle altre norme che regolano i rapporti in condominio; le schede di lettura della riforma, articolo per articolo, elaborate dal servizio studi del Senato. L e-book è scaricabile gratuitamente per gli utenti Pro e Pro Finanza del Sole 24 Ore. Chi non è in possesso di un abbonamento può acquistarlo a 3 euro con carta di credito/paypal su Shopping24 oppure direttamente con il credito del telefonino attraverso MobilePay. Su I VIDEO CON GLI ESPERTI Online gli esperti del Sole 24 Ore per spiegare ai lettori e a tutti i condòmini l Abc della riforma sui temi di maggiore impatto. Gratis sul sito del Sole 24 Ore: I video sono già disponibili in streaming.
8 PREFAZIONE UNA RIFORMA DOPO 70 ANNI: ADESSO BISOGNA STUDIARLA SAVERIO FOSSATI Una riforma che farà lavorare tutti: i condòmini, gli amministratori e anche gli avvocati e i magistrati. Dopo settant anni si toccano articoli del codice civile, arati da migliaia di sentenze della Cassazione, utilizzati in milioni di assemblee condominiali e citati in un infinito numero di lettere, libri e articoli di giornali specializzati e non. Forse è comprensibile l esitazione con la quale i parlamentari hanno messo mano alla faccenda, impiegando 11 anni e tre legislature per produrre una norma con parecchie inesattezze e contraddizioni che probabilmente origineranno nuovo contenzioso. Ma per altri aspetti queste nuove disposizioni semplificano e adattano alle esigenze di oggi norme che in effetti si rivolgevano, nel 1942, a forse un centinaio di migliaia di destinatari, mentre oggi quasi la metà della popolazione italiana vive in condominio. Vengono riconosciuti istituti allora inesistenti come il supercondominio, e vengono recepiti come norme orientamenti giurisprudenziali consolidati. Insomma, la rivoluzione è piccola ma c è. Proviamo a mettere in fila le dieci novità maggiori che interessano il popolo dei condomini: 1) nuove e pesanti responsabilità dell amministratore, che su richiesta dell assemblea dovrà munirsi di una polizza rc professionale e, tra l altro, perseguire chi non paga le rate entro sei mesi al massimo; 2) l amministratore sarà rinnovato automaticamente ogni anno salvo revoca esplicita ma non potrà più avere deleghe per l assemblea; 3) contabilità trasparente, obbligo di conto corrente condominiale e possibilità per il condòmino di verificare i conti in ogni momento; LA RIFORMA DEL CONDOMINIO 7
9 4) sarà possibile distaccarsi dall impianto di riscaldamento centralizzato, se non ci sono notevoli aggravi di spesa per gli altri; 5) i fornitori in credito con il condominio dovranno chiedere i soldi prima a chi è in ritardo con le rate e solo dopo a chi è in regola; 6) chi viola il regolamento condominiale dovrà pagare almeno 200 euro di sanzione; 7) il regolamento di condominio votato in assemblea non può vietare di detenere animali domestici; 8) il condominio potrà avere, su richiesta dell assemblea, un sito web; 9) per cambiare le tabelle millesimali quando sono intervenute variazioni a causa di sopraelevazioni o simili, che alterino per oltre il 20% il valore dell appartamento, basta una maggioranza di 501 millesimi e degli intervenuti all assemblea; 10) sarà possibile modificare le destinazioni d uso dei beni comuni, con una maggioranza speciale (l 80% di condòmini e millesimi), destinando per esempio il cortile a ospitare dei box Un aspetto importante da considerare è quello dell entrata in vigore della riforma: sei mesi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, quindi alla fine di maggio 2013; la pubblicazione non è ancora avvenuta, alla data di chiusura di questo volume. Ma cosa accadrà in questo periodo? Sembra evidente che le liti pendenti negli uffici giudiziari subiranno una battuta d arresto, per evitare che cause identiche arrivino a conclusioni diverse perché la sentenza viene pronunciata poco prima o poco dopo l entrata in vigore delle norme. Ma anche in assemblea si dovrà ponderare bene le 8 LA RIFORMA DEL CONDOMINIO
10 decisioni: se non esiste una maggioranza compatta o un orientamento generalmente favorevole si può anche approvare alla svelta una delibera. Ma se così non è, oppure la riforma prevede regole proprio diverse (come per il risparmio energetico, la videosorveglianza o gli impianti a banda larga), è meglio posticipare le decisioni, altrimenti il rischio di contenzioso diventa forte. Questa guida vuole essere un primo approccio, pratico e concreto, per quanto essenziale, alla riforma del condominio. Per questo i supporti che il Sole 24 Ore mette a disposizione sono di particolare utilità: a cominciare dall e-book, già disponibile online a soli 3 euro, con il testo del codice civile e delle leggi speciali già aggiornato con le modifiche della riforma, ai video gratuiti (sempre sul sito realizzati dai nostri esperti sugli aspetti salienti delle principali novità. Nota. Nei capitoli che seguono, e che rappresentano una traccia generale che i condomini possono utilizzare per orientarsi nel mondo della vita in condominio, le novità portate dalla riforma sono evidenziate in neretto, tranne che nel capitolo 3, quello dedicato all amministratore: tutte le norme del codice civile che lo riguardano sono state ribaltate e quindi l intero capitolo è da ritenersi una novità. In più, sono evidenziati su fondo grigio gli appunti sulle questioni più rilevanti. LA RIFORMA DEL CONDOMINIO 9
11 R Via Cola di Rienzo, Roma telefono fax mail: Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari Sono oltre settemila gli amministratori professionisti associati ANACI, l Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari, una sigla nella quale è racchiuso il patrimonio di storia ed esperienza di oltre trent anni di associazionismo degli amministratori immobiliari italiani. Nata nel gennaio del 1995, dalla fusione dell ANAI (Associazione Nazionale Amministratori Immobiliari, costituitasi nel 1970) con l AIACI (Associazione Italiana Amministratori di Condominio ed Immobili, costituitasi nel 1974), è oggi l associazione di categoria maggiormente rappresentativa e presente con 105 sedi in tutte le province italiane dove, oltre a svolgere attività di formazione per i propri iscritti, organizza corsi di avviamento e qualificazione rivolti a chi, in maggioranza giovani, vuole conoscere più da vicino l attività dell amministratore immobiliare. ANACI ha fatto della formazione continua la propria bandiera, proprio per fornire ai clienti dei suoi iscritti una garanzia di alta professionalità e per raggiungere questo obiettivo ha inserito nel proprio statuto l obbligo, per ogni iscritto, di frequentare un numero minimo annuo di ore di aggiornamento così da mantenere un costante livello di professionalità e di preparazione. Una scelta certo non facile ma tesa, ancora una volta, ad elevare lo standard professionale dei propri iscritti a tutto vantaggio dell utente finale: il condomino. -
12 1. Il nuovo condominio Edoardo Riccio LE NOZIONI DI BASE Quello che bisogna sapere per iniziare Sotto la lente. Il condomino può rinunciare all utilizzo dell impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell impianto e per la sua conservazione e messa a norma. Il condominio esiste ogni volta che per un edificio ci sono almeno due proprietari e un bene comune: come il tetto, l androne, le scale. La villetta bifamiliare con appartamenti sovrapposti, a rigor di Codice, è un condominio che ha le sue parti comuni: il tetto, sicuramente, e (quasi sempre) il vialetto d accesso, le scale delle cantine, gli impianti fognari, le facciate. Perché il condominio esiste senza bisogno di alcuna formalità. In genere la situazione, nei micro condominii, si formalizza solo quando esplode il contenzioso: allora si utilizzano parole fino a quel momento ignote: tabelle, assemblea, maggioranza eccetera. Ma la grande maggioranza dei condomini vive in un condominio organizzato e consolidato, spesso anche con un regolamento. Chi abita in un appartamento in palazzo multipiano, pur essendo proprietario dei suoi locali, è costretto quindi a spartire con i vicini delle parti comuni: per esempio l androne dell edificio, i muri portanti, il cortile, il tetto, le scale. L esistenza di tali parti comuni porta all esistenza del condominio, cioè alla «costituzione automatica» di un ente che non ha nessun bisogno di essere creato per decisione comune, ma esiste di per sé, in quanto, appunto, esistono delle parti necessariamente comuni. Il discorso cambia quando il com- LA RIFORMA DEL CONDOMINIO 11
13 plesso non è verticale, ma orizzontale: per esempio si tratta di un gruppo di villette che hanno in comune una recinzioni o una portineria. Allora esiste una «comunione», regolata da norme differenti da quelle previste per il condominio. E costituire un condominio è una scelta e non un obbligo. Il condominio ha anche degli organi interni: l assemblea, che è una sorta di parlamento, e l amministratore, che si potrebbe paragonare al capo del Governo. L assemblea esiste sempre, perfino quando il condominio è composto da due soli appartamenti. Eleggere l amministratore è invece una scelta, ma solo se i condomini sono più di quattro: altrimenti la nomina si deve comunque fare. Infine, il condominio può avere un suo «codice», cioè il regolamento. La Riforma ha innalzato a otto il numero minimo di condomini oltre il quale è obbligatoria la nomina. Ha introdotto anche la possibilità per l amministratore dimissionario di fare ricorso all Autorità Giudiziaria per la nomina del nuovo legale rappresentante. In precedenza tale facoltà spettava unicamente ai condomini anche se alcuni Tribunali provvedevano ugualmente anche a seguito di ricorso presentato dall amministratore. In linea di massima le parti comuni condominiali appartengono a tutti e tutti debbono pagare. In pratica capita che alcune di esse possano materialmente essere di utilità solo ad alcuni. Pensiamo, per esempio, a un palazzo diviso in più scale: è evidente che le scale stesse e gli ascensori che le servono saranno utilizzate solo da coloro che per loro tramite raggiungono i loro appartamenti. Lo stesso discorso vale per antenne centralizzate, condutture, tetti, posti auto e così via. Il supercondominio. Il Codice civile affronta situazioni diverse nel secondo e terzo comma dell articolo Il secondo recita «se si tratta di cose destinate a servire i condomini in misura diversa, le spese sono ripartite in proporzione all uso che ciascuno può farne». Di qui il «condominio parziale». Se inoltre gli edifici sono tanti - con tetti e impianti autonomi - (al limite può trattarsi anche di singole villette) ma hanno in comune, per esempio, un garage, un giardino, una portineria o una caldaia che serve più stabili, allora si parla di «supercondominio». Sul punto la Riforma ha introdotto l articolo 1117 bis precisando che le disposizioni in materia di condominio si applicano, in quanto compatibili, in tutti i casi in cui più unità immobiliari o più edifici ovvero più condominii di unità immobiliari o di edifici abbiano parti comuni ai sensi dell articolo Si tratta, di fatto, dei cosiddetti supercondominii. Era un principio oramai pacifico anche in Giurisprudenza secondo la quale in tema di 12 LA RIFORMA DEL CONDOMINIO
14 condominio, la particolare comunione regolata dall art codice civile, e seguenti, si costituisce, ipso iure et facto, senza bisogno di apposite manifestazioni di volontà o altre esternazioni e tanto meno di approvazioni assembleari, nel momento in cui l unico proprietario di un edificio lo frazioni in più porzioni autonome la cui proprietà esclusiva trasferisca ad una pluralità di soggetti od anche solo al primo di essi, ovvero più soggetti costruiscano su un suolo comune, ovvero quando l unico proprietario di un edificio ne ceda a terzi piani o porzioni di piano in proprietà esclusiva, realizzando l oggettiva condizione del frazionamento che ad esso da origine (Cassazione Civile, 17 agosto 2011, n ). In questi casi vale la regola che decide e paga solo chi si serve della singola parte comune. Una sentenza della Cassazione, la n del 17 agosto 2011, ribadisce questo concetto ormai consolidatosi come maggioritario. A ben vedere, dunque, tutta la vicenda ruota intorno al rapporto di condominialità. Esso esprime il legame funzionale e/o materiale tra due beni, di modo che uno di essi sia legato all altro consentendo di usufruirne o agevolando ciò. Si pensi alla strada interna al complesso edilizio che conduce ai vari edifici o ancora al cancello che delimita e chiude l area di proprietà esclusiva. Si pensi ancora alle tubature del l impianto idrico, di proprietà comune a tutti i condomini fino al punto di diramazione verso i singoli appartamenti. Stesso discorso per l impianto di riscaldamento o per quello d illuminazione. Non di meno si applica lo stesso discorso per l alloggio e i locali usati dal portiere. Tutte cose che rendono possibile il pieno godimento delle unità immobiliari di proprietà esclusiva. Funzionalità ed accessorietà, quindi, rispetto alle unità immobiliari. Perché i partecipanti al supercondominio sono i singoli condomini e non le compagini che lo compongono. Ogni prassi o diverso accordo sarebbe illegittimo (si veda Cassazione, 13 luglio 1997 n. 5333). I millesimi di proprietà vanno, perciò, riparametrati per tener conto di questa eventualità. Un regolamento supercondominiale può creare dei limiti alla libertà delle scelte: in occasione della rifacitura degli intonaci, per esempio, potrebbe imporre che si utilizzi un determinato colore e un determinato materiale per tanti edifici distaccati. Sul funzionamento del supercondominio il legislatore della Riforma è intervenuto per rendere più agevole e snello il funzionamento delle assemblee che, altrimenti, rischiavano di fallire. Quando i partecipanti sono complessivamente più di sessanta, ciascun condominio deve designare, con la maggioranza di cui all articolo 1136, quinto comma Codice Civile (maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell edificio), il proprio LA RIFORMA DEL CONDOMINIO 13
15 rappresentante all assemblea per la gestione ordinaria delle parti comuni a più condominii e per la nomina dell amministratore. In mancanza, ciascun partecipante può chiedere che l autorità giudiziaria nomini il rappresentante del proprio condominio. Qualora alcuni dei condominii interessati non abbiano nominato il proprio rappresentante, l autorità giudiziaria provvede alla nomina su ricorso anche di uno solo dei rappresentanti già nominati, previa diffida a provvedervi entro un congruo termine. Condominio parziale o parziario La prevalente giurisprudenza è orientata nell individuare il condominio parziale tutte le volte in cui un bene risulti per obiettive caratteristiche strutturali e funzionali destinato al servizio e/o al godimento in modo esclusivo di una parte soltanto dell edificio in condominio, venendo in tal caso meno il presupposto per il riconoscimento di una contitolarità necessaria di tutti i condomini. Condominio minimo Il condominio minimo, diciamo sotto le cinque unità immobiliari o anche la classica villetta bi-trifamiliare con tetto e vialetto comuni, è spesso paralizzato dalla doppia maggioranza (numerica e per millesimi) e finisce, in molti casi, fuori dalla normativa condominiale. Ma si tratta di condominii a tutti gli effetti e se, per esempio, un condomino fa una spesa per le parti comuni senza che sia stata votata in assemblea gli altri potrebbero rifiutarsi di pagarne le quote. I beni comuni Sono quelle porzioni dell edificio condominiale funzionali all uso e al godimento delle singole proprietà esclusive e che sono in comproprietà tra tutti i condomini. Ci sono delle parti che necessariamente devono essere comuni quali le fondamenta dell edificio, i muri maestri, i tetti. Sono pure comuni i locali per la portineria e per l alloggio del portiere oppure per le caldaie del riscaldamento centrale, i cortili, i giardini e i parcheggi. Il codice civile, comunque, le elenca abbastanza in dettaglio. Si tratta di: suolo su cui sorge l edificio, le fondazioni, i muri maestri, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni d ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e in genere tutte le parti dell edificio necessarie all uso comune; i locali per la portineria e per l alloggio del portiere, per la lavanderia, per il riscaldamento centrale, per gli stenditoi e per altri simili servizi in comune; le opere, le in- 14 LA RIFORMA DEL CONDOMINIO
16 stallazioni, i manufatti di qualunque genere che servono all uso e al godimento comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli acquedotti e inoltre le fognature e i canali di scarico, gli impianti per l acqua, per il gas, per l energia elettrica, per il riscaldamento e simili, fino al punto di diramazione degli impianti ai locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini. Attenzione però, perché non tutti i condominii sono uguali. Alcune parti, benché destinate normalmente all utilizzo comune, negli atti di acquisto dei singoli appartamenti oppure nel regolamento di condominio possono essere invece attribuite in proprietà esclusiva a uno o ad alcuni condomini soltanto: il lastrico solare, cioè quella superficie terminale dell edificio che come il tetto svolge la funzione di copertura dell edificio stesso, può ad esempio essere assegnato in proprietà a un condomino, che ha diritto di apportarvi anche modifiche per migliorarne l uso, purché non in contrasto con il decoro architettonico dell edificio oppure con quanto previsto nel regolamento. Sempre parti comuni sono anche le opere, le installazioni e i manufatti che servono all uso e al godimento comune, come gli ascensori, le fognature, gli impianti per l acqua, per il gas, per l energia elettrica e per il riscaldamento fino al punto di diramazione ai singoli appartamenti. L articolo 1117 del Codice Civile, che individua le parti comuni, è stato oggetto di attenzioni da parte del Legislatore della Riforma il quale lo ha integrato adattandolo alle nuove realtà e chiarendo alcuni punti che erano poi stati risolti dalla Giurisprudenza (quale, ad esempio, i sottotetti). Secondo la nuova formulazione Sono oggetto di proprietà comune dei proprietari delle singole unita immobiliari dell edificio, anche se aventi diritto a godimento periodico e se non risulta il contrario dal titolo: 1) tutte le parti dell edificio necessarie all uso comune, come il suolo su cui sorge l edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate; 2) le aree destinate a parcheggio nonchè i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all uso comune; 3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l accesso a qualunque altro genere di LA RIFORMA DEL CONDOMINIO 15
17 flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche. In riferimento alle parti comuni, la Riforma ha introdotto il concetto di destinazione d uso precisando che questa può essere modificata per soddisfare esigenze di interesse condominiale. Viene da interrogarsi su cosa si debba intendere con tale espressione. La Cassazione ha ritenuto trattarsi di innovazione di cui all articolo 1120 del Codice Civile non solo l opera nuova ma anche il mutamento della destinazione originaria del bene. La semplice modifica mira invece a potenziare o a rendere piu comodo il godimento della cosa comune e ne lascia immutate la consistenza e la destinazione, in modo da non turbare i concorrenti interessi dei condomini (Cassazione Civile, Sez. II, n 21256). Occorre a questo punto considerare che nell articolo 1117 ter cambiano sia le modalità di convocazione dell assemblea sia le maggioranze richieste. Queste ultime sono maggiori rispetto a quelle richieste per le innovazioni. Se ne deduce che il Legislatore ha inteso con il nuovo termine un diverso e maggiore intervento sia rispetto alla semplice modifica sia rispetto alla innovazione il cui primo comma dell articolo 1120 del Codice Civile, si ricorda, è rimasto immutato. L intervento sulle parti comuni previsto dal nuovo articolo 1117 ter del Codice Civile richiede una modalità di convocazione dell assemblea diversa e maggioranze molto più elevate. La modifica è approvata dall assemblea, con un numero di voti che rappresenti i quattro quinti dei partecipanti al condominio e i quattro quinti del valore dell edificio. La convocazione dell assemblea deve obbligatoriamente avvenire con una duplice modalità: affissione per non meno di trenta giorni consecutivi nei locali di maggior uso comune o negli spazi a tal fine destinati e mediante lettera raccomandata o equipollenti mezzi telematici (PEC), in modo da pervenire almeno venti giorni prima della data di convocazione. L ordine del giorno non può essere generico ma deve espressamente indicare sia la parte comune oggetto della modificazione sia la nuova destinazione d uso. L ultimo comma prevede che sono vietate le modificazioni delle destinazioni d uso che possono recare pregiudizio alla stabilita o alla sicurezza del fabbricato o che ne alterano il decoro architettonico. Sulle parti comuni ciascun condomino può vantare un proprio diritto e può utilizzarle, senza però cadere nell abuso, nel rispetto quindi della destinazione della cosa e del pari uso che possono farne gli altri condomini. In materia di uso della cosa comune, la Riforma ha avuto particolare atten- 16 LA RIFORMA DEL CONDOMINIO
18 zione per il contenimento dei consumi energetici. E consentita l installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili destinati al servizio di singole unità del condominio sul lastrico solare, su ogni altra idonea superficie comune e sulle parti di proprietà individuale dell interessato. Qualora si rendano necessarie modificazioni delle parti comuni, l interessato ne dà comunicazione all amministratore indicando il contenuto specifico e le modalità di esecuzione degli interventi. L assemblea può prescrivere, con la maggioranza degli intervenuti ed almeno i due terzi del valore dell edificio, adeguate modalità alternative di esecuzione o imporre cautele a salvaguardia della stabilita, della sicurezza o del decoro architettonico dell edificio e provvede, a richiesta degli interessati, a ripartire l uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, salvaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio o comunque in atto. Ciascun partecipante al condominio deve contribuire alle spese di conservazione e manutenzione delle cose comuni in proporzione della quota millesimale attribuita alla propria unità immobiliare. L uso esclusivo dei beni comuni Da diversi decenni capita di leggere, negli atti notarili di compravendita, pattuizioni del seguente tenore: Il venditore concede il diritto di uso esclusivo e perpetuo su determinate parti comuni condominiali (giardino, cortile o altro). Tanto che la clausola ha finito per dar vita a una prassi consentita, senza che ci si sia interrogati a fondo sulla natura e sull ammissibilità di tale diritto: il che ha proliferato non pochi contenziosi. Diritto reale d uso e usufrutto. Il diritto d uso esclusivo e perpetuo in condominio è stato talvolta identificato, superficialmente, con il diritto reale d uso di cui all articolo 1021, Codice civile, per il quale chi ha il diritto d uso di una cosa può servirsi di essa per i bisogni suoi e della sua famiglia. Senonché, la disciplina del richiamato diritto d uso è quella dettata per l usufrutto, che prevede una durata del diritto non eccedente la vita dell usufruttuario e, se costituito a favore di una persona giuridica, non eccedente i trent anni (articolo 979, Codice civile). Il che, a evidenza, è incompatibile con il diritto d uso dedotto negli atti notarili, che prevedono un diritto esclusivo ma anche perpetuo. È in quest ottica che giurisprudenza e dottrina hanno preso le distanze dalla configurazione del diritto d uso esclusivo e perpetuo, come diritto reale d uso ex articolo 1021, Codice civile e, dunque, come ius in alienum, posto che tale configurazione comporta una serie di inconvenienti non facilmente superabili. Oltretutto il diritto d uso, di cui all articolo 1021, Codice civile, è anche inalie- LA RIFORMA DEL CONDOMINIO 17
19 nabile a norma dell articolo 1024, Codice civile, ancorché la cessione nulla possa essere convertita in una cessione valida, a norma dell articolo 1424, Codice civile, allorché ne ricorrano i presupposti. In questo senso, le sentenze della Cassazione 6004/2008 e 5451/1980 hanno puntualizzato che, per dar corso alla conversione del contratto nullo in un contratto produttivo di effetti giuridici, deve procedersi a una duplice indagine, l una rivolta ad accertare l obiettiva sussistenza di un rapporto di continenza tra il negozio nullo e quello che dovrebbe sostituirlo e l altra, implicante un apprezzamento di fatto sull intento negoziale dei contraenti, riservato al giudice del merito, diretta a stabilire se la volontà che induce le parti a stipulare un contratto nullo possa ritenersi orientata anche verso gli effetti del contratto diverso. Ma allora, come deve inquadrarsi il diritto di uso esclusivo e perpetuo su parti comuni condominiali? Pronunce discordanti. Sul tema la giurisprudenza non è univoca e concordante, registrandosi pronunce che configurano il diritto d uso talvolta come una vera e propria servitù, talaltra come una pertinenza e, talaltra ancora, come uno speciale diritto, rientrante nell ambito del diritto di godimento delle parti comuni condominiali, a norma dell articolo 1102, Codice civile. Secondo il primo orientamento giurisprudenziale - Tribunale di Milano, sezione IV, sentenza 4826/ il diritto di uso esclusivo e perpetuo (nella specie, con facoltà di parcheggio per auto), deve configurarsi come un diritto di servitù. Si legge nella sentenza richiamata: Non è certo di ostacolo a questa qualificazione della fattispecie, il rilievo della tipicità dei diritti reali, che costituiscono un sistema chiuso, atteso che non è meno pacifico che la volontà contrattuale può, entro il tipo di servitù, stabilire in concreto una serie indefinita di vincoli reali, corrispondenti a diverse utilizzazioni, purché siano rispettati i seguenti requisiti: 1) presenza di due fondi dei quali uno possa trarre obiettiva utilità dalla limitazione imposta sull altro; 2) vicinanza dei fondi stessi, da intendersi in senso relativo; 3) appartenenza dei fondi a diversi proprietari. È tuttavia evidente che la configurazione dell uso esclusivo e perpetuo come diritto di servitù, avente a oggetto fondi e proprietà diverse, mal si concilia con l istituto condominiale, in cui titolare della proprietà delle parti comuni è lo stesso condomino. Si è allora pensato di inquadrare il diritto d uso esclusivo e perpetuo nell ambito delle pertinenze, di cui agli articoli 817 e 818 del Codice civile. Per l articolo 818, Codice civile gli atti e i rapporti giuridici che hanno per oggetto la cosa principale comprendono anche le pertinenze, se non è diversamente disposto. Le pertinenze possono formare oggetto di separati atti o rapporti giuridici. La cessazione della qualità di pertinenza non è opponibile ai terzi, i quali abbiano an- 18 LA RIFORMA DEL CONDOMINIO
20 teriormente acquistato diritti sulla cosa principale. In questo senso si veda la sentenza della Cassazione 6892/92, per la quale il regolamento condominiale contrattuale può contenere la previsione dell uso esclusivo di una parte dell edificio definita comune, a favore di una frazione di proprietà esclusiva. In tal caso, il rapporto ha natura pertinenziale, essendo stato posto in essere dall originario unico proprietario dell edificio, legittimato all instaurazione e al successivo trasferimento del rapporto stesso, ai sensi degli articoli 817 e 818 del Codice civile, con l ulteriore conseguenza che, attenendo siffatto rapporto alla consistenza della frazione di proprietà esclusiva, il richiamo puro e semplice del regolamento condominiale in un successivo atto di vendita (o promessa di vendita) da parte del titolare della frazione di proprietà esclusiva, a cui favore si è previsto l uso esclusivo di quella parte comune, può essere considerato sufficiente ai fini dell indicazione della consistenza della frazione stessa, venduta o promessa in vendita.a nostro giudizio, neanche quest ultima configurazione può ritenersi di per sé soddisfacente, ove la disciplina delle pertinenze non venga calata nel vivo della disciplina condominiale e, in particolare, del disposto di cui all articolo 1102, Codice civile. Proprio in questo senso, la Corte d appello di Milano con la sentenza 2873/2007, ha puntualizzato, con riferimento a un caso di uso esclusivo e perpetuo che il ragionamento sotteso a tale laconica motivazione (equiparazione del diritto d uso esclusivo e perpetuo al diritto d uso di cui all articolo 1021, Codice civile; ndr) non può tuttavia considerarsi corretto ove si consideri che nel caso in esame non si tratta di uno ius in re aliena (e segnatamente di un diritto reale d uso di cui all articolo 1021, Codice civile) bensì dell esplicazione del diritto di proprietà (o meglio della facoltà di godimento del proprio bene spettante al proprietario), da parte di un soggetto comproprietario, insieme ad altri, della porzione immobiliare di uso esclusivo. Né può sostenersi che, in presenza di un condominio di edificio, l assegnazione in uso esclusivo a un singolo condomino di una parte comune dell edificio o delle sue pertinenze, sarebbe inammissibile in quanto inesorabilmente in contrasto con l articolo 1102, Codice civile: la stessa disciplina in materia di condominio ben conosce e regolamenta alcune situazioni di questo genere (per esempio, il lastrico solare) e comunque non esclude che parti comuni dell edificio, che non siano indispensabili per la sua stessa esistenza, possano essere destinate, per effetto di un atto negoziale (non, quindi per iniziativa unilaterale del singolo condomino o in base a una delibera dell assemblea condominiale approvata a maggioranza, operando in tal caso i limiti di cui all articolo 1102, Codice civile), anche in perpetuo all uso esclusivo di uno o ad alcuni soltanto dei condomini LA RIFORMA DEL CONDOMINIO 19

References: sentenza 
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 articolo 818
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