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Timestamp: 2018-07-19 17:23:10+00:00

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giurisprudenza - Assegno di separazione e di divorzio
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Anche nel procedimento di separazione l'assegno di mantenimento può escludersi in caso di autosufficienza economica dell'altro coniuge. Corte d'Appello di Roma 5 dicembre 2017
Irrilevante la crisi economica per la determinazione dell'assegno di mantenimento, specie in un settore che non conosce crisi. Cass. 15 gennaio 2018 n. 769.
Se la moglie ha rinunciato a lavoro e carriera a favore di figli e famiglia, legittima è la richiesta di assegno divorzile. Tribunale di Milano, sent. n. 9868 del 3 ottobre 2017,
La morte dell'ex coniuge che avvenga fra il primo e secondo grado di giudizio è da considerarsi causa di cessazione della materia del contendere. Cass. ord. n° 26489 dell' 8 novembre 2017
L'assegno di mantenimento a seguito di separazione può essere anche sospeso oltre che non aumentato, se c'è la possibilità di lavorare per la parte a cui era stato riconosciuto. Cass. ord 23322 del 5 ottobre 2017
Per l'an e il quantum dell'assegno di mantenimento del coniuge separato occorre valutare in concreto le condizioni ambientali – Cass. 20 luglio 2017 n. 17791
Permane componente solidaristica fra coniugi nella quantificazione dell'assegno di mantenimento post separazione. Cass.16 maggio 2017, n. 12196.
Commette reato l'amministratore che liquida le quote della società per sottrarsi al pagamento degli alimenti in favore dell'ex moglie e della figlia. Corte di Cassazione, sentenza 3 maggio 2016 n° 18437.
Sperequazione economica fra coniugi - Insussistenza stato di bisogno dato da nuove condizioni di vita del coniuge debole - Perdita requisiti per assegno divorzile - Corte di cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 23 settembre – 16 novembre 2015, n. 23411
L'assegno di divorzio va erogato anche se l'ex moglie lavora, qualora non possa permettersi le costose abitudini di vita mantenute in costanza di matrimonio. Cass. ordinanza n. 21670 2015.
Coesistenza fra assegno divorzile e pensione di reversibità dell'ex coniuge. Corte di Cassazione N. 21669 del 18 09 2015
No all’assegno all’ex moglie, che ha una casa di proprietà e gode di un reddito da lavoro sufficiente ad assicurarle un’esistenza dignitosa Ordinanza Sez VI Civ Cass. 23 settembre 2015 n. 18816
Conseguenze sul diritto all'assegno divorzile in caso di convivenza more uxorio (Cass. civ., sez. VI, 26 febbraio 2014, n. 4539)
Rapporto tra le statuizioni patrimoniali relative alla separazione e la determinazione dell'assegno di divorzio (Cass. civ. sez. I, 10 febbraio 2014, n. 2948)
Condizioni economiche dei coniugi e determinazione dell'assegno di divorzio (Cass. civ., sez. I, 5 febbraio 2014, n. 2546)
Assegno di divorzio: presupposti e criteri per la quantificazione (Cass. civ. sez. I, 13 gennaio 2014, n. 488)
Assegno di divorzio e condizioni economiche del richiedente (Cass. civ., sez. I, 8 gennaio 2014, n. 129)
Assegno di divorzio e tenore di vita agiato (Cass. civ. sez. I, 28 ottobre 2013, n. 24252)
Non c'è diritto all'assegno divorzile se il coniuge ha ricevuto immobili o ingenti somme di denaro in sede di separazione (Cass. civ. Sez. I, Sent., 27-11-2013, n. 26491)
mercoledì 4 dicembre 2013 / mercoledì 25 dicembre 2013
lunedì 2 dicembre 2013 / lunedì 23 dicembre 2013
La Cassazione si pronuncia su assegno di divorzio e convivenza more uxorio: Cass. Civ. sez. I, 18 novembre 2013, n. 25845
Assegno di divorzio e convivenza more uxorio (Cass. civ., sez. I, 18 novembre 2013, n. 25845)
Accertamento dei presupposti per il riconoscimento dell'assegno di divorzio. Profili istruttori (Cass. civ., sez. I, 6 giugno 2013, n. 14336).
L'assegno di divorzio ha anche funzione di ridurre il divario delle capacità reddituali. Cass. 27 12 2011 n. 28824.
Il diritto all’assegno divorzile ha natura assistenziale in quanto presuppone l’inadeguatezza del coniuge richiedente a mantenere il tenore di vita pregresso. - Cass. sez. I, 11 novembre 2009, n. 23906
Il giudice del divorzio non è tenuto a procedere ad un 'analitica disamina di tutti gli elementi contemplati nell'art. 5, comma 6, l. n. 898/70. - Cass. sez. I, 4 novembre 2009, n. 23409
E’ manifestamente infondata la questione di costituzionalità delle norme che prevedono il diritto all’assegno divorzile. - Cass. sez. I, 17 luglio 2009, n. 16789
Rientra nella discrezionalità del giudice di merito disporre indagini tributarie ma ove il giudice non si avvalga di questo potere non può rigettare le domande per la mancata dimostrazione della situazione economica delle parti. - Cass. sez. I, 17 giugno 2009, n. 14081
Non è dovuto l’assegno divorzile se il coniuge onerato non riesce più a permettersi il tenore di vita pregresso. - Cass. sez. I, 17 luglio 2009, n. 16800
La convivenza “more uxorio” può rilevare ai fini dell’assegno non in sé ma in quanto comporti un miglioramento della situazione economica dell’avente diritto all’assegno. - Cass. sez. I, 13 maggio 2009, n. 11131
Le condizioni di salute della parte richiedente l’assegno divorzile vanno valutate in connessione con la possibilità di mantenere il tenore di vita pregresso. - Cass. sez. I, 4 maggio 2009, n. 10221
Le somme riscosse in virtù di provvedimenti di natura economica successivamente riformati sono irripetibili. - Cass. sez. I, 20 marzo 2009, n. 6864
Il giudice di merito ha l’obbligo di valutare il tenore di vita familiare al fine di statuire in ordine all’assegno di mantenimento. - Cass. sez. I, 19 marzo 2009, n. 6698
Gli aiuti della famiglia d’origine non escludono il diritto all’assegno di mantenimento. - Cass. sez. I, 13 marzo 2009, n. 6200
La nascita di un figlio non è di per sé prova della convivenza more uxorio con un terzo del coniuge beneficiario dell’assegno. - Cass. sez. I, 4 febbraio 2009, n. 2709
L’assegno di divorzio non è di per sé incompatibile con la breve durata del matrimonio. - Cass. sez. I, 4 febbraio 2009, n. 2721
Il giudice deve quantificare l’assegno di mantenimento in relazione al concreo contesto sociale di riferimento. - Cass. sez. I, 28 gennaio 2009, n. 2191
L’assegno di separazione è dovuto fino al giudicato di divorzio. - Cass. sez. I, 15 gennaio 2009, n. 813
Nella valutazione comparativa dei redditi va considerata l’indennità di lavoro all’estero. - Cass. sez. I, 9 giugno 2008, n. 15221
Ai fini del riconoscimento del diritto al mantenimento l 'attitudine al lavoro va valutata non in termini ipotetici ed astratti ma di effettiva possibilità di svolgimento di un'attività lavorativa retribuita, in considerazione di ogni concreto fattore indi - Cass. sez. I, 6 giugno 2008, n. 15086
I criteri di quantificazione vanno accertati con rigore. - Cass. Sez. I, 21 maggio 2008, n. 13058
Ai fini dell’attribuzione dell’assegno di divorzio il giudice deve tenere conto dei mutamenti intervenuti dopo separazione. - Cass. sez. I, 21 maggio 2008, n. 13058
L’assegno ha natura assistenziale ed è dovuto se il beneficiario non ha mezzi adeguati a mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio ed è quantificato tenendo conto dei criteri indicati nell’art. 5 della legge sul divorzio. - Cass. sez. I, 12 luglio 2007, n. 15610
L’assegno divorzile è in astratto dovuto anche se l’ex coniuge beneficiario ha ormai instaurato una nuova stabile convivenza more uxorio e durante il periodo della separazione non aveva ricevuto né richiesto l’assegno. - Cass. sez. I, 28 giugno 2007, n. 14921
Il giudice può sempre disattendere le risultanze delle dichiarazioni fiscali. - Cass. sez. I, 31 maggio 2007, n. 12764
Ai fini della valutazione sull’entità dell’assegno di mantenimento il giudice deve valutare non solo i redditi delle parti ma anche tutti gli altri elementi suscettibili di incidere sulle condizioni delle parti. - Cass. sez. I, 24 aprile 2007, 9915
Le migliori condizioni economiche di uno dei genitori non comportano necessariamente una riduzione del contributo di mantenimento dei figli posto a carico dell’altro genitore. - Cassazione sezione I, 24 gennaio 2007, n. 1607
La convivenza more uxorio della ex moglie beneficiaria di assegno divorzile ove comporti per lei risparmi di spesa ha rilevanza ai fini di una diminuzione del quantum dell’assegno. - Cass. sez. I, 10 novembre 2006, n. 24056
La determinazione dell’assegno di divorzio è indipendente dalle condizioni di separazione. - Cass. sez. I, 6 novembre 2006, n. 23671
L’attitudine al lavoro costituisce elemento valutabile ai fini della determinazione dell’assegno di separazione. - Cass. sez. I, 22 agosto 2006, n. 1824
L’assegno di separazione deve consentire la conservazione, sia pure tendenziale, del tenore di vita goduto durante il matrimonio. - Cass. sez. I, 28 aprile 2006, n. 9878
Il giudice può rigettare la richiesta di accertamenti tributari se ritiene raggiunta la prova dell’insussistenza dei presupposti per l’assegno. - Cass. sez. I, 28 aprile 2006, n. 9861
L’assegno corrisposto nella misura maggiore stabilita in sede presidenziale rispetto a quello stabilito in sentenza può essere oggetto di ripetizione se si dimostra la colpa del coniuge beneficiario. - Cass. sez. I, 12 aprile 2006, n. 8512
L’assegno divorzile decorre dal giudicato ma il giudice può disporre che decorra dalla data della domanda. - Cass. sez. I, 29 marzo 2006, n. 7117
La riduzione anche volontaria dei propri redditi può avere rilevanza ai fini della riduzione dell’importo dell’assegno divorzile. - Cass. sez. I, 11 marzo 2006, n. 5378
I criteri di quantificazione indicati nell’art. 5 della legge sul divorzio sono criteri di moderazione e diminuzione dell’assegno. - Cass. sez. I, 7 marzo 2006. n. 4873
La prestazione di assistenza di tipo coniugale da parte di un convivente more uxorio di uno dei coniugi possono avere incidenza sull’assegno divorzile ma non sul mantenimento dei figli. - Cass. sez. I, 24 febbraio 2006, n. 4203
Perché l’assegno divorzile venga meno occorre provare che la convivenza more uxorio del beneficiario ha determinato un miglioramento delle sue condizioni di vita. - Cass. sez. I, 20 gennaio 2006, n. 1179
L’assegno divorzile compete al coniuge che non è in grado di mantenere con i propri redditi il tenore di vita goduto all’epoca della cessazione della convivenza matrimoniale. - Cass. sez. I, 6 ottobre 2005, n. 19446
L’assegno di separazione è dovuto quando vi è disparità di posizione economica tra i coniugi da valutarsi con riferimento a ogni reddito o mezzo ivi compresa la disponibilità della casa coniugale. - Cass. sez. I, 3 ottobre 2005, n. 19291
È irrilevante la volontarietà del pensionamento per escludere il diritto all’assegno di separazione. - Cass. sez. I, 21 settembre 2005, n. 18604
L’assegno divorzile è dovuto quando un coniuge non può mantenere lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. - Cass. sez. I, 15 giugno 2005, n. 12838
Ai fini dell’attribuzione dell’assegno divorzile il giudice deve porre a raffronto i redditi percepiti dagli ex coniugi durante e dopo il matrimonio. - Cass. sez. I, 13 giugno 2005, n. 12625
L’assegno divorzile non va commisurato al tenore di vita tollerato o subìto ma a quello offerto dalle potenzialità economiche delle parti. - Cass. sez. I, 16 maggio 2005, n. 10210
Il tenore di vita cui rapportare il giudizio di adeguatezza dei redditi è quello potenziale e non quello tollerato. - Cass. sez. I , 16 maggio 2005, n. 10210
I criteri di quantificazione indicati nell’art. 5 della legge sul divorzio sono criteri di moderazione e diminuzione dell’assegno. - Cass. sez. I, 16 maggio 2005, n. 10210
La prescrizione dell’assegno di mantenimento decorre dalle singole scadenze e non dalla sentenza che lo prevede. - Cass. sez. I, 4 aprile 2005, n. 6975
L’assegno coniugale e per i figli stabilito nella sentenza di separazione decorre dalla domanda salvo il potere del giudice di graduarlo nel tempo. - Cass. sez. I, 17 dicembre 2004, n. 23570
Il giudice può far decorrere l’assegno divorzile dalla domanda ovvero può indicare una decorrenza diversa. - Cass. sez. I, 16 dicembre 2004, n. 23396
La durata del matrimonio non è di ostacolo al riconoscimento del diritto all’assegno influendo solo sul quantum. - Cass. sez. I, 16 dicembre 2004, n. 23378
Anche i redditi derivanti da lavoro nero hanno rilevanza. - Cass. sez. I, 2 novembre 2004, n. 21047
Per determinare l’assegno di divorzio occorre far riferimento alla condizione dei coniugi al momento della pronuncia di divorzio. - Cass. sez. I, 4 settembre 2004, n. 17901
Nella quantificazione dell’assegno di divorzio si deve tener conto degli incrementi retributivi prevedibili. - Cass. sez. I, 27 agosto 2004, n. 17128
Il coniuge che richiede l’assegno non deve necessariamente provare di non possedere redditi propri sufficienti a mantenere il tenore di vita. - Cass. sez. I, 27 agosto 2004, n. 17136
L’obbligo di indicizzazione riguarda anche l’assegno di separazione. - Cass. sez. I, 5 agosto 2004, n. 15101
Il giudice può indicare una decorrenza per l’assegno divorzile diversa dalla data della domanda. - Cass. sez. I, 21 luglio 2004, n. 13507
I criteri di quantificazione dell’assegno di divorzio costituiscono criteri moderatori dell’importo idoneo a consentire all’ex coniuge debole di mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. - Cass. sez. I, 21 luglio 2004, n. 13507
Causa di attribuzione dell’assegno è sia l’assenza che l’impossibilità di procurarsi mezzi adeguati a mantenere il tenore di vita matrimoniale. - Cass. sez. I, 16 luglio 2004, n. 13169
Il regime patrimoniale deciso in sede di separazione non vincola il giudice del divorzio. - Cass. sez. I, 9 luglio 2004, n. 12666
Il miglioramento delle condizioni economiche del beneficiari dell’assegno divorziale dovuto agli apporti del convivente more uxorio rende ammissibile la revisione della misura dell’assegno. - Cass. sez. I, 8 luglio 2004, n. 12557
L’inattività lavorativa non è necessariamente indice di scarsa diligenza nella ricerca di un lavoro, almeno finché non sia provato il rifiuto di una concreta opportunità d’occupazione. - Cass. sez. I, 2 luglio 2004, n. 12121
L’inattività lavorativa del richiedente l’assegno può costituire circostanza idonea ad annullare l’altrui obbligo di versarlo, solo se conseguente al rifiuto accertato di effettive e concrete, non meramente ipotetiche, opportunità di lavoro. - Cass. sez. I, 2 luglio 2004, n. 12121
L’assegno di divorzio decorre dal passaggio in giudicato della sentenza ma il giudice può farlo decorrere dalla domanda a differenza dell’assegno per i figli che decorre dalla domanda. - Cass. sez. I, 25 giugno 2004, n. 11863
I criteri di quantificazione dell’assegno di divorzio costituiscono criteri moderatori dell’importo idoneo a consentire all’ex coniuge debole di mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. - Cass. sez. I, 25 giugno 2004, n. 11863
In caso di revoca dell’assegno per errata concessione devono essere restituite le somme già erogate. - Cass. sez. I, 28 maggio 2004, n. 10291
L’accordo assunto durante il matrimonio circa la mancata prestazione lavorativa da parte di uno dei coniugi vale solo durante la separazione e non dopo il divorzio. - Cass. sez. I, 19 marzo 2004, n. 5555
Può essere ridotto l’assegno di divorzio se il coniuge beneficiario trae i mezzi di vita da una stabile convivenza more uxorio. - Cass. sez. I, 6 febbraio 2004, n. 2251
Il giudice deve accertare in concreto sia i presupposti per l’attribuzione dell’assegno divorzile che quelli relativi alla sua quantificazione. - Cass. sez. I, 28 gennaio 2004, n. 1487
Il giudice può porre l’assegno a carico dell’ente pensionistico. - Cass. sez. I, 27 gennaio 2004, n. 1398
L’assegno divorzile ha natura assistenziale nel senso che è dovuto solo ove il coniuge beneficiario non abbia mezzi per conservare il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. - Cass. sez. I, 12 dicembre 2003, n. 19026
L’assegno di separazione è caducato dalla data della sentenza anche non definitiva di divorzio. - Tribunale di Reggio Calabria, 3 novembre 2003
Il tenore di vita può essere legittimamente desunto dalla potenzialità economiche dei coniugi durante il matrimonio. - Cass. sez. I, 15 ottobre 2003, n. 15383
Il diritto all’assegno decorre decorre dalla domanda. - Cass. sez. I, 26 settembre 2003, n. 14341
Il tenore di vita può essere legittimamente desunto dalla potenzialità economiche dei coniugi durante il matrimonio. - Cass. sez. I, 8 agosto 2003, n. 11965
L’assegno divorzile non è dovuto se il beneficiario trae i mezzi di vita da una stabile convivenza more uxorio. - Cass. sez. I, 8 agosto 2003 n. 11975
Può venir meno il diritto all’assegno di divorzio se il coniuge beneficiario trae i mezzi di vita da una convivenza more uxorio. - Cass. sez. I, 9 aprile 2003, n. 5560
Il tenore di vita può essere legittimamente desunto dalla situazione reddituale dei coniugi al momento della cessazione della convivenza. - Cass. sez I, 20 marzo 2003, n. 4064
L’assegno presuppone la mancanza di redditi adeguati a mantenere il tenore di vita a quello goduto durante il matrimonio. - Cass. sez. I, 19 marzo 2003, n. 4039
La sregolatezza di vita incide sulla misura dell'assegno. Cass. 27 12 2011 n. 28892.
L’assegno di divorzio è determinato sulla base di criteri diversi e autonomi rispetto all’assegno di separazione. - Cass. sez. I, 27 agosto 2004, n. 17128
L’assegno divorzile è dovuto quando un coniuge non può mantenere lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. - Cass. sez. I, 27 luglio 2005, n. 15726
Il tribunale può fondare la quantificazione dell’assegno anche solo su uno dei parametri previsti ritenuto prevalente. - Cass. sez. I, 28 aprile 2006, n. 9876
L’eredità percepita dal coniuge obbligato al pagamento di un assegno non influenza l’ammontare dell’assegno. - Cass. sez. I, 30 maggio 2007, n. 12687
La mancata convivenza tra i coniugi non preclude il diritto al mantenimento. - Cass. sez. I, 19 novembre 2003, n. 17537
Il parametro di riferimento per attribuzione dell’assegno è costituito dalle potenzialità economiche dei coniugi nel corso del matrimonio. - Cass. sez. I, 12 dicembre 2003, n. 19042
Il giudice ha l’obbligo di disporre accertamenti d’ufficio se le parti non riescono a dimostrare i redditi. - Cass. sez. I, 17 maggio 2005, n. 10344

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