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Timestamp: 2017-08-19 01:52:02+00:00

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SUCCESSIONE-TESTAMENTO.IMPUGNAZIONE consulenza e tutela giudiziale in materia successoria; collazione impugnazione testamenti divisione erediaria tra eredi distribuzione del patrimonio; redazione di testamenti; aspetti fiscali; dichiarazioni di successione; divisioni ereditarie; rinunce e petizione di eredità; legati; lesioni di legittima; accettazioni, accettazioni col beneficio d’inventario, trascrizioni, contenzioso sulla validità dei testamenti e dei legati; | Avvocato a Bologna - Studio Legale Bologna Avvocato Sergio Armaroli
Successioni eredità SUCCESSIONE-TESTAMENTO.IMPUGNAZIONE TESTAMENTO
SUCCESSIONE-TESTAMENTO.IMPUGNAZIONE TESTAMENTO
come fare una successione, come fare testamento
L’avvocato Sergio Armaroli ha avuto modo di approfondire, anche mediante specifici seminari di settore, la materia ereditaria e successoria; garantisce ampia consulenza ed assistenza nella redazione di testamenti, nell’adempimento degli incombenti di legge connessi al rifiuto o all’accettazione dell’eredità (deposito di dichiarazione di successione, ottenimento del certificato di eredità, ecc….), nonché nelle controversie ereditarie e testamentarie in genere.
L’ apertura della successione
La successione si apre al momento della morte del de cuius nel luogo in cui il defunto aveva l’ultimo domicilio (art 456 cc).
QUINDI FINO ALLA MORTE NON SI PUO’ PARLARE DI SUCCESSIONE!!
La vocazione è la chiamata all’eredità o per testamentoo per legge,in forza di successione legitima.
È l’offerta del patrimonio a coloro che sono chiamati a succedere
Eredità giacente:
alla morte del soggetto l’erede non acquista di diritto la qualità di erede occorre una manifestazione di volontà ,appunto l’accettazione.
CAPO II Della capacità di succedere (CAPACITA’ DELLE PERSONE FISICHE)
Sono capaci di succedere tutti coloro che sono nati o concepiti al tempo dell’ apertura della successione.
Filiazione È costituzionalmente illegittimo l’art. 4 comma 3 l. 19 febbraio 2004 n. 40 (Norme in materia di procreazione medicalmente assistita), nella parte in cui stabilisce per la coppia di cui all’art. 5, comma 1 della medesima legge, il divieto del ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, qualora sia stata diagnosticata una patologia che sia causa di sterilità od infertilità assolute ed irreversibili; è costituzionalmente illegittimo l’art. 9 comma 1 l. n. 40 del 2004, limitatamente alle parole “in violazione del divieto di cui all’art. 4, comma 3”; è costituzionalmente illegittimo l’art. 9 comma 3 l. n. 40 del 2004, limitatamente alle parole “in violazione del divieto di cui all’art. 4, comma 3”; è costituzionalmente illegittimo l’art. 12 comma 1 l. n. 40 del 2004, nei limiti di cui in motivazione. Corte Costituzionale 10 giugno 2014 n. 162
Salvo prova contraria, si presume concepito al tempo dell’ apertura della successione chi è nato entro i trecento giorni dalla morte della persona della cui successione si tratta.
Possono inoltre ricevere per testamento i figli di una determinata persona vivente al tempo della morte del testatore, benché non ancora concepit
CASI D’ INDEGNITÀ
2) chi ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge dichiara applicabili le disposizioni sull’omicidio;
(Numero così modificato dall’art. 1, L. 8 luglio 2005, n. 137. Il testo originario era così formulato: «2) chi ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge [penale] dichiara applicabili le disposizioni sull’omicidio;»)
. Il testamento è un atto revocabile con il quale taluno dispone, per il tempo in cui avrà cessato di vivere, di tutte le proprie sostanze o di parte di esse.
Costituiscono, invece, vizi sostanziali che legittimano l’impugnazione del testamento per nullità:
la contrarietà della disposizione a norme imperative, all’ordine pubblico o al buon costume (si pensi, nell’ambito delle successioni, ai testamenti collettivi reciproci o congiuntivi, alla violazione del divieto dei patti successori, a disposizioni che siano rimesse, quanto alla determinazione del beneficiario e/o dell’oggetto al mero arbitrio di un terzo).
la condizione illecita o impossibile (anche se, di norma, si considera come non apposta, salvo che abbia costituito l’unico motivo determinante della disposizione testamentaria)
Il motivo, di norma irrilevante in ambito contrattuale, determina la nullità della disposizione testamentaria se è illecito ed è stato il solo che ha determinato il testatore a disporre per testamento a condizione che esso risulti dal testamento stesso (art. 626 cc)
Devi impugnare un testamento o resistere ad una causa legale di impugnazione ?
HAI UN PROBLEMA DI LESIONE DELLA QUOTA DI LEGITTIMA ?
Se desideri avere una consulenza legale al riguardo, lo Studio Legale dell’ avvocato Sergio Armaroli tratta ogni tipo di questione inerente la Successione mortis causa e l’Eredità.
Tutte le problematiche concernenti la morte di una persona ed il passaggio delle sue sostanze e dei suoi beni agli eredi legittimi o testamentari, richiedono lo svolgimento di attività legali (in primis: la Dichiarazione di Successione) che devono essere compiute entro periodi di tempo determinati dalla legge.
Qualora poi si presentino temi più complessi quali, a titolo meramente esemplificativo, la lesione della quota di legittima e l’impugnazione del testamento, si rende necessaria l’assistenza di un legale specializzato che, oltre alla conoscenza delle norme, sia in grado di fornire consulenza sugli aspetti pratici e sulle finalità delle varie e complesse azioni legali a tutela dei diritti del Cliente.
Se vuoi fare un testamento o desideri avere una consulenza legale al riguardo, lo Studio Legale avvocato Sergio Armaroli tratta ogni tipologia di questione inerente la successione e l’eredità quali a mero titolo esemplificativo:
consulenza e tutela giudiziale in materia successoria;
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distribuzione del patrimonio;
rinunce e petizione di eredità;
legati;
lesioni di legittima;
accettazioni, accettazioni col beneficio d’inventario, trascrizioni, contenzioso sulla validità dei testamenti e dei legati;
Le problematiche che riguardano la morte di una persona ed il passaggio delle sue sostanze e dei suoi beni agli eredi legittimi o testamentari, richiedono lo svolgimento di attività legali e l’assistenza di un legale (per esempio nel caso della dichiarazione di successione) che devono essere espletate entro periodi di tempo stabili dalla legge.
Il suo fondamento è da rinvenire da un lato nell’interesse di natura sociale alla tutela della proprietà di cui all’articolo 42 Cost onde evitare, che, a seguito della morte del de cuis, i suoi beni diventino res nullius e, dall’altro, nell’interesse dei parenti a mantenere nell’ambito della cerchia familiare il patrimonio del soggetto defunto[1].
Ai sensi dell’articolo 456 c.c. la successione si apre al momento della morte nel luogo di ultimo domicilio del defunto. Per quanto concerne la determinazione temporale, l’accertamento pubblico della morte è effettuato dall’ufficiale di stato civile con l’atto di morte, poi annotato nei registri dello stato civile, nel quale sono enunciati in particolare il luogo, il giorno,l’ora della morte e le generalità del defunto, in forza del disposto dell’ articolo 73 del d.p.r. 396 del 2000. Alla morte naturale dottrina e giurisprudenza della Cassazione equiparano la morte presunta pur se diverso è il modo di accertamento del decesso. In tale ultimo caso, infatti, la successione si apre nel momento in cui la sentenza abbia presunto essersi verificata la morte dell’assente, coincidente di solito con il giorno a cui risale l’ultima notizia del dichiarato morto e trascorsi dieci anni da questa, mentre la delazione ereditaria ha luogo solo nel momento in cui diviene eseguibile la sentenza dichiarativa della morte presunta.[3]
Eredi Eredi Quota spettante
Senza coniuge 1 o più figli
(se unici eredi) Intera eredità in parti uguali ai parenti di grado più prossimo
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Eredità: cos’è la legittima e la disponibile. I termini per impugnare il …
Eredità e Donazioni: Domande Frequenti –
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Testamento olografo – Diritti e Risposte
Il testamento è un atto con il quale ciascuno può disporre, per il tempo in cui avrà … terzo (per esempio un notaio o un avvocato a cui il testatore si sia rivolto per una … L’azione di impugnazione di un testamento nullo può essere promossa da …
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Impugnazione del testamento e della donazione
Impugnazione testamento, divisione, successione, donazione. … Tali norme prevedono l’impugnazione del testamento per vizi che ne determinano la nullità
Impugnare il testamento della madre con ricorso al tribunale civile
Impugnare il testamento della madre con ricorso al tribunale civile. … Consulenti – Avvocati …
Azioni a tutela dell’eredità: azione di riduzione e petizione ereditaria
Nell’ipotesi di lesione della quota di legittima ad essi spettante, il legislatore … di donazioni, oppure in caso di testamento, si ha una lesione della legittima. In tal caso, per reintegrare la quota di legge occorre esercitare l’azione di riduzione, prevista dagli artt. …. L’impugnazione della rinuncia all’eredità da parte dei creditori.
Eredità: cos’è la legittima e la disponibile. I termini per impugnare il Testamento
Il testamento non può disporre di tutti i beni del soggetto deceduto: una … in caso di esclusione o di lesione della propria quota di legittima, …
Lesione diritto alla quota di legittima. … Mia madre morta nel 2010 lascio per testamento pubblico tutta la sua proprietà a mia figlia, con la …
Le domande più frequenti in materia di testamento e successione ereditaria … essendo redatto dal privato è più facile che sia impugnato per lesione delle … (o danneggiati dalla stessa) di incassare la propria quota così detta di legittima.
LE AZIONI DI TUTELA NEI CASI DI LESIONE DELLA QUOTA LEGITTIMA … di disposizione, o donazioni, ovvero in caso di testamento, si ha una lesione della legittima. … Pertanto, la legge consente al legittimario di impugnare non solamente le …. Il legittimario pretermesso può agire per la divisione di eredità solo dopo, …
La capacità di disporre e di ricevere per testamento: limiti e criticità. La successione ereditaria può essere legittima o testamentaria, a seconda che sia regolata … è leso in virtù del perfezionamento dell’atto (come accade ordinariamente per…
Quota di legittima – TestamentoeSuccessione.com
… Donazione · Impugnazione del testamento Leggi, norme e regolamenti … La quota di legittima è quella porzione di eredità di cui il testatore non può disporre … né mortis causa (cd. quota indisponibile o riserva) in quanto spettante per legge … o di donazioni, oppure in caso di testamento, si ha una lesione della legittima.
Prescrizione dell’azione di riduzione
Prescrizione dell’azione di riduzione: Non esistono norme specificamente … Queste notazioni costituiscono la base per intendere l’opposto orientamento, … della pubblicazione del testamento lesivo della porzione legittima (Cass. … volontà testamentarie e di decidere se promuovere o meno l’impugnativa.
Per quanto riguarda la successione del coniuge a lui spetta: …. di terzi o di alcuni soltanto dei legittimari oppure con lo stesso testamento abbia leso i diritti … Per stabilire si vi sia stata lesione di legittima, occorre tener conto anche dei legati
Il testamentonon può disporre di tutti i beni del soggetto deceduto: una … in caso di esclusione o di lesione della propria quota di legittima, …
La quota di legittimaè quella porzione di eredità di cui il testatore non può … né mortis causa (cd. quota indisponibile o riserva) in quanto spettante per legge a … o di donazioni, oppure in caso di testamento, si ha una lesione della legittima.
Quando la quota di legittimaviene violata dal de cuius, per effetto di atti di disposizione, o didonazioni, oppure in caso di testamento, si ha una lesione della …
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. II CIVILE – SENTENZA 15 maggio …
Lesionedella quota di legittima … nel testamento malgrado la formale dichiarazione del testatore di avere già … che il curatore fallimentare era legittimato all’azione di riduzione per lesione della legittima per i poteri che la …
Il testamentopuò essere olografo o per atto di … essendo redatto dal privato è più facile che sia impugnato per lesione delle quote riservate … e nel caso in cui ciò accada potranno impugnare iltestamento (o le donazioni fatte in vita). … (o danneggiati dalla stessa) di incassare la propria quota così detta di legittima.
Posso impugnare un testamento se la legittima non è stata rispettata …
Peresperire l’ azione di riduzione e impugnare il testamento per lesione della quota di legittima bisogna essere eredi legittimari e non …
Successione dei figli, estromissione di un figlio, violazione quota …
Successione dei figli, estromissione diun figlio, violazione quota … esclusa puòimpugnare il testamento per violazione di legittima ex art.
Testamento olografo e lesione legittima – Forum Casa –
C?e? stata una violazione della parte dieredita? legittima? … Ci sono dei termini per poter chiedere l?annullamento dal momento della pubblicazione del … Nel caso si potesse impugnare il testamento chi tra genitore e sorella deve farlo?
Si tratta diquesto: vorrei sapere se è possibile impugnare un … adesso puoi fare perrecuperare la quota di legittima lesa dal testamento pubblico di tuo nonno. Intanto occorre ben valutare di quant’è la lesione di legittima .
(in mancanza di figli e senza ascendenti) 50% eredità + diritto abitazione 50% eredità
(anche se viventi gli ascendenti) 50% eredità in parti uguali
Senza coniuge Figlio unico
(anche se viventi gli ascendenti) 50% eredità 50% eredità
(anche se viventi gli ascendenti) 66,66% eredità in parti uguali 33,33% eredità
Per quanto concerne poi la capacità di succedere dell’assente, l’articolo 70 c.c statuisce che “ quando si apre una successione alla quale sarebbe chiamata una persona di cui si ignora l’esistenza, la successione è devoluta a coloro i quali spetterebbe in mancanza della detta persona, salvo il diritto di rappresentazione. Coloro ai quali è devoluta la successione devono innanzitutto procedere all’inventario dei beni e devono dare cauzione.” In relazione a ciò, parte della dottrina ritiene che non sia esatto parlare di incapacità a succedere dell’assente, dal momento che l’articolo 70 c.c. dovrebbe essere posto in relazione con il precedente articolo 69 c.c. secondo cui “nessuno può reclamare un diritto in nome della persona di cui si ignora l’esistenza, se non prova che la persona esisteva quando il diritto è nato.” Norma che è a sua volta applicazione del più generale principio di diritto processuale di cui all’articolo 2697 c.c. L’incertezza in ordine alla sopravvivenza dell’assente non esclude la delazione in suo favore ma impedisce agli interessati la prova della sopravvivenza stessa di tal chè se l’assente ricompare egli potrà far valere i suoi diritti sull’eredità a lui offerta.
Stante quanto sopra in dottrina sono state avanzate numerose tesi relative alla natura giuridica della successione dei nascituri. In proposito alcuni autori hanno ravvisato nel dettato dell’articolo 462 una particolare ipotesi di capacità giuridica anticipata[6], altri hanno parlato di capacità provvisoria che diventa definitiva se il concepito viene ad esistenza, altri ancora hanno osservato che il legislatore nel caso di specie abbia operato attraverso lo strumento della finzione: il nascituro succede solo perché, in virtù appunto di una finzione legale, la sua nascita si considera come già avvenuta al tempo di apertura della successione.[7]
Esclusa poi altresì la natura dell’articolo 458 c.c. come norma contraria all’ordine pubblico internazionale, non potendosi quindi ritenere invalido un patto successorio che una legge straniera riconosce come valido, occorre domandarsi se detto articolo possa qualificarsi come norma di applicazione necessaria, vale a dire norma imperativa che deve comunque trovare applicazione, indipendentemente dalla legge di conflitto applicabile. A tale quesito non può che darsi risposta negativa dal momento che una regola che ritenga validi i patti successori possa compromettere interessi di primaria importanza sociale quali devono essere quelli riguardanti una norma di applicazione necessaria.[8]
Nel divieto dell’articolo 458 c. rientrano non solo i patti successori reali, ossia quelli con cui taluno dispone immediatamente della propria successione o dei diritti che prevede di acquistare succedendo a causa di morte ad un altro soggetto ovvero rinunzia a tali diritti, ma anche quelli con cui ci si obbliga in tal senso, facendo sorgere in tale ultimo caso il problema relativo alla validità dell’atto esecutivo successivo compiuto dal de cuius o dall’erede.[9]
AI riconoscimento del suo intrinseco valore sul piano sostanziale contribuisce, secondo tale orientamento, la stessa disciplina delle norme sulla pubblicità degli atti (in particolare, gli artt. 2648 e 2660 cod. civ.), che consentono la trascrizione dell’acquisto a causa di morte per effetto della sola presentazione del testamento e dell’atto di accettazione della eredità, restando così implicitamente confermata la non necessità di verificare l’autenticità della scheda, in evidente contrapposizione con il trattamento riservato alle altre scritture private, che possono trascriversi solo se autenticate o giudizialmente accertate, secondo il disposto dell’art. 2657 cod. civ.
– nella esclusione in capo al successibile ex lege della qualità di erede (almeno sino a quando tale qualità non sia stata processualmente accertata), con conseguente inapplicabilità della fattispecie contemplata nell’art. 214, secondo comma, c.p.c.
Di conseguenza, non appare utile prospettare alternative che, a seconda della posizione assunta da chi contesta il testamento (escluso totalmente dalla eredità, erede legittimo compreso nelle categorie dei legittimari, erede testamentario sia pur per quota che non lo soddisfi), postulino poi l’adozione di soluzioni differenziate caso per caso.
Né appare senza significato considerare che una formale disamina del concetto di terzo conduce inevitabilmente a ritenere che quella posizione, ai fini dell’art. 214 cod. proc. civ., non andrebbe esaminata non dal punto di vista del soggetto parte della lite ma dell’autore del documento che si vuoi disconoscere – e sotto tale profilo il de cuius non è mai parte nel giudizio di impugnazione del proprio testamento -, e che l’erede in disconoscimento della scrittura o della sottoscrizione del suo autore sarebbe colui che subentra al de cuius nei suoi rapporti – e ciò presuppone che quel medesimo scritto si sarebbe potuto produrre nei confronti del testatore se ancora in vita.
Privilegiando l’aspetto processuale della questione, sembra potersi concordare con l’assunto secondo cui, qualunque valore possa attribuirsi al testamento olografo, la sua contestazione avrà pur sempre ad oggetto il titolo della successione, e ciò riguarderà propriamente il thema probandum, mentre la opzione tra disconoscimento e successiva (eventuale) verificazione a carico di chi di quel testamento voglia valersi, ovvero querela di falso a carico di chi quel testamento voglia eliminare dalla realtà processuale, riguarda squisitamente il piano della prova, ossia lo strumento processuale funzionale a consentire che il testamento spieghi efficacia nel processo. Con la conseguenza che la sua natura di scrittura privata è destinata a privilegiare la prima soluzion19.2. Se invece viene si privilegia l’aspetto sostanziale della vicenda, appare valorizzata l’intrinseca, elevata e peculiare incidenza che il testamento spiega per sua stessa natura. E si è già avuto modo di osservare come, sotto tale profilo, non manchino conferme offerte dal relativo plesso di norme destinate a evidenziarne le differenze rispetto ad una ordinaria scrittura privata (dalla sua immediata esecutività e trascrivibilità, alla disciplina penalistica che ne accomuna le sorti al documento pubblico nella ipotesi di falsificazione). È indiscusso, anche da parte di chi finisce per propendere per la soluzione favorevole al disconoscimento, che il testamento olografo sia una scrittura il cui tratto formalistico, olografo, datato e sottoscritto ai fini della sua validità la rende una scrittura privata sui generis, i cui requisiti tendono a garantire la corrispondenza del contenuto del documento a quello della dichiarazione e la tutela della integrale autenticità di quest’ultima contro le manomissioni del terzo. Proprio all’olografia (di cui non si rinvengono altri riscontri) è attribuita una funzione specifica, ossia la funzione integrativa della “conoscenza” dell’atto, nel senso che con essa vuoi garantirsi che il testo sia stato “conosciuto” dal suo autore, in un significato dunque che va oltre la “presunzione di conoscenza” delle normali scritture.
1da un canto, all’esigenza di mantener il testamento olografo definitivamente circoscritto nell’orbita delle scritture private;
2dall’altro, di evitare la necessità di individuare un (assai problematico) criterio che consenta una soddisfacente distinzione tra la categoria delle scritture private la cui valenza probatoria risulterebbe “di incidenza sostanziale e processuale intrinsecamente elevata, tale da richiedere la querela di falso”, non potendosi esse “relegare nel novero delle prove atipiche” (così la citata Cass. ss.uu. 15161/2010 al folio 4 della parte motiva); dall’altro, di non equiparare l’olografo, con inaccettabile semplificazione, ad una qualsivoglia scrittura proveniente da terzi, destinata come tale a rappresentare, quoad probationis, una ordinaria forma di scrittura privata non riconducibile alle parti in causa;
dall’altro ancora, di evitare che il semplice disconoscimento di un atto caratterizzato da tale peculiarità ed efficacia dimostrativa renda troppo gravosa la posizione processuale dell’attore che si professa erede, riversando su di lui l’intero onere probatorio del processo in relazione ad un atto che, non va dimenticato, è innegabilmente caratterizzato da una sua intrinseca forza dimostrativa;
infine, di evitare che la soluzione della controversia si disperda nei rivoli di un defatigante procedimento incidentale quale quello previsto per la querela di falso, consentendo di pervenire ad una soluzione tutta interna al processo, anche alla luce dei principi affermati di recente da questa stessa Corte con riguardo all’oggetto e alla funzione del processo e della stessa giurisdizione, apertamente definita “risorsa non illimitata” (Cass. ss.uu. 26242/2014).
Va pertanto affermato il seguente principio di diritto: La parte che contesti l’autenticità del testamento olografo deve proporre domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, e l’onere della relativa prova, secondo i principi generali dettati in tema di accertamento negativo, grava sulla parte stessa. In questi sensi ed entro tali limiti il ricorso principale va accolto (con conseguente assorbimento di quello incidentale), e il procedimento rinviato alla Corte di appello di Roma che, alla luce del principio di diritto ora esposto, esaminerà le ulteriori questioni conseguenti alla sua applicazione.
Il (omissis) decedeva A.C.
1.1. La vedova Angela C. ne fece pubblicare un testamento olografo, dell’8 luglio 1963, con il quale le veniva attribuito l’intero patrimonio.
Avverso questa sentenza hanno proposto separato ricorso A.B. e B.A.G. (il secondo nella qualità erede di A.C.).
La tesi favorevole all’indirizzo che reputa necessaria la querela di falso muove dalla premessa secondo cui il testamento olografo, costituendo una autentica prova legale, può essere “distrutto”, e oggetto di verifica, soltanto attraverso lo strumento processuale di cui agli artt. 221 ss. c.p.c.
14.4. AI riconoscimento del suo intrinseco valore sul piano sostanziale contribuisce, secondo tale orientamento, la stessa disciplina delle norme sulla pubblicità degli atti (in particolare, gli artt. 2648 e 2660 cod. civ.), che consentono la trascrizione dell’acquisto a causa di morte per effetto della sola presentazione del testamento e dell’atto di accettazione della eredità, restando così implicitamente confermata la non necessità di verificare l’autenticità della scheda, in evidente contrapposizione con il trattamento riservato alle altre scritture private, che possono trascriversi solo se autenticate o giudizialmente accertate, secondo il disposto dell’art. 2657 cod. civ.
19.1. Privilegiando l’aspetto processuale della questione, sembra potersi concordare con l’assunto secondo cui, qualunque valore possa attribuirsi al testamento olografo, la sua contestazione avrà pur sempre ad oggetto il titolo della successione, e ciò riguarderà propriamente il thema probandum, mentre la opzione tra disconoscimento e successiva (eventuale) verificazione a carico di chi di quel testamento voglia valersi, ovvero querela di falso a carico di chi quel testamento voglia eliminare dalla realtà processuale, riguarda squisitamente il piano della prova, ossia lo strumento processuale funzionale a consentire che il testamento spieghi efficacia nel processo. Con la conseguenza che la sua natura di scrittura privata è destinata a privilegiare la prima soluzion19.2. Se invece viene si privilegia l’aspetto sostanziale della vicenda, appare valorizzata l’intrinseca, elevata e peculiare incidenza che il testamento spiega per sua stessa natura. E si è già avuto modo di osservare come, sotto tale profilo, non manchino conferme offerte dal relativo plesso di norme destinate a evidenziarne le differenze rispetto ad una ordinaria scrittura privata (dalla sua immediata esecutività e trascrivibilità, alla disciplina penalistica che ne accomuna le sorti al documento pubblico nella ipotesi di falsificazione). È indiscusso, anche da parte di chi finisce per propendere per la soluzione favorevole al disconoscimento, che il testamento olografo sia una scrittura il cui tratto formalistico, olografo, datato e sottoscritto ai fini della sua validità la rende una scrittura privata sui generis, i cui requisiti tendono a garantire la corrispondenza del contenuto del documento a quello della dichiarazione e la tutela della integrale autenticità di quest’ultima contro le manomissioni del terzo. Proprio all’olografia (di cui non si rinvengono altri riscontri) è attribuita una funzione specifica, ossia la funzione integrativa della “conoscenza” dell’atto, nel senso che con essa vuoi garantirsi che il testo sia stato “conosciuto” dal suo autore, in un significato dunque che va oltre la “presunzione di conoscenza” delle normali scritture.
– dall’altro, di evitare la necessità di individuare un (assai problematico) criterio che consenta una soddisfacente distinzione tra la categoria delle scritture private la cui valenza probatoria risulterebbe “di incidenza sostanziale e processuale intrinsecamente elevata, tale da richiedere la querela di falso”, non potendosi esse “relegare nel novero delle prove atipiche” (così la citata Cass. ss.uu. 15161/2010 al folio 4 della parte motiva); dall’altro, di non equiparare l’olografo, con inaccettabile semplificazione, ad una qualsivoglia scrittura proveniente da terzi, destinata come tale a rappresentare, quoad probationis, una ordinaria forma di scrittura privata non riconducibile alle parti in causa;
IMPUGNAZIONE TESTAMENTO SENZA DATA
Secondo la giurisprudenza in tema di validità del testamento olografo, la completa indicazione della data, composta di giorno, mese ed anno, costituisce un “requisito essenziale di forma” dell’atto anche nel caso in cui, in concreto, l’omissione sia irrilevante rispetto al regolamento d’interessi risultante dalle disposizioni testamentarie) (Sez. 2, Sentenza n. 12124 del 14/05/2008, Rv. 603424).
Trattandosi di requisito di forma, cui la legge ricollega la validità del negozio, deve escludersi che la data del testamento possa ricavarsi aliundeda elementi estranei all’atto e che l’invalidità del testamento sia subordinata all’incidenza in concreto dell’omissione della data sui rapporti dipendenti dalle disposizioni testamentarie (Sez. 2, Sentenza n. 7783 del 08/06/2001, Rv. 547333; Sez. 2, Sentenza n. 6682 del 09/12/1988, Rv. 460964; Sez. 2, Sentenza n. 1323 del 24/06/1965, Rv. 312520).
Il carattere di requisito di “forma” proprio della data del testamento olografo fa si che, ai fini della validità del negozio, ciò che conta è che sulla scheda testamentaria vi sia una data scritta di pugno dal testatore o che essa sia comunque ricavabile – nella sua completezza di giorno, mese e anno – dal contenuto della scheda testamentaria (come nel caso in cui essa contenga dati o indicazioni equipollenti), senza che possano rilevare elementi estranei all’atto, ricavabilialiunde; non rileva invece – ai fini della validità del testamento – che la data apposta sulla scheda testamentaria sia anche veritiera (Sez. 2, Sentenza n. 2874 del 20/07/1976, Rv. 381621):
La legge (art. 602, comma 3, cod. civ.), infatti, non ammette la prova della non veridicità della data apposta sulla scheda testamentaria, se non nei casi in cui “si tratta di giudicare della capacità del testatore, della priorità di data tra più testamenti o di altra questione da decidersi in base al tempo del testamento”. Perciò, coerentemente al carattere di requisito di “forma” proprio della data del testamento olografo, la falsità di tale data non costituisce, di per sé, causa di annullabilità del testamento ( 2, Sentenza n. 25845 del 27/10/2008, Rv. 605269); mentre costituisce causa di annullamento del testamento olografo la mancanza (o l’incompletezza) della data, che può essere fatta valere anche se non si controverta sulla capacita del testatore, sulla priorità di data fra più testamenti o su altre questioni da decidersi in base all’accertamento del tempo in cui l’olografo fu redatto (Sez. 2, Sentenza n. 1323 del 24/06/1965, Rv. 312521).
Successioni SUCCESSIONE-TESTAMENTO.IMPUGNAZIONE TESTAMENTO

References: articolo 73
 sentenza 
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 SENTENZA 
 articolo 69
sui generis
 Cass. 
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sui generis
 Cass. 
 Sentenza 
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