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Timestamp: 2017-04-23 05:52:50+00:00

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MEGLIO NON AFFIDARSI SOLO AD ACCORDI VERBALI
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1 CARTA DEI DIRITTI DEL TURISTA2 LEE PAROLLEE CHIIAVEE CHEE IILL TURIISTA NON DEEVEE IIGNORAREE CHI È IL CONSUMATORE/TURISTA E l acquirente di un viaggio organizzato o di servizi turistici isolati (ad esempio, un soggiorno in albergo o un biglietto aereo) per scopi estranei alla propria attività di lavoro. Non si può, invece, parlare di consumatore/turista quando l acquisto di un viaggio tutto compreso o di singoli servizi turistici sia effettuato nell ambito dello svolgimento di un attività professionale o imprenditoriale, come ad esempio la partecipazione ad un congresso. CONTRATTI TURISTICI Per procurarsi ciò che gli occorre per la sua vacanza, il consumatore/turista conclude dei contratti, cioè degli accordi volontari con i fornitori di certi servizi (con l agenzia di viaggio, la compagnia aerea, l affittacamere, l albergatore, ecc.). Questi contratti, una volta conclusi, vincolano tra di loro il consumatore e il fornitore del servizio, anche se le parti neppure si conoscono e anche se, materialmente, non viene firmato alcun pezzo di carta. Infatti, ai fini della valida conclusione dei contratti nel settore turistico non serve l adozione della forma scritta (intesa come scrittura privata: atto scritto e firmato a mano da entrambi i contraenti). I contratti turistici sono contratti a forma libera (non formali ), quindi possono essere stipulati anche a voce. E in effetti, in molti casi, l accordo tra il consumatore e gli operatori del settore è raggiunto telefonicamente, per giunta prestando ben poca cura alla chiarezza dei rapporti, alla esigenza di esprimere in modo preciso il contenuto del contratto. Alcuni contratti turistici non sono neppure espressamente regolati dalla legge, in altri termini devono considerarsi contratti atipici. Ad esempio, il contratto d albergo, quello con il quale l albergatore si obbliga a fornire ad un turista, dietro il pagamento di un prezzo, l alloggio, il vitto e altri servizi in locali appositamente organizzati, è un contratto atipico: benché regolato dalle norme generali sui contratti, non ha (ancora) una disciplina specifica, dettata 23 appositamente. Sebbene accordarsi a voce possa essere comodo, di sicuro rapido, è bene che il turista, per evitare sorprese o delusioni, impari a seguire il seguente CONSIGLIO: MEGLIO NON AFFIDARSI SOLO AD ACCORDI VERBALI Il consiglio può essere tradotto così: meglio prevenire, mettendo nero su bianco quanto pattuito, che affrontare difficoltà impreviste. Anche perché, tenendo conto dell entità delle somme normalmente in gioco nel turismo, difficilmente potrebbe valere la pena di ricorrere al giudice per risolvere eventuali controversie (conflitti, dispute sulle rispettive pretese) con gli operatori del settore. Ad esempio, nel caso del contratto d albergo, qualora il turista preferisca prenotare per tempo, è opportuno mettere per iscritto quanto concordato circa la tariffa da pagare e i servizi richiesti, nel modo più dettagliato possibile. Una lettera inviata via fax, un telegramma, lo stesso anticipo inviato tramite bonifico bancario o vaglia postale può recare per iscritto gli accordi raggiunti. Questo testo, se non contestato prima che il servizio sia reso, fa presumere che le parti sono d accordo e accettano le condizioni stabilite, quindi costituisce una garanzia ed è rilevante sotto il profilo della chiarezza dei rapporti (esprime in modo più preciso il contenuto dell accordo e ne facilita la prova). CONDIZIONI PENALIZZANTI PER IL CONSUMATORE/TURISTA Nella pratica contrattuale che riguarda il settore turistico, accade talvolta che il consumatore/turista sia invitato ad apporre la sua firma in calce ad un contratto vero e proprio, oppure in modelli separati che richiamano condizioni generali del contratto. Succede, ad esempio, quando un turista entra in un agenzia di viaggio, esamina le offerte e i depliants disponibili e, infine, decide di acquistare una vacanza già preconfezionata. In questi casi è opportuno seguire il seguente CONSIGLIO: 34 PRIMA DI ACCETTARE E FIRMARE UN CONTRATTO, È BENE LEGGERE CON ATTENZIONE TUTTE LE CONDIZIONI art. 1341, 1 comma, cod. civ. Il consiglio può sembrare banale, scontato, eppure ben pochi lo seguono, rischiando così di incappare in spiacevoli sorprese. Vediamo perché. Questi contratti sono predisposti in maniera uniforme dagli operatori e, rispetto ad essi, il turista ha un potere d intervento molto scarso: essenzialmente, può solo accettarli o respingerli, ma se li accetta deve farlo integralmente, con poche possibilità di replica sulle singole parti che li compongono. Sono, per questa ragione, chiamati contratti per adesione. Essi sono efficaci nei confronti del turista anche se, al momento di stipularli, ignorava le clausole che contengono. Secondo la legge, infatti, non occorre l effettiva conoscenza delle condizioni contrattuali da parte del turista, ma è sufficiente che abbia avuto la possibilità di conoscerle. In altri termini, le condizioni contrattuali si considerano note al turista se, ponendo un minimo di attenzione in ciò che fa, avrebbe potuto conoscerle. Si aggiunga che l impresa turistica, quando in modo unilaterale stabilisce le proprie condizioni generali di contratto, potrebbe anche inserirvi clausole vessatorie, vale a dire condizioni particolarmente gravose per il turista, che limitano i suoi diritti o lo pongono in una posizione di svantaggio. Sono tali, ad esempio, le seguenti clausole: stabilire che il prezzo dei servizi turistici sia determinato al momento della erogazione; consentire all impresa turistica di aumentare il prezzo dei servizi senza che il consumatore possa avere la possibilità di uscire dal contratto qualora il prezzo finale sia eccessivamente elevato rispetto a quello inizialmente pattuito; prevedere a carico del consumatore, qualora non rispetti l accordo, il pagamento di penali di importo eccessivo; consentire all imprenditore la possibilità di modificare le caratteristiche del servizio da fornire senza un giustificato motivo indicato nel contratto; stabilire, in caso di controversia, la competenza esclusiva di un giudice di una località diversa dalla residenza del consumatore; ecc. 45 art. 1341, 2 comma, cod. civ. artt bis sexies cod. civ. Fino a qualche anno fa, le armi di cui disponeva il turista per difendersi da condizioni particolarmente gravose erano ben poche, tranne la garanzia di doverle approvare specificamente per iscritto. La tutela, per così dire, era solo formale: al turista doveva essere richiesta una doppia firma, la prima per il contratto in generale, la seconda per accettare specificamente le clausole vessatorie. Ma, ovviamente, la possibilità di opporsi era esclusa. Oggi le difese del turista sono aumentate, la tutela è di gran lunga più energica. Tutte quelle clausole che in generale producono a carico del turista un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto, sono inefficaci. Alcune, le più gravi, lo sono automaticamente, qualunque sia stata la strada percorsa dalle parti per giungere all accordo. Si tratta delle seguenti clausole: ESCLUDERE LA RESPONSABILITÀ DELL IMPRESA IN CASO DI MORTE O LESIONE PERSONALE DEL TURISTA ESCLUDERE O LIMITARE I DIRITTI DEL TURISTA NEI CONFRONTI DELL IMPRESA CHE NON STA AI PATTI PREVEDERE L ADESIONE AUTOMATICA DEL TURISTA A CONDIZIONI CHE NON HA AVUTO LA POSSIBILITÀ DI CONOSCERE PRIMA DELLA CONCLUSIONE DEL CONTRATTO Le clausole vessatorie meno gravi, sono inefficaci soltanto se il loro inserimento nel contratto non è stato il frutto di una libera contrattazione tra le parti. Quando, con altre parole, sono state preparate e imposte in maniera unilaterale dall impresa, senza alcuna trattativa (vera) con il turista. Non è più sufficiente, dunque, la loro specifica approvazione per iscritto. 56 DA RICORDARE: NEL CASO DI CONTRATTO CONCLUSO MEDIANTE MODULI PRESTAMPATI, SPETTA ALL IMPRESA L ONERE DI PROVARE CHE LE CLAUSOLE SONO STATE OGGETTO DI UNA SPECIFICA TRATTATIVA CON IL TURISTA In ogni caso, è opportuno che il turista rifiuti sempre di sottoscrivere una eventuale clausola che segnali la preesistenza di trattative se queste non ci sono mai state. Il turista che ha aderito ad un contratto contenente clausole sospette, oltre alla ovvia tutela individuale, può anche sperare in una tutela collettiva, rivolgendosi alle associazioni dei consumatori (Documento 1) o alle Camere di Commercio (Documento 2). Queste organizzazioni possono, infatti, chiamare in giudizio chi utilizza o chi raccomanda l utilizzo di contratti contenenti clausole vessatorie e chiedere al giudice che ne inibisca l uso. 67 CONTRATTI TRA IMPRESE E CONSUMATORI Eventuale squilibrio contrattuale AZIONE GIUDIZIARIA (da parte del consumatore oppure tramite le associazioni dei consumatori o la Camera di Commercio) Accertamento da parte del giudice della vessatorietà delle clausole Le clausole vessatorie sono dichiarate inefficaci Il contratto resta valido AVERE RAGIONE È UNA COSA. RIUSCIRE A DIMOSTRARLO, UN ALTRA Provate a pensare ad un turista che, prendendo parte a un viaggio così detto a pacchetto, subisce una serie di gravi disagi per gli errori commessi dall organizzatore nella fase di predisposizione del programma: ad esempio, l organizzatore ha prenotato in un albergo di categoria inferiore rispetto a quanto pagato dal turista, ha calcolato tempi troppo stretti per le coincidenze 78 dei mezzi di trasporto costringendo il turista a spese extra, ha previsto visite a musei durante le giornate di chiusura. L organizzatore è senza dubbio responsabile per i danni causati. Più esattamente, ha una RESPONSABILITÀ CONTRATTUALE legata al mancato rispetto degli impegni presi con un contratto. Naturalmente il turista potrà avanzare una richiesta di risarcimento, il pagamento cioè di una somma di denaro per i danni patiti. Però, prima di lanciarsi in una controversia che potrebbe anche durare a lungo e comportare costi non indifferenti, occorre che il turista, anche se è convinto di avere tutte le ragioni, rifletta sulla seguente regola generale: CC HH I PP RR EE TT EE NN DD EE QQ UU AA LL CC OO SS AA DD EE VV EE PP RR OO VV AA RR EE I LL FF OO NN DD AA MM EE NN TT OO DD EE LL LL AA PP RR OO PP RR I AA PP RR EE TT EE SS AA CONSIGLI: Fare tutto quello che è possibile per conoscere i propri diritti. Se non vi è certezza dei propri diritti, rivolgersi alle associazioni dei consumatori. Informazioni si possono ottenere anche dagli uffici di informazione e accoglienza turistica (Documento visivo 3), oppure presso le Agenzie per il turismo (Documento visivo 4). Se per l acquisto di un pacchetto di viaggio o di singoli servizi separati ci si è avvalsi di un agenzia di viaggio intermediaria, ci si può rivolgere anche a quest ultima che ha un obbligo di assistenza nei confronti del turista, inclusa la gestione dei reclami. Fare tutto quello che è possibile per porsi nella condizione di poter provare i fatti a sostegno delle proprie pretese. Ma più esattamente, cosa deve provare un turista quando si trova a fronteggiare il mancato rispetto degli impegni contrattuali da parte di un impresa turistica? 1. che era stato concluso un contratto con l impresa 2. che il contratto non è stato rispettato, in tutto o in parte, dall impresa; ossia deve provare l inadempimento contrattuale dell impresa. 89 3. provare che l inadempimento dell impresa gli ha procurato un danno di una certa entità. In altri termini, provare l esistenza e la misura del danno, e che tale danno è la conseguenza immediata e diretta proprio Artt cod. civ. dell inadempimento dell impresa. Un punto, quest ultimo, ragionevole, che in un certo senso pone un limite alle richieste di risarcimento del turista e, di conseguenza, consente all impresa turistica, quando stipula un contratto, di valutare i rischi cui si espone nel caso non rispetti gli impegni assunti. Talvolta, per evitare problemi sulla misura del risarcimento, nei contratti turistici viene inserita una clausola penale, che ha la funzione di fissare in anticipo quanto dovrà essere pagato in caso di inadempimento. Artt cod. civ. Non basta, insomma, aver ragione, occorre anche essere convincenti. Per questa ragione è opportuno premunirsi, ricorrendo almeno ad alcuni semplici accorgimenti: LEGGERE SEMPRE ATTENTAMENTE LE CONDIZIONI CONTRATTUALI CHE LE IMPRESE TURISTICHE PROPONGONO SE TENETE A SODDISFARE PARTICOLARI ESIGENZE FATE IN MODO CHE LE VOSTRE RICHIESTE SIANO MESSE PER ISCRITTO. NON ACCONTENTATEVI DI PROMESSE DURANTE IL SOGGIORNO, NON APPENA VI ACCORGETE CHE LE COSE NON VANNO PER IL VERSO GIUSTO, DATEVI DA FARE A RACCOGLIERE OGNI POSSIBILE PROVA DEI DISAGI SUBITI: FOTO, SCONTRINI, RICEVUTE, CERTIFICATI MEDICI, NOME DI EVENTUALI TESTIMONI, ECC. CONSERVATE COPIA DI CIÒ CHE SCRIVETE E SPEDITE ALLE IMPRESE. ABITUATEVI A FARE COMUNICAZIONI IMPORTANTI PER RACCOMANDATA CON RICEVUTA DI RITORNO. Un ultima osservazione. Ci sono delle eccezioni alle regole generali sopra ricordate. Non sempre chi ha subito un danno deve provare chi lo ha provocato. In certi 910 artt cod. civ. casi la legge individua già un presunto responsabile, e sarà lui a dover fornire giustificazioni per essere esonerato da tale responsabilità. Ad esempio, l albergatore risponde sempre dei furti subiti dai clienti all interno della struttura ricettiva, anche se non ne ha colpa (vedi pagina ). IL DANNO DA VACANZA ROVINATA Il problema di quantificare i danni può assumere nel turismo un rilievo del tutto particolare. E difficile ignorare che ogni anno, soprattutto al termine delle vacanze estive, sono numerosi i turisti che hanno qualche lamentela. La varietà dei casi è estesa: programmi di viaggio non rispettati, alberghi diversi da quelli previsti, cambiamento delle escursioni senza preavviso, villaggi descritti come super attrezzati non ancora ultimati, smarrimento bagagli, negato imbarco sull aereo, treni che non rispettano i tempi, e così via. Per questi e altri disagi materiali, il turista può pretendere di essere indennizzato: ad esempio, se è stato alloggiato in un albergo a tre stelle e aveva pagato per un quattro stelle, chiederà il rimborso della differenza di costo delle camere. Ma i suoi diritti si fermano qui o vanno ben oltre? Questa domanda intende sollevare il problema noto con la definizione, ormai largamente usata, di danno da vacanza rovinata. Quando ci si iscrive ad un viaggio organizzato o si fanno dei contratti per ottenere singoli servizi turistici, il desiderio è di godere di un periodo di vacanza, magari in località piacevoli e possibilmente salubri, per riposarsi, svagarsi o quant altro si desidera. Se le condizioni contrattuali non vengono rispettate come previsto, si può anche essere costretti in certi casi a rinunciare alla vacanza o a sopportarne una che non va per il verso giusto. Per essere più concreti, facciamo un esempio. SUPPONETE DI ACQUISTARE UN PACCHETTO TURISTICO PER UNA LOCALITÀ DI MARE. PURTROPPO NON POTETE PARTIRE IL GIORNO PREVISTO PERCHÉ IL VOLO È STATO SOPPRESSO. L AGENZIA DIMENTICA DI AVVISARE L ALBERGATORE CHE ARRIVERETE CON UN GIORNO DI RITARDO. NEL FRATTEMPO L ALBERGATORE, NON VEDENDOVI ARRIVARE, HA DATO LA STANZA AD ALTRI TURISTI. COSÌ, QUANDO FINALMENTE RAGGIUNGETE LA LOCALITÀ PRESCELTA, VI 1011 RITROVATE PER STRADA, SENZA POSSIBILITÀ DI OTTENERE IL SOGGIORNO IN ALBERGO, CHE FRA L ALTRO PREVEDEVA CAMERA DOPPIA, CON VISTA MARE, SPIAGGIA PRIVATA E UN BUON PROGRAMMA DI ATTIVITÀ SPORTIVA. IN ALTERNATIVA VI PROPONGONO UNA SISTEMAZIONE IN UNA STANZA D AFFITTO, SENZA SERVIZI, VISTA MARE CON IL CANNOCCHIALE! art cod. civ. Pret. Roma, 31/03/73 App.Milano 21 /06/88 Trib.Torino, 08/11/96 Trib.Milano, 04/06/98 G. di pace Siracusa, 26/03/99 Corte di Giustizia CE 12/03/02, in causa C-168/00 Ebbene, riflettendo sull esempio, in aggiunta al rimborso di parte del denaro pagato o delle spese extra sostenute per far fronte alla nuova situazione, non credete che sia giusto pretendere e ottenere un risarcimento anche per i disagi sopportati per via della inadeguatezza della sistemazione alternativa e per il mancato godimento di un periodo di vacanza all altezza delle aspettative? O, se preferite, per i disagi legati alla perdita di un opportunità di svago, derivanti cioè da una vacanza andata male? Così inteso, il danno da vacanza rovinata è parte integrante della responsabilità contrattuale, rappresenta una questione del mancato rispetto degli impegni presi con un contratto. Si tratta di un danno difficile da tradurre in termini monetari. Per giunta un tempo era raro vederselo riconoscere. I giudici italiani, infatti, tendevano a qualificarlo come danno morale, ossia come danno immateriale, non patrimoniale, legato alla sfera psichica di chi lo subisce, al dolore, alla sofferenza personale, e come tale non risarcibile. In Italia, infatti, ai danni non patrimoniali fa riferimento il codice civile, per il quale vanno risarciti solo nei casi determinati dalla legge. Solo negli ultimi anni si rinvengono sempre più nella giurisprudenza decisioni che ammettono un risarcimento per il disagio subito a seguito di una vacanza andata male. Si aggiunga che, con una recente sentenza, relativa ad una turista austriaca colpita da un intossicazione da salmonella dovuta ai cibi serviti dal ristorante del villaggio compreso nel pacchetto turistico, la Corte di Giustizia delle Comunità Europee ha inquadrato la vacanza rovinata nell ambito del danno morale e ne ha ammesso il risarcimento connesso alla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in occasione di un viaggio tutto compreso. 1112 ALLLLEE PREESEE CON II TRASPORTII PREMESSA Nel settore dei trasporti (Documento 5) alcune forme di tutela dei diritti dei passeggeri sono presenti. Altra cosa naturalmente è se esse vengono usate, e con quanta efficacia, nonostante siano numerose, specialmente nei periodi di grande traffico, le polemiche per i disservizi del trasporto: voli inesistenti, treni in ritardo, turisti lasciati privi di indicazioni e assistenza, ecc. Il fatto è che spesso non si conoscono con precisione neppure modalità e termini per ottenere un risarcimento! Per questa ragione, le pagine seguenti offrono alcune informazioni sulle tutele previste per i disguidi nei quali più frequentemente si incappa, durante viaggi o vacanze, utilizzando mezzi di trasporto. VIAGGIARE IN AEREO Per chi durante le sue vacanze si sposta con l aereo, la prima cosa da ricordare riguarda: LA PRENOTAZIONE 1. Si effettua nelle agenzie di viaggio, nelle agenzie della compagnia aerea, telefonicamente o via Internet. 2. Al momento della prenotazione, il passeggero ha diritto a ricevere, in modo chiaro e completo, informazioni su: compagnia aerea che svolgerà il servizio di trasporto; tipo di aeromobile; orari dei voli, tariffe e relative regole; modalità di assistenza per i passeggeri disabili e minori non accompagnati; comunicazione del codice di prenotazione 3. Se il passeggero si rivolge a un agenzia di viaggio, deve poter prendere 1213 visione di tutti i voli che portano alla destinazione prescelta (non stop, con scalo e le eventuali coincidenze). 4. Va rammentato che la prenotazione diviene definitiva solo in seguito all acquisto del biglietto. Il contratto si perfeziona con l acquisto del biglietto. Il contratto è regolato, oltre che dalla disciplina normativa generale, dalle condizioni contrattuali predisposte dalla compagnia con cui si viaggia: i passi salienti di queste ultime si trovano sul retro del biglietto. Nel caso di acquisto del biglietto per via elettronica (si paga mediante carta di credito e si ritira la carta di imbarco direttamente all accesso in aereo), il passeggero ha diritto di ricevere la ricevuta del viaggio, contenente i dati relativi al volo e le stesse informazioni che si trovano nel biglietto aereo tradizionale. DA RICORDARE Le considerazioni che saranno svolte nelle pagine successive, riguardano i vettori aerei della Comunità europea e si basano in larga parte sulla seguente normativa: Regolamento n. 1991/295/CEE (sistema di compensazione in caso di overbooking nei servizi aerei di linea). Convenzione di Montreal del 28 maggio 1999 (Convenzione sul trasporto aereo internazionale), messa in atto nella Comunità europea dal Regolamento (CE) n. 2027/97, come modificato dal Regolamento (CE) n. 889/2002 e dalle legislazioni nazionali degli Stati membri. Questa normativa rafforza la protezione dei passeggeri, in più consente di superare la distinzione tra trasporto nazionale e internazionale e di avere all interno della Comunità europea lo stesso livello e tipo di responsabilità del vettore aereo nei confronti dei passeggeri (per i danni derivanti da morte o lesioni del passeggero) e i loro bagagli e in caso di ritardi nel trasporto. 1314 D.Lgs. 111/95, art. 14, 2 comma Mentre scriviamo, però, la Convenzione di Montreal non ha ancora ottenuto il numero di ratifiche o adesioni necessario per la sua entrata in vigore. Ciò sospende l applicabilità anche del Regolamento (CE) n. 889/2002, perché è dal Regolamento stesso subordinata (art. 2) all entrata in vigore della Convenzione. Siamo all entrata in vigore della Convezione e, di conseguenza, all applicabilità del regolamento comunitario, per le situazioni di disservizio che riguardano il ritardo del passeggero e i danni al suo bagaglio, è necessario documentarsi facendo riferimento alla Carta dei diritti del passeggero, un compendio delle principali tutele limitato al settore del trasporto aereo. Si può consultare questo testo in diversi indirizzi web, tra cui quello dell ENAC (Ente Nazionale per l Aviazione Civile): Al centro delle polemiche per i disservizi del trasporto aereo, oltre alle compagnie aeree, possono figurare le società di gestione aeroportuali e quelle che forniscono i servizi a terra alle compagnie. In altri termini, il settore è complesso, e la responsabilità per i disservizi può essere attribuita a più soggetti. Per non farsi scoraggiare, in particolare quando questi soggetti tentano di fare a scaribarile addossandosi l un l altro le colpe dei disservizi, è sufficiente che il passeggero individui sempre nella compagnia aerea il suo unico interlocutore: è con lei che stipula il contratto di trasporto e non gli deve interessare più di tanto chi esegue (effettivamente) male un servizio. Perciò il destinatario di una richiesta di risarcimento deve essere sempre la compagnia aerea. Eventualmente, sarà quest ultima a rivalersi in seguito su altri soggetti ritenuti responsabili. Se il turista lo ritiene opportuno, copia delle suddette richieste può essere inviata anche a: ENAC-Carta dei diritti del passeggero Viale castro Pretorio Roma. Per le problematiche relative al trasporto bagagli registrati, in caso di utilizzo successivo di più vettori, la richiesta di un eventuale risarcimento deve essere inviata agli uffici dell ultimo vettore. Se poi il trasporto aereo è stato acquistato in un pacchetto turistico, la legge identifica come 1415 unico responsabile per tutto ciò che può accadere nel corso del viaggio, inclusi i disguidi nel trasporto aereo, l organizzatore del pacchetto. Quest ultimo potrà in seguito rivalersi sul diretto responsabile, ma è importante insistere che il turista danneggiato può avere una sola controparte e cioè colui che ha confezionato il viaggio tutto compreso. ALCUNI CONSIGLI Leggere attentamente almeno l estratto delle condizioni di contratto allegato al biglietto. Ricordarsi di acquistare il biglietto entro i termini indicati al momento della prenotazione (altrimenti rischiate che la prenotazione sia cancellata). Poiché il biglietto costituisce prova della conclusione del contratto, conservarlo con attenzione. Veri e propri spauracchi per chi viaggia in aereo, ovvero le lamentele più frequenti, sono tre: 1. IMBARCO NEGATO PER OVERBOOKING 2. RITARDI 3. BAGAGLI DANNEGGIATI O SMARRITI OVERBOOKING COS È Il termine significa eccesso di prenotazioni. Accade quando ad un passeggero, nonostante abbia un volo prenotato e pagato e si sia presentato nei tempi previsti, al check in gli dicono che il suo posto non è disponibile, perché è già stato occupato da un altro passeggero. CHI È IL RESPONSABILE Le compagnie aeree, le quali, per non lasciare posti vuoti su ogni volo (ogni posto vuoto rappresenta un aggravio di costi) e cautelarsi contro le rinunce improvvise, confermano un numero di prenotazioni superiore ai posti effettivamente disponibili. E così, se si presentano tutti i viaggiatori, finisce 1516 che qualcuno resta a terra, in ogni caso non ha la possibilità di partire sul volo previsto. DA RICORDARE CHI RISCHIA DI PIÙ SONO I PASSEGGERI CHE ARRIVANO IN AEROPORTO PER IMBARCARSI ALL ULTIMO MOMENTO. QUELLI CHE SI PRESENTANO CON LARGO ANTICIPO, UNA VOLTA EFFETTUATO IL CHECK IN ED OTTENUTA LA CARTA D IMBARCO, HANNO LA PARTENZA GARANTITA. DEL RESTO, IL PASSEGGERO HA IL DOVERE DI PRESENTARSI ENTRO IL TERMINE PREFISSATO (DALLA STESSA COMPAGNIA) PER EFFETTUARE LE FORMALITÀ DI IMBARCO, ALTRIMENTI PERDE IL DIRITTO DI SALIRE SUL VOLO PRENOTATO: SE IL VETTORE DOVESSE ASPETTARE OGNI PASSEGGERO IN RITARDO, NON POTREBBE PIÙ GARANTIRE ORARI DI PARTENZA E DI ARRIVO. ALCUNE COMPAGNIE HANNO AVVIATO INTERNET CHECK IN : ACCADENDO AL SITO DELLA COMPAGNIA SI PUÒ FARE IL CHECK IN E AVERE IL POSTO ASSEGNATO E LA CARTA DI IMBARCO. Regolamento comunitario 295/91 Un regolamento comunitario ha stabilito precise tutele per i passeggeri che incorrono nell overbooking. Queste tutele valgano per tutti i voli di linea in partenza da aeroporti dell Unione Europea: dunque, valgano indipendentemente dalla nazionalità del passeggero o della compagnia (non riguardano solo le compagnie di bandiera dei Paesi membri) e dalla destinazione. Sono esclusi, invece, i voli charter e i casi in cui i passeggeri rimangano a terra a causa di scioperi, guasti all aereo o per via del tempo. TUTELE PER IL PASSEGGERO 1. Le compagnie aere hanno l obbligo di mettere a disposizione dei passeggeri, presso gli uffici di accettazione e le agenzie di viaggio, informazioni adeguate sulle regole relative al negato imbarco per overbooking. 2. Il passeggero rimasto a terra può scegliere tra: Il rimborso senza penali del biglietto (almeno per la parte di viaggio non effettuata); Il primo volo alternativo disponibile fino alla destinazione finale; 1617 Un volo alternativo ad una data successiva a lui più conveniente. 3. Se al passeggero viene offerta la possibilità di viaggiare in una classe inferiore a quella per la quale ha pagato il biglietto, avrà diritto ad essere rimborsato della differenza di prezzo. 4. Qualunque sia la scelta, il passeggero ha diritto a un indennizzo per il disagio subito variabile in rapporto alla lunghezza del volo e al ritardo con cui si giunge a destinazione: per voli inferiori a 3550 km, 150 euro o 75 euro se arriva a destinazione con meno di due ore di ritardo; per voli superiori a 3500 km, 300 euro o 150 euro se arriva a destinazione con meno di quattro ore di ritardo. Un consiglio: In caso di overbooking, recarsi al banco di accettazione e reclamare immediatamente: esigete il posto su un altro volo e l indennizzo Nel caso la compagnia rifiuti di soddisfare quest ultima richiesta, nel Formulario, la Scheda n 1, contiene un esempio di raccomandata da inviare per ottenere la compensazione prevista per il mancato imbarco. Sono a carico della compagnia una serie di spese per ridurre il disagio dei passeggeri che incorrono nell overbooking: telefonate, pasti, pernottamenti in albergo in relazione all attesa che intercorre prima del nuovo volo. Quattro precisazioni utili: Ovviamente, se il passeggero ritiene di aver subìto ulteriori, più consistenti danni a causa dell inadempimento della compagnia aerea (ad esempio, perde un occasione di lavoro, deve disdire un contratto di noleggio per una macchina da ritirare all arrivo, non usufruisce di un pernottamento presso l albergo prenotato, ecc.), ha sempre la possibilità di ricorrere al giudice per chiedere più soldi. Attenzione, però: ha un anno di tempo per farlo. Dopo un anno, i diritti che derivano dal contratto di trasporto di persone entrano in prescrizione (muoiono, perché il passeggero rimane inerte, non li esercita per tutto 1718 il tempo previsto dalla legge). Si tenga presente che se il passeggero partecipa a un viaggio tutto compreso, il vettore dal punto di vista contrattuale è legato all imprenditore che ha organizzato il viaggio. Pertanto, in caso di overbooking, il vettore deve versare l indennizzo previsto dal regolamento all organizzatore del viaggio. Quest ultimo, a sua volta, ha l obbligo di darlo al passeggero, al suo cliente. Va da sé che il passeggero resta libero di chiedere all organizzatore del viaggio risarcimenti superiori per i disagi subiti, ad esempio se il mancato imbarco fa saltare parte della vacanza. Allo scopo di chiedere (e ottenere) al Tour Operator un rimborso maggiore, è opportuno farsi rilasciare dalla compagnia una dichiarazione circa il mancato imbarco. Quando accade l overbooking le compagnie aeree possono cercare volontari disposti a rinunciare momentaneamente alla partenza per lasciare il posto a chi ne ha necessità urgente. Le compagnie hanno anche una lista di persone che hanno diritto alla precedenza: bambini soli, nuclei familiari, i disabili, ecc. Chi rinuncia a partire riceve sempre l indennizzo minimo stabilito dal regolamento comunitario. Nessun indennizzo o compensazione sono dovuti a chi viaggia gratuitamente o a tariffe ridotte non disponibili al pubblico. RITARDI E CANCELLAZIONI Con l aereo le probabilità di non partire in orario o, addirittura, di rimandare la partenza, purtroppo, non sono poche. Talvolta, ritardi valutati inizialmente in pochi minuti si trasformano in lunghe ed estenuanti attese. Ecco cosa può, almeno, pretendere il passeggero. ASSISTENZA La prima cosa da dire è che la compagnia aerea ha il dovere di informare i passeggeri del ritardo e sui motivi per i quali è accaduto. Queste 1819 informazioni devono essere fornite non appena la compagnia sa dell inconveniente e, successivamente, ogni 30 minuti. Qualora la causa della ritardata partenza o della cancellazione del volo sia imputabile alla compagnia aerea, il passeggero avrà diritto a: telefonata o fax al luogo di destinazione; pasti e consumazioni in congrua relazione all attesa del volo; sistemazione in albergo; ecc. Insomma, il passeggero deve ricevere assistenza dalla compagnia in modo da subire il minor disagio possibile. Attenzione, però: queste tutele non sono obbligatorie se i ritardi o le cancellazioni non sono attribuibili alla compagnia, ma sono il frutto di cause imprevedibili, quali le condizioni atmosferiche avverse. RESPONSABILITÀ PER IL RITARDO In caso di ritardo nel trasporto, il vettore è responsabile per l eventuale danno procurato al passeggero, sempre che non abbia preso tutte le misure possibili per evitarlo o che fosse impossibile prendere tali misure. Si tratta però di una responsabilità limitata: a 4150 DSP (sono Diritti Speciali di Prelievo, il cui valore, soggetto a fluttuazioni rispetto all euro, è stabilito dal Fondo Monetario Internazionale ed è pubblicato nelle pagine economiche dei giornali finanziari: il giorno 2003, 1 DSP corrispondeva a.euro). E il vettore, ovviamente, che deve dimostrare la sua mancanza di responsabilità. E la prova non sempre è possibile, né facile: ad esempio, un ritardo per un guasto tecnico, potrebbe essere la conseguenza di controlli eseguiti con poca attenzione dal personale di manutenzione. Resta fermo il fatto che il passeggero, se chiede di essere indennizzato, deve fornire prova della perdita economica subita a seguito del ritardo nella partenza. RIMBORSO O VOLO ALTERNATIVO In caso di cancellazione il passeggero può richiedere e ottenere il rimborso della parte non utilizzata del biglietto. In alternativa, il passeggero ha la possibilità di raggiungere la destinazione finale con un altro aereo, anche di altro vettore e in data successiva, purché entro i limiti di validità del 19 Vedere altro
8. RIMBORSI E INDENNITA 1. Rimborso 1.1 Diritto al rimborso Il viaggiatore può chiedere il rimborso di un biglietto o abbonamento non utilizzato nei seguenti casi: Per mancata effettuazione del viaggio Dettagli Sintesi dei diritti dei passeggeri che viaggiano in autobus 1
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