Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2018-0274_IT.html
Timestamp: 2019-09-23 07:30:18+00:00

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Ciclo del documento : A8-0274/2018
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sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al reciproco riconoscimento delle merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro
Relatore: Ivan Štefanec
– vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2017)0796),
– visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0005/2018),
– vista la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A8-0274/2018),
(1) Il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale la libera circolazione delle merci è garantita secondo le disposizioni dei trattati. Sono vietate fra gli Stati membri le restrizioni quantitative all'importazione nonché qualsiasi misura di effetto equivalente. Il divieto riguarda ogni misura nazionale in grado di ostacolare direttamente o indirettamente, in atto o in potenza, gli scambi intra UE di merci. La libera circolazione delle merci è garantita nel mercato interno tramite l'armonizzazione a livello di Unione delle norme che fissano requisiti comuni per la commercializzazione di talune merci oppure, per i prodotti o gli aspetti dei prodotti non oggetto di norme di armonizzazione dell'Unione, tramite l'applicazione del principio del reciproco riconoscimento.
(1) Il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere interne, nel quale la libera circolazione delle merci è garantita secondo le disposizioni dei trattati. Sono vietate fra gli Stati membri le restrizioni quantitative all'importazione nonché qualsiasi misura di effetto equivalente. Il divieto riguarda ogni misura nazionale in grado di ostacolare direttamente o indirettamente, in atto o in potenza, gli scambi intra UE di merci. La libera circolazione delle merci è garantita nel mercato interno tramite l'armonizzazione a livello di Unione delle norme che fissano requisiti comuni per la commercializzazione di talune merci oppure, per i prodotti o gli aspetti dei prodotti solo parzialmente coperti da norme di armonizzazione dell'Unione, tramite l'applicazione del principio del reciproco riconoscimento quale definito dalla Corte di giustizia dell'Unione europea.
(2) Ostacoli alla libera circolazione delle merci tra Stati membri possono essere illegittimamente creati nel caso in cui, in assenza di norme di armonizzazione dell'Unione in merito a prodotti o a un determinato aspetto dei prodotti, l'autorità competente di uno Stato membro applichi a quel tipo di merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro norme nazionali che richiedono che esse devono soddisfare talune prescrizioni tecniche in termini ad esempio di denominazione, forma, dimensioni, peso, composizione, presentazione, etichettatura o imballaggio. L'applicazione di tali norme a merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro potrebbe essere in contrasto con gli articoli 34 e 36 del trattato, anche qualora si applichino indistintamente a tutte le merci.
(2) Ostacoli alla libera circolazione delle merci tra Stati membri possono essere illegittimamente creati nel caso in cui, in assenza di norme di armonizzazione dell'Unione in merito a prodotti o a un determinato aspetto dei prodotti, l'autorità competente di uno Stato membro applichi a quel tipo di merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro norme nazionali che richiedono che esse debbano soddisfare talune prescrizioni tecniche in termini, ad esempio, di denominazione, forma, dimensioni, peso, composizione, presentazione, etichettatura o imballaggio, richiesta di ulteriori prove e/o duplicazione delle prove. L'applicazione di tali norme a merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro potrebbe essere in contrasto con gli articoli 34 e 36 del trattato, anche qualora si applichino indistintamente a tutte le merci.
(3) Il principio del reciproco riconoscimento discende dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. In base a tale principio, gli Stati membri non possono vietare la vendita sul loro territorio di merci che siano legalmente commercializzate in un altro Stato membro, anche qualora siano state prodotte o fabbricate conformemente a regole tecniche differenti. Il principio non è tuttavia assoluto. Gli Stati membri possono opporsi all'immissione in commercio di merci legalmente commercializzate altrove, se tali restrizioni sono giustificate dai motivi enunciati all'articolo 36 del trattato o sulla base di altri motivi imperativi di interesse generale, che in entrambi i casi sono proporzionati all'obiettivo perseguito.
(3) Il principio del reciproco riconoscimento discende dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. In base a tale principio, gli Stati membri non possono vietare la vendita sul loro territorio di merci che siano legalmente commercializzate in un altro Stato membro, anche qualora siano state prodotte o fabbricate conformemente a regole tecniche differenti. Il principio non è tuttavia assoluto. Gli Stati membri possono opporsi all'immissione in commercio di merci legalmente commercializzate altrove, se tali restrizioni sono giustificate dai motivi enunciati all'articolo 36 del trattato o sulla base di altri motivi imperativi di interesse generale riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea in relazione alla libera circolazione delle merci, che in entrambi i casi sono proporzionati all'obiettivo perseguito. Il presente regolamento prevede l'obbligo di motivare chiaramente il rifiuto dell'accesso al mercato.
(4) La nozione di motivi imperativi di interesse generale è un concetto in evoluzione elaborato dalla Corte di giustizia nella sua giurisprudenza in relazione agli articoli 34 e 36 del trattato. Tale concetto comprende, fra l'altro, l'efficacia dei controlli fiscali, la lealtà delle operazioni commerciali, la protezione dei consumatori, la tutela dell'ambiente, la salvaguardia del pluralismo della stampa e il rischio di grave pregiudizio per l'equilibrio finanziario del sistema previdenziale. Tali motivi imperativi, allorché tra uno Stato membro e l'altro esistono legittime differenze, possono giustificare l'applicazione di norme nazionali da parte delle autorità competenti. Tali decisioni devono tuttavia essere debitamente giustificate, e il principio di proporzionalità deve essere sempre rispettato, accertando se l'autorità competente abbia scelto effettivamente la decisione meno restrittiva possibile. Inoltre, le decisioni amministrative che limitano o negano l'accesso al mercato di merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro non devono essere basate sul mero fatto che le merci oggetto della valutazione soddisfino il legittimo obiettivo pubblico perseguito dallo Stato membro in un modo diverso da quello con cui le merci nazionali conseguono tale obiettivo in tale Stato membro.
(4) La nozione di motivi imperativi di interesse generale è un concetto in evoluzione elaborato dalla Corte di giustizia nella sua giurisprudenza in relazione agli articoli 34 e 36 del trattato. Allorché tra uno Stato membro e l'altro esistono legittime differenze, detti motivi possono giustificare l'applicazione di norme nazionali da parte delle autorità competenti. Tali decisioni amministrative devono tuttavia essere sempre debitamente giustificate, legittime, appropriate e rispettose del principio di proporzionalità, e l'autorità competente deve prendere la decisione meno restrittiva possibile. Al fine di ridurre gli ostacoli al mercato interno e migliorare il funzionamento del mercato interno delle merci, la Commissione e gli Stati membri sono incoraggiati ad avviare un processo di valutazione teso a determinare se tutte le norme nazionali siano ancora adeguate all'obiettivo e non creino barriere non tariffarie sproporzionate. Inoltre, le decisioni amministrative che limitano o negano l'accesso al mercato di merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro non devono essere basate sul mero fatto che le merci oggetto della valutazione soddisfino il legittimo obiettivo pubblico perseguito dallo Stato membro in un modo diverso da quello con cui le merci conseguono tale obiettivo in tale Stato membro. Al fine di assistere gli Stati membri nel loro compito di giustificare le limitazioni al principio del reciproco riconoscimento, la Commissione dovrebbe fornire orientamenti non vincolanti per un riesame della giurisprudenza relativa alla nozione di motivi imperativi di interesse generale e alle modalità di applicazione del principio del reciproco riconoscimento. Le autorità competenti dovrebbero avere la capacità e l'opportunità di contribuire agli orientamenti e fornire un riscontro sugli stessi.
(7) Il regolamento (CE) n. 764/2008 presenta diverse criticità e dovrebbe pertanto essere riveduto e rafforzato. Per motivi di chiarezza, il regolamento (CE) n. 764/2008 dovrebbe essere sostituito dal presente regolamento. Il presente regolamento dovrebbe stabilire procedure chiare idonee a garantire la libera circolazione delle merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro e ad assicurare che la libertà di circolazione possa essere limitata solo se gli Stati membri hanno legittimi motivi di interesse generale per agire in tal senso e la restrizione è proporzionata. Esso garantisce che gli esistenti diritti e obblighi che discendono dal principio del reciproco riconoscimento siano osservati sia dagli operatori economici sia dalle autorità nazionali.
(7) Il regolamento (CE) n. 764/2008 presenta diverse criticità e dovrebbe pertanto essere riveduto e rafforzato. Per motivi di chiarezza, il regolamento (CE) n. 764/2008 dovrebbe essere sostituito dal presente regolamento. Il presente regolamento dovrebbe stabilire procedure chiare idonee a garantire la libera circolazione delle merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro e ad assicurare che la libertà di circolazione possa essere limitata solo se gli Stati membri hanno legittimi motivi di interesse generale debitamente giustificati per agire in tal senso e la restrizione è proporzionata. Esso garantisce che gli esistenti diritti e obblighi che discendono dal principio del reciproco riconoscimento siano osservati sia dagli operatori economici sia dalle autorità nazionali.
(11) È importante chiarire che tra i tipi di merci oggetto del presente regolamento rientrano i prodotti agricoli. L'espressione "prodotti agricoli" comprende i prodotti della pesca, come stabilito all'articolo 38, paragrafo 1, del trattato.
(11) È importante chiarire che tra i tipi di merci oggetto del presente regolamento rientrano i prodotti agricoli. L'espressione "prodotti agricoli" comprende i prodotti della pesca, come stabilito all'articolo 38, paragrafo 1, del trattato. La Commissione dovrebbe tenere e, se possibile, sviluppare ulteriormente un elenco online indicativo e non esaustivo aggiornato che aiuti a individuare i tipi di merci che sono oggetto del presente regolamento.
(14) Per beneficiare del principio del reciproco riconoscimento, le merci devono essere legalmente commercializzate in un altro Stato membro. Dovrebbe essere chiarito che, affinché possano essere considerate legalmente commercializzate in un altro Stato membro, le merci devono rispettare le pertinenti norme applicabili in tale Stato membro ed essere messe a disposizione degli utilizzatori finali in detto Stato membro.
(14 bis) Per sensibilizzare le autorità nazionali e gli operatori economici al principio del reciproco riconoscimento, gli Stati membri sono incoraggiati a prevedere nelle loro regole tecniche nazionali "clausole del mercato unico" chiare e inequivocabili, che garantiscano che le merci legalmente commercializzate in uno Stato membro siano considerate compatibili con le regole tecniche nazionali di un altro Stato membro.
(15) Gli elementi di prova richiesti per dimostrare che le merci sono legalmente commercializzate in un altro Stato membro variano notevolmente da uno Stato membro all'altro. Ciò comporta inutili oneri, ritardi e costi aggiuntivi per gli operatori economici e impedisce alle autorità nazionali di ottenere le informazioni necessarie per valutare le merci in modo tempestivo. Ciò potrebbe ostacolare l'applicazione del principio del reciproco riconoscimento. È pertanto indispensabile rendere più facile per gli operatori economici dimostrare che le proprie merci sono legalmente commercializzate in un altro Stato membro. Gli operatori economici dovrebbero essere in grado di beneficiare di un processo di autodichiarazione, che dovrebbe fornire alle autorità competenti tutte le informazioni necessarie sulle merci e sulla loro conformità alle norme applicabili in tale altro Stato membro. L'uso della dichiarazione non impedisce alle autorità nazionali di adottare una decisione che limiti l'accesso al mercato, a condizione che tale decisione sia proporzionata e rispetti il principio del reciproco riconoscimento e il presente regolamento.
(15) Gli elementi di prova richiesti per dimostrare che le merci sono legalmente commercializzate in un altro Stato membro variano notevolmente da uno Stato membro all'altro. Ciò comporta inutili oneri, ritardi e costi aggiuntivi per gli operatori economici e impedisce alle autorità nazionali di ottenere le informazioni necessarie per valutare le merci in modo tempestivo. Ciò potrebbe ostacolare l'applicazione del principio del reciproco riconoscimento. È pertanto indispensabile rendere più facile per gli operatori economici dimostrare che le proprie merci sono legalmente commercializzate in un altro Stato membro. Gli operatori economici dovrebbero beneficiare di un processo di autodichiarazione, che dovrebbe fornire alle autorità competenti informazioni sulle merci e sulla loro conformità alle norme applicabili in tale altro Stato membro. L'uso della dichiarazione volontaria non impedisce alle autorità nazionali di adottare una decisione che limiti l'accesso al mercato, a condizione che tale decisione sia proporzionata e giustificata, e rispetti il principio del reciproco riconoscimento e il presente regolamento.
(16) Il produttore, o il rappresentante del produttore, dovrebbe essere responsabile dell'inserimento dei dati in sede di compilazione della dichiarazione sul reciproco riconoscimento in quanto è il produttore che conosce meglio i suoi prodotti. Tuttavia, a essere informato che le merci vengono messe a disposizione degli utilizzatori finali nello Stato membro in questione potrebbe essere più un importatore o un distributore, che non l'effettivo produttore. Dovrebbe pertanto essere consentito a un altro operatore economico di inserire queste informazioni in sostituzione del produttore.
(16) Il produttore, o il rappresentante autorizzato del produttore, dovrebbe essere responsabile dell'inserimento dei dati in sede di compilazione della dichiarazione sul reciproco riconoscimento in quanto è il produttore che conosce meglio i suoi prodotti. Tuttavia, a essere informato che le merci vengono messe a disposizione degli utilizzatori finali nello Stato membro in questione potrebbe essere più un importatore o un distributore, che non l'effettivo produttore. Dovrebbe pertanto essere consentito a un altro operatore economico di inserire queste informazioni in sostituzione del produttore, a condizione che l'operatore economico si assuma la responsabilità dei dati inseriti nella dichiarazione sul reciproco riconoscimento.
(18) Al fine di garantire che le informazioni contenute in una dichiarazione sul reciproco riconoscimento siano complete, dovrebbe essere prevista una struttura armonizzata per tali dichiarazioni ad uso degli operatori economici che intendono presentarle.
(18) Al fine di garantire che le informazioni contenute in una dichiarazione sul reciproco riconoscimento siano complete e veritiere, dovrebbe essere prevista una struttura armonizzata per tali dichiarazioni ad uso degli operatori economici che intendono presentarle.
(20) Al fine di migliorare l'efficienza e la competitività delle imprese che operano nel settore non armonizzato, dovrebbe essere possibile beneficiare delle nuove tecnologie informatiche per agevolare la presentazione della dichiarazione sul reciproco riconoscimento. Gli operatori economici dovrebbero pertanto poter rendere la loro dichiarazione disponibile online.
(20) Al fine di migliorare l'efficienza e la competitività delle imprese che operano nel settore non armonizzato, dovrebbe essere possibile beneficiare delle nuove tecnologie informatiche per agevolare la presentazione della dichiarazione sul reciproco riconoscimento. Gli operatori economici dovrebbero pertanto poter rendere la loro dichiarazione disponibile online in modo sicuro ed essere incoraggiati a procedere in tal senso.
(20 bis) La Commissione dovrebbe far sì che allo sportello digitale unico siano disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione un modello di dichiarazione sul reciproco riconoscimento e orientamenti pertinenti riguardanti le modalità di compilazione.
(20 ter) Un principio del reciproco riconoscimento ben funzionante completa in maniera essenziale l'armonizzazione a livello dell'UE, soprattutto se si considera che numerosi prodotti presentano aspetti sia armonizzati che non armonizzati, dato il numero considerevole di prodotti con aspetti non armonizzati distribuiti sul mercato interno.
(22) Nel caso in cui i produttori decidano di non utilizzare il meccanismo della dichiarazione sul reciproco riconoscimento, dovrebbe spettare allo Stato membro richiedere le informazioni che ritiene necessarie per la valutazione delle merci, tenendo debito conto del principio di proporzionalità.
(22) Nel caso in cui gli operatori economici decidano di non utilizzare il meccanismo della dichiarazione sul reciproco riconoscimento, dovrebbe spettare allo Stato membro richiedere le informazioni specifiche e chiaramente definite che ritiene necessarie per la valutazione delle merci, nel rispetto del principio di proporzionalità. L'uso della dichiarazione non impedisce alle autorità nazionali di adottare una decisione che limiti l'accesso al mercato in conformità del presente regolamento.
(22 bis) L'operatore economico dovrebbe poter disporre di un lasso di tempo adeguato per presentare i documenti od ogni altra informazione richiesta dall'autorità competente dello Stato membro di destinazione, ovvero per formulare osservazioni o argomenti riguardo alla valutazione delle merci in questione.
(25) Allorché sta esaminando le merci prima di decidere se debba o meno negare o limitare l'accesso al mercato, un'autorità competente non dovrebbe essere in grado di prendere decisioni di sospensione dell'accesso al mercato, salvo nei casi in cui è necessario un intervento rapido per impedire che siano pregiudicate la sicurezza e la salute degli utilizzatori o per impedire che le merci vengano rese disponibili se la messa a disposizione di tali merci è soggetta a divieto generale di commercializzazione per motivi di moralità pubblica o di pubblica sicurezza, inclusa, per esempio, la prevenzione della criminalità.
(25) Allorché sta esaminando le merci prima di decidere se debba o meno negare o limitare l'accesso al mercato, un'autorità competente non dovrebbe essere in grado di prendere decisioni di sospensione dell'accesso al mercato, salvo nei casi in cui è necessario un intervento rapido per impedire che siano pregiudicate la sicurezza o la salute degli utilizzatori, delle persone o dell'ambiente, o per impedire che le merci vengano rese disponibili se la messa a disposizione di tali merci è soggetta a divieto generale di commercializzazione per motivi di moralità pubblica o di pubblica sicurezza, inclusa, per esempio, la prevenzione della criminalità.
(26) Il regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio23 istituisce un sistema di accreditamento che assicura le reciproca accettazione del livello di competenza degli organismi di valutazione della conformità. Pertanto, le autorità competenti degli Stati membri non dovrebbero respingere i rapporti di prova e i certificati rilasciati da un organismo accreditato di valutazione della conformità per motivi legati alla competenza di tale organismo. Inoltre, al fine di evitare per quanto possibile la duplicazione delle prove e delle procedure che sono state già effettuate in un altro Stato membro, gli Stati membri dovrebbero altresì accettare verbali di prova e certificati rilasciati da altri organismi di valutazione della conformità a norma del diritto dell'Unione. Le autorità competenti dovrebbero essere tenute a prendere in debita considerazione il contenuto dei verbali di prova o dei certificati presentati.
(26) Il regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio23 istituisce un sistema di accreditamento che assicura le reciproca accettazione del livello di competenza degli organismi di valutazione della conformità. Pertanto, le autorità competenti degli Stati membri non dovrebbero respingere i rapporti di prova e i certificati rilasciati da un organismo accreditato di valutazione della conformità per motivi legati alla competenza di tale organismo. Inoltre, al fine di evitare per quanto possibile la duplicazione delle prove e delle procedure che sono state già effettuate in un altro Stato membro, gli Stati membri dovrebbero tenere nella debita considerazione i verbali di prova e i certificati rilasciati da altri organismi di valutazione della conformità a norma del diritto dell'Unione. Le autorità competenti dovrebbero essere tenute a prendere in debita considerazione il contenuto dei verbali di prova o dei certificati presentati.
23 Regolamento (CE) n. 765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto riguarda la commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE) n. 339/93 (GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30).
(30) Ogni decisione amministrativa adottata dalle autorità competenti degli Stati membri a norma del presente regolamento dovrebbe precisare quali siano i mezzi di ricorso previsti, in modo che gli operatori economici possano adire il giudice nazionale competente. La decisione dovrebbe anche fare riferimento alla procedura di risoluzione dei problemi di cui al presente regolamento.
(30) Ogni decisione amministrativa adottata dalle autorità competenti degli Stati membri a norma del presente regolamento dovrebbe precisare quali siano i mezzi di ricorso previsti, in modo che gli operatori economici possano ricorrere contro la decisione o adire il giudice nazionale competente. La decisione amministrativa dovrebbe anche fare riferimento alla possibilità per gli operatori economici di utilizzare la rete SOLVIT e di accedere alla procedura di risoluzione dei problemi di cui al presente regolamento.
(32) La rete per la soluzione dei problemi nel mercato interno (SOLVIT) è un servizio offerto dall'amministrazione nazionale di ogni Stato membro nell'intento di trovare soluzioni per i cittadini e le imprese quando i loro diritti sono violati dalle autorità pubbliche di un altro Stato membro. I principi che disciplinano il funzionamento di SOLVIT sono fissati nella raccomandazione 2013/461/UE della Commissione27.
(32) La rete per la soluzione dei problemi nel mercato interno (SOLVIT) è un servizio offerto dall'amministrazione nazionale di ogni Stato membro nell'intento di trovare soluzioni per i cittadini e le imprese quando i loro diritti sono violati dalle autorità pubbliche di un altro Stato membro. I principi che disciplinano il funzionamento di SOLVIT sono fissati nella raccomandazione 2013/461/UE della Commissione27. Ogni Stato membro e la Commissione devono provvedere all'istituzione di un centro SOLVIT nazionale e alla messa a disposizione di risorse umane e finanziarie adeguate per garantire che detto centro partecipi alla rete europea SOLVIT sulla base dei principi di cui nella raccomandazione 2013/461/UE. La Commissione dovrebbe effettuare un'opera di sensibilizzazione riguardo all'esistenza e ai benefici di SOLVIT, segnatamente fra le imprese.
27 Raccomandazione 2013/461/UE della Commissione, del 17 settembre 2013, sui principi di funzionamento di SOLVIT (GU L 249 del 19.9.2013, pag. 10).
(33) Il sistema SOLVIT ha dimostrato di essere un efficace meccanismo di risoluzione stragiudiziale dei problemi che è fornito a titolo gratuito. Esso opera in tempi brevi e offre soluzioni pratiche ai cittadini e alle imprese che incontrano difficoltà nel far riconoscere i loro diritti UE dalle autorità pubbliche. Gli operatori economici dovrebbero pertanto avvalersi in primo luogo di SOLVIT prima di attivare il meccanismo di risoluzione dei problemi di cui al presente regolamento. Se l'operatore economico, il centro SOLVIT competente e gli Stati membri in questione concordano tutti sull'adeguatezza del risultato, non dovrebbe essere necessaria alcuna ulteriore azione.
(33) Il sistema SOLVIT ha le potenzialità per essere un efficace meccanismo di risoluzione stragiudiziale dei problemi fornito a titolo gratuito. Esso opera in tempi brevi e offre soluzioni pratiche ai cittadini e alle imprese che incontrano difficoltà nel far riconoscere i loro diritti UE dalle autorità pubbliche. Gli operatori economici dovrebbero pertanto avvalersi in primo luogo di SOLVIT prima di attivare il meccanismo di risoluzione dei problemi di cui al presente regolamento. Se l'operatore economico, il centro SOLVIT competente e gli Stati membri in questione concordano tutti sull'adeguatezza del risultato, non dovrebbe essere necessaria alcuna ulteriore azione.
(34) Tuttavia, se l'approccio informale di SOLVIT non ha successo e permangono seri dubbi in merito alla compatibilità della decisione amministrativa con il principio del reciproco riconoscimento, alla Commissione dovrebbe essere conferito il potere di esaminare la questione e di fornire una valutazione che le autorità nazionali competenti sono tenute a prendere in considerazione su richiesta del centro SOLVIT. La Commissione dovrebbe intervenire entro un limite di tempo ragionevole, nel rispetto del codice europeo di buona condotta amministrativa.
(34) Tuttavia, se l'approccio informale di SOLVIT non ha successo e permangono dubbi in merito alla compatibilità della decisione amministrativa con il principio del reciproco riconoscimento, alla Commissione dovrebbe essere conferito il potere di esaminare la questione e di fornire una valutazione che le autorità nazionali competenti sono tenute a prendere in considerazione su richiesta di uno qualsiasi dei centri SOLVIT. Ai fini della raccolta delle informazioni o dei documenti complementari necessari per portare a termine la sua valutazione, la Commissione dovrebbe informare i pertinenti centri SOLVIT delle sue comunicazioni con l'operatore economico o l'autorità competente interessata. Al momento di completare una valutazione, la Commissione dovrebbe emettere un parere da comunicare all'operatore economico interessato e alle autorità competenti attraverso il pertinente centro SOLVIT, e di cui tenere conto nel corso della procedura SOLVIT. La Commissione dovrebbe intervenire entro un limite di tempo di due mesi. Il periodo di due mesi non comprende il tempo necessario per ricevere le informazioni e i documenti complementari che potrebbero essere ritenuti utili. Se il caso viene risolto nell'arco dei due mesi, la Commissione dovrebbe poter decidere di non emettere parere.
(34 bis) Qualora la Commissione valuti una decisione amministrativa, è importante che gli operatori economici possano utilizzare tale valutazione se adiscono un giudice nazionale. Pertanto, nel caso particolare di decisioni amministrative soggette al presente regolamento, il ricorso a un giudice nazionale non dovrebbe impedire all'operatore economico di avvalersi di SOLVIT.
(37) Per agevolare la libera circolazione delle merci, ai punti di contatto per i prodotti dovrebbe essere richiesto di fornire gratuitamente informazioni in merito alle rispettive regole tecniche nazionali e all'applicazione del principio del reciproco riconoscimento. I punti di contatto per i prodotti dovrebbero essere adeguatamente attrezzati e dotati delle risorse necessarie. Conformemente al regolamento [sportello digitale unico – COM(2017)256] essi dovrebbero fornire informazioni attraverso un sito web ed essere soggetti ai criteri di qualità previsti da tale regolamento.
(37) Per agevolare la libera circolazione delle merci, ai punti di contatto per i prodotti dovrebbe essere richiesto di fornire gratuitamente e in misura ragionevole informazioni in merito alle rispettive regole tecniche nazionali e all'applicazione del principio del reciproco riconoscimento. I punti di contatto per i prodotti dovrebbero essere adeguatamente attrezzati e dotati delle risorse necessarie. Conformemente al regolamento [sportello digitale unico – COM(2017)256] essi dovrebbero fornire informazioni attraverso un sito web ed essere soggetti ai criteri di qualità previsti da tale regolamento.
(38) La cooperazione tra le autorità competenti è indispensabile per il buon funzionamento del principio del reciproco riconoscimento e per la promozione della cultura del reciproco riconoscimento. I punti di contatto per i prodotti e le autorità nazionali competenti dovrebbero pertanto essere sollecitati a collaborare e a scambiare informazioni e competenze al fine di garantire una corretta e coerente applicazione del principio e del presente regolamento.
(38) La cooperazione tra le autorità competenti è indispensabile per il buon funzionamento del principio del reciproco riconoscimento e per la promozione della cultura del reciproco riconoscimento. I punti di contatto per i prodotti e le autorità nazionali competenti dovrebbero pertanto essere sollecitati a collaborare e a scambiare informazioni e competenze al fine di garantire una corretta e coerente applicazione del principio e del presente regolamento. L'Unione dovrebbe finanziare attività volte a rafforzare tale collaborazione tra le autorità competenti, come ad esempio misure di formazione e scambi di buone pratiche.
(43) Al fine di promuovere la sensibilizzazione in merito al principio del reciproco riconoscimento e di garantire che il presente regolamento sia applicato in modo corretto e coerente, l'Unione dovrebbe finanziare campagne di sensibilizzazione e altre attività correlate nell'intento di rafforzare la fiducia e la collaborazione tra le autorità competenti e gli operatori economici.
(43) Al fine di promuovere la sensibilizzazione in merito al principio del reciproco riconoscimento e di garantire che il presente regolamento sia applicato in modo corretto e coerente, l'Unione dovrebbe finanziare campagne di sensibilizzazione e altre attività correlate nell'intento di rafforzare la fiducia e la collaborazione tra le autorità competenti, le associazioni di categoria e gli operatori economici.
-1. Il presente regolamento ha come obiettivo di rafforzare il funzionamento del mercato interno migliorando l'applicazione del principio del reciproco riconoscimento e rimuovendo gli ostacoli ingiustificati al commercio.
1. Il presente regolamento si applica a qualsiasi tipo di merci, compresi i prodotti agricoli, e alle decisioni amministrative adottate o da adottare da parte di un'autorità competente di uno Stato membro ("lo Stato membro di destinazione") in relazione a tali merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro, ove tale decisione soddisfi i seguenti criteri:
1. Il presente regolamento si applica a qualsiasi tipo di merci, compresi i prodotti agricoli, e alle decisioni amministrative adottate o da adottare da parte di un'autorità competente di uno Stato membro ("lo Stato membro di destinazione") in relazione a tali merci legalmente commercializzate in un altro Stato membro, ove tale decisione soddisfi entrambi i seguenti criteri:
Articolo 2 – paragrafo 3 – lettera b
b) la disposizione vieta la messa a disposizione di merci, o di un tipo di merci, sul mercato interno in tale Stato membro o rende obbligatorio, de iure o de facto, il rispetto della disposizione quando le merci, o un determinato tipo di merci, sono messe a disposizione su quel mercato;
b) la disposizione vieta la messa a disposizione di merci, o di un tipo di merci, sul mercato in tale Stato membro o rende obbligatorio, de iure o de facto, il rispetto della disposizione quando le merci, o un determinato tipo di merci, sono messe a disposizione su quel mercato;
Articolo 2 – paragrafo 3 – lettera c – punto ii
ii) stabilisce per tali merci, o per quel tipo di merci, altri requisiti prescritti per motivi di protezione dei consumatori o dell'ambiente e che riguardano il ciclo di vita delle merci dopo la loro messa a disposizione sul mercato interno di tale Stato membro, quali le condizioni di utilizzazione, di riciclaggio, di reimpiego o di smaltimento, qualora tali condizioni possano influenzare in modo significativo la composizione o la natura delle merci, o del tipo di merci, o la messa a disposizione delle stesse sul mercato interno di detto Stato membro.
ii) stabilisce per tali merci, o per quel tipo di merci, altri requisiti prescritti per motivi di protezione dei consumatori o dell'ambiente e che riguardano il ciclo di vita delle merci dopo la loro messa a disposizione sul mercato di tale Stato membro, quali le condizioni di utilizzazione, di riciclaggio, di reimpiego o di smaltimento, qualora tali condizioni possano influenzare in modo significativo la composizione o la natura delle merci, o del tipo di merci, o la messa a disposizione delle stesse sul mercato di detto Stato membro.
Articolo 2 – paragrafo 4 – comma 1 bis (nuovo)
Il presente regolamento lascia impregiudicati la direttiva (UE) 2015/1535 e l'obbligo di notificare i progetti di regola tecnica nazionale alla Commissione e agli Stati membri prima della loro adozione.
Articolo 2 – paragrafo 7 – lettera a
a) articolo 8, paragrafo 1, lettere da d) a f), o paragrafo 3, della direttiva 2001/95/CE;
a) articolo 8, paragrafo 1, lettere da d) a f), e paragrafo 3, della direttiva 2001/95/CE;
2) "messa a disposizione sul mercato interno di uno Stato membro": la fornitura delle merci per la distribuzione, il consumo o l'uso sul mercato nel territorio di tale Stato membro nel corso di un'attività commerciale, a titolo oneroso o gratuito;
2) "messa a disposizione sul mercato di uno Stato membro": la fornitura delle merci per la distribuzione, il consumo o l'uso sul mercato nel territorio di tale Stato membro nel corso di un'attività commerciale, a titolo oneroso o gratuito;
3) "limitazione dell'accesso al mercato": l'imposizione dell'adempimento di condizioni prima che le merci possano essere messe a disposizione sul mercato interno dello Stato membro interessato, o di condizioni per il mantenimento delle merci su tale mercato, che in entrambi i casi richiedono la modifica di una o più delle caratteristiche di tali merci di cui all'articolo 2, paragrafo 3, lettera c), punto i), o l'esecuzione di ulteriori prove;
3) "limitazione dell'accesso al mercato": l'imposizione dell'adempimento di condizioni prima che le merci possano essere messe a disposizione sul mercato dello Stato membro interessato, o di condizioni per il mantenimento delle merci su tale mercato, che in entrambi i casi richiedono la modifica di una o più delle caratteristiche di tali merci di cui all'articolo 2, paragrafo 3, lettera c), punto i), o l'esecuzione di ulteriori prove;
Articolo 3 – punto 4 – lettera a
a) il divieto della messa a disposizione delle merci sul mercato interno dello Stato membro interessato o del loro mantenimento su tale mercato;
a) il divieto della messa a disposizione delle merci sul mercato dello Stato membro interessato o del loro mantenimento su tale mercato;
5) "autorizzazione preventiva": una procedura amministrativa a norma del diritto di uno Stato membro in base alla quale l'autorità competente di tale Stato membro è tenuta, in risposta a una domanda da parte di un operatore economico, a rilasciare un'approvazione formale prima che le merci possano essere messe a disposizione sul mercato interno di tale Stato membro;
5) "autorizzazione preventiva": una procedura amministrativa a norma del diritto di uno Stato membro in base alla quale l'autorità competente di tale Stato membro è tenuta, in risposta a una domanda da parte di un operatore economico, a rilasciare un'approvazione formale prima che le merci possano essere messe a disposizione sul mercato di tale Stato membro;
6) "produttore": qualsiasi persona fisica o giuridica che fabbrica le merci, o che fa progettare o fabbricare le merci, e che le commercializza apponendovi il proprio nome o il proprio marchio o qualsiasi altra persona fisica o giuridica che, apponendo sulle merci il proprio nome, marchio o altro segno distintivo, si presenta come produttore delle stesse;
6) "produttore": qualsiasi persona fisica o giuridica che fabbrica le merci, o che fa progettare o fabbricare le merci, e che le commercializza apponendovi il proprio nome o il proprio marchio, o qualsiasi persona fisica o giuridica che modifica merci già legalmente commercializzate in uno Stato membro in maniera tale che il rispetto delle pertinenti norme applicabili in detto Stato membro potrebbe risentirne, o qualsiasi altra persona fisica o giuridica che, apponendo il proprio nome, marchio o altro segno distintivo sulle merci, compresi i prodotti agricoli, che non sono stati ottenuti tramite un processo di fabbricazione, si presenta come produttore delle stesse;
7) "rappresentante autorizzato": qualsiasi persona fisica o giuridica stabilita nell'Unione che ha ricevuto dal produttore un mandato scritto che la autorizza ad agire per suo conto in relazione alla messa a disposizione delle merci sul mercato interno in questione;
7) "rappresentante autorizzato": qualsiasi persona fisica o giuridica stabilita nell'Unione che ha ricevuto dal produttore un mandato scritto che la autorizza ad agire per suo conto in relazione alla messa a disposizione delle merci sul mercato in questione;
9) "distributore": qualsiasi persona fisica o giuridica nella catena di fornitura stabilita nell'Unione, diversa dal produttore o dall'importatore, che mette le merci a disposizione sul mercato interno dello Stato membro in questione;
9) "distributore": qualsiasi persona fisica o giuridica nella catena di fornitura stabilita nell'Unione, diversa dal produttore o dall'importatore, che mette le merci a disposizione sul mercato dello Stato membro in questione;
12 bis) "organismo di valutazione della conformità": un organismo che svolge attività di valutazione della conformità secondo la definizione di cui all'articolo 2, punto 13, del regolamento (CE) n. 765/2008;
12 ter) "rischio grave": qualsiasi rischio grave, compresi quelli i cui effetti non sono immediati, che richieda un intervento rapido delle autorità pubbliche.
Il produttore delle merci, o di un determinato tipo di merci, che sono o devono essere messe a disposizione sul mercato interno di uno Stato membro ("lo Stato membro di destinazione") può redigere una dichiarazione ("dichiarazione sul reciproco riconoscimento") al fine di comprovare alle autorità competenti dello Stato membro di destinazione che le merci, o quel tipo di merci, sono legalmente commercializzate in un altro Stato membro.
Il produttore delle merci, o di un determinato tipo di merci, che sono o devono essere messe a disposizione sul mercato di uno Stato membro ("lo Stato membro di destinazione") può redigere una dichiarazione volontaria di commercializzazione legale ai fini del reciproco riconoscimento (in appresso "dichiarazione sul reciproco riconoscimento"), al fine di comprovare alle autorità competenti dello Stato membro di destinazione durante la valutazione delle merci a norma dell'articolo 5 che le merci, o quel tipo di merci, sono legalmente commercializzate in un altro Stato membro.
In alternativa, il produttore può incaricare il suo rappresentante autorizzato di redigere la dichiarazione per suo conto.
Il produttore può incaricare il suo rappresentante autorizzato di redigere la dichiarazione per suo conto, a condizione che il mandato lo menzioni esplicitamente.
Nella dichiarazione sul reciproco riconoscimento, le informazioni specifiche relative alla commercializzazione delle merci o di un tipo di merci possono tuttavia essere inserite da qualsiasi operatore economico.
In alternativa, nella dichiarazione sul reciproco riconoscimento, le informazioni specifiche di tale dichiarazione relative alla commercializzazione delle merci o di un tipo di merci possono tuttavia essere inserite da qualsiasi operatore economico, a condizione che il pertinente firmatario sia in grado di fornire elementi di prova a sostegno delle informazioni contenute nella dichiarazione.
La dichiarazione è compilata in una delle lingue ufficiali dell'Unione e, se tale lingua non è quella prescritta dallo Stato membro di destinazione, è tradotta dagli operatori economici nella lingua o nelle lingue stabilite dallo Stato membro di destinazione.
La dichiarazione è compilata in una delle lingue ufficiali dell'Unione e, se tale lingua non è quella prescritta dallo Stato membro di destinazione, è tradotta dagli operatori economici nella lingua stabilita dallo Stato membro di destinazione.
3. Gli operatori economici sono responsabili del contenuto e dell'esattezza delle informazioni che essi stessi forniscono nella dichiarazione sul reciproco riconoscimento.
3. Gli operatori economici che compilano la dichiarazione sono responsabili del contenuto e dell'esattezza delle informazioni, comprese le informazioni tradotte, che essi stessi forniscono nella dichiarazione sul reciproco riconoscimento. In quest'ottica, gli operatori economici sono responsabili conformemente al diritto nazionale qualora forniscano dichiarazioni che contengono informazioni false o fuorvianti.
5. La dichiarazione sul reciproco riconoscimento può essere trasmessa all'autorità competente dello Stato membro di destinazione ai fini di una valutazione da effettuare ai sensi dell'articolo 5. Può essere trasmessa su supporto cartaceo o per via elettronica.
5. La dichiarazione sul reciproco riconoscimento può essere trasmessa all'autorità competente dello Stato membro di destinazione ai fini di una valutazione da effettuare ai sensi dell'articolo 5. Può essere trasmessa su supporto cartaceo o per via elettronica o essere resa disponibile online.
Articolo 4 – paragrafo 6 – parte introduttiva
6. Gli operatori economici possono rendere disponibile la dichiarazione su un sito web, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:
6. Qualora gli operatori economici rendano disponibile la dichiarazione online, sono soddisfatte le seguenti condizioni:
Articolo 4 – paragrafo 7 – lettera a
a) la dichiarazione, unitamente a qualsiasi elemento di prova ragionevolmente richiesto dall'autorità competente per verificare le informazioni in essa contenute, è accettata dall'autorità competente come sufficiente a dimostrare che le merci sono legalmente commercializzate in un altro Stato membro e
a) la dichiarazione, unitamente agli elementi di prova forniti in risposta a una richiesta ragionevole dell'autorità competente per verificare le informazioni in essa contenute, è accettata dall'autorità competente come sufficiente a dimostrare che le merci sono legalmente commercializzate in un altro Stato membro; e
Articolo 4 – paragrafo 8 – parte introduttiva
8. Se una dichiarazione sul reciproco riconoscimento non è trasmessa all'autorità competente dello Stato membro di destinazione conformemente alle disposizioni del presente articolo, l'autorità competente può chiedere a uno qualsiasi degli operatori economici di esibire la seguente documentazione e di fornire le seguenti informazioni per comprovare, ai fini della valutazione ai sensi dell'articolo 5, che le merci sono legalmente commercializzate in un altro Stato membro:
8. Se una dichiarazione sul reciproco riconoscimento non è trasmessa all'autorità competente dello Stato membro di destinazione conformemente alle disposizioni del presente articolo, l'autorità competente può chiedere al pertinente operatore economico di esibire la seguente documentazione e di fornire le seguenti informazioni per comprovare, ai fini della valutazione ai sensi dell'articolo 5, che le merci sono legalmente commercializzate in un altro Stato membro:
Articolo 4 – paragrafo 8 – lettera a
a) qualsiasi pertinente informazione sulle caratteristiche delle merci o del tipo di merci in questione;
a) informazioni pertinenti sulle caratteristiche delle merci o del tipo di merci in questione, che siano necessarie ai fini della valutazione;
Articolo 4 – paragrafo 8 – lettera b
b) qualsiasi pertinente informazione sul fatto che le merci sono legalmente commercializzate in un altro Stato membro;
b) informazioni pertinenti sul fatto che le merci sono legalmente commercializzate in un altro Stato membro, che siano necessarie ai fini della valutazione;
Articolo 4 – paragrafo 8 – lettera c
c) ogni altra informazione che l'autorità competente ritenga utile ai fini della sua valutazione.
c) altre informazioni pertinenti che l'autorità competente ritenga necessarie ai fini della sua valutazione, a condizione che dette richieste siano debitamente giustificate.
Articolo 4 – paragrafo 9
9. Nel caso in cui le merci per le quali è trasmessa la dichiarazione sul reciproco riconoscimento siano soggette anche a un atto dell'Unione che richiede una dichiarazione UE di conformità, la dichiarazione sul reciproco riconoscimento può essere inclusa come parte di detta dichiarazione UE di conformità.
9. Nel caso in cui le merci per le quali è trasmessa la dichiarazione sul reciproco riconoscimento siano soggette anche a un atto dell'Unione che richiede una dichiarazione UE di conformità, la dichiarazione sul reciproco riconoscimento può essere allegata alla dichiarazione UE di conformità.
1. Nel caso in cui un'autorità competente di uno Stato membro nutra dubbi in merito alle merci che secondo quanto asserito dall'operatore economico sono legalmente commercializzate in un altro Stato membro, l'autorità competente prende senza indugio contatto con l'operatore economico e procede a una valutazione delle merci.
1. Nel caso in cui un'autorità competente dello Stato membro di destinazione nutra ragionevoli dubbi in merito alla commercializzazione legale in un altro Stato membro delle merci che sono o che saranno messe a disposizione sul suo mercato, detta autorità competente prende senza indugio contatto con l'autorità competente dell'altro Stato membro e con l'operatore economico e procede a una valutazione delle merci.
Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 1 bis (nuovo)
Il fine della valutazione è stabilire se le merci o quel tipo di merci sono legalmente commercializzati in un altro Stato membro e, in caso affermativo, se gli interessi pubblici legittimi coperti dalla regola tecnica nazionale applicabile dello Stato membro di destinazione sono adeguatamente protetti tenuto conto delle caratteristiche delle merci in questione.
3. Se, al termine di una valutazione ai sensi del paragrafo 1, adotta una decisione amministrativa in relazione alle merci, l'autorità competente di uno Stato membro comunica la propria decisione entro un termine di 20 giorni lavorativi all'operatore economico interessato di cui al paragrafo 1, alla Commissione e agli altri Stati membri. La notifica alla Commissione e agli altri Stati membri è effettuata tramite il sistema di cui all'articolo 11.
3. Se, al termine di una valutazione ai sensi del paragrafo 1, adotta una decisione amministrativa in relazione alle merci, l'autorità competente di uno Stato membro comunica senza indugio la propria decisione non oltre un termine di 15 giorni lavorativi all'operatore economico interessato di cui al paragrafo 1, alla Commissione e agli altri Stati membri. La notifica alla Commissione e agli altri Stati membri è effettuata tramite il sistema di cui all'articolo 11.
4. La decisione amministrativa di cui al paragrafo 3 espone le giustificazioni della decisione in maniera sufficientemente dettagliata e motivata da consentire una valutazione della sua compatibilità con il principio del reciproco riconoscimento e con le prescrizioni del presente regolamento.
4. La decisione amministrativa di cui al paragrafo 3 espone le giustificazioni della decisione in maniera sufficientemente dettagliata e motivata da agevolare una valutazione della sua compatibilità con il principio del reciproco riconoscimento e con le prescrizioni del presente regolamento.
Articolo 5 – paragrafo 5 – lettera a
a) la regola tecnica nazionale su cui si basa la decisione;
a) la regola tecnica nazionale su cui si basa la decisione, compresi la data e il numero della notifica del progetto di detta regola tecnica a norma della direttiva (UE) 2015/1535;
Articolo 5 – paragrafo 5 – lettera b
b) il legittimo motivo di interesse generale che giustifica la decisione;
b) il legittimo motivo di interesse generale che giustifica l'applicazione della regola tecnica nazionale su cui si basa la decisione amministrativa;
Articolo 5 – paragrafo 5 – lettera e
e) gli elementi di prova attestanti che la decisione è idonea al conseguimento dell'obiettivo perseguito e si limita a quanto è necessario per il raggiungimento di tale obiettivo.
e) gli elementi di prova attestanti che la decisione amministrativa è idonea al conseguimento dell'obiettivo perseguito e si limita a quanto è necessario per il raggiungimento di tale obiettivo.
6. La decisione amministrativa di cui al paragrafo 3 specifica i mezzi di ricorso previsti dalla normativa in vigore nello Stato membro interessato e i termini temporali applicabili a tali mezzi, e include altresì un riferimento alla procedura di cui all'articolo 8.
6. La decisione amministrativa di cui al paragrafo 3 specifica chiaramente i mezzi di ricorso previsti dalla normativa in vigore nello Stato membro interessato e i termini temporali applicabili a tali mezzi, e include altresì un riferimento alla procedura di cui all'articolo 8.
1. Mentre sta effettuando una valutazione delle merci ai sensi dell'articolo 5, l'autorità competente di uno Stato membro non sospende temporaneamente la messa a disposizione di tali merci sul mercato interno di tale Stato membro, tranne in uno dei seguenti casi:
1. Mentre sta effettuando una valutazione delle merci ai sensi dell'articolo 5, l'autorità competente di uno Stato membro può sospendere temporaneamente la messa a disposizione di tali merci sul mercato di tale Stato membro solo in uno dei seguenti casi:
a) in condizioni di utilizzazione normali o ragionevolmente prevedibili, le merci presentano un rischio grave, anche nei casi in cui gli effetti non sono immediati, che richiede un intervento rapido da parte dell'autorità competente;
a) in condizioni di utilizzazione normali o ragionevolmente prevedibili, le merci presentano un rischio grave per la sicurezza o la salute degli utilizzatori, delle persone o dell'ambiente, anche nei casi in cui gli effetti non sono immediati, rischio che richiede un intervento rapido da parte dell'autorità competente;
b) la messa a disposizione delle merci, o di quel tipo di merci, sul mercato interno dello Stato membro in questione è generalmente vietata in tale Stato membro per motivi di moralità pubblica o di pubblica sicurezza.
b) la messa a disposizione delle merci, o di quel tipo di merci, sul mercato dello Stato membro in questione è generalmente vietata in tale Stato membro per motivi di moralità pubblica o di pubblica sicurezza.
2. L'autorità competente dello Stato membro notifica immediatamente all'operatore economico in questione, alla Commissione e agli altri Stati membri qualsiasi sospensione di cui al paragrafo 1. La notifica alla Commissione e agli altri Stati membri è effettuata tramite il sistema di cui all'articolo 11. Nei casi di cui al paragrafo 1, lettera a), del presente articolo, tale notifica è corredata di una motivazione tecnica o scientifica atta a dimostrare le ragioni per cui il caso rientra in tale fattispecie.
2. L'autorità competente dello Stato membro notifica immediatamente all'operatore economico in questione, alla Commissione e agli altri Stati membri qualsiasi sospensione di cui al paragrafo 1. La notifica alla Commissione e agli altri Stati membri è effettuata tramite il sistema di cui all'articolo 11. Nei casi di cui al paragrafo 1, lettera a), del presente articolo, tale notifica è corredata di una motivazione tecnica o scientifica dettagliata atta a dimostrare le ragioni per cui le merci presentano un rischio grave.
1. Se la decisione amministrativa di cui all'articolo 5 oppure la sospensione temporanea di cui all'articolo 6 rientrano tra i provvedimenti che devono essere notificati per mezzo del sistema RAPEX di cui alla direttiva 2001/95/CE relativa alla sicurezza generale dei prodotti, non è necessaria una notifica separata alla Commissione ai sensi del presente regolamento, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:
1. Se la decisione amministrativa di cui all'articolo 5 oppure la sospensione temporanea di cui all'articolo 6 rientrano tra i provvedimenti che devono essere notificati per mezzo del sistema RAPEX di cui alla direttiva 2001/95/CE relativa alla sicurezza generale dei prodotti, non è necessaria una notifica separata alla Commissione e agli altri Stati membri ai sensi del presente regolamento, purché siano soddisfatte le seguenti condizioni:
1. Il presente articolo si applica se un operatore economico leso da una decisione amministrativa ha sottoposto la decisione alla rete per la soluzione dei problemi nel mercato interno (SOLVIT) e, nel corso della procedura SOLVIT, il centro di appartenenza chiede alla Commissione di esprimere un parere per aiutarla a risolvere il problema.
1. Il presente articolo si applica se un operatore economico leso da una decisione amministrativa ha sottoposto la decisione alla rete per la soluzione dei problemi nel mercato interno (SOLVIT) e, nel corso della procedura SOLVIT, il centro di appartenenza o il centro capofila chiede alla Commissione di esprimere un parere per aiutarla a risolvere il problema. Il centro di appartenenza e il centro capofila SOLVIT così come l'operatore economico forniscono alla Commissione tutti i documenti pertinenti relativi alla decisione in questione. La Commissione può esprimere un parere anche di propria iniziativa.
2. La Commissione, entro tre mesi dal ricevimento della richiesta di cui al paragrafo 1, avvia contatti con l'operatore o gli operatori economici interessati e con le autorità competenti che hanno adottato la decisione amministrativa al fine di valutare la compatibilità della decisione amministrativa con il principio del reciproco riconoscimento e con il presente regolamento.
2. La Commissione, senza indebito ritardo, esamina i documenti e le informazioni fornite nel quadro della procedura SOLVIT al fine di valutare la compatibilità della decisione amministrativa con il principio del reciproco riconoscimento e il presente regolamento. Qualora ai fini della valutazione di cui sopra siano necessarie informazioni complementari, la Commissione chiede senza indebito ritardo al centro SOLVIT competente di mettersi in comunicazione con l'operatore o gli operatori economici pertinenti e con le autorità competenti.
3. Una volta completata la sua valutazione, la Commissione può emettere un parere individuando le criticità che, a suo avviso, dovrebbero essere affrontate nel caso SOLVIT e, ove opportuno, formulando raccomandazioni per contribuire a risolvere il problema.
3. Entro due mesi dal ricevimento della richiesta di cui al paragrafo 1, la Commissione completa la sua valutazione ed esprime un parere individuando le criticità che, a suo avviso, dovrebbero essere affrontate nel caso SOLVIT e, ove opportuno, formulando raccomandazioni per contribuire a risolvere il problema. Il periodo di due mesi non comprende il tempo necessario per ricevere le informazioni e i documenti complementari di cui al paragrafo 2.
Articolo 8 – paragrafo 3 – comma 1 bis (nuovo)
Se nel corso della valutazione di cui al paragrafo 2 viene informata del fatto che il caso è risolto, la Commissione può decidere di non esprimere parere.
4. Il parere della Commissione è preso in considerazione nel corso della procedura SOLVIT di cui al paragrafo 1.
4. Il parere della Commissione è comunicato a tutte le parti interessate, come anche alle autorità competenti dello Stato membro responsabili delle attività di vigilanza del mercato mediante il sistema di cui all'articolo 11. Il parere è preso in considerazione nel corso della procedura SOLVIT di cui al paragrafo 1.
Articolo 8 – paragrafo 4 – comma 1 bis (nuovo)
L'utilizzo dei mezzi di ricorso nazionali da parte degli operatori economici non incide né sulla loro possibilità di avvalersi di SOLVIT né sulla possibilità del centro di appartenenza di chiedere un parere a norma del paragrafo 1.
3. Se necessario, a integrazione delle informazioni fornite online ai sensi del paragrafo 2, i punti di contatto per i prodotti trasmettono, su richiesta di un operatore economico o di un'autorità competente di un altro Stato membro, tutte le informazioni utili, come ad esempio una copia in formato elettronico delle regole tecniche nazionali applicabili a merci specifiche o a uno specifico tipo di merci sul territorio in cui è stabilito il punto di contatto per i prodotti o un link elettronico a tali regole, nonché informazioni se le merci, o quel tipo di merci, sono soggette all'obbligo di autorizzazione preventiva a norma del diritto nazionale.
3. Se necessario, a integrazione delle informazioni fornite online ai sensi del paragrafo 2, i punti di contatto per i prodotti trasmettono, su richiesta di un operatore economico o di un'autorità competente di un altro Stato membro, tutte le informazioni utili, come ad esempio una copia in formato elettronico delle regole tecniche nazionali e delle procedure amministrative nazionali applicabili a merci specifiche o a uno specifico tipo di merci sul territorio in cui è stabilito il punto di contatto per i prodotti o un link elettronico a tali regole, nonché informazioni se le merci, o quel tipo di merci, sono soggette all'obbligo di autorizzazione preventiva a norma del diritto nazionale.
2 bis. Ai fini del paragrafo 1, la Commissione istituisce un gruppo di coordinamento (il "gruppo"). Il gruppo è composto di rappresentanti delle autorità competenti e dei punti di contatto per i prodotti degli Stati membri.
Il gruppo è incaricato almeno dei seguenti compiti:
a) agevolare lo scambio di informazioni e migliori pratiche nonché altri aspetti pertinenti delle attività di controllo negli Stati membri;
b) sostenere il funzionamento dei punti di contatto per i prodotti e migliorare la loro cooperazione transfrontaliera;
c) fornire alla Commissione contributi e feedback agli orientamenti sulla nozione di motivi imperativi di interesse generale e raccomandazioni, nonché migliori prassi al fine di promuovere un'attuazione coerente del presente regolamento;
d) agevolare e coordinare lo scambio di funzionari tra Stati membri, segnatamente per quanto attiene ai settori particolarmente problematici;
e) agevolare e coordinare l'organizzazione di programmi comuni di formazione per le autorità e le imprese.
3. Gli Stati membri si assicurano che le loro autorità competenti e i punti di contatto per i prodotti partecipino alle attività di cui al paragrafo 1.
3. Ciascuno Stato membro comunica alla Commissione l'identità dei propri rappresentanti designati a far parte del gruppo. Gli Stati membri si assicurano che le loro autorità competenti e i punti di contatto per i prodotti partecipino alle attività di cui ai paragrafi 1 e 2 bis.
1. L'Unione può finanziare le seguenti attività a sostegno del presente regolamento:
1. L'Unione finanzia le seguenti attività a sostegno del presente regolamento:
Articolo 12 – paragrafo 1 – lettera d
d) funzionamento della cooperazione tra i punti di contatto per i prodotti e sostegno tecnico e logistico per tale cooperazione;
d) scambio di buone prassi;
1. Entro il (...) e successivamente ogni cinque anni, la Commissione procede a una valutazione del presente regolamento alla luce degli obiettivi da esso perseguiti, e presenta una relazione in materia al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo.
1. Entro il (...) e successivamente ogni due anni, la Commissione procede a una valutazione del presente regolamento alla luce degli obiettivi da esso perseguiti, e presenta una relazione in materia al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo.
Allegato – punto 1 bis (nuovo)
1 bis. Nome e indirizzo dell'operatore economico che redige la dichiarazione sul reciproco riconoscimento:
Allegato – punto 4.1
4.1. Le merci o il tipo di merci di cui sopra ottemperano alle pertinenti norme applicabili nello Stato membro di seguito indicato: titolo, in ogni caso, delle pertinenti norme applicabili in tale Stato membro:
4.1. Le merci o il tipo di merci di cui sopra, comprese le loro caratteristiche, ottemperano alle pertinenti norme applicabili nello Stato membro di seguito indicato: titolo, in ogni caso, delle pertinenti norme applicabili in tale Stato membro:
GU C ...
Il mercato unico delle merci rappresenta una delle più grandi conquiste dell'Unione europea. La realizzazione di un mercato unico più equo e approfondito è una delle priorità politiche fondamentali dell'UE, unitamente all'attuazione della strategia per il mercato unico. La libera circolazione delle merci è la più progredita tra le libertà fondamentali e genera il 25 % del PIL dell'UE e il 75 % del commercio intra UE. Tuttavia, il mercato unico delle merci non è ancora completo. Laddove mancano norme comuni sul mercato unico, ad esempio per i prodotti che non rientrano nell'ambito delle norme armonizzate dell'UE in materia di sicurezza dei prodotti o che rientrano solo parzialmente nell'ambito di tali norme, dovrebbe essere applicato il principio del reciproco riconoscimento. Tuttavia, l'attuale quadro di riferimento si è dimostrato insufficiente per garantire un'applicazione coerente ed efficace del principio del reciproco riconoscimento.
La Commissione europea ha pertanto annunciato, nel suo programma di lavoro per il 2017, una proposta per il "pacchetto merci" che rinnova e facilita completamente l'applicazione del reciproco riconoscimento nel mercato unico, ponendo quindi rimedio alle carenze esistenti per un migliore funzionamento del mercato unico delle merci.
Il principio del reciproco riconoscimento stabilisce che le merci legalmente commercializzate in uno Stato membro non dovrebbero essere vietate in un altro Stato membro, salvo che quest'ultimo abbia giustificati motivi per vietarne o limitarne la vendita. Il reciproco riconoscimento si applica ai prodotti che non sono soggetti alla normativa di armonizzazione dell'Unione, o che lo sono solo in parte, come un'ampia gamma di prodotti di consumo (prodotti tessili, calzature, articoli per l'infanzia, articoli di gioielleria, articoli per la tavola o mobili).
Il nuovo regolamento sul reciproco riconoscimento dovrebbe chiarire e semplificare le procedure che imprese e autorità nazionali sono tenute a seguire, nonché migliorare il funzionamento di tale principio.
L'accesso al mercato sulla base del reciproco riconoscimento dovrebbe essere negato solo se è in gioco un pubblico interesse legittimo e proporzionato. Inoltre, è necessario precisare la portata del principio del reciproco riconoscimento e definire chiaramente quando esso sia applicabile, onde accrescere la certezza del diritto per imprese e autorità nazionali quanto al momento in cui detto principio può essere utilizzato.
La dichiarazione volontaria "sul reciproco riconoscimento", che gli operatori economici sono tenuti a redigere, dovrebbe aiutare le imprese a dimostrare che il loro prodotto già soddisfa i requisiti di un altro Stato membro, rassicurare le autorità e facilitare la cooperazione transfrontaliera. L'introduzione di un'autodichiarazione, al fine di agevolare la dimostrazione che un prodotto è già legalmente commercializzato, aumenterà la certezza del diritto circa il ricorso al reciproco riconoscimento e agevolerà l'applicazione di tale principio da parte delle imprese.
L'istituzione di una cooperazione amministrativa consentirà di migliorare la comunicazione e la fiducia reciproca tra le autorità nazionali facilitando, di conseguenza, il funzionamento del reciproco riconoscimento. Coloro che sono coinvolti nel reciproco riconoscimento non comunicano in modo sufficientemente efficace gli uni con gli altri. Generalmente, ciò è dovuto alla dispersione di poteri e responsabilità relativi a regolamenti specifici, il che rende più complesso orientarsi fra tali questioni, spesso estremamente tecniche. Pertanto, dovrebbero essere rafforzati i punti di contatto per i prodotti in quanto canale di comunicazione per il reciproco riconoscimento.
Il relatore propone di migliorare la cooperazione transfrontaliera istituendo un gruppo di coordinamento composto dai rappresentanti delle autorità competenti e dei punti di contatto per i prodotti degli Stati membri.
La nuova proposta per il reciproco riconoscimento introduce inoltre una procedura di risoluzione dei problemi per fornire rimedi efficaci e ristabilire la fiducia nel reciproco riconoscimento. L'attuale meccanismo SOLVIT dovrebbe essere utilizzato come procedura principale di risoluzione dei problemi. SOLVIT è un servizio fornito dall'amministrazione nazionale di ogni Stato membro dell'UE, che assiste le imprese in caso di violazione dei loro diritti da parte delle autorità nazionali di un altro Stato membro dell'UE, cercando di trovare una soluzione. SOLVIT può pertanto essere utilizzato dalle imprese in alternativa ai procedimenti giudiziari nel caso di una decisione nazionale che nega o limita l'accesso al mercato sulla base del principio del reciproco riconoscimento.
La proposta dovrebbe rafforzare il livello europeo e il ruolo della Commissione nell'ambito del reciproco riconoscimento imponendo a quest'ultima l'obbligo di esprimere un parere sui casi presentati alla rete SOLVIT. Inoltre, la Commissione dovrebbe collaborare più strettamente con determinati paesi e settori affinché il reciproco riconoscimento funzioni. La Commissione dovrebbe anche valutare ulteriormente i possibili benefici per le imprese e le autorità nazionali sviluppando maggiormente l'esistente elenco di prodotti per il reciproco riconoscimento e fornire orientamenti sull'applicazione di detto principio. Infine, gli Stati membri dovrebbero continuare a prevedere esplicitamente il reciproco riconoscimento nelle rispettive norme tecniche nazionali, ma dovrebbero farlo in maniera comprensibile. Il relatore incoraggia, pertanto, gli Stati membri a inserire una chiara e inequivocabile "clausola del mercato unico" nelle regolamentazioni tecniche nazionali e a sviluppare specifici orientamenti di utilizzo.
Il relatore accoglie con favore la proposta e ritiene che il miglioramento del sistema del reciproco riconoscimento delle merci semplificherà le procedure per le imprese e le autorità nazionali e ridurrà gli oneri amministrativi per le imprese permettendo loro di trarre beneficio dalla libera circolazione delle merci nel mercato unico dell'Unione europea.

References: Articolo 2

Articolo 2

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 articolo 8
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Articolo 4

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Articolo 12