Source: http://divorzio.ilcaso.it/codice_fallimentare/16
Timestamp: 2020-07-13 21:42:39+00:00

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I. Il tribunale dichiara il fallimento con sentenza, con la quale:
3) ordina al fallito il deposito dei bilanci e delle scritture contabili e fiscali obbligatorie, nonché dell’elenco dei creditori, entro tre giorni, se non è stato ancora eseguito a norma dell'articolo 14;
II. La sentenza produce i suoi effetti dalla data della pubblicazione ai sensi dell’articolo 133, primo comma, del codice di procedura civile. Gli effetti nei riguardi dei terzi si producono dalla data di iscrizione della sentenza nel registro delle imprese ai sensi dell’articolo 17, secondo comma.
Fallimento - Efficacia della sentenza - Ora "zero" del giorno della sua pubblicazione o iscrizione - Fondamento.
In materia fallimentare, nella disciplina successiva al d.lgs. n. 5 del 2006, gli effetti della sentenza dichiarativa di fallimento si producono sin dall'ora "zero" del giorno della sua pubblicazione o iscrizione nel registro delle imprese con riguardo, rispettivamente, da una parte, al debitore fallito ed al creditore istante, e, dall'altra, ai terzi, poiché la legge ricollega detti effetti alla sola data di esecuzione di tali adempimenti, senza ulteriori riferimenti cronologici. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 20 Marzo 2020, n. 7477. Segue...
Istruttoria prefallimentare iniziata prima dell'entrata in vigore del d.lgs. n. 5 del 2006 - Sentenza emessa dopo il 16 luglio 2006 - Impugnazione - Rimedio esperibile - Appello - Necessità - Fondamento.
Procedure concorsuali – Dichiarazione di apertura – Effetti per i terzi e per gli organi della procedura – Distinzione – Principio della c.d. zero hour rule – Fattispecie in tema di amministrazione straordinaria ALITALIA-LAI – Inefficacia dei pagamenti eseguiti prima della pubblicazione del provvedimento di apertura nel registro imprese.
Pertanto, per la procedura di amministrazione straordinaria ALITALIA-LAI, così come per ogni procedura concorsuale (cfr. art. 168 legge fall. per la procedura di concordato preventivo, l'art. 182-bis legge fall. per gli accordi di ristrutturazione, nonché Trib. Milano 10 dicembre 2010 per i procedimenti di liquidazione coatta amministrativa), devono distinguersi, sulla scorta del principio generale sancito dall’art. 16, comma 2, legge fall., gli effetti che riguardano l'impresa e gli organi della procedura, da quelli che incidono sulla sfera giuridica dei terzi; i primi si determinano ipso giure, con la formazione del titolo giudiziale o amministrativo che sancisce l'apertura della procedura, i secondi, al contrario, si producono a partire dalla pubblicazione del titolo nel registro delle imprese. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31 Ottobre 2018. Segue...
Cessazione degli effetti della sentenza dichiarativa di fallimento - Presupposto - Passaggio in giudicato della sentenza di revoca.
Concordato preventivo - Inammissibilità - Dichiarazione di fallimento - Previo deposito del decreto di inammissibilità del concordato - Necessità.
Fallimento - Desistenza o rinuncia del creditore istante - Rilascio in data successiva alla dichiarazione si fallimento - Effetti - Accoglimento del reclamo - Esclusione.
Procedimento per dichiarazione di fallimento - Desistenza del creditore o del pubblico ministero - Rinuncia temporanea alla decisione del merito
Dichiarazione di fallimento - Preclusione derivante da precedenti decisioni di rigetto o di revoca del fallimento - Ne bis in idem - Esame delle circostanze del caso concreto e del contenuto del precedente provvedimento.
Nell'ambito del procedimento per dichiarazione di fallimento, la desistenza da parte del creditore o del pubblico ministero dall'istanza consiste in una mera rinuncia a carattere temporaneo alla decisione del merito, per cui la pronuncia del giudice che ne consegue non può essere equiparata al rigetto che segue all'esame della istanza con richiesta di fallimento e dei suoi presupposti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
La questione se la riproposizione dell’istanza di fallimento possa ritenersi preclusa da una precedente decisione di rigetto o di revoca del fallimento e, quindi, ogni riflessione sul principio del ne bis in idem con riguardo alla riproposizione di una domanda di fallimento già respinta con provvedimento divenuto formalmente inoppugnabile deve essere risolta avendo riguardo alle singole circostanze del caso concreto ed al contenuto del provvedimento in precedenza adottato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18 Giugno 2014, n. 13909. Segue...
Nuova legge fallimentare – Regime transitorio – Distinzione tra fasi del procedimento – Conseguenze..
La procedura fallimentare deve essere distinta in due fasi: quella pre-fallimentare, introdotta con ricorso e definita con la sentenza dichiarativa di fallimento, e quella concorsuale, aperta con la medesima sentenza e terminata con la chiusura del fallimento. Da ciò consegue che la sentenza di fallimento emessa dopo l’entrata in vigore del d. lgs. n. 5/2006 deve contenere i requisiti di cui all’art. 16 nel testo modificato dal citato d. lgs. e ciò anche se il ricorso per fallimento è stato depositato prima dell’entrata in vigore del medesimo decreto legislativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 23 Ottobre 2006. Segue...
Fallimento – Ricorso anteriore al 16 luglio 2006 – Dichiarazione successiva al 16 luglio 2006 – Nuovo rito – Applicabilità (art. 16 l.f.; art. 146 dpr 30 maggio 2002 n.115)..
Le dichiarazioni di fallimento pronunciate dopo il 16 luglio 2006 sulla base di ricorsi depositati in epoca anteriore, così come le procedure ad esse conseguenti, sono regolate dalle nuove norme della legge fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 12 Ottobre 2006. Segue...

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 art. 168
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 146