Source: https://www.laleggepertutti.it/288859_indennizzo-per-pali-elettrici-nella-proprieta-privata
Timestamp: 2019-08-19 15:07:03+00:00

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Servitù di elettrodotto: il proprietario dell’immobile può chiedere lo spostamento di pali e cavi elettrici?
Poniamo il caso che tu sia proprietario di un terreno: un immobile dove è presente un vecchio casolare piuttosto che un’altra costruzione. Si tratterebbe, inoltre, di un appezzamento per il quale è stata costituita una cosiddetta servitù di elettrodotto. In pratica, pali ed annessi cavi elettrici attraversano la tua proprietà dopo che è stata firmata una convenzione tra te e l’ente in questione. Dopo un po’ di tempo, però, hai l’esigenza di far spostare i cavi presenti, ma non sai se per questa operazione sarai tenuto a pagare qualcosa. Pertanto, vorresti maggiori spiegazioni sull’indennizzo per lo spostamento di pali elettrici nella proprietà privata.
In particolare, su questo tema si è espressa una recente sentenza del tribunale di Paola [1] che avremo cura di approfondire nel prosieguo di questo articolo. Una decisione che ha sostanzialmente confermato il precedente orientamento giurisprudenziale. In pratica, a meno di pattuizioni contrarie, il proprietario che, ad esempio, per realizzare una costruzione, chiede la dislocazione di pali o cavi elettrici che attraversano il proprio terreno, non deve alcun indennizzo all’Enel. Inoltre, secondo i magistrati, l’eventuale pagamento di un’indennità a questo scopo, autorizzerebbe il titolare ad ottenere la restituzione di quanto indebitamente già pagato. Ma procediamo con ordine e rispondiamo alle seguenti domande: cos’è la servitù di elettrodotto? Come si costituisce e quali sono gli obblighi del proprietario? Questi ha diritto allo spostamento dei cavi o dei pali? Deve un indennizzo?
1 Servitù di elettrodotto: cos’è?
2 Pali e cavi elettrici: lo spostamento
3 Pali e cavi elettrici: l’indennizzo
Servitù di elettrodotto: cos’è?
Il caso preso ad esempio, così come quello esaminato dal tribunale appena citato, prende in considerazione la cosiddetta servitù di elettrodotto. In pratica, per bisogni legati alla distribuzione dell’energia elettrica sul territorio, l’ente in questione ha necessità di attraversare un determinato appezzamento. Si tratta di un’esigenza che non si può ostacolare; la legge afferma che il proprietario, in tali circostanze, è obbligato a concedere il passaggio per il proprio terreno e in conformità alla normativa in materia [2]. Egli, quindi, sarà costretto a sopportare la presenza dei manufatti (pali, cavi, condutture, cabine elettriche, ecc) e sarà ulteriormente limitato nell’uso del proprio immobile, evidentemente non utilizzabile nella parte in cui vi sono i beni coi quali si esercita la descritta servitù.
Nell’ipotesi descritta, le parti (l’Enel e il proprietario) sottoscrivono una convenzione, all’interno della quale sono specificati termini e condizioni della servitù di elettrodotto. In tal caso, essa sarebbe di natura contrattuale e si distinguerebbe dall’ipotesi in cui la medesima verrebbe costituita tramite provvedimento autoritativo.
Pali e cavi elettrici: lo spostamento
Come hai potuto leggere in precedenza, l’obbligo del proprietario di un terreno di concedere il passaggio di cavi elettrici è riconosciuto dalla legge, ma deve avvenire nel rispetto della stessa. Tra le disposizioni normative previste a riguardo, c’è anche quella che regola l’ipotesi dello spostamento [3]. Si tratta di un articolo di una vecchia legge del 1933, attualmente in vigore, il quale stabilisce che nel caso in cui il proprietario abbia l’esigenza di far spostare pali o cavi elettrici, abbia pieno diritto a pretenderlo. Potrebbe, infatti, avere il desiderio di apportare un’innovazione al proprio terreno oppure, semplicemente, vorrebbe recuperare o ampliare la costruzione già esistente. Per questa ragione, però, si dovrebbero spostare i pali attualmente presenti e per questo motivo ne chiederebbe il dislocamento. In questi casi, si tratterebbe di un diritto più che legittimo.
A questo punto, resta da chiarire se per il descritto spostamento, il proprietario debba un indennizzo all’ente. A quanto pare, è tenuto a farlo, ma solo a condizione che la convenzione costitutiva della servitù lo abbia previsto. Pertanto, è opportuno approfondire quest’ultimo aspetto.
Pali e cavi elettrici: l’indennizzo
Oramai, avrai sicuramente compreso che la servitù di elettrodotto è una limitazione al proprio diritto di proprietà, legittimamente prevista ed imposta dalla legge, qualora ne ricorrano le condizioni. Avrai anche capito che il proprietario del terreno non deve solo subirla, ma ha la facoltà di adattarla alle proprie esigenze. Queste potrebbero condurre alla richiesta di uno spostamento di pali o cavi elettrici. In tale circostanza, l’Enel acconsente, ma quasi sempre chiede un indennizzo.
Si tratta di una prassi che non è ritenuta ammissibile; infatti, se la convenzione costitutiva della servitù non lo prevede, il proprietario, per il dislocamento richiesto, non deve nulla all’ente e se, nonostante ciò, dovesse versare un indennizzo, avrebbe la facoltà di chiederne la restituzione.
Questa conclusione è stata raggiunta dal tribunale di Paola. In particolare, sono stati precisati i seguenti aspetti:
la posizione del proprietario del terreno, che chiede lo spostamento dei cavi allo scopo di realizzare una costruzione, è un diritto cosiddetto soggettivo. L’ente, quindi, non può contrapporre alcun interesse pubblico: questo non sarebbe intaccato dalla dislocazione. Inoltre, ogni eventuale controversia sarebbe di competenza del giudice ordinario [4];
la legge non impone che lo spostamento sia motivato da chissà quali presupposti: è sufficiente il desiderio del proprietario di voler realizzare una costruzione piuttosto che un’innovazione che giustifichi la richiesta. Non è, quindi, necessario valutare l’opportunità dell’iniziativa per la quale si chiede il dislocamento [5];
anche se la servitù di elettrodotto trovasse la sua fonte nell’usucapione, lo spostamento descritto non comporterebbe alcun indennizzo a carico del proprietario richiedente. A questo proposito, infatti, la legge non fa distinzione tra le varie ipotesi per le quali la servitù si potrebbe costituire. Per questa ragione, in tutti i casi non è dovuto alcun indennizzo [6].
Pertanto, anche alla luce dell’illuminante sentenza appena richiamata, se ti riconosci nel caso esaminato ed hai versato un indennizzo per lo spostamento di pali o cavi elettrici che attraversavano il tuo fondo, hai diritto di chiederne il rimborso: si tratta, infatti, di un tipico caso di indebito oggettivo (ne parliamo anche nella pubblicazione Enel: spostamento dei pali della luce e restituzione del pagamento, di cui ti consiglio la lettura, se desideri approfondire questo aspetto). Sulla somma illegittimamente versata saranno, altresì, riconoscibili gli interessi legali, calcolati dalla data dell’effettivo pagamento, così come confermato dalla sentenza qui analizzata.
[1] Trib. di Paola sent. del 06.06.2019
[3] Art. 122 Reg. Dec. 1775/1933
[4] Cons. Stato sent. n. 190/1994 e Cass. sent. n. 1171/2003 – 1464/2011
[5] Cass. sent. n. 4339/1988
[6] Cass. sent. n. 3148/1984 – Corte di App. di Firenze sent. del 29.4.2009 e Corte di App. di Catanzaro sent. del. 28.6.2018

References: sentenza 
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 Art. 122
 Cass. 
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