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Timestamp: 2020-07-11 21:58:44+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18735 del 23/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18735 del 23/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 23/09/2016, (ud. 06/07/2016, dep. 23/09/2016), n.18735
sul ricorso 26675/2012 proposto da:
A.A., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
VALSESIA 40, presso lo studio dell’avvocato ANIELLO MARIA
D’AMBROSIO, che lo rappresenta e difende unitamente agli avvocati
CARMELO PARRELLO, GAETANO D’AMBROSIO, giusta procura speciale a
avverso la sentenza n. 149/46/2012 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di NAPOLI del 28/02/2012, depositata il 08/05/2012;
L’AGENZIA DELLE ENTRATE propone ricorso in cassazione, affidato a due motivi, avvero la sentenza della CTR Campania n. 149/46/12, depositata l’8/05/2012/la quale aveva accolto l’appello presentato dal contribuente contro la sentenza della CTP di Caserta che aveva rigettato il ricorso proposto da A.A., medico convenzionato, avverso il diniego di rimborso dell’IRAP versata negli anni dal (OMISSIS).
La CTR ha escluso la sussistenza di un’autonoma organizzazione che poteva giustificare l’applicazione dell’imposta IRAP.
L’Agenzia delle Entrate deduce la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 446 del 1997, art. 2 e art. 3, lett. C. Lamenta che erroneamente la Commissione ha sottovalutato i dati oggettivi delle caratteristiche organizzative del contribuente emergenti dalle dichiarazione dei redditi – costi dei beni strumentali, compensi a terzi, ammortamenti.
Con il secondo motivo deduce la contraddittorietà della motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
Ritiene che la CTR non ha argomentato la sua decisione in relazione all’irrilevanza dei dati oggettivi, in particolare in relazione ai beni strumentali e ai compensi a terzi corrisposti dal contribuente.
Orbene, la CTR ha escluso che la collaborazione part-time di un dipendente o l’esistenza di beni strumentali indispensabili per lo svolgimento dell’attività integrano il requisito dell’autonoma organizzazione e così facendo si è perfettamente uniformata ai principi espressi dalla giurisprudenza a Sezioni Unite di questa Corte.
Premesso che la contraddittorietà della motivazione ricorre sotto il vigore della vecchia formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, quando le ragioni poste alla base della decisione risultano insanabilmente contrastanti e razionalmente incompatibili, in guisa da elidersi a vicenda e da non consentire l’individuazione della ratio decidendi e cioè del procedimento logico-giuridico posto a base della decisione adottata (Cass. n. 8718/2005, Cass. n. 12446/2006, Cass. n. 14939/2012), nel caso in esame la CTR ha motivato la sua decisione stabilendo che “l’utilizzo di uno studio ove ricevere gli assistiti e dei mezzi strumentali indispensabili per l’esercizio di detta professione, con l’apporto, come nella fattispecie, di un solo collaboratore part-time, non possono modificare la natura del rapporto professionale convenzionato, nè costituire quell’autonoma organizzazione che giustificherebbe l’imposizione IRAP”.
Pertanto, la censura dell’Ufficio, nella parte in cui denuncia la contraddittorietà della motivazione in ordine ai dati oggettivi emergenti dalla dichiarazione, è palesemente infondata, avendo la CTR esplicitato le ragioni poste a base della decisione; ragion per cui non è dato ravvisare alcuna contraddittorietà nella stessa.
Sulla base delle considerazioni sopra svolte il ricorso va rigettato.

References: Sentenza 
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 art. 2
 art. 3
 Cass. 
 Cass.