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Timestamp: 2018-01-16 07:26:33+00:00

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Legge regionale LAZIO 27-06-1996, n. 24
(B.U.R. 10-07-1996, n. 19)
1. Le cooperative sociali perseguono gli scopi previsti dal comma primo dell'art. 1 della legge n. 381 del 1991, attraverso:
2. La denominazione sociale, comunque formulata, deve contenere l'indicazione di cooperative sociali.
3. Gli statuti delle cooperative sociali possono prevedere, in applicazione dei commi primo e secondo dell'art.2 della legge n. 381 del 1991, la presenza di soci volontari che prestino la loro opera gratuitamente a condizione che il loro numero non superi la metà del numero complessivo dei soci. I soci volontari sono iscritti in un'apposita sezione del libro dei soci e la loro attività è disciplinata dalla normativa contenuta nei commi terzo, quarto e quinto dello stesso art. 2 della legge n. 381 del 1991.
4. Nelle cooperative sociali, che svolgono le attività di cui alla lettera b) del comma primo, le persone svantaggiate, considerate tali ai sensi del comma primo dell'art. 4 della legge n. 381 del 1991, devono costituire almeno il trenta per cento dei lavoratori della cooperativa e, compatibilmente con il loro stato soggettivo, essere soci della cooperativa stessa. Agli effetti del computo della predetta percentuale si fa riferimento al numero complessivo dei lavoratori soci e non soci, esclusi i soci volontari.
5. Nelle cooperative di cui al comma quarto la condizione di persona svantaggiata e di appartenenza alle categorie indicate al comma secondo dell'art. 4 della legge n. 381 del 1991 deve risultare da documentazione proveniente dalla pubblica amministrazione.
Art. 3 - Albo regionale delle cooperative sociali
b) sezione B nella quale sono iscritte le cooperative che svolgono attività diverse, agricole, industriali, commerciali, di formazione professionale o di servizi, finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate;
c) sezione C nella quale sono iscritti i consorzi di cui all'art. 8 della legge n. 381 del 1991.
4. Le cooperative e i consorzi debbono risultare iscritti nella sezione 8a del registro prefettizio delle cooperative di cui al comma secondo dell'art. 13 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, così come modificato dall'art. 6 della legge n. 381 del 1991.
5. Ai sensi dell'art. 5, comma secondo, della legge n. 381 del 1991, come sostituito dall'art. 20 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, l'iscrizione all'albo è condizione per la stipula delle convenzioni tra le cooperative sociali e gli enti pubblici di cui all'art. 9, nonché per accedere ai benefici previsti dalla presente legge. La cancellazione dall'albo comporta la risoluzione delle convenzioni.
Art. 4 - Modalità per l'iscrizione all'albo regionale delle cooperative sociali [1]
1. Per l'iscrizione all'albo regionale di cui all'art. 3 le cooperative sociali ed i consorzi di cui all'art. 8 della legge n. 381 del 1991, in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente, debbono presentare apposita domanda al Presidente della giunta regionale corredata di:
a) certificati di iscrizione nella sezione 8° del registro prefettizio di cui al comma quarto dell'art. 3 e nella sezione specifica cui direttamente afferisce l'attività svolta;
2. Le cooperative sociali che chiedono l'iscrizione nella sezione B dell'albo regionale, oltre alla documentazione prevista dal comma primo, debbono allegare alla domanda la documentazione relativa alle persone svantaggiate prevista nell'art. 4 della legge n. 381/1991, con le caratteristiche di cui ai commi quarto e quinto dell'art. 2.
3. I consorzi che chiedono l'iscrizione nella sezione C dell'albo regionale, oltre alla documentazione prevista nei commi primo e secondo, debbono presentare un certificato attestante l'iscrizione in albi regionali delle cooperative sociali costituenti il consorzio.
1 Articolo sostituito dall'art. 1, L.R. 20 ottobre 1997, n. 30.
Art. 5 - Indirizzi e direttive
1. La Giunta regionale, con apposita deliberazione da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Presidente della Giunta regionale d'intesa con gli assessori competenti, provvede ad impartire le direttive per l'istruttoria delle domande di iscrizione nell'albo regionale di cui all'art. 3, in relazione ai vari settori di intervento ed in conformità alla normativa vigente, sentite le parti sociali ed acquisito il parere della Consulta regionale per la cooperazione istituita con legge regionale 14 gennaio 1987, n. 10 [1].
1 Vedi Cfr. la Deliberazione G. Reg. 28 gennaio 1997, n. 137, che impartisce le direttive per l'istruttoria delle domande di iscrizione all'albo regionale delle cooperative sociali.
Art. 6 - Cancellazione dall'albo regionale
1. La cancellazione dall'albo regionale è disposta d'ufficio in caso di eventuali modificazioni statutarie dirette ad eliminare il carattere di cooperative sociali. A tale scopo le cooperative sociali ed i consorzi, iscritti nell'albo regionale di cui all'art. 3, sono tenuti a trasmettere al Presidente della Giunta regionale, entro sessanta giorni dalla loro approvazione, eventuali modificazioni dello statuto.
4. Qualora il numero delle persone svantaggiate, di cui all'art. 4 della legge n. 381 del 1991, scenda al di sotto della misura del trenta per cento dei lavoratori remunerati o il numero dei soci volontari, previsti al comma secondo dell'art. 9 della legge n. 381 del 1991 superi la misura del cinquanta per cento dei soci, non si provvede alla cancellazione nel caso la compagine sociale venga riequilibrata entro sei mesi dalla data in cui si è verificata l'irregolarità.
Art. 7 - Pubblicazione dell'albo regionale
Art. 8 - Raccordo con l'attività dei servizi socio-sanitari di formazione professionale e di sviluppo dell'occupazione
Art. 9 - Convenzioni tra cooperative sociali e loro consorzi ed enti pubblici
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale adotta, ai sensi dell'art. 9, comma secondo, della legge n. 381 del 1991, sentita la consulta regionale per la cooperazione di cui alla legge regionale 14 gennaio 1987, n. 10, schemi di convenzioni tipo per regolare i rapporti tra le amministrazioni pubbliche operanti nell'ambito regionale e le cooperative sociali, relativamente a:
b) la fornitura dei beni e servizi di cui all'art. 5, comma primo, della legge n. 381 del 1991, come sostituito dall'art. 20 della legge n. 52 del 1996.
2. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale rende noti, ai sensi dell'art. 5, comma terzo, della legge n. 381 del 1991, come sostituito dall'art. 20 della legge n. 52 del 1996, i requisiti e le altre condizioni richieste per la stipula delle convenzioni di cui al comma primo, al fine dell'iscrizione nelle apposite liste regionali previste dal citato art. 5, degli organismi analoghi alle cooperative sociali, aventi sede negli altri Stati membri della Unione Europea.
3. La gestione dei servizi di cui al comma primo, lettera a), consiste nell'organizzazione complessiva e coordinata dei diversi fattori materiali ed umani che concorrono alla prestazione di un servizio, con esclusione delle mere sostituzioni di mano d'opera.
4. I consorzi possono stipulare convenzioni ai sensi dell'art. 5 della legge n. 381 del 1991 e successive modificazioni, qualora le attività convenzionate siano svolte esclusivamente dalle cooperative sociali di cui all'art. 2, comma primo, lettera b).
5. Al fine di garantire la continuità delle prestazioni, le convenzioni di cui al comma primo, lettera b), relative alla fornitura di servizi caratterizzati dalla ricorrenza delle prestazioni, possono avere durata pluriennale con verifiche annuali.
6. Qualora sussistano ragioni tecniche, economiche e di opportunità sociale, previste nelle convenzioni tipo, la gestione dei servizi e la fornitura di beni di cui al comma primo può essere affidata in concessione.
1. Gli schemi di convenzioni-tipo di cui all'art. 9, differenziate per diversa tipologia di attività, debbono comunque contenere:
e) il ruolo svolto dai volontari impiegati nel servizio in relazione a quanto previsto dal comma quinto, dell'art. 2, della legge n. 381 del 1991;
2. Gli schemi di convenzione-tipo relativi alla fornitura di beni e servizi di cui al comma primo dell'art. 5 della legge n. 381 del 1991, ai fini della creazione di opportunità di lavoro e di formazione al lavoro di persone svantaggiate, oltre ai contenuti di cui al comma primo, debbono prevedere i criteri per determinare il numero dei lavoratori svantaggiati sia in relazione all'entità della fornitura affidata sia al grado di produttività ed al fabbisogno formativo delle persone svantaggiate da inserire.
Art. 11 - Determinazione dei corrispettivi
b) per la fornitura di beni e servizi di cui all'art. 5 della legge n. 381 del 1991, i corrispettivi vengono determinati sulla base di parametri oggettivi di costo quali i mercuriali delle camere di commercio o le perizie asseverate da parte di ordini professionali.
2. Per la scelta dei contraenti per l'aggiudicazione delle forniture dei beni e servizi di cui all'art. 9, comma primo, lettera b), oltre agli elementi oggettivi previsti dal comma primo, deve essere valutato anche il progetto di inserimento dei soggetti svantaggiati, con particolare riferimento a:
Art. 13 - Interventi regionali a sostegno delle cooperative sociali
b) enti locali che sottoscrivono quote di capitale sociale delle cooperative sociali o dei loro consorzi iscritti all'albo regionale di cui all'articolo 3, in qualità di soci sovventori ai sensi dell'articolo 4 della legge 31 gennaio 1992, n. 59, al fine di favorire la fornitura di beni e servizi tramite la stipula di convenzioni che prevedono l'incremento occupazionale dei lavoratori e/o dei soci lavoratori delle stesse cooperative o dei loro consorzi. [1]
2. Le cooperative sociali ed i loro consorzi iscritti nell'albo regionale di cui all'articolo 3, inviano i progetti e/o le richieste di contributi all'assessorato competente in materia di politiche per il lavoro. [1]
3. Allo scopo di favorire l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate, l'amministrazione regionale e quella degli enti da questa dipendenti riservano annualmente una quota dell'affidamento dei lavori concernenti la manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché per l'acquisizione dei beni e servizi, alle cooperative sociali di cui all'art. 2, comma primo, lettera b), e loro consorzi.
4. Le cooperative ed i loro consorzi destinatari dei contributi regionali di cui al comma 1, sono tenuti a realizzare il progetto o l'iniziativa entro un anno dalla data di accreditamento del contributo regionale e devono presentare, alla scadenza della realizzazione del progetto, la relazione all'assessorato competente sui risultati ottenuti. Nel caso di omessa rendicontazione o di mancata completa realizzazione del progetto o dell'iniziativa, può essere disposta la revoca del finanziamento ed il recupero delle somme già erogate. [2]
1 Comma sostituito dall'art. 29, comma c. 1, L.R. 16 febbraio 2000, n. 12, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel B.U.R.
2 Comma sostituito dall'art. 29, comma c. 2, L.R. 16 febbraio 2000, n. 12, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel B.U.R.
Art. 14 - Progetti per lavori socialmente utili
Art. 14 bis - (Procedura) [1]
1. La Giunta regionale fissa, con propria deliberazione, le modalità, i criteri ed i parametri per l'assegnazione dei punteggi da attribuire ad ogni singola cooperativa e/o loro consorzi per la quantificazione dei contributi da erogare. La Giunta regionale acquisisce sulla proposta il parere della commissione consiliare competente.
3. Le somme revocate possono essere utilizzate, entro l'esercizio finanziario, per la concessione del contributo di progetti ritenuti ammissibili ma non finanziati per carenza di fondi.
4. Il provvedimento di rendicontazione, approvato dal competente organo della cooperativa e/o del consorzio, deve pervenire al servizio II dell'area 9/C del dipartimento scuola, formazione e politiche del lavoro entro tre mesi dalla conclusione del progetto, unitamente ad una relazione sui risultati conseguiti.
1 Articolo inserito dall'art. 228, comma c. 1, L.R. 10 maggio 2001, n. 10, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul B.U.R.
Art. 15 - Procedura [1]
1 Articolo abrogato dall'art. 29, comma c. 3, L.R. 16 febbraio 2000, n. 12, a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel B.U.R.
capitolo n. 24135 con la denominazione Finanziamento progetti speciali ed altri interventi ai sensi dell'art. 13, comma primo, lettere a) e b), e comma secondo, lettere b) e c), della presente legge per l'importo di lire 600.000.000;
capitolo n. 24137 denominato Contributi agli enti locali per le finalità di cui all'art. 13, comma secondo, lettera a) della presente legge per l'importo di lire 400.000.000.
Art. 17 - Abrogazione di norme [1]
La presente legge regionale sarà pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Lazio.
1 Articolo aggiunto dall'art. 1, L.R. 17 dicembre 1996, n. 56.

References: art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9
 art. 5

Art. 11

Art. 13

Art. 14

Art. 14

Art. 15

Art. 17