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Timestamp: 2019-02-18 04:44:37+00:00

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﻿ LEGGE REGIONALE N. 12 DEL 21-12-2000 - REGIONE UMBRIA
LEGGE REGIONALE N. 12 DEL 21-12-2000
1. La raccolta dei funghi epigei spontanei è consentita ai cittadini residenti nella Regione, purché in possesso di un documento di identità valido, nei boschi e nei terreni non coltivati esenti da divieti aggiunto dall’Art.1 della LR 17 dicembre 2002, n. 34: " Nelle aree naturali protette di cui alla legge regionale 3 marzo 1995, n. 9 , la raccolta è consentita a tutti i cittadini nelle zone diverse dalla zona A 'Riserva integrale' ". I titolari di diritti personali o reali di godimento sui fondi praticano la raccolta negli stessi, senza limitazioni di quantità e, se non residenti nella regione, senza autorizzazione.
4. Sostituito dall’Art. 1 della LR 17 dicembre 2002, n. 34:
" È autorizzata la raccolta fino a tre chilogrammi complessivi di funghi, al giorno e per persona, salvo che tale limite sia superato da un solo esemplare o da un unico cespo di funghi concrescenti che superi tale peso".
6. I funghi raccolti devono essere riposti e trasportati, nella quantità prevista al comma 4, in contenitori rigidi ed aerati realizzati con fibre naturali intrecciate, onde consentire la diffusione delle spore. E' vietato in ogni caso l'uso di contenitori di plastica.
Aggiunto dall’Art. 2 della LR 17 dicembre 2002, n. 34:
" 1-bis. L'esenzione dagli obblighi di cui al comma 1 è estesa agli utenti dei beni di uso civico e di proprietà collettive, nonché ai soci di cooperative agricolo - forestali, limitatamente alla raccolta di funghi nel fondo dell'ente o della cooperativa di appartenenza ".
ARTICOLO 4 Sostituito dall’Art. 3 della LR 17 dicembre 2002, n. 34:
Autorizzazioni per particolari categorie di raccoglitori.
3. L'autorizzazione di cui al comma 1 ha durata annuale e può essere
rinnovata. 4. Il limite di reddito di cui al comma 1 può essere aggiornato ogni due anni dalla Giunta regionale con riferimento all'andamento del costo della vita.
d) rappresentanti a qualsiasi titolo di associazioni micologiche legalmente costituite, su richiesta dei presidenti delle associazioni medesime. Qualora la richiesta riguardi la preparazione di mostre, seminari ed altre manifestazioni di particolare interesse micologico e naturalistico, l'autorizzazione è limitata alla durata delle manifestazioni programmate e ai giorni immediatamente precedenti ed è rilasciata al presidente, che può delegare la raccolta ad iscritti all'associazione.
7. Alla scadenza dell'anno di validità, i titolari dell'autorizzazione di cui al comma 5 presentano alla Regione una relazione illustrativa dell'attività svolta e sugli eventuali risultati conseguiti. Il mancato adempimento costituisce motivo di diniego al rinnovo dell'autorizzazione. "
1. Sostituito dall’Art. 4 della LR 17 dicembre 2002, n. 34:
"I cittadini non residenti in Umbria, esclusi i residenti all'estero iscritti nelle liste elettorali di un qualsiasi Comune della regione, devono essere autorizzati, nel rispetto delle norme dettate dalla presente legge, alla raccolta di funghi dalle Comunità montane o dai comuni non facenti parte di alcuna Comunità montana. L'autorizzazione rilasciata da uno qualsiasi degli enti predetti è valida per tutto il territorio regionale".
2. Sostituito dall’Art. 4 della LR 17 dicembre 2002, n. 34:
"L'autorizzazione ai non residenti in Umbria ha validità annuale ed è rilasciata previo versamento di cinquanta euro all'ente presso il quale è presentata la domanda, a titolo di contributo per le spese sostenute nell'esercizio delle funzioni amministrative di cui alla presente legge. L'importo può essere aggiornato dalla Giunta regionale con riferimento all'andamento del costo della vita e agli oneri connessi all'esercizio delle funzioni ".
3. Sostituito dall’Art. 5 della LR 17 dicembre 2002, n. 34:
"È vietato raccogliere, commercializzare e somministrare funghi con diametro del cappello inferiore a quattro centimetri, fatta eccezione per le specie sottoelencate:
c) Armillaria tabescens (Scop.) Emeland (Famigliola, Famigliola di cerro);
e) Craterellus cornucopioides (L.:Fr.) Pers. (Trombetta dei morti);
h) Marasmius oreades (Bolt.:Fr.) Fr. (Chiodino, Gambesecche);
i) Tricholoma - Sezione Atrosquamosa Kühner emend. Bon, tutte le specie (Bavetta, Bigella, Bigetta, Fratino, Moretta)".
Aggiunto dall’Art. 5 della LEGGE REGIONALE 17 dicembre 2002, n. 34:
"3-bis. La Giunta regionale, con proprio atto, qualora ne ravvisi la necessità, può modificare l'elenco di cui al comma 3"-
1. La Giunta regionale su proposta delle comunità montane interessate e dei comuni di cui al comma 1 dell’art. 5 della presente legge, sentito il parere del Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università degli Studi di Perugia, può sospendere temporaneamente la raccolta di tutte o di alcune specie di funghi in quelle zone in cui la raccolta intensiva o fattori ambientali diversi abbiano prodotto un progressivo impoverimento del bosco, con conseguente pericolo di estinzione per alcune specie fungine.
2. I funghi destinati alla vendita e alla somministrazione sono sottoposti al controllo sanitario obbligatorio. L’Ispettore micologo preposto al controllo, qualora riscontri una raccolta non corretta, ovvero una carenza delle caratteristiche morfologiche che non consentano la sicura determinazione della specie tali da far sospettare la tossicità dei funghi, provvede alla loro immediata distruzione. Sono altresì destinati alla distruzione tutti i funghi riscontrati in stato di alterazione dovuta sia a cattiva conservazione che a invasione di parassiti.
1. E’ consentita la commercializzazione delle specie di funghi freschi, spontanei e coltivati, elencate nell’allegato I del D.P.R. 14 luglio 1995, n.376 e nei provvedimenti della Giunta regionale adottati in attuazione dello stesso.
3. E’ consentita la commercializzazione di funghi freschi spontanei e coltivati prevenienti da altri Paesi, purché riconosciuti commestibili dalla competente Autorità del Paese di origine. A tal fine l’Ispettorato micologico competente per territorio effettua verifiche a sondaggio sulle partite in commercio.
ARTICOLO 14 Sostituito dall’Art. 6 della LR 17 dicembre 2002, n. 34:
o) violazione della prescrizione di cui all' art. 6 della legge 23 agosto 1993, n. 352 , riguardante la raccolta di funghi in aree vietate: da euro 103,00 a euro 309,00;
p) violazione della prescrizione di cui all' art. 6 della legge 23 agosto 1993, n. 352 , riguardante la raccolta di funghi nei giardini privati ecc.: da euro 26,00 a euro 78,00;
q) violazione della prescrizione di cui all'articolo 7, riguardante la raccolta di funghi epigei spontanei all'interno delle aziende faunistico-venatorie e delle aziende agrituristico-venatorie, nei giorni in cui è consentita l'attività venatoria: da euro 26,00 a euro 78,00; r) violazione della prescrizione di cui all'art. 8, riguardante la raccolta di funghi in aree temporaneamente interdette: da euro 103,00 a euro 309,00.
3. Le violazioni di cui al comma 2, dalla lettera a) alla lettera r), comportano la confisca dei funghi raccolti, degli attrezzi e dei contenitori non consentiti, nonché la revoca dell'autorizzazione di cui al comma 1 dell'articolo 5. Nel caso delle violazioni previste alla lettera c) ed alla lettera f), comma 2, la confisca è riferita alla quantità in eccedenza rispetto ai limiti consentiti. Nell'ipotesi di cui alla violazione prevista al comma 2, lettera i), la confisca è limitata ai funghi con dimensione inferiore alla misura consentita. L'autorità amministrativa competente dispone la distruzione dei funghi confiscati, il cui peso totale giornaliero non supera i tre chilogrammi. Per quantitativi maggiori di tre chilogrammi, i funghi confiscati, previo controllo sanitario eseguito dall'ispettorato micologico dell'Azienda sanitaria locale competente per territorio, sono consegnati dalla Comunità montana competente o dal comune non facente parte di alcuna comunità montana, ad enti o istituti di beneficenza. La Comunità montana o il Comune competente, gli organi di vigilanza di cui all'articolo 13 e gli ispettorati micologici delle ASL provvedono tempestivamente ai rispettivi adempimenti e adottano le opportune forme di collaborazione per la custodia ed il trasporto dei funghi. I funghi riconosciuti non idonei al consumo sono destinati alla distruzione a cura della ASL che ha eseguito il controllo.
6. È fatta salva l'applicazione delle vigenti norme penali qualora le violazioni delle disposizioni contenute nel presente Titolo costituiscano reato ".
— di iniziativa dei Consiglieri Mazzocchi, Sbrenna e Paganelli, depositata alla Presidenza del Consiglio regionale il 16 luglio 1996, atto consiliare n. 562 (VIa Legislatura).
— Assegnato per il parere alla IIa Commissione consiliare permanente “Affari economici”, il 19 luglio 1996.
- di iniziativa della Giunta regionale, su proposta dell’Assessore Rosi, deliberazione n.117 del 21 gennaio 1997, atto consiliare n. 783 (VIalegislatura).
— Assegnato per il parere alla IIa Commissione consiliare permanente “Affari economici”, il 30 gennaio 1997.
— Effettuato sull’atto un Convegno-Partecipativo pubblico che si è svolto ad Umbertide (PG), Abazzia di Montecorona il 23 novembre 1997.
— Riassegnato per il parere alla nuova Commissione consiliare permanente IIa “Attività economiche — Assetto e utilizzazione del territorio — Ambiente e infrastrutture — Formazione professionale”, l’8 gennaio 1998.
— Testo licenziato dalla IIa Commissione consiliare permanente il 16 novembre 1999, con parere e relazione del Presidente Brozzi, scegliendo come testo base quello proposto dalla Giunta regionale (atto n. 783-562/bis).
— Esaminato ed approvato dal Consiglio regionale, con emendamenti, nella seduta del 17 gennaio 2000, deliberazione n. 769.
— Legge vistata dal Commissario del Governo il 14 febbraio 2000.
AVVERTENZA — Il testo della legge viene pubblicato con l’aggiunta delle note redatte dalla Segreteria generale della Presidenza della Giunta regionale (Servizio Segreteria della Giunta), ai sensi dell’art. 4, commi 1, 3 e 4 della legge regionale 18 Dicembre 1987, n. 54, al solo scopo di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
- La legge 23 agosto 1993, n. 352 recante “Norme quadro in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati”, è pubblicata nella G.U. n. 215 del 13 settembre 1993.
- Il testo dell’art. 115 della legge regionale 2 marzo 1999, n.3 recante “Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi del sistema regionale e locale delle Autonomie dell’Umbria in attuazione della legge 15 marzo 1997, n.59 e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112” (pubblicata nel B.U.R. n.15 del 10 marzo 1999), è il seguente:
2. Le funzioni amministrative trasferite o delegate alle comunità montane, rispettivamente dai commi 1 e 2 dell'articolo 114, sono trasferite o delegate ai comuni di Torgiano, Bastia, Attigliano, Giove, Penna in Teverina, Porano e San Gemini".
- Il testo dell’art.6 della legge 23 agosto 1993, n. 352 (si veda la nota all’art. 1, comma unico), è il seguente:
2. La raccolta è altresì vietata nei giardini e nei terreni di pertinenza degli immobili ad uso abitativo adiacenti agli immobili medesimi, salvo che ai proprietari".
- Il D.P.R. 14 luglio 1995, n.376 recante “Regolamento concernente la disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati”, è pubblicato nella G.U. n. 212 dell’11 settembre 1995.
Nota all’art. 10, comma 2:
- La legge regionale 21 ottobre 1981, n.69 recante “Norme sul sistema formativo regionale” (pubblicata nel B.U.R. n.58 del 26 ottobre 1981), è stata modificata ed integrata dalle leggi regionali 11 agosto 1983, n.30 (in B.U.R. n.54 del 18 agosto 1983), 12 marzo 1984, n.16 (n. B.U.R. n.21 del 14 marzo 1984), 26 aprile 1985, n.33 (in B.U.R. n.46 del 2 maggio 1985), 13 gennaio 1990, n. 1 (in B.U.R. n.3 del 17 gennaio 1990), 28 maggio 1991, n.14 (in B.U.R. n.28 del 5 giugno 1991), 18 dicembre 1998, n.47 (in B.U.R. n.77 del 23 dicembre 1998) e 2 marzo 1999, n. 3 (in B.U.R. n.15 del 10 marzo 1999).
Nota agli artt. 11, comma 1, e 12, comma unico:
- Si riporta l’allegato I del D.P.R. 14 luglio 1995, n.376 (si veda la nota all’art. 9, comma 1):
21) Cantharellus (tutte le specie escluse subcibarius, tubaeformis
varietà lutescens e muscigenus);
49) Stropharia rugosoannulata".
Note all’art. 13, commi 1 e 3:
- La legge regionale 22 febbraio 1994, n.4 recante “Istituzione del Servizio volontario di vigilanza ecologica”, è pubblicata nel B.U.R. n. 9 del 2 marzo 1994.
- Il testo dell’art.138 del R.D. 18 giugno 1931, n.773 recante “Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza” (pubblicato nella G.U. n.146 del 26 giugno 1931), è il seguente:
"138. (art. 139 T.U. 1926).
1° essere cittadino italiano;
La nomina delle guardie particolari deve essere approvata dal Prefetto".
- La legge regionale 30 maggio 1983, n.15 recante “Norme per l'applicazione delle sanzioni amministrative pecuniarie di competenza della Regione o di Enti da essa delegati”, è pubblicata nel B.U.R. n. 36 del 2 giugno 1983.
- La legge regionale 6 luglio 1984, n. 32 recante “Norme per l'attuazione degli artt. 9 e 17 della legge regionale 30 maggio 1983, n. 15, in materia di sequestro delle cose che possono formare oggetto di confisca amministrativa e di revisione delle analisi”, è pubblicata nel B.U.R. n. 51 del 9 luglio 1984.
Nota all’art. 14, comma 2, lett. n) e o):
- Per il testo dell’art. 6 della legge 23 agosto 1993, n. 352, si veda la nota all’art. 6, comma 1.
Nota all’art. 15, comma 3:
- Il testo dell’art. 5 della legge regionale 3 maggio 1978, n.23 recante “Norme di contabilità regionale in attuazione della legge 19 maggio 1976, n. 335” (pubblicata nel B.U.R. n. 19 del 10 maggio 1978), è il seguente:
"Art. 5. Leggi regionali di spesa.
Le leggi regionali che prevedono nuove o maggiori spese ne indicano l'ammontare e la copertura con riferimento al bilancio pluriennale. Le leggi regionali che precedono attività o interventi a carattere continuativo o ricorrente determinano di norma solo gli obiettivi da raggiungere e le procedure da seguire, rinviando alla legge di bilancio la determinazione dell'entità della relativa spesa. In tal caso può essere dato corso alle procedure e agli adempimenti previsti dalla legge, con esclusione degli atti dai quali comunque sorga l'obbligo dell'Amministrazione di assumere impegni a norma del successivo art. 40. Le leggi regionali che dispongono spese di carattere pluriennale indicano di norma l'ammontare complessivo nonché la quota eventualmente a carico del bilancio annuale in corso o già presentato al Consiglio rinviando ai successivi bilanci annuali la determinazione delle quote di spesa destinate a gravare su ciascuno dei relativi esercizi. La quantificazione annuale della spesa può essere prevista per casi in cui le leggi disciplinano interventi o servizi per i quali la continuità e la regolarità dell'erogazione della stessa spesa nel tempo assume un interesse preminente. Le leggi che prevedono opere od interventi la cui esecuzione si protragga per più esercizi, possono autorizzare la stipulazione di contratti o comunque l'assunzione di obbligazioni da parte della Regione nei limiti dell'intera somma in esse indicata, fermo restando che formano impegno sugli stanziamenti di ciascun bilancio, ai sensi del successivo art. 40, soltanto le somme corrispondenti alle obbligazioni che vengono a scadere nel corso del relativo esercizio".
Tabella "A" Soppressa dall’Art. 7 della LR 17 dicembre 2002, n. 34

References: ARTICOLO 4

ARTICOLO 14
 art. 6
 art. 6
 art. 40
 art. 40