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Timestamp: 2013-05-19 07:57:19+00:00

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Sentenza Cassazione precari, Anief non ci sta: ricorreremo a Strasburgo
Vibrante reazione del sindacato, all�indomani dell�assunzione in ruolo di un suo iscritto decisa in tribunale: dire no a risarcimenti e stabilizzazioni � una preclusione politica, figlia d'un istinto conservatore che dimentica l�equiparazione Ue dei dipendenti fissi coi precari. E ancora: verso i supplenti nessuna via preferenziale, assunti sempre tramite concorsi per titoli ed esami.
Non si � fatta attendere la risposta dell�associazione sindacale Anief alla sentenza Corte di Cassazione, del 20 giugno scorso, che considerando legittima la reiterazione dei contratti di supplenza (poich� in base al decreto legislativo n. 165/2001 la �praticabilit� del contratto a termine� viene definita �principio di diritto vivente�) � giunta alla inaspettata conclusione che nei loro confronti non � dovuta alcuna forma di risarcimento (farebbero fallire lo Stato) e di stabilizzazione perch� rappresenterebbe un canale privilegiato per l�immissione in ruolo rispetto agli altri lavoratori pubblici.
L�organizzazione guidata da Marcello Pacifico, nata quasi quattro anni fa con il primo scopo di difendere i diritti degli educatori in formazione, ha accolto la sentenza n. 10127 della Cassazione con stupore, definendola figlia di un �istinto comprensibilmente conservatore, come era del resto prevedibile, vista l�introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione�. Nell�esaminare la sentenza � giunta peraltro all�indomani dell�immissione in ruolo della prima ricorrente precaria iscritta all�Anief, disposta da un ambito territoriale su ordine del giudice che ne ha convertito il contratto � il sindacato � andato a riprendere il passaggio in cui la Suprema Corte sottolinea come la supplenza annuale sia �il veicolo attraverso il quale l�incaricato si assicura l�assunzione a tempo indeterminato in quanto, man mano che gli vengono assegnati detti incarichi, la sua collocazione in graduatorie avanza�. Ma non solo: la Cassazione sostiene anche che �il sistema delle supplenze� rappresenta �un percorso formativo selettivo attraverso il quale il personale della scuola viene immesso in ruolo in virt� di un sistema alternativo a quello del concorso per titoli ed esami�, facolt� consentita dalla Costituzione in presenza di normativa specifica. Questo modello �di flessibilit� atipica destinata a trasformarsi in una attivit� lavorativa stabile�, agli occhi dei giudici, trasformerebbe i precari della scuola quasi in privilegiati rispetto agli altri lavoratori del settore pubblico o del privato, poich� in tal modo sfuggirebbero alla macchina concorsuale o alla scelta aziendale.
Secondo l�Anief, quindi, la Cassazione � arrivata a emettere una sentenza politica in base alla quale i precari dovrebbero addirittura �ringraziare il Governo per essere utilizzati anche per diversi anni, cosi da poter un giorno rivendicare, grazie all�esperienza maturata sul campo (posti disponibili e alti tassi di natalit� permettendo), una immissione in ruolo per scorrimento di graduatoria�.
Secondo il sindacato autonomo si tratta di un�interpretazione del tutto �fantasiosa�, prima di tutto perch� ignora la �direttiva che impone agli Stati membri e ai giudici nazionali la condanna dell�abuso dei contratti a termine�. L�Anief, quindi, nel rassicurare i precari della scuola italiana che �la partita rimane aperta�, annuncia �che si rivolger� direttamente ai giudici di Strasburgo per superare un giudizio sbagliato, rivoluzionario quanto scontato�: nel ricorso non contester� �il diritto interno che chiaramente disciplina l�attribuzione delle supplenze, ma la reiterazione delle stesse su posti in organico di diritto che, per espressa volont� del legislatore, devono dare luogo a rapporti di lavoro a tempo indeterminato per l�ordinario funzionamento dell�amministrazione anche scolastica�. Assunzioni in ruolo che, sottolinea il sindacato, avvengono peraltro sempre e comunque dopo il �superamento di un concorso per titoli ed esami� e non per vie preferenziali, come fare intendere la Cassazione.
Il sindacato autonomo si rivolge, infine, ai precari della scuola dicendo loro �che la partita non pu� ritenersi chiusa, non soltanto perch� la Cassazione sar� chiamata presto a un riesame che chieda alle Sezioni Unite di pronunciarsi definitivamente sulla materia�, ma anche e soprattutto perch� l�esito del contenzioso dipender� da quanto sosterr� il tribunale di Strasburgo. Su cui peser� inevitabilmente non poco la direttiva Ue 1999/70/CE, attraverso cui sono state di fatto cancellate le discriminazioni tra il servizio lavorativo prestato come precari e quello effettuato in qualit� di personale di ruolo.
La pronuncia dei �giudici europei diventa cos� �vincolante per tutti i giudici nazionali, compresi quelli di ultimo grado. La dignit� di un posto di lavoro � conclude l�Anief - non pu� essere barattata al mercato, men che mai quello di un lavoratore della scuola�. Insomma, in attesa delle sentenze chiarificatrici, in particolare quelle sovranazionale, c�� un punto che mette tutti d�accordo: la partita sui diritti dei 300mila precari italiani rimane ancora tutta da giocare.
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