Source: https://news.avvocatoandreani.it/articoli/clausola-che-esclude-trasferimento-della-comproprieta-parti-comuni-valida-103789.html
Timestamp: 2020-07-02 23:16:15+00:00

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La questione è stata recentemente affrontata dalla Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 20216/2017, pubblicata il 21 agosto 2017. Secondo i giudici di legittimità le suddette clausole sono nulle.
IL CASO: Nell’ambito di un contratto di compravendita immobiliare veniva inserita una clausola con la quale i venditori si riservavano la comproprietà del cortile condominiale. Successivamente i venditori convenivano in giudizio gli acquirenti al fine di vedersi riconoscere il suddetto diritto di comproprietà proprio in virtù della clausola di riserva inserita nell’atto di trasferimento dell’immobile. Il Tribunale rigettava la domanda. La sentenza di primo grado veniva confermata in sede di appello. La Corte territoriale riteneva nulla ed inopponibile agli altri condomini la clausola di riserva inserita nell’atto di vendita, sia perché gli altri condomini non avevano partecipato alla stipula dell’atto, sia perché le proprietà comuni non sono scindibili delle proprietà condominiali cui accedono. Avverso la sentenza della Corte di Appello, gli originari attori proponevano ricorso per Cassazione.
Articolo 1118 c.c. 1° e 2° comma - Diritti dei partecipanti sulle parti comuni –
La clausola contenuta nel contratto di vendita di un’unità immobiliare facente parte di un condominio con la quale viene esclusa dal trasferimento la proprietà di alcune delle parti comuni è nulla, poiché con essa si intende attuare la rinuncia di un condomino alle predetti parti, vietata dal capoverso dell’art. 1118 codice civile (vedi tra le altre Cassazione Sentenza n. 1680 del 29/01/2015; Cassazione Sentenza n. 6036 del 29/5/1995; Cassazione Sentenza n. 3309 del 25/07/1977);
Qualora si considerasse valida la vendita di un immobile che escluda un diritto condominiale, si inciderebbe sulle quote millesimali, in violazione dell’art. 1118 codice civile, comma 1 (Cass. Sentenza n. 1680/2015).
Pertanto, sulla scorta delle suddette osservazioni, gli Ermellini, ritenendo la decisione dei giudici di merito in linea con l’orientamento giurisprudenziale dei Giudici di legittimità, hanno ritenuto infondati i motivi del ricorso con conseguente rigetto degli stessi.
Cassazione Civile ordinanza n. 20216/2017
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