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Timestamp: 2018-12-17 10:18:51+00:00

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INCLUSIONE SOCIALE ED ASPETTI INTERCULTURALI. Formazione personale docente neoassunto a.s Prof.ssa M. Vincenza Tota - PDF
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Gina Antonini
1 INCLUSIONE SOCIALE ED ASPETTI INTERCULTURALI Formazione personale docente neoassunto a.s Prof.ssa M. Vincenza Tota
2 ALUNNI DI ORIGINE STRANIERA : CHI SONO? Alunni con cittadinanza non italiana (entrambi i genitori di nazionalità non italiana) Minori non accompagnati (segnalazione all autorità pubblica per affido o adozione o rimpatrio art.32 Dlgvo n.286/ 98) Alunni figli di coppie miste (bilinguismo positivo per l apprendimento) Alunni con ambiente familiare non italofono Alunni arrivati per adozione internazionale(italiana per norma ma con bisogni di alfabetizzazione) Alunni rom, sinti e caminanti (nomadi) Studenti universitari con cittadinanza straniera (Linee guida per l accoglienza e l integrazione stranieri ) Febbraio 2014
3 ALUNNI CON CITTADINANZA NON ITALIANA
4 ALUNNI CON CITTADINANZA NON ITALIANA
5 ALUNNI CON CITTADINANZA NON ITALIANA
6 RIFERIMENTI NORMATIVI Legge n. 40 del 06 marzo 98 (legge immigrazione): tutela il diritto all accesso a scuola D.lgvo n. 286 del : TU immigrazione coordina gli interventi a favore dell accoglienza e dell integrazione in particolare scolastica Art. 45 DPR 394 del 99 : regolamento di attuazione del TU Legge n. 189 del (Bossi Fini) : procedura di accoglienza degli alunni stranieri DPR n.275 del 99 : regolamento recante norme sull autonomia scolastica Legge n.53 del 03: personalizzazione dei piani di studio Documento ottobre 07 «Via italiana per la scuola interculturale e l integrazione degli alunni stranieri» MODELLO ITALIANO C.M. N.2 DEL 10 e nota MIUR del : Iscrizioni: fissa il limite massimo del 30% di studenti stranieri nelle classi (possibilità di deroga a cura del direttore generale dell USR) MIUR - Direzione generale per lo studente ufficio per l integrazione alunni stranieri 2006 e 2014 : Linee guida per l accoglienza e l integrazione degli alunni stranieri
7 Art- 45 del D.M. n. 394 del «I minori stranieri presenti sul territorio nazionale hanno diritto all istruzione indipendentemente dalla regolarità della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani. Essi sono soggetti all obbligo scolastico secondo le disposizioni vigenti in materia»
8 ISCRIZIONE
9 DOCUMETAZIONE
10 Art. 36 Legge 6 marzo 1998 n. 40 (comma 3) «La comunità scolastica accoglie le differenze linguistiche e culturali come VALORE da porre a fondamento del rispetto reciproco, dello scambio tra le culture e della tolleranza( )»
11 La scuola come COMUNITA INCLUSIVA È luogo di formazione e crescita per ciascuno È garanzia del successo scolastico, garanzia di pari opportunità di accesso al sapere, finalizzato allo sviluppo dell identità personale e culturale Favorisce il massimo sviluppo possibile di apprendimento di ciascuno Considera l alunno straniero come stimolo e risorsa per le nuove generazioni
12 Le BUONE PRATICHE per una scuola inclusiva
13 Le BUONE PRATICHE per una scuola inclusiva
14 Neo Arrivati in Italia : quindi BES? Direttiva MIUR del (C.M. N. 8 del ; nota Prot del 27/06/ 13 e Chiarimenti Prot. N del ) : inserisce nei BES anche tutti gli alunni affetti da SVANTAGGIO SOCIO ECONOMICO LINGUISTICO - CULTURALE
15 ATTENZIONE! La scuola italiana troppo spesso tende a chiedere a questi alunni di imparare velocemente le sue regole, di interiorizzare i modelli di comportamento, di adattarsi a realtà talora profondamente differenti da quelle del paese d origine I problemi comunicativi variano a seconda dell età al momento dell inserimento e del livello di scuola in cui sono inseriti Nella scuola secondaria la non conoscenza della lingua assume un peso sull integrazione e sulla capacità di comprensione e interazione disciplinare Non tutti gli alunni non italofoni rientrano nei BES ma hanno bisogno di interventi specifici
17 ITALIANO L2 INTERVENTI DIDATTICI SPECIFICI MA IN TRANSIZIONE Italiano L2 per la comunicazione (pochi mesi per l apprendimento a scuola e fuori con i coetanei) Italiano L2 per lo studio (molti anni) Deve coinvolgere tutti i docenti delle diverse discipline (docente facilitatore sperimentatore animatore linguistico consulente linguistico)
18 PEP : COSA E? E un piano educativo personalizzato previsto dalla normativa vigente (Direttiva Ministeriale del '12; Chiarimenti Prot. n del '13; linee guida per accoglienza e integrazione degli alunni starnieri 2014) compilato da parte del CONSIGLIO DI CLASSEnel caso un alunno straniero abbia difficoltà legate alla conoscenza della lingua italiana e non sia in grado di seguire un percorso didattico comune alla classe (anche per una sola disciplina)
19 Criteri per stabilire la necessita' di un PEP Informazioni raccolte sulla situazione personale e scolastica dell'alunno Risultati del test linguistico che accertano le competenze in ingresso (A1 A2 - B1) Livello di scolarizzazione dell'alunno Durata della permanenza in Italia Lingua d'origine
20 LA VALUTAZIONE Art. 45, comma 4, DPR n. 394 del '99 Gli alunni stranieri minori, presenti sul territorio nazionale, in quanto soggetti all'obbligo d'istruzione sono valutati nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani Legge 53/'03, art. 3 e Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati e Profilo educativo dello studente Diritto ad una valutazione periodica e finale trasparente e tempestiva sulla base dei criteri adottati dal Collegio Docenti Assegnazione dei voti espressi in decimi per tutte le discipline
21 LA VALUTAZIONE Per gli alunni inseriti in corso d'anno( con piani individualizzati) privilegiare la valutazione FORMATIVA rispetto alla certificativa Valutazione FORMATIVA : Tiene conto del percorso dell'alunno, dei progressi realizzati, degli obiettivi possibili, della motivazione, dell'impegno e delle potenzialità di apprendimento dimostrate. Attribuzione delle tutele previste dalla norma se lo studente rientra nella legge 104/'92 ; legge 170 /2010 o nella Direttiva del '12
22 ESAMI DI STATO PRIMO CICLO SECONDO CICLO Attenzione ai BES formalizzati dal CDC PDP Notevoli difficoltà comunicative possibile presenza di mediatori o docenti competenti nella lingua d'origine Accertamento competenze maturate in lingua d'origine se è stato possibile assicurarlo per alcune discipline Attenzione ai BES formalizzati dal CDC PDP Sono crediti formativi eventuali percorsi di mantenimento e sviluppo della lingua d'origine Nel colloquio orale possono essere valorizzati contenuti relativi alla cultura e alla lingua d'origine.
23 ORIENTAMENTO Incentivare la frequenza dalla scuola dell'infanzia Libertà di scelta della scuola (autonomia) Evitare la formazione di scuole ghetto Evitare automatismi verso l'istruzione professionale (sgregazione formativa e scolastica) Curare l'informazione delle famiglie straniere sul sistema scolastico italiano e l'offerta formativa del territorio (opuscoli in più lingue) Incoraggiare le scelte coerenti con le vocazioni effettive dei ragazzi. Testimonianze degli ex studenti
24 EVITARE I RITARDI SCOLASTICI CON : Buon orientamento Favorendo la corrispondenza dell età alla classe Sostenendo l apprendimento dell italiano per lo studio per tutto il percorso scolastico Evitando e non favorendo la dispersione scolastica
25 «Tutte le persone sono diverse da te. fattene una ragione!» Grazie per l attenzione
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References: art.32
 Art. 45
 Art. 36
 Art. 45
 art. 3
 art. 36