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IL DIRIGENTE E LA RESPONSABILITA’DISCIPLINARE ALLA LUCE DEL D. LGS - ppt scaricare
PubblicatoLia Angelini
Presentazione sul tema: "IL DIRIGENTE E LA RESPONSABILITA’DISCIPLINARE ALLA LUCE DEL D. LGS"— Transcript della presentazione:
IL DIRIGENTE E LA RESPONSABILITA’DISCIPLINARE ALLA LUCE DEL D. LGSIL DIRIGENTE E LA RESPONSABILITA’DISCIPLINARE ALLA LUCE DEL D.LGS. 150/2009 E DEL CCNL INTEGRATIVO Marta Branca Bologna,
D.M. (Funzione pubblica) 28.11.2000IL CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI D.M. (Funzione pubblica) I principi e i contenuti del presente codice costituiscono specificazioni esemplificative degli obblighi di diligenza, lealtà e imparzialità, che qualificano il corretto adempimento della prestazione lavorativa. I dipendenti pubblici si impegnano ad osservarli all’atto dell’assunzione in servizio. (Art. 1, comma 1) ART. 97 COST.: I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione. Il Codice di comportamento costituisce l’allegato 1 al CCNL del
PRINCIPI CARDINE CHE DEVONO GUIDARE LA CONDOTTA DEL PUBBLICO DIPENDENTE (art. 2)principio di imparzialità, che impone al dipendente pubblico di assicurare parità di trattamento tra i cittadini che vengono in contatto con l’amministrazione principio di efficienza, che impone di dedicare la giusta quantità di tempo ed energie allo svolgimento delle proprie funzioni, impegnandosi ad adempierle nel modo più efficiente nell’interesse dei cittadini principio di responsabilità, connesso all’assunzione dei rispettivi compiti
Continua: PRINCIPI CARDINE CHE DEVONO GUIDARE LA CONDOTTA DEL PUBBLICO DIPENDENTE (art. 2)principio di cura e uso dei beni esclusivamente per ragioni di ufficio e riservatezza delle informazioni di cui dispone per ragioni di ufficio principio di disponibilità e collaborazione con i cittadini e gli utenti dei servizi principio di semplificazione, che impone di favorire la semplificazione dell’attività amministrativa a favore di cittadini e imprese e di sussidiarietà, che impone di favorire l’esercizio di funzioni da parte dell’autorità funzionalmente più vicina ai cittadini interessati.
Artt. 3 e segg.: altri aspetti della prestazione lavorativaDivieto di accettare e offrire doni o altre utilità. (Art. 3) Obbligo di trasparenza negli interessi finanziari propri e dei propri parenti. (Art. 5) Divieto di partecipare ad attività o decisioni amministrative in cui siano coinvolti interessi propri o di svolgere attività, rientranti nei compiti d’ufficio, dietro compenso o altra utilità di soggetti diversi dall’amministrazione. (Artt. 6-7) Divieto di utilizzare strumentalmente la propria posizione amministrativa per conseguire illeciti vantaggi. (Art. 9)
Art. 10: Comportamento in servizio1. Il dipendente, salvo giustificato motivo, non ritarda né affida ad altri dipendenti il compimento di attività o l’adozione di decisioni di propria spettanza. 2. Nel rispetto delle previsioni contrattuali, il dipendente limita le assenze dal luogo di lavoro a quelle strettamente necessarie. Art. 10: Comportamento in servizio 3. Il dipendente non utilizza a fini privati materiale o attrezzature di cui dispone per ragioni d’ufficio. Salvo casi d’urgenza, egli non utilizza le linee telefoniche dell’ufficio per esigenze personali. Il dipendente che dispone di mezzi di trasporto dell’amministrazione se ne serve per lo svolgimento dei suoi compiti d’ufficio e non vi trasporta abitualmente persone estranee all’amministrazione. 4. Il dipendente non accetta per uso personale, né detiene o gode a titolo personale, utilità spettanti all’acquirente, in relazione all’acquisto di beni o servizi per ragioni d’ufficio.
Le aziende possono apportare eventuali integrazioni e specificazioni al fine dell’adozione di un proprio codice di comportamento. Il Codice è consegnato al dipendente all’atto dell’assunzione. I dirigenti responsabili di ciascuna struttura vigilano sull’applicazione del Codice. Art. 54 D.Lgs. 165/2001 I principi del Codice vanno coordinati con le previsioni contrattuali in materia di responsabilità disciplinare. Le P.A. organizzano attività di formazione del personale per la conoscenza e la corretta applicazione del Codice.
Finalità del nuovo impianto regolativo (imperatività)D.Lgs. 150/2009 titolo IV capo V sanzioni disciplinari e responsabilità dei dipendenti pubblici Finalità del nuovo impianto regolativo (imperatività) “potenziare il livello di efficienza degli uffici pubblici e di contrastare i fenomeni di scarsa produttività ed assenteismo” (art. 67) Profili criticità del sistema ex d. lgs.vo 29/93 Scarsa tempestività intervento disciplinare Lentezza procedimento Farraginosità delle fattispecie Debolezza sanzionatoria Precarietà giuridica provvedimenti (aspetti formali più che sostanziali) 5 – Tolleranza del datore di lavoro/dirigente 6 – buonismo collegi arbitrali La responsabilità consiste nelle conseguenze personali e/o patrimoniali a cui va incontro il soggetto che assume un comportamento attivo (azione) o passivo (omissione) lesivo di un interesse tutelato dalla legge
TIPOLOGIE DI RESPONSABILITA’disposizioni imperative anche ai sensi degli artt e 1419 cc Si applica ai dipendenti pubblici l’art cc (L'inosservanza delle disposizioni contenute nei due articoli precedenti (diligenza e fedeltà) può dar luogo alla applicazione di sanzioni disciplinari, secondo la gravità dell'infrazione, dagli usi o secondo equità.) codice disciplinare sul sito web no a forme di impugnazione istituite dai CCNL Art. 68 d.lgs. 150/2009: sostituisce l’art. 55 del d.lgs. 165/2001 TIPOLOGIE DI RESPONSABILITA’ RESPONSABILITA’ CIVILE (“NEMINEM LAEDERE”) RESPONSABILITA’ PENALE RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA R. PATRIMONIALE (SE SI CAGIONA UN DANNO ALL’ERARIO) R. DISCIPLINARE (VI INCORRE IL LAVORATORE CHE NON OSSERVA GLI OBBLIGHI CONTRATTUALMENTE ASSUNTI CON CCNL E CONTRATTO INDIVIDUALE) R. DIRIGENZIALE O DA “RISULTATO” RESPONSABILITA’ PROFESSIONALE Art Sanzioni disciplinari. L'inosservanza delle disposizioni contenute nei due articoli precedenti può dar luogo alla applicazione di sanzioni disciplinari, secondo la gravità dell'infrazione (1), dagli usi o secondo equità. Art Diligenza del prestatore di lavoro. Il prestatore di lavoro deve usare la diligenza richiesta dalla natura della prestazione dovuta, dall'interesse dell'impresa e da quello superiore della produzione nazionale. Deve inoltre osservare le disposizioni per l'esecuzione e per la disciplina del lavoro impartite dall'imprenditore e dai collaboratori di questo dai quali gerarchicamente dipende. Art Obbligo di fedeltà. Il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l'imprenditore, né divulgare notizie attinenti all'organizzazione e ai metodi di produzione dell'impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio. sanzioni ascrivibili ai dirigenti - 55-bis, c. 7 (collaborazione/dichiarazioni reticenti/false gg. 15 sosp) - e 55-sexies, c. 3 (decandenza az. Disc. Spop. 3 mesi - doppio risultato) sanzione comminata dal Direttore Generale
ENTRO 20 GG. CONTESTAZIONE SCRITTAFORME E TERMINI DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE (ART. 55 BIS D.LGS. 165/2001) DIRIGENTE RESPONSABILE (della struttura cui l’interessato è formalmente assegnato) NOTIZIA DEL FATTO ENTRO 20 GG. CONTESTAZIONE SCRITTA CONVOCA AUDIZIONE PER CONTRADDITTORIO – PREAVVISO MINIMO 10 GG. DIPENDENTE MEMORIA SCRITTA PRIMA AUDIZIONE (SE NON VUOLE ANDARE) PUO’ ANDARE CON PROCURATORE/RAPPRESENT. SINDACALE AUDIZIONE – CONCILIAZIONE NON OBBLIGATORIA (ART. 12 CCNL ) (SOSPENSIONE TERMINI MAX 30GG) SOSPENSIONE GRAVE IMPEDIMENTO= + 10 GG DIFFERIMENTO ENTRO GG. 60 dalla contestazione CHIUSURA PROCEDIMENTO ARCHIVIAZIONE OPPURE IRROGAZIONE Comma 2: il responsabile con qualifica dirigenziale della struttura in cui il dipendente lavora (anche in posizione di comando) Senza indugio Notizia di comportamenti punibili con sanzione dalla censura alla sospensione fino a 10 giorni 11
UFFICIO PER I PROCEDIMENTI DISCIPLINARI FORME E TERMINI DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE (ART. 55 BIS D.LGS. 165/2001) UFFICIO PER I PROCEDIMENTI DISCIPLINARI (CONTESTA – CONVOCA – ISTRUISCE – CONCLUDE) ENTRO 40 GG. CONTESTAZIONE SCRITTA Responsabile non dirigente o sanzione + grave: trasmette atti entro 5 gg. dalla notizia del fatto (contestuale comunicazione interessato) CONVOCA AUDIZIONE PER CONTRADDITTORIO – PREAVVISO MINIMO 10 GG. DIPENDENTE MEMORIA SCRITTA PRIMA AUDIZIONE (SE NON VUOLE ANDARE) PUO’ ANDARE CON PROCURATORE/RAPPRESENT. SINDACALE AUDIZIONE – CONCILIAZIONE NON OBBLIGATORIA (ART. 12 CCNL ), CONCLUSIONE MAX 30GG DA CONTESTAZIONE) SOSPENSIONE GRAVE IMPEDIMENTO = + 10 GG DIFFERIMENTO ENTRO GG. 120 dalla contestazione CHIUSURA PROCEDIMENTO ARCHIVIAZIONE OPPURE IRROGAZIONE 12
COME CAMBIA IL PROCEDIMENTO DISCIPLINAREArt. 69 = inserimento altri 8 artt. dopo il 55 COME CAMBIA IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE 55-bis = cambio competenza (da UPD a dirigente) A) per le infrazioni di minore gravità (da rimprovero scritto a sospensione fino ad un massimo di 10 gg. con privazione retribuzione) chi commina la sanzione è il dirigente della struttura B) abbreviazione termini - entro 20 gg. contestazione - convocazione con almeno 10 gg. preavviso - entro 60 gg. chiusura del procedimento (UPD il doppio del tempo) - termini perentori C) audizione o memoria scritta (grave impedimento una sola volta + 10 gg differimento termini) D) comunicazioni via posta elettronica certificata o a mano o racc. A/R E) richiesta notizie anche ad altre PA F) sanzione specifica per il dirigente (nuova) che rifiuta di collaborare = sospensione dal servizio e privazione della retribuzione fino a 15 gg G) continuità procedimento anche in caso di trasferimento e dimissioni 55-ter = prosecuzione o conclusione anche in pendenza del procedimento penale. No sospensione per le sanzioni fino alla sospensione fino a 10 gg. Riapertura all’esito del procedimento penale (entro 60 gg.)
Principi cardine potere sanzionatorioOBBLIGATORIETA’ TEMPESTIVITA’ (immediatezza) TASSATIVITA’: sanzioni irrogare solo per fatti determinati; GRADUALITA’: le sanzioni vanno comminate graduando le stesse (recidiva); CONTRADDITTORIO; PROPORZIONALITA’: le sanzioni devono essere coerenti alla tipologia indicata nel codice disciplinare. Principi cardine potere sanzionatorio 14
ART. 5 CCNL 6.5.2010 PRINCIPI GENERALIresponsabilità disciplinare: attiene alla violazione degli obblighi di comportamento Distinzione tra responsabilità disciplinare e dirigenziale responsabilità dirigenziale: riguarda il raggiungimento dei risultati in relazione agli obiettivi assegnati, nonché la capacità professionale, le prestazioni e le competenze organizzative ART. 5 CCNL PRINCIPI GENERALI L’irrogazione della sanzione deve basarsi su elementi certi e obiettivi, deve essere tempestivamente comunicata al dirigente e non può essere applicata una sanzione di specie diversa da quella prevista dalla legge o dal CCNL. Restano ferme le altre fattispecie di responsabilità (civile, amministrativa, penale, contabile) che hanno distinta e specifica valenza rispetto alla responsabilità disciplinare.
ART. 6 CCNL 6.5.2010 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE1. Il dirigente conforma la sua condotta a principi di diligenza e fedeltà (2104 e 2105 CC) e contribuisce alla gestione della cosa pubblica con impegno e responsabilità 2. Il comportamento del dirigente è improntato al perseguimento dell’efficienza e dell’efficacia dei servizi istituzionali nella primaria considerazione delle esigenze dei cittadini utenti, operando costantemente nel pieno rispetto del Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, allegato al CCNL del , di cui si impegna a osservare tutte le disposizioni nonché dei codici di comportamento adottati dalle Aziende ai sensi dell’art. 54, comma 5 del d.lgs. 165/2001 e di quanto stabilito nelle Carte dei Servizi. ART. 6 CCNL OBBLIGHI DEL DIRIGENTE 16
Continua: ART. 6 CCNL 6.5.2010 OBBLIGHI DEL DIRIGENTE3. Il dirigente, tenuto conto della necessità di garantire la migliore qualità del servizio, deve, in particolare: assicurare il rispetto della legge, con riguardo anche alle norme regolatrici del rapporto di lavoro, nonché delle disposizioni contrattuali, nonché l’osservanza delle direttive generali e di quelle impartite dall’Azienda e perseguire direttamente l’interesse pubblico nell’espletamento dei propri compiti e nei comportamenti che sono posti in essere dando conto dei risultati conseguiti e degli obiettivi raggiunti; non utilizzare a fini privati le informazioni di cui disponga per ragioni d'ufficio; nello svolgimento della propria attività, mantenere una condotta uniformata a principi di correttezza e di collaborazione nelle relazioni interpersonali, all’interno dell’Azienda con gli altri dirigenti e con gli addetti alla struttura, astenendosi, in particolare nel rapporto con gli utenti, da comportamenti lesivi della dignità della persona o che, comunque, possono nuocere all’immagine dell’Azienda; nell’ambito della propria attività, mantenere un comportamento conforme al proprio ruolo, organizzando ed assicurando la presenza in servizio correlata alle esigenze della propria struttura ed all’espletamento dell’incarico affidato, nel rispetto della normativa contrattuale e legislativa vigente;
Continua: ART. 6 CCNL 6.5.2010 OBBLIGHI DEL DIRIGENTEe) astenersi dal partecipare, nell’espletamento delle proprie funzioni, all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere direttamente o indirettamente interessi finanziari o non finanziari propri, del coniuge, dei parenti e degli affini fino al quarto grado e dei conviventi; f) sovrintendere, nell’esercizio del proprio potere direttivo, al corretto espletamento dell’attività del personale, anche di livello dirigenziale, assegnato alla struttura cui è preposto, nonché al rispetto delle norme del codice di comportamento e disciplinare, ivi compresa l’attivazione dell’azione disciplinare, secondo le disposizioni vigenti; g) informare l’Azienda di essere stato rinviato a giudizio o che nei suoi confronti è esercitata l’azione penale, quando per la particolare natura dei reati contestati al dirigente si possono configurare situazioni di incompatibilità ambientale o di grave pregiudizio per l’Azienda; h) astenersi dal chiedere o accettare omaggi o trattamenti di favore, se non nei limiti delle normali relazioni di cortesia e salvo quelli d’uso, purché di modico valore; i) garantire, per quanto nei suoi poteri e nei suoi obblighi, il massimo rispetto dei compiti di vigilanza, operatività e continuità dell’assistenza al paziente nell’arco delle 24 ore, nell’ambito delle funzioni assegnate al dirigente, nel rispetto dalla normativa contrattuale vigente;
Continua: ART. 6 CCNL 6.5.2010 OBBLIGHI DEL DIRIGENTEj) assicurare la massima diligenza nella compilazione e tenuta e controllo delle cartelle cliniche, referti e risultanze diagnostiche; k) rispettare le norme di legge, contrattuali ed aziendali in materia di espletamento dell’attività libero professionale; l) rispettare le leggi vigenti in materia di attestazione di malattia e di certificazione per l’assenza per malattia m) assolvere diligentemente e prontamente agli obblighi a lui ascrivibili in merito alla certificazione delle assenze per malattia. Il dirigente è tenuto comunque ad assicurare il rispetto delle norme vigenti in materia di segreto d’ufficio, riservatezza e protezione dei dati personali, trasparenza ed accesso all’attività amministrativa, informazione all’utenza, autocertificazione, protezione degli infortuni e sicurezza sul lavoro, nonché di divieto di fumo.
Art. 7 CCNL 6.5.2010: Sanzioni e procedure disciplinariLe violazioni, da parte dei dirigenti, degli obblighi disciplinati nell’art. 6, secondo la gravità dell’infrazione, previo procedimento disciplinare, danno luogo all’applicazione delle seguenti sanzioni: censura scritta sanzione pecuniaria sospensione dal servizio con privazione della retribuzione, secondo le previsioni dell’art. 8 (codice disciplinare) licenziamento con preavviso licenziamento senza preavviso.
La contestazione dell’addebito deve essere specifica e tempestiva e contenere l’esposizione chiara e puntuale dei fatti in concreto verificatisi, al fine di rendere edotto il dirigente degli elementi a lui addebitati e consentire allo stesso di esercitare il diritto di difesa. Non può tenersi conto, ai fini di altro procedimento disciplinare, delle sanzioni disciplinari, decorsi due anni dalla loro applicazione. I provvedimenti cui al presente articolo (art. 7) non sollevano il dirigente dalle eventuali responsabilità di altro genere nelle quali egli sia incorso, compresa la responsabilità dirigenziale, che verrà accertata nelle forme previste dal sistema di valutazione.
Codice disciplinare Art. 8 CCNL 6.5.2010Intenzionalità del comportamento grado di negligenza dimostrata, tenuto anche conto della prevedibilità dell’evento Criteri generali per determinare il tipo e l’entità di ciascuna sanzione (gradualità e proporzionalità delle sanzioni in relazione alla gravità della mancanza) Rilevanza dell’infrazione e dell’inosservanza degli obblighi e delle disposizioni violate Responsabilità connesse con l’incarico dirigenziale ricoperto, nonché con la gravità della lesione del prestigio dell’azienda Entità del danno provocato a cose o a persone, ivi compresi gli utenti Eventuale sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, anche connesse al comportamento tenuto complessivamente dal dirigente o al concorso, nella violazione, di più persone
Art. 8, comma 4 - dal minimo della censura scritta al massimo della multa da 200 a 500 €:inosservanza della normativa contrattuale e legislativa vigente, nonché delle direttive, dei provvedimenti e delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché di presenza in servizio correlata alle esigenze della struttura ed all’espletamento dell’incarico affidato ove non ricorrano le fattispecie considerate nell’art. 55/ quater, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 165/2001; condotta, negli ambienti di lavoro, non conforme ai principi di correttezza verso i componenti della direzione aziendale, gli altri dirigenti, i dipendenti o nei confronti degli utenti o terzi; alterchi negli ambienti di lavoro, anche con utenti o terzi; comportamento negligente nella compilazione, tenuta e controllo delle cartelle cliniche, referti e risultanze diagnostiche; violazione dell’obbligo di comunicare tempestivamente all’azienda di essere stato rinviato a giudizio o di avere avuto conoscenza che nei suoi confronti è esercitata l’azione penale quando per la particolare natura dei reati contestati al dirigente si possono configurare situazioni di incompatibilità ambientale o di grave pregiudizio per l’Azienda;
Continua Art. 8, comma 4 : dal minimo della censura scritta al massimo della multa da 200 a 500 €:f) violazione dell’obbligo di astenersi dal chiedere o accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione con l'espletamento delle proprie funzioni o dei compiti affidati, se non nei limiti delle normali relazioni di cortesia e fatti salvi quelli d’uso, purché di modico valore; g) inosservanza degli obblighi previsti in materia di prevenzione degli infortuni o di sicurezza del lavoro, nonché del divieto di fumo, anche se non ne sia derivato danno o disservizio per l’azienda o per gli utenti; h) violazione del segreto d'ufficio, così come disciplinato dalle norme dei singoli ordinamenti ai sensi dell’art. 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241, anche se non ne sia derivato danno all'azienda. L’importo delle multe sarà introitato nel bilancio dell’Azienda ed è destinato alle attività relative al rischio clinico.
Art. 8, comma 5 - sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di 15 gg: Dirigente, appartenente alla stessa amministrazione pubblica dell'incolpato o ad una diversa, che, essendo a conoscenza per ragioni di ufficio o di servizio di informazioni rilevanti per un procedimento disciplinare in corso, rifiuta, senza giustificato motivo, la collaborazione richiesta dall'autorità disciplinare procedente ovvero rende dichiarazioni false o reticenti. (art. 55 bis, comma 7, d.lgs. 165/2001 e smi)
Art. 8, comma 6 - sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di 3 mesi con la mancata attribuzione della retribuzione di risultato per un importo pari a quello spettante per il doppio del periodo di durata della sospensione: Dirigente che omette di esercitare o fa decadere l'azione disciplinare, per omissione o al ritardo, senza giustificato motivo, degli atti del procedimento disciplinare o a causa di valutazioni sull'insussistenza dell'illecito disciplinare irragionevoli o manifestamente infondate, in relazione a condotte aventi oggettiva e palese rilevanza disciplinare. (art. 55 sexies, comma 3, d.lgs. 165/2001 e smi) Responsabile della struttura in cui il dipendente lavora nonché dirigente eventualmente preposto all'amministrazione generale del personale, che - secondo le rispettive competenze - non curano l'osservanza delle disposizioni dell’art. 55 septies (controlli sulle assenze), in particolare al fine di prevenire o contrastare, nell'interesse della funzionalità dell'ufficio, le condotte assenteistiche. (art. 55 septies, comma 6, d.lgs. 165/2001 e smi)
Art. 8, comma 7 - sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di 3 gg. ad un massimo di 3 mesi : Dirigente che, violando gli obblighi concernenti la prestazione lavorativa, stabiliti da norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provvedimenti dell'amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento, ha determinato la condanna della pubblica amministrazione al risarcimento del danno, ove già non ricorrano i presupposti per l'applicazione di un'altra sanzione disciplinare. (art. 55 sexies, comma 1, d.lgs. 165/2001 e smi)
Art. 8, comma 8 - Sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di 3 gg. ad un massimo di 6 mesi : recidiva nel biennio delle mancanze previste nei commi 4, 5, 6, e 7 oppure quando le mancanze previste dai medesimi commi si caratterizzano per una particolare gravità; minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico oppure nei confronti dell’Azienda o dei componenti della direzione aziendale, degli altri dirigenti o dei dipendenti ovvero alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti; manifestazioni offensive nei confronti dell’Azienda o dei componenti della direzione aziendale, degli altri dirigenti, dei dipendenti o di terzi, salvo che non siano espressione della libertà di pensiero, ai sensi dell’art. 1 della legge n. 300 del 1970; tolleranza di irregolarità in servizio, di atti di indisciplina, di contegno scorretto o di abusi di particolare gravità da parte del personale dipendente, ove non ricorrano le fattispecie considerate nell’art. 55 sexies, comma 3, del D.Lgs. 165/2001; salvo che non ricorrano le fattispecie considerate nell’art. 55-quater, comma 1, lett. b) del D.Lgs. 165/2001, assenza ingiustificata dal servizio o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi l’entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell’assenza o dell’abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione degli obblighi del dirigente, agli eventuali danni causati all’azienda, agli utenti o ai terzi;
Continua Art. 8, comma 8 : Sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di 3 gg. ad un massimo di 6 mesi : f) occultamento da parte del dirigente di fatti e circostanze relativi ad illecito uso, manomissione, distrazione o sottrazione di somme o beni di pertinenza dell’amministrazione o ad esso affidati; g) mancato rispetto delle norme di legge e contrattuali e dei regolamenti aziendali in materia di espletamento di attività libero professionale; h) comportamenti omissivi o mancato rispetto dei compiti di vigilanza, operatività e continuità dell’assistenza al paziente, nell’arco delle ventiquattro ore, nell’ambito delle funzioni assegnate e nel rispetto della normativa contrattuale vigente; comportamento negligente od omissivo nella compilazione, tenuta e controllo delle cartelle cliniche, referti e risultanze diagnostiche, da cui sia derivato un danno per l’azienda o per i terzi; j) inosservanza degli obblighi, a lui ascrivibili in merito alla certificazione medica concernente assenze di lavoratori per malattia;
Continua Art. 8, comma 8 : Sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di 3 gg. ad un massimo di 6 mesi : k) qualsiasi comportamento negligente, dal quale sia derivato grave danno all’azienda o a terzi, fatto salvo quanto previsto dal comma 7; l) atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori nei confronti di dirigenti o altri dipendenti. m) atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, lesivi della dignità della persona. c. 10: In relazione alla specificità della funzione medica, anche con riferimento alla garanzia della continuità assistenziale, l’Azienda, con provvedimento motivato e previo consenso del dirigente, può trasformare la sospensione dal servizio con privazione della retribuzione in una sanzione pecuniaria corrispondente al numero dei giorni di sospensione dell’attività lavorativa, tenendo presente la retribuzione giornaliera di cui all’art. 26 del CCNL del 10 febbraio Tale clausola non si applica ai casi di sospensione previsti dagli artt. 55 bis, comma 7 del d.lgs. 165/2001, dall’art. 55 sexies, comma 3 e dall’art. 55 septies, comma 6 del d.lgs. 165/2001. c. 9: Nei casi di sospensione di cui al presente articolo, l’Azienda, in relazione a documentate esigenze organizzative e funzionali dirette a garantire la continuità assistenziale, può differire, per un massimo di 30 giorni, rispetto alla conclusione del procedimento disciplinare, la data di esecuzione della sanzione.
Art. 8, comma 11, punto 1 – Licenziamento con preavviso:ipotesi considerate dall’art. 55 quater, comma 1, lett. b) e c) del D.lgs. 165/2001 ( b) assenza priva di valida giustificazione per un numero di giorni, anche non continuativi, superiore a tre nell'arco di un biennio o comunque per più di sette giorni nel corso degli ultimi dieci anni ovvero mancata ripresa del servizio, in caso di assenza ingiustificata, entro il termine fissato dall'amministrazione; c) ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall'amministrazione per motivate esigenze di servizio) e 55, septies, comma 4 (reiterazione nell’inosservanza degli obblighi di trasmissione per via telematica della certificazione medica concernente assenze di lavoratori per malattia) recidiva plurima, in una delle mancanze previste ai commi 4, 5, 6, 7 e 8, anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza che abbia comportato l’applicazione della sanzione massima di 6 mesi di sospensione dal servizio o, comunque, quando le mancanze di cui ai commi precedenti si caratterizzino per una particolare gravità; mancato rispetto delle norme di legge e contrattuali e dei regolamenti aziendali in materia di espletamento di attività libero professionale, ove ne sia seguito grave conflitto di interessi o una forma di concorrenza sleale nei confronti dell’azienda.
Art. 8, comma 11, punto 2 – Licenziamento senza preavviso:ipotesi considerate dall’art. 55 quater, comma 1, lett. a), d), e) ed f) del D.lgs. 165/2001 (a)falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustificazione dell'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o che attesta falsamente uno stato di malattia d) falsità documentali o dichiarative commesse ai fini o in occasione dell'instaurazione del rapporto di lavoro ovvero di progressioni di carriera e) reiterazione nell'ambiente di lavoro di gravi condotte aggressive o moleste o minacciose o ingiuriose o comunque lesive dell'onore e della dignità personale altrui f) condanna penale definitiva, in relazione alla quale è prevista l'interdizione perpetua dai pubblici uffici ovvero l'estinzione, comunque denominata, del rapporto di lavoro) e 55 quinquies, comma 3 (La sentenza definitiva di condanna o di applicazione della pena per il delitto di falsa attestazione della propria presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustificazione dell'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia. Rilascio di certificazioni che attestano dati clinici non direttamente constatati né oggettivamente documentati in relazione all'assenza dal servizio.)
Continua Art. 8, comma 11, punto 2 – Licenziamento senza preavviso:b) gravi fatti illeciti di rilevanza penale, ivi compresi quelli che possono dar luogo alla sospensione cautelare, secondo la disciplina dell’art. 9 (Sospensione cautelare in corso di procedimento penale), fatto salvo quanto previsto dall’art. 10, comma 1 (Rapporto tra procedimento penale e procedimento disciplinare); c) condanna, anche non passata in giudicato, per: a. i delitti già indicati nell’art. 58, comma 1, lett. a), b) limitatamente all’art. 316 del codice penale, lett. c), d) ed e), e nell’art. 59, comma 1, lett. a), limitatamente ai delitti già indicati nell’art. 58, comma 1, lett. a) e all’art. 316 del codice penale, lett. b) e c), del D. Lgs. n. 267 del 2000; b. gravi delitti commessi in servizio; c. delitti previsti dall’art. 3, comma 1 della legge 97/2001; d) recidiva plurima di sistematici e reiterati atti o comportamenti aggressivi, ostili e denigratori che assumano anche forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di dirigenti o altri dipendenti; e) recidiva plurima in atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, lesivi della dignità della persona; f) per gli atti e comportamenti non ricompresi specificamente nelle lettere precedenti, seppur estranei alla prestazione lavorativa, posti in essere anche nei confronti di terzo, di gravità tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro, ai sensi dell’art del codice civile. coloro che hanno riportato condanna definitiva per il delitto previsto dall'articolo 416-bis del codice penale o per il delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui all'articolo 74 del testo unico approvato con D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, o per un delitto di cui all'articolo 73 del citato testo unico, concernente la produzione o il traffico di dette sostanze, o per un delitto concernente la fabbricazione, l'importazione, l'esportazione, la vendita o cessione, nonché, nei casi in cui sia inflitta la pena della reclusione non inferiore ad un anno, il porto, il trasporto e la detenzione di armi, munizioni o materie esplodenti, o per il delitto di favoreggiamento personale o reale commesso in relazione a taluno dei predetti reati; coloro che hanno riportato condanna definitiva per i delitti previsti dagli articoli 314, primo comma (peculato), 316 (peculato mediante profitto dell'errore altrui coloro che hanno riportato una condanna non definitiva per uno dei delitti indicati all'articolo 58, comma 1, lettera a), o per uno dei delitti previsti dagli articoli 314, primo comma, 316, 316-bis, 317, 318, 319, 319-ter e 320 del codice penale; Art Peculato mediante profitto dell'errore altrui. Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, il quale, nell'esercizio delle funzioni o del servizio, giovandosi dell'errore altrui, riceve o ritiene indebitamente, per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.
Art. 8 comma 12: Le mancanze non espressamente previste nei commi da 4 a 8 e dal comma 11 sono comunque sanzionate secondo i criteri di cui al comma 1, facendosi riferimento, quanto all’individuazione dei fatti sanzionabili, agli obblighi dei dirigenti di cui all’art. 6 (Obblighi del dirigente), nonché quanto al tipo e alla misura delle sanzioni, ai principi desumibili dai commi precedenti. Clausola residuale Art. 3, c.1.legge 97/2001 Salva l'applicazione della sospensione dal servizio in conformità a quanto previsto dai rispettivi ordinamenti, quando nei confronti di un dipendente di amministrazioni o di enti pubblici ovvero di enti a prevalente partecipazione pubblica è disposto il giudizio per alcuni dei delitti previsti dagli articoli 314, primo comma, 317, 318, 319, 319-ter e 320 del codice penale e dall'articolo 3 della legge 9 dicembre 1941, n. 1383, l'amministrazione di appartenenza lo trasferisce ad un ufficio diverso da quello in cui prestava servizio al momento del fatto, con attribuzione di funzioni corrispondenti, per inquadramento, mansioni e prospettive di carriera, a quelle svolte in precedenza. L'amministrazione di appartenenza, in relazione alla propria organizzazione, può procedere al trasferimento di sede, o alla attribuzione di un incarico differente da quello già svolto dal dipendente, in presenza di evidenti motivi di opportunità circa la permanenza del dipendente nell'ufficio in considerazione del discredito che l'amministrazione stessa può ricevere da tale permanenza. Art Recesso per giusta causa. Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto prima della scadenza del termine, se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso, se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione anche provvisoria, del rapporto. Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore di lavoro che recede, per giusta causa compete l'indennità indicata nel secondo comma dell'articolo precedente. Al codice disciplinare nonché al codice di comportamento e alle carte dei servizi, ove emanate, deve essere data la massima pubblicità mediante pubblicazione sul sito istituzionale dell’azienda. Tale pubblicità equivale a tutti gli effetti all’affissione all’ingresso della sede di lavoro
55-quater comma 2 licenziamento per insufficiente rendimento: Il licenziamento in sede disciplinare è disposto, altresì, nel caso di prestazione lavorativa, riferibile ad un arco temporale non inferiore al biennio, per la quale l'amministrazione di appartenenza formula, ai sensi delle disposizioni legislative e contrattuali concernenti la valutazione del personale delle amministrazioni pubbliche, una valutazione di insufficiente rendimento e questo è dovuto alla reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione stessa, stabiliti da norme legislative o regolamentari, dal contratto collettivo o individuale, da atti e provvedimenti dell'amministrazione di appartenenza o dai codici di comportamento. Il D.Lgs. 150/2009 ha introdotto le seguenti fattispecie di illecito disciplinare: 55-quinquies nuovo reato di falsa attestazione di presenza : il lavoratore dipendente di una pubblica amministrazione che attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l'alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustifica l'assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia è punito con la reclusione da uno a cinque anni e con la multa da euro 400 ad euro La medesima pena si applica al medico e a chiunque altro concorre nella commissione del delitto. Il lavoratore, ferme la responsabilità penale e disciplinare e le relative sanzioni, è obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di retribuzione nei periodi per i quali sia accertata la mancata prestazione, nonchè il danno all'immagine subiti dall'amministrazione.
Sospensione cautelare in corso di procedimento disciplinareArt. 9 CCNL Sospensione cautelare in corso di procedimento disciplinare Necessità di espletare accertamenti su fatti addebitati al dirigente L’azienda può disporre, l’allontanamento dal lavoro per non oltre 30 gg, (prorogabile a 60 gg. nei casi più gravi e complessi) conservando la retribuzione In caso di successiva irrogazione della sanzione della sospensione dal servizio con privazione della retribuzione il periodo di allontanamento cautelativo viene computato e si detrae la retribuzione per i gg effettivamente comminati In concomitanza con la contestazione e previa puntuale informazione 36
Art. 10 CCNL 6.5.2010: sospensione cautelare in caso di procedimento penaleSospensione obbligatoria dal servizio con sospensione incarico e privazione della retribuzione per la durata della detenzione salvo licenziamento con preavviso Dirigente colpito da misura restrittiva della libertà personale (o da provvedimenti giudiziari che inibiscono la prestazione lavorativa L’Azienda può applicare la sospensione, anche in assenza o cessazione di detenzione. (c.2) Obbligo di sospensione per alcuni reati (associazione di tipo mafioso, associazione per traffico stupefacenti, peculato, concussione, corruzione ecc.) In caso di sentenza definitiva di assoluzione o proscioglimento verranno effettuati al dipendente i dovuti conguagli Al dipendente sospeso è corrisposta un’indennità pari al 50% del tabellare + assegni familiari e RIA
Sospensione: durata massima 5 anniDecorso tale termine la sospensione cautelare dipendente da procedimento penale è revocata e il dipendente riammesso in servizio salvo che, per i reati che comportano l’applicazione delle sanzioni del licenziamento l’azienda non ritenga che la permanenza in servizio del dirigente provochi un pregiudizio alla credibilità della stessa a causa del discredito che da tale permanenza potrebbe derivarle da parte dei cittadini e/o comunque per ragioni di opportunità e operatività dell’azienda stessa. In tal caso può essere disposta, per i suddetti motivi, la sospensione dal servizio, che sarà sottoposta a revisione con cadenza biennale. Il procedimento disciplinare comunque, se sospeso, può essere ripreso per la cessazione dei motivi che ne avevano determinato la sospensione. (art. 10, c. 6)
Art. 11 CCNL (e art. 55 ter d.lgs. 165/2001 e smi) : rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale Per le infrazioni di minore gravità, di cui all'articolo 55-bis, comma 1, primo periodo, non è ammessa la sospensione del procedimento Il procedimento disciplinare, che abbia ad oggetto, in tutto o in parte, fatti in relazione ai quali procede l'autorità giudiziaria, e' proseguito e concluso anche in pendenza del procedimento penale. Per le infrazioni di maggiore gravità, di cui all'articolo 55-bis, comma 1, secondo periodo, l'ufficio competente, nei casi di particolare complessità dell'accertamento del fatto addebitato al dipendente e quando all'esito dell'istruttoria non dispone di elementi sufficienti a motivare l'irrogazione della sanzione, può sospendere il procedimento disciplinare fino al termine di quello penale, salva la possibilità di adottare la sospensione o altri strumenti cautelari nei confronti del dipendente.
Procedimento disciplinare sospesoSi riprende il procedimento disciplinare. La sentenza penale irrevocabile di assoluzione ha efficacia di giudicato nel giudizio per responsabilità disciplinare davanti alle pubbliche autorità quanto all'accertamento che il fatto non sussiste o non costituisce illecito penale ovvero che l'imputato non lo ha commesso. Si procede per eventuali altre infrazioni. Assoluzione (definitiva) perché: - il fatto non sussiste -l'imputato non lo ha commesso -il fatto non costituisce illecito penale Procedimento disciplinare concluso con licenziamento Si può riaprire il procedimento disciplinare e concludere con archiviazione. In questo caso il dirigente ha diritto alla riammissione in servizio con medesimo incarico. Si procede per eventuali altre infrazioni.
Esclusi i casi in cui è previsto il licenziamentoNon può essere di specie diversa da quella prevista dalla legge o dal CCNL per quell’infrazione e non è impugnabile DETERMINAZIONE CONCORDATA DELLA SANZIONE (art. 12 CCNL ) E’ facoltativa. Ognuna delle parti può proporre all’altra entro 5 gg. dalla audizione. Termini sospesi. Chiusura massima 30 gg. dalla contestazione. Entro 5 gg. dal ricevimento della proposta l’altra parte deve decidere se accettare o meno. Nel caso di mancata accettazione i termini ricominciano a decorrere. La mancata accettazione determina la decadenza delle parti dalla possibilità di attivare ulteriormente la procedura conciliativa.
Art. 14 CCNL 6.5.2010: reintegrazione del dirigente illegittimamente licenziatoL’azienda, a domanda, reintegra in servizio il dirigente illegittimamente licenziato, dalla data della sentenza, anche in soprannumero, con incarico di valore equivalente. Spetta il trattamento economico che sarebbe spettato nel periodo di licenziamento. Art. 15 CCNL : Indennità sostitutiva della reintegrazione In alternativa alla reintegrazione ciascuna delle parti può proporre all’altra il pagamento di un’indennità supplementare: minimo corrispettivo preavviso maturato + 2 mensilità e massimo pari a 24 mensilità. Aumento in caso di età del dirigente tra 46 e 56 ani. Non si può + chiedere la reintegra. L’Azienda non può assumere per il periodo corrispondente alle mensilità riconosciute.
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AVV. FABRIZIO SCAGLIOTTI
Azione disciplinare e personale della scuola questioni vecchie e nuove dopo il D.Lgs 150/2009 Laura Paolucci. Sul progetto

References: ART. 97

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 Art. 68

ART. 5
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ART. 6
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Art. 14
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