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Formazione area espressiva
PubblicatoLuigina Fiore
Presentazione sul tema: "Formazione area espressiva"— Transcript della presentazione:
Formazione area espressiva“CRESCERE CON LA MUSICA” Il canto corale per lo sviluppo integrale della persona Cavalese, 21 novembre 2011 Relatore: LORENZO PIERAZZI
Il primo compito dell’educatore non è tanto quello di dare ma di scoprire, facilitare, stimolare, evidenziare, conoscere e analizzare nel singolo e nel gruppo-classe le ricchezze e/o le mancanze dell’Homo Musicus che è in tutti noi. Un Homo Musicus che è “pelle” contenitrice degli homo audiens, movens, loquens, cantans, sonans, videns e sapiens, cioè di tutte quelle varie e diverse modalità di affrontare e vivere l’esperienza sonora-musicale umana. (Maurizio Spaccazocchi) 4
Programma dell’incontrodi oggi
Programma Normativa nazionale Normativa provinciale Pedagogia musicaleL’insegnante e il canto corale Curricolo di musica Laboratori strumentali Sperimentazioni in atto Bibliografia 6
Scuola dell’infanzia Nelle scuole dell’infanzia le maestre intrattengono i bambini, in vari momenti della giornata, con giochi cantati, canzoncine tratte dal repertorio cosiddetto infantile o da cartoni animati, spettacoli televisivi o quant’altro. 9
Scuola dell’infanzia Abbastanza diffuso anche l’ascolto e l’esecuzione (stile karaoke) utilizzando i CD. Non c’è festa o ricorrenza (Natale, Carnevale, fine anno) che non sia accompagnata da canti di vario genere, talvolta sostenuti anche da qualche strumento suonato da esperti esterni o da qualche volenteroso genitore. 10
Scuola dell’infanzia È abbastanza singolare che nella parte delle Indicazioni nazionali del 2007 relative alla scuola dell’infanzia la parola canto/cantare non compaia nemmeno una volta. L’unico riferimento indiretto al canto è nella frase: «Scoprire il paesaggio sonoro attraverso attività di percezione e produzione musicale utilizzando voce, corpo, oggetti»! 11
Scuola primaria Nelle scuole primarie il cantare si affina, anche se sembra diminuire l’apporto canoro delle/dei maestre/maestri. L’attività musicale sarebbe obbligatoria, ma il più delle volte le tante cose da fare relativamente ad altre discipline ritenute più importanti unite all’autodichiarazione di “ignorante in musica” fatta spesso dagli insegnanti stessi, fanno sì che la musica emerga solo in qualche occasione di festa o in qualche momento di svago. 12
Scuola primaria In molte scuole l’attività musicale è inserita in progetti che prevedono anche l’attività vocale, unitamente alla pratica di strumenti (prevalentemente piccole percussioni o flauto dolce). 13
Scuola primaria Anche per quanto riguarda la scuola primaria le Indicazioni nazionali del 2007 sono abbastanza avare in fatto di canto: il termine compare solo una volta nella seguente frase: «Il canto, la pratica degli strumenti musicali, la produzione creativa, l’ascolto e la riflessione critica favoriscono lo sviluppo della musicalità che è in ciascuno», mentre … 14
Scuola primaria … in un’altra frase compare l’espressione “attività corale”: «L’apprendimento della musica consta di pratiche e di conoscenze, e nella scuola si articola su due livelli esperienziali: a) il livello della produzione, mediante l’azione diretta (esplorativa, compositiva, esecutiva) con e sui materiali sonori, b) il particolare attraverso l’attività corale e di musica d’insieme». 15
Scuola primaria Tra i traguardi per lo sviluppo di competenze al termine della scuola primaria figura: «Esegue, da solo e in gruppo, semplici brani strumentali e vocali appartenenti a generi e culture differenti», mentre … 16
Scuola primaria … tra gli obiettivi di apprendimento troviamo, al termine della classe terza: «Eseguire in gruppo semplici brani vocali e strumentali curando l’espressività e l’accuratezza esecutiva in relazione ai diversi parametri sonori», e al termine della classe quinta: «Eseguire collettivamente e individualmente brani vocali/strumentali anche polifonici, curando l’intonazione, l’espressività e l’interpretazione». 17
Scuola secondaria di I gradoLa scuola secondaria di I grado è quella che dal punto di vista vocale presenta le maggiori problematiche, legate prevalentemente ai problemi fisiologici (e psicologici) della cosiddetta “muta della voce”. 18
Scuola secondaria di I gradoLa questione del cantare si fa qui però più complessa, legata in particolare a “modelli” sociali: cantare significa, per i ragazzi, ripetere da soli o in gruppo il repertorio dei cantanti e dei gruppi più in vista nelle hit parade del momento, avendo una particolare attenzione soprattutto al “messaggio” contenuto nei testi delle canzoni. 19
Scuola secondaria di I gradoIn ogni caso il canto è inserito nelle attività curricolari di MUSICA con un docente che di norma ha un diploma di conservatorio (o una laurea di discipline musicali) e una specifica abilitazione per la didattica musicale. Anche nelle scuole secondarie di I grado non mancano significative esperienze di coralità. 20
Scuola secondaria di I gradoNelle Indicazioni nazionali del 2007, tra i traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola secondaria di I grado troviamo: «L’alunno partecipa in modo attivo alla realizzazione di esperienze musicali attraverso l’esecuzione e l’interpretazione di brani strumentali e vocali appartenenti a generi e culture differenti», mentre … 21
Scuola secondaria di I grado… tra gli obiettivi di apprendimento si legge: «Eseguire in modo espressivo, collettivamente e individualmente, brani vocali/strumentali di diversi generi e stili, anche avvalendosi di strumentazioni elettroniche» e «Improvvisare, rielaborare, comporre brani musicali vocali e/o strumentali, utilizzando sia strutture aperte, sia semplici schemi ritmico-melodici». Anche qui, però, il termine coro non compare mai. 22
Scuola Media a Indirizzo Musicale S.M.I.M.Un cenno va fatto anche per i corsi a indirizzo musicale (le cosiddette SMIM – Scuole Medie ad Indirizzo Musicale) messi in ordinamento nel 1999 (Legge 3 maggio 1999, n. 124 e DM 6 agosto 1999). 23
Scuola Media a Indirizzo Musicale S.M.I.M.Nei Programmi di insegnamento si fa riferimento anche all’attività corale: «Adeguata attenzione viene riservata a quegli aspetti del far musica, come la pratica corale e strumentale di insieme, che pongono il preadolescente in relazione consapevole e fattiva con altri soggetti. […] 24
Scuola Media a Indirizzo Musicale S.M.I.M.[…] Particolare attenzione va data alla pratica vocale adeguatamente curata a livello del controllo della fonazione, sia come mezzo più immediato per la partecipazione all’evento musicale e per la sua produzione, sia come occasione per accedere alla conoscenza della notazione e della relativa teoria al fine di acquisire dominio nel campo della lettura intonata». 25
Qualsiasi approfondimento della normativa provinciale deve prendere le mosse dalla conoscenza approfondita della Legge Provinciale 7 agosto 2006, n. 5 28
LINEE GUIDA PER L’ELABORAZIONE DEI PIANI DI STUDIO D’ISTITUTO
Linee guida per l’elaborazione dei piani di studio d’istitutoPagina 112 MUSICA – Competenze al termine della scuola primaria Pagina 113 MUSICA – Competenze al termine della scuola secondaria di primo grado Pagina 114 Laboratorio di coro per la scuola primaria Pagina Laboratorio corale e strumentale per la scuola secondaria di primo grado 30
Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 1 Il Regolamento definisce i piani di studio provinciali del primo ciclo di istruzione in attuazione dell’art. 55 della legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5 (Sistema educativo di istruzione e formazione del Trentino) nel rispetto dell’art. 7 del D.P.R. 15 luglio 1988, n. 405 (Norme di attuazione dello statuto speciale per la regione Trentino – Alto Adige in materia di ordinamento scolastico in provincia di Trento) 32
Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 2 Gli obiettivi del processo formativo sono la progettazione e l’attuazione di percorsi didattici mirati al pieno sviluppo culturale e sociale della persona a contrastare e prevenire la dispersione scolastica a favorire il successo formativo per tutti gli studenti 33
Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A L’educazione e la fruizione della MUSICA è promossa dalle istituzioni scolastiche, valorizzando le iniziative e le scelte dei giovani e delle comunità La MUSICA concorre alla costruzione di competenze disciplinari, comprendenti conoscenze, abilità e atteggiamenti La MUSICA favorisce la maturazione di competenze chiave di cittadinanza La MUSICA concorre a contrastare la dispersione scolastica e a favorire il successo formativo di tutti gli studenti 34
Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 3 La disciplina d’insegnamento MUSICA (obbligatoria) è raggruppata nell’area di apprendimento MUSICA, ARTE E IMMAGINE, CORPO-MOVIMENTO-SPORT 35
L’area di apprendimento CORPO-MOVIMENTO-SPORTRegolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 3 L’area di apprendimento MUSICA, ARTE E IMMAGINE, CORPO-MOVIMENTO-SPORT concorre alla formazione armonica e integrale della persona nelle sue dimensioni “fisiche, mentali, spirituali, morali e sociali” secondo le indicazioni della Convenzione sui diritti dell’infanzia, approvata dall’Assemblea generale dell’ONU il 36
L’area di apprendimento CORPO-MOVIMENTO-SPORTRegolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 3 L’area di apprendimento MUSICA, ARTE E IMMAGINE, CORPO-MOVIMENTO-SPORT promuove lo sviluppo delle competenze chiave per l’apprendimento permanente riportate nella Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea del 37
Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 3 L’area di apprendimento MUSICA, ARTE E IMMAGINE, CORPO-MOVIMENTO-SPORT aiuta lo studente a elaborare le linee fondamentali di un progetto di vita le linee fondamentali di un progetto di studio le linee fondamentali di un progetto di lavoro futuro 38
Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A La MUSICA concorre alla definizione del profilo globale dello studente al termine del primo ciclo di istruzione che comprende processi atti a sviluppare l’identità e l’orientamento la relazione con gli altri e la cittadinanza attiva la progettualità e la dimensione del fare gli strumenti culturali 39
La quantificazione oraria annuale si compone diRegolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Artt. 4-5 La quantificazione oraria annuale si compone di 858 ore d’insegnamento di discipline obbligatorie e aree di apprendimento nella scuola primaria 990 ore d’insegnamento di discipline obbligatorie e aree di apprendimento nella scuola secondaria di I grado 20% di flessibilità oraria massimo 132 ore di attività opzionali facoltative nella scuola primaria massimo 99 ore annuali di attività opzionali facoltative nella scuola secondaria di I grado 40
La quantificazione oraria annuale di MUSICARegolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A La quantificazione oraria annuale di MUSICA nella scuola primaria, viene stabilito autonomamente dalla singola istituzione scolastica fatto salvo il monte ore obbligatorio riservato a italiano, matematica, religione, lingue comunitarie nella scuola secondaria di I grado, fa parte delle 165 ore che costituiscono l’orario complessivo dell’area di apprendimento MUSICA, ARTE E IMMAGINE, CORPO-MOVIMENTO-SPORT 41
è definita nel progetto d’istituto al fine diRegolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 5 La disciplina MUSICA è definita nel progetto d’istituto al fine di (eventualmente) potenziare l’area di apprendimento soddisfare specifici bisogni del contesto educativo e territoriale tenendo conto delle esigenze organizzative risorse disponibili domanda formativa delle famiglie 42
L’attuazione progressiva dei piani di studio provinciali interessaRegolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 6 L’attuazione progressiva dei piani di studio provinciali interessa 09-10 10-11 11-12 12-13 I prim PSP II prim - III prim IV prim V prim I secon II secon III secon 43
Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 7 Le misure di accompagnamento all’attuazione progressiva dei piani di studio provinciali consistono nella realizzazione di apposite linee guida con la messa a disposizione delle istituzioni scolastiche di proposte organizzative, metodologiche e didattiche nell’attivazione di alcuni progetti pilota affidati alle singole scuole o a reti di scuole nel coinvolgimento dei docenti in un piano straordinario di formazione in servizio nella pubblicazione di una guida dedicata alle famiglie 44
Successivi regolamenti disciplinerannoRegolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Art. 8 Successivi regolamenti disciplineranno gli standard formativi le competenze di base specifiche dei percorsi e delle attività di educazione permanente 45
Allegato A La MUSICA concorre a …Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A La MUSICA concorre a … 46
Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione soddisfare l’esigenza comunicativa dell’uomo promuovere specifiche modalità di pensiero promuovere competenze specifiche e trasversali (attraverso la centralità della sensorialità e della corporeità) sviluppare l’attenzione e la memoria comprendere l’attuale contesto tecnologico far interagire i vari codici artistici far comprendere e realizzare prodotti artistici ed espressivi (sotto forma multimediale, drammatizzazioni, ipertesti) 47
Allegato A La MUSICA deve …Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A La MUSICA deve … 48
Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione permettere l’espressione di idee, esperienze ed emozioni attraverso il linguaggio del suono, del corpo favorire l’interazione con le altre discipline mettere in grado di saper comprendere i codici artistici mettere in condizione di poter apprezzare il patrimonio artistico e culturale (a partire dal territorio di appartenenza, dall’identità locale, con l’ausilio di strumenti telematici e multimediali) continua → 49
Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione → Dare gli strumenti necessari per una partecipazione consapevole alle esperienze musicali vissute dallo studente nell’ambito personale, scolastico e sociale (a partire dalle realtà musicali presenti sul territorio) Aiutare lo studente nel costruire un atteggiamento costruttivo manifestando interesse, creatività, un’idea positiva di sé (anche e soprattutto attraverso una valutazione che metta in risalto e premi le competenze acquisite rispetto a censurare quando non raggiunto) 50
al termine del primo ciclo di istruzioneRegolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A Competenze di MUSICA al termine del primo ciclo di istruzione 1. eseguire in modo espressivo, collettivamente e individualmente, brani vocali e/o strumentali di diversi generi e stili, avvalendosi anche di strumentazioni elettroniche 51
al termine del primo ciclo di istruzioneRegolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A Competenze di MUSICA al termine del primo ciclo di istruzione 2. riconoscere e analizzare elementi formali e strutturali costitutivi del linguaggio musicale facendo uso della notazione tradizionale e di altri sistemi di scrittura e di un lessico appropriato 52
al termine del primo ciclo di istruzioneRegolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A Competenze di MUSICA al termine del primo ciclo di istruzione 3. conoscere e analizzare opere musicali, eventi, materiali, anche in relazione al contesto storico-culturale e alla loro funzione sociale 53
al termine del primo ciclo di istruzioneRegolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A Competenze di MUSICA al termine del primo ciclo di istruzione 4. improvvisare, rielaborare, comporre brani vocali e/o strumentali, utilizzando sia strutture aperte, sia semplici schemi ritmico-melodici, integrando altre forme artistiche quali danza, teatro, arti plastiche, multimedialità 54
Regolamento stralcio per la definizione dei piani di studio provinciali relativi al percorso del primo ciclo di istruzione Allegato A – Obiettivi passare dai piani di studio provinciali ai piani di studio d’istituto di MUSICA (stesura suddivisa in quattro bienni) passare dalle unità di lavoro alle competenze musicali tenendo conto dell’unitarietà pedagogica del percorso curricolare della centralità dello studente all’interno della “comunità educativa” della progressività e diversificazione del percorso educativo di consentire una forte saldatura tra primaria e secondaria di I grado 55
Émile Jacques Dalcroze: ritmica, solfeggio, improvvisazione Metodo Kodály: il canto e il repertorio di tradizione popolare Metodo Suzuki Justine Ward: il metodo del DO mobile Laura Bassi: la “ritmica integrale” Boris Porena: la composizione come esercizio logico Orff-Schulwerk: musica elementare Gino Stefani: la competenza musicale di base Edgar Willems: l’orecchio musicale John Paynter: progetti sonori per le classi 57
IL “PIACERE DELLA MUSICA” SECONDO MAURIZIO SPACCAZOCCHI
Come il bambino vive il piacere e il gusto della scoperta del mondo, allo stesso modo vive e si avventura nel vasto mondo delle scoperte sonore. Tutti i suoi sensi si ritrovano piacevolmente coinvolti in questa storia di azioni e reazioni: la bocca, la mano, il corpo e gli oggetti circostanti sembrano fare la parte degli attori principali del teatro della vita sonora. E gli uomini di tutto il mondo, nel loro più evoluto e consistente sviluppo, non possono fare a meno di seguire le tracce di questa piacevole condotta bambina, sonora e musicale. 60
VOX GUSTOSA
La vox gustosa Sembra che dal momento dello svezzamento in poi, cioè da quando la nostra bocca si è dovuta allontanare dal seno materno, ci sia rimasta la voglia, il piacere, il desiderio di ciucciare, di succhiare, di assaporare, di tenere e di gustare qualche cosa che possiamo gestire fra le labbra e all’interno della bocca. Ebbene fra gli “oggetti” del piacere orale umano, proponiamo anche il suono. Il suono come piacere della vibrazione, come stimolazione della pelle interna alla bocca, ricca di sensibilità, come vera e propria possibilità di degustazione sonora. 62
La vox gustosa Avremo a che fare, quindi, con un uso improprio del suono, ciò non finalizzato tanto alla comune produzione musicale, quanto invece vissuto come materia vibrante che nello stesso tempo può essere interpretato: come piacevole e vibrante massaggio interno; come un personale assaggio che permette di sentire e gustare nello stesso momento tanto il suono-dentro quanto le specifiche parti della zona buccale (labiali, palatali, linguali, nasali); come messaggio, cioè la possibilità di trasmettere i propri desideri, le proprie voglie i propri piaceri. 63
La vox gustosa La vox gustosa si può individuare in varie situazioni:Il bambino che mette in atto i suoi intrattenimenti personali di voce, o play vocali che, come versi interiori, tanto assomigliano a vere e proprie moine; L’uomo che la esalta tutte le volte che mette in atto, all’interno del parlare quotidiano, quelle espressioni che definiamo interiezioni (mmm…, uhm…, aah…, ahm…); Il cantare che la esalta manifestando un suono prevalentemente tenuto in bocca (portamento, distensione, dilatazione), rendendo così questa azione un chiaro e palese atto di trat-tenimento del suono, di piacevole introiezione. 64
La vox gustosa Ed è proprio quest’ultimo caso che ci interessa poiché ci troviamo di fronte da una chiara metafora musicale della degustazione sonora: il consumare a poco a poco, il sentirsi sciogliere in bocca una nota come fosse una caramella o un saporito caffè o the. Come ci dimostrano, ad esempio, i Manhattan Transfer: le loro interpretazioni tendono a realizzare al massimo e con raffinatezza il senso della degustazione sonora, per far sì che ogni suono cantato possa meglio sostare e vibrare in bocca, fra le labbra e nelle cavità nasali, le zone maggiormente coinvolte dall’azione sensoriale gustativa. 65
La vox gustosa Nelle relazioni umane, la vox gustosa è la voce del piacere, del gusto, la voce dei sensi. Prendere coscienza (il “sapere”) della vox gustosa ci invita a sostenere che la prima sensazione del gusto-piacere non è mentale ma fisica: è cosa primariamente legata alle sensazioni di pelle che interessano la bocca non tanto per soddisfare il primario bisogno di fame, ma piuttosto il nostro antico bisogno-piacere di “mettere in bocca” il mondo esterno, di gustare i suoni per degustare la vita. 66
Scarabocchi Se dovessimo pensare ad una esperienza davvero primaria, se non quasi originaria, all’interno della quale tutti i bambini del mondo hanno forse potuto esercitare con piacere e gioia la conoscenza nei confronti delle cose e soprattutto nei confronti delle loro stesse potenziali capacità-possibilità, questa si potrebbe di sicuro far corrispondere a quella pratica del fare che, in vari modi e contesti, possiamo definire con il termine scarabocchio. Quando parliamo dello scarabocchio intendiamo, oltre a quello grafico più noto, tutte quelle espressioni messe in atto in base a quella tattica tipica della condotta mentale e fisica del fare-scarabocchiando. 68
Scarabocchi La nostra cultura musicale sembra mostrare un evidente disinteresse nei confronti di questa prima forma del fare sonoro e musicale, perché non sembra ancora in grado di vedere in questa attività esplorativa e ludica una funzione evolutiva ed emotiva molto importante, come al contrario fanno ormai da anni sia la cultura grafico-pittorica, con gli studi condotti sullo scarabocchio in merito alla evoluzione manuale e visiva del bambino, che quella linguistica, con gli studi svolti in merito allo sviluppo del linguaggio infantile. 69
Scarabocchi Ed invece in questi primi comportamenti di esplorazione vocale e manipolatoria del suono, basati sul principio operativo tipico dello scarabocchio, il bambino trova la possibilità di maturare moltissimi aspetti utili alla strutturazione della sua identità generale e musicale: il rapporto fra causa-effetto, la gestione energetica della sua azione corporea, la scoperta delle proprie potenzialità fisiche, la maturazione attentiva e audio-percettiva, la consistenza ritmico-temporale quantitativa e qualitativa delle diverse articolazioni fisico-sonore, la possibilità di interpretare fantasticamente i tanti e vari suoni esercitati, il gusto del rischio giocoso. 70
Scarabocchi Lo scarabocchio contribuisce:alla maturazione psicofisica del bambino; al piacere dell’esplorazione, del perdersi in labirinti possibili; al coinvolgimento sia di chi produce il suono sia di chi lo ascolta. La meraviglia e lo stupore dell’uomo dinanzi alla produzione sonora sono ancora aspetti molto importanti per la produzione di interesse e di piacere, specialmente nei primi approcci con i suoni e con le musiche. Quindi sosteniamo il recupero della pratica dello scarabocchio inteso come momento piacevole e disimpegnato, come gioco di gioia e libertà. 71
Scarabocchi Per far questo ci si potrebbe far aiutare anche dalla visione di alcune tipologie grafiche di scarabocchio. È così che possiamo iniziare a dare forma a tanti Sonorous Scrubbles, ovvero a tanti Scarabocchi Sonori. E chissà quanti altri ne potremmo fare stimolati da scarabocchi grafici che potremmo creare noi stessi o “rubare” qua e là fra le tante opere d’arte astratta. Da qui il passo per giungere a improvvisare Sonorous Scrubbles direttamente con la voce o con gli strumenti è davvero breve. 72
ROMPERE LA VOCE
Rompere la voce Le voci umane, oltre a coinvolgere emotivamente, sono un grande esempio di sonorità diverse e ricche. E quando diciamo comunemente che ogni voce ha un suo tono, non parliamo solo delle sue capacità di intonazione o della sua possibilità di estensione o di manifestazione energetica, ma anche e soprattutto della sua grana, del suo colore, cioè di quella qualità che la rende più o meno consistente sul piano armonico. Una delle tattiche più elementari per cercare e provare la voce come varietà timbrica ci viene indicata dai bambini che, ad osservarli attentamente, sono i primi a praticare il piacere di rompere la voce, per tentare di toglierla dalla poco stimolante postura sonora del parlare quotidiano. 74
Rompere la voce Fra i tanti esempi di questo rompere la voce messo in atto dai bambini possiamo indicare i seguenti: la voce “mossa” (il bambino nei tanti atti di vocalizzazione realizzati durante il movimento scopre che uno scatto, un passo pesante, un piegamento improvviso, una veloce roteazione del capo o del busto possono mutare la qualità risonante della voce; la voce “percossa” (il bambino nel farsi abbracciare dalla madre, dal padre, o giocando a lotta con altri bambini ha la possibilità di scoprire che una pressione, un battito, un colpo nel petto o nella schiena, ricevuto mentre emette un suono, produce una ricca e piacevole mutazione ritmico-armonica. 75
Rompere la voce Rompere il suono è una vera e propria forma di gioco che ogni bambino può attivare sia da solo che richiedendo dei veloci battiti sul petto e sulla schiena. Si creano una serie di piaceri interni ed esterni, un io-da-dentro e io-da-fuori, che il bambino percepisce come azioni eufoniche, cioè “buone sonorità”. “Buone sonorità” che da adulti è possibile ritrovare in altre pratiche d’eufonia vocale provenienti dalle varie parti del mondo: le grida “scosse” emesse dai veloci movimenti della lingua degli indiani d’America o delle donne berbere; i canti armonici tipici dello Jodler tirolese o del Khoomey mongolo. 76
Rompere la voce Tutte queste pratiche del rompere la voce, pur assolvendo a diverse funzioni sociali, lasciano chiaramente intravedere una caratteristica comune: sono tutte “figlie” di effetti sorprendenti, stupefacenti, a volte così fuori dal normale da apparire sonorità aliene, non umane. Ed è anche questa dote umana in grado di dar forma a sonorità che possono apparire non umane, ad offrire all’uomo la possibilità di astrazione, di uscire dal proprio sé, di andare oltre, di diventare altro da sé, per amplificare la personalità. 77
Rompere la voce Ritornando ai semplici giochi del bambino, proporremo una delle sue tattiche per rompere la voce cantata: sceglieremo un canto abbastanza disteso, né molto ritmico né molto veloce, che potremo cantare anche con un semplice lalalà, aggiungendo un ritmo regolare percosso con le nostre mani sulla parte superiore sinistra del petto. Questa percussione offrirà al canto un inedito e piacevole accompagnamento ritmico-armonico, che prenderà forma dai colpi che imporranno al torace (cassa di risonanza) una scomposizione delle nostre note cantate che andranno ad arricchirsi con altri suoni armonici. 78
VOX CITANTE
La vox citante Le filastrocche infantili, prima di destare un qualsiasi interesse per un loro possibile senso o significato, esaltano un’esigenza primaria che tutti bambini del mondo hanno: il bisogno-piacere di articolare, di ritmare, di scandire la propria presenza vitale al cospetto del mondo. Se nella vox gustosa abbiamo a che fare con un suono con-tenuto e trattenuto, con la vox citante recuperiamo il piacere dell’azione, dell’articolazione, della parcellizzazione dei suoni che la nostra voce, come uno strumento a percussione, cerca di esaltare, di esternare, di ritmare, di rendere palesemente muscolari, piacevolmente motori, danzanti. 80
La vox citante Questa è anche la ragione per la quale è possibile sostenere che il rap fonda le sue prime radici nel gioco vocale articolato infantile. Ma forse tutte le espressioni vocali che in musica fanno ampio uso di accentuazioni molto scandite a livello ritmico-motorio-muscolare sono, in un modo o nell’altro, tutte “figlie” del bisogno infantile di articolare, di dar vita all’azione ritmica. E forse non è un caso che la Walt Disney in Cenerentola proponga un atto di stupore e magia, con un canto (“Bibbidi-bobbidi-boo”) che si diverte ad articolare piacevolmente dei non-sense assieme a parole normali. 81
La vox citante Con la vox gustosa l’uomo trova il piacere di vivere i suoni in termini di sensualità, di distensione, dilatazione, degustazione, volgendosi verso quelle sonorità più ricche di femminilità, di quel calore caratteristico dell’antica relazione devota tipicamente materna. Con la vox citante l’uomo attiva il piacere articolatorio, il gusto della scansione, dell’attivazione ritmica tipica del corporeo muscolare maschile e ben assimilabile alla figura paterna. Ecco che attraverso la musica si completa la strutturazione del sé umano: “La melodia è la madre, il ritmo è il padre” (antico detto Sanscrito). 82
L’INSEGNANTE E IL CANTO CORALE
L’insegnante L’insegnante-direttore deve aver avuto un’esperienza musicale e possibilmente vocale, perché la sensibilità all’ascolto non è un concetto. 84
L’insegnante L’esperienza, e solo l’esperienza fatta in prima persona può stimolare e sviluppare l’attenzione verso il canto corale. 85
L’insegnante La sensibilità all’ascolto e alla contemporanea produzione di suoni sta alla base della valenza formativa del bambino e del ragazzo. Ancor prima del “com’è bello cantare questa canzone”, l’attività corale dovrebbe far sorgere il concetto “com’è bello cantare INSIEME questa canzone”. Un’attività vocale impostata su ascolto e canto matura risultati anche in ambito non musicale. 86
L’insegnante Chi conduce un coro dovrebbe sapere che ogni gruppo corale sviluppa una propria identità, e che il fatto che i suoi membri si riconoscano in questa identità è una parte non marginale del tutto. Questa identità si potrebbe realizzare benissimo in ambiente scolastico a condizione che sia perseguita con strumenti adeguati da chi conduce, e che il coro possa essere vissuto come espressione della comunità scolastica. Forse questo aspetto – il senso di comunità scolastica – non è molto diffuso. Cantare è mettersi in gioco e il coro potrebbe essere una delle squadre della scuola (oltre a quella di basket, pallavolo, ecc). 87
L’insegnante Il coro della scuola non deve essere legato alla volontà di una singola persona ma deve esistere per volontà della scuola nel suo insieme. Un coro scolastico deve progettare un’attività a medio-lungo termine, senza una scadenza precisa: è una cultura corale che va costruita nella scuola. 88
L’insegnante Perché la coralità attiva divenga un nucleo culturale di una scuola servono a volte anni. Per questo è necessario progettare in avanti, cercare alleanze culturali, stimolare la sensibilità dei muri delle scuole, trovare pian piano un luogo idoneo alle prove e all’ascolto, non pensare solo allo spettacolo di fine anno, ma sentire questa esperienza come una necessità formativa che la scuola deve fornire agli allievi. 89
L’insegnante Fondamentale diventa la formazione dell’insegnante-direttore di coro. È auspicabile una formazione specifica rivolta ai docenti di MUSICA della scuola primaria. Sarebbe necessaria un’educazione al canto anche per gli insegnanti che non propongono attività musicali a scuola ma che hanno certamente bisogno di conoscere meglio la loro voce e quella dei bambini. 90
L’insegnante È auspicabile l’attivazione di un servizio di informazione – documentazione che metta in contatto i direttori dei cori della Provincia, valorizzando le buone pratiche, soprattutto le esperienze innovative e/o didatticamente efficaci. Sarebbe interessante la nascita del coro della scuola in sinergia con le associazioni corali locali che svolgono già attività di carattere formativo. 91
Traguardi in continuitàCurricolo di MUSICA Cantare e/o suonare Rapporto suono/segno Ascoltare Comporre I Biennio Traguardi Minimi II in evoluzione III Traguardi in continuità IV Finali 94
Curricolo di MUSICA Tenendo sempre presenti le indicazioni del Regolamento stralcio nel corso dei quattro bienni dovremo quindi: “… far (gradualmente) interagire i vari codici artistici” La MUSICA e la pittura; La MUSICA e il teatro; La MUSICA e la poesia; La MUSICA e il cinema. 95
Curricolo di MUSICA Tenendo sempre presenti le indicazioni del Regolamento stralcio, nel corso dei quattro bienni dovremo quindi “… favorire (una graduale) interazione con le altre discipline” La MUSICA e l’italiano; La MUSICA e la matematica; La MUSICA e le lingue comunitarie; La MUSICA e le nuove tecnologie. 96
Curricolo di MUSICA Tenendo sempre presenti le indicazioni del Regolamento stralcio, nel corso dei quattro bienni dovremo quindi “… mettere (gradualmente) in condizione di poter apprezzare il patrimonio artistico e culturale, a partire dal territorio di appartenenza, dall’identità locale) La BANDA; Il CORO DEGLI ALPINI; I CIRI PARROCCHIALI; Le SCUOLE MUSICALI; Gli STRUMENTI TRADIZIONALI; La MUSICA nelle FESTE POPOLARI TRENTINE. 97
Curricolo di MUSICA Tenendo sempre presenti le indicazioni del Regolamento stralcio, nel corso dei quattro bienni dovremo quindi “… Aiutare (gradualmente) lo studente nel costruire un atteggiamento costruttivo manifestando interesse, creatività, un’idea positiva di sé, anche e soprattutto attraverso una valutazione che metta in risalto e premi le competenze acquisite rispetto a censurare quando non raggiunto” 98
L’ESPERIENZA DELL’I.C. ARCO
Sperimentazione I.C. ARCOClassi coinvolte: Classi prime e seconde della scuola secondaria di I grado Alunni coinvolti: 26 alunni Strumenti coinvolti: Pianoforte (14 alunni), Flauto traverso (4), Chitarra (8) Docenti coinvolti: Docenti di Pianoforte (2), Flauto (1), Chitarra (1), Formazione (1) Lezioni settimanali: Un’ora di strumento, un’ora di formazione (il mercoledì pomeriggio) 107
Sperimentazione I.C. ARCOClassi coinvolte: Classi quarte e quinte della scuola primaria Alunni coinvolti: Circa 350 circa Docenti coinvolti: Docenti della Scuola Musicale Alto Garda (SMAG) Lezioni settimanali: Un’ora di flauto dolce ogni 15 giorni 109
Sperimentazione I.C. ARCOQuadro orario: Periodo Flauto 1a e 3a settimana Lezione del docente SMAG 2a e 4a settimana Lezione della/del maestra/o della classe 110
Allorto R. , D’Agostino Schnirlin VAllorto R., D’Agostino Schnirlin V., La moderna didattica dell’educazione musicale in Europa, Ricordi, Milano, 1967 Bova A., Giocare con la musica, Erickson, Trento 2003 Ferrari F., Spaccazocchi M., Guida all’esame di educazione musicale, La Scuola, Brescia, 1985 Lombardo F., Donati L., Piatti M., Scuola e coralità, (atti del convegno “Un coro in ogni scuola”, 24 maggio 2010 – Firenze) Spaccazocchi M., Crescere con il canto, Progetti Sonori, Pesaro, 2003 Crescere con il flauto dolce, Progetti Sonori, Pesaro, 2006 Spaccazocchi M., a cura di Storie di suoni cattivi e buoni, Progetti Sonori, Pesaro, 2010 Suoni vissuti suoni narrati, Progetti Sonori, Pesaro, 2008 Spaccazocchi M., Strobino E., Piacere musica, Progetti Sonori, Pesaro, 2006 112
Grazie! P.S. I miei recapiti… 113
E-mail lorenzopierazzi@gmail. com lorenzo. pierazzi@icarcoCellulare 114
Formazione area espressiva“CRESCERE CON LA MUSICA” Il canto corale per lo sviluppo integrale della persona Cavalese, 21 novembre 2011 Relatore: LORENZO PIERAZZI Scaricare ppt "Formazione area espressiva"

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 3
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8