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Timestamp: 2014-07-31 03:19:58+00:00

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Guida Pratica alle Note di Variazione: Nota di Credito e Nota di Debito | Contabilita Facile
Posted on 2 dicembre 2011 by Stefano Gardini	La Nota di Variazione è un documento che serve a ‘correggere’ in aumento o in diminuzione una fattura emessa con valori errati. Questo tipo di documento, disciplinato dall’articolo 26 del D.P.R. 633/1972, deve essere emesso quando, dopo l’emissione della fattura o la sua registrazione, si verificano delle circostanze tali da determinare una variazione (in aumento o in diminuzione) di quanto indicato. Ecco alcuni esempi:
quando viene riscontrato un errore nella aliquota Iva applicata, o nella base imponibile oppure nella imposta
quando viene riconosciuto al cliente uno sconto o un abbuono non riportato in fattura
La Nota di Variazione ha gli stessi requisiti della fattura e deve quindi essere regolarmente numerata e datata. La nota di variazione deve essere emessa, con riferimento all’originaria fattura, per la differenza dell’importo risultante errato o concesso a titolo di sconto, ecc. Esistono due tipi di note di variazione che prendono rispettivamente il nome di Nota di Debito (o Addebito) e Nota di Credito (o Accredito); vediamole nel dettaglio.
Nota di Debito – Variazione in aumento
Nel caso in cui, dopo l’emissione della fattura o la sua registrazione, aumenta l’imponibile ai fini Iva dell’operazione e la relativa imposta per qualsiasi motivo, incluso la correzione di errori o inesattezze, è necessario, per mantenere la contabilità allineata con la situazione reale dell’operazione o contratto, emettere questo documento che certifichi la variazione intervenuta. In questo modo saranno osservati correttamente gli adempimenti di fatturazione, registrazione, liquidazione e versamento delle imposte.
L’importo fatturato non è comprensivo di tutte le operazioni eseguite (merce in eccesso, prestazioni fatturate ad importi inferiori a quanto previsto da accordi, merci di natura e qualità diversa ecc…)
Ecco una Nota di Debito fatta con il modulo di fatturazione del gestionale Amica:
Una nota di debito creata col software gestionale Amica 10 (Click per ingrandire)
Nota di Credito – Variazione in diminuzione
Per la nota di accredito non sono previsti specifici requisiti, pertanto essa assume l’aspetto di una fattura (frequentemente si utilizza lo stesso modulo delle fatture e si sostituisce la dizione “fattura” con “nota di accredito” o similare). La Nota di Credito deve essere numerata e datata, deve contenere l’indicazione della variazione e della relativa imposta e i dati identificativi della fattura originaria a cui si riferisce.
mancato ritiro della merce da parte cliente (ad esempio merce inviata con Corriere e respinta)
successiva applicazione di sconti o abbuoni previsti nel contratto originario
correzione per mancati sconti concordati e non applicati in fase di fatturazione
Se le variazioni in diminuzione derivano da successivi accordi tra le parti o da rettifica di errori o inesattezze nella fatture, tali variazioni devono essere eseguite entro un anno dall’effettuazione dell’operazione, quindi dall’emissione dalla fattura.
Vediamo un esempio di Nota di Credito realizzata con il modulo fatturazione del software gestionale Amica:
Esempio di nota di credito compilata e stampata col software gestionale Amica (click per ingrandire)
Registrazione in contabilità delle note di variazione
Per tutte due le tipologie di Note di Variazione (Note di Credito e Note di Debito) la registrazione nel Libro Giornale e nei Registri Iva segue la tempistica prevista per le fatture. Un esempio di registrazione contabile di nota di variazione verrà fornito in uno dei prossimi articoli della serie sulle scritture contabili che stiamo proponendo proprio in queste settimane. Rimanete sintonizzati!
Altre letture: Note di Credito/Debito e IVA: un approfondimento
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IN CASO DI ANNULLAMENTO GIUDIZIARIO DEL CONTRATTO (DOPO ALCUNI ANNI), SE CHI HA EMESSO LA FATTURA NON E’ PIU’ SOGGETTO IVA, COME PUO’ EMETTERE LA NOTA DI CREDITO ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 8 maggio 2012 alle 09:39 scrive:
Per questa tematica che è più legata all’ambito giudiziale non sono in grado di darti una risposta, non è campo di cui mi occupo.
Rispondi ↓	gabriele il 16 maggio 2012 alle 15:16 scrive:
nel caso di un errore: io pensavo di essere in regime dei minimi e non avevo applicato iva in fattura a partire dal 1.1.2012, ora devo richiedere l’iva. Emetto nota debito computando l’iva in riferimento alle fatture sbagliate? Deve corrispondere una nota debito per ogni fattura da correggere?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 maggio 2012 alle 17:15 scrive:
Sì devi richiedere l’IVA con una Nota per ogni fattura emessa, spero per te non siano molte. Sei sicuro di doverlo fare? Se non supererai i 45.000 euro in corso d’anno non sei tenuto.
Rispondi ↓	gabriele il 17 maggio 2012 alle 09:36 scrive:
Purtroppo D.L. 6 luglio 2011, n. 98 art. 27 ha modificato i criteri per accedere al regime contr. minimi. Io non lo sapevo, per questo ho sbagliato non richiedendo l’iva. Pur essendo sotto i 30000 annui per i 2012 posso solo usufruire della contabilita agevolata. Grazie dell’aiuto!
Rispondi ↓	daniela il 8 giugno 2012 alle 10:28 scrive:
mi è successa una cosa assurda.
nel 2008 ho registrato una fattura x un carico gasolio.
ma il carico non è andato a buon fine quindi la società fornitrice ha emesso nota credito sempre nel 2008 ma mai pervenutaci se non solo nel 2012. io cosa devo fare? posso registrarla con iva indetraibile 100%.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 8 giugno 2012 alle 15:26 scrive:
Sì purtroppo l’IVA ormai non è più detraibile.
Rispondi ↓	daniela il 11 giugno 2012 alle 10:43 scrive:
devo metterla nelle sopp passive indeducibili? inoltre ci sono sanzioni per il ritardo della registrazione anche se x cause non dipese da noi? grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 11 giugno 2012 alle 15:28 scrive:
Si va nelle sopravvenienze passive inded. Non ci sono sanzioni, per voi è solo un ‘danno’ la ritardata registrazione.
Rispondi ↓	tiziana il 26 giugno 2012 alle 20:55 scrive:
vorrei sapere come rettificare una fattura emessa con dicitura iva ad esigibilita’ differita con fattura iva per cassa
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 27 giugno 2012 alle 10:41 scrive:
Nota credito della fattura errata e nuova fattura. E’ il metodo più semplice e ‘pulito’.
Rispondi ↓	leo il 1 luglio 2012 alle 11:35 scrive:
Ho emesso tutte le fatture del 2011 ad un unico cliente, con dicitura “…Art.1 c.100 contrib.minimo) invece di inserire la corretta dicitura Art.17 c.6 Reverse charge.
Come devo sanare le fatture emesse ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 2 luglio 2012 alle 16:59 scrive:
Essendo già chiuso l’anno ti consiglio di rivolgerti ad un buon consulente perchè si tratta comunque di un problemino abbastanza ‘fastidioso’.
Rispondi ↓	Alessandra il 6 luglio 2012 alle 13:05 scrive:
Urge consiglio! Un tizio ha aperto partita iva nel corso nel 2011 optando per il regime dei minimi. Il problema è che successivamente ha emesso fatture (non moltissime) inserendo l’iva. Di questa cosa me ne sono accorta ora in quanto questa persona mi ha richiesto di fargli la dichiarazione dei redditi. Visto che questa iva non è stata portata in liquidazione, il contribuente può emettere nota di variazione per la parte relativa all’iva. Purtroppo non ho la minima idea di come impostare questa nota di variazione riguardante la sola iva….in più su quelle fatture il cliente ha anche provveduto a versare la relativa ritenuta d’acconto…..
Help! Non so proprio come comportarmi nè per la nota di variazione, nè su come considerarle in contabilità per la predisposizione della dichiarazione…. Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 luglio 2012 alle 15:31 scrive:
Essendo del 2011 non emetterei Note di Variazione per l’IVA nel 2012, si crea solo una MEGA confusione perchè le stesse non possono essere emesse con data 2011, i cliente non le accetterebbero mai. Emettendole come 2012 invece si avrebbe una ‘soluzione’ ancora peggiore del problema. Immagino che il cliente quindi non abbia fatto nemmeno dichiarazione IVA. Penso che in questo caso l’ideale sia sentire con Agenzia Entrate qual’è la miglio soluzione di compromesso. Io penso sia; a) dichiarazione IVA tardiva, b) versare l’IVA con la dichiarazione annuale con il ravvedimento operoso. Costa un po’ ma purtroppo io non vedo soluzioni migliori che quella di ‘far finta’ di avere parte della contabilità in Regime dei minimi e parte in regime ordinario. Per la parte fatturata male si fanno i relativi versamenti e credo che nessuno (organi tributari) avrà mai nulla da obiettare. Ovviamente a reddito si porta tutto sotto regime dei minimi. Ribadisco di verificare la soluzione con Agenzia Entrate.
Rispondi ↓	Ale il 9 luglio 2012 alle 19:59 scrive:
A questo punto, inserendo l’iva in fattura è uscito automaticamente dal regime dei minimi…(visto che sono fatture emesse nel 2011). Chiederò comunque conferma all’Agenzia delle Entrate. Grazie per la risposta Rispondi ↓	Stefano Gardini il 9 luglio 2012 alle 20:09 scrive:
Di fatto è così, si è da solo messo fuori dal regime agevolato, ed ora è tardiper ‘recuperarare’.
Rispondi ↓	Mauro il 30 luglio 2012 alle 17:02 scrive:
Per un pagamento effettivamente fatto nel febbraio 2012 ho emesso una fattura nel novembre 2011 (so che è strano ma è così).
Inoltre in fattura indicai una ritenuta d’acconto del 20% perché ritenevo di non rientrare nel nuovo) regime dei minimi (varato nel tardo 2011 e che faceva scender la ritenuta a 0 e l’imposta dovuta al solo 5%).
I chiarimenti AGE del maggio 2012 mostrano invece che sono sempre rientrato nel regime dei minimi dunque potevo emettere fattura senza ritenuta e pagare il 5% nella dichiarazione dei redditi 2013 relativa ai redditi “incassati” nel 2012.
Posso risolvere in questo modo?:
Domanda aggiuntiva: poiché il soggetto pagatore ha già versato la ritenuta trattenutami mi è stato consigliato di riemettere fattura nel 2012 con ritenuta del 20% e poi, nella dichiarazione 2013, andrò a credito rispetto al 5% effettivamente dovuto in tale sede… Ritiene fattibile questa soluzione?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 31 luglio 2012 alle 15:36 scrive:
La seconda è l’unica soluzione fattibile, l’altra non la vedo praticabile.
Rispondi ↓	giulia il 11 agosto 2012 alle 12:33 scrive:
salve ho bisogno di un consiglio. una azienda internazionale ha stipulato un contratto con una azienda italiana per resi sull’invenduto.nel contratto è scritto che l’accredito avverrà secondo i prezzi di listino,ma la merce resa è stata fatturata con forti sconti,qindi a un prezzo inferiore. puo l’azineda italiana chiedere l’accredito per un prezzo superiore anche se da fatture emesse il prezzo è decisamente inferiore? grazie ancora G
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 agosto 2012 alle 18:12 scrive:
Il quesito è di ambito legale/civilistico e non prettamente fiscale quindi al di fuori della mia materia per cui quanto dico è solo un parere. Ritengo di no comunque in quanto questo violerebbe ogni ‘consuetudine’ che prevede che la merce resa sia accreditata seguendo esattamente i prezzi degli acquisti a ritroso. Il valore della merce resa è quello degli ultimi acquisti effettuati.
Rispondi ↓	Renato il 17 agosto 2012 alle 09:54 scrive:
Gestisco un istituto di vigilanza e, per un servizio occasionale reso nei confronti di una persona (vigilanza a posto fisso per alcuni giorni e successive ispezioni notturne nei giorni seguenti), ho emesso fattura con data errata (antecedente al servizio reso) e descrizione non dettagliata.
Il cliente ha, giustamente, elevato obiezioni sulla fattura da me emessa chiedendomi di emetterne un’altra con data esatta e descrizione dettagliata del servizio.
Posso emettere una Nota di Credito a storno della prima fattura errata oppure questa è da ritenersi nulla e, pertanto, non mi sarebbe consentito (ed in questo caso come dovrei comportarmi per annullarla in contabilità)?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 18 agosto 2012 alle 07:14 scrive:
No, è necessaria NC e riemissione della fattura corretta.
Rispondi ↓	giulia il 4 settembre 2012 alle 13:48 scrive:
..ma una ditta puo’ rifiutarsi di fare una nota credito a chi ne ha diritto?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 settembre 2012 alle 15:50 scrive:
Attiene al diritto civile. Se ne hai diritto te la fanno, altrimenti li porti in tribunale e te la fai fare. Purtroppo i diritti si possono far valere solo davanti al giudice.
Rispondi ↓	Gianni il 11 settembre 2012 alle 11:35 scrive:
Una questione di forma: ho emesso una fattura per rottami, quindi su DDT e FIR connesso, aggiungendo IVA ordinaria.
Dopo un mese mi si chiede la variazione per errato importo al chilo applicato ed errato assoggettamento IVA.
Fattura nata male!!! Emetto nota di credito a storno totale e riemissione in data successiva di oltre un mese, con IVA ESENTE.
Ora, credo di aver comunuqe fatto un errore: pur essendo giustificato lo storno totale non avrei dovuto rifatturare perchè ovviamente da DPR le merci o rottami avrebbero dovuto esser fatturate prima, avrei invece dovuto inserire tutte le variazioni nella stessa nota di variazione da cui sarebbe scaturito il credito da detrarre successivamente da parte del cliente.
Giusto o comunuqe l’aver rifatturato DDT e FIR a due mesi dalla loro emissione non è un errore vista la Nota credito?? Capisco che è uno spaccare il capello in 4 ma consentitemi il confronto con altri pareri, più auterovoli del mio!!!
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 11 settembre 2012 alle 15:59 scrive:
Purtroppo sono sempre questioni opinabili e quindi soggette a interpretazione in caso di controlli. In ogni caso di solito viene considerata la ‘buona fede’ e nel caso specifico mi pare non ci siano problemi o dubbi che l’operazione si stata fatta per evadere qualche obbligo o qualche somma dovuta all’erario. Penso tu possa stare tranquillo (ragionevolmente)
Rispondi ↓	GREG il 12 settembre 2012 alle 13:06 scrive:
SALVE. HO UN PROBLEMA. HO RICEVUTO UNA NOTA DI CREDITO DATATA APRILE 2012 DI CIRCA 1000 EURO FUORI CAMPO IVA ART. 26 DPR 633/72 E CHE RIGUARDA UNO SCONTO COME DA ACCORDI COMMERCIALI CON LA DITTA FORNITRICE (UNO SCONTO CHE RACCHIUDE TUTTO IL 2011). COME DEVO REGISTRARLA IN CONTABILITA’? NON SI RIFERISCE AD UNA FATTURA IN PARTICOLARE, QUINDI COME FARE CON LO SPESOMETRO?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 settembre 2012 alle 14:06 scrive:
Per la registrazione procedi come per una qualsiasi altra nota di credito, stando ben attento se ha l’indicazione 2011 a portarla in competenza all’anno specificato. Per il redditometro in effetti è un bel dilemma al quale non so darti soluzione. Bisognerebbe chiedere ad Agenzia Entrate. Di solito in questi casi si preferisce fare una fattura al fornitore per l’importo da ricevere: è tutto più facile.
Rispondi ↓	romina il 1 ottobre 2012 alle 16:20 scrive:
Buon pomeriggio, dovrei emettere delle note di accredito riferite a delle fatture relative a lavori che dovevano essere eseguiti entro il 31.12, ma che andavano fatturati prima del 30.09. Purtroppo per cause non imputabili alla nostra ditta, abbiamo realizzato opere per l’ammontare del 15% del contratto. Il resto del lavoro non può essere portato a termine in questo momento nè in un futuro prossimo. Il committente vorrebbe saldare le fatture per il solo l’ammontare dei lavori eseguiti. Per poter stornare il 90% dell’importo fatturato inerente i lavori effettivamente non realizzati, che dicitura dovranno riportare le note di accredito?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 1 ottobre 2012 alle 17:24 scrive:
Io riporterei ‘Errata Fatturazione’ poi nella descrizione indicherei che i lavori prefatturati non sono stati eseguiti per un importo di ….
Rispondi ↓	romina il 2 ottobre 2012 alle 17:39 scrive:
La ringrazio, farò così.
Rispondi ↓	Maria Pia il 5 ottobre 2012 alle 22:43 scrive:
Buongiorno, mi servirebbe un aiuto. Sono architetto a partita iva. Ho cominciato con il regime ordinario, ad aprile 2011 sono passata a regime agevolato ma avevo già emesso 3 fatture (nelle quali avevo quindi incluso l’iva). Ho allora emesso una nota di credito relativa alle fatture di cui sopra per stornare l’importo dell’ iva ed ho restituito la somma con ore lavorate in più.(anzichè dargliela cash). Ieri, il commercialista del mio cliente mi dice che per mettere a posto la contabilità devo emettere una fattura ma non capisco il perché. Le mie domande sono: 1) contabilmente parlando la nota di credito non metteva a posto le cose? A che pro emettere la fattura? 2) Premettendo che nel 2012 sono passata nuovamente al regime ordinario, se io emetto fattura dovrò calcolare l’iva rimettendoci. Come mi devo comportare? Sperando di essere stata chiara, attendo con ansia una sua risposta e la ringrazio molto.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 6 ottobre 2012 alle 07:31 scrive:
La fattura va emessa perchè la somma degli importi delle fatture deve essere uguale agli importo pagati, ed in questo caso la cifra pagata è più alta della nuova fattura senza IVA. Se oggi emetti una fattura per l’importo residuo e aggiungi come dovuto l’IVA il cliente ti dovrà versare la parte mancante, cioè il valore dell’IVA che per te non è un guadagno in quanto la verserai, per il cliente non è un costo in quanto la recupera da quella che deve versare.
Rispondi ↓	Luca il 10 ottobre 2012 alle 12:17 scrive:
ho questo problema: ho emesso una fattura per una prestazione di servizi ad un mediatore che non mi ha saldato la fattura. In forza di una legge specifica, ho chiesto tramite vie giudiziali la rivalsa al commitente della prestazione: colpito da decreto ingiuntivo, il commitente è “costretto” a pagare me (dopo aver pagato il mediatore, nel frattempo sottoposto ad istanza di fallimento) ma pretende giustamente un documento contabile per effettuare il saldo. Posso emettere al favore del committente una nota debito e chiudere la fattura originaria mediante giroconto (una sorta di triangolazione)? E la nota debito deve essere assoggettata ad IVA??Grazie mille per l’attenzione!
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 11 ottobre 2012 alle 06:48 scrive:
Ok per l’emissione di una nota di debito, che va assoggettata ad IVA se non ricorrono eccezioni per l’esenzione. La fattura originaria invece va chiusa con Nota di Credito in quanto la richiesta, già soddisfatta da altro soggetto, non è più legittima.
Rispondi ↓	Paola il 11 ottobre 2012 alle 13:17 scrive:
Mi servirebbe un consiglio. Un nostro fornitore ha emesso una fatura nel 2010 e una nel 2011 per servizi. Ora devono emettere una nota di accredito con F.C. IVA ART. 26. Devono emettere la nota di accredito per l’importo totale delle fatture (IVA compresa) o soltanto per l’imponibile delle due fatture?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 11 ottobre 2012 alle 23:04 scrive:
Se le fatture hanno più di un anno di vita devono emettere NC FC IVA per il solo imponibile.
Rispondi ↓	vanni il 12 ottobre 2012 alle 17:06 scrive:
salve, sto costruendo casa e sara’ la mia prima casa quando finita ma al momento la casa dove abito e’ ancora intestata a me, ho gia stipulatp un preliminare di vendita. posso pagare gli acconti dell’impresa iva al 4% anche se non possido ancora i requisiti x usufruire iva agevolata? grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 13 ottobre 2012 alle 08:08 scrive:
Purtroppo no. La legge specifica chiaramente per i contratti d’appalto: per l’applicazione dell’aliquota IVA del 4% è necessario il possesso dei requisiti prima casa (voce 39 tabella A, parte II allegata al D.P.R. n. 633/1972); pertanto, è necessario che le fatture siano emesse successivamente alla vendita della prima abitazione.
Rispondi ↓	Aurelia il 17 ottobre 2012 alle 22:33 scrive:
Nel giugno 2012 ho emesso un fattura art.7 ter a un cliente polacco per prestazione di servizi, regolarmente segnalata in Intrastat presentato entro il 25 luglio successivo. In data 10.10 mi è arrivata comunicazione del cliente che l’intestazione (partita iva compresa) è errata. Avendo 2 registri IVA vendite (uno per le fatture immediate e uno per le fatture differite), devo registrare la nota di credito e fattura corretta nello stesso registro usato per la fattura errata o è indifferente? Naturalmente ad ottobre rettificherò Intrastat per nota di credito.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 18 ottobre 2012 alle 11:48 scrive:
E’ opportuno usare lo stesso registro al fine di una più facile riconducibilità dell’operazione e di correttezza formale del registro.
Rispondi ↓	C. il 23 ottobre 2012 alle 18:01 scrive:
A distanza di molto tempo ci si accorge di una fattura con iva errata. Eventuali rivalese ricadrebbero su chi l’ha emessa o su chi l’ha pagata?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 23 ottobre 2012 alle 21:04 scrive:
Per l’IVA errata non ci sono ‘rivalse’ in sede civile. In caso di controllo della GdF o Agenzia Entrate ci sarebbe la sanzione relativa.
Rispondi ↓	Vincenzo il 31 ottobre 2012 alle 10:58 scrive:
Grazie mille, Vincenzo
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 31 ottobre 2012 alle 11:22 scrive:
Non conviene, in questo caso basta una lettera commerciale al cliente in cui gli si comunica che i termini di pagamento sono i nuovi.
Rispondi ↓	Vincenzo il 31 ottobre 2012 alle 11:35 scrive:
Grazie mille. La questione è che a sistema (SAP) la fattura risulta scaduta ed esigibile. La lettera sistema esternamente la problematica ma internamente induce a metriche erronee, il cliente appare come “cattivo pagatore”. Mi chiedevo se, sebbene non conveniente, è ammessa questa correzione, questo storno/riemissione.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 1 novembre 2012 alle 06:52 scrive:
In linea di principio è possibile.
Rispondi ↓	lucio il 12 novembre 2012 alle 22:31 scrive:
salve, devo riconoscere uno sconto fine anno ai clienti, come mi regolo facendo le note ? l’iva dei miei prodotti che gli ho venduto è del 10 % l’iva delle n.c. resta sempre al 10 % ? grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 13 novembre 2012 alle 12:05 scrive:
Sì l’IVA segue il prodotto quindi se hai fatturato tutto al 10% anche la nota di credito per sconto di fine anno sarà al 10%.
Rispondi ↓	Valeria il 13 novembre 2012 alle 18:45 scrive:
Salve, ho emesso fatture ad un cliente con iva al 10% per l’anno 2010/2011/2012, ora mi dice che l’iva da applicare è quella ordinaria (quindi al 20% e al 21%) e mi chiede note di variazione per tutte le fatture.
Posso emettere NC per la sola iva inserendo l’importo senza imponibile?
Devo emettere NC distinte per ogni fattura da variare?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 13 novembre 2012 alle 21:36 scrive:
Il problema è abbastanza complesso e le consiglio di consultare il suo commercialista in quanto per le fatture 2010 e 2011 la dichiarazione IVA è già stata fatta e ci possono essere anche implicazioni importanti di carattere penale oltre che tributario.
Rispondi ↓	Mario il 27 novembre 2012 alle 18:35 scrive:
Salve, ho emesso una fattura a gennaio 2011. Ora devo emettere una nota credito novembre 2012. Posso recuperare l’IVA o va emessa con art. 26
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 29 novembre 2012 alle 08:54 scrive:
No niente recupero dell’IVA sulla NC dopo 12 mesi dall’emissione della fattura.
Rispondi ↓	Salvatore il 8 dicembre 2012 alle 18:56 scrive:
Qualche giorno fa, un vecchio cliente mi ha contattato per chiedermi di fargli un nota di credito per una fattura datata 19 dicembre 2011 che io gli avevo chiesto di rimpiazzare con una altra per le stesse prestazioni (ero al tempo un architetto autonomo) con la data del 1 gennaio 2012 e con lo stesso totale. Avevo pensato di dichiarare quest’ultima per il 2012. Lui mi aveva dato il suo accordo. Adesso mi fa sapere che lui per errore ha dichiarato per il 2011 la fattura da rimpiazzare anche se non me l’aveva mai pagata. Lui mi ha pagato, tramite versamento bancario, quella del 1 gennaio 2012 come d’accordo. Le mie domande sono le seguenti:
1. Posso io fare adesso a suo favore una nota di credito per una fattura, quella di dicembre 201, che io non ho mai dichiarato perché credevo rimpiazzata e che lui non mi ha mai pagato?
2. Devo preoccuparmi per il fisco per questo suo errore?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 10 dicembre 2012 alle 13:46 scrive:
Ovviamente nessuna NC per una fattura mai registrata. Se invece, come capisco, il tuo cliente ha registrato la fattura, ovviamente dal punto di vista fiscale i problemi ci sono. In pratica le dichiarazioni IVA e UNICO (redditi) relative all’anno 2011 sono ‘infedeli’ alla situazione reale. Ti consiglio di rivolgerti ad un buon consulente fiscale (commercialista) al fine di valutare pro e contro di un ravvedimento sia dichiarativo sia dal punto di vista dei pagamenti. Ci sono i tempi per poterlo fare a costi modesti e senza implicazioni di carattere giudiziario.
Rispondi ↓	denise il 13 dicembre 2012 alle 10:26 scrive:
Buongiorno, ho ricevuto il 13.01.2012 e registrate note di credito da un gestore di energia elettrica con l’iva al 20% per il recupero di servizi erroneamente addebitati prima dell’entrata in vigore della nuova aliquota al 21% , la dichiarazione Iva 2013 però, nel VF non prevede la gestione dell’aliquota al 20%, come mi devo comportare ?Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 13 dicembre 2012 alle 13:22 scrive:
Non mi occupo dei modelli dichiarativi per cui ti invito a rivolgerti al tuo commercialista o associazione.
Rispondi ↓	SILVANA il 13 dicembre 2012 alle 11:34 scrive:
il mese scorso “Novembre 2012″ ho emesso ad un cliente una fattura per x , accortami di non aver inserito una voce ho corretto la fattura con il nuovo importo, ma aimè, al cliente è finita la copia con l’importo della prima fattura.Per spiegarmi meglio il cliente si trova ad aver registrato la fattura di 500,00 euro ed io di 550,00. Ambedue l’abbiamo registrata e abbiamo pagato/compensato l’Iva, come posso fare per sistemare la cosa. Mi stò sbacillando senza trovare una soluzione, conto tanto su un vostro aiuto. Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 dicembre 2012 alle 11:32 scrive:
Purtroppo una soluzione ‘pulita’ non c’è, o meglio, una soluzione lato vostro non c’è. La cosa da fare è che sia il vostro cliente a fare una registrazione di rettifica (come se avesse ‘sbagliato’ a registrare la fattura). Dal suo lato non ci sarebbero sanzioni perchè ha solo differito la messa a costo di una parte dell’imponibile e differito la messa a credito dell’IVA. L’Erario di solito non hai mai nulla da dire se si richiedono i propri crediti in ritardo. Questa è, a mio avviso, l’unica soluzione sensata e indolore per tutti.
Rispondi ↓	SILVANA il 16 dicembre 2012 alle 23:44 scrive:
Buonasera Sig Gardini, e grazie per la risposta, che mi ha tolto un grosso pensiero in merito al quesito del 13 dicembre 2012 11:34 .Nel frattempo mi è venuta un’altra idea e vorrei il suo giudizio se può essere corretta o no . Non volendo disturbare il cliente che già si è visto recapitare una fattura errata, se io facessi una nota di credito al cliente per l’importo della fattura in suo possesso e un’auto-nota di credito per la parte accedente, annotando sulle copie di mia competenza la motivazione e riemettessi la fattura così come sarebbe dovuta essere? Il differimento di un mese di 10,5 euro da versare (qualora emerga) non penso comporti una grave sanzione, cosa ne pensa?
Ringraziandola sentitamente, porgo cordiali saluti.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 18 dicembre 2012 alle 11:11 scrive:
Non funziona, non puoi fare una NC di una fattura che nella tua contabilità non esiste… Rimane inoltre il problema che il cliente ha registrato una fattura che tu non hai ed in caso di controllo incrociato…
Rispondi ↓	galatone il 28 dicembre 2012 alle 10:03 scrive:
Gentilissimo dottor Gardini, ho letto con attenzione tutte le domande e le risposte che gentilmente avete dato. Il mio quesito è questo. Io sono il presidente di una ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) in regime agevolato leggi 398/91, 133/99 e 342/2000. Il punto: nella stagione passata 2011/2012 abbiamo emesso fatture per pubblicità ad una ditta che voleva pubblicizzare il suo marchio con regolare contratto stipulato per l’intero importo da fatturare con emissione di fatture mensili da settembre a dicembre 2011. Di queste fatture la metà sono state regolarmente pagate perchè le cose andavano bene, l’altra metà delle fatture non possono essere più onorate nonostante il servizio sia stato regolarmente prestato da parte della nostra ASD. Ieri in un incontro con gli amministratori mi hanno detto che non potendo onorare gli impegni vorrebbero una nota di credito per le fatture non pagate. La domanda: la nota di credito si può fare? L’ultima fattura risale al 27/12/2011. L’iva deve essere indicata FC ai sensi dell’art. 26 dpr 633? La nota di credito deve essere fatta per le fatture non pagate cumulando l’intera somma ed indicando date e n.ro fatture o singolarmente fattura per fattura? La nota di credito o le note di credito le posso emettere tutte oggi? Scusatemi per le troppe domande ma non ho mai avuto una situazione analoga.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 gennaio 2013 alle 17:54 scrive:
Le NC con IVA possono essere emesse entro 12 mesi dalla fattura a cui fanno riferimento. Diversamente vanno emesse senza il recupero dell’IVA come indica lei. Può fare una sola NC. Rimane il dubbio ‘legale’ di fare NC per un importo non pagato per cause diverse da contestazioni errori ecc… Io farei una lettera tra le parti per giustificare la rescissione del contratto e rendere più regolare la NC.
Rispondi ↓	aurore il 3 gennaio 2013 alle 20:25 scrive:
Sono una terapista della riabilitazione che per tutto l’anno 2012 ha effettuato prestazioni regolari presso un paziente emettendo fatture mensili di circa 300 euro pagate con bonifico bancario da parte della famiglia.
Per questioni legate a fondo per invalidità e grane che la asl sta dando alla famiglia, mi è stato chiesto di fare una nota di credito sull’intero ammontare delle fatture del 2012. Il mio dubbio è questo: non tanto che la famiglia poi non mi ridà i soldi che io dovrei “restituire” ma la giustificazione fiscale. Non si tratta di un reso di invenduti né di fatture non pagate né di un errore (sarebbe assurdo averlo ripetuto per 12 fatture), vorrei aiutare la famiglia ma non vorrei incorrere in guai fiscali.
Per fare una NC ci suole una motivazione ‘contrattuale’ altrimenti può essere vista come un tentativo di far diventare ‘nero’ una prestazione, soprattutto quando è integrale e senza validi motivi. Io in questa situazione non ci vedo motivi contrattuali validi per cui mi lascia molto perplesso l’idea della NC. E’ solo un’opinione, la valuti magari con un commercialista.
Rispondi ↓	ANDREA il 4 gennaio 2013 alle 10:02 scrive:
Buongiorno Signor Gardini,
ho bisogno di un consiglio su come operare al meglio.
In data 31/12/2011 ho registrato fattura acquisto con aliquota 10% sbagliando, causa inversione cifre, imponibile. Mi sono accorto solo ora dell’errore, come posso risolvere problema? Sono ancora in tempo per emettere nota accredito interna con IVA a storno e registrare poi correttamente la fattura, è la procedura CORRETTA?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 gennaio 2013 alle 18:24 scrive:
Sì la procedura è corretta ma deve essere fatta entro il 31/12/2012.
Rispondi ↓	ISVECO SRL il 18 gennaio 2013 alle 12:37 scrive:
HO EMESSO FATTURE PER ACCONTI INCASSATI DA ALCUNI CLIENTI CHE AVEVANO SOTTOSCRITTO UNA PROMESSA DI VENDITA IMPUTANDO IL CONTO A CLIENTI CONTO ANTICIPI PER LA COSTRUZIONE DI……..
AL MOMENTO DEL ROGITO PER ALCUNI CLIENTI HO RIFATTURATO L IMPORTO INTERO MANDANDO A RICAVI E NON STORNANDO LE FATTURE DI ACCONTO.
TRATTANDOSI DI UN OPERAZIONE DI ESERCIZI PRECEDENTI COME ELIMINO QUESTO CONTO DALLE PASSIVITA?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 19 gennaio 2013 alle 10:18 scrive:
Quindi se capisco bene, poichè dubito che i clienti le abbiano pagato l’intero importo della fattura oltre l’acconto, lei si trova con il cliente che rimane un debito nei suoi confronti per l’importo dell’acconto e nel conto Clienti conto anticipi si trova i medesimi importi aperti. Inoltre si trova ad aver fatturato al cliente un importo maggiore di quello dovuto poichè l’acconto è stato fatturato due volte. Se ho riassunto correttamente la situazione, io farei in questo modo: emetterei NC (se passato un anno senza recupero dell’IVA) per l’acconto pagato, girerei il denaro incassato dal conto Clienti Conto Anticipi ai conti dei clienti. In questo modo tutto rientra nella norma. Ovviamente le operazioni andavano fatte correttamente da subito ma visto come è andata questo mi sembra il modo migliore di mettere una pezza alla situazione di bilancio. E’ una pezza ovviamente.
Rispondi ↓	caterina il 31 gennaio 2013 alle 11:55 scrive:
nel 2011 ho emesso due fatture a un cliente con iva errata al 20 anzichè 21%.
Il cliente mi chiede oggi (gennaio 2013) nota di credito (o altro) per poterle registrare. lui non le ha mai registrate. io si. Le fatture non sono state mai pagate.
C’è possibilità di emettere nota di credito?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 31 gennaio 2013 alle 17:16 scrive:
Sì, si può fare purchè non sia passato un anno dall’emissione.
Rispondi ↓	caterina il 31 gennaio 2013 alle 17:39 scrive:
abbia pazienza: e se è passato più di un anno?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 1 febbraio 2013 alle 20:02 scrive:
Rimane l’anomalia IVA ma dovendo emettere in questo caso NC senza iva il beneficio si perde. Meglio fare una nota di debito di sola IVA, pur rimanendo in ritardo sana parzialmente la situazione.
Rispondi ↓	Yuri il 31 gennaio 2013 alle 20:52 scrive:
ho emesso fatture a dei clienti privati nel 2012 (con esenzione art.10) che ancora non mi sono state parzialmente o totalmente pagate. Non sapendo se riuscirò a recuperare i crediti, come mi conviene comportarmi per l’emissione delle Note di Credito?
1. emetterle nel 2012 (per ridurre il fatturato) riemettendo fatture nel 2013 per le quote rimanenti; 2.Emettere le NC solo ad avvenuta certezza dell’inesigibilità del credito.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 1 febbraio 2013 alle 20:00 scrive:
La pratica di emettere NC per i crediti inesigibili non mi convince e di solito viene pesantemente sanzionata in caso di controllo, di fatto è una pratica elusiva e quindi non mi sento di appoggiarla. La NC deve avere una motivazione che non può essere l’impossibilità di incassare il credito.
Rispondi ↓	Emanuela il 4 febbraio 2013 alle 12:08 scrive:
ho un quesito. Ho contrattato con un fornitore una risoluzione anticipata di un contratto. A fronte di tale risoluzione, il fornitore ha emesso delle note credito a storni di canoni. Nella dicitura del documento trovo scritto “fattura”, nella descrizione trovo scritto N.C. e numero del contratto. Mi chiedo: è corretto considerarla n.c.? O il fornitore ha sbagliato ad emettere il documento? Se la considerassi N.C. (considerando che conosco la natura) potrei avere problemi in caso di controllo?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 febbraio 2013 alle 15:27 scrive:
In linea di massima non credo, la sostanzialità è corretta. Al massimo se vogliono essere ‘fiscali’ un errore formale, nulla di grave, la sostanza è rispettata. Certo se il documento avesse la dicitura corretta sarebbe l’ideale.
Rispondi ↓	emil timis il 5 febbraio 2013 alle 19:34 scrive:
se una ditta individuale non viene pagata per il lavoro svolto po emetere nota cerdito , a preso solo il acconto come da contrato. Le cambiali e gli assegni sono tornate tute impagate.Non avevamo fatto il decreto inguntivo al giudice di pace.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 febbraio 2013 alle 22:01 scrive:
Si può fare tecnicamente ma è una procedura che in caso di controllo viene spesso sanzionata come elusiva. Il consiglio è quello di fare le procedure legali e poi, se vanno a vuoto, detrarre gli importi non incassati come previsto dalla legge. Questa è la strada corretta messa a disposizione dal legislatore.
Rispondi ↓	Andrea il 6 febbraio 2013 alle 18:50 scrive:
Gent.mo Sig Gardini le sarei grato se mi chiarisse una cosa e cioè: ho ricevuto una nota di credito di 45€ della Vodafone per una fattura da me non pagata perchè avevo receduto da un’adesione precedente (ma da me ricevuta); io cosa devo fare?
a)Niente (e mandare al diavolo la Vodafone…)
b)Sono obbligato a pagare la fattura e poi riscuotere la nota di credito?
nel caso b) cosa devo fare per riscuoterla visto che su tale nota non c’è scritto niente….
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 febbraio 2013 alle 16:27 scrive:
La fattura ha lo stesso importo della NC? In questo caso non deve fare nulla. Se la fattura è di importo maggiore deve pagare la differenza, se invece la fattura è di importo minore deve contattare Vodafone per accordarsi sul rimborso in denaro.
Rispondi ↓	lara il 7 febbraio 2013 alle 20:10 scrive:
Buonasera Sig. Gardini.
1- la mia contabile mi ha riferito che devo esentare la nota di credito da Iva se è passato più di un anno tra la data del ddt di reso del cliente e la data di fattura al quale si riferisce….è vero?
2-ho emesso qualche nota di credito senza applicare lo sconto del 3 o del 5%su articoli fatturati con tali sconti. E’ grave?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 7 febbraio 2013 alle 21:51 scrive:
1) confermo
2) non è grave, solo che è a suo danno, ha accreditato al cliente più di quanto pagato
Rispondi ↓	Alberto il 8 febbraio 2013 alle 21:31 scrive:
Ho superato per errore il tetto dei 30.000euro. Ho sforato di 1300 euro. Posso emettere nota di credito o annullare una fattura di 1500 euro? Pagherei con assegno indicando una data poco dopo la fattura emessa. È possibile sanare la cosa cosí? Altrimenti come posso sanare la situazione?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 13 febbraio 2013 alle 10:51 scrive:
Si può fare ma in caso un controllo devi avere una validissima motivazione per l’emissione della NC, altrimenti viene considerata una pratica ‘elusiva’. Nel caso è particolarmente delicata.
Rispondi ↓	Francesco il 21 febbraio 2013 alle 17:28 scrive:
ho emesso fattura nel 2011 in regime dei minimi come professionista, mi è stata pagata subito solo una parte. Dal gennaio 2012 sono fuoriuscito dai minimi e passato al regime ordinario.
Nel richiedere, ad oggi nel 2013, il sollecito di pagamento mi è sorto il dubbio di dover richiedere anche l’aggiunta di IVA al 21%. cosa devo fare?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 22 febbraio 2013 alle 08:07 scrive:
No, la fattura era fatta dentro al regime dei minimi per cui niente iva, fa fede il regime originario di emissione. L’incasso è altra cosa.
Rispondi ↓	Umberto il 7 marzo 2013 alle 12:05 scrive:
Una impresa di costruzione, dopo aver costruito un immobile, vende un appartamento ad un cliente fatturando regolarmente con IVA ed incassando tutte le somme.
Dopo 3 anni, il cliente non vuole più l’appartamento, e l’impresa restituisce 20.000 tramite assegni bancari, ma senza alcuna documentazione contabile.
L’impresa dovrà emettere nota credito con Iva? la diminuzione del ricavo sarà deducibile?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 marzo 2013 alle 08:34 scrive:
Dopo 3 anni la NC non può avere l’iva. Può essere emessa senza iva e l’importo dedotto dai ricavi.
Rispondi ↓	gerardo il 12 marzo 2013 alle 02:45 scrive:
Sono state emesse alcune fatture da un corsoz.io ai consorziati con iva a fine 2012 su quote associative.Oggi scopriamo che la circolare Agenzia entrate n. 5e del 2011 prevede la esenzione dell’iva ai sensi del 2 co art 10 iva. quale nota di rettifica bisogna fare?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 marzo 2013 alle 08:40 scrive:
L’ideale è fare una rettifica completa della vecchia fattura con NC ed emissione di nuova fattura corretta.
Rispondi ↓	Angelo il 14 marzo 2013 alle 16:21 scrive:
ho un problema con una cliente che ci ha pagato un bene con carta di credito personale nel mese di febbraio. Abbiamo emesso regolare fattura con IVA. Ora la cliente mi chiede se posso annullare quella fattura e emetterne un’altra intestandola ad una società.
E’ possibile emettere nota credito con dicitura: “per errata intestazione”? E quindi riemettere la fattura ma con data diversa ovviamente.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 15 marzo 2013 alle 17:58 scrive:
Nel caso farei una NC di reso del cliente ‘errato’ e poi la fattura al cliente corretto. Resta per voi il problema del ritardo nell’emissione della fattura rispetto all’incasso. Di solito viene più facile ‘sostituire’ la fattura semplicemente stracciando quella errata (tecnicamente non è corretto ma non se ne accorge nessuno e tutto fila perfettamente se non ci sono altre copie in giro (corriere ecc…).
Rispondi ↓	Giorgia il 21 marzo 2013 alle 17:08 scrive:
Buonasera, nel 2012 ho erroneamente registrato una fattura che in realtà era una nota di credito. Essendo già chiusa la dichiarazione IVA come procedere con la corretta registrazione? Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 27 marzo 2013 alle 16:43 scrive:
Bisogna fare la rettifica e presentare una dichiarazione iva integrativa a correzione dell’errore.
Rispondi ↓	paolo il 25 marzo 2013 alle 15:42 scrive:
salve.ho acquistato un lotto di terreno edificabile da un amico inprenditore (ditta)questi a fatto delle fatture di acconto al 20 % anno 2003/2004/2006 incassando euro 60.000 + iva.
ora al momento del rogito mi accorgo di essere in possesso di requisiti per iva al 4% (pertinenza prima casa.
il quesito :è possibile fare note di accredito fatture 20% e rifarle al 4% la ringrazio anticipatamente.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 2 aprile 2013 alle 17:33 scrive:
No dopo un anno le NC dovrebbero essere fatte in esenzione IVA (nessun recupero IVA) per cui l’operazione non è fattibile.
Rispondi ↓	DANY il 25 marzo 2013 alle 17:54 scrive:
buonasera avrei bisogno di un consiglio; io dovrei emettere una nota credito a storno di una fattura anno 2008; tenendo conto che siamo fuori campo iva; che registrazione mi consigliereste???
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 27 marzo 2013 alle 16:39 scrive:
Beh direi una normale registrazione di una NC con solo le due righe relative ai ricavi in dare (in diminuzione) ed al cliente in avere dell’importo della NC.
Rispondi ↓	DOLLY il 3 aprile 2013 alle 12:11 scrive:
dovrei emettere una nota credito per una fattura relativa all’installzione di 4 pneumatici, la data di emissione della fattura è il 15/05/2008. come procederesti all’emissione di questa nota credito.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 3 aprile 2013 alle 15:21 scrive:
Va fatta senza iva, esente Art 26.
Rispondi ↓	dolly il 3 aprile 2013 alle 16:53 scrive:
Va fatta senza iva, esente Art 26.. si ok a questo era arrivata quindi dovrei fare Notacredito solo dell’imponibile ????? mi potresti aiutare meglio con i conti……
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 4 aprile 2013 alle 17:25 scrive:
Se la fattura era di 1000 euro + iva adesso la ns va fatta di soli 1000 eur con la causale di esenzione art 26. Il totale sarà di Eur 1000
Rispondi ↓	ANTONIO il 22 aprile 2013 alle 18:16 scrive:
Salve, ho un problemino da risalvere, nell’anno 2009 erroneamente abbiamo emesso due fatture a carico dello stesso cliente per la stessa merce, erroneamente ovviamente, addesso che siamo nel 2013 devo emettere nota credito a storno totale della fattura, per cui Vi chiedo se la devo fare senza iva o con iva? grazie anticipate
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 24 aprile 2013 alle 09:42 scrive:
Senza IVA, quella purtroppo è ‘persa’.
Rispondi ↓	matteo il 15 maggio 2013 alle 18:04 scrive:
sono titolare di una p.iva ordinaria in contabilità semplificata aperta pochi mesi fa che ho usato per emettere una fattura ad un’azienda che non mi paga e non mi pagherà mai. Non ho perciò intenzione di registrare la fattura per non pagare l’iva con l’F24, devo però emettere una nota di credito a storno totale? Se si le cifre sono le stesse della fattura ma con il segno meno? Come mi comporto con rivalsa inps(diventa -4%?) e ritenuta d’acconto(+20%?) e iva(-21%?)?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 maggio 2013 alle 13:29 scrive:
Se la fattura è stata inviata al cliente non puoi non registrarla, ma la devi assolutamente registrare in quanto in caso di controllo incrociato l’anomalia viene scoperta. Quanto all’emissione di una NC, non può essere emessa per il solo mancato pagamento (in questo caso si configura una elusione fiscale), ma devi avere un ‘valido’ motivo per emettere NC (e non può essere il NON MI PAGANO).
Rispondi ↓	matteo il 16 maggio 2013 alle 20:38 scrive:
Il fatto è che mi hanno scritto che la rifiutano con la motivazione che il contratto non è mai stato perfezionato
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 17 maggio 2013 alle 07:40 scrive:
Allora se tu accetti la motivazione la NC può essere fatta senza problemi.
Rispondi ↓	Fabrizio il 16 maggio 2013 alle 11:51 scrive:
lavoro per una società che ha emesso fatture ad una controparte errata. A distanza di 2 anni devo emettere nota di credito e nuova fattura ad altra società. Sono costretto ad emettere nota di credito art. 26 e nuova fattura IVA 20% oppure in caso di errata intestazione sua la nota di credito che la fattura possono essere emesse con IVA 20%?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 maggio 2013 alle 17:39 scrive:
Le NC vanno fatte senza IVA art 26 e le nuove fatture con IVA. Purtroppo in questo caso non è possibile il recupero dell’iva sulla NC. Ci sono pochi e limitati casi in cui ciò è possibile e questo non ricade negli stessi.
Rispondi ↓	Fabrizio il 17 maggio 2013 alle 14:58 scrive:
Buongiorno. Innanzitutto grazie per la celere risposta. Vorrei approfondire: se emetto nc senza IVA il cliente a cui ho emesso la prima fattura errata si troverà comunque un debito nei mie confronto per la parte IVA che quindi mi dovrà essere saldata. E’ corretto? Grazie e buona giornata
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 17 maggio 2013 alle 16:23 scrive:
Sì anche perchè lui l’IVA l’ha detratta quindi se non la pagasse ne avrebbe un vantaggio improprio.
Rispondi ↓	Massimo il 17 maggio 2013 alle 22:12 scrive:
Sono un agente di commercio e nel 2012 ho dovuto restituire alla ditta mandante parte di un premio fatturato nel 2010. Ho emesso nota credito
Senza IVA. Posso registrare questa nota credito tra le fatture acquisti e dedurrà dai ricavi.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 20 maggio 2013 alle 10:22 scrive:
Rispondi ↓	Serena il 5 giugno 2013 alle 18:47 scrive:
Buonasera, ho emesso una fattura d’acconto il 27/5 ad una ditta che i primi di giugno, mi ha chiesto di fatturargli il saldo del lavoro in anticipo, anzichè solo l’acconto. Posso fare una nota di credito per errata fatturazione e rifare una nuova fattura totale?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 6 giugno 2013 alle 07:17 scrive:
Perchè la NC? Basta far la fattura di saldo col richiamo dell’acconto. Fosse anche alla stessa data non comporta alcun problema.
Rispondi ↓	Fancesca il 6 giugno 2013 alle 09:09 scrive:
Buongiorno, in data 2013 ho ricevuto da un fornitore una nota di accredito per storno totale di una fattura del 2012 che ci aveva emesso in esenzione IVA per lettera d’intento, scrivendo i riiferimenti della lettera che gli abbiamo inviato nel 2012 mentre nel 2013 non gliela abbiamo inviata.
E’ corretta che la nota di accredito sia in esenzione IVA e riporti i riferimenti della lettera d’intento del 2012?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 6 giugno 2013 alle 10:25 scrive:
E’ corretto, la NC segue sempre (salvo alcuni casi speciali) l’applicazione dell’iva della fattura oggetto del contratto.
Rispondi ↓	Daniela il 11 giugno 2013 alle 15:07 scrive:
Nel 2010 ho emesso una fattura in esenzione IVA ai sensi dell’Art.8 bis 2° comma DPR 633/72 con dichiarazione d’intento.
Ora, nel 2013, mi è stata pagata la fattura all’80% per una riduzione concordata.
Devo emettere Nota di Credito, ma per ciò che riguarda l’IVA, cosa devo indicare?
Devo riportare l’esenzione originaria con il numero della dichiarazione d’intento dell’epoca?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 11 giugno 2013 alle 19:57 scrive:
Sì perchè la NC segue la fattura per cui viene emessa ed il suo regime IVA.
Rispondi ↓	Daniela il 12 giugno 2013 alle 15:43 scrive:
Grazie per la risposta, però non mi è chiaro se la dichiarazione d’intento che devo indicare è quella del 2010 (data della fattura) e quella del 2013 (data della nota di credito)
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 giugno 2013 alle 16:50 scrive:
Basta il riferimento alla fattura originale (RIf Fatt N…. del….) e magari una seconda riga con i dati della dichiarazione di intento della fattura originale.
Rispondi ↓	Luigi il 11 giugno 2013 alle 18:56 scrive:
sono libero professionista a dicembre 2011 ho emesso una fattura con IVA in quanto soggetto a regime del 10% (c.d. forfettino). La fattura in questione mi è stata pagata a Gennaio 2012. Nel 2012 ho emesso fatture senza IVA in quanto avevo aderito al regime dei minimi 5%. La certificazione di fine anno rilasciata dalla società presso cui lavoro riporta, tra i compensi 2012, anche la fattura pagata con IVA. Dovendo adesso presentare dichiarazione dei redditi (e mantenere il regime del 5%) come posso risolvere la situazione? La ringrazio in anticipo
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 giugno 2013 alle 16:52 scrive:
Anche se il dichiarativo (UNICO) non è mia materia specifica, direi che l’incasso della vecchia fattura (essendo solo un incasso) va riportato come tale senza coinvolgere il regime iva di allora. Incassa un imponibile e quello fa reddito.
Rispondi ↓	Gianluca il 28 giugno 2013 alle 16:14 scrive:
Buongiorno, una società ha emesso fattura di vendita nel 2010 per un lavoro. Questa fattura è stata pagata in parte e per il residuo, dopo svariati tentavi andati a vuoto, si è deciso di effettuare una transazione per incassare almeno il 30% del residuo (la società debitrice sta per chiuder bottega…). In tal caso la società creditrice deve emette nota credito? L’IVA è persa?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 3 luglio 2013 alle 08:41 scrive:
L’IVA è persa. Non andrebbe emessa nota credito (non ne ricorrono i presupposti) ma semplicemente portati in detrazione come mancato incasso la quota della fattura non incassata producendo adeguata documentazione (accordo stragiudiziale e altro eventualmente).
Rispondi ↓	andrea il 7 luglio 2013 alle 10:53 scrive:
nel 2013 credendo di essere ancora nel vecchio regime dei minimi (terminato nel dicembre 1012) ho emesso una fattura con R.di A. senza iva, attualmente sono in contabilità semplificata e chiedo come posso recuoerare l’iva non riscossa? grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 9 luglio 2013 alle 13:20 scrive:
Facendo una nota di debito di sola iva al tuo cliente, indicando gli estremi della fattura errata.
Rispondi ↓	Ferrara Giovanni il 9 luglio 2013 alle 18:06 scrive:
Salve ho emesso una fattura con importo sbagliato
,poi l’ho rifatta giusta ma il cliente aveva gia pagato l’importo sbagliato come devo fare la nota di credito?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 9 luglio 2013 alle 20:22 scrive:
Può fare una normalissima NC con causale “Errata fatturazione” riportante i riferimenti della fattura errata e l’importo di differenza da accreditare.
Rispondi ↓	VAIN LJUBOV - BAR TABACCHI il 13 luglio 2013 alle 11:00 scrive:
Buongiorno . Desidererei avere un’informazione !
Può una società produzione prodotti alimentari arrogarsi il diritto di pretendere il 25% di una somma di € 400 con la causale : apertura dossier recupero ?.
E’ quello che sta accadendo ! Posso rifiutarmi ? Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 luglio 2013 alle 06:33 scrive:
Problema più legale che fiscale, ma direi che 100 eur possono essere chiesti come rimborso spese. La legge prevede che si possa chiedere il debito, gli interessi e le spese sostenute per il recupero.
Rispondi ↓	antonella cecere il 25 luglio 2013 alle 12:42 scrive:
buongiorno, la mia società ha registrato una fattura nel dicembre 2011 che il fornitore ha ,invece, annullato. Vorrei sapere come comportarmi essendo stato presentato il bilancio per il 2011 e le dichiarazioni fiscali. Il fonitore non può emettere nc essendo la fattura annullata
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 25 luglio 2013 alle 16:06 scrive:
E’ una bel problema e non ci sono soluzioni. Una strada da perseguire potrebbe essere quella di farsi fare dal fornitore una dichiarazione dell’annullamento e relative motivazioni. A quel punto si registra una soppravvenienza passiva nel 2012.
Rispondi ↓	antonella cecere il 25 luglio 2013 alle 16:36 scrive:
avevo pensato di annullare la fattura come se ci fosse una nota di credito, in modo da scontare anche l’iva indebitamente riportata
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 4 settembre 2013 alle 16:59 scrive:
Può fare una registrazione di rilevazione di una scrittura errata. Il problema che resta è che per il 2011 lei ha detratto IVA e imponibile dal reddito impropriamente.
Rispondi ↓	Giovanni il 6 agosto 2013 alle 23:01 scrive:
nel 2012 ho effettuato interventi di risparmio energetico su un mio immobile e quindi ho fatto la pratica per avere le detrazioni (allora) del 55%.
Purtroppo ho eseguito i pagamenti tramite bonifico, come richiesto dalla normativa, ma sbagliando le causali.
La soluzione, che mi ha suggerito la stessa Agenzia delle Entrate, consiste nell’accordarsi con le varie ditte destinatarie dei bonifici per farsi restituire le somme versate e ripetere i bonifici con la causale corretta.
Potrei procedere invitando ciascuna ditta ad emettere la relativa nota di credito e poi farmi restituire le somme ?
Visto che è passato quasi un anno, in questo modo non c’è rischio che la ditta ci rimetta l’iva da me versata e che dalla ditta sarà già stata liquidata allo Stato ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 settembre 2013 alle 09:35 scrive:
Niente note di credito, solo un giro di denaro. Te lo restituiscono, poi tu fai i bonifici corretti. Se ti fidi delle ditte, e lo concordi, puoi anche fare prima i bonifici (per superare il problema della diffidenza/rischio insolvenza).
Rispondi ↓	Giovanni il 10 settembre 2013 alle 10:09 scrive:
Sì ok questo potrei farlo.
Ma, scusami, non mi è chiara la questione dell’IVA.
Esempio: alla ditta X ho versato 1200€ (1000+200 di IVA).
La ditta X ha ormai già liquidato allo Stato i 200€ di IVA.
Quindi, se mi restituisce 1200 e io vado subito a bonificargli nuovamente 1200 su cui emetterà nuova fattura e pagherà l’IVA, la ditta X non verrà comunque a perdere 200€ ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 10 settembre 2013 alle 17:10 scrive:
No appunto. Niente NC in modo da evitare il sovraccarico di IVA come indicavo nella risposta. Se vengono emesse le NC si ‘perde’ un giro di IVA. La soluzione ideale per Agenzia Entrate.
Rispondi ↓	Giovanni il 12 settembre 2013 alle 11:46 scrive:
Ma relativamente al nuovo bonifico, la ditta non è tenuta a “giustificarlo” con una nuova fattura ?
Stefano Gardini il 13 settembre 2013 alle 06:23 scrive:
No, assolutamente. Il bonifico è a saldo della ‘vecchia’ fattura che dopo la restituzione del denaro sarebbe contabilmente ‘scoperta’.
Giovanni il 13 settembre 2013 alle 11:18 scrive:
OK mi stai risolvendo tutti i numerosissimi dubbi. Ti chiedo ancora un chiarimento, se vuoi puoi rispondermi anche privatamente.
La restituzione del denaro da parte della ditta deve allora avvenire in maniera “tracciabile”, per esempio via bonifico. Altrimenti come si giustificherebbe formalmente il nuovo bonifico ?
Stefano Gardini il 14 settembre 2013 alle 14:07 scrive:
Esatto proprio così.Deve essere via Bonifico o anche assegno circolare intestato non trasferibile.
mario il 8 agosto 2013 alle 12:27 scrive:
secondo il mio modesto parere questo servizio è ottimo avanti così, queste sono iniziative da incentivare.
Rispondi ↓	squatti il 13 agosto 2013 alle 09:55 scrive:
Lavoro in una agenzia di viaggi e quindi contabilmente operiamo in regime speciale art.74ter. Abbiamo emesso alcune fatture per viaggi di settembre già saldati a luglio, ma a seguito di alcune modifiche nelle tratte e nei servizi abbiamo la necessità di emetter delle note di accredito. Ci è stato detto, che non si possono emettere note di accredito in regime Speciale Art.74 ter a meno che non si riferiscano a variazione nel numero di pax!! Nel nostro caso la variazione non è nel numero di pax ma solo nella cancella zione e variazione di alcuni servizi. Dobbiamo quindi emettere una nota di variazione non iva?? Come si fa?? Devo riportare qualche articolo?? e se la stessa cosa mi capitasse in variazione aumento dei servizi??
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 6 settembre 2013 alle 13:27 scrive:
Per la variazione in aumento non ci sono problemi, in quanto di emette una nuova fattura. Per le NC non mi risulta ci sia una impossibilità ad emetterle: potrebbe segnalarmi gli estremi della legge che lo ‘vieterebbe’?
Rispondi ↓	Marica il 23 agosto 2013 alle 15:42 scrive:
Buongiorno, mi servirebbe un consiglio, mi sono accorta che a gennaio 2012 è stata registrata un ft di un fornitore estero in modo sbagliato ovvero è stata fatta la conversione in euro ma non doveva essere fatta perchè uno degli importi riportati era già nella nostra valuta, essendo il bilancio 2012 chiuso come posso sistemare in contabilità e per l’intrastat.Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 6 settembre 2013 alle 13:38 scrive:
Per l’intrastat con una seconda presentazione di correzione, la procedura è prevista. Per la contabilità con una rilevazione nel bilancio 2013 che ‘sistemi’ i conti.
Rispondi ↓	Alfio il 28 agosto 2013 alle 17:45 scrive:
vorrei sapere chi deve emettere il documento fiscale nella situazione di seguito esposta:
mi sono state applicate delle penali( chiaramente esposte sul capitolato ) su prestazioni di servizi erogate al cliente , lo stesso cliente a cui già abbiamo emesso le fatture di riferimento vorrebbe da noi una nota di credito per le penali applicate (come da capitolato)….
mi chiedo la penale non deve essere chiesta dal cliente a mezzo fattura escl art. 15?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 6 settembre 2013 alle 13:51 scrive:
Si direi che è il cliente a dovervele fatturare.
Rispondi ↓	Agnese il 9 settembre 2013 alle 16:04 scrive:
si può emettere una nota di credito a fronte di una fattura emessa nel 2007? se si posso fare sempre imponibile + IVA tra le altre cose si tratta di una fattura ad esigibilità differita
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 10 settembre 2013 alle 17:00 scrive:
Sì ma senza iva a parte i (rari e specifici) casi in cui ciò è consentito. Pubblicherò a breve un articolo specifico, seguici e lo troverai nei prossimi giorni.
Rispondi ↓	Pingback: Note di Credito e Debito e IVA: un approfondimento | Contabilita Facile
Maria Teresa il 14 settembre 2013 alle 09:57 scrive:
Buongiorno, lavoro in un’azienda che vende prodotti alimentari a ristoratori. Un cliente fa un reso di merce, ma non emette ddt di reso. Perciò, per non avere problemi, faccio nota credito per errata fatturazione.
Esiste la possibilità che sia la mia stessa azienda ad emettere un “autobolla” ? In che maniera mi consiglia di operare?Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 14 settembre 2013 alle 14:12 scrive:
Il reso dovrebbe arrivare dal cliente con relativo DDT. Se non è possibile ‘imporsi’ faccia un DDT lei per il ritiro della merce da usare poi come riferimento nella NC.
Rispondi ↓	Nicola il 18 settembre 2013 alle 19:19 scrive:
In un’Opera pubblica è stato regolarmente chiesto prima dell’inizio dei lavori l’aliquota IVA da applicare a cui fino ad ieri non abbiamo avuto nessuna risposta. Pertanto non avendo il “titolo” i ns. fornitori hanno applicato l’aliquota ordinaria. Giunti al 1° SAL l’ente comunica (dopo 9 mesi) il titolo per l’aliquota ridotta al 10%. Domanda: è lecita la comunicazione seppur retroattiva? come devo comportarmi in questo caso con l’ente e con i miei fornitori?
In che maniera mi consiglia di operare?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 19 settembre 2013 alle 12:28 scrive:
La materia non è propriamente la mia, comunque direi che la comunicazione è valida. Con i fornitori dovrà richiedere l’emissione di NC di sola IVA per la differenza.
Rispondi ↓	M.Cristina il 25 settembre 2013 alle 22:32 scrive:
Se un fornitore si rifiuta di emettere Nota di Credito (per intervento non eseguito) come posso convincerlo?
E come posso convincere che è in errore chi pensa di poter chiudere il debito, girocontandolo al conto di credito Note di credito da ricevere, senza il documento fiscale?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 26 settembre 2013 alle 14:46 scrive:
La prima parte attiene alla sfera legale, se l’intervento non è stato eseguito si fa una bella raccomandata AR richiedendo lo storno ed indicando chiaramente che nulla è dovuto ed indicando anche una scadenza massima pr l’emissione della relativa NC. A questo punto il debito verso il fornitore può anche rimanere ‘congelato’ in attesa di eventuali sviluppi legali. Se il fornitore non risponde il debito può anche essere temporaneamente girato a NC da ricevere e poi a scadenza della prescrizione a sopravvenienza, oppure rimane congelato ed a scadenza viene girato a sopravvenienza.
Rispondi ↓	M.Cristina il 30 settembre 2013 alle 10:44 scrive:
Scusa, per chiarirmi: se ho effettuato l’assestamento a Note di Credito da ricevere, non ricevendo la NdC, lo posso tenere aperto così come tengo aperto il debito vs.fornitore in attesa di definizione, ma al momento della prescrizione (5 anni?) così come chiudo il debito a Sopravvenienze attive dovrò chiudere il conto di credito NdC a Sopravvenienze passive? Ho detto bene?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 30 settembre 2013 alle 11:19 scrive:
Sì tutto ok.
Rispondi ↓	M.Cristina il 14 ottobre 2013 alle 15:51 scrive:
Cambiando argomento: nel caso di distacco di operai edili da parte di una ditta estranea (sotto ogni profilo) all’appalto pubblico è sufficiente richiedere il DURC relativo alla ditta appaltatrice (che non ha personale edile) interpellando solo Inps e Inail escludendo la Cassa Edile oppure è necessario richiederlo anche per la Ditta che ha distaccato gli operai?
grazie mille, buona serata. Cristina
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 15 ottobre 2013 alle 17:12 scrive:
Purtroppo non è tema fiscale su cui ho competenza specifica per cui preferisco astenermi da una risposta che sarebbe parziale e comunque soggetta a verifica.
Rispondi ↓	roberta il 18 ottobre 2013 alle 12:14 scrive:
buongiorno,un ‘ informazione veloce, se ad ottobre (che abbiamo iva al 22%) devo emettere una fattura a storno di una nota di credito di aprile (che c’era iva 21%) , che iva utilizzo ?? grazie mille
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 18 ottobre 2013 alle 16:30 scrive:
L’operazione è un completamento di quella originale con IVA la 21% per cui iva al 21%.
Rispondi ↓	M.Cristina il 16 ottobre 2013 alle 10:35 scrive:
Rispondi ↓	Fernando Bonechi il 21 ottobre 2013 alle 10:45 scrive:
Sono un professionista ed ho emesso regolare fattura, per onorari ad altro professionista. Regolarmente pagata e registrata. Mi accorgo che non ho emesso la ritenuta di acconto del 20% sull’onorario , quale sostituto di imposta, e che dove essere versata dal mio cliente.
Posso emettere NC e restituire con bonifico il 20%?
Posso emettere NC annullare la fattura emetterla di nuovo e restituire la differenza?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 21 ottobre 2013 alle 16:22 scrive:
Meglio la seconda ipotesi a mio giudizio, tutto più lineare.
Rispondi ↓	Claudio il 4 novembre 2013 alle 20:07 scrive:
Salve, la Corte di Cassazione ha cassato una sentenza impugnata per cui l’avvocato oggi deve restituire somme relative ad una parcella emessa nel 2007.
Va emessa nota di credito riportando gli stessi valori del 2007 (IVA 20% e CAP 2%)?
La ritenuta d’acconto evidenziata nella parcella del 2007 va riportata anche in eventuale nota di credito affinché il bonifico che si chiede di restituire è il netto ricevuto nel 2007, detratta la ritenuta d’acconto che hanno versato e certificato?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 6 novembre 2013 alle 07:48 scrive:
La NC va emessa con i dati del 2007. Il versamento della ritenuta di acconto è un debito che ha l’avvocato nei confronti del cliente per cui non va detratta ma l’importo va restituito in quanto l’avvocato ha beneficiato del credito di imposta derivante.
Rispondi ↓	CRISTIANA il 8 novembre 2013 alle 11:03 scrive:
mi sono accorta compilando lo spesometro 2013 che ho registrato una fattura di acquisto del 31.10.12 con l’iva sbagliata, errore fatto dal mio fornitore, come posso correggerla visto che lo spesometro mi segnala errore? Purtroppo non c’è più tempo per farsi fare una nota di variazione…..grazie!
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 9 novembre 2013 alle 09:45 scrive:
E’ un bel problema, purtroppo bisognava accorgersene prima. Io direi di inserire nello Spesometro i valori corretti di iva anche se non corrispondono al documento. Poi dovrete ‘sistemare’ la cosa col fornitore. Non posso ovviamente essere certo tutto andrà bene però è l’unica cosa da fare.
Rispondi ↓	Elisabetta il 21 novembre 2013 alle 14:27 scrive:
un fornitore nel 2012 emette fattura ex art. 8/c seguito dich. intento. Ad oggi 2013 il fornitore, non coperto da dich. intento, deve emettere nota di accredito relativa alla fattura 2012 menzionata. La sua nota di accredito 2013 dovrà portare indicazione art. 8/c oppure applicare aliquota corrente 22%?
Verosimilmente trattandosi di operazione eseguita sotto regime di esenzione, la nota di accredito pertinente dovrebbe seguire la stessa modalità, sbaglio? Grazie per l’attenzione!
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 21 novembre 2013 alle 21:43 scrive:
Sì deve seguire il regime della fattura originaria.
Rispondi ↓	Alessandro il 23 novembre 2013 alle 11:45 scrive:
Salve, ho un dubbio relativo all’emissione di una nota di credito. Quando un cliente vuole restituire della merce, precedentemente acquistata, avvio una pratica di reso e mando il corriere a ritirare la merce presso il cliente. Per fare questo chiedo un pagamento forfettario di 15 euro + IVA (indipendentemente dal valore della merce) che riporto sulla nota di credito (con segno negativo) con la dicitura “Spese di gestione del reso”. In pratica restituisco al cliente il valore della merce meno le spese di gestione del reso. Preciso che spesso il cliente restituisce articoli che hanno aliquote IVA differenti. La mia domanda è: che aliquota IVA devo applicare alle “spese di gestione del reso”? Ho pensato che potrei emettere una nota di credito per la sola merce restituita e poi una fattura separata per le spese di reso (15 euro + IVA), ma il problema permane in quanto non saprei che aliquota IVA utilizzare anche nel caso della fattura separata.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 23 novembre 2013 alle 18:24 scrive:
Per le spese di reso va applicata l’aliquota ordinaria oggi al 22% perchè si tratta di un servizio. Il fatto che la merce a cui si applica questo servizio abbia aliquote diverse è insignificante.
Rispondi ↓	Francesco il 4 gennaio 2014 alle 00:19 scrive:
nel regime dei minimi come vengono conteggiate le note di credito? se incasso 30500 euro ma ho una nota di credito da 1000 posso star tranquillo o devo piangere per il prox anno? La ringrazio per l’attenzione…
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 4 gennaio 2014 alle 15:18 scrive:
La nota di credito deve essere rimborsata (pagata) entro l’anno allora va conteggiata a storno dell’incassato, altrimenti si è sforato l’importo di 30.000 e si esce dal regime dei minimi.
Rispondi ↓	Francesco il 5 gennaio 2014 alle 02:10 scrive:
Grazie per la risposta… La nota di credito è stata rimborsata già da qualche mese… posso stare tranquillo allora… grazie mille… saluti
Rispondi ↓	Carla il 8 gennaio 2014 alle 10:27 scrive:
Lavoro in una ditta di servizi con prestazioni esente iva il 27 dicembre 2013 abbiamo emessa una fattura per la quale il cliente (persona fisica) ci ha chiesto la variazione dell’intestazione. La responsabile amministrativa dice che non e’ possibile variare l’intestazione perche’ il nominativo errato rimarebbe in anagrafica creando problemi in quanto nominativo non agganciato a una fattura.
Quale puo’ essere la soluzione per favorire il cliente? Grazie
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 8 gennaio 2014 alle 17:08 scrive:
Il fatto che sul gestionale abbiate un nominativo senza fatture non vedo come possa creare problemi. E’ semplicemente un nominativo (non cliente) che avete in memoria senza alcuna implicazione fiscale di alcun genere. Esistono gestionali che gestiscono ad esempio anche l’attività marketing con migliaia di nominativi che mai hanno comprato e mai compreranno.
Rispondi ↓	Carla il 8 gennaio 2014 alle 23:33 scrive:
Rispondi ↓	grazia il 14 gennaio 2014 alle 01:29 scrive:
salve ho fatto un pagamento anticipato con bonifico in acconto per lavori edili e mi è stata emessa regolare fattura il 12 dicembre 2013. per motivi della ditta il lavoro non è stato fatto, cosa devo fare? loro possono fare una nc e rendermi i soldi entro quanto tempo?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 14 gennaio 2014 alle 09:22 scrive:
Beh se non hanno rispettato un contratto, il prima possibile. Devono farti NC e restituirti il denaro. Diversamente dovrai far valere il tuo diritto in sede legale. Tu hai 10 anni di tempo dall’ultimo sollecito/comunicazione, però ti suggerisco di muoverti velocemente.
Rispondi ↓	Enza il 21 gennaio 2014 alle 17:43 scrive:
Salve, vorrei chiederle un informazione…l’08 gennaio 2014 ho emesso una fattura ad un cliente per un lavoro di rifacimento bagno, adesso questa fattura (che non mi è stata pagata) dev’essere annullata per motivi vari…avendo emesso però altre fatture successivamente, 3 delle quali mi sono state pagate con bonifico e quindi con indicazione del num e della data fattura nella causale, come faccio ad annullare quella fattura? nota di credito per storno totale?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 22 gennaio 2014 alle 12:26 scrive:
Esattamente, nota di credito a storno totale indicando nel corpo del documento la motivazione (valida).
Rispondi ↓	CLAUDIA il 14 febbraio 2014 alle 16:53 scrive:
Ciao, ho fatto una fattura il 30/09/2013 di un acconto di €1210,00. ed l’iva è del 21. ora mi chiedo devo fargli nc ma come gliel’ha faccio al 22, ma l’imponibile deve essere lo stesso? o il totale fattura.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 15 febbraio 2014 alle 17:18 scrive:
Nota Credito segue la fattura quindi al 21%.
Rispondi ↓	Alberto il 15 febbraio 2014 alle 09:40 scrive:
Mi scusi, avrei bisogno di un suo parere.
Ho emesso fattura ad agosto 2013 ad una società che ad oggi ” Febbraio 2014 ” non mi ha ancora pagato. Il problema e che “febbraio 2014″ mi viene chiesto di annullare quella fattura emettendo nota credito è rifarne un’altra di pari importo ad un’altra società a lui collegata per riscuotere l’importo.
E possibile tutto questo senza incorre in sanzioni?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 15 febbraio 2014 alle 17:20 scrive:
Dovreste fare secondo me una comunicazione di rescissione consensuale dell’accordo di vendita (una lettera del cliente da coi accettata) e quindi nota di credito poi rifatturazione alla nuova società. Comunque si può fare senza sanzioni.
Rispondi ↓	daniele il 19 febbraio 2014 alle 19:48 scrive:
se devo emettere una nota di credito adesso , ma il materiale in questione è stato acquistato quando l’iva era ancora al 21% , devo farla con iva 21% o 22% ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 20 febbraio 2014 alle 08:11 scrive:
Se la Nota di Credito rientra nei casi in cui è ammessa l’applicazione dell’iva va al 21%.
Rispondi ↓	Giovanni il 21 febbraio 2014 alle 16:21 scrive:
Ho acquistato della merce con un DDT il 17/01/2014, il 23 dello stesso mese ho fatto DDT di reso al fornitore richiedendo nota di credito. Ho ricevuto la fattura di tutto il mese (comprensiva anche di altri DDT) e praticamente il fornitore non mi ha emesso nota credito ma ha stornato direttamente l’importo sulla stessa scrivendo il riferimento del mio DDT di reso? E’ corretto procedere in questo modo? O è obbligato ad emettere fattura per l’intero e poi emettermi nota di credito a parte? Grazie, saluti.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 21 febbraio 2014 alle 17:31 scrive:
Essendo nello stesso mese può andare bene anche così ai fini fiscali non c’è alcuna differenza. Io preferisco sempre l’altra soluzione, ma un valore negativo in fattura è ammesso.
Rispondi ↓	chiara il 25 febbraio 2014 alle 19:23 scrive:
ricevo notevoli documenti tra fatture e note credito a storno totale per errore da parte del fornitore, posso evitare di registrarle? e portare in contabilità solo le fatture corrette, vado incontro a sanzioni?
grazie mille le sue risposte sono molto utili
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 25 febbraio 2014 alle 21:56 scrive:
Sono assolutamente da registrare, altrimenti l’incrocio documentale con il fornitore non c’è e questo è fonte di problemi, grossi.
Rispondi ↓	antonia rossi il 4 marzo 2014 alle 12:44 scrive:
ti chiedo se possibile emettere nota credito a storno totale di una fattura emessa a gennaio 2014 perchè il fornitore (che è un’agenzia regionale…) per cui ha una contabilità particolare, non può pagarla non avendo ricevuto non so che autorizzazione e codice CIG da indicare in fattura. Per questo mi è stato chiesto di emettere nota credito e riemettere fattura in data odierna. Ti chiedo, se ciò sia possibile e che motivazione indicare nella nota credito?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 4 marzo 2014 alle 15:00 scrive:
Sì è possibile. Direi che come causale ‘errata fatturazione’ può andare bene.
Rispondi ↓	Fabrizio il 12 marzo 2014 alle 13:41 scrive:
presento il mio problema, ho emesso una ” ricevuta per prestazione occasionale ” indicando competenze concordate 5.000,00 ( intendendo il netto -errore -, invece di indicare 6.265,00 il lordo ) ; ho indicato la ritenuta d’acconto, giusta di 1.250,00 ( calcolandola sul lordo di 6.250,00 ) ; ho indicato il netto da pagare 5.000,00. Mi è stato pagato l’importo di 3.750,00. Come posso regolarizzare la fattura emessa ?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 marzo 2014 alle 15:35 scrive:
Emettendo una ulteriore ricevuta ad integrazione indicando che il compenso lordo pattuito era di euro 6250, già certificati in acconto euro 5000 ecc…
Rispondi ↓	Luca il 14 marzo 2014 alle 12:12 scrive:
Salve io ho apero a ottobre 2013 la mia attività rientrando nel reggime dei minimi. Ad oggi vorrei uscirne perchè applicando come costo l’iva i mi e clienti non la possono scaricare. Qual’é secondo lei il modo più semplice per uscire?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 15 marzo 2014 alle 10:39 scrive:
Comunicazione ad Agenzia Entrate di rientro nel regime ordinario.
Rispondi ↓	carmela il 18 marzo 2014 alle 11:30 scrive:
Buongiorno, ho emesso 2 fatture di acconto e saldo a un condominio con iva al 22% nel 2013 , ora mi chiede una nota credito per iva al 10% è giusto e come devo fare questa nota credito, Grazie e spero che mi rispondete al mio indirizzo e-mail al più presto.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 19 marzo 2014 alle 11:25 scrive:
Se la fattura andava fatta con iva al 10% è giusto. Può essere fatta una NC di sola iva oppure una NC a storno totale ed una nuova fattura con iva al 10%.
Rispondi ↓	Massimo il 25 marzo 2014 alle 09:30 scrive:
l’Agenzia delle Entrate mi ha richiesto i documenti relativi al 2009 perche’ non ero congruo. Nel prepararrli mi sono accorto di un errore contabile grave: ho registrato una Nota di Credito come fattura . . A cosa vado incontro come sanzioni? Solo amministratite o anche penali? la cifra della nota credito era importante 20.000 Euro su un totale di centomila annue. Sono in contabilita’ semplificata. Grazie per l’aiuto.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 25 marzo 2014 alle 19:29 scrive:
Beh è un errore abbastanza grave e strano tu non te ne sia accorto. Il contrario sarebbe stato pure peggio però…. Una NC del 20% del tuo fatturato che ti fa andare a 100 anzichè a 60 è una svista piuttosto grave e difficile far credere che ‘non te ne sei accorto’. Diciamo che il primo problema è che la situazione reale probabilmente ti fa essere ancora più distante dalla congruità e questo è un problema serio se non hai giustificazioni credibili. Ovviamente potrebbero,vista la situazione, elevare anche contestazioni penali come il falso in bilancio. Sicuramente le sanzioni amministrative non te le toglie nessuno, inoltre la tua non congruità diventa molto sospetta, anzi davvero moltissimo. Mi spiace di non poterti tranquillizzare ma non ci sono i presupposti.
Rispondi ↓	Paola il 26 marzo 2014 alle 13:39 scrive:
mi sono accorta di aver registrato in dicembre 2013 una fattura in reverse charge mentre la fattura era con iva
(è un fornitore che di solito fattura in reverse charge e quindi proprio non me ne sono accorta..)
Adesso devo pagarlo e mi è risultata questa differenza (oltre a non aver registrato l’iva e quindi dimunuito il mio debito iva)
Come posso regolarizzare la posizione?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 26 marzo 2014 alle 16:15 scrive:
Un po’ difficile, meglio capire col fornitore perchè la fattura è con iva (potrebbe essere irregolare) e chiedere lo storno con NC e la rifatturazione corretta in Reverse Charge. Questa è la strada maestra.
Rispondi ↓	Claudia il 12 maggio 2014 alle 13:32 scrive:
Salve, qual’è la procedura giusta per sanare una fattura già emessa nella quale mancano alcuni requisiti previsti per legge come l’indicazione dell’ufficio registro imprese e del capitale sociale? Grazie e saluti.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 12 maggio 2014 alle 15:40 scrive:
Non esiste nessuna procedura se non sostituire fisicamente, in accordo col cliente, la fattura. Non vedo altro da fare se non lasciare tutto così. E’ un peccato veniale e non ho mai visto sanzionare una cosa del genere.
Rispondi ↓	Io il 15 maggio 2014 alle 16:44 scrive:
Ho fatto un DDT di vendita motore datato 13/05.
Il cliente ha reso il motore in quanto non conforme, così abbiamo trasformato il motore, a questo punto in data 15/05 abbiamo fatto un nuovo DDT di vendita per il nuovo motore.
Come mi devo comportare con il vecchio DDT?
Aspetto il loro DDT di reso per il 1° motore e faccio Nota di Credito sul loro DDT?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 15 maggio 2014 alle 16:58 scrive:
Il primo DDT era stato fatturato prima del reso? Se sì ci vuole DDT di reso del cliente e nota di credito. Poi DDT di consegna del motore modificato e fattura.
Rispondi ↓	Io il 15 maggio 2014 alle 17:00 scrive:
No, ancora non è stato fatturato il primo DDT in quanto fatturo a fine mese, con fattura differita.
Il primo DDT ha data 13/05 (con il motore errato) il secondo datato 15/05 nessuno dei due ha la fattura.
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 maggio 2014 alle 07:56 scrive:
Allora DDT di reso del primo fatto dal cliente; i due chiudono il primo trasporto. Si fattura solo il secondo DDT normalmente come se i primi due non esistessero.
Rispondi ↓	Io il 16 maggio 2014 alle 09:54 scrive:
Posso fare la stessa cosa anche se nel primo DDT di vendita sono compresi altri motori, che invece sono conformi?
Quindi faccio fare il DDT di reso sul motore non conforme, al momento della fatturazione come mi comporto?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 16 maggio 2014 alle 12:08 scrive:
Si fa la afttura indicando il DDT di consegna ed il DDT di reso del cliente e si fattura la ‘differenza’.
Rispondi ↓	ELITA il 27 giugno 2014 alle 09:11 scrive:
Salve, ho ricevuto una nota di debito
Devo registrarla come una fattura normale?
Le note di debito, per chi le emette, devono seguire la numerazione delle fatture?
Rispondi ↓	Stefano Gardini il 5 luglio 2014 alle 13:34 scrive:
Per la registrazione sì di fatto va registrata con le stesse procedure di una fattura.
La numerazione dipende esclusivamente dal registro iva al quale appartengono. Di norma si una un solo registro iva vendite quindi seguono la stessa numerazione.
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