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Timestamp: 2016-10-22 19:32:55+00:00

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Penale.it - Antonio Genovese, Art. 369-bis c.p.p.: problemi interpretativi
Antonio Genovese, Art. 369-bis c.p.p.: problemi interpretativi
La Legge 6 marzo 2001 n. 60 (recante "Disposizioni in materia di difesa d'ufficio") ha introdotto nel titolo V del Libro V del codice di rito, riguardante l'attivit� del Pubblico Ministero, l'art. 369 bis c.p.p., avente ad oggetto l'"Informazione della persona sottoposta alle indagini sul diritto di difesa".
Il primo comma stabilisce che "Al compimento del primo atto al quale il difensore ha diritto di assistere e, comunque, prima dell'invito a presentarsi per rendere l'interrogatorio ai sensi del combinato disposto degli artt. 375 comma 3, e 416, il pubblico Ministero a pena di nullit� degli atti successivi, notifica alla persona sottoposta alle indagini la comunicazione della nomina del difensore d'ufficio". Il secondo elenca i requisiti che la comunicazione deve contenere.
La norma, a parere dello scrivente di estrema garanzia, solleva una serie di dubbi interpretativi.
Innanzitutto ci si chiede se l'obbligo di notifica della comunicazione ex art. 369 bis c.p.p. sussista solo in caso di attivit� posta in essere dal P.M. ed afferente ai c.d. atti di indagine garantiti, ovvero anche in ipotesi di vera e propria attivit� giurisdizionale qual � quella espletata nel corso del giudizio di convalida o nel corso dell'interrogatorio ex art. 294 c.p.p.
Secondo una prima tesi, a sostegno della quale militano la collocazione sistematica della norma� (inserita nel titolo che disciplina l'attivit� del P.M. durante la fase delle indagini) ed il riferimento testuale al Pubblico Ministero, l'avviso di cui all'art. 369 bis c.p.p. dovrebbe precedere soltanto gli atti garantiti che il P.M. deve compiere, e non anche quelli che compie il Giudice (cfr Tribunale di Bologna - Sezione del riesame - ordinanza� 28/11/01, Zogaj).
A tale tesi si contrappone una seconda linea interpretativa, secondo la quale, fermo restando in capo al Pubblico Ministero l�obbligo di notifica della comunicazione della nomina del difensore d�ufficio, l�ambito di applicazione della norma in questione si estenderebbe anche agli atti �garantiti� posti in essere dall�Autorit� Giudiziaria e dalla Polizia Giudiziaria e non soltanto a quelli compiuti dal P.M.. Invero � ragionevole ritenere che il legislatore, riferendosi semplicemente al �primo atto garantito� senza fornire ulteriori specificazioni, abbia inteso con tale locuzione anche tutti quegli atti compiuti dalla P.G. o dalla A.G. ai quali il difensore ha il diritto di assistere (GIP presso il Tribunale di Torino, ordinanza 5/7/01, Aliaj; Tribunale di Torino - Sezione del riesame - ordinanza 10/11/01, Kurti; Tribunale di Ancona - Sezione del riesame - ordinanza 9/4/02, Mimani).
A parere di chi scrive la seconda delle due tesi, non soltanto � del tutto aderente alla lettera della legge, ma consente di salvaguardare la costituzionalit� della norma.
Invero, la diversa tesi restrittiva, che limita l�ambito di applicazione della norma de qua agli atti garantiti posti in essere dal P.M., non d� conto della differente disciplina a cui sarebbero soggette situazioni processuali del tutto analoghe a seconda che� tali atti siano stati compiuti dal P.M., dalla P.G. o dal Giudice.
Una tale esegesi dell�art. 369 bis c.p.p. sarebbe in aperto contrasto con l�art. 3 della Costituzione per violazione del principio di uguaglianza e finirebbe nei fatti col vanificare la ratio della norma, che � indubbiamente quella di rendere tempestivamente edotto l�indagato dei diritti di difesa riconosciutigli dall�ordinamento.
Il rispetto del principio costituzionale conduce inoltre a ritenere che la disposizione in questione sia riferibile anche agli atti c.d. "a sorpresa" (atti cui il difensore ha diritto di assistere, ma senza preventivo avviso: perquisizione e sequestro ex art. 365 c.p.p.). In questi casi la comunicazione di cui all�art. 369 bis c.p.p dovr� essere notificata anche contestualmente al compimento delle operazioni da effettuare (In tal senso Agostino Cordova - Armando D'Alterio, L'obbligo (oneroso) di comunicare facolt� e diritti con l'atto garantito, in Diritto e Giustizia numero 16, 28/4/01, pagg. 49 ss.)
La linea interpretativa a cui lo scrivente aderisce, mantenendo comunque in capo al P.M. l�obbligo di notifica della comunicazione del difensore d�ufficio, assicura inoltre il rispetto del principio di tassativit� delle nullit� di cui all�art. 177 c.p.p.
Altro problema ermeneutico di estremo rilievo pratico � quello di stabilire se la nullit� prevista dall�art. 369 bis c.p.p. consegua unicamente alla pura e semplice omissione della notifica della comunicazione del difensore d�ufficio ovvero anche alla mancanza di taluno dei requisiti che tale comunicazione deve contenere ai sensi del� 2� comma della citata disposizione.
La prima delle possibilit� interpretative troverebbe conforto nella tecnica di formulazione della norma adottata dal legislatore, il quale in altre occasioni (per es. all�art. 292 c.p.p.: �L�ordinanza che dispone la misura cautelare contiene, a pena di nullit�, ...)� ha ricondotto in modo chiaro ed espresso la nullit� di un atto processuale all�assenza degli elementi che lo caratterizzano.
Questa tesi avrebbe il pregio di essere pi� aderente al principio di tassativit� delle nullit� (principio che impone al legislatore di specificare chiaramente i casi che comportano nullit�) e nel contempo di evitare che una nullit� di tale estensione (nullit� non solo dell'atto garantito, ma di tutti gli atti successivi del procedimento - quindi di tutti indistintamente gli atti procedimentali cronologicamente successivi - l'effetto invalidante � pi� ampio rispetto� all'invalidit� derivata prevista in via generale, ex art. 185 c.p.p., che incide solo sugli atti consecutivi e dipendenti da quello nullo) possa derivare dalla mancata indicazione di una delle tante facolt� o diritti attribuiti all'indagato (indicazione che genericamente impone la lett. a) della norma in commento (In tal senso Massimo Mannucci, Alcune considerazioni sul nuovo art. 369 bis c.p.p, in www.penale.it; Agostino Cordova - Armando D'Alterio, L'obbligo (oneroso) di comunicare facolt� e diritti con l'atto garantito, cit.)
Per contro, l�esegesi alternativa trova la sua ragion d�essere nella stretta correlazione tra il 1� ed il 2� comma dell�art. 369 bis c.p.p., per cui sarebbe logico ritenere che il legislatore, per mere esigenze di semplificazione, abbia indicato al 1� comma l�atto la cui omissione determina la nullit�, per poi elencare in modo dettagliato il contenuto di tale atto nel 2� comma. Tale ultima tesi appare pi� consona alla ratio della disposizione che, lo si ripete, � quella di garantire, a pena di nullit�, la completa conoscenza da parte dell�indagato della obbligatoriet� di una difesa tecnica nonch� delle facolt� diritti e doveri che la legge connette al suo esercizio (cos� Tribunale di Torino - Sezione del riesame - cit).
Inoltre vi sono alcuni requisiti dell'avviso quale ad esempio quelli di cui alle lett. b) e c), strettamente inerenti alla nomina del difensore d'ufficio, la cui assenza vanificherebbe completamente l�utilit� della notifica della comunicazione di cui si tratta. Sembrerebbe quindi del tutto incoerente colpire con la nullit� la mancata comunicazione della nomina del difensore d'ufficio, e non anche l'omessa indicazione del nominativo e del recapito dello stesso (lett. b) o della facolt� di poter sempre nominare un difensore di fiducia (lett.c).
Una ulteriore delicata questione concerne il tipo di nullit� prevista dall�art. 369 bis c.p.p. ed il regime di deducibilit� e sanatoria applicabile. Non avendo il legislatore indicato espressamente la tipologia della nullit� de qua, pare indispensabile riferirsi alle norme che individuano in termini generali le ipotesi di nullit� assolute (art. 179 c.p.p.), a regime intermedio (art. 180 c.p.p.) e relative (art. 181 c.p.p.). Non par dubbio che la nullit� di cui trattasi sia una nullit� incidente sul diritto di difesa dell'indagato e dunque una nullit� inquadrabile in quella che attiene all'intervento, l'assistenza e la rappresentanza dell'imputato (art. 178 lett. c)� c.p.p.).
Ragionando per esclusione si deve anzitutto dedurre che il vizio de quo non rientra nelle nullit� assolute derivanti dalla omessa citazione dell�imputato o dall�assenza del suo difensore� nei casi in cui ne � obbligatoria la presenza. Invero, l�omessa notifica di cui all�art. 369 bis c.p.p. � cosa ben diversa dall�assenza del difensore in tutti quei casi in cui la legge ne prescrive l�obbligatoriet�.
Da ci� si deduce che la nullit� in questione altro non pu� essere se non una nullit� a regime intermedio disciplinata dagli artt. 180 e 182 c.p.p.
Sotto il profilo della deducibilit� pare opportuno precisare che la sanatoria anticipata prevista dall'art. 182 co. 2 c.p.p., operante nel caso in cui la parte sia presente al compimento dell'atto, trova applicazione solo nel caso in cui la nullit� sia dedotta su eccezione di parte e non anche in caso di rilevabilit� d'ufficio della stessa. Infatti dal combinato disposto degli artt. 180 e 182 c.p.p. emerge senza alcun dubbio che il breve termine decadenziale di cui all'art. 182 co. 2 (eccezione della nullit� dell'atto prima del suo compimento ovvero, se ci� non � possibile, immediatamente dopo) non trova applicazione nel caso in cui la nullit� di cui si tratta sia rilevata d'ufficio dal Giudice. In quest'ultima ipotesi la sanatoria opera soltanto se la nullit� viene rilevata dopo la deliberazione della sentenza di primo grado ex art. 180 c.p.p..
Infatti dottrina e giurisprudenza (Cfr, Cass. sez. II, 21/01/1992, ric. Memoli, in Cass. pen., 1993, 2056) concordano sul fatto che la rilevabilit� delle nullit� a regime intermedio non � influenzata dall'operativit� dei limiti di deducibilit� fissati dall'art. 182 c.p.p., nel senso che il Giudice pu� rilevare la nullit� intermedia anche se, per il verificarsi di taluna delle situazioni di cui all'art. 182, alla parte sia precluso eccepirla (in tal senso Paola Bosio, nota a sentenza Corte d'Appello Venezia, III Sez, 16/3/1999, Pres. Dodero ).
I problemi applicativi che qui sono stati tratteggiati, nascenti da casi pratici posti all�attenzione delle difese, non sono di poco conto se solo si considera la rilevanza dell�effetto invalidante che consegue ad una scorretta applicazione dell�art. 369 bis c.p.p. Si tratta in realt� di una disposizione complessa il cui ambito di applicazione trover� confini e maggior chiarezza con l�ausilio della Corte Suprema di Cassazione, la quale, finora, si � pronunciata sull�istituto in una sola occasione per escludere la necessit� dell�informazione "ove esista gi� in atti la nomina di un difensore di fiducia anche in un procedimento riunito a quello nel quale detta nomina sia stata effettuata". (Cfr. Cass., sez. III, 7/12/2001, ric. Zadra, in Diritto penale e processo, n. 2/2002 pag. 203).
Certamente da parte delle Procure si prospettano nuovi e pesanti oneri, soprattutto alla luce della lett. a) della disposizione che impone al P.M. di indicare anche le �facolt�� ed i �diritti� attribuiti dalla legge alla persona sottoposta alle indagini. Tale indicazione, che a parere di chi scrive si riferisce alle prerogative riconducibili all�indagato nell�ambito dell�intero procedimento penale e non solo a quelle riguardanti l�atto da compiere in concreto,� pare del tutto congruente con la finalit� stessa della disposizione di cui trattasi. A tale proposito non si condivide� la preoccupazione, manifestata da taluno con ironia, di dover addirittura allegare alla comunicazione ex art. 369 bis c.p.p. copia del codice di rito... �magari in edizione economica�.
Invero, l�art. 369 bis del codice di procedura penale merita una puntuale applicazione proprio perch� il procedimento penale coinvolge un bene di primaria importanza: la libert� personale.
- avv. Antonio Genovese (Torino) - maggio 2002

References: Art. 369
 Art. 369
 art. 369
 art. 294
 art. 365
 art. 185
 art. 369
 sentenza 
 art. 180
 Cass. sez. 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 369