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Amministrativo - Palermo - Studio Notarile - Notaio Sireci
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Aggiornato: 18 ore 9 min fa
Gare d’appalto: l’incompatibilità dei commissari di gara
Secondo il Consiglio di Stato, sentenza 11 settembre 2019, n. 6135, la norma contenuta nell’art. 77, comma 4, del d.lgs. n. 50 del 2016 – secondo cui “i commissari non devono aver svolto né possono svolgere alcun'altra funzione o incarico tecnico o amministrativo relativamente al contratto del cui affidamento si tratta” - può essere interpretata nel senso che l’eventuale incompatibilità debba essere comprovata, sul piano concreto e di volta in volta, sotto il profilo dell’interferenza sulle rispettive funzioni assegnate al dirigente ed alla Commissione.
La giurisdizione sportiva e del g.a. sui provvedimenti di esclusione dalle competizioni professionistiche delle società di calcio
Sono legittimi gli atti della Federazione Italiana Giuoco Calcio che hanno dichiarato il mancato possesso da parte dell’Avellino calcio dei requisiti per l’iscrizione al campionato di calcio di Serie B della lega professionisti per l’anno 2018/2019. Il CONI con la modifica dello Statuto e la previsione all’art. 12 ter dell’istituzione di una specifica Sezione del Collegio di Garanzia dello Sport sulle controversie in tema di ammissione ed esclusione dalle competizioni professionistiche, ha dato attuazione alla previsione della la legge n. 145/2018, nella parte in cui ha modificato l'articolo 3, comma 1, del D.L. 19 agosto 2003, n. 220, prevedendo la possibilità che lo statuto e i regolamenti del CONI e conseguentemente delle Federazioni sportive, prevedano organi di giustizia dell'ordinamento sportivo che decidono tali questioni anche nel merito ed in unico grado, le cui statuizioni sono impugnabili dinanzi al T.A.R. Lazio. E’ quanto si legge nella sentenza del T.A.R. Lazio Roma, sez. I ter, sentenza 30 luglio 2019, n. 10089.
Affidamento della gestione delle tasse automobilistiche: questione rimessa alla Corte UE
Viene rimessa alla valutazione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea la questione se osta al diritto eurounitario, e, in particolare, ai principi di libera circolazione dei servizi e di massima apertura della concorrenza nell’ambito degli appalti pubblici di servizi, una norma regionale come l’art. 1, comma 121, della legge della Regione Campania 7 agosto 2014, n. 16, che consente l’affidamento diretto, senza gara, dei servizi relativi alla gestione della tassa automobilistica dalla Regione Campania all’ACI.
Debito con il fisco non ancora accertato: illegittima l’esclusione dalla gara per irregolarità fiscale
Per i giudici amministrativi siciliani il Codice dei contratti pubblici nel fare riferimento a “sentenze e atti non più soggetti ad impugnazione” sembra scritto pensando essenzialmente alle pretese fiscali che sono oggetto di avvisi di accertamento, la cui inoppugnabilità o la cui conferma in giudizio rende “definitivamente accertate” le violazioni ossia gli omessi pagamenti, nella soglia minima ritenuta rilevante del contribuente (Consiglio di giustizia amministrativa Regione Sicilia, sentenza 16 agosto 2019, n. 758).
Contratto di avvalimento, sulla necessità di una data certa
In tema di partecipazione alle gare pubbliche, solo nel caso del soccorso istruttorio, sorge la necessità di dimostrare – a posteriori – che il contratto di avvalimento sia stato stipulato prima della scadenza del termine di presentazione delle offerte, prova che può essere fornita solamente tramite la stipulazione nelle forme dell’atto pubblico ovvero, sia pure in via indiretta, alla luce della data di registrazione dello stesso o di autentica delle sottoscrizioni. A confermarlo è il Consiglio di Stato con sentenza 20 agosto 2019, n. 5747.
Rinnovo della concessione della raccolta delle lotterie nazionali
Viene rimessa alla valutazione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea la questione se il diritto dell’Unione, ed in particolare il diritto di stabilimento e di libera prestazione dei servizi (artt. 49 ss. e 56 ss. TFUE), nonché i principi euro unitari di certezza del diritto, non discriminazione, trasparenza e imparzialità, libertà di concorrenza, proporzionalità, legittimo affidamento e coerenza, nonché –laddove ritenuti applicabili- gli artt. 3 e 43 della Direttiva 2014/23/UE, deve essere interpretato nel senso che osta ad una normativa, del tipo di quella contenuta nell’art. 20, comma 1, del Decreto Legge 16.10.2017, n. 148, e nei conseguenti atti attuativi, che dispone che “1. In applicazione dell'articolo 21, commi 3 e 4, del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, l'Agenzia delle dogane e dei monopoli provvede ad autorizzare la prosecuzione del rapporto concessorio in essere, relativo alla raccolta, anche a distanza, delle lotterie nazionali ad estrazione istantanea, sino al termine ultimo previsto dall'articolo 4, paragrafo 1, dell'atto di concessione, in modo da assicurare nuove e maggiori entrate al bilancio dello Stato in misura pari a 50 milioni di euro per l'anno 2017 e 750 milioni di euro per l'anno 2018", in una situazione in cui: - l’art. 21, comma 1, del Decreto Legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni dalla Legge 3 luglio 2009, n. 102, ha previsto il rilascio delle concessioni in esame di norma ad una pluralità di soggetti scelti mediante procedure aperte, competitive e non discriminatorie; - l’art. 21, comma 4, del menzionato decreto, ha previsto che le concessioni di cui al comma 1, sono eventualmente rinnovabili, per non più di una volta; - alla gara indetta nel 2010, non hanno partecipato le società ricorrenti; - lo specifico rapporto in essere è stato instaurato ab origine con un unico concessionario, all’esito di una gara ad evidenza pubblica, nella quale è stata presentata un’unica offerta; - la prosecuzione del rapporto concessorio in essere, comporterebbe -in concreto- che siffatto rapporto sarebbe proseguito esclusivamente con tale unico concessionario, anziché con rinnovi ad una pluralità di soggetti, senza ulteriore gara. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sez. IV, ordinanza 5 settembre 2019, n. 6101.
Appalti di lavori: i concorrenti possono offrire soluzioni tecniche più performanti ma senza variazioni tipologiche e strutturali
Nelle procedure a evidenza pubblica finalizzate all'aggiudicazione di un contratto pubblico, le soluzioni migliorative si differenziano dalle varianti perché le prime possono liberamente esplicarsi in tutti gli aspetti lasciati aperti a diverse soluzioni sulla base del progetto posto a base di gara e oggetto di valutazione dal punto di vista tecnico, rimanendo comunque preclusa la modificabilità delle caratteristiche progettuali già stabilite dall'amministrazione; le seconde, invece, si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della stazione appaltante, mediante preventiva disposizione contenuta nella disciplina di gara e l'individuazione dei relativi requisiti minimi che segnano i limiti entro i quali l'opera proposta dal concorrente costituisce un aliud rispetto a quella prefigurata dall'amministrazione. In tali casi non deve assegnarsi alcun punteggio e può procedersi all’esclusione qualora prevista espressamente dalla legge di gara. Questo afferma il Consiglio di Stato, sez. V, con la sentenza n. 5505/2019.
Principio di tassatività in relazione alle informative antimafia
Il sistema della prevenzione amministrativa antimafia non costituisce e non può costituire, in uno Stato di diritto democratico, un diritto della paura, perché deve rispettare l’irrinunciabile principio di legalità, non solo in senso formale ma anche sostanziale, sicché il giudice amministrativo, chiamato a sindacare il corretto esercizio del potere prefettizio nel prevenire l’infiltrazione mafiosa, deve farsi attento custode delle irrinunciabili condizioni di tassatività sostanziale e di tassatività processuale di questo potere per una tutela giurisdizionale piena ed effettiva di diritti aventi rango costituzionale, come quello della libera iniziativa imprenditoriale (art. 41 Cost.), nel necessario, ovvio, bilanciamento con l’altrettanto irrinunciabile, vitale, interesse dello Stato a contrastare l’insidia delle mafie. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 5 settembre 2019, n. 6105.
Appalti: le linee guida ANAC confermano l’essenzialità del contenuto minimo dell’offerta
In una procedura di gara telematica per l’affidamento di una concessione di servizi, la previsione del deposito di un PEF anche in formato .xls, lungi dal costituire una previsione ultronea e irragionevole, ha un’essenziale finalità, giacchè serve a rendere esplicita l’offerta stessa attraverso il combinato funzionamento del formato.xls (formato dalle caratteristiche “celle”), assieme alle formule matematiche utilizzate per determinare le varie voci che compongono il piano nonché ai razionali di calcolo sottesi ai vari importi (Tar Lazio, sez. II, sentenza 26 agosto 2019, n. 10584)
Quando la realizzazione di una tettoia impone il rilascio del titolo edilizio?
La realizzazione di una tettoia non integrante una struttura leggera facilmente smontabile e demolibile, comportando la trasformazione edilizia del territorio ex art. 3, comma 1, lett. e), D.P.R. n. 380/2001, si caratterizza in termini di "nuova costruzione", tale da necessitare il previo rilascio del pertinente titolo abilitativo. Lo stabilisce il Tar Campania, sez. II, sentenza 19 agosto 2019, n. 4359.
Sindacato del giudice amministrativo sull’attività valutativa della Commissione di gara
In materia di gare d’appalto deve essere annullata con rinvio al giudice di primo grado ai sensi dell’art. 105, comma 1, c.p.a., in quanto nulla per difetto assoluto di motivazione, una sentenza che non eserciti alcun sindacato giurisdizionale sull’attività valutativa da parte della Commissione giudicatrice, affermando sic et simpliciter che il ricorso a tal fine proposto solleciterebbe un sindacato sostitutivo del giudice amministrativo, senza però in alcun modo supportare tale affermazione con una almeno sintetica disamina circa il contenuto delle censure tecniche, e trincerandosi apoditticamente dietro la natura non anomala o non manifestamente irragionevole della valutazione espressa dalla Commissione, recando la stessa una motivazione apodittica e tautologica (Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 2 settembre 2019, n. 6058).
Concorsi pubblici: possesso di titoli di studio e principio di equipollenza
Ove il bando richieda per la partecipazione ad una procedura evidenziale (concorso pubblico o procedura di gara) il possesso di un determinato titolo di studio o di uno ad esso equipollente, la determinazione dello stesso deve essere intesa in senso tassativo, con riferimento alla valutazione di equipollenza formulata da un atto normativo, e non può essere integrata da valutazioni di tipo sostanziale compiute ex post dall'Amministrazione (Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 28 agosto 2019, n. 5924).
Gare d’appalto: controinteressati in caso di esclusione, consorzi, grave errore professionale e sanzioni AGCOM
Quando viene impugnato un provvedimento di esclusione in corso di gara e prima dell’aggiudicazione definitiva, non vi sono controinteressati cui sia doveroso notificare il ricorso, non ravvisandosi delle posizioni in tal senso giuridicamente rilevanti. Il consorzio tra società di cooperative di produzione e lavoro, regolamentato dalla speciale disciplina di cui alla l. 25 giugno 1909, n. 422, partecipa alla procedura di gara utilizzando i requisiti suoi propri e, nell’ambito di questi, ben può far valere i mezzi nella disponibilità delle cooperative consorziate, che costituiscono articolazioni organiche del soggetto collettivo (ossia i suoi interna corporis) Il “grave errore professionale” di cui alla lett. f) dell’art. 38 d.lgs. n. 163 del 2006 va circoscritto ai soli inadempimenti e condotte negligenti commessi nell’esecuzione di un contratto pubblico, e che per contro esclude dal campo applicativo della norma i fatti, anche illeciti, occorsi nella prodromica procedura di affidamento. L’art. 38 d.lgs. n. 163/2006 non ricomprende tra le cause escludenti anche l’ipotesi relativa alla sanzione AGCOM per intesa restrittiva. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 2 settembre 2019 n. 6024.
Esclusione dalla gara nel caso di offerta che non rispetta i requisiti previsti dal bando
L’inadeguatezza del progetto proposto dall’impresa offerente rispetto ai requisiti minimi previsti dalla stazione appaltante per il contratto da affidare legittimano l’esclusione dalla gara e non già la mera penalizzazione dell’offerta nell’attribuzione del punteggio. Lo stabilisce il Tar Toscana, sez. III, sentenza del 22 agosto 2019, n. 1195.
Gare pubbliche e discrezionalità della P.A. in tema di sub-criteri
Nelle gare secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa la suddivisione dei criteri in sub-criteri con i relativi fattori ponderali è oggetto di una facoltà discrezionale dell’amministrazione, come si evince dal secondo periodo dell’art. 95, comma 8, d.lgs. n. 50 del 2016. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 24 luglio 2029, n. 5234.
Urbanistica: necessità di sottoporre a VIA le estensioni o modifiche di progetto
Le modifiche o estensioni di progetti inizialmente sottoposti alla valutazione di impatto ambientale devono essere soggette a V.I.A. solamente qualora, in base alla normativa vigente in quel momento, sarebbe necessaria la valutazione di impatto ambientale se il progetto, così come modificato od esteso, fosse stato presentato ex novo. Lo stabilisce il Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 29 agosto 2019, n. 5972.
Rimessa alla Corte di giustizia UE una questione pregiudiziale riguardante la concessione di contributi
Viene rimessa alla valutazione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea la questione se se le regole in materia di concessione degli aiuti fissate dagli artt. 3 e 6 del Regolamento n. 1407/2013 debbano essere interpretate nel senso che per l’impresa richiedente, che incorra nel superamento del tetto massimo concedibile in virtù del cumulo con pregressi contributi, sia possibile - sino alla effettiva erogazione del contributo richiesto - optare per la riduzione del finanziamento (mediante modifica o variante al progetto) o per la rinuncia (totale o parziale) a pregressi contributi, eventualmente già percepiti, al fine di rientrare nel limite massimo erogabile; e se le stesse disposizioni debbano essere interpretate nel senso che le diverse prospettate opzioni (variante o rinuncia) valgono anche se non previste espressamente dalla normativa nazionale e/o dall’avviso pubblico relativo alla concessione dell’aiuto (Consiglio di Stato, sez. III, ordinanza 31 luglio 2019, n. 5447).
Energia e ambiente: morosità nel servizio idrico integrato e modalità di gestione del Fondo di garanzia delle opere idriche
Con deliberazione del 16 luglio 2019, l’ARERA ha emanato le prime direttive per il contenimento e la gestione della morosità nel servizio idrico integrato, che dovranno essere applicate dal 1° gennaio 2020, nell'ambito della linea d'intervento dell'Autorità tesa a disciplinare le procedure e le tempistiche per la costituzione in mora e la sospensione/limitazione della fornitura per gli utenti finali, comunque tutelando gli utenti vulnerabili. A fine luglio, sempre nel settore idrico, l'Autorità ha avviato, in coerenza con i criteri recati dal d.P.C.M. 30 maggio 2019, un procedimento per la definizione delle modalità di alimentazione e di gestione del Fondo di garanzia delle opere idriche, di cui all'articolo 58 della l. 221/2015, con la finalità di agevolare l'accesso al credito e l'accelerazione degli investimenti nel settore idrico, nel rispetto del principio di copertura dei costi efficienti di esercizio e di investimento e della sostenibilità della tariffa applicata all'utenza.
Obbligo di stand still negli appalti in caso di istanza cautelare
L’apparente contraddittorietà interna dell’art. 32, comma 11, del D.Lgs. n. 50 del 2016 – laddove prevede che, in caso di proposizione di un ricorso avverso l'aggiudicazione con contestuale domanda cautelare, il contratto non può essere stipulato, dal momento della notificazione dell'istanza cautelare alla stazione appaltante “per i successivi venti giorni, a condizione che entro tale termine intervenga almeno il provvedimento cautelare di primo grado o la pubblicazione del dispositivo della sentenza di primo grado in caso di decisione del merito all'udienza cautelare” stabilendo tuttavia, altresì, che il contratto non può essere stipulato “fino alla pronuncia di detti provvedimenti se successiva” (alla scadenza del termine di venti giorni) – deve essere risolta nel senso di ritenere che l’effetto preclusivo automatico debba permanere fino all’assunzione dei predetti provvedimenti ad opera del giudice, anche se adottati oltre il termine di venti giorni, dovendosi quindi correlare lo stand still processuale esclusivamente alla decisione del giudice in ordine alla richiesta cautelare, altrimenti risultando privo di significato l’inciso “ovvero fino alla pronuncia di detti provvedimenti se successiva” ai venti giorni, di cui alla citata norma (Tar Lazio, sez. II bis, decisione 24 luglio 2018, n. 5055).
Disciplina in tema di distanza minima tra fabbricati
La distanza minima tra fabbricati ex art. 9, co. 1, n. 2), D.M. n. 1444/1968 non trova applicazione laddove la costruzione della nuova parete avvenga in aderenza ad un muro posto a confine tra le due proprietà. Ciò in quanto tale muro non può essere definito “parete finestrata”, l’art. 877 c.c. prevede il diritto del vicino a costruire in aderenza e non vengono a realizzarsi intercapedini dannose, insalubri o pericolose (Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 27 agosto 2019, n. 5897).

References: sentenza 
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 art. 3
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 art. 9
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