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Timestamp: 2019-01-18 14:24:05+00:00

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DATE: Tuesday 27 November 2018 - 10:30
Hanno chiesto congedo i consiglieri Borraccino, Leo ed Abaterusso.
È pervenuta risposta scritta alle seguenti interrogazioni: Laricchia, Trevisi “Edificio sito in Bari, via Archimede”; Gatta “Italia Top destination”; “Aggiudicazione Puglia tour 2018”; Laricchia “Responsabilità e ruolo di InnovaPuglia”.
Assegnati alla I Commissione una serie di debiti fuori bilancio; alla III Commissione “Norme per il sostegno familiare”, “Proposta di legge a firma dei consiglieri Di Bari, Congedo ed altri Modifiche alla legge regionale n. 50”; “Richiesta parere deliberazione della Giunta n. 1977”; “Parere deliberazione della Giunta n. 2051.
IV Commissione: “Proposta di legge a firma del consigliere Pendinelli, Disciplina dell’agriturismo”; “Disegno di legge Istituzione dell’Agenzia regionale per l’innovazione in agricoltura ARSIAL”, ma questo l’abbiamo già esaminato. “Integrazione gestione della batteriosi Xylella”.
III Commissione e VII Commissione: “Proposta di legge Galante e Casili, Norme per la prevenzione contro atti di violenza di genere”.
IV e II Commissione, in seduta congiunta: “Disegno di legge n. 245”.
Sono, altresì, pervenute interrogazioni a risposta scritta.
Liviano D’Arcangelo: attività di coordinamento e piano strategico del turismo. Laricchia: gestione su scala regionale dei farmaci PHT. Gatta: organizzazione dei laboratori di analisi pubblici della Regione Puglia. Marmo: attività Masseria Trullo a Brindisi. Casili: attività trasfusionale presso l’Ospedale di Gallipoli. Congedo: problemi di ricezione del segnale televisivo nel territorio dei Comuni di Conversano, Triggianello ed altri.
Abaterusso: impatto sul territorio del decreto legge n. 113.
Ordine del giorno. Come sapete, il primo punto era il prosieguo della proposta di legge a firma Amati ed altri, sulle liste d’attesa.
Non si sente niente?
La parola al Presidente Emiliano per una comunicazione rispetto al prosieguo della proposta di legge sulle liste d’attesa.
La Conferenza dei Capigruppo della maggioranza ha deciso di far parlare il Presidente, e io obbedisco.
Anche dell’opposizione. Ha deciso di far parlare il Presidente, e io obbedisco.
Chiedono lumi sul prosieguo. Io ho verificato – come abbiamo verificato tutti – che c’è stata una richiesta da parte degli Ordini dei medici di un colloquio finale in margine alla cosiddetta “legge sulle liste d’attesa”. Ieri, durante una approfondita riflessione con i Capigruppo della maggioranza, si è ritenuto di poter accogliere, sia pure in maniera abbastanza inconsueta, questa ulteriore richiesta di approfondimento. Questo è un segno, da parte nostra, di rispetto nei confronti di tutti i medici pugliesi e degli Ordini, dei Consigli degli Ordini, perché si è trattato di un intervento di natura istituzionale più che sindacale.
Naturalmente, voglio ringraziare in particolare tutti coloro che hanno lavorato per arrivare alla decisione, che quindi in questi lunghissimi mesi di gestazione della legge hanno operato in maniera coerente con il programma di governo e con i loro doveri istituzionali nella maggioranza.
Ieri, avendo la Conferenza dei Capigruppo della maggioranza richiesto al Presidente di essere sentito su questo punto, io mi sono permesso di dire che trovavo opportuno questo incontro, sia pure, ripeto, inconsueto e fuori dalle regole. Non era mai accaduto in precedenza, infatti, che dopo le normali audizioni in Commissione vi fosse questa ulteriore richiesta di incontro. Evidentemente, l’importanza della materia ha indotto i rappresentanti istituzionali dei medici di tutta la Puglia, all’unanimità, a chiederci questo incontro.
Mi è parso, ripeto, segno di rispetto e di gratitudine nei confronti di tutti i medici pugliesi, per lo sforzo enorme che fanno quotidianamente e per i risultati che stanno ottenendo. Questi sono i medici ai quali noi dobbiamo, per il terzo anno consecutivo, il fatto di essere la regione dove sono cresciuti di più i livelli essenziali di assistenza. Questi sono i responsabili di quelle strutture che con 15.000 unità di personale in meno rispetto ad altre regioni, a parità di cittadini, ci hanno assicurato questo bellissimo risultato imprevisto: non eravamo mai stati così in alto, infatti, per livelli essenziali di assistenza. Soprattutto, abbiamo raggiunto questo risultato con un bilancio di 800 milioni inferiore a quello di altre Regioni a parità di abitanti. Lo dobbiamo ai sacrifici loro, degli infermieri, degli operatori sanitari, e ovviamente anche alla pazienza di molti cittadini che oggettivamente, perché questo è un fatto oggettivo, a causa di questa mancanza di personale così drammatica, sono costretti, alle volte, ad attendere prestazioni importanti per troppo tempo.
Noi ci auguriamo ovviamente, con lo sblocco delle assunzioni che seguirà e sta seguendo, spero, tutte le stabilizzazioni che noi abbiamo potuto realizzare grazie all’effettuazione del Piano di riordino ospedaliero, che queste nuove assunzioni di 2.000 medici, 3.000 operatori sanitari e centinaia di infermieri – stiamo predisponendo il nuovo “concorsone” per infermieri proprio per questa ragione, possa consentirci, assieme alle misure che il Consiglio individuerà, nell’ambito del 2019 di abbattere in maniera importante e sicura le liste d’attesa.
Voglio assicurare, come Presidente della Giunta, che questo rinvio non significa affatto che questa legge non è di interesse dell’Amministrazione e della maggioranza, tutt’altro, e che il Consiglio, appena superata la sessione di bilancio, la riproporrà come primo argomento all’ordine del giorno e la si deciderà. Quindi, una nuova legge sulle liste d’attesa – questo è quasi ultroneo da parte mia ribadirlo – ci sarà. Sentiremo quest’ultimo parere da parte dei medici pugliesi e poi si tornerà in Aula per la decisione finale.
Vorrei semplicemente aggiungere un’informazione al Presidente: su richiesta del Presidente Marmo, considerata la valenza della richiesta del Presidente dell’Ordine dei medici rivolta al Consiglio, vorrebbero partecipare, e abbiamo già detto che siamo d’accordo, alla riunione del 17, concordata con il dottor Anelli.
Ovviamente il Governo della Regione Puglia non ha nessun problema acché alla riunione partecipi tutto il Consiglio regionale. Non ho nessun problema.
Okay. Abbiamo già convenuto nella Conferenza dei Presidenti.
Passiamo, come concordato, al primo punto all’ordine del giorno, punto n. 10): “Disposizioni in materia di agricoltura di precisione”.
La parola al Presidente Pentassuglia. Ci sono già emendamenti, non so se ne arriveranno degli altri, spero di no. Prima di dare la parola al Presidente Pentassuglia, che non vedo… La diamo per letta, quindi passiamo all’articolato.
Informo l’Aula che, siccome abbiamo deciso fra poco di affrontare la questione del Piano Casa (chiamato così sommariamente), siccome vedo che stanno piombando emendamenti da tutte le parti…
No, sul Piano Casa. Si perpetua una brutta abitudine, che è quella di andare in Commissione, di liquidarla facilmente e poi arrivare in Aula e in fretta arrivano emendamenti di tutte le razze e di tutti i tipi. Non lo so se è così si aiuta a fare una buona legge. Però, faremo fronte anche a questo.
Per cui, nel frattempo che procediamo all’approvazione, se ci sono ulteriori emendamenti presentateli subito che dobbiamo organizzare la refertazione.
Ci sono interventi in discussione generale? Agricoltura di precisione. Collega Damascelli, prego.
Finalmente giunge in Aula una proposta di legge che, insieme, in Commissione, abbiamo rielaborato unificando quella che avevo depositato io a luglio in Commissione e quella che aveva depositato la collega Franzoso ed altri colleghi per istituire in Puglia l’agricoltura di precisione, che punta ad innalzare il livello di sostenibilità, a contenere i costi di produzione per salvaguardare il reddito del settore agricolo e a rivolgere una maggiore attenzione all’ambiente e quindi alle risorse ambientali.
Ciò, naturalmente, è il frutto di un impegno comune svolto in Commissione tra tutti i componenti della Commissione agricoltura, perché oggi noi abbiamo finalmente la possibilità di assicurare al settore primario un momento di forte innovazione tecnologica per consentire appunto di razionalizzare la gestione delle risorse del mondo agricolo attraverso strumenti e attrezzature di precisione e quindi anche attraverso apparecchiature, sensoristica, che danno la possibilità di razionalizzare tutte le risorse e consentire appunto all’agricoltura di riuscire a produrre con sistemi che tutelano l’ambiente e che migliorano le fasi del processo di produzione. Si va a razionalizzare non soltanto la fase produttiva, ma anche la gestione di tutti i processi agricoli nell’interesse dell’intera collettività, quindi salvaguardando l’intero ambiente, ed è uno dei primi argomenti, quello dell’impatto ambientale e della ottimizzazione della gestione delle risorse, attraverso anche diagnostica, meccanica di precisione, biotecnologica e bioinformatica.
Ho depositato anche agli atti del Consiglio quest’oggi tre emendamenti, che posso già illustrare. Il primo va a meglio ridefinire l’agricoltura di precisione. Il secondo va ad indicare il decreto ministeriale che emana le linee guida in agricoltura di precisione. Il terzo tende a coinvolgere le organizzazioni del settore agricolo, con un coinvolgimento nella fase di valutazione degli obiettivi raggiunti con la proposta di legge.
Questo è l’intento dell’iniziativa che abbiamo portato avanti tutti insieme. Ringrazio tutti i colleghi che hanno condiviso con me inizialmente questa proposta di legge che abbiamo insieme depositato, i colleghi che hanno elaborato l’altra proposta di legge e l’intera Commissione che ha lavorato alla unificazione dei due testi per portare oggi in Aula un provvedimento che, per la prima volta in Puglia, dia la possibilità al mondo agricolo di utilizzare tecniche per istituire l’agricoltura di precisione.
Non ci sono altri iscritti a parlare.
Passiamo all’articolato.
Articolo 1. Ovviamente non ci sono emendamenti.
Articolo 2. C’è il primo emendamento di Damascelli: sostituire il testo del comma 1.
Con l’emendamento vengono coinvolte, oltre che le attività agricole e di coltivazione, anche il settore zootecnico. Emendamento n. 1.
Siamo adesso all’emendamento 1, aspetta un poco, uno alla volta.
Votiamo l’emendamento 001. Consigliera Franzoso, prego.
Solo per ricordare a me stessa e ai colleghi – e cerco anche, eventualmente, il conforto da parte del Presidente Pentassuglia – che di questo emendamento della meglio specificazione, della meglio definizione del concetto di agricoltura di precisione, abbiamo parlato già durante i lavori della IV Commissione. Con il dirigente dell’assessorato arrivammo alla conclusione di lasciare il testo esattamente così com’era per non addentrarci troppo nella specificazione di una materia che è ancora in divenire.
Io quindi lascerei inalterato il testo, però ovviamente mi rimetto alla votazione dell’Aula.
Voglio chiarire e rassicurare la collega e i colleghi che non cambia nulla.
La prima formulazione, cioè, basta leggerla, dice che “ai fini delle presenti disposizioni si intende per agricoltura di precisione un sistema di gestione della produzione agricola, forestale”, eccetera; la riformulazione dice che “ai fini delle presenti disposizioni si definisce agricoltura di precisione una gestione agricola, forestale e zootecnica”, perché avevamo dimenticato il settore zootecnico, quindi abbiamo fatto questa correzione, niente di più.
Con l’approvazione dell’emendamento, l’articolo 2 non c’è più, e questo diventa articolo 2.
C’è un primo emendamento, sempre a firma di Damascelli, al comma 1. Prego, Damascelli.
Lo illustro molto brevemente: “individua gli obiettivi contenuti nelle linee guida del Ministero. Però, il rinvio nella proposta di legge è generico, per cui l’emendamento va soltanto a indicare qual è esattamente il rinvio al decreto ministeriale che ha emanato le linee guida sull’agricoltura di precisione. Cioè, prima era generico, adesso invece dice che è il n. 33671 del 23 dicembre 2017.
Speaker : DI GIOIA, assessore all’agricoltura.
Questo decreto, su cui abbiamo dato anche l’intesa, è comunque passibile di modifiche, integrazioni e aggiornamenti, per cui vincolare a questo unico decreto significa legarsi le mani ed essere costretti ogni volta a tornare in Aula e aggiornare lo strumento normativo di riferimento. Si capisce così bene, dai. È superfluo.
Se lo ritirasse, sarebbe un atto di intelligenza per tutti.
Senza specificare che si tratta di un atto d’intelligenza, l’emendamento lo ritiro.
Va bene. L’emendamento è ritirato.
Sempre all’articolo 3 c’è un altro emendamento al comma 5: “e comunque previa consultazione semestrale delle organizzazioni professionali agricole”.
Va bene. Parere favorevole del Governo. Votiamo.
C’è un emendamento a firma dei consiglieri Casili e Barone: l’articolo 4 è sostituito. Lo vuole illustrare? Prego, consigliere Casili.
In realtà l’articolo 4 è il cuore dell’intero articolato, che ha avuto anche un ampio dibattito in IV Commissione, devo dire la verità, dove parecchi, diversi colleghi in IV Commissione erano d’accordo nel precisare le azioni di sostegno per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione. In questo caso noi abbiamo voluto con l’emendamento proposto coprire un gap che ci sta tra la nostra regione e le altre regioni, perché l’agricoltura di precisione, vorrei ricordarlo, è trattata già in alcuni PSR di qualche regione italiana.
Nel nostro, non per colpa dell’assessore, ci mancherebbe, non ha trovato comunque uno sbocco con qualche misura che adesso potesse essere collegata. Noi intendiamo con il presente emendamento non stravolgere evidentemente la proposta di legge della collega Franzoso, perché riteniamo che le nostre imprese debbano essere indubbiamente innovate e quindi tutto il trasferimento tecnologico debba essere messo in atto da parte della politica, delle Istituzioni, degli enti di ricerca, delle università. Però, abbiamo voluto precisare, alla luce del fatto che diversi progetti pilota già sono presenti a livello nazionale, e del fatto che l’agricoltura di precisione per quanto si possa localizzare per determinate caratteristiche pedologiche, territoriali eccetera, trova già ampio chiarimento nell’ambito dello scenario nazionale.
Pertanto, volevamo superare un piccolo step che ci è sembrato, almeno nella proposta di legge, essere l’unico obiettivo, cioè quello di andare a creare un progetto pilota, quindi a investire tutte queste risorse attraverso un ente di ricerca che fosse l’università, che comunque deve partecipare all’interno di questi processi di trasferimento e innovazione delle tecnologie a nostra disposizione.
Con l’emendamento si chiede di finanziare e quindi di guardare come soggetti beneficiari i giovani agricoltori, le associazioni di agricoltori, gli agricoltori singoli che partecipino anche in determinati accordi di filiera in forma singola o appunto associata, le aziende che aderiscono a regimi di qualità o applicano metodi di produzione biologica.
Noi cerchiamo in un certo qual modo di ottimizzare le risorse a nostra disposizione cercando di fare quello che fanno altri programmi di sviluppo rurale a livello nazionale e quindi cogliere l’occasione della proposta di legge della collega Franzoso per, in un certo qual modo, coprire quel vulnus che abbiamo all’interno dei nostri strumenti di programmazione e – perché no? – a questo punto anticipare anche un lavoro che le nostre strutture, la struttura dell’assessorato all’agricoltura dovrà fare per la prossima programmazione.
È un momento, questo, abbastanza propizio. Andiamo incontro direttamente alle esigenze degli agricoltori attraverso il finanziamento di tutto ciò che loro richiedono in base alle proprie esigenze, sonde o altri strumenti di controllo, che sono anche ben elencati all’interno della proposta di legge della collega Franzoso.
Noi chiediamo semplicemente, con il nostro emendamento, di guardare lì, al primo settore, che oggi ci chiede con una certa urgenza che le nostre leggi abbiano una certa ricaduta a livello territoriale. Questo emendamento crediamo sia di buon senso. È un emendamento che ha avuto – ripeto – un ampio dibattito in IV Commissione e che, come dicevo all’inizio, ha avuto anche un parere favorevole da parte dei colleghi presenti in IV Commissione, ma si è ritenuto di poterlo discutere più serenamente qui in Aula. Noi lo poniamo alla vostra attenzione.
Io ho il timore che il collega Casili e la collega Barone abbiano scambiato la proposta di legge per il PSR. La proposta di legge stanzia soltanto 500.000 euro e sono, ovviamente, per finanziare non una serie di micro-interventi, che altrimenti rischierebbero di non essere più efficaci, ma per finanziare un intervento, un progetto che, naturalmente, diventi – così come è diventato per le altre Regioni – un apripista per un nuovo modello di agricoltura pugliese e che ha assoluta necessità di prevedere al suo interno la partecipazione delle università e dei centri di ricerca. È da quella competenza e da quella formazione che possiamo aprirci all’agricoltura 4.0.
Vorrei, poi, far notare al collega Casili che le aziende che producono il biologico oggi hanno tutte le possibilità, attraverso gli strumenti messi a disposizione dal PSR, di attingere a delle risorse che permettono anche di acquistare della strumentazione propedeutica alle colture biologiche.
Noi vogliamo sperimentare un nuovo modello di azienda agricola, che poi sdogani l’agricoltura di precisione nella nostra Regione. E non abbiamo bisogno di andare a guardare come hanno utilizzato i sensori in quel piccolo appezzamento di terreno, come hanno utilizzato la meccatronica in quell’altra. No. Vogliamo un campo di dimostrazione sperimentale, come è avvenuto per il Veneto, come è avvenuto per la Toscana. È lì infatti che anche altri imprenditori agricoli, o altre start up di giovani possono andare a guardare con i loro occhi, e attraverso i dati che verranno forniti poi alla Regione, guardare all’efficacia in termini di produzione e di competitività economica. Grazie.
Consigliere Casili, hai chiesto di nuovo di parlare?
Solo per precisare alcuni punti che ha messo in evidenza la collega Franzoso, ma con una certa confusione.
L’emendamento nostro non guarda soltanto alle imprese, o soltanto alle imprese biologiche. È una parte, è uno dei commi, presente all’interno del nostro emendamento. E poi, nessuno qui ha detto che con l’emendamento bisognava sostituirsi ai piani di sviluppo rurale. Si è semplicemente detto che sta diventando una consuetudine, all’interno del Paese (Paese Italia), occuparsi di agricoltura di precisione senza andare a finire in campi, in progetti-pilota che richiederanno del tempo, che probabilmente non ottimizzeranno le risorse che noi mettiamo a disposizione.
La collega Franzoso dice che sono 500.000 euro, ma vorrei ricordare alla collega Franzoso che altri PSR nazionali non è che mettano su quelle misure, 10, 15, 20 milioni di euro. Parliamo di alcune regioni che hanno messo 2 milioni di euro, di altre che ne hanno messo 4 .
Con il nostro emendamento, ripeto, non si vuole demolire la proposta di legge a firma Franzoso, Damascelli e quanti altri hanno partecipato, ma si intende soltanto, come contributo, cercare di migliorarla, visto che dai territori gli agricoltori ci chiedono la possibilità di acquistare strumenti che non sono finanziati all’interno del PSR, perché sono strumenti molto specifici. Si vuole, con l’emendamento, continuare a promuovere questa forma di agricoltura, perciò non vedo perché ci si scandalizzi di fronte a un emendamento, ripeto, che cerca di migliorare semplicemente la proposta di legge. Grazie.
Consigliera Franzoso, poi il Governo.
Presidente, solamente per dire che non c’era nessuna confusione. È logico, quello che ho detto. Tra l’altro, quando il collega Casili parla di 2 milioni, di 4 milioni, non so da quale estrazione del Lotto prelevi i bussolotti, perché non è così. Ma non entriamo nel merito dei numeri.
Io penso che veramente i Cinque Stelle abbiano un problema nel riconoscere la necessità della competenza in questa benedetta nazione, quindi, siccome quello che si vuole fare con quell’emendamento è semplicemente scardinare il cuore della legge per evitare che si crei un progetto scientifico, ma che invece si finanzino tanti microprogetti, io penso che quell’emendamento farebbe venire meno proprio la finalità della legge.
Le due posizioni sono entrambe meritevoli di attenzione, però la filosofia che anima la legge credo che venga mantenuta più organica e sia più utile alla dinamica complessiva regionale se lasciamo il testo com’è.
Consigliere Casili, il tema è questo: oggi chi vuole fare innovazione lo può fare sul PSR, senza problemi; non c’è bisogno di una misura specifica denominata “agricoltura di precisione”. Si tratta di produrre un piano di innovazione legato all’utilizzo dei droni, di quello che poi è il contesto di riferimento.
Io eviterei alla Giunta di disciplinare dei bandi a favore degli agricoltori che, di fatto, si sovrappongono a misure più o meno già attingibili e soprattutto creano un’aspettativa su somme che non sono adeguate al fabbisogno che poi dovremmo mettere in campo. Lei sai bene che, ogni volta che nel PSR bandiamo uno, arrivano domande per dieci. Si immagini parlare di utilizzazione con criteri specifici ai giovani considerato che sui giovani ci sono 5.000 domande di investimento da mezzo milione l’uno, più o meno. Pertanto, mettere a bando 500.000 euro creerebbe solo un problema noi e, più in generale, di comunicazione verso l’esterno.
Qui si parla di macro-visione di come orientare la cultura dell’innovazione, quindi mi pare più sereno per la gestione questo articolo e più coerente la visione d’insieme che è stata proposta. Quindi, vi chiederei di ritirarlo, perché su queste cose possiamo parlare quando facciamo i criteri delle misure. Insomma, stabilire che i giovani abbiano un nesso con l’innovazione ci può stare e diventa una premialità nel PSR; è difficile scriverlo in una legge.
Che succede? Andiamo al voto? Va bene.
Con il parere contrario del Governo, votiamo l’emendamento a firma del consigliere Casili ed altri.
Presenti 39, votanti 39, favorevoli 9, contrari 30.
Votiamo adesso l’articolo 4.
Presenti 38, votanti 31, favorevoli 31, astenuti 7.
Votanti 28, favorevoli 28, astenuti 5.
Presenti 32, votanti 29, favorevoli 29, astenuti 2.
All’articolo 7 c’è l’ultimo emendamento, dove si chiarisce di… Prego.
Qui c’è un errore. Questo emendamento è stato già approvato in I Commissione.
L’emendamento a firma Franzoso, Cera, Mennea, Blasi e Stea è stato approvato in I Commissione. Io, Segretario, l’avevo anche chiamata per dirle di controllare bene.
È lo stesso, è questo?
Il testo ha già…
Lo aggiungiamo adesso.
Non va approvato l’emendamento. Il testo prevede già che le risorse vengano stanziate…
Le sto chiedendo: è identico?
Siccome il testo… Adesso lo votiamo e ripristiniamo il testo.
Va bene. Non riesco a capire perché non c’è, però votiamo e ripristiniamo il testo.
“Dalle presenti disposizioni” sono sostituite “dalle disposizioni di cui all’articolo 4”. È già la legge che dice “dalle disposizioni”.
Siccome nel testo non c’è, lo ripristiniamo adesso e risolviamo il problema. Votiamo l’emendamento. Parere favorevole.
Presenti 32, votanti 25, favorevoli 25, astenuti 7.
Votiamo l’articolo 7, così come è stato emendato.
Dichiarazioni di voto? Non ne vedo.
[...] 33, favorevoli 30.
Passiamo, adesso, al punto n. 12).
Il Presidente Caracciolo non c’è. Era arrivato da poco ed è sparito già.
Diamo per letta la relazione. Siamo al punto n. 12).
Ci sono emendamenti? Non ne vedo.
Discussione generale. C’è qualcuno che chiede la parola?
Solo per illustrarla rapidissimamente, visto che non c’è il Presidente Caracciolo.
La presente proposta di legge si propone di regolamentare – saremmo la seconda Regione in Italia, dopo l’Abruzzo – la possibilità per i proprietari di animali d’affezione di accedere alle spiagge libere appositamente individuate dai Comuni o in spiagge oggetto di concessione, i cui gestori abbiano realizzato un’area attrezzata nella quale sia consentito l’accesso degli animali d’affezione accompagnati dal proprietario, nel rispetto delle norme di sicurezza e di tutela igienico-sanitaria”.
In sostanza, si va a regolamentare in favore sia dei proprietari degli animali da affezione, sia per chi non ha piacere a condividere il proprio tempo libero estivo in compagnia di animali da affezione, adibendo, sia per i Comuni, sia per le spiagge libere, sia per quelle in concessione, tutta una serie di regolamenti e norme che possano agevolare la convivenza di ognuno.
Come dicevo, sarebbe la seconda Regione in Italia a regolamentare questo settore, quindi è un segno di civiltà nei confronti di chi oggi detiene gli animali da affezione. Parliamo di più di una persona su due che oggi anche in regione Puglia detiene animali da affezione, in questo caso cani.
La legge non prevede nessun onere a carico del bilancio regionale ed è passata con il voto favorevole della Commissione competente. Grazie.
Grazie, collega Bozzetti.
Presenti 31, votanti 30, favorevoli 30.
Ci sono dichiarazioni di voto? No. Votiamo l’intera legge.
Presenti 31, votanti 31, favorevoli 31,
Passiamo al punto n. 13): “Integrazione alla Legge regionale 1 dicembre 2017, n. 49”.
Relatore è il consigliere Pentassuglia.
[…] per quanto mi riguarda. Anzi, ringrazio i colleghi. Grazie.
Diamo per letta la relazione. Non vedo emendamenti. È così? Procediamo allora.
Presenti 31, votanti 25, favorevoli 25, astenuti 6.
Successivo articolo 10-bis. Votiamo. È tutto l’articolo 1 quello. Ho capito. È un unico articolo, allora, che sostituisce i vari… Non avevo letto bene. Chiedo scusa.
A questo punto, essendo la legge composta da un solo articolo, avendo votato, la legge è approvata. Dico bene, Presidente Amati?
Adesso passiamo alla leggina, al punto n. 19), prima di passare al Piano Casa. È una sola norma integrativa. Riguarda l’inserimento del Co.Re.Com nel Comitato. È un solo articolo.
Articolo 1. Stiamo parlando del punto n. 19). Votiamo.
Passiamo adesso – croce e delizia nostra – al buon Piano Casa. Punto n. 18). Sono arrivati tutti gli emendamenti? Sono stati tutti catalogati?
Vizzino deve chiedere una sospensione? Il relatore è Vizzino. Il Presidente del Gruppo Misto.
Presidente, dando per letta la relazione, chiedo ai colleghi del Consiglio di sospendere la seduta per cinque minuti, per poter affrontare anche alcune questioni con l’assessorato.
Considerato il tema, credo che non saranno cinque minuti. Però mi adeguo. Va bene.
Sospendiamo la seduta. Che Dio ce la mandi buona.
Io direi che cominciare alle ore 14.30 andrebbe già bene.
Chiedo ai consiglieri: immaginando quel che succederà fra poco, quando giustamente la stragrande maggioranza dei consiglieri vorrà avere il tempo per capire quanti emendamenti stanno lì, un gruppo ristretto, che sta preparando, mandando… È un tema delicato, è inutile che poi di corsa noi dobbiamo alzare la mano. È bene che a questo punto ci aggiorniamo. Il Consiglio aperto è il 4: è l’opinione della maggioranza dei consiglieri che vogliono vedere le carte, vogliono andare in Commissione, vogliono vedere tutti gli emendamenti ed è giusto che sia così.
Quindi, giovedì si va in Commissione e il giorno 4 cominciamo col Piano Casa.
Io raccolgo l’opinione di chi è stato pazientemente ad attendere per un’ora, abbiate pazienza. Almeno vogliono vedere le carte, vogliono leggere, aggiustiamo gli emendamenti, immagino che qualche cosa l’abbiate pure concordata, legittimamente. Vogliamo vedere le carte, vogliamo aggiustare gli emendamenti?
Il Presidente della Commissione ha detto: io voglio tornare in Commissione, se ci sono molte cose, abbiate pazienza. Peraltro, siccome già nella Conferenza dei Presidenti molti hanno detto che alle 16 se ne devono andare, questa è l’opinione di tutti.
Per cui, sciolgo la seduta e ci aggiorniamo al giorno 4, in modo tale che ognuno, essendo una materia delicata, abbia un momento di riflessione e leggiamo tutti.

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Articolo 2
 articolo 2
e contrario
 articolo 10

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