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Timestamp: 2019-11-13 07:15:35+00:00

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﻿ Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n.104 – Cosa cambia – Armi Militari
Pubblicato il Settembre 8, 2018 Dicembre 28, 2018 di Michele Schiavo
In riassunto, cosa cambierà dal 14 settembre 2018:
Le armi comuni non sportive possono avere ora al massimo 10 colpi per le lunghe, 20 per le corte. Salvaguardate molte armi storiche.(Come era prima della Legge 17 aprile 2015, n.43)
Le attività professionali (art. 31 del T.U.L.P.S.) di fabbricazione, riparazione, vendita possono inviare l’avviso di trasporto via PEC. Sono esclusi gli intermediari (art. 31 Bis del T.U.L.P.S.) che tra l’altro ora possono ricevere armi per corrispondenza e consegnarle ai privati titolati
Confermato l’obbligo di sollecito da parte dell’Autorità di PS per la presentazione della certificazione medica per i detentori di armi senza porto d’armi da più di 5 anni ed estensione da 30 a 60 giorni del termine. (prima erano 6 anni)
Aumentato il limite di detenzione per le armi sportive da 6 a 12. Non dimentichiamo però che prima del 21 aprile 2015 (Legge 43/2015) molte armi ora sportive erano armi venatorie ovvero detenibili in numero illimitato. È una parziale miglioria.
Titolari di licenza di collezione senza porto d’armi potranno usare, con delle limitazioni, le armi in collezione. In realtà il divieto di utilizzo delle armi in collezione non è mai esistito dal punto di vista legale, ma solo tramite prescrizioni.
La denucia potrà essere fatta via PEC anche ai Carabinieri. In realtà era già possibile.
Modificate le parti d’arma soggette a denuncia. Gli upper sono da denunciare. Hanno tolto i silenziatori dalle parti d’arma, ma la loro introduzione e vendita in Italia resta vietata in forza all’articolo 2 della Legge 18 aprile 1975, n.110. Rimane da capire, per chi li detiene, come poter dimostrare di averli avuti prima del 4 novembre 2013.
Ora sono soggetti a denuncia i caricatori avente capacità maggiore di 10 per le armi lunghe e 20 per le armi corte.
Nulla di nuovo sull’informare i conviventi quando si richiede o si rinnova un titolo di acquisto armi. Si attenderà ancora il Regolamento, in attesa dal 2010.
La riabilitazione ai reati ostativi potrà permettere il rilascio del porto d’armi, il rifiuto non sarò più automatico.
Armi disattivate. In Italia nulla cambia, ma attenzione se portate armi semiautomatiche in qualche Paese membro dell’Unione Europea, potrà essere necessario inserirlo nella Carta Verde Europea.
Durata porto d’arma sportivo e caccia: da 6 a 5 anni.
Obbligo visita medica per i detentori di armi comuni: da 6 a 5 anni. Esonerati possessori di licenza di collezione armi antiche, e soggetti art. 73 del Regolamento del T.U.L.P.S.
Basta licenza prefettizia per i privati per la spedizione di armi sul suolo nazionale. Sono vietate anche le spedizioni effettuate presso i TSN.(La Direttiva permette la spedizione a privati a patto che sia verificata l’idoneità del destinatario)
Le armi A8 non sono più detenibili né cedibili. Deroga a chi le deteneva prima del 13 giugno 2017.
Le armi cammuffate sono ora vietate. Niente deroga. Chi possiede la penna-pistola o bastoni fucile non potrà più detenerli.
Le armi demilitarizzate (A6) e le armi sportive (A7) con numero di colpi oltre 10/20 saranno acquistabili solo da sportivi (*) e collezionisti di armi A6,A7,A8. Potrà essere rilasciata una nuova licenza per queste armi. Deroga a chi le deteneva prima del 13 giugno 2017. Le armi A7 non sono automaticamente qualificate sportive, è sempre necessario richiederne la qualifica tramite il Banco di Prova.
Caricatori per armi sportive (oltre 10/20 colpi) solo ai tiratori sportivi(*). Deroga a chi li deteneva prima del 13 giugno 2017.
Limite sull’acquisto di munizioni imposto sul porto d’armi dovrà essere rinnovato annualmente, ma nulla cambia sulle modalità
(*) La condizione per essere tiratore sportivo dovrà essere rispettata per sempre a meno che non si riesca ad avere la particolare collezione. L’iscrizione va fatta entro il 31.12.2018.
Si sottolinea l’assoluta incertezza sui requisiti necessari per essere definito tiratore sportivo.
Parti d’armi
Vengono semplificate le definizioni di parti d’arma. Vengono semplificate ed unite le due vecchie definizioni di parte e parte fondamentale.
Sostanzialmente vengono aggiunti gli upper o castelli superiori, vengono tolti i silenziatori o moderatori di suono.
Ciascuna delle seguenti componenti essenziali: la canna, il telaio, il fusto, comprese le parti sia superiore sia inferiore (upper receiver e lower receiver), nonché, in relazione alle modalità di funzionamento, il carrello, il tamburo, l’otturatore o il blocco di culatta che, in quanto oggetti distinti, rientrano nella categoria in cui è stata classificata l’arma da fuoco sulla quale sono instal- lati o sono destinati ad essere installati.
Hanno tolto i silenziatori dalle parti d’arma, ma la loro introduzione e vendita in Italia restano vietati in forza all’articolo 2 della Legge 18 aprile 1875, n.110. A rigor di legge non vanno più inseriti in denuncia armi.
Armi da fuoco camuffate
Le armi fabbricate o trasformate in modo da assumere le caratteristiche esteriori di un altro oggetto.
Con 10 anni di ritardo, recepiamo correttamente, come da Direttiva, la definizione di munizione, ovvero l’insieme della cartuccia o dei suoi componenti, compresi i bossoli, gli inneschi, la polvere da sparo, le pallottole o i proiettili, utilizzati in un’arma da fuoco a condizione che tali componenti siano soggetti ad autorizzazione.
Tale definizione venne aggiornata nella 91/477/CEE con la Direttiva 2008/51/CE, ma il Decreto Legislativo 26 ottobre 2010 n. 204 non recepì tale modifica.
Demolizione di parti di arma da parte dei possessori di licenza ex. Art. 31
Ai titolari di licenza per la fabbricazione di armi è consentita, all’interno dei siti di fabbricazione indicati nella licenza, la rottamazione delle parti d’arma dai medesimi fabbricate e non ancora immesse sul mercato, anche se provviste della marcatura o dei segni identificativi o distintivi.
L’operatore, nel caso in cui abbia la materiale disponibilità delle armi o delle munizioni, è obbligato alla tenuta del registro di cui, rispettivamente, agli articoli 35 e 55, nonché ad effettuare le relative anno- tazioni concernenti le operazioni eseguite
Per il trasporto di armi e parti d’arma, tra soggetti muniti della licenza di cui all’articolo 31, l’obbligo dell’avviso è assolto mediante comunicazione, almeno 48 ore prima del trasporto medesimo, all’autorità di pubblica sicurezza, anche per via telematica attraverso trasmissione al relativo indirizzo di posta elettronica certificata. La comunicazione deve accompagnare le armi e le parti d’arma.
Niente PEC invece per i soggetti titolari di licenza all’articolo 31-Bis ovvero gli intermediari di armi, che però può trasportarle fuori dal locale oggetto di licenza senza darne avviso.
Denuncia armi, parti d’arma e materiale esplodente
Viene indicato chiaramente che la denuncia può essere inviata via PEC anche al locale comando dell’Arma dei carabinieri.
Andranno denunciati i caricatori avente capacità maggiore di 10 colpi per le armi lunghe, 20 per le armi corte.
Rimane il dubbio qualora lo stesso caricatori sia utilizzabile sia su di un’arma lunga sia corta.
Visita medica per i detentori di armi
Chiunque detiene armi comuni da sparo senza essere in possesso di alcuna licenza di porto d’armi, ad eccezione di coloro che sono autorizzati dalla legge a portare armi senza licenza [n.d.r. Vedi Art.73 Reg. T.U.L.P.S.: Il Capo della Polizia, i Prefetti, i Viceprefetti, gli Ispettori provinciali amministrativi, gli ufficiali di P. S., i pretori e i magistrati addetti al Pubblico ministero o all’ufficio di istruzione] e dei collezionisti di armi antiche, è tenuto a presentare ogni cinque anni la certificazione medica prevista dall’articolo 35, comma 7, secondo le modalità disciplinate con il decreto di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 26 ottobre 2010, n. 204.
Reati ostativi alla detenzione di armi
L’articolo 43 del T.U.L.P.S. risulta aggiornato così:
Oltre a quanto è stabilito dall’art. 11, non può essere conceduta la licenza di portare armi:
b) a chi ha riportato condanna a pena restrittiva della liberta personale per violenza o resistenza all’autorità o per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico;
La licenza può essere ricusata ai soggetti di cui al primo comma qualora sia intervenuta la riabilitazione, ai condannati per delitto diverso da quelli sopra menzionati e a chi non può provare la sua buona condotta o non dà affidamento di non abusare delle armi.
Chi ha suito in passato condanne per furto, rapina ed ora è riabilitato non avrà l’esclusione automatica dei titoli per la detenzioen di armi, ma questi potranno essere rilasciati a discrezione dell’autorità di Pubblica Sicurezza.
Durata licenza “tiro volo” (porto d’armi sportivo)
Dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo, la durata per i nuovi titoli rilasciati sarà ridotta da 6 a 5 anni.
Articolo 1, le armi camuffate sono considerate armi tipo guerra
Agli effetti della legge penale sono, altresì, considerate armi tipo guerra le armi da fuoco camuffate di cui all’articolo 1-bis, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 527.
Dal 14 settembre le armi camuffate saranno obbligatoriamente vietate.
Art. 2, numero di colpi nelle armi comuni
Modificati i limiti di capacità per le armi comuni non sportive: 10 colpi per le armi lunghe e 20 colpi per le armi corte.
Ci siamo adeguati alle normative europee, e per lo meno ora abbiamo solo due tipologie di caricatori: quelli liberi e quelli maggiorati consentiti solo ai tiratori sportivi.
La denuncia dei caricatori sarà obbligatoria per quelli aventi le nuove capacità ovvero 10 colpi per le armi lunghe, 20 per le armi corte.
Non ci si spiega perché 62 munizioni, quando le confezioni di vendita sono generalmente da 20, 25, 50 o 180 pezzi. Non si sa neancora come ci si dovrà comportare qualora l’arma durante la prova non funzioni e risultasse quindi impossibile poter sparare le munizioni appena acquisite.
Tale possibilità ad interpretare com’è scritta la Legge sembra essere prevista per i detentori di licenza di collezione sprovvisti di porto d’armi. Infatti chi è titolare di una licenza di porto d’armi può comunque trasportare le armi. Nelle attuali collezioni non esiste l’espresso divieto di utilizzo, ma questo viene generalmente inserito nelle prescrizioni.
(P.S. La libretta della prova delle armi di reparto, a quel che dice il Dipartimento, prevede 62 colpi ogni 6 mesi)
Art. 11 – Tracciabilità
Tutte le parti sfuse di armi (quindi ora non solo le canne) dovranno avere la matricola ed i segni distintivi per la tracciabilità.
Art. 17 – Compravendita di armi comuni da sparo commissionate per corrispondenza
È consentita la compravendita a distanza, o per corrispondenza, ai titolari di licenze professionali. Ai privati viene permessa a condizione che la consegna venga effettuata da un armaiolo o da un intermediario, muniti di licenza ex artt. 31 e 31 bis RD 773/1931.
Non viene più prevista la possibilità per i privati di richiedere un nulla osta prefettizio che li autorizzi all’acquisto per corrispondenza.
Armi non venatorie
Vengono vietate all’attività venatoria le armi di categoria A, in particolare le A6, A7, A8 e le armi di categoria B9 ovvero le armi semiautomatiche di capacità inferiore a 10 colpi ed assomiglianti a delle armi automatiche.
Resteranno i problemi legati al riconoscimento di un’arma nella categoria B9 dove molti importatori cercheranno di evitare tale classificazione al fine di poter vendere armi venatorie per poter godere di un numero di detenzione superiore. Infatti le armi B9 non sportive resteranno detenibili in massimo 3 pezzi mentre le armi venatorie resteranno detenibili in numero illimitato.
Durata licenza caccia
Dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo, la durata del porto d’armi uso caccia è ridotta a 5 anni dai precedenti 6.
Limitazione acquisto munizioni sul porto d’armi o nulla osta
La sola modifica riguarda il limite temporale di tale limitazione che ora potrà essere rinnovata di anno in anno.
Non sono computate le munizioni acquistate presso i poligoni delle sezioni dell’Unione italiana tiro a segno, immediatamente utilizzate negli stessi poligoni.
Imballaggi di vendita delle munizioni
Ora gli imballaggi delle munizioni devono per legge riportare il calibro ed il tipo di munizione.
Certificazione armi sparo con potenza inferiore ai 7.5J
La verifica di conformità delle armi ad aria compressa di modesta capacità offensiva è ora legalmente affidata al Banco Nazionale di Prova di Gardone Val Trompia.
Anche per gli intermediari sarà obbligatoria la tracciabilità di armi e materiali esplodenti.
Norme di semplificazione in materia di tracciabilità delle armi e delle munizioni
Viene istituita una banca dati presso il Ministero dell’Interno dove vengono registrate tutte le movimentazioni di armi da fuoco, munizioni ed armi da sparo anche di modesta capacità offensiva. (per queste ultime saranno registrati solo i dati del primo acquirente, comunicati dall’armeria, in quanto le armi a modesta capacità offensiva sono escluse dalla denuncia per i privati cittadini)
Il sistema sarà consultabile dalle forze di polizia.
I dati saranno inseriti dagli uffici atti a ricevere le denunce di detenzione armi da parte dei privati cittadini.
Entrata in vigore delle nuove durate dei titoli
Le nuove durate dei titoli autorizzativi alla detenzione delle armi saranno in vigore per le nuove licenze rilasciate dal 14 settembre 2018.
L’adempimento per la presentazione di un certificato medico per i detentori di armi, o i richiedenti un porto d’armi, fino all’adozione del Regolamento, può essere assolto presentando un certificato medico rilasciato un medico legale, o da un medico militare, della Polizia di Stato o del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dal quale risulti che il richiedente non è affetto da malattie mentali oppure da vizi che ne diminuiscono, anche temporaneamente, la capacità di intendere e di volere.
Caricatori maggiorati, Armi A6, A7 ed A8.
Qui è da leggere con attenzione !!!
Il problema è chi la 14 settembre detiene un’arma A8 acquistata dopo il 13 giugno 2017 non può detenerla, dal 1 gennaio 2019, senza la collezione speciale che però potrà essere rilasciata solo dal 14 settembre.
Chi detiene armi A6, A7 e caricatori acquistati dopo il 13 giugno entro il 31 dicembre 2018 dovrà iscriversi ad un’associazione sportiva riconosciuta dal CONI.
Ma quando si saprà quando un’arma è A6 oppure A8 ? Quanto ci metterà il Banco di Prova ad aggiornare le classificazioni?
4. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 35, comma 5, e 38 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto legislativo, l’acquisizione e la detenzione di armi di cui alla categoria A, punti 6 e 7, dell’allegato I alla direttiva 91/477/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1991, nonché di caricatori per armi da fuoco in grado di contenere un numero di colpi eccedente i limiti consentiti all’articolo 2, secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, è consentita ai soli tiratori sportivi iscritti a federazioni sportive di tiro riconosciute dal CONI, nonché gli iscritti alle Federazioni di altri Paesi UE, agli iscritti alle Sezioni del Tiro a Segno nazionale, agli appartenenti alle associazioni dilettantistiche di tiro a segno affiliate al CONI.
Quindi dal 14 settembre, per chi ha acquistato armi A6, A7 e caricatori maggiorati dovrà essere tiratore sportivo iscritto ad una federazione sportiva riconosciuta dal CONi o un’associazione dilettantistiche affiliata al CONI.
5. A coloro che, alla data del 13 giugno 2017, detenevano legalmente le armi ed i caricatori di cui al comma 4, continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti in materia alla data di entrata in vigore del presente decreto. In caso di cessione a qualunque titolo, si applicano le disposizio- ni di cui al comma 4 del presente articolo.
Chi deteneva Armi A6, A7 e caricatori maggiorati prima del 13 giugno 2017 non cambia nulla.
6. A coloro che, alla data del 13 giugno 2017, detenevano legalmente armi di cui alla categoria A, punto 8, dell’Allegato I alla direttiva 91/477/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1991, continuano ad applicarsi le disposizioni vigenti in materia alla data di entrata in vigore del presente decreto. Le armi di cui al periodo precedente possono essere trasferite soltanto per successione a causa di morte, per versamento ai competenti organi del Mini- stero della difesa, per cessione agli enti pubblici di cui all’articolo 10, quinto comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, ed ai soggetti muniti della licenza per la fabbricazione di armi, ovvero per cessione, con l’osservanza delle norme vigenti per l’esportazione a enti o persone residenti all’estero. L’erede, il privato o l’ente pubblico cui pervengono, in tutto o in parte, tali armi, è tenuto a far- ne denuncia ai sensi dell’articolo 38 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, ed a chiedere apposita licenza di collezione rilasciata dal questore.
Chi detiene armi A8 acquisite prima del 13 giugno 2017 non cambia nulla ai fini dell’uso e detenzione, ma non potrà più cederle.
7. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 10, decimo comma, della legge 18 aprile 1975, n. 110, per l’acquisizione e la detenzione di armi da fuoco della categoria A, punti 6, 7 e 8, dell’Allegato I alla direttiva 91/477/CEE del Consiglio, del 18 giugno 1991, loro parti e relative munizioni può essere rilasciata dal questore apposita licenza di collezione in singoli casi eccezionali e debitamente motivati, previa comunicazione all’autorità delle misure adottate per far fronte a eventuali rischi per la pubblica sicurezza o l’ordine pubblico, nonché per la custodia delle armi da fuoco, delle loro parti al fine di assicurare un livello di sicurezza proporzionato ai rischi associati a un accesso non autorizzato agli stessi. La licenza di collezione delle predette armi può essere rilasciata a coloro che le acquistano per causa di morte.
Chi acquisirà armi A6, A7, A8 dopo il 14 settembre 2018 potrà richiedere la particolare nuova collezione. Non si potranno denetere caricatori maggiorati se non si sarà sportivi.
Le armi A6, A7, A8 sono considerate armi comuni.
Si avrà tempo fino al 31 dicembre 2018 per diventare tiratore sportivo o richiedere la licenza particolare di collezione.
Le modifiche legislative entreranno in vigore il 14 settembre 2018.
Ora non resta che attendere la Circolare del Ministero dell’Interno per risolvere talune criticità ed il tanto atteso Regolamento sui poligoni privati.
CategorieLegislazione, Vademecum Tag(UE) 2017/853, 91/477/CEE, Armi A6, Armi A7, Armi A8, Armi B4, Armi B7, Art. 17 – Legge 110/1975, Art. 31 - T.U.L.P.S., Caricatori, Demilitarizzate, Dlgs 104/2018, Dlgs 121/2013, Legge 110/1975, Legge 43/2015, T.U.L.P.S.
13 risposte a “Decreto Legislativo 10 agosto 2018, n.104 – Cosa cambia”
Settembre 9, 2018 alle 21:43
Pubblicato il settembre 8, 2018 di Michele Schiavo
La licenza puo’ essere ricusata a:
a) ai soggetti che hanno riportato condanna alla reclusione per delitti non colposi contro le persone commessi con violenza, ovvero per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione;
b) a chi ha riportato condanna a pena restrittiva della liberta personale per violenza o resistenza all’autorita’ o per delitti contro la personalita’ dello Stato o contro l’ordine pubblico;
qualora sia intervenuta la riabilitazione, ai condannati per delitto diverso da quelli sopra menzionati e a chi non puo’ provare la sua buona condotta o non da’ affidamento di non abusare delle armi.
dopo avvenuta riabilitazione, e cancellazione dei reati dal tribunale di competenza, si può richiedere li rinnovo o rilachsio del porto d’armi uso venatorio???
grzaie Claudio
Settembre 10, 2018 alle 20:00
andremmo a vedere cosa combineranno quelli che sono contrari alle armi.io sono in possesso di porto d’armi sportivo cosa centrano le condanne e le riabilitazioni se il tribunale di sorveglianza ti a dato la riabilitazione per buona condotta per un fato accaduto nel 76 e riabilitato nel 98 a tutti gli effetti
Franco Correzzola ha detto:
Settembre 10, 2018 alle 22:07
L’art 43 che disciplina la materia, già oggi prevede al primo comma alcuni reati (vedi lettere a, b, C) per cui NON PUÒ ESSERE CONCESSA licenza. Il secondo comma dice che la licenza PUÒ essere ricusata per condanne in altri reati o o se non si può provare buona condotta o di non abusare…
Tecnicamente la riabilitazione comporta una “vita nuova” e non si giustificano restrizioni sulla base del precedente.
Teniamo presente che già oggi QUALSIASI CONDANNA darebbe potere discrezionalità sulla concessione.
La novità è che da 14 settembre, espressamente la riabilitazione intervenuta per i reati del primo comma è irrilevante : la licenza può essere negata discrezionalmente. Punto.
A dire il vero, con notevole inversione rispetto agli ultimi trenta anni, la giurisprudenza considera interessi sicurezza superiore ai diritti di pari trattamento dell’individuo… Prima solo per corrente giurisprudenza, da domani per norma di legge.
Settembre 11, 2018 alle 21:34
1982 ho commesso reato alla lettera C nel 1987 ho fatto la riabilitazione
e le cancellazioni dal tribunale di competenza. dal 1990 mi è stato rinasciato pda uso venatoro. Oggi mi hanno negato il rinnovo. ?????ma se le amministrazioni passate mi hanno ritenuto idoneo
in base alla discrzionalità del dirigente o del questore, perchè oggi non viene piu’ applicata??
Settembre 11, 2018 alle 23:51
Per decisione del Consiglio di Stato, la riabilitazione non esclude il diritto di negare il porto già oggi…
Dal 14 settembre, anche la legge espressamente consente di negare il porto.
Dal punto di vista amministrativo, comunque l’azione dell’ufficio (rigetto domanda) dovrebbe essere comunque(ai sensi legge 241/1990, esiste un bellissimo libro del cons. Dott. Franco – cognome – in tema) improntata a ragionevolezza, equilibrio tra diritti ed interesse pubblico e, nota bene, motivato adeguatamente.
Specie nel caso in esame dove, per contrasto tra precedenti decisioni senza intervenuti nuovi fatti (premesse di fatto) o disciplina di legge (sempre quella, presupposto di diritto).
Insomma discrezionalità non dovrebbe sfociare in arbitrio…
Qui però entriamo in zona calda : ci sono differenze sostanziale tra concessione e licenza (il prof. Virga per tutti) non sempre colte.
In tema di porto d’armi poi, esiste una resistenza giurisprudenza a riconoscimento di diritti soggettivi.
Non rimane che impugnare il rigetto al TAR per lesione d’interesse legittimo ed eccesso potere atto… Ovvero difetto di motivazione se assente.
L’esperienza in tema di diniego porto da difesa non lascia ben sperare…
Per questo si è molto critici verso aree dubbie non disciplinate dalla legge compiutamente :troppo differenti i trattamenti, da provincia a provincia e persino nello stesso territorio…
Settembre 14, 2018 alle 17:53
Sono titolare di licenza di porto fucile
per esercizio dello sport e proprietario di una pistola.Quando vado al poligono devo comunicare il percorso ai carabinieri ?
Se durante il percorso evendo con me la pistola mi fermo per cenare o dormire fuori domicilio posso farlo o sono in difetto.
Settembre 14, 2018 alle 17:55
Se durante il percorso evendo con me la pistola (intendo nella sua borsa,senza caricatore e con le munuzioni conservate non assieme alla pistola)mi fermo per cenare o dormire fuori domicilio posso farlo o sono in difetto.
Settembre 14, 2018 alle 18:23
La circolare del Ministero del 14.2.1998 chiarisce bene le cose.
Chi ha il porto d’armi (tiro volo, caccia,pistola difesa,fucile difesa) può trasportare fino a 6 armi su tutto il territorio.
Quella del percorso era la “vecchia” carta verde sportiva, (vecchia perché oggi non la fa nessuno dato che richiede gli stessi oneri del chiedere il TAV). La carta verde permetta il trasporto dell’arma sportiva da casa al TSN per il più breve tragitto. Dubito che ancora qualcuno nel 2018 abbia la carta verde.
Se trasporti l’arma, poi portarla con te tranquillamente al ristorante, hotel, ecc.. l’unico avvertimento è sulla custodia, non lasciarla “abbandonata” nella camera dell’hotel.
Settembre 14, 2018 alle 19:43
… O in macchina..
Settembre 26, 2018 alle 11:43
Buongiorno letto l’art 17 compravendita per corrispondenza…volevo sapere se vale anche per le armi ad aria compressa…so che tali armi se superiori alla potenza di 7.5 j sono considerate armi a tutti gli effetti e vanno denunciate…se si quindi basta acquistarle e farle arrivare in un’armeria e poi denunciarle?….
Ottobre 14, 2018 alle 13:08
Grazie delle preziose informazioni. Quindi, per capire, posso utilizzare il sito http://www.visitaportodarmi.it per prenotare la visita medica? Sullo stesso sito dice che la visita viene effettuata da medici militari abilitati ai sensi del nuovo D.Lgs. Sarà una visita valida?
Ottobre 30, 2018 alle 18:41
Buonasera, mi sto avvicinando al tiro dinamico e dove a breve acquistare dei caricatori.
Ho visto che ce ne sono disponibili da 18 colpi che, in base al nuovo DL, non andrebbero denunciati in quanto inferiori a 20, ma secondo la legge antiterrorismo del 2015 sì. Quindi? come dovrò comportarmi?
Novembre 5, 2018 alle 13:06
Buongiorno, il Dlgs 103/2018 ha modificato le modifiche apportate dalla Legge 43/2015.
Dal 13 settembre 2018 è obbligatoria la denuncia dei caricatori avente capacità superiore ai 10 colpi per quelli per armi lunghe, 20 per le corte.
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References: art. 73
 Art. 31
 Art.73

Articolo 1

Art. 2

Art. 11

Art. 17
 Art. 17
 Art. 31