Source: http://docplayer.it/2208759-Comune-di-padova-relazione-sulla-performance-2013.html
Timestamp: 2017-05-23 14:54:14+00:00

Document:
Comune di Padova Relazione sulla Performance PDF
Comune di Padova Relazione sulla Performance 2013
Download "Comune di Padova Relazione sulla Performance 2013"
1 Comune di Padova Relazione sulla Performance 2013 a cura del Settore PROGRAMMAZIONE CONTROLLO E STATISTICA2 3 Sommario INTRODUZIONE pag. 1 CONTESTO ESTERNO: POPOLAZIONE, TERRITORIO ED ECONOMIA A PADOVA pag. 3 CONTESTO INTERNO: PERSONALE, PIANO DELLE AZIONI POSITIVE, ATTIVITÀ DEL pag. 13 COMITATO UNICO DI GARANZIA, INDICATORI FINANZIARI ED ECONOMICI. AREE STRATEGICHE pag. 31 MONITORAGGIO DEGLI OBIETTIVI E RISULTATI RAGGIUNTI. OBIETTIVI OPERATIVI, INDICATORI STATISTICI E RISORSE pag. 37 COORDINAMENTO GENERALE RELAZIONI ESTERNE pag. 38 SICUREZZA DEI CITTADINI pag. 63 SERVIZI AL CITTADINO, CULTURA ISTRUZIONE E SPORT pag. 73 SERVIZI FINANZIARI E ATTIVITÀ ECONOMICHE pag. 158 AMBIENTE E TERRITORIO pag. 233 LAVORI PUBBLICI pag. 280 SERVIZI INTERNI DI SUPPORTO pag. 317 RISULTATO AL 31/12/2013 DEI PROGETTI DI MIGLIORAMENTO E AMPLIAMENTO DEI SERVIZI EROGATI ALLA COLLETTIVITA pag. 369 RISULTATI DEL PROCESSO DI VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE ANNO 2013 pag. 389 I4 II5 Introduzione Il Piano delle Performance, secondo l'art. 10 comma 1 del D.Lgs. 150/2009, è un documento programmatico triennale da adottare in coerenza con i contenuti ed il ciclo della programmazione finanziaria e di bilancio, che individua gli obiettivi strategici ed operativi e definisce gli indicatori per la misurazione e la valutazione della performance dell'amministrazione e delle strutture. Il Comune di Padova, seguendo il percorso determinato dal Regolamento di Organizzazione ed Ordinamento della Dirigenza ed in coerenza con le risorse umane e finanziarie a disposizione, nel 2013 ha approvato il proprio Piano delle Performance con atto di Giunta Comunale del 9/7/2013. Nel Piano, gli obiettivi strategici approvati dal Consiglio Comunale in sede di Bilancio di Previsione, sono stati declinati, tramite una struttura ad albero, in obiettivi operativi, per ciascuno dei quali sono stati individuati appositi indicatori finalizzati alla misurazione dei risultati raggiunti, nonché i responsabili della loro realizzazione ed i risultati attesi. Prima dell approvazione da parte della Giunta Comunale, il Piano è stato esaminato dal Nucleo di Valutazione attraverso appositi incontri con i capi settore ed i rispettivi assessori di riferimento. In quella sede il Nucleo di Valutazione ha verificato l idoneità e la coerenza degli obiettivi operativi con quelli strategici ed ha espresso considerazioni e suggerimenti volti al miglioramento dell efficacia e dell efficienza, negoziando con i Dirigenti i valori dei risultati attesi e le priorità. Il Piano delle Performance è stato quindi approvato dall organo esecutivo unitamente al Piano Esecutivo di Gestione e pubblicato sul sito istituzionale del Comune nella sezione Trasparenza, Valutazione e Merito. Nel corso dell anno, in occasione della ricognizione sullo Stato di Attuazione dei Programmi, sono stati raccolti ed analizzati i risultati emersi dal sistema di monitoraggio degli obiettivi adottato dall'ente, in modo da individuare eventuali fattori e problematiche che ne potessero rallentare l'attuazione. Relazione sulla Performance6 Ora, il presente documento, redatto secondo le disposizioni del Regolamento di Organizzazione ed Ordinamento della Dirigenza (art. 32 Strumenti di rendicontazione ), costituisce la Relazione sulla Performance e rendiconta, per ciascuno degli obiettivi contenuti nel Piano delle Performance, i risultati realizzati al 31 dicembre 2013, seguendo sempre la struttura "ad albero", vale a dire partendo dagli obiettivi strategici per arrivare agli obiettivi operativi ed ai singoli indicatori. Complessivamente, l Ente ha raggiunto un risultato del 93,89%. I contenuti della Relazione si snodano attraverso la descrizione in tavole delle caratteristiche socio demografiche ed economiche del territorio comunale (contesto esterno), esponendo successivamente gli elementi quantitativi caratterizzanti l Ente in termini di strutture organizzative, personale in servizio ed indicatori economico finanziari (contesto interno). Si riporta poi, per ognuna delle aree strategiche del Piano delle Performance, la declinazione in obiettivi strategici ed operativi, con la relativa percentuale di raggiungimento e, per quelli operativi, il dettaglio dei risultati raggiunti, sia in termini assoluti che percentuali. Per ciascun Settore dell Ente, poi, sono consuntivati gli indicatori statistici, con lo scopo di fornire delle informazioni di tipo quantitativo sulle attività monitorate, nonché le risorse umane, a inizio e a fine anno, e quelle relative alla previsione finanziaria, suddivise in parte corrente e in conto capitale. Si rimanda ai documenti di rendicontazione finanziaria ed al referto del controllo di gestione, la cui approvazione è prevista per fine aprile 2014, la descrizione analitica dei risultati economico finanziari e dei programmi dell'amministrazione Comunale conseguiti nel L ultimo capitolo riporta, in forma aggregata, gli esiti del processo di valutazione di tutto il personale dipendente. La presente Relazione sulla Performance sarà sottoposta alla validazione del Nucleo di Valutazione, secondo quanto disposto dalla vigente normativa e successivamente approvata dalla Giunta Comunale. Verrà poi pubblicata sulla pagina "Trasparenza Valutazione e Merito" del sito internet dell'ente. La validazione da parte del Nucleo di Valutazione costituirà il presupposto per l erogazione dei premi di risultato in favore di dipendenti e dirigenti, sulla base della valutazione ottenuta da ciascuno. Relazione sulla Performance7 CONTESTO ESTERNO POPOLAZIONE, TERRITORIO ED ECONOMIA A PADOVA Popolazione residente a Padova al struttura per sesso ed età M aschi pop. straniera Maschi pop. totale Femmine pop. straniera Femmine pop. totale POPOLAZIONE RESIDENTE NEI QUARTIERI Quartiere Centro Nord Est Sud Est Sud Ovest Ovest Senza fissa dimora Totale Relazione sulla Performance8 Popolazione residente a Padova al per stato civile coniugato 45,41% celibe o nubile 43,03% divorziato 3,08% vedovo 8,48% INDICATORI DI STRUTTURA DELLA POPOLAZIONE Indice vecchiaia 203,34 200,86 199,68 198,31 200,53 201,49 203,59 Indice dipendenza 55,80 56,19 56,69 56,53 57,53 58,44 60,33 Età media 45,48 45,46 45,53 45,60 45,53 45,88 46,13 Età media maschi 43,12 43,13 43,20 43,30 43,20 43,57 43,82 Età media femmine 47,59 47,52 47,58 47,63 47,58 47,92 48,16 Tasso natalità 8,50 8,88 8,91 8,56 8,31 8,28 8,06 Tasso mortalità 11,55 11,71 10,84 11,17 11,58 11,90 11,70 Numerosità media famiglie 2,11 2,10 2,09 2,08 2,07 2,07 2,08 Popolazione residente a Padova al con meno di 14 anni e oltre 65 anni > Relazione sulla Performance9 FAMIGLIE RESIDENTI Anno Unipersonali Coniugi con/senza figli Genitore con figli Altre DIMENSIONE FAMIGLIE RESIDENTI Componenti o più Totale Relazione sulla Performance10 MOVIMENTO DELLA POPOLAZIONE RESIDENTE Anno Movimento naturale Movimento migratorio Nati Morti Immigrati Emigrati Popolazione residente a Padova - movimento naturale dal 2002 al 2013 Nati Morti Popolazione residente a Padova - movimento migratorio dal 2002 al Immigrati Emigrati Relazione sulla Performance11 MATRIMONI CELEBRATI A PADOVA Anno Rito religioso Rito civile Totale Almeno uno degli sposi straniero POPOLAZIONE STRANIERA RESIDENTE A PADOVA Anno Residenti Maschi Femmine % su totale , , , , , , , , , ,10 POPOLAZIONE RESIDENTE STRANIERA PER QUARTIERE AL fino a da a oltre Relazione sulla Performance12 Popolazione con cittadinanza straniera residente a Padova - anni MOVIMENTO DELLA POPOLAZIONE STRANIERA Anno Movimento naturale Movimento migratorio Nati Morti Immigrati Emigrati Popolazione straniera residente a Padova per anno di iscrizione anni preced. anno di iscrizione Relazione sulla Performance13 MOVIMENTO TURISTICO NEL COMUNE Arrivi Anno Turisti italiani Turisti stranieri Totale Presenze Anno Turisti italiani Turisti stranieri Totale VISITATORI DI MUSEI E MONUMENTI Palazzo della Ragione Casa del Petrarca Oratorio S. Rocco Pedrocchi (p. nobile) Museo Risorgimento Galleria Civica Cavour M. Eremitani, Cappella Scrovegni e Pal. Zuckermann Odeo Cornaro Oratorio S. Michele Totale Relazione sulla Performance14 STUDENTI PER TIPO DI SCUOLA A.S. Infanzia Primaria Sec. 1 Sec * * * * * * * * * *solo scuole statali ISCRITTI ALL'UNIVERSITA' DI PADOVA (a.a. 2012/2013) Scuola Totale iscritti Agraria e Medicina Veterinaria Economia e Scienze Politiche Giurisprudenza Ingegneria Medicina e Chirurgia Psicologia Scienze Scienze Umane, Sociali e del Patrimonio Culturale Totale Ateneo STUDENTI ISCRITTI ALL UNIVERSITA PER SCUOLA E GENERE (a.a. 2012/2013) Femmine Maschi 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% Agraria e M edicina Veterinaria Economia e Scienze politiche Giurisprudenza Ingegneria M edicina e Chirurgia Psicologia Scienze Scienze Umane, Sociali e del Patrimonio Culturale TOTALE ATENEO Relazione sulla Performance15 IMPRESE OPERANTI NEL COMUNE per settore di attività Agricoltura pesca Estrattivo Manifatturiero Energia Reti idriche, serv.rifiuti Costruzioni Commercio (dett., ingr.) Trasporti Alloggio e ristorazione Editoria, informat., telecomunicaz Serv.finanziari e assicurativi Att. immobiliari Att. professionali Servizi vari imprese Istruzione Sanità Att. artistiche, sportive, ecc Altri servizi personali Non classificati Totale settori DINAMICA DELLE IMPRESE (anno 2013, escluso attività agricole) Iscritte Cessate Saldo Tasso di sviluppo Padova ,4 Tot. provincia ,2 PREZZI AL CONSUMO per l'intera collettività (N.I.C.) Inflazione 2013/2012 per mese Mese Padova Italia Mese Padova Italia Gennaio 1,8 2,2 Luglio 0,9 1,2 Febbraio 1,5 1,9 Agosto 0,9 1,2 Marzo 1,2 1,6 Settembre 0,6 0,9 Aprile 0,7 1,1 Ottobre 0,2 0,8 Maggio 0,9 1,1 Novembre 0,3 0,7 Giugno 1,1 1,2 Dicembre 0,3 0,7 Inflazione media annua 2013 su 2012 per divisione di spesa Divisioni di spesa Padova Italia Prodotti alimentari e bevande analcoliche 2,3 2,4 Bevande alcoliche e tabacchi 2,0 1,5 Abbigliamento e calzature 1,5 0,8 Abitazione, acqua, energia e combustibili 1,8 2,0 Mobili, articoli e servizi per la casa 1,0 1,2 Servizi sanitari e spese per la salute 0,0 0,4 Trasporti 0,9 1,1 Comunicazioni 5,0 5,1 Ricreazione, spettacolo e cultura 0,5 0,4 Istruzione 2,1 2,6 Servizi ricettivi e di ristorazione 1,2 1,4 Altri beni e servizi 1,7 1,2 Inflazione complessiva 0,9 1,2 Relazione sulla Performance16 Indice dei prezzi al consumo - variazioni percentuali 2013 su ,0-7,0-5,0-3,0-1,0 1,0 3,0 5,0 7,0 9,0 Prodotti alimentari e bevande analcoliche Bevande alcoliche e tabacchi Abbigliamento e calzature Abitazione, acqua, energia e combustibili M obili, articoli e servizi per la casa Servizi sanitari e spese per la salute Trasporti Comunicazioni Ricreazione, spettacolo e cultura Ist ruzione Servizi ricettivi e di ristorazione Altri beni e servizi Padova Italia 2,5 Inflazione 2013 su 2012 per mese indice generale - confronto Padova-Italia Padova Italia 2,0 1,5 1,0 0,5 0,0 Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Relazione sulla Performance17 CONTESTO INTERNO Al 31 dicembre 2013, in seguito alla riorganizzazione del maggio 2011, l'ente risulta strutturato in 4 aree, 29 settori più una Unità di Progetto, (Accoglienza e Immigrazione) incardinata in un Settore (Gabinetto del Sindaco Comunicazioni e R.E.), secondo il seguente organigramma: Relazione sulla Performance18 PERSONALE IN SERVIZIO AL 31/12/2013 Personale per categoria e genere (comprende tutto il personale a tempo indeterminato + i dirigenti a contratto) Categoria: A B C D Dirigenza Totale Maschi Femmine Totale Classe di età A B C D Dirigenza Totale > Totale Età media (anni) A B C D Dirigenza Età media per genere Maschi 51,74 51,35 46,81 52,27 58,09 49,83 Femmine 50,64 51,02 47,19 48, ,30 Età media per categoria 50,94 51,21 47,07 50,04 57,06 48,90 Titolo di studio A B C D Dirigenza Totale Scuola dell'obbligo Diploma Laurea Totale Relazione sulla Performance19 PIANO AZIONI POSITIVE In ottemperanza a quanto stabilito dal Decreto Legislativo n. 198 del 2006 "Codice delle pari opportunità fra uomini e donne" che raccoglie tutte le disposizioni vigenti in materia di pari opportunità finalizzate alla prevenzione e rimozione di ogni forma di discriminazione fondata sul sesso, la Giunta Comunale con deliberazione n. 626 del 22/11/2011 ha approvato il nuovo Piano delle Azioni Positive per il definito con il contributo del Comitato Unico di Garanzia per le Pari Opportunità, il benessere di chi lavora e contro le discriminazioni del Comune di Padova (C.U.G.). All interno del Codice si ribadisce l importanza dei Piani di Azioni Positive come strumenti per la promozione delle pari opportunità. La progettualità del Comune di Padova si muove soprattutto nell ambito di quelle che vengono definite azioni positive di seconda generazione, che mirano ad un mutamento della cultura organizzativa aziendale, partendo dalla valorizzazione delle qualità e delle caratteristiche lavorative che possono esprimere le donne, che in molti casi sono già utilizzate dall'ente o dall'azienda ma con scarso riconoscimento. L obiettivo è quello di stimolare la cultura delle gestione delle risorse umane in un ottica di genere, ponendo attenzione alle esigenze di uomini e donne, rimuovendo quegli ostacoli che ancora si frappongono ad un paritario sviluppo di carriera. Per capire in quale contesto andranno a collocarsi le azioni positive del presente piano si riportano alcuni dati sulla presenza femminile relativi al Comune di Padova sul triennio 2008/2010. Distribuzione presenza femminile Complessivamente possiamo affermare che è aumentata la presenza femminile nell ultimo triennio Infatti, pur essendo diminuito il numero complessivo delle unità (da 1929 nel 2008 a 1914 nel 2010) la percentuale di presenza femminile è aumentata attestandosi al 59% (+ 3% rispetto al triennio precedente). Nella distribuzione fra le diverse categorie troviamo una maggiore presenza femminile nelle categorie più basse in particolare nella Cat. C, in cui la presenza femminile sale al 68% mentre a livello Dirigenziale la percentuale scende al 39%. Tale fenomeno trova riscontro anche nella distribuzione delle Posizioni Organizzative, seppure con entità minore, dove a fronte di una presenza femminile in cat. D del 51%, la percentuale di donne con incarico di P.O. è del 47%. Va tuttavia evidenziata all interno dell area dirigenziale l elevata presenza femminile fra i Dirigenti ad incarico (55%), dove la scelta per il conferimento è di natura discrezionale a differenza di quello che avviene con la procedura concorsuale. Reclutamento del personale L analisi dei dati sulle nuove assunzioni per il triennio 2007/2010 mette in evidenza un processo di riequilibrio della presenza femminile nelle posizioni di lavoro di categoria più elevata con una netta prevalenza di assunzioni di donne nella cat. D (87%). Le azioni positive possono mettere in moto processi di trasformazione culturale e di riorganizzazione del lavoro, a condizione che acquistino carattere sistematico, non restino un fatto episodico con conseguente frustrazione per aspettative suscitate e rimaste deluse. E' dunque importante che l'azione positiva agisca in profondità sul piano dei soggetti, della presa di coscienza del valore e significato che il proprio lavoro ha o potrebbe avere, di come il lavoro professionale si può collocare nell'insieme della vita. Relazione sulla Performance20 Il Piano prevede le seguenti azioni: 1. Conciliazione fra vita lavorativa e privata; 2. Formazione in ottica di genere; 3. Attività in collaborazione con il Comitato Unico di Garanzia; 4. Sviluppo della cultura organizzativa. AZIONE 1 CONCILIAZIONE FRA VITA LAVORATIVA E PRIVATA A. Asilo Nido Titolo Finanziamento Obiettivi Descrizione dell intervento Strutture coinvolte Responsabile del Progetto Asilo Nido o Micro Nidi Aziendali A carico dell'ente Agevolare la conciliazione tra lavoro e famiglia, al fine di renderlo compatibile con gli impegni legati alla maternità e all educazione dei figli, soprattutto nella fascia d età dai 3 mesi ai 3 anni, per la quale si registra il maggior scarto tra la domanda e l offerta dei servizi all infanzia; offrire una alternativa concreta al ricorso al part time quale soluzione ai problemi di accudimento di figli piccoli; favorire un rientro delle lavoratrici dalla maternità con un atteggiamento più sereno. Mantenere la convenzione con la Provincia di Padova e stipulare nuove convenzioni con altri enti o strutture private, dislocate in diverse zone della città. Comitato Unico di Garanzia, Settore Servizi Scolastici e Settore Risorse Umane. Comitato Unico di Garanzia e Settore Risorse Umane B. Attività Estive alternative all attività scolastica e continuative (Centri estivi) Titolo Finanziamento Obiettivi Descrizione dell intervento Strutture coinvolte Responsabile del Progetto Attività Estive alternative all attività scolastica e continuative (Centri Estivi) A carico dell ente Offrire un sostegno economico perché i figli dei dipendenti possano usufruire delle iniziative presenti in città durante il periodo estivo. Rimborso di parte dei costi sostenuti dalle famiglie dei dipendenti per l iscrizione dei figli ai centri estivi sia pubblici che privati. Comitato Unico di Garanzia e Settore Risorse Umane Comitato Unico di Garanzia e Settore Risorse Umane C. Continuo aggiornamento dei Vademecum relativi agli istituti che favoriscono la conciliazione Titolo Continuo aggiornamento dei Vademecum relativi agli istituiti che favoriscono la conciliazione Finanziamento Non richiesto Obiettivi Offrire maggiori informazioni ai dipendenti sulle opportunità offerte dalla normativa rispetto alle esigenze di cura nei confronti della famiglia, con particolare riferimento ai figli, agli anziani non autosufficienti e ai parenti in condizioni di disabilità. Descrizione dell intervento Il Settore Risorse ha pubblicato in questi anni diversi Vademecum sugli istituti contrattuali che possono favorire la conciliazione. Gli stessi saranno continuamente aggiornati al fine di aumentare l informazione e sviluppare un autonoma gestione degli istituti da utilizzare per favorire la conciliazione fra tempi di vita e tempi di lavoro. Strutture coinvolte Settore Risorse Umane (Stato Giuridico) e Comitato Unico di Garanzia. L intervento va coordinato con ULSS, Gabinetto del Sindaco e Relazioni Esterne, Servizi Sociali, Servizi Scolastici e Provincia di Padova. Responsabile del Progetto Comitato Unico di Garanzia e Settore Risorse Umane Relazione sulla Performance21 D. Nuove articolazioni dell orario di lavoro e di erogazione dei servizi Titolo Finanziamento Obiettivi Descrizione dell intervento Strutture coinvolte Responsabile del Progetto Nuove articolazioni dell orario di lavoro Da richiedersi finanziamento del Programma Obiettivo per l incremento e la qualificazione femminile, per il superamento delle disparità salariali e nei percorsi di carriera, per la creazione, lo sviluppo e il consolidamento delle imprese femminili, per la creazione di progetti integrati di rete del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L obiettivo è quello di individuare nuove modalità di articolazione dell orario capaci di integrare l esigenza dell ente in termini di qualità del servizio e di maggiore produttività con le aspettative e i bisogni del personale che necessita di orari diversificati da quelli oggi previsti. Sensibilizzare i Dirigenti sull'opportunità di favorire fasce più ampie di flessibilità, o particolari articolazioni dell'orario di lavoro, nell'ottica della conciliazione fra la vita lavorativa e privata, e l'utilizzo da parte dei dipendenti dell eventuale plus lavoro maturato per far fronte a specifiche necessità di conciliazione. Comitato Unico di Garanzia, Settore Risorse Umane e Dirigenti dell Ente. Comitato Unico di Garanzia e Settore Risorse Umane E. Aggiornamento Regolamento Comunale sul part time Titolo Finanziamento Obiettivi Descrizione dell intervento Strutture coinvolte Responsabile del Progetto Aggiornamento Regolamento Comunale sul part time Non richiesto Favorire rispetto agli altri dipendenti le lavoratrici e i lavoratori che richiedano la trasformazione dell orario di lavoro da tempo pieno a part time, a seguito di nascita, o adozione di un figlio o con un figlio di età inferiore ai 3 anni. Aggiornamento dell attuale Regolamento sul part time Risorse Umane, R.S.U. e OO.SS. Settore Risorse Umane F. Studio sul Prestito orario Titolo Finanziamento Obiettivi Descrizione dell intervento Strutture coinvolte Responsabile del Progetto Prestito orario Non richiesto Offrire ai dipendenti, in alternativa all aspettativa senza assegni, la possibilità di richiedere un prestito orario, fino a un massimo di ore da definirsi, concordando un piano di rientro dal debito di ore. Effettuare uno studio e un approfondimento giuridico e organizzativo per regolamentare tale istituto individuando le fattispecie in cui può essere concesso e le modalità di fruizione. Settore Risorse Umane, R.S.U. e OO.SS., Comitato Unico di Garanzia. Settore Risorse Umane G. Collegamento con l ambiente di lavoro durante le assenze Titolo Finanziamento Obiettivi Descrizione dell intervento Collegamento con l ambiente di lavoro durante le assenze A carico dell ente Favorire la possibilità di mantenere il contatto con l ambiente lavorativo anche durante i periodi di astensione obbligatoria o facoltativa per maternità o congedi vari. Attraverso specifiche modalità la/il dipendente avrà la possibilità di accedere da casa all INTRANET aziendale ottenendo così una costante informazione sulle ultime novità. In attesa di rendere operativo il servizio il Settore Risorse Umane garantirà, per mezzo della Segreteria di Settore, ai dipendenti assenti a vario titolo una corretta, e puntuale, comunicazione in merito a tutte le Relazione sulla Performance22 Strutture coinvolte Responsabile del Progetto opportunità di carriera. Promozione della possibilità di accedere, in qualsiasi momento, al contenuto della propria casella di posta elettronica. Settore SS.II.TT., Settore Risorse Umane, Dirigenti di Settore Settore SS.II.TT. H. Telelavoro Titolo Finanziamento Obiettivi Descrizione dell intervento Strutture coinvolte Responsabile del Progetto Telelavoro A carico dell ente Individuare le attività con l indice di telelavorabilità più elevato e definire gli elementi operativi che identificano specifiche posizione da mettere a bando. Dopo aver verificato, attraverso la somministrazione di un questionario, un reale interesse da parte dei dipendenti al telelavoro, è stata realizzata un indagine presso i Dirigenti dell Ente per individuare le posizioni telelavorabili. La fase successiva è la verifica della fattibilità organizzativa e dell economicità dell iniziativa, a seguito della quale sarà realizzato un bando per l assegnazione delle attività telelavorabili. Settore SS.II.TT., Settore Risorse Umane, R.S.U. e OO.SS. Settore Risorse Umane AZIONE 2 FORMAZIONE IN OTTICA DI GENERE A. Valutazione dei risultati della formazione divisi per maschi e femmine Titolo Finanziamento Obiettivi Descrizione dell intervento Strutture coinvolte Responsabile del Progetto Valutazione dei risultati della formazione divisi per maschi e femmine Non richiesto Valutare con periodicità semestrale, in corrispondenza della rilevazione del Piano delle Performance, i risultati della formazione divisi per maschi e femmine e per part time e full time al fine di individuare eventuali problematiche attinenti alle pari opportunità. Indicazione del genere e dell orario di lavoro (part time e full time) nel questionario di gradimento di fine corso. Settore Risorse Umane, Settore Sicurezza Salute e Prevenzione, Settore Polizia Municipale, Settore Servizi Scolastici e Comitato Unico di Garanzia. Settore Risorse Umane B. Realizzazione di attività di formazione a favore del personale in part time Titolo Finanziamento Obiettivi Descrizione dell intervento Strutture coinvolte Responsabile del Progetto Realizzazione di attività di formazione a favore del personale in part time Non richiesto Favorire la partecipazione alle attività di formazione al personale in part time. Individuazione dei corsi di formazione che, senza incidere sul buon andamento degli stessi, (es.: corsi di informatica), possono essere realizzati totalmente in orario antimeridiano favorendo la partecipazione dei dipendenti in part time. Settore Risorse Umane, Settore Sicurezza Salute e Prevenzione, Settore Polizia Municipale, Settore Servizi Scolastici e Comitato Unico di Garanzia. Settore Risorse Umane C. Formazione alle pari opportunità e alla prevenzione del mobbing Titolo Finanziamento Obiettivi Formazione alle pari opportunità e alla prevenzione del mobbing A carico dell'ente Diffondere in tutti gli uffici dell'ente una maggiore consapevolezza delle problematiche di pari opportunità e di genere, per una condivisione degli obiettivi ed una partecipazione attiva alle azioni da intraprendere. Relazione sulla Performance23 Descrizione dell intervento Strutture coinvolte Responsabile del Progetto Si introdurranno moduli relativi alla parità uomo donna nei corsi di formazione e in particolare: nei corsi rivolti a tutti i dipendenti sulla base delle esigenze lavorative e del bagaglio culturale di partenza; nei Corsi per Cat. D, P.O. e Dirigenti con particolare riguardo all'organizzazione del lavoro, alle forme di discriminazione indiretta, alla gestione del tempo di lavoro, all'utilizzazione dei congedi parentali, alla prevenzione e alla rimozione di molestie sessuali/mobbing. Settore Risorse Umane in collaborazione con il Comitato Unico di Garanzia. Settore Risorse Umane D. Rientro dalla maternità o da assenze di lungo termine Titolo Finanziamento Obiettivi Descrizione dell intervento Strutture coinvolte Responsabile del Progetto Rientro dalla maternità o da assenze di lungo termine Non richiesto Favorire il reinserimento nell attività lavorativa, in caso di assenze superiori ai sei mesi, attraverso l aggiornamento sulle modifiche normative e di procedure, intervenute nel tempo, evitando fenomeni di marginalizzazione dopo il rientro. Al momento del rientro un tutor individuato fra i colleghi garantirà l aggiornamento con modalità consone all attività svolta (incontri individuali, lettura di documentazione, partecipazione a riunioni). A distanza di qualche mese dal rientro in ufficio viene erogato alle persone interessate un questionario per verificare il gradimento e l'utilità dell'intervento. Settore Risorse Umane, Dirigenti delle Strutture e Comitato Unico di Garanzia. Settore Risorse Umane AZIONE 3 ATTIVITÀ IN COLLABORAZIONE CON IL COMITATO UNICO DI GARANZIA A. Interventi di valorizzazione del ruolo e delle competenze del Comitato Unico di Garanzia Titolo Finanziamento Obiettivi Descrizione dell intervento Strutture coinvolte Responsabile del Progetto Interventi di valorizzazione del ruolo e delle competenze del Comitato Unico di Garanzia. A carico dell'ente Garantire adeguati strumenti di intervento al Comitato Unico di Garanzia rafforzandone il ruolo istituzionale e propulsivo, nell'ambito del proficuo rapporto di collaborazione avviato in questi anni. L intervento si articolerà con le seguenti modalità: garantire al Comitato Unico di Garanzia una sede adatta alle sue esigenze, sia in termini di spazio fisico, sia in termini di collocazione di tale spazio e di dotazioni strumentali; assicurare al Comitato Unico di Garanzia le necessarie risorse umane, in misura adeguata rispetto alle effettive, crescenti necessità, in relazione all attuazione delle diverse iniziative descritte nel piano complessivo di azioni positive. Fatti salvi i successivi, opportuni adeguamenti coerenti con le diverse fasi di realizzazione del piano; fornire tempestivamente al Comitato Unico di Garanzia tutte le informazioni necessarie per garantire l effettiva partecipazione alle iniziative del piano e l effettivo controllo sulle modalità di realizzazione del piano e sui risultati conseguiti. garantire la formazione del Comitato Unico di Garanzia; consegna al Comitato di schemi tipo di bandi di concorso per eventuali suggerimenti, osservazioni correzioni in caso contengano discriminazioni indirette. Settore Risorse Umane e Comitato Unico di Garanzia Settore Risorse Umane Relazione sulla Performance Vedere altro
Allegato A COMUNE DI ALANO DI PIAVE Provincia di Belluno PIANO TRIENNALE DI AZIONI POSITIVE PER LE PARI OPPORTUNITÀ 2015-2017 (ART. 48, COMMA 1, D.LGS. 11/04/2006 N. 198) Il Decreto Legislativo 11 aprile Dettagli LEGGE REGIONALE 10 marzo 2014, n. 8
TU Per San Lazzaro Insieme per i prossimi 5 anni PROGRAMMA MODALITA DI ATTUAZIONE (in ottemperanza alla normativa vigente) Territorio: Urbanistica: Cosa: Agevolazioni per la riqualificazione dell esistente: Dettagli RIEPILOGO GENERALE DELLE SPESE 2009
RIEPILOGO GENERALE DELLE SPESE 009 Funzion 9 0 3 Servizio. Funzion 0 Funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo 0 Organi istituzionali, partecipazione e decentramento 0 Segreteria Dettagli Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche
COMUNE di ORISTANO Provincia di Oristano Assessorato ai Servizi Sociali Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche Approvato con Delibera di C.C. n. 38 del 20.05.2014 1 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI Dettagli CONTO DEL BILANCIO 2013
CONTO DEL BILANCIO 03 IMPEGNI PER SPESE CORRENTI I N T E R V E N T I C O R R E N T I Personale Acquisto di beni di Consumo e/o di Materie Prime Prestazioni di servizi Utilizzo di Beni di terzi Trasferimenti Dettagli Mobilità sostenibile Piano Spostamenti Casa - Lavoro 2014. Sede di Torino. Elaborazione e Cura di:
Mobilità sostenibile Piano Spostamenti Casa - Lavoro 2014 Sede di Torino RUGGIERI Nicoletta Maria Mobility Manager Elaborazione e Cura di: CAGGIANIELLO Giorgio SAPIO Michele VENTURA Lorella Amministrazione Dettagli - Altri servizi generali. QUADRO A Elementi specifici. Gestione Associata in Unione di comuni
LINEE GUIDA in materia di discriminazioni sul lavoro (adottate dall Ente in data 10/06/2014) La Provincia di Cuneo intende promuovere un ambiente di lavoro scevro da qualsiasi tipologia di discriminazione. Dettagli RIEPILOGO GENERALE DELLE SPESE 2013
RIEPILOGO GENERALE DELLE SPESE 203 Funzion Servizi. Funzion 0 Funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo Servizi 0. 02 Segreteria generale,personale e organizzazione Servizi 0. 03 Dettagli INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE
INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA DI FIRENZE Ricerca condotta dall Ufficio della Consigliera di Parità sul personale part time dell Ente (luglio dicembre 007) INDAGINE SUL PART TIME NELLA PROVINCIA Dettagli CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida
ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione Dettagli PIANO TRIENNALE DELLA PERFORMANCE 2013-2015
Piano delle Performance Tri io 20124 PIANO TRIENNALE DELLA PERFORMANCE 2013-2015 Piano delle Performance - Triennio 2012/2014 Piano delle Performance - Triennio 2012 014 Comune di Cellamare Piano triennale Dettagli REGOLAMENTO PER LA LOCAZIONE E CONCESSIONE IN USO DI LOCALI ED IMMOBILI COMUNALI DEL PATRIMONIO DISPONIBILE
REGOLAMENTO PER LA LOCAZIONE E CONCESSIONE IN USO DI LOCALI ED IMMOBILI COMUNALI DEL PATRIMONIO DISPONIBILE Approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 13 maggio 2013 - Delibera n. 35 INDICE: Articolo Dettagli DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 760 DEL 08/07/2014
DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N. 760 DEL 08/07/2014 SETTORE SEGRETARIO GENERALE SERVIZIO ELABORAZIONE DATI OGGETTO: 97.404,80 I.C. SERVIZIO DI ASSISTENZA TECNICA INTEGRALE E FORNITURA DI MATERIALE CONSUMABILE Dettagli COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi
COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi Questo documento vuole essere una sintetica descrizione dei servizi e delle opportunità che i servizi sociali del Comune-tipo Dettagli CONTO DEL BILANCIO 2012
CONTO DEL BILANCIO 0 9 0 3 Funzion 0 Funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo Servizio 0. 0 Organi istituzionali, partecipazione e decentramento 7.640,44 750,00 8.66,48 5.343,90 Dettagli Attività e tempi Individuazione dei parametri di accesso SI Pubblicazione bando Acquisizione /verifica /accettazione domande
NARDÒ SOCIALE Nel 2012 si sono dettate le linee guida per l attivazione della social card da attuarsi nel 2013 con lo scopo di andare incontro alle famiglie meno abbienti fornendo generi di prima necessità Dettagli 28.02.2012 08.03.2012 08.07.2014, 25.09.2014, 11.11.2014, 10.12.2014, 22.12.2014, 14.01.2015 10.02.2015) 12.11.2014, 02.12.2014 23.12.
Disposizioni regolamentari relative agli Organi Ausiliari approvate dal Senato Accademico in data 28.02.2012 e dal Consiglio di Amministrazione in data 08.03.2012 e successivamente modificate dal Senato Dettagli 2013-2018 ROMA CAPITALE
2013-2018 ROMA CAPITALE Proposte per il governo della città Sintesi stampa IL VINCOLO DELLE RISORSE ECONOMICO-FINANZIARIE Il debito del Comune di Roma al 31/12/2011 ammonta a 12,1 miliardi di euro; di Dettagli RESPONS.In.City - Methodology
MODELLO DI ADESIONE ALLA CONSULTA COMUNALE (inviare a: consultaorganizzazionisociali@comune.messina.it) Oggetto:Richiesta di ammissione alla Consulta delle Organizzazioni che operano nel settore delle Dettagli Opere di urbanizzazione
Opere di urbanizzazione di Catia Carosi Con il termine opere di urbanizzazione si indica l insieme delle attrezzature necessarie a rendere una porzione di territorio idonea all uso insediativo previsto Dettagli COMUNE DI MEGLIADINO SAN VITALE Piazza Matteotti, 8-35040 Megliadino San Vitale - PD -
RACCORDI TRA I PERCORSI DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI E I PERCORSI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE: L ACCORDO IN SEDE DI CONFERENZA UNIFICATA DEL 16 DICEMBRE 2010 PREMESSA Il 16 dicembre scorso Dettagli COMUNE di VANZAGO (Provincia di Milano) REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI CONTRIBUTI E BENEFICI ECONOMICI A PERSONE ED ENTI PUBBLICI O PRIVATI
Regolamento dell Ateneo per i servizi agli studenti disabili TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto e ambito di applicazione Art. 2 Principi normativi Art. 3 Finalità Art. 4 Destinatari degli interventi Dettagli SCHEDA PROGETTO CLIVIA (CONCILIAZIONE LAVORO VITA ARPA)
SCHEDA PROGETTO CLIVIA (CONCILIAZIONE LAVORO VITA ARPA) SOGGETTO ATTUATORE REFERENTE AZIONE DENOMINAZIONE ARPA PIEMONTE INDIRIZZO Via Pio VII n. 9 CAP - COMUNE 10125 Torino NOMINATIVO Bona Griselli N TELEFONICO Dettagli COMUNE DI CAPOTERRA Provincia di Cagliari
COMUNE DI CAPOTERRA Provincia di Cagliari UFFICIO DEL SEGRETARIO GENERALE Responsabile Settore Affari del Personale-Anticorruzione-Trasparenza CODICE DI COMPORTAMENTO INTEGRATIVO ARTICOLO 1 OGGETTO Il Dettagli RIEPILOGO GENERALE DELLE SPESE 2012
RIEPILOGO GENERALE DELLE SPESE 009 9 0 3 Funzion 0 Funzioni generali di amministrazione, di gestione e di con-trollo Servizio 0. 0 Organi istituzionali, partecipazione e decentramento 6.40,57.44,00 38.640,43 Dettagli Ministero dell Università e della Ricerca
Statuto dei diritti e dei doveri degli Studenti Universitari In attuazione dell art. 34 della Costituzione della Repubblica Italiana, che sancisce il diritto per tutti i capaci e meritevoli, anche se privi Dettagli PROTOCOLLO DI INTESA TRA
PROTOCOLLO DI INTESA TRA L Associazione Fare Ambiente, Movimento Ecologista Europeo, già riconosciuta con Decreto del Ministro dell Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare del 27 febbraio 2009, Dettagli Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali
in collaborazione con Il contesto di riferimento BANDO 2015 UN NIDO PER OGNI BAMBINO L obiettivo fissato dall Unione Europea che si prefiggeva di raggiungere una ricettività del 33% dei nidi e in generale Dettagli RIEPILOGO GENERALE DELLE SPESE 2007
RIEPILOGO GENERALE DELLE SPESE 007 Funzion 0 Funzioni generali di amministrazione, di gestione e di con-trollo Servizio 0. 0 Organi istituzionali, partecipazione e decentramento 9 0 3 5.00 7.00.00 Servizio Dettagli CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO
CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per Dettagli COMUNE DI BRIGNANO GERA D ADDA (Provincia di Bergamo) Regolamento recante la disciplina dei Controlli interni
COMUNE DI BRIGNANO GERA D'ADDA (c_b178) - Codice AOO: AOOBRIGNANOADDA - Reg. nr.0001628/2013 del 18/02/2013 ALLEGATO A alla deliberazione del Consiglio comunale n. 2 del 04.02.2013 COMUNE DI BRIGNANO GERA Dettagli COMUNE DI GOLFO ARANCI Provincia Di Olbia-Tempio REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE
COMUNE DI GOLFO ARANCI Provincia Di Olbia-Tempio REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE Art. 1 - ISTITUZIONE E istituito presso il Comune di Golfo Aranci, un Centro di Aggregazione Dettagli Città di Biella Rendiconto 2013
erogati a domanda individuale I servizi a domanda individuale raggruppano quelle attività gestite dal comune che non sono intraprese per obbligo istituzionale, che vengono utilizzate a richiesta dell'utente Dettagli Accademia Beauty and Hair
Il MERCATO Dipartimento Mercato del Lavoro del LAVORO in LOMBARDIA Legge Regionale 22 approvata il 19 settembre 2006 dal Consiglio Regionale Lombardo ll nuovo testo è migliore rispetto al precedente su Dettagli SPAI di Puclini Carlo
CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico Dettagli L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna
A cura dell ABC Sardegna, ediz. rivista in ottobre 2005 L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna La Legge Nazionale 162/98 ha apportato modifiche alla legge quadro sull handicap L.104/1992, concernenti Dettagli NORME GENERALI PRINCIPI ETICI REGOLAMENTO INTERNO 2013 1
REGOLAMENTO INTERNO 2013 1 NORME GENERALI Art. 1 Validità del regolamento interno Il presente regolamento, derivante dai principi espressi dallo Statuto da cui discende, rappresenta le regole e le concrete Dettagli Comune di Grado Provincia di Gorizia
Comune di Grado Provincia di Gorizia REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI INCENTIVI PER LA PROGETTAZIONE E LA REALIZZAZIONE DI LAVORI PUBBLICI, AI SENSI DELL ART.11 DELLA LEGGE REGIONALE 31 MAGGIO 2002, Dettagli COMUNE DI FOGGIA I.U.C. Imposta Unica Comunale 2015 L AMMINISTRAZIONE COMUNALE
COMUNE DI FOGGIA I.U.C. Imposta Unica Comunale 2015 L AMMINISTRAZIONE COMUNALE VISTO l art. 1, comma 639 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, che ha istituito, a decorrere dal 1 gennaio 2014, l imposta Dettagli COMUNE DI CAMINO (AL) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI. Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 25/1/2013
COMUNE DI CAMINO (AL) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 25/1/2013 INDICE TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 3 Articolo 1 Oggetto... 3 Articolo 2 Sistema Dettagli GUIDA OPERATIVA. Comparto Sanità (aree dirigenziali e personale dei livelli) Permessi retribuiti e non retribuiti
SEZIONE I 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI LEGGE REGIONALE 3 aprile 2006, n. 12 Norme in materia di polizia comunale. IL CONSIGLIO REGIONALE Dettagli La nostra offerta Anno scolastico 2014-2015
La nostra offerta Anno scolastico 2014-2015 Gentile Famiglia, nel presente opuscolo trovate il Contratto di corresponsabilità educativa e formativa ed il Contratto di prestazione educativa e formativa. Dettagli REGOLAMENTO PER IL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO
Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico Dettagli REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE FORME DI COLLABORAZIONE DEGLI STUDENTI ALLE ATTIVITA' CONNESSE AI SERVIZI RESI
Senato Accademico 27 Aprile 2010 Consiglio di Amministrazione 18 Maggio 2010 Decreto Rettorale Rep. n. 811/2010 Prot. n 13531 del 29 Giugno 2010 Ufficio Competente Ufficio Agevolazioni allo studio e disabilità Dettagli DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948 PREAMBOLO Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana, e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, Dettagli CARTA DEI SERVIZI SCOLASTICI
ISTITUTO COMPRENSIVO SCUOLA DELL INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI PRIMO GRADO v. Marconi, 62 15058 VIGUZZOLO (AL) Tel. 0131/898035 Fax 0131/899322 Voip 0131974289 Mobile 3454738373 E_mail: info@comprensivoviguzzolo.it Dettagli DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE
Comune di Castel San Pietro Terme Provincia di Bologna SERVIZIO RISORSE UMANE DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO PARZIALE APPROVATO CON DELIBERAZIONE GC. N. 159 IN DATA 4/11/2008 ART. 1 Oggetto Dipendenti Dettagli REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA
REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DI MEDICINA INTERNA Art. 1 Finalità e compiti del Dipartimento ad attività integrata (DAI) di Medicina Interna Dettagli 8.2 Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF)
I TRIBUTI 89 APPROFONDIMENTI IL CODICE TRIBUTO Ogni pagamento effettuato con i modelli F23 o F24 deve essere identificato in modo preciso, abbinando a ogni versamento un codice di tributo. Nella tabella Dettagli COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza
COMUNE DI ALSENO Provincia di Piacenza REGOLAMENTO SULL ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI Approvato con deliberazione di G.C. n. 232 in data 30.09.1998 Modificato con deliberazione di G.C. n. 102 Dettagli PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente
4 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 162 suppl. del 15-10-2009 PARTE PRIMA Corte Costituzionale LEGGE REGIONALE 7 ottobre 2009, n. 20 Norme per la pianificazione paesaggistica. La seguente Dettagli DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. Preambolo
Il 10 dicembre 1948, l'assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è stampato nelle pagine seguenti. Dopo questa solenne Dettagli CRITERI DI ASSEGNAZIONE DELLE FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F.
ISTITUTO ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE Giovanni Caboto GAETA CRITERI DI ASSEGNAZIONE DELLE FUNZIONI STRUMENTALI AL P.O.F. A.S. 2013-2014 1. Richiesta per accedere alle Funzioni strumentali al P.O.F. Dettagli Disciplinare per la concessione e l uso del Marchio La Sardegna Compra Verde
Disciplinare per la concessione e l uso del Marchio La Sardegna Compra Verde Articolo 1 Oggetto 1. Il presente disciplinare regolamenta la concessione e l utilizzo del Marchio La Sardegna Compra Verde. Dettagli 1.4 LA PROVINCIA: IL RUOLO E LE COMPETENZE ISTITUZIONALI
1.4 LA PROVINCIA: IL RUOLO E LE COMPETENZE ISTITUZIONALI La Provincia è un istituzione pubblica territoriale; gli organi di governo sono eletti dalla popolazione residente nel territorio e hanno il compito Dettagli Carta dei Servizi. Dirigente Scolastico M.Augusta Mozzetti
M.I.U.R. - Ufficio Scolastico Regionale per il Lazio Istituto Comprensivo Via Casalotti n. 259-00166 Roma tel. 06 61560257 fax 06 61566568 - C.F. 97714450588 Cod. mecc. RMIC8GM00D Plesso scuola primaria: Dettagli COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto)
COMUNE DI ORBETELLO (Provincia di Grosseto) REGOLAMENTO DI ISTITUZIONE DELLE POSIZIONI ORGANIZZATIVE Art. 1 - Area delle posizione organizzative 1. Nel rispetto dei criteri generali contenuti nelle disposizioni Dettagli REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa
REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle Dettagli HEALTH MANAGEMENT ISTITUTO DI MANAGEMENT SANITARIO FIRENZE www.health-management.it
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI SASSARI REGOLAMENTO DI ATENEO SUL RECLUTAMENTO DEI RICERCATORI A TEMPO DETERMINATO Testo approvato definitivamente dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione rispettivamente Dettagli LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE
6 PARTE PRIMA LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE Sezione I LEGGI REGIONALI LEGGE REGIONALE 17 settembre 2013, n. 16. Norme in materia di prevenzione delle cadute dall alto. Il Consiglio Dettagli COMUNE DI ROVELLASCA
COMUNE DI ROVELLASCA Provincia di COMO REGOLAMENTO SERVIZIO DI VOLONTARIATO CIVICO COMUNALE Approvato con deliberazione C.C. n. 5 del 13.04.2015 Ripubblicato all Albo pretorio dal 13.05.2015 al 28.05.2015 Dettagli REGOLAMENTO Autorizzazione al funzionamento e Accreditamento delle strutture, Accreditamento Soggetti erogatori Servizi Sociali
AMBITO TERRITORIALE DI AGNONE AGNONE BELMONTE DEL SANNIO CAPRACOTTA CAROVILLI CASTEL DEL GIUDICE CASTELVERRINO PESCOPENNATARO PIETRABBONDANTE POGGIO SANNITA SAN PIETRO AVELLANA SANT ANGELO DEL PESCO VASTOGIRARDI Dettagli C O M U N E DI M O L I T E R N O
C O M U N E DI M O L I T E R N O (Provincia di Potenza) REGOLAMENTO SUI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera consiliare n.05 del 6/02/2013 modificato con delibera consiliare n. 54 del 30/11/2013 Indice Dettagli DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
REGOLAMENTO SUL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE Art. 1 Personale richiedente il rapporto di lavoro a tempo parziale 1. I rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere attivati, a richiesta, nei Dettagli ISTITUTO COMPRENSIVO di ZOLA PREDOSA
Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Art. 1 Personale avente diritto I rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere attivati nei confronti dei dipendenti comunali a tempo Dettagli FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012)
FUNZIONI FONDAMENTALI DEI COMUNI E MODALITA DI ESERCIZIO ASSOCIATO DI FUNZIONI E SERVIZI COMUNALI ( ART. 19 DL 95/2012) L art.19 del DL 95/2012 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, Dettagli La scuola in Lombardia
La scuola in Lombardia Documentazione Anno scolastico 2010/2011 La scuola in Lombardia 2010/2011 pag 1 La scuola in Lombardia 2010/2011 pag 2 INDICE Sezione 1 Le scuole... 5 IL SISTEMA SCOLASTICO LOMBARDO... Dettagli Patto europeo. per la salute mentale e il benessere. Bruxelles, 12-13 GIUGNO 2008
G LI ITALIANI E LA BICICLETTA: DALLA RISCOPERTA ALLA CRESCITA MANCATA AUDIMOB O SSERVATORIO SUI C OMPORTAMENTI DI M OBILITÀ DEGLI I TALIANI Maggio 2012 LE FERMATE AUDIMOB S U L L A M O B I L I T A n. 15 Dettagli PRESENTAZIONE PROGETTO
PRESENTAZIONE PROGETTO Serie di attività svolte per sollecitare : Un maggior impegno sociale, Coinvolgimento attivo nella vita cittadina, Crescita della cultura della solidarietà, Dedicazione di parte Dettagli PROGETTO REGIONALE IN-DIPENDENTI Per un effettivo reinserimento delle persone svantaggiate e la promozione della salute negli ambienti di lavoro
REGIONE VENETO Assessorato alle Politiche Sociali, Volontariato, e Non-Profit Direzione Regionale per i Servizi Sociali - Servizio Prevenzione delle devianze D.G.R. 4019 del 30/12/2002 FONDO REGIONALE Dettagli Quante sono le matricole?
Matricole fuori corso laureati i numeri dell Universita Quante sono le matricole? Sono poco più di 307 mila i giovani che nell'anno accademico 2007/08 si sono iscritti per la prima volta all università, Dettagli REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE DELL ELENCO DI CITTADINI A CUI PRIORITARIAMENTE DEVONO ESSERE CEDUTI GLI ALLOGGI RESIDENZIALI NELLE AREE PREVISTE DAL
REGOLAMENTO PER LA FORMAZIONE DELL ELENCO DI CITTADINI A CUI PRIORITARIAMENTE DEVONO ESSERE CEDUTI GLI ALLOGGI RESIDENZIALI NELLE AREE PREVISTE DAL P.R.G., NEL CAPOLUOGO E NELLE FRAZIONI. Approvato con Dettagli STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole-
STIME VALUTAZIONI TENDENZE DEL MERCATO DEL LAVORO DI MILANO - economia territoriale in pillole- A cura del dipartimento mercato del lavoro Formazione Ricerca della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano Dettagli STATUTO FONDAZIONE ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI CASERTA
Città di Medicina Via Libertà 103 40059 Medicina (BO) Partita I.V.A. 00508891207 Cod. Fisc.00421580374 Tel 0516979111 Fax 0516979222 personale@comune.medicina.bo.it DISCIPLINA IN MATERIA DI LAVORO A TEMPO Dettagli Data Tipo Codice bilancio Capitolo-Articolo Note Previsione 2011- Accer. Impegnato al 08-08-2011 E 1011060 E 75-0
Numer o Data Tipo Codice bilancio Capitolo-Articolo Note Previsione 2011- Accer. Impegnato al 08-08-2011 Previsione 2012 Previsione 2013 1 16/08/2011 E 1011060 E 75-0 1011060: ADDIZIONALE COMUNALE ALL'IRPEF Dettagli AL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA Settore Attività Produttive 94015 - PIAZZA ARMERINA
Comune di Ragusa Regolamento assistenza domiciliare agli anziani REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AGLI ANZIANI approvato con delib. C.C. n.9 del del 24/02/84 modificato con delib. C.C. Dettagli Comune di Fusignano ATTIVITA' ORDINARIE 2013 - 100 Miglioramento e razionalizzazione delle attività ordinarie Area Amministrativa. Sottoreport Comune
CdC CDR009 RESP. SEGRETERIA GENERALE PROGETTO RPP: AREA AMMINISTRATIVA RESPONSABILE: GIANGRANDI TIZIANA 100 Miglioramento e razionalizzazione delle attività ordinarie Area Amministrativa 1 UFFICIO SEGRETERIA Dettagli Allegato "A" al N. 67357/8101 di repertorio Milano il 10.02.2009 STATUTO DELL ASSOCIAZIONE CULTURALE "In Atto" Art. 1) Ai sensi della Legge 7

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 ARTICOLO 1
 art. 34
 Art. 1
 Art. 1
 ART.11
 art. 1
 Articolo 1
 Articolo 2
 ART. 1
 Art. 1
 Articolo 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 ART. 19
 ART. 19
 art.19
 Art. 1