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Timestamp: 2019-09-16 00:25:52+00:00

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Decreto del Presidente della Repubblica n° 164 del 07/01/1956
emanato da : Presidente della Repubblica
pubblicato/a su : Gazz. Uff. Suppl. Ordin. n° 78 del 31/03/1956
La prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni è regolata dalle norme del presente decreto e, per gli argomenti non espressamente disciplinati, da quelle del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955 n. 547.
Art. 3. SOGGETTI DELLE NORME
All'osservanza delle norme del presente decreto sono tenuti coloro che esercitano le attività indicate all'art. 1 e, per quanto loro spetti e competa, i dirigenti, i preposti ed i lavoratori in conformità agli articoli 4, 5, e 6 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547.
Art. 4. VIABILITÀ NEI CANTIERI
Le rampe di accesso al fondo degli scavi di splateamento o di sbancamento devono avere una carreggiata solida, atta a resistere al transito dei mezzi di trasporto di cui previsto l'impiego, ed una pendenza adeguata alla possibilità dei mezzi stessi.
Alle vie di accesso ed ai punti pericolosi non proteggibili devono essere apposte segnalazioni opportune e devono essere adottate le disposizioni necessarie per evitare la caduta di gravi dal terreno a monte dei ponti di lavoro.
Art. 5. LUOGHI DI TRANSITO
Art. 6. FOSSE DELLA CALCE
Nei casi in cui per l'ampiezza della fossa si debba ricorrere all'uso di passarelle, queste devono essere munite di solidi parapetti con arresto al piede e costruito in modo da offrire le necessarie garanzie di solidità e robustezza.
Art. 7. IDONEITÀ DELLE OPERE PROVVISIONALI
Art. 8. SCALE A MANO
Art. 9. PROTEZIONE DEI POSTI DI LAVORO
Quando nelle immediate vicinanze dei ponteggi o del posto di caricamento e sollevamento dei materiali vengono impastati calcestruzzi o malte o eseguite altre operazioni a carattere continuativo si deve costruire un solido impalcato sovrastante, ad altezza non maggiore di 3 metri da terra, a protezione contro la caduta di materiali.
Art. 10. CINTURE DI SICUREZZA
Nei lavori presso gronde e cornicioni, sui tetti, sui ponti sviluppabili a forbice e simili, su muri in demolizione nei lavori analoghi che comunque espongano a rischi di caduta dall'alto o entro cavità, quando non sia possibile disporre impalcati di protezione o parapetti, gli operai addetti devono far uso di idonea cintura di sicurezza con bretelle collegate a fune di trattenuta.
Nei lavori sui pali l'operaio deve essere munito di ramponi e di cinture di sicurezza.
Art. 11. LAVORI IN PROSSIMITÀ DI LINEE ELETTRICHE
Non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche aeree a distanza minore di cinque metri della costruzione o dai ponteggi, a meno che, previa segnalazione all'esercente le linee elettriche, non si provveda da chi dirige detti lavori per una adeguata protezione atta ad evitare accidentali contatti o pericolosi avvicinamenti ai conduttori delle linee stesse.
Art. 12. SPLATEAMENTO E SBANCAMENTO
Art. 13. POZZI, SCAVI E CUNICOLI
Le tavole di rivestimento delle pareti devono sporgere dai bordi degli scavi di almeno 30 centimetri. Nello scavo dei cunicoli, a meno che si tratti di roccia che non presenti pericolo di distacchi, devono predisporsi idonee armature per evitare franamenti della volta e delle pareti. Dette armature devono essere applicate man mano che procede il lavoro di avanzamento; la loro rimozione può essere effettuata in relazione al progredire del rivestimento in muratura.
Idonee armature e precauzioni devono essere adottate nelle sottomurazioni e quando in vicinanza dei relativi scavi vi siano fabbriche o manufatti, le cui fondazioni possano essere scoperte o indebolite degli scavi.
Nella infissione di pali di fondazione devono essere adottate misure e precauzioni per evitare che gli scuotimenti del terreno producano lesioni o danni alle opere vicine, con pericolo oltre 3 metri deve essere disposto, a protezione degli operai addetti allo scavo ed all'esportazione del materiale scavato, un robusto impalcato con apertura per il passaggio della benna.
Art. 14. DEPOSITO DI MATERIALI IN PROSSIMITÀ DEGLI SCAVI
E' vietato costituire depositi di materiali presso il ciglio degli scavi.
Qualora tali depositi siano necessari per le condizioni del lavoro, si deve provvedere alle necessarie puntellature.
Art. 15. PRESENZA DI GAS NEGLI SCAVI
Quando sia accertata o sia da temere la presenza di gas tossici, asfissianti o la irrespirabilità dell'aria ambiente e non sia possibile assicurare una efficiente aereazione ed una completa bonifica, i lavoratori devono essere provvisti di apparecchi respiratori, ed essere muniti di cintura di sicurezza con bretelle passanti sotto le ascelle collegate a funi di salvataggio, le quali devono essere tenute all'esterno dal personale addetto alla sorveglianza, questo deve mantenersi in continuo collegamento con gli operai all'interno ed essere in grado di sollevare prontamente all'esterno il lavoratore colpito dai gas.
Possono essere adoperate le maschere respiratorie, in luogo di autorespiratori, solo quando, accertate la natura e la concentrazione dei gas o vapori nocivi o asfissianti, esse offrano garanzia di sicurezza e semprechè sia assicurata una efficace e continua aereazione.
Art. 16. PONTEGGI ED OPERE PROVVISIONALI
Nei lavori che sono eseguiti ad un'altezza superiore ai m. 2, devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcatura o ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose.
Art. 17. MONTAGGIO E SMONTAGGIO DELLE OPERE PROVVISIONALI
Art. 18. DEPOSITO DI MATERIALI SULLE IMPALCATURE
Art. 19. COLLEGAMENTI DELLE IMPALCATURE
Art. 20. DISPOSIZIONI DEI MONTANTI
Art. 21. CORRENTI
Art. 22. TRAVERSI
Art. 23. INTAVOLATI
Art. 24. PARAPETTI
Art. 25. PONTI A SBALZO
Art. 26. MENSOLE METALLICHE
Art. 27. SOTTOPONTI
Gli impalcati e ponti di servizio devono avere un sottoponte di sicurezza, costruito come il ponte, a distanza non superiore a m.2,50.
La costruzione del sottoponte può essere omessa per i ponti a sbalzo e quando vengano eseguiti lavori di manutenzione e di riparazione di durata non superiore a cinque giorni.
Art. 28. IMPALCATURE NELLE COSTRUZIONI IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO
Le armature di sostegno del cassero per il getto della successiva soletta o della trave perimetrale, non devono essere lasciate sporgere dal fino del fabbricato più di 40 centimetri per l'affrancamento della sponda esterna del cassero medesimo.
Art. 29. ANDATOIE E PASSERELLE
Art. 30. AUTORIZZAZIONE ALLA COSTRUZIONE ED ALL'IMPIEGO
La costruzione e l'impiego dei ponteggi le cui strutture portanti sono costituite totalmente o parzialmente da elementi metallici sono disciplinati dalle norme del presente capo. Per ciascun tipo di ponteggio metallico il fabbricante deve chiedere al Ministero del lavoro e della previdenza sociale l'autorizzazione all'impiego, corredando la domanda di una relazione nella quale devono essere specificati gli elementi di cui all'articolo seguente.
Chiunque intende impiegare ponteggi metallici deve farsi rilasciare dal fabbricante copia conforme della autorizzazione di cui ai comma precedenti e delle istruzioni e schemi elencati ai numeri 4, 5, 6, e 7 dell'articolo seguente.
Art. 31. RELAZIONE TECNICA
Art. 32. PROGETTO
Copia dell'autorizzazione ministeriale di cui all'articolo 30 e copia del progetto e dei disegni esecutivi devono essere tenute ed esibite, a richiesta degli ispettorati del lavoro, nei cantieri in cui vengono usati i ponteggi e le opere provvisionali di cui al primo comma.
Art. 33. DISEGNO
2) generalità e firma del progettista, salvo i casi di cui al n. 7 dell'art.31;
Art. 34. NOME DEL FABBRICANTE
Art. 35. CARATTERISTICHE DI RESISTENZA
Le parti costituenti il giunto di collegamento devono essere riunite tra di loro permanentemente e solidamente in modo da evitare l'accidentale distacco di qualcuna di esse.
Art. 36. MONTAGGIO E SMONTAGGIO
Art. 37. MANUTENZIONE E REVISIONE
Il responsabile del cantiere, ad intervalli periodici o dopo violente perturbazioni atmosferiche e prolungata interruzione del lavoro deve assicurarsi della verticalità dei montanti, del giusto serraggio dei giunti, della efficienza degli ancoraggi e dei controventi, curando l'eventuale sostituzione o il rinforzo di elementi inefficienti.
Art. 38. NORME PARTICOLARI AI PONTI METALLICI
Art. 39. PONTI SOSPESI E LORO CARATTERISTICHE
Sui ponti sospesi leggeri, che hanno una fune di sospensioni ed un argano di manovra per ciascuna estremità, non devono gravare sovraccarichi, compreso il peso dei lavoratori, superiori a 100 chilogrammi per metro lineare di sviluppo. Essi non devono avere larghezza superiore a m. 1.
Art. 40. IMPALCATURA DEI PONTI SOSPESI
I due telai devono essere montati con distanza di non più di tre metri; i correnti devono avere un franco a sbalzo, oltre ciascun telaio, di 50 centimetri e devono essere muniti di sicure sistema di trattenuta contro il pericolo di sfilamento dai telai.
Art. 41. PARAPETTI
Sull'intavolato dei ponti pesanti deve essere applicata lungo il lato prospiciente la costruzione privo di parapetto una sponda di arresto al piede di altezza non inferiore a 5 centimetri.
Art. 42. ARGANI
Gli argani devono essere rigidamente connessi con i telai di sospensione.
Essi devono essere a discesa autofrenante e forniti di dispositivo di arresto.
Il tamburo di avvolgimento della fune deve essere di acciaio ed avere le flange laterali di diametro tale da lasciare, a fune completamente avvolta un franco pari a due diametri della fune.
Art. 43. FUNI
Le funi devono essere di tipo flessibile, formate con fili di acciaio al crogiuolo, con un carico di rottura non minore di 120 e non maggiore di 160 kg. per mm quadrati e devono essere calcolate per un coefficiente di sicurezza non minore di 10.
Art. 44. TRAVI DI SOSTEGNO
Art. 45. ACCESSO AI PONTI SOSPESI
Art. 46. STABILITA' DEI PONTI
La distanza del tavolato dei ponti pesanti dalla parete della costruzione non deve superare a 10 centimetri.
Art. 47. MANOVRA DEI PONTI
Art. 48. LAVORATORI AMMESSI SUI PONTI SOSPESI
Art. 49. MANUTENZIONE
Le funi non devono essere più usate quando su un tratto di fune lungo quattro volte il passo dell'elica del filo elementare nel trefolo il numero dei fili rotti apparenti sia superiore al 10 % dei fili costituenti la fune.
Art. 50. LIBRETTO DI IMMATRICOLAZIONE
Con decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, sentita la Commissione consultiva di cui all'art. 393 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547., saranno stabilite le modalità del collaudo e delle verifiche periodiche ed il modello del libretto di immatricolazione per le relative registrazioni.
Art. 51. PONTI SU CAVALLETTI
La distanza massima tra due cavalletti consecutivi può essere di m. 3,60, quando si usino tavole di dimensioni trasversali minori, esse devono poggiare su tre cavalletti. La larghezza dell'impalcato non deve essere inferiore a 90 centimetri e le tavole che lo costituiscono, oltre a risultare bene accostate fra loro ed a non presentare parti in isbalzo superiori a 20 centimetri, devono essere fissate ai cavalletti di appoggio.
Art. 52. PONTI SU RUOTE A TORRE E SVILUPPABILI A FORBICE
Art. 53. SCALE AEREE SU CARRO
Le scale aeree non possono essere adoperate con pendenze minore di 60 gradi ne maggiori di 80 gradi sull'orizzontale; la pendenza deve essere controllata mediante dispositivo a pendolo annesso al primo tratto della scala.
Art. 54. MANOVRE DELLE SCALE AEREE
Nei verbali di collaudo di cui agli articoli 25 e 399 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, deve essere indicato il numero massimo di persone che possono contemporaneamente salire sulla scala.
Tale numero non deve essere in talun caso superato.
Art. 55. CASTELLI PER ELEVATORI
Art. 56. IMPALCATI E PARAPETTI DEI CASTELLI
Art. 57. MONTAGGIO DEGLI ELEVATORI
Nei ponti metallici i montanti, su cui sono applicati direttamente gli elevatori, devono essere in numero ampiamente sufficiente ed in ogni caso non minore di due.
Gli argani installati a terra, oltre a essere saldamente ancorati, devono essere disposti in modo che la fune si svolga dalla parte inferiore del tamburo.
Il manovratore degli argani " a bandiera " fissati a montanti di impalcature, quando non possano essere applicati parapetti sui lati e sulla fronte del posto di manovra, deve indossare la cintura di sicurezza.
La protezione di cui al 3x comma dell'articolo precedente deve essere applicata anche per il lavoratore addetto al ricevimento dei carichi sulle normali impalcature.
Art. 58. ARGANI - SALITA E DISCESA DEI CARICHI
Gli argani a motore devono essere muniti di dispositivi di extracorsa superiore: è vietata la manovra degli interruttori elettrici mediante funi o tiranti di ogni genere.
Art. 59. SOLLEVAMENTO DI MATERIALI DAGLI SCAVI
Le armature provvisorie per sostenere apparecchi leggeri per lo scavo di pozzi o di cavi a sezione ristretta (arganetti o conocchie) azionati solamente a braccia, devono avere per base un solido telaio in travi di legno, con piattaforma per i lavoratori o fiancate di sostegno dell'asse dell'apparecchio opportunamente irrigidite e controventate.
Art. 60. TRASPORTI CON VAGONETTI SU GUIDE
Art. 61. PENDENZA DEI BINARI
Art. 62. TRANSITO E ATTRAVERSAMENTO SUI PIANI INCLINATI
Art. 63. STRUTTURE SPECIALI
Art. 64. COSTRUZIONI DI ARCHI, VOLTE E SIMILI
Le armature provvisorie per la esecuzione di manufatti, quali archi, volte, architravi, piattabande, solai, scale e di qualsiasi altra opera sporgente dal muro, in cemento armato o in muratura di ogni genere, devono essere costuite in modo da assicurare, in ogni fase del lavoro, la necessaria solidità e con modalità tali da consentire, a getto o costruzione ultimata, il loro progressivo abbassamento e disarmo.
Le armature provvisorie per grandi opere, come centine per ponti d'arco, per coperture ad ampia luce e simili, che non rientrino negli schemi di uso corrente, devono essere eseguite su progetto redatto da un ingegnere o architetto, corredato dai relativi calcoli di stabilità.
Art. 65. POSA DELLE ARMATURE E DELLE CENTINE
Prima della posa delle armature e delle centine di sostengo delle opere di cui all'articolo precedente, è fatto obbligo di assicurarsi della resistenza del terreno o delle strutture sulle quali esse debbono poggiare, in modo da prevenire cedimenti delle armature stesse o delle strutture sottostanti, con particolare riguardo a possibili degradazioni per presenza d'acqua.
Art. 66. RESISTENZA DELLE ARMATURE
Art. 67. DISARMO DELLE ARMATURE
Il disarmo delle armature provvisorie di cui al secondo comma dell'art. 64 deve essere effettuato con cautela da operai pratici sotto la diretta sorveglianza del capo cantiere o sempre dopo che il direttore dei lavori ne abbia data l'autorizzazione.
Art. 68. DIFESA DELLE APERTURE
Art. 69. SCALE IN MURATURA
Lungo le rampe ed i pianerottoli delle scale fisse in costruzione, fino alla posa in opera della ringhiere, devono essere tenuti parapetti normali con tavole fermapiede, fissati rigidamente a strutture resistenti.
Art. 70. LAVORI SPECIALI
Capo IX - Demolizioni
Art. 71. RAFFORZAMENTO DELLE STRUTTURE
Art. 72. ORDINE DELLE DEMOLIZIONI
I lavori di demolizione devono procedere con cautela e con ordine dall'alto verso il basso e devono essere condotti in maniera da non pregiudicare la stabilità delle strutture portanti o di collegamento di quelle eventuali adiacenti, ricorrendo, ove occorra, al loro preventivo puntellamento.
La successione dei lavori, quando si tratti di importanti ed estese demolizioni, deve risultare da apposito programma il quale deve essere firmato dall'imprenditore e dal dipendente direttore dei lavori, ove esista, e deve essere tenuto a disposizione degli ispettori di lavoro.
Art. 73. MISURE DI SICUREZZA
Gli obblighi di cui ai comma precedenti non sussistono quanto trattisi di muri di altezza inferiore ai cinque metri; in tali casi e per altezze da due a cinque metri si deve fare uso di cinture di sicurezza.
Art. 74. CONVOGLIAMENTO DEL MATERIALE DI DEMOLIZIONE
Il materiale di demolizione non deve essere gettato dall'alto, ma deve essere trasportato oppure convogliato in appositi canali il cui estremo inferiore non deve risultare ad altezza maggiore di due metri dal livello del piano di raccolta.
Art. 75. SBARRAMENTO DELLA ZONA DI DEMOLIZIONE
Art. 76. DEMOLIZIONE PER ROVESCIAMENTO
La trazione o la spinta deve essere esercitata in modo graduale e senza strappi e deve essere eseguita soltanto su elementi di struttura opportunamente isolati dal resto del fabbricato in demolizione in modo da non determinare crolli intempestivi o non previsti da altre parti.
Art. 77. CONTRAVVENZIONI COMMESSE DAI DATORI DI LAVORO E DAI DIRIGENTI.
a) con l'arresto da tre mesi a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 12, 15, 17, 24 primo comma, 27 primo, comma, 29 quarto comma, 41, 49 secondo comma, 56 primo comma, 57 primo e secondo comma, 67 primo e secondo comma;
b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 4 sesto comma, 10, 11, 13, 20 primo, secondo e terzo comma, 23 primo e secondo comma, 25, 26, 28 primo comma, 35, 36, 40, 42, 43, 44, 49 primo comma, 55, 56 secondo, terzo e quarto comma, 57 terzo comma, 58, 59, quarto comma, 62 secondo comma, 70, 72 primo comma, 73 primo comma, 75;
c) con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni per la inosservanza di tutte le altre norme.
Art. 78 CONTRAVVENZIONI COMMESSE DAI PREPOSTI.
a) con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni per la inosservanza delle norme di cui agli articoli 15, 36 ultimo comma, 37 primo comma, 67 primo e secondo comma, nonché per non avere esercitato, ai sensi dell'art. 3, la dovuta vigilanza sui lavoratori per l'osservanza da parte di questi delle norme indicate alla lett. a) dell'articolo seguente;
b) con l'arresto fino ad un mese o con l'ammenda da lire trecentomila a lire un milione per la inosservanza delle norme di cui agli articoli 12 terzo e quinto comma, 17, 39 secondo e quinto comma, 46, 48, 52 terzo ed ultimo comma, 53 primo, secondo ed ultimo comma, 54, 73 secondo e terzo comma, nonché per non avere esercitato, ai sensi dell'art. 3, la dovuta vigilanza sui lavoratori per l'osservanza da parte di questi delle norme indicate alla lett. b) dell'articolo seguente.
Art. 79 CONTRAVVENZIONI COMMESSE DAI LAVORATORI
a) con l'arresto fino ad un mese o con l'ammenda da trecentomila a lire un milionecinquecentomila per la inosservanza delle norme di cui all'art. 47;
b) con l'arresto fino a quindici giorni o con l'ammenda da lire duecentomila a lire ottocentomila per la inosservanza delle norme di cui agli articoli 10 primo comma, 18, 38 secondo e terzo comma, 54 quarto comma, 57 quinto comma, 60 ultimo comma, 62 primo comma, 73 terzo comma.
Art. 80 COLLAUDI E VERIFICHE PERIODICHE
Il Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, sentita la Commissione di cui all' art. 393 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547., può stabilire di sottoporre a collaudo e visite periodiche ponteggi e attrezzature per costruzioni, stabilendo le modalità e l'organo tecnico incaricato.
Art. 81. Decorrenza.
Il presente decreto entra in vigore il 1o aprile 1956.
A decorrere da tale data sono abrogate le disposizioni del regolamento approvato con R.D. 27 maggio 1900, n. 205, che concernono i lavori di costruzione disciplinati dal presente decreto.

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 73

Art. 74

Art. 75

Art. 76

Art. 77

Art. 78

Art. 79

Art. 80
 art. 393

Art. 81