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Timestamp: 2020-06-04 20:32:03+00:00

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CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 20533 depositata il 12 ottobre 2016 - Va disposta l’integrazione del contraddittorio per il notaio rogante che sia stato parte nel processo di primo grado ma non di quello d’appello. In tali casi non ci si trova nell’ipotesi di cause scindibili in quanto in tema di imposta di registro, ipotecaria e catastale, il notaio ha la veste di “responsabile di imposta”, estraneo al rapporto tributario ed obbligato in solido con i contraenti - Studio Cerbone
CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 20533 depositata il 12 ottobre 2016 – Va disposta l’integrazione del contraddittorio per il notaio rogante che sia stato parte nel processo di primo grado ma non di quello d’appello. In tali casi non ci si trova nell’ipotesi di cause scindibili in quanto in tema di imposta di registro, ipotecaria e catastale, il notaio ha la veste di “responsabile di imposta”, estraneo al rapporto tributario ed obbligato in solido con i contraenti
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CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 20533 depositata il 12 ottobre 2016
PROCESSO TRIBUTARIO – INTEGRAZIONE DEL CONTRADDITTORIO NEI CONFRONTI DEL NOTAIO ROGANTE
La controversia concerne l’impugnazione di un avviso di liquidazione con il quale l’Ufficio aveva notificato al notaio rogante P.M. una richiesta di pagamento delle imposte ipotecarie e catastali in misura proporzionale (in luogo di quanto già corrisposto nella misura fissa), relativamente alla registrazione di un atto con il quale la società F. S.p.A. aveva rinunciato a titolo gratuito al diritto all’usufrutto ad essa spettante su un fabbricato in Firenze nei confronti dei nudi proprietari M. L. SpA e C.L. Banca S.p.A.. Con il medesimo avviso l’Ufficio, rilevato che con la registrazione dell’atto in questione era stato corrisposto un importo a titolo di imposta di registro, ma che effettivamente era dovuta l’imposta sulle donazioni in un importo pari a quello corrisposto (ad erroneo titolo, secondo l’Ufficio), “compensava” la somma incassata con quella (che sarebbe stata) correttamente dovuta, correggendo il codice relativo al pagamento da cod. 9800 (quello “erroneamente” utilizzato) a cod. 9284 (quello corrispondente al giusto titolo).
La Corte Suprema di Cassazione accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, alla Commissione Tributaria Regionale della Toscana in diversa composizione.
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