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IL TEMPO DELLE DONNE: gli Enti locali e gli interventi per la conciliazione. L'esperienza del progetto "TEMPO" del Comune di Firenze. - PDF
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1 FORUM PA IL TEMPO DELLE DONNE: gli Enti locali e gli interventi per la conciliazione. L'esperienza del progetto "TEMPO" del Comune di Firenze. Nozione di tempo e implicazioni culturali; Normativa esistente sulla conciliazione L'esperienza degli Uffici Tempi e Spazi; L'esperienza dell'ufficio Tempi e Spazi del Comune di Firenze; Gli enti locali e gli interventi sulla conciliazione: Gli interventi dei soggetti del territorio, istituzionali e non: l'esperienza del progetto "TEMPO. Territorio e Mainstreaming per le Pari Opportunità ; Interventi realizzati dal Comune di Firenze. EDY BOLOGNESI Roma, 21 maggio 2007
2 Nozione di tempo e implicazioni culturali Il tempo non è una variabile oggettiva ma una costruzione sociale Uomini e donne sperimentano in modi diversi la dimensione temporale a causa dei compiti che la società assegna e alla diversa collocazione sociale
3 Nozione di tempo e implicazioni culturali Il modello di società fino al passato recente è stato orientato a considerare come parametro di riferimento per l organizzazione del tempo sociale solo il lavoro retribuito e il suo orario Il tempo di vita coincide con il tempo di lavoro, agli altri tempi viene attribuito scarso valore sociale
4 LE DONNE ALL ORIGINE DELLE POLITICHE DEI TEMPI Negli anni 70 le donne cominciano a riflettere sulla loro vita Le donne sono il soggetto che vive più pesantemente le contraddizioni e i disagi dell attuale organizzazione della vita
5 CATEGORIA SOCIOLOGICA DELLA DOPPIA PRESENZA (Laura Balbo) TEMPI PRIVATI Gestione familiare e dei lavori di cura TEMPI PUBBLICI Mondo del lavoro Flessibilità nella gestione quotidiana del tempo Equilibrismo
6 LA TRIPLA PRESENZA La trasformazione della società italiana con l invecchiamento della popolazione e la riduzione del welfare La tripla presenza viene articolata in: Lavoro Cura dei membri della famiglia Cura anziani in altro nucleo familiare
7 LE DONNE E IL MONDO DEL LAVORO I cambiamenti degli ultimi anni Consolidamento in settori qualificati (medicina, ingegneria, ruoli dirigenziali, ecc. Dal 1996 al 2005 (Dati ISTAT Sabbadini, 2006) 8milioni 825mila occupate 1 milione e occupate in più Quasi tutti i posti di lavoro aggiuntivi sono femminili, che partivano però da livelli molto bassi. Nonostante ciò i livelli di occupazione femminili sono ancora bassi rispetto all Europa
8 Le donne svolgono tutti i tipi di lavoro ma rispetto agli uomini + impiegate - operaie + servizi - industria crescono anche nelle posizioni alte + part time + tempo determinato (Dati ISTAT Sabbadini, 2006)
9 I tempi degli uomini NON variano in funzione della fase del ciclo della vita della famiglia: Quello delle donne SI Il 23% degli uomini non dedica neanche 10 minuti al lavoro familiare (Dati ISTAT Sabbadini, 2006)
10 L asimmetria dei ruoli diminuisce, ma per le nuove strategie adottate dalle donne nell arco di 14 anni si passa dall 84,6% al 77,7% di ore di lavoro familiare delle coppie assorbite dalle donne le donne scelgono di diminuire il tempo dedicato al lavoro familiare (- 33 minuti) più tempo al lavoro di cura dei bimbi (+ 28 minuti) meno tempo al lavoro domestico (- 51 minuti) anche per le occupate (Dati ISTAT Sabbadini, 2006)
11 L asimmetria dei ruoli nel lavoro domestico Le donne non possono esimersi da cucinare e pulire la casa. Gli uomini sono più selettivi: raramente apparecchiano o riordinano la cucina (17,6%) o fanno le pulizie, lavano, stirano (90% del tempo assorbito dalle donne) L asimmetria dei ruoli è più contenuta (72,6%) e in diminuzione rispetto a 14 anni fa (79,8%) anche nel lavoro di cura (Dati ISTAT Sabbadini, 2006)
12 Tuttavia la presenza maschile nelle attività di cura avanza con la lentezza delle trasformazioni generazionali (Franca Bimbi) Femmine Maschi cure fisiche e sorveglianza 76,7% 1h21 27,8% 45 parlare e giocare 47,3% 1h 40% 1h compiti 16,7% 1h 4,3% 1h (Dati ISTAT Sabbadini, 2006) La presenza maschile, come si può vedere si concentra in attività gratificanti come giocare con i figli, ecc.
13 Conciliare i tempi di vita e di lavoro: la normativa Nel 1985: nascono in Italia i processi di innovazione che riguardano il tempo. Il patrimonio di riflessioni, culture e di esperienze di questi anni si trasforma nel 1988 in una proposta di legge popolare ( Le donne cambiano i tempi ). La proposta di legge è diventata in parte la linea amministrativa dello stato e dei comuni italiani. La rilevanza del tempo sociale e dell organizzaizone degli orari della città viene infatti introdotta nella legge di riforma della pubblica amministrazione, legge 142/90, all art. 36 che assegna al sindaco il potere di coordinamento degli orari dei servizi pubblici orientandoli ai bisogni degli utenti.
14 Negli anni 90 in applicazione alla legge L.142/90 le città di Milano, Genova, Roma, Catania, Bolzano e Venezia avviano le politiche temporali ed istituiscono l Ufficio Tempi. Nel 1996 viene istituito l Ufficio Tempi e Spazi a Firenze. Nel 2000 entra in vigore la legge nazionale 53/2000 Obiettivo della Legge: Promuovere un nuovo equilibrio tra tempi di vita, di lavoro, di cura, di formazione e di relazione. La legge è divisa in due parti: la prima parte riguarda i congedi parentali la seconda parte riguarda le politiche temporali
15 Normativa esistente sulla conciliazione (Europea e nazionale) Direttiva 2003/88/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio Legge 125/91 Azioni positive per la realizzazione della parità uomo-donna nel lavoro Decreto legislativo 29/1993 Razionalizzazione dell organizzazione delle amministrazioni pubbliche e revisione della disciplina in materia di pubblico impiego Direttiva del presidente del Consiglio dei ministri Azioni volte a promuovere l attribuzione di poteri e responsabilità alle donne, a riconoscere e garantire libertà di scelta e qualità sociale a uomini e donne, 27 marzo 1997 Legge 191/98 Modifiche ed integrazioni alle leggi n. 59 e n. 127, nonché norme in materia di formazione del personale dipendente e di lavoro a distanza nelle pubbliche amministrazioni Ministero dell Ambiente, decreto 27 marzo 1998, Mobilita sostenibile nelle aree urbane Legge 53/2000 Disposizioni per il sostegno della maternita' e della paternita', per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle citta Decreto legislativo 267/ Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali
16 Normativa europea Direttiva 2003/88/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 novembre 2003 Concernente taluni aspetti dell organizzazione dell orario di lavoro La direttiva stabilisce prescrizioni minime di sicurezza e di salute in materia di organizzazione dell orario di lavoro. Si applica: Periodi minimi di riposo giornaliero, settimanale e ferie annuali e alla durata massima settimanale del lavoro; Aspetti del lavoro notturno, del lavoro a turni e del ritmo di lavoro
17 Legge 53/2000 Capo II CONGEDI PARENTALI, FAMILIARI E FORMATIVI Art. 3. (Congedi dei genitori). Art. 5. (Congedi per la formazione). Art. 6. (Congedi per la formazione continua).
18 Capo III FLESSIBILITA' DI ORARIO Art. 9. (Misure a sostegno della flessibilita' di orario). a) progetti articolati per consentire alla lavoratrice madre o al lavoratore padre particolari forme di flessibilita' degli orari e dell'organizzazione del lavoro, tra cui part time reversibile, telelavoro e lavoro a domicilio, orario flessibile in entrata o in uscita, banca delle ore, flessibilita' sui turni, orario concentrato b) programmi di formazione per il reinserimento dei lavoratori dopo il periodo di congedo c) progetti che consentano la sostituzione del titolare di impresa o del lavoratore autonomo
19 Legge 53/2000 Capo VII TEMPI DELLE CITTA' Art. 24. (Piano territoriale degli orari) Il sindaco elabora le linee guida del piano. A tale fine attua forme di consultazione con le amministrazioni pubbliche, e le altre parti sociali. Nell'elaborazione del piano si tiene conto degli effetti sul traffico, sull'inquinamento e sulla qualita' della vita cittadina degli orari di lavoro pubblici e privati, degli orari di apertura al pubblico dei servizi pubblici e privati, degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche, delle attivita' commerciali,
20 Legge 53/2000 Art. 26. (Orari della pubblica amministrazione). Le articolazioni e le scansioni degli orari di apertura al pubblico dei servizi della pubblica amministrazione devono tenere conto delle esigenze dei cittadini che risiedono, lavorano ed utilizzano il territorio di riferimento. Art. 27. (Banche dei tempi). Per favorire lo scambio di servizi di vicinato, per facilitare l'utilizzo dei servizi della citta' e il rapporto con le pubbliche amministrazioni, per favorire l'estensione della solidarieta' nelle comunita' locali e per incentivare le iniziative di singoli e gruppi di cittadini, associazioni, organizzazioni ed enti che intendano scambiare parte del proprio tempo per impieghi di reciproca solidarieta' e interesse
21 Circolare interministeriale 4/03 - Progetti di azioni positive per la flessibilità Progetti di azioni positive per la flessibilità di cui all'art. 9 legge 8 marzo 2000 n. 53 e decreto interministeriale 15 maggio 2001 Allegato A) Costi ammissibili relativi ai progetti di azioni positive per la flessibilità - art.9 legge n.53/2000 Allegato B) Linee guida per la compilazione del modello di domanda per l'ammissione ai finanziamenti previsti dall'articolo 9 della Legge 8 marzo 2000, n.53
22 Normativa esistente sulla conciliazione (Regione Toscana) Legge Regione Toscana 62/1992 Prime norme per la formazione dei piani di coordinamento degli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici e degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche. Finanziamento di attività di ricerca da parte dei Comuni singoli o associati Legge Regione Toscana n. 5/1995 Norme per il governo del territorio e successive modifiche Legge Regione Toscana n. 72/1997 Organizzazione e promozione di un sistema di cittadinanza e di pari opportunità: riordino dei servizi socioassistenziali e socio-sanitari integrati. Legge Regione Toscana 38/1998 Governo del tempo e dello spazio urbano e pianificazione degli orari della citta Legge Regione Toscana 1/2005 Governo del Territorio
23 Legge Regione Toscana 38/1998 Governo del tempo e dello spazio urbano e pianificazione degli orari della citta Legge Regione Toscana 1/2005 Governo del Territorio La normativa regionale ribadisce la necessità di sviluppare sinergie tra tutte gli attori interessati alla pianificazione territoriale Senza coordinamento Non si possono garantire trasformazioni di qualità delle città e del territorio Non si sviluppa la pratica della valutazione integrata
24 Già con la legge 38/98 diventa obbligatorio per i Comuni predisporre un Piano di indirizzo e di regolazione degli orari Inserito negli strumenti di programmazione generale dell ente La legge regionale 1/05 garantisce il controllo della coerenza degli atti e fornisce ai comuni gli indirizzi di base per armonizzare le scelte della dislocazione delle funzioni con i piani d indirizzo e di regolamento degli orari (così come previsto dalla legge 38/98, art. 2)
25 Legge Regione Toscana 38/98 art. 3 Il Piano di indirizzo e di regolazione degli orari, in raccordo con il Piano delle Funzioni e il Piano della Mobilita, contiene indicazioni e direttive per il raggiungimento degli obiettivi di: a) valorizzazione della soggettivita dei bambini e delle bambine, come misura di qualificazione della citta, riconoscendo loro il diritto a vivere, giocare e socializzare in sicurezza e serenita ; b) organizzazione dell accessibilita ai servizi socio-sanitari, scolastici, per il tempo libero, garantendone il raggiungimento con i mezzi di trasporto pubblico, al fine di rendere congruenti tempi, orari e localizzazioni delle singole strutture, in relazione alla vita e al funzionamento delle diverse aree territoriali; c) armonizzazione graduale con le attivita lavorative degli orari dei servizi.
26 Leggi di altre regioni Legge Regione Liguria n. 14/1992 Legge Regione Marche 20/1992 Legge Regione Valle D Aosta n. 60/1993 Legge Regione Veneto 15/1993 Legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 49/1993 Legge Regione Lazio n. 48/1993 Legge Regione Emilia Romagna n. 21/1994 Legge Regione Piemonte n. 52/1995
27 L'esperienza degli Uffici Tempi e Spazi Attivazione di politiche rivolte al sostegno della qualità della vita dei cittadini e della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro Le politiche : Concertazione informazione partecipazione Riorganizzazione dei tempi delle città Sostegno e sviluppo delle banche del tempo Mobility manager
28 LE POLITICHE TEMPORALI Forniscono agli attori istituzionali e sociali una strumentazione legislativa, tecnica e l esperienza per accompagnare il cambiamento temporale del lavoro, della famiglia, dei servizi, della mobilità e dell uso del territorio
29 UFFICI TEMPI E SPAZI: l importanza della collocazione Politiche temporali Politiche trasversali: Collaborazione tra settori diversi dell Ente Quindi la loro collocazione naturale sarebbe presso il Gabinetto del Sindaco Ma spesso le amministrazioni effettuano scelte diverse: Es. di Firenze
30 Gli enti locali e gli interventi sulla conciliazione: Gli interventi dei soggetti del territorio, istituzionali e non: l'esperienza del progetto "TEMPO. Territorio e Mainstreaming per le Pari Opportunità L ente locale è impegnato a sostenere politiche per la creazione di servizi all infanzia e alle famiglie per favorire la conciliazione tra vita privata e lavoro Sostegno all occupabilità femminile

References: art. 36
 Art. 3
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 9
 Art. 24
 Art. 26
 Art. 27
 art.9
 art. 2
 art. 3