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Timestamp: 2018-02-24 07:55:57+00:00

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Nel mio primo articolo del12 febbraio 2012 abbiamo analizzato gli adempimenti obbligatori a carico del committente e o responsabile dei lavori il rup per i lavori pubblici
in questa seconda parte vogliamo analizzare la figura del coordinatore della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione e delle imprese esecutrici
In particolare, quando e chi deve redigere il Piano di Sicurezza e di Coordinamento (PSC) e Fascicolo, il Piano Operativo di Sicurezza (POS) oppure il Piano Sostitutivo di Sicurezza (PSS).
Come già detto, il D.Lgs. 81/08 all’art. 90, commi 3, 4 e 5 prescrive che nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanee, il committente o il responsabile dei lavori, contestualmente all’affidamento dell’incarico di progettazione e prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per la progettazione e il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all’art.98, pertanto, i tecnici che intendono essere designati quali coordinatori, devono possedere i requisiti professionali e in particolare, il possesso dell’attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento finale, a specifico corso in materia di sicurezza organizzato anche dagli ordini o collegi professionali, fermo restando l’obbligo di aggiornamento di cui all’allegato XIV.
Una volta designati, i coordinatori, devono adempiere a specifici obblighi che sono riportati, all’art.91 per il Coordinatore per la progettazione e all’art.92 per il Coordinatore per l’esecuzione dei lavori.
(PSC) – PIANO di SICUREZZA E COORDINAMENTO E FASCICOLO
L’art.91 al comma 1 prescrive che durante la progettazione dell'opera e comunque prima della richiesta di presentazione delle offerte, il coordinatore per la progettazione:
a) redige il piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100, comma 1, i cui contenuti sono dettagliatamente specificati nell’ ALLEGATO XV; b) predispone un fascicolo adattato alle caratteristiche dell’opera, i cui contenuti sono definiti all' ALLEGATO XVI.
L’art. 92 invece, prescrive al comma 1 diversi obblighi a cui il coordinatore per l'esecuzione dei lavori, deve adempiere durante la realizzazione dell'opera, in particolare la lettera b) obbliga il CSE a verificare l'idoneità del piano operativo di sicurezza (POS), da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento (PSC).
Il comma 2, del medesimo art.92, invece, prescrive che nei casi di cui all'articolo 90, comma 5 (cioè nei casi in cui dopo l’affidamento dell’incarico a un’unica impresa, i lavori vengano poi eseguiti da più imprese, il coordinatore per l'esecuzione, oltre a svolgere i compiti di cui al comma 1, redige il piano di sicurezza e di coordinamento (PSC) e predispone il fascicolo, di cui all'articolo 91, comma 1, lettere a) e b), fermo restando quanto previsto al secondo periodo della medesima lettera b).
In assenza del piano di sicurezza e di coordinamento (PSC) di cui all’articolo 100 o del fascicolo di cui all’articolo 91, comma 1, lettera b), quando previsti, è sospesa l’efficacia del titolo abilitativo e l’organo di vigilanza comunica l’inadempienza all’amministrazione concedente. (Art.90, comma10)
(POS) – PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA
L’art.96, al comma 1, prescrive che I datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici, anche nel caso in cui nel cantiere operi una unica impresa, anche familiare o con meno di dieci addetti, lettera g) redigono il piano operativo di sicurezza (POS) di cui all'articolo 89, comma 1, lettera h).
A questo punto, come al solito, nascono varie interpretazioni della norma, relative al fatto se redigere o meno il POS nel caso in cui in un cantiere operi una sola impresa per cui non vi è stata la nomina dei coordinatori ne la redazione del PSC.
L’art.89, alla lettera h) definisce il piano operativo di sicurezza nel seguente modo : il documento che il datore di lavoro dell'impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo cantiere interessato, ai sensi dell'articolo 17 comma 1, lettera a), i cui contenuti sono riportati nell’ ALLEGATO XV;
L’art.17 al comma 1, lettera a) recita : Il datore di lavoro non può delegare le seguenti attività : la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28;
L’art. 28 (Oggetto della valutazione dei rischi) al comma 1, recita che : la valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’ accordo europeo dell’8 ottobre 2004 e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi e quelli connessi alla specifica tipologia contrattuale attraverso cui viene resa la prestazione di lavoro. Praticamente il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR)
Ora il problema nasce dalla lettura dell’art.92 e dalla lettura dell’allegato XV contenuti minimi del POS.
L’art.92, infatti, al comma 1 lettera b), come già innanzi riportato, dice che : il CSE deve verificare l'idoneità del piano operativo di sicurezza (POS), da considerare come piano complementare di dettaglio del piano di sicurezza e coordinamento (PSC). Ugualmente l’allegato XV, in modo particolare ai punti 3.2.1 lettere g) ed h) parla di procedure complementari e di dettaglio da inserire nel POS, rispetto al PSC.
Inoltre, sempre all’articolo 96, comma 2, si legge che : “L'accettazione da parte di ciascun datore di lavoro delle imprese del piano di sicurezza e di coordinamento (PSC) di cui all'articolo 100 nonché la redazione del piano operativo di sicurezza (POS) costituiscono, limitatamente al singolo cantiere interessato, adempimento alle disposizioni di cui all'articolo 17 comma 1 lettera a), all’articolo 26 commi 1 lettera b), 2, 3 e 5, e all’articolo 29 comma 3.
Pertanto, da quanto innanzi, ritengo che nel caso in cui non è prevista la redazione del PSC, l’impresa non deve predisporre il POS (come invece chiedono i direttori dei lavori) ma l’impresa deve avere il DVR, essendo il POS un piano complementare e di dettaglio del PSC. Questa mia personale convinzione è avvalorata anche da quanto innanzi riportato al comma 2 dell’art.96 e cioè che l’accettazione del PSC nonché del POS, limitatamente al singolo cantiere costituisce adempimento delle disposizioni di cui all’art. 17 comma 1), lettera a), perciò in mancanza di una condizione vale a dire del PSC è inutile predisporre il POS visto che comunque manca il PSC, per cui secondo il mio modesto parere ci vuole il DVR previsto dal citato art.17, e non il POS.
(PSS) – PIANO SOSTITUTIVO DI SICUREZZA
Un’altra confusione nasce dal fatto che nei lavori privati alcuni direttori dei lavori, non avendo il PSC, in quanto non previsto, chiedono alle imprese il PSS.
Anche qui va chiarito che il (PSS) Piano Sostituivo di Sicurezza, previsto dall’art.131, comma 2), lettera g) del D.Lgs 163/2006 i cui contenuti invece, sono riportati nell’allegato XV del D.Lgs.81/08, per i lavori privati non si applica.
Il PSS pertanto, riguarda esclusivamente i lavori pubblici dove non è prevista la redazione del PSC e la nomina dei coordinatori.
I contenuti del PSS sono gli stessi del PSC con la sola esclusione dei costi della sicurezza (Allegato XV, punto 3.1.1), pertanto il PSS deve essere redatto dall’impresa appaltatrice o dal concessionario, tramite un tecnico abilitato con i requisiti di cui all’art.98 del D.Lgs.81/08.
Per una miglior comprensione di quanto detto, si riporta di seguito una tabella riepilogativa degli adempimenti obbligatori a carico dei coordinatori e delle imprese.
D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. (D.Lgs. 106/2009)
TABELLA RIEPILOGATIVA ADEMPIMENTI OBBLIGATORI A CARICO DEI COORDINATORI E DELLE IMPRESE
Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) - Piano Operativo di Sicurezza (POS) -
NUMERO IMPRESE PRESENTI IN CANTIERE
OBBILGATO
LAVORI PRIVATI LAVORI PUBBLICI RIFERIMENTI NORMATIVI
e indip.
PSC e Fascicolo
(CSP) o
Art.90, comma 1, lettere a) e b) Allegato XV -
Art.92, comma 2 (1) - art.90 co.11
Sentenza Corte Europea C-224/09 del 7/10/2010
Redazione PSS
Appaltatrice o
D.Lgs 163/2006 - art.131, comma 2, lettera b)
(2) - Redatto da un tecnico abilitato di cui all’art.98 del D.Lgs.81/08
art.96, comma 1, letetra g) Allegato XV
(?) NO per quanto innanzi detto, abche se l'argomento resta dibattuto, pertanto nel caso in cui il D.L chiedono
il POS resta a discrezione dell'impresa.
Sicurezza,POS,
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Ultima modifica il Domenica, 07 Aprile 2013 14:19

References: art.92
 art.17

Art.90

Art.92
 art.90

Sentenza 
 art.131

art.96