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Testo estratto dagli archivi del sistema ItalgiureWeb del CED della Corte di Cassazione - PDF
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1 Testo estratto dagli archivi del sistema ItalgiureWeb del CED della Corte di Cassazione REGIO DECRETO 18 GIUGNO 1931, n. 773 (GU n. 146 del 26/06/1931) APPROVAZIONE DEL TESTO UNICO DELLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA. (PUBBLICATO NEL SUPPLEMENTO ORDINARIO ALLA GAZZETTA UFFICIALE N.146 DEL 26 GIUGNO 1931) PD: S URN: urn:nir:stato:regio.decreto: ;773 Preambolo VITTORIO EMANUELE III PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE RE D'ITALIA VISTO IL TESTO UNICO DELLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA, APPROVATO CON R. DECRETO 6 NOVEMBRE 1926, N. 1848, E LE SUCCESSIVE MODIFICAZIONI; VISTO L'ART. 6 DEL R. DECRETO-LEGGE 14 APRILE 1927, N. 593, CONVERTITO NELLA LEGGE 22 GENNAIO 1928, N. 290, CHE AUTORIZZA IL GOVERNO DEL RE A COORDINARE LE DISPOSIZIONI DEL SUDDETTO TESTO UNICO CON I NUOVI CODICI PENALE E DI PROCEDURA PENALE E AD EMANARE UN NUOVO TESTO UNICO DELLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA; VISTO L'ART. 1 DELLA LEGGE 24 DICEMBRE 1925, N. 2260, CON CUI IL GOVERNO DEL RE È PURE AUTORIZZATO A COORDINARE LE DISPOSIZIONI DEL NUOVO CODICE PENALE E DI PROCEDURA PENALE CON QUELLE RELATIVE ALLA MEDESIMA MATERIA CONTENUTE IN ALTRE LEGGI E A MODIFICARE, SEMPRE A SCOPO DI COORDINAMENTO, ALTRE LEGGI DELLO STATO; VISTI I CODICI PENALE E DI PROCEDURA PENALE, APPROVATI CON REGI DECRETI 19 OTTOBRE 1930, N E N. 1399; VISTO L'ART. 3, N. 1, DELLA LEGGE 31 GENNAIO 1926, N. 100; SENTITO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI; SULLA PROPOSTA DEL NOSTRO MINISTRO SEGRETARIO DI STATO PER L'INTERNO, DI CONCERTO COL NOSTRO MINISTRO SEGRETARIO DI STATO PER LA GIUSTIZIA E GLI AFFARI DI CULTO; ABBIAMO DECRETATO E DECRETIAMO: ARTICOLO UNICO. È APPROVATO L'UNITO TESTO UNICO DELLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA, VISTO, D'ORDINE NOSTRO, DAL MINISTRO PROPONENTE E CHE AVRÀ ESECUZIONE DAL 1 LUGLIO ORDINIAMO CHE IL PRESENTE DECRETO, MUNITO DEL SIGILLO DELLO STATO, SIA INSERTO NELLA RACCOLTA UFFICIALE DELLE LEGGI E DEI DECRETI DEL REGNO D'ITALIA, MANDANDO A CHIUNQUE SPETTI DI OSSERVARLO E DI FARLO OSSERVARE COME LEGGE DELLO STATO. 1
2 DATO A SAN ROSSORE, ADDÌ 18 GIUGNO 1931 VITTORIO EMANUELE. MUSSOLINI - ROCCO. VISTO, IL GUARDASIGILLI: ROCCO. REGISTRATO ALLA CORTE DEI CONTI, ADDÌ 20 GIUGNO 1931 ATTI DEL GOVERNO, REGISTRO 309, FOGLIO MANCINI. Annesso A TESTO UNICO DELLE LEGGI DI PUBBLICA SICUREZZA. TITOLO I. DEI PROVVEDIMENTI DI POLIZIA E DELLA LORO ESECUZIONE. CAPO I. DELLE ATTRIBUZIONI DELL'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA E DEI PROVVEDIMENTI D'URGENZA O PER GRAVE NECESSITÀ PUBBLICA. ART. 1. (ART. 1 T.U. 1926; ART. 1 R.D.L. 14 APRILE 1927, N. 593). L'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA VEGLIA AL MANTENIMENTO DELL'ORDINE PUBBLICO, ALLA SICUREZZA DEI CITTADINI, ALLA LORO INCOLUMITÀ E ALLA TUTELA DELLA PROPRIETÀ; CURA L'OSSERVANZA DELLE LEGGI E DEI REGOLAMENTI GENERALI E SPECIALI DELLO STATO, DELLE PROVINCIE E DEI COMUNI, NONCHÉ DELLE ORDINANZE DELLE AUTORITÀ; PRESTA SOCCORSO NEL CASO DI PUBBLICI E PRIVATI INFORTUNI. PER MEZZO DEI SUOI UFFICIALI, ED A RICHIESTA DELLE PARTI, PROVVEDE ALLA BONARIA COMPOSIZIONE DEI DISSIDI PRIVATI. L'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA È PROVINCIALE E LOCALE. LE ATTRIBUZIONI DELL'AUTORITÀ PROVINCIALE DI PUBBLICA SICUREZZA SONO ESERCITATE DAL PREFETTO E DAL QUESTORE; QUELLE DELL'AUTORITÀ LOCALE DAL CAPO DELL'UFFICIO DI PUBBLICA SICUREZZA DEL LUOGO O, IN MANCANZA, DAL PODESTÀ. ART. 2. (ART. 2 T.U. 1926). IL PREFETTO, NEL CASO DI URGENZA O PER GRAVE NECESSITÀ PUBBLICA, HA FACOLTÀ DI ADOTTARE I PROVVEDIMENTI INDISPENSABILI PER LA TUTELA DELL'ORDINE PUBBLICO E DELLA SICUREZZA PUBBLICA. CONTRO I PROVVEDIMENTI DEL PREFETTO CHI VI HA INTERESSE PUÒ PRESENTARE RICORSO AL MINISTERO PER L'INTERNO. ART. 3. (ART. 159 T.U. 1926) IL PODESTÀ È TENUTO A RILASCIARE ALLE PERSONE DI ETÀ SUPERIORE AGLI ANNI QUINDICI AVENTI NEL COMUNE LA LORO RESIDENZA O LA LORO DIMORA, 2
3 QUANDO NE FACCIANO RICHIESTA, UNA CARTA DI IDENTITÀ CONFORME AL MODELLO STABILITO DAL MINISTRO PER L'INTERNO. LA CARTA DI IDENTITÀ HA LA DURATA DI TRE ANNI E DEVE ESSERE MUNITA DELLA FOTOGRAFIA DELLA PERSONA A CUI SI RIFERISCE. ART. 4. (ART. 3 T.U. 1926). L'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA HA FACOLTÀ DI ORDINARE CHE LE PERSONE PERICOLOSE O SOSPETTE E COLORO CHE NON SONO IN GRADO O SI RIFIUTANO DI PROVARE LA LORO IDENTITÀ SIANO SOTTOPOSTI A RILIEVI SEGNALETICI. HA FACOLTÀ INOLTRE DI ORDINARE ALLE PERSONE PERICOLOSE O SOSPETTE DI MUNIRSI, ENTRO UN DATO TERMINE, DELLA CARTA DI IDENTITÀ E DI ESIBIRLA AD OGNI RICHIESTA DEGLI UFFICIALI O DEGLI AGENTI DI PUBBLICA SICUREZZA. CAPO II. DELLA ESECUZIONE DEI PROVVEDIMENTI DI POLIZIA. ART. 5. (ART. 4 T.U. 1926). I PROVVEDIMENTI DELL'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA SONO ESEGUITI IN VIA AMMINISTRATIVA INDIPENDENTEMENTE DALL'ESERCIZIO DELL'AZIONE PENALE. QUALORA GLI INTERESSATI NON VI OTTEMPERINO, SONO ADOTTATI, PREVIA DIFFIDA DI TRE GIORNI, SALVI I CASI DI URGENZA, I PROVVEDIMENTI NECESSARI PER L'ESECUZIONE D'UFFICIO. È AUTORIZZATO L'IMPIEGO DELLA FORZA PUBBLICA. LA NOTA DELLE SPESE RELATIVE È RESA ESECUTIVA DAL PREFETTO ED È RIMESSA ALL'ESATTORE, CHE NE FA LA RISCOSSIONE NELLE FORME E COI PRIVILEGI FISCALI STABILITI DALLA LEGGE SULLA RISCOSSIONE DELLE IMPOSTE DIRETTE. ART. 6. (ART. 5 T.U. 1926) SALVO CHE LA LEGGE DISPONGA ALTRIMENTI, CONTRO I PROVVEDIMENTI DELL'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA È AMMESSO IL RICORSO IN VIA GERARCHICA NEL TERMINE DI GIORNI DIECI DALLA NOTIZIA DEL PROVVEDIMENTO. IL RICORSO NON HA EFFETTO SOSPENSIVO. LA LEGGE DETERMINA I CASI NEI QUALI IL PROVVEDIMENTO DEL PREFETTO È DEFINITIVO. IL PROVVEDIMENTO, ANCHE SE DEFINITIVO, PUÒ ESSERE ANNULLATO DI UFFICIO DAL MINISTRO PER L'INTERNO. 3
4 ART. 7. (ART. 6 T.U. 1926). NESSUN INDENNIZZO È DOVUTO PER I PROVVEDIMENTI DELL'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA NELL'ESERCIZIO DELLE FACOLTÀ AD ESSA ATTRIBUITE DALLA LEGGE. CAPO III. DELLE AUTORIZZAZIONI DI POLIZIA. ART. 8. (ART. 7 T.U. 1926). LE AUTORIZZAZIONI DI POLIZIA SONO PERSONALI: NON POSSONO IN ALCUN MODO ESSERE TRASMESSE NÉ DAR LUOGO A RAPPORTI DI RAPPRESENTANZA, SALVI I CASI ESPRESSAMENTE PREVEDUTI DALLA LEGGE. NEI CASI, IN CUI È CONSENTITA LA RAPPRESENTANZA NELL'ESERCIZIO DI UN'AUTORIZZAZIONE DI POLIZIA, IL RAPPRESENTANTE DEVE POSSEDERE I REQUISITI NECESSARI PER CONSEGUIRE L'AUTORIZZAZIONE E OTTENERE L'APPROVAZIONE DELL'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA CHE HA CONCEDUTA L'AUTORIZZAZIONE. ART. 9. (ART. 8 T.U. 1926). OLTRE LE CONDIZIONI STABILITE DALLA LEGGE, CHIUNQUE OTTENGA UN'AUTORIZZAZIONE DI POLIZIA DEVE OSSERVARE LE PRESCRIZIONI, CHE L'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA RITENGA DI IMPORGLI NEL PUBBLICO INTERESSE. ART. 10. (ART. 9 T.U. 1926). LE AUTORIZZAZIONI DI POLIZIA POSSONO ESSERE REVOCATE O SOSPESE IN QUALSIASI MOMENTO, NEL CASO DI ABUSO DELLA PERSONA AUTORIZZATA. ART. 11. (ART. 10 T.U. 1926). SALVE LE CONDIZIONI PARTICOLARI STABILITE DALLA LEGGE NEI SINGOLI CASI, LE AUTORIZZAZIONI DI POLIZIA DEBBONO ESSERE NEGATE: 1/A A CHI HA RIPORTATO UNA CONDANNA A PENA RESTRITTIVA DELLA LIBERTÀ PERSONALE SUPERIORE A TRE ANNI PER DELITTO NON COLPOSO E NON HA OTTENUTO LA RIABILITAZIONE; 2/A A CHI È SOTTOPOSTO ALL'AMMONIZIONE O A MISURA DI SICUREZZA PERSONALE O È STATO DICHIARATO DELINQUENTE ABITUALE, PROFESSIONALE O PER TENDENZA. LE AUTORIZZAZIONI DI POLIZIA POSSONO ESSERE NEGATE A CHI HA RIPORTATO CONDANNA PER DELITTI CONTRO LA PERSONALITÀ DELLO STATO O CONTRO L'ORDINE PUBBLICO, OVVERO PER DELITTI CONTRO LE PERSONE COMMESSI CON VIOLENZA, O PER FURTO, RAPINA, ESTORSIONE, SEQUESTRO DI PERSONA A SCOPO DI RAPINA O DI ESTORSIONE, O PER VIOLENZA O RESISTENZA ALL'AUTORITÀ, E A CHI NON PUÒ PROVARE LA SUA BUONA CONDOTTA. 4
5 LE AUTORIZZAZIONI DEVONO ESSERE REVOCATE QUANDO NELLA PERSONA AUTORIZZATA VENGONO A MANCARE, IN TUTTO O IN PARTE, LE CONDIZIONI ALLE QUALI SONO SUBORDINATE, E POSSONO ESSERE REVOCATE QUANDO SOPRAGGIUNGONO O VENGONO A RISULTARE CIRCOSTANZE CHE AVREBBERO IMPOSTO O CONSENTITO IL DINIEGO DELL'AUTORIZZAZIONE. ART. 12. (ART. 11 T.U. 1926). LE PERSONE, CHE HANNO L'OBBLIGO DI PROVVEDERE ALL'ISTRUZIONE ELEMENTARE DEI FANCIULLI AI TERMINI DELLE LEGGI VIGENTI, NON POSSONO OTTENERE AUTORIZZAZIONI DI POLIZIA SE NON DIMOSTRANO DI AVER OTTEMPERATO ALL'OBBLIGO PREDETTO. PER LE PERSONE CHE SONO NATE POSTERIORMENTE AL 1885, QUANDO LA LEGGE NON DISPONGA ALTRIMENTI, IL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI DI POLIZIA È SOTTOPOSTO ALLA CONDIZIONE CHE IL RICHIEDENTE STENDA LA DOMANDA E APPONGA DI SUO PUGNO, IN CALCE ALLA DOMANDA, LA PROPRIA FIRMA E LE INDICAZIONI DEL PROPRIO STATO E DOMICILIO. DI CIÒ IL PUBBLICO UFFICIALE FARÀ ATTESTAZIONE. ART. 13. (ART. 12 T.U. 1926). QUANDO LA LEGGE NON DISPONGA ALTRIMENTI, LE AUTORIZZAZIONI DI POLIZIA HANNO LA DURATA DI UN ANNO, COMPUTATO SECONDO IL CALENDARIO COMUNE, CON DECORRENZA DAL GIORNO DEL RILASCIO. IL GIORNO DELLA DECORRENZA NON È COMPUTATO NEL TERMINE. ART. 14. (ART. 13 T.U. 1926). SONO AUTORIZZAZIONI DI POLIZIA LE LICENZE, LE ISCRIZIONI IN APPOSITI REGISTRI, LE APPROVAZIONI, LE DICHIARAZIONI DI LOCALI DI MERETRICIO E SIMILI ATTI DI POLIZIA. CAPO IV. DELL'INOSSERVANZA DEGLI ORDINI DELL'AUTORITÀ DI PUBB LICA SICUREZZA E DELLE CONTRAVVENZIONI. ART. 15. (ART. 14 T.U. 1926). CHIUNQUE, INVITATO DALL'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA A COMPARIRE DAVANTI AD ESSA, NON SI PRESENTA NEL TERMINE PRESCRITTO SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO, È PUNITO CON L'ARRESTO FINO A QUINDICI GIORNI O CON L'AMMENDA FINO A LIRE CENTO. L'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA PUÒ DISPORRE L'ACCOMPAGNAMENTO, PER MEZZO DELLA FORZA PUBBLICA, DELLA PERSONA INVITATA A COMPARIRE E NON PRESENTATASI NEL TERMINE PRESCRITTO. ART. 16. (ART. 15 T.U. 1926). 5
6 GLI UFFICIALI E GLI AGENTI DI PUBBLICA SICUREZZA HANNO FACOLTÀ DI ACCEDERE IN QUALUNQUE ORA NEI LOCALI DESTINATI ALL'ESERCIZIO DI ATTIVITÀ SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONI DI POLIZIA E DI ASSICURARSI DELL'ADEMPIMENTO DELLE PRESCRIZIONI IMPOSTE DALLA LEGGE, DAI REGOLAMENTI O DALL'AUTORITÀ. ART. 17. (ART. 16 T.U. 1926). LE CONTRAVVENZIONI ALLE DISPOSIZIONI DI QUESTO TESTO UNICO, PER LE QUALI NON È STABILITA UNA PENA OVVERO NON PROVVEDE IL CODICE PENALE, SONO PUNITE CON L'ARRESTO FINO A TRE MESI O CON L'AMMENDA FINO A LIRE DUEMILA. CON LE STESSE PENE SONO PUNITE LE CONTRAVVENZIONI ALLE ORDINANZE EMESSE, IN CONFORMITÀ ALLE LEGGI, DAI PREFETTI, QUESTORI, UFFICIALI DISTACCATI DI PUBBLICA SICUREZZA O PODESTÀ. TITOLO II. DISPOSIZIONI RELATIVE ALL'ORDINE PUBBLICO E ALLA IN COLUMITÀ PUBBLICA. CAPO I. DELLE RIUNIONI PUBBLICHE E DEGLI ASSEMBRAMENTI IN LUOG HI PUBBLICI. ART. 18. (ART. 17 T.U. 1926). I PROMOTORI DI UNA RIUNIONE IN LUOGO PUBBLICO O APERTO AL PUBBLICO DEVONO DARNE AVVISO, ALMENO TRE GIORNI PRIMA, AL QUESTORE. È CONSIDERATA PUBBLICA ANCHE UNA RIUNIONE, CHE, SEBBENE INDETTA IN FORMA PRIVATA, TUTTAVIA PER IL LUOGO IN CUI SARÀ TENUTA, O PER IL NUMERO DELLE PERSONE CHE DOVRANNO INTERVENIRVI, O PER LO SCOPO O L'OGGETTO DI ESSA, HA CARATTERE DI RIUNIONE NON PRIVATA. I CONTRAVVENTORI SONO PUNITI CON L'ARRESTO FINO A SEI MESI E CON L'AMMENDA DA LIRE MILLE A QUATTROMILA. CON LE STESSE PENE SONO PUNITI COLORO CHE NELLE RIUNIONI PREDETTE PRENDONO LA PAROLA. IL QUESTORE, NEL CASO DI OMESSO AVVISO OVVERO PER RAGIONI DI ORDINE PUBBLICO, DI MORALITÀ O DI SANITÀ PUBBLICA, PUÒ IMPEDIRE CHE LA RIUNIONE ABBIA LUOGO E PUÒ, PER LE STESSE RAGIONI, PRESCRIVERE MODALITÀ DI TEMPO E DI LUOGO ALLA RIUNIONE. I CONTRAVVENTORI AL DIVIETO O ALLE PRESCRIZIONI DELL'AUTORITÀ SONO PUNITI CON L'ARRESTO FINO A UN ANNO E CON L'AMMENDA DA LIRE DUEMILA A QUATTROMILA. CON LE STESSE PENE SONO PUNITI COLORO CHE NELLE PREDETTE RIUNIONI PRENDONO LA PAROLA. NON È PUNIBILE CHI, PRIMA DELL'INGIUNZIONE DELL'AUTORITÀ O PER OBBEDIRE AD ESSA, SI RITIRA DALLA RIUNIONE. 6
7 LE DISPOSIZIONI DI QUESTO ARTICOLO NON SI APPLICANO ALLA RIUNIONI ELETTORALI. ART. 19. (ART. 18 T.U. 1926). È VIETATO DI PORTARE ARMI NELLE RIUNIONI PUBBLICHE ANCHE ALLE PERSONE MUNITE DI LICENZA. SALVA L'APPLICAZIONE DELLE PENE STABILITE DAL CODICE PENALE PER IL PORTO ABUSIVO DI ARMI, I TRASGRESSORI SONO PUNITI CON L'ARRESTO DA DIECI GIORNI A TRE MESI E CON L'AMMENDA DA LIRE CINQUECENTO A CINQUEMILA. LE ARMI SONO CONFISCATE. ART. 20. (ART. 19 T.U. 1926). QUANDO, IN OCCASIONE DI RIUNIONI O DI ASSEMBRAMENTI IN LUOGO PUBBLICO O APERTO AL PUBBLICO, AVVENGONO MANIFESTAZIONI O GRIDA SEDIZIOSE O LESIVE DEL PRESTIGIO DELL'AUTORITÀ, O CHE COMUNQUE POSSONO METTERE IN PERICOLO L'ORDINE PUBBLICO O LA SICUREZZA DEI CITTADINI, OVVERO QUANDO NELLE RIUNIONI O NEGLI ASSEMBRAMENTI PREDETTI SONO COMMESSI DELITTI, LE RIUNIONI E GLI ASSEMBRAMENTI POSSONO ESSERE DISCIOLTI. ART. 21. (ART. 20 T.U. 1926). È SEMPRE CONSIDERATA MANIFESTAZIONE SEDIZIOSA L'ESPOSIZIONE DI BANDIERE O EMBLEMI, CHE SONO SIMBOLO DI SOVVERSIONE SOCIALE O DI RIVOLTA O DI VILIPENDIO VERSO LO STATO, IL GOVERNO O LE AUTORITÀ. È MANIFESTAZIONE SEDIZIOSA ANCHE LA ESPOSIZIONE DI DISTINTIVI DI ASSOCIAZIONI FAZIOSE. ART. 22. (ART. 21 T.U. 1926). QUANDO, NEI CASI PREVEDUTI DAGLI ARTICOLI PRECEDENTI, OCCORRE DISCIOGLIERE UNA RIUNIONE PUBBLICA OD UN ASSEMBRAMENTO IN LUOGO PUBBLICO OD APERTO AL PUBBLICO, LE PERSONE RIUNITE OD ASSEMBRATE SONO INVITATE A DISCIOGLIERSI DAGLI UFFICIALI DI PUBBLICA SICUREZZA O, IN LORO ASSENZA, DAGLI UFFICIALI O DAI SOTTUFFICIALI DEI CARABINIERI REALI. ART. 23. (ART. 22 T.U. 1926). QUALORA L'INVITO RIMANGA SENZA EFFETTO, È ORDINATO IL DISCIOGLIMENTO CON TRE DISTINTE FORMALI INTIMAZIONI, PRECEDUTA OGNUNA DA UNO SQUILLO DI TROMBA. ART. 24. (ART. 23 T.U. 1926). QUALORA RIMANGANO SENZA EFFETTO ANCHE LE TRE INTIMAZIONI OVVERO QUESTE NON POSSANO ESSERE FATTE PER RIVOLTA OD OPPOSIZIONE, GLI UFFICIALI DI PUBBLICA SICUREZZA O, IN LORO ASSENZA, GLI UFFICIALI O I 7
8 SOTTUFFICIALI DEI CARABINIERI REALI, ORDINANO CHE LA RIUNIONE O L'ASSEMBRAMENTO SIANO DISCIOLTI CON LA FORZA. ALL'ESECUZIONE DI TALE ORDINE PROVVEDONO LA FORZA PUBBLICA E LA FORZA ARMATA SOTTO IL COMANDO DEI RISPETTIVI CAPI. LE PERSONE CHE SI RIFIUTANO DI OBBEDIRE ALL'ORDINE DI DISCIOGLIMENTO SONO PUNITE CON L'ARRESTO DA UN MESE A UN ANNO E CON L'AMMENDA DA LIRE TRECENTO A QUATTROMILA. CAPO II. DELLE CERIMONIE RELIGIOSE FUORI DEI TEMPLI E DELLE PR OCESSIONI ECCLESIASTICHE O CIVILI. ART. 25. (ART. 24 T.U. 1926). CHI PROMUOVE O DIRIGE FUNZIONI, CERIMONIE O PRATICHE RELIGIOSE FUORI DEI LUOGHI DESTINATI AL CULTO, OVVERO PROCESSIONI ECCLESIASTICHE O CIVILI NELLE PUBBLICHE VIE, DEVE DARNE AVVISO, ALMENO TRE GIORNI PRIMA, AL QUESTORE. IL CONTRAVVENTORE È PUNITO CON L'ARRESTO FINO A TRE MESI E CON L'AMMENDA FINO A LIRE CINQUECENTO. ART. 26. (ART. 25 T.U. 1926). IL QUESTORE PUÒ VIETARE, PER RAGIONI DI ORDINE PUBBLICO O DI SANITÀ PUBBLICA, LE FUNZIONI, LE CERIMONIE, LE PRATICHE RELIGIOSE E LE PROCESSIONI INDICATE NELL'ARTICOLO PRECEDENTE, O PUÒ PRESCRIVERE L'OSSERVANZA DI DETERMINATE MODALITÀ, DANDONE, IN OGNI CASO, AVVISO AI PROMOTORI ALMENO VENTIQUATTRO ORE PRIMA. ALLE PROCESSIONI SONO, NEL RESTO, APPLICABILI LE DISPOSIZIONI DEL CAPO PRECEDENTE. ART. 27. (ART. 26 T.U. 1926). LE DISPOSIZIONI DI QUESTO CAPO NON SI APPLICANO AGLI ACCOMPAGNAMENTI DEL VIATICO E AI TRASPORTI FUNEBRI, SALVE LE PRESCRIZIONI DELLE LEGGI E DEI REGOLAMENTI DI SANITÀ PUBBLICA E DI POLIZIA LOCALE. IL QUESTORE PUÒ VIETARE CHE IL TRASPORTO FUNEBRE AVVENGA IN FORMA SOLENNE OVVERO PUÒ DETERMINARE SPECIALI CAUTELE A TUTELA DELL'ORDINE PUBBLICO E DELLA SICUREZZA DEI CITTADINI. CAPO III. DELLE RACCOLTE DELLE ARMI E DELLE PASSEGGIATE IN FOR MA MILITARE. ART. 28. (ART. 27 T.U. 1926). 8
9 OLTRE I CASI PREVEDUTI DAL CODICE PENALE, SONO PROIBITE LA RACCOLTA E LA DETENZIONE, SENZA LICENZA DEL MINISTRO PER L'INTERNO, DI ARMI DA GUERRA E DI ARMI AD ESSE ANALOGHE, NAZIONALI O STRANIERE,O DI PARTI DI ESSE, DI MUNIZIONI, DI UNIFORMI MILITARI O DI ALTRI OGGETTI DESTINATI ALL'ARMAMENTO E ALL'EQUIPAGGIAMENTO DI FORZE ARMATE NAZIONALI O STRANIERE. LA LICENZA È, ALTRESÌ, NECESSARIA PER LA FABBRICAZIONE, L'IMPORTAZIONE E L'ESPORTAZIONE DELLE ARMI PREDETTE O DI PARTI DI ESSE, DI MUNIZIONI, DI UNIFORMI MILITARI O DI ALTRI OGGETTI DESTINATI ALL'ARMAMENTO O ALL'EQUIPAGGIAMENTO DI FORZE ARMATE. PER IL TRASPORTO DELLE ARMI STESSE NELL'INTERNO DELLO STATO È NECESSARIO DARNE AVVISO AL PREFETTO. IL CONTRAVVENTORE È PUNITO, QUALORA IL FATTO NON COSTITUISCA UN PIÙ GRAVE REATO, CON L'ARRESTO DA UN MESE A TRE ANNI E CON L'AMMENDA DA LIRE MILLE A QUATTROMILA. ART. 29. (ART. 28 T.U. 1926). SALVO QUANTO È STABILITO DALLE LEGGI MILITARI, NON POSSONO AVER LUOGO, SENZA LICENZA DEL PREFETTO, PASSEGGIATE IN FORMA MILITARE CON ARMI. IL CONTRAVVENTORE È PUNITO CON L'ARRESTO FINO A SEI MESI. I CAPI O I PROMOTORI SONO PUNITI CON L'ARRESTO FINO AD UN ANNO. ART. 30. (ART. 29 T.U. 1926). CAPO IV. DELLE ARMI. AGLI EFFETTI DI QUESTO TESTO UNICO, PER ARMI SI INTENDONO: 1/A LE ARMI PROPRIE, CIOÈ QUELLE DA SPARO E TUTTE LE ALTRE LA CUI DESTINAZIONE NATURALE È L'OFFESA ALLA PERSONA; 2/A LE BOMBE, QUALSIASI MACCHINA O INVOLUCRO CONTENENTE MATERIE ESPLODENTI, OVVERO I GAS ASFISSIANTI O ACCECANTI. ART. 31. (ART. 30 T. U. 1926). SALVO QUANTO È DISPOSTO PER LE ARMI DA GUERRA DALL'ARTICOLO 28, NON SI POSSONO FABBRICARE ALTRE ARMI, INTRODURLE NELLO STATO, ESPORTARLE, FARNE RACCOLTA PER RAGIONI DI COMMERCIO O DI INDUSTRIA, O PORLE COMUNQUE IN VENDITA, SENZA LICENZA DEL QUESTORE. LA LICENZA È NECESSARIA ANCHE PER LE COLLEZIONI DELLE ARMI ARTISTICHE, RARE OD ANTICHE. 9
10 ART. 32. (ART. 31 T. U. 1926). LE LICENZE DI CUI AGLI ARTICOLI 28 E 31 NON POSSONO ESSERE CONCEDUTE A CHI NON PUÒ VALIDAMENTE OBBLIGARSI E SONO VALIDE ESCLUSIVAMENTE PER I LOCALI INDICATI NELLE LICENZE STESSE. PUÒ ESSERE CONSENTITO DI CONDURRE LA FABBRICA, IL DEPOSITO, IL MAGAZZINO DI VENDITA DI ARMI, A MEZZO DI RAPPRESENTANTE. LA LICENZA PER LE COLLEZIONI DI ARMI ARTISTICHE, RARE O ANTICHE È PERMANENTE. DEBBONO TUTTAVIA ESSERE DENUNZIATI AL QUESTORE I CAMBIAMENTI SOSTANZIALI DELLA COLLEZIONE O DEL LUOGO DI DEPOSITO. IL CONTRAVVENTORE È PUNITO CON L'AMMENDA FINO A LIRE CINQUEMILA. ART. 33. (ART. 32 T.U. 1926). CHI ESERCITA L'INDUSTRIA DELLA RIPARAZIONE DELLE ARMI DEVE DARNE AVVISO AL QUESTORE E NOTIFICARGLI OGNI TRASFERIMENTO DELLA PROPRIA OFFICINA. ART. 34. (ART. 33 T.U. 1926). IL COMMERCIANTE, IL FABBRICANTE DI ARMI E CHI ESERCITA L'INDUSTRIA DELLA RIPARAZIONE DELLE ARMI NON PUÒ TRASPORTARLE FUORI DEL PROPRIO NEGOZIO OD OPIFICIO, SENZA PREVENTIVO AVVISO ALL'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA. L'OBBLIGO DELL'AVVISO SPETTA ANCHE AL PRIVATO CHE, PER QUALUNQUE MOTIVO, DEVE TRASPORTARE ARMI NELL'INTERNO DELLO STATO. ART. 35. (ART. 34 T.U. 1926). IL FABBRICANTE, IL COMMERCIANTE DI ARMI E CHI ESERCITA L'INDUSTRIA DELLA RIPARAZIONE DELLE ARMI È OBBLIGATO A TENERE UN REGISTRO DELLE OPERAZIONI GIORNALIERE, NEL QUALE DEVONO ESSERE INDICATE LE GENERALITÀ DELLE PERSONE CON CUI LE OPERAZIONI STESSE SONO COMPIUTE. TALE REGISTRO DEVE ESSERE ESIBITO A RICHIESTA DEGLI UFFICIALI OD AGENTI DI PUBBLICA SICUREZZA. È VIETATO DI VENDERE ARMI A MINORI, A PERSONE CHE APPAIONO AFFETTE DA MALATTIA DI MENTE, E A QUELLE CHE NON COMPROVANO LA PROPRIA IDENTITÀ MEDIANTE ESIBIZIONE DELLA CARTA DI IDENTITÀ O DEL PERMESSO DI PORTO D'ARMI. IL CONTRAVVENTORE È PUNITO CON L'ARRESTO FINO A SEI MESI E CON L'AMMENDA DA LIRE MILLE A DUEMILA. ART. 36. (ART. 35 T.U. 1926). NESSUNO PUÒ ANDARE IN GIRO CON UN CAMPIONARIO DI ARMI, SENZA LA LICENZA DEL QUESTORE DELLA PROVINCIA DALLA QUALE MUOVE. 10
11 LA LICENZA DEVE ESSERE VIDIMATA DAI QUESTORI DELLE PROVINCIE CHE SI INTENDE PERCORRERE. LA LICENZA NON PUÒ ESSERE RILASCIATA PER CAMPIONARI DI ARMI DA GUERRA. ART. 37. (ART. 36 T.U. 1926). È VIETATO ESERCITARE LA VENDITA AMBULANTE DELLE ARMI. È PERMESSA LA VENDITA AMBULANTE DEGLI STRUMENTI DA PUNTA E DA TAGLIO ATTI AD OFFENDERE, CON LICENZA DEL QUESTORE. ART. 38. (ART. 37 T.U. 1926). CHIUNQUE DETIENE ARMI, MUNIZIONI O MATERIE ESPLODENTI DI QUALSIASI GENERE E IN QUALSIASI QUANTITÀ DEVE FARNE IMMEDIATA DENUNCIA ALL'UFFICIO LOCALE DI PUBBLICA SICUREZZA O, SE QUESTO MANCHI, AL COMANDO DEI REALI CARABINIERI. SONO ESENTI DALL'OBBLIGO DELLA DENUNCIA: a) I CORPI ARMATI. LE SOCIETÀ DI TIRO A SEGNO E LE ALTRE ISTITUZIONI AUTORIZZATE, PER GLI OGGETTI DETENUTI NEI LUOGHI ESPRESSAMENTE DESTINATI ALLO SCOPO; b) I POSSESSORI DI RACCOLTE AUTORIZZATE DI ARMI ARTISTICHE, RARE O ANTICHE; c) LE PERSONE CHE PER LA LORO QUALITÀ PERMANENTE HANNO DIRITTO AD ANDARE ARMATE, LIMITATAMENTE PERÒ AL NUMERO ED ALLA SPECIE DELLE ARMI LORO CONSENTITE. L'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA HA FACOLTÀ DI ESEGUIRE, QUANDO LO RITENGA NECESSARIO, VERIFICHE DI CONTROLLO ANCHE NEI CASI CONTEMPLATI DAL CAPOVERSO PRECEDENTE, E DI PRESCRIVERE QUELLE MISURE CAUTELARI CHE RITENGA INDISPENSABILI PER LA TUTELA DELL'ORDINE PUBBLICO. ART. 39. (ART. 38 T.U. 1926). IL PREFETTO HA FACOLTÀ DI VIETARE LA DETENZIONE DELLE ARMI, MUNIZIONI E MATERIE ESPLODENTI, DENUNCIATE AI TERMINI DELL'ARTICOLO PRECEDENTE, ALLE PERSONE RITENUTE CAPACI DI ABUSARNE. ART. 40. (ART. 39 T.U. 1926). IL PREFETTO PUÒ, PER RAGIONI DI ORDINE PUBBLICO, DISPORRE, IN QUALUNQUE TEMPO, CHE LE ARMI, LE MUNIZIONI E LE MATERIE ESPLODENTI, DI CUI NEGLI ARTICOLI PRECEDENTI, SIANO CONSEGNATE, PER ESSERE CUSTODITE IN DETERMINATI DEPOSITI A CURA DELL'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA O DELL'AUTORITÀ MILITARE. ART. 41. (ART. 40 T.U. 1926). 11
12 GLI UFFICIALI E GLI AGENTI DELLA POLIZIA GIUDIZIARIA, CHE ABBIANO NOTIZIA, ANCHE SE PER INDIZIO, DELLA ESISTENZA, IN QUALSIASI LOCALE PUBBLICO O PRIVATO O IN QUALSIASI ABITAZIONE, DI ARMI, MUNIZIONI O MATERIE ESPLODENTI, NON DENUNZIATE O NON CONSEGNATE O COMUNQUE ABUSIVAMENTE DETENUTE, PROCEDONO IMMEDIATAMENTE A PERQUISIZIONE E SEQUESTRO. ART. 42. (ART. 41 T.U. 1926) NON POSSONO ESSERE PORTATI, FUORI DELLA PROPRIA ABITAZIONE O DELLE APPARTENENZE DI ESSA, ARMI, MAZZE FERRATE O BASTONI FERRATI, SFOLLAGENTE, NOCCOLIERE. SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO, NON POSSONO PORTARSI, FUORI DELLA PROPRIA ABITAZIONE O DELLE APPARTENENZE DI ESSA, BASTONI MUNITI DI PUNTALE ACUMINATO, STRUMENTI DA PUNTA O DA TAGLIO ATTI AD OFFENDERE. IL QUESTORE HA FACOLTÀ DI DARE LICENZA PER PORTO D'ARMI LUNGHE DA FUOCO E IL PREFETTO HA FACOLTÀ DI CONCEDERE, IN CASO DI DIMOSTRATO BISOGNO, LICENZA DI PORTARE RIVOLTELLE O PISTOLE DI QUALUNQUE MISURA O BASTONI ANIMATI LA CUI LAMA NON ABBIA UNA LUNGHEZZA INFERIORE A CENTIMETRI 65. ART. 43. (ART. 42 T.U. 1926). OLTRE A QUANTO È STABILITO DALL'ART. 11, NON PUÒ ESSERE CONCEDUTA LA LICENZA DI PORTARE ARMI: a) A CHI HA RIPORTATO CONDANNA ALLA RECLUSIONE PER DELITTI NON COLPOSI CONTRO LE PERSONE COMMESSI CON VIOLENZA, OVVERO PER FURTO, RAPINA, ESTORSIONE, SEQUESTRO DI PERSONA A SCOPO DI RAPINA O DI ESTORSIONE; b) A CHI HA RIPORTATO CONDANNA A PENA RESTRITTIVA DELLA LIBERTÀ PERSONALE PER VIOLENZA O RESISTENZA ALL'AUTORITÀ O PER DELITTI CONTRO LA PERSONALITÀ DELLO STATO O CONTRO L'ORDINE PUBBLICO; c) A CHI HA RIPORTATO CONDANNA PER DISERZIONE IN TEMPO DI GUERRA, ANCHE SE AMNISTIATO, O PER PORTO ABUSIVO DI ARMI. LA LICENZA PUÒ ESSERE RICUSATA AI CONDANNATI PER DELITTO DIVERSO DA QUELLI SOPRA MENZIONATI E A CHI NON PUÒ PROVARE LA SUA BUONA CONDOTTA O NON DÀ AFFIDAMENTO DI NON ABUSARE DELLE ARMI. ART. 44. (ART. 43 T.U. 1926). NON PUÒ ESSERE CONCEDUTA LA LICENZA DI PORTO D'ARMI AL MINORE NON EMANCIPATO. È PERÒ IN FACOLTÀ DEL PREFETTO DI CONCEDERE LA LICENZA PER L'ARME LUNGA DA FUOCO, PER SOLO USO DI CACCIA, AL MINORE CHE ABBIA COMPIUTO IL SEDICESIMO ANNO DI ETÀ, IL QUALE PRESENTI IL CONSENSO SCRITTO DA CHI ESERCITA LA PATRIA POTESTÀ O LA TUTELA E DIMOSTRI DI ESSERE ESPERTO NEL MANEGGIO DELLE ARMI. 12
13 ART. 45. (ART. 44 T.U. 1926). QUALORA SI VERIFICHINO IN QUALCHE PROVINCIA O COMUNE CONDIZIONI ANORMALI DI PUBBLICA SICUREZZA, IL PREFETTO PUÒ REVOCARE, IN TUTTO O IN PARTE, CON MANIFESTO PUBBLICO, LE LICENZE DI PORTARE ARMI. CAPO V. DELLA PREVENZIONE DI INFORTUNI E DISASTRI. ART. 46. (ART. 45 T.U. 1926). SENZA LICENZA DEL MINISTRO DELL'INTERNO È VIETATO FABBRICARE, TENERE IN DEPOSITO, VENDERE O TRASPORTARE DINAMITE E PRODOTTI AFFINI NEGLI EFFETTI ESPLOSIVI, FULMINATI, PICRATI, ARTIFICI CONTENENTI MISCELE DETONANTI, OVVERO ELEMENTI SOLIDI E LIQUIDI DESTINATI ALLA COMPOSIZIONE DI ESPLOSIVI NEL MOMENTO DELL'IMPIEGO. È VIETATO ALTRESÌ, SENZA LICENZA DEL MINISTRO DELL'INTERNO, FABBRICARE POLVERI CONTENENTI NITROCELLULOSA O NITROGLICERINA. ART. 47. (ART. 46 T.U. 1926). SENZA LICENZA DEL PREFETTO È VIETATO FABBRICARE, TENERE IN DEPOSITO, VENDERE O TRASPORTARE POLVERI PIRICHE O QUALSIASI ALTRO ESPLOSIVO DIVERSO DA QUELLI INDICATI NELL'ARTICOLO PRECEDENTE, COMPRESI I FUOCHI ARTIFICIALI E I PRODOTTI AFFINI, OVVERO MATERIE E SOSTANZE ATTE ALLA COMPOSIZIONE O FABBRICAZIONE DI PRODOTTI ESPLODENTI. È VIETATO ALTRESÌ SENZA LICENZA DEL PREFETTO, TENERE IN DEPOSITO, VENDERE O TRASPORTARE POLVERI SENZA FUMO A BASE DI NITROCELLULOSA O NITROGLICERINA. ART. 48. (ART. 47 T.U. 1926). CHI FABBRICA O ACCENDE FUOCHI ARTIFICIALI DEVE DIMOSTRARE LA SUA CAPACITÀ TECNICA. ART. 49. (ART. 48 T.U. 1926). UNA COMMISSIONE TECNICA NOMINATA DAL PREFETTO DETERMINA LE CONDIZIONI ALLE QUALI DEBBONO SODDISFARE I LOCALI DESTINATI ALLA FABBRICAZIONE O AL DEPOSITO DI MATERIE ESPLODENTI. LE SPESE PEL FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE SONO A CARICO DI CHI DOMANDA LA LICENZA. ART. 50. (ART. 49 T.U. 1926). NEL REGOLAMENTO PER L'ESECUZIONE DI QUESTO TESTO UNICO SARANNO DETERMINATE LE QUANTITÀ E LE QUALITÀ DELLE POLVERI E DEGLI ALTRI ESPLODENTI CHE POSSONO TENERSI IN CASA O ALTROVE O TRASPORTARSI SENZA LICENZA; E SARÀ ALTRESÌ STABILITO PER QUALE QUANTITÀ DEI PRODOTTI E 13
14 DELLE MATERIE INDICATE NELL'ART. 46 LE LICENZE DI DEPOSITO E DI TRASPORTO POSSONO ESSERE RILASCIATE DAL PREFETTO. ART. 51. (ART. 50 T.U. 1926). LE LICENZE PER LA FABBRICAZIONE E PER IL DEPOSITO DI ESPLODENTI DI QUALSIASI SPECIE SONO PERMANENTI; QUELLE PER LA VENDITA DELLE MATERIE STESSE DURANO FINO AL 31 DICEMBRE DELL'ANNO IN CUI FURONO RILASCIATE. LE UNE E LE ALTRE SONO VALIDE ESCLUSIVAMENTE PER I LOCALI IN ESSE INDICATI. LE LICENZE DI TRASPORTO POSSONO ESSERE PERMANENTI O TEMPORANEE. È CONSENTITA LA RAPPRESENTANZA. ART. 52. (ART. 51 T.U. 1926). LE LICENZE PER L'IMPIANTO DI OPIFICI NEI QUALI SI FABBRICANO, SI LAVORANO O SI CUSTODISCONO MATERIE ESPLODENTI DI QUALSIASI SPECIE, NONCHÉ QUELLE PER IL TRASPORTO, PER LA IMPORTAZIONE O PER LA VENDITA DELLE MATERIE STESSE NON POSSONO ESSERE CONCEDUTE SENZA LE NECESSARIE GARANZIE PER LA VITA DELLE PERSONE E PER LE PROPRIETÀ, E SONO VINCOLATE ALL'ASSICURAZIONE DELLA VITA DEGLI OPERAI E DEI GUARDIANI. OLTRE QUANTO È STABILITO DALL'ART. 11, DEBBONO ESSERE NEGATE LE PREDETTE LICENZE ALLE PERSONE CHE NEL QUINQUENNIO PRECEDENTE ABBIANO RIPORTATO CONDANNA PER DELITTO CONTRO L'ORDINE PUBBLICO, O LA INCOLUMITÀ PUBBLICA, OVVERO PER FURTO, RAPINA, ESTORSIONE, SEQUESTRO DI PERSONA A SCOPO DI RAPINA O DI ESTORSIONE O PER OMICIDIO, ANCHE SE COLPOSO. LE LICENZE STESSE NON POSSONO ESSERE CONCEDUTE A COLORO CHE NON DIMOSTRINO LA PROPRIA CAPACITÀ TECNICA. ART. 53. (ART. 52 T.U. 1926). È VIETATO FABBRICARE, TENERE IN CASA O ALTROVE, TRASPORTARE O VENDERE, ANCHE NEGLI STABILIMENTI, LABORATORI, DEPOSITI O SPACCI AUTORIZZATI, PRODOTTI ESPLODENTI CHE NON SIANO STATI RICONOSCIUTI E CLASSIFICATI DAL MINISTRO DELL'INTERNO, SENTITO IL PARERE DI UNA COMMISSIONE TECNICA. NEL REGOLAMENTO SARANNO CLASSIFICATE TUTTE LE MATERIE ESPLODENTI, SECONDO LA LORO NATURA, COMPOSIZIONE ED EFFICACIA ESPLOSIVA. L'ISCRIZIONE DEI PRODOTTI NELLE SINGOLE CATEGORIE HA LUOGO CON PROVVEDIMENTO, AVENTE CARATTERE DEFINITIVO, DEL MINISTRO DELL'INTERNO. ART. 54. (ART. 53 T.U. 1926). 14
15 SALVO IL DISPOSTO DELL'ART. 28 PER LE MUNIZIONI DA GUERRA, NON POSSONO INTRODURSI NELLO STATO PRODOTTI ESPLODENTI DI QUALSIASI SPECIE SENZA LICENZA DEL MINISTRO DELL'INTERNO, DA RILASCIARSI VOLTA PER VOLTA. LA LICENZA NON PUÒ ESSERE CONCEDUTA SE L'ESPLOSIVO NON SIA STATO GIÀ RICONOSCIUTO E CLASSIFICATO. QUESTE DISPOSIZIONI NON SI APPLICANO RISPETTO AGLI ESPLOSIVI DI TRANSITO, PER I QUALI È SUFFICENTE LA LICENZA DEL PREFETTO DELLA PROVINCIA PER CUI I PRODOTTI ENTRANO NELLO STATO. ART. 55. (ART. 54 T.U. 1926). GLI ESERCENTI FABBRICHE, DEPOSITI O RIVENDITE DI ESPLODENTI DI QUALSIASI SPECIE SONO OBBLIGATI A TENERE UN REGISTRO DELLE OPERAZIONI GIORNALIERE, IN CUI SARANNO INDICATE LE GENERALITÀ DELLE PERSONE CON LE QUALI LE OPERAZIONI STESSE SONO COMPIUTE. TALE REGISTRO DEVE ESSERE ESIBITO A OGNI RICHIESTA DEGLI UFFICIALI OD AGENTI DI PUBBLICA SICUREZZA. È VIETATO DI VENDERE ESPLODENTI DI QUALSIASI SPECIE A UN MINORE O A PERSONA CHE APPAIA AFFETTA DA MALATTIA DI MENTE E A CHI NON COMPROVI LA PROPRIA IDENTITÀ MEDIANTE ESIBIZIONE DELLA CARTA DI IDENTITÀ O DEL PERMESSO DI PORTO D'ARMI. IL CONTRAVVENTORE È PUNITO CON L'ARRESTO FINO A TRE MESI E CON L'AMMENDA DA CINQUECENTO A MILLE LIRE. ART. 56. (ART. 55 T.U. 1926). L'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA HA FACOLTÀ DI ORDINARE LA DISTRUZIONE O LA RIMOZIONE DEGLI ESPLOSIVI CHE SI TROVANO NELLE FABBRICHE, NEI DEPOSITI E NEI MAGAZZINI DI VENDITA, QUANDO ESSI POSSONO COSTITUIRE UN PERICOLO PER L'INCOLUMITÀ PUBBLICA O PER L'ORDINE PUBBLICO. ART. 57. (ART. 56 T.U. 1926). SENZA LICENZA DELL'AUTORITÀ LOCALE DI PUBBLICA SICUREZZA NON POSSONO SPARARSI ARMI DA FUOCO NÉ LANCIARSI RAZZI, ACCENDERSI FUOCHI DI ARTIFICIO, INNALZARSI AEROSTATI CON FIAMME, O IN GENERE FARSI ESPLOSIONI O ACCENSIONI PERICOLOSE IN UN LUOGO ABITATO O NELLE SUE ADIACENZE O LUNGO UNA VIA PUBBLICA O IN DIREZIONE DI ESSA. È VIETATO SPARARE MORTALETTI E SIMILI APPARECCHI. ART. 58. (ART. 57 T.U. 1926). È VIETATO L'IMPIEGO DI GAS TOSSICI A CHI NON ABBIA OTTENUTO LA PREVENTIVA AUTORIZZAZIONE. 15
16 IL CONTRAVVENTORE È PUNITO CON L'ARRESTO FINO A TRE MESI E CON L'AMMENDA FINO A LIRE DUEMILA, SE IL FATTO NON COSTITUISCE UN PIÙ GRAVE REATO. LE PRESCRIZIONI DA OSSERVARSI NELL'IMPIEGO DEI GAS PREDETTI SONO DETERMINATE DAL REGOLAMENTO. ART. 59. (ART. 58 T.U. 1926). È VIETATO DI DAR FUOCO NEI CAMPI E NEI BOSCHI ALLE STOPPIE FUORI DEL TEMPO E SENZA LE CONDIZIONI STABILITE DAI REGOLAMENTI LOCALI E A UNA DISTANZA MINORE DI QUELLA IN ESSI DETERMINATA. IN MANCANZA DI REGOLAMENTI È VIETATO DI DARE FUOCO NEI CAMPI O NEI BOSCHI ALLE STOPPIE PRIMA DEL 15 AGOSTO E AD UNA DISTANZA MINORE DI CENTO METRI DALLE CASE, DAGLI EDIFIZI, DAI BOSCHI, DALLE PIANTAGIONI, DALLE SIEPI, DAI MUCCHI DI BIADA, DI PAGLIA, DI FIENO, DI FORAGGIO E DA QUALSIASI ALTRO DEPOSITO DI MATERIA INFIAMMABILE O COMBUSTIBILE. ANCHE QUANDO È STATO ACCESO IL FUOCO NEL TEMPO E NEI MODI ED ALLA DISTANZA SUINDICATI, DEVONO ESSERE ADOTTATE LE CAUTELE NECESSARIE A DIFESA DELLE PROPRIETÀ ALTRUI, E CHI HA ACCESO IL FUOCO DEVE ASSISTERE DI PERSONA E COL NUMERO OCCORRENTE DI PERSONE FINO A QUANDO IL FUOCO SIA SPENTO. ART. 60. (ART. 59 T.U. 1926). NESSUN ASCENSORE PER TRASPORTO DI PERSONE O DI MATERIALI ACCOMPAGNATI DA PERSONE PUÒ ESSERE IMPIANTATO E TENUTO IN ESERCIZIO SENZA LICENZA DEL PREFETTO. ART. 61. (ART. 60 T.U. 1926). L'AUTORITÀ LOCALE DI PUBBLICA SICUREZZA, D'ACCORDO CON L'AUTORITÀ COMUNALE PUÒ, PRESCRIVERE CHE NELLE ORE DI NOTTE NON SI LASCI APERTO NELLE CASE PIÙ DI UN ACCESSO SULLA PUBBLICA VIA; CHE TALE ACCESSO SIA ILLUMINATO FINO A UNA DATA ORA, E NELLE ALTRE RESTI CHIUSO SE MANCA IL CUSTODE. IL CONTRAVVENTORE È PUNITO CON L'AMMENDA FINO A LIRE CINQUECENTO. ART. 62. (ART. 61 T.U. 1926). I PORTIERI DI CASE DI ABITAZIONE O DI ALBERGO, I CUSTODI DI MAGAZZINI, STABILIMENTI DI QUALSIASI SPECIE, UFFICI E SIMILI, QUANDO NON RIVESTONO LA QUALITÀ DI GUARDIA PARTICOLARE GIURATA, DEVONO OTTENERE L'ISCRIZIONE IN APPOSITO REGISTRO PRESSO L'AUTORITÀ LOCALE DI PUBBLICA SICUREZZA. L'ISCRIZIONE DEVE ESSERE RINNOVATA OGNI ANNO, È RIFIUTATA O REVOCATA A CHI NON RISULTA DI BUONA CONDOTTA OD È SFORNITO DELLA CARTA DI IDENTITÀ. 16
17 IL CONTRAVVENTORE ALL'OBBLIGO STABILITO DALLA PRIMA PARTE DI QUESTO ARTICOLO È PUNITO CON L'ARRESTO DA UNO A TRE MESI E CON L'AMMENDA DA LIRE MILLE A CINQUEMILA. I PROPRIETARI O GLI AMMINISTRATORI DELLE CASE, ALBERGHI, MAGAZZINI, STABILIMENTI O UFFICI SOPRA INDICATI, E COLORO CHE NE RISPONDONO A QUALSIASI TITOLO, QUALORA ADIBISCANO O TENGANO AL SERVIZIO DI PORTIERE O CUSTODE CHI NON È ISCRITTO NEL REGISTRO DELL'AUTORITÀ LOCALE DI PUBBLICA SICUREZZA, SONO PUNITI CON L'AMMENDA DA LIRE DUEMILA A SEIMILA. CAPO VI. DELLE INDUSTRIE PERICOLOSE E DEI MESTIERI RUMOROSI E INCOMODI. ART. 63. (ART. 62 T.U. 1926). SALVO QUANTO SARÀ DISPOSTO CON LEGGE SPECIALE CIRCA L'IMPIANTO E L'ESERCIZIO DEI DEPOSITI DI OLII MINERALI, LORO DERIVATI E RESIDUI, SARÀ PROVVEDUTO CON REGOLAMENTO SPECIALE DA APPROVARSI CON DECRETO DEL MINISTRO DELL'INTERNO, ALLA CLASSIFICAZIONE DELLE SOSTANZE CHE PRESENTANO PERICOLO DI SCOPPIO O DI INCENDIO E SARANNO STABILITE LE NORME DA OSSERVARSI PER L'IMPIANTO E L'ESERCIZIO DEI RELATIVI OPIFICI, STABILIMENTI E DEPOSITI, E PER IL TRASPORTO DI TALI SOSTANZE, COMPRESI GLI OLII MINERALI, LORO DERIVATI E RESIDUI. ART. 64. (ART. 63 T.U. 1926). SALVO QUANTO È STABILITO DALL'ARTICOLO PRECEDENTE, LE MANIFATTURE, LE FABBRICHE E I DEPOSITI DI MATERIE INSALUBRI O PERICOLOSE POSSONO ESSERE IMPIANTATI ED ESERCITATI SOLTANTO NEI LUOGHI E CON LE CONDIZIONI DETERMINATE DAI REGOLAMENTI LOCALI. IN MANCANZA DI REGOLAMENTI IL PODESTÀ PROVVEDE SULLA DOMANDA DEGLI INTERESSATI. GLI INTERESSATI POSSONO RICORRERE AL PREFETTO CHE PROVVEDE, SENTITO IL CONSIGLIO PROVINCIALE SANITARIO E, SE OCCORRE, L'UFFICIO DEL GENIO CIVILE. ART. 65. (ART. 64 T.U. 1926). IL PREFETTO, SENTITO IL PARERE DEL CONSIGLIO PROVINCIALE SANITARIO O DELL'UFFICIO DEL GENIO CIVILE, PUÒ, ANCHE IN MANCANZA DI RICORSO, ANNULLARE IL PROVVEDIMENTO DEL PODESTÀ CHE RITENGA CONTRARIO ALLA SANITÀ O ALLA SICUREZZA PUBBLICA. ART. 66. (ART. 65 T.U. 1926). L'ESERCIZIO DI PROFESSIONI O MESTIERI RUMOROSI O INCOMODI DEVE ESSERE SOSPESO NELLE ORE DETERMINATE DAI REGOLAMENTI LOCALI O DALLE ORDINANZE PODESTARILI. 17
18 ART. 67. (ART. 66 T.U. 1926). I PROVVEDIMENTI DEL PREFETTO RISPETTO ALLE MATERIE INDICATE NEGLI ARTICOLI 60, 61, 62, 64 E 65 SONO DEFINITIVI. TITOLO III. DISPOSIZIONI RELATIVE AGLI SPETTACOLI, ESERCIZI PUBB LICI, AGENZIE, TIPOGRAFIE, AFFISSIONI, MESTIERI GIROVAGHI, OPERAI E DOMESTICI. CAPO I. DEGLI SPETTACOLI E TRATTENIMENTI PUBBLICI. ART. 68. (ART. 67 T.U. 1926). SENZA LICENZA DEL QUESTORE NON SI POSSONO DARE IN LUOGO PUBBLICO O APERTO O ESPOSTO AL PUBBLICO RAPPRESENTAZIONI TEATRALI O CINEMATOGRAFICHE, ACCADEMIE, FESTE DA BALLO, CORSE DI CAVALLI, NÉ ALTRI SIMILI SPETTACOLI O TRATTENIMENTI, E NON SI POSSONO APRIRE O ESERCITARE CIRCOLI, SCUOLE DI BALLO E SALE PUBBLICHE DI AUDIZIONE. PER LE GARE DI VELOCITÀ DI AUTOVEICOLI E PER LE GARE AERONAUTICHE SI APPLICANO LE DISPOSIZIONI DELLE LEGGI SPECIALI. ART. 69. (ART. 68 T.U. 1926). SENZA LICENZA DELL'AUTORITÀ LOCALE DI PUBBLICA SICUREZZA È VIETATO DARE, ANCHE TEMPORANEAMENTE, PER MESTIERE, PUBBLICI TRATTENIMENTI, ESPORRE ALLA PUBBLICA VISTA RARITÀ, PERSONE, ANIMALI, GABINETTI OTTICI O ALTRI OGGETTI DI CURIOSITÀ, OVVERO DARE AUDIZIONI ALL'APERTO. ART. 70. (ART. 69 T.U. 1926). SONO VIETATI GLI SPETTACOLI O TRATTENIMENTI PUBBLICI CHE POSSONO TURBARE L'ORDINE PUBBLICO O CHE SONO CONTRARI ALLA MORALE O AL BUON COSTUME O CHE IMPORTINO STRAZIO O SEVIZIE DI ANIMALI. ART. 71. (ART. 70 T.U. 1926). LE LICENZE, DI CUI NEGLI ARTICOLI PRECEDENTI, SONO VALIDE SOLAMENTE PER IL LOCALE E PER IL TEMPO IN ESSE INDICATI. ART. 72. (ART. 71 T.U. 1926). PER LE RAPPRESENTAZIONI DI OPERE DRAMMATICHE, MUSICALI, CINEMATOGRAFICHE, COREOGRAFICHE, PANTOMIMICHE E SIMILI, LA LICENZA DELL'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA È SUBORDINATA ALLA TUTELA DEI DIRITTI DI AUTORE, IN CONFORMITÀ ALLE LEGGI SPECIALI. ART
19 NON POSSONO DARSI O RECITARSI IN PUBBLICO OPERE, DRAMMI O OGNI ALTRA PRODUZIONE TEATRALE CHE SIANO, DAL MINISTERO DELL'INTERNO, A CUI DEVONO ESSERE COMUNICATI PER L'APPROVAZIONE, RITENUTI CONTRARI ALL'ORDINE PUBBLICO, ALLA MORALE O AI BUONI COSTUMI. IL MINISTERO PUÒ SENTIRE IL PARERE DI UNA COMMISSIONE COMPOSTA DAL CAPO DELLA POLIZIA, CHE LA CONVOCA E LA PRESIEDE, DALL'AVVOCATO GENERALE PRESSO LA CORTE DI APPELLO DI ROMA, DA UN RAPPRESENTANTE DEL PARTITO NAZIONALE FASCISTA, DAL CAPO DELLA DIVISIONE POLIZIA AMMINISTRATIVA, E DA UN RAPPRESENTANTE DEL SINDACATO NAZIONALE FASCISTA AUTORI E SCRITTORI. NEL CASO DI ASSENZA O DI IMPEDIMENTO DI ALCUNO DEI COMPONENTI QUESTI SONO SOSTITUITI DA CHI NE FA LE VECI. ART. 74. LA CONCESSIONE DELLA LICENZA PREVISTA DALL'ART. 68, PER QUANTO CONCERNE LE PRODUZIONI TEATRALI, È SUBORDINATA AL DEPOSITO PRESSO IL QUESTORE DI UN ESEMPLARE DELLA PRODUZIONE, CHE SI INTENDE RAPPRESENTARE MUNITO DEL PROVVEDIMENTO MINISTERIALE DI APPROVAZIONE. IL PREFETTO PUÒ PER LOCALI CIRCOSTANZE, VIETARE LA RAPPRESENTAZIONE DI QUALUNQUE PRODUZIONE TEATRALE, ANCHE SE ABBIA AVUTA L'APPROVAZIONE DEL MINISTERO DELL'INTERNO. L'AUTORITÀ LOCALE DI PUBBLICA SICUREZZA PUÒ SOSPENDERE LA RAPPRESENTAZIONE DI QUALUNQUE PRODUZIONE, CHE, PER LOCALI CIRCOSTANZE, DIA LUOGO A DISORDINI. DELLA SOSPENSIONE DEVE SUBITO ESSERE DATO AVVISO AL PREFETTO ED AL MINISTERO. ART. 75. (ART. 73 T.U. 1926). CHIUNQUE FABBRICA, ANCHE SENZA CARATTERE DI CONTINUITÀ E SENZA SCOPO DI SPECULAZIONE COMMERCIALE, PELLICOLE CINEMATOGRAFICHE DEVE DARNE PREVENTIVO AVVISO SCRITTO AL QUESTORE CHE NE RILASCIA RICEVUTA, ATTESTANDO DELLA ESEGUITA ISCRIZIONE DEL FABBRICANTE IN APPOSITO REGISTRO. L'ISCRIZIONE DEVE ESSERE RINNOVATA OGNI ANNO. LO STESSO OBBLIGO HA CHI INTENDE INTRODURRE NEL TERRITORIO DELLO STATO O ESPORTARE O FARE COMUNQUE COMMERCIO DI PELLICOLE CINEMATOGRAFICHE. ART. 76. (ART. 74 T.U. 1926). 19
20 CHI INTENDE FARE ESEGUIRE IN LUOGO PUBBLICO O APERTO O ESPOSTO AL PUBBLICO AZIONI DESTINATE A ESSERE RIPRODOTTE COL CINEMATOGRAFO DEVE DARNE PREVENTIVO AVVISO SCRITTO ALL'AUTORITÀ LOCALE DI PUBBLICA SICUREZZA. È VIETATO L'IMPIEGO DEI FANCIULLI MINORI DI QUINDICI ANNI, COME ATTORI O COMPARSE, O IN QUALSIASI ALTRO MODO, NELLA PREPARAZIONE DI SPETTACOLI CINEMATOGRAFICI, ECCETTUATI QUELLI AVENTI SCOPO EDUCATIVO. IL PREFETTO PUÒ, IN VIA ECCEZIONALE, AUTORIZZARE L'IMPIEGO DI UNO O PIÙ FANCIULLI NELLA PREPARAZIONE DI DETERMINATI SPETTACOLI CINEMATOGRAFICI, SUBORDINANDO, PERÒ, TALE AUTORIZZAZIONE ALL'OSSERVANZA DI QUELLE CONDIZIONI CHE VALGANO A GARANTIRE LA SALUTE E LA MORALITÀ DEI FANCIULLI MEDESIMI, E SEMPRE QUANDO VI SIA IL CONSENSO SCRITTO DEL GENITORE ESERCENTE LA PATRIA POTESTÀ O DEL TUTORE. ART. 77. (ART. 75 T.U. 1926). LE PELLICOLE CINEMATOGRAFICHE, PRODOTTE ALL'INTERNO OPPURE IMPORTATE DALL'ESTERO, TANTO SE DESTINATE AD ESSERE RAPPRESENTATE ALL'INTERNO DELLO STATO, QUANTO SE DESTINATE AD ESSERE ESPORTATE, DEVONO ESSERE SOTTOPOSTE A PREVENTIVA REVISIONE DA PARTE DELL'AUTORITÀ DI PUBBLICA SICUREZZA. ART. 78. (ART. 76 T. U. 1926). L'AUTORITÀ COMPETENTE AD ESEGUIRE LA REVISIONE DELLE PELLICOLE PER SPETTACOLI CINEMATOGRAFICI DECIDE A QUALI DI QUESTI POSSONO ASSISTERE I MINORI DI ANNI SEDICI. QUALORA DECIDA DI ESCLUDERLI, IL CONCESSIONARIO O IL DIRETTORE DELLA SALA CINEMATOGRAFICA DEVE PUBBLICARNE L'AVVISO SUL MANIFESTO DELLO SPETTACOLO E PROVVEDERE RIGOROSAMENTE ALLA ESECUZIONE DEL DIVIETO. SALVE LE SANZIONI PREVEDUTE DAL CODICE PENALE, I CONCESSIONARI O I DIRETTORI DELLE SALE CINEMATOGRAFICHE, I QUALI CONTRAVVENGONO AGLI OBBLIGHI PREDETTI, SONO PUNITI CON L'ARRESTO FINO A TRE MESI O CON L'AMMENDA DA L. 500 A ART. 79. (ART. 77 T.U. 1926). È VIETATO L'IMPIEGO DI FANCIULLI MINORI DI ANNI QUINDICI IN SPETTACOLI DI VARIETÀ, NEI CIRCHI EQUESTRI E IN QUALUNQUE ALTRO SPETTACOLO PUBBLICO TRANNE CHE IN RAPPRESENTAZIONI DI OPERE LIRICHE O DRAMMATICHE. IL DIVIETO È SOSPESO AI MINORI DI ANNI SEDICI PER GLI ESERCIZI DI ACROBATISMO, PER I GIUOCHI DI FORZA E PER OGNI ALTRO ESERCIZIO PERICOLOSO. ART. 80. (ART. 78 T.U. 1926). 20
CAPO I - Delle attribuzioni dell'autorità di pubblica sicurezza e dei provvedimenti d'urgenza o per grave necessità pubblica
Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza - TULPS (RD 18 Giugno 1931, n. 773 TULPS pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 giugno 1931, n. 146) per i lettori di www.bordingl.com Articolo unico. E' approvato
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R.D. 9 gennaio 1927, n. 147 (1). Approvazione del regolamento speciale per l'impiego dei gas tossici (1/a) (2). (1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 1 marzo 1927, n. 49. (1/a) L'art. 1, Capo I - Definizione,
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