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Timestamp: 2020-08-05 11:21:09+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 24878 del 20/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 24878 del 20/10/2017
Cassazione civile, sez. un., 20/10/2017, (ud. 10/10/2017, dep.20/10/2017), n. 24878
sul ricorso 25149/2016 proposto da:
COMUNE DI FIGLINE VEGLIATURO, in persona del Sindaco pro tempore,
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA UGO OJETTI 114, presso lo
studio dell’avvocato FRANCESCO A. CAPUTO, rappresentato e difeso
dall’avvocato GREGORIO BARBA;
1952/2015 del TRIBUNALE di COSENZA.
Renato Finocchi Ghersi, il quale chiede che la Corte di cassazione,
a Sezioni Unite, dichiari la giurisdizione del Giudice
amministrativo, con i conseguenti provvedimenti di legge.
1. Con ricorso ex art. 414 c.p.c., D.C. ha convenuto in giudizio il Comune di Figline Vegliaturo innanzi al Tribunale di Cosenza, sezione lavoro, affinchè – previa disapplicazione di talune Delib. della G.C. per vizi di legittimità – fosse dichiarato il proprio diritto ad essere immessa in servizio alle dipendenze, a tempo parziale, del suddetto Comune a decorrere dal 1.9.14 in qualità di istruttore direttivo tecnico cat. D/1, essendosi utilmente collocata nella graduatoria del concorso a suo tempo indetto. A tal fine ha invocato lo scorrimento della graduatoria a seguito della rinuncia manifestata dalla vincitrice del concorso medesimo.
2. Costituitosi, il Comune di Figline Vegliaturo ha resistito e, poichè il giudice ha sollevato d’ufficio la questione di giurisdizione all’uopo concedendo termine per note, ex art. 41 c.p.c., comma 1, ha proposto istanza di regolamento preventivo di giurisdizione chiedendo affermarsi la giurisdizione del giudice amministrativo.
3. D.C. non ha svolto attività difensiva.
1.1. In primo luogo va constatata la tempestività – alla luce dell’art. 41 cit., comma 1, primo periodo – dell’istanza di regolamento preventivo di giurisdizione, in quanto proposta prima che la causa sia stata decisa nel merito.
2.1. La facoltà di fare luogo al c.d. scorrimento delle graduatorie dei concorsi è espressamente prevista dal D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 35, comma 5-ter, come modificato dalla L. 24 dicembre 2007, n. 244, art. 3, che così dispone: “Le graduatorie dei concorsi per il reclutamento del personale presso le amministrazioni pubbliche rimangono vigenti per un termine di tre anni dalla data di pubblicazione. Sono fatti salvi i periodi di vigenza inferiori previsti da leggi regionali. Il principio di parità di condizioni per l’accesso ai pubblici uffici è garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito sia strumentale all’assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato”.
Ove, invece, la pretesa al riconoscimento del suddetto diritto sia consequenziale alla negazione degli effetti del provvedimento che disponga di non coprire più (o di coprire diversamente) il posto resosi vacante, anzichè avvalersi dello scorrimento della graduatoria del concorso anteriormente espletato, si è in presenza d’una contestazione che investe l’esercizio del potere dell’amministrazione, cui corrisponde una situazione di interesse legittimo, tutelabile innanzi al giudice amministrativo ai sensi del D.P.R. n. 165 del 2001, art. 63, comma 4 (v. le sentenze di queste S.U. n. 26272/16, n. 10404/13, n. 3170/11, n. 24185/09 e n. 16527/08).
In definitiva, allorquando la controversia abbia ad oggetto il controllo giudiziale sulla legittimità della scelta discrezionale operata dell’amministrazione, la situazione giuridica dedotta in giudizio appartiene alla categoria degli interessi legittimi, la cui tutela è demandata al giudice cui spetta il controllo delle modalità di esercizio del potere amministrativo ai sensi dell’art. 103 Cost..
E’ escluso che il giudice ordinario possa concedere tutela mediante disapplicazione delle delibere con cui l’amministrazione abbia deciso di coprire diversamente (o non coprire affatto) una data posizione lavorativa, secondo la previsione dello stesso art. 63, comma 1, atteso che il potere di disapplicazione del giudice ordinario presuppone proprio che la controversia cada sopra un diritto soggettivo sul quale incide un atto amministrativo oggetto di cognizione incidenter tantum.
3.1. In conclusione, all’istanza di regolamento deve rispondersi nel senso che la giurisdizione appartiene al giudice amministrativo, cui si rimette la causa anche per le spese del presente giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 art. 414
 art. 41
 art. 35
 art. 3
 art. 63
 art. 63