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Innovazioni nel sistema dei pagamenti e lotta alla illegalità
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1 Banca della Maremma Evoluzione degli strumenti di pagamento Efficienza e tutela della legalità Innovazioni nel sistema dei pagamenti e lotta alla illegalità Intervento di Franco Passacantando Direttore Centrale Banca d Italia GRAFICI E TAVOLE Grosseto, 6 ottobre 20072 1. Premessa L applicazione ai servizi di pagamento delle nuove tecnologie informatiche e di trasmissione dati ha permesso di ridurre i costi di transazione, migliorare le condizioni di trasparenza, ampliare la gamma dei servizi offerti alla clientela. Si sono però manifestati nuovi rischi: la capacità di comunicazione dei circuiti è stata sfruttata per realizzare frodi molto sofisticate; fenomeni di falsificazione e clonazione dei nuovi strumenti di pagamento sono diventati sempre più frequenti. Le banche centrali sono fortemente interessate alle problematiche della legalità nei sistemi di pagamento perchè l integrità dei circuiti e degli strumenti è essenziale per lo sviluppo dei mercati finanziari e del sistema economico. Ringrazio pertanto gli organizzatori di questo convegno, il Presidente Carri e il Direttore Generale Ciarpi, per aver invitato la Banca d Italia a sviluppare alcune riflessioni sui nessi tra i problemi di legalità e quelli di efficienza dei circuiti di pagamento. Per affrontare il tema dei nessi tra legalità e strumenti di pagamento occorre tener presente come si sta evolvendo l uso dei vari strumenti di pagamento. Il contante continua a essere largamente utilizzato per i pagamenti di piccolo importo, nonostante sia uno strumento particolarmente inefficiente. I costi necessari per la sua produzione e gestione e i costi sociali associati al suo uso sono elevati e finiscono per gravare sull intera collettività senza che questa ne abbia una chiara percezione. Gli assegni vengono utilizzati sempre meno ma rivestono ancora un ruolo importante. In virtù della natura cartacea, anche essi implicano costi elevati. Possono trasformarsi da titolo di credito a strumento di dilazione di pagamento e agevolare fenomeni di evasione fiscale, di elusione della normativa sulla sicurezza del lavoro e di quella previdenziale. Un minor ricorso al contante e agli assegni è oggi possibile grazie allo sviluppo di strumenti di pagamento tecnologicamente avanzati, le carte, i pagamenti via internet. Il fenomeno delle frodi, tuttavia, ostacola l utilizzo generalizzato di questi strumenti, alimentando una persistente preferenza per il contante e creando nuovi campi di coltura per l illegalità. Si sta inoltre acuendo il problema dell utilizzo degli strumenti di pagamento per finalità illecite, come il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. 23 Infine, i comportamenti illeciti e gli oneri legati ai circuiti di trasferimento di fondi, in particolare quelli riguardanti le rimesse degli immigrati, stanno creando nuovi significativi rischi danneggiando un utenza particolarmente debole. Come promuovere strumenti alternativi al contante e rendere più sicuri gli assegni? Quali sono le iniziative in grado di contrastare le frodi sugli strumenti di pagamento e il loro utilizzo per finalità illecite? Quali interventi sta adottando la comunità internazionale nel settore delle rimesse per sostenere il loro sviluppo virtuoso? Sono questi i quesiti ai quali cercherò di dare risposta nel mio intervento. 2. L utilizzo delle carte in Italia Secondo uno studio diffuso di recente nell ambito dello European Payments Council e riferito al Belgio e all Olanda - superata una soglia compresa tra i 10 e gli 11 euro l utilizzo di strumenti di pagamento più evoluti (tipicamente, le carte) è più conveniente per l utente rispetto a quello del contante. Nel confronto internazionale, l Italia continua a caratterizzarsi per un utilizzo limitato di strumenti di pagamento alternativi al contante e agli assegni: nel 2006 sono state effettuate nel nostro paese 62 operazioni pro capite con questi strumenti, a fronte delle 166 registrate in media nell Eurosistema. Nello stesso anno le transazioni pro capite con carte di pagamento sono state 22 in Italia, a fronte di 49 nell area dell euro. Eppure la diffusione nel nostro Paese di carte e terminali POS è ormai allineata a quella dei principali paesi europei: 1,2 carte in circolazione pro capite e 18 POS ogni mille abitanti in Italia a fronte di 1,4 carte e 17 POS nell Eurosistema sulla base degli ultimi dati disponibili. Sono dunque altri i fattori che spiegano l utilizzo scarso degli strumenti alternativi al contante. Tra questi si possono ricordare: il limitato grado di finanziarizzazione di alcune aree del Paese; la prassi tuttora diffusa di ricevere redditi in contante; la frammentazione del commercio al dettaglio; la diffidenza degli utenti in merito agli strumenti di più recente diffusione percepiti come più rischiosi e costosi; l inconsapevolezza e l insufficiente attenzione ai costi di gestione del contante. Anche la dimensione dell economia sommersa concorre a spiegare l uso 34 ancora così esteso del contante: secondo le stime dell Istat relative al 2004, il valore prodotto dall economia sommersa è stimabile in circa il 17 per cento del PIL. Non mancano peraltro segnali incoraggianti: nel 2006 l espansione del numero degli acquisti regolati con carte di credito e di debito su POS, sebbene in rallentamento rispetto alla media del quadriennio precedente, è risultata significativa, dell ordine del 5 per cento. Si vanno inoltre diffondendo i pagamenti via internet che implicano l uso delle carte, aumentati nel 2006 di circa il 24 per cento rispetto all anno precedente. La società Poste Italiane nel 2006 aveva in circolazione 8 milioni di carte di pagamento, in aumento del 20 per cento rispetto all anno precedente. La crescita più significativa si registra per le carte prepagate, bancarie e postali, a spendibilità generalizzata. La loro diffusione è favorita dalla possibilità di essere usate da clientela non bancarizzata e di limitare i rischi connessi con le frodi, soprattutto in internet. 3. Gli assegni L uso degli assegni è in progressivo e costante declino: il loro numero è diminuito di circa il 2,4 per cento nel 2006 rispetto all anno precedente. Nonostante ciò, la quota delle transazioni regolate con tale strumento è ancora elevata, pari a circa il 13 per cento delle transazioni effettuate con strumenti alternativi al contante. E questo il motivo che giustifica ancora l attenzione del legislatore e delle autorità di settore per questo comparto. Alla Banca d Italia è stata attribuita per legge la titolarità della Centrale d Allarme Interbancaria (CAI). L istituzione della CAI si colloca all interno degli interventi di depenalizzazione dei reati minori avviato nel 1999, con il quale la sanzione penale per il reato di emissione di assegni in mancanza di autorizzazione o di provvista è stata trasformata in illecito amministrativo punito con sanzione pecuniaria e sanzioni accessorie. La CAI risponde all obiettivo di rafforzare i presidi di sicurezza nella circolazione dell assegno e preservarne la fiducia. Nel nuovo sistema, l iscrizione nell archivio CAI determina l esclusione per un periodo di sei mesi del cattivo pagatore dall intero circuito degli assegni, bancari e postali. Nella CAI sono censite anche informazioni riguardanti l utilizzo irregolare di 45 carte di pagamento; l iscrizione dei cattivi pagatori con carte, che dura due anni, ha però un effetto solo informativo e non comporta divieti per gli intermediari di rilasciare carte di pagamento allo stesso soggetto iscritto. Secondo i dati della CAI, l utilizzo irregolare degli assegni è in crescita. Il numero dei nominativi iscritti nell archivio è salito nel 2006 del 10,7 per cento rispetto al 2005, confermando e accentuando il dato di crescita che si registra fin dal 2002, anno di avvio della CAI. Nel 2006, la maggior parte dei titoli impagati in Italia (59,6 per cento del numero e 53,3 per cento degli importi) proveniva dalle regioni del Mezzogiorno. La possibilità di trasferire la sola immagine dei titoli nel circuito interbancario porterebbe a notevoli guadagni di efficienza nella negoziazione degli assegni. Un iniziativa legislativa in questo senso è altamente auspicabile: si ridurrebbero i costi di gestione per gli intermediari; potrebbe migliorare la qualità dei servizi di incasso offerti alla clientela. Ancora oggi il perfezionamento di un pagamento con assegno può richiedere anche 7 giorni: la possibilità di trasferire l immagine degli assegni, consentendo alla banca del debitore di verificare con immediatezza la regolarità del titolo e la disponibilità dei fondi, consentirebbe di ridurre questi tempi. 4. Iniziative normative nel campo dei pagamenti Politiche volte a limitare l utilizzo del contante richiedono un azione legislativa volta a rafforzare gli istituti e gli strumenti di repressione degli illeciti finanziari. Il recepimento della III direttiva antiriciclaggio costituisce un importante occasione per favorire la riduzione dell utilizzo del contante e degli assegni attraverso l introduzione di rilevanti e innovative misure: la soglia oltre la quale è vietato effettuare pagamenti in contante viene abbassata da a euro, mentre per gli agenti dei money transfer essa scende a euro; gli assegni diventano di regola non trasferibili e la loro trasferibilità (limitata ai pagamenti inferiori a euro) è disincentivata attraverso un imposta di bollo; gli assegni intestati al traente non possono essere girati ma devono essere portati direttamente all incasso. 56 Specifica attenzione è dedicata alla moneta elettronica: è infatti riconosciuta la possibilità di emettere strumenti di moneta elettronica anonimi, con limiti di importo correlati all utilizzo dello strumento: 150 euro per la moneta elettronica usa e getta e euro annui per gli strumenti ricaricabili per i quali, tuttavia, la singola transazione non può superare i euro. La Banca d Italia guarda con favore a ulteriori recenti iniziative legislative tese a sostenere esplicitamente l obiettivo dell efficienza e affidabilità dei circuiti di trasferimento di fondi. Il Disegno di legge, all esame del Parlamento, sulle Misure per il cittadino consumatore e per agevolare le attività produttive e commerciali, nonché interventi in settori di rilevanza nazionale prevede incentivi all utilizzo delle carte di pagamento e degli strumenti elettronici nonché disincentivi al ricorso a strumenti cartacei. In questo si ambito potrebbero introdurre incentivi sia tariffari, ad esempio per l acquisto da parte degli operatori economici di dotazioni tecnologiche più avanzate, sia fiscali, come la deducibilità degli oneri sostenuti dagli esercenti per dotarsi di dispositivi (POS) che possono accettare strumenti di pagamento elettronici più sicuri in grado, ad esempio, di sfruttare la tecnologia del microchip in sostituzione di quella a banda magnetica. Un ulteriore impulso all utilizzo degli strumenti di pagamento più efficienti e a maggior contenuto tecnologico scaturirà dal recepimento (entro il 1 novembre 2009) della direttiva sui servizi di pagamento (Payment Services Directive PSD), che stabilisce una cornice normativa armonizzata per l offerta di servizi di pagamento in Europa. La nuova disciplina aprirà il mercato dei servizi di pagamento a soggetti non bancari che potranno esercitare anche attività commerciali (le Payment Institutions ), stimolando così la concorrenza nel settore. Gli strumenti compresi nell ambito di applicazione della direttiva includono i bonifici, gli addebiti diretti, le carte di pagamento, la moneta elettronica, i pagamenti digitali e quelli attraverso la telefonia mobile. Per questi strumenti vengono rafforzate le tutele per gli utenti finali, ad esempio in termini di informazione e trasparenza delle condizioni, certezza nei tempi di esecuzione, divieto di tariffe implicite. Viene anche accresciuta la responsabilità dei prestatori dei servizi di pagamento, per la mancata o inesatta esecuzione di un ordine di pagamento. La Banca d Italia, quale autorità preposta alla Sorveglianza sui sistemi 67 di pagamento, partecipa in veste di organo tecnico alle iniziative normative di settore anche al fine di assicurare la coerenza delle scelte adottate con l obiettivo di fondo della PSD: l armonizzazione della cornice normativa necessaria per l avvio e il pieno successo del progetto di area unica per i pagamenti in euro, la SEPA. 5. La SEPA Il 28 gennaio 2008, con i primi bonifici paneuropei, prenderà concretamente avvio l area unica per i pagamenti in euro (Single Euro Payments Area SEPA). La SEPA è un importante passo nel processo di integrazione e consolidamento dei mercati dei servizi finanziari dell area dell euro. L obiettivo della SEPA è quello di far si che in ambito europeo i pagamenti avvengano alle stesse condizioni, operative e di costo, praticate a livello nazionale. Per gli utenti finali pubbliche amministrazioni, imprese e famiglie i benefici della SEPA deriveranno dalla possibilità di effettuare pagamenti in euro: movimentando il proprio conto indipendentemente dal luogo geografico in cui operano; potendo raggiungere immediatamente oltre 300 milioni di clienti bancari in 31 paesi europei; in condizioni di efficienza e sicurezza non inferiori a quelle oggi esistenti in ambito nazionale e a costi tendenzialmente minori. Per gli intermediari i vantaggi della realizzazione di un mercato europeo integrato dei pagamenti al dettaglio scaturiscono dalle economie di scala che si realizzeranno nel tempo. La realizzazione del progetto è demandata alle comunità nazionali. In Italia è stato costituito nel 2006 il Comitato Nazionale di Migrazione alla SEPA sotto la presidenza dell ABI e della Banca d Italia. Lo scopo del Comitato è quello di guidare l adeguamento del sistema italiano agli standard europei. Al Comitato partecipano anche i principali stakeholder non bancari della SEPA, le pubbliche amministrazioni, le associazioni imprenditoriali, i consumatori. Nell imminenza dell avvio del progetto, si devono intensificare le occasioni di incontro tra banche e le associazioni di tutti gli altri operatori, imprese, enti della 78 pubblica amministrazione, esercenti, consumatori perché siano chiaramente percepiti i vantaggi e le ragioni sottostanti il passaggio dalle prassi nazionali ai nuovi standard paneuropei. Affinché ciò si realizzi è tuttavia necessario non solo che i nuovi strumenti siano più convenienti (in termini di costo e tempi delle operazioni) ma anche che ne venga assicurata la sicurezza di utilizzo, preservando l integrità dei circuiti di pagamento e, con essa, la fiducia degli utenti. Per tali ragioni, la SEPA dedica particolare attenzione al tema delle frodi. 6. Il contrasto alle frodi e alle contraffazioni. In Italia, tra il 2003 e il 2006 l importo complessivo delle operazioni di pagamento oggetto di frode è passato da 40 a 140 milioni di euro; nello stesso periodo è salito il rapporto tra il valore delle transazioni oggetto di frodi e le operazioni complessivamente effettuate su terminali POS e ATM (dallo 0,02 allo 0,07 per cento). Le azioni di contrasto avviate a livello nazionale hanno riguardato l adeguamento tecnologico degli apparati di sicurezza utilizzati nelle procedure autorizzative, la graduale sostituzione dei terminali di vecchia generazione a maggior rischio. Quest ultima è stata sollecitata da incentivi di tipo legale, come il trasferimento della responsabilità per frodi verso l operatore che non dispone di POS compatibili con le nuove tecnologie. La principale linea di intervento attuata a livello nazionale ed europeo riguarda tuttavia il passaggio delle carte di pagamento alla tecnologia del microprocessore. Le carte a microprocessore offrono due vantaggi rispetto a quelle a banda magnetica: memorizzano le informazioni in modo sicuro, usando capacità di calcolo e algoritmi crittografici; offrono l accesso, grazie alla loro maggiore capacità di memoria, a più servizi, non solo di tipo finanziario. L acuirsi di fenomeni fraudolenti rende sempre più urgente dare vigore al processo di migrazione alla carta chip e all applicazione rapida ed estesa delle clausole di trasferimento della responsabilità per perdite da frodi verso i soggetti che non si adeguano alle nuove tecnologie. 89 Altre importanti iniziative per accrescere le informazioni necessarie a contrastare le frodi sono quelle assunte dall Ufficio Centrale Antifrode sui Mezzi di Pagamento (UCAMP) del Ministero dell Economia e delle Finanze. L Ufficio sta realizzando un apposito archivio destinato a censire gli esercizi commerciali presso i quali si verificano episodi di utilizzo irregolare delle carte di pagamento; le informazioni del nuovo archivio saranno accessibili agli intermediari che gestiscono le carte e alle autorità investigative per finalità di prevenzione dei crimini. La Banca d Italia ha collaborato alla predisposizione della cornice normativa che sovrintende all archivio e contribuirà a monitorarne il funzionamento riservandosi di proporre eventuali interventi migliorativi del suo impianto. Ovviamente non va dimenticato che anche gli strumenti più tradizionali sono oggetto di frodi. Relativamente alle banconote, il fenomeno della contraffazione, sebbene mostri sintomi di riduzione, risulta consistente: nel 2006 in Italia sono state riconosciute false banconote. Il fenomeno dei falsi interessa peraltro in misura crescente le monete metalliche: nel 2006 ne sono state ritirate dalla circolazione Al fine di innalzare il livello di sicurezza della circolazione delle banconote la Banca d Italia ha preso alcune iniziative per agevolare la pronta identificazione dei biglietti contraffatti e danneggiati. Con un Provvedimento del novembre 2006 il Governatore ha emanato disposizioni rivolte a tutti gli operatori del settore, anche non finanziari, tese a dare attuazione in Italia al Framework definito dalla BCE per l identificazione dei falsi e la selezione dei biglietti non più idonei alla circolazione. 7. La lotta agli utilizzi illeciti. Vengo ora agli interventi antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo che coinvolgono i sistemi di pagamento. Si tratta di una tematica sempre più attentamente seguita nelle sedi di cooperazione internazionale (G8, FSF, FATF, Banca Mondiale, FMI) e nazionale, alle quali la Banca d Italia partecipa per fornire supporto tecnico. Gli interventi principali riguardano gli strumenti di pagamento e le infrastrutture per la gestione e il trasporto delle informazioni di pagamento. 910 Con riferimento agli strumenti, è stato consolidato il meccanismo di conservazione delle informazioni attinenti a operazioni di importo superiore a soglie predeterminate. Queste informazioni devono essere comunicate, su specifica richiesta, alle autorità competenti nonché essere utilizzate per indagini su eventuali operazioni di riciclaggio o di finanziamento al terrorismo. Le operazioni per le quali ci sia un sospetto di provenienza illecita dei fondi, ovvero di impiego illecito, possono essere comunque segnalate all autorità competente. L intervento forse più innovativo effettuato nel settore ha riguardato la struttura dei messaggi di pagamento che transitano nel network dei pagamenti. Questi messaggi devono sempre contenere le informazioni relative all ordinante, in modo da assicurare in ogni momento la ricostruzione del percorso seguito dai fondi nonché l individuazione delle persone coinvolte nella transazione. Il giudizio sulla solidità finanziaria delle imprese si fonda sempre più su una valutazione dell impegno delle autorità locali nella lotta al riciclaggio, effettuata in base a standard definiti in seno alla Financial Action Task Force FATF, alla quale partecipa anche la Banca d Italia. A livello europeo, le Raccomandazioni della FATF possono essere recepite in forma armonizzata con l emanazione di provvedimenti ad hoc. Per privilegiare soluzioni standardizzate tra gli Stati membri la Commissione ha emanato un regolamento sui sistemi di pagamento e sulla relativa messaggistica applicabile in tutti gli stessi Stati membri (regolamento 1781/2006/CE). A livello nazionale, i risultati della lotta al riciclaggio e l entità di tale fenomeno sono resi evidenti dal numero delle segnalazioni di operazioni sospette (SOS). Nel periodo compreso tra il 1997 e il 2006 sono state effettuate più di SOS, delle quali circa comprese tra il 2001 e il 2006 collegabili a ipotesi di finanziamento del terrorismo internazionale. Quasi il 90 per cento delle SOS sono state trasmesse dal settore bancario; tuttavia, da alcuni anni è divenuta significativa anche la quota di segnalazioni inoltrata dagli intermediari che offrono servizi di trasferimento di denaro. Il valore complessivo delle operazioni segnalate dal 2000 al 2006 raggiunge quasi i 10 miliardi di euro. 1011 8. Le rimesse degli immigrati e le attività di pagamento illecite Secondi i dati diffusi dalle istituzioni finanziarie internazionali, il flusso delle rimesse, in costante crescita negli anni, ha raggiunto nel 2006 un importo di 200 miliardi di dollari. Questo importo si riferisce alle operazioni transitate per canali ufficiali, banche, uffici postali, agenzie finanziarie specializzate. E possibile che la cifra reale sia di molto superiore, dato l ampio ricorso, per questo tipo di transazioni, a canali informali (familiari, corrieri, altri sistemi di trasferimento non registrati). La scarsa presenza, per lungo tempo, del sistema bancario in questo comparto ha facilitato l acquisizione di posizioni dominanti da parte di poche istituzioni finanziarie specializzate che assicurano accessibilità pressoché illimitata al servizio (in invio e in ricezione), rapidità delle operazioni (la rimessa avviene entro le 24 ore), snellezze procedurali. Queste istituzioni beneficiano di margini di guadagno molto elevati, dovuti in parte al fatto di non essere assoggettate ai medesimi controlli a cui sono sottoposte le banche e in parte alla debolezza delle condizioni di concorrenzialità. La preoccupazione delle autorità è che nelle operazioni condotte tramite alcune di queste istituzioni, peraltro di difficile controllo, possano celarsi attività di trasferimento fondi illecite. Per elaborare una strategia volta ad abbattere i prezzi praticati alla clientela e favorire l utilizzo di canali affidabili è stata costituita una Task Force presieduta dalla BRI e dalla Banca Mondiale. La Task Force ha individuato alcuni principi per lo sviluppo efficiente di sistemi internazionali di rimesse concentrando l attenzione su tre aree: 1) l assetto normativo/istituzionale, che va rafforzato per meglio tutelare gli utenti e preservare l integrità dei canali di rimesse internazionali; 2) la trasparenza e tutela del consumatore, per garantire scelte consapevoli da parte di un utenza tipicamente debole - perchè non finanziarizzata e che si trova a vivere in un paese diverso da quello di provenienza - nonché per favorire condizioni di mercato più concorrenziali, soprattutto al fine di una riduzione delle tariffe; 3) il miglioramento delle infrastrutture di supporto sfruttando i network internazionali già esistenti e standardizzati. Il principale strumento disponibile in tal senso è sicuramente la carta di 1112 pagamento, ma soluzioni basate sulla rete di telefonia mobile si vanno rapidamente diffondendo, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. 9. Conclusioni Le banche centrali perseguono l obiettivo di modernizzare i circuiti di pagamento sostenendo l utilizzo di strumenti tecnologicamente avanzati e il progressivo abbandono del ricorso al contante e agli strumenti cartacei. Gli strumenti elettronici sono vantaggiosi sotto diversi profili: possono essere utilizzati anche per transazioni a distanza o sulla rete telematica; espongono a minori rischi di furto e smarrimento rispetto al contante; facilitano il contrasto alle attività illecite o criminose. Per incoraggiare la clientela all uso di questi strumenti è necessario che essi siano resi economicamente convenienti e sicuri. Vanno in primo luogo innalzati i livelli di trasparenza e di concorrenza del mercato. Siamo in una fase di transizione nell industria dei pagamenti retail: accanto agli intermediari esistenti (banche, Istituti di moneta elettronica) si troveranno a operare in condizioni di parità competitiva nuovi soggetti commerciali. Per le banche aumenterà la pressione a traslare a vantaggio della clientela le riduzioni dei costi unitari dei loro servizi che si potranno determinare in connessione con un uso più intenso delle avanzate infrastrutture tecnologiche già predisposte. La sicurezza dei nuovi strumenti è un presupposto fondamentale della guerra al contante. Strumenti poco sicuri minano la fiducia della clientela e introducono rischi finanziari e di reputazione a carico degli intermediari e delle autorità, che possono avere effetti amplificati sul complesso delle loro attività. E necessario che gli intermediari e tutti gli operatori che agiscono nei circuiti di pagamento investano sulla sicurezza guardando non solo alle relazioni reciproche ma all intero ciclo di trasferimento monetario, dall ordinante al beneficiario, secondo un approccio ormai noto come end-to-end. 1213 Il percorso che ho delineato richiede il contributo di tutte le parti: in questa prospettiva si muovono la comunità bancaria europea con la realizzazione della SEPA, il legislatore europeo e quello nazionale; a tali obiettivi è rivolto l impegno della Banca d Italia. 13 Documenti analoghi
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 ART. 116
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 Articolo 17

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