Source: https://www.slideshare.net/johnrbn/linee-guida-per-lattestatore-dei-piani-della-legge-fallimentare
Timestamp: 2017-04-28 23:55:03+00:00

Document:
Linee guida per l'attestatore dei piani della legge fallimentare
Roberto Piras - Quadro Normativo
Giovanni Rubin, Giovanni Rubin è dottore commercialista (tax and corporate advisor) e revisore contabile (auditor) in Venezia
Riccardo Tofani
LINEE	GUIDA	PER	L’ATTESTAZIONE	DEI	PIANI	PREVISTI	DALLA	LEGGE	FALLIMENTARE	PRINIPI	DI	RIFERIMENTO	ED	INDICAZIONI	DELLA	GIURISPRUDENZA.	DOTT.	GIOVANNI	RUBIN	Venezia,	17	o,obre	2011	do,.	Giovanni	Rubin	1	2.
Dopo	oltre	sessant’anni	di	“immobilismo”	il	legislatore	con	il	D.Lgs.	9	gennaio	2006,	n.	5	ha	riformato	il	R.D.	16	marzo	1942,	n.	267,	riconsiderando	in	maniera	organica	la	disciplina	del	diri,o	concorsuale.	OBIETTIVI:	-­‐  favorire	le	le	procedure	di	composizione	negoziale	della	crisi	d’impresa;	-­‐  salvaguardare	il	valore	dei	complessi	aziendali;	-­‐  “privaQzzare”	le	procedure	concorsuali;	-­‐  valorizzare	il	ruolo	e	l’aRvità	dei	“professionisQ”;	-­‐  prevenire	e	risolvere	la	crisi	d’impresa;	do,.	Giovanni	Rubin	2	3.
Tali	principi	sono	staQ	a,uaQ	a,raverso	due	nuovi	isQtuQ:	-­‐  Accordo	di	ristru6urazione	dei	debi<	(art.	182-­‐bis	L.F.);	-­‐  Piano	di	risanamento	a6estato	(art.	67,	comma	3,	le6.	d,	L.F.);	e	la	rivisitazione	della	procedura	del	-­‐  Concordato	preven<vo	(ar6.	160	ss.	L.F.).	do,.	Giovanni	Rubin	3	4.
IL	PIANO	DI	RISANAMENTO	ATTESTATO	Non	sono	soggeR	all’azione	revocatoria:	[…]	d)  gli	aR,	i	pagamen<	e	le	garanzie	concesse	sui	beni	del	debitore	purché	pos<	in	essere	in	esecuzione	di	un	piano	che	appaia	idoneo	a	consen<re	il	risanamento	dell’esposizione	debitoria	dell’impresa	e	ad	assicurare	il	riequilibrio	della	situazione	ﬁnanziaria	e	la	cui	ragionevolezza	sia	aAestata	da	un	professionista	iscri6o	nel	registro	dei	revisori	contabili	e	che	abbia	i	requisi<	previs<	dall’art.	28,	le6ere	a)	e	b)	ai	sensi	dell’art.	2501-­‐bis,	quarto	comma,	del	codice	civile.	do,.	Giovanni	Rubin	4	5.
IL	CONCORDATO	PREVENTIVO	L’imprenditore	che	si	trova	in	stato	di	crisi	può	proporre	ai	creditori	un	concordato	preven<vo	sulla	base	di	un	piano	[…].	La	domanda	di	ammissione	alla	procedura	di	concordato	preven<vo	è	proposta	con	ricorso	[…].	Il	debitore	deve	presentare	con	il	ricorso:	a)  una	aggiornata	relazione	sulla	situazione	patrimoniale,	economica	e	ﬁnanziaria	dell’impresa;	b)  uno	stato	anali<co	ed	es<ma<vo	delle	aRvità	e	l’elenco	nomina<vo	dei	creditori,	con	l’indicazione	dei	rispeRvi	credi<	e	delle	cause	di	prelazione;	c)  l’elenco	dei	<tolari	dei	diriR	reali	o	personali	su	beni	di	proprietà	o	in	possesso	del	debitore;	do,.	Giovanni	Rubin	5	6.
IL	CONCORDATO	PREVENTIVO	d)  Il	valore	dei	beni	e	i	creditori	par<colari	degli	eventuali	soci	illimitatamente	responsabili.	Il	piano	e	la	documentazione	di	cui	ai	commi	preceden<	devono	essere	accompagna<	dalla	relazione	di	un	professionista	in	possesso	dei	requisi<	di	cui	all’art.	67,	terzo	comma,	le6era	d),	che	aAesI	la	veridicità	dei	daI	aziendali	e	la	faKbilità	del	piano	medesimo	do,.	Giovanni	Rubin	6	7.
GLI	ACCORDI	DI	RISTRUTTURAZIONE	DEI	DEBITI	L’imprenditore	in	stato	di	crisi	può	domandare,	depositando	la	documentazione	di	cui	all’art.	161,	l’omologazione	di	un	accordo	di	ristru6urazione	dei	debi<	s<pulato	con	i	creditori	rappresentan<	almeno	il	sessanta	per	cento	dei	credi<,	unitamente	ad	una	relazione	redaAa	da	un	professionista	in	possesso	dei	requisi<	di	cui	all’art.	67,	terzo	comma,	le6era	d)	sull’aAuabilità	dell’accordo	stesso,	con	par<colare	riferimento	alla	sua	idoneità	ad	assicurare	il	regolare	pagamento	dei	creditori	estranei.	do,.	Giovanni	Rubin	7	8.
I	PRECEDENTI	NORMATIVI	DI	RIFERIMENTO	Il	D.Lgs.	8	luglio	1999,	n.	270	(amministrazione	straordinaria	delle	grandi	imprese	in	crisi)	prevede	all’art.	27	che	il	commissario	straordinaria	rediga	un	programma	di	cessione	dei	complessi	aziendali	o	di	ristru,urazione	e	ne	disciplina	puntualmente	il	contenuto.	Art.	54	Il	commissario	straordinario	entro	i	sessanta	giorni	successivi	al	decreto	di	apertura	della	procedura,	presenta	al	Ministero	dell’industria	un	programma	reda6o	secondo	uno	degli	indirizzi	alterna<vi	indica<	nell’art.	27,	comma	2	[…]	Art.	55	Il	programma	è	reda6o	so6o	la	vigilanza	del	Ministero	dell’Industria	ed	in	conformità	agli	indirizzi	di	poli<ca	industriale	dal	medesimo	ado6a<,	in	modo	da	salvaguardare	l’unità	opera<va	dei	complessi	aziendali,	tenuto	conto	degli	interessi	dei	creditori	[…]	do,.	Giovanni	Rubin	8	9.
I	PRECEDENTI	NORMATIVI	DI	RIFERIMENTO	Art.	56	Il	programma	deve	indicare:	a)	le	aRvità	imprenditoriali	des<nate	alla	prosecuzione	e	quelle	da	dime6ere;	b)	il	piano	per	la	eventuale	liquidazione	dei	beni	non	funzionali	all’esercizio	d’impresa;	c)	le	previsioni	economiche	e	ﬁnanziarie	connesse	alla	prosecuzione	dell’esercizio	d’impresa;	d)	i	modi	di	copertura	del	fabbisogno	ﬁnanziario	con	speciﬁcazione	dei	ﬁnanziamen<	o	delle	altre	agevolazioni	pubbliche	di	cui	è	prevista	l’u<lizzazione.	Se	è	ado6ato	l’indirizzo	della	cessione	dei	complessi	aziendali,	il	programma	deve	altresì	indicare	la	modalità	della	cessione,	segnalando	le	oﬀerte	pervenute	o	acquisite,	nonché	le	previsioni	in	ordine	alla	soddisfazione	dei	creditori.	Se	è	ado6ato	l’indirizzo	della	ristru6urazione	dell’impresa,	il	programma	deve	indicare,	in	aggiunta	a	quanto	stabilito	al	comma	1,	le	eventuali	previsioni	di	ricapitalizzazione	dell’impresa	e	di	mutamento	degli	asseR	imprenditoriali,	nonché	i	tempi	e	le	modalità	di	soddisfazione	dei	creditori,	anche	sulla	base	di	piani	di	modiﬁca	convenzionale	delle	scadenze	dei	debi<	o	di	deﬁnizione	mediante	concordato.	do,.	Giovanni	Rubin	9	10.
I	PRECEDENTI	NORMATIVI	DI	RIFERIMENTO	La	legge	fallimentare,	diversamente	dal	D.Lgs.	270/1999,	non	è	così	puntuale	nel	disciplinare	il	contenuto	del	piano	e	prevede	una	sostanziale	libertà	di	contenu1,	bilanciata	da	un	controllo	da	parte	di	un	professionista	qualiﬁcato.	Nonostante	la	libertà	di	forme,	come	previsto	dal	D.Lgs.	270/1999,	il	piano	assumerà,	comunque,	una	delle	seguenQ	forme:	-­‐  ristru,urazione	e	prosecuzione	dell’aRvità;	-­‐  liquidazione	dei	beni	aziendali	e	interruzione	dell’aRvità;	-­‐  cessione	d’azienda	o	di	rami	d’azienda	(trasferimento	a	terzi	dell’aRvità);	-­‐  combinazione	delle	formule	precedentemente	indicate.	do,.	Giovanni	Rubin	10	11.
L’ATTESTAZIONE	NELLA	LEGGE	Il	legislatore	della	riforma	si	è	limitato	a	disciplinare	l’ogge,o	ed	i	requisiQ	delle	a,estazioni,	ma	non	il	contenuto.	In	do,rina	è	stato	sostenuto	che	tale	impostazione	deve	essere	interpretata	nell’oRca	di	favorire	la	massima	libertà	dei	modelli	di	risanamento.	In	mancanza	di	norme	speciﬁche	è,	quindi,	necessario	che	prassi	qualiﬁcate	integrino	le	lacune	legislaQve,	sicché	l’aRvità	dell’a,estatore	è,	ad	oggi,	qualiﬁcabile	come	principled	based.	do,.	Giovanni	Rubin	11	12.
LA	FINALITA’	DEL	PRESENTE	INTERVENTO	TRIBUNALE	DI	MODENA	20/10/2006	n.	2422/2006	[…]	Il	debito	erariale	mai	è	stato	esposto	dalla	ricorrente	e	dal	professionista	incaricato	di	svolgere	il	piano	di	faRbilità.	Ad	avviso	del	collegio	la	circostanza	integra	la	faRspecie	della	dolosa	omissione	di	denuncia	di	credi<	di	cui	all’art.	173,	comma	1,	L.F.	ovvero	–	ed	almeno	–	la	faRspecie	della	incompletezza	e	della	irregolarità	della	documentazione	di	cui	all’art.	163,	comma	1,	L.F.	La	evidente	irregolarità	della	procedura	obbliga	–	quindi	–	a	negare	l’omologazione.	La	qualità	di	“ﬁdefaciente”	dell’incaricato	della	relazione	al	piano	di	faKbilità	–	ex	art.	161,	penulImo	comma,	L.F.	novellato	–	impone	la	trasmissione	del	presente	provvedimento	al	Pubblico	Ministero	per	la	valutazione	di	eventuali	proﬁli	di	rilevanza	penale.	do,.	Giovanni	Rubin	12	13.
REQUISITI	SOGGETTIVI	DELL’ATTESTATORE	art.	161,	comma	3,	L.F.	art.	182-­‐bis,	comma	1,	L.F.	art.	67,	comma	3,	le,.	d)	L.F.	art.	28,	comma	1,	le,.	a)	e	le,.	b)	L.F.	art.	2501-­‐bis,	comma	4,	c.c.	art.	2501-­‐sexies	c.c.	art.	2409-­‐bis	c.c.	do,.	Giovanni	Rubin	13	14.
REQUISITI	SOGGETTIVI	DELL’ATTESTATORE	AvvocaQ,	soggeR	iscriR	alla	sez.	A	dell’Albo	dei	Do,ori	CommercialisQ	e	degli	EsperQ	Contabili	(che	ha	uniﬁcato	Do,ori	CommercialisQ	e	Ragionieri	CommercialisQ),	Studi	professionali	associaQ	e	società	tra	professionisQ	(purché	sia	designata	la	persona	ﬁsica	responsabile	della	procedura.	ISCRITTI	Al	Registro	dei	Revisori	contabili	isQtuito	presso	il	Ministero	della	GiusQzia	dal	D.Lgs.	28	gennaio	1992,	n.	88	La	norma	della	legge	fallimentare	prevede	cause	di	incompaIbilità	do,.	Giovanni	Rubin	14	15.
LA	NOMINA	DELL’ATTESTATORE	Nell’ambito	degli	accordi	di	ristruEurazione	e	del	concordato	preven1vo	la	scelta	dell’a,estatore	ricade	senza	alcun	dubbio	sull’imprenditore	in	crisi;	In	relazione	al	piano	aEestato	di	risanamento	il	rinvio	all’art.	2501-­‐bis	c.c.,	norma	in	materia	di	leveraged	buy	out,	ed	all’art.	2501-­‐sexies	c.c.	(in	materia	di	fusione)	ha	fa,o	ritenere	in	do,rina	che	la	nomina	dovesse	avvenire:	-­‐  da	parte	del	debitore	in	crisi	nel	caso	di	impresa	individuale,	società	di	persone	e	società	a	responsabilità	limitata;	-­‐  da	parte	del	Tribunale	del	luogo	in	cui	ha	sede	la	società	per	azioni	o	la	società	in	accomandita	per	azioni.	do,.	Giovanni	Rubin	15	16.
LA	NOMINA	DELL’ATTESTATORE	Tu,avia,	desQnatari	della	relazione	sono	i	creditori	e	non	i	soci	(ininﬂuenza	del	Qpo	societario):	Trib.	Brescia,	3	agosto	2007:	Nel	caso	di	società	per	azioni	o	di	società	in	accomandita	per	azioni	la	nomina	dell’esperto	che	a6es<	la	ragionevolezza	de	piano	di	risanamento	previsto	dall’art.	67	l.	fall.,	3°	comma,	le6.	d),	spe6a	esclusivamente	allo	stesso	imprenditore.	Trib.	Milano,	16	luglio	2008:	Anche	per	le	società	per	azioni	compete	all’imprenditore,	e	non	al	Tribunale,	la	scelta	del	professionista	che	a6esta	la	ragionevolezza	del	piano	di	risanamento	ai	sensi	dell’art.	67,	le6.	d),	l.	fall.	do,.	Giovanni	Rubin	16	17.
LA	NOMINA	DELL’ATTESTATORE	Tribunale	di	Treviso,	20	aprile	2009:	La	nomina	del	perito	chiamato	ad	a6estare,	ai	sensi	dell’art.	67,	comma	3,	le6.	d),	della	legge	fallimentare	la	ragionevolezza	del	piano	di	risanamento	dell’esposizione	debitoria	compete	all’imprenditore,	ma	essa	può	essere	delegata	al	Presidente	del	tribunale	in	veste	vicaria,	quando	l’imprenditore	ritenga	u<le	connotarla	di	una	maggiore	<<terzietà>>	ai	ﬁni	di	un	più	posi<vo	apprezzamento	da	parte	dei	creditori,	nella	prospeRva	della	credibilità	realizza<va	del	piano	stesso.	PROTOCOLLO	(par.	B.13):	La	possibile	designazione	sia	dal	debitore	sia,	in	cer<	casi,	dal	tribunale	valorizza	i	requisi<	di	indipendenza	del	professionista,	per	il	quale	valgono	le	stesse	considerazioni	proposte	per	l’esperto	del	concordato	preven<vo.	do,.	Giovanni	Rubin	17	18.
INDIPENDENZA	E	TERZIETA’	DELL’ATTESTATORE	Nella	sua	prima	versione	l’art.	67,	comma	3,	le,.	d,	L.F.	richiamava	altresì	l’art.	28,	comma	1,	le,.	c,	L.F.,	escludendo	così	dalla	nomina	di	a,estatore:	-­‐  il	coniuge,	i	parenQ	e	gli	aﬃni	entro	il	quarto	grado	del	debitore;	-­‐  i	creditori	dell’imprenditore	in	crisi;	-­‐  chi	ha	concorso	al	dissesto	dell’impresa	durante	i	due	anni	anteriori;	-­‐  chiunque	si	trovi	in	conﬂi,o	di	interessi.	Tale	previsione,	poi	abrogata	con	il	D.Lgs.	169/2007	(c.d.	“decreto	correRvo”)	escludeva,	quindi,	dai	soggeR	abilitaQ	a	rilasciare	a,estazioni	il	consulente	dell’impresa	in	crisi	(creditore),	l’ex	amministratore	dell’impresa	in	crisi	(conﬂi,o	di	interessi)	e	lo	sQmatore	ex	art.	160,	comma	2,	L.F.	(conﬂi,o	di	interessi).	do,.	Giovanni	Rubin	18	19.
INDIPENDENZA	E	TERZIETA’	DELL’ATTESTATORE	Cass.,	4	febbraio	1009,	n.	2706	In	tema	di	a6estazione	della	veridicità	dei	da<	aziendali	e	della	faRbilità	del	piano	proposto	con	la	domanda	di	ammissione	al	concordato	preven<vo,	la	rela<va	relazione	può	essere	reda6a	anche	da	un	professionista	che	abbia	già	prestato	la	sua	aRvità	professionale	in	favore	del	debitore.	[…]	Quale	che	sia	il	ruolo	che	la	legge	ha	inteso	a6ribuire	al	professionista	nei	cui	confron<	non	può	non	riconoscersi	una	posizione	di	terzietà	pur	se	connotata	da	un	rapporto	di	ﬁducia	con	l’imprenditore.	Cass.,	29	o,obre	2009,	n.	229227	La	relazione	a6estante	la	veridicità	dei	da<	aziendali	e	la	faRbilità	del	piano	proposto	con	la	domanda	di	ammissione	alla	procedura	può	essere	reda6a	anche	da	un	professionista	che	abbia	già	prestato	la	sua	aRvità	professionale	in	favore	del	debitore	(e	che,	aﬀermandosene	creditore,	abbia	proposto	istanza	di	ammissione	al	passivo	del	conseguente	fallimento).	do,.	Giovanni	Rubin	19	20.
INDIPENDENZA	E	TERZIETA’	DELL’ATTESTATORE	Trib.	Milano,	8/10/2007:	La	relazione	a6estatrice	della	veridicità	dei	da<	e	della	faRbilità	del	piano	è	assolutamente	inidonea	a	svolgere	la	funzione	assegnatale	dal	legislatore	[…],	provenendo	da	un	professionista	che	non	dichiara	di	avere	i	requisi<	di	cui	all’art.	28	L.F.	Art.	10	D.Lgs.	39/2010:	-­‐  principio	di	indipendenza;	-­‐  divieto	di	autoriesame;	-­‐  indipendenza	ﬁnanziaria;	-­‐  indipendenza	intelle,uale;	-­‐  indipendenza	negli	a,eggiamenQ	e	nell’aspe,o.	do,.	Giovanni	Rubin	20	21.
INDIPENDENZA	E	TERZIETA’	DELL’ATTESTATORE	PROTOCOLLO	(par.	B.1):	Un’importante	vocazione	alla	terzietà	del	professionista	chiamato	ad	a6estare	appare,	in	prima	le6ura,	come	condizione	richiesta	per	il	successo	e	l’autorevolezza	del	piano:	l’aRvità	redazionale	della	asseverazione	deve	dunque	essere	ogge6o	di	un	incarico	che	non	coinvolga	alcun	proﬁlo	di	conﬂi6o	di	interessi	con	la	massa	dei	creditori,	in	funzione	della	cui	informazione	il	professionista	è	chiamato	ad	operare.	Per	evitare	responsabilità	e	una	sorta	di	sﬁducia	da	parte	della	massa	dei	creditori,	nonostante	non	vi	sia	alcuna	codiﬁcazione	norma1va	sul	punto,	si	ri1ene	che	il	professionista	debba	indicare	nella	relazione	la	propria	indipendenza	(l’essere	revisore	la	presuppone)	e	documentare	i	tests	eﬀeEua1	per	saggiare	il	proprio	tasso	di	indipendenza.	do,.	Giovanni	Rubin	21	22.
I	PRINCIPI	NAZIONALI	Anche	a	livello	di	prassi	uﬃciale	mancano	dei	veri	e	propri	principi	di	comportamento.	Tu,avia,	si	possono	riscontrare	degli	autorevoli	contribuQ:	1.  Protocollo	piani	di	risanamento	e	ristru,urazione;	relazioni	del	professionista:	proﬁli	organizzaQvi	e	principi	di	comportamento	nell’ambito	delle	procedure	di	concordato	prevenQvo,	accordi	di	ristru,urazione	dei	debiQ,	piano	di	risanamento	a,estato	(CNDC	–	COMMISSIONE	PROCEDURE	CONCORSUALI);	2.  Osservazioni	sul	contenuto	delle	relazioni	del	professionista	nella	composizione	negoziale	della	crisi	d’impresa	(CNDCEC	–	COMMISSIONE	DI	STUDIO	CRISI	E	RISANAMENTO	DI	IMPRESA);	3.  Linee	guida	per	il	ﬁnanziamento	alle	imprese	in	crisi	(UNIVERSITA’	DI	FIRENZE,	CNDCEC,	ASSONIME);	4.  Documento	di	ricerca	n.	114	(ASSIREVI).	do,.	Giovanni	Rubin	22	23.
I	PRINCIPI	NAZIONALI	OSSERVAZIONI	(par.	1):	“Nessuna	disposizione	della	novella	e	tanto	meno	del	successivo	decreto	correRvo	speciﬁca	anche	in	modo	sinte<co	quali	siano	le	condizioni	ovvero	i	contenu<	minimali	che	devono	cara6erizzare	le	relazioni	di	accompagnamento	agli	strumen<	di	composizione	della	crisi	d’impresa,	né	del	pari	sono	no<	i	principi	che	devono	guidare	il	professionista	nella	predisposizione	delle	sudde6e	a6estazioni”.	PROTOCOLLO	(introduzione):	“I	due	protocolli	elabora<	dal	gruppo	di	lavoro	[…]	cos<tuiscono	possibili	principi	di	comportamento,	per	se	ancora	non	codiﬁcabili	all’interno	di	un	contesto	norma<vo	e	giudiziario	stabile”.	do,.	Giovanni	Rubin	23	24.
I	PRINCIPI	NAZIONALI	LINEE	GUIDA	(par.	4):	“L’a6estatore	perverrà	ad	un	simile	giudizio	[di	ragionevolezza	del	piano]	dopo	aver	espletato	tu6e	le	aRvità	ritenute	nella	prassi	necessarie	per	la	veriﬁca	dei	da<	previsionali,	applicando	per	quanto	possibile	qualiﬁca<	standard	professionali”.	LINEE	GUIDA	(nota	a	pie’	di	pagina	n.	20):	“Di	par<colare	rilevanza	appaiono	le	indicazioni	contenute	nell’Interna<onal	Standard	on	Assurance	Engagements	–	ISAE	3400,	The	ExaminaQon	of	prospecQve	ﬁnancial	informaQon,	richiamato	anche	da	ASSIREVI,	Documento	di	ricerca	n.	114,	Richieste	dello	sponsor	relaQve	al	paragrafo	2.d)	dell’art.	2.3.4	del	Regolamento	dei	mercaQ	organizzaQ	e	gesQQ	da	Borsa	Italiana	s.p.a.”.	do,.	Giovanni	Rubin	24	25.
I	PRINCIPI	ITERNAZIONALI	A	livello	internazionale	l’IFAC	(InternaQonal	FederaQon	of	Accountants)	ha	cosQtuito	una	commissione	deputata	(IAASB	–	InternaQonal	AudiQng	and	Assurnance	Standards	Board)	all’elaborazione	degli	“standards”	internazionali:	-­‐  ISA	(InternaQonal	Standards	on	AudiQng):	principi	di	revisione;	-­‐  IAPS	(InternaQonal	AudiQng	PracQce	Statements):	applicazioni	degli	ISA;	-­‐  ISRE	(InternaQonal	Standards	on	Review	Engagements):	revisioni	limitate;	-­‐  ISAE	(InternaQonale	Standards	on	Assurance	Engagements):	principi	di	a,estazione;	-­‐  ISRS	(InternaQonal	Standards	on	Related	Services):	principi	per	incarichi	speciali	(per	lo	più	di	consulenza);	-­‐  ISQC	InternaQonal	Standards	on	Quality	Control):	principi	per	i	controlli	di	qualità.	do,.	Giovanni	Rubin	25	26.
I	PRINCIPI	INTERNAZIONALI	A	livello	internazionale	l’IFAC	(InternaQonal	FederaQon	of	Accountants)	ha	cosQtuito	una	commissione	deputata	(IAASB	–	InternaQonal	AudiQng	and	Assurnance	Standards	Board)	all’elaborazione	degli	“standards”	internazionali:	-­‐  ISA	(InternaQonal	Standards	on	AudiQng):	principi	di	revisione;	-­‐  IAPS	(InternaQonal	AudiQng	PracQce	Statements):	applicazioni	degli	ISA;	-­‐  ISRE	(InternaQonal	Standards	on	Review	Engagements):	revisioni	limitate;	-­‐  ISAE	(InternaQonale	Standards	on	Assurance	Engagements):	principi	di	a,estazione);	-­‐  ISRS	(InternaQonal	Standards	on	Related	Services):	principi	per	incarichi	speciali	(per	lo	più	di	consulenza);	-­‐  ISQC	InternaQonal	Standards	on	Quality	Control):	principi	per	i	controlli	di	qualità.	do,.	Giovanni	Rubin	26	27.
I	PRINCIPI	INTERNAZIONALI	In	Italia	sono	staQ	recepiQ	a,raverso	il	D.Lgs.	39/2010	solamente	i	principi	di	revisione	internazionali	(ISA)	nella	loro	versione	“clariﬁed”,	tu,avia	la	prassi	ed	autorevole	do,rina	ne	raccomandano	l’applicazione	sul	presupposto	che,	in	assenza	di	speciﬁche	previsioni	nazionali,	sia	necessario	applicare	le	norme	di	comportamento	internazionali.	Si	segnala,	peraltro,	che	tale	principio	si	applica	anche	ad	altre	faRspecie:	-­‐  Leveraged	buy	out;	-­‐  Due	diligence	dello	sponsor	nella	quotazione	in	borsa.	do,.	Giovanni	Rubin	27	28.
L’OGGETTO	DELLE	ATTESTAZIONI	Piano	aEestato	Concordato	Accordo	di	preven1vo	ristruEurazione	ragionevolezza	veridicità	e	a,uabilità	e	faRbilità	idoneità	CNDCEC:	i	termini	uQlizzaQ	dal	legislatore	da	un	punto	di	vista	stre,amente	tecnico	ed	aziendalisQco	sono	equivalenQ,	per	tanto,	è	possibile	e	opportuno	individuare	delle	norme	di	comportamento	comuni	ai	tre	isQtuQ	della	legge	fallimentare.	do,.	Giovanni	Rubin	28	29.
L’OGGETTO	DELLE	ATTESTAZIONI	OSSERVAZIONI	(par.	2):	Il	signiﬁcato	del	conce6o	di	ragionevolezza	–	richiamando	la	razionalità	delle	scelte	che	sono	insite	nel	piano	e	la	sua	verosimile	realizzabilità	da	un	punto	di	vista	probabilis<co	–	è	alquanto	analogo	a	quello	di	faRbilità,	di	cui	all’a6estazione	del	professionista	in	tema	di	concordato	preven<vo	ex	art.	161	l.	fall.:	in	entrambe	le	circostanze	si	tra6a	comunque	sempre	di	progeR	che,	in	base	a	determinate	condizioni,	è	possibile	fare	o	è	agevole	fare.	OSSERVAZIONI	(par.	3):	Vi	è	da	chiedersi	se	il	conce6o	di	“aAuabilità”	di	cui	all’art.	182-­‐bis	l.	fall.	sia	equivalente	a	quello	di	“faRbilità”	previsto	dalla	disciplina	in	tema	di	concordato	preven<vo.	Pur	essendo	termini	diversi	in	realtà	pare	ragionevole	concludere	che	il	loro	signiﬁcato	sia	alquanto	analogo:	si	tra6a	pur	sempre	di	progeR	che	in	base	a	determinate	condizioni	è	possibile	fare	o	agevole	fare.	do,.	Giovanni	Rubin	29	30.
OGGETTO	DELLE	ATTESTAZIONI	OSSERVAZIONI	(par.	4):	Nel	linguaggio	comune	in	conce6o	espresso	dal	termine	a6estare	ricomprende	quello	di	rendere	tes<monianza,	aﬀermare,	cer<ﬁcare,	ed	in	tal	senso	deve	nondimeno	intendersi	l’u<lizzo	che	ne	fa	il	legislatore.	[…]	-­‐  A,estare	la	veridicità:	formulazione	di	una	dichiarazione	che	si	traduca	di	fa6o	in	un’assunzione	di	responsabilità	in	ordine	ad	una	certa	aRvità	di	controllo	svolta	sugli	stessi	da<	aziendali;	-­‐  A,estare	la	faRbilità:	veriﬁcare	e,	quindi,	cer<ﬁcare	che	il	pronos<co	possa	essere	realizzato	in	un’oRca	di	verosimile	faRbilità	e	quindi	in	un’oRca	di	verosimile	riuscita.	do,.	Giovanni	Rubin	30	31.
ATTESTAZIONE	DI	VERIDICITA’:	CRITICITA’	L’aEestazione	di	veridicità	=	aEestazione	di	un’aXvità	di	controllo	Le	criQcità:	-­‐  applicabilità	ai	piani	di	risanamento	e	agli	accordi	di	ristru,urazione;	-­‐  estensione	dei	controlli;	-­‐  individuazione	dei	controlli;	-­‐  il	fa,ore	tempo	e	la	possibilità	di	avvalersi	del	lavoro	di	terze	parQ;	do,.	Giovanni	Rubin	31	32.
ATTESTAZIONE	DI	VERIDICITA’	AGLI	ARTT.	67	e	182-­‐BIS	L.F.	ISAE	3400	(par.	14):	The	auditor	should	consider	the	extent	to	which	reliance	on	the	en<ty’s	historical	ﬁnancial	informa<on	is	jus<ﬁed.	[…]	The	auditor	will	need	to	establish,	for	example,	whether	relevant	historical	informa<on	was	audited	or	reviewd	and	whether	accepted	accoun<ng	principles	were	used	in	its	prepara<on.	PROTOCOLLO	(par.	B.12):	[Con	riferimento	ai	piani	a,estaQ]	appare	posi<vo	che	nella	relazione	l’esperto	assuma	una	speciﬁca	posizione	sui	riscontri	contabili	eﬀe6ua<,	intesi	quale	premessa	logica	ed	organizza<va	di	una	veriﬁca	realis<ca	sulla	idoneità	delle	operazioni	de6ate	nel	piano	ad	assicurare	i	risulta<	del	risanamento	e	del	riequilibrio	ﬁnanziario.	do,.	Giovanni	Rubin	32	33.
ATTESTAZIONE	DI	VERIDICITA’	AGLI	ARTT.	67	e	182-­‐BIS	L.F	LINEE	GUIDA	(Raccomandazione	n.	11):	Il	professionista	dovrebbe	dichiarare	le	aRvità	svolte:	(a)	per	veriﬁcare	“l’a6endibilità”	delle	fon<	informa<ve	u<lizzate	nel	piano	per	costruire	le	ipotesi	di	partenza	e	le	previsioni	economico-­‐ﬁnanziarie.	OSSERVAZIONI	(par.	2):	Tale	veriﬁca	[di	veridicità	dei	daQ	aziendali]	cos<tuisce	senza	ombra	di	dubbio	un	passaggio	imprescindibile,	e	per	di	più	prodromico	e	strumentale,	ai	ﬁni	di	una	corre6a	valutazione	in	ordine	alla	ragionevolezza	di	tale	documento,	dovendo	il	professionista	rispe6are	quelle	norme	deontologiche	e	quei	canoni	di	comportamento	richies<	per	un	riscontro	sostanziale	dei	da<	contabili	di	partenza	in	tema	di	concordato	preven<vo	do,.	Giovanni	Rubin	33	34.
ATTESTAZIONE	DI	VERIDICITA’	AGLI	ARTT.	67	e	182-­‐BIS	L.F	TRIBUNALE	DI	MILANO,	25	marzo	2010:	Il	controllo	sulla	veridicità	dei	da<	contabili	a	consun<vo	è	il	presupposto	logico	e	fa6uale	indefeRbile	della	successiva	valutazione	di	a6uabilità/faRbilità,	con	la	conseguente	necessaria	responsabilità	dell’a6estatore.	TRIBUNALE	DI	MILANO,	11	febbraio	2010:	L’a6estazione	di	veridicità	cos<tuisce	un	presupposto	logico	indefeRbile	dell’a6estazione	dell’esperto	ex	art.	182-­‐bis	L.F.,	e	dunque	precisa	ed	ineludibile	aRvità	ricadente	so6o	la	sua	responsabilità.	do,.	Giovanni	Rubin	34	35.
ATTESTAZIONE	DI	VERIDICITA’:	ESTENSIONE	DEI	CONTROLLI	OSSERVAZIONI	(par.	4.1)	e	PROTOCOLLO	(par.	B.6):	Non	tuR	i	da<	raccol<	dall’imprenditore	debbano	essere	ogge6o	del	necessario	visto	di	auten<cità	da	parte	del	professionista,	dovendo	l’indagine	essere	limitata	esclusivamente	a	quelli	su	cui	il	piano	si	fonda.	-­‐  mancanza	di	meritevolezza;	-­‐  non	vige	l’obbligo	di	deposito	delle	scri,ure	contabili	degli	esercizi	precedenQ;	I	soli	daQ	da	a,estare	sono	quelli	“aziendali”,	cioè	quelli	relaQvi	alle	risorse	organizzate	dall’imprenditore	per	l’esercizio	dell’impresa,	non	i	beni	personali	salvo	quelli	di	cui	all’art.	161,	comma	1,	le,.	d,	L.F.	do,.	Giovanni	Rubin	35	36.
ATTESTAZIONE	DI	VERIDICITA’:	INDIVIDUAZIONE	DEI	CONTROLLI	TRIBUNALE	DI	MILANO,	18	marzo	2010:	Il	professionista	che,	ai	sensi	dell’art.	161,	comma	3,	legge	fallimentare,	a6esta	il	piano	concordatario,	deve	svolgere	tu6e	le	veriﬁche	che,	secondo	le	regole	tecniche	della	revisione	contabile	e	delle	discipline	che	rilevano	in	ordine	alla	concreta	ar<colazione	della	proposta	concordataria.	PROTOCOLLO	(par.	B.4):	Quali	sono	i	principi	per	l’esperimento	della	fase	di	accertamento	e	veriﬁca?	Sono	quelli	che	cara6erizzano	i	principi	di	controllo	contabile	ex	art.	2409-­‐ter	c.c.	ovvero	quelli	che	contraddis<nguono	la	valutazione	aziendale?	[…]	Nessuno	dei	suindica<	strumen<	appare	di	per	sé	idoneo	in	termini	assolu<	ai	necessari	accertamen<	e	veriﬁche.	do,.	Giovanni	Rubin	36	37.
ATTESTAZIONE	DI	VERIDICITA’:	INDIVIDUAZIONE	DEI	CONTROLLI	“A,estare	la	veridicità”	non	signiﬁca	“cerQﬁcare	il	bilancio”,	per	tanto	i	principi	di	revisione	sono	solo	un	riferimento	di	prassi,	ma	la	loto	totale	applicazione	non	è	necessaria	Il	PROTOCOLLO	(par.	B.5)	individua	puntualmente	i	controlli	da	eﬀe,uare.	Veriﬁcata	l’a,endibilità	dei	daQ	riportaQ	negli	allegaQ	al	piano,	è	necessario	poi	veriﬁcare	l’a,endibilità	dei	daQ	riportaQ	nel	piano:	si	riQene	che	si	traR	di	un	controllo	di	“corrispondenza”	e	coerenza	dei	daQ	riportaQ	nel	piano	ai	daQ	riportaQ	negli	allegaQ.	do,.	Giovanni	Rubin	37	38.
I	CONTROLLI	SULLA	SITUAZIONE	PATRIMONIALE	(leA.	a)	-­‐  riscontro	ﬁsico	e	contabile	delle	immobilizzazioni	tecniche	(inventario	e	w,);	-­‐  veriﬁca	dell’esistenza	ﬁsica	delle	giacenze	di	magazzino	(inventario);	-­‐  veriﬁca	della	eﬀeRva	sussistenza	e	consistenza	della	cassa	(in	senso	materiale),	tramite	la	sua	ricostruzione	a	ritroso,	tenendo	conto	dei	movimenQ	in	entrata	ed	in	uscita	nel	fra,empo	intervenuQ	(roll	back);	-­‐  analisi	delle	schede	di	mastro	relaQve	ai	fornitori,	ai	clienQ	ed	agli	isQtuQ	di	credito,	anche	a,raverso	una	conferma	esterna	di	controparte	del	saldo	dovuto,	dei	suoi	accessori	e	dell’esistenza	di	contestazioni	(circolarizzazione);	-­‐  controllo	delle	fa,ure	emesse	e	di	quelle	ricevute	anche	sulla	base	di	una	veriﬁca	incrociata	con	gli	interessaQ	volta	a	confermare	l’eﬀeRva	sussistenza	e	consistenza	della	posizione	creditoria/debitoria	nei	confronQ	del	cliente/ fornitore	(circolarizzazione	e	roll	forward);	do,.	Giovanni	Rubin	38	39.
I	CONTROLLI	SULLA	SITUAZIONE	PATRIMONIALE	(leA.	a)	-­‐  l’accertamento	dell’esistenza	e	della	consistenza	dei	saldi	contabili	relaQvi	ai	rapporQ	intra,enuQ	con	i	vari	isQtuQ	di	credito,	anche	mediante	il	controllo	degli	estraR	conto	corrente	di	corrispondenza	o	di	altri	aggiornaQ	documenQ	riepilogaQvi	forniQ	dalle	banche	a	seguito	di	esplicita	richiesta	(circolarizzazione	con	richiesta	modello	ABI);	-­‐  veriﬁca	presso	l’anagrafe	tributaria	e	gli	isQtuQ	previdenziali	di	eventuali	carichi	tributari	per	omessi	versamenQ	(casse,o	ﬁscale,	estra,o	di	ruolo,	cerQﬁcazione	ex	art.	14,	comma	3,	D.Lgs.	472/1997);	-­‐  Veriﬁca	della	corre,a	rappresentazione	contabile	dei	principali	contraR	in	essere	e	delle	garanzie	ricevute	da	terzi	e	rilasciate	a	favore	di	terzi	(circolarizzazione	legali	e	banche);	-­‐  veriﬁca	della	corre,a	determinazione	delle	imposte	di	competenza	(ricalcolo);	-­‐  veriﬁca	dei	contenziosi	(circolarizzazione	legali	e	difensori	tributari).	do,.	Giovanni	Rubin	39	40.
I	CONTROLLI	SULLE	ATTIVITA’	E	SUI	CREDITORI	(leA.	b)	-­‐  individuazione	delle	immobilizzazioni	materiali	ed	immateriali	di	proprietà	del	debitore	(inventario	e	contraR)	-­‐  Accertamento	di	ogni	singola	posizione	debitoria,	veriﬁcando	il	reale	ammontare	di	ciascun	debito	e	della	sussistenza	dell’eventuale	legiRma	causa	di	prelazione	che	assiste	quest’ulQmo,	assumendo	posizione	sulla	qualiﬁcazione	espressa.	do,.	Giovanni	Rubin	40	41.
I	CONTROLLI	SULLE	ATTIVITA’	E	SUI	CREDITORI	(leA.	b)	-­‐  individuazione	delle	immobilizzazioni	materiali	ed	immateriali	di	proprietà	del	debitore	(inventario	e	contraR)	-­‐  Accertamento	di	ogni	singola	posizione	debitoria,	veriﬁcando	il	reale	ammontare	di	ciascun	debito	e	della	sussistenza	dell’eventuale	legiRma	causa	di	prelazione	che	assiste	quest’ulQmo,	assumendo	posizione	sulla	qualiﬁcazione	espressa.	do,.	Giovanni	Rubin	41	42.
I	CONTROLLI	SUI	TITOLARI	DI	DIRTTI	(leA.	c)	Partendo	dall’elenco	dei	Qtolari	dei	diriR	reali	o	personali	su	beni	di	proprietà	o	in	possesso	del	debitore,	il	professionista	dovrà	procedere	alla	veriﬁca	della	reale	sussistenza	di	tali	diriR	e	della	loro	corre,a	contabilizzazione	e	rappresentazione	nella	situazione	patrimoniale.	do,.	Giovanni	Rubin	42	43.
I	CONTROLLI	SUI	BENI	E	CREDITORI	DEI	SOCI	(leA.	d)	Sulla	base	della	dichiarazione	contenente	il	valore	dei	beni	e	l’indicazione	dei	creditori	parQcolari	degli	eventuali	soci	illimitatamente	responsabili,	il	professionista	dovrà	procedere	alla	veriﬁca	dell’eﬀeRva	appartenenza	al	socio	dei	suddeR	beni,	nonché	della	sussistenza	e	reale	consistenza	del	credito	vantato	dal	creditore	parQcolare	del	socio	medesimo.	do,.	Giovanni	Rubin	43	44.
ATTESTAZIONE	DI	VERIDICITA’:	IL	FATTORE	TEMPO	OSSERVAZIONI,	PROTOCOLLO	e	LINEE	GUIDA	osservano	che	una	dei	maggiori	ostacoli	ad	un	corre,o	adempimento	del	professionista	è	il	fa,ore	temporale.	Considerando	che	i	principi	di	revisioni	rimangono	un	riferimento	esplicito	per	le	veriﬁche	del	professionista	a,estatore,	si	riQene	possibile	uQlizzare	il	lavoro	svolto	da	terzi	revisori	in	conformità	a	quanto	stabilito	dal	PR	600	e	dal	PR	610.	do,.	Giovanni	Rubin	44	45.
ATTESTAZIONE	DI	VERIDICITA’:	INTERNAL	AUDITING	(PR	610)	L’internal	audi<ng	è	l’aRvità	di	veriﬁca	e	valutazione	all’interno	di	una	società,	al	servizio	della	società	stessa.	È	una	componente	separata	del	sistema	di	controllo	interno	e	consiste,	tra	l’altro,	nell’esame,	nella	valutazione	e	nel	monitoraggio	dell’adeguatezza	e	dell’eﬃcacia	dei	sistemi	contabile	e	di	controllo	interno.	Si	tra,a	pur	sempre	di	un	organo	societario,	inﬂuenzato	dalla	direzione	aziendale,	per	tanto	i	daQ	non	possono	essere	ritenuQ	a,endibili	perché	non	indipendenQ	(PR	500:	l’a,endibilità	di	un’evidenza	è	parametrata	alla	fonte	di	provenienza).	Tali	documenQ	possono	essere	consideraQ	dall’a,estatore	solo	per	ridurre	l’ampiezza	dei	controlli	sopra	descriR,	ma	non	può	esimersi	da	una	veriﬁca	sull’a,endibilità	dei	risultaQ	dell’internal	audiQng.	do,.	Giovanni	Rubin	45	46.
ATTESTAZIONE	DI	VERIDICITA’:	ALTRI	REVISORI	(PR	600)	Il	PR	600	stabilisce	che	è	possibile	per	un	“revisore	principale”	uQlizzare	il	lavoro	di	“altri	revisori”	(ivi	compreso	il	collegio	sindacale)	e	disQngue	l’ipotesi	in	cui	egli	si	assuma	la	responsabilità	del	lavoro	degli	altri	revisori	oppure	non	la	assuma.	Nel	caso	in	esame	è	la	legge	fallimentare	a	stabilire	che	l’aEestatore	deve	assumersi	la	responsabilità	del	lavoro	svolto.	La	procedura	da	porre	in	essere	è	la	seguente:	a)  valutare	la	competenza	professionale	degli	altri	revisori	(referenze	o	contaR	direR)	e	richiedere	una	dichiarazione	scri,a	sull’uQlizzo	dei	principi	di	revisione	di	cui	al	PR	220;	b)  informare	gli	altri	revisori	dei	requisiQ	di	indipendenza	ed	o,enere	una	dichiarazione	circa	il	possesso	di	tali	requisiQ;	do,.	Giovanni	Rubin	46	47.
ATTESTAZIONE	DI	VERIDICITA’:	ALTRI	REVISORI	(PR	600)	c)  indirizzare	il	lavoro	degli	altri	revisori,	informandoli	sul	Qpo	di	relazione	da	eme,ere	e	sulle	procedure	da	applicare,	o,enendo	una	dichiarazione	scri,a	dalla	quale	risulQ	che	tali	indicazioni	saranno	seguite	(rischio	di	autoriesame);	d)  informare	gli	altri	revisori	sull’uQlizzo	che	verrà	fa,o	del	loro	lavoro/relazioni;	e)  coordinare	il	lavoro	degli	altri	revisori,	indicando	aree	di	criQcità	e	monitorando	le	scadenze	(rischio	autoriesame);	f)  esaminare	il	lavoro	svolto	dagli	altri	revisori	e	valutarne	l’adeguatezza;	g)  richiedere	di	esaminare	le	carte	di	lavoro	degli	altri	revisori	(impossibilità	di	opporre	riﬁuto);	h)  discutere	gli	esiQ	con	gli	altri	revisori	e	la	direzione	(sopra,u,o	in	caso	di	giudizio	di	inadeguatezza).	do,.	Giovanni	Rubin	47	48.
I	CONTROLLI	PRODROMICI	A	QUELLO	DI	FATTIBILITA’	Le	veriﬁca	di	veridicità	dei	daQ	aziendali	è	prodromica	alla	veriﬁca	di	faRbilità/a,uabilità/ragionevolezza	sul	presupposto	che	da	daQ	non	veriQeri	non	possono	derivare	daQ	prospeRci	acce,abili.	Tu,avia,	quello	di	veridicità	non	è	l’unico	controllo	prodromico:	-­‐  controlli	in	fase	di	acce,azione	dell’incarico;	-­‐  conoscenza	del	mercato	di	riferimento;	-­‐  conoscenza	del	sistema	di	controllo	interno;	-­‐  a,estazione	del	management.	do,.	Giovanni	Rubin	48	49.
I	CONTROLLI	IN	FASE	DI	ACCETTAZIONE	DELL’INCARICO	ISAE	3400	(par.	10	ss.)	Prima	di	acce,are	un	incarico	di	revisione	di	daQ	prospeRci,	il	revisore	dovrà	considerare:	-­‐  l’uso	dell’informazione	ﬁnanziaria;	-­‐  se	tale	informazione	ﬁnanziaria	avrà	un	uQlizzo	generalizzato;	-­‐  la	natura	delle	ipotesi	(se	basate	su	previsioni	o	previsioni	ipoteQche);	-­‐  il	perimetro	della	veriﬁca;	-­‐  l’arco	temporale	di	riferimento	del	piano.	Il	revisore	ed	il	cliente	dovranno	accordarsi	sui	termini	dell’incarico,	Verrà	inviata	una	le,era	d’incarico	(fac	simile	allegato	al	Documento	114	ASSIREVI)	che	riporterà	gli	elemenQ	su	descriR	e	in	cui	il	cliente	si	dichiarerà	responsabile	delle	ipotesi	ed	assicurerà	che	tu6a	la	documentazione	u<lizzata	per	stabilire	le	ipotesi	sarà	messa	a	disposizione.	do,.	Giovanni	Rubin	49	50.
CONOSCENZA	DEL	BUSINESS	ISAE	3400	(par.	13)	e	LINEE	GUIDA:	Il	revisore	dovrà	o,enere	una	conoscenza	del	business	di	riferimento	tale	da	poter	valutare	se	tu,e	le	ipotesi	signiﬁcaQve	richieste	in	relazione	alla	redazione	del	piano	sono	state	considerate.	Domanda	e	quote	di	mercato,	compeQtors,	canali	distribuQvi,	reddiQvità	storica,	analisi	dei	ﬂussi	di	cassa	e	del	capitale	circolante	ne,o,	ad	esempio.	Per	l’uQlizzo	daQ	di	mercato:	www.starnet.unioncamere.it	www.beonbusiness.it	www.infocamere.it/elenco_distributori.htm	www.centraledeibilanci.it	do,.	Giovanni	Rubin	50	51.
CONOSCENZA	DEL	SISTEMA	DI	CONTROLLO	INTERNO	ISAE	3400	(par.	13):	Il	revisore	dovrà	conoscere	i	processi	interni	per	la	redazione	delle	informazioni	prospeRche,	considerando:	-­‐  le	procedure	di	controllo	interno	uQlizzate	per	la	redazione	dell’informazione	prospeRca	(PR	315);	-­‐  la	natura	della	documentazione	predisposta	a	supporto	delle	ipotesi;	-­‐  le	tecniche	matemaQche,	staQsQche	ed	informaQche	uQlizzate;	-­‐  i	metodi	uQlizzaQ	per	lo	sviluppo	delle	ipotesi	di	base;	-­‐  l’adeguatezza	dell’informazione	prospeRca	predisposta	in	precedenQ	periodi	d’imposta	e	le	ragioni	di	scostamenQ	signiﬁcaQvi.	do,.	Giovanni	Rubin	51	52.
ATTESTAZIONE	DEL	MANAGEMENT	ISAE	3400	(par.	25):	Il	revisore	dovrà	o,enere	dal	management	una	le,era	di	a,estazione	che	riporQ:	-­‐  l’indicazione	della	ﬁnalità	dei	daQ	previsionali;	-­‐  l’a,estazione	circa	la	completezza	delle	ipotesi	rilevanQ;	-­‐  l’a,estazione	che	la	redazione	dei	daQ	previsionali	è	responsabilità	del	management	(modello	allegato	al	Documetno	114	ASSIREVI).	do,.	Giovanni	Rubin	52	53.
IL	PRONOSTICO	DI	FATTIBILITA’	ISAE	3400	imposta	l’analisi	di	faRbilità	su	un’analisi	di	coerenza	tra:	-­‐  prove;	-­‐  ipotesi;	-­‐  informazione	ﬁnanziaria.	I	daQ	previsionali	si	possono	disQnguere	in:	-­‐  forecast	(previsioni);	-­‐  projecIon	(previsioni	ipote1che)	do,.	Giovanni	Rubin	53	54.
IL	PRONOSTICO	DI	FATTIBILITA’	Forecast	sono	daQ	previsionali	basaQ	su	best-­‐es<mate	assump<ons	(basi	ragionevolmente	oggeRve),	la	cui	realizzabilità	presenta	un	rido,o	tasso	di	incertezza	e	di	norma	derivano	da	daQ	a	consunQvo	e	oggeRvi.	ProjecQon	sono	daQ	previsionali	elaboraQ	sulla	base	di	hypothe<cal	assump<ons	(assunzioni	ipoteQche),	la	cui	realizzabilità	è	del	tu,o	incerta	e	cara,erizzata	da	un	elevato	tasso	di	aleatorietà.	do,.	Giovanni	Rubin	54	55.
IL	PRONOSTICO	DI	FATTIBILITA’	Secondo	l’ISAE	3400	l’a,estatore	deve:	-­‐  valutare	e	veriﬁcare	la	natura	di	tu,e	le	assunzioni	(best	es<mates	assump<ons	o	hypothe<cal	assump<ons);	-­‐  pianiﬁcare	il	lavoro	sulla	base	di	un	calcolo	di	signiﬁcaQvità,	sulla	conoscenza	del	cliente,	sulle	competenze	del	management,	e	sul	grado	di	inﬂuenza	del	management	sulle	assunzioni	(slides	58	e	59);	-­‐  raccogliere	elemenQ	probaQvi	alla	base	di	assunzioni	ipoteQche;	-­‐  valutare	la	coerenza	delle	assunzioni	ipoteQche	e	veriﬁcare	che	non	siano	palesemente	irrealisQche;	-­‐  veriﬁcare	la	coerenza	delle	previsioni	con	il	quadro	macroeconomico	e	le	informazioni	di	se,ore;	-­‐  svolgere	analisi	di	sensiQvità	ed	esporne	i	principali	eﬀeR	su	indici	e	margini;	do,.	Giovanni	Rubin	55	56.
IL	PRONOSTICO	DI	FATTIBILITA’	-­‐  veriﬁcare	la	coerenza	dei	daQ	previsionali	con	le	ipotesi;	-­‐  veriﬁcare	la	congrua	determinazione	delle	variabili	comuni	(ad	es.,	tassi	di	interesse);	-­‐  veriﬁcare	l’appropriata	presentazione	dei	daQ	previsionali	nei	prospeR	patrimoniali,	ﬁnanziari	ed	economici,	nonché	l’adeguatezza	delle	note	di	corredo;	-­‐  veriﬁcare	che	le	note	di	corredo	descrivano	le	ipotesi	poste	alla	base	del	piano,	con	chiara	indicazione	della	natura	delle	medesime,	ossia	se	si	tra,a	di	best-­‐es<mate	assump<ons	o	hypothe<cal	assump<ons;	-­‐  veriﬁcare	che	siano	descriR	i	criteri	di	calcolo	del	dato	puntuale,	se	alcuni	daQ	sono	elaboraQ	all’interno	di	un	range;	-­‐  Veriﬁcare	che	il	piano	presenQ	espressamente	l’a,estazione	da	parte	del	management	circa	l’adeguatezza	delle	informazioni	rese	e	delle	ipotesi	ado,ate	alla	data	di	redazione	del	piano.	do,.	Giovanni	Rubin	56	57.
IL	PRONOSTICO	DI	FATTIBILITA’	Oltre	ai	controlli	di	“coerenza”	previsQ	dall’ISAE	3400,	il	PROTOCOLLO	(par.	B.7)	espone	quali	sono	in	concreto	le	analisi	e	veriﬁche	da	svolgere:	-­‐  veriﬁca	sulla	corre,ezza	del	valore	da	a,ribuire	alle	immobilizzazioni	materiali	ed	immateriali,	anche	mediante	ricorso	a	perizie	esQmaQve	giurate,	tenendo	presente	il	grado	di	eﬀeRva	liquidabilità,	i	tempi	di	realizzo	e	la	capacità	di	assorbimento	del	mercato;	-­‐  veriﬁca	sulla	genuinità,	veridicità	e	della	serietà	di	un’eventuale	proposta	irrevocabile	di	acquisto,	veriﬁcando	anche	i	poteri	di	colui	che	l’ha	so,oscri,a;	-­‐  veriﬁca	sulla	valutazione	del	presumibile	valore	di	realizzo	delle	rimanenze,	tenendo	presente	che	il	debitore	si	trova	in	procedura	concorsuale	e	dunque	delle	peculiarità	del	mercato	coaRvo;	-­‐  veriﬁca	della	validità	dei	contraR	in	essere;	do,.	Giovanni	Rubin	57	58.
IL	PRONOSTICO	DI	FATTIBILITA’	-­‐  controllo	in	merito	alla	corre,ezza	delle	valutazioni	ed	eventuali	svalutazioni	apportate	alla	voci	contabili	“crediQ	verso	clienQ”	(anzianità	del	credito,	tentaQvi	di	recupero,	contestazioni);	-­‐  controllo	della	corre,a	indicazione	dei	debiQ	verso	fornitori,	tenuto	conto	delle	spese	legali	e	di	ogni	altro	accessorio	(valutazione	al	fair	value);	-­‐  veriﬁca	della	fondatezza	dei	presumibili	ricavi	e	cosQ	futuri	inclusi	nel	business	plan;	-­‐  controllo	del	conteggio	degli	interessi	passivi	futuri	che	maturano	in	pendenza	di	procedura;	-­‐  veriﬁca	di	eventuali	rischi	derivanQ	da	controversie	pendenQ.	do,.	Giovanni	Rubin	58	59.
IL	PRONOSTICO	DI	FATTIBILITA’	Secondo	PROTOCOLLO	(par.	B.10)	e	OSSERVAZIONI	(par.	4.2)	la	moQvazione	al	giudizio	di	faRbilità	deve	delinearsi	come	segue:	-­‐  evidenziazione	dei	proﬁli	di	disconQnuità	rispe,o	alla	gesQone	che	ha	causato	la	crisi;	-­‐  esaminando	le	cause	della	crisi	aziendale;	-­‐  esaminando	le	strategie	di	risanamento	o	di	liquidazione;	-­‐  valutando	se	le	stesse	sono	tali	da	consenQre	il	superamento	della	crisi.	E’	necessario	mo<vare	in	modo	chiaro	ed	approfondito	le	ragioni	che	hanno	indo6o	ad	esprimere	un	giudizio	posi<vo	in	relazione	alla	probabile	[e	non	solo	possibile]	riuscita	del	piano,	non	potendo	del	pari	ricorrere	a	formule	esclusivamente	di	s<le.	Deve	sempre	essere	ricostruibile	l’iter	logico	delle	argomentazioni	che	hanno	sorreAo	l’aAestazione	di	faKbilità	del	piano.	do,.	Giovanni	Rubin	59	60.
ORIZZONTE	TEMPORALE	DEL	PIANO	ISAE	3400	(par.	16):	The	auditor	should	consider	the	period	of	<me	covered	by	the	prospec<ve	ﬁnancial	informa<on.	Since	assump<ons	become	more	specula<ve	as	the	length	of	the	period	covered	increases,	as	that	period	lengthens,	the	ability	of	management	to	make	best-­‐es<mate	assump<ons	decreases.	In	economia	aziendale:	PIANO	è	lungo	periodo	PROGRAMMA	è	breve	periodo	L’art.	160	uQlizzando	il	termine	“piano”	consente	implicitamente	al	reda,ore	di	prevedere	una	durata	superiore	ai	12	mesi.	do,.	Giovanni	Rubin	60	61.
ORIZZONTE	TEMPORALE	DEL	PIANO	Tribunale	di	Verbania,	22	luglio	2010:	L’orizzonte	temporale	del	piano	(ben	8	anni)	risulta	eccessivamente	lungo	e	non	compa<bile	con	le	capacità	di	previsione	delle	tendenze	future	che,	per	unanime	do6rina	aziendalis<ca	(ma	anche	in	giurisprudenza	–	vedi	decreto	ex	art.	182-­‐bis	lf	Risanamento	spa	del	Tribunale	di	Milano),	non	deve	superare	i	3-­‐5	anni.	Nel	caso	di	maggiore	durata,	de6a	scelta	deve	essere	adeguatamente	mo<vata	e	deve,	poi,	porsi	par<colare	a6enzione	nel	gius<ﬁcare	le	ipotesi	e	le	s<me	previsionali	u<lizzate	(ad	esempio	avere	contraR	“blinda<”).	L’aEestatore	deve,	quindi,	diﬃdare	dai	piani	che	superano	il	triennio,	salvo	mo1vazioni	par1colari	comprovate	da	evidenze	probatorie	solide.	do,.	Giovanni	Rubin	61	62.
LA	RELAZIONE	DI	ATTESTAZIONE	Il	PROTOCOLLO	(par.	B.3)	prevede	una	relazione	triparQta:	1	Parte	introduRva	Riportare	le	qualiﬁche	soggeRve	dell’a,estatore	e	la	dichiarazione	di	sussistenza	dei	requisiQ	di	cui	all’art.	28	L.F.	Illustrazione	dei	criteri	u<lizza<	per	pervenire	al	giudizio	posi<vo	e	le	ragioni	della	ﬁducia	apposta	al	piano.	2	Parte	centrale	Illustrazione	del	piano	e	della	documentazione	di	cui	all’art.	161	L.F.,	nella	quale	sono	contenuQ	analiQcamente	gli	accertamenQ	svolQ	in	merito	alla	veridicità	3	Parte	conclusiva	Riproduzione	del	giudizio	di	veridicità	dei	daQ	aziendali	ed	il	pronosQco	di	faRbilità	(moQvato)	do,.	Giovanni	Rubin	62	63.
LA	RELAZIONE	DI	ATTESTAZIONE	L’ISAE	3400	(par.	27)	prevede	un	suo	indice	Qpo:	a)  Qtolo;	b)  indirizzo;	c)  idenQﬁcazione	dell’informazione	prospeRca;	d)  riferimento	all’ISAE	3400	ed	agli	altri	principi	applicabili;	e)  dichiarazione	che	il	management	è	responsabile	dell’informazione	prospeRca,	nonché	delle	ipotesi	sulle	quali	è	basata;	f)  riferimento	allo	scopo	della	relazione	e	alla	sua	divulgazione	(solo	se	limitata);	g)  una	nega<ve	assurance	in	merito	alla	ragionevolezza	delle	ipotesi	uQlizzate	per	la	redazione	dei	daQ	prospeRci;	h)  una	opinion	con	cui	si	a,esta	che	l’informaQva	prospeRca	è	conforme	a	quanto	disposto	dagli	standard	in	materia	di	informaQva	economico-­‐ ﬁnanziaria;	do,.	Giovanni	Rubin	63	64.
LA	RELAZIONE	DI	ATTESTAZIONE	L’ISAE	3400	(par.	27)	prevede	un	suo	indice	Qpo:	i)  un	caveat	sulla	reale	possibilità	di	raggiungimento	dei	risultaQ	indicaQ	nell’informazione	prospeRca;	j)  data	dell’a,estazione;	k)  indirizzo	dell’a,estatore;	l)  ﬁrma	dell’a,estatore.	In	merito	al	punto	j),	le	LINEE	GUIDA	(raccomandazione	n.	12)	stabiliscono	che	la	dichiarazione	di	a6estazione	non	può	essere	so6oposta	a	riserve	o	indicazioni	cautela<ve	che	ne	limi<no	la	portata.	Essa	può	invece	essere	condizionata	a	un	evento	iniziale,	che	deve	veriﬁcarsi	in	tempi	prossimi	e	che,	se	si	veriﬁca,	rende	il	piano	ragionevole.	do,.	Giovanni	Rubin	64	65.
LA	RELAZIONE	DI	ATTESTAZIONE	ASSIREVI,	documento	114:	Nei	casi	in	cui	la	relazione	si	riferisce	a	da<	previsionali	che	hanno	natura	di	previsioni	ipote<che	(“projec<on”),	il	revisore	dovrà	indicare	che	i	da<	previsionali	sono	sta<	redaR	sulla	base	di	ipotesi	ed	elemen<	che	includono	assunzioni	ipote<che	e	riportare	una	descrizione	delle	assunzioni	ipote<che	nella	relazione	della	società	di	revisione.	La	forma	della	“negaQve	assurance”:	non	si	è	venu<	a	conoscenza	di	faR	tali	da	farci	ritenere	che	le	sudde6e	ipotesi	ed	i	suddeR	elemen<	non	forniscano	una	base	ragionevole	per	la	predisposizione	dei	da<	previsionali	indica	che	si	tra,a	comunque	di	un	giudizio	basato	su	conge,ure	(moderate	assurance).	do,.	Giovanni	Rubin	65	66.
LA	RESPONSABILITA’	CIVILE	DELL’ATTESTATORE	Le	obbligazioni	assunte	dal	professionista	vengono	deﬁnite	obbligazioni	di	mezzi	e	non	di	risultato,	per	tanto	l’adempimento	si	misura	in	base	alla	diligenza	prestata.	La	responsabilità	è	di	natura	contra,uale	(ex	art.	1218	c.c.)	nei	confronQ	del	debitore	che	incarica	l’a,estatore.	Si	discute,	invece,	se	nei	confronQ	dei	creditori	la	responsabilità	sia	di	natura	contra,uale	o	extra-­‐contra,uale.	Tu,avia,	sembra	trovare	applicazione	l’art.	2236	cc	in	materia	di	problemi	tecnici	di	speciale	diﬃcoltà	(risponde	solo	in	caso	di	dolo	o	colpa	grave)	do,.	Giovanni	Rubin	66	67.
LA	RESPONSABILITA’	PENALE	DELL’ATTESTATORE	Tribunale	di	Torino,	31	marzo	2010.	Il	professionista	incaricato	ex	art.	161,	terzo	comma,	l.	fall.	non	assume	la	qualità	di	pubblico	uﬃciale.	Pertanto,	nel	caso	di	falsità	nella	relazione	sulla	veridicità	dei	da<	aziendali,	non	è	responsabile	del	reato	di	cui	all’art.	479	c.p.	[reclusione	da	uno	a	sei	anni].	La	ﬁgura	dell’a,estatore,	che	svolge	comunque	un	servizio	pubblico	a	favore	dei	creditori,	è	equiparabile	a	quella	di	un	esercente	un	servizio	di	pubblica	necessità	di	cui	all’art.	359	c.p.,	le	cui	falsità	sono	punibili	ex	art.	481	c.p.	(reclusione	ﬁno	a	un	anno	o	multa	da	51	a	516	euro).	do,.	Giovanni	Rubin	67	68.
LA	RESPONSABILITA’	PENALE	DELL’ATTESTATORE	In	caso	di	transazione	ﬁscale:	L’art.	29,	comma	4,	D.L.	78/2010	ha	introdo,o	un	nuovo	reato	all’art.	11	D.Lgs.	74/2000:	se	nella	documentazione	presentata	ai	ﬁni	della	procedura	di	transazione	ﬁscale	vengono	indicaQ	elemenQ	aRvi	per	un	ammontare	inferiore	a	quello	eﬀeRvo	o	elemenQ	passivi	ﬁRzi	per	un	ammontare	complessivo	superiore	a	50.000	euro	al	ﬁne	di	o,enere	per	sé	o	per	altri	un	pagamento	parziale	dei	tribuQ	e	relaQvi	accessori,	è	prevista	la	reclusione	da	6	mesi	a	4	anni.	Qualora	l’indicazione	di	elemenQ	non	correR	superi	i	200.000	euro,	è	prevista	un’aggravante	(reclusione	da	1	anno	a	6	anni)	È	discusso	se	la	soglia	dei	50.000	euro	e	dei	200.000	euro	debbano	essere	considerate	in	relazione	alla	somma	di	aRvo	e	passivo,	oppure	se	è	suﬃciente	che	l’aRvo	omesso	sia	di	“ammontare	inferiore	a	quello	eﬀeRvo”	ed	il	solo	passivo	ﬁRzio	sia	di	“ammontare	superiore	ad	euro	50.000”.	do,.	Giovanni	Rubin	68	69.
LA	RESPONSABILITA’	PENALE	DELL’ATTESTATORE	Art.	27,	D.Lgs.	39/2010:	I	responsabili	della	revisione	legale	i	quali,	al	ﬁne	di	conseguire	per	sé	o	per	altri	un	ingiusto	proﬁ6o,	nelle	relazioni	o	in	altre	comunicazioni,	con	la	consapevolezza	della	falsità	e	l’intenzione	di	ingannare	i	des<natari	delle	comunicazioni,	a6estano	il	falso	od	occultano	informazioni	concernen<	la	situazione	economica,	patrimoniale	o	ﬁnanziaria	della	società,	ente	o	sogge6o	so6oposto	a	revisione,	in	modo	idoneo	ad	indurre	in	errore	i	des<natari	delle	comunicazioni	sulla	prede6a	situazione,	sono	puni<,	se	la	condo6a	non	ha	cagionato	loro	un	danno	patrimoniale,	con	l’arresto	ﬁno	a	un	anno.	Se	la	condo6a	di	cui	al	comma	1	ha	cagionato	un	danno	patrimoniale	ai	des<natari	delle	comunicazioni,	la	pena	è	la	reclusione	da	uno	a	qua6ro	anni.	do,.	Giovanni	Rubin	69	70.
IL	COMPENSO	DELL’ATTESTATORE	Art.	31,	le,.	d),	T.P.	Alle	relazioni	richieste	da	altre	disposizioni	di	legge	si	applicano	a	seconda	dei	casi	gli	onorari	di	cui	alle	le6ere	a),	b),	c).	Tribunale	di	Ancona,	24	giugno	2008.	Il	compenso	spe6ante	al	do6ore	commercialista	che	operi	quale	professionista	a6estatore	ex	art.	161	L.F.	è	determinato	in	base	all’art.	31,	le6.	a)	della	Tariﬀa,	potendo	essere	tale	aRvità	assimilata	ad	un	“mo<vato	parere”,	e	non	già	ad	una	valutazione	di	azienda.	do,.	Giovanni	Rubin	70	71.
VI	RINGRAZIO	DELL’ATTENZIONE	do,.	Giovanni	Rubin	viale	Trieste	n.	18/d	–	30029	San	SQno	di	Livenza	(VE)	Via	G.	Pepe	n.	12	–	30172	Venezia	Mestre	(VE)	tel.	0421310521	-­‐	0412386911	e-­‐mail	g.rubin@studiodanielerubin.it	twi,er	gio_rubin	do,.	Giovanni	Rubin	71	Recommended
20160531 digital hubs contest.pptx
Il giudizio di fattibilità del piano di risanamento
Azione di responsabilità nelle procedure concorsuali
Azione di responsabilita
Azione di responsabilità nel fallimento - Rapporti tra esecuzioni e fallimento
doc03220220150130172527
Le_false_semplificazioni_fiscali_041214_IO

References: Art.	54
	Art.	55
	Art.	56
	art.	161
	art.	161
	art.	182
	art.	67
	art.	28
	art.	2501
	art.	2501
	art.	2409
	art.	160
	Art.	10
	art.	161
	art.	182
	art.	2409
	art.	14
	art.	182
	art.	1218
	art.	161
	art.	481
	Art.	27
	Art.	31
	art.	161