Source: https://it.scribd.com/document/140162313/Una-professione-sempre-piu-frammentata-ebook-pubblicato-da-LSDI
Timestamp: 2019-10-24 01:55:28+00:00

Document:
Analisi a cura di Pino Rea di LSDI (Libertà di Stampa Diritto all'Informazione), che riprendiamo da qui: http://www.lsdi.it/2012/una-professione-sempre-piu-frammentata/. Pubblicata il 10 gennaio 2012 con i dati relativi al 2010, la ricerca fa emergere un mondo del giornalismo sempre più diviso in due fra assunti e precari, dove il lavoro autonomo cresce sempre di più ma allo stesso tempo si impoverisce sempre di più.
SalvaSalva Una professione sempre più frammentata (ebook, pub... per dopo
Bausch&Lomb 15 marzo
Giornalismo, una professione sempre pi frammentata
(un aggiornamento, con i dati del 2010, sulla situazione del giornalismo professionale in Italia)
Continuano ad aumentare gli iscritti all Ordine, cresce (ma si impoverisce ulteriormente) il lavoro autonomo, cala il lavoro subordinato e sparisce il turnover nelle redazioni mentre gli attivi continuano ad invecchiare E la fisionomia della professione che emerge dall aggiornamento, con i dati del 2010, della Ricerca sulla professione realizzata l anno scorso da Lsdi 50.000 giornalisti non hanno alcuna posizione all Inpgi Fra i 25.000 autonomi e parasubordinati la percentuale di chi denuncia redditi inferiori al 5.000 euro lordi all anno cresciuta dal 55,3 al 62% Nel campo del lavoro subordinato i rapporti che producevano i redditi pi bassi, quelli inferiori ai 30.000 euro lordi annui, sono diminuiti dal 35,4% del 2009 al 33,4% del 2010, ma i dati della Casagit sull ammontare del contributo medio (dai 3.118 euro del 2006 ai 2.978 euro annui del 2010) denunciano una costante diminuzione del reddito dei contrattualizzati Se fossimo in Francia solo 1 giornalista su 3 otterrebbe la Carte de presse, la tessera di giornalista
- Calo sensibile del lavoro subordinato (meno 3,85% dei rapporti di lavoro); - blocco del turn over (meno 31% delle posizioni dei praticanti); - forte crescita (+7,7%) ma ulteriore impoverimento del lavoro autonomo; - progressivo invecchiamento della professione; - aumento costante degli iscritti all Ordine dei giornalisti, che nel 2010 hanno superato il tetto dei 110.000 tesserati, pi della met dei quali continuano ad essere del tutto invisibili, non possedendo alcuna posizione contributiva all Inpgi. Sono alcuni dei tratti pi rilevanti della fisionomia della professione giornalistica in Italia che emerge da un aggiornamento della Ricerca effettuata da Lsdi l anno scorso Giornalismo,il lato emerso della professione (http://www.lsdi.it/ebook/giornalismo-il-lato-emerso-della-professione/) - sulla base dei nuovi dati, relativi al 2010, messi a disposizione dall Inpgi, e dal loro incrocio con quelli forniti da Fnsi, Ordine e Casagit. I dati confermano le tendenze gi rilevate l anno scorso e mostrano, in particolare, un accentuarsi della frattura fra lavoro subordinato e lavoro autonomo, all interno del quale solo il 26% degli iscritti hanno un reddito annuo lordo superiore ai 10.000 euro lordi all anno. In percentuale anzi il segmento di lavoro autonomo o parasubordinato con introiti medi rispetto alla scala dei redditi del settore si leggermente ristretta, visto che nel 2000 era pari al 28,1%. Se si sale nella scala dei redditi, nel campo del lavoro autonomo solo 1 giornalista su 10 denuncia un reddito superiore ai 25.000 euro (10,4%), mentre fra i dipendenti a tempo indeterminato quelli che hanno un reddito superiore al 30.000 euro lordi sono il 66,6%, oltre 6 giornalisti su 10. Si tratta di un divario che come dicevamo l anno scorso il passare degli anni non riesce a colmare e che rappresenta probabilmente il problema pi complesso che il sindacato dei giornalisti e lo stesso ente di previdenza, l Inpgi, si trova ad affrontare. ***** Insieme ad Andrea Camporese, Enzo Iacopino, Franco Siddi e Roberto Natale (leader di Inpgi, Ordine e Fnsi), che anche quest' anno ci hanno fornito i materiali su cui lavorare, desidero ringraziare in particolare ancora una volta, per la loro sensibilit e cortesia, Alessandra Contini, responsabile della sezione Programmazione e Controllo dell Inpgi, che ha raccolto e preparato la maggior parte dei dati usati per questo aggiornamento, e i direttori di Ordine e Fnsi, Ennio Bartolotta e Giancarlo Tartaglia, che hanno messo a disposizione gli altri dati su cui si basa questo piccolo studio. Per metterlo a punto abbiamo utilizzato quest' anno anche alcuni elementi contenuti nel bilancio per il 2010 della Casagit e siamo convinti che anche dalla Cassa, per i prossimi lavori, ci verr una analoga disponibilit. (p. r.)
1-GLI ATTIVI
1.1 - Attivi visibili il 44,5% degli iscritti all Ordine
Alla fine del 2010 i giornalisti attivi visibili effettivi (con una posizione contributiva all Inpgi attiva) erano 44.906: 19.895 nel campo del lavoro subordinato e 25.011 fra autonomi e parasubordinati (Co.co.co). Nel corso del 2010 gli attivi sono quindi cresciuti del 3,7% rispetto al 2009 (quando gli effettivi erano 43.300), con un incremento che come vedremo - dovuto all aumento di peso del lavoro autonomo rispetto a quello subordinato, toccato fra l altro l anno scorso dai primi effetti di un esodo dalle redazioni in seguito a prepensionamenti e stati di crisi.
45.000 40.000 35.000 30.000 25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 0 Subordinati Autonomi 20.087 19.895 25.011 23.213
44.906 43.300
Andamento degli attivi effettivi fra 2009 e 2010 (fonte Inpgi)
Gli attivi effettivi (escluse quindi le posizioni congelate da anni) rappresentano il 44,5% dei 100.487 iscritti all Ordine (110.001 se si contano quelli che fanno capo all elenco speciale e gli stranieri): segno che meno di un giornalista su due risulta impegnato nella professione in maniera visibile. Nel 2009 la percentuale era leggermente inferiore, pari al 44,1% (43.300 su 98.155 iscritti all Ordine).
Alla fine del 2010 i pensionati (sia da lavoro subordinato che da lavoro autonomo) erano 5.739 (il 5,7%), mentre i giornalisti di cui non c era alcuna traccia nell Inpgi erano 49.842 (il 49,6% degli degli iscritti).
Attivi e pensionati fra gli iscritti all' Ordine nel 2010 (esclusi elenco speciale e stranieri)
19.895 (19,8%) Inpgi1 25.011 (24,9%) 5.739 (5,7%) Inpgi2 Pensionati Non Inpgi
49.842 (49,6%)
(fonte Inpgi/Ordine)
Formalmente il numero di posizioni contributive presso l Inpgi1 (il segmento dell istituto di previdenza a cui fa capo il lavoro subordinato) continuava ad essere superiore a quello delle posizioni dell Inpgi2 (l (la gestione di previdenza obbligatoria per il lavoro autonomo): 26.552 posizioni contro 25.011 (all Inpgi2 risultano complessivamente 32.392 posizioni ma, di queste, 7.381 si riferivano a giornalisti che avevano gi una posizione all Inpgi1, svolgendo contemporaneamente contemporaneamente lavoro subordinato e lavoro autonomo). Nel campo del lavoro subordinato per oltre 6.500 posizioni (6.657 per la precisione, pari al 25% del totale) erano ferme (congelate) per mancanza di contributi da almeno un anno (ma in quasi la m met dei casi anche da pi di 5 anni). Gli attivi effettivi nel campo del lavoro subordinato si riducevano quindi a 19.895, con una diminuzione del 3,85% rispetto al 2009. Complessivamente gli attivi visibili effettivi ammontavano quindi nel 2010 a 44.906. 4 ***** Per quanto riguarda la composizione degli attivi per categoria ordinistica: - Nel campo del lavoro subordinato, nel 2010 i professionisti erano 16.193 (il (il 59% dei 27.544 professionisti iscritti all Ordine), mentre i pubblicisti erano 3.348 (il 4,7% dei 71.035 dell elenco dei pubblicisti pubblicisti).
Composizione degli attivi per categoria ordinistica nel 2010
19.428 pubblicisti Professionisti
Subordinati 0
16.193 10.000 15.000 20.000 25.000
(fonte Inpgi/Ordine) Fra gli autonomi i professionisti iscritti all Inpgi2 che fanno solo lavoro autonomo erano 4.781 e rappresentavano il 17,4% dei professionisti iscritti all Ordine, mentre i pubblicisti erano 19.428, pari al 27,3% dei pubblicisti iscritti all Ordine.
1.2 - Il lavoro autonomo sale al 55,7%
All interno degli attivi effettivi, fra il 2009 e il 2010 la percentuale del lavoro subordinato passato dal 46,4% al 44,3% (20.087 su 43.300 nel 2009 contro 19.895 su 44.906 l anno scorso) mentre quella del lavoro autonomo aumentata dal 53,6% al 55,7% (da 23.213 a 25.011 unit). Al netto delle doppie posizioni gli autonomi effettivi sono cresciuti del 7,7%, mentre quelli subordinati sono scesi dell 1% (da 20.087 a 19.895). Il lavoro autonomo ha comunque fatto registrare nel 2010 un rallentamento nella crescita degli iscritti (+7,4%) col ritorno ai tradizionali ritmi di incremento 8,8% nel 2006, 6,1% nel 2007, 6,4% nel 2008 rispetto al +17% del 2009.
1.3 - Redditi: cresce la frattura fra subordinati e autonomi Il 62% dei freelance dichiarano meno di 5.000 euro annui
La frattura fra i due segmenti del giornalismo professionale continua ad approfondirsi, visto che, mentre si registra un lieve peggioramento nei redditi da lavoro dipendente, si accentua vistosamente l impoverimento di quello autonomo. Sul fronte del lavoro subordinato, mentre i dati Inpgi mostravano che i rapporti che producevano i redditi pi bassi, inferiori ai 30.000 euro lordi annui, erano diminuiti dal 35,4% del 2009 al 33,4% del 2010, quelli della Casagit sull ammontare del contributo medio denunciano una costante diminuzione, segno di un calo dei salari medi. Evoluzione del contributo Casagit medio (in euro) 2006 Contrattualizzati di cui a carico socio Pensionati Volontari 3.118 2.480 1.732 2.488 2007 3.123 2.464 1.775 2.537 2008 3.085 2.433 1.813 2.724 2009 3.022 2.384 1.855 3.035 2010 2.978 2.350 1.886 2.997
3.500 3.000 2.500 2.000 1.500 1.000 500 0 Contrattual. (a car.socio) Pensionati Volontari
Andamento dei contributi Casagit (fonte Casagit)
Sul piano del lavoro autonomo, il peggioramento pi netto. Se nel 2009 solo il 55,3% dei freelance e collaboratori denunciavano nelle dichiarazioni dei redditi meno di 5.000 euro annui, nel 2010 la proporzione salita al 62%. Fra i Co.co.co invece la percentuale di chi dichiarava un reddito inferiore a 5.000 annui scesa leggermente, dal 56% del 2009 al 54,3% del 2010, anche se evidentemente resta piuttosto rilevante. Si tratta di un divario che confermiamo pienamente sulla base dei nuovi dati l osservazione che facemmo l anno scorso il passare degli anni non riesce a colmare e che rappresenta probabilmente il problema pi complesso che il sindacato dei giornalisti e lo stesso ente di previdenza, l Inpgi, si trova ad affrontare. Del resto come anche i dati sulle prime pensioni da lavoro autonomo, pur essendo ancora del tutto marginali, continuano a non essere assolutamente rassicuranti, anche se, rispetto al 63% dell anno scorso, nel 2010 i trattamenti pensionistici da Inpgi2 che non superavano i 500 (cinquecento!) euro lordi annui sono scesi al 60% e sono aumentate da 124 a 162 (rispettivamente su 714 e 802) le pensioni superiori ai 1.000 euro l anno.
1.4 Un confronto con la Francia
Per fare un raffronto, se il quadro fosse trasferito in Francia, oltre 16.000 giornalisti autonomi non potrebbero ottenere la Carte de Presse, il tesserino professionale, in quanto percepirebbero un reddito inferiore ai 6.000 euro l anno (la met del salario minimo, lo Smic, che pari quest anno a 1.073 euro mensili), la soglia minima per poter ottenere la Carta. E quindi la popolazione professionale italiana (ufficiale) si aggirerebbe intorno alle 30.000 unit, rispetto ai 37.415 titolari di Carte de Presse francesi del 2010.
2010. E chiaro che anche in Francia esiste un ampio segmento di lavoro giornalistico precario, soprattutto nell editoria digitale, e il problema infatti sta emergendo, come segnala la Ricerca da noi pubblicata su Lsdi, ma i tratti generali della situazione dal punto di vista dell attivit professionale emersa - sono sostanzialmente sovrapponibili.
2. LAVORO SUBORDINATO
2.1 Riduzione del numero dei rapporti
Per quanto riguarda il lavoro subordinato l elemento che maggiormente colpisce la riduzione dei rapporti di lavoro (pi rapporti di lavoro possono riferirsi a un solo giornalista), passati da 22.121 del 2009 a 21.269 del 2010, con un calo del 3,85%. Mentre i giornalisti attivi titolari di quei rapporti erano scesi da 20.087 nel 2009 e 19.895 nel 2010 (meno 1%).
Una conferma viene anche dai dati della Casagit dove i soci contrattualizzati sono diminuiti di 523 unit, scendendo da 17.492 del 2009 a 16.969 del 2010, con un calo del 3%. Mentre i pensionati sono aumentati di 514 unit, passando da 6.669 a 7.183 (+7,7%).
La situazione riflette quanto accaduto nel corso del 2010, che ha visto un sensibile esodo dalle redazioni col ricorso ai prepensionamenti e alle pensioni di anzianit (circa 400 casi). Processo che, come sottolinea l ultimo bilancio della Casagit, ha svuotato la popolazione dei contrattualizzati attivi senza che a questo
fenomeno corrispondesse un minimo di turn over . Determinando per la prima volta nella storia della Cassa e nonostante l incidenza del nuovo contratto un calo delle entrate contributive provenienti dai contrattualizzati (50,5 milioni di euro nel 2010 contro i 50,8 mln dell anno precedente) e una diminuzione del peso percentuale della categoria nell insieme della contribuzione dal 62 al 60%, mentre parallelamente il peso percentuale dei disoccupati saliva dal 15 al 16%. Ma, secondo la Casagit, non si tratta di un fenomeno congiunturale. Gli indicatori spiega il Bilancio 2010 ci dicono che purtroppo e sempre di pi nel tempo saranno di meno coloro che saranno obbligati ad iscriversi alla Cassa e sempre di pi coloro che dovranno scegliere di farlo contando per su una capacit contributiva completamente diversa dal passato.
2.2 Cresce lievemente il lavoro femminile
Per quanto riguarda il genere, la percentuale femminile fra i giornalisti con lavoro subordinato impercettibilmente aumentata (dal 38,7% al 39%): 7.752 donne contro 12.143 uomini (mentre l anno precedente erano 7.774 contro 12.313 uomini). La stessa percentuale caratterizza il dato dei rapporti di lavoro: 8.309 contro 12.960. Nel 2000 il rapporto era di 33% contro 67%.
20.000 18.395 15.000
13.731 11.700 12.313 12.143
Donne Uomini Totale 6.695 7.774 7.752
(fonte Inpgi)
2.3 Aumentano i pubblicisti, meno 31% i praticanti
Per quanto riguarda la categoria professionale, gli attivi effettivi nel 2010 come si detto erano 19.895 con 21.269 rapporti di lavoro, con questa divisione percentuale: l 81,4% professionisti , il 16,8% pubblicisti e il 4,5% praticanti. Impressiona il dato sulla diminuzione secca dei rapporti di lavoro di praticantato complessivi nel corso dellanno, da 1.306 a 899 (meno 31%!) un dato che conferma un sostanziale blocco del turn over -, mentre i professionisti sono scesi da 16.388 a 16.193 (meno 1,2%). I rapporti di lavoro fra i pubblicisti invece sono aumentati, passando da 3.242 a 3.348, con un incremento del 3,2%.
Nel 2001 ( dal primo gennaio di quell anno che i pubblicisti passano all Inpgi) su 17.394 rapporti di lavoro, quelli relativi a professionisti erano 13.509 (il 77,7%), quelli con pubblicisti 1.526 (8,7%) e quelli di praticantato 2.359 (13,7%).
Rapporti di lavoro subordinato fra il 2001 e il 2010
25.000 20.000 15.813 15.000 13.509 10.000 5.000 0 Profession.
22.121 21.269 20.323 17.287 16.846 17.394 2001 2005 2009 3.504 3.453 2.510 2.359 2.000 1.381 1.526 919 Pubblicisti Praticanti Totale 2010
Fra il 2001 e il 2010 i rapporti di lavoro sono cresciuti complessivamente del 22,3%: quelli relativi ai professionisti sono aumentati del 24,7%, quelli dei pubblicisti del 130,6% mentre i rapporti di praticantato sono diminuiti del 61%.
2.4 Articoli 1 a -4,9%
Sul piano contrattuale il calo del lavoro subordinato ha colpito soprattutto i rapporti a tempo pieno, previsti dall articolo 1 del Contratto nazionale di lavoro, scesi fra il 2009 e il 2010 di 885 unit, da 18.067 a 17.182 (il 4,9%). Calo lieve invece per gli art. 2 (collaborazioni fisse), da 724 a 715 (meno 1,2%) e per gli art. 12 (corrispondenti), da 438 a 427 (meno 2,5%).
Mentre crescono i contratti ex art. 36 (pubblicisti a tempo parziale nelle redazioni decentrate),passando da 2.892 a 2945 (pi 1,8%).
Evoluzione dei rapporti di lavoro fra il 2001 e il 2010
20.000 18.000 16.000 14.000 12.000 10.000 8.000 6.000 4.000 2.000 0 Art. 1 Art. 2 Art. 12 Art 36
2001 15.199 825 479 891
2005 17.203 805 432 1.883
2009 18.067 724 438 2.892
2010 17.182 715 427 2.945
2.5 La Liguria la regione pi colpita (-21,5%)
La Regione che ha perso il maggior numero di rapporti di lavoro la Lombardia, con meno 285 unit, seguita dal Lazio (meno 168), anche se la Liguria (meno 121) sembra la regione che in proporzione ha subito il salasso peggiore, con un calo da 562 a 441 rapporti. Seguono ancora Emilia-Romagna (meno 83) e Campania (meno 50). In percentuale in Lombardia il calo stato del 4,8%, nel Lazio del 3%, in Liguria del 21,5%, in EmiliaRomagna del 6,3% e in Campania del 4,3%. In cinque regioni invece i rapporti di lavoro sono aumentati: Calabria (pi 15), Sicilia (8), Friuli Venezia Giulia (2), Val d Aosta (2) e Abruzzo (1).
2.6 In calo periodici e quotidiani
I settori editoriali che hanno sofferto maggiormente il calo sono i periodici (meno 476 rapporti, pari al 12,1%), i quotidiani (meno 358, pari al 4,6%) e le emittenti radiotelevisive locali (meno 72, cio il 3,6%). La Rai stata toccata solo per lo 0,9% (meno 19 rapporti), mentre fra il 2009 e il 2010 sono cresciuti i rapporti di lavoro negli Uffici stampa del comparto pubblico (pi 7,5%, da 1.030 a 1.114 rapporti) nelle Agenzie (pi 4,4%, da 1.197 a 1250 rapporti) e nell emittenza nazionale (+0,7%, da 2.029 a 2.043).
Rapporti di lavoro per tipo di testate fra il 2001 e il 2010/1
9.000 8.000 7.000 6.000 5.000 4.000 3.000 2.000 1.000 0 Quotid. Periodici Rai Ag. St.
2000 6.618 3.064 2.085 1.109
2005 7.698 3.880 2.155 1.305
2009 7.836 3.937 2.132 1.197
2010 7.478 3.461 2.113 1.250
Rapporti di lavoro per tipo di testate fra il 2001 e il 2010/2
2500 2000 1500 1000 500 0 Altre aziende Radio e tv naz. Enti pub. Radio e tv loc. Comparto pubb. 2000 1040 1214 211 127 8 2005 1207 1754 412 1204 708 2009 1392 2029 548 2020 1030 2010 1355 2043 507 1948 1114
2.7 Il reddito (dati contrastanti)
Se calano i rapporti di lavoro stabili, quelli che restano mostrano un lieve miglioramento sul piano del reddito, almeno per quanto riguarda le fasce pi basse, anche se i dati di fonte Casagit indicano una netta contrazione del reddito medio dei contrattualizzati. Nel 2010 i rapporti di lavoro con reddito (lordo) inferiore ai 50.000 euro, pur restando quelli pi diffusi, erano scesi al 53,3% rispetto al 54,9% del 2009. Mentre quelli compresi fra 50.000 e 80.000 euro erano saliti dal 20,8 al 21,4%. E quelli da 80.001 euro annui in poi erano passati dal 24,2 al 25,3% (con i redditi sopra i 130.000 euro saliti al 6,5% dal 6,2%).
Fasce di reddito nel 2009
6% Sotto 50.000 Fino a 80.000 55% Fino a 130.000 Oltre 130.000
Fasce di reddito nel 2010
6% Sotto i 50.000 Fino a 80.000 53% Fino a 130.000 Oltre 130.000
Sul piano del reddito bisogna tener conto comunque del fatto che 7.381 giornalisti con rapporti di lavoro subordinato iscritti quindi all Inpgi1 svolgono anche lavoro autonomo. Ma non siamo in grado di precisare quanto sia il reddito aggiuntivo e come esso sia distribuito. Dai dati dell Inpgi si pu comunque rilevare che gran parte dei giornalisti con posizioni contributive doppie si trovano nella fascia di reddito da lavoro subordinato inferiore ai 30.000 euro lordi annui (cio il 42,6% delle 7.988 posizioni).
Dai dati Casagit emerge invece un progressivo impoverimento del reddito medio del lavoro subordinato, dal momento che il contributo medio annuo dei contrattualizzati (pari al 3,50% del salario lordo) passato da 3.118 euro del 2006 a 2.978 euro del 2010, con un calo del 4,5%.
Evoluzione del contributo Casagit medio 2006 Contrattualizzati 3.118 2007 3.123 2008 3.085 2009 3.022 2010 2.978
di cui a carico socio 2.480 Pensionati Volontari 1.732 2.488
2.464 1.775 2.537
2.433 1.813 2.724
2.384 1.855 3.035
2.350 1.886 2.997
2.8 CONTINUA L INVECCHIAMENTO
Nel 2010 un rapporto di lavoro su due faceva capo a giornalisti con un et fra i 36 e i 50 anni, mentre l altra met era distribuita nella fascia d et inferiore e in quella superiore. E rispetto al 2009 si registrava un ulteriore, progressivo invecchiamento della professione. Nel 2009, infatti, i rapporti di lavoro nella fascia d et fino a 35 anni erano pari al 24,4% del totale, contro il 22% del 2010. Mentre nelle fasce d et da 51 anni in su si registravano nel 2010 il 27,5% dei rapporti di lavoro, contro il 25,8% dell anno precedente. Crescono lievemente anche i rapporti di lavoro nelle d et intermedie, quelle fra i 36 e i 50 anni, passando dal 49,8% del 2009 al 50,5% del 2010.
2.9 Nel Lazio il maggior numero di rapporti di lavoro (in proporzione agli iscritti all Ordine). La Campania all ultimo posto
Il Lazio la regione con il maggior numero di rapporti di lavoro subordinato rispetto all insieme degli iscritti all Ordine. La percentuale infatti del 26,3% (5.380 rapporti per 20.475 iscritti). Seguono Lombardia e Trentino Alto-Adige (entrambi col 22,4%), Val d Aosta (21,8%) e Liguria. La Campania invece quella con il minor tasso di rapporti di lavoro subordinato per numero di iscritti all Ordine: 10,7%; 1.115 rapporti per 10.351 giornalisti. Il tasso dell 11,6% in Calabria, del 13% in Abruzzo, del 14,5% in Piemonte e del 15,2% in Puglia. Valori intermedi per le altre regioni.
2.10 Stabile la disoccupazione, cresce la cassa integrazione
E rimasto stabile il dato relativo alle indennit di disoccupazione: 1527 persone hanno beneficiato nel 2010 dellassegno contro le 1528 del 2009. Si tratta del 3,4% della popolazione effettivamente attiva (rispetto al 3,1% dell anno precedente: lieve aumento dovuto alla diminuzione degli attivi). Beneficiari Anno 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
(fonte Inpgi) Totale
1.354 1.396 1.465 1.613 1.662 1.590 1.528 1.527
Ma i disoccupati effettivi alla fine del 2010 erano quasi il doppio se si fa riferimento all elenco nazionale previsto dal Contratto, che registrava al 31 dicembre 2.986 iscritti. ***** Il fenomeno ha registrato un aumento massiccio: secondo i dati della Casagit (Bilancio 2010, pag. 49), alla fine del 2010 si registravano oltre 200 casi quando la media degli ultimi anni era intorno al 20/30.
2.11 Pensioni, il 60% di quelle dirette sono fra i 50 e i 100.000 euro lordi l anno
Nel 2010 le pensioni Inpgi1 (quelle per il lavoro subordinato) sono salite a 6.992 (4.937 pensioni dirette e 2.055 ai superstiti), con un aumento del 7,65% rispetto al 2009 (quando i trattamenti pensionistici in corso erano 6.495). E una crescita del 39,1% rispetto al 2000 (quando erano 5.023).
Rispetto al 2009 l ammontare delle pensioni pi basse fino a 50.000 euro lordi annui lievemente diminuito nel 2010, passando dal 46,6% di tutti i trattamenti erogati (diretti e indiretti) al 45,3%, mentre le pensioni oltre i 50.001 euro annui sono cresciute dal 53,4 al 54,7%. Nel 2000 le pensioni superiori ai 100 milioni annui erano pari al 33,1%. Analizzando in particolare le pensioni dirette, il maggior numero di trattamenti nel 2010 erano nella fascia da 65.001 a 80.000 euro: 1.068, pari al 21,6%; seguiti da quelli della fascia da 50.001 a 65.000: 1017, pari al 20,6%; e da quelli della fascia da 80.001 a 100.000 euro: 893, pari al 18,1%.
Pensioni dirette nel 2010 (in migliaia di euro)
424 893 719 287 529 Fino a 15 15,1-35 35,1-50 50,1-65 1068 65,1-80 1017 80,1-100 Oltre 100
Quindi il 60,3% dei giornalisti pensionati hanno un trattamento compreso fra 50.001 e 100.000 euro (nel 2009 erano il 60,5%). Quasi un giornalista pensionato su 10 (l 8,6%) gode di un trattamento superiore ai 100.001 euro annui, mentre nel 2009 la percentuale era dell 8,1%. Lieve calo in percentuale invece per le pensioni pi basse fino a 15.000 euro , passate dal 6% del 2009 al 5,8% e per quelle della fascia 15-35.000 (dall 11,4% al 10,7%). Mentre cresciuta la percentuale di quelle fra 35 e i 50.000 euro, passate dal 14% al 14,6%.
3 - LAVORO AUTONOMO
3.1 Un aumento del 7,7%
Come si detto i lavori autonomi effettivi (dai 32.932 iscritti all Inpgi2 bisogna sottrarre 7.381 giornalisti che svolgono anche lavoro subordinato e sono iscritti all Inpgi1) erano alla fine del 2010 25.011. Si verificato un rallentamento nel flusso di nuove iscrizioni (+7,4% rispetto al +17% del 2009, determinato per da una circostanza contingente, l arrivo dei Co.co.co all Inpgi2) e un ritorno ai tradizionali ritmi di incremento 8,8% nel 2006, 6,1% nel 2007, 6,4% nel 2008. Al netto delle doppie posizioni gli autonomi effettivi sono cresciuti del 7,7%, passando da 23.213 a 25.011.
3.2 - Pi donne e pi professionisti
Fra gli autonomi puri le donne alla fine del 2010 erano 10.600 (42,4%), con un lieve incremento rispetto al 2009 (42,1%), ma con una crescita del 190% rispetto al 2002, quando erano 3.661 su 9.373 complessivi. Aggiungiamo che la crescita della presenza femminile (+190% appunto) stata notevolmente pi intensa di quella generale del settore, che cresciuto del 167%. Per quanto riguarda la categoria professionale, fra gli iscritti all Inpgi2 nel loro complesso (32.392, inclusi quindi quelli con posizione anche di lavoro subordinato), i professionisti erano 10.818 (33,4%), i pubblicisti 20.949 (64,6%), e 625 (2%) i praticanti (di cui 517 ex pubblicisti). Rispetto al 2009 sono leggermente cresciuti in percentuale i professionisti (erano il 32,1%) e diminuiti i pubblicisti (65,1%).
3.3 - Cresce l et media
Sul piano dell et, anche nel lavoro autonomo si nota nel 2010 un ulteriore invecchiamento degli iscritti. I giornalisti autonomi sotto i 30 anni sono passati dal 12,8 all 11,5%. Gli iscritti fra i 31 e i 40 anni sono il 34,6% (nel 2009 erano il 35,2%), mentre sono rimasti stabili quelli nella fascia 41/50 anni (29,8%, erano 29,9%) e sono cresciute le percentuali di ultracinquantenni (da 16,3% a 16,7%) e, soprattutto, di ultrasessantenni, dal 6,4% al 7,4% La tendenza a un progressivo innalzamento dell et fra freelance ed esterni alle redazioni stabile almeno dal 1997, quando come si vede dalla tabella qui sotto - gli iscritti sotto i 40 anni rappresentavano il 62,4% del totale, contro il 46,1% del 2010.
3.4 - In Veneto un giornalista su due autonomo
In Veneto quasi un giornalista su 2 fa lavoro autonomo ed iscritto alla gestione separata dell Inpgi: sono il 46%; 2.385 su 5.190 iscritti all Ordine. Seguono Val D Aosta (44,8%), Toscana (42,1%) e Friuli VeneziaGiulia (41,2%). Al versante opposto della classifica la Campania, in cui solo il 15,3% dei giornalisti iscritti all Ordine hanno una posizione all Inpgi2, preceduta da Puglia (23,2%), Abruzzo (24,6%) e Lazio (26,3%).
3.5 - Sei su 10 con un reddito inferiore a 5.000 euro lordi annui
Sul fronte economico, l analisi delle denunce dei redditi mostra un ulteriore impoverimento della categoria. Cresce infatti in percentuale il numero delle denunce di reddito zero - 4.000 su 17.374 denunce presentate nel 2010 per il 2009, pari al 23,2%, contro il 20% dell anno precedente.
10.00125.000
25.00150.000
1996 2000 2005 2008 2009*
259 889 2.595 4.095 4.000
3.006 5.870 7.184 7.193 6.764
1.125 2.012 2.602 2.678 2.069
1.283 2.420 3.703 3.964 2.702
267 837 1.515 1.809 1.317
68 245 527 686 522
*Le denunce dei redditi come liberi professionisti per il 2009 risultano nettamente inferiori a quelle relative al 2008 in quanto i Co.co.co passano in un regime a parte (fonte Inpgi)
56.5 52.4
39.6 35.2
Reddito=0 Fino a 5.000 5.001-10.000
19.6 22.3 15.7 7.2
20.4 14.3 14.4
23 19.4 13.1 8.9 3.4 15.6 11.9 7.6 3 2009
10001-25.000 25.001-50.000 Oltre 50.000
4.50% 1996
6.6 1.9 2000 2005
8.4 2.9 2008
Andamento dei redditi dichiarati in percentuale (fonte Inpgi)
Nel 2010 sei giornalisti autonomi su 10 denunciano redditi inferiori a 5.000 euro (il 62%, contro il 55,3% dell anno scorso), mentre calano quelli nelle fasce con redditi fino a 25.000 euro (27,6% rispetto al 32,5%), fra 25 e 50.000 euro (7,5% rispetto all 8,8%) e oltre i 50.001 (3% contro il 3,3%). Lievemente migliorata nelle fasce basse e intermedie invece la situazione fra i Co.co.co. Il 54,6% delle posizioni registrate nel 2010 (9.844 complessivamente i contratti, un numero lievemente inferiore ai 9.902 del 2009) hanno denunciato un reddito inferiore ai 5.000 euro, con una lieve diminuzione rispetto al 55,5% del 2009, mentre 3.749 erano nella fascia fra 5.001 e 25.000 euro (38% rispetto al 37,2% del 2009). Nella fascia fra i 25.001 e i 50.000 le denunce sono state 561 (5,7% contro il 5,4%) e 158 le posizioni con redditi oltre i 50.000 euro (1,6%, contro l 1,8% dell anno precedente).
3.6 Le pensioni (162 sopra i 1.000 euro lordi annui)
Alla fine del 2010 l' Inpgi2 corrispondeva 899 pensioni (802 dirette e 97 indirette), con un aumento del 13,2% rispetto al 2009 (794 le pensioni erogate). Gli importi continuano ad essere particolarmente modesti, anche se si registra qualche lieve miglioramento dal momento che fra le 802 pensioni dirette quelle sopra i 1.000 euro annui sono passati dal 17,4% al 20,2%. Sono 485 (il 60,2%) quelle che non superano i 500 euro annui, mentre nel 2009 erano il 63%. Quelle fra 501 e 1.000 euro sono 155 (19,3%; erano il 19,6% nel 2009), mentre sono 162 quelle superiori ai 1.000 euro (20,2%, contro il 17,4% dell' anno precedente).
4. GLI ISCRITTI ALL ORDINE
4.1 Superato il tetto dei 110.000 giornalisti
Rispetto al 2009 gli iscritti sono cresciuti di 1.564 unit, passando da 108.437 del 2009 a 110.001 del 31 dicembre 2010 (erano 110.370 al 30 giugno 2011). Con un aumento percentuale dell 1,4%. I professionisti erano 27.544 (inclusi i pensionati), i pubblicisti 71.035 (inclusi i pensionati), i praticanti 1908. Rispettivamente il 27,4%, il 70,7% e l 1,9% dei 100.487 iscritti esclusi i 9.207 dellelenco speciale e i 307 stranieri. Fra 2009 e 2010 i professionisti sono cresciuti del 3,3%, i pubblicisti del 2,1% mentre i praticanti sono scesi dell 1%.
(fonte Ordine)
4.2 Un candidato su 4 praticante d ufficio
Fra il 2000 e le prime due sessioni di quest anno, i praticanti ammessi d ufficio a sostenere l esame professionale sono stati 3.929 su un totale di 14.551 candidati. Si tratta del 27% del totale. Le iscrizioni d ufficio nei vari anni hanno oscillato fra un massimo del 31,5% del 2004 a un minimo del 20,2% del 2008. Qui sotto i dati anno per anno:
Candidati 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 849 1076 1400 1286 1307 1371 1450 1489 1499 1326 1084 Di cui praticanti d' ufficio 274 247 407 384 425 414 356 364 303 406 266
5 GLI ISCRITTI AL SINDACATO
Alla fine del 2010 gli iscritti alla Federazione nazionale della stampa erano 25.034, con un lievissimo calo rispetto al 2009, quando erano 25.171 (meno 0,5%). Fra di essi i professionali sono 17.251 (il 69%), con una crescita dello 0,33% rispetto al 2009, e i collaboratori 7.783 (meno 0,18%).
Iscritti alla Fnsi dal 1999
Anno 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
(fonte Fnsi)
Professionisti 15725 15202 15614 15253 14828 15588 15956 16467 16978 17100 17194 17251
Collaboratori Totale 9035 8264 8033 7944 7722 7979 7877 8130 8093 7830 7977 7783 24760 23466 23467 23427 22550 23567 23833 24957 25072 24931 25171 25034
L andamento degli iscritti prima del Congresso straordinario di Riccione
Iscritti alla Fnsi fino al 1998
30.000 27.869 25.000 23.032 20.000 15.000 10.000 5.000 0 0 1985 941 1990 552 1995 424 1998 10.393 7.967 18.360 11.230 10.861 14.098 13.039 14726 10.357 Professionisti Praticanti Pubblicisti Totale 25.507
Iscritti alla Fnsi dal 1999 al 2010
30.000 25.000 20.000 15.000 10.000 5.000 0 1999 2005 2009 2010 15.725 15.956 17.194 17.251 Professionali Collaboratori Totale 9.035 7.877 7.977 7.783 24.760 25.171 25.034 23.833
Documenti simili a Una professione sempre più frammentata (ebook, pubblicato da LSDI)

References: articolo 1
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