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Timestamp: 2018-03-24 13:43:59+00:00

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Coordinatore per la Sicurezza: (10) Sentenza della Corte di Cassazione n. 14012/2015 del 12.02.2015 (Committente, Responsabile dei Lavori, infortunio, PSC, cedimento copertura, POS, art. 93, art. 90, lavori in quota) | ILA - Ispettori del Lavoro Associati
Sentenza della Corte di Cassazione n. 14012/2015 del 12.02.2015 (Committente, Responsabile dei Lavori, infortunio, PSC, cedimento copertura, POS, art. 93, art. 90, lavori in quota)<
Sez. 4, Sentenza n. 14012< del 12/02/2015 Ud. (dep. 02/04/2015 ) Rv. 263014
Presidente: Sirena PA. Estensore: Massafra U. Relatore: Massafra U. Imputato: Aaaaaaaa. P.M. Iacoviello FM. (Conf.)
(Rigetta, App. Brescia, 04/01/2014)
566 LAVORO - 069 DESTINATARI DELLE NORME
LAVORO - PREVENZIONE INFORTUNI - DESTINATARI DELLE NORME - Committente e responsabile dei lavori - Obbligo di vigilare sull'adempimento degli obblighi gravanti sui coordinatori< mediante controlli sostanziali - Sussistenza - Omissione - Responsabilità per omicidio colposo.
In tema di infortuni sul lavoro, al committente ed al responsabile dei lavori è attribuita dalla legge una posizione di garanzia particolarmente ampia, comprendente l'esecuzione di controlli non formali ma sostanziali ed incisivi in materia di prevenzione, di sicurezza< del luogo di lavoro e di tutela della salute del lavoratore, sicchè ai medesimi spetta pure accertate che i coordinatori< per la progettazione e per l'esecuzione dell'opera adempiano agli obblighi sugli stessi incombenti in detta materia. (Fattispecie in cui la S.C. ha affermato la responsabilità per le lesioni gravissime occorse al lavoratore in capo all'amministratore unico della società appaltante per non aver verificato l'adeguatezza sia del Piano generale di sicurezza< e coordinamento sia del Piano operativo di sicurezza<).
Decreto Legisl. 14/08/1996 num. 494 art. 6 com. 2<
Decreto Legisl. 09/04/2008 num. 81 art. 91<
Decreto Legisl. 09/04/2008 num. 81 art. 92<
Decreto Legisl. 09/04/2008 num. 81 art. 93<
Massime precedenti Conformi: N. 14407 del 2012< Rv. 253294<, N. 37738 del 2013< Rv. 256636< <
Massime precedenti Vedi: N. 37738 del 2013< Rv. 256635<
AAAAAAAA AAAAAAA N. IL 08/04/19aa
avverso la sentenza n. 2530/2013 CORTE APPELLO di BRESCIA, del
udita in PUBBLICA UDIENZA del 12/02/2015 la relazione fatta dal
Consigliere Dott. UMBERTO MASSAFRA
Udito il Procuratore Generale in persona del Dott
1. Ricorre per cassazione il difensore di fiducia di Aaaaaaaa aaaaaaa avverso la sentenza emessa in data 4.12.2014 dalla Corte di Appello di Brescia che, in parziale riforma della sentenza in data 24.4.2013 del Tribunale di Brescia, riduceva la pena, condizionalmente sospesa, inflitta al predetto per il delitto di lesioni colpose gravi e aggravate dalla violazione delle norme a tutela degli infortuni sul lavoro in danno del lavoratore Bbbbbbb bbbbbb, a duecento euro di multa (fatto del 10.8.2010) e l'importo della provvisionale assegnata alla parte civile Bbbbbbb bbbbbb a 25.000,00 euro.
2. Allo Aaaaaaaa era contestato di aver, in concorso con altri (cioè Ccccccc cccccccccc, quale titolare della ditta Cccc cc 2008 esecutrice di lavori, Ddddddddddd ddddddd quale autore del PSC e Eeeeeeeeee eeeeeee, come responsabile dei lavori), quale amministratore unico della società Wewew (o Ewewe) International s.r.l. di Pontevico (BS), impresa committente dei lavori di rifacimento della copertura dei capannoni dell'impresa, per colpa cagionato a Bbbbbbb bbbbbb, lavoratore irregolare, lesioni personali gravi consistite nel trauma cranico, trauma toracico addominale, fratture costali multiple, lacerazioni epatiche multiple, frattura del bacino, frattura dell'omero destro, giudicate guaribili in un tempo superiore ai 40 giorni e con postumi permanenti valutati dall'INAIL nella misura del 24% in quanto, mentre il suddetto lavoratore si trovava sulla copertura dei capannoni della società Wewew (o Ewewe) International intento ai lavori di rifacimento della medesima, stante l'assenza di ogni presidio sia collettivo (impalcati, tavole sopra le orditure ecc.) che individuale (cinture di sicurezza idoneamente assicurate a parti stabili dell'edificio o delle opere provvisionali) atto a prevenire la possibile caduta nel vuoto dei lavoratori attraverso la copertura per cedimento della stessa. Bbbbbbb bbbbbb, proprio a seguito di tale cedimento, precipitava sino a terra attraverso il lucernaio presente sul tetto (per un altezza di circa 8 mt.) riportando nell'impatto le sopra descritte conseguenze lesive. Gli estremi della colpa: negligenza, imprudenza, imperizia nonché nell'inosservanza di norme preposte alla prevenzione degli infortuni sul lavoro, non adottando le misure che secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, erano necessarie a tutelare l'integrità fisica dei lavoratori ed in particolare nella violazione:
- dell'art. 90 comma 9 lett. a) T.U. 81/2008 in quanto non verificava l'idoneità tecnico professionale sia dell'impresa individuale affidataria ed esecutrice CCCC CC 2008 di Ccccccc cccccccccc che dei lavoratori autonomi da questa impiegati, in relazione alla capacità di eseguire in sicurezza i lavori di rifacimento della copertura dei capannoni predetti.
Mentre il Ccccccce Ddddddddddd ddddddd patteggiavano la pena, Eeeeeeeeee eeeeeee veniva assolto già con la sentenza di primo grado.
3.2. il vizio motivazionale in ordine alla natura dell'incidente occorso a Bbbbbbb bbbbbb che non poteva qualificarsi come infortunio sul lavoro perché avvenuto nella pausa pranzo mentre il predetto cercava il suo telefonino e per ulteriori "stranezze" (tra le quali il ritardo nella chiamata di soccorso al 118 a cui la stessa Ggggg aveva dovuto provvedere) rilevate dalla sig.ra Ggggg intervenuta dopo il sinistro né l'imputato aveva certezze di quanto successo;
3.3. la contraddittorietà della motivazione in ordine alla ritenuta natura di infortunio sul lavoro poiché, avendo la Corte ritenuto attendibili i due testi Hhhhhhh hhhhhhh hhhhhh e Iiiiiii iiii per escludere l'ipotesi di tentativo di furto formulata dall'imputato, si era poi contraddetta allorchè non aveva tenuto conto del fatto che i due testi avevano riferito che la persona offesa non stava lavorando al momento del atto;
3.4. la violazione di legge in ordine all'applicazione dell'aggravante di cui all'art. 590 comma 3 0 c.p.;
3.6. la violazione di legge in relazione agli artt. 16, 89 lett. c., 93 d.lvo 81/2008, avendo lo Aaaaaaaa delegato al geom. Eeeeeee eeeeeeeeee gl'incombenti relativi al cantiere, onde questi era responsabile dei lavori ai sensi delle norme antinfortunistiche e che non era necessario che tale incarico fosse conferito in forma scritta;
3.7. il vizio di motivazione in ordine alla natura dell'incarico conferito dalla ditta Wewew (o Ewewe) International al Geom. Eeeeeee eeeeeeeeee: questi, essendo stato delegato dalla Wewew (o Ewewe) a seguire i lavori e munito di poteri di spesa, non poteva essere che "il responsabile dei lavori" a tutti gli effetti, ivi compresi quelli antinfortunistici;
3.8. il vizio motivazionale in ordine alla ritenuta colpa in capo a Aaaaaaaa aaaaaaa: tale colpa doveva escludersi attesa l'incompetenza professionale dello Aaaaaaaa in materia di lavori edili a differenza di Eeeeeeeeee eeeeeee, per giunta presente sul cantiere (in assenza dello Aaaaaaaa la cui ditta era chiusa, proprio per far lavorare l'impresa edile incaricata dei lavori);
3.9. la mancanza di motivazione circa la colpa specifica in capo allo Aaaaaaaa e l'erronea applicazione degli artt. 90 comma 9 lett. a (peraltro caducato perché escluso dallo stesso Tribunale) e 93 comma 2 Divo 81/2008 la cui violazione sarebbe da ascrivere al responsabile di lavori e i cui obblighi non erano stati violati dal predetto committente (in quanto vi erano sia il PSC che il POS).
3.10. la violazione di legge in relazione all'art. 522 c.p.p., poiché il Tribunale, per individuare in capo allo Aaaaaaaa i profili di colpa, aveva richiamato gli artt. 90 comma 1, 100 e 26 del LU. non citati nel capo d'imputazione e la Corte aveva sostenuto che non vi era stata violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza e che comunque non vi era stata eccezione in tal senso da parte dell'appellante (circostanza, questa, contestata dal ricorrente).
E' stata depositata una memoria con conclusioni e nota spese per la parte civile INAIL.
Sub 3.1. E' palese la totale inconsistenza giuridica dell'eccezione processuale relativa alla memoria depositata e non trovata in relazione alla validità dell'avviso ex art. 415 bis c.p.: come rilevato di Giudice a quo, atteso il principio di tassatività delle nullità, quella che si pretende di individuare per la mancata presenza della memoria nel fascicolo del P.M. s'appalesa del tutto arbitraria non potendosi assolutamente equiparare alle omissioni di cui all'art. 416 comma 1° c.p.p..
Sub 3.6., 3.7., 3.8., 3.9. Premesso che la Wewew (o Ewewe) non risulta esser impresa di notevoli dimensioni, non ravvisandosi, in fatto, al suo interno alcuna suddivisione in ordine agli oneri di controllo e di vigilanza, correttamente è stata ritenuta nel caso di specie la necessità di un atto scritto per la formale delega dell'incarico di responsabile dei lavori sul quale gravano tutte le funzioni proprie del datore di lavoro in materia di sicurezza, essendo egli chiamato a svolgere un ruolo di super-controllo consistente, tra l'altro, nella verifica che i coordinatori dei lavori adempiano agli obblighi su loro incombenti (Cass. sez. IV, n. 44977 del 12.6.2013, Rv. 257166): a tal riguardo non può farsi a meno di constatare che Eeeeeeeeee eeeeeee, nei cui confronti non risultava alcun atto formale di nomina e nessuna delega a responsabile dei lavori ma che aveva solo svolto in fatto funzioni compatibili anche con quelle proprie di un normale professionista tecnico incaricato, è stato assolto.
Del resto, premesso che vi è continuità normativa tra il D.Lgs. n. 81 del 2008 e la previgente disciplina di cui al D.Lgs. n. 494 del 1996, poiché l'art. 2.1.5. dell'allegato 18 al D.Lgs. n. 81 del 2008 contiene prescrizioni analoghe (quanto all'altezza del parapetto rispetto al piano di calpestio e della tavola fermapiede, ed al divieto di luci verticali maggiori di cm. 60) a quelle di cui all'art. 5 D.Lgs. n. 494 del 1996. (Cass. pen. Sez. IV, n. 5005 del 14.12.2010, Rv. 249624), si osserva che l'art. 93, T.U. 81/2008, esonera il committente "limitatamente all'incarico conferito al responsabile dei lavori" e quindi l'insufficienza della mera nomina del responsabile dei lavori senza specificazione delle competenze affidategli. Invero, il Decreto Legislativo n. 494 del 1996, articolo 6, comma 2, come sostituito dal Decreto Legislativo n. 528 del 1999, articolo 6, prevede che "La designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l'esecuzione, non esonera il committente o il responsabile dei lavori dalle responsabilità connesse alla verifica dell'adempimento degli obblighi di cui all'articolo 4, comma 1, e articolo 5, comma 1, lettera a)". Il legislatore, dunque, nella delicata materia della sicurezza dei cantieri e della tutela della salute dei lavoratori, ha ritenuto, oltre che di delineare specificamente gli obblighi del committente -che è il soggetto nel cui interesse sono eseguiti i lavori- e del responsabile dei lavori, anche di ampliarne il contenuto, prevedendo a carico degli stessi un obbligo di verifica dell'adempimento, da parte dei coordinatori, degli obblighi su loro incombenti, come quello consistente, non solo nell'assicurare ma anche nel verificare il rispetto, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento, nonchè la corretta applicazione delle procedure di lavoro. Al committente, dunque, non è attribuito dalla legge il compito di verifiche solo "formali", bensì di eseguire controlli sostanziali ed incisivi su tutto quanto riguarda i temi della prevenzione, della sicurezza del luogo di lavoro e della tutela della salute del lavoratore e di accertarsi, inoltre, che i coordinatori adempiano agli obblighi sugli stessi incombenti in tale materia (Cass. pen. Sez. IV n. 14407 del 15.4.2012, Rv. 253294).
Ne consegue che, benché in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro, l'obbligo di redigere il piano operativo di sicurezza (POS) gravi su tutti i datori di lavoro delle imprese esecutrici e pertanto, in caso di subappalto, anche su quello dell'impresa appaltante, e che in questo caso il Piano generale di sicurezza e coordinamento (PSC) c'era, comunque lo Aaaaaaaa, come ancora rilevato dalla Corte territoriale, non verificò l'adeguatezza sia del PSC (in cui non era stato minimamente preso in considerazione il rischio di cadute dal tetto nella fase di realizzazione dei lavori che interessavano i lucernari) che del POS (in cui era assente il documento dell'indicazione delle misura di prevenzione e protezione e la mancanza di correlazione del rischio alle varie fasi della lavorazione).
Sub 3.10. Il richiamo degli artt. 90 comma 1, 100 e 26 del T.U. fu operato ad abundantiam ai fini esplicativi, sicchè deve convenirsi con il Giudice a quo circa l'insussistenza di alcuna violazione del principio di correlazione tra contestazione e sentenza.
6. Consegue il rigetto del ricorso e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché alla rifusione, in favore delle parti civili bbbbb bbbbbbb e INAIL, delle spese relative a questo giudizio liquidate come in dispositivo.
Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali nonché alla rifusione delle spese sostenute nel presente giudizio dalle parti civili bbbbb bbbbbbb e INAIL, che liquida in euro 2.500 per ciascuno, oltre accessori di legge.
Così deciso in Roma, il 12.2.2015
‹ Coordinatore per la Sicurezza: (1) Sentenza della Corte di Cassazione Sez. 4, n. 45862 del 14/09/2017, LAVORO - PREVENZIONE INFORTUNI - SUL LAVORO (Coordinatore per la sicurezza, CSE, POS, Alta Vigilanza PSC) su Coordinatore per la Sicurezza: (11) Sentenza della Corte di Cassazione n. 5172/2015 del 08.01.2015 (CSE, art. 97, comma 3, lett. b), d. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, mancata verifica della congruenza POS, Obblighi di Trasmissione, ITL Roma) ›

References: Sentenza 
 art. 93
 art. 90

Sentenza 
 art. 93
 art. 90
 Sentenza 
 art. 6
 art. 91
 art. 92
 art. 93
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 415
 articolo 6
 articolo 6
 articolo 5
 Sentenza 
 Sentenza 
 art. 97