Source: http://www.ingiustizia.info/vademecum%20per%20le%20vittime.htm
Timestamp: 2017-06-26 19:10:17+00:00

Document:
Dr Antonio Giangrande VADEMECUM PER LE VITTIME
Guardati dalla politica: in Parlamento dovrebbero conoscere i problemi e con le apposite ispezioni ed inchieste parlamentari possono denunciare e risolvere le problematiche dei singoli e della comunità. Non lo fanno, nè rispondono alle tue istanze. Sono autoreferenziali e tutelano se stessi. Per loro vale il detto: cane non mangia cane. Pretendono rispetto e non lo meritano. air jordan womens jordans womens air jordans womens shoes air jordans womens jordan for women shoes nike jordan women shoes jordans for women shoes jordan shoe for women michael jordan women shoes discount nike air jordans
Guardati dalle istituzioni: sono burocrazia inefficiente e retrograda allo stato puro, autoreferenziali e tutelano se stessi. Per loro vale il detto: cane non mangia cane. Pretendono rispetto e non lo meritano. 15 cose che devi sapere se conferisci mandato a un avvocato.
L’avvocato non può subordinare la restituzione del fascicolo al pagamento della propria parcella, neanche qualora il cliente sia da più tempo moroso nell’adempimento dei propri impegni contrattuali. 10. Revoca del mandato all’avvocato
ESTORSIONE- USURA RISARCIMENTO DANNI A SEGUITO
DI OPERAZIONI DI POLIZIA
Questo vademecum telematico affinchè noi possiamo aiutare tutti in tutta Italia, perchè, spesso in loco, avvocati ed associazioni non vogliono o non possono mettersi contro la mafia o i poteri forti. Le associazioni antiracket ed antiusura hanno solo il potere di informare, e quando ne hanno competenza giuridica, assistere le vittime della mafia, anche contro i disservizi della giustizia. Le associazioni non assicurano il buon esito del procedimento attivato, proprio perché non hanno alcun potere. Noi pensiamo che le vittime di mafia ed usura non abbiano bisogno di visibilità, per questo rifiutiamo l’ostentazione pubblica degli sportelli antiracket, mirata solo a fini politici. Questo è un vademecum per le vittime di tutta Italia, da cui estrapolare anonimamente le informazioni occorrenti. La seguente denuncia va completata e presentata dalla vittima presso un ufficio di polizia giudiziaria (carabinieri, polizia, guardia di finanza, vigili urbani), con il diritto di ricevere ricevuta. Questo a tutela di eventuale insabbiamento o ritardo. Con il Vademecum l'assistenza è anonima. SI PUO' USUFRUIRE DELL'ASSISTENZA DIRETTA
La certa condanna per violazione degli articoli di legge che si riterrà di applicare, per reati consumati, continuati, tentati, da soli o in concorso con terzi, o di altre norme penali, con le aggravanti di rito, e attivazione d’ufficio presso gli organi competenti per la violazione di norme amministrative. DETTO QUESTO,
firma In caso di insabbiamento della denuncia - mancata richiesta di archiviazione dopo scadenza dei termini per le indagini preliminari; richiesta di archiviazione con motivazioni infondate od illogiche e comunque contraddittorie con le prove ed impedimento all'opposizione per mancanza di oggetto delle investigazioni suppletive o mancanza di elementi nuovi di prova. - In questo caso, se non vi siano le basi che possano far scaturire il reato di calunnia è auspicabile, anzi doveroso per fini di giustizia, rivolgersi al magistrato sovrapposto al Pm ed al Gip che lo asseconda: il procuratore generale della Corte d'Appello. AL PROCURATORE GENERALE PRESSO LA CORTE D'APPELLO DI..
L'avocazione delle indagini per fini di giustizia e la certa condanna del responsabile per violazione degli articoli di legge che si riterrà di applicare, per reati consumati, continuati, tentati, da soli o in concorso con terzi, o di altre norme penali, con le aggravanti di rito, e attivazione d’ufficio presso gli organi competenti per la violazione di norme amministrative. DETTO QUESTO,
firma Fallito anche questo tentativo, si provi a presentare un esposto al Ministero della Giustizia per promuovere un'ispezione ministeriale ed al CSM per promuovere un'azione disciplinare, allegando la denuncia e la richiesta di rimessione e le prove a supporto. In mancanza di effetti presentare ricorso alla Corte Europea dei Diritti Umani. Non vi è garanzia di successo in tutto questo, ma almeno vi è soddisfazione nell'aver fatto tutto quanto è umanamente possibile per ovviare ad una palese ingiustizia. ESTORSIONE- USURA IL FONDO DI SOLIDARIETA'
Il Parlamento ha quindi approvato la legge 23 febbraio 1999,
n. 44 "Disposizioni concernenti il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura", ampliando così la tipologia delle vittime del racket e dei danni risarcibili, e assicurando tempi rapidi nell'erogazione dei contributi. Le vittime che possono presentare domanda per ottenere i benefici di legge
(elargizioni e mutui).
Usura L’esercente un’attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o comunque economica (anche se dichiarato fallito ex Legge 3/2012), ovvero una libera arte o professione, che risulti persona offesa del reato di usura in un procedimento penale.
Nota: Rientrano, nella previsione normativa, secondo l’interpretazione del Comitato e l’evoluzione della giurisprudenza, i casi, purché documentati: dell’imprenditore fallito, a condizione che il giudice delegato al fallimento dichiari che nulla osti all’esercizio di una nuova attività economica; dell’imprenditore di fatto e del collaboratore nell’impresa familiare, con eventuale cointestazione.
Quando le vittime possono presentare la domanda Estorsione
Entro 120 giorni dalla denuncia ovvero dalla data in cui l’interessato ha avuto conoscenza che, dalle indagini preliminari, è emerso come l’evento lesivo consegua a delitto commesso per finalità estorsive (articolo 7, comma 1, D.p.r 455/99).
Per i danni conseguenti a intimidazione ambientale, la domanda deve essere presentata entro il termine di un anno dalla data in cui hanno avuto inizio le richieste estorsive o nella quale l’interessato è stato per la prima volta oggetto della violenza o minaccia (articolo 13, comma 4 della legge 44/99).
• Soggetto esercente un’attività economica e/o professionale • appartenenti ad associazioni di solidarietà • l'elargizione è altresì concessa ai soggetti, diversi da quelli indicati nei punti precedenti, che, in conseguenza dei delitti previsti dalla legge, subiscono lesioni personali ovvero un danno a beni mobili o immobili di loro proprietà, o sui quali vantano un diritto reale di godimento. L'elargizione è concessa alle medesime condizioni stabilite per l'esercente l'attività. Ai fini della quantificazione dell'elargizione si tiene conto del solo danno emergente ovvero di quello derivante da lesioni personali
• Le vittime di richieste estorsive possono beneficiare del ristoro relativo ai danni a beni mobili o immobili, mancato guadagno e lesioni personali. Nel caso in cui l’istante abbia aderito alle richieste estorsive, viene ristorato il danno successivo alla denuncia ed a quello relativo a beni mobili o immobili o alla persona verificatisi nei sei mesi precedenti la denuncia • gli appartenenti ad associazioni di solidarietà beneficiano del ristoro del danno a beni mobili o immobili ovvero lesioni personali. Se esercenti attività economica anche il danno da mancato guadagno
• La domanda è presentata al Prefetto della Provincia nella quale si è verificato l’evento lesivo ovvero si è consumato il delitto. La data di presentazione della domanda è immediatamente comunicata all’Ufficio VIII – Rapporti con il Comitato di Solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura –, unitamente alle generalità del richiedente ed al tipo di beneficio richiesto, ai fini della loro annotazione, in ordine cronologico, in un apposito elenco informatico • l’istante può chiedere l’intero importo e/o provvisionale fino alla misura massima del 70%
• la data di presentazione della denuncia • la determinazione del danno
d) ai terzi danneggiati non si applicano le previsioni di cui ai punti a) e c) Riferimenti normativi
• esercitare attività imprenditoriale (anche se dichiarato fallito ex Legge 3/2012), commerciale, artigianale o comunque economica ovvero libera arte o professione; • essere vittime del delitto di usura, con lo status di parte offesa nel relativo procedimento penale; • assenza di condanne per il reato d'usura o di misure di prevenzione personale; • non essere indagato o imputato per il reato d'usura ovvero essere stato proposto per detta misura.
la concessione del mutuo è deliberata dal Commissario Straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket ed antiusura. In caso di documentata urgenza, previo parere favorevole del P.M., può essere concessa un'anticipazione non superiore al 50% dell'importo erogabile di mutuo. L'anticipazione può essere erogata trascorsi sei mesi dalla presentazione della denuncia, ovvero dall'iscrizione dell'indagato per il delitto di usura nel registro delle notizie di reato se il procedimento penale è ancora in corso. Il fondo procede alla revoca dei provvedimenti di erogazione di mutuo e della provvisionale, nonché al recupero delle somme già erogate nei seguenti casi: • se il procedimento penale per il delitto di usura di cui si è stati vittima si conclude con provvedimento di archiviazione, ovvero con sentenza di non luogo a procedere o di assoluzione; • se le somme erogate a titolo di mutuo o di provvisionale non sono utilizzate in conformità al piano di investimento presentato con la domanda di mutuo; • se sopravvengono le condizioni ostative previste dalla legge per la concessione del mutuo.
In caso di documentata necessità, può essere concessa alla vittima dell’usura un’ anticipazione, fino al 50% dell’importo erogabile del mutuo, prima della definizione del procedimento penale e previo parere favorevole del Pubblico Ministero. L'anticipazione può essere erogata trascorsi sei mesi dalla presentazione della denuncia, ovvero dall'iscrizione dell'indagato per il delitto di usura nel registro delle notizie di reato se il procedimento penale è ancora in corso. A favore dei soggetti che abbiano richiesto la concessione del mutuo, è prevista la sospensione - fino a un massimo di 300 giorni - dei termini degli adempimenti amministrativi per il pagamento dei ratei e mutui bancari ed ipotecari nonché ogni altro atto avente efficacia esecutiva, con scadenza entro un anno dalla data dell'evento lesivo.
La domanda , firmata dalla vittima, deve contenere: • la dichiarazione dell'interessato di essere vittima del reato di usura; • l'indicazione della data di denuncia del delitto di usura ovvero della data in cui l'interessato ha avuto conoscenza dell'inizio delle indagini; • la dichiarazione di non versare in alcuna delle situazioni ostative previste dalla legge; • l'indicazione dell'ammontare del danno subìto per effetto degli interessi e degli altri vantaggi usurari corrisposti e dell'eventuale maggior danno consistente in perdite o mancati guadagni derivanti dal prestito usurario; • l'indicazione della somma di denaro richiesta a mutuo, dei tempi di restituzione e delle modalità di erogazione della stessa; • l'indicazione della somma di denaro eventualmente richiesta a titolo di provvisionale con specificazione dei motivi d'urgenza da dimostrare con apposita documentazione. (scarica la modulistica)
Il fondo procede alla revoca dei provvedimenti di erogazione di mutuo e della provvisionale, nonché al recupero delle somme già erogate nei seguenti casi: • se il procedimento penale per il delitto di usura di cui si è stati vittima si conclude con provvedimento di archiviazione, ovvero con sentenza di non luogo a procedere o di assoluzione; • se le somme erogate a titolo di mutuo o di provvisionale non sono utilizzate in conformità al piano di investimento presentato con la domanda di mutuo; • se sopravvengono le condizioni ostative previste dalla legge per la concessione del mutuo.
RISARCIMENTO DANNI A SEGUITO
La Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo istruisce le
pratiche relative alle istanze di risarcimento dei danni arrecati ai
privati nel corso di operazioni di polizia.
L'istanza in carta semplice indirizzata al prefetto va
inoltrata all'organo di Polizia (Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di
Finanza) che ha arrecato il danno, secondo l'unito modello allegando:
D.P.R. 18.4.1994 n.388. RIPARAZIONE DELL'ERRORE GIUDIZIARIO L'errore giudiziario consiste nella scoperta, mediante l'impugnazione straordinaria della revisione (cfr. artt. 629 ss c.p.p.), dell'ingiustizia sostanziale di una sentenza irrevocabile di condanna. E' importante ricordare che è la stessa Costituzione a richiedere che il legislatore determini le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari (cfr. art. 24, comma 4, Cost.). I presupposti necessari alla riparazione dell'errore giudiziario sono sia positivi, sia negativi (art. 643 c.p.p.).
presupposto positivo è il proscioglimento in sede di revisione; i casi di revisione del processo sono essenzialmente il contrasto tra giudicati penali, il contrasto tra giudicato penale e civile o amministrativo, la scoperta di nuove prove (cfr. art.630 c.p.p.).
La quantificazione del danno esistenziale da errore giudiziario è legato fondamentalmente ad un duplice ordine di fattori: anzitutto alla genericità dell’espressione utilizzata dal legislatore nella indicazione dei parametri di riferimento per la commisurazione dell’entità della riparazione e, in secondo luogo, alla considerazione che, in realtà, stando anche al dato letterale, non si può parlare tecnicamente di risarcimento del danno da errore giudiziario, ma di indennità o indennizzo. E’ in quest’ottica che si pone la ricorrente massima giurisprudenziale in base alla quale "la riparazione dell’errore giudiziario, come quella per l’ingiusta detenzione, non ha natura di risarcimento del danno ma di semplice indennità o indennizzo in base a principi di solidarietà sociale per chi sia stato ingiustamente privato della libertà personale o ingiustamente condannato".
RIPARAZIONE E RISARCIMENTO PER INGIUSTA DETENZIONE All'imputato è riconosciuto un vero e proprio diritto soggettivo ad ottenere un'equa riparazione per la custodia cautelare subita ingiustamente (artt. 314 e 315 c.p.p.). Questo diritto è stato introdotto con il codice di procedura penale del 1988 ed è in adempimento di un preciso obbligo posto dalla Convenzione dei diritti dell'uomo (cfr. art 5, comma 5, C.E.D.U.). La domanda di riparazione è presentata dall'imputato dopo che la sentenza di assoluzione è divenuta irrevocabile e sulla richiesta decide la Corte di Appello con un procedimento in camera di consiglio. Il presupposto del diritto ad ottenere l'equa riparazione consiste nella ingiustizia sostanziale o nell'ingiustizia formale della custodia cautelare subita.
In materia rilevanti novità sono state apportate dalla
legge 16 dicembre 1999, n. 479, cosiddetta "Legge Carotti", il cui articolo 15 ha apportato modifiche all’art.315 del codice di procedura penale. In particolare, è aumentato il limite massimo di risarcimento per aver patito un’ingiusta permanenza in carcere, passando da cento milioni di lire ad un miliardo (oggi € 516.456,90), ed è altresì aumentato il termine ultimo per proporre, a pena di inammissibilità, domanda di riparazione: da 18 a 24 mesi
I tempi della giustizia sono lunghi, anzi, a volte, lunghissimi. Ciò è dovuto da una seri di fattori tra cui il primo è sicuramente la carenza di personale. Diverse riforme sono state fatte e sono al vaglio parlamentare ( si pensi al c.d. processo breve) proprio con lo scopo di sveltire i tempi della giustizia, ad oggi, invano.
Indipendentemente da quali possano essere i motivi di queste lungaggini processuali stà di fatto che il diritto ad un procedimento celere è persino garantito costituzionalmente e chi è stato coinvolto in un procedimento per un periodo di tempo irragionevole ha diritto, in base alla L. 89 del 24 marzo 2001 ( c.d. “ legge Pinto”) una equa riparazione. Detta legge prevede uno strumento volto a far ottenere una equa riparazione a colui che ha subito un danno patrimoniale e non patrimoniale per effetto della violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali in relazione al mancato rispetto del termine ragionevole di cui all’articolo 6, paragrafo 1, della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che testualmente recita :”Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge”. In base alla legge Pinto, qualora il procedimento superi una durata di tempo ragionevole, ( 3 anni per il procedimento di primo grado, 2 anni per il secondo ed 1 anno per la cassazione) a prescindere dall’esito della lite e/o in caso di concliazione della lite , si ha diritto ad una somma di denaro per ogni anno di eccessiva durata del processo pari a circa 1.000/1.500 euro; somma che può aumentare fino a 2.000 euro in casi di particolare importanza (ed es. in tema di diritto di famiglia o stato delle persone, procedimenti pensionistici o penali, cause di lavoro o cause che incidano sulla vita o sulla salute).
La domanda può essere proposta anche qualora la causa sia ancora in corso. Successivamente verrà avanzata una seconda istanza al termine della lite per la cifra rimanente. La durata del tempo “ragionevole” deve tenere in considerazione diverse circostanze tra cui la complessità del procedimento ed il comportamento delle stesse parti e del giudice.
Per presentare il ricorso si ha un termine di sei mesi dal passaggio in giudicato della sentenza che definisce il processo. ATTENZIONE!!! Scaduti i sei mesi, la parte è considerata decaduta dal proporre il ricorso.
II risarcimento va chiesto con ricorso alla Corte d’Appello territorialmente competente, secondo una speciale tabella prevista dall’art. 1 disp. att. c.p.p., e deve essere deciso entro 4 mesi dal deposito. Va proposto nei confronti del Ministero della Giustizia, se si tratta di procedimenti del giudice ordinario, del Ministero della Difesa quanto si tratta di procedimenti del giudice militare, del Ministero delle Finanze quando si tratta di procedimenti del giudice tributario.
Lo studio offre la propria competenza in materia a coloro i quali, ritenendo di aver subito o di subire un procedimento dalla durata irragionevole, hanno intenzione di proporre ricorso per ottenere il dovuto risarcimento.
A tal fine ci si potrà inizialmente, senza alcun impegno, rivolgersi allo Studio al fine di far valutare l’effettiva possibilità di ottenere il risarcimento previsto dalla legge Pinto e/o ricevere informazioni al riguardo.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 24
 art.630
 sentenza 
 articolo 15
 sentenza