Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2011&numero=187
Timestamp: 2020-02-25 15:33:39+00:00

Document:
Sentenza 187/2011 (ECLI:IT:COST:2011:187)
Udienza Pubblica del 19/04/2011; Decisione del 08/06/2011
Norme impugnate: Artt. 30, 40, c. 2°, e 42, c. 7° e 9°, della legge della Regione Marche 15/11/2010, n. 16.
Massime: 35693 35694 35695 35696
Atti decisi: ric. 2/2011
Massima n. 35693 Massima successiva
Ambiente - Norme della Regione Marche - Servizio idrico integrato - Misure straordinarie relative agli scarichi di acque urbane per l'adeguamento e la realizzazione di impianti di depurazione delle acque reflue urbane e collettamento a impianti di depurazione - Fissazione della data del 31 dicembre 2015 quale termine per la conclusione degli interventi per gli agglomerati urbani con almeno duemila abitanti equivalenti - Conferimento alle Province della possibilità di autorizzare in via provvisoria gli scarichi non a norma - Contrasto con la disciplina statale espressione della competenza esclusiva dello Stato in materia di "tutela dell'ambiente" - Illegittimità costituzionale.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 30 della legge della Regione Marche 15 novembre 2010, n. 16, in quanto la disciplina regionale (che, in relazione agli scarichi di acque urbane per l'adeguamento e la realizzazione di impianti di depurazione delle acque reflue urbane e collettamento a impianti di depurazione, fissa la data del 31 dicembre 2015 quale termine per la conclusione degli interventi per gli agglomerati urbani con almeno duemila abitanti equivalenti e conferisce alle Province della possibilità di autorizzare in via provvisoria gli scarichi non a norma) prevede strumenti che incidono sulla tutela ambientale in senso deteriore rispetto a quelli approntati dallo Stato esorbitando nei confronti dei limiti competenziali stabiliti dall'art. 117, secondo comma, lettera s), Cost., il cui rispetto impone che solo allo Stato spetti di decidere anche per ciò che riguarda possibili trattamenti derogatori, qualora vi siano gravi situazioni contingenti.
legge della Regione Marche 15/11/2010 n. 16 art. 30
decreto legislativo 03/04/2006 n. false art. 100
decreto legislativo 03/04/2006 n. false art. 116
decreto legislativo 03/04/2006 n. false art. 149
decreto legislativo 11/05/1999 n. false art. 27
Massima n. 35694 Massima successiva Massima precedente
Ambiente - Norme della Regione Marche - Servizio idrico integrato - Dichiarazione che il servizio idrico integrato, in quanto di interesse generale riconducibile a diritti fondamentali della persona, non rientra tra i servizi pubblici locali a rilevanza economica - Ricorso del Governo - Richiesta di sospensione dell'esecuzione dell'impugnata disposizione - Trattazione in tempi brevi della questione rispetto alla presentazione del ricorso - Non sussistenza dei presupposti per l'esame della sospensiva.
Riguardo all'impugnazione dell'art. 40, comma 2, della legge regionale n. 16 del 2010 - il quale prevede testualmente che «il servizio idrico integrato in quanto di interesse generale riconducibile ai diritti fondamentali della persona non rientra tra i servizi pubblici locali a rilevanza economica» - deve preliminarmente osservarsi che, essendo trattata la questione di legittimità costituzionale di siffatta norma in tempi ravvicinati rispetto alla presentazione del ricorso, non mette conto esaminare se ricorrano o meno gli estremi per procedere alla richiesta sospensione della esecuzione, ex art. 35 della legge n. 87 del 1953, dell'atto impugnato.
legge della Regione Marche 15/11/2010 n. 16 art. 40 co. 2
Massima n. 35695 Massima successiva Massima precedente
Ambiente - Norme della Regione Marche - Servizio idrico integrato - Dichiarazione che il servizio idrico integrato, in quanto di interesse generale riconducibile a diritti fondamentali della persona, non rientra tra i servizi pubblici locali a rilevanza economica - Contrasto con la normativa statale espressione della competenza esclusiva dello Stato in materia di "tutela della concorrenza" nonché con i vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario - Illegittimità costituzionale.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 40, comma 2, della legge della Regione Marche 15 novembre 2010, n. 16, in tema di servizio idrico integrato, in quanto il legislatore statale, in coerenza con la normativa comunitaria e sull'incontestabile presupposto che il servizio idrico integrato si inserisce in uno specifico e peculiare mercato, ha correttamente qualificato tale servizio come di rilevanza economica, conseguentemente escludendo ogni potere degli enti infrastatuali di pervenire ad una diversa qualificazione.
In senso analogo, v. citate sentenze n. 325/2010 e n. 246/2009.
decreto legge 25/09/2009 n. false art. 15 co. 1
legge 20/11/2009 n. false
Massima n. 35696 Massima precedente
Ambiente - Porti - Norme della Regione Marche - Disciplina in materia di gestione integrata dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati - Previsione che i Comuni territorialmente competenti curino le procedure relative all'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico e che tra le funzioni amministrative dei Comuni concernenti la manutenzione dei porti siano ricomprese le procedure relative all'affidamento del servizio di gestione dei rifiuti portuali - Contrasto con la normativa statale espressione della competenza legislativa esclusiva dello Stato nella materia "tutela dell'ambiente e dell'ecosistema" - Illegittimità costituzionale.
E' costituzionalmente illegittimo l'art. 40, commi 7 e 8, della legge della Regione Marche 15 novembre 2010, n. 16, in quanto il legislatore regionale ha inteso allocare, con un suo atto legislativo, la funzione amministrativa relativa alla cura delle procedure finalizzate all'affidamento del servizio di gestione della categoria di rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico presso l'ente territoriale Comune, laddove la legge dello Stato (art. 5, comma 4, del d.lgs. n. 182 del 2003) ha, viceversa, individuato nella Regione il soggetto pubblico cui tale funzione è assegnata. Orbene, se è vero che tali disposizioni prevedono, la prima, l'assegnazione alla competenza regionale sia della predisposizione, adozione e aggiornamento dei piani di gestione dei rifiuti, che della regolamentazione della attività di gestione dei rifiuti stessi e, la seconda, che nel piano regionale di gestione dei rifiuti sia trattata anche la questione dei «flussi di rifiuti disciplinati da una normativa comunitaria specifica» (che nel caso di specie è costituita dalla Direttiva 27 novembre 2000, n. 2000/59/CE, del Parlamento europeo e del Consiglio relativa agli impianti di raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui di carico), tuttavia non è dato ricavare da ciò la conseguenza che alla Regione spetti anche la facoltà di riallocare al Comune, con un suo atto legislativo, la funzione amministrativa di cui all'art. 5, comma 4, del d.lgs. n. 182 del 2003.
legge della Regione Marche 15/11/2010 n. 16 art. 42 co. 7
legge della Regione Marche 15/11/2010 n. 16 art. 42 co. 9
legge della Regione Marche 12/10/2009 n. 24 art. 4 co. 1
decreto legislativo 24/06/2003 n. false art. 5 co. 4
direttiva CE 27/11/2000 n. false

References: art. 30
 art. 100
 art. 116
 art. 149
 art. 27
 art. 35
 art. 40
 art. 15
 art. 42
 art. 42
 art. 4
 art. 5