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Timestamp: 2020-08-04 00:30:29+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18732 del 27/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18732 del 27/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 27/07/2017, (ud. 20/06/2017, dep.27/07/2017), n. 18732
sul ricorso 16772-2016 proposto da:
CITTA’ METROPOLITANA DI FIRENZE – C.F. (OMISSIS), in persona del
Sindaco metropolitano di Firenze, elettivamente domiciliata in ROMA,
C.SO D’ITALIA 102, presso lo studio dell’avvocato GIOVANNI PASQUALE
MOSCA, rappresentata e difesa dall’avvocato LINA CARDONA;
A.G., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA CELIMONTANA
MASSIMO MATTEOLI;
avverso la sentenza n. 1028/2015 della CORTE D’APPELLO di FIRENZE,
partecipata del 20/06/2017 dal Consigliere Dott. MARULLI MARCO.
1. Con il ricorso in atti la Città Metropolitana di Firenze ha inteso chiedere la cassazione dell’impugnata sentenza – con cui il giudice adito, in relazione alla procedure di esproprio posta in essere in danno di A.G. ai fini della realizzazione della variante della (OMISSIS), nel tratto (OMISSIS), aveva determinato l’indennità di esproprio, l’indennità da deprezzamento e l’indennità di occupazione in applicazione del valore venale del bene maggiorato del valore del soprassuolo (nella specie ospitante un noceto) – sul rilievo che il D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, art. 40 comma 1, nell’interpretazione resa dalla giurisprudenza di questa Corte, non consente di operare una separata stima tra il valore del suolo e quello delle colture che vi sono praticate.
2. Al proposto ricorso resiste la A. che ha depositato pure memoria.
2.1. Il ricorso è manifestamente infondato.
2.2. Invero la sollevata censura non trova più il conforto della giurisprudenza di questa Corte, che rimeditando il pregresso orientamento ostativo, ha ora affermato – con giudizio a cui il collegio intende adeguarsi – in relazione all’espropriazione di un fondo destinato a querceto, che “in tema di espropriazione per pubblica utilità, l’evoluzione del sistema indennitario, a seguito degli interventi della Corte costituzionale, con le sentenze n. 348 e 349 del 24 ottobre 2007 e n. 181 dell’11 giugno 2011, nonchè delle sollecitazioni provenienti dalla giurisprudenza della Corte Edu, agganciando indissolubilmente l’indennizzo espropriativo al valore venale del bene, comporta che, ai fini della determinazione dell’indennità di esproprio, per suoli che, quale ne sia la destinazione, dispongano di un soprassuolo arboreo idoneo a conferire particolari condizioni di sicurezza, utilità e amenità, deve tenersi conto dell’aumento di valore di cui il suolo viene a beneficiare, assumendo rilievo ciò che contribuisce a connotarne l’identità fisica e urbanistica” (Cass., Sez. 1^, 21/03/2014, n. 6743).
3. Il rigetto del ricorso comporta la condanna del ricorrente anche alle spese di lite.
Ricorrono le condizioni per l’applicazione del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 – quater.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.
Cosi deciso in Roma, nella Camera di Consiglio della 6-1 sezione civile, il 20 giugno 2017.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 40
 art. 13
 art. 13