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Timestamp: 2018-03-24 06:28:36+00:00

Document:
Ministero dell’Economia e delle Finanze – Decreto 1° settembre 2016
Ministero dell’Economia e delle Finanze – Decreto del 30-6-2016
Rilevazione dei tassi effettivi globali medi, ai sensi della legge sull’usura. Periodo di rilevazione 1° luglio – 30 settembre 2015. Applicazione dal 1° gennaio al 31 marzo 2016.
Vista la legge 7 marzo 1996, n. 108, recante disposizioni in materia di usura e, in particolare, l’art. 2, comma 1, in base al quale “il Ministro del Tesoro, sentiti la Banca d’Italia e l’Ufficio italiano dei cambi, rileva trimestralmente il tasso effettivo globale medio, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, riferito ad anno degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari iscritti negli elenchi tenuti dall’Ufficio italiano dei cambi e dalla Banca d’Italia ai sensi degli articoli 106 e 107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nel corso del trimestre precedente per operazioni della stessa natura”;
Visto il proprio decreto del 23 settembre 2015, recante la “classificazione delle operazioni creditizie per categorie omogenee ai fini della rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari”;
Visto, da ultimo, il proprio decreto del 24 settembre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 30 settembre 2015 e, in particolare, l’art. 3, comma 3, che attribuisce alla Banca d’Italia il compito di procedere per il trimestre 1° luglio 2015 – 30 settembre 2015 alla rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari;
Viste le “istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull’usura” emanate dalla Banca d’Italia (pubblicate nella G.U. n. 200 del 29 agosto 2009);
Vista la rilevazione dei valori medi dei tassi effettivi globali segnalati dalle banche e dagli intermediari finanziari con riferimento al periodo 1° luglio 2015 – 30 settembre 2015 e tenuto conto della variazione, nel periodo successivo al trimestre di riferimento, del valore medio del tasso applicato alle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema determinato dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea, la cui misura sostituisce quella del tasso determinato dalla Banca d’Italia ai sensi del d.lgs. 24 giugno 1998 n. 213, in sostituzione del tasso ufficiale di sconto;
Vista la direttiva del Ministro in data 12 maggio 1999, concernente l’attuazione del decreto legislativo n. 29/1993 e successive modificazioni e integrazioni, in ordine alla delimitazione dell’ambito di responsabilita’ del vertice politico e di quello amministrativo; Atteso che, per effetto di tale direttiva, il provvedimento di rilevazione dei tassi effettivi globali medi ai sensi dell’art. 2 della legge n. 108/1996, rientra nell’ambito di responsabilita’ del vertice amministrativo;
Visto l’art. 62 del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 290 del 14 dicembre 2007, che ha disposto la soppressione dell’Ufficio italiano dei cambi e il passaggio di competenze e poteri alla Banca d’Italia; Sentita la Banca d’Italia;
1. I tassi effettivi globali medi, riferiti ad anno, praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, determinati ai sensi dell’art. 2, comma 1, della legge 7 marzo 1996, n. 108, relativamente al trimestre 1° luglio 2015 – 30 settembre 2015, sono indicati nella tabella riportata in allegato (ALLEGATO A).
1. Il presente decreto entra in vigore il 1° gennaio 2016.
2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 marzo 2016, ai fini della determinazione degli interessi usurari ai sensi dell’art. 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108, come modificato dal d.l. 13 maggio 2011, n. 70, convertito con modificazioni dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, i tassi riportati nella tabella indicata all’art. 1 del presente decreto devono essere aumentati di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori 4 punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non puo’ essere superiore a otto punti percentuali.
2. Le banche e gli intermediari finanziari, al fine di verificare il rispetto del limite di cui all’art. 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108, come modificato dal d.l. 13 maggio 2011, n. 70, convertito con modificazioni dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, si attengono ai criteri di calcolo delle “istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull’usura” emanate dalla Banca d’Italia.
3. La Banca d’Italia procede per il trimestre 1° ottobre 2015 – 31 dicembre 2015 alla rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari con riferimento alle categorie di operazioni indicate nell’apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze.
4. I tassi effettivi globali medi di cui all’art. 1, comma 1, del presente decreto non sono comprensivi degli interessi di mora contrattualmente previsti per i casi di ritardato pagamento. L’indagine statistica condotta nel 2002 a fini conoscitivi dalla Banca d’Italia e dall’Ufficio italiano dei cambi ha rilevato che, con riferimento al complesso delle operazioni facenti capo al campione di intermediari considerato, la maggiorazione stabilita contrattualmente per i casi di ritardato pagamento e’ mediamente pari a 2,1 punti percentuali. Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 21 dicembre 2015 Il Capo della Direzione: Maresca
D.M. 5/4/2012, n. 66
a) “albo”: la sezione dell’albo istituito ai sensi dell’articolo 18-bis, comma 2, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, dedicata alle società di consulenza finanziaria di cui all’articolo 18-ter;
b) “società di consulenza finanziaria”: le società costituite in forma di società per azioni o società a responsabilità limitata che prestano la consulenza in materia di investimenti, senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti, di cui all’articolo 18-ter, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58;
c) “consulenza in materia di investimenti”: il servizio di investimento di cui all’articolo 1, comma 5-septies, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58;
d) “emittenti e intermediari”: gli emittenti prodotti finanziari, i soggetti abilitati di cui all’articolo 1, comma 1, lettera r), del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, le imprese di assicurazione, gli agenti di cambio, le società di cui all’articolo 60, comma 4, del decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415, la società Poste Italiane autorizzata alla prestazione di servizi di investimento ai sensi degli articoli 2 e 12, del decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, n. 144, e ogni altro soggetto che intermedia risorse finanziarie attraverso prodotti finanziari, qualunque sia il Paese in cui tali soggetti hanno la propria sede;
e) “organismo”: l’organismo di cui all’articolo 18-bis, comma 2, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58;
f) “Testo Unico”: il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58;
g) “D.M. 24 dicembre 2008, n. 206”: il Regolamento di disciplina dei requisiti di professionalità, onorabilità, indipendenza e patrimoniali per l’iscrizione all’albo delle persone fisiche consulenti finanziari, adottato dal Ministero dell’economia e delle finanze con decreto del 24 dicembre 2008, n. 206.
Art. 2 Contenuto dell’attività e denominazione
1. Le società di consulenza finanziaria svolgono l’attività di consulenza in materia di investimenti e ogni altra attività consentita nel rispetto delle riserve di attività previste dalla legge, senza detenere somme di denaro o strumenti finanziari di pertinenza dei clienti. Resta fermo il rispetto delle cause di incompatibilità determinate dalla Consob ai sensi dell’articolo 18-bis, comma 7, lett. c) del Testo Unico.
2. La denominazione sociale, in qualunque modo formata, deve contenere le parole “società di consulenza finanziaria”.
Art. 3 Requisiti di indipendenza
3. Per la prestazione di consulenza in materia di investimenti le società di consulenza finanziaria non possono percepire alcuna forma di beneficio da soggetti diversi dal cliente al quale è reso il servizio.
4. Le società iscritte informano l’organismo, secondo le modalità da questo stabilite, dei rapporti intrattenuti con i soggetti di cui ai commi 1 e 2, dichiarando che essi non sono tali da condizionare l’indipendenza nella prestazione di consulenza in materia di investimenti. L’organismo valuta le suddette dichiarazioni ai fini della permanenza dell’iscrizione.
Art. 4 Requisiti patrimoniali
Art. 5 Requisiti di onorabilità e indipendenza dei soci
1. I soci devono possedere i requisiti di onorabilità previsti dal D.M. n. 206 del 2008.
3. Le società di consulenza finanziaria informano l’organismo secondo le modalità da questo stabilite, dei rapporti intrattenuti dai soci con i soggetti di cui al comma 2, dichiarando che essi non sono tali da condizionare l’indipendenza di giudizio della società nella prestazione di consulenza in materia di investimenti. L’organismo valuta le suddette dichiarazioni ai fini della permanenza dell’iscrizione.
Art. 6 Requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza degli esponenti aziendali
1. Coloro che svolgono funzioni di amministrazione e direzione presso società di consulenza finanziaria, devono possedere i requisiti di professionalità, di indipendenza ed onorabilità previsti per i consulenti finanziari dal D.M. n. 206 del 2008.
2. Coloro che svolgono funzioni di controllo devono possedere i requisiti di onorabilità previsti dal D.M. n. 206 del 2008 e i requisiti di indipendenza e di professionalità stabiliti dal codice civile per i sindaci, i componenti del consiglio di sorveglianza e del comitato per il controllo sulla gestione.
3. Ai soggetti di cui ai commi 1 e 2 si applica l’articolo 3 del D.M. n. 206 del 2008.
Art. 7 Requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza dei soggetti che svolgono attività di consulenza finanziaria per conto della società
1. I soggetti, siano essi soci, esponenti aziendali, collaboratori o ausiliari che svolgono, per conto della società, attività di consulenza finanziaria in materia di investimenti nei confronti della clientela, devono essere iscritti all’albo dei consulenti finanziari persone fisiche istituito ai sensi dell’articolo 18-bis, comma 2, del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58.
2. Ai soggetti di cui al comma 1 non si applicano i requisiti patrimoniali previsti dal D.M. n. 206 del 2008.
Art. 8 Disposizioni finali e transitorie
1. Al comma 1, dell’articolo 7, del D.M. n. 206 del 2008, la parola “Organismo” è sostituita dalla parola “Albo”.
2. Al comma 4, dell’articolo 7, del D.M. n. 206 del 2008 le parole “il 1° novembre 2009” sono sostituite dalle parole “sei mesi dalla data di avvio dell’operatività dell’Albo”.
Decreto Ministero dell’economia e delle finanze 7/12/2010
La misura del saggio degli interessi legali di cui all’articolo 1284 del codice civile e’ fissata all’1,5% in ragione d’anno, con decorrenza dal 1° gennaio 2011. Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Decreto Ministero dell’economia e delle finanze 20/9/2010
2. Il modello di cui all’art. 1 puo’ essere altresi’ prelevato da altri siti internet a condizione che lo stesso sia conforme a quello approvato con il presente decreto, rispetti le caratteristiche di cui all’art. 3 e rechi l’indirizzo del sito dal quale e’ stato prelevato nonche’ gli estremi del presente decreto. 3. E’ autorizzata la stampa, anche su modulo continuo, del modello di cui all’articolo 1, nel rispetto delle caratteristiche indicate all’art.
3. A tal fine, il predetto modello e’ reso disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle entrate in uno specifico formato elettronico, riservato ai soggetti che dispongono di sistemi tipografici, idoneo a consentirne la riproduzione
1. Il modello di cui all’articolo 1 e’ di colore celeste cieco e si compone di un esemplare su un foglio singolo di carta bianca formato A-4 avente le seguenti dimensioni: base centimetri 21 e altezza centimetri 29,7.
2. Il medesimo modello puo’ essere riprodotto anche con stampa monocromatica realizzata in colore nero. La stampa realizzata deve, in ogni caso, garantire la chiarezza e l’intelligibilita’ del modello stesso nel tempo.
Decreto Ministero dell’economia e delle finanze 23/6/2008
1. I tassi effettivi globali medi riferiti ad anno praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari determina ai sensi dell’art. 2 comma 1 della legge 7 marzo 1996 n. 108 relativamente al trimestre 1° gennaio 2008 – 31 marzo 2008 sono indicati nella tabella riportata in allegato (Allegato A).
RILEVAZIONE DEI TASSI DI INTERESSE EFFETTIVI GLOBALI MEDI AI FINI DELLA LEGGE SULL’USURA(*)
PERIODO DI RIFERIMENTO DELLA RILEVAZIONE: 1° GENNAIO-31 MARZO 2008
APPLICAZIONE DAL1° LUGLIO FINO AL 30 SETTEMBRE 2008
(in base annua)
Aperture di credito in contocorrente (1) fino a 5.000
oltre 5.000 12,97
oltre 5.000 7,47
Factoring (3) fino a 50.000
oltre 50.000 7,49
Crediti personali e altri finanziamenti alle famiglie effettuati dalle banche (4) 10,38
Anticipi, sconti commerciali, crediti personali e altri finanziamenti effettuati dagli intermediari non bancari (5) fino a 5.000
oltre 5.000 16,52
Prestiti contro cessione del quinto dello stipendio (6) fino a 5.000
oltre 5.000 15,13
Leasing fino a 5.000
Credito finalizzato all’acquisto rateale e credito revolving (7) fino a 1.500
oltre 5.000 16,16
Mutui con garanzia ipotecaria (8):
– a tasso variabile 5,99
Avvertenza: ai fini della determinazione degli itneressi usurari ai sensi dell’art. 2 della legge n. 108/96, i tassi rilevati devono essere alimentati della metà.
(*) Per i criteri di rilevazione dei dati e di compilazione della tabella si veda la nota metodologica allegata al Decreto: per la definizione delle voci riportate nella tabella si veda l’allegato A al medesimo Decreto – I tassi non comprendono la comunicazione di massimo scoperto che, nella media delle operazioni rilevate, si ragguaglia a 0,66 punti percentuali.
(Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 18.9.2007: Istruzioni applicative della Banca d’Italia e dell’ Ufficio italiano dei cambi):
(2) Banche: finanziamenti per anticipi su crediti e documenti – sconto di portafoglio commerciale; altri finanziamenti a breve e a medio lungo termine alle unità produttive private.
(4) Banche: crediti personali, a breve e a medio e lungo termine: altri finanziamenti alle famiglie di consumatori, a breve e a medio e lungo termine.
(5) Intermediari finanziari non bancari: finanziamenti per anticipi su crediti e documenti – sconto di portafoglio commerciale; crediti personali, a breve e a medio e lungo termine; altri finanziamenti a famiglie di consumatori e a unità produttive private, a breve e a medio e a lungo termine.
(6) Prestiti contro cessione del quinto stipendio: i tassi si riferiscono ai finanziamenti erogati ai sensi del D.P.R. n. 180 del 1950 o secondo schemi contrattuali ad esso assimilabili.
(7) Credito finalizzato all’acquisto rateale di beni di consumo: credito revolving e con utilizzo di carte di credito.
(8) Mutui con durata superiore a cinque anni.
Il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 18 settembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 226 del 28 settembre 2007, ha ripartito le operazioni di credito in categorie omogenee attribuendo alla Banca d’Italia e all’Ufficio italiano dei cambi il compito di rilevare i tassi.
La rilevazione dei dati per ciascuna categoria riguarda le medie aritmetiche dei tassi praticati sulle operazioni censite nel trimestre di riferimento. Essa e’ condotta per classi di importo; limitatamente a talune categorie e’ data rilevanza alla durata, all’esistenza di garanzie e alla natura della controparte. Non sono incluse nella rilevazione alcune fattispecie di operazioni condotte a tassi che non riflettono le condizioni del mercato (ad es. operazioni a tassi agevolati in virtu’ di provvedimenti legislativi).
Per le operazioni di «credito personale», «credito finalizzato», «leasing», «mutuo», «altri finanziamenti» e «prestiti contro cessione del quinto dello stipendio» i tassi rilevati si riferiscono ai rapporti di finanziamento accesi nel trimestre; per esse e’ adottato un indicatore del costo del credito analogo al Taeg definito dalla normativa comunitaria sul credito al consumo. Per le «aperture di credito in conto corrente», il «credito revolving e con utilizzo di carte di credito», gli «anticipi su crediti e sconto di portafoglio commerciale» e il «factoring» – i cui tassi sono continuamente sottoposti a revisione – vengono rilevati i tassi praticati per tutte le operazioni in essere nel trimestre, computati sulla base dell’effettivo utilizzo.
La Banca d’Italia procede ad aggregazioni tra dati omogenei al fine di agevolare la consultazione e l’utilizzo della rilevazione. Le categorie di finanziamento sono definite considerando l’omogeneita’ delle operazioni evidenziata dalle forme tecniche adottate e dal livello dei tassi di mercato rilevati.
La tabella – che e’ stata definita sentita la Banca d’Italia – e’ composta da 20 tassi che fanno riferimento alle predette categorie di operazioni.
Le classi di importo riportate nella tabella sono aggregate sulla base della distribuzione delle operazioni tra le diverse classi presenti nella rilevazione statistica: lo scostamento dei tassi aggregati rispetto al dato segnalato per ciascuna classe di importo e’ contenuto.
Data la metodologia della segnalazione. i tassi d’interesse bancari riportati nella tabella differiscono da quelli rilevati
dalla Banca d’Italia nell’ambito delle statistiche dei tassi armonizzati e di quelle della Centrale dei rischi, orientate ai fini dell’analisi economica e dell’esame della congiuntura. Queste rilevazioni si riferiscono a campioni, tra loro diversi, di banche; i tassi armonizzati non sono comprensivi degli oneri accessori e sono ponderati con l’importo delle operazioni; i tassi della Centrale dei rischi si riferiscono alle operazioni di finanziamento di importo superiore a 75.000,00 euro.
Nell’anno 2002 la Banca d’Italia e l’Ufficio italiano dei cambi hanno proceduto a una rilevazione statistica riguardante la misura media degli interessi di mora stabiliti contrattualmente. La rilevazione ha riguardato un campione di banche e di societa’ finanziarie individuato sulla base della distribuzione territoriale e della ripartizione tra le categorie istituzionali.
In relazione ai contratti accesi nel terzo trimestre del 2001 sono state verificate le condizioni previste contrattualmente; per le aperture di credito in conto corrente sono state rilevate le condizioni previste nei casi di revoca del fido per tutte le operazioni in essere. In relazione ai complesso delle operazioni, il valore della maggiorazione percentuale media e’ stato posto a confronto con il tasso medio rilevato.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8