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Timestamp: 2018-10-18 02:01:05+00:00

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RS 910.124 Ordinanza del DEFR dell' 11 giugno 1999 sulle esigenze minime relative al controllo delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette (Ordinanza sul controllo delle DOP e delle IGP
910.124 Ordinanza del DEFR dell' 11 giugno 1999 sulle esigenze minime relative al controllo delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette (Ordinanza sul controllo delle DOP e delle IGP
910.124
Ordinanza del DEFR
sulle esigenze minime relative al controllo delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette
(Ordinanza sul controllo delle DOP e delle IGP)
dell'11 giugno 1999 (Stato 1° gennaio 2017)
visto l'articolo 18 capoverso 2 dell'ordinanza DOP/IGP del 28 maggio 19972,
Art. 1 Esigenze minime relative al controllo
L'organismo di certificazione deve:
procedere alla prima abilitazione di tutte le imprese di produzione, di tra-sformazione o di elaborazione;
verificare i flussi delle merci;
controllare l'uso corretto dei marchi di rintracciabilità;
garantire che le esigenze relative al processo di produzione, di trasformazione o di elaborazione (esigenze relative al processo) siano rispettate;
sovrintendere al test del prodotto finale.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DEFR del 29 ott. 2014, in vigore dal 1° gen. 2015 (RU 2014 3907).
Art. 2 Frequenza dei controlli
1 L'organismo di certificazione controlla le esigenze relative alle installazioni tecniche (esigenze strutturali) nell'ambito della procedura di prima abilitazione.1
2 Il controllo dei flussi delle merci, della rintracciabilità e delle esigenze relative al processo è eseguito almeno ogni due anni in ogni impresa di trasformazione e di elaborazione e almeno ogni quattro anni nelle aziende d'estivazione. Nelle imprese di produzione, il controllo è effettuato su un campione rappresentativo delle imprese.2
3 Per le indicazioni geografiche protette (IGP), il test del prodotto finale è eseguito ogni anno su un campione rappresentativo delle imprese. Per le denominazioni di origine protette (DOP), il test è eseguito almeno una volta all'anno per ogni impresa di produzione, di trasformazione o di elaborazione che mette in commercio il prodotto finale. Se un'impresa mette in commercio la produzione di diversi attori, il test del prodotto finale è eseguito su un campione dei lotti di ogni singolo attore.3
4 Se si constata un'irregolarità, l'impresa è ricontrollata sistematicamente.
2 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DEFR del 29 ott. 2014, in vigore dal 1° gen. 2015 (RU 2014 3907).
3 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DEFR del 29 ott. 2014, in vigore dal 1° gen. 2015 (RU 2014 3907).
Art. 3 Esigenze strutturali ed esigenze relative al processo
Nell'elenco degli obblighi figurano le seguenti esigenze essenziali per la tipicità del prodotto:
esigenze strutturali;
esigenze relative al processo.
Art. 4 Marchio di rintracciabilità
Il marchio di rintracciabilità è un contrassegno indelebile che va apposto su ogni singolo prodotto e che consente di identificare il lotto e il produttore. Se il prodotto non si presta a tale procedura, il marchio può essere apposto sull'imballaggio del prodotto pronto per il consumo.
Art. 51Test del prodotto finale
1 Per i prodotti agricoli e i prodotti agricoli trasformati, il test del prodotto finale consiste in un esame fisico, un esame chimico e un esame organolettico.
2 L'esame organolettico serve a verificare la conformità dei prodotti alla descrizione sensoriale che figura nell'elenco degli obblighi.
3 Per i prodotti silvicoli e i prodotti silvicoli trasformati, il test del prodotto finale consiste in un esame delle caratteristiche fisiche o di altre qualità intrinseche.
4 Il prelievo di campioni avviene sotto la responsabilità dell'organismo di certificazione. L'esame organolettico è eseguito dal raggruppamento richiedente sotto la responsabilità dell'organismo di certificazione.
1 Nuovo testo giusta il n. I dell'O del DEFR del 16 set. 2016, in vigore dal 1° gen. 2017 (RU 2016 3289).
Art. 6 Rapporto
L'organismo di certificazione fornisce annualmente all'Ufficio federale dell'agricoltura un rapporto per ogni denominazione protetta nel quale figurano:
la lista delle imprese controllate, suddivise nelle categorie «produzione», «trasformazione» e «elaborazione»;
la quantità totale dei prodotti commercializzati con la denominazione protetta;
il numero e il genere dei provvedimenti correttivi e dei ritiri di certificati per ogni denominazione protetta.
Art. 7 Accesso alle imprese e ai documenti
L'organismo di certificazione provvede affinché gli sia garantito:
l'accesso in qualsiasi momento alle imprese;
la consultazione di tutta la documentazione utile ai fini della certificazione.
Art. 8 Manuale di controllo
1 L'organismo o gli organismi di certificazione, in collaborazione con il raggruppamento che ha presentato la domanda di registrazione di una DOP o di una IGP, concretizzano in un manuale di controllo le procedure previste nella presente ordinanza.
2 Il manuale di controllo è parte integrante del sistema di assicurazione della qualità dell'organismo o degli organismi di certificazione.
3 La versione aggiornata del sistema di assicurazione della qualità degli organismi di certificazione è depositata presso l'Ufficio federale dell'agricoltura.
La presente ordinanza entra in vigore il 1° luglio 1999.
RU 1999 2214
1 La designazione dell'unità amministrativa è stata adattata in applicazione dell'art. 16 cpv. 3 dell'O del 17 nov. 2004 sulle pubblicazioni ufficiali (RU 2004 4937), con effetto dal 1° gen. 2013. Di detta mod. è tenuto conto in tutto il presente testo.2 RS 910.12
Ordinanza del DEFR dell' 11 giugno 1999 sulle esigenze minime relative al controllo delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche protette (Ordinanza sul controllo delle DOP e delle IGP

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 51

Art. 6

Art. 7

Art. 8