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Timestamp: 2020-05-25 07:16:50+00:00

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Art. 492 bis c.p.c. Ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare art. 155 quinquies d.a. CPC facoltà del creditore di ottenere l’accesso alle banche dati direttamente tramite i gestori, senza necessariamente avvalersi dell’opera dell’ufficiale giudiziario – necessità della previa emanazione dei decreti ministeriali di cui all’art. 155 quater d.a. CPC
l’art. 155 quinquies d.a. CPC, laddove consente al creditore di poter ottenere l’accesso alle banche dati direttamente tramite i gestori, senza dover necessariamente avvalersi dell’opera dell’ufficiale giudiziario, “quando le strutture tecnologiche, necessarie a consentire l’accesso diretto da parte dell’ufficiale giudiziario alle banche … non sono funzionanti”, presuppone la emissione dei decreti attuativi previsti dall’ art. 155 quater d.a. CPC, che disciplinano in via generale “i casi, i limiti e le modalità di esercizio della facoltà di accesso alle banche dati”; infatti ratio della norma è solo quella di consentire, fermo restando la necessaria preesistenza dei decreti attuativi, che il creditore possa superare un eventuale mancato funzionamento, ovvero la mancanza delle strutture tecnologiche in capo agli ufficiali giudiziari, facendo ricorso direttamente alle strutture dei gestori delle banche dati
R.G. 535/2015
vista l’istanza con cui il creditore chiede di essere autorizzato a ottenere dai gestori delle banche dati individuate dall’ articolo 492 bis CPC e dall’articolo 155 quater d.a. CPC le informazioni nelle stesse contenute, ai sensi dell’art. 155 quinquies CPC, essendo attualmente non funzionanti le strutture tecnologiche che consentano l’accesso tramite gli ufficiali giudiziari;
che l’art. 492 bis CPC consente al creditore di ottenere dal presidente del tribunale una autorizzazione con consenta all’ ufficiale giudiziario di accedere mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere, finalizzato ad individuare beni da sottoporre a pignoramento.
che l’art. 155 quater d.a. CPC intitolato “Modalità di accesso alle banche dati” prevede che il Ministero della Giustizia con proprio decreto individui “i casi, i limiti e le modalità di esercizio della facoltà di accesso alle banche dati di cui al secondo comma dell’articolo 492 bis del codice, nonché le modalità di trattamento e conservazione dei dati e le cautele a tutela della riservatezza dei debitori”
che di conseguenza l’acceso alla banche dati di cui all’art. 492 bis CPC non è necessariamente onnicomprensivo della conoscenza di tutti i dati contenuti nella banche date pubbliche, né è possibile accedervi con qualsivoglia modalità, atteso che spetta al Ministro, secondo la procedura stabilita, la individuazione “ (1) dei casi, (2) dei limiti nonché (3) delle modalità di accesso”; il decreto deve inoltre prevedere una specifica disciplina sul trattamento dei dati ottenuti, al fine di garantire la riservatezza e conservazione degli stessi;
che è quindi evidente che in mancanza di tali decreti lo stesso art. 492 bis CPC è privo di operatività;
che allo stato tali decreti non sono ancora stati emanati;
che l’art. 155 quinquies d.a. CPC consente al creditore di poter ottenere l’accesso alle banche dati direttamente tramite i gestori, senza dover necessariamente avvalersi dell’opera dell’ufficiale giudiziario, “quando le strutture tecnologiche, necessarie a consentire l’accesso diretto da parte dell’ufficiale giudiziario alle banche … non sono funzionanti”;
che tale norma evidentemente comunque presuppone la emissione dei decreti attuativi previsti dall’ art. 155 quater d.a. CPC; ed infatti se non si conoscono “i casi, i limiti e le modalità di esercizio della facoltà di accesso alle banche dati”, non è possibile stabilire quando, come e quali dati poter ottenere in tale modo; né è possibile stabilire quale disciplina il creditore deve osservare una volta ottenuto il dato, la fine di tutelarne la riservatezza;
del resto altrimenti opinando dovrebbe ritenersi che l’attività dell’ufficiale giudiziario sia sottoposta a “casi e limiti”, mentre quella diretta delle parti non incontrerebbe alcun limite e disciplina il che è evidentemente illogico ed inammissibile;
che del resto tale norma richiama espressamente la preesistenza dei decreti attuativi, seppure ai fini di ipotre interrogare ulteriori banche dati, oltre quelle già previste direttamente dall’art. 492 bis;
che invero ciò che la norma consente, fermo restando la necessaria preesistenza dei decreti attuativi, è che il creditore possa superare un eventuale mancato funzionamento ovvero la mancanza delle strutture tecnologiche in capo agli ufficiali giudiziari, facendo ricorso direttamente alle strutture dei gestori delle banche dati;
Rigetta la richiesta formulata
Forlì, 23.03.2015
Art. 492 bis c.p.c. Ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare
Su istanza del creditore procedente, il presidente del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede, verificato il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata, autorizza la ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare. L’istanza deve contenere l’indicazione dell’indirizzo di posta elettronica ordinaria ed il numero di fax del difensore nonché, ai fini dell’articolo 547, dell’indirizzo di posta elettronica certificata. Fermo quanto previsto dalle disposizioni in materia di accesso ai dati e alle informazioni degli archivi automatizzati del Centro elaborazione dati istituito presso il Ministero dell’interno ai sensi dell’articolo 8 della legge 1° aprile 1981, n. 121, con l'autorizzazione di cui al primo comma il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato dispone che l’ufficiale giudiziario acceda mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere e, in particolare, nell’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, nel pubblico registro automobilistico e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti
Art. 155 quater
(Modalità di accesso alle banche dati) Il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’interno e con il Ministro dell’economia e delle finanze e sentito il Garante per la protezione dei dati personali, individua i casi, i limiti e le modalità di esercizio della facoltà di accesso alle banche dati di cui al secondo comma dell’articolo 492 bis del codice, nonché le modalità di trattamento e conservazione dei dati e le cautele a tutela della riservatezza dei debitori.
Con il medesimo decreto sono individuate le ulteriori banche dati delle pubbliche amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere, che l’ufficiale giudiziario può interrogare tramite collegamento telematico diretto o mediante richiesta al titolare dei dati.
Art. 155 quinquies
Quando le strutture tecnologiche, necessarie a consentire l’accesso diretto da parte dell’ufficiale giudiziario alle banche dati di cui all’articolo 492 bis del codice e a quelle individuate con il decreto di cui all’articolo 155 quater, primo comma, non sono funzionanti, il creditore procedente, previa autorizzazione a norma dell’articolo 492 bis, primo comma, del codice, puòottenere dai gestori delle banche dati previste dal predetto articolo edall’articolo 155 quater di queste disposizioni le informazioni nelle stessecontenute.
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References: art. 155
 art. 155
 articolo 492
 art. 492
 art. 155

Art. 492

Art. 155

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