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Timestamp: 2020-08-07 03:01:24+00:00

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Legge regionale n. 2 del 17 gennaio 2008 Torna indietro
Legge regionale n. 2 del 17 gennaio 2008 ( Vigente )
"Disposizioni in materia di navigazione interna, demanio idrico della navigazione interna e conferimento di funzioni agli enti locali".
(B.U. 24 gennaio 2008, n. 4)
Art. 3. (Classificazione delle vie di navigazione e del relativo demanio idrico)
Art. 5. (Funzioni amministrative delle province)
Art. 6. (Funzioni amministrative dei comuni)
Art. 7. (Gestioni associate)
Art. 8. (Uso del demanio)
Art. 9. (Pagamenti dei canoni demaniali)
Art. 10. (Ripartizione dei canoni di concessione demaniale)
Art. 11. (Disciplina della navigazione)
Art. 12. (Interventi sulle vie di navigazione)
Art. 13. (Interventi regionali per la realizzazione di opere afferenti alla navigazione interna ed al relativo demanio)
Art. 13 bis. (Interventi regionali in materia di vigilanza e soccorso alle unità in navigazione)
Art. 14. (Definizioni)
Art. 15. (Approdo ed ormeggio di unità di navigazione)
Art. 16. (Rimozione di unità di navigazione)
Art. 17. (Locazione e noleggio di natanti da diporto)
Art. 18. (Attività balneare)
Art. 19. (Ruolo regionale dei mediatori per le unità da diporto)
Art. 20. (Ruolo provinciale dei conducenti dei servizi pubblici non di linea)
Art. 21. (Giornale di bordo)
Art. 22. (Disposizioni in materia di salvaguardia dell'ambiente)
Art. 23. (Ricupero e ritrovamento di unità di navigazione e relitti)
Art. 24. (Vigilanza)
Art. 25. (Disposizioni generali)
Art. 26. (Sanzioni in materia di navigazione interna)
Art. 27. (Sanzioni in materia di demanio della navigazione interna)
Art. 28. (Disposizioni transitorie)
Art. 29. (Norma finanziaria)
Art. 30. (Abrogazione di norme)
Al fine di tutelare, regolamentare e sviluppare la navigazione interna, migliorando le infrastrutture pubbliche per la navigazione, valorizzando le attività nautiche e rendendo l'attività amministrativa più efficace, efficiente ed economica, la Regione, nel rispetto degli ecosistemi ambientali e del paesaggio, procede al riordino della disciplina della navigazione interna e del relativo demanio idrico piemontese.
La Regione favorisce lo sviluppo delle vie di navigazione e dei porti della navigazione interna; promuove e valorizza l'esercizio della navigazione commerciale e da diporto nel rispetto degli ecosistemi ambientali e del paesaggio; disciplina e regolamenta le modalità di gestione del demanio idrico della navigazione interna, la circolazione nautica e le attività connesse ed esercita la vigilanza, unitamente agli enti locali.
Il conferimento delle funzioni agli enti locali avviene nel rispetto dei principi di sussidiarietà e semplificazione previsti dallo Statuto , secondo le disposizioni di cui alla legge regionale 20 novembre 1998, n. 34 (Riordino delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione e degli enti locali) ed al titolo I della legge regionale 26 aprile 2000, n. 44 di attuazione del d.lgs. 112/1998 .
La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, d'intesa con gli enti locali interessati e nel rispetto dei principi di cui all'articolo 2, può modificare la classificazione delle vie di navigazione di cui al comma 1, gli ambiti territoriali costituenti il demanio idrico della navigazione interna di cui al comma 2 ed i bacini demaniali di cui al comma 6 nonché individuare ulteriori vie di navigazione e bacini demaniali per l'esercizio delle funzioni amministrative in materia di navigazione interna e relativo demanio idrico.
la programmazione, la regolazione e la gestione dei servizi pubblici di linea sul lago Maggiore, ai sensi della legge regionale 4 gennaio 2000, n. 1 (Norme in materia di trasporto pubblico locale, in attuazione del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 ). La Giunta regionale è autorizzata, anche sulla base degli indirizzi del comitato interregionale di cui all' articolo 29, comma 3, della l.r. 1/2000 e sentita la Commissione consiliare competente, alla costituzione di società per azioni aventi ad oggetto il compito di provvedere alla gestione dei servizi di trasporto lacuale di cui all' articolo 11 del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422 (Conferimento alle Regioni ed agli enti locali di funzioni e compiti in materia di trasporto pubblico locale, a norma dell' articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59 );
la regolamentazione dell'utilizzo del demanio idrico della navigazione interna, ivi compresa l'apposizione di vincoli e limiti d'uso dei beni e delle aree, tenuto conto delle vocazioni territoriali e delle compatibilità degli interventi, nonché la regolamentazione per il rilascio delle concessioni e la determinazione degli importi relativi all'occupazione dei beni del demanio idrico della navigazione interna, in acqua ed a terra, quando l'utilizzazione prevista abbia finalità pubbliche, turistiche, ricreative, sportive e commerciali. A tal fine la Giunta regionale approva appositi regolamenti;
l'individuazione delle zone portuali piemontesi, di cui al r.d. 327/1942 ed al d.p.r. 631/1949 ;
le attività di promozione e miglioramento della sicurezza in materia di navigazione interna, ivi compreso il soccorso alle unità di navigazione in difficoltà, da attuarsi di concerto con le istituzioni e con il coinvolgimento delle associazioni interessate, nonché attraverso iniziative di informazione, formazione e cooperazione tra soggetti pubblici e privati;
la valutazione in ordine alla compatibilità delle manifestazioni nautiche con il regolamento di cui alla lettera j) e con la disciplina della navigazione, quando l'autorizzazione è rilasciata ai sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera a).
il rilascio delle autorizzazioni per le manifestazioni afferenti all'area navigabile di interesse comunale, inclusa la valutazione in ordine alla compatibilità della manifestazione con il regolamento di cui all'articolo 4, comma 1, lettera j) e con la disciplina della navigazione, nonché l'adozione di provvedimenti di limitazione o di regolamentazione della circolazione nautica, sentito, ove interferisca con il servizio pubblico di linea, il gestore del servizio medesimo;
l'attività amministrativa e di polizia dei porti, di cui al libro I, parte I, titolo III, capo I, del r.d. 327/1942 . Tali attività, con l'esclusione della sicurezza e del soccorso alle unità di navigazione in difficoltà, riguardano l'uso e la gestione delle aree portuali, la ripartizione degli spazi acquei, la vigilanza sull'esercizio di attività nei porti, la rimozione di unità di navigazione, aeromobili sommersi o materiali che recano intralcio alla navigazione, l'escavazione ed ogni altro intervento per il mantenimento in esercizio dei porti, nonché le opere di segnalazione degli ostacoli emergenti ed il mantenimento in efficienza delle medesime;
la gestione del demanio idrico della navigazione interna, il rilascio dei provvedimenti di cui all'articolo 8, comma 2, lettere a) e b), salvo quanto disposto all'articolo 4, comma 1, lettera k), l'accertamento e la riscossione, anche coattiva, di canoni ed indennizzi, la gestione del relativo contenzioso, la tutela delle aree, la messa in pristino dei luoghi a spese dei responsabili, la vigilanza e l'irrogazione delle sanzioni amministrative, nel rispetto delle norme statali e regionali in materia;
I comuni, anche in forma associata, nel rispetto del regolamento di cui all'articolo 4, comma 1, lettera j), approvano piani disciplinanti l'uso del demanio di competenza e li trasmettono nei successivi trenta giorni alla Giunta regionale. Possono, altresì, derogare al divieto di navigazione, fatte salve le necessarie autorizzazioni da parte delle amministrazioni competenti, per le unità nautiche impiegate in attività di soccorso ed assistenza, di pubblica utilità e sicurezza, di trasporto pubblico di linea e non di linea, nonché per i natanti impiegati in attività di scuola nautica. La concessione delle deroghe avviene sulla base dei criteri dettati dal regolamento regionale di cui all'articolo 11, comma 3, lettera a).
I comuni interessati dalla navigazione interna, che precedentemente alla demanializzazione del lago subordinavano la navigazione sulle acque territoriali al pagamento di somme a vario titolo, possono istituire diritti di varo sulle unità di navigazione sul lago. Il diritto di varo è stabilito nel rispetto dei parametri di cui all'allegato B.
Il diritto di varo è determinato dalla lunghezza del natante per l'importo unitario di cui alla lettera a) dell'allegato B moltiplicato per i coefficienti di cui alle lettere b) e c) del medesimo allegato e può essere riparametrato su una periodicità inferiore all'annualità.
Gli importi di cui alla lettera a) dell'allegato B sono aggiornati annualmente in funzione della variazione dell'indice nazionale ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
Sono esenti dal pagamento del diritto di varo i natanti privi di motore, mentre le unità a vela con motore ausiliario usufruiscono di una riduzione del 40 per cento ed i natanti con motori elettrici di una riduzione nella misura del 70 per cento.
Le gestioni associate sono costituite secondo le modalità previste dal d.lgs. 267/2000 . Alle gestioni associate tra i comuni possono partecipare altresì le province territorialmente interessate.
Al fine di fronteggiare l'improvvisa riduzione dei traffici lacuali afferenti al trasporto di merci e di persone, la Giunta regionale, in accordo con le gestioni associate, sospende il pagamento dei canoni di concessione demaniale di cui all'articolo 4, comma 1, lettera j). Al pagamento dei canoni sospesi, da effettuarsi entro e non oltre il 31 dicembre 2020 anche mediante rateazione senza applicazione di interesse, si provvede secondo le modalità stabilite da ciascuna gestione associata.
Ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera k), la Regione, d'intesa con il gestore del servizio pubblico di linea, individua le aree e le strutture da destinare all'esercizio del servizio pubblico di linea e le affida in concessione al gestore, previo versamento al comune o alla gestione associata di un canone determinato dalla Regione in relazione alla natura pubblica del servizio prestato ed agli oneri affidati. Compete al gestore ogni intervento necessario al mantenimento in efficienza dei beni concessi. E' vietata ogni forma di subconcessione.
Il soggetto richiedente l'occupazione di un bene del demanio idrico della navigazione interna versa il canone previsto e fornisce al comune o alla gestione associata le idonee garanzie della corretta occupazione del bene demaniale.
Le garanzie di cui al comma 1 sono definite dal comune o dalla gestione associata e riportate sui provvedimenti di cui all'articolo 8, comma 2, lettere a) e b), in relazione alla tipologia della concessione, alla trasformazione dei luoghi e alla durata temporale dell'occupazione richiesta.
Nei casi di decadenza della concessione demaniale di cui ai commi 4 e 5, si procede alla riscossione coattiva delle somme dovute mediante ruolo affidato ai concessionari del servizio riscossione dei tributi, a norma dell' articolo 17, comma 2, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46 (Riordino della disciplina della riscossione mediante ruolo, a norma dell' articolo 1 della legge 28 settembre 1998, n. 337 ).
Nel caso di specchi d'acqua non regolamentati e non compresi nell'ambito del demanio idrico della navigazione interna, i comuni possono approvare specifici regolamenti per la navigazione e li trasmettono nei successivi trenta giorni alla Giunta regionale che ne verifica il rispetto con i principi e le finalità della presente legge, nonché la coerenza con il regolamento regionale di cui all'articolo 4, comma 1, lettera j). L'approvazione di un regolamento comunale ai fini della disciplina della navigazione non determina l'inclusione dello specchio d'acqua regolamentato nei beni costituenti il demanio idrico della navigazione interna.
Nel caso in cui la realizzazione di nuove opere, l'esecuzione di interventi su opere già esistenti, la posa di boe o di corpi galleggianti, nonchè l'occupazione di sedime demaniale interferiscano con le vie di navigazione di cui all'articolo 3, comma 1, è necessaria la preventiva autorizzazione, rilasciata, ai fini della disciplina della navigazione, dalla Regione ai sensi dell'articolo 4, comma 1, lettera g) o dal comune ai sensi dell'articolo 6, comma 1, lettera f).
Art. 13 bis.[10]
(Interventi regionali in materia di vigilanza e soccorso alle unità in navigazione)
La Regione, fatte salve le competenze in materia di sicurezza conferite ai comuni e alle gestioni associate, di concerto con lo Stato o con soggetti pubblici, può concorrere alla spesa per la realizzazione di idonei servizi atti a garantire la vigilanza e un adeguato soccorso alle unità di navigazione.
in prossimità dei segnalamenti di navigazione, se ne occultano la visibilità;
In attuazione dell' articolo 50 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171 (Codice della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE , a norma dell' articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172 ), a decorrere dall'entrata in vigore del regolamento di cui al comma 6, è istituito il ruolo regionale dei mediatori per le unità da diporto presso la camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura del Verbano Cusio Ossola, che provvede agli adempimenti finalizzati all'iscrizione, alla tenuta ed all'aggiornamento dello stesso, nonché all'organizzazione degli esami di cui al comma 2.
Ai sensi dell' articolo 51 del d.lgs. 171/2005 , l'iscrizione nel ruolo regionale abilita all'esercizio della professione in tutto il territorio della Repubblica.
Possono essere iscritte nel ruolo regionale le persone fisiche e le società.
previsione dell'idoneità morale tra i requisiti per l'iscrizione nel ruolo regionale, come individuati dall' articolo 2 della legge 3 febbraio 1989, n. 39 (Modifiche ed integrazioni alla legge 21 marzo 1958, n. 253 , concernente la disciplina della professione di mediatore);
previsione, tra le materie di esame, di nozioni di diritto marittimo e della navigazione, delle norme che regolano la mediazione ed i contratti di compravendita, di locazione e di noleggio di navi, nonché delle norme sui contratti del consumatore di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo, a norma dell' articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229 ).
I soggetti che, alla data dell'entrata in vigore della presente legge, esercitano regolarmente, da almeno sei mesi, le attività di mediazione nei contratti di costruzione, di compravendita, di locazione e di noleggio di unità da diporto, sono iscritti di diritto nel ruolo regionale, salva la verifica del possesso dei requisiti morali previsti dalla l. 39/1989 .
In attuazione delle disposizioni di cui all' articolo 6 della l. 21/1992 , a decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 5 è istituito il ruolo provinciale dei conducenti dei servizi di trasporto pubblico di navigazione non di linea presso ciascuna camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura del Piemonte, che provvede agli adempimenti finalizzati all'iscrizione, alla tenuta e all'aggiornamento dello stesso, nonché allo svolgimento dell'esame di cui al comma 4.
Ai componenti della commissione regionale di cui al comma 5, lettera b), sono corrisposti i compensi stabiliti dalla l.r. 33/1976 .
I titolari di licenza o di autorizzazione all'esercizio del servizio pubblico non di linea con unità di navigazione, ai sensi dell' articolo 2, comma 3, della l. 21/1992 , non sono soggetti all'applicazione dell' articolo 176 del r.d. 327/1942 .
Salvo che il fatto costituisca reato, l'inosservanza dei provvedimenti di cui all'articolo 11, comma 3, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da un minimo di euro 100,00 ad un massimo di euro 1.000,00.
L'occupazione dello specchio acqueo in assenza dell'autorizzazione di cui all'articolo 12, comma 1, comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da un minimo di euro 500,00 ad un massimo di euro 5.000,00.
Salvo che il fatto costituisca reato, l'inosservanza delle disposizioni di cui all'articolo 15, commi 1, 2 e 3 ed all'articolo 22 è soggetta alla sanzione amministrativa da un minimo di euro 100,00 ad un massimo di euro 1.000,00.
Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque occupa un bene del demanio idrico della navigazione interna in assenza dei provvedimenti di cui all'articolo 8, comma 2, lettere a) e b), è soggetto alla sanzione amministrativa da un minimo di euro 200,00 ad un massimo di euro 2.000,00.
Coloro che non rispettano gli obblighi riportati nella autorizzazione demaniale temporanea o nella concessione demaniale, fatte salve le sanzioni penali se previste, sono soggetti alla sanzione amministrativa da un minimo di euro 100,00 ad un massimo di euro 1.000,00.
2 octies.
Sino alla scadenza delle concessioni dei beni del demanio idrico della navigazione interna rilasciate dalle autorità demaniali competenti tutti i depositi cauzionali versati conservano la loro efficacia a garanzia della corretta occupazione del bene demaniale.
Agli oneri di cui all'articolo 4, pari a euro 150.000,00 e agli oneri di cui all'articolo 13, pari a euro 4.000.000,00, ricompresi rispettivamente nelle unità previsionali di base (UPB) DA12041 (Trasporti, Logistica, Mobilità ed Infrastrutture Navigazione interna e merci Titolo I spese correnti) e DA12042 (Trasporti, Logistica, Mobilità ed Infrastrutture Navigazione interna e merci Titolo II spese in conto capitale) del bilancio regionale per gli anni 2008-2010, si fa fronte con le risorse finanziarie individuate secondo le modalità previste dall' articolo 8 della legge regionale 11 aprile 2001, n. 7 (Ordinamento contabile della Regione Piemonte) e dall' articolo 30 della legge regionale 4 marzo 2003, n. 2 (Legge finanziaria per l'anno 2003).
Ai compensi spettanti ai componenti delle commissioni regionali di cui agli articoli 19 e 20, ricompresi nei finanziamenti della l.r. 33/1976 nell'UPB DA05011 (Affari istituzionali ed Avvocatura Segreteria Direzione Titolo I spese correnti) del bilancio regionale si provvede con le risorse della medesima unità, che ha la necessaria capienza finanziaria.
Il pagamento dei canoni demaniali di cui all'articolo 9 e i proventi derivanti dalle sanzioni amministrative di cui all'articolo 25 sono introitate nello stato di previsione dell'entrata del bilancio regionale nell'ambito dell'UPB DA0902 (Bilancio Ragioneria).
le lettere a), b), c), d), e), f), n) del comma 1 dell'articolo 96 della l.r. 44/2000 ;
le lettere a), b), c), d), e), f), g), h) del comma 1 ed il comma 2 dell'articolo 97 della l.r. 44/2000 ;
le lettere a), b), c), d), l) del comma 1 ed il comma 2 dell'articolo 98 della l.r. 44/2000 ;
gli articoli 99 e 100 della l.r. 44/2000 ;
Data a Torino, addì 17 gennaio 2008
Bacino demaniale - Comuni compresi
Maggiore - Provincia Novara - Comuni rivieraschi del lago Maggiore appartenenti alla Provincia di Novara: Castelletto Ticino, Dormelletto, Arona, Lesa, Meina
Maggiore - Provincia Verbano Cusio Ossola - Comuni rivieraschi del lago Maggiore e del lago di Mergozzo appartenenti alla Provincia del Verbano Cusio Ossola: Belgirate, Stresa, Baveno, Verbania, Ghiffa, Cannero Riviera, Oggebbio, Cannobio, Mergozzo
Orta - Comuni rivieraschi del lago d'Orta: Omegna, Pella, San Maurizio d'Opaglio, Gozzano, Orta San Giulio, Miasino, Nonio, Pettenasco
Viverone - Comuni rivieraschi del lago di Viverone: Borgo d'Ale, Viverone, Piverone, Azeglio
Modalità di determinazione del diritto di varo
[1] Il comma 5 dell'articolo 6 è stato sostituito dal comma 2 dell'articolo 26 della legge regionale 28 del 2008.
[2] Il comma 5 bis dell'articolo 6 è stato inserito dal comma 3 dell'articolo 26 della legge regionale 28 del 2008.
[3] Il comma 5 ter dell'articolo 6 è stato inserito dal comma 3 dell'articolo 26 della legge regionale 28 del 2008.
[4] Il comma 5 quater dell'articolo 6 è stato inserito dal comma 3 dell'articolo 26 della legge regionale 28 del 2008.
[5] Il comma 6 bis dell'articolo 7 è stato inserito dal comma 1 dell'articolo 31 della legge regionale 13 del 2020.
[6] Il comma 6 bis dell'articolo 8 è stato inserito dal comma 1 dell'articolo 54 della legge regionale 22 del 2009.
[7] Il comma 9 dell'articolo 8 è stato sostituito dal comma 1 dell'articolo 12 della legge regionale 10 del 2011.
[8] Il comma 1 dell'articolo 9 è stato sostituito dal comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale 10 del 2011.
[9] Il comma 2 dell'articolo 9 è stato sostituito dal comma 3 dell'articolo 12 della legge regionale 10 del 2011.
[10] L'articolo 13 bis è stato inserito dal comma 4 dell'articolo 12 della legge regionale 10 del 2011.
[11] Nel comma 4 dell'articolo 19 le parole "che hanno rispettivamente la residenza e la sede legale in una delle province piemontesi" sono state soppresse ad opera del comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale 38 del 2009.
[12] La lettera b del comma 7 dell'articolo 19 è stata abrogata dal comma 2 dell'articolo 16 della legge regionale 38 del 2009.
[13] Il comma 2 bis dell'articolo 28 è stato sostituito dal comma 2 dell'articolo 54 della legge regionale 22 del 2009.
[14] Il comma 2 ter dell'articolo 28 è stato inserito dal comma 1 dell'articolo 38 della legge regionale 12 del 2008.
[15] Il comma 2 quater dell'articolo 28 è stato inserito dal comma 1 dell'articolo 38 della legge regionale 12 del 2008.
[16] Il comma 2 quinquies dell'articolo 28 è stato inserito dal comma 3 dell'articolo 54 della legge regionale 22 del 2009.
[17] Il comma 2 sexies dell'articolo 28 è stato inserito dal comma 3 dell'articolo 54 della legge regionale 22 del 2009.
[18] Il comma 2 septies dell'articolo 28 è stato inserito dal comma 3 dell'articolo 54 della legge regionale 22 del 2009.
[19] Il comma 2 octies dell'articolo 28 è stato inserito dal comma 5 dell'articolo 12 della legge regionale 10 del 2011.
[20] L'allegato B è stato inserito dal comma 1 dell'articolo 26 della legge regionale 28 del 2008.

References: Art. 3

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30
 articolo 29
 articolo 11
 articolo 4
 articolo 17
 articolo 1

Art. 13
 articolo 50
 articolo 6
 articolo 51
 articolo 2
 articolo 7
 articolo 6
 articolo 2
 articolo 176
 articolo 8
 articolo 30