Source: https://www.laleggepertutti.it/119915_equo-compenso-siae-traballa-il-balzello-sulle-memorie-esterne
Timestamp: 2019-04-21 19:14:11+00:00

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Copyright: l’equo compenso su Cd, Dvd, hard disk, pen drive, sim e schede telefoniche potrebbe avere le ore contate.
La Corte di Giustizia Europea potrebbe abolire il balzello che, in Italia, i consumatori pagano sulle memorie esterne come Cd, Dvd, hard disk portatili, pen drive, sim di macchine fotografiche e schede telefoniche. Si chiama “Equo compenso per copia privata” [1], è costituito da una percentuale del prezzo di vendita e, dopo averlo incassato dagli acquirenti, le società produttrici lo versano alla SIAE. La sua giustificazione risiede in una presunzione: che nella memoria verrà registrato materiale protetto dal diritto d’autore; pertanto, i proventi derivanti dell’Equo compenso, una volta incassati dalla Società Italiana Autori ed Editori, dovrebbero servire a remunerare i titolari dei contenuti “duplicati”, ossia gli autori stessi. Ma il pagamento, avvenendo a monte, ossia all’atto dell’acquisto della memoria, senza distinguere tra chi utilizza il supporto hardware per copiare materiale protetto da copyright da chi, invece, vi registra propri documenti (come file word, excel, composizioni musicali, filmati delle proprie vacanze, immagini scattate con lo smartphone). Insomma, a pagare sono tutti, indistintamente. Salvo rimborso che, in teoria, dovrebbe spettare alle società produttrici ma sulle cui modalità si è aperta una lunga critica.
Ebbene, secondo l’avvocato Generale presso la Corte di Giustizia, l’equo compenso è illegittimo e va eliminato. I consumatori, dunque, non dovranno più pagare il balzello ogni volta che compreranno una memoria esterna. E, probabilmente, in caso di accoglimento della domanda, si potrebbe aprire anche un discorso per eventuali rimborsi sui pagamenti avvenuti sino ad oggi.
La causa è stata intentata da Nokia Italia, Hewlett-Packard italiana, Telecom Italia, Samsung Italia, Dell, Fastweb, Sony mobile communication e Wind telecomunicazioni. Queste aziende avevano fatto ricorso al Tar Lazio per chiedere l’annullamento del decreto e dell’allegato tecnico connesso, perché ritenuto contrario alla legislazione europea.
Non solo. L’Avvocato generale non è convinto dell’ampio potere discrezionale concesso alla Siae che, in pratica, ammette esenzioni «qualora lo ritenga opportuno». «Eppure – osserva l’avvocato – i produttori e gli importatori devono essere esentati ex ante dal pagamento del prelievo quando possono dimostrare di aver fornito apparecchi e supporti per un uso manifestamente estraneo alla realizzazione di copie private», ad esempio quando procedono a una vendita diretta a professionisti o enti pubblici.
Insomma, l’Equo compenso per copia privata potrebbe essere contrario al diritto europeo e, in particolare, con una direttiva del 2001 [2] sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione. Questo perché manca, nella legislazione, la previsione dell’esenzione nel pagamento per copia privata da parte delle persone giuridiche che acquistano supporti per fini estranei alla riproduzione per uso privato. Ora la parola finale spetta ai giudici della Corte di Giustizia.
[1] Previsto dal Decreto del Ministro per i beni e le attività culturali del 30.12.2019 (cosiddetto decreto Bondi).
[2] Direttiva UE n. 2001/29.
Avvocato Generale, conclusioni, 4 maggio 2016, causa C-110/15
«È consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali, nel rispetto delle misure tecnologiche di cui all’articolo 102 quater».
«1. Gli autori ed i produttori di fonogrammi, nonché i produttori originari di opere audiovisive, gli artisti interpreti ed esecutori ed i produttori di videogrammi, e i loro aventi causa, hanno diritto ad un compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi di cui all’articolo 71 sexies. Detto compenso è costituito, per gli apparecchi esclusivamente destinati alla registrazione analogica o digitale di fonogrammi o videogrammi, da una quota del prezzo pagato dall’acquirente finale al rivenditore, che per gli apparecchi polifunzionali è calcolata sul prezzo di un apparecchio avente caratteristiche equivalenti a quelle della componente interna destinata alla registrazione, ovvero, qualora ciò non fosse possibile, da un importo fisso per apparecchio. Per i supporti di registrazione audio e video, quali supporti analogici, supporti digitali, memorie fisse o trasferibili destinate alla registrazione di fonogrammi o videogrammi, il compenso è costituito da una somma commisurata alla capacità di registrazione resa dai medesimi supporti. Per i sistemi di videoregistrazione da remoto il compenso di cui al presente comma è dovuto dal soggetto che presta il servizio ed è commisurato alla remunerazione ottenuta per la prestazione del servizio stesso.
2. Il compenso di cui al comma 1 è determinato, nel rispetto della normativa comunitaria e comunque tenendo conto dei diritti di riproduzione, con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali [MiBAC], da adottare entro il 31 dicembre 2009 sentit[e] (…) le associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei produttori degli apparecchi e dei supporti di cui al comma 1. Per la determinazione del compenso si tiene conto dell’apposizione o meno delle misure tecnologiche di cui all’articolo 102 quater, nonché della diversa incidenza della copia digitale rispetto alla copia analogica. Il decreto è sottoposto ad aggiornamento triennale.
«1. Il compenso di cui all’articolo 71 septies per apparecchi e supporti di registrazione audio è corrisposto alla Società italiana degli autori ed editori (S.I.A.E.), la quale provvede a ripartirlo al netto delle spese, per il cinquanta per cento agli autori e loro aventi causa e per il cinquanta per cento ai produttori di fonogrammi, anche tramite le loro associazioni di categoria maggiormente rappresentative.
3. Il compenso di cui all’articolo 71 septies per gli apparecchi e i supporti di registrazione video è corrisposto alla [SIAE], la quale provvede a ripartirlo al netto delle spese, anche tramite le loro associazioni di categoria maggiormente rappresentative, per il trenta per cento agli autori, per il restante settanta per cento in parti uguali tra i produttori originari di opere audiovisive, i produttori di videogrammi e gli artisti interpreti o esecutori. La quota spettante agli artisti interpreti o esecutori è destinata per il cinquanta per cento alle attività e finalità di cui all’articolo 7, comma 2, della legge 5 febbraio 1992, n. 93.
19. Hanno presentato osservazioni scritte l’Assotelecommunicazioni ASSTEL, la Hewlett Packard Italiana Srl (in prosieguo: la «HP»), la Nokia Italia SpA (in prosieguo: la «Nokia Italia») (ora «Microsoft Mobile Sales International»), la Samsung Electronics Italia SpA, la Sony Mobile Communications SpA, la Telecom Italia SpA, la Wind Telecomunicazioni SpA e la SIAE nonché il governo italiano e la Commissione. All’udienza del 24 febbraio 2016 hanno presentato osservazioni orali Altroconsumo, la Hewlett Packard Italiana, la Nokia Italia, la Sony Mobile Communications, la Telecom Italia, la Samsung Electronics Italia, la Dell e la SIAE nonché i governi italiano e francese e la Commissione.
Prima questione: il requisito dell’esenzione ex ante dal prelievo per copia privata
Seconda questione: il rimborso ex post del prelievo per copia privata
5 – Vitorino, A., «Recommendations resulting from mediation on private copying and reprography levies», Bruxelles, 2013, pag. 7. Disponibile al seguente indirizzo: http://ec.europa.eu/internal_market/copyright/docs/levy_reform/130131_levies vitorino recommendations_en.pdf
6 – V. conclusioni dell’avvocato generale Szpunar nella causa EGEDA e a., C 470/14, EU:C:2016:24, in particolare paragrafo 44.
9 – V., in particolare, sentenze del 21 ottobre 2010, Padawan, C 467/08, EU:C:2010:620, punto 59 e dell’11 luglio 2013, Amazon.com International Sales e a., C 521/11, EU:C:2013:515, punto 37. V. anche, a tal fine, sentenza del 5 marzo 2015, Copydan Båndkopi, C 463/12, EU:C:2015:144, punto 44.
10 – Sentenza del 21 ottobre 2010, C 467/08, EU:C:2010:620, punto 53.
11 – Sentenza del 5 marzo 2015, C 463/12, EU:C:2015:144, punti 47 e 50. V., per analogia, sentenza dell’11 luglio 2013, Amazon.com International Sales e a., C 521/11, EU:C:2013:515, punto 28.
13 – Sentenza del 5 marzo 2015, Copydan Båndkopi, C 463/12, EU:C:2015:144, punto 47 e giurisprudenza ivi citata.
14 – Sentenza del 5 marzo 2015, Copydan Båndkopi, C 463/12, EU:C:2015:144, punto 55.
15 – Sentenza del 5 marzo 2015, Copydan Båndkopi, C 463/12, EU:C:2015:144, punto 31 e giurisprudenza ivi citata.
16 – Sentenza del 21 ottobre 2010, Padawan, C 467/08, EU:C:2010:620, punto 37.
17 – Sentenze 21 ottobre 2010, Padawan, C 467/08, EU:C:2010:620, punto 40, del 27 giugno 2013, VG Wort e a., da C 457/11 a C 460/11, EU:C:2013:426, punti 31, 49 e 75, dell’11 luglio 2013, Amazon.com International Sales e a., C 521/11, EU:C:2013:515, punto 47, e del 10 aprile 2014, ACI Adam e a., C 435/12, EU:C:2014:254, punto 50.
20 – Sentenza dell’11 luglio 2013, C 521/11, EU:C:2013:515, punto 43.
21 – Sentenza dell’11 luglio 2013, Amazon.com International Sales e a., C 521/11, EU:C:2013:515, punto 45.
22 – V., a tal fine, sentenze del 21 ottobre 2010, Padawan, C 467/08, EU:C:2010:620, punti 15, 17 e 56, dell’11 luglio 2013, Amazon.com International Sales e a., C 521/11, EU:C:2013:515, punti 26 e 39 e del 5 marzo 2015, Copydan Båndkopi, C 463/12, EU:C:2015:144, punto 50.
23 – Sentenza del 5 marzo 2015, Copydan Båndkopi, C 463/12, EU:C:2015:144, punti 42 e 46.
24 – Sentenza del 5 marzo 2015, Copydan Båndkopi, C 463/12, EU:C:2015:144, punto 55.
25 – Sentenza dell’11 luglio 2013, C 521/11, EU:C:2013:515, punto 45.
26 – Tale supposizione è chiaramente formulata nelle sentenze dell’11 luglio 2013, Amazon.com International Sales e a., C 521/11, EU:C:2013:515, punto 27, del 10 aprile 2014, ACI Adam e a., C 435/12, EU:C:2014:254, punto 52 e del 5 marzo 2015, Copydan Båndkopi, C 463/12, EU:C:2015:144, punto 53.
27 – Secondo detto studio, tale era la situazione fatta eccezione per la Scandinavia, in cui, a quanto pare, per mancanza di una sufficiente concorrenza, i consumatori dovevano pagare un prezzo maggiore. V. Kretschmer, M., «Private Copying and Fair Compensation: An empirical study of copyright levies in Europe», Intellectual Property Office, 2011/9, pag. 57. Disponibile al seguente indirizzo: http://ssrn.com/abstract=2063809
28 – Sentenze del 5 marzo 2015, Copydan Båndkopi, C 463/12, EU:C:2015:144, punto 48, e dell’11 luglio 2013, Amazon.com International Sales e a., C 521/11, EU:C:2013:515, punti 31 e 34.
29 – Sentenze del 5 marzo 2015, Copydan Båndkopi, C 463/12, EU:C:2015:144, punto 52, e dell’11 luglio 2013, Amazon.com International Sales e a., C 521/11, EU:C:2013:515, punto 36.

References: e contrario
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