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Timestamp: 2019-06-15 23:46:17+00:00

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Art. 565 cod. proc. civile: Intervento tardivo | La Legge per tutti
Art. 565 cod. proc. civile: Intervento tardivo
Distribuzione della somma ricavata: [v. 510]; Creditore pignorante: [v. 555]. Creditori chirografari: sono creditori semplici, in quanto il titolo del loro diritto si affida soltanto ad un documento (chirografo) non assistito da alcuna garanzia (privilegio, pegno o ipoteca).
Tardività dell’intervento; 1.1. Qualificazione della «tardività»; 1.2. Condizioni di ammissibilità dell’intervento; 1.3. Credito erariale.
Tardività dell’intervento.
1.1. Qualificazione della «tardività».
L’intervento predisposto per consentire ai creditori iscritti o privilegiati di partecipare alla distribuzione delle somme conseguite dalla vendita dei beni espropriati, è valido ed operante se spiegato prima dell’udienza prevista dall’art. 596 e cioè dell’udienza che il giudice dell’esecuzione, nel depositare in cancelleria il progetto di distribuzione, fissa per l’audizione dei creditori e del debitore. Il termine predetto ha natura perentoria, ma, nonostante il suo carattere d’indilazionabilità, non può non ritenersi condizionato dall’effettiva celebrazione di quell’udienza. Essa può infatti funzionare da dies ad quem in quanto l’adempimento processuale della discussione del progetto abbia avuto effettivamente luogo. Cass. 10 marzo 1990, n. 1965.
La qualificazione di tardività dell’intervento nell’esecuzione va riferita alla norma di cui al comma 2 dell’art. 563 [ora art. 564, n.d.r.], la quale precisa che l’intervento, per essere tempestivo, deve avvenire «non oltre la prima udienza fissata per l’autorizzazione alla vendita». Per prima udienza deve intendersi quella nella quale si sia svolta per la prima volta un’attività esecutiva o anche la nomina del perito estimatore, all’udienza ex art. 569, di cui viene dato avviso ai creditori iscritti, mediante notifica, ed al pubblico nella sua generalità mediante pubblicazione sul F.A.L. Trib. Treviso, 20 dicembre 1996.
Per prima udienza fissata per l’autorizzazione della vendita, ai sensi dell’art. 563, comma 2, [ora art. 564, n.d.r.], utile ai fini dell’intervento tempestivo dei creditori chirografari, deve ritenersi quella in cui il giudice ordini, in concreto, per la prima volta, la vendita e non quella prima in ordine cronologico, fissata in seguito all’istanza di vendita. Trib. Brescia, 27 febbraio 1962.
1.2. Condizioni di ammissibilità dell’intervento.
Al creditore procedente non spetta per la sua qualità una particolare situazione di vantaggio nei confronti degli altri creditori intervenuti nel procedimento di espropriazione forzata, con i quali partecipi in parità di condizioni alla distribuzione del prezzo ricavato dalla vendita dei beni che ne sono oggetto, salvo il rispetto delle legittime cause di prelazione. Il disposto dell’art. 565 stabilisce che i creditori chirografari, intervenuti tardivamente dopo l’udienza di autorizzazione della vendita, partecipano soltanto alla distribuzione di quella parte del prezzo che sopravanza, una volta soddisfatti i crediti del creditore procedente e dei creditori intervenuti in precedenza. Tale norma si applica anche al creditore procedente nel caso in cui questi abbia fatto valere, dopo l’udienza di autorizzazione alla vendita, un credito maggiore o un altro credito, oltre i limiti di quanto richiesto nell’atto di precetto. Egli ha quindi diritto soltanto a partecipare alla distribuzione del residuo prezzo in parità di condizioni con gli altri creditori chirografari intervenuti anch’essi dopo la citata udienza. Cass. 22 giugno 1967, n. 1505.
1.3. Credito erariale.
Contra: Benché il credito per INVIM sia indiscutibilmente privilegiato e benché fra le spese di giustizia possono ricomprendersi anche quelle sorte dopo il pignoramento o in occasione del trasferimento e non necessariamente anticipate dal procedente, tuttavia detto credito nell’ordine dei privilegi dell’art. 2780 c.c. figura al quinto posto e quindi in posizione dissociata dalle spese di giustizia che sono per necessità al primo posto; ciò esclude che l’INVIM sia da ricomprendere fra le spese di giustizia. Cass. 24 luglio 1987, n. 6436.

References: Art. 565
 Cass. 
 art. 564
 art. 569
 art. 564
 Cass. 
 Cass.