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Timestamp: 2020-04-02 00:48:33+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 1344 del 19/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1344 del 19/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/01/2017, (ud. 18/10/2016, dep.19/01/2017), n. 1344
sul ricorso 5114-2014 proposto da:
R.T., elettivamente domiciliato in ROMA, PIAZZA CAVOUR
presso la CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato RAFFAELLO
ASTORRI giusta procura speciale in calce al ricorso;
COMUNE di FIRENZE, in persona del vice sindaco pro tempore
CASSAZIONE, rappresentato e difeso dagli avvocati ANDREA SANSONI,
DEBORA PACINI giusta procura speciale in calce al controricorso;
avverso la sentenza n. 2677/2013 del TRIBUNALE di FIRENZE, depositata
il 28/08/2013;
“1. – Con la sentenza impugnata il Tribunale di Firenze, pronunciando sull’opposizione agli atti esecutivi proposta dal qui ricorrente R. nei confronti del Comune di Firenze e di Equitalia Centro S.p.A. avverso la cartella di pagamento notificata da quest’ultima per sanzioni amministrative per violazioni al codice della strada, ha dichiarato inammissibile l’opposizione perchè tardiva. Il Tribunale è pervenuto a questa decisione, reputando rilevante, non la data di consegna dell’atto di opposizione all’ufficiale giudiziario (8 febbraio 2012), bensì la data di consegna dell’atto effettuata dall’ufficiale giudiziario al destinatario opposto (10 febbraio 2012); considerata quindi la data di notificazione della cartella esattoriale (20 gennaio 2012, erroneamente indicata, in una parte soltanto della motivazione, come 10 gennaio 2012), il Tribunale ha dato atto del superamento del termine di venti giorni di cui all’art. 617 c.p.c., al 10 febbraio 2012.
2. – Il ricorso è proposto con tre motivi. Il ricorrente avanza questione di legittimità costituzionale degli artt. 138, 139, 145, 148 e 617 c.p.c., in riferimento agli artt. 3 e 24 Cost., in via subordinata al mancato accoglimento dei motivi di ricorso.
Si difende con controricorso il Comune di Firenze. L’altra intimata non si difende.
Col primo motivo è dedotta violazione o falsa applicazione degli artt. 138, 139, 145, 148 e 617 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3. Il ricorrente evidenzia come il giudice, dopo aver dato atto dell’avvenuta notificazione della cartella esattoriale in data 20 gennaio 2012, avrebbe poi inopinatamente ritenuto il compimento di siffatta notificazione alla data del 10 gennaio 2012.
Col secondo motivo è dedotta violazione e/o falsa applicazione degli artt. 138, 139, 145, 148 e 617 c.p.c., in relazione all’art. 360 c.p.c., n. 3. Il ricorrente censura l’affermazione del giudice a quo secondo cui la scissione degli effetti della notificazione per il notificante e per il notificato sancita dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 477/2002 si produrrebbe soltanto quando la notificazione è effettuata a mezzo posta, mentre non varrebbe quando la notificazione è effettuata dall’ufficiale giudiziario a mani proprie del destinatario. A sostegno del proprio contrario assunto, illustrato nel motivo di ricorso, il ricorrente richiama in particolare la sentenza della Corte Costituzionale n. 28 del 2004.
I motivi vanno esaminati congiuntamente perchè attengono alla medesima questione, in fatto ed in diritto.
2.1. – Il primo è inammissibile poichè censura quello che è un errore materiale nella trascrizione della data di notificazione della cartella esattoriale, contenuto in una parte soltanto della motivazione. Ed invero, il giudice ha espressamente dato atto che la cartella di pagamento impugnata è stata notificata il 20 gennaio 2012; e, nel prosieguo della motivazione, ha poi ritrascritto la data indicandola erroneamente come 10 piuttosto che come 20 gennaio. Tuttavia, si tratta di errore materiale che, oltre ad essere riconosciuto dal resistente Comune di Firenze, è agevolmente desumibile dal tenore complessivo della motivazione.
2.2. – Il secondo motivo è invece manifestamente fondato, atteso il principio di diritto, che qui si ribadisce, per il quale “In tema di notificazioni di atti giudiziari ed alla stregua della sentenza della Corte costituzionale 26 novembre 2002, n. 447 che ha dichiarato l’illegittimità’ costituzionale del combinato disposto dell’art. 149 c.p.c. e la L. 20 novembre 1982, n. 890, art. 4, comma 3, nella parte in cui prevede che la notificazione a mezzo posta si perfeziona, per il notificante, alla data di ricezione dell’atto da parte del destinatario anzichè a quella, antecedente, di consegna dell’atto all’ufficiale giudiziario – opera nell’ordinamento un principio di ordine generale secondo il quale, qualunque sia la modalità di trasmissione od esecuzione, la notificazione di un atto processuale, almeno quando debba effettuarsi entro un termine prestabilito, si intende perfezionata, dal lato del richiedente, al momento dell’affidamento dell’atto all’ufficiale giudiziario che funge da tramite necessario del notificante nel relativo procedimento vincolato” (così già Cass. n. 390/07 e, da ultimo, Cass. n. 3755/15, oltre a tutta la giurisprudenza intermedia).
La sentenza impugnata non si è attenuta a questo principio e si propone perciò che sia cassata, così accogliendosi il secondo motivo, con assorbimento del terzo (che riguarda la statuizione sulle spese)”. La relazione è stata notificata come per legge.
In conclusione, dichiarato inammissibile il primo motivo di ricorso, va accolto il secondo, con assorbimento del terzo. La sentenza va cassata e la causa va rimessa al Tribunale di Firenze, in persona di diverso magistrato, anche per la decisione sulle spese del giudizio di legittimità.
La Corte dichiara inammissibile il primo motivo di ricorso, accoglie il secondo, assorbito il terzo. Cassa la sentenza impugnata e rinvia al Tribunale di Firenze, in persona di diverso magistrato, anche per la decisione sulle spese del giudizio di legittimità.

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 art. 4
 Cass. 
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