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Timestamp: 2019-06-26 22:17:52+00:00

Document:
Nella causa iscritta al n. 1935/17 RGNR
Assegnata a sentenza il 3/11/2017
DDD Margherita (<…>), nata a <…> (Na) in data <…> e res.te in <…>, alla Via <…>, 79, (elettivamente dom.ta a <…> alla via <…> presso lo studio dell’ avv. p. <…> (<…>), dal quale è rappresentata e difesa, giusta procura ad Iitem apposta a margine della citazione fax 081. <…> PEC studiolegale<…>©Iegalmail. it - *Attore *
Agenzia delle Entrate - Riscossione (subentrata a Equitalia ervizi di Riscossione S.p.A., per effetto dell’art. 1 del d.1. 193/2016 convertito in legge 225/2016), con sede in Roma, alla via G. Grezar, n. 14, c.f. 13756881002, in persona del Responsabile p.t. rapp.ta e difesa dall'Avv. <…> CF: <…> e presso il suo studio elett.te dom.ta in <…> , alla via A. <…>, giusta procura allegata in atti fax <…> posta elettronica <…>@pecavvocatinola.it; CONVENUTA
COMUNE DI SAN GIUSEPPE VESUVIANO , in persona del SINDACO p.t. C.F. 84002990632 , con sede in san Giuseppe Vesuviano alla Piazza Elena D'Aosta ; - parte convenuta contumace-
La domanda proposta dalla parte attrice ex art. 615 c. p.c. volta ad ottenere la declaratoria di insussistenza dei debiti, riportati nell'estratto di ruolo rilasciato il 08/2/17 e, quindi, la declaratoria di illegittimità delle somme iscritte nei ruoli esattoriali di cui alla cartella n. 071 2011 <…>, presuntivamente notificata in data 23/3/11 per l’importo di € 329,02 , stante l'omessa notifica del verbale presupposto e della cartella esattoriale, non può essere accolta.
Considerata l'entrata in vigore dell'art. 1 del D.L. 193/16 convertito in legge 225/16) si prende atto della successione universale di AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE rispetto ad EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE SPA .
Preso atto della ritualità della notificazione, del Comune di SAN GIUSEPPE VESUVIANO non costituito va dichiarata la contumacia.
Va, quindi, detto che , l’opposizione all’esecuzione esattoriale è ammissibile qualora si tratti di entrate non tributarie (avendo il d.lgs 46 del 1999 modificato il d.p.r. 603/73) :
Se la parte, nel caso di cui al punto 1, non avendo ricevuto al notifica del verbale presupposto, ovvero non abbia ricevuto la notifica dell'ordinanza ingiunzione, intenda recuperare la possibilità di contestare l'accertamento, la competenza si determina in base alle regole della legge 689/81 e nel rispetto dei tempi previsti ; Se, invece, il destinatario della cartella esattoriale intende contestare i fatti sopravvenuti alla formazione del titolo dovrà proporre una opposizione ex art. 615 c.p.c. , instaurando un giudizio con citazione, qualora l'opposizione non sia ancora iniziata, dinanzi al Giudice competente ai sensi degli artt. 26 e 27 c.p.c. (Giudice di Pace se trattasi di materie sottoposte alla sua cognizione ; Tribunale per quelle che esulano) oppure con ricorso se l'esecuzione è già iniziata ma presentare al Giudice dell'esecuzione ( Tribunale). Per i vizi afferenti alla regolarità formale della cartella, la cognizione del procedimento di opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. compete sempre al Tribunale.
Avverso la cartella esattoriale emessa ai fini della riscossione di sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni del codice della strada sono ammissibili, quindi, l'opposizione ai sensi della legge n. 689 del 1981, allorché sia mancata la notificazione dell'ordinanza-ingiunzione o del verbale di accertamento di violazione al codice della strada, al fine di consentire all'interessato di recuperare il mezzo di tutela previsto dalla legge riguardo agli atti sanzionatori; l'opposizione all'esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ., allorché si contesti la legittimità dell'iscrizione a ruolo per la mancanza di un titolo legittimante l'iscrizione a ruolo ovvero per la inesistenza del titolo esecutivo ; per l' omessa notifica della cartella, o se si adducano fatti estintivi sopravvenuti alla formazione del titolo; l'opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 cod. proc. civ., qualora si deducano vizi formali della cartella esattoriale o del successivo avviso di mora.
Mentre nel primo caso, ove non sia stato possibile proporre opposizione nelle forme e nei tempi previsti dall'art. 204 codice della strada, il ricorso deve essere proposto, alla luce della recente riforma, nel termine di trenta giorni dalla notifica della cartella, determinandosi, altrimenti, la decadenza dal potere di impugnare e, nel caso di opposizione agli atti esecutivi, l’opposizione, ai sensi delle disposizioni dell’art. 617 c.p.c., va proposta nel termine di giorni 20 dalla notifica, nel caso di opposizione all'esecuzione, la stessa va proposta nelle forme ordinarie previste dagli artt. 615 e ss. cod. proc. civ., e , non solo non è soggetta alla speciale disciplina dell'opposizione a sanzione amministrativa dettata dalla legge n. 689 del 1981 (Cass. Sez. 1, Sentenza n. 9180 del 20/04/06), ma nemmeno ad alcun termine di decadenza, atteso che la norma ( l’art. 615 c.p.c.), opera solo un discrimine sulle modalità di presentazione della opposizione ( con citazione ovvero con ricorso), in considerazione del fatto che l’esecuzione sia già cominciata o meno.
Nel caso che ci occupa, parte istante ha prodotto impugnazione avverso una cartella esattoriale contenuta in un estratto di ruolo .
La Cassazione Civile, SS.UU., con la sentenza 02/10/2015 n° 19704 ha affermato che è ammissibile l’impugnazione della cartella (e/o del ruolo) che non sia stata (validamente) notificata e della quale il contribuente sia venuto a conoscenza attraverso l’estratto di ruolo rilasciato su sua richiesta dall'Agente della riscossione, senza che a ciò sia di ostacolo il disposto dell’ultima parte del terzo comma dell’art. 19 del D.Lgs. n. 546 del 1992.
Con la pronuncia in commento, la Suprema Corte, intervenendo sulla nota questione della impugnabilità dell'atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato di cui all'art. 19 D.Lgs. 546/1992, ha affermato che, il contribuente possa impugnare l'estratto di ruolo e la cartella di pagamento non validamente notificata, anche se ne venga a conoscenza per la prima volta mediante l’estratto di ruolo rilasciatogli dall'Agente della riscossione, senza dover necessariamente attendere uno specifico atto di intimazione per potersi difendere.
Ciò, sulla base della considerazione per la quale "una lettura costituzionalmente orientata dell'art. 19 citato impone di ritenere che la ivi prevista impugnabilità dell’atto precedente non notificato unitamente all’atto successivo notificato non costituisca l’unica possibilità di far valere l’invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque legittimamente venuto a conoscenza e pertanto non escluda la possibilità di far valere tale invalidità anche prima, nel doveroso rispetto del diritto del contribuente a non vedere senza motivo compresso, ritardato, reso più difficile ovvero più gravoso il proprio accesso alla tutela giurisdizionale quando ciò non sia imposto dalla stringente necessità di garantire diritti o interessi di pari rilievo rispetto ai quali si ponga un concreto problema di reciproca limitazione".
In tale pronuncia si precisa la differenza che intercorre tecnicamente tra ruolo ed estratto di ruolo con spiega che il ruolo è l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute formato dall’ufficio ai fini della riscossione a mezzo del concessionario ( nei ruoli sono iscritte le imposte, le sanzioni e gli interessi) mentre l’estratto di ruolo, non è un atto impugnabile poiché è solo un elaborato informatico dell’esattore sostanzialmente contenente gli elementi della cartella e quindi anche gli “elementi” del ruolo afferente a quella cartella.
Il ruolo , più precisamente, viene definito quale atto impositivo espressamente previsto e regolato dalla legge (artt. 10, lett. b), 11 e 12 D.P.R. n. 602 del 1973), anche con riferimento alla sua impugnabilità (art. 19 D.Lgs. n. 546/1992), nonché provvedimento proprio dell’ente impositore, contenente una pretesa economica che viene posta a conoscenza del contribuente con la notifica della cartella di pagamento nella quale è incorporato.
L'estratto di ruolo è invece definito quale elaborato informatico, atto interno formato dall'Agente della riscossione, privo di qualsivoglia pretesa impositiva, diretta e/o indiretta e, dunque, non impugnabile per mancanza di interesse del debitore.
Tuttavia, secondo la Corte di Cassazione, sebbene sia escluso al contribuente potersi opporre , per quanto sopra, “all’estratto di ruolo”, il contribuente può, al contrario, impugnare il “contenuto” del documento stesso, ossia gli atti che nell’estratto di ruolo sono indicati e riportati quando si lamenti la mancata notifica dell’atto precedente.
Il termine per proporre ricorso decorre dalla conoscenza dell’iscrizione a ruolo che, concretamente avviene con la presa visione dell’estratto di ruolo che è rilasciato dai preposti uffici di Equitalia S.p.a..
Si perviene a tale conclusione in virtù di una lettura costituzionalmente orientata dell’ultima parte del terzo comma dell’art. 19 del D.Lgs. 546/1992 che impone di ritenere che, l’impugnabilità dell’atto precedente non notificato, unitamente all’atto successivo notificato, non costituisca l’unica possibilità di far valere l’invalidità della notifica di un atto del quale il contribuente sia comunque legittimamente venuto a conoscenza.
Non può infatti escludersi che il contribuente abbia interesse a contrastare l’avanzamento del procedimento di imposizione e di riscossione il più presto possibile, ragion per cui, non può essergli negata la facoltà di far valere, appena avutane conoscenza, la invalidità della notifica della cartella di pagamento tramite l’estratto di ruolo.
Tenuto, quindi, conto dei suesposti principi sanciti dai Giudici di piazza Cavour, appare, dunque, evidente come il contribuente non dovrà più necessariamente attendere la notifica di un atto successivo per impugnare unitamente a quest’ultimo anche l’atto presupposto non notificato, ma potrà ricorrere avverso l’estratto di ruolo e impugnare tramite esso anche l’originario atto mai ricevuto.
Questo discorso deve farsi valere con riferimento anche agli avvisi di accertamento esecutivi, riconoscendo al contribuente, per effetto della pronuncia in commento, la possibilità di ricorrere contro la comunicazione di Equitalia di presa in carico del credito, che in linea generale non è impugnabile.
Va detto che il contribuente ha comunque la possibilità di approfittare dell’accesso alla “tutela anticipata”, dovendo, in tal caso, procedere a presentare ricorso entro sessanta giorni dalla stampa del documento.
Tale conclusione si deduce dalla circostanza che, ad avviso delle Sezioni Unite, benché per l’estratto di ruolo non possa parlarsi di notifica, la circostanza che si tratti di un “documento” del quale il contribuente “sia comunque legittimamente venuto a conoscenza” induce a ritenere che il termine per l’impugnazione decorra dalla data di stampa del medesimo.
Il cittadino , quindi, ha la possibilità, ove ve ne siano i presupposti, di impugnare il contenuto dell'estratto di ruolo :
– alla Commissione tributaria provinciale competente (quella che ha sede nel capoluogo di provincia del luogo dove ha sede legale l’ente creditore – se l’impugnazione ha ad oggetto vizi riconducibili all’attività dell’ente creditore – oppure quella che ha sede nel capoluogo di provincia del luogo dove ha sede legale l’agente della riscossione – se l’impugnazione ha ad oggetto vizi formali addebitabili all’attività dell’agente della riscossione) per quella parte di importo che si riferisce alle tasse ed entro il termine perentorio di sessanta giorni dal rilascio del ruolo;
Non si può, invece, impugnare la cartella riportata nell'estratto di ruolo per contestare vizi di forma o di contenuto della cartella di pagamento, specie se quest’ultima non sia stata impugnata e si sia resa definitiva (per esempio, la contestazione del calcolo degli interessi, la mancata indicazione del responsabile del procedimento, ecc.) perchè i vizi della cartella di pagamento possono essere sollevati solo entro 60 giorni dalla sua notifica diversamente da quelli dei successivi atti, come l’intimazione di pagamento, che possono essere sollevati anche dopo.
Dopo la sentenza resa dalla Corte di Cassazione , seconda sezione civile, n. 3751/16, con la quale i giudici di legittimità hanno affermato che " una opposizione a cartella basata sulla mancata notifica dell'atto presupposto non va qualificata come recuperatoria ex art. 22 della legge 689/81 ma come opposizione all'esecuzione per inesistenza del titolo esecutivo", è intervenuta altra sentenza delle Sezioni Unite n. 22080 del 22/09/17 con la quale la Corte di Cassazione ha affermato il contrario, ovvero che, "’l'opposizione alla cartella di pagamento, emessa ai fini della riscossione di una sanzione amministrativa pecuniaria comminata per violazione del codice della strada, va proposta ai sensi dell’art. 7 del decreto legislativo 1 settembre 2011, n. 150 e non nelle forme della opposizione alla esecuzione ex art. 615 cod. proc. civ.,qualora la parte deduca che essa costituisce il primo atto con il quale è venuta a conoscenza della sanzione irrogata in ragione della nullità o dell’omissione della notificazione del processo verbale di accertamento della violazione del codice della strada. Il termine per la proponibilità del ricorso, a pena di inammissibilità, è quello di trenta giorni decorrente dalla data di notificazione della cartella di pagamento.”
- l’omessa notifica del verbale non fa venir meno l’esistenza del titolo esecutivo ma comporta l’estinzione da parte dell’Amministrazione di riscuotere;
- Al fine di far cessare l’efficacia del titolo esecutivo l’automobilista dovrà proporre opposizione entro il termine ordinario di 30 giorni dalla notifica della cartella di pagamento;
- E’ possibile procedere con l’opposizione ex art. 615 e 617 cpc per far valere fatti estintivi sopravvenuti alla definitività del verbale di accertamento (es. prescrizione ai sensi dell’art. 209 Codice della Strada e dell’art. 28 della legge 689/81 nel caso di notifica della cartella di pagamento oltre il termine di cinque anni dalla violazione).
Nel caso che ci occupa, l'opponente ha eccepito la nullità della procedura di riscossione per l'omessa notifica del verbale presupposto e per la mancata notifica della cartella esattoriale.
Se è vero che manca la prova della notifica del verbale, in ragione della mancata produzione da parte dell'Ente, di documentazione sul punto, è anche vero che, risultata notificata la cartella esattoriale in data 23/3/2011 , giusta relata di notifica e copie degli avvisi di ricevimento allegati agli atti della parte convenuta, che non risultano impugnati dalla parte opponente, è evidente che, non solo le eccezioni afferenti al verbale non possono ritenersi più ammissibili, in quanto andavano fatte al momento del ricevimento della cartella, ma anche che, le motivazioni della opposizione, incentrate su tali due soli motivi, devono ritenersi superate ed in quanto infondate , respinte.
Invero, le doglianze afferenti alla modalità di notifica della cartella esattoriale non possono essere accolte.
Nella Sentenza n. 19071/2016 – Sezioni Unite Civili in tema di notificazione a mezzo del servizio postale della cartella esattoriale emessa per la riscossione di imposte si legge: "la notificazione può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento, nel qual caso si ha per avvenuta alla data indicata nell’avviso di ricevimento sottoscritto dal ricevente o dai consegnatario, senza necessità di redigere un’apposita relata di notifica, rispondendo tale soluzione al disposto di cui al D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, art. 26, che prescrive l’onere per l’esattore di conservare per cinque anni la matrice o la copia della cartella con la relazione di notifica o l’avviso di ricevimento, in ragione della forma di notificazione prescelta ( Sent n. 4567 del 6/3/2015; Sent. 6395 del 19/03/2014; Ord. n. 16949 del 24/7/2014)".
Tenuto conto dell'overruling, ovvero del contrasto giurisprudenziale, si ritengono sussistenti giustificati motivi per compensare le spese di lite tra le parti.
Il Giudice di Pace, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da DDD MARGHERITA contro la SPA EQUITALIA Servizio di riscossione , ora AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE e contro il COMUNE DI SAN GIUSEPPE VESUVIANO così provvede:
- Dichiara la contumacia del Comune di SAN GIUSEPPE VESUVIANO ;
- Compensa tra le parti le spese e le competenze di lite;
Così deciso in Nola il 3/11 /2017

References: sentenza 
 art. 615
 art. 615
 art. 617
 art. 615
 art. 617
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 22
 sentenza 
 art. 615
 art. 615
 Sentenza 
 art. 26