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STRUTTURA DI UN MODELLO SEMPLIFICATO - PDF
STRUTTURA DI UN MODELLO SEMPLIFICATO
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Albino Venturi
1 PROCEDURE SEMPLIFICATE PER L ADOZIONE DI MODELLI DI ORGANIZZAZIONE E GESTIONE (MOG) DELLA SICUREZZA NELLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI) Monitoraggio, controllo e riesame della Direzione Natalia Trapani Secondo la Bozza di lavoro della «Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro» Acicastello, 20 Dicembre 2013 ACT STRUTTURA DI UN MODELLO SEMPLIFICATO Modifiche al sistema (miglioramento continuo) Politica della sicurezza Obiettivi per la sicurezza misurabili Verbale di Riesame Riesame della Direzione PLAN Azioni correttive e preventive Pianificazione Valutazione dei rischi DVR Verbali audit Controllo Implementazione e operatività DO CHECK Audit interni Monitoraggio e misurazione 1
2 13. PERIODICHE VERIFICHE DELL APPLICAZIONE E DELL EFFICACIA DELLE PROCEDURE ADOTTATE (D.LGS 81/2008 ART. 30, COMMA 1, LETT. H) Fasi essenziali del processo di verifica: sorveglianza, misurazione o monitoraggio Elementi minimi da valutare nel processo di verifica: Infortuni Incidenti, situazioni pericolose Non conformità, Azioni correttive ed Azioni preventive SORVEGLIANZA/MONITORAGGIO O MISURAZIONE DELL ADOZIONE DELLE PROCEDURE/MODELLI L azienda deve attivare tale processo, con modalità e frequenze predefinite Le attività di tale processo devono essere registrate e i risultati confrontati con gli obiettivi prefissati occorre verificare che ciò che è stato attuato è concorde con ciò che è stato pianificato e produce i risultati voluti Le necessità di sorveglianza/monitoraggio e misurazione sono identificate anche a seguito della VDR Le relative attività sono svolte generalmente da risorse interne dell azienda (operatore addetto o preposto, DL o un suo incaricato) in virtù delle rispettive attribuzioni e competenze, secondo il piano di monitoraggio predisposto dall azienda (Allegato 15) Per aspetti specialistici si può ricorrere a risorse esterne all impresa 2
3 ALLEGATO 15 - PIANO DI MONITORAGGIO PIANO MONITORAGGIO Obiettivo/elemento da verificare Indicatore Modalità di controllo Periodicità Addetto al controllo Firma/Data Esito della verifica Note positivo negativo positivo negativo positivo negativo positivo negativo positivo negativo ATTIVITÀ SOGGETTE A SORVEGLIANZA/MONITORAGGIO E MISURAZIONE Pianificazione (definizione dei tempi, dei compiti e delle responsabilità) identificazione del personale incaricato e relativa formazione/addestramento per lo svolgimento di tali attività le modalità di gestione degli eventuali strumenti di misura utilizzati la verifica delle caratteristiche tecnico professionali con cui le attività stesse devono essere svolte, in caso di affidamento a terzi Indicatori di prestazione che consentono di monitorare nel tempo il miglioramento continuo 3
4 AZIONI CORRETTIVE Qualora a seguito delle attività di sorveglianza/monitoraggio e misurazione si rilevino non conformità, l azienda deve attivare il processo di gestione delle non conformità e di pianificazione e di attuazione delle azioni correttive (paragrafo 13.3) Gli esiti del monitoraggio sono oggetto del Riesame (paragrafo 20) INDAGINE SU INFORTUNI, INCIDENTI E SITUAZIONI PERICOLOSE Il DL (o un suo incaricato) deve stabilire, implementare e mantenere attive modalità operative che gli consentano di: registrare ed analizzare gli incidenti e le situazioni pericolose (allegato 13), gli infortuni (allegato 14) determinare i fattori che possano aver causato o contribuito a causare il loro verificarsi individuare le azioni correttive, volte ad eliminare, ove possibile, le cause esistenti che hanno determinato l evento attuare le azioni correttive individuate e verificarne l efficacia mettere in atto ove possibile azioni preventive 4
5 ALLEGATO 13 MODULO RILEVAZIONE: SITUAZIONE PERICOLOSA INCIDENTE NON CONFORMITÀ Dati Compilatore: Nome.. Cognome... In qualità di.. Firma. Data SITUAZIONE PERICOLOSA INCIDENTE NON CONFORMITÀ DATI RILEVAZIONE EVENTO dati segnalatore data ora reparto/ luogo posizione COGNOME NOME FIRMA macchina/attrezzatura impianto/altro numero di persone esposte DESCRIZIONE EVENTO POSSIBILI CAUSE. (DESCRIZIONE/DETTAGLI). AZIONI DA INTRAPRENDERE (AC/AP). AC: azione correttiva AP: azione preventiva Responsabile/i di attuazione Firma/e Stima del tempo degli interventi..... Data Completamento AC/AP Firma/e responsabile Data verifica efficacia Firma/e responsabile ALLEGATO 14 - MODULO RILEVAZIONE INFORTUNIO DATI INFORTUNATO Nome Cognome mansione Indossava i DPI? SI quali? NO NON PREVISTI DATI INFORTUNIO Data Ora Reparto/luogo/posizione Macchina/attrezzatura/Impianto Persone presenti DESCRIZIONE EVENTO: (parte del corpo interessata) Caduto da Si è punto Schiacciato da Urtato da Esposto a Caduto in piano Si è tagliato Travolto/investito da Punto da A contatto Ha urtato contro Si è colpito con Impigliato/agganciato Tagliato da Ha inalato Ha calpestato Movimento scoord. Sforzo eccessivo Piede male Ha ingerito Dove e come? Eventuali comportamenti pericolosi 5
6 ALLEGATO 14 - MODULO RILEVAZIONE INFORTUNIO Possibili cause Inviato al Pronto Soccorso Medicato in Azienda certificato medico successivo DATI COMPILATORE Nome Cognome mansione firma AZIONI DA INTRAPRENDERE Azioni Correttive/Preventive Responsabili di attuazioni Data Sigla DATI COMPILATORE Nome Cognome RSPP/D.L. Firma Data Presa visione RLS/RLST Firma NON CONFORMITÀ, AZIONI CORRETTIVE ED AZIONI PREVENTIVE Si intende per non conformità (NC) un qualsiasi scostamento dai requisiti fissati dal MOG dell azienda Per azione correttiva si intende un azione posta in essere per eliminare le cause di non conformità Vanno stabilite, implementate e mantenute attive modalità operative per registrare ed analizzare le non conformità Per registrare ed analizzare le non conformità vedere l allegato 13. 6
7 14. IDONEI SISTEMI DI REGISTRAZIONE DELL AVVENUTA EFFETTUAZIONE DELLE ATTIVITÀ Il DL o un suo incaricato deve definire le modalità con cui gestire e custodire la documentazione, per fornire evidenza del funzionamento del MOG Occorre stabilire almeno: modalità di redazione ed approvazione della documentazione in funzione della complessità aziendale possono essere scelti più livelli di approvazione (es.: redazione verifica controllo approvazione) modalità di invio della documentazione alle funzioni interessate sistema di conservazione e controllo modalità di revisione, necessarie specialmente in caso di cambiamenti organizzativi, tecnici, strutturali, dei processi, ecc. chi/coloro ha/che hanno la responsabilità di gestione data di emissione e di aggiornamento DOCUMENTAZIONE NECESSARIA Il MOG dovrà dotarsi della documentazione necessaria alla sua gestione e verifica in funzione della complessità e dell azienda, delle lavorazioni svolte e dei rischi presenti, quale ad esempio: Moduli/Registrazioni Istruzioni Operative (se ritenute opportune) Manuale (se ritenuto opportuno) Procedure (se ritenute opportune) La documentazione potrà essere anche composta solo da moduli e registrazioni quali, ad esempio, quelli allegati al presente documento purché sufficienti e funzionali al rispetto dei requisiti definiti dal documento stesso in relazione alla necessità aziendali 7
8 15. ARTICOLAZIONE DI FUNZIONI il modello organizzativo deve in ogni caso prevedere, per quanto richiesto dalla natura e dimensioni dell organizzazione e del tipo di attività svolta, un articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio (art. 30, comma 3, D.Lgs 81/2008) Il DL non può delegare le attività di: valutazione dei rischi redazione del relativo documento (o della modulistica prevista dalle procedure standardizzate) designazione del RSPP RUOLI E RESPONSABILITA Vanno individuati, in azienda, i ruoli e le responsabilità in materia di salute e sicurezza delle seguenti figure: Datore di Lavoro Preposti (se presenti) Dirigenti (se presenti) Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), nei casi in cui i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione non siano svolti direttamente dal DL Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione (se presenti) Addetti alle Emergenze ed al Primo Soccorso Lavoratori Medico competente (MC) Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza/RLS Territoriale 8
9 RESPONSABILITA E DELEGHE A seconda della tipologia di attività svolta può essere necessario individuare i ruoli e le responsabilità, in materia di salute e sicurezza, di ulteriori figure (come previsto, ad esempio, dal titolo IV del D. Lgs. 81/08 e s.m.i. o dal DM 177/2011) Il DL può delegare le altre funzioni con le modalità ed i limiti previsti dall art. 16 del D. Lgs 81/08 e s.m.i. Per tutti i processi ed attività aziendali il DL deve comunque assicurare una chiara attribuzione di compiti e funzioni nell ambito del proprio modello organizzativo, tenendo conto di quanto disposto dalla legislazione Tale attribuzione deve essere nota a tutti ed effettivamente adottata 16. SISTEMA DISCIPLINARE IDONEO A SANZIONARE IL MANCATO RISPETTO DELLE MISURE INDICATE NEL MODELLO (ART. 30, COMMA 3, D.LGS 81/2008) L azienda, deve definire modalità per individuare e sanzionare comportamenti che costituiscono o che possono favorire: violazione/elusione del sistema di controllo mancato rispetto delle procedure e prescrizioni previste dal MOG mancato rispetto degli obblighi previsti dalla legislazione in materia di salute e sicurezza commissione di reati di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro 9
10 SISTEMA DISCIPLINARE SOGGETTI COINVOLTI L azienda (l Alta Direzione, se presente) definisce e formalizza il sistema disciplinare e lo comunica a tutti i soggetti interessati quali ad esempio: Datore di lavoro, Dirigenti, Preposti, Lavoratori, Auditor/gruppo di audit, Organismo di vigilanza, RSPP L azienda dovrà definire idonee modalità per selezionare, tenere sotto controllo e, ove opportuno, sanzionare collaboratori esterni, appaltatori, fornitori e altri soggetti aventi rapporti contrattuali con l azienda stessa (nei casi in cui via sia un qualche rilevanza sulla SSL aziendale) Perché tali modalità siano applicabili l azienda deve prevedere che nei singoli contratti siano inserite specifiche clausole applicative con riferimento ai requisiti e comportamenti richiesti ed alle sanzioni previste per il loro mancato rispetto, fino alla risoluzione del contratto stesso ENTITA DELLE SANZIONI Il tipo e l entità delle sanzioni potranno essere determinati, ad esempio, in relazione: all intenzionalità del comportamento alla rilevanza della violazione di norme o disposizioni al grado di negligenza, imprudenza o imperizia al livello delle responsabilità connesse alle mansioni attribuite al tipo di conseguenze (ad esempio: danno economico e/o d immagine aziendale, danno di tipo fisico e di salute delle persone, ecc.) Nel definire il tipo e l entità delle sanzioni è opportuno tener conto delle disposizioni previste dal contratto collettivo di lavoro applicato e dallo statuto dei lavoratori di cui alla legge n. 300/70 10
11 17. AUDIT E RIESAME Un idoneo sistema di controllo sull attuazione del modello va effettuato, oltre che con le attività di vigilanza e verifica descritte nei paragrafi 11, e 15, attraverso la combinazione delle attività di due processi che sono strategici per l effettività e la conformità del MOG: gli audit interni di sicurezza ed il riesame Lettera circolare del Ministero del lavoro Prot. 15/VI/ /MA001.A001 dell 11/07/2011: Si evidenzia come tali processi rappresentino un sistema di controllo idoneo ai fini di quanto previsto al comma 4 dell art. 30 del D. Lgs. 81/2008 solo qualora prevedano il ruolo attivo e documentato, oltre che di tutti i soggetti della struttura organizzativa aziendale per la sicurezza, dell Alta Direzione (intesa come posizione organizzativa eventualmente sopra stante il datore di lavoro) nella valutazione degli obiettivi raggiunti e dei risultati ottenuti, oltre che delle eventuali criticità riscontrate in termini di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro ORGANISMO DI VIGILANZA INTERNO Quando ricorrano tali condizioni si può ritenere soddisfatto l obbligo secondo il quale il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza dei modelli, di curare il loro aggiornamento è stato affidato ad un organismo dell ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e controllo quanto sopra è in coerenza con la previsione normativa che recita come negli enti di piccole dimensioni i compiti indicati nella lettera b del comma 1 possono essere svolti direttamente dall organo dirigente (lettera b), comma 1, dell Articolo 6 del D. Lgs. 231/01) 11
12 ORGANISMO DI VIGILANZA ESTERNO Diversamente dalle condizioni sopra indicate, o per diversa scelta organizzativa, l Alta Direzione deve individuare l organismo di cui alla lettera b), comma 1, dell Articolo 6 del D. Lgs. 231/01 (Organismo di Vigilanza OdV) secondo i criteri di indipendenza e professionalità A tal fine possono essere utilizzati i criteri definiti per individuare gli auditor interni (paragrafo 17.3) L Alta Direzione deve mettere a disposizione dell OdV, regolarmente e ogni qual volta vi è un cambiamento, tutta la documentazione aziendale inerente al MOG L OdV può richiedere la documentazione che ritiene necessaria o opportuna al fine di svolgere il suo ruolo di vigilanza con continuità La documentazione di audit viene in ogni caso trasmessa all OdV Quando il DL non coincide con l Alta Direzione aziendale, questa deve attuare azione di controllo anche sull operato del DL AUDIT INTERNO DI SICUREZZA L audit è un esame sistematico, documentato e indipendente (l audit può essere svolto da personale interno all azienda purché sia in possesso dei requisiti di cui al paragrafo 17.3 ma non può essere effettuato dal DL o da componenti del SPP se questi ha assunto responsabilità operativa diretta nella attività oggetto di audit) per determinare se quanto pianificato e predisposto dal MOG: viene efficacemente attuato è idoneo al conseguimento degli obiettivi è coerente con la politica in materia di salute e sicurezza IL DL o un suo incaricato deve: Programmare gli audit Identificare gli auditor interni per l effettuazione degli audit Verificare il rispetto del programma di audit Verificare in sede di riesame le risultanze dell audit L audit interno deve verificare, tra l altro, l effettiva applicazione del sistema disciplinare (vedere Lettera circolare del Ministero del lavoro Prot. 15/VI/ /MA001.A001 dell 11/07/2011) 12
13 17.2. PROGRAMMAZIONE DELL AUDIT Di norma ogni anno va programmato un audit interno completo possono essere individuate eventuali aree/processi con maggiori criticità, in termini di salute e sicurezza, che richiedono audit più frequenti L audit deve interessare tutti gli ambiti del MOG e i risultati vanno valutati in fase di riesame Nel programmare è necessario tener conto dei seguenti aspetti: modifiche significative a struttura produttiva o a politiche aziendali risultati di precedenti audit segnalazione dalle parti interessate, es. da RLS/RLST e dai lavoratori rapporti di non conformità incidenti e infortuni (in particolare quelli gravi) presenza di processi lavorativi di particolare complessità e/o rischiosità presenza di diverse unità produttive dislocate sul territorio contesti produttivi molto differenziati (es. cantieri di tipologie differenti: ristrutturazioni immobiliari, strade, gallerie, ponti, ecc.) La programmazione è gestita a scelta del datore di lavoro o da un suo incaricato (vedi allegato 17) Oltre agli audit programmati possono essere effettuati anche audit straordinari, ad esempio in caso di infortuni, incidenti o quasi incidenti, etc. Per ogni audit va designato un Responsabile dell Audit (RA), che in accordo con il DL o con suo incaricato, pianifica, individua la data/e di audit, predispone il piano dell audit (tenendo conto delle risultanze di precedenti audit) Il piano di svolgimento dell audit deve riportare i contenuti minimi di cui all allegato 18 Le funzioni aziendali ed i lavoratori operanti nelle aree aziendali sottoposte a verifica, devono essere informati preliminarmente dello svolgimento dell audit, ad esempio attraverso la consegna di copia del piano di audit, e devono essere disponibili e presenti durante l attività di audit 13
14 ALLEGATO 17 PROGRAMMA DELL AUDIT INTERNO N ATTIVITÀ SOGGETTA A AUDIT (intera azienda, unità produttiv a, cant iere, ecc.) OBIETTIVO RESPONSABILE DELL AUDIT AUDITOR DATA NOTE Data: Approvato dal DL/incaricato: Firma.. ALLEGATO 18 PIANO DI AUDIT 1/2 AZIE NDA.. PIANO DELL AUDIT dell unità produttiva:. Date di svolgimento: OBIETTIVI: Verificare il sistema aziendale per l adempimento degli obblighi giuridici in materia d i SSL Verificare la conformità nell applicazione di disposizioni interne in materia di SSL. Verificare la rispondenza ai requisiti del MOG ESTENSIONE: l audit si svilupperà a tutti i luoghi e per tutte le attività dell unità produttiva, ivi comprese quel le affidate a Ditte esterne, che ricadono sotto l area di responsabilità dell organizzazione stessa. L audit si svilupperà su una parte dei luoghi di lavoro: PERSONE COINVOLTE: NOMINATIVI DATORE D I LAVORO.. RSPP (SE NECESSARIO).. RLS/RLST (SE NECESSARIO)... MEDICO COMPETENTE (SE NECESSARIO).. DIRIGENTI (SE NECESSARIO) PREPOSTI (SE NECESSARIO). DOCUMENTI DI RIFERIMENTO: NORME DI LEGGE vigenti in materia di SSL; MOG EVENTUALI STANDARD DI RIFERIMENTO: BS OHSAS Linee Guida SGSL UNI 2001 UNI EN ISO
15 ALLEGATO 18 PIANO DI AUDIT 2/2 Responsabile del gruppo di audit Auditor NOMINATIVO Struttura di appartenenza UNITÀ ORGANIZZATIVE E PROGRAMMA DELLA VERIFICA: la verifica sarà effettuata in tutti i luoghi e per tut te le attività dell Unità Produttiva secondo la stima temporale riportata nella tabella che segue; la tempistica indicata potrà subire modifiche in fase di esecuzione, in funzione dell evol versi delle attività di verifica e delle necessità che potrebbero e mergere. AREA/ATTIVITA ORA PERSONE dell azienda AUDITOR COINVOLTE 1 GIORNATA Riunione di apertura Pausa pranzo Riunione di chiusura Eventuale seconda giornata di audit Ora di avvio Pausa pranzo Riunione di chiu sura IL RESPONSABILE DEL GRUPPO DI AUDIT(se presente). AUDITOR IDENTIFICAZIONE DEGLI AUDITOR INTERNI Il DL o un suo incaricato per la propria unità produttiva, o in generale l Alta Direzione, deve identificare gli auditor interni che devono essere soggetti indipendenti dalle attività oggetto di audit (vedi nota paragrafo 17.1 nota 8) Nelle PMI caratteristiche dimensionali e di semplicità organizzativa rendono sufficiente un solo auditor interno Vi possono essere casi di imprese con processi di maggiore complessità, e/o articolate geograficamente, e/o operanti in una pluralità di siti (cantieri, ecc.) tali da rendere necessario il ricorso ad un gruppo di due o più auditor interni di cui uno deve ricoprire il ruolo di responsabile Gli auditor oltre ad essere informati in merito al MOG aziendale (art. 30), devono avere una formazione in materia di: modelli di organizzazione e gestione per la salute e sicurezza sul lavoro modalità di svolgimento delle attività di audit interno di un MOG (può essere un utile riferimento la ISO «Linee guida per gli audit dei sistemi di gestione per la qualità e/o di gestione ambientale») legislazione in materia di salute e sicurezza applicabile all azienda 15
16 Gli auditor devono avere: capacità di stilare rapporti scritti, redigere check list, intervistare il personale conoscenza nel campo della SSL o formazione sufficiente a conoscere la legislazione applicabile, le caratteristiche e le specificità dello specifico settore produttivo dell organizzazione sottoposta ad audit, i rischi presenti, le tecniche di prevenzione utilizzabili per fronteggiarli Qualora l impresa si avvalga di auditor esterni, gli stessi devono possedere i suddetti requisiti, non essere in conflitto di interessi (ad esempio il consulente che ha collaborato negli ultimi due anni precedenti la data dell audit, nella progettazione o nella gestione del MOG con incarico e responsabilità diretta) e deve assicurare la riservatezza delle informazioni e dei dati raccolti durante l attività di audit) CONDUZIONE DELL AUDIT Il RA/auditor, dopo un eventuale riunione di apertura procede all esecuzione dell audit sulla base del piano di audit rileva, attraverso evidenze oggettive, la conformità o la non conformità delle attività valutate rispetto ai requisiti fissati documentandone i risultati Al termine dell audit il RA/auditor redige un verbale di audit (vedi allegato 19) per documentare quanto emerso, tale verbale deve contenere: giudizio di sintesi con osservazioni e rilievi positivi e negativi; indicazione delle Non Conformità/Osservazioni riscontate con rinvio ai relativi rapporti che devono essere allegati al rapporto stesso 16
17 17.4. CONDUZIONE DELL AUDIT L audit termina con la presentazione (ad esempio in sede di riunione di chiusura), effettuata da RA/auditor al DL ed ad altri soggetti che il DL potrà discrezionalmente coinvolgere, delle risultanze di audit, incluse eventuali non conformità, i rilievi o le osservazioni registrate e gli aspetti positivi emersi Per ogni non conformità rilevata è necessario trattare o attuare un azione correttiva che va gestita come riportato nel paragrafo 13.3 La documentazione prodotta deve essere archiviata I risultati dell Audit saranno oggetto del Riesame per il miglioramento del sistema ALLEGATO 19 VERBALE DI AUDIT Azienda: Data: Verbale n: ATTIVITÀ CONTROLLATA DIFFORMITÀ RISCONTRATA RESPONSABILE RAPPORTO NC NUMERO AUDITOR ANNO TAZIONI Giudizio sul grado di funzionamento del MOG nell unità auditata : SI ALLEGA COPIA DEL PIANO DI AUDIT ED I RAPPORTI DI NC Auditor/ Responsabile gruppo di auditor: NOME FIRMA: FIRMA DEL DL/o suo incaricato.. 17
18 17.5. RIESAME L Alta Direzione e/o il DL, se non coincidenti, deve periodicamente riesaminare il Modello Organizzativo per verificare che: sia attuato con efficacia sia idoneo per il mantenimento ed il miglioramento nel tempo delle misure adottate garantisca il raggiungimento degli obiettivi di SSL permetta di esprimere una valutazione sulle prestazioni complessive consenta di programmare le attività per il miglioramento continuo I risultati che scaturiscono da questo processo, in relazione al periodo indagato possono portare, se necessario, a modificare il MOG, la sua articolazione di funzioni, i suoi obiettivi È opportuno che questo processo sia attuato almeno una volta l anno È opportuno individuare una funzione aziendale che si occupi di raccogliere i dati e gli elementi che consentano un efficace riesame del modello ESEMPLIFICAZIONE NON ESAUSTIVA DEGLI ARGOMENTI DA TRATTARE NEL RIESAME risultati del monitoraggio interno con riferimento al grado di raggiungimento degli obiettivi esiti delle azioni intraprese nel precedente riesame e la loro efficacia dati sugli infortuni e malattie professionali analisi delle cause di eventuali infortuni, incidenti e situazioni di emergenza relazioni del Medico Competente, se nominato cambiamenti, interni ed esterni, rilevanti per l impresa (nuove lavorazioni, personale, contratti, nuove leggi, novità in relazione al progresso scientifico e tecnologico ecc.) e l emergere di eventuali nuovi rischi rapporti sulle prove di emergenza risultati delle azioni correttive e preventive intraprese sul modello risultati della consultazione e del coinvolgimento dati sulla formazione e addestramento effettuati risultati di audit interni o esterni (seconda o terza parte) report o segnalazioni da parte dell OdV eventuali sanzioni applicate 18
19 VERBALE DI RIESAME L esito del riesame deve essere verbalizzato annotando gli elementi trattati e le azioni che si è deciso di attuare e/o le soluzioni ad eventuali problemi riscontrati (vedi allegato 20) Per la declinazione dei nuovi obiettivi fissati a seguito del riesame può essere utilizzato il modulo in Allegato 3 Qualora il DL lo ritenga opportuno può far coincidere il Riesame con la riunione periodica, ove prevista, di cui all art 35 del D. Lgs, 81/2008 e s.m.i. (vedi allegato 21) In questo caso le figure aziendali ed i temi trattati devono rispettare anche quanto previsto dalla legislazione ALLEGATO 20 RIESAME PERIODICO DEL MOG 1/3 RIESAME PERIODICO DEL MOG 1/3 DATA: Presenti Firma Note: DL RSPP MC (ove nominato) OdV DIRIGENTE Risultati del monitoraggio interno con riferimento al grado di raggiungimento degli obiettivi Esiti delle azioni intraprese nel precedente riesame e la loro efficacia Dati sugli infortuni e malattie professionali Relazioni del Medico Competente (se nominato) Pericoli e valutazione dei rischi Esiti delle analisi delle cause di incidenti, situazioni pericolose o eventuali situazioni di emergenza 19
20 ALLEGATO 20 RIESAME PERIODICO DEL MOG 2/3 RIESAME PERIODICO DEL MOG 2/ Rapporti sulle prove di emergenza Realizzazione e risultati delle azioni correttive e preventive del modello intraprese Informazioni sulla consultazione e coinvolgimento dei lavoratori Rapporti sulla formazione e addestramento effettuati Risultati di eventuali esiti di audit esterni (seconda o terza parte) Violazioni significative delle procedure del modello organizzativo Risultati dell audit interno Report o segnalazioni da parte dell OdV ALLEGATO 20 RIESAME PERIODICO DEL MOG 3/3 (FACOLTATIVO). Cambiamenti organizzazione: (nuove lavorazioni, personale, contratti, nuove leggi, novità in relazione al progresso scientifico e tecnologico ecc) (FACOLTATIVO). Scelta, gestione, efficacia DPI (FACOLTATIVO). Sorveglianza sanitaria Validità della politica di SSL Indicare se confermato o indicare le modifiche allegando nuova versione Ulteriori decisioni intraprese Documenti di OUTPUT Programma di miglioramento (Allegato 3) Programma annuale di formazione (Allegato 8 Altro 20
21 ALLEGATO 21 - RIUNIONE PERIODICA Data riunione: Durata riunione: Firma del datore di lavoro (o suo rappresentante) Partecipanti Nome e Cognome Convocato Presente (SI/NO) RSPP SI RLS/RLST SI MC (ove nominato) SI Dirigente SI - NO Firma ARGOMENTI TRATTATI ex art. 35 D.Lgs: 81/08 INTERVENTI: PROBLEMI EMERSI: CONCLUSIONI: documento di valutazione dei rischi andamento degli infortuni e delle malattie professionali e della sorveglianza sanitaria criteri di scelta, le caratteristiche tecniche e l efficacia dei dispositivi di protezione individuale programmi di informazione e formazione dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori ai fini dellasicurezza e della protezione della loro salute CONCLUSIONI Il rilascio di procedure semplificate per l adozione di modelli di organizzazione e gestione (MOG) della sicurezza nelle piccole e medie imprese (PMI) evidenzia la rilevanza che la Commissione consultiva permanente vuole dare alla «organizzazione della sicurezza» secondo un approccio sistemico, ingegneristico, basato sulla responsabilità aziendale, sulla valutazione delle prestazioni e sul miglioramento continuo Le procedure potranno rappresentare un utile strumento per le PMI che intendono adottare un MOG per la sicurezza, fornendo indicazioni chiare sugli elementi minimi per la certificazione/asseverazione del modello pur nella semplicità dello stesso La loro efficacia tuttavia andrà valutata in sede applicativa per evidenziare aspetti residui di complessità o applicabilità che possono comunque richiedere ulteriori «aggiustamenti» 21
22 Natalia Trapani Docente di Affidabilità e sicurezza dei sistemi produttivi Dipartimento di Ingegneria Industriale
Procedure semplificate per l adozione de modelli di organizzazione e gestione (MOG) nelle piccole e medie imprese (PMI) 1. PREMESSA Il d.lgs. 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell articolo 1 della legge

References: ART. 30
 art. 16
 art. 30
 Articolo 6
 Articolo 6
 art. 35
 articolo 1