Source: http://espertocasaclima.com/2015/07/19/tetto-stiferite-celenit/
Timestamp: 2018-07-22 03:19:53+00:00

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17 pensieri su “Tetto in Stiferite e Celenit, amici per forza”
Federico Sampaoli Autore articolo 3 gennaio 2017 alle 15:36
sì, alcune estati non danno tregua e la differenza tra le temperature diurne e notturne è poca. ma trovarsi un ambiente che si surriscalda in fretta o una struttura in latero cemento che si surriscalda in fretta diventa un problema assai maggiore per il surplus di lavoro a carico dell’impianto di raffrescamento.
Giada 2 gennaio 2017 alle 15:33
Federico Sampaoli Autore articolo 18 aprile 2016 alle 12:27
in base agli spessori si dimensionano i morali di partenza a contenimento della posa dello strato di coibentazione e quelli interposti nel primo strato di coibentazione
Rolando 18 aprile 2016 alle 09:51
Stavo leggendo l’ottima spiegazione sulla stifterite messa insieme al celenit N, sembrerebbe una buona soluzione, ad esempio per una zona E con inverni abbastanza rigidi e anche per i caldo estivo che è forte ormai dappertutto.
Federico Sampaoli Autore articolo 30 agosto 2015 alle 13:06
uno sfasamento di 9 ore abbondanti e nei dati del produttore tutto sommato non sembra malaccio…
Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,12 W/m2K per le pareti Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K per le coperture (assurdo ma è così… i valori dovrebbero essere invertiti imponendo i più bassi per le coperture!!) il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva parla di uno Sfasamento > 12 ore
Luca 26 agosto 2015 alle 11:50
dott. Sampaoli buongiorno
Federico Sampaoli Autore articolo 29 luglio 2015 alle 17:39
non ho il tempo ora di leggere tale relazione..
Marco 28 luglio 2015 alle 13:39
Come da lei evidenziato sicuramente andrà progettata nel migliore dei modi la soluzione del ponte termico perimetrale, ma rimango dell’idea che la soluzione dell’isolamento esterno rimanga di gran lunga la scelta più oculata. Le avevo chiesto dell’inversione dei pannelli di Celenit con quelli di Stiferite per questo articolo trovato in rete:
Federico Sampaoli Autore articolo 28 luglio 2015 alle 09:26
per migliorare la coibentazione esistente intervenendo dall’interno con ulteriore coibentazione interposta tra le travi l’ideale è sarebbe fibra di legno flessibile con meno densità dei pannelli rigidi (questo anche per aiutare alla realizzazione).
Federico Sampaoli Autore articolo 28 luglio 2015 alle 09:18
intervenire nel sottotetto isolando con fiocchi di cellulosa è molto vantaggioso sotto ogni aspetto tranne la attenuazione dei ponti termici:
– perimetrali (il nodo tetto-parete)
– puntuali (i setti in blocchi di laterizio a sostegno della copertura)
Marco 28 luglio 2015 alle 07:56
Mi corregga se sbaglio, ma coibentare la soletta del sottotetto con macchine che ‘sparano’ fiocchi di cellulosa in casi come quello sopra descritto, con muretti di sostegno che dividono in celle il sottotetto, farà si che si andranno a creare ponti termici che non sarà possibile eliminare!
Federico Sampaoli Autore articolo 24 luglio 2015 alle 10:19
nella sua situazione, e per ogni sottotetto non abitabile, la via più economica (economicissima) è assicurare l’impermeabilità della copertura, non disturbare i vicini, e coibentare la soletta del sottotetto (estradosso solaio piano sottotetto) con materiale sfuso tipo fiocchi di cellulosa (la posa libera non garantisce tanta densità ma il lavoro può essere anche il fai da te).
pino 23 luglio 2015 alle 21:56
La scelta di cambiare completamente progetto con la creazione di un tetto ventilato nel mio caso purtroppo non è fattibile perché la porzione di tetto della mia abitazione è addossata da un lato ad un’altra porzione di casa a schiera, i cui proprietari non sono intenzionati ad effettuare l’intervento di rifacimento della loro parte di copertura!
Antonio 23 luglio 2015 alle 17:51
Salve sig. Federico, sto ristrutturando dall’interno una mansarda con copertura non areata, costituita da travi lamellari in legno con tavolato, pannello coibentato da 4 cm. e sovrastante listellatura e tegole portoghesi.
Federico Sampaoli Autore articolo 23 luglio 2015 alle 10:23
in produzione credo sia rimasto il CELENIT FL/150 che è un pannello isolante in fibre di legno pressate monostrato, densità 160 kg/m3:
pino 22 luglio 2015 alle 23:37
Chiedo scusa per la domanda posta sopra, ho visto solo ora il grafico sopra che riporta lo sfasamento della stratigrafia in 14,77 h
pino 22 luglio 2015 alle 23:20
Complimenti per il blog e tutti gli articoli, dovendo rifare la copertura della mia abitazione in laterocemento con il sottotetto non riscaldato e non abitabile, diviso da dei muretti di sostegno e tavelloni che sorreggono le tegole in cemento, ubicata nel nord est zona climatica E posta in posizione nord/est/sud (il lato ovest è addossato da un altro fabbricato a schiera) ho letto con grande interesse l’articolo “Tetto in Stiferite e Celenit, amici per forza”, posso chiedere indicativamente lo sfasamento in ore dell’ultima stratigrafia riportata con l’aggiunta del Celenit con Trasmittanza U [W/m2K] 0,181

References: articolo 3
 articolo 18
 articolo 30
 articolo 29
 articolo 28
 articolo 28
 articolo 24
 articolo 23