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Timestamp: 2020-04-08 05:48:39+00:00

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Contado comunale di Chieri fino al secolo XVII; a tutt'oggi è considerato parte del Chierese
3244 (ISTAT, 2001).
1546 ha. (SISTAT)
A nord San Mauro Torinese e Castiglione Torinese, a est Pavarolo, a sud-est Chieri, a sud-ovest Pino Torinese, a ovest Torino.
Capoluogo; Rivodora; Soperga; Tetti Barbasso, Tetti Berruto; Tetti Chiapasso; Tetti Coggiola; Tetti Collo; Tetti None; Tetti Pietraforata; Tetti Piola; Tetti Ronchi; Tetti Valentino; Case sparse; Basilica di Superga; Superga (ISTAT 2001). Vedi mappa.
«Baldicherium Cheriensium» (Casalis 1834, p. 31). La località appare nominata in un diploma di Federico I fra i feudi di pertinenza del vescovo Carlo di Torino nel 1159 (MGH, Diplomata, doc. 50, p. 252 [26 gennaio 1159]), mentre «Baldicerium» comincia a comparire nelle visite pastorali dal 1584 (AA Torino, VP, 1584, 7.1.5, f. 406).
Le chiese di Santa Maria e di San Giuliano di Baldissero erano soggette alla pieve dei Santi Vittore e Corona di Reano di Montaldo Torinese, località che sarebbe da identificare con «Reiano» presso Chieri (Casiraghi 1979, pp. 91-92).
Prevostura di San Giuliano di Baldissero, attestata nel 1375 e nel 1386 (Casiraghi 1979, p. 88); chiese di Santa Maria e San Giuliano, quest’ultima attestata nel secolo XII (Casiraghi 1979, pp. 91-92) e nel XIII (Daviso di Charvensod 1939, p. 124) come priorato dipendente dal monastero benedettino torinese di San Solutore (Borgi 1993, p.57); parrocchiale di Santa Maria di Baldissero in finibus Cherii (AA Torino, VP, 1584, 7.1.5, f. 406); parrocchiale di Santa Maria della Spina, probabilmente la stessa della precedente attestazione (AA Torino, VP, 1671, 7.1.18, f. 51; VP, 1750, 7.1.29, f. 132 v.); chiesa di San Francesco di Sales a Rivodora, resasi autonoma dalla parrocchia di Superga nel secolo XVIII (AA Torino, VP, 1770, 7.1.40, ff. 25-27). Nel 1834 la parrocchia di Santa Maria della Spina risultava consacrata a San Bartolomeo, mentre era attiva la parrocchia di San Francesco di Sales a Rivodora (Casalis 1834, pp. 31-32). Attualmente è segnalata dall’arcidiocesi di Torino come parrocchia soltanto la chiesa di Santa Maria della Spina a Baldissero (Vedi fonte). La «parochiale sancte Marie loci Baldicerii in finibus Cherii» compare per la prima volta nella visita pastorale del 1584 (AA Torino, VP, 1584, 7.1.5, f. 406). Dal 1671 (AA Torino, VP, 1671, 7.1.18, f. 51) la parrocchiale è registrata con l’intitolazione di Santa Maria della Spina, mentre nel 1750 (AA Torino, VP, 1750, 7.10.29, f. 132 v.) vi è attestata, presso l’altare di Santa Maria del Rosario, la società di Santa Maria del Rosario. Nella visita del 1770 è riportata l’interessante notizia relativa alla separazione della chiesa dedicata a San Francesco di Sales di Rivodora («Ridoira sive Rivodora») dalla parrocchia di Superga, e dell’erezione della chiesa di Rivodora a sua volta in parrocchia (AA Torino, VP, 1770, 7.1.40, ff. 25-27). Il presule di Torino Francesco Rorengo di Rorà viene a visitare le due chiese di Superga e Rivodora, in quanto gli abitanti di quest’ultima località stanno da tempo chiedendo la separazione da Superga. L'arcivescovo concede il distacco e la creazione della nuova parrocchia sotto il titolo di San Francesco di Sales; i confini della nuova parrocchia si situano fra Baldissero, San Mauro e Pino Torinese. Da quel momento la parrocchia di Rivodora si attesta regolarmente, come del resto quella di Baldissero, fino al secolo XX.
Baldissero è un borgo collinare del Torinese situato ad una altitudine di 421 m. La distribuzione della popolazione in riferimento ai nuclei insediativi identificati appare diseguale, suddivisa com’è principalmente fra il capoluogo vero e proprio e la frazione di Rivodora, collocata in una depressione sottostante nei pressi del corso d’acqua omonimo. Si registrano poi diverse altre frazioni minori e case sparse. Come fatto osservare recentemente, la caratteristica più evidente dell’abitato «è di essere molto sparso, costituito da frazioni con forte coesione, in alcuni casi con una propria cappella o Chiesa (San Quirico, San Giuliano, San Grato, Toetto, Rivodora) o da case isolate. Baldissero si è strutturato solo in minima parte intono ad un nucleo, mentre gli insediamenti abitativi sono dispersi in tutto il territorio» (Castelli 2008).
Se si accettano le testimonianze erudite, il primo nucleo della comunità di Baldissero si sarebbe trovato in una località detta «Malloch», poi «Alba Cherii» e infine «Paluch», com’è attualmente nota; abbandonata dagli abitanti nel secolo XIV, divenne sede di una fornace nel secolo XVIII, mentre oggi si configura principalmente come luogo di passaggio (Liboà 2003).
Le origini remote della comunità di Baldissero non sono agevoli da ricostruire, a causa di una situazione documentaria decisamente carente. Fonti erudite risalenti al primo Novecento, forse fondate su compilazioni settecentesche, riferiscono che il primo nucleo abitato si sarebbe trovato in una località chiamata prima «Malloch» (da malus locus, forse per via di bande di briganti o ribelli), riconoscibile oggi nella località denominata «Paluch» [Vd.Località scomparse]. Il centro originario sarebbe stato abbandonato ai primi del secolo XIV, in seguito alla soppressione violenta dell’ordine templare, che proprio qui avrebbe avuto una fondazione fortificata; la popolazione si sarebbe allora suddivisa in tre gruppi, andando a fondare le nuove comunità di Superga, Rivodora e, appunto, Baldissero, quest’ultima collocata nel luogo ancora oggi occupato dal capoluogo del comune, intorno alla chiesa di Santa Maria della Spina (Liboà 2003; Castelli 2008). In base alla documentazione più antica che è stato possibile rintracciare, a Baldissero comincia a essere attestata una comunità vera e propria negli anni Ottanta del secolo XVI, quando l’amministrazione sabauda rilascia due quietanze in suo favore (AST, Sezioni Riunite, Patenti controllo finanze, Registro 1584 in 1585, f. 252; Registro 1594 in 1595, f. 131). Non si hanno invece notizie più precise e circostanziate sull’origine e il funzionamento della comunità. Al momento della separazione da Chieri, nel 1694, è possibile sapere che il neoeretto comune di Baldissero è dotato di sindaci, incaricati di presentare la documentazione per lo smembramento del territorio chierese (AST, Sezioni Riunite, I, Archiviazione, Provincia di Torino, m. 1, n. 2). Nell’ambito della Perequazione Generale del Piemonte, nel secolo XVIII, si legge di beni comuni e antichi pertinenti alla comunità (AST, Sezioni Riunite, II Archiviazione, capo 21, n. 71, ff. 35-37). Nel 1702 e nel 1720 la comunità è nuovamente registrata fra i consegnamenti fatti agli incaricati del governo sabaudo (AST, Sezioni Riunite, Consegnamenti, Registri Sentenza 1672 in 1723, 50; 1700 in 1716, 42; 1720, 155), il che ne segnala quantomeno l’attività, ma non permette di dire molto di più sulla sua struttura. La lite per i confini con Arignano fra il 1719 e il 1722 può essere interpretata come un segnale di combattività e consapevolezza da parte della comunità (AC Chieri, cartella 124, articolo 42, p. 2, n. 3). Non va trascurata neppure la separazione, nel 1770, della parrocchia di Rivodora da quella di Superga, che avviene proprio in seguito alle proteste degli abitanti della frazione, i quali manifestano, attraverso l’autodeterminazione religiosa, una certa consapevolezza della loro comune identità (AA Torino, VP, 1770, ff. 25-27). Può inoltre essere significativa per testimoniare dell’organizzazione della comunità, anche se in ambito religioso più che civile, la notizia relativa all’esistenza di due compagnie di fedeli nella località alla fine del secolo XVIII, la Compagnia del Corpus Domini e la Compagnia della Santissima Madonna del Rosario (AST, Corte, Materie ecclesiastiche, Benefizi di qua dai monti, Benefizi divisi per paesi dalla A alla Z, m. 9, VI, 1 [30 agosto 1790]).
Non è stato possibile rintracciare antichi statuti della comunità, né presso le varie sezioni dell’Archivio di Stato di Torino, né presso l’Archivio Storico del Comune di Chieri, né infine presso l’Archivio Storico del Comune di Baldissero Torinese. [Vd.Dipendenze medioevo] Statuto comunale 2011. Vedi testo.
Presso l’Archivio di Stato di Torino si conservano le mappe, le matrici e i sommari relativi a Baldissero compilati in occasione della realizzazione del catasto Rabbini, alla metà circa del secolo XIX (AST, Sezioni Riunite, cat. Rabbini, Mappa 1860, n. 9 e 10; matrice n. 7; sommarione n. 7). La cartografia mostra già in tale secolo una distribuzione della popolazione decisamente frammentata, con due centri più significativi nel capoluogo, sulla collina, e presso la frazione Rivodora, lungo il rio omonimo, e il resto distribuito fra case sparse e cascine isolate. Interessante appare inoltre la suddivisione della Basilica di Superga in due metà esatte, attribuite rispettivamente a Baldissero e al vicino comune di San Mauro. Vedi mappa 1. Vedi mappa 2. Vedi mappa 3. Vedi mappa 4. Vedi mappa 5.
La redazione degli ordinati della comunità di Baldissero Torinese inizia pochissimi anni dopo la separazione da Chieri e la costituzione in centro autonomo: gli ordinati più antichi risalgono infatti al 1696, dopo di che essi compaiono a intervalli regolari e senza interruzioni nei decenni e secoli successivi, a testimonianza di un’attività civile regolare [AC Baldissero, cartella Ordinati, 1696].
Nel secolo XIII sono attestati dei signori di Baldissero fra i fedeli del comune di Chieri, al quale questi giurano fedeltà e cedono la giurisdizione sul castello ivi collocato, ricevendola indietro in feudo (AST, Sezioni Riunite, Titoli de stati antichi della Reale Casa, I, ff. 69, 71 e 74; AC Chieri, cartella 40, articolo 10, p. 4, n. 1). Nel secolo XIV una donna, Bartolomea Aicardi, riceve dallo stesso comune di Chieri l’investitura della giurisdizione sul luogo di Baldissero, che già suo padre deteneva (AST, Sezioni Riunite, Titoli de stati antichi della Reale Casa, I, f. 77). Da un punto di vista più generale, il territorio di Baldissero e la sua comunità dipendono dal comune di Chieri per tutto il medioevo e parte dell’età moderna, fino a quando, nel 1694, viene smembrato ed eretto a comune autonomo (per la documentazione sui rapporti con Chieri: AC Chieri, cartella 42, articolo 12, pp. 1-6).
Nel secolo XV si ha notizia della concessione di Baldissero a Giacomino della Porta «ex dominis et comitibus Castrimontis», fedele del duca Amedeo di Savoia, per i servizi resi (AST, Corte, Paesi, Provincia di Torino, m. 6 [10 febbraio 1417]) e di una lite avvenuta di fronte alla duchessa Iolanda di Savoia fra il giurisperito Ambrogio «de Vignate» e il comune di Chieri per il castello e il luogo di Baldissero, il quale viene assegnato a Chieri (AST, Corte, Paesi, Provincia di Torino, m. 6 [6 agosto 1470]; per l’origine della controversia AC Chieri, cartella 21, articolo 6, p. 24, n. 12, 1441). Dopo la separazione di Baldissero da Chieri, si ha notizia dell’infeudazione della località da parte di Vittorio Amedeo di Savoia prima (1694) al conte Giovanni Antonio Benso (AST, Sezioni Riunite, Registro Controllo Finanze, 36, 1693 e 1694, f. 64) e poi (1699) a Giovanni Battista Fontanella (AST, Sezioni Riunite, Registro Controllo Finanze, 45, 1699, f. 26). Quest’ultimo nel 1734 consegna appunto al commissario regio incaricato la giurisdizione sui beni e i redditi della località (AST, Sezioni Riunite, Commessaro Bazano, 1734, f. 14, n. 377). La famiglia Fontanella si segnala anche nei decenni successivi come una presenza costante nel territorio della località, tant’è vero che ancora nella lite sulle strade del 1831 uno degli allegati, presentati contro le decisioni del comune di Baldissero e a sostegno invece degli interessi degli abitanti della frazione di Rivodora, è costituito da una lettera del conte Eugenio Fontanella, definito «uno de’ maggiori registranti della Comune di Baldissero» (AST, Corte, Paesi per A e B, lettera B, m. 2 [1831]).
Baldissero rientra nelle competenze del comune di Chieri fino al 1694, quando diventa comune autonomo, tuttavia continua a seguirne le vicende amministrative inglobato com'era entro la maglia del Ducato e poi del Regno Sabaudo (AST, Sezioni Riunite, I Archiviazione, Provincia di Torino, m. 1, n. 2 [1694]).
[Addenda del CS sett 2016] Dal momento della sua costituzione in comune autonomo (1694) non si rilevano significativi mutamenti territoriali, fatta eccezione per un distacco temporaneo della frazione di Rivodora fra il 1873 e il 1932 aggregatasi a San Mauro [AC S. Mauro, cat. I, cl. 1, 1/2].
La Perequazione settecentesca del Piemonte indica la presenza, nel territorio di Baldissero, di circa 10 giornate di beni comuni, quasi tutte adibite a bosco, prato o gerbido; il compilatore osserva che «quali tutti beni sovra descritti sono beni antichi della comunità et non sono di reddito alcuno a detta comunità, servandosi altro per il pascolo dei bestiami» (AST, Sezioni Riunite, II Archiviazione, Capo 21, n. 71, ff. 35-37; n. 83, ff. 9-11). Una situazione sostanzialmente affine viene rilevata, circa due secoli dopo, dal perito incaricato della individuazione dei beni comuni, il quale dichiara di aver censito un ettaro e 40 are di terreno demaniale, esclusivamente adibito a bosco e pascolo permanente; egli, constatata l’assenza di ricorsi da parte di membri della comunità su tali beni, propone la possibilità per il comune di metterli in vendita (CLUC, fasc. Baldissero Torinese).
Dopo l’erezione in comune autonomo, Baldissero vive alcune liti con le località vicine (Chieri, Arignano) per i rispettivi confini (AC Chieri, rotolo 15, articolo 164, p. 12, n. 23 e cartella 124, articolo 42, p. 2, n. 3). Un gruppo di documenti della prima metà del secolo XIX si rivela di estremo interesse per comprendere le dinamiche territoriali interne ed esterne alla comunità. In questa data infatti si assiste ad una controversia fra il consiglio comunale di Baldissero, da un lato, e alcuni abitanti del comune, risiedenti nella frazione Rivodora, a riguardo della decisione presa dai membri del consiglio di privilegiare la strada detta di San Quirico su quella detta del Cervo, entrambe dirette a Chieri. Se tale risoluzione fosse approvata, gli abitanti di Rivodora sarebbero svantaggiati nelle loro possibilità di raggiungere sia il capoluogo sia Chieri, mentre anche le vicine località di Cordova e Castiglione rimarrebbero senza vie di comunicazione con Chieri, loro punto di riferimento commerciale. La lite, pur non concernendo nello specifico porzioni di territorio, ma le vie di comunicazione, mette in luce la rilevanza della località, e soprattutto della sua rete viaria, per mettere in connessione le località collinari con il centro di Chieri, segnalando anche una situazione di tensione in seno al comune collinare, dato che, come sottolinea il perito inviato a risolvere la questione, il consiglio comunale che ha deciso la modifica delle strade fosse «diviso d’opinione, essendo ben naturale che ciascuno de’ suoi membri preponderasse, a seconda del proprio interesse e giusta la rispettiva situazione delle loro case e poderi». La soluzione equilibrata proposta dal perito (il mantenimento di entrambe le strade) riflette la situazione attuale della viabilità, con la convergenza su Chieri delle strade provenienti sia dal capoluogo sia da Rivodora (AST, Corte, Paesi per A e B, lettera B, m. 2). È inoltre attualmente aperta una disputa sulle rispettive competenze territoriali su Superga fra i comuni di Baldissero, San Mauro e Torino.

References: Sentenza 
 articolo 42
 articolo 10
 articolo 12
 articolo 6
 articolo 164
 articolo 42