Source: https://www2.immigrazione.regione.toscana.it/?q=norma&css=1&urn=urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015;81~art35-com1&datafine=20170317
Timestamp: 2020-04-03 08:57:20+00:00

Document:
Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell' articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183 .
Pubblicato in GU, n. 144 del 24/06/2015
Vigente al 17/03/2017
Testo originale in vigore dal 25/06/2015
Testo vigente al 08/10/2016 modificato da decreto.legislativo stato n.185/2016
Testo vigente al 17/03/2017 modificato da decreto.legge stato n.25/2017
Testo vigente al 22/06/2017 modificato da decreto.legislativo stato n.75/2017
Testo vigente al 12/01/2018 modificato da decreto.legislativo stato n.202/2017
Testo vigente al 14/07/2018 modificato da decreto.legge stato n.87/2018
Testo vigente al 12/08/2018 modificato da legge stato n.96/2018
urn:nir:stato:decreto.legislativo:2015-06-15;81@2017-03-17
Art. 16 - Indennita' di disponibilita'
Art. 35 - Tutela del lavoratore, esercizio del potere disciplinare e regime della solidarieta'
Visti gli articoli 76 , 87, quinto comma , e 117, terzo comma , della Costituzione ;
Visto l' articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183 , che, allo scopo di rafforzare le opportunita' di ingresso nel mondo del lavoro da parte di coloro che sono in cerca di occupazione, nonche' di riordinare i contratti di lavoro vigenti per renderli maggiormente coerenti con le attuali esigenze del contesto occupazionale e produttivo e di rendere piu' efficiente l'attivita' ispettiva, delega il Governo ad adottare uno o piu' decreti legislativi, di cui uno recante un testo semplificato delle discipline delle tipologie contrattuali e dei rapporti di lavoro;
Visto l'articolo 1, comma 7, lettera h), recante il criterio di delega volto a prevedere, tenuto conto di quanto disposto dall' articolo 70 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 , la possibilita' di estendere, secondo linee coerenti con quanto disposto dalla lettera a) del predetto comma, il ricorso a prestazioni di lavoro accessorio per le attivita' lavorative discontinue e occasionali nei diversi settori produttivi, fatta salva la piena tracciabilita' dei buoni lavoro acquistati, con contestuale rideterminazione contributiva di cui all' articolo 72, comma 4, ultimo periodo, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 ;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano ai sensi del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 , nella riunione del 7 maggio 2015;
d) alle collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e societa' sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal C.O.N.I., come individuati e disciplinati dall' articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n. 289
d-bis) alle collaborazioni prestate nell'ambito della produzione e della realizzazione di spettacoli da parte delle fondazioni di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367 . [3]
3. Le parti possono richiedere alle commissioni di cui all' articolo 76 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 , la certificazione dell'assenza dei requisiti di cui al comma 1 . Il lavoratore puo' farsi assistere da un rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato o da un avvocato o da un consulente del lavoro.
Fino al completo riordino della disciplina dell'utilizzo dei contratti di lavoro flessibile da parte delle pubbliche amministrazioni, la[5]
disposizione di cui al comma 1 non trova applicazione nei confronti delle
medesime[7]
Dal[9]
1° gennaio 2018[12]
e' comunque fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di stipulare i contratti di collaborazione di cui al comma 1 .[13]
L' articolo 2103 del codice civile e' sostituito dal seguente: «
2103. Prestazione del lavoro. - Il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali e' stato assunto o a quelle corrispondenti all'inquadramento superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni riconducibili allo stesso livello e categoria legale di inquadramento delle ultime effettivamente svolte. In caso di modifica degli assetti organizzativi aziendali che incide sulla posizione del lavoratore, lo stesso puo' essere assegnato a mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore purche' rientranti nella medesima categoria legale. Il mutamento di mansioni e' accompagnato, ove necessario, dall'assolvimento dell'obbligo formativo, il cui mancato adempimento non determina comunque la nullita' dell'atto di assegnazione delle nuove mansioni. Ulteriori ipotesi di assegnazione di mansioni appartenenti al livello di inquadramento inferiore, purche' rientranti nella medesima categoria legale, possono essere previste dai contratti collettivi. Nelle ipotesi di cui al secondo e al quarto comma, il mutamento di mansioni e' comunicato per iscritto, a pena di nullita', e il lavoratore ha diritto alla conservazione del livello di inquadramento e del trattamento retributivo in godimento, fatta eccezione per gli elementi retributivi collegati a particolari modalita' di svolgimento della precedente prestazione lavorativa. Nelle sedi di cui all'articolo 2113, quarto comma, o avanti alle commissioni di certificazione, possono essere stipulati accordi individuali di modifica delle mansioni, della categoria legale e del livello di inquadramento e della relativa retribuzione, nell'interesse del lavoratore alla conservazione dell'occupazione, all'acquisizione di una diversa professionalita' o al miglioramento delle condizioni di vita. Il lavoratore puo' farsi assistere da un rappresentante dell'associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato o da un avvocato o da un consulente del lavoro. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori il lavoratore ha diritto al trattamento corrispondente all'attivita' svolta e l'assegnazione diviene definitiva, salvo diversa volonta' del lavoratore, ove la medesima non abbia avuto luogo per ragioni sostitutive di altro lavoratore in servizio, dopo il periodo fissato dai contratti collettivi o, in mancanza, dopo sei mesi continuativi. Il lavoratore non puo' essere trasferito da un'unita' produttiva ad un'altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. Salvo che ricorrano le condizioni di cui al secondo e al quarto comma e fermo quanto disposto al sesto comma, ogni patto contrario e' nullo.
L' articolo 6 della legge 13 maggio 1985, n. 190 , e' abrogato.
1. Nel rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, l'assunzione puo' avvenire a tempo pieno, ai sensi dell' articolo 3 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66 , o a tempo parziale.
1. Nel rispetto di quanto previsto dai contratti collettivi, il datore di lavoro ha la facolta' di richiedere, entro i limiti dell'orario normale di lavoro di cui all' articolo 3 del decreto legislativo n. 66 del 2003 , lo svolgimento di prestazioni supplementari, intendendosi per tali quelle svolte oltre l'orario concordato fra le parti ai sensi dell' articolo 5, comma 2 , anche in relazione alle giornate, alle settimane o ai mesi.
3. Nel rapporto di lavoro a tempo parziale e' consentito lo svolgimento di prestazioni di lavoro straordinario, cosi' come definito dall' articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo n. 66 del 2003 .
5. Nei casi di cui al comma 4 , il prestatore di lavoro ha diritto a un preavviso di due giorni lavorativi, fatte salve le diverse intese tra le parti, nonche' a specifiche compensazioni, nella misura ovvero nelle forme determinate dai contratti collettivi.
7. Al lavoratore che si trova nelle condizioni di cui all' articolo 8 , commi da 3 a 5, ovvero in quelle di cui all' articolo 10, primo comma, della legge 20 maggio 1970, n. 300 , e' riconosciuta la facolta' di revocare il consenso prestato alla clausola elastica.
4. In caso di patologie oncologiche o gravi patologie cronico-degenerative ingravescenti riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore o della lavoratrice, nonche' nel caso in cui il lavoratore o la lavoratrice assista una persona convivente con totale e permanente inabilita' lavorativa con connotazione di gravita' ai sensi dell' articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 , che abbia necessita' di assistenza continua in quanto non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, e' riconosciuta la priorita' nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
5. In caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice, con figlio convivente di eta' non superiore a tredici anni o con figlio convivente portatore di handicap ai sensi dell' articolo 3 della legge n. 104 del 1992 , e' riconosciuta la priorita' nella trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale.
7. Il lavoratore puo' chiedere, per una sola volta, in luogo del congedo parentale od entro i limiti del congedo ancora spettante ai sensi del Capo V del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 , la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto a tempo parziale, purche' con una riduzione d'orario non superiore al 50 per cento. Il datore di lavoro e' tenuto a dar corso alla trasformazione entro quindici giorni dalla richiesta.
1. La retribuzione minima oraria, da assumere quale base per il calcolo dei contributi previdenziali dovuti per i lavoratori a tempo parziale, si determina rapportando alle giornate di lavoro settimanale ad orario normale il minimale giornaliero di cui all' articolo 7 del decreto-legge 12 settembre 1983, n. 463 , convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983, n. 638 , e dividendo l'importo cosi' ottenuto per il numero delle ore di orario normale settimanale previsto dal contratto collettivo nazionale di categoria per i lavoratori a tempo pieno.
2. Gli assegni per il nucleo familiare spettano ai lavoratori a tempo parziale per l'intera misura settimanale in presenza di una prestazione lavorativa settimanale di durata non inferiore al minimo di ventiquattro ore. A tal fine sono cumulate le ore prestate in diversi rapporti di lavoro. In caso contrario spettano tanti assegni giornalieri quante sono le giornate di lavoro effettivamente prestate, qualunque sia il numero delle ore lavorate nella giornata. Qualora non si possa individuare l'attivita' principale per gli effetti dell' articolo 20 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797 , e successive modificazioni, gli assegni per il nucleo familiare sono corrisposti direttamente dall'INPS.
3. La retribuzione dei lavoratori a tempo parziale, a valere ai fini dell'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali e' uguale alla retribuzione tabellare prevista dalla contrattazione collettiva per il corrispondente rapporto di lavoro a tempo pieno. La retribuzione tabellare e' determinata su base oraria in relazione alla durata normale annua della prestazione di lavoro espressa in ore. La retribuzione minima oraria da assumere quale base di calcolo dei premi per l'assicurazione di cui al presente comma e' stabilita con le modalita' di cui al comma 1 .
1. Ai sensi dell' articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 , le disposizioni della presente sezione si applicano, ove non diversamente disposto, anche ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, con esclusione di quelle contenute negli articoli 6, commi 2 e 6, e 10, e, comunque, fermo restando quanto previsto da disposizioni speciali in materia.
4. Nei periodi in cui non ne viene utilizzata la prestazione il lavoratore intermittente non matura alcun trattamento economico e normativo, salvo che abbia garantito al datore di lavoro la propria disponibilita' a rispondere alle chiamate, nel qual caso gli spetta l'indennita' di disponibilita' di cui all' articolo 16 .
b) presso unita' produttive nelle quali si e' proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi a norma degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223 , che hanno riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro intermittente, ovvero presso unita' produttive nelle quali sono operanti una sospensione del lavoro o una riduzione dell'orario in regime di cassa integrazione guadagni, che interessano lavoratori adibiti alle mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro intermittente;
a) durata e ipotesi, oggettive o soggettive, che consentono la stipulazione del contratto a norma dell' articolo 13 ;
3. Prima dell'inizio della prestazione lavorativa o di un ciclo integrato di prestazioni di durata non superiore a trenta giorni, il datore di lavoro e' tenuto a comunicarne la durata alla direzione territoriale del lavoro competente per territorio, mediante sms o posta elettronica. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, possono essere individuate modalita' applicative della disposizione di cui al primo periodo, nonche' ulteriori modalita' di comunicazione in funzione dello sviluppo delle tecnologie. In caso di violazione degli obblighi di cui al presente comma si applica la sanzione amministrativa da euro 400 ad euro 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui e' stata omessa la comunicazione. Non si applica la procedura di diffida di cui all' articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124 .
1. Al contratto di lavoro subordinato puo' essere apposto un termine di durata non superiore a trentasei mesi.[14]
2. Fatte salve le diverse disposizioni dei contratti collettivi, e con l'eccezione delle attivita' stagionali di cui all' articolo 21, comma 2 , la durata dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore, per effetto di una successione di contratti, conclusi per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale e indipendentemente dai periodi di interruzione tra un contratto e l'altro, non puo' superare i
trentasei mesi[17]
. Ai fini del computo di tale periodo si tiene altresi' conto dei periodi di missione aventi ad oggetto mansioni di pari livello e categoria legale, svolti tra i medesimi soggetti, nell'ambito di somministrazioni di lavoro a tempo determinato. Qualora il limite dei
trentasei[19]
mesi sia superato, per effetto di un unico contratto o di una successione di contratti, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di tale superamento.
3. Fermo quanto disposto al comma 2 , un ulteriore contratto a tempo determinato fra gli stessi soggetti, della durata massima di dodici mesi, puo' essere stipulato presso la direzione territoriale del lavoro competente per territorio. In caso di mancato rispetto della descritta procedura, nonche' di superamento del termine stabilito nel medesimo contratto, lo stesso si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data della stipulazione.
4. Con l'eccezione dei rapporti di lavoro di durata non superiore a dodici giorni, l'apposizione del termine al contratto e' priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto, una copia del quale deve essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro cinque giorni lavorativi dall'inizio della prestazione.[21]
b) presso unita' produttive nelle quali si e' proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi a norma degli articoli 4 e 24 della legge n. 223 del 1991 , che hanno riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di lavoro a tempo determinato, salvo che il contratto sia concluso per provvedere alla sostituzione di lavoratori assenti, per assumere lavoratori iscritti nelle liste di mobilita', o abbia una durata iniziale non superiore a tre mesi;
2. In caso di violazione dei divieti di cui al comma 1 , il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato.
1. Il termine del contratto a tempo determinato puo' essere prorogato, con il consenso del lavoratore, solo quando la durata iniziale del contratto sia inferiore a
trentasei[26]
mesi, e, comunque, per un massimo di
cinque[28]
volte nell'arco di
trentasei[30]
mesi a prescindere dal numero dei contratti. Qualora il numero delle proroghe sia superiore, il contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato dalla data di decorrenza della
sesta[32]
2. Qualora il lavoratore sia riassunto a tempo determinato entro dieci giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero venti giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore a sei mesi, il secondo contratto si trasforma in contratto a tempo indeterminato. Le disposizioni di cui al presente comma non trovano applicazione nei confronti dei lavoratori impiegati nelle attivita' stagionali individuate con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nonche' nelle ipotesi individuate dai contratti collettivi. Fino all'adozione del decreto di cui al secondo periodo continuano a trovare applicazione le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525 .
3. I limiti previsti dal presente articolo non si applicano alle imprese start-up innovative di cui di cui all' articolo 25 , commi 2 e 3, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 , convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221 , per il periodo di quattro anni dalla costituzione della societa', ovvero per il piu' limitato periodo previsto dal comma 3 del suddetto articolo 25 per le societa' gia' costituite.
1. Fermi i limiti di durata massima di cui all' articolo 19 , se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato, il datore di lavoro e' tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al 20 per cento fino al decimo giorno successivo e al 40 per cento per ciascun giorno ulteriore.
2. Sono esenti dal limite di cui al comma 1 , nonche' da eventuali limitazioni quantitative previste da contratti collettivi, i contratti a tempo determinato conclusi:
b) da imprese start-up innovative di cui all' articolo 25 , commi 2 e 3, del decreto-legge n. 179 del 2012 , convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012 , per il periodo di quattro anni dalla costituzione della societa' ovvero per il piu' limitato periodo previsto dal comma 3 del suddetto articolo 25 per le societa' gia' costituite;
c) per lo svolgimento delle attivita' stagionali di cui all' articolo 21, comma 2 ;
d) per specifici spettacoli ovvero specifici programmi radiofonici o televisivi
3. Il limite percentuale di cui al comma 1 non si applica, inoltre, ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati tra universita' private, incluse le filiazioni di universita' straniere, istituti pubblici di ricerca ovvero enti privati di ricerca e lavoratori chiamati a svolgere attivita' di insegnamento, di ricerca scientifica o tecnologica, di assistenza tecnica alla stessa o di coordinamento e direzione della stessa, tra istituti della cultura di appartenenza statale ovvero enti, pubblici e privati derivanti da trasformazione di precedenti enti pubblici, vigilati dal Ministero dei beni e delle attivita' culturali e del turismo, ad esclusione delle fondazioni di produzione musicale di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367 , e lavoratori impiegati per soddisfare esigenze temporanee legate alla realizzazione di mostre, eventi e manifestazioni di interesse culturale. I contratti di lavoro a tempo determinato che hanno ad oggetto in via esclusiva lo svolgimento di attivita' di ricerca scientifica possono avere durata pari a quella del progetto di ricerca al quale si riferiscono.
4. In caso di violazione del limite percentuale di cui al comma 1 , restando esclusa la trasformazione dei contratti interessati in contratti a tempo indeterminato, per ciascun lavoratore si applica una sanzione amministrativa di importo pari:
2. Per le lavoratrici, il congedo di maternita' di cui al Capo III del decreto legislativo n. 151 del 2001 , e successive modificazioni, usufruito nell'esecuzione di un contratto a tempo determinato presso lo stesso datore di lavoro, concorre a determinare il periodo di attivita' lavorativa utile a conseguire il diritto di precedenza di cui al comma 1 . Alle medesime lavoratrici e' altresi' riconosciuto, alle stesse condizioni di cui al comma 1 , il diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi, con riferimento alle mansioni gia' espletate in esecuzione dei precedenti rapporti a termine.
4. Il diritto di precedenza deve essere espressamente richiamato nell'atto scritto di cui all' articolo 19, comma 4 , e puo' essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti per iscritto la propria volonta' in tal senso al datore di lavoro entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto di lavoro nei casi di cui ai commi 1 e 2, ed entro tre mesi nel caso di cui al comma 3 . Il diritto di precedenza si estingue una volta trascorso un anno dalla data di cessazione del rapporto.
2. Nel caso di inosservanza degli obblighi di cui al comma 1 , il datore di lavoro e' punito con la sanzione amministrativa da 25,82 euro a 154,94 euro. Se l'inosservanza si riferisce a piu' di cinque lavoratori, si applica la sanzione amministrativa da 154,94 euro a 1.032,91 euro.
1. L'impugnazione del contratto a tempo determinato deve avvenire, con le modalita' previste dal primo comma dell'articolo 6 della legge 15 luglio 1966, n. 604 , entro
centoventi giorni[35]
dalla cessazione del singolo contratto. Trova altresi' applicazione il secondo comma del suddetto articolo 6 .
2. Nei casi di trasformazione del contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, il giudice condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno a favore del lavoratore stabilendo un'indennita' onnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilita' dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto, avuto riguardo ai criteri indicati nell' articolo 8 della legge n. 604 del 1966 . La predetta indennita' ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, comprese le conseguenze retributive e contributive relative al periodo compreso tra la scadenza del termine e la pronuncia con la quale il giudice ha ordinato la ricostituzione del rapporto di lavoro.
a) ferme restando le disposizioni di cui agli articoli 25 e 27, i rapporti instaurati ai sensi dell' articolo 8, comma 2, della legge n. 223 del 1991 ;
b) i rapporti di lavoro tra i datori di lavoro dell'agricoltura e gli operai a tempo determinato, cosi' come definiti dall' articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 375 ;
a) i contratti di lavoro a tempo determinato con i dirigenti, che non possono avere una durata superiore a cinque anni, salvo il diritto del dirigente di recedere a norma dell' articolo 2118 del codice civile una volta trascorso un triennio;
b) i rapporti per l'esecuzione di speciali servizi di durata non superiore a tre giorni, nel settore del turismo e dei pubblici esercizi, nei casi individuati dai contratti collettivi,
fermo l'obbligo di comunicare l'instaurazione del rapporto di lavoro entro il giorno antecedente;
d) i contratti a tempo determinato stipulati ai sensi della legge 30 dicembre 2010, n. 240 .
3. Al personale artistico e tecnico delle fondazioni di produzione musicale di cui al decreto legislativo 29 giugno 1996, n. 367 , non si applicano le disposizioni di cui all' articolo 19 , commi da 1 a 3, e 21.
4. Resta fermo quanto disposto dall' articolo 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001 .
1. Il contratto di somministrazione di lavoro e' il contratto, a tempo indeterminato o determinato, con il quale un'agenzia di somministrazione autorizzata, ai sensi del decreto legislativo n. 276 del 2003 , mette a disposizione di un utilizzatore uno o piu' lavoratori suoi dipendenti, i quali, per tutta la durata della missione, svolgono la propria attivita' nell'interesse e sotto la direzione e il controllo dell'utilizzatore.
2. La somministrazione di lavoro a tempo determinato e' utilizzata nei limiti quantitativi individuati dai contratti collettivi applicati dall'utilizzatore. E' in ogni caso esente da limiti quantitativi la somministrazione a tempo determinato di lavoratori di cui all' articolo 8, comma 2, della legge n. 223 del 1991 , di soggetti disoccupati che godono, da almeno sei mesi, di trattamenti di disoccupazione non agricola o di ammortizzatori sociali, e di lavoratori «svantaggiati» o «molto svantaggiati» ai sensi dei numeri 4) e 99) dell'articolo 2 del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, come individuati con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. [38]
4. Fermo quanto disposto dall' articolo 36 del decreto legislativo n. 165 del 2001 , la disciplina della somministrazione a tempo indeterminato non trova applicazione nei confronti delle pubbliche amministrazioni.
b) presso unita' produttive nelle quali si e' proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge n. 223 del 1991 , che hanno riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione di lavoro, salvo che il contratto sia concluso per provvedere alla sostituzione di lavoratori assenti o abbia una durata iniziale non superiore a tre mesi;
3. Le informazioni di cui al comma 1 , nonche' la data di inizio e la durata prevedibile della missione, devono essere comunicate per iscritto al lavoratore da parte del somministratore all'atto della stipulazione del contratto di lavoro ovvero all'atto dell'invio in missione presso l'utilizzatore.
In caso di assunzione a tempo determinato il rapporto di lavoro tra somministratore e lavoratore e' soggetto alla disciplina di cui al capo III per quanto compatibile, con esclusione delle disposizioni di cui agli articoli 19, commi 1, 2 e 3, 21, 23 e 24.[40]
Il termine inizialmente posto al contratto di lavoro puo' in ogni caso essere prorogato, con il consenso del lavoratore e per atto scritto, nei casi e per la durata previsti dal contratto collettivo applicato dal somministratore.
3. Il lavoratore somministrato non e' computato nell'organico dell'utilizzatore ai fini dell'applicazione di normative di legge o di contratto collettivo, fatta eccezione per quelle relative alla tutela della salute e della sicurezza sul lavoro. In caso di somministrazione di lavoratori disabili per missioni di durata non inferiore a dodici mesi, il lavoratore somministrato e' computato nella quota di riserva di cui all' articolo 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68 .
4. Le disposizioni di cui all' articolo 4 e 24 della legge n. 223 del 1991 non trovano applicazione nel caso di cessazione della somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, cui si applica l' articolo 3 della legge n. 604 del 1966 .
4. Il somministratore informa i lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attivita' produttive e li forma e addestra all'uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell'attivita' lavorativa per la quale essi vengono assunti, in conformita' al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 . Il contratto di somministrazione puo' prevedere che tale obbligo sia adempiuto dall'utilizzatore. L'utilizzatore osserva nei confronti dei lavoratori somministrati gli obblighi di prevenzione e protezione cui e' tenuto, per legge e contratto collettivo, nei confronti dei propri dipendenti.
6. Ai fini dell'esercizio del potere disciplinare, che e' riservato al somministratore, l'utilizzatore comunica al somministratore gli elementi che formeranno oggetto della contestazione ai sensi dell' articolo 7 della legge n. 300 del 1970 .
1. Ai lavoratori delle agenzie di somministrazione si applicano i diritti sindacali previsti dalla legge n. 300 del 1970 , e successive modificazioni.
1. Gli oneri contributivi, previdenziali, assicurativi ed assistenziali, previsti dalle vigenti disposizioni legislative, sono a carico del somministratore che, ai sensi e per gli effetti di cui all' articolo 49 della legge 9 marzo 1989, n. 88 , e' inquadrato nel settore terziario. L'indennita' di disponibilita' e' assoggettata a contribuzione previdenziale per il suo effettivo ammontare, in deroga alla normativa in materia di minimale contributivo.
2. Il somministratore non e' tenuto al versamento della aliquota contributiva di cui all' articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845 .
3. Gli obblighi dell'assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali previsti dal decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124 , e successive modificazioni, sono determinati in relazione al tipo e al rischio delle lavorazioni svolte. I premi e i contributi sono determinati in relazione al tasso medio o medio ponderato, stabilito per l'attivita' svolta dall'impresa utilizzatrice, nella quale sono inquadrabili le lavorazioni svolte dai lavoratori somministrati, ovvero in base al tasso medio o medio ponderato della voce di tariffa corrispondente alla lavorazione effettivamente prestata dal lavoratore somministrato, ove presso l'impresa utilizzatrice la stessa non sia gia' assicurata.
1. Nel caso in cui il lavoratore chieda la costituzione del rapporto di lavoro con l'utilizzatore, ai sensi dell' articolo 38, comma 2 , trovano applicazione le disposizioni dell' articolo 6 della legge n. 604 del 1966 , e il termine di cui al primo comma del predetto articolo decorre dalla data in cui il lavoratore ha cessato di svolgere la propria attivita' presso l'utilizzatore.
2. Nel caso in cui il giudice accolga la domanda di cui al comma 1 , condanna il datore di lavoro al risarcimento del danno in favore del lavoratore, stabilendo un'indennita' onnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilita' dell'ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto, avuto riguardo ai criteri indicati nell' articolo 8 della legge n. 604 del 1966 . La predetta indennita' ristora per intero il pregiudizio subito dal lavoratore, comprese le conseguenze retributive e contributive, relativo al periodo compreso tra la data in cui il lavoratore ha cessato di svolgere la propria attivita' presso l'utilizzatore e la pronuncia con la quale il giudice ha ordinato la costituzione del rapporto di lavoro.
1. La violazione degli obblighi e dei divieti di cui agli articoli 33, comma 1, nonche', per il solo utilizzatore, di cui agli articoli 31 e 32 e, per il solo somministratore, di cui all' articolo 33, comma 3 , sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 250 a euro 1.250.
2. La violazione delle disposizioni di cui all' articolo 35, comma 1 , e per il solo utilizzatore, di cui all' articolo 35, comma 3 , secondo periodo, e 36, comma 3, sono punite con la sanzione amministrativa pecuniaria prevista dal comma 1 .
3. L'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e quello di alta formazione e ricerca integrano organicamente, in un sistema duale, formazione e lavoro, con riferimento ai titoli di istruzione e formazione e alle qualificazioni professionali contenuti nel Repertorio nazionale di cui all' articolo 8 del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13 , nell'ambito del Quadro europeo delle qualificazioni.
1. Il contratto di apprendistato e' stipulato in forma scritta ai fini della prova. Il contratto di apprendistato contiene, in forma sintetica, il piano formativo individuale definito anche sulla base di moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali di cui all' articolo 2, comma 1, lettera h), del decreto legislativo n. 276 del 2003 . Nell'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e nell'apprendistato di alta formazione e ricerca, il piano formativo individuale e' predisposto dalla istituzione formativa con il coinvolgimento dell'impresa. Al piano formativo individuale, per la quota a carico dell'istituzione formativa, si provvede nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente.
4. Al termine del periodo di apprendistato le parti possono recedere dal contratto, ai sensi dell' articolo 2118 del codice civile , con preavviso decorrente dal medesimo termine. Durante il periodo di preavviso continua a trovare applicazione la disciplina del contratto di apprendistato. Se nessuna delle parti recede il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
d) possibilita' di finanziare i percorsi formativi aziendali degli apprendisti per il tramite dei fondi paritetici interprofessionali di cui all' articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 , e all' articolo 12 del decreto legislativo n. 276 del 2003 , anche attraverso accordi con le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano;
f) registrazione della formazione effettuata e della qualificazione professionale ai fini contrattuali eventualmente acquisita nel libretto formativo del cittadino di cui all' articolo 2, comma 1, lettera i), del decreto legislativo n. 276 del 2003 ;
f) assicurazione sociale per l'impiego, in relazione alla quale, in aggiunta a quanto previsto in relazione al regime contributivo per le assicurazioni di cui alle precedenti lettere, ai sensi della disciplina di cui all' articolo 1, comma 773, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 , con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal 1º gennaio 2013 e' dovuta dai datori di lavoro per gli apprendisti artigiani e non artigiani una contribuzione pari all'1,31 per cento della retribuzione imponibile ai fini previdenziali, con riferimento alla quale non operano le disposizioni di cui all' articolo 22, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183 .
7. Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro puo' assumere, direttamente o indirettamente per il tramite delle agenzie di somministrazione autorizzate, non puo' superare il rapporto di 3 a 2 rispetto alle maestranze specializzate e qualificate in servizio presso il medesimo datore di lavoro. Tale rapporto non puo' superare il 100 per cento per i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiore a dieci unita'. E' in ogni caso esclusa la possibilita' di utilizzare apprendisti con contratto di somministrazione a tempo determinato. Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiore a tre, puo' assumere apprendisti in numero non superiore a tre. Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano alle imprese artigiane per le quali trovano applicazione le disposizioni di cui all' articolo 4 della legge 8 agosto 1985, n. 443 .
1. L'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e il certificato di specializzazione tecnica superiore e' strutturato in modo da coniugare la formazione effettuata in azienda con l'istruzione e la formazione professionale svolta dalle istituzioni formative che operano nell'ambito dei sistemi regionali di istruzione e formazione sulla base dei livelli essenziali delle prestazioni di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226 , e di quelli di cui all' articolo 46 .
2. Possono essere assunti con il contratto di cui al comma 1 , in tutti i settori di attivita', i giovani che hanno compiuto i 15 anni di eta' e fino al compimento dei 25. La durata del contratto e' determinata in considerazione della qualifica o del diploma da conseguire e non puo' in ogni caso essere superiore a tre anni o a quattro anni nel caso di diploma professionale quadriennale.
3. Fermo restando quanto previsto dall' articolo 46, comma 1 , la regolamentazione dell'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e il certificato di specializzazione tecnica superiore e' rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano. In assenza di regolamentazione regionale l'attivazione dell'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e il certificato di specializzazione tecnica superiore e' rimessa al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che ne disciplina l'esercizio con propri decreti.
4. In relazione alle qualificazioni contenute nel Repertorio di cui all' articolo 41, comma 3 , i datori di lavoro hanno la facolta' di prorogare fino ad un anno il contratto di apprendistato dei giovani qualificati e diplomati, che hanno concluso positivamente i percorsi di cui al comma 1 , per il consolidamento e l'acquisizione di ulteriori competenze tecnico-professionali e specialistiche, utili anche ai fini dell'acquisizione del certificato di specializzazione tecnica superiore o del diploma di maturita' professionale all'esito del corso annuale integrativo di cui all' articolo 15, comma 6, del decreto legislativo n. 226 del 2005 . Il contratto di apprendistato puo' essere prorogato fino ad un anno anche nel caso in cui, al termine dei percorsi di cui al comma 1 , l'apprendista non abbia conseguito la qualifica, il diploma, il certificato di specializzazione tecnica superiore o il diploma di maturita' professionale all'esito del corso annuale integrativo.
Possono essere, altresi', stipulati contratti di apprendistato, di durata non superiore a quattro anni, rivolti ai giovani iscritti a partire dal secondo anno dei percorsi di istruzione secondaria superiore, per l'acquisizione, oltre che del diploma di istruzione secondaria superiore, di ulteriori competenze tecnico-professionali rispetto a quelle gia' previste dai vigenti regolamenti scolastici, utili anche ai fini del conseguimento del certificato di specializzazione tecnica superiore. A tal fine, e' abrogato il comma 2 dell'articolo 8-bis del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104 , convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128 . Sono fatti salvi, fino alla loro conclusione, i programmi sperimentali per lo svolgimento di periodi di formazione in azienda gia' attivati. Possono essere, inoltre, stipulati contratti di apprendistato, di durata non superiore a due anni, per i giovani che frequentano il corso annuale integrativo che si conclude con l'esame di Stato, di cui all' articolo 6, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87 .
6. Il datore di lavoro che intende stipulare il contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore sottoscrive un protocollo con l'istituzione formativa a cui lo studente e' iscritto, che stabilisce il contenuto e la durata degli obblighi formativi del datore di lavoro, secondo lo schema definito con il decreto di cui all' articolo 46, comma 1 . Con il medesimo decreto sono definiti i criteri generali per la realizzazione dei percorsi di apprendistato, e, in particolare, i requisiti delle imprese nelle quali si svolge e il monte orario massimo del percorso scolastico che puo' essere svolto in apprendistato, nonche' il numero di ore da effettuare in azienda, nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e delle competenze delle regioni e delle provincie autonome. Nell'apprendistato che si svolge nell'ambito del sistema di istruzione e formazione professionale regionale, la formazione esterna all'azienda e' impartita nell'istituzione formativa a cui lo studente e' iscritto e non puo' essere superiore al 60 per cento dell'orario ordinamentale per il secondo anno e al 50 per cento per il terzo e quarto anno, nonche' per l'anno successivo finalizzato al conseguimento del certificato di specializzazione tecnica, in ogni caso nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili nel rispetto di quanto stabilito dalla legislazione vigente.
9. Successivamente al conseguimento della qualifica o del diploma professionale ai sensi del decreto legislativo n. 226 del 2005 , nonche' del diploma di istruzione secondaria superiore, allo scopo di conseguire la qualificazione professionale ai fini contrattuali, e' possibile la trasformazione del contratto in apprendistato professionalizzante. In tal caso, la durata massima complessiva dei due periodi di apprendistato non puo' eccedere quella individuata dalla contrattazione collettiva di cui all' articolo 42, comma 5 .
1. Possono essere assunti in tutti i settori di attivita', pubblici o privati, con contratto di apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione professionale ai fini contrattuali, i soggetti di eta' compresa tra i 18 e i 29 anni. Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, conseguita ai sensi del decreto legislativo n. 226 del 2005 , il contratto di apprendistato professionalizzante puo' essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di eta'. La qualificazione professionale al cui conseguimento e' finalizzato il contratto e' determinata dalle parti del contratto sulla base dei profili o qualificazioni professionali previsti per il settore di riferimento dai sistemi di inquadramento del personale di cui ai contratti collettivi stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale.
3. La formazione di tipo professionalizzante, svolta sotto la responsabilita' del datore di lavoro, e' integrata, nei limiti delle risorse annualmente disponibili, dalla offerta formativa pubblica, interna o esterna alla azienda, finalizzata alla acquisizione di competenze di base e trasversali per un monte complessivo non superiore a centoventi ore per la durata del triennio e disciplinata dalle regioni e dalle province autonome di Trento e Bolzano, sentite le parti sociali e tenuto conto del titolo di studio e delle competenze dell'apprendista. La regione comunica al datore di lavoro, entro quarantacinque giorni dalla comunicazione dell'instaurazione del rapporto, effettuata ai sensi dell' articolo 9-bis del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510 , convertito, con modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608 , le modalita' di svolgimento dell'offerta formativa pubblica, anche con riferimento alle sedi e al calendario delle attivita' previste, avvalendosi anche dei datori di lavoro e delle loro associazioni che si siano dichiarate disponibili, ai sensi delle linee guida adottate dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano in data 20 febbraio 2014.
1. Possono essere assunti in tutti i settori di attivita', pubblici o privati, con contratto di apprendistato per il conseguimento di titoli di studio universitari e della alta formazione, compresi i dottorati di ricerca, i diplomi relativi ai percorsi degli istituti tecnici superiori di cui all' articolo 7 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008 , per attivita' di ricerca, nonche' per il praticantato per l'accesso alle professioni ordinistiche, i soggetti di eta' compresa tra i 18 e i 29 anni in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore o di un diploma professionale conseguito nei percorsi di istruzione e formazione professionale integrato da un certificato di specializzazione tecnica superiore o del diploma di maturita' professionale all'esito del corso annuale integrativo.
2. Il datore di lavoro che intende stipulare un contratto di cui al comma 1 sottoscrive un protocollo con l'istituzione formativa a cui lo studente e' iscritto o con l'ente di ricerca, che stabilisce la durata e le modalita', anche temporali, della formazione a carico del datore di lavoro, secondo lo schema definito con il decreto di cui all' articolo 46, comma 1 . Il suddetto protocollo stabilisce, altresi', il numero dei crediti formativi riconoscibili a ciascuno studente per la formazione a carico del datore di lavoro in ragione del numero di ore di formazione svolte in azienda, anche in deroga al limite di cui all' articolo 2, comma 147, del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 , convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286 . I principi e le modalita' di attribuzione dei crediti formativi sono definiti con il decreto di cui all' articolo 46, comma 1 . La formazione esterna all'azienda e' svolta nell'istituzione formativa a cui lo studente e' iscritto e nei percorsi di istruzione tecnica superiore e non puo', di norma, essere superiore al 60 per cento dell'orario ordinamentale.
4. La regolamentazione e la durata del periodo di apprendistato per attivita' di ricerca o per percorsi di alta formazione e' rimessa alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano, per i soli profili che attengono alla formazione,
sentite[46]
le associazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale, le universita', gli istituti tecnici superiori e le altre istituzioni formative o di ricerca comprese quelle in possesso di riconoscimento istituzionale di rilevanza nazionale o regionale e aventi come oggetto la promozione delle attivita' imprenditoriali, del lavoro, della formazione, della innovazione e del trasferimento tecnologico.
[ 5. ] [47]
5. In assenza delle regolamentazioni regionali di cui al comma 4, l'attivazione dei percorsi di apprendistato di alta formazione e ricerca e' disciplinata dalle disposizioni del decreto di cui all'articolo 46, comma 1. Sono fatte salve fino alla regolamentazione regionale le convenzioni stipulate dai datori di lavoro o dalle loro associazioni con le universita', gli istituti tecnici superiori e le altre istituzioni formative o di ricerca, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.[48]
1. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca e del Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dell' articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 , sono definiti gli standard formativi dell'apprendistato, che costituiscono livelli essenziali delle prestazioni ai sensi dell' articolo 16 del decreto legislativo n. 226 del 2005 .
2. La registrazione nel libretto formativo del cittadino, ai sensi del decreto legislativo n. 13 del 2013 , e' di competenza:
a) del datore di lavoro, nel contratto di apprendistato professionalizzante, per quanto riguarda la formazione effettuata per il conseguimento della qualificazione professionale ai fini contrattuali;
b) dell'istituzione formativa o ente di ricerca di appartenenza dello studente, nel contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e nel contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca.
4. Le competenze acquisite dall'apprendista sono certificate dall'istituzione formativa di provenienza dello studente secondo le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 13 del 2013 , e, in particolare, nel rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni ivi disciplinati.
1. In caso di inadempimento nella erogazione della formazione a carico del datore di lavoro, di cui egli sia esclusivamente responsabile e che sia tale da impedire la realizzazione delle finalita' di cui agli articoli 43, 44 e 45, il datore di lavoro e' tenuto a versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento contrattuale superiore che sarebbe stato raggiunto dal lavoratore al termine del periodo di apprendistato, maggiorata del 100 per cento, con esclusione di qualsiasi sanzione per omessa contribuzione. Nel caso in cui rilevi un inadempimento nella erogazione della formazione prevista nel piano formativo individuale, il personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali adotta un provvedimento di disposizione, ai sensi dell' articolo 14 del decreto legislativo n. 124 del 2004 , assegnando un congruo termine al datore di lavoro per adempiere.
2. Per la violazione della disposizione di cui all' articolo 42, comma 1 , nonche' per la violazione delle previsioni contrattuali collettive attuative dei principi di cui all' articolo 42, comma 5 , lettere a), b) e c), il datore di lavoro e' punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro. In caso di recidiva la sanzione amministrativa pecuniaria e' aumentata da 300 a 1500 euro. Alla contestazione delle sanzioni amministrative di cui al presente comma provvedono gli organi di vigilanza che effettuano accertamenti in materia di lavoro e legislazione sociale nei modi e nelle forme di cui all' articolo 13 del decreto legislativo n. 124 del 2004 . L'autorita' competente a ricevere il rapporto ai sensi dell' articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689 , e' la direzione territoriale del lavoro.
4. Ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale e' possibile assumere in apprendistato professionalizzante, senza limiti di eta', i lavoratori beneficiari di indennita' di mobilita' o di un trattamento di disoccupazione. Per essi trovano applicazione, in deroga alle previsioni di cui all' articolo 42, comma 4 , le disposizioni in materia di licenziamenti individuali, nonche', per i lavoratori beneficiari di indennita' di mobilita', il regime contributivo agevolato di cui all' articolo 25, comma 9, della legge n. 223 del 1991 , e l'incentivo di cui all'articolo 8, comma 4, della medesima legge.
5. Per le regioni e le province autonome e i settori ove la disciplina di cui al presente capo non sia immediatamente operativa, trovano applicazione le regolazioni vigenti. In assenza della offerta formativa pubblica di cui all' articolo 44, comma 3 , trovano immediata applicazione le regolazioni contrattuali vigenti.
6. La disciplina del reclutamento e dell'accesso, nonche' l'applicazione del contratto di apprendistato per i settori di attivita' pubblici, di cui agli articoli 44 e 45, sono definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le parti sociali e la Conferenza unificata di cui all' articolo 8 del decreto legislativo n. 281 del 1997 .
8. I datori di lavoro che hanno sedi in piu' regioni o province autonome possono fare riferimento al percorso formativo della regione dove e' ubicata la sede legale e possono altresi' accentrare le comunicazioni di cui all' articolo 9-bis del decreto-legge n. 510 del 1996 nel servizio informatico dove e' ubicata la sede legale.
10. Con successivo decreto, ai sensi dell' articolo 1, comma 4, lettera a), della legge 10 dicembre 2014, n. 183 , sono definiti gli incentivi per i datori di lavoro che assumono con l'apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore e con l'apprendistato di alta formazione e ricerca.
[ Art. 48 ] [49]
[ Art. 49 ] [50]
[ Art. 50 ] [53]
Le disposizioni di cui agli articoli da 61 a 69-bis del decreto legislativo n. 276 del 2003 sono abrogate e continuano ad applicarsi esclusivamente per la regolazione dei contratti gia' in atto alla data di entrata in vigore del presente decreto.
Nel caso in cui l'associato sia una persona fisica l'apporto di cui al primo comma non puo' consistere, nemmeno in parte, in una prestazione di lavoro.
il comma terzo e' abrogato.
a) i lavoratori interessati alle assunzioni sottoscrivano, con riferimento a tutte le possibili pretese riguardanti la qualificazione del pregresso rapporto di lavoro, atti di conciliazione in una delle sedi di cui all' articolo 2113, quarto comma, del codice civile , o avanti alle commissioni di certificazione;
b) nei dodici mesi successivi alle assunzioni di cui al comma 2 , i datori di lavoro non recedano dal rapporto di lavoro, salvo che per giusta causa ovvero per giustificato motivo soggettivo.
2. L'assunzione a tempo indeterminato alle condizioni di cui al comma 1 , lettere a) e b), comporta l'estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all'erronea qualificazione del rapporto di lavoro, fatti salvi gli illeciti accertati a seguito di accessi ispettivi effettuati in data antecedente alla assunzione.
Sono abrogate le seguenti disposizioni di legge:
a) il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61 ;
b) il decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368 , salvo quanto previsto al comma 2 e fermo restando quanto disposto dall' articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 , convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 ;
c) l' articolo 3-bis, del decreto-legge 11 giugno 2002, n. 108 , convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2002, n. 172 ;
d) gli articoli 18, commi 3 e 3-bis, da 20 a 28, da 33 a 45, nonche' da 70 a 73 del decreto legislativo n. 276 del 2003 ;
e) e) l' articolo 3, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 ;
f) l' articolo 32 , commi 3, lettera a) , dalle parole «ovvero alla nullita' del termine apposto al contratto di lavoro» fino alle parole «e' fissato in 180 giorni», 5 e 6 della legge 4 novembre 2010, n. 183 ;
g) il decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167 , salvo quanto disposto dall' articolo 47, comma 5 ;
h) l' articolo 1 , commi 13 e 30, della legge 28 giugno 2012, n. 92 ;
i) l' articolo 28 , commi da 2 a 6, del decreto-legge n. 179 del 2012 , convertito, con modificazioni, dalla legge n. 221 del 2012 ;
l) l' articolo 8-bis, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104 , convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128 , e successive modificazioni, fatti salvi, fino alla loro conclusione, i programmi sperimentali per lo svolgimento di periodi di formazione in azienda gia' attivati;
2. L' articolo 2 del decreto legislativo n. 368 del 2001 e' abrogato dal 1° gennaio 2017.
2-bis. I contratti di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, stipulati ai sensi dell' articolo 3 del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167 , in corso alla data di entrata in vigore della presente disposizione, possono essere prorogati fino ad un anno, qualora alla scadenza l'apprendista non abbia conseguito la qualifica o il diploma professionale. [54]
1. Alle minori entrate contributive derivanti dall'attuazione degli articoli 2 e da 52 a 54 del presente decreto, connesse ad un maggior accesso ai benefici contributivi di cui all' articolo 1, comma 118, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 , valutate in 16 milioni di euro per l'anno 2015, 58 milioni di euro per l'anno 2016, 67 milioni di euro per l'anno 2017, 53 milioni di euro per l'anno 2018 e in 8 milioni di euro per l'anno 2019 si provvede:
a) quanto a 16 milioni di euro per l'anno 2015, 52 milioni di euro per l'anno 2016, 40 milioni di euro per l'anno 2017, 28 milioni di euro per l'anno 2018 mediante corrispondente riduzione del fondo di cui all' articolo 1, comma 107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 ;
c) quanto a 7 milioni di euro per l'anno 2017 e a 9 milioni di euro per l'anno 2018, mediante utilizzo del Fondo sociale per l'occupazione e la formazione, di cui all' articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 , convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 , in misura pari a 12 milioni di euro per l'anno 2017 e a 15 milioni di euro per l'anno 2018 al fine di garantire la necessaria compensazione sui saldi di finanza pubblica.
2. Ai sensi dell' articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 , il Ministero dell'economia e delle finanze e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, anche avvalendosi del sistema permanente di monitoraggio e valutazione istituito ai sensi dell' articolo 1, comma 2, della legge n. 92 del 2012 , assicurano, con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, il monitoraggio degli effetti finanziari derivanti dalle disposizioni del presente decreto. Nel caso in cui si verifichino, o siano in procinto di verificarsi, effetti finanziari negativi e in particolare scostamenti rispetto alla valutazione delle minori entrate di cui al comma 1 , agli eventuali maggiori oneri si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all' articolo 1, comma 107, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 . E' conseguentemente accantonato e reso indisponibile sul medesimo Fondo nonche', ai fini degli effetti in termini di fabbisogno e indebitamento netto, sul fondo di cui all' articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154 , convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189 , un importo complessivo pari al 50 per cento degli oneri indicati al comma 1 , alinea, fino all'esito dei monitoraggi annuali previsti nel primo periodo del presente comma. Le somme accantonate e non utilizzate all'esito del monitoraggio sono conservate nel conto dei residui per essere destinate al Fondo sociale per l'occupazione e la formazione, di cui all' articolo 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185 , convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2 . In tali casi, il Ministro dell'economia e delle finanze riferisce alle Camere con apposita relazione ai sensi dell' articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 .
[1] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma356, legge 27 dicembre 2017, n. 205. In vigore dal 12/01/2018
[2] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo13, comma2, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 01/01/2018 al 13/07/2018
[3] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo24, comma3quater, letterad, legge 7 agosto 2016, n. 160. In vigore dal 21/08/2016
[4] - Sostituzione (testo inserito) da: legge 9 agosto 2018, n. 96. In vigore dal 12/08/2018
[5] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo22, comma9, letteraa, decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75. In vigore dal 25/06/2015 al 21/06/2017
[6] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo22, comma9, letteraa, decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75. In vigore dal 22/06/2017
[7] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo22, comma9, letteraa, decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75. In vigore dal 25/06/2015 al 21/06/2017
[8] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo22, comma9, letteraa, decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75. In vigore dal 22/06/2017
[9] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo22, comma9, letterab, decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75. In vigore dal 25/06/2015 al 21/06/2017
[10] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma8, decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244. In vigore dal 25/06/2015 al 29/12/2016
[11] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma8, decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244. In vigore dal 30/12/2016
[12] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo22, comma9, letterab, decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75. In vigore dal 30/12/2016 al 21/06/2017
[13] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo22, comma9, letterab, decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75. In vigore dal 25/06/2015 al 21/06/2017
[14] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, letteraa, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 25/06/2015 al 13/07/2018
[15] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letteraa, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 14/07/2018
[16] - Sostituzione (testo inserito) da: legge 9 agosto 2018, n. 96. In vigore dal 12/08/2018
[17] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, letteraa, numero2, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 25/06/2015 al 13/07/2018
[18] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letteraa, numero2, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 14/07/2018
[19] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, letteraa, numero2, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 25/06/2015 al 13/07/2018
[20] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letteraa, numero2, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 14/07/2018
[21] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, letteraa, numero3, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 25/06/2015 al 13/07/2018
[22] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letteraa, numero3, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 14/07/2018
[23] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letterab, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 14/07/2018
[24] - Sostituzione (testo inserito) da: legge 9 agosto 2018, n. 96. In vigore dal 12/08/2018
[25] - Sostituzione (testo inserito) da: legge 9 agosto 2018, n. 96. In vigore dal 12/08/2018
[26] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, letterab, numero2, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 25/06/2015 al 13/07/2018
[27] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letterab, numero2, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 14/07/2018
[28] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, letterab, numero2, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 25/06/2015 al 13/07/2018
[29] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letterab, numero2, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 14/07/2018
[30] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, letterab, numero2, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 25/06/2015 al 13/07/2018
[31] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letterab, numero2, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 14/07/2018
[32] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, letterab, numero2, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 25/06/2015 al 13/07/2018
[33] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letterab, numero2, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 14/07/2018
[34] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, decreto legislativo 7 dicembre 2017, n. 202. In vigore dal 01/01/2018
[35] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, letterac, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 25/06/2015 al 13/07/2018
[36] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letterac, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 14/07/2018
[37] - Sostituzione (testo inserito) da: legge 9 agosto 2018, n. 96. In vigore dal 12/08/2018
[38] - Sostituzione (testo eliminato) da: legge 9 agosto 2018, n. 96. In vigore dal 25/06/2015 al 11/08/2018
[39] - Sostituzione (testo inserito) da: legge 9 agosto 2018, n. 96. In vigore dal 12/08/2018
[40] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo2, comma1, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 25/06/2015 al 13/07/2018
[41] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo2, comma1, decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87. In vigore dal 14/07/2018
[42] - Sostituzione (testo inserito) da: legge 9 agosto 2018, n. 96. In vigore dal 12/08/2018
[43] - Sostituzione (testo inserito) da: legge 9 agosto 2018, n. 96. In vigore dal 12/08/2018
[44] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo2, comma1, decreto legislativo 7 dicembre 2017, n. 202. In vigore dal 01/01/2018
[45] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, letteraa, decreto legislativo 24 settembre 2016, n. 185. In vigore dal 25/06/2015 al 07/10/2016
[46] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letteraa, decreto legislativo 24 settembre 2016, n. 185. In vigore dal 08/10/2016
[47] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, letteraa, numero2, decreto legislativo 24 settembre 2016, n. 185. In vigore dal 25/06/2015 al 07/10/2016
[48] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letteraa, numero2, decreto legislativo 24 settembre 2016, n. 185. In vigore dal 08/10/2016
[49] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25. In vigore dal 25/06/2015 al 16/03/2017
[50] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25. In vigore dal 25/06/2015 al 16/03/2017
[51] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, letterab, decreto legislativo 24 settembre 2016, n. 185. In vigore dal 25/06/2015 al 07/10/2016
[52] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letterab, decreto legislativo 24 settembre 2016, n. 185. In vigore dal 08/10/2016
[53] - Sostituzione (testo eliminato) da: articolo1, comma1, decreto-legge 17 marzo 2017, n. 25. In vigore dal 25/06/2015 al 16/03/2017
[54] - Sostituzione (testo inserito) da: articolo1, comma1, letterac, decreto legislativo 24 settembre 2016, n. 185. In vigore dal 08/10/2016

References: articolo 1

Art. 16

Art. 35
 articolo 1
 articolo 70
 articolo 72
 articolo 90
 articolo 76
 articolo 2103
 articolo 6
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 5
 articolo 1
 articolo 8
 articolo 10
 articolo 3
 articolo 3
 articolo 7
 articolo 20
 articolo 2
 articolo 16
 articolo 13
 articolo 13
 articolo 21
 articolo 25
 articolo 25
 articolo 19
 articolo 25
 articolo 25
 articolo 21
 articolo 19
 articolo 6
 articolo 8
 articolo 8
 articolo 12
 articolo 2118
 articolo 19
 articolo 36
 articolo 8
 articolo 36
 articolo 3
 articolo 4
 articolo 3
 articolo 7
 articolo 49
 articolo 25
 articolo 38
 articolo 6
 articolo 8
 articolo 33
 articolo 35
 articolo 35
 articolo 8
 articolo 2
 articolo 2118
 articolo 118
 articolo 12
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 articolo22
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 articolo1
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