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Timestamp: 2018-09-22 21:42:39+00:00

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Art. 285 cod. proc. civile: Modo di notificazione della sentenza
Codice proc. civile Art. 285 cod. proc. civile: Modo di notificazione della sentenza
La notificazione della sentenza (1), al fine della decorrenza del termine per l’impugnazione (2), si fa, su istanza di parte, a norma dell’articolo 170 (3).
(1) La sentenza va notificata al procuratore costituito o direttamente alla parte, nei casi in cui quest’ultima sia autorizzata a stare in giudizio personalmente [v. 82]. La notifica al difensore non ammette equipollenti. È, pertanto, del tutto inidonea a determinare il passaggio in giudicato della sentenza la conoscenza aliunde che il procuratore o la stessa parte abbiano avuto del provvedimento o la notifica fatta a quest’ultima personalmente. Nell’ipotesi, infine, che una stessa parte sia difesa da due o più avvocati con eguali poteri di rappresentanza, la notifica può essere validamente effettuata presso uno qualunque di essi, anche se non domiciliatario.
(2) Nel caso di sentenza resa in un processo con più parti bisogna distinguere: nell’ipotesi di litisconsorzio facoltativo, regolando la pronuncia, in maniera diversa, una pluralità di rapporti oggettivamente connessi, ciascuna parte dovrà provvedere autonomamente alla notificazione della sentenza in quanto gli effetti che quest’ultima produce in relazione ad ogni singolo rapporto non si comunicano agli altri. Ne consegue che il termine per impugnare non è unitario, ma decorre, per ciascuna parte, dalla data della notificazione ad essa diretta. Nella diversa ipotesi di litisconsorzio necessario, o comunque, di cause inscindibili o tra loro dipendenti [v. 331], vi è la necessità di mantenere unitario il giudizio di impugnazione, per evitare che la sentenza passi in giudicato in momenti diversi nei confronti dei vari litisconsorti. Di conseguenza, la notificazione della sentenza, ad istanza di una delle parti, fa decorrere, per il notificante (che evidentemente ha interesse al passaggio in giudicato della sentenza) e per il notificato, il termine per impugnare nei confronti di tutte le altre parti.
(3) Le notifiche alla P.A. si eseguono presso l’ufficio dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato. È, pertanto, improduttiva di effetti la notifica direttamente effettuata alla singola amministrazione statale, parte in causa.
Concetto di «parte»
La notificazione della sentenza ad istanza del difensore della parte, munito di regolare procura, è idonea a far decorrere il termine breve di impugnazione, atteso che l’espressione “su istanza di parte” contenuta nell’art. 285 c.p.c. va riferita ai soggetti del rapporto processuale ed ai loro difensori, i quali, in virtù della procura alle liti, hanno il potere di compiere, nell’interesse dei primi, tutti gli atti del processo a questi non espressamente riservati. Ne consegue che la circostanza che l’istanza sia stata avanzata non dalla parte, bensì dal legale quale antistatario delle spese di lite liquidate in sentenza, non esclude l’idoneità della notifica a far decorrere il termine breve di impugnazione.
Cass. lav., 4 giugno 2008, n. 14774.
La notificazione della sentenza, anche se munita di formula esecutiva, effettuata alla parte presso il procuratore costituito è equivalente alla notificazione al procuratore stesso, prescritta dagli artt. 285 e 170 cod. proc. civ., ed è pertanto idonea a far decorrere il termine di cui all'art. 325 cod. proc. civ. per proporre appello. Rigetta, App. Napoli, 04/04/2013
Cassazione civile sez. VI 01 settembre 2014 n. 18493
Identificazione della parte istante
La prescrizione dell’art. 285 c.p.c., secondo cui, ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione, la sentenza deve essere notificata ad istanza di parte, può ritenersi adempiuta ogniqualvolta, nonostante la mancanza di apposita indicazione nella relata di notifica, non vi sia, comunque, incertezza assoluta sulla parte istante, qualora, cioè, l’identificazione di quest’ultima possa essere compiuta, senza margini di dubbio, sulla base del contenuto dell’atto notificato, circostanza che si verifica allorché, risultando dalla relata di notifica apposta in calce alla sentenza che l’ufficiale giudiziario ha proceduto alla notifica al procuratore di una delle parti indicato «come in atto», ed essendo soltanto due le parti in causa, l’istanza di notifica della sentenza ad una delle parti non può che provenire dall’altra.
Cass. lav., 21 maggio 2004, n. 9749; conforme Cass. 22 settembre 2000, n. 12538; Cass. 22 luglio 2005, n. 15500; Cass. 10 settembre 2000, n. 5991.
Notificazione della sentenza della commissione tributaria
In tema di notificazione ad istanza di parte, anche alla specifica fattispecie della notificazione della sentenza della commissione tributaria, al fine della decorrenza del termine d’impugnazione, sono applicabili i principi del processo ordinario, secondo cui l’attività d’impulso del procedimento di notificazione - la quale consiste essenzialmente nella consegna dell’atto da notificare all’ufficiale giudiziario - può essere delegata anche verbalmente dal soggetto legittimato (e cioè, dalla parte personalmente o dal suo procuratore in giudizio) ad altro soggetto; sicché, in tal caso, l’omessa indicazione, nella relazione di notificazione, della persona che ha eseguito materialmente la predetta attività, ovvero della sua qualità di incaricato del soggetto legittimato, è irrilevante ai fini della validità della notificazione, se, alla stregua dell’atto da notificare, risulti ugualmente la parte ad istanza della quale essa deve ritenersi effettuata (e tanto si verifica, in ogni caso, per l’atto di citazione, per il ricorso per cassazione e, in genere, per gli atti di parte destinati alla notificazione), con la conseguenza che le predette omissioni non determinano inesistenza o nullità della notificazione.
Cass. trib., 3 febbraio 2005, n. 2181; conforme Cass. 17 aprile 2001, n. 5648.
Effetti e funzioni della notifica
Ai fini della decorrenza del termine breve per l’impugnazione, la notifica alla parte presso il procuratore costituito, deve considerarsi equivalente alla notifica al procuratore stesso ai sensi degli artt. 170 e 285, c.p.c., atteso che entrambe le forme di notificazione soddisfano l’esigenza di assicurare che la sentenza sia portata a conoscenza della parte per il tramite del suo rappresentante processuale, professionalmente qualificato ad esprimere un parere tecnicamente fondato sulla convenienza ed opportunità di proporre impugnazione.
App. Napoli, 13 gennaio 2012.
In materia di procedimento civile, l’omessa indicazione della data dell’eseguita notifica nella copia dell’atto consegnata al destinatario assume rilievo nel caso in cui dalla notificazione decorra un termine perentorio entro il quale il destinatario deve esercitare determinati diritti, in quanto siffatta mancanza concreta una nullità insanabile, venendo ad ostacolare in maniera grave l’esercizio dei diritti stessi.
Destinatario e luogo della notifica
La disciplina relativa al luogo di notifica, fissata dal terzo comma dell’art. 480 c.p.c., si riferisce unicamente alle notifiche dell’eventuale opposizione a precetto, ai sensi dell’art. 615 c.p.c., e dei conseguenti atti endoprocessuali, mentre la notificazione della sentenza, che abbia definito il giudizio introdotto da tale opposizione al fine della decorrenza del termine breve per l’impugnazione, segue la regola generale di cui, alternativamente, agli artt. 285 e 170 c.p.c., per la parte costituita mediante procuratore o personalmente, o all’art. 292 c.p.c., per il contumace.
Cass. 2 dicembre 2011, n. 25861.
In caso di raggiungimento della maggiore età del minore nel corso del giudizio d’appello, la notificazione della sentenza di secondo grado, eseguita presso il difensore dei genitori, non è idonea a far decorrere il termine breve per la proposizione del ricorso per cassazione.
Cass. 20 settembre 2011, n. 19122.

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