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Timestamp: 2020-05-25 03:07:38+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23206 del 18/09/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23206 del 18/09/2019
Cassazione civile sez. trib., 18/09/2019, (ud. 07/03/2019, dep. 18/09/2019), n.23206
sul ricorso 19928-2014 proposto da:
domiciliato in ROMA VIA CICERONE 2 presso lo studio dell’avvocato
avverso la sentenza n. 657/2013 della COMM. TRIB. REG. di ROMA,
07/03/2019 dal Consigliere Dott. PAOLA D’OVIDIO;
1. F.P. impugnava dinanzi alla Commissione tributaria provinciale di Roma un avviso di accertamento, notificatogli in data 3/8/2008 dalla concessionaria della gestione entrate tributarie e patrimoniali del Comune di Pomezia, con il quale gli veniva richiesto il pagamento dell’imposta ICI per la annualità 2004 in relazione ad un terreno sito nel territorio comunale, del quale il ricorrente era comproprietario unitamente al fratello, sulla base della presupposta natura edificabile di detto terreno.
Si costituiva la Concessionaria contestando le avverse deduzioni ed eccependo in particolare che i terreni oggetto di causa risultavano inseriti in zona (OMISSIS) e (OMISSIS) del PRG, circostanza che li rendeva assoggettabili all’imposta ICI, restando irrilevante la presenza del vincolo imposto dalla Regione Lazio. Interveniva successivamente in causa il Comune di Pomezia, avendo assunto in gestione diretta il servizio di accertamento e riscossione delle entrate tributarie, il quale richiamava il contenuto delle difese già depositate dalla Concessionaria.
2. La Commissione adita, con sentenza n. 514/61/11, accoglieva il ricorso rilevando che, sebbene in linea generale un terreno inserito nel PRG assurge alla qualifica di area edificabile indipendentemente dall’assoggettamento a strumenti urbanistici che ne limitino lo sfruttamento, tuttavia nel caso specifico il terreno in oggetto risultava rientrare in un’area soggetta ad un vincolo assoluto di inedificabilità stabilito dalla Regione Lazio.
4. Con sentenza n. 657/14/13, depositata il 27/11/2013 e non notificata, la CTR di Roma accoglieva l’appello, compensando le spese di lite.
1. Osserva preliminarmente la Corte che il controricorso è inammissibile in quanto notificato oltre il termine previsto dall’art. 370 c.p.c.: infatti, il ricorso è stato notificato al Comune di Pomezia in data 12.8.2014 ed il controricorso risulta essere stato inviato a mezzo posta dal difensore dell’intimato il 2 gennaio 2015, ben oltre, dunque, il termine fissato dalla norma citata, scadente il 25 ottobre 2014.
2. Con il primo motivo di ricorso è prospettata la “nullità della sentenza per omessa pronuncia, in violazione dell’art. 112 c.p.c. (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4”.
Il ricorrente si duole che la sentenza impugnata avrebbe totalmente omesso di pronunciarsi sulla questione pregiudiziale, sollevata in sede di costituzione in appello, con la quale egli aveva evidenziato l’intervenuto giudicato favorevole, costituito dalle sentenze n. 216/48/11 e n. 339/27/11 emesse dalla Commissione tributaria provinciale di Roma, derivante dall’accoglimento di ricorsi proposti dal fratello F.F. avverso accertamenti del Comune di Pomezia identici a quello di cui è causa, relativi allo stesso terreno in comproprietà con l’odierno ricorrente e riferiti agli anni 2005 e 2006.
3. Con il secondo motivo di ricorso è denunciata la “violazione degli artt. 2909 c.c. e 324 c.p.c. (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3)”.
4. Con il terzo motivo viene dedotta la “violazione del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 1, comma 2, art. 2, comma 1, lett. b) e della L. 17 agosto 1942, n. 1150, art. 7 e succ. mod. (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3)”.
5. Con il quarto motivo si deduce la “violazione del D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 1, comma 2, art. 2, comma 1, lett. b) (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3)”.
In proposito il ricorrente deduce che la sentenza impugnata si porrebbe in contrasto con le norme indicate nell’intitolazione del motivo nella parte in cui qualifica come edificabile ai fini fiscali un terreno che, come emerge dal certificato di destinazione urbanistica, è quasi esclusivamente destinato a “verde pubblico” ed in parte ricade addirittura in “zona agricola (OMISSIS)”.
Per quanto concerne, in particolare, il rapporto tra PRG e piano paesaggistico regionale, è stata evidenziata, con orientamento al quale il Collegio intende dare continuità, “l’assoluta prevalenza delle prescrizioni del piano paesaggistico regionale, comunque denominato, sulla pianificazione urbanistica comunale”,
Come precisato dai precedenti citati, il principale riferimento normativo a sostegno di questo indirizzo va individuato nel Codice dei beni culturali e dell’ambiente di cui al D.Lgs. n. 42 del 2004, che nel citato art. 145 stabilisce (comma 3): “Le previsioni dei piani paesaggistici di cui agli artt. 143 e 156 non sono derogabili da parte di piani, programmi e progetti nazionali o regionali di sviluppo economico, sono cogenti per gli strumenti urbanistici dei comuni, delle città metropolitane e delle province, sono immediatamente prevalenti sulle disposizioni difformi eventualmente contenute negli strumenti urbanistici, stabiliscono norme di salvaguardia applicabili in attesa dell’adeguamento degli strumenti urbanistici e sono altresì vincolanti per gli interventi settoriali. Per quanto attiene alla tutela del paesaggio, le disposizioni dei piani paesaggistici sono comunque prevalenti sulle disposizioni contenute negli atti di pianificazione ad incidenza territoriale previsti dalle normative di settore, ivi compresi quelli degli enti gestori delle aree naturali protette”.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 2
 art. 7
 art. 1
 art. 2
 sentenza 
 art. 145