Source: https://www.commercialistatelematico.com/articoli/2008/03/novita-fiscali-del-27-marzo-2008-in-evidenza-deduzione-dei-costi-per-auto-concesse-in-uso-promiscuo-agli.html
Timestamp: 2018-09-24 15:42:16+00:00

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Novità fiscali del 27 marzo 2008. In evidenza: deduzione dei costi per auto concesse in uso promiscuo agli amministratori: chiarimenti su cessioni gratuite a Onlus e sul 5 per mille | Commercialista Telematico
1) S.r.l. Unipersonale: Verbale di assemblea che approva il bilancio
2) Auto concesse in uso promiscuo agli amministratori: Deduzione dei costi 2007
4) Associazioni sportive ammesse al riparto del 5 per mille anche per gli anni 2006 e 2007
5) Nuovo regime per le cessioni gratuite di beni alle Onlus
6) Antiriciclaggio – Limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore: Chiarimenti
1) S.r.l. Unipersonale: Verbale di assemblea che approva il bilancio 2007
Nella S.r.l. unipersonale (cioè con unico socio) il verbale di assemblea che approva il bilancio può essere firmato dal socio unico sia per il ruolo di presidente che per il ruolo di segretario.
(Guida alla contabilità e bilancio 2008 de Il Sole 24 Ore di febbraio 2008)
Auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti
Fatto un rapido accenno alla disciplina fiscale per le auto date in uso promiscuo ai dipendenti, secondo la quale, per il periodo d’imposta in corso al 27 giugno 2007 viene consentita la deducibilità dei costi auto nella misura del 90% senza limiti di costo dell’auto per il calcolo degli ammortamenti, leasing o noleggio.
E’ stata, poi, ripristinata la tassazione in capo ai dipendenti dell’ammontare del 30% della percorrenza convenzionale di 15.000 Km, secondo le tariffe ACI, si passa ad esaminare la situazione vigente per l’auto concessa in uso promiscuo agli amministratori della società.
Modello UNICO 2008: Auto concesse in uso agli amministratori
Per il periodo d’imposta 2007, per le auto assegnate agli amministratori, si deduce interamente l’ammontare del benefit e le spese eccedenti sono deducibili al 40%, tenendo conto dei limiti per ammortamenti, leasing e noleggi (in tal senso anche la circolare la Circolare n. 10-2007 dell’Ufficio Studi Tributari della F.I.G.C).
Effetti della normativa sulla deducibilità dal reddito d’impresa per i veicoli concessi in uso ai collaboratori
L’art. 164 del TUIR prevede un limite quantitativo alla deduzione dal reddito d’impresa del costo sostenuto per l’acquisizione del veicolo (anche mediante contratto di locazione finanziaria e di noleggio).
Lo stesso art. 164, comma 1, lett. b-bis), del TUIR prevede la deducibilità nella misura del 90% solo per quei veicoli “dati in uso promiscuo ai dipendenti (non si parla di collaboratori) per la maggior parte del periodo d’imposta”.
In base ad un’interpretazione logico/sistematica della citata norma (l’art. 164 del TUIR) si riteneva quindi che il costo deducibile per l’impresa, nell’ipotesi di concessione in uso promiscuo ai collaboratori per la maggior parte del periodo d’imposta, corrispondesse al 100% dei costi dalla stessa sostenuti per l’autovettura (o altro veicolo), vale a dire al pari di quanto avviene in circostanze analoghe a fronte dell’uso promiscuo di veicoli da parte di lavoratori dipendenti.
Come ha rilevato Alessandro Antonelli, la Circolare n. 5/E del 26 gennaio 2001 (punto 10) ha precisato, in vigenza del previgente regime di integrale deducibilità, (ora limitato al 90%), aderendo alla interpretazione letterale dell’art. 164 del TUIR, che l’effetto della integrale deducibilità dei costi (ora limitato al 90%) si ha esclusivamente quando i veicoli siano utilizzati promiscuamente dai dipendenti, mentre qualora l’uso promiscuo riguardi collaboratori coordinati e continuativi (ma il principio, a questo punto, vale per tutti i soggetti assimilati di cui all’art. 50 del TUIR) si rientra nella ordinaria previsione di deducibilità parziale stabilita dall’art. 164, comma 1, lettera b), del TUIR.
Pertanto, in tale ipotesi, i costi sostenuti fino a concorrenza del compenso in natura tassato in capo all’amministratore saranno deducibili nella misura del 100% mentre i costi eccedenti tale valore saranno deducibili in base alle limitazioni percentuali ed al valore assoluto contenuti nell’art. 164, comma 1, lett. b), del TUIR.
La soluzione adottata dall’Amministrazione Finanziaria comporta gli effetti evidenziati nella esemplificazione di seguito riportata.
Esempio di uso promiscuo dell’auto aziendale da parte di un collaboratore coordinato e continuativo ed effetti sul reddito d’impresa
Un’impresa nel corso del periodo d’imposta 2008 sostiene spese riferite ad un’autovettura concessa in uso promiscuo all’amministratore per euro 10.329,14 (di cui euro 6.455,70 quale quota annuale di ammortamento ed euro 3.873,43 per spese di manutenzione ed altre spese, quali carburanti, lubrificanti, assicurazione, bollo auto e così via).
Il benefit imponibile in capo all’amministratore viene determinato sulla base della applicazione dell’art. 51, comma 4, lett. a), del TUIR (valore convenzionale dato dalla tariffa ACI x 4.500 Km), in euro 2.582,28 (C.M. n. 67/E del 2001).
Ai fini dell’individuazione dell’ammontare deducibile occorre sottrarre dalle spese sostenute dall’impresa l’importo che costituisce benefit dell’amministratore ed applicare all’importo che residua il criterio di deduzione di cui alla lettera b), comma 1, dell’articolo 164 del TUIR.
Pertanto, posto che ai fini fiscali i costi sostenuti rilevano per euro 8.392,43 (risultato che si ottiene sommando euro 4.519,00 – quota di ammortamento fiscalmente rilevante, pari al 25% di euro 18.075,99 – ed euro 3.873,43 – tutti gli altri costi relativi al veicolo), applicando a tale importo, decurtato del benefit dell’amministratore (pari ad euro 2.582,28, interamente deducibile per la società in quanto rappresenta il compenso in natura), la percentuale di deduzione nella misura del 40%, residuano costi interamente deducibili per euro 2.324,06 (euro 5.810,15 x 40%).
(Esempio di Alessandro Antonelli, Esperto de Il Sole 24 Ore, contenuto nella propria circolare di Studio n. 1/2008 del 7/1/2008)
Fringe benefit e deducibilità dei costi delle auto aziendali
Per maggiore praticità, del tema in argomento del giorno, si riporta di seguito anche un commento alla suddetta disciplina, corredato da apposito esempio, curato dalla U.G.C.d.L. di ROMA.
A differenza del passato, le norme non riguardano le auto assegnate agli amministratori di società, pur essendo identica la disciplina concernente la tassazione del benefit.
In questo caso infatti i costi sono deducibili al 40%, mentre è ammessa la deduzione del benefit.
In pratica il recupero a tassazione degli oneri per ammortamenti, canoni leasing e spese di impiego, si opera limitatamente alla differenza tra importo totale di tali oneri ed il valore del fringe benefit tassato in capo all’amministratore, che, come previsto dall’art. 95 del TUIR, costituisce spesa integralmente deducibile da parte del datore di lavoro.
La deduzione integrale del benefit riguarda anche la determinazione dell’imponibile ai fini IRAP, nonostante si tratti di compenso in natura relativo ad amministratori, in quanto, ai fini di questo tributo, i costi sostenuti per l’acquisizione di beni e servizi costituenti elementi accessori (fringe benefits) della retribuzione sono deducibili nei limiti ed alle condizioni previste ai fini delle imposte sui redditi.
Per concludere viene illustrato, con un esempio pratico, il meccanismo di deduzione dei costi delle auto degli amministratori e sintetizzeremo, in una tabella, tutte le regole sulla deducibilità dei costi delle auto aziendali.
Supponendo che all’amministratore venga concessa in uso un’auto del costo di € 40.000,00.
Ammortamento effettivo (25% x 34.000,00) 10.000.00
Ammortamento sul valore fiscale 40% (25%x 18.076,00) 4.519.00
Ammortamento indeducibile (10.000,00 – 4.519,00) 5.481,00
Spese di uso 5.000,00
Totale spese a conto economico (10.000.00 + 5.000.00) 15.000.00
Benefit annuo tassato in busta paga 3.500.00
Costo interamente deducibile (compenso in natura cx art. 95 Tuir) 3.500.00
Costi eccedenti deducibili al 40% (5.000.00 + 4.5 19.00 – 3.500,00) 6.019,00
Importo deducibile (40% x 6.019,00) 2.407,60
Totale costi da recuperare a tassazione in Unico 2008 9.092.40
(15.000.00 — 3.500.00 — 2.407.60)
(Esempio in un articolo di Sonia Fornaciari e Marco Giosi dell’U.G.C.d.L. di ROMA – Unione Giovani Consulenti del Lavoro di Roma)
– Impianti, riordino al via
Il 27/3/2008 è entrato in vigore il D.M. n. 37/2008, concernente la normativa sulla sicurezza degli impianti. Le novità contenute nel decreto sono molteplici.
Probabilmente, però, la più importante è la modifica dei contratti di trasferimento di immobili. Fino a prima, infatti, i contratti di cessione di immobili non prendevano in considerazione gli impianti o contenevano, al riguardo, semplici clausole di stile.
Il citato decreto n. 37, dal 27/3/2008, obbligha il venditore a garantire la “conformità” degli impianti e a consegnare la relativa documentazione.
(Il Sole 24 Ore del 26 marzo 2008, pag. 31 di Angelo Busani ed Enrico Marro)
– Fondi, sconti per gli autonomi
I contributi alle casse “doc” diventano deducibili anche da parte dei lavoratori autonomi. Infatti, la nuova lettera e-ter) dell’art. 10 del D.P.R. n. 917 del 1986 (come modificata dalla Finanziaria 2008) consente a tutti i contribuenti la deduzione fino a 3.615,20 euro dei contributi versati a fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale (i c.d. fondi “doc”). L’ambito d’intervento di tali fondi deve, però, rientrare in quanto previsto da un apposito decreto del Ministero della Sanità in corso di pubblicazione.
(Il Sole 24 Ore del 26 marzo 2008, pag. 32 di Michela Magnani)
– Per gli immobili-patrimonio spazio all’ “integrativa”
Tutte le imprese che hanno acquistato immobili patrimonio possono dedurre interessi passivi sostenuti nella fase di acquisto (per es. gli interessi passivi sostenuti in relazione a contratti di mutuo).
La deducibilità, inoltre, non è limitata al periodo d’imposta 2007, ma si estende anche ai periodi precedenti. Infatti la previsione in commento ha il carattere di una interpretazione autentica.
In pratica, i contribuenti potranno presentare delle dichiarazioni integrative a proprio favore.
(Il Sole 24 Ore del 26 marzo 2008, pag. 33 di Siro Giovagnoli e Carlo Mezzetti)
– Sanzioni non applicabili in caso di mancata sottoscrizione della dichiarazione IVA
Con Sentenza n. 139/2007 la Commissione tributaria regionale del Lazio, rigettando quanto deciso in precedenza dalla Commissione provinciale di Roma, ha stabilito che la mancata sottoscrizione della dichiarazione Iva non comporta sanzioni applicabili a danno del contribuente.
Secondo i giudici, tale inadempienza non determina l’omissione della dichiarazione, ma consiste in una mera violazione formale che non incide sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e sul versamento del tributo.
Pertanto, in presenza di simili errori da parte del contribuente, non sono applicabili le sanzioni previste per omessa presentazione della dichiarazione, come diversamente sostenuto dalle Entrate e dalla Ctr Lazio.
(Notiziario Seac del 26/3/2008)
– Cartella di pagamento – Omessa indicazione del responsabile del procedimento: nullità
L’art. 7, comma 2, lettera a), legge n. 212/2000 (in base al quale “gli atti dell’Amministrazione finanziaria e dei concessionari delle riscossioni devono tassativamente indicare l’ufficio presso il quale è possibile ottenere le informazioni complete in merito all’atto notificato o comunicato e il responsabile del procedimento”) è disposizione la cui violazione – per le espressioni usate (“devono tassativamente”) – comporta senz’altro la sanzione della nullità dell’atto.
(Commissione tributaria provinciale Pescara, Sentenza, Sez. II, 07/03/2008, n. 43, in Notiziario Ipsoa del 26/3/2008)
– Gas naturale per usi civili: Aliquota d’accisa ridotta fino al 31 dicembre 2008
Con D.M. 13 febbraio 2008, è stata rideterminata la misura dell’aliquota d’accisa sul gas naturale destinato alla combustione per usi civili, consumato nei territori diversi da quelli di cui all’art. 1 del Testo Unico delle leggi sugli interventi nel Mezzogiorno.
(Nota Agenzia Dogane 20/03/2008, n. prot. 1066/V, in Notiziario Ipsoa del 26/3/2008)
– Accise – Benzina, gasolio e GPL: aliquote ridotte
Le misure delle aliquote di accisa sui prodotti energetici usati come carburanti ovvero come combustibili per riscaldamento per usi civili, ridotte per effetto del D.M. 7 marzo 2008, hanno effetto dal 20 marzo 2008 fino al 30 aprile 2008.
(Nota Agenzia Dogane 20/03/2008, n. prot. 1052/V, in Notiziario Ipsoa del 26/3/2008)
4) Associazioni sportive ammesse al riparto del 5 per mille anche per gli anni 2006 e 2007 – Per le fondazioni culturali serve l’iscrizione nei registri prefettizi
Le associazioni sportive dilettantistiche in possesso del riconoscimento rilasciato ai fini sportivi dal CONI possono beneficiare del cinque per mille anche per gli anni 2006 e 2007, ciò in virtù dell’art. 20 del D.L. n. 159 del 2007.
Cinque per mille: Gli aspetti controversi sono stati chiariti dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 27/E che si è soffermata sui requisiti richiesti agli enti beneficiari alla luce delle novità introdotte dalla finanziaria 2008 e dal milleproroghe.
In particolare, concorrono al riparto delle quote le fondazioni nazionali di carattere culturale che hanno ottenuto il riconoscimento della personalità giuridica attraverso l’iscrizione nei registri prefettizi, mentre sono escluse quelle iscritte nei registri delle persone giuridiche istituiti presso le regioni.
Le fondazioni nazionali di carattere culturale sono ammesse alla ripartizione del cinque per mille anche per l’anno 2007.
L’art. 45 del D.L. n. 248 del 2007 inserisce al comma 5 dell’art. 3 della legge n. 244 del 2007, la lettera c-bis), la quale prevede la destinazione del cinque per mille per l’anno 2008 a sostegno delle “associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal CONI a norma di legge”.
Quindi, le associazioni sportive dilettantistiche possono rientrare tra i soggetti destinatari della quota del 5 per mille dell’IRPEF per l’anno 2008, a condizione che esse abbiano ottenuto il riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI secondo le leggi di disciplina del settore.
Peraltro, ai fini dell’ammissibilità delle associazioni sportive dilettantistiche al riparto della quota del cinque per mille per l’anno 2008, non occorre il riconoscimento della personalità giuridica ai sensi del DPR n. 361 del 2000, ma é sufficiente il riconoscimento rilasciato ai fini sportivi dal CONI (iscrizione in via telematica sul sito del CONI in base all’art. 7 del D.L. 28 maggio 2004, n. 136, convertito dalla legge 27 luglio 2004, n. 186).
Alla luce di tali chiarimenti rientrano, pertanto, tra i destinatari del beneficio le associazioni sportive dilettantistiche che hanno ottenuto il riconoscimento rilasciato ai fini sportivi dal Coni, anche se prive di personalità giuridica.
Queste associazioni concorrono al riparto delle quote anche per gli anni 2006 e 2007.
La circolare si è poi soffermata sugli aspetti procedurali relativi al cinque per mille e sugli adempimenti a carico dei beneficiari.
Come iscriversi agli elenchi
L’elenco relativo a Onlus, associazioni di promozione sociale, associazioni riconosciute senza scopo di lucro operanti in via esclusiva o prevalente nei settori previsti dalla legge e fondazioni nazionali di carattere culturale è curato, come in passato, dall’Agenzia delle Entrate.
Questi enti possono iscriversi entro il 31 marzo 2008 usando i servizi telematici o ricorrendo agli intermediari autorizzati.
Sul sito Internet www.agenziaentrate.gov.it sono disponibili il nuovo modello di iscrizione, le istruzioni e il software per la compilazione. Online dal 7 aprile anche la lista dei soggetti beneficiari.
Come correggere eventuali errori
Se emergono errori di iscrizione nell’elenco, il legale rappresentante dell’ente interessato può rivolgersi alla direzione regionale dell’Agenzia territorialmente competente.
Le richieste di correzione possono essere presentate entro il 14 aprile 2008 ed entro quattro giorni le Entrate pubblicheranno la versione aggiornata.
Inoltre i legali rappresentanti avranno tempo fino al 30 giugno 2008 per inviare alla direzione regionale competente una dichiarazione attestante la persistenza dei requisiti che danno diritto all’iscrizione.
L’elenco di questi enti beneficiari è redatto dal Ministero dell’Università e della ricerca scientifica e disponibile sul web all’indirizzo www.miur.it .
Enti della ricerca sanitaria e associazioni sportive riconosciute dal Coni
Spetta rispettivamente al Ministero della Salute e al Coni la predisposizione degli elenchi e la loro trasmissione in via telematica all’Agenzia.
Per controllare il corretto impiego delle risorse del cinque per mille gli enti beneficiari devono redigere un rendiconto specifico entro un anno dal momento di percezione della quota.
La norma, al fine di consentire il controllo del corretto impiego delle quote del cinque per mille da parte dei soggetti percettori, ha introdotto a carico di tutti i soggetti beneficiari l’onere di redigere, nel termine di un anno a partire dal momento di percezione della quota del cinque per mille ad essi destinata, uno specifico rendiconto, separato e distinto da quelli eventualmente redatti ad altri fini, che consenta di verificare, in modo chiaro e trasparente, anche attraverso una apposita relazione illustrativa, con quali modalità le somme ricevute siano state impiegate e quale sia stata la destinazione data alle stesse.
(Agenzia delle Entrate, circolare del 26/03/2008, n. 27)
Il regime agevolato, previsto in favore delle imprese per la cessione gratuita alle Onlus di beni diversi dalle derrate alimentari e dai prodotti farmaceutici, si applica dal 1° gennaio 2008 alle cessioni di beni non di lusso.
Sono quindi esclusi dal regime agevolato i beni di lusso.
Le novità introdotte dalla Finanziaria 2008 e in vigore dal 1 gennaio di quest’anno riguardano, in particolare, come chiarisce la Circolare n. 26/E, la tipologia dei beni oggetto di cessione e le agevolazioni fiscali ai fini Iva.
Sono state apportate alcune modifiche anche al regime fiscale in materia di imposte sui redditi.
I requisiti dei beni ceduti
Oltre all’esclusione dei beni di lusso, precisa la Circolare, i requisiti dei beni ceduti gratuitamente alle Onlus per i quali sono previste le agevolazioni sono i seguenti: innanzitutto, devono presentare particolari anomalie consistenti in imperfezioni, alterazioni, danni o vizi; queste anomalie non devono però limitarne l’utilizzo, pur impedendone la commercializzazione o la vendita, rendendone quindi necessaria l’esclusione dal mercato o la distruzione.
Cambia l’importo del beneficio
La Circolare segnala anche che l’importo del beneficio di cui possono godere i soggetti che effettuano la cessione gratuita non è più fisso, come in precedenza, ma varia in proporzione all’entità del reddito d’impresa dichiarato.
La nuova formulazione della norma infatti, in vigore dal 1 gennaio 2008, stabilisce che il limite massimo dell’importo complessivo, corrispondente al costo specifico sostenuto per la produzione o l’acquisto dei beni ceduti gratuitamente, sul quale si applica l’agevolazione non può superare il 5 per cento del reddito d’impresa dichiarato.
Come si ricorderà, nel testo in vigore fino al 31 dicembre 2007 le cessioni gratuite dei beni alle ONLUS non erano considerate ricavi per un importo corrispondente al costo specifico complessivamente non superiore a due milioni di lire sostenuto per la produzione o l’acquisto degli stessi beni.
Non computabilità delle cessioni gratuite ai fini del limite di deducibilità delle erogazioni liberali
Il testo dell’art. 13, comma 3, del D.Lgs. n. 460 del 1997, in vigore fino al 31 dicembre 2007, prevedeva che il costo specifico sostenuto per la produzione o l’acquisto dei beni ceduti gratuitamente alle ONLUS, complessivamente non superiore a due milioni di lire, si considerava erogazione liberale ai fini del limite previsto dall’art. 100, comma 2, lettera h) (già art. 65, comma 2, lettera c-sexies)) del TUIR.
In sostanza, il costo specifico dei beni ceduti concorreva con le eventuali erogazioni liberali in denaro effettuate dallo stesso soggetto cedente alla determinazione del limite di deducibilità (fino a 2.065,83 euro o al 2% del reddito d’impresa dichiarato) previsto dal citato art. 100, comma 2, lettera h) del TUIR.
Il testo modificato dal comma 130 dell’art. 1 della legge n. 244 del 2007 non reca più tale previsione.
Da ciò consegue che il costo specifico sostenuto per la produzione o l’acquisto dei beni ceduti gratuitamente alle ONLUS non deve essere più computato al fine della formazione del limite di deducibilità stabilito dalla lettera h) dell’art. 100 del TUIR per le erogazioni liberali previste.
Il beneficio, della non rilevanza fiscale delle cessioni di beni non di lusso, viene, pertanto, a costituire una agevolazione autonoma la quale non esplica effetti sulle disposizioni relative al limite di deducibilità delle erogazioni liberali previste dal citato art. 100, comma 2, lettera h) del TUIR.
Niente Iva sui beni ceduti dall’impresa
Il trattamento fiscale agevolato delle cessioni gratuite si estende, a partire dal 1 gennaio del 2008, anche all’Iva in quanto l’impresa donante può cedere i beni senza applicare l’imposta sul valore aggiunto e senza subire limitazioni del diritto alla detrazione IVA.
In precedenza, invece, il regime di esenzione non consentiva la detrazione dell’IVA assolta sugli acquisti ai sensi dell’art. 19, comma 2, del DPR n. 633/72 e, pertanto, l’impresa donante aveva l’obbligo della rettifica della detrazione dell’imposta pagata al momento dell’acquisto o dell’importazione.
La nuova formulazione del testo della norma contempla infatti espressamente che i beni oggetto di cessione gratuita alle Onlus si considerano, secondo i limiti e alle condizioni indicate, distrutti agli effetti dell’Iva.
Procedure per l’applicazione del regime agevolato
Le procedure da seguire per l’applicazione alle cessioni gratuite dei beni sono stabilite dal comma 4 dello stesso art. 13, nonché dall’art. 2, comma 2, del DPR 10 novembre 1997, n. 441, considerato che i beni ceduti si considerano distrutti agli effetti dell’IVA.
Pertanto, gli adempimenti che ricadono complessivamente sul cedente e sulla ONLUS beneficiaria sono i seguenti:
2) l’impresa cedente deve predisporre il documento, progressivamente numerato, previsto dall’art. 1, comma 3, del DPR 14 agosto 1996, n. 472, contenente l’indicazione della data, della generalità del cedente, del cessionario e dell’eventuale incaricato del trasporto, nonche’ la descrizione della natura, della qualità e della quantità dei beni ceduti;
4) la ONLUS cessionaria deve predisporre una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, con la quale deve attestare natura, qualità e quantita’ dei beni ricevuti corrispondenti ai dati contenuti nel documento indicato sub 2);
5) la ONLUS cessionaria deve attestare, in apposita dichiarazione da conservare agli atti dell’impresa cedente, l’impegno ad utilizzare direttamente i beni ricevuti in conformità alle finalità istituzionali.
Infine, la ONLUS beneficiaria dovrà, inoltre, a pena di decadenza dei benefici fiscali previsti dal decreto legislativo n. 460/1997, realizzare l’effettivo utilizzo diretto dei beni ricevuti.
(Agenzia delle Entrate, circolare del 26/03/2008, n. 26)
Dal 30 aprile 2008, l’emissione di assegni bancari, postali e circolari in forma libera sarà consentita soltanto per importi inferiori a 5.000 euro.
Gli assegni liberi emessi (per importi inferiori a 12.500 euro) prima del 30 aprile 2008 ed incassati a decorrere da tale data saranno considerati regolari; gli assegni emessi, a decorrere dal 30 aprile 2008, per importi pari o superiori a 5.000 euro senza l’indicazione del nome o della regione sociale del beneficiario e/o la clausola di non trasferibilità , saranno pagati da banche e Poste Italiane S.p.A. con obbligo per queste ultime di comunicare l’irregolarità dell’assegno al Ministero.

References: art. 164
 art. 95
 Sentenza 
 art. 65
 art. 100
 art. 100
 art. 13