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Timestamp: 2017-03-30 14:36:36+00:00

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Statuto Comunale | Comune di Castel del Rio
Tu sei quiHome	Statuto Comunale
Approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 26.07.1991 con delibera n. 77 modificata con atto n. 114 del 13.12.1991
Controllato dal CO.RE.CO nella seduta dell’11.12.1992 con atto prot. n. 1480 pubblicato nel Bollettino Ufficiale n. 31 del 7.3.1992.
Modificato ed integrato con deliberazione consiliare n. 28 del 27.04.1994 controllata dal CO.RE.CO. con parziale annullamento nella seduta del 18.5.1994, prot. n. 17928.
Modificato con deliberazione consiliare n. 75 del 15.11.1994.
Controllata senza rilievi dal CO.RE.CO. nella seduta del 2.1.1995, prot. n. 94/48816.
Modificato con delibera Consiglio Comunale n. 66 del 14.11.2000 controllata senza rilievi dal CO.RE.CO. nella seduta n. 46 del 22.11.2000.
Adeguato con delibera Consiglio Comunale n. 50 del 30.07.2013
Il comune di Castel del Rio, ente autonomo nell’ambito territoriale della
Repubblica e dei principi fissati dalle sue leggi generali, secondo le norme
della costituzione, della legge sulle autonomie locali e del presente statuto,
persegue l’autogoverno e promuove lo sviluppo della comunità comunale,
concorrendo al rinnovamento della società e dello stato.
Il comune di Castel del Rio esercita i propri poteri perseguendo le
finalità politiche e sociali assegnate dalla costituzione alla Repubblica.
Informa le proprie linee di indirizzo, i propri programmi ed i propri
provvedimenti agli obiettivi di piena attuazione dei principi di eguaglianza e
di pari dignità sociale dei cittadini e del completo sviluppo della persona
anche nel suo contesto familiare. Ispira la propria attività al principio di
solidarietà e di piena realizzazione dei diritti di cittadinanza; opera per il
superamento degli squilibri economici, sociali e territoriali esistenti nel
proprio territorio e nella comunità nazionale.
Nell’ambito delle proprie competenze, il comune di Castel del Rio si adopera per concorrere a:
assicurare la piena occupazione dei lavoratori, la tutela dei loro diritti e la valorizzazione delle loro attitudini e capacità professionali;
garantire una politica di pari opportunità tra le persone ed in particolare tra uomini e donne ed assicura la presenza di entrambi i sessi;
tutelare e valorizzare le risorse ambientali, territoriali, naturali e storico-artistiche nell’interesse della collettività ed in funzione di una sempre più alta qualità della vita;
assicurare la funzione sociale dell’iniziativa economica pubblica e privata, anche promuovendo lo sviluppo delle forme di collaborazione tra pubblico e privato, dell’associazionismo economico e della cooperazione;
realizzare un sistema globale ed integrato di sicurezza sociale e di tutela attiva della salute, capace di affrontare ogni forma di disagio sociale e personale anche con il responsabile coinvolgimento delle organizzazioni di volontariato;
rendere effettivo il diritto allo studio e alla formazione permanente, alla cultura e all’attività sportiva.
Il comune di Castel del Rio, nel realizzare le proprie finalità, assume il
metodo e gli strumenti della programmazione, perseguendo il raccordo tra i
propri strumenti e quelli comunitari, statali, regionali e provinciali.
Nell’esercizio dell’attività di programmazione il comune assicura la
partecipazione alla formazione delle proprie decisioni delle organizzazioni
sociali ed economiche esponenziali degli interessi collettivi e diffusi nella cittadinanza.
Il comune di Castel del Rio svolge le funzioni che riguardano la
popolazione ed il territorio comunale ricercando il coordinamento con gli
altri enti locali ed attuando con essi forme di collaborazione organizzativa e gestionale.
Il comune individua nella comunità montana lo strumento ordinatore di
programmi di sviluppo, di governo del territorio e gestore di servizi intercomunali.
Con l’obiettivo di migliorare le strutture pubbliche e di offrire alla
collettività servizi più efficienti, il comune può delegare alla Comunità
Montana proprie funzioni e risorse. Il comune può altresì autorizzare propri
dipendenti a prestare la propria opera presso la Comunità Montana per periodo determinanti.
Art. 4 – Sede, stemma e gonfalone
La sede comunale è situata nel capoluogo. Le adunanze della giunta e del
consiglio si svolgono nella sede comunale. In casi eccezionali e per
particolari esigenze i suddetti organi possono riunirsi in luogo diverso,
salvo comunque il rispetto del principio di pubblicità delle sedute del
La forma e l’uso dello stemma e del gonfalone del comune sono stabiliti da
Art. 5 – Principio della partecipazione
Il comune riconosce il diritto degli interessati, degli utenti, delle
formazioni sociali e delle associazioni titolari di interessi collettivi, come
espressioni della comunità locale, a concorrere, nei modi stabiliti dallo
statuto e dalle norme regolamentari, all’indirizzo, allo svolgimento e al
controllo delle attività poste in essere dall’amministrazione.
Ai cittadini è assicurato il diritto a partecipare alla formazione delle
scelte politico-amministrative del comune, secondo i principi e le forme
stabilite nello statuto.
Il comune rende effettivo il diritto alla partecipazione politica e
amministrativa, garantendo l’accesso alle informazioni e agli atti detenuti
dall’ente e un’informazione completa, accessibile e veritiera sulle proprie
attività e sui servizi pubblici locali.
CAPO II – PARTECIPAZIONE POLITICA
Art. 6 – Frazioni
Allo scopo di promuovere la partecipazione alla gestione amministrativa del
comune, il territorio comunale è suddiviso in frazioni costituite da aree
integrate per natura del territorio e caratteristiche socio economiche.
La delimitazione territoriale, il numero e la denominazione delle frazioni
sono stabiliti con regolamento comunale
Art. 7 – Organi delle frazioni e loro funzioni
Per assicurare la partecipazione dei cittadini all’amministrazione locale
sono istituiti consigli di frazione con funzioni consultive, di vigilanza sui
servizi comunali che interessano la frazione e con poteri di proposta nei
confronti degli organi comunali.
La nomina dei consiglieri di frazione è fatta dal consiglio comunale, con
riserva di posti per le minoranze del consiglio comunale, secondo le norme
dettate dal regolamento.
Il regolamento disciplina la nomina del presidente da parte del consiglio
di frazione e le sue funzioni, il funzionamento del consiglio di frazione ed i
suoi rapporti con gli organi e con gli uffici comunali.
Art. 8 – Forme associative
Il comune favorisce lo sviluppo e l’attività delle forme associative della
propria popolazione con interventi anche su base di frazione che consistono di
norma nella messa a disposizione di beni e servizi o altre forme di sostegno reale.
Gli interventi di cui al comma 1 sono destinati ad associazioni e altre
forme associative senza fine di lucro, e sono erogati in conformità ai criteri
e alle modalità predeterminati e pubblicati dall’amministrazione comunale, ai
sensi dei commi 1 e 2 dell’articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241.
Le forme associative di cui al comma 2 possono presentare, anche
singolarmente, istanze, petizioni e proposte ai sensi dell’articolo 9 nonché
partecipare alle consultazioni disciplinate dall’articolo 10.
Per facilitare l’aggregazione di interessi diffusi o per garantire
l’autonoma espressione di richieste o esigenze delle formazioni sociali nelle
competenti sedi istituzionali, il comune può istituire commissioni o comitati
secondo criteri di rappresentanza o di rappresentatività. Il regolamento
provvede a disciplinare la composizione e le attribuzioni dei comitati, in
modo da assicurarne la trasparenza e la concreta funzionalità.
Art. 9 – Istanze, petizioni, proposte
Tutti coloro che hanno compiuto il sedicesimo anno di età e che sono
domiciliati o comunque operano nel comune di Castel del Rio hanno diritto di
presentare agli organi comunali, nelle materie di rispettiva competenza,
istanze e petizioni dirette a promuovere interventi di competenza comunale per
la miglior tutela di interessi collettivi.
L’istanza, sottoscritta anche da un solo avente diritto, consiste in una
richiesta generica a provvedere su un oggetto determinato ed è inoltrata in
forma scritta al sindaco che provvede ad esaminarla tempestivamente.
La petizione, sottoscritta da almeno trenta aventi diritto, consiste in una
forma scritta al sindaco che provvede alla sua tempestiva assegnazione
all’organo competente.
Il sindaco provvede a comunicare al primo sottoscrittore della petizione
l’organo competente per esaminarla e la data della sua trattazione entro
sessanta giorni, trascorsi i quali, ciascun sottoscrittore ha diritto di
richiederne l’iscrizione all’ordine del giorno della prima seduta utile del consiglio.
La proposta, sottoscritta da almeno cinquanta elettori residenti nel
comune, consiste nella richiesta di deliberazione di un atto giuridico, di
competenza del consiglio o della giunta. Ne sono condizioni di ammissibilità
la forma scritta, l’oggetto determinato e tale da potere essere attuato
dall’amministrazione, la redazione in articoli, se ha ad oggetto una
disciplina regolamentare, e la valutazione, anche sommaria, delle spese
presunte che l’intervento richiesto all’amministrazione comunale comporta
nella fase iniziale e a regime. A tal fine, il regolamento riconosce ai
proponenti il diritto di avvalersi della collaborazione degli uffici
competenti. In ogni caso, la giunta, prima di sottoporre a votazione la
proposta, deve indicarne la copertura finanziaria.
Si applica alla proposta, in quanto compatibile, la disciplina dettata ai
precedenti commi 3 e 4.
La proposta è equiparata agli atti deliberativi agli effetti dei pareri
previsti dall’art. 53, comma 1, della legge 8 giugno 1990, n. 142.
L’amministrazione assicura la pubblicità e la comunicazione dell’esito
delle istanze, petizioni e proposte. In ogni caso, provvederà ad inoltrarlo ai capigruppo.
L’esercizio di istanze, petizioni e proposte è ulteriormente disciplinato
Art. 10 – Consultazione popolare
Un apposito regolamento disciplina e garantisce forme di consultazione
della popolazione residente, estesa ad altre categorie di interessati o
limitata a frazioni della popolazione in ragione dell’oggetto della
consultazione. La consultazione può, tra l’altro, avvenire attraverso
assemblee e questionari.
La consultazione può essere promossa dalla giunta comunale, da un quinto
dei componenti il consiglio comunale o da un numero di cittadini non inferiore
ad un decimo fra quelli aventi diritto; qualora la consultazione riguardi
l’ambito territoriale di una frazione, la stessa potrà, inoltre, essere
promossa dal consiglio di frazione.
Il consiglio comunale è tenuto ad esaminare le risultanze della
consultazione in apposita e pubblica seduta, entro trenta giorni dalla loro
formale acquisizione. Qualora ricorrano particolari ragioni di urgenza o di
tutela della funzionalità dei lavori del consiglio, è ammesso un solo rinvio
non superiore a venti giorni, trascorsi i quali l’oggetto è iscritto di
diritto al primo punto dell’ordine del giorno della seduta immediatamente successiva.
Qualora la consultazione sia stata promossa dalla popolazione, l’esame da
parte del consiglio comunale è dovuto nel solo caso in cui alla consultazione
abbia partecipato una quota non inferiore al venti per cento degli aventi diritto.
Le consultazioni aventi ad oggetto iniziative, attività o provvedimenti che
comportano, anche indirettamente, nuove spese o minori entrate debbono rendere
esplicito il costo presunto, sia in sede di proposta della consultazione, ai
fini di ammissibilità, sia nella formulazione del quesito sottoposto alla
valutazione popolare, e devono indicare le modalità per la relativa copertura.
A tal fine, la ragioneria, nei modi e forme previsti dal regolamento di cui al
comma 1, presta la propria collaborazione ai soggetti proponenti e fornisce
loro le informazioni necessarie.
Art. 11 – Referendum consultivo
Il sindaco indice il referendum consultivo quando lo richieda il consiglio
comunale a maggioranza assoluta dei suoi componenti in carica o quando lo
richieda il 20% dei cittadini residenti con età non inferiore ai 16 anni.
Il referendum consultivo può essere proposto anche su oggetti di rilevanza
generale purché rientranti in materie di esclusivo interesse locale. Non
possono essere sottoposte a referendum la revisione dello statuto, gli atti
che disciplinano il funzionamento degli organi comunali, quelli che incidono
negativamente sulle minoranze della popolazione, le decisioni in materia di
imposte, tariffe, tasse, le nomine di rappresentanti del comune, gli espropri,
gli atti vincolati, nonché gli ulteriori atti indicati dal regolamento.
La proposta di referendum consultivo, prima della raccolta delle firme, è
sottoposta al giudizio di ammissibilità di un comitato di garanti eletto dal
consiglio comunale subito dopo la sua entrata in carica, con il voto
favorevole dei due terzi dei componenti. Il comitato dura in carica quanto il
consiglio comunale che lo ha eletto ed è composto secondo criteri stabiliti
dal regolamento in modo che ne sia garantita la preparazione giuridico-
amministrativa, l’imparzialità e l’indipendenza dagli organi di governo del comune.
La proposta sottoposta a referendum è valida se ha partecipato alla
votazione la maggioranza degli aventi diritto e se ottiene la maggioranza dei
voti validamente espressi. Hanno diritto di votare i cittadini residenti con
Se la proposta sottoposta a referendum consultivo è stata accolta con la
maggioranza dei voti validamente espressi il consiglio comunale è tenuto a
deliberare entro sessanta giorni sia nel caso che intenda conformarsi nel
risultato di essa sia nel caso intenda discostarsene.
Le proposte di referendum non accolte sono, a richiesta dei promotori,
discusse in consiglio comunale quali petizioni. A questo scopo si osserva il
procedimento disciplinante dall’art. 9.
Il regolamento determina le materie per le quali non è ammesso referendum
consultivo, i criteri di formulazione del quesito, le modalità per la raccolta
e l’autenticazione delle firme, per lo svolgimento delle operazioni di voto.
Art. 12 – Difensore civico
Il comune può avvalersi, in forma associata con altri enti locali
territoriali e stipulando con gli stessi un’apposita convenzione che deve
recepire la disciplina dettata dal presente statuto, dell’ufficio del
difensore civico quale garante dell’imparzialità, della tempestività e della
correttezza dell’azione amministrativa del comune.
Il difensore civico è eletto, scrutinio segreto, dal consiglio comunale a
maggioranza assoluta dei componenti. La designazione deve avvenire tra persone
che diano garanzie di comprovata competenza giuridico-amministrativa e di
imparzialità ed indipendenza di giudizio. Il regolamento stabilisce le
condizioni di eleggibilità.
Il difensore civico dura in carica quanto il consiglio comunale che lo ha
eletto e non è immediatamente rieleggibile. Può essere revocato dal consiglio
comunale con provvedimento motivato, a maggioranza assoluta dei componenti,
per gravi motivi connessi all’esercizio delle sue funzioni.
Il consiglio comunale assegna il personale, i locali ed i mezzi necessari
allo svolgimento delle funzioni istituzionali del difensore civico svolte in
favore dell’ente. Ogni spesa relativa al funzionamento del suo ufficio è a
Art. 13 – Poteri e funzioni
Il difensore civico ha il compito di intervenire per la tutela dei
cittadini, che siano lesi nei loro diritti o interessi da abusi, disfunzioni
carenze o ritardi imputabili a provvedimenti, atti, comportamenti anche
omissivi di organi, uffici o servizi erogati direttamente dall’amministrazione
comunale. Il regolamento ne disciplina le modalità d’intervento.
Il difensore civico esercita le proprie funzioni d’ufficio o su istanza di
cittadini, o di non cittadini, dimoranti, singoli o associati, presentata
nelle forme e nei modi stabiliti in regolamento. Il difensore civico deve
sempre fornire una motivata risposta ai cittadini che gli si rivolgano nelle
forme prescritte.
Il consiglio comunale, la giunta, gli uffici della amministrazione locale e
i funzionari ad essi preposti collaborano con il difensore civico, fornendogli
le informazioni e copie di tutti i provvedimenti, atti o documenti che egli
ritenga utili allo svolgimento dei propri compiti.
Il difensore civico invia annualmente al consiglio comunale e alla giunta
una dettagliata relazione sull’attività svolta, corredata se del caso da
segnalazioni e proposte. Tale relazione viene iscritta all’ordine del giorno
del consiglio comunale ed è discussa in pubblica seduta.
Il regolamento e la convenzione dispongono con puntualità i compiti e le
ulteriori modalità di funzionamento dell’ufficio del difensore civico.
Art. 14 – Principi generali e partecipazione ai procedimenti di amministrazione giuridica puntuale
Fermo quanto disposto dalle leggi vigenti e salvo quanto specificamente
disposto dai successivi commi, il consiglio e la giunta comunali possono
stabilire di volta in volta di attuare forme di partecipazione ai procedimenti
per l’emanazione degli atti di loro competenza, nella forma della
pubblicazione di proposte di deliberazione o progetti per la raccolta di
osservazioni scritte o nella forma di apposite audizioni, determinando di
volta in volta i soggetti ammessi alla partecipazione, le modalità ed i
Nel quadro delle proprie attribuzioni, il comune assicura la partecipazione
dei destinatari e degli interessati ai procedimenti di amministrazione
giuridica puntuale, secondo le forme previste dalle disposizioni dello stato e
della regione. Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati,
nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati,
cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di
intervenire nel procedimento.
Salvi i casi in cui sussistano ragioni di impedimento derivanti da
particolari esigenze di celerità della procedura, i destinatari e gli
interessati hanno diritto ad:
* essere ascoltati, se lo richiedono, dal responsabile del procedimento su fatti rilevanti ai fini dell’emanazione dell’atto;
* assistere alle ispezioni ed agli accertamenti volti a verificare fatti rilevanti agli stessi fini che già non siano in possesso dell’amministrazione.
Nell’esercizio della partecipazione è ammesso l’istituto della rappresentanza.
Ai fini di cui al presente titolo ed agli altri di cui alla legge 7 agosto
1990 n. 241, è responsabile del procedimento il responsabile del settore
competente per materia, salve le diverse indicazioni che il sindaco comunichi
all’interessato, anche nel corso del procedimento stesso. Qualora gli
interessati siano ascoltati direttamente dal sindaco o dall’assessore suo
delegato e competente per materia, gli adempimenti di cui al precedente comma
3, lettera a), si intendono assolti con la trasmissione al responsabile del
procedimento di una comunicazione scritta contenente l’attestazione di ave r
udito l’interessato, l’indicazione sommaria di quanto esposto dall’interessato
e le eventuali considerazioni e valutazioni ritenute opportune.
CAPO IV – L’ACCESSO AGLI ATTI E ALLE INFORMAZIONI E IL DIRITTO DI INFORMAZIONE
Art. 15 – Accesso agli atti e alle informazioni
Nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge e dalle norme dello
statuto, e secondo le modalità fissate con regolamento, il comune garantisce a
chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente
rilevanti il diritto di accesso ai documenti amministrativi dell’ente e dei
concessionari dei servizi comunali.
In particolare il regolamento di cui al comma 1:
* disciplina l’oggetto dell’accesso, individuando i casi in cui esso è escluso,
differito o soggettivamente limitato, osservando il criterio che gli atti
preparatori, in ordine ai quali è ammesso l’accesso nel corso dei
procedimenti, sono quelli che esprimono la determinazione definitiva
dell’ufficio competente ad emanare l’atto od a formularne la proposta agli
organi competenti; non è comunque ammesso, salvo diverse disposizioni di
legge, l’accesso agli atti preparatori nel corso della formazione di atti
normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione;
* determina le modalità dell’accesso, nel rispetto del principio che il rilascio
di copie dei documenti e l’accesso ai dati contenuti da strumenti informatici
sono subordinati al previo pagamento dei soli costi;
* detta le misure organizzative e finanziarie idonee a garantire agli aventi
titolo l’effettività dell’esercizio dell’accesso.
Art. 16 – Diritto all’informazione
Il comune assicura la più ampia informazione circa l’attività svolta e i
servizi offerti dall’ente, dai suoi organismi strumentali e dai concessionari
di servizi comunali, secondo le modalità definite con regolamento, nel
Il regolamento di cui al comma 1, con riguardo ai soggetti ivi indicati,
definisce le misure organizzative volte a garantire:
* l’informazione sugli atti e sulle informazioni detenute dall’ente;
* l’informazione sui servizi, anche consistenti nell’erogazione di mezzi
finanziari, resi alla collettività, sulle strutture competenti in ordine alla
loro prestazione e sulle condizioni a tal fine necessarie;
* l’informazione sugli atti di interesse generale attraverso forme di pubblicità
ulteriori rispetto a quelle legali;
* l’informazione, a richiesta degli interessati, sullo stato degli atti e delle
procedure e sull’ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti.
Art. 17 – Pubblicità degli atti comunali
Sono pubblicati mediante affissione all’albo pretorio per quindici giorni
consecutivi, salvo diverse disposizioni di legge:
* le deliberazioni comunali;
* le direttive, i programmi, le istruzioni, le circolari e ogni atto che dispone
in generale sull’organizzazione, sulle funzioni, sugli obiettivi e sui
procedimenti dell’ente.
Sono fatte salve le forme di pubblicità degli atti previste da specifiche
Art. 18 – Accesso agli atti e alle informazioni e diritto di informazione – negli organismi associativi cui partecipa il comune
Il comune, negli organismi associativi cui partecipa, è impegnato a
promuovere la realizzazione di forme di accesso agli atti e alle informazioni
e di forme di informazione analoghe a quelle praticate per gli atti e le
informazioni in suo possesso e per l’attività e i servizi svolti dalle proprie strutture.
Art. 19 – Accesso agli atti e alle informazioni dei consiglieri comunali
Il comune garantisce il diritto dei consiglieri ad accedere agli atti e
alle informazioni, utili all’espletamento del loro mandato, detenuti dagli
uffici dell’ente e dai suoi organismi strumentali.
Le modalità di esercizio del diritto sono disciplinate dal regolamento.
Art. 20 – Disciplina transitoria e finale in tema di procedimento, –
accesso e diritto di informazione
Il comune emana i regolamenti di cui agli articoli 15, 16 e 19 entro sei
mesi dall’entrata in vigore dei regolamenti governativi di cui alla legge 7
Fino all’entrata in vigore di tali regolamenti, nelle materie loro
demandate, continuano ad applicarsi le norme locali vigenti alla data di
entrata in vigore dello statuto, in quanto con esso compatibili. In ogni caso
l’accesso dei cittadini può esercitarsi anche mediante estrazione di copia al
puro costo e si esplica per tutti gli atti che vanno pubblicati per intero o
in elenco all’albo pretorio secondo quanto previsto dal presente capo.
Per quanto non disposto in tema di accesso dallo statuto si applicano le
TITOLO III – ORGANIZZAZIONE DI GOVERNO
Art. 21 – Organi di governo
Art. 22 – Consiglio
Il consiglio determina l’indirizzo politico-amministrativo del comune, e ne
controlla l’attuazione, adottando gli atti fondamentali determinati dalla legge.
Il consiglio non può delegare le sue funzioni ad altri organi, salva la
facoltà di disciplinare di volta in volta, con deliberazioni di propria
competenza, l’attuazione da parte di altri organi di quanto deliberato, se del
caso mediante integrazione o specificazione di criteri di massima stabiliti
nelle deliberazioni stesse.
Fermo il potere del consiglio di disciplinare e programmare le attività del
comune mediante gli atti previsti o consentiti dalla legge, la mancanza di
tali atti, quando esso non siano obbligatori per legge, la mancanza di tali
atti, quando esso non siano obbligatori per le leggi che disciplinano le
diverse funzioni ed i relativi procedimenti, non impedisce l’esercizio delle
competenze degli altri organi per l’attuazione di quanto sia già consentito
dal bilancio della legge.
Il consiglio nomina i membri degli organi collegiali che debbono esser
composti, anche parzialmente e con eventuale rappresentanza delle minoranze,
da consiglieri comunali. Ove il consiglio non provveda entro quarantacinque
giorni dall’iscrizione della deliberazione di nomina all’ordine del giorno, la
giunta può provvedere in sua sostituzione, sentiti i capigruppo consiliari.
I consiglieri rappresentano l’intero comune ed esercitano le loro funzioni
Il consigliere, secondo le procedure e le modalità stabilite dai
regolamenti, ha diritto di:
* iniziativa e di controllo su ogni questione sottoposta alla deliberazione del
consiglio. Tali funzioni trovano disciplina nel regolamento interno del
* ottenere dagli uffici del comune, tutte le notizie e informazioni utili
all’espletamento del proprio mandato, ai sensi del regolamento di cui all’art. 19. Il regolamento disciplina le modalità ed i termini per l’esercizio del
* presentare, in forma scritta, presso la Segreteria comunale, interrogazioni,
mozioni e istanze di sindacato ispettivo sulle quali il Sindaco o l’Assessore
da lui delegato, è tenuto a rispondere entro trenta giorni dalla data della presentazione.
I consiglieri, in numero non inferiore ad un quinto dei consiglieri in
carica, hanno inoltre facoltà di attivare il controllo dell’organo regionale,
nei casi e nelle forme di cui all’articolo 45, della legge 8 giugno 1990, n. 142.
Art. 24 – Decadenza e dimissioni dei consiglieri
Decade il consigliere che senza giustificato motivo non partecipi ai lavori
del consiglio per un’intera sessione ordinaria.
Le dimissioni dalla carica di consigliere sono presentate dal consigliere
medesimo al consiglio. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto
e diventano efficaci una volta adottata dal consiglio la relativa surrogazione
che deve avvenire entro 20 giorni dalla data di presentazione delle dimissioni.
Art. 25 – Organizzazione del consiglio
L’organizzazione e il funzionamento del consiglio sono disciplinati dal
regolamento consiliare, approvato a maggioranza assoluta dei consiglieri in carica.
I consiglieri si costituiscono in gruppi, anche di un solo consigliere,
secondo le modalità stabilite dal regolamento. I gruppi dispongono, presso la
sede del comune, delle attrezzature e dei servizi necessari all’esercizio
Il consiglio può istituire, nel proprio seno, commissioni permanenti con
funzioni preparatorie e referenti dei regolamenti e provvedimenti di
competenza del consiglio. Per l’esame di speciali questioni esso può inoltre
istituire commissioni temporanee o speciali.
Nell’ambito delle rispettive competenze, le commissioni vigilano
sull’attività svolta dagli uffici del comune, nonché dagli enti ed aziende
dipendenti, anche mediante attività ispettive nelle forme stabilite dal regolamento.
Il consiglio può affidare ad una commissione compiti di indagine e studio
su determinate materie che comunque interessino il comune.
Il regolamento del consiglio disciplina i poteri, l’organizzazione ed il
funzionamento delle commissioni, stabilendo le forme di pubblicità dei lavori.
Il consiglio e le commissioni possono richiedere l’intervento alle proprie
riunioni del sindaco o di assessori, nonché previa comunicazione alla giunta,
di dipendenti comunali. Possono inoltre consultare rappresentanti di enti ed
associazioni ed acquisire, previa autorizzazione della giunta, l’apporto di esperti.
Art. 26 – Funzionamento del consiglio
Il consiglio comunale si riunisce su convocazione del sindaco e negli altri
casi previsti dallo statuto.
Il consiglio comunale si riunisce in sessione ordinaria dall’1 aprile al 30
giugno e dall’1 settembre al 30 novembre. In tutti gli altri periodi il
consiglio è convocato in sessione straordinaria.
L’avviso di convocazione del consiglio con l’elenco degli oggetti da
trattare deve essere consegnato ai consiglieri almeno cinque giorni prima
dell’adunanza in caso di sessione ordinaria e tre giorni prima in caso di
sessione straordinaria. In caso d’urgenza l’avviso deve essere consegnato
almeno ventiquattro ore prima dell’adunanza.
Il sindaco è tenuto a riunire il consiglio, in un termine non superiore a
venti giorni, quando lo richieda un quinto dei consiglieri, inserendo
all’ordine del giorno le questioni richieste. In tal caso, l’avviso, con il
relativo elenco, deve essere consegnato ai consiglieri almeno tre giorni prima
di quello stabilito per la prima adunanza.
Salvi i casi previsti dal regolamento, le sedute del consiglio sono
pubbliche e le votazioni si effettuano a scrutinio palese. Il consiglio
delibera con l’intervento di almeno la metà dei consiglieri assegnati e a
maggioranza assoluta dei votanti, salvo i casi in cui la legge, il presente
statuto o il regolamento prevedano maggioranze diverse.
Il regolamento del consiglio garantisce, anche con la determinazione di
limiti di tempo, il contemperamento dell’esigenza di partecipazione con le
esigenze di funzionalità del consiglio.
Art. 27 – Prima adunanza
Il consiglio è convocato in prima adunanza, dal Sindaco, nei termini
previsti dalla legge, al fine di procedere in via prioritaria rispetto alla
trattazione di ogni altro oggetto alla convalida degli eletti giudicando delle
causa di ineleggibilità, incompatibilità ai sensi di legge.
Nella prima adunanza successiva alla elezione, il Sindaco da’ comunicazione
al consiglio della nomina della giunta, tra cui un vice Sindaco, e presenta la
Il consiglio discute ed approva, in apposito documento, gli indirizzi
generali di governo, provvede alla convalida dei consiglieri e giudica delle
cause di ineleggibilità e incompatibilità.
Art. 28 – Elezione del sindaco e della giunta
Il sindaco è eletto dai cittadini a suffragio universale e diretto, secondo
le disposizioni dettate dalla legge ed è membro del consiglio.
Il sindaco nomina nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini, garantendo la presenza di entrambi i sessi i componenti della giunta, tra cui un vice-sindaco, e ne dà comunicazione al consiglio con le modalità di cui al precedente art. 27.
Art. 29 – Giunta
La giunta collabora con il Sindaco nell’amministrazione del comune ed opera
La giunta compie gli atti amministrativi che non siano riservati dalla
legge al consiglio e che non rientrino nelle competenze previste dalle leggi o
dallo statuto del sindaco, degli organi di decentramento, del segretario o dei
funzionari dirigenti; collabora con il Sindaco nell’attuazione degli indirizzi
generali del consiglio; riferisce annualmente al consiglio sulla propria
Nel rispetto dei programmi e delle direttive che il consiglio comunale
abbia approvato e salvo quanto previsto in ordine alle competenze dei
responsabili degli uffici dalla legge e dallo statuto, spetta alla giunta
anche la determinazione dei piani organizzativi e dei criteri e delle modalità
di gestione delle attività comunali. Spettano inoltre alla giunta gli atti di
nomina di impiegati e di approvazione di contratti che siano già determinati
in atti del consiglio o a seguito di procedimenti previsti dalla legge, nonché
gli altri di ordinaria amministrazione di cui all’art. 32, lettera m) della
Art. 30 – Composizione della giunta
La giunta comunale è composta dal Sindaco, che la presiede, e da due Assessori.
Possono essere nominati Assessori anche cittadini non facenti parte del consiglio.
Gli assessori non consiglieri possono partecipare ai lavori del consiglio e
delle commissioni permanenti, senza diritto di voto e senza concorrere a
determinare il quorum per la validità dell’adunanza.
Art. 31 – Funzionamento della giunta e compiti degli assessori
La giunta delibera con la presenza della maggioranza dei componenti in
carica ed a maggioranza dei voti. In caso di parità prevale il voto del
sindaco o di chi ne fa le veci.
Le sedute della giunta non sono pubbliche, salva diversa decisione della
giunta stessa.
Art. 32 – Cessazione dalla carica
Decade l’assessore che, senza giustificato motivo, non intervenga a tre
sedute consecutive della giunta.
Le dimissioni di un assessore sono presentate al sindaco, il quale, entro
venti giorni, può provvedere alla sua sostituzione dandone comunicazione al
consiglio nella prima seduta successiva. Le dimissioni dell’assessore
diventano efficaci dal momento della sua sostituzione.
Il sindaco può revocare uno o più assessori, provvedendo contestualmente
alla sostituzione. Della revoca e della sostituzione il sindaco dà motivata
motivazione al consiglio, che dovrà essere convocato entro venti giorni.
Il voto del consiglio comunale contrario ad una proposta del sindaco o
della giunta non comporta la dimissione degli stessi.
Il sindaco e la giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una
mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei
componenti il consiglio. La mozione di sfiducia deve essere motivata e
sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati e viene messa in
presentazione. Se la mozione viene approvata, si procede allo scioglimento del
consiglio e alla nomina di un commissario ai sensi delle leggi vigenti.
Art. 34 – Sindaco
Il sindaco esercita le funzioni che gli sono attribuite dalle leggi, dallo
Il sindaco adotta i provvedimenti necessari per l’osservanza dei
regolamenti comunali che non siano attribuiti ad altro organo da una norma espressa.
Il sindaco può delegare l’esercizio di funzioni ad esso attribuite al vice
sindaco ed ai singoli assessori. Non sono comunque delegabili le funzioni
attinenti a:
* convocazione e presidenza del consiglio e della giunta;
* nomina e revoca di assessori, nomina, designazione e revoca ai sensi dell’art. 36, comma 5 della legge 142/90.
* stabilisce l’ordine del giorno del C.C. e della G.C., salvo quanto stabilito
dal presente statuto;
* vigila affinché il segretario comunale ed i responsabili dei settori diano
esecuzione alle deliberazioni del consiglio e della giunta, secondo le
direttive impartite;
* rappresenta il comune in giudizio, come attore o convenuto, con
l’autorizzazione della giunta;
* promuove davanti all’autorità giudiziaria i provvedimenti cautelativi e le
azioni possessorie, riferendone alla giunta alla prima seduta successiva;
* coordina, nell’ambito della disciplina regionale e sulla base degli indirizzi
impartiti dal consiglio, gli orari degli esercizi commerciali, dei servizi
pubblici, nonché gli orari di apertura al pubblico degli uffici periferici
delle amministrazioni pubbliche, al fine di armonizzare l’esplicazione dei
servizi alle esigenze complessive e generale degli interessati;
* rilascia le autorizzazioni commerciali, di polizia amministrativa, le
autorizzazioni e le concessioni edilizie e gli altri atti non attribuiti alla
competenza dei responsabili di settore, di area funzionale o del segretario
* promuove o assume iniziative per concludere accordi di programma a norma
dell’art. 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142;
* impartisce direttive al segretario comunale ed ai responsabili di settore in
ordine agli indirizzi funzionali e per la vigilanza sulla gestione
amministrativa degli uffici;
* presiede la commissione di disciplina di cui all’art. 51, comma 10, della
Art. 35 – Vice sindaco
Il vice sindaco sostituisce il sindaco, anche quale ufficiale di governo,
in caso di impedimento o di assenza temporanea, ai sensi dell’art. 37 bis
della L.142/90;
In caso di vacanza della carica, di impedimento o di assenza del sindaco e
del vice sindaco, le funzioni del sindaco sono esercitate dall’assessore in carica.
Art. 35 bis – Dimissioni, impedimento, rimozione, decadenza, sospensione
In caso di dimissioni, impedimento permanente, rimozione decadenza o
decesso del sindaco, la giunta decade e si procede allo scioglimento del
consiglio. Il consiglio e la giunta rimangono in carica sino alla elezione del
nuovo consiglio e del nuovo sindaco. Sino alle predette elezioni, le funzioni
del sindaco sono svolte dal vice sindaco.
Le dimissioni presentate dal sindaco diventano irrevocabili e producono gli
effetto di cui al comma 1 trascorso il termine di venti giorni dalla loro
presentazione al consiglio.
Lo scioglimento del consiglio comunale determina in ogni caso la decadenza
del sindaco nonché della giunta.
TITOLO IV – SERVIZI PUBBLICI LOCALI
CAPO I – FORME DI GESTIONE
Art. 36 – Modalità di gestione
Il comune gestisce i servizi pubblici in economia, in concessione a terzi,
a mezzo di società per azioni pubblica, nell’ambito della comunità montana o a
mezzo di consorzi, convenzioni o accordi di programma con gli altri enti, in
conformità alle indicazioni dei piani e programmi previsti dall’articolo 3,
commi 4, 5 e 7, e dall’articolo 15 della legge 8 giugno 1990, n. 142.
La scelta della forma di gestione, per ciascun servizio, viene effettuata
dal consiglio previa valutazione comparativa tra le diverse forme di gestione
previste dalla legge e dal presente statuto, in modo da assicurare la migliore
efficienza, efficacia ed economicità del servizio.
Art. 37 – Trasparenza nei servizi pubblici
Gli statuti dei consorzi cui partecipa il comune sono tenuti a dettare
norme atte a garantire la pubblicità degli atti fondamentali attinenti alla
gestione dei servizi loro affidati, ivi compresi gli accordi sindacali
aziendali, nonché a prevedere modalità atte ad assicurare il controllo degli
utenti e la rappresentazione delle loro esigenze.
Particolari condizioni di trasparenza, anche aggiuntive rispetto alle
modalità stabilite dalla legislazione vigente, sono inoltre dettate con il
regolamento della disciplina dei contratti, per le ipotesi di dismissione di
servizi pubblici, di concessioni di servizi o costruzioni di opere e di
assunzione di partecipazioni azionarie da parte del comune, aziende comunali o
società ove la partecipazione comunale sia maggioritaria.
I consorzi e le società a partecipazione comunale maggioritaria non possono
sottoscrivere accordi sindacali aziendali senza la preventiva e distinta
valutazione, cui è assicurata adeguata pubblicità, delle conseguenze che ne
derivino sul piano finanziario o su quello della prestazione resa agli utenti.
Art. 38 – Convenzioni per l’esercizio dei servizi sociali
Per lo svolgimento dei servizi sociali il comune può stipulare convenzioni
con altri comuni al fine di regolare lo svolgimento delle proprie attività
anche nel loro interesse o di avvalersi dei loro servizi, sia per sopperire a
temporanee esigenze che per organizzare permanentemente i servizi stessi
secondo ambiti territoriali o con riferimento ad utenze adeguate alla qualità
dei servizi, agli investimenti che essi richiedono o per altre specifiche
ragioni di efficienza.
Le convenzioni per la gestione dei servizi erogati fuori dell’ambito del
territorio comunale od a favore della popolazione di altri comuni debbono
disciplinare il concorso degli enti convenzionati agli oneri di produzione dei
servizi stessi secondo parametri prestabiliti e adeguabili, diretti alla
oggettiva e proporzionale ripartizione degli oneri e prevedere modalità di
accertamento e garanzia dell’adempimento delle obbligazioni a carico degli
enti convenzionati per le contribuzioni periodicamente dovute, sia finanziarie
che per altre prestazioni di comando di personale, di messa a disposizione di
beni strumentali o fornitura di servizi necessari per la gestione delle
attività; a tal fine le convenzioni debbono prevedere il diritto del comune di
sospendere le prestazioni o di recedere dalla convenzione.
CAPO II – ALTRE FORME
Art. 39 – Concessioni di pubblici esercizi
Al fine di evitare condizioni di ingiustificata disparità di trattamento, o
di insufficiente trasparenza nella gestione del servizio, l’organo competente
può subordinare il rilascio della concessione di pubblico servizio locale da
parte dell’amministrazione comunale alla specificazione di una durata di tempo
determinata, alla esclusione del rinnovo della concessione in forma tacita al
momento della scadenza, al frazionamento della gestione del servizio fra più
concessionari operanti in aree distinte del territorio comunale.
Art. 40 – Convenzioni per l’esercizio di funzioni amministrative
Salvo quanto previsto dal presente statuto e dalle leggi vigenti in
relazione alla partecipazione del comune alla comunità montana, per lo
svolgimento di determinate attività o funzioni amministrative che richiedano
speciali competenze professionali o dotazioni di mezzi speciali, il comune può
stipulare convenzioni con altri enti locali ai sensi dell’articolo 24 legge n.
142 del 1990.
Con apposito regolamento il comune disciplina, secondo i principi stabiliti
dal presente statuto, l’esercizio delle funzioni di gestione da parte del
responsabile dell’ufficio convenzionato per quanto concerne le attività svolte
nell’interesse del comune. Le convenzioni per l’esercizio di funzioni
amministrative in comune con altri enti locali non possono derogare al
regolamento comunale, né limitare il potere comunale di variarlo.
Alle convenzioni per l’esercizio di funzioni amministrative in comune con
altri enti locali si applicano le disposizioni dell’articolo 38, comma 2.
Art. 41 – Partecipazione a società per azioni
Il comune può promuovere la costituzione di società per azioni per la
gestione di un servizio pubblico locale.
La deliberazione consiliare deve recare allegato uno schema di convenzione
da stipularsi, successivamente alla costituzione, con la società cui è
affidata la gestione del servizio.
La partecipazione del comune a società per azioni a prevalente capitale
pubblico locale è subordinata al possesso, da parte degli enti territoriali o
di altri enti pubblici locali, della maggioranza assoluta delle azioni
ordinarie e, nel caso di emissione di azioni privilegiate, della maggioranza
assoluta del capitale sociale.
Il comune non può costituire società a partecipazione totalitaria comunale
né divenire, successivamente alla loro costituzione, unico azionista.
Art. 42 – Organizzazione degli uffici e dei servizi
Per realizzare le proprie finalità l’amministrazione assume il metodo e gli
strumenti della programmazione democratica nonché i principi di funzionalità e
di economicità di gestione.
L’Amministrazione comunale realizza le proprie attività e funzioni mediante
settori (servizi) adeguati all’assolvimento autonomo e compiuto di una o più
attività, individuati in funzione delle finalità previste dal successivo art.
I servizi possono comprendere al loro interno più uffici (unità operative).
I servizi sono affidati alla responsabilità di dipendenti in possesso di
idonea qualifica funzionale, che coordinano lo svolgimento delle attività
interne di essi e compiono gli atti esterni necessari per il raggiungimento
degli obiettivi di competenza, propongono agli organi comunali elettivi o ai
responsabili degli altri uffici gli atti che non siano di loro competenza.
Ai dipendenti responsabili di servizio è riconosciuta la posizione
organizzativa, prevista dal vigente ordinamento professionale, nei termini e
con le modalità previste dal regolamento di organizzazione.
Art. 43 – Rapporto di lavoro
Il comune identifica nel lavoro del personale dipendente la prima e
principale delle risorse per il soddisfacimento degli interessi della
collettività comunale; promuove il miglioramento e lo sviluppo delle
professionalità, riconosce e promuove la partecipazione dei lavoratori e delle
organizzazioni sindacali alla definizione delle strutture operative. Riconosce
nel confronto sindacale uno strumento di verifica della propria organizzazione.
Art. 44 – Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi
I servizi e la loro eventuale articolazione in uffici (unità operative)
sono determinati dal regolamento di organizzazione, il quale stabilisce le
dotazioni di personale di ciascun servizio, le competenze dei dipendenti e le
funzioni di gestione dei responsabili dei diversi settori.
L’organizzazione dei servizi e delle unità operative si informa ai seguenti
* funzionalità rispetto ai compiti ed ai programmi di attività nel perseguimento
degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità, semplicità delle
* professionalità, flessibilità e responsabilizzazione del personale;
* separazione delle competenze tra apparato gestionale e apparato politico nel
quadro di un’armonica collaborazione tesa al raggiungimento degli obiettivi
definiti dagli organi politici;
* armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dell’utenza.
Art. 45 – Tutela della professionalità
Al fine di tutelare la miglior utilizzazione del personale ed il
coordinamento tra la disciplina dell’organizzazione degli uffici e dei servizi
e quella derivante dagli accordi sindacali, dopo il rinnovo di ogni accordo
sindacale nazionale e l’entrata in vigore della disciplina da esso
determinata, il sindaco promuove apposite consultazioni con le rappresentanze
sindacali dei dipendenti dell’ente al fine di individuare eventuali necessità
di adeguamento del regolamento di organizzazione per aspetti e materie che non
siano rimesse alla contrattazione decentrata.
Art. 46 – Funzioni dei responsabili dei servizi
Spettano ai responsabili dei servizi, le funzioni di cui all’art. 107 D.
Lgs 18.8.2000 n. 167, nonché tutti i compiti non ricompresi espressamente
dalla legge dello statuto tra le funzioni di indirizzo e di controllo
politico-amministrativo degli organi di governo dell’ente o non rientranti tra
le funzioni del segretario o del direttore.
Sono ad essi attribuiti i compiti di attuazione generale degli obiettivi e
dei programmi definiti con gli atti di indirizzo adottati dagli organi politici.
I responsabili dei servizi rispondono direttamente in relazione agli
obiettivi dell’ente, della correttezza amministrativa, della efficienza e dei
I responsabili dei servizi stipulano in rappresentanza dell’ente i
contratti, approvano i ruoli dei tributi e dei canoni, gestiscono le procedure
di appalto e di concorso e provvedono agli atti di gestione finanziaria, ivi
Essi provvedono altresì al rilascio delle autorizzazioni o concessioni e
svolgono inoltre le seguenti funzioni:
* presiedono le commissioni di gara e di concorso e assumono le responsabilità
dei relativi procedimenti;
* rilasciano le attestazioni e le certificazioni;
* emettono le comunicazioni, i verbali, le diffide e ogni altro atto costituente
di gara e gli avvisi di pubblicazione degli strumenti urbanistici;
* provvedono alle autenticazioni e alle legalizzazioni;
* pronunciano le ordinanze di demolizione dei manufatti abusivi e ne curano
* emettono le ordinanze di ingiunzione di pagamento di sanzioni amministrative e
dispongono l’applicazione delle sanzioni accessorie nell’ambito delle
direttive impartite dal Sindaco;
* pronunciano le altre ordinanze previste da norme di legge o di regolamento a
eccezione di quelle di cui all’art. 54 D. Lgs 267/2000;
* promuovono i procedimenti disciplinari nei confronti del personale a essi
legge e dal regolamento;
* provvedono a dare pronta esecuzione alle deliberazioni della giunta e del
Consiglio e alle direttive impartite dal Sindaco e dal direttore ove nominato;
* esprimono i pareri di regolarità tecnica e contabile di cui all’art. 49 D. Lgs 267/2000;
* formulano alla Giunta ed al Consiglio le proposte di deliberazione nelle
materie di competenza del servizio;
* forniscono nei termini di cui al regolamento di contabilità gli elementi per
la predisposizione della proposta di piano esecutivo di gestione;
* autorizzano le prestazioni di lavoro straordinario, le ferie, i recuperi, le
missioni del personale dipendente secondo le direttive impartite dal
direttore, ove nominato dal segretario;
* concedono le licenze agli obiettori di coscienza in servizio presso il comune;
* rispondono, del mancato raggiungimento degli obiettivi loro assegnati.
Il Sindaco può delegare ai responsabili dei servizi ulteriori funzioni non
previste dallo statuto e dai regolamenti, impartendo contestualmente le
I regolamenti possono individuare ulteriori categorie di atti di direzione
che la giunta può attribuire alla competenza dei responsabili dei servizi.
Art. 46 bis – Attribuzione e revoca delle funzioni di direzione
Il Sindaco, nei limiti di quanto stabilito dal presente statuto e secondo
quanto previsto per i diversi servizi e unità operative dal regolamento di
organizzazione, tenuto conto della idoneità dei dipendenti e delle esigenze di
attuazione dei programmi comunali, provvede alla nomina dei responsabili dei
servizi. L’attribuzione di tali funzioni è fatta per un tempo determinato e
può essere rinnovata.
L’Amministrazione comunale può provvedere alla copertura dei posti di
responsabili dei servizi o degli uffici (unità operative), di qualifiche
dirigenziali o di alta specializzazione, mediante contratto a tempo
determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente e con deliberazione
motivata, di diritto privato, fermi restando i requisiti richiesti dalla
Le funzioni di responsabile di servizio con rapporto a tempo determinato
non possono essere disposte per un tempo superiore a cinque anni.
Il regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi stabilisce i
limiti, i criteri e le modalità con cui possono essere stipulati, al di fuori
della dotazione organica, solo in assenza di professionalità analoghe presenti
all’interno dell’ente.
Art. 47 – Direttore Generale
Il Sindaco, previa delibera della giunta comunale, può nominare un
Direttore Generale, al di fuori della dotazione organica e con un contratto a
tempo determinato, secondo i criteri stabiliti dal regolamento di
organizzazione, dopo aver stipulato apposita convenzione tra comuni le cui
popolazioni assommate raggiungano i 15 mila abitanti. In tal caso il direttore
generale dovrà provvedere alla gestione coordinata o unitaria dei servizi tra
Quando non risulta stipulata la convenzione per il servizio di direzione
La durata dell’incarico non può eccedere quella del mandato elettorale del
sindaco che può precedere alla sua revoca previa delibera della giunta
comunale nel caso in cui non riesca a raggiungere gli obiettivi fissati o
quando sorga contrasto con le linee di politica amministrativa della giunta,
nonché in ogni altro caso di grave opportunità.
Art. 47 bis – Funzioni del Direttore Generale
Il direttore generale provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi
stabiliti dagli organi di governo dell’ente secondo le direttive che, a tale
riguardo, gli impartirà il Sindaco.
Egli sovraintende alle gestioni dell’ente perseguendo livelli ottimali di
efficacia ed efficienza tra i responsabili di servizio che a lui rispondono
nell’esercizio delle funzioni loro assegnate.
Compete al direttore generale la proposta di piano esecutivo di gestione e
del piano dettagliato degli obiettivi previsto dalle norme della contabilità,
sulla base degli indirizzi forniti dal sindaco e dalla giunta comunale.
Il direttore generale esercita, inoltre, le seguenti funzioni:
* predispone, sulla base delle direttive stabilite dal Sindaco, programmi
organizzativi o di attuazione, relazioni o studi particolari;
* organizza e dirige il personale;
* verifica l’efficacia e l’efficienza dell’attività degli uffici e del personale
a essi preposto;
* promuove i procedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili dei
servizi e adotta le sanzioni sulla base di quanto prescrive il regolamento, in
armonia con le previsioni dei contratti collettivi di lavoro;
* presiede le commissioni di concorso per la copertura dei posti di qualifica
* autorizza le missioni, i congedi, i permessi dei responsabili dei servizi;
* emana gli atti di esecuzione delle deliberazioni non demandati alla competenza
del sindaco o dei responsabili dei servizi;
* riesamina annualmente, sentiti i responsabili dei settori, l’assetto
organizzativo dell’ente e la distribuzione dell’organico effettivo, proponendo
alla giunta e al sindaco eventuali provvedimenti in merito;
* promuove i procedimenti e adotta, in via surrogatoria, gli atti di competenza
dei responsabili dei servizi nei casi in cui essi siano temporaneamente
assenti, previa istruttoria curata dal servizio competente.
Art. 48 – Il Segretario Comunale
Il segretario comunale è nominato dal Sindaco, da cui dipende
funzionalmente ed è scelto nell’apposito albo. La nomina ha durata
corrispondente a quella del mandato del Sindaco che lo ha nominato.
Il Consiglio Comunale può approvare la stipulazione di convenzioni con
altri comuni per la gestione consortile dell’ufficio del segretario comunale.
Lo stato giuridico e il trattamento economico del segretario comunale sono
stabiliti dalla legge e dalla contrattazione collettiva.
Sindaco, previa deliberazione della giunta, per violazione dei doveri d’ufficio.
Art. 48 bis – Funzioni del Segretario
Il segretario comunale svolge compiti di collaborazione e funzioni di
assistenza giuridico-amministrative nei confronti degli organi dell’ente in
ordine alla conformità dell’azione amministrativa delle leggi, allo statuto e
Sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne coordina
l’attività salvo quando, ai sensi del precedente art. 48, il Sindaco abbia
nominato il direttore generale.
* partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del
consiglio e della giunta e ne cura la verbalizzazione;
* può rogare tutti i contratti nei quali l’ente è parte e autenticare scritture
* esercita ogni altra funzione attribuitagli dai regolamenti o conferitagli dal
* esercita le funzioni di direttore generale nell’ipotesi prevista dagli artt. 108 co.4 D.Lgs 18 agosto 2000 n. 267 e 48 co.3 dello statuto.
Nel caso non sia nominato un direttore generale, il segretario:
servizi ed adotta le relative sanzioni;
* autorizza le missioni, i congedi ed i permessi dei responsabili dei servizi.
Art. 49 – Vice Segretario
Con il regolamento di organizzazione può essere istituito un posto di vice
segretario con compiti di ausilio del segretario comunale anche per settori di
attività o serie di atti o tipi di procedure. Le funzioni di vice segretario
possono essere cumulate con quelle di responsabile di settore.
In caso di vacanza, impedimento o assenza del segretario comunale, il vice
segretario lo sostituisce nelle funzioni ad esso spettanti per legge,
necessarie per l’attività degli organi e gli adempimenti previsti dalle norme vigenti.
Art. 50 – Caratteri del sistema contabile
In attesa che ai sensi dell’art. 59, ultimo comma, della legge 8 giugno
1990, n. 142, lo stato disciplini organicamente l’ordinamento finanziario e
contabile degli enti locali, l’attività finanziaria del comune si svolge in
conformità alle vigenti disposizioni statali, ai principi della contabilità
pubblica e alle norme del presente statuto.
I bilanci annuali e pluriennali sono adottati annualmente in coerenza con
gli obiettivi della programmazione socio-economica del comune e sono
deliberati contestualmente agli atti di programmazione, in modo da assicurare
corrispondenza tra l’impiego delle risorse ed i risultati da perseguire.
L’ammontare delle spese iscritte in bilancio deve essere contenuto entro i
limiti delle entrate previste, in modo da garantire il pareggio finanziario.
Il ricorso all’indebitamento è consentito esclusivamente per finanziare spese
Il bilancio è approvato a maggioranza dei consiglieri in carica. Gli
emendamenti al progetto di bilancio devono indicare, sia che aumentino le
spese o riducano le entrate, i modi per mantenere il pareggio di bilancio.
Il regolamento di contabilità disciplina le ipotesi in cui le variazioni di
bilancio sono apportate con un procedimento diverso da quello per la sua
approvazione: sono comunque riservate alla giunta le variazioni connesse ai
Art. 51 – Gestione finanziaria
Per conseguire il tempestivo svolgimento della attività finanziaria, il
regolamento di contabilità consente, prima del formale riaccertamento dei
residui, di apportare variazioni compensative all’interno del relativo conto e
garantisce continuità alla gestione complessiva.
Gli atti di assunzione degli impegni di spesa, o alternativamente gli atti
con cui sono rese indisponibili per altri impieghi le risorse iscritte in
bilancio, sono sottoposti all’esame del responsabile di ragioneria per
l’attestazione di copertura ai sensi, ed agli effetti, dell’art. 55, comma 5,
Al fine di informare la giunta di eventuali rischi di una gestione in
disavanzo e di proporre i provvedimenti necessari il responsabile dell’ufficio
di ragioneria redige semestralmente o quando lo ritenga opportuno apposite relazioni.
Le delibere del consiglio e della giunta sono approvate previo parere di
regolarità contabile del responsabile di ragioneria ai sensi dell’art. 53
Il regolamento di contabilità stabilisce i termini entro cui va svolto il
controllo della ragioneria sugli atti di impegno e vanno rese le attestazioni
di copertura ed i pareri di regolarità contabile.
Art. 52 – Assetto organizzativo per la gestione finanziaria
In conformità agli obiettivi individuati dagli atti di programmazione, il
consiglio o la giunta, secondo le rispettive competenze, determinano i
contenuti delle iniziative da intraprendere nel corso dell’esercizio e
stabiliscono i tempi e i modi del loro svolgimento, dettando le relative
direttive; contestualmente dispongono in ordine ai mezzi da impiegare nella
realizzazione delle iniziative, assegnando le risorse finanziarie necessarie e
l’eventuale uso di determinati beni.
Agli effetti di quanto previsto nel comma 1, sono comunque di competenza
della giunta l’assunzione di personale in conformità alla pianta organica e la
concessione di sussidi finanziari.
I responsabili dei settori, nell’ambito delle rispettive attribuzioni,
collaborano con la giunta nella determinazione delle iniziative da
intraprendere: a tal fine sottopongono alla giunta le loro valutazioni in
ordine ai prevedibili tempi di realizzazione, nonché in merito ai mezzi
necessari ed alle risorse eventualmente acquisibili con le iniziative stesse.
Salvo non sia diversamente disposto in occasione delle determinazioni di
cui al comma 1, gli atti a rilevanza esterna necessari per realizzare tali
iniziative sono adottati dalla giunta o dai responsabili dei settori
competenti secondo quanto stabilito dal precedente titolo, sugli uffici e
personale, rispettivamente in attuazione di quanto stabilito dal consiglio o
Le somme iscritte in bilancio, che la giunta o il consiglio non abbiano già
destinato a specifiche iniziative ai sensi dei commi precedenti, sono
impiegate e direttamente impegnate, da tali organi secondo le rispettive competenze.
Il consiglio comunale provvede alla nomina del revisore in modo da far
coincidere il mandato con gli esercizi finanziari del triennio.
Le proposte di scelta del revisore non possono essere discusse e deliberate
dal consiglio comunale se non sono corredate dei titoli professionali
richiesti e adeguatamente motivate in relazione ai requisiti professionali.
Il consiglio comunale pronunzia la revoca del revisore che risulti
inadempiente agli obblighi del suo mandato: la revoca è disposta nel caso in
cui il consiglio comunale, dopo aver dato un termine per rimuovere le
inadempienze, abbia constatato l’inottemperanza alla diffida. Contestualmente
alla pronunzia di revoca il consiglio comunale provvede, nei modi stabiliti
dal regolamento del consiglio, alla sua sostituzione.
Il revisore dei conti ha diritto di accesso agli uffici ed atti
dell’amministrazione ed in particolare ha la disponibilità delle scritture
contabili tenute dalla ragioneria. Il revisore, se invitato, può partecipare
alle sedute del consiglio e della giunta.
Art. 54 – Attività di controllo del revisore
Il revisore collabora con il consiglio nella sua funzione di controllo e di
indirizzo, in conformità alla disciplina stabilita dal regolamento di
contabilità. A tal fine esso segue l’attività dei servizi ed uffici comunali
in modo da predisporre, e trasmettere al consiglio, i seguenti atti: un parere
sul progetto del bilancio finanziario e degli altri strumenti di previsione
contabile e sui relativi allegati; relazioni semestrali sull’andamento della
gestione; una relazione alla proposta di conto consuntivo.
Nel parere sul bilancio, e sugli altri strumenti previsionali, il revisore,
anche con riguardo al tipo di metodologie impiegate, valuta l’attendibilità e
congruità delle previsioni. In particolare attesta l’esatta quantificazione di
quelle entrate e spese la cui entità è predeterminata da atti preesistenti al bilancio.
Attraverso le relazioni semestrali, il revisore illustra l’andamento della
gestione con particolare riguardo al mantenimento dell’equilibrio finanziario
ed al conseguimento dei risultati indicati negli atti previsionali. Inoltre,
il revisore espone le conclusioni a copertura, sui pareri di regolarità
tecnica e contabile e sugli atti adottati in difformità da essi, sulle
variazioni apportate dalla giunta al bilancio, sui titoli di spesa eccedenti
l’originario atto di impegno, sull’operato degli agenti contabili e dei
funzionari delegati, sulla tenuta delle scritture da parte della ragioneria e
sul modo in cui ha svolto il controllo degli atti di spesa.
Nella relazione al conto consuntivo, il revisore certifica l’esatta
rappresentazione dei risultati finanziari della gestione e riassume le
relazioni semestrali con riguardo ai rilievi più ricorrenti ed al seguito che
essi hanno trovato presso l’amministrazione. La relazione illustra inoltre i
risultati raggiunti in termini di efficienza, produttività ed economicità
dell’attività svolta nell’esercizio.
Art. 55 – Disciplina transitoria delle materie demandate ai regolamenti
Fatto salvo quanto stabilito da specifiche disposizioni, sino all’entrata
in vigore dei regolamenti previsti dal presente statuto, continuano ad
applicarsi, nelle materie ad essi demandate, le norme vigenti alla data di
entrata in vigore dello statuto, in quanto con questo compatibili.
Art. 56 – Sostituzione delle normative abrogate
Al fine di evitare il verificarsi di eventuali lacune normative nel periodo
compreso tra l’approvazione del presente statuto e l’approvazione dei
regolamenti previsti per l’attuazione del medesimo, il disposto dell’art. 59,
comma 2, della legge 8 giugno 1990, n. 142 deve intendersi comprensivo anche
dell’adozione delle norme regolamentari limitatamente alle ipotesi in cui il
regolamento sia necessario per l’effettiva applicazione di specifiche statutarie.
Art. 57 – Denominazioni statutarie
Ai termini e alle denominazioni utilizzate nella presente normativa va
attribuito il significato tratto dalle singole disposizioni statutarie e dal
Art. 58 – Revisione dello statuto
Le variazioni delle disposizioni dello statuto e la sua abrogazione sono
deliberate secondo le modalità previste dall’art. 4, comma 3, della legge 8
Le proposte di modifica volte all’abrogazione dello statuto oppure di
disposizioni disciplinanti contenuti necessari dello stesso ai sensi della
legge n. 142 del 1990, possono essere deliberate solo ai sensi della legge n.
142 del 1990, possono essere deliberate solo contestualmente alla sostituzione
dell’intero statuto ovvero delle parti interessate dalla modifica.
È esclusa ogni revisione prima che siano decorsi sei mesi dall’entrata in
vigore dello statuto o della sua ultima modifica.
Entro un anno dall’entrata in vigore dello statuto, e successivamente con periodicità almeno biennale, il consiglio, sulla base di una relazione del sindaco, valuta in apposita seduta lo stato di attuazione delle norme statutarie nonché la loro adeguatezza in rapporto all’evoluzione delle esigenze del comune e della sua comunità, ed alla dinamica del quadro legislativo.
gio 30 mar 2017 16.36

References: Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28
 art. 27

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32
e contrario

Art. 34

Art. 35

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 43

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 46

Art. 47

Art. 47

Art. 48

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Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 54

Art. 55

Art. 56

Art. 57

Art. 58