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Giorgio Gulmini. Sulla vita dell'ospedale degli Infermi di Biella
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1 Giorgio Gulmini Sulla vita dell'ospedale degli Infermi di Biella
2 Il testo che state leggendo è una cronistoria sulla vita dell'ospedale degli Infermi di Biella: un insieme di fatti e notizie che si sono susseguiti negli anni a partire dal 1739 ma preceduti da qualche necessario dato storico. La documentazione consultata ha comportato un lavoro di dieci mesi di ricerca presso l'archivio di Stato di Biella, luogo presso il quale sono depositati 106 mazzi relativi al nostro nosocomio. Ho inoltre consultato diversi testi collocati presso biblioteche biellesi nonché articoli giornalistici, come evidenziato nella bibliografia. Ho tralasciato solo documenti di scarsa importanza. Avessi riportato tutto ciò che ho trovato, avrei redatto volumi pari ad un'enciclopedia. Non sembrava il caso. Onde evitare di falsare la storia ho riportato fedelmente gli scritti, compresi eventuali errori linguistici. Ho scritto la parola vita, nel titolo, perché all'interno di questo speciale fabbricato c'è uno stato di attività svolto da chi cura, da chi amministra, da chi lavora per il mantenimento della sua funzionalità e soprattutto da chi lotta proprio per la propria vita. Affinché fosse meno monotona la lettura ho voluto intervallare lo scorrere del testo riportando alcuni avvenimenti esterni importanti, ad esempio quelli relativi alla Seconda Guerra Mondiale: la dichiarazione di guerra, l'oscuramento ed altri fatti che ad un primo momento sembrano poco concernenti la vita interna dell'ospedale, ma che l'hanno influenzata. In copertina: fotografia aerea scattata negli anni '60 da di Piero Minoli, Aero-Club Luigi Sella
3 2014 SULLA VITA DELL'OSPEDALE DEGLI INFERMI DI BIELLA. RACCONTO CRONOLOGICO Dedicato a chi ha lavorato,lavora e lavorerà presso l'ospedale degli Infermi di Biella.
4 CAPITOLO I Dall'Ospedale di San Lorenzo al 1816.Piano di Regolamento per l'amministrazione dell'ospedale degli Infermi e Pellegrini di Biella. Anni Notizie sull'ospedale, detto di San Lorenzo, situato nella costa di Andorno, dal secolo XII al secolo XV. Biella possedeva già prima del secolo XI un Ospedale per raccogliere gli ammalati.ciò risulta dagli Statuti ospitalieri di S. Agostino nel 1171 e dagli Statuti ospitalieri di Santa Caterina nel 1188, ma più precisamente dagli Statuti di Biella; risulta poi che fin dal 1245, ogni anno, nel mese di maggio, i quattro Consoli, che allora reggevano la Città, dovevan eleggere quattro uomini, allo scopo di visitare l' Ospedale e rendersi esatto conto del suo andamento ordinario affidato a frati. L' Amministrazione del medesimo era in mano ad amministratori proprii e dagli Statuti risulta, che l'ospedale possedeva case terreni, il cui reddito serviva alle cure e mantenimento degli ammalati. -SOIB Da scrittura 28 novembre 1235, il Comune di Biella aveva acquistato del terreno verso mezzogiorno della Città ed a poca distanza della medesima, per poter fabbricare un convento ed una Chiesa, detta poi di San Pietro, dell'una e dell'altra ne presero possesso i Padri della religione di Sant'Agostino, detti Conventuali. Erano frati mendicanti, il cui ordine era appunto sorto in quegli anni in Italia Dagli atti risulta che verso il 1300, i Frati dell'ospedale di Biella non potevan fare contratto di sorta, come compere, vendite, locazioni, affitti, permute, contratti in enfiteusi, né alcun contratto superiore ai 20 soldi, senza autorizzazione dei quattro Consoli di quell'anno e sempre alla condizione che le deliberazioni fossero prese con completo accordo, cioè all'unanimità. Si deduce quindi che il potere amministrativo od esterno era diviso dal potere disciplinare od interno. -SOIB- -SOIB- 1
5 1304 Aymone di Challant, eletto vescovo di Vercelli 12 dicembre 1272 per fuggire ai pericoli di guerra, nel 1283 venne a stabilirsi nel Castello di Biella. Da quell'epoca si iniziarono le relazioni delle famiglie dei Challant col Biellese e sotto questo Vescovo si accentrarono anzitutto le tendenze del Capitolo di Biella di sottrarsi alla autorità del Vescovo di Vercelli. Aymone, come già il Vescovo Martino, avevano concesso molti beni al Convento di S. Pietro in Biella, dei frati Eremiti di S. Agostino, secondo testimoni degni di fede, (perché sembra che non fosse stato stipulato niun atto): il Vescovo Raynerio, con atto febbraio 1304, confermò l'affitto dei detti beni, cioè il fitto della Chiesa di S. Pietro, prati, vigne e case contigue alla Chiesa, per denari 12 da pagarsi ogni anno al Vescovo, a S. Martino, per titolo di fitto. Il 18 settembre 1358 Bartolomeo, Vescovo Senastopoliensis, per autorità del Vescovo Giovanni di Vercelli, consacra e benedice la basilica di S. Pietro, il convento con il claustro della Chiesa. I frati di S. Agostino, conventuali, continuarono ivi la loro residenza fino all'anno 1484, nel qual tempo, coll'approvazione del Pontefice, Innocenzo III, e del Duca Carlo di Savoia, furono in loro vece restituiti i padri Agostiniani Eremitarii della Congregazione di Lombardia, rinunciandosi a questi dai primi la Chiesa e Convento con tutti i mobili e scritture ad esso appartenenti, con obbligo a questo Convento di pagare in perpetuo al P. Generale della Religione di S. Agostino scudi due Romani e baiocchi 25, cadun triennio. -SOIB Dagli Statuti risulta che i 4 Consoli erano tenuti e dovevano, quattro volte all'anno, cioè nel mese di gennaio, marzo, maggio ed agosto, eleggere 4 sapienti, incaricati di visitare l'ospedale, interrogare gli infermi ed alla presenza del Ministro e dei frati dell'ospedale residenti a Biella, e dei rappresentanti del Vernato ed a questi domandare, particolarmente, se nell'ospedale si curano i poveri, come sono tenuti e se si esercitano le opere di carità; e nel caso in cui si dovessero introdurre modifiche o riforme, esporle in iscritto e proporle ai Consoli, onde si potesse provvedere in favore dello stesso Ospedale ed al suo vantaggio Fra gli altri incarichi, i 4 Consoli avevano cura dell'ospedale e della Carità di Biella dove si curavano i poveri e gli infermi e si davano consigli a favore delle altre opere di carità. -SOIB- -SOIB- 2
6 1376 Con comunicato del 3 marzo, l' Infante Caterina d' Austria, duchessa di Savoia, informata che i beni e le rendite dell'ospedale di Biella erano stati convertiti ad usi profani, cioè per scopi diversi dell' Ospedale, delegava il senatore Boccardo con mandato di assistere, prestar aiuto e consiglio al Nunzio Apostolico incaricato dell'ispezione, ingiungendo alla Comunità, al Rettore ed ai Consoli di Biella di restituire i beni dell'ospedale ed a darne i relativi conti, dal 1346 al Passarono più di cento anni e purtroppo non si hanno notizie dell'ospedale Ebbe questo Convento qualche padre celebre, fra altri, Agostino Gabutto Meschiatis di antica e nobile famiglia di Biella. Insigne teologo, fu dei primi a comporre la famiglia del suo Istituto stabilito a Biella, scrisse un libro intitolato Exemplar virtutum libro del quale si trova ancora qualche rara copia senza nome d'autore. Questo religioso, dal Gavanti, dal Cardinal Bona e dal Possevino si ascrisse il canto dei defunti: Dies irae dies illa... -SOIB- -SOIB Quale fosse la sua sede primitiva non risulta dagli atti, né fu possibile rintracciarlo, ma dove fosse ubicato verso la fine del secolo XV ce lo dimostra una deliberazione consulare del 2 Marzo 1489 che qui si riproduce. La deliberazione dice che l'ospedale si chiamava di S. Lorenzo ed era in Costa d'andorno.(^) Infatti il testo della deliberazione citata è del seguente tenore: I quattro adunati rappresentanti di tutto il popolo di Biella; fra altre deliberazioni hanno proposto di eleggere un ministro ( Mantenuto dalla carità dei Monaci del mantello ), per l'ospedale detto Ospedale di S. Lorenzo, Ospedale sito nella Costa d'andorno. Risulta, dal citato atto, che all' Ospedale confinano la Congregazione del beato Giovanni Brignone, la casa di Francesco Pellippari di Biella e la Costa d' Andorno. Dopo la morte dell'ultimo ministro, monaco Alberto di Codacapra, manca il rettore e il ministro. D' antica e lunghissima consuetudine, la Comunità e gli uomini di Biella sono in possesso dell' Ospedale e della casa e si usa nominare, in surrogazione del morto, un ministro e un rettore, per reggere l' Ospedale ed amministrare le dovute e solite elemosine. La Comunità eleggeva 16 persone e queste alla loro volta avevano potere di eleggere quattro consiglieri del Piazzo e quattro del Piano. Gli otto eletti nominavano un ministro e governatore dell'ospedale, il quale doveva essere un uomo di vita proba, esemplare e di coscienza. Nella seduta del 2 marzo 1489 unanimi nominarono ministro Emanuele di Mongrando, figlio di Nicolino di Biella. Si usava nella presa di possesso del ministro, fare l' inventario del patrimonio dell'ospedale di Carità, di S. Lorenzo, nella Casa della di Carità di S. Lorenzo. 3
7 Il ministro si introduceva alla presenza degli otto consiglieri e lo si proclamava con la formola sacramentale. Siete ministro ed elemosiniere del presente Ospedale in nome di Dio, ecc., dopo, giurava di non usurpare e non lapidare, i redditi e la funzione si chiudeva colla celebrazione di messe e col canto dei divini Uffizi. Si fecero in quell'anno preparare due camere pulite, una per il ministro e l'altra per i monaci predicatori di fermata a Biella, per il Quaresimale al Piazzo ed al Piano. Ogni anno si faceva il rendiconto della entrata ed uscita nelle mani dei Chiavari e Consoli della Città. Il Ministro, doveva avere due fidejussori, responsabili in proprio, i quali nel 1489 furono scelte nella persona del Nobile Antonio di Mongrando, fratello del Ministro Emanuele e Matteo Meschiati, entrambi di Biella. Se fino al 1489 fu possibile trovar qualche documento relativo all'ospedale di S. Lorenzo, non fu possibile trovarne altri che comprovino la scomparsa del medesimo o la istituzione di altro altra località. Fu il medesimo soppresso per mancanza di fondi e sostituito da altro? oppure l' Ospedale della SS: Trinità comparso nel 1579 non fu che una trasformazione del primo? Ai più diligenti e pazienti indagatori di archivii a non facile risposta. (^) Costa d' Andorno. [ ] Proveniente da Andorno o da Oropa, la gente della montagna, una volta varcata la Porta di Riva, aveva per meta soprattutto il Piazzo dove c'erano i mercati, gli uffici, il macello. Attraverso via Italia e via San Filippo raggiungeva l'attuale Costa del Piazzo, allora detta Costa di Andorno e attraverso la Porta di Andorno varcava le mura interne della città alta [...] Secondo una leggenda o storia, Lutero, che era appunto frate Agostiniano, nel suo viaggio per recarsi da Wittemberg a Roma, dal Papa Leone X,(1520) sarebbe stato ospitato in questo Convento degli Agostiniani nel 517. Martino Lutero (nato a Eisleben in Sassonia nel 1483 e morto nel 1546) figlio di un minatorre Sassone, su il più ascoltato dottore dell'università di Wittemberg e predicò la riforma. Condannato da Papa Leone X nel 1520 bruciò la bolla della scomunica. -SOIB- -SOIB Ospedale dei Pellegrini e poveri infermi. Se nell'antico Ospedale di San Lorenzo non fu possibile trovare se non poche e monche notizie, del secondo, per così chiamarlo, non rimangono se non poche reminescenze, tanto che a confessione degli stessi amministratori, si riconosceva essere stato smarrito il libro degli ordinati; ad ogni modo le ricerche hanno permesso il qui allegato riassunto. La fede ravvivata da continui pellegrinaggi ai Santuari del Biellese ed in modo speciale a quello d'oropa 4
8 richiedeva di necessità il soccorso caritatevole per le povere genti stanche dalle sofferenze di lunghi viaggi, ceto di qui nacque l'idea di un primo ospizio creato dalla fede religiosa; del resto troppe volte nell'età antica,prima che da un concetto altruistico la beneficenza partiva da un concetto religioso. Finora non si rinvenne il titolo primordiale di dotazione di un vero Ospedale; è un fatto però che di un Ospedale, Biella ne sentiva urgente bisogno, perché dalle poche notizie e dalla tradizione, risulta essersi, per Bolla Pontificia di Gregorio XIII (28 dicembre 1579), ingiunto alla Confraternita della SS. Trinità di Biella, lungo l'attuale via Umberto, l'obbligo di ricoverare i poveri pellegrini, ed in seguito ad alcuni pochi legati di beni, e di una piccola casa attigua alla Chiesa, si stabilirono prima due letti per l'alloggio dei pellegrini, che capitavano a Biella per recarsi al Santuario d' Oropa, e poi due altri letti per gli infermi, soccorsi colle elemosine degli abitanti dalla Città, il tutto col nome di Ospedale degli Infermi e Pellegrini, sotto la protezione della SS. Trinità. Si risolveva quindi in questo modo il problema di sfamare il povero, ed accogliere l'ammalato e curarlo. -SOIB- La Confraternita della SS. Trinità. La confraternita sorse sotto il titolo dei SS. Fabiano e Sebastiano nella cappella omonima, esistente presso la chiesa di S. Maria maggiore (attuale Cattedrale). Il titolo della SS.Trinità le fu aggiunto nel 1579, quando fu aggregata all'arciconfraternita romana, posta sotto questa denominazione, e in seguito rimase solo fino ai nostri giorni. Le sue origini sono ancora in parte avvolte nel mistero, poiché i suoi documenti più antichi andarono smarriti A.C.( Archivio della Confraternita della SS. Trinità.Biella) nell'ordinato del 12 maggio 1737 si lamenta << che è stato smarrito il libro delli ordinati di questa Compagnia con altre scritture d'essa di tutta necessità>; ed il un altro del 1 luglio 1742 si ordina di custodire sotto chiave il nuovo libro degli ordinati. Libro I degli Ord.-foll.2 r. e 45- Un doc. del 1837 la dice fondata nel 1510 (Relazione della Confraternita del 1837); un altro del 1771 afferma invece che <<la chiesa è stata eretta nell'anno 1510, e la Comp.a nell'anno 1519 circa>> (Relazione della Confraternita del 1771). Un libricino del 1926, stando a quanto si legge in una relazione del 1819 [.] fa inoltre risalire la fondazione nel 1486 (Ricordo del III centenario della Chiesa della SS. Trinità di Biella-Biella-Unione Biellese 1926). Il Mullatera non riporta alcuna data, ma scrive semplicemente : <<In detto Oratorio si fondò una Compagnia di divoti, che soleva nei giorni festivi intervenire nelle uffiziature, e creava ogni anno il suo Priore, e gli Uffiziali, come usano le altre Confraternite senza però portare divisa d'abito: nelle pubbliche processioni intervenivano questi Confratelli portando ciascuno la sua candela...>> (T. Mullatera: Le memorie di Biella-Biella-Cajani pag. 140). Tutte questa date creano soltanto confusione e non giovano ad una ricerca storica. Il più antico documento che accenni all'esistenza della confraternita, da noi rintracciato nell'a.c.s.s.b.(archivio Capitolare S. Stefano-Biella), porta la data del 1513 e lascia supporre una istituzione esistente già da qualche tempo. Tale scritto, che si chiama la confraria <<fraternitas sanctorum fabiani et sebastiani>> contiene un ordine del Vescovo di Vercelli, Agostino Ferrero, con cui si intimava ai ministri e ai collettori della chiesa di S. Maria del Piano, di alcune cappellanie in essa esistenti e della confraternita dei SS. Fabiano e Sebastiano di contribuire alle riparazioni e al decoro della chiesa collegiata di S. Stefano (Decreto del Vescovo di Vercelli Agostino Ferrero del 22 gennaio 1513) L'OSPEDALE Si legge nel II libro degli Ord.della confraternita:<<nell'anno 1579 addì 28 Xbre l'oratorio sotto il titolo de' Santi Fabiano e Sebastiano eretto in Biella nella cappella che ora serve d'ingresso laterale della Chiesa Cattedrale, veniva aggregato all'arciconfraternita della SS.ma Trinità di Roma,che poco prima era stata nel 1548 da S. Filippo Neri stabilita. Dovendosi reggere a norma degli Statuti dal Papa Gregorio 13 accordati avvisava tosto al modo di 5
9 osservarne il più importante, il quale si era di visitare e soccorrere nelle proprie Case gl'infermi della Città, e adattare ad uso di Ospedale una Casa pel ricovero de' Pellegrini, che da lontani paesi, come era allora nel costume de' Cristiani, venivano a venerare il Simulacro di Maria SS.ma dell'insigne Santuario d'oropa, e della sua diligenza evvi una prova inefragabile nella domanda fatta nel 1627 al Consiglio della Città, e da questo acconsentita di esonerare dalle taglie la Casa dalla Confraternita costrutta, e che già serviva da due anni all'uso indicato; presso a questo oratorio edificò in seguito la Chiesa che in oggi si conosce sotto il titolo della SS. Trinità (Ord. Del 15 marzo 1836). Il documento riguardante l'esenzione dalle taglie, ancora conservato in A.C.(Archivio della SS. Trinità- Biella) attesta che nel 1626 l'ospedale non era ancora ultimato, ma che <<serano circa tre anni che fu principiato per poter albergare Pelegrini conforme al obligo d'essa Comp.a>> (<<Jnhibitione del Consiglio a favore della Ven.da Comp.a della SS.ma Trinità per il pagamento delle taglie per li soldi doi della casa ove s'è principiata la nuova Chiesa et Hospitale>> Anzi, tutto lascia supporre che i lavori si siano protratti per alcuni anni, anche perché la confraternita era impegnata nella costruzione della nuova chiesa, e soltanto in un documento del 1637 si trova scritto <<haver horamai ridotto a buona perfetione le fabriche dell'hospitale de Pellegrini e Convalescenti et della nova Chiesa, la q.le-è delle più insigni della presente Città per essere fabbricata alla moderna et ornata di sei Capelle oltre l'altar mag.re>> (Procura del 1 gennaio 1637 per l'aggregazione all'arciconfraternita di Roma). Inoltre la fondazione dell'ospedale era pure ricordata in una lunga iscrizione, che un tempo si trovava sulla facciata interna della chiesa. Dove si leggeva che la confraternita <<templum hoc cum hospitale erexit et dicavit anno Domini 1626 (Libro II degli Ord. Cit. pag 162). Quest'opera non ospitava solo pellegrini, ma, come si avrà notato nel doc. cit. del 1637, anche infermi e <<nel 1643, continua l'ord. Riportato all'inizio si trovavano già nella casa menzionata numero otto letti, quattro per gli uomini, ed altrettanti per le donne, al mantenimento dei quali non bastando i legati supplivasi colla questua permessa dal Governo in varie Diocesi...Inoltre fanno espressa menzione della erezione d'un ospedale per gli infermi poveri, i quali non potevano essere abbastanza soccorsi nelle loro case..., la volontà di varj Benefattori che alli loro Legati Pii avevano annessa la condizione venendosi ad eriggere uno Spedale, altrimenti doveva essere il reddito de' lasciti convertito nella celebrazione di altrettante messe (Libro II degli Ord.cit.: del 15 marzo 1836) L'ospedale era governato da un rettore per quanto riguardava la parte spirituale e dal priore della confraternita e da alcuni confratelli, formanti un consiglio di amministrazione, per la parte materiale.[...] -SCB Altro frate Agostiniano fu Bonino Maurizio di Occhieppo Superiore, morto vecchissimo nel 1599, in questo convento, del quale aveva aumentata la costruzione. Valente oratore girò quasi tutta l'italia: fu assai apprezzato dal Duca Carlo Emanuele e dal cardinale Gerolamo della rovere, arcivescovo di Torino. Durante il florido periodo della Città, gli Agostiniani avevano fatto costruire tre chiese, delle quali alcune di architettoniche linee; fra queste purtroppo non si trovava quella dell'ospedale [ ]. Poco altro rimane a dire di questo convento, che visse di vita tranquilla, ora con 12, ora con pochi soggetti [ ]. -SOIB- 6
10 1600 Un Ospedale. Nel primo medioevo non esisteva un'assistenza sanitaria come la conosciamo oggi. Le persone sofferenti, potevano sperare solo in un'assistenza, prevalentemente spirituale, quasi sempre religiosa che veniva offerta all'interno dei conventi o in strutture a loro adiacenti. Erano luoghi di temporaneo ricovero con pochi letti o giacigli, per viandanti e pellegrini o di fissa dimora per poveri, malati o moribondi. Le possibilità di cura erano per la maggior parte sintomatiche, empiriche, palliative. Solo nel secolo XVI cominciarono a prendere forma delle strutture istituzionali, che nel secolo XIX, presero il nome di luoghi di cura e furono dotate di un'assistenza infermieristica. A Biella la prima sede di cui si abbia notizie circostanziate, si formò al Piazzo, Plaç come nel 1660 fu denominata la parte alta della Bugella Civitas, nell'investitura a feudo autonomo da parte del vescovo Uguccione di Vercelli. Un documento del XI secolo riferisce che accanto alla chiesa di S. Giacomo al Piazzo, si sviluppò un ospedale dedicato al Santo Spirito, detto anche di San Giacomo. In realtà fu poco più di un dormitorio per i poveri, specie se malati, ma risulta che fosse dotato di 9 letti, di magazzini e di bestie da soma. Fu gestito gratuitamente da volontari laici detti conversi la cui operosità e competenza con il tempo lasciò molto a desiderare tanto che il vescovo Umberto Avogadro dovette promulgare severe regole di comportamenti, di abbigliamento e di attività assistenziale, non disgiunte dai numerosi impegni di cooperazione religiosa Per sopravvenute difficoltà finanziarie, solo parzialmente sorrette da offerte, alcune sue parti furono affittate a varie famiglie, in tempi diversi, dopo il In seguito vi si sviluppò anche una particolare assistenza ai bambini abbandonati, detti esposti. [...] 1643 Fondazione dell'ospedale. Un' interessante questione riguarda la preponderanza del potere laico o dell'ecclesiastico nella faccenda dell'ospedale e quest'ultimo nel secolo XVII prevalse coll'intervenire direttamente nella gestione stessa. Di mano in mano che coi lasciti crescevano i redditi, si aumentarono i letti, i quali, 64 anni dopo l'ingiunzione pontificia, cioè nel 1643, nel quale anno l'ospedale si fuse colla Congregazione della SS. Trinità, furono fissati in quattro per gli uomini e quattro per le donne. L'Ospedale era amministrato da vocali, cioè delegati e da ufficiali, nominati dalla Confraternita della SS. Trinità, i quali formavano una Congregazione destinata alla sorveglianza dell'ospedale. I membri di questa Congregazione erano dapprima 10, fra cui il Priore ed il Rettore dell'ospedale, più tardi si portarono a 14, di cui 7 membri nati, cioè il Priore, il sotto priore, i quattro cosidetti guardiani della Compagnia ed il Rettore, i quali tutti, eccetto quest'ultimo, erano eleggibili ogni gli altri sette erano vocali perpetui. -RNA- -SOIB- 7
11 1648 I locali erano divenuti insufficienti, per cui nella seduta del 4 novembre 1648, si propone l'acquisto di una casa vicina al locale sino allora occupato e ciò per aumentare il numero dei letti; ma non si può concludere nulla Saccheggio della Città di Biella. Conquista e saccheggio per 43 giorni della città, da parte dei soldati spagnoli, nelle guerre per il Monferrato tra Savoia e Spagna, nel quadro delle complesse vicende politico militari del XVII secolo. -SOIB- -BNS Testamento abate laico Carlo Giovanni Battista di Montecavallo. In questo anno nasce il terzo dei figli di Giovanni Francesco di Montecavallo di Vigliano, l'abate laico Carlo Giovanni Battista, Egli fu priore dell'antico beneficio di San Giovanni Battista di fondazione Avogadro, eretto nella chiesa cattedrale di S. Stefano di Biella. Dopo la morte dei suoi fratelli rimase unico possessore della quota di giurisdizione loro spettante, compresa Chiavazza, e di un notevole patrimonio allodiale (da allodio: beni posseduti in piena libertà e proprietà). Egli è particolarmente noto in virtù del testa,mento (ASB - Insinuazione Biella, Libro 138) con cui lasciò tutti i suoi beni al venerando Ospedale della SS. Trinità di Biella, con l'obbligo di resistere virilmente per tutti i termini della ragione et giustizia ad ogni qualonque pretendente fino alla fine della lite, et causa, et senza definitiva inclusivamente di qualsivoglia magistrato Sup.mo tanto per ecclesiastici che secolare, prohibendo espressamente e positivamente al medesimo herede universale di venire con chi sia de pretendenti sudetti ad alcuna transatione, et agiustamento tanto di raggione che di amicabilità mentre vole esso Sig. Testamentore sia tale lite, et liti, et causa terminate, et definite solamente per sentenze definitive de Magistrati Sup.mi sotto pena qualsivoglia de sudetti casi contrari a quanto ha ordinato et stabilito all'herede sudetto della privatione di tutta l'heredità nella quale ha sostituito, et sostituisce però con l'istesse obligationi il Venerando Hospitale della Carità di Torino. -VBT- 8
12 1712 Scarsi si mantennero i redditi fino al 1700, per cui non si poté aumentare il numero dei letti, ma nel 1712, in seguito all'eredità Villanis, vennero aggiunti altri due letti, i quali trent'anni dopo, cioè nel 1742 vennero tolti, essendo l'eredità, goduta fino a quell'epoca dall'ospedale, passata ai Padri di San Filippo Alcuni piccoli lasciti e la scrupolosa economia permisero l'aumento dei letti, tanto che nel 1726 i letti erano in numero di 26, fra questi due per l'alloggio dei pellegrini, uno destinato a malattie incurabili e fu il primo dei così detti letti da incurabili, fondato nello stesso anno, col lascito di un capitale di 5500 Reali di Piemonte, da G.B. Loya con suo testamento 8 aprile 1726; nella seduta del 19 aprile stesso anno la Congregazione dei signori ufficiali ed amministratori del venerando Ospedale dei Pellegrini e poveri Infermi delibera di accettare il lascito allo scopo predestinato. I rimanenti 23 letti erano destinati agli infermi di malattie ordinarie. Si potevano poi aggiungere altri due letti, cosidetti volanti, quando la premura ed il bisogno degli infermi lo esigevano Fra i diversi lasciti va ricordato quello di diverse migliaia di Reali di Piemonte, disposto, nel 1728, dalla contessa Vittoria, maritata Avogadro Cumiana. -SOIB- -SOIB- -SOIB Fino a quell'epoca il servizio dei medicinali era sempre stato fatto da una farmacia privata, ma per la sicurezza e fedeltà del servizio, l'amministrazione fece domanda per avere una farmacia propria, infatti il 10 marzo 1732, venne creata la piazza di farmacia dell'ospedale concessa poi colle RR. Patenti 24 agosto 1736, a Mino G. Guglielmo. ( vedi nell'anno 1936 i vari passaggi di gestione della farmacia). -SOIB- 9
13 1735 Nell'anno 1735 si pensa ad un ampliamento od alla costruzione di un vero Ospedale, essendo il locale presso la SS. Trinità, insufficiente, causa il grande numero di pellegrini. Per la stessa ragione essendo aumentato il servizio dei dottori, ai medesimi si aumenta di un terzo lo stipendio La Congregazione dell'ospedale, in conformità degli stabilimenti della Congregazione generalissima di Torino. 15 agosto 1739, continuava ad essere composta di 14 soggetti della Confraternita della Trinità, otto perpetui, compreso il Priore, il sottopriore e 4 guardiani e sei amovibili, che sono i sei ufficiali. -SOIB- -SOIB- 15 giugno Causa contro S.E. Il Signor D. Alfonso Enrico Dal Pozzo. SENTENZA NELLA CAUSA Del Spedale de Poveri della Carità di Biella in perfona del Vicario dell'infigne Collegiata di S. Stefano della Città fuddetta di Biella Gio.Giacomo Gromo, nella qualità di Efecutore Teftamentario del fu sig. Cavaliere D. Antonio Dal Pozzo della Cifterna. C O N T R O S.E. Il Signor D. Alfonfo Enrico Dal Pozzo IL SENATO, in efecuzione delle Regie Patenti 27. ultimamente fcaduto Febbrajo unite le due Claffi, e fentita la relazione degl'atti, ha prononciato, e prononcia doverfi lo Spedale de Poveri della Carità di Biella, in perfona del Vicario Gio. Giacomo Gro. mo, come Efecutore Teftamentario del fu sign. Cavaliere D. Antonio Dal Pozzo della Cisterna deputato nel fuo Teftamento 27. luglio rogato Burlazio mantenere, ed ove fia bisogno immettere, come il medefimo mantiene, ed ove fia di bifogno manda immetterfi nel poffeffo de' Beni, ed Effetti ereditarj del 10
14 sig. Cavaliere prenominato, le fpefe compenfate. Torino li quindeci Giugno mille fettecento trentanove. C A I S S O T T I P. P. HONORAT Rel. Sportule livre mille cinquecento. Carlòd Softit. del sig. Segr. Civile. Letta lo fteffo giorno ad alta voce nel pubblico Uditorio dell' Eccellentissimo Real Senato Carlòd Softit del sig. Segr. Civile. HONO. I N T O R I N O. MDCCXXXIX Per Gio. Battifta Valetta Stampatore di S. S. R. M. e de' Regj Magiftrati. -ASBI mazzo A titolo di cronaca, si ricava che nel 1740 il segretario aveva uno stipendio che variava da L. 4 e soldi 16 a L. 8 annue Nel 1742 si scopre che è stato smarrito il libro degli ordinati della SS. Trinità e per quante ricerche si siano fatte nei diversi Archivii del Piemonte, non fu possibile rinvenirlo. -SOIB- -SOIB La benefica istituzione è radicata con solide radici ed è entrata nella simpatia della cittadinanza la quale lo dimostra con forti donazioni. L' insinuatore e consigliere della città di Biella, Demarchi Francesco Giacinto, il quale già aveva contribuito all'ampliazione e buon regolamento dell'ospedale degli Infermi, 11
15 (nell'agosto 1743, confermato in giugno 1749) donava la piazza di farmacia dell'ospedale stesso, piazza che fino ad oggi fu sempre mantenuta aperta nella Città di Biella, sotto il nome di Farmacia dell'ospedale Nel 1753 col lascito Ravetti Cav. Gaspare si fonda il secondo letto da incurabile Nel 1759 si fonda il terzo letto da incurabile col lascito Demarchi chirurgo Agostino Il 25 febbraio 1762 muore Demarchi Francesco Giacinto e dal 9 maggio 1762 fino al giugno 1773, l' Ospedale esercitò la farmacia in società con Gambarova Ospedale degli infermi di Cavaglià. L'avvocato Cesare Vercellone, nato in Cavaglià nel 1705, con suo testamento 14 febbraio 1776 istituiva a benefizio dei suoi compatrioti un ospedale per gli ammalati poveri e per soccorso ai cronici. La pia istituzione fu approvata da Vittorio Amedeo III con R Decreto 25 giugno 1776 e venne affidata all'amministrazione locale di carità, la quale nel 1819 apriva l'istituto con dodici letti, che di anno in anno si aumentano per i generosi legati e per gli atti di filantropia. -SOIB- -SOIB- -SOIB- -SOIB- -BMS- 12
16 1779 Si fonda un quarto letto col lascito Dejeronimis Giovanni Pietro Rivolta dei contadini. Moti di rivolta dei contadini contro il governo sabaudo in tutto il Piemonte; parziale occupazione della Città di Biella e di conventi, da parte dei dimostranti, con intervento del conte Pietro Avogadro di Formigliana, nobile di tendenze liberali, e capo di una parte del movimento insurrezionale, successiva repressione del governo sabaudo, con severa comminazione di condanne, sino alla pena capitale Nel 1798 si presenta dall'architetto Beltrami il progetto di un nuovo Ospedale. Il patrimonio era rappresentato da capitali sui monti per L circa. Tale forma di capitali era stato introdotto dal duca Vittorio Amedeo II, quando con suo editto maggio 1706, per sopperire alla necessità degli approvvigionamenti e della difesa di Torino, contro i francesi, aveva invitato i sudditi a consegnare alla Zecca, gli argenti per venire ridotti in moneta; ricevendo in cambio il valore dei metalli, corrispondenti luoghi, (iscrizioni di rendita) sui così detti Monti di S. Giovanni Battista eretto nella capitale. Su tale capitale, dell'ospedale non si pagavano interessi, per cui il numero dei letti si era ridotto a 26, compresi i quattro per gli incurabili. Durante lo studio del progetto Beltrami si presenta l' occasione di aver i locali del convento degli Agostiniani, comodi e facilmente adattabili con poca spesa. Infatti il 18 novembre 1798, si delibera di trasportare l'ospedale nel convento degli Agostiniani che dovevano evacuarlo, causa il piccolo numero di monaci soggetti (erano sei); e ciò in seguito al Regio Editto che sopprimeva diversi conventi in Città. Infatti i decreti della convenzione del 14 e 17 giugno 1791, che abolirono in Francia ogni specie di corporazioni, ebbe la sua percussione anche nella nostra Città, nel decreto del governo Piemontese, che sopprime il convento dei frati Agostiniani. Infatti in data 19 gennaio 1799, si danno le disposizioni relative al trasloco dell' Ospedale, dalla casa contigua alla SS: Trinità al sito attuale. -SOIB- -BNS- -SOIB- 13
17 1799 Uno dei primi Ordinati della Congregazione dell'ospedale degli Infermi di Biella porta la data 17 gennaio 1799 e si legge: Libertà, Virtù, Eguaglianza L'anno settimo repubblicano, il primo della libertà Piemontese, addì 30 nevoso (1799,gennaio) in Biella, sono convocati in adunanza, ecc. In essa è stata presentata da questa Municipalità, il Decreto del Comitato degli Affari Interni, in data 22 corrente nevoso, (11 gennaio 1799), col quale essendo permesso di trasferire li Frati Agostiniani da cotesto loro Convento di S. Pietro, al Monastero dei Gerolamini soppressi, ora vacante, questo Ospedale degli Infermi si trasferisce al Convento di S. Pietro ed il Monte di Pietà alla fabbrica, ove esiste attualmente l' Ospedale, avendo autorizzato a dare eseguimento in tutte le sue parti al proposto piano di traslazione, la prefatta Municipalità, che fu invitata a prendere perciò gli oppor tuni concerti, con tutti gli interessati e le misure convenienti, affinché le cose si facciano con quel ordine che il bene delle cose esige. E detti cittadini congregati hanno inteso colla più sensibile consolazione, la provvidenza sovra narrata del Comitato degli Affari Interni, ecc Ed il 13 dicembre 1800 l'ospedale ottiene l'autorizzazione di trasferire la sua sede nel Convento degli Agostiniani di S. Pietro, come risulta dallo Ordinato dell'amministrazione dell'ospedale. In nome della Nazione Piemontese, alli 22 Frimaio anno IX, (13 dicembre 1800) in cui viene preso atto della lettera del cittadino Commissario pel Circondario di Biella, che tra venti giorni, cioè al 23 Dicembre, sarà detto Convento alla disposizione di Questa Opera. Il locale fino allora occupato dallo Ospedale è concesso all'amministrazione del Monte Pio (^), il quale dopo tante traversie nel suo continuo peregrinare, finalmente trova una sede adatta. Infatti il Monte Pio, dal 1586, epoca della sua fondazione si mantiene nel Rione Riva fino al 1600, nel qual anno si Porta in Piazzo, per poi ritornare al Piano nel novembre 1788, e stabilirsi nell' antica Chiesa di S. Stefano abbandonata, per trasportarsi dopo 26 giorni appena, cioè nel dicembre stesso anno, di nuovo in Piazzo, per ritornare poi in Piano del gennaio La cessione del locale dell' Ospedale al Monte Pio è spiegato dall'ordinato della Congregazione dell'ospedale 27 dicembre 1800, ove si legge: 27 dicembre L'anno IX repubblicano, alli 6 Nevoso, (27 dicembre 1800) in Biella e nella solita sala delle adunanze, previo il consueto verbale avviso si sono convocati e congregati gli infrascritti cittadini, amministratori, facienti quattro delle cinque parti che compongono l' Amministrazione.... (^) Il Monte Pio di Biella fu istituito nel principio del secolo decimo sesto, in una casa in Piano, attiguo alla chiesa di S. Cassiano, coll'approvazione del pontefice Leone X, a fine di porgere un freno all' insaziabile cupidigia degli usurai ed un efficace sussidio alle famiglie povere che difficilmente trovar potevano un sollievo alle loro angustie. Questa istituzione la si deve alla filantropia di benemeriti cittadini, tra i quali vuolsi annoverare Annibale Battiani de' nobili di Biella, il quale vi legò buona parte delle sue sostanze......e' compito dell'istituto il fare imprestiti sopra pegni con piccolo interesse, ed ove il pegno non ecceda il valore di lire cinque l'imprestito viene fatto gratuitamente. -SOIB- -SOIB- 14
18 1801 Trasferimento Ospedale. Nel Convento degli antichi padri Agostiniani, cioè nella sede attuale, si trasferì l'ospedale negli ultimi giorni del dicembre 1800 e nei primi giorni del gennaio Dalle piante e dalla prospettiva sembra che il Convento degli Agostiniani dovesse avere quantità enormi di locali. Invero esso, al piano terreno aveva come grande locale la Chiesa, che venne subito adibita ad infermeria [ ] I locali utilizzabili erano poco più di otto; però vi era una lunghezza di più di 200 metri di portico destinato a passeggio. Havvi abbastanza sveltezza di portici tutto intorno al Chiostro, ma più di tutto un senso di poesia che si diffonde dal luogo quasi millenario. Le poche rose che le suore oggi giorno coltivano danno vita alla solitudine del Chiostro, il quale si presenta alla fantasia, come se da pochi giorni le gravi figure di monaci avessero lasciato la penombra dei porticati che oggigiorno non sentono che lontani sospiri di convalescenti. Si installa nella nella nuova sede, la nuova Amministrazione ed alli 3 Piovoso dall'anno 9 Repubblicano, 23 gennaio 1801, tiene, la sua prima adunanza la Commissione Amministratrice degli Esposti ed il (2 marzo stesso anno), il Ventoso, anno 9,nella Chiesa, al piano terreno, (demolendo l'altare maggiore), si stabiliscono le infermerie, con una divisione fra gli uomini e le donne. Causa il grande passaggio di truppe dell'armata francese, l'ospedale aveva dovuto contrarre debiti, per cui si trovava in poco prospere condizioni. La Commissione Amministrativa degli Esposti, che nel 1801 aveva la direzione dell'ospedale, il 1 maggio stesso anno, permette che anche l'ospedale faccia acquisto di beni nazionali coi capitali monti. Nel primo anno della nuova sede, si curano 210 infermi, mentre l'ospedale aveva un reddito di lire Seimila seicento, prodotto da un capitale che si calcolava arrivasse a lire 60 mila. I letti erano 26, compresi 4 da incurabili lasciati dai benefattori sopra nominati; però la spesa per i 26 letti ascendeva a L annue, compreso in questa il vitto al Rettore ed agli infermieri ed i medicinali, nei quali si spendevano L Gli stipendi ai due medici e due chirurghi, (cerusici), al rettore, ai tre infermieri, alle tre infermiere,ed al segretario, portavano ad una spesa annua di L. 1486, mentre la spesa per ogni ammalato non superava centesimi 85 al giorno Però anche con un reddito così limitato si pensa di provvedere in modo speciale alle malattie epidemiche che decimavano l'umanità. Infatti nel 1802 a Biella e dintorni infieriva mortalmente il vaiuolo, ed allora la Commissione, usufruendo della scoperta del medico inglese Jenner, che nel 1798 aveva ottenuto il pus vaccinico contro il vaiuolo, alli 7 Piovoso, anno undici repubblicano stabilì 4 letti per la cura dei vaiuolosi. L' Amministrazione del nostro Ospedale fu delle prime in Italia ad introdurre l' uso del vaccino, perchè appena nello stesso anno era stato introdotto per il primo, sotto il re di Toscana Lodovico I, nell'ospedale degli Innocenti di Firenze. -SOIB- -SOIB- 15
19 1803 Nell'anno dopo aumentarono gli ammalati e quindi il numero dei letti fu portato a 38, per cui il Chirurgo primario Triveri si aumentò lo stipendio portandolo ad annue lire 200, invece di 120. Al chirurgo ausiliario si diedero L Il 27 novembre 1805 moriva Giacomo Mullatera, amministratore dell' Ospedale e grande medico. Nato a Biella nel 1735.Medico insigne, membro dell'accademia delle Scienze di Torino e del Consiglio Sanitario, storico e poeta Era vero che nel 1800 la Commissione Esecutiva del Piemonte aveva assegnato all'ospedale il Convento degli Agostiniani, ma si riconobbe la necessità di averne la Imperiale autorizzazione. Infatti con decreto Imperiale, Napoleone I, in data 5 settembre 1806, dal Palais de St. Cloud, conferma il trasloco dell'ospedale nella sede odierna Cominciano in questo periodo di tempo le preoccupazioni per l'andamento dell'ospedale, per cui allo scopo di controllare la parte amministrativa del medesimo e sopprimere molti abusi, nel 1809 si nominano 6 infermieri onorari, scelti fra i più cospicui cittadini i quali trovano subito di studiare il primo regolamento per il servizio interno. -SOIB- -SOIB- SOIB- -SOIB- 16
20 1811 Da quell'epoca aumenta il numero degli ammalati e le relative cure, per cui si trova equo aumentare di nuovo dopo otto anni, gli stipendi per il servizio sanitario, tanto che al medico primario si fissano lire 260 annue, al secondo lire 130 e per il sostituto L Sembra che i medici visitassero gli ammalati quando volevano, perché con deliberazione 19 dicembre 1812, si fissa l' orario obbligatorio delle visite per i signori dottori Passato il periodo burrascoso delle conquiste Napoleoniche, delle quali anche l' Ospedale ne aveva subite le conseguenze, si ritorna agli antichi ordinamenti tanto che nel marzo 1816, con Regio Editto di Vittorio Emanuele I, cessa l'opera della Commissione dell'ospedale e degli Ospizi Civili di Biella, e subentra la Congregazione dell'ospedale degli Infermi della SS. Trinità, in conformità degli Stabilimenti della Congregazione Primaria Generalissima, 15 agosto Fatto di cronaca importante; vi fu un momento, nel 1814 nel quale gli ammalati erano ridotti ad uno solo per cui si stabilì di non più macellare nell'ospedale, ma di servirsi della carne dei macellai della Città. Però lo stipendio del Segretario dell'ospedale si portò nello stesso anno a L. 300 annue, da pagarsi a trimestri maturati, appunto nella considerazione che da 14 anni, esso Segretario non aveva percepito stipendio di sorta. Pochi mesi dopo, nello steso anno, l'ospedale fu in modo eccessivo occupato da più di 700 militari Francesi dell'armata d' Italia, che ne ebbero le cure, per cui esaurite le scorte del medesimo, in luglio, l' Ospedale si dovette chiudere. Dopo tre mesi si riconosce la necessità di un ricovero ospitaliero ed infatti dopo le istanze della cittadinanza e di altre Opere Pie, nel settembre si riapre l'ospedale collo stabilire 12 letti, 6 per gli uomini e 6 per le donne, facendo fronte alle spese di manutenzione colla esazione di diversi crediti. -SOIB- -SOIB- -SOIB Per effetto del buon volere degli amministratori si riordinano le finanze del Pio luogo ed il suo regolare andamento, curando l' esazione dei crediti, tanto che causa il grande cumulo degli affari si riconosce la necessità di un usciere, il quale è incaricato di tutte le incombenze dell'ospedale, collo stipendio di lire 50 annue e nello steso tempo si riconosce la necessità di un tesoriere per la parte finanziaria, mentre al 17
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References: SENTENZA 
 Art. 1
 Art. 1

Art. 1
 Art. 2
 Art. 1
 Art.1
 articolo 69
 art.9