Source: http://docplayer.it/2154073-Costruttori-di-solidarieta-l-esperienza-della-cooperazione-sociale-italiana.html
Timestamp: 2016-12-09 14:04:33+00:00

Document:
⭐Costruttori di solidarietà: l esperienza della cooperazione sociale italiana
Download "Costruttori di solidarietà: l esperienza della cooperazione sociale italiana"
1 Costruttori di solidarietà: l esperienza della cooperazione sociale italiana Bruxelles, 24 aprile 2012 Borgo S. Spirito, Roma Tel.: Fax:2 Premessa Questo breve documento di presentazione della cooperazione sociale italiana è impostato a partire dalla descrizione di alcune caratteristiche del contesto demografico ed economico della società italiana mettendo in risalto la presenza della cooperazione sociale afferente a Federsolidarietà -Confcooperative e la sua penetrazione nel territorio anche rispetto alle distribuzione dei bisogni delle persone. A questo abbiamo aggiunto alcune considerazioni e proposte che mettono in risalto la nostra visione di economia e le nostre attese per un welfare europeo della cittadinanza, dell'inclusione, della giustizia sociale. Definizione di cooperativa sociale e rapporto con l impresa sociale L esperienza della cooperazione di solidarietà sociale nasce in Italia nel gennaio del 1963 ne consegue che l idea di dare alla solidarietà una veste imprenditoriale in forma cooperativa ma molta nel novembre del 1991 la cooperazione sociale, tramite la legge istitutiva, la n.381/91, trova la sua cornice giuridica. Difatti, la legge recepisce un esperienza, dapprima isolata e non codificata nell ordinamento civilistico e poi divenuta articolata e diffusa in molti territori italiani, e la fa norma. La legge 381/91 recita all art 1: Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso: a) la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi; b) lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. 2. Si applicano alle cooperative sociali, in quanto compatibili con la presente legge, le norme relative al settore in cui le cooperative stesse operano. 3. La denominazione sociale, comunque formata, deve contenere l'indicazione di "cooperativa sociale". La cooperazione sociale è quindi un strumento al servizio del territorio che si fa comunità, organizzimpresari forma di impresa per rispondere due finalità assegnate dalla legge: L erogazione di servizi socio-sanitari ed educativi; lo svolgimento di attività agricole, industriali, commerciali o di servizi finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate nella misura di almeno il 30% sull intera compagine lavorative. Da qui alcune caratteristiche della cooperazione sociale: è un soggetto privato, nello specifico un impresa non profit, al quale il legislatore affida un compito molto alto che è quello di perseguire l interesse generale della comunità, e quindi di sussidiare l organizzazione statale (e le sue diramazioni territoriali) in funzioni ed azioni fino a quel momento pensate come prerogativa esclusiva del soggetto pubblico; è un soggetto che investe di suo, con una veste giuridica privata, per raggiungere finalità pubbliche specifiche incardinate nella sua legge istitutiva ed in correlazione con i principi di uguaglianza, inclusione sociale e solidarietà riconosciuti nella Costituzione Italiana; persegue l interesse generale della comunità alla promozione umana e all integrazione sociale dei cittadini (art. 1 della legge 381 del 1991), attraverso il loro coinvolgimento nella realizzazione di progetti e servizi che, in un ottica di sussidiarietà, riportano al centro delle strategie di welfare le persone, le famiglie, le comunità e tutte le istituzioni pubbliche e private che possono concorrere a migliorare la qualità della vita nel territorio; ha un identità democratica, partecipata e multistakeholder che persegue un progetto di impresa sociale per e con il territorio. 13 La rappresentanza di Federsolidarietà - Confcooperative Federsolidarietà Confcooperative è la più grande delle tre federazioni nazionali di riferimento della cooperazione sociale. Rappresenta le proprie associate sul piano istituzionale e le assiste sul piano sindacale, giuridico, legislativo, tecnico ed economico. Cura la promozione e lo sviluppo delle cooperative attraverso la formazione dei dirigenti, la diffusione delle buone prassi, la ricerca e sperimentazione dei settori innovativi, la realizzazione di convegni e seminari di approfondimento delle tematiche emergenti nelle politiche di welfare e del lavoro. Al settembre 2011, in Italia sono censite cooperative sociale e loro consorzi, crescite negli ultimi sei anni del 57,7%. Si può stimare che siano più di le cooperative sociali attive in Italia che hanno depositato almeno un bilancio d esercizio pertanto attive. Gli occupati superano le unità di personale. Sono oltre le persone svantaggiate nelle cooperative sociali di tipo B. Attualmente Federsolidarietà - Confcooperative associa oltre cooperative sociali, compresi 256 consorzi che aggregano le cooperative a livello territoriale. Per i due terzi si tratta di cooperative operanti nell ambito dei servizi socio - sanitari ed educativi, per un terzo di cooperative che inseriscono al lavoro persone svantaggiate. Le aderenti contano soci, di cui volontari, circa lavoratori e un fatturato aggregato di oltre 5,4 miliardi di euro. Le cooperative sociali di tipo A perseguono l interesse generale della comunità alla promozione umana e all integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi socio-sanitari ed educativi. Le cooperative sociali di tipo A sono, al 2010, unità. I soci sono circa Gli occupati sono aumentati del 4,8% nell ultimo anno e, tra il 2005 e il 2010, del 32,2%. Il fatturato aggregato si attesta a milioni di Euro. Dal punto di vista dimensionale - parametri U.E. per le PMI - il 2% delle cooperative attive sono grandi imprese, il 15,2% sono medie imprese, il 38% sono piccole imprese e il 44,8% sono micro imprese. Le cooperative sociali di inserimento lavorativo aderenti a Federsolidarietà - Confcooperative sono Il 55% di queste imprese ha avviato l attività da meno di 10 anni. Il fatturato aggregato è di circa 1,2 miliardi di Euro. Sono circa i soci (il 3,4% sono persone giuridiche) e oltre 45 mila gli addetti, aumentati del 17,5% dal 2005 al 2010 e del 3,5% nell ultimo anno; i soci lavoratori sono cresciuti del 4,7%. Sono inseriti circa lavoratori in condizioni di svantaggio con un aumento del 13,8% nell ultimo quinquennio. Una ulteriore quota del 25% sul totale degli addetti sono persone che rientrano nella definizione europea di lavoratore svantaggiato 2, definizione molto più ampia di quella di cui all art. 4 della legge 381/91. I consorzi sono una delle forme più importanti di integrazione tra cooperative sociali. I consorzi aderenti a Federsolidarietà sono 256. Di questi, 163 sono aderenti dal La spinta all integrazione consortile è stata intensa. Oggi sono in media 15 le cooperative socie di un consorzio. Tra i consorzi aderenti, 239 operano su scala provinciale, 5 su scala interprovinciale, 2 su scala regionale, 8 su scala interregionale (si tratta di consorzi di scopo dei consorzi nazionali) e 2 a livello nazionale (il Consorzio CGM e Idee in Rete). 1. Alcune peculiarità italiane Caratteristiche demografiche, sociali, di bilancio L Italia ha visto un accelerazione dei cambiamenti (sempre più repentini) negli stili di vita e delle necessità della propria popolazione residente in relazione a molteplici fattori (la crescente mobilità geografica, la piramide dell età dei residenti, la partecipazione al mercato del lavoro, etc.). Conseguentemente, il sistema di welfare italiano, nato per fornire risposte universalistiche organizzato con una logica pubblica riparatoria e risarcitoria (quindi poco incline a valutare in termini di efficacia ed 1 Di esse, circa 9000 circa sono rappresentate dalle tre centrali cooperative italiane. Confcooperative ne rappresenta circa Di esse, sono in Federsolidarietà Confcooperative. 2 Ovvero provenienti da situazioni di disoccupazione di lungo periodo, lavoratori ultracinquantenni, madri sole con figli, immigrati extracomunitari, ex detenuti ecc. Infine, nel 55% delle cooperative sono presenti soci volontari. 24 efficienza le proprie performance ed a migliorarle) ha cominciato a smagliarsi lasciando vuoti che sono stati riempiti in modo sussidiario, in particolare dalla cooperazione sociale. In breve, alcuni cambiamenti che hanno contribuito a mettere in crisi il modello di welfare: L Italia, negli ultimi 60 anni ha visto profonde modifiche della distribuzione della popolazione. Nei primi quarant anni del periodo la popolazione si è progressivamente spostata dalle zone interne a quelle costiere: i territori interni hanno perso oltre il 50% della popolazione residente, mentre le are costiere e quelle di nuova industrializzazione del centro nord hanno visto un incremento consistente (+50%) di nuovi residenti. Dal 1990 la dinamica demografica italiana è nuovamente cambiata. Molte aree hanno cominciato a perdere popolazione, mentre altre hanno invece attratto residenti. e negli ultimi dieci anni, la configurazione dell Italia si è modificata in modo ancora più forte: la distinzione è più marcata geografica tra nord Italia e centro sud. Repentini cambiamenti si sono succeduti anche con riferimento alla popolazione infantile: le aree, prevalentemente quelle del Mezzogiorno, che tradizionalmente registravano le punte più alte di popolazione infantile e giovanile hanno visto negli ultimi 10 anni un decremento del -30%, mentre in altre inaspettatamente la natalità è cresciuta. L'incidenza delle persone svantaggiate (disabili, tossicodipendenti, stranieri, disoccupati, anziani) sul totale dei residenti si è distribuita nei territori in modo diverso nel corso degli anni. Ma, oltre alle mutate caratteristiche territoriali vi sono anche altresì caratteristiche che hanno contribuito a far accelerare l'inefficienza dell offerta pubblica come le esigenze nate dalle dinamiche del mercato del lavoro: Una diversa partecipazione al lavoro della popolazione in età attiva: rispetto ai primi anni della Repubblica italiana risulta sempre evidente una forte riduzione degli occupati 3 una crescita occupazionale delle donne, ed una prevalenza dell occupazione occupati nel terziaro, la forte perdita di occupazione: negli ultimi 3 anni sono stati espulsi dal mercato del lavoro oltre 700 mila lavoratori ed una crescita delle difficoltà di ingresso dei giovani (sono 2,2 milioni coloro che non studiano e non lavorano); una tendenza all innalzamento dell età pensionabile, che si accompagna con fenomeni espulsivi che interessano i lavoratori più anziani, più difficilmente ricollocabili, estendendo il preoccupante fenomeno di cittadini troppo vecchi per lavorare e troppo giovani per la pensione; la lenta crescita del tasso di attività femminile, ancora sotto il 50%, è molto al di sotto sia rispetto agli obiettivi di Lisbona (70%), sia rispetto alla media europea. La crescita del numero di persone in povertà assoluta e di situazioni di esclusione sociale; un immigrazione consistente (ma con pochi diritti ed inserita nelle fasce basse e talvolta irregolari del mercato del lavoro): gli immigrati rappresentano il 7% della forza lavoro; l esclusione dal lavoro delle persone svantaggiate ancora molto elevata. Perché organizzare le risposte di welfare con la cooperazione sociale L Italia è un paese con un elevato tasso di imposizione fiscale e con un alto tasso di indebitamento. Il gettito tendenzialmente viene utilizzato per ridurre il debito pubblico ma anche per finanziare la spesa corrente degli enti pubblici. Pertanto, l offerta pubblica di welfare, già distribuita in modo inefficace nei territori si comprime ulteriormente. Negli ultimi decenni si sono trasferite sempre più competenze alle Regioni in materia di welfare senza ridurre tuttavia la rigidità di offerta rispetto ai cambiamenti della popolazione. 3 Anche per effetto di una maggiore scolarizzazione e, quindi, di un ingresso lento o posticipato nel mercato del lavoro. 35 È, pertanto, impensabile che il sistema pubblico assolva tutte le funzioni senza che esso entri in relazione con le organizzazioni della società civile. Per questo le cooperative sociali sono un importante attore del welfare in grado di contribuire in maniera determinate all infrastrutturazione sociale del Paese. Nel panorama delle organizzazioni della società civile ed in particolare del non profit, la cooperazione sociale ha caratterizzato la sua missione nella promozione di nuove forme di partecipazione diretta, in chiave imprenditoriale, dei cittadini all economia ed allo sviluppo del paese attraverso la gestione di servizi alla persona, comunità di accoglienza, centri diurni, assistenza domiciliare, asili nido ed altro ancora nei settori socio-sanitario, assistenziale, educativo. Oltre all impegno tecnico nella sperimentazione di servizi ad alta integrazione sociale e sanitaria. Oggi la cooperazione sociale sta realizzando azioni di innovazione sociale per rispondere ai nuovi rischi sociali delle famiglie e delle persone in condizione di vulnerabilità. Ad esempio l investimento delle cooperative sociali in asili nido mostra che esso è un volano di sviluppo locale. mentre l esperienza delle cooperative di tipo B ha mostrato di poter occupare oltre 30 mila persone svantaggiate. Tali risultati sono stati raggiunti grazie all adozione di soluzioni organizzative che hanno consentito l inclusione nella produzione, all interno di un contesto che prevede specifiche azioni volte a favorire la crescita e la professionalizzazione delle persone inserite. Tutto ciò è stato realizzato attraverso il fare impresa, competendo sul mercato. 2. La sussidiarietà come motore: alcune tesi della cooperazione sociale e della sua rappresentanza Alcune considerazioni per punti: Visione di economia sociale La nostra visione di economia nasce e si alimenta nel valore imprescindibile della solidarietà e della condivisione, per noi la prima e più efficace realizzazione dell economia sociale si svolge attraverso l applicazione del modello e del metodo cooperativo. Lavoriamo perché le persone si coinvolgano in un progetto imprenditoriale finalizzato al bene comune nella convinzione solida che esiste una via per coniugare impresa e solidarietà sociale. Riteniamo che il metodo cooperativo è testimone che una maggiore equità crea più crescita e più benessere. È testimone della necessità che le regole dell economia si possano ricondurre ad una maggiore equità. Siamo fermamente convinti che un appropriata valorizzazione del sistema economico cooperativo e del modello di sviluppo delle cooperative sociali possa contribuire a generare quella biodiversità economia ed imprenditoriale che la recente Comunicazione delle CE sull'imprenditoria sociale, auspica. Beni comuni Riteniamo che: la produzione di beni comuni può essere garantita in modo più efficiente (ed efficace) da istituzioni collettive, attraverso un mutualismo sull'uso delle risorse. In tal senso, le cooperative sociali infrastrutturano il sistema di Welfare locale; il sistema di Welfare può ricevere dal modello mutualistico della cooperazione sociale un contributo utile per avvicinare, in modo governato, la domanda organizzata e la risposta innovativa, flessibile ed efficace, accessibile alla maggioranza della popolazione. Protezione sociale e partecipazione democratica La civiltà europea e la cultura dell economia sociale di mercato, come strada per garantire uno sviluppo sostenibile e duraturo, non può prescindere dalla coesione sociale, dalla protezione delle persone fragili e dal contrasto alla povertà economica, culturale, relazionale, sanitaria, assistenziale. Siamo convinti che: 46 il sistema di protezione sociale è una istituzione della democrazia che richiede il concorso di tutti per realizzarsi e che necessita di risorse pubbliche, di risorse collettive e mutualistiche e, al contempo, di risorse private. La coesione sociale, l investimento in cure relazionali, sulla famiglia e sulla natalità, nella scuola, il contrasto alle povertà sono leve di sviluppo di lungo termine e non fonti di spesa improduttiva. La marcata differenziazione e la disomogeneità dei sistemi di Welfare nelle regioni devono essere questioni da affrontare prioritariamente, soprattutto in vista del federalismo fiscale. La cooperazione sociale ha il compito di stimolare e promuovere assunzioni di responsabilità collettive, il farsi carico insieme. Quando la comunità si organizza in forme di solidarietà imprenditoriali e non profit, e contemporaneamente si fa carico del benessere delle persone, a cominciare da quelle più fragili, assicurando loro servizi di assistenza e possibilità occupazionali, produce diversi vantaggi poiché accende un circuito virtuoso: la qualità della vita ed il benessere delle comunità sono fattori che aumentano la competitività, l occupazione e la produttività. La cooperazione sociale costruisce risposte di qualità a prezzi accessibili, attivando tutte le risorse ed i soggetti che nei territori abbiano a cuore la dimensione comunitaria come condizione di sviluppo e di crescita. Giovani La cooperazione sociale italiana ha dato risposta in tal senso anche utilizzando e piegando strumenti specifici quali il Servizio Civile. L esperienza del Servizio Civile, che da anni ci vede impegnati, è un obbligo morale. Il sistema di rete di Welfare territoriale capillarmente diffuso può continuare ad essere un opportunità per una scelta di impegno e un occasione di lavoro per le giovani generazioni. Centralità del lavoro Il lavoro è per noi l elemento centrale della formazione, dell identità della persona ed è l elemento fondante della cittadinanza. Fra le tante azioni che abbiamo messo in campo, un posto di rilievo è riservato al Libro Bianco sull inserimento lavorativo dove mettiamo in evidenza la ricchezza di tanti progetti e la capacità di realizzare e coinvolgere le comunità locali, ma anche le difficoltà che l esclusione prolungata e, in taluni casi, permanente, dal mondo del lavoro porta con se e come colpisca fasce di popolazione fragili dove discriminazioni antiche e nuove si combinano aggravate dal contesto economico. I nostri suggerimenti per un welfare rinnovato Siamo convinti che sia necessario sostenere gli investimenti generativi, che non si esauriscono nella spesa realizzata senza dare corso a sviluppi ulteriori. Col solo costo equivalente di un cacciabombardiere F-35 (l Italia si è impegnata per acquistarne 131 entro il 2026) si potrebbero realizzare più di cento asili nido per bimbi, comprensivi dei costi di gestione e stipendi per insegnanti. Intorno a quegli Asili Nido si mobiliterebbero risorse occupazionali, si libererebbero spazi di occupazione femminile, si potrebbe dare maggiore incoraggiamento alla natalità. Risulta fondamentale introdurre meccanismi reali di deduzione e detrazione della spesa assistenziale ma, contemporaneamente, è necessario il mantenimento di un livello di spesa pubblica adeguato per garantire equità e pari opportunità. Ideare misure per una maggiore condivisione di responsabilità in grado di contenere i costi ed incrementare i benefici: spostare l 1% delle risorse dalla sanità specialistica ed ospedaliera al sociale ed al sociosanitario integrato permetterebbe di garantire i servizi nel territorio, rispondendo alle esigenze di Welfare assistenziale, attualmente disattese, una risposta più efficace ai bisogni dei cittadini ma anche maggiore salute e maggiore benessere. È importante che le azioni politiche prevedano: o maggiore collaborazioni pubblico-privato in particolare a livello locale con una alleanza forte tra cooperative sociali e Comuni; 57 o scelte più efficaci ed efficienti attraverso il coinvolgimento attivo dei cittadini per la valutazione e il controllo; o una crescita dei sistemi di sostegno della domanda con reali forme di detrazione e deduzione per le persone e le famiglie; o un amplificazione della portata della normativa speciale a sostegno della cooperazione sociale e del terzo settore; o un migliore orientamento attraverso piani di valutazione della spesa pubblica. Politiche europee: le nostre convinzioni per un economia sociale di mercato inclusiva L'iniziativa della Commissione sull imprenditoria sociale e le 11 azioni chiave previste sono un riconoscimento importante del ruolo assunto in questi anni. È importante l azione prevista dalla Commissione per sviluppare strumenti per migliorare la conoscenza del settore e la visibilità dell'imprenditoria sociale, e si condivide l obiettivo di sviluppare iniziative che aiutino le imprese sociali a rafforzare le capacità imprenditoriali, la professionalizzazione e la messa in rete delle loro competenze. Le imprese sociali e le cooperative sociali vanno sostenute: o per il ruolo essenziale che possono svolgere come motori dell innovazione sociale, o perché introducono nuovi metodi per la realizzazione di servizi e interventi volti al miglioramento della qualità della vita delle persone, o perché favoriscono la creazione di nuovi prodotti per soddisfare nuovi bisogni della società. Per quanto riguarda lo sviluppo di strumenti per il miglioramento dei finanziamenti, si dovrebbero raccogliere e condividere gli approcci innovativi negli Stati membri. Sarebbe utile favorire quelli volti a sostenere gli aspetti marcatamente imprenditoriali, e quindi: o strumenti di garanzia al credito per l'impresa sociale (come le reti di garanzia di tipo mutualistico o i fondi pubblici di garanzia); o strumenti di capitalizzazione per investimenti sociali di medio-lungo periodo (come fondi etici, fondi per l innovazione sociale, fondi di social venture capital); o dispositivi di natura regolamentare o fiscale orientati al sostegno della capitalizzazione delle imprese sociali, incoraggiando o agevolando la partecipazione di diversi soggetti interessati. Sono importanti le opportunità per il sostegno dell innovazione sociale, dell imprenditoria e dell impresa offerte dai nuovi programmi dei fondi strutturali per assicurare maggiori benefici dell'impresa sociale e della cooperazione sociale. Per questo è importante disporre di strumenti che permettano di valutare e valorizzare l'impatto e l'efficacia sociale delle attività delle imprese sociali. Le prassi di rendicontazione sociale possono avere una funzione fondamentale. Federsolidarietà ha creato ad esempio uno strumento innovativo di bilancio di responsabilità sociale per misurare i risultati anche sul piano sociale. La cooperazione sociale di inserimento lavorativo può essere, se adeguatamente promossa, uno strumento lungimirante di politiche attive del lavoro, può favorire l'occupazione di persone svantaggiate; in questo momento di crisi occupazionale può essere fondamentale per chi è stato escluso dal mercato del lavoro. Per sostenere l'innovazione è importante: favorire la nascita e lo sviluppo di reti tra imprese sociali, promuovendo la partecipazione a processi di partnership e aggregazioni imprenditoriali tra le imprese sociali in consorzi. Importante è quindi la proposta della Commissione che con l azione chiave 5 propone misure per favorire le aggregazioni e le reti tra imprese sociali che aiutino lo scambio di buone prassi, le economie di scala e servizi comuni (formazione, progettazione, amministrazione ecc.). Si ritiene utile rivedere in forma meno restrittiva il regime "de minimis" per le imprese sociali ed in particolare quelle di inserimento lavorativo, anche quando i sostegni pubblici vengono riconosciuti direttamente all'impresa e non sono assegnati in capo ai lavoratori. Inoltre, è importante favorire la crescita di una più elevata propensione alla sussidiarietà delle istituzioni pubbliche, la presenza di politiche di incentivazione mirate e l'azione di sviluppo di 68 iniziative dell associazionismo imprenditoriale che si sono rivelate cruciali per la crescita delle imprese sociali. Si apprezza l invito espresso nella comunicazione in merito alle iniziative per incoraggiare e favorire misure per rendere più accessibili per le imprese sociali gli appalti pubblici. La proposta di direttiva della Commissione, all esame del Parlamento Europeo fa significativi passi in avanti nel settore degli affidamenti di servizi sociali e inoltre, con la nuove previsioni in tema di clausole sociali (non più solo condizioni di esecuzione) in relazione alla promozione dell'integrazione di persone svantaggiate. Federsolidarietà Confcooperative condivide in pieno il contenuto dell articolo 17 della proposta di direttiva. In particolare, si esprime il massimo apprezzamento per la novità di prevedere oltre ai laboratori protetti ed ai programmi di lavoro anche la possibilità di riservare il diritto di partecipazione alle procedure di appalto a operatori economici il cui scopo principale sia l'integrazione sociale e professionale dei lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati quando oltre il 30% dei lavoratori dei suddetti laboratori, operatori economici o programmi sia composto da persone con disabilità o da lavoratori svantaggiati. La percentuale del 30% permette di garantire l efficienza dei processi produttivi mantenendo, al contempo, la dimensione sociale e la mission di inserimento lavorativo di tali imprese. 79 LEGGE 8 novembre 1991, n Disciplina delle cooperative sociali. La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato ; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1. Definizione 1. Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso: a) la gestione di servizi socio - sanitari ed educativi ; b) lo svolgimento di attività diverse - agricole, industriali, commerciali o di servizi - finalizzate all'inserimento lavorativo di persone svantaggiate. 2. Si applicano alle cooperative sociali, in quanto compatibili con 1a presente legge, le norme relative a1 settore in cui le cooperative stesse operano. 3. La denominazione sociale, comunque formata, deve contenere l'indicazione di cooperativa sociale. Art. 2. Soci volontari 1, Oltre ai soci previsti dalla normativa vigente, gli statuti delle cooperative sociali possono prevedere 1a presenza di soci volontari che prestino 1a loro attività gratuitamente. 2. I soci volontari sono iscritti in una apposita sezione del libro dei soci. Il loro numero non può superare 1a metà del numero complessivo dei soci. 3. Ai soci volontari non si applicano i contratti collettivi e le norme di legge in materia di lavoro subordinato ed autonomo, ad eccezione delle norme in materia di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, con proprio decreto, determina l'importo della retribuzione da assumere a base del calcolo dei primi e delle prestazioni relative. 4. Ai soci volontari può essere corrisposto soltanto il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate, sulla base di parametri stabiliti dalla cooperativa sociale per 1a totalità dei soci. 5. Nella gestione dei servizi di cui all'articolo 1, comma 1, lettera a), da effettuarsi in applicazione dei contrari stipulati con amministrazioni pubbliche, le prestazioni dei soci volontari possono essere utilizzate in misura complementare e non sostitutiva rispetto ai parametri di impiego di operatori professionali previsti dalle disposizioni vigenti. Le prestazioni dei soci volontari non concorrono alla 810 determinazione dei costi di servizio, fatta eccezione per gli oneri connessi all' applicazione dei commi 3 e 4. Art. 3. Obblighi e divieti 1. A1le cooperative sociali si applicano le clausole relative ai requisiti mutualistici di cui all'articolo 26 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n , ratificato, con modificazioni, dalla legge 2 aprile 1951, n. 302, e successive modificazioni. 2. Ogni modificazione statuaria diretta ad eliminare il carattere di cooperativa sociale comporta la cancellazione dalla "sezione cooperazione sociale prevista dal secondo comma dell' articolo 13 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947 n.l577, come modificato dall'articolo 6, comma 1, lettera c), della presente legge, nonchè 1a cancellazione dall'albo regionale di cui all' articolo 9, comma 1, della presente legge. 3. Per le cooperative sociali le ispezioni ordinarie previste dall'articolo 2 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, debbono aver luogo almeno una volta all'anno. Art. 4. Persone svantaggiate 1. Nelle cooperative che svolgono attività di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), si considerano persone svantaggiate gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età in situazioni di difficoltà familiare, le persone detenute o internate negli istituti penitenziari, i condannati e gli internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro all esterno ai sensi dell art. 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354 e successive modificazioni. Si considerano inoltre persone svantaggiate i soggetri indicati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, con il Ministro dell'interno e con il Ministro per gli affari sociali, sentita la commissione centrale per le cooperative istituita dall' articolo 18 del citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, e successive modificazioni. 2. Le persone svantaggiate di cui a1 comma 1 devono costituire almeno il trenta per cento dei lavoratori della cooperativa e, compatibilmente con il loro stato soggettivo, essere socie della cooperativa stessa. La condizione di persona svantaggiata deve risultare da documentazione proveniente dalla pubblica amministrazione, fatto salvo il diritto alla riservatezza. 3. Le aliquote complessive della contribuzione per l' assicurazione obbligatoria previdenziale ed assistenziale dovute dalle cooperative sociali, relativamente alla retribuzione corrisposta alle persone svantaggiare di cui al presente articolo, con l eccezione delle persone di cui al comma 3-bis, sono ridotte a zero. 3-bis. Le aliquote complessive di cui al comma 3 dovute dalle cooperative sociali relativamente alle retribuzioni corrisposte alle persone detenute o internate negli istituti penitenziari, agli ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari e alle persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno ai sensi dell articolo 21 della legge 26 luglio 1975, n. 354 e successive modificazioni, sono ridotte nella misura percentuale individuata ogni due anni con decreto del Ministro della Giustizia, di concerto con 911 il Ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Gli sgravi contributivi di cui al presente comma si applicano per un ulteriore periodo di sei mesi successivo alla cessazione dello stato di detenzione. Art. 5. Convenzioni 1. Gli enti pubblici compresi quelli economici, e le società di capitali a partecipazione pubblica, anche in deroga alla disciplina in materia di contratti della pubblica amministrazione, possono stipulare convenzioni con le cooperative che svolgono le attività di cui all art.1, lettera b), ovvero con analoghi organismi aventi sede negli Stati membri della Comunità europea, per la fornitura di beni e servizi diversi da quelli socio-sanitari ed educativi il cui importo stimato al netto dell IVA sia inferiore agli importi stabiliti dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici, purché tali convenzioni siano finalizzate a creare opportunità di lavoro per persone svantaggiate di cui all art.4, comma Per la stipula delle convenzioni di cui al comma 1 le cooperative sociali debbono risultare iscritte all albo regionale di cui all art.9 comma 1. Gli analoghi organismi aventi sede negli altri Stati membri della Comunità europea debbono essere in possesso di requisiti equivalenti a quelli richiesti per l iscrizione a tale albo e risultare iscritti nelle liste regionali di cui al comma 3, ovvero dare dimostrazione con idonea documentazione del possesso dei requisiti stessi. 3. Le regioni rendono noti annualmente, attraverso la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee, i requisiti e le condizioni richiesti per la stipula delle convenzioni ai sensi del comma1, nonché le liste regionali degli organismi che ne abbiano dimostrato il possesso alle competenti autorità regionali. 4. Per le forniture di beni o servizi diversi da quelli socio-sanitari ed educativi, il cui importo stimato al netto dell Iva sia pari o superiore agli importi stabiliti dalle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici, gli enti pubblici compresi quelli economici, nonché le società di capitali a partecipazione pubblica, nei bandi di gara di appalto e nei capitolati d onere possono inserire, fra le condizioni di esecuzione, l obbligo di eseguire il contratto con l impiego delle persone svantaggiate di cui all art.4, comma 1, e con l adozione di specifici programmi di recupero e inserimento lavorativo. La verifica della capacità di adempiere agli obblighi suddetti, da condursi in base alla presente legge, non può intervenire nel corso delle procedure di gara e comunque prima dell aggiudicazione dell appalto. Art. 6. Modifiche al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n Al citato decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all'articolo 10, è aggiunto, in fine, il seguente comma: "Se l'ispezione riguarda cooperative sociali, una copia del verbale deve essere trasmessa, a cura del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, entro quaranta giorni dalla data del verbale stesso, alla regione nel cui territorio la cooperativa ha sede legale. b) all'articolo 11, è aggiunto, in fine, il seguente comma: "Per le cooperative sociali i provvedimenti di cui al secondo comma sono disposti previo parere dell'organo competente in materia di cooperazione della regione nel cui territorio la cooperativa ha sede legale. 1012 c) al secondo comma dell'articolo 13, sono aggiunte, in fine, le parole: "Sezione cooperazione sociale. d) all'articolo 13, è aggiunto, in fine, il seguente comma: "oltre che nella sezione per esse specificamente prevista, le cooperative sociali sono iscritte nella sezione cui direttamente afferisce l'attività da esse svolta. Art. 7. Regime tributario 1. Ai trasferimenti di beni per successione o donazione a favore delle cooperative sociali si applicano le disposizioni dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n Le cooperative sociali godono della riduzione ad un quarto delle imposte catastali ed ipotecarie, dovute a seguito della stipula di contratti di mutuo, di acquisto o di locazione, relativi ad immobili destinati all'esercizio dell'attività sociale. 3. Alla tabella A, parte II, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, è aggiunto il seguente numero: 41-bis) prestazioni di carattere socio-sanitario ed educativo rese da cooperative sociali. Art. 8. Consorzi 1. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano ai consorzi costituiti come società cooperative aventi la base sociale formata in misura non inferiore al settanta per cento da cooperative sociali. Art. 9. Normativa regionale 1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, le regioni emanano le norme di attuazione. A ral fine istituiscono l'albo regionale delle cooperative sociali e determinano le modalità di raccordo con l'attività dei servizi socio-sanitari, nonchè con le attività di formazione professionale e di sviluppo della occupazione. 2. Le regioni adottano convenzioni-tipo per i rapporti con le cooperative sociali e le amministrazioni pubbliche che operano nell'ambito della regione, prevedendo, in particolare, i requisiti di professionalità degli operatori e l'applicazione delle norme contrattuali vigenti. 3. Le regioni emanano altresì norme volte alla promozione, al sostegno e allo sviluppo della cooperazione sociale. Gli oneri derivanti dalle misure di sostegno disposte dalle regioni sono posti a carico delle ordinarie disponibilità delle regioni medesime. Art. 10. Partecipazione alle cooperative sociali delle persone esercenti attività di assistenza e di consulenza 1. Alle cooperative istituite ai sensi della presente legge non si applicano le disposizioni di cui alla legge 23 novembre 1939, n13 Art. 11. Partecipazione delle persone giuridiche 1. Possono essere ammesse come soci delle cooperative sociali persone giuridiche pubbliche o private nei cui statuti sia previsto il finanziamento e lo sviluppo delle attività di tali cooperative. Art. 15. Disciplina transitoria 1. Le cooperative sociali già costituite alla data di entrata in vigore della presente legge devono uniformarsi entro due anni da tale data alle disposizioni in essa previste. 2. Le deliberazioni di modifica per adeguare gli atti costitutivi alle norme della presente legge, possono, in deroga alle disposizioni di cui agli articoli 2365 e 2375, secondo comma, del codice civile, essere adottate con le modalità e la maggioranza dell'assemblea ordinaria stabilite dall'atto costitutivo. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. Data a Roma, addì 8 novembre 1991 COSSIGA ANDREOTTI, Presidente del Consiglio dei Ministri 12 Vedere altro
Legge n 381 del 8 novembre 1991, Disciplina delle cooperative sociali Art. 1 (Definizione) 1. Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana Dettagli 3. La denominazione sociale, comunque formata, deve contenere l'indicazione di «cooperativa sociale».
L. 8 novembre 1991, n. 381 Disciplina delle cooperative sociali 1. Definizione. 1. Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione Dettagli Leggi di riferimento sulle cooperative
Leggi di riferimento sulle cooperative Legge 8 novembre 1991, n. 381 - Disciplina delle cooperative sociali (in Gazz. Uff., 3 dicembre, n. 283) Art. 1. Definizione. 1. Le cooperative sociali hanno lo scopo Dettagli LE COOPERATIVE SOCIALI. Dott. Raffaele MARCELLO
LE COOPERATIVE SOCIALI Dott. Raffaele MARCELLO Diretta 19 ottobre 2009 DEFINIZIONE DI COOPERATIVA SOCIALE Le cooperative sociali rappresentano, nell ordinamento italiano un soggetto sui generis, caratterizzato Dettagli COOPERATIVE SOCIALI E SGRAVI CONTRIBUTIVI
COOPERATIVE SOCIALI E SGRAVI CONTRIBUTIVI a cura della COMMISSIONE LAVORO dell UNIONE GIOVANI DOTTORI COMMERCIALISTI DI COSENZA (Carmen Gigliotti, Piero Maccarrone, Luigi Sposato, Sandra Veneziano, Emanuela Dettagli Terzo settore e inserimento lavorativo. Carlo De Angelis ottobre 2009
Terzo settore e inserimento lavorativo Carlo De Angelis ottobre 2009 Obiettivi generali Per affermare il Welfare dei Diritti è necessario superare le forme assistenziali e sviluppare le attività di promozione Dettagli BOLLETTINO UFFICIALE REGIONE UMBRIA N. 10 DEL 4 MARZO 2005
LEGGE REGIONALE 17 FEBBRAIO 2005, N. 9 «Norme sulla cooperazione sociale». BOLLETTINO UFFICIALE REGIONE UMBRIA N. 10 DEL 4 MARZO 2005 IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato. LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Dettagli LINEE DI INDIRIZZO PER LA REALIZZAZIONE DI APPALTI PUBBLICI CHE FACILITINO INSERIMENTI LAVORATIVI DELLE PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO
Città di Minerbio Provincia di Bologna LINEE DI INDIRIZZO PER LA REALIZZAZIONE DI APPALTI PUBBLICI CHE FACILITINO INSERIMENTI LAVORATIVI DELLE PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO Approvato con deliberazione Dettagli L affidamento alle cooperative sociali e la problematica degli appalti riservati: l impostazione della questione
L affidamento alle cooperative sociali e la problematica degli appalti riservati: l impostazione della questione di Lino Bellagamba www.linobellagamba.it 1. Gli appalti riservati nella direttiva Cfr. l Dettagli http://www.normattiva.it/do/atto/export
Página 1 de 7 LEGGE 11 agosto 1991, n. 266 Legge-quadro sul volontariato. Vigente al: 22-5-2015 La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PROMULGA Dettagli Linee d'indirizzo per la realizzazione di appalti pubblici che facilitino inserimenti lavorativi delle persone in condizione di svantaggio
Linee d'indirizzo per la realizzazione di appalti pubblici che facilitino inserimenti lavorativi delle persone in condizione di svantaggio Premessa La condizione di fragilità occupazionale riguarda fasce Dettagli TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI. Art. 1 Finalità e strumenti per la realizzazione degli inserimenti lavorativi
REGOLAMENTO PER L INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE SVANTAGGIATE E DI PERSONE CON DISABILITA ATTRAVERSO LE PROCEDURE CONTRATTUALI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Finalità Dettagli DISEGNO DI LEGGE. Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 682. Misure per favorire lo sviluppo della managerialità nelle imprese del Mezzogiorno
Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 682 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa dei senatori SANGALLI, BERTUZZI, FIORONI, VITALI e GHEDINI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 22 MAGGIO 2008 Misure per favorire Dettagli CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE
Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2795 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI CARLONI, MARTELLI, LUCIANO AGOSTINI, CAPONE, COVA, DI SALVO, GRASSI, GIUSEPPE GUERINI, IACONO, Dettagli COMUNICAZIONE UNICA REGIONALE ALBO REGIONALE DELLE COOPERATIVE SOCIALI, CONSORZI E ORGANISMI ANALOGHI (AI SENSI DELL'ART. 27 DELLA L.R. N.
COMUNICAZIONE UNICA REGIONALE ALBO REGIONALE DELLE COOPERATIVE SOCIALI, CONSORZI E ORGANISMI ANALOGHI (AI SENSI DELL'ART. 27 DELLA L.R. N. 1/2008) Nome Cognome in qualità di legale rappresentante pro tempore Dettagli d) definisce le misure di promozione, sostegno e sviluppo della cooperazione sociale;
Legge Regionale 17 febbraio 2005, n. 9 "Norme sulla cooperazione sociale" B.U.R. 4 marzo 2005, n. 10 Art.1 (Oggetto e finalità) 1. Con la presente legge la Regione riconosce il rilevante valore e la finalità Dettagli PROPOSTA DI LEGGE MODIFICHE ALLA LEGGE QUADRO PER IL VOLONTARIATO 266/91
PROPOSTA DI LEGGE MODIFICHE ALLA LEGGE QUADRO PER IL VOLONTARIATO 266/91 Art. 1. Finalità e oggetto della legge 1. La Repubblica italiana riconosce il valore sociale e la funzione dell attività di volontariato Dettagli ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE
SOMMARIO SCHEMA DI SINTESI DISPOSIZIONI GENERALI ADEMPIMENTI CONTABILI E FISCA- LI AGEVOLAZIONI ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE L. 7.12.2000, n. 383 La Costituzione Italiana riconosce il valore sociale Dettagli REGOLAMENTO DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO
COMUNE DI CREVALCORE (Provincia di Bologna) REGOLAMENTO DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO INDICE 1 Titolo I - Disposizioni generali Art. 1 Dettagli "!#$!")*!$$!"$$$$ $!,$!"!"!! "$!-#$'9$%!7!!! $!&!!!#!& #8"# ( - &!!!! 9 $!& "!! "!#!")*'&&! $! #!# "$ $#!%%! 9 :''
!"#$! %$& % &! "# $! "& "$ $#!%%!!!#$ ''!!!!"'!($#&"!#$!")*+! "!! %% "!# $!")*!! "$!(,#)!"$!#!#!!$#!%%!!!#$ ''! ""! "!# $*!#)%" ''! ""! $#& '! % %$ "& $*-$. ""#! (&! +/01 2 (/30/ + 45 00 &/3067 '!"!#'"%%%!'!8!!!$-#$%!7+ Dettagli Favorire l inserimento lavorativo di persone svantaggiate
giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATOA alla Dgr n. 1357 del 26 maggio 2008 pag. 1/7 Atto di indirizzo sull inserimento lavorativo delle persone svantaggiate e delle persone deboli (L.R. 3 novembre 2006, Dettagli La cooperazione sociale in Italia. Brevi spunti per farsi venire qualche idea
La cooperazione sociale in Italia Brevi spunti per farsi venire qualche idea Le coop sociali queste sconosciute 1. Quali e quante sono (3-4) 2. La cooperativa in quanto tale (5-11) 3. Che cosa prevede Dettagli Tavolo. Crescita ed equità
Tavolo Crescita ed equità Roma 19 giugno 2007 Le Organizzazioni dell artigianato e del commercio, preso atto delle linee di intervento indicate nella relazione del Ministro del Lavoro e della Previdenza Dettagli LE COOPERATIVE SOCIALI. Relatori: Claudia Tesio Giorgio Agnello
LE COOPERATIVE SOCIALI Relatori: Claudia Tesio Giorgio Agnello 11 novembre 2014 LEGGE 8 novembre 1991 n. 381 Art. 1 Definizione Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l INTERESSE GENERALE Dettagli guida normativa alla cooperazione sociale
guida normativa alla cooperazione sociale aggiornata al 31.10.2015 guida normativa alla cooperazione sociale aggiornata al 31.10.2015 Soggetto attuatore Legacoop Veneto - Via Ulloa, 5-30175 Marghera Venezia Dettagli Sol.Co. Brescia Consorzio di Cooperative Sociali a r.l.
IL VALORE AGGIUNTO DELL INSERIMENTO LAVORATIVO La Cooperativa Sociale LEGGE 381/91 ART. 1 Le cooperative sociali hanno lo scopo di perseguire l interesse generale delle comunità alla promozione umana e Dettagli La tutela dei soggetti deboli sul mercato del lavoro. Ammortizzatori sociali Giovani Donne
La tutela dei soggetti deboli sul mercato del lavoro Ammortizzatori sociali Giovani Donne AMMORTIZZATORI SOCIALI La riforma punta al rafforzamento degli ammortizzatori sociali ed alla estensione delle Dettagli CAMERA DEI DEPUTATI DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (RENZI) E DAL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2208 DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI (RENZI) E DAL MINISTRO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI (POLETTI) Dettagli 1 Art. 19 della Direttiva 2004/18 in tema di Appalti riservati: Gli Stati membri possono riservare la
LA NUOVA NORMATIVA IN MATERIA DI APPALTI RISERVATI INTRODUCE NELLA LEGISLAZIONE ITALIANA LA FIGURA DEL LABORATORIO PROTETTO QUALE NUOVA FORMA DI IMPRESA SOCIALE Con l emanazione, in attuazione delle direttive Dettagli Camera dei deputati. Agevolazioni fiscali e contributive per l assunzione di determinate categorie di lavoratori
Camera dei deputati XVII LEGISLATURA Agevolazioni fiscali e contributive per l assunzione di determinate categorie di lavoratori Servizio studi Dipartimenti Lavoro e Finanze 17 Giugno 2014 1 AGEVOLAZIONI Dettagli Schema di decreto legislativo recante:
Schema di decreto legislativo recante: Incentivi all autoimprenditorialità e all autoimpiego, in attuazione della delega conferita dall articolo 45, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144. Visti gli Dettagli Alcune Linee Guida per l affidamento di appalti di servizi e forniture agli organismi della cooperazione sociale
Alcune Linee Guida per l affidamento di appalti di servizi e forniture agli organismi della cooperazione sociale 1. Premessa. A partire dalle indicazione della Giunta Comunale, il Settore Lavori Pubblici Dettagli MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio
OLTRE LA CRISI MANIFESTO APERTO VERSO IL PATTO COMUNITARIO VENETO Per una Responsabilità Sociale d Impresa e di Territorio Nel nostro mondo sempre più globalizzato viviamo in una condizione di interdipendenza Dettagli Legge Regionale 20 marzo 2015 n. 12. "Promozione e sviluppo della cooperazione". (Basilicata, BUR 23 marzo 2015, n. 13) IL CONSIGLIO REGIONALE
Legge Regionale 20 marzo 2015 n. 12 "Promozione e sviluppo della cooperazione". (Basilicata, BUR 23 marzo 2015, n. 13) IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Promulga Dettagli Incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego, in attuazione dell'articolo 45, comma 1, della L. 17 maggio 1999, n. 144 (2).
D.Lgs. 21 aprile 2000, n. 185 (1). Incentivi all'autoimprenditorialità e all'autoimpiego, in attuazione dell'articolo 45, comma 1, della L. 17 maggio 1999, n. 144 (2). (1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 6 Dettagli DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE
DISEGNO DI LEGGE RECANTE DELEGA AL GOVERNO PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE, DELL'IMPRESA SOCIALE E PER LA DISCIPLINA DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE. R E L A Z I O N E Il disegno di legge, che si compone Dettagli Legge 11/08/1991 Num. 266. Legge-quadro sul volontariato (in Gazz. Uff., 22 agosto, n. 196) Preambolo
Legge 11/08/1991 Num. 266 Legge-quadro sul volontariato (in Gazz. Uff., 22 agosto, n. 196) Preambolo La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; Il Presidente della Repubblica: Dettagli Famiglia, Scuola e Politiche Sociali. Settore Servizi Adulti in difficoltà PROPOSTA DI DELIBERAZONE DI GIUNTA COMUNALE
DIREZIONE CENTRALE FAMIGLIA, SCUOLA E POLITICHE SOCIALI H50 SETTORE SERVIZI PER ADULTI IN DIFFICOLTA P.G. n 939398/2009 PROPOSTA DI DELIBERAZONE DI GIUNTA COMUNALE O G G E T T O Istituzione di un Elenco Dettagli LEGGE REGIONALE N. 50 DEL 13-04-1995 REGIONE MARCHE. Norme di attuazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale.
LEGGE REGIONALE N. 50 DEL 13-04-1995 REGIONE MARCHE Norme di attuazione per la promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MARCHE N. 29 del 27 aprile Dettagli Legge 11 agosto 1991, n. 266. "Legge-quadro sul volontariato" (Pubblicata in G.U. 22 agosto 1991, n. 196)
Legge 11 agosto 1991, n. 266 "Legge-quadro sul volontariato" (Pubblicata in G.U. 22 agosto 1991, n. 196) 1. Finalità e oggetto della legge. - 1. La Repubblica italiana riconosce il valore sociale e la Dettagli LE PROPOSTE DEL FORUM A.S. ALLA XIII COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA
LE PROPOSTE DEL FORUM A.S. ALLA XIII COMMISSIONE AGRICOLTURA DELLA CAMERA Consegnate alla Commissione agricoltura della Camera dei deputati il 26 aprile 2012 1. Il Forum per una legge nazionale Il Forum Dettagli Titolo I Tutela del lavoro autonomo. Art. 1 (Ambito di applicazione)
28/01/2016 DISEGNO DI LEGGE Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato Titolo I Tutela Dettagli Legge 8 novembre 2000, n. 328. "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali"
Legge 8 novembre 2000, n. 328 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 13 novembre 2000 - Supplemento ordinario Dettagli LEGGE REGIONALE N. 18 DEL 9-06-1994 REGIONE PIEMONTE
LEGGE REGIONALE N. 18 DEL 9-06-1994 REGIONE PIEMONTE Norme di attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381 > Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PIEMONTE Dettagli REGOLAMENTO DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO
REGOLAMENTO DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO Il testo del presente Regolamento è stato approvato con deliberazione del Consiglio provinciale Dettagli DISEGNO DI LEGGE. Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 11
Senato della Repubblica XVI LEGISLATURA N. 11 DISEGNO DI LEGGE d iniziativa dei senatori BIANCONI e CARRARA COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 29 APRILE 2008 Modifiche alla legge 11 agosto 1991, n. 266, in Dettagli Cooperative sociali. Un impresa sociale, la tua. Guida alle agevolazioni per le Imprese Giovani Decreto Legislativo 185/2000 Titolo I Capo IV
Cooperative sociali. Un impresa sociale, la tua. Guida alle agevolazioni per le Imprese Giovani Decreto Legislativo 185/2000 Titolo I Capo IV Le norme nazionali e comunitarie hanno la prevalenza sui contenuti Dettagli REGOLAMENTO SOCIETARIO
Via Pietro del Pezzo,34 84100 Salerno Tel Fax 089 757051 e-mail : info@cooperativasociale.it REGOLAMENTO SOCIETARIO PREMESSA Il Regolamento societario, anche detto Regolamento Consortile è lo strumento Dettagli CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato MELANDRI. Riconoscimento e disciplina delle comunità intenzionali
Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 3891 PROPOSTA DI LEGGE d iniziativa del deputato MELANDRI Riconoscimento e disciplina delle comunità intenzionali Presentata il 23 novembre Dettagli Decreto Legislativo 21 aprile 2000, n. 185
1 di 8 26/02/2008 17.12 Decreto Legislativo 21 aprile 2000, n. 185 "Incentivi all'autoimprenditorialita' e all'autoimpiego, in attuazione dell'articolo 45, comma 1, della legge 17 maggio 1999, n. 144" Dettagli Interventi urgenti a sostegno della crescita
Interventi urgenti a sostegno della crescita Misure di accelerazione dell utilizzo delle risorse della politica di coesione (Fondo Sviluppo e Coesione, Piano Azione Coesione e Programmi dei Fondi Strutturali Dettagli La mutualità integrativa volontaria in campo sanitario
RUOLO E PROSPETTIVE DELLA MUTUALITÀ NEL SISTEMA SANITARIO ITALIANO La mutualità integrativa volontaria in campo sanitario Placido Putzolu - Presidente FIMIV Federazione Italiana Mutualità Integrativa Volontaria Dettagli Una rete che cresce. Al centro la persona Guida ai servizi di Sol.Co. Mantova
Una rete che cresce. Al centro la persona Guida ai servizi di Sol.Co. Mantova solidar Chi siamo La mission Sol.Co. Mantova (Solidarietà e Cooperazione) è un consorzio di cooperative sociali impegnate nella Dettagli BRUXELLES 6 GIUGNO 2012
BRUXELLES 6 GIUGNO 2012 Chi siamo Il Forum nasce con l assemblea di Firenze il 21 maggio 2011. Il Forum sta raccogliendo le idealità, il lavoro, le esperienze, maturate in tutta Italia negli ultimi 10 Dettagli 5. SOGGETTI AMMESSI E CRITERIO DI SCELTA DEL CONTRAENTE.
AVVISO PUBBLICO PER L AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI REFEZIONE SCOLASTICA DEL CAPOLUOGO MEDIANTE CONVENZIONE CON COOPERATIVE SOCIALI DI TIPO B). PERIODO 14/09/2015 30/06/2016. Codice CIG: 6358762865 Con determinazione Dettagli UNPLI Toscana - Commento alla Legge 7 dicembre 2000, n. 383 pagina 1 "Disciplina delle associazioni di promozione sociale"
UNPLI Toscana - Commento alla Legge 7 dicembre 2000, n. 383 pagina 1 Alcune Precisazioni sulla legge 383 : 1) La Legge 383/2000 non è una legge che si applica automaticamente, ma per usufruire dei vantaggi Dettagli Città di Castel Maggiore Provincia di Bologna Area affari generali e servizi istituzionali
Città di Castel Maggiore Provincia di Bologna Area affari generali e servizi istituzionali REGOLAMENTO DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO ================ Dettagli DECRETO 28 maggio 2001, n.295. Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell autoimpiego
DECRETO 28 maggio 2001, n.295 Regolamento recante criteri e modalità di concessione degli incentivi a favore dell autoimpiego Capo I Art. 1 Definizioni 1. Nel presente regolamento l'espressione: a) Dettagli D.M. 166/2014 MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE. Visto il decreto 10 maggio 2007 n. 62, adottato dal Ministero dell economia e delle finanze
MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE DECRETO 2 settembre 2014, n. 166 (G.U. 13 novembre 2014, n.264) Regolamento di attuazione dell articolo 6, comma 5-bis del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. Dettagli Se la sussidiarietà diventa un voucher
Voucher universale: ragioni e obiettivi della proposta Perché istituire un voucher universale per i servizi alla persona e alla famiglia? Quali sono i risultati attesi della riforma? di Roberto Cicciomessere Dettagli Welfare ed il welfare del Comune di Torino
Welfare ed il welfare del Comune di Torino a cura di Barbara Graglia Il welfare del Comune il sistema cittadino dei servizi sociali offre prestazioni aventi molto spesso caratteristiche di assoluta necessità Dettagli Lezione 6 Il terzo settore
N O E Percorso B Le società Lezione 6 Il terzo settore Cosa studieremo In questa lezione ci occuperemo del terzo settore. Per esso si intendono le organizzazioni di volontariato, ONLU (organizzazioni non Dettagli PROGETTO DI RELAZIONE
PARLAMENTO EUROPEO 2014-2019 Commissione per l'occupazione e gli affari sociali 15.4.2015 2014/2236(INI) PROGETTO DI RELAZIONE sull'imprenditoria sociale e l'innovazione sociale nella lotta alla disoccupazione Dettagli Decreto Legge n 76/2013: novità in materia di lavoro
FEDERAZIONE CONFSAL-UNSA COORDINAMENTO NAZIONALE BENI CULTURALI c/o Ministero per i Beni e le Attività Culturali Via del Collegio Romano, 27-00186 Roma Tel. 06.67232889 - Tel./Fax 0667232348 Fax Tiscali Dettagli IL CONSIGLIO REGIONALE
16 LEGGE REGIONALE 18 dicembre 2007, n. 39 Norme di attuazione della legge 7 dicembre 2007, n. 383 (Disciplina delle associazioni di promozione sociale). IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL PRESIDENTE Dettagli REGOLAMENTO -TIPO DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO
REGOLAMENTO -TIPO DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO Approvato con Delibera consiliare n. 19 del 27/03/2014 Titolo I - Disposizioni generali Dettagli RAPPORTI DI LAVORO NELL IMPRESA SOCIALE. Paolo Puppo Consulente del lavoro in Genova
RAPPORTI DI LAVORO NELL IMPRESA SOCIALE Paolo Puppo Consulente del lavoro in Genova L IMPRESA SOCIALE art. 14 del Dlgs 155/2006 Ai lavoratori dell impresa sociale non può essere corrisposto un trattamento Dettagli Problema Assistenza Anziani Cronici e Non Autosufficienti
Problema Assistenza Anziani Cronici e Non Autosufficienti La sanità integrativa è una realtà destinata a crescere in Italia per ragioni strutturali che metteranno sottopressione soprattutto alcuni settori Dettagli I NUOVI PROGRAMMI EUROPEI NELLE POLITICHE DI WELFARE. Milano, 11 Febbraio 2014
I NUOVI EUROPEI NELLE POLITICHE DI WELFARE Milano, 11 Febbraio 2014 CONTESTO DI RIFERIMENTO Nel marzo 2010 la Commissione Europea (CE) lancia la strategia EUROPA 2020 per una crescita intelligente, sostenibile Dettagli Le organizzazioni nella rete dei servizi sociali
Università degli Studi di Milano Bicocca Facoltà di Sociologia Corso di laurea in Servizio Sociale Anno Accademico 2008/09 Corso Organizzare un servizio Le organizzazioni nella rete dei servizi sociali Dettagli AIUTARE LA FAMIGLIA: MENO TASSE PER LAVORATORI E PENSIONATI UNA TRACCIA DI ANALISI E DI APPROFONDIMENTO PER LA DISCUSSIONE
AIUTARE LA FAMIGLIA: MENO TASSE PER LAVORATORI E PENSIONATI UNA TRACCIA DI ANALISI E DI APPROFONDIMENTO PER LA DISCUSSIONE 1. Riduzione del carico fiscale su lavoratori dipendenti e pensionati 2. Sostegno Dettagli (Campania, BUR 13 aprile 2015, n. 24) IL CONSIGLIO REGIONALE. ha approvato IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE. promulga. la seguente legge: TITOLO I
Legge Regionale 10 aprile 2015 n. 7 Promozione e valorizzazione delle cooperative sociali in Campania, in attuazione della legge 8 novembre 1991, n. 381 (Disciplina delle cooperative sociali). (Campania, Dettagli Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI. Art. 1 (Finalità e oggetto)
Disciplina delle Associazioni di Promozione Sociale CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 (Finalità e oggetto) 1. In attuazione dei principi della Costituzione italiana e della Carta dei diritti fondamentali Dettagli NUOVI PERCORSI DI INSERIMENTO LAVORATIVO
NUOVI PERCORSI DI INSERIMENTO LAVORATIVO La nuova legge n. 68 del 12/03/1999 Norme per il diritto al lavoro dei disabili risponde alla necessità di creare maggiori ed innovative opportunità per un collocamento Dettagli ASSOCIAZIONI RICONOSCIUTE VS. NON RICONOSCIUTE
ASSOCIAZIONI RICONOSCIUTE VS. NON RICONOSCIUTE Le associazioni sono un insieme di individui che si riuniscono e si vincolano tramite un contratto al fine di perseguire uno scopo comune volto al soddisfacimento Dettagli Legge n. 266 del 11 agosto 1991 Legge Quadro sul volontariato
Legge n. 266 del 11 agosto 1991 Legge Quadro sul volontariato Art. 1. Finalita' e oggetto della Legge 1. La Repubblica Italiana riconosce il valore sociale e la funzione della attivita' di volontariato Dettagli REGOLAMENTO DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO
REGOLAMENTO DELLE PROCEDURE CONTRATTUALI PER L'INSERIMENTO LAVORATIVO DI PERSONE IN CONDIZIONE DI SVANTAGGIO Titolo I - Disposizioni generali Art. 1 Finalità del Regolamento Art. 2 Beneficiari Art. 3 Strumenti Dettagli Le politiche sociali oggi: riflessioni e proposte delle Regioni
www.regioni.it Le politiche sociali oggi: riflessioni e proposte delle Regioni 1. IL QUADRO SOCIO-ECONOMICO Confindustria prevede crescita 0 ; OCSE indica una disoccupazione giovanile al 28%; Gli organismi Dettagli Codice Fiscale, Partita I.v.a. e iscrizione al Registro delle Imprese di Padova n. 04689260281 Rea di Padova n. 410310
CHI È SALVA SOCIETÀ DI MUTUO SOCCORSO Le mutue sono state istituite e sono regolamentate dalla Legge 3818 del 15 aprile 1886 recentemente rivista dall art 23 della Legge 17 Dicembre 2012, n.221, Conversione Dettagli D.M. 21 maggio 2001, n. 308 Requisiti strutture a ciclo residenziale Preambolo, Art.1, Art.2, Art. 3, Art. 4, Art. 5, Art. 6, Art. 7, Art. 8, Art.
D.M. 21 maggio 2001, n. 308 Requisiti strutture a ciclo residenziale Preambolo, Art.1, Art.2, Art. 3, Art. 4, Art. 5, Art. 6, Art. 7, Art. 8, Art. 9, Preambolo IL MINISTRO PER LA SOLIDARIETA' SOCIALE Visto Dettagli IL SISTEMA DEGLI INCENTIVI ALL OCCUPAZIONE. A cura del Servizio Politiche Territoriali e Coesione UIL (febbraio 2015)
IL SISTEMA DEGLI INCENTIVI ALL OCCUPAZIONE A cura del Servizio Politiche Territoriali e Coesione UIL (febbraio 2015) Jobs Act non solo contratto a tutele crescenti, razionalizzazione delle tipologie contrattuali, Dettagli ONLUS (D.Lgs.. N. 460/97; circolare n. 168/2008)
ONLUS (D.Lgs.. N. 460/97; circolare n. 168/2008) 1 Requisiti per la qualificazione delle Onlus Possono essere considerati ONLUS: (art. 10, comma 1) Associazioni riconosciute e non riconosciute; Comitati; Dettagli L affidamento di servizi mediante convenzionamento con
L affidamento di servizi mediante convenzionamento con Cooperative Sociali Castelgomberto 7 dicembre 2012 Roberto Travaglini Confindustria Vicenza Le norme del Codice dei contratti pubblici Art. 2 (Principi) Dettagli DECRETO DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE REGOLAMENTO RECANTE NORME PER IL FUNZIONAMENTO DEL FONDO
DECRETO DEL MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE E MINISTERO DEL TESORO, DEL 13 GENNAIO 2000, N. 91 REGOLAMENTO RECANTE NORME PER IL FUNZIONAMENTO DEL FONDO NAZIONALE PER IL DIRITTO AL LAVORO Dettagli DECRETO LEGGE 16 maggio 2008 n. 85
DECRETO LEGGE 16 maggio 2008 n. 85 Disposizioni urgenti per l'adeguamento delle strutture di Governo in applicazione dell'articolo 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Pubblicato nella Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: art. 4
 articolo 17
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 articolo 13
 articolo 9
 Art. 4
 art. 21
 articolo 18
 articolo 21
 Art. 5
 art.1
 art.4
 art.9
 art.4
 Art. 6
in fine
in fine
in fine
in fine
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 15
 Art. 1
 Art. 1
sui generis
 Art. 1
 Art. 1
 Art.1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 ART. 1
 Art. 19
 articolo 45
 Art. 1
 Art. 1
 articolo 6
 art. 14
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art.1
 Art.2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art.1
 Art.2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 2