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Timestamp: 2017-10-23 22:32:21+00:00

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Bozza nuovo Statuto comunale da sottoporre ad approvazione consiliare
1. Il Comune di Lacedonia è ente autonomo locale che rappresenta e cura gli interessi della Comunità locale, nell’ambito dei principi fissati dalla Costituzione e dalla legge generale dello Stato.
2. L’autogoverno della comunità si realizza con i poteri e gli istituti di cui al presente Statuto che è espressione giuridica della propria struttura ed attività.
3. Il Comune ha autonomia finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e trasferite nell’ambito delle leggi sulla finanza pubblica.
4. Il Comune esercita la propria attività regolamentare ed amministrativa, uniformandola al principio prioritario della consultazione e partecipazione popolare, nelle forme indicate dal presente statuto.
1. Il Comune promuove lo sviluppo ed il progresso civile, sociale ed economico della propria comunità ispirandosi ai valori ed agli obiettivi della Costituzione e della Carta Europea delle Autonomie Locali.
a - il superamento degli squilibri economici, sociali e territoriali esistenti nel proprio ambito e nella
comunità nazionale;
b -La valorizzazione umana delle categorie più deboli con particolare riferimento ai soggetti
svantaggiati, ispirandosi ai principi di solidarietà e giustizia;
c - persegue la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale ed ambientale, anche nelle
sue espressioni di costume e tradizione locale, del suo territorio;
d - riconosce l’esistenza di affinità storiche, culturali ed ambientali tra i Comuni limitrofi per il perseguimento degli obiettivi comuni;
e -sostiene il libero svolgimento della vita sociale dei singoli cittadini e dei gruppi, promuovendo
attività culturali, sociali, sportive e relazionali. Sostiene inoltre, le istituzioni della Comunità locale,
favorisce lo sviluppo delle associazioni democratiche, nonchè l’integrazione e la convivenza delle
diverse etnie.
Riconosce la famiglia e le altre formazioni sociali quale ambito di promozione umana. Persegue pari opportunità tra le persone ed in particolare uomini e donne;
f -persegue lo sviluppo delle proprie attività economiche e produttive, valorizzandone gli aspetti
caratteristici ed i prodotti tipici. In particolare fa proprie le iniziative di divulgazione, conoscenza e
valorizzazione delle piante e delle erbe officinali come fattore peculiare locale al fine anche della
promozione dello sviluppo turistico del proprio territorio.
ART. 5<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
FUNZIONI E COMPITI DEL COMUNE
<?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />LA FUNZIONE DEL COMUNE
1. Spettano al Comune tutte le funzioni di governo e amministrative, che riguardano la popolazione
ed il territorio comunale.
2 L’azione di governo del Comune si fonda sul metodo della pianificazione e programmazione.
3. Il Comune è titolare di funzioni proprie.
Il Comune, nell’osservanza del principio di sussidiarietà, esercita tutte le funzioni ed i compiti
amministrativi relativi alla cura degli interessi e alla promozione dello sviluppo della propria comunità, nonché tutte le funzioni ed i compiti amministrativi localizzabili nel proprio territorio.
4. Il Comune esercita altresì, nella propria autonomia, le funzioni attribuite o delegate.
5. Il Comune si impegna ad esercitare le funzioni amministrative che gli vengono delegate dalla
Regione, nell’ambito degli stanziamenti concordati all’atto di delega.
6. Concorre alla determinazione degli obiettivi contenuti nei piani e nei programmi dello Stato, della Regione, della Provincia e della Comunità Montana, nell’interesse della Comunità locale e nel rispetto delle leggi alla loro specificazione ed attuazione.
7. Il Comune, per l’esercizio delle funzioni in ambiti territoriali adeguati, attua forme di cooperazione con altri Comuni e con la Provincia.
2. Il Comune svolge ulteriori funzioni amministrative per i servizi di competenza statale qualora esse vengano affidate con legge, che regola anche i relativi rapporti finanziari, assicurando le risorse
3. Competono al Comune, ove occorra, funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza.
1. Il Comune realizza le proprie finalità adottando il metodo e gli strumenti della programmazione,
coordinandole a quanto previsto dai programmi dello Stato, della Regione e degli altri Enti
2. Il Comune realizza la propria programmazione, avvalendosi dell’apporto delle formazioni sociali,
economiche, sindacali e culturali operanti nel suo territorio. Il Comune realizza la programmazione
con la partecipazione democratica dei cittadini. Il criterio della programmazione è applicato anche
alle risorse umane e finanziarie.
3. Il rapporto con gli altri Comuni, con Comunità Montana, con la Provincia e la Regione sono uniformati ai principi di cooperazione, equiordinazione, complementarietà e
sussidiarietà tra le diverse sfere di autonomia.
1. L’ordinamento istituzionale del Comune promuove, nelle sue espressioni, condizioni di pari
opportunità fra uomo e donna ai sensi della Legge 10-4-1991, n.ro 125; a tal fine è prevista, in
quanto possibile, la presenza di entrambi i sessi negli organi collegiali del Comune e degli Enti,
Aziende ed istituzioni da esso dipendenti.
2. E’ riservato, salvo motivata impossibilità, a donne almeno un terzo, arrotondato all’unità più vicina, dei posti di componente delle commissioni di concorso. Nell’atto di nomina dei membri delle Commissioni di concorso viene specificato il motivo o fatto oggettivo che abbia impedito
l’osservanza della norma.
3. Il Regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e dei servizi e assicura a
tutti i dipendenti, prescindendo dal sesso,
ART. 18/A <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
1. Il Consiglio Comunale adotta, a maggioranza assoluta dei voti, il regolamento disciplinante il suo
funzionamento e quello delle commissioni consiliari istruttorie eventualmente previste, in conformità ai seguenti principi:
a. gli avvisi di convocazione devono pervenire almeno tre giorni prima della seduta al consigliere nel
domicilio dichiarato, utilizzando ogni mezzo di trasmissione che documenti l’invio; in caso di
urgenza, la consegna dovrà aver luogo almeno 24 ore prima di quella fissata per la riunione;
b. la riunione è valida con la presenza della metà del numero dei consiglieri assegnati, escluso il
Sindaco; in seconda convocazione, la riunione è valida con la presenza di un terzo dei consiglieri
assegnati escluso il Sindaco;
c. è fissato il periodo di tempo da dedicare, in ogni seduta, alla trattazione delle interrogazioni;
d. è previsto il tempo massimo per gli interventi individuali, per le repliche e per le dichiarazioni di
e. le modalità attraverso le quali saranno fornite al Consiglio le attrezzature necessarie.
1. La posizione giuridica, lo status, i diritti e le cause di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza dei
consiglieri sono regolati dalla legge e dal Regolamento del Consiglio Comunale
.Essi rappresentano l’intera comunità alla quale costantemente rispondono.
Ogni consigliere esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
I consiglieri entrano in carica ed assumono tutte le funzioni ad essa inerenti all’atto della
2. Ogni consigliere, secondo le procedure stabilite dal regolamento ha diritto di:
- esercitare l’iniziativa per tutti gli atti di competenza del consiglio
- formulare interrogazioni e mozioni;
-ottenere informazioni e copia di tutti i documenti utili all’espletamento del proprio mandato, senza
che possa essere opposto il segreto d’ufficio;
- accedere agli uffici comunali e ai servizi disposti per l’esercizio delle funzioni di consigliere
-i Consiglieri Comunali hanno il dovere di intervenire alle sedute del Consiglio Comunale e di
partecipare ai lavori delle Commissioni Consiliari permanenti di cui fanno parte.
3. Per l’esercizio delle loro funzioni e la partecipazione alle commissioni, sono attribuite ai consiglieri
le indennità ed i rimborsi secondo quanto stabilito dalla legge.
4. L’Amministrazione Comunale assicura l’assistenza in sede processuale a tutti i consiglieri che si
trovino implicati, in conseguenza di fatti ed atti relativi all’espletamento delle loro funzioni, in
procedimenti di responsabilità civile, penale od amministrativa in ogni stato e grado del giudizio,
purchè non vi sia conflitto di interessi con l’ente.
6. Le dimissioni dalla carica di Consigliere sono indirizzate al rispettivo Consiglio e devono essere
assunte immediatamente al protocollo dell’Ente nell’ordine temporale di presentazione; esse sono
irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci. Il Consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei Consiglieri dimissionari.
1. I Consiglieri possono costituirsi in gruppi, secondo quanto previsto nel regolamento del Consiglio
Comunale e ne danno comunicazione al Sindaco e al Segretario Comunale unitamente all’indicazione
del nome del capo gruppo. Qualora non si eserciti tale facoltà o nelle more della designazione, i
gruppi sono individuati nelle liste che si sono presentate alle elezioni e i relativi capo gruppo nei
consiglieri, non appartenenti alla Giunta, che abbiano riportato il maggior numero di preferenze.
2. E’ istituita, presso il Comune di Lacedonia, la conferenza dei capi gruppo. La disciplina, il
funzionamento e le specifiche attribuzioni sono contenute nel regolamento del Consiglio Comunale.
3. Ai capigruppo consiliari è consentito ottenere gratuitamente, una copia della documentazione
ART. 24<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
1. <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />La Giunta è composta dal Sindaco che la convoca e la presiede e da un numero massimo di ……….. assessori ?
2. Possono essere nominati Assessori anche cittadini non facenti parte del Consiglio, in possesso dei
requisiti di eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere e possano documentare un grado di
professionalità e competenza amministrativa, confacente alla carica da ricoprire.
3. Gli assessori non consiglieri possono partecipare ai lavori del Consiglio, delle commissioni ?
permanenti per illustrare argomenti concernenti le materie loro attribuite dal documento
programmatico, senza diritto di voto e senza concorrere a determinare il quorum per la validità
1. La Giunta è convocata e presieduta dal Sindaco che stabilisce l’ordine del giorno, tenuto conto
degli argomenti proposti dai singoli assessori.
2. La Giunta è convocata informalmente e funziona secondo le regole condivise dalla stessa.
3. Per la validità delle adunanze è richiesta la maggioranza dei componenti. Le deliberazioni sono
adottate a maggioranza dei presenti, salvo i casi per cui sia stabilita una maggioranza speciale.
Tutte le deliberazioni sono assunte, di regola, con votazione palese. Sono da assumere a scrutinio
segreto le deliberazioni concernenti persone, quando venga esercitata una facoltà discrezionale
fondata sull’apprezzamento delle qualità soggettive di una persona o sulla valutazione da questi
4. Alle sedute della Giunta partecipa il Segretario Comunale con funzioni consultive, referenti e di
assistenza e ne cura la verbalizzazione. Il Segretario Comunale non partecipa alle sedute quando si
trova in uno dei casi di incompatibilità.
5. Le sedute della Giunta non sono pubbliche, salva diversa decisione della Giunta stessa.
Il Sindaco può ammettere alle sedute della Giunta persone non appartenenti al collegio, con
esclusione dello loro presenza durante la votazione.
Alle sedute può partecipare il revisore dei conti.
CESSAZIONE DI SINGOLI COMPONENTI DELLA GIUNTA
c. revoca;
d. decadenza
2. Le dimissioni da membro della Giunta sono presentate in forma scritta al Sindaco, che le
comunica al Consiglio Comunale nella prima seduta successiva alla presentazione, unitamente alla
nomina del nuovo assessore in sostituzione del dimissionario.
3. L’atto con cui il Sindaco revoca uno o più assessori deve essere motivato ( con riferimento al
rapporto fiduciario) e comunicato al Consiglio.
5. Alla sostituzione dei singoli Assessori dimissionari, revocati, decaduti o cessati dall’ufficio per altra
causa provvede il Sindaco che ne da comunicazione al Consiglio nella stessa seduta in cui il Consiglio
prende atto della cessazione dalla carica di singoli componenti della Giunta
CAPO IV°<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
1. Il Sindaco è il capo del governo locale ed in tale veste esercita funzioni di rappresentanza
dell’Amministrazione Comunale , di Presidenza degli organi collegiali , di sovrintendenza e di
vigilanza della attività amministrativa dell’Ente.
<?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />2. Ha competenza e poteri di indirizzo, di coordinamento, di vigilanza e controllo dell’attività degli
Egli assume sia la veste di capo dell’Amministrazione Comunale sia quella di Ufficiale di Governo
3. La legge disciplina le modalità per l’elezione, i casi di incompatibilità e di ineleggibilità all’ufficio di
Sindaco, lo status e le cause di cessazione dalla carica.
4. Al Sindaco, oltre alle competenze di legge, sono assegnate dal presente Statuto e dai regolamenti
attribuzioni quale organo di amministrazione, di vigilanza e poteri di autorganizzazione delle
competenze connesse all’Ufficio.
5. Il Sindaco per il valido e pieno esercizio delle funzioni di Ufficiale di Governo presta , davanti al
Consiglio, nella seduta di insediamento, il giuramento di osservare lealmente la Costituzione Italiana.
Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune,
da portarsi a tracolla della spalla destra.
6. In caso si assenza o impedimento è sostituito dal Vice -Sindaco, designato dal Sindaco tra gli
1. Il Sindaco rappresenta il Comune, convoca e presiede il Consiglio e la Giunta Comunale,
sovrintende al funzionamento degli uffici e servizi, nonché alla esecuzione degli atti.
2. Il Sindaco, sentita la Giunta Comunale, riferisce annualmente al Consiglio sulla attività propria e
dell’organo collegiale.
3. Il Sindaco, nel fissare gli indirizzi generali di governo e gli obiettivi da attuare, indica le priorità ed emana le conseguenti direttive generali per l’adozione e per la gestione.
Impartisce direttive al Segretario Comunale e al Direttore Generale e ne controlla la realizzazione .
4. Il Sindaco esercita, inoltre, le funzioni attribuitegli dalla legge, dal presente Statuto e dai
regolamenti e sovrintende altresì all’espletamento delle funzioni statali e regionali attribuite o delegate al comune.
5. In particolare - sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio ed entro i termini di legge provvede alla nomina, designazione e revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzione, quando tali competenze non siano espressamente riservate dalla legge al Consiglio stesso. Tutte le nomine e le designazione devono aver luogo entro quarantacinque giorni dall’insediamento ovvero entro i termini di scadenza dell’incarico precedentemente conferito.
6. Nomina i responsabili dei servizi , attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di
collaborazione esterna secondo le modalità e i criteri stabiliti dal d.lgs n. 267/00 e successive modificazioni e integrazioni, nonché dallo Statuto e Regolamento comunale; quando non sia possibile avvalersi di personale alle dipendenze dell’Ente, l’attribuzione delle funzioni
dei responsabili degli uffici e servizi può avvenire a soggetti esterni mediante contratto a tempo
determinato utilizzando soggetti che siano in possesso delle caratteristiche richieste per la copertura
del posto; Il Sindaco definisce e conferisce l’incarico con convenzione scritta;
7. Nomina e revoca, in conformità alla legge, allo Statuto e ai Regolamenti il Segretario Comunale
8. Può attribuire al Segretario Comunale tutte le funzioni che ritiene opportune, ai sensi della
9. Il Sindaco, quale Ufficiale di Governo, assolve i compiti attribuitegli dalla legge ed in particolare
dall’art. 38 della legge 142/90 e adotta le ordinanze comunali contingibili e urgenti nelle materie
specificatamente indicate nel comma 2 dell’art. 38 della legge 142/
CAPO II°<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
1. <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />La Giunta:
a. in ottemperanza agli indirizzi e agli atti del Consiglio Comunale, approva il Piano Esecutivo di
Gestione, o documento analogo, individuando le priorità ed i mezzi per la realizzazione;
b, assegna agli uffici ed ai servizi gli obiettivi ed i tempi relativi, nonché le risorse per la loro
c. verifica a mezzo del nucleo di valutazione che l’attività degli uffici e dei servizi persegua gli obiettivi
assegnati e accerta il conseguimento degli stessi.
1. Il Responsabile del procedimento è individuato in apposito regolamento che stabilisce anche i
tempi di adozione del provvedimento finale.
2. I procedimenti ed i relativi responsabili sono comunicati alle parti interessate ai sensi dell’art. 7
della legge n.ro 241/90 e s.m.i..
1. Il bilancio di previsione, predisposto secondo le norme di legge, è proposto all’approvazione del
Consiglio Comunale unitamente alla documentazione contabile, alla relazione previsionale e
programmatica e al bilancio pluriennale ed alla proposta di Piano Esecutivo di Gestione o
documento analogo.
ATTRIBUZIONI GENERALI DEL SEGRETARIO COMUNALE
1. Il Segretario Comunale è nominato dal Sindaco e rimane in carica per un periodo non superiore a
quello del mandato del Sindaco; dopo la cessazione del mandato, il Segretario continua ad esercitare le proprie funzioni fino alla riconferma o alla nomina del nuovo Segretario. La nomina è disposta non prima di sessanta giorni e non oltre centoventi giorni dalla data di insediamento del Sindaco, decorsi i quali il Segretario è confermato.
Può essere revocato con provvedimento motivato del Sindaco previa deliberazione della Giunta, per
violazione dei doveri d’ufficio o negli altri casi previsti dalla legge.
2. Il Segretario Comunale , nel rispetto della legge che ne disciplina lo stato giuridico, ruolo e funzioni, è l’organo burocratico che sovrintende e coordina gli uffici e servizi. Al Segretario Comunale possono essere attribuite le funzioni di Direttore Generale ai sensi del d.lgs n. 267/00
3. Verifica tutta la fase istruttoria del procedimento e dell’attività amministrativa del Consiglio e della
Giunta e vigila sulla esecuzione delle relative deliberazioni.
4. Il Segretario Comunale svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico
amministrativa nei confronti degli organi dell’Ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti.
Il Segretario , inoltre:
b. può rogare, nell’esclusivo interesse dell’amministrazione, gli atti e i contratti del Comune,
dell’Istituzione e di altri Enti dipendenti, ad eccezione degli atti unilaterali e delle scritture private, per i quali può procedere soltanto alla autenticazione delle sottoscrizioni quando gli atti medesimi siano resi o stipulati nell’interesse dell’Ente stesso;
c. esercita ogni altra funzione, ivi incluse le funzioni di cui all’art. 51 ter della legge 142/90, come
introdotto dalla legge n.ro 191/1998, attribuitagli dalla Statuto o dai regolamenti, o conferitagli dal
ART. 43/A<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
<?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />LA CONFERENZA DEI RESPONSABILI DI SERVIZIO
1.Al fine di favorire la collegialità della funzione dirigenziale, viene istituita la conferenza dei
responsabili di servizio.
2. La conferenza è convocata e presieduta dal Segretario Comunale.
3. Alla conferenza compete.
a. discutere le questioni di interesse generale e quelle più rilevanti di interesse intersettoriale, al fine
di realizzare l’integrazione ed il coordinamento della funzione dirigenziale e dell’attività gestionale
b. Integrare a livello di ente i programmi e i progetti predisposti dai responsabili di servizio;
c. Presentare proposte e formulare pareri in ordine alla fattibilità delle indicazioni contenute negli atti
di indirizzo politico e amministrativo;
d. L’esercizio delle funzioni espressamente demandate dai regolamenti comunali;
e. Esprimere indirizzi e direttive al cui rispetto sono tenuti i singoli responsabili dei servizi, allo
scorpo di renderne omogeneo l’esercizio delle funzioni.
RESPONSABILE DI STRUTTURE
1. Le strutture delle unità che compongono l’assetto definito dallo schema organizzativo, sono
affidate alla responsabilità dei dipendenti cui il Sindaco abbia attribuito le funzioni per la loro
2. I dipendenti titolari delle funzioni di direzione, per la traduzione operativa delle linee
programmatiche del Sindaco e degli indirizzi consiliari, coadiuvano, sotto la direzione e il
coordinamento del direttore generale, se nominato, o del Segretario Comunale, la Giunta nella
definizione dei programmi annuali e pluriennali diretti a realizzarli, fornendo analisi di fattibilità e
proposte sull’impiego delle occorrenti risorse umane, reali e finanziarie.
3. Essi possiedono la titolarità esclusiva delle competenze gestionali loro proprie ai sensi di legge,
come specificato dal presente statuto e dal regolamento, e possono ricevere ulteriori competenze in
base ad un atto di delega del Sindaco. Il regolamento definisce le relazioni organizzative che
debbono essere osservate nel loro esercizio.
4. Ai responsabili di strutture spetta la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, compresa
l’adozione di tutti gli atti che impegnano l’Amministrazione verso l’esterno, mediante autonomi poteri
di spesa, di organizzazione delle risorse strumentali e di controllo. Essi sono responsabili della
5. I responsabili di struttura si distinguono per le funzioni svolte e per l’unità organizzativa cui sono
preposti. Il regolamento di organizzazione definisce gli ambiti di esplicazione delle attribuzioni
dirigenziali in ragione delle diverse unità organizzative. Con il medesimo regolamento si provvede,
altresì, a determinare i criteri di conferimento e la durata degli incarichi dirigenziali.
6. I responsabili di struttura, nell’esercizio dei poteri e delle attribuzioni loro conferite dalla legge.
a. Formulano proposte agli organi comunali anche ai fini della elaborazione di programmi, di
direttive, di schemi di deliberazione o di atti di competenza dei medesimi.
b. Curano l’attuazione dei programmi definiti dai suddetti organi e, qualora preposti alla direzione di una struttura organizzativa di massima dimensione, predispongono a tal fine progetti, la cui
gestione è assegnata ai responsabili delle strutture di livello inferiore, indicando le risorse
occorrenti alla realizzazione di ciascun progetto ;
c. Esercitano, secondo il vigente ordinamento contabile degli enti locali, l’esecuzione delle spese,
secondo modalità e procedure previste dalle leggi e dal regolamento di contabilità;
d. Individuano i responsabili dei procedimenti che fanno capo all’unità organizzativa cui sono preposti e ne coordinano l’attività. Ne verificano il rispetto dei termini e degli adempimenti, anche su richiesta dei terzi interessati;
e. Verificano e controllano le attività del personale che fa capo all’unità, anche con potere
sostitutivo in caso di inerzia;
ART. 51<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
1. Il verbale delle deliberazioni è redatto dal Segretario Comunale o, in caso di assenza, da un sostituto.
2. Il verbale viene sottoscritto dal Segretario verbalizzante e dal Presidente dell’organo deliberante.
3. Il verbale deve indicare:
- i dati relativi alla convocazione;
- l’elenco degli amministratori presenti e assenti alla trattazione dell’argomento;
- la designazione degli scrutatori;
- i punti essenziali della discussione;
- le formalità della seduta segreta e dello scrutinio segreto;
- il numero dei voti resi sulla proposta di delibera.
I voti contrari e gli astenuti sono riportati a verbale con l’individuazione dei votanti quando la
votazione è palese.
Se la votazione avviene segretamente, sono riportati a verbale, il numero dei votanti, il numero dei
voti favorevoli e contrari e il numero degli astenuti. Solo se la delibera è adottata a unanimità è
sufficiente specificare la sua approvazione utilizzando la formula a voti unanimi.
4. I verbali delle deliberazioni del Consiglio Comunale vengono approvati in seduta successiva,
dallo stesso organo deliberante.
PUBBLICAZIONE ED ESECUTIVITÀ’
1. I verbali delle delibere vengono pubblicati per 15 gg. consecutivi all’Albo Pretorio.
2. L’avvenuta esecutività delle deliberazioni, viene attestata sul verbale dal Segretario Comunale.
1. Le disposizioni di cui al presente capo si applicano a tutti gli atti aventi natura del provvedimento,
salvo quelli espressamente disciplinati dalla legge.
INIZIO DEL PROCEDIMENTI
1. I procedimenti amministrativi che si concludono con un provvedimento finale di competenza del
Comune sono regolamentati dal Regolamento Comunale adottato ai sensi degli artt. 2 e 4 della
legge 07-08-1990 n.ro 241/90.
2. Il Responsabile del procedimento è individuato in apposito Regolamento che stabilirà anche i
3. I procedimenti ed i relativi responsabili sono comunicati alle parti interessate ai sensi dell’art.7
della Legge 214/90.
4. La partecipazione al procedimento amministrativo è disciplinata dal regolamento comunale da
adottarsi ai sensi degli artt. 2 e 4 della legge 7.8.1990, n.ro 241.
1. Il revisore dei conti è nominato dal Consiglio Comunale, nei modi e tra le persone indicate dalla
legge, in possesso dei requisiti di cui al d.lgs. n. 267/00
2. Dura in carica un triennio, è rieleggibile per una sola volta ed è revocabile solo in caso di
inadempienza, secondo le norme previste dal Regolamento di Contabilità .
CAPO II<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
I CONTROLLI DI GESTIONE
FORME DI CONTROLLO DI GESTIONE
1. Sono istituite forme di controllo economico interno finalizzate al:
a - controllo finanziario per la verifica del mantenimento dell’equilibrio del bilancio;
b - controllo economico al fine di verificare la rispondenza in termini di costi/risultato della gestione ai
progetti obiettivo ed ai programmi approvati dal Consiglio Comunale;
c - controlli di produttività riguardanti le verifiche periodiche dell’utilizzo ottimale del personale e dei mezzi finanziari disponibili rispetto agli obiettivi dell’Amministrazione.
2. Oggetto del controllo di gestione sono gli obiettivi individuati dal Consiglio Comunale in sede di
relazione previsionale e programmatica e definiti dalla Giunta con il PEG o atto equivalente
3. Il controllo di gestione:
a. individua ed applica metodi, indicatori e parametri per la valutazione della efficacia della
organizzazione, dell’efficacia della attività di governo, amministrativa e di gestione, dell’economicità
b. individua le responsabilità soggettive ed oggettive e propone rimedi.
4.. Il Regolamento disciplina le modalità di esercizio e le forme di responsabilità connesse allo
svolgimento dei controlli di cui al primo comma.
ORDINAMENTO DEI SERVIZI E FORME DI
COLLABORAZIONE PER <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />LA GESTIONE
1. Il Comune svolge la propria attività, diretta a conseguire obiettivi e scopi di rilevanza sociale,
promozione dello sviluppo economico e civile, compresa la produzione di beni, attraverso servizi
pubblici che possono essere istituiti e gestiti anche con diritto di privativa, ai sensi di legge.
2. Il Comune gestisce i servizi pubblici: in economia, in concessione a terzi, a mezzo di aziende
speciali, a mezzo di istituzioni, a mezzo di Società per azioni o a responsabilità limitata a prevalente
capitale pubblico locale, costituite o partecipate dall’Ente titolare del pubblico servizio, qualora si
renda opportuna, in relazione alla natura o all’ambito territoriale del servizio da erogare, la
partecipazione di più soggetti pubblici e privati , a mezzo di altre forme di gestione previste
dall’ordinamento, oppure attraverso forme associative e di cooperazione con i Comuni.
3. La scelta delle forme di gestione per ciascun servizio deve essere effettuata previa valutazione
comparativa tra le diverse forme di gestione previste dalle leggi e dal presente statuto.
4. Il Comune può partecipare a società a prevalente capitale pubblico qualora, ne ravvisi
l’opportunità in relazione alla natura del servizio da erogare o dell’iniziativa da intraprendere.
5. Alla gestione dei Servizi di carattere sociale possono partecipare le espressioni del volontariato
1. Qualora il Comune ne ravvisi l’opportunità, la convenienza, l’economicità e l’efficacia, può
intraprendere forme associative di collaborazione con altri enti locali ai sensi dell’art. 24 della
Legge 142/90 per la gestione dei servizi pubblici e per lo svolgimento di funzioni.
In particolare può stipulare convenzioni con altri Comuni , <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Provincia. e la Comunità Montana.
2. Possono essere costituiti, fra gli altri, uffici unici per il reclutamento del personale, l’espletamento delle procedure di acquisto di beni e servizi, per la progettazione, la direzione e la realizzazione di lavori ed opere pubbliche nonché per il servizio di controllo interno con il compito di verificare,
mediante valutazioni comparative dei costi e dei rendimenti, la corretta gestione delle risorse,
l’imparzialità ed il buon andamento dell’azione amministrativa, nonchè tutte quelle ritenute opportune.
3. Con la convenzione il Comune disciplina l’esercizio da parte del responsabile dell’ufficio
convenzionato delle funzioni proprie svolte nell’interesse del Comune.
Le convenzioni per l’esercizio di funzioni amministrative in comune con altri Enti locali non possono
limitare il potere comunale di variarle.
4. Il Comune favorisce le forme associative tra Enti pubblici per la gestione dei servizi sociali.
1. Il Comune può partecipare alla costituzione di consorzi con Comuni, Provincie ed altri Enti
Pubblici, comprese le Comunità Montane, per la gestione associata di uno o più servizi e funzioni
secondo le norme previste dal presente statuto per le Aziende Speciali, in quanto compatibili; fra gli
stessi Comuni non può essere costituito più di un Consorzio.
2. Per tale costituzione il Consiglio Com.le approva, a maggioranza assoluta dei componenti,
unitamente allo statuto del consorzio, una convenzione ai sensi del precedente articolo.
3. La convenzione deve prevedere l’obbligo, a carico del consorzio, della trasmissione al Comune
degli atti fondamentali del Consorzio stesso la cui composizione e funzionamento sono regolati dalla legge e dallo statuto consortile.
4. Il Sindaco, o suo delegato, fa parte della assemblea del Consorzio, con responsabilità pari alla
quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo statuto del consorzio
PARTECIPAZIONE A SOCIETÀ’ PER AZIONI A RESPONSABILITÀ’ LIMITATA
1. Il Comune ha la possibilità di costituire o partecipare ad apposite S.p.A. e S.r.l. a prevalente o esclusivo capitale pubblico locale, ai sensi della normativa vigente.
1. Il Comune può promuovere e stipulare accordi di programma per la definizione e l’attuazione di
opere, interventi, programmi che richiedono l’azione concordata di Comuni, Comunità Montana,
Provincia e Regione, di amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici o comunque di uno o più tra i soggetti predetti.
Gli accordi di programma devono sancire i tempi, le modalità di assunzione ed il finanziamento dei
rispettivi impegni.
2. Le deliberazioni di cui al precedente articolo spettano sempre al Consiglio Comunale.
3. Per l’esercizio delle funzioni e degli interventi di assistenza tecnico-amministrativa e a sostegno
dell’innovazione organizzativa e della valorizzazione delle risorse umane negli Enti Locali, il Comune può promuovere accordi di programma con la Provincia.
1. Qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari aspe
CAPO I<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
1. Ai cittadini, è assicurato il diritto a partecipare alla formazione delle scelte politico-amministrative del Comune, secondo i principi e le forme stabilite nel presente Statuto.
2. Il Comune riconosce il diritto degli interessati, degli utenti, delle formazioni sociali e delle
associazioni titolari di interessi collettivi, come espressioni della Comunità Locale, a concorrere, nei
modi stabiliti dal presente Statuto e dalle norme regolamentari, all’indirizzo,
allo svolgimento e al controllo delle attività poste in essere dall’Amministrazione locale.
3. Il Comune rende effettivo il diritto alla partecipazione politica e amministrativa, garantendo
l’accesso alle informazioni e gli atti detenuti dall’Ente. Garantisce, altresì un’informazione completa, accessibile e veritiera sulle proprie attività e sui servizi pubblici locali.
4. Per facilitare l’aggregazione di interessi diffusi o per garantire l’autonoma espressione di richieste o esigenze nelle competenti sedi istituzionali, il Comune può istituire Comitati o Consulte secondo criteri di rappresentanza o di rappresentatività.
PARTECIPAZIONE POLITICO-AMMINISTRATIVA
VALORIZZAZIONE DELLE LIBERE ASSOCIAZIONI
1. Il Comune favorisce lo sviluppo e l’attività delle forme associative della propria popolazione,
intervenendo attraverso la messa a disposizione di beni e servizi o, compatibilmente con le proprie
risorse, con altre forme di sostegno reale.
2. Gli interventi di cui al comma precedente sono destinati ad associazioni e altre forme associative
senza fine di lucro che abbiano richiesto la propria iscrizione in apposito elenco periodicamente
aggiornato a cura dell’Amministrazione, e sono erogati con le modalità ed i criteri previsti dal
regolamento assunto ai termini dell’art. 12 della legge n. 241/90.
Nell’ambito dei predetti criteri, il Comune determina anche attraverso convenzioni, con le
associazioni, il contenuto dei singoli interventi. Le associazioni dovranno in ogni caso inviare al
Consiglio Comunale una relazione annuale sulle attività svolte e sulla effettiva utilizzazione dei beni o servizi assegnati dalla Amministrazione Comunale.
3. Le associazioni di cui al 2° comma possono presentare agli organi del comune, istanze, petizioni e proposte per esporre comuni necessità e chiedere l’adozione di adeguati provvedimenti a maggiore tutela di interessi collettivi.
CONSULTAZIONE POPOLARE ?
1. Il Comune riconosce, come forma di partecipazione, la consultazione dei cittadini che può
avvenire nelle forme e secondo le modalità di seguito riportate.
2. E’ in facoltà del Consiglio Comunale di istituire consulte permanenti in relazione ai singoli settori di
intervento amministrativo. Il Consiglio Comunale ove istituisca tali consulte ne determina anche la
3. Il Comune promuove la consultazione della popolazione residente, limitata alle zone in ragione
dell’oggetto della consultazione o estesa ad altre categorie di interessati. La consultazione è
disciplinata da apposito regolamento. Il regolamento ne precisa le forme ammettendo, tra l’altro, la
consultazione attraverso assemblee cittadine, dei rappresentanti di associazioni, di udienze
conoscitive, questionari ed ogni altra forma ritenuta idonea.
4. La consultazione può essere promossa dalla Giunta Comunale e/o dai 5/12 dei componenti
assegnati al Consiglio.
5. Il Consiglio Comunale valuta liberamente ed esamina le risultanze della consultazione in apposita
ART. 79<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
1. Il Sindaco indice il referendum quando lo richieda il Consiglio Comunale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti assegnati, o quando lo richieda 1/4 dei cittadini elettori della Camera dei Deputati e residenti nel Comune.
2. Sono escluse dal referendum le materie attinenti la revisione dello Statuto, tributi e bilancio, tariffe relative ai servizi, espropriazione per pubblica utilità, questioni attinenti sanzioni amministrative, mentre sono ammesse quelle di esclusiva competenza locale.
3. Il quesito sottoposto agli elettori deve rendere esplicite le eventuali maggiori spese o le possibili
minori entrate derivanti dal provvedimento oggetto della consultazione e indicare le modalità di
copertura di tali oneri.
4. Il referendum locale non può svolgersi in concomitanza con altre operazioni di voto, le operazioni di voto si svolgeranno nell’arco di un’unica giornata e una volta all’anno.
5. Quando il referendum sia richiesto dai cittadini elettori, <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />la Giunta Comunale valuta la regolarità
delle firme di presentazione autenticate e riferisce sulla ammissibilità.
6. L’indizione del referendum dovrà avvenire entro 90 gg.
7. Il referendum è valido se vi ha partecipato la metà più uno degli aventi diritto e la proposta è
accettata se ha ottenuto la maggioranza dei voti validamente espressi.
8. Il voto favorevole al quesito, obbliga il Consiglio Comunale alla discussione dello stesso nella I°
seduta successiva alla consultazione.
9. Nel caso in cui la proposta, sottoposta a referendum, sia approvata dalla maggioranza assoluta
degli aventi diritto al voto, il Consiglio Comunale e la Giunta non possono assumere decisioni
contrastanti con essa.
10. Le proposte di referendum non accolte, saranno discusse in Consiglio Comunale quali petizioni.
11. Il regolamento determina i criteri di formulazione e di valutazione dell’ammissibilità del quesito, le
modalità per la raccolta e l’autenticazione delle firme e per lo svolgimento delle operazioni di voto.
DIFENSORE CIVICO ?
1. Il Comune prevede l’istituzione del difensore civico con compiti di garanzia dell’imparzialità e del Suo andamento della P.A.
PREROGATIVE E FUNZIONAMENTO
1. Si istanza di cittadini, formazioni sociali, ovvero d’ufficio, il Difensore Civico segnala ai competenti organi del Comune, delle Aziende speciali e delle istituzioni, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini.
2. Il Difensore Civico può chiedere al Comune di eliminare presunti vizi di legittimità riguardanti
deliberazioni della Giunta o del Consiglio, adottate in materia di appalti e affidamento di servizi o
forniture di importo superiore alla soglia di rilievo comunitario, nonché in materia di assunzioni del
personale, piante organiche e relative variazioni.
3. Il Difensore civico, per l’adempimento dei propri compiti, ha libero accesso agli uffici comunali, a quelli delle aziende speciali ed istituzioni dell’Ente, anche alfine di effettuare accertamenti diretti; ha diritto di visionare atti e documenti e di averne copia, nonché di ottenere ogni altra notizia ed
informazione relativa alla questione trattata; può convocare funzionari per un esame congiunto delle
pratiche e dei documenti. Non può essergli opposto il segreto d’ufficio.
4. Acquisite le documentazioni e le informazioni necessarie, il Difensore Civico comunica al cittadino od alla associazione che ha richiesto l’intervento, le sue valutazioni e l’eventuale azione promossa.
Segnala al Responsabile del procedimento le irregolarità ed i vizi di procedura rilevati, invitando a
provvedere ai necessari adeguamenti, fissando in caso di ritardo i termini per l’adempimento.
5. Se il provvedimento che viene adottato non recepisce le segnalazioni del Difensore Civico, nello
stesso devono essere inserite le relative motivazioni. Il Difensore Civico può chiedere il riesame del
CAPO III<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
L’ACCESSO DEI CITTADINI ALL’INFORMAZIONE ED
AI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI
1. Con apposito regolamento è assicurato ai cittadini del Comune, singoli o associati, il diritto di
accesso agli atti amministrativi ed è disciplinato il rilascio di copie previo pagamento dei soli costi.
Le copie di atti dichiarate conformi all’originale soggiacciono alla vigente normativa sul bollo.
a - individua, con norme di organizzazione degli uffici e dei servizi, i responsabili dei procedimenti;
b -detta le norme necessarie per assicurare ai cittadini l’informazione sullo stato degli atti e delle
procedure e sull’ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino;
c - assicura il diritto dei cittadini di accedere, in generale, alle informazioni di cui è in possesso
d -assicura agli enti, alle organizzazioni di volontariato ed alle associazioni di accedere alle strutture
ed ai servizi, al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all’attività dell’Amministrazione.
PARTECIPAZIONE E ATTIVITÀ’ EROGATIVE
1. I regolamenti delle Istituzioni, gli Statuti delle Aziende Speciali, dei Consorzi cui partecipa il
Comune sono tenuti a dettare norme atte a garantire la pubblicità degli atti fondamentali attinenti alla gestione dei servizi loro affidati, ivi compresi gli accordi sindacali aziendali, nonché a prevedere modalità atte ad assicurare il controllo degli utenti e la rappresentazione delle loro esigenze.
2. Particolari condizioni di trasparenza, anche aggiuntive rispetto alle modalità stabilite dalla
legislazione vigente, sono inoltre dettate da regolamento nella disciplina dei contratti, per le ipotesi di concessione di servizi pubblici, di concessioni di servizi o costruzione di opere e di assunzione di
partecipazione azionaria da parte del Comune, aziende comunali o società ove la partecipazione
comunale sia maggioritaria.
3. Le istituzioni, le aziende, i consorzi e le società a partecipazione comunale maggioritaria non
possono sottoscrivere accordi sindacali aziendali senza la preventiva e distinta valutazione, cui è
assicurata adeguata pubblicità, delle conseguenze che ne derivano sul piano finanziario e su quello
della prestazione resa agli utenti.
INTEGRAZIONE SOCIALE E DIRETTIVE DEGLI HANDICAPPATI
1. Al fine di conseguire, ai sensi dell’art. 40, comma 1, della legge 5.2.1992, n.104, il coordinamento con i servizi sociali, sanitari, educativi e di tempo libero operanti nell’ambito comunale, degli interventi posti in essere dal Comune a favore delle persone handicappate, il Sindaco istituisce un Comitato di coordinamento che presiede e del quale fanno parte i dipendenti responsabili dei servizi che curano gli interventi sociali previsti dalla legge predetta e i responsabili, a seconda dei propri ordinamenti, dei servizi sociali, sanitari, educativi e del tempo libero esistenti sul territorio.
La presidenza può essere delegata all’Assessore.
SERVIZIO DI SEGRETERIA A

References: ART. 5

ART. 18

ART. 24

ART. 43

ART. 51

ART. 79