Source: https://www.laleggepertutti.it/124918_agevolazioni-prima-casa-se-i-coniugi-hanno-residenza-diversa?replytocom=261559
Timestamp: 2020-01-29 10:32:49+00:00

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Non perde le agevolazioni fiscali sulla prima casa chi si trasferisce nel nuovo immobile in comunione e destinato a casa familiare anche se ha la residenza in un altro Comune. In buona sostanza non c’è bisogno che tanto il marito quanto la moglie abbiano residenza nello stesso luogo se l’immobile è adibito a residenza familiare.
Via libera della Cassazione dunque al bonus prima casa qualora i coniugi abbiano residenza diversa; non conta infatti che solo il marito o solo la moglie abbia trasferito, nei 18 mesi successivi all’acquisto, la propria residenza: quel che davvero rileva è che sia stato dichiarato che nel predetto immobile la famiglia abbia la sua residenza. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza pubblicata di recente [1].
Ad avviso dei Supremi giudici, infatti, in tema di imposta di registro e dei relativi benefici per l’acquisto della prima casa, ai fini della fruizione degli stessi, il requisito della residenza nel Comune in cui è ubicato l’immobile va riferito alla famiglia, con la conseguenza che, in caso di comunione legale tra coniugi, quel che rileva è che il cespite acquistato sia destinato a residenza familiare, mentre non assume rilievo in senso contrario la circostanza che uno dei coniugi non abbia la residenza anagrafica in tale Comune, e ciò in ogni ipotesi in cui il bene sia divenuto oggetto della comunione ai sensi dell’art. 177 c.c., quindi sia in caso di acquisto separato che congiunto dello stesso.
nel Comune in cui l’acquirente ha già la sua residenza oppure nel quale egli stabilirà la propria residenza entro 18 mesi dalla data del rogito d’acquisto;
oppure nel Comune in cui l’acquirente svolge la propria attività di lavoro o di studio;
oppure nel Comune in cui ha sede il datore di lavoro dell’acquirente, se si tratta di un acquirente trasferito all’estero per ragioni di lavoro;
oppure in qualsiasi Comune italiano, se si tratta di un acquirente cittadino italiano emigrato all’estero, che non abbia altre case sul territorio italiano.
[1] Cass. sent. n. 19594 del 19 luglio 2019; dello stesso segno Cass. sent. n. 13334/16 del 28.06.2016.
1. La Commissione Tributaria regionale del Lazio con sentenza depositata il giorno 8 giugno 2011, rigettava l’appello proposto da B.C. avverso la decisione della CTP di Roma con cui era stato rigettato il ricorso proposto dal contribuente medesimo avverso un avviso di liquidazione per il recupero delle imposte di registro, ipotecaria e catastale relative alla quota del 50% del bene immobile acquistato con atto del 18.6.2002. L’atto impositivo era stato emesso sul presupposto che l’acquirente, il quale aveva acquistato l’immobile in comunione legale con la moglie, non aveva trasferito ivi la residenza entro 18 mesi dall’acquisto. Osservava la CTR che entrambi i coniugi avevano dichiarato nell’atto di acquisto che intendevano trasferire la propria residenza nell’immobile mentre solo la moglie vi aveva provveduto e, dunque, l’agevolazione non spettava relativamente alla quota del marito. Rilevava, inoltre, la CTR che il contribuente aveva affermato che per godere delle agevolazioni non era necessario il requisito della residenza di entrambi i coniugi, essendo rilevante la residenza effettiva riferita al nucleo familiare e, tuttavia, egli non aveva documentato la composizione del nucleo familiare.
5. Osserva la Corte che entrambi i motivi di ricorso debbono essere esaminati congiuntamente in quanto sottendono la medesima questione giuridica. Questo collegio ritiene di dover continuare a dar corso al più recente orientamento, secondo il quale, in tema di imposta di registro e di relativi benefici per l’acquisto della prima casa, il requisito della residenza va riferito alla famiglia, per cui ove l’immobile acquistato sia adibito a tale destinazione non rileva la diversa residenza di uno dei due coniugi che abbiano acquistato in regime di comunione, essendo essi tenuti non ad una comune sede anagrafica ma alla coabitazione (Sez. 5, Sentenza n. 25889 del 23/12/2015; Sez. 5, Sentenza n. 16355 del 28/06/2013; Sez. 5, Ordinanza n. 2109 del 28/01/2009). Sennonché la CTR, con valutazione di merito incensurabile in questa sede se non sotto il profilo della illogicità, ha ritenuto che il contribuente non aveva provato che l’immobile per il quale erano state chieste le agevolazioni fosse stato adibito a residenza familiare poiché neppure risultava quale fosse la composizione del nucleo familiare. Il dedotto motivo concernente il fatto che la CTR non ha considerato che la moglie aveva assunto la propria la residenza nell’immobile è, poi, privo di decisività, tenuto conto che, se è ben vero che è sufficiente che uno solo dei due coniugi abbia trasferito la residenza nell’immobile, ciò che rileva ai fini della concessione dell’agevolazione è che nell’immobile si realizzi la coabitazione dei coniugi, trattandosi di un elemento adeguato a soddisfare il requisito della residenza ai fini tributari (Cass. n. 14237 del 2000), in quanto ciò che conta non è tanto la residenza dei singoli coniugi, quanto quella della famiglia. L’art. 144 cod.civ., invero, prevede che i coniugi possano avere delle esigenze diverse ai fini della residenza individuale e fissare la residenza della famiglia, che è soggetto autonomo, per cui il metro di valutazione dei requisiti per ottenere il beneficio deve essere diverso in considerazione della presenza di un’altra entità, quale la famiglia. Ne deriva che la mera circostanza che la moglie avesse trasferito la residenza nell’immobile era elemento di per se irrilevante per affermare che colà fosse stata stabilita dai coniugi la residenza della famiglia.
29/06/2016 alle 17:05
L’Iva per acquisto di immobile non prima casa è al 10 per cento e non al 20.
03/01/2018 alle 20:24
Situazione: uno dei due coniugi ha già acquistato a proprio nome prima del matrimonio una casa su cui paga un mutuo e usufruisce delle agevolazione prima casa. L’altro coniuge vuole acquistare un nuovo immobile dove la famiglia andrà ad abitare. Possono entrambi fruire dell’agevolazione essendo gli immobili intestati separatamente ai due coniugi ed essendo sposati in regime di separazione dei beni?
O sarebbe necessario separare la residenza?
18/06/2018 alle 13:14
Premetto che sono sposato in regime di separazione dei beni.
Al fine di stare accanto a mia madre 93/enne, ho dovuto trasferire la mia residenza nel Lazio e mia moglie ha pensato bene di comprare una casa nello stesso comune della suocera (mia madre) in modo da intervenire in suo aiuto il più presto possibile, accollandosi un mutuo dove io ne sono il garante e che la stessa casa è diventata la residenza della famiglia.
In questo modo abbiamo trasferito entrambi la residenza.
Tuttavia ogni anno dobbiamo tornare in Puglia per motivi di lavoro ma il Comune mi chiede l’IMU per l’appartamento che è passato come seconda casa a causa del trasferimento di residenza, poiché l’immobile risulta nella mia disponibilità, mentre prima non pagavo l’IMU.
Ora, dovendo ripetere questa sceneggiata tutti gli anni, posso trasferire la MIA residenza in Puglia e godere dell’esenzione IMU pur essendo la residenza di mia moglie nella casa (nel Lazio) che lei ha acquistato?

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