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Timestamp: 2013-12-10 01:36:02+00:00

Document:
EUR-Lex - 32008L0001 - IT
GU L 24 del 29.1.2008, pagg. 8–29 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
di entrata in vigore: 18/02/2008; entrata in vigore data della pubblicazione + 20 vedi art. 23
del recepimento: 30/10/1999; al più tardi vedi art. 22
proposta Commissione; Com ? (Com if it refers to doc. type, otherwise Com.) 2006/0543 Def
parere Comitato economico e sociale; GU C 97/2007 P 12
31984L0360 abrogazione 31996L0061 abrogazione 32003L0035 modifica abrogazione parziale allegato II 32003L0035 modifica abrogazione parziale articolo 4 32003L0087 modifica abrogazione parziale articolo 26 32003R1882 modifica abrogazione parziale allegato III PT 61) 32006R0166 modifica abrogazione parziale articolo 21.2 52006PC0543 approvazione Modificato da:
rettificato da 32008L0001R(01) modificato da 32009L0031 modifica allegato 1 dal 25/06/2009
abrogato da 32010L0075 dal 07/01/2014
modifica proposta da 52010AG0001 abrogazione Atto interessato dalla pronuncia:
Ricorso per inadempimento 62009CA0258 articolo 5.1 Ricorso per inadempimento 62009CA0534 articolo 16 Interpretato da 62009CB0024 articolo 2 PT 15 Interpretato da 62009CB0024 A03 Ricorso per inadempimento 62009CJ0258 A05P1 Ricorso per inadempimento 62009CJ0258 A07 Ricorso per inadempimento 62009CJ0258 A09 Ricorso per inadempimento 62009CJ0258 A10 Ricorso per inadempimento 62009CJ0258 A13 Ricorso per inadempimento 62009CJ0258 A14LA Ricorso per inadempimento 62009CJ0258 A14LB Ricorso per inadempimento 62009CJ0258 A15P2 Ricorso per inadempimento 62009CJ0258 A03 Ricorso per inadempimento 62009CJ0534 A05P1 Ricorso per inadempimento 62009CJ0534 A06 Ricorso per inadempimento 62009CJ0534 A07 Ricorso per inadempimento 62009CJ0534 A08 Ricorso per inadempimento 62009CJ0534 A09 Ricorso per inadempimento 62009CJ0534 A10 Ricorso per inadempimento 62009CJ0534 A13 Ricorso per inadempimento 62009CJ0534 A14LA Ricorso per inadempimento 62009CJ0534 A14LB Ricorso per inadempimento 62009CJ0534 A15P2 Ricorso per inadempimento 62009CJ0534 interpretazione richiesta da 62009CN0165 interpretazione richiesta da 62009CN0166 interpretazione richiesta da 62009CN0167 constatazione di inadempimento richiesta da 62009CN0258 articolo 5.1 constatazione di inadempimento richiesta da 62009CN0534 A02PT15 Interpretato da 62009CO0024 A02PT16 Interpretato da 62009CO0024 A16 Interpretato da 62009CO0024 Ricorso per inadempimento 62010CA0050 A03 Ricorso per inadempimento 62010CJ0048 A05P1 Ricorso per inadempimento 62010CJ0048 A06 Ricorso per inadempimento 62010CJ0048 A07 Ricorso per inadempimento 62010CJ0048 A08 Ricorso per inadempimento 62010CJ0048 A09 Ricorso per inadempimento 62010CJ0048 A10 Ricorso per inadempimento 62010CJ0048 A13 Ricorso per inadempimento 62010CJ0048 A14LA Ricorso per inadempimento 62010CJ0048 A14LB Ricorso per inadempimento 62010CJ0048 A15P2 Ricorso per inadempimento 62010CJ0048 A05P1 Ricorso per inadempimento 62010CJ0049 A05P1 Ricorso per inadempimento 62010CJ0050 A03 Ricorso per inadempimento 62010CJ0607 A05P1 Ricorso per inadempimento 62010CJ0607 A06 Ricorso per inadempimento 62010CJ0607 A07 Ricorso per inadempimento 62010CJ0607 A08 Ricorso per inadempimento 62010CJ0607 A09 Ricorso per inadempimento 62010CJ0607 A10 Ricorso per inadempimento 62010CJ0607 A13 Ricorso per inadempimento 62010CJ0607 A14LA Ricorso per inadempimento 62010CJ0607 A14LB Ricorso per inadempimento 62010CJ0607 A15P2 Ricorso per inadempimento 62010CJ0607 articolo 5.1 constatazione di inadempimento richiesta da 62010CN0033 articolo 5.1 constatazione di inadempimento richiesta da 62010CN0044 articolo 5.1 constatazione di inadempimento richiesta da 62010CN0048 articolo 5.1 constatazione di inadempimento richiesta da 62010CN0049 articolo 5.1 constatazione di inadempimento richiesta da 62010CN0050 articolo 05 1 constatazione di inadempimento richiesta da 62010CN0607 A03 Ricorso per inadempimento 62011CJ0352 A06 Ricorso per inadempimento 62011CJ0352 A07 Ricorso per inadempimento 62011CJ0352 A08 Ricorso per inadempimento 62011CJ0352 A09 Ricorso per inadempimento 62011CJ0352 A10 Ricorso per inadempimento 62011CJ0352 A13 Ricorso per inadempimento 62011CJ0352 A14LA Ricorso per inadempimento 62011CJ0352 A14LB Ricorso per inadempimento 62011CJ0352 A15P2 Ricorso per inadempimento 62011CJ0352 constatazione di inadempimento richiesta da 62011CN0352 A03 Ricorso per inadempimento 62012CJ0158 A05P1 Ricorso per inadempimento 62012CJ0158 A06 Ricorso per inadempimento 62012CJ0158 A07 Ricorso per inadempimento 62012CJ0158 A08 Ricorso per inadempimento 62012CJ0158 A09 Ricorso per inadempimento 62012CJ0158 A10 Ricorso per inadempimento 62012CJ0158 A13 Ricorso per inadempimento 62012CJ0158 A14LA Ricorso per inadempimento 62012CJ0158 A14LB Ricorso per inadempimento 62012CJ0158 A15P2 Ricorso per inadempimento 62012CJ0158 articolo 5 P.1 constatazione di inadempimento richiesta da 62012CN0143 articolo 05 P1 constatazione di inadempimento richiesta da 62012CN0158 Visualizza le misure nazionali di esecuzione
(1) La direttiva 96/61/CE del Consiglio, del 24 settembre 1996, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento [3], è stata modificata in modo sostanziale e a più riprese [4]. A fini di razionalità e chiarezza è opportuno provvedere alla codificazione di tale direttiva.
(2) Gli obiettivi e i principi della politica ambientale comunitaria, quali definiti nell’articolo 174 del trattato, mirano in particolare a prevenire, ridurre e, per quanto possibile, eliminare l’inquinamento intervenendo innanzitutto alla fonte nonché garantendo una gestione accorta delle risorse naturali, nel rispetto del principio "chi inquina paga" e del principio della prevenzione.
(3) Il quinto programma d’azione per l’ambiente, la cui impostazione generale è stata approvata dal Consiglio e dai rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio nella risoluzione del 1o febbraio 1993, riguardante un programma comunitario di politica e di azione a favore dell’ambiente e di uno sviluppo sostenibile [5], assegnava priorità alla riduzione integrata dell’inquinamento quale elemento importante per raggiungere un equilibrio più sostenibile tra attività umane e sviluppo socioeconomico, da un lato, e risorse e capacità rigenerativa della natura, dall’altro.
(4) L’attuazione di un approccio integrato per ridurre l’inquinamento richiede un’azione a livello comunitario per modificare e completare l’attuale normativa comunitaria in materia di prevenzione e riduzione dell’inquinamento dovuto a impianti industriali.
(5) La direttiva 84/360/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1984, concernente la lotta contro l’inquinamento atmosferico provocato dagli impianti industriali [6], ha introdotto una disciplina generale che impone un’autorizzazione prima che un impianto industriale entri in funzione o sia sottoposto a modifiche sostanziali, in grado di provocare inquinamento atmosferico.
(6) La direttiva 2006/11/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006, concernente l’inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell’ambiente idrico della Comunità [7], prevede un obbligo di autorizzazione per lo scarico di dette sostanze.
(7) Nonostante l’esistenza di normative comunitarie sulla lotta contro l’inquinamento atmosferico e la prevenzione o la riduzione al minimo dello scarico di sostanze pericolose nell’acqua, non esiste finora un’analoga normativa comunitaria per prevenire o ridurre al minimo le emissioni nel suolo.
(8) Approcci distinti nel controllo delle emissioni nell’aria, nell’acqua o nel suolo possono favorire il trasferimento dell’inquinamento tra i vari settori ambientali anziché proteggere l’ambiente nel suo complesso.
(9) Un approccio integrato della riduzione dell’inquinamento serve a prevenire, ovunque sia possibile, le emissioni nell’aria, nell’acqua o nel suolo, tenendo conto della gestione dei rifiuti e, quanto meno, a ridurle al minimo per raggiungere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso.
(10) La presente direttiva dovrebbe stabilire un quadro generale per la prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento. Essa dovrebbe prevedere le misure necessarie per porre in essere una prevenzione e una riduzione integrate dell’inquinamento tese a raggiungere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso. Questo approccio integrato della riduzione dell’inquinamento dovrebbe favorire l’applicazione del principio dello sviluppo sostenibile.
(11) Le disposizioni della presente direttiva dovrebbero applicarsi fatte salve le disposizioni della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati [8]. Qualora informazioni o conclusioni ottenute a norma di quest’ultima direttiva vadano prese in considerazione per concedere un’autorizzazione, la presente direttiva non dovrebbe ostare all’applicazione della direttiva 85/337/CEE.
(12) Gli Stati membri dovrebbero adottare le disposizioni necessarie per garantire che un gestore di attività industriali contemplate dalla presente direttiva rispetti i principi generali di alcuni obblighi fondamentali. A tal fine è sufficiente che le autorità competenti tengano conto di tali principi generali quando definiscono le condizioni di autorizzazione.
(13) Le disposizioni adottate a norma della presente direttiva in alcuni casi devono essere applicate agli impianti esistenti dopo il 30 ottobre 2007 ed in altri a decorrere dal 30 ottobre 1999.
(14) Per affrontare i problemi dell’inquinamento in modo più diretto ed efficace, un gestore dovrebbe tener conto dei parametri ambientali. Tali parametri dovrebbero essere comunicati all’autorità o alle autorità competenti affinché possano verificare, prima di rilasciare un’autorizzazione, che tutte le idonee misure di prevenzione o di riduzione dell’inquinamento siano state previste. Procedure di applicazione divergenti possono determinare livelli diversi di protezione ambientale e di consapevolezza da parte del pubblico. Per questo le domande di autorizzazione a norma della presente direttiva dovrebbero includere un numero minimo di dati.
(15) Un efficace coordinamento della procedura e delle condizioni di autorizzazione tra le autorità competenti dovrebbe consentire di raggiungere il massimo livello possibile di protezione dell’ambiente nel suo complesso.
(16) La o le autorità competenti dovrebbero rilasciare o modificare un’autorizzazione soltanto se sono state previste misure globali di protezione ambientale relative all’aria, all’acqua e al suolo.
(17) L’autorizzazione dovrebbe comprendere tutte le misure necessarie per soddisfare le condizioni di autorizzazione, onde raggiungere un livello elevato di protezione dell’ambiente nel suo complesso. Ferma restando la procedura di autorizzazione, tali misure possono anche essere oggetto di norme generali vincolanti.
(18) Valori limite di emissione, parametri o misure tecniche equivalenti dovrebbero basarsi sulle migliori tecniche disponibili, senza imporre l’uso di una tecnica o di una tecnologia specifica, tenendo invece presenti le caratteristiche tecniche dell’impianto in questione, la sua posizione geografica e le condizioni ambientali locali. Comunque le condizioni di autorizzazione dovrebbero prevedere disposizioni volte a ridurre al minimo l’inquinamento a largo raggio o transfrontaliero e garantire un livello elevato di tutela complessiva dell’ambiente.
(19) Spetta agli Stati membri determinare come si potrà tener conto delle eventuali caratteristiche tecniche dei singoli impianti, della loro posizione geografica e delle condizioni ambientali locali.
(20) Qualora una norma di qualità ambientale imponga requisiti più severi di quelli che si possono soddisfare grazie alle migliori tecniche disponibili, l’autorizzazione dovrebbe stabilire condizioni supplementari, a prescindere da eventuali disposizioni aggiuntive imposte dalle norme di qualità ambientale.
(21) Le migliori tecniche disponibili evolvono col tempo, soprattutto in funzione del progresso tecnico ed è quindi opportuno che le autorità competenti seguano tali sviluppi e si tengano aggiornate.
(22) Una modifica apportata a un impianto può essere fonte di inquinamento. È opportuno stabilire che tutte le modifiche che potrebbero avere ripercussioni sull’ambiente vadano notificate all’autorità o alle autorità competenti. Le modifiche sostanziali dell’impianto dovrebbero essere soggette a una procedura di autorizzazione preventiva a norma della presente direttiva.
(23) Le condizioni dell’autorizzazione dovrebbero essere riesaminate periodicamente e, se necessario, aggiornate. In talune circostanze al riesame è opportuno procedere in qualunque caso.
(24) Una partecipazione effettiva del pubblico al processo decisionale dovrebbe, da un lato, consentire che vengano espressi punti di vista e preoccupazioni che possono utilmente influire sulle decisioni, dall’altro, consentire ai responsabili di tener conto di tali rilievi, il che accresce la responsabilità e la trasparenza del processo decisionale, oltre a favorire la consapevolezza del pubblico sui problemi ambientali e l’adesione alle decisioni adottate. In particolare, il pubblico dovrebbe avere accesso alle informazioni sul funzionamento degli impianti ed ai loro potenziali effetti sull’ambiente e, prima di qualsiasi decisione, alle informazioni relative alle domande di autorizzazione di nuovi impianti o di modifiche sostanziali e alle autorizzazioni stesse ed ai relativi aggiornamenti e dati di controllo.
(25) La partecipazione, compresa quella di associazioni, organizzazioni e gruppi, e in particolare di organizzazioni non governative di difesa dell’ambiente, dovrebbe pertanto essere incentivata, promuovendo l’educazione ambientale del pubblico.
(26) Il 25 giugno 1998 la Comunità ha sottoscritto la convenzione UNECE sull’accesso alle informazioni, sulla partecipazione del pubblico ai processi decisionali e sull’accesso alla giustizia in materia ambientale ("convenzione di Århus"). Fra gli obiettivi della convenzione Århus vi è il desiderio di garantire il diritto di partecipazione del pubblico alle attività decisionali in materia ambientale, per contribuire a tutelare il diritto di vivere in un ambiente adeguato ad assicurare la salute e il benessere delle persone.
(27) Lo sviluppo e lo scambio di informazioni a livello comunitario sulle migliori tecniche disponibili dovrebbe contribuire a correggere i divari nella Comunità in fatto di consapevolezza tecnologica, nonché a propagare su scala mondiale i valori limite stabiliti e le tecniche applicate nella Comunità, oltre a offrire agli Stati membri un aiuto nell’efficace attuazione della presente direttiva.
(28) A scadenze regolari è opportuno redigere relazioni sull’attuazione e sull’efficacia della presente direttiva.
(29) La presente direttiva riguarda gli impianti aventi un grande potenziale inquinante e, quindi, anche di inquinamento transfrontaliero. È opportuno procedere a consultazioni transfrontaliere ove le domande di autorizzazione riguardino nuovi impianti o modifiche sostanziali a impianti che possano avere forti ripercussioni ambientali negative. Le domande relative a progetti o modifiche sostanziali del genere dovrebbero essere accessibili al pubblico dello Stato membro che può subirne l’impatto.
(30) A livello comunitario risulta necessario intervenire per fissare valori limite di emissione per talune categorie di impianti e di sostanze inquinanti contemplate dalla presente direttiva. Il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero definire questi valori limite di emissione a norma del trattato.
(31) Le disposizioni della presente direttiva dovrebbero lasciare impregiudicate le disposizioni comunitarie in materia di salute e di sicurezza sul luogo di lavoro.
(32) La presente direttiva dovrebbe far salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto nazionale delle direttive di cui all’allegato VI, parte B,
1) "sostanze", gli elementi chimici e i loro composti, escluse le sostanze radioattive ai sensi della direttiva 96/29/Euratom del Consiglio, del 13 maggio 1996, che stabilisce le norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle radiazioni ionizzanti [9], e gli organismi geneticamente modificati ai sensi della direttiva 90/219/CEE del Consiglio, del 23 aprile 1990, sull’impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati [10], e della direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati [11];
2) "inquinamento", l’introduzione diretta o indiretta, a seguito di attività umana, di sostanze, vibrazioni, calore o rumore nell’aria, nell’acqua o nel suolo, che potrebbero nuocere alla salute umana o alla qualità dell’ambiente, causare il deterioramento di beni materiali, oppure danni o perturbazioni a valori ricreativi dell’ambiente o ad altri suoi legittimi usi;
3) "impianto", l’unità tecnica permanente in cui sono svolte una o più attività elencate nell’allegato I e qualsiasi altra attività accessoria tecnicamente connessa con le attività svolte nel luogo suddetto, in grado di influire sulle emissioni e sull’inquinamento;
4) "impianto esistente": un impianto che al 30 ottobre 1999, nell’ambito della legislazione vigente anteriormente a tale data, era in funzione o era autorizzato o che abbia costituito oggetto, a giudizio dell’autorità competente, di una richiesta di autorizzazione completa, purché sia poi entrato in funzione non oltre il 30 ottobre 2000;
5) "emissione", lo scarico diretto o indiretto, da fonti puntiformi o diffuse dell’impianto, di sostanze, vibrazioni, calore o rumore nell’aria, nell’acqua ovvero nel suolo;
6) "valori limite di emissione", la massa espressa in rapporto a determinati parametri specifici, la concentrazione e/o il livello di un’emissione che non possono essere superati in uno o più periodi di tempo. I valori limite di emissione possono essere fissati anche per determinati gruppi, famiglie o categorie di sostanze, in particolare quelle di cui all’allegato III. I valori limite di emissione delle sostanze si applicano di norma nel punto di fuoriuscita delle emissioni dall’impianto, escludendo dalla loro determinazione ogni eventuale diluizione. Per quanto concerne gli scarichi indiretti nell’acqua, l’effetto di una stazione di depurazione può essere preso in considerazione nella determinazione dei valori limite di emissione dell’impianto, purché essa garantisca un livello equivalente di protezione dell’ambiente nel suo complesso e non porti a carichi inquinanti maggiori nell’ambiente, fatte salve le disposizioni della direttiva 2006/11/CE e delle direttive adottate per la sua applicazione;
7) "norma di qualità ambientale", la serie di requisiti che devono sussistere in un dato momento in un determinato ambiente o in una specifica parte di esso, conformemente alla legislazione comunitaria;
8) "autorità competente", la o le autorità o gli organismi cui spetta, a norma delle disposizioni legislative degli Stati membri, adempiere agli obblighi derivanti dalla presente direttiva;
9) "autorizzazione", la parte o la totalità di una o più decisioni scritte, che autorizzano l’esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che l’impianto sia conforme ai requisiti della presente direttiva. Un’autorizzazione può valere per uno o più impianti o parti di essi, che siano localizzati sullo stesso sito e gestiti dal medesimo gestore;
10) "modifica dell’impianto", una modifica delle sue caratteristiche o del suo funzionamento ovvero un suo potenziamento che possa produrre conseguenze sull’ambiente;
11) "modifica sostanziale", una modifica dell’impianto che, secondo l’autorità competente, potrebbe avere effetti negativi e significativi per gli esseri umani o l’ambiente; ai fini della presente definizione, le modifiche o gli ampliamenti dell’impianto sono ritenuti sostanziali se le modifiche o gli ampliamenti di per sé modificano i parametri caratteristici dell’impianto di una entità almeno pari agli eventuali valori di soglia stabiliti nell’allegato I;
12) "migliori tecniche disponibili", la più efficiente e avanzata fase di sviluppo di attività e i relativi metodi di esercizio indicanti l’idoneità pratica di determinate tecniche a costituire, in linea di massima, la base dei valori limite di emissione intesi a evitare oppure, ove ciò si riveli impossibile, a ridurre in modo generale le emissioni e l’impatto sull’ambiente nel suo complesso. Si intendono per:
a) "tecniche", sia le tecniche impiegate sia le modalità di progettazione, costruzione, manutenzione, esercizio e chiusura dell’impianto;
b) "tecniche disponibili", le tecniche sviluppate su una scala che ne consenta l’applicazione in condizioni economicamente e tecnicamente valide nell’ambito del pertinente comparto industriale, prendendo in considerazione i costi e i vantaggi, indipendentemente dal fatto che siano o meno applicate o prodotte nello Stato membro in questione, purché il gestore possa avervi accesso a condizioni ragionevoli;
c) "migliori", le tecniche più efficaci per ottenere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso.
13) "gestore", qualsiasi persona fisica o giuridica che detiene o gestisce l’impianto oppure, ove la legislazione nazionale lo preveda, che dispone di un potere economico determinante sull’esercizio tecnico dell’impianto stesso;
14) "pubblico", una o più persone fisiche o giuridiche nonché, ai sensi della legislazione o prassi nazionale, le associazioni, le organizzazioni o i gruppi di tali persone;
15) "pubblico interessato", il pubblico che subisce o può subire gli effetti dell’adozione di una decisione relativa al rilascio o all’aggiornamento di un’autorizzazione o delle condizioni di autorizzazione, o che ha un interesse rispetto a tale decisione; ai fini della presente definizione le organizzazioni non governative che promuovono la difesa dell’ambiente e che soddisfano i requisiti di diritto nazionale si considerano portatrici di un siffatto interesse.
a) siano adottate le opportune misure di prevenzione dell’inquinamento, applicando segnatamente le migliori tecniche disponibili;
b) non si verifichino fenomeni di inquinamento significativi;
c) sia evitata la produzione di rifiuti, a norma della direttiva 2006/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, relativa ai rifiuti [12]; in caso contrario, questi vengono recuperati o, ove ciò sia tecnicamente ed economicamente impossibile, vengono eliminati evitandone e riducendone l’impatto sull’ambiente;
d) l’energia sia utilizzata in modo efficace;
e) siano adottate le misure necessarie per prevenire gli incidenti e limitarne le conseguenze;
f) si provveda onde evitare qualsiasi rischio di inquinamento al momento della cessazione definitiva delle attività e il sito stesso venga ripristinato in maniera soddisfacente.
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che nessun nuovo impianto funzioni senza autorizzazione, a norma della presente direttiva, fatte salve le eccezioni previste dalla direttiva 2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, concernente la limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione [13].
b) le materie prime e secondarie, le altre sostanze e l’energia usate o prodotte dall’impianto;
c) le fonti di emissione dell’impianto;
e) il tipo e l’entità delle emissioni prevedibili dell’impianto in ogni settore ambientale, identificando gli effetti significativi delle emissioni sull’ambiente;
f) la tecnologia prevista e le altre tecniche per prevenire le emissioni dall’impianto oppure, qualora ciò non fosse possibile, per ridurle;
g) ove necessario, le misure di prevenzione e di recupero dei rifiuti prodotti dall’impianto;
h) le altre misure previste per ottemperare agli obblighi fondamentali del gestore a norma dell’articolo 3;
i) le misure previste per controllare le emissioni nell’ambiente;
j) in forma sommaria, le eventuali principali alternative prese in esame dal richiedente.
2. I dati forniti a norma della direttiva 85/337/CEE, i rapporti di sicurezza elaborati a norma della direttiva 96/82/CE del Consiglio, del 9 dicembre 1996, sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose [14], nonché altre informazioni conformi a qualunque altra normativa, qualora soddisfino uno dei requisiti di cui al presente articolo, possono essere inclusi nella domanda di autorizzazione o essere a essa acclusi.
Quando le emissioni di un gas a effetto serra provenienti da un impianto sono indicate nell’allegato I della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità [15], in relazione a un’attività esercitata in un impianto del genere, l’autorizzazione stabilisce valori limite per le emissioni dirette di questo gas solo ove ciò risulti indispensabile per evitare un rilevante inquinamento locale.
a) l’inquinamento provocato dall’impianto è tale da rendere necessaria la revisione dei valori limite d’emissione stabiliti dall’autorizzazione o l’inserimento di valori limite nuovi;
b) le migliori tecniche disponibili hanno registrato sostanziali cambiamenti che consentono di ridurre notevolmente le emissioni senza imporre costi eccessivi;
d) nuove disposizioni legislative comunitarie o dello Stato membro lo esigono.
a) rispetti, nel proprio impianto, le condizioni dell’autorizzazione;
b) trasmetta regolarmente all’autorità competente i risultati della sorveglianza delle emissioni del proprio impianto, dando tempestiva comunicazione di inconvenienti o incidenti che comportino ripercussioni significative sull’ambiente;
c) fornisca ai rappresentanti dell’autorità competente tutta l’assistenza necessaria per effettuare qualsiasi ispezione dell’impianto, prelevare campioni e raccogliere ogni informazione necessaria all’assolvimento dei loro compiti, a norma della presente direttiva.
b) al rilascio di un’autorizzazione per modifiche sostanziali;
c) all’aggiornamento di un’autorizzazione o delle condizioni di autorizzazione relative a un impianto, a norma dell’articolo 13, paragrafo 2, lettera a).
3. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 si applicano nel rispetto delle restrizioni previste nell’articolo 4, paragrafi 1, 2 e 4 della direttiva 2003/4/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2003, sull’accesso del pubblico all’informazione ambientale [16].
a) il contenuto della decisione, compresa una copia dell’autorizzazione e delle eventuali condizioni, nonché degli aggiornamenti successivi;
b) previo esame delle preoccupazioni e dei pareri espressi dal pubblico interessato, i motivi e le considerazioni su cui è basata la decisione, incluse le informazioni relative al processo di partecipazione del pubblico.
a) vantino un interesse sufficiente; o
3. Ogni tre anni e per la prima volta per il periodo dal 30 ottobre 1999 al 30 ottobre 2002 compreso, gli Stati membri comunicano alla Commissione informazioni sull’applicazione della presente direttiva nel contesto di una relazione. Tale relazione è elaborata sulla base di un questionario o di uno schema elaborato dalla Commissione secondo la procedura di cui all’articolo 6, paragrafo 2, della direttiva 91/692/CEE del Consiglio, del 23 dicembre 1991, per la standardizzazione e la razionalizzazione delle relazioni relative all’attuazione di talune direttive concernenti l’ambiente [17]. Il questionario o lo schema sono inviati agli Stati membri sei mesi prima dell’inizio del periodo contemplato dalla relazione. La relazione è presentata alla Commissione entro nove mesi dalla fine del periodo di tre anni da essa contemplato.
a) le categorie di impianti di cui all’allegato I, fatta eccezione per le discariche di cui ai punti 5.1 e 5.4 di tale allegato; e
b) le sostanze inquinanti di cui all’allegato III.
3. Fatti salvi i requisiti stabiliti dalla presente direttiva, le prescrizioni tecniche applicabili alle discariche di cui ai punti 5.1 e 5.4 dell’allegato I sono state fissate nella direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alle discariche di rifiuti [18].
[1] GU C 97 del 28.4.2007, pag. 12.
[3] GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 166/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 33 del 4.2.2006, pag. 1).
[5] GU C 138 del 17.5.1993, pag. 1.
[6] GU L 188 del 16.7.1984, pag. 20. Direttiva modificata dalla direttiva 91/692/CEE (GU L 377 del 31.12.1991, pag. 48).
[7] GU L 64 del 4.3.2006, pag. 52.
[8] GU L 175 del 5.7.1985, pag. 40. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 156 del 25.6.2003, pag. 17).
[9] GU L 159 del 29.6.1996, pag. 1.
[10] GU L 117 dell’8.5.1990, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 2005/174/CE della Commissione (GU L 59 del 5.3.2005, pag. 20).
[11] GU L 106 del 17.4.2001, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1830/2003 (GU L 268 del 18.10.2003, pag. 24).
[12] GU L 114 del 27.4.2006, pag. 9.
[13] GU L 309 del 27.11.2001, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/105/CE del Consiglio (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 368).
[14] GU L 10 del 14.1.1997, pag. 13. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
[15] GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32. Direttiva modificata dalla direttiva 2004/101/CE (GU L 338 del 13.11.2004, pag. 18).
[16] GU L 41 del 14.2.2003, pag. 26.
[17] GU L 377 del 31.12.1991, pag. 48. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 1882/2003.
[18] GU L 182 del 16.7.1999, pag. 1. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 1882/2003.
a) laminazione a caldo con una capacità superiore a 20 tonnellate di acciaio grezzo all’ora;
b) forgiatura con magli la cui energia di impatto supera 50 chilojoule per maglio e con una potenza calorifica superiore a 20 MW;
c) applicazione di strati protettivi di metallo fuso con una capacità di trattamento superiore a 2 tonnellate di acciaio grezzo all’ora.
b) di fusione e lega di metalli non ferrosi, compresi i prodotti di recupero, (affinazione, formatura in fonderia) con una capacità di fusione superiore a 4 tonnellate al giorno per il piombo e il cadmio o a 20 tonnellate al giorno per tutti gli altri metalli.
b) idrocarburi ossigenati, segnatamente alcoli, aldeidi, chetoni, acidi carbossilici, esteri, acetati, eteri, perossidi, resine epossidiche;
Fatto salvo l’articolo 11 della direttiva 2006/12/CE o l’articolo 3 della direttiva 91/689/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti pericolosi [1]:
5.1. Impianti per lo smaltimento o il recupero di rifiuti pericolosi, della lista di cui all’articolo 1, paragrafo 4 della direttiva 91/689/CEE, quali definiti negli allegati II A e II B (operazioni R 1, R 5, R 6, R 8 e R 9) della direttiva 2006/12/CE e nella direttiva 75/439/CEE del Consiglio, del 16 giugno 1975, concernente l’eliminazione degli oli usati [2], con una capacità superiore a 10 tonnellate al giorno.
5.4. Discariche che ricevono più di 10 tonnellate al giorno o con una capacità totale di oltre 25000 tonnellate, escluse le discariche per i rifiuti inerti.
b) di carta e cartoni con una capacità di produzione superiore a 20 tonnellate al giorno.
6.4. a) Macelli aventi una capacità di produzione di carcasse di oltre 50 tonnellate al giorno;
- materie prime annuali (diverse dal latte) con una capacità di produzione di prodotti finiti di oltre 75 tonnellate al giorno,
- materie prime vegetali con una capacità di produzione di prodotti finiti di oltre 300 tonnellate al giorno (valore medio su base trimestrale);
a) 40000 posti pollame;
b) 2000 posti suini da produzione (di oltre 30 kg); o
[1] GU L 377 del 31.12.1991, pag. 20. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 166/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 33 del 4.2.2006, pag. 1).
[2] GU L 194 del 25.7.1975, pag. 23. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2000/76/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 332 del 28.12.2000, pag. 91).
1. Direttiva 87/217/CEE del Consiglio, del 19 marzo 1987, concernente la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento dell’ambiente causato dall’amianto
2. Direttiva 82/176/CEE del Consiglio, del 22 marzo 1982, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di mercurio del settore dell’elettrolisi dei cloruri alcalini
3. Direttiva 83/513/CEE del Consiglio, del 26 settembre 1983, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di cadmio
4. Direttiva 84/156/CEE del Consiglio, dell’ 8 marzo 1984, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di mercurio provenienti da settori diversi da quello dell’elettrolisi dei cloruri alcalini
5. Direttiva 84/491/CEE del Consiglio, del 9 ottobre 1984, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di esaclorocicloesano
6. Direttiva 86/280/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1986, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di talune sostanze pericolose che figurano nell’elenco I dell’allegato della direttiva 76/464/CEE
7. Direttiva 2000/76/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 dicembre 2000, sull’incenerimento dei rifiuti
8. Direttiva 92/112/CEE del Consiglio, del 15 dicembre 1992, che fissa le modalità di armonizzazione dei programmi per la riduzione, al fine dell’eliminazione, dell’inquinamento provocato dai rifiuti dell’industria del biossido di carbonio
9. Direttiva 2001/80/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2001, concernente la limitazione delle emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati dai grandi impianti di combustione
10. Direttiva 2006/11/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006, concernente l’inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell’ambiente idrico della Comunità
11. Direttiva 2006/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, relativa ai rifiuti
12. Direttiva 75/439/CEE del Consiglio, del 16 giugno 1975, concernente l’eliminazione degli oli usati
13. Direttiva 91/689/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti pericolosi
14. Direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alle discariche di rifiuti
1. Ossidi di zolfo e altri composti dello zolfo
2. Ossidi di azoto e altri composti dell’azoto
3. Monossido di carbonio
5. Metalli e relativi composti
6. Polveri
7. Amianto (particelle in sospensione e fibre)
8. Cloro e suoi composti
9. Fluoro e suoi composti
10. Arsenico e suoi composti
12. Sostanze e preparati di cui sono comprovate proprietà cancerogene, mutagene o tali da poter influire sulla riproduzione quando sono immessi nell’atmosfera
13. Poli-cloro-dibenzo-diossina (PCDD) e poli-cloro-dibenzo-furani (PCDF)
1. Composti organoalogenati e sostanze che possono dar loro origine nell’ambiente idrico
3. Composti organici dello stagno
4. Sostanze e preparati di cui sono comprovate proprietà cancerogene, mutagene o tali da poter influire sulla riproduzione in ambiente idrico o con il concorso dello stesso
7. Metalli e loro composti
8. Arsenico e suoi composti
9. Biocidi e prodotti fitofarmaceutici
10. Materie in sospensione
11. Sostanze che contribuiscono all’eutrofizzazione (nitrati e fosfati, in particolare)
12. Sostanze che esercitano un’influenza sfavorevole sul bilancio di ossigeno (misurabili con parametri quali DBO, DCO)
1. Impiego di tecniche a scarsa produzione di rifiuti
2. Impiego di sostanze meno pericolose
3. Sviluppo di tecniche per il recupero e il riciclo delle sostanze emesse e usate nel processo, e, ove opportuno, dei rifiuti
4. Processi, sistemi o metodi operativi comparabili, sperimentati con successo su scala industriale
5. Progressi in campo tecnico ed evoluzione delle conoscenze in campo scientifico
6. Natura, effetti e volume delle emissioni in questione
7. Date di messa in funzione degli impianti nuovi o esistenti
8. Tempo necessario per utilizzare una migliore tecnica disponibile
9. Consumo e natura delle materie prime ivi compresa l’acqua usata nel processo e efficienza energetica
10. Necessità di prevenire o di ridurre al minimo l’impatto globale sull’ambiente delle emissioni e dei rischi
11. Necessità di prevenire gli incidenti e di ridurne le conseguenze per l’ambiente
12. Informazioni pubblicate dalla Commissione ai sensi dell’articolo 17, paragrafo 2, secondo comma, o da organizzazioni internazionali
1. Il pubblico è informato (attraverso pubblici avvisi oppure in altra forma adeguata quali mezzi di comunicazione elettronici, se disponibili) in una fase precoce della procedura di adozione di una decisione o, al più tardi, non appena sia ragionevolmente possibile fornire le informazioni, sui seguenti aspetti:
a) la domanda di autorizzazione o, secondo il caso, la proposta di aggiornamento di un’autorizzazione o delle condizioni di autorizzazione ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, compresa la descrizione degli elementi di cui all’articolo 6, paragrafo 1;
b) eventualmente, il fatto che la decisione sia soggetta a una procedura di valutazione dell’impatto ambientale nazionale o transfrontaliera o alle consultazioni tra Stati membri ai sensi dell’articolo 18;
e) le eventuali informazioni riguardanti una proposta di aggiornamento di un’autorizzazione o delle condizioni di autorizzazione;
f) l’indicazione dei tempi e dei luoghi in cui possono essere ottenute le informazioni e le modalità in base alle quali esse sono rese disponibili;
g) le modalità precise della partecipazione e della consultazione del pubblico ai sensi del paragrafo 5.
a) conformemente alla legislazione nazionale, ai principali rapporti e consulenze pervenuti alla o alle autorità competenti nel momento in cui il pubblico interessato è informato conformemente al paragrafo 1;
b) conformemente alle disposizioni della direttiva 2003/4/CE, alle informazioni diverse da quelle previste al paragrafo 1 che sono pertinenti ai fini della decisione di cui all’articolo 8 e che sono disponibili soltanto dopo che il pubblico interessato è stato informato conformemente al paragrafo 1.
3. Il pubblico interessato ha il diritto di presentare osservazioni e di esprimere pareri all’autorità competente prima che sia adottata una decisione.
4. Gli esiti delle consultazioni condotte ai sensi del presente allegato vanno tenuti nella dovuta considerazione al momento della decisione.
5. Gli Stati membri stabiliscono le modalità precise di informazione del pubblico (ad esempio mediante affissione entro una certa area o mediante pubblicazione nei giornali locali) e di consultazione del pubblico interessato (ad esempio per iscritto o tramite indagine pubblica). Vengono fissate scadenze adeguate per le varie fasi, che concedano un tempo sufficiente per informare il pubblico nonché per consentire al pubblico interessato di prepararsi e di partecipare efficacemente al processo decisionale in materia ambientale ai sensi delle disposizioni del presente allegato.
Direttiva 96/61/EC del Consiglio (GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26). | |
Direttiva 2003/35/EC del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 156 del 25.6.2003, pag. 17). | limitatamente all’articolo 4 e all’allegato II |
Direttiva 2003/87/EC del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32). | limitatamente all’articolo 26 |
Regolamento (CE) n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1). | limitatamente al punto 61 dell’allegato III |
Regolamento (CE) n. 166/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 33 del 4.2.2006, pag. 1). | limitatamente all’articolo 21, paragrafo 2 |
96/61/CE | 30 ottobre 1999 |
2003/87/CE | 31 dicembre 2003 |
Direttiva 96/61/CE | Presente direttiva |
Articolo 2, punti da 1 a 9 | Articolo 2, punti da 1 a 9 |
Articolo 2, punto 10, lettera a) | Articolo 2, punto 10 |
Articolo 2, punto 10, lettera b) | Articolo 2, punto 11 |
Articolo 2, punto 11, primo comma, alinea | Articolo 2, punto 12, primo comma, alinea |
Articolo 2, punto 11, primo comma, primo trattino | Articolo 2, punto 12, primo comma, lettera a) |
Articolo 2, punto 11, primo comma, secondo trattino | Articolo 2, punto 12, primo comma, lettera b) |
Articolo 2, punto 11, primo comma, terzo trattino | Articolo 2, punto 12, primo comma, lettera c) |
Articolo 2, punto 11, secondo comma | Articolo 2, punto 12, secondo comma |
Articolo 2, punto 12 | Articolo 2, punto 13 |
Articolo 2, punto 13 | Articolo 2, punto 14 |
Articolo 2, punto 14 | Articolo 2, punto 15 |
Articolo 3, primo comma | Articolo 3, paragrafo 1 |
Articolo 3, secondo comma | Articolo 3, paragrafo 2 |
Articolo 6, paragrafo 1, primo comma, alinea | Articolo 6, paragrafo 1, alinea |
Articolo 6, paragrafo 1, primo comma, trattini dal primo al decimo | Articolo 6, paragrafo 1, primo comma, lettere da a) a j) |
Articolo 6, paragrafo 1, secondo comma | Articolo 6, paragrafo 1, secondo comma |
Articolo 6, paragrafo 2 | Articolo 6, paragrafo 2 |
Articoli da 7 a 12 | Articoli da 7 a 12 |
Articolo 13, paragrafo 1 | Articolo 13, paragrafo 1 |
Articolo 13, paragrafo 2, alinea | Articolo 13, paragrafo 2, alinea |
Articolo 13, paragrafo 2, trattini dal primo al quarto | Articolo 13, paragrafo 2, lettere da a) a d) |
Articolo 14, alinea | Articolo 14, alinea |
Articolo 14, trattini dal primo al terzo | Articolo 14, lettere da a) a c) |
Articolo 15, paragrafo 1, primo comma, alinea | Articolo 15, paragrafo 1, primo comma, alinea |
Articolo 15, paragrafo 1, primo comma, trattini dal primo al terzo | Articolo 15, paragrafo 1, primo comma, lettere da a) a c) |
Articolo 15, paragrafo 1, secondo comma | Articolo 15, paragrafo 1, secondo comma |
Articolo 15, paragrafo 4 | Articolo 15, paragrafo 3 |
Articolo 15, paragrafo 5 | Articolo 15, paragrafo 4 |
Articolo 15 bis, primo comma, alinea e chiusa | Articolo 16, paragrafo 1 |
Articolo 15 bis, primo comma, lettere a) e b) | Articolo 16, paragrafo 1, lettere a) e b) |
Articolo 15 bis, secondo comma | Articolo 16, paragrafo 2 |
Articolo 15 bis, terzo comma, prima e seconda frase | Articolo 16, paragrafo 3, primo comma |
Articolo 15 bis, terzo comma, terza frase | Articolo 16, paragrafo 3, secondo comma |
Articolo 15 bis, quarto comma | Articolo 16, paragrafo 4, primo comma |
Articolo 15 bis, quinto comma | Articolo 16, paragrafo 4, secondo comma |
Articolo 15 bis, sesto comma | Articolo 16, paragrafo 5 |
Articolo 18, paragrafo 1, alinea e chiusa | Articolo 19, paragrafo 1 |
Articolo 18, paragrafo 1, primo e secondo trattino | Articolo 19, paragrafo 1, lettere a) e b) |
Articolo 18, paragrafo 2, primo comma | Articolo 19, paragrafo 2 |
Articolo 18, paragrafo 2, secondo comma | Articolo 19, paragrafo 3 |
Articolo 20, paragrafo 2 | Articolo 20, paragrafo 2 |
Articolo 20, paragrafo 3, primo comma | Articolo 20, paragrafo 3, primo comma |
Articolo 20, paragrafo 3, secondo comma | — |
Articolo 20, paragrafo 3, terzo comma | Articolo 20, paragrafo 3, secondo comma |
Articolo 21, paragrafo 1 | — |
Articolo 21, paragrafo 2 | Articolo 21 |
Articolo 22 | Articolo 23 |
Articolo 23 | Articolo 24 |

References: art. 23
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Articolo 2
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