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Timestamp: 2020-01-27 21:26:46+00:00

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Condominio e privacy: inammissibile la domanda cautelare del condominio in mancanza di strumentalità ed inerenza con la domanda svolta dai condomini.
E’ inammissibile la domanda cautelare svolta dal Condominio diretta ad ottenere l’adozione di tutti gli opportuni provvedimenti necessari a consentire il rispetto della normativa in materia di privacy e di trattamento dei dati personali per mancata indicazione della domanda di merito che si intendeva coltivare nel giudizio principale già pendente (fattispecie in cui il Condominio – ricorrente nel giudizio cautelare, ma convenuto nel giudizio ordinario pendente – in tale giudizio non ha svolto alcuna domanda né in via adesiva, né in via autonoma). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 11 February 2019.
Disposizioni in tema di sicurezza ed accessibilità degli edifici.
In tema di accessibilità degli edifici e di eliminazione delle barriere architettoniche, le prescrizioni tecniche dettate dall'art. 8 del d.m. n. 236 del 1989 in ordine alla larghezza minima delle rampe delle scale (indicata nella misura di m. 1,20), possono essere derogate mediante scrittura privata poiché l'art. 7 del medesimo d.m. consente, in sede di progetto, di adottare soluzioni alternative alle suddette specificazioni e soluzioni tecniche, purché rispondenti alle esigenze sottintese dai criteri di progettazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 24 January 2019, n. 2050.
Piano del consumatore proposto da un condominio di edifici.
Piano del consumatore - Legittimazione del condominio - Inammissibilità.
E’ inammissibile il piano del consumatore proposto da un condominio di edifici in quanto soggetto privo dei requisiti di cui all’art. 6 perché non riconducibile ad una “persona fisica”. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 16 January 2019.
Decisioni sulla scelta del contraente per l'esecuzione di lavori da conferire in appalto e sul riparto del relativo corrispettivo.
In tema di condominio, le decisioni sulla scelta del contraente per l'esecuzione di lavori da conferire in appalto e sul riparto del relativo corrispettivo, assunte da una commissione di condòmini nominata con delibera assembleare con l'incarico di esaminare i preventivi di spesa, sono vincolanti per tutti i condòmini - anche dissenzienti - solamente in quanto rimesse all'approvazione, con le maggioranze prescritte, dell'assemblea, le cui funzioni non sono delegabili a un gruppo di condòmini. (Nella specie, la S.C. ha cassato la decisione del giudice del merito che aveva invece ritenuto che la delibera assembleare di incarico a due consiglieri di esaminare i preventivi e decidere la spesa da affrontare fosse idonea a conferire ad essi, quali mandatari degli altri condomini, poteri rappresentativi in ordine alla stipula del contratto di appalto). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 20 December 2018, n. 33057.
Servitù di parcheggio per accordo delle parti.
E’ configurabile, per accordo delle parti, un diritto di uso di un’area per fine di parcheggio. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 17 December 2018, n. 32579.
L’amministratore di condominio può proporre opposizione a decreto ingiuntivo in nome e per conto del condominio anche in assenza di autorizzazione o ratifica assembleare.
L’istituto della rappresentanza apparente si applica anche in favore del terzo contraente il quale non chieda, al rappresentante, la giustificazione del proprio potere rappresentativo: trattandosi di una facoltà garantita dall’art. 1393 cod. civ., e non di un obbligo, la mancata richiesta non influisce sulla scusabilità dell’errore. (Stefano Romoli) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 11 December 2018.
Innovazione comportante una spesa assunta interamente a proprio carico da un condomino.
Qualora un esborso relativo ad innovazioni non debba essere ripartito fra i condomini, per essere stato assunto interamente a proprio carico da uno di essi, trova applicazione la disposizione generale dell'art. 1102 c.c., che contempla anche le innovazioni, in forza della quale ciascun partecipante può servirsi della cosa comune - purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri condòmini di farne uguale uso secondo il loro diritto - e può, perciò, apportare alla stessa, a proprie spese, le modificazioni necessarie a consentirne il migliore godimento. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di appello che aveva ritenuto l'installazione di un ascensore sulle parti comuni, eseguita dai convenuti in primo grado a loro spese, legittima ex art. 1102 c.c., non ricorrendo una limitazione della proprietà degli altri condomini incompatibile con la realizzazione dell'opera). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 05 December 2018, n. 31462.
Lavori di manutenzione necessari per la riparazione del cortile o viale di accesso all'edificio condominiale e ripartizione delle spese.
In materia di condominio, qualora si debba procedere alla riparazione del cortile o viale di accesso all'edificio condominiale, che funga anche da copertura per i locali sotterranei di proprietà esclusiva di un singolo condomino, ai fini della ripartizione delle relative spese non si può ricorrere ai criteri previsti dall'art. 1126 c.c., ma si deve, invece, applicare analogicamente l'art. 1125 c.c., il quale accolla per intero le spese relative alla manutenzione della parte della struttura complessa identificantesi con il pavimento del piano superiore a chi, con l'uso esclusivo della stessa, determina la necessità della inerente manutenzione, in tal senso verificandosi un'applicazione particolare del principio generale dettato dall'art. 1123, comma 2, c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 29 November 2018, n. 30935.
Distanze legali tra edifici e caratteristiche dell'opera definibile come volume tecnico.
In tema di distanze legali tra edifici, costituisce volume tecnico, non computabile nella volumetria della costruzione, solo l'opera edilizia priva di autonomia funzionale, anche potenziale, perché destinata a contenere impianti serventi di un edificio principale, per esigenze tecnico funzionali dell'abitazione, che non possono essere ubicati nello stessa (come quelli connessi alla condotta idrica e termica). Pertanto, non rientra in tale nozione il vano scale, il quale è parte integrante del fabbricato, ossia corpo di fabbrica. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 27 November 2018, n. 30708.
Accertamento della comunione di una via privata costituita 'ex collatione agrorum privatorum'.
L'accertamento della comunione di una via privata, costituita "ex collatione agrorum privatorum", non è soggetto al rigoroso regime probatorio della rivendicazione, potendo tale comunione, al pari di ogni "communio incidens", dimostrarsi con prove testimoniali e presuntive, comprovanti l'uso prolungato e pacifico della strada da parte dei frontisti e la rispondenza della stessa alle comuni esigenze di comunicazione in relazione alla natura dei luoghi, con la conseguente necessità di una valutazione complessiva degli elementi, anche indiziari, addotti, al fine di stabilire l'effettiva destinazione della via alle esigenze comuni di passaggio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 27 November 2018, n. 30723.
Costruzione unitaria su aree tra loro confinanti in proprietà esclusiva.
Nel caso in cui più soggetti, esclusivi proprietari di aree tra loro confinanti, si accordino per realizzare una costruzione, per il principio dell'accessione, ciascuno di essi, salvo convenzione contraria, acquista la sola proprietà della parte di edificio che insiste in proiezione verticale sul proprio fondo, con la conseguenza che anche le opere e strutture inscindibilmente poste a servizio dell'intero fabbricato (quali scale, androne, impianto di riscaldamento, ecc.) rientrano, per accessione, in tutto o in parte, a seconda della loro collocazione, nella proprietà dell'uno o dell'altro, salvo l'istaurarsi sulle medesime, in quanto funzionalmente inscindibili, di una comunione incidentale di uso e di godimento, comportante l'obbligo dei singoli proprietari di contribuire alle relative spese di manutenzione e di esercizio in proporzione dei rispettivi diritti dominicali. (Nel caso di specie la S.C. ha cassato con rinvio la sentenza impugnata, evidenziando l'erroneo presupposto da cui era partita la corte d'appello, rappresentato dall'affermazione secondo cui anche laddove un manufatto sia realizzato su due fondi contigui, ma appartenenti a soggetti diversi, si instaura una comunione sull'opera realizzata, trascurando che la proprietà resta esclusiva nella parte che si sviluppa in proiezione verticale sulle porzioni di rispettiva titolarità). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 15 November 2018, n. 29457.
La presunzione di proprietà comune dell'impianto idrico del condominio non può estendersi a quella parte dell'impianto ricompresa nell'appartamento dei singoli condomini.
La presunzione di proprietà comune dell'impianto idrico di un immobile condominiale, ex art. 1117, n. 3, c.c., non può estendersi a quella parte dell'impianto ricompresa nell'appartamento dei singoli condomini, cioè nella sfera di proprietà esclusiva di questi e, di conseguenza, nemmeno alle diramazioni che, innestandosi nel tratto di proprietà esclusiva, anche se questo sia allacciato a quello comune, servono ad addurre acqua negli appartamenti degli altri proprietari. (La S.C. ha enunciato il detto principio in una fattispecie in cui le infiltrazioni erano state causate dalla rottura della chiave di stacco dell'acqua sita nella cucina dell'appartamento sovrastante). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 26 October 2018, n. 27248.
L'atto di approvazione delle tabelle millesimali condominiali non ha natura negoziale.
In tema di condominio, l'atto di approvazione delle tabelle millesimali, al pari di quello di revisione delle stesse, non ha natura negoziale; ne consegue che il medesimo non deve essere approvato con il consenso unanime dei condomini, essendo a tal fine sufficiente la maggioranza qualificata di cui all'art. 1136, comma 2, c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 25 October 2018, n. 27159.
Clausola del contratto di compravendita di un appartamento che escluda il trasferimento della proprietà o del diritto reale di utilizzazione del parcheggio.
La nullità della clausola del contratto di compravendita di un appartamento che escluda il trasferimento della proprietà o del diritto reale di utilizzazione dell'area condominiale da riservare a parcheggio, ai sensi dell'art. 41-sexies della legge n. 1150 del 1942, aggiunto dall'art. 18 della legge n. 765 del 1967, e il conseguente trasferimento "ex lege" del predetto diritto all'acquirente comportano il diritto dell'alienante al corrispettivo di tale trasferimento, il quale dà luogo ad un debito di valore rivalutabile fino alla data della sentenza e, configurandosi quale mera conseguenza della costituzione del diritto reale di uso, deve essere riconosciuto dal giudice anche in assenza di apposita istanza dell'avente diritto. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di appello che aveva ritenuto nuova, perché formulata per la prima volta in sede di gravame, la domanda di rivalutazione monetaria del corrispettivo spettante alla parte alienante a fronte del riconoscimento, in favore della parte acquirente, del diritto d'uso ex art. 41-sexies della legge n. 1150 del 1942). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 23 October 2018, n. 26758.
Procedimento di mediazione in materia condominiale.
L’unico adempimento richiesto ai fini della procedibilità della domanda è il deposito della domanda di mediazione presso l’organismo deputato. (Fabrizio Pelosi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 19 October 2018.
Rilascio in favore della comunione non già dell'intero bene, bensì della quota di pertinenza.
In tema di comunione, il giudice può ordinare al comproprietario, che occupi in esclusiva l'immobile comune in assenza di un titolo a detenere autonomamente, il rilascio in favore della comunione non già dell'intero bene, bensì della quota di pertinenza, al fine di consentire agli altri comproprietari di disporre delle relative quote e di assumere le proprie determinazioni in relazione all'amministrazione e al godimento dello stesso ai sensi degli artt. 1102 e 1103 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 16 October 2018, n. 25882.
Piani sottostanti e sovrastanti di un edificio e ripartizione delle spese.
Il solaio che separa due unità abitative, l'una sovrastante all'altra ed appartenenti a diversi proprietari, deve ritenersi, salvo prova contraria, di proprietà comune ai due piani; tale presunzione "iuris tantum" vale per tutte le strutture che hanno una funzione di sostegno e copertura, in quanto svolgono una inscindibile funzione divisoria tra i due piani, con utilità ed uso uguale per entrambi e correlativa inutilità per gli altri condomini, sicchè le spese per la loro manutenzione e ricostruzione competono in parti eguali ai rispettivi proprietari, come previsto dall'art. 1125 c.c. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che, statuendo sulla ripartizione delle spese di riparazione e manutenzione di una terrazza di proprietà e in uso esclusivo, costituente il solaio dell'appartamento sottostante, aveva applicato in via analogica l'art. 1125 c.c. ed escluso l'utilizzabilità dell'art. 1126 c.c.). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 04 October 2018, n. 24266.
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References: art. 1102
 sentenza 
 art. 1117
 sentenza 
 sentenza 
 art. 41
 sentenza