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Timestamp: 2018-01-21 12:14:57+00:00

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Art. 323 – Visita medica
Art. 324 – Capacità dei minori di anni diciotto
Il minore di anni diciotto, iscritto nelle matricole della gente di mare può, con il consenso di chi esercita la patria potestà o la tutela, prestare il proprio lavoro, stipulare i relativi contratti ed esercitare i diritti e le azioni che ne derivano.
La revoca del consenso alla iscrizione nelle matricole, da parte dell’esercente la patria potestà o la tutela, fa cessare la capacità del minore alla stipulazione di contratti di arruolamento, ma non lo priva della capacità di esercitare i diritti e le azioni che derivano da contratti precedentemente stipulati, nè della capacità di prestare, fino al compimento del viaggio in corso, il proprio lavoro in esecuzione del contratto.
Art. 325 – Vari tipi di contratto di arruolamento
La retribuzione spettante all’arruolamento può essere stabilita:
d) parte in forma di somma fissa periodica [lett. b] e parte in forma di partecipazione al nolo o agli altri proventi o prodotti [lett. c].
Art. 326 – Durata del contratto a tempo determinato e di quello per più viaggi
Art. 327 – Arruolamento per nave determinata o per più navi dello stesso armatore
Art. 328 – Forma del contratto
Salvo quanto è disposto nei successivi articoli, il contratto di arruolamento deve, a pena di nullità, essere fatto per atto pubblico ricevuto, nella Repubblica, dall’autorità marittima, e, all’estero, dall’autorità consolare.
Art. 329 – Stipulazione del contratto in località estera dove non sia autorità consolare
Se l’arruolamento ha luogo all’estero, in località che non è sede di autorità consolare, il contratto deve, a pena di nullità, essere stipulato per iscritto, alla presenza di due testimoni, i quali vi appongono la propria sottoscrizione. Il contratto è conservato fra i documenti di bordo.
Art. 330 – Deroga alle disposizioni precedenti
Art. 331 – Arruolamento del comandante in luogo ove non si trova l’armatore
Art. 332 – Contenuto del contratto
2) il nome, il luogo e la data di nascita dell’arruolato, il domicilio, l’ufficio di iscrizione e il numero di matricola;
Art. 333 – Albo a bordo per l’affissione delle disposizioni concernenti il contratto di arruolamento
Art. 334 – Servizio a bordo
Tuttavia il comandante, nell’interesse della navigazione, ha facoltà di adibire temporaneamente i componenti dell’equipaggio a un servizio diverso da quello per il quale sono stati arruolati, purchè non sia inadeguato al loro titolo professionale e al loro grado. In caso di necessità per la sicurezza della spedizione, gli arruolati possono essere adibiti a qualsiasi servizio.
Art. 335 – Caricazione abusiva di merci
Art. 336 – Trattamento dell’arruolato malato o ferito
Se l’arruolato si è intenzionalmente procurato la malattia o la lesione, ovvero ha contratto la malattia o riportato la lesione per sua grave colpa mentre si trovava a terra senza autorizzazione, l’armatore è egualmente tenuto a provvedere
all’assistenza sanitaria, ma ha diritto di ripeterne le spese dall’arruolato.
Art. 337 – Partecipazione dell’arruolato alle indennità dovute all’armatore
Se la retribuzione è determinata in forma di partecipazione al nolo o agli altri proventi o prodotti del viaggio, in caso di perdita del nolo o di detti proventi o prodotti, per la quale sia corrisposta all’armatore una somma a titolo di indennità di assicurazione o di risarcimento di danni, l’arruolato ha diritto ad una parte di detta somma, nella proporzione stabilita dal contratto.
Art. 338 – Aumento di retribuzione in caso di prolungamento del viaggio
Art. 339 – Indennità per riduzione delle razioni dei viveri
Se la riduzione delle razioni dei viveri prevista nell’articolo 301, è dovuta a causa non imputabile all’armatore, questi deve corrispondere ai componenti dell’equipaggio l’equivalente in denaro. Se la riduzione è determinata da causa a lui imputabile, l’armatore è tenuto anche al risarcimento dei danni.
Art. 340 – Cessazione del contratto a viaggio per compimento del viaggio
Art. 341 – Cessazione del contratto a tempo determinato per scadenza del termine
Se il porto di ultima destinazione è fuori della Repubblica e la nave deve intraprendere un altro viaggio direttamente per un porto della Repubblica, l’arruolato è tenuto a continuare a prestare la sua opera sulla nave, ma, decorso il periodo
determinato dalle norme corporative o, in mancanza, dagli usi, ha diritto ad un aumento di retribuzione nella misura stabilita dalle norme predette, o in mancanza dagli usi, fino a che sia sbarcato nel porto di arruolamento.
Art. 342 – Cessazione del contratto a tempo indeterminato per volontà di una delle parti
Il contratto di arruolamento a tempo indeterminato cessa per volontà dell’armatore o dell’arruolato, purchè ne sia dato preavviso nei termini stabiliti dalle norme corporative o, in mancanza, dagli usi.
Art. 343 – Casi di risoluzione di diritto del contratto
1) in caso di perdita totale ovvero di innavigabilità assoluta della nave ovvero di innavigabilità per un periodo di tempo superiore ai sessanta giorni, determinate da naufragio o da altro sinistro della navigazione, nonchè in caso di preda;
8) in caso di revoca da parte dell’esercente la patria potestà o la tutela, del consenso alla iscrizione nelle matricole del minore di anni diciotto;
Art. 344 – Presunzione di perdita della nave
Quando, per mancanza di notizie, si presume che la nave sia perita, il contratto di arruolamento si considera risolto nei confronti degli eredi presunti dell’arruolato e degli altri eventi diritto.
Art. 345 – Facoltà di risoluzione del contratto da parte dell’armatore
Art. 346 – Sbarco dell’arruolato per cattivo trattamento
Art. 347 – Cambiamento dell’armatore
Salvo il caso previsto nell’articolo 343, n. 2, in caso di cambiamento dell’armatore della nave, il nuovo armatore succede al precedente in tutti i diritti ed obblighi derivanti dai contratti di arruolamento dei componenti dell’equipaggio, ma questi possono chiedere la risoluzione del contratto all’arrivo della nave in un portonazionale.
Art. 348 – Decorrenza della cessazione o della risoluzione del contratto
Nei casi previsti negli articoli 340 a 343, n. 8; 345, 347, il contratto di arruolamento cessa o si risolve dopo che siano compiute le operazioni di ormeggio e di scarico della nave nel porto nel quale l’arruolato deve essere sbarcato.
Art. 349 – Retribuzioni spettanti all’arruolato in caso di risoluzione del contratto
In ogni caso di risoluzione del contratto;
Se la retribuzione è stabilita in forma di partecipazione al profitto o al nolo, in caso di risoluzione del contratto per una delle cause previste nell’articolo 343, numeri 2, 3, 4, 5 e 6, nonchè negli articoli 345, 346, è dovuta l’intera quota spettante all’arruolato in base al contratto.
Art. 350 – Mantenimento a bordo dopo la cessazione o la risoluzione del contratto
I componenti dell’equipaggio hanno diritto ad essere mantenuti a bordo anche dopo la cessazione o la risoluzione del contratto di arruolamento, finchè siano interamente soddisfatti delle somme loro dovute in dipendenza del contratto stesso.
Art. 351 – Indennità in caso di cessazione del contratto a tempo indeterminato
In caso di cessazione del contratto di arruolamento a tempo indeterminato per volontà dell’armatore, è dovuta all’arruolato una indennità pari al numero di giornate di retribuzione determinato dalle norme corporative o in mancanza, dagli usi, per ogni anno o frazione di anno di servizio prestato.
Ai fini dell’applicazione del comma precedente devono essere computati i periodi di infermità per i quali l’arruolato abbia avuto diritto al trattamento previsto nell’articolo 356.
Art. 352 – Indennità in caso di risoluzione del contratto a tempo indeterminato
In caso di risoluzione del contratto di arruolamento a tempo indeterminato, è dovuta all’arruolamento un’indennità nella misura stabilita dall’articolo precedente, salvo che la risoluzione avvenga per fatto imputabile all’arruolato stesso.
Art. 353 – Indennità in caso di risoluzione del contratto per la perdita o la innavigabilità assoluta della nave
Nel caso di risoluzione del contratto previsto nel n. 1 dell’articolo 343, gli arruolati che, in base al contratto, erano retribuiti a tempo o a viaggio, hanno diritto per il periodo durante il quale restano disoccupati per causa loro non imputabile, ad una indennità giornaliera in misura pari alla retribuzione entro i limiti di tempo stabiliti da leggi speciali o da norme corporative.
Art. 354 – Indennità nel caso di perdita presunta
Art. 355 – Indennità in caso di morte dell’arruolato
Si applicano, per l’attribuzione dell’indennità, il secondo e il terzo comma dell’articolo precedente.
Art. 356 – Trattamento spettante dopo la risoluzione del contratto all’arruolato ammalato o ferito
Fuori dei casi nei quali le leggi speciali rendono obbligatoria l’assicurazione dell’equipaggio contro le malattie quando il contratto è risolto, perchè l’arruolato, a causa di malattia o di lesioni, ha dovuto essere sbarcato o non ha potuto riprendere il proprio posto a bordo dopo lo sbarco in un porto di approdo, l’armatore, sempre che non ricorra uno dei casi previsti nel secondo comma dell’art. 336, è tenuto a provvedere a proprie spese alla cura dell’arruolato, e a corrispondergli una indennità giornaliera in misura pari alla retribuzione, per tutto il tempo della cura, ma non oltre quattro mesi dalla data della risoluzione del contratto.
Art. 357 – Indennità in caso di cattura dell’arruolato
Art. 358 – Indennità in caso di risoluzione del contratto per volontà dell’armatore
Se l’armatore esercita la facoltà di risoluzione del contratto a tempo indeterminato, senza preavviso, ai sensi dell’art. 345, è dovuta all’arruolato, oltre alla indennità prevista nell’articolo 352, un’altra indennità pari a tante giornate di retribuzione, quanti avrebbero dovuto essere i giorni di preavviso, a norma dell’articolo 342.
Se l’armatore esercita la facoltà di risoluzione del contratto a viaggio, prima del compimento del viaggio, o del contratto a tempo determinato, prima della scadenza, ai sensi dell’articolo 345, l’arruolato ha diritto;
Art. 359 – Casi di esclusione del diritto a indennità
Le indennità stabilite dall’articolo precedente non sono dovute, se la risoluzione del contratto avviene;
Art. 360 – Indennità in caso di perdita della nazionalità della nave o di sbarco dell’arruolato per cattivo trattamento
Nei casi previsti negli articoli 343, n. 2 e 346, oltre all’indennità stabilita nell’articolo 352, l’arruolato ha diritto anche alla indennità stabilita nell’articolo 358, salvo, quando si tratta dell’applicazione dell’articolo 346, il risarcimento dei danni derivati all’arruolato dal fatto del comandante o dalla risoluzione del contratto.
Art. 361 – Determinazione delle indennità previste dagli articoli prcedenti
Quando, a norma delle disposizioni di questo capo, una indennità è commisurata alla retribuzione stabilita nel contratto, si intendono comprese nella retribuzione la paga base, la panatica e le indennità accessorie di carattere fisso e continuativo, a tale fine indicate dalle norme dei contratti collettivi di lavoro.
A partire dal 1 febbraio 1977 non possono computarsi ai fini del calcolo delle indennità di cui agli articoli 351 e 352 gli ulteriori aumenti dell’indennità di contingenza e/o di emolumenti aventi analoga natura scattati posteriormente al 31
Art. 362 – Decorrenza delle indennità previste negli articoli precedenti
Quando la risoluzione del contratto è determinata da una delle cause indicate nell’articolo 343, n. 1, e dal fatto sono derivate malattie o lesioni per le quali il trattamento spettante all’arruolato è regolato dall’articolo 356, l’indennità di cui
all’articolo 353 decorre dal giorno in cui cessa il trattamento predetto.
Art. 363 – Obbligo del rimpatrio dell’arruolato
Quando il contratto cessa o si risolve in luogo diverso dal porto di arruolamento l’armatore è tenuto a provvedere al rimpatrio dell’arruolato.
Art. 364 – Contenuto dell’obbligo di rimpatrio
L’obbligo di provvedere al rimpatrio dell’arruolato comprende le spese necessarie per il viaggio, l’alloggio e il mantenimento, fino all’arrivo a destinazione, nonchè, durante l’eventuale ricovero della nave in stazione sanitaria, fino all’ammissione a libera pratica.
Art. 365 – Rimpatrio dell’arruolato ammalato o ferito
Se l’arruolato è sbarcato per malattia o lesioni, nei casi in cui non è diversamente disposto da leggi speciali, il comandante deve depositare presso l’autorità marittima o consolare l’indennità spettante all’arruolato ai sensi del secondo comma dell’articolo precedente, nonchè la somma necessaria per la cura e il rimpatrio.
Art. 366 – Luogo di rimpatrio
Art. 367 – Rimpatrio a mezzo di imbarco
Se la retribuzione percepita dall’arruolato a bordo della nave, sulla quale è imbarcato, è inferiore alla indennità spettantegli ai sensi del secondo comma dell’articolo 364, l’armatore è tenuto a corrispondergli la differenza.
Art. 368 – Rimpatrio di stranieri arruolati su navi italiane
Le disposizioni di questo capo si applicano agli stranieri arruolati su navi nazionali, purchè gli Stati di cui essi hanno la cittadinanza assicurino eguale trattamento ai cittadini italiani arruolati su navi che battono la loro bandiera.
Art. 369 – Cedibilità, sequestrabilità e pignorabilità dei crediti dell’arruolato verso l’armatore
Le retribuzioni degli arruolati possono essere cedute, sequestrate o pignorate fino ad un quinto del loro ammontare ed esclusivamente per alimenti dovuti per legge o per debiti certi, liquidi ed esigibili verso l’armatore, dipendenti dal servizio della nave.
La quota della retribuzione corrisponde al vitto e le somme dovute dall’armatore per il rimpatrio dell’arruolato, o per spese di cura, nonchè quelle dovute dall’istituto assicuratore a norma delle leggi speciali, non possono essere cedute, sequestrate né pignorate, neppure entro il limite stabilito dal comma precedente.
Se l’armatore o il comandante si oppone alla richiesta prevista dal comma precedente, la vertenza è risolta, con provvedimento non soggetto ad alcuna impugnazione, dall’autorità marittima o consolare del luogo dove si trova la nave.
Art. 370 – Impignorabilità e insequestrabilità di indumenti e strumenti
Oltre le cose che, a norma del codice di procedura civile e delle leggi speciali, non sono soggette a sequestro nè a pignoramento, non possono essere sequestrati né pignorati per alcun titolo:
2) gli strumenti e gli atrli oggetti appartenenti alla gente di mare navigante destinati all’esercizio della professione.
Art. 371 – Esercizio dei diritti spettanti agli eredi e agli altri aventi diritto in caso di perdita presunta della nave
Art. 372 – Effetti della chiamata o del richiamo alle armi
Art. 373 – Prescrizione
I diritti derivanti dal contratto di arruolamento si prescrivono col decorso di due anni dal giorno dello sbarco nel porto di arruolamento successivamente alla cessazione o alla risoluzione del contratto. In caso di più contatti a tempo determinato o a viaggio, che ai sensi dell’articolo 326 siano regolati dalle norme sul contratto a tempo indeterminato, il termine decorre dal giorno dello sbarco nel porto di arruolamento successivamente alla cessazione o alla risoluzione dell’ultimo contratto.
La prescrizione dei diritti spettanti agli eredi dell’arruolato ed altri aventi diritto in caso di perdita della nave decorre dalla data di cancellazione di questa dal registro d’iscrizione.
Art. 374 – Derogabilità delle norme
Le disposizioni degli articoli 323, 324; 328 e 334; 336 primo e secondo comma; 346, 347; 363 a 371, non possono essere derogate nè dalle norme corporative, né dal contratto individuale di arruolamento.
Le disposizioni degli articoli 326; 336 terzo comma; 337 a 345; 348 a 362 possono essere derogate dalle norme corporative; non possono essere derogate dal contratto individuale se non a favore dell’arruolato.
Tuttavia, neppure con le norme corporative si può aumentare il termine previsto dal primo e dal secondo comma dell’art. 326, nè si può diminuire il termine previsto dal terzo comma dello stesso articolo.
Art. 375 – Contratto di lavoro del personale navigante della navigazione interna
La prestazione del servizio, agli effetti del terzo comma dell’articolo 326, è considerata ininterrotta quando tra la cessazione di un contratto e la stipulazione del contratto successivo intercorre un periodo non superiore ai trenta giorni.
La retribuzione, gli altri diritti e le indennità previste negli articoli 336 a 339; 349 a 368 sono regolati dalle norme corporative o, in mancanza, dagli usi.

References: Art. 324

Art. 325

Art. 326

Art. 327

Art. 328

Art. 329

Art. 330

Art. 331

Art. 332

Art. 333

Art. 334

Art. 335

Art. 336

Art. 337

Art. 338

Art. 339

Art. 340

Art. 341

Art. 342

Art. 343

Art. 344

Art. 345

Art. 346

Art. 347

Art. 348

Art. 349

Art. 350

Art. 351

Art. 352

Art. 353

Art. 354

Art. 355

Art. 356

Art. 357

Art. 358

Art. 359

Art. 360

Art. 361

Art. 362

Art. 363

Art. 364

Art. 365

Art. 366

Art. 367

Art. 368

Art. 369

Art. 370

Art. 371

Art. 372

Art. 373

Art. 374

Art. 375