Source: http://www.codice-penale.it/dei_reati_in_generale/della_modificazione_applicazione_ed_esecuzione_della_pena/codicepenale_1_5_12_0_0.html
Timestamp: 2019-03-22 14:11:59+00:00

Document:
Libro primo (Dei reati in generale) - Titolo V (Della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena) - Capo I (Della modificazione e applicazione della pena) - pagina 1
Titolo V (Della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena)
Capo I (Della modificazione e applicazione della pena)
Art. 132 - Potere discrezionale del giudice nell'applicazione della pena: limiti
Nei limiti fissati dalla legge, il giudice applica la pena discrezionalmente; esso deve indicare i motivi che giustificano l'uso di tale potere discrezionale. Nell'aumento o nella diminuzione della pena non si possono oltrepassare i limiti stabiliti per ciascuna specie di pena, salvi i casi espressamente determinati dalla legge.
Art. 133 - Gravita'del reato: valutazione agli effetti della pena
Nell'esercizio del potere discrezionale indicato nell'articolo precedente, il giudice deve tenere conto della gravita'del reato, desunta: 1) dalla natura, dalla specie, dai mezzi, dall'oggetto, dal tempo, dal luogo e da ogni altra modalita'dell'azione; 2) dalla gravita'del danno o del pericolo cagionato alla persona offesa dal reato; 3) dalla intensita'del dolo o dal grado della colpa. Il giudice deve tener conto, altresi', della capacita'a delinquere del colpevole, desunta: 1) dai motivi a delinquere e dal carattere del reo; 2) dai precedenti penali e giudiziari e, in genere, dalla condotta e dalla vita del reo, antecedenti al reato; 3) dalla condotta contemporanea o susseguente al reato; 4) delle condizioni di vita individuale, familiare e sociale del reo.
Art. 133 bis - Condizioni economiche del reo; valutazione agli effetti della pena pecuniaria
Nella determinazione dell'ammontare della multa o dell'ammenda il giudice deve tenere conto, oltre che dei criteri indicati dall'articolo precedente, anche delle condizioni economiche del reo. Il giudice puo'aumentare la multa o l'ammenda stabilita dalla legge sino al triplo o diminuirle sino ad un terzo quando, per le condizioni economiche del reo, ritenga che la misura massima sia inefficace ovvero che la misura minima sia eccessivamente gravosa.
Art. 133 ter - Pagamento rateale della multa o dell'ammenda
Il giudice, con la sentenza di condanna o con il decreto penale, puo'disporre, in relazione alle condizioni economiche del condannato, che la multa o l'ammenda venga pagata in rate mensili da tre a trenta. Ciascuna rata tuttavia non puo'essere inferiore a euro 15. In ogni momento il condannato puo'estinguere la pena mediante un unico pagamento.
Art. 134 - Computo delle pene
Le pene temporanee si applicano a giorni, a mesi e ad anni. Nelle condanne a pene temporanee non si tien conto delle frazioni di giorno, e, in quelle a pena pecuniaria, delle frazioni di euro .

References: Art. 132

Art. 133

Art. 133

Art. 133
 sentenza 

Art. 134