Source: https://studioblarasin.wordpress.com/2008/07/07/fatture-false-sentenza-n-15395-dell11-giugno-2008/
Timestamp: 2017-06-25 08:41:44+00:00

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Fatture false: Sentenza n. 15395 dell’11 giugno 2008. | Studio Commerciale Dott. Andrea Blarasin
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Fatture false: Sentenza n. 15395 dell’11 giugno 2008.	07Lug08
Qualora l’Amministrazione finanziaria fornisca validi elementi di prova per contestare l’emissione di fatture “false”, grava sul contribuente l’onere di dimostrare l’effettiva esistenza delle operazioni. Questo è quanto ribadito dai giudici della Suprema corte con la sentenza n. 15395 dell’11 giugno scorso.
La vicenda trae origine da un contratto di nolo a freddo per l’effettuazione di lavori “movimento terra”, appaltato alla ditta ricorrente e da questa subappaltato ad altra impresa edile. Dall’esame della documentazione contabile risultava una notevole differenza tra il corrispettivo pattuito nel contratto di sub-appalto e i relativi pagamenti.
L’ufficio, pertanto, recuperava a tassazione la differenza tra i due importi, in quanto presumibilmente ascrivibile a prestazioni mai effettuate dal subappaltante.
La questione, secondo i giudici di piazza Cavour, andava inevitabilmente affrontata in ambito di “presunzioni”, come si evince del resto dalla lettura del secondo comma dell’articolo 54, Dpr 633/1972, essendo di tutta evidenza che non sia possibile, se non in via induttiva, fornire la prova dell’inesistenza di un fatto.
Regime delle prove
E’ indubbio che la prova degli elementi integranti la fattispecie del reato incomba sull’Amministrazione finanziaria, non essendo possibile la configurazione di una fattispecie fraudolenta basata esclusivamente sull’omissione degli obblighi relativi alla regolare tenuta delle scritture contabili; ma è altrettanto vero che, in tale circostanza, la correttezza formale della contabilità non può diventare un alibi dietro il quale celarsi, per commettere ogni possibile violazione delle leggi fiscali. L’onere relativo alla effettiva esistenza delle operazioni contestate dall’Amministrazione finanziaria non può essere assolto nemmeno dalla mera dimostrazione d’esistenza di mezzi di pagamento, formalmente regolari sebbene del tutto fittizi, in quanto configuranti, normalmente, dei meri giroconti contabili.
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