Source: http://docplayer.it/3282683-Il-difensore-civico-codice-contro-le-discriminazioni.html
Timestamp: 2019-01-24 11:39:14+00:00

Document:
Il Difensore Civico. Codice contro le discriminazioni - PDF
Download "Il Difensore Civico. Codice contro le discriminazioni"
1 Il Difensore Civico Codice contro le discriminazioni
2 A cura di: Massimo Cipolla, Ufficio del Difensore Civico dell Emilia-Romagna Tiratura: 500 copie Distribuzione gratuita Tutti i diritti sono riservati. È consentita la riproduzione a fini didattici e non commerciali, a condizione che venga citata la fonte. I testi del presente codice sono pubblicati su internet al seguente indirizzo:
3 Il ruolo del difensore civico regionale nella lotta contro le discriminazioni Il difensore civico è una figura la cui istituzione costituisce garanzia della stabilità del sistema democratico da parte dello Stato che vuole entrare nell Unione Europea. E se questo non fosse sufficiente a descriverne l importanza che a livello internazionale gli viene data giova ricordare che le Nazioni Unite in più occasioni, con proprie risoluzioni, hanno sottolineato il ruolo che la difesa civica svolge per la difesa dei diritti umani e dei diritti fondamentali. Così ha fatto anche il Consiglio d Europa. In questo senso sembra proprio che alla difesa civica tocchi qualcosa di più dell assistenza ai cittadini in occasione di contrasti con la pubblica amministrazione. Non a caso sono ormai diverse le reti regionali o mondiali dei difensori civici che portano avanti la necessità di un dialogo costante per la condivisione delle esperienze e la risoluzione dei problemi (esiste una rete mondiale dei difensori civici - la IOI - e, rispettivamente, una rete dei difensori civici francofoni, ispanoiberici, anglofoni) ma addirittura si sono dotati di un difensore civico nazionale Paesi dove parrebbe surreale vedere all opera una figura che cerchi attraverso l ascolto, la mediazione e la persuasione di risolvere contrasti di grande delicatezza. Penso al difensore civico dell Autorità Palestinese e di Israele che nelle sedi internazionali si parlano con una serenità e disponibilità sorprendente oppure al difensore civico del Marocco che da poco più di un anno ospita l organizzazione dei difensori civici del Mediterraneo supportato, in particolare, dal Defensor del Pueblo spagnolo e dal Mediateur della Repubblica francese. L Italia, purtroppo, non può giocare un eguale ruolo da protagonista perchè manca di un difensore civico nazionale, ma non volendo starne fuori vi partecipa attraverso il proprio coordinatore nazionale dei difensori civici regionali. Ne sta nascendo una interessante dialogo del fare tra organismi che spesso devono intervenire per tutelare la sfera irrinunciabile dei diritti fondamentali. Per questo, da quando mi sono insediato a metà del 2008, ho avviato un percorso di approfondimento su alcune tematiche a cui sono particolarmente legato: la discriminazione, i minori, le persone private della libertà personale, i migranti. Intendiamoci, l Emilia- Romagna per il primo tema ha già un importante meccanismo - la Rete regionale contro le discriminazioni - mentre deve ancora designare per minori e trattenuti i Garanti previsti in leggi dedicate. Provare a sviluppare un percorso in questi ambiti significa non lasciare sprovvisti di tutela i soggetti coinvolti cercando non solo di intervenire sui casi che ci vengono prospettati ma Codice contro le discriminazioni 3
4 anche suggerendo agli enti coinvolti soluzioni organizzative, non improvvisate, alla luce della funzione conciliativa della difesa civica, che ne rimane uno degli aspetti salienti. È accaduto così, già nei primi mesi di lavoro sulla discriminazione, che abbiamo potuto verificare quanto la materia sia vasta, complessa e trasversale. La discriminazione, infatti, può trovare origine nella disabilità della persona, nella fede religiosa o nella sua pratica, nel colore della pelle, nel sesso o nell orientamento sessuale, nell origine nazionale, nell opinione politica, nell età. Può maturare in ambiente di lavoro, nel mondo dell offerta commerciale o nell erogazione di un servizio da parte di un ente pubblico come può essere contenuta in un atto normativo. È cioè una piaga che può nascondersi in ogni settore, in ogni ambito o ambiente. Queste brevi osservazioni evidenziano quanto manchi tra gli strumenti dedicati a questo settore una raccolta normativa che aiuti l operatore - come accade invece in molti altri settori dell ordinamento - ad avere in un unico volume tutte le principali norme di riferimento. Da questa constatazione è nato il codice contro le discriminazioni. Una raccolta dei testi inerenti l eguaglianza e la lotta contro le discriminazioni, con uno sguardo più attento a quello che anche la Regione Emilia-Romagna ha prodotto fino ad oggi. Il difensore civico regionale diventa così ancor meglio attrezzato ad affrontare le richieste che le persone presenti nei nostri territori potranno o vorranno sottoporre circa il tema della discriminazione ed il codice è a disposizione di chiunque vorrà richiederlo o vorrà invece aiutarci a migliorarlo segnalando ogni utile integrazione. Il Difensore Civico dell Emilia-Romagna Daniele Lugli 4 Codice contro le discriminazioni
5 L eguaglianza e il codice contro le discriminazioni L eguaglianza ricomprende non solo l idea di eguale trattamento ma anche la necessità che, in forza delle condizioni personali, di fatto o giuridiche, del singolo questi possa ricevere comunque un trattamento che miri a compensare le asimmetrie o la vulnerabilità che lo riguardano rispetto agli altri, al resto della popolazione o del gruppo di appartenenza. Per questo il principio di eguaglianza è declinato in ulteriori corollari quali il divieto di discriminazione, la parità di trattamento, le pari opportunità, le azioni positive. Ciascuna voce ha una sua specifica portata normativa che è stata variamente interpretata dal dopo guerra ad oggi nelle norme internazionali, comunitarie e dell Unione Europea nonché nell ordinamento italiano e nella legislazione regionale dell Emilia-Romagna. In linea di principio, si può affermare che le norme e gli atti diretti a disciplinare diritti e libertà, l accesso a benefici economici o a servizi, presentano quasi sempre una clausola generale in materia di discriminazione. Altrettanto in linea di principio si può sostenere che le misure relative alla parità di trattamento, alle pari opportunità e alle azioni positive sono invece parte di atti normativi a ciò specificatamente rivolti. Ma mentre la definizione dell eguaglianza appare di contenuto chiaro ed immediato così non è per le altre categorie. In particolare sembra mancare una definizione universale di discriminazione che possa per il suo carattere di generalità ed astrattezza - comprendere tutte le forme di esclusione e marginalizzazione. Si tratta di un passaggio importante che costituisce il sintomo di come gli ordinamenti non abbiano ancora digerito la lotta per l eguaglianza come un fenomeno trasversale e necessario indiscriminatamente per tutta la popolazione. Il rischio di discriminazione, infatti, può accompagnare il singolo per tutta la vita poiché i caratteri somatici non si cambiano, ma allo stesso modo può colpire chiunque quando per scelta - ad esempio per l adesione ad una religione non maggioritaria -, o per sventura, per il sopravvenire di una disabilità, è posto al confine del proprio ambiente sociale. Allo stesso modo è noto che un individuo possa essere portatore di più cause di discriminazione. Un bambino di colore può sentirsi negare l accesso ad una spiaggia a causa della propria disabilità. Talune cause di discriminazione, invece, possono essere contrastate solo se avvengono nell ambito di un contesto specifico. Il D.lgs 216/2003, ad esempio, interviene a salvaguardare dalla discriminazione per orientamento sessuale ma solo nell ipotesi in cui questa si realizzi in ambito lavorativo. Le fattispecie sono, quindi, innumerevoli e non è nostra intenzione richiamarle tutte. Codice contro le discriminazioni 5
6 Nel Codice, allora, la complessità sommariamente appena accennata di questo ambito del diritto è stata riportata suddividendo le categorie della discriminazione in base alle definizioni contenute nei testi normativi raccolti. In questo modo ci auguriamo di consentire la immediata ricognizione di quanto possa servire per affrontare un caso concreto con l auspicio che, anche da qui, si possa partire per elaborare nuove prospettive di tutela. Massimo Cipolla Ufficio del Difensore civico dell Emilia-Romagna
7 INDICE 1. NORME DI CARATTERE GENERALE Costituzione della Repubblica Italiana, deliberazione Assemblea Costituente 22 dicembre 1947 entrata in vigore il 1 gennaio pag Normativa internazionale Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, adottata dall Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre Normativa dell Unione Europea Dir. 13 dicembre 2004, n. 2004/113/CE. Direttiva del Consiglio che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l accesso a beni e servizi e la loro fornitura. 51 Carta dei diritti fondamentali dell Unione europea, 12 dicembre Versione consolidata del trattato sull Unione europea (Gazzetta ufficiale n. C 115 del 09/05/2008 pag ) (estratto). 88 Versione consolidata del trattato sul funzionamento dell Unione europea (Gazzetta ufficiale n. C 115 del 09/05/2008) (estratto) Normativa italiana Legge n. 722 del 24 luglio Ratifica della Convenzione sullo status dei rifugiati (estratto). 94 Legge 4 agosto 1955 n Ratifica della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell Uomo e delle Libertà fondamentali Roma, 4 novembre Legge , n. 354 Norme sull ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà (estratto). 111 Legge , n Ratifica ed esecuzione del patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, nonché del patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, con protocollo facoltativo, adottati e aperti alla firma a New York rispettivamente il 16 e il 19 dicembre Codice contro le discriminazioni 7
8 Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali (estratto). pag. 112 Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici (estratto). 114 Legge , n Ratifica ed esecuzione della convenzione sui diritti del fanciullo, fatta a New York il 20 novembre Convenzione sui diritti del fanciullo (estratto). 117 Legge , n Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (estratto). 118 D.Lgs , n. 116 Attuazione della direttiva 2003/8/CE intesa a migliorare l accesso alla giustizia nelle controversie transfrontaliere attraverso la definizione di norme minime comuni relative al patrocinio a spese dello Stato in tali controversie (estratto) Normativa regionale Legge Regionale 31 marzo 2005, n. 13. Statuto della Regione Emilia-Romagna. Testo coordinato con le modifiche apportate da: L.R. 27 luglio 2009, n Legge regionale dell Emilia-Romagna , n. 24. Legge finanziaria regionale adottata a norma dell articolo 40 della legge regionale 15 novembre 2001, n. 40 in coincidenza con l approvazione del bilancio di previsione della regione Emilia-Romagna per l esercizio finanziario 2010 e del bilancio pluriennale (estratto) DISABILITÀ 2.1 Normativa italiana Legge , n. 66. Nuove disposizioni relative all Opera nazionale per i ciechi civili. 131 Legge , n Aumento del contributo ordinario dello Stato a favore dell Ente nazionale per la protezione e l assistenza ai sordomuti e delle misure dell assegno di assistenza ai sordomuti. 135 Legge , n Conversione in legge del D.L. 30 gennaio 1971, n. 5, e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili. 140 Legge , n. 37. Gratuità del trasporto dei cani guida dei ciechi sui 8 Codice contro le discriminazioni
9 mezzi di trasporto pubblico. Legge , n Norme sulla valutazione degli alunni e sull abolizione degli esami di riparazione nonché altre norme di modifica dell ordinamento scolastico. pag. 151 Legge , n Norme sulla valutazione degli alunni e sull abolizione degli esami di riparazione nonché altre norme di modifica dell ordinamento scolastico. 152 Legge , n. 18. Indennità di accompagnamento agli invalidi civili totalmente inabili. 154 Legge , n Aggiornamento della disciplina del collocamento al lavoro e del rapporto di lavoro dei centralinisti non vedenti. 156 D.Lgs , n Norme per la revisione delle categorie delle minorazioni e malattie invalidanti, nonché dei benefici previsti dalla legislazione vigente per le medesime categorie, ai sensi dell art. 2, comma 1, della legge 26 luglio 1988, n Legge , n. 13. Disposizioni per favorire il superamento e l eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. 165 Legge , n Legge-quadro per l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. 169 D.L , n Proroga dei termini di durata in carica degli amministratori straordinari delle unità sanitarie locali, nonché norme per le attestazioni da parte delle unità sanitarie locali della condizione di handicappato in ordine all istruzione scolastica e per la concessione di un contributo compensativo all Unione italiana ciechi. 194 Legge , n. 68. Norme per il diritto al lavoro dei disabili. 197 D.P.C.M Atto di indirizzo e coordinamento in materia di collocamento obbligatorio dei disabili, a norma dell art. 1, comma 4, della legge 12 marzo 1999, n Legge , n. 67. Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazione. 220 Legge , n. 18. Ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, con Protocollo opzionale, fatta a New York il 13 dicembre 2006 e istituzione dell Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. 222 Codice contro le discriminazioni 9
10 Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. pag. 223 Protocollo opzionale alla Convenzione sui diritti delle persone con disabilità Normativa della Regione Emilia-Romagna Legge Regionale dell Emilia Romagna 19 febbraio 2008, n. 4. Disciplina degli accertamenti della disabilità - ulteriori misure di semplificazione ed altre disposizioni in materia sanitaria e sociale RAZZA, GRUPPO CULTURALE, ETNIA, NAZIONALITÀ, RELIGIONE 3.1 Normativa internazionale Convenzione internazionale sull eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale, adottata dall Assemblea Generale delle Nazioni Unite il Normativa dell Unione Europea Direttiva 2000/43/CE. Consiglio del 29 giugno Parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall origine etnica Normativa italiana Legge , n Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione. 282 Legge , n Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale sull eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, aperta alla firma a New York il 7 marzo D.L , n Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa convertito in legge, con modificazioni, dall art. 1, L. 25 giugno 1993, n D.Lgs , n Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell immigrazione e norme sulla condizione dello straniero (estratto). 289 D.Lgs , n Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall origine etnica 297 D.M Istituzione dell elenco delle associazioni ed enti legittimati 10 Codice contro le discriminazioni
11 ad agire in giudizio in nome, per conto o a sostegno del soggetto passivo di discriminazione basata su motivi razziali o etnici di cui all articolo 5 del decreto legislativo 9 luglio 2003, n pag Normativa della regione Emilia-Romagna L. Regionale 24 marzo 2004, n. 5. Norme per l integrazione sociale dei cittadini stranieri immigrati. Modifiche alle leggi regionali. 21 Febbraio 1990, n.14 e 12 marzo 2003, n.2 (Bollettino Ufficiale n. 40 del 25 marzo 2004) GENERE 4.1. Normativa internazionale Dichiarazione sull eliminazione della violenza contro le donne, risoluzione dell Assemblea Generale delle Nazioni Unite 48/104 del (estratto). 321 Protocollo opzionale alla Convenzione sull eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne, adottato dall Assemblea Generale delle Nazioni Unite il , entrato in vigore il Normativa dell Unione Europea Dir. 13 dicembre 2004, n. 2004/113/CE. Direttiva del Consiglio che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l accesso a beni e servizi e la loro fornitura Normativa italiana Legge , n Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro 332 Legge , n Ratifica ed esecuzione della convenzione sull eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna, adottata a New York il 18 dicembre D.Lgs , n Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n D.P.R. 14 maggio 2007, n Regolamento per il riordino della Commis- Codice contro le discriminazioni 11
12 sione per le pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell articolo 29 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248 pag. 373 D.Lgs , n Attuazione della direttiva 2004/113/CE che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l accesso a beni e servizi e la loro fornitura LA DISCRIMINAZIONE IN AMBIENTE DI LAVORO 5.1 Normativa internazionale Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti di tutti i lavoratori emigranti e delle loro famiglie, adottata con Risoluzione Assemblea Generale delle Nazioni Unite 45/158 del , entrata in vigore il (estratto) Normativa dell Unione Europea Direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro. 382 Dir. 5 luglio 2006, n. 2006/54/CE. Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio riguardante l attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego (rifusione) Normativa italiana Legge , n Ratifica ed esecuzione della Convenzione internazionale del lavoro n. 111, concernente la discriminazione in materia di impiego e di professione adottata a Ginevra il 25 giugno Convenzione Convenzione Organizzazione Internazionale Lavoro (OIL) sulla discriminazione in materia di impiego e nelle professioni. 401 Legge , n Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento (estratto). 404 Legge n.158. Ratifica della Convenzione internazionale della Or- 12 Codice contro le discriminazioni
13 ganizzazione Internazionale del Lavoro (O.I.L), n.143 del pag. 405 D.Lgs , n. 61. Attuazione della direttiva 97/81/CE relativa all accordo-quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall UNICE, dal CEEP e dalla CES (estratto). 406 D.Lgs , n Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma dell articolo 15 della legge 8 marzo 2000, n D.Lgs , n Attuazione della direttiva 1999/70/CE relativa all accordo quadro sul lavoro a tempo determinato concluso dall UNICE, dal CEEP e dal CES (estratto). 445 D.Lgs , n Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro. 445 D.Lgs , n Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30 (estratto). 449 Legge , n Modifica della disciplina normativa relativa alla tutela della maternità delle donne dirigenti (estratto). 450 APPENDICE Legge Regionale dell Emilia Romagna, 16 dicembre 2003, n. 25. Norme sul difensore civico regionale. Abrogazione della legge regionale 21 marzo 1995, n.15 (Nuova disciplina del difensore civico) in Bollettino Ufficiale n. 188 del 16 dicembre Codice contro le discriminazioni 13
15 PARTE I Norme di carattere generale PRINCIPI Costituzione della Repubblica Italiana Principi fondamentali Art. 1 L Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Art. 2 La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società. Art. 5 La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell autonomia e del decentramento. Art. 6 La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. Codice contro le discriminazioni 15
16 Art. 7 Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale. Art. 8 Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. Art. 9 La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Art. 10 L ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l estradizione dello straniero per reati politici. Art. 11 L Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Art. 12 La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni. 16 Codice contro le discriminazioni
17 Parte I Diritti e doveri dei cittadini Titolo I Rapporti civili Art. 13 La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto. È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva. Art. 14 Il domicilio è inviolabile. Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale. Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali. Art. 15 La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge. Art. 16 Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge. Art. 17 I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica. Codice contro le discriminazioni 17
18 Art. 18 I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare. Art. 19 Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume. Art. 20 Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività. Art. 21 Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. Art. 22 Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome. Art. 23 Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge. 18 Codice contro le discriminazioni
19 Art. 24 Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi. La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento. Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione. La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari. Art. 25 Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge. Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso. Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge. Art. 26 L estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali. Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici. Art. 27 La responsabilità penale è personale. L imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non è ammessa la pena di morte. Art. 28 I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici. Titolo II Rapporti etico-sociali Art. 29 La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell unità familiare. Art. 30 È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, Codice contro le discriminazioni 19
20 compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità. Art. 31 La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo. Art. 32 La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana. Art. 33 L arte e la scienza sono libere e libero ne è l insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. È prescritto un esame di Stato per l ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l abilitazione all esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato. Art. 34 La scuola è aperta a tutti. L istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso. 20 Codice contro le discriminazioni
21 Titolo III Rapporti economici Art. 35 La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell interesse generale, e tutela il lavoro italiano all estero. Art. 36 Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi. Art. 37 La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione. La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione. Art. 38 Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all educazione e all avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L assistenza privata è libera. Art. 39 L organizzazione sindacale è libera. Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. Codice contro le discriminazioni 21
22 È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce. Art. 40 Il diritto di sciopero si esercita nell ambito delle leggi che lo regolano. Art. 41 L iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. Art. 42 La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti. La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d interesse generale. La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità. Art. 43 A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale. Art. 44 Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà. La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane. Art. 45 La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e 22 Codice contro le discriminazioni
23 senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità. La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell artigianato. Art. 46 Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende. Art. 47 La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l esercizio del credito. Favorisce l accesso del risparmio popolare alla proprietà dell abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e aldiretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese. Titolo IV Rapporti politici Art. 48 Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico. La legge stabilisce requisiti e modalità per l esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all estero e ne assicura l effettività. A tal fine è istituita una circoscrizione Estero per l elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge. Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge. Art. 49 Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale. Art. 50 Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità. Art. 51 Tutti i cittadini dell uno o dell altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. La legge può, per l ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica. Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al Codice contro le discriminazioni 23
24 loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro. Art. 52 La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l esercizio dei diritti politici. L ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica. Art. 53 Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. Art. 54 Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge. Parte II Ordinamento della Repubblica Titolo I Il Parlamento Sezione I Le Camere Art. 55 Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi stabiliti dalla Costituzione. Art. 56 La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto. Il numero dei deputati è di seicentotrenta, dodici dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età. La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale risulta dall ultimo censimento generale della popolazione, per seicentodiciotto e distribuendo i seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti. 24 Codice contro le discriminazioni
25 Art. 57 Il Senato della Repubblica è eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero. Il numero dei senatori elettivi è di trecentoquindici, sei dei quali eletti nella circoscrizione Estero. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sette; il Molise ne ha due, la Valle d Aosta uno. La ripartizione dei seggi tra le Regioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla circoscrizione Estero, previa applicazione delle disposizioni del precedente comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta dall ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti. Art. 58 I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età. Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno. Art. 59 È senatore di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica. Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Art. 60 La Camera dei deputati e il Senato della Repubblica sono eletti per cinque anni. La durata di ciascuna Camera non può essere prorogata se non per legge e soltanto in caso di guerra. Art. 61 Le elezioni delle nuove Camere hanno luogo entro settanta giorni dalla fine delle precedenti. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni. Finché non siano riunite le nuove Camere sono prorogati i poteri delle precedenti. Art. 62 Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre. Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti. Quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto anche l altra. Art. 63 Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l Ufficio di presidenza. Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune, il Presidente e l Ufficio di presidenza sono quelli della Camera dei deputati. Codice contro le discriminazioni 25
26 Art. 64 Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento a Camere riunite possono deliberare di adunarsi in seduta segreta. Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale. I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto, e se richiesti obbligo, di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono. Art. 65 La legge determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l ufficio di deputato o di senatore. Nessuno può appartenere contemporaneamente alle due Camere. Art. 66 Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità. Art. 67 Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Art. 68 I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell esercizio delle loro funzioni. Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell atto di commettere un delitto per il quale è previsto l arresto obbligatorio in flagranza. Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza. Art. 69 I membri del Parlamento ricevono un indennità stabilita dalla legge. 26 Codice contro le discriminazioni
27 Sezione II La formazione delle leggi Art. 70 La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere. Art. 71 L iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale. Il popolo esercita l iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli. Art. 72 Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una commissione e poi dalla Camera stessa, che l approva articolo per articolo e con votazione finale. Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l urgenza. Può altresì stabilire in quali casi e forme l esame e l approvazione dei disegni di legge sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle commissioni. La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi. Art. 73 Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall approvazione. Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti, ne dichiarano l urgenza, la legge è promulgata nel termine da essa stabilito. Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso. Art. 74 Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano nuovamente la legge, questa deve essere promulgata. Codice contro le discriminazioni 27
28 Art. 75 È indetto referendum popolare per deliberare l abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum. Art. 76 L esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principî e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti. Art. 77 Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Quando, in casi straordinari di necessità e d urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin dall inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti. Art. 78 Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari. Art. 79 L amnistia e l indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale. La legge che concede l amnistia o l indulto stabilisce il termine per la loro applicazione. In ogni caso l amnistia e l indulto non possono applicarsi ai reati commessi successivamente alla presentazione del disegno di legge. Art. 80 Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi. 28 Codice contro le discriminazioni

References: articolo 40
 art. 2
 art. 1
 art. 1
 articolo 5
 articolo 6
 articolo 29
 articolo 15
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38
 Art. 39
 Art. 40
 Art. 41
 Art. 42
 Art. 43
 Art. 44
 Art. 45
 Art. 46
 Art. 47
 Art. 48
 sentenza 
 Art. 49
 Art. 50
 Art. 51
 Art. 52
 Art. 53
 Art. 54
 Art. 55
 Art. 56
 Art. 57
 Art. 58
 Art. 59
 Art. 60
 Art. 61
 Art. 62
 Art. 63
 Art. 64
 Art. 65
 Art. 66
 Art. 67
 Art. 68
 sentenza 
 Art. 69
 Art. 70
 Art. 71
 Art. 72
 Art. 73
 Art. 74
 Art. 75
 Art. 76
 Art. 77
 Art. 78
 Art. 79
 Art. 80