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Timestamp: 2013-12-13 01:18:11+00:00

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Carta dei servizi	Carta dei Servizi redatta in base alla Deliberazione della Commissione per le Adozioni Internazionali n. 13/2008 del 28/11/2008Scarica il documento in formato pdf INDICE1° Parte: i valori e gli impegni del C.E.A. - Coordinamento Enti Autorizzati1.1 Perché la Carta dei Servizi1.2 I principi ispiratori dell'adozione internazionale1.3 L'impegno di sussidiarietà2° Parte: il percorso adottivo2.1 La fase pre-adozione• avvicinarsi all'adozione• incontri di informazione e colloqui individuali• conferimento di incarico ed individuazione dei paesi per l'adozione• adozione internazionale e revoca della disponibilità all'adozione nazionale• percorso formativo• costruzione del dossier di documentazione della coppia• iter dei fascicoli all'estero• la gestione del tempo di attesa2.2 La fase dell'adozione• proposta di adozione e preparazione all'incontro con il bambino• la partenza• la permanenza all'estero• il rientro in Italia2.3 La fase post-adozione• l'accompagnamento post adottivo• il sostegno alla famiglia3° Parte: i costi e le informazioni3.1 La descrizione dei costi3.2 Le informazioni sul sostegno fiscale ed economico3.3 Informazioni sulla tutela e sostegno a maternità e paternità3.4 Informazioni relative alla revoca conferimento incarico e al cambio EnteAllegati:1. Glossario del Coordinamento Enti Autorizzati2. Il sostegno fiscale ed economicoPRIMA PARTE: I VALORI E GLI IMPEGNI DEL C.E.A. - Coordinamento Enti Autorizzati
1.1 Perché la Carta dei ServiziIl C.E.A., Coordinamento Enti Autorizzati, è un'associazione senza scopo di lucro costituita nel 2005 su iniziativa di alcuni Enti autorizzati ad operare nel campo delle adozioni internazionali. Attualmente aderiscono all'associazione i seguenti Enti:
A.I.P.A. - ERGA PUEROS ONLUSASA - ASSOCIAZIONE SOLIDARIETÀ ADOZIONI ONLUSASSOCIAZIONE CUORE ONLUSASSOCIAZIONE ENZO B ONLUSASSOCIAZIONE I BAMBINI DELL'ARCOBALENO - BAMBARCO ONLUSASSOCIAZIONE LO SCOIATTOLO ONLUSASSOCIAZIONE MARIANNA ONLUSASSOCIAZIONE PER L'ADOZIONE INTERNAZIONALE BRUTIA ONLUSASSOCIAZIONE SENZA FRONTIERE ONLUSCENTRO ADOZIONI LA MALOCA ONLUSCIFA - CENTRO INTERNAZIONALE PER L'INFANZIA E LA FAMIGLIA ONLUSI FIORI SEMPLICI ONLUSIL MANTELLO - ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO PER LA FAMIGLIA E L'ADOZIONELA CICOGNA ONLUSLA PRIMOGENITA INTERNATIONAL ADOPTION ONLUSL'AIRONE ONLUSLICOS - LABORATORIO ITALIANO PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO ONLUSS.O.S. BAMBINO - INTERNATIONAL ADOPTION ONLUS
Il C.E.A. promuove la collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti nel percorso adottivo: Enti autorizzati, C.A.I. Commissione per le Adozioni Internazionali, Autorità Centrali dei Paesi esteri, Tribunali per i Minorenni, Regioni e Servizi Territoriali, affinché gli aspiranti all'adozione internazionale possano beneficiare di un adeguato sostegno ed assistenza.Questa Carta dei Servizi rappresenta un impegno di comunicazione dei principi e valori alla base delle attività del C.E.A. oltre che di informazione e di trasparenza in tutte le fasi del percorso adottivo verso le coppie aspiranti all'adozione. Vuole essere anche uno strumento di garanzia di qualità verso altri Organismi ed Associazioni sia pubblici che privati.L'approvazione da parte del C.E.A. di una Carta dei Servizi è il risultato di un processo di condivisione delle procedure di accompagnamento ed è motivata dal desiderio di continuo miglioramento dei servizi offerti alle famiglie che si aprono all'accoglienza di un bambino.Gli Enti aderenti al Coordinamento hanno deciso di mettere in comune le proprie capacità e le esperienze maturate negli anni di attività al fine di realizzare un documento omogeneo fruibile per gli utenti in un'ottica di trasparenza e garanzia di imparzialità.La Carta dei Servizi si compone di un testo e di due allegati. Il testo è suddiviso in quattro parti, che descrivono i valori e gli impegni del C.E.A., la storia e l'organizzazione territoriale di ciascun Ente, il percorso adottivo e forniscono informazioni su costi, agevolazioni e modalità di comportamento.La Carta dei Servizi è disponibile presso tutte le sedi degli Enti aderenti al C.E.A. e consultabile direttamente dai loro siti web.
1.2 I principi ispiratori dell'adozione internazionaleI principi che ispirano l'operato quotidiano degli Enti aderenti al C.E.A. sono i seguenti:La centralità del minore in ogni attività svolta dall'Ente;Il primario interesse per i minori in difficoltà;La centralità della famiglia che si concretizza nell'impegno ad attivare e promuovere azioni ed interventi finalizzati a dare una famiglia a bambini che ne siano privi o che comunque siano in stato di abbandono giuridicamente dichiarato;La concezione dell'azione come misura sussidiaria da adottare unicamente qualora non sia possibile tutelare altrimenti il diritto del minore ad una famiglia nel suo paese di origine;La promozione dell'istituto dell'adozione quale strumento a sostegno dell'infanzia abbandonata, prima che appagamento di un bisogno di genitorialità;La valorizzazione del ruolo dell'Ente autorizzato e della sua rilevanza quale soggetto avente funzione pubblica;La preparazione e l'accompagnamento delle coppie che intraprendono il percorso adottivo e la presa in carico della nuova famiglia nell'inserimento del minore nel nuovo contesto sociale e relazionale.L'accompagnamento degli Enti associati al fine di standardizzare i compiti e le procedure dell'iter adottivo, favorendo la collaborazione tra gli stessi allo scopo di adottare una linea di condotta comune e solidale per fronteggiare gli abusi, le inefficienze e le carenze eventualmente presenti in loco.
1.3 L'impegno di sussidiarietàL'impegno di sussidiarietà degli Enti aderenti al C.E.A. si concretizza nei seguenti principi:La promozione di progetti di cooperazione atti a migliorare le condizioni di vita dei minori nei paesi di origine;Il riconoscimento del primario diritto del bambino ad avere una famiglia nel suo paese e quindi la visione dell'Adozione Internazionale come ultimo intervento in caso questo non sia possibile;La prevenzione del fenomeno dell'abbandono attraverso la collaborazione con altre Associazioni nazionali e internazionali ed Enti pubblici e privati, mediante studi e ricerche finalizzate a sensibilizzare l'opinione pubblica attivando programmi a favore di Paesi dove l'infanzia si trova in difficoltà;La promozione di politiche di sostegno alla famiglia qualora si trovi in difficoltà.SECONDA PARTE:
2.1 La fase pre-adozione2.1.1 Avvicinarsi all'adozioneIn base ai principi del C.E.A. e dell'Ente scelto, il percorso adottivo è stato pensato per aiutare la famiglia verso l'incontro e l'accoglienza del proprio figlio. Infatti, una famiglia consapevole, supportata nella riflessione, rappresenta una risorsa importante per il bambino che ha bisogno di genitori. Per ogni famiglia il percorso adottivo sarà un percorso unico e l'Ente è impegnato a fornireun supporto di tipo personalizzato.L'Allegato 1 contiene un utile glossario per conoscere il linguaggio dell'adozione.Per avvicinarsi all'adozione internazionale l'Ente propone un incontro, in cui vengono fornite informazioni sul significato, i tempi, i costi e le procedure dell'adozione internazionale e le metodologie operative in base al paese di origine del bambino. Viene fornito il punto di vista procedurale, psicologico e legale.In relazione ai costi dell'adozione, l'Ente opera nella più completa trasparenza e completezza di informazione, così come evidenziato nel punto 2.1.3 relativo al conferimento di incarico e nella parte terza della Carta dei Servizi, relativa ai costi e alle altre informazioni.Per iscriversi agli incontri, le coppie sono invitate a contattare le sedi italiane dell'Ente sia telefonicamente che tramite sito web.
2.1.2 Incontri di informazione e colloqui individualiGli incontri sull'adozione internazionale e la solidarietà ai bambini in difficoltà sono riservati alle coppie che ancora devono presentare la domanda di disponibilità al Tribunale dei Minori e possono essere strutturati in maniera diversa, nei cui territori opera l'Ente, anche in base a protocolli stabiliti dalle differenti Amministrazioni Regionali. Ogni sede dell'Ente, pertanto, fornirà le informazioni relative alle iniziative di sensibilizzazione delle varie Regioni.Dopo gli incontri informativi, le coppie - su loro richiesta, tramite appuntamento telefonico - possono richiedere un colloquio con l'operatore esperto di adozione, presso una delle sedi dell'Ente.Il colloquio ha la durata da una a due ore e serve per dare informazioni sul percorso adottivo proposto dall'Ente autorizzato e per raccogliere disponibilità ed aspettative delle coppie.Se necessario, al primo colloquio ne seguono altri ed è comunque sempre auspicabile che la coppia conosca il modo di operare di altre associazioni prima di decidere a quale appoggiarsi.Prima del conferimento di incarico vengono fatti, se necessario, altri colloqui individuali con l'operatore di riferimento, al fine di identificare il paese ove indirizzare l'attenzione dei genitori.Viene spiegato che la metodologia dell'Ente suggerisce l'indicazione da parte della coppia di più paesi in cui è operativo, al fine di evitare lunghe attese nel caso in cui un Paese abbia momenti di chiusura o rallentamenti operativi.Vengono anche spiegate le modalità di revoca sia dal punto di vista procedurale che economico.
2.1.3 Conferimento di incarico ed individuazione dei paesi per l'adozioneIl conferimento di incarico è previsto dalla legge n. 476/98. Con esso la coppia autorizza l'Ente ad attivare e proseguire una procedura di adozione di minore straniero all'estero. Il conferimento d'incarico da parte della coppia configura accettazione della metodologia operativa utilizzata dall'Ente.L'Ente, prima del conferimento di incarico, ha l'obbligo di informare le coppie attraverso incontri, colloqui ed altre metodologie sulle modalità operative utilizzate sia in Italia che all'estero e sulle eventuali difficoltà, in ordine ad esempio all'età oppure ai tempi di attesa dell'adozione nel paese indicato dalle coppie.Prima di accettare l'incarico, l'Ente può richiedere alla coppia la relazione redatta dai servizi sociosanitari e, ove la relazione non sia in loro possesso, previo consenso espresso dei coniugi, può richiederla al Tribunale per i minorenni che ha dichiarato l'idoneità. Dalla relazione potrebbero infatti emergere più chiaramente le reali aspettative della coppia, alle quali nei fatti l'Ente potrebbe non essere in grado di dare una risposta, ad esempio perché nel paese in cui la Coppia intende adottare non sono disponibili per l'adozione bambini di età o caratteristiche sperate.L'Ente ha l'obbligo di segnalare tempestivamente ed in qualsiasi momento fatti, notizie e cambiamenti sostanziali della realtà personale e/o familiare riguardante gli aspiranti genitori adottivi di cui è venuto a conoscenza e che possono richiedere l'intervento dei Servizi territoriali o dello stesso Tribunale in relazione all'idoneità.La coppia può revocare il mandato all'Ente e deve dare comunicazione dell'avvenuta revoca ai Servizi e al Tribunale per i minorenni, così come ne darà comunicazione l'Ente stesso.La coppia mentre si trova all'estero per l'abbinamento non può revocare il mandato all'Ente, per conferire un nuovo mandato ad un altro Ente autorizzato.Le modalità per la revoca ed il "cambio Ente" sono riportate nella 3° Parte, punto 3.4 della presente Carta dei Servizi.Il modulo di conferimento di incarico, viene consegnato alla coppia assieme agli altri moduli collegati, evidenziando in maniera chiara e precisa i passaggi procedurali ed economici, comprese le indicazioni di rimborso nel caso di revoca rispetto alle varie fasi della procedura.All'atto del conferimento di incarico, l'Ente richiede alla coppia di sottoscrivere anche una dichiarazione, indirizzata alla C.A.I. Commissione per le Adozioni Internazionali, relativa alle relazioni post-adozione. Con essa i coniugi si impegnano, per l'intero arco di tempo previsto dal paese estero, a rendersi disponibili a fornire informazioni all'Ente circa lo sviluppo psico-fisico del figlio adottivo e la sua vita di relazione familiare, scolastica e sociale.La coppia prende atto che, in caso di non osservanza dell'impegno, sarà dalla C.A.I. segnalata al Tribunale per i minorenni per eventuali provvedimenti limitativi della potestà, potendosi nella mancata trasmissione delle notizie richieste ravvisare condotta pregiudizievole verso il figlio, cittadino non solo italiano ma, fino alla maggiore età, anche del paese di origine.L'Ente garantisce che il numero dei conferimenti di incarico accettati, in un determinato intervallo di tempo, non sarà superiore alla sua capacità di gestione, considerando sia le procedure di adozione contemporaneamente in corso che l'Ente riesce a supportare in modo adeguato sia quelle che si definiranno nello stesso intervallo di tempo.
2.1.4 Adozione internazionale e revoca della disponibilità all'adozione nazionaleL'Ente, al momento del conferimento del mandato, richiede alla coppia la sottoscrizione di un modulo per la dichiarazione dei Tribunali in cui è giacente la loro domanda di adozione nazionale, con cui si impegna a comunicare tempestivamente l'eventuale individuazione da parte del Tribunale dei Minori per un'adozione nazionale.L'Ente richiede la revoca della domanda di adozione nazionale prima della proposta di incontro col minore straniero o della prima partenza nel caso in cui la proposta sia all'estero.Inoltre, al momento della sottoscrizione della proposta di incontro da parte della famiglia, l'Ente chiede l'autorizzazione al proseguimento della procedura alla Commissione Adozioni Internazionali e per conoscenza invia al Tribunale dei Minori, all'ambasciata competente ed ai Servizi Territoriali.
2.1.5 Percorso formativoPer avvicinarsi al futuro figlio, l'Ente organizza un corso che ha un valore formativo e orientativo, ma non valutativo. Il corso è rivolto alle coppie già in possesso della dichiarazione di disponibilità e che si stanno orientando per la scelta consapevole e affettiva del paese in cui adotteranno.Il corso si sviluppa in alcuni incontri e cerca di rispondere all'esigenza che la coppia sia consapevole e formata.
2.1.6 Costruzione del dossier di documentazione della CoppiaIn un incontro di coppia l'operatore spiega quali sono i documenti da preparare, come vanno fatti e consegna dei fac-simile insieme ad una mini guida per i documenti del Paese indicato dalla coppia. L'operatore rimane disponibile telefonicamente per ogni difficoltà dovesse nascere nella produzione dei documenti, anche attraverso i punti informativi dell'Ente presenti nel territorio, che si attivano per la risoluzione dei problemi con le prefetture ed i servizi sanitari e sociali locali.Successivamente la famiglia consegna all'operatore la documentazione richiesta e viene verificata la adeguatezza dei documenti rispetto a quanto chiesto dal paese straniero.
2.1.7 Iter dei fascicoli all'esteroLa famiglia viene informata di ogni passaggio significativo del proprio fascicolo nel paese estero. L'Ente fornisce per via telefonica, e-mail o colloqui personali le informazioni relative alla procedura specifica della singola coppia, scegliendo la metodologia in base al tipo di informazione da dare.Notizie di interesse generale vengono fornite tramite incontri di gruppo, news-letter, comunicazioni collettive via e-mail o via posta, giornale associativo.Per quanto riguarda i tempi di attesa nel paese straniero, questi sono variabili in base allo stato di origine del minore, all'età del bambino che la famiglia è in grado di accogliere, alle condizioni sanitarie e giuridiche e a molte altre variabili che non dipendono dalla volontà o capacità dell'Ente.Ogni famiglia riceverà dall'operatore di riferimento una ipotesi di previsione del tempo di attesa per il paese indicato, formulato in base alle statistiche degli ultimi sei mesi di attività dell'Ente. In ogni caso l'Ente si impegna a comunicare tempestivamente ogni cambiamento significativo nella tempistica della procedura adottiva.
2.1.8 La gestione del tempo di attesaL'attesa è il momento più difficile che deve affrontare una coppia che intraprende il percorso della adozione internazionale, non solo perché questo è sempre un "tempo incerto", ma anche perché in genere viene vissuto come un "tempo vuoto" che non passa mai.L'Ente propone alcune attività per trasformare in tempo dell'attesa in un tempo utile e proficuo per prepararsi all'incontro col bambino.Il programma di accompagnamento all'attesa è un insieme di attività di diverso tipo che vengono proposte alle famiglie sino all'abbinamento, e vuole essere un supporto psicologico, formativo ed esperienziale a tutte le famiglie "in attesa".
2.2 La fase dell'adozione2.2.1 Preparazione al primo incontro con il bambino e consenso all'adozioneLa proposta di adozione è un atto formale con cui i genitori accettano il bambino proposto.Una volta firmato il consenso all'abbinamento, la coppia assume un impegno definitivo nei confronti del minore proposto in adozione.La proposta di abbinamento deve tener conto delle indicazioni del decreto di idoneità della coppia e di quanto emerso nella fase di conoscenza della coppia presso l'Ente.L'Ente inoltre si riserva di non concordare con la proposta di abbinamento, se questa è contraria ai principi della Convenzione de L'Aja.
3.2.2 La partenzaLa coppia viene convocata per un colloquio prima della partenza, dove vengono ripresi i temi della permanenza all' estero, dell' incontro con il bambino, della sentenza con il giudice straniero.L'Ente, salvo indicazioni diverse della coppia, si occupa della programmazione del viaggio e dei visti di ingresso necessari.Viene consegnato, se non fatto precedentemente, l' elenco delle cose da fare al rientro in Italia e del comportamento da tenere all'estero rispetto allo specifico paese; viene dato un elenco dei numeri telefonici del referente estero, dell'operatore italiano, dell'ambasciata italiana nonché unelenco delle tariffe in vigore per i costi dei taxi locali e delle tariffe di accompagnamento logistico applicate dai referenti in accordo con l'Ente.Viene fornita ogni altra notizia utile e necessaria specifica al paese e al momento della partenza.
3.2.3 La permanenza all'esteroL'Ente è consapevole che la permanenza all'estero può rappresentare a volte un periodo problematico e difficile, a causa delle condizioni sociali del paese straniero alle quali però è necessario adattarsi. Questo può riguardare la sistemazione in albergo o in appartamenti privati, le condizioni igieniche o quelle atmosferiche.L'Ente dispone in ogni paese di uno staff di operatori esperti che accompagna la famiglia per tutto il periodo di permanenza. In ogni caso gli operatori italiani sono a disposizione telefonicamente per le 24 ore esclusivamente per la fase estera. Un pediatra ed un neuropsichiatria infantile italiani, collegati all'Ente sono disponibili a supportare la famiglia nei casi necessari, previo contatto con l'operatore di riferimento.L'incontro col bambino è la fase più delicata della procedura di adozione ed il grado di assistenza che l'Ente può fornire alla famiglia dipende dal paese e spesso dalla gestione del singolo istituto.L'Ente si impegna a fornire il massimo supporto possibile rispetto alla situazione specifica.3.2.4 Il rientro in ItaliaL'attività svolta dall'Ente viene fatta con entrambi i genitori come previsto dalla convenzione de L'Aja. La famiglia, seguendo lo schema fornito dall'operatore prima della partenza dovrà adoperarsi per espletare le formalità previste.In particolare la coppia dovrà recarsi presso l'Ente, entro i termini stabiliti dallo stesso, per effettuare il colloquio di inserimento e, qualora si tratti di paesi che richiedono la registrazione del passaporto, i coniugi devono produrre la documentazione necessaria all'Ente entro 15 giorni dal rientro in Italia.Tale incontro è occasione per ricostruire il percorso estero valutando difficoltà e punti di forza.I nuovi genitori dovranno inoltre operare la dichiarazione di scelta di voler essere accompagnati nel percorso di post adozione dall'Ente oppure dai Servizi pubblici, attraverso la compilazione del modulo "dichiarazione di scelta", nonché fornire entro 30 giorni la dichiarazione delle spese sostenute all'Ente, al fine di permettere l'invio alla Commissione per le Adozioni Internazionali della scheda riassuntiva dei costi sostenuti attraverso il modulo "dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà".
2.3 La fase post-adozione2.3.1 L'accompagnamento post-adottivoIl sostegno offerto dall'Ente alle nuove famiglie si sviluppa attraverso percorsi specifici diretti alla famiglia ed iniziative allargate a gruppi di genitori. Si sottolinea tuttavia che l'obbligo di produzione dei report post adottivi, per i quali la famiglia si è espressamente e formalmente impegnata, non può prescindere da un accompagnamento di tipo psicologico secondo le modalità sottoindicate.Il percorso post adottivo ha la funzione di sostenere la neo genitorialità e monitorare l'inserimento del bambino nel nuovo contesto familiare e sociale.L'Ente precisa che tale percorso è un preciso impegno per l'Associazione e prevede varie attività, consigliate alle famiglie, ma non di tipo obbligatorio. Alcune di queste potrebbero comportare per le famiglie dei costi aggiuntivi, rispetto a quelli contenuti nei documenti illustrati e sottoscritti dalla coppia all'atto di conferimento di incarico. La gratuità od onerosità di tali iniziative dipende infatti dalla possibilità o no dell'Ente di attivare progetti che si avvalgano di contributi pubblici o privati, a sostegno delle famiglie.In ogni caso gli eventuali costi delle attività verranno chiaramente evidenziati in fase di comunicazione delle iniziative.L'Ente, come precisato nella parte terza della presente Carta dei Servizi, è impegnato a fornire ogni informazione possibile sulle misure di sostegno alle famiglie da parte di enti pubblici, anche per la fase di post-adozione.
2.3.2 Sostegno alla famigliaL'Ente propone per le coppie che decideranno di essere seguite nel post-adozione un preciso percorso di accompagnamento.Il sostegno alla nuova famiglia si articola attraverso una serie di incontri in cui si effettuano osservazioni del nucleo familiare (bambino e genitori insieme), colloqui di coppia e un colloquio di restituzione con i genitori.Il percorso inizia dopo circa un mese e mezzo dall'arrivo del bambino in Italia, in modo da poterosservare una relazione tra genitori e figlio in cui i legami hanno cominciato a strutturarsi. Questa modalità potrà subire delle variazioni nei casi in cui la famiglia, per diversi motivi, senta la necessità di incontrare da subito gli operatori.La frequenza e la cadenza degli incontri potrà essere modificata in base alle caratteristiche delle specifiche situazioni.Le famiglie che hanno bisogno di un intervento di tipo psicoterapeutico verranno inviate a consulenti dell'Ente, ai Servizi pubblici o privati.
TERZA PARTEI COSTI E LE INFORMAZIONI
3.1 La descrizione dei costiIl mandato è regolato dagli artt.1709 e 1713 c.c.I costi nell'adozione internazionale rappresentano un aspetto importante, rispetto al quale l'Ente è impegnato, con assoluta trasparenza, ad una adeguata informazione.Va ricordato che, oltre ai costi che verranno rimborsati all'Ente per le attività svolte, la coppia dovrà sostenere anche le spese di viaggio, soggiorno e spese private in Italia e all'estero (in cui tra l'altro sono previsti più viaggi e di durata anche non breve).Sul tema dei costi da sostenere dai coniugi nella procedura di adozione internazionale, l'Ente assume i seguenti impegni:1. l'impegno a realizzare sempre l'azione migliore ed economicamente più conveniente per le coppie: infatti l'Ente è consapevole che, al momento del conferimento di incarico, le coppie possono non conoscere cosa implica esattamente e complessivamente sotto il profilo dei costi l'adozione. Per questo l'Ente si obbliga a non sfruttare in alcun modo tale asimmetria informativa;2. l'impegno ad applicare il concetto dei costi "chiari e dettagliati": i costi necessari e sufficienti per portare a termine completamente l'intera procedura di adozione;3. l'impegno a distinguere i costi tra quelli in Italia e quelli all'estero, specificando che:• il costo dei servizi resi in Italia sarà mantenuto fisso dal conferimento d'incarico fino alla conclusione dell'adozione, fatti salvi comprovati motivi non dipendenti dalla volontàdell'Ente;• il costo dei servizi resi all'estero potrà venir aggiornato in modo formale dall'Ente nel corso della durata della procedura di adozione, tramite aggiornamento della tabella costi estero;4. l'impegno ad effettuare incassi di denaro esclusivamente in Italia e solo tramite sistemi tracciabili ed ufficiali (bonifici bancari o postali sui conti correnti dell'Ente), escludendo ogni altra forma, tranne che in presenza di casi estremamente particolari verso alcuni paesi esteri, precisati sul conferimento di incarico.Per gli effetti di cui ai succitati articoli del c.c. l'Ente informa quanto segue:le tabelle dei costi pubblicate sul sito della CAI, risalenti all'anno 2003, riguardano in realtà solo una parte delle spese effettive da sostenere per portare alla fine l'intero procedimento. Ciò deriva dal fatto che le suddette tabelle sono state compilate dalla CAI prendendo in considerazione solo alcune attività che compongono il procedimento e per giunta non sono aggiornate. Per evitare ogni equivoco l'Ente si impegna a rendere edotti tutti gli interessati dell'entità dello sforzo economico da sopportare in toto, sempre secondo i costi prevedibili al momento dell'informazione. Si tratterà comunque di una valutazione di massima e non del prezziario sicuro e definitivo, potendo questo variare a seconda del momento di realizzazione del servizio, della situazione economica in Italia e nel paese estero, delle variazioni che la stessa procedura potrebbe subire per motivi non prevedibili ecc.
3.2 Le informazioni sul sostegno fiscale ed economicoGli interventi di sostegno previsti essenzialmente sono due, e precisamente:la deducibilità, ai fini fiscali, sull'imponibile pari al cinquanta per cento delle spese sostenute dai genitori adottivi per l'espletamento della procedura di adozione; il rimborso di parte delle spese a tal fine sostenute, fiscalmente non deducibili in quanto eccedenti la quota massima ammessa al beneficio anzidetto.
Nel ricordare che, specie in questo campo, avvengono frequenti modifiche normative che possono modificare la situazione, l'Ente riporta nell'Allegato 2 la situazione relativa ai due aspetti sopra ricordati.
3.3 Le informazioni sulla tutela ed il sostegno alla maternità e/o paternitàIn materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità la legge riconosce ai genitori adottivi e affidatari gli stessi diritti previsti per i genitori naturali. L'unica differenza - fermo restando la durata di ciascun beneficio (congedo, permesso, sostegno economico, etc.) - è la decorrenza degli stessi: la data di "nascita" del bambino adottato corrisponde all'ingresso in Italia del minore per le adozioni internazionali.Il quadro normativo è dato dal D.Lgs. n. 151/2001 artt. 26 r 27 per il congedo di maternità (di durata complessiva di 5 (cinque) mesi; art. 31 per il congedo di paternità (fruibile dal padre alle medesime condizioni della madre lavoratrice, qualora questa non se ne avvalga); art. 36 per il congedo parentale (fruibile da entrambi i genitori, anche contemporaneamente per complessivi dieci mesi);art. 45 per i permessi giornalieri fruibili nel corso del primo anno con decorrenza dalla data di ingresso del minore in Italia; art. 50 per il congedo per malattia del minore adottato.Qualora lavoratori dipendenti viene, altresì riconosciuto ai genitori adottivi un congedo non retribuito per tutto il periodo di tempo in cui si renda necessaria la permanenza all'estero per l'incontro con il bambino e l'espletamento della procedura adottiva (art. 26 comma 4; art. 27 comma 2).Ulteriore beneficio è dato dalla possibilità per la madre o, in alternativa per il padre, di fruire, in parte o per intero, il congedo ancor prima dell'ingresso del minore in Italia durante la permanenza all'estero dei medesimi per le necessità sopra rappresentate (art. 26 comma 3). Ove ricorrano le condizioni, qualora il minore adottato o in affidamento preadottivo sia affetto da handicap grave, i genitori adottivi hanno diritto ai benefici previsti dall'art. 42 del D.Lgs. n.151/2007 (congedo straordinario retribuito fino ad un massimo di due anni) e dall'art. 33 della legge n. 104/1992 (permesso mensile retribuito per tre giorni).
3.4 Informazioni relative alla revoca ed alla dismissione del mandato e al cambio EnteOve insorgano difficoltà di tipo relazionale, oppure si verifichino eventi precedentemente non rilevati, e di gravita tale da poter eventualmente configurare motivo valido per la revoca stessa del decreto di idoneità, l'Ente potrà dismettere l'incarico, dandone comunicazione motivata al Tribunale per i Minorenni, ai Servizi che hanno redatto la relazione, nonché alla C.A.I. Questo fatto può derivare anche da un atteggiamento non proattivo della Coppia, ad esempio per mancata presenza a più incontri (ove richiesti), mancata corresponsione degli oneri previsti, mancata consegna dei documenti ecc.La coppia, ove intenda revocare il mandato e rivolgersi ad altro Ente, è tenuta, una volta effettuata la revoca, a darne comunicazione ai Servizi territoriali e al Tribunale, nonché ad indicare i percorsi formativi seguiti. Ciò al fine di mettere in grado il secondo Ente di approfondire le motivazioni e di individuare eventuali problematiche e, comunque, di continuare nell'iter formativo eventualmente interrottosi.Trascorso un anno dalla data di notifica del decreto di idoneità, non occorre più una preliminare autorizzazione della C.A.I., ma il nuovo incarico dovrà essere "contestuale" alla revoca. Il nuovo incarico non può, comunque, intendersi validamente conferito se non é stato informato il primo Ente; ciò al fine di permettere la conoscenza dei motivi della revoca del mandato sia da parte del nuovo Ente, sia da parte dei Servizi socio-sanitari che del Tribunale, in particolar modo se non é stato ancora emesso il decreto di idoneità.Nel caso di risoluzione concordata dell'incarico dato ad un Ente e successivamente affidato ad un altro Ente, questo ultimo può chiedere alla coppia la partecipazione ai propri percorsi di informazione e preparazione.Qualora il rapporto tra l'Ente e gli aspiranti genitori adottivi si interrompa a procedura inoltrata e a fronte di somme versate, l'Ente potrà trattenere solo l'importo relativo ai servizi effettivamente resi. Ove la coppia non abbia versato alcuna somma di danaro é tenuta a rimborsare l'Ente per le prestazioni documentate ed effettivamente svolte in suo favore fino a quel momento.
ALLEGATI1. Glossario del Coordinamento Enti AutorizzatiIl documento è aggiornato alla data di approvazione della Carta dei Servizi da parte di C.E.A.
ACCORDI BILATERALI L'art. 39 comma 2 della Convenzione de L'Aja stabilisce che "ogni Stato contraente ha facoltà di stipulare accordi con uno o più Stati contraenti per una migliore applicazione delle disposizioni della convenzione nei reciproci rapporti [...]". In Italia il compito di attivare contatti per una migliore attuazione della Convenzione de L'Aja è attribuito alla Commissione per le adozioni internazionali. La Commissione può promuovere quindi accordi bilaterali con Stati che hanno ratificato la Convenzione de L'Aja al fine di facilitare le procedure. Gli accordi bilaterali sono inoltre necessari con quegli Stati che non hanno aderito alla Convenzione de L'Aja: per il loro contenuto ci si dovrebbe rifare ai principi della Convenzione e tendere ad una procedura omogenea nei principi e parallela a quella in vigore tra i Paesi firmatari della Convenzione.
ALBO degli enti autorizzati. E' stilato dalla Commissione per le adozioni internazionali in seguito alle richieste presentate dalle associazioni, dagli Enti e dagli organismi che vogliano operare nel campo dell'adozione internazionale. L'albo è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e contiene i nominativi degli Enti con l'autorizzazione ad operare in certe regioni d'Italia ed in alcuni Paesi esteri.L'albo è soggetto a revisione, modifica e integrazione periodica da parte della Commissione per le adozioni internazionali qualora siano sopraggiunte nuove richieste di iscrizione o fatti nuovi inerenti gli Enti già inseriti.
APPELLANTE e ricorrente. Si "appella" (appellante) quando ci si rivolge alla Corte di Appello e al Tribunale della Libertà. Si "ricorre" (ricorrente) quando ci si rivolge alla Corte di Cassazione. ARCHIVAZIONE Al termine delle indagini preliminari il P.M. può esercitare l‘azione penale mediante la formulazione del capo di imputazione (art.405 c.p.p.) oppure può chiedere l'archiviazione cioè la chiusura del procedimento penale senza formulare accuse. Con l'archiviazione il processo è chiuso. Chi chiede l'archiviazione è ovviamente il PM. Chi la dispone è il giudice per le indagini preliminari (GIP). Presupposto per l'archiviazione è l'infondatezza della notitia criminis o la concreta non esercitabilità dell'azione penale per difetto di una condizione di procedibilità o per l'esistenza di una causa di estinzione del reato o per la mancata identificazione dell'autore di esso.
ATTI PRELIMINARI Consistono nella precisazione delle prove che porteranno nel dibattimento, i testi che verranno a deporre, etc.
COMMISSIONE PER LE ADOZIONI INTERNAZIONALI è l'autorità centrale italiana referente generale per le adozioni con gli Stati esteri ed ha vari settori di competenza:
3) compiti di promozione dell'adozione internazionale attraverso iniziative di formazione, informazione e di studio sulle tematiche legate all'adozione. Promuove inoltre la cooperazione tra soggetti che operano nel campo dell'adozione internazionale e stipula accordi bilaterali con i paesi firmatari e non della Convenzione de L'Aja.
CONGEDI PARENTALI La madre lavoratrice ed il padre lavoratore hanno la possibilità ai sensi dell'art. 36 del D.Lgs 151/2001 (così come novellato dal comma 455 dell'art. 2, L. 24 dicembre 2007, n. 244) di usufruire di un congedo parentale qualunque sia l'età del minore, entro otto anni dall'ingresso in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età. L'indennità, pari al 30% della retribuzione, è dovuta, per il periodo massimo complessivo di 6 mesi (tra madre e padre), nei primi tre anni dall'ingresso del minore in famiglia.
COMPETENZA TERRITORIALE La competenza territoriale è determinata dal luogo in cui l'Ente opera.
ENTE AUTORIZZATO La CONVENZIONE DE L'AJA dispone che in ogni Stato, accanto ad una AUTORITA' CENTRALE pubblica, operino altri organismi in grado di provvedere alle formalità indispensabili perché l'adozione giunga in porto. Le associazioni che intendano operare nell'ambito dell'adozione internazionale devono essere "debitamente autorizzate" a farlo sia da parte dello Stato in cui hanno la propria sede, sia da parte dello Stato estero in cui svolgeranno la propria attività.L'art. 39-ter della legge n.184/83 come modificato dalla recente legge n.476/98 stabilisce quali sono i requisiti che un Ente deve possedere per essere autorizzato dalla COMMISSIONE PER LE ADOZIONI INTERNAZIONALI a svolgere pratiche di adozione internazionale. In primo luogo l'istituzione deve essere diretta e composta da persone con idonee qualità morali e con adeguata formazione e competenza nel campo dell'adozione internazionale. L'Ente non deve perseguire FINI DI LUCRO edeve avere la propria sede legale in Italia. E' richiesta inoltre una adeguata struttura organizzativa nell'ambito di almeno una regione o provincia autonoma sia di una corrispondente struttura idonea ad operare nei Paesi stranieri. Gli enti autorizzati sono valutati dalla COMMISSIONE ed inseriti in un apposito ALBO.
ETÀ (DIFFERENZA DI) La differenza di età tra adottanti e adottato è uno dei requisiti previsti dalla legge n.184/83 all'articolo 6. La modifiche apportate recentemente a tale normativa stabiliscono che la differenza minima è di 18 anni mentre quella massima è di 45. Tali limiti possono essere derogati nell'interesse del bambino. Inoltre, l'adozione è consentita, in deroga a tali condizioni, anche quando il limite massimo di età degli adottanti sia superato da uno solo di essi in misura non superiore a dieci anni, quando essi siano genitori di figli naturali o adottivi dei quali almeno uno sia in età minore, e infine, quando l'adozione riguardi un fratello o una sorella del minore dagli stessi già adottato.IMPUGNAZIONI sono rimedi giuridici attribuiti alle parti per rimuovere uno svantaggio derivante da un provvedimento del giudice, consentendo così di chiedere il nuovo esame della causa e la pronuncia di una nuova decisione ad un giudice diverso.Il presupposto del diritto alle impugnazioni è che le sentenze dei giudici possono essere inficiate di errori sia di fatto (inerenti all'accertamento della verità processuale) che di diritto (relativi all'individuazione della norma, sia sostanziale che processuale) applicabile e all'elaborazione interpretativa.In ossequio al principio della certezza dei rapporti giuridici però l'esercizio delle impugnazioni è limitato nel tempo (decorso il termine stabilito dalla legge senza che l'atto sia stato impugnato, il rimedio diviene inammissibile e l'atto acquista stabilità giuridica divenendo cosa giudicata (generalmente sono consentiti due gradi: appello e ricorso per Cassazione).
PM Pubblico Ministero: è il magistrato che esercita l'azione penale. (art. 50-54 ter cpp).
POLIZIA GIUDIZIARIA (art. 109 Costituzione; artt. 55-59,347-357 c.p.p., Legge 26-03-2001 nr.128) si occupa di prendere notizia dei reati, ricercarne gli autori, compiere gli atti ritenuti necessari per assicurare le fonti di prova, raccogliere quanto possa servire per l'applicazione della legge penale, svolgendo le indagini sotto la direzione del Procuratore della Repubblica e collaborando anche con proprie iniziative.
PROCURATORE DELLA REPUBBLICA Il "Procuratore capo" è a capo di tutti i PM del Tribunale.
PROCURA DELLA REPUBBLICA è l'ufficio, facente parte dell'ordinamento giudiziario, cui sono addetti i magistrati che svolgono la funzione di pubblico ministero.
REGISTRO DELLE NOTIZIE DI REATO (art. 335 c.p.p. modificato dalla legge 08-08-1995 nr.332) Registro i cui il P.M. scrive ogni notizia di reato che gli perviene o ha acquisito di propria iniziativa. L'iscrizione viene fata segnando il nome della persona a ci viene attribuito il reato. In seguito alla modifica introdotta dalla legge 8-8-1995 nr.332, le notizie contenute in tale registro, che prima erano ritenute del tutto segrete, ora possono essere comunicate alla persona iscritta , ala persona offesa ed ai rispettivi difensori che ne fanno richiesta. Tale comunicazione risulta esclusa per i reati più gravi previsti dall'art. 407 c.p.p., nonché nelle ipotesi i cui sussistano specifiche esigenze attenenti alle attività di indagine.
REQUISITI sono gli stessi previsti per l'adozione nazionale e sono contenuti nell'art. 6 della legge184/83 così come modificato dalla legge 149/2001.
SERVIZI SOCIASSISTENZIALI La nuova legge amplia i compiti dei servizi socioassistenziali. Ai servizi vengono assegnati funzioni riguardanti l'informazione delle coppie sull'adozione internazionale e sulle relative procedure. I servizi inoltre preparano gli aspiranti all'adozione: tutte queste prerogative possono essere svolte insieme ad un ente autorizzato. Ai servizi spetta poi il compito di redigere la relazione sulla coppia da presentare al Tribunale per i minorenni.
SENTENZA è il provvedimento con il quale il giudice assolve alla sua funzione giurisdizione decisoria. La sentenza può essere costitutiva (sentenza che crea, modifica o estingue un situazione giuridica; sentenza di condanna che apre la via all'esecuzione). In campo penalistico invece la sentenza è disciplinata dagli artt. 529-542 c.p.p. e può essere di non luogo a procedere, di condanna e di proscioglimento o estinzione.
SENTENZA IRREVOCABILE Sono irrevocabili le sentenze contro cui non è ammessa impugnazione diversa dalla revisione. Se l'impugnazione è ammessa, la sentenza è irrevocabile quando è inutilmente decorso il termine per proporlo o quello per impugnare l'ordinanza che la dichiari inammissibile. Se vi è stato ricorso per Cassazione la sentenza è irrevocabile dal giorno in cui è stata pronunciata ordinanza o sentenza che dichiari inammissibile o rigetti il ricorso.
SENTENZA PASSATA IN GIUDICATO è la stessa cosa che dire "sentenza definitiva".SINGLE (ADOZIONE DEI) La normativa italiana non prevede l'adozione di minori a persone non coniugate. Le uniche eccezioni sono previste per l'adozione in casi particolari, quando si tratti di persone che siano unite al minore orfano di padre e di madre da vincolo di parentela entro il sesto grado o da rapporto stabile e duraturo preesistente alla perdita dei genitori. è quando vi sia l'accertata impossibilità di un affidamento preadottivo: si tratta di minori con handicap o grave mente malati.
STATO STRANIERO Lo Stato straniero è il paese estero nel quale il minore è dichiarato adottabile dalle competenti autorità e che decide quali sono le procedure da seguire per poter adottare i minori. Infatti sono diversi i tempi di permanenza per la coppia da Stato a Stato ed i requisiti richiesti.La Convenzione de L'Aja ha dettato i principi di fondo ed ha delineato il sistema della Autorità Centrali per meglio uniformare i procedimenti adottivi in tutto il mondo.
TRIBUNALE PER I MINORENNI (art. 09 del c.p. - R.D. 20-07-1934 nr.1404) E' un organo giudiziario con funzioni di giudice di primo grado per tutti gli affari penali, civili ed amministrativi riguardanti i minori di anni 18. Il TM è istituito presso ogni sede di Corte d'Appello o sezione di Corte d'Appello ed è composto da un magistrato e da due componenti privati, un uomo ed una donna. La competenza funzionale del TM è determinata dall'attribuzione allo stesso della cognizione in primo grado dei procedimenti di:esercizio della potestà dei genitori, della tutela, dell'amministrazione patrimoniale,dell'assistenza, dell'adozione, dell'affiliazione, sempre per i minorenni residenti nel distretto della Corte d'Appello (competenza civile);reati commessi da minorenni nell'ambito del distretto della Corte d'Appello (competenza penale);applicazione delle misure rieducative nei confronti di minori residenti nel territorio di competenza della Corte d'Appello (competenza amministrativa).In Italia i Tribunali per i minorenni sono 29 e sono composti da giudici togati e giudici onorari esperti nelle scienze umane. La legge sull'adozione internazionale accentua il ruolo del giudice minorile quale garante della corretta applicazione delle procedure di adozione. Non ha solo un ruolo formale di ordinare la trascrizione e trasmissione degli atti ma anche un importante ruolo di verifica e valutazione sulla documentazione italiana ed estera relativa ai soggetti dell'adozione, e di eventuale approfondimento dei requisiti degli aspiranti genitori adottivi.
2. Il sostegno fiscale ed economico Il documento è aggiornato alla data di approvazione della Carta dei Servizi da parte di C.E.A.
A. Deduzione delle spese ai fini fiscaliL‘art. 10, comma 1, lettera l-bis, del D.P.R. n. 917/86 (come modificato dalla legge n. 476/98 di ratifica della Convenzione de L'Aja del 29 maggio 1993 per la "tutela e la cooperazione in materia di adozione internazionale") prevede la possibilità per i genitori adottivi di riportare, in sede di dichiarazione annuale dei redditi, tra gli oneri deducibili anche il cinquanta per cento delle spese da loro sostenute per l'espletamento delle procedure di adozione di minori stranieri.Le spese per potere essere dedotte devono necessariamente essere certificate dall'ente autorizzato incaricato dalla Coppia a gestire la procedura di adozione.Tra le spese vanno incluse non solo quelle direttamente sostenute dall'Ente ed allo stesso regolarmente rimborsate dai genitori adottivi, ma anche quelle autonomamente sostenute da questi ultimi, purché debitamente documentate.Perché l'Ente certifichi tali ultime spese si richiede, però, il rilascio da parte dei coniugi di apposita dichiarazione di responsabilità attestante che le spese, per le quali si richiede la deduzione, sono riferibili esclusivamente alla procedura di adozione di cui al Capo I del Titolo III della legge n. 184/1983.La risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 77/E del 28 maggio 2004 si sofferma, in particolare, sulla titolarità del diritto alla deduzione, sui criteri da seguire, nonché sul contenuto della certificazione probatoria rilasciata dagli enti autorizzati.Le spese ammesse alla deduzione sono quelle sostenute dagli interessati dal momento del conferimento ad un ente autorizzato del mandato all'adozione fino alla conclusione del procedimento coincidente con la dichiarazione di efficacia in Italia, da parte del Tribunale dei Minori, del provvedimento di adozione emesso dalla competente Autorità straniera o, in caso di affidamento preadottivo, del perfezionamento dell'adozione.Qualora, per qualsiasi ragione, anche per motivi indipendenti dalla volontà dei coniugi, la procedura Il percorso inizia dopo circa un mese e mezzo dall' arrivo del bambino in Italia, in modo da poter osservare una relazione tra genitori e figlio in cui i legami hanno cominciato a strutturarsi. Questa modalità potrà subire delle variazioni nei casi in cui la famiglia, per diversi motivi, senta la necessità di incontrare da subito gli operatori.La deduzione va operata, infine, con l'applicazione del principio di cassa, con riferimento, cioè, al periodo di imposta in cui le spese sono state effettivamente sostenute prescindendo, in ogni caso, dall'effettiva conclusione dell'iter procedurale, dall'acquisizione dello status di genitore adottivo nonché dall'esito finale.Ciò naturalmente comporta per l'ente autorizzato, prescelto dalla coppia, di dover certificare annualmente le spese dalla stessa effettuate ai fini predetti.B. Rimborso delle spese sostenute eccedenti la quota fiscalmente deducibile. Recentemente è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri un "Fondo per il sostegno delle adozioni internazionali" finalizzato al rimborso delle spese sostenute dai genitori adottivi per l'espletamento della procedura di adozione quale prevista dagli art. 29-43 della legge n. 184 del 4 maggio 1983.Ciò deriva dalla necessità di porre in essere concrete azioni in grado di dare all'infanzia aiuto ed assistenza particolari in attuazione dell'impegno assunto dall'Italia in sede di dichiarazione universale dei diritti e di ratifica della Convenzione de L'Aja.Con D.P.C.M. del 27 aprile 2006 sono state dettate le disposizioni attuative per l'utilizzo del Fondo, fissando criteri e procedure da seguire per la fruizione del beneficio. Per i minori stranieri dei quali sia stato autorizzato l'ingresso e la residenza in Italia, a seguito di istanza congiunta dei genitori adottivi indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Commissione per le adozioni internazionali - da produrre nei termini e nei modi previsti e corredata dei prescritti documenti1, il rimborso ha luogo, con riferimento alla quota delle spese fiscalmente non dedotte, nei limiti di cui appresso:il cinquanta per cento (fino al limite massimo di euro 6.000,00) per i genitori adottivi che abbiano un reddito complessivo fino ad euro 35.000,00;• il trenta per cento (fino ad un limite massimo di euro 4.000,00) per i genitori che abbiano un reddito complessivo compreso tra 35.000,00 e 70.000,00).Il rimborso, nei limiti indicati, ha luogo, in ogni caso, previa verifica della congruità della disponibilità del Fondo medesimo. Nel caso in cui l'ammontare dei rimborsi, sulla base delle domande accolte, superi l'ammontare delle risorse a tal fine disponibili il rimborso sarà rideterminato in misura proporzionale alla percentuale in eccesso rispetto alla disponibilità accertata.L'importo del rimborso ricevuto, non è soggetto ad imposizione fiscale.C. Deducibilità dal reddito delle erogazioni liberali alle Onlus Le persone fisiche e gli enti soggetti all'I.Re.S., in particolare società ed enti commerciali e non commerciali, possono dedurre dal reddito complessivo, in sede di dichiarazione dei redditi, le liberalità in denaro o in natura erogate a favore delle Onlus, nel limite del 10% del reddito dichiarato e comunque nella misura massima di 70.000 euro annui.Verificare scadenze ed aggiornamenti www.commissioneadozioni.itAi fini della deducibilità dal reddito2:le erogazioni liberali in denaro devono essere effettuate tramite banca, ufficio postale, carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari;le erogazioni liberali in natura devono essere considerate in base al loro valore normale (prezzo di mercato di beni della stessa specie o similari); il donatore deve farsi rilasciare dal beneficiario una ricevuta con la descrizione analitica e dettagliata dei beni erogati e l'indicazione dei relativi valori.Per usufruire delle agevolazioni fiscali è sufficiente conservare la ricevuta del versamento effettuato, che non dovrà essere allegata alla dichiarazione dei redditi, ma conservata per poterla esibire in caso di successivo controllo. Per "ricevuta del versamento" s'intende, per esempio, la ricevuta rilasciata dalla banca per un bonifico o per l'emissione di un assegno circolare. Ai donatori che lo richiedono può essere rilasciata una "attestazione" dei versamenti effettuati o semplice "ricevuta".Le ricevute o attestazioni emesse da Onlus sono esenti da "bollo di quietanza". Per approfondimenti consultare www.agenziaentrate.itVia Gualtiero Serafino, 20 - 00136 RomaTel./Fax +39 06 39.75.40.38 Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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References: sentenza 
 art. 31
 art. 36
 art. 50
 art. 27

SENTENZA 
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 art. 29