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Timestamp: 2020-06-01 21:32:54+00:00

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Art. 276 codice civile - Legittimazione passiva - Brocardi.it
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Articolo 276 Codice civile
Dispositivo dell'art. 276 Codice civile
(1)La domanda per la dichiarazione di paternità o di maternità [naturale] deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in sua mancanza, nei confronti dei suoi eredi. In loro mancanza, la domanda deve essere proposta nei confronti di un curatore nominato dal giudice davanti al quale il giudizio deve essere promosso.
Alla domanda può contraddire chiunque vi abbia interesse(2) [100 c.p.c.].
(1) Sino al 2012, nel vigore del precedente testo, la formulazione era la seguente: "Art. 276. Legittimazione passiva. La domanda per la dichiarazione di paternità o di maternità naturale deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in mancanza di lui, nei confronti dei suoi eredi.
Alla domanda può contraddire chiunque vi abbia interesse".
(2) E' così riformulata la materia di legittimazione passiva alla domanda di dichiarazione giudiziale di paternità naturale (art. 1, comma V della L. 219/2012). La disposizione regola il caso (in precedenza non previsto) in cui, morto il genitore, siano venuti meno anche i suoi eredi, parimenti legittimati passivi rispetto alla domanda. In tale ipotesi, il figlio naturale potrà proporre l'azione nei confronti di un curatore nominato dal giudice davanti cui il giudizio deve essere promosso.
Si tratta quindi delle ipotesi di morte (o dichiarazione di morte presunta) della persona di cui si chiede l'accertamento della qualità di genitore, e dell'ipotesi di intervento adesivo, poiché colui che interviene può assumere soltanto la stessa posizione di una delle parti. L'interesse può essere di carattere patrimoniale (si pensi agli eredi del convenuto) oppure morale (si pensi ai parenti del presunto genitore che intendano tutelare il nome della famiglia).
Massime relative all'art. 276 Codice civile
Cass. civ. n. 19790/2014
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 19790 del 19 settembre 2014)
Cass. civ. n. 14/2014
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 14 del 2 gennaio 2014)
Cass. civ. n. 12198/2012
In tema di dichiarazione giudiziale della paternità naturale, nell'ipotesi di maggior età di colui che richiede l'accertamento non può configurarsi un interesse principale ad agire della madre naturale ai sensi dell'art. 276, ultimo comma, c.c., non essendo in tale evenienza ravvisabile un obbligo legale di assistenza o mantenimento nei confronti del figlio, potendo peraltro essa svolgere un intervento adesivo dipendente, allorchè sia ravvisabile un suo interesse di fatto tutelabile in giudizio. In ogni caso, alla stregua della disciplina normativa della legittimazione ad agire in tale giudizio, contenuta nell'art. 276 c.c., correlata all'interpretazione dell'art. 269, secondo e quarto comma, c.c., le dichiarazioni della madre naturale assumono un rilievo probatorio integrativo ex art. 116 c.p.c., quale elemento di fatto di cui non si può omettere l'apprezzamento ai fini della decisione, indipendentemente dalla qualità di parte o dalla formale posizione di terzietà della dichiarante, con la conseguente inapplicabilità dell'art. 246 c.p.c.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12198 del 17 luglio 2012)
Cass. civ. n. 21287/2005
Contraddittori necessari, passivamente legittimati in ordine all'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità naturale, sono, ai sensi dell'art. 276 c.c., in caso di morte del preteso genitore, esclusivamente i suoi eredi, e non anche gli eredi degli eredi di lui, o altri soggetti, comunque portatori di un interesse contrario all'accoglimento della domanda, ai quali è invece riconosciuta la sola facoltà di intervenire in giudizio a tutela dei rispettivi interessi.
(Cassazione civile, Sez. Unite, sentenza n. 21287 del 3 novembre 2005)
Cass. civ. n. 12187/1997
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 12187 del 1 dicembre 1997)
Cass. civ. n. 9033/1997
La domanda di dichiarazione di paternità naturale, implicando questioni attinenti allo status delle persone, rende indispensabile la partecipazione di tutti i soggetti la cui sfera giuridica, tanto per l'aspetto personale che patrimoniale, è suscettibile di effetti in seguito alla formazione di uno status diverso da quello originario. Consegue che nel procedimento per la dichiarazione giudiziale di paternità o di maternità naturale la legittimazione spetta, in mancanza del presunto genitore, ai suoi eredi, ricompresi tra questi gli eredi degli eredi, che non possono essere considerati semplici interessati ai sensi del secondo comma dell'art. 276 c.c. e che acquistano la veste di litisconsorti necessari.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 9033 del 12 settembre 1997)
Cass. civ. n. 3111/1996
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3111 del 3 aprile 1996)
Cass. civ. n. 3143/1994
Nel giudizio per la dichiarazione della paternità (o maternità) naturale, poiché lo status di figlio naturale è accertabile individualmente verso ciascuno dei genitori, legittimato passivo è il solo genitore (e, in mancanza i suoi eredi) nei cui confronti si intende accertare la filiazione, mentre la posizione degli altri soggetti (ivi compreso l'altro genitore), resta regolata dal secondo comma dell'art. 276 c.c., che attribuisce la legittimazione a contraddire alla domanda; intervenendo nel processo, ma non anche quella di essere citati in giudizio come contraddittori necessari.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 3143 del 30 marzo 1994)
Cass. civ. n. 10171/1993
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 10171 del 14 ottobre 1993)

References: Articolo 276

Articolo 276

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 art. 116
 sentenza 

Cass. 
e contrario
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza