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Trento, 2 dicembre PDF
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1 Seminario La gestione del dolore oncologico SALA COOPERAZIONE Trento, 2 dicembre 2006 IL RUOLO DELL INFERMIERE NELL ASSISTENZA DEL PAZIENTE AFFETTO DA DOLORE ONCOLOGICO IN OSPEDALE E TERRITORIO STRUMENTI DI VALUTAZIONE DEL DOLORE Inf Federica Bresciani Servizio di cure domiciliari cure palliative Distretto Trento,Valle dei Laghi, Rotaliana, Paganella Inf Cristina Pontalti U.O. Oncologia Medica Ospedale S. Chiara (Trento) Inf Franca Dallapè Servizio Infermieristico Ospedale S.Lorenzo Borgo Valsugana (Trento)
2 IL DOLORE TOTALE SORGENTE SOMATICA DEPRESSIONE ANSIA RABBIA
3 VALUTAZIONE DEL DOLORE (ABCDE) ASK (CHIEDERE) ASSESS (VALUTARE) BELIEVE (CREDERE) CHOOSE (SCEGLIERE) DELIVER (INTERVENIRE) EMPOWER (DARE PIENI POTERI) ENABLE (METTERE IN GRADO ) AHRQ 2001
4 ASK - CHIEDERE A CHI? AL PAZIENTE ALLA FAMIGLIA AL CAREGIVER
5 ASK - CHIEDERE QUANDO? ACCETTAZIONE PRESA IN CARICO COMPARSA SINTOMO (DOLORE COME 5 PARAMETRO ) RIVALUTAZIONE (PERIODICA e DOCUMENTATA)
6 ASK - CHIEDERE COME? INDAGANDO TIPO DI DOLORE INTENSITA SEDE IRRADIAZIONE
7 ASK - CHIEDERE COME? INDAGANDO TEMPO DI COMPARSA FATTORI ALLEVIANTI / AGGRAVANTI ANDAMENTO NEL TEMPO BENEFICIO DELLE TERAPIE (PQRST)
8 ASK CHIEDERE COME? ATTRAVERSO STRUMENTI DI VALUTAZIONE IDONEI AUTOVALUTAZIONE ETEROVALUTAZIONE AGS, 2002
9 Scale autovalutazione I metodi di valutazione si basano sulla descrizione verbale o analogica che il paziente riesce a dare del proprio dolore, i limiti pertanto sono posti soprattutto dalle capacità cognitive e comunicative e dall età del paziente. Si definiscono anche soggettive o self report
10 AUTOVALUTAZIONE Paziente = fonte primaria Attenzione deficit sensoriali, visivi,uditivi deficit di comunicazione differenze socio culturali setting adatto domande semplici rispetto dei tempi gestualità non influenzare la risposta del paziente utilizzare la scala di valutazione più idonea AGS, 2002
11 Scale autovalutative VAS (Visual Analogue Scale) Scala analogico visiva VDS (Verbal Descriptor Scale) Scala descrittiva semplice dell intensità del dolore NRS (Numeric Pain Intensity Scale) Scala numerica da 1 a 10 dell intensità del dolore PRS (Happy Face Pain Rating Scale) Scala a faccine ad uso prevalentemente pediatrico
13 Happy Face Pain Rating Scale 6-8 aa
14 Scala VAS Caratteristica Vantaggi Svantaggi Rappresenta l ampiezza visiva del dolore che il paziente crede di avvertire; può assumere la forma di scala del sollievo Semplicità; facilmente ripetibile Indipendenza dalla lingua Utilizzabile dai 7 anni di età Monodimensionale -Tendenza al raggruppamento ai numeri centrali Limiti imposti con gli estremi assoluti Risposte influenzate da caratteristiche psicofisiche Tasso di insuccesso del 7% Richiede coordinazione visiva e motoria
15 Scala NRS Caratteristica Vantaggi Valore numerico singolo 0=nessun dolore 10= peggior dolore possibile Elimina la necessità della condizione visiva e motoria Concorda con la VAS Facilmente compresa dal paziente Svantaggi Tasso di insuccesso del 2%
16 Scala VDS Caratteristica Intensità del dolore definita (assente, lieve ecc.) Le distanze tra i termini si definiscono uguali Vantaggi Svantaggi Molto semplice Maggiore probabilità di completamento, maggior accuratezza Sensibile alla posologia dei farmaci, al sesso e alle differenze etniche Ristretto numero di termini per la definizione del dolore
17 Strumenti multidimensionali Brief Pain Inventory (BPI) Mc Gill Pain Questionairre (MPQ) Pain Perception Profile Diario
18 Strumenti di valutazione del dolore multidimensionali Brief Pain Inventory (BPI) è uno strumento di valutazione del dolore facile da usare e quantifica sia l intensità del dolore sia la disabilità che esso provoca nel paziente. Consiste in una serie di domande (descrittori) inerenti l intensità del dolore e la conseguente limitazione funzionale. Tali domande indagano gli aspetti delle precedenti 24 ore (ubicazione, intensità, impatto del dolore sulla vita del paziente, tipo ed efficacia di alcuni trattamenti). Il BPI abbisogna dai 5 ai 15 minuti per la compilazione. Esiste una versione italiana : Breve questionario per la valutazione del dolore
20 SELEZIONE DELLA VERSIONE ITALIANA DEL BRIEF PAIN INVENTORY Valuti il suo dolore facendo un cerchio intorno al numero che meglio descrive l intensità del suo dolore peggiore nelle ultime 24 ore Nessun Il dolore più forte dolore che possa immaginare Valuti il suo dolore facendo un cerchio intorno al numero che meglio descrive l intensità del suo dolore più lieve nelle ultime 24 ore Nessun Il dolore più forte dolore che possa immaginare Valuti il suo dolore facendo un cerchio intorno al numero che meglio descrive l intensità del suo dolore in media nelle ultime 24 ore Nessun Il dolore più forte dolore che possa immaginare Valuti il suo dolore facendo un cerchio intorno al numero che meglio descrive quanto dolore ha in questo momento Nessun Il dolore più forte dolore che possa immaginare Da Martini C, Caraceni A
21 Strumenti di valutazione del dolore multidimensionali Mc Gill Pain Questionairre (MPQ) E lo strumento multidimensionale maggiormente utilizzato nei casi di dolore oncologico rispetto a tutte le scale in uso. E basato su parole che il paziente seleziona per descrivere il suo dolore Può essere associato con altri strumenti di valutazione per migliorare l accuratezza dell accertamento. Anche di questo strumento esiste una versione italiana e una versione breve
22 Caratteristiche Classifica 102 termini diversi che descrivono differenti aspetti del dolore. I termini sono suddivisi in tre classi maggiori, sensoriale, emotivo- affettiva, valutativa e 16 sottoclassi che contengono un gruppo di parole considerate qualitativamente simili. Vi è aggiunta una VDS, per misurare l intensità del dolore presente ed un disegno di un corpo umano, visto davanti e dietro, per indicare la localizzazione.
23 Caratteristiche Possiede una potenziale possibilità di aiutare nella diagnosi differenziale, in quanto ogni tipo di dolore è caratterizzato da una distinta costellazione di descrittori verbali. Tale possibilità può essere invalidata da alti livelli di ansia ed altri disturbi psicologici che possono produrre un alto punteggio della dimensione affettiva.
24 Versione italiana del MPQ
26 Misurazione psicofisica Nell'intento di accorciare la distanza fra approccio di laboratorio e approccio clinico alcuni hanno utilizzato i metodi di "cross-modality' per misurare l'esperienza del dolore. Secondo questo metodo, un'esperienza di dolore, rappresentata da una serie di termini che descrivono il dolore stesso, viene quantificata accoppiandola a uno stimolo che riguarda una diversa modalità sensitiva, come la forza di una stretta di mano, la durata di un evento, la lunghezza di una linea o l'altezza di una voce. In tale contesto, i termini descrittivi possono essere utilizzati come risposte da scegliere da parte dei soggetti esposti agli stimoli nocivi. Il concetto di proporzionalità è centrale nell'esecuzione del procedimento. Questa tecnica probabilmente determina meno errori e fornisce risultati più coerenti rispetto alle misurazioni con le scale per categorie. E' inoltre in grado di classificare il dolore per più di una dimensione.
27 Misurazione psicofisica PPP In laboratorio, le tecniche psicofisiche sono state utilizzate per i test farmacologici. I termini descrittivi vengono spesso utilizzati in quanto le parole scelte possono produrre scale obiettive di significati verbali. Ad esempio il Pain Perception Profile contiene tre serie di termini descrittivi, con 12 termini per ciascuna serie, tratti dall'mpq. Questi termini rifletterebbero l'intensità del dolore nonché le qualità affettive e sensitive. Con tecniche psicofisiche, a ciascuna serie viene assegnato un valore, per poi attribuire a ciascuna componente una scala di rapporto.
28 Diari Un modo pratico ed ampiamente utilizzato per valutare i comportamenti da dolore è quello di chiedere ai pazienti di tenere un diario giornaliero delle loro attività. Solitamente i pazienti registrano il numero di volte che compiono delle attività specifiche (ad esempio sedere, camminare, stare distesi, in piedi) e quanto tempo dedicano ad esse. Il diario del dolore (o tecnica dei resoconti soggettivi) è una esposizione personale orale o scritta delle esperienze e del comportamento giornaliero. Si tratta di una quantificazione indiretta ma spesso si è dimostrata sufficientemente attendibile e utile per analizzare giornalmente i mutamenti delle condizioni patologiche e la risposta alla terapia Tale tipo di misurazione è dipendente dalla accurata registrazione degli eventi.
29 Il punto di riflessione su questi strumenti Gli strumenti per la valutazione del dolore sono molteplici, alcuni dei quali validati anche in lingua italiana. Il loro utilizzo più appropriato, fino ad oggi, è stato all interno di specifici studi nel setting della ricerca clinica sul dolore. Studi ad hoc hanno cercato di definire i tempi e la frequenza della somministrazione degli strumenti descritti, con riferimento preciso, per esempio, al dolore attuale o a quello medio delle ultime 24 ore o dell ultima settimana. Si ritiene che le misurazioni più valide ed aderenti alla realtà siano rappresentate o dalla media dei valori di tre misurazioni quotidiane di dolore attuale, cioè presente al momento stesso della rilevazione, o, in caso di impossibilità ad eseguire ripetuti monitoraggi nella giornata, dalla rilevazione del dolore peggiore, che probabilmente rimane la variabile con maggiore significato clinico (ad esempio, per individuare tempestivamente la necessità di un cambio terapeutico).
30 Il punto di riflessione su questi strumenti Il numero di episodi di breakthrough pain (dolore episodico intenso in una condizione di analgesia farmacologicamente controllata) e il numero di volte in cui è stato necessario somministrare farmaci al bisogno (rescue dose = dose addizionale di farmaci), costituiscono due ulteriori parametri di cui tenere conto nella valutazione complessiva del dolore. La valutazione del dolore ha significato se è assicurata la massima visibilità di tale rilevazione, mediante presenza degli strumenti con la valutazione del dolore nella cartella clinica del paziente.
31 Scale di eterovalutazione Valutano specifici indici comportamentali e fisiologici in risposta ad uno stimolo doloroso derivandone un punteggio secondo l intensità del dolore. Si definiscono anche oggettive e rappresentano l analisi comportamentale associata ai parametri fisiologici
32 Scale di eterovalutazione Vengono utilizzate nel caso in cui l autovalutazione, anche assistita, non sia possibile o affidabile (demenza, alterazione del sensorio, età..) Si basano sull osservazione di componenti fisiche o comportamentali potenzialmente indicative di dolore Sono validate solo in alcuni Paesi (Francia, Belgio ) o per determinate tipologie di pazienti (pazienti affetti da demenza ) Presentano rischio di disomogeneità nella rilevazione AGS, 2002
33 Scale eterovalutative Sono composte da item che valutano la persona a riposo e durante il movimento o le cure. Ogni scala è correlata di lessico e indicazioni scritte per l utilizzo. FLACC scala pediatrica (neonati a termine-7 anni) ECS Scala Comportamentale Semplificata (francese) adulti ECPA Scala Comportamentale di Valutazione dell Anziano (francese) Echelle DOLOPLUS 2 Valutazione comportamentale del dolore negli anziani CNPI Cecklist of Nonverbal Pain Indicator (anglosassone) APS Abbey Pain Scale (australiana)
34 FLACC (Merkel et al, 1997) (si tratta se dolore sup= a 5) (full term neonate 7 years) Punteggio Volto Face Espressione neutra o sorriso Smorfie occasionali,espressione disinteressata Aggrottamento ciglia,da costante a frequente,tremore del mento Gambe Legs Posizione normale o rilassata Movimenti delle gambe a scatti o scalcianti,muscoli tesi Scalcia e ritrae le gambe in modo più frequente Attività Activity Posizione normale e tranquilla, si muove naturalmente Si agita, si dondola avanti e indietro, è teso Inarcato e rigido, si muove a scatti Pianto Cray Assenza di pianto Geme e piagnucola, lamenti occasionali Piange in modo continuo, urla e singhiozza, si lamenta frequentemente Consolabile Consolability Soddisfatto, rilassato E rassicurato dall abbraccio, dal tono della voce, è distraibile Difficoltà a consolarlo e confortarlo
35 Ecpa Echelle (esempio) Scala ECPA (Scala comportamentale per anziani) Cognome Nome Servizio Data PUNTEGGIO TOTALE (su 32): I OSSERVAZIONI PRIMA DELLE CURE 1º Espressione del viso: SGUARDO e MIMICA0: Viso disteso1: Viso preoccupato2: Ogni tanto il soggetto fa delle smorfie3: Sguardo spaventato e/o viso contratto4: Espressione completamente irrigidita 2º POSIZIONE SPONTANEA a riposo(ricerca di un atteggiamento o di una posizione antalgica)0: Nessuna posizione antalgica1: Il soggetto evita una posizione specifica2: Il soggetto sceglie una posizione antalgica3: Il soggetto ricerca una posizione antalgica senza trovarla4: Il soggetto rimane immobile, immobilizzato dal dolore 3º MOVIMENTI (o MOBILITA ) del paziente (fuori dal e/o a letto)0: Il soggetto si muove o non si muove come al solito*1: Il soggetto si muove come al solito* ma evita alcuni movimenti2: Lentezza, rarità di movimenti contrariamente alle sue abitudini*3: Immobilità contrariamente alle sue abitudini*4: Rarità di movimenti** o molta agitazione, contrariamente alle sue abitudini* 4º RAPPORTO CON GLI ALTRI Si tratta di qualunque tipo di rapporto: sguardo, gesti, espressioni.0: Stesso tipo di contatto come al solito*1: Contatto più difficile da stabilire rispetto al solito*2: Evita il rapporto contrariamente al solito*3: Assenza di qualsiasi contatto contrariamente al solito*4: Indifferenza totale contrariamente al solito*
36 Ecpa Echelle (esempio) II OSSERVAZIONI DURANTE LE CURE 5º Anticipazione ANSIOSA alle cure0: Il soggetto non mostra ansia1: Angoscia allo sguardo, sensazione di paura2: Soggetto agitato3: Soggetto aggressivo4: Grida, sospiri, gemiti 6º Reazioni durante la MOBILIZZAZIONE0: Il soggetto si lascia muovere o si muove senza prestare particolare importanza1: Il soggetto ha uno sguardo attento e sembra temere la mobilizzazione o le cure2: Il soggetto si trattiene con le mani o guida i movimenti durante la mobilizzazione e le cure3: Il soggetto adotta una posizione antalgica durante la mobilizzazione o le cure4. Il soggetto si oppone alla mobilizzazione o alle cure 7º Reazioni durante le CURE delle ZONE DOLOROSE0: Nessuna reazione durante le cure1: Reazione esclusivamente durante le cure2: Reazione al TATTO delle zone dolorose3: Reazione allo SFIORAMENTO delle zone dolorose4: L approccio alle zone risulta impossibile 8º LAMENTI espressi DURANTE le cure0: Il soggetto non si lamenta1: Il soggetto si lamenta se l addetto alle cure si rivolge a lui2: Il soggetto si lamenta in presenza di un addetto alle cure3: Il soggetto geme o si lamenta silenziosamente quando viene curato4: Il soggetto urla o si lamenta molto quando viene curato
37 Doloplus 2 (esempio) Valutazione comportamentale del dolore negli anziani Cognome:Nome: Servizio:DATE Osservazione comportamentale A LIVELLO SOMATICO 1. Lamenti somatici Nessun lamento Lamenti presenti solo se sollecitati Lamenti spontanei occasionali Lamenti spontanei continui 2. Posizioni antalgiche a riposo Nessuna posizione antalgicail soggetto evita occasionalmente alcune posizioni Posizione antalgica permanente ed efficaceposizione antalgica permanente inefficace 3. Protezione delle zone dolorose Nessuna protezione Protezione alla sollecitazione che non impedisce il proseguimento dell esame o delle cure Protezione alla sollecitazione che impedisce qualsiasi tipo di esame o cura Protezione a riposo in assenza di sollecitazione
38 Doloplus 2 (esempio) A LIVELLO PSICOMOTORIO 6. Pulizia personale e/o fase di abbigliamento Capacità abituali invariate Capacità abituali leggermente ridotte (con alcune precauzioni ma in modo completo)capacità abituali molto ridotte, poiché la pulizia personale e/o la fase di abbigliamento risultano difficili e parziali La pulizia personale e/o la fase di abbigliamento si rendono impossibili poiché il malato esprime la sua opposizione a qualsiasi tentativo 7. Movimenti Capacità abituali invariate Capacità abituali attive limitate (il malato evita alcuni movimenti, diminuisce il proprio perimetro percorso per le passeggiate) Capacità abituali attive e passive limitate (anche se aiutato il malato limita i propri movimenti) Movimento impossibile, qualsiasi mobilizzazione comporta un opposizione
39 Doloplus 2 (esempio) A LIVELLO PSICOSOCIALE 8. Comunicazione Invariata Intensificata (la persona attrae l attenzione in modo insolito) Ridotta (la persona si isola) Assenza o rifiuto di qualsiasi tipo di comunicazione 9. Vita sociale Partecipazione abituale alle diverse attività (pasti, animazioni, laboratori terapeutici)partecipazione alle diverse attività solo in caso di sollecitazione Rifiuto parziale alla partecipazione alle diverse attività Rifiuto della vita sociale
40 Il punto di riflessione su questi strumenti L'esperienza del dolore è impossibile da misurare direttamente e l'osservatore, quindi, deve inevitabilmente basarsi sulla descrizione del dolore fatta dal paziente e dimostrarne la fondatezza osservando il comportamento associato. Il comportamento espresso durante il dolore può comprendere i lamenti, l'assunzione di farmaci o la ricerca di un trattamento, la compromissione delle funzioni fisiche o sociali e le manifestazioni legate al dolore fisico, quali smorfie facciali, gemiti o il massaggio della parte dolente. Molte di queste azioni possono essere obiettivamente analizzate e quantizzate. La misurazioni obiettiva del comportamento associato al dolore può dar luogo a errori dovuti a numerose variabili, tra cui l'influenza dell'esaminatore sul comportamento del paziente, il ruolo del coniuge o di altre persone vicine al paziente. L'atteggiamento tenuto durante il dolore può essere rinforzato e mantenuto dall'osservazione, nonostante il miglioramento della sensazione dolorifica. La cognizione che il comportamento associato al dolore può persistere per ragioni diverse da quelle che lo hanno causato, può aggiungere ulteriori difficoltà alla misurazione oggettiva.
41 BELIEVE -CREDERE Perché l infermiere deve credere al paziente? Quali difficoltà può incontrare l infermiere nel credere al paziente (personali, interpretative, organizzative )
42 Perché l infermiere deve credere al paziente Per la definizione di dolore (esperienza spiacevole descritta in tali termini) Perché l infermiere trova indicazioni nel Codice Deontologico e nel Profilo Professionale.
43 L assistenza infermieristica è di natura relazionale Art.1.2 Profilo professionale l infermiere è responsabile dell assistenza generale infermieristica..attività di natura tecnica, relazionale ed educativa. Art.1.2 CD...l assistenza infermieristica... si realizza attraverso interventi... di natura relazionale Art.4.2 CD L infermiere ascolta, informa, coinvolge la persona Art.4.5 CD L infermiere garantisce le informazioni relative al piano di assistenza ed adegua il livello di comunicazione
44 L infermiere si prende cura nel rispetto Art.1.3 CD La responsabilità dell infermiere consiste nel curare e prendersi cura Art.2.3 CD L infermiere riconosce che tutte le persone hanno diritto ad uguale considerazione e le assiste indipendentemente... Art.2.4 CD L infermiere agisce tenendo conto dei valori, nonchè della cultura, etnia e sesso
45 L infermiere attiva le risorse Art.2.6 CD l infermiere orienta la sua azione all autonomia e al bene dell assistito, di cui attiva le risorse Art.4.3 CD L infermiere, rispettando le indicazioni espresse dall assistito, ne facilita i rapporti con la comunità e le persone per lui significative, che coinvolge nel piano di cura.
46 IN CONCLUSIONE Assistenza di natura relazionale Prendersi cura nel rispetto Attivare le risorse Hanno in sé il concetto di CREDERE E caratterizzano una RELAZIONE DI TIPO PROFESSIONALE
47 QUALI DIFFICOLTA E QUALI POSSIBILI RISPOSTE DIFFICOLTA PERSONALI (sviluppare corrette abilità comunicative) DIFFICOLTA INTERPRETATIVE (sviluppare capacità di ascolto attivo) DIFFICOLTA ORGANIZZATIVE (lavoro d èquipe art. 2.5; 4.4; 5.1 Codice Deontologico dell Infermiere)
48 CHOOSE - SCEGLIERE TERAPIA PERSONALIZZATA CONTROLLO SINTOMI ED EFFETTI COLLATERALI (RIVALUTAZIONE) VALUTAZIONE RISORSE (PERSONALI, FAMILIARI, TECNICHE)
49 DELIVER - INTERVENIRE Intervenire in modo tempestivo inizio precoce della valutazione e/o terapia conoscenza della storia naturale della malattia gestione e prevenzione degli effetti collaterali
50 DELIVER - INTERVENIRE Intervenire in modo logico e coordinato All interno dell èquipe Tra ospedale territorio - ospedale
51 EMPOWER DARE POTERI AL PAZIENTE (paziente unico esperto della propria malattia, con le proprie aspettative, credenze ) ALLA FAMIGLIA
52 IL RUOLO DELL INFERMIERE NELLA VALUTAZIONE DEL DOLORE E fondamentale perché: Una mancata valutazione del dolore porta ad uno scarso ed inadeguato trattamento Un dolore non alleviato ma alleviabile genera sofferenza inutile Rilevare costantemente la presenza del sintomo dolore comunica al paziente che siamo interessati anche a questo aspetto e che può sentirsi libero di riferirlo
53 L ospedale S.Chiara di Trento ha terminato nel secondo semestre 2005 il percorso d adeguamento agli standard della Joint Commission International ottenendo l accreditamento d eccellenza
54 Il Comitato Ospedale Senza Dolore COSD ha lavorato per l accreditamento elaborando linee guida sul dolore coerenti con gli standard JCI e le azioni per la loro applicazione
55 Core principles of Pain Assessment and Management JCAHO Joint Commission on Accreditation of Healthcare Organization. Dec 2001 Il paziente ha diritto ad appropriato accertamento e gestione del dolore; il dolore (dovrebbe essere) è stimato il tutti i pazienti Il dolore è soggettivo, per questo il self-report del paziente è l indicatore più affidabile; il clinico deve accettare e rispettare senza dubbi questo self-report I segni oggettivi fisiologici e comportamentali non sono così specifici e sensibili; tali osservazioni non dovrebbero sostituire il self-report a meno che il paziente sia incapace di comunicare L accertamento e gli strumenti dovrebbero essere appropriati per la popolazione-paziente in studio; considerazioni speciali devono essere tenute presenti per pazienti con difficoltà comunicative. I membri della famiglia, quando possibile devono essere inclusi nel processo di assessment.
56 Core principles of Pain Assessment and Management JCAHO Joint Commission on Accreditation of Healthcare Organization. Dec 2001 Il dolore può esistere anche quando non può essere trovata alcuna causa fisica;per questo i dolori senza causa identificabile non dovrebbero essere attribuiti a cause psicologiche Pazienti diversi sperimentano livelli diversi del dolore rispetto a stimoli comparabili; per questo non esiste un dolore di soglia uniforme La tolleranza al dolore varia fra e all interno degli individui e dipende da fattori quali l ereditarietà, il livello di energia, le abilità di coping, le pregresse esperienze di dolore
57 Core principles of Pain Assessment and Management JCAHO Joint Commission on Accreditation of Healthcare Organization. Dec 2001 I pazienti con dolore cronico possono essere più sensibili al dolore ed agli altri stimoli Il dolore non alleviato presenta conseguenze avverse; per questo i clinici dovrebbero incoraggiare le risposte del dolore nel paziente che è riluttante a descrivere il dolore, che lo nega quando probabilmente è presente, o che non riesce a seguire i trattamenti prescritti Il dolore è una esperienza sensoriale ed emotiva sgradevole, quindi l accertamento dovrebbe essere indirizzato ad aspetti del dolore fisico e psicologico.
58 Gli standard JCI sul dolore - COP 17: I pazienti sono supportati nell efficace gestione del dolore - COP 18: Il dolore è valutato in tutti i pazienti - COP 19: I pazienti vengono educati sul dolore e sulla gestione del dolore e dei sintomi come parti integranti del trattamento.
59 Care of patient 18 (COP 18) IL DOLORE E VALUTATO IN TUTTI I PAZIENTI
61 Regolo in uso presso l APSS di Trento
63 2 dic F DS F FD 2 dic LG
64 BIBLIOGRAFIA AGS The management of persistent pain in older person. JAGS 2002; 50/S205-S224. Bonadonna. Medicina Oncologica (7th ed.), Milano,Masson. C.R. Rogers.La terapia centrata sul cliente, Martinelli,1970 Codice Deontologico dell Infermiere. Comitato Centrale, Febbraio E.A. Moya,E. Vegni. La visita medica centrata sul paziente, In atti del convegno Il tempo in oncologia.raffaello Cortina Editore, 2000 Joan Dominigan Wentz.Assessing pain at the end of life. Nursing 2003;33 (8) Justine Soscia. Assessing pain in cognitively impaired older adults with cancer. Clinical Journal Of Oncology Nursing 2003;7 (2) Management of cancer pain.clinical practice guideline, number 35.AHRQ publication n.02 E002. Rockville MD: Agency for Health Care Research and Quality.US Department of Health and Human Services. Ottobre 2001 Regolamento concernente l individuazione della figura e del relativo profilo professionale dell infermiere. D.M. 14 settembre 1994, n. 739 (1) Tursky B, Jainner LD, Friedinan R. The pain perception profile: a psychophysical approach to the assessment of pain report. BehavTher 1982; 13: NPC National Pharmaceutical Council, inc; JCAHO Monograph Pain:Current Anderstanding of Assessment, Management, and Treatment December 2001
65 Letture consigliate 1) Valutazione, diagnosi e trattamento del dolore da cancro. A cura di: Mercadante S, Ripamonti C. Masson, Milano, ) Libro Italiano di Cure Palliative. A cura di: Amadori D, De Conno F.Poletto Editore, Roma, ) Il dolore da cancro. Manuale pratico della European School of Oncology. A cura di: De Conno F, Caraceni A.Raffaello Cortina Editore, Milano, ) World Health Organization: Cancer pain relief with a guide to opioid availability. World Health Organization, Geneva, ) Management of pain. Oxford Textbook of Palliative Medicine.Doyle D, Hanks GWC, MacDonanld N (Eds). Oxford University Press, Oxford, ) Cure palliative e assistenza domiciliare in oncologia medica.organizzazione, costi, ricerca. Amadori D, Maltoni M, Fabbri M. Pensiero Scientifico Editore, Roma, 1999

References: Art.1
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 Art.4
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 Art.2
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