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Timestamp: 2020-05-25 12:26:35+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8398 del 12/04/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8398 del 12/04/2011
Cassazione civile sez. I, 12/04/2011, (ud. 12/01/2011, dep. 12/04/2011), n.8398
G.L. ((OMISSIS)) elettivamente domiciliato in
ROMA, VIA GIULIO DI COLLOREDO 46/48, presso lo studio dell’avvocato
DE PAOLA GABRIELE, che lo rappresenta e difende, giusta mandato in
avverso il decreto N. R.G. 620/08 della CORTE D’APPELLO di BARI del
17/02/09, depositata il 26/02/2009;
concluso per la competenza della Corte d’Appello di Perugia.
Che G.L. con ricorso del 18 marzo 2009, ha impugnato per cassazione – con regolamento necessario di competenza, illustrato con memorie -, nei confronti del Ministro dell’economia e delle finanze, il decreto della Corte d’Appello di Bari depositato in data 26 febbraio 2009, con il quale la Corte d’appello, pronunciando sul ricorso del G. – volto ad ottenere l’equa riparazione dei danni non patrimoniali ai sensi della L. 24 marzo 2001, n. 89, art. 2, comma 1, -, in contraddittorio con il Ministro dell’economia e delle finanze – il quale ha concluso per l’inammissibilità e l’infondatezza del ricorso -, ha dichiarato la propria incompetenza per territorio ed ha rimesso le parti dinanzi alla Corte d’Appello di Roma, indicata come competente a conoscere la causa;
che, in particolare, la domanda di equa riparazione del danno non patrimoniale, proposta con ricorso del 9 settembre 2008, era fondata sui seguenti fatti: a) il G. aveva proposto – con ricorso del 26 aprile 2000 – domanda di annullamento del provvedimento impugnato dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio; b) il Tribunale adito non aveva ancora deciso la causa alla data del deposito della domanda di equa riparazione;
che, pronunciando sul ricorso, deve essere dichiarata la competenza della Corte d’Appello di Perugia;
che infatti, con le recenti ordinanze di questa Corte nn. 6306 e 6307 del 16 marzo 2010 – pronunciate a sezioni unite in sede di risoluzione di contrasto fra pronunce difformi delle sezioni semplici -, è stato enunciato il principio di diritto secondo cui, in tema di equa riparazione per la violazione del termine di ragionevole durata del processo, ai fini dell’individuazione del giudice territorialmente competente in ordine alla relativa domanda, il criterio di collegamento stabilito dall’art. 11 cod. proc. pen., richiamato dal L. 24 marzo 2001, n. 89, art. 3, comma 1, va applicato con riferimento al luogo in cui ha sede il giudice di merito, ordinario o speciale, dinanzi al quale ha avuto inizio il giudizio presupposto, anche nel caso in cui un segmento dello stesso giudizio si sia concluso dinanzi alla Corte di cassazione, non ostandovi, sul piano lessicale, il termine “distretto” adoperato nel citato art. 3, il quale appartiene alla descrizione del criterio di collegamento e vale a delimitare un ambito territoriale in modo identico, quale che sia l’ufficio giudiziario dinanzi al quale il giudizio presupposto è iniziato e l’ordine giudiziario cui appartiene, in quanto ciò che viene in rilievo è non già l’ambito territoriale di competenza dell’ufficio giudiziario, ma la sua sede;
che nella specie, in conformità a tale principio di diritto – che il Collegio condivide -, avendo avuto il giudizio presupposto inizio dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio – compreso nel distretto della Corte d’Appello di Roma -, non v’è dubbio che competente a conoscere la domanda di equa riparazione proposta da G.L. è la Corte d’Appello di Perugia, in base al combinato disposto della l. n. 89 del 2001, art. 3, comma 1, art. 11 cod. proc. pen., comma 1, art. 1 disp. att. cod. proc. pen. e Tabella A allegata a tali norme di attuazione;

References: Sentenza 
 art. 2
 art. 3
 art. 3
 art. 3
 art. 11
 art. 1