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Timestamp: 2016-10-24 07:01:54+00:00

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⭐RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI DI CONAFI PRESTITÒ S.P.A. RELATIVA ALL ESERCIZIO 2012 (PREDISPOSTA AI SENSI
RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI DI CONAFI PRESTITÒ S.P.A. RELATIVA ALL ESERCIZIO 2012 (PREDISPOSTA AI SENSI
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1 RELAZIONE SUL GOVERNO SOCIETARIO E GLI ASSETTI PROPRIETARI DI CONAFI PRESTITÒ S.P.A. RELATIVA ALL ESERCIZIO 2012 (PREDISPOSTA AI SENSI DELL ARTICOLO 123-BIS DEL DECRETO LEGISLATIVO N. 58 DEL 24 FEBBRAIO 1998 E 89-BIS DEL REGOLAMENTO EMANATO DA CONSOB CON DELIBERA N DEL 14 MAGGIO 1999) Approvata dal Consiglio di Amministrazione di Conafi Prestitò S.p.A. in data 19 Marzo2 INDICE GLOSSARIO pag Profilo dell Emittente pag Informazioni sugli assetti proprietari (ex art. 123-bis, comma 1, TUF) pag Compliance pag Consiglio di Amministrazione pag Trattamento delle informazioni societarie pag Comitati interni al Consiglio pag Comitato per le Nomine pag Comitato per la Remunerazione e le Nomine pag Remunerazione degli amministratori pag Comitato Controllo e Rischi pag Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi pag Interessi degli amministratori e operazioni con Parti Correlate pag Nomina dei Sindaci pag Composizione e funzionamento del Collegio Sindacale pag Rapporti con gli azionisti pag Assemblee pag Ulteriori pratiche di governo societario pag Cambiamenti dalla chiusura dell esercizio di riferimento pag. 51 TABELLE pag. 52 23 GLOSSARIO Assemblea L assemblea dei soci di Conafi (come definita infra). Banca d Italia La Banca di Italia, con sede in Roma, via Nazionale, n. 91. Borsa Italiana Borsa Italiana S.p.A., con sede in Milano, piazza Affari, n. 6. Codice di Autodisciplina o Codice Collegio Sindacale Consiglio di Amministrazione Consob Data della Relazione Il Codice di Autodisciplina delle società quotate approvato nel marzo del 2006 (e modificato nel marzo 2010 e nel dicembre 2011) dal Comitato per la Corporate Governance e promosso da Borsa Italiana. Il collegio sindacale di Conafi. Il consiglio di amministrazione di Conafi. La Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, con sede in Roma, via G. B. Martini, n. 3. La data del 19 marzo 2013, in cui è stata approvata la presente Relazione (come definita infra) dal Consiglio di Amministrazione dell Emittente. Decreto 231 Il Decreto Legislativo n. 231 dell 8 giugno Emittente o Società o Conafi o Conafi Prestitò Conafi Prestitò S.p.A., con sede legale in Torino, via Cordero di Pamparato, n. 15. Esercizio L esercizio sociale chiuso al 31 dicembre Gruppo Istruzioni al Regolamento di Borsa MTA o Mercato Telematico Azionario Procedura Parti Correlate Regolamento di Borsa Collettivamente, Conafi e le società da essa controllate ai sensi dell art. 93 del TUF (come definito infra). Le Istruzioni al Regolamento di Borsa (come definito infra), come successivamente modificate e integrate, in vigore alla Data della Relazione. Il Mercato Telematico Azionario, organizzato e gestito da Borsa Italiana. La Procedura per le Operazioni con Parti Correlate adottata dal Consiglio di Amministrazione dell Emittente in data 15 novembre 2010 ai sensi dell art. 4 del Regolamento Parti Correlate (come definito infra), e successivamente modificata in data 22 febbraio Il Regolamento dei Mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana, come successivamente modificato e integrato, in vigore alla Data della Relazione. Regolamento Emittenti Il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n del 14 maggio 1999 in materia di emittenti, come successivamente 34 modificato e integrato, in vigore alla Data della Relazione. Regolamento Parti Correlate Relazione Statuto TUB Il Regolamento emanato dalla Consob con deliberazione n del 12 marzo 2010 in materia di operazioni con parti correlate, come successivamente modificato e integrato, in vigore alla Data della Relazione. La presente relazione di corporate governance redatta ai sensi degli artt. 123-bis del TUF e 89-bis del Regolamento Emittenti. Lo statuto dell Emittente in vigore alla Data della Relazione. Il Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 come successivamente modificato e integrato, in vigore alla Data della Relazione. TUF Il Decreto Legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 come successivamente modificato e integrato, in vigore alla Data della Relazione. 45 PREMESSA In ottemperanza a quanto richiesto dal TUF e dalle disposizioni regolamentari di Borsa Italiana ai consigli di amministrazione delle società quotate nel Mercato Telematico Azionario al fine di garantire correttezza e trasparenza a livello d informativa societaria, la presente relazione è volta a illustrare il sistema di corporate governance di Conafi. La Relazione è stata redatta anche sulla base del format sperimentale messo a disposizione degli emittenti da parte di Borsa Italiana nel mese di febbraio 2008, la cui edizione è stata aggiornata nel mese di febbraio 2010, nel mese di febbraio 2012 e, in ultimo, nel mese di gennaio 2013, al fine di tener conto delle rilevanti innovazioni intervenute, relative, nello specifico, alla disciplina sull equilibrio tra generi nella composizione del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale e alla possibilità di attribuire al collegio sindacale le funzioni dell organismo di vigilanza. Le azioni di Conafi sono ammesse alla negoziazione su un mercato regolamentato e gestito da Borsa Italiana sin dal 12 aprile Dal 22 giugno 2009, le azioni di Conafi sono negoziate sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana, segmento Standard. La Società aderisce e si conforma alle previsioni contenute nel Codice di Autodisciplina, convinta che l allineamento delle proprie strutture interne di corporate governance a quelle dallo stesso suggerite rappresenti una valida ed irrinunciabile opportunità per accrescere la propria affidabilità nei confronti del mercato. 56 1. PROFILO DELL EMITTENTE L organizzazione di Conafi Prestitò, società quotata sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana, segmento Standard, è conforme a quanto previsto dalla normativa in materia di emittenti quotati. Organizzazione della Società L organizzazione della Società, basata sul cosiddetto sistema di amministrazione e controllo tradizionale, è così articolata: - Assemblea dei soci: è l organo competente a deliberare in sede ordinaria e straordinaria sulle materie alla stessa riservate dalla legge o dallo Statuto previa convocazione secondo le disposizioni di legge e regolamentari applicabili alle società con titoli quotati e le sue deliberazioni, assunte in conformità della legge e dello Statuto, vincolano tutti i soci ancorché non intervenuti o dissenzienti; - Consiglio di Amministrazione: è investito di tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria della Società, con espressa facoltà di compiere tutti gli atti ritenuti opportuni per il raggiungimento dell oggetto sociale, esclusi soltanto quelli che la legge e lo Statuto riservano in modo tassativo all assemblea dei soci. Fermo quanto disposto dagli articoli 2420-ter e 2443 del codice civile, rientrano altresì, ai sensi dell art. 18 dello Statuto, nella competenza del Consiglio di Amministrazione, le deliberazioni concernenti (i) la fusione e la scissione nei casi previsti dall art. 2505, 2505-bis e 2506-ter del codice civile; (ii) l istituzione o la soppressione di sedi secondarie; (iii) la riduzione del capitale sociale in caso di recesso del socio; (iv) il trasferimento della sede sociale nell ambito del territorio nazionale; e (v) gli adeguamenti dello Statuto a disposizioni normative. - Collegio Sindacale: ha il compito di vigilare (i) sull osservanza della legge e dello Statuto nonché sul rispetto dei principi di corretta amministrazione; (ii) sull adeguatezza della struttura organizzativa della Società, del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo contabile, anche in riferimento all affidabilità di quest ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione; (iii) sulle modalità di concreta attuazione delle regole di governo societario previste da codici di comportamento redatti da società di gestione di mercati regolamentati o da associazioni di categoria, cui la Società, mediante informativa al pubblico dichiara di attenersi; e (iv) sull adeguatezza delle disposizioni impartite alle società controllate in relazione alle informazioni da fornire per adempiere agli obblighi di comunicazione; e (v) sulla conformità della procedura in materia di operazioni con parti correlate adottata dalla Società ai principi indicati nel Regolamento Parti Correlate nonché sulla osservanza della procedura medesima. Si segnala inoltre che, ai sensi del Decreto Legislativo 27 gennaio 2010 n. 39, sono stati attribuiti al Collegio Sindacale compiti specifici in materia di informazione finanziaria, sistema di controllo interno e revisione legale. - Società di revisione legale: l attività di revisione legale dei conti viene svolta da una società specializzata iscritta all albo Consob, appositamente nominata dall assemblea dei soci su proposta motivata del Collegio Sindacale. La società incaricata della revisione contabile di Conafi riveste analogo incarico presso le altre società del Gruppo Holding Partecipazioni Business S.p.A., Italifin S.r.l., Euris Europe in liquidazione S.r.l. e Alta Italia Servizi S.r.l.. Oltre a quanto sopra ed in ottemperanza alle disposizioni del Codice di Autodisciplina cui Conafi aderisce e regolamentari in vigore, l Emittente ha provveduto, inter alia, a: - nominare due amministratori indipendenti su un totale di sette componenti del Consiglio di Amministrazione, di cui sei non esecutivi (cfr. successivo paragrafo 4); - istituire un comitato per la remunerazione e le nomine composto da tre amministratori non esecutivi di cui due indipendenti, operante sulla base di un regolamento interno che ne stabilisce le regole di funzionamento (cfr. successivo paragrafo 8); - istituire un comitato per il controllo e i rischi composto da tre amministratori non esecutivi di cui due indipendenti, operante sulla base di un regolamento interno che ne stabilisce le regole di funzionamento (cfr. successivo paragrafo 10) - adottare un codice di comportamento (c.d. internal dealing) (cfr. successivo paragrafo 5); 67 - adottare una procedura per le operazioni con parti correlate ai sensi dell art. 4 del Regolamento Parti Correlate (cfr. successivo paragrafo 12); - istituire le funzioni aziendali di risk controller e investor relator e conseguentemente nominare i preposti a tali funzioni (cfr. successivi paragrafi 11 e 14); e - adottare un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del Decreto 231 (cfr. successivo paragrafo 11). - Attività La Società è un intermediario finanziario iscritto all elenco generale degli intermediari finanziari ex art. 106 ed all elenco speciale degli intermediari finanziari previsto dall articolo 107 del TUB, attivo nel mercato del credito al consumo, soprattutto nel settore dei finanziamenti. In particolare, la Società colloca finanziamenti con rimborso mediante cessione del quinto dello stipendio o della pensione, ovvero mediante delegazione di pagamento. Attraverso la propria rete commerciale costituita da agenti in attività finanziaria, mediatori creditizi ed intermediari finanziari, la Società garantisce la propria presenza sull intero territorio nazionale. 78 2. INFORMAZIONI SUGLI ASSETTI PROPRIETARI (EX ART. 123-BIS TUF) Struttura del capitale sociale (ex articolo 123-bis, comma 1, lettera a), TUF) Alla Data della Relazione il capitale sociale dell Emittente ammonta ad Euro ,00 interamente sottoscritto e versato. Il capitale sociale è diviso in n azioni ordinarie prive di valore nominale ammesse alla negoziazione nel Mercato Telematico Azionario, segmento Standard, gestito da Borsa Italiana. Le azioni sono nominative e liberamente trasferibili per atto tra vivi e per successione a causa di morte. Ogni azione è indivisibile ed attribuisce un voto. Alla Data della Relazione la Società non ha emesso altre categorie di azioni né strumenti finanziari convertibili o scambiabili con azioni. Alla Data della Relazione non sono in essere piani di stock option. Per maggiori informazioni sulla struttura del capitale sociale si veda la Tabella 1 riportata in appendice. Restrizioni al trasferimento di titoli (ex articolo 123-bis, comma 1, lettera b), TUF) Alla Data della Relazione lo Statuto di Conafi Prestitò non prevede restrizioni di alcun tipo al trasferimento delle azioni. Partecipazioni rilevanti nel capitale (ex articolo 123-bis, comma 1, lettera c), TUF) Alla Data della Relazione, in base alle risultanze del libro soci e tenuto conto delle comunicazioni ricevute ai sensi dell art. 120 del TUF e delle altre informazioni a disposizione della Società, risultano possedere, direttamente o indirettamente, azioni della Società in misura pari o superiore al 2% del capitale sociale i soggetti indicati nella Tabella 1 riportata in appendice cui si rinvia. Titoli che conferiscono diritti speciali (ex articolo 123-bis, comma 1, lettera d), TUF) Alla Data della Relazione la Società non ha emesso titoli che conferiscono diritti speciali di controllo. Partecipazione azionaria dei dipendenti: meccanismo di esercizio dei diritti di voto (ex articolo 123-bis, comma 1, lettera e), TUF) Alla Data della Relazione non è previsto alcun sistema di partecipazione azionaria dei dipendenti. Restrizioni al diritto di voto (ex articolo 123-bis, comma 1, lettera f), TUF) Alla Data della Relazione lo Statuto della Società non prevede né restrizioni né termini per l esercizio del diritto di voto. Non esistono nemmeno diritti finanziari, connessi ai titoli, separati dal possesso degli stessi. Accordi tra gli azionisti (ex articolo 123-bis, comma 1, lettera g), TUF) Alla Data della Relazione la Società non è a conoscenza dell esistenza di accordi rilevanti ai sensi dell art. 122 del TUF aventi ad oggetto azioni della Società. 89 Clausole di change of control (ex articolo 123-bis, comma 1, lettera h), TUF) e disposizioni statutarie in materia di OPA (ex articolo 104, comma 1-ter e 104-bis, comma 1, TUF) Né la Società né alcuna delle società del Gruppo ha stipulato accordi significativi che acquistano efficacia, vengono modificati o si estinguono in caso di cambiamento di controllo dell Emittente stessa o di società del Gruppo. Lo Statuto non prevede deroghe alla passivity rule di cui all art. 104, commi 1 e 2, del TUF e non prevede l applicazione delle regole di neutralizzazione di cui all art. 104-bis, commi 2 e 3, del TUF. Deleghe ad aumentare il capitale sociale e autorizzazioni all acquisto di azioni proprie (ex articolo 123-bis, comma 1, lettera m), TUF) Alla Data della Relazione non sussistono deleghe al Consiglio di Amministrazione ad aumentare il capitale sociale ai sensi dell art del codice civile. In data 24 maggio 2012 l assemblea dei soci, inter alia, ha autorizzato il Consiglio di Amministrazione ad acquistare e disporre di azioni proprie, nel rispetto delle disposizioni di legge e regolamentari, sino al 20% del capitale sociale della Società, tenuto conto delle azioni proprie detenute dalla Società e dalle società da essa controllate, e per un periodo massimo di 18 mesi a partire dalla data della delibera assembleare, ovvero fino al 24 novembre Le operazioni di acquisto devono essere effettuate nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall ultimo bilancio approvato. L acquisto di azioni proprie è finalizzato a: - incentivare e fidelizzare dipendenti (ivi incluse eventuali categorie che, alla stregua della legislazione di volta in volta vigente vengano agli stessi equiparate), collaboratori, amministratori della Società e/o di società dalla stessa controllate e/o altre categorie di soggetti (quali agenti anche non monomandatari) discrezionalmente scelti dal Consiglio di Amministrazione, come di volta in volta ritenuto opportuno dalla Società; - adempiere ad eventuali obbligazioni derivanti da strumenti di debito convertibili in o scambiabili con strumenti azionari; - realizzare operazioni di vendita, scambio, permuta, conferimento o altro atto di disposizione di azioni proprie per acquisizioni di partecipazioni e/o immobili e/o la conclusione di accordi (anche commerciali) con partners strategici e/o per la realizzazione di progetti industriali o operazioni di finanza straordinaria che rientrino negli obiettivi di espansione della Società e del Gruppo Conafi; - compiere operazioni successive di acquisto e vendita di azioni, nei limiti consentiti dalle prassi di mercato ammesse, ivi comprese operazioni di sostegno della liquidità del mercato. A completamento della predetta delibera che ha autorizzato il Consiglio di Amministrazione all acquisto e alla disposizione di azioni proprie, si segnala che nella medesima data il Consiglio di Amministrazione ha assunto la delibera di avvio del piano di propria competenza. Nell esercizio di riferimento, tuttavia, la Società nel corso non ha dato corso all acquisto né alla disposizione di azioni proprie. Alla data del 31 dicembre 2012 la Società deteneva complessivamente n azioni proprie, pari al 9,219456% del capitale sociale. Alla Data della Relazione la Società detiene complessivamente n azioni proprie, pari a circa il 9,219456% del capitale sociale. Attività di direzione e coordinamento (ex articoli 2497 e ss. del codice civile) Alla Data della Relazione, la Società non è soggetta ad attività di direzione e coordinamento di altra società ai sensi degli articoli 2497 e seguenti del codice civile. 910 Indennità degli amministratori in caso di dimissioni, licenziamento o cessazione del rapporto a seguito di un offerta pubblica di acquisto Le informazioni richieste dall articolo 123-bis, comma 1, lettera i), TUF sono contenute nella relazione sulla remunerazione pubblicata e predisposta ai sensi degli artt. 123-ter TUF e 84-quater del Regolamento Emittenti. Nomina e sostituzione degli amministratori e modifiche statutarie Le informazioni richieste dall articolo 123-bis, comma 1, lettera l), TUF sono illustrate nel successivo paragrafo 4 della presente Relazione. 1011 3. COMPLIANCE Come precisato in apertura della presente Relazione, la Società è convinta che l allineamento delle strutture interne di corporate governance a quelle suggerite dal Codice di Autodisciplina, rappresenti una valida ed irrinunciabile opportunità per accrescere la propria affidabilità nei confronti del mercato e per creare un sistema di governo societario finalizzato alla creazione di valore per gli azionisti, nella consapevolezza della rilevanza della trasparenza sulle scelte e sulla formazione delle decisioni aziendali, nonché della necessità di predisporre un efficace sistema di controllo interno. Ulteriori azioni volte al miglioramento del sistema di governance sono in corso e altre saranno valutate per il costante aggiornamento del sistema alla best practice nazionale e internazionale. Si rende noto che il Codice di Autodisciplina è accessibile al pubblico sul sito internet di Borsa Italiana (www.borsaitaliana.it). Né la Società né alcuna delle sue controllate è soggetta a disposizioni di legge non italiane che ne influenzano la struttura di corporate governance. Si riportano di seguito i principali strumenti di governance di cui la Società si è dotata anche in osservanza delle più recenti disposizioni normative e regolamentari, delle previsioni del Codice di Autodisciplina e della best practice nazionale e internazionale: - Statuto; - Codice Etico; - Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del Decreto 231; - Regolamento del comitato controllo e rischi; - Regolamento del comitato per la remunerazione e le nomine; - Regolamento dell organismo di vigilanza; - Procedura per le operazioni con parti correlate; e - Codice di internal dealing. 1112 4. CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE 4.1 Nomina e sostituzione degli amministratori (ex articolo 123-bis, comma 1 lettera l), TUF) Ai sensi dell art. 14 dello Statuto, la Società è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un minimo di 5 ad un massimo di 19 membri, anche non aventi qualità di socio, secondo la determinazione dell assemblea. Salvo diversa determinazione all atto della nomina, che preveda minor durata, i consiglieri restano in carica per 3 esercizi sociali, scadono alla data dell assemblea convocata per l approvazione del bilancio relativo all ultimo esercizio della loro carica e sono rieleggibili. L assunzione delle carica di amministratore è subordinata al possesso di requisiti stabiliti dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti. L Assemblea dei soci del 24 maggio 2012 ha fissato in 7 il numero dei componenti dell organo amministrativo, di cui 2 qualificabili come indipendenti ai sensi dell art. 147-ter del TUF. L attuale regolazione statutaria, adeguata in data 15 novembre 2010 a seguito dell entrata in vigore delle disposizioni contenute nel Decreto Legislativo 27 gennaio 2010 n. 27 che ha recepito la direttiva comunitaria c.d. Shareholders Rights prevede che gli amministratori sono nominati dall Assemblea ordinaria sulla base di liste presentate dal Consiglio di Amministrazione uscente e da tanti soci che rappresentino, individualmente o collettivamente, almeno il 2,5% del capitale sociale costituito da azioni aventi diritto di voto in Assemblea ordinaria ovvero la minore percentuale indicata dalla Consob. Le liste presentate dai soci e dal Consiglio di Amministrazione uscente devono essere depositate presso la sede sociale entro il venticinquesimo giorno precedente la data di prima convocazione dell assemblea chiamata a deliberare sulla nomina dei componenti del Consiglio di Amministrazione e messe a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito internet dell Emittente e con le altre modalità previste dalle disposizioni di legge e regolamento almeno ventuno giorni prima della data dell assemblea in prima convocazione, salva ogni eventuale ulteriore forma di pubblicità stabilita dalla disciplina pro tempore vigente. La titolarità della quota di partecipazione necessaria per la presentazione delle liste è determinata avendo riguardo alle azioni che risultano registrate a favore del socio nel giorno in cui le liste sono depositate presso la sede sociale. La relativa certificazione, rilasciata ai sensi della vigente normativa da intermediario finanziario abilitato, può essere prodotta anche successivamente al deposito, purché sia fatta pervenire alla Società entro il termine previsto dalla disciplina anche regolamentare vigente per la pubblicazione delle liste da parte della Società. Il deposito, effettuato conformemente a quanto sopra, è valido anche per la seconda e terza convocazione. Ciascun socio potrà presentare o concorrere a presentare una sola lista di candidati ed ogni candidato potrà candidarsi in una sola lista, a pena di ineleggibilità. Ogni socio avente diritto al voto potrà votare una sola lista. I soci aderenti ad un patto parasociale, il soggetto controllante la Società, le società controllate e quelle sottoposte a comune controllo ai sensi dell art. 93 del TUF, potranno presentare o concorrere a presentare solo una lista e potranno votare solo una lista. Le liste che presentano un numero di candidati pari o superiore a tre devono includere candidati di genere diverso, almeno nella proporzione prescritta dalla normativa di volta in volta vigente in materia di equilibrio fra i generi. Non saranno accettate liste presentate e/o voti esercitati in violazione dei suddetti divieti. Ciascuna lista dovrà indicare distintamente i candidati, ordinati progressivamente, e ciascun candidato dovrà manifestare la propria disponibilità ad accettare l eventuale nomina. Ciascuna lista dovrà includere un numero di candidati in conformità con quanto previsto dalla normativa vigente in possesso dei requisiti di indipendenza prescritti dalle disposizioni di legge e regolamentari vigenti indicandoli distintamente e inserendo uno di essi al primo posto della lista. Unitamente a ciascuna lista, entro il termine sopra indicato, sono altresì depositate le dichiarazioni con le quali i singoli candidati accettano la candidatura e attestano, sotto la propria responsabilità, l inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità, nonché la sussistenza dei requisiti prescritti dalle disposizioni di legge, di regolamenti e dallo Statuto per le rispettive cariche (ivi inclusi quelli previsti dalle disposizioni applicabili agli intermediari finanziari). Insieme a tali dichiarazioni dovrà 1213 essere depositata per ciascun candidato una descrizione esauriente delle caratteristiche personali e professionali. All elezione degli amministratori si procederà come segue: a) dalla lista che ha ottenuto in assemblea il maggior numero di voti sono tratti, in base all ordine progressivo con il quale sono elencati nella lista, tutti i membri del Consiglio di Amministrazione, quanti siano di volta in volta deliberati dall assemblea, tranne uno. A questo scopo, in caso di parità di voti tra diverse liste, si procederà a nuova votazione tra queste da parte dell assemblea, risultando eletta quale lista di maggioranza quella che ottenga il maggior numero di voti; e b) dalla lista presentata dai soci che ha ottenuto in assemblea il secondo maggior numero di voti e che non è collegata, neppure indirettamente, con i soci che hanno presentato o votato la lista di cui alla lettera a) che precede, è tratto un membro del Consiglio di Amministrazione nella persona del primo candidato, come indicato in base all ordine progressivo con il quale i candidati sono elencati in tale lista. A questo scopo, in caso di parità di voti, tra diverse liste, si procederà a nuova votazione tra di queste per l elezione dell ultimo membro del Consiglio di Amministrazione da parte dell assemblea, risultando eletto il candidato tratto dalla lista che ottenga il maggior numero di voti. Qualora l'applicazione della procedura di cui alle lettere a) e b) che precedono non consenta il rispetto dell'equilibrio fra i generi prescritto dalla normativa di volta in volta vigente, il candidato appartenente al genere più rappresentato eletto come ultimo in ordine progressivo nella lista che ha ottenuto il maggior numero di voti sarà sostituito dal primo candidato non eletto in possesso dei requisiti richiesti e appartenente al genere meno rappresentato indicato nella stessa lista del candidato sostituito. A tale procedura di sostituzione si farà luogo sino a che non sia assicurata la composizione del Consiglio di Amministrazione conforme alla disciplina pro tempore vigente inerente l equilibrio tra generi. Qualora infine detta procedura non assicuri il risultato da ultimo indicato, la sostituzione avverrà con delibera dell Assemblea assunta con le maggioranze di legge assicurando il rispetto dei requisiti di indipendenza e della disciplina pro tempore vigente inerente l equilibrio tra generi. In caso di presentazione di una sola lista di candidati, tutti gli amministratori saranno eletti nell ambito di tale lista, purché la medesima ottenga la maggioranza relativa dei voti, fatta comunque salva l applicazione, mutatis mutandis, della procedura prevista per il caso di presentazione di più liste, qualora con i candidati eletti dall unica lista non sia assicurata, la presenza nel Consiglio di Amministrazione del numero necessario di componenti in possesso dei requisiti di indipendenza ed il rispetto di quanto richiesto dalla disciplina di volta in volta vigente in materia di equilibrio tra i generi. In caso di mancata presentazione di liste ovvero nel caso in cui gli amministratori non siano nominati, per qualsiasi ragione, ai sensi del procedimento previsto, l assemblea delibera con le maggioranze di legge in modo comunque da assicurare, ai sensi della normativa di volta in volta vigente, la presenza nel Consiglio di Amministrazione del numero necessario di componenti in possesso dei requisiti di indipendenza ed il rispetto di quanto richiesto dalla disciplina di volta in volta vigente in materia di equilibrio tra i generi. In particolare, per la nomina di amministratori che abbia luogo al di fuori delle ipotesi di rinnovo dell intero Consiglio di Amministrazione, l assemblea delibera con le maggioranze di legge e di Statuto, senza osservare il procedimento sopra descritto, fermo restando quanto di seguito previsto. Lo Statuto dell'emittente non prevede che, ai fini del riparto degli amministratori da eleggere, non si tenga conto delle liste che non hanno conseguito una percentuale di voti almeno pari alla metà di quella richiesta dallo Statuto per la presentazione delle stesse. Se nel corso dell esercizio vengono a mancare uno o più amministratori, si provvede ai sensi dell art del codice civile, secondo quanto indicato: a) il Consiglio di Amministrazione nomina i sostituti nell ambito degli appartenenti alla medesima lista cui appartenevano gli amministratori cessati e l Assemblea delibera, con le maggioranze di legge, rispettando lo stesso principio ed avendo cura di garantire, in ogni caso, la presenza nel Consiglio di Amministrazione del numero necessario di componenti in possesso dei requisiti di indipendenza prescritti dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti ed il rispetto di quanto richiesto dalla disciplina di volta in volta vigente in materia di equilibrio tra i generi; 1314 b) qualora non residuino nella predetta lista candidati non eletti in precedenza o gli stessi non siano in possesso dei requisiti di indipendenza e/o di equilibrio tra i generi prescritti dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, il Consiglio di Amministrazione provvede alla sostituzione senza l osservanza di quanto indicato al punto a) così come provvede l Assemblea sempre con le maggioranze di legge ed avendo cura di garantire, in ogni caso, la presenza nel Consiglio di Amministrazione del numero necessario di componenti in possesso dei requisiti di indipendenza prescritti dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti ed il rispetto di quanto richiesto dalla disciplina di volta in volta vigente in materia di equilibrio tra i generi. Se viene meno la maggioranza dei consiglieri nominati dall Assemblea, si intende dimissionario l intero Consiglio di Amministrazione e l Assemblea deve essere convocata dagli amministratori rimasti in carica per la ricostituzione dello stesso o, in mancanza, dal Collegio Sindacale. L art. 27 dello Statuto (Clausola Transitoria) prevede che le disposizioni finalizzate a garantire il rispetto della normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi trovano applicazione ai primi tre rinnovi del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale successivi all entrata in vigore ed all acquisto dell efficacia delle disposizioni dell articolo 1 della Legge 12 luglio 2011, n. 120, pubblicata sulla G.U. n. 174 del 28 luglio 2011 (e cioè successivi al 12 agosto 2012). In occasione del primo rinnovo, successivo a tale data, del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale la quota da riservare al genere meno rappresentato è limitata ad un quinto del totale, con arrotondamento, in caso di numero frazionario, all unità superiore. Qualora non vi abbia provveduto l Assemblea, il Consiglio di Amministrazione, per la durata del mandato, elegge tra i suoi membri il Presidente e può altresì nominare uno o più vice presidenti. Con riferimento alle clausole statutarie in materia di modifiche dello Statuto, si precisa che lo stesso non contiene disposizioni diverse da quelle previste dalla normativa vigente. Si evidenzia, inoltre, che l art. 18 dello Statuto, conformemente a quanto disposto dall art. 2365, secondo comma, del codice civile, conferisce al Consiglio di Amministrazione della Società, inter alia, la competenza a deliberare in merito all adeguamento dello Statuto medesimo a disposizioni normative. Si segnala inoltre che l Emittente, oltre alle norme previste dal TUF, è soggetto alle disposizioni di Banca d Italia in materia di composizione del Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio ha ritenuto di non predisporre un piano per la successione in quanto data la durata triennale del mandato di tutti gli Amministratori e la conseguente necessità di provvedere periodicamente alla relativa nomina, non è sino ad ora risultata necessaria l adozione di un piano di successione formalizzato per gli amministratori esecutivi. 4.2 Composizione del Consiglio di Amministrazione (ex articolo 123-bis, comma 2 lettera d), TUF) Il Consiglio di Amministrazione è l organo centrale del sistema di corporate governance della Società. Il Consiglio di Amministrazione in carica alla Data della Relazione è stato nominato dall assemblea dei soci in data 24 maggio 2012 con il sistema del voto di lista e scadrà con l approvazione del bilancio chiuso al 31 dicembre Si precisa peraltro che, essendo stata presentata in sede di nomina del Consiglio di Amministrazione una sola lista da parte dell azionista Nusia S.r.l., che deteneva al momento della presentazione della lista il 27,81% del capitale sociale di Conafi, tutti gli amministratori in carica alla Data della Relazione sono stati tratti da tale lista. Alla Data della Relazione il Consiglio di Amministrazione è composto da n. 7 membri, di cui n. 1 è amministratore esecutivo e n. 6 sono amministratori non esecutivi, come schematizzato nella Tabella 2 riportata in appendice. A seguito delle dimissioni dell Amministratore non esecutivo dott. Tommaso Gozzetti intervenute in data 05 giugno 2012, in data 19 marzo 2013 il Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell art. 15 dello Statuto e dell art c.c., ha provveduto alla cooptazione di un nuovo Consigliere, nominando quale Amministratore non esecutivo il dott. Roberto Accornero, che resterà in carica fino alla prossima Assemblea. 1415 Tutti gli amministratori della Società sono in possesso dei requisiti di onorabilità e professionalità richiesti ai componenti dell organo amministrativo di un soggetto intermediario finanziario iscritto all elenco generale previsto dall articolo 106 del TUB ed all elenco speciale previsto dall articolo 107 del TUB. Si riportano di seguito le informazioni sulle caratteristiche personali e professionali dei singoli componenti del Consiglio di Amministrazione di Conafi Prestitò: Nunzio Chiolo - nato a Mazzarino (CL) il 4 febbraio 1958, ha conseguito la laurea in Economia Aziendale presso il Politecnico di Studi Economici Aziendali di Lugano (Svizzera); dal 1980 al 1986 presta la propria attività nell Ufficio Riscontro, Sviluppo e Segreteria Fidi presso il Banco Ambrosiano S.p.A. Dal 1986 al 1988 collabora presso Fida S.p.A. nel settore Sviluppo e Coordinamento della rete commerciale di promotori finanziari. Dal 30 marzo 1988 ricopre la carica di Presidente ed amministratore delegato presso la Società. Simona Chiolo nata a Torino il 27 settembre 1983, ha conseguito la laurea in giurisprudenza presso l Università degli Studi di Torino nel 2009 e dal 2010 al 2012 ha frequentato la Scuola per le Professioni Legali presso la medesima università. Ha lavorato, dal 2001 al 2008 all interno dell ufficio legale della Società, mentre dal 2007 al 2012 ha collaborato, prima come collaboratrice, poi come praticante, con diversi studi legali (Studio Avv. Fabrizio Florio - Studio legale Tealdi e Associati Studio Dalmotto). Iscritta al Consiglio dell Ordine degli Avvocati di Torino dall ottobre 2009, dapprima come praticante semplice e attualmente quale praticante abilitato. È stata ed è tuttora consigliere di amministrazione di diverse società, facenti parte del Gruppo e non (Alite S.r.l., Alba Finanziaria S.r.l., Holding Partecipazioni e Business S.p.A., Network e Business S.r.l., PrestitòCase S.r.l. Consulenze e Finanze S.r.l., Alexandra Alberta Chiolo S.p.A., Alta Italia Servizi S.r.l.). E Consigliere della Società dal 24 maggio Attualmente ricopre altresì la carica di Amministratore incaricato di sovrintendere alla funzionalità del sistema di controllo interno e di governo dei rischi Giuseppe Vimercati - nato a Calusco d Adda (BG) l 1 luglio 1948, ha conseguito la laurea in economia aziendale presso l Università Bocconi di Milano nel È iscritto all albo dei dottori commercialisti dal 1988 ed all albo dei revisori contabili dal Dal 1974 al 1978 ha lavorato presso Reconta (attualmente Reconta Ernst Young S.p.A.), poi presso la SAF Società Azionaria Fiduciaria società del gruppo BNL. Successivamente è stato assunto come dirigente presso la Centrale Finanziaria Generale S.p.A. (gruppo Banco Ambrosiano attualmente gruppo Intesa Sanpaolo) con ulteriori altre cariche presso società del gruppo. E Consigliere della Società dal 12 aprile Attualmente ricopre la carica di amministratore (non esecutivo) presso la Società. Mauro Pontillo - nato a Torino l 8 febbraio 1962, ha conseguito la laurea in economia dell azienda moderna presso l Università LUM Jean Monnet di Bari. È iscritto all Ordine dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili di Torino, all elenco dei revisori contabili, oltre che all albo dei consulenti tecnici del Tribunale di Torino ed all albo dei periti del Tribunale di Torino. È titolare di uno studio professionale e svolge da oltre un ventennio attività di consulenza fiscale, contabile e civilistica rivolta principalmente alle società di capitali. E Consigliere della Società dal 27 luglio Attualmente ricopre la carica di amministratore (non esecutivo) presso la Società. Carlo Colombotti - nato a Tonypandy (Regno Unito) il 23 agosto 1939, ha conseguito la laurea in giurisprudenza con lode presso la University College London (UCL) nel 1961, ed è stato abilitato alla professione di avvocato (Solicitor of the Supreme Court of England and Wales) nel 1965, specializzandosi in diritto commerciale internazionale, acquisizione di imprese e diritto societario. È stato socio fondatore dell illustre Studio Legale Amhurst Brown Colombotti, consulente presso il prestigioso Studio Legale internazionale SJ Berwin e attualmente consulente legale internazionale presso C E P Colombotti Solicitors, operando in varie giurisdizioni, oltre che in Italia e Regno Unito. È consigliere legale dell Ambasciata Italiana a Londra e di altre istituzioni pubbliche italiane nel Regno Unito, oltre a ricoprire il ruolo di Vice Presidente della Camera di Commercio Italiana per il Regno Unito.Ha insegnato presso la University College London (UCL) ed è stato Presidente della British Italian Law Association (BILA) e Vice Presidente del Club di Londra, oltre che Presidente dello Sheffield United Plc. È stato insignito del titolo onorifico di Commendatore della Repubblica Italiana due volte e del titolo di Cavaliere Ufficiale Ordini Dinastici della Real Casa Savoia. E Consigliere della 1516 Società dal 27 luglio Attualmente ricopre la carica di amministratore indipendente (non esecutivo) presso la Società. Massimiliano Naef nato a La Spezia il 12 luglio 1942, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio conseguita nel 1965 presso l Università degli Studi di Genova. Dal ha lavorato in Banca Provinciale Lombarda; dal 1991 al 1994 è stato Condirettore Generale di Banca Polare di Milano e, dal 1992 al 1994, Direttore Generale. Nel periodo alle dipendenze della Banca Popolare di Milano ha ricoperto i seguenti incarichi: Vice Presidente Centrobanca, Consigliere e Membro del Comitato Esecutivo dell Istituto Centrale Banche Popolari, Consigliere e Membro del Comitato di Gestione del Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi, Vice presidente della B.P.M. Investimenti (sub-holding del Gruppo B.P.M. che controllava la Banca Agricola Milanese e la Banca Briantea), Consigliere B.P.M. Ras Vita. Dal 1994 al 1999 è stato alle dipendenze della CARIVERONA, con il grado di Condirettore Generale, ricoprendo i seguenti incarichi: Presidente Cassa e Assicurazioni, Presidente Casse e Generali Vita, Membro del Consiglio di Amministrazione Mediovenezie Banca, Membro del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo ICCRI, Membro del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone, Membro del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo della Banca di Bergamo. Dal 1999 al 2003 è stato Direttore Centrale e Responsabile della Direzione Operativa di Unicredito Italiano, ricoprendo i seguenti incarichi: Membro del Consiglio di Amministrazione di Banca C.R.T., Presidente di Unicredit Produzioni Accentrate (società di back-office del Gruppo Unicredito), Presidente di Unicredit Servizi Informativi, Membro del Consiglio di Amministrazione di Quercia Software, Vice Presidente di Unicredit Real Estate e di Cordusio Immobiliare, Membro del Consiglio di Amministrazione di SITEBA Sistemi Telematici Bancari. Nel marzo del 2004 è stato nominato Amministratore Delegato di Meliorbanca, carica che ha ricoperto fino al 26 giugno del E stato, inoltre, membro del Consiglio di Amministrazione di Banca Gesfid Lugano, membro del Consiglio di Amministrazione di Meliorbanca Private Banking, Membro del Consiglio di Amministrazione di Meliorfactor, Membro del Consiglio di Amministrazione di Sis.Pa. E Consigliere della Società dal 14 Novembre Attualmente ricopre la carica di amministratore indipendente (non esecutivo) presso la Società. Roberto Accornero nato a Casale Monferrato (AL) il 13 gennaio 1963, è stato iscritto all Albo dei Promotori Finanziari dal 1995 al febbraio 2013, dalla stessa data è registrato presso la FSA nel Regno Unito. Dal 1982 al 1994 ha svolto le mansioni di addetto all ufficio titoli e borsa presso le filiali di Casale Monferrato, Torino, Parma e Mantova della Banca Nazionale dell Agricoltura S.p.A.; dal 1994 al 2001 ha esercitato l attività di promotore finanziario presso ING Sviluppo Investimenti SIM S.p.A. E stato Amministratore Delegato e Responsabile Area Consulenza della Maxos SIM S.p.A. dal 2004 al 2009, Amministratore Delegato e Responsabile Area Investimenti della Avvenire SIM S.p.A. dal 2005 al 2008 e Responsabile Area Investimenti presso la SCM SIM S.p.A. nel biennio Dal 2011 collabora con operatori internazionali nell ambito della promozione di servizi SICAV per investitori istituzionali. Tra i primi professionisti a svolgere il ruolo di consulente indipendente in Italia, interviene regolarmente come ospite ad importanti trasmissioni nazionali radiofoniche e televisive sui temi della finanza e della consulenza, ha pubblicato su testate nazionali portafogli modello per la clientela. Partecipa come indipendente a comitati di gestione di SIM e SGR, è relatore a convegni nazionali sui temi dei prodotti alternativi e della consulenza indipendente. E Consigliere della Società dal 19 marzo 2013 Per maggiori informazioni sulla composizione del Consiglio di Amministrazione della Società si veda la Tabella 2 riportata in appendice. Cumulo massimo degli incarichi ricoperti in altre società Il Consiglio di Amministrazione non ha ritenuto di definire criteri generali circa il numero massimo di incarichi di amministrazione e di controllo di altre società che possa essere considerato compatibile con un efficace svolgimento del ruolo di amministratore dell Emittente, fermo restando il dovere in capo a ciascun consigliere di valutare la compatibilità delle cariche di amministratore e sindaco, rivestite in altre società quotate in mercati regolamentati, in società finanziarie, bancarie, assicurative o di rilevanti 1617 dimensioni, con lo svolgimento diligente dei compiti assunti in qualità di consigliere dell Emittente come indicato nel criterio 1.C.3 del Codice di Autodisciplina. Per maggiori informazioni sulle società in cui ciascun consigliere ricopre incarichi di amministrazione o controllo alla Data della Relazione, con particolare evidenza al fatto che la società presso la quale detto incarico è ricoperto faccia o meno parte del Gruppo cui fa capo l Emittente, si veda quanto schematizzato nella Tabella 4 riportata in appendice. In considerazione degli incarichi ricoperti dai propri membri in altre società, il Consiglio di Amministrazione della Società ha ritenuto che il numero e la qualità degli incarichi rivestiti non interferisca e sia, pertanto, compatibile con un efficace svolgimento dell incarico di amministratore della Società. L articolazione ed i contenuti delle riunioni di Consiglio nonché la partecipazione ai Comitati garantiscono il continuo aggiornamento degli Amministratori sulla realtà aziendale e di mercato, ed i partecipanti vengono inoltre costantemente aggiornati sulle principali innovazioni normative. 4.3 Ruolo del Consiglio di amministrazione (ex articolo 123-bis, comma 2 lettera d), TUF) L art. 18 dello Statuto prevede che al Consiglio di Amministrazione spettino tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria della Società, con espressa facoltà di compiere tutti gli atti ritenuti opportuni per il raggiungimento dell oggetto sociale, esclusi soltanto quelli che la legge o lo Statuto riservano in modo tassativo all Assemblea. Ai sensi del medesimo articolo, sono state attribuite alla competenza del Consiglio di Amministrazione, fatti salvi i limiti di legge, le deliberazioni concernenti: - l istituzione o la soppressione di sedi secondarie; - il trasferimento della sede sociale nel territorio nazionale; - la fusione e la scissione nei casi previsti dagli artt. 2505, 2505-bis e dall art ter del codice civile; - la riduzione del capitale sociale in caso di recesso del socio; - gli adeguamenti dello Statuto a disposizioni normative. Non è escluso, peraltro, che il Consiglio di Amministrazione possa decidere di sottoporre le succitate deliberazioni all assemblea straordinaria. Sono riservati al Consiglio di Amministrazione: - l esame e l approvazione dei piani strategici, industriali e finanziari dell Emittente, nonché il periodico monitoraggio della loro attuazione; - l esame e l approvazione dei piani strategici, industriali e finanziari del Gruppo di cui l Emittente è a capo, nonché il periodico monitoraggio della loro attuazione; - la definizione del sistema di governo societario dell Emittente stesso; e - la definizione della struttura del Gruppo di cui l Emittente è a capo. Sempre secondo quanto disposto dall articolo 18 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione può delegare nei limiti di legge alcune delle sue attribuzioni ad uno o più amministratori delegati e/o ad un comitato esecutivo ai sensi dell art del codice civile, fatti salvi i limiti di legge e di Statuto. Il Consiglio di Amministrazione e ciascun Amministratore Delegato, ha facoltà di nominare procuratori ad negotia, direttori, nonché procuratori speciali per determinati atti o categorie di atti, determinandone contestualmente mansioni, poteri ed attribuzioni nel rispetto delle limitazioni di legge. Il Consiglio di Amministrazione ha: - costituito al proprio interno un Comitato per la Remunerazione e le Nomine(cfr. successivo paragrafo 8) ed un Comitato Controllo e Rischi (cfr. successivo paragrafo 10). Ciascun comitato opera sulla base di un regolamento interno che stabilisce le regole di funzionamento del comitato stesso; 1718 - adottato le linee guida per le operazioni con parti correlate (cfr. successivo paragrafo 12); - istituito le funzioni aziendali di risk controller e investor relations e conseguentemente nominato i preposti a tali funzioni (cfr. successivi paragrafi 11 e 14); - adottato una procedura per il trattamento delle informazioni riservate (cfr. successivo paragrafo 5); - approvato il codice di comportamento (c.d. internal dealing) (cfr. successivo paragrafo 5); - istituito un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del Decreto 231 (cfr. successivo paragrafo 11); - costituito un Organismo di Vigilanza (cfr. successivo paragrafo 11); e - approvato il Codice Etico che costituisce parte integrante del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ai sensi del Decreto 231 (cfr. successivo paragrafo 11). Il Consiglio di Amministrazione, in ottemperanza del criterio applicativo 1.C.1., lettera c) del Codice di Autodisciplina, nella riunione tenutasi il 19 marzo 2013 ha valutato l adeguatezza dell assetto organizzativo, amministrativo e contabile generale dell Emittente e del Gruppo predisposto dagli amministratori delegati, con particolare riguardo al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. Ai sensi del Regolamento Parti Correlate il Consiglio di Amministrazione approva le operazioni con parti correlate, così come individuate nella procedura approvata dalla Società ai sensi del Regolamento Parti Correlate in data 15 novembre Il Consiglio di Amministrazione tenutosi in data 24 maggio 2012, esaminate le proposte dell apposito comitato e sentito il Collegio Sindacale, ha determinato il compenso spettante all Amministratore Delegato. Nel corso del 2012 il Consiglio di Amministrazione si è riunito 9 volte, con una durata media degli incontri di 120 minuti. In funzione di volta in volta del contenuto dell ordine del giorno, alla relativa riunione del consiglio di amministrazione sono intervenuti, per fornire gli opportuni approfondimenti o contributi, taluni dipendenti della Società, tra cui dirigenti dell Emittente responsabili delle funzioni competenti secondo la materia. Durante l esercizio 2012 è stata fornita al Consiglio di Amministrazione l informativa prevista dall art. 2381, comma 5 del codice civile, consentendo allo stesso di valutare in modo continuativo il generale andamento della gestione; nel corso dell esercizio 2012 non è stato predisposto un budget economico e finanziario per cui non è possibile fare confronti. Al fine di garantire la tempestività e completezza dell informativa pre-consiliare, l Emittente ha provveduto alla trasmissione almeno 2 giorni prima di ciascuna riunione della documentazione inerente agli argomenti inseriti nell ordine del giorno del Consiglio di Amministrazione. Il calendario delle riunioni del Consiglio di Amministrazione per l esercizio 2012 è stato reso noto dalla società mediante pubblicazione sul proprio sito internet all indirizzo e trasmesso a Borsa Italiana tramite servizio NIS. Per l esercizio 2013, oltre alle riunioni già tenutesi in data 28 gennaio 2013, 19 febbraio 2013 e 19 marzo 2013, il calendario degli eventi societari comunicato a Borsa Italiana ai sensi dell articolo 2.6.2, comma 1, lettera c) del Regolamento di Borsa prevede n. 3 riunioni nelle seguenti date: 14 maggio, 1 agosto e 12 novembre. L art. 15 e l art. 18 dello Statuto prevedono rispettivamente che qualora non vi abbia provveduto l Assemblea il Consiglio se lo ritiene opportuno (i) può nominare il Presidente, ed uno o più Vice Presidenti e (ii) può nominare uno o più Amministratori Delegati. In conformità all art. 19 dello Statuto la rappresentanza della società di fronte ai terzi ed in giudizio spetta agli amministratori che ricoprono la carica di Presidente, Vice Presidente ed agli Amministratori Delegati, in via fra loro disgiunta. Infine l art. 17 stabilisce che gli amministratori cui sono stati delegati poteri riferiscono almeno trimestralmente sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione nonché sulle operazioni di maggior rilievo, per le loro dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla società e dalle sue controllate. 1819 In applicazione dei citati articoli in data 24 maggio 2012, a valle dell Assemblea, il Consiglio ha nominato l Amministratore Delegato e conferito allo stesso i poteri utili alla gestione ordinaria della Società. Conseguentemente le operazioni aventi un significativo rilievo strategico, economico, patrimoniale o finanziario sono rimesse al Consiglio di Amministrazione. Il Consiglio di Amministrazione, in ottemperanza del criterio applicativo 1.C.1., lettera g) del Codice di Autodisciplina, in data 19 marzo 2013 ha ritenuto che la dimensione, la composizione ed il funzionamento dell organo amministrativo siano adeguati rispetto alle esigenze gestionali e organizzative dell Emittente, tenuto conto della presenza, su un totale di 7 componenti, di 1 membro esecutivo e 6 non esecutivi, di cui 2 indipendenti, i quali garantiscono, altresì, una idonea composizione dei comitati costituiti all interno del Consiglio di Amministrazione. Nell effettuare tale valutazione, il Consiglio ha tenuto conto delle caratteristiche professionali, di esperienza, anche manageriale, e di genere dei suoi componenti, nonché della loro anzianità di carica. L Assemblea non ha autorizzato in via generale e preventiva deroghe al divieto di concorrenza previsto dall art del codice civile. Modalità di funzionamento del Consiglio di Amministrazione L art. 16 dello Statuto stabilisce che le riunioni del Consiglio di Amministrazione, fermi restando i poteri di convocazione riservati ai sindaci per i casi previsti dalla legge, sono convocate dal presidente del Consiglio di Amministrazione, dal vice presidente o da alcuno degli amministratori delegati, ove nominati o da almeno due consiglieri non delegati. Al fine di fornire con ragionevole anticipo ai consiglieri la documentazione e le informazioni necessarie affinché il consiglio di amministrazione si esprima con consapevolezza sulle materie sottoposte al suo esame ed alla sua approvazione, l'art. 16 dello Statuto dispone, inoltre, che tra il giorno di inoltro della convocazione e quello fissato per la riunione debbano intercorrere almeno 5 giorni. Tuttavia, nei casi di urgenza il termine può essere più breve, ma non inferiore a 1 giorno. L art. 17 dello Statuto prevede, inoltre, che, salvo sua assenza o impedimento, il Presidente presiede le attività del consiglio di amministrazione durante lo svolgimento delle relative riunioni. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione cura che agli argomenti posti all ordine del giorno possa essere dedicato il tempo necessario per consentire un dibattito costruttivo e, nello svolgimento delle riunioni, incoraggia contributi da parte dei Consiglieri. Per la validità delle deliberazioni del Consiglio di Amministrazione è necessario l intervento della maggioranza degli amministratori in carica ed il voto favorevole della maggioranza degli amministratori presenti; in caso di parità di voti, il voto del Presidente sarà decisivo. 4.4 Organi Delegati Amministratori delegati e Presidente del Consiglio di Amministrazione Ai sensi dell articolo 19 dello Statuto, la rappresentanza della Società, di fronte a terzi ed in giudizio, spetta al Presidente e, ove nominati, al vice-presidente ed a ciascun amministratore delegato in via disgiuntiva. Ai sensi dell art. 18 dello Statuto, l organo amministrativo può, entro i limiti di legge, delegare in tutto o in parte proprie funzioni ad uno o più amministratori delegati e/o ad un comitato esecutivo ai sensi dell art del codice civile, fatti salvi i limiti di legge e di Statuto. Il Consiglio di Amministrazione, in data 24 maggio 2012, ha conferito al Presidente del Consiglio di Amministrazione Nunzio Chiolo alcuni poteri, da esercitarsi con firma singola e con facoltà di subdelega, tra i quali, in particolare: - Firmare la corrispondenza ed i documenti della Società. - Stipulare le convenzioni e gli accordi funzionali all attività della Società, con Banche, Intermediari Finanziari e Compagnie di Assicurazione oltre che con Enti Previdenziali, Ministeri, Enti, Uffici ed 1920 Amministrazioni Pubbliche, Enti morali e religiosi, Sindacati ed Associazioni non aventi scopo di lucro, società per azioni e a responsabilità limitata, amministrazioni ed enti privati, nonchè il potere di richiedere a Banche ed Intermediari Finanziari plafond rotativi con o senza la clausola non riscosso per riscosso, ivi compreso quello di sottoscrivere contratti che prevedano la cessione prosoluto o pro-solvendo dei crediti derivanti da contratti di finanziamento CQS, CQP e DP. - Stipulare e perfezionare i contratti concernenti i finanziamenti alla clientela. - Stipulare le assunzioni e/o le concessioni di finanziamenti a medio / lungo termine e a breve termine. - Coerentemente con i criteri ed i parametri assuntivi definiti in linea generale dal Consiglio di Amministrazione, specificare e determinare, anche modificando ed integrando quelli precedentemente adottati, tali criteri e parametri assuntivi per procedere all erogazione dei finanziamenti, purché in conformità con quanto previsto nei mandati fra le banche e la Società; l Amministratore Delegato ha facoltà di autorizzare di volta in volta deroghe ai suddetti criteri e parametri, riferendo al Consiglio alla prima occasione utile. - Rappresentare in Italia ed all estero la Società nei rapporti con l Amministrazione dello Stato, con Enti pubblici e con privati. - Rappresentare la Società nelle assemblee ordinarie e straordinarie delle società od enti partecipati, con ogni inerente potere di rappresentanza, con facoltà di conferire deleghe a terzi per singole assemblee, dando esecuzione, nel caso di società controllate, alle delibere del Consiglio. - Rappresentare la Società in giudizio, ivi compresa la facoltà di presentare ovvero ritirare esposti, denunce e querele nonché di costituirsi parte civile in nome e per conto della società, con piena facoltà di transigere e conciliare, nonchè di rappresentare la Società presso le commissioni tributarie, l U.I.F., la Banca d Italia, l Isvap, la Consob, il Registro delle Imprese, la CCIAA, le Borse Valori, i Ministeri, le commissioni di conciliazione istituite presso gli uffici provinciali per il lavoro per le controversie di lavoro, l Arbitro Bancario Finanziario ABF -, il Corecom per le controversie attive contro le compagnie telefoniche e in generale presso tutte le pubbliche autorità, commissioni di conciliazione e tutti gli enti e uffici pubblici e privati, e di sottoscrivere tutti gli atti e tutte le comunicazioni riguardanti adempimenti posti a carico della società dalla normativa vigente e con piena facoltà di transigere,conciliare e rinunciare le relative controversie. - Compiere presso le Ferrovie dello Stato, le imprese di trasporto in genere e le Poste Italiane, qualsiasi operazione di spedizione, svincolo e ritiro merci, valori, plichi, pacchi, effetti, lettere anche raccomandate ed assicurate. - Riscuotere somme, mandati, B.O.T., vaglia, assegni, titoli di credito di qualsiasi specie e depositi cauzionali dall Istituto di emissione, dalla Cassa DD.PP., dalle Tesorerie della Repubblica Italiana, delle Regioni, delle Province e dei Comuni, dagli Uffici delle Poste Italiane, da qualunque ufficio pubblico e da privati in genere ed esonerare le parti paganti da responsabilità, rilasciando ricevute e quietanze. - Depositare presso Istituti di Credito, in custodia ed in amministrazione, titoli privati o pubblici e valori in genere, ritirarli rilasciando ricevuta liberatoria. - Sottoscrivere in nome e per conto della Società le dichiarazioni ed i certificati previsti dalla normativa fiscale. - Stipulare, con tutte le clausole opportune, compresa quella compromissoria, modificare, risolvere, cedere ed acquisire per cessione contratti di locazione. - Stipulare, modificare e recedere da contratti di consulenza e servizi con la clientela, stabilendo clausole e corrispettivi. - Stipulare, con tutte le clausole opportune, compresa quella compromissoria, modificare, risolvere, cedere ed acquisire per cessione, contratti di compravendita e permuta di beni mobili in genere, ivi compresi automezzi ed altri mezzi di trasporto. - Acquisizione / vendita di titoli o similari, per impieghi della liquidità, incluse azioni e obbligazioni convertibili in azioni. 2021 - Concedere prefinanziamenti a breve termine a valere sui finanziamenti concessi alla clientela. - Concedere fideiussioni e/o depositi cauzionali relativi a contratti di locazione. - Stipulare, con tutte le clausole opportune, modificare e risolvere contratti assicurativi in genere. - Stipulare, con tutte le clausole opportune, compresa quella compromissoria, modificare e risolvere contratti di agenzia e convenzioni di noleggio, appalto, franchising, comodato, somministrazione, opera ed aventi per oggetto prestazione di servizi in genere. - Definire la liquidazione di danni e sinistri con l eventuale assistenza di consulenti esterni, relativamente alla liquidazione di danni e sinistri passivi. Effettuare i pagamenti connessi, riscuotere e rilasciare quietanze liberatorie. - Stipulare aperture di conti correnti presso le amministrazioni postali, banche o istituti di credito; stipulare contratti per le cassette di sicurezza, fare versamenti sui conti bancari della Società, girare assegni, pagherò cambiari, tratte ed altri titoli di credito, anche a favore di terzi. - Stipulare aperture di credito, anticipazioni bancarie, sconti, fidi bancari, mutui, finanziamenti e leasing operativi e finanziari, determinandone termini e condizioni, fino all importo di ,00. - Utilizzare conti correnti postali e conti correnti bancari, emettere assegni, il tutto nei limiti dei fidi concessi, la cui accettazione sia stata deliberata dal Consiglio di Amministrazione. - Effettuare depositi cauzionali in contanti ed in titoli per operazioni rientranti nell ordinaria amministrazione della Società. - Stipulare, modificare e risolvere contratti individuali di lavoro dipendente. - Stipulare, modificare e risolvere contratti di consulenza e contratti a progetto o programma nei limiti di ,00 per ciascun contratto avente durata massima annuale. - Trattare e concludere con gli Uffici e con gli Enti Previdenziali le questioni relative al Personale della Società, rappresentare la Società in ogni eventuale controversia di carattere sindacale, avvalendosi anche della collaborazione di professionisti e consulenti. - Acquisizione anche in sede costitutiva - e/o cessione di partecipazioni, anche di minoranza, e/o rami d azienda, se di importo non superiore ad Euro ,00. - Acquisizione e/o cessione di diritti su beni immateriali, se di importo non superiore ad Euro ,00. - Esercizio, rinuncia e/o acquisto di diritti d opzione, se di importo non superiore ad Euro ,00. - Apertura, trasferimento e chiusura di Agenzie ed Uffici operativi. - Nell ambito dei poteri conferiti, nominare procuratori speciali per atti specifici da esaurirsi in unico contesto e procuratori ad negotia per determinati atti o categorie di atti. In data 07 agosto 2012, il Consiglio di Amministrazione ha altresì conferito al Presidente Nunzio Chiolo il potere di acquisire e cedere strumenti finanziari derivati, informando con cadenza trimestrale il Consiglio di Amministrazione circa l andamento di tale operatività. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione è l azionista di controllo dell Emittente, nonché il principale responsabile della gestione dell Emittente (chief executive officer); il Consiglio di Amministrazione giusta delibera del 24 maggio 2012 ha preso atto che il dott. Chiolo ha comunicato di non detenere nessuna altra carica presso imprese rientranti nell ambito di applicazione dell art. 36. del Decreto Legge n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito con Legge n. 214 del 22 dicembre 2011 (cd. divieto di interlocking). Il Presidente del Consiglio di amministrazione ha ricevuto le deleghe utili alla gestione esecutiva dell Emittente, al fine di poter coordinare direttamente le indicazioni e gli indirizzi del Consiglio di amministrazione; seguendo le indicazioni fornite dal Codice di Autodisciplina il Consiglio di Amministrazione ha nominato il Consigliere Avv. Carlo Colombotti quale lead independent director con 2122 il compito di rappresentare un punto di riferimento e coordinamento delle istanze e dei contributi degli amministratori non esecutivi ed in particolare di quelli che sono indipendenti. Alla Data della Relazione non sono stati nominati Vice Presidenti. Informativa al Consiglio Con riferimento ai flussi informativi all interno della Società, l art. 17 dello Statuto prevede che (i) il Consiglio di Amministrazione, anche attraverso il Presidente, il vice presidente o l amministratore delegato, ove nominati, riferisca al Collegio Sindacale con periodicità almeno trimestrale, anche in forma orale in occasione delle riunioni consiliari, ovvero mediante nota scritta indirizzata al presidente del Collegio Sindacale, ai sensi dell art. 150 del TUF e (ii) gli amministratori delegati diano informativa, anche oralmente, al Consiglio di Amministrazione e al Collegio Sindacale, ai sensi dell art del codice civile, almeno ogni tre mesi. 4.5 Altri Consiglieri esecutivi Nel Consiglio non vi sono Consiglieri da considerarsi esecutivi, in quanto nessun Consigliere (i) ricopre la carica di Amministratore Delegato o di Presidente esecutivo in una Società controllata dall Emittente avente rilevanza strategica e/o (ii) ricopre incarichi direttivi nell Emittente o in una Società controllata avente rilevanza strategica ovvero nella Società controllante e l incarico riguardi anche l Emittente. Inoltre la Società non ha deliberato di costituire un Comitato Esecutivo. 4.6 Amministratori indipendenti Gli amministratori non esecutivi e gli amministratori indipendenti sono per numero ed autorevolezza tali da garantire che il loro giudizio possa avere un peso significativo nell assunzione delle decisioni consiliari dell Emittente. Gli amministratori non esecutivi e gli amministratori indipendenti apportano le loro specifiche competenze nelle discussioni consiliari, contribuendo all assunzione di decisioni conformi all interesse sociale. Il Consiglio di Amministrazione ha valutato che, tra gli amministratori non esecutivi, i consiglieri Massimiliano Naef e Carlo Colombotti sono qualificabili come indipendenti ai sensi dell art. 147-ter del TUF e dell art. 3 del Codice di Autodisciplina. Ai sensi dell art. 2.C.3. del Codice di Autodisciplina, il consigliere indipendente Carlo Colombotti ha assunto il ruolo di lead independent director. Il contributo degli amministratori indipendenti permette, inter alia, al Consiglio di Amministrazione di trattare con sufficiente indipendenza tematiche delicate e fonti potenziali di conflitti di interesse. Il possesso dei requisiti di indipendenza di cui all art. 3 del Codice di Autodisciplina e all art. 148, comma 3, lett. a), b) e c), del TUF degli amministratori indipendenti Massimiliano Naef e Carlo Colombotti sono stati verificati dal Consiglio di Amministrazione tenutosi in data 24 maggio 2012, in sede di nomina dell attuale organo amministrativo. In data 19 marzo 2013 il Consiglio di Amministrazione ha verificato la permanenza dei requisiti di indipendenza in capo ai Consiglieri Naef e Colombotti, avuto riguardo alla normativa applicabile ed ai principi e criteri del Codice di Autodisciplina. Nel corso dell esercizio gli amministratori indipendenti non si sono riuniti in assenza degli altri amministratori, non avendo ravvisato alcuna circostanza che potesse richiedere tale riunione. Il Collegio Sindacale ha verificato la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento adottati dal Consiglio di Amministrazione per valutare l indipendenza dei propri membri. Tale controllo ha avuto esito positivo. 2223 4.7 Lead Independent Director In data 24 maggio 2012 il Consiglio di Amministrazione, anche in considerazione del fatto che il Presidente del Consiglio di Amministrazione è il principale responsabile della gestione dell Emittente, nonché l azionista di controllo dello stesso, ha designato il consigliere indipendente Carlo Colombotti quale lead independent director ai sensi dell art. 2.C.3 del Codice di Autodisciplina. Tale figura rappresenta un punto di riferimento e di coordinamento delle istanze e dei contributi degli amministratori non esecutivi e, in particolare, di quelli che sono indipendenti. Il lead independent director collabora con il Presidente al fine di garantire che gli amministratori siano destinatari di flussi informativi completi e tempestivi. Al lead independent director è, tra l altro attribuita la facoltà di convocare autonomamente o su richiesta di altri consiglieri, apposite riunioni di soli amministratori indipendenti per la discussione dei temi giudicati di interesse rispetto al funzionamento del Consiglio di Amministrazione o alla gestione sociale. 2324 5. TRATTAMENTO DELLE INFORMAZIONI SOCIETARIE Con delibera del Consiglio di Amministrazione in data 11 settembre 2006 ed al fine di conformare le procedure della Società alla best practice ed alle disposizioni del Codice, la Società ha approvato una procedura sia di gestione (ivi inclusa l istituzione e la tenuta del registro dei soggetti che accedono alle informazioni privilegiate) dei flussi informativi interni alla Società, sia di coordinamento della comunicazione all esterno delle informazioni privilegiate denominata Codice di Internal Dealing (consultabile sul sito internet in conformità a quanto disposto dall art. 114, comma 7, del TUF e dalle relative disposizioni di attuazione contenute negli articoli 152-sexies e ss. del Regolamento Emittenti. Tale procedura indica le modalità con cui (i) i componenti degli organi di amministrazione e controllo, (ii) i dirigenti che abbiano accesso ad informazioni privilegiate dell emittente e delle sue principali controllate e (iii) chiunque detenga una partecipazione pari ad almeno il 10% del capitale sociale della Società in occasione del compimento di operazioni aventi ad oggetto un determinato quantitativo previsto dalla legge e dai regolamenti di strumenti finanziari emessi dalla Società o da sue controllate possono richiedere alla Società di adempiere per suo conto agli obblighi di legge e di regolamento dettati in materia. L adozione di tale procedura è volta ad evitare che la diffusione all esterno di informazioni riguardanti la Società avvenga in modo non selettivo, intempestivo o in forma incompleta ed inadeguata. Particolare attenzione è inoltre dedicata alla diffusione al pubblico di informazioni c.d. price sensitive la cui esternalizzazione, in virtù della loro rilevanza, potrebbe avere ripercussioni sulla regolare formazione dei prezzi sui mercati regolamentati nei quali avvengono le negoziazioni delle azioni della Società. Inoltre, ai sensi dell articolo 115-bis del TUF, la Società ha istituito un registro delle persone che, in ragione dell attività lavorativa o professionale ovvero in ragione delle funzioni svolte, hanno accesso alle informazioni privilegiate. 2425 6. COMITATI INTERNI AL CONSIGLIO (ex art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF) Ai sensi dell art. 18 dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione ha facoltà di nominare comitati di natura consultiva, privi di rilevanza esterna, di eleggere i relativi componenti scegliendoli tra i consiglieri stessi, di stabilirne le finalità, nonché di determinare i relativi regolamenti. L istituzione e il funzionamento dei comitati all interno del consiglio di amministrazione rispondono ai seguenti criteri, definiti dal Codice di Autodisciplina di Borsa Italiana, a cui la Società ha deciso di aderire: a) i comitati sono composti da non meno di tre membri. Tuttavia, negli emittenti il cui consiglio di amministrazione è composto da non più di cinque membri, i comitati possono essere composti da due soli consiglieri, purché indipendenti. I lavori dei Comitati sono coordinati da un Presidente. b) i compiti dei singoli comitati sono stabiliti con la deliberazione con cui sono costituiti e possono essere integrati o modificati con successiva deliberazione del Consiglio di Amministrazione; c) le funzioni che il Codice attribuisce a diversi comitati possono essere distribuite in modo differente o demandate ad un numero di comitati inferiore a quello previsto, purché si rispettino le regole per la composizione di volta in volta indicate dal Codice e si garantisca il raggiungimento degli obiettivi sottostanti; d) le riunioni di ciascun comitato sono verbalizzate; e) nello svolgimento delle proprie funzioni, i comitati hanno la facoltà di accedere alle informazioni e alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei loro compiti, nonché di avvalersi di consulenti esterni, nei termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione. L emittente mette a disposizione dei comitati risorse finanziarie adeguate per l adempimento dei propri compiti, nei limiti del budget approvato dal Consiglio; f) alle riunioni di ciascun comitato possono partecipare soggetti che non ne sono membri, inclusi altri componenti del consiglio o della struttura dell emittente, su invito del comitato stesso, con riferimento a singoli punti all ordine del giorno; e g) l emittente fornisce adeguata informativa, nell ambito della relazione sul governo societario, sull istituzione e sulla composizione dei comitati, sul contenuto dell incarico ad essi conferito, nonché, in base alle indicazioni fornite da ogni comitato, sull attività effettivamente svolta nel corso dell esercizio, precisando il numero e la durata media delle riunioni tenutesi e la relativa percentuale di partecipazione di ciascun membro. Nell ambito del Consiglio di Amministrazione sono stati dunque costituiti, in data 24 maggio 2012 il Comitato per la Remunerazione, il Comitato Nomine e il Comitato Controllo e Rischi. In data 13 novembre 2012, in virtù di esigenze di carattere organizzativo e nel rispetto delle regole relative alla composizione di ciascun Comitato e delle condizioni previste al riguardo dal Codice, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato l unificazione del Comitato per la Remunerazione e del Comitato per le Nomine nel Comitato per la Remunerazione e le Nomine, cui sono state attribuite le funzioni assegnate dal Codice a ciascun Comitato. Si segnala inoltre che, le funzioni ed i poteri del Comitato per le Operazioni con Parti Correlate, di cui alla Procedura Parti Correlate, sono stati attribuiti al Comitato Controllo e Rischi. Non è stata riservata all intero Consiglio, sotto il coordinamento del Presidente, alcuna funzione di uno o più Comitati previsti nel Codice. Non sono stati istituiti Comitati ulteriori rispetto a quelli previsti dal Codice. 2526 7. COMITATO PER LE NOMINE In considerazione dell unificazione del Comitato per la Remunerazione e del Comitato per le Nomine nel Comitato per la Remunerazione e le Nomine, deliberata dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 13 novembre 2012, le informazioni richieste sono illustrate nel successivo capitolo 8. 2627 8. COMITATO PER LA REMUNERAZIONE E LE NOMINE In data 24 maggio 2012, conformemente a quanto previsto dal disposto degli artt. 5 e 6 del Codice di Autodisciplina, il Consiglio di Amministrazione ha costituito al proprio interno un Comitato per la Remunerazione ed un Comitato per le Nomine, unificati, in data 13 novembre 2012, nel rispetto delle condizioni previste dal Codice nel Comitato per la Remunerazione e le Nomine dotato di un proprio regolamento composto, alla Data della Relazione, dagli amministratori Giuseppe Vimercati (amministratore non esecutivo), Massimiliano Naef (amministratore indipendente) e Carlo Colombotti (amministratore indipendente) (il Comitato per la Remunerazione e le Nomine ). Il dottor Giuseppe Vimercati possiede una conoscenza ed esperienza in materia contabile e finanziaria e/o in materia di politiche retributive ritenuta adeguata dal Consiglio di Amministrazione al momento della nomina. Composizione e funzionamento del Comitato per la Remunerazione e le Nomine (ex. art. 123-bis, comma 2, lettera d), TUF) Il Comitato per la Remunerazione e le Nomine è costituito da tre membri, la maggioranza dei quali amministratori indipendenti; i lavori del Comitato sono coordinati dal Presidente Naef, amministratore indipendente. Il Comitato per la Remunerazione si è riunito due volte nel corso dell Esercizio, alla presenza di tutti i suoi membri, con una durata media degli incontri di 20 minuti. Il Comitato per le Nomine si è riunito una volta nel corso dell Esercizio, alla presenza di tutti i suoi membri, con una durata dell incontro di 20 minuti. Il Comitato per la Remunerazione e le Nomine si è riunito una volta nel corso dell esercizio in corso, in data 19 marzo Alle riunioni del Comitato non hanno partecipato soggetti che non ne sono membri. Le riunioni del Comitato sono state regolarmente verbalizzate. Funzioni del Comitato per la Remunerazione e le Nomine Il Comitato per la Remunerazione e le Nomine è titolare di funzioni consultive e propositive nei confronti del Consiglio di Amministrazione, in materia di (i) remunerazione degli amministratori esecutivi e degli altri amministratori che ricoprono particolari cariche, nonché sulla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile di tale remunerazione e (ii) dimensione e composizione del Consiglio di Amministrazione. In particolare, il Comitato ha il compito di (i) rivedere almeno una volta all anno la struttura e la composizione del Consiglio di Amministrazione nonché il numero di Amministratori (incluse le relative capacità, conoscenze ed esperienze) e formulare proposte circa la variazione della composizione del Consiglio di Amministrazione, al fine di garantire la piena realizzazione della strategia di Corporate Governance perseguita dalla Società; (ii) identificare le persone aventi le qualifiche e le idoneità a divenire membri del Consiglio di Amministrazione e individuare soggetti da candidare alla carica di amministratore o fare raccomandazioni al Consiglio di Amministrazione in merito alla loro selezione; (iii) formulare proposte al Consiglio di Amministrazione in merito al numero massimo di incarichi di amministratore o sindaco che possa essere considerato compatibile con un efficace svolgimento dell incarico di Amministratore della Società; (iv) formulare proposte al Consiglio di Amministrazione in merito alla valutazione delle fattispecie problematiche, qualora l Assemblea della Società, per far fronte ad esigenze di carattere organizzativo, autorizzi in via generale e preventiva deroghe al divieto di concorrenza di cui all art del Codice Civile; (v) valutare ove necessario l indipendenza degli Amministratori non esecutivi; (vi) formulare proposte al Consiglio di Amministrazione in merito alla nomina o alla rielezione degli Amministratori e alla pianificazione della successione degli Amministratori, in particolare del Presidente e degli Amministratori Delegati; (vii) formulare al consiglio di amministrazione proposte per la remunerazione degli amministratori delegati e degli altri 2728 amministratori che ricoprono particolari cariche, monitorando l applicazione delle decisioni adottate dal consiglio stesso; (viii) formulare pareri e proposte non vincolanti in ordine agli eventuali piani di stockoption e di assegnazione di azioni od altri sistemi di incentivazione basati sulle azioni, suggerendo anche gli obiettivi connessi alla concessione di tali benefici ed i criteri di valutazione per il raggiungimento di tali obiettivi; monitorare l evoluzione e l applicazione nel tempo dei piani eventualmente approvati dall Assemblea dei soci su proposta del Consiglio; (ix) valutare periodicamente l adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione della politica per le remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche, avvalendosi a tale ultimo riguardo delle informazioni fornite dagli organi delegati, formulando al Consiglio di amministrazione raccomandazioni generali in materia; (x) sottoporre all approvazione del Consiglio di amministrazione la Relazione sulla remunerazione, con particolare riferimento alla sezione relativa alla Politica per le remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche, per la sua presentazione all Assemblea degli azionisti convocata per l approvazione del bilancio di esercizio. Non è previsto che il comitato per la Remunerazione e le Nomine proponga al Consiglio candidati alla carica di amministratore nei casi di cooptazione, ove occorra sostituire amministratori indipendenti. La costituzione di tale Comitato garantisce anzitutto la più ampia informazione e trasparenza sui compensi spettanti agli amministratori delegati e all alta dirigenza e sulle rispettive modalità di determinazione, nonché sul procedimento di nomina degli amministratori; il Comitato svolge altresì un utile ruolo consultivo nell individuazione della composizione ottimale del consiglio, indicando le figure professionali la cui presenza possa favorirne un corretto ed efficace funzionamento. Resta tuttavia inteso che, in conformità all art.2389, terzo comma, del codice civile, il Comitato riveste unicamente funzioni propositive, in quanto il potere di determinare la remunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche rimane in ogni caso in capo al Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Collegio Sindacale. Al fine di conformarsi alle disposizioni del Codice di Autodisciplina, la Società ha altresì approvato un Regolamento per il Comitato per la Remunerazione e le Nomine, in forza del quale tale comitato è convocato almeno una volta all anno e, comunque, sempre prima della riunione del Consiglio di Amministrazione chiamato a deliberare sulla remunerazione degli amministratori delegati o investiti di particolari cariche e/o dell alta direzione della Società, nonché su eventuali piani di stock option o di assegnazione di azioni. In conformità al dettato dell articolo 6.C.6 del Codice nessun amministratore prende parte alle riunioni dei membri del comitato nelle quali vengono formulate le proposte relative alla propria remunerazione. In occasione del Consiglio di Amministrazione tenutosi il 24 maggio 2012, il Comitato per la Remunerazione ha sottoposto al Consiglio le proprie proposte per la remunerazione dell amministratore delegato Nunzio Chiolo. Nello svolgimento delle sue funzioni, il Comitato ha avuto la possibilità di accedere alle informazioni ed alle funzioni aziendali necessarie per lo svolgimento dei suoi compiti nonché di avvalersi di consulenti esterni, nei termini stabiliti dal Consiglio di Amministrazione. Al Comitato per la Remunerazione e le Nomine non sono state messe a disposizione risorse finanziarie in quanto lo stesso, per lo svolgimento delle sue funzioni, si avvale dei mezzi e delle strutture aziendali della Società. Per maggiori informazioni in merito alla remunerazione degli organi di amministrazione, controllo e dei principali dirigenti della Società si rinvia alla Relazione sulla Remunerazione pubblicata e predisposta ai sensi degli artt. 123-ter TUF e 84-quater del Regolamento Emittenti. 2829 9. REMUNERAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI Per quanto concerne la remunerazione degli amministratori, l assemblea in data 24 maggio 2012 ha deliberato di attribuire a ciascun membro del Consiglio di Amministrazione un emolumento fisso, per ciascun esercizio di durata del mandato, pari a Euro ,00 annui lordi, oltre al rimborso delle spese sostenute nell esercizio della funzione; il Consiglio di Amministrazione in data 24 maggio 2012 ha inoltre attribuito un compenso in misura fissa all Amministratore Delegato Nunzio Chiolo pari a Euro ,00 lordi per esercizio, oltre al rimborso delle spese sostenute nell esercizio della sua funzione. Nella medesima seduta il Consiglio ha nominato il Consigliere Simona Chiolo Amministratore incaricato di sovrintendere alla funzionalità del sistema di controllo interno e di governo dei rischi e le è stato attribuito un compenso pari ad Euro ,00 lordi per esercizio. In pari data, il dottor Nunzio Chiolo e la dott.ssa Simona Chiolo hanno comunicato alla Società la rinuncia una parte del proprio compenso il primo quale Amministratore Delegato, per un ammontare pari a Euro ,00 e la seconda quale Consigliere, per un ammontare pari a Euro 2.595,00. Alla Data della Relazione, la Società, in considerazione del protrarsi di una situazione complessa e poco definita circa lo scenario economico-finanziario ed il contesto normativo del settore in cui opera l Emittente, ha ritenuto preferibile, come già avvenuto nel corso del precedente esercizio, non correlare la remunerazione degli amministratori esecutivi e dei dirigenti con responsabilità strategiche della Società ai risultati economici conseguiti dalla stessa o ad obiettivi di performance di natura aziendale, né ha previsto piani di incentivazione a base azionaria a favore degli stessi. La remunerazione degli amministratori non esecutivi, parimenti, non è correlata in misura significativa ai risultati economici conseguiti dall Emittente, essendo determinata sulla base della responsabilità e dell impegno profuso nell esercizio del loro mandato, né sono previsti a loro favore piani di incentivazione a base azionaria. Indennità degli amministratori in caso di dimissioni, licenziamento o cessazione del rapporto a seguito di un offerta pubblica di acquisto (ex articolo 123-bis, comma 1 lettera i), TUF) Alla Data della Relazione non sono stati stipulati accordi tra la Società e gli amministratori che prevedano indennità in caso di dimissioni o licenziamento/revoca senza giusta causa o in caso di cessazione dal rapporto di lavoro a seguito di un offerta pubblica d acquisto. Alla Data della Relazione non sono stati assegnati diritti nell ambito di piani di incentivazione basati su strumenti finanziari o per cassa. In relazione al contratto in essere con il Direttore Generale, si segnala che le parti possono recedere dal contratto per i motivi, nelle forme e nel rispetto dei termini di preavviso previsti dalla legge e dal contratto nazionale applicato. In ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro ad iniziativa della Società con diritto al preavviso, tuttavia, la Società potrà sostituire il preavviso dovuto, con il pagamento di un indennità sostitutiva. In questo caso, il rapporto di lavoro terminerà con effetto immediato a seguito del ricevimento della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro. Con riferimento ai dirigenti con responsabilità strategiche la Politica di Remunerazione della Società non prevede accordi tra la Società e questi ultimi che prevedano indennità in caso di dimissioni o licenziamento/revoca senza giusta causa o in caso di cessazione dal rapporto di lavoro a seguito di un offerta pubblica d acquisto. Alla Data della Relazione non ci sono accordi che prevedono l assegnazione o il mantenimento di benefici non monetari a favore dei soggetti che hanno cessato il loro incarico (cd. postretirement perks ) ovvero la stipula di contratti di consulenza per un periodo successivo alla cessazione del rapporto; non sono inoltre presenti accordi che prevedano compensi per impegni di non concorrenza. Per maggiori informazioni in merito alla remunerazione degli organi di amministrazione, controllo e dei principali dirigenti della Società si rinvia alla Relazione sulla Remunerazione pubblicata e predisposta ai sensi degli artt. 123-ter TUF e 84-quater del Regolamento Emittenti. 2930 10. COMITATO CONTROLLO E RISCHI Il sistema di controllo interno è l insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative volte a consentire, attraverso un adeguato processo di identificazione, misurazione, gestione e monitoraggio dei principali rischi, una conduzione dell impresa sana, corretta e coerente con gli obiettivi prefissati. Un efficace sistema di controllo interno contribuisce a garantire la salvaguardia del patrimonio sociale, l efficienza e l efficacia delle operazioni aziendali, l affidabilità dell informazione finanziaria, il rispetto di leggi e regolamenti. Il Consiglio di Amministrazione valuta l adeguatezza del sistema di controllo interno rispetto alle caratteristiche dell impresa e assicura che le proprie valutazioni e decisioni relative al sistema di controllo interno, all approvazione dei bilanci e delle relazioni semestrali ed ai rapporti tra l emittente ed il revisore esterno siano supportate da un adeguata attività istruttoria. Il Consiglio di Amministrazione, in ossequio a quanto sancito dal Principio 7.P.3., lett. A), n. (ii) e 7.P.4. del Codice di Autodisciplina, in data 29 aprile 2009 ha provveduto a costituire un Comitato per il Controllo Interno composto dagli amministratori Massimiliano Naef (amministratore indipendente), Carlo Colombotti (amministratore indipendente) e Giuseppe Vimercati (amministratore non esecutivo). In data 24 maggio 2012 è stato nominato da parte del Consiglio di Amministrazione della Società il Comitato Controllo e Rischi ai sensi del Codice di Autodisciplina come modificato nel dicembre 2011 nelle persone dei Consiglieri Massimiliano Naef e Carlo Colombotti, Amministratori indipendenti e Giuseppe Vimercati, Amministratore non esecutivo. Su proposta del dottor Giuseppe Vimercati, Presidente del Comitato per il Controllo Interno, il dottor Massimiliano Naef è stato nominato Presidente del Comitato Controllo e Rischi in data 7 agosto Il Comitato Controllo e Rischi risulta quindi composto da amministratori non esecutivi, la maggioranza dei quali indipendenti con presidente scelto fra gli indipendenti ai sensi del Principio 7.P.4 del Codice di Autodisciplina. Il dottor Giuseppe Vimercati possiede una comprovata esperienza in materia contabile e finanziaria., ritenuta adeguata al momento della nomina, ai sensi del Principio 7.P.4. del Codice di Autodisciplina. Il Comitato svolge nei confronti del Consiglio di Amministrazione, le funzioni consultive e propositive previste dal Codice di Autodisciplina. Nell ambito delle funzioni consultive e propositive, in particolare deve: a) valutare, unitamente al dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari e sentiti il revisore legale e il collegio sindacale, il corretto utilizzo dei principi contabili e, nel caso di gruppi, la loro omogeneità ai fini della redazione del bilancio consolidato; b) esprimere pareri su specifici aspetti inerenti alla identificazione dei principali rischi aziendali; c) esaminare le relazioni periodiche, aventi per oggetto la valutazione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, e quelle di particolare rilevanza predisposte dalla funzione internal audit; d) monitorare l autonomia, l adeguatezza, l efficacia e l efficienza della funzione di internal audit; e) può chiedere alla funzione di internal audit lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative, dandone contestuale comunicazione al presidente del collegio sindacale; Il Comitato può emettere un parere al Consiglio di Amministrazione in relazione a: a) definizione delle linee di indirizzo del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, in modo che i principali rischi afferenti all emittente e alle sue controllate risultino correttamente identificati, nonché adeguatamente misurati, gestiti e monitorati, determinando inoltre il grado di compatibilità di tali rischi con una gestione dell impresa coerente con gli obiettivi strategici individuati; b) valutazione, con cadenza almeno annuale, dell adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi rispetto alle caratteristiche dell impresa e al profilo di rischio assunto, nonché la sua efficacia; 3031 c) approvazione, con cadenza almeno annuale, del piano di lavoro predisposto dal responsabile della funzione di internal audit, sentiti il collegio sindacale e l amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi; d) descrizione, nella relazione sul governo societario, delle principali caratteristiche del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, esprimendo la propria valutazione sull adeguatezza dello stesso; e) valutazione, sentito il collegio sindacale, dei risultati esposti dal revisore legale nella eventuale lettera di suggerimenti e nella relazione sulle questioni fondamentali emerse in sede di revisione legale; f) nomina e revoca del responsabile della funzione di internal audit; g) adeguatezza delle risorse impiegate dal responsabile della funzione di internal audit ai fini dell espletamento delle proprie responsabilità; h) definizione di una remunerazione del responsabile della funzione di internal audit coerente con le politiche aziendali. Il Comitato Controllo e Rischi ha inoltre poteri consultivi in materia di operazioni con parti correlate, secondo le modalità e i termini stabiliti dalla Procedura Parti Correlate della Società. Il Comitato Controllo e Rischi svolge il proprio compito in modo del tutto autonomo e indipendente sia nei riguardi degli amministratori delegati, per quanto riguarda le tematiche di salvaguardia dell'integrità aziendale, sia della società di revisione, per quanto concerne la valutazione dei risultati da essa esposti nella relazione e nella lettera di suggerimenti. La Società, in data 11 settembre 2006, ha approvato un regolamento per il funzionamento del Comitato, modificato in data 7 agosto 2012 al fine di recepire gli aggiornamenti previsti dal Codice di Autodisciplina come modificato nel dicembre In forza di tale regolamento il Comitato riferisce al Consiglio di Amministrazione, almeno semestralmente, in occasione dell approvazione della relazione finanziaria annuale e semestrale. Nel corso dell esercizio 2012, il Comitato Controllo e Rischi si è riunito 5 volte, regolarmente verbalizzate, con la partecipazione del Dott. Massimilano Naef, Presidente del Comitato Controllo e rischi dal 24 maggio 2012 e di Giuseppe Vimercati a ciascun incontro, di Carlo Colombotti in audioconferenza a 2 sedute, e con una durata media degli incontri di circa 90 minuti a seduta. Ai lavori del Comitato Controllo e Rischi ha partecipato il Presidente del Collegio Sindacale o altro Sindaco da lui designato a partire dall incontro tenutosi in data 8 maggio 2012, ai sensi del Criterio applicativo 7.C.3. In dettaglio: - la riunione del 24 gennaio 2012 ha visto la partecipazione, su invito del Comitato, del dottor Giuseppe Vigorelli, amministratore esecutivo incaricato del sistema di controllo interno, del dottor Mauro Pontillo, Responsabile Antiriciclaggio e del dottor Fabrizio Cascio, addetto ai controlli interni, e ai fini della valutazione dei principi contabili adottati per la redazione del bilancio, del dottor Claudio Forte, dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari. In tale seduta il Comitato ha inoltre verificato la conformità alle disposizioni della Procedura per Operazioni con Parti Correlate. - alla riunione dell 8 maggio 2012, hanno partecipato, su invito del Comitato e al fine di valutare, l adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi rispetto alle caratteristiche dell impresa e al profilo di rischio assunto, nonché la sua efficacia, il dottor Antonello Allocco, Sindaco effettivo, il dottor Luigi Strollo, in rappresentanza della società di revisione Mazars S.p.A., il dottor Giovanni Battista Palmisano, Presidente dell Organismo di Vigilanza, l Avv. Vincenzo Patti, membro dell Organismo di Vigilanza, il dottor Fabrizio Cascio, Risk Controller e il dottor Claudio Forte, dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, con cui il Comitato ha inoltre verificato il corretto utilizzo dei principi contabili adottati per la redazione della relazione trimestrale e la conformità alle disposizioni della Procedura Parti Correlate. 3132 - alla riunione del 7 agosto 2012, hanno partecipato, su invito del Comitato il dottor Renato Bogoni, Presidente del Collegio Sindacale, il dottor Mauro Pontillo, Consigliere di Amministrazione e Rosanna Franzè, addetta alla Segreteria Societaria. Nel corso di tale incontro il Comitato ha predisposto l aggiornamento del regolamento del Comitato stesso da sottoporre all approvazione del Consiglio di Amministrazione della Società. - alla riunione del 2 ottobre 2012, hanno partecipato, su invito del Comitato il dottor Renato Bogoni, Presidente del Collegio Sindacale, il dottor Eros De March, Sindaco effettivo, il dottor Fabrizio Cascio, Risk Controller, e al fine di esaminare la relazione periodica, aventi per oggetto la valutazione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, della funzione di internal audit, la dottoressa Alessandra Barlini, in rappresentanza della Società Operari S.r.l., incaricata di svolgere tale ruolo. - la riunione del 13 novembre 2012, ha visto la partecipazione, su invito del Comitato del dottor Eros De March, Sindaco effettivo, della dottoressa Simona Chiolo, amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e del dottor Fabrizio Cascio, Risk Controller. Al fine di valutare la nomina del responsabile della funzione di internal audit è stato invitato sul singolo punto all ordine del giorno il Dottor Vittorio Gennaro, Manager della funzione di Internal Audit, mentre unitamente al dottor Claudio Forte, dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, il Comitato ha valutato i principi contabili adottati nella predisposizione del resoconto intermedio di gestione al 30 settembre 2012 e la conformità alle disposizioni della Procedura Parti Correlate. Nel corso dell esercizio 2012 il Comitato Controllo e Rischi ha potuto accedere a tutte le informazioni e funzioni aziendali necessarie ai fini dell assolvimento dei propri compiti e le sue riunioni sono state regolarmente verbalizzate. Non sono state destinate risorse finanziarie al Comitato Controllo e Rischi in quanto lo stesso, per lo svolgimento delle proprie funzioni, si avvale dei mezzi e delle strutture aziendali della Società. Il Comitato, nell esercizio in corso, si è riunito una volta, in data 19 febbraio 2013, con la partecipazione del dottor Giuseppe Vimercati, del dottor Massimiliano Naef, dell Avv. Carlo Colombotti in audio conferenza, del dottor Vittorio Ferreri, Sindaco effettivo e del dottor Fabrizio Cascio, Risk Controller, nonché, su invito del Comitato, del dottor Mauro Pontillo, Consigliere di Amministrazione, al fine di monitorare la conformità alle disposizioni della Procedura per Operazioni con Parti Correlate, e del dottor Claudio Forte, dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari con cui il Comitato ha verificato il corretto utilizzo dei principi contabili e la loro omogeneità ai fini della redazione del bilancio consolidato. Il calendario degli incontri per l anno 2013 è stato fissato in ulteriori n. 4 incontri, da tenersi in data 19 marzo 2013, 14 maggio 2013, 1 agosto 2013, 12 novembre33 11. SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E DI GESTIONE DEI RISCHI Conafi Prestitò si adopera costantemente al fine di allinearsi con i principali modelli di riferimento e con le best practices di disegno ed implementazione di sistemi di controllo interno, a conferma dell attenzione che la Società pone alla gestione del rischio ed all accuratezza dell informativa finanziaria. Tale impegno è reso ancor più necessario al fine di affrontare con efficacia i continui mutamenti a livello macroeconomico e le difficoltà derivanti dalla persistente crisi mondiale. Il Sistema dei Controlli Interni della Società è composto dall insieme delle procedure organizzative e operative e dai presidi di controllo posti in essere dai diversi attori aziendali. Nello specifico, i controlli di linea e di I livello sono presidiati dai process owner di ciascuna Area/funzione operativa, i controlli di II livello vengono attualmente svolti dalla funzione Risk Control e dalla funzione Antiriciclaggio e i controlli di III livello sono in capo alla funzione di Internal Audit (allo stato esternalizzata ad una società specializzata nel campo). La Società segue inoltre la normativa comunitaria in materia di adeguatezza patrimoniale che prevede, nell ambito del secondo pilastro, un processo di autovalutazione dell adeguatezza patrimoniale meglio conosciuto come Processo ICAAP (Internal Capital Adequacy Assessment Process). Nell ambito del Processo ICAAP la Società esegue inoltre il processo di rilevazione e valutazione dei rischi operativi, che si basa sul coinvolgimento del management e dei process owner, attraverso un analisi dettagliata delle attività, al fine di mappare i rischi aziendali, valutandoli e attuando un adeguata politica di gestione del rischio che si fondi sulle linee di indirizzo definite dal Consiglio di Amministrazione (Policies di gestione del rischio). I rischi individuati vengono quindi analizzati ed ordinati in considerazione degli obiettivi della Società ed in relazione alla combinazione di probabilità e impatto potenziale dei rischi stessi. La fase di monitoraggio completa il processo di gestione del rischio, valorizzando le azioni volte alla prevenzione o attenuazione degli effetti dei rischi identificati. Restano escluse dalla rilevazione ICAAP le entità controllate da Conafi Prestitò S.p.A., atteso che ai sensi delle vigenti disposizioni di vigilanza prudenziale applicabili agli intermediari finanziari iscritti nell Elenco Speciale ex art. 107 del TUB, non è contemplata l ipotesi di un gruppo di intermediari finanziari. Particolare attenzione occorre dedicare alla gestione dei rischi in relazione all informativa finanziaria, che va quindi vista come parte integrante del sistema di gestione dei rischi operante in azienda. Le azioni volte alla gestione dei rischi connessi al processo di informativa finanziaria hanno trovato una più puntuale organizzazione e programmazione a seguito dell entrata in vigore delle Legge n. 262 del 28 dicembre 2005, contenente Disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari e dai successivi decreti correttivi, emanati dal legislatore con la finalità di aumentare la trasparenza dell informativa societaria e di rafforzare il sistema dei controlli interni degli emittenti quotati. Si riporta di seguito una descrizione delle principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria, ossia quel processo che supporta la predisposizione e la diffusione al pubblico del Financial Reporting. Tale sistema di gestione dei rischi è strutturato per garantire un informativa finanziaria attendibile, accurata, affidabile e tempestiva. Principali caratteristiche del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria. Il Gruppo Conafi Prestitò, per opera del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ha posto in essere un sistema di procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e consolidato e delle relazioni finanziarie periodiche. 3334 Fasi del sistema di gestione dei rischi di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria La Società ha sviluppato un Sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione all informativa finanziaria, con la finalità di garantire l attendibilità, l accuratezza, l affidabilità e la tempestività dell informativa stessa. Dal punto di vista metodologico il sistema di gestione dei rischi non deve essere considerato separatamente dal sistema di controllo interno, poiché le attività di controllo interno sono in tal senso una risposta concreta alla gestione del rischio. Il modello di riferimento adottato è, secondo le migliori best practices internazionali, il c.d. COSO Report10; sono state inoltre considerate le indicazioni contenute nelle disposizioni di legge e regolamentari in materia, in particolare con riferimento alle prescrizioni previste dall art. 154-bis del TUF che ha istituito la figura del Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari. Il Sistema di gestione dei rischi e di controllo interno in relazione all informativa finanziaria della Società si colloca in un ambiente di controllo più ampio, che non si limita alla considerazione del dominio relativo all informativa finanziaria, ma considera altresì il dominio dell efficacia e dell efficienza dei processi operativi e quello relativo alla conformità alla legge e alle normative. Le fasi del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria sono coerenti con quanto previsto dall Allegato 1 al Format per la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari e precisamente: Identificazione dei rischi sull informativa finanziaria: in questa fase la Società delinea i criteri di identificazione sia del perimetro delle entità e dei processi rilevanti in termini di potenziale impatto sull informativa finanziaria, sia dei rischi conseguenti all eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi di controllo (es. asserzioni di bilancio e altri obiettivi collegati all informativa finanziaria). La fase è attivata dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari attraverso una metodologia che prevede l identificazione delle entità/società da includere nel perimetro delle attività, sulla base di tre criteri di selezione e l identificazione delle voci di bilancio delle entità/società selezionate nel perimetro delle attività, in base a soglie di materialità definite. Valutazione dei rischi sull informativa finanziaria: in questa fase la Società riporta i principali criteri seguiti nella valutazione dei rischi a livello inerente sull informativa finanziaria precedentemente identificati. La fase è attivata dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari sulla base di un approccio risk based che prevede la valutazione del rischio inerente, cioè del potenziale errore che potrebbe generarsi in assenza di controllo per ogni voce di bilancio rispetto a ciascuna asserzione, con riferimento ai saldi di bilancio consolidato e civilistici alla data dell ultima attestazione di tutte le società in scoping. Identificazione dei controlli a fronte dei rischi individuati: in questa fase la Società riporta le principali informazioni circa il sistema di controllo sull informativa finanziaria in concreto implementato e le caratteristiche essenziali dei controlli individuati, volti a mitigare i rischi sull informativa finanziaria. La fase è attivata dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari con l obiettivo di confermare l adeguata descrizione delle attività di controllo nel caso di modifiche nell operatività e per tenere conto delle azioni migliorative effettivamente implementate. La descrizione del sistema di controllo interno viene pertanto emendata con indicazione delle nuove o modificate modalità operative. Valutazione dei controlli a fronte dei rischi individuati: in questa Fase la Società descrive le principali caratteristiche del proprio processo di monitoraggio, ovvero le modalità secondo le quali risultano periodicamente valutati (sia in termini di disegno che in termini di operatività ) i controlli istituiti a fronte dei rischi individuati. La fase è attivata dal Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari e consiste nell analisi dell adeguatezza del disegno del controllo, ossia nell idoneità del controllo a mitigare ad un livello accettabile il possibile rischio di mancato raggiungimento dell obiettivo di controllo per il quale è stato disegnato. La valutazione dei controlli è effettuata per il tramite di una serie di fattori di adeguatezza a cui viene attribuito un punteggio. 3435 Ruoli e funzioni coinvolte La condivisione e l integrazione fra le informazioni che si generano nei diversi ambiti è assicurata da un flusso informativo costante. Il sistema di gestione dei rischi relativi all informativa finanziaria è presidiato da diversi organi/funzioni aziendali che operano con ruoli e responsabilità diversi e definiti, come di seguito descritto. - Consiglio di Amministrazione: ha nominato il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, ha emanato le linee di indirizzo del controllo interno e viene periodicamente aggiornato dal Comitato Controllo e Rischi sulle attività da esso effettuate. - Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari: svolge un attività di continua implementazione e manutenzione evolutiva del sistema di gestione dei rischi di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria verificando trimestralmente lo stato delle attività. e definendoeventuali azioni necessarie. - Responsabile Amministrazione Finanza e Controllo delle società la cui amministrazione viene gestita esternamente alla sede di Conafi, ai quali è delegata la responsabilità operativa e qualitativa dell informativa finanziaria. In occasione dell invio dei dati per la redazione del bilancio consolidato annuale, questi ultimi inviano alla Società apposita lettera di attestazione che confermi la corrispondenza dei dati inviati con le scritture e le risultanze contabili, la loro completezza, accuratezza e corrispondenza agli standard contabili di riferimento, l aderenza e il rispetto di tutte le normative. Alla Data della Relazione il Consiglio di Amministrazione ha ritenuto adeguato ed efficace il sistema di controllo interno Amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi In data 24 maggio 2012 il Consiglio di Amministrazione ha individuato la dottoressa Simona Chiolo quale amministratore incaricato dell istituzione e del mantenimento del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi ai sensi del Principio 7.P.3., lett. a), n. (i). L Amministratore esecutivo incaricato del sistema di controllo interno: - ha curato l identificazione dei principali rischi aziendali tenendo conto delle caratteristiche delle attività svolte da Conafi e dalle sue controllate, collaborando alla stesura del Piano di Audit Il Piano di Audit è stato sottoposto all esame ed approvazione del Consiglio di Amministrazione; - ha dato esecuzione alle linee di indirizzo definite dal Consiglio, curando la progettazione, realizzazione e gestione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi e verificandone costantemente l adeguatezza e l efficacia ai sensi del Criterio applicativo 7.C.4., lett. b) attraverso l esame dei report di controllo di II livello predisposti dalla funzione Risk Control, degli audit report e delle relazioni periodiche predisposte dalla funzione di Internal Audit; - si è occupato dell adattamento del sistema dei controlli alla dinamica delle condizioni operative e del panorama legislativo e regolamentare ai sensi del Criterio applicativo 7.C.4., lett. c); - ha il potere di chiedere alla funzione di internal audit lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative e sul rispetto delle regole e procedure interne nell esecuzione di operazioni aziendali, dandone contestuale comunicazione al Presidente del Consiglio, al Presidente del Comitato Controllo e Rischi e al Presidente del Collegio Sindacale (Criterio applicativo 7.C.4., lett. d), - non ha riferito al Comitato Controllo e Rischi (o al Consiglio di Amministrazione) in merito a problematiche e criticità emerse nello svolgimento della propria attività ai sensi del Criterio applicativo 7.C.4., lett. e) oltre a quelle già segnalate dalle altre funzioni e organi di controllo nella loro informativa al Consiglio di Amministrazione. 3536 11.2 Responsabile della funzione di Internal Audit In data 13 novembre 2012 il Consiglio di Amministrazione ha nominato il dottor Vittorio Gennaro, Amministratore Delegato della Operari s.r.l.,, società che gestisce in outsourcing le attività della funzione di Internal Audit,nel ruolo di Responsabile della funzione di internal auditing, incaricato di verificare che il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi sia funzionante e adeguato ai sensi del Principio 7.P.3., lett. b). La nomina è avvenuta su proposta dell amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, previo parere favorevole del Comitato Controllo e Rischi e sentito il Collegio Sindacale ai sensi del Criterio applicativo 7.C.1., seconda parte. Su proposta dell amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, previo parere favorevole del Comitato Controllo e Rischi e sentito il Collegio Sindacale, ha definito la remunerazione del responsabile della funzione di Internal Audit coerentemente con le politiche aziendali e ha assicurato che lo stesso sia dotato delle risorse adeguate all espletamento delle proprie responsabilità ai sensi del Criterio applicativo 7.C.1., seconda parte. La suddetta remunerazione è inclusa nel complessivo compenso previsto nel contratto con la società che gestisce in outsourcing le attività della funzione di Internal Audit, sebbene l attuale contratto stipulato nel 2011 non prevedesse esplicitamente tale nomina ai sensi del Codice di Autodisciplina; in occasione del rinnovo contrattuale in ipotesi di mantenimento della soluzione organizzativa in outsourcing la componente di impegno e di remunerazione per il ruolo di responsabile della funzione di Internal Audit sarà rappresentanta logicamente in maniera distinta. Il responsabile della funzione di Internal Audit non è responsabile di alcuna area operativa e dipende gerarchicamente dal Consiglio ai sensi del Criterio applicativo 7.C.5., lett. b). Il responsabile della funzione di Internal Audit verifica, sia in via continuativa sia in relazione a specifiche necessità e nel rispetto degli standard internazionali, l operatività e l idoneità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, attraverso un piano di audit, approvato dal Consiglio di Amministrazione, basato su un processo strutturato di analisi e prioritizzazione dei principali rischi ai sensi del Criterio applicativo 7.C.5., lett. a); ha avuto accesso diretto a tutte le informazioni utili per lo svolgimento dell incarico ai sensi del Criterio applicativo 7.C.5., lett. c); ha predisposto relazioni periodiche sulle attività svolte e sulle principali proposte migliorative del sistema di controllo internoe le ha trasmesse ai presidenti del Collegio Sindacale, del Comitato Controllo e Rischi e del Consiglio di Amministrazione nonché all amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi ai sensi del Criterio applicativo 7.C.5., lett. f); non ha predisposto relazioni su eventi di particolare rilevanza ai sensi del Criterio applicativo 7.C.5., lett. e) in quanto non necessarie; a partire dal primo piano di audit successivo alla nomina di cui sopra, le relazioni periodiche saranno coerenti con il Criterio applicativo 7.C.5., lett. d) e pertanto conterranno adeguate informazioni sulla propria attività, sulle modalità con cui viene condotta la gestione dei rischi nonché sul rispetto dei piani definiti per il loro contenimento, oltre che una valutazione sull idoneità del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. Ha inoltre verificato nell ambito del piano di audit, l affidabilità dei sistemi informativi inclusi i sistemi di rilevazione contabile ai sensi del Criterio applicativo 7.C.5., lett. g). Come più sopra anticipato, le attività della funzione di internal audit sono gestite in outsourcing da Operari S.r.l. società indipendente da Conafi prestitò S.p.A. e dotata di adeguati requisiti di professionalità, indipendenza e organizzazione, ritenendo che tale attività dovesse essere svolta da un soggetto dotato di specifiche caratteristiche professionali, di indipendenza e di organizzazione ai sensi del Criterio applicativo 7.C.6.. La Società ha inteso, attraverso tale scelta organizzativa, garantire adeguato presidio al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, nonché competenze professionali di volta in volta adeguate alle esigenze dello specifico incarico di audit; in termini di efficienza, tale variegata esigenza di competenze professionali non avrebbe potuto essere soddisfatta da una soluzione organizzativa internalizzata. Operari S.r.l. non ha legami societari con il Gruppo Conafi. Il budget a disposizione per lo svolgimento delle attività di Internal Audit per l anno 2012 ammonta a ,00; tale budget è coerente con il contratto di outsourcing in vigore con la società Operari S.r.l.. Con riferimento all anno 2012, nel periodo che è intercorso dalla precedente Relazione, la funzione di Internal Audit ha effettuato le seguenti attività: - predisposizione del piano di audit 2012 sottoposto all approvazione del Consiglio di Amministrazione in data 08 maggio 2012; 3637 - pianificazione delle attività di verifica, in preparazione a ciascun incarico, anche attraverso tecniche di walk-through testing e raccolta di informazioni aggiornate sui controlli descritti e mappati in ogni procedura operativa, limitatamente alle unità oggetto di audit; - predisposizione delle relative procedure di verifica per ciascuna delle unità auditate compresi gli incarichi di follow up delle raccomandazioni emesse negli audit report precedenti; - esecuzione per ogni incarico di audit del le attività di verifica così come previste nel Piano di Audit approvato; - emissione di sei audit report relativi al secondo e terzo incarico di audit; - emissione di due relazioni periodiche sulle attività svolte. Con riferimento al Piano di Audit approvato dal Consiglio di Amministrazione, si è rilevato il sostanziale rispetto delle date di svolgimento degli incarichi previsti Modello organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 In data 24 maggio 2012, il Consiglio di Amministrazione, sentito il parere favorevole del Collegio Sindacale, dopo aver verificato il possesso dei necessari requisiti richiesti dalla legge, ha scelto di non attribuire le funzioni di Organismo di Vigilanza al Collegio Sindacale ed ha nominato membri dell Organismo di Vigilanza il dottor Giuseppe Vimercati, l avvocato Vincenzo Patti ed il dottor Giovanni Battista Palmisano. In data 13 novembre 2012 ha approvato un nuovo modello di organizzazione, gestione e controllo previsto ex Decreto 231 (disponibile sul sito internet della Società al seguente indirizzo: pdf Il Modello è costituito da una "Parte Generale", contenente l'insieme delle regole e dei principi generali dettati dallo stesso e da più "Parti Speciali", predisposte per alcune categorie di reato contemplate nel D. Lgs. 231/2001 e ipotizzabili in relazione all'attività svolta dalla Società, ossia: - "Parte Speciale A Reati contro la Pubblica Amministrazione ed il Patrimonio e contro l amministrazione della giustizia"; - "Parte Speciale B Reati Societari"; - "Parte Speciale C Reati finanziari"; - "Parte Speciale D Reati di omicidio colposo e di lesioni gravi e gravissime commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro"; - "Parte Speciale E Reati informatici"; - Parte Speciale F Reati contro il diritto d autore ; - Parte Speciale G Reati di riciclaggio, ricettazione e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita ; - Parte Speciale H Reati contro la fede pubblica ; - Parte Speciale I Reati di impiego di manodopera clandestina. Dall analisi volta alla identificazione delle attività sensibili e dalle risposte fornite in sede di analisi, è emerso che il rischio relativo alla commissione dei reati contro la personalità individuale e la vita e l incolumità individuale, dei reati transnazionali, dei reati di terrorismo, dei reati di criminalità organizzata, dei reati contro l industria e il commercio e dei reati ambientali, appare solo astrattamente e non concretamente ipotizzabile Società di revisione La società Mazars S.p.A., con sede legale in Milano, Corso di Porta Vigentina n. 35, è incaricata della revisione legale del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato della Società, nonché della revisione limitata delle relazioni semestrali, delle verifiche contabili periodiche su base trimestrale e della regolare tenuta della contabilità. Tale incarico è stato conferito per gli esercizi dall Assemblea dei soci tenutasi in data 22 maggio 2007, ai sensi dell art. 159 del TUF. 3738 Ai sensi dell art. 25 dello Statuto il Consiglio di Amministrazione, sentito il Collegio Sindacale, ha nominato quale dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari il Responsabile dell Area Amministrazione Finanza e Controllo della Conafi Prestitò S.p.A., dottor Claudio Forte, al quale ha conferito adeguati poteri e mezzi per l esercizio dei compiti attribuitigli dalle disposizioni legislative e regolamentari di volta in volta vigenti Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari Il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari svolge le funzioni previste dall art bis del TUF. Al dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari si applicano le disposizioni che regolano la responsabilità degli amministratori in relazione ai compiti loro affidati, salve le azioni esercitabili in base al rapporto di lavoro con la Società. L art. 25 dello Statuto è stato oggetto di modifica durante l Assemblea del 22 maggio 2007 al fine di adeguarlo alle nuove disposizioni di legge modificative del TUF. A tal proposito, infatti, il nuovo art. 25 dello Statuto prevede espressamente che il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari sia in possesso dei requisiti di professionalità con particolare riferimento a specifiche competenze in materia di amministrazione, finanza e controllo. Il preposto alla redazione dei documenti contabili societari si avvale, per lo svolgimento delle sue funzioni, dei mezzi, delle strutture aziendali e delle risorse finanziarie della Società Risk Controller Il Consiglio di Amministrazione di Conafi ha conferito al dottor Fabrizio Cascio il ruolo di Risk Controller in data 28 gennaio 2010 attraverso l approvazione della relativa Job Description, con il compito di eseguire i controlli di II livello e supportare la Società nella diffusione interna di una cultura del controllo. Il Risk Controller non dispone di un budget di spesa, è affiancato da una risorsa part time e relaziona semestralmente al Consiglio di Amministrazione Coordinamento tra i soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi Conafi ha previsto modalità di coordinamento tra i vari soggetti coinvolti nel sistema di controllo interno e di gestione dei rischi (Consiglio di Amministrazione, amministratore incaricato del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, comitato controllo e rischi, responsabile della funzione di internal audit, dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, collegio sindacale e altri ruoli e funzioni aziendali con specifici compiti in tema di controllo interno e gestione dei rischi) attraverso la pianificazione di periodiche riunioni del Comitato Controllo e Rischi a cui sono invitati gli esponenti delle funzioni aziendali di controllo e degli organismi di controllo della Società. Nel corso di tali incontri ciascun esponente presenta una sintetica relazione delle attività svolte ai fini del confronto con i presenti. Nel corso dell anno 2013 nell ambito del calendario del Comitato Controllo e Rischi sono previsti n.2 incontri (rispettivamente in data 14 maggio 2013 e 12 novembre 2013) da svolgersi secondo le predette modalità. 3839 12. INTERESSI DEGLI AMMINISTRATORI E OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE La Procedura Parti Correlate è stata approvata dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 15 novembre 2010 e modificata il 22 febbraio 2012, previo parere favorevole espresso all unanimità dal comitato per le parti correlate (identificato dalla Procedura con il Comitato Controllo e Rischi istituito ai sensi del principio 7.P.1 del Codice di Autodisciplina), ai sensi dell art bis del codice civile e dell art. 4, commi 1 e 3, del Regolamento Parti Correlate. La Procedura Parti Correlate, disponibile sul sito internet della Società (www.conafi.it), ha lo scopo di definire le regole, le modalità e i principi volti ad assicurare la trasparenza e la correttezza sostanziale e procedurale delle operazioni con parti correlate poste in essere dalla Società, direttamente o per il tramite di società controllate. Operazioni con parti correlate istruttoria ed approvazione In tale Procedura Parti Correlate, il Consiglio di Amministrazione non ha stabilito criteri generali per individuare le operazioni che abbiano un significativo rilievo strategico, economico, patrimoniale o finanziario per l Emittente stesso, ritenendo preferibile effettuare tale valutazione di volta in volta sulla base delle informazioni ricevute dagli amministratori esecutivi. Tuttavia si segnala che ove tali operazioni abbiano un significativo rilievo strategico, economico, patrimoniale o finanziario per l Emittente le stesse vengono usualmente esaminate e sottoposte all approvazione del Consiglio di Amministrazione. Ai sensi dell art. 4, comma 2, del Regolamento Parti Correlate, la Società ha valutato di non estendere l applicazione della Procedura Parti Correlate nei confronti di soggetti diversi dalle Parti Correlate identificate nell Allegato 1 del regolamento stesso. In quanto società di minori dimensioni ai sensi dell articolo 3, comma 1, lettera f), del Regolamento Parti Correlate, la Società si avvale, in conformità dell articolo 10 del Regolamento Parti Correlate, della facoltà di applicare alle operazioni con parti correlate di maggiore rilevanza la procedura stabilita per le operazioni con parti correlate di minore rilevanza di seguito illustrata e contenuta all articolo 5 della Procedura Parti Correlate. Il Consiglio di Amministrazione della Società ovvero l organo delegato competente approva le operazioni con parti correlate, previo parere motivato non vincolante del comitato per le operazioni con parti correlate (il Comitato Controllo e Rischi, quando si riunisce ai fini della Procedura Parti Correlate) sull interesse della Società al compimento dell operazione nonché sulla convenienza e sulla correttezza sostanziale delle relative condizioni. Al fine di consentire al Comitato per le operazioni con parti correlate di rilasciare un parere motivato in materia: (i) la funzione responsabile deve fornire con congruo anticipo alla direzione informazioni complete e adeguate in merito all operazione con parti correlate. In particolare, tali informazioni dovranno riguardare la natura della correlazione, i principali termini e condizioni dell operazione, la tempistica, le motivazioni sottostanti l operazione nonché gli eventuali rischi per la società e le sue controllate. la direzione provvede a trasmettere tali informazioni al Comitato per le Operazioni con Parti Correlate; e (ii) qualora il Comitato Parti Correlate lo ritenga necessario od opportuno può avvalersi della consulenza di uno o più esperti indipendenti di propria scelta. Nella scelta degli esperti si ricorre a soggetti di riconosciuta professionalità e competenza sulle materie di interesse, di cui è valutata l indipendenza e l assenza di conflitti di interesse. Il Comitato Parti Correlate deve rilasciare in tempo utile per l approvazione dell operazione con parti correlate il proprio parere e deve fornire tempestivamente all organo competente a decidere l approvazione dell operazione con parti correlate un adeguata informativa in merito all istruttoria condotta sull operazione da approvare. Tale informativa deve riguardare almeno la natura della correlazione, i termini e le condizioni dell operazione, la tempistica, il procedimento valutativo seguito e le motivazioni sottostanti l operazione nonché gli eventuali rischi per la Società e le sue controllate. Il Comitato Parti Correlate deve inoltre trasmettere all organo competente a decidere l operazione anche gli altri eventuali pareri rilasciati in relazione all operazione. Nel caso in cui l operazione sia di competenza del Consiglio di Amministrazione, i verbali delle deliberazioni di approvazione devono recare adeguata motivazione in merito all interesse della Società 3940 al compimento dell operazione nonché alla convenienza e alla correttezza sostanziale delle relative condizioni. In relazione alle operazioni con parti correlate di competenza dell Assemblea o che dovessero essere da questa autorizzate ai sensi dell articolo 2364, comma 1, n. 5, del codice civile, per la fase delle trattative, la fase istruttoria e la fase di approvazione della proposta di deliberazione da sottoporre all Assemblea, trovano applicazione le disposizioni di cui all articolo 5 della Procedura Parti Correlate sopra riportate. Qualora il Consiglio di Amministrazione intenda sottoporre all Assemblea l operazione di maggiore rilevanza malgrado il parere contrario o comunque senza tener conto dei rilievi formulati dal Comitato Parti Correlate, l operazione non può essere compiuta qualora la maggioranza dei soci non correlati votanti esprima voto contrario all operazione, a condizione però che i soci non correlati presenti in Assemblea rappresentino almeno il 10% del capitale sociale con diritto di voto. Successivamente alla decisione dell organo competente in ordine all operazione, la direzione comunica senza indugio l esito di tale deliberazione alla funzione responsabile e al Comitato Parti Correlate. Per quanto riguarda le Operazioni con Parti Correlate, si segnala che: - in data 8 maggio 2012 sono state poste all attenzione del Consiglio di Amministrazione le operazioni con parti correlate relative ai mesi di marzo e aprile 2012; - in data 7 agosto 2012 sono state poste all attenzione del Consiglio di Amministrazione le operazioni con parti correlate relative ai mesi di maggio, giugno e luglio 2012; - in data 13 novembre 2012 sono state poste all attenzione del Consiglio di Amministrazione le operazioni con parti correlate relative ai mesi di agosto, settembre e ottobre 2012; e - in data 19 febbraio 2013 sono state poste all attenzione del Consiglio di Amministrazione le operazioni con parti correlate relative ai mesi di novembre e dicembre 2012, nonché le operazioni con parti correlate relative al mese di gennaio Operazioni con parti correlate compiute per il tramite di società controllate Le operazioni con parti correlate compiute per il tramite di società controllate ove ricorrano le condizioni previste dalla Procedura Parti Correlate, devono essere sottoposte al previo parere non vincolante del Comitato Parti Correlate, il quale rilascia il proprio parere in tempo utile al fine di consentire all organo competente di autorizzare o esaminare o valutare l operazione. Operazioni con parti correlate esclusioni ed esenzioni Fermi restando i casi di esclusione previsti dall articolo 13, commi 1 e 4, del Regolamento Parti Correlate, la Procedura Parti Correlate non si applica altresì alle: (a) operazioni relative ai piani di compensi basati su strumenti finanziari approvati dall Assemblea ai sensi dell art. 114-bis del TUF e le relative operazioni esecutive; (b) deliberazioni in materia di remunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche, diverse da quelle di cui all art. 13, comma 1, del Regolamento Parti Correlate, nonché degli altri dirigenti con responsabilità strategiche, a condizione che siano osservati i requisiti di cui all art. 13 del Regolamento Parti Correlate; (c) operazioni di importo esiguo (operazioni di importo non superiore a Euro ); (d) operazioni ordinarie concluse a condizioni equivalenti a quelle di mercato o standard (i.e. a condizioni analoghe a quelle usualmente praticate nei confronti di parti non correlate per operazioni di corrispondente natura, entità e rischio, ovvero basate su tariffe regolamentate o su prezzi imposti, ovvero praticate a soggetti con cui la società sia obbligata per legge a contrarre a un determinato corrispettivo) di cui all articolo 13, comma 3, lettera c, del Regolamento Parti Correlate nei limiti ivi previsti; 4041 (e) operazioni urgenti di cui all articolo 13, comma 6, del Regolamento Parti Correlate nei limiti e nei modi ivi previsti; e (f) operazioni con o tra società controllate, anche congiuntamente, dalla Società nonché alle operazioni con società collegate alla Società, qualora nelle società controllate o collegate controparti dell operazione, non vi siano interessi significativi di altre parti correlate della Società; fermi restando gli obblighi di informativa applicabili di cui all articolo 11.5 della Procedura Parti Correlate. Dette ipotesi di esenzione trovano applicazione, mutatis mutandis, anche alle operazioni compiute per il tramite di società controllate. Per quanto concerne specificamente l esenzione per le operazioni ordinarie, al fine della valutazione del carattere ordinario dell operazione rileverà l attività svolta dalla società controllata, eccetto laddove la società controllata sia una società veicolo costituita allo scopo di compiere tale operazione, nel qual caso la verifica dell ordinarietà deve essere compiuta anche con riguardo ad almeno una tra le attività svolte dal Gruppo. 4142 13. NOMINA DEI SINDACI L art. 20 dello Statuto stabilisce che il Collegio Sindacale sia composto da 3 sindaci effettivi e 2 sindaci supplenti, nominati a norma di legge. I sindaci restano in carica 3 esercizi e sono rieleggibili. L'elezione dei membri effettivi e supplenti del Collegio Sindacale avviene mediante la procedura del voto di lista. Non possono essere eletti sindaci e, se eletti, decadono dalla carica, coloro che si trovano nelle situazioni impeditive e di ineleggibilità ovvero che non siano in possesso dei requisiti di professionalità, onorabilità ed indipendenza previsti dalla normativa vigente in materia. Ferme restando le situazioni di ineleggibilità previste dalla legge, non possono essere nominati sindaci e, se eletti, decadono dall incarico, coloro che ricoprono incarichi di amministrazione e controllo in misura superiore ai limiti stabiliti dalla normativa legislativa e regolamentare in vigore. In particolare, i sindaci della Società posseggono i requisiti di onorabilità e professionalità richiesti ai componenti dell organo di controllo di un soggetto intermediario finanziario iscritto all elenco generale previsto dall articolo 106 del TUB ed all elenco speciale previsto dall articolo 107 del TUB. In merito ai requisiti di professionalità, in relazione a quanto previsto dall art.1, comma 3 del D.M.162 del 30 marzo 2000 (ove applicabile) con riferimento al comma 2, lettera b) e c) del medesimo articolo, si precisa che tra le materie strettamente attinenti alle attività svolte dalla Società sono comprese, tra le altre, diritto commerciale, diritto societario, economia aziendale, scienza delle finanze, statistica, nonché discipline aventi oggetto analogo o assimilabile, ancorché aventi denominazione in parte diversa; per settori di attività strettamente attinenti ai settori di attività in cui opera la Società si intendono, tra l altro, quello della intermediazione in materia finanziaria, bancaria ed assicurativa. L Assemblea ordinaria procede all elezione dei membri effettivi e supplenti del Collegio Sindacale, secondo il voto di lista. L attuale regolazione statutaria, adeguata in data 28 gennaio 2013 a seguito dell entrata in vigore delle disposizioni contenute nella Legge 12 luglio 2011 n. 120 in materia di equilibrio tra i generi negli organi di amministrazione e di controllo delle società con azioni quotate prevede che tanti soci che, individualmente o collettivamente, siano titolari, al momento di presentazione della lista, della quota di partecipazione del capitale sociale costituito da azioni aventi diritto di voto in assemblea ordinaria individuata in conformità con quanto stabilito dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti nonché dallo Statuto in materia di elezione dei componenti del Consiglio di Amministrazione della Società, possono presentare una lista di candidati ordinati progressivamente per numero, depositandola presso la sede sociale entro il venticinquesimo giorno precedente la data dell assemblea chiamata a deliberare sulla nomina dei componenti del collegio sindacale, salvo i diversi termini inderogabilmente previsti dalle disposizioni di legge e di regolamento e mettendola a disposizione del pubblico presso la sede sociale, sul sito internet e con le altre modalità previste dalle disposizioni di legge e regolamento almeno ventuno giorni prima della data dell Assemblea. Le liste che, considerando entrambe le sezioni, presentano un numero di candidati pari o superiore a tre devono includere in ciascuna sezione candidati di genere diverso in modo da assicurare il rispetto di quanto richiesto dalla disciplina di volta in volta vigente in materia di equilibrio tra i generi. Ogni socio, i soci aderenti ad un patto parasociale, il soggetto controllante, le società controllate e quelle sottoposte a comune controllo ai sensi dell'art. 93 del TUF non possono presentare o concorrere alla presentazione, neppure per interposta persona o società fiduciaria, e votare di più di una sola lista ed ogni candidato potrà candidarsi in una sola lista, a pena di ineleggibilità. E altresì previsto che, unitamente a ciascuna lista, siano depositate le dichiarazioni con cui i singoli candidati accettano la propria candidatura ed attestano, sotto la propria responsabilità, l inesistenza di cause di ineleggibilità e di incompatibilità nonché la sussistenza dei requisiti prescritti dalla normativa applicabile per ricoprire la carica di sindaco della Società, ivi incluso il rispetto dei limiti al cumulo degli incarichi stabiliti dalle disposizioni di legge e di regolamento vigenti. Devono inoltre depositarsi il curriculum vitae di ciascun candidato, ove siano esaurientemente riportate le caratteristiche personali e professionali dello stesso, l elenco degli incarichi di amministrazione e controllo eventualmente ricoperti in altre società ed ogni ulteriore informazione richiesta dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti. Non saranno accettati liste presentate e/o voti esercitati in violazione dei suddetti divieti. 4243 All elezione dei sindaci si procede come segue: 1) dalla lista che ha ottenuto in Assemblea il maggior numero di voti sono tratti, in base all ordine progressivo, con il quale sono elencati nella lista, due componenti effettivi ed uno supplente. Nel caso in cui due o più liste abbiano riportato il medesimo numero di voti si procederà ad una nuova votazione; 2) il restante membro effettivo ed il restante membro supplente sono tratti dalla lista che ha ottenuto in Assemblea il secondo maggior numero di voti e che non è collegata, neppure indirettamente, con i soci che hanno presentato o votato la lista di cui alla lettera a) che precede in base all ordine progressivo col quale i candidati sono elencati in tale lista (lista di minoranza). In caso di parità tra liste di minoranza, sono eletti i candidati della lista che sia stata presentata dai soci in possesso della maggiore partecipazione ovvero in subordine, in caso di parità di possesso di partecipazioni, dal maggior numero di soci. Qualora l applicazione della procedura di cui ai precedenti punti 1) e 2) non consenta il rispetto nella composizione del collegio sindacale nei suoi membri effettivi, della disciplina dell equilibrio fra i generi prescritto dalla normativa di volta in volta vigente, il candidato appartenente al genere più rappresentato eletto come ultimo in ordine progressivo nella sezione relativa alla carica di sindaco effettivo della lista che ha ottenuto il maggior numero di voti sarà sostituito dal primo candidato appartenente al genere meno rappresentato non eletto della medesima lista e della medesima sezione secondo l ordine progressivo. Qualora infine detta procedura non assicuri il risultato da ultimo indicato, la sostituzione avverrà con delibera dell assemblea assunta con le maggioranze di legge, assicurando il rispetto del requisito. Lo Statuto non prevede l elezione di più di un sindaco di minoranza né la possibilità di trarre dalla lista di minoranza sindaci supplenti destinati a sostituire il componente di minoranza ulteriori rispetto al minimo richiesto dalla disciplina emanata dalla Consob. L Assemblea nomina il presidente del Collegio Sindacale tra i sindaci effettivi eletti dalla lista di minoranza. In caso di presentazione di una sola lista di candidati, i sindaci effettivi ed i supplenti saranno eletti nell ambito di tale lista, fatta comunque salva l applicazione, mutatis mutandis, della procedura prevista per il caso di presentazione di più liste, qualora con i candidati eletti dall unica lista non sia assicurata una composizione del Collegio Sindacale, nei suoi membri effettivi, conforme alla disciplina pro tempore vigente inerente l equilibrio tra i generi. In caso di cessazione dalla carica di un sindaco, subentrerà il supplente appartenente alla medesima lista del sindaco da sostituire, in modo comunque da assicurare il rispetto di quanto richiesto dalla disciplina di volta in volta vigente in materia di equilibrio tra i generi. Il sindaco supplente subentrato resta in carica sino alla successiva Assemblea. In caso di mancata presentazione di liste, l Assemblea delibera con le maggioranze di legge, in modo comunque da assicurare il rispetto di quanto richiesto dalla disciplina di volta in volta vigente in materia di equilibrio tra i generi. In caso di cessazione dalla carica del presidente del Collegio Sindacale, la presidenza sarà assunta dal sindaco tratto dalla lista di minoranza. Sono fatte salve ulteriori procedure di sostituzione stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti. L art. 27 dello Statuto (Clausola Transitoria) prevede che le disposizioni finalizzate a garantire il rispetto della normativa vigente in materia di equilibrio tra i generi trovano applicazione ai primi tre rinnovi del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale successivi all entrata in vigore ed all acquisto dell efficacia delle disposizioni dell articolo 1 della Legge 12 luglio 2011, n. 120, pubblicata sulla G.U. n. 174 del 28 luglio 2011 (e cioè successivi al 12 agosto 2012). In occasione del primo rinnovo, successivo a tale data, del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale la quota da riservare al genere meno rappresentato è limitata ad un quinto del totale, con arrotondamento, in caso di numero frazionario, all unità superiore. 4344 L Assemblea determina la misura dei compensi da riconoscere ai membri del Collegio Sindacale in applicazione della normativa vigente. Il Collegio Sindacale svolge i compiti e le attività previsti per legge. Inoltre, i sindaci possono, anche individualmente, chiedere agli amministratori notizie e chiarimenti sulle informazioni loro trasmesse e, più in generale, sull andamento delle operazioni sociali o su determinati affari, nonché, procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione, di controllo o di richiesta di informazioni, secondo quanto previsto dalla legge. Due membri del Collegio Sindacale hanno inoltre facoltà, esercitabile congiuntamente, di convocare l assemblea. Il Collegio Sindacale deve riunirsi almeno ogni 90 giorni e per la validità della deliberazione è necessaria la presenza della maggioranza dei sindaci effettivi in carica ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti. È ammessa la partecipazione a distanza alle riunioni del Collegio Sindacale mediante l utilizzo di sistemi di collegamento per teleconferenza o videoconferenza, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati e sia loro consentito di seguire la discussione ed intervenire in tempo reale nella trattazione degli argomenti affrontati. Verificandosi tali requisiti, il Collegio Sindacale si considera tenuto nel luogo in cui si trova il presidente della riunione. 4445 14. COMPOSIZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO SINDACALE (ex articolo 123- bis, comma 2 lettera d), TUF) Il Collegio Sindacale in carica è stato nominato dall assemblea del 24 maggio 2012 per 3 esercizi, dunque sino all approvazione del bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre In sede di nomina del Collegio Sindacale è stata presentata una sola lista, da parte dell azionista di maggioranza Nusia S.r.l., che deteneva al momento della presentazione della lista il 27,81% del capitale sociale di Conafi. Si riportano di seguito le informazioni sulle caratteristiche personali e professionali dei singoli componenti del Collegio Sindacale di Conafi Prestitò in carica alla Data della Relazione: Renato Bogoni nato a Montagnana (PD) il 27 dicembre 1966, sino alla metà del 1994 ha prestato la propria attività presso un importante studio nazionale, specializzato nella trattazione delle tematiche fiscali e societarie di grandi imprese, anche con riferimento a società facenti parte di gruppi multinazionali, nonché nell attività di tax audit e due diligence fiscali. Successivamente, fino alla fine del 1998, è stato titolare di uno studio commercialista specializzato nella consulenza tributaria e societaria rivolta a clientela di medie e grandi dimensioni. Dal gennaio 1999 sino alla metà del 2001 è stato responsabile della sede di Padova dello Studio legale e tributario del prof. Giulio Tremonti con sedi anche a Milano e Roma. Successivamente è diventato socio fondatore di un associazione professionale con sede in Padova. Dal 1992 ad oggi ha ricoperto cariche sindacali presso società di medie e grandi dimensioni. Per quanto attiene al settore finanziario è attualmente membro del Consiglio di Amministrazione di una SIM e dell Organo di controllo di una SGR. Tra le maggiori pratiche trattate si ricorda la riorganizzazione di gruppi di società multinazionali, l assistenza fiscale in operazioni di M&A e nella organizzazione di operazioni di leverage buy out, la consulenza ed organizzazione di operazioni straordinarie nazionali ed internazionali ed il contenzioso tributario. Ha partecipato in qualità di relatore a numerosi convegni nonché in iniziative formative e di perfezionamento professionale promosse da aziende, merchant banks, ordini professionali, associazioni di categoria, società di revisione e primarie banche nazionali ed internazionali. Dal 29 aprile 2009 ricopre la carica di Presidente del Collegio Sindacale presso l Emittente. Eros De March nato ad Asti il 10 febbraio 1969, ha conseguito la laurea in economia e commercio presso l Università degli Studi di Venezia Ca Foscari nel È iscritto all albo dei dottori commercialisti dal 1998 e nel registro dei revisori legali dal Dal 2000 al 2001 è stato membro del Comitato Direttivo dell Unione Giovanni Dottori Commercialisti di Treviso e dal 2002 al 2006 ha ricoperto la carica di Presidente dell Unione Giovani Dottori Commercialisti di Treviso. Eletto dalla Giunta Nazionale Coordinatore Regionale del Veneto e Trentino Alto Adige dei Giovani Dottori Commercialisti dal 2003 al 2006 e componente della Giunta Nazionale Giovani Dottori Commercialisti per il triennio Componente di vari Collegi sindacali di società di capitali e di cooperative di primaria importanza dal 1992, nonché, dal 2002, di vari Collegi dei Revisori in Comuni della Provincia di Treviso, tra cui Paese, Istrana e Mogliano Veneto. Riveste l incarico di consulente presso varie amministrazioni e società partecipate, di Arbitro e Mediatore, nonché di consulente per il Nord Africa (Egitto e Tunisia) di primarie società del Nord Est. Ha partecipato in qualità di relatore a numerosi convegni; è autore di svariati articoli, libri e pubblicazioni. Dal 24 maggio 2012 ricopre la carica di sindaco effettivo presso l Emittente. Vittorio Ferreri nato a Torino il 20 novembre 1940, ha conseguito la maturità classica nel 1958, sostenuto il servizio militare, ottenuto la laurea in Giurisprudenza nel 1965 ed ha superato l esame da Avvocato presso la Corte d Appello di Torino nel Esercita l attività di avvocato e di consulente in materia di diritto societario, di mercati finanziari, corporate finance e merger and acquisition, con prevalente operatività per conto e nell ambito di società, operanti sia in Italia che all estero. E iscritto all albo dei Revisori Contabili al n , giusta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale IV serie speciale n. 17 del 29 febbraio 2000 ai sensi dell art. 30 del D.P.R. 6 marzo 1998 n. 99. Dal 24 maggio 2012 ricopre la carica di Sindaco effettivo presso l Emittente. Andrea Araldi - nato a Torino il 15 dicembre 1964, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l Università di Torino con una votazione di 110 cum laude nel Dottore Commercialista iscritto dal 1990 all Ordine di Torino e Revisore Contabile dalla istituzione del Registro. Amministratore e Sindaco di società, si occupa come consulente e come studioso di management 4546 d impresa, finanza aziendale, controllo di gestione e direzione, business plan, accesso ai finanziamenti pubblici agevolati, consulenza contrattuale, operazioni straordinarie. Dal 24 maggio 2012 ricopre la carica di Sindaco supplente presso l Emittente. Rosa Daniela Rendine - nata a Torino il 02 luglio 1963, ha conseguito la laurea in Economia dell azienda moderna marketing e management e il Master di I livello della Facoltà di Giurisprudenza Dalle fonti del diritto romano all applicazione delle nuove tecnologie al diritto contemporaneo sostanziale e processuale. Ragioniere commercialista iscritta all Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Torino, Ivrea e Pinerolo dal 13 giugno 1993, è iscritta nel registro dei Revisori Contabili dal 25 novembre Consulente del Giudice dal 1993, iscritta nell Albo dei Periti del Tribunale di Torino dal 21 novembre 2011 e nell Albo degli Amministratori Giudiziari, è Delegato del Giudice alle Esecuzioni immobiliari dal Abilitata ad assumere incarichi quali componente del collegio sindacale presso le ASR dal 2011 e quale Revisore in Enti Locali a seguito di esame del 1 giugno 2012, secondo l attuale normativa Enti Locali. Presidente del Sindacato Commercialisti Piemonte e Valle D Aosta negli anni e Consigliere del medesimo Sindacato dal 2011, è stata Consigliere Comunale di Colleretto Giacosa dal 2004 al 2008 e Consigliere della Circoscrizione I di Torino dal 2006 al Curatore di Eredità Giacenti e Curatore di Fallimenti per il Tribunale di Torino dal 1995, svolge attività di Consulenza societaria, fiscale e contenzioso tributario nel proprio studio professionale dal Dal 24 maggio 2012 ricopre la carica di Sindaco supplente presso l Emittente. Il Collegio Sindacale in data 29 giugno 2012, nella prima occasione utile dopo la nomina, ha verificato l indipendenza dei propri membri; la verifica della permanenza di tale requisiti è programmata per l esercizio Il Collegio Sindacale, nell effettuare le suddette valutazioni, ha applicato tutti i criteri previsti dal Codice di Autodisciplina con riferimento all indipendenza degli amministratori, nonché quanto disposto dall art c.c. Nel corso dell Esercizio, a partire dalla nomina, il Collegio Sindacale nello svolgimento dell attività di vigilanza non ha riscontrato particolari elementi da segnalare né ha formulato osservazioni da riferire. Il sindaco che, per conto proprio o di terzi, abbia un interesse in una determinata operazione dell Emittente informa gli altri Sindaci e il Presidente del Consiglio di Amministrazione circa natura, termini, origine e portata del proprio interesse. Il Collegio Sindacale ha verificato l indipendenza della società di revisione all atto del conferimento dell incarico alla stessa, mentre nel corso dell esercizio 2012 ha vigilato sul permanere di tale requisito, accertando sia il rispetto delle disposizioni normative in materia, sia la natura e l entità dei servizi diversi dal controllo contabile prestati all Emittente ed alle sue controllate da parte della stessa società di revisione e delle entità appartenenti alla rete della medesima. Il Collegio Sindacale, nel corso dell esercizio 2012, nello svolgimento della propria attività si è coordinato con la funzione di internal audit e con il Comitato Controllo e Rischi mediante lo scambio di informazioni e notizie informali nonché attraverso apposite riunioni. Nel corso dell esercizio 2012, ossia dalla data di nomina, intervenuta il 24 maggio 2012, al 31 dicembre 2012, il Collegio Sindacale si è riunito 4 volte, con una durata media degli incontri di 133 minuti. A tali incontri hanno partecipato il Presidente del Collegio Sindacale Renato Bogoni, i Sindaci effettivi Vittorio Ferreri ed Eros De March ed inoltre, in relazione agli argomenti di volta in volta oggetto di verifica, il Risk Controller, il Responsabile della Funzione Antiriciclaggio, il Presidente dell Organismo di Vigilanza e la Segreteria Societaria. Il precedente Collegio Sindacale aveva tenuto 9 riunioni dal 1 gennaio al 23 maggio Nel corso del 2013 sono previste almeno 9 riunioni, di cui 3 già tenutesi alla Data della Relazione. L articolazione ed i contenuti delle riunioni di Consiglio garantiscono il continuo aggiornamento dei Sindaci sulla realtà aziendale e di mercato, ed i partecipanti vengono inoltre costantemente aggiornati sulle principali innovazioni normative. Per maggiori informazioni sulla composizione del Collegio Sindacale della Società si veda la Tabella 3 riportata in appendice. 4647 15. RAPPORTI CON GLI AZIONISTI Conformemente a quanto disposto dall art. 9 del Codice di Autodisciplina, la Società ha nominato il dott. Salvatore Chiolo, quale responsabile incaricato della gestione dei rapporti con gli azionisti (investor relator). È compito dell investor relator organizzare incontri con gli investitori e la comunità finanziaria per illustrare le strategie e l andamento della Società. È esclusa in ogni caso la possibilità di dar luogo a comunicazioni su fatti rilevanti anticipate rispetto alle comunicazioni del mercato essendo lo stesso investor relator soggetto alle disposizioni della procedura per il trattamento delle informazioni riservate di cui al precedente paragrafo 5. Per favorire il dialogo con gli investitori e in modo da consentire a questi ultimi un esercizio consapevole dei propri diritti, le informazioni concernenti la Società che rivestano rilievo per gli azionisti sono pubblicate dall Emittente nella sezione Investor Relations del proprio sito internet (www.conafi.it). 4748 16. ASSEMBLEE Si rammenta che il Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n che ha recepito in Italia la direttiva 2007/36/CE sui diritti degli azionisti (la c.d. Shareholders Rights) - ha modificato sensibilmente le modalità di partecipazione alle assemblee degli azionisti, dettando nuove regole concernenti, tra l altro, le modalità e i tempi di convocazione dell Assemblea nonché la legittimazione all intervento e all esercizio del diritto di voto. In data 29 novembre 2010 la Società, con delibera del Consiglio di Amministrazione assunta ai sensi dell art. 2365, comma 2, del Codice Civile, ha adeguato il proprio Statuto alle norme imperative dettate dal Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n. 27, volte ad agevolare la partecipazione degli azionisti alle assemblee. Ai sensi delle nuove disposizioni che hanno modificato l art. 9 dello Statuto, è previsto che l Assemblea sia di norma convocata dal Consiglio di Amministrazione; è ammessa altresì la convocazione su richiesta di soci ex art del codice civile. La convocazione si effettua mediante avviso da pubblicarsi nei termini di legge, sul sito internet della Società e con le altre modalità previste dalla disciplina anche regolamentare vigente, nonché, ove prescritto in via inderogabile o comunque ogni qualvolta il Consiglio di Amministrazione lo ritenga opportuno, in almeno uno dei seguenti quotidiani: Il Sole24Ore, Milano e Finanza e Italia Oggi. L Assemblea è ordinaria e straordinaria ai sensi di legge. L Assemblea ordinaria è compente a deliberare ai sensi di legge su tutte le materie ad essa riservate. L Assemblea ordinaria è validamente costituita e delibera in prima, in seconda ed in terza convocazione con le maggioranze stabilite dalle previsioni di legge. L Assemblea straordinaria è competente a deliberare sulle modificazioni dello Statuto, sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori e negli altri casi di legge. L Assemblea straordinaria è validamente costituita e delibera in prima, in seconda e in terza convocazione con le maggioranze stabilite dalle previsioni di legge. Per l intervento e la rappresentanza in Assemblea valgono le disposizioni di legge. Coloro ai quali spetta il diritto di voto possono farsi rappresentare nell assemblea ai sensi di legge, mediante delega scritta rilasciata secondo le modalità previste dalla normativa vigente. La delega può essere notificata alla Società anche mediante posta elettronica, secondo le modalità indicate nell avviso di convocazione. Il Presidente dell'assemblea accerta l'identità e la legittimazione dei presenti, verifica la regolarità della costituzione dell'assemblea, regola il suo svolgimento, riconoscendo e garantendo a ciascun socio il diritto di prendere la parola sugli argomenti posti in discussione, stabilisce nel rispetto della legge le modalità di votazione, ed accerta i risultati delle votazioni; degli esiti di tali accertamenti deve essere dato conto nel verbale. Le assemblee sono occasione, altresì, per la comunicazione agli azionisti di informazioni sull Emittente, nel rispetto della disciplina sulle informazioni privilegiate. In particolare, il Consiglio di Amministrazione si adopera per assicurare agli azionisti un adeguata informativa circa gli elementi necessari per assumere consapevolmente le decisioni di competenza assembleare. La Società reputa momentaneamente non necessaria l adozione di un regolamento che disciplini lo svolgimento delle riunioni assembleari ritenendo sufficienti le previsioni statutarie e di legge. Nel corso dell esercizio 2012 non si sono verificate variazioni significative nella capitalizzazione di mercato delle azioni dell Emittente o nella composizione della sua compagine sociale e l Assemblea si è riunita in una occasione, in data 24 maggio 2012, con la partecipazione di 5 dei 7 amministratori della Società. In occasione di tale Assemblea, al fine di fornire agli azionisti un adeguata informativa circa gli elementi necessari perché potessero assumere, con cognizione di causa, le decisioni di competenza assembleare, l Emittente ha provveduto con congruo anticipo rispetto alla data fissata per l Assemblea a 4849 rendere disponibili agli azionisti le Relazioni del Consiglio di Amministrazione sugli argomenti posti all ordine del giorno dell Assemblea, e la relativa documentazione. 4950 17. ULTERIORI PRATICHE DI GOVERNO SOCIETARIO Alla Data della Relazione non sono state adottate eventuali pratiche di governo societario ulteriori rispetto a quelle già indicate nella presente Relazione. 5051 18. CAMBIAMENTI DALLA CHIUSURA DELL ESERCIZIO DI RIFERIMENTO Salvo quanto illustrato nella Relazione, con particolare riferimento alla cooptazione di un nuovo amministratore della Società, dalla data di chiusura dell esercizio al 31 dicembre 2012 alla Data della Relazione non si sono verificati cambiamenti nella struttura di corporate governance dell Emittente. * * * Torino, 19 marzo 2013 per il Consiglio di Amministrazione Il Presidente Nunzio Chiolo 5152 TABELLA 1: INFORMAZIONI sugli ASSETTI PROPRIETARI STRUTTURA DEL CAPITALE SOCIALE Categoria titoli N titoli % rispetto al capitale sociale Quotato (indicare i mercati) / non quotato Diritti e obblighi Azioni Ordinarie % Mercato Telematico Azionario Le azioni sono nominative, liberamente trasferibili e indivisibili. Ciascuna azione (i) dà diritto ad un voto e (ii) attribuisce i diritti patrimoniali ed amministrativi secondo le disposizioni di legge e di statuto applicabili. Azioni con diritto di voto limitato Azioni prive del diritto di voto PARTECIPAZIONI RILEVANTI NEL CAPITALE Dichiarante Nunzio Chiolo Azionista diretto Quota % su capitale ordinario Quota % su capitale votante Alite S.r.l. 6,23% 6,23% Nusia S.r.l. 45,09% 45,09% Conafi Prestitò S.p.A. Azioni proprie 9,22% 9,22% * Maria Laperchia Maria Laperchia 4,82% 4,82% Banca Popolare dell Emilia Romagna S.c.a.r.l. Em.Ro. Popolare Società finanziaria di partecipazioni S.p.A. 5,87% 5,87% * Ai sensi dell art ter, comma 2, del codice civile il diritto di voto è sospeso ma le azioni proprie sono computate nel capitale ai fini del calcolo delle quote richieste per la costituzione e per le deliberazioni dell Assemblea. 52 Vedere altro
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 art. 123
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 art. 4
 art. 18
 art. 2505
 art. 4
 art. 106
 articolo 107
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 art. 18
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 art. 15
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 art. 17
 art. 16
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 art. 36
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 art. 150
 art. 147
 art. 3
 art. 2
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 art. 148
 art. 2
 art. 114
 articolo 115
 art. 123
 art. 18
 art. 123
 art.2389
 articolo 6
 articolo 123
 art. 107
 art. 154
 art. 159
 art. 25
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 art. 4
 art. 4
 articolo 3
 articolo 10
 articolo 5
 articolo 2364
 articolo 5
e contrario
 articolo 13
 art. 114
 art. 13
 art. 13
 articolo 13
 articolo 13
 articolo 11
 art. 20
 articolo 106
 articolo 107
 art.1
 art. 27
 articolo 1
 articolo 123
 art. 30
 art. 9
 art. 2365
 art. 9
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 articolo 89
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