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Timestamp: 2020-04-06 04:28:03+00:00

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12 Novembre 2019 /11 Commenti/in Casellario e fedina penale, Diritto e procedura penale /da Avv. Giuseppe Pappa
In passato hai avuto un problema penale. Hai pagato il tuo debito con la giustizia e capito il tuo errore.
Oggi sei interessato a partecipare ad un concorso pubblico, tuttavia temi che quella vecchia condanna possa crearti dei problemi.
Leggi l’articolo per capire quali precedenti penali vanno dichiarati in un’autocertificazione.
Guarda il video per scoprire quali precedenti penali vanno dichiarati in un’autocertificazione
La riforma del casellario giudiziale
Ma sto dichiarando il falso?
La pubblica amministrazione quali condanne può leggere?
Che cosa devo indicare per partecipare a un concorso pubblico?
Ma le condanne oggetto della riforma del casellario si intendono cancellate?
La riforma del casellario giudiziale, detta anche riforma Orlando1, ha risolto il problema di quali precedenti penali dichiarare in un’autocertificazione.
Prima della riforma c’era molta confusione e le soluzioni trovate dalla giurisprudenza, non erano condivise da tutti gli operatori del diritto.
Dal 10.11.2019 è finalmente in vigore la riforma del casellario giudiziale che ha specificato quali precedenti penali vanno dichiarati in un’autocertificazione.
Se stai compilando un’autocertificazione, la legge oggi ti offre la possibilità di NON INDICARE le condanne penali, i provvedimenti che ti applicano le misure di sicurezza o le misure di prevenzione quando2,3:
Le 10 ipotesi più frequenti
hai patteggiato una pena sotto i due anni di reclusione, a prescindere dalla successiva estinzione del reato4;
sei stato condannato con un decreto penale di condanna, a prescindere dalla successiva estinzione del reato;
hai ottenuto la riabilitazione penale5;
il giudice ti ha concesso il beneficio della non menzione della condanna nel casellario giudiziale6;
sei stato condannato per una contravvenzione penale punita con la sola ammenda;
hai ricevuto la pena sospesa ed hai ottenuto la successiva estinzione del reato7;
è stata esclusa la tua punibilità poiché il fatto era di particolare tenuità8;
sei stato condannato dal giudice di pace penale;
l’ordinanza che dispone la sospensione del procedimento penale e l’inizio della messa alla prova per adulti9;
le sentenze che dichiarano estinto il reato per esito positivo della messa alla prova10;
Le ulteriori 5 ipotesi…meno frequenti
sei stato condannato per bigamia e il primo matrimonio è stato dichiarato nullo o annullato11;
alla condanna è stata applicata l’amnistia;
il reato per cui ti hanno condannato non è più considerato tale dall’ordinamento;
la misure di sicurezza emessa a seguito di una sentenza di proscioglimento o di non luogo a procedere, è stata successivamente revocata;
sei sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale semplice o con divieto o obbligo di soggiorno.
No, non stai dichiarando il falso.
Quando stati compilando un’autocertificazione relativa all’esistenza nella fedina penale di iscrizioni a tuo carico, non sei tenuto a dichiarare determinate condanne o specifici provvedimenti.
Sul punto la norma è molto chiara “L’interessato che, a norma degli articoli 46 e 47 del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, rende dichiarazioni sostitutive relative all’esistenza nel casellario giudiziale di iscrizioni a suo carico, non è tenuto a indicare la presenza di quelle di cui al comma 7, nonché di cui all’articolo 24, comma 1”12.
Quindi, nessuno potrà contestarti il reato di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico, ma semplicemente hai fatto buon uso della riforma del casellario giudiziale.
Per aver la certezza che la tua dichiarazione non sia un falso, ti consiglio di chiedere una visura del casellario giudiziale. Grazie alla visura potrai conoscere esattamente la tua situazione giudiziaria.
La visura del casellario giudiziale la puoi chiedere anche online cliccando qui.
Prima della riforma del casellario la pubblica amministrazione, come l’autorità giudiziaria, leggeva SEMPRE tutte le iscrizioni presenti nel tuo casellario.
Oggi, la riforma del casellario ha introdotto il certificato selettivo del casellario giudiziale13 grazie al quale la pubblica amministrazione dovrebbe leggere esclusivamente le condanne rilevanti ai fini del procedimento-concorso da intraprendere.
Ad esempio, se sei stato condannato per un abuso edilizio e chiedi di partecipare ad un concorso per l’insegnamento, la pubblica amministrazione non leggerà tale condanna, poiché non rilevante per la docenza scolastica.
Se, invece, la condanna che hai ricevuto è relativa ad un delitto incompatibile con la figura dell’educatore scolastico (ad esempio il reato di rissa o “spaccio” di stupefacenti) tale condanna sarà visibile alla pubblica amministrazione e potrebbe causare dei problemi per la partecipazione al concorso o alla futura assunzione.
In ogni caso, la legge, in via subordinata, attribuisce alla pubblica amministrazione la facoltà di leggere quasi tutte le iscrizioni presenti nel casellario, quando “non può procedersi alla selezione delle iscrizioni pertinenti e rilevanti”14.
Grazie a questa “postilla”, la pubblica amministrazione può leggere quasi TUTTI i tuoi precedente penali, a prescindere alla rilevanza con il procedimento amministrativo richiesto.
Le iscrizioni che la pubblica amministrazione non leggerà mai
A prescindere dal tipo di certificato richiesto dalla pubblica amministrazione (generale o selettivo), quest’ultima non leggerà mai la15:
condanna irrogata con la pena sospesa per le quali hai ottenuto la successiva estinzione del reato16;
sentenza che ti ha condannato per una contravvenzione penale punita con la sola ammenda;
ordinanza che dispone la sospensione del procedimento penale e l’inizio della messa alla prova per adulti17;
sentenza che dichiara estinto il reato per esito positivo della messa alla prova18.
Come avrai potuto capire, la pubblica amministrazione ha la facoltà di leggere gran parte delle tue condanne.
A mio avviso, così facendo, lo scopo della riforma è del tutto svilito, poiché basterà un niente per aggirare il limite del certificato selettivo e leggere quasi tutti i precedenti penali.
Ad ogni modo, a prescindere da ciò che legge o non legge la pubblica amministrazione, grazie alla riforma del casellario hai sempre la facoltà di non dichiarare le condanne indicate nei paragrafi precedenti e nessuno potrò accusarti di aver dichiarato il falso.
Il punto di partenza è leggere il bando di concorso con molta attenzione, poiché a seconda di cosa ti viene richiesto, cambierà ciò che dovrai dichiarare.
In linea generale, la maggior parte dei concorsi prevede autocertificazioni ai sensi degli articoli 46 e 47 del d.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, quindi, in ossequio alla riforma del casellario, non hai il dovere di dichiarare le condanne che ti ho elencato sopra.
Ciò ti permetterà di partecipare al concorso pubblico, tuttavia, sappi che la pubblica amministrazione comunque leggerà quasi tutte le tue condanne, a prescindere da ciò che avrai dichiarato.
Questo vuol dire che per alcuni concorsi (magistratura, notariato, forze dell’ordine, ecc…) avrai il diritto di partecipare, ma potresti essere successivamente escluso per mancanza dei requisiti morali o psicoattitudinali.
In questo caso, l’ultima spiaggia è presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale, evidenziando, ad esempio, che
hai ottenuto l’estinzione del reato e degli effetti penali (qualora tu l’avessi ottenuta);
i fatti sono risalenti nel tempo;
il fatto-reato per il quale sei stato condannato non è attinente al tipo di concorso che stai svolgendo.
La facoltà di non dichiarare determinate condanne non vuol dire che queste non esistano.
La riforma del casellario non cancella i precedenti penali, né neutralizza gli effetti negativi della condanne.
Sino a quando non avrai ottenuto la dichiarazione di estinzione del reato e degli effetti penali, tali condanne determineranno numerosi effetti negativi.
Ad esempio, grazie alla riforma Orlando del casellario, per i patteggiamenti sotto i due anni e per i decreti penali di condanna, il cittadino ha la possibilità di non dichiarare tali provvedimenti nella dichiarazioni sostitutive.
Tuttavia, la presenza di una condanna patteggiata sotto i due anni o di un decreto penale di condanna, offre la possibilità all’autorità giudiziaria di contestarti la recidiva in un futuro processo penale19.
Quindi, se sei stato condannato con un patteggiamento o con un decreto penale di condanna, non hai l’obbligo di dichiarare tali provvedimenti in una dichiarazione sostitutiva.
Ma se il tuo interesse è neutralizzare gli effetti negativi dei citati provvedimenti, dovrai necessariamente ottenere l’estinzione del reato e degli effetti penali, attraverso l’incidente di esecuzione o la riabilitazione penale.
Solo così, avrai la certezza che in un futuro processo penale non ti verrà contestata la recidiva.
La riforma del casellario ha affrontato il tema delle dichiarazioni sostitutive.
Il legislatore ha risposto, finalmente, alla domanda “quali precedenti penali vanno dichiarati in un’autocertificazione”.
La riforma Orlando ha allineato ciò che è visibile sul casellario richiesto dai privati, con ciò che il privato deve dichiarare in un’autocertificazione.
In parole povere, tutto quello che non vedi sul casellario richiesto dal privato, non dovrà essere dichiarato dall’interessato in un’autocertificazione.
Resta il problema dei rapporti con la pubblica amministrazione, che potrà leggere quasi tutte le condanne (a prescindere dalla visibilità) vanificando, spesso, le procedure di estinzione del reato e degli effetti penali. Forse, tra molti anni, il legislatore affrontare anche questo problema.
Con l’entrata in vigore della riforma del casellario, il legislatore ha chiarito quali precedenti penali vanno dichiarati in un’autocertificazione.
Se la tua condanna è tra quella previste dalla riforma, potrai serenamente non dichiarare il tuo precedente penale senza rischiare un processo per falso.
Tuttavia, ricorda che la pubblica amministrazione può leggere quasi TUTTI i tuoi precedenti penali, l’unica strada che hai per neutralizzare una condanna penale è l’incidente di esecuzione o la riabilitazione penale.
Non sai cosa indicare in un’autocertificazione? Scrivimi, entro 48 ore riceverai una risposta.
Decreto Legislativo del 2 ottobre 2018, n. 122
Art. 28, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica n. 313 del 14 novembre 2002 – Testo Unico sul Casellario
Art. 24, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 313 del 14 novembre 2002 – Testo Unico sul Casellario
Art. 556 del Codice Penale
Art. 28, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 313 del 14 novembre 2002 – Testo Unico sul Casellario
Art. 28, commi 2, 3 e 7 del decreto del Presidente della Repubblica n. 313 del 14 novembre 2002 – Testo Unico sul Casellario
Art. 99 del Codice Penale
Tags: casellario, sentenza
https://studiolegalepappa.com/wp-content/uploads/2019/11/autodichiarazione_precedenti.jpg 317 602 Avv. Giuseppe Pappa https://studiolegalepappa.com/wp-content/uploads/2019/01/avvocato_giuseppe_pappa.png Avv. Giuseppe Pappa2019-11-12 19:40:162020-03-04 19:53:58Quali precedenti penali vanno dichiarati in un’autocertificazione?
6 Risposte della discussione
6 I commenti dell'autore
Buongiorno avvocato sto leggendo i suoi articoli e guardando i suoi video e li trovo molto utili a chiarificatori,rispetto a una materia così complessa come la legislazione italiana. Ho gia pubblicato una domanda in un altro suo articolo e la sua risposta è stata quella di farle avere una visura penale per poter rispondere alla domanda ,e così farò non appena mi sarà possibile ,nel frattempo leggendo questo altro articolo nel punto in cui ha scritto questo : “Le iscrizioni che la pubblica amministrazione non leggerà mai A prescindere dal tipo di certificato richiesto dalla pubblica amministrazione (generale o selettivo),… Leggi il resto »
Buongiorno, una condanna patteggiata ad un anno è ostativa alla partecipazione al concorso in magistratura?
26 Febbraio 2020 5:57
Temo che sia ostativa. In ogni caso, per essere preciso dovrei leggere il bando del concorso.
Avvocato complimenti, finalmente un pò di chiarezza su un tema tanto discusso e soprattutto finalmente una legge che mette un pò d’ordine. La mia domanda in soldoni è questa, dato un generico concorso pubblico (non polizia, magistratura ecc) in cui viene richiesto di dichiarare assenza di condanne penali, in presenza di riabilitazione della condanna medesima è quindi possibile dichiarare l’assenza di condanne e partecipare al concorso? Grazie
3 Febbraio 2020 20:17
Esatto, grazie alla riforma, il soggetto riabilitato ha la facoltà di non dichiarare la condanna e partecipare al concorso. Prima della riforma c’era molta confusione, oggi, fortunatamente, la legge ha chiarito definitivamente tale aspetto.
Buongiorno avvocato, innanzitutto complimenti per le sue pagine e articoli…volevo sottoporle un quesito…ho un procedimento penale in corso con decreto penale di condanna per una pena stabilità massima non superiore a 2 anni di reclusione…vorrei nel frattempo partecipare ad un concorso presso un ente pubblico (comune)…posso evitare di menzionare tale procedimento nell’ autocertificazione anche se si tratta di un carico pendente!?… grazie mille
16 Gennaio 2020 8:39
Mi spiace, ma il carico pendente deve necessariamente essere dichiarato.
16 Gennaio 2020 10:05
Cioè chi ha una condanna può beneficiare di questa a riforma mentre uno che ha un procedimento in corso no!?…grazie ancora
Sì, la legge è così. La ratio è dovuta al fatto che un carico pendente può evolversi in tante cose, mentre una condanna è definitiva e inquadrabile facilmente nelle ipotesi da non dichiarare.
Buongiorno Avvocato, con decreto penale e sospensione condizionale della pena di 5 anni, sull’autocertificazione posso NON indicare la pena sin da subito durante questi 5 anni, oppure solo dopo che sono trascorsi i 5 anni?
17 Novembre 2019 19:52
Decreto penale di condanna sin da subito.
17 Novembre 2019 19:55

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