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Timestamp: 2018-04-26 04:06:10+00:00

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Donna e famiglia Non si può picchiare un bambino con un battipanni
Donna e famiglia Pubblicato il 19 gennaio 2017
Abuso dei mezzi di correzione: genitori o chiunque altro ha in affidamento un minore non può colpire il bambino tanto da lasciargli lividi.
Finita l’epoca in cui i genitori avevano diritto di vita e di morte sui figli, ma anche quella in cui potevano frustarli con la cinta dei pantaloni o percuoterli con il battipanni: in questo caso la condanna penale è per il cosiddetto reato di abuso dei mezzi di punizione [1], punito da sei mesi fino a tre anni se si mette addirittura a rischio la vita del bambino. È quanto chiarito dalla Cassazione con sentenza pubblicata questa mattina [2].
Nella vicenda di specie veniva condannata una donna per aver utilizzato un battipanni e un mattarello per colpire un ragazzino affidato a lei e al marito dal Tribunale per i minorenni.
I lividi evidenti sono una prova più che sufficiente, per i giudici, per procedere alla condanna per un reato che ha ormai assunto un forte disvalore sociale. E su questo fronte i magistrati tengono anche a sottolineare che il battipanni va considerato alla stregua di un arma, cioè di un «oggetto atto certamente ad offendere e non suscettibile di essere portato in luogo pubblico o aperto al pubblico senza giustificato motivo».
Se la condotta viene ripetuta più volte è peraltro configurabile l’ulteriore e più grave reato di «maltrattamenti in famiglia».
[2] Cass. sent. n. 2669/2017 del 19.01.2017.
Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 7 dicembre 2016 – 19 gennaio 2017, n. 2669
1.Con sentenza emessa in data 1 giugno 2016, la Corte di appello di Torino ha confermato la sentenza pronunciata dal Tribunale di Cuneo che aveva condannato R. S. per il reato di cui all’art. 571, primo e secondo comma, cod. pen., commesso dal 2000 e sino al 2 luglio 2009, per aver ripetutamente abusato dei mezzi di correzione in danno del minore N. P., affidato a lei e a F. G. dal Tribunale per i minorenni, anche utilizzando un battipanni ed un mattarello e procurando alla vittima un politraumatismo guaribile in 5 giorni, e gli aveva irrogato la pena di un mese di reclusione, sostituita con quella di due mesi di libertà controllata, previa concessione delle circostanze attenuanti generiche equivalenti alla contestata aggravante.
2.Ha presentato ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello indicata in epigrafe l’avvocato A. F., quale difensore di fiducia della S., articolando un unico motivo, con il quale si lamenta violazione di legge, in riferimento all’art. 571 cod. pen., a norma dell’art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen, avendo riguardo alla configurabilità del reato di abuso di mezzi di correzione.
3.Con comunicazione trasmessa in data 21 ottobre 2016, il difensore della parte civile ha rappresentato di aver ricevuto la notificazione del decreto di fissazione di udienza per la trattazione del ricorso per cassazione presentato dalla S., ma di non aver ricevuto la notificazione del ricorso medesimo.
1.Le censure formulate nel ricorso sono infondate, per le ragioni di seguito precisate.
2.Preliminarmente, occorre osservare che l’istanza di rinvio della difesa della parte civile è manifestamente infondata.
3.Le doglianze della ricorrente, che lamentano la mancata riqualificazione del fatto in termini di lesioni personali lievi, invece che di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, sono prive di fondamento.
4.All’infondatezza delle censure dedotte segue il rigetto del ricorso e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento.

References: sentenza 
 Cass. 
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