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Timestamp: 2019-02-23 23:11:12+00:00

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Corte di Cassazione, sezione III sentenza del 15 gennaio 2013, n. 783. Danno cagionato da cose in custodia, presunzione di responsabilità per l'ente gestore delle autostrade - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione III sentenza del 15 gennaio 2013, n. 783. Danno cagionato da cose in custodia, presunzione di responsabilità per l’ente gestore delle autostrade
sentenza del 15 gennaio 2013, n. 783
Con sentenza 17 – 18 novembre 2009 n. 1142, notificata il 22 gennaio 2010, la Corte di appello di Genova ha respinto l’appello, ponendo a carico dell’appellante le spese del grado.
c) un testimone (dipendente della soc. Autostrade), ha dichiarato che – a seguito di una prima segnalazione della presenza del pneumatico, avvenuta verso le ore 14 dello stesso giorno del sinistro – è intervenuta in luogo una pattuglia che ha rimosso l’ostacolo, mettendo in sicurezza il tratto autostradale;
La responsabilità trova un limite solo nel caso fortuito che – nelle fattispecie simili a quella in esame – va ravvisato nei casi in cui il danno sia stato determinato da cause estrinseche alla struttura del bene, o dal comportamento di terzi (come l’abbandono sulla pubblica via di oggetti pericolosi) con modalità di tempo e di luogo tali per cui il pericolo non avrebbe potuto essere conosciuto ed eliminato tempestivamente, neppure con la più diligente attività di controllo e di manutenzione (Cass. civ. Sez. 3, 13 gennaio 2003 n. 298; n. 15042/2008, cit.; n. 20427/2008, cit.; Cass. civ. Sez. 3, 3 aprile 2009 n. 8157, ed altre). L’onere della prova sia del caso fortuito, sia dell’adempimento dei doveri di diligente manutenzione, è a carico del custode (nella specie, della s.p.a. Autostrade).
La testimonianza è sul punto generica e non significativa, a fronte del fatto che alle ore 17 – tre ore dopo la prima segnalazione – ancora due conducenti incrociavano il pneumatico sul loro percorso ed uno di essi usciva di strada riportando danni gravi.
In definitiva, la motivazione della Corte di appello fondata, in sostanza, sulla sola, generica deposizione di un teste, dipendente dell’autostrada e non recatosi personalmente in luogo – è insufficiente a giustificare la convinzione che la s.p.a. Autostrade, a cui ne incombeva l’onere, abbia effettivamente offerto la prova liberatoria di cui all’art. 2051 cod. civ., cioè la prova certa e inequivocabile di avere compiuto, dopo la segnalazione della presenza del pneumatico e prima del verificarsi dell’incidente – tutte le attività necessarie a rimettere la strada in condizioni di sicurezza, a fronte del fatto che l’incidente si è verificato, che un pneumatico è stato effettivamente trovato in luogo e che la sua presenza è stata effettivamente segnalata con notevole anticipo, e che il verbale della polizia stradale contiene anche riscontri oggettivi del fatto.
Corte di Cassazione, ordinanza 26 luglio 2013, n. 18147. L’installazione...

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