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Timestamp: 2018-10-17 20:37:41+00:00

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Relatore PARZIALE Ippolisto Archivi - Avvocato Renato D'Isa
Relatore PARZIALE Ippolisto
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Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 5 gennaio 2017, n. 130
Le tre richieste di pagamento avanzate dall'avvocato nei confronti del cliente rappresentano altrettante pretese ben distinte tra loro che non possono costituire un'unica obbligazione Suprema Corte di Cassazione sezione II [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2017-02-01T16:12:15+00:001 febbraio 2017|Cassazione civile 2017, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 17 giugno 2016, n. 12636
In tema di donazione modale, la risoluzione per inadempimento dell'onere non puo' avvenire ipso iure, senza valutazione della gravita' dell'inadempimento, in forza di clausola risolutiva espressa, istituto che, essendo proprio [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-10-12T18:00:18+00:0012 ottobre 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze, Successioni|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II civile, sentenza 2 settembre 2016, n. 17511
Legittima la condanna all'intermediario che - grazie a un'informazione privilegiata - sia riuscito a effettuare un investimento di tipo evidentemente speculativo Suprema Corte di Cassazione sezione II civile sentenza [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-09-12T15:45:46+00:0012 settembre 2016|Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritto Bancario, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Nel caso di sosta di veicolo a pagamento, l’esposizione non corretta del tagliando all’interno dell’abitacolo – nella specie, sul sedile anteriore lato passeggero dell’autovettura – pur escludendo la sanzionabilità della condotta, non consente al proprietario nel giudizio di opposizione di dolersi della compensazione operata dal giudice delle spese processuali. Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 27 aprile 2016, n. 8282.
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 27 aprile 2016, n. 8282 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SESTA CIVILE SOTTOSEZIONE 2 Composta [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-05-06T17:55:43+00:006 maggio 2016|Cassazione civile 2016, Codice della strada, Corte di Cassazione, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 5 febbraio 2016, n. 2291. Al fine di integrare il presupposto oggettivo dell’azione di manutenzione del possesso di cui all’art. 1170 c.c., costituito dalla molestia non è sufficiente il solo pericolo astratto, ma occorre, invece, che questo si concreti in un pericolo serio e concreto
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 5 febbraio 2016, n. 2291 Svolgimento del processo 1. Il 29/10/2004 C.A. , N.M.F. , G.G. , Ca.Iv. proponevano appello avverso la sentenza [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2016-02-09T18:13:00+00:009 febbraio 2016|Azioni possessorie e petitorie, Cassazione civile 2016, Corte di Cassazione, Diritti reali e Condominio, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 2 ottobre 2015, n. 19767. Per l’accoglimento della domanda di annullamento proposta dagli attori ai sensi dell’art. 591, 2°, n. 3 c.c., si prescinde dall’elemento del pregiarditizo che rileva per gli atti tra vivi (art. 428 c. c.), ma si richiede una anomalia qualificata cronologicamente e puntualmente ancorata al momento della confezione del testamento (nella specie olografo), giacché l’annullamento di un testamento per incapacità naturale del testatore postula l’esistenza non già di una semplice anomalia o alterazione delle facoltà psichiche ed intellettive del “de cuius’; bensì la prova che, a cagione di una ir fermità transitoria o permanente, ovvero di altra causa perturbatrice, il soggetto sia privo in modo assoluto, al momento della redazione dell’atto di ultima volontà, della coscienza dei propri atti ovvero della capacità di autodeterminarsi, con il conseguente onere, a carico di chi quello stato di incapacità assume, di provare che il testamento fru redatto in un momento di incapacità di intendere e di volere
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 2 ottobre 2015, n. 19767 Fatto e diritto 1. M.F. propone ricorso, ai sensi dell'art. 42 cod. proc. civ., per l'annullamento dell'ordinanza di [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-10-29T16:05:18+00:0029 ottobre 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Delle persone e della Famiglia, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze, Successioni|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 7 ottobre 2015, n. 20159. In tema di garanzia per i vizi della cosa venduta, di cui all’art. 1490 c.c., qualora il venditore si impegni ad eliminare i vizi e l’impegno sia accettato dal compratore, sorge un’autonoma obbligazione di “facere”, che, ove non estingua per novazione la garanzia originaria, a questa si affianca, rimanendo ad essa esterna e, quindi, non alterandone la disciplina. Ne consegue che, in tale ipotesi, anche considerato il divieto dei patti modificativi della prescrizione, sancito dall’art. 2936 c.c., l’originario diritto del compratore alla riduzione del prezzo ed alla risoluzione del contratto resta soggetto alla prescrizione annuale, di cui all’art. 1495 c.c., mentre l’ulteriore suo diritto all’eliminazione dei vizi ricade nella prescrizione ordinaria decennale
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 7 ottobre 2015, n. 20159 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-10-26T14:19:53+00:0026 ottobre 2015|Cassazione civile 2015, Compravendita, Contratti - Obbligazioni, Contratti tipici, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 4 agosto 2015, n. 16364. In merito alla carenza di diligenza del legale che commette un errore nell’individuazione del giudice competente a trattare una determinata materia
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 4 agosto 2015, n. 16364 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE SECONDA CIVILE Composta dagli Ill.mi [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-09-14T12:50:22+00:0014 settembre 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Responsabilità e deontologia professionale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 1 settembre 2015, n. 17422. Nel giudizio di opposizione avverso ordinanza-ingiunzione di pagamento di somma di denaro a titolo di sanzione amministrativa, disciplinato dagli artt. 22 e 23 della legge n. 689 del 1981, è strutturato, nelle sue linee generali, in conformità al modello del giudizio civile ordinario e risponde agli inerenti principi, in particolare della domanda, della corrispondenza tra chiesto e pronunciato e del divieto della pronunzia d’ufficio su eccezioni rimesse esclusivamente all’iniziativa di parte, nonché ai limiti della modificazione della “causa petendi’ , che, in tale giudizio, resta individuata sulla base dei motivi di opposizione. Ne consegue che il giudice, salve le ipotesi d’inesistenza, non ha il potere di rilevare ragioni di invalidità dei provvedimento opposto o del procedimento che l’ha preceduto non dedotte nell’atto di opposizione, nemmeno sotto il profilo della disapplicazione del provvedimento stesso, e che l’opponente … non può introdurre in corso di causa domande nuove. Né può dubitarsi che l’eventuale sussistenza dell’esimente della buona fede rispetto ad una sanzione amministrativa non costituisca un autonomo profilo di opposizione (che tra l’altro richiede anche uno specifico accertamento con relativo onere a carico di chi tale esimente invoca)
Suprema Corte di Cassazione sezione VI sentenza 1 settembre 2015, n. 17422 Svolgimento del processo 1. Il ricorrente F. M. impugna la sentenza dei Tribunale di Palermo n. 3170/11, emessa [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-09-09T14:17:12+00:009 settembre 2015|Cassazione civile 2015, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 26 agosto 2015, n. 17138. In tema di garanzia per vizi della cosa venduta, e per il caso in cui l’azione di riduzione del prezzo sia accordata al compratore non in via esclusiva (art. 1492 terzo comma cod. civ.), ma in via concorrente con fazione di risoluzione (art. 1492 citato, primo comma), deve negarsi l’ammissibilità della domanda di riduzione in modo subordinato, rispetto alla proposizione a titolo principale dell’adone di risoluzione, atteso che entrambe le anioni si ricollegano ai medesimi presupposti, cioè la sussistenza di vizi con le caratteristiche fissate dall’art. 1490 cod. civ. (il quale detta una disciplina della materia completa e non integrabile con le regole dell’art. 1455 cod. civ. sull’importanza dell’inadempimento), restando radicalmente esclusa la configurabilità di un rapporto di subordinazione fra le rispettive domande, sicché il compratore deve scegliere fra l’una o l’altra
Suprema Corte di Cassazione sezione II sentenza 26 agosto 2015, n. 17138 Svolgimento del processo 1. La Royal Fish srl fornisce nel 1996 alla ditta dell'odierno ricorrente “un consistente quantitativo [...]
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2015-09-01T12:19:11+00:001 settembre 2015|Cassazione civile 2015, Compravendita, Contratti - Obbligazioni, Contratti tipici, Contratto in generale, Corte di Cassazione, Diritto Civile e Procedura Civile, Risoluzione, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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