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Timestamp: 2019-07-20 10:14:18+00:00

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TeleNews #65 – La Corte UE: Mediaset rimborsi gli aiuti per i decoder – Concessa la tutela legale, Report si rifarà – Woody Allen sceglie il Tg5 – Corrado Formigli a La 7, Marco Liorni a La vita in diretta – La TV in edicola: Costanzo e De Filippi – Mediaset e le sperimentazioni estive – L’intervista: Luisella Costamagna | Antonio Genna Blog
TeleNews #65 – La Corte UE: Mediaset rimborsi gli aiuti per i decoder – Concessa la tutela legale, Report si rifarà – Woody Allen sceglie il Tg5 – Corrado Formigli a La 7, Marco Liorni a La vita in diretta – La TV in edicola: Costanzo e De Filippi – Mediaset e le sperimentazioni estive – L’intervista: Luisella Costamagna	29/07/2011
Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Giornali e riviste, Interviste, Report - RaiTre, TeleNews, TV ITA.
La Corte UE: Mediaset rimborsi gli aiuti per i decoder
Tutto confermato. La Corte di giustizia della Ue ribadisce “che i contributi italiani per l’acquisto dei decoder digitali terrestri nel 2004 e 2005 costituiscono aiuti di Stato e le emittenti radiotelevisive che ne hanno beneficiato indirettamente sono tenute a rimborsarli”. Vale quindi la sentenza del tribunale di primo grado contro la quale Mediaset aveva presentato ricorso. Già nella sentenza di primo grado, i giudici europei avevano stabilito che il contributo pubblico all’acquisto dei decoder (150 euro per ogni utente previsti dalla finanziaria 2004 e 70 euro in quella del 2005), attribuiva alle emittenti digitali terrestri “un vantaggio indiretto a danno delle satellitari”.
Questo perché, per ottenere il contributo, era necessario acquistare un apparecchio per la ricezione di segnali televisivi digitali terrestri e chi invece ne acquistava uno solo per la ricezione di quelli satellitari non avrebbe potuto beneficiarne. Mediaset aveva quindi fatto ricorso contro la prima sentenza, ed era stato respinto. Aveva quindi impugnato la sentenza di fronte alla Corte Ue (secondo e ultimo grado di giudizio), che oggi ha respinto le sue motivazioni, confermando che gli aiuti di cui hanno beneficiato alcuni operatori economici comportano una “distorsione della concorrenza” e gli Stati devono provvedere a recuperarli.
La Corte ha anche respinto gli argomenti di Mediaset secondo cui la Commissione Ue non avrebbe consentito di stabilire una metodologia adeguata per calcolare le somme che Mediaset deve rimborsare: per la Corte, il diritto dell’Unione non impone alla Commissione di fissare l’importo esatto dell’aiuto da restituire, che deve invece essere stabilito dalle autorità nazionali.
Per David Sassoli, capogruppo PD al Parlamento Europeo, “respingendo il ricorso di Mediaset, i giudici europei confermano definitivamente la decisione della Commissione Europea che aveva contestato al governo Berlusconi di avere avvantaggiato le TV del Biscione incentivando con soldi pubblici l’acquisto di decoder digitali terrestri. Si tratta di una sentenza largamente annunciata vista la palese violazione – da sempre denunciata dagli esponenti del PD – della normativa europea in materia di concorrenza. Ancora una volta questa sentenza dimostra come il conflitto di interessi di Berlusconi abbia causato all’Italia anni di malgoverno e di sprechi economici”.
(fonte: Repubblica.it, 28 luglio 2011)
A seguire, il comunicato di Mediaset che smentisce la notizia:
In merito a errate notizie di stampa diffuse oggi in merito alla vicenda “contributi pubblici ai decoder”, Mediaset precisa che l’importo a carico della nostra società determinato dal Ministero dello Sviluppo Economico, su delega della Commissione Europea, è stato pari a 6,1 milioni di euro.
La somma è stata interamente versata da Mediaset allo Stato Italiano nel febbraio 2010. E non è previsto alcun altro importo a nostro carico. Al contrario, è pendente presso il Tribunale di Civile di Roma un ricorso promosso da Mediaset che giudica non congruo e non giustificato l’importo di 6,1 milioni. Il Tribunale ha già disposto tutti gli approfondimenti del caso e si attende la sentenza che potrebbe, semmai, ridurre l’entità dell’importo.
Fumata bianca per “Report”: il CDA Rai concede la tutela legale
Via libera alla tutela legale, Report si farà. Il consiglio d’amministrazione della Rai ha sciolto oggi uno dei nodi più complicati dei mesi recenti, quello cioè della concessione della tutela legale per il programma d’inchiesta curato e condotto su RaiTre da Milena Gabanelli. Alla giornalista era stata già proposta un’ipotesi di rinnovo ma senza la tutela, e lei aveva giudicato irricevibile il testo.
Ieri, sulla questione, il Cda era finito con un nulla di fatto. Il punto era sempre il solito: ovvero l’assunzione collettiva di responsabilità civile da parte dell’azienda di viale Mazzini per dipendenti e collaboratori, senza eccezione alcuna.
Su questo punto il dg Lorenza Lei avrebbe proposto di chiedere un parere a un avvocato esterno. Ma il presidente Paolo Garimberti avrebbe chiesto di firmare “rapidamente il contratto” di Milena Gabanelli “con reciproca soddisfazione”. Poi si era fatto vivo anche l’Usigrai che aveva chiesto “certezza” per Report: “La tutela legale è un’indispensabile garanzia che la Rai, come ogni azienda editoriale, deve dare ai propri giornalisti se davvero vuole offrire un’informazione libera, indipendente, pluralista, al servizio dei cittadini e non dei poteri forti”.
Oggi la svolta. E la certezza che la trasmissione di inchieste in onda su RaiTre andrà in onda anche nella prossima stagione.
Woody Allen sceglie il Tg5 per il suo nuovo film
La data del set è ancora top secret ma difficilmente verrà rifiutata la richiesta formulata da Woody Allen, a Roma per girare il suo nuovo film ambientato in Italia dal titolo The bop Decameron.. Anzi, per il Tg5 potrebbe essere una vera ciliegina su una torta che inevitabilmente finirebbe in faccia al Tg1. Il regista di Hollywood ha deciso di affidarsi al tiggì diretto da Clemente Mimun per una scena del film nella quale si vede un televisore acceso su un telegiornale. Il Tg5, appunto. In redazione è già cominciata la corsa al faccione che verrà immortalato nella prestigiosa pellicola. Chi la spunterà? Cristina Parodi, Cesara Bonamici o Giuseppe De Filippi? Magari l’ultimo arrivato, Mario De Scalzi.
(fonte: “Italia Oggi”, 27 luglio 2011 – articolo di Marco Castoro)
Corrado Formigli a La 7, Marco Liorni a “La vita in diretta”
Se non sarà il brivido che deve aver percorso la schiena dell’ingegner De Benedetti vedendo sul suo conto il bonifico di 564 milioni di euro predisposto da Marina Berlusconi per conto di Fininvest, chi si occupa di tv guarda tuttavia con interesse ai movimenti tellurici del telemercato. Conduttori e presentatori contesi e spostati come pedine sulla scacchiera delle maggiori emittenti. Dopo Simona Ventura passata in via definitiva a Sky per un nuovo X Factor(ed è la prima volta che il bouquet satellitare propone un format non originale, cosa che andrebbe evitata), anche Ilaria D’Amico firma un’esclusiva con la tv di Murdoch. Per lo sport e non solo.
Su SkyUno dal 2012 la presentatrice potrebbe tornare ad occuparsi di attualità, come afferma in un’intervista autocelebrativa a Libero: “Abbiamo in cantiere un programma d’informazione. Posso sbilanciarmi ancora poco. Certo, rifare Exit non avrebbe senso. Non è escluso però che stavolta l’appuntamento da settimanale diventi quotidiano. Magari su SkyUno, la rete che più dà l’imprinting a tutto il mondo Sky. Per dirla tutta però, il progetto è ancora sul tavolo, bisogna capire anche quel che accadrà nell’azienda nelle prossime settimane; il nostro Ad è appena stato trasferito a Londra e tutto andrà ridiscusso con chi lo sostituirà. Quel che è sicuro però è che tenteremo di cambiare il modo in cui si fa opinione in Italia. Altrimenti, non è neanche il caso di cominciare”. Cappio, non si dà obiettivi di poco conto, la signora D’Amico; dimenticando però di dire che non avrebbe senso rifare Exit perché al format dovrebbe approdare Corrado Formigli, uno dei bracci destri – ne ha quanti un polpo – di Michele Santoro.
Eh, sì, non essendo andato a segno il colpo di assoldare l’anchorman campano, La7 si aggiudica il fido collaboratore, che è un po’ come per una squadra di calcio mirare al capocannoniere della stagione e doversi accontentare del bomber della quinta classificata. Formigli si è anche misurato egregiamente con la conduzione quotidiana in proprio a Controcorrente su SkyTg24, è un fior di giornalista, a distanze siderali dalle performance del mentore.
Altro avvicendamento su Rai1. In sostituzione di Lamberto Sposini, purtroppo ancora alle prese coi guai di salute, Mauro Mazza vorrebbe Marco Liorni. Poco male. Intanto si allontana viepiù per il presentatore romano, speaker di Rds, lo spettro della porta rossa del Grande fratello, davanti alla quale ha campeggiato a lungo… e poi Liorni è un bravo ragazzo con una lunghissima gavetta sul groppone, appare fuori dai giochi di potere e sembra avanzare nella carriera in virtù della bella faccetta e di quanto sa fare. Ad Estate in diretta, in coppia con Lorella Landi, ha dimostrato di sapersi sintonizzare con il pubblico familiare della rete e in ogni caso il problema di programmi del genere non è certo chi li conduce. Pesa molto di più, in termini di sopportazione dei telespettatori, la scelta degli autori di puntare tutto sullo scialo di dettagli macabri della cronacaccia. Che spesso è solo chiacchiere.
Parimenti, se il giochino del telemercato può distrarci un po’, strapparci brandelli di curiosità, il vero problema della tv rimane la penuria di idee, unita alla tronfia coazione a ripetersi. Cambiano i volti e niente o poco d’altro.
(fonte: Tiscali.it, 27 luglio 2011 – articolo di Mariano Sabatini)
Tg2, la quiete dopo la tempesta
Al Tg2 non si sono ancora spenti gli echi dell’addio di De Scalzi, passato al Tg5. Tuttavia il 22 settembre scadranno i tre mesi di mandato di direzione a interim di Marcello Masi e quindi dovrà essere presa una decisione importante: o nominare il nuovo direttore oppure assegnare un ennesimo interim a un altro vicedirettore. In un recente comunicato l’assemblea redazionale si è espressa in favore di Masi e – stando a quanto si racconta – alla maggioranza dei redattori non dispiacerebbe affatto la sua conferma a direttore.
Anche se nel cda la nomina di Masi (apprezzato e stimato soprattutto in area Udc) porterebbe al momento del voto a dei compromessi, fondamentali per non mandare tutto di traverso. Gli altri nomi che si sono fatti in questo periodo per la direzione del Tg2 riguardano Gerardo Greco e Susanna Petruni (affiancata da Alberto Maccari). Tramontate invece le candidature di Gianluigi Paragone e Mario Calabresi.
Mediaset e le sperimentazioni estive
Servono a qualcosa le sperimentazioni estive? Mediaset ha bisogno di reinventare la propria programmazione d’approfondimento, provando ad acciuffare l’aria che ha tirato, impetuosamente, nell’ultima stagione: grande attenzione del pubblico tv per tutta la programmazione informativa, da quella più votata alle notizie «hard» (col boom di Santoro, Floris, Gabanelli, Lerner, Mentana…) a quella, invece, segnata dalla cronaca nera e dalle mille declinazioni del crimine all’italiana (da «Chi l’ha visto?» a «Quarto Grado»).
E dunque, fra le sperimentazioni estive, arriva «La versione di Banfi», in onda su Rete4, nella serata tradizionalmente caratterizzata dal Santoro-show, il giovedì. Sul programma ci siamo già espressi, e non ci torniamo. Quel che colpisce è che a Mediaset si sia deciso di mettere in cartellone il programma anche in autunno, nonostante i risultati per ora disastrosi.
Evidentemente, da parte di Mauro Crippa, è questa una dichiarazione di fiducia o una speranza che il prodotto possa crescere. Ma, dati alla mano, il verdetto Auditel non pare incoraggiante. Questa settimana «La versione…» è il programma meno seguito in prime time. La sua media è appena di 746.000 spettatori, per uno share del 4,16%. Quel che colpisce, però, è la composizione del pubblico, molto lontana da quanto ci si aspetta da un programma d’informazione: un’audience molto anziana, con bassi livelli socio-culturali. Si ha la sensazione che sia rimasto il pubblico più inerziale della rete.
In tutta questa storia colpisce che, mentre a Mediaset si tenta di tutto per mettere in piedi un approfondimento, in Rai si faccia fatica a rinnovare i contratti (vedi Gabanelli) di chi fa approfondimento da anni, persino con largo successo di pubblico.
(fonte: “Corriere della Sera”, 25 luglio 2011 – articolo di Aldo Grasso)
“SORRISI E CANZONI TV” n°31/2011
Nel numero in edicola Maurizio Costanzo intervista la moglie Maria De Filippi.
Luisella Costamagna: “Con Telese? Frecciate vere”
Dall’ironico “fata turchina” (copyright Luca Telese) all’azzeccato “gnocca con la testa”: pare che il mondo maschile non possa esimersi dall’interrogarsi su Luisella Costamagna. Il cui mistero è così riassumibile: in lei la femminilità si unisce all’intelligenza, il tacco dodici alle domande sferzanti, la minigonna a una teutonica conduzione. La Costamagna tira dritto: non inveisce contro le veline di turno, come il collega Gad Lerner, e si cura solo di fare la differenza con In onda. Senza però per questo risparmiare simpatiche frecciatine al collega di In Onda Telese: “L’idea di dire ognuno il nome dell’altro è stata mia ma poi, sull’onda di questa trovata, abbiamo iniziato a farci battute”, spiega.E così vi divertite a fingere una certa insofferenza?
“In realtà non giochiamo a pizzicarci: le frecciatine, anche se virate sull’ironia, sono reali. A volte lui si offende un po’, come quando l’ho chiamato Pinocchio in risposta al suo Fata Turchina”.
Di certo, quest’anno, non mancano i temi su cui dibattere (e pizzicarsi)…
“La situazione politica, in realtà, è complicata ma non seria, per citare Flaiano: sembra sempre di trovarci sull’orlo di un precipizio ma poi, nei fatti, non cambia mai nulla. Io stessa ho l’impressione di porre le medesime domande dell’anno scorso: siamo alla fine del berlusconismo? La maggioranza si spacca? Si andrà a elezioni anticipate?”.
La crisi economica sembra dimostrare che gli equilibri del Paese siano in mano non tanto (o non solo) ai politici, quanto a imprenditori, banchieri, speculatori. Il vero potere è economico?
“È così, e ce lo diciamo già dal 2008 quando, con la recessione, la politica doveva riappropriarsi di un potere che era stato troppo delegato all’economia e alle agenzie di rating. A distanza di tre anni, non solo nulla è cambiato ma, dalle inchieste giudiziarie, vediamo che sono aumentate le commistioni tra banchieri, economia e politica”.
Sembra però che la crisi di governo giovi a La7: c’è chi sostiene che gli ascolti scemeranno quando il clima politico si raffredderà.
“Tutta l’informazione gode in questi momenti caldi. E La7 non fa eccezione. Ma ad accendere il canale è stato soprattutto Enrico Mentana: i programmi funzionano nella misura in cui ci sono dei professionisti alla guida. E, in questi anni, gli improvvisati sono stati diversi…”.Quanto le pesa che sia sfumato l’ingresso di Michele Santoro a La7?
“Sarei stata felicissima se fosse arrivato da noi. Al di là delle questioni personali (la Costamagna ha lavorato con Santoro in Moby Dick, Il raggio verde e Sciuscià, ndr), credo sia un grandissimo professionista, se non il migliore dal punto di visto del confezionamento del prodotto. Avrebbe ulteriormente illuminato la rete”.
E come la mettiamo con la convivenza con Mentana?
“Le polemiche sono nate solo dopo la rottura delle trattative, delle quali non voglio sapere né parlare. Comunque quando ho lavorato con Santoro a Mediaset, eravamo sotto la testata del Tg5 di Mentana e i rapporti erano assolutamente cordiali”.
Tra l’altro sembrava che mezza tv pubblica avrebbe traslocato su La7. Stanno cambiando gli equilibri?
“L’unico dato certo è che la Rai sta perdendo molti volti prestigiosi, che rappresentavano un patrimonio culturale. E questo non solo sul fronte dell’informazione”.
“La politica esercita un controllo molto forte sulla Rai. Spesso non si sceglie di andare via: si è costretti. Anche perché non esiste un mercato così aperto nella tv italiana”.
In passato, per Santoro, ha scritto uno speciale sui serial killer. Mai tentata dalla cronaca nera?
“Mi piace molto, ma non condivido l’approccio “emotivo” al genere. Purtroppo spesso i giornalisti trasformano difetti umani in pregi professionali: strappare l’intervista ai parenti delle vittime diventa un merito sul lavoro ma, di fatto, è sciacallaggio”.
Meglio Lucarelli o Quarto Grado?
“Il primo. Quel poco che ho visto di Quarto grado non mi è piaciuto. Su Avetrana, inoltre, c’è stata un’insistenza quasi patologica”.
Una curiosità. Da donna “bella ma vestita”, condivide la campagna anti – veline di Gad Lerner?
“Non voglio attaccarle e credo che siano bravissime a difendersi da sole. Il problema comunque è reale: l’immaginario del femminile si declina in calendari, belle gnocche e veline”.
(fonte: Libero-News.it, 28 luglio 2011 – intervista di Francesca D’Angelo

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