Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-16357-del-03-07-2017
Timestamp: 2020-01-23 07:27:16+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 16357 del 03/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16357 del 03/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 03/07/2017, (ud. 11/04/2017, dep.03/07/2017), n. 16357
sul ricorso 37/2015 proposto da:
COMUNE DI SIENA – C.F. (OMISSIS), in persona del Sindaco pro tempore,
elettivamente domiciliato in ROMA, VIA NAZIONALE 204, presso lo
studio dell’avvocato ALESSANDRO BOZZA, rappresentato e difeso
dall’avvocato EMANUELE POMPONI;
avverso la sentenza n. 5743/2014 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
1. Con il ricorso in atti parte ricorrente ha inteso chiedere la cassazione dell’impugnata sentenza sul rilievo che, in merito all’opposizione allo stato passivo da essa proposta ai sensi della L. 16 marzo 1942, n. 267, art. 98, nel testo in allora vigente, il giudice d’appello ha confermato la decisione di primo grado che aveva ritenuto inammissibile la domanda per inosservanza del termine calcolato con decorrenza dalla comunicazione di mancata ammissione del credito, sebbene detto termine dovesse essere fatto decorrere ex Corte Cost. sent. n. 102 del 1986 dalla comunicazione del curatore dell’avvenuto deposito dello stato passivo.
2. Il ricorrente ha depositato memoria ex art. 378 c.p.c..
2. Questa Corte ha infatti reiteratamente affermato il principio che “in materia di decorrenza del termine per l’opposizione allo stato passivo del fallimento, i creditori esclusi o ammessi con riserva possono fare opposizione entro 15 giorni dalla data di ricezione delle raccomandate con avviso di ricevimento, con le quali il curatore deve dare notizia dell’avvenuto deposito dello stato passivo in cancelleria; ne consegue che il termine non può farsi decorrere dalla data di ricevimento della raccomandata, con la quale il curatore abbia comunicato soltanto l’esito della domanda d’insinuazione, senza far cenno del deposito in cancelleria dello stato passivo del fallimento, non essendo previsto dalla L. Fall., art. 97, l’onere per il creditore insinuato di verificare il predetto deposito” (Cass., Sez. 1, 19/10/2007, n. 22013).
3. Il ricorso va dunque accolto e, previa cassazione dell’impugnata sentenza, la causa va rinviata avanti al giudice a quo per il rinnovato scrutinio a mente dell’art. 383 c.p.c., comma 1.
Accoglie il ricorso, cassa l’impugnata sentenza e rinvia la causa avanti alla Corte d’Appello di Roma che, in altra composizione, provvederà pure alla liquidazione delle spese del presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 98
 art. 378
 art. 97
 sentenza