Source: https://newsgiustizia.blogspot.com/2014/10/il-reato-di-stalking-e-configurabile.html
Timestamp: 2017-07-22 08:51:24+00:00

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IL REATO DI STALKING E’ CONFIGURABILE ANCHE SE NON SUSSISTONO VINCOLI AFFETTIVI CON LA VITTIMA - Cronaca Giudiziaria 4.0
vincolo affettivo o di coniugio costituisce un'aggravante del reato di stalking. L'assenza di tale vincolo,
pertanto, non esime dalla condanna, se la condotta del reo integra gli estremi
Con sentenza del 10.09.2014 n. 37448, la
Corte di Cassazione ha espresso il seguente, importante principio di diritto:
il reato di stalking, ai sensi
dell’art. 612 bis c.p., si configura anche nel caso in cui non esistano
rapporti affettivi con la vittima, non rilevando, ai fini della punibilità del
reato in questione, il legame affettivo tra la vittima e lo stalker.
L’art. 612 c.p., infatti, stabilisce che “Salvo
che il fatto non costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei
mesi a quattro anni chiunque con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno
in modo da cagionare un perdurante e grave stato d’ansia o di paura, ovvero da
ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo
congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da
costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita.
La pena è aumentata se il fatto è commesso
dal coniuge, anche separato o divorziato o da persona che è o è stata legata da
relazione affettiva alla persona offesa, ovvero se il fatto è commesso
attraverso strumenti informatici o telematici.
pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di
una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui
all’art. 3 della legge 5/2/1992 n. 104, ovvero con armi o da persona
travisata...”.
Nel caso di specie, la Suprema Corte ha
convalidato il divieto di avvicinamento alle persone offese nei confronti di un
sessantenne di Sassari che, per reagire ad attività abusive di cava all’interno
di una zona sottoposta a vincolo ambientale, aveva deciso di farsi giustizia da
sé, compiendo una serie di atti persecutori - consistiti in pedinamenti,
appostamenti, minacce, migliaia di telefonate, sms, invio di comunicazioni di
vario genere, affissioni di manifesti di contenuto diffamatorio, passaggi sotto
casa e sul luogo di lavoro, nei confronti di un gruppo di persone che
lavoravano alla cava - luogo in cui
avvenivano le presunte attività abusive.
(GIP) di Nuoro rigettava, con ordinanza, la richiesta di revoca della misura
cautelare personale ex art. 282 ter c.p.p. (divieto di avvicinamento alle
persone offese ed ai luoghi da esse frequentati) disposta per il reato di cui
all’art. 612 bis del c.p.
Veniva proposto appello dinanzi al
Tribunale di Sassari, il quale – con ordinanza del 22.01.2014 – lo respingeva.
Avverso l’ordinanza sopra citata,
l’imputato ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione, sulla base dei
comportamento di denuncia da lui posto in essere per reagire alle abusive
attività di cava su un'area soggetta a vincolo ambientale, mal interpretato dal
Tribunale di Sassari per grave carenza investigativa, non può essere
considerato atto persecutorio punibile
ai sensi dell’art. 612 bis del c.p.;
reato di stalking ex art. 612 bis del c.p. e il divieto di avvicinamento ex art.
282 ter del c.p.p. non sono applicabili al caso di specie, in quanto i vincoli
affettivi tra i coniugi parti in causa sono cessati nel 2011, difettando,
pertanto, il requisito dell’attualità del vincolo affettivo ai fini
dell’applicazione della misura cautelare per il reato in questione.
Con la sentenza che qui si commenta, la
Suprema Corte – V Sez. penale - ha respinto il ricorso proposto dal sessantenne
sardo, ritenendo infondati entrambi i motivi di ricorso proposti. In particolare, i Giudici di legittimità
non hanno ritenuto accoglibile il primo motivo di ricorso poichè «l'eventuale illegittimità dell'operato delle
persone offese non può senz'altro giustificare l'adozione di comportamenti
esasperatamente assillanti e invasivi dell'altrui vita privata e dell'altrui
tranquillità, quali quelli posti in essere» dall'indagato, il quale aveva
invece dato origine a un vero e proprio stillicidio persecutorio determinando
di conseguenza, uno squilibrio psicologico nelle persone offese, costringendole
a mutare le loro abitudini di vita.
E’ stato, parimenti, ritenuto infondato il
secondo motivo di ricorso - in merito alla inconfigurabilità del delitto di cui
all’art. 612 bis c.p. allorquando non sussistano vincoli affettivi tra la
vittima e l’agente, in quanto “il reato
in questione non limita e circoscrive la natura e le qualità della parte lesa,
nel senso supposto dal ricorrente”. In buona sostanza, la Corte di Cassazione
ha precisato che la condanna per
stalking non colpisce soltanto chi è legato alla persona molestata da «vincoli
affettivi» ma anche chi pone in essere atti persecutori nei confronti di
un’altra persona, per motivi che nulla hanno a che fare con un rapporto
affettivo e di coniugio.
Quanto sopra descritto è confermato dalla
sentenza della Corte di Cassazione – III Sez. penale – n. 6384 del 11.02.2014,
secondo cui la fattispecie di atti
persecutori punibile ai sensi dell’art. 612 bis del codice penale si configura
anche nel caso di presenza di uno stato di conflittualità tra ex coniugi, in
quanto è sufficiente che la condotta dell’agente abbia provocato nella persona
offesa uno stato di ansia e di timore per la propria incolumità.
Nella sentenza sopra citata si legge,
altresì, che ai fini della configurabilità del reato di stalking non rileva la sussistenza di vincoli affettivi o di
coniugio tra le parti; tale circostanza costituisce esclusivamente
un’aggravante ai fini dell’applicazione della pena – che viene aumentata -,
come previsto dall’art. 612 – bis, 2^ comma, c.p.
Alla luce di tali motivazioni, la Corte di
Cassazione ha confermato la misura cautelare del divieto di avvicinamento alle
persone offese nei confronti dell’indagato, rigettato il suo ricorso e
condannando lo stesso alla refusione delle spese processuali.
Roma, 13.10.2014
Avv. Serena Rosi
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Ottimo articolo/Avv.Sergio De Angelis di Roma

References: sentenza 
 art. 282
 art. 612
 art.
282
 sentenza 

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