Source: http://www.dirittounioneeuropea.eu/index.php?option=com_content&view=category&id=98&Itemid=140&lang=en
Timestamp: 2019-05-25 11:57:47+00:00

Document:
E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 71 del 25 marzo 2019, entrando in vigore il giorno successivo, il decreto-legge 25 marzo 2019, n. 22 recante misure urgenti per assicurare sicurezza, stabilità finanziaria e integrità dei mercati, nonché tutela della salute e della libertà di soggiorno dei cittadini italiani e di quelli del Regno Unito, in caso di recesso di quest'ultimo dall'Unione europea (c.d. Decreto Brexit).
Oltre a disporre misure dirette a disciplinare le conseguenze di un possibile recesso del Regno Unito dall’Unione europea senza accordo ex art. 50 TUE, il decreto introduce norme in materia di esercizio dei poteri speciali nei settori di rilevanza strategica, e di mantenimento, con alcune modifiche, dello schema di concessione della garanzia dello Stato sulla cartolarizzazione di sofferenze.
Con il decreto legislativo n. 18 del 19 febbraio 2019 è stata data attuazione alla delega di cui all'art. 4 della legge 25 ottobre 2017, n. 163 (Legge di delegazione europea 2016-2017), dettando regole di adeguamento, coordinamento e raccordo della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 1257/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2012, relativo all'attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore dell'istituzione di una tutela brevettuale unitaria, e alle disposizioni dell'Accordo su un tribunale unificato dei brevetti, fatto a Bruxelles il 19 febbraio 2013, e ratificato e reso esecutivo ai sensi della legge 3 novembre 2016, n. 214.
Approvati dal Governo i disegni di legge di delegazione europea e di legge europea per il 2018
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 6 settembre 2018 il disegno di legge di delegazione europea 2018 e il disegno di legge europea per lo stesso anno.
Il primo prevede il conferimento della delega al Governo per l'attuazione di 22 direttive e l'adeguamento dell'ordinamento interno alle disposizioni di una decisione e di 9 regolamenti.
Il secondo detta invece disposizioni per porre rimedio a 2 procedure d’infrazione, per attuare in via diretta due direttive, di cui una scaduta il 31 marzo 2018, per garantire la piena attuazione di due regolamenti, e per dare esecuzione a un accordo internazionale concluso nel quadro delle relazioni esterne dell'Unione europea e alle linee guida della Commissione europea relative alla direttiva 2005/36/CE sulle qualifiche professionali.
Disegno di legge Delegazione europea
Disegno di legge europea
Conferite le deleghe al nuovo ministro per gli affari europei
Con un suo decreto del 27 giugno 2018 il Presidente del Consiglio dei Ministri ha conferito le deleghe al nuovo ministro per gli affari europei, Paolo Savona.
Una proposta di abolizione dei vincoli europei dalla Costituzione
L’8 maggio 2018 è stato depositato presso la Presidenza del Senato un disegno di legge costituzionale volto a modificare gli articoli 97, 117 e 119 Cost., concernenti il rapporto tra l’ordinamento italiano e l’ordinamento dell’Unione europea.
Approvata in via definitiva la Legge europea 2017
Il 20 novembre 2017 è stata formalmente adottata la Legge europea 2017 (legge 20 novembre 2017, n. 167, pubblicata in G.U. n. 277 del 27 novembre 2017). La legge conta 30 articoli, uno dei quali (art. 22) apporta, come da prassi che sta diventando ormai costante, talune modifiche alla legge 234/2012.
Attuata la Convenzione sull’assistenza giudiziaria penale tra gli Stati membri dell’Unione europea
Si segnala la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 27 aprile 2017 del D.Lgs. 5 aprile 2017, n. 52, recante norme di attuazione della Convenzione relativa all’assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell’Unione europea,fatta a Bruxelles il 29 maggio 2000, in esecuzione della delega conferita dall’art. 3 della legge di ratifica 21 luglio 2016 n. 149, che determina un’importante semplificazione nello scambio di richieste di collaborazione tra le autorità (giudiziarie, di polizia e delle dogane) dei Paesi membri, con conseguenti effetti migliorativi delle attività investigative ed istruttorie, sia in ambito interno che transnazionale.
Rimane invece ancora da attuare l’altra norma di delega contenuta nella stessa legge di ratifica, all’art. 4, relativa alla più ampia riforma del libro XI del codice di procedura penale in materia di "Rapporti giurisdizionali con autorità straniere".
Le corrispondenti disposizioni della Convenzione sono destinate a essere sostituite dalla direttiva 2014/41/UE relativa all’ordine europeo di indagine penale (si veda art. 34 della direttiva), per la cui attuazione, da completare entro il 22 maggio 2017 come indicato dalla stessa direttiva per il suo recepimento, è stata conferita delega al Governo mediante la legge di delegazione europea per il 2014 (legge 9 luglio 2015, n. 114).
Dlgs 52/2017
Licenziati dal Governo i disegni di legge di delegazione europea 2016 e di legge europea 2017
Il Consiglio dei ministri del 28 aprile 2017 ha approvato in via definitiva il disegno di legge di delegazione europea per il 2016 e il disegno di legge europea per il 2017. I due testi saranno ora trasmessi alle Camere per l’avvio dell’iter parlamentare di adozione.
Disegno di legge delegazione europea 2016
Disegno di legge europea 2017
Aiuti di Stato: nuovo decreto sulla procedura di pre-validazione
Il 9 marzo 2017 è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 gennaio 2017 che disciplina i termini e le modalità di svolgimento della verifica, da parte del Dipartimento per le Politiche Europee, della completezza della documentazione contenuta nelle notifiche di aiuti di Stato effettuate dalle competenti amministrazioni, in attuazione dell'art. 45 della legge 24 dicembre 2012, n. 234. Tutte le comunicazioni contemplate dalla procedura oggetto del decreto saranno effettuate attraverso il sistema di notificazione elettronica degli aiuti di Stato (SANI2) gestito dalla Commissione europea e il DPCM prevede che la procedura di pre-validazione potrà essere attivata dal Dipartimento solo a partire dalla data in cui verrà data comunicazione su tale sito dell'attuazione delle modifiche al suddetto sistema di notificazione elettronica.
L'attività di pre-validazione rappresenta uno degli impegni assunti dal Dipartimento per le Politiche europee nell'ambito del Common Understanding (v. questa Rubrica), firmato il 3 giugno scorso con la Commissione europea, per implementare il processo di modernizzazione degli aiuti di Stato.
Un decreto-legge innova talune procedure in materia di immigrazione degli stranieri e di libera circolazione dei cittadini dell’Unione
Il decreto-legge n. 13 del 17 febbraio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 40 dello stesso giorno, interviene d’urgenza in materia di immigrazione, protezione internazionale e, inoltre, di libera circolazione dei cittadini europei, nell’intento, dichiarato in epigrafe, di rendere più celeri i procedimenti amministrativi dinanzi alle Commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale e per l’accelerazione dei relativi procedimenti giudiziari.
Le modifiche di carattere generale maggiormente rilevanti riguardano la creazione di sezioni specializzate presso 14 tribunali ordinari, la cui competenza si estenderà a tutti i provvedimenti in materia di immigrazione, compresi quelli relativi al diniego del diritto di soggiorno o all’allontanamento di cittadini dell’Unione europea (art. 3).
Per quel che riguarda specificamente i procedimenti in materia di protezione internazionale, sono in particolare da sottolineare, da un lato, l’introduzione di importanti modifiche procedurali (con l’utilizzo da parte dell’autorità giudiziaria, in luogo della comparizione personale, delle videoregistrazioni del richiedente la protezione effettuate dinanzi alle Commissioni territoriali) e, dall’altro lato, l’eliminazione dell’appello avverso le sentenze emesse dal Tribunale competente.
Il decreto-legge è stato trasmesso al Senato per l'iter parlamentare di conversione.
Decreto-legge 13/2017
Nuova circolare del Dipartimento per le Politiche Europee per l’attuazione del Common Understanding tra Commissione e Italia sugli aiuti di Stato
In data 15 febbraio 2017, il Dipartimento per le Politiche Europee ha emanato una circolare, trasmessa a tutte le amministrazioni interessate, centrali e regionali, per garantire la corretta attuazione delle misure previste nel Common Understanding, siglato con la Commissione europea per rafforzare gli assetti istituzionali per il controllo degli aiuti di Stato in Italia (v. questa Rubrica). La circolare contiene istruzioni per l'attuazione delle misure di maggior rilievo, alcune delle quali richiedono un'attuazione immediata da parte delle stesse amministrazioni, come l'individuazione del cd. distinct body, con il compito di contribuire alla preparazione delle decisioni attraverso una disamina delle proposte di misure che prevedono la concessione di risorse pubbliche e la loro possibile natura di aiuti di Stato.
Decreto di riorganizzazione del MAECI
Il 3 febbraio 2017 il Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale ha firmato un Decreto di riorganizzazione del Ministero (D.M. n. 233, registrazione n. 312 del 9 febbraio 2017), che interviene, tra l’altro, sull’organizzazione interna della Direzione generale per l’Unione europea.
DM 233/2017
Via libera del Consiglio dei Ministri a un disegno di legge delega per ridefinire le modalità di affidamento delle concessioni demaniali marittime dopo la sentenza Promoimpresa della Corte di giustizia
Il 27 gennaio 2017 il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge di delega al governo per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico ricreativo. Il provvedimento fa seguito alla sentenza della Corte di giustizia del 14 luglio 2016 che ha dichiarato incompatibili con l’art. 49 TFUE e con la direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (c.d. “direttiva servizi”) misure di proroga automatica di tali concessioni in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati, e alla norma approvata il successivo 2 agosto dal nostro Parlamento che manteneva in vigore tutte le concessioni in questione “nelle more della revisione e del riordino della materia in conformità ai principi di derivazione europea”.
Una volta approvata, la legge delegherebbe il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, uno o più decreti legislativi per tali revisione e riordino nel rispetto di una serie di principi e criteri direttivi. In particolare, la nuova normativa dovrà prevedere, tra l’altro, criteri e modalità di affidamento delle concessioni mediante procedure di selezione, che rispettino i principi di concorrenza, qualità paesaggistica e sostenibilità ambientale, di valorizzazione delle diverse peculiarità territoriali e che nel contempo riconoscano e tutelino gli investimenti, i beni aziendali e il valore commerciale, tenendo conto, altresì, della professionalità acquisita nell’esercizio di concessioni di beni demaniali marittimi, nonché lacuali e fluviali, per finalità turistico-ricreative. Oltre a ciò il Governo dovrà stabilire adeguati limiti minimi e massimi di durata delle concessioni, prevedere un “adeguato” periodo transitorio per l’applicazione della nuova disciplina e rideterminare la misura dei canoni concessori.
Il Consiglio dei Ministri recepisce in via definitiva la direttiva sul risarcimento del danno per violazioni delle norme sulla concorrenza
Nel corso della seduta del 14 gennaio 2016 il Consiglio dei ministri ha approvato in via definitiva un decreto legislativo di attuazione della direttiva 2014/104/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 novembre 2014 relativa a determinate norme che regolano le azioni per il risarcimento del danno ai sensi del diritto nazionale per violazioni delle disposizioni del diritto della concorrenza degli Stati membri e dell’Unione europea.
Nello specifico, al fine di rafforzare gli strumenti a disposizione dei soggetti danneggiati, il decreto introduce meccanismi di acquisizione delle prove che affidano al giudice il potere di richiedere alle parti, ai terzi e alle stesse Autorità garanti della concorrenza l’esibizione di elementi utili al giudizio instaurato ai fini del risarcimento del danno da illecito antitrust, per consentire ai danneggiati stessi, anche acquirenti indiretti, di superare le asimmetrie informative che rendono attualmente difficile l’azione risarcitoria.
Sono poi regolati i rapporti tra la decisione dell’Autorità garante della concorrenza (AGCM) e la decisione del giudice della causa del risarcimento del danno, prevedendo che ai fini dell’azione per il risarcimento si ritiene definitivamente accertata, nei confronti dell’autore, la violazione del diritto della concorrenza constatata da una decisione dell’AGCM non più soggetta a impugnazione.
Il decreto disciplina inoltre l’efficacia nel giudizio risarcitorio della decisione definitiva con cui un’Autorità garante della concorrenza di altro Stato membro accerta una violazione del diritto della concorrenza.
Infine, il provvedimento disciplina la prescrizione del diritto al risarcimento, la responsabilità in solido degli autori della violazione, la quantificazione e la valutazione del danno, concentrando presso tre sezioni territoriali del Tribunale per le imprese (Milano, Roma, Napoli) la competenza per le controversie in merito, anche promosse per il tramite di azioni di collettive.
Una recente legge interviene sul calcolo degli interessi in sede di recupero degli aiuti di Stato alle imprese di Venezia e Chioggia
Con una legge d’iniziativa parlamentare composta di un solo articolo, la legge 23 novembre 2016, n. 226, è stato modificato il criterio di calcolo degli interessi da applicare nel quadro dell’azione di recupero degli aiuti di Stato concessi sotto forma di sgravio, nel triennio 1995-1997, in favore delle imprese operanti nei territori di Venezia e Chioggia e dichiarati incompatibili e da recuperare dalla Commissione con una decisione del 25 novembre 1999 (n. 2000/394). Emendando, infatti, il comma 354 dell'art. 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, che prevedeva a questo fine, con un rinvio al regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione del 21 aprile 2004, l’applicazione degli interessi composti, si è ora previsto che le somme da recuperare siano gravate dagli interessi semplici.
Si ricorda che a causa del non ancora completato recupero di tali aiuti l’Italia è stata condannata il 17 settembre 2015 dalla Corte di giustizia (causa C-367/2014) al pagamento di sanzioni pecuniarie ex art. 260 TFUE, che, per quanto riguarda quelle dovute a titolo di penalità di mora, sono tuttora oggetto di versamento, con cadenza semestrale, al bilancio dell’Unione.
Dal canto suo, la questione della natura degli interessi da applicare in sede di recupero di aiuti di Stato è stata ed è al centro anche di altre vicende similari in cui l’Italia è coinvolta (e di, sulle quali si sono anche pronunciate, ma con soluzioni diverse in ragione del differente contesto giuridico di ciascuna di esse, tanto giudici dell’Unione (recupero di aiuti in materia di occupazione attraverso i c.d. CFL o contratti formazione lavoro) che giudici italiani (recupero di aiuti alle ex municipalizzate).
Legge 226/2016
L’Italia emana la legge di ratifica dell’Accordo su un tribunale unificato dei brevetti
Con legge 3 novembre 2016, n. 214 l’Italia ha autorizzato la ratifica e disposto l’esecuzione dell’Accordo su un tribunale unificato dei brevetti, con Allegati, fatto a Bruxelles il 19 febbraio 2013 (v. in questa Rubrica). La legge ha inoltre apportato modifiche all’art. 3 del d. lgs. 27 giugno 2003, n. 168, sulla competenza delle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale presso tribunali e corti d’appello, e all’art. 66 del codice della proprietà industriale, in materia di diritto di brevetto. La legge, pubblicata il 24 novembre 2016, è entrata in vigore dal giorno successivo.
L'Accordo entrerà in vigore quando sarà ratificato da 13 di essi, tra i quali devono però essere necessariamente presenti Regno Unito, Germania e Francia, in quanto Stati firmatari “nei quali il maggior numero di brevetti europei aveva effetto nell'anno precedente a quello in cui ha avuto luogo la firma dell'Accordo” (art. 89 dello stesso). A oggi l’Accordo è stato ratificato da Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Finlandia, Francia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo e Svezia (v. per lo stato delle ratifiche).
Legge 214/2016
Una nuova proroga delle concessioni demaniali marittime
A seguito della sentenza pregiudiziale del 16 luglio 2016 (cause riunite C- 458/14 e C-67/15) con cui la Corte di giustizia ha definitivamente dichiarato che la direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (c.d. “direttiva servizi”) osta a misure, quali quelle adottate dall’Italia, che prevedono la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime (e lacuali) in essere per attività turistico‑ricreative, in assenza di qualsiasi procedura di selezione tra i potenziali candidati (v. in questa Rubrica), l’Italia ha previsto di fatto, con un emendamento introdotto dalla legge 7 agosto 2016, n. 160, in sede di conversione del decreto legge 24 giugno 2016, n. 113, recante misure finanziarie urgenti per gli enti territoriali e il territorio, una nuova proroga, peraltro senza scadenza, di tali concessioni.
Legge 160/2016
Approvata la Legge di delegazione europea 2015
Il 28 luglio 2016 il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge n. 2345, recante Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2015.
La legge, composta di 21 articoli e di due allegati, delega il Governo ad attuare 13 direttive, una decisione quadro, una raccomandazione del Comitato europeo per il rischio sistemico, due direttive in via regolamentare, e ad adeguare la normativa nazionale a dodici regolamenti.
Approvata in via definitiva la Legge europea 2015-2016
Con la sua approvazione definitiva da parte della Camera dei deputati il 30 giugno 2016, è stata formalmente adottata la Legge europea 2015-2016 (legge 7 luglio 2016, n. 122, pubblicata in G.U. n.158 dell'8 luglio 2016). La legge, che entrerà in vigore il prossimo 23 luglio, conta 37 articoli, due dei quali (artt. 34 e 35) apportano, come da prassi che sta diventando ormai costante, una serie di modifiche alla legge 234/2012.
Il Governo porta in Corte costituzionale la legge toscana che disciplina l’affidamento delle concessioni demaniali marittime
Con una propria legge, la n. 31 del 9 maggio 2016, recante disposizioni urgenti in materia di concessioni demaniali marittime (abrogazione dell’articolo 32 della l.r. 82/2015), la Regione Toscana è intervenuta a disciplinare, in relazione a quelle insistenti sul proprio territorio costiero, il controverso tema delle procedure di affidamento della concessioni demaniali marittime a scopo turistico ricreativo, la cui disciplina in Italia sarà oggetto di una sentenza pregiudiziale della Corte di giustizia, prevista per il prossimo 14 luglio (vedi al riguardo, in questa Rubrica, le conclusioni dell’Avvocato generale).
La legge toscana, che prevede fra l’altro, il diritto del concessionario uscente “a un indennizzo, da parte del concessionario subentrante, pari al 90 per cento del valore aziendale dell’impresa insistente sull’area oggetto della concessione”, è stata impugnata dal Governo dinanzi alla Corte costituzionale in occasione del Consiglio dei ministri del 30 giugno, in ragione del fatto che la stessa invade la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile, di tutela della concorrenza e di tutela del paesaggio di cui all’art. 117, secondo comma, lett. l), e) e s), della Costituzione.
L.r. 31/2016
Il testo del disegno di legge europea 2015-2016 arriva alla Camera per la seconda lettura
L’11 maggio 2016 il Senato ha trasmesso alla Camera dei deputati il disegno di legge europea 2015-2016 (secondo l’intitolazione datagli dallo stesso Senato) per l’avvio della seconda lettura. Rispetto al testo originario, il disegno di legge ha subito, nel corso dell’esame in Senato, talune modifiche, tra le quali anche alcune riguardanti articoli della legge 234/2012 (si vedano in particolare gli articoli 34 e 35). Per un esame di dettaglio del nuovo testo si rinvia alle Schede di lettura predisposte congiuntamente dai Servizi Studi del Senato e della Camera.
Il Consiglio dei Ministri approva il disegno di legge per la ratifica e l’esecuzione dell'Accordo sul tribunale unificato dei brevetti
Il 29 aprile 2016 il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il disegno di legge di ratifica ed esecuzione dell'Accordo su un tribunale unificato dei brevetti (TUB), firmato a Bruxelles il 19 febbraio per 2013. La ratifica dell’Accordo, una volta adottata la relativa legge, completerà la partecipazione dell’Italia alla cooperazione rafforzata in materia di brevetto europeo con effetto unitario, avviata con la decisione 2011/167/UE del Consiglio, del 10 marzo 2011, e alla quale, dopo l’iniziale scelta di non parteciparvi, il Governo ha deciso di aderire il 2 luglio dello scorso anno (vedi in questa Rubrica).
L’Accordo, che crea un tribunale internazionale specializzato nelle controversie in materia di brevetti europei e di brevetti europei con effetto unitario, è stato concluso inizialmente da 25 Stati membri dell’Unione europea ed entrerà in vigore quando sarà ratificato da 13 di essi, tra i quali devono però essere necessariamente presenti Regno Unito, Germania e Francia, in quanto Stati firmatari “nei quali il maggior numero di brevetti europei aveva effetto nell'anno precedente a quello in cui ha avuto luogo la firma dell'Accordo” (art. 89 dello stesso). A oggi l’Accordo è stato ratificato da Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Lussemburgo, Malta, Portogallo, Svezia e Finlandia (v. per lo stato delle ratifiche).
Ddl TUB
Accordo TUB
Regione Lombardia. Approvata la “Legge europea regionale 2016”
Con la legge regionale n. 8 del 30 marzo 2016, la Regione Lombardia ha adottato la “legge europea regionale” per il 2016.
La legge europea regionale costituisce lo strumento per l’adeguamento annuale dell’ordinamento della Regione Lombardia agli obblighi europei, sulla base della verifica dello stato di conformità dell’ordinamento e tenendo conto degli indirizzi formulati dal Consiglio regionale in sessione europea (art. 8, legge regionale n. 17 del 2011 “Partecipazione della Regione Lombardia alla formazione e attuazione del diritto dell'Unione europea”).
Per quanto riguarda i contenuti, la legge europea regionale per il 2016 contiene alcune modifiche a leggi regionali vigenti volte a dare applicazione alla direttiva 2006/123/CE e a dare risposta a due casi EU Pilot riguardanti la Regione Lombardia, nonché disposizioni di attuazione della normativa europea sugli aiuti di Stato con specifico riferimento ai servizi di interesse economico generale. La legge disciplina inoltre il potere sostitutivo della Regione in caso di violazione della normativa europea in materie di competenza regionale, a seguito di procedure d’infrazione e sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea.
Legge europea regionale 2016
Disegno di legge europea 2015. Via libera del Consiglio dei Ministri
Il disegno di legge recante disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione Europea (Legge europea 2015) è stato approvato, in via definitiva, dal Consiglio dei Ministri il 15 gennaio 2016, dopo la prima approvazione preliminare del 4 dicembre 2015.
Il provvedimento si compone di 22 articoli ed è volto a chiudere 2 procedure di infrazione, 9 casi EU Pilot e una procedura di cooperazione in materia di aiuti di Stato, oltre a prevedere una modifica della legge 24 dicembre 2012, n. 234, riguardante la procedura di notifica in Commissione europea delle misure con cui le Amministrazioni intendono concedere aiuti di Stato.
Il disegno di legge è stato trasmesso al Senato per l’avvio dell’iter parlamentare di approvazione.
Ddl europea 2015
Il disegno di legge di delegazione europea 2015 arriva alla Camera
Il 7 novembre 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il disegno di legge di delegazione europea 2015. Il provvedimento contiene deleghe legislative per l'attuazione, in alcuni casi con indicazione di criteri specifici di delega, di otto direttive europee e per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni di sei regolamenti europei.
Il disegno di legge è stato trasmesso in prima lettura alla Camera dei Deputati il 18 gennaio 2016.
Nella GU del 3 agosto 2015, n.178, è stata pubblicata la Legge europea 2014 (legge 29 luglio 2015, n. 115). Accanto alle disposizioni dirette alla soluzione di procedure d’infrazione o all’eliminazione di contrasti tra norme di legge italiane e il diritto dell’Unione europea, si segnalano, all’interno della legge, le norme di quattro articoli (artt. 14, 15, 28 e 29) più difficilmente riconducibili ai contenuti tipici della legge europea elencati dall’art. 30, co. 3, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, perché volti a modificare disposizioni di questa stessa legge.
Dopo la sua approvazione definitiva da parte della Camera dei Deputati il 2 luglio 2015, è stata pubblicata nella GU del 31 luglio 2015, n. 176 la Legge di delegazione europea per il 2014 (legge 9 luglio 2015, n. 114).
Comitato tecnico per la valutazione degli atti europei. Adozione delle nuove regole di funzionamento
Con un d.P.R. del 2 luglio 2015 (n. 119, in GU n.182 del 7 agosto 2015), è stato adottato il Regolamento per il funzionamento del Comitato tecnico per la valutazione degli atti europei (CTV), operante presso Dipartimento delle politiche europee della Presidenza del Consiglio dei ministri, a norma dell'art. 19 della legge 24 dicembre 2012, n. 234.
Dopo l’entrata in vigore della legge, il CTV, che ha sostituito l’analogo Comitato tecnico permanente, creato dalla precedente legge Buttiglione (legge 4 febbraio 2005, n. 11), aveva in effetti continuato ad operare in via transitoria sulla base del Regolamento adottato a suo tempo per il Comitato tecnico permanente, così come previsto dal co. 8 del citato art. 19 della legge n. 234.
DPR CTV
Comitato interministeriale per gli affari europei. Adozione delle nuove regole di funzionamento
Con un d.P.R. del 26 giugno 2015 (n. 118, in GU n.181 del 6 agosto 2015), è stato adottato il Regolamento per il funzionamento del Comitato interministeriale per gli affari europei (CIAE), operante presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, a norma dell'art. 2 della legge 24 dicembre 2012, n. 234.
Dopo l’entrata in vigore della legge, il CIAE, che ha sostituito l’analogo Comitato interministeriale per gli affari comunitari ed europei (CIACE), creato dalla precedente legge Buttiglione (legge 4 febbraio 2005, n. 11), aveva in effetti continuato ad operare in via transitoria sulla base del Regolamento adottato a suo tempo per il CIACE, così come previsto dal co. 6 del citato art. 2 della legge n. 234.
DPR CIAE
Tabella di corrispondenza tra progetti di atti legislativi dell’Unione europea e le norme nazionali vigenti. DPCM di attuazione dell’art. 6, co. 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 234
Il 17 marzo 2015 è stato adottato il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che definisce, secondo quanto richiesto dall'art. 6, co. 5, della legge 24 dicembre 2012, n. 234, il modello per la predisposizione, da parte dell'amministrazione con competenza prevalente, della tabella di corrispondenza tra le disposizioni di progetti di atti legislativi dell'Unione europea e le norme nazionali vigenti, tabella che deve accompagnare l’“informazione qualificata” che il Governo è tenuto, ai sensi del co. 4 dello stesso articolo, ad assicurare tempestivamente alle Camere per ognuno di quei progetti.
L'avviso di pubblicazione del decreto sul sito istituzionale www.governo.it, nella sezione “Amministrazione trasparente”, alla voce “Provvedimenti”, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 77 del 2 aprile 2015.

References: art. 50
 art. 34
 sentenza 
 sentenza 
 art. 260
 sentenza 
 sentenza 
 art. 19
 art. 2