Source: https://ltantalo.com/2013/04/
Timestamp: 2020-05-30 23:19:43+00:00

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aprile 2013 – Luca Tantalo, avvocato, mediatore e negoziatore
29 aprile 2013 Avv. Luca Tantalo13 commenti
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17 aprile 2013 Avv. Luca TantaloLascia un commento
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17 aprile 2013 17 aprile 2013 Avv. Luca TantaloLascia un commento
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15 aprile 2013 Avv. Luca TantaloLascia un commento
Su impulso delle recenti indicazioni del commissario europeo alla giustizia Viviane Reding e delle proposte sulla giustizia civile contenute nella relazione dei “saggi” è stata avviata una consultazione pubblica tra gli operatori della giustizia civile e i suoi utilizzatori su una proposta di legge volta a favorire la risoluzione stragiudiziale delle controversie. Di seguito la Relazione e il Progetto di Legge disponibili anche in versione pdf. Il primo dibattito verrà ospitato da Avvocati Senza Frontiere il 22 aprile a Roma.
la Corte costituzionale ha censurato il tentativo obbligatorio solo per aspetti formali;
prima della sentenza della Consulta i risultati della mediazione erano complessivamente positivi;
la sentenza ha portato a un blocco pressoché totale delle mediazioni, incluse quelle volontarie e delegate dal giudice;
la parte di normativa rimasta in vigore è “insostenibile” e sta portando all’impossibilità materiale di offrire il servizio di mediazione.
la Relazione finale del gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali, nominata dal Presidente della Repubblica, indica “l’instaurazione effettiva di sistemi alternativi … di risoluzione delle controversie, … anche attraverso la previsione di forme obbligatorie di mediazione” come la prima misura per migliorare la giustizia civile in Italia.
non è obbligatorio di fronte al giudice di pace;
riguarda tutte le materie;
è alternativo alla procedura prevista dall’articolo 148 del Codice delle assicurazioni private in materia di responsabilità da circolazione di veicoli e natanti.
oltre a invitare le parti alla mediazione, il magistrato in taluni casi può ordinarla;
l’atteggiamento pro-attivo verso la mediazione rileva anche ai fini della sua valutazione professionale.
2 – L’introduzione del “negoziato assistito”
3 – La modifica e il rilancio della mediazione
A riprova della bontà complessiva della passata esperienza italiana in materia di mediazione, e quindi della necessità di rilanciare l’istituto, occorre ricordare il plauso ricevuto dal nostro Paese da parte del Parlamento europeo, nella Risoluzione del 13 settembre 2011 (punti 8-10)[5], dal Commissario europeo per i diritti umani[6] e dalla stessa relatrice della Direttiva europea sulla mediazione, Arlene McCarthy, che a un convegno internazionale presso la Corte di Cassazione, il 19 ottobre 2012, ha addirittura indicato nel modello italiano una possibile “best practice” europea, considerato il numero di mediazioni di gran lunga superiore a quello di tutti gli altri paesi dell’Unione[7].
La mediazione su invito e su ordine del giudice, se usata opportunamente, può contribuire molto a smaltire i diversi milioni di cause civili pendenti[15] e quelle che saranno iniziate presso i giudici di pace, di fronte ai quali non è obbligatorio l’incontro informativo. La mediazione su ordine del giudice, per come è concepita, si rivelerà uno strumento particolarmente importante in sede di appello ove, come noto, si generano i ritardi maggiori della giustizia civile[16].
c) mediazione: l’attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti nell’identificazione di possibili soluzioni a superamento di una controversia;
d) mediatore: la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti;
e) istante: il soggetto che avvia la mediazione;
f) convocato: il soggetto nei confronti dei quali la mediazione è avviata;
g) conciliazione: l’accordo a composizione, in tutto o in parte, di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione;
h) organismo: l’ente pubblico o privato presso il quale può svolgersi la mediazione;
i) registro: il registro degli organismi istituito con decreto del Ministro della giustizia ai sensi dell’articolo 16 della presente legge, nonché, sino all’emanazione di tale decreto, il registro degli organismi istituito con il decreto del Ministro della giustizia 18 ottobre 2010, n. 180, e successive modificazioni;
l) incontro informativo: l’incontro preliminare durante il quale il mediatore informa le parti sulla finalità e le caratteristiche della mediazione, e verifica con le parti il loro interesse a proseguire la procedura.
b) una capacità finanziaria e organizzativa adeguata al numero di procedure e sedi gestite e, in ogni caso, un capitale sociale interamente versato o fondo di garanzia per il pagamento dei terzi e dei mediatori non inferiore a 50.000 euro.
a) 3.000 euro per ciascun organismo di mediazione pubblico e privato, oltre a 1.000 euro per ogni sede secondaria;
b) 100 euro da parte di ciascun mediatore per ogni organismo di mediazione a cui è iscritto.
[1] L’introduzione dell’istituto del negoziato assistito era da tempo richiesta dall’avvocatura.
[2] Sulla base di questa semplice constatazione, l’affermazione consueta per cui “se le parti si vogliono accordare la soluzione la trovano autonomamente, tra loro o grazie ai loro avvocati”, si palesa in tutta la sua erroneità. L’apporto determinante del mediatore nell’agevolare il dialogo e la trattativa tra le parti, comunque, è oramai oggetto anche in Italia di una crescente letteratura dove si esaltano, tra gli altri, quei profili comunicativi e psicologici che, oggettivamente, non fanno parte della formazione di base del giurista in Italia. Da qui, probabilmente, il perdurare della concezione, in parte dell’avvocatura, secondo la quale il mediatore sarebbe un “doppione” dell’avvocato-negoziatore.
[3] Un studio Unioncamere ha stimato in oltre 480 milioni di euro i risparmi economici ascrivibili alla mediazione nel solo periodo settembre 2011-settembre 2012. Il risparmio di tempo per la collettività, quando una mediazione su due ha esito positivo, è invece di palmare evidenza, considerato che un processo, nel solo primo grado, dura in media cinquanta volte in più di una mediazione.
[4] Di evidente “efficacia deflattiva” della mediazione ha scritto il Primo Presidente della Corte di Cassazione nella recente Relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario 2013 (pagg. 35-36).
[5] http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2011-0361+0+DOC+XML+V0//IT.
[6] http://www.serviziocentrale.it/file/server/file/CommDH(2012)26_IT.pdf (punto 39).
[7] http://www.youtube.com/watch?v=lTQg0T3rh4I&list=PLE255989F3FD43BF8. In un’interrogazione formale al Parlamento di Strasburgo, la stessa parlamentare, a dicembre del 2012, a nome della Commissione affari giuridici ha invitato il Commissario europeo alla giustizia a considerare di prendere provvedimenti contro gli Stati membri ove, nonostante l’attuazione della Direttiva comunitaria, non vi era un numero sufficiente di mediazioni, in violazione palese dell’articolo 1 della stessa Direttiva. Cfr. http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+OQ+O-2012-000169+0+DOC+XML+V0//IT. A quella data, gli Stati membri in questione erano tutti tranne l’Italia.
[8] Rispettivamente, pag. 32, e pag. 34, punto 6) della lettera.
[9] COUNCIL RECOMMENDATION on the National Reform Programme 2012 of Italy and delivering a Council opinion on the Stability Programme of Italy, 2012-2015.
[10] Per vero, l’incontro potrebbe essere offerto anche gratuitamente, poiché le indennità di mediazione prevedono unicamente delle cifre massime.
[11] Sia pure nel contesto di un documento che riguarda anche l’arbitrato, il Parlamento europeo, in una Risoluzione dell’ottobre del 2011, si è espresso contro la previsione “generalizzata” di procedure di ADR obbligatorie. In ogni caso, è bene ribadire che il provvedimento proposto non prevede l’obbligatorietà della mediazione, tale non potendosi ritenere l’obbligo di partecipare al solo incontro informativo.
[12] In passato, l’assenza di tale divieto aveva portato a pratiche disdicevoli, come quella di “ricompensare” l’avvocato che portasse un’istanza all’organismo di mediazione di appartenenza con la nomina a mediatore in una successiva procedura, per la quale magari mancava di qualsivoglia competenza specifica.
[13] Lo scandalo dei “diplomi” venduti a prezzi stracciati da enti di formazione privi di alcuna esperienza, nell’oggettiva difficoltà di controlli capillari da parte delle autorità preposte, ha sicuramente contribuito ad affossare sia la sostanza sia la percezione della qualità media del servizio di mediazione
[14] Da marzo 2010 a oggi, come dimostrano i dati ministeriali, la cd “conciliazione delegata” ha funzionato ben poco.
[15] Il riferimento va, nuovamente, al dato che, quando le parti s’incontrano con il mediatore, l’accordo si trova una volta su due. Cfr. par. 3.4, supra.
[16] L’importanza in appello va intesa nel duplice senso della particolare utilità di tentare di risolvere, grazie alla mediazione, cause che si protraggono da molti anni, e dell’irrilevanza temporale (in termini assoluti, ma anche relativi) di un tentativo di durata massima pari a 90 giorni, quando solo tra una fase e l’altra dell’appello potrebbero trascorre svariati anni.
[17] L’espressione, riferita al contenzioso previdenziale, è tratta dalla Relazione sull’amministrazione della giustizia 2012 del Primo Presidente della Corte di Cassazione (pag. 75).
[18] L’assenza di risorse per consentire una più efficace attività di controllo, tra le altre cose, ha consentito pratiche deplorevoli che hanno inciso molto sul giudizio negativo riservato alla disciplina attuale in materia di organismi di mediazione.
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