Source: http://articolo53.blogspot.com/2009/12/festa-della-costituzione-lettera-di.html
Timestamp: 2019-02-23 18:32:06+00:00

Document:
Associazione Articolo 53 (Salvatore Scoca - Meuccio Ruini): Festa della Costituzione- Lettera di Introduzione
Roberto Innocenti Torelli Responsabile. Associazione Articolo 53- Salvatore Scoca - Meuccio Ruini
Ing. Claudio Mazzoccoli Italia dei Valori Sesto Fiorentino ,
Innnzitutto voglio ringraziare voi per avere accolto il nostro invito e siete venuti, rinunciando a qualche altro importante impegno, per essere con noi qui a festeggiare una persona importante, arzilla ed in salute nonostante i suoi 60 e passa anni.: La nostra Costituzione
Voglio poi cogliere l’occasione per ringraziare il Circolo Andreoni per la calorosa accoglienza che ci riserva questo pomeriggio.
Venendo al tema che sarà trattato da me e dagli amici che con me vedete : Su molte fonti, anche autorevoli, abbiamo avuto modo di leggere contributi inerenti il Sistema Tributario italiano ed il tema della Evasione Fiscale. Ci rendiamo conto che il materiale necessita di una integrazione e di una collocazione strutturale in ambito storico e costituzionale.
Partendo da questa premessa, riteniamo di fare cosa utile condividere con Voi quanto da tempo andiamo affermando sulla base degli studi e delle analisi condotte sull’argomento. Come membri di Italia dei Valori Sesto Fiorentino e responsabili della Associazione Articolo 53- Salvatore Scoca - Meuccio Ruini, abbiamo posto infatti questo obiettivo in cima alla agenda dei nostri lavori.
Anche a fronte degli ultimi accadimenti (promulgazione dello Scudo Fiscale, promulgazione del Lodo Alfano e relativa sentenza della Corte Costituzionale) siamo del parere che la opinione pubblica cominci a rendersi conto dei problemi derivanti dalla inosservanza dei dettami costituzionali e dello scempio operato da molte delle leggi che vari governi, ma quelli guidati dal Cav. Silvio Berlusconi in particolare, stanno varando in termini di equità fiscale. Le condizioni applicate al rientro di capitali dall’estero, sicuramente espatriati in barba alle leggi ed all’interesse del paese e dei concittadini, il tentativo di cambiare la Costituzione con leggi ordinarie, sono tutti atti che derivano da una diffusa ignoranza del fatto che, così come gli Appennini costituiscono il sostegno geografico della Penisola, così la Costituzione è e resta il sostegno morale della Nazione.
Chi ha avuto occasione di leggere il libro “FISCO: LA COSTITUZIONA TRADITA”, ha ben presente che la questione del sistema fiscale è abbastanza complessa ed ha le sue radici nella storia politica, sociale ed economica del nostro paese e non si può sdoganare banalmente nell’arco si una discussione in aula su questo o quell’articolo di legge. E’ un tema pervasivo e trasversale che intercetta molti argomenti. Non per nulla il sistema dei tributi è al centro di ogni sistema-paese, in quanto è il sostengo alle attività. Si tratta della famosa “coperta” larga o stretta cui ci riferiamo quando parliamo di come e dove destinare i soldi.
Come membri della Associazione Articolo 53- Salvatore Scoca - Meuccio Ruini, siamo coscienti del fatto che l’Articolo 53 della Costituzione, così come è formulato, non solo è ben lungi dall’essere realizzato ma, come la storia ed il trascorso legislativo confermano, il sistema fiscale italiano si è nel tempo conformato ai principi dello Statuto Albertino vigente prima che la Costituzione facesse il suo ingresso con il valore legato ai suoi Articoli 2, 3, 23 e 53. La Costituzione, nel suo impianto di estremo equilibrio, ha dedicato ben 4 articoli fra loro connessi al tema.
Riconoscere che non già singoli aspetti del sistema fiscale attuale, ma l’INTERO IMPIANTO attualmente usato rappresentino un palese esempio di disobbedienza, da parte della classe politica e del sistema-paese, al dettato costituzionale, francamente riteniamo debba essere il punto di partenza di ogni ragionamento.
Gli squilibri introdotti all’impianto costituzionale stanno avendo, purtroppo, gli effetti micidiali che tutti possiamo osservare in termini di disuguaglianza nella imposizione, di “disobbedienza civile” che diventa poi evasione fiscale diffusa, elusione, lavoro nero, falso in bilancio, fatturazioni compiacenti, mancato versamento di IVA, traffico ed esportazione di capitali all’estero. Per non parlare degli affari e del sostegno che mafia e criminalità organizzata stanno traendo dai mille e più rivoli che il sistema attuale consente. Leggi e leggine, eccezioni sulle eccezioni, lavori di lobby potenti che nel tempo sono andate completamente a stravolgere l’iniziale disegno dei Padri Costituenti.
Su questo riteniamo possano e debbano appuntarsi i ragionamenti di quanti hanno a cuore l’Italia e la sua Costituzione. Da questo riteniamo debba finalmente prendere piede un discorso da farsi nella opinione pubblica così come nelle aule parlamentari. A livello di opinione pubblica come Associazione ci siamo attrezzati nel miglior modo possibile in base ai limitati mezzi a nostra disposizione.
Prendiamo spunto da alcuni appunti della “Lectio Magistralis” che come Associazione proponiamo nelle sessioni nelle quali siamo chiamati a parlare. Non possiamo, nell’arco di un paio di cartelle, dire tutto, ma ci aspettiamo che un dialogo si apra e che Italia dei Valori indirizzi nel modo giusto l’analisi. Siamo disposti ad entrare nel merito, e ovviamente ad essere parte dei lavori e dei necessari approfondimenti.
Ci dicono che l’insieme dei singoli tributi deve informarsi a criteri di progressività. Ci dicono anche che i tributi devono essere calcolati in ragione della effettiva capacità contributiva. Ma le parola usate dall’On. SCOCA (Sed. Ass. Cost. del 23/05/47) sono chiarissime in proposito e richiamano lo scenario etico trasmesso dagli Artt. 2 e 3.
E’ evidente che non possiamo acquistare beni, consumi e servizi e chiedere che l’IVA (tributo indiretto) applicata sia progressiva in base alla nostra capacità contributiva. Da questo discende un principio importante: l’IVA colpisce maggiormente i redditi bassi. Basta guardare il grafico riportato per vedere come, purtroppo, l’aumento dei prezzi “morde” proprio in questa area che, guarda caso, è oggi sempre più affollata.
Il rispetto del dettame costituzionale chiede quindi di portare in deduzione dal reddito lordo, comunque conseguito, ivi comprese le rendite finanziarie, tutti gli oneri e spese sostenute, IN MODO ANALITICO, ed all’importo ottenuto, che è poi la CAPACITA’ CONTRIBUTIVA, applicare la progressività costituzionale secondo gli scaglioni di reddito e le aliquote previste sulla base della legge delega 825/71.
Questo meccanismo, a differenza i quello attualmente in vigore, garantisce la salvaguardia della dignità e del ruolo del cittadino come contribuente e non riveste assolutamente aspetti di confisca fiscale della ricchezza.
Oggi così non è. Il sistema attuale, arretrato rispetto a quello costituzionale ed improntato più ai principi del preesistente Statuto Albertino, prende copiosamente da chi, come il lavoratore dipendente ed il pensionato, non ha alcuna difesa nei confronti dei meccanismi di prelievo. Dall’altra parte invece ha costantemente tutelato i redditi da lavoro autonomo, consentendo una forbice fra reddito effettivo e dichiarato sempre crescente.
Si può notare dal grafico a fianco come grazie ai mille cavilli delle leggi di oggi un numero crescente di persone possono
nascondere al fisco redditi e rendite.
Non è una novità per nessuno, ad esempio, lo scandalo degli imprenditori che alla fine dell’anno denunciano meno dei loro dipendenti. Questo paradosso, come tanti altri, descritti abbondantemente nei nostri contributi editoriali, sono anche in parte frutto di una mentalità tutta italiana e di un “familismo amorale” [1]che non fa che ingigantire il dissesto prodotto dalle leggi che, succedendosi dal 1947, hanno deturpato sempre più il dettato costituzionale sino a renderlo una coppia di frasi dimenticate dai più.
Se la Costituzione deve essere realmente riportata al centro della agenda politica, se una operazione coraggiosa va compiuta, questa è sicuramente la restituzione del disegno del sistema fiscale al dettato costituzionale.
La buona notizia è che, con il metodo Costituzionale, ogni passaggio di denaro, in qualunque forma, sarà registrato come voci sovrapponibili di una partita doppia. In questo modo la capacità contributiva di un professionista e di un imprenditore saranno verificabili senza il ricorso a metodi induttivi o, peggio, basati su una statistica approssimata per difetto per opera di lobby contrapposte. Il metodo Costituzionale permetterà di evitare la evasione fiscale, non occorrerà abolire le ritenute alla fonte dei redditi fissi, né le ritenute di acconto e le altre ritenute per le partite IVA. Non solo avremo rispettato il principio di uguaglianza di tutti i cittadini, ma avremo fatto un passo decisivo nell’abbattimento degli ostacoli di tipo economico ce frenano la crescita di tanti cittadini o di tanti giovani, ostacolati dalla mancanza di quel minimo per vivere, studiare, affermarsi (Artt. 2, 3, 23 ), lo Stato, diversamente da quanto i detrattori affermano (come all’epoca l’On. CORBINO avverso alle tesi dell’On. SCOCA, Sed. Ass. Cost. del 23/05/47), incasserà quanto previsto grazie alla regolazione delle aliquote impositive che, andando ad agire su una CAPACITA’ CONTRIBUTIVA calcolata ANALITICAMENTE, garantirà un prelievo comunque EQUO e SOLIDALE.
Firenze, 28-novembre-2009
Associazione Articolo 53-(Salvatore Scoca - Meuccio Ruini) http://articolo53.blogspot.com/
Italia dei Valori.- Sesto Fiorentino http://www.sestofiorentino.italiadeivalori.it
[1] Andrea Leccese : Le Basi Morali della Evasione Fiscale –Armando Editore
Pubblicato da Staff a 02:17

References: Articolo 53
 Articolo 53
 Articolo 53
 sentenza 
 Articolo 53
 Articolo 53