Source: http://atlanteitaliano.cdca.it/print/svoa-di-vasto
Timestamp: 2019-06-17 04:38:59+00:00

Document:
Ex SVOA di Vasto | Atlante Italiano dei Conflitti Ambientali
Ex SVOA di Vasto
La Società Vastese Oli Alimentari S.p.A. (SVOA), azienda operante nel settore della raffinazione e commercializzazione di oli vegetali per uso alimentare è stata attiva dal 1963 al 1993 (anno dell'avvenuto fallimento) [1]. Oggi lo stabilimento ha cambiato forma e, sotto la proprietà della Fox Petroli S.p.A. produce biodisel [2]. Si trova in località Porto di Punta Penna di Vasto, in Abruzzo, a poca distanza dalla riserva naturale di Punta Aderci [3].
Alle dipendenze della SVOA, che trattava tutti i tipi di oli vegetali, lavoravano oltre quaranta persone tra impiegati e operai, e la produzione aziendale andava avanti quasi tutto l'anno, ad eccezione dei fermi produttivi per le ferie natalizie, pasquali ed estive durante le quali però lo stabilimento rimaneva aperto per portare a termine i lavori di pulizia e di manutenzione degli impianti [4].
I lavoratori della SVOA erano in continuo e costante contatto diretto con l'asbesto, infatti, non solo tutti i capannoni dell'azienda erano ricoperti di lastre di amianto, ma anche tutta l'impiantistica industriale constava di una componentistica che faceva un uso massiccio di amianto. Così, ad esempio, le guarnizioni, gli giunti accoppiati, gli scaricatori di condensa e tutto quant'altro era strettamente legato alla lavorazione degli oli, era composto da una considerevole parte di amianto. A tal proposito si può ricordare una circostanza che ha dell'incredibile: a causa delle elevate temperature presenti durante le fasi produttive, per proteggersi da eventuali ustioni e scottature, su richiesta dei lavoratori, i dirigenti aziendali avevano fornito agli operai dei guanti protettivi, anch'essi però composti di amianto [4]. A ciò si aggiunga che le condizioni lavorative a cui i dipendenti SVOA erano sottoposti, erano notevolmente aggravate dalla dispersione nell'aria delle fibre di amianto le quali venivano inspirate da tutti gli operai all'interno dell'azienda [4].
La questione giudiziaria degli ex lavoratori SVOA inizia il suo percorso quando Franco Cucinieri, chimico industriale che per oltre quindici anni ha prestato servizio alle dipendenze dell'azienda, viene a conoscenza, nel 2002, del decesso di un ex dipendente SVOA.
Su invito di altri lavoratori Franco Cucinieri decide di contattare la moglie dell'operaio – deceduto per una malattia che in seguito verrà riconosciuta come asbesto-correlata così come confermato dal certificato necroscopico rilasciato dalla ASL – e capisce subito che la causa del decesso era da ritrovarsi nel lavoro svolto all'interno della fabbrica [5]. Così, nel 2003, si costituisce il Coordinamento Esposti all'Amianto di Vasto, il quale presenta un esposto in Procura per denunciare le loro condizioni di lavoro nello stabilimento, e la correlazione di due decessi e altre malattie contratte da altri lavoratori per la prolungata esposizione all'amianto [6].
Inizialmente la difesa dei lavoratori SVOA era stata affidata alla Camera del Lavoro Territoriale della CGIL, ma dopo poco le è stato revocato in quanto il Coordinamento Esposti all'Amianto aveva iniziato a maturare delle forti perplessità sull'operato del sindacato tanto che il Coordinamento non esita a parlare di comportamenti antisindacali, di ostacoli creati da alcuni dirigenti del sindacato come riportato dai lavoratori nella lettera inviata alla CGIL Nazionale [7]. Conseguentemente la Procura ha aperto le indagini a carico di tre ex dirigenti dello stabilimento dal 1980 al 1993, accusati di omicidio colposo per la morte di due operai impiegati nello stabilimento di Punta Penna [8]. Nel frattempo, nel 2006, la moglie dell'operaio deceduto nel 2002 per un carcinoma polmonare, ricorre al giudice del lavoro del Tribunale di Vasto chiedendo la condanna dell'INAIL per l'erogazione della rendita nei suoi confronti proprio perché la morte del marito era da addebitare al lavoro svolto per oltre ventidue anni all'interno della SVOA e nel 2007, il giudice condanna l'INAIL riconoscendo il nesso causale tra la malattia professionale dell'operaio e le condizioni lavorative [9]. Sentenza poi confermata anche nel 2008 dalla Corte d'Appello di L'Aquila [10].
L'INAIL ha da subito adempiuto al pagamento della rendita e ha rilasciato il certificato di esposizione all'amianto per il lavoratore SVOA ammettendo così le proprie responsabilità. L’INPS invece no. Nel 2004 si è aperto il procedimento nei confronti dell'Istituto di previdenza sociale per chiedere i dovuti adeguamenti pensionistici a vantaggio di tutti i lavoratori SVOA [7], e nel 2008 il Tribunale di Vasto condanna l'INPS ai riconoscimenti previdenziali nei confronti dei lavoratori. Nonostante l'immediata esecutività della sentenza, l'INPS non adempie ma, anzi, propone appello [11]. Nel 2009, la Corte d'Appello di L'Aquila conferma la sentenza pronunciata in primo grado e, a seguito di quest'ultima pronuncia, l'INPS emette dei provvedimenti di accoglimento delle richieste di adeguamento pensionistico intanto inviate dai lavoratori SVOA [12]. L'INPS però tenta il ricorso in Cassazione, e nel frattempo si scoprono altri casi di malattie professionali dei lavoratori SVOA e altri decessi; inoltre, il Tribunale penale di Vasto decide di archiviare il procedimento a carico degli imputati per avvenuta prescrizione del reato. Successivamente, la sezione lavoro della Corte di Cassazione, il 14 agosto del 2012, con sentenza n. 14492/12, ribalta i due giudizi precedenti e inaspettatamente dà ragione all'INPS [12]. Facendo forza sulla pronuncia della Cassazione, l'INPS revoca gli atti amministrativi con i quali aveva già emesso i dovuti pagamenti ai fini degli adeguamenti pensionistici, e inoltre invia numerosi decreti ingiuntivi chiedendo la restituzioni delle somme erogate, non solo nei confronti dei lavoratori SVOA che nel frattempo hanno anche contratto malattie professionali asbesto-correlate, ma anche ai famigliari di coloro i quali sono già deceduti per il lavoro svolto all'interno dello stabilimento [12]. Così, ad oggi, ai lavoratori che per anni sono stati lasciati ammalare e morire, non solo viene negato il loro diritto a ricevere i dovuti adeguamenti pensionistici, ma rischiano anche di dovere restituire, oltre all'importo ricevuto, pure le maggiorazioni per le more che nel frattempo sono state calcolate, per importi che si aggirano tra i 20 e gli 80 mila euro [12]. Ma ciò che risulta estremamente pericoloso, sono le conseguenze che derivano da questa pronuncia della Cassazione: la mancata applicazione della gratuita procedura di sorveglianza sanitaria programmata con il Centro Specialistico della ASL di Pescara. La sorveglianza sanitaria viene infatti garantita anche agli ex lavoratori che presentano patologie asbesto-correlate, ma con la sentenza della Corte di Cassazione, ai lavoratori della SVOA questa sorveglianza sanitaria potrebbe non essere più garantita, privandoli così di un fondamentale diritto alla salute. Va infatti evidenziato che a molti lavoratori della SVOA sono state diagnosticate patologie amianto-correlate diagnosticate da presidi ospedalieri diversi. Nel Maggio 2017 anche in Senato viene presentata un’ordinanza parlamentare sul tema per far sì che il Ministero intervenga per chiarire le posizioni dell’INPS e per capire se intenda intervenire per introdurre disposizioni che li esentino dalla restituzione delle somme percepite, con particolare riguardo a coloro che hanno contratto patologie correlate all'asbesto, nonché agli eventuali superstiti in caso di decessi già intervenuti in relazione a tali patologie [12]. Ad Agosto del 2017, in Commissione Lavoro, è stata presentata e approvata una risoluzione per far impegnare il governo a verificare se sia possibile esentare dalla restituzione di quanto percepito, a titolo di benefici pensionistici previsti per i lavoratori esposti all'amianto, i soggetti per cui sia stata riconosciuta la connessione malattia/esposizione amianto a lavoro [13].
translation missing: en.models.conflict.attributes.name Ex SVOA di Vasto
translation missing: en.models.conflict.attributes.region Abruzzo
translation missing: en.models.conflict.attributes.province Chieti
translation missing: en.models.conflict.attributes.site Vasto
translation missing: en.models.conflict.attributes.category Industria/Manifattura/Installazioni militari
translation missing: en.models.conflict.attributes.types Altre industrie
translation missing: en.models.conflict.attributes.products Amianto
translation missing: en.models.conflict.attributes.project_details L'azienda operava nel settore della raffinazione e commercializzazione di oli vegetali per uso alimentare. Era inizialmente strutturata per la produzione di 25.000 kg/g di olio raffinato e sottoprodotto di lavorazione; successivamente è stata ampliata per garantire una produzione di 110.000 kg/g di olio raffinato e sottoprodotto di lavorazione. Era costituita dalle seguenti parti strutturali, impiantistiche e logistiche di supporto alla produzione:
Capannone 1.
Il Capannone 1, di piccole dimensioni, era su un unico piano di circa 50 mq utilizzato per l'alloggiamento del gruppo elettrogeno da 600 CV, composto di un motore diesel necessario a garantire il mantenimento di tutta l'attività produttiva. Interamente realizzato tramite amianto: lateralmente, con lastre piane di cemento amianto; per copertura con lastre ondulate d'eternit classico. Solo la parte frontale è stata lasciata aperta per garantire al meglio il sistema di condizionamento.
Capannone 2.
Capannone di grandi dimensioni sviluppato su 5 piani per una superficie totale di 2000 mq per l'alloggiamento di tutti gli impianti di raffinazione.
Capannone 3.
Di media/grande dimensione è sviluppato un terzo su due piani e per il resto su un unico piano suddiviso in 4 settori specifici per una superficie totale di 600 mq che comprendevano: deposito per stoccaggio acido solforico concentrato e soda caustica in soluzione; locale mensa per il consumo dei pasti per i lavoratori; reparto di acidificazione; deposito stoccaggio della terra decolorante.
Capannone 4.
Di grande dimensione (sup. 700 mq su unico piano). Costituito da: Centrale Termica; magazzino di stoccaggio ricambi e accessori; officina meccanica di manutenzione meccanica ed elettrica.
Capannone 5.
Capannone di 500 mq sviluppato su un solo piano e con un piano interrato definito ROT (Recupero Olio dalle Terre decoloranti utilizzate nella fase di decolorazione).
Capannone 6.
Dimensione di 600 mq sviluppato su 3 livelli. Sul fondo una grande vasca per lo stoccaggio dell'acqua. Oltre ai capannoni erano presenti anche i vari impianti accessori al ciclo produttivo [4].
translation missing: en.models.conflict.attributes.affected_people circa 40'000 (Abitanti Vasto)
translation missing: en.models.conflict.attributes.govt_actors INAIL;
Corte della Repubblica (Tribunale dell'Aquila);
Procura di Vasto;
Tribunale di Vasto.
translation missing: en.models.conflict.attributes.ejos Coordinamento Esposti Amianto Vasto - Chieti
translation missing: en.models.conflict.attributes.status_id translation missing: en.models.conflict.attributes.latent_status
translation missing: en.models.conflict.attributes.mobilizing_forms Appelli/ricorsi/ azioni legali o giudiziarie
translation missing: en.models.conflict.attributes.env_impacts Visible: Fuoriuscite di contaminanti, Degradazione paesaggistica
translation missing: en.models.conflict.attributes.hlt_impacts Visible: Esposizione a fattori di rischio incerti o non conosciuti (radiazioni, etc.), Malattie professionali ed incidenti sul lavoro, Morti, Malattie legate alla contaminazione ambientale
translation missing: en.models.conflict.attributes.conflict_events Sentenze sfavorevoli alla giustizia ambientale
translation missing: en.models.conflict.attributes.success_level translation missing: en.models.conflict.attributes.failure
[11] XVII LEGISLATURA | Allegato B | Seduta di Giovedì 15 settembre 2016
http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0673&tipo=atti_indirizzo_controllo
[12] Senato della Repubblica | Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-07492
http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp≤g=17&id=1022335
[6] Esposto dei lavori alla Procura Generale della Repubblica
http://cdca.it/wp-content/uploads/2017/08/Esposto-alla-Procura-di-Vasto.jpg
[9] Sentenza di Primo Grado Acquarola - INAIL
http://cdca.it/wp-content/uploads/2017/08/1-SENTENZA-AMIANTO-PRIMO-GRADO-Acquarola-INAIL-copia1.pdf
[1] Visura Storica SVOA
http://cdca.it/wp-content/uploads/2017/08/Visura-Storica-SVOA.pdf
[4] Relazione dei lavoratori dell'ex SVOA inviata all'INPS
http://cdca.it/wp-content/uploads/2017/08/RELAZIONE-AMIANTO-SVOA-A-INPS.pdf
[7] Lettera di appello al Presidente Napolitano da parte del Coordinamento Esposti Amianto di Vasto - Chieti
http://cdca.it/wp-content/uploads/2017/08/Cassazione-LETTERA-DI-APPELLO-AL-PRESIDENTE-NAPOLITANO-SULLA-SENTENZA-DI-CASSAZIONE-AMIANTO-INPS-SVOA.doc
[5] Intervista a Franco Cucinieri
[10] Sentenza di Secondo Grado (Corte d'Appello) Acquarola - INAIL
http://cdca.it/wp-content/uploads/2017/08/2-Sentenza-Amianto-Secondo-Grado-Acquarola-INAIL-corte-appello-n.-1428_081.pdf
[2] Articolo sul Sito web "www.vastospa.it"
http://www.vastospa.it/html/la_citta/ind_com_fox_petroli.htm
[3] Sito web della Riserva Naturale Punta Aderci
http://www.puntaderci.it/
[8] Articolo della testata giornalistica "piazzarossetti.it" del 4 Settembre 2009
http://www.piazzarossetti.it/it-it/notizie/5156b87ed199709005006102/vasto-morti-per-l-amianto-si-teme-la-prescrizione
[13] Articolo del quotidiano online "zonalocale.it" del 3 Agosto 2017
http://www.zonalocale.it/2017/08/03/lavoratori-ex-svoa-e-somi-passa-la-risoluzione-del-m5s/28092?e=vasto
http://archiveatlas.cdca.it/docs/0002-1-1-1.jpg
http://archiveatlas.cdca.it/docs/svoa1.jpg
translation missing: en.models.conflict.attributes.contributor Nicholas Tomeo per A Sud
translation missing: en.models.conflict.attributes.modified_at 29/08/2017

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza