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Il sistema nazionale di valutazione SNV Percorso di formazione
PubblicatoMimi Distefano
Presentazione sul tema: "Il sistema nazionale di valutazione SNV Percorso di formazione"— Transcript della presentazione:
Il sistema nazionale di valutazione SNV Percorso di formazioneUSR per la Lombardia 1 1
INDICE Glossario essenziale Parte prima informativa:Verso l’autovalutazione - I riferimenti normativi Il RAV Il procedimento in sintesi, i tempi, le azioni immediate delle scuole Parte seconda formativa: Il processo di autovalutazione Il processo di autovalutazione: lettura dei dati e utilizzo degli indicatori Le fonti dei dati La lettura dei dati Il miglioramento Gli argomenti che seguono possono essere utilizzati: come approfondimenti oppure come introduzione nelle diverse giornate di formazione I concetti chiave della valutazione processi e indicatori 2 2
Il sistema nazionale di valutazione SNV Il Rapporto di autovalutazioneRAV 3 3
GLOSSARIO ESSENZIALE 4 4
GLOSSARIO ESSENZIALE SNV (fase di autovalutazione – valutazione esterna) RAV Rapporto di autovalutazione. Ciò che le scuole sono chiamate a produrre. Il risultato (output) del processo di autovalutazione PROCESSO Una sequenza di attività tra loro connesse che trasformano gli input in output e outcome, fornendo valore aggiunto. INDICATORE Misura indicativa che mostra l’effetto di un’azione 5
Parte Prima Informativa6
Il sistema nazionale di valutazione SNV7 7
Verso l’autovalutazione – I riferimenti normativi8 8
I prodromi Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione, (D.Lvo. n. 297/94), art. 603: Nel quadro della definizione di strumenti idonei al conseguimento di una maggiore produttività del sistema scolastico e al raggiungimento di obiettivi di qualità, il Ministero della pubblica istruzione provvede alla determinazione di parametri di valutazione dell’efficacia della spesa…provvede altresì all’individuazione di adeguati metodi di rilevamento dei processi e dei risultati del servizio scolastico … 9
Il rinnovamento della scuolaAutonomia (DPR.275/1999 e art. 117 Cost. comma 2, novellato con L. cost. 3/2001 (riforma del Titolo V della Costituzione) Nuove responsabilità dirigenziali (D.lgs.150/2009); Riforme degli ordinamenti; Direttiva triennale 74/2008; Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione (DPR. 80/2013 ) 10 10
DPR 8 marzo 1999, n.275 Art. 3 NEL POF: identità finalitàIl Piano dell’Offerta Formativa è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia. NEL POF: identità finalità obiettivi strategici attività/processi valutazione 11
DPR. 275/1999 Autonomia (DPR.275/1999) Art.4, c.4: Le istituzioni scolastiche ….. Individuano inoltre le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale ed i criteri per la valutazione periodica dei risultati conseguiti dalle istituzioni scolastiche rispetto agli obiettivi prefissati; Art. 10, c.1: Per la verifica del raggiungimento degli obiettivi di apprendimento e degli standard di qualità del servizio il Ministero della pubblica istruzione fissa metodi e scadenze per rilevazioni periodiche. 12 12
La Direttiva triennale 74/2008Il Miur chiede all’Invalsi di sviluppare le proprie attività attraverso le seguenti aree di intervento: Valutazione di sistema Provvedere alla predisposizione di un rapporto annuale sulla scuola Valutazione delle scuole Definire, anche sulla base delle esperienze internazionali, un modello di valutazione delle scuole per rilevare quegli assetti organizzativi e quelle pratiche didattiche che favoriscono il miglioramento dei livelli di apprendimento degli studenti Diffusione della cultura della valutazione Promuovere la cultura della valutazione con particolare riferimento alle azioni di formazione del personale dirigente e docente, per favorire la piena attuazione dell’autonomia didattica e organizzativa. 13
obiettivi e organizzazione del SNV; DPR. 80/2013 Disciplina: soggetti e ruoli; obiettivi e organizzazione del SNV; procedura di valutazione: AV, V esterna, Miglioramento 14 14
DPR. 80/2013 – I SOGGETTI Invalsi: Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione, di cui al decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286; Indire: Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa, di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111; Contingente ispettivo: contingente di dirigenti di seconda fascia con funzione tecnico- ispettiva, appartenenti alla dotazione organica dirigenziale del Ministero, che svolgono l'attivita' di valutazione nei nuclei di cui all'articolo 6 del presente decreto. 15 15
Art. 6 – Procedimento di valutazioneDPR 28 marzo 2013 n. 80 Art. 6 – Procedimento di valutazione Ai fini dell’articolo 2 (miglioramento) il procedimento di valutazione delle istituzioni scolastiche si sviluppa, in modo da valorizzare il ruolo delle scuole nel processo di autovalutazione, sulla base dei protocolli di valutazione e delle scadenze temporali … nelle seguenti fasi: autovalutazione delle istituzioni scolastiche (a.s ) valutazione esterna (Nuclei di valutazione esterna aa.ss / ) azioni di miglioramento (a.s ) rendicontazione sociale delle istituzioni scolastiche (a.s ) 16
DIRETTIVA 11/2014 Priorità strategicheLa valutazione è finalizzata al miglioramento della qualità dell'offerta formativa e degli apprendimenti e sarà particolarmente indirizzata: alla riduzione della dispersione scolastica e dell'insuccesso scolastico; alla riduzione delle differenze tra scuole e aree geografiche nei livelli di apprendimento degli studenti; al rafforzamento delle competenze di base degli studenti rispetto alla situazione di partenza; alla valorizzazione degli esiti a distanza degli studenti con attenzione all'università e al lavoro. 17 17
Direttiva 11/2014 : I supportiSostegno ai processi di autovalutazione delle scuole con strumenti di analisi dei dati disponibili, con quadri di riferimento, indicatori, dati comparabili, … Invalsi Predisposta dai servizi informativi del Miur per coordinare il flusso delle informazioni Piattaforma Formazione Piani di formazione per tutte le scuole con particolare riferimento ai DD.SS. A cura di Giancarlo Cerini – Dirigente Tecnico 18
LE ULTIME TAPPE DEL SNV C.M. 21/10/2014 N Trasmissione della direttiva n. 11 del 18 Settembre 2014 Nota Miur 4/12/ Avvio del SNV: attività ulteriori di accompagnamento - nel momento in cui sarà operativa la piattaforma informatica saranno inoltrate alle scuole delle linee guida per supportare le stesse nell’elaborazione del Rapporto di autovalutazione – le linee guida sono in via di elaborazione -) 19
IL RAPPORTO DI AUTOVALUTAZIONE (RAV)20
Struttura rapporto di autovalutazioneContesto e risorse Popolazione scolastica Territorio e capitale sociale Risorse economiche e materiali Risorse professionali Esiti Risultati scolastici Risultati nelle prove standardizzate Competenze chiave e di cittadinanza Risultati a distanza Processi Pratiche educative e didattiche Curricolo, progettazione, valutazione Ambiente di apprendimento Inclusione e differenziazione Continuità e orientamento Pratiche gestionali e organizzative Orientamento strategico e organizzazione della scuola Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie Il processo di autovalutazione Individuazione delle priorità Priorità e Traguardi Obiettivi di processo 21 A cura di Annamaria Ajello
LE 5 SEZIONI DEL RAV Il RAV è articolato in: 5 sezioni:1) Contesto e risorse; 2) Esiti degli studenti; 3) Processi messi in atto dalla scuola; 4) Processo di autovalutazione; 5) Individuazione delle priorità; 49 indicatori che consentono alla scuola di confrontare la propria situazione con valori di riferimento esterni; Rubriche di valutazione, dove per ciascuna area degli Esiti e dei Processi la scuola potrà assegnarsi un giudizio in una scala da 1 a 7, sulla base di criteri espressi (motivazione del giudizio assegnato). 22
IL FORMAT DEL RAV: CINQUE SEZIONI, QUATTRO PARTIDescrittiva Descrizione del contesto e delle risorse Valutativa Valutazione degli esiti e dei Processi Metodologico- riflessiva Descrizione e valutazione del percorso di AV Proattiva Individuazione delle priorità e degli obiettivi di processo Descrittiva Descrizione del contesto e delle risorse Valutativa Valutazione degli Esiti e dei Processi Metodologico- riflessiva Descrizione e valutazione del percorso di autovalutazione 23 A cura di Donatella Poliandri - INVALSI
PARTE DESCRITTIVA Contesto e risorse Territorio e capitale socialeLettura di indicatori Domande guida per orientare la riflessione Descrizione di opportunità e vincoli Popolazione scolastica Risorse economiche e materiali Risorse professionali 24 A cura di Donatella Poliandri - INVALSI
PARTE VALUTATIVA Espressione del giudizio nelle aree degli Esiti e dei Processi Risultati scolastici Risultati nelle prove standardizzate Competenze chiave e di cittadinanza Risultati a distanza Esiti Processi: pratiche educative e didattiche Curricolo, progettazione, valutazione Ambiente di apprendimento Inclusione e differenziazione Continuità e orientamento Processi: pratiche gestionali e organizzative Orientamento strategico e organizzazione della scuola Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie 25 A cura di Donatella Poliandri - INVALSI
PARTE METODOLOGICO-RIFLESSIVARiflessione sul percorso di autovalutazione Composizione del nucleo di AV Problemi emersi nella lettura e interpretazione dei dati Esperienze pregresse di AV 26 A cura di Donatella Poliandri - INVALSI
Modello teorico delle relazioni tra Esiti, Processi, Contesto e Risorse27 A cura di INVALSI
LA CORNICE DI RIFERIMENTOVINCOLI E OPPORTUNITA’ Contesto e risorse Ambiente organizzativo Pratiche educative e didattiche Esiti formativi ed educativi IMPATTI A cura di Damiano Previtali 28
GLI AMBITI DI CONTENUTO per la riflessione delle scuoleCONTESTO Ambiente organizzativo Pratiche educative e didattiche ESITI 29
1. CONTESTO 1.1. Popolazione scolastica1.2. Territorio e capitale sociale 1.3. Risorse economiche e materiali 1.4. Risorse professionali 30
AMBITI, AREE, INDICATORI - CONTESTOAMBITO AREA INDICATORE Contesto 1.1. Popolazione scolastica 1.1.a status socio-economico e culturale delle famiglie degli studenti 1.1. b Studenti con famiglie economicamente svantaggiate 1.2. Territorio e capitale sociale 1.2.a Disoccupazione 1.2.b. Immigrazione 1.2.c. Spesa per l’istruzione degli Enti Locali 1.3. Risorse economiche e materiali 1.3.a. Finanziamenti all’istituzione scolastica 1.3.b. Edilizia e rispetto delle norme sull'edilizia 1.4. Risorse professionali 1.4.a.Caratteriostiche degli insegnanti 1.4.b. Caratteristiche del dirigente scolastico 31
2. ESITI 2.1. Risultati scolastici2.2. Risultati nelle prove standardizzate nazionali 2.3. Competenze chiave e competenze di cittadinanza 2.4. Risultati a distanza 32
AMBITI, AREE, INDICATORI - ESITIAMBITO AREA INDICATORE Esiti 2.1. Risultati scolastici 2.1.a. Esiti degli scrutini 2.1.b. Trasferimenti e abbandoni 2.2. Risultati nelle prove standardizzate nazionali 2.2. a. Risultati degli studenti nelle prove di italiano e matematica 2.2. b. Livelli di apprendimento degli studenti 2.2.c. Variabilità dei risultati fra le classi 2.3. Competenze chiave e competenze di cittadinanza 2.4. Risultati a distanza 2.4.a. Prosecuzione negli studi universitari 2.4.b. Successo negli studi universitari 2.4.c. Successo negli studi secondari di II grado 2.4.d. Inserimento nel mondo del lavoro 33
A) Processi – Pratiche educative e didattiche B) Processi – Pratiche gestionali e organizzative 34
A. Pratiche educative e didattiche3.3 I PROCESSI (A) A. Pratiche educative e didattiche AREA SOTTOAREA Curricolo, progettazione e valutazione Curricolo e offerta formativa; Progettazione didattica; Valutazione degli studenti Ambiente di apprendimento Dimensione organizzativa; Dimensione metodologica; Dimensione relazionale Inclusione e differenziazione Inclusione; Recupero e potenziamento Continuità e orientamento Continuità; Orientamento 35
PROCESSI – PRATICHE EDUCATIVE E DIDATTICHEAMBITO AREA SOTTOAREA INDICATORE Processi Pratiche educative e didattiche 3.1. Curricolo, progettazione e valutazione Curricolo e offerta formativa; 3.1.a.Curricolo 3.1.b. Politiche scolastiche di istituto progettazione didattica; 3.1.c. Progettazione didattica valutazione degli studenti 3.1.d. Presenza di prove strutturate per classi parallele 3.2. Ambiente di apprendimento Dimensione organizzativa; 3.2.a.Durata delle lezioni 3.2.b. Organizzazione oraria Dimensione metodologica 3.2.c Attività e strategie didattiche Dimensione relazionale 3.2.d. Episodi problematici 3.2.e. Clima scolastico 3.3. Inclusione e differenziazione Inclusione 3.3.a Attività di inclusione Recupero e potenziamento 3.3.b.Attività dii recupero 3.3.c. Attività di potenziamento 3.4. Continuità e orientamento Continuità 3.4.a Attività di continuità Orientamento 3.4.b. Attività di orientamento 36
B. Pratiche gestionali e organizzative3.3 I PROCESSI (B) B. Pratiche gestionali e organizzative Orientamento strategico e organizzazione della scuola Missione e obiettivi prioritari; Controllo dei processi; Organizzazione delle risorse umane; Gestione delle risorse economiche Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane Formazione; Valorizzazione delle competenze; Collaborazione tra docenti Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie Collaborazione con il territorio; Coinvolgimento delle famiglie 37
PROCESSI – PRATICHE GESTIONALI E ORGANIZZATIVE (1)AMBITO AREA SOTTOAREA INDICATORE Processi Pratiche gestionali e organizzative 3.5. Orientamento strategico e organizzazione della scuola Missione e obiettivi prioritari Controllo dei processi Organizzazione delle risorse umane 3.5.a Gestione delle funzioni strumentali 3.5.b. Gestione del Fondo di istituto 3.5.c. Processi decisionali 3.5.d. Impatto delle assenze degli insegnanti sull’organizzazione Gestione delle risorse economiche 3.5.e. Progetti realizzati 3.5.f. Progetti prioritari 38
PROCESSI – PRATICHE GESTIONALI E ORGANIZZATIVE (2)AMBITO AREA SOTTOAREA INDICATORE Processi Pratiche gestionali e organizzative 3.6. Sviluppo e valorizzazione delle risorse umane Formazione 3.6.a. Offerta di formazione per gli insegnanti Valorizzazione delle competenze Collaborazione tra insegnanti 3.6.b. Gruppi si lavoro degli insegnanti 3.6.c. Confronto tra insegnanti 3.7. Integrazione con il territorio e rapporti con le famiglie Collaborazione con il territorio 3.7.a. Reti di scuole 3.7.b. Accordi formalizzati 3.7.c. Raccordo scuola-territorio 3.7.d. Raccordo scuola e lavoro Coinvolgimento delle famiglie 3.7.e. Partecipazione formale dei genitori 3.7.f. Partecipazione informale dei genitori 3.7.g. Partecipazione finanziaria dei genitori 3.7.h. Capacità della scuola di coinvolgere i genitori 39
INDICATORI E DESCRITTORIPer ogni Area o Sottoarea sono previsti indicatori e descrittori Esempio: Ambito:	3. Processi – A) Pratiche educative e didattiche Area: Curricolo, progettazione e valutazione Sottoarea:	Curricolo e offerta formativa CODICE INDICATORE NOME INDICATORE CODICE DESCRITTORE DESCRITTORE FONTE 3.1.a Curricolo 3.1.a.1 Grado di adeguatezza del curricolo INVALSI Questionario scuola 3.1.a.2 Aspetti del curricolo presenti 3.1.b Politiche scolastiche di istituto 3.1.b.1 Percezione delle politiche scolastiche secondo gli insegnanti Questionario insegnanti 40
IL PROCEDIMENTO IN SINTESI41 41
AZIONI DI MIGLIORAMENTO RENDICONTAZIONE SOCIALEIL PROCEDIMENTO IN SINTESI AUTOVALUTAZIONE Analisi dati forniti da sistema informativo Miur e da Invalsi Rapporto di autovalutazione sulla base di quadro rif. fornito da Invalsi + elementi significativi individuati da scuola Formulazione piano miglioramento VALUTAZIONE ESTERNA Individuazione scuole da verificare Visite nuclei valutazione esterna Ridefinizione piani miglioramento AZIONI DI MIGLIORAMENTO Anche con supporto Indire, università, enti di ricerca, associazioni professionali e culturali RENDICONTAZIONE SOCIALE Pubblicazione e diffusione risultati raggiunti 42 A cura di Dino Cristanini
LA SCANSIONE TEMPORALECM 47/2014 – LA SCANSIONE TEMPORALE FASI ATTORI A.S. 2014/2015 A.S.2015/2016 A.S. 2016/2017 AUTOVALUTAZIONE TUTTE LE SCUOLE VALUTAZIONE ESTERNA CIRCA 800 SCUOLE (ogni anno) AZIONI DI MIGLIORAMENTO RENDICONTAZIONE SOCIALE 43 A cura di Damiano Previtali
Le prossime tappe AZIONI SOGGETTI TEMPIFORMAZIONE REFERENTI USR E ISPETTORI TECNICI MINISTERO/INVALSI 27 e 28 NOVEMBRE 2014 FORMAZIONE DS E DOCENTI USR DICEMBRE 2014-GENNAIO 2015 APERTURA PIATTAFORMA INFORMATICA MINISTERO GENNAIO 2015 INSERIMENTO DATI TUTTE LE SCUOLE GENNAIO-FEBBRAIO 2015 RESTITUZIONE DATI CON BENCHMARK INVALSI FINE MARZO 2015 DEFINIZIONE RAV MARZO-GIUGNO 2015 PUBBLICAZIONE RAV LUGLIO 2015 44 A cura di Damiano Previtali
CM 47/ L’UNITA’ DI AV Le scuole si doteranno di un'unità di autovalutazione, costituita preferibilmente dal dirigente scolastico, dal docente referente della valutazione e da uno o più docenti con adeguata professionalità individuati dal Collegio dei docenti. 45
Parte Seconda formativa46
IL PROCESSO DI AUTOVALUTAZIONE47
Il percorso di autovalutazioneLe domande guida sono uno stimolo per riflettere su quanto realizzato in ogni area, focalizzandosi sui risultati Gli indicatori consentono alla scuola di confrontare la propria situazione con valori di riferimento esterni. Da utilizzare all’interno di una interpretazione più ampia Espressione del giudizio con la Rubrica di valutazione Individuazione di punti di forza e di debolezza Riflessione attraverso le domande guida Per ogni area la scuola esprime un giudizio complessivo su una scala da 1 a 7 Sono presenti campi aperti in cui la scuola descrive i punti di forza e di debolezza per ogni area Lettura e analisi degli indicatori 48 A cura di Donatella Poliandri - INVALSI
Il percorso di autovalutazioneDescrivere la propria scuola sulla base di dati attendibili Fasi del processo guidate dal Rav Attribuirsi 11 “voti”, motivati, sulle dimensioni principali del funzionamento della scuola Individuare (poche) priorità strategiche (miglioramento degli esiti degli studenti) Individuare processi appropriati che, in un tempo definito, possano far migliorare gli esiti critici Risultati scolastici Risultati nelle prove INVALSI Competenze di cittadinanza Risultati a distanza Curricolo Ambiente di apprendimento Inclusività Continuità e orientamento Orientamento strategico e organizzazione Valorizzazione delle risorse umane Integrazione con il territorio Elaborare un piano di miglioramento 49 A cura di Paolo Mazzoli
Rubrica di valutazione GLI STRUMENTI DEL RAV Domande guida Indicatori Rubrica di valutazione 50
All'inizio di ciascuna area o sottoareaLE DOMANDE GUIDA Dove? All'inizio di ciascuna area o sottoarea A che cosa servono? A riflettere sui risultati raggiunti in quell’area, sui punti di forza e di debolezza; a guidare verso l’attribuzione di un livello 51
Per ciascuna area o sottoareaGLI INDICATORI Dove? Per ciascuna area o sottoarea A che cosa servono? A informare per riflettere e interpretare a confrontare la propria situazione con valori di riferimento esterni; a guidare verso l’attribuzione di un livello 52
LA RUBRICA DI VALUTAZIONEDove? Per ciascuna area degli Ambiti Esiti e Processi Come? Attraverso una scala da 1 a 7 Come è costruita la scala? Con descrizioni guida di situazioni graduate per i livelli 1, 3, 5, 7. I livelli 2, 4, 6 sono lasciati alla discrezionalità della scuola 53
LA MOTIVAZIONE DEL GIUDIZIOPer ciascuna area si chiede infine di motivare brevemente le ragioni della scelta del giudizio assegnato, indicando i fattori o gli elementi che hanno determinato la collocazione della scuola in uno specifico livello della scala. 54
CRITERI GENERALI PER L’ASSEGNAZIONE DEL GIUDIZIOCompletezza Accuratezza Qualità dell’analisi (Invalsi, Rapporto di Autovalutazione Guida all’autovalutazione, pag. 4) 55
COMPLETEZZA Utilizzo dei dati e degli indicatori messi a disposizione centralmente (MIUR, INVALSI, ecc.) e capacità di supportare il giudizio individuando ulteriori evidenze e dati disponibili a scuola. 56
ACCURATEZZA Lettura dei dati e degli indicatori in un'ottica comparativa, confrontando la situazione della scuola con i valori di riferimento forniti (medie nazionali o regionali, andamento generale delle scuole di riferimento, ecc.). 57
QUALITA’ DELL’ANALISIApprofondimento e articolazione della riflessione a partire dall’analisi dei dati disponibili. L'analisi è articolata quando non ci si limita a elencare i dati o a descrivere ciò che la scuola fa, ma i dati vengono interpretati tenendo conto della specificità del contesto, oppure si evidenziano i punti di forza e di debolezza dell'azione della scuola, o ancora si individuano aspetti strategici. 58
Il contributo delle scuole al RAVL’autovalutazione del SNV non si giustappone alle esperienze auto valutative che le scuole già compiono: non tutto è esaustivo, ma ogni scuola nella sua autonomia potrà approfondire gli aspetti che vorrà. Tale è il caso dell’area competenze chiave di cittadinanza (2.3) i cui indicatori sono rimessi alla libera determinazione delle scuole. Le rubriche di valutazione: sono mutuate dalla valutazione autentica e dunque presuppongono un percorso in itinere, già compiuto o da compiere 59
Il processo di autovalutazione: lettura dei dati e utilizzo degli indicatori60 60
LE FONTI DEI DATI 61 61
Flussi informativi 62 A cura di Gianna Barbieri - MIUR MIUR ALTRI DATI(consiglio orientativo) SCUOLA IN CHIARO CONTESTO - ESITI – PROCESSI DATI MIUR DATI INVALSI – PROVE DATI INVALSI – QUESTIONARI DATI ISTAT ALTRI DATI RAV RAPPORTO ESTERNO RAPPORTO SINTETICO ISTAT ALTRE FONTI INVALSI PROVE A cura di Gianna Barbieri - MIUR 62
Le banche dati di riferimento di Scuola in chiaroAnagrafe studenti (università) Anagrafe studenti (scuola) Bilanci delle scuole Fascicolo docenti Rilevazioni integrative Mobilità dei docenti A cura di Gianna Barbieri - MIUR 63
LE FONTI DEI DATI QUESTIONARIO SCUOLA INVALSI QUESTIONARIO STUDENTI, GENITORI, INSEGNANTI INVALSI DATI PROVE INVALSI AUTOVALUTAZIONE DELLA SCUOLA INFORMAZIONI IN POSSESSO DELLA SCUOLA SCUOLA IN CHIARO MIUR 64 A cura di Sara Romiti - INVALSI
LEGGERE LE FONTI IN MODO INTEGRATO (1)Attenzione alla differenza tra tipi di dati: dati riguardanti le caratteristiche della scuola; dati riguardanti le caratteristiche del personale; dati riguardanti le caratteristiche degli studenti – apprendimenti, esiti scolastici, ecc.; dati di percezione 65 A cura di Sara Romiti - INVALSI
LEGGERE LE FONTI IN MODO INTEGRATO (2)I dati offrono elementi aggiuntivi per comprendere meglio il funzionamento delle scuole; i dati non hanno un valore intrinseco, ma vanno integrati dai gruppi di autovalutazione con la loro conoscenza del contesto, delle scelte operate e delle pratiche in uso. 66 A cura di Sara Romiti - INVALSI
Lettura dati 67 MINISTERO OEU'ISTAUZIONE OELL UNlVFRSITA' E DELlA lc.ERCA
Leggere e usare le informazioni disponibiliLe scuole hanno a disposizione più fonti informative dalle quali trarre informazioni per la compilazione del RAV FONTI INTERNE Dati in possesso della scuola, documenti elaborati dalla scuola, informazioni FONTI ESTERNE Dati resi disponibili dall’INVALSI e dal MIUR 68 A cura di Sara Romiti - INVALSI
Le fonti esterne DATI MIUR DATI INVALSI CONTESTORisorse economiche e materiali Risorse professionali DATI MIUR ESITI Risultati scolastici Risultati a distanza CONTESTO Popolazione scolastica Risorse DATI INVALSI PROCESSI Pratiche educative e didattiche Pratiche gestionali e organizzative ESITI Risultati prove standardizzate nazionali 69 A cura di Sara Romiti - INVALSI
Le fonti esterne DATI ISTAT DATI MINISTERO DEGLI INTERNI CONTESTOTerritorio e capitale sociale DATI MINISTERO DEGLI INTERNI CONTESTO Territorio e capitale sociale 70 A cura di Sara Romiti - INVALSI
I dati della Scuola in chiaroPiattaforma di raccolta dei dati che consente al MIUR di elaborare informazioni mettendole a disposizione di tutti: Accessibile dalla home del MIUR, alimentata: con i dati già presenti nel sistema informativo con i dati direttamente immessi dalle scuole 71
Il Fascicolo Scuola E’ stato lo strumento realizzato nell’a.s.2012/13 per supportare le scuole nel processo di autovalutazione. Il Fascicolo è stato inviato via a tutte le Istituzioni scolastiche italiane. Per l’a.s – 15 il MIUR dovrebbe restituire on line le stesse informazioni contenute nel fascicolo 72
Da dove provengono i dati del MIURANAGRAFE STUDENTI BILANCI SCUOLE ANAGRAFE STUDENTI E LAUREATI 73
Tipo di informazioni – Scuola in chiaroDATI IDENTIFICATIVI DATI DI CONTESTO OFFERTA FORMATIVA PERSONALE ESITI FORMATIVI RISORSE FINANZIARIE 74
Scuola in Chiaro: studenti75
LE FONTI DEI DATI QUESTIONARIO SCUOLA INVALSI QUESTIONARIO STUDENTI, GENITORI, INSEGNANTI INVALSI DATI PROVE INVALSI AUTOVALUTAZIONE DELLA SCUOLA INFORMAZIONI IN POSSESSO DELLA SCUOLA SCUOLA IN CHIARO MIUR 76 A cura di Sara Romiti - INVALSI
I dati nel sito INVALSI Livelli di dati:Dati della classe comparati con regione, area geografica, Italia Dati delle classi della scuola Dati dei singoli studenti Dettaglio delle prove Profili di accesso: Dirigente scolastico Referente per la valutazione Presidente del CdI Docente della classe Tipologia di dati: Tabelle Grafici File excel su richiesta 77
Finalità delle analisi dei datiAnalisi “di sistema”: Livello degli apprendimenti medi del Paese, per area geografica, per genere, per cittadinanza... Policy making nazionale/territoriale Stakeholder di riferimento: amministratori, cittadinanza Analisi “di scuola”: Livello degli apprendimenti della scuola Comparazione con realtà territoriale di riferimento (benchmarking) Individuazione punti di forza/criticità Stakeholder di riferimento: DS, docenti (a tendere: genitori?) 78
Dati prove INVALSI Le scuole accedono ai risultati nelle prove INVALSI 2014	attraverso il sito (profilo Referente per la valutazione). Per la stesura del Rapporto di autovalutazione suggeriamo	di focalizzare la lettura sui risultati generali degli studenti e delle classi, e di esaminare in modo particolare le sezioni: Punteggi generali in Italiano e Matematica Distribuzione degli studenti per livelli di apprendimento Grafici 79
Dati prove INVALSI – Esempi di dati80
Dati prove INVALSI – Esempi di dati81
LE FONTI DEI DATI QUESTIONARIO SCUOLA INVALSI QUESTIONARIO STUDENTI, GENITORI, INSEGNANTI INVALSI DATI PROVE INVALSI AUTOVALUTAZIONE DELLA SCUOLA INFORMAZIONI IN POSSESSO DELLA SCUOLA SCUOLA IN CHIARO MIUR 82 A cura di Sara Romiti - INVALSI
Il Questionario scuolaIl	Questionario raccoglie informazioni sulle risorse materiali e professionali impiegate nella scuola e sui processi attuati. Tra gli aspetti esplorati il curricolo e la progettazione, la collaborazione tra gli insegnati, l’offerta di formazione per gli insegnanti, i progetti attuati, la partecipazione delle famiglie, le reti e gli accordi con soggetti esterni; I dati richiesti nel Questionario servono per la costruzione di indicatori che vengono elaborati per ciascuna istituzione scolastica; Nella restituzione personalizzata per ciascuna scuola i dati sono posti a confronto con quelli delle altre scuole 83
Esempi di dati di contestoQuestionario	scuola Esempi di dati di contesto Risorse professionali Tramite questo indicatore si intende fornire un'informazione sulla quota di insegnanti a tempo indeterminato rispetto alla totalità degli insegnanti della scuola. Numero scuole Media scuole Scuola: MITC000007 Insegnanti con contratto a tempo indeterminato- primaria 362 (99,5%) 88,98% 73,53% Insegnanti con contratto a tempo indeterminato- secondaria i grado 363 (99,7%) 76,30% 71,43% 84
Questionario scuola Esempi di dati di processoTabella 39- Aspetti della progettazione del curricolo presenti (P_ 018b) Scuola : xxxxx Percentuale di scuole in cui sono presenti aspetti relativi alla progettazione del curricolo e dell'azione didattica Definizione di un curricolo di scuola verticale Sì 60,6% Definizione di un profilo delle competenze da possedere in uscita dalla scuola 77,6% Utilizzazione della quota del 20% dei curricoli rimessa all'autonomia delle scuole 24,8% Utilizzazione di modelli comuni a tutta la scuola per la progettazione didattica No 68,7% Progettazione di itinerari comuni per specifici gruppi di studenti (es. studenti con cittadinanza non italiana) 55,1% Programmazione per classi parallele 82,0% Programmazione per dipartimenti disciplinari l ambiti disciplinari 75,2% Programmazione in continuità verticale (fra anni di corso diiversi ) 50,6% Definizione di criteri di valutazione comuni a tutta la scuola 84,6% Progettazione di moduli per il recupero delle competenze 56,3% Progettazione di moduli per il potenziamento delle competE:!nze 43 ,8% 85
LE FONTI DEI DATI QUESTIONARIO SCUOLA INVALSI QUESTIONARIO STUDENTI, GENITORI, INSEGNANTI INVALSI DATI PROVE INVALSI AUTOVALUTAZIONE DELLA SCUOLA INFORMAZIONI IN POSSESSO DELLA SCUOLA SCUOLA IN CHIARO MIUR 86 A cura di Sara Romiti - INVALSI
Questionario Insegnanti- le aree indagatePROCESSI - CURRICOLO E OFFERTA FORMATIVA Politiche scolastiche di istituto - rileva le opinioni degli insegnanti in merito alla capacità della scuola di mettere in atto politiche scolastiche specifiche, quali un utilizzo diffuso dei laboratori e interventi per diversi gruppi di studenti. PROCESSI -AMBIENTE DI APPRENDIMENTO Attività e strategie didattiche - riguarda le attività e le strategie didattiche che l'insegnante utilizza maggiormente in classe. PROCESSI - CLIMA SCOLASTICO Percezione del clima Scolastico - indaga la percezione degli insegnanti sulla qualità delle relazioni con le altre componenti della scuola PROCESSI - COLLABORAZIONE TRA INSEGNANTI Confronto tra insegnanti – esplora la percezione del confronto professionale e dello scambio tra colleghi 87 87
Questionario Genitori- le aree indagatePROCESSI – CLIMA SCOLASTIC O Benessere dello studente a scuola – misura la percezione del clima in classe e dei rapporti che intercorrono tra gli studenti. Si considerano sia le relazioni positive (stare bene, sentirsi apprezzati), sia quelle problematiche (prese in giro , litigi). Percezione del clima scolastico - Indaga la percezione del genitore sulla qualità delle relazioni tra docenti e studenti e tra docenti e genitori. 88
Questionario Studenti - le aree indagatePROCESSI - CLIMA SCOLASTICO Accettazione tra compagni - Indaga in che misura gli studenti si sentono accettati dal resto dei compagni. Si chiede di esprimere un giudizio su quanto ci si sente cercati o lasciati da parte dai compagni, nelle attività a scuola e in quelle al di fuori della scuola. Comportamenti problematici tra compagni - Misura l'incidenza di comportamenti aggressivi tra compagni di classe. Si chiede di dire quanto spesso ha messo in atto o ha subito comportamenti aggressivi dai compagni di classe. 89
a.Far esercitare gli studenti individualmen te in classeQuestionario insegnanti -esempi di dati Attività e strategie didattiche Percentuali di scelta indicate dagli insegnanti a.Far esercitare gli studenti individualmen te in classe b. Far lavorare gli studenti in piccoli gruppi c. Lasciare spazio a discussioni in classe e a interventi liberi degli studenti d. Dedicare tempo in classe alla correzione dei compiti o degli esercizi e. Organizzare attività che richiedono la partecipazione attiva degli studenti Sede 1MIEEooooo 1 Scuola Primaria 41,67 8,33 66,67 33,33 50,00 Sede 2 MIEEooooo2 Scuola Primaria 83,33 16,67 o,oo Sede 3 MIMMooooo3 Scuola Sec. I grado Totale scuole V&M 49,44% 31,95% 39,48% 32,03% 42,80% 90
Questionario Genitori- esempi di datiInformazioni sui partecipanti Il numero degli studenti iscritti è stato acquisito dalla base dati MIUR all’inizio dell’anno scolastico. Potrebbero esserci oscillazioni rispetto al numero effettivo di studenti. 91
Questionario Genitori- esempi di datiBenessere dello studente a scuola At·ea 2. Benessere dello studente a scu ola M[edia Deviazione Standard Posizione rispetto alla media nazionale Scuola RMIC000002 2,88 0,60 Sede l RMEEOOOO 11 - Primaria 2,78 0,84 Sede 2 RMEEOOOO 12 - Primaria 2,58 0,35 Sede 3 RMEEOOOO 13 - Primaria 2,83 0,30 Sede 4 RMEEOOOO 14 - Primaria 3,33 0,58 Sede 5 RMMMOOOO 15 - Sec. I Grado 2,85 0,66 Sede 6 RMMMOOOO 16 - Sec. I Grado 2,89 0,82 Totale scuole V&M 2.94 ±0.53 92
Questionario studentiesempi di dati ACCETTAZIONE TRA COMPAGNI Sono presentate solo le percentuali di risposta cumulate degli studenti che hanno detto di fare le attività "con molti insegnanti" e "con tutti gli insegnanti". Area 1. Accettazione tra compagni Media Deviazione Standard Posizione rispetto alla media nazionale Scuola RMICOOOOOl 3,33 0,61 SedelRMEEOOOOO l - Primaria 3,40 0,57 Sede 2 RMEE Primaria 3,61 0,41 Sede 3 RMMM Sec. I Grado 3,20 0,59 Sede 4 RMMM Sec. I Grado 3,03 0,79 Totale scuole V&M 3,17 ±0,58 93
Il confronto con i valori mediNon sempre i valori medi rappresentano degli standard di riferimento. Es: L'attivazione di 12,4 progetti in media per scuola può	considerarsi come un riferimento orientativo per l'azione delle singole scuole? Numero scuole Media scuole Scuola: MIIC000007 Ampiezza dell'offerta dei progetti 358 (98,4o/o) 12,40 10 94
Percorsi di lettura dei dati di fonti diversel195 A cura di Isabella Quadrelli - INVALSI
Percorsi di lettura dei dati di fonti diversel296 A cura di Isabella Quadrelli - INVALSI
Quando valutare e quando presentare gli esiti ? Un esempioNel Collegio Docenti (ordine del giorno) Settembre: risultati iscrizioni, scrutini settembre, organico Ottobre: definizione dei criteri di valutazione (esiti apprendimento) Dicembre: progettazione interventi di recupero Gennaio: valutazione intermedia POF Marzo: verifica programmazione didattico – educativa – verifica dei progetti Giugno: Valutazione POF – Risultati scrutini Nel Consiglio d’Istituto(ordine del giorno) Settembre: andamento attività (presentazione monitoraggio ed esiti di giugno) Dicembre : approvazione progetti POF Febbraio: redazione Programma Annuale Consuntivo Programma annuale 97
IL MIGLIORAMENTO 98
Esemplificazione: dalla definizione delle priorità all’individuazione dei traguardiPIANO TRIENNALE Obiettivo di processo PRIORITA’ RIFERITE AGLI ESITI DEGLI STUDENTI TRAGUARDI DI LUNGO PERIODO Obiettivo di processo Obiettivo di processo 99 A cura di Damiano Previtali
UN ESEMPIO SCUOLA 1 Traguardi di lungo periodoPriorità riferite agli esiti degli studenti Migliorare le competenze degli studenti del biennio in italiano e matematica Traguardi di lungo periodo Migliorare i risultati degli studenti in italiano e matematica nelle prove INVALSI riducendo la distanza dalla media regionale di almeno 3-4 punti Realizzare interventi finalizzati a promuovere una didattica partecipativa (cooperative learning, lavoro di gruppo nelle classi del biennio) Realizzare interventi finalizzati a migliorare il clima scolastico (rapporto tra studenti e con i docenti) e il senso di appartenenza degli studenti alla scuola 100 A cura di Isabella Quadrelli - INVALSI 100
UN ESEMPIO SCUOLA 2 Traguardi di lungo periodoPriorità riferite agli esiti degli studenti Ridurre la percentuale degli studenti sospesi in giudizio del biennio del professionale Traguardi di lungo periodo Rientrare nella media provinciale di studenti sospesi in giudizio, ovvero ridurre del 10% la percentuale di studenti sospesi in giudizio agli scrutini di giugno Predisporre prove strutturate intermedie per classi parallele per italiano e matematiche nel biennio del professionale Progettare moduli di recupero per livelli a partire dall’analisi degli esiti delle prove intermedie 101 A cura di Isabella Quadrelli - INVALSI 101
I CONCETTI CHIAVE DELL’AUTOVALUTAZIONEAPPROFONDIMENTI: I CONCETTI CHIAVE DELL’AUTOVALUTAZIONE 102 102
LE RAGIONI DELLA VALUTAZIONE (1)Quali azioni per gestire un’organizzazione? definire e perseguire gli obiettivi; programmare le attività; pianificare le operazioni; gestire le risorse; controllare i risultati e i processi; valutare il grado di conseguimento degli obiettivi 103
LE RAGIONI DELLA VALUTAZIONE (2)La programmazione comincia con il controllo; la definizione e il raggiungimento degli obiettivi cominciano con la valutazione Controllo e valutazione non stanno in coda al processo, ma ne alimentano la continuità 104
LA VALUTAZIONE E’ UNO STRUMENTO DI GOVERNO E DI MANAGEMENTPERCHE’ VALUTARE? Per conoscere Per confrontare Per gestire (controllo) Per governare (politica / priorità) Per regolare (definire standard) Per migliorare LA VALUTAZIONE E’ UNO STRUMENTO DI GOVERNO E DI MANAGEMENT 105
CONTROLLO E VALUTAZIONENel Piano dell’Offerta Formativa: decidere cosa controllare (risultati intermedi e finali dei processi) prevedere quando controllare (quando l’esito del controllo permette di intervenire sul processo) progettare come controllare (quali informazioni raccogliere, come organizzarle e usarle) Valutare i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi Analizzare le cause degli scostamenti Individuare i correttivi e le opportunità di miglioramento Documentare le decisioni 106 106
L’AUTOVALUTAZIONE Che cos’è Un’analisi esauriente, sistematica e periodica delle attività e dei risultati di un’organizzazione Scopo Individuazione delle debolezze e delle forze, come punto di partenza per il miglioramento continuo 107
OBIETTIVI DELL’AUTOVALUTAZIONEValutare l’adeguatezza del modello organizzativo adottato dalla scuola Coinvolgere e motivare tutto il personale Conoscere i punti forti e le aree deboli Sviluppare progetti di miglioramento a partire dalle priorità Misurare i progressi nel tempo Migliorare l'efficienza della gestione Migliorare i servizi per gli utenti 108
IL RISULTATO DELL’AUTOVALUTAZIONEAlla fine dell’autovalutazione, qualunque sia l’approccio utilizzato, l’organizzazione dovrà disporre di un documento di autovalutazione contenente i risultati della diagnosi: Punti di forza Punti di debolezza L’analisi di questi risultati consente all’organizzazione di avviare il Ciclo di miglioramento 109
IL PERCORSO DI MIGLIORAMENTOCome lo facciamo? Organ. Processi Che cosa facciamo? Come lo controlliamo? Indicatori Come ci organizziamo? Mission Perchè? Finalità, obiettivi, strategie,... Cosa ci caratterizza? Chi siamo? 110
CHE COSA SI PUO’ MIGLIORARE?CONTESTO RISORSE PROCESSI RISULTATI CARATTERISTICHE DEL TERRITORIO ASPETTI SOCIALI RISORSE CULTURALI E SERVIZI CARATTERISTICHE DELLE FAMIGLIE ATTEGGIAMENTI NEI CONFRONTI DELLA SCUOLA ….. MATERIALI PROFESSIONALI FINANZIARIE ORGANIZZATIVI DIDATTICI APPRENDIMENTI SODDISFAZIONE GRADIMENTO ANDAMENTO NELLA SCUOLA SUCCESSIVA ANDAMENTO NELLA VITA 111 A cura di Dino Cristanini
Cosa NON prevede la direttiva 11/2014Al termine del ciclo valutativo non si prevede un giudizio da parte di una authority esterna la compilazione di una graduatoria vincitori e vinti A cura di Giancarlo Cerini - Dirigente Tecnico 112
È in gioco la costruzione di una cultura della valutazioneTessuto diffuso di iniziative e di comportamenti Evaluation Ricerca Formazione Sperimentazione Documentazione Eventi pubblici Pubblicazioni Assessment A cura di Giancarlo Cerini - Dirigente Tecnico 113
Identità del dirigenteIl RAV avvicina il dirigente ai problemi della sua comunità educativa Mette in gioco il suo apporto al buon funzionamento della scuola C’è anche la valutazione della dirigenza scolastica [direttiva 11/2014] Collegamento con gli obiettivi di miglioramento riconducibili all’operato del DS Presupposti A cura di Giancarlo Cerini - Dirigente Tecnico 114
Punti di attenzione È necessario avere dati a disposizione e comparare i “risultati” ma occorre tener conto del contesto in cui una scuola opera È necessario analizzare i processi in atto e continuare a migliorarli: valorizzare i punti di forza, affrontare le criticità della singola scuola È necessario non perdere di mira la finalità: migliorare gli esiti formativi ed educativi degli studenti È necessario avere strumenti comuni in una cornice di riferimento 115 A cura di Damiano Previtali
PARTECIPAZIONE Capacità della scuola di assicurare le condizioni affinché ciascuno studente, indipendentemente dalle situazioni di partenza (disabilità, provenienza, difficoltà personali e sociali, indirizzo di scuola o plesso frequentato, classe o sezione, ecc.) possa usufruire dei servizi e degli interventi, e partecipare alle attività della scuola 116
APPROFONDIMENTI: PROCESSI E INDICATORI117
LA DOMANDA ALLA SCUOLA 118
LA QUALITA’ DELL’OFFERTA FORMATIVAattenzione allo studente come portatore di bisogni e aspettative ridefinizione della struttura organizzativa in funzione della qualità dell’attività didattica progettazione, pianificazione e controllo del processo di erogazione del servizio INNOVAZIONE 119
IL SERVIZIO SCOLASTICOScuola Studente Contesto Studente Scuola Progettazione Programmazione Esigenze da soddisfare col servizio SERVIZIO Attività formativa Ricerca Analisi dei bisogni Valutazione esterna Contesto Analisi e miglioramento Valutazione interna 120120
ELEMENTI CARATTERISTICICosa è un processo? VALORE AGGIUNTO CONTESTO INPUT OUTPUT STUDENTI FAMIGLIE MISURAZIONI DEFINIZIONE Un’organizzazione di persone procedure, strumenti, materiali che sviluppa una sequenza logica di attività necessarie per produrre specifici risultati e creare valore aggiunto ELEMENTI CARATTERISTICI input misurabili valore aggiunto output misurabili (tempo, costo, qualità) ripetibilità una sequenza logica di attività caratterizzata da 121
ELEMENTI UTILI ALLA DEFINIZIONEDI UN PROCESSO WHO (CHI) Chi ne è RESPONSABILE; WHAT (CHE COSA) qual è il FLUSSO delle azioni; WHERE (DOVE) dove si fa; WHEN (QUANDO) quando si fa, e quando si misura; HOW (COME) come si fa, MA ANCHE COME si misura (INDICATORE/I); WHY (PERCHE’) perché si fa, quanto si vuole raggiungere e che cosa si è raggiunto (RISULTATI) 122 122
RESPONSABILIZZAZIONE DI TUTTE LE PERSONEPERCHE’ I PROCESSI (1) DEFINIRE PRECISE RESPONSABILITA’ MISURARE CONCRETAMENTE I CONTRIBUTI INDIVIDUALI EVITARE VALUTAZIONI SOGGETTIVE O CARATTERIALI COORDINARE EFFICACEMENTE L’AZIONE DI GRUPPO INDIVIDUARE NECESSITA’ DI FORMAZIONE E SVILUPPO FORNIRE UNO STRUMENTO DI AUTOVALUTAZIONE RESPONSABILIZZAZIONE DI TUTTE LE PERSONE 123 123 123
PERCHE’ I PROCESSI (2) STRUTTURARE INTEGRARE CONTROLLARE MIGLIORARErazionalizzazione ed omogeneità STRUTTURARE confini e responsabilità chiare possibilità di fare controlli comprensione delle relazioni tra i diversi processi della scuola INTEGRARE orientamento al risultato complessivo indicatori CONTROLLARE visibilità dei risultati prevenzione (segnali deboli) analisi punti deboli ed identificazione cause MIGLIORARE impostazione azioni miglioramento verifica efficacia azioni miglioramento 124 124 124
La realizzazione rappresenta il valore aggiuntoPer ogni processo … pianificazione realizzazione La realizzazione rappresenta il valore aggiunto misurazione miglioramento 125
SISTEMA DI MISURAZIONEPERCHE’ MISURARE: per conoscere la propria posizione verso gli obiettivi per permettere il miglioramento continuo per conoscere la propria posizione rispetto ad altre organizzazioni MISURAZIONI SUL PROCESSO Attività volte a verificare l’efficacia e l’efficienza di un processo che abbia influenza sulla qualità del servizio erogato MISURAZIONI SUL SERVIZIO Attività tese a rilevare la qualità del servizio erogato 126
MONITORAGGIO VALUTAZIONE ALCUNI TERMINI 127Lo scopo del monitoraggio è quello di vagliare in itinere la realizzazione, gli esiti e le risposte dei soggetti coinvolti, per poter eventualmente intervenire con le opportune modifiche Azione di controllo esercitata sulla realizzazione delle varie fasi di un processo MONITORAGGIO VERIFICA Misurazione e confronto relativi a RISULTATI e PROCESSI RISULTATI ATTESI OTTENUTI VALUTAZIONE In itinere All’inizio Al termine di una fase A conclusione MONITORAGGIO Azione che dà valore ai risultati, attraverso la considerazione di diversi aspetti VALUTAZIONE 127
ALCUNI TERMINI INDICATORI OBIETTIVI / TARGET 128Evidenze osservabili che segnalano la presenza/assenza o l’andamento nel tempo di aspetti di un fenomeno INDICATORI Soglie di accettabilità in base alle quali interpretare le evidenze Descrivono i risultati che l’organizzazione si propone di raggiungere OBIETTIVI / TARGET 128
TIPI DI INDICATORI qualità tempi PER OGNI PROCESSO costicustomer satisfaction PER OGNI PROCESSO 129
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References: art. 603
 art. 117
 Art. 3
 Art.4
 Art. 10

Art. 6
 Art. 6