Source: https://www.slideshare.net/Informalcol/valentino-patussi-anna-muran-salvatore-ticali-rosanna-ciarfeo-purich-alcol-e-lavoro-dopo-il-dlgs-106-2009
Timestamp: 2018-05-26 06:41:16+00:00

Document:
Valentino Patussi, Anna Muran, Salvatore Ticali, Rosanna Ciarfeo Puri…
Valentino Patussi, Anna Muran, Salvatore Ticali, Rosanna Ciarfeo Purich. Alcol e sicurezza sul lavoro : normativa di riferimento e pianificazione degli interventi normativi
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Valentino Patussi, Anna Muran, Salvatore Ticali, Rosanna Ciarfeo Purich. Alcol e lavoro dopo Il Dlgs 106 2009
1. Promozione della salute nei luoghi di lavoro Alcol e sicurezza sul lavoro. Normativa di riferimento e pianificazione degli interventi preventivi Dr. Valentino Patussi, Dott.ssa Anna Muran Dr. Salvatore Ticali, Dott.ssa Rosanna Ciarfeo Purich Azienda per i Servizi Sanitari n° 1 “Triestina” TRIESTE 21/10/2009
2. I CONSUMI ISTAT  il 75% degli italiani consuma alcol (♂ 87%, ♀ 63%);  Il primo bicchiere viene consumato a 11-12 anni; l’età più bassa dell’intera Unione Europea (media UE 14,5);  tre milioni i bevitori a rischio ed 1 milione gli alcolisti; 817.000 giovani di età inferiore ai 17 anni hanno consumato nel 2000 bevande alcoliche e circa 400.000 di questi bevono in modo problematico;
3. I CONSUMI ISTAT  Il 7% dei giovani dichiara di ubriacarsi almeno tre volte alla settimana ed è in costante crescita il numero di adolescenti che consuma alcol fuori dai pasti (+ 103% nel periodo 1995-2000 tra le 14-17enni);  gli astemi, in costante diminuzione, rappresentano il 25% della popolazione.
4. COME CALCOLARE QUANTO SI BEVE Il modo più semplice per calcolarlo è contare il numero di bicchieri di bevande alcoliche che giornalmente o abitualmente beviamo. Un bicchiere di vino (che è generalmente 125 ml), una birra (che è generalmente 330 ml), oppure un bicchiere di superalcolico (che è generalmente 40 ml) contengono la stessa quantità di alcol pari a circa 12 gr
5. Tabella alcolemia La tabella seguente, espressa in g/l di alcol nel sangue venoso, è indicativa. Le quantità in bicchieri si riferisce a valori dell’alcolemia che si raggiungono in un uomo di 70 kg di peso e in una donna di 60 kg di peso a stomaco pieno.
6. Tabella alcolemia MASCHIO 1 bicchiere 0,2 FEMMINA 1 bicchiere Iniziale tendenza a guidare in modo più rischioso, i riflessi sono leggermente disturbati, aumenta la tendenza ad agire in modo imprudente in virtù di una diminuzione della percezione del rischio. MASCHIO 2 bicchieri 0,4 FEMMINA 1 bicchiere Rallentamento delle capacità di vigilanza ed elaborazione mentale; le percezioni i movimenti e le manovre vengono eseguite bruscamente con difficoltà di coordinamento.
7. Tabella alcolemia MASCHIO 3 bicchieri 0,5 FEMMINA 2 bicchieri Il campo visivo si riduce prevalentemente a causa della visione laterale (più difficile perciò controllare le manovre soprattutto se si utilizzano automezzi o veicoli); contemporaneamente si verifica la riduzione del 30-40% della capacità di percezione degli stimoli sonori, luminosi ed uditivi e della conseguente capacità di reazione. La probabilità di subire un incidente è due volte maggiore rispetto ad una persona che non ha bevuto.
8. Tabella alcolemia MASCHIO 3 bicchieri 0,6 FEMMINA 2 bicchieri I movimenti degli oggetti, dei mezzi che ci circondano, gli ostacoli, vengono percepiti con notevole ritardo e la facoltà visiva laterale è fortemente ridotta. Si possono compiere errori anche di grave entità durante le attività domestiche. MASCHIO 4 bicchieri 0,7 FEMMINA 3 bicchieri 0,8 I tempi di reazione sono fortemente compromessi; l’esecuzione di normali movimenti e manovre lavorative è priva di coordinamento, confusa e si possono commettere gravi errori nell’attività che richiede attenzione. La probabilità di subire un incidente è 5 volte maggiore rispetto ad una persona che non ha bevuto.
9. Tabella alcolemia MASCHIO 5 bicchieri 0,9 FEMMINA 4 bicchieri Sono compromessi: l’adattamento all’oscurità, la capacità di valutazione delle distanze, degli ingombri della traiettoria dei veicoli e delle percezioni visive simultanee (per esempio di due veicoli se ne percepisce uno solo). MASCHIO 6 bicchieri 1,0 FEMMINA 4 bicchieri L’ebbrezza è chiara e manifesta; è caratterizzata da euforia e disturbi motori che rendono precario l’equilibrio. E’ manifesta e visibile l’alterazione della capacità di attenzione, con tempi di reazione assolutamente inadeguati. Le percezioni sonore vengono avvertite con ritardo accentuato e comunque in maniera insufficiente a determinare un riflesso utile alla salvaguardia della propria e altrui incolumità. Non sì è in grado di svolgere nessuna manovra che comporti attenzione.
10. Tabella alcolemia Lo stato di euforia viene sostituito da uno stato di confusione >1 mentale e di totale perdita della lucidità con conseguente sonnolenza intensa. La probabilità di subire un incidente è da 10 a 25 volte maggiore rispetto ad una persona che non ha bevuto.
11. Disturbi in funzione dell’alcolemia 2 g/l : stato di ubriachezza: incoerenza, mancanza di autocritica, incoordinazione motoria, insensibilità al dolore 3 g/l : stato di ubriachezza grave: visione doppia, rallentamento grave dei riflessi, grave incoordinazione motoria, confusione mentale 5 g/l : pericolo di morte
12. Novità della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro A fronte di una quota stimata pari al 10% di infortuni collegati all’abuso di alcol in Italia e alla consapevolezza che l’alcolismo l’alcolismo rappresenta un grande problema sociale, la normativa relativa alla prevenzione e sicurezza sul lavoro è andata modificandosi, affrontando gli aspetti legati al rischio aggiuntivo di comportamenti individuali scorretti come l’assunzione di alcolici durante l’attività lavorativa.
13. Novità della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Il legislatore ha introdotto il divieto di assunzione e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche nella attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro, con la possibilità di effettuare controlli alcolimetrici ai lavoratori
14. Legge 125/2001 Legge quadro in materia di alcol divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche ai sensi dell’art. 15 Provvedimento 16/3/2006 della “Conferenza Stato Regioni” Individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la l’incolumità salute dei terzi Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81 e D.lgs. 3 agosto 2009 n. 106 c.d. “Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro” Valutazione di tutti i rischi. Sorveglianza sanitaria finalizzata anche alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope…
15. Legge 30 marzo 2001, n. 125 Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati Art. 15. (Disposizioni per la sicurezza sul lavoro) 1. Nelle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l'incolumità o la salute dei terzi, individuate con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro della sanità, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, è fatto divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche.
16. Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati 2. Per le finalità previste dal presente articolo i controlli alcolimetrici nei luoghi di lavoro possono essere effettuati esclusivamente dal medico competente ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modificazioni, ovvero dai medici del lavoro dei servizi per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro con funzioni di vigilanza competenti per territorio delle aziende unità sanitarie locali.
17. Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati 3. Ai lavoratori affetti da patologie alcolcorrelate che intendano accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i servizi di cui all'articolo 9, comma 1, o presso altre strutture riabilitative, si applica l'articolo 124 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.
18. Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati 4. Chiunque contravvenga alle disposizioni di cui al comma 1 è punito con la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da lire 1 milione a lire 5 milioni.
19. Presidenza del Consiglio dei Ministri Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano Intesa in materia di individuazione delle attività lavorative che comportano un elevato rischio di infortuni sul lavoro ovvero per la sicurezza, l’incolumità o la salute dei terzi ai fini del divieto di assunzione e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche ai sensi dell’art. 15 della legge 30 marzo 2001, n. 125 Intesa ai sensi dell’art. 8, comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131 Repertorio Atti n. 2540 del 16 marzo 2006 G.U. n° 75 del 30.3.2006
20. 1. attività per le quali è richiesto un certificato di abilitazione per attività l’espletamento dei seguenti lavori pericolosi: pericolosi: a) impiego di gas tossici (articolo 8 del regio decreto 9 gennaio 1927, e 1927, successive modificazioni); b) conduzione di generatori di vapore (decreto ministeriale 1 marzo 1974); c) attività di fochino (articolo 87 del decreto del Presidente della attività Repubblica 19 marzo 1956, n. 302); d) fabbricazione e uso di fuochi artificiali (decreto del Presidente della Presidente Repubblica 12 gennaio 1973, n. 145); e) vendita di fitosanitari (articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 23 aprile 2001, n. 290); f) direzione tecnica e conduzione di impianti nucleari (decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1970, n. 1450, e successive modifiche); g) manutenzione degli ascensori (decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162);
21. 2. dirigenti e preposti al controllo dei processi produttivi e alla sorveglianza dei sistemi di sicurezza negli impianti a rischio di di incidenti rilevanti (articolo 1 del decreto legislativo 17 agosto agosto 1999, n. 334); 3. sovrintendenza ai lavori previsti dagli articoli 236 e 237 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547; 4. mansioni sanitarie svolte in strutture pubbliche e private in qualita' di: medico specialista in anestesia e rianimazione; medico specialista in chirurgia; medico ed infermiere di bordo; medico comunque preposto ad attivita' diagnostiche e terapeutiche; infermiere; operatore socio-sanitario; ostetrica socio- caposala e ferrista; ferrista;
22. 5. vigilatrice di infanzia o infermiere pediatrico e puericultrice, addetto ai nidi materni e ai reparti per neonati e immaturi; mansioni sociali e socio-sanitarie svolte in strutture pubbliche e socio- private; 6. Attività di insegnamento nelle scuole pubbliche e private di ogni Attività ordine e grado; 7. mansioni comportanti l’obbligo della dotazione del porto d’armi, l’ d’ ivi comprese le attività di guardia particolare e giurata; attività
23. 8. mansioni inerenti le seguenti attività di trasporto: attività a) addetti alla guida di veicoli stradali per i quali è richiesto il possesso della patente di guida categoria B, C, D, E, e quelli per i E, quali è richiesto il certificato di abilitazione professionale per la guida di taxi o di veicoli in servizio di noleggio con conducente, conducente, ovvero il certificato di formazione professionale per guida di veicoli che trasportano merci pericolose su strada; b) personale addetto direttamente alla circolazione dei treni e alla alla sicurezza dell’esercizio ferroviario; dell’ c) personale ferroviario navigante sulle navi del gestore dell’infrastruttura ferroviaria con esclusione del personale di dell’ camera e di mensa; d) personale navigante delle acque interne;
24. e) personale addetto alla circolazione e alla sicurezza delle ferrovie ferrovie in concessione e in gestione governativa, metropolitane, tranvie e impianti assimilati, filovie, autolinee e impianti funicolari aerei e aerei terrestri; f) conducenti, conduttori, manovratori e addetti agli scambi di altri altri veicoli con binario, rotaie o di apparecchi di sollevamento, esclusi esclusi i manovratori di carri ponte con pulsantiera a terra e di monorotaie; g) personale marittimo delle sezioni di coperta e macchina, nonché nonché il personale marittimo e tecnico delle piattaforme in mare, dei pontoni galleggianti, adibito ad attività off-shore e delle navi attività off- posatubi;
25. h) responsabili dei fari; i) piloti d’aeromobile; d’ l) controllori di volo ed esperti di assistenza al volo; m) personale certificato dal Registro aeronautico italiano; n) collaudatori di mezzi di navigazione marittima, terrestre ed aerea; o) addetti ai pannelli di controllo del movimento nel settore dei trasporti; p) addetti alla guida di macchine di movimentazione terra o merci;
26. 9. addetto e responsabile della produzione, confezionamento, detenzione, trasporto e vendita di esplosivi; 10. lavoratori addetti ai comparti della edilizia e delle costruzioni e tutte le mansioni che prevedono attività in quota, oltre i due attività quota, metri di altezza; 11. capiforno e conduttori addetti ai forni di fusione; 12. tecnici di manutenzione degli impianti nucleari; 13. operatori addetti a sostanze potenzialmente esplosive e infiammabili, settore idrocarburi; 14. tutte le mansioni che si svolgono in cave e miniere.
27. Testo Unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro Decreto Legislativo 9 aprile 2008 , n. 81 Articolo 15 - Misure generali di tutela a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza; b) la programmazione della prevenzione; prevenzione; c) l’eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro l’ riduzione al minimo in base al progresso tecnico; …… l) il controllo sanitario dei lavoratori; m) l’allontanamento del lavoratore dall’esposizione al dall’ rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e l’adibizione, ove l’ possibile, ad altra mansione n-o-p) informazione e formazione adeguate per i lavoratori; per dirigenti e i preposti; per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza;
28.  la valutazione dei rischi dovrà analizzare complessivamente le lavorazioni svolte e valutare se, in caso del rischio aggiuntivo legato alla condizione di abuso o alcoldipendenza dei lavoratori addetti, vi possano essere conseguenze per i lavoratori interessati o per soggetti terzi (lavoratori e non)
29. Allegato IV Requisiti dei luoghi di lavoro … 1.11.3. Conservazione vivande e somministrazione bevande 1.11.3.1. Ai lavoratori deve essere dato il mezzo di conservare in adatti posti fissi le loro vivande, di riscaldarle e di lavare i relativi recipienti. 1.11.3.2. E' vietata la somministrazione di vino, di birra e di altre bevande alcooliche nell'interno dell'azienda. 1.11.3.3. E' tuttavia consentita la somministrazione di modiche quantità di vino e di birra nei locali di refettorio durante l'orario dei pasti.
30. Si dovrebbe pertanto adottare una approccio del tipo: Analisi/descrizione delle lavorazioni e verifica della:  presenza di lavorazioni previste nel documento relativo all’Intesa Stato-Regioni del 16 marzo 2006;  assenza di lavorazioni previste nel documento relativo all’Intesa Stato-Regioni del 16 marzo 2006, ma presenza di un rischio potenziale, legato ad eventuali condizioni di alcoldipendenza od abuso alcolico dei lavoratori, consistente nella possibilit à di verificarsi di potenziali eventi ……………………………………………… (descrizione) nelle lavorazioni di ……………… (elenco- descrizione)
31.  analisi retrospettiva degli eventi a potenziale rischio infortunistico (c.d. “eventi mancati”) e infortuni occorsi, con potenziale attribuzione (anche parziale, come cofattore) al rischio legato ad eventuali condizioni di alcoldipendenza od abuso alcolico dei lavoratori.  contributo del medico competente, sulla base delle anamnesi raccolte e dei risultati degli accertamenti svolti nell’ambito della sorveglianza sanitaria (in forma anonima, collettiva)
32.  effettuare l’informazione e formazione dei dirigenti, dei preposti, dei Rappresentanti dei lavoratori e dei lavoratori stessi .  disporre la proibizione in azienda dell’assunzione, somministrazione, distribuzione e vendita di alcolici, dandone informazione a tutti i lavoratori
33.  nota formale ai lavoratori affinché non assumano alcolici prima di iniziare il lavoro o durante le pause pranzo, in quanto ciò comporta un rischio aggiuntivo (specificare i principali in funzione delle lavorazioni da questi svolte, es. il rischio caduta dall’alto per chi lavora in quota, ribadito anche dall’art. 111, c. 8 del D.lgs. 81/08: “…Il datore di lavoro dispone affinché sia vietato assumere e somministrare bevande alcoliche e superalcoliche ai lavoratori addetti ai cantieri temporanei e mobili e ai lavori in quota”)
34. Articolo 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente 1. Il datore di lavoro, che esercita le attivita’ di cui all’art. 3, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attivita’ secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite devono: c) nell’affidare compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e alla sicurezza; …
35. f) richiedere l’osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti, nonche’ delle disposizioni aziendali in materia di sicurezza e di igiene del lavoro … l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento di cui agli articoli 36 e 37; …
36. Obblighi dei lavoratori L’obbligo per i lavoratori di sottoporsi al controllo alcolimetrico deriva non solo dalla L. 125/2001 D.Lgs. 81/2008 art. 20, comma 2 lett. b) e i) I lavoratori devono in particolare: “Osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti ai fini della protezione collettiva e individuale” “Sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente decreto o comunque disposti dal medico competente ”
37.  valutare, nell’ambito delle lavorazioni presenti in azienda, oltre che quelle a rischio anche quelle potenzialmente non a rischio (se presenti), al fine di collocarvi utilmente i lavoratori che risultassero portatori di problemi alcol correlati  individuare le figure del Sistema di Gestione e Sicurezza del Lavoro (SGSL), formate, referenti per il problema, definendo gli strumenti della loro specifica attività e la tracciabilità delle loro azioni.
38.  nota formale ai lavoratori affinché non assumano alcolici prima di iniziare il lavoro o durante le pause pranzo, in quanto ciò comporta un rischio aggiuntivo  Ribadire in tale documento che il medico competente ha facoltà di effettuare controlli alcolimetrici e che il riscontro di livelli elevati di alcol può comportare un’inidoneità alla mansione
39. Articolo 41 Sorveglianza sanitaria 1. La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente: … 4. Le visite mediche comprendono gli esami clinici e biologici e indagini diagnostiche mirati al rischio ritenuti necessari dal MC. Nei casi ed alle condizioni previste dall’ordinamento le visite sono altresì finalizzate alla verifica di assenza di condizioni di alcol dipendenza e di assunzione di sostanze psicotrope e stupefacenti.
40. Articolo 41 Sorveglianza sanitaria 1. La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente: … 4.bis Entro il 31 dicembre 2009, con accordo in Conferenza Stato-Regioni, adottato previa consultazione delle parti sociali, vengono rivisitate le condizioni e le modalita’ per l’accertamento della tossicodipendenza e della alcol dipendenza.
41. Articolo 42 Provvedimenti in caso di inidoneita’ alla mansione specifica 1. Il datore di lavoro, anche in considerazione di quanto disposto dalla L. 68/99, in relazione ai giudizi di cui all’art. 41, c. 6, attua le all’ misure indicate dal MC e qualora le stesse prevedano un’inidoneità alla mansione specifica adibisce il lavoratore, ove un’inidoneità possibile, a mansioni equivalenti o, in difetto a mansioni inferiori, inferiori, garantendo il trattamento corrispondente alle mansioni di provenienza. provenienza. Ovviamente queste mansioni, ex art. 18, c. 1 lett. C, devono essere essere compatibili con lo stato di salute del lavoratore.
42. Articolo 18 Obblighi del datore di lavoro e del dirigente … bb) vigilare affinche’ i lavoratori per i quali vige l’obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza il prescritto giudizio di idoneita’.
43.  specifica procedura, condivisa, che preveda che la richiesta di intervento del medico competente, possa essere effettuata o dal Datore di lavoro o da un dirigente delegato e formato specificamente, sulla base dei criteri proposto dagli SPSAL e dai Servizi di Alcologia delle A.S.S. regionali:
44. elementi sulla base dei quali può essere ipotizzata una situazione di abuso alcolico o dipendenza:  alito “alcolico”  ha portato alcolici in azienda  e’stato visto bere alcolici sul lavoro o in pausa pranzo Fascia A  difficoltà di equilibrio  evidente incapacità a guidare un mezzo  si addormenta sul posto di lavoro senza riuscire a restare sveglio anche se richiamato  tremori agli arti superiori
45. elementi sulla base dei quali può essere ipotizzata una situazione di abuso alcolico o dipendenza:  incapacità a comprendere un ordine semplice  ha difficoltà a parlare  instabilità emotiva Fascia B  ha provocato incidenti-infortuni con modalità ripetute  assenteismo  almeno tre assenze dal lavoro al rientro dal week-end
46. elementi sulla base dei quali può essere ipotizzata una situazione di abuso alcolico o dipendenza:  ridotta capacità ad eseguire lavorazioni fini  calo del rendimento  disattenzione Fascia C  ripetuti allontanamenti dalla postazione lavorativa  litigiosita’ con i colleghi di lavoro  frequenti ritardi all’entrata
47. elementi sulla base dei quali può essere ipotizzata una situazione di abuso alcolico o dipendenza: richiedere la valutazione del medico competente con: A 1 elemento della fascia A o B 2 elementi della fascia B o C 3 della fascia C
48. Articolo 19 Obblighi del preposto Il preposto secondo le sue attribuzioni e competenze deve: a) sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale ed in caso di persistenza dell’inosservanza, informare i loro superiori diretti
49. L’accertamento alcolimetrico può essere effettuato:  solo nei casi in cui sia prevista la nomina del medico competente  in funzione dei rischi rilevati dal datore di lavoro tramite la valutazione dei rischi ex art.lo 17, c. 1, lett. a) e art. 28 del D.lgs. 81/2008  solo nel caso in cui i lavoratori siano lavoratori adibiti alle specifiche lavorazioni a rischio di cui all’intesa Stato-Regioni
50.  nel caso in cui dalla valutazione dei rischi non emerga la necessità di nominare il medico competente, l’esame alcolimetrico ai lavoratori adibiti alle specifiche lavorazioni a rischio di cui all’intesa Stato-Regioni, ex art. 15 della L. 125/2001, può essere effettuato soltanto dai Medici del Lavoro operanti negli Organi di vigilanza sulla sicurezza sul lavoro delle A.S.S.
51. Legge 30 marzo 2001, n. 125 Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati Aspetti critici  Il divieto di assunzione di bevande alcoliche è valido durante lo svolgimento delle attività a rischio, ma non viene considerato che il lavoratore può iniziare l’attività sotto l’effetto di dosi di alcol assunte in precedenza prima di recarsi l’effetto al lavoro; lavoro;
52. Legge 30 marzo 2001, n. 125 Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati Aspetti critici  La L. 125/01 non prevede una soglia relativa al livello di alcolemia rilevata, prevedendo come reato l’assunzione e la somministrazione. Più correttamente, il Codice della Strada somministrazione. identifica come rischio la concentrazione di alcol nel sangue ed individua per chi guida, come compromesso, la soglia di alcolemia di 0,5 g/l, consentendo cioè l’assunzione di modeste quantità di bevande alcoliche. Tale soglia peraltro è in via di revisione e abbassamento.
53. Legge 30 marzo 2001, n. 125 Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati Aspetti critici  Ma gli effetti dell’alcol sull’organismo umano, in termini di diminuzione dei riflessi e della percezione del rischio, iniziano a bassissimi livelli di alcolemia, ed è per tale ragione alcolemia, che la tolleranza del risultato non può che essere zero. L’effettuazione dei controlli alcolimetrici è uno strumento per verificare l’effettivo rispetto del divieto di assunzione
54. Legge 30 marzo 2001, n. 125 Legge quadro in materia di alcol e di problemi alcolcorrelati Effettuazione dei controlli alcolimetrici E’ bene effettuare i controlli alcolimetrici non prima di 3- 4 ore 3- dall’inizio del turno lavorativo o verso la fine dello stesso, perché un’eventuale positività sarà inevitabilmente legata ad un’assunzione di alcol dopo l’inizio del lavoro, per evitare contenziosi, basati sul fatto di aver assunto alcolici prima di intraprendere l’attività a rischio.
55.  produrre un documento che informi i lavoratori dei motivi dell’allontanamento dalla mansione, sia questo sulla base del comma 1, lett. m dell’art. 15 del D.lgs. 81/08 (“..allontanamento del lavoratore dall’esposizione al rischio per motivi sanitari inerenti la sua persona e .. adibizione, ove possibile, ad altra mansione”), che dell’art. 54* del C.P. in caso di manifeste condizioni di abuso alcolico
56. ricordiamo l’art. 54 del C.P. (Stato di necessita’): “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo. Questa disposizione non si applica a chi ha un particolare dovere giuridico di esporsi al pericolo.…”
57. .. e l’art. 40 del C.P. (Rapporto di causalita’): “Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l'evento dannoso o pericoloso, da cui dipende la esistenza del reato, non e' conseguenza della sua azione od omissione. Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”
58. PROTOCOLLO DI INTERVENTO LAVORATORE IN CONDIZIONI DI ABUSO ALCOLICO Coinvolgimento del MC che attiva un colloquio con il lavoratore ed eventuale valutazione alcolimetrica (solo nei casi previsti dall’art. 15 della L.125/01). Il MC comunque attiva la rete dei referenti (MMG, Alcologia, SPSAL, etc.) per favorire il percorso di cura. Laddove non sia previsto il medico Competente tale azione dovrebbe essere svolta dal MMG e/o dallo SPSAL
59. PROTOCOLLO DI INTERVENTO LAVORATORE IN CONDIZIONI DI ABUSO ALCOLICO Se il lavoratore rifiuta di sottoporsi all’esame alcoli- metrico in presenza di evidenti segni di abuso alcolico e non intende aderire ad un percorso di cura è possibile la richiesta della valutazione ex art. 5 della L.300/70 Il lavoratore può essere allontanato dal lavoro solo dal Datore di lavoro e dal dirigente delegato (CCNL, D.Lgs. 81/08, L.125) in accordo con il MC e/o lo SPSAL
60. PROTOCOLLO DI INTERVENTO IN CONDIZIONI DI ABUSO ALCOLICO Quindi se il medico competente ritiene il lavoratore in condizioni di non poter essere adibito al lavoro a rischio deve informare il datore di lavoro od il dirigente incaricato al fine di allontanare il lavoratore dalla mansione e dovrebbe attivare la “rete”, cioe’ l’equipe interdisciplinare al fine di garantire, con o senza il passaggio attraverso un giudizio d’idoneità, la “presa in carico” terapeutica e riabilitativa
61. PROTOCOLLO DI INTERVENTO LAVORATORE IN CONDIZIONI DI ABUSO ALCOLICO Nel tempo che intercorre fra il sospetto di una condizione di abuso alcolico e la presa in carico del lavoratore, lo stesso deve essere adibito a mansioni che non comportano rischi aggiuntivi derivanti dal proprio stato di salute, individuate in collaborazione con il datore di lavoro ed il S.P.P. aziendale. In assenza di tale tipo di mansioni e/o se ritenuto possibile dal MMG, il lavoratore può essere sospeso dal lavoro
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References: Art. 15
 Articolo 15
 Articolo 18
 art. 20
 Articolo 41
 Articolo 41
 Articolo 42
 art. 18
 Articolo 18
 Articolo 19
 art. 28
 art. 15
 art. 5