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Timestamp: 2020-08-10 19:47:25+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25207 del 24/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25207 del 24/10/2017
Cassazione civile, sez. II, 24/10/2017, (ud. 25/05/2017, dep.24/10/2017), n. 25207
sul ricorso 11867-2016 proposto da:
20/11/2015, Cron. n. 2273/2015, Rep. 273/15, procedimento R.G.V.G.
n. 29/15;
25/05/2017 dal Consigliere Dott. ELISA PICARONI.
Ritenuto che, con ricorso alla Corte d’appello di Ancona, il sig. A.G. e le altre persone indicate in epigrafe hanno chiesto la condanna del Ministero della giustizia per la durata irragionevole del giudizio di equa riparazione, che era stato introdotto dinanzi alla Corte d’appello di Roma, nei confronti del Ministero dell’economia e delle finanze, con ricorsi depositati in data 4 febbraio 2010 (ric. 51748/10) e in data 15 marzo 2010 (ric. 53168/10), successivamente riuniti;
che, a seguito di declaratoria di incompetenza, il giudizio era stato riassunto dinanzi alla Corte d’appello di Bologna, e da questa definito con decreto del 25 novembre 2013;
che i ricorrenti lamentavano che il giudizio presupposto di equa riparazione si era protratto rispettivamente per anni 3 e mesi 9 (per la domanda introdotta con ricorso 51748/10) e per anni 3 e mesi 8 (per la domanda introdotta con ric. 53168/10), e quindi oltre il termine di ragionevole durata;
che la Corte d’appello di Ancona, con decreto depositato in data 20 novembre 2015, pronunciato in sede di opposizione L. n. 89 del 2001, ex art. 3 ha riconosciuto l’indennizzo per periodo eccedente la durata di tre anni, ritenendo applicabile al giudizio presupposto di equa riparazione la previsione contenuta nella L. 89 del 2001, art. 2, comma 2-bis;
che per la cassazione del decreto il sig. A. e gli altri ricorrenti hanno proposto ricorso sulla base di un motivo;
che l’intimato Ministero non ha svolto difese in questa sede;
che il Sostituto procuratore generale ha concluso per l’accoglimento del ricorso.
che con l’unico motivo è denunciata violazione della L. n. 89 del 2001, art. 2, commi 1, 2 2-bis, 2-ter, e art. 3 nonchè dell’art. 6, par. 1, della Convenzione EDU;
che, come affermato da questa Corte regolatrice (ex plurimis, Cass. 13/04/2012, n. 5924), e ribadito dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 36 del 2016, la durata del giudizio promosso per ottenere l’indennizzo da irragionevole durata di un processo di equa riparazione non può eccedere il termine di un anno per il grado di merito e di un anno per quello di legittimità;
che pertanto il decreto impugnato deve essere cassato con rinvio, per un nuovo esame della domanda di indennizzo alla luce del principio richiamato;
che il giudice del rinvio, designato in dispositivo, provvederà a regolare le spese del presente giudizio.
La Corte accoglie il ricorso, cassa il decreto impugnato e rinvia, anche per le spese del presente giudizio, alla Corte d’appello di Ancona, in diversa composizione.

References: Sentenza 
 art. 3
 art. 2
 art. 2
 art. 3
 Cass. 
 sentenza