Source: http://www.assistenzavittimedireato.vr.it/asav/statuto.html
Timestamp: 2019-11-13 12:21:44+00:00

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Statuto | ASAV
dell’«A.S.A.V., Associazione Scaligera Assistenza Vittime di Reato»
Conforme alle modifiche del D.L. 22 marzo 2004, n.72, convertito con modificazioni nella L. 21 maggio 2004, n.128
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DENOMINAZIONE E SEDE – SCOPI E FINALITA’ – DURATA
Art. 1) DENOMINAZIONE E SEDE LEGALE
Ai sensi dell’articolo 18 della Costituzione Italiana e dell’articolo 36 e seguenti del Codice Civile, è costituita l’Associazione culturale « A.S.A.V., Associazione Scaligera Assistenza Vittime di reato » – di seguito denominata brevemente Associazione – con sede nel Comune di Verona.
L’Assemblea, con propria delibera, ha la facoltà di istituire e sopprimere sedi operative e sezioni staccate, nonché aderire ad altre associazioni quando ciò torni utile al conseguimento dei suoi scopi sociali.
L’Associazione è retta dal presente Statuto e dalle vigenti norme in materia.
L’Associazione opera con finalità di solidarietà sociale, non ha scopo di lucro in conformità alle leggi nazionali e regionali sull’associazionismo nel rispetto della L. 266/91, collabora con le forze sociali e le istituzioni per migliorare normative e interventi pubblici in materia di giustizia penale, soprattutto laddove siano volti ad assicurare maggiore attenzione e tutela alla vittima di reato.
L’Associazione nasce constatando la necessità di un rinnovato impegno civile nell’ambito della giustizia penale di cui oggi si avverte diffusamente la crisi tanto nei presupposti teoretici quanto nelle applicazioni pratiche, sostanziali e processuali. Una crisi la cui manifestazione più concreta si dà in un esito spersonalizzante che – a partire dall’accertamento fino all’esecuzione penale – relega il problema della risposta al reato entro un quadro formalistico e tecnicistico, nel quale le persone vengono collocate ai margini dell’attenzione del sistema-giustizia. Marginale, soprattutto, appare la vittima di reato, per la quale ad oggi non vengono riconosciute forme di tutela che considerino l’importanza di ovviare – attraverso aiuti e forme concrete di assistenza – alle varie ‘ferite’ che l’aver subito un reato comporta.
Il sostrato teorico da cui l’associazione trae spunto – riferendosi anche ad alcune proposte maturate in seno al movimento della Restorative Justice – ha come caposaldo l’idea per la quale la risposta al reato ha come fine la riparazione, nei limiti del possibile, degli effetti lesivi che il reato stesso ha cagionato alla vittima, al suo entourage di relazioni e alla società stessa, senza trascurare con ciò le esigenze di responsabilizzazione e non reificazione dello stesso autore di reato.
L’ A.S.A.V. si fonda con la convinzione che un sistema giuridico si dia come autenticamente legittimo quando assume come fine e come limite il rispetto della persona nella sua dimensione individuale e relazionale, e non l’economia o l’efficacia del sistema stesso.
L’ A.S.A.V. intende operare per la realizzazione di iniziative volte a concretizzare strumenti e applicazioni della giustizia penale più attente alla dimensione personale e sociale, ed altresì a sensibilizzare la società civile e le istituzioni verso simili problematiche. In particolare, l’attenzione dell’A.S.A.V. si concentra sulla figura della vittima di reato, con lo scopo di favorire e studiare forme di assistenza che limitino o impediscano la marginalizzazione che essa oggi subisce all’interno dello stesso sistema-giustizia.
Per perseguire gli obiettivi enunciati l’Associazione svolge le seguenti attività:
-organizzazione di un centro di ascolto, istituzionalmente riconoscibile, in cui la vittima possa trovare assistenza materiale, psicologica, sociale, accompagnamento, orientamento ai servizi che amministrano la giustizia, a strutture e/o Associazioni che operano sul territorio, a professionisti;
tutela dei diritti delle vittime attraverso opera di advocacy;
promozione della cultura della legalità, di campagne di informazione sui diritti delle vittime;
attività volte ad incentivare e favorire la riparazione sociale, misure alternative, facilitazione dei processi di mediazione e/o risarcimento tra reo e vittima.
La durata dell’Associazione è illimitata, salvo quanto previsto per il suo scioglimento
ASSOCIATI – DOMANDA AMMISSIONE – DIRITTI/DOVERI – RECESSO
Art. 4) GLI ASSOCIATI
Sono associati dell’Associazione solo persone fisiche che condividono le finalità dell’Associazione e le relative modalità di attuazione, senza distinzione di età, sesso e condizione sociale e si impegnino a realizzarla.
È esclusa ogni limitazione ai diritti propri degli associati in relazione alla categoria di appartenenza, sia in funzione della vita associativa. In ogni caso, è richiesto agli associati di partecipare attivamente alla vita associativa, nei limiti delle loro disponibilità e propensioni.
Tutti gli associati hanno uguali diritti e doveri; in particolare nessun associato potrà vantare maggiori diritti rispetto ad altri in funzione di:
una sua più intensa partecipazione alla vita associativa rispetto ad altri Soci;
eventuali versamenti di contributi supplementari;
aver messo a disposizione dell’Associazione beni propri di varia natura in modo temporaneo o permanente.
Chi intende aderire all’Associazione deve rivolgere espressa domanda al Consiglio Direttivo recante la dichiarazione di condividere le finalità che l’Associazione si propone e l’impegno ad approvarne e osservarne lo statuto ed eventuali regolamenti interni.
In caso di domanda di ammissione ad associato presentate da minorenni, le stesse dovranno essere controfirmate dall’esercente la potestà parentale, il quale rappresenta il minore a tutti gli effetti nei confronti dell’Associazione e risponde verso la stessa per tutte le obbligazioni dell’associato minorenne.
Il Consiglio Direttivo deve provvedere in ordine alla verifica della congruità e all’eventuale accettazione delle domande di ammissione entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo alla data di ricevimento della domanda. La domanda non si intende comunque accolta in assenza di un provvedimento del Consiglio direttivo con sospensione della stessa fino alla decisione in ordine all’ammissione o meno del richiedente.
Nel caso la domanda venga respinta, l’interessato potrà presentare ricorso sul quale si pronuncerà in via definitiva l’Assemblea nella sua prima convocazione.
L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato, non può essere disposta per un periodo temporaneo e dà diritto di ricevere la tessera sociale.
Art. 6) DIRITTI DEGLI ASSOCIATI
Tutti gli associati maggiorenni godono, al momento dell’ammissione, del diritto di partecipazione e di voto nelle assemblee sociali e possono essere eleggibili alle cariche sociali se:
hanno un’anzianità di iscrizione di almeno sei mesi;
non hanno avuto condanne penali passate in giudicato per reati non colposi a pene detentive superiori ad un anno ovvero a pene che comportino l’interdizione dai pubblici uffici per un periodo superiore ad un anno;
non hanno riportato nell’ultimo decennio, salvo riabilitazione, squalifiche od inibizioni complessivamente superiori ad un anno;
Tale diritto verrà automaticamente acquisito dagli associati minorenni alla prima assemblea utile svoltasi dopo il raggiungimento della maggiore età.
Alle cariche sociali che comportano responsabilità civili o verso terzi, sono eleggibili gli associati che hanno raggiunto la maggiore età, in regola con il pagamento della tessera sociale e delle relative quote periodiche.
Tutti gli associati avranno, inoltre, diritto di conoscere i programmi con i quali l’Associazione intende attuare gli scopi sociali, di frequentare i locali sociali.
L’eventuale suddivisione degli aderenti in categorie diverse di associati, non implicherà nessuna differenza di trattamento in merito ai loro diritti nei confronti dell’Associazione.
Per l’attività svolta non compete agli associati alcuna retribuzione.
Nessuna carica è retribuita nell’ambito degli organi direttivi. Il Consiglio direttivo può tuttavia stabilire e concedere il rimborso delle spese sostenute dagli associati o consiglieri incaricati di svolgere qualunque tipo di attività in nome e per conto dell’Associazione.
Art. 7) DOVERI DEGLI ASSOCIATI
all’osservanza delle norme dello Statuto, degli eventuali Regolamenti interni e delle deliberazioni prese dagli Organi sociali, comprese quelle relative ad eventuali integrazioni della cassa sociale attraverso versamenti di quote straordinarie;
al versamento della quota di iscrizione e delle quote annue;
alla condivisione delle finalità in coerenza con gli obiettivi dell’Associazione;
a prestare il proprio sostegno allo svolgimento delle attività sociali offrendo il proprio impegno personale, spontaneo e gratuito.
La quota associativa non è rivalutabile e non è trasmissibile, se non per causa di morte.
Art 8) RECESSO ED ESCLUSIONE DEGLI ASSOCIATI
La qualità di associato si perde per morte, recesso, morosità protrattasi per oltre due mesi dalla richiesta di versamento della quota associativa, esclusione o scioglimento dell’Associazione.
Ai sensi dell’articolo 24 del Codice Civile, chiunque aderisca all’Associazione può, in qualsiasi momento, notificare mediante raccomandata “anche a mano”, indirizzata al Consiglio Direttivo, la sua volontà di recedere dal novero dei partecipanti all’Associazione; tale recesso ha efficacia dal primo giorno del secondo mese successivo a quello in cui il Consiglio Direttivo riceve la notifica della volontà di recesso.
In ogni caso il recesso o l’esclusione deve essere ratificata dal Consiglio Direttivo nella prima riunione utile.
In caso di inadempimento degli obblighi assunti a favore dell’Associazione, morosità nel pagamento della quota d’iscrizione o delle quote sociali senza giustificato motivo, danni morali o materiali all’Associazione, inosservanza delle disposizioni contenute nel presente statuto, negli eventuali regolamenti interni o nelle delibere adottate dagli Organi Sociali o in presenza di gravi motivi, chiunque partecipi all’Associazione può essere escluso con deliberazione dell’Assemblea su proposta del Consiglio Direttivo, sentite le controdeduzioni dell’escluso. L’esclusione ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento di esclusione, il quale deve contenere le motivazioni per le quali l’esclusione sia stata deliberata.
I soci esclusi per morosità potranno, per mezzo di presentazione di una nuova domanda di ammissione, essere riammessi pagando una nuova quota d’iscrizione. Tali riammissioni saranno deliberate dalla prima Assemblea dei Soci.
Avverso l’esclusione possono ricorrere in prima istanza all’Assemblea e, in seconda, a un Collegio Arbitrale composto di tre Arbitri, amichevoli compositori, nominati ad hoc dall’Assemblea. In tal caso l’efficacia della deliberazione di esclusione è sospesa fino alla pronuncia degli stessi.
In nessun caso e, quindi, nemmeno in caso di decadenza, dimissioni, esclusione o decesso gli associati o i loro eredi possono pretendere alcunché dall’Associazione né hanno diritto alcuno sul patrimonio dell’Associazione.
ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI – CONSIGLIO DIRETTIVO – PRESIDENTE E VICEPRESIDENTE – SEGRETARIO – TESORIERE – COLLEGIO DEGLI ARBITRI
Art 9) ORGANI SOCIALI
Gli Organi dell’Associazione sono l’Assemblea degli associati, il Consiglio Direttivo, il Presidente e il Collegio degli Arbitri, se nominato.
Art. 10) ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI
L’Assemblea degli associati è l’organo sovrano e deliberativo dell’Associazione per qualunque decisione circa l’indirizzo dell’attività sociale, nonché per le modifiche del presente Statuto.
Ai sensi dell’articolo 20 del Codice Civile gli associati sono convocati in Assemblea dal Presidente del Consiglio Direttivo tutte le volte che lo ritenga opportuno e almeno una volta all’anno per l’approvazione del bilancio entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, mediante avviso affisso almeno 8 (otto) giorni prima dell’adunanza nella sede dell’Associazione. L’Assemblea deve essere inoltre convocata quando ne fanno richiesta almeno 1/10 (un decimo) degli associati o da 1/3 (un terzo) dei consiglieri.
Nell’avviso di convocazione devono essere indicati il giorno, il luogo, l’ora dell’adunanza e l’elenco delle materie da trattare e può essere prevista una data di seconda convocazione per il caso in cui la prima adunanza andasse deserta o non fossero raggiunte le maggioranze previste dal presente statuto.
In mancanza di formale convocazione, l’Assemblea si reputa regolarmente costituita quando ad essa partecipano presenti o informati della riunione, anche con intervenuti dislocati in più luoghi audio e/o video collegati, tutti gli associati, i consiglieri e, se nominati, i revisori dei conti e può deliberare quando nessuno degli intervenuti si oppone alla trattazione dell’argomento. Se i consiglieri non sono presenti in Assemblea, essi devono rilasciare apposita dichiarazione scritta, da conservarsi agli atti dell’Associazione, nella quale dichiarano di essere informati su tutti gli argomenti posti all’ordine del giorno e di non opporsi alla trattazione degli stessi.
Ogni associato ha un voto e può rappresentare con delega scritta un solo altro associato. Non è ammesso pertanto il voto plurimo.
Ai sensi dell’articolo 21 del Codice Civile, l’Assemblea è costituita con la presenza di almeno la metà degli associati e, in seconda convocazione, qualunque sia il numero degli associati intervenuti, deliberando a maggioranza semplice degli intervenuti, in merito a:
l’approvazione del bilancio consuntivo e preventivo ed altri eventuali documenti contabili;
gli indirizzi programmatici e le direttive generali dell’Associazione;
la nomina dei componenti il Consiglio Direttivo dell’eventuale Collegio degli Arbitri;
deliberare l’acquisto di beni immobili, mobili registrati ovvero il rilascio di garanzie;
quant’altro a lei demandato per Legge o per Statuto.
Inoltre, per modificare l’Atto Costitutivo e lo Statuto in Assemblea straordinaria occorre la presenza di almeno i ¾ (tre quarti) degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Infine, per deliberare lo scioglimento dell’Associazione, le modalità di liquidazione e la devoluzione del patrimonio occorre in Assemblea Straordinaria il voto favorevole di almeno i ¾ (tre quarti) degli associati.
Se non diversamente previsto, l’Assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo e, in mancanza, dal Vicepresidente; in caso di mancanza di entrambi, l’Assemblea nomina il proprio Presidente per l’adunanza in corso. Il Presidente dell’Assemblea nomina un Segretario e, se lo ritiene il caso, due scrutatori. Spetta al Presidente dell’Assemblea di constatare la regolarità delle deleghe e, in genere, il diritto di intervento all’Assemblea.
Delle riunioni dell’Assemblea si redige apposito processo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario e, eventualmente, dagli scrutatori. Delle delibere Assembleari deve essere data pubblicità mediante affissione del relativo verbale nella sede.
L’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo composto da cinque membri eletti dall’Assemblea tra gli associati di maggiore età, per la durata di tre anni e rieleggibili per un massimo di tre mandati; il Consiglio Direttivo nomina nel proprio seno un Presidente, un Vicepresidente, un Segretario e un Tesoriere.
Le riunioni del Consiglio Direttivo sono presiedute dal Presidente e, in sua assenza, dal Vicepresidente o, in assenza di entrambi, dal più anziano di età dei presenti; per la validità delle riunioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei suoi componenti ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti.
Si riunisce tutte le volte che il Presidente lo ritenga necessario o che ne sia fatta richiesta da almeno la metà dei suoi membri e comunque almeno due volte all’anno per deliberare in ordine al bilancio e all’ammontare della quota sociale.
Il Consiglio è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria dell’Associazione, senza limitazioni, e con particolare riferimento alle seguenti materie:
deliberazioni sulle domande di ammissione, recesso o esclusione degli associati;
entro il 30 settembre di ogni anno, delibera l’importo della quota associativa dell’anno in corso a carico dei soci ;
redazione dei bilanci preventivi e/o consuntivi da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea; i bilanci devono restare depositati presso la sede dell’Associazione nei 15 (quindici) giorni che precedono l’Assemblea convocata per l’approvazione, a disposizione di tutti gli associati.
nomina di dipendenti e collaboratori determinandone la retribuzione;
accettazione di lasciti, donazioni, oblazioni e contribuzioni varie;
redazione di eventuali Regolamenti interni per il funzionamento dell’Associazione, la cui osservanza è obbligatoria per tutti gli associati a seguito dell’approvazione da parte dell’Assemblea;
adottare i provvedimenti di esclusione verso gli associati qualora si dovessero rendere necessari da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea;
attuare le finalità previste dallo Statuto e dalle decisioni dell’Assemblea;
deliberazioni varie non riservate ad organi specifici dell’Associazione.
Il Consiglio Direttivo, nei casi di dimissioni o decesso, decadenza o impedimento di un consigliere o del Presidente, proseguirà fino alla prima Assemblea utile dove si procederà alle votazioni per sostituire il consigliere o il Presidente.
Il Consiglio Direttivo dovrà considerarsi decaduto e non più in carica qualora per dimissioni o per qualsiasi altra causa venga a perdere la maggioranza dei suoi componenti, compreso il Presidente. Al verificarsi di tale evento dovrà essere convocata immediatamente e senza ritardo l’Assemblea per la nomina del nuovo Consiglio Direttivo. Fino alla sua nuova costituzione e limitatamente agli affari urgenti e alla gestione dell’amministrazione ordinaria dell’Associazione, le funzioni saranno svolte dal Consiglio Direttivo decaduto.
Nessun compenso è dovuto ai membri del Consiglio Direttivo per lo svolgimento del loro lavoro collegiale, fatto salvo il diritto al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate.
Di tutte le riunioni del Consiglio Direttivo, deve essere redatto per iscritto un processo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario che va mantenuto agli atti.
Art. 12) PRESIDENTE E VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
Il Presidente e, in sua assenza, il Vicepresidente rappresentano legalmente l’Associazione nei confronti dei terzi e in giudizio, personalmente o a mezzo di suoi delegati.
Il Presidente convoca e presiede l’Assemblea e il Consiglio Direttivo e cura l’attuazione delle loro deliberazioni, stipula gli atti inerenti l’attività associativa e, in caso di impedimento o di prolungata assenza, ha facoltà di delegare sue funzioni al Vice Presidente.
Il Presidente sovrintende inoltre alla gestione amministrativa ed economica dell’Associazione, di cui firma gli atti. È autorizzato a riscuotere da Enti Pubblici e Privati contributi di ogni natura, rilasciandone quietanza; è, altresì, autorizzato ad effettuare pagamenti per i beni acquistati e per i servizi ricevuti dall’Associazione.
Il Segretario è nominato tra i membri del Consiglio Direttivo e rimane in carica finché lo è il Consiglio Direttivo che lo ha nominato. Dà esecuzione alle delibere del Presidente e del Consiglio direttivo, redige i verbali delle riunioni, attende alla corrispondenza.
E’ concessa facoltà al Segretario di nominare un collaboratore esterno a cui demandare parte dei compiti a lui assegnati, determinandone anche la retribuzione che sarà a completo carico dell’Associazione, previo parere favorevole del Consiglio Direttivo.
Il Tesoriere è nominato tra i membri del Consiglio Direttivo e rimane in carica finché lo è il Consiglio Direttivo che lo ha nominato. Provvede all’amministrazione del patrimonio dell’Associazione , cura la tenuta dei libri contabili e risponde della cassa dell’Associazione, predispone dal punto di vista contabile i bilanci preventivo e consuntivo con idonea relazione;
Art. 15) COLLEGIO DEGLI ARBITRI
Contestualmente all’elezione del Consiglio Direttivo, l’Assemblea può provvedere alla nomina del Collegio degli Arbitri, composto da tre membri effettivi e due supplenti (questi ultimi subentrano in ogni caso di cessazione di un membro effettivo), scelti anche tra i non aderenti, a cui è affidato il compito di dirimere le controversie tra soci e tra questi e l’Associazione.
PATRIMONIO – ESERCIZI SOCIALI – SCIOGLIMENTO
Art. 16) PATRIMONIO
quote ordinarie e volontarie versate dagli associati;
erogazioni e contributi conseguenti a stanziamenti dello Stato, delle Regioni, degli Enti Locali e di altri Enti Pubblici e/o Privati;
beni mobili ed immobili ad esso pervenuti per qualsiasi titolo o causa che diverranno di proprietà dell’Associazione;
entrate derivanti da raccolte pubbliche occasionali, anche a seguito dell’offerta ai sovventori di beni o servizi di modico valore, purché questi siano offerti in concomitanza di celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione;
conferimenti derivanti da donazioni attribuite all’Associazione in ragione delle sue specifiche finalità;
attività commerciali produttive marginali;
ogni altro qualsiasi contributo previsto dalla L.266/91.
Il Consiglio Direttivo annualmente stabilisce la quota sociale minima. L’adesione non comporta obblighi di finanziamento o di esborso ulteriori rispetto al versamento della quota associativa annuale. È comunque facoltà degli aderenti di effettuare versamenti ulteriori.
Art. 17) ESERCIZIO SOCIALE
Ai sensi dell’articolo 27 del Codice Civile, l’Associazione si estingue quando lo scopo è stato raggiunto o è divenuto impossibile da conseguire. Il raggiungimento dello scopo o la sua impossibilità dovranno essere preventivamente accertati con deliberazione del Consiglio direttivo. Inoltre, l’Associazione può essere sciolta per delibera dell’Assemblea, con voto favorevole di ¾ (tre quarti) degli associati.
In caso di liquidazione l’Assemblea nomina un liquidatore che sostituisce il Consiglio Direttivo ed è investito dei più ampi poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, al fine di provvedere alle procedure di estinzione dell’Associazione. Il liquidatore è tenuto all’obbligo di rendiconto all’Assemblea.
E’ fatto in ogni caso divieto di devolvere anche in modo indiretto a terzi il patrimonio residuo dell’Ente; in caso di scioglimento, cessazione o estinzione, dopo la liquidazione, il patrimonio residuo sarà devoluto a favore di altra associazione non avente scopo di lucro e che svolga analoga attività, fatta salva diversa destinazione imposta per Legge.
Art. 19) CLAUSOLA COMPROMISSORIA
Tutte le eventuali controversie sociali tra gli associati e tra questi e l’Associazione o suoi Organi, saranno sottoposte, in tutti i casi non vietati dalla Legge e con esclusione di ogni altra giurisdizione, al giudizio di un Collegio Arbitrale composto di tre Arbitri in funzione di amichevoli compositori. L’Assemblea procede, a maggioranza, alla nomina del Collegio Arbitrale, scegliendo.
Gli arbitri giudicheranno ex bono et aequo, senza formalità di procedura entro novanta giorni.
Art. 20) RINVIO DELLE NORME
Per quanto non contenuto nel presente Statuto, si rimanda alle vigenti norme in materia di enti e associazioni.

References: Art. 1

Art. 4

Art. 6

Art. 7

Art. 10

Art. 12

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 19

Art. 20