Source: https://www.slideshare.net/acceole/regolamentazione
Timestamp: 2017-04-26 22:52:14+00:00

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La Nuova Regolamentazione dell'ECM:...
piccoletta85
Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano Facoltà di Economia Corso di Laurea Specialistica <ul><li>“ LA REGOLAMENTAZIONE” </li></ul>Aulisio Pietro 3408690 Pessina Davide 3404616 Faragò Maria Antonia 340 Frezza Eleonora 3407571 Monaco Fernanda 340 Dellasanta Federica 3404969 Susca Domenico 3402713 2.
Agenda <ul><li>Dallo stato gestore allo stato regolatore </li></ul><ul><li>Istituzioni, tecniche e risultati della regolazione </li></ul><ul><li>Teorie della regolazione </li></ul><ul><li>La regolazione Comunitaria </li></ul><ul><li>Un confronto che viene da lontano </li></ul><ul><li>Legge 481/95 </li></ul><ul><li>Conflitto d’interesse tra governanti e governati </li></ul><ul><li>Criteri per l'analisi e la valutazione delle Autorità di regolamentazione </li></ul><ul><li>Legge 249/97 </li></ul><ul><li>I primi sette anni dell'autorità per l'energia </li></ul>
Dallo Stato gestore allo stato regolatore La Spina A. e G. Majone 4.
Il ruolo dello stato <ul><li>Caratteristiche dello stato interventista : </li></ul><ul><li>Deficit spending; </li></ul><ul><li>Politiche universalistiche; </li></ul><ul><li>Utilizzo di monopoli; </li></ul><ul><li>Lista illimitata di bisogni da soddisfare. </li></ul>Tre principali tipi di intervento pubblico in economia: 1) Redistribuzione del reddito 2) Stabilizzazione macroeconomica 3) Regolazione del mercato Uno stato di tipo interventista keynesiano si occupa inoltre di crescita economica e di garantire la piena occupazione utilizzando leve di tipo macroeconomico quali inflazione,disavanzo pubblico e politiche fiscali. 5.
Il declino dello stato gestore <ul><li>Non raggiungimento degli obbiettivi economici e sociali; </li></ul><ul><li>Tendenza delle imprese pubbliche ad essere catturate da interessi politici e sindacali; </li></ul><ul><li>Eccessiva burocrazia; </li></ul><ul><li>Inefficienze; </li></ul><ul><li>Peggioramenti della qualità dei prodotti/servizi offerti; </li></ul><ul><li>Enormi costi per l’erario pubblico. </li></ul><ul><li>Si era perso di vista l’obiettivo delle nazionalizzazioni: Il controllo diretto dell’economia . </li></ul><ul><li>- Problema del principale agente (Proprietà pubblica non significa controllo pubblico) </li></ul>In passato la proprietà pubblica è stata la principale forma di regolamentazione economica in Europa. Alla fine degli anni ’70 diverse critiche sono state mosse a questa modalità di intervento,portando alla luce i seguenti problemi: 6.
Negli USA nei primi anni ’70 il fallimento dell’ Air Transport Licensing Board (strutturato come un tribunale che rispondeva alle proposte tra di loro contraddittorie degli interessi privati) condusse alla creazione della “Civil Aviation Authority”. In Europa invece la nazionalizzazione delle imprese confuse i ruoli del manager e del regolatore,interrompendo cosi il processo di apprendimento. Differenti conseguenze: 7.
Lo stato Regolatore La regolazione non è limitata al momento di sancire regole,ma è un processo che comprende la concreta applicazione delle regole stesse e la progressiva modificazione dei contesti destinatari. <ul><li>Definizione: </li></ul>Regolazione : 1) Adozione di misure idonee a produrre conseguenze previste e volute su una situazione prescelta “S” in modo tale da farla mutare in una nuova “S1” dotata di nuove caratteristiche gradite o priva di precedenti caratteristiche sgradite. (si pensi al termostato). 2 ) Restrizione intenzionale dell’ambito di scelta nell’attività di un soggetto,operata da un entità non direttamente parte in causa o coinvolta in quella attività. (Mitnick,1980) 3) Alterazione del contesto originario nel caso in cui implichi esternalità ritenute costose dai regolatori. (Riker e Ordeshook, 1973) 8.
Le politiche regolative sono finalizzate alla correzione di vari tipi di fallimenti di mercato: 1) Mancanza di concorrenza; 2) Beni pubblici; 3) Esternalità; 4) Mercati incompleti; 5) Difetti informativi; 6) Disoccupazione,inflazione e beni squilibri di crescita. Oltre che Redistribuzione e beni meritori le quali sono spesso obbiettivi della regolazione pur non essendo fallimenti di mercato. 9.
<ul><li>Non è detto che stato regolatore e welfare state siano incompatibili . Possono convivere se, per “welfare state” intendiamo: </li></ul><ul><li>Politiche sociali redistributive concentrata su beni meritori; </li></ul><ul><li>Visione dello stato non come un gestore-fornitore; </li></ul><ul><li>Che lo stato miri a soddisfare una lista corta/chiusa di bisogni; </li></ul><ul><li>Utilizzo di meccanismi market-friendly. </li></ul><ul><li>In questo caso alle A.R. spetta il compito di vigilare sull’erogazione delle prestazioni sociali da parte dei privati. </li></ul>Lo Stato regolatore diversamente dallo stato sociale mira a fornire risposte specifiche a problemi ciscoscritti Stato regolatore Stato Sociale 10.
<ul><li>Lo stato regolatore oltre le A.R. utilizza anche altri mezzi: </li></ul><ul><li>La legislazione diretta; </li></ul><ul><li>Tasse,tariffe e sussidi; </li></ul><ul><li>Autoregolazione; </li></ul><ul><li>Franchising; </li></ul><ul><li>Diffusione di informazioni; </li></ul><ul><li>Promozione R&D. </li></ul>I mezzi dello stato regolatore: Autorità regolative: Sono gli strumenti caratteristici dello stato regolatore. Si tratta di organismi non collocabili alla stregua di una netta distinzione fra legislazione ed amministrazione. 11.
• Nello stato regolatore il conflitto politico si sposta dalle politiche di bilancio alle attività di controllo e riesame della regolazione. Effetti: • In un sistema di governo indiretto,l’intervento pubblico viene sempre più ad identificarsi con la regolazione di soggetti terzi che forniscono beni e servizi invece che la gestione in proprio delle organizzazioni. • Il bilancio pubblico si presenta come un vincolo non molto rigido sulla regolazione perché i veri costi di quest’ultima sono sopportati dai suoi destinatari. (ciò rispetta la priorità di risanare le finanze statali) 12.
Indiretta Diretta Responsabilità verso l’elettorato Pluralista Neo-corporativa Cultura di policy Problem-solving,orientato alle regole Discrezionale,burocratico Policy style Movimenti single-issue, regolatori,esperti,giudici, associazionismo. Partiti,gruppi di interesse,grande impresa,sindacato. Attori politici chiave Commissioni parlamentari,A.R.,tribunali Parlamento,direzioni ministeriali imprese pubbliche servizi sociali pubblici Istituzioni tipiche Riesame giudiziario e controllo del rule making Allocazioni finanziarie Principale arena di conflitto politico Rule-making Tassazione(o debito pubblico) e spesa Strumenti Correzione dei fallimenti di mercato Redistribuzione,stabilizzazione macroeconomica Funzioni prevalenti Stato Regolatore Stato Gestore 13.
Regulation e De-regulation De-Regulation : Sia l’abolizione di una A.R.sia più in generale la diminuzione e la semplificazione di norme.Può anche essere intesa come un processo di riprogettazione delle soluzioni regolative in maniera appropriata rispetto al contesto destinatario. Le critiche spesso si appuntano su una stato iper-regolatore,non uno stato regolatore. Regulation : Controllo prolungato e focalizzato,esercitato da una agency pubblica su attività cui una comunità attribuisce una rilevanza sociale. Liberalizzare: In USA=liberarsi di authorities In Italia=creazione di authorities 14.
La regolazione sociale Social regulation : • Correggere difetti di informazione,effetti collaterali ed esternalità in campi quali salute,ambiente,sicurezza sul lavoro,interessi dei consumatori. • Fornire beni pubblici Il movimento della deregulation nasce anzitutto per l’insoddisfazione verso la economic regulation. Regolazione Economica Sociale 15.
Per i beni pubblici i costi non aumentano in maniera proporzionale al numero di persone che ne usufruiscono,al contrario di quanto avviene per un offerta universalistica di beni meritori (scuola,pensioni,sanità). I costi derivanti dai vari programmi di regolazione sociale in materia ambientale coprono il 6-8% del PIL. 16.
ISTITUZIONI, TECNICHE e RISULTATI della REGOLAMENTAZIONE 17.
SOMMARIO <ul><li>Le istituzioni dello stato regolatore le AR </li></ul><ul><li>Le tecniche di regolazione </li></ul><ul><li>Soft law e Soft regulation </li></ul><ul><li>La regolazione nel mondo : USA, Europa, UK </li></ul><ul><ul><li>Il Report OCSE </li></ul></ul><ul><li>Migliorie al sistema di regolazione europeo </li></ul>
LE AUTORITA’ REGOLATIVE (1) <ul><li>Dove c’è necessità delle AR </li></ul><ul><ul><li>In settori di attività svolte da privati </li></ul></ul><ul><ul><li>Settori di pubblica utilità (trasporti; telecomunicazioni; educazione …) </li></ul></ul><ul><li>Soluzione </li></ul><ul><ul><li>Intervento di soggetti dotati di: </li></ul></ul><ul><ul><ul><li>Poteri regolativi incisivi e mirati </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Elevata competenza specialistica </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Indipendenza </li></ul></ul></ul><ul><li>Caratteristiche </li></ul><ul><ul><li>Organismo competente soltanto in una materia circoscritta </li></ul></ul><ul><ul><li>Si avvale dell’intervento di esperti in materia </li></ul></ul><ul><li>Necessità dei settori </li></ul><ul><ul><li>Elevata specializzazione </li></ul></ul><ul><ul><li>Risposte tempestive ed accurate </li></ul></ul><ul><li>Superamento intervento legislativo al dettaglio </li></ul><ul><li>Superamento gestione di tipo amministrativo tradizionale </li></ul>
LE AUTORITA’ REGOLATIVE (2) Esecutivo Svolge compiti di vigilanza sulla regolare attività, valuta gli interessi in gioco e adatta le regole alle varie circostanze Può avvalersi della Moral suasion: capacità di persuasione non ufficialmente sanzionata Quasi giudiziari Arbitro nelle contese <ul><li>AR come strumento di politica pubblica : </li></ul><ul><li>Regolazione in attività socialmente utili </li></ul><ul><li>Utilizzo di metodi indiretti/non coercitivi (premi, persuasione …) </li></ul>Amministrativi Poteri sanzionatori, cautelari, di controllo … Regolamentari Norme generali di condotta, inserite in un quadro di norme legislative nazionali/comunitarie Nelle sue azioni è molto vicina alla Common Law : soggetto politicamente neutralizzato con potere normativo che fissa regole osservando casi concreti e considerando le conseguenze del suo intervento Poteri AR Caratteristiche 20.
TECNICHE DI REGOLAMENTAZIONE NELLE AR (1) <ul><li>Tipologie tecniche seguite </li></ul><ul><ul><li>Direttive </li></ul></ul><ul><ul><li>Coercitive </li></ul></ul><ul><ul><li>Intrusive </li></ul></ul>Ma anche <ul><li>Indirette </li></ul><ul><li>Non intrusive </li></ul>Continuum decrescente tra le tecniche Individuazione livelli di performance raggiungibili solo con certi materiali Design/specification std <ul><li>Specifiche sui materiali da utilizzare </li></ul><ul><li>Facili da applicare ma poco favorevoli a comportamenti innovativi </li></ul>Engeneering std Tecniche che si esprimono sui risultati finali lasciando libertà sui materiali Performance standard Fissazione di Standard Insieme di regole concernenti una data categoria di prodotti o processi che richiedono in forma universale la presenza/assenza di certi requisiti nei prodotti o l’adozione di certe condotte da parte delle imprese produttrici 21.
TECNICHE DI REGOLAMENTAZIONE NELLE AR (2) <ul><li>A partire dalla tariffa dell’anno di riferimento si individua l’aumento che questo deve avere in base all’inflazione </li></ul><ul><li>x è il coefficiente di miglioramento dell’azienda. Quando x = 0 si ha efficienza produttiva </li></ul><ul><li>Sistema meno intrusivo del “fair rate of return” </li></ul>Price Cap RPI - x <ul><li>Evita prezzi monopolistici e restrittivi </li></ul><ul><li>Basata su costi (funzionamento,tasse,ammortamenti…)sostenuti per fornire il servizio </li></ul>Fissazione delle tariffe d’accesso <ul><li>Usato quando c’è difficoltà ad esprimere e misurare requisiti </li></ul><ul><li>Screening si basa su criteri generali e viene effettuato da organismi ad hoc </li></ul><ul><li>Conclusione con autorizzazione o divieto a fare </li></ul>Esame individualizzato screening 22.
TECNICHE DI REGOLAMENTAZIONE NELLE AR (3) <ul><li>Divieto di: </li></ul><ul><li>Accordi restrittivi </li></ul><ul><li>Costituzione di monopoli </li></ul><ul><li>Fusioni che riducono la concorrenza </li></ul>Proibizione pratiche anticostituzionali <ul><li>Obbligo di dare poche informazioni affidabili,utili e cruciali </li></ul><ul><li>Tecnica meno invadente (non interferisce su scelte organizzative e tecnologiche) </li></ul><ul><li>In tale tecnica le AR: </li></ul><ul><li>Scelgono le info da rilevare e le relative modalità </li></ul><ul><li>Garantiscono l’applicazione di tali obblighi </li></ul><ul><li>Se sprovviste di poteri coercitivi rilevano, rendono disponibili,coordinano, promuovono, verificano la qualità delle varie informazioni </li></ul>Trasparenza <ul><li>Consiste nella concessione di un beneficio di notevole valore ad un particolare soggetto particolarmente meritevole </li></ul><ul><li>Obbiettivo: ricerca, non sempre coronata, di criteri oggettivi, operativi e coerenti per dimostrare l’equità/razionalità decisione </li></ul>Allocazione secondo considerazioni di interesse pubblico 23.
TECNICHE DI QUASI MERCATO (1) <ul><li>Definizione </li></ul><ul><ul><li>Tecniche che affidano le scelte ai produttori </li></ul></ul><ul><ul><li>Tecniche che prevedono un prezzo da inserire nella funzione di produzione </li></ul></ul>Tassazione <ul><li>Prevede una tassa o un prezzo per ogni emissione, in proporzione al danno marginale </li></ul><ul><li>Usata in politica di regolamentazione ambientale </li></ul>Caratteristiche <ul><li>Difficoltà di fissare livello tassazione adeguato </li></ul><ul><li>Difficoltà previsione elusioni o evasioni </li></ul><ul><li>Continue revisioni </li></ul><ul><li>Affronta problemi di redistribuzione senza incorrere in costi amministrativi o effetti disincentivanti innovazione </li></ul>Svantaggi Vantaggi Diritti trasferibili/negoziabili <ul><li>Problemi sui controlli </li></ul><ul><li>Problemi determinaz. prezzo </li></ul><ul><li>Problemi durata e periodicità della sua revisione </li></ul><ul><li>Valori di tali diritti dipende da pressione politica </li></ul><ul><li>Consente facile minimizzazione dei costi </li></ul><ul><li>Non scoraggia nuove entrate </li></ul><ul><li>AR libertà di manovra </li></ul><ul><li>Flessibile </li></ul><ul><li>Permessi di scarico ambientale messi all’asta </li></ul><ul><li>Comprati dalle aziende che ne hanno più bisogno </li></ul>Svantaggi Vantaggi Caratteristiche 24.
TECNICHE DI QUASI MERCATO (2) Strumenti contrattuali Svantaggi Vantaggi Caratteristiche <ul><li>I contratti richiedono una redazione sofisticata </li></ul><ul><li>Richiedono continui e aggiustamenti </li></ul><ul><li>Consente di ottenere clausole contrattuali più appropriate </li></ul><ul><li>L’azienda che riceve risorse pubbliche assume ulteriori obbligazioni </li></ul><ul><li>Tecniche di regolazione che non richiede la presenza di AR </li></ul><ul><li>AR assume un ruolo consultivo/decisionale </li></ul>Autoregolazione Svantaggi Vantaggi Caratteristiche <ul><li>Superamento del gap informativo imposto dalla regolaz. pubblica </li></ul><ul><li>Molto efficace </li></ul><ul><li>Poco costosa e legittimata dai destinatari </li></ul><ul><li>Più agile e consapevole </li></ul><ul><li>Strutturalmente inadeguata </li></ul><ul><li>Scarica sui “governi esterni” i costi diffusi attività economica </li></ul><ul><li>Riguarda solo alcuni settori </li></ul><ul><li>Figura del certificatore non sempre affidabile </li></ul><ul><li>Regolazione fatta dai “destinatari”con organi interni </li></ul><ul><li>Sanzioni = esclusione dai circoli qualità o ritiro abilitazione </li></ul><ul><li>Figura certificatore </li></ul>
TECNICHE ALTERNATIVE <ul><li>Normativa generale diritto privato </li></ul><ul><li>Gestione diretta entità produttive </li></ul><ul><li>Negoziazione delle regole tra soggetti inteni </li></ul><ul><li>Sussidi in forma di contratti a fondo perduto e prestiti a tasso agevolato (deduzioni fiscali) </li></ul><ul><li>Caratteristiche </li></ul><ul><ul><li>Tecniche che vengono di massa evitate </li></ul></ul><ul><ul><li>Si combinano con le tecniche usate dall’AR </li></ul></ul><ul><ul><li>Giocano un ruolo importante nell’intervento dello stato regolatore </li></ul></ul>
SOFT LAW E SOFT REGULATION (1) Soft law <ul><li>Scarsa accountability </li></ul><ul><li>Carenza di piena forza giuridica vincolante </li></ul><ul><li>Soluzione “spietata” se nelle mani di corti “feroci” o irragionevoli </li></ul>Svantaggi Esempi Vantaggi Caratteristiche <ul><li>Indicazioni procedurali </li></ul><ul><li>Istruzioni ai funzionari </li></ul><ul><li>Regole di intento prescrittivo </li></ul><ul><li>Codice autoregolamentazione </li></ul><ul><li>Codificazione di prassi consolidate </li></ul><ul><li>Colma le lacune legislative </li></ul><ul><li>Guadagno in termini di efficienza e specializzazione </li></ul><ul><li>Produce effetti giuridici indiretti </li></ul><ul><li>Soluzione di second best </li></ul><ul><li>Fa riferimento a dichiarazioni di intento normativo </li></ul><ul><li>Adottate da pubbliche amministrazioni e organiz. internazionali </li></ul><ul><li>Non commina sanzioni severe, ma ciò non significa che sia mite </li></ul>
SOFT LAW E SOFT REGULATION (2) Soft regulation <ul><li>Forme indirette di soft regulation </li></ul><ul><ul><li>info e trasparenza </li></ul></ul><ul><ul><li>clausole contrattuali </li></ul></ul><ul><ul><li>autoregolamentazione </li></ul></ul>Svantaggi Vantaggi Caratteristiche <ul><li>Può essere insensibile </li></ul><ul><li>Irragionevole </li></ul><ul><li>Può risultare inefficiente:inefficienza allocativa e inefficienza produttiva </li></ul><ul><li>Rettamente forte e capace di ottenere risultati voluti </li></ul><ul><li>Appare essere poco costosa e + efficace </li></ul><ul><li>Doppio approccio: </li></ul><ul><li>approccio tough </li></ul><ul><li>approccio flessibile </li></ul><ul><li>Rigida in situazioni di quasi mercato </li></ul><ul><li>Caratterizzata sanzioni in linea di massima meno severe di regolamentazione dura </li></ul>
REGOLAZIONE : USA (1) <ul><li>La regolazione in USA ha tre caratteristiche principali </li></ul><ul><ul><li>Gli Stati mantengono la possibilità di agire se ne sono in grado </li></ul></ul><ul><ul><li>Gli stati devono possedere precisi requisiti per effettuare la regolamentazione </li></ul></ul><ul><ul><li>Non tutti gli stati hanno ugual capacità regolativa </li></ul></ul>Fornire info circa i benefici e i costi delle proposte regolative, dando così la possibilità di effettuare una comparazione con le iniziative regolative concorrenti OBIETTIVI Gruppo di regolazione predisposto dal governo Carter (abolito dall’amministrazione Regan) RARG <ul><li>Consisteva nella compilazione semestrale delle regulations federali </li></ul><ul><li>Si rivolgeva all’opinione pubblica e alle AR </li></ul>CARATTERISTICHE ORGANI REG. CALENDAR Amministrazione Carter 29.
REGOLAZIONE : USA (2) <ul><li>Possiede grande influenza </li></ul><ul><li>Compito di rendere pubblici gli atti, le analisi di impatto e i risultati della regolamentazione </li></ul>OIRA <ul><li>Riduzione del peso regolamentazione </li></ul><ul><li>Aumento accountability agenzie </li></ul><ul><li>Potenziamento supervisione presidenziale </li></ul><ul><li>Una più razionale giustificazione degli intenti regolativi, per far eccedere i benefici ai costi </li></ul><ul><li>Le decisioni regolative più importanti dovevano essere giustificate da un’analisi costi/benefici </li></ul>EXECUTIVE ORDER <ul><li>Escludere misure particolarmente controverse e eliminare quelle indesiderabili </li></ul><ul><li>Collaborazione con le AR per la ricerca della migliore soluzione </li></ul><ul><li>Ha l’autorità di esaminare il programma regolativo delle varie AR </li></ul><ul><li>Discute le proposte di ciascuna AR </li></ul>OMB OBIETTIVI CARATTERISTICHE ORGANI Amministrazione Regan 30.
REGOLAZIONE : USA (3) <ul><li>CBA (analisi costi/benefici) perno sforzi razionalizzazione regolazione </li></ul><ul><li>Obiezioni </li></ul><ul><ul><li>Costi e benefici non sempre monetizzabili </li></ul></ul><ul><ul><li>Costi e benefici facilmente occultabili </li></ul></ul><ul><ul><li>Sottovalutazione e esclusione di metodologie alternative </li></ul></ul><ul><ul><li>CBA non porta miglioramento regolazione </li></ul></ul><ul><li>Soluzioni </li></ul><ul><ul><li>CBA consapevole dei suoi difetti per essere utile </li></ul></ul><ul><ul><li>Basare l’analisi su costi ed efficacia in termini diretti e cronologicamente immediati </li></ul></ul>
IL REPORT OCSE <ul><li>Report on regulatory reform (1995) </li></ul><ul><li>(10 quesiti prima del processo di regolazione) </li></ul><ul><ul><ul><li>Definizione del problema </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Giustificazione dell’intervento pubblico </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Politica di intervento </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Fondamento giuridico </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Livello di governo adeguato alla gestione dell’intervento </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>I benefici e costi </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Trasparenza degli effetti </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Coerenza e chiarezza della normativa </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Possibilità delle parti in causa di far conoscere il proprio pt di vista </li></ul></ul></ul><ul><ul><ul><li>Garanzia effetti tecniche regolative </li></ul></ul></ul><ul><li>Livelli trattazione miglioramento della regolazione </li></ul><ul><ul><li>Deregolazione </li></ul></ul><ul><ul><li>Qualità regolativa </li></ul></ul><ul><ul><li>Regulatory management </li></ul></ul>
REGOLAZIONE : EUROPA <ul><li>Aspetti negativi </li></ul><ul><li>Parlamento accodiscendente verso le decisioni del Governo </li></ul><ul><li>Accordo Parlamento – Commissione </li></ul><ul><ul><li>Q uest’ultima motiva le proprie iniziative di sussidiarietà e redige una relazione annuale a riguardo </li></ul></ul><ul><li>Adozione da parte dei ministri di funzione pubblica dei paesi membri principi di better regulation e better government </li></ul><ul><li>Guidelines </li></ul><ul><ul><li>Chiarezza, semplicità e precisione normativa </li></ul></ul><ul><ul><li>Appropriatezza al tipo di provvedimento in particolare al suo essere vincolante o meno </li></ul></ul><ul><ul><li>Comunicare in modo non ambiguo i diritti/doveri destinatari </li></ul></ul><ul><li>Diseguaglianze e inefficienze capacità regolative degli stati membri </li></ul><ul><li>Commissione restia a delegare regolamentazione ad organi privati </li></ul>Paura di perdere potere 33.
REGOLAMENTAZIONE : UK <ul><li>Il RIA </li></ul><ul><li>Interventi </li></ul><ul><li>Costituzione Better Regulation Units (BRU) </li></ul><ul><li>Costituzione Regulatory Impact Unit (RIU) </li></ul><ul><li>Obbligo di corredare le proposte in base al CCA (considerazione costi immediati) e RA (rischi connessi al non intervento) </li></ul>Cos’è Breve documento strutturato secondo canoni predefiniti che deve accompagnare tutte le nuove proposte regolative definendone il problema Le 10 fasi <ul><li>Titolazione </li></ul><ul><li>Identificazione problema e identificazione obiettivi </li></ul><ul><li>Identificazione opzioni e analisi profili equità sostanziale e procedurale </li></ul><ul><li>identificazione, quantificazione e attribuzione benefici </li></ul><ul><li>Stima dei costi di ottemperanza </li></ul><ul><li>Consultazione con le PMI </li></ul><ul><li>Identificazione di tutti gli altri tipi di costi indiretti </li></ul><ul><li>Descrizione risultati consultazione </li></ul><ul><li>Sintesi benefici e costi opzione </li></ul><ul><li>Trattazione dei meccanismi sanzionatori </li></ul>
MIGLIORAMENTI REGOLAZIONE EUROPEA <ul><li>Possibili migliorie </li></ul><ul><li>Situazione italiana </li></ul><ul><li>Interventi semplificazione e delegificazione </li></ul><ul><li>Segue la linea europea </li></ul><ul><li>Necessità rapporto esecutivo/AR più equilibrato </li></ul><ul><li>Sperimentazione/progettazione procedure adeguate </li></ul><ul><li>Parlamento più incline a “criticare” il Governo </li></ul><ul><li>Istituzione graduale degli organi di regolazione </li></ul>
TEORIA della REGOLAMENTAZIONE 36.
TEORIE SULLA REGOLAMENTAZIONE <ul><li>Il fallimento di mercato e le sue cause </li></ul><ul><li>La teoria economica e la teoria normativa </li></ul><ul><li>Le teorie istituzionalistiche della regolamentazione: </li></ul><ul><li>la teoria economica neoistituzionalismo la teoria dei giochi </li></ul><ul><li>delle organizzazioni cooperativi non </li></ul><ul><li>ripetitivi </li></ul><ul><li>Cos’è la delega? </li></ul><ul><li>Le caratteristiche interne dell’ AR. </li></ul>
TEORIE SULLA REGOLAMENTAZIONE <ul><li>Punto di partenza: FALLIMENTO DI MERCATO </li></ul><ul><li>CAUSE : </li></ul><ul><li>Potere del monopolio </li></ul><ul><li>Esternalità negative </li></ul><ul><li>Asimmetrie informative </li></ul><ul><li>Inadeguata offerta dei beni pubblici puri </li></ul><ul><li>DOMANDA: le categorie normative dell’economia del benessere sono capaci di spiegare la realtà del policy making regolativo? </li></ul><ul><li>RISPOSTA: NO! </li></ul><ul><li>ECONOMISTI: sostengono che l’analisi normativa sia IRRILEVANTE, poiché gli esiti delle politiche pubbliche dipendono dalle regole del processo produttivo. </li></ul>
Per superare i fallimenti di mercato abbiamo due teorie: TEORIA ECONOMICA (STIGLER) TEORIA NORMATIVA Analizzeremo queste due teorie dal punto di vista della DEREGOLAMENTAZIONE <ul><li>LIMITI delle due teorie No istituzioni </li></ul><ul><li>Per spiegare la complessa dinamica del policy making regolativo, dobbiamo ricorrere alle teorie istituzionalistiche delle regolamentazione, aree molto vicine sono: </li></ul><ul><li>teoria economica delle neoistituzionalismo teoria dei giochi </li></ul><ul><li>organizzazioni cooperativi </li></ul><ul><li>non ripetitivi </li></ul>
<ul><li>1) TEORIA ECONOMICA DELLE ORGANIZZAZIONI : </li></ul><ul><li>Prima volta STIGLER 1971 ( the economic theory of regulation): gli attori politici sono i massimizzatori della loro utilità. </li></ul><ul><li>TEORIA DELLA CATTURA : la regolazione non riguarda l’aumento dell’efficienza attraverso la correlazione di fallimenti di mercato, ma la redistribuzione del reddito da certi gruppi della società ad altri. </li></ul><ul><li>Questa teoria non spiega l’intreccio dei sussidi a questo proposito interviene : </li></ul><ul><li>PELTZMAN : la regolazione controbilancerà gli effetti delle forze di mercato sulla </li></ul><ul><li>divisione delle rendite tra produttori e consumatori. </li></ul><ul><li>BECKER : condivide l’idea di Stigler E di Peltzman, ma introduce le PERDITE SECCHE (differenza tra i guadagni dei vincitori e le partite di coloro che vengono sconfitti,derivanti dal mutamento nella produzione indotto dalla regolamentazione) queste agiscono come un vincolo sulle politiche regolative inefficenti. </li></ul><ul><li>Possiamo definire ciò come una soluzione di second best. </li></ul>
Cos’è la DEREGOLAMENTAZIONE ? <ul><li>Privatizzazione Re-regulation Delegificazione </li></ul><ul><li>Economisti LIBERALIZZAZIONE dei mercati </li></ul><ul><li>Diverse forme di Deregulation: </li></ul><ul><li>Administrative deregulation </li></ul><ul><li>Deregulation relativa ad AR </li></ul><ul><li>Soppressione dell’AR </li></ul><ul><li>Riduzione o rilassamento di norme esistenti </li></ul><ul><li>Ritiro totale del diritto statale </li></ul>
<ul><li>2) NEOISTITUZIONALISMO: </li></ul><ul><li>Tratta qualche studio sulle ISTITUZIONI </li></ul><ul><li>Questa ricerca ha segnato due importanti poteri: a – controllo politico </li></ul><ul><li>b – problema della delega </li></ul><ul><li>Teoria dell’agenzia : viene usata per analizzare le relazioni </li></ul><ul><li>gerarchiche tra un Principale ed un Agente controllo politico </li></ul><ul><li>Problema: come i politici possono domare la tendenza all’elusione? </li></ul><ul><li>Intervengono diversi autori: </li></ul><ul><li>HILL </li></ul><ul><li>BENDOR </li></ul><ul><li>Mc CUBBINS e NOLL </li></ul><ul><li>CONTROLLO ( HOOD): possiamo definirlo come “bilanciamento interpolabile”. Il punto di partenza è identificare meccanismi auto correttivi che siano già presenti nel sistema. </li></ul><ul><li>In questo gruppo di teorie le ISTITUZIONI possono fornire potenti meccanismi addizionali per aiutare i politici eletti a rimettere in riga i loro agenti. </li></ul>
<ul><li>3) TEORIE DEI GIOCHI COOPERATIVI NON RIPETITIVI: </li></ul><ul><li>Punto di partenza DELEGA ( exp: AGENZIE INDIPENDENTI ) </li></ul><ul><li>Capire perché i politici scelgono di delegare i poteri di policy- making? </li></ul><ul><li>PROBLEMA: credibilità delle policy </li></ul><ul><li>CRITICI della discrezionalità governativa: </li></ul><ul><li>Friedman Kydland e Prescott </li></ul><ul><li>La credibilità genera dei PROBLEMI : </li></ul><ul><li>la TEORIA DEI GIOCHI NON COOPERATIVI : </li></ul><ul><li>ci aiuta ad analizzare le situazioni in cui gli impegni vincolanti sono impossibili ovvero </li></ul><ul><li>troppo costosi. </li></ul><ul><li>Ci rifacciamo al GIOCO DELLA FIDUCIA : elemento importante la </li></ul><ul><li>REPUTAZIONE </li></ul><ul><li>contratti completi contratti incompleti </li></ul>
<ul><li>Cos’è la DELEGA ad una AR? </li></ul><ul><li>È il tentativo di perseguire in modo efficace obiettivi di policy la cui realizzazione è voluta. Questa genera alcune predizioni controllabili sul rendimento più elevato di una regolazione tramite AR rispetto alle altre politiche regolative. </li></ul><ul><li>Due teorie che non trattano le misure REGOLATIVE : </li></ul><ul><li>a – TC (teoria della cattura) </li></ul><ul><li>b - TPI (teoria positiva delle istituzioni) </li></ul><ul><li>Per questo intervengono delle POLITICHE SIMBOLICHE </li></ul><ul><li>DELEGARE porta con sé diverse scelte: </li></ul><ul><li>Il tipo e l’intensità di eventuali indirizzi futuri del delegante </li></ul><ul><li>La struttura organizzativa dell’AR </li></ul><ul><li>Norme che specificano le procedure decisionali da seguire </li></ul>
CONCLUSIONI dal punto di vista dello STATO REGOLATORE : <ul><li>- La TPS: è una teoria della regolazione, in cui l’istituzione di un AR e il suo </li></ul><ul><li>funzionamento sono IRRILEVANTI. </li></ul><ul><li>- La TC: L’AR non è molto rilevante ma è importante la sua introduzione. </li></ul><ul><li>- La TPI: l’introduzione e l’operato di un AR sono RILEVANTI. </li></ul><ul><li>DEFINIAMO le AR : è un insieme eterogeneo. Vi sono presenti al suo interno sei </li></ul><ul><li>attori. Al suo interno è importante: </li></ul><ul><li>Il grado di istituzionalizzazione. </li></ul><ul><li>La cultura specialistica interna ed esterna. </li></ul><ul><li>La tendenza, da parte dei vertici dell’AR a prendere decisioni sul dibattito pubblico. </li></ul><ul><li>Il grado di attenzione da parte degli altri attori politici. </li></ul><ul><li>Il protagonismo di una componente. </li></ul><ul><li>Salienza dei personaggi destinati al vertice. </li></ul>
La REGOLAZIONE COMUNITARIA 46.
Regolazione Comunitaria <ul><li>PASSATO </li></ul><ul><li>In passato l’opinione comune era che l’UE fosse incapace di produrre norme politicamente e socialmente avanzate rispetto a quelle prodotte negli Stati Membri </li></ul><ul><li>OGGI </li></ul><ul><li>Oggi l’attività Normativa Europea ha visto una crescita impetuosa iniziando a trattare materie precedentemente non menzionate nel Trattato di Roma </li></ul><ul><li>Aspetti fondamentali: </li></ul><ul><li>Espansione Quantitativa: sviluppo – ricerca – ambiente – protezione consumatore </li></ul><ul><li>Innovatività: riguardano soprattutto lo sviluppo di innovazioni regolative che riguardano salute e sicurezza sul lavoro </li></ul><ul><li>Selettività: sviluppo modesto e esitante </li></ul>
DOMANDA DI REGOLAZIONE <ul><li>Consumatori di regolazione comunitaria sono i governi nazionali </li></ul><ul><li>Molte proposte sono avanzate dagli stati membri per : </li></ul><ul><li>Imporre il proprio approccio </li></ul><ul><li>Possibilità di delegare decisione politicamente difficili </li></ul><ul><li>Fattore di credibilità della regolazione stessa </li></ul><ul><li>Interesse delle multinazionali verso l’eliminazione delle diverse regole nazionali </li></ul>
<ul><li>OFFERTA di REGOLAZIONE </li></ul><ul><li>Ruolo del Parlamento Europeo è cambiato; ha rafforzato il suo ruolo con il trattato di Amsterdam e Maastricht. </li></ul><ul><li>In passato veniva chiamato a proporre ora invece deve anche co-decidere </li></ul><ul><li>Soggetto più rilevante nell’offerta di Policies è la Commissione </li></ul><ul><li>STATI MEMBRI VS COMMISSIONE </li></ul><ul><li>Perché gli stati membri non sono riusciti a impedire la creazione di un corpus esteso di norme? </li></ul><ul><li>Hanno sottovalutato l’importanza del potere implicito nella capacità di regolare </li></ul><ul><li>Convenienza a delegare: la maggioranza dei regolamenti comunitari è stata in larga parte demandata da Stati membri e dal Parlamento </li></ul>Fonte principale di potere: Capacità di tassare e spendere Fonte principale di potere: Produzione di norme; Unico modo per accrescere il proprio ruolo 49.
FUNZIONARI EUROPEI <ul><li>Funzionari Europei: “imprenditori di policy”. Sono leader dei gruppi e movimenti di interesse pubblico volti a dar voce agli interessi diffusi, scarsamente rappresentati in Europa. </li></ul><ul><li>La loro reputazione dipende dalla capacità di far accettare idee nuove. </li></ul><ul><li>“ Imprenditori politici: sempre alla ricerca di occasioni da sfruttare” </li></ul><ul><li>(Kingdom 1984) </li></ul><ul><li>Caratteristiche: </li></ul><ul><li>Essere preso sul serio: decision maker autorevole </li></ul><ul><li>Capacità di negoziare </li></ul><ul><li>Essere insistenti </li></ul><ul><li>Caratteristica di ostilità nel raggiungere gli obiettivi </li></ul><ul><li>ESEMPI di INTERVENTO </li></ul><ul><li>Concetto ambiente di lavoro nel dibattito europeo sulla sicurezza e sul posto lavoro </li></ul>
Criticità dell’Attività regolativa <ul><li>IPER-REGOLAZIONE: </li></ul><ul><li>Critiche all’eccessiva crescita dell’attività regolativa comunitaria </li></ul><ul><li>Trattato di Maastricht: sottolineano i principi di trasparenza e l’accesso ad informazioni </li></ul><ul><li>Mancanza di procedure razionali per selezionare le priorità regolative </li></ul><ul><li>Troppe regole complesse </li></ul><ul><li>Conseguenze negative: Inflazione legislativa </li></ul><ul><li>COMPLESSITA’ REGOLATIVA </li></ul><ul><li>Causa: : perfezionismo tecnico che manca di plausibilità </li></ul><ul><li>Questo dipende dalla piccola dimensione e dalle risorse limitate dei suoi funzionari: numero ridotto e competenze generali </li></ul><ul><li>La complessità regolativa deriva anche da il complesso sistema di gruppi di lavoro e comitati che traggono un vantaggio personale dalla complessità regolativa . </li></ul><ul><li>Metodo per ridurre l’eccesso di regolazione è la creazione di una istituzione che controlli l’intero processo regolativo </li></ul>
Agenzie Comunitarie <ul><li>Risanare i difetti del processo regolativo occorre istituire delle autorità indipendenti rispetto alla Commissione competenti su ambiti specifici. </li></ul><ul><li>I regolatori nazionali hanno bassa credibilità internazionale e sfiducia reciproca. </li></ul><ul><li>L’assistenza comunitaria è necessaria per assicurare che i membri nazionali raggiungano un livello di competenza sufficiente per garantire la fiducia reciproca </li></ul><ul><li>Nel 1993 vengono istituiti 10 organismi amministrativi (ad esempio AEA: agenzia europea per l’ambiente). Questi organismi anche se non attuano politiche regolative aiutano lo stato nell’attuazione delle normative comunitarie. </li></ul><ul><li>Anche con assenza di poteri regolativi non sono “tigri di carta” </li></ul><ul><li>In futuro si assisterà a un’espansione delle loro funzioni : </li></ul><ul><li>Valutazione uniforme per tenere sotto osservazione l’attuazione delle norme </li></ul><ul><li>Verificare l’accuratezza e la coerenza dei metodi seguiti </li></ul><ul><li>Creazione di un “ispettorato di verifica” che osservi il rendimento e le politiche delle autorità nazionali </li></ul><ul><li>. </li></ul>
TRASFORMAZIONI di AGENZIE EUROPEE in ORGANI REGOLATIVI Limita la crescita dimensionale della commissione nonostante l’allargamento dei paesi partecipanti all’EU. La commissione mantiene le responsabilità politiche richieste dai trattati, ma alle AR europee vengono affidati compiti tecnici. CASI di SUCCESSO della REGOLAZIONE EUROPEA : AEVM( agenzia europea per la valutazione dei prodotti medicinali). Concepita come un network composta dalle AR nazionali, il Parlamento europeo, gli Stati Membri e la Commissione 53.
Reti Regolative Europee <ul><li>Ar europee: Ostacoli di tipo politico </li></ul><ul><li>Stati membri: riluttanti a concedere a organizzazioni europee poteri che non vogliono concedere a istituzioni nazionali. </li></ul><ul><li>Commissione non vuole delegare potere a AR che operano a distanza. </li></ul><ul><li>La Questione non è se le agenzie abbiano un ruolo da giocare nel Governo Europeo, ma come devono essere strutturati e rese responsabili. </li></ul><ul><li>Anche se i componenti di una AR nazionali sono impegnati nei confronti di obiettivi regolativi assegnati, il loro impegno sarà inutile fino a quando saranno isolate </li></ul><ul><li>Inserimento in una rete europea </li></ul>
Reti regolative transnazionali <ul><li>il NETWORK fornisce: </li></ul><ul><li>divisione del lavoro </li></ul><ul><li>scambio di informazione e di risorse </li></ul><ul><li>facilita gli standard di condotta. </li></ul><ul><li>La reputazione viene mantenuta attraverso la creazione di regole informali e prassi su cui si basano aspettative condivise. </li></ul><ul><li>Le nuove agenzie europee sono progettate in modo da rendere necessarie cooperazione e networking; affinché la rete funzioni bene sono necessari: </li></ul><ul><li>Rapporti di fiducia e cooperazione </li></ul><ul><li>Livello di professionalità elevato </li></ul><ul><li>Comune filosofia regolativa fra regolatori nazionali e comunitari </li></ul><ul><li>Indipendenza politica </li></ul>
UN CONFRONTO CHE VIENE DA LONTANO 56.
Un confronto che viene da lontano <ul><li>Assemblea Costituente: I problemi più urgenti da risolvere dal punto di vista economico erano quelli della LOTTA AI MONOPOLI PRIVATI che limitavano la concorrenza fra le imprese e dei possibili coordinamenti delle attività private con le finalità pubbliche. </li></ul><ul><li>Problema: Come affrontare e risolvere i più evidenti FENOMENI DI FALLIMENTO DEL MERCATO </li></ul><ul><li>Unanime volontà di opporsi alle più gravi manifestazioni di fallimento del mercato, a tal fine diverse soluzioni e proposte e nessuna contemplava l’istituzione Di Autorità Indipendenti e neppure l’emanazione di leggi per la tutela del mercato e della concorrenza </li></ul>
continua…. <ul><li>Conclusione unanime:Si deve perseguire:”un INTERVENTO DELLO STATO diretto a disciplinare le situazioni di monopolio che vengono a determinarsi per effetto di condizioni naturali, di fattori tecnici e di eliminazione della concorrenza (…)” </li></ul><ul><li>Interventi da adottare : 2 tendenze: </li></ul><ul><li>“ fiduciosa” nell’adozione di provvedimenti LEGISLATIVI </li></ul><ul><li>Soluzione della “nazionalizzazione” </li></ul><ul><li>Il dibattito all’interno dell’assemblea costituente portò alla stesura e all’approvazione di due articoli ritenuti idonei a contrastare i monopoli </li></ul>
<ul><li>ART. 41 COSTITUZIONE la legge può determinare i programmi e i controlli per indirizzare l’attività economica </li></ul><ul><li>ART 43 COSTITUZIONE possibilità della nazionalizzazione di imprese che gestiscano servizi pubblici essenziali o si trovino in condizioni di monopolio </li></ul><ul><li>In conclusione: la prevalente cultura politica di allora privilegiava un intervento DIRETTO DELLE IMPORESE PUBBLICHE ai fini di regolamentazione del mercato su cui queste operavano insieme alle imprese private </li></ul><ul><li>MODELLO ECONOMIA MISTA </li></ul>
<ul><li>Mercati finanziari Minore interesse perché non era percepita la connessione ed interdipendenza tra lo sviluppo di questi mercati e la crescita dell’economia </li></ul><ul><li>ANNI ’50 Sistema finanziario era in mano pubblica ed i mercati finanziari vigilati dal “Comitato Interministeriale del credito e il risparmio” e nei fatti governati dalla Banca d’Italia </li></ul><ul><li>Vigeva la legge bancaria del 1963 separazione tra banca e industria </li></ul><ul><li>Borsa italiana governata ancora dalla legge del 1913 che resterà in vigore fino al 1998 </li></ul><ul><li>Gli istituti di credito, oltre ad esercitare la funzione di credito alle imprese spaziarono su ogni segmento dei mercati finanziari con prodotti creditizi, mobiliari, assicurativi per porre barriere all’entrata a competitori non di origine bancaria </li></ul><ul><li>Anni 70 </li></ul><ul><li>Per attivare la fiducia dei risparmiatori e per sollecitare le imprese ad accrescere il ricorso al capitale di rischio, il governo ricorse all’istituzione di un ente di eteroregolazione:la CONSOB: </li></ul><ul><li>Necessità di un unico organismo per il controllo sulle società quotate in borsa </li></ul><ul><li>Opportunità di ottenere trasparenza dei rapporti tra società quotate e azionisti di minoranza </li></ul><ul><li>Impegno ad uniformare la legislazione italiana a quella dei Paesi più economicamente avanzati </li></ul>
<ul><li>Passarono molti anni e si dovette assistere alla CRISI DELLE IMPRESE PUBBLICHE(partecipazioni statali): </li></ul><ul><li>referendum popolare che sopprimeva il Ministero delle Partecipazioni Statali e prese avvio il processo di PRIVATIZZAZIONE delle imprese e banche pubbliche </li></ul><ul><li>Ripresa anche del dibattito parlamentare sull’opportunità di introdurre degli ORGANISMI INDIPENDENTI per la regolazione dei mercati su cui operavano le imprese pubbliche e private </li></ul><ul><li>Questo indirizzò trovò sanzione legislativa nella legge n. 474 del 1994 dove si dispose che “Le dismissioni delle partecipazioni azionarie dello stato e degli enti pubblici nelle società..sono subordinate alla creazione di organismi indipendenti per la regolarizzazione delle tariffe e il controllo della qualità dei servizi di rilevante interesse pubblico” </li></ul>
<ul><li>Consapevolezza in sede parlamentare che per affrontare i complessi problemi dei mercati occorressero degli organismi dotati di ELEVATA COMPETENZA TECNICA ed in grado di operare in autonomia </li></ul><ul><li>Necessità che la nomina dei vertici di questi organismi dovesse garantire la loro indipendenza ed imparzialità </li></ul><ul><li>Governo Amato: disegno di legge contenente “Delega per l’istituzione di agenzie per i servizi pubblici” “L’avvio del processo di privatizzazione di numerosi soggetti pubblici operanti nei settori di pubblica utilità, energia, acqua, trasporti e telecomunicazione rende necessario avviare con urgenza un nuovo assetto del sistema regolatore dei pubblici servizi” </li></ul><ul><li>Legge 1995 n. 481: Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica autoritàe questa legge istituì l’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS e fece rinvio ad altri provvedimenti di legge per l’istituzione dell’ Autorità per le garanzie nelle comunicazioni </li></ul>
IN CONCLUSIONE… <ul><li>Dal dopoguerra il governo ha privilegiato il ricorso diretto all’impresa pubblica e alla banca pubblica per raggiungere fini collettivi di sviluppo, crescita economica e di riequilibrio territoriale:STATO GESTORE </li></ul><ul><li>Successivamente con spinte dell’integrazione europea il governo si è mosso verso la regolazione indiretta dell’economia stessa: STATO REGOLATORE </li></ul><ul><li>Anni più recenti arresto delle privatizzazioni e ripresa del ruolo gestionale dei ministri e conflitti tra questi e le autorità indipendenti </li></ul>
LEGGE 481 del 1995 64.
Legge 481/95 Sono istituite le Autorità di regolazione di servizi di pubblica utilità, competenti, rispettivamente, per energia elettrica e gas e per le telecomunicazioni. Cambia il mercato: obiettivi a livello europeo 65.
Finalità delle Autorità <ul><li>Formulare osservazioni e proposte da trasmettere al Governo </li></ul><ul><li>Controllare che le modalità e le condizioni di accesso per i soggetti esercenti il servizio siano attuate nel rispetto dei principi della concorrenza e della trasparenza </li></ul><ul><li>Stabilire e aggiornare, in relazione all’andamento del mercato, la tariffa base, i parametri e gli altri riferimenti per determinare le tariffe </li></ul>Art. 481/95 comma 12 66.
Autorità per l’energia elettrica e il gas (AEEG) <ul><li>Riferimenti normativi : </li></ul><ul><li>Legge n. 481 del 1995 </li></ul><ul><li>Caratteristiche del mandato: </li></ul><ul><li>Indipendenza </li></ul><ul><li>Autonomia </li></ul><ul><li>Attività: </li></ul><ul><li>Promuove lo sviluppo della concorrenza </li></ul><ul><li>Garantisce standard adeguati di qualità ed efficienza del servizio </li></ul><ul><li>Definisce il sistema tariffario </li></ul><ul><li>Promuove la tutela di consumatori e utenti </li></ul><ul><li>Disciplina l’accesso alle infrastrutture del settore </li></ul><ul><li>Controlla il rispetto della normativa di settore </li></ul><ul><li>Adotta provvedimenti di carattere normativo (delibere) </li></ul>
I soggetti del mercato liberalizzato <ul><li>Il decreto n. 79/99 ha istituito e definito le funzioni del : </li></ul><ul><li>GRTN : esercita le attività di trasmissione e dispacciamento e gestione unificata della rete di trasmissione nazionale. È responsabile della sicurezza del sistema </li></ul><ul><li>GME : organizza il mercato elettrico </li></ul><ul><li>AU garantisce ai clienti vincolati la fornitura di energia elettrica in condizioni di continuità, sicurezza ed efficienza del servizio nonché parità di trattamento tariffario </li></ul>
Il settore elettrico Produzione Trasmissione Dispacciamento Distribuzione Misura Vendita 69.
La filiera elettrica Produzione elettricità Importazione elettrica Borsa Dispacciamento Trasmissione Distribuzione Misura Cliente vincolato Cliente libero Approvvigionamento Infrastruttura Vendita Autorità 70.
Integrazione verticale e monopolio Nel 1964 viene nazionalizzato il settore elettrico e viene creata l’Enel, monopolista nazionale verticalmente integrato Sopravvivono alla nazionalizzazione le imprese elettriche municipalizzate (produzione e distribuzione) e alcune imprese minori (reti marginali) 71.
L’evoluzione del settore dal 1970 al 1990: dal modello market oriented… Impresa Servizio Obiettivi Strumenti Criteri Ente Pubblico Di pubblica utilità in condizione di monopolio  Estensione delle reti sul territorio nazionale  Sviluppo civile e industriale  Tutela di particolari categorie di utenti  Controllo dell’inflazione dopo il 1° shock petrolifero Tariffe Rimborso a piè di lista dei costi e di altri oneri (mantenimento dell’occupazione, sviluppo industriale, sostegno delle aree più svantaggiate, etc) 72.
… Al modello profit oriented Impresa Servizio Obiettivi Strumenti Criteri  Privatizzata con partecipazione dello Stato (1990)  Società per azioni (2000) Di pubblica utilità in condizione di monopolio e o di mercato  Equilibrio economico e finanziario delle imprese (quotazione in borsa) Tutela degli utenti attraverso la trasparenza delle condizioni, i prezzi contenuti e la qualità del servizio Regolazione dei prezzi e delle condizioni di accesso per le attività svolte in monopolio naturale <ul><li> Efficienza nell’uso delle risorse e aderenza ai costi) </li></ul><ul><li> Promozione della concorrenza </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li> </li></ul>Impresa Servizio Obiettivi Strumenti Criteri  Privatizzata con partecipazione dello Stato (1990)  Società per azioni (2000) Di pubblica utilità in condizione di monopolio e o di mercato  Equilibrio economico e finanziario delle imprese (quotazione in borsa) Tutela degli utenti attraverso la trasparenza delle condizioni, i prezzi contenuti e la qualità del servizio Regolazione dei prezzi e delle condizioni di accesso per le attività svolte in monopolio naturale <ul><li> Efficienza nell’uso delle risorse e aderenza ai costi) </li></ul><ul><li> Promozione della concorrenza </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li> </li></ul>Impresa Servizio Obiettivi Strumenti Criteri  Privatizzata con partecipazione dello Stato (1990)  Società per azioni (2000) Di pubblica utilità in condizione di monopolio e o di mercato  Equilibrio economico e finanziario delle imprese (quotazione in borsa) Tutela degli utenti attraverso la trasparenza delle condizioni, i prezzi contenuti e la qualità del servizio Regolazione dei prezzi e delle condizioni di accesso per le attività svolte in monopolio naturale <ul><li> Efficienza nell’uso delle risorse e aderenza ai costi) </li></ul><ul><li> Promozione della concorrenza </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li> </li></ul>Impresa Servizio Obiettivi Strumenti Criteri  Privatizzata con partecipazione dello Stato (1990)  Società per azioni (2000) Di pubblica utilità in condizione di monopolio e o di mercato  Equilibrio economico e finanziario delle imprese (quotazione in borsa) Tutela degli utenti attraverso la trasparenza delle condizioni, i prezzi contenuti e la qualità del servizio Regolazione dei prezzi e delle condizioni di accesso per le attività svolte in monopolio naturale <ul><li> Efficienza nell’uso delle risorse e aderenza ai costi) </li></ul><ul><li> Promozione della concorrenza </li></ul><ul><li> </li></ul><ul><li> </li></ul>Impresa Servizio Obiettivi Strumenti Criteri Privatizzata con partecipazione dello Stato (1990) Società per azioni (2000) Di pubblica utilità in condizione di monopolio e o di mercato Equilibrio economico e finanziario delle imprese (quotazione in borsa) Tutela degli utenti attraverso la trasparenza delle condizioni, i prezzi contenuti e la qualità del servizio Regolazione dei prezzi e delle condizioni di accesso per le attività svolte in monopolio naturale Efficienza nell’uso delle risorse e aderenza ai costi) Promozione della concorrenza 73.
La nuova logica della regolazione tariffaria da regime “amministrato”… … a sistema “regolato” <ul><li>Il Regolatore </li></ul><ul><li>stabilisce il limite massimo dei prezzi </li></ul><ul><li>effettua verifiche </li></ul><ul><li>I Distributori </li></ul><ul><li>definiscono le tariffe per la fornitura al cliente finale </li></ul><ul><li>nel rispetto dei vincoli imposti dal Regolatore (TV1, TV2) </li></ul>Tariffe obbligatorie per la trasmissione, la misura e la vendita 74.
La regolazione tariffaria: i criteri base <ul><li>Garantire la copertura dei costi delle imprese più efficienti </li></ul><ul><ul><li>Costi effettivi vs costi standard </li></ul></ul><ul><ul><li>Benchmarking </li></ul></ul><ul><li>Incentivare la riduzione dei costi: </li></ul><ul><ul><li>RPI – X ridurre i costi delle imprese per tener conto del recupero di produttività (ruolo attivo delle imprese metodo adottati in EU) </li></ul></ul><ul><ul><li>Revisione periodica delle tariffe (Adottato in USA) </li></ul></ul><ul><ul><li>Incentivi garantiti dal meccanismo di indicizzazione dei costi determinati nei mercati internazionali principalmente quello dei combustibili </li></ul></ul><ul><ul><li>Profit sharing </li></ul></ul>
<ul><li>Costi operativi </li></ul><ul><li>Costi delle risorse esterne tra cui il costo del personale e quello relativo agli acquisti di materiali </li></ul><ul><li>+ </li></ul><ul><li>Ammortamenti economico tecnici </li></ul><ul><li>+ </li></ul><ul><li>Remunerazione del capitale investito riconosciuto </li></ul><ul><li>(capitale investito x WACC) </li></ul>COSTI “RICONOSCIUTI ” La regolazione tariffaria Identificazione dei costi del servizio = 76.
Il costo riconosciuto COSTI OPERATIVI REMUNERAZIONE DEL K INVESTITO AMMORTAMENTI 77.
Quante tariffe? La tariffa è unica a livello nazionale Che cosa paga il cliente finale? 78.
CONFLITTO D’INTERESSE tra GOVERNANTI e GOVERNATI 79.
CONFLITTO D’INTERESSE tra GOVERNANTI e GOVERNATI <ul><li>Tra i primi anni ’70 e fine decennio scorso il nostro ordinamento ha visto una proliferazione di nuovi organismi amministrativi </li></ul><ul><li>le AUTORITA’ INDIPENDENTI </li></ul><ul><li>Problemi: </li></ul><ul><li>Collocazione di questi organismi nell’ordinamento; </li></ul><ul><li>Legittimazione dei loro atti rispetto ai cittadini e agli operatori economici </li></ul><ul><li>Timore di perdita di potere delle forze politiche </li></ul>
continua… <ul><li>Due interpretazioni: </li></ul><ul><li>INTERPRE GIURISTA-AMMINISTRATIVO legittimare l’esistenza di questi organismi in base ai principi costituzionali e collocarne i poteri e gli atti all’interno dell’ordinamento. </li></ul><ul><li>ECONOMISTI vedono le autorità indipendenti per sottrarre le politiche pubbliche alle scelte opportunistiche degli uomini politici. </li></ul><ul><li>Riconciliazione di queste due visioni attraverso soluzioni concrete che i diversi ordinamenti nazionali e comunitari stanno effettuando per risolvere le contraddizioni generate dall’operare di questi nuovi organismi in contesti giuridici che non li prevedono </li></ul>
MODELLO INTERPRETATIVO dei GIURISTI-AMMINISTRATIVI <ul><li>Autorità indipendenti soggetti pubblici appartenenti alla funzione esecutiva con lo scopo di vigilare sulla “parità delle armi” </li></ul><ul><li>Fondamento giuridico principio base di democrazia economica (Trattato europeo) che è il “Principio di concorrenza nel funzionamento del mercato” </li></ul><ul><li>Hanno una funzione di tipo tecnico che non ha bisogno né di legittimazione democratica né di controllo politico governativo-parlamentare: è un “Potere neutro. </li></ul><ul><li>Critica: Nella realtà l’attività delle autorità indipendenti comporta necessariamente scelte e decisioni discrezionali riguardo sia all’attuazione degli obiettivi e degli indirizzi generali di tutela del bene pubblico, sia le decisioni relative ai singoli casi </li></ul>
MODELLO INTERPRETATIVO degli ECONOMISTI: Ar e CONFLITTI D’INTERESSE <ul><li>Presupposto: il governo, il parlamento, i sindacati, gli agenti economici privati partecipano ad un “gioco STRATEGICO” e ognuno cerca di massimizzare i propri interessi privati </li></ul><ul><li>Abuso del potere dei governanti nei confronti dei GOVERNATI regole e istituzioni per limitare gli abusi e i conflitti d’interesse nelle decisione pubbliche </li></ul><ul><li>Agenzie Indipendenti: tutela di tutti quegli interessi in conflitto ogni volta che si prende una decisione pubblica </li></ul>
continua… <ul><li>Elementi costitutivi di questo modello sono: </li></ul><ul><li>Vi sono casi in cui la funzione esecutiva deve essere sottratta al potere esecutivo </li></ul><ul><li>Si tratta di attività QUASI-GIURISDIZIONALE in cui il successo della politica pubblica consiste nel riuscire a istituire regole chiare e stabili </li></ul>
ESPERIENZA ITALIANA <ul><li>Questi organismi si sono sviluppati per imitazione di altri paesi Europei senza perciò un chiaro disegno istituzionale </li></ul><ul><li>Proliferazione di questi organismi negli anni 90 perché si aveva sfiducia nei confronti di istituzioni politiche </li></ul><ul><li>Obiettivo AR Stabilizzare linee di intervento in settori sensibili </li></ul><ul><li>Principali Problemi dell’esperienza italiana: </li></ul><ul><li>Collocazione nel quadro normativo e istituzionale: </li></ul><ul><li>- Legge 481/95 prevede l’osservanza di indirizzi governativi, nonché poteri diretti di intervento dei ministri rispetto a certe decisioni delle autorità. </li></ul><ul><li>- Legge 287/90 il governo può determinare in via preventiva criteri di deroga ai principi di concorrenza di ordine generale dunque senza poter intervenire nel merito di singole decisioni </li></ul>
continua… <ul><li>Lo statuto delle diverse autorità non hanno risposto ad un disegno unitario ma a diversi equilibri politici del momento </li></ul><ul><li>Criteri di nomina dei presidenti o dei Commissari talvolta attribuiti al Governo, talvolta ai Presidenti delle camere </li></ul>
<ul><li>Le AR sono, in circolazione, uno strumento di tutela degli interessi pubblici che deve essere sottratto al controllo governativo per assicurare l’imparzialità della funzione ma che deve essere regolato e vigilato dal potere legislativo e sottoposto alla magistratura amministrativa per le possibili violazioni dei diritti e interessi dei singoli cittadini e operatori economici </li></ul>Conclusioni 87.
CRITERI per L’ANALISI e la VALUTAZIONE delle AUTORITA’ di REGOLAMENTAZIONE 88.
<ul><li>Stretto legame fra legittimazione istituzionale delle Ar e disponibilità di metodologie e strumenti idonei a valutarne in maniera oggettiva l’operato. </li></ul>Le autorità di regolamentazione rappresentano un importante elemento di discontinuità nel quadro istituzionale italiano dove, fino al 1990 , non esisteva nemmeno l’autorità antitrust. Il processo decisionale tipico delle Ar, ispirato ai principi di trasparenza, equità e efficienza economica, cerca di superare le pressioni corporative che avevano caratterizzato le decisioni pubbliche in diversi settori chiave dell’economia. Le critiche all’operato dell’Ar possono creare confusione se basate su criteri di valutazione ispirati da interessi di parte, e delegittimano l’istituzione prestandosi ad essere utilizzati per mettere in dubbio l’opportunità stessa di regolamentare un settore. Difficoltà da parte del potere politico ma anche da parte delle imprese ad accettare i nuovi garanti delle regole e della concorrenza. L’AUTORITA’ di REGOLAMENTAZIONE Le Ar sono state introdotte per garantire un approccio specialistico al governo di settori caratterizzati da complessità tecniche rilevanti; sono chiamate ad assicurare stabilità al settore garantendo politiche trasparenti e coerenti nel tempo per favorire gli investimenti; devono perseguire l'efficienza economica in mercati dove la concorrenza è limitata o in fase di sviluppo; e, non raramente, sono state utilizzate per svolgere attività di riforma potenzialmente impopolari. 89.
APPROCCI alla VALUTAZIONE delle Ar <ul><li>ANALISI COSTI/BENEFICI </li></ul><ul><li>L’analisi costi/benefici mira a verificare la sussistenza di ragioni di efficienza economica (i costi della regolamentazione < benefici regolamentazione) relativamente ad ogni intervento regolamentare. </li></ul><ul><li>Limiti: </li></ul><ul><li>Difficoltà nel calcolare il valore economico dei costi e dei benefici associati a un intervento di regolamentazione, soprattutto quando la stima viene effettuata in maniera preventiva. </li></ul><ul><li>Gli analisti possono occultare scelte di policy. </li></ul><ul><li>Spesso utilizzato nell’ambito della regolamentazione sociale, è difficilmente utilizzabile nel caso della regolamentazione economica, dove i singoli interventi sono valutabili solo all’interno del quadro regolamentare complessivo. </li></ul>L’analisi costi/benefici appare inadatta quale indicatore della performance delle Ar. Nasce la necessità di un approccio valutativo più flessibile in grado mettere a fuoco le molte sfaccettature della regolamentazione economica realizzata tramite Ar. 90.
Continua… <ul><li>TEORIA PRINCIPALE-AGENTE </li></ul><ul><li>Il processo regolatorio viene assimilato ad uno schema di relazioni principale-agente e appare caratterizzato da un complesso sistema di relazioni tra i numerosi soggetti. Le Ar possono essere studiate nella loro veste di agente chiamato a operare in base alle direttive del principale dotato di mandato democratico diretto. </li></ul><ul><li>Il principale deciderà di ricorrere alla delega solo quando i benefici attesi saranno superiori ai costi ad essa connessi, riconducibili al rischio che l’agente persegua obiettivi differenti da quelli assegnati. </li></ul><ul><li>L’utilità per il principale è riconducibile a quattro obiettivi: </li></ul><ul><li>Risolvere problemi di credibilità </li></ul><ul><li>Superare asimmetrie informative </li></ul><ul><li>Migliorare l’efficienza del processo decisionale </li></ul><ul><li>Evitare di assumere la responsabilità di scelte impopolari </li></ul>Il principale potrà ottenere benefici della delega solo garantendo all’agente un adeguato livello di discrezionalità. Il principale dovrà delegare l’ammontare di potere che consente all’agente di raggiungere gli obiettivi desiderati minimizzando le perdite di agenzia. Emerge l’importanza del contesto istituzionale in cui l’agente è chiamato a operare. 91.
<ul><li>Lo studio della regolamentazione richiede un’analisi del contesto istituzionale dalla quale emerga come la struttura istituzionale influenzi la struttura e il funzionamento del sistema di regolamentazione. </li></ul><ul><li>Cinque elementi principali che concorrono a costituire la dotazione istituzionale: </li></ul>LEVY E SPILLER Il design regolamentare è l’insieme delle norme formali e informali che regolano l’articolarsi dell’attività di regolamentazione.Levy & Spiller organizzano lo studio del design regolamentare in ragione dei due aspetti in cui si articola regulatory governance e regulatory incentives . Per rendere praticabile l'analisi e confrontabili i risultati nel processo di valutazione delle Ar Baldwin e Cave hanno individuato dei benchmarks da porre al centro della riflessione su ciò che è buona regolamentazione: Il rispetto del mandato legislativo Accountability Le procedure decisionali Competenza Efficienza istituzioni legislative ed esecutive Le istituzioni giudiziarie Abitudini e norme informali capacità amministrativa Contesa fra interessi e ideologie 92.
<ul><li>La regulatory governance riguarda principalmente i meccanismi istituzionali finalizzati al controllo della discrezionalità del regolatore e dei conflitti che ne conseguono. Essa mette a fuoco l'importanza della ricerca di un equilibrio tra indipendenza di giudizio e azione e controllo politico-istituzionale. </li></ul><ul><li>L’eccessiva discrezionalità del regolatore introduce un alto livello di incertezza. Problemi di dotazione istituzionale potrebbe rendere complesso il raggiungimento di un equilibrio tra indipendenza e controllo. </li></ul><ul><li>I regulatory governance sono connessi alla dotazione istituzionale di un paese, espressa dall’insieme degli organismi legislativi, esecutivi e giudiziari oltre che dagli usi e dai costumi socialmente condivisi da una collettività e che ne caratterizzano la struttura </li></ul><ul><li>Variabili “buona regolamentazione”: </li></ul><ul><li>Il rispetto del mandato legislativo : primo e più importante strumento con il quale viene definito l'ambito di discrezionalità delle Authorities . </li></ul><ul><li>Accountability : responsabilità del regolatore nei confronti del potere politico/istituzionale (Parlamento, Governo, potere giudiziario), dell'opinione pubblica e, più in generale, di tutti i portatori di interessi. </li></ul><ul><li>Sviluppo di procedure decisionali trasparenti, eque e prevedibili. La possibilità per le parti interessate di partecipare alle decisioni del regolatore conoscendo in anticipo le regole per accedere al processo contribuiscono a ridurre notevolmente per gli operatori l'incertezza del mercato. </li></ul>Regulatory governance 93.
<ul><li>L’insieme degli strumenti adottati per affrontare gli aspetti più tecnici della regolazione, vale a dire i prezzi, la concorrenza, la liberalizzazione degli accessi alle reti e così via. </li></ul><ul><li>I regulatory incentives si ricollegano alla presenza nel settore di elementi che impediscono il corretto funzionamento del mercato e creano condizioni di inefficienza economica. </li></ul><ul><li>Sono due le variabili principali : </li></ul><ul><li>La competenza specialistica del regolatore: un regolatore che non fosse dotato di competenze specialistiche adeguate vedrebbe venir meno un fondamentale elemento di legittimazione. </li></ul><ul><li>L’ efficienza della regolamentazione : un regolatore efficiente dovrebbe essere in grado di minimizzare i costi associati alla regolamentazione ottimizzando l'uso delle risorse proprie e del mercato. Allo stesso tempo l'efficienza del regolatore dovrà tradursi nella capacità di ridurre tempestivamente e proporzionatamente i vincoli regolamentari man mano che la concorrenza si rafforza nel mercato. </li></ul>Regulatory incentives Un approccio incapace di considerare parallelamente gli aspetti di governance e gli incentivi appare destinato a giungere a conclusioni parziali e, potenzialmente, erronee. 94.
Metodo Integrato <ul><li>Levy e Spiller cercano di individuare un metodo che sia in grado di fornire una valutazione del sistema di regolamentazione nel suo complesso. </li></ul><ul><li>Individuano due indicatori della performance: </li></ul><ul><li>Il livello degli investimenti privati regulatory governance </li></ul><ul><li>Un investitore deciderà di investire in un settore regolato solo quando il sistema di regolamentazione sarà caratterizzato da livelli di trasparenza, certezza e stabilità. </li></ul><ul><li>Un metodo di misura più efficace può essere rappresentato da un pacchetto di indicatori di tipo quantitativo capaci di fornire indicazioni circa l’effettivo grado di apertura del mercato. </li></ul><ul><li>L’efficienza dei servizi offerti regulatory incentives </li></ul><ul><li>Occorre far riferimento alla presenza di prezzi efficienti in termini allocativi e di verificare l’efficienza produttiva del settore regolato. </li></ul>La governance e gli incentivi comprendono più aspetti sottratti alle scelte del regolatore; è a tale livello di analisi che i benchmarks possono fornire gli strumenti utili per passare dalla valutazione del sistema di regolamentazione in generale a quella della performance dell’Ar. 95.
Problematiche istituzionali <ul><li>L'analisi di dotazione istituzionale e design consente di evidenziare la delicatezza di alcuni fattori istituzionali, capaci di influenzare la performance di un regolatore. </li></ul>l' assetto ed il posizionamento istituzionale : l'incertezza in termini di posizionamento costituzionale del regolatore tlc in cui si trova ad operare l'Agcom ne ha certamente limitato l'autorevolezza e condizionato la performance. criteri di nomina : I meccanismi di nomina possono incidere sulla credibilità e sull'efficacia del regolatore. Meccanismi di nomina che favoriscono la spartizione dei componenti tra maggioranza ed opposizione, rendono inevitabile la politicizzazione e la conflittualità interna dell'Autorità, influenzandone inevitabilmente l'azione. sistema di revisione giurisdizionale del suo operato: i meccanismi istituzionali non disincentivano l'utilizzo dell'istituto del ricorso quale strumento per frenare il processo di liberalizzazione e sviluppo della concorrenza. Una mole di contenzioso marcata finisce per avere un effetto di sviamento e ritardo sull'azione dell'Autorità, compromettendo la tempestività di intervento. 96.
Regulatory Governance AGCOM <ul><li>PROCESSI DECISIONALI </li></ul><ul><li>Il primo atto dell’autorità è stato l’approvazione dei regolamenti relativi alla sua organizzazione e al suo funzionamento. </li></ul><ul><li>Alcuni aspetti della governance sono stati criticati fra cui la difficoltà a distinguere le funzioni dell’autorità da quelle del ministero delle comunicazioni. </li></ul><ul><li>Nella sesta e la settima relazione la Commissione europea lamenta i tempi lunghi per l’adozione delle decisioni e la mancanza di una piena trasparenza nel processo decisionale dell’Autorità, la difficoltà ad individuare i responsabili dei vari processi. </li></ul>MANDATO LEGISLATIVO L’AGCOM ha avviato un’attività in linea con il mandato attribuitole dalla legge di garantire e promuovere la concorrenza. ACCOUNTABILITY I rapporti con il Parlamento sono stati molto frequenti, basti pensare che nel periodo di nove mesi trascorsi fra il settembre e1999 e la fine di maggio 2000 si sono avute ben 9 audizioni dell’AGCOM presso sette diverse commissioni parlamentari. L’autorità deve tenere conto anche del potere giudiziario che esercita un controllo su tutti gli atti da esso adottati. Lo sdoppiarsi della figura del principale , ha reso incerto il quadro regolamentare indebolendo il regolatore nel suo ruolo di arbitro indipendente ed il parlamento nella sua posizione di principale e controllore. 97.
Regulatory Incentives AGCOM L’autorità ha fatto dell' efficienza economica l'obiettivo principale della propria azione incentivante. Obiettivo Commissione europea: garantire ai nuovi entranti il diritto di interconnessione delle proprie infrastrutture alla rete pubblica esistente a condizioni eque e non discriminatorie, Delibera dell’Autorità n.1/Cir/98: Obbligo per gli operatori di pubblicare l’offerta di interconnessione di riferimento relativa ad ogni anno. Incremento del numero di contratti di interconnessione fra Telecom e i nuovi entranti. Principio della parità di trattamento interno-esterno per evitare possibili effetti di price squeeze tra prezzi finali e tariffe di interconnessione. Maggior orientamento al costo delle tariffe di interconnessione attraverso l’introduzione del criterio della distanza chilometrica. Meccanismo del network-cap: l’indicazione preventiva di un valore minimo di riduzione percentuale dei costi di interconnessione rispetto a quelli applicati l’anno precedente. Il network cap consente ai nuovi entranti di conoscere l'evoluzione futura dei prezzi di interconnessione, facilitando il loro lavoro di pianificazione e le scelte strategiche. 98.
<ul><li>Comma 6. Le competenze: </li></ul><ul><li>a)La commissione per le infrastrutture e le reti . </li></ul><ul><li>Esprime sullo schema del piano nazionale di ripartizione delle frequenze. </li></ul><ul><li>Elabora i piani di assegnazione delle frequenze e li approva. </li></ul><ul><li>Cura la tenuta del registro degli operatori di comunicazione. </li></ul><ul><li>Definisce criteri obiettivi e trasparenti per l'interconnessione e per l'accesso alle infrastrutture di tlc. </li></ul><ul><li>Regola le relazioni tra gestori e utilizzatori delle infrastrutture di tlc e verifica che i gestori di infrastrutture garantiscano i diritti di interconnessione e di accesso ai soggetti che gestiscono reti e offrono servizi di tlc; </li></ul>La legge n.249 del 1997 – LEGGE MACCANICO Comma 1 Istituzione dell’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo Comma 3 Sono organi dell'Autorità il presidente, la commissione per le infrastrutture e le reti , la commissione per i servizi e i prodotti e il consiglio . Ciascuna commissione è organo collegiale costituito dal presidente dell'Autorità e da quattro commissari. Il consiglio è costituito dal presidente e da tutti i commissari. ARTICOLO 1 99.
<ul><li>c) Il consiglio. </li></ul><ul><li>segnalazioni al Governo opportunità interventi legislativi, </li></ul><ul><li>garantisce l'applicazione delle norme sull'accesso ai mezzi e alle infrastrutture, </li></ul><ul><li>adotta disposizioni sul rilascio di concessioni, autorizzazione e licenze, </li></ul><ul><li>verifica i bilanci delle imprese concessionarie e autorizzate. </li></ul><ul><li>b)La commissione per i servizi e i prodotti </li></ul><ul><li>emana direttive concernenti i livelli generali di qualità dei servizi e per l'adozione di una carta del servizio che fissa gli standard minimi per ogni comparto di attività; </li></ul><ul><li>vigila sulle modalità di distribuzione dei servizi e dei prodotti, inclusa la pubblicità e può emanare regolamenti per la disciplina delle relazioni tra gestori di reti fisse e mobili e operatori che svolgono attività di rivendita di servizi di tlc; </li></ul><ul><li>tutela dei minori; </li></ul><ul><li>tutela delle minoranze linguistiche; </li></ul><ul><li>garantisce l'applicazione delle disposizioni vigenti sulla propaganda, sulla pubblicità e sull'informazione politica nonché l'osservanza delle norme in materia di equità di trattamento e di parità di accesso. </li></ul><ul><li>Cura le rilevazione degli indici di ascolto e di diffusione dei diversi mezzi di comunicazione </li></ul>
<ul><li>Comma 7 . L'Autorità adotta i provvedimenti necessari per eliminare o impedire il formarsi delle posizioni o comunque lesive del pluralismo. </li></ul><ul><li>Ove l'Autorità ritenga di dover disporre misure che incidano sulla struttura dell'impresa è tenuta a determinare un congruo termine entro il quale provvedere alla dismissione (<12 mesi); </li></ul>La legge n.249 del 1997 - Articolo 2 Divieto di Posizioni Dominanti Comma 1 . E’ vietato qualsiasi atto o comportamento avente per oggetto o per effetto la costituzione o il mantenimento di una posizione dominante da parte di uno stesso soggetto anche attraverso soggetti controllati e collegati. Comma 6. Ad uno stesso soggetto o a soggetti controllati non possono essere rilasciate concessioni né autorizzazioni che consentano di irradiare più del 20% delle reti televisive o radiofoniche analogiche e dei programmi televisivi o radiofonici numerici, in ambito nazionale sulla base del piano delle frequenze. 101.
<ul><ul><li>Comma 16. Ai fini della individuazione delle posizioni dominanti vietate si considerano anche le partecipazioni al capitale acquisite, o possedute per il tramite di società anche indirettamente controllate, di società fiduciarie o per interposta persona. </li></ul></ul><ul><ul><li>comma 8. a) i soggetti destinatari di concessioni televisive possono raccogliere proventi per una quota non superiore al 30% delle risorse del settore televisivo in ambito nazionale. </li></ul></ul><ul><ul><li>d) I soggetti che detengono partecipazioni in imprese operanti nei settori della radiotelevisione e dell’editoria, possono raccogliere, sommando i proventi dei due settori, proventi non superiori al 20% del totale delle risorse. </li></ul></ul><ul><ul><li>comma 9. Se i soggetti superano i limiti di cui al comma 8, mediante lo sviluppo spontaneo che non determini una posizione dominante né elimini il pluralismo e la concorrenza, l'Autorità, non provvede ai sensi del comma 7 . Ai fini della verifica l'Autorità invita i soggetti interessati a dimostrare mediante idonea documentazione, la insussistenza di una posizione dominante vietata. </li></ul></ul>
<ul><li>commi 9. Entro il 30 aprile 1998, la concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo è tenuta a presentare all'Autorità un piano per una ristrutturazione che consenta di trasformare una delle sue reti televisive in una emittente che non può avvalersi di risorse pubblicitarie. </li></ul>La legge n.249 del 1997 – Articolo 3 Norme sull’emittenza radiotelevisiva comma2 . L'Autorità approva il piano nazionale di assegnazione delle frequenze entro il 31 gennaio 1998. Sulla base del piano nazionale sono rilasciate, entro il 30 aprile 1998, le nuove concessioni radiotelevisive private. Tali concessioni, che hanno una durata di sei anni, possono essere rilasciate a s.p.a., s.a.p.a., s.r.l. e cooperative. Le società devono essere di nazionalità italiana ovvero di uno Stato appartenente all'Unione europea. comma 5. Le concessioni alle emittenti radiotelevisive in ambito nazionale devono consentire l’irradiazione dei programmi in un’area geografica che comprenda l’80% del territorio e tutti i luoghi di provincia. comma 7. L'Autorità indica il termine entro il quale i programmi irradiati dalle emittenti di cui al comma 6 devono essere trasmessi esclusivamente via satellite o via cavo. 103.
<ul><li>comma 9. L'offerta del servizio di telefonia vocale è soggetta dal 1º gennaio 1998 a regime di prezzo. La concessionaria del servizio pubblico, per un periodo non superiore a due anni, è soggetta per il servizio di telefonia vocale a regime tariffario. </li></ul>La legge n.249 del 1997Articolo 4 Reti e servizi di telecomunicazioni comma 1. L'installazione non in esclusiva delle reti di tlc via cavo o che utilizzano frequenze terrestri è subordinata al rilascio di licenza da parte dell'Autorità. L'esercizio delle reti e la fornitura di servizi di tlc sono subordinati al rilascio di licenze e autorizzazioni da parte dell'Autorità. comma 3. L'installazione delle reti di tlc che transitano su beni pubblici è subordinata al rilascio di concessione per l'uso del suolo pubblico da parte dei comuni e in modo non discriminatorio tra i diversi soggetti richiedenti. comma 8. Sulle reti di tlc possono essere offerti tutti i servizi di tlc. Fino al 1º gennaio 1998 la concessionaria del servizio pubblico di tlc conserva l'esclusività per l'offerta di telefonia vocale, fatta salva la possibilità di sperimentazione da parte dei soggetti che ne abbiano fatto richiesta all'Autorità, ottenendone autorizzazione. 104.
<ul><li>comma 3. I soggetti autorizzati all'offerta di servizi di tlc hanno diritto di accesso alle reti. L'accesso può essere limitato dall'Autorità per ragioni di: </li></ul><ul><li>a) sicurezza di funzionamento della rete; </li></ul><ul><li>b) mantenimento dell'integrità della rete; </li></ul><ul><li>c) interoperabilità dei servizi, qualora ricorrano comprovati motivi di interesse generale di natura non economica; </li></ul>La legge n.249 del 1997 – Articolo 5 Interconnessione, accesso e servizio universale comma 1. I soggetti destinatari di licenze o autorizzazione per la installazione delle reti ovvero per la fornitura di servizi di tlc, regolano i rapporti di interconnessione e di accesso sulla base di negoziazione nel rispetto delle regole emanate dall'Autorità e dei seguenti princípi: a) promozione di un mercato competitivo delle reti e dei servizi; b) garanzia dell'interconnessione tra le reti e i servizi sui mercati locali, nazionali e dell'Unione europea; c) garanzia di comunicazione tra i terminali degli utenti, di non discriminazione e di proporzionalità di obblighi e di diritti tra gli operatori ed i fornitori. 105.
Post Legge 249/97 <ul><li>Per ovviare la scadenza fissata dalla Corte costituzionale nella citata sentenza del 2002, il governo vara un decreto-legge con cui viene disposta una proroga fino al 30 aprile 2004. </li></ul><ul><li>Il 23 luglio 2002 il Capo dello Stato invia alle Camere un messaggio formale con cui ricorda al Parlamento l’importanza di un sistema dei media fondato sul pluralismo nonché sulla correttezza, completezza ed obiettività dell’informazione. </li></ul>Nel novembre dello stesso anno è la Corte costituzionale a sollecitare un tempestivo intervento. Con la sentenza n. 466, pone fine al regime transitorio imposto dalla Legge Maccanico, stabilendo che, entro il 31 dicembre 2003, Rete 4 dovrà passare sul satellite e Rai 3 dovrà perdere la pubblicità divenendo un canale di puro servizio. Prosegue in Parlamento l’iter di esame del disegno di legge Gasparri che viene approvato il 2 dicembre 2003. La nuova legge viene trasmessa al Capo dello Stato che con un messaggio del 15 dicembre rinvia il testo alle Camere per una nuova approvazione. i dubbi riguardano le dimensioni del Sic, gli affollamenti pubblicitari, il passaggio al digitale terrestre 106.
Legge Gasparri <ul><li>I soggetti che esercitano l’attività televisiva in ambito nazionale non possono, prima del 31/12/2010, acquisire partecipazioni in imprese editrici di giornali quotidiani. </li></ul>Legge Gasparri è stata approvata il 29 aprile 2004, 24 ore prima della scadenza del termine fissato nel decreto “Salva Rete 4”. Il nuovo parametro di riferimento è il sistema integrato delle comunicazioni in cui confluiscono tutte le risorse economiche del settore: stampa, editoria, radio, TV, cinema, pubblicità esterna, iniziative di comunicazione di servizi e prodotti, sponsorizzazioni. Nessun soggetto può conseguire ricavi superiori al 20% dei ricavi generali del Sic. Ogni soggetto non può essere titolare di autorizzazioni che consentano di diffondere più del 20% del totale dei programmi televisivi irradiabili su frequenze terrestri nazionali. la Legge Gasparri disciplina il passaggio al digitale terrestre: dal 1° gennaio 2004 deve essere raggiunto almeno il 50% della popolazione; la soglia si alza al 70% entro il 1° gennaio 2005. Le imprese, i cui ricavi nel settore delle tlc sono superiori al 40% dei ricavi complessivi di quel settore, non possono conseguire nel SIC ricavi superiori al 10% del sistema medesimo. 107.
Principi fondamentali t.u. radiotelevisione <ul><li>Garanzia della libertà e del pluralismo delle comunicazioni radio TV </li></ul><ul><li>Libertà di espressione </li></ul><ul><li>Obiettività, completezza ed imparzialità dell’informazione </li></ul><ul><li>Salvaguardia delle diversità etniche e del patrimonio culturale, artistico e ambientale </li></ul><ul><li>Rispetto della dignità della persona </li></ul>Pluralismo e tutela della concorrenza <ul><li>Divieto di costituzione di posizioni lesive del pluralismo </li></ul><ul><li>Trasparenza delle fonti di finanziamento e degli assetti societari </li></ul><ul><li>Differenza tra titoli abilitativi (autorizzazione) per operatori di rete o fornitorI di contenuti e assegnazione della frequenza </li></ul>Auditel è costituita da tre componenti: RAI, emittenza privata (Networks nazionali e TV locali); aziende che investono in pubblicità. Serve alle agenzie e alle centrali media per conoscere la resa dell'investimento pubblicitario, e alle reti televisive per valutare i programmi. Misura gli ascolti TV delle emittenti nazionali e locali TESTO UNICO AUDITEL 108.
Decreto Gentiloni <ul><li>La riforma introduce &quot;una serie di norme che rafforzano le garanzie pubbliche nel sistema della rilevazione degli indici d'ascolto&quot;. Le norme interverranno nei casi in cui i responsabili della rilevazione degli ascolti siano società partecipate da società oggetto della rilevazione stessa. </li></ul>&quot;Si stabilisce posizioni dominanti per i soggetti che superano la soglia del 45% delle risorse“ Scompare il &quot;sistema di comunicazione integrato&quot; che diluiva i limiti di accaparramento della raccolta pubblicitaria considerandoli in relazione ad un unico bacino nel quale confluivano anche satellitare e digitale terrestre. “Riduzione dell'affollamento orario della pubblicità dal 18 al 16%. Il ddl prevede il trasferimento di una rete analogica sul digitale entro il 2009 per Rai e Mediaset. Per le frequenze liberate dalla migrazione di una rete RAI e Mediaset sul digitale terrestre verrà stabilito un dovere di vendita da parte di chi le possiede, in base a criteri fissati dall'AGCOM”. &quot;Le frequenze usate di fatto, saranno restituite allo Stato e verranno messe a gara.” Recommended

References: ARTICOLO 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 5
 sentenza 
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