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Timestamp: 2018-09-24 00:53:33+00:00

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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 aprile 2012, n. 98 - Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2008, n. 196, di esecuzione del regolamento (CE) n. 1083/2006 | Geometra.info
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 aprile 2012, n. 98 – Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2008, n. 196, di esecuzione del regolamento (CE) n. 1083/2006
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 aprile 2012, n. 98 - Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2008, n. 196, di esecuzione del regolamento (CE) n. 1083/2006 concernente disposizioni generali sul fondo europeo di sviluppo regionale, sul fondo sociale europeo e sul fondo di coesione. (12G0118) - (GU n. 161 del 12-7-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 27/07/2012
Repubblica 3 ottobre 2008, n. 196, di esecuzione del regolamento (CE)
n. 1083/2006 concernente disposizioni generali sul fondo  europeo  di
sviluppo  regionale,  sul  fondo  sociale  europeo  e  sul  fondo  di
coesione. (12G0118)
Visto l’articolo 17, comma 1, lettera a),  della  legge  23  agosto
Visto il regolamento CE n. 1083/2006 del Consiglio, dell’11  luglio
2006 e successive modificazioni, recante  disposizioni  generali  sul
Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e  sul
Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n.  1260/1999,  ed
in particolare, l’articolo 56, paragrafo 4;
Visto il regolamento CE n. 1080/2006 del Parlamento europeo  e  del
Consiglio, del 5 luglio 2006, e successive modificazioni, relativo al
Fondo  europeo  di  sviluppo  regionale  e  recante  abrogazione  del
regolamento  (CE)  n.  1783/1999,  ed  in  particolare  l’articolo  7
concernente l’ammissibilita’ delle spese  nell’ambito  dell’obiettivo
«Convergenza»   e   dell’obiettivo   Competitivita’   regionale    ed
occupazione, e l’articolo 13 in materia di ammissibilita’ delle spese
nell’ambito dell’obiettivo Cooperazione territoriale europea;
Visto il regolamento CE n. 1081/2006 del Parlamento europeo  e  del
Fondo sociale europeo e recante abrogazione del regolamento  (CE)  n.
1784/1999,    ed    in    particolare    l’articolo    11    relativo
all’ammissibilita’ delle spese;
Visto il regolamento CE  n.  1828/2006  della  Commissione,  dell’8
dicembre 2006 e successive modificazioni, che  stabilisce  modalita’,
di applicazione del regolamento (CE) n. 1083/2006 e  del  regolamento
(CE) n. 1080/2006;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2008, n.
196,  di  esecuzione  del  regolamento  CE   n.   1083/2006   recante
fondo sociale europeo e sul fondo di coesione;
Visto l’articolo 19 del decreto-legge 29  novembre  2008,  n.  185,
convertito, con modilicazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2:
Visto il regolamento (CE) n. 396/2009 del Parlamento europeo e  del
Consiglio, del 6 maggio 2009, che modifica  il  regolamento  (CE)  n.
1081/2006 relativo al Fondo sociale europeo per estendere i  tipi  di
costi ammissibili a un contributo del FSE;
Visto il regolamento (CE) n. 397/2009 del Parlamento europeo e  del
1080/2006 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale per  quanto
riguarda l’ammissibilita’ degli investimenti a favore dell’efficienza
energetica e delle energie rinnovabili nell’edilizia abitativa;
Visto il regolamento (UE) n. 437/2010 del Parlamento europeo e  del
Consiglio, del 19 maggio 2010;
Vista la presa d’atto,  da  parte  della  Conferenza  Stato-Regioni
nella seduta del  26  febbraio  2009,  dell’Accordo  siglato  tra  il
Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano il  12
febbraio 2009, in materia di interventi a sostegno a reddito ed  alle
Visto l’articolo 7, comma 26, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.
122, che ha trasferito al Presidente del Consiglio  dei  Ministri  le
funzioni, gia’ attribuite al Ministero dello  sviluppo  economico  ai
sensi del decreto-legge n. 181 del 2010, previste  dall’articolo  24,
comma 1, lettera c), del decreto legislativo n. 300 del 1999;
Visto il  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  in  data  16
novembre 2011, pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale  n.  269  del  18
novembre 2011, con il quale il dott. Fabrizio Barca e’ stato nominato
16 novembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 269  del  18
novembre 2011, recante conferimento  dell’incarico  per  la  coesione
territoriale al Ministro senza portafoglio Fabrizio Barca;
13 dicembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  39  del  16
febbraio 2012, con il quale il Ministro  senza  portafoglio  Fabrizio
Barca e’ stato delegato ad esercitare le funzioni  di  coordinamento,
di indirizzo, di  promozione,  di  iniziative,  anche  normative,  di
vigilanza e verifica, nonche’ ogni altra  funzione  attribuita  dalle
vigenti  disposizioni  al  Presidente  del  Consiglio  dei   Ministri
relativamente  alla  materia  delle   politiche   per   la   coesione
Visto l’articolo 1 del citato decreto del Presidente del  Consiglio
dei Ministri in data 13 dicembre 2011, con il quale  il  Dipartimento
economico, ad eccezione della Direzione Generale per l’incentivazione
delle attivita’ imprenditoriali, dipende funzionalmente dal  Ministro
per la coesione territoriale;
espresso nella seduta del 29 luglio 2010;
consultiva per gli atti normativi nell’Adunanza del 21 marzo 2011;
Sulla proposta  del  Ministro  per  la  coesione  territoriale,  di
concerto  con   il   Ministro   dello   sviluppo   economico,   delle
infrastrutture e dei trasporti,  del  Ministro  del  lavoro  e  delle
politiche sociali e del Ministro per gli affari europei;
di ammissibilita’ delle spese per i programmi cofinanziati dai  fondi
strutturali per la fase di  programmazione  2007-2013,  previste  dal
ottobre 2008, n. 196,  al  fine  di  adeguare  il  pertinente  quadro
normativo nazionale alle modifiche apportate al regolamento  (CE)  n.
1080/2006 e al regolamento (CE) n. 1081/2006, del Parlamento  europeo
e del Consiglio, del 5 luglio 2006, dai regolamenti (CE) n.  396/2009
e dal regolamento (UE) n.  437/2010  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio del 19 maggio 2010,  tenendo  altresi’  conto  dell’Accordo
siglato fra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e
di Bolzano il 12 febbraio 2009, in materia di interventi di  sostegno
– Si riporta il testo dell’art. 17,  comma  1,  lettera
a),  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400   (Disciplina
«Art.  17.  (Regolamenti).  –  1.  Con  decreto   del
a)  l’esecuzione  delle   leggi   e   dei   decreti
– Si riporta il testo dell’art. 56,  paragrafo  4,  del
regolamento CE n. 1083/2006 del Consiglio,  dell’11  luglio
2006 recante disposizioni generali  sul  Fondo  europeo  di
sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e  sul  Fondo
di coesione e che abroga il regolamento (CE) n.  1260/1999,
pubblicato nella G.U.U.E. 31 luglio 2006, n. L 210:
«Art. 56. (Ammissibilita’ delle spese). – (Omissis).
4. Le norme in materia di ammissibilita’ delle  spese
sono  stabilite  a  livello  nazionale,  fatte   salve   le
eccezioni previste dai regolamenti  specifici  per  ciascun
Fondo. Esse riguardano la totalita’ delle spese  dichiarate
nell’ambito del programma operativo.».
–  Il  testo  del  regolamento  CE  n.  1080/2006   del
Parlamento  europeo  e  del  Consiglio  relativo  al  Fondo
europeo di sviluppo regionale  e  recante  abrogazione  del
regolamento (CE) n. 1783/1999 e’ pubblicato nella  G.U.U.E.
– Si riporta in particolare il testo dell’art. 7, cosi’
come  modificato  dal  regolamento  CE   397/2009   e   dal
regolamento  UE  437/2010  e  dell’art.   13   del   citato
«Art. 7. (Ammissibilita’ delle spese). – 1. Le  spese
seguenti non sono ammissibili a un contributo del FESR:
b) l’acquisto di terreni per un  importo  superiore
al 10% della  spesa  ammissibile  totale  per  l’operazione
considerata. In casi eccezionali e debitamente giustificati
l’autorita’ di gestione puo’  autorizzare  una  percentuale
piu’ elevata per operazioni a tutela dell’ambiente;
d) l’imposta sul valore aggiunto recuperabile.
1-bis.  In  ogni  Stato  membro,  le  spese   per   i
miglioramenti dell’efficienza energetica e  per  l’utilizzo
di  energie  rinnovabili  negli  alloggi   esistenti   sono
ammissibili  fino  ad  un  importo   pari   al   4%   dello
stanziamento FESR totale.
Gli Stati membri definiscono le categorie di  alloggi
ammissibili nelle norme nazionali, in conformita’ dell’art.
56, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1083/2006, al fine
di sostenere la coesione sociale.
2. Le spese per l’edilizia abitativa,  ad  esclusione
di quelle per l’efficienza energetica e per  l’utilizzo  di
energie rinnovabili  previste  nel  paragrafo  1-bis,  sono
ammissibili nei seguenti casi:
a)  per  gli  Stati  membri   che   hanno   aderito
all’Unione europea il 1° maggio 2004 o  dopo  tale  data  e
nell’ambito di un’operazione di sviluppo urbano integrato o
di un asse prioritario per zone colpite  o  minacciate  dal
deterioramento fisico e dall’esclusione sociale;
b) per tutti gli Stati membri soltanto  nell’ambito
di un approccio integrato per le comunita’ emarginate.
L’allocazione per l’edilizia abitativa ammonta  a  un
massimo del  3%  della  dotazione  del  FESR  destinata  ai
programmi  operativi  interessati  ovvero   al   2%   della
dotazione totale del FESR.
2-bis. Ai fini del paragrafo 2, lettere a) e  b),  ma
fatto salvo il secondo comma  del  presente  paragrafo,  le
spese sono limitate ai seguenti interventi:
a)  rinnovo  delle   parti   comuni   nell’edilizia
plurifamiliare esistente;
b) rinnovo e cambio d’uso di edifici  esistenti  di
proprieta’ di autorita’  pubbliche  o  di  operatori  senza
scopo di lucro da destinare a famiglie a basso reddito o  a
persone con esigenze particolari.
Per quanto riguarda il paragrafo 2, lettera  b),  gli
interventi possono comprendere il rinnovo o la sostituzione
degli edifici esistenti.
La Commissione adotta l’elenco dei criteri  necessari
per determinare le zone di cui al paragrafo 2, lettera  a),
e l’elenco degli interventi ammissibili conformemente  alla
procedura  di  cui  all’  art.  103,   paragrafo   3,   del
regolamento (CE) n. 1083/2006.
3. Le norme di ammissibilita’ di cui all’art. 11  del
regolamento (CE) n.  1081/2006  si  applicano  alle  azioni
cofinanziate   dal   FESR   che   rientrano    nel    campo
d’applicazione dell’ art. 3 di tale regolamento.
4. Nel caso di sovvenzioni, le  spese  seguenti  sono
considerate ammissibili a un contributo del  FESR,  purche’
siano sostenute  conformemente  alle  normative  nazionali,
comprese quelle in materia  contabile,  e  alle  condizioni
specifiche sottoindicate:
i)  i   costi   indiretti,   dichiarati   su   base
forfettaria,   fino   al   20%   dei   costi   diretti   di
un’operazione;
ii) i  costi  fissi  calcolati  applicando  tabelle
standard di costi unitari definiti dallo Stato membro;
iii)  somme   forfettarie   destinate   a   coprire
l’insieme o una parte dei costi di un’operazione.
Le opzioni di cui ai punti i), ii)  e  iii),  possono
essere combinate unicamente se ciascuna di esse  copre  una
diversa categoria di costi ammissibili o se sono utilizzate
per diversi progetti relativi ad una stessa operazione.
I costi  di  cui  ai  punti  i),  ii)  e  iii),  sono
stabiliti in anticipo sulla base di un calcolo giusto, equo
e verificabile.
L’importo forfettario di cui al punto iii) non eccede
la somma di 50.000 EUR.».
«Art. 13.(Norme in materia  di  ammissibilita’  delle
spese). – Per determinare l’ammissibilita’ delle spese,  si
applicano le pertinenti  norme  nazionali  approvate  dagli
Stati membri che  partecipano  ad  un  programma  operativo
nell’ambito  dell’obiettivo   ”Cooperazione   territoriale
europea”, eccetto quando sono stabilite norme comunitarie.
La Commissione stabilisce, ai sensi  dell’  art.  56,
paragrafo 4, del regolamento (CE)  n.  1083/2006,  e  fatto
salvo l’art. 7 del presente regolamento,  norme  comuni  in
materia di ammissibilita’ delle spese secondo la  procedura
di cui all’art. 103, paragrafo 3, del regolamento  (CE)  n.
Qualora l’art. 7 preveda diverse norme in materia  di
ammissibilita’ delle spese  in  diversi  Stati  membri  che
partecipano   ad   un   programma   operativo   nell’ambito
dell’obiettivo ”Cooperazione  territoriale  europea”,  le
norme piu’ ampie di ammissibilita’ si applicano a tutta  la
zona interessata dal programma».
– Si riporta il testo dell’art. 11 del  regolamento  CE
1081/2006 del Parlamento europeo e  del  Consiglio,  del  5
luglio 2006, cosi’ come modificato dal regolamento (CE)  n.
396/2009, relativo  al  Fondo  sociale  europeo  e  recante
abrogazione del regolamento (CE) n.  1784/1999,  pubblicato
nella G.U.U.E. 31 luglio 2006, n. L 210:
«Art. 11. (Ammissibilita’ delle spese). – 1. Il Fondo
contribuisce alla spesa ammissibile che, in deroga all’art.
53, paragrafo  1,  lettera  b),  del  regolamento  (CE)  n.
1083/2006, puo’ includere le risorse finanziarie costituite
collettivamente  da  datori   di   lavoro   e   lavoratori.
L’assistenza assume la forma di sovvenzioni  individuali  o
globali non rimborsabili, sovvenzioni rimborsabili, abbuoni
di interessi sui prestiti, microcrediti, fondi di  garanzia
e acquisizione di beni e servizi conformemente  alle  norme
in materia di appalti pubblici.
2. Le  spese  seguenti  non  sono  ammissibili  a  un
contributo del Fondo:
a) l’imposta sul valore aggiunto recuperabile;
c) l’acquisto  di  mobili,  attrezzature,  veicoli,
infrastrutture, beni immobili e terreni.
3. Le spese seguenti sono considerate  ammissibili  a
un contributo del Fondo ai sensi del paragrafo  1,  purche’
a) le indennita’ o retribuzioni versate da un terzo
a beneficio dei partecipanti ad un’operazione e certificate
al beneficiario;
b) nel caso di sovvenzioni:
i)  i  costi  indiretti,   dichiarati   su   base
ii) i costi fissi  calcolati  applicando  tabelle
iii)  somme  forfettarie  destinate   a   coprire
l’insieme o una parte dei costi di un”’operazione”;
c) i costi di ammortamento di  beni  ammortizzabili
di cui al paragrafo 2, lettera c), assegnati esclusivamente
per  la  durata  di  un’operazione,  nella  misura  in  cui
sovvenzioni pubbliche non hanno contribuito all’acquisto di
tale attivo.
Le opzioni di cui alla lettera b), punti  i),  ii)  e
iii), possono essere combinate unicamente  se  ciascuna  di
esse copre una diversa categoria di costi ammissibili o  se
sono utilizzate per diversi progetti relativi ad una stessa
I costi di cui alla lettera b), punti i), ii) e iii),
sono stabiliti in anticipo sulla base di un calcolo giusto,
equo e verificabile.
L’importo forfettario di cui alla lettera  b),  punto
iii), non eccede la somma di 50.000 EUR.
4. Le norme di ammissibilita’  enunciate  all’art.  7
del regolamento (CE) n. 1080/2006 si applicano alle  azioni
cofinanziate   dal   Fondo   che   rientrano   nel    campo
d’applicazione dell’ art. 3 del suddetto regolamento.».
– Il  testo  del  regolamento  CE  n.  1828/2006  della
Commissione che stabilisce modalita’  di  applicazione  del
regolamento  (CE)  n.  1083/2006  del   Consiglio   recante
disposizioni  generali  sul  Fondo  europeo   di   sviluppo
regionale,  sul  Fondo  sociale  europeo  e  sul  Fondo  di
coesione e del regolamento (CE) n. 1080/2006 del Parlamento
europeo e  del  Consiglio  relativo  al  Fondo  europeo  di
sviluppo  regionale,  e’  pubblicato  nella   G.U.U.E.   27
dicembre 2006, n. L 371.
3 ottobre 2008 (Regolamento di esecuzione  del  regolamento
(CE) n. 1083/2006 recante disposizioni generali  sul  fondo
europeo di sviluppo regionale, sul fondo sociale europeo  e
sul  fondo  di  coesione)  e’  pubblicato  nella   Gazzetta
Ufficiale 17 dicembre 2008, n. 294.
– Si riporta il testo dell’ art. 19  del  decreto-legge
29 novembre 2008, n. 185 (Misure urgenti per il sostegno  a
in funzione  anti-crisi  il  quadro  strategico  nazionale)
n. 2, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 28 gennaio  2009,
n. 22, S.O.:
«Art.  19.   (Potenziamento   ed   estensione   degli
strumenti di tutela del reddito in caso di sospensione  dal
lavoro o  di  disoccupazione,  nonche’  disciplina  per  la
concessione  degli  ammortizzatori   in   deroga).   –   1.
Nell’ambito del Fondo per l’occupazione di cui all’art.  1,
comma  7,  del  decreto-legge  20  maggio  1993,  n.   148,
n. 236, fermo restando quanto  previsto  dal  comma  8  del
presente articolo, sono preordinate le somme di 289 milioni
di euro per  l’anno  2009,  di  304  milioni  di  euro  per
ciascuno degli anni 2010 e 2011 e di 54 milioni di  euro  a
decorrere  dall’anno  2012,  nei  limiti  delle  quali   e’
riconosciuto l’accesso, secondo le modalita’ e i criteri di
priorita’ stabiliti con il decreto di cui al  comma  3,  ai
seguenti  istituti  di  tutela  del  reddito  in  caso   di
sospensione dal lavoro, ivi  includendo  il  riconoscimento
della contribuzione figurativa e degli  assegni  al  nucleo
familiare, nonche’ all’istituto sperimentale di tutela  del
a) l’indennita’  ordinaria  di  disoccupazione  non
agricola con requisiti normali di cui  all’art.  19,  primo
comma, del regio decreto-legge  14  aprile  1939,  n.  636,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6  luglio  1939,
n.  1272,  e  successive  modificazioni  per  i  lavoratori
sospesi per crisi aziendali o occupazionali e che siano  in
possesso dei requisiti di cui al predetto  art.  19,  primo
comma e subordinatamente ad un intervento integrativo  pari
almeno alla misura  del  venti  per  cento  dell’indennita’
stessa  a  carico  degli  enti  bilaterali  previsti  dalla
contrattazione collettiva compresi quelli di  cui  all’art.
12 del decreto legislativo 10  settembre  2003,  n.  276  e
successive modificazioni. La durata massima del trattamento
non puo’ superare novanta  giornate  annue  di  indennita’.
Quanto previsto dalla presente lettera non  si  applica  ai
lavoratori   dipendenti   da   aziende   destinatarie    di
trattamenti di integrazione salariale, nonche’ nei casi  di
contratti di lavoro a tempo indeterminato con previsione di
sospensioni lavorative programmate e di contratti di lavoro
a tempo parziale verticale. L’indennita’ di  disoccupazione
non spetta nelle ipotesi di  perdita  e  sospensione  dello
stato di disoccupazione  disciplinate  dalla  normativa  in
materia di incontro tra domanda e offerta di lavoro;
b) l’indennita’  ordinaria  di  disoccupazione  non
agricola con requisiti ridotti di cui all’art. 7, comma  3,
del decreto-legge 21 marzo 1988,  n.  86,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 20 maggio 1988, n.  160,  per  i
lavoratori sospesi per crisi aziendali o occupazionali  che
siano in possesso dei requisiti di cui al predetto art.  7,
comma 3, e subordinatamente ad  un  intervento  integrativo
pari almeno alla misura del venti per cento dell’indennita’
c) in via sperimentale per  gli  anni  2009,  2010,
2011 e 2012 nel limite di spesa per il 2012 pari a euro  12
milioni e subordinatamente a un intervento integrativo pari
contrattazione  collettiva  un  trattamento,  in  caso   di
sospensione per crisi aziendali o occupazionali  ovvero  in
caso di licenziamento,  pari  all’indennita’  ordinaria  di
disoccupazione  con  requisiti  normali  per  i  lavoratori
assunti con  la  qualifica  di  apprendista  alla  data  di
entrata in vigore del presente decreto  e  con  almeno  tre
mesi  di   servizio   presso   l’azienda   interessata   da
trattamento, per la  durata  massima  di  novanta  giornate
nell’intero   periodo   di   vigenza   del   contratto   di
1-bis. Con riferimento  ai  lavoratori  di  cui  alle
lettere da a) a c) del comma  1  il  datore  di  lavoro  e’
tenuto a comunicare, con apposita dichiarazione da  inviare
ai  servizi  competenti  di  cui  all’art.  1  del  decreto
legislativo 21 aprile  2000,  n.  181,  come  modificato  e
integrato dal decreto legislativo 19 dicembre 2002, n. 297,
e  alla  sede  dell’Istituto  nazionale  della   previdenza
sociale (INPS) territorialmente competente, la  sospensione
della  attivita’  lavorativa  e  le  relative  motivazioni,
nonche’ i nominativi dei lavoratori interessati,  che,  per
beneficiare del trattamento, devono  rendere  dichiarazione
di immediata disponibilita’ al lavoro o a  un  percorso  di
riqualificazione professionale all’atto della presentazione
della domanda per  l’indennita’  di  disoccupazione,  fermo
restando che, nelle  ipotesi  in  cui  manchi  l’intervento
integrativo degli enti bilaterali, i  predetti  periodi  di
tutela si considerano  esauriti  e  i  lavoratori  accedono
direttamente  ai  trattamenti  in  deroga  alla   normativa
vigente. Con riferimento ai lavoratori di cui alle  lettere
da a) a c) del comma 1, l’eventuale ricorso all’utilizzo di
trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria  o
di mobilita’ in deroga alla normativa vigente  e’  in  ogni
caso subordinato all’esaurimento dei periodi di  tutela  di
cui alle stesse lettere da a) e  c)  del  comma  1  secondo
quanto precisato dal decreto di cui al comma 3 del presente
1-ter. In via transitoria, e per il solo  quadriennio
2009-2012, le risorse di cui al  comma  1  sono  utilizzate
anche per garantire ai lavoratori beneficiari delle  misure
di cui al medesimo  comma  1,  lettere  a),  b)  e  c),  un
trattamento equivalente a quello di cui al comma 8.
2. In via sperimentale per gli anni 2009, 2010,  2011
e 2012 nel limite di spesa per  il  2012  pari  a  euro  13
milioni, a valere  sulle  risorse  di  cui  al  comma  1  e
comunque nei limiti di 200 milioni  di  euro  per  ciascuno
degli anni 2010 e 2011, e nei soli  casi  di  fine  lavoro,
fermo  restando  quanto  previsto  dai  commi  8,   secondo
periodo, e 10,  e’  riconosciuta  una  somma  liquidata  in
un’unica soluzione,  pari  al  30  per  cento  del  reddito
percepito l’anno precedente  e  comunque  non  superiore  a
4.000 euro, ai collaboratori coordinati e  continuativi  di
cui all’art.  61,  comma  1,  del  decreto  legislativo  10
settembre 2003, n. 276,  iscritti  in  via  esclusiva  alla
Gestione separata presso l’INPS di cui all’ art.  2,  comma
26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con  esclusione  dei
soggetti individuati dall’ art. 1, comma 212,  della  legge
23 dicembre  1996,  n.  662,  i  quali  soddisfino  in  via
b) abbiano conseguito l’anno precedente un  reddito
lordo non superiore a 20.000 euro e non inferiore  a  5.000
c)  con  riguardo  all’anno  di   riferimento   sia
accreditato, presso la predetta Gestione  separata  di  cui
all’art. 2, comma 26, della  legge  n.  335  del  1995,  un
numero di mensilita’ non inferiore a uno;
d) risultino senza contratto di  lavoro  da  almeno
due mesi;
e)  risultino  accreditate   nell’anno   precedente
almeno tre mensilita’ presso la predetta Gestione  separata
di cui all’ art. 2, comma 26, della legge n. 335 del  1995.
Restano fermi i  requisiti  di  accesso  e  la  misura  del
trattamento vigenti alla data  del  31  dicembre  2009  per
coloro che hanno maturato il diritto entro tale data.
2-bis.  Per  l’anno  2009  ai  fini   dell’attuazione
dell’istituto sperimentale di tutela del reddito di cui  al
comma 2 nella misura del 20 per cento,  in  via  aggiuntiva
alla somma destinata al finanziamento del medesimo ai sensi
del presente articolo, determinata in 100 milioni di  euro,
e’ destinata l’ulteriore somma di 100  milioni  di  euro  a
valere sulle risorse preordinate allo scopo  sul  Fondo  di
cui all’ art. 25 della legge 21 dicembre 1978, n. 845, come
rideterminato dall’ art. 9, comma 5, del  decreto-legge  20
maggio 1993, n. 148, convertito, con  modificazioni,  dalla
legge 19  luglio  1993,  n.  236,  fermo  restando  per  il
medesimo anno 2009 il limite dell’ammontare complessivo dei
pagamenti a carico del predetto Fondo come stabilito  dall’
art. 2, comma 36, ultimo periodo, della legge  22  dicembre
2-ter. In  via  sperimentale  per  l’anno  2010,  per
l’indennita’ ordinaria di disoccupazione non  agricola  con
requisiti normali di cui  all’art.  19,  primo  comma,  del
regio decreto-legge 14 aprile 1939, n. 636, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 luglio 1939, n. 1272, ai  fini
del perfezionamento del requisito contributivo si computano
anche i  periodi  svolti  nel  biennio  precedente  in  via
esclusiva  sotto  forma  di  collaborazione  coordinata   e
continuativa, anche a progetto,  nella  misura  massima  di
tredici settimane. Per quantificare i periodi di  copertura
assicurativa   svolti   sotto   forma   di   collaborazione
coordinata  e  continuativa  si  calcola  l’equivalente  in
giornate lavorative, dividendo  il  totale  dell’imponibile
contributivo ai fini della Gestione separata nei  due  anni
precedenti per il minimale di retribuzione giornaliera.
3. Con decreto del Ministro del lavoro, della  salute
e delle politiche sociali,  di  concerto  con  il  Ministro
dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro  sessanta
decreto, sono definite le  modalita’  di  applicazione  dei
commi 1,  1-bis,  2,  4  e  10,  nonche’  le  procedure  di
comunicazione  all’INPS  anche  ai  fini   del   tempestivo
monitoraggio da parte del medesimo Istituto di cui al comma
4.  Lo  stesso  decreto   puo’   altresi’   effettuare   la
ripartizione del limite di spesa di  cui  al  comma  1  del
presente articolo in limiti di spesa specifici per ciascuna
tipologia di intervento di cui alle lettere da a) a c)  del
4. L’INPS stipula con gli enti bilaterali di  cui  ai
commi precedenti,  secondo  le  linee  guida  definite  nel
decreto di cui al comma  3,  apposite  convenzioni  per  la
gestione dei trattamenti  e  lo  scambio  di  informazioni,
pubblica, anche  tramite  la  costituzione  di  un’apposita
banca  dati  nella  quale   confluiscono   tutti   i   dati
disponibili  relativi  ai  percettori  di  trattamenti   di
sostegno al reddito e ogni altra informazione utile per  la
gestione dei relativi  trattamenti  e  alla  quale  possono
accedere anche i servizi  competenti  di  cui  all’art.  1,
comma 2, lettera g),  del  decreto  legislativo  21  aprile
2000, n. 181, e successive modificazioni,  le  regioni,  il
sociali, la societa’ Italia lavoro S.p.a. e l’Istituto  per
lo sviluppo della formazione professionale dei  lavoratori.
L’INPS provvede altresi’ al monitoraggio dei  provvedimenti
autorizzativi dei benefici di  cui  al  presente  articolo,
consentendo  l’erogazione  dei  medesimi  nei  limiti   dei
complessivi  oneri  indicati  al  comma   1,   ovvero,   se
decreto di cui al comma 3, comunicandone le  risultanze  al
4-bis.  Al  fine  di  favorire  il  reinserimento  al
lavoro, l’INPS comunica al Ministero  del  lavoro  e  delle
politiche sociali, per la  successiva  pubblicazione  nella
borsa continua nazionale del lavoro di cui all’ art. 15 del
modificazioni, i dati relativi ai percettori di  misure  di
sostegno al  reddito  per  i  quali  la  normativa  vigente
prevede,  a  favore  dei  datori   di   lavoro,   incentivi
all’assunzione ovvero, in capo  al  prestatore  di  lavoro,
l’obbligo di accettare un’offerta formativa o un’offerta di
lavoro congruo.
5. Con effetto dal 1° gennaio 2009 sono  soppressi  i
commi da 7 a 12 dell’art. 13  del  decreto-legge  14  marzo
2005, n. 35, convertito con modificazioni  dalla  legge  14
maggio 2005, n. 80.
5-bis. Al fine  di  assicurare  il  mantenimento  dei
livelli occupazionali  e  dei  collegamenti  internazionali
occorrenti allo sviluppo del sistema produttivo  e  sociale
delle aree interessate, il Ministro delle infrastrutture  e
dei trasporti, di concerto con  il  Ministro  degli  affari
esteri, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente  decreto,  promuove
la definizione di nuovi accordi bilaterali nel settore  del
trasporto aereo, nonche’ la modifica di quelli vigenti,  al
fine di ampliare il numero dei vettori  ammessi  a  operare
sulle rotte nazionali, internazionali e  intercontinentali,
nonche’  ad  ampliare   il   numero   delle   frequenze   e
destinazioni su cui e’ consentito operare a ciascuna parte,
dando priorita’ ai vettori che si impegnino a  mantenere  i
predetti   livelli   occupazionali.    Nelle    more    del
perfezionamento  dei  nuovi  accordi  bilaterali  o   della
modifica  di   quelli   vigenti,   l’Ente   nazionale   per
l’aviazione civile,  al  fine  di  garantire  al  Paese  la
massima accessibilita’ internazionale  e  intercontinentale
diretta,  rilascia  ai  vettori  che  ne  fanno   richiesta
autorizzazioni temporanee, la cui validita’ non puo’ essere
inferiore a diciotto mesi.
6. Per le finalita’ di cui al  presente  articolo  si
provvede per 35 milioni di euro per l’anno  2009  a  carico
delle disponibilita’ del Fondo  per  l’occupazione  di  cui
1993, n. 236, il  quale,  per  le  medesime  finalita’,  e’
altresi’ integrato di 254 milioni di euro per l’anno  2009,
di 304 milioni di euro per ciascuno degli anni 2010 e  2011
e di 54 milioni di euro  a  decorrere  dall’anno  2012.  Al
relativo onere si provvede:
a) mediante versamento in entrata al bilancio dello
Stato da parte dell’INPS di una quota pari a 100 milioni di
euro per l’anno 2009 e a 150 milioni di euro  per  ciascuno
degli anni 2010 e 2011 delle entrate derivanti dall’aumento
contributivo di cui all’art. 25  della  legge  21  dicembre
1978, n. 845,  con  esclusione  delle  somme  destinate  al
finanziamento dei fondi paritetici  interprofessionali  per
la formazione di cui all’art. 118 della legge  23  dicembre
2000, n. 388, a  valere  in  via  prioritaria  sulle  somme
residue non destinate alle finalita’  di  cui  all’art.  1,
comma 72, della legge  28  dicembre  1995,  n.  549  e  con
conseguente   adeguamento,   per   ciascuno   degli    anni
considerati, delle erogazioni relative  agli  interventi  a
valere sulla predetta quota;
b)   mediante   le   economie    derivanti    dalla
disposizione di cui al comma 5, pari a 54 milioni di euro a
decorrere dall’anno 2009;
c) mediante utilizzo per 100 milioni  di  euro  per
ciascuno degli  anni  2009,  2010  e  2011  delle  maggiori
entrate di cui al presente decreto.
7.  Fermo  restando   che   il   riconoscimento   del
trattamento e’ subordinato all’intervento  integrativo,  il
sistema degli enti bilaterali eroga  la  quota  di  cui  al
comma 1 fino a concorrenza  delle  risorse  disponibili.  I
contratti  e  gli   accordi   interconfederali   collettivi
stipulati dalle organizzazioni sindacali dei  lavoratori  e
dei datori di lavoro comparativamente piu’  rappresentative
sul piano nazionale stabiliscono le risorse minime a valere
sul territorio nazionale, nonche’ i criteri di  gestione  e
di rendicontazione, secondo le linee guida stabilite con il
decreto di cui al comma 3. I fondi  interprofessionali  per
la formazione continua di cui all’art. 118 della  legge  23
dicembre 2000, n. 388,  e  successive  modificazioni,  e  i
fondi  di  cui  all’art.  12  del  decreto  legislativo  10
settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, possono
destinare interventi, anche  in  deroga  alle  disposizioni
vigenti, per misure temporanee  ed  eccezionali,  anche  di
sostegno al reddito per gli anni 2009, 2010, 2011  e  2012,
volte alla tutela dei lavoratori, anche  con  contratti  di
apprendistato o a progetto, a rischio di perdita del  posto
di lavoro ai sensi del regolamento (CE) n.  800/2008  della
Commissione, del 6 agosto 2008. Nel  caso  di  proroga  dei
trattamenti di cassa integrazione guadagni in  deroga  alla
normativa  vigente,  i  fondi  interprofessionali  per   la
formazione continua di cui  all’art.  118  della  legge  23
dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni,  possono
concorrere,  nei  limiti  delle  risorse  disponibili,   al
trattamento spettante ai lavoratori dipendenti da datori di
lavoro iscritti ai fondi medesimi. In caso di indennita’ di
mobilita’ in deroga  alla  normativa  vigente  concessa  ai
dipendenti licenziati da datori di lavoro iscritti ai fondi
interprofessionali per la formazione continua, il  concorso
finanziario  dei  fondi  medesimi  puo’  essere   previsto,
nell’ambito delle risorse disponibili, nei  casi  di  prima
concessione in deroga. I fondi  interprofessionali  per  la
formazione continua e  i  fondi  di  cui  all’art.  12  del
modificazioni, possono accedere alla banca dati di  cui  al
comma 4 del presente articolo, per la gestione dei relativi
trattamenti e lo scambio di informazioni.
7-bis.  Nel   caso   di   mobilita’   tra   i   fondi
interprofessionali  per  la  formazione  continua  di   cui
all’art. 118 della  legge  23  dicembre  2000,  n.  388,  e
successive modificazioni, da parte  dei  datori  di  lavoro
aderenti, la quota di adesione versata dal datore di lavoro
interessato presso il fondo  di  provenienza  nel  triennio
precedente  deve  essere  trasferita  al  nuovo  fondo   di
adesione nella misura del 70 per cento del totale, al netto
dell’ammontare eventualmente gia’ utilizzato dal datore  di
condizione  che  l’importo  da  trasferire  per  tutte   le
posizioni contributive del datore di lavoro interessato sia
almeno pari a 3.000 euro e che  tali  posizioni  non  siano
riferite ad aziende o datori di lavoro le cui strutture, in
ciascuno  dei  tre   anni   precedenti,   rispondano   alla
definizione comunitaria di micro e piccole imprese  di  cui
alla raccomandazione n. 2003/361/CE della Commissione,  del
6  maggio  2003.  Sono  comunque  esclusi  dalle  quote  da
trasferire i versamenti  del  datore  di  lavoro  riversati
dall’INPS al fondo di  provenienza  prima  del  1°  gennaio
2009. Il fondo di provenienza esegue il trasferimento delle
risorse al nuovo fondo entro novanta giorni dal ricevimento
della richiesta  da  parte  del  datore  di  lavoro,  senza
l’addebito di oneri o costi. Il  fondo  di  provenienza  e’
altresi’ tenuto a versare al  nuovo  fondo,  entro  novanta
giorni   dal   loro   ricevimento,   eventuali    arretrati
successivamente  pervenuti  dall’INPS  per  versamenti   di
competenza del datore di lavoro interessato. Entro  novanta
conversione del presente decreto, l’INPS rende disponibile,
pubblica, la procedura che consente ai datori di lavoro  di
effettuare il trasferimento della propria quota di adesione
a un nuovo fondo e che assicura la  trasmissione  al  nuovo
fondo, a decorrere dal terzo mese successivo  a  quello  in
cui e’ avvenuto il trasferimento, dei versamenti effettuati
dal datore di lavoro interessato.
8.   Le   risorse    finanziarie    destinate    agli
ammortizzatori sociali in deroga  alla  vigente  normativa,
anche integrate ai sensi del procedimento di cui all’  art.
18, nonche’ con le risorse di cui al comma 1  eventualmente
residuate, possono  essere  utilizzate  con  riferimento  a
tutte  le  tipologie  di  lavoro  subordinato,  compresi  i
contratti di apprendistato  e  di  somministrazione.  Fermo
restando il limite del tetto massimo nonche’  l’uniformita’
dell’ammontare complessivo di ciascuna misura di tutela del
reddito di cui al comma 1, i decreti di  concessione  delle
misure in deroga possono modulare e differenziare le misure
medesime  anche   in   funzione   della   compartecipazione
finanziaria a livello regionale o locale ovvero in  ragione
dell’armonizzazione  delle  misure  medesime  rispetto   ai
regimi di tutela del reddito previsti dal comma 1.
9. Nell’ambito delle  risorse  finanziarie  destinate
per l’anno 2009 alla concessione  in  deroga  alla  vigente
normativa,  anche  senza  soluzione  di   continuita’,   di
trattamenti di cassa integrazione guadagni, di mobilita’  e
di disoccupazione speciale, i trattamenti concessi ai sensi
dell’art. 2, comma 521, della legge 24  dicembre  2007,  n.
244, e successive modificazioni, possono essere  prorogati,
sulla base di specifici accordi governativi e  per  periodi
non superiori a dodici mesi, con decreto del  Ministro  del
lavoro, della salute e delle politiche sociali, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle  finanze.  La  misura
dei trattamenti di cui al presente comma e’ ridotta del  10
per cento nel caso di prima proroga, del 30 per  cento  nel
caso di seconda proroga e del 40  per  cento  nel  caso  di
proroghe successive. I trattamenti di sostegno del reddito,
nel caso  di  proroghe  successive  alla  seconda,  possono
essere erogati esclusivamente  nel  caso  di  frequenza  di
specifici  programmi  di  reimpiego,  anche  miranti   alla
9-bis. In sede di prima  assegnazione  delle  risorse
destinate per l’anno 2009, di cui al comma 9  del  presente
articolo, nelle more della definizione degli accordi con le
regioni  e  al  fine  di  assicurare  la   continuita’   di
trattamenti e prestazioni, il Ministero del  lavoro,  della
salute e delle politiche sociali assegna  quota  parte  dei
fondi   disponibili   direttamente    alle    regioni    ed
10. Il diritto a percepire qualsiasi  trattamento  di
sostegno al reddito, ai sensi della legislazione vigente in
materia di  ammortizzatori  sociali,  e’  subordinato  alla
dichiarazione di immediata disponibilita’ al lavoro o a  un
percorso di riqualificazione professionale, secondo  quanto
precisato dal decreto di cui al comma 3. In caso di rifiuto
di   sottoscrivere   la    dichiarazione    di    immediata
disponibilita’   ovvero,   una   volta   sottoscritta    la
dichiarazione,  in  caso  di  rifiuto  di  un  percorso  di
riqualificazione professionale o di un  lavoro  congruo  ai
sensi dell’art. 1-quinquies  del  decreto-legge  5  ottobre
2004, n. 249, convertito, con modificazioni, dalla legge  3
dicembre 2004,  n.  291,  e  successive  modificazioni,  il
lavoratore destinatario dei  trattamenti  di  sostegno  del
reddito  perde  il  diritto  a  qualsiasi   erogazione   di
carattere retributivo e previdenziale, anche a  carico  del
datore di lavoro, fatti salvi i diritti gia’ maturati.
10-bis.
11. In  attesa  della  riforma  degli  ammortizzatori
sociali e comunque non oltre il 31 dicembre  2009,  possono
essere concessi trattamenti di cassa integrazione  guadagni
straordinaria e di mobilita’ ai  dipendenti  delle  imprese
esercenti  attivita’  commerciali  con  piu’  di  cinquanta
dipendenti, delle agenzie di viaggio  e  turismo,  compresi
gli operatori turistici, con piu’ di cinquanta  dipendenti,
delle imprese di vigilanza con piu’ di quindici dipendenti,
nel limite di spesa di 45 milioni di euro per l’anno  2009,
a carico del Fondo per l’occupazione.
12. Nell’ambito delle risorse indicate  al  comma  9,
sono destinati 12 milioni di euro a carico  del  Fondo  per
l’occupazione di cui all’art. 1, comma 7, del decreto-legge
20 maggio 1993,  n.  148,  convertito,  con  modificazioni,
dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, alla  concessione,  per
l’anno 2009, ai  lavoratori  addetti  alle  prestazioni  di
lavoro temporaneo occupati con contratto di lavoro a  tempo
indeterminato nelle imprese e agenzie di cui  all’art.  17,
commi 2 e  5,  della  legge  28  gennaio  1994,  n.  84,  e
successive modificazioni, e ai  lavoratori  delle  societa’
derivate dalla trasformazione delle compagnie  portuali  ai
sensi dell’ art. 21, comma 1, lettera  b),  della  medesima
legge n.  84  del  1994,  e  successive  modificazioni,  di
un’indennita’  pari  a  un  ventiseiesimo  del  trattamento
massimo mensile  di  integrazione  salariale  straordinaria
previsto dalle vigenti disposizioni, nonche’ della relativa
contribuzione figurativa e  degli  assegni  per  il  nucleo
familiare, per  ogni  giornata  di  mancato  avviamento  al
lavoro, nonche’ per le giornate di  mancato  avviamento  al
lavoro  che  coincidano,  in  base  al  programma,  con  le
giornate definite festive, durante le quali  il  lavoratore
sia risultato disponibile. L’indennita’ e’ riconosciuta per
un numero di giornate di mancato avviamento al lavoro  pari
alla differenza tra il numero massimo di ventisei  giornate
mensili erogabili e il numero delle giornate effettivamente
lavorate in ciascun mese,  incrementato  del  numero  delle
giornate  di  ferie,  malattia,  infortunio,   permesso   e
indisponibilita’. L’erogazione dei trattamenti  di  cui  al
presente  comma   da   parte   dell’INPS   e’   subordinata
all’acquisizione degli elenchi recanti il numero,  distinto
per ciascuna impresa o agenzia, delle giornate  di  mancato
avviamento  al  lavoro,  predisposti  dal  Ministero  delle
infrastrutture e dei trasporti in  base  agli  accertamenti
effettuati  in  sede  locale  dalle  competenti   autorita’
portuali  o,  laddove  non   istituite,   dalle   autorita’
13. Per l’iscrizione nelle  liste  di  mobilita’  dei
lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo  da
aziende che occupano fino a quindici  dipendenti,  all’art.
1, comma 1, primo periodo,  del  decreto-legge  20  gennaio
1998, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla  legge  20
marzo 1998, n. 52, e successive modificazioni,  le  parole:
«31 dicembre 2008» sono  sostituite  dalle  seguenti:  ”31
dicembre 2009» e le parole: «e di 45 milioni di euro per il
2008” sono sostituite dalle seguenti: ”e di 45 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009”.
14.  All’art.  1,  comma  2,   primo   periodo,   del
decreto-legge  20  gennaio  1998,  n.  4,  convertito,  con
modificazioni,  dalla  legge  20  marzo  1998,  n.  52,   e
successive modificazioni, le parole: ”31  dicembre  2008”
sono sostituite dalle seguenti: ”31  dicembre  2009”.  Ai
fini dell’attuazione del presente  comma,  e’  autorizzata,
per l’anno 2009, la spesa di 35 milioni di euro, di  cui  5
milioni di euro a valere sul Fondo per l’occupazione  e  30
milioni   di   euro   mediante   corrispondente   riduzione
dell’autorizzazione di spesa di  cui  all’  art.  1,  comma
1161, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Le somme di cui
al  precedente   periodo,   non   utilizzate   al   termine
dell’esercizio finanziario 2009, sono conservate nel  conto
residui per essere  utilizzate  nell’esercizio  successivo.
All’ art. 5, comma 5, del decreto-legge 20 maggio 1993,  n.
1993, n. 236, dopo le parole: «al fine di evitare o ridurre
le eccedenze di personale nel corso della procedura di  cui
all’ art. 24 della legge 23  luglio  1991,  n.  223,»  sono
inserite le seguenti: «o al fine di  evitare  licenziamenti
plurimi individuali per giustificato motivo oggettivo,».
15.  Per  il   rifinanziamento   delle   proroghe   a
ventiquattro  mesi  della   cassa   integrazione   guadagni
straordinaria per cessazione di attivita’, di cui  all’art.
1, comma 1, del  decreto-legge  5  ottobre  2004,  n.  249,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 dicembre 2004,
n. 291,  e  successive  modificazioni,  sono  destinati  30
milioni di euro, per l’anno 2009, a carico  del  Fondo  per
16. Per l’anno 2009, il Ministero del  lavoro,  della
salute e delle  politiche  sociali  assegna  alla  societa’
Italia Lavoro Spa 13 milioni di euro quale contributo  agli
oneri di funzionamento e ai costi generali di struttura.  A
tale  onere  si   provvede   a   carico   del   Fondo   per
17. All’ art. 118, comma 16, della legge 23  dicembre
2000, n. 388, e successive modificazioni, le parole: ”e di
80 milioni di euro per l’anno 2008” sono sostituite  dalle
seguenti: ”e di 80 milioni di euro per ciascuno degli anni
2008 e 2009”.
18. Nel limite di spesa di  2  milioni  di  euro  per
l’anno 2009, ai soggetti beneficiari delle provvidenze  del
Fondo di cui all’art. 81, comma 29,  del  decreto-legge  25
legge 6 agosto 2008, n. 133, e’  altresi’  riconosciuto  il
rimborso delle spese occorrenti  per  l’acquisto  di  latte
artificiale e pannolini per i neonati di eta’  fino  a  tre
mesi. Con decreto del Ministro del lavoro, della  salute  e
dell’economia e delle finanze,  da  adottare  entro  trenta
conversione  del  presente  decreto,  sono   stabilite   le
18-bis. In considerazione  del  rilievo  nazionale  e
internazionale nella sperimentazione sanitaria  di  elevata
specializzazione e nella cura  delle  patologie  nel  campo
dell’oftalmologia,  per  l’anno  2009  e’  autorizzata   la
concessione di un contributo di 1 milione di euro in favore
della Fondazione “G. B. Bietti” per lo studio e la  ricerca
in oftalmologia, con sede in Roma. All’onere derivante  dal
presente  comma  si  provvede  a  carico  del   Fondo   per
l’occupazione,  di   cui   all’art.   1,   comma   7,   del
decreto-legge 20  maggio  1993,  n.  148,  convertito,  con
18-ter.  Alla  legge  5  agosto  1981,  n.   416,   e
a) all’art. 37:
1) al comma 1, lettera b), le parole:  «Ministero
del lavoro e  della  previdenza  sociale»  sono  sostituite
dalle seguenti: «Ministero del lavoro, della salute e delle
politiche   sociali,   di   concerto   con   il   Ministero
dell’economia e delle finanze,  sulla  base  delle  risorse
2) dopo il  comma  1  e’  inserito  il  seguente:
«1-bis.  L’onere  annuale  sostenuto   dall’INPGI   per   i
trattamenti di pensione anticipata,  di  cui  al  comma  1,
lettera b), pari a 10 milioni di  euro  annui  a  decorrere
dall’anno 2009, e’ posto a carico del bilancio dello Stato.
L’INPGI presenta annualmente al Ministero del lavoro, della
salute  e  delle  politiche   sociali   la   documentazione
necessaria al fine di  ottenere  il  rimborso  degli  oneri
fiscalizzati.  Al   compimento   dell’eta’   prevista   per
l’accesso al trattamento di pensione di vecchiaia ordinaria
da parte dei beneficiari dei trattamenti di  cui  al  primo
periodo, l’onere conseguente e’ posto a carico del bilancio
dell’INPGI,  fatta  eccezione  per  la  quota  di  pensione
connessa agli scivoli contributivi, riconosciuti fino ad un
massimo di cinque  annualita’,  che  rimane  a  carico  del
bilancio dello Stato»;
b) all’art. 38, comma 2, la lettera b) e’ abrogata.
18-quater. Gli oneri derivanti dalle  prestazioni  di
vecchiaia  anticipate  per  i  giornalisti  dipendenti   da
aziende in ristrutturazione o  riorganizzazione  per  crisi
aziendale, di cui all’art. 37 della legge 5 agosto 1981, n.
416,  come  da  ultimo  modificato  dal  comma  18-ter  del
presente articolo, pari  a  10  milioni  di  euro  annui  a
decorrere  dall’anno  2009,  sono  posti  a  carico   delle
disponibilita’ del fondo  di  cui  all’art.  18,  comma  1,
lettera a), del presente decreto.».
– Si riporta il testo del Regolamento (CE) 396/2009 del
Parlamento  europeo  e  del  Consiglio  che   modifica   il
regolamento (CE) n. 1081, relativo al Fondo sociale europeo
per estendere i tipi di costi ammissibili a  un  contributo
del FSE, pubblicato nella G.U.U.E. 21 maggio 2009, n. 126:
«Il Parlamento Europeo  e  il  Consiglio  dell’Unione
visto  il  trattato  che  istituisce   la   Comunita’
europea, in particolare l’ art. 148,
visto il parere  del  Comitato  economico  e  sociale
europeo, previa consultazione del Comitato  delle  regioni,
deliberando secondo la procedura di cui  all’art.  251  del
trattato, considerando quanto segue:
(1) L’ art. 56 del regolamento  (CE)  n.  1083/2006
del Consiglio, dell’11 luglio  2006,  recante  disposizioni
generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo
sociale europeo e sul Fondo di coesione, statuisce  che  le
norme  in  materia  di  ammissibilita’  delle  spese   sono
stabilite a livello nazionale, fatte salve talune eccezioni
previste per il Fondo europeo di sviluppo  regionale  e  il
(2) L’ art. 11, paragrafo 3, del  regolamento  (CE)
n.  1081/2006  del  Parlamento  europeo  e  del   Consiglio
stabilisce quali spese sono ammissibili a un contributo del
FSE  a  norma  dell’  art.  11,  paragrafo  1,   di   detto
(3) La crisi finanziaria giustifica  la  necessita’
di  semplificare  ulteriormente  le  norme   al   fine   di
facilitare l’accesso alle sovvenzioni cofinanziate dal FSE.
(4) Nella relazione annuale per il 2007,  la  Corte
dei  conti   europea   ha   raccomandato   alle   autorita’
legislative e alla Commissione di essere pronte a  rivedere
la concezione dei futuri programmi di spesa,  prendendo  in
debita considerazione  la  semplificazione  della  base  di
calcolo delle spese ammissibili e  il  maggiore  ricorso  a
pagamenti di somme forfettarie o a pagamenti sulla base  di
costi fissi in luogo del rimborso delle «spese effettive».
(5)   Al   fine   di   garantire   la    necessaria
semplificazione della gestione, dell’amministrazione e  del
controllo  delle  operazioni   che   beneficiano   di   una
sovvenzione del FSE, in particolare di quelle legate ad  un
metodo di  rimborso  basato  sul  risultato,  e’  opportuno
aggiungere  due  ulteriori  forme  di  costi   ammissibili,
segnatamente le somme forfettarie e i costi fissi basati su
tabelle standard di costi unitari.
(6) Al fine di garantire la  certezza  del  diritto
con riguardo all’ammissibilita’ delle spese,  e’  opportuno
che tale semplificazione si applichi a tutte le sovvenzioni
del  FSE.  Sarebbe  pertanto   necessaria   un’applicazione
retroattiva a decorrere dal 1o agosto 2006, data di entrata
in vigore del regolamento (CE) n. 1081/2006.
(7) E’ opportuno pertanto modificare di conseguenza
il  regolamento  (CE)  n.  1081/2006,  hanno  adottato   il
Art. 1 – L’ art. 11, paragrafo 3, del regolamento
(CE) n. 1081/2006 e’ modificato come segue:
1) la lettera b) e’  sostituita  dalla  seguente:
«b) nel caso di sovvenzioni:
l’insieme o una parte dei costi di un”operazione”;
2) sono aggiunti i seguenti commi: «Le opzioni di
cui alla lettera b), punti i), ii) e iii),  possono  essere
combinate unicamente se ciascuna di esse copre una  diversa
categoria di costi ammissibili o  se  sono  utilizzate  per
diversi progetti relativi ad una stessa operazione.
I costi di cui alla lettera b),  punti  i),  ii)  e
iii), sono stabiliti in anticipo sulla base di  un  calcolo
giusto, equo e verificabile.
L’importo forfettario di cui alla lettera b), punto
iii), non eccede la somma di 50.000 EUR.» .
Art. 2 – Il presente regolamento entra in vigore il
giorno  successivo  alla   pubblicazione   nella   Gazzetta
Tuttavia, esso si applica a decorrere dal 1° agosto
Il presente regolamento e’ obbligatorio in tutti  i
suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno  degli
Fatto a Strasburgo, addi’ 6 maggio 2009».
– Si riporta il testo del Regolamento (CE) n.  397/2009
del Parlamento europeo e  del  Consiglio  che  modifica  il
regolamento (CE) n. 1080/2006 relativo al Fondo europeo  di
sviluppo regionale  per  quanto  riguarda  l’ammissibilita’
degli investimenti a favore  dell’efficienza  energetica  e
delle   energie   rinnovabili   nell’edilizia    abitativa,
pubblicato nella G.U.U.E. 21 maggio 2009, n. L 126:
europea, in particolare l’ art. 162,
trattato CE, considerando quanto segue:
(1) Al fine di aumentare il potenziale di  crescita
sostenibile a lungo termine  dell’Europa,  il  26  novembre
2008 la Commissione ha adottato una comunicazione  relativa
a  un  piano  europeo  di  ripresa  economica   che   evoca
l’importanza di effettuare investimenti mirati a migliorare
l’efficienza energetica dell’edilizia, compreso il  settore
(2) Il Fondo europeo di sviluppo  regionale  (FESR)
appoggia   gli   interventi   nel   settore   dell’edilizia
abitativa, compreso l’aspetto  dell’efficienza  energetica,
soltanto a favore degli  Stati  membri  che  hanno  aderito
all’Unione europea il 1° maggio 2004  o  successivamente  a
tale data, qualora siano rispettate le  condizioni  di  cui
all’art. 7, paragrafo 2, del regolamento (CE) n.  1080/2006
del Parlamento europeo e del Consiglio.  Il  sostegno  agli
investimenti a favore dell’efficienza  energetica  e  delle
energie rinnovabili  nel  settore  dell’edilizia  abitativa
andrebbe garantito a tutti gli Stati membri.
(3)  Si  dovrebbero  sostenere   gli   investimenti
effettuati nell’ambito di programmi pubblici  conformemente
agli obiettivi della direttiva  2006/32/CE  del  Parlamento
europeo e del Consiglio, del  5  aprile  2006,  concernente
l’efficienza degli usi  finali  dell’energia  e  i  servizi
(4) Al fine di assicurare il  raggiungimento  degli
obiettivi della politica di coesione di  cui  all’art.  158
del  trattato,  gli  interventi  dovrebbero  sostenere   la
(5) Nella relazione annuale per il 2007,  la  Corte
legislative e alla Commissione di prepararsi a rivedere  la
concezione dei futuri  programmi  di  spesa,  prendendo  in
calcolo delle  spese  ammissibili  e  facendo  un  maggiore
ricorso a pagamenti di  somme  forfettarie  o  a  pagamenti
sulla base di costi  fissi  in  luogo  del  rimborso  delle
«spese effettive».
(6)   Al   fine   di   garantire   la    necessaria
sovvenzione del FESR, in particolare di quelle legate ad un
aggiungere  tre  ulteriori  forme  di  costi   ammissibili,
segnatamente i costi indiretti, le somme  forfettarie  e  i
costi fissi basati su tabelle standard di costi unitari.
(7) Al fine di garantire la  certezza  del  diritto
che  queste  ulteriori  forme  di  costi   ammissibili   si
applichino  a  tutte  le  sovvenzioni  del  FESR.   Sarebbe
pertanto necessaria un’applicazione retroattiva a decorrere
dal  1°  agosto  2006,  data  di  entrata  in  vigore   del
regolamento (CE) n. 1080/2006.
(8) E’ opportuno pertanto modificare di conseguenza
il regolamento (CE) n. 1080/2006,
Art. 1 –  L’  art.  7  del  regolamento  (CE)  n.
1080/2006 e’ modificato come segue:
1) e’ inserito il seguente paragrafo:
«1-bis. In ogni Stato  membro,  le  spese  per  i
Gli Stati  membri  definiscono  le  categorie  di
alloggi ammissibili nelle norme nazionali,  in  conformita’
dell’  art.  56,  paragrafo  4,  del  regolamento  (CE)  n.
1083/2006, al fine di sostenere la coesione sociale.;
2) al  paragrafo  2,  la  frase  introduttiva  e’
sostituita dalla seguente:  «2.  Le  spese  per  l’edilizia
abitativa,   fatta   eccezione   di   quelle    a    favore
dell’efficienza  energetica  e  dell’utilizzo  di   energie
rinnovabili di cui al paragrafo  1  bis,  sono  ammissibili
soltanto per gli Stati membri che hanno aderito  all’Unione
europea il 1° maggio 2004 o successivamente  a  tale  data,
qualora siano rispettate le seguenti condizioni:»;
3) e’ inserito il  seguente  paragrafo:  «4.  Nel
caso di sovvenzioni, le  spese  seguenti  sono  considerate
ammissibili  a  un  contributo  del  FESR,  purche’   siano
sostenute conformemente alle normative nazionali,  comprese
quelle in materia contabile, e alle  condizioni  specifiche
sottoindicate:
Le opzioni di cui ai punti i), ii) e iii),  possono
I costi di cui  ai  punti  i),  ii)  e  iii),  sono
L’importo forfettario di  cui  al  punto  iii)  non
eccede la somma di 50.000 EUR.» .
ventesimo  giorno  successivo  alla   pubblicazione   nella
Tuttavia, l’ art. 1,  paragrafo  3,  si  applica  a
decorrere dal 1° agosto 2006.
Fatto a Strasburgo, addi’ 6 maggio 2009.».
– Si riporta il testo del Regolamento (CE) n.  437/2010
regolamento (CE) n. 1080/2006 sul Fondo europeo di sviluppo
regionale  per  quanto  riguarda   l’ammissibilita’   degli
interventi in materia di edilizia abitativa a favore  delle
comunita’ emarginate, pubblicato nella G.U.U.E.  29  maggio
2010, n. L 132:
visto  il  trattato  sul  funzionamento   dell’Unione
europea, in particolare l’ art. 178,
deliberando secondo  la  procedura  legislativa  ordinaria,
(1) Al fine di migliorare la coesione  economica  e
sociale dell’Unione,  e’  necessario  sostenere  interventi
limitati per il rinnovo degli edifici  esistenti  destinati
ad uso abitativo  negli  Stati  membri  che  hanno  aderito
all’Unione europea il 1° maggio  2004  o  dopo  tale  data.
Questi interventi possono essere effettuati alle condizioni
stabilite all’art. 7, paragrafo 2, del regolamento (CE)  n.
1080/2006 del Parlamento europeo e  del  Consiglio,  del  5
luglio  2006,  relativo  al  Fondo  europeo   di   sviluppo
(2)  Le   spese   dovrebbero   essere   programmate
di un asse prioritario per le zone colpite o minacciate dal
deterioramento fisico e dall’esclusione sociale. A fini  di
chiarezza, le condizioni in base alle quali possono  essere
effettuati  gli  interventi   nel   settore   dell’edilizia
abitativa nelle zone urbane dovrebbero essere semplificate.
A tal  fine,  le  spese  per  gli  interventi  nel  settore
dell’edilizia  abitativa  dovrebbero   essere   programmate
tenendo conto dei diversi parametri indipendentemente dalla
fonte   di   finanziamento.   Inoltre   dovrebbero   essere
considerate  come  spese  ammissibili   solo   quelle   per
interventi su edifici esistenti.
(3)   In   numerosi   Stati   membri,    l’alloggio
costituisce  un  fattore  decisivo  d’integrazione  per  le
comunita’ emarginate che vivono in aree urbane o rurali. E’
quindi  necessario  estendere  a  tutti  gli  Stati  membri
l’ammissibilita’ delle spese per gli interventi nel settore
dell’edilizia abitativa alle  comunita’  che  vivono  nelle
aree urbane o rurali.
(4)  Indipendentemente  dalla  circostanza  che  le
comunita’ vivano in aree urbane o rurali dovrebbero  essere
considerate come spese  ammissibili,  a  causa  dell’infima
qualita’ delle loro condizioni di alloggio, anche le  spese
destinate al rinnovo o alla  sostituzione,  anche  mediante
nuove costruzioni, di alloggi esistenti.
(5) Conformemente al principio n. 2 dei principi di
base comuni sull’inclusione dei rom reiterato dal Consiglio
nelle sue conclusioni sull’inclusione dei rom dell’8 giugno
2009, gli  interventi  in  materia  di  edilizia  abitativa
destinati ad un gruppo specifico non  dovrebbero  escludere
altri gruppi che  versano  in  situazioni  socio-economiche
(6)  Conformemente  al  principio  n.  1  di   tali
principi di base comuni, al fine di limitare  i  rischi  di
segregazione,  gli  interventi  nel  settore  dell’edilizia
abitativa   per   le   comunita’   emarginate    dovrebbero
intervenire  nell’ambito  di  un  approccio  integrato  che
comprenda,   in    particolare,    azioni    nei    settori
dell’istruzione, della  salute,  delle  politiche  sociali,
dell’occupazione  e   della   sicurezza   e   misure   tese
all’abolizione della segregazione razziale.
(7) E’ opportuno assicurare condizioni uniformi  di
esecuzione per quanto concerne l’adozione  dell’elenco  dei
criteri necessari per la determinazione delle zone  colpite
o minacciate dal deterioramento  fisico  e  dall’esclusione
sociale   e   l’adozione   dell’elenco   degli   interventi
ammissibili. L’art.  291  del  trattato  sul  funzionamento
dell’Unione europea dispone che  le  regole  e  i  principi
generali relativi alle  modalita’  di  controllo  da  parte
degli  Stati  membri  dell’esercizio  delle  competenze  di
esecuzione  attribuite  alla  Commissione  siano  stabiliti
preventivamente mediante un regolamento adottato secondo la
procedura legislativa ordinaria. In attesa dell’adozione di
tale  regolamento  e   al   fine   di   evitare   qualsiasi
interruzione  dell’attivita’  legislativa  dell’Unione,  e’
opportuno   che   continuino   ad   essere   applicate   le
disposizioni della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del
28 giugno 1999, recante  modalita’  per  l’esercizio  delle
competenze di esecuzione conferite alla Commissione .
(8) E’ pertanto opportuno modificare di conseguenza
Art. 1 – L’ art. 7, paragrafo 2, del  regolamento
(CE) n. 1080/2006 e’ sostituito dal seguente:
«2.  Le  spese  per  l’edilizia   abitativa,   ad
esclusione di quelle  per  l’efficienza  energetica  e  per
l’utilizzo di energie rinnovabili previste nel paragrafo  1
bis, sono ammissibili nei seguenti casi:
a)  per  gli  Stati  membri  che  hanno   aderito
b)  per   tutti   gli   Stati   membri   soltanto
nell’ambito di un  approccio  integrato  per  le  comunita’
L’allocazione per l’edilizia abitativa ammonta  a
un massimo del 3% della dotazione  del  FESR  destinata  ai
2-bis. Ai fini del paragrafo 2, lettere a) e  b),
ma fatto salvo il secondo comma del presente paragrafo,  le
a)  rinnovo  delle  parti  comuni   nell’edilizia
b) rinnovo e cambio d’uso di edifici esistenti di
Per quanto riguarda il paragrafo 2, lettera b), gli
La  Commissione   adotta   l’elenco   dei   criteri
necessari per determinare le zone di cui  al  paragrafo  2,
lettera  a),  e  l’elenco  degli   interventi   ammissibili
conformemente alla procedura di cui all’art. 103, paragrafo
3, del regolamento (CE) n. 1083/2006.».
Fatto a Strasburgo, addi’ 19 maggio 2010».
– Si riporta il testo  dell’  art.  7,  comma  26,  del
economica). convertito con modificazioni,  dalla  legge  30
luglio 2010, n. 122, pubblicata nella G.U. 30 luglio  2010,
n. 176, S.O.:
«Art. 7. (Soppressione ed incorporazione di  enti  ed
enti). – (Omissis).
26. Sono attribuite al Presidente del  Consiglio  dei
coesione.».
– Si riporta il decreto del  Presidente  del  Consiglio
dei Ministri del 13 dicembre 2011 (Delega di  funzioni  del
Presidente del Consiglio dei  Ministri  al  Ministro  senza
portafoglio per la  coesione  territoriale  dott.  Fabrizio
Barca), pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  16  febbraio
2012 n. 39:
«Il Presidente del Consiglio dei Ministri
Visto il decreto del Presidente della  Repubblica  in
data 16 novembre 2011, con il quale il dott. Fabrizio Barca
e’ stato nominato Ministro senza portafoglio;
Visto il proprio decreto in data 16 novembre 2011 con
il quale al predetto Ministro senza  portafoglio  e’  stato
conferito  l’incarico  in  materia  di  politiche  per   la
Visti i decreti legislativi 30 luglio 1999, n. 300  e
n. 303;
Visto  il  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.   78,
convertito con modificazioni dalla legge di conversione  30
luglio 2010, n. 122, ed in particolare l’ art. 7, comma 26,
che attribuisce al Presidente del Consiglio dei Ministri le
funzioni di cui all’art.  24,  comma  1,  lettera  c),  del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, ivi inclusa  la
gestione del  Fondo  per  le  aree  sottoutilizzate,  fatta
eccezione per le funzioni  di  programmazione  economica  e
finanziaria non ricomprese nelle politiche  di  sviluppo  e
Visto l’art. 7, comma 27 del citato decreto-legge  n.
78/2010 in cui si prevede che il Presidente  del  Consiglio
dei Ministri  o  il  Ministro  delegato  si  avvalgono  del
Dipartimento per lo sviluppo e la  coesione  economica  del
Ministero dello  sviluppo  economico,  ad  eccezione  della
Direzione generale  per  l’incentivazione  delle  attivita’
imprenditoriali,  nonche’  il  comma  28  che  prevede   la
ricognizione delle risorse;
Visto  il  decreto-legge  18  maggio  2006,  n.  181,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio  2006,
n. 233, ed in particolare l’art. 1, comma 2;
Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei
Ministri in data 21 giugno 2007,  recante  istituzione  del
Dipartimento per  la  programmazione  ed  il  coordinamento
della politica economica;
Ministri del 1° marzo 2011 e, in particolare, gli  articoli
25 e 27;
Ritenuto opportuno delegare al Ministro per la coesione
territoriale le funzioni di cui al presente decreto;
Art. 1 – 1. A decorrere  dal  17  novembre  2011,  il
Ministro senza portafoglio per  la  coesione  territoriale,
dott. Fabrizio Barca, e’ delegato ad esercitare le funzioni
di  coordinamento,   di   indirizzo,   di   promozione   di
iniziative,  anche  normative,  di  vigilanza  e  verifica,
nonche’  ogni  altra  funzione  attribuita  dalle   vigenti
disposizioni al  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,
relativamente alla materia delle politiche per la  coesione
2. In particolare,  salve  le  competenze  attribuite
dalla legge ai singoli Ministri, il Ministro e’ delegato:
a) a esercitare le  funzioni  di  cui  all’art.  7,
commi 26, 27 e 28 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.  78,
convertito, con modificazioni, dalla legge  di  conversione
30 luglio 2010, n. 122;
b) a promuovere e coordinare  le  politiche  e  gli
interventi  finalizzati   allo   sviluppo   economico   dei
territori,  promuovendo  e  indirizzando  i   processi   di
concertazione e di interscambio,  nell’ambito  dei  diversi
livelli  istituzionali,  tra  soggetti  e  tra   competenze
operanti nell’economia dei territori. A tal fine, adotta le
iniziative  necessarie  per  assicurare   un   costante   e
sistematico  monitoraggio  della  dinamica  delle  economie
territoriali per promuovere, ove necessario,  interventi  o
azioni volte ad accelerare processi economici di sviluppo.
3. Per l’esercizio delle funzioni di cui alla lettera
a) il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione  economica
del Ministero dello sviluppo economico, ad eccezione  della
imprenditoriali, dipende funzionalmente dal Ministro per la
coesione territoriale, il quale  se  ne  avvale  unitamente
all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e
lo  sviluppo  d’impresa  e,  limitatamente  alle   funzioni
delegate  dal  presente  decreto,  al  Nucleo  tecnico   di
valutazione e verifica degli investimenti pubblici.
4. Per l’esercizio delle funzioni di cui alla lettera
b) il Ministro per la coesione territoriale si  avvale  del
Dipartimento per lo sviluppo delle economie territoriali.
Art. 2 – 1. A  decorrere  dal  17  novembre  2011  il
Ministro senza portafoglio dott. Fabrizio Barca e’ altresi’
delegato ad esercitare le funzioni  di  supervisione  delle
attivita’ della Presidenza del Consiglio  dei  Ministri  in
materia di investimenti pubblici e  affari  economici,  ivi
incluse quelle di analisi  macroeconomica  con  riferimento
anche alla finanza  pubblica,  nonche’  di  monitoraggio  e
valutazione degli andamenti economici.
2. Per l’adempimento delle funzioni delegate  di  cui
al presente articolo il Ministro Fabrizio Barca  si  avvale
del Dipartimento per la programmazione ed il  coordinamento
della politica economica.».
– Il parere del Consiglio dei Stato, espresso dalla Sezione
Consultiva per gli  atti  normativi  nell’Adunanza  del  21
marzo 2011, e’ stato depositato in data 13 aprile 2011,  n.
01446/2011.
3 ottobre 2008,  n.  196  (Regolamento  di  esecuzione  del
regolamento (CE) n. 1083/2006 recante disposizioni generali
sul fondo europeo di sviluppo regionale, sul fondo  sociale
europeo e sul  fondo  di  coesione),  e’  pubblicato  nella
Gazzetta Ufficiale 17 dicembre 2008, n. 294.
regolamento (CE) n. 1783/1999, e’ pubblicato nella G.U.U.E.
– Il testo del regolamento CE 1081/2006 del  Parlamento
europeo e del Consiglio, del  5  luglio  2006,  cosi’  come
modificato dal regolamento (CE) n.  396/2009,  relativo  al
Fondo sociale europeo e recante abrogazione del regolamento
(CE) n. 1784/1999, e’ pubblicato nella G.U.U.E.  31  luglio
2006, n. L 210. Si veda anche nelle note alle premesse.
– Per i riferimento normativi  relativi  al  testo  del
Regolamento (CE) 396/2009  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio  che  modifica  il  regolamento  (CE)  n.   1081,
relativo al Fondo sociale europeo per estendere i  tipi  di
costi ammissibili a un contributo del FSE, pubblicato nella
G.U.U.E. 21 maggio 2009, n. 126, si  rinvia  alla  relativa
nota in premessa.
Regolamento (CE) n. 397/2009 del Parlamento europeo  e  del
Consiglio che modifica il  regolamento  (CE)  n.  1080/2006
relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale per  quanto
riguarda  l’ammissibilita’  degli  investimenti  a   favore
dell’efficienza  energetica  e  delle  energie  rinnovabili
nell’edilizia  abitativa,  pubblicato  nella  G.U.U.E.   21
maggio 2009, n. L 126, si  rinvia  alla  relativa  nota  in
– Per i riferimenti normativi  relativi  al  testo  del
Regolamento (CE) n. 437/2010 del Parlamento europeo  e  del
Consiglio, che modifica il regolamento  (CE)  n.  1080/2006
sul Fondo europeo di sviluppo regionale per quanto riguarda
l’ammissibilita’ degli interventi in  materia  di  edilizia
abitativa a favore delle comunita’  emarginate,  pubblicato
nella G.U.U.E. 29 maggio 2010, n. L  132,  si  rinvia  alla
relativa nota in premessa.
Semplificazione del calcolo delle spese ammissibili
1. All’articolo 2 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  3
ottobre 2008, n. 196, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 8, il secondo periodo e’ soppresso;
b) dopo il comma 8, sono aggiunti, in fine, i seguenti:
«8-bis. Ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 3, del regolamento
(CE) n. 1081/2006, cosi’ come  modificato  dal  regolamento  (CE)  n.
396/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, e
dell’articolo 7, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1080/2006, come
modificato dal regolamento (CE) n. 397/2009 del Parlamento europeo  e
del Consiglio, del 6  maggio  2009,  nel  rispetto  delle  condizioni
stabilite dall’Autorita’ di  Gestione  di  cui  all’articolo  59  del
regolamento  (CE)  n.  1083/2006,  in  caso  di   sovvenzioni,   sono
a) le spese indirette su base forfetaria, entro il limite del
20 per cento dei costi diretti debitamente giustificati;
b) le unita’ di costo standardizzate;
c) le somme forfetarie fino a 50.000 euro.
8-ter. Le opzioni di cui alle lettere a), b)  e  c)  del  comma
8-bis possono essere combinate unicamente se ciascuna di  esse  copre
una diversa categoria di costi ammissibili o se sono  utilizzate  per
diversi progetti relativi ad una stessa operazione.».
– Il testo dell’art. 2  decreto  del  Presidente  della
Repubblica  3  ottobre  2008,  n.   196   (Regolamento   di
esecuzione  del  regolamento  (CE)  n.  1083/2006   recante
coesione), modificato dal presente decreto,  e’  pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 17 dicembre 2008, n. 294.
–  Per  il  testo  dell’art.  11,  paragrafo   3,   del
Regolamento CE  1081/2006  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio, del 5 luglio 2006,  cosi’  come  modificato  dal
regolamento (CE) n. 396/2009,  relativo  al  Fondo  sociale
europeo e  recante  abrogazione  del  regolamento  (CE)  n.
1784/1999, pubblicato nella G.U.U.E. 31 luglio 2006,  n.  L
210, si rinvia alla relativa nota in premessa.
–  Per  il  testo  dell’art.  7,   paragrafo   4,   del
Regolamento CE n. 1080/2006 del Parlamento  europeo  e  del
Consiglio relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale e
recante abrogazione  del  regolamento  (CE)  n.  1783/1999,
pubblicato nella G.U.U.E. 31 luglio  2006,  n.  L  210,  si
rinvia alla relativa nota in premessa.
– Si riporta il testo dell’art. 59 del  Regolamento  CE
n. 1083/2006 del Consiglio,  dell’11  luglio  2006  recante
coesione e che abroga il  regolamento  (CE)  n.  1260/1999,
«Art. 59 (Designazione delle  autorita’).  –  1.  Per
ciascun programma operativo, lo Stato membro designa:
a) un’autorita’ di gestione: un’autorita’  pubblica
o un organismo pubblico o privato, nazionale,  regionale  o
locale,  designato  dallo  Stato  membro  per  gestire   il
b)  un’autorita’  di  certificazione:  un’autorita’
pubblica o un organismo pubblico,  nazionale,  regionale  o
locale, designato dallo Stato  membro  per  certificare  le
dichiarazioni di spesa e le domande di pagamento prima  del
loro invio alla Commissione;
c) un’autorita’ di audit: un’autorita’  pubblica  o
un  organismo  pubblico,  nazionale,  regionale  o  locale,
funzionalmente indipendente dall’autorita’  di  gestione  e
dall’autorita’ di  certificazione,  designato  dallo  Stato
membro per ciascun programma operativo e responsabile della
verifica  dell’efficace  funzionamento   del   sistema   di
gestione e di controllo.
La stessa autorita’ puo’ essere designata per piu’ di
un programma operativo.
2.  Lo  Stato  membro  puo’  designare  uno  o   piu’
organismi intermedi per svolgere una parte o  la  totalita’
dei compiti dell’autorita’ di gestione o di certificazione,
sotto la responsabilita’ di detta autorita’.
3.  Lo  Stato   membro   definisce   le   norme   che
disciplinano le sue relazioni con le autorita’  di  cui  al
paragrafo 1 e le relazioni di queste con la Commissione.
Fatte salve le disposizioni del presente regolamento,
lo Stato membro stabilisce le relazioni reciproche  tra  le
autorita’ di cui al paragrafo  1,  che  svolgono  i  propri
compiti  nel  pieno  rispetto  dei  sistemi  istituzionali,
giuridici e finanziari dello Stato membro interessato.
4. Fatto salvo l’art. 58, lettera b), alcune o  tutte
le autorita’ di cui al paragrafo  1  possono  essere  parte
dello stesso organismo.
5.  Norme  specifiche  in  materia  di   gestione   e
controllo sono previste dal regolamento (CE)  n.  1080/2006
per  i  programmi  operativi   nell’ambito   dell’obiettivo
”Cooperazione territoriale europea”.
6. La Commissione adotta le modalita’ di applicazione
degli articoli, 60, 61 e 62 secondo  la  procedura  di  cui
all’ art. 103, paragrafo 3.».
1. Dopo l’articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica  3
ottobre 2008, n. 196, e’ inserito il seguente:
«Art. 6-bis (Categorie di alloggi ammissibili per i miglioramenti
dell’efficienza energetica e per l’utilizzo di energie  rinnovabili).
– 1. Ai sensi del paragrafo 1-bis  dell’articolo  7  del  regolamento
(CE) n. 1080/2006, come modificato dal regolamento (CE)  n.  397/2009
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009,  le  spese
per i miglioramenti dell’efficienza energetica e  per  l’utilizzo  di
energie rinnovabili sono ammissibili con riferimento agli alloggi  di
edilizia residenziale pubblica gia’ esistenti ed ancora di proprieta’
pubblica, come definiti dall’articolo 1,  comma  1,  della  legge  24
dicembre 1993, n. 560, nonche’ agli immobili pubblici adibiti sia  ad
uso residenziale sia ad uso diverso da quello residenziale.
2. Fatto salvo  quanto  stabilito  nel  comma  1,  le  spese  per
l’edilizia abitativa sono ammissibili nel rispetto delle prescrizioni
contenute nei paragrafi 2 e 2-bis  dell’articolo  7  del  regolamento
(CE) n. 1080/2006, come modificato, da ultimo, dal  regolamento  (UE)
n. 437/2010 del Parlamento europeo e del  Consiglio,  del  19  maggio
– Il testo dell’art. 7, paragrafo 1-bis, 2 e 2-bis  del
Consiglio,  cosi’  come  modificato  dal   regolamento   CE
397/2009 e dal regolamento UE 437/2010  relativo  al  Fondo
regolamento (CE) n. 1783/1999, pubblicato nella G.U.U.E. 31
luglio 2006, n. L 210, e’ riportato nelle premesse.
– Si riporta il testo dell’art. 1, comma 1, della legge
24 dicembre 1993, n. 560 (Norme in materia  di  alienazione
degli   alloggi   di   edilizia   residenziale   pubblica),
pubblicata nella Gazz. Uff. 31 dicembre 1993, n. 306:
«1.  1.  Sono  alloggi   di   edilizia   residenziale
pubblica, soggetti alle norme della presente legge,  quelli
acquisiti, realizzati o recuperati, ivi compresi quelli  di
cui alla legge 6 marzo 1976, n. 52, a totale carico  o  con
concorso o con contributo dello Stato, della regione  o  di
enti pubblici territoriali, nonche’ con i  fondi  derivanti
da contributi  dei  lavoratori  ai  sensi  della  legge  14
febbraio 1963, n. 60,  e  successive  modificazioni,  dallo
Stato,  da  enti  pubblici  territoriali,   nonche’   dagli
Istituti autonomi per le case popolari (IACP)  e  dai  loro
consorzi  comunque  denominati  e  disciplinati  con  legge
Interventi di tutela attiva dell’occupazione
1. Dopo l’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica  3
«Art. 9-bis (Spese connesse  agli  interventi  di  tutela  attiva
dell’occupazione). – 1. Nell’ambito delle operazioni cofinanziate dal
Fondo sociale  europeo,  sono  ammissibili  le  spese  relative  agli
interventi  di  politica  attiva  e   la   connessa   indennita’   di
partecipazione   a   favore   dei   lavoratori   destinatari    degli
ammortizzatori in deroga, ai sensi dell’articolo 19 del decreto-legge
28 gennaio 2009, n. 2, e  di  cui  all’Accordo  fra  il  Governo,  le
2009  in  materia  di  interventi  di  sostegno  a  reddito  ed  alle
competenze.».
Dato a Roma, addi’ 5 aprile 2012
Barca,  Ministro  per   la   coesione
Fornero, Ministro del lavoro e  delle
Registrato alla Corte dei conti il 4 luglio 2012
registro n. 6, foglio n. 311
– Il testo dell’art. 19 del citato decreto-legge n. 185
del 2008, e’ riportato nelle note alle premesse.
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 aprile 2012, n. 98 – Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2008, n. 196, di esecuzione del regolamento (CE) n. 1083/2006 redazione redazione 2015-05-05T23:59:12+00:00

References: art.  103
 art. 3
 art.  56
 art. 3
 art. 19
 art.  19
 art.  7
 art.  2
 art. 1
 art. 2
 art. 25
 art. 9

art. 2
 art. 15
 art.
18
 art. 21
 art.  1
 art. 5
 art. 24
 art. 118
 art. 148
 art. 56
 art. 11
 art.  11

Art. 1
 art. 11

Art. 2
 art. 162

Art. 1
 art.  7
 art.  56
 art. 1
 art. 178

Art. 1
 art. 7
 art.  7
 art. 7

Art. 1

Art. 2
in fine
 art. 103