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Timestamp: 2017-01-17 03:06:57+00:00

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⭐IL CASO ITX. DIARIO DI BORDO I protagonisti. A cura del Team Crisis Itx
IL CASO ITX. DIARIO DI BORDO I protagonisti. A cura del Team Crisis Itx
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1 3. IL CASO ITX DIARIO DI BORDO I protagonisti A cura del Team Crisis Itx Direzione delle Relazioni Esterne di Tetra Pak Homina Comunicazione Relazioni Pubbliche2 3 3. I PROTAGONISTI4 Questo Diario di Bordo è una pubblicazione ad uso interno a cura del Team Crisis Itx. I dati e le informazioni riportati in queste pagine sono materiali di documentazione sottoposti al vincolo di riservatezza e non divulgabili senza l autorizzazione del Team. Ogni commento o richiesta di approfondimento rispetto a questo strumento di crisis management sarà altresì gradito.5 Premessa 7 L Arpam 8 Le Asur di Ascoli e di San Benedetto 8 La Regione Marche 9 Il Corpo Forestale e la Procura di Ascoli Piceno 10 La Procura di Milano 11 Il Ministero della Salute 12 Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali 14 Food Standard Agency 15 La Dg Sanco della Commissione europea 16 L Efsa 17 Nestlé 17 Milupa 19 Parmalat, Granarolo, Newlat 20 Tetra Pak 21 Le Associazioni dei consumatori 23 I media 256 7 PREMESSA Nel caso Itx sono stati coinvolti numerosi soggetti, dalle Autorità istituzionali e scientifiche ai media, dalle aziende alle Associazioni di consumatori. Questo è accaduto in parte a causa delle dimensioni di grande allarme mediatico assunte dalla vicenda. Tuttavia, a determinare il moltiplicarsi di pareri è stata soprattutto l assenza di una linea di condotta univoca e nello specifico di un autorità unica per la sicurezza alimentare in Italia, che potesse dare risposte definitive sulla vicenda. In conseguenza di ciò, ogni soggetto intervenuto nel merito del caso Itx ha espresso legittime motivazioni nel momento in cui è stato chiamato in causa. È venuto quindi a mancare un giudizio autorevole e super partes in grado di inquadrare alcuni concetti fondamentali: il livello di pericolosità della sostanza, la concentrazione delle tracce di Itx registrate dalle analisi delle Arpa, il confronto con i corrispettivi parametri europei in materia di sicurezza alimentare. È toccato quindi alla Procura di Milano, con la perizia tecnico-scientifica affidata al Professor Garattini, contribuire in maniera decisiva alla conclusione del caso. 78 Il caso Itx L ARPAM Tra i compiti dell Arpam, l Agenzia regionale per l ambiente della Regione Marche, c è quello di eseguire le analisi di routine sulla genuinità dei prodotti alimentari, così come previsto dal decreto legislativo 123/93. È in quest ambito che, nel luglio 2005, i laboratori dell ente eseguono i test sul campione di latte Nidina 2 di Nestlè. Adoperando la procedura analitica che serve a rilevare la presenza di idrocarburi policiclici aromatici, il chimico Ernesto Corradetti individua invece nel prodotto tracce di Isopropylthioxantone. È la prima volta che questa sostanza viene rinvenuta in un alimento durante i controlli sanitari. Dopo che il responsabile di laboratorio ha eseguito i test di conferma, il 30 agosto l Arpam invia l esito delle analisi all Asur 13 di Ascoli Piceno (sede territoriale dell agenzia sanitaria unica regionale), alla Nestlé e all assessorato alla Sanità della Regione Marche, come previsto dalla procedura. Da luglio a novembre giungono nei laboratori dell agenzia circa 12 campioni di latte liquido, di cui 10 inviati dalle Asur zone 13 e 12 di Ascoli e San Benedetto del Tronto e due, in ottobre, dal Corpo forestale dello Stato. Ogni qual volta i test riscontreranno la presenza di Itx negli alimenti, l Arpam seguirà questo iter, attivando la procedura di allerta. La seconda allerta partirà l 8 ottobre, e avrà come oggetto il latte di proseguimento Aptamil 2 di Milupa, la terza il 17 ottobre, protagonista ancora il latte Nestlé. Nelle settimane successive arriveranno nei laboratori dell Agenzia numerosi campioni alimentare da analizzare, e gli esami accerteranno altri casi di prodotti con tracce di Itx. Durante tutto questo periodo il chimico Ernesto Corradetti, sarà più volte interpellato dalla stampa sugli esiti delle analisi, ma seppure a domanda diretta, non rilascerà opinioni sulla tossicità dell Itx, né sull opportunità o meno di fermare la distribuzione degli alimenti potenzialmente inquinati 1. LE ASUR DI ASCOLI E DI SAN BENEDETTO Nel registro degli indagati della Procura di Ascoli, che indaga sulle ragioni del ritardo con cui la magistratura è stata informata delle contaminazioni, compaiono i nomi di due dirigenti dell Asur, l Agenzia sanitaria unica regionale. Si tratta di due funzionari dell Asur 12 di San Benedetto del Tronto, e dell Asur 13 di Ascoli Piceno, i quali, ricevuti di volta in volta i risultati che attestavano le contaminazioni, hanno omesso di informare immediatamente l autorità giudiziaria, come invece prescrive il decreto legislativo 123 del Agi, 28 novembre9 I protagonisti Tra la notizia del primo latte inquinato e la prima informativa di reato, trascorrono infatti due mesi. L Asur 13 riceve i primi di settembre la documentazione che attesta la presenza di Itx nel prodotto Nidina 2, informa del fatto sia la Asl di Ancona che la Usl di Milano. Nell informativa il funzionario aggiunge anche una scheda tecnica sull argomento, nella quale alla voce natura del pericolo, inserisce l aggettivo tossicologico (ma l Istituto superiore di sanità negherà la presenza di dati tossicologici sull Itx il 4 ottobre). Ciononostante, il dirigente non ritiene necessario avvertire l autorità giudiziaria. La ragione di questa decisione, secondo quanto dichiarerà più tardi il funzionario al pubblico ministero Franco Ponticelli, sta nel fatto che l Itx non è classificato come sostanza tossica, dunque non c era un pericolo immediato per la salute pubblica, e la struttura si è mossa nel rispetto dei tempi e delle procedure 2.L Asur 13 resta dunque in attesa delle decisioni della Commissione europea, che sarebbe stata messa al corrente del problema di lì a qualche giorno, e, sempre secondo quanto sostenuto dai dirigenti, si occupa di verificare che la Nestlé ritiri i lotti identificati dai punti vendita (si tratta del primo richiamo aziendale di latte Nidina 2, avvenuto il 6 settembre). L 11 ottobre, quando all Asur 13 vengono recapitati i risultati di altre analisi sul latte Aptamil di Milupa, i funzionari seguono lo stesso iter, informando la Regione Marche e la Usl di Milano. La Regione però stabilisce di sua iniziativa di effettuare un sequestro cautelativo dei prodotti Milupa, e il Corpo forestale dello Stato avvia nuovi controlli. Ed è a questo punto che l Asur di Ascoli decide di inviare alla magistratura l informativa di reato relativa alle analisi su Nestlé. È il 2 novembre; il 12 dello stesso mese l Asur 13 trasmetterà un altra informativa relativa al latte Milupa. Analogo è il comportamento dell Asur 12 di san Benedetto del Tronto che, ricevuto il 17 ottobre l esito delle analisi su nuovi campioni di latte Nestlé dall Arpam, avvia un sequestro nella città di San Benedetto senza informare l autorità giudiziaria competente. L informativa alla Procura di Ascoli Piceno parte il 7 novembre, dopo l arrivo dei risultati su nuovi campioni di latte Nestlé prelevati il 26 ottobre. LA REGIONE MARCHE L assessorato alla Sanità della Regione Marche viene a conoscenza dell esistenza di un lotto Nestlé con tracce di Itx il 30 agosto, e ne informa a sua volta il ministero della Salute, come previsto dalla procedura. Riceve due nuove segnalazioni l 11 ottobre (relativa al latte liquido Aptamil di Milupa) e 2 Picus on line, 23 novembre10 Il caso Itx il 17 ottobre (relativo a Lattemio e Nidina 2 di Nestlè), procedendo in maniera analoga. Nel frattempo la Commissione europea (nella riunione del 19 settembre con le aziende interessate) ha stabilito che non è necessario eseguire un ritiro dei prodotti coinvolti su scala nazionale, e le analisi dell Istituto superiore di sanità, in una nota del 4 ottobre, hanno negano la presenza di dati tossicologici precisi sull Itx, escludendo per contro rischi genotossici. Il 26 ottobre la Regione avvia comunque un sequestro cautelativo dei prodotti Milupa su tutto il territorio regionale. Un iniziativa presa in totale autonomia e a prescindere da quelle che erano le decisioni degli organi nazionali e comunitari. Come spiegherà in seguito il presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca: Dopo due settimane di silenzi abbiamo agito, e il 26 ottobre abbiamo chiesto alle nostre Asur di fare sequestri cautelativi di Aptamil2 e abbiamo avvisato il ministero. Se poi l'itx non risulterà tossico pagheremo noi il conto alla Milupa 3. IL CORPO FORESTALE E LA PROCURA DI ASCOLI PICENO Quando a metà novembre scoppia l allarme Itx, gli agenti del corpo forestale di Ascoli Piceno sono su tutte le prime pagine dei giornali: sono gli autori di una serie di sequestri su scala nazionale che il pm Franco Ponticelli ha ordinato sui latti per l infanzia individuati. Dalle prime indiscrezioni, infatti, sembra che l inchiesta sia nata per caso in seguito a un controllo voluto proprio dalla Forestale, solo più tardi si scoprirà che le cose sono andate diversamente. Gli agenti entrano effettivamente sulla scena il 26 ottobre, giorno in cui la Regione Marche ordina alle Asur i primi sequestri su scala regionale. Quel giorno anche il Corpo forestale dello Stato avvia autonomamente analisi su 16 campioni di prodotti per l infanzia, e, ancora una volta di propria iniziativa, il giorno seguente effettua il sequestro di alcuni prodotti Nestlé in un supermercato di Comunanza, in provincia di Ascoli Piceno. Circa una settimana dopo, sulla base delle informative di reato giunte alla Procura di Ascoli e relative ai latti Nestlé contaminati, il pm di Ascoli Franco Ponticelli apre un fascicolo sul caso, e dispone il 9 novembre i primi cento sequestri giudiziari nella provincia di Ascoli Piceno, che riguardano cinque lotti dei prodotti Nestlé. Il compito di eseguire le ordinanze viene affidato al Corpo forestale. Trascorrono due giorni, e l 11 novembre il decreto di sequestro si estende a tutto il territorio nazionale. 3 Corriere della Sera, 24 novembre11 I protagonisti Il documento porta la firma di Franco Ponticelli, che lo emette al fine di tutelare la pubblica incolumità dagli effetti nocivi determinati dalla presenza di Itx all interno di latte destinato all alimentazione degli infanti. Il pm ascolano ha infatti aperto un inchiesta, e ha iscritto nel registro degli indagati alcuni dirigenti della multinazionale dell infanzia, per violazione della legge 283/62 sulla genuinità degli alimenti: una serie di prodotti per l infanzia a marchio Nestlé mostrano tracce di un fissante chimico per l inchiostro, l Itx, la cui presenza non è prevista. Quanto alle cause che avrebbero provocato la presenza dell Itx, Ponticelli dichiara ai giornali: Il latte confezionato come prodotto originale è integro. L attenzione è rivolta su un fissatore d inchiostro dell etichetta esterna alla confezione che attraverserebbe l involucro cartaceo 4. È la prima ipotesi, errata, sulle ragioni della migrazione. Il magistrato dispone accertamenti sui meccanismi di produzione e stampigliatura dei contenitori Tetra Pak, ma indaga anche sui ritardi nella comunicazione alla magistratura delle analisi sul latte da parte dei due responsabili delle zone Asur 13 e 12 delle Marche. Secondo il pm, infatti, compito degli organi di tutela di salute pubblica, doveva essere quello di informare l autorità giudiziaria per avviare indagini su altri alimenti, che prevedibilmente presentavano analoga migrazione. Il 22 novembre si diffonde la notizia di una maxioperazione che ha portato al sequestro di 30 milioni di litri latte Nestlé. È uno dei sequestri alimentari più importanti mai avvenuti sul territorio italiano. Sulla base della seconda informativa a carico dei latti Milupa, il 25 novembre la Procura firma il decreto di sequestro su tutto il territorio nazionale di 4 prodotti Milupa con scadenze diverse fino al giugno Vengono iscritti così nel registro degli indagati anche i dirigenti Milupa. Il 15 dicembre l inchiesta viene trasferita per competenza territoriale a Milano, dove hanno luogo le sedi di Nestlé e Milupa. Nel documento che Ponticelli trasmette al collega milanese, sottolinea che appare indispensabile verificare l eventuale tossicità e pericolosità della migrazione del prodotto da Itx, mediante consulenza tecnica tossicologica, posto che non risultano dati scientifici univoci in proposito. Ad Ascoli resta il filone relativo al presunto ritardo nell allerta alimentare. LA PROCURA DI MILANO A Milano l incarico di portare avanti l inchiesta sull Itx viene assegnato al sostituto procuratore milanese Giulio Benedetti, che richiede al farmacologo prof. Silvio Garattini dell Istituto Mario Negri di effettuare la perizia tec- 4 Il Messaggero, edizione di Pesaro, 13 novembre12 Il caso Itx nica sulla tossicità dell Itx. L esito della perizia viene inviato alla procura di Milano il 26 maggio: secondo l esperto, che ha analizzato le informazioni scientifiche esistenti e le analisi sui prodotti contaminati, la sostanza non è genotossica, e non è da considerarsi pericolosa in termini di tossicità nelle concentrazioni rilevate. Sulla base di questa valutazione, e di altre considerazioni giuridiche, Benedetti invia la richiesta di archiviazione al giudice per le indagini preliminari. Nelle motivazioni della richiesta, il procuratore si sofferma in particolare sul significato giuridico di nocività della sostanza alimentare, il perno su cui si regge l ipotesi di reato. Citando varie sentenze della Cassazione, il pm chiarisce che, perché una sostanza possa essere considerata nociva e la sua presenza possa dare luogo a un reato di pericolo per la salute pubblica, il pericolo cagionato dalla sostanza deve essere concreto e attuale. Per dimostrare l esistenza di un tale pericolo, dunque, la sostanza deve arrecare un danno effettivo, non è sufficiente la mera possibilità che questa possa provocare danni, legata a un differimento più o meno lungo dell immissione al consumo. Nel caso specifico, nota Benedetti, mancano quegli elementi obiettivi di rischio concreto. IL MINISTERO DELLA SALUTE Quando il 2 settembre 2005 la Direzione generale della sanità veterinaria e degli alimenti del ministero della Salute riceve dalla Regione Marche l informativa riguardante il primo lotto di latte Nestlé contaminato, attiva la procedura prevista in questi casi. Pochi giorni dopo, il 7 settembre, invia a Bruxelles l allerta comunitaria, che la Commissione europea accetta a titolo precauzionale. Da Roma, inoltre, parte anche la segnalazione alla Regione Lombardia (dove ha sede Nestlé Italia), a cui spetta il compito di allertare le altre regioni italiane. La procedura di allerta comunitaria sarà ripetuta nel corso dei mesi, ogni qual volta le analisi dell Arpa Marche rileveranno la presenza di Itx nei prodotti alimentari. Dopo l apertura dell inchiesta giudiziaria e i maxisequestri ordinati dalla Procura di Ascoli, il ministero finisce però nell occhio del ciclone, accusato, dalle Associazioni dei consumatori e da alcuni parlamentari dell Opposizione in Parlamento 5 di non avere provveduto direttamente al tempestivo ritiro dei pro- 5 Sulla ragione dei mancati ritiri, si registrano tra gli altri, il 24 novembre, l interpellanza urgente presentata alla commissione Affari sociale della Camera dai deputati Ds Renato Galeazzi, Grazia Labate, Marida Bolognesi, Luigi Giacco, Giuseppe Petrella, Livia Turco e Katia Zanotti; e l interrogazione orale presentata al Senato dai senatori Marina Magistrelli, Roberto Manzione ed Emanuela Baio Dossi della Margherita. 1213 I protagonisti dotti contaminati, come previsto dalla legge in caso di prodotti pericolosi per la salute umana o animale, mettendo a repentaglio la salute dei cittadini. La linea adottata dal ministro Francesco Storace e dai funzionari del ministero è quella di dimostrare che la responsabilità dei sequestri cautelativi spettava alle singole Regioni e non all autorità centrale. E che, se ritardi ci sono stati, non sono imputabili al ministero ma piuttosto a tutti gli altri attori in gioco. Il giorno del maxisequestro, dall ufficio stampa parte così un comunicato in cui si puntualizza che: il problema è stato rinvenuto grazie ai controlli del sistema sanitario, e il ministero ha attivato l allerta europea; la Commissione europea ha richiesto il parere dell Efsa solo il 14 ottobre; il sequestro dei prodotti oggetto di allerta, stando alla legge, spetta alle Regioni; secondo le regole europee spetta in ogni caso alle aziende produttrici assicurare i requisiti di sicurezza dei prodotti in questione. In tutti i comunicati successivi, le interviste e gli interventi, Storace e i dirigenti del suo dicastero non faranno altro che sostenere questi cinque punti, tralasciando di sottolineare che invece il mancato ritiro dei prodotti dal mercato nazionale è diretta conseguenza del fatto che, in sede comunitaria, la Dg Sanco ha stabilito che non era necessario prendere provvedimenti straordinari. Le dichiarazioni del ministro provocano anche una risposta piccata dell assessore alla Sanità della Regione Marche, Almerino Mezzolani, che risponde a Storace rammentandogli, tra le altre cose, che con le sue parole si appropria di un risultato (vale a dire la scoperta della migrazione) della Regione Marche 6. D altronde, il 26 ottobre, è stata la Regione Marche, e non il ministero, ad avviare i primi ritiri delle confezioni Milupa, quando si è saputo che l azienda non aveva intenzione di togliere dal commercio il suo latte. In risposta alle domande dei consumatori, il Ministero attiva un numero verde per fornire informazioni sui prodotti ritirati, dove nei soli primi due giorni arrivano circa 2000 telefonate. La polemica però s infiamma quando il 23 novembre le agenzie di stampa riportano le affermazioni di Peter Brabeck, numero uno della Nestlé, il quale rivela l esistenza di un accordo tra la sua azienda, il ministero della Salute italiano e la Commissione europea. Che, secondo le rivelazioni di Brabeck, pur essendo a conoscenza del problema da luglio, avrebbero con- 6 La Stampa, 24 novembre14 Il caso Itx sentito a Nestlé di smaltire le scorte di latte inquinato. Immediata è la reazione del titolare del dicastero, che annuncia querela nei confronti di Brabeck. L intenzione di sporgere denuncia viene confermata anche dopo le scuse immediate del dirigente, che smentisce le sue stesse dichiarazioni. Il 28 novembre un comunicato del Ministero della Salute riprende il pronunciamento provvisorio dell Efsa sulla non pericolosità dell Itx, e annuncia che i primi risultati delle analisi condotte su altri alimenti (succhi di frutta, ecc..) non mostrano la presenza di Itx. Due giorni dopo, il 30 novembre, al Ministero viene convocata ugualmente una riunione tra i responsabili sanitari delle Regioni e delle Province autonome, l Istituto Superiore di Sanità, gli istituti zooprofilattici sperimentali e il Comando carabinieri per la sanità (Nas). Viene predisposto un Piano nazionale di controllo per l Itx, che prevede una raffica di controlli su una serie di prodotti alimentari confezionati in cartoni Tetra Pak. Le tipologie degli alimenti verranno suddivise tra le diverse Arpa regionali, prelievi ed esami saranno invece effettuati dai Nas. A seguito della riunione Storace annuncia dunque nuovi controlli da parte dei Nas sulle confezioni Tetra Pak. E mentre la DG Sanco dirama una nota in cui conferma la non necessità di ritirare i prodotti, una nota stampa ministeriale rileva: Il fatto che l Unione europea non abbia ritenuto di intraprendere misure di ritiro dal mercato dei prodotti coinvolti non significa che non debbano esservi controlli. Ed è quello che il Ministero e le Regioni hanno deciso nella riunione di ieri. Nelle settimane seguenti alle Arpa italiane saranno affidati i controlli di oltre 800 campioni. Il primo dicembre il ministero della Salute bacchetta le aziende Nestlé e Tetra Pak, a seguito di una nota dell Efsa che invitava le due ditte a non spacciare per definitive le prime valutazioni scientifiche sull Itx (diffuse il 24 novembre). Il comunicato è molto duro: le aziende vengono accusate di pubblicità ingannevole. La faccenda però si chiude il 9 dicembre, con il pronunciamento definitivo dell Efsa che scagiona l Itx. Come monito per il futuro, il 24 gennaio il ministero emana una circolare relativa ai materiali e agli oggetti destinati a venire a contatto con gli alimenti. Nella circolare vengono richiamate le leggi sulla sicurezza alimentare, e in particolare vengono sottolineate le singole responsabilità tanto dei produttori di imballaggi quanto delle imprese alimentari. IL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI Il Ministero per le Politiche agricole e forestali inizia ad avere un ruolo attivo nella vicenda Itx solo il 23 novembre. Alla notizia del maxisequestro, 1415 I protagonisti seguono infatti le dichiarazioni preoccupate del titolare del ministero, Gianni Alemanno, che subito commenta: Oltre a proseguire i controlli, bisognerà cercare subito quali danni possa causare, se usato per un tempo prolungato, il composto chimico che ha contaminato il latte e intervenire con le cure appropriate 7. Alemanno rileva, subito dopo, che il problema interessa non solo l Italia ma tutta Europa, e dichiara l urgenza di un azione a livello comunitario. Piuttosto duro è l atteggiamento del ministro nei confronti delle aziende coinvolte nello scandalo. In un altra intervista definisce l episodio del latte contaminato gravissimo, chiarendo che le responsabilità non sono in alcun modo attribuibili al ministero della Salute, bensì alle imprese produttrici, che avrebbero dovuto immediatamente operare il ritiro dei prodotti 8. Le dichiarazioni del ministro ricevono il plauso delle Associazioni dei consumatori, di cui Alemanno diventa in un certo senso il punto di riferimento. Difatti il primo dicembre la sede del ministero per le Politiche agricole è il teatro del primo incontro tra Tetra Pak e i rappresentanti dei consumatori. Dopo il tentativo di mediazione tra le parti, il ministro continua a seguire la linea dell intransigenza, e il 3 dicembre dice ai giornalisti: La cosa migliore è che tutti i produttori ritirino ogni tipo di prodotto che contiene l inchiostro Itx. Dobbiamo verificare che tutte le produzioni che utilizzano questo tipo di inchiostro non abbiano problemi 9. Trascorsi appena due giorni, Alemanno però si affretta a precisare che sulla vicenda Itx non c è da avere paura, fino al 6 dicembre, quando le agenzie battono questa dichiarazione: sull Itx si rischia di creare allarme mediatico, non bisogna creare panico ma serve un accordo tra consumatori e le imprese produttrici 10. Dopotutto, per l appunto, non c è nulla da temere. FOOD STANDARD AGENCY L allerta sui prodotti contaminati da Itx, com è noto, non ha interessato solo il nostro paese. La presenza di alimenti probabilmente inquinati è stata segnalata sui mercati di diversi stati membri. Tra questi la Gran Bretagna, dove il caso ha riguardato alcuni tipi di latte liquido a marchio Nutricia e Sma. Ma il problema, nel Regno Unito, si risolve definitivamente dopo il pronunciamento provvisorio dell Efsa, che il 24 novembre chiarisce che non esiste un pericolo immediato per la salute legato all assunzione degli ali- 7 Repubblica.it, 22 novembre Apcom, 23 novembre Ansa, 3 dicembre Adnkronos, 6 dicembre16 Il caso Itx menti così inquinati. Il 26 novembre la Food standard agency britannica, l equivalente del nostro ministero della Salute, informa dei fatti l opinione pubblica, attraverso un secco comunicato stampa. La nota è rivolta ai genitori, ai quali l Fsa comunica sin dalle prime righe che nessuna azione è necessaria sui latti per l infanzia. Dopo avere riferito il parere dell Autorità alimentare europea, l Fsa aggiunge infine che sulla base della valutazione preliminare dell Efsa, resa nota a tutti gli stati membri il 24 novembre, la Food Standard Agency informa i genitori e i tutori che non ci sono motivi per modificare l alimentazione dei loro bambini. Il caso è chiuso. LA DG SANCO DELLA COMMISSIONE EUROPEA La Dg Sanco, la Direzione generale per la salute e la tutela dei consumatori in seno alla Commissione europea viene informata della prima migrazione dal ministero della Salute italiano l 8 settembre. Immediata la risposta: l Unione europea accetta l allerta a scopo precauzionale, perché non si possiedono informazioni sufficienti circa la tossicità della sostanza. Scattato dunque il rapid alert europeo, viene fissato per il 19 settembre un incontro tra Tetra Pak, Nestlé e rappresentanti della Direzione generale a Bruxelles. In questa sede, esaminati i primi dati tossicologici sulla sostanza forniti dalle aziende, e preso atto della decisione Tetra Pak a modificare la tecnica di stampa, la Commissione europea stabilisce che non è necessario disporre il ritiro dei prodotti coinvolti. La decisione è motivata dal fatto che non esistono indicazioni circa la pericolosità dell Itx e al rischio collegato alla sua assunzione nelle dosi riscontrate. Più tardi, in una intervista pubblicata sul settimanale Panorama Paola Testori Coggi, direttore per Sicurezza alimentare della Commissione europea spiegherà la decisione così: Sottolineo che se ci fosse stata un'indicazione di rischio per la salute la Commissione europea avrebbe preso immediatamente misure urgenti, come è stato fatto in altri casi recenti quali il colorante Sudan o la semicarbazide. La Commissione può intervenire se esiste un pericolo per la salute: ma in questo caso non abbiamo indicazioni di rischio per la salute. La responsabilità ricade sul produttore, che risponde ai consumatori per i requisiti del prodotto. 11 Il 14 ottobre, dopo l avvio dell allerta comunitaria sui prodotti Milupa, la Commissione europea investe del problema l Efsa, chiedendo un parere scientifico sulla tossicità dell Itx. 3 Corriere della Sera, 24 novembre17 I protagonisti Il 30 novembre si riunisce a Bruxelles il Comitato europeo per la Salute della catena alimentare, a cui prendono parte i rappresentanti degli stati membri. Preso atto della valutazione tranquillizzante, seppur preliminare dell Efsa, e del fatto che Tetra Pak ha cambiato tecnologia di stampa, i membri del comitato concordano nel confermare le decisioni prese in precedenza. L esito dell incontro è riportato in un documento ufficiale della Dg Sanco che recita: Sulla base delle conoscenze oggi disponibili, il Comitato ha concordato che non vi sia alcuna necessità di intraprendere misure a livello comunitario come il ritiro dal mercato dei prodotti coinvolti. L EFSA Investita dalla Dg Sanco della richiesta di un parere scientifico sull Itx, l Autorità europea per la sicurezza alimentare rende pubblici gli esiti di una prima valutazione il 24 novembre. La nota si limita a specificare che, sulla base di dati molto limitati, la presenza di Itx è da considerarsi indesiderabile, ma non presenta un rischio per la salute ai livelli riportati. Rimanda a un opinione definiva per il marzo L Autorità mantiene per tutto il corso della vicenda una posizione di estrema cautela, e il primo dicembre invia una lettera a Tetra Pak e Nestlé, specificando che la dichiarazione di una settimana prima è ancora provvisoria, e pregando le aziende di non dare interpretazioni forzate. Il 9 dicembre parte da Parma il comunicato ufficiale sul parere definitivo del Comitato scientifico che si occupa di additivi alimentari e materiali che vengono a contatto con il cibo (l AFC Panel). Gli esperti confermano quanto preannunciato a fine novembre: sulla base degli studi disponibili sulla genotossicità, si dichiara che l Itx non ha un potenziale genotossico. Inoltre, i livelli di Itx riscontrati negli alimenti non costituiscono un pericolo per la salute. Per quanto riguarda altri aspetti, non sono disponibili ulteriori dati. NESTLÉ Porta il marchio Nestlé il primo campione di prodotto risultato positivo all Isopropylthioxantone. La Nestlé viene informata nella presenza di Itx ai primi di settembre 2005 dall Arpa Marche, e procede con il richiamo del lotto di prodotto inquinato. La stessa azienda, due giorni dopo, dà notizia della migrazione alla Tetra Pak, ditta produttrice del materiale di confezionamento. Entrambe le aziende incontrano i rappresentanti della Dg Sanco nella riunione del 19 settembre, incontro in cui si stabilisce che non sarà necessario ritirare dal mercato i prodotti coinvolti e che Tetra Pak, nel giro di due set- 1718 Il caso Itx timane, attuerà la propria decisione di convertire la tecnologia di stampa all origine della migrazione sulle confezioni dei prodotti per bambini. Una nuova allerta su prodotti Nestlé scatta però il 17 ottobre, l azienda ne riceve segnalazione e il 21 ottobre avvia un nuovo ritiro. Il terzo richiamo da parte della multinazionale avviene quasi un mese dopo, il 17 novembre, questa volta si tratta di un ritiro di proporzioni enormi, che interessa tutte le confezioni stampate con la tecnica di stampa che utilizza l Itx. Nestlé lo annuncia alla stampa, ma il richiamo non ha l impatto comunicativo sperato: in quei giorni la Procura di Ascoli, informata dalle Asur, ha già avviato i sequestri giudiziari in tutta Italia sui lotti di latte Nestlè, la multinazionale figura come la responsabile della migrazione di milioni di litri di latte. C è in più un aggravante: Nestlé sapeva del problema già da settembre. I vertici dell azienda finiscono nel registro degli indagati della Procura di A- scoli Piceno. L azienda si difende attraverso stringati comunicati stampa, spiegando che ha sempre fatto tutto il necessario per tutelare i consumatori. D'altronde Nestlé può provare che, sin da settembre, ha sempre proceduto al richiamo non obbligatorio dei lotti di latte risultati positivi alle analisi, nonostante, per stessa ammissione delle autorità scientifiche, non esistesse alcuna evidenza che l Itx potesse nuocere alla salute pubblica. I nostri ricercatori, scrive l azienda il 22 novembre, in collaborazione con enti indipendenti, hanno immediatamente proceduto a una valutazione della sicurezza, giungendo alla conclusione che le tracce di Itx rilevate nel latte non costituivano rischio per la salute. Per la prima volta, il 18 novembre, la Nestlé chiama in causa Tetra Pak, individuandola come responsabile della vicenda. Accade nel corso della trasmissione Mi manda Raitre, durante la quale il conduttore legge un comunicato aziendale in cui sia la multinazionale svizzera, quanto Milupa, asseriscono che il problema della migrazione di Itx è causato dalla tecnica di confezionamento dei contenitori in Tetra Pak. A dimostrazione della sua attenzione verso i consumatori, Nestlé dichiara anche che gli stessi prodotti sono stati ritirati dall azienda anche in Francia, Spagna e Portogallo, attiva un numero verde gratuito, e dirama un comunicato in cui spiega come distinguere le confezioni di latte stampate con la nuova tecnologia. Ma agli occhi dell opinione pubblica la posizione dell azienda si complica quando vengono diffuse le dichiarazioni di Peter Brabeck. Il 22 novembre il presidente del colosso alimentare dichiara all agenzia Reuters che esiste una ragione ben precisa perché la sua azienda non ha provveduto al richiamo immediato di tutti i prodotti potenzialmente contaminati. Brabeck rac- 1819 I protagonisti conta di avere stretto già da luglio un accordo con la Commissione europea e il ministero della Salute italiano, che si sarebbero impegnati a non prendere provvedimenti in merito, in modo da consentire alla ditta di smaltire i prodotti inquinati. Quasi la dimostrazione che sia le aziende quanto le autorità che dovrebbero tutelare la salute pubblica, abbiano anteposto gli interessi economici di una multinazionale a quelli dei cittadini. Il giorno seguente, dopo l annuncio di querela da parte del ministro Francesco Storace, Brabeck ritratta la sue dichiarazioni, nega la presenza di un accordo, e invia una lettera al ministro porgendogli scusa senza riserve. Ma ormai la questione è già diventata un caso politico. MILUPA L atteggiamento di Milupa, entrata in scena solo in un secondo momento rispetto a Nestlé, è molto differente rispetto a quello della multinazionale svizzera. Quando il 13 ottobre parte l allerta comunitaria su un lotto di latte di proseguimento Aptamil 2 risultato contaminato da Isopropylthioxantone, l azienda decide di non richiamare i prodotti dagli scaffali: dalla sua c è il pronunciamento della Dg Sanco, il 19 settembre ha decretato la non necessità di prendere provvedimenti straordinari. Inoltre da più parti (la stessa Dg Sanco, l Istituto superiore di sanità) viene confermato che che l Itx non sembra essere dannoso. Alla Asl di Milano che per competenza si rivolge a Milupa, l'azienda risponde in data 18 ottobre che l'itx non presenta un rischio per la salute e che, avendo saputo dell'allerta per la presenza di Itx in un prodotto della concorrenza, si impegna a non usare più questa sostanza. Di questo il ministero della Salute viene informato il 21 ottobre, ma è la Regione Marche, il 26 ottobre, a operare i primi sequestri del latte Aptamil. Il 24 novembre anche i dirigenti Milupa vengono iscritti nel registro degli indagati del pm Ponticelli, che ha ricevuto dall Asur 13 di Ascoli Piceno l informativa di reato relativa ai suoi prodotti, e ventiquattro ore dopo i lotti oggetto dell inchiesta vengono ritirati dai supermercati di tutta Italia per volere del magistrato. Anche in questo caso, l azienda risponde alle accuse con una nota scritta, diramata il 24 novembre. L azienda sostiene che quel giorno stesso ha ricevuto la prima comunicazione ufficiale dal Ministero della Sanità sul tema Itx, e ribadisce tuttavia la propria fondata convinzione che non sussista alcun reale rischio per la salute dei bambini. Le prove su cui basa questa convinzione sono qui di seguito riportate: l Itx non è presente nelle liste delle sostanze pericolose compilate dalle 1920 Il caso Itx istituzioni nazionali e internazionali; sulla base di riscontri preliminari l EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) ha comunicato che l Itx non presenta rischi immediati per la salute; qualificati esperti internazionali in farmacologia e tossicologia interpellati da Milupa sono giunti alla conclusione che la eventuale presenza di tracce di Itx non costituisce ragioni di preoccupazione; l Istituto Superiore di Sanità ha oggi affermato che il rischio di effetti genotossici, in seguito ad ingestione di Itx, è assente o trascurabile. Milupa informa infine che dal mese di ottobre ha introdotto un nuovo packaging che utilizza una diversa tecnologia di stampa esente da Itx 12. PARMALAT, GRANAROLO, NEWLAT Il primo dicembre i giornali pubblicano una nuova notizia che getta nel panico i consumatori. Sembra che il Corpo forestale dello Stato, durante le operazioni di recupero ordinate dalla Procura di Ascoli, abbia intercettato in alcuni supermercati di Genova tre circolari inviate da Parmalat, Granarolo e Newlat (titolare dei marchi Giglio e Polenghi). In questi documenti i produttori chiedevano ai distributori di ritirare in via precauzionale, alcuni dei loro prodotti. Le circolari portano le date degli ultimi giorni di novembre, quando era chiaro a tutti che il problema della migrazione di Itx non interessava solo i marchi Milupa e Nestlè. Ma le aziende, per loro stessa ammissione, erano già a conoscenza del problema, perché a informarle era stata Tetra Pak, l azienda fornitrice del materiale da imballaggio. Allora perché gli alimenti interessati sono stati lasciati sugli scaffali? Una possibile risposta l ha fornita Andrea Borsari, direttore Assicurazione qualità della Granarolo in una intervista pubblicata l 8 dicembre 13. Il richiamo non è stato deciso a settembre perché l Efsa, e altri organi ufficiali avevano dichiarato che non sussisteva una situazione di emergenza, e non era necessario che le aziende interessate togliessero i propri prodotti dal commercio. La scelta di effettuare il ritiro è invece arrivata, dice il dirigente, nel momento in cui si è notato un grande disorientamento tra i consumatori e una grande confusione nell opinione pubblica. 12 Comunicato stampa Milupa, 24 novembre Il Salvagente, 8-15 dicembre Vedere altro
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 SENTENZA 
 ART. 62
 ART. 62
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 ARTICOLO 33
 ARTICOLO 33
 ART. 3
 articolo 93
 Art. 1
 articolo 7
 ARTICOLO 1
 Art. 1
 Art. 2
 art. 3
 Articolo 1