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Timestamp: 2019-10-18 09:44:27+00:00

Document:
PROPOSTA PER LA SCUOLA MATERNA ED ELEMENTARE
Pubblicato: Giovedì, 31 Dicembre 1998 18:15 | | Visite: 13679
" Ecco il compito dell'educatore ideale: partire dalla realtà psichica del bambino per migliorare l'uomo nella vita pratica, per salvarlo, per impedirgli di smarrirsi, per evitare le deviazioni e le incertezze, per prevenire gli squilibri nervosi, per infondergli coraggio morale e salda coscienza nella lotta quotidiana. Il compito dell' educatore è, quindi, immenso, perchè il progresso dell' umanità e la pace del mondo sono nelle sue mani."
(M. Montessori, da una conferenza nell' VIII Congresso Internazionale Montessori - S. Remo 22/29 agosto 1949.)
La nostra modesta ma convinta "Proposta" vuole costituire uno stimolo per docenti e dirigenti della scuola materna ed elementare a riappropriarsi del compito così ben descritto da Maria Montessori 50 anni fa, ma di una sconcertante attualità: 50 anni trascorsi inutilmente, cioè sprecati; prendiamone atto e rimbocchiamoci le maniche.
(N. Scipione)
A) CONCETTO E FUNZIONE DI "CARTA"
Ai fini della compilazione del presente documento si parte dalla definizione concettuale della "Carta dei servizi della scuola" così sintetizzata:
"Iniziativa dello Stato mirata a far conoscere a tutti i cittadini il servizio di pubblica istruzione organizzato e gestito, tramite l'apposito Ministero e relativi Uffici periferici, in collaborazione con gli Enti locali".
Cercando di interpretare, nel modo più ampio, il significato esplicito ed implicito della iniziativa statale, l'impostazione ed il contenuto della "carta" a livello di Circolo meritano un'attenzione particolare. La compilazione di una "Carta dei servizi della scuola" non può e non deve risolversi solo in un elenco, più o meno teorico e motivato, di doveri, obblighi ed impegni da parte del personale scolastico, obblighi ed impegni che peraltro sono già codificati da normative vigenti ( T.U. 297/94 - C.C.N.L. / 95 ). Se così fosse qualunque "Carta" sarebbe destinata a rimanere, appunto, solo... carta, senza alcun seguito concreto.
Si ritiene, invece, che l'iniziativa debba costituire occasione di crescita professionale per tutti gli addetti al servizio della Pubblica Istruzione, anche nel senso di stimolo alla riflessione sul ruolo e sulla funzione che ciascuno deve svolgere nel contesto di un servizio pubblico come la scuola.
Appare credibile, a tal fine, ipotizzare ed auspicare che dalla compilazione e dall'applicazione della "Carta" scaturisca l' esigenza, per il personale scolastico, di una continua e costante attività individuale di auto-aggiornamento e crescita professionale. In tal senso si auspica che anche gli Enti e le strutture esterne cointeressate traggano motivo di riflessione sul rispettivo ruolo di collaborazione assegnato dalla Legge.
B) UN SERVIZIO DI QUALITA'
Una iniziativa del genere, come quelle riferite anche agli altri Servizi pubblici (Poste, Sanità, Previdenza, Acqua, Luce, Gas, ecc.) non può non partire dal presupposto di voler fornire a tutti gli utenti dei servizi stessi una prestazione di "qualità totale", intesa nel senso di voler dare il meglio possibile a 360 gradi pur se in rapporto ad ogni specifico settore di intervento.
Va precisato e riconosciuto, però, che il "Servizio scuola" è atipico nei confronti degli altri "Servizi" in quanto, non solo coinvolge più soggetti titolari di intervento, ma anche perché opera per un obiettivo mobile (l'alunno o le scolaresche) che va continuamente rincorso e che sfugge ogni volta che si ritiene di averlo raggiunto.
La qualità di un tale servizio, dunque, può e deve essere garantita ed accresciuta dagli impegni, dalle offerte e dagli interventi istituzionali di soggetti esterni alla scuola.
C) LE "RADICI" NORMATIVE
Il documento di pubblicizzazione dell'attività svolta dalla scuola come erogatrice di uno specifico servizio è stato denominato "CARTA DEI SERVIZI DELLA SCUOLA" ( nel prosieguo indicata per brevità con la sigla C.d.S.) con apposito Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato 07 / 6 / 95.
Tale Decreto, seguito dalla Direttiva del Ministero P.I n.254 del 21-7-95, è l'ultimo dei provvedimenti normativi che precedono l ' emanazione dello Schema di riferimento proposto per la stesura dei rispettivi documenti da parte delle singole Istituzioni scolastiche; le radici "giuridiche" della C.d.S. provengono, infatti, dagli artt. 3, 33, e 34 della Costituzione, ed attraversano, assumendo man mano maggiore concretezza:
- la Legge 148/90 sulla riforma dell'ordinamento della scuola elementare;
- la Legge 241/90 sulla trasparenza;
- la Legge 104/92 sull'inserimento degli alunni con handicap;
- il D. Lega. 29/93 sulla razionalizzazione e controllo della disciplina in materia di pubblico impiego;
- il D.M.F.P. del 31-3-94, relativo al codice di comportamento dei dipendenti;
- il D.P. C. M. 27-1-94 ( Direttiva concernente i "Principi sull'erogazione dei servizi pubblici");
- Direttiva del M.P.I. n. 209 del 15-6-95 sull'azione amministrativa e la gestione del sistema dell' istruzione, e, quindi, la
- Legge 273/ 11/7/95 che prevede interventi per migliorare l'efficienza delle pubbliche amministrazioni.
Il C. C. N. L. del 4-8-95 costituisce, invece, la prima normativa redatta ed approvata col contributo diretto e determinante dei Sindacati-scuola che richiama e rinvia alla C.d.S. indicandone anche contenuti specifici connessi all'organizzazione didattica, educativa e culturale.
D) ARTICOLAZIONE INTERNA
La presente C.d.S. si articola nelle seguenti parti costitutive e coordinate.
- Premessa con 7 sottotitoli contrassegnati dalle lettere : A - B - C - D - E - F - G;
- Parte I = a) Principi fondamentali; b) Qualità della scuola /servizio;
- Parte II = a) Servizi Amministrativi; b) Reclami interni ed esterni; c) Valutazione del servizio;
- Parte III = Allegati come parti integranti e sostanziali :
a) Contratto formativo;
b) Schema ministeriale di riferimento (*);
c) Progetto Educativo di Circolo [ P.E.C.]
d) Programmazione educativa, formativa e didattica annuale (**)
e) Regolamento di Circolo.(***)
(*) Lo Schema ministeriale va "depurato" di tutte quelle parti che non riguardano la scuola materna ed elementare.
(**) La programmazione (o progettazione) annuale costituisce un documento che integrerà la C.d.S. all'inizio dell'anno scolastico, unitamente alla Progettazione didattica (o piano di lavoro) personale di ciascun docente ma concordato a livello modulare;
(***) Il Regolamento sarà adottato dal Consiglio di Circolo coordinando il testo precedente in vigore con lo schema ministeriale.
E) LE MOTIVAZIONI
La stesura del presente documento parte:
1) Dalle convinzioni:
a) che la Scuola Materna ed Elementare costituiscono un servizio pubblico che ha il compito fondamentale di soddisfare le esigenze e/o i bisogni educativi e formativi delle nuove generazioni comprese nell'arco di età che va dai tre agli undici anni, rapportando ed adeguando ad esse le finalità generali e gli obiettivi particolari indicati con i testi programmatici appositamente redatti sia per la scuola materna che elementare;
b) che la necessaria distinzione fra Materna ed Elementare è data solo dalle diverse problematiche educative e formative dei due ordini di scuola rilevabili nei rispettivi PEC;
c) che l'autonomia riconosciuta agli attuali Organi Collegiali della scuola (Interclasse, Intersezione, Collegio docenti, Consiglio di Circolo) appare sufficiente a garantire la qualità delle prestazioni possibili con le attuali strutture;
d) che la SCUOLA abbia, in ogni caso, il diritto/dovere di prendere per prima l'iniziativa di offrire il proprio servizio chiedendo alla "controparte" la "contropartita" ritenuta necessaria per assicurare un servizio di "qualità totale" mirato alla soddisfazione dei bisogni e delle esigenze educativi e formativi delle nuove generazioni; va precisato, peraltro, che, in attesa della "contropartita", la SCUOLA assicurerà, comunque, tutte le prestazioni di qualità consentite dalle condizioni e dai mezzi disponibili, sottoponendosi, per lo scopo, ad un processo di autoanalisi e referenzialità mirato non alla "certificazione", ma alla "promozione" della qualità;
e) che una C.d.S. ben articolata può e deve contribuire a chiarire, ordinare e comunicare all'esterno, anche se in modo sintetico, l'attività che la scuola intende svolgere e le condizioni che si richiedono per un migliore risultato di "qualità totale"; che la stessa, infine, debba stimolare l'analisi e la riflessione da parte di ciascun utente;
2) Dalle constatazioni
- che di fatto i due ordini di scuola già operano nel senso del precedente punto -1 - ma che la relativa attività è costretta a muoversi in un contesto:
di una autonomia anomala per la presenza di competenze diverse e non coordinabili;
di normative contrastanti, a volte sovrapposte e discriminanti;
- che la dipendenza dagli Enti locali per alcuni aspetti strutturali di base spesso condizionano in negativo le attività scolastiche;
- che la funzione docente ed i servizi amministrativi svolti dal rispettivo personale in servizio nel Circolo non hanno atteso "l'avvento" della C.d.S. per attivare da sempre una Scuola di qualità commisurata all'ambiente ed alle risorse disponibili;
3) Dalla necessità
di "offrire" un "Contratto Formativo" che preveda, nel rispetto del concetto giuridico di "contratto"
(Art. 1321 e seguenti del Codice Civile), la presenza di due o più contraenti che, liberamente o per disposizione di legge, si accordino sul reciproco rispetto di impegni assunti per un fine comune: la qualità di una scuola-servizio che non sia più solo apparato. A tale scopo vengono individuati i seguenti contraenti:
da una parte la SCUOLA, intesa come struttura organica formata da un apparato amministrativo e da quello pedagogico e didattico-educativo (personale docente e dirigente);
dall'altra il seguente gruppo di interlocutori interessati alla realizzazione di un servizio di qualità:
1 - Lo Stato, e per esso il Ministero della Pubblica Istruzione; 2 - La Sovrintendenza scolastica regionale; 3 - Le Organizzazioni sindacali; 4 - Gli Enti locali; 5 - I Genitori, in quanto titolari di un diritto - dovere costituzionale, ma anche in nome e per conto degli alunni che non sono ancora titolari di potere contrattuale, pur avendo il diritto naturale di conoscere le ragioni fondamentali della frequenza scolastica, in rapporto alle capacità di comprensione proprie dell'età.
F) VALIDITA'
Il contenuto del presente documento non ha la pretesa della esaustività; è prevista, pertanto, la possibilità della revisione parziale o totale in rapporto a nuove esigenze che dovessero sopraggiungere in qualunque momento.
G) DURATA A FINE REVISIONE
Di norma hanno valore pluriennale: - La Premessa, i Principi fondamentali, Lo Schema ministeriale, il P.E.C. ed il Regolamento di Circolo. Gli OO.CC. competenti potranno procedere alla loro revisione motivata da sopravvenute esigenze locali e/o da disposizioni di legge in contrasto. Tutto il resto è soggetto a revisione annuale, ove necessario.
Costituiscono principi fondamentali ispiratori non solo quelli desumibili e desunti dalla Costituzione repubblicana, ma anche tutte le indicazioni di legge e delle altre fonti normative secondarie già citate in premessa. A tali fonti si fa esplicito riferimento e rinvio nel senso che il rispetto dello loro prescrizioni è vincolante per tutti. Ai fini della presente C.d.S. si rimanda, invece, allo specifico paragrafo dello Schema ministeriale allegato, dal punto 1 al 6 compresi, considerandoli parte integrante e sostanziale del presente articolo.
ART. 2 - QUALITA' DELLA SCUOLA -SERVIZIO
Il personale dirigente e docente di scuola materna ed elementare del Circolo, muovendo dal punto "B" della premessa, individua e fa' propri gli standard di qualità, che lo riguardano, previsti, in modo implicito ed esplicito, nella PARTE I, dal punto 7 al 7.6, dello Schema ministeriale e ad esso fa rinvio con l'impegno ad attivare quanto di specifica e rispettiva competenza per il conseguimento: degli obiettivi indicati nel P.E.C. e di quelli assunti nel Contratto Formativo, nella Programmazione educativa e formativa, nella Progettazione didattica e nel Regolamento interno. Nell'ambito del Contratto saranno evidenziati i contributi di collaborazione delle famiglie, delle istituzioni e degli Enti chiamati a concorrere per una scuola di qualità.
ART. 3 - SERVIZI AMMINISTRATIVI E STANDARD DI QUALITA'
Il personale direttivo ed amministrativo (ATA), muovendo dal punto "B" della Premessa, individua e fa' propri gli standard di qualità che lo riguardano previsti nella PARTE II, dal punto 8 all' 8.9, dello Schema allegato e ad esso fa' esplicito rinvio con l'impegno a fare quanto di specifica e rispettiva competenza per l'attuazione del Regolamento di Circolo.
ART. 4 - RECLAMI INTERNI ED ESTERNI
Ai fini della presente C.d.S. i reclami si distinguono in due categorie:
quelli provenienti dal personale interno alla Scuola, per i quali già esiste apposita procedura di tutela giuridico-amministrativa e che resta ancora valida;
quelli provenienti da "utenti", o da chiunque altro interessato, esterni alla Scuola, per i quali si fa' esplicito rinvio allo Schema allegato, Parte IV, punto 10.1.
Il Dirigente responsabile è impegnato al rispetto di quanto indicato nel citato punto 10.1 il cui testo costituisce parte integrante e sostanziale della presente C.d.S.
Lo stesso Dirigente, in caso di reclami circostanziati, anche se anonimi, è tenuto ad interessare l'autorità giudiziaria ove l'esposto denunciasse fatti e circostanze penalmente rilevanti. Per le eventuali indagini di natura non penale può essere richiesta anche la collaborazione delle Forze dell'Ordine, ove consentito dalle vigenti norme di polizia e pubblica sicurezza.
ART. 5 - VALUTAZIONE DEL SERVIZIO
Premesso che ai fini della presente C.d.S. si intende per "valutazione" la corrispondenza o meno dell' attività scolastica ed amministrativa ai bisogni, alle attese ed alle esigenze di ogni categoria di utenti, senza che la stessa assuma la funzione, neanche implicita, di "certificazione di qualità", gli operatori interni della SCUOLA assumono l'impegno di verificare comunque l'efficacia della propria attività didattico-educativa in rapporto alle finalità generali e particolari assunti anche come obiettivi di qualità.
Tenuto conto che la valutazione esterna investe tutti gli aspetti della vita scolastica e che questa, ai fini del presente articolo, non è stata organizzata e coordinata in previsione di una tale valutazione, si rinvia alla fine del primo anno di applicazione l'attivazione di una procedura valutativa che coinvolga tutti gli utenti.
Durante il primo anno di applicazione della presente C.d.S. tutti gli OO.CC. competenti sono impegnati nella elaborazione del questionario secondo le indicazioni previste nella Parte IV, punto 10.2, dello Schema di riferimento allegato come parte integrante della presente "Carta...". Tale questionario, di norma, sarà distribuito e ritirato entro il mese di giugno di ogni anno.
Sono interessati ad esprimere i propri elementi di valutazione , oltre al personale interno alla scuola, anche ed anzitutto le "controparti" individuate nel contratto formativo; le modalità di intervento saranno oggetto di apposita regolamentazione di procedura approvata dagli OO.CC. del Circolo.
ART. 6 - PUBBLICIZZAZIONE ED INFORMAZIONE ALL' UTENZA
L'informazione pubblica circa la struttura funzionale ed amministrativa avviene secondo quanto previsto nella parte II, dai punti 8.1° al punto 8.13 della Carta allegata.
Entro otto giorni dall'approvazione definitiva della presente C.d.S. copia autenticata della stessa, completa di tutti gli allegati approvati, sarà affissa all'albo di ciascuna scuola del Circolo ed inviata a tutte le "controparti" nelle rispettive sedi ufficiali.
Con annesso avviso sarà data informazione sulla possibilità di averne copia autenticata.
ART. 7 - CONDIZIONI AMBIENTALI
I plessi scolastici del Circolo sono complessivamente nove. Le condizioni ambientali dei locali in tutti gli edifici del Circolo risultano di normale comfort nella sufficienza e nell' abitabilità; le condizioni generali, pur non rientrando nell'ambito degli standard di qualità previsti dallo schema ministeriale, potrebbero essere migliorati se i Comuni avessero maggiori risorse economiche e di personale da impegnare nella scuola.
In merito si rinvia alle richieste rivolte alle Amministrazioni locali con il Contratto formativo.
OFFERTE E PROPOSTE SCOLASTICHE ED EDUCATIVE FORMULATE AD INTEGRAZIONE E COMPLETAMENTO DELLA "CARTA "
Ai fini della C.d.S. il presente "Contratto ", che assume validità giuridica ai sensi e per gli effetti degli art. 1321 e seguenti del C.C., si qualifica come atto "unilaterale" per l'atipicità della problematica oggetto del "contratto" fra le "parti".
Sono considerate "parti", come dalla premessa generale della C. d. S., i seguenti soggetti:
Tutti gli Organi collegiali della scuola a livello di Circolo per gli aspetti di rispettiva competenza ( ex d.lgs. 297 / 94) , nella veste di proponenti, definiti, nel prosieguo, per brevità solo col termine SCUOLA;
Il Ministero della P.I.; - La Sovrintendenza scolastica regionale; gli Enti locali (Regione, Provincia, Comuni); - Tutte le Organizzazioni sindacali della scuola; - I Genitori degli alunni in nome e per conto dei figli non ancora titolari di "diritto contrattuale"; nel prosieguo tali soggetti saranno definiti , per brevità, solo col termine "controparte".
Ai sensi dell'art. 1334 del Codice Civile il " Contratto " avrà effetto dal momento in cui sarà pervenuto nella sede ufficiale delle "controparti"; per i genitori l'albo dei plessi scolastici costituisce "sede-ufficiale". Ciascuna delle parti è titolare della responsabilità di rispettiva competenza in ordine ai risultati di qualità del servizio scolastico nella misura in cui gli stessi risultati si riveleranno connessi alle eventuali inadempienze di ciascuna parte. Tali condizioni saranno evidenziate nella relazione di fine anno redatta dagli Organi Collegiali competenti. Gli impegni offerti e richiesti col presente "Contratto" non saranno, pertanto, eludibili da nessuna delle parti senza pregiudizio negativo per la qualità del Servizio scolastico. Premesso quanto sopra come parte sostanziale del "Contratto".
AL FINE di motivare l'offerta della propria attività didattica, educativa e formativa;
- I Programmi ufficiali del 1985, per la scuola elementare, e gli Orientamenti educativi del 1991, per la scuola materna, costituiscono la fonte primaria di riferimento di ogni attività scolastica; da tali documenti, pertanto, sono estrapolate finalità e obiettivi oggetto del presente "Contratto";
- La definizione concettuale e pratica di "educativo", "formativo" e "didattico" è riportata sull'apposito capitolo del P.E.C. sia di scuola materna che elementare a cui si fa espresso rinvio;
- che la descrizione dell'attività didattica sarà oggetto di apposite "Programmazioni annuali " compilate rispettivamente dai docenti di scuola materna ed elementare ad ogni inizio di anno scolastico, ed illustrate ai genitori in apposita riunione entro il mese di ottobre;
- che l'attività educativa nei due ordini di scuola è intesa nel senso di individuazione dei bisogni educativi fondamentali che ogni bambino porta con sé per propria natura, e, quindi, di stimolazione del loro sviluppo quale presupposto per potenziare le capacità innate di ordine cognitivo, affettivo e psicomotorio; tali capacità, infatti, opportunamente coordinate consentono la manifestazione e la crescita della personalità, del carattere, dell' intelligenza, della creatività, della socialità, dell' autonomia, della fantasia, della coscienza morale, della spiritualità, della religiosità e dei valori etico-morali propri di ogni persona umana; nel contesto di tali bisogni il valore famiglia occupa un posto privilegiato ai fini dell'attività pedagogico-didattica della scuola;
- che l'attività formativa è intesa nel senso di individuazione e soddisfazione delle esigenze formative indotte da fattori esterni legati alle sollecitazioni dinamiche della vita e della evoluzione culturale, con particolare riferimento a valori e convenzioni creati dall' uomo per rendere fruibile al meglio la vita di relazione; costituiscono elementi sostanziali di tale attività formativa anche la conoscenza e l' apprendimento dei contenuti disciplinari ;
- che le condizioni ambientali degli edifici scolastici del Circolo rispondono / non rispondono (*) a quanto previsto dal punto 9 , Parte III , dello Schema di Carta ministeriale .
( * ) Ogni Circolo riporterà le condizioni dei locali scolastici dei Comuni di rispettiva giurisdizione.
- che molti dei bisogni educativi sopra citati appaiono a volte sopraffatti nelle nuove generazioni da una stimolazione mirata a soddisfare desideri e/o necessità artificiali carenti di quei valori educativi a cui la nostra società si ispira nei suoi aspetti sia laici che religiosi;
- che le esigenze formative vengono anch'esse deformate dalla irrazionale ed incontrollata abbondanza di informazioni che caratterizza l'attuale vita sociale e culturale;
- che la famiglia non sempre comprende pienamente il suo nuovo ruolo educativo e non favorisce gli orientamenti ed i criteri morali, delegando, troppo spesso , il compito educativo che le è proprio ;
- l'esigenza di integrare al meglio gli alunni portatori di handicap, disagiati, svantaggiati sociali e gli appartenenti a minoranze, esercitando ogni possibile azione educativa decondizionante e preventiva, ma senza nulla togliere alle competenze di altri Enti ed Istituzioni, e soprattutto senza sostituirsi alla famiglia;
- che la scuola assolverebbe i propri compiti in modo certamente migliore di quanto già fa se le competenze esterne da cui dipende la mettessero nelle condizioni ottimali di funzionalità ed operatività;
PROPONE E COMUNICA
La seguente sintesi di offerte educative e formative prioritarie, rinviando per il dettaglio agli appositi paragrafi dei rispettivi P.E.C. (Progetto Educativo di Circolo), e dichiarando il proprio impegno ad operare nel miglior modo possibile per la loro realizzazione concreta.
1 - ATTIVITA' DIDATTICA PRIORITARIA E BASILARE
FINE GENERALE assegnato alla scuola dagli Orientamenti 91: formazione integrale della personalità perseguendo tangibili traguardi di sviluppo della identità, dell'autonomia e della competenza individuali (dagli Orientamenti del 91);
OBIETTIVI EDUCATIVI: - potenziamento di capacità ed attitudini individuali, proprie dell'età, quali condizioni propedeutiche alle attività più specifiche della scuola elementare; - superamento dell' egocentrismo e dell'egoismo; - stimolo della creatività ; - coscienza della proprie possibilità ; - stimolo alla collaborazione, all' ' iniziativa, alla decisione ed alla responsabilità personali ; promozione di un adeguato equilibrio socio-affettivo e di una positiva immagine di sé ; - valorizzazione della famiglia quale sede della prima e fondamentale attività educativa ;
OBIETTIVI FORMATIVI : - acquisizione dei primi "alfabeti" dell' espressione e della comunicazione verbale, grafica e corporea; - accettare e convivere con altri anche se diversi; - conoscere il proprio ambiente di vita; - acquisizione di sane abitudini di vita in rapporto alla salute propria e degli altri;
METODOLOGIA DIDATTICA: - utilizzazione di tre fra i bisogni fondamentali dell' infanzia : la manipolazione, il gioco e la fantasia, come strumenti basilari per l'approccio e la conoscenza concreta della realtà.
In rapporto a quanto sopra si può sintetizzare che la Scuola materna opererà non per raggiungere particolari obiettivi tecnico - strumentali e di apprendimenti nozionistici, ma per promuovere in ogni alunno, compresi i portatori di disagi psico-fisici, i tre aspetti che si ritengono fondamentali e prioritari per lo sviluppo del bambino : L'IDENTITÀ, L' AUTONOMIA E LA COMPETENZA già previsti dagli Orientamenti come fini generali.
- Per identità si intende : fiducia nelle proprie capacità...corporee ed intellettive ;
- Per autonomia si intende : la "...capacità di orientarsi e di compiere scelte autonome in contesti relazionali e normativi diversi " ( casa, scuola, ambienti esterni ecc. ) ;
- Per competenza si intende : lo sviluppo delle abilità sensoriali , percettive, corporee, motorie, linguistiche ed intellettive, ecc..
Tali mete , in sintesi , si qualificano come pre-condizioni o pre-requisiti necessari per il passaggio alla scuola elementare e l' avvio ottimale della sua attività. Appare ovvio, pertanto, che tutto il lavoro scolastico sia orientato al raggiungimento degli obiettivi educativi e formativi sopra riportati; per gli aspetti particolari si rinvia al Progetto Educativo di Circolo.
FINE ISTITUZIONALE assegnato alla scuola elementare:
Dai Programmi del 1985 : - avviare la "... formazione dell'uomo e del cittadino nel quadro dei principi della Costituzione..." essa si ispira, altresì, alle dichiarazioni... dei diritti dell' uomo e del fanciullo e opera per la comprensione e la cooperazione con gli altri popoli";
dalla Legge 148 / 90: concorrere "...alla formazione dell' uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e nel rispetto e nella valorizzazione delle diversità individuali, sociali e culturali. Essa si propone lo sviluppo della personalità del fanciullo promuovendone la prima alfabetizzazione culturale. "
Appare chiaro che quest'ultima costituisce una meta direttamente legata in continuità con i fini della scuola materna, e che prevede tappe intermedie successive lungo il percorso totale della frequenza scolastica obbligatoria;
OBIETTIVI EDUCATIVI : sono gli stessi della scuola materna opportunamente rapportati e calibrati alle capacità ed allo sviluppo propri di ciascuna età ( per il dettaglio si rimanda allo specifico paragrafo del P.E.C. elementare);
OBIETTIVI FORMATIVI: - La scuola elementare ha il compito di partecipare alla creazione, istituzionalizzazione e trasmissione del sapere e della cultura nei modi, nelle forme e nei contenuti compatibili con le capacità proprie dell'età, muovendo da quelle raggiunte nell'ultimo anno di scuola materna;
- in sintesi l'obiettivo delle attività scolastiche consiste in una prima "alfabetizzazione culturale" mediante l'insegnamento, l'apprendimento e la conoscenza degli elementi fondamentali della vita sulla Terra;
- tale azione si esplica organizzando lo studio e la conoscenza di tutte le discipline previste dai Programmi ufficiali, compreso l'insegnamento-apprendimento di almeno una lingua straniera, mediante le quali sono presentati e diffusi i codici strutturati basilari, universalmente accettati, per la conoscenza e l'utilizzazione di tutte le esperienze di vita individuale e sociale;
- in rapporto a quanto sopra LA SCUOLA di questo Circolo ritiene che obiettivi fondamentali e prioritari per la scuola elementare restino, anzitutto, la conquista e lo sviluppo della comunicazione verbale (PARLARE), e, quindi, l'apprendimento del " LEGGERE - SCRIVERE e FAR DI CONTO", nella misura e nel senso illustrato dal testo dei vigenti Programmi didattici del 1985 , dove si trovano le definizioni che seguono , quali capacità da possedere al termine della classe quinta:
Per PARLARE si intende: "...capacità di comunicare correttamente in lingua nazionale, a tutti i livelli..." (rispettando) "...l'eventuale uso del dialetto in funzione dell'identità culturale del proprio ambiente. .."; "... La prima attività linguistica dell'alunno nella scuola, decisiva per gli ulteriori sviluppi, è parlare con gli insegnanti ed i compagni. " (ciò) "...anche in funzione di una corretta esecuzione scritta. ..." .
Per saper LEGGERE si intende: "...capire il significato di testi scritti a fini diversi; ... ricercare e raccogliere informazioni da testi scritti ..." ; "...Leggere è sostanzialmente un processo di ricerca, comprensione e interpretazione del significato del testo..." ; cioè imparare l' arte di documentarsi in rapporto ai personali bisogni ed esigenze culturali e di relazione;
Per saper SCRIVERE si intende : "...comunicare a distanza con interlocutori diversi ; " " Scrivere non è copiare graficamente.....è essenzialmente traduzione sulla pagina con mezzi adeguati....di contenuti che convogliano la pluralità di esperienze dell'alunno." In sintesi "...scrivere equivale a formulare e comunicare graficamente quanto si sente e si pensa..." ;
Per saper FAR DI CONTO si intende : - la"...capacità di ordinare, quantificare e misurare fatti e fenomeni della realtà e ( il possesso delle) ...abilità necessarie per interpretarla (la realtà) criticamente e per intervenire consapevolmente su di essa. " ; - il possesso di"...strumenti indispensabili per le attività pratiche...", ma anche "...acquisizione diretta di concetti e strutture matematiche..." ; - " Leggere...scrivere ( anche in successione)...confron-tare ed ordinare i numeri naturali e decimali; - eseguire per iscritto le quattro operazioni aritmetiche con numeri naturali e decimali , ..." ; ecc.
Tutta l'attività didattica connessa a ciascuna delle altre materie, oltre alla lingua e alla matematica, sarà, quindi, finalizzata al raggiungimento degli obiettivi formativi sopra citati ritenuti strumenti/chiave indispensabili per accedere in ogni ambiente della cultura e della vita associata. Per gli aspetti particolari e metodologici si rinvia al PEC elementare.
2) TEMATICHE SPECIFICHE
Sia nella scuola materna che elementare saranno trattate, come argomenti che chiamano in causa tutte le materie e tutti i "campi di esperienze", le seguenti tematiche per ognuna delle quali i docenti, ad ogni inizio di anno scolastico, compileranno uno specifico Progetto ad integrazione di quello didattico annuale:
Continuità didattico-educativa;
L'uomo e l'ambiente;
La convivenza democratica .
Le attività connesse allo sviluppo dei singoli progetti saranno utilizzate oltre che a fini istruttivi e formativi generali, anche per ampliare, arricchire e diversificare gli apprendimenti fondamentali della lingua e della matematica.
3) ATTIVITA' DIDATTICA E DI SOSTEGNO PER ALUNNI IN DIFFICOLTA' DI APPRENDIMENTO E/O PORTATORI DI HANDICAP
In merito all'attività per alunni portatori di disadattamenti psico-fisici, la SCUOLA continua ad utilizzare, a supporto dell'azione diretta dei docenti titolari, l'intervento di personale specializzato, assegnato sulla base del numero di alunni bisognosi di sostegno.
Anche la programmazione di questa attività sarà disponibile ogni inizio di anno scolastico, dopo aver concordato il piano di lavoro con l' equipe medico-psico-pedagogica, nel contesto dell'apposito gruppo di lavoro a livello di Circolo. Il tutto nel rispetto delle indicazioni previste dalla Legge 104 / 92.
Tale piano:
ai sensi degli Orientamenti 91 per la scuola materna, Cap. 3. par. 5 (diversità ed integrazione), prevedrà che la SCUOLA offra "... ai bambini con handicap adeguate opportunità educative, realizzandone l' effettiva integrazione secondo un articolato progetto educativo e didattico..." e che nel contempo presti " ... Una attenzione del tutto particolare ...riservata alla individuazione delle stimolazioni di apprendimento-insegnamento, al potenziamento dei contesti di comunicazione e all' estensione delle opportunità relazionali."
ai sensi della Premessa ai programmi 85 per la scuola elementare, II Parte, IV paragrafo, lo stesso piano mirerà "....a promuovere il massimo di autonomia, di acquisizione di competenze e di abilità espressive e comunicative e, fin dove è possibile, il possesso di basilari strumenti linguistici e matematici." ;
4) RAPPORTO CON I GENITORI
I genitori costituiscono una "controparte" privilegiata nel senso che sono, dopo gli alunni, i più diretti fruitori del servizio scolastico. Ad essi, pertanto, prima di chiedere la collaborazione, è giusto far sapere che la Scuola, proseguendo con la metodologia attuale, organizzerà un calendario di incontri durante l'anno scolastico con l'indicazione degli argomenti da discutere e della collaborazione da richiedere.
Tale calendario sarà compilato dai Collegi dei docenti di scuola materna ed elementare illustrato ai genitori entro il mese di ottobre di ogni anno, per l'opportuno esame congiunto e l'eventuale adeguamento alle loro necessità.
5) SOLLECITAZIONI ALLA "CONTROPARTE"
Affinché le proposte educative sopra riportate possano diventare realtà, nel modo più completo possibile, si ritiene di dover rivolgere alle " controparti " le sollecitazioni che seguono, mirate ad ottenere strutture ed organizzazione scolastiche adeguate alle esigenze di un effettivo servizio di qualità.
1) Al Ministro della pubblica Istruzione
A) Promuovere una forte e concreta azione politica e di governo finalizzata:
A riconfermare per la scuola il ruolo nazionale di unico ed insostituibile servizio di istruzione, educazione e formazione delle nuove generazioni;
A rivalutare e potenziare la figura, il prestigio e l'importanza socio-politica della funzione: amministrativa, docente e dirigente svolta dal personale della scuola,
Ad istituire un coordinamento delle competenze sulla scolarizzazione ed il recupero dei disabili psico-fisici, attualmente affidati a troppi Enti ed istituzioni spesso impotenti ed in contrasto fra loro;
a rivedere gli attuali criteri sulla razionalizzazione della rete scolastica, non applicabile in modo uniforme e proficuo su tutto il territorio, e soprattutto sul numero massimo di alunni per classe unificando a 15 le attuali quote di 25 e 20;
ad affrontare, in via definitiva, il problema delle competenze sulla scuola attualmente ripartite fra lo Stato, gli Enti locali ed altre Istituzioni, con le conseguenti disfunzioni note a tutti; per la scuola materna ed elementare appare indispensabile ed urgente l' autonomia dal Comune ;
a promuovere, in maniera forte ed incisiva, la ri-proposizione ufficiale della scuola come luogo di potenziamento e diffusione a livello nazionale dei valori culturali, civili, sociali, economici, etico-morali e religiosi che hanno marchiato la storia della nostra civiltà ;
ad assicurare per la scuola una più congrua dotazione finanziaria da far gestire liberamente, ma a rendiconto, dalle singole istituzioni scolastiche, nell' ambito di una generale cornice normativa;
B) Eliminare e/o snellire gli adempimenti burocratici che non producono né facilitano la qualità del servizio, ma che sottraggono tempo prezioso alle attività del personale.
C) Correggere nella normativa comune, gli aspetti discriminanti fra i due ordini di scuola, materna ed elementare. Può essere portato ad esempio il calendario scolastico che attualmente distingue la scuola materna nel senso che la cessazione delle attività didattiche con gli alunni viene fissata per il 30 giugno anziché per la stessa data della scuola elementare. Da tale data infatti, mentre cala il numero degli alunni presenti, cessa il servizio mensa e l'attività didattica è quasi nulla, i docenti potrebbero, in alternativa, dedicarsi alla valutazione delle attività svolte ed alla preparazione di quelle per l'anno successivo.
2) Alla Sovrintendenza scolastica regionale
Acquisire, per i provvedimenti di competenza relativi al calendario scolastico, i pareri dei Dirigenti e degli Organi Collegiali di tutte le scuole della regione;
3) Alle Amministrazioni comunali del territorio
di rendere e mantenere gli attuali edifici, ed i relativi arredamenti, sempre più adeguati, funzionali e sicuri, con particolare riferimento alle misure di sicurezza e prevenzione infortuni, compresa l' elaborazione di un piano di evacuazione in caso di pericolo;
di assicurare la presenza di personale ausiliario e di assistenza per i disabili sufficiente per tutti i servizi ,compresi la mensa ed il trasporto alunni, anche ai fini della totale applicazione della legge 148 /90 sui rientri pomeridiani e la Legge 104/92 sul tempo scuola degli alunni portatori di handicap;
di concordare con la SCUOLA le previsioni di bilancio relative alle spese per la gestione di tutti i servizi scolastici;
di effettuare la manutenzione ordinaria delle strutture interne degli edifici con interventi programmati, periodici e costanti, oltre a quelli richiesti da necessità impreviste e contingenti ;
di valutare con attenzione la possibile costituzione di un consorzio fra i Comuni di un Circolo o comprensorio più ampio, finalizzato alla realizzazione di un polo scolastico sul territorio; si richiama, infatti, l'attenzione degli amministratori sul fatto che solo con un progetto razionale e polivalente si potranno realizzare gli standard di qualità previsti dalla Parte III, punto 9 , dello Schema ministeriale , a cui si fa espresso rinvio.
4) Alle organizzazioni sindacali
Di ricondurre il loro intervento all'attività istituzionale originaria e di lasciare quindi gli aspetti pedagogici, didattici organizzativi e culturali alla gestione dei docenti, senza entrare nel merito, come, invece, è stato fatto col Contratto di lavoro del 4-8-95. L' obiettivo prioritario cui devono mirare i Sindacati è, invece, quello di adeguare il trattamento economico al valore ed alla connessa immagine sociale dell' impegno e della responsabilità educativa e docente di tutto il personale scolastico.
5) Ai genitori
Di assicurare alla Scuola e dare ai docenti la piena disponibilità e collaborazione al fine di concordare, sugli obiettivi educativi e formativi, un ' azione coordinata scuola-famiglia. A tal fine saranno previste, con calendario allegato alla programmazione di Circolo, appositi incontri assembleari ed individuali per problematiche generali e personali.
PROGETTO EDUCATIVO DI CIRCOLO PER LA SCUOLA MATERNA
Il Progetto che segue assume validità pluriennale e costituisce fonte di riferimento per la elaborazione annuale della programmazione educativa e formativa che, a sua volta , deve essere completata con una Progettazione didattica annuale di ogni gruppo docente sezionale.
Ai sensi della vigente normativa le attività annuali si distinguono in quattro settori:
1) ATTIVITÀ DI INSEGNAMENTO CHE SI ESPLICA DOPO L'ELABORAZIONE DI:
- Un programma generale formativo ed educativo sintetico desunto dal testo ufficiale degli " Orientamenti...91" (vedi II parte);
- Una progettazione didattica curriculare collegiale sia di sezione che di Circolo; - Progetti particolari di attività scolastica
2) ATTIVITÀ CONNESSE ALL'INSEGNAMENTO CONCRETIZZATE MEDIANTE:
(Calendario allegato alla programmazione)
- Elaborazione curriculare dei piani di lavoro sezionale;
- Coordinamento periodico delle attività di sezione;
- Verifica e valutazione periodica dei risultati sia a livello di plesso che di Circolo;
- Rapporti con le famiglie: incontri singoli ed assembleari;
3) ATTIVITÀ CONNESSE AL FUNZIONAMENTO DELLA SCUOLA IMPEGNATE CON :
- Sedute organi collegiali;
- Aggiornamento e/o auto-aggiornamento, ai sensi e per gli effetti dell'art. 28 del C.C.N.L;
- Rapporto con genitori e sedute collegiali;
- Assistenza all'entrata ed all'uscita degli alunni.
4) ATTIVITA' AGGIUNTIVE FUNZIONALI ALL'INSEGNAMENTO (art. 43, 3°comma del C.C.N.L.) CON PARTICOLARE RIFERIMENTO A :
-Svolgimento dei compiti relativi :
a) Supporto organizzativo al Capo d' Istituto da parte del gruppo dei collaboratori eletti;
b) Assistenza tutoriale per eventuali docenti in prova con incarico a docenti designati dal Collegio;
c) Partecipazione al gruppo annuale di continuità MAT/ELEM .
d) Eventuali altre attività deliberate dal Collegio dei docenti ;
-Attività di aggiornamento, autorizzate dal Collegio, oltre le 30 ore nell'anno, senza esonero dall' insegnamento .
PROGRAMMAZIONE DI CIRCOLO E PROGETTAZIONE DIDATTICA
Ai fini del presente Progetto si parte dalla definizione delle seguenti espressioni rilevabili anche nel testo degli Orientamenti 91:
A)- Si intende per "programmazione educativa" la volontà di perseguire con una specifica attività didattica gli obiettivi che, sulla base delle indicazioni degli Orientamenti 91, si possono inquadrare nei due settori di intervento affidati alla scuola dell' obbligo: l'educativo e il formativo.
Appare scontato, in ogni caso, che tale distinzione impegna la scuola materna ad assicurare un equilibrato rapporto tra l'attività formativa e quella educativa in quanto particolarmente finalizzate ad uno sviluppo integrale del bambino senza distinzione di confine fra l'educativo ed il formativo. L'individuazione dei "contenuti" dei due settori si basa sulla seguente ulteriore distinzione :
- Per EDUCAZIONE si intende ogni attività, degli insegnanti e della scuola, finalizzata a stimolare la maturazione e lo sviluppo delle capacità e delle abilità psico-fisico-sensoriali , cioè di tutte le potenzialità naturali insite in ogni persona, seppur in modo e misura diversi, come presupposto sia per gli apprendimenti indispensabili allo sviluppo della persona ed al suo inserimento nella vita sociale, sia per la conquista dell'autonomia operativa propria delle varie età.
- Per FORMAZIONE si intende ogni attività intenzionale finalizzata alla trasmissione di convenzioni socioculturali e di valori non innati ma che, costruiti dall'uomo, accettati e condivisi dalla collettività, costituiscono un patrimonio culturale imprescindibile per vivere un corretto rapporto sociale, cominciando dalla vita familiare. A tal fine particolare attenzione merita la presentazione e l'uso della varia simbologia creata dall'uomo per meglio esprimersi e comunicare.
B)- Si intende per "programmazione didattica" l'elaborazione collegiale di un piano di lavoro affidata alla specifica competenza e responsabilità professionale delle maestre contitolari di ogni sezione
Tale elaborazione, basata anzitutto sui "contenuti" generali e specifici individuati negli ambiti dei "campi di esperienza" , sarà comunque coordinata con quella delle altre sezioni del Circolo in modo da costituire un solo progetto a cui ogni plesso farà riferimento soprattutto ai fini delle verifiche periodiche.
Nel contesto del documento programmatico sezionale troveranno opportuno posto i piani di lavoro per alunni portatori di handicap elaborati dai singoli docenti di sostegno tenendo conto delle particolari situazioni di ciascun alunno interessato.
Fine istituzionale/generale assegnato alla scuola
" ...la formazione integrale della personalità dei bambini dai 3 ai 6 anni di età -perseguita mediante- l'acquisizione di capacità e di competenze di tipo comunicativo, espressivo, logico ed operativo, -ed una- equilibrata maturazione ed organizzazione delle componenti cognitive, affettive, sociali e morali della personalità..." -a tale scopo- "...la scuola materna deve consentire ai bambini ed alle bambine ...di raggiungere avvertibili traguardi si sviluppo in ordine alla identità, all'autonomia ed alla competenza."
In rapporto a tale ampia finalità, la progettazione educativa e formativa nonché la connessa elaborazione didattica, individueranno, con apposito piano di lavoro, caratteristiche, capacità, valori, abilità, conoscenze , apprendimenti ecc. da perseguire in modo graduale nell'arco dei tre anni di scuola materna mediante specifiche attività scolastiche graduate, a loro volta, in rapporto alle capacità di apprendimento proprie di ogni età. Nel contesto di tali obiettivi saranno evidenziati nel piano annuale i "contenuti" e le attività per mezzo dei quali si ritiene di poter raggiungere il fine programmatico istituzionale.
"Contenuti/obiettivi", generali e particolari, desunti dal testo degli "Orientamenti 91 ".
- Di ordine educativo:
- Sviluppo, potenziamento ed uso di ogni abilità ed attitudine individuale che facilita e migliora la vita di relazione: linguaggi comunicativi, affettività, fantasia, immaginazione, creatività, genialità, intelligenza, sicurezza e stima di sé, fiducia nelle proprie capacità, potenzialità sensoriali, percettive e motorie, ecc.
- Superamento dell'egocentrismo e dell'egoismo (socializzazione , altruismo, fratellanza, fiducia ,amicizia, umanità, ecc.).
- Consolidamento del valore "famiglia", quale struttura originaria di vita sociale ed individuale e dei relativi valori che ne regolano la struttura interna ed i rapporti esterni;
- Difesa e/o conquista della salute personale;
- Uso corretto, cioè rispettoso, dell'ambiente naturale, nonché degli altri esseri viventi.
- Di ordine formativo:
- Conoscenza e possesso dei primi "alfabeti culturali" che consentono di esprimersi e di comunicare in modi diversi;
- Convivenza democratica : accettazione degli altri e dei diversi, tolleranza, impegno personale , cooperazione a fini comuni anche di natura umanitaria, rispetto delle regole di comportamento e delle convenzioni nella scuola, in casa , nell'ambiente;
- Esplorazione e conoscenza dell'ambiente di vita , delle sue manifestazioni e dei suoi messaggi impiegando tutte le capacità sensoriali e percettive;
- Comportamenti ed abitudini che tutelano la salute di tutti;
- Rispetto degli ambienti di vita naturale e sociale e di tutti gli altri esseri viventi;
- Consolidamento del valore "famiglia" quale struttura originaria di vita affettiva e sociale .
I "contenuti" e le indicazioni sopra riportati sono stati estrapolati dal testo programmatico '91 ed elencati senza un ordine particolare: non è stato dato, cioè, un criterio di priorità e di importanza, né , tanto meno, di distribuzione temporale nel triennio.
Tale ordine, infatti, costituisce riserva specifica della preparazione professionale dei singoli docenti e, quindi, di ogni gruppo sezionale. In fase di progettazione didattica, dunque, ogni coppia sezionale, prima, ed il gruppo collegiale, poi, in fase di coordinamento, sono impegnati a compilare una "graduatoria", dei citati contenuti programmatici, sia educativi che formativi, elaborata in modo da fissare le "tappe" dei possibili "percorsi" educativi e formativi che saranno attivati nell'arco dell'anno 95/96 e del biennio successivo.
Nel contesto di tali curricoli disciplinari, inoltre, sarà evidenziato come e perchè i relativi apprendimenti sono ritenuti funzionali agli obiettivi formativi ed educativi previsti.
Tematiche specifiche da trattare nell'anno
Nell'ambito del curricolo che sarà elaborato all' inizio di ogni anno scolastico troveranno posto le seguenti tematiche particolari:
- Continuità didattico-educativa assicurata da un coordinamento orizzontale e verticale delle attività scolastiche
- L'educazione alla salute ;
- Rapporto dell'uomo e della società con l'ambiente naturale ed artificiale: uso e conservazione ;
- La convivenza democratica: individuata e praticata in particolare nell'ambito della vita scolastica, familiare ed ambientale; particolare attenzione sarà data all'attività di "Educazione stradale".
La problematica della continuità sarà curata, per gli aspetti generali, dall'apposito gruppo di lavoro eventualmente costituito con la scuola elementare.
INDICAZIONI PER UNA FUNZIONALITÀ STRUTTURALE ED ORGANIZZATIVA GENERALE
Tutte le attività si svolgeranno tenendo conto delle seguenti condizioni funzionali:
- Organizzazione a sezioni aperte nei plessi pluri-sezionali;
- Accertamento del patrimonio di conoscenze, di abilità ed esperienze già in possesso degli alunni (prove d'ingresso);
- Programmazione didattica sezionale e collegiale;
- Utilizzazione degli Organi collegiali;
- Organizzazione strutturale e didattica ampia e flessibile che faccia della scuola un " ambiente educativo e di apprendimento" in cui ogni alunno possa trovare gli stimoli personali a progredire secondo le rispettive inclinazioni, esigenze e capacità.
- Rispetto del Regolamento di Circolo .
- Utilizzazioni delle risorse culturali del territorio, delle istituzioni ed anzitutto della interazione con la famiglia;
- Continuità educativa e didattica sia interna che in rapporto alla scuola elementare;
- Controllo periodico e sistematico degli obiettivi preventivati attraverso osservazioni sistematiche.

References: ART. 2

ART. 3

ART. 4

ART. 5

ART. 6

ART. 7
 art. 1321