Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2017/10/07/01/comunic.htm
Timestamp: 2019-07-18 05:15:18+00:00

Document:
﻿I Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - sabato 7 ottobre 2017
Sabato 7 ottobre 2017. — Presidenza del presidente Andrea MAZZIOTTI DI CELSO. — Interviene il sottosegretario di Stato agli affari regionali, Gianclaudio Bressa.
Testo unificato C. 2352 Toninelli, C. 2690 Giachetti, C. 3223 Pisicchio, C. 3385 Lauricella, C. 3986 Locatelli, C. 4068 Orfini, C. 4088 Speranza, C. 4092 Menorello, C. 4128 Lupi, C. 4142 Vargiu, C. 4166 Nicoletti, C. 4177 Parisi, C. 4182 Dellai, C. 4183 Lauricella, C. 4240 Cuperlo, C. 4262 Toninelli, C. 4265 Rigoni, C. 4272 Martella, C. 4273 Invernizzi, C. 4281 Valiante, C. 4284 Turco, C. 4287 Marco Meloni, C. 4309 La Russa, C. 4318 D'Attorre, C. 4323 Quaranta, C. 4326 Menorello, C. 4327 Brunetta, C. 4330 Lupi, C. 4331 Costantino, C. 4333 Pisicchio e C. 4363 Fragomeli.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento rinviato, da ultimo, nella seduta del 6 ottobre 2017.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, dopo avere annunciato che è in distribuzione la riformulazione dell'emendamento 4.2 Distaso, avverte che l'esame riprenderà dalle proposte riferite all'articolo 1 e che riguardano il tema del capo Pag. 4della forza politica, precedentemente accantonate. Dà quindi conto delle sostituzioni.
Emanuele FIANO (PD), relatore, invita al ritiro, altrimenti esprime parere contrario, sugli emendamenti Parisi 1.34, D'Attorre 1.46, Quaranta 1.47, Sisto 1.173, Cecconi 1.93 e Toninelli 1.78.
Il sottosegretario Gianclaudio BRESSA si rimette alla Commissione.
Massimo PARISI (SC-ALA CLP-MAIE) illustra l'emendamento 1.34, di cui è primo firmatario, volto a sopprimere sia la previsione dell'indicazione del capo della forza politica che della presentazione del programma. Sul capo della forza politica, osserva che si tratta di un residuo del cosiddetto Porcellum, dove era riferito alle coalizioni, al fine del conseguimento del premio di maggioranza. Tale previsione era stata poi ripresa nel cosiddetto Italicum con riferimento alla lista. A suo avviso, dovrebbe essere data la facoltà a ogni forza politica di organizzarsi come meglio crede senza alcun vincolo, non essendo più previsto un premio di maggioranza, né una soglia che assicuri la governabilità. Anticipa la sua contrarietà all'emendamento Toninelli 1.78, che prevede l'inammissibilità della lista nel caso di indicazione come capo della forza politica di persona incandidabile alla carica di deputato. A suo avviso, non è necessario avere i requisiti per l'elezione al Parlamento per essere scelto come capo di una forza politica e si tratta di una previsione al limite della costituzionalità. In sostanza, non possono essere posti vincoli alla libertà di scelta delle forze politiche che, ad esempio, vorrebbero portare avanti la questione della difesa dei detenuti indicando come loro capo una persona in stato di detenzione. Sottolinea come vincoli siano stati già posti dalle norme sulla rappresentanza di genere che impediscono, di fatto, la costituzione di liste programmatiche monogenere.
La Commissione respinge l'emendamento Parisi 1.34.
Alfredo D'ATTORRE (MDP) illustra l'emendamento 1.46, di cui è primo firmatario, volto a eliminare la previsione dell'indicazione del capo della forza politica. Ricorda anch'egli che si tratta di un'eredità delle precedenti leggi dichiarate illegittime dalla Corte costituzionale. È una previsione al limite della costituzionalità, tanto che in modo a suo avviso ipocrita nel testo ci si preoccupa di fare salve le prerogative del Presidente della Repubblica in materia di nomina del Presidente del Consiglio. Osserva che, nel passaggio del cosiddetto Italicum, la norma era riferita a una sola lista che poi, nel ballottaggio dichiarato incostituzionale, otteneva la maggioranza assoluta di quella che, in base alla riforma costituzionale bocciata dal referendum del 4 dicembre 2016, sarebbe stata l'unica Camera a dare la fiducia al Governo. In questo modo, si aggira in sostanza il sistema parlamentare per conseguire un modello di fatto presidenziale senza i dovuti contrappesi. Tra l'altro l'aggiramento dell'articolo 92 della Costituzione investe non solo il potere di nomina del Presidente della Repubblica ma anche quello di scioglimento delle Camere, data la confusione tra capo del Governo e leader di maggioranza. Tale impostazione è stata sperimentata storicamente solo una volta, in Israele, e in tale caso è stata subito archiviata proprio perché nei Paesi dove esiste la forma presidenziale deve essere garantita l'autonomia parlamentare mediante un'elezione distinta del capo dell'esecutivo e della forza politica di maggioranza. Anche in Gran Bretagna, Paese ad impostazione marcatamente maggioritaria, il Governo si forma in Parlamento. In questo caso siamo invece di fronte di una logica malata che ha attraversato gli ultimi decenni della storia italiana. La previsione del capo della forza politica è, poi, ancora più illogica in un modello proporzionale come quello proposto, che trascina al proprio interno i difetti delle due leggi precedenti. Nel chiedere quindi un supplemento di riflessione su tale tema, coglie l'opportunità per evidenziare l'incoerenza della posizione del MoVimento 5 Stelle che, dopo aver contribuito Pag. 5alla vittoria del no il 4 dicembre scorso, adesso provvede a dotarsi del capo della forza politica. Preannuncia quindi la ripresentazione in Assemblea della proposta emendativa, qualora respinta.
Illustra anche l'emendamento 1.47, di cui è cofirmatario, che pone la necessità per le coalizioni di presentare un programma comune. Ritiene infatti che le coalizioni previste dal testo in esame siano, al di là dell'enfasi, connotate solo da una dichiarazione burocratica di apparentamento, senza alcuna giustificazione sul piano della governabilità e, quindi, senza alcun legame programmatico e senza alcuna visione di lungo periodo per il Paese. Avverte che se qualcuno crede in questo modo di creare scorciatoie per ricostruire coalizioni sulla base della convenienza, la forza politica cui egli appartiene non è assolutamente disponibile.
Giulio MARCON (SI-SEL-POS) preannuncia il voto favorevole sugli emendamenti D'Attorre 1.46 e Quaranta 1.47, in quanto si dichiara contrario alla fasulla previsione di coalizioni e di capi delle forze politiche. Si ottiene così un sistema sbilenco in cui le coalizioni sono connotate da trasformismo, opportunismo e cinismo. Rileva che tale previsione non ha alcun senso nel sistema proposto dal testo base. Nel ribadire la contrarietà del suo gruppo al testo base, anticipa il voto contrario sul conferimento del mandato al relatore.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti D'Attorre 1.46 e Quaranta 1.47.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL), nell'illustrare l'emendamento 1.173, di cui è primo firmatario, ritiene che esso introduca un elemento di trasparenza per l'elettorato, dal momento che attribuisce ai cittadini la scelta del capo della coalizione. Non comprende le perplessità su una scelta di tale portata, anche alla luce del fatto che si tratta di una soluzione costituzionalmente compatibile che non mette in discussione le prerogative del Presidente della Repubblica e che affida la scelta del capo della forza della politica non ad una designazione ma ad una scelta da parte dei cittadini. Richiamando il ruolo positivo che il suo gruppo ha svolto finora e la collaborazione assicurata, nell'interesse dell'approvazione del testo, annuncia il ritiro dell'emendamento 1.173 riservandosi di ripresentarlo per l'esame in Assemblea, ritenendo prioritario agevolare la rapida conclusione dell’iter.
Giancarlo GIORGETTI (LNA) dichiara di condividere il contenuto dell'emendamento Sisto 1.173, testé ritirato.
Andrea CECCONI (M5S), illustrando l'emendamento 1.93 di cui è primo firmatario, ritiene che l'unico vero elemento di trasparenza sarebbe quello di indicare un unico programma e un unico capo della coalizione. Fa notare che il provvedimento in esame invece mira ad introdurre coalizioni di facciata, nell'ambito delle quali ogni schieramento politico ha un proprio capo e un proprio programma e ciò si traduce in una negazione della trasparenza attesa la prevedibile incompatibilità tra posizioni programmatiche di forze politiche non associate tra loro sulla base dei contenuti ma per calcolo.
Danilo TONINELLI (M5S), nel raccomandare l'approvazione dell'emendamento Cecconi 1.93, evidenzia che il provvedimento in esame rappresenta una vergognosa truffa per i cittadini, più grave dello stesso Porcellum per cui si può parlare di un «super Porcellum», dal momento che propone coalizioni di convenienza, nell'ambito delle quali ciascuna lista mira ad ottenere il miglior successo elettorale possibile, senza condividere alcun programma comune. Il Porcellum prevedeva almeno un candidato premier unico per la coalizione mentre qui l'unica intenzione appare quella di ingannare i cittadini.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, invita il deputato Toninelli a moderare i toni, ricordandogli inoltre che è vietato effettuare registrazioni con supporti audiovisivi.
Danilo TONINELLI (M5S), dopo aver precisato di non aver effettuato alcuna registrazione, conclude il suo intervento, chiedendo al relatore le ragioni per le quali lui e la sua maggioranza non vogliono che la coalizione sia rappresentata da un unico programma e da un unico capo da far conoscere ai cittadini.
Alfredo D'ATTORRE (MDP) ritiene che il fatto che né il relatore né il rappresentante del Governo replichino a interventi come quelli fin qui svolti, su temi di grande importanza, renda l'idea dello spirito che ha caratterizzato il dibattito del provvedimento in esame. Si sarebbe aspettato maggiori possibilità di dialogo da parte di una maggioranza che intende far leva esclusivamente sulla forza dei numeri. Preannunzia, a nome del gruppo di MDP, la presentazione di una relazione di minoranza, della quale sarà incaricata la deputata Roberta Agostini.
La Commissione respinge l'emendamento Cecconi 1.93.
Danilo TONINELLI (M5S), illustrando l'emendamento 1.78, di cui è primo firmatario, fa notare che esso non si rivolge contro nessuno, introducendo semplicemente elementari regole di legalità, normali in qualsiasi Paese democratico. Fa presente che tale proposta emendativa, infatti, prevede che non possa essere indicato quale capo della forza politica chi non sia in possesso dei requisiti di candidabilità previsti dalla legge Severino, per la quale vengono presi in considerazione gravi reati dolosi, come i reati di mafia o la corruzione. Ritiene inconcepibile schierarsi contro tale proposta emendativa, che è di legalità, solo perché nell'ambito di applicazione di tale disposizione rientrerebbe il capo di una importante forza politica che peraltro, per effetto della stessa legge Severino, non potrebbe mai aspirare al ruolo di Presidente del Consiglio, giudicando normale pretendere che chi debba condurre una coalizione di liste sia una persona moralmente specchiata.
Giulio MARCON (SI-SEL-POS) preannuncia l'intenzione del suo gruppo di designare un relatore di minoranza per la discussione in Assemblea del provvedimento.
Danilo TONINELLI (M5S) preannuncia a sua volta l'intenzione del suo gruppo di designare un relatore di minoranza per la discussione in Assemblea del provvedimento.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL), con riferimento all'emendamento Toninelli 1.78, ritiene che il gruppo del MoVimento 5 Stelle sia sull'orlo di una crisi di nervi, dal momento che sta ponendo in essere comportamenti scorretti verso le istituzioni e poco rispettosi delle altre forze politiche e produce proposte emendative di qualità via via decrescente. Nel ricordare che è stato il gruppo del M5S a determinare il fallimento del cosiddetto Tedeschellum – per cui il testo in esame è il frutto dell'iniziativa responsabile di forze politiche impegnate ad assicurare al Paese una legge elettorale approvata dal Parlamento – evidenzia che l'emendamento Toninelli 1.78, oltre a ricorrere in modo improprio a categorie penalistiche, sembra sia stato tagliato su misura al fine di colpire una personalità politica precisa. Ritiene, inoltre che gli atteggiamenti populisti siano controproducenti quando si debba costruire qualcosa e non distruggere e che non facciano onore ai presentatori di tale proposta emendativa, non comprendendo i motivi di tanto livore nutrito nei confronti delle istituzioni e delle altre forze politiche. Ritiene che tale proposta emendativa,sulla quale preannuncia il suo voto contrario, sia poco intelligente e denoti, peraltro, una scarsa conoscenza della Costituzione, in particolare dell'articolo 92.
Elena CENTEMERO (FI-PdL) ritiene che l'emendamento Toninelli 1.78 sia volto esclusivamente a colpire il capo del partito di Forza Italia. Ricorda, in proposito, che pende presso la Corte europea dei diritti umani un procedimento che ha ad oggetto Pag. 7la violazione e gli articoli 6 e 7 della Convenzione europea dei diritti umani. Ritiene che l'esito di tale procedimento avrà rilevanti ripercussioni sia in ambito internazionale che nell'ambito della politica interna, dal momento che esso riguarda l'espulsione dalla vita politica di un cittadino avvenuta con la palese violazione di fondamentali diritti.
Andrea CECCONI (M5S), replicando alle osservazioni in precedenza svolte dall'onorevole Sisto, ritiene che la forza politica attualmente ai limiti di una crisi di nervi sia proprio Forza Italia, in quanto logorata dalle gravi condanne, anche per frode fiscale, che hanno colpito il suo leader politico, a meno che i deputati di tale gruppo non si assumano la responsabilità di annunciare fin da ora al Paese che, una volta eletti, procederanno alla abrogazione delle rilevanti norme della legge Severino.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) ritiene che il collega Cecconi non meriti repliche.
Alfredo D'ATTORRE (MDP) considera inopportuno un dibattito incentrato su singole personalità, del quale peraltro non condivide i toni, ricordando ancora una volta che esso si innesta su una previsione incoerente e illogica, quella della indicazione del capo politico delle coalizioni. Preannuncia tuttavia il suo voto favorevole sull'emendamento Toninelli 1.78, dal momento che un'eventuale reiezione dello stesso determinerebbe effetti ancora più irrazionali.
La Commissione respinge l'emendamento Toninelli 1.78.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che sono in distribuzione alcune proposte di coordinamento del testo in esame e che sull'articolo aggiuntivo Distaso 3.02, accantonato nella seduta di ieri, è in via di predisposizione una riformulazione. Avverte, quindi, che si passerà ora all'esame delle restanti proposte emendative riferite all'articolo 4. Prende atto che gli emendamenti Distaso 4.1 e Menorello 4.14 sono ritirati dai presentatori.
Alfredo D'ATTORRE (MDP) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 4.6, proposta dal relatore nella seduta di ieri, volta a posticipare dal 1o gennaio al 15 aprile 2017 la data di riferimento per l'applicazione della disposizione transitoria concernente l'esonero dalla sottoscrizione delle firme necessarie per la presentazione delle liste da parte delle forze politiche costituite in gruppo parlamentare, ancorandola al momento in cui ha preso l'avvio il dibattito parlamentare sulla nuova legge elettorale, osservando altresì come in mancanza di tale intervento l'unico gruppo parlamentare che ne sarebbe rimasto escluso sarebbe stato quello di MDP.
Andrea CECCONI (M5S) non comprende quali difficoltà incontrerebbero forze politiche comunque presenti sul territorio a livello nazionale a raccogliere il numero di firme necessario alla presentazione delle liste. A suo giudizio non appare condivisibile concedere ai gruppi parlamentari una esenzione rispetto agli obblighi previsti per altre forze politiche ad esso esterne, laddove la fase della raccolta delle firme, seppure onerosa, costituisce un momento fondamentale nel radicamento delle forze politiche stesse sul territorio e nella costruzione di un rapporto diretto con l'elettorato. Ricorda al riguardo che in occasione delle elezioni politiche dello scorso 2013, il MoVimento 5 Stelle procedette, come previsto, alla raccolta delle firme necessarie alla presentazione delle liste.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL), intervenendo sull'ordine dei lavori, auspica possa essere mantenuto il rispetto dell'orario concordato per il conferimento del mandato al relatore, rammentando come peraltro la convocazione della seduta odierna abbia doverosamente tenuto conto delle esigenze personali del deputato Toninelli, colpito da un grave lutto familiare Pag. 8e a cui intende rinnovare le più sentite condoglianze.
Alfredo D'ATTORRE (MDP), in replica a quanto in precedenza espresso dal deputato Cecconi, osserva come, lungi da qualsiasi spirito polemico, non risulti al momento presentata dal MoVimento 5 Stelle alcuna proposta emendativa volta ad impegnare tutti i gruppi parlamentari alla raccolta delle firme, che avrebbe raccolto invece il suo consenso.
Massimo PARISI (SC-ALA CLP-MAIE) concorda con le valutazioni testé espresse dal deputato D'Attorre.
Il sottosegretario Gianclaudio BRESSA si rimette alla Commissione in merito alla riformulazione dell'emendamento D'Attorre 4.6.
La Commissione approva l'emendamento D'Attorre 4.6, come riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato).
Domenico MENORELLO (Misto-CIpI) ritira gli emendamenti a sua prima firma 4.15 e 4.13. Coglie l'occasione per esprimere il proprio ringraziamento al relatore nella individuazione di una soglia ragionevole in riferimento al numero minimo di sottoscrizioni necessarie ai fini della presentazione delle liste, ferma rimanendo, a suo giudizio, la necessità di adottare parità di trattamento, con riferimento alla posizione di tutti i gruppi parlamentari, in modo tale da evitare ingiustificabili disparità.
La Commissione approva l'emendamento Fabbri 4.11 (vedi allegato).
Emanuele FIANO (PD), relatore, presenta una ulteriore riformulazione dell'emendamento Distaso 4.2 (vedi allegato), che sostituisce quella proposta nella seduta di ieri.
Antonio DISTASO (Misto-DI) accoglie la nuova riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 4.2.
Il sottosegretario Gianclaudio BRESSA si rimette alla Commissione in merito all'ulteriore riformulazione dell'emendamento Distaso 4.2.
La Commissione approva l'emendamento Distaso 4.2, come ulteriormente riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato).
Massimo PARISI (SC-ALA CLP-MAIE) ritira gli emendamenti a sua firma 4.3 e 4.4.
La Commissione respinge l'emendamento Parisi 4.5.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, avverte che si procederà ora alla votazione dell'emendamento a sua prima firma 4.18 (ex 1.197), nel testo riformulato presentato dal relatore nella seduta di ieri e da egli accettato.
Il sottosegretario Gianclaudio BRESSA si rimette alla Commissione in merito alla riformulazione dell'emendamento Mazziotti di Celso 4.18 (ex 1.197).
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) ritiene che la riformulazione dell'emendamento Mazziotti di Celso 4.18 (ex 1.197), laddove include tra i soggetti abilitati all'autenticazione delle sottoscrizioni nel procedimento elettorale di avvocati abilitati al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori, rappresenti un giusto riconoscimento nei confronti della categoria testé menzionata.
La Commissione approva l'emendamento Mazziotti di Celso 4.18 (ex 1.197), come riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato).
Emanuele FIANO (PD), relatore, esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo Distaso 3.02, accantonato nella seduta di ieri, a condizione che venga riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato), facendo altresì presente che lo stesso, dovendosi più correttamente Pag. 9intendersi riferito all'articolo 4, assumerà pertanto la nuova numerazione 4.19.
Antonio DISTASO (Misto-DI) accetta la riformulazione dell'emendamento a sua prima firma 4.19 (ex 3.02).
Il sottosegretario Gianclaudio BRESSA si rimette alla Commissione sull'emendamento Distaso 4.19 (ex 3.02), nel testo riformulato.
La Commissione approva l'emendamento Distaso 4.19 (ex 3.02), come riformulato nei termini riportati in allegato (vedi allegato).
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, essendosi concluso l'esame delle proposte emendative presentate, sottopone alla Commissione le seguenti correzioni di coordinamento del testo: all'articolo 1: al comma 25, capoverso Art. 83, comma 1, lettera f), le parole: «di cui alla lettera e)» sono sostituite dalle seguenti: «di cui alla lettera d)» e le parole: «attribuito ai sensi della lettera e)» sono sostituite dalle seguenti: «attribuito ai sensi della lettera d)»; al comma 34, allegato 3, alla tabella A-bis allegata al testo unico delle leggi recanti norme per la elezione della Camera dei deputati, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:
«AVVERTENZA La scheda è divisa in due colonne verticali; su ogni colonna, il numero di righe orizzontali di contrassegni è pari a 5 se non vi sono più di 15 liste, a 6 se le liste sono da 16 a 20 e a 7 se vi sono più di 20 liste, ove necessario ampliando la scheda in larghezza con altre colonne verticali.
All'articolo 2: dopo il comma 6 è inserito il seguente: 6-bis. Alla rubrica del titolo VI del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e dell'Ufficio elettorale centrale nazionale»; al comma 7, capoverso Art. 16-bis, comma 1, lettera e), numero 2), al fine di assicurare il necessario coordinamento tra l'emendamento 1.97 del relatore, parte consequenziale, e l'emendamento Fabbri 2.60, le parole: «ovvero una lista non collegata rappresentativa» sono sostituite dalle seguenti: «nonché le liste non collegate, o collegate in coalizioni che non abbiano raggiunto la percentuale di cui al numero 1), rappresentative» e la parola «presentata» è sostituita dalle seguenti: «presentate»; al comma 14, allegato 4, alla tabella A allegata al testo unico delle leggi recanti norme per l'elezione del Senato della Repubblica, di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:
«AVVERTENZA La scheda è divisa in due colonne verticali; su ogni colonna, il numero di righe orizzontali di contrassegni è pari a 5 se non vi sono più di 15 liste, a 6 se le liste sono da 16 a 20 e a 7 se vi sono più di 20 liste, ove necessario ampliando la scheda in larghezza con altre colonne verticali. In ogni caso, i contrassegni delle liste da riprodurre sotto il nominativo del candidato nel collegio uninominale ad esse collegato devono essere contenuti in rettangoli contigui».
La Commissione approva le proposte di coordinamento del testo illustrate dal presidente.
Tancredi TURCO (Misto-AL-TIpI) preannuncia a nome della componente politica Alternativa Libera Tutti Insieme per l'Italia del gruppo Misto la presentazione di una relazione di minoranza.
Alfredo D'ATTORRE (MDP) rileva, con preoccupazione, che talune recenti voci giornalistiche sembrano alludere alla possibilità che il Governo ponga la questione di fiducia in Aula alla Camera sull'approvazione del testo in esame. A suo giudizio, Pag. 10sarebbe affatto opportuno che nella presente sede il relatore e il rappresentante del Governo si impegnassero formalmente ad escludere una tale evenienza, anche alla luce del grave strappo già consumatosi in occasione dell'esame dell’Italicum, in tal modo creando le condizioni per un prosieguo dell'iter parlamentare improntato ad un clima di maggiore serenità.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) dichiara il voto convintamente favorevole al conferimento del mandato al relatore del gruppo di Forza Italia, dal momento che pur non essendo la legge elettorale in esame la migliore possibile, tuttavia rappresenta la transazione più avanzata dal punto di vista oggettivo e nelle condizioni date, alla cui definizione il gruppo di Forza Italia ha prestato una collaborazione fattiva.
Cristian INVERNIZZI (LNA) dichiara il voto favorevole del suo gruppo al conferimento del mandato al relatore, in considerazione del fatto che l'attuale testo riflette nella sostanza il contenuto degli accordi sui quali i gruppi parlamentari hanno raggiunto una intesa. Ritiene inoltre rilevante che, al termine di un legislatura caratterizzata comunque da indubbie difficoltà, sia la Camera che il Senato possano dotare il corpo elettorale del Paese di uno strumento indispensabile ad un ordinato rinnovo del Parlamento, ciò sulla base di una legge finalmente espressione delle Camere anziché frutto della decisione di organi giurisdizionali ad esse esterni.
Danilo TONINELLI (M5S) dichiara il voto contrario del suo gruppo al conferimento del mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea, giacché la presente proposta di legge appare esclusivamente finalizzata a coalizzare le restanti forze politiche avverso il MoVimento 5 Stelle. A suo giudizio, si tratta in ultima analisi di un testo che crea i presupposti per una vera e propria frode elettorale, nella misura in cui non sarà consentito ai cittadini di comprendere esattamente chi si apprestano a votare né quale sarà il concreto esito della consultazione elettorale. Ritiene pertanto che, rispetto al testo in esame, meglio sarebbe stato non approvare alcuna legge elettorale.
Rosanna SCOPELLITI (AP-CpE-NCD) dichiara il voto favorevole del suo gruppo al conferimento del mandato al relatore, avendone condiviso lo sforzo teso a dotare il Paese di una buona legge elettorale che fosse omogenea tra i due rami del Parlamento e che potesse assicurare la rappresentatività del sistema politico e la governabilità del Paese. Sebbene il testo in esame non corrisponda pienamente alle aspettative del suo gruppo, in modo particolare per quanto concerne il tema delle preferenze, auspica tuttavia che esso possa essere oggetto di una rapida approvazione anche da parte dell'Assemblea, rammaricandosi per quelle forze politiche che non hanno inteso collaborare e segnalando peraltro l'importanza di una legge comunque adottata sulla base di un'ampia condivisione tra le forze parlamentari.
Roberto GIACHETTI (PD) dichiara il voto favorevole del suo gruppo al conferimento del mandato al relatore, osservando come, nel perseguire il miraggio della miglior legge elettorale possibile, le forze politiche presenti in Parlamento si sono acconciate, in passato, a mantenere in vigore una pessima legge elettorale. Ritiene inoltre che nella materia elettorale, in cui di recente è ripetutamente intervenuta in funzione di supplenza la Corte costituzionale, debbano pronunciarsi necessariamente le Camere, tanto più che nel caso presente si è potuta registrare, sia pure nel quadro delle condizioni oggettivamente date, la più ampia condivisione possibile. Esprime, inoltre, dubbi circa il fatto che probabilmente le forze politiche contrarie al presente provvedimento Pag. 11avrebbero comunque assunto una simile posizione a prescindere dal merito dei contenuti.
Nel ringraziare il relatore e la Commissione tutta per il proficuo lavoro svolto, che ha comunque tenuto anche conto di critiche e suggerimenti a vario titolo sollevati nel corso degli ultimi tempi, ribadisce come la presente proposta di legge, per quanto perfettibile, consente tuttavia di restituire la dovuta centralità al Parlamento.
Giovanna PETRENGA (FdI-AN) dichiara il voto contrario del suo gruppo al conferimento del mandato al relatore a riferire favorevolmente in Assemblea, dal momento che le proposte emendative presentate dal suo gruppo, volte ad apportare, in uno spirito tutt'altro che ostruzionistico, i necessari correttivi migliorativi al testo, con particolare riferimento alla questione delle preferenze e a quella relativa alle modalità di selezione democratica del capo politico delle coalizioni, sono state integralmente respinte.
Alfredo D'ATTORRE (MDP), in relazione alle considerazioni svolte nel suo precedente intervento, prende atto che né da parte del relatore né del capogruppo in Commissione del Partito Democratico né del rappresentante del Governo è giunta una formale smentita in merito alla ventilata ipotesi di un voto di fiducia sul testo in esame in Assemblea. Nell'esprimere il voto contrario del suo gruppo al conferimento del mandato al relatore a riferire favorevolmente, sulla base di argomentazioni che si riserva peraltro di approfondire nel corso del successivo esame in Assemblea, fa presente, anche in risposta a quanto sostenuto da ultimo dall'onorevole Giachetti, che il solo modo per evitare interventi suppletivi da parte della Corte costituzionale è non approvare, come invece avvenuto con il Porcellum e l’Italicum, leggi elettorali palesemente incostituzionali, rilevando come anche il testo in esame appare suscettibile di presentare profili di dubbia costituzionalità.
Massimo PARISI (SC-ALA CLP-MAIE) dichiara, a nome del gruppo a cui appartiene, il voto favorevole al conferimento del mandato al relatore, dal momento che il testo convenuto in Commissione consente di evitare che il Paese si presenti all'appuntamento elettorale sulla base di una legge risultante dalle decisioni della Corte costituzionale. Per quanto concerne i profili di presunta illegittimità costituzionale del testo medesimo, rammenta inoltre che la bocciatura da parte del corpo elettorale del referendum costituzionale dello scorso dicembre ha comportato tra l'altro l'impossibilità per la Corte costituzionale di esercitare un vaglio preventivo sui progetti di legge in materia elettorale.
Domenico MENORELLO (Misto-CIpI) preannuncia, a nome del deputato Pisicchio che sostituisce, il voto favorevole al conferimento del mandato al relatore a riferire in Assemblea sul provvedimento in esame. Pur facendo notare che il testo in esame reca alcune gravi lacune, come la presenza di liste totalmente bloccate, ritiene necessario giungere alla conclusione dell’iter, affinché sia il Parlamento e non la Corte costituzionale ad assumersi la responsabilità di consegnare al Paese una legge elettorale.
Antonio DISTASO (Misto-DI), pur ritenendo possibili alcuni miglioramenti nel testo, preannuncia il voto favorevole al conferimento del mandato al relatore a riferire in Assemblea sul provvedimento in esame, giudicando positivamente che sia stata introdotta nell'ambito del sistema elettorale una quota maggioritaria, che, a suo avviso, favorirà l'aggregazione tra le forze politiche. Quanto al tema del programma della coalizione, sarebbe stato auspicabile potere introdurre dei meccanismi incentivanti, tuttavia ritiene che a tal mancanza si potrà sopperire con l'opportuna volontà politica.
Tancredi TURCO (Misto-AL-TIpI) preannuncia, a nome della componente politica del gruppo misto a cui appartiene, il Pag. 12voto contrario al conferimento del mandato al relatore a riferire in Assemblea sul provvedimento in esame, facendo notare che il suo gruppo ha presentato poche mirate proposte emendative in materia di introduzione di preferenze, voto disgiunto e divieto di pluricandidature, che sono state ignorate per cui ci si appresta ad un Parlamento di deputati nominati.
Francesco Paolo SISTO (FI-PdL) intende rivolgere un ringraziamento all'intera Commissione e, in particolare, a tutti i componenti del suo gruppo, che hanno seguito l’iter di esame del presente provvedimento.
Emanuele FIANO (PD), relatore, ringrazia tutti i componenti della Commissione nonché gli uffici per il supporto assicurato.
Andrea MAZZIOTTI DI CELSO, presidente, pone in votazione la proposta di conferire al relatore, onorevole Fiano, il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea.
La Commissione approva la proposta di conferire al relatore, deputato Emanuele Fiano, il mandato a riferire favorevolmente all'Assemblea sul testo, come risultante a seguito dell'esame delle proposte emendative presentate. Delibera, altresì, di richiedere l'autorizzazione a riferire oralmente.

References: e contrario
 Art. 83
in fine
in fine
 Art. 16
in fine