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Pistoia / Il riesame revoca le misure cautelari agli antifascisti arrestati a ottobre
A ottobre all’irruzione da parte di ignoti alla sede di Casapound era seguita un’ondata di arresti arbitrari tra gli antifascisti. Ripubblichiamo un redazionale di SenzaSoste e il comunicato del Comitato Parenti e Amici degli Accusati
25 luglio 2010 - 12:07 Nel tardo pomeriggio di ieri è arrivata la notizia attesa ormai da 10 mesi: i 6 imputati per i Fatti di Pistoia dell’11 ottobre scorso sono liberi. Il Tribunale del Riesame ha infatti accolto il ricorso degli imputati che in questi 10 mesi hanno scontato carcere, arresti domiciliari e dimora notturna a fronte di un capo d’imputazione, devastazione e saccheggio (reato che prevede da 7 a 15 anni di reclusione), tenuto in piedi solo per giustificare una rappresaglia politica nei confronti degli imputati. Un reato quindi giudicato inesistente sia dalla Cassazione di Roma che da Tribunale del Riesame di Firenze e che getta pesanti ombre su come siano state gestite fino ad oggi le misure cautelari e le limitazioni della libertà personale degli imputati.
Due tribunali quindi hanno confermato ciò che noi diciamo da tempo, cioè che a Pistoia è stato a costruita da parte della questura e dell’accusa una rappresaglia politica verso degli imputati che si sono sempre dichiarati innocenti e che hanno subito 10 mesi di misure cautelari in modo ingiusto e artificioso. Ricordiamo che quando furono concessi gli arresti domiciliari il Pm si oppose e chiese la carcerazione di tutti, proprio appellandosi ad un reato che per due tribunali è inesistente.
Infine è doveroso un commento sul comportamento de Il Tirreno riguardo la vicenda. Nei giorni scorsi oltre 20 organizzazioni politiche e sindacali hanno inviato comunicati di sostegno agli imputati proprio alla vigilia della sentenza del Tribunale del Riesame. Un sostegno ampio e incondizionato proprio sull’ingiustizia delle misure detentive di cui ha dato notizia anche il Tg3 oltre che numerosi giornali. Per Il Tirreno invece silenzio assoluto, il solito atteggiamento di indifferenza verso quelle persone che chiedono giustizia ma che non fanno parte della loro cerchia. Basti ricordare i titoli garantisti e commoventi con interviste annesse all’ex assessore Cecio quando ricevette, per cavilli burocratici, una sentenza favorevole. Tuttavia, per rincare la dose, Il Tirreno questa mattina invece di dare notizia della sentenza di liberazione, ha confezionato un bell’articoletto di sostegno alla Procura di Pistoia con il Procuratore Generale che annuncia che prenderà in mano il processo e che difende il Pm Boccia smentito da due tribunali. Insomma, spazio e sostegno a chi viene smontato da una sentenza e indifferenza verso coloro a cui la sentenza dà ragione. Forse della sentenza del Riesame non ne sapevano niente in redazione, ma visto il tempismo con cui sono andati in soccorso alla Procura di Pistoia non viene che da pensare male. Insomma, il solito Tirreno nemico dei livornesi e amico del potere.
Con le ordinanze che rendono la Libertà a tutti gli accusati il Tribunale del Riesame di Firenze ha compiuto un passo indietro rispetto all’ipotesi di reato che la Cassazione aveva ritenuto infondata e non sostenuta dagli elementi raccolti nelle indagini. Libertà che fino a pochi mesi fa si è cercato di negare fino a presentare un appello – anch’esso respinto – contro la revoca degli arresti domiciliari.
Una vittoria netta e inequivocabile che, dopo un’estenuante battaglia tra la puntuale difesa legale e gli immotivati rimpalli tra giudici, riporta finalmente in vigore il sacro principio democratico inviolabile della presunzione di innocenza, dopo 10 lunghi mesi fatti di carcere, domiciliari, privazione delle libertà personali e impedimenti lavorativi.
Le vite di numerose persone incensurate sono state stravolte senza alcuna ragione, se non in virtù di un preoccupante accostamento tra pensiero politico e “pericolosità sociale”.
In attesa quindi della prossima udienza del 17 settembre, durante la quale saranno introdotti nuovi elementi della difesa che smonteranno definitivamente gli “indizi” di colpevolezza e che dimostreranno palesemente l’estraneità ai fatti degli imputati, ci auguriamo che la Magistratura di Pistoia sia in grado di rivalutare serenamente con una nuova impostazione e che quindi possa essere possibile esprimere soddisfazione per una decisione che rispetta la libertà personale come principio fondamentale garantito dalla Costituzione.
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