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Timestamp: 2018-09-26 08:32:44+00:00

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Codice Disciplinare Dipendenti Pubblici » Dati relativi al personale » Trasparenza Valutazione e Merito » Comune di Giardini Naxos
Comune di Giardini Naxos » Trasparenza Valutazione e Merito » Dati relativi al personale » Codice Disciplinare Dipendenti Pubblici
Aggiornato al D.Lgs. 150/2009
Pubblicazione ai sensi dell'art. 55 comma 2, D. Lgs 165/2001
Il D.Lgs. n. 150/2009 ha previsto un nuovo sistema disciplinare per i dipendenti pubblici.
Il capo V «Sanzioni disciplinari e responsabilità dei dipendenti» del suddetto decreto ha riscritto l’art. 55 del D.Lgs. 165/2001 ed ha introdotto gli art. 55-bis, 55-ter, 55-quater, 55-quinques, 55- sexies, 55-septies, 55-octies, 55-novies.
Come indicato dal testo dell’art. 55 del D.Lgs. 165/2001, le nuove disposizioni disciplinaricostituiscono norme imperative, ai sensi degli art. 1339 e 1441 del codice civile, e pertanto integrano e modificano le fattispecie disciplinari previste dai CCNL, comportando l’inapplicabilità di quelle incompatibili con quanto disposto dalle modifiche introdotte dal D.Lgs. 150/2009.
Il nuovo codice (alla luce della Circolare n. 9 del 27/11/2009 del Dipartimento della Funzione Pubblica) si applica ai procedimenti disciplinari per i quali gli organi titolari dell’azione disciplinare siano venuti a conoscenza dell’infrazione dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. 150/2009 (16 novembre 2009).
Di seguito si riporta l’attuale quadro normativo di riferimento, in particolare:
gli art. 55, 55-bis, 55-ter, 55-quater, 55-quinques, 55-sexies, 55-septies, 55-octies, 55-novies e 56 del d.lgs.165/2001 come modificati dal D.lgs. 150/2009 55.
1. Le disposizioni del presente articolo e di quelli seguenti, fino all'articolo 55-octies, costituiscono norme imperative, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile, e si applicano ai rapporti di lavoro di cui all'articolo 2, comma 2, alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2.
3. Il responsabile della struttura, se non ha qualifica dirigenziale ovvero se la sanzione da applicare è più grave di quelle di cui al comma 1, primo periodo, trasmette gli atti, entro cinque giorni dalla notizia del fatto,all'ufficio individuato ai sensi del comma 4, dandone contestuale comunicazione all'interessato.
5. Ogni comunicazione al dipendente, nell'ambito del procedimento disciplinare, è effettuata tramite posta elettronica certificata, nel caso in cui il dipendente dispone di idonea casella di posta, ovvero tramite consegna a mano. Per le comunicazioni successive alla contestazione dell'addebito, il dipendente può indicare, altresì, un numero di fax, di cui egli o il suo procuratore abbia la disponibilità. In alternativa all'uso della posta elettronica certificata o del fax ed altresì della consegna a mano, le comunicazioni sono effettuate tramite raccomandata postale con ricevuta di ritorno. Il dipendente ha diritto di accesso agli atti istruttori del procedimento. È esclusa l'applicazione di termini diversi o ulteriori rispetto a quelli stabiliti nel presente articolo.
6. Nel corso dell'istruttoria, il capo della struttura o l'ufficio per i procedimenti disciplinari possono acquisire da altre amministrazioni pubbliche informazioni o documenti rilevanti per la definizione del procedimento. La predetta attività istruttoria non determina la sospensione del procedimento, né il
differimento dei relativi termini.
4. Nei casi di cui ai commi 1, 2 e 3 il procedimento disciplinare è, rispettivamente, ripreso o riaperto entro
sessanta giorni dalla comunicazione della sentenza all'amministrazione di appartenenza del lavoratore ovvero dalla presentazione dell'istanza di riapertura ed è concluso entro centottanta giorni dalla ripresa o dalla riapertura. La ripresa o la riapertura avvengono mediante il rinnovo della contestazione dell'addebito da parte dell'autorità disciplinare competente ed il procedimento prosegue secondo quanto previsto nell'articolo 55- bis. Ai fini delle determinazioni conclusive, l'autorità procedente, nel procedimento disciplinare ripreso o riaperto, applica le disposizioni dell'articolo 653, commi 1 ed 1-bis, del codice di procedura penale.
Art. 55-sexies Responsabilità disciplinare per condotte pregiudizievoli per l'amministrazione e limitazione della responsabilità per l'esercizio dell'azione disciplinare
Art. 55-septies Controlli sulle assenze
2. In tutti i casi di assenza per malattia la certificazione medica è inviata per via telematica, direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia, all'Istituto nazionale della previdenza sociale, secondo le modalità stabilite per la trasmissione telematica dei certificati medici nel settore privato dalla normativa vigente, e in particolare dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previsto dall'articolo 50, comma 5-bis, del decreto legge 30 settembre 2003 n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003 n. 326, introdotto dall’art. 1, comma 810, della legge 27 dicembre 2006 n. 296, e dal predetto Istituto è immediatamente inoltrata, con le medesime modalità, all'amministrazione interessata.
55-octies Permanente inidoneità psicofisica
1. Nel caso di accertata permanente inidoneità psicofisica al servizio dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 2, comma 2, l'amministrazione può risolvere il rapporto di lavoro. Con regolamento da emanarsi, ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b), della L. 23 agosto 1988 n. 400, sono disciplinati, per il personale delle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, nonché degli enti pubblici non economici:
a) la procedura da adottare per la verifica dell'idoneità al servizio, anche ad iniziativa
c) gli effetti sul trattamento giuridico ed economico della sospensione di cui alla lettera b), nonché il
contenuto e gli effetti dei provvedimenti definitivi adottati dall'amministrazione in seguito all'effettuazione della visita di idoneità;
d) la possibilità, per l'amministrazione, di risolvere il rapporto di lavoro nel caso di reiterato rifiuto, da parte del dipendente, di sottoporsi alla visita di idoneità
Art, 55-novies - Identificazione del personale a contatto con il pubblico
2. Dall'obbligo di cui al comma 1 è escluso il personale individuato da ciascuna amministrazione sulla base di categorie determinate, in relazione ai compiti ad esse attribuiti, mediante uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, su proposta del Ministro competente ovvero, in relazione al personale delle amministrazioni pubbliche non statali, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano o di Conferenza Stato-città ed autonomie locali
Art. 56 - Impugnazione delle sanzioni disciplinari
1. Se i contratti collettivi nazionali non hanno istituito apposite procedure di conciliazione e arbitrato, le sanzioni disciplinari possono essere impugnate dal lavoratore davanti al collegio di conciliazione di cui all'articolo 66, con le modalità e con gli effetti di cui all'articolo 7, commi sesto e settimo della legge 20 maggio 1970 n. 300.
Art. 3 del CCNL Comparto Regioni ed Autonomie Locali 11.04.2008 per ilpersonale non dirigente - Codice disciplinare
Le disposizioni contrattuali di seguito riportate che risultano incompatibili con quanto disposto dalle modifiche apportate al D.Lgs 165/2001 (come sopra riportate) dal D.Lgs/2009 non sono più applicabili.
Art. 3 CCNL 11.04.2008 - Codice Disciplinare
2. La recidiva nelle mancanze previste ai commi 4, 5 e 6, già sanzionate nel biennio di riferimento,
comporta una sanzione di maggiore gravità tra quelle previste nell’ambito dei medesimi commi.
a) inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché
dell’orario di lavoro;
f) insufficiente rendimento, rispetto ai carichi di lavoro e, comunque, nell’assolvimento dei compiti
assegnati. L’importo delle ritenute per multa sarà introitato dal bilancio dell’ente e destinato ad attività sociali a favore dei dipendenti.
g) comportamenti minacciosi, gravemente ingiuriosi, calunniosi o diffamatori nei confronti di altri
dipendenti o degli utenti o di terzi;
Nella sospensione dal servizio prevista dal presente comma, il dipendente è privato della retribuzione fino al decimo giorno mentre, a decorrere dall’undicesimo, viene corrisposta allo stesso una indennità pari al 50% della retribuzione indicata all’art. 52, comma 2, lett. b) (retribuzione base mensile) del CCNL del 14.9.2000 nonché gli assegni del nucleo familiare ove spettanti. Il periodo di sospensione non è, in ogni caso,computabile ai fini dell’anzianità di servizio.
d) mancata ripresa del servizio nel termine prefissato dall’ente quando l’assenza arbitraria ed ingiustificata si sia protratta per un periodo superiore a quindici giorni. Qualora il dipendente
j) reiterati comportamenti ostativi all’attività ordinaria dell’ente di appartenenza e comunque tali da
comportare gravi ritardi e inadempienze nella erogazione dei servizi agli utenti.
1. per i delitti già indicati nell’ art.1, comma 1, lettere a), b) limitatamente all’art. 316 del codice
penale, c), ed e) della legge 18 gennaio 1992 n. 16; per il personale degli enti locali il riferimento è
ai delitti previsti dagli artt. 58, comma 1, lett. a), b) limitatamente all’art. 316 del codice penale,
lett. c), d) ed e), e 59, comma 1, lett. a), limitatamente ai delitti già indicati nell’art. 58, comma 1,
lett. a) e all’art. 316 del codice penale, lett. b) e c) del D.Lgs. n. 267 del 2000.
9. Le mancanze non espressamente previste nei commi da 4 a 8 sono comunque sanzionate secondo i criteri di cui al comma 1, facendosi riferimento, quanto all’individuazione dei fatti sanzionabili, agli obblighi dei lavoratori di cui all’art. 23 del CCNL del 6.7.1995 [v. Parte I], come modificato dall’art. 23 del CCNL del 22.1.2004, quanto al tipo e alla misura delle sanzioni, ai principi desumibili dai commi precedenti.
12. Per le infrazioni disciplinari, comunque, commesse nel periodo antecedente alla data di efficacia del codice disciplinare, di cui a comma 11, si applicano le sanzioni previste dall’art.25 (codice disciplinare) del
CCNL del 6.7.1995, come modificato dall’art.25 del CCNL del 22.1.2004.
13. Dalla data di sottoscrizione definitiva del presente CCNL sono disapplicate le disposizioni dell’art.25 del
CCNL del 6.7.1995 come sostituito dall’art.25 del CCNL del 22.1.2004.
Il quadro normativo di riferimento va completato come segue:
Art. 23 CCNL 6.07.1995
D.M. 28.11.2001 N. 13210
Art. 1 Commi 56, 58, 58bis, 60, 61, 62, 63, 64 e 65 della L.n. n. 662/1996
Art. 23 CCNL 6.7.1995
Art. 23 CCNL 6.7.1995 (aggiornato al CCNL del 22/01/2004); D.M. 28.11.2001 n. 13210; Art. 1 Commi 56, 58, 58bis, 60, 61, 62, 63, 64 e 65 della L. N. 662/1996
Art. 23 CCNL 6.7.1995 (AGGIORNATO AL CCNL 22/01/2004)
Art. 23 CCNL del 06.07.1995 (aggiornato al CCNL del 22.01.2004)
1. Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire la Repubblica con impegno e responsabilità e di rispettare i principi di buon andamento e imparzialità dell’attività amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e l’interesse pubblico agli interessi privati propri
ed altrui. Il dipendente adegua altresì il proprio comportamento ai principi riguardanti il rapporto di
lavoro contenuti nel codice di condotta allegato (v. Parte IV).
3. In tale specifico contesto, tenuto conto dell’esigenza di garantire la migliore qualità del servizio, il
d) nei rapporti con il cittadino, fornire tutte le informazioni cui abbia titolo, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso all’attività amministrativa previste dalla legge 7 agosto 1990 n. 241, dai regolamenti attuativi della stessa vigenti nell’amministrazione nonché attuare le disposizioni dell’amministrazione in ordine al DPR del 28 dicembre 2000 n. 445 in tema di autocertificazione;
e) rispettare l’orario di lavoro, adempiere alle formalità previste per la rilevazione delle presenze e non assentarsi dal luogo di lavoro senza l’autorizzazione del dirigente del servizio;
f) durante l’orario di lavoro, mantenere nei rapporti interpersonali e con gli utenti condotta uniformata a principi di correttezza ed astenersi da comportamenti lesivi della dignità della persona;
h) eseguire le disposizioni inerenti l’espletamento delle proprie funzioni o mansioni che gli siano impartiti dai superiori. Se ritiene che l’ordine sia palesemente illegittimo, il dipendente deve farne rimostranza a chi l’ha impartito, dichiarandone le ragioni; se l’ordine è rinnovato per iscritto ha il dovere di darvi esecuzione.
Il dipendente non deve, comunque, eseguire l’ordine quando l’atto sia vietato dalla legge penale o costituisca illecito amministrativo;
i)vigilare sul corretto espletamento dell’attività del personale sottordinato ove tale compito rientri nelleproprie responsabilità;
l) non chiedere nè accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione con la
m) osservare scrupolosamente le disposizioni che regolano l’accesso ai locali dell’Amministrazione da parte
del personale e non introdurre, salvo che non siano debitamente autorizzate, persone estranee
all’amministrazione stessa in locali non aperti al pubblico;
Allegato al CCNL 22.01.2004
(D.M. 28.11.2001 n. 13210)
1. Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire esclusivamente la Nazione con disciplina ed onore e di rispettare i princìpi di buon andamento e imparzialità dell’amministrazione.
Nell’espletamento dei propri compiti, il dipendente assicura il rispetto della legge e persegue esclusivamente l’interesse pubblico; ispira le proprie decisioni ed i propri comportamenti alla cura dell’interesse pubblico che gli è affidato.
3. Nel rispetto dell’orario di lavoro, il dipendente dedica la giusta quantità di tempo e di energie allo
svolgimento delle proprie competenze, si impegna ad adempierle nel modo più semplice ed efficiente nell’interesse dei cittadini e assume le responsabilità connesse ai propri compiti.
6. Il dipendente limita gli adempimenti a carico dei cittadini e delle imprese a quelli indispensabili e
applica ogni possibile misura di semplificazione dell’attività amministrativa, agevolando, comunque, losvolgimento, da parte dei cittadini, delle attività loro consentite, o comunque non contrarie alle norme giuridiche in vigore.
2. Salvo il diritto di esprimere valutazioni e diffondere informazioni a tutela dei diritti sindacali e dei
cittadini, il dipendente si astiene da dichiarazioni pubbliche che vadano a detrimento dell’immagine
dell’amministrazione. Il dipendente tiene informato il dirigente dell’ufficio dei propri rapporti con gli organi di stampa.
3. Il dipendente che stipula contratti a titolo privato con imprese con cui abbia concluso, nel biennio
precedente, contratti di appalto, fornitura, servizio, finanziamento ed assicurazione, per conto
dell’amministrazione, ne informa per iscritto il dirigente dell’ufficio.
4. Se nelle situazioni di cui ai commi 2 e 3 si trova il dirigente, questi informa per iscritto il dirigente
competente in materia di affari generali e personale.
1. Il dirigente ed il dipendente forniscono all’ufficio interno di controllo tutte le informazioni necessarie ad una piena valutazione dei risultati conseguiti dall’ufficio presso il quale prestano servizio. L’informazione è resa con particolare riguardo alle seguenti finalità: modalità di svolgimento dell’attività dell’ufficio; qualità dei servizi prestati; parità di trattamento tra le diverse categorie di cittadini e utenti; agevole accesso agli uffici, specie per gli utenti disabili;semplificazione e celerità delle procedure; osservanza dei termini prescritti per la conclusione delle procedure; sollecita risposta a reclami, istanze e segnalazioni.
“1. Resta ferma per tutti i dipendenti pubblici la disciplina delle incompatibilità dettata dagli
articoli 60 e seguenti del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 10 gennaio 1957, n. 3, salva la deroga prevista dall’articolo 23-bis del presente decreto, nonché, per i rapporti di lavoro a tempo parziale, dall’ articolo 6, comma 2, del decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 17 marzo 1989, n. 117 e dall’ articolo 1, commi 57 e seguenti della legge 23
dicembre 1996, n. 662. Restano ferme altresì le disposizioni di cui agli articoli 267, comma 1, 273,
274, 508 nonché 676 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, all’articolo 9, commi 1 e 2, della
legge 23 dicembre 1992, n. 498, all’articolo 4, comma 7, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, ed
ogni altra successiva modificazione ed integrazione della relativa disciplina.”
1/60. Al di fuori dei casi previsti al comma 56, al personale è fatto divieto di svolgere qualsiasi altra
attività di lavoro subordinato o autonomo tranne che la legge o altra fonte normativa ne prevedano
l’autorizzazione rilasciata dall’amministrazione di appartenenza e l’autorizzazione sia stata concessa. La richiesta di autorizzazione inoltrata dal dipendente si intende accolta ove entro trenta giorni dalla presentazione non venga adottato un motivato provvedimento di diniego
1/61 (2). La violazione del divieto di cui al comma 60, la mancata comunicazione di cui al comma 58, nonché le comunicazioni risultate non veritiere anche a seguito di accertamenti ispettivi dell’amministrazione costituiscono giusta causa di recesso per i rapporti di lavoro disciplinati dai contratti collettivi nazionali di lavoro e costituiscono causa di decadenza dall’impiego per il restante
personale, sempre ché le prestazioni per le attività di lavoro subordinato o autonomo svolte al di fuori del rapporto di impiego con l’amministrazione di appartenenza non siano rese a titolo gratuito, presso associazioni di volontariato o cooperative a carattere socio-assistenziale senza scopo di lucro. Le procedure per l’accertamento delle cause di recesso o di decadenza devono svolgersi in contraddittorio fra le parti.
(2) Si ricorda che il lavoratore che esercita attività extraistituzionale non autorizzata viene altresì
assoggettato alla previsione sanzionatoria amministrativa di cui all’art. 53, comma 7 del D.Lgs.
165/2001 che così dispone:
1/62. Per effettuare verifiche a campione sui dipendenti delle pubbliche amministrazioni, finalizzate
all’accertamento dell’osservanza delle disposizioni di cui ai commi da 56 a 65, le amministrazioni si
avvalgono dei rispettivi servizi ispettivi, che, comunque, devono essere costituiti entro il termine perentorio di trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Analoghe verifiche sono svolte dal Dipartimento della funzione pubblica che può avvalersi, d’intesa con le amministrazioni interessate, dei predetti servizi ispettivi, nonché, d’intesa con il Ministero delle finanze ed anche ai fini dell’accertamento delle violazioni tributarie, della Guardia di finanza
1/63. Le disposizioni di cui ai commi 61 e 62 entrano in vigore il 1 marzo 1997. Entro tale termine devono
cessare tutte le attività incompatibili con il divieto di cui al comma 60 e a tal fine gli atti di rinuncia all’incarico, comunque denominati, producono effetto dalla data della relativa comunicazione
1/65. I commi da 56 a 65 non trovano applicazione negli enti locali che non versino in situazioni strutturalmente deficitarie e la cui pianta organica preveda un numero di dipendenti inferiore alle cinque unità.
Affisso all'Albo Pretorio del Comune di Giardini Naxos
sito in Piazza Abate Cacciola:
dal 18.05.2010 al 31.12.2010
Pubbl. N. 333/10
Applicabile dal quindicesimo giorno successivo a quello dell’affissione.
F.to la Responsabile del Primo Settore
Dott.ssa G. Calabrese
Curriculum Vitae relativi ai Dirigenti (Segretario Generale)
Nucleo Gestione e Nucleo di Valutazione (O.I.V.)
Ruolo dei dirigenti e Autocertificazioni

References: art. 55
 art. 1339
 art. 55
 sentenza 

Art. 55

Art. 55

Art. 56

Art. 3

Art. 3
 art.1

Art. 23

Art. 1

Art. 23

Art. 23
 Art. 1

Art. 23

Art. 23
 articolo 6
 articolo 1