Source: http://firenze.sentenze.ilcaso.it/massimari/bancario/5-1/Conto+corrente+di+corrispondenza+in+genere
Timestamp: 2020-03-28 09:02:44+00:00

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Conto corrente di corrispondenza in genere
Nel caso in cui, ricevuta la raccomandata con la quale un coerede chieda il “congelamento” dei rapporti bancari in essere, ove la banca richieda all’opponente documentazione comprovante la propria effettiva qualità di erede, la banca viola il principio di buona fede se, nel tempo necessario a produrre la documentazione, consenta al cointestatario superstite di compiere operazioni di giroconto dei titoli depositati ed è tenuta a risarcire l’erede opponente che abbia subito un danno a causa della distrazione dei titoli. (Roberto Bartolini) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 25 Febbraio 2020. Segue...
Nel caso del conto corrente bancario, in ipotesi di esercizio dello ius variandi da parte della banca, non si può verificare il fenomeno del contrasto a posteriori di una clausola già pattuita con la sopravvenuta individuazione legale dei tassi usurari, bensì la variazione, da parte della banca medesima, del saggio precedente degli interessi: sicché il nuovo valore di questi ultimi ben può eccedere il tasso-soglia vigente al momento della variazione stessa (usura originaria). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 02 Ottobre 2019. Segue...
3) se osti all’art. 102, paragr. 1, TUEF (già art. 86 Trattato, poi art. 82, paragr. 1, TCE), come interpretato dalla Corte di Giustizia, un complesso normativo quale quello costituito dall’art. 2, commi 18-20, della l. n. 662 del 1996, dall’art. 3, comma 1, del d.P.R. n. 144 del 2001 e dall’art. 10, comma 3, del d.lgs. n. 504 del 1992, dovendo necessariamente assoggettarsi il Concessionario (Agente) al pagamento della “commissione”, così come unilateralmente determinata e/o variata da Poste Italiane s.p.a., non potendo altrimenti recedere dal contratto di conto corrente postale, se non incorrendo nella violazione dell’obbligo prescritto dal citato art. 10, comma 3, e nel conseguente inadempimento all’obbligazione di riscossione dell’ICI assunta nei confronti dell’ente locale impositore. (massima ufficiale) Cassazione penale, 23 Maggio 2019, n. 14080. Segue...
Contratto di conto corrente – Richiesta ex art. 119 e mancate consegna e produzione in giudizio – Non sussiste inadempimento dell’onere della prova a carico del cliente – Nullità di tutte le condizioni economiche non giustificate da valida pattuizione
In caso di mancanza di contratto di fideiussione, il garante è legittimato a proporre le eccezioni in ordine al rapporto garantito non potendosi ritenersi provata la circostanza dedotta dalla banca per la quale il fideiussore abbia sottoscritto una garanzia "a prima richiesta". (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 13 Febbraio 2019. Segue...
Cessione crediti – Società di cartolarizzazione – Escussione dei crediti ceduti – Responsabilità patrimoniale
Nel contratto di conto corrente l’approvazione anche tacita dell’estratto conto ai sensi dell’art. 1832 comma 1 c.c., non impedisce di sollevare contestazioni ed eccezioni che siano fondate su ragioni sostanziali attinenti alla legittimità, in relazione al titolo giuridico, dell’inclusione o dell’eliminazione di partite del conto. (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 20 Novembre 2018, n. 30000. Segue...
Il correntista che denuncia la natura usuraria del tasso d’interesse ha il preciso onere di allegare e provare, in termini analitici e specifici, modi, tempi e misura del superamento del tasso soglia ex L. n. 108/96. A nulla rilevano, all’uopo, formule e criteri di calcolo diversi da quelli indicati nelle Istruzioni della Banca d’Italia per la rilevazione del t.e.g.m. ai sensi della legge sull’usura: invero, essendo sprovvisti di qualsiasi giustificazione sul piano tecnico, logico e normativo, risultano inattendibili e del tutto impraticabili. (Dante Abbondanza) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 27 Marzo 2018. Segue...
Domanda di ripetizione degli interessi creditori non liquidati
Contratto di conto corrente – Ripetizione di somme – Produzione del contratto e degli estratti conto completi – Onere del correntista – Ordine di esibizione del contratto – Esclusione – Ordine di esibizione degli estratti conto – Limitazione all’ultimo decennio
In ragione dello scopo della norma, poiché l’art. 38 non incide sulla validità del contratto, un’eventuale sua violazione determinata dalla concessione di un mutuo superiore alla soglia determinata dalla Banca d’Italia (nello specifico, all’80% del valore dell’immobile) non si ripercuote sulla validità del mutuo né, tanto meno, comporta il venir meno o la riduzione del privilegio. (Giuseppe Cudoni) (riproduzione riservata) Tribunale Nuoro, 17 Maggio 2016. Segue...
Art. 38 T.U.B., 2° comma del D.Lgvo 385/1993 – Funzione della norma – Violazione – Effetti sull’efficacia del contratto di mutuo e sui privilegi
Nullità clausole contrattuali - Azione del garante ex art. 1945 c.c.
Anatocismo – Mero accertamento del saldo di c/c – Specifica richiesta di annotazione in conto – Condanna ad annotare il nuovo saldo
La domanda di accertamento del saldo rielaborato epurando le poste illegittime contabilizzate, previa esplicita richiesta di annotazione in conto, comporta la condanna dell’istituto di credito ad eseguire la relativa annotazione. (Costanzo Di Pietro) (Simonetta Verlingieri) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 10 Febbraio 2016. Segue...
Conto corrente bancario - Castelletto di sconto - Prescrizione dell'azione di ripetizione di addebiti nulli - Decorrenza dalla data dell'incasso o dell'addebito in conto corrente
Se la banca concede una linea di credito per anticipazione su fatture, fissando il c.d. castelletto di sconto, il termine di prescrizione per l’azione di ripetizione di addebiti nulli decorre dalla data del pagamento, ossia dell’incasso o dell’addebito in conto corrente, poichè il montante del fido non rappresenta la somma di cui il cliente ha facoltà di disporre fino a revoca (o a termine), ma semplicemente il limite entro cui la banca si impegna a scontare gli effetti e le ricevute bancarie che il cliente le presenterà. (Ernestina De Medio) (riproduzione riservata) Tribunale Ortona, 19 Gennaio 2016. Segue...
Castelletto di sconto - Assimilazione all'apertura di credito - Esclusione
Non essendovi creazione di disponibilità, il castelletto di sconto non può essere assimilato all’apertura di credito, tanto è vero che, in tema di azione revocatoria, la giurisprudenza ha qualificato atti solutori «i versamenti effettuati dal fallito sul conto corrente bancario nella parte eccedente l’apertura di credito, in quanto il castelletto, pur regolato nel medesimo conto, non rappresenta, in difetto di specifici elementi contrari, una forma di utilizzazione dell’apertura di credito stessa» (cfr. Cass. 11 settembre 1993, n. 9479, Tribunale Torino 18 novembre 2014). (Ernestina De Medio) (riproduzione riservata) Tribunale Ortona, 19 Gennaio 2016. Segue...
Procedimento civile - Onere della prova - Prova di un fatto negativo - Inversione dell'onere della prova - Esclusione - Distinzione tra rimesse solutorie e ripristinatorie - Onere della prova
Solo nell’ipotesi in cui la banca confermi l’esistenza di affidamenti, avrà l’onere di indicare specificamente le rimesse ritenute solutorie, distinguendole da quelle ripristinatorie, mentre in assenza di affidamenti, tutte le rimesse effettuate nei periodi di effettivo scoperto di conto corrente sono da intendersi solutorie, senza necessità di ulteriore specificazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ortona, 19 Gennaio 2016. Segue...
Operazioni di giroconto tra due rapporti di conto corrente – Annotazioni contabili – Esclusione del collegamento negoziale – Ratifica tacita dell'operazione – Eccezione in senso lato
Tra il contratto di mutuo stipulato per ripianare il saldo debitore di un conto corrente e il contratto di conto corrente medesimo vi è un «collegamento negoziale» che li rende interdipendenti. Laddove il saldo debitore del conto corrente derivi dall’applicazione di clausole nulle o da addebiti illegittimi, pertanto, tali vizi vengono a ripercuotersi anche sul contratto di mutuo. Ne deriva che, essendo il mutuo finalizzato a ripianare un passivo in realtà inesistente ed apparente (risultante dall’illegittima applicazione di clausole contrattuali nulle ovvero di oneri non pattuiti), lo stesso è nullo per mancanza di causa concreta: nulla deve essere restituito, in forza di detto contratto, dal correntista alla Banca (che, anzi, è tenuta a restituire al correntista/mutuatario le rate di mutuo versate). In effetti, in tale ipotesi l’accredito della somma mutuata sul conto corrente costituisce una mera operazione contabile, finalizzata ad «abbattere» lo scoperto poi rivelatosi insussistente. Ciò posto, neppure possono ritenersi valide né efficaci le fideiussioni poste a garanzia del contratto di mutuo. Ne deriva, altresì, l’illegittimità della segnalazione della posizione del debitore alla Centrale rischi (con ogni conseguenza in punto di risarcimento del danno). (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Appello Torino, 15 Giugno 2015. Segue...
Conto corrente bancario - Procedimento di ingiunzione - Giudizio di opposizione - Produzione di perizia econometrica - Gravi motivi ex art. 649 c.p.c. che giustificano la sospensione della provvisoria esecutorietà dell’ingiunzione concessa ex art. 642 c.p.c..
Contratti bancari – Affidamento in conto corrente e limite del fido – Prova indiretta
Conto corrente bancario - Ripetizione dell’indebito - Onere della prova - Natura solutoria o ripristinatoria delle rimesse
In assenza di prova contraria da parte del correntista attore, le rimesse intercorse in costanza di rapporto si presumono tutte ripristinatorie, con la conseguenza che solo l'eventuale pagamento susseguente alla chiusura del conto è ripetibile. (Maddalena Arlenghi) (riproduzione riservata) Tribunale Siena, 07 Luglio 2014. Segue...
Contratto di conto corrente – Recesso del cliente – Mancata chiusura del conto da parte della banca – Conseguenze.
E’ del tutto illegittima la diffusa, quanto deplorevole, prassi di non procedere alla chiusura dei conti correnti che presentino una passività; tale prassi risulta in piena contraddizione con il diritto di recesso attribuito ex lege ai clienti rispetto ai c/c bancari a tempo indeterminato. Trattandosi di attività dovuta in base a contratto integrato ex art. 1374 c.c. il mancato adempimento dell’attività di chiusura pone semplicemente le banche in situazione di inadempimento, con tutte le conseguenze che da ciò derivano. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 19 Aprile 2013, n. 2076. Segue...
E’ del tutto illegittima la prassi di non procedere alla chiusura di conti correnti che presentino una passività: tale pratica è in netta contraddizione con il diritto di recesso attribuito ex lege a qualsiasi soggetto che concluda un contratto di conto corrente bancario a tempo indeterminato. L’intermediario che non proceda alla chiusura del conto nel tempo stabilito dalla legge, in quanto conto “in negativo”, è considerato inadempiente ex art. 1374 c.c. e non ha diritto agli addebiti effettuati al cliente per le spese e gli onorari maturati dalla data in cui avrebbe dovuto chiudere il rapporto a quella della chiusura effettiva. (Valentina Vitali) (riproduzione riservata) ABF Milano, 19 Aprile 2013, n. 2076. Segue...
Conto corrente bancario - Verifica preventiva della “copertura” di un assegno circolare - Assunzione di obbligazione integrativa del contratto - Telefonata a operatore non identificato dell'emittente - Diligenza nell'adempimento - Esclusione.
L’istituto di credito, nel caso in cui accetti di effettuare, su richiesta di un suo correntista, una verifica preventiva sulla “copertura” di un assegno circolare, assume, ai sensi dell’art. 1176, comma 2, c.c. un’obbligazione integrativa del contratto di conto corrente, che non può ritenersi diligentemente adempiuta con la semplice telefonata rivolta ad un operatore non identificato della banca emittente. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 27 Settembre 2012. Segue...
Contratti bancari – Conto corrente – Sequestro penale – Obbligo informativo della banca al cliente correntista – Esclusione.
Ricevuta la notifica di un sequestro penale relativo al conto corrente di un proprio cliente, la banca non è tenuta a darne comunicazione al correntista, poiché l’obbligo informativo a carico della banca non può estendersi alle comunicazioni di circostanze incidenti sulla gestione del conto corrente bancario per le quali è prevista una particolare e qualificata disciplina finalizzata a garantire la conoscenza delle stesse. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03 Settembre 2012. Segue...
Quando l’azione esperita sia un’azione di accertamento negativo del debito del correntista, fondata sulla illiceità degli addebiti operati dalla controparte in relazione al rapporto inter partes, elementi costitutivi dell’azione devono considerarsi le dedotte nullità nonchè la misura in cui le stesse hanno, eventualmente, inciso sulle reciproche ragioni di dare e avere, e, dunque, l’inesistenza in tutto o in parte della pretesa creditoria. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 09 Agosto 2012. Segue...
Contratti bancari - Conto corrente - Forma scritta - Stipulazione del contratto mediante adesione alla proposta - Manifestazione della volontà negoziale mediante la predisposizione del documento tipo.
Contratti bancari - Conto corrente - Forma scritta - Manifestazione della volontà di avvalersi del documento - Invio degli estratti conto al cliente.
La volontà della banca di avvalersi della scrittura privata di stipula del contratto di conto corrente può essere validamente manifestata nel corso del rapporto attraverso la comunicazione al cliente degli estratti conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 13 Maggio 2012. Segue...
Il rapporto di conto corrente, pur articolandosi in una pluralità di atti esecutivi, si configura come un rapporto unico ed unitario, così sì che è solo con la sua chiusura che crediti e debiti delle parti assumono natura definitiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 20 Giugno 2011. Segue...
Le successive rinegoziazioni di rapporti bancari non influiscono su eventuali invalidità del contratto originario e sugli effetti che si siano prodotti nel periodo antecedente la rinegoziazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 20 Giugno 2011. Segue...
Protezione dei dati personali - Ricorso al Garante - Integrazione della documentazione in pendenza del ricorso - Regolazione delle spese del procedimento.
Garante per protezione dei dati personal, 15 Ottobre 2010. Segue...
Conto corrente bancario - Natura di contratto unico ad esecuzione continuata - Esclusione - Schema negoziale aperto caratterizzato dal esecuzione di molteplici negozi giuridici - Distinzione delle varie operazioni in base alla loro autonoma ed effettiva destinazione - Necessità.
Non è condivisibile l'opinione secondo la quale gli atti di accreditamento e di addebitamento nel conto corrente bancario non sarebbero qualificabili come autonomi atti negoziali bensì quali atti di utilizzazione di un unico contratto ad esecuzione continuata, con la conseguenza che solo con la chiusura del conto si stabiliscono definitivamente i crediti e i debiti tra le parti. Il conto corrente bancario non è, infatti, un contratto dall'uniforme contenuto negoziale, ma uno schema negoziale aperto, soltanto integrato dalle disposizioni del codice civile, che sempre di più si caratterizza come strumento attraverso il quale si perfezionano e trovano esecuzione molteplici negozi giuridici nei quali la banca può assumere nei confronti del proprio cliente varie vesti dai vari contenuti obbligatori. Appare quindi riduttivo ed apodittico affermare che tutte le operazioni in conto corrente costituiscano semplici variazioni quantitative dell'unico originario rapporto costituito tra banca e cliente, mentre appare più convincente ed anche aderente alla realtà dei fatti e dei traffici economico giuridici, distinguere le varie operazioni eseguite sul conto attribuendo loro il significato di solutio o di mero incremento della provvista, a seconda della loro autonoma ed effettiva destinazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verbania, 23 Settembre 2010. Segue...
Conto corrente – Tardivo accredito di somme – Responsabilità della banca – Risarcimento dei danni – Saldo negativo – Danno non patrimoniale – Esclusione.
La banca risponde dei danno causati al correntista per la tardività dell’accredito di somme: Se per effetto di tale tardività il saldo del conto diventa negativo, la banca deve tenere indenne il cliente dall’impossibilità di utilizzare il conto. E’ privo di rilevanza costituzionale, e non può quindi essere risarcito, il danno per la paura patita in ragione della inutilizzabilità del conto. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Daniela Maddalone) (riproduzione riservata) ABF Roma, 16 Luglio 2010, n. 750. Segue...
Mutuo - Regolato in conto - Modifica della modalità di pagamento - Per contanti - Causa del conto corrente bancario - Cessazione - Scioglimento del contratto.
Se la sola ragione per cui tra il mutuatario e la banca mutuante è stato concluso un contratto di conto corrente bancario è quella di consentire l’addebito della rata del mutuo, la successiva pattuizione del versamento di contanti come modalità sostitutiva del pagamento della rata determina il venir meno della causa del contratto di conto corrente e, dunque, il suo scioglimento per mutuo dissenso. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 02 Aprile 2010, n. 187. Segue...
Non può essere ammesso al passivo il credito della banca costituito dal saldo del conto corrente qualora, a fronte della relativa eccezione sollevata dal curatore, non sia data la prova della data certa anteriore al fallimento del contratto di conto corrente e di eventuali rapporti di finanziamento. In proposito, va ribadito che non valgono a conferire data certa alla documentazione prodotta ed a provare il saldo del conto gli estratti di saldaconto certificati conformi ai sensi dell’art. 50 del TUB, la cui efficacia probatoria è limitata al procedimento monitorio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vigevano, 25 Marzo 2010. Segue...
Non può essere ammesso al passivo il credito della banca costituito dal saldo del conto corrente qualora, a fronte della relativa eccezione sollevata dal curatore, non sia prodotta la prova della data certa anteriore al fallimento del contratto di conto corrente e di eventuali rapporti di finanziamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vigevano, 16 Febbraio 2010. Segue...
Conto corrente - Saldo positivo - Impossibilità di disporne per fatto imputabile alla banca - Danni morali - Risarcibilità - Prova - Insufficienza.
Ove il correntista lamenti un danno morale per non aver potuto disporre del saldo positivo del conto corrente, è suo onere fornire apposita prova della lesione di interessi della persona di rango costituzionale: tale lesione non può presumersi per l’impossibilità a disporre del saldo. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Milano, 12 Febbraio 2010, n. 39. Segue...
Conto corrente bancario – Determinazione del saldo – Ricorso ex art. 702 bis e ss cod. proc. civ. – Mancata deduzione di prove testimoniali o altri mezzi di prova – Ammissibilità.
In considerazione della natura unitaria del conto corrente bancario, il dies a quo del termine decennale di prescrizione dell’azione di ripetizione delle somme non dovute dal correntista decorre dalla chiusura del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 18 Gennaio 2010. Segue...
Ricavi non dichiarati derivanti da analisi dei conti bancari – Inversione dell’onere della prova a carico del contribuente – Sussistenza.
In caso di ricavi non dichiarati la cui esistenza sia emersa da una analisi dei conti bancari (dei quali è sufficiente che il contribuente abbia la disponibilità operativa come nel caso in cui gli sia stata conferita dall’intestatario la delega ad operare) si realizza, ai sensi degli artt. 32 del d.p.r. 600/1973 e 51 d.p.r. 633/1972, una presunzione di riferibilità dei movimenti bancari ad operazioni imponibili sicché è onere del contribuente dimostrare che i proventi desumibili dalla movimentazione bancaria non debbono essere recuperati a tassazione. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) (riproduzione riservata) Commissione tributaria provinciale Cuneo, 01 Dicembre 2009. Segue...
Codice della privacy – Rapporti di conto corrente bancario – Richiesta di comunicazione dei dati personali – Diritto all’accesso gratuito – Diritto ad ottenere copia dei documenti – Distinzione.
Il diritto di accesso ai dati personali esercitato ai sensi dell’art. 7 del Codice della privacy deve essere garantito gratuitamente e non può essere condizionato, per quanto attiene alle modalità di esercizio, a quanto statuito ad altri fini dal testo unico in materia bancaria (d.lgs. 1 settembre 1993, n. 385) in riferimento al distinto diritto del cliente di ottenere copia di interi atti e documenti bancari contenenti o meno dati personali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Garante per protezione dei dati personal, 23 Luglio 2009. Segue...
Foro del consumatore – Contratto di negoziazione collegato a conto corrente utilizzato per la professione – Natura di cliente professionale – Esclusione.
Ai fine della competenza per territorio e quindi dell’individuazione del foro esclusivo del consumatore, non può qualificarsi quale cliente professionale l’avvocato che operi in strumenti finanziari sulla base di un contratto negoziazione collegato al conto corrente utilizzato anche per scopi attinenti alla professione legale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Avellino, 09 Ottobre 2008. Segue...
Ai fini dell’ammissione del credito al passivo, non sono opponibili al fallimento, e non devono pertanto essere ammessi, i crediti fondati su scritture private relative a negozi per i quali la legge prevede la forma scritta ad substantiam o ad probationem che non siano munite di data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento, a meno che la prova dell’anteriorità non venga aliunde acquisita (fattispecie relativa a contratti bancari). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 18 Aprile 2008. Segue...
Poiché per i contratti relativi alle operazioni ed ai servizi bancari la legge prescrive, a pena di nullità, la forma scritta ad substantiam, non può essere ammesso al passivo il credito della banca fondato su rapporti i cui contratti non siano muniti di data certa anteriore al fallimento, essendo peraltro a tal fine insufficiente la produzione degli estratti conto in quanto formati dalla stessa banca, che non ha fornito la prova della comunicazione di essi al cliente e che siano privi di data certa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 18 Aprile 2008. Segue...
In sede fallimentare, la prova dello svolgimento dei rapporti bancari di durata e dell’entità dei relativi crediti a favore della banca non può rinvenirsi soltanto negli estratti conto o nelle risultanze contabili interne alla banca, dovendo essere invece fornita la piena prova del credito mediante la documentazione relativa allo svolgimento del conto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 18 Aprile 2008. Segue...
Protesto illegittimo – Conseguenze sulla vita della persona – Impossibilità di accedere a finanziamenti – Rilevanza.
Protesto illegittimo – Perdita della disponibilità del conto corrente – Rilevanza del conto corrente che prescinde dalla qualità professionale o imprenditoriale del soggetto.
La perdita della disponibilità del conto corrente comporta di per sé notevoli difficoltà nella vita di tutti i giorni, atteso che lo strumento del conto corrente è ormai divenuto indispensabile per l’espletamento di una serie di operazioni che prescindono dalla qualità professionale o imprenditoriale del soggetto. (Fattispecie in tema di giudizio risarcitorio per protesto illegittimo). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 25 Marzo 2008. Segue...
Il tasso sostitutivo degli interessi spettante alla banca sullo scoperto di conto corrente, in relazione al periodo di vigenza della legge 152/92, va individuato nel tasso nominale minimo dei BOT annuali emessi nei dodici mesi precedenti ogni chiusura trimestrale del conto atteso che la disposizione di legge che sembra rinviare ad un saggio fisso trova spiegazione solo nel caso in cui venga effettuata un’unica operazione mentre si rivela inapplicabile ad un rapporto di durata caratterizzato da una molteplicità di operazioni e, quindi, dalla variazione dei tassi di interesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 23 Maggio 2007. Segue...

References: art. 86
 art. 82
 art. 10
 art. 119

Art. 38
 art. 1945
 Cass. 
 art. 649
 art. 642
 art. 1374
 art. 1374
 art. 702