Source: https://cannizzu.com/2018/11/30/la-mia-parrocchia-comunita/
Timestamp: 2018-12-16 14:11:26+00:00

Document:
La mia Parrocchia (Comunità) – ACl
Ad una parrocchia si appartiene perchè si vive o si risiede nel suo territorio (domicilio, quasi-domicilio):
[Codice di Diritto Canonico]
Can. 102 – §1. Il domicilio si acquista con la dimora nel territorio di qualche parrocchia o almeno di una diocesi, tale che o sia congiunta con l’intenzione di rimanervi in perpetuo se nulla lo allontani da quel luogo, o sia protratta per cinque anni completi.
§2. Il quasi-domicilio si acquista con la dimora nel territorio di qualche parrocchia o almeno di una diocesi, tale che o sia congiunta con l’intenzione di rimanervi almeno per tre mesi se nulla lo allontani da quel luogo, o sia protratta effettivamente per tre mesi.
Ad una Parrocchia non si appartiene per scelta, per affetto o perchè si è amici del Parroco.
Si può frequentare una parrocchia in maniera episodica, per compiti professionali, perchè chiamati ad esprimere una propria competenza: in tutti questi casi non si appartiene comunque a quella Parrocchia (Comunità), ma si continua ad appartenere alla Parrocchia nel cui territorio si abita (domicilio, quasi domicilio) e si vive stabilmente. Per questo: non si possono ricevere, dare o assumere in quella Parrocchia (Comunità) compiti che spettano di diritto solo ai fedeli di quella Parrocchia, soprattutto quando riguardano ambiti strettamente pastorali.
La Parrocchia nel Codice di Diritto Canonico
Can. 515 – §1. La parrocchia è una determinata comunità di fedeli che viene costituita stabilmente nell’àmbito di una Chiesa particolare, la cui cura pastorale è affidata, sotto l’autorità del Vescovo diocesano, ad un parroco quale suo proprio pastore.
Can. 518 – Come regola generale, la parrocchia sia territoriale, tale cioè che comprenda tutti i fedeli di un determinato territorio; dove però risulti opportuno, vengano costituite parrocchie personali, sulla base del rito, della lingua, della nazionalità dei fedeli di un territorio, oppure anche sulla base di altri criteri.
Can. 545 – §1. Ogni volta che risulta necessario o opportuno ai fini della adeguata cura pastorale della parrocchia, al parroco possono essere affiancati uno o più vicari parrocchiali, i quali si dedicano al ministero pastorale come cooperatori del parroco e partecipi della sua sollecitudine, mediante attività e iniziative programmate con il parroco e sotto la sua autorità.
§2. Il vicario parrocchiale può essere costituito perché presti il suo aiuto nell’adempiere tutto il ministero pastorale e, in questo caso, o per tutta la parrocchia o per una parte determinata di essa o per un certo gruppo di fedeli; oppure può anche essere costituito per assolvere uno specifico ministero contemporaneamente in più parrocchie determinate.
Can. 546 – Perché uno sia validamente nominato vicario parrocchiale, è necessario che sia costituito nel sacro ordine del presbiterato.
Can. 547 – Il vicario parrocchiale è nominato liberamente dal Vescovo diocesano, dopo aver sentito, se lo ritiene opportuno, il parroco o i parroci delle parrocchie per le quali è costituito, e inoltre il vicario foraneo, fermo restando il disposto del can. 682, §1.
§2. A meno che nella lettera del Vescovo diocesano non si disponga espressamente altro, il vicario parrocchiale è tenuto all’obbligo, per l’ufficio che esercita, di aiutare il parroco in tutto il ministero parrocchiale, fatta eccezione per quanto riguarda l’applicazione della Messa per il popolo; è anche tenuto all’obbligo di supplirlo, quando è il caso, a norma del diritto.
Can. 549 – Se il parroco è assente, a meno che il Vescovo diocesano non abbia provveduto in modo diverso a norma del can. 533, §3 e a meno che non sia stato costituito l’amministratore parrocchiale, si osservino le disposizioni del can. 541, §1; in tal caso il vicario è tenuto anche a tutti gli obblighi del parroco, fatta eccezione per l’obbligo di applicare la Messa per il popolo.
Can. 550 – §1. Il vicario parrocchiale è tenuto all’obbligo di risiedere nella parrocchia oppure, se è stato costituito per più parrocchie contemporaneamente, di risiedere in una di esse; tuttavia, per una giusta causa, l’Ordinario del luogo può permettere che risieda altrove, soprattutto se si tratta di una casa comune per più presbiteri, purché ciò non rechi pregiudizio all’adempimento delle funzioni pastorali.
La Diocesi di Acireale, divisa in 18 Comuni, comprende queste Parrocchie: ogni fedele può appartenere ad una sola di queste Parrocchie (Comunità). A nessun fedele è riconosciuto il diritto di scegliere/frequentare stabilmente una Parrocchia di suo gradimento, né può importunare/sostituire i fedeli che legittimamente appartengono, per diritto, a quella determinata Parrocchia (Comunità).
Sito web Diocesi di Acireale
– Il termine ” parrocchia” deriva dal greco paroikìa, che significa “abitazione presso”. Chi abita presso qualcuno non è stabile, è uno straniero, uno che non ha lì la sua casa.
Già S. Paolo diceva: “non abbiamo qui una città stabile, ma cerchiamo quella futura ” (1) .
Paolo VI diceva: “la parrocchia è un prodigio sociale, una bellezza sociale… Qui siete uniti da una rete di rapporti spirituali, qui vi volete bene… vi unisce il vincolo della carità… Badate che questo è il cemento che fa di una popolazione cosi varia e cosi diversa e cosi sparsa un cuor solo e un ‘anima sola ” (7).
– Il nuovo Codice di Diritto canonico definisce la parrocchia: “una comunità di fedeli” (8).
– Se vogliamo comprendere meglio che cos’è la parrocchia dobbiamo rifarci alla realtà profonda della Chiesa. “È necessario – leggiamo ancora nella Christifideles laici – che tutti riscopriamo il vero volto della parrocchia, ossia il “mistero” stesso della chiesa presente e operante in essa” (11).
– La Chiesa è Cristo che continua nei secoli, il Suo Corpo mistico! Ricordiamo la frase di S. Bonaventura: “Dove sono due o tre uniti nel nome di Cristo, li e la Chiesa” (12). E lì è presente Gesù.
E Giovanni Paolo II spiegava: “Voi siete una parrocchia prima di tutto, grazie al fatto che Cristo è qui, in mezzo a voi, con voi, in voi ” (15) .
Fonte: CHE COS’É LA PARROCCHIA
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