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Timestamp: 2020-06-05 12:23:30+00:00

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3 | Luglio | 2019 | Edscuola
Archivi giornalieri: mercoledì 3 Luglio 2019
ANNULLAMENTO DEL CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI
DICHIARAZIONE DI ADI, ASSOCIAZIONE DOCENTI E DIRIGENTI SCOLASTICI ITALIANI SULL’ANNULLAMENTO DEL CONCORSO DIRIGENTI SCOLASTICI DA PARTE DEL TAR
L’ADi, Associazione Docenti e Dirigenti scolatici Italiani, esprime la propria indignazione di fronte al riprodursi di situazioni che vedono concorsi pubblici, in particolare dei dirigenti scolastici, annullati dal TAR.
CONCORSO DIRIGENTI: SCUOLA NEL CAOS
58.627 posti docenti
Bussetti annuncia 58.627 posti docenti, resta urgente l’attuazione dell’Intesa sul reclutamento
Con un tweet, nel tardo pomeriggio del 2 luglio, il ministro Marco Bussetti ha annunciato di aver richiesto l’autorizzazione per l’immissione in ruolo di 58.627 docenti, di cui 14.552 di sostegno.
Ovviamente si tratta di una notizia positiva perché risponde alle esigenze lavorative di decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici ed è inoltre presupposto per fornire alla scuola risorse nuove a garanzia della continuità dell’insegnamento e quindi della qualità del lavoro, anche se ciò non basterà a colmare il numero di cattedre lasciate vuote a settembre 2019, che, anche per effetto di Quota 100, saranno circa 80.000, senza contare i 60.000 posti in organico di fatto in deroga.
Questa prospettiva rende ancora più urgente il varo normativo della fase transitoria definita con l’Intesa dell’11 giugno la cui attuazione è già in grave ritardo.
La stessa urgenza la chiediamo per l’attuazione della fase transitoria per gli assistenti amministrativi cha hanno svolto incarichi da DSGA negli ultimi anni e per i quali abbiamo già presentato una richiesta precisa all’Ufficio di Gabinetto del Ministro e il piano di assunzioni del personale ATA di cui ancora non si ha ancora alcuna notizia.
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Il concorso per dirigenti scolastici serve per coprire 2.425 posti nelle scuole. Dai 34.580 iscritti si sono presentati alla prova pre-selettiva (non annullata dal Tar) a luglio scorso in poco più di 24mila. Gli ammessi allo scritto sono stati 8.736: gli 8.700 previsti da bando, più 36 candidati che risultavano pari merito con un punteggio di 71,7. Le graduatorie degli ammessi all’orale sono uscite a fine marzo: 3.795 quelli che sono passati, il 43%.
A settembre 59mila assunzioni (ma lo scorso anno metà posti sono rimasti coperti)
Quasi 59mila cattedre, 58.627 per la precisione, di cui 14.552 di sostegno, che a settembre sono pronte a essere assegnate a docenti a tempo indeterminato.
Il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, ha inviato ieri a Mef e Funzione pubblica la richiesta di autorizzazione a coprire tutti i posti che il prossimo anno scolastico, il 2019/2020, si renderanno vacanti e disponibili, terminate le operazioni di mobilità (quest’anno sono state presentate quasi 130mila domande per cambiare istituto, ne sono state accolte il 55 per cento).
Un concorso riservato ai laureati in scienze della formazione e ai diplomati magistrali che non hanno potuto partecipare al concorso precedente perché non avevano i due anni di servizio richiesti. È una delle ipotesi su cui starebbe lavorando il governo, per andare incontro anche alle aspettative dei diplomati magistrali che avevano conseguito il titolo entro l’anno 2000/2001, ma erano stati esclusi dall’ultimo concorso per carenza del requisito di servizio.
Alla nuova selezione dovrebbero poter partecipare i soggetti in possesso di almeno 180 giorni di servizio prestato negli ultimi 8 anni oppure di un anno scolastico prestato nelle classi Primavera. Le assunzioni dovrebbero avvenire in coda alla graduatoria del concorso straordinario già espletato. La misura consentirebbe di ripescare i diplomati magistrali che, dopo avere vinto ricorsi giurisdizionali nella fase cautelare, erano stati inseriti nelle graduatorie a esaurimento, erano anche stati assunti con contratti a tempo indeterminato. E che erano stati licenziati per effetto delle sentenze di merito intervenute successivamente.
L’Adunanza plenaria del Consiglio di stato, infatti, ha vanificato definitivamente le aspettative dei 6.669 docenti, in possesso del diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002, che erano stati immessi in ruolo per effetto di pronunce cautelari. Secondo i giudici di palazzo Spada, infatti, «il possesso del solo diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002» si legge nelle sentenze 4 e 5 pubblicate il 25 febbraio scorso «non costituisce titolo sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo».
La pietra tombale sulle aspettative degli interessati riguarda 1.030 soggetti nella scuola dell’infanzia e 5.639 nella scuola primaria: circa i 2/3 delle assunzioni sono state effettuate prima del 2017/2018, in prevalenza nel 2016/2017 e 1/3 riguarda docenti immessi in ruolo nell’anno 2017/2018. Palazzo Spada, peraltro, si era già pronunciato nel senso della impossibilità dell’inserimento nelle graduatorie esaurimento dei diplomati magistrali. E quindi sulla conseguente impossibilità di consentire a questi insegnanti di essere assunti a tempo indeterminato senza superare un concorso.
La VI sezione del Consiglio di stato, però, aveva riacceso le speranze di questi docenti, chiedendo all’Adunanza plenaria di pronunciarsi nuovamente sulla questione. Anche alla luce delle norme emanate successivamente con il decreto dignità. Ma l’Adunanza plenaria non ha modificato la sua posizione, interpretando il decreto in senso preclusivo del diritto ad essere immessi in ruolo: «L’art. 1-quinques del d.l. n. 87 del 2018» spiegano i giudici «non ha affatto riconosciuto valore abilitante ex se al diploma magistrale, ma ha anzi ribadito la necessità di superare un concorso per accedere ai posti di insegnamento, inserendosi, quindi, nel solco del principio di diritto enunciato dall’Adunanza plenaria n. 11 del 2017 e confermandone la correttezza».
Di qui l’intenzione del governo di sanare la questione degli esclusi dall’ultimo concorso. Che era stato indetto proprio per andare incontro alle aspettative di questi docenti. Ma che ha riguardato solo parzialmente la platea degli aspiranti, per via della necessità di poter vantare almeno due anni di servizio. Il provvedimento che dovrebbe risolvere la questione dovrebbe prendere la forma di un’integrazione all’articolo 4 del decreto legge 12 luglio 2018, n. 87.
In particolare, il nuovo concorso dovrebbe essere indetto successivamente alla pubblicazione delle graduatorie del primo concorso straordinario. E dovrebbe essere riservato ai docenti forniti del titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o di analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, oppure del diploma magistrale con valore di abilitazione o analogo titolo conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, conseguiti, comunque, entro l’anno scolastico 2001/2002. Sempre che i candidati, in possesso dei titoli richiesti, abbiano svolto, nel corso degli ultimi otto anni scolastici, almeno un’annualità di servizio specifico, anche non continuativo, su posto comune o di sostegno, presso le istituzioni scolastiche statali, valutabili come tali ai sensi dell’art. 11, comma 14, della legge 3 maggio 1999, n. 124 oppure abbiano prestato servizio per almeno un anno scolastico, a qualunque titolo, nelle sezioni sperimentali previste dall’ art. 1, comma 630 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Secondo la bozza allo studio del governo, i vincitori di questo ulteriore concorso straordinario dovrebbero essere inclusi in una graduatoria di merito alla quale dovrebbero essere attribuiti i posti residui allo scorrimento delle graduatorie del primo concorso.
Direttori di fatto e non di ruolo, concorso riservato in rampa di lancio
Un concorso riservato per consentire agli assistenti amministrativi che abbiano svolto la funzione di direttore dei servizi generali e amministrativi (Dsga) di accedere alla qualifica di Dsga in via definitiva. Così da contemperare gli interessi degli assistenti amministrativi con quelli dei vincitori del concorso indetto per effetto della legge 205/17 e coprire i 2400 posti vacanti e attualmente disponibili. Che il prossimo anno saranno ancora di più per effetto dei pensionamenti. È questo uno dei temi caldi sui quali sta lavorando il ministero dell’istruzione per dare attuazione all’intesa di palazzo Chigi sottoscritta tra governo e sindacati il 24 aprile scorso. Il 20 giugno si è tenuto un primo incontro tecnico presso il ministero dell’istruzione, durante il quale sono state formulate diverse ipotesi. La prima è quella di indire un concorso riservato agli assistenti amministrativi non laureati che abbiano svolto la funzione di direttore dei servizi generali e amministrativi per almeno 3 anni. Ma vi sarebbero diversi ostacoli di natura giuridica ancora da superare.
In primo luogo quello della individuazione della platea dei destinatari. Che secondo le disposizioni vigenti, non potrebbe essere ristretta solo al personale interno all’amministrazione scolastica, ma aperta anche agli esterni. E un ulteriore nodo sarebbe rappresentato dal fatto che le qualifiche del personale Ata non prevedono una verticalità diretta tra la qualifica di assistente amministrativo e quella di Dsga. Tra queste due qualifiche, che fanno riferimento, rispettivamente, all’area B all’area D, vi sarebbe infatti, una qualifica intermedia, che è quella del coordinatore amministrativo inquadrato nell’area C. Qualifica che, per sua natura, prevede l’obbligo di sostituzione del Dsga. Ma in quest’ultimo caso si tratta di una situazione meramente astratta. Perché i ruoli dei coordinatori amministrativi non sono mai stati istituti, sebbene il contratto di lavoro preveda espressamente tale qualifica.
Un altro aspetto non risolto è quello della tipologia di concorso da utilizzare. E cioè se dovrà essere istituto un concorso per meri titoli oppure un concorso per titoli ed esami. E in quest’ultimo caso, se la procedura selettiva dovrà prevedere prove facilitate oppure no. Il governo, peraltro, starebbe lavorando anche sulla possibilità di istituire una graduatoria permanente alla quale riservare fino al 50% dei posti disponibili di Dsga da assegnare annualmente. Nel qual caso si tratterebbe di un concorso per soli titoli. Al quale potrebbero accedere solo gli assistenti amministrativi in servizio con contratto a tempo indeterminato che, all’atto dell’iscrizione in graduatoria, risultassero utilizzati come Dsga facenti funzioni e avessero maturato il requisito di aver prestato 2 anni (24 mesi) di servizio come direttore dei servizi generali e amministrativi a partire dall’anno scolastico 2000/2001. Secondo questa ipotesi le graduatorie permanenti dovrebbero essere compilate attribuendo a ciascun candidato i punteggi determinati con un decreto del ministro dell’istruzione. E seguendo una serie di criteri volti a valorizzare l’esperienza sul campo e i titoli di studio e formazione posseduti dagli aspiranti.
In particolare dovrebbe essere attribuito un punteggio specifico per il servizio da responsabile amministrativo e da direttore servizi generali amministrativi. E dovrebbero essere attribuiti punteggi specifici per il possesso di laurea, con particolare riguardo a quella specifica prevista per l’accesso al profilo, per la partecipazione ad attività di formazione specifica per il profilo di Dsga, per il superamento selezione test ammissione e relativa formazione procedura selettiva mobilità verticale prevista dal decreto ministeriale 9 febbraio 2012, n. 17 e per il superamento selezione test ammissione procedura selettiva mobilità verticale effettuata ai sensi del decreto ministeriale 9 febbraio 2012, n. 17. E infine, altri punti dovrebbero essere assegnati per il possesso della seconda e della prima posizione economica.
La bozza di provvedimento prevede che le graduatorie provinciali permanenti, cosi costituite, saranno aggiornate biennalmente e utilizzate per le immissioni nei ruoli di direttore dei servizi generali e amministrativi nella quota del 50% dei posti vacanti e disponibili di ogni anno scolastico. E dovranno essere utilizzate anche per le operazioni di sostituzione del Dsga che dovessero rendersi necessarie nel caso dovessero insorgere ulteriori disponibilità di posti Sdia nell’organico di diritto che nell’organico di fatto.
Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, l’ipotesi al vaglio del governo, se si concretizzerà in un provvedimento legislativo, si applicherà già dal 1° settembre prossimo. Resta da vedere quale sarà la soluzione definitiva che l’esecutivo adotterà. E, soprattutto, quali saranno gli effetti sulle immissioni in ruolo dei vincitori di concorso che, a quel punto, si vedrebbero sottrarre il 50% dei posti utili per le loro immissioni in ruolo.
Secondo notizie giunte in redazione da alcuni studi legali, il concorso a dirigente scolastico sarebbe stato annullato.
La notizia è rimbalzata anche sui social, tra i gruppi dei partecipanti al concorso a dirigente scolastico.
Molte le irregolarità segnalate dai ricorrenti, ma la motivazione che ha portato all’annullamento riguarda “l’illegittima composizione della commissione”.
Nella commissione e sottocommissioni riunite nella plenaria al termine della quale furono redatte le griglie di valutazione delle prove e i quesiti di lingua straniera c’erano delle irregolarità. Infatti, quest’organo era illegittimo perché aveva tre componenti che erano incompatibili: uno aveva incarico da sindaco e altri due impegnati in attività di formazione per il concorso.
Il Tar Lazio ha annullato la procedura concorsuale. Con molta probabilità si dovranno rifare le prove scritte ed orali. Sarebbero salve le prove preselettive, perché la commissione illegittima ha operato solo per le griglie delle altre prove e i quesiti di lingua.
Certo è che i 2900 vincitori non si rassegneranno e chiederanno un intervento politico.
Il Ministero ha già contattato la nostra redazione in riferimento alla sentenza di annullamento da parte del Tar.
Questo il messaggio inoltratoci: “Con riferimento alla sentenza del Tar di oggi sul concorso per dirigenti scolastici fonti Miur fanno sapere che il Ministero sta già predisponendo, con l’Avvocatura dello Stato, appello al Consiglio di Stato. Il TAR ha accolto il ricorso sulla base di una censura giudicata infondata dai tecnici del MIUR: non sussistevano, secondo il dicastero, i presupposti per la ritenuta incompatibilità di alcuni commissari.”
Ulteriore comunicazione. Secondo quanto riferitoci, il Ministero chiederà una sospensiva d’urgenza della sentenza e sarà chiesto al Consiglio di Stato di agire rapidamente
Stipendio: aumenti anche a luglio per docenti e ATA. Da 5,88 a 10,99 euro
Dopo il miniaumento dello stipendio ad aprile, derivato dall’erogazione dell’indennità di vacanza contrattuale, un analogo meccanismo si verificherà a luglio 2019.
NoiPA ne ha comunicato l’erogazione:
Queste cifre saranno erogate fino alla stipula del prossimo contratto 2019/21.
Concorso dirigente annullato, Naso: Ministero rifiuta accesso al codice sorgente del software utilizzato per gli scritti
Di poche ore fa la notizia dell’annullamento da parte del Tar Lazio del concorso a dirigente scolastico. La motivazione risiede nella composizione della Commissione e delle Sottocommissioni, ma le richieste dei ricorrenti andavano ben oltre.
Per chiarire alcuni passaggi della decisione del Tar abbiamo contattato l’avvocato Naso che oggi ha seguito da vicino i lavori che hanno portato alla decisione shock.
C’è chi nel pomeriggio aveva dato notizia dell’esclusione da parte del Tar della possibilità di annullamento. Che basi avevano queste affermazioni?
In realtà questa sentenza era già nell’aria questa mattina, anche se stupiscono la motivazione. Infatti, i motivi dei ricorrenti erano numerosi, i giudici hanno scelto quello che, secondo me, era il meno probabile. E’, però, vero che si tratta di uno dei motivi più devastanti, quello che avvia la procedura concorsuale, i criteri e i quesiti.
Ricordiamo che il Tar ha annullato il concorso perché all’interno della Commissione e delle Sottocommissioni che hanno deciso le tabelle di valutazione e le domande di inglese erano presenti un sindaco e due membri coinvolti in corsi di formazione per il concorso stesso.
Sì, esatto. Questo ha avuto un aspetto trascinatore su tutti gli atti successivi. I giudici hanno colpito l’atto primario che ha scatenato un effetto domino su tutta la procedura. Ma questo lascia scoperti gli altri motivi di ricorso che non sono stati ben trattati.
Ad esempio il software utilizzato, il problema dell’anonimato …
Perché questa scelta da parte del Tar?
Perché è una sentenza veloce, anche se poco approfondita. Questo ha portato ad agire velocemente, ma anche a dare spunti per un appello e aprire ad un contenzioso con gli stessi candidati che hanno superato la procedura.
C’è quindi una buona possibilità che il Consiglio di Stato ribalti la questione? Il Ministero ci ha già annunciato l’appello.
Il motivo scelto dal Tar è di per sé sufficiente per l’annullamento definitivo: l’ultima parola spetta ai giudici. Comunque, ci sono anche altre questioni in sospeso, come il procedimento penale che potrebbe portare a risvolti altrettanto devastanti.
A chi si può attribuire la colpa di quanto accaduto?
Il Tar dice chiaramente che è il Ministero ad aver mancato nella vigilanza della nomina dei commissari. Poi c’è anche la questione del software che non è conclusa.
Abbiamo pubblicato una sentenza di accesso agli atti per accedere al codice sorgente del software utilizzato in occasione degli scritti. Molti sono i dubbi sul suo corretto funzionamento. Ieri il Ministero ha comunicato che farà appello, cercando di negare l’accesso. Ciò lascia perplessi.
Quali sono le sue perplessità!
Forse sarebbe stato conveniente da parte del Ministero far verificare che la procedura concorsuale si sia svolta con criteri di trasparenza. Perché impedire l’accesso al codice sorgente?
Rettifiche mobilità, Miur: per mancato accantonamento posti FIT. 352 revoche e 573 modifiche
Nel corso dell’incontro, svoltosi al Miur, sulle immissioni in ruolo 2019/20, si è parlato anche delle rettifiche apportate alla Mobilità, dovute al fatto che il Ministero aveva reso disponibili alcuni posti che andavano invece accantonati.
La dottoressa Palumbo del Miur, come riferisce la Flc Cgil, ha dapprima fornito il numero delle domande presentate: 129.802.
Motivi rettifiche
Il motivo, per cui è stato necessario rettificare i movimenti già disposti, risiede nel mancato accantonamento provinciale dei posti FIT, secondo quanto previsto dal DM 631/2018.
Il mancato accantonamento ha modificato il numero complessivo delle disponibilità, aumentandone l’effettivo numero e provocando conseguentemente gli errori poi riscontrati.
Rettifiche e annullamenti
Trasferimenti revocati: 352 su 82 province.
Rettifiche movimenti: 573 distribuite su tutto il territorio nazionale.
Immissioni in ruolo, Bussetti: chiesta al Mef autorizzazione per 58.627 posti
Il Ministro Bussetti, come leggiamo sulla sua pagina FB, ha firmato il decreto di richiesta al MEF di autorizzazione ad assumere 58.627 docenti .
I 58.627 posti richiesti sono così suddivisi:
“Ho appena firmato la richiesta al Mef di autorizzazione ad assumere in ruolo 58.627 docenti per il prossimo anno scolastico. Di questi, 14.552 saranno docenti di sostegno.
Alternanza scuola-lavoro, percorsi e strutture messe a disposizione dal Ministero della Difesa. Nota Miur
Il Miur ha diramato la nota n. 14281 del 01/07/2019, avente per oggetto l’ex alternanza scuola-lavoro, oggi “ percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO)”
Protocollo Miur – Ministero della Difesa
Il Miur, in data 13 dicembre 2017, ha sottoscritto un protocollo di intesa con il Ministero della Difesa volto alla realizzazione dei succitati “ percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO)”.
Con la nota succitata si trasmette l’elenco delle strutture messe a disposizione dal Ministero della Difesa e la tipologia di percorsi formativi attivabili.
Nella nota sono indicati i nominativi dei referenti delle Forze Armate cui indirizzare le richieste di chiarimenti/informazioni.

References: art. 1
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