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Timestamp: 2019-10-21 12:14:00+00:00

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ABRUZZO: La Regione striglia i sindaci: «il comandante dei vigili deve essere un vigile. Troppe violazioni»
ABRUZZO. La polizia locale non può essere guidata da un ‘non vigile’. articolo di Alessandra Lotti
Eppure in Abruzzo sono ancora troppi i comandanti che non sono agenti di polizia sebbene la legge lo prescriva chiaramente.
La Regione Abruzzo dieci giorni fa ha strigliato sindaci e presidenti di Provincia ricordando che si devono attenere alla legge regionale 42 del 2013 che dice espressamente che alla guida della polizia locale ci deve essere un vigile.
Il 12 marzo scorso, infatti, il dirigente Giuseppe di Fabrizio, ha scritto a tutti i sindaci della Regione, ai presidenti delle quattro Province e pure ai comandanti responsabili della polizia locale.
Il messaggio è stato fermo e chiaro: «ancora una volta l’Ufficio delle politiche per la sicurezza della polizia locale ha constatato ripetute violazioni da parte delle Amministrazioni comunali o provinciali».
Già nel 2015 l’allora dirigente Ernesto Grippo aveva firmato una nota di richiamo al rispetto della normativa ma pare che sia servito a ben poco. Già perchè «in più casi» l’incarico del comandante di Polizia locale continua a stare in mano a personale che si occupa di altro.
Tra le violazioni accertate ci sono quelle dei comuni di Vasto, Ortona, L’Aquila e Montesilvano. In quest’ultimo caso, addirittura, il comandante dei vigili urbani è il segretario generale Alfredo Luviner.
Dunque non per tutti i sindaci il messaggio (o meglio, la legge) sembra chiaro: per guidare il corpo non c’è bisogno di un qualsiasi dipendente pubblico ma tassativamente un appartenente alla polizia locale o anche altre forze di polizia che abbiano però già espletato funzioni di comandante per un periodo di almeno 5 anni.
Il dirigente nella sua lettera di richiamo agli amministratori pubblici ricorda pure che al comandante della polizia locale non possono essere «in alcun caso» conferiti incarichi che comportino il diventare contemporaneamente controllore o controllato.
Questo vuol dire, per esempio, che un comandante non può essere anche il responsabile del Suap (Sportello Unico per le attività produttive) o dell’ufficio urbanistica edilizia, dei servizi sociali o dei servizi anagrafici.
Non sono incompatibile, invece, gli incarichi di responsabile delle risorse umane dell’ente della Ragioneria Generale o dell’ufficio tributi o, ancora, dei servizi culturali.
Nel richiamo si ricorda che oltre a possibili ipotesi di danno erariale potrebbero anche configurarsi quelle penali di abuso d’ufficio «laddove l’illecita attribuzione dell’incarico procuri un ingiusto vantaggio patrimoniale a soggetti non legittimati e arrechi ad altri, anche all’ente, un danno ingiusto».
Questa nuova strigliata basterà per mettersi in regola?
Abruzzo, Professionale
Fonte: diritto.it Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione staccata di Salerno (sezione seconda), con sentenza 13 febbraio 2017, n. 265 si è pronunciato su un ricorso proposto da un Comandante della Polizia municipale per l’annullamento di una delibera con la quale la Giunta comunale aveva disposto l’incardinamento del servizio di Polizia municipale nell’ambito dell’area “Urbanistica e Attività Produttive”.
Se sai chi sono (perchè mi conosci) e rifiuto di darti i documenti non c’è reato, ai sensi del 651 c.p
sentenza mi conosciFonte https://polizialocale
Una signora si rifiuta di fornire il proprio documento d’identità ai Carabinieri che la conoscevano personalmente.
E’ quanto emerge a seguito delle dichiarazioni rese dai pubblici ufficiali.
La stessa, denunciata ai sensi dell’art. 651 del C.P. e condannata dal Giudice Monocratico propone ricorso in Cassazione adducendo che:
” non rientra nella condotta prevista da tale norma la mancata consegna dei documenti d’identità;
” l’obbligo di fornire indicazioni sulla propria identità personale, contemplato dalla suddetta norma, non si estende all’esibizione dei documenti d’identità, essendo previsto uno specifico obbligo di documentare la propria identità solo nelle ipotesi di persone pericolose o sospette, ai sensi dell’art. 4, comma secondo, T.U.L.P.S. e del relativo regolamento, il cui rifiuto è sanzionato dall’art. 4 T.U.L.P.S. e art. 294del regolamento”
Gli ermellini della Sez. PRIMA PENALE, con Sentenza n.42808 del 19/09/2017 , udienza del 22/06/2017, non possono non dare ragione all’imputata, annullando la sentenza impugnata, in quanto, da consolidata giurisprudenza, “l’elemento materiale del reato previsto dall’art. 651 cod. pen. consiste nel rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità e non nella mancata esibizione di un documento condotta che costituisce, invece, violazione dell’art. 4, comma 2, T.U.L.P.S. e art. 294 del relativo regolamento, ove ne ricorrano le altre condizioni di persona pericolosa o sospetta, in alcun modo emergenti né nella imputazione né nella sentenza di condanna (Sez. 6, n. 34 del 18/10/1995, dep. 4/1/1996, Cozzella, Rv. 203852; Sez. 6, n. 14211 del 12/3/2009 Trovato, Rv. 243317; Sez. 1, n. 10676 del 24/2/2005, Albanese, Rv. 231125).”
Dispositivo dell’art. 651 Codice Penale (tratto da brocardi.it)
Chiunque, richiesto da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni (1), rifiuta di dare indicazioni sulla propria identità personale, sul proprio stato, o su altre qualità personali (2) (3) , è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a duecentosei euro.
(2) Si tratta di un reato omissivo proprio che difatti si sostanzia in un’attività di inerzia nei riguardi della richiesta di identificazione mossa dall’autorità di polizia.
(3) E’ sufficiente ai fini dell’integrazione della norma in esame che il soggetto declini le proprie generalità, non essendo richiesto che fornisca i documenti attestanti la propria identità personale.
sentenza mi conosci (72 kB)
LA RAPPRESENTANZA LEGALE, IL PATROCINIO LEGALE, LE LORO PECULIARITA’ E DIFFERENZE
autore dott. DONATO SANGIORGIO
L’art. 75 c.p.c. richiama l’ipotesi in cui la parte munita di capacità processuale, non può agire essa stessa direttamente o personalmente nel processo e quindi deve avvalersi di determinati soggetti qualificati, ossia del patrocinio di un difensore.
Analizziamo gli aspetti della rappresentanza legale e del patrocinio legale.
Con la rappresentanza, il rappresentante compie gli atti del processo, non in nome proprio, ma in nome del rappresentato, quest’ultimo sarà titolare del diritto ai provvedimenti che il giudice andrà ad esprimere. Si coglie l’occasione di specificare che, per il motivo sopra menzionato, è parte del processo il rappresentato e non il rappresentante.
La rappresentanza legale, ai sensi dell’art. 75 c.p.c. è l’atto con il quale le persone che non hanno libero esercizio dei diritti e che quindi non possono stare in giudizio da sole, devono essere rappresentate da soggetti diversi. Es. le persone giuridiche stanno in giudizio per mezzo di chi li rappresenta (Rappresentanza organica) a norma delle leggi e dello statuto; il minore è rappresentato in giudizio dal genitore che ne ha la potestà (art.320 c.c.) c.d. “nomine alieno”.
Cosa diversa quindi, è la rappresentanza volontaria, in quanto trova la propria fonte nella procura rilasciata dal rappresentato che ha, a differenza della rappresentanza legale, il libero esercizio dei diritti a stare in giudizio. Questa possibilità deve essere conferita espressamente per iscritto (procura) e solo dal procuratore generale del rappresentato.
Col patrocinio legale il difensore sta in giudizio necessariamente, in luogo della parte, con la quale si trova in un rapporto di mandato con rappresentanza processuale a norma dell’art. 75.
Il potere del difensore si scosta totalmente dalle facoltà normalmente riconosciute al rappresentante e ciò si riferisce al fatto che, essendo la procura sempre revocabile dalla parte e rinunciabile dal difensore, la revoca e la rinuncia non hanno effetto nei confronti dell’altra parte e in genere nel processo, finchè non sia avvenuta la sostituzione del difensore (art. 85 c.p.c.) e non
esimono il difensore rinunciante, sino a quando non ha informato il cliente, dal compimento di quelle attività difensive immanenti, connesse alla funzione di procuratore presente in udienza (cass. N. 6605/1986). Il difensore non perde il suo potere (c.d. ius postulandi) e la rappresentanza legale del cliente per tutti gli atti del processo fino a quando non si sia provveduto alla sua sostituzione con un altro procuratore (Cass. N. 11303/1995).
L’art. 82 c.p.c. interviene a stabilire quali sono i casi in cui la parte può agire essa stessa direttamente e personalmente in giudizio :
nel processo davanti al G.d.P. per controversie il cui valore non eccede € 1.100
in tutti gli altri casi invece, col ministero di un avvocato.
Nel processo penale il patrocinio legale è sempre obbligatorio.
BUTTAFUORI – ADDETTI O RESPONSABILI ALLA SICUREZZA
Si sta diffondendo sempre maggiormente che alcuni locali pubblici o aperti al pubblico o privati, si avvalgono di personale cs “buttafuori, addetti o responsabili alla sicurezza”, i quali controllano l’accesso al locale e la sicurezza all’interno.
Tale figura,come detto, è improntato sul controllo dei flussi delle persone e sul servizio di sorveglianza.
Inutile dire che svariate volte i cosiddetti buttafuori sono stati e sono coinvolti in incidenti che potevano e portano le Autorità (Questore) ad applicare anche l’art 100 TULPS con conseguente sospensione della licenza.
Si ricorda che tale figura deve essere di preparazione professionale e di provenienza certa, e invece quasi sempre, per svariati motivi, si assiste a personale non qualificato e non in regola con la legge del tipo non iscritto negli elenchi della prefettura.
Ma vediamo insieme cosa dice la legge.
La stessa è disciplinata da dei decreti 6 ottobre 2009 – G.U. 9 ottobre 2009, n. 235 (decreto ‘Buttafuori’ previsto dall’art. 3 della legge n. 94 del 15 luglio 2009) e dal D.M. nr. 269 del 01 dicembre 2010 (entrato in vigore il 16 marzo 2011).
L’art. 4. del decreto 6.10.2009, dispone l’ambito di applicazione e cioè:
Il decreto 06.10.2009 stabilisce che:
in ogni Prefettura è istituito l’elenco del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi;
i gestori delle attività possono provvedere ai servizi di controllo direttamente con proprio personale o avvalendosi di personale dipendente da istituti autorizzati a norma dell’art. 134 del TULPS.
Il buttafuori, quindi ai sensi dell’art.1 del decreto 6.10.2009 stabilisce che la domanda di iscrizione nell’elenco è presentata al Prefetto a cura del gestore delle attività ovvero del titolare dell’istituto di investigazioni o di vigilanza.
Lo stesso articolo di legge, elenca poi i requisiti richiesti per la relativa iscrizione:
buona salute fisica e mentale, assenza di daltonismo, assenza di uso di alcool e stupefacenti;
non risultino, negli ultimi cinque anni, denunciati o condannati anche con sentenza non definitiva, per uno dei reati di cui all’art. 4, primo e secondo comma, della legge 18 aprile 1975, n.110, all’art. 5 della legge 22 maggio 1975, n. 152, all’art. 2, comma 2, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205, nonche’ per uno dei delitti contro l’ordine pubblico e dei delitti di comune pericolo mediante violenza, di cui al libro II, titolo V e titolo VI, capo I, e titolo XII del codice penale, nonche’ per i delitti di cui all’art.380, comma 2, lettere f) ed h), del codice di procedura penale;
superamento del corso di formazione (disciplinato dall’art. 3 del medesimo decreto)
· essere in possesso di contratto di lavoro con il gestore delle attivita’ di cui al comma 1 ovvero con il titolare dell’istituto di cui al comma 2;
L’ Art. 5 del decreto 06.10.2009, dispone che l’impiego del personale addetto ai compiti di controllo procede alle seguenti attività:
L’art. 6 del decreto 06.10.2009, dispone che il personale addetto al servizio di controllo, pur se titolari di licenza per il porto d’armi, non possono portare armi, né oggetti atti ad offendere e qualunque altro strumento di coazione fisica.
L’art. 7. del decreto 06.10.2009, dispone che il personale addetto ai compiti di controllo, deve essere munito di idoneo documento di identità e tenere esposto un tesserino di riconoscimento, con le caratteristiche di cui all’allegato A del presente decreto, di colore giallo, recante la dicitura «Assistenza» in caratteri facilmente leggibili.
Il Prefetto dispone la cancellazione dall’elenco degli addetti che non risultano più in possesso dei prescritti requisiti, ovvero di quelli che espletano il servizio in contrasto con le norme dei commi da 7 a 13 e con quanto stabilito dal D.M. 6.10.2009.
Chiunque svolge i servizi di controllo, disciplinati dal D.M 06/10/09, senza l’iscrizione nell’elenco della Prefettura è punito con la sanzione amministrativa da euro 1.500,00 a euro 5.000,00 p.m.r. di € 1.666,66.
Detta sanzione sarà applicata anche a coloro i quali impiegano, per le attività di controllo, soggetti diversi da quelli iscritti nell’elenco tenuto dal Prefetto o omette la preventiva comunicazione.
allegato A di come deve essere il tesserino in dotazione al personale addetto;
prontuario;
Autore: Cav. Mario Ricca
TESSERINO IN DOTAZIONE AL PERSONALE DI CUI ALL’ART.7 D.M 06/10/09 G.U. 9 ottobre 2009, n. 235
Cartoncino (peso) 120 gr
Stampa con fondino di colore giallo sia sul recto che sul verso
Dimensioni 70mm x 100 mm
Plastificazione in Pounch Termosaldabile 106 mm x 77 mm
Foto Tessera 30 mm x 35 mm
Ragione Sociale – Eventuale logo dell’esercizio
Dicitura “ASSISTENZA” ad inchiostro di colore rosso fluorescente visibile
Numero di iscrizione all’elenco prefettizio
Data iscrizione nell’elenco prefettizio
PRONTUARIO DELLE VIOLAZIONE AMMINISTRATIVE
NORMA VIOLATA SANZIONE AUTORITA’ COMPETENTE NOTE
Art. 3, comma 7 e 13, Legge 15 luglio 2009 nr.94.
Quale Titolare Impiegava personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi diversi da quelli aperti al pubblico o dai pubblici esercizi
Da €. 1.500
A €. 5.000
€.1.666,66
luogo Sanzionare con la legge 689/81.
Segnalazione al Sindaco per l’adozione per l’applicazione delle sanzioni previste dall’art.10 TULPS
Svolgeva servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi diversi da quelli aperti al pubblico o dai pubblici esercizi
Art. 3, comma 7,Legge 15 luglio 2009 nr.94 in relazione all’art. 6 del D.M. 6.10.2009.
Quale Titolare Impiegava personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi provvisto di armi e/o di oggetti atti ad offendere
Segnalazione al Sindaco per l’adozione per l’applicazione delle sanzioni previste dall’art.10 TULPS.
Segnalazione al Prefetto per la
cancellazione dall’elenco Prefettizio (art. 1 c. 5 D.M. 06.10.2009)
Svolgeva servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi con armi e/o oggetti atti ad offendere
Sanzionare con la legge 689/81.
Art. 3, comma 8,Legge 15 luglio 2009 nr.94 e D.M. 6.10.2009
Quale Titolare Impiegava personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi non iscritto nell’ apposito elenco prefettizio
Svolgeva servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi pur non essendo iscritto nell’apposito elenco prefettizio
Art. 3, comma 11,Legge 15 luglio 2009 nr.94 e D.M. 6.10.2009
Impiegava personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, iscritto nell’ apposito elenco prefettizio, senza darne preventiva comunicazione al Prefetto competente per territorio
Art. 3, commi 9 e 13 Legge 15 luglio 2009 nr.94 in relazione all’art.1 D.M. 6.10.2009
Impiegava personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, ancora iscritto nell’apposito elenco prefettizio, pur avendo perso i requisiti prescritti
Svolgeva servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi, ancora iscritto nell’apposito elenco prefettizio, pur avendo perso i requisiti prescritti
Art. 3, comma 13 Legge 15 luglio 2009 nr.94 in relazione all’art.7 D.M. 6.10.2009
Quale Titolare impiegava in attività di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi addetti che omettono di esporre il tesserino di riconoscimento previsto dall’art. 7 del D.M. 6.10.2009 recante la scritta “Assistenza”
Effettuare attività di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi omettendo di esporre il tesserino di riconoscimento previsto dall’art. 7 del D.M. 6.10.2009 recante la scritta “Assistenza”
Art. 5, D.M. 6.10.2009
quale addetto al controllo di attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi svolgeva attività in modo non conforme a quanto disposto dall’art. 5 del D.M. 6 ottobre 2009 in quanto
VERBALE DI ACCERTAMENTO E CONTESTAZIONE DI ILLECITO AMMINISTRATIVO
N.________/________del verbale
L’anno______addì_____del mese di__________________in______________________________
appartenenti al comando di cui in intestazione, con il presente danno atto a chi di dovere di aver accertato:
o nella data e luogo di cui sopra,
o in data_________________alle ore_________,in_____________________________________
La responsabilità della violazione è da ascrivere a:
TRASGRESSORE:
OBBLIGATO IN SOLIDO:
In violazione delle prescrizione stabilite dalla legge:_____________________________________
In quanto:______________________________________________________________________
Ritenuto che il fatto costituisca violazione della legge____________________________________
E comporta la sanzione amministrativa da €.1.500,00 a €.5.000,00 – pagamento in misura ridotta di €. 1.666,67, viene redatto il presente verbale per i provvedimenti conseguenti.————————
o la violazione è stata immediatamente contestata;
o La violazione non è stata immediatamente contestata in quanto:_________________________
PAGAMENTO IN MISURA RIDOTTA (ART.16 DELLA LEGGE 689/81):
Ai sensi dell’art. 16, legge 24.11.1981, n. 689, per l’oblazione dell’illecito accertato, è ammesso il pagamento in misura ridotta e con effetto liberatorio entro e non oltre gg. 60 (sessanta) dalla data di notifica, della somma pari ad un terzo del massimo della sanzione amministrativa prevista, e qualora sia stabilito il minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo importo, di
Euro 1.666,67 da effettuarsi secondo le modalità sotto riportate.
IL PAGAMENTO IN MISURA RIDOTTA, di cui all’art.16 della Legge 689 del 24.11.1981, modificato dall’art.52 D.lgs. 24.6.1998 nr.213, può essere effettuato, entro 60 giorni dalla data di contestazione/notifica del presente atto, nei modi sotto specificati previsti dal D.L.G. S. 09.7.1997, nr.237 pubblicata sulla G.U. serie Gen. Nr.3 del 05.1.1998, mediante:
in contanti presso gli sportelli di qualsiasi concessionario del Servizio Riscossioni Tributi ________________________________________________________________________
tramite Ufficio Postale o sportello bancario, utilizzando esclusivamente gli apposito modelli F23, indicando nella causale del versamento:
Codice ufficio o Ente: o Carabinieri (9A2) o Polizia Municipale (9A0)
o Guardia di Finanza (9C7)
Codice Tributo: 741T
Codice territoriale:________(sarebbe il codice del comune di ubicazione dell’Ente)
N.B. Al fine di concludere correttamente il procedimento sanzionatorio, copia della ricevuta di avvenuto pagamento deve essere trasmessa per posta con raccomandata A/R o portata in visione a mano, presso gli uffici del Comando di cui in intestazione sito in:__________________________
o inviata per fax al nr.________________________o tramite Pec:__________________________
all’indirizzo del Comando di cui in intestazione, a cura del trasgressore, per l’archiviazione della pratica.————————————————————————————————————————-
Si da atto che trascorso il termine di 60 giorni dalla contestazione o notificazione senza che sia stato presentato ricorso, sarà trasmesso rapporto per l’emissione dell’ordinanza ingiunzione all’Autorità competente, ai sensi dell’art.17 della legge 24.11.1981 nr.689. In caso di inadempimento, si darà corso all’esecuzione forzata ai sensi dell’art.27 legge 24.11.1981 nr.689.—
RICORSO AMMINISTRATIVO:
AUTORITA’ COMPETENTE (art. 18 L. n. 689/1981)
Entro 30 gg. dalla avvenuta contestazione o notificazione della violazione l’interessato, ai sensi dell’art. 18 L.689/1981, può far pervenire all’autorità competente sotto indicata scritti difensivi e documenti e può chiedere di essere sentito dalla medesima autorità.
Prefetto di ___________________________________.
SANZIONE ACCESSORIE:
o SI: o Segnalazione al Sindaco del comune di_____________________ per l’adozione per l’applicazione delle sanzioni previste dall’art.10 TULPS;——————————————–
o Segnalazione al Prefetto di_________________per la cancellazione dall’elenco prefettizio (art.1 c. 5 D.M. 06.10.2009).——————————————————————-
Fatto letto confermato e sottoscritto in data e luogo del presente verbale.———————————–
LA PARTE OBBLIGATO IN SOLIDO I VERBALIZZANTI
(Timbro lineare del Comando)
N.________/_______di prot.llo ________________,li_____________
OGGETTO:– Segnalazione in merito al verbale di accertamento e contestazione di illecito amministrativo, elevato a:
Ai sensi della legge:_____________________________________________
DI _______________________
Per quanto di competenza, si informa che il giorno__________________________
alle ore________in________________________________________________________
presso__________________________________________________________________
Personale di questo Comando accertavano la violazione amministrativa di cui alla legge_____________________________________art.__________, in quanto:_________
Di quanto sopra si da atto per doverosa conoscenza e competenza al fine dell’applicazione delle sanzioni previste dall’art.10 TULPS.
Si allega verbale di accertamento e contestazione di illecito amministrativo.

References: sentenza 

sentenza 
 art. 294
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 294
 sentenza 

sentenza 
 sentenza 
 Art. 5

Art. 3

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