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Timestamp: 2019-03-25 09:31:52+00:00

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Il cardinale Pell condannato a sei anni: colpevole di abusi sessuali su minori, “crimini efferati” « Iniziativa Laica
Il cardinale Pell condannato a sei anni: colpevole di abusi sessuali su minori, “crimini efferati”
Articolo di Maria Antonietta Calabrò (HuffPost 13.3.19) “La sentenza nel sesto anniversario dell’elezione di Francesco, Sentenza mite del tribunale australiano, rischiava fino a 50 anni di prigione. Dovrà stare in carcere per tre anni e otto mesi”
“”L’ex “tesoriere” del Vaticano, il cardinale George Pell, è stato condannato a 6 anni di carcere, in Australia. Una sentenza tutto sommato mite, se confrontata al rischio massimo di 50 anni di prigione previsto per i 5 capi di imputazione per abusi sessuali su minori di cui è stato ritenuto colpevole. Ma si tratta di fatto, quasi di una sentenza “a vita” come ha sottolineato dal Chief Justice Peter Kidd , guardando il condannato, nell’udienza che si è svolta alle 10 di mattina del 13 marzo, quando in Italia era scoccata da poco la mezzanotte. Vista l’età di Pell, 77 anni e visto che non potrà uscire dal carcere sulla parola, prima di aver scontato 3 anni e otto mesi. Pell, che è stato registrato a vita come sex offender, è rimasto impassibile. Era vestito con il suo solito vestito grigio, ma senza il colletto sacerdotale.
La condanna arriva il giorno stesso del sesto anniversario dell’elezione di Papa Francesco, eletto al soglio pontificio il 13 marzo 2013, mentre tutta la Curia è con lui ad Ariccia per gli esercizi spirituali della Quaresima.
Alcune associazioni delle vittime hanno dichiarato il loro “disgusto” per la “leggerezza” della pena, visto che i danni alle vittime sono stati permanenti in tutte le loro vite.
Con una decisione senza precedenti il giudice aveva ordinato la diretta tv mondiale, dopo che per nove mesi ogni notizia sul processo era stata vietata dentro e fuori l’Australia per impedire che il verdetto della giuria popolare potesse essere condizionato dai mass media.
La lettura della sentenza con la sua dettagliata motivazione è durata un’ora e cinquanta minuti. Ed è stata altamente emozionale . Come ha commentato Melissa Davey , del Guardian (uno degli otto giornalisti che hanno seguito per mesi tutte le udienze del processo) : “Questa condanna del cardinale George rimarrà nella storia. È approfondita, meticolosa e profonda. È straordinario essere in tribunale per testimoniarlo”.
Sì, molto meticolosa. Fa impressione ascoltare dalla viva voce del giudice tutti i dettagli su come Pell ha abusato di due ragazzini di tredici anni.
Per uno di loro mettendogli il suo pene in bocca, l’altro prendendogli i genitali, in una stanza vicina alla sagrestia della Cattedrale di San Patrick subito dopo la Messa, mentre i ragazzi gridavano e lui gli intimava di stare calmi.”La sua condotta per crimini efferati è stata permeata di una sconcertante arroganza”, ha affermato nella sentenza il giudice della contea di Victoria, Peter Kidd, “considero la colpevolezza morale in entrambi i casi molto alta”.
E proprio i cancelli della cattedrale di San Patrick fin dalle prime luci dell’alba di ieri sono stati riempiti di fiocchi e nastri argentati in ricordo delle vittime della pedofilia e di uno dei due ragazzini abusati, morto di overdose di eroina nel 2014.
Ed è impressionante anche come il giudice, più e più volte, abbia chiarito al cardinale che la condanna del cardinale non ha nulla che fare con i fallimenti della Chiesa nella prevenzione degli abusi, né con la religione cattolica. Ha a che fare solo con i reati che George Pell ha commesso secondo il verdetto unanime di una giuria popolare composta da 12 persone, al di là di ogni ragionevole dubbio. E in base all’applicazione della legge per ogni cittadino , “the rule of law”.
La tv ha mostrato solo il giudice, e non l’aula del tribunale, strapiena di sostenitori delle vittime degli abusi, degli avvocati di Pell e dei rappresentanti dei media, da ore in fila per entrare.
Pell ha mantenuto fino al 24 febbraio scorso il ruolo di Prefetto vaticano della Segreteria dell’Economia, e il processo canonico nei suoi confronti è iniziato solo il 27 febbraio, cioè dopo che Pell (che è un cardinale elettore in un eventuale Conclave) era già stato rinchiuso in carcere.
Una beffarda coincidenza della storia, quella di oggi, con l’anniversario dell’elezione papale, visto che Pell ha giocato un ruolo fondamentale nella transizione da Benedetto XVI a Francesco.
Eppure, secondo le testimonianze rese alla Royal Commission (che per anni ha indagato sulle risposte istituzionali nel contrasto alla pedofilia in Australia) dalla Task Force SANO della polizia dello Stato di Victoria, fu proprio nella primavera del 2013 che partirono le indagini contro Pell che hanno portato alla sentenza odierna . Mentre lui nel frattempo era entrato a far parte del Consiglio dei cardinali di Francesco, per poi trasferirsi a Roma, cinque anni fa, nel 2014 dopo la nomina a capo della neonata segreteria dell’Economia.
In Australia , nei giorni scorsi, ci sono state testimonianze pubbliche sul fatto che la Chiesa sapeva da molti anni di Pell. A quanto risulta ad Huffpost in una lettera del maggio 2010 lui stesso aveva scritto a Benedetto XVI per rinunciare a venire a Roma per ricoprire un incarico top di Curia cui aveva aspirato (prefetto della Congregazione dei vescovi ) :”per il bene della Chiesa”, a motivo delle ricorrenti accuse nei suoi confronti per la pedofilia. Ma evidentemente il cardinale australiano cambiò idea con il nuovo Pontefice, quando nel 2014 venne nominato zar delle finanze vaticane.
Francesco fu messo al corrente da parte di Pell di quel precedente?
Pell, 77 anni, cui è stata ritirata la libertà su cauzione due settimane fa, è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza, in stretto isolamento di 23 ore al giorno. Può avere contatti solo con il personale penitenziario, e non con altri detenuti, per la sua stessa sicurezza, visto il tipo di reati per cui è stato condannato.
Pell è l’esponente cattolico più alto in grado al mondo ad essere condannato per reati sessuali su minori.
Pell ha continuato a proclamarsi innocente e ha presentato un appello, ( che in base alla legge australiana non è un giudizio di merito, ma di legittimità , simile a quello della nostra Cassazione). Il ricorso sarà esaminato il 5 e 6 giugno prossimi e se dichiarato ammissibile potrebbe essere deciso in qualche settimana. Nel frattempo Pell resterà in carcere.
L’avvocato di Pell, il principe del Foro, Robert Richter, il 26 febbraio aveva chiesto alla Corte una sentenza mite, basata sull’età di Pell, con riguardo ai suoi problemi cardiaci, e al fatto che non ha nessun precedente di offesa, nessun ferimento fisico alle vittime e il fatto che la durata dei reati era stata breve. Ma lo stesso Richter ha scatenato reazioni indignate quando, ha definito l’offesa “un semplice caso di penetrazione sessuale”.
Ha dovuto presentare scuse scritte alle vittime. Il Giudice Kidd, aveva risposto con fermezza respingendo ogni tentativo di minimizzazione sostenendo che Pell si era impegnato in “insensibili, sfacciate offese” contro due ragazzi in una stanza con una porta aperta, causando traumi e angoscia. “Era intriso di arroganza, aggressività e impunità”.“”
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