Source: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=OJ:C:2019:304:FULL&from=EN
Timestamp: 2019-10-23 16:27:46+00:00

Document:
Gazzetta ufficiale C 304/2019
Non opposizione ad un’operazione di concentrazione notificata (Caso M.9486 — GBL/Webhelp) ( 1 )
Notifica preventiva di concentrazione (Caso M.9097 — Boeing/Embraer) ( 1 )
Notifica preventiva di concentrazione (Caso M.9409 — Aurubis/Metallo Group Holding) ( 1 )
Notifica preventiva di concentrazione (Caso M.9511 — Macquarie Group/Ocean Breeze Energy and Perikles) — Caso ammissibile alla procedura semplificata ( 1 )
(Caso M.9486 — GBL/Webhelp)
Il 2 settembre 2019 la Commissione ha deciso di non opporsi alla suddetta operazione di concentrazione notificata e di dichiararla compatibile con il mercato interno. La presente decisione si basa sull’articolo 6, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1). Il testo integrale della decisione è disponibile unicamente in lingua inglese e verrà reso pubblico dopo che gli eventuali segreti aziendali in esso contenuti saranno stati espunti. Il testo della decisione sarà disponibile:
in formato elettronico sul sito EUR-Lex (http://eur-lex.europa.eu/homepage.html?locale=it) con il numero di riferimento 32019M9486. EUR-Lex è il sistema di accesso in rete al diritto comunitario.
(Caso M.9097 — Boeing/Embraer)
In data 30 agosto 2019 è pervenuta alla Commissione la notifica di un progetto di concentrazione in conformità dell'articolo 4 del regolamento (CE) n. 139/2004 del Consiglio (1).
The Boeing Company («Boeing», Stati Uniti d'America),
Embraer S.A. («Embraer», Brasile),
Divisione dell'aviazione commerciale di Embraer (Brasile), appartenente a Embraer,
EB Defense, LLC (Stati Uniti), controllata da Embraer.
Boeing acquisisce, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni, il controllo esclusivo dell'insieme della divisione dell'aviazione commerciale di Embraer e delle relative operazioni e capacità ingegneristiche, nonché il controllo comune, insieme a Embraer, di EB Defence, LLC, per costruire un impianto di fabbricazione per gli aerei da trasporto militare di Embraer, i KC-390.
Boeing è una società americana che opera nel settore aerospaziale e della difesa con sede a Chicago, Illinois. Progetta, fabbrica e commercializza aeromobili commerciali e militari, veicoli spaziali e sistemi di difesa, di sicurezza e spaziali. Boeing fornisce anche servizi di assistenza post-vendita per il mercato aerospaziale, compreso nel settore della logistica orientata ai risultati e della formazione.
Embraer è una società brasiliana con sede a São José dos Campos, São Paulo, con imprese operanti nel settore dell'aviazione commerciale e privata, della difesa e della sicurezza.
La divisione dell'aviazione commerciale di Embraer progetta, fabbrica e commercializza aeromobili commerciali con meno di 150 posti e fornisce servizi di assistenza post-vendita per i suoi aeromobili, compreso il sostegno operativo e tecnico e la formazione;
EB Defense, LLC effettuerà l'assemblaggio finale, la commercializzazione e la vendita e assicurerà i servizi di assistenza post-vendita in relazione all'aereo da trasporto militare di Embraer, il KC-390, attualmente in fase di certificazione.
Fax: +32 229 64301
(Caso M.9409 — Aurubis/Metallo Group Holding)
La presente notifica riguarda le seguenti imprese:
Aurubis AG («Aurubis», Germania),
Metallo Group Holding N.V. («Metallo», Belgio).
Aurubis AG acquisisce, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni, il controllo esclusivo dell'insieme di Metallo Group Holding N.V.
— Aurubis: impresa fornitrice di metalli non ferrosi. In particolare, Aurubis trasforma concentrati e rottami di rame e produce catodi di rame e prodotti derivati dal processo di raffinazione del rame, oltre a fornire forme di rame e prodotti semilavorati in rame e in leghe di rame, quali laminati, barre, tondini e cavi;
— Metallo: impresa attiva nel riciclo, nella trasformazione e nella commercializzazione di metalli non ferrosi. In particolare, Metallo raffina rottami di rame per produrre catodi in rame e altri prodotti derivati.
A seguito di un esame preliminare la Commissione ritiene che la concentrazione notificata possa rientrare nell'ambito di applicazione del regolamento sulle concentrazioni, riservandosi tuttavia la decisione definitiva al riguardo.
M.9409 — Aurubis/Metallo Group Holding
Fax: +32 229-64301
(Caso M.9511 — Macquarie Group/Ocean Breeze Energy and Perikles)
Sage Holdings S.à.r.l (Lussemburgo), controllata in ultima istanza da Macquarie Group Limited («Macquarie», Australia),
Ocean Breeze Energy GmbH & Co. KG e Perikles 20092 Vermögensverwaltung GmbH (congiuntamente «imprese oggetto dell'acquisizione», Germania).
Macquarie acquisisce, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1, lettera b), del regolamento sulle concentrazioni, il controllo esclusivo dell’insieme delle imprese oggetto dell'acquisizione.
— Macquarie: impresa che opera su scala internazionale nella prestazione di servizi bancari e finanziari, di consulenza, di investimento e di gestione di fondi;
— imprese oggetto dell'acquisizione: imprese che possiedono e gestiscono i) la centrale eolica offshore Bard Offshore 1, costituita da 80 generatori eolici, la relativa stazione di trasformazione e il relativo cablaggio, ii) la nave autosollevante Wind Lift I e iii) il parco eolico onshore di Rysumer Nacken, costituito da due generatori eolici.
(2) GU C 2 del 20.12.1999, pag. 2.
«Lessini Durello»/«Durello Lessini»
Numero di riferimento: PDO-IT-A0447-AM02
Data della comunicazione: 21.5.2019
1. Tipologie di vini e metodi di elaborazione.
Alle tipologie di prodotti della denominazione, sono aggiunte le specificazioni del metodo di elaborazione:
«Lessini Durello spumante» metodo charmat e metodo classico
«Lessini Durello spumante» riserva, metodo classico.
La modifica è motivata dall’esigenza di consentire l’immissione al consumo di spumanti ottenuti con il metodo classico anche prima dei 36 mesi di permanenza sui lieviti previsti per tipologia riserva; infatti, si riscontra una crescente richiesta di spumanti, elaborati con metodo classico, che uniscono la piacevole freschezza e vivacità alla maggiore struttura.
La modifica riguarda il disciplinare all’articolo 1 ed il documento unico alla sez. 1.3 (descrizione dei vini).
2. Operazioni di vinificazione - riformulazione del testo.
Eliminati, per la tipologia «Lessini Durello Spumante», il riferimento alla immissione al commercio delle tipologie di prodotto con le indicazioni del tenore zuccherino, ed il riferimento alla esclusiva fermentazione a mezzo autoclave.
La riformulazione è dovuta alla modifica formale inerente lo spostamento coerente dei suddetti riferimenti ad altri articoli specifici del disciplinare.
La modifica riguarda il disciplinare all’articolo 5 ed il documento unico alla sez. 1.3 (descrizione dei vini).
3. Caratteristiche al consumo - indicazione dei metodi di elaborazione relativi alle singole tipologie di prodotto, variazioni del tenore zuccherino e del titolo alcolometrico.
Specificati i diversi metodi di elaborazione dello spumante per le diverse tipologie di prodotto della denominazione: «Lessini Durello Spumante» metodo charmat e metodo classico e «Lessini Durello Spumante riserva» metodo classico;
Introdotto il riferimento al tenore zuccherino «dosaggio zero» per tutte le tipologie.
Diminuzione del titolo alcolometrico da 12,00 a 11,50 % vol per la tipologia «Lessini Durello Spumante riserva».
Le modifiche inserite identificano le diverse tipologie di prodotti e forniscono una descrizione dettagliata delle loro caratteristiche organolettiche; le caratteristiche fisico-chimiche indicate, risultato dell’esito di test enochimici, confermano la qualità dei prodotti della denominazione.
In particolare, per gli spumanti ottenuti con il metodo classico con affinamento sui lieviti dai 9 ai 36 mesi, è stata inserita una specifica descrizione organolettica per distinguere questa tipologia di prodotto, dalla tipologia «Lessini Durello spumante riserva».
La modifica riguarda il disciplinare all’articolo 6 ed il documento unico alla sez. 1.3 (descrizione dei vini).
4. Confezionamento - introduzione della possibilità di utilizzare bottiglie fino a 15 litri
La modifica introdotta amplia da 9 a 15 litri la capacità massima consentita per le bottiglie utilizzabili per il confezionamento dei vini della denominazione.
La modifica introdotta è motivata dalla esigenza poter utilizzare bottiglie nei grandi formati come richiesto dalle esigenze di mercato.
La modifica riguarda il disciplinare all’articolo 8; nessuna modifica al documento unico.
«Lessini Durello» o «Durello Lessini» spumante, da metodo charmat
Detta tipologia di prodotto presenta una spuma fine, persistente, un colore giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli ed un odore delicato lievemente fruttato; il sapore è fresco, piacevole e armonico con un residuo zuccherino da dosaggio zero a demisec.
Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è di 11,00 % vol e l’estratto non riduttore minimo è di 14 g/l.
6,5 in grammi per litro espresso in acido tartarico
«Lessini Durello» o «Durello Lessini» spumante, da metodo classico
Detta tipologia di prodotto presenta una spuma fine, persistente, un colore giallo paglierino più o meno carico, un odore con delicato sentore di lievito; il sapore è piacevolmente sapido ed armonico con un residuo zuccherino da dosaggio zero a demisec. Il titolo alcolometrico volumico totale minimo è di 11,50 % vol e l’estratto non riduttore minimo è di 15 g/l.
5,5 in grammi per litro espresso in acido tartarico
«Lessini Durello» o «Durello Lessini» spumante riserva da metodo classico
Detta tipologia di prodotto presenta una spuma fine ed intensa, un colore dal giallo paglierino di varia intensità fino al giallo dorato con eventuali riflessi ramati; all’odore spiccano le note complesse ed evolute. Il sapore è armonico con un residuo zuccherino da dosaggio zero a demisec. L’estratto non riduttore minimo è di 15 g/l.
112 ettolitri per ettaro
La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Lessini Durello» o «Durello Lessini» comprende:
Provincia di Verona: l’intero territorio dei comuni di: Vestenanova, San Giovanni Ilarione e parte del territorio dei comuni di: Montecchia di Crosara, Roncà, Cazzano di Tramigna, Tregnago, Badia Calavena.
Provincia di Vicenza: l’intero territorio dei comuni di Arzignano, Castelgomberto, Chiampo, Brogliano, Gambugliano, Trissino e parte del territorio dei comuni di Cornedo, Costabissara, Gambellara, Isola Vicentina, Malo, Marano Vicentino, Monte di Malo, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Montorso Vicentino, Nogarole Vicentino, San Vito di Leguzzano, Schio, Zermeghedo.
La zona risulta così delimitata: a est, iniziando dal confine con la provincia di Vicenza, in località Calderina a quota 36, segue la strada che porta a Roncà, passando le località Binello e momello. Attraversa il centro abitato di Roncà, riprende la strada che si immette nella provinciale MonteforteMontecchia fino al confine comunale di Montecchia di Crosara. Segue detto confine comunale fino a quota 64 e poi la strada che porta nuovamente sulla provinciale a sud della cantina sociale di Montecchia di Crosara. Prosegue per breve tratti verso nord la provinciale della Val d’ Alpone fino al ponte sull’omonimo torrente che lo attraversa seguendo poi la strada comunale che passa dalle località Molino, Castello e San Pietro a sud dell’abitato di Montecchia di Corsara, prosegue fino a incontrare il torrente Rio Albo a quota 85 che delimita la zona fino a quota 406 a sud di Corgnan e Tolotti per congiungersi con il confine comunale di Cazzano di Tramigna. Prende la strada comunale per Marsilio e seguendo la quota di livello tocca il Rio V. Brà e V. Magragna fino a quota 149 in località Caliari. Da località Caliari prosegue verso nord per la strada che porta a Campiano fino alla località Panizzolo a quota 209 per unirsi al torrente Tramigna; sale a nord il Tramigna fino ad arrivare al confine comunale di Tregnago che lo segue per breve tratto verso ovest e quindi raggiunge la località Rovere a quota 357 e successiva 284 Prende la strada che porta a Tregnago passando per quota 295, entra nell’abitato di Tregnago, le attraversa seguendo la strada principale fino a quota 330. Da qui si immette sulla comunale per Marcemigo che attraversa e prosegue per salire a località Morini a quota 481 e successivamente si immette sulla provinciale per San Mauro di Saline a quota 523. Segue la provinciale per S: Mauro di Saline a quota 523. Segue la provinciale per S: Mauro di Saline verso nord fino a località Bettola al confine con il comune di Badia Calavena. Dalla località Bettola si scende a valle seguendo la comunale, passando fra le località Canovi, Valle, Antonelli, Riva, Fornari si entra nell’ambito di Badia Calavena e da quota 451, seguendo la comunale verso est, si sale alla località Colli a quota 734 raggiungendo il confine con Vestenanova a quota 643, continuando per la comunale si passa dall’abitato di Castelvero, si prosegue per Vestenavecchia fino a giungere a Vestenanova centro; si prosegue per la località Siveri seguendo la comunale e si arriva alla località Alberomato; da qui, toccando la località Bacchi, si giunge al confine con la provincia di Vicenza e seguendo i confini provinciali verso nord fino raggiungere quota 474 s.l.m., il limite di zona prosegue luogo il confine nord del comune di Chiampo verso est e quindi verso sud, fino all’intersezione di questo con la strada provinciale che congiunge Chiampo con Nogarole Vicentino in coincidenza con la quota 468 s.l.m. Segue quindi detta strada, tocca il centro abitato di Nogarole e prosegue lungo la strada che conduce a Selva di Trissino al Capitello posto dopo la quota 543 s.l.m., si dirige a sinistra lungo il sentiero fino all’incrocio di questo con l’acquedotto. Di qui corre lungo il sentiero attraversando la contrada Prizzi congiungendosi poi a quota 530 s.l.m. con la strada per Cornedo, che segue attraversando le contrade Pellizzari e Duello fino al bivio con la strada comunale che conduce alle contrade Caliari, Stella, Ambrosi fino a raggiungere nuovamente la provinciale per Cornedo toccando la località Grigio. S’innesta qui a Cornedo sulla statale n. 246 che segue fino a poco prima del ponte dei Nori. Gira quindi verso est e prende posto la strada comunale che tocca le contrade Colombara, Bastianci, Muzzolon, Milani (quota 547); di qui segue la carrareccia con direzione nord-est fino alla contrada Crestani a quota 532. Segue quindi la strada comunale che conduce alle contrade Mieghi, Milani a quota 626, Casare di Sopra, Casare di Sotto, Godeghe fino al bivio con la strada comunale Monte di Malo-Monte Magrè che percorre appunto fino a questo centro abitato. Da qui segue la strada per Magrè fino a quota 294 proseguendo successivamente in direzione nord-ovest toccando quota 214, segue poi la Valfreda raggiungendo località Raga a quota 414 e da qui prosegue fino al confine comunale fra Schio e Torrebelvicino, segue lo stesso fino a quota 216 Da qui segue il torrente Leogra fino al ponte della statale n. 46 per Schio seguendo successivamente la strada rivierasca fino a quota 188. Segue quindi la statale n. 46 Schio-Vicenza fino alla località Fonte di Castelnovo. Attraversa e prende quindi la strada per Costabissara che raggiunge toccando le località Cà de Tommasi e Pilastro.
Il limite di zona segue quindi la strada comunale da Costabissara a Creazzo passando per località S. Valentino fino a raggiungere il confine meridionale del comune di Costabissara; prosegue quindi verso ovest lungo i confini comunali sud di Costabissara, fino a incontrare la strada che da Gambugliano procede fino a Sovizzo costeggiando la strada della Valdiezza. Si segue quindi la strada verso Castelgomberto fino ad incontrare sulla sinistra la strada per le contrade Busa, Pilotto, Vallorona. Allo stop si segue la strada a Sinistra una prima ed una seconda volta; si tralascia il bivio per località Monteschiavi. Al bivio per Contrà Vallorona, Rubbo, Spinati si tralascia la strada per predette località andando diritto fino ad arrivare in fondo a via Vallorona. Si prosegue a destra, seguendo l’unghia del monte, per Valdimolino. Si prosegue per la strada che va a Sant’Urbano di Montecchio Maggiore (strada Cavallara). Si prosegue quindi per la strada dei Bastian fino a incrociare la strada che proviene da Castelgomberto. Si prosegue per la strada dei Bernuffi, procedendo a sinistra fino a raggiungere l’abitato di Sant’Urbano. Al bivio si gira a sinistra seguendo la strada per Sovizzo Alto arrivati alla Casa Cattani si gira a destra per via Caussa, in fondo a detta strada si gira a destra proseguendo la strada (loc. Carbonara) fino a giungere in località Bastia Bassa, quindi si prosegue per la località Campestrini arrivando infine alla destra della Villa Cordellina. Dopodiché si gira a destra per ricongiungersi con la SS 246 girando a sinistra verso la Montorsina e includendo nell’area il sito dei Castelli di Giulietta e Romeo.
Il limite segue quindi la strada per Montecchio Maggiore e Montorso fino al ponte sul torrente Chiampo, attraversa il corso d’acqua e prosegue verso sud fino alla strada per Zermeghedo che raggiunge via Mieli. Dall’incrocio via Mieli si prosegue a sinistra per la località Belloccheria considerando come area delimitata quella che segue l’unghia del monte fino ad incrociare la via Perosa. Da qui si procede verso il centro abitato di Montebello via Castelletto giungendo fino all’incrocio della strada della Mira. Da qui si procede per la strada Contrada Selva fino all’incrocio Casa Cavazza e strada per Zermeghedo.
Il confine prende la strada per Agugliana e continua in direzione La Guarda a circa 300 metri da questa località svolta a sinistra per un sentiero che la congiunge al confine con Gambellara che segue verso nord fino a quota 143.
Discende lungo la strada vicinale che conduce a Gambellara che attraversa verso ovest seguendo la strada da Gambellara a Calderina congiungendosi con la delimitazione dell’area iniziale della provincia di Verona.
Il sistema di allevamento tradizionale a Pergola Veronese permette alla Durella, vitigno antico ed autoctono, un’ottimale maturazione. Questa caratteristica, unita ad un territorio acclive con un suolo di origini vulcaniche, dà ai vini il patrimonio di acidità che caratterizza questo spumante. I sentori minerali e di pietra focaia sono i marcatori specifici del Durello che si alternano alla mela più o meno verde in una intensità olfattiva complessa di origine minerale anche con ricordi marini di iodio e di zolfo.
(1) GU L 9 dell’11.1.2019, pag. 2.
La presente comunicazione è pubblicata conformemente all’articolo 17, paragrafo 5, del regolamento delegato (UE) 2019/33 della Commissione (1)
«Bianco di Custoza»/«Custoza»
Numero di riferimento: PDO-IT-A0468-AM02
Data della comunicazione: 24.6.2019
1. Articolo 1 del disciplinare di produzione: denominazione e vini
Viene inserita la tipologia «riserva»
L’introduzione della menzione riserva per la tipologia Custoza è da intendersi come elemento di valorizzazione qualitativa della denominazione per meglio esprimere quelle caratteristiche di affinamento che sono peculiari della tipologia.
La presente modifica comporta modifiche anche alle pertinenti sezioni del documento unico - 1.4. descrizione dei vini e 1.5. pratiche di vinificazione - rese massime.
1. Articolo 2 del disciplinare di produzione: Base ampelografica
vengono riviste le percentuali delle varietà principali aggiungendo la Bianca Fernanda alle tre obbligate esistenti quali Garganega, Trebbiano Toscano e Trebbianello (biotipo locale del tocai friulano) per un minimo del 70 %, fissando il limite del 45 % per ognuna di queste.
la composizione ampelografica viene completata con l’ingresso tra le uve principali e obbligatorie della Bianca Fernanda in linea alla tradizionale produzione della zona; l’impiego massimo del 45 % per ognuna delle 4 varietà principali per un minimo del 70 % del totale, comporta obbligatoriamente un utilizzo massimo del 31,5 % per ogni singolo vitigno. Quindi nella composizione varietale della nuova proposta delle Doc «Bianco di Custoza» o «Custoza» dovranno obbligatoriamente essere utilizzati almeno tre vitigni principali su quattro al pari di quanto già vigente con l’attuale disciplinare, ma con l’importante vantaggio di poter utilizzare le quattro varietà anche con un principio qualitativo in relazione all’andamento stagionale, epoca di raccolta, ubicazione del vigneto e peculiarità produttive
La bianca fernanda (clone locale del cortese) è presente per oltre il 13 % della superficie vitata del Custoza ed è riconosciuta localmente come una varietà identificativa della denominazione. l’inserimento della varietà Bianca Fernanda tra i quattro vitigni principali è considerato elemento di forte identità qualitativa e di valorizzazione della denominazione.
2. Articolo 4 del disciplinare di produzione: norme per la viticoltura
vengono dettagliate le tipologie superiore, riserva, spumante e passito
viene cancellato il riferimento alla possibilità di utilizzare le unità vitate del Custoza per produrre i corrispondenti vini designati con la denominazione di origine controllata «Garda»
viene ridotta la resa ad ettaro della tipologia Custoza doc a 13 t
viene integrata la tabella con le rese massime ed il titolo alcolometrico delle tipologie;
viene riscritto il comma relativo alla cernita della tipologia passito, senza modificarne i parametri
sono inseriti quattro commi con cui si stabilisce che la Regione, su richiesta del Consorzio di tutela e sentite le organizzazioni professionali può decidere in merito alle diverse utilizzazioni/destinazioni delle uve, al limite massimo di utilizzazione di uva per ettaro, può ridurre la resa di uva e di vino consentite e può aumentare sino ad un massimo del 20 per cento la resa massima ad ettaro da destinare a riserva vendemmiale.
adeguamento alle modifiche introdotte all’articolo 1;
tale possibilità è prevista dalla normativa nazionale e non ha più necessità di essere specificata nel disciplinare;
la riduzione della resa ad ettaro è necessaria per aumentare il valore qualitativo della denominazione e rispecchia, comunque, un adeguamento delle produzioni alle reali attitudini degli impianti viticoli esistenti, ormai completamente rinnovati a filare. L’analisi dell’andamento del totale vino imbottigliato nell’ultimo quinquennio, inoltre, è pressoché stabile ed evidenzia che il mercato è in grado di assorbire solo una parte della produzione e di questa parte, solo una bassa percentuale con valori di prezzo tali da essere remunerativi per la filiera e per la valorizzazione della denominazione sui mercati nazionali ed internazionali. La filiera ha cosi scelto di operare in senso assoluto un taglio verticale delle produzioni da rivendicare come Doc Custoza e destinare la parte della produzione in esubero verso altre denominazioni
per una più facile interpretazione del disciplinare, si rende necessario l’inserimento di una tabella esplicativa dei valori;
per una più facile interpretazione del disciplinare, si rende necessario riscrivere il testo
vengono dettagliate alcune norme per la viticoltura da adottarsi in determinate condizioni particolari.
La presente modifica comporta modifiche anche alla pertinente sezione del documento unico - 1.5. pratiche di vinificazione - rese massime.
3. Articolo 5 del disciplinare di produzione: norme per la vinificazione
È esplicitata la possibilità di eseguire vinificazione congiunta o disgiunta delle varietà, specificando che il coacervo dei vini ottenuti da vinificazione disgiunta dovrà essere effettuato nella cantina del vinificatore e comunque prima della richiesta di certificazione per l’immissione al consumo;
Viene aumentata dal 65 % al 70 % la resa in vino per le tipologia Custoza, spumante, superiore e riserva, proponendo le rese in una tabella.
Viene limitato il taglio d’annata nella misura massima del 15 % con il vino della sola annata precedente e fino al 31 dicembre dello stesso anno della produzione delle uve
Viene inserita data di immissione al consumo per la tipologia Custoza al 1o dicembre dell’anno di produzione delle uve
Viene inserita la menzione riserva con un periodo di invecchiamento minimo di 12 mesi a partire dal 1o novembre dell’anno di produzione
La resa di uva in vino è stata portata al 70 % per adeguare la resa reale di cantina alle condizioni previste dalla norma, in virtù degli adeguamenti tecnologici che negli ultimi 15 anni si sono susseguiti in tutte le realtà produttive della zona.
L’inserimento di una data di immissione al consumo è inserita in ottica di miglioramento qualitativo
L’inserimento degli ultimi tre commi è un adeguamento alla normativa
4. Articolo 6 del disciplinare di produzione: caratteristiche al consumo
Integrato il descrittore del colore della Custoza;
Aumentato a 17 g/l il valore minimo dell’estratto non riduttore minimo
Inserite le caratteristiche chimico fisiche ed organolettiche per la nuova menzione riserva.
per lo spumante rinominate le tipologie di sapore «da dosaggio zero a demisec».
inserito un ultimo comma la specificazione per tutte le tipologie di eventuale sentore di legno, qualora affinate in legno.
Inserimento fatto per dettagliare correttamente il colore della denominazione
Si vuole adeguare il disciplinare aumentando il valore minimo di questo parametro; i vini Custoza in commercio detengono già nella realtà valori più alti.
inserite le caratteristiche per la nuova menzione riserva che non era prevista dal disciplinare.
modifica per un adeguamento in linea con le esigenze commerciali
esplicitato in modo più chiaro della dicitura precedente per una più precisa descrizione
5. Articolo 8 del disciplinare di produzione: confezionament
Viene inserito l’obbligo di immettere il consumo esclusivamnete in bottiglie di vetro in capacità fino a 9 litri, con l’esclusione della dama e del fiasco, le tipologie Custoza, superiore, riserva e passito.
Per la tipologia spumante sono ammessi contenitori in vetro fino a 18 litri.
Viene consentito, alle sole aziende produttrici esclusivamente nell’area di produzione di cui all’art 3, la sola tradizionale commercializzazione diretta al consumatore finale della sola tipologia Custoza, condizionata in contenitori fino a 60 litri.
Viene specificata l’esclusione della menzione superiore e riserva dall’utilizzo di contenitori alternativi al vetro (bag in box).
Sono ammesse tutte le tipologie di chiusura consentite dalle leggi vigenti
Nel vigente disciplinare di produzione il confezionamento obbligatorio con bottiglia di vetro è previsto solo per la menzione «Superiore», passito e spumante. Nella proposta di modifica tale obbligo è esteso a tutta la denominazione. Si tratta di un passaggio molto importante nella dinamica di valorizzazione di questa storica denominazione anche nell’ottica di un riposizionamento sul mercato ed una valorizzazione riconosciuta.
vengono consentiti i formati più richiesti dal mercato
viene ammessa perché localmente il Custoza è tradizionalmente acquistato anche sfuso dal consumatore finale.
«Bianco di Custoza» o «Custoza» anche nelle versioni Riserva, Superiore, Spumante e Passito
Gli altri parametri analitici, che non figurano nella sottostante griglia, rispettano i limiti previsti dalla normativa nazionale e dell’UE.
«Bianco di Custoza» o «Custoza» riserva
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 12,5 % vol.;
«Bianco di Custoza» o «Custoza» superiore
zuccheri riduttori residui: 7 g/l.
«Bianco di Custoza» o «Custoza» spumante
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,5 % vol.;
sapore: dall’amabile al dolce, armonico, di corpo leggermente aromatico,;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 15 % vol.
13 000 chilogrammi di uve per ettaro
12 000 chilogrammi di uve per ettaro
5 000 chilogrammi di uve per ettaro
La zona di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Bianco di Custoza» o «Custoza» comprende in tutto o in parte i territori dei comuni di Sommacampagna, Villafranca di Verona, Valeggio sul Mincio, Peschiera del Garda, Lazise, Castelnuovo del Garda, Pastrengo, Bussolengo e Sona. Tale zona é così delimitata: partendo a sud dell’abitato di Sommacampagna, da contrada Cesure (quota 89) la linea di delimitazione segue, verso sud-ovest, il canale del consorzio di bonifica dell’Alto Agro Veronese sino a località Boscone, innestandosi per breve tratto sulla strada per Villafranca fino a incontrare e seguire la strada comunale che passando per Pozzo Moretto e Colombara sbocca sulla strada comunale presso Cà Delia. Segue detta strada, toccando C. Nuova Pigno e le Grattarole, sino all’incrocio della strada provinciale di Villafranca-Valeggio e seguendo quest’ultima, arriva all’abitato di Valeggio sul Mincio. Segue quindi verso sud la strada comunale che porta a Pozzolo sino a località C. Buse per innestarsi sulla carreggiabile che incrocia il canale Seriola Prevaldesca. Segue questo canale verso nord, fino a Ponte Lungo, e attraversato lo stesso si innesta nel canale Seriosa Serenelli seguendolo verso sud, sino a incontrare il confine di provincia-regione Mantova-Lombardia (quota 63). Ritornando verso nord, la linea di delimitazione segue il confine regionale toccando successivamente le località Pignolada, Staffalonero, Prandina, Stazione di Salionze, Villa, Dolci e Pontata dove l’abbandona per seguire, per brevissimo tratto verso nord-est, la strada Broglie-Madonna del Frassino, sino in prossimità della località Pignolini e lì attraversa l’autostrada Serenissima, per inserirsi sulla carrareccia che passa a est di Cà Gozzetto toccando successivamente Cà Serraglio e passando a ovest di quota 101 termina a Cà Berra Nuova (quota 91) sulla riva del laghetto del Frassino. Segue la riva di detto laghetto per brevissimo tratto sino a imboccare la carrareccia che passando per località Bertoletta, arriva al casello ferroviario di quota 84. Segue quindi la ferrovia, verso est, fino al contiguo casello di quota 84 dove l’abbandona per seguire la strada che toccando Villa Montresor, prosegue fino ai Cappuccini, sulla riva del lago di Garda. Dalla località Cappuccini la linea di delimitazione segue la sponda orientale del lago di Garda sino in prossimità del porto di Pacengo per inoltrarsi nell’entroterra seguendo la carrareccia che, toccando quota 93 e quota 107, passa sotto l’abitato di Pacengo e giunge a località Cà Allegri, per seguire la strada comunale di Pacengo sino a C. Fontana Fredda. Per altra carrareccia, sale toccando quota 122 sino a località «Le Tende», e da qui, seguendo la strada Pacengo-Colà, sino a C. alle Croci. Da C. alle Croci la linea di delimitazione scende verso sud-est seguendo la carrareccia che, toccando successivamente quota 118, 113 e Sarnighe, incrocia il confine comunale di Lazise-Castelnuovo a quota 112. Segue, risalendo verso nord, questo confine e successivamente in prossimità della località Mirandola, il confine comunale Lazise-Pastrengo sino all’incrocio di questo con la strada provinciale Verona-Lago a ovest di località Osteria Vecchia. La linea di delimitazione segue detta strada verso Verona (est) sino in prossimità dell’abitato di Bussolengo dove si inserisce, nei pressi di quota 130, sulla comunale del Cristo e prosegue sulla strada comunale di Palazzolo sino a incontrare l’autostrada del Brennero nel punto in cui interseca il confine comunale Bussolengo-Sona. Segue detto confine verso sud, sino a località Civel dove si inserisce sulla strada provinciale BussolengoSommacampagna. Segue detta strada sino all’abitato di Sommacampagna che attraversa per inserirsi sulla viabile che porta a Custoza sino a località Cesure punto di partenza. Ad ovest della località Broglie è incluso un piccolo territorio del comune di Peschiera del Garda comprendente il Monte Zecchino, così delimitato: dalla carrareccia a sud di Broglie (adiacente alle ex scuole elementari di Broglie) la linea di delimitazione prosegue verso ovest, per Cà Boschetti e Cà Rondinelli per poi seguire il confine di provincia-regione toccando successivamente Cà Boffei, Soregone, Cà Nuova Bazzoli e la strada che porta all’abitato di Broglie, sino a incrociare la carrareccia che ha costituito il punto di partenza.
Manzoni bianco B. - Incrocio Manzoni 6.0.13 B.
Garganega B. - Garganego
I primi cenni di domesticazione della vite nell’attuale zona di produzione della doc Custoza sono documentati dal ritrovamento di vinaccioli di Vitis Silvestris del periodo palafitticolo nella zona di Pacengo e Peschiera. Nella zona, le prime testimonianze della coltivazione della vite risalgono all’epoca romana (nell’area sono stati ritrovati tra l’altro vari reperti riferiti all’uso del vino nei riti religiosi ed alla conservazione e al trasporto del vino), ma è soprattutto a partire dal IX secolo e poi per tutta l’epoca medievale che si rileva un’abbondante documentazione sulla coltivazione della vite nella zona compresa in particolare tra Pastrengo e Sommacampagna.
L’8 febbraio 1971, con l’approvazione di un Decreto presidenziale, si istituì la doc Bianco di Custoza, fra le prime denominazioni di origine di vini bianchi in Italia; nel 2005 venne approvata la nuova menzione semplificata «Custoza». Il Consorzio di tutela del Custoza venne istituito nel 1972.
Con gli anni ‘80 del XX secolo, la viticoltura della zona di produzione del Custoza ha iniziato una radicale conversione sia nella forma di allevamento che nelle pratiche agronomiche, che hanno saputo valorizzare le peculiarità dei vitigni autoctoni del Custoza: la Garganega, il Trebbianello (un biotipo locale del Tocai friulano) e la Bianca Fernanda (un clone locale del Cortese). Il progressivo incremento delle capacità tecniche e le esperienze acquisite nel tempo hanno permesso ai viticoltori di individuare ed attuare le lavorazioni più adeguate all’ottenimento di uve di alta qualità e di saper cogliere il momento ideale per la vendemmia, valorizzando in tal modo quegli elementi di tipicità che derivano dall’interazione fra vitigni, suoli collinari e microclima.
In particolare, i terreni morenici, per la loro composizione, contribuiscono ad un germogliamento regolare per tutti i vitigni. L’interazione dei suoli con il clima della zona permette un sufficiente sviluppo e un’adeguata maturazione dei grappoli e dei tralci.

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 8