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Timestamp: 2015-04-01 14:27:03+00:00

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Comuni d'Italia :: Leggi argomento - atto giudiziario non ritirato
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mike533Registrato: 27/10/10 12:17Messaggi: 6Residenza: napoli
Inviato: Gio 17 Mar 2011 - 12:48 pm Oggetto: atto giudiziario non ritirato
salve a tutti, vorrei chieder una info+ un consiglio.
La mia compagna all'inizio di dicembre 2010 ebbe un'avviso di giacenza atti giudiziari dalla PT locale lei convinta si trattasse di una cosa a lei molto antipatica non la volle ritirare, ma ieri 16 Marzo 2011 dietro sempre le mie sollecitazioni l'ha ritirata e sorpresa(brutta) era una multa per div. di sosta ormai � passato molto tempo cosa possiamo fare'
Ed � vero che c'� stata una sentenza che ha stabilito che le raccomandate ne devono essere inviate almeno 2 annullando di fatto una multa simile?
Inviato: Gio 17 Mar 2011 - 1:04 pm Oggetto: Citazione:	Nullit� della notifica della multa per compiuta giacenza.
Per le notifiche a mezzo posta, in caso di rifiuto di ricevere il piego o di firmare il registro di consegna da parte delle persone abilitate alla ricezione ovvero in caso di mancato recapito per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneit� o assenza delle persone sopra menzionate, del compimento delle formalit� descritte e del deposito del piego deve essere data notizia al destinatario medesimo con raccomandata con avviso di ricevimento; diversamente la notifica � nulla.
-28.04.2006, diritto-in-rete.com-
Cassazione, sez. II civile, sentenza 04.04.2006, n. 7815 LA SEZIONE SECONDA CIVILE Ha pronunciato la seguente sentenza
http://www.diritto-in-rete.com/sentenza.asp?id=59
Citazione:	SENTENZA N.346
nei giudizi di legittimit� costituzionale dell'art. 8, secondo, terzo e quarto comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890 (Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari), promossi con ordinanze emesse il 28 settembre 1996 dal Pretore di Lucca nel procedimento civile vertente tra Brucia Baldassarre ed il Comune di Lucca, iscritta al n. 609 del registro ordinanze 1997 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 39, prima serie speciale, dell'anno 1997, ed il 22 aprile 1997 dalla Corte d'appello di Milano nel procedimento civile vertente tra la ICIT s.a.s. e la Officine di Seveso s.p.a. ed altra, iscritta al n. 761 del registro ordinanze 1997 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 45, prima serie speciale, dell'anno 1997.
1.1 - Nel corso di un giudizio di opposizione ad una ordinanza-ingiunzione ai sensi degli artt. 22 e 23 della legge 24 novembre 1981, n. 689, il Pretore di Lucca con ordinanza emessa il 28 settembre 1996 ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, questione di legittimit� costituzionale dell�art. 8, secondo, terzo e quarto comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890 (Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari), "nella parte in cui non prevede che il destinatario, dopo l�avviso lasciato alla sua abitazione, o ufficio o azienda, riceva notizia di tale attivit� per raccomandata a.r., cos� come previsto dall�art. 140 c.p.c".
Rileva il giudice a quo che, qualora la notificazione venga eseguita personalmente dall�ufficiale giudiziario, questi, in caso di assenza del destinatario e di rifiuto, mancanza, inidoneit� o assenza delle altre persone abilitate a ricevere l'atto, deve - ai sensi dell�art. 140 del codice di procedura civile -: 1) depositare copia dell�atto nella casa comunale; 2) affiggere avviso del deposito alla porta dell�abitazione o dell�ufficio o dell�azienda del destinatario; 3) darne allo stesso notizia per raccomandata con avviso di ricevimento.
Qualora la notifica avvenga invece a mezzo posta, l�art. 8 della citata legge 20 novembre 1982, n. 890, prevede solo l'obbligo a carico dell�agente postale, nelle stesse ipotesi di cui all'art. 140 del codice di procedura civile, di lasciare al destinatario della notifica l�avviso di deposito del piego presso l'ufficio postale mediante affissione di tale avviso alla porta d�ingresso o immissione nella cassetta della corrispondenza dell�abitazione, dell�ufficio o dell�azienda, senza che di siffatto adempimento venga poi data notizia allo stesso destinatario mediante raccomandata con avviso di ricevimento.
Siffatta diversit� di disciplina determinerebbe a giudizio del rimettente - attesa l�identit� delle situazioni disciplinate dalle due norme - la violazione del principio di eguaglianza sancito dall�art. 3 della Costituzione, per l�ingiustificato e deteriore trattamento riservato ai destinatari, assenti, della notificazione eseguita a mezzo posta.
La norma denunciata violerebbe, altres�, l�art. 24 della Costituzione, per la compressione del diritto di difesa del destinatario dell�atto da notificare, il quale, per cause anche accidentali, potrebbe non avere conoscenza dell�avviso come sopra comunicatogli; pregiudizio, questo, evitabile, qualora la notificazione venga effettuata ai sensi dell�art. 140 del codice di procedura civile, prescrivendo tale norma che con raccomandata a.r. si dia notizia al notificatario delle attivit� svolte.
1.2 - E� intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall�Avvocatura generale dello Stato, che ha concluso per la manifesta inammissibilit� della questione, non essendo stati prospettati profili nuovi o diversi rispetto a quanto gi� deciso da questa Corte con la sentenza n. 591 del 1989 e con le ordinanze n. 429 e n. 899 del 1988, nonch� n. 138 del 1990.
3 - Nel corso di un procedimento civile per opposizione tardiva a decreto ingiuntivo, la Corte di appello di Milano con ordinanza emessa il 22 aprile 1997 ha sollevato, in riferimento all�art. 24, secondo comma, della Costituzione, questione di legittimit� costituzionale dell�art. 8, secondo e terzo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890 (Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari), nella parte in cui prevede che il piego, notificato per compiuta giacenza dopo il decimo giorno dalla data di deposito presso l�ufficio postale, venga restituito al mittente senza che il destinatario sia messo in grado di conoscere tipo, natura, provenienza e contenuto dell�atto che gli � stato notificato.
Ad avviso del giudice a quo, una volta rimesso il piego al mittente sarebbe impossibile, o quanto meno estremamente difficoltoso per il notificatario, rintracciare l�atto che gli � stato notificato (non contenendo l�avviso dell�agente postale alcuna utile indicazione), con conseguente violazione del diritto di difesa sancito dall�art. 24 della Costituzione.
2.1. - E� intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall�Avvocatura generale dello Stato, che ha concluso per la manifesta inammissibilit� della questione, per non essere stati prospettati profili nuovi o diversi rispetto ad identiche questioni dichiarate inammissibili da questa Corte.
1. - Data l�identit� della materia, le questioni sollevate dalle ordinanze del Pretore di Lucca e della Corte di appello di Milano vanno riunite per essere decise con unica sentenza.
2. - Il Pretore di Lucca denuncia l�illegittimit� costituzionale dell�art. 8, secondo, terzo e quarto comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890, in riferimento agli artt. 3 e 24 della Costituzione, nella parte in cui detta norma non prevede che il destinatario della notifica effettuata a mezzo posta, dopo l�avviso lasciato presso la sua abitazione, ufficio o azienda, riceva notizia delle attivit� compiute per raccomandata a.r., cos� come previsto dall�art. 140 del codice di procedura civile per il caso di notifica effettuata personalmente dall�ufficiale giudiziario.
3. - La Corte di appello di Milano dubita, in riferimento all�art. 24, secondo comma, della Costituzione, della legittimit� costituzionale del medesimo art. 8, secondo e terzo comma, della citata legge n. 890 del 1982, nella parte in cui prevede che il piego, notificato per compiuta giacenza dopo il decimo giorno dalla data di deposito presso l�ufficio postale, venga restituito al mittente senza che il destinatario sia messo in grado di conoscere tipo, natura, provenienza e contenuto dell�atto che gli � stato notificato.
4. - La prima questione � fondata, nei limiti di seguito precisati.
4.1. - Nel sistema delineato dalla legge 20 novembre 1982, n. 890, l�ufficiale giudiziario pu� utilizzare il servizio postale per la notificazione di tutti gli atti in materia civile, amministrativa e penale, salvo che l�autorit� giudiziaria disponga, o la parte richieda, che la notificazione sia eseguita personalmente (art. 1, primo comma). In materia civile e amministrativa, inoltre, egli deve sempre avvalersi del servizio postale per le notificazioni da eseguirsi fuori del comune ove ha sede l�ufficio, eccetto che la parte chieda che la notificazione sia eseguita personalmente (art. 1, secondo comma). Salva la richiesta del notificante di eseguire la notificazione personalmente, l�ufficiale giudiziario ha dunque la facolt� - e talvolta l�obbligo - di utilizzare il servizio postale.
4.2. - In caso di assenza del destinatario di una notificazione a mezzo posta (e di rifiuto, mancanza, inidoneit� o assenza delle altre persone abilitate a ricevere l�atto), l�art. 8 della legge n. 890 del 1982 prevede che l�agente postale depositi il piego nell�ufficio postale, rilasciando avviso al destinatario "mediante affissione alla porta d'ingresso oppure mediante immissione nella cassetta della corrispondenza dell�abitazione, dell�ufficio o dell�azienda", e che di tutte le formalit� eseguite e del deposito nonch� dei motivi che li hanno determinati sia fatta menzione sull�avviso di ricevimento che, datato e sottoscritto dall�agente postale, � unito al piego (secondo comma). Trascorsi dieci giorni dalla data del deposito senza che il piego sia stato ritirato dal destinatario, il piego stesso viene restituito al mittente, unitamente all�avviso di ricevimento, con l�indicazione "non ritirato" (terzo comma). La notificazione si ha per eseguita decorso il suddetto termine di dieci giorni dal deposito (quarto comma).
4.3. - Ora, se rientra nella discrezionalit� del legislatore la conformazione degli istituti processuali e, quindi, la disciplina delle notificazioni, un limite inderogabile di tale discrezionalit� � rappresentato dal diritto di difesa del notificatario. Deve pertanto escludersi che la diversit� di disciplina tra le notificazioni a mezzo posta e quelle personalmente eseguite dall�ufficiale giudiziario possa comportare una menomazione delle garanzie del destinatario delle prime.
Per l�ipotesi di notificazione eseguita personalmente dall�ufficiale giudiziario, l�art. 140 del codice di procedura civile impone a quest�ultimo di dare comunicazione al destinatario, mediante raccomandata con avviso di ricevimento, del compimento delle formalit� indicate (deposito dell�atto nella casa comunale e affissione dell�avviso di deposito alla porta dell�abitazione, dell�azienda o dell�ufficio). E ci� allo scopo di garantire che il notificatario abbia una effettiva possibilit� di conoscenza dell�avvenuto deposito dell�atto, ritenendosi evidentemente insufficiente l'affissione del relativo avviso alla porta d'ingresso o la sua immissione nella cassetta della corrispondenza dell�abitazione, dell�azienda o dell�ufficio ed individuandosi nella successiva comunicazione a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento lo strumento idoneo a realizzare compiutamente lo scopo perseguito. Una disposizione siffatta - pur se compatibile con la specificit� propria del mezzo postale - manca invece nella disciplina censurata che, pertanto, risulta, al tempo stesso, priva di ragionevolezza e lesiva della possibilit� di conoscenza dell�atto da parte del notificatario e, quindi, del diritto di difesa garantito dall�art. 24 della Costituzione.
E ci� senza considerare che le insufficienti garanzie di conoscibilit� che presenta per il notificatario la notificazione a mezzo del servizio postale derivano, in ultima analisi, dalla scelta del modo di notificazione effettuata da soggetti, l�ufficiale giudiziario e il notificante, privi di qualsivoglia interesse alla conoscibilit� dell�atto da parte del notificatario: il solo notificante, infatti, pu� richiedere all�ufficiale giudiziario di effettuare la notifica personalmente e, qualora ci� non faccia, l�ufficiale giudiziario pu�, a sua discrezione, scegliere l�uno o l�altro modo di notificazione.
4.4. - L�art. 8, secondo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890, va pertanto dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede che, in caso di assenza del destinatario (e di rifiuto, mancanza, inidoneit� o assenza delle altre persone abilitate a ricevere l�atto), sia data notizia al destinatario medesimo con raccomandata con avviso di ricevimento del compimento delle formalit� prescritte.
5. - Anche la questione sollevata dalla Corte di appello di Milano � fondata nei limiti di seguito precisati.
5.1. - La funzione propria della notificazione � quella di portare l�atto a conoscenza del destinatario, al fine di consentire l�instaurazione del contraddittorio e l�effettivo esercizio del diritto di difesa. Compete naturalmente al legislatore, nel bilanciamento tra l�interesse del notificante e quello del notificatario, determinare i modi attraverso i quali tale scopo possa realizzarsi individuando altres� i rimedi per evitare che il diritto di agire in giudizio del notificante sia paralizzato da circostanze personali - come ad esempio l�assenza dalla abitazione o dall�ufficio - riguardanti il destinatario della notificazione.
I termini di tale bilanciamento di interessi possono naturalmente essere i pi� vari come emerge dalle soluzioni adottate in alcuni degli ordinamenti processuali europei a noi pi� vicini per cultura e tradizione.
5.2. - Ci� premesso, non sembra in ogni caso potersi dubitare che la discrezionalit� del legislatore incontri un limite nel fondamentale diritto del destinatario della notificazione ad essere posto in condizione di conoscere, con l�ordinaria diligenza e senza necessit� di effettuare ricerche di particolare complessit�, il contenuto dell�atto e l�oggetto della procedura instaurata nei suoi confronti, non potendo ridursi il diritto di difesa del destinatario medesimo ad una garanzia di conoscibilit� puramente teorica dell�atto notificatogli. E� opportuno, altres�, sottolineare che la questione di cui si tratta non concerne in alcun modo l�individuazione del momento perfezionativo della notificazione (in relazione al quale dispone il quarto comma del citato art. bens� la legittimit� della norma che dispone la restituzione al mittente del piego non ritirato dal destinatario entro i dieci giorni dal deposito presso l�ufficio postale (art. 8, terzo comma).
Disposizione quest'ultima che, in un contesto sociale ben diverso da quello esistente all�epoca della sua emanazione, risulta gravemente pregiudizievole per il notificatario, il quale - nel caso (oggi non certo infrequente, specie nel periodo estivo) di assenza dall�abitazione, dall�azienda o dall�ufficio che si protragga per oltre dieci giorni e di mancanza delle persone indicate al secondo e terzo comma dell�art. 7 della citata legge n. 890 del 1982 - non � pi� posto in condizioni di ritirare il piego, diversamente da quanto si verifica per il destinatario di una notificazione effettuata ai sensi dell'art. 140 del codice di procedura civile, e si trova perci� in una situazione di impossibilit� o comunque di notevole difficolt� di individuazione dell�atto notificatogli (talvolta provocata dal notificante, mediante la scelta dell�epoca della notifica e la mancata richiesta di notificazione personale da parte dell�ufficiale giudiziario) tale da potergli in concreto precludere ogni effettiva possibilit� di difesa.
Anche in tal caso, non si tratta dunque di sostituirsi al legislatore nell�individuare uno dei possibili correttivi alla disciplina delle notificazioni a mezzo posta, bens� di rimuovere una previsione (quella di restituzione del piego al mittente dopo il decorso di un termine del tutto inidoneo, per la sua brevit�, a garantire l�effettiva possibilit� di conoscenza) lesiva del diritto di difesa del destinatario della notificazione, non presente nella parallela disciplina codicistica delle notificazioni a mezzo di ufficiale giudiziario e non connaturata, quanto meno nella sua dimensione temporale, alla specificit� del mezzo postale.
Il legislatore, nella sua discrezionalit�, sar� quindi libero di adeguare la disciplina delle notificazioni a mezzo posta (per il caso di assenza del destinatario) a quella dettata dall�art. 140 del codice di procedura civile (che non prevede affatto la restituzione dell�atto al mittente) ovvero di stabilire regole diverse: il limite della discrezionalit� sar� rappresentato esclusivamente dal diritto di difesa del destinatario, in relazione al quale deve ritenersi illegittima qualsiasi disciplina che, prevedendo la restituzione del piego al mittente dopo un termine di deposito eccessivamente breve, pregiudichi la concreta possibilit� di conoscenza del contenuto dell�atto da parte del destinatario medesimo.
5.3. - La mancata restituzione del piego al mittente dopo il decimo giorno di giacenza non solo non incide - come gi� si � visto - sull�individuazione del momento perfezionativo della notificazione, ma nemmeno pregiudica l'interesse del notificante alla tempestiva formazione della prova dell�avvenuta notifica che ben pu� essere fornita, indipendentemente dal piego, dall'avviso di ricevimento, da restituirsi al mittente in raccomandazione e mediante il quale questi potr� dimostrare la regolarit� della notificazione.
5.4. - L�art. 8, terzo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890, va pertanto dichiarato illegittimo nella parte in cui prevede che il piego sia restituito al mittente, in caso di mancato ritiro da parte del destinatario, dopo dieci giorni dal deposito presso l�ufficio postale.
a) dichiara l�illegittimit� costituzionale dell�art. 8, secondo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890 (Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari), nella parte in cui non prevede che, in caso di rifiuto di ricevere il piego o di firmare il registro di consegna da parte delle persone abilitate alla ricezione ovvero in caso di mancato recapito per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneit� o assenza delle persone sopra menzionate, del compimento delle formalit� descritte e del deposito del piego sia data notizia al destinatario medesimo con raccomandata con avviso di ricevimento;
b) dichiara l�illegittimit� costituzionale dell�art. 8, terzo comma, della legge 20 novembre 1982, n. 890 (Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari), nella parte in cui prevede che il piego sia restituito al mittente, in caso di mancato ritiro da parte del destinatario, dopo dieci giorni dal deposito presso l�ufficio postale.
Cos� deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 settembre 1998.
Inviato: Gio 17 Mar 2011 - 3:28 pm Oggetto: Re: atto giudiziario non ritirato
mike533 ha scritto:	salve a tutti, vorrei chieder una info+ un consiglio.
garzie	Come indicato nelle sentenza postate da delux le Poste avrebbero dovuto inviarti una seconda raccomandata per portarti a conoscenza del plico in giacenza, Purtroppo, per�, ritengo che il fatto che tua abbia cmq provveduto al ritiro comporta l'avvenuta regolare consegna del plico stesso. Al momento, quindi, puoi proporre opposizione soltanto per motivi legati al verbale notificatoti._________________ SUB LEGE LIBERTAS
Inviato: Gio 17 Mar 2011 - 3:29 pm Oggetto: Re: atto giudiziario non ritirato
ippocampo2009 ha scritto:	mike533 ha scritto:	salve a tutti, vorrei chieder una info+ un consiglio.
garzie	Come indicato nelle sentenza postate da delux le Poste avrebbero dovuto inviarti una seconda raccomandata per portarti a conoscenza del plico in giacenza, Purtroppo, per�, ritengo che il fatto che tua abbia cmq provveduto al ritiro comporta l'avvenuta regolare consegna del plico stesso. Al momento, quindi, puoi proporre opposizione soltanto per motivi legati al verbale notificatoti.	CONCORDO E QUOTO > UN ONORATO SALUTO_________________
Inviato: Gio 17 Mar 2011 - 3:54 pm Oggetto: La notificazione si � perfezionata, come giustamente detto dai colleghi, per compiuta giacenza. Vorrebbe dire, in parole povere, che il postino � venuto presso il destinatario, e non trovandolo, ha lasciato l'avviso in cassetta; successivamente poi presso le poste, parte una seconda raccomandata (appunto, Comunicazione di Avvenuto Deposito - CAD - ), la quale avvisa il destinatario che � in giacenza la prima.
Decorsi 10 gg dall'invio della seconda raccomandata, l'atto si intende notificato, indipendentemente dal ritiro o meno dell'atto._________________
fstonesRegistrato: 13/05/09 14:18Messaggi: 408
Inviato: Gio 17 Mar 2011 - 5:04 pm Oggetto: no un attimo: x quanto riguarda la notifica da parte della posta di un AG, questa prova la consegna e lascia un semplice avviso. Il giorno dopo consegna altra raaccomandata, chiamata CAD, in cui ti avverte che c'� un atto in deposito. In questo caso, il cad se � consegnato, c'� una firma di ricevuta mentre se non c'� nessuno il postino nella relata scrive immesso in cassetta postale e la consegna senza bisogno di firme...
Io consiglio sempre di ritirare gli atti perch� con l'atto in mano ci si pu� difendere e/o valutare il da farsi: non rititarlo o, peggio, rifiutarlo ai fini di notifica � terminato ma di fatto rimani in bal�a degli eventi...

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	SENTENZA 
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 art. 8
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