Source: https://paperzz.com/doc/5294668/d.m.-05.06.2014
Timestamp: 2017-09-22 06:26:37+00:00

Document:
D.M. 05.06.2014
Il fondo per tutti pdf132 KB
D.M. 01/07/14 - ECOLAV Service Srl pdf162 KB
- Gemma Prototipi pdf213 KB
FAC SIMILE DI DOMANDA Alla Regione pdf267 KB
Regola Tecnica Campeggi 2014 pdf2 422 KB
gazzetta ufficiale della repubblica italiana - Il sole 24 Ore pdf2 650 KB
Anno 155° - Numero 147
DECRETO-LEGGE 26 giugno 2014, n. 92.
Convocazione del Parlamento in seduta comuDisposizioni urgenti in materia di rimedi ri-
ne (14A04980) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
sarcitori in favore dei detenuti e degli internati
che hanno subito un trattamento in violazione
dell’articolo 3 della convenzione europea per la
salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, nonché di modifiche al codice
di procedura penale e alle disposizioni di attua-
MINISTRI 21 novembre 2013.
zione, all’ordinamento del Corpo di polizia peni-
Approvazione del «Piano di gestione dei baci-
tenziaria e all’ordinamento penitenziario, anche
minorile. (14G00104) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
ni del distretto idrografico dell’Appennino SetPag.
tentrionale». (14A04758) . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
MINISTRI 6 giugno 2014.
Nomina del dott. Piero Gnudi a Commissario straordinario per la ILVA S.p.A., in Milano. (14A04857) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag.
Serie generale - n. 147
DECRETO 5 giugno 2014.
Modifica al decreto 20 aprile 2011 con il
quale al laboratorio ISVEA S.r.l., in Poggibonsi, è stata rinnovata l’autorizzazione al rilascio
dei certificati di analisi nel settore vitivinicolo. (14A04790) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 12
DECRETO 19 giugno 2014.
Indicazione del prezzo medio dei buoni ordinari del Tesoro a 364 giorni. (14A04808) . . . . . . Pag.
Rinnovo dell’autorizzazione al Laboratorio
chimico camera di commercio Torino, in Torino,
al rilascio dei certificati di analisi nel settore oleicolo. (14A04802) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 17
DECRETO 13 maggio 2014.
Trasferimento della titolarità del progetto RBFR13PMT1 dall’Università degli studi di Milano all’Università degli studi di Napoli Federico
II. (14A04756) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag.
Modifica al decreto 20 aprile 2011 con il quale
al laboratorio ISVEA S.r.l., in Poggibonsi, è stata
rinnovata l’autorizzazione al rilascio dei certificati di analisi nel settore oleicolo. (14A04791) . . Pag. 16
DECRETO 20 giugno 2014.
«S.E.P.I.C. - Scuola Europea di Psicoterapia Integrata e Complementare», ad istituire e ad attivare nella sede di Pavia un corso di specializzazione in psicoterapia. (14A04789) . . . . . . . . . . . . Pag.
Dichiarazione dell’esistenza del carattere di
eccezionalità degli eventi calamitosi verificatisi
nella regione Lombardia. (14A04794) . . . . . . . . Pag. 18
nella regione Emilia Romagna. (14A04795) . . . Pag. 20
DECRETO 13 giugno 2014.
Proroga dell’ordinanza del 17 maggio 2011,
e successive modificazioni, recante «Misure urgenti di gestione del rischio per la salute umana connesso al consumo di anguille contaminate
provenienti dal lago di Garda». (14A04869) . . . Pag. 10
DETERMINA 10 giugno 2014.
Differimento del termine di cui al decreto
21 giugno 2012, n. 209, recante “equiparazione
di velivolo privato ad aeromobile di Stato, ai sensi dell’articolo 746 del codice della navigazione”,
come modificato dal decreto 30 maggio 2013,
n. 214. (14A04793) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 11
Proroga smaltimento scorte del medicinale per
uso umano «Ropivacaina Teva» in seguito alla
determinazione di rinnovo dell’autorizzazione
all’immissione in commercio secondo procedura
di Mutuo Riconoscimento NL/H/1583/001/R/001
con conseguente modifica stampati. (Determina
FV n. 152/2014). (14A04858) . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 21
DETERMINA 23 giugno 2014.
Inserimento del medicinale «elosulfase alfa
(Vimizim)» nell’elenco dei medicinali erogabili a
totale carico del Servizio sanitario nazionale ai
sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, come
«terapia enzimatica sostitutiva (ERT) per il trattamento della mucopolisaccaridosi di tipo IV A
(MPS IV A, Sindrome di Morquio A)». (Determina n. 623/2014). (14A04798) . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 22
Inserimento di una indicazione terapeutica
del medicinale per uso umano «bevacizumab –
Avastin» nell’elenco ex lege n. 648/1996. (Determina n. 622 DG/2014). (14A04799). . . . . . . . . . . Pag. 24
DETERMINA 6 giugno 2014.
Attrezzatura informatica delle SOA per la comunicazione delle informazioni all’Osservatorio.
(Determina n. 5/2014). (14A04755) . . . . . . . . . . . Pag. 25
Rettifica dell’estratto della determina V&A/687
del 4 aprile 2014, recante modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale
per uso umano «Capoten». (14A04797) . . . . . . . . Pag. 49
Revoca della registrazione di presidio medico
chirurgico «Promise Zanzaout Gel». (14A04800) . Pag. 50
chirurgico «Kenovax». (14A04801) . . . . . . . . . . . Pag. 50
Autorizzazione all’immissione in commercio del
medicinale per uso veterinario «Cortyzone» 2 mg/ml
soluzione iniettabile per cani e gatti. (14A04803) . Pag. 50
del medicinale per uso veterinario «Pneumospectin 50/100 mg/ml» Soluzione iniettabile per vitelli, ovini, caprini, suini, polli, tacchini, cani e gatti. (14A04804) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 50
del medicinale per uso veterinario «Ceffect LC 75
mg» pomata intramammaria per bovine in lattazione. (14A04805) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 51
INTESA 15 maggio 2014.
Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131, per la semplificazione procedurale finalizzata alla conclusione
dei Programmi di recupero urbano denominati «Contratti di quartiere II». (Rep. Atti n. 52/
CU). (14A04759) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 27
Modifica dell’autorizzazione all’immissione in
commercio del medicinale per uso veterinario «Tilosina 20% Filozoo» 200 mg/g polvere per soluzione orale per suini e broilers. (14A04806) . . . . . . . Pag. 51
medicinale per uso veterinario «Finadyne Transdermal» 50 mg/ml. (14A04807) . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 51
Sospensione dell’autorizzazione alla produzione di Api per uso umano, rilasciata alla Società SIMS Società Italiana Medicinali Scandicci
S.r.l. (14A04754) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 49
Proposta di modifica del disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata
«Alto Adige» o «dell’Alto Adige» (in lingua tedesca
«Südtirol» o «Südtiroler»). (14A04792) . . . . . . . . Pag. 52
Revoca dell’autorizzazione alla produzione di
medicinali per uso umano, rilasciata alla Società
Procelltech S.r.l. (14A04768). . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 49
SUPPLEMENTO STRAORDINARIO N. 8
Comunicato relativo al medicinale per uso umano «Eylea». (14A04769) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Pag. 49
Rettifica dell’estratto della determina V&A/1429
del 9 settembre 2013, recante modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso umano «Mirena». (14A04796) . . . . . . . Pag. 49
Conto riassuntivo del Tesoro al 30 aprile 2014. Situazione
del bilancio dello Stato. (14A04308)
Disposizioni urgenti in materia di rimedi risarcitori in favore dei detenuti e degli internati che hanno subito un trattamento in violazione dell’articolo 3 della convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà
fondamentali, nonché di modifiche al codice di procedura
penale e alle disposizioni di attuazione, all’ordinamento del
Corpo di polizia penitenziaria e all’ordinamento penitenziario, anche minorile.
Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di ottemperare a quanto disposto dalla Corte europea dei diritti
dell’uomo nella sentenza dell’8 gennaio 2013 (causa
Torreggiani e altri contro Italia), nella quale è stato stabilito che lo Stato italiano debba predisporre un insieme
di rimedi idonei a offrire una riparazione adeguata del
pregiudizio derivante dal sovraffollamento carcerario, a
tal scopo stabilendo il termine di un anno dalla data di
definitività della predetta decisione;
Ritenuta, poi, la straordinaria necessità e urgenza,
come concorrente misura volta a far cessare la condizione
di sovraffollamento carcerario, di prevedere che i condannati minorenni possano essere custoditi fuori dal circuito
penitenziario degli adulti sino al raggiungimento, non già
come oggi del ventunesimo anno, ma del venticinquesimo anno d’età;
Ritenuta, ulteriormente, la straordinaria necessità e urgenza di modificare il comma 2-bis dell’articolo 275 del
codice di procedura penale, al fine di rendere tale norma
coerente con quella contenuta nell’articolo 656, in materia di sospensione dell’esecuzione della pena detentiva;
Ritenuta, ancora, la straordinaria necessità e urgenza
di prevedere modifiche alla norma contenuta nelle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale
relativa alle modalità di esecuzione del provvedimento
che dispone gli arresti domiciliari, in considerazione
della modifica dell’articolo 275-bis del codice (attuata dall’articolo 1, comma 1, lett. a), del decreto-legge
23 dicembre 2013, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014, n. 10, che ha previsto
quale regola, nell’ipotesi di applicazione di tale misura
cautelare, la predisposizione di modalità elettroniche di
Ritenuta, altresì, la straordinaria necessità e urgenza,
all’esito di alcune doglianze provenienti dalle Corti penali internazionali, di intervenire sulla specifica materia
della concessione di misure incidenti sull’esecuzione
della pena di soggetti già condannati da tali organismi,
per crimini conseguenti a gravi violazioni dei diritti
Ritenuta, ulteriormente, la straordinaria necessità e
urgenza di intervenire sulle disposizioni vigenti in materia di ordinamento della polizia penitenziaria, al fine
di garantire l’impiego del personale nelle mansioni di
competenza e di consentirne una maggiore flessibilità
nell’assegnazione alle strutture penitenziarie, oltre che di
rendere più rapido l’impiego in mansioni operative dei
nuovi assunti, nonché di prevedere l’introduzione di una
specifica figura di ausiliario al magistrato di sorveglianza in conseguenza del progressivo ampliamento delle sue
e del Ministro della giustizia;
1. Dopo l’articolo 35-bis della legge 26 luglio 1975,
n. 354, è inserito il seguente:
«Articolo 35-ter. (Rimedi risarcitori conseguenti alla
violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per
la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali nei confronti di soggetti detenuti o internati). —
1. Quando il pregiudizio di cui all’articolo 69, comma 6,
lett. b), consiste, per un periodo di tempo non inferiore ai
quindici giorni, in condizioni di detenzione tali da violare l’articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei
diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, ratificata ai
sensi della legge 4 agosto 1955, n. 848, come interpretato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, su istanza
presentata dal detenuto, personalmente ovvero tramite difensore munito di procura speciale, il magistrato di
sorveglianza dispone, a titolo di risarcimento del danno,
una riduzione della pena detentiva ancora da espiare pari,
nella durata, a un giorno per ogni dieci durante il quale il
richiedente ha subito il pregiudizio.
2. Quando il periodo di pena ancora da espiare è tale da
non consentire la detrazione dell’intera misura percentuale di cui al comma 1, il magistrato di sorveglianza liquida
altresì al richiedente, in relazione al residuo periodo e a titolo di risarcimento del danno, una somma di denaro pari
a euro 8,00 per ciascuna giornata nella quale questi ha subito il pregiudizio. Il magistrato di sorveglianza provvede
allo stesso modo nel caso in cui il periodo di detenzione
espiato in condizioni non conformi ai criteri di cui all’articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti
dell’uomo e delle libertà fondamentali sia stato inferiore
3. Coloro che hanno subito il pregiudizio di cui al comma 1, in stato di custodia cautelare in carcere non computabile nella determinazione della pena da espiare ovvero
coloro che hanno terminato di espiare la pena detentiva
in carcere possono proporre azione, personalmente ovvero tramite difensore munito di procura speciale, di fronte
al tribunale del capoluogo del distretto nel cui territorio
hanno la residenza. L’azione deve essere proposta, a pena
di decadenza, entro sei mesi dalla cessazione dello stato
di detenzione o della custodia cautelare in carcere. Il tribunale decide in composizione monocratica nelle forme
di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile. Il decreto che definisce il procedimento non è
soggetto a reclamo. Il risarcimento del danno è liquidato
nella misura prevista dal comma 2.».
2. Al comma 4 dell’articolo 68 della legge 26 luglio
1975, n. 354, è aggiunto il seguente periodo:
«Possono altresì avvalersi, con compiti meramente ausiliari nell’esercizio delle loro funzioni, di assistenti volontari individuati sulla base dei criteri indicati nell’articolo 78, la cui attività non può essere retribuita.».
decreto-legge, hanno cessato di espiare la pena detentiva
o non si trovano più in stato di custodia cautelare in carcere, possono proporre l’azione di cui all’articolo 35-ter,
comma 3, della legge 26 luglio 1975, n. 354, entro il termine di decadenza di sei mesi decorrenti dalla stessa data.
2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del
presente decreto-legge, i detenuti e gli internati che abbiano già presentato ricorso alla Corte europea dei diritti
dell’uomo, sotto il profilo del mancato rispetto dell’articolo 3 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti
dell’uomo e delle libertà fondamentali, ratificata ai sensi
della legge 4 agosto 1955, n. 848, possono presentare domanda ai sensi dell’articolo 35-ter, legge 26 luglio 1975,
n. 354, qualora non sia intervenuta una decisione sulla
ricevibilità del ricorso da parte della predetta Corte.
3. In tale caso, la domanda deve contenere, a pena di
inammissibilità, l’indicazione della data di presentazione
del ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.
4. La cancelleria del giudice adito informa senza ritardo il Ministero degli affari esteri di tutte le domande presentate ai sensi dei commi 2 e 3, nel termine di sei mesi
dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge.
sto da accordi internazionali, l’organismo che ha pronunciato la condanna.».
1. L’articolo 97-bis delle disposizioni di attuazione del
codice di procedura penale, adottate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, è sostituito dal seguente:
«97-bis (Modalità di esecuzione del provvedimento
che applica gli arresti domiciliari). — 1. A seguito del
provvedimento che sostituisce la misura della custodia
cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari,
l’imputato raggiunge senza accompagnamento il luogo di
esecuzione della misura, individuato ai sensi dell’articolo 284 del codice; del provvedimento emesso, il giudice
informa il pubblico ministero e la polizia giudiziaria che
possono, anche di propria iniziativa, controllare l’osservanza delle prescrizioni imposte.
2. Qualora il giudice, anche a seguito della segnalazione operata dal pubblico ministero, dal direttore dell’istituto penitenziario o dalle forze di polizia, ritenga sussistenti
specifiche esigenze processuali ovvero altre esigenze di
sicurezza, con il provvedimento di sostituzione di cui al
comma 1 dispone che l’imputato venga accompagnato
dalle forze di polizia presso il luogo di esecuzione degli
3. Qualora, con il provvedimento di sostituzione di
cui al comma 1, sia stata disposta l’applicazione delle procedure di controllo tramite gli strumenti previsti
dall’articolo 275-bis, comma 1, del codice, il direttore
dell’istituto penitenziario, nel trasmettere la dichiarazione dell’imputato prevista dall’articolo 275-bis, comma 2,
del codice, può rappresentare l’impossibilità di dare esecuzione immediata alla scarcerazione in considerazione
di specifiche esigenze di carattere tecnico; in tal caso, il
giudice può autorizzare il differimento dell’esecuzione
del provvedimento di sostituzione sino alla materiale disponibilità del dispositivo elettronico da parte della polizia giudiziaria.».
28 luglio 1989, n. 272
1. All’articolo 24 del decreto legislativo 28 luglio 1989,
n. 272, nel comma 1 le parole: «ma non il ventunesimo
anno di età.» sono sostituite dalle seguenti: «ma non il
venticinquesimo anno di età.».
Modifiche all’articolo 678
1. All’articolo 678 del codice di procedura penale,
dopo il comma 3, è aggiunto il seguente comma:
«3-bis. Il tribunale di sorveglianza e il magistrato di
sorveglianza, nelle materie di rispettiva competenza,
quando provvedono su richieste di provvedimenti incidenti sulla libertà personale di condannati da Tribunali o
Corti penali internazionali, danno immediata comunicazione della data dell’udienza e della pertinente documentazione al Ministro della giustizia, che tempestivamente
ne informa il Ministro degli affari esteri e, qualora previ-
Misure in materia di ordinamento del personale
1. Al decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 443, la
tabella A, prevista dall’articolo 1, comma 3, è sostituita
dalla tabella I allegata al presente decreto.
2. Al decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 443, sono
a) all’articolo 25, comma 1, le parole: «un corso della durata di diciotto mesi» sono sostituite dalle seguenti:
«un corso della durata di dodici mesi»;
b) all’articolo 25, comma 3, le parole: «durante i primi dodici mesi di corso» sono sostituite dalle seguenti:
«durante i primi otto mesi di corso»;
c) all’articolo 27, comma 1, la lettera c) è sostituita
«c) sono stati per qualsiasi motivo, salvo che l’assenza sia determinata dall’adempimento di un dovere, assenti
dal corso per più di sessanta giorni, anche non consecutivi,
e novanta giorni se l’assenza è stata determinata da infermità contratta durante il corso o da infermità dipendente
da causa di servizio qualora si tratti di personale proveniente da altri ruoli del Corpo di polizia penitenziaria, nel
qual caso l’allievo è ammesso a partecipare al primo corso successivo al riconoscimento della sua idoneità»;
d) all’articolo 27, comma 2, le parole: «novanta
giorni» sono sostituite dalle parole: «sessanta giorni».
Misure in materia di impiego del personale appartenente
ai ruoli del Dipartimento dell’Amministrazione
1. In considerazione delle particolari esigenze connesse all’attuale situazione carceraria, per un periodo
di due anni decorrenti dalla data di entrata in vigore del
presente decreto il personale appartenente ai ruoli del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria non può
essere comandato o distaccato presso altre pubbliche
2. I provvedimenti di distacco e comando già adottati
nei riguardi del personale di cui al comma 1, e che cessano
di efficacia nei due anni decorrenti dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, non possono essere rinnovati.
b) quanto a 10.000.000 di euro per l’anno 2015 ed
a 5.372.000 di euro per l’anno 2016 mediante riduzione
del Fondo per interventi strutturali di politica economica
di cui all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla
2. Ai sensi dell’articolo 17, comma 12, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, il Ministro della giustizia
provvede al monitoraggio degli oneri di cui al presente
decreto e riferisce in merito al Ministro dell’economia e
delle finanze. Nel caso si verifichino o siano in procinto
di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni di cui
al comma 1, il Ministro dell’economia e delle finanze,
sentito il Ministro della giustizia provvede, con proprio
decreto, alla riduzione, nella misura necessaria alla copertura finanziaria del maggior onere risultante dall’attività
di monitoraggio, delle dotazioni finanziarie destinate alle
spese di missione nell’ambito del programma «Amministrazione Penitenziaria» e, comunque, della missione
«Giustizia» dello stato di previsione del Ministero della
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze riferisce
senza ritardo alle Camere con apposita relazione in merito alle cause degli scostamenti ed alla adozione delle
misure di cui al comma 2.
Modifiche all’articolo 275
«2-bis. Non può essere applicata la misura della custodia cautelare in carcere o quella degli arresti domiciliari
se il giudice ritiene che con la sentenza possa essere concessa la sospensione condizionale della pena. Non può
applicarsi la misura della custodia cautelare in carcere se
il giudice ritiene che, all’esito del giudizio, la pena detentiva da eseguire non sarà superiore a tre anni.».
Dato a Roma, addì 26 giugno 2014
1. Agli oneri derivanti dalle disposizioni di cui agli articoli 1 e 2 del presente decreto, valutati in 5.000.000 di
euro per l’anno 2014, in 10.000.000 di euro per l’anno
2015 ed in 5.372.000 di euro per l’anno 2016, si provvede:
a) quanto a 5.000.000 di euro per l’anno 2014 mediante utilizzo delle somme versate entro il 5 giugno 2014
all’entrata del bilancio dello Stato ai sensi dell’articolo 148, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388
che, alla data di entrata in vigore del presente provvedimento, non sono state riassegnate ai pertinenti programmi
e che sono acquisite, nel predetto limite di 5 milioni di
euro, definitivamente al bilancio dello Stato;
Agenti e agenti ausiliari
14G00104
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica sono convocati, in seduta comune, il 3 luglio 2014, alle
ore 12, con il seguente
- Votazione per l’elezione di due giudici della Corte Costituzionale.
- Votazione per l’elezione di otto componenti il Consiglio superiore della magistratura.
14A04980
Approvazione del «Piano di gestione dei bacini del distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale».
Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400 e successive
Vista la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce
un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque e,
in particolare, l’art. 13 della medesima, il quale dispone
al comma 1 che «per ciascun distretto idrografico interamente compreso nel suo territorio, ogni Stato membro
provvede a far predisporre un Piano di gestione del bacino idrografico»;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante «Norme in materia ambientale» e successive modifiche
e integrazioni, ed in particolare la parte III del medesimo
decreto, recante norme in materia di difesa del suolo e
lotta alla desertificazione, di tutela delle acque dall’inquinamento e di gestione delle risorse idriche;
Visto, in particolare, l’art. 64 del decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, il quale,
al comma 1, lettera c), individua il distretto idrografico
dell’Appennino Settentrionale, elencando i bacini idrografici facenti parte dello stesso;
Visti, inoltre, l’art. 65 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, e successive modificazioni, «Valore, finalità
e contenuti del Piano di bacino distrettuale» e il successivo art. 117 relativo al Piano di gestione che prevede che
«per ciascun distretto idrografico adottato un Piano gestione che rappresenta articolazione interna del Piano di
bacino distrettuale di cui all’art. 65»;
Visti,in particolare, l’art. 57 e l’art. 66 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni,
concernenti le modalità di adozione e approvazione del
Piano di bacino distrettuale;
Visti, inoltre, gli articoli 6 e 7 e gli articoli da 11 a 18
del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive
modificazioni, concernenti la procedura di valutazione
Visto il decreto legislativo 8 novembre 2006, n. 284,
che ha prorogato le Autorità di bacino, di cui alla legge
18 maggio 1989, n. 183 e successive modificazioni;
Visto, altresì, il decreto-legge 30 dicembre 2008,
n. 208, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 13 e, in particolare, l’art. 1, comma 3-bis
che prevede che l’adozione dei Piani di gestione di cui
all’art. 13 della direttiva 2000/60/CE sia effettuata, sulla
base degli atti e dei pareri disponibili, dai Comitati Istituzionali delle Autorità di bacino di rilievo nazionale,
integrati dai componenti designati dalle regioni il cui territorio ricade nel distretto idrografico al quale si riferisce
il Piano di gestione non già rappresentate nei medesimi
Comitati Istituzionali;
Considerato che l’Autorità di bacino del fiume Arno, in
ottemperanza a quanto disposto dalla direttiva 2000/60/
CE ha promosso la partecipazione attiva di tutte le parti interessate nell’elaborazione del Piano di gestione del
distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale, provvedendo a pubblicare e rendere disponibili per le osservazioni del pubblico, inclusi gli utenti:
il calendario e il programma di lavoro per la presentazione del Piano, con l’indicazione delle misure consultive connesse alla elaborazione del Piano medesimo;
la valutazione globale provvisoria dei problemi di
gestione delle acque del distretto;
la proposta di Piano, concedendo sulla stessa un periodo di sei mesi per la presentazione di eventuali osservazioni scritte;
Considerato, pertanto, che in attuazione dell’art. 66
comma 7 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e
successive modificazioni, al fine di garantire il periodo minimo di sei mesi per la presentazione delle osservazioni la
fase di consultazione sui suddetti documenti di Piano è iniziata il 16 luglio 2009 e si è conclusa il 16 gennaio 2010;
Considerato, altresì, che, ai sensi degli articoli 13 e 14
modificazioni, in data 10 settembre 2009 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana apposito avviso relativo all’attivazione della consultazione ai
fini della VAS sulla proposta di Piano di gestione, sul rapporto ambientale e sulla sintesi non tecnica del medesimo;
Considerato, altresì, che la fase di consultazione pubblica ai fini VAS si è conclusa il 9 novembre 2009 e che le
osservazioni pervenute hanno contribuito al processo di
adeguamento del Piano;
Considerato che al termine della fase di partecipazione
di cui all’art. 66, comma 7 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, l’Autorità di
bacino del fiume Arno ha provveduto all’istruttoria delle
osservazioni pervenute ed alla conseguente modifica ed
integrazione degli elaborati di Piano;
Vista la deliberazione n. 206 del 24 febbraio 2010 con
la quale il Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino del fiume Arno adottava il Piano di gestione di bacini idrografici del distretto idrografico dell’Appennino
Considerato che dell’adozione del Piano di gestione è
stato dato avviso nella Gazzetta n. 63 del 17 marzo 2010;
Visto il decreto DVA-DEC-2010-000081 del 1° aprile
2010 del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro per i beni e le
attività culturali, contenente il parere motivato favorevole
di VAS;
Tenuto conto che nel decreto di cui al punto precedente
si prescrive di dare seguito al quadro prescrittivo del parere motivato, attraverso la revisione e integrazione del
quadro ambientale, ecologico e conoscitivo entro un anno
dall’approvazione e adozione del Piano di gestione;
Considerato che nella deliberazione di cui al punto precedente si da atto che è in corso di emanazione, ai sensi
dell’art. 15 comma l del decreto legislativo n. 152/2006, e
s.m.i., il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare di concerto con il Ministro per i
beni e le attività culturali, contenente il parere motivato
di VAS, le cui prescrizioni dovranno essere integrate nel
Piano e nel relativo rapporto ambientale nei modi e nei
tempi che lo stesso indicherà;
Viste le note prot. n. 4455, n. 4457 del 28 settembre
2010 e n. 4608 del 6 ottobre 2010, con le quali l’Autorità
di bacino del fiume Arno ha comunicato di avere compiuto gli adempimenti connessi alla procedura di VAS
redigendo e trasmettendo alla Regioni la dichiarazione di
sintesi prevista dall’art. 17, comma 2, del decreto legislativo n. 152 del 2006 e le misure di monitoraggio ex art. 18
Vista la nota prot. n. 1101 del 9 marzo 2012 con la quale l’Autorità procedente, in ottemperanza al parere VAS,
inviava all’Autorità competente le integrazioni conoscitive al Piano, così come prodotte;
Visto il parere positivo di ottemperanza n. 1057 del
5 ottobre 2012 di revisione e integrazione a seguito di
parere motivato ai sensi dell’art. 15, comma 1, del decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modificazioni, della Commissione tecnica di verifica dell’impatto
Considerato che con il parere di cui al punto precedente, la Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto
Ambientale VIA-VAS, ritiene che la revisione del Piano
di gestione del Distretto Idrografico dell’Appennino Settentrionale effettuata sulla base della documentazione integrativa prodotta, recepisca le indicazioni contenute nel
succitato Decreto DVA-DEC2010-0000081 del 1° aprile
Visto il parere positivo di ottemperanza del Ministero per i beni e le attività culturali n. PBAAC/34.19.04/19463/2013 del 17 luglio 2013 con il quale si ritiene che le integrazioni al Piano e al Rapporto
Ambientale hanno recepito le osservazioni e condizioni
enunciate nel suddetto parere motivato VAS;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri adottata nella riunione del 21 novembre 2013;
Sulla proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela
1. È approvato il Piano di gestione dei bacini idrografici del distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale.
2. Il Piano di gestione del distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale è composto dai seguenti elaborati e
dalla documentazione prodotta in ottemperanza delle prescrizioni contenute nel decreto DVA-DEC-2010-000081
del 1° aprile 2010, relativo alla procedura di Valutazione
Ambientale Strategica:
1) Quadro sinottico delle relazioni esistenti tra
pianificazioni di tutela e di ambito
2) Caratterizzazione dei corpi idrici superficiali.
3) Registro aree protette
4) Reti e programmi di monitoraggio istituite ai
fini dell’art. 8 e dell’all.V
5) Metodologia per la realizzazione dell’Analisi
economica del Piano di gestione delle Acque del distretto
dell’Appennino Settentrionale. Caso pilota di studio;
6) Sintesi del programma di misura adottate a norma dell’art. 11;
7) Sintesi delle misure di base - Art. 11 e All. VI,
All. VII, punto 7, della direttiva 2000/60/CE;
8) Repertorio Piani e Programmi;
9) Elenco osservazioni;
10) Elenco eventi
11) Sito web Distretto
1. Il Piano di gestione di cui all’art. 1 costituisce stralcio funzionale del Piano di bacino del distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale e ha valore di piano
territoriale di settore.
2. Il Piano di gestione costituisce lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificati e programmate le azioni e le misure
finalizzate a garantire, per l’ambito territoriale costituito
dal distretto, idrografico dell’Appennino Settentrionale, il
perseguimento degli scopi e degli obiettivi ambientali stabiliti dagli articoli 1 e 4 della direttiva 2000/60/CE.
3. Le amministrazioni e gli enti pubblici si conformano
alle disposizioni del Piano di gestione di cui al presente
decreto, in conformità con i commi 4, 5 e 6 dell’art. 65
4. Il Piano di gestione è riesaminato e aggiornato nei
modi e nei tempi previsti dalla direttiva 2000/60/CE.
5. L’Autorità procedente, ai sensi dell’art. 15, comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e
successive modificazioni, prima della presentazione del
Piano per l’approvazione ha provveduto alle opportune
revisioni dello stesso, tenendo conto delle risultanze dei
pareri motivati di valutazione ambientale strategica.
1. Il Piano di gestione è pubblicato sul sito web del
distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale http://
www.appenninosettentrionale.it/, nonché sul sito del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
2. Ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, e successive modificazioni, sono inoltre resi
pubblici, attraverso la pubblicazione sui siti web delle
amministrazioni interessate: il parere motivato espresso
dall’Autorità competente, la dichiarazione di sintesi e le
misure adottate in merito al monitoraggio del Piano, ai
fini della VAS.
3. Il Piano di gestione del distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale è depositato, in originale, presso
l’Autorità di bacino del fiume Arno, Via dei Servi, 15 —
50122 Firenze, e risulta disponibile in copia presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del
Mare, Via Cristoforo Colombo 44 - 00147 Roma, e presso
le regioni il cui territorio ricade nel distretto idrografico al
quale si riferisce il Piano.
4. L’Autorità di bacino del fiume Arno e le Regioni il
cui territorio ricade nel distretto idrografico dell’Appennino Settentrionale, per quanto di loro competenza, sono
incaricate dell’esecuzione del presente decreto.
1. Il presente decreto, previa registrazione da parte dei
competenti organi di controllo, sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nei Bollettini
Ufficiali delle regioni territorialmente competenti.
Nomina del dott. Piero Gnudi a Commissario straordinario
per la ILVA S.p.A., in Milano.
Vista la legge 20 luglio 2004, n. 215, recante «Norme
in materia di risoluzione dei conflitti di interessi»;
Visto il decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 dicembre 2012,
n. 231, recante «Disposizioni urgenti a tutela della salute, dell’ambiente e dei livelli di occupazione, in caso
di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico
Visto il decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 89,
recante «Nuove disposizioni urgenti a tutela dell’ambiente, della salute e del lavoro nell’esercizio di imprese di
interesse strategico nazionale», ed in particolare l’art. 1,
Visto, altresì, l’art. 2, del sopra citato decreto-legge,
secondo cui «i presupposti di cui al comma 1, dell’art. 1,
sussistono per la S.p.A ILVA avente sede a Milano»;
Visto, inoltre, l’art. 1, comma 2, del medesimo decretolegge, secondo cui il commissariamento ha durata di dodici mesi eventualmente prorogabili fino ad un massimo
di trentasei mesi;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 5 giugno 2013, con il quale, a far data dal
4 giugno 2013, il dott. Enrico Bondi è stato nominato
Commissario straordinario per la S.p.A. ILVA avente
sede a Milano, per la durata di un anno;
Considerato che, per l’ILVA S.p.A. avente sede a Milano, perdurano i presupposti per proseguire il commissariamento per un ulteriore periodo di dodici mesi;
Ritenuto che il dott. Piero Gnudi possiede i requisiti
professionali necessari previsti per l’attribuzione dell’incarico di Commissario straordinario al quale attribuire
poteri e funzioni previste dal citato decreto-legge n. 61
Vista la dichiarazione resa dal dott. Piero Gnudi ai sensi dell’art. 20 del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39;
Vista la comunicazione al Consiglio dei Ministri,
Registrato alla Corte dei conti il 28 maggio 2014
Ufficio controllo atti Ministeri delle infrastrutture e dei trasporti e
registro n. 1, foglio n. 2139
14A04758
1. Il dott. Piero Gnudi è nominato Commissario straordinario per la ILVA S.p.A. avente sede a Milano.
2. Il Commissario straordinario resta in carica per dodici mesi a decorrere dal 4 giugno 2014. Detto incarico è
eventualmente prorogabile per ulteriori dodici mesi.
3. Ai sensi dell’art. 1, comma 13, del decreto-legge
4 giugno 2013, n. 61, convertito, con modificazioni, dalla
legge 3 agosto 2013, n. 89, con successivo provvedimento sarà determinato il compenso omnicomprensivo del
Il presente decreto sarà trasmesso ai competenti organi di controllo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
14A04857
dall’Università degli studi di Milano all’Università degli studi di Napoli Federico II.
Visto il decreto n. 45797 del 9 giugno 2014, che ha
disposto per il 13 giugno 2014 l’emissione dei buoni ordinari del Tesoro a 364 giorni;
termini di rendimento, anziché di prezzo, secondo la prassi prevalente sui mercati monetari dell’area euro;
decreto n. 45797 del 9 giugno 2014 occorre indicare con
ordinari del Tesoro del 13 giugno 2014;
Per l’emissione dei buoni ordinari del Tesoro del 13 giugno 2014, il rendimento medio ponderato dei B.O.T. a
364 giorni è risultato pari allo 0,495%. Il corrispondente
prezzo medio ponderato è risultato pari a 99,502.
0,248% e all’1,492%.
14A04808
COORDINAMENTO E LO SVILUPPO DELLA RICERCA
Visto il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, convertito con modificazioni dalla Legge 14 luglio 2008
n. 121, istitutivo, tra l’altro, del Ministero dell’Istruzione,
Visto il D.M. n. 115 del 19 febbraio 2013, registrato
alla Corte dei Conti il 13 maggio 2013 recante: «Modalità
di utilizzo e gestione del Fondo per gli Investimenti nella
Ricerca Scientifica e Tecnologica (FIRST). Disposizioni
procedurali per la concessione delle agevolazioni a valere
sulle relative risorse finanziarie, a norma degli articoli 60,
61 e 63 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134»;
Visto il decreto direttoriale n. 2167 del 14 novembre
2013, con il quale è stato ammesso a finanziamento, tra
gli altri, il progetto RBFR13PMT1 coordinato dalla dott.
ssa Silvia Caccia - struttura di afferenza: Università degli
Studi di Milano - CUP G48C13000410001;
Considerato che l’Università degli Studi di Milano
(Rettore: Prof. Gianluca Vago) con nota del 18 febbraio
2014 comunica che la dott.ssa Silvia Caccia, già assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano
e assegnataria di un finanziamento per un progetto FIR
(RBFR13PMT1 - Finanziamento concesso € 351.147,00)
nella sua qualità di Principal Investigator, ha inoltrato
formale richiesta di trasferimento del contributo all’Università degli Studi di Napoli Federico II presso la quale,
nel frattempo, ha preso servizio come ricercatore a tempo
determinato su fondi liberi di ateneo;
Considerato altresì che, nella medesima nota, l’Università degli Studi di Milano precisa che, sentito il parere
del Dipartimento di Bioscienze presso il quale si sarebbe
dovuto realizzare il progetto, rinuncia al finanziamento
e si impegna a trasferire i fondi già ricevuti dal MIUR
all’Università degli Studi di Napoli Federico II;
(Direttore del Dipartimento di Bioscienze: prof.ssa Lucia
Colombo) con successiva nota del 16 aprile 2014 (pervenuta al MIUR il 5 maggio 2014) comunica che, con la
presa in servizio (in data 30 dicembre 2013) della dott.
ssa Silvia Caccia nel ruolo di ricercatore a tempo determinato presso l’Università degli Studi di Napoli Federico
II, ha autorizzato (Verbale n. 24 del Consiglio di Dipartimento - seduta del 24 gennaio 2014) il trasferimento del
contributo MIUR di € 351.147,00 per il progetto RBFR13PMT1, di cui la dott.ssa Silvia Caccia risulta assegnataria, all’Università degli Studi di Napoli Federico II;
Considerato che la dott.ssa Silvia Caccia, in servizio
presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con nota del 3 gennaio
2014 (firmata anche dal Direttore del Dipartimento: Prof.
Paolo Masi), comunica all’Ufficio Finanziamenti per la
Ricerca e Progetti Speciali di poter gestire il progetto
RBFR13PMT1 presso il proprio l’Ateneo, in cui presta
servizio, dove le strutture disponibili sono adeguate allo
svolgimento delle attività di ricerca e chiede che vengano espletate tutte le procedure possibili per consentire il
trasferimento scientifico e amministrativo del progetto
dall’Università degli Studi di Milano all’Università degli
Visto che il Decreto Rettorale n. 2014/722 del 10 marzo 2014 (dell’Università degli Studi di Napoli Federico
II) ha disposto, tra l’altro, che la dott.ssa Silvia Caccia
(ricercatore a tempo determinato per la durata di tre anni
presso di Dipartimento di Agraria) svolga le funzioni di
coordinatore del progetto RBFR13PMT1 a titolo gratuito, attestando che l’Ateneo è dotato delle strutture idonee
allo svolgimento delle attività di ricerca previste dal progetto medesimo;
Preso atto del trasferimento della titolarità del progetto RBFR13PMT1 dall’Università degli Studi di Milano
all’Università degli Studi di Napoli Federico II e dell’impegno dell’Università degli Studi di Milano al trasferimento del contributo MIUR di € 351.147,00;
Preso atto altresì dell’avvenuta revoca del CUP
G48C13000410001 e della generazione di un nuovo CUP
E78B13000020005;
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche ed integrazioni, che detta le nuove norme in materia
di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai
Visto il decreto legislativo n. 165/2001 e successive
In considerazione di quanto descritto nelle premesse del presente decreto la titolarità del progetto RBFR13PMT1 è trasferita dall’Università degli Studi di Milano
all’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Il CUP generato dall’Università degli Studi di Napoli
Federico II per il progetto RBFR13PMT1 di cui è titolare
è E78B13000020005, in sostituzione del precedente CUP
G48C13000410001.
Fatto salvo quanto espressamente modificato con il
presente decreto, vengono confermate tutte le clausole e
condizioni di cui al D.D. n. 2167 del 14 novembre 2013.
Il presente decreto è inviato ai competenti organi di
14A04756
Diniego dell’abilitazione all’Istituto «S.E.P.I.C. - Scuola
Europea di Psicoterapia Integrata e Complementare», ad
istituire e ad attivare nella sede di Pavia un corso di specializzazione in psicoterapia.
PER L’UNIVERSITÀ, LO STUDENTE
Vista la legge 18 febbraio 1989, n. 56, che disciplina
l’ordinamento della professione di psicologo e fissa i requisiti per l’esercizio dell’attività psicoterapeutica e, in
particolare l’art. 3 della suddetta legge, che subordina
l’esercizio della predetta attività all’acquisizione, successivamente alla laurea in psicologia o in medicina e chirurgia, di una specifica formazione professionale mediante
corsi di specializzazione almeno quadriennali, attivati
presso scuole di specializzazione universitarie o presso
istituti a tal fine riconosciuti;
Visto l’art. 17, comma 96, lettera b) della legge 15 maggio 1997, n. 127, che prevede che con decreto del Ministro
dell’Università e della ricerca scientifica e tecnologica sia
rideterminata la disciplina concernente il riconoscimento
degli istituti di cui all’art. 3, comma 1, della richiamata
legge n. 56 del 1989;
Visto il decreto 11 dicembre 1998, n. 509, con il quale è stato adottato il regolamento recante norme per il
riconoscimento degli istituti abilitati ad attivare corsi
di specializzazione in psicoterapia ai sensi dell’art. 17,
comma 96, della legge n. 127 del 1997 e, in particolare, l’art. 2, comma 5, che prevede che il riconoscimento
degli istituti richiedenti sia disposto sulla base dei pareri
conformi formulati dalla Commissione tecnico-consultiva di cui all’art. 3 del precitato decreto n. 509/1998 e
dal Comitato nazionale per la valutazione del sistema
universitario, nonché l’art. 5, che prevede la reiterazione
dell’istanza;
Visto in particolare l’art. 2, comma 5, del predetto regolamento, che dispone che il decreto di riconoscimento sia adottato sulla base dei pareri conformi formulati
dalla Commissione tecnico-consultiva e del Comitato
nazionale per la valutazione del sistema universitario e
il successivo comma 7, che prevede che il provvedimento di diniego del riconoscimento, idoneamente motivato,
sia disposto con le stesse modalità di cui al richiamato
Vista l’ordinanza ministeriale in data 10 dicembre
2004, avente ad oggetto «Modificazioni ed integrazioni
alle ordinanze ministeriali 30 dicembre 1999 e 16 luglio
2004, recanti istruzioni per la presentazione delle istanze
di abilitazione ad istituire e ad attivare corsi di specializzazione in psicoterapia»;
Visto il decreto in data 3 agosto 2009, con il quale è
stata costituita la Commissione tecnico-consultiva ai sensi dell’art. 3 del predetto regolamento;
Visto il decreto in data 12 giugno 2014 di diniego
dell’abilitazione all’Istituto «S.E.P.I.C. - Scuola Europea
di Psicoterapia Integrata e Complementare»;
Vista la reiterazione dell’istanza con la quale l’Istituto
«S.E.P.I.C. - Scuola Europea di Psicoterapia Integrata e
Complementare» ha chiesto l’abilitazione ad istituire e
ad attivare un corso di specializzazione in psicoterapia in
Pavia - Via Bernardino da Feltre, 9 - per un numero massimo di allievi ammissibili a ciascun anno di corso pari a
15 unità e, per l’intero corso, a 60 unità;
Considerato che la competente Commissione tecnicoconsultiva nella riunione del 16 aprile 2014, ha espresso
parere negativo sull’istanza di riconoscimento rilevando
che il tentativo di integrare i diversi modelli teorici e culturali presentati risulta macchinoso, con forzature di prassi clinica e metodologica e che il deficit metodologico si
traduce nella carenza di linee di struttura dell’impianto
della proposta formativa, non garantendo la congruità
della formazione articolata negli anni di corso;
Ritenuto che per i motivi sopraindicati la istanza di
riconoscimento del predetto istituto non possa essere
L’istanza di riconoscimento proposta dall’Istituto
Complementare» con sede in Pavia - Via Bernardino da
Feltre, 9 - per i fini di cui all’art. 4 del regolamento adottato con decreto 11 dicembre 1998, n. 509 è respinta, visto
il motivato parere contrario della Commissione tecnicoconsultiva di cui all’art. 3 del predetto provvedimento.
14A04789
modificazioni, recante «Misure urgenti di gestione del rischio per la salute umana connesso al consumo di anguille
contaminate provenienti dal lago di Garda».
Visto l’art. 32 della Costituzione della Repubblica
Visto il testo unico delle leggi sanitarie approvato
con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive
Visto l’art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, e
Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998,
n. 112, e successive modificazioni;
Visto il regolamento (CE) 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, che stabilisce i principi e i requisiti
generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa le procedure
nel campo della sicurezza alimentare;
Visto il regolamento (CE) 852/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, sull’igiene dei prodotti alimentari;
Visto il regolamento (CE) 853/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, che stabilisce norme specifiche in
materia di igiene per gli alimenti di origine animale;
Visto il regolamento (CE) 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo ai controlli ufficiali intesi a
verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere
Visto il regolamento (CE) 1881/2006 della Commissione del 19 dicembre 2006, che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari;
Vista la raccomandazione (CE) della Commissione del
6 febbraio 2006, relativa alla riduzione della presenza di
diossine, furani e PCB nei mangimi e negli alimenti;
Visto il decreto legislativo 6 novembre 2007, n. 193, di
attuazione della direttiva 2004/41/CE, relativo ai controlli
in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore e successive
Vista l’ordinanza del Ministro della salute 17 maggio
2011, concernente «Misure urgenti di gestione del rischio
per la salute umana connesso al consumo di anguille contaminate provenienti dal lago di Garda», il cui termine di
validità è stato prorogato di ulteriori dodici mesi dall’ordinanza del Ministro della salute 18 maggio 2012, concernente «Proroga dell’ordinanza del 17 maggio 2011,
concernente: misure urgenti di gestione del rischio per
la salute umana connesso al consumo di anguille contaminate provenienti dal lago di Garda», pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 135 del 12 giugno 2012, e, di ulteriori dodici
mesi, dall’ordinanza del Ministro della salute 7 giugno
2013, concernente «Proroga dell’ordinanza del 17 maggio 2011, e successive modificazioni, recante: misure urgenti di gestione del rischio per la salute umana connesso
al consumo di anguille contaminate provenienti dal lago
di Garda», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - serie generale - n. 149 del 27 giugno
Acquisita in data 21 maggio 2014 la relazione, elaborata dall’Istituto zooprofilattico sperimentale G. Caporale
- Teramo, laboratorio nazionale di riferimento per le diossine e i PCB in mangimi e alimenti destinati al consumo
umano e condivisa con il Centro di referenza per l’epidemiologia veterinaria, la programmazione, l’informazione
e l’analisi del rischio (COVEPI), contenente la valutazione dei livelli di contaminazione di diossine e PCB in
campioni di prodotti ittici del lago di Garda, con cui si
evidenzia la necessità di mantenere in vigore le misure
di gestione del rischio per la salute umana connesso al
consumo di anguille contaminate provenienti dal lago di
Garda, previste dall’ordinanza ministeriale del 17 maggio
Sentite le regioni interessate: Lombardia e Veneto e la
Ritenuto, pertanto, di dover prorogare ulteriormente le
misure previste dall’ordinanza 17 maggio 2011;
1. Il termine di validità dell’ordinanza del Ministro della salute 17 maggio 2011, già prorogato dall’ordinanza
del 18 maggio 2012 e dall’ordinanza del 7 giugno 2013, è
ulteriormente prorogato di dodici mesi.
La presente ordinanza è inviata alla Corte dei conti per
Registrato alla Corte dei conti il 23 giugno 2014
Lavoro, foglio n. 2434
14A04869
Differimento del termine di cui al decreto 21 giugno 2012,
n. 209, recante “equiparazione di velivolo privato ad aeromobile di Stato, ai sensi dell’articolo 746 del codice della
navigazione”, come modificato dal decreto 30 maggio 2013,
Visto il Codice della navigazione, approvato dal Regio
decreto 30 marzo 1942, n. 327 e, in particolare, gli articoli
746 e 748, secondo comma, recanti disposizioni sugli aeromobili equiparabili a quelli di Stato, nonché gli articoli
826 e 831 del medesimo Codice;
Visto il Codice dell’ordinamento militare di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;
Visto la legge 18 marzo 2008, n. 71, di ratifica e di
esecuzione di due Protocolli relativi alla Convenzione
internazionale di cooperazione per la sicurezza della navigazione aerea (Eurocontrol), fatti a Bruxelles, rispettivamente, il 27 giugno 1997 e l’8 ottobre 2002, e norme di
adeguamento interno;
15 marzo 2010, n. 90, e successive modificazioni, recante
il testo unico delle disposizioni regolamentari in materia
di ordinamento militare;
Visto il decreto del Ministro della difesa 20 aprile 2006
che assegna al Capo di stato maggiore dell’Aeronautica
militare la competenza in materia di regolazione tecnica,
certificazione e vigilanza sugli aeroporti militari, nonché
la responsabilità afferente lo svolgimento dell’attività di
volo militare che in essi si svolge;
Visto il contratto n. 2559 USA, in data 23 dicembre
2011, con il quale il Ministero della difesa ha noleggiato per un anno, eventualmente rinnovabile, a decorrere
dal 16 aprile 2012, un aeromobile Gulfstream III tipo
G-1159A, da assegnare all’Aeronautica militare per lo
svolgimento di attività addestrativa e operativa secondo
le modalità specifiche concordate tra le parti, dalla società
Lockeed Martin Corporation;
Visto l’atto aggiuntivo al citato contratto n. 2559 del
23 dicembre 2011, in base al quale l’Aeronautica militare
ha la possibilità di proseguire nell’utilizzo del citato aeromobile fino al mese di aprile 2015;
Visto il certificato di aeronavigabilità relativo al velivolo Gulfstream III tipo G-1159 numero di serie 438 e
marche di registrazione N-30LX, di proprietà della società Lockheed Martin Corporation, in uso all’Aeronautica
militare in forza del rinnovo del contratto n. 2559 USA
del 23 dicembre 2011, con il quale il Ministero della difesa ha noleggiato il citato velivolo;
Visto il documento Lockeed Martin con il quale tale società accetta che l’aeromobile Gulfstream III tipo G-1159
numero di serie 438 e marche di registrazione N-30LX
sia considerato per la durata del citato contratto n. 2559
USA aeromobile di Stato italiano;
Visto il messaggio ENAC, protocollo n. 50911/ETA
del 20 aprile 2012 che autorizza l’attività di volo in Italia
dell’aeromobile Gulfstream III tipo G-1159 numero di serie 438 e marche di registrazione N-30LX;
Vista la polizza assicurativa, stipulata in aderenza al
Regolamento (CE) n. 785/2004, n. AW011810 concernente il citato aeromobile con numero di serie 438 e marche di registrazione N-30LX;
Visto il decreto interministeriale 28 dicembre 2007, in
materia di esenzioni inerenti le tariffe dei servizi della navigazione aerea, adottato in attuazione del Regolamento
(CE) n. 1794/2006;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 settembre 2011, recante la disciplina del trasporto aereo di Stato;
trasporti 21 giugno 2012, n. 209, adottato su richiesta del
Ministero della difesa, e in particolare l’art. 1, comma 1,
che ha equiparato il citato velivolo ad aeromobile di Stato, ai sensi dell’art. 746 del Codice della navigazione, fino
al 16 aprile 2013;
trasporti 30 maggio 2013, n. 214, adottato su richiesta del
Ministero della difesa, che ha disposto la proroga degli
effetti del citato decreto 21 giugno 2012, n. 209 fino al
16 aprile 2014;
Vista la richiesta del Ministero della difesa di differire
fino al 16 aprile 2015 gli effetti del citato decreto di equiparazione 21 giugno 2012, n. 209, come modificato dal
decreto 30 maggio 2013, n. 214;
Considerato che le citate attività in cui viene impiegato
il velivolo sono svolte senza alcun fine di lucro, esclusivamente e ininterrottamente per l’espletamento dei compiti
istituzionali assegnati alle Forze armate e che pertanto ricorrono i requisiti per adottare il decreto di equiparazione
a velivolo di Stato richiesto dal Ministero della difesa;
Il termine di cui all’art. 1, comma 1, del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 21 giugno 2012,
n. 209, come modificato dall’art. 1, comma 1, del decreto
del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 30 maggio
2013, n. 214, è differito al 16 aprile 2015 e fino a tale
data, continuano ad applicarsi le disposizioni recate dagli
articoli 1, comma 2, 3 e 4 dello stesso decreto.
Modifica al decreto 20 aprile 2011 con il quale al laboratorio ISVEA S.r.l., in Poggibonsi, è stata rinnovata l’autorizzazione al rilascio dei certificati di analisi nel settore
Visto il regolamento (CE) n. 606/2009 della Commissione del 10 luglio 2009 recante alcune modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio
Visto il decreto 20 aprile 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana (serie generale) n. 104 del 6 maggio 2011 con il quale al laboratorio
ISVEA S.r.l., ubicato in Poggibonsi (SI), Via Basilicata
n. 1-3 (Località Fosci) è stata rinnovata l’autorizzazione
al rilascio dei certificati di analisi nel settore vitivinicolo;
Considerato che il citato laboratorio con nota del
29 maggio 2014 comunica di aver revisionato l’elenco
Ritenuta la necessità di sostituire l’elenco delle prove
di analisi indicate nell’allegato del decreto 20 aprile 2011;
14A04793
Le prove di analisi di cui all’allegato del decreto
20 aprile 2011 per le quali il laboratorio ISVEA S.r.l.,
ubicato in Poggibonsi (SI), Via Basilicata n. 1-3 (Località
Fosci), è autorizzato sono sostituite dalle seguenti:
Norma / metodo
OIV MA-AS313-03 R2009
OIV MA-AS313-01 R2009
DM 12/03/1986 GU SO n° 161
14/07/1986 met. II
OIV MA-AS313-02 R2009
OIV MA-AS313-12A R2009
OIV MA-AS313-20 R2006
OIV MA-AS312-03A R2009
2-fenil-etilammina, OIV-MA-AS315-18 R2009
Acido sorbico, Acido benzoico
Alcol metilico (metanolo)
Ammine: Istamina, Tiramina,
Putrescina, Cadaverina
Biossido di zolfo: anidride solforosa libera, anidride OIV MA-AS323-04B R2009
Caratteristiche cromatiche: intensità e tonalità di OIV MA-AS2-07B R2009
colore, assorbanza a 420-520-620 nm
Carbossimetil cellulosa (CMC)
OIV MA-AS315-22 R2010
Caseina (come allergene), Ovoalbumina (come OIV MA-AS315-23 R2012
allergene)
OIV MA-AS2-04 R2009
OIV MA-AS321-02 R2009
Conta Lieviti, Conta Batteri Acetici, Conta Batteri OIV-MA-AS4-01
Lattici, Conta Muffe
(escluso p.to 3)
Derivati cianici
OIV MA-AS315-06 R2009
Diglucoside malvosidico (ibridi produttori diretti)
OIV MA-AS315-03 R2009
Esame al microscopio, aspetto del vino e del deposito DM 12/03/1986 GU SO n° 161
Estratto non riduttore, Estratto ridotto
OIV MA-AS2-03B R2009 +
OIV MA-AS311-03 R2003
OIV MA-AS2-03B R2009
OIV MA-AS322-05A R2009
OIV MA-AS315-14 R2007
14/07/1986 met. XXX
Massa volumica e densità relativa a 20°C
OIV MA-AS2-01A R2012
Ocratossina A (0.06-2 ppb)
ML483 rev. 4 2014
OIV MA-AS313-15 R2011
OIV-MA-AS322-12 R2006
OIV MA-AS322-06 R2009
Residui di fitofarmaci: Abamectin, Acefate, Acrinatrin, OIV MA-AS323-08 R2012
Alloxidim sodium, Ametoctradin, Amisulbrom,
Azinfos etile, Azinfos metile, Azoxistrobin, Benalaxil,
Benomyl, Benthiovalicarb isopropile, Benzoximate,
Bifenazate, Bifentrin, Boscalid, Bromopropilato,
Bromuconazolo, Bupirimate, Buprofezin, Carbaril,
Carbofenotion,
Carfentrazone,
Chinometionato,
Chlorantraniliprole,
Ciflutrina,
Cimoxanil, Cipermetrina, Ciproconazolo, Clethiodim,
Clofentenzine,
Clorfenson,
etile,
metile,
Clorprofam,
Clortiamide,
Clozolinate,
Cresoxim
Cyazofamide, Cycloxidim, Cyflufenamid, Cyprodinil,
Deltametrina, Diazinone, Diclobenil, Diclobutrazolo,
Diclofluanide, Dicloran ,Dicofol, Dietofencarb,
Difeniammina,
Difenoconazolo,
Diflovidazin,
Diflubenzuron, Dimetoato, Dimetomorf, Diuron,
DNOC, Dodine, Emamectin benzoato, Endosulfan
solfato, Esaconazolo, Esfenvalerate, Ethephon,
Ethirimol, Etofenprox, Etoxazolo, Famoxadone,
Fenamidone, Fenarimol, Fenazaquin, Fenbuconazolo,
Fenexamide, Fenotiocarb, Fenoxycarb, Fenpropatrin,
Fenpropidin, Fenpyrazamine, Fenpyroximate, Fenson,
Flazasulfuron,
Fluazinam, Flucycoxuron, Fludioxinil, Flufenuxuron,
Fluopicolide, Flupyram, Flusilazol, Fluvalinate, Folpet,
Formetanate Idrocloride, Fosalone, Fosfamidone,
Fosmet, Gibberellic acid, Hexythiazox, Imazalil,
Imidacloprid, Indoxacarb, Iprodione, Iprovalicarb,
Isoxaben, Lambdacialotrina, Lufenuron, Malation,
Mandipropamid, MCPA, Mecoprop, Mepanipirim,
Meptyldinocap, Metalaxil, Methomyl, Metiocarb,
Metossifenozide, Metrafenone, Miclobutanil, Molinate,
Monolinuron, Nitrotal isopropile, Oxadiazon, Oxadixil,
Oxifluorfen,
Pendimetalin, Piperonil butossido, Piraclostrobin,
Pirazofos, Piretrine, Piridaben, Piridafention, Pirifenox,
Pirimetanil, Pirimicarb, Pirimifos metile, Procimidone,
Propamocarb, Propargite, Propiconazolo, Propisochlor,
Propizamide, Proquinazid, Pymetrozin, Pyraflufen
etile, Quinalfos, Quinoxifen, Rotenone, Spinosad,
Tebufenozide,
Tebufenpirad,
Terbumeton,
Terbutrina,
Tetraclorvinfos,
Tetraconazolo,
Thiacloprid, Thiamethoxam, Tiofanate metile,
Tionazin, Tolilfluanide, Tralometrina, Triadimefon,
Trifloxistrobin,
Valifenalate, Vinclozolin, Zoxamide
Residui di fitofarmaci: Abamectin, Alloxidim Sodium, ML488 rev. 2 2014
Ametoctradin, Amisulbrom, Azoxistrobin, Benalaxil,
Benomyl, Benthiovalicarb isopropyl, Benzoximate,
Bifenazate, Boscalid, Bromuconazole, Buprofezin,
Chorantraniliprole,
Ciproconazolo,
Clethiodim,
Clothianidin, Cyazofamide, Cycloxidim, Cyprodinil,
Dietofencarb,
Dimetomorf, Diuron, Dodine, DNOC, Emamectinbenzoate,
Esaconazolo,
Etirimol,
Etofenprox, Etoxazolo, Fenamidone, Fenarimol,
Fenazaquin, Fenbuconazolo, Fenexamide, Fenoxycarb,
Fenpyrazamine,
Fluazifop-butile,
Flucycoxuron, Fludioxinil, Flufenuxuron, Flusilazol,
Idrocloride,
Hexythiazox, Imidacloprid, Indoxacarb, Iprovalicarb,
Isoxaben, Mandipropamid, MCPA, Mecoprop,
Mepanipirim, Meptyldinocap, Metalaxil, Methomyl,
Metiocarb,
Metossifenozide,
Miclobutanil, Molinate, Monolinuron, Oxadiazon,
Oxadixil, Penconazolo, Pendimetalin, Piraclostrobin,
Piridaben, Pirimetanil, Pirimicarb, Pirimifos metile,
Propiconazolo,
Propisochlor,Proquinazid, Pymetrozin, Quinoxifen,
Rotenone, Spinosad, Spirotetramat, Spiroxamina,
Thiamethoxam, Tiofanate Metile, Tolilfluanide,
Valifenalate, Zoxamide
OIV MA-AS321-05A R2009
OIV MA-AS314-02 R2003
19/12/2000 GU CE L333
29/12/2000 allegato p.to I met.
OIV MA-AS312-01A R2009
met. B
Titolo alcolometrico volumico effettivo, titolo OIV MA-AS312-01A R2009
alcolometrico volumico potenziale, titolo alcolometrico met. B + OIV MA-AS311-03
volumico totale
OIV MA-AS322-08 R2009
Zuccheri: Fruttosio, Glucosio, Saccarosio, Glicerolo, OIV MA-AS311-03 R2003
(glucosio+fruttosio+saccarosio),
(glucosio+fruttosio),
14A04790
Modifica al decreto 20 aprile 2011 con il quale al laboratorio ISVEA S.r.l., in Poggibonsi, è stata rinnovata l’autorizzazione al rilascio dei certificati di analisi nel settore oleicolo.
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle Amministrazioni pubbliche, ed in particolare l’ar. 16, lettera d);
europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012 sui regimi
di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, e in particolare l’art. 58 che abroga il regolamento (CE) n. 510/2006;
Visto l’art. 16, comma 1 del predetto regolamento
(UE) n. 1151/2012 che stabilisce che i nomi figuranti
nel registro di cui all’art. 7, paragrafo 6 del regolamento
(CE) n. 510/2006 sono automaticamente iscritti nel registro di cui all’art. 11 del sopra citato regolamento (UE)
n. 1151/2012;
Visti i Regolamenti (CE) con i quali, sono state registrate le D.O.P. e la I.G.P. per gli oli di oliva vergini ed
extravergini italiani;
Considerato che gli oli di oliva vergini ed extravergini a D.O.P. o a I.G.P., per poter rivendicare la denominazione registrata, devono possedere le caratteristiche
chimico-fisiche stabilite per ciascuna denominazione, nei
relativi disciplinari di produzione approvati dai competenti Organi;
Considerato che tali caratteristiche chimico-fisiche degli oli di oliva vergini ed extravergini a denominazione di
origine devono essere accertate da laboratori autorizzati;
Visto il decreto 20 aprile 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana (serie generale) n. 102 del 4 maggio 2011 con il quale al laboratorio
al rilascio dei certificati di analisi nel settore oleicolo;
2568/1991 alleAnalisi spettrofotometrica nell’ulgato IX + Reg.
travioletto: K232, K270, delta-K
UE 299/2013
2568/1991 alleAcidi grassi liberi (acidità)
gato II + Reg.
CE 702/2007
Esteri metilici degli acidi grassi:
796/2002 allemiristico, palmitico, palmitoleico,
gato XB + Reg.
margarico, margaroleico, steaCEE 2568/1991
rico, oleico, linoleico, arachico,
linolenico, eicosanoico, beenico,
+ Reg. CEE
1429/1992
2568/1991 allegato III
14A04791
Rinnovo dell’autorizzazione al Laboratorio chimico camera di commercio Torino, in Torino, al rilascio dei certificati di analisi nel settore oleicolo.
Visto il decreto 27 ottobre 2010, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana (serie generale) n. 266 del 13 novembre 2010 con il quale al Laboratorio chimico camera di commercio Torino, ubicato in
Torino, via Ventimiglia n. 165 è stata rinnovata l’autorizzazione al rilascio dei certificati di analisi nel settore
oleicolo;
3 giugno 2014;
Considerato che il laboratorio sopra indicato ha ottemperato alle prescrizioni indicate al punto c) della predetta
circolare e in particolare ha dimostrato di avere ottenuto
in data 13 febbraio 2014 l’accreditamento relativamente
alle prove indicate nell’allegato al presente decreto e del
suo sistema qualità, in conformità alle prescrizioni della
norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, da parte di un organismo conforme alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17011
ed accreditato in ambito EA - European Cooperation for
Considerato che con decreto 22 dicembre 2009 ACCREDIA - L’Ente Italiano di Accreditamento è stato designato quale unico organismo italiano a svolgere attività
Visto il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012
sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari,
e in particolare l’art. 58 che abroga il regolamento (CE)
n. 510/2006;
Il Laboratorio chimico camera di commercio Torino,
ubicato in Torino, via Ventimiglia n. 165, è autorizzato
al rilascio dei certificati di analisi nel settore oleicolo limitatamente alle prove elencate in allegato al presente
L’autorizzazione ha validità fino al 14 marzo 2018 data
L’autorizzazione è automaticamente revocata qualora il Laboratorio chimico camera di commercio Torino perda l’accreditamento relativamente alle prove indicate nell’allegato al presente decreto e del suo sistema qualità, in
conformità alle prescrizioni della norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025, rilasciato da ACCREDIA - L’Ente Italiano di
Accreditamento designato con decreto 22 dicembre 2009 quale unico organismo a svolgere attività di accreditamento
e vigilanza del mercato.
1. Il laboratorio sopra citato ha l’onere di comunicare all’Amministrazione autorizzante eventuali cambiamenti
sopravvenuti interessanti la struttura societaria, l’ubicazione del laboratorio, la dotazione strumentale, l’impiego del
personale ed ogni altra modifica concernente le prove di analisi per le quali il laboratorio medesimo è accreditato.
2. L’omessa comunicazione comporta la sospensione dell’autorizzazione.
3. Sui certificati di analisi rilasciati e su ogni tipo di comunicazione pubblicitaria o promozionale diffusa, è necessario indicare che il provvedimento ministeriale riguarda solo le prove di analisi autorizzate.
4. L’Amministrazione si riserva la facoltà di verificare la sussistenza delle condizioni e dei requisiti su cui si fonda
il provvedimento autorizzatorio, in mancanza di essi, l’autorizzazione sarà revocata in qualsiasi momento.
Acidi grassi (composizione)
ISO 5508:1990 + ISO 12966-2:2011
Reg. CEE 2568/1991 allegato II + Reg. CE
Analisi spettrofotometrica nell'ultravioletto Reg. CEE 2568/1991 allegato IX + Reg.
UE 299/2013 allegato 1
Reg. CEE 2568/1991 allegato III
14A04802
Dichiarazione dell’esistenza del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi verificatisi nella regione Lombardia.
Visto il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, concernente, tra l’altro, gli interventi del Fondo di solidarietà
nazionale a sostegno delle imprese agricole danneggiate da calamità naturali e da eventi climatici avversi;
Visto il decreto legislativo 18 aprile 2008, n. 82, di adeguamento della normativa del Fondo di solidarietà nazionale, di cui al decreto legislativo n. 102/2004, per la conformità agli Orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato
nel settore agricolo e forestale 2007-2013 (2006/C 319/01) e al regolamento (CE) 1857/2006, della Commissione, del
15 dicembre 2006;
Visti gli articoli 5, 6, 7 e 8 del medesimo decreto legislativo n. 102/04, nel testo modificato dal decreto legislativo
n. 82/2008, che disciplinano gli interventi di soccorso, compensativi dei danni, nelle aree e per i rischi non assicurabili
con polizze agevolate, assistite dal contributo dello Stato;
Visto, in particolare, l’art. 6 che individua le procedure e le modalità per l’attivazione degli interventi di soccorso
su richiesta della Regione o Provincia Autonoma interessata, demandando a questo Ministero la dichiarazione del
carattere di eccezionalità degli eventi avversi, la individuazione dei territori danneggiati e le provvidenze concedibili,
nonchè la ripartizione periodica delle risorse finanziarie del Fondo di solidarietà nazionale per consentire alle regioni
la erogazione degli aiuti;
Visti gli Orientamenti Comunitari per gli aiuti di Stato nel settore agricolo e forestale 2007-2013 (2006/C319/01),
ed in particolare il capitolo «V. Gestione dei rischi e delle crisi»;
Visto il Regolamento (CE) n. 1857/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, concernente la concessione
degli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie imprese agricole, ed in particolare l’art. 11, che stabilisce condizioni
e limiti per la concessione di aiuti per la compensazione delle perdite dovute alle avversità atmosferiche assimilabili
alle calamità naturali;
Vista la registrazione dell’esenzione di notifica n. XA26/09 del 16 gennaio 2009 della Commissione UE;
Visto il Regolamento (UE) n. 1114/2013 della commissione del 7 novembre 2013 che modifica il Regolamento
(CE) n. 1857/2006 in ordine al periodo di applicazione dello stesso, ed in particolare del termine finale di beneficio
dell’esenzione che viene spostato dal 30 giugno 2014 al 31 dicembre 2014;
Vista la proposta della Regione Lombardia di declaratoria degli eventi avversi di seguito indicati, per l’applicazione nei territori danneggiati delle provvidenze del Fondo di solidarietà nazionale;
Piogge persistenti dal 1° gennaio 2014 al 4 marzo 2014 nella provincia di Pavia.
Dato atto alla regione Lombardia di aver effettuato i necessari accertamenti dai quali risulta che gli eventi di cui
alla presente richiesta di declaratoria hanno assunto il carattere di eccezionalità di cui all’art. 1, comma 2 del decreto
legislativo n. 102/04 e s.m.i.;
Ritenuto di accogliere la proposta della regione Lombardia di attivazione degli interventi compensativi del Fondo di solidarietà nazionale nelle aree colpite a fronte dei danni alle strutture aziendali e alle infrastrutture connesse
all’attività agricola.
È dichiarata l’esistenza del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi elencati a fianco della sottoindicata
provincia per effetto dei danni alle strutture aziendali e alle infrastrutture connesse all’attività agricola nei sottoelencati
territori agricoli, in cui possono trovare applicazione le specifiche misure di intervento previste del decreto legislativo
29 marzo 2004, n. 102, nel testo modificato dal decreto legislativo 18 aprile 2008, n. 82;
piogge persistenti dal 1° gennaio 2014 al 4 marzo 2014;
provvidenze di cui all’art. 5 comma 3 nel territorio dei comuni di Bagnaria, Calvignano, Cecima, Codevilla,
Fortunago, Godiasco, Menconico, Montebello della battaglia, Montesegale, Ponte Nizza, Retorbido, Rocca Susella,
Romagnese, Ruino, Torrazza Coste, Val di Nizza, Valverde, Varzi, Zavattarello:
provvidenze di cui all’art. 5 comma 6 nel territorio dei comuni di Canevino, Canneto Pavese, Castana, Casteggio, Cecima, Cigognola, Fortunago, Golferenzo, Lirio, Montalto Pavese, Montebello della Battaglia, Montecalvo
Versiggia, Montescano, Montesegale, Montù Beccaria, Mornico Losana, Ponte Nizza, Rea, Ruino, San Damiano al
Colle, Santa Maria della Versa, Stradella, Val di Nizza, Valverde, Varzi, Verrua po, Volpara, Zenevredo.
14A04794
Dichiarazione dell’esistenza del carattere di eccezionalità
degli eventi calamitosi verificatisi nella regione Emilia Romagna.
nazionale a sostegno delle imprese agricole danneggiate
da calamità naturali e da eventi climatici avversi;
Visto il decreto legislativo 18 aprile 2008, n. 82, di
adeguamento della normativa del Fondo di solidarietà nazionale, di cui al decreto legislativo n. 102/2004, per la
conformità agli Orientamenti comunitari per gli aiuti di
Stato nel settore agricolo e forestale 2007-2013 (2006/C
319/01) e al regolamento (CE) 1857/2006, della Commissione, del 15 dicembre 2006;
Visti gli articoli 5, 6, 7 e 8 del medesimo decreto legislativo n. 102/04, nel testo modificato dal decreto legislativo n. 82/2008, che disciplinano gli interventi di soccorso, compensativi dei danni, nelle aree e per i rischi non
assicurabili con polizze agevolate, assistite dal contributo
Visto, in particolare, l’art. 6 che individua le procedure e le modalità per l’attivazione degli interventi di soccorso su richiesta della Regione o Provincia Autonoma
interessata, demandando a questo Ministero la dichiarazione del carattere di eccezionalità degli eventi avversi, la
individuazione dei territori danneggiati e le provvidenze
concedibili, nonchè la ripartizione periodica delle risorse
finanziarie del Fondo di solidarietà nazionale per consentire alle regioni la erogazione degli aiuti;
Visti gli Orientamenti Comunitari per gli aiuti di
Stato nel settore agricolo e forestale 2007-2013 (2006/
C319/01), ed in particolare il capitolo «V. Gestione dei
rischi e delle crisi»;
Visto il Regolamento (CE) n. 1857/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, concernente la concessione degli aiuti di Stato a favore delle piccole e medie
imprese agricole, ed in particolare l’art. 11, che stabilisce
condizioni e limiti per la concessione di aiuti per la compensazione delle perdite dovute alle avversità atmosferiche assimilabili alle calamità naturali;
Vista la registrazione dell’esenzione di notifica n.
XA26/09 del 16 gennaio 2009 della Commissione UE;
(CE) n. 1857/2006 in ordine al periodo di applicazione
dello stesso, ed in particolare del termine finale di beneficio dell’esenzione che viene spostato dal 30 giugno 2014
Vista la proposta della Regione Emilia Romagna di
declaratoria degli eventi avversi di seguito indicati, per
l’applicazione nei territori danneggiati delle provvidenze
del Fondo di solidarietà nazionale;
Piogge persistenti dal 4 gennaio 2014 al 4 marzo 2014.
Nella provincia di Reggio nell’Emilia.
Dato atto alla regione Emilia Romagna di aver effettuato i necessari accertamenti dai quali risulta che gli eventi
di cui alla presente richiesta di declaratoria hanno assunto
il carattere di eccezionalità di cui all’art. 1, comma 2 del
decreto legislativo n. 102/04 e s.m.i.;
È dichiarata l’esistenza del carattere di eccezionalità
degli eventi calamitosi elencati a fianco della sottoindicata provincia per effetto dei danni alle Infrastrutture
connesse all’attività agricola nei sottoelencati territori
agricoli, in cui possono trovare applicazione le specifiche misure di intervento previste del decreto legislativo
29 marzo 2004, n. 102, nel testo modificato dal decreto
legislativo 18 aprile 2008, n. 82;
piogge persistenti dal 4 gennaio 2014 al 4 marzo
provvidenze di cui all’art. 5 comma 6 nel territorio
dei comuni di Bagnolo in Piano, Bibbiano, Cadelbosco di
Sopra, Campagnola Emilia, Correggio, Gualtieri, Novellara, Poviglio, Reggio nell’Emilia, Reggiolo, Rio Saliceto, Rolo, San Martino in Rio.
14A04795
Proroga smaltimento scorte del medicinale per uso umano
«Ropivacaina Teva» in seguito alla determinazione di rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio secondo
procedura di Mutuo Riconoscimento NL/H/1583/001/R/001
con conseguente modifica stampati. (Determina FV
n. 152/2014).
Visti gli artt. 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300, recante la «Riforma dell’organizzazione del
Governo, a norma dell’art. 11 della Legge 15 marzo 1997,
Visto l’art. 48 del decreto legge 30 settembre 2003
n. 269 convertito nella legge 24 novembre 2003 n. 326,
Visto il decreto n. 245 del 20 settembre 2004 del Ministro della Salute di concerto con i Ministri della Funzione
Pubblica e dell’Economia e Finanze, come modificato
con decreto n. 53 del 29 marzo 2012 del Ministero della
Salute di concerto con i Ministri per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione e dell’Economia e delle
Finanze, recante norme sull’organizzazione ed il funzionamento dell’Agenzia italiana del Farmaco, emanato a
norma del comma 13 dell’art. 48 sopra citato;
italiana del Farmaco pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale n. 254 del
31 ottobre 2009;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante «Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle
dipendenze delle amministrazioni pubbliche» e s.m.i.;
Vista la legge 15 luglio 2002, n. 145, recante «Disposizioni per il riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di esperienze e l’interazione tra pubblico e
Visto il decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219, recante «Attuazione della direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonché della
direttiva 2003/94/CE», e s.m.i., in particolare l’art. 38;
Registro «Visti Semplici», Foglio n. 1282, in data 14 novembre 2011, con cui è stato nominato Direttore Generale
dell’Agenzia Italiana del Farmaco il Prof. Luca Pani, a
Vista la determinazione AIFA n. 521 del 31 maggio
2013, con la quale è stata conferita al Dott. Giuseppe
Pimpinella la direzione dell’Ufficio di Farmacovigilanza,
a partire dal 1° giugno 2013;
Vista la determinazione del Direttore Generale dell’AIFA concernente «Criteri per l’applicazione delle disposizioni relative allo smaltimento delle scorte dei medicinali» n. 371 del 14 aprile 2014, adottata, in attuazione
dell’art. 37 del decreto legislativo n. 219/2006 e s.m.i.,
così come modificato dall’art. 44, comma 4-quinquies del
decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante: «Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia», convertito,
con modificazioni, nella legge 9 agosto 2013, n. 98, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 101 del
3 maggio 2014, efficace a decorrere dal 3 giugno 2014;
Vista la determinazione FV n. 71 del 4 marzo 2014
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 77 - Supplemento Ordinario n. 32 del 2 aprile
2014 concernente il rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio secondo la procedura di Mutuo
Riconoscimento NL/H/1583/001/R/001 del medicinale
Ropivacaina Teva con conseguente modifica stampati
nella quale è stato concesso un periodo di smaltimento
delle scorte fino al 31 luglio 2014;
Considerate le motivazioni evidenziate dal titolare
A.I.C. Teva Italia S.r.l., con sede legale e domicilio fiscale in Via Messina, 38 - 20154 Milano - Codice Fiscale/
partita I.V.A. 11654150157, nella richiesta di proroga del
termine di smaltimento delle scorte del 9 aprile 2014;
Visti gli atti istruttori e la corrispondenza degli stessi
Medicinale: ROPIVACAINA TEVA.
039805015 «2 mg/ml soluzione per infusione» 1 sacca da 100 ml;
039805027 «2 mg/ml soluzione per infusione» 5 sacche da 100 ml;
039805039 «2 mg/ml soluzione per infusione» 10
sacche da 100 ml;
039805041 «2 mg/ml soluzione per infusione» 1 sacca da 200 ml;
039805054 «2 mg/ml soluzione per infusione» 5 sacche da 200 ml;
039805066 «2 mg/ml soluzione per infusione» 10
Titolare A.I.C.: Teva Italia S.R.L.
Procedura: mutuo riconoscimento.
Codice procedura europea NL/H/1583/001/R/001.
1. È autorizzato, a decorrere dal data entrata in vigore
della presente determinazione, il mantenimento in commercio delle confezioni già prodotte, che non riportino
le modifiche autorizzate a seguito della determinazione
di rinnovo con modifica stampati FV n. 71 del 4 marzo
2014 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 77 del 2 aprile 2014, fino alla data di scadenza
del medicinale indicata in etichetta, previa consegna da
parte dei farmacisti agli utenti del Foglio Illustrativo aggiornato ai sensi di quanto previsto dall’art. 1, commi 1,
2, 3 e 4 della determinazione del Direttore Generale n. 371
del 14 aprile 2014 concernente «Criteri per l’applicazione delle disposizioni relative allo smaltimento delle scorte
dei medicinali», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Serie
Generale n. 101 del 3 maggio 2014, efficace a decorrere
dal 3 giugno 2014.
2. In ottemperanza alle disposizioni richiamate al precedente comma 1, i farmacisti sono tenuti a consegnare
il Foglio Illustrativo aggiornato agli utenti a decorrere
dal termine di 30 giorni dalla data di pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della presente determinazione. Il titolare A.I.C. rende accessibile al
farmacista il Foglio Illustrativo aggiornato entro il medesimo termine.
La presente determinazione è efficace dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana e sarà notificata alla
Società titolare dell’autorizzazione all’immissione in
14A04858
Inserimento del medicinale «elosulfase alfa (Vimizim)»
nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale ai sensi della legge 23 dicembre 1996,
n. 648, come «terapia enzimatica sostitutiva (ERT) per il
trattamento della mucopolisaccaridosi di tipo IV A (MPS IV
A, Sindrome di Morquio A)». (Determina n. 623/2014).
Visto il decreto del Ministro della salute dell’8 novembre 2011, registrato dall’Ufficio centrale del bilancio al Registro «Visti Semplici», foglio n. 1282, in data
14 novembre 2011, con cui è stato nominato direttore
generale dell’Agenzia italiana del farmaco il prof. Luca
Pani, a decorrere dal 16 novembre 2011;
Visto il decreto del Ministro della salute 28 settembre 2004 che ha costituito la Commissione consultiva
tecnico-scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco;
Vista la legge 23 dicembre 1996, n. 648, di conversione del decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 536, relativa
alle misure per il contenimento della spesa farmaceutica
e la determinazione del tetto di spesa per l’anno 1996,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 300 del 23 dicembre 1996;
Visto il provvedimento della Commissione Unica
del Farmaco (CUF) datato 20 luglio 2000, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 219 del 19 settembre 2000 con
errata-corrige nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 4 ottobre
2000, concernente l’istituzione dell’elenco dei medicinali innovativi la cui commercializzazione è autorizzata in
clinica e dei medicinali da impiegare per una indicazione
terapeutica diversa da quella autorizzata, da erogarsi a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale qualora non
Atteso che il medicinale «elosulfase alfa (Vimizim)» ha ottenuto nel 2009 lo status di medicinale orfano nell’UE e negli USA e che in data 20 febbraio 2014
il Committee for Medicinal Products for Human Use
(CHMP) ha adottato un’opinione positiva alla sua immissione in commercio per la stessa indicazione di cui sopra,
e cioè: «trattamento della mucopolisaccaridosi di tipo IV
A (MPS IV A, Sindrome di Morquio A)»;
Tenuto conto che attualmente non esistono terapie
per la MPS IVA e il farmaco è quindi l’unica alternativa
terapeutica disponibile per trattare pazienti affetti da mucopolisaccaridosi di tipo IV A;
Ritenuto opportuno consentire a soggetti affetti da
tale patologia la prescrizione di detto medicinale a totale
carico del Servizio Sanitario Nazionale «nelle more» di
una sua prossima commercializzazione in Europa e sul
Ritenuto necessario dettare le condizioni alle quali
detto medicinale viene inserito nell’elenco di cui al citato
Tenuto conto del parere espresso dalla Commissione
consultiva tecnico-scientifica (CTS) dell’AIFA nella riunione del 12-14 maggio 2014 – Verbale n. 25;
Ritenuto pertanto di includere il medicinale «elosulfase alfa (Vimizim)» nell’elenco dei medicinali erogabili
a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale istituito ai
sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, come «terapia enzimatica sostitutiva (ERT) per il trattamento della
mucopolisaccaridosi di tipo IV A (MPS IV A, Sindrome
di Morquio A)»;
Il medicinale «elosulfase alfa (Vimizim)» è inserito,
ai sensi dell’art. 1, comma 4, del decreto-legge 21 ottobre
1996, n. 536, convertito dalla legge 23 dicembre 1996,
n. 648, nell’elenco istituito col provvedimento della
Commissione Unica del Farmaco citato in premessa.
Il medicinale di cui all’art. 1 è erogabile a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale per l’indicazione
terapeutica: «terapia enzimatica sostitutiva (ERT) per il
trattamento della mucopolisaccaridosi di tipo IV A (MPS
IV A, Sindrome di Morquio A)», nel rispetto delle condizioni per esso indicate nell’allegato 1, che fa parte inte-
grante della presente determinazione, e a condizione che
ai pazienti (o ai loro tutori legali) venga fornita un’informazione adeguata sui dati di efficacia e sicurezza attualmente disponibili e che i clinici si impegnino a fornire
un follow up semestrale sul rapporto rischio beneficio del
successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale
Denominazione: elosulfase alfa
- (Vimizim – BioMarin Europe Ltd.).
Indicazione terapeutica: terapia enzimatica sostitutiva (ERT) per il trattamento della mucopolisaccaridosi di tipo IV A (MPS IV A, Sindrome
di Morquio A).
Criteri di inclusione: pazienti affetti da mucopolisaccaridosi IVA, con dimostrato deficit di N-acetilgalattosamina 6-solfatasi.
Piano terapeutico: Ogni flaconcino da 5 ml contiene 5 mg di elosulfase alfa (rh- N-acetilgalattosamina 6-solfatasi umana (rhGALNS) (1.0 mg/ml).
Il paziente dovrà essere pesato prima della prima infusione e successivamente ogni sei mesi.
Il paziente riceverà infusioni settimanali (7 ± 3 giorni) alla dose di 2 mg/Kg di Elosulfase alfa.
Volumi e velocità di
infusione raccototale
di infumandati* Peso del
sione (ml)
paziente (kg)
iniziale 0-15 minuti
Costo indicativo del trattamento: E. 424.320/anno (per paz. di 30 Kg di peso).
GAG urinari
Test cammino 6 min
(solo> 6 anni)
Reazioni avverse al farmaco di tipo severo
14A04798
Inserimento di una indicazione terapeutica del medicinale
per uso umano «bevacizumab – Avastin» nell’elenco ex lege
n. 648/1996. (Determina n. 622 DG/2014).
n. 269, convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2003, n. 326 che ha istituito l’Agenzia Italiana del
Visto il decreto 20 settembre 2004, n. 245 del Ministro della salute, di concerto con i Ministri della funzione
pubblica e dell’economia e delle finanze, recante norme
sull’organizzazione e il funzionamento dell’AIFA, e successive modificazioni;
Visto il Regolamento di organizzazione, di amministrazione e dell’ordinamento del personale dell’AIFA,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, Serie generale n. 254 del 31 ottobre 2009;
Registro Visti Semplici, fg. n. 1282, in data 14 novembre
2011, con cui il professor Luca Pani è stato nominato direttore generale dell’AIFA;
Visto il decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 536, convertito dalla legge 23 dicembre 1996, n. 648;
Visto, in particolare, l’art. 1, comma 4-bis, del decretolegge n. 536/1996, convertito nella legge n. 648/1996 sopra citato, inserito dall’art. 3, comma 2, del decreto-legge
20 marzo 2014, n. 36, convertito in legge 16 maggio
2014, n. 79, che ha previsto la possibilità di inserimento
nell’elenco di cui alla legge n. 648/1996, con erogazione
a carico del SSN, di medicinali utilizzabili per una indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata, anche
in caso di alternativa terapeutica già autorizzata, purché
tale indicazione sia nota e conforme a ricerche condotte
nell’ambito della comunità medico-scientifica, nazionale e internazionale, secondo parametri di economicità e
Vista la determinazione AIFA del 23 maggio 2007,
recante «Inserimento del medicinale bevacizumab (Avastin) nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico
del Servizio Sanitario Nazionale, ai sensi dell’art. 1, comma 4, del decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 536, convertito dalla legge 23 dicembre 1996, n. 648, nel trattamento
delle maculopatie essudative e del glaucoma neovascolare», come modificata dalle determinazioni AIFA del
4 marzo 2009 e del 28 ottobre 2010;
Vista la determinazione AIFA del 18 ottobre 2012, recante «Esclusione del medicinale bevacizumab (Avastin)
dall’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del
Servizio Sanitario Nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648», con cui è stata abrogata la determinazione AIFA del 28 ottobre 2010;
Visto il parere del Consiglio Superiore di Sanità, Sezione V, reso nella seduta del 15 aprile 2014;
Viste le richieste delle Regioni Veneto ed Emilia Romagna finalizzate all’inserimento nell’elenco dei medicinali
erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale
del farmaco «bevacizumab (Avastin)» per l’indicazione
terapeutica «degenerazione maculare correlata all’età»
(AMD);
Visto il parere favorevole a tale inserimento nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio
sanitario nazionale, reso dalla Commissione consultiva
tecnico-scientifica (CTS) dell’AIFA nella seduta del 9 e
10 giugno 2014, di cui allo stralcio di verbale del 19 giugno 2014;
Ritenuto, pertanto, necessario ed urgente inserire,
ai sensi dell’art. 1, commi 4 e 4-bis del decreto-legge
n. 536/1996, convertito nella legge n. 648/1996, il medicinale «bevacizumab (Avastin)» nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario
nazionale, per l’indicazione terapeutica «degenerazione
maculare correlata all’età» (AMD),
Inserimento del medicinale «bevacizumab-Avastin»
nell’elenco ex lege n. 648/1996
1. Il medicinale «bevacizumab - Avastin» è inserito
nell’elenco istituito ai sensi dell’art. 1, commi 4 e 4-bis,
del decreto-legge n. 536/1996, convertito nella legge
n. 648/1996, per l’indicazione terapeutica «degenerazione maculare correlata all’età» (AMD).
Condizioni per l’erogazione del medicinale
«bevacizumab - Avastin» nell’elenco ex lege n. 648/1996
1. L’erogazione del medicinale «bevacizumab (Avastin)» deve essere effettuata secondo le seguenti condizioni, finalizzate alla tutela del paziente nell’uso del suddetto farmaco per un’indicazione non registrata:
a) Allo scopo di garantire la sterilità, il confezionamento in monodose del farmaco «bevacizumab» per
l’uso intravitreale dovrà essere effettuato esclusivamente
da parte di farmacie ospedaliere in possesso dei necessari
requisiti, nel rispetto delle norme di buona preparazione;
b) La somministrazione del bevacizumab per uso
intravitreale dovrà essere riservata a centri oculistici ad
alta specializzazione presso ospedali pubblici individuati
c) La somministrazione del farmaco potrà avvenire
solo previa sottoscrizione da parte del paziente del consenso informato che contenga le motivazioni scientifiche
accompagnate da adeguate informazioni sull’esistenza di
alternative terapeutiche approvate seppur ad un costo più
elevato a carico del SSN;
d) Attivazione di un registro di monitoraggio alla
quale sia allegata la scheda di segnalazione delle reazioni
La comunicazione delle informazioni «da» e «verso»
l’Autorità avviene nel rispetto del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) di cui al decreto legislativo
7 marzo 2005 n. 82 e successive modifiche ed integrazioni.
1. La prescrizione del farmaco, a carico del Servizio
Sanitario Nazionale, da parte dei centri utilizzatori deve
essere effettuata per singolo paziente mediante la compilazione della scheda di prescrizione informatizzata, secondo le indicazioni sul sito https://www.agenziafarmaco.gov.it/registri/ che costituiscono parte integrante della
Rivalutazione delle condizioni
1. L’AIFA si riserva di assumere ogni diversa valutazione e ogni più opportuna determinazione a tutela della
sicurezza dei pazienti, in applicazione dell’art. 1, comma 4-bis, del decreto-legge n. 536/1996, convertito nella
legge n. 648/1996, a seguito dell’analisi dei dati raccolti attraverso il suddetto monitoraggio o di ogni ulteriore
evidenza scientifica che dovesse rendersi disponibile.
14A04799
Attrezzatura informatica delle SOA per la comunicazione
delle informazioni all’Osservatorio. (Determina n. 5/2014).
L’articolo 67 comma 5 del decreto del Presidente della Repubblica n. 207/2010 e successive modificazioni ed
integrazioni, prevede che le SOA (Società Organismi di
Attestazione) debbano disporre di attrezzatura informatica conforme al tipo definito dall’Autorità per la comunicazione delle informazioni all’Osservatorio.
Le caratteristiche dell’attrezzatura, così come di seguito definita, e la struttura informatica delle SOA dovranno
essere aggiornate in relazione all’aggiornamento della
struttura informatica dell’Autorità. Analogamente, le policy di sicurezza delle SOA dovranno essere, di volta in
volta, adeguate ad eventuali mutamenti delle policy di sicurezza dell’Autorità.
Le tecnologie informatiche a supporto della trasmissione informatica dei documenti, in piena conformità con le
Regole tecniche e di sicurezza per il funzionamento del
Sistema pubblico di connettività previste dall’articolo 71
comma 1-bis del CAD, sono principalmente:
la cooperazione applicativa, secondo il modello costituito dall’insieme delle regole e delle specifiche funzionali del sottosistema logico SPCoop. Nel caso in cui
la SOA debba scambiare informazioni con l’Autorità attraverso l’utilizzo di servizi (ovvero non tramite le applicazioni rese disponibili sul portale web dell’Autorità),
dovranno essere adottati i sistemi previsti da SPCoop,
in conformità alle direttive tecniche emanate da DigitPA
(oggi AgID - Agenzia per l’Italia Digitale) in relazione
alla Porta di Dominio ed alla busta di eGov;
la posta elettronica certificata (PEC), così come previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005 n. 68 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
28 aprile 2005 n. 97 e dal decreto ministeriale pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale del 15 novembre 2005, n. 266
contenente le «Regole tecniche per la formazione, la trasmissione e la validazione, anche temporale, della posta
la firma digitale o altro tipo di firma elettronica qualificata per i legali rappresentanti e i direttori tecnici delle
La SOA dovrà effettuare la riproduzione su supporti
informatici e la conservazione nel tempo dei documenti
e delle informazioni di cui è prescritta la conservazione
per legge o regolamento in conformità al CAD (Capo III
- Formazione, gestione e conservazione dei documenti informatici) e nel rispetto delle regole tecniche stabilite ai
sensi dell’articolo 71 del medesimo CAD.
La SOA dovrà operare nel rispetto della regolamentazione in materia di privacy e delle misure minime di sicurezza, così come definito dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 «Codice in materia di protezione dei
dati personali» (c.d. Codice della Privacy), in vigore dal
1° gennaio 2004. In relazione agli aspetti di privacy la
SOA dovrà inoltre adottare le prescrizioni introdotte dai
seguenti provvedimenti normativi:
legge 6 agosto 2008 n. 133, di conversione, con
modificazioni, del decreto legge 25 giugno 2008 n. 112
«Conversione in legge, con modificazioni, del decreto
legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la
competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e
la perequazione tributaria»;
decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 109, «Attuazione della Direttiva 2006/24/CE riguardante la conservazione dei dati generati o trattati nell’ambito della fornitura di servizi di comunicazione elettronica accessibili
al pubblico o di reti pubbliche di comunicazione e che
modifica la direttiva 2002/58/CE».
Dovranno, altresì, essere rispettati i pronunciamenti
del Garante della Privacy, ivi compresi gli adempimenti
per gli amministratori di sistema contenuti in «Misure e
accorgimenti prescritti ai titolari dei trattamenti effettuati
con strumenti elettronici relativamente alle attribuzioni
delle funzioni di amministratore di sistema» pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale del 24 dicembre 2008, n. 300 Serie generale e successive modificazioni ed integrazioni.
Requisiti di sicurezza delle infrastrutture presso le SOA
La SOA dovrà, in sintonia con le politiche di sicurezza
dell’Autorità, definire ed applicare idonee misure di sicurezza fisica, logica ed organizzativa sulla base di requisiti
di sicurezza, riservatezza, integrità e disponibilità di dati,
documenti ed informazioni, oltre alle misure derivanti da
una propria analisi dei rischi informatici.
L’infrastruttura di base, nella quale verranno realizzati
i database, dovrà essere in grado di garantire il funzionamento continuo delle apparecchiature per quanto riguarda la logica elaborativa necessaria alla visibilità dei dati.
Dovranno essere utilizzati, ove necessario, sistemi ridondati in grado di garantire l’alta affidabilità e la continuità
nell’utilizzo dei database anche a fronte dell’indisponibilità di alcune componenti dell’infrastruttura di base.
Dovranno, inoltre, essere previste procedure di carattere
tecnico e organizzativo in materia di conservazione e ripristino delle informazioni (backup&restore). In tale ambito la SOA dovrà disporre, tra l’altro, di un gruppo di
continuità in grado di alimentare tutte le apparecchiature
che si riterrà opportuno collegare per un tempo sufficiente
a terminare le operazioni di salvataggio e chiusura ordinata del sistema al fine di evitare la perdita di informazioni.
L’infrastruttura di rete utilizzata dalla SOA dovrà avvalersi di dispositivi tecnologici (apparecchiature per l’instradamento quali switch, router, etc.) idonei a garantire
le opportune misure di sicurezza informatica e l’adeguato
svolgimento delle attività di pertinenza. In particolare,
l’infrastruttura di base e le apparecchiature che ospitano
i database dovranno essere protetti da opportuni sistemi
firewall, in grado di impedire accessi non autorizzati e di
concedere l’utilizzo dei database e delle risorse in modo
controllato. I sistemi della SOA dovranno prevedere misure idonee a proteggere le informazioni da codice malevolo, virus informatici o altri software dannosi, come ad
esempio malware, worm e trojan.
Ove applicabile e come prescritto dal già richiamato
Codice in materia di protezione dei dati personali con
particolare riferimento al Disciplinare tecnico in materia
di misure minime di sicurezza (allegato B al Codice della Privacy), il trattamento di dati personali con strumenti
elettronici deve essere consentito ai soli incaricati dotati
di credenziali che consentano il superamento di una procedura di autenticazione specifica.
Per gli incaricati potranno essere individuati «profili di
autorizzazione» di ambito diverso. Detti profili di autorizzazione, relativi a ciascun incaricato o a classi omogenee di incaricati, dovranno essere individuati e configurati anteriormente all’inizio del trattamento e comunque
in modo tale da limitare l’accesso ai soli dati necessari
all’effettuazione delle operazioni previste per lo specifico
La SOA dovrà disporre di un collegamento alla rete
Internet al fine di comunicare e/o reperire le informazioni di propria pertinenza attraverso le funzionalità
rese disponibili sul portale dell’Autorità. Tale collegamento dovrà consentire una velocità di navigazione di
almeno 7 Mbps in download e di almeno 384 Kbps in
Caratteristiche hardware minime dei sistemi server
Le SOA dovranno disporre di adeguati server, fisici o
virtuali, allo stato dell’arte della tecnologia, secondo l’architettura autonomamente scelta per realizzare il sistema.
I sistemi server dovranno ricomprendere un sottosistema di memorizzazione con spazio disco adeguato a mantenere in linea le informazioni di competenza acquisite
nel corso del tempo e con caratteristiche di alta affidabilità ed efficienza (es. modalità RAID).
Per la gestione dei documenti e delle informazioni il
cui trattamento è effettuato nell’ambito di un processo di
dematerializzazione, ovvero esclusivamente in formato
elettronico, le SOA si dovranno dotare di dispositivi per
la conservazione dei documenti informatici in accordo
con le normative vigenti(CAD - Capo III - Formazione,
gestione e conservazione dei documenti informatici e regole tecniche stabilite ai sensi dell’articolo 71 dello stesso
Caratteristiche software minime
Le SOA dovranno disporre di un database per la gestione di tutte le informazioni di cui all’art. 8 comma 2
del decreto del Presidente della Repubblica n. 207/2010.
Il database dovrà, inoltre, gestire le informazioni
relative alle istruttorie sulla qualificazione per consentire l’acquisizione di quanto necessario allo svolgimento dell’attività di vigilanza in capo all’Autorità
(art. 71 del decreto del Presidente della Repubblica
n. 207/2010).
Il software utilizzato dalle SOA per alimentare il database dovrà essere realizzato in conformità alle regole in
materia di tutela della privacy e consentire l’accesso agli
utenti in relazione al ruolo svolto nell’ambito del processo di attestazione. Lo stesso dovrà disporre di funzionalità per la gestione dei dati del contratto di attestazione tra
la SOA e l’operatore economico, per la gestione del ciclo
di vita della richiesta di attestazione e dell’attestato rila-
sciato ed, in definitiva, per la gestione delle informazioni
di cui all’art. 8 comma 2 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 207/2010.
Le SOA dovranno comunicare ad AVCP i dati relativi
alle imprese attestande e/o attestate utilizzando una delle
attraverso l’interazione con l’applicazione «Attestazioni», accessibile dalla sezione dei «Servizi ad accesso
riservato» del portale AVCP;
attraverso l’uso di servizi di cooperazione applicativa
secondo le specifiche pubblicate sul medesimo portale
Quanto sopra premesso e considerato si invitano tutte le SOA autorizzate all’adozione e/o all’aggiornamento nei sensi suesposti degli standard infrastrutturali e di
sicurezza dei propri sistemi informatici, nell’ottica del
perseguimento del migliore efficientamento del sistema,
assegnando per l’aggiornamento il termine di 60 giorni
dalla pubblicazione della presente determinazione, fermi restando gli obblighi delle SOA di assicurare la trasmissione dei dati/informazioni di cui all’art. 8, comma 2
e seguenti, del decreto del Presidente della Repubblica
n. 207/2010, disciplinata dall’Autorità con il distinto Comunicato afferente il rilascio in esercizio della procedura
«attestazioni».
Il riscontro da parte dell’Autorità della mancata tempestiva attuazione di quanto previsto nella presente determinazione comporterà i necessari e conseguenti provvedimenti a carico delle SOA inadempienti.
Depositato presso la Segreteria del Consiglio in data 9 giugno 2014
14A04755
Intesa, ai sensi dell’articolo 8, comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131, per la semplificazione procedurale finalizzata alla conclusione dei Programmi di recupero urbano
denominati «Contratti di quartiere II». (Rep. Atti n. 52/CU).
Nell’odierna seduta del 15 maggio 2014;
Visto l’art. 4, comma 1 della legge 8 febbraio 2001,
n. 21 che prevede che il Ministro delle infrastrutture e
dei trasporti promuova, previa intesa della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, un Programma innovativo in ambito urbano finalizzato prioritariamente ad
incrementare, con la partecipazione di investimenti privati, la dotazione infrastrutturale dei quartieri degradati di
comuni e città a più forte disagio abitativo ed occupazionale e che preveda, al contempo, misure ed interventi per
incrementare l’occupazione, per favorire l’integrazione
sociale e l’adeguamento dell’offerta abitativa;
Visto il comma 4 dell’art. 4 della legge 8 febbraio 2001,
n. 21 sopra citata, che prevede l’emanazione di un apposito decreto ministeriale, previa intesa con la Conferenza
Stato-Regioni, volto a definire gli indirizzi e i contenuti
del Programma in esame, nonché le modalità di attribuzione ed erogazione dei finanziamenti;
trasporti 27 dicembre 2001 che, in attuazione di quanto disposto dall’art. 4, comma 4, della legge 8 febbraio
2001, n. 21 sopra richiamata, detta le disposizioni relative al finanziamento dei Programmi di recupero urbano in
esame e indica i criteri e gli indirizzi per la predisposizione dei bandi di gara mediante i quali vengono fissate le
modalità di partecipazione dei comuni e i contenuti delle
proposte da presentare;
trasporti 30 dicembre 2002, recante «Modifiche al D.M.
27 dicembre 2001, relativo ai Programmi innovativi in
ambito urbano denominati Contratti di quartiere II», che
approva la Tabella di ripartizione tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano delle risorse individuate per l’attuazione dei programmi e lo schema di
bando che costituisce riferimento di massima per la predisposizione da parte delle singole regioni dei bandi di gara
per la partecipazione dei comuni ai programmi stessi;
trasporti ha stipulato con le Regioni Piemonte, Valle
d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo,
Molise, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna, cofinanziatrici dei programmi, appositi «Accordi di programma
quadro» per la realizzazione degli interventi sperimentali
nel settore dell’edilizia residenziale ed annesse urbanizzazioni da realizzare nell’ambito dei «Contratti di quartiere II», che disciplinano, tra l’altro, i compiti dei Comitati paritetici Stato-Regioni;
Considerato che le Regioni Toscana, Campania e Calabria non hanno manifestato, nei termini indicati dal citato
decreto ministeriale 30 dicembre 2002, la volontà di aderire al programma «Contratti di quartiere II»;
Vista la nota del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti pervenuta in data 12 febbraio 2014, prot. CSR
A-4.23.2.13, con la quale si comunicano gli esiti dell’indagine conoscitiva svolta dalla Corte dei conti sulla gestione dei Programmi innovativi in ambito urbano denominati «Contratti di quartiere II», finalizzata a verificarne
lo stato di attuazione a livello nazionale e delle singole
regioni, individuandone le criticità che ne impediscono
la conclusione, dando conto dei livelli di rendicontazione
delle risorse e delle modalità di monitoraggio degli interventi, approvata con la Delibera della sezione di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato del
21 novembre 2013, n. 15/2013/G;
Vista la nota prot. CSR 687 P-4.23.2.13 del 13 febbraio
2014, con la quale, nel diramare la nota del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si evidenziano le proposte
di soluzione e le iniziative indicate dal Ministero stesso
per superare le criticità segnalate dalla Corte dei conti con
la Relazione sopra indicata, affinchè siano svolte, in sede
di Conferenza, le attività di coordinamento necessarie a
tal fine;
Visti gli esiti della riunione istruttoria indetta per il
giorno 19 febbraio 2014 nel corso della quale le Regioni
hanno segnalato le difficoltà riscontrate nella conclusione dei programmi e nell’erogazione delle risorse indicate
negli Accordi di programma siglati con il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e si è concordato di costituire
un tavolo tecnico presso il Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti, incaricato di elaborare una proposta di accordo o di intesa, da sottoporre alla Conferenza Unificata
in tempo utile per fornire riscontro a quanto richiesto dalla Corte dei contri nei tempi da essa indicati;
Vista la nota del 28 aprile 2014, prot. CSR 1733
P-4.23.2.13, con la quale è stato diramato uno schema di
accordo, elaborato dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, da concludere ai sensi dell’art. 15 della legge
7 agosto 1990, n. 241, per la semplificazione procedurale finalizzata alla conclusione dei programmi innovativi
in ambito urbano denominati «Contratti di quartiere II»
che, in relazione alle differenziate tipologie di avanzamento dei singoli interventi, prevede differenziate misure
giorno 6 maggio 2014, per discutere la proposta di accordo trasmessa dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, nel corso della quale le Regioni, nel condividere i contenuti della proposta, hanno formulato alcune
richieste di modifica e di integrazione al testo, ritenute
in gran parte accoglibili dal Ministero e hanno espresso
perplessità in ordine allo strumento giuridico utilizzato,
mentre il Ministero dell’economia e delle finanze si è riservato di far conoscere le proprie valutazioni in ordine
alla possibilità di riutilizzare le somme revocate, cadute
in perenzione;
Visto il nuovo testo, predisposto dal Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti secondo le modalità dell’intesa, da sancire ai sensi dell’art. 8, comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131, che recepisce le richieste di
integrazione e modifica al testo avanzate dalle Regioni
nel corso della riunione sopra indicata, diramato con nota
prot. CSR 1931 P-4.23.2.13 del 13 maggio 2014;
Vista la successiva proposta di intesa elaborata dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, da sottoporre alla Conferenza, che recepisce le richieste di ulteriori modifiche e integrazioni al testo formulate per le vie
brevi dalle Regioni Piemonte e Lombardia e tiene conto
dei rilievi e delle osservazioni avanzate dal Ministero
dell’economia e delle finanze in ordine ai punti 1.2 e 4.1
della proposta stessa, trasmessa con nota prot. CSR1974
P-4.23.2.13 del 15 maggio 2014 che, allegata al presente
atto, ne costituisce parte integrante (All. 1);
Visti gli esiti dell’odierna Seduta, nel corso della quale le Regioni, nel constatare che tutte le modifiche e le
istanze delle Regioni sono state accolte, hanno espresso
l’intesa e hanno consegnato un documento che, allegato
al presente atto, ne costituisce parte integrante (All. 2),
acquisendo i chiarimenti relativi alle modifiche apportate
al testo a seguito delle osservazioni formulate dal Ministero dell’economia e delle finanze;
Considerato che l’ANCI ha espresso l’avviso favorevole alla conclusione dell’intesa, subordinato all’accoglimento di un emendamento volto ad apportare una
integrazione a quanto disciplinato nel punto 4 del testo,
secondo quanto indicato in un documento consegnato in
Seduta che, allegato al presente atto, ne costituisce parte
integrante (All. 3);
Preso atto che l’UPI ha espresso l’avviso favorevole
alla conclusione dell’intesa;
trasporti ha ritenuto di poter accogliere la richiesta di modifica al testo presentata dall’ANCI;
nei termini di cui in premessa, ai sensi dell’art. 8, comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131, sull’atto per la
semplificazione procedurale finalizzata alla conclusione
dei Programmi di recupero urbano denominati «Contratti
di quartiere II».
14A04759
Titolare AIC: BAYER OY con sede legale e domicilio in Pansiontie 47, 20210 - Turku (Finlandia).
Sospensione dell’autorizzazione alla produzione di Api per
uso umano, rilasciata alla Società SIMS Società Italiana
Medicinali Scandicci S.r.l.
Variazione AIC: rettifica estratto della determinazione V&A/1429
del 9 settembre 2013.
Con la Determinazione n. aMP - 39/2014 del 13 giugno 2014 è
stata sospesa, ai sensi dell’art. 146 del decreto legislativo n. 219 del
24 aprile 2006, l’autorizzazione alla produzione di API dell’Officina
farmaceutica sita in Reggello (FI) Loc. Filarone, rilasciata alla Società
SIMS Società Italiana Medicinali Scandicci S.r.l.
14A04754
Revoca dell’autorizzazione alla produzione di medicinali
per uso umano, rilasciata alla Società Procelltech S.r.l.
È rettificato l’estratto della determinazione V&A/1429 del 9 settembre 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale n. 227 del 27 settembre 2013, nei termini che
laddove è riportato:
C.I.4) Variazioni collegate a importanti modifiche del riassunto delle caratteristiche del prodotto, del foglio illustrativo dovute in particolare a nuovi dati in materia di qualità, di prove precliniche e cliniche
o di farmacovigilanza;
Con il provvedimento n. aM - 92/2014 dell’11 giugno 2014 è stata revocata, su richiesta, l’autorizzazione alla produzione di Medicinali
dell’officina farmaceutica sita in Colleretto Giacosa (TO) Via Ribes
n. 5, rilasciata alla Società Procelltech S.r.l.
14A04768
C.I.3 a) Attuazione delle modifiche di testo approvate per le
quali il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio non
presenta nuove informazioni complementari.
Comunicato relativo al medicinale per uso umano
«Eylea».
La presente determinazione sarà pubblicata per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà notificata alla Società titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale.
Comunicato n. 615/2014
Specialità EYLEA.
Si comunica che la Commissione Tecnica Scientifica, nella seduta
del 2-5 dicembre 2013 ha espresso parere favorevole alla rimborsabilità,
senza modifica di prezzo e delle condizioni negoziali attualmente vigenti, per la nuova indicazione di seguito riportata:
Eylea è indicato per il trattamento negli adulti della compromissione della vista dovuta a edema maculare secondario a occlusione della
vena centrale della retina (central retinal vein occlusion - CRVO).
Ai fini delle prescrizioni a carico del SSN, i centri utilizzatori,
dovranno compilare la scheda raccolta dati informatizzata di arruolamento che indica i pazienti eleggibili e la scheda di follow-up, applicando le condizioni negoziali secondo le indicazioni pubblicate sul sito
dell’Agenzia, piattaforma web - all’indirizzo https://www.agenziafarmaco.gov.it/registri/ che costituiscono parte integrante della presente
Nelle more della piena attuazione del registro di monitoraggio
web-based, le prescrizioni, relative unicamente alle indicazioni rimborsate dal SSN attraverso la presente determinazione, dovranno essere
effettuate in accordo ai criteri di eleggibilità e appropriatezza prescrittiva riportati nella documentazione consultabile sul portale istituzionale
h t t p : / / w w w. a g e n z i a f a r m a c o . g o v. i t / i t / c o n t e n t /
registri-farmaci-sottoposti-monitoraggio
I dati inerenti ai trattamenti effettuati a partire dalla data di entrata
in vigore della presente determinazione, tramite la modalità temporanea
suindicata, dovranno essere successivamente riportati nella piattaforma
web, secondo le modalità che saranno indicate nel sito: http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/registri-farmaci-sottoposti-monitoraggio
14A04796
Rettifica dell’estratto della determina V&A/687 del 4 aprile 2014, recante modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso umano «Capoten».
Estratto determinazione V&A/1130 del 18 giugno 2014
Titolare A.I.C.: Bristol Myers Squibb s.r.l. (codice fiscale
00082130592) con sede legale e domicilio fiscale in Via Virgilio Maroso, 50 - 00142 Roma (RM) – Italia.
Medicinale: CAPOTEN.
Variazione A.I.C.: Rettifica dell’estratto della determinazione
V&A/687 del 4 aprile 2014.
È rettificato, l’estratto della determinazione V&A/687 del 4 aprile
2014, pubblicato sul S.O. n. 37 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale n. 97 - del 28 aprile 2014 nei termini che
L’autorizzazione all’immissione in commercio è modificata come di seguito indicata: è autorizzata la modifica degli stampati
(Punti 4.2, 4.4, 4.6 e 4.8 del RCP e corrispondenti paragrafi del foglio
illustrativo);
14A04769
Rettifica dell’estratto della determina V&A/1429 del 9 settembre 2013, recante modifica dell’autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso umano
«Mirena».
Estratto determinazione V&A/1116 del 18 giugno 2014
Medicinale: MIRENA.
L’autorizzazione all’immissione in commercio è modificata
come di seguito indicata: è autorizzata la modifica degli stampati (Punti
4.4, 4.6 e 4.8 del RCP e corrispondenti paragrafi del foglio illustrativo)
14A04797
Revoca della registrazione di presidio medico chirurgico
«Promise Zanzaout Gel».
Con il decreto n. DGFDM-VII/2410 del 3 giugno 2014 è stata revocata la registrazione del sottoindicato presidio medico chirurgico:
Presidio medico chirurgico: Promise Zanzaout Gel;
Registrazione: 17243;
Titolare della registrazione: Cadey S.r.l.;
Motivo della revoca: inadeguatezza della documentazione
tecnica-scientifica.
14A04800
«Kenovax».
Con il decreto n. DGFDM-VII/3712 del 27 maggio 2014 è stata
revocata la registrazione del sottoindicato presidio medico chirurgico:
Presidio medico chirurgico: Kenovax;
Registrazione: 15423;
Titolare della registrazione: Ital-Agro S.r.l.;
Motivo della revoca: mancata presentazione della documentazione a seguito di revisione. La documentazione tecnica non è più adeguata alle attuali conoscenze scientifiche e non conforme ai requisiti
previsti dal provvedimento ministeriale del 5 febbraio 1999 per l’attuazione del decreto del Presidente della Repubblica n. 392.
14A04801
per uso veterinario «Cortyzone» 2 mg/ml soluzione iniettabile per cani e gatti.
Decreto n. 58 del 5 giugno 2014
Medicinale veterinario «CORTYZONE» 2 mg/ml soluzione iniettabile per cani e gatti.
Titolare A.I.C.: IZO S.r.l. a socio unico con sede in Via San Zeno
n. 99/A - 25124 Brescia, codice fiscale n. 00291440170.
Produttore responsabile rilascio lotti: lo stabilimento IZO S.r.l. a
socio unico con sede in S.S. 234 KM 28.2 – 27013 Chignolo Po (Pavia).
Confezioni autorizzate e numeri di A.I.C.: flacone da 50 ml - A.I.C.
n. 104454018.
Desametasone sodio fosfato 2 mg
Cortyzone è indicato nel trattamento di: artriti, borsiti, teno-sinoviti, affezioni infiammatorie dei legamenti e dei tendini, shock chirurgico, dermatiti allergiche, scottature e dermatosi aspecifiche.
Tempi di attesa: non pertinente.
del medicinale veterinario confezionato per la vendita: 2 anni;
dopo prima apertura del confezionamento primario: 72 ore.
Regime di dispensazione: da vendersi soltanto dietro presentazione
di ricetta medico-veterinaria ripetibile.
Il presente decreto che sostituisce ed annulla il decreto n. 49 del
29 aprile 2014, ha efficacia immediata.
14A04803
per uso veterinario «Pneumospectin 50/100 mg/ml» Soluzione iniettabile per vitelli, ovini, caprini, suini, polli, tacchini, cani e gatti.
Decreto n. 60 del 5 giugno 2014
Procedura decentrata n. PT/V/0110/001/DC.
Medicinale veterinario «PNEUMOSPECTIN 50/100 mg/ml» Soluzione iniettabile per vitelli, ovini, caprini, suini, polli, tacchini, cani
Titolare A.I.C.: la società Global VET Health S.L. c/Capçanes
n. 12 bajos. Poligono Agro-Reus 43206 - Reus-Tarragona, Spain.
Produttore responsabile rilascio lotti: lo stabilimento S.P. Veterinaria, S.A Ctra. Reus - Vinyols Km 4,1 - 43330 Riudoms, Tarragona
Scatola con 1 flacone da 100 ml - A.I.C. n. 104545013;
Scatola con 1 flacone da 250 ml - A.I.C. n. 104545025.
Lincomicina 50 mg (equivalente a 54,47 mg lincomicina cloridrato (sostanza secca));
Spectinomicina 100 mg (equivalente a 129,45 mg di spectinomicina solfato (sostanza secca)).
Eccipienti: così come indicato nella tecnica farmaceutica acquisita
Specie di destinazione: vitelli, ovini, caprini, suini, polli, tacchini,
Indicazioni terapeutiche: trattamento di infezioni causate da organismi sensibili alla lincomicina e/o spectinomicina.
Vitelli: Trattamento di infezioni respiratorie, artrite e onfalite.
Ovini e caprini: Trattamento di infezioni respiratorie e
Suini: Trattamento di adenomatosi enteritica (ileite causata da
Lawsonia intracellularis). Trattamento di enterite emorragica e colibacillosi. Trattamento di micoplasmosi. Trattamento di artrite infettiva.
Polli e tacchini: Trattamento di micoplasmosi associata o no a
Escherichia coli. Trattamento di aerosacculite causata da Escherichia
coli. Trattamento di colera aviaria causato da Pasteurella multifida.
Gatti e cani: Trattamento di infezioni respiratorie, intestinali, urinarie e della pelle (incluse ferite e ascessi) e artrite causata da organismi
sensibili all’azione della lincomicina e/o spectinomicina, includendo
Staphylococcus spp., Streptococcus spp., Bacteroides spp., Clostridium
spp., Fusobacterium spp., Actinomyces spp, Mycoplasma spp.
dopo prima apertura del confezionamento primario: 28 giorni.
Vitelli: Carne e visceri: 14 giorni.
Ovini e caprini: Carne e visceri: 14 giorni.
Latte: dal momento che non è stato determinato il tempo di attesa
nel latte, non utilizzare in femmine produttrici di latte destinato al consumo umano, durante l’allattamento o periodo in asciutta e nemmeno in
future produttrici di latte per il consumo umano nei due mesi precedenti
Suini: Carne e visceri: 14 giorni.
Polli e tacchini: Carne e visceri: 14 giorni.
Uova: dal momento che non sono stati fissati LMR per le uova,
non usare in galline ovaiole che producono uova destinate al consumo
di ricetta medico veterinaria in triplice copia non ripetibile.
14A04804
Autorizzazione all’immissione in commercio del medicinale per uso veterinario «Ceffect LC 75 mg» pomata intramammaria per bovine in lattazione.
Procedura decentrata n. UK/V/0483/001DC
Decreto n. 61 del 5 giugno 2014
Medicinale veterinario CEFFECT LC 75 mg pomata intramammaria per bovine in lattazione.
Titolare A.I.C.: Emdoka bvba John Lijsenstraatn 16 B-2321 Hoogstraten - Belgio.
Produttore responsabile rilascio lotti: Wirtschaftsgenossenschaft
deutscher Tierärzte eG (WDT) - 30827 Garbsen - Germania.
Scatola da 3 siringhe + salviette detergenti - A.I.C. n. 104627017;
Scatola da 15 siringhe + salviette detergenti - A.I.C.
n. 104627029;
Scatola da 20 siringhe + 20 salviette detergenti - A.I.C.
n. 104627031;
Scatola da 24 siringhe + salviette detergenti - A.I.C.
n. 104627043;
Principio attivo: Cefquinome (come solfato) 75 mg
Specie di destinazione: Bovini (bovine in lattazione).
Indicazioni terapeutiche: Per il trattamento della mastite clinica
nelle bovine in lattazione, causata dai seguenti organismi sensibili al cefquinome: Streptococcus uberis, Streptococcus dysgalactiae, Stafhylococcus aureus ed Escherichia coli.
Carne e visceri: 4 giorni
Latte: 5 giorni (120 ore)
Periodo di validità del medicinale veterinario confezionato per
la vendita: 32 mesi.
Periodo di validità dopo prima apertura del confezionamento
primario: usare immediatamente.
14A04805
del medicinale per uso veterinario «Tilosina 20% Filozoo»
200 mg/g polvere per soluzione orale per suini e broilers.
Provvedimento n. 491 del 5 giugno 2014
Medicinale veterinario «TILOSINA 20% FILOZOO» 200 mg/g
polvere per soluzione orale per suini e broilers
Barattolo da 1 Kg - A.I.C. n. 102663010
Sacco da 5 Kg - A.I.C. n. 102663022
Titolare A.I.C.: Filozoo S.r.l. con sede in V. del Commercio 28/30,
Carpi (MO) Cod. Fisc. 02770840367.
Oggetto del provvedimento: Variazione: modifica tempi di attesa.
A seguito della procedura di revisione del medicinale veterinario
indicato in oggetto (D.M. 4 Marzo 2005), vengono modificati i tempi di
attesa per i Broilers: carne e visceri: da 8 giorni a 3 giorni e per i Suini:
carne e visceri: da 8 giorni a 0 giorni.
Pertanto i tempi di attesa ora autorizzati sono i seguenti:
Broilers: 3 giorni
Suini: 0 giorni.
Non somministrare a galline che producono uova per il consumo
I lotti già prodotti possono rimanere in commercio fino alla data
Il presente estratto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, mentre il relativo provvedimento verrà notificato
14A04806
per uso veterinario «Finadyne Transdermal» 50 mg/ml.
Decreto n. 59 del 5 giugno 2014
Procedura decentrata n. IE/V/0323/001/DC
Medicinale veterinario «FINADYNE TRANSDERMAL» 50 mg/
ml soluzione pour-on per bovini.
Titolare A.I.C.: società Intervet International B.V. – Boxmeer
Rappresentata in italia da: MSD Animal Health S.r.l. con sede legale e domicilio fiscale in Segrate (MI) – Via Fratelli Cervi snc – Centro
Direzionale Milano 2, Palazzo Canova – codice fiscale n. 01148870155.
Produttore responsabile rilascio lotti: Vet Pharma Friesoythe
GmbH nello stabilimento sito in Sedelsberger Str. 2-4, 26169 Friesoythe (Germania).
Flacone da 100 ml - A.I.C. n. 104637018
Flacone da 250 ml - A.I.C. n. 104637020
Flacone da 1 L - A.I.C. n. 104637032.
Composizione: Ogni ml contiene:
Flunixina 50 mg
Equivalente a 83 mg di flunixina meglumina
Indicazioni terapeutiche: Per la riduzione della piressia associata
alla malattia respiratoria bovina.
la vendita: 2 anni.
primario: 6 mesi.
Carne e visceri: 7 giorni
Latte: 36 ore
Data la possibilità di contaminazione crociata degli animali non
trattati con questo prodotto a causa del leccamento (“grooming”), gli
animali devono essere tenuti separati dagli animali non trattati per un
tempo pari a quello di attesa. Il mancato rispetto di questa raccomandazione può portare a residui negli animali non trattati.
di ricetta medico-veterinaria in triplice copia non ripetibile.
14A04807
Proposta di modifica del disciplinare di produzione dei vini
a denominazione di origine controllata «Alto Adige» o
«dell’Alto Adige» (in lingua tedesca «Südtirol» o «Südtiroler»).
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, ai sensi
del decreto Ministeriale 7 novembre 2012, recante la procedura a livello
nazionale per l’esame delle domande di protezione delle DOP e IGP dei
vini e di modifica dei disciplinari, ai sensi del Reg. (CE) n. 1234/2007 e
del decreto legislativo n. 61/2010:
Esaminata la documentata domanda presentata dal Consorzio Tutela Vini Alto Adige - Bolzano, intesa ad ottenere la modifica del disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata
«Alto Adige» o «dell’Alto Adige», nel rispetto della procedura di cui
all’art. 10 del citato decreto ministeriale 7 novembre 2012;
Visto il parere favorevole della Provincia autonoma di Bolzano
sulla citata proposta di modifica del disciplinare di produzione;
ed IGP, di cui all’art. 16 del decreto legislativo n. 61/2010, espresso
nella riunione del 12 giugno 2014 sulla predetta proposta di modifica
del disciplinare di produzione;
Provvede, ai sensi dell’art. 8, comma 1, del citato decreto ministeriale del 7 novembre 2012, alla pubblicazione dell’allegata proposta
di modifica del disciplinare di produzione dei vini a Denominazione di
Origine Controllata «Alto Adige» o «dell’Alto Adige»;
modifica del disciplinare di produzione, in regola con le disposizione
contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 642 «Disciplina dell’imposta di bollo» e successive modifiche ed integrazioni, dovranno essere inviate dagli interessati al Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali - Ufficio PQA IV - Via XX Settembre, 20 - 00187 Roma - entro sessanta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della predetta proposta.
L’art. 3 del disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Controllata «Alto Adige» o «dell’Alto Adige», così come consolidato con il decreto ministeriale 30 novembre 2011, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale delle Repubblica italiana n. 295 del 20 dicembre 2011
e sul sito internet del Mipaaf - Sezione Prodotti DOP e IGP - Vini DOP
e IGP, i commi concernenti la delimitazione della zona di produzione
delle uve di alcune sottozone, sono sostituiti con il seguente testo:
La zona di produzione delle uve che possono essere destinate
alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata di cui
all’art. 1 è così stabilita:
3.4. «Alto Adige» sottozona «Santa Maddalena»: la zona di produzione del vino «Santa Maddalena» comprende in tutto o in parte i territori delle frazioni e sottofrazioni di: Santa Maddalena, Santa Giustina,
Laitago (Coste), San Pietro, Guncina, S. Giorgio, Rena (Sabbia), Santa
Giustina di Sopra, Laitago di Sopra, Signato, Laste Basse, Cardano in
comune di Cornedo, Campiglio, Virgolo, Aslago, Rencio e S. Maurizio
in comune di Bolzano, Settequerce in comune di S. Genesio, i masi Reiter, Diem, Raindl, Ebnicher e Plattner in comune di Renon. Tale zona è
così delimitata: partendo in località Bagni di zolfo (km 222,5 della strada statale n. 38 Bolzano-Merano) la linea di delimitazione segue fino a
raggiungere il rio Margherita che risale fino a quota 500. Devia verso
est e sale fino al punto di coordinate 674.617 / 5.154.080,27 arrivando
alla linea di quota 550 e prosegue fino al punto di coordinate 674.773,5
/ 5.154.128,05 per poi scendere alla linea di quota 520, dove incontra il
punto di coordinate 674.785,85 / 5.154.048,44. La zona segue la linea di
quota 520 fino all`attraversamento del torrente San Maurizio, poi scende
alla linea di quota 500, seguendola fino al raggiungimento della località
Guncina.
Piega quindi a nord, per includere il maso Pichler (quota 529),
e prosegue lungo la linea di quota 700 per raggiungere il rio Fago sul
confine comunale Bolzano-San Genesio. Segue detto confine comunale
e, raggiunto il rio San Genesio, lo discende fino alla sua affluenza sul
torrente Talvera. Discende il Talvera fino alla valle che scende tra il
cotonificio e Castel Roncolo. Risale la valle fino a quota 600 e lungo
questa linea di quota, in direzione sud, raggiunge il confine comunale di Bolzano che segue verso est fino alla quota 853. Da detta quota
la linea di delimitazione si scosta dal confine comunale per dirigersi a
nord lungo la carrareccia (quota 832) proveniente dall’Assunta; passa
rispettivamente a nord e nord-ovest dei masi Ebnicher e Plattner, che
sono inclusi nella zona, per raggiungere il tracciato della cremagliera
del Renon (quota 843) che discende per incrociare di nuovo il confine
comunale finche’ questo corre lungo il rio Rivellone (quota 525), quindi
volge a est per passare a nord del maso Loosmann e prosegue lungo
le quote 784, 777, 765 fino a raggiungere la strada che porta al Renon
che discende fino alla quota 651. Da detta quota si dirige verso il canalone di Laste-Basse per raggiungere l’ansa a gomito del fiume Isarco
(quota 296 km 445 della strada statale n. 12). Da questo punto la linea
di delimitazione si sposta alla sinistra del fiume Isarco per includere il
maso Hochklausenhof e proseguire, prima in direzione sud e poi ovest
lungo la strada statale n. 12 fino al km 444. Dal km 444 volge a sud
per raggiungere la linea di quota 500; prosegue, verso ovest, per detta
linea di quota e dopo aver attraversato l’abitato di Cornedo, sale per la
carrareccia che conduce a quota 551 e passando a sud del maso Bischof,
che resta incluso, oltrepassa in linea retta la valle del rio d’Ega, per
raggiungere, sul versante sinistro, la linea di quota 500, che segue fino
al punto di coordinate 683.375,99 / 5.151.153,82, per poi raggiungere la
linea di quota 540. La zona segue la linea di quota 540 fino al punto di
coordinate 682.977,52 / 5.151.128, poi scende nuovamente alla linea di
quota 500 e prosegue fino al raggiungimento della località S. Gertrude,
Campiglio, Virgolo e Aslago.
Da S. Geltrude piega, a ovest, lungo la via Castel Flavon, alla periferia della città, segue in direzione nord la ferrovia fino al fiume Isarco,
quindi la sponda sinistra dello stesso fino alla località Pronzegg (quota
267), attraversa il fiume e in direzione nord-ovest raggiunge e costeggia
la ferrovia fino alla stazione di valle della funivia del Renon. Da detta
stazione la linea di delimitazione prosegue per via Brennero,Dodiciville,
S. Giovanni, via S. Oswaldo, via Weggenstein, via S. Arrigo e raggiunge
il torrente Talvera al ponte S. Antonio. Oltrepassato il ponte, prosegue
sulla linea altimetrica di m 300, a pie’ di monte e a nord della città, passa
per le località Fago e Guncina. All’altezza della quota 325, lascia la quota altimetrica predetta per seguire via Cologna e raggiungere la vecchia
strada Gries-Merano, continuando lungo quest’ultima fino alla località
Bagni di zolfo, punto di partenza della delimitazione;
3.5. «Alto Adige» sottozona «Terlano»: la zona di produzione
dei vini «Terlano», in lingua tedesca «Terlaner», comprende: il territorio
del comune di Terlano, salvo la parte non idonea a produzioni vinicole
con le caratteristiche previste da presente disciplinare e parte del territorio dei comuni di S. Genesio, Meltina, Tesimo, Nalles, Andriano,
Appiano, Caldaro. Essa è composta da due territori distinti e delimitati:
a) Terlano e Meltina: partendo a nord della zona da delimitare, il limite si identifica con la strada statale dello Stelvio n. 38, e
precisamente al km 212,200 della stessa, ove incrocia il confine omunale di Terlano. Il limite segue poi la statale in direzione sud fino al km
218,500 (bivio) ove si identifica con la strada comunale che passa per le
quote: 246, 245, 247. Taglia quindi il rio Margherita (quota 243) e prosegue lungo il fosso denominato «Chiaro di luna» fino a intersecare di
nuovo il confine comunale di Terlano (quota 240). Di qui il limite della
zona volge a est, identificandosi con il confine comunale. Seguendo lo
stesso confine in senso orario la linea tocca il rio Petroso al di sopra della località Settequerce. Sale il greto di detto rio nel comune di S. Genesio fino a quota 600 e prosegue verso est su questa quota fino a toccare
il rio S. Maurizio. Il confine sale nuovamente fino all’attraversamento
della strada consorziale di Cologna di Sotto (quota 800). La strada in
direzione verso est costituisce il confine fino al punto in cui la strada
incrocia il confine comunale tra S. Genesio e Bolzano (quota 725). Ivi
il confine si piega a ovest identificandosi con il confine comunale di
S. Genesio fino ad arrivare al punto di partenza della descrizione. In
questa zona sono compresi i vigneti del maso Soglia del comune di
Meltina, posto a ridosso del confine comunale di Terlano a est della frazione Vilpiano; sempre in comune di Meltina sono compresi i vigenti
b) Tesimo, Nalles, Andriano, Appiano e Caldaro: partendo
da nord-ovest della zona da delimitare il confine si identifica con il
confine comunale di Tesimo. Più precisamente la delimitazione inizia
in località monte del Cambio (quota 1.772) e si dirige verso sud, seguendo il confine comunale. Prosegue, quindi, lungo il confine comunale di Appiano che è anche confine provinciale. Raggiunge il confine
comunale di Caldaro e si dirige, sempre a sud, lungo il confine comunale e provinciale, fino alla località «Cerva» o «Col di Sopra» (quota
1.856), volge quindi a est, lungo il confine comunale di Caldaro, fino
a incrociare la strada provinciale Caldaro-Termeno (strada del vino) al
km 10,700 circa (quota 220). Segue tale strada in direzione nord fino
al km 9,200 (quota 235) quindi la strada comunale che porta al maso
Vogelmaier. Di qui il limite prosegue lungo il sentiero che porta a quota
238. Prosegue verso nord, lungo la strada comunale (via Barleit) fino
al punto di coordinate 672.876,25 / 5.140.315,42. Poi segue la strada
di campagna, passa accanto al Castel Ringberg e giunge sulla strada
del vino. Tramite la strada del vino in direzione Caldaro raggiunge
il limite di quota 290. Prosegue lungo questa quota in direzione est
fino all`imbocco della strada comunale che porta ai «Campi al lago»
Di qui in direzione est prima e nord poi segue nuovamente il confine
comunale di Caldaro e quindi di Appiano fino a intersecare nella frazione di Frangarto la traccia della ferrovia Bolzano-Caldaro. Prima in
direzione ovest poi a sud il limite della zona segue la ferrovia fino alla
localita’ Crocevia, ove interseca la provinciale Appiano-Caldaro al km
1 (quota 405). Lungo quest’ultima il limite ritorna a nord fino alla frazione S. Michele. Di qui segue la strada che porta a Missiano passando
per le quote 447, 450. Prima del centro abitato di Missiano, il limite
volge a sud-est lungo la strada che da Missiano porta a S. Paolo, fino
al bivio con la strada che da S. Paolo conduce a Riva di Sotto. Segue
quest’ultima in direzione nord, oltrepassa la frazione di Riva di Sotto e
prosegue lungo la vecchia strada Riva di Sotto-Andriano passando per
le quote 255, 244 fino a intersecare il confine comunale di Andriano.
Lungo tale confine volge quindi a nord-est fino a raggiungere la fossa
d’Adige. Segue per breve tratto la fossa fino a toccare al km 2 la strada
provinciale Terlano-Andriano. Prosegue lungo la carrareccia che corre
parallela a ovest della fossa (quota 250), si identifica quindi il nuovo
con il confine comunale di Andriano fino all’incrocio con la vecchia
strada Andriano-Nalles (quota 250). Segue la strada fino a quota 256,
di qui con una linea spezzata, il limite tocca le quote 244 a nord-est
258 (Flierhof) a nord, 268, 271 ancora a nord 268, 658 (Castel Katzenzungen) a ovest, 577, 598, 646 e 711 (acquedotto) ancora a ovest.
Risale quindi lungo l’acquedotto (quote 804, 778) in direzione ovest e
prima della quota 832, volge decisamente a sud lungo il corso d’acqua
che confluisce in questo punto nel rio di Prissiano. Seguendo il corso
d’acqua tocca le quote 938, 983, 1.216, prosegue poi lungo il sentiero
che passa per quota 1.337 per giungere infine al confine comunale di
Tesimo in localita’ monte del Cambio (quota 1.772) punto di partenza
3.6. «Alto Adige» sottozona «Valle Isarco»: le uve destinate
alla produzione dei vini «Valle Isarco» devono essere prodotte nella
zona che comprende in parte il territorio dei seguenti comuni: Barbiano,
Bressanone, Castelrotto, Chiusa, Fiè, Funes, Laion, Naz-Sciaves, Renon, Velturno, Villandro e Varna. Tale zona di produzione è costituita: la
delimitazione inizia nel comune di Renon nell’abitato di Signato a quota 848 per seguire in direzione nord-est sulla curva di livello a m 900
fino a intersecare la strada provinciale alle porte dell’abitato di Auna di
Sotto, passa per le quote 887 e 885, attraversa il rio degli Ospiti, passa
per la quota 842 e continua in direzione nord sulla curva di livello di m
900, attraversa il rio del Passo per toccare la quota 858 e 888 in località
Sifiano, continua per quota 784 ivi scende nel greto del rio Fosco da
dove sale alla curva di livello di m 800 che segue attraversando le località Antlas e Pietra Rossa fino a quota 772, tocca il rio Rosa, passa per la
quota 791 (Saubach) nel comune di Barbiano per proseguire sulla curva
di livello di m 800 tagliando il rio Grande. Poi nel comune di Barbiano
sempre in direzione nord, passando per le quote 840, 830, 786, 681, costeggia il rio degli Orli salendo fino a quota 770, di qui sale a quota 880
e segue essa fino al ruscello Parnle, passando dopo a quota 850. Lungo
la linea di quota 850 attraversa il centro del comune di Villandro e sale
dopo l’abitato di Villandro a livello 800 e continua fino a quota 825 in
località San Valentino.
Penetra così nel comune di Chiusa e prosegue per la quota 760,
attraversa il torrente Tina salendo sul lato orografico sinistro di detto
torrente fino alla cava di sabbia a quota 800 m e tocca la quota 863 (S.
Giuseppe), entra quindi nel comune di Velturno e prosegue per la quota 860, 840 (località Pedraz), 817, 802, 800, 849 (località Gioviniano),
passa per S. Croce e tocca la quota 860 (Holtzer). Continua nel comune di Bressanone a quota 836 (località Teccelinga di Sotto), taglia il
rio dell’Orso continua per le quote 778 (località Perara). 766, passa
sotto la località Pinzago, raggiunge a quota 827 la località S. Cirillo,
prosegue per le quote 733 (Pian di Sopra), 710, 744 (Borghetto), 728,
770 (Seminario), 788 (Castel Salerno) e 694. Taglia quindi la strada
statale 12 al km 483,500 (quota 677) tocca le quote 696, 692 e 631,
volge quindi a sud, passa per quota 624 (Rigo di Dentro), 684, taglia
la strada statale della Pusteria al km 3, tocca la quota 761 passando
a quota 819 sulla strada provinciale di Rasa attraversando l’abitato
con inclusione del vigneto del maso Moser, giungendo a quota 804
(Rotzetzer) taglia il confine comunale e volgendo in linea retta a est
raggiunge la strada provinciale di Elvas (quota 834). Gira nuovamente
a sud fino a quota 824 per raggiungere all’altezza del maso Colcucco
di Sotto (quota 748) il fiume Rienza che segue fino alla confluenza con
l’Isarco. Volge quindi a nord lungo il fiume Isarco, fino al ponte della
strada statale n. 49, segue questa fino al km 1, poi la comunale che
porta a Novacella, quindi verso sud il fiume Isarco fino alla confluenza
del rio Scaleres. In direzione nord-ovest il confine prosegue lungo il
rio Scaleres, fino a incontrare la ferrovia del Brennero che segue fino
che questa interseca la strada statale n. 12 al km 477. Segue poi la
strada statale n. 12 in direzione sud fino al km 469,200, volge quindi a
est, taglia il fiume Isarco e la ferrovia, tocca quota 645, piega a sud-est
fino a quota 703, include il maso Neidegg (quota 597), Stark (quota 662), tocca le quote 636, 650, 671 (Laghedo) comprende il maso
Oberfundneid (quota 710) passa per le quote 670, 732 (Fontana), 685
(Gschloier). Il confine volge quindi a est (Val Gardena) passa per le
quote 693 (S. Caterina), 822 e scendendo lungo la strada provinciale
per Laion arriva a quota 838 per scendere dalla quota 852 (Novale di
Sopra) a quota 635 nel rio Gardena, che segue in direzione ovest fino
alla confluenza del fiume Isarco. Piega a sud lungo la strada statale 12,
dal km 461 fino al km 453 (ponte coperto) volge quindi di nuovo a est
e raggiunge quota 763, piega a sud intersecando la strada comunale
per Novale, tocca le quote 809 e 712, segue la curva di livello m 800
passando per le quote 812, 805, volge a est, include Fiè di Sotto, tocca
la provinciale di Fiè (km 7), segue la provinciale in direzione sud fino
alla quota 610, prosegue in linea retta verso est per giungere alla provinciale di Tires all’altezza del bivio di Presule, segue la provinciale
n. 65 includendo Aica di Sopra e S. Caterina fino al torrente alla quota
868 che segna il confine comunale tra Fiè e Tires quindi segue la linea
del confine verso sud fino al torrente di Tires quindi segue il percorso
del torrente per arrivare a incrociare la strada statale n. 12, ivi prosegue sulla strada statale in direzione nord fino al km 448 per proseguire
in direzione sud-ovest a quota 618, comprende i masi Sacker (quota
506), Frommer (quota 664), Dornacher, piega a ovest in linea retta per
toccare quota 689 sulla strada provinciale e segue la curva di livello
m 700 fino a toccare il confine comunale sulla strada per Signato, ivi
prende la strada fino alla quota 623 per seguire la curva di livello m
625 in direzione verso il torrente Rivellone, piegando nella gola di
detto torrente a est e raggiunge il punto di partenza della descrizione
(Signato quota 848). Nella zona di produzione testè descritta sono da
includere anche i vigneti:
1) della frazione di Tiso nel comune di Funes, compresi entro la seguente delimitazione: il confine, partendo a quota 604, segue
in direzione est la strada provinciale della Val di Funes fino a quota
920. Ivi volge a ovest, seguendo la curva di livello m 920, raggiunge il
colle antistante alla località Tiso. Di qui scende a quota 900, prosegue
su questa linea di quota per allinearsi alla strada per Nave, poi scende a
livello di quota 850; passa per le quote 810, 797 (S. Bartolomeo), 764
per congiungersi al punto di partenza (quota 604) sulla strada provinciale di Funes;
2) della frazione di Naz nel comune di Naz-Sciaves e precisamente entro i seguenti confini: la fascia di terreno posta a sud-est
dell’abitato di Naz e delimitata a est e a ovest rispettivamente dalle curve di livello di m 800 e 850 e a sud e nord della quota 826 e 891;
3) nel comune catastale di Millan e S. Andrea sempre in comune di Bressanone entro la seguente delimitazione: il confine partendo
da quota 570 in direzione est (vincolo S. Giuseppe) per seguire sulla
curva di livello m 600 fino al rio Tramezzo, sale detto rio fino a 650 m,
passa per quota 823 e 867 in località S. Andrea per ricongiungersi al rio
Tramezzo scendendo fino alla curva di livello m 700. Prosegue indi fino
al km 4 della strada della Plose e segue il fino al fosso Bodenbühler. La
zona prosegue in direzione ovest accanto al fosso fino alla strada provincale di Sarnes. Ivi piega in direzione nord seguendo la strada attraverso
l’abitato di Millan per congiungersi al punto di partenza (quota 570);
4) della frazione di Albes del comune di Bressanone a nordest dell’abitato stesso, entro i seguenti confini: a sud il rio Eores fino
a quota 635, a nord-est la curva di livello di m 700, a ovest la strada
comunale Sarnes-Albes fino al rio di Eores;
5) della frazione di Tisana nel comune di Castelrotto compresi entro la seguente delimitazione: il confine partendo da quota 520
(confine con il comune di Ponte Gardena) segue in direzione sud la strada provinciale per Castelrotto fino alla linea di quota 700. A fianco al
rio di Tisana il confine scende fino al punto di coordinate 693.516,88
/ 5.160.316,14. Di qui prosegue in direzione sud/ovest fino al punto di
coordinate 693.323,25 / 5.159.025,04 e raggiunge il Messnerbachl. Il
confine segue il Messnerbachl fino alla confluenza con il fiume Isarco,
poi si congiunge lungo la sponda sinistra di detto fiume al punto di partenza lungo il confine comunale. Tuttavia per il vino rosso «Alto Adige
Valle Isarco Klausner Laitacher» la zona di produzione delle uve è limitata al territorio delimitato precedentemente e facente parte dei comuni
di Velturno, Chiusa, Villandro e Barbiano;
3.7. «Alto Adige» sottozona «Valle Venosta»: le uve destinate
alla produzione del vino «Valle Venosta» devono essere prodotte nella
zona appresso indicata, che comprende tutto o in parte le zone vocate
dei comuni di Castelbello-Ciardes, Laces, Naturno, Parcines e Silandro. Tale zona è così delimitata: partendo dal km 163 della s.s. dello
Stelvio (n. 38) nel comune di Silandro la linea di delimitazione sale in
direzione nord fino a quota 900 slm. Ivi piega in direzione est seguendo
la curva di livello della quota 900 lungo le coste del Monte di Mezzodi’
fino al Castello di Juvale nel comune di Castelbello-Ciardes. Da questo
punto (coordinate 650.640,4451 / 5.168.301,0759) la linea di delimitazione prosegue in direzione nordest fino al rio di Senales (coordinate
650.861,8876 / 5.168.624,8976) con il quale si identifica scendendo fino
all’attraversamento della s.s. dello Stelvio. Di qui la linea segue la statale fino al km 184 per piegare in direzione nord sino quota 900.
Ivi piega nuovamente in direzione est seguendo la curva di livello della quota 900 e raggiunge il confine comunale di Parcines nel
greto del torrente Tel. Indi devia seguendo il confine comunale a raggiungere la s.s. dello Stelvio. La delimitazione meridionale della zona
di produzione è costituita dalla s.s. dello Stelvio in direzione occidentale
fino al km 177 nell’abitato di Castelbello. Indi prosegue nel sottostante
greto del fiume Adige per salire al km 174 di nuovo sulla statale proseguendo su tale fino km 163, punto di partenza della delimitazione.
Sul lato orografico destro della valle nel territorio del comune di Parcines sono compresi i vigneti esposti ad ovest del maso il Piano di sotto
(Niedereben).
14A04792
(WI-GU-2014-GU1-147) Roma, 2014 - Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A.
— presso l’Agenzia dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A. in ROMA,
piazza G. Verdi, 1 - 00198 Roma 06-85082147
— presso le librerie concessionarie riportate nell’elenco consultabile sui siti www.ipzs.it
e www.gazzettaufficiale.it.
Direzione Marketing e Vendite
avendo cura di specificare nell'ordine, oltre al fascicolo di GU richiesto, l'indirizzo di spedizione e di
* $ = = ( 7 7$ 8 ) ) , & , $ / (
Per l’estero i prezzi di vendita (in abbonamento ed a fascicoli separati) anche per le annate arretrate, compresi i fascicoli dei supplementi ordinari e
straordinari, devono intendersi raddoppiati. Per il territorio nazionale i prezzi di vendita dei fascicoli separati, compresi i supplementi ordinari e
straordinari, relativi anche ad anni precedenti, devono intendersi raddoppiati. Per intere annate è raddoppiato il prezzo dell’abbonamento in corso.
Eventuali fascicoli non recapitati potrannno essere forniti gratuitamente entro 60 giorni dalla data di pubblicazione del fascicolo. Oltre tale periodo questi
potranno essere forniti soltanto a pagamento.
*45-410100140627*

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 117
 art. 18
 Art. 11
e contrario
 provvedimento n. 

Provvedimento n.