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Timestamp: 2016-06-26 11:50:05+00:00

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Organizzazione del sistema turistico laziale. Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e successive modifiche (1) (1.1)
SEZIONE I	FINALIT�
Art.	1	Oggetto e finalit�
SEZIONE II	PRINCIPI GENERALI E RIPARTIZIONE DELLE FUNZIONI
Art.	2	Principi generali
Art.	3	Funzioni della Regione
Art.	4	Funzioni delle province
Art.	5	Funzioni dei comuni
Art.	6	Comune di Roma
Art.	7	Atti di direttiva e poteri sostitutivi
SEZIONE III	ORGANIZZAZIONE TURISTICA REGIONALE
Art.	8	Organizzazione turistica regionale
Art.	9	Sistemi turistici locali
Art.	10	Riconoscimento dei sistemi turistici locali
Art.	11	Progetti di sviluppo dei sistemi turistici locali
Art.	12	Agenzia regionale del turismo
Art.	13	Partecipazione e rappresentanza della Regione nell’Agenzia
Art.	14	Servizi di informazione e accoglienza turistica
Art.	15	Associazioni pro-loco
CAPO II	PROGRAMMAZIONE TURISTICA
Art.	16	Finalit� della programmazione turistica
Art.	17	Piano turistico regionale
Art.	18	Procedure per l’adozione del piano turistico regionale
Art.	19	Attuazione del piano turistico regionale
Art.	20	Osservatorio regionale del turismo
CAPO III	IMPRESE TURISTICHE ED ATTIVITA' RICETTIVA
SEZIONE I	DEFINIZIONI
Art.	21	Imprese turistiche
Art.	22	Attivit� ricettiva
SEZIONE II	STRUTTURE RICETTIVE
Art.	23	Individuazione delle strutture ricettive
Art.	24	Periodi di apertura e gestione unitaria
Art.	25	Classificazione delle strutture ricettive
SEZIONE III	ESERCIZIO DELLE ATTIVIT� RICETTIVE
Art.	26	Autorizzazione all’esercizio delle attivit�
Art.	27	Sospensione, decadenza e revoca dell’autorizzazione
SEZIONE IV	DISPOSIZIONI COMUNI. VIGILANZA, CONTROLLO E
Art.	28	Comunicazione a fini statistici
Art.	29	Comunicazione dei prezzi e dei periodi di apertura
Art.	30	Compiti di vigilanza e controllo
Art.	31	Sanzioni amministrative pecuniarie
CAPO IV AGENZIE DI VIAGGI E TURISMO ED ALTRI OPERANTI NEL SETTORE
SEZIONE I	AGENZIE DI VIAGGI E TURISMO
Art.	32	Definizione delle agenzie di viaggi e turismo. Elenchi delle agenzie di viaggi e turismo
Art.	33	Garanzia assicurativa e deposito cauzionale
Art.	34	Condizioni per l’apertura delle agenzie di viaggi e turismo e per
l’esercizio delle attivit�
Art.	35	Rilascio dell’autorizzazione all’apertura ed ai mutamenti
nell’organizzazione delle agenzie di viaggi e turismo
Art.	36	Sospensione e decadenza dell’autorizzazione
Art.	37	Elenco regionale delle agenzie sicure
Art.	38	Esclusione
SEZIONE II	ALTRI ORGANISMI OPERANTI NEL SETTORE
Art.	39	Associazioni ed altri enti senza scopo di lucro operanti a livello nazionale
Art.	40	Associazioni ed altri enti senza scopo di lucro, gruppi sociali e
comunit�, operanti a livello locale
SEZIONE III	VIGILANZA, CONTROLLO E SANZIONI
Art.	41	Vigilanza e controllo
Art.	42	Sanzioni amministrative pecuniarie
CAPO V	STRUMENTI PER LO SVILUPPO TURISTICO
Art.	43	Marchio turistico regionale
Art.	44	Scuola di alta formazione per il turismo
Art.	45	Interventi a favore del turista
CAPO VI	UTILIZZAZIONE DEL DEMANIO MARITTIMO PER FINALITA' TURISTICHE E RICREATIVE
Art.	46	Piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo
Art. 46 bis Valenza turistica delle aree del demanio marittimo Art.	47	Concessioni delle aree del demanio marittimo e di quelle
immediatamente prospicienti per finalit� turistiche e ricreative
Art.	48	Deposito cauzionale
Art.	49	Revoca e decadenza dalla concessione
Art.	50	Affidamento ad altri delle attivit�. Subingresso nella concessione
Art.	51	Canone e imposta regionale sulle concessioni delle aree demaniali
Art.	52	Tipologie di utilizzazione delle aree demaniali per finalit� turistiche e ricreative
Art.	53	Dichiarazione di inizio di attivit� e comunicazione dei prezzi
Art.	54	Vigilanza
Art.	55	Sanzioni amministrative pecuniarie
SEZIONE I	DISPOSIZIONI FINALI
Art.	56	Regolamenti autorizzati
Art.	57	Rispetto della normativa comunitaria sugli aiuti di Stato.
Clausoladi sospensione degli aiuti
Art.	58	Modifiche alla l.r. 14/1999 e successive modifiche
Art.	59	Abrogazioni
SEZIONE II	DISPOSIZIONI TRANSITORIE	Art.	60	Esercizio provvisorio delle funzioni di competenza delle APT.
Soppressione delle APT
Art.	61	Primo piano turistico regionale
SEZIONE III	DISPOSIZIONI FINANZIARIE
Art.	62	Disposizioni finanziarie
DISPOSIZIONI GENERALISEZIONE I
(Oggetto e finalit�)
1.	La Regione riconosce il turismo come fenomeno integrato di sviluppo economico sostenibile, di promozione e valorizzazione del territorio, di crescita sociale e culturale della persona e della collettivit�.
2.	La presente legge, nel rispetto dei principi della Costituzione e dello Statuto, nonch� degli obblighi comunitari, detta norme in materia di sviluppo del sistema di offerta turistica, per rendere tale offerta motore della crescita sostenibile della comunit� regionale.
3.	A tal fine la Regione interviene, in particolare, per:
a)	favorire l’integrazione tra l’offerta turistica e gli altri settori economici e produttivi, al fine di aumentare il valore prodotto a beneficio sia del visitatore che della comunit� locale;
b)	consolidare e promuovere, sul mercato locale, nazionale ed estero, l’immagine unitaria e complessiva del sistema turistico regionale e di ciascuna delle sue parti;
c)	orientare il processo di costruzione e miglioramento del sistema dell’offerta turistica sul territorio, anche attraverso il sostegno all’innovazione tecnologica ed organizzativa del settore;
d)	promuovere la posizione competitiva internazionale dell’offerta turistica regionale, con particolare riferimento all’attrazione di flussi di domande con caratteristiche e modelli di consumo coerenti con lo sviluppo sostenibile di tutto il territorio regionale;
e)	favorire il rafforzamento strutturale del sistema di offerta turistica anche attraverso la qualificazione degli operatori, dei servizi e delle strutture;
f)	favorire lo sviluppo di servizi basati sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per le imprese e le destinazioni turistiche, al fine di migliorare i sistemi di qualit� di gestione, e dei sistemi di informazione e di assistenza ai turisti, anche attraverso il coordinamento del sistema informativo turistico regionale;
g)	definire e attuare politiche di gestione coordinata delle risorse turistiche, valorizzando anche il patrimonio storico, monumentale, naturalistico e culturale della Regione;
h)	promuovere uno sviluppo economico-sociale equilibrato e sostenibile in materia di economia del mare e attuare una politica di gestione unitaria della costa; i)	promuovere il turismo montano valorizzando l’immagine delle localit� montane;
l)	garantire la migliore accoglienza dei visitatori e promuovere la qualit� complessiva del prodotto e dei servizi turistici;
m)	promuovere il turismo sociale, favorendone la fruibilit�, con particolare riferimento ai diversamente abili, ai giovani ed alla terza et�;
n)	favorire politiche attive tese a promuovere la stabilizzazione del mercato del lavoro, l’emersione del lavoro irregolare, il rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e della disciplina contrattuale nazionale ed integrativa dei rapporti di lavoro, nonch� la qualificazione e la riqualificazione professionale degli addetti del settore, anche mediante il sistema della bilateralit�, tramite processi di formazione continua;
o)	promuovere, concordemente con le altre Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, l’unitariet� del comparto turistico.
PRINCIPI GENERALI E
1.	La Regione, ai sensi dell’articolo 189, comma 2, della legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e successive modifiche, individua le specifiche funzioni ed i compiti amministrativi da attribuire, delegare o subdelegare agli enti locali in materia di turismo ed organizza il sistema turistico laziale ispirandosi al principio di sussidiariet� e favorendo l’integrazione delle funzioni tra i soggetti operanti nel settore nonch� lo sviluppo del partenariato tra pubblico e privato.
1.	La Regione, nelle materie disciplinate dalla presente legge, svolge le funzioni amministrative concernenti:
a)	l’adozione del piano turistico regionale triennale degli interventi, con il quale sono determinati gli obiettivi da perseguire nel triennio di validit�, gli indirizzi, i criteri e le metodologie d’intervento nonch� i criteri per la concessione di contributi per le imprese turistiche e le attivit� ricettive;
b)	l’attuazione degli interventi riservati alla Regione dal piano turistico regionale, nonch� la definizione e l’attuazione di specifici progetti e programmi di interesse regionale; c)	l’elaborazione e il coordinamento dell’attuazione dei programmi di intervento previsti dall’Unione europea o da leggi statali;
d)	i rapporti con gli organi istituzionalmente preposti alla tutela del patrimonio storico, monumentale, naturalistico e culturale, per la valorizzazione del proprio territorio a fini turistici;
e)	il coordinamento e l’indirizzo in relazione all’attivit� e alle iniziative per la promozione del prodotto turistico, fatta salva l’autonomia degli enti locali;
f)	la promozione turistica sul mercato nazionale che abbia particolare rilievo per l’immagine complessiva del turismo regionale nonch�, in via esclusiva, sul mercato estero; (1a)
g)	l’agevolazione dell’accesso al credito delle imprese turistiche mediante apposite convenzioni con istituti di credito;
h)	la determinazione dei requisiti minimi funzionali e strutturali per la classificazione delle strutture ricettive nonch� per la classificazione degli stabilimenti balneari;
i)	l’assegnazione del marchio turistico regionale;
l)	l’adozione della carta del turista;
m)	l’adozione del piano di utilizzazione a scopo turistico ricreativo delle aree del demanio marittimo;
n)	la tenuta e l’aggiornamento dell’elenco, nonch� la vigilanza sulle associazioni senza scopo di lucro con finalit� ricreative, culturali, religiose e sociali, operanti a livello nazionale, che abbiano sedi operative nel territorio regionale; o)	il riconoscimento dei sistemi turistici locali nonch� il finanziamento dei relativi progetti di sviluppo;
p)	il coordinamento della raccolta per l’elaborazione e la diffusione delle rilevazioni e delle informazioni concernenti la domanda e l’offerta turistica regionale in tutte le loro articolazioni;
q)	la costituzione dell’Osservatorio regionale del turismo;
r)	l’alta formazione degli operatori del comparto turistico attraverso la “Scuola di alta formazione del turismo”;
s)	la tenuta dell’elenco regionale delle agenzie sicure;
t)	la pubblicazione annuale dell’elenco regionale delle agenzie di viaggi e turismo nel Bollettino ufficiale della Regione (BUR);
t bis) l’organizzazione dell’informazione, dell’accoglienza, dell’assistenza e della tutela del turista, anche con l’ausilio delle tecnologie dell’informazione e comunicazione (ICT), attraverso i servizi di informazione e accoglienza turistica (IAT); (1b)
t ter) la consulenza e l’assistenza agli operatori pubblici e privati operanti nel settore; (1b)
t quater) la valorizzazione turistica del sistema turistico regionale nonch� la promozione di manifestazioni e iniziative atte a stimolare flussi turistici, ivi comprese le manifestazioni tradizionali; (1b)
t quinquies) il controllo della qualit� dei servizi. (1b)
1.	Nel rispetto degli obiettivi, degli indirizzi e dei criteri contenuti nella programmazione regionale, le province:
a)	adottano i piani di valorizzazione, promozione locale ed accoglienza turistica;
b)	attuano specifici interventi turistici di rilevanza provinciale previsti nel piano turistico regionale, nonch� nei programmi nazionali e comunitari; c)	realizzano attivit� di promozione del prodotto turistico; d)	(1c)
2.	Le province svolgono, altres�, le funzioni e i compiti amministrativi delegati dalla Regione concernenti:
a)	(1c1);
b)	la verifica della classificazione delle strutture ricettive e degli stabilimenti balneari sulla base dei requisiti fissati dalla Regione; (1c2)
c)	le agenzie di viaggi e turismo, nonch� le associazioni e gli altri enti senza scopo di lucro, i gruppi sociali e le comunit�, operanti a livello locale, ivi compresa l’attivit� di vigilanza;
d)	le associazioni pro-loco;
e)	la concessione di contributi.
3.	Le province inoltre:
a)	provvedono alla raccolta ed elaborazione dei dati sul movimento turistico delle strutture ricettive anche con la collaborazione dei comuni;
b)	provvedono alla trasmissione dei dati alla Regione nell’ambito del sistema statistico regionale ed assicurano la necessaria collaborazione all’Osservatorio regionale del turismo.
(Funzioni dei comuni e di Roma Capitale) (1d)
1.	I comuni, singoli o associati, nel rispetto dei principi di cui all’articolo 2, degli obiettivi, degli indirizzi e dei criteri contenuti nella programmazione regionale svolgono le seguenti funzioni concernenti:
a)	l’individuazione e la realizzazione degli interventi promozionali di livello comunale, ivi compresi quelli riguardanti il turismo sociale;
b)	le segnalazioni certificate di inizio attivit� (SCIA) presentate dalle strutture ricettive e la relativa vigilanza; (1d1)
b bis) la fornitura, ai titolari o ai gestori delle strutture ricettive, delle tabelle riepilogative dei prezzi e del relativo cartellino, nonch� la verifica dell’avvenuta esposizione dei prezzi e l’applicazione della relativa sanzione, ai sensi dell’articolo 31, commi 7 e 8; (1d2)
c)	la formulazione di proposte alla provincia competente per territorio per l’attivazione di uffici di informazione e accoglienza turistica e per la realizzazione di iniziative o la fornitura di servizi di interesse turistico.
2.	I comuni svolgono, altres�, funzioni e compiti amministrativi delegati concernenti la classificazione delle aree demaniali e degli specchi acquei in relazione alla valenza turistica, sulla base dei criteri previsti dall’articolo 46 bis il rilascio, il rinnovo, la revoca delle concessioni relative alle aree del demanio marittimo, comprese quelle immediatamente prospicienti, per finalit� turistiche e ricreative nonch� la relativa vigilanza. (1d3)
3.	I comuni, inoltre:
a)	collaborano con la provincia per la raccolta dei dati sul movimento turistico delle strutture ricettive;
b)	assicurano all’Osservatorio regionale del turismo e al sistema statistico regionale la necessaria collaborazione.
3 bis. In attesa del completamento dell’attuazione di quanto previsto dall’articolo 24 della legge 5 maggio del 2009 n. 42 (Delega al Governo in materia d federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione), Roma Capitale svolge le funzioni ed i compiti in materia di turismo di cui al presente articolo. (1e)
(1f) Art. 7
(Atti di direttiva e poteri sostitutivi)
1.	Al fine di garantire l’effettivo e corretto svolgimento delle funzioni e dei compiti delegati alle province, la Giunta regionale, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, adotta atti di direttiva ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della l.r. 14/1999.
2.	Nel caso di inerzia o inadempimento nell’esercizio delle funzioni conferite la Regione esercita i poteri sostitutivi ai sensi dell’articolo 49 dello Statuto.
(Organizzazione turistica regionale)
1.	L’organizzazione turistica regionale si articola in:
a)	sistemi turistici locali;
b)	Agenzia regionale per la promozione turistica di Roma e del Lazio S.p.A.; (1f1)
c)	servizi di informazione e accoglienza turistica;
d)	associazioni pro-loco.
1.	I sistemi turistici locali, di seguito denominati STL, sono il principale ambito di programmazione integrata per lo sviluppo turistico del territorio, caratterizzati dall’offerta integrata di attrazioni turistiche, beni culturali e ambientali, compresi i prodotti eno-gastronomici e dell’artigianato locale, nonch� dalla presenza diffusa di imprese turistiche, singole o associate. 2.	Ai STL possono partecipare le province, i comuni, le comunit� montane, le comunit� isolane, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, le associazioni pro-loco, gli enti e i privati, singoli o associati, che operano nel settore turistico e nei settori ad esso collegati.
(Riconoscimento dei sistemi turistici locali)
1.	La Giunta regionale, previa concertazione con gli enti pubblici locali, le parti economiche e sociali, gli altri organismi operanti nel settore, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la commissione consiliare permanente competente in materia di turismo, con propria deliberazione specifica i parametri minimi, utili ai fini del riconoscimento dei STL e concernenti i seguenti elementi:
a)	numero e ubicazione geografica, con specifico riferimento alla consistenza demografica ed all’estensione territoriale, dei comuni partecipanti;
b)	consistenza della ricettivit� alberghiera ed extralberghiera e numero degli arrivi e delle presenze turistiche;
c)	presenza di un’offerta turistica significativa che coinvolga tutto il territorio del STL ed i suoi attori e che determini una rappresentazione integrata e sinergica dal punto di vista della domanda;
d)	valenza turistica caratterizzata dall’offerta di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale.
2.	La Giunta regionale, previa concertazione con gli enti pubblici locali, le parti economiche e sociali, gli altri organismi operanti nel settore, sentita la commissione consiliare permanente competente in materia di turismo, riconosce i STL sulla base dei parametri di cui al comma 1.
3.	La Giunta regionale riconosce, altres�, i STL interregionali sulla base di criteri stabiliti d’intesa con le altre Regioni interessate.
(Progetti di sviluppo dei sistemi turistici locali)
1.	La Regione, nel rispetto della normativa comunitaria vigente e tenuto conto del piano turistico regionale, cofinanzia progetti di sviluppo predisposti, attraverso forme di programmazione negoziata, dai soggetti di cui all’articolo 9, comma 2, finalizzati a: a)	sostenere attivit� e processi di aggregazione e di integrazione tra le imprese turistiche, anche in forma cooperativa, consortile e di affiliazione;
b)	attuare interventi intersettoriali ed infrastrutturali necessari alla qualificazione dell’offerta turistica e alla riqualificazione urbana e territoriale delle localit� con insediamenti turistico-ricettivi o ad alta valenza turistica;
c)	sostenere l’innovazione tecnologica dei servizi di informazione e di accoglienza turistica; d)	sostenere la qualificazione delle imprese turistiche, con priorit� per le misure volte a garantire stabilit� nell’occupazione, gli adeguamenti dovuti a normative di sicurezza, di accessibilit� e fruibilit�, per la classificazione e la standardizzazione dei servizi turistici, con particolare riferimento allo sviluppo dei livelli di eccellenza ed ai sistemi di certificazione ambientale (Emas ed Ecolabel) dei servizi e delle strutture turistiche, nonch� alla tutela dell’immagine del prodotto turistico locale.
Art. 12 (1g)
1. Ai sensi dell’articolo 54 dello Statuto e nel rispetto delle norme generali previste nella legge regionale 1� febbraio 2008, n. 1 (Norme generali relative alle agenzie regionali istituite ai sensi dell’articolo 54 dello Statuto. Disposizioni transitorie relative al riordino degli enti pubblici dipendenti) � istituita l’Agenzia regionale del turismo, di seguito denominata Agenzia.
2. L’Agenzia � preposta allo svolgimento di attivit� tecnico-operative di interesse regionale in materia di turismo a supporto delle finalit� di cui alla presente legge e nel rispetto degli indirizzi, delle direttive e dei programmi della Regione e, in particolare, sentita la competente commissione consiliare: a)	promuove l’offerta turistica in Italia e all’estero;
b)	realizza campagne promozionali e azioni di comunicazione di interesse regionale;
c)	organizza e partecipa a fiere e manifestazioni turistiche e non, al fine di promuovere il territorio e le varie offerte regionali;
d)	fornisce supporto e assistenza tecnica alla struttura regionale competente in materia di turismo per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali nonch� all’Osservatorio regionale del turismo di cui all’articolo 20;
e)	svolge attivit� di monitoraggio e supporto alla valutazione dell’impatto delle politiche sul turismo.
3. Il direttore dell’Agenzia � nominato dalla Giunta regionale ai sensi dell’articolo 53, comma 2, dello Statuto, su proposta congiunta degli assessori regionali competenti in materia di turismo e organizzazione e personale ed � scelto tra i soggetti iscritti nel ruolo del personale dirigente della Regione ovvero tra esperti e professionisti esterni all’amministrazione regionale, in possesso dei seguenti requisiti:
b)	comprovata professionalit� ed esperienza in materia turistica e nella direzione di organizzazioni complesse.
4. L’incarico di direttore � conferito per un periodo non superiore a cinque anni. Ai sensi dell’articolo 53, comma 2, dello Statuto e dell’articolo 39, comma 4, della legge regionale 15 settembre 2005, n. 16 (Assestamento del bilancio di previsione della Regione Lazio per l’anno finanziario 2005) e successive modifiche, l’incarico del direttore cessa di diritto il novantesimo giorno successivo all’insediamento della nuova Giunta regionale, salvo conferma da parte di quest’ultima. La Giunta regionale pu� revocare l’incarico nei casi previsti dagli articoli 20 e 24 della legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 (Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale) e successive modifiche. 5. In coerenza con le previsioni dell’articolo 11 della l.r. 6/2002 e del titolo III, capo I, del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale) e successive modifiche, il sistema organizzativo dell’Agenzia � definito dal direttore con specifico regolamento di organizzazione, in conformit� alle esigenze di speditezza, efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa, ai sensi dell’articolo 5 della l.r. 1/2008. Entro trenta giorni dalla nomina il direttore predispone la proposta di regolamento di organizzazione e la trasmette ai direttori dei dipartimenti e delle direzioni regionali competenti in materia di turismo e organizzazione e personale, ai fini della predisposizione della deliberazione della Giunta regionale di adozione del regolamento stesso, su proposta dell’assessore regionale competente in materia di turismo, di concerto con l’assessore regionale competente in materia di organizzazione e personale, sentite le organizzazioni sindacali di categoria e, da ultimo, la competente commissione consiliare.
5 bis. Il regolamento di cui al comma 5, in particolare, prevede, quali strutture periferiche dell’Agenzia, gli uffici territoriali del turismo, uno per ciascuna delle cinque province della Regione. (1h)
6. Il controllo strategico dell’attivit� dell’Agenzia � effettuato secondo quanto previsto dall’articolo 30 del r.r. 1/2002 e successive modifiche. Il controllo di gestione e la valutazione del direttore dell’Agenzia � effettuato secondo quanto previsto dalla normativa regionale vigente per il direttore regionale.
7. Ai sensi dell’articolo 2 della l.r. 1/2008 la Giunta regionale esercita il controllo e la vigilanza nei confronti dell’Agenzia. A tal fine la Giunta regionale pu� acquisire dall’Agenzia provvedimenti, atti e qualsiasi informazione utile e pu� disporre ispezioni e controlli. In particolare la Giunta regionale:
a) esercita il potere sostitutivo nei confronti del direttore in caso di inerzia, ritardo o grave inosservanza degli indirizzi e delle direttive, tali da determinare pregiudizio per l’interesse pubblico, previa diffida ad adempiere entro un congruo termine ed a seguito dell’inutile decorso del termine stesso, attraverso la nomina di un commissario ad acta;
b) esercita il potere di annullamento degli atti del direttore, esclusivamente per motivi di legittimit�, previa diffida a provvedere entro un congruo termine ed a seguito dell’inutile decorso del termine stesso.
8. Le risorse finanziarie dell’Agenzia sono costituite da:
a)	un fondo stanziato nell’UPB B43;
b)	i proventi derivanti dalle attivit� svolte a favore di enti locali e di altri enti pubblici ai sensi dell’articolo 3 della l.r. 1/2008; (1i)
c) eventuali specifici finanziamenti disposti dall’Unione europea, dallo Stato o dalla Regione.
9. Per quanto non disciplinato dal presente articolo si applica quanto previsto dalla l.r. 1/2008.
Art. 13 (Partecipazione e rappresentanza della Regione nell’Agenzia)
1.	Le province ed il Comune di Roma organizzano sul territorio di propria competenza servizi di informazione e accoglienza turistica, di seguito denominati IAT, sulla base di un piano organico che tenga conto della qualit� ed entit� delle correnti di traffico turistico, della consistenza e qualit� delle strutture ricettive, extraricettive e turistico-sportive, della consistenza ed omogeneit� delle risorse turistiche e dei servizi pubblici esistenti, della presenza di parchi archeologici, parchi e riserve naturali, siti di rilevanza storico-artistica e religiosa, nonch� di eventuali IAT gi� presenti sul territorio. 2.	Il piano di cui al comma 1 � adottato, in conformit� agli indirizzi programmatici della Regione e tenuto conto delle eventuali proposte presentate dai comuni interessati, con atto deliberativo del competente organo provinciale o del Comune di Roma.
3.	In base al periodo di apertura ogni servizio pu� essere annuale, stagionale o occasionale.
4.	La gestione degli IAT pu� essere svolta dalle province e dal Comune di Roma anche mediante convenzione con le associazioni pro-loco e con altri organismi associativi operanti sul territorio, ovvero ricorrendo a forme di gestione associata.
1.	Le associazioni pro-loco sono associazioni senza scopo di lucro, dirette a favorire la conoscenza, la valorizzazione e la tutela delle risorse turistiche locali. 2.	Le associazioni pro-loco, in particolare:
a)	promuovono iniziative atte a preservare e diffondere le tradizioni culturali e folkloristiche pi� significative delle localit�;
b)	svolgono attivit� di propaganda per la tutela e la valorizzazione delle bellezze naturali, artistiche e monumentali del luogo;
c)	svolgono attivit� ricreative nonch� attivit� dirette a migliorare, in generale, le condizioni di soggiorno dei turisti;
d)	garantiscono migliori servizi di assistenza e informazione turistica, anche attraverso convenzioni con gli IAT;
e)	intraprendono iniziative idonee a favorire, attraverso processi partecipativi, il raggiungimento degli obiettivi sociali del turismo.
3.	La Regione riconosce il ruolo di coordinamento dell’Unione nazionale delle pro-loco d’Italia (UNPLI) nelle sue articolazioni regionali e provinciali, come associazione rappresentativa delle pro-loco attive in ambito regionale e provinciale. 4.	Presso ogni provincia competente per territorio � istituito l’albo provinciale delle associazioni pro-loco. Per l’iscrizione all’albo devono ricorrere le seguenti condizioni:
a)	che nello stesso comune non esista altra associazione gi� iscritta all’albo, a meno che nel comune stesso siano presenti pi� localit� fortemente caratterizzate e distinte sotto il profilo turistico; in tal caso l’iscrizione all’albo di ulteriori associazioni pro-loco pu� essere consentita sentita l’UNPLI regionale;
b)	che l’associazione sia costituita con atto pubblico o con scrittura privata autenticata;
c)	che nello statuto dell’associazione sia garantito il metodo democratico di accesso ai cittadini, il divieto di ripartizione degli utili tra gli associati, l’obbligo di reinvestire gli eventuali utili per il raggiungimento degli scopi statutari, la devoluzione dei beni, in caso di scioglimento, ad altra associazione di utilit� sociale.
5.	Nell’ambito della programmazione turistica regionale, la Regione concede contributi alle associazioni pro-loco sulla base di programmi annuali di attivit�, predisposti dalle stesse associazioni pro-loco, nei quali � contenuta la relativa spesa. L’iscrizione all’albo di cui al comma 4 costituisce condizione per accedere ai contributi regionali e provinciali.
6.	Le associazioni pro-loco presentano domanda di iscrizione all’albo alla provincia competente, corredata dalla copia autenticata dell’atto costitutivo e dello statuto e dal parere positivo del comune, il quale esprime la propria valutazione entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso infruttuosamente tale termine, si prescinde dall’acquisizione del parere del comune.
7.	La denominazione “pro-loco” � riservata esclusivamente alle associazioni iscritte all’albo.
8.	La cancellazione dall’albo � disposta qualora vengano meno i requisiti previsti, sia comprovata un’inattivit� di almeno un anno o lo svolgimento di attivit� diverse da quelle previste dalla legge.
(Finalit� della programmazione turistica)
1.	La Regione riconosce il turismo quale componente essenziale dello sviluppo sostenibile e promuove:
a)	l’elaborazione di una strategia organica per il turismo che orienti l’evoluzione delle diverse offerte territoriali esistenti nella regione e individui i raccordi e le sinergie esistenti tra le stesse;
b)	l’identificazione dei criteri operativi di allocazione delle risorse pubbliche disponibili, nonch� delle modalit� di coinvolgimento delle risorse private per l’attuazione dei progetti strategici;
c)	la definizione degli interventi volti a favorire lo sviluppo diffuso del turismo regionale e sostenere le opportunit� delle aree meno avvantaggiate;
d)	la destagionalizzazione dell’offerta turistica, indirizzandola verso le fasce di popolazione interessata, al fine di promuovere nuovi turismi o turismi di nicchia, quali quelli relativi ai diversamente abili, ai giovani ed alla terza et�; e)	l’elevazione del livello di qualit� del prodotto turistico;
f)	l’innovazione del prodotto attuata attraverso il sostegno alle tecniche innovative nei settori della bioarchitettura e del risparmio energetico e dei sistemi di certificazione ambientale (Emas ed Ecolabel) dei servizi e delle strutture turistiche;
g)	il coordinamento tra il sistema infrastrutturale del territorio e le aree di fruizione turistica.
(Piano turistico regionale)
1.	La Regione, in conformit� agli obiettivi di programmazione socio-economica e territoriale comunitaria, nazionale e regionale, adotta un piano turistico triennale delle azioni da realizzare sul territorio regionale, nel quale sono definiti, in particolare:
a)	gli obiettivi generali da perseguire nel triennio di validit� nonch� i criteri e le modalit� per la verifica del loro perseguimento;
b)	gli obiettivi specifici per il rafforzamento e per la promozione dell’offerta turistica regionale da perseguire anche mediante i progetti d’intervento da realizzare nell’ambito dei STL;
c)	gli indirizzi per lo sviluppo della competitivit� del sistema di offerta turistica della Regione e per la sua promozione in ambito locale, nazionale e internazionale;
d)	gli interventi la cui realizzazione � riservata all’amministrazione regionale;
e)	i criteri per la concessione dei contributi alle imprese turistiche e alle strutture ricettive;
f)	le indicazioni e l’orientamento, in conformit� alla vigente normativa comunitaria sugli aiuti di Stato, delle misure di sostegno economico, per il raggiungimento di elevati standard qualitativi nonch� per la realizzazione di sistemi di eccellenza, di nuovi prodotti turistici e per il potenziamento di un’offerta turistica che generi sviluppo sostenibile e diffuso in tutto il proprio sistema territoriale; g)	i criteri per il riconoscimento dei sistemi turistici locali interregionali;
h)	le misure integrate per la formazione, la qualificazione e la riqualificazione degli addetti;
i)	la ripartizione dei finanziamenti per i diversi ambiti d’intervento, con la relativa copertura finanziaria;
l)	i criteri e le modalit� per la concessione e la revoca dei finanziamenti;
m)	le modalit� per il monitoraggio e il controllo sull’utilizzazione dei finanziamenti e sullo stato di attuazione degli interventi.
(Procedure per l’adozione del piano turistico regionale)
1.	La Giunta regionale, entro il 30 giugno dell’anno precedente il triennio di riferimento, previa concertazione con le associazioni, gli enti locali, le autonomie funzionali, le parti economiche e sociali, delibera la proposta di piano turistico regionale.
2.	Il Consiglio regionale approva il piano turistico regionale che, pubblicato sul BUR, costituisce direttiva per le strutture regionali e per gli enti ed i soggetti interessati.
3.	Il piano turistico regionale � modificato con la stessa procedura prevista per la sua approvazione.
4.	Il piano turistico regionale mantiene validit� fino all’approvazione del piano turistico triennale successivo.
(Attuazione del piano turistico regionale)
1.	Ai fini dell’attuazione del piano turistico regionale, nonch� di un suo eventuale aggiornamento, la Giunta regionale, entro il 31 marzo, sentita la commissione consiliare permanente competente in materia di turismo, adotta un piano annuale, il quale, per l’anno di riferimento, in particolare, individua:
a)	gli interventi da realizzare;
b)	le coperture finanziarie e le modalit� di impiego delle risorse.
1.	Al fine di monitorare il settore turistico attraverso l’acquisizione, la gestione e la diffusione delle informazioni e dei dati statistici relativi al flusso tra domanda e offerta turistica regionale, presso l’assessorato regionale competente in materia di turismo, � istituito, nel rispetto della normativa vigente in tema di organizzazione, l’ Osservatorio regionale del turismo, di seguito denominato Osservatorio.
2.	Le modalit� di funzionamento dell’Osservatorio sono disciplinate con apposita deliberazione della Giunta regionale, adottata previo parere della commissione consiliare permanente competente in materia di turismo.
3.	I comuni e le province mettono a disposizione dell’Osservatorio i dati e le informazioni di cui dispongono al fine di realizzare un flusso informativo continuo.
IMPRESE TURISTICHE ED ATTIVIT� RICETTIVA
1.	Sono imprese turistiche, ai sensi dell’articolo 7, commi 1 e 2, della legge 29 marzo 2001, n. 135 (Riforma della legislazione nazionale del turismo), quelle che esercitano attivit� economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, l’intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, ivi compresi gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte dei STL, concorrenti alla formazione dell’offerta turistica.
2.	La Regione, concordemente con le altre Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, definisce gli standard minimi comuni delle attivit� svolte e dei sevizi offerti dalla imprese turistiche.
(Attivit� ricettiva)
1.	Si definisce attivit� ricettiva quella diretta alla produzione ed all’offerta al pubblico di ospitalit� intesa come prestazione di alloggio e di servizi accessori e connessi.
(Individuazione delle strutture ricettive)
1.	Le strutture ricettive si distinguono in:
a)	strutture ricettive alberghiere;
b)	strutture ricettive extralberghiere;
c)	strutture ricettive all’aria aperta.
2.	Sono strutture ricettive alberghiere le strutture ricettive a gestione unitaria, aperte al pubblico che, ubicate in uno o pi� stabili o parti di stabili, forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente ristorazione, in camere, suite e unit� abitative fornite di servizio autonomo di cucina. 3.	Sono strutture ricettive extralberghiere le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno a fini turistici di persone singole o gruppi, organizzate e gestite da persone fisiche, societ�, enti pubblici o privati senza scopo di lucro, da enti religiosi, da associazioni per il conseguimento di finalit� ricreative, assistenziali, sociali, culturali, religiose o sportive, nonch� da enti pubblici o privati per il soggiorno dei propri dipendenti. 4.	Sono strutture ricettive all’aria aperta i complessi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, attrezzati per la sosta e il soggiorno sia di turisti provvisti di mezzi autonomi di pernottamento sia dei medesimi sprovvisti di tali mezzi autonomi di pernottamento. Nelle strutture ricettive all’aria aperta, oltre alla realizzazione delle strutture destinate ai servizi, sono consentite, esclusivamente per l’esercizio delle attivit� per le quali � stata presentata la SCIA:(2.1.1.)
a)	l’installazione ed il rimessaggio dei mezzi mobili di pernottamento, quali roulotte, caravan, maxicaravan, case mobili, e dei relativi preingressi e cucinotti;
b)	l’installazione di manufatti realizzati con sistemi di prefabbricazione leggera, quali tukul, gusci, capanni, bungalow monolocali, bilocali, trilocali;
c)	la realizzazione di manufatti, quali tukul, gusci, capanni, bungalow monolocali, bilocali, trilocali, non permanentemente infissi al suolo;
d)	l’installazione di strutture non permanentemente infisse al suolo e di facile rimozione, quali le tende.(2.1)
4 bis. Sono alberghi diffusi le strutture ricettive aperte al pubblico situate nei centri storici e minori, a gestione unitaria, anche compresi in programma di itinerario, che forniscono alloggio anche in stabili separati purch� ubicati nel centro storico e distanti non oltre 300 metri dall’edificio principale in cui sono ubicati i servizi di ricevimento e portineria e gli altri servizi accessori generali compreso l’eventuale servizio di ristorazione. Le caratteristiche e le tipologie delle strutture di cui al presente comma sono determinate dalla Giunta regionale con apposito regolamento da approvarsi entro novanta giorni. (2.2)
5.	Le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere ubicate in immobili soggetti ai vincoli di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e successive modifiche ed ammobiliate con arredi d’epoca possono assumere la specificazione aggiuntiva di “residenze d’epoca”.
6.	L’individuazione e le caratteristiche delle singole strutture ricettive sono stabilite nei regolamenti regionali di cui all’articolo 56, prevedendo in ogni caso che le strutture ricettive ostelli per la giovent�, di nuova apertura, siano gestite da enti pubblici, enti di carattere morale o religioso, cooperative sociali e associazioni operanti, senza scopo di lucro, nel campo del turismo sociale e giovanile per il conseguimento di finalit� sociali e culturali, individuando altres� misure volte a favorire la presenza di almeno un ostello per la giovent� in ogni capoluogo di provincia e a favorire anche il turismo giovanile per i disabili ed istituendo un numero verde con il fine di creare una sinergia tra gli operatori e le categorie del settore nonch� un centro di prenotazione unica per il turismo giovanile. (2a)
(Periodi di apertura e gestione unitaria)
1.	I periodi di apertura delle strutture ricettive sono distinti in annuali e stagionali. Per apertura annuale si intende un periodo di apertura di almeno nove mesi complessivi nell’arco dell’anno solare. Per apertura stagionale si intende un periodo di apertura non inferiore a tre mesi consecutivi e non superiore complessivamente a nove mesi nell’arco dell’anno solare.
2.	Per gestione unitaria di una struttura ricettiva si intende la gestione che fa capo ad un unico soggetto per la fornitura sia dei servizi principali, quelli relativi all’alloggio, sia degli ulteriori servizi forniti. La gestione si considera unitaria anche qualora la fornitura dei servizi diversi da quello di alloggio sia affidata ad altro gestore, purch� lo stesso sia in possesso di regolare titolo abilitativo, ove previsto, e sia stipulata un’apposita convenzione che regoli i rapporti con il fornitore del servizio di alloggio, in capo al quale resta la responsabilit� in solido di garantire agli addetti l’applicazione organica delle normative di legge e contrattuali del settore del turismo nonch� la coerenza della gestione dell’attivit� complessiva e dei servizi con il livello di classificazione ottenuto dalla struttura ricettiva. (2a1)
1.	Nei regolamenti di cui all’articolo 56 sono stabiliti i diversi livelli di classificazione delle strutture ricettive e i relativi segni distintivi nonch� i corrispondenti requisiti minimi funzionali e strutturali concernenti i seguenti elementi:
a)	le condizioni strutturali degli immobili e la qualit� e quantit� delle strutture esistenti;
b)	la qualit� ed il numero dei servizi prestati;
c)	la quantit� e la professionalit� del personale acquisita anche attraverso la partecipazione a specifici corsi di formazione e aggiornamento.
2.	La provincia competente per territorio verifica la classificazione indicata nella SCIA di cui all’articolo 26 da parte dei titolari o dei gestori delle strutture ricettive sulla base dei requisiti di cui al comma 1. Qualora, per qualsiasi causa, le strutture ricettive presentino i requisiti di una classificazione diversa da quella segnalata, la provincia procede, di volta in volta, sentite le associazioni maggiormente rappresentative di categoria, ad una nuova classificazione. (2a2)
3.	Qualora in conformit� a quanto previsto dall’articolo 1, comma 3, lettera o) vengano determinati gli standard minimi di qualit� cui riferire la classificazione delle strutture ricettive, la Regione provvede, ove necessario, ad adeguare i regolamenti di cui al comma 1.
Art. 25 bis (2b)
(Disposizioni per l’attivit� edilizia nell’ambito
delle strutture ricettive all’aria aperta)
[1. Entro il perimetro delle strutture ricettive all’aria aperta di cui all’articolo 23, comma 4, l’installazione e il rimessaggio dei mezzi mobili di pernottamento, dei relativi preingressi e cucinotti, anche se collocati permanentemente, previsti dal citato articolo 23, comma 4, lettera a) e delle altre strutture di cui al medesimo articolo 23, comma 4, lettera d), costituiscono attivit� edilizia libera e non sono quindi soggetti a titolo abilitativo edilizio, sempre che siano effettuati nel rispetto delle condizioni strutturali e di mobilit� stabilite dal regolamento di cui all’articolo 56, fatto comunque salvo quanto stabilito dagli articoli 5, comma 5, 6, comma 6 e 10, comma 8 bis, della legge regionale 6 luglio 1998, n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico) e successive modifiche, considerato che le installazioni ed il rimessaggio dei predetti mezzi nelle strutture ricettive all’aria aperta collocate all’interno di aree naturali protette regionali, fatte salve le eventuali ulteriori modalit� esecutive fissate nel piano e nel relativo regolamento approvati ai sensi degli articoli 26 e 27 della legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29 (Norme in materia di aree naturali protette regionali) e successive modifiche, non comportano modifiche sostanziali sotto il profilo ambientale.] (2b1)
2. L’installazione dei manufatti di cui all’articolo 23, comma 4, lettera b) � soggetta alla segnalazione certificata di inizio attivit� ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera b) del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 (Semestre europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia), convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, nel caso in cui il manufatto abbia un carattere assolutamente temporaneo e sia smontato al termine della stagione turistica, ed in ogni caso entro i dodici mesi, o al rilascio del permesso di costruire previsto dall’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e successive modifiche nel caso sia utilizzato per un periodo pi� lungo. A tal fine per prefabbricati leggeri si intendono i manufatti costituiti, nel rispetto dei criteri di idoneit� statica, da elementi di dimensioni ridotte, prodotti fuori opera, da assemblare a secco, cio� senza l’ausilio di cemento o altri leganti idraulici, secondo quanto previsto dal regolamento di cui all’articolo 56. 3. La realizzazione dei manufatti di cui all’articolo 23, comma 4, lettera c) e dei manufatti edilizi destinati ai servizi di cui al medesimo articolo 23, alinea del comma 4 � subordinata al rilascio del permesso di costruire previsto dall’articolo 10 del d.p.r. 380/2001 e successive modifiche.
4. Il rilascio del permesso di costruire di cui al comma 3 � subordinato alla sottoscrizione di atto d’obbligo unilaterale a favore del comune, anche eventualmente assistito da polizza fideiussoria, mediante il quale il titolare della struttura ricettiva deve impegnarsi per s� e aventi causa, a realizzare a sua cura e spese tutte le opere interne al complesso turistico a servizio delle unit� di soggiorno temporaneo di cui all’articolo 6 della legge regionale 12 settembre 1977, n. 35 (Tabelle parametriche regionali e norme di applicazione della legge 28 gennaio 1977, n. 10, per la determinazione del contributo per le spese di urbanizzazione gravante le concessioni edilizie) e delle eventuali ulteriori opere che si dovessero rendere necessarie per il corretto esercizio delle attivit� previste dalla SCIA.(2b2)
5. L’installazione delle reti tecnologiche e di manufatti interni alle strutture ricettive a servizio delle piazzole non sono soggette ad alcun titolo abilitativo edilizio, purch� connessi alle reti comunali o a un depuratore della struttura stessa e realizzati nel rispetto della normativa vigente in materia di igiene e sicurezza.
6. Le aree ed i manufatti delle strutture ricettive all’aria aperta di cui all’articolo 23, comma 4 non possono essere oggetto di frazionamento mediante vendita o cessione del diritto di superficie o qualsiasi altra forma di cessione a singoli. 7. L’accertamento di opere eseguite o in corso di esecuzione senza i prescritti titoli abilitativi edilizi comporta l’applicazione delle sanzioni previste dalla parte I, titolo IV, capo II del d.p.r. 380/2001 e successive modifiche nonch� quelle previste dalla legge regionale 11 agosto 2008, n. 15 (Vigilanza sull’attivit� urbanistico-edilizia) e successive modifiche.
8. Nelle strutture ricettive all’aria aperta collocate nei territori ricadenti nelle aree naturali protette di cui alla l.r. 29/1997 e successive modifiche, nelle more dell’approvazione del piano e del regolamento di cui agli articoli 26 e 27 della stessa, sono consentiti gli interventi di cui all’articolo 3, comma 1, lettere a), b) e c) del d.p.r. 380/2001 nonch�, previa comunicazione all’ente gestore dell’area, il quale pu� dettare, nel termine di trenta giorni, specifiche modalit� realizzative dell’intervento, quelli necessari per l’adeguamento alle prescrizioni di cui al regolamento adottato ai sensi dell’articolo 56 per la prima classificazione delle strutture o per la loro riclassificazione migliorativa. [Nelle strutture precedentemente perimetrate, inserite negli strumenti urbanistici vigenti, regolarmente autorizzate all’esercizio ricettivo e ricadenti nei parchi successivamente istituiti, l’installazione, la rimozione e/o lo spostamento dei mezzi mobili di pernottamento di cui all’articolo 23, comma 4, lettere a) e d) non costituiscono mutamento dello stato dei luoghi, pertanto non sono soggetti al preventivo parere degli enti gestori.] (2b3) Nei casi in cui le strutture sono state autorizzate successivamente all’istituzione del parco ove sono ricomprese, il rilascio del parere dell’ente parco riguardante un intervento che non prevede titoli abilitativi edilizi � reso entro il termine di sessanta giorni, decorso il quale interviene l’accoglimento per silenzio assenso.
9. La trasformazione da una tipologia di struttura ricettiva all’aria aperta ad un’altra (campeggio, villaggio turistico, area di sosta temporanea) ovvero il passaggio da una determinata classificazione della struttura ad un’altra (stelle), ai sensi di quanto previsto dal regolamento regionale 24 ottobre 2008, n. 18 (Disciplina delle strutture ricettive all’aria aperta) e successive modifiche, non assume rilevanza urbanistica ed edilizia purch�, sotto quest’ultimo aspetto, non si tratti di interventi soggetti a titolo abilitativo edilizio.
ESERCIZIO DELLE ATTIVIT� RICETTIVEArt. 26 (2b4)
(Esercizio delle attivit�)
1.	L’esercizio dell’attivit� ricettiva alberghiera, extralberghiera e all’aria aperta � subordinato alla presentazione della SCIA, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e diritto di accesso ai documenti amministrativi) e successive modifiche, allo sportello unico per le attivit� produttive (SUAP), ove costituito, del comune competente in cui la struttura � situata, che ne trasmette copia alla provincia. 2. Se la struttura ricettiva di cui al comma 1 � situata in un comune presso cui il SUAP non � costituito, la SCIA � presentata all’ufficio comunale competente in materia di attivit� produttive.
3. La SCIA contiene le indicazioni relative alla denominazione, alla classificazione di appartenenza sulla base dei requisiti previsti dall’articolo 25, comma 1, alla capacit� ricettiva, al periodo di apertura e all’ubicazione della struttura.
4. La SCIA abilita ad effettuare, unitamente al servizio ricettivo e nel rispetto della normativa vigente in materia, la somministrazione di alimenti e bevande alle persone alloggiate, ai loro ospiti e a coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni organizzati. La SCIA abilita, altres�, ad effettuare, nei confronti dei medesimi soggetti, la vendita di giornali, riviste, pellicole per uso fotografico e di registrazione audiovisiva o strumenti informatici, cartoline e francobolli, nonch� la gestione, ad uso esclusivo di detti soggetti, di attrezzature e strutture a carattere ricreativo, per le quali � fatto salvo il rispetto della disciplina vigente in materia di sicurezza, di igiene e sanit�.
5. Nel rispetto della normativa vigente in materia, ed in particolare delle modalit� stabilite nel regolamento regionale 24 ottobre 2008, n. 17 (Disciplina delle strutture ricettive alberghiere) e successive modifiche, la presentazione della SCIA abilita le strutture ricettive ad esercitare la somministrazione di alimenti e bevande anche nei confronti delle persone non alloggiate nelle strutture, compreso l’esercizio delle attivit� legate al benessere della persona o all’organizzazione congressuale.
Art. 27 (2b5)
(Sospensione e divieto di prosecuzione dell’attivit�)
1.	Nel caso di carenze di alcuni requisiti oggettivi previsti e quando l’attivit� svolta abbia dato luogo ad irregolarit� tecnico-amministrative, ad evasione fiscale o contributiva o ad inosservanza dell’applicazione delle norme contrattuali e di legge relative ai rapporti di lavoro e alla sicurezza dei luoghi di lavoro, accertate dalle autorit� competenti, il comune provvede a diffidare il titolare della struttura ricettiva, assegnando un termine non superiore a trenta giorni per la regolarizzazione, decorso inutilmente il quale, pu� disporre la sospensione dell’attivit� per un periodo non superiore a sei mesi. 2.	Il comune dispone il divieto di prosecuzione dell’attivit�:
a)	qualora il titolare o il gestore della struttura ricettiva non abbia consentito agli enti competenti gli accertamenti ai fini della verifica della sussistenza dei requisiti indicati nella SCIA di cui all’articolo 26;
b)	qualora vengano meno i requisiti soggettivi previsti per l’esercizio delle relative attivit�;
c)	(2b6) d)	in caso di reiterata violazione dell’obbligo, ove previsto, di esposizione e pubblicizzazione dei prezzi praticati, nonch� dell’obbligo di applicazione di prezzi conformi a quelli esposti.
3.	Il comune pu� disporre la sospensione dell’esercizio dell’attivit� ricettiva, per un periodo non superiore a sei mesi, e nei casi pi� gravi la chiusura dell’attivit�, in presenza di rifiuto di accoglienza illegittimamente discriminante da parte del gestore. 4.	Il comune comunica contestualmente alla provincia e alla Regione ogni provvedimento adottato ai sensi del presente articolo.
DISPOSIZIONI COMUNI. VIGILANZA,
CONTROLLO E SANZIONI AMMINISTRATIVE
(Comunicazione a fini statistici)
1.	Tutti i soggetti titolarin o gestori di esercizio ricettivo comunicano, per via telematica, gli arrivi e le presenze alla Regione e all’amministrazione provinciale competente per territorio ai fini della rilevazione statistica del movimento turistico regionale. (2c)
1 bis. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con propria deliberazione, al fine di garantire uniformit� su tutto il territorio regionale, adotta specifiche linee guida concernenti modalit� e termini delle comunicazioni di cui al comma 1. (2d)
Art. 29 (2d1)
(Informazioni sui prezzi e sui periodi di apertura)
1.	Nel rispetto del principio di pubblicit� e di trasparenza dei prezzi dei servizi, i titolari o i gestori delle strutture ricettive provvedono ad esporre, in modo ben visibile al pubblico nelle stanze e all'ingresso della struttura, nonch� sui siti web e sulle pagine web delle strutture stesse, i prezzi praticati nell'anno di riferimento al fine della loro verificabilit� da parte degli utenti, nonch� i relativi periodi di apertura previsti dall'articolo 24, comma 1. 2.	I prezzi di cui al comma 1, riepilogati in una apposita tabella fornita dai comuni o da Roma Capitale sulla base di un modello adottato dalla Regione da esporre all’ingresso della struttura ricettiva, sono comprensivi:
a)	del prezzo dell'alloggio praticato nell'anno di riferimento;
b)	dei servizi necessari alla classificazione della struttura;
c)	degli oneri e delle imposte evidenziati separatamente.
3.	I prezzi di cui al comma 2 non comprendono quello degli ulteriori servizi disponibili a richiesta del cliente.
4.	I titolari o i gestori delle strutture ricettive non possono praticare prezzi superiori ai massimi dichiarati.
5.	Il prezzo di ciascun alloggio della struttura ricettiva � riportato su un apposito cartellino prezzi, fornito dai comuni o da Roma Capitale, sulla base di un modello adottato dalla Regione, ed esposto, in modo ben visibile, in ogni camera o unit� abitativa della struttura ricettiva.
6.	I titolari o gestori delle strutture provvedono altres� a pubblicizzare, rendendoli ben visibili al pubblico, i periodi di apertura delle strutture ricettive e l’ora di rilascio dell’alloggio.
7.	Il comune o Roma Capitale provvede alla verifica dell’avvenuta esposizione dei prezzi di cui al comma 1.
(Compiti di vigilanza e controllo)
1.	Le funzioni di vigilanza e di controllo sull’osservanza delle disposizioni di cui al presente capo sono esercitate dai comuni e dalle province nell’ambito delle rispettive competenze.
2.	Le province ed i comuni sono tenuti a fornirsi reciprocamente informazioni circa le funzioni rispettivamente svolte in attuazione del presente capo e a comunicarle, se richieste, alla struttura regionale competente in materia di turismo.
1. L’esercizio di un’attivit� ricettiva in violazione di quanto stabilito dall’articolo 26 � soggetto a sanzione amministrativa da 5.000 a 10.000 euro e all’immediata chiusura dell’attivit�. (2d2)
2.	L’inosservanza delle disposizioni in materia di classificazione, da parte delle strutture ricettive soggette alla stessa, comporta la sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro.
3.	(2d3)
4.	La mancata esposizione da parte delle strutture ricettive del segno distintivo di classificazione, comporta la sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro.(2d4)
5.	La mancata esposizione da parte delle strutture ricettive dell’apposito cartello indicante il percorso antincendio comporta la sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro. 6. L’attribuzione alla propria struttura ricettiva con scritti, stampati ovvero pubblicamente con ogni altro mezzo di un requisito o di una denominazione non corrispondente a quella indicata nella SCIA o di una classificazione diversa da quella di cui all’articolo 25, comma 2 � soggetta alla sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro. (2d5)
7.	La mancata esposizione da parte delle strutture ricettive dei prezzi praticati ai sensi dell'articolo 29, commi 1 e 5 comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro.(2d6)
8.	L'applicazione da parte delle strutture ricettive di prezzi difformi da quelli esposti comporta la sanzione amministrativa da 1.000 a 10.000 euro.(2d7)
9.	La dotazione, in modo permanente, nelle strutture ricettive, escluse quelle all’aria aperta, di un numero di posti letto superiore a quello indicato nella SCIA � soggetta alla sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro per ogni posto letto in pi� . (2d8)
10.	La mancata osservanza, da parte delle strutture ricettive alberghiere, dell’obbligo di rimuovere il posto letto aggiunto alla partenza del cliente � soggetta alla sanzione amministrativa da 500 a 1.500 euro.
11.	La mancata comunicazione del movimento degli ospiti ai sensi dell’articolo 28 da parte delle strutture ricettive comporta la sanzione amministrativa da 1.000 a 2.000 euro. (2e)
12.	L’accoglienza, da parte delle strutture ricettive all’aria aperta, di un numero di persone superiore alla capacit� ricettiva massima indicata nella SCIA � soggetta ad una sanzione amministrativa di 500 euro per ogni persona ed ogni giorno in pi�.(2e1)
13.	In caso di reiterazione di una delle violazioni di cui al presente articolo, nei due anni successivi, le relative sanzioni pecuniarie sono raddoppiate.
14.	Le sanzioni di cui ai commi 1, 5, 7, 8, 9, 10 e 12 sono irrogate dai comuni o da Roma Capitale e i relativi importi sono introitati e trattenuti dallo stesso ente e destinati alle funzioni conferite in materia di turismo.(2e2)
15.	Le sanzioni di cui ai commi 2, 4, 6 e 11 sono irrogate dalle province e i relativi importi sono introitati e trattenuti dallo stesso ente e destinati alle funzioni conferite in materia di turismo.(2e3)
Agenzie di viaggi e turismo ed altri organismi
(Definizione delle agenzie di viaggi e turismo.
Elenchi delle agenzie di viaggi e turismo)
1.	Sono agenzie di viaggi e turismo le imprese che esercitano l’attivit� di produzione ed organizzazione di viaggi e soggiorni o di intermediazione nell’acquisto di tali servizi o entrambe le attivit�, ivi compresi i compiti di assistenza ed accoglienza ai turisti, secondo quanto previsto dalla Convenzione internazionale relativa ai contratti di viaggio, di cui alla legge 27 dicembre 1977, n. 1084 (Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio “CCV”, firmata a Bruxelles il 23 aprile 1970) nonch� dal decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo, a norma dell’articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229). 2.	Le agenzie di viaggi e turismo, autorizzate ai sensi della presente legge, e le rispettive filiali sono iscritte in apposito elenco istituito presso la provincia competente per territorio, che provvede alla sua tenuta ed aggiornamento. In tale elenco sono riportati, per ogni agenzia, i dati relativi alla denominazione, al tipo di attivit� autorizzata, al nome del titolare o alla ragione sociale, in caso di societ�, ed al nome del direttore tecnico, nonch� tutti i provvedimenti concernenti la singola agenzia
eventualmente assunti dalla provincia ai sensi della presente legge.
3.	Entro il 31 gennaio di ciascun anno, le province trasmettono alla Regione gli elenchi di cui al comma 2, aggiornati al 31 dicembre dell’anno precedente, ai fini della pubblicazione annuale dell’elenco regionale delle agenzie di viaggi e turismo nel BUR.
4.	Con i regolamenti di cui all’articolo 56 sono definite le attivit� delle agenzie di viaggi e turismo prevedendo:
a)	i criteri e le modalit� per l’apertura delle filiali gestite da soggetti aventi gli stessi requisiti previsti per l’agenzia principale;
b)	i criteri per la redazione dei programmi dei viaggi;
c)	i soggetti responsabili delle agenzie di viaggi e turismo;
d)	idonea distinzione tra l’attivit� di organizzazione e quella di intermediazione da specificare al momento del rilascio delle autorizzazioni.
(Garanzia assicurativa e deposito cauzionale) 1.	Le agenzie di viaggi e turismo sono tenute a stipulare polizze assicurative di responsabilit� civile a garanzia dell’esatto adempimento degli obblighi assunti verso gli utenti dei servizi turistici ed a copertura dei rischi derivanti alle persone dalla partecipazione a programmi di viaggi e soggiorno, nell’osservanza delle disposizioni previste in materia di contratti di viaggio dalla Convenzione internazionale di cui alla l. 1084/1977 nonch� dal d.lgs. 206/2005. Le agenzie di viaggi e turismo inviano annualmente alla provincia territorialmente competente la documentazione comprovante l’avvenuto pagamento del premio assicurativo. 2.	Le agenzie di viaggi e turismo sono tenute a versare alla provincia competente per territorio un deposito cauzionale di 20.000 euro per l’autorizzazione all’esercizio dell’ attivit�. Tali importi possono essere aggiornati con decreto del Presidente della Regione. La cauzione pu� essere prestata in titoli di rendita pubblica esenti da vincolo o al portatore o pu� essere costituita mediante fideiussione bancaria irrevocabile o polizza fideiussoria assicurativa anche fornita da mutue costituite da agenti di viaggio.
3.	La cauzione di cui al comma 2 � vincolata per tutto il periodo di esercizio dell’agenzia a garanzia di tasse non pagate o di sanzioni pecuniarie.
4.	Nei casi in cui la cauzione sia stata ridotta rispetto alla sua consistenza per effetto dell’applicazione del comma 3, essa deve essere reintegrata nel suo importo originario nel termine di trenta giorni dal ricevimento della richiesta di adempiervi da parte della provincia.
5.	Lo svincolo della cauzione, su domanda dell’interessato, viene effettuato dalla provincia entro e non oltre novanta giorni consecutivi dalla data di ricezione della domanda, purch� risulti regolare il pagamento delle tasse e di eventuali sanzioni.
(Condizioni per l’apertura delle agenzie di viaggi
e turismo e per l’esercizio delle attivit�)
1.	L’apertura delle agenzie di viaggi e turismo nonch� l’esercizio della relativa attivit� sono soggetti ad autorizzazione da parte della provincia competente per territorio, rilasciata alla persona fisica o alla societ� nella persona del legale rappresentante che ne abbiano fatto richiesta. L’autorizzazione � annuale e viene tacitamente rinnovata con il pagamento della tassa di concessione regionale di cui al comma 2.
2.	Il titolare dell’autorizzazione � soggetto al pagamento della tassa di concessione regionale dovuta nella misura stabilita dalla normativa statale e regionale vigente in materia e i cui proventi spettano alle province ai sensi dell’articolo 15 della l.r. 14/1999 e dei relativi provvedimenti di attuazione.
3.	Le agenzie di viaggi e turismo possono aprire propri uffici in occasione di fiere o manifestazioni temporanee nell’area di svolgimento della fiera o manifestazione, limitatamente al periodo della manifestazione medesima, previa comunicazione alla provincia.
4.	Le agenzie di viaggi e turismo devono esporre in modo visibile l’autorizzazione all’esercizio delle attivit� sia nei locali ad essa preposti che nei siti on line in caso di vendita di prodotti e-commerce.
5.	Le agenzie di viaggi e turismo devono usare sempre ed esclusivamente la denominazione risultante dal provvedimento di autorizzazione. In caso di utilizzo da parte delle agenzie, per la promozione e la commercializzazione dei loro prodotti, di marchi diversi dalla loro denominazione, deve comunque risultare in modo chiaro ed evidente la denominazione dell’agenzia che propone o vende il prodotto turistico.
(Rilascio dell’autorizzazione all’apertura ed ai mutamenti
nell’organizzazione delle agenzie di viaggi e turismo)
1.	La provincia rilascia l’autorizzazione all’apertura delle agenzie di viaggi e turismo con apposito provvedimento che indica espressamente:
a)	la denominazione dell’agenzia di viaggi e turismo;
b)	il titolare, persona fisica o giuridica e, relativamente alle societ�, la denominazione, la ragione sociale ed il legale rappresentante;
c)	l’attivit� autorizzata;
d)	il direttore tecnico;
e)	l’ubicazione dei locali di esercizio.
2.	La provincia autorizza, altres�, i mutamenti nell’organizzazione dell’agenzia di viaggi e turismo relativi agli elementi di cui al comma 1. A tal fine i mutamenti devono essere comunicati, entro trenta giorni dal loro verificarsi, alla provincia stessa, che, previa verifica dei presupposti, provvede alla modifica richiesta. I mutamenti relativi alla titolarit� dell’agenzia di viaggi e turismo o alla ragione sociale comportano il pagamento della tassa di concessione.
3.	Sono ammessi mutamenti nell’organizzazione dell’agenzia dovuti a subentri nell’impresa gi� esistente a condizione che il subentrante sia in possesso dei requisiti di legge per tale attivit�.
4.	Per il rilascio dell’autorizzazione a persone fisiche o a persone giuridiche straniere non appartenenti a Stati membri dell’Unione europea sono fatte salve le disposizioni previste dall’articolo 58 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui all’art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382) e dal decreto legislativo 23 novembre 1991, n. 392 (Attuazione della direttiva n. 82/470/CEE nella parte concernente gli agenti di viaggio e turismo, a norma dell’art. 16 della legge 29 dicembre 1990, n. 428 - legge comunitaria 1990).
5.	Le province comunicano all’assessorato regionale competente in materia di turismo l’elenco delle autorizzazioni concesse nonch� ogni modifica ad esse relativa.
1.	La provincia dispone la sospensione dell’autorizzazione per un periodo da un minimo di quindici giorni ad un massimo di sei mesi: a)	quando vengano esercitate attivit� difformi da quelle autorizzate; b)	qualora venga accertato che l’attivit� dell’agenzia risulti pregiudizievole per l’immagine dell’offerta turistica regionale in conseguenza di gravi inadempimenti e irregolarit� amministrative. 2.	La provincia dichiara la decadenza dell’autorizzazione: a)	qualora, trascorso il periodo massimo di sospensione previsto al comma 1, l’agenzia non provveda all’eliminazione delle irregolarit� o non ottemperi alle disposizioni della provincia entro l’ulteriore termine assegnato dalla stessa a pena di decadenza dell’autorizzazione; b)	nel caso di condanna per reati connessi all’esercizio delle attivit� di agenzia di viaggi e turismo;
c)	in caso di mancata garanzia assicurativa ai sensi dell’articolo 33.
(Elenco regionale delle agenzie sicure)
1.	Presso l’assessorato regionale competente in materia di turismo � istituito l’elenco regionale delle agenzie sicure, di seguito denominato elenco, al quale possono iscriversi le agenzie di viaggi e turismo che garantiscano un alto livello nell’organizzazione e nella sicurezza dei servizi offerti nonch� il rispetto del “turismo etico”. Tale elenco � aggiornato annualmente ed � pubblicato sul BUR e sul sito Internet della Regione.
2.	I criteri e le modalit� per l’iscrizione all’elenco sono stabiliti nei regolamenti di cui all’articolo 32, comma 4.
1.	Non sono soggetti alle disposizioni di cui alla presente sezione:
a)	le imprese esercenti servizi pubblici di trasporto ferroviario, automobilistico, di navigazione aerea, marittima, lacuale e fluviale, la cui attivit� si limiti esclusivamente alla prenotazione e vendita di propri biglietti;
b)	i consorzi e le societ� consortili di cui, rispettivamente, agli articoli 2602 e seguenti e 2615 ter del codice civile, fra strutture ricettive che effettuino servizi di prenotazione ed assistenza esclusivamente a favore delle imprese consorziate, anche avvalendosi di strumenti infotelematici e mediante l’apertura di propri distinti uffici.
(Associazioni ed altri enti senza scopo di lucro operanti a livello nazionale)
1.	E’ istituito presso l’assessorato regionale competente in materia di turismo l’elenco delle associazioni e degli altri enti senza scopo di lucro operanti a livello nazionale per finalit� ricreative, culturali, religiose e sociali che abbiano sedi operative nel Lazio ed almeno in altre tre regioni e che, ai sensi della normativa vigente, svolgano in modo continuativo ed esclusivamente per i propri associati l’attivit� di organizzazione e vendita di viaggi e soggiorni.
2.	Ai fini dell’iscrizione nell’elenco di cui al comma 1, le associazioni e gli altri enti devono possedere, per disposizione statutaria, i seguenti requisiti:
a)	assenza di qualunque forma di lucro nell’esercizio delle attivit�, desumibile dai bilanci sociali; b)	organizzazione e funzionamento secondo criteri di democraticit�;
c)	fruizione dei servizi solo da parte degli associati.
3.	Le modalit� di iscrizione all’elenco regionale di cui al comma 1 sono disciplinate nel regolamento previsto all’articolo 32, comma 4.
4.	Le associazioni e gli altri enti inviano, entro il 31 marzo di ogni anno, alla struttura regionale competente in materia di agenzie di viaggi e turismo il programma annuale delle singole iniziative previste. Eventuali variazioni devono essere comunicate tempestivamente e comunque prima dell’inizio dell’attivit�.
5.	La Regione, oltre all’applicazione delle sanzioni amministrative di cui all’articolo 42, sospende lo svolgimento delle attivit� delle associazioni e degli altri enti fino all’eliminazione dell’irregolarit�, qualora: a)	la documentazione di cui ai commi 3 e 4 risulti insufficiente od incompleta; b)	siano accertate gravi irregolarit� nello svolgimento delle attivit�; c)	non risulti l’esistenza della garanzia assicurativa di cui all’articolo 33.
6.	Fatto salvo quanto previsto all’articolo 40, ogni associazione o altro ente deve servirsi, per l’organizzazione tecnica dei viaggi, di agenzie di viaggi e turismo che risultino autorizzate ai sensi della presente legge.
(Associazioni ed altri enti senza scopo di lucro,
gruppi sociali e comunit�, operanti a livello locale)
1.	Le associazioni e gli altri enti senza scopo di lucro, i gruppi sociali e le comunit�, operanti a livello locale aventi finalit� ricreative, culturali, religiose e sociali possono organizzare e realizzare, senza carattere di professionalit�, gite occasionali riservate esclusivamente ai propri associati od appartenenti. 2.	L’organizzazione e la realizzazione delle attivit� di cui al comma 1 non sono soggette alle disposizioni della presente legge, purch� venga stipulata un’assicurazione a copertura dei rischi derivanti ai partecipanti dall’effettuazione di ogni singola iniziativa.
1.	Le funzioni di vigilanza e controllo sull’osservanza delle disposizioni di cui al presente capo sono esercitate dalla provincia competente per territorio, salvo quanto previsto all’articolo 3, comma 1, lettera n).
1.	Salva l’applicazione delle norme penali, chiunque intraprenda o svolga in forma continuativa od occasionale, anche senza scopo di lucro, le attivit� delle agenzie di viaggi e turismo senza aver ottenuto le autorizzazioni prescritte dalla presente legge � soggetto al pagamento di una somma da 5.000 a 10.000 euro, tenuto conto delle attivit� abusivamente esercitate. 2.	L’inosservanza delle prescrizioni relative alla redazione dei programmi di viaggio comporta il pagamento di una somma da 1.000 a 5.000 euro, tenuto conto delle attivit� che l’agenzia � autorizzata a svolgere. 3.	Il titolare che con qualsiasi mezzo di comunicazione attribuisca alla propria agenzia una denominazione diversa da quella autorizzata � soggetto al pagamento di una somma da 3.000 a 6.000 euro. 4.	La mancata esposizione al pubblico dell’autorizzazione di cui all’articolo 35 comporta il pagamento della sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro. 5	La tardiva comunicazione dei mutamenti nell’organizzazione delle agenzie di viaggi e turismo di cui all’articolo 35, comma 2 comporta il pagamento di una somma da 250 a 500 euro.
6.	Le associazioni e gli altri enti senza scopo di lucro operanti a livello nazionale che esercitano le attivit� previste dalla presente legge senza essere iscritti nell’elenco regionale sono soggetti al pagamento di una somma da 5.000 a 10.000 euro. 7.	La mancata stipula da parte delle associazioni e degli altri enti senza scopo di lucro di cui agli articoli 39 e 40 della polizza assicurativa prescritta comporta il pagamento di una somma da 5.000 a 10.000 euro. 8.	Il mancato invio alla struttura regionale competente in materia di agenzie di viaggi e turismo del programma annuale delle attivit� da parte delle associazioni e degli altri enti senza scopo di lucro di cui all’articolo 39 comporta il pagamento di una somma da 1.000 a 5.000 euro. 9.	All’applicazione delle sanzioni previste dal presente articolo si provvede ai sensi del titolo VI, capo II, della l.r. 14/1999. Come previsto dall’articolo 208 della l.r. 14/1999, in attesa dell’adeguamento della legge regionale di disciplina delle sanzioni amministrative ai sensi dell’articolo 194, comma 4, della l.r. 14/1999, continuano ad applicarsi le disposizioni contenute nella legge regionale 5 luglio 1994, n 30 (Disciplina delle sanzioni amministrative di competenza regionale) e successive modifiche, limitatamente alle sanzioni di competenza regionale di cui ai commi 6, 7 e 8 del presente articolo.
(Marchio turistico regionale)
1.	E’ istituito il marchio turistico regionale mirato a riconoscere l’eccellenza in ambito turistico di aree territoriali, comuni, strutture ricettive e imprese turistiche del Lazio. Il marchio � attribuito per singole ed esclusive attivit� tenendo conto di quella prevalente del richiedente.
2.	Con deliberazione della Giunta regionale, adottata previo parere della commissione consiliare permanente competente in materia di turismo, sentite le associazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali di categoria pi� rappresentative a livello regionale e le organizzazioni dei consumatori, sono stabiliti i criteri e le modalit� per l’assegnazione del marchio turistico regionale a coloro che ne facciano richiesta.
3.	Il marchio � assegnato con decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’assessore regionale competente in materia di turismo.
(Scuola di alta formazione per il turismo)
1.	Al fine di favorire una continua crescita professionale e manageriale degli operatori del comparto turistico regionale, la Regione promuove la costituzione di una fondazione denominata “Scuola di alta formazione per il turismo”, di seguito denominata scuola, quale ente di interesse pubblico senza fini di lucro, con sede legale in Roma ed eventuali sedi operative in comuni a forte vocazione turistica, in cui sono presenti istituti pubblici di formazione nelle attivit� turistiche.
2.	Possono partecipare alla scuola, in qualit� di soci fondatori, oltre alla Regione e agli enti locali, anche istituzioni, enti, imprese, pubbliche o private, regionali, statali e internazionali, che ne condividano le finalit�.
3.	La partecipazione della Regione alla scuola � subordinata alla condizione che il relativo atto costitutivo e lo statuto prevedano che:
a)	la fondazione, una volta costituita, chieda alla Regione il riconoscimento della personalit� giuridica di diritto privato;
b)	siano individuate le funzioni del consiglio di amministrazione, del presidente, del collegio dei revisori e l’eventuale presenza di altri organi;
c)	sia riservata alla Regione, quale socio promotore, la nomina della maggioranza dei componenti del consiglio di amministrazione, del collegio dei revisori dei conti e del presidente della fondazione;
d)	siano richieste le maggioranze qualificate per le determinazioni pi� rilevanti per l’ente e la sua attivit�;
e)	venga adottato un programma pluriennale di attivit�, aggiornato annualmente;
f)	venga inviata alla Regione copia della relazione di accompagnamento al bilancio consuntivo annuale, approvata dal consiglio di amministrazione;
g)	vi sia il vincolo di destinare tutti gli avanzi di gestione agli scopi istituzionali, con il divieto di distribuire utili.
4.	Lo statuto, inoltre, pu� stabilire che:
a)	la fondazione, per svolgere le sue attivit�, possa stipulare accordi, convenzioni o contratti con enti o istituti pubblici o privati, costituire e partecipare a consorzi e a societ�, nel rispetto delle finalit� indicate dallo statuto;
b)	le modifiche statutarie siano approvate dal consiglio d’amministrazione, con una maggioranza dei due terzi dei componenti.
5.	Il fondo di dotazione della scuola � costituito da beni immobili e mobili, da dotazioni finanziarie conferite dai soci all’atto della costituzione della fondazione o successivamente secondo quanto previsto dall’atto costitutivo e dallo statuto.
6.	La Regione, in sede di costituzione, � autorizzata a conferire al fondo di dotazione della scuola beni mobili ed immobili, diritti reali e personali.
7.	Il Presidente della Regione � autorizzato a compiere tutti gli atti esecutivi necessari per rendere operante la partecipazione della Regione alla scuola ed, in particolare, a sottoscrivere l’atto costitutivo e lo statuto.
Art. 45 (2f)
(Interventi a favore del turista)
1.	La Regione sostiene le attivit� per la tutela dei diritti del turista, comprese forme non giudiziali di soluzione delle controversie, a partire dalle commissioni arbitrali e conciliative delle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, che hanno compiti istituzionali in materia.
2.	La Regione, sentite le organizzazioni di categoria e le associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative a livello regionale, adotta la “carta del turista” e ne promuove la distribuzione presso le strutture ricettive, gli IAT, le associazioni pro-loco, le agenzie di viaggi e turismo e comunque a livello capillare sul territorio. Detta carta, in particolare, contiene informazioni sulla normativa nazionale e regionale in materia turistica, sui servizi turistico-ricettivi, sulle tradizioni e sugli usi delle comunit� locali, sulla fruibilit� dei beni storici, artistici ed ambientali presenti sul territorio regionale, nonch� sull’educazione ad un turismo responsabile nei confronti della comunit� ospitante.
UTILIZZAZIONE DEL DEMANIO MARITTIMO
PER FINALIT� TURISTICHE E RICREATIVE
(Piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo)
1.	Per garantire l’utilizzazione programmata e razionale delle aree del demanio marittimo per finalit� turistiche e ricreative, la Regione adotta, sulla base della cartografia catastale nonch� dei dati forniti dal Sistema informativo del demanio marittimo (SID), ai sensi dall’articolo 6, comma 3, del decreto legge 5 ottobre 1993, n. 400 (Disposizioni per la determinazione dei canoni relativi a concessioni demaniali marittime) convertito, con modificazioni, della legge 4 dicembre 1993, n. 494, un piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo. Detto piano, in particolare:
a) individua le aree destinate all’utilizzazione turistico-ricreativa, tenuto conto anche dei piani di utilizzazione degli arenili (PUA) adottati dai comuni;
b) stabilisce i criteri per l’utilizzazione delle aree demaniali per finalit� turistiche e ricreative, nel rispetto delle norme urbanistiche, di tutela ambientale e di quanto previsto dal presente capo;
c) (2f1)
2.	Il piano di cui al comma 1 � approvato con deliberazione dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, sentiti i sindaci dei comuni interessati nonch�, limitatamente al piano di cui al comma 1, lettera a), la competente autorit� marittima statale e le associazioni regionali di categoria, appartenenti alle organizzazioni sindacali pi� rappresentative del settore. (2f2)
3.	I PUA dei comuni devono essere conformi alle disposizioni contenute nei piani di cui al presente articolo.
Art. 46 bis (2f3)
(Valenza turistica delle aree del demanio marittimo)
1. I comuni provvedono a classificare le aree demaniali marittime, i manufatti, le pertinenze e gli specchi acquei destinati ad un utilizzo per finalit� turistiche e ricreative in conformit� a quanto previsto dall’articolo 03, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400 (Disposizioni per la determinazione dei canoni relativi a concessioni demaniali marittime), convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, come sostituito dall’articolo 1, comma 251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato – legge finanziaria 2007). La classificazione � effettuata, anche per aree omogenee, sulla base dei seguenti criteri:
c) stato delle acque con riferimento alla balneabilit�;
d) ubicazione ed accessibilit� agli esercizi. 2. L’applicazione dei criteri di cui al comma 1 avviene sulla base dei dati medi relativi all’ultimo triennio, tenendo conto delle fonti e degli indicatori individuati con deliberazione della Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente.
3. La classificazione delle aree demaniali marittime, manufatti, pertinenze e specchi d’acqua � soggetta, di norma, a revisione quinquennale. I comuni, qualora riscontrino variazioni di uno o pi� dati di cui al comma 2, tali da influire sulla classificazione effettuata, possono procedere ad una nuova classificazione nel corso del quinquennio e comunicano l’eventuale variazione alla Giunta regionale.
(Concessioni delle aree del demanio marittimo e di quelle immediatamente prospicienti per finalit� turistiche e ricreative)
1.	I comuni nel cui territorio sono comprese le relative aree demaniali provvedono al rilascio, alla decadenza e alla revoca, nonch� a qualsiasi variazione, delle concessioni delle aree demaniali marittime, comprese quelle immediatamente prospicienti, quando l’utilizzazione abbia finalit� turistiche e ricreative, in conformit� alla normativa statale e regionale e ai contenuti del piano di cui all’articolo 46, per quanto riguarda le aree demaniali marittime. (2f4)
2.	I comuni curano l’aggiornamento delle concessioni di propria competenza comunicando i dati, anche su supporto informatico, alla Regione e trasmettendo ad essa, entro il mese di febbraio di ogni anno, una relazione, riferita all’anno precedente, sull’esercizio delle funzioni di cui al presente articolo.
3. La durata delle concessioni demaniali marittime per finalit� turistiche e ricreative � stabilita in conformit� alla normativa statale vigente in materia. (2f5)
1.	I concessionari, a garanzia dell’osservanza degli obblighi assunti con la concessione, prima del rilascio della stessa, provvedono a stipulare una polizza fideiussoria pari ad un importo doppio del canone annuo.
(Revoca e decadenza dalla concessione)
1.	I provvedimenti di revoca e decadenza delle concessioni sono adottati dal comune competente con provvedimento adeguatamente motivato.
2.	In caso di revoca di una concessione per motivi di pubblico interesse non riconducibili a fatto del concessionario o, per quanto riguarda la concessione di aree del demanio marittimo, in caso di contrasto sopravvenuto con il piano di cui all’articolo 46, il comune, su richiesta del concessionario, pu� rilasciare al medesimo, qualora fosse disponibile sul litorale di propria competenza, una concessione equivalente per estensione, in conformit� al suddetto piano.
3.	La decadenza dalla concessione pu� essere dichiarata nei seguenti casi:
a)	per mancata esecuzione delle opere previste nell’atto di concessione o per mancato inizio della gestione nei termini assegnati;
b)	per non uso continuato durante il periodo fissato nell’atto di concessione o per cattivo uso;
c)	per mutamento sostanziale non autorizzato dello scopo per il quale � stata fatta la concessione;
d)	per omesso pagamento del canone nel numero di rate fissato dall’atto di concessione;
e)	per abusiva sostituzione di altri nel godimento della concessione;
f)	per inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione o imposti da norme di leggi o di regolamenti.
4.	Nel caso di cui al comma 3, lettere a) e b) il comune pu� accordare una proroga al concessionario. Prima di dichiarare la decadenza, l’amministrazione comunale fissa un termine entro il quale l’interessato pu� presentare le sue controdeduzioni.
5.	Al concessionario decaduto non spetta alcun rimborso per opere eseguite, n� per spese sostenute.
(Affidamento ad altri delle attivit�. Subingresso nella concessione)
1.	Il comune concedente rilascia:
a) l’autorizzazione all’affidamento, da parte del concessionario, ad altri soggetti della gestione dell’attivit� oggetto della concessione, nonch� di attivit� secondarie rientranti nell’ambito della stessa;
b) l’autorizzazione al subingresso di altri soggetti nella concessione delle aree demaniali. Art. 51(2g)
(Canone e imposta regionale sulle concessioni delle aree demaniali marittime)
[1.	Le concessioni delle aree demaniali marittime sono soggette al pagamento del canone nella misura stabilita dalla normativa vigente, nonch� al pagamento dell’imposta regionale nella misura stabilita dall’articolo 14 della legge regionale 12 gennaio 2001, n. 2, relativo all’imposta regionale sulle concessioni statali del demanio marittimo.
2.	Le funzioni relative all’accertamento e riscossione dell’imposta, al contenzioso tributario e all’eventuale rappresentanza in giudizio spettano ai comuni. 3.	I comuni provvedono entro il mese di febbraio di ciascun anno a comunicare alla Regione gli importi dei canoni e dell’imposte dovuti dai concessionari ai sensi del presente articolo.]
(Tipologie di utilizzazione delle aree demaniali per finalit� turistiche e ricreative)
1.	Rientrano tra le tipologie di utilizzazione delle aree demaniali marittime per finalit� turistiche e ricreative, in particolare:
a)	gli stabilimenti balneari;
b)	spiagge libere con servizi; (2g1)
c)	le spiagge libere; (2g2)
d)	i punti di ormeggio;
e)	gli esercizi di ristorazione e somministrazione di bevande, cibi precotti e generi di monopolio;
f)	l’esercizio del noleggio di imbarcazioni e natanti in genere; g)	la gestione di strutture ricettive ed attivit� ricreative e sportive.
2.	La Regione, concordemente con le altre Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, individua le ulteriori tipologie a valenza generale relativamente alle attivit� correlate con la balneazione, la fruizione turistica di arenili e di aree demaniali diverse ed il turismo nautico.
3.	Con i regolamenti regionali di cui all’articolo 56 sono stabiliti i requisiti e le caratteristiche delle diverse tipologie di utilizzazione delle aree demaniali di cui al comma 1.
4.	La provincia competente per territorio provvede alla classificazione degli stabilimenti balneari in relazione alle specifiche caratteristiche ed ai requisiti posseduti. A tal fine, con i regolamenti regionali di cui al comma 3 sono stabiliti, in particolare, i criteri ed i requisiti minimi funzionali e strutturali per l’attribuzione dei diversi livelli di classificazione ed i relativi segni distintivi.
Art. 52 bis (2g3)
(Periodo di apertura delle attivit�)
1.	Al fine di promuovere la destagionalizzazione dell'offerta turistica e lo svolgimento di attivit� collaterali alla balneazione sulle aree del demanio marittimo per finalit� turistiche e ricreative, l'utilizzazione delle suddette aree ai sensi dell'articolo 52, comma 1, pu� avere durata annuale, fatto salvo quanto previsto dall'atto di concessione. 2.	In attuazione del comma 1, le strutture di facile rimozione utilizzate per finalit� turistiche e ricreative, eventualmente presenti sull'area demaniale marittima assentita in concessione, possono essere autorizzate dal comune, su istanza del concessionario, a rimanere allocate sull'area demaniale marittima assentita in concessione per tutto il periodo di durata della stessa, ove in possesso dei titoli abilitativi, delle autorizzazioni, dei pareri e degli altri atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa vigente in materia.
Art. 53 (2g4)
(Esercizio delle attivit� oggetto di concessione)
1. Lo svolgimento delle attivit� oggetto della concessione � subordinato alla presentazione della SCIA al SUAP, ove attivato, ovvero alla competente struttura, del comune concedente.
2. La SCIA contiene, in particolare, indicazioni sull’ubicazione della struttura e sul periodo di apertura ed � corredata dalle dichiarazioni sostitutive comprovanti il possesso, da parte del titolare, dei requisiti prescritti ai sensi della normativa vigente, ivi compresi quelli inerenti la somministrazione di alimenti e bevande. 3. E’ fatto obbligo di esporre in modo ben visibile al pubblico una tabella con i prezzi aggiornati e di dotarsi di un proprio spazio web dedicato, sul quale pubblicare il listino prezzi aggiornato alla stagione in corso e la documentazione relativa alla SCIA presentata.
Art. 53 bis (2g5)
1.	I comuni sono tenuti a pubblicare, sui propri siti istituzionali, le informazioni identificative relative alle concessioni demaniali marittime per finalit� turistiche e ricreative di propria competenza nonch� i canoni concessori e l’imposta regionale dovuta. In particolare, sono pubblicati i dati relativi alla localit�, al titolare della concessione, alla tipologia concessoria e la relativa planimetria, compresi i dati oggetto di pubblicazione nell’albo regionale di cui all’articolo 75, comma 1, lettera m), della l.r. 14/1999 e successive modifiche, istituito con deliberazione della Giunta regionale 23 aprile 2014, n. 205.
2.	La mancata pubblicazione da parte del comune dei dati di cui al comma 1 preclude l’accesso alle agevolazioni finanziarie regionali destinate ai comuni del litorale.
3.	I comuni sono tenuti ad attivare procedure di evidenza pubblica ai fini del rilascio di nuove concessioni, nonch� nei casi di affidamento ad altri soggetti delle attivit� oggetto della concessione e di subingresso ai sensi, rispettivamente, degli articoli 45 bis e 46 del codice della navigazione e successive modifiche.
1.	Ferme restando le funzioni di polizia marittime disciplinate dal codice della navigazione e dal relativo regolamento di esecuzione, le funzioni di vigilanza sull’utilizzo delle aree demaniali marittime e sulle aree immediatamente prospicienti, quando l’utilizzazione abbia finalit� turistiche e ricreative, sono esercitate dalle province e dai comuni nell’ambito delle rispettive competenze. Art. 55
1.	L’esercizio delle attivit� oggetto della concessione senza la presentazione della SCIA comporta la sanzione amministrativa da 2.500 a 5.000 euro e l’immediata chiusura dell’esercizio. (2g6)
2.	(2g7)
3.	(2g7)
4.	La mancata esposizione al pubblico delle tabelle prezzi aggiornate comporta la sanzione amministrativa da 2.000 a 4.000 euro. (2g8)
5.	L’utilizzazione da parte degli stabilimenti balneari di una classificazione diversa da quella attribuita � soggetta alla sanzione amministrativa da 2.000 a 4.000 euro.
6.	Le sanzioni di cui ai commi 1 e 4 sono applicate dal comune competente e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente e destinate alle funzioni delegate in materia di demanio marittimo. Le sanzioni di cui al comma 5 sono di competenza della provincia. (2g9)
(Regolamenti autorizzati)
1.	Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale adotta uno o pi� regolamenti regionali autorizzati ai sensi dell’ articolo 47, comma 2, lettera c), dello Statuto, sulla base delle norme generali contenute nella presente legge, fatta salva la potest� normativa delle province e dei comuni, secondo i principi fissati dall’articolo 117, comma sesto della Costituzione e dall’articolo 4 della legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3). Alla data di entrata in vigore dei suddetti regolamenti sono abrogate le leggi regionali individuate all’articolo 59.
2.	Nelle more della costituzione del Comitato di garanzia statutaria di cui all’articolo 68 dello Statuto, i regolamenti di cui al presente articolo sono adottati sentito il parere della commissione consiliare competente.
(Rispetto della normativa comunitaria sugli aiuti di Stato.
Clausola di sospensione degli aiuti)
1.	I contributi previsti dalla presente legge sono concessi nel rispetto della normativa comunitaria vigente relativa agli aiuti di Stato, tenendo conto, in particolare, di quanto disciplinato ai commi 2 e 3.
2.	I contributi di cui al comma 1, esentati dall’obbligo di notifica di cui all’articolo 88, paragrafo 3, del Trattato della Comunit� europea, sono concessi nel rispetto dei regolamenti della Commissione europea, tenendo conto dei relativi periodi di validit�, emanati ai sensi del regolamento (CE) n. 994/98 del Consiglio del 7 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunit� europee L 142 del 14 maggio 1998.
3.	I contributi di cui al comma 1, soggetti all’obbligo di notifica di cui all’articolo 88, paragrafo 3, del Trattato della Comunit� europea, sono concessi a condizione che la Commissione europea abbia adottato o sia giustificato ritenere che abbia adottato una decisione di autorizzazione dei contributi stessi ai sensi del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle Comunit� europee L 83 del 27 marzo 1999. I contributi sono concessi a decorrere dalla data di pubblicazione sul BUR dell’avviso relativo all’autorizzazione esplicita o implicita della Commissione europea.
1.	Al comma 1 dell’articolo 75 della l.r. 14/1999 e successive modifiche sono apportate le seguenti modifiche:
“a bis) l’attuazione degli interventi riservati alla Regione dal piano turistico regionale, nonch� la definizione e l’attuazione di specifici progetti e programmi di interesse regionale;
a ter) l’elaborazione ed il coordinamento dell’attuazione dei programmi d’intervento previsti dall’Unione europea o da leggi statali;
a quater) i rapporti con gli organi istituzionalmente preposti alla tutela del patrimonio storico, monumentale, naturalistico e culturale, per la valorizzazione del proprio territorio a fini turistici;”;
“b) la determinazione dei requisiti minimi funzionali e strutturali per la classificazione delle strutture ricettive nonch� per la classificazione degli stabilimenti balneari;
c) l’agevolazione dell’accesso al credito delle imprese turistiche mediante apposite convenzioni con istituti di credito;
e) la promozione turistica sul mercato nazionale che abbia particolare rilievo per l’immagine complessiva del turismo regionale nonch�, in via esclusiva, sul mercato estero, fatto salvo quanto previsto all’articolo 76, comma 1, lettera c sexies), numero 5;”;
c) alla lettera d) le parole: “e la commercializzazione” sono soppresse;
“e bis) l’assegnazione del marchio turistico regionale;
e ter) l’adozione della carta del turista;
e quater) la tenuta dell’elenco regionale delle agenzie sicure;
e quinquies) la pubblicazione annuale dell’elenco regionale delle agenzie di viaggi e turismo nel BUR;”;
e) alla lettera h) le parole da: “nel settore” a “dell’albo” sono sostituite dalle seguenti: “a livello nazionale, ivi compresi la tenuta e l’aggiornamento del relativo elenco,”;
f) alla lettera m) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “nonch� l’adozione del piano di utilizzazione per finalit� turistiche e ricreative delle aree del demanio marittimo;”;
“n ter) il riconoscimento dei sistemi turistici locali nonch� il finanziamento dei relativi progetti di sviluppo;
n quater) il coordinamento della raccolta per l’elaborazione e la diffusione delle rilevazioni e delle informazioni concernenti la domanda e l’offerta turistica regionale in tutte le loro articolazioni;
n quinquies) l’alta formazione degli operatori del comparto turistico attraverso la “Scuola di alta formazione per il turismo”.”.
2.	Dopo la lettera c ter) del comma 1 dell’articolo 76 della l.r. 14/1999 e successive modifiche sono aggiunte le seguenti:
“c quater) l’adozione dei piani di valorizzazione, promozione locale ed accoglienza turistica;
c quinquies) l’attuazione di specifici interventi turistici di rilevanza provinciale previsti nel piano turistico regionale, nonch� nei programmi nazionali e comunitari e la realizzazione di attivit� di promozione del prodotto turistico, nel rispetto dell’azione di coordinamento regionale di cui all’articolo 75, comma 1, lettera d);
c sexies) lo svolgimento delle seguenti funzioni gi� di competenza delle aziende di promozione turistica (APT) di cui alla legge regionale 15 maggio 1997, n. 9 (Nuove norme in materia di organizzazione turistica nel Lazio) e successive modifiche:
1)	l’organizzazione dell’informazione, dell’accoglienza, dell’assistenza e della tutela del turista, anche con l’ausilio delle tecnologie dell’informazione e comunicazione (ICT), attraverso i servizi di informazione e accoglienza turistica (IAT);
2)	il controllo della qualit� dei servizi;
3)	la consulenza e l’assistenza agli operatori pubblici e privati operanti nel settore;
4)	la valorizzazione turistica del proprio ambito territoriale nonch� la promozione di manifestazioni e iniziative atte a stimolare flussi turistici;
5)	la partecipazione ad iniziative di promozione turistica regionale all’estero ai sensi dell’articolo 75, comma 1, lettera e), per il tramite dell’Agenzia regionale di promozione turistica di Roma e del Lazio S.p.A..”.
3.	Dopo la lettera b) del comma 2 dell’articolo 76 della l.r. 14/1999 e successive modifiche � inserita la seguente:
“b bis) le associazioni e gli altri enti senza scopo di lucro, i gruppi sociali e le comunit�, operanti a livello locale, e la relativa vigilanza;”.
4.	Il comma 5 dell’articolo 76 della l.r. 14/1999 e successive modifiche � abrogato.
1.	Fatto salvo quanto previsto dal comma 1 bis, sono abrogate le seguenti disposizioni: (3)
a)	la legge regionale 8 gennaio 1975, n. 1 (Istituzione dell’Albo regionale delle associazioni pro-loco);
b)	la legge regionale 17 settembre 1984, n. 53 (Interventi finanziari per la qualificazione e lo sviluppo delle attivit� ricettive);
c)	il regolamento regionale 4 marzo 1985, n. 1 (Regolamento di esecuzione della legge regionale 17 settembre 1984, n. 53, concernente: “Interventi finanziari per la qualificazione e lo sviluppo delle attivit� ricettive”);
d)	il regolamento regionale 4 marzo 1985, n. 2 (Modifica dell’articolo 6 del regolamento regionale 4 marzo 1985, n. 1, concernente: “Regolamento di esecuzione della legge regionale 17 settembre 1984, n. 53”);
e)	la legge regionale 3 maggio 1985, n. 59 (Disciplina dei complessi ricettivi campeggistici);
f)	la legge regionale 28 luglio 1988, n. 45 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 17 settembre 1984, n. 53 concernente: “Interventi finanziari per la qualificazione e lo sviluppo delle attivit� ricettive”);
g) il regolamento regionale 28 luglio 1988, n. 5 (Modifiche del regolamento regionale 4 marzo 1985, n. 1 e del regolamento regionale 4 marzo 1985, n. 2, di esecuzione della legge regionale 17 settembre 1984, n. 53 “Interventi finanziari per la qualificazione e lo sviluppo delle attivit� ricettive”);
h)	la legge regionale 20 giugno 1990, n. 78 (Interventi per attivit� di promozione e propaganda turistica da parte delle pro-loco iscritte all’albo regionale); h bis) la legge regionale 27 settembre 1991, n. 60 (Interventi a sostegno della promozione turistica nel territorio regionale); (4)
i) il regolamento regionale 27 settembre 1993, n. 2 (Caratteristiche tecniche dei villaggi turistici e dei campeggi e requisiti per la loro classificazione in attuazione dell’articolo 7 della legge regionale 3 maggio 1985, n. 59 “Disciplina dei complessi ricettivi campeggistici”);
l)	la legge regionale 13 dicembre 1996, n. 54 (Regolamentazione del turismo itinerante con istituzione delle aree attrezzate di sosta per veicoli autosufficienti);
m)	la legge regionale 15 maggio 1997, n. 9 (Nuove norme in materia di organizzazione turistica nel Lazio); n)	la legge regionale 15 maggio 1997, n. 10 (Modifiche alla deliberazione legislativa, approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 13 marzo 1997, concernente: “Nuove norme in materia di organizzazione turistica nel Lazio”);
o)	l’articolo 23 della legge regionale 22 maggio 1997, n. 11 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio di previsione della Regione Lazio per l’esercizio finanziario 1997), relativo a modifiche alla legge regionale 17 settembre 1984, n. 53;
p)	la legge regionale 29 maggio 1997, n. 18 (Norme relative alla disciplina ed alla classificazione degli esercizi di affittacamere, degli ostelli per la giovent� e delle case per ferie); q)	l’articolo 19 della legge regionale 23 dicembre 1997, n. 46 (Assestamento del bilancio di previsione della Regione Lazio per l’anno finanziario 1997), relativo a modifiche alla legge regionale 15 maggio 1997, n. 9;
r)	la legge regionale 5 agosto 1998, n. 33 (Disciplina e gestione delle case ed appartamenti per vacanze); s)	la legge regionale 27 gennaio 2000, n. 10 (Disciplina dell’esercizio delle attivit� professionali delle agenzie di viaggi e turismo e di altri organismi operanti in materia);
t)	il comma 2 dell’articolo 61 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 8 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2002), relativo a modifiche alla legge regionale 27 gennaio 2000, n. 10;
u)	la legge regionale 20 dicembre 2002, n. 43 (Modifiche all’articolo 26 della legge regionale 27 gennaio 2000, n. 10 “Disciplina dell’esercizio delle attivit� professionali delle agenzie di viaggi e turismo e di altri organismi operanti in materia”);
v)	l’articolo 55 della legge regionale 27 febbraio 2004, n. 2 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2004), relativo a modifiche alla legge regionale 27 gennaio 2000, n. 10;
z)	l’articolo 30 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 16 (Assestamento del bilancio di previsione della Regione Lazio per l’anno finanziario 2005), relativo a modifiche alla legge regionale 15 maggio 1997, n. 9;
aa)	l’articolo 177 della legge regionale 28 aprile 2006, n. 4 (Legge finanziaria regionale per l’esercizio 2006), relativo alla Scuola di alta formazione del turismo.
1 bis. L’abrogazione delle disposizioni elencate al comma l relative alle materie la cui disciplina � rinviata ai regolamenti previsti dall’articolo 56 decorre dalla data di entrata in vigore dei regolamenti stessi. (5)
Art. 59 bis (Modifica dello statuto dell'Agenzia regionale per la promozione turistica del Lazio S.p.a.)
(Esercizio provvisorio delle funzioni di competenza delle APT.
Soppressione delle APT)
(Primo piano turistico regionale)
1.	La Regione adotta, ai sensi dell’articolo 17, il primo piano turistico regionale entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, secondo le procedure di cui all’articolo 18.
Art. 62 (8)
1.	Agli oneri derivanti dall’applicazione della presente legge si provvede mediante gli stanziamenti degli appositi capitoli di cui alle UPB B41, B43 e B44.
(1) Legge pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 10 agosto 2007, n. 22, s.o. n. 5
(1.1) Dal 1� gennaio 2012 agli oneri derivanti dalla presente legge si provvede con il capitolo di spesa B43900
(1a) Lettera modificata dall'articolo 1, comma 47, lettera a) della legge regionale 13 agosto 2011, n. 13
(1b) Lettera inserita dall'articolo 1, comma 47, lettera b) della legge regionale 13 agsto 2011, n. 12
(1c) Lettera abrogata dall'articolo 1, comma 48 della legge regionale 13 agosto 2011, n. 12
(1c1) Lettera abrogata dall'articolo 1, comma 1 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(1c2) Lettera sostituita dall'articolo 1, comma 2 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(1d) Rubrica modificata dall'articolo 1, comma 49, lettera a) della legge regionale 13 agosto 2011, n. 12
(1d1) Lettera sostituita dall'articolo 2, comma 1della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(1d2) Lettera inserita dall'articolo 2, comma 2 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(1d3) Comma modificato dall'articolo 2, comma 54, lettera a) della legge regionale 14 luglio 2014, n. 7
(1e) Comma aggiunto dall'articolo 1, comma 49, lettera b) della legge regionale 13 agosto 2011, n. 12
(1f) Articolo abrogato dall'articolo 1, comma 50 della legge regionale 13 agosto 2011, n. 12
(1f1) Il riferimento all' Agenzia regionale per la promozione turistica di Roma e del Lazio S.p.A. � da intendersi riferito all’Agenzia regionale del Turismo, ai sensi dell'articolo 1, comma 14, della legge regionale 10 agosto 2010, n. 3
(1g) Articolo sostituito dall'articolo 1, comma 11 della legge regionale 10 agosto 2010, n. 3; al riguardo vedi pure la disposizione di cui al comma 14 del medesimo articolo
(1h) Comma inserito dall'articolo 1, comma 51 della legge regionale 13 agosto 2011, n. 12
(1i) Dal 1� gennaio 2012 agli oneri derivanti dal presente comma si provvede con il capitolo di spesa B43900
(2) Articolo abrogato dall'articolo 1, comma 12 della legge regionale 10 agosto 2010, n. 3
(2.1) Comma sostituito dall'articolo 1 della legge regionale 13 agosto 2011, n. 14
(2.1.1) Alinea modificata dall'articolo 3, comma 1 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2.2) Comma inserito dall'articolo 5, comma 38 della legge regionale 13 agosto 2011, n. 10
(2a) Comma modificato dall'articolo 1, comma 1 della legge regionale 19 aprile 2011, n. 5
(2a1) Comma modificato dall'articolo 4, comma 1 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2a2) Comma sostituito dall'articolo 5, comma 1 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2b) Articolo inserito dall'articolo 2 della legge regionale 13 agosto 2011, n. 14
(2b1) Comma dichiarato costituzionalmente illegittimo con sentenza della Corte Costituzionale del 6 luglio 2012, n. 171
(2b2) Comma modificato dall'articolo 6 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2b3) Periodo dichiarato costituzionalmente illegittimo con sentenza della Corte Costituzionale del 6 luglio 2012, n. 171
(2b4) Articolo sostituito dall'articolo 7, comma 1 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8; le disposizioni del 5 comma si applicano dalla data di entrata in vigore delle modifiche al regolamento ai sensi dell'articolo 14 della medesima legge n. 8 del 2013.
(2b5) Articolo sostituito dall'articolo 8, comma 1 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2b6) Lettera abrogata dall'articolo 2, comma 54, lettera b), della legge regionale 14 luglio 2014, n. 7
(2c) Comma modificato dall'articolo 1, comma 1, lettera a) della legge regionale 16 dicembre 2011, n. 17 e poi dall'articolo 9, comma 1 della legge regionale 27 novembrre 2013, n. 8
(2d) Comma aggiunto dall'articolo 1, comma 1, lettera b) della legge regionale 16 dicembre 2011, n. 17
(2d1) Articolo sostituito dall'articolo 10, comma 1 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8; le disposizioni di cui al comma 1, limitatamente alla pubblicit� dei prezzi sui siti web e sulle pagine web delle strutture, si applicano dalla data di entrata in vigore delle modifiche al regolamento, ai sensi dell'articolo 14 della medesima legge n. 8 del 2013 .
(2d2) Comma sostituito dall'articolo 11, comma 1 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2d3) Comma abrogato dall�'articolo 11, comma 2 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2d4) Comma modificato dall'articolo 11, comma 3 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2d5) Comma sostituito dall'articolo 11, comma 4 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2d6) Comma sostituito dall'artcolo 11, comma 5 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2d7) Comma sostituito dall'articolo 11, comma 6 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2d8) Comma sostituto dall'articolo 11, comma 7 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2e) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 1 della legge regionale 16 dicembre 2011, n. 17
(2e1) Comma sostituito dall'articolo 11, comma 8 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8 (2e2) Comma sostituito dall'articolo 11, comma 9 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2e3) Comma sostituito dall'articolo 11, comma 10 della legge regionale 27 novembre 2013, n. 8
(2f) Dal 1� gennaio 2012 agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede con il capitolo di spesa B41900
(2f1) Lettera abrogata dall'articolo 2, comma 54, lettera c) della legge regionale 14 luglio 2014, n. 7
(2f2) Comma modificato dall'articolo 1 della legge regionale 26 giugno 2015, n. 8
(2f3) Articolo inserito dall'articolo 2, comma 54, lettera d) della legge regionale 14 luglio 2014, n. 7
(2f4) Comma modificato dall'articolo 2, comma 1, lettera a) della legge regionale 26 giugno 2015, n. 8
(2f5) Comma sostituito dall'articolo 2, comma 1, lettera b) della legge regionale 26 giugno 2015, n. 8
(2g) Articolo abrogato dall'articolo 6, comma 10 della legge regionale 29 aprile 2013, n. 2; al riguardo vedi il comma 1 del medesimo articolo 6 che istituisce l'imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio marittimo a decorrere dal 1� gennaio 2014.
(2g1) Lettera sostituita dall'articolo 3, comma 1, lettera a) della legge regionale 26 giugno 2015, n. 8
(2g2) Lettera sostituita dall'articolo 3, comma 1, lettera b) della legge regionale 26 giugno 2015, n. 8
(2g3) Articolo inserito dall'articolo 3, comma 2, della legge regionale 26 giugno 2015, n. 8
(2g4) Articolo sostituito dall'articolo 4 della legge regionale 26 giugno 2015, n. 8
(2g5) Articolo inserito dall'articolo 5 della legge regionale 26 giugno 2015, n. 8
(2g6) Comma modificato dall'articolo 6, comma 1, lettera a) della legge regionale 26 giugno 2015, n. 8
(2g7) Comma abrogato dall'articolo 6, comma 1, lettera b), della legge regionale 26 giugno 2015, n. 8
(2g8) Comma modificato dall'articolo 6, comma 1, lettera c), della legge regionale 26 giugno 2015, n. 8
(2g9) Comma modificato dall'articolo 6, comma 1, lettera d) della legge regionale 26 giugno 2015, n. 8
(3) Alinea modificata dall'articolo 28, comma 7, lettera a) della legge regionale 6 agosto 2007, n. 15
(4) Lettera inserita dall'articolo 38,comma 2 della legge regionale 28 dicembre 2007, n. 26
(5) Comma aggiunto dall'articolo 28, comma 7, lettera b) della legge regionale 6 agosto 2007, n. 15
(6) Articolo abrogato dall'articolo 1, comma 12 della legge regionale 10 agosto 2010, n. 3
(7) Articolo abrogato dall'articolo 1, comma 52, lettera a) della legge regionale 13 agosto 2011, n. 12
(8) Dal 1� gennaio 2012 agli oneri derivanti dal presente articolo si provvede con il capitolo di spesa B41900

References: Art.	1

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Art. 46
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Art.	52

Art.	53

Art.	54

Art.	55

Art.	56

Art.	57

Art.	58

Art.	59
	Art.	60

Art.	61

Art.	62
 Art. 7

Art. 12

Art. 13

Art. 25
 articolo 23
 articolo 23
 articolo 23

Art. 27

Art. 29

Art. 45

Art. 46
 Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 53
 Art. 55
 articolo 47
in fine

Art. 59

Art. 62
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 6