Source: http://www.megafincas.it/leggi-normative-sentenze/rumori-abusi-di-strumenti-sonori-e-musica-ad-alto-volume.html
Timestamp: 2019-03-20 14:33:42+00:00

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Per far scattare il reato è necessario che il rumore sia tale da arrecare disturbo ad una platea indeterminata di persone e non già ad un gruppo limitato di individui.
“Per la configurabilità della contravvenzione di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone è necessario che le emissioni sonore rumorose superino la normale tollerabilità e abbiano, anche in relazione allo loro intensità, l'attitudine a propagarsi e a disturbare la quiete e il riposo di un numero indeterminato di persone, e ciò a prescindere dal fatto che, in concreto, alcune persone siano state effettivamente disturbate, sicché la relativa valutazione circa l'entità del fenomeno rumoroso va fatta in rapporto alla media sensibilità del gruppo sociale in cui tale fenomeno si verifica, mentre sono irrilevanti, e di per sé insufficienti, le lamentele di una o più singole persone”.
Questo è il principio di diritto espresso dalla Corte di Cassazione Penale con la sentenza n.25424 del 20 giugno 2016 in merito alla responsabilità da immissioni sonore.
I fatti di causa. Con sentenza, il Tribunale di Rossano dichiarava Tizio, quale titolare del bar-ristorante, colpevole del reato di cui all'articolo 659 cod. pen. in quanto, in occasione di una manifestazione musicale, erano stati segnalati rumori, abusi di strumenti sonori e di musica ad alto volume (dalle ore 21 alle ore 4,00 circa) disturbando così il riposo delle persone residenti vicino al locale pubblico.
Per tali motivi, Tizio veniva condannato alla ammenda e al risarcimento del danno in favore della costituita parte civile.
Successivamente, Tizio impugnava la detta sentenza lamentando l'erronea applicazione della legge penale in punto di qualificazione della condotta, rilevando la configurabilità del reato di cui all'articolo 659 cod. pen. in relazione all'esiguo numero delle persone che avevano lamentato l'esistenza di rumori molesti e comunque, dovendo la condotta rientrare nella ipotesi di illecito amministrativo.
Le diverse fattispecie di un unico reato. La giurisprudenza di legittimità, ha avuto modo di precisare che l'articolo 659 cod. pen. prevede due autonome fattispecie di reato enunciate, rispettivamente, nel comma 1 e nel comma 2.
Il ragionamento della Corte di Cassazione. Con tale pronuncia, i giudici di piazza Cavour sono stato di diverso avviso; ergo, di altro orientamento. Difatti, secondo la Suprema Corte, laddove la condotta rumorosa risulti comunque idonea - quale che sia la fonte del rumore ed il contesto in cui esso si produce - a turbare l'altrui pubblica tranquillità, mantiene rilevanza penale la condotta contemplata tanto nel 1 che nel 2 comma della norma codicistica.
Tale ragionamento riviene dal recente orientamento formatosi nella giurisprudenza di legittimità secondo la quale in tema di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone nell'ambito di una attività legittimamente autorizzata, è configurabile:
A) l'illecito amministrativo di cui alla L. 26 ottobre 1995, n. 447, articolo 10, comma 2, ove si verifichi solo il mero superamento dei limiti differenziali di rumore fissati dalle leggi e dai decreti presidenziali in materia;
B) il reato di cui al comma 1 dell'articolo 659 cod. pen., ove il fatto costituivo dell'illecito sia rappresentato da qualcosa di diverso dal mero superamento dei limiti di rumore, per effetto di un esercizio del mestiere che ecceda le sue normali modalità o ne costituisca un uso smodato;
C) il reato di cui al comma secondo dell'articolo 659 cod. pen. qualora la violazione riguardi altre prescrizioni legali o della Autorità, attinenti all'esercizio del mestiere rumoroso, diverse da quelle impositive di limiti di immissioni acustica. (In tal senso Cass. Penale sentenze del 18 settembre 2014 n. 42026 e del 21 gennaio 2015 n. 5735).
Premesso ciò, nel caso di specie, la sentenza impugnata aveva fatto derivare la configurabilità del reato esclusivamente dalla prosecuzione dell'attività musicale fino alle prime ore del mattino che aveva costretto un condomino a chiamare l'intervento dei Carabinieri perché non riusciva a dormire.
Tuttavia, gli ermellini, hanno contestato la pronuncia del Tribunale in quanto nessuna valutazione è stata compiuta dal giudice in ordine alla effettiva entità del fenomeno rumoroso in relazione alla media sensibilità del gruppo sociale intesa come rumori tali da arrecare disturbo o a turbare la quiete e le occupazioni non ad un gruppo limitato di individui, ma ad una platea diffusa di soggetti, in quanto è solo la propagazione generalizzata e diffusa sul territorio che connota l'attitudine offensiva di quelle determinate vibrazioni rumorose la cui valutazione è rimessa al giudice di merito” (Cass. Penale sentenze del 13.5.2014 n. 23529 e del 5.2.2015 n. 11031).
Le conclusioni. Alla luce di tutto quanto innanzi esposto,la Corte di Cassazione con la pronuncia in commento ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio perché il fatto non sussiste.
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