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Timestamp: 2020-04-06 12:12:59+00:00

Document:
Monday 24 November 2014 22:38:54
sul ricorso in appello nr. 4838 del 2014, proposto da J.A.S. JET AIR SERVICE S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Lorenzo Grisostomi Travaglini, Roberto Leccese e Andrea Marega, con domicilio eletto presso lo studio Ughi e Nunziante in Roma, via XX Settembre, 1,
il MINISTERO DELLA DIFESA, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legisdall’Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato presso la stessa in Roma, via dei Portoghesi, 12,
SAIMA AVANDERO S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avv.ti Giovanni Scarpa, Maria Stefania Masini ed Enzo Robaldo, con domicilio eletto presso la seconda in Roma, via A. Gramsci, 24,
della sentenza del T.A.R. del Lazio, Sezione Prima-bis, 25 febbraio 2014, nr. 2195, non notificata, che, accogliendo il ricorso incidentale di Saima Avandero S.p.a., ha dichiarato inammissibile, per mancanza di un interesse concreto alla decisione, il ricorso principale promosso da J.A.S. Jet Air Service S.p.a. con atto notificato in data 15 ottobre 2013 e depositato il successivo 18 ottobre, nel giudizio nr. 9654/2013, per l’annullamento dei seguenti atti e/o provvedimenti assunti nell’ambito della procedura ad evidenza pubblica indetta dal Ministero della Difesa per l’aggiudicazione dell’appalto del servizio di trasporto/spedizione di materiali e mezzi, anche classificati, delle Forze Armate in ambito nazionale, internazionale e intercontinentale con vettori aerei cargo per l’anno 2014, di cui al bando inviato alla G.U.U.E. in data 20 giugno 2013 e pubblicato in G.U.R.I. – 5^ Serie Speciale nr. 74 il 26 giugno 2013: a) il decreto dirigenziale del Ministero nr. 3/1/286/2013 del 29 agosto 2013 con cui è stata approvata l’aggiudicazione definitiva della gara in favore della società Saima Avandero S.p.a.; b) il verbale di valutazione nr. 8 del 29 agosto 2013 della Commissione di gara nominata dal Ministero, nella parte in cui si dà atto che, in sede di verifica ai sensi dell’art. 48, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, nr. 163, è emersa la conferma del possesso dei requisiti tecnico-organizzativi dichiarati all’atto della presentazione dell’offerta alla gara dell’aggiudicataria; c) il verbale della seduta della Commissione di gara del 2 agosto 2013, durante la quale è stata disposta l’aggiudicazione provvisoria in favore di Saima; e) ogni altro atto o provvedimento presupposto, connesso e comunque consequenziale, nessuno escluso; nonché per la declaratoria di nullità, invalidità e inefficacia del contratto di appalto tra il Ministero e Saima, laddove stipulato, il conseguimento dell’aggiudicazione e il subentro nel contratto medesimo, e per la condanna al risarcimento del danno per equivalente monetario.
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Ministero della Difesa e di Saima Avandero S.p.a., nonché l’appello incidentale proposto da quest’ultima;
Uditi l’avv. Grisostomi Travaglini per la appellante principale, l’avv. Robaldo per la appellante incidentale e l’Avv. dello Stato Meloncelli per l’Amministrazione;
La società J.A.S. Jet Service S.p.a ha impugnato, chiedendone la riforma previa sospensione dell’esecuzione, la sentenza con cui il T.A.R. del Lazio, in relazione alla gara indetta dal Ministero della Difesa per l’affidamento del servizio di trasporto/spedizione di materiali e mezzi delle Forze Armate in ambito nazionale, ha accolto il ricorso incidentale proposto dalla aggiudicataria e controinteressata Saima Avandero S.p.a. avverso la mancata esclusione della società istante, e pertanto dichiarato inammissibile per difetto di interesse il ricorso, da quest’ultima proposto, avverso l’aggiudicazione definitiva della gara stessa.
Si è costituita la Saima Avandero S.p.a, la quale, oltre a replicare analiticamente ai motivi di gravame, ha proposto appello incidentale avverso il capo di sentenza con il quale è stata respinta le prima censura incidentale proposta in primo grado, chiedendo a sua volta la riforma della sentenza in epigrafe sulla scorta del seguente motivo: violazione di legge ed erronea applicazione degli artt. 39, 42 e 49 del d.lgs. nr. 163/2006; violazione del punto III.2.3, lettere l) e n), del bando di gara (laddove la sentenza di primo grado non ha considerato la questione attinente la natura di requisito soggettivo del certificato E.N.A.C., in quanto tale non suscettibile di avvalimento).
1.1. Hanno presentato domanda di partecipazione alla gara quattro società: J.A.S. Jet Service S.p.a, SAIMA Avandero S.p.a, Alitalia – Compagnia Aerea Italiana S.p.a e Savino Del Bene S.p.a, tutte ammesse dalla stazione appaltante.
Per quel che qui rileva, la società J.A.S. S.p.a. ha prodotto un contratto di avvalimento stipulato con la società ALHA Airport S.p.a, tramite il quale otteneva la messa a disposizione dell’attestato E.N.A.C. dihandling aeroportuale in relazione allo scalo aeroportuale di Milano – Malpensa, il cui possesso era richiesto ai concorrenti dal bando di gara.
A seguito verifica di congruità delle offerte da parte dell’Ufficio Generale Coordinamento Tecnico del Ministero, l’offerta presentata da Saima Avandero S.p.a. è stata ritenuta congrua, e pertanto è stata disposta l’aggiudicazione provvisoria in favore della predetta società, invitandola a comprovare il possesso dei requisiti di capacità tecnico-organizzativa ed economico-finanziaria ai sensi dell’art. 48, comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, nr. 163.
All’esito di tale fase, è stata disposta l’aggiudicazione definitiva in favore della medesima società Saima S.p.a., giusta decreto dirigenziale nr. 3/1/286/2013.
1.2. La società J.A.S. S.p.a., risultata seconda in graduatoria a seguito della verifica di anomalia delle offerte, ha proposto ricorso, chiedendo l’annullamento del decreto dirigenziale di aggiudicazione definitiva, dei verbali della Commissione di gara e degli ulteriori atti retrostanti.
Nell’ambito del giudizio instauratosi dinanzi al T.A.R. del Lazio, la controinteressata Saima S.p.a. ha proposto ricorso incidentale, chiedendo l’annullamento degli atti di ammissione e di mancata esclusione della ricorrente principale, nonché del bando e del disciplinare di gara nella parte relativa all’avvalimento dei requisiti, perché illegittimamente consentivano l’avvalimento di requisiti di carattere soggettivo quali le attestazioni di idoneità E.N.A.C.
Con la sentenza oggetto dell’odierna impugnazione, il T.A.R. del Lazio, esaminando per primo il ricorso incidentale, ne ha accolto il secondo motivo, dichiarando pertanto inammissibile il ricorso principale proposto da J.A.S. S.p.a.; in particolare, la decisione del giudice di prime cure si basa sulla ratio di base del contratto di avvalimento, ossia sull’esigenza di determinatezza del contratto medesimo, di una puntuale individuazione del suo oggetto al fine di soddisfare l’esigenza di certezza dell’Amministrazione, ravvisando la carenza di tale carattere nel contratto prodotto dalla ricorrente principale nella procedura selettiva che qui occupa.
1.3. Avverso detta sentenza propone appello la società J.A.S. S.p.a., assumendone l’erroneità per non aver constatato che nel contratto prodotto in gara erano elencate espressamente le singole prestazioni che la società ALHA avrebbe svolto per J.A.S. S.p.a., e, in particolare, risultava chiaramente che l’intera attività dihandling aeroportuale sarebbe stata svolta dall’impresa ausiliaria (che a tanto s’impegnava) con l’impiego dei propri mezzi.
La medesima sentenza è stata, di contro, appellata in via incidentale da Saima S.p.a.
2. Tutto ciò premesso, la Sezione reputa logicamente corretto prioritario l’esame dell’appello incidentale, col quale Saima S.p.a. ripropone il primo motivo del proprio ricorso incidentale, che i giudici di primo grado hanno respinto, riguardante la violazione degli artt. 39 e 49 del d.lgs. nr. 163 del 2006 per l’insuscettibilità di avvalimento per dimostrare il possesso del requisito dell’attestazione E.N.A.C. (anche con richiamo al divieto di cui all’art. 2 del Regolamento E.N.A.C. nr. 5 del 23 aprile 2012, per il quale, in termini di possesso del medesimo requisito di natura professionale e personale, non può farsi ricorso all’istituto dell’avvalimento).
Viceversa, il giudice di prime ha disatteso il profilo di doglianza oggi riproposto con l’appello incidentale sulla scorta della portata generale dell’istituto dell’avvalimento, discendente da normativa interna e comunitaria di rango primario a fronte della quale la suindicata norma regolamentare avrebbe natura recessiva; ciò – si aggiunge - perché le cause di esclusione dalle procedure di gara sono tipizzate nell’art. 46, comma 1-bis, del d.lgs. nr. 163 del 2996, e pertanto sottoposte a riserva di legge.
3.3. Stando così le cose si profila illegittima la lex specialis di gara nella parte, già impugnata dalla ricorrente in primo grado, in cui consentiva il ricorso all’avvalimento anche per il requisito in questione: ciò perché la mancanza di esso preclude in via assoluta l’esercizio dell’attività oggetto di affidamento, e pertanto la messa a disposizione di mezzi e strutture da parte dell’impresa ausiliaria si risolverebbe de factoin un esercizio integrale dell’appalto da parte di quest’ultima.
4. Per tutto quanto sopra esposto, s’impone l’accoglimento dell’appello incidentale, con la conseguenza che, risultando doverosa l’esclusione in limine della J.A.S. S.p.a. dalla procedura di gara per difetto del requisito in esame – con esonero da ogni ulteriore approfondimento circa la concreta idoneità del contratto di avvalimento prodotto alla stazione appaltante -, ne discende l’improcedibilità dell’appello principale.
- dichiara improcedibile l’appello principale
- per l’effetto, conferma la sentenza impugnata.

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