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CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE. Delibera n. 326/2013/SRCPIE/PRSE - PDF
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Tito Fedele
1 CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE Delibera n. 326/2013/SRCPIE/PRSE La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, composta dai Magistrati: Dott. Mario PISCHEDDA Presidente f.f. Dott. Giancarlo ASTEGIANO Consigliere Dott. Giuseppe Maria MEZZAPESA Primo Referendario relatore Dott. Walter BERRUTI Primo Referendario Dott.ssa Alessandra OLESSINA Primo Referendario Dott. Massimo VALERO Primo Referendario Nell adunanza del giorno 11 settembre 2013; Vista la delibera della Sezione delle Autonomie, n. 10/AUT/2012/INPR, che ha approvato le linee-guida cui devono attenersi, ai sensi dell art. 1, commi 166 e 167, della Legge 23 dicembre 2005 n. 266 (Legge finanziaria per il 2006), gli Organi di revisione economico-finanziaria degli Enti locali nella predisposizione delle relazioni sul bilancio di previsione dell esercizio 2012 e sul rendiconto dell esercizio 2011 ed i relativi questionari; Vista la relazione sul rendiconto relativo all esercizio 2011, redatta dall Organo di revisione del Comune di Maglione (TO), ai sensi del citato art. 1, commi 166 e seguenti, della Legge 23 dicembre 2005, n. 266; Vista la richiesta di deferimento del Magistrato Istruttore; Vista l ordinanza con la quale il Presidente di questa Sezione di controllo ha convocato la Sezione per l odierna seduta; Udito il Magistrato Istruttore Giuseppe Maria Mezzapesa; Premesso La legge 23 dicembre 2005, n. 266, all art. 1, co. 166 ha previsto che le Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti, "ai fini della tutela dell'unità economica della Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica", svolgano verifiche ed accertamenti sulla gestione finanziaria degli Enti locali, esaminando, per il
2 tramite delle relazioni trasmesse dagli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali (co.166), i bilanci di previsione ed i rendiconti. Giova precisare che la magistratura contabile ha sviluppato le verifiche sulla gestione finanziaria degli Enti locali, in linea con le previsioni contenute nell art. 7, co. 7 della legge 6 giugno 2003, n. 131, quale controllo con funzione collaborativa, ascrivibile alla categoria del riesame di legalità e regolarità, che ha la caratteristica di finalizzare le verifiche della magistratura contabile all'adozione di effettive misure correttive da parte degli Enti interessati. La natura collaborativa del controllo è evidenziata dalla circostanza che è rimessa all Ente l adozione delle necessarie misure correttive, anche se spetta alla Corte dei conti vigilare sull adozione ed efficacia degli interventi correttivi, trattandosi di attività indispensabile, anche nell interesse di tutti i soggetti che costituiscono a Repubblica, per rendere effettivo il controllo (Corte Cost. 7 giugno 2007, n. 179 e 9 febbraio 2011, n. 37). L'esame della Corte è limitato ai profili di criticità ed irregolarità segnalati nella delibera, sicché l assenza di uno specifico rilievo su altri profili non può essere considerata quale implicita valutazione positiva. Da ultimo, l'art 3, co. 1 lett. e) del d.l. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, ha introdotto nel TUEL l'art. 148-bis, significativamente intitolato Rafforzamento del controllo della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti locali, il quale prevede che "Le sezioni regionali di controllo della Corte dei conti esaminano i bilanci preventivi e i rendiconti consuntivi degli enti locali sensi dell'articolo 1, commi 166 e seguenti, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, per la verifica del rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità interno, dell'osservanza del vincolo previsto in materia di indebitamento dall'articolo 119, sesto comma, della Costituzione, della sostenibilità dell'indebitamento, dell'assenza di irregolarità, suscettibili di pregiudicare, anche in prospettiva, gli equilibri economico-finanziari degli enti". Ai fini della verifica in questione la magistratura contabile deve accertare che "i rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle partecipazioni in società controllate e alle quali è affidata la gestione di servizi pubblici per la collettività locale e di servizi strumentali all'ente". In base all art. 148 bis, comma 3, del TUEL, qualora le Sezioni regionali della Corte accertino la sussistenza "di squilibri economico-finanziari, della mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria, o del mancato rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno gli Enti locali interessati sono tenuti ad adottare, entro sessanta giorni dalla comunicazione della delibera di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le 2
3 irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio, e a trasmettere alla Corte i provvedimenti adottati in modo che la magistratura contabile possa verificare, nei successivi trenta giorni, se gli stessi sono idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio. In caso di mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o di esito negativo della valutazione, è preclusa l'attuazione dei programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o l'insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria. Qualora le irregolarità esaminate dalla Sezione regionale non siano così gravi da rendere necessaria l adozione della delibera prevista dall art. 148 bis., co. 3 del TUEL, la natura collaborativa del controllo, anche in relazione alla previsione contenuta nell art. 7, co. 7 della legge 5 giugno 2003, n. 131, suggerisce di segnalare agli Enti anche irregolarità contabili non gravi o meri sintomi di precarietà, soprattutto se accompagnate e potenziate da sintomi di criticità o da difficoltà gestionali, anche al fine di prevenire l insorgenza di situazioni di deficitarietà o di squilibrio, idonee a pregiudicare la sana gestione finanziaria che deve caratterizzare l amministrazione di ciascun Ente. In ogni caso, l Ente interessato è tenuto a valutare le segnalazioni che ha ricevuto ed a porre in essere interventi idonei per addivenire al loro superamento. Considerato Dall esame della relazione, redatta ai sensi dell art. 1, commi 166 e segg. della legge 23 dicembre 2005, n. 266 dal Revisore dei conti del Comune di Maglione (TO), relativa al rendiconto dell esercizio 2011 e dalla successiva istruttoria sono emerse le seguenti criticità: - il mancato rispetto del limite di spesa previsto per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza (limite di spesa: euro 108,33, impegno 2011: euro 356,50), e per l acquisto, manutenzione, noleggio, esercizio autovetture (limite di spesa: 0 euro, impegno 2011: euro 2.116,89) non interamente compensato da riduzioni di impegni nelle altre voci di cui all art. 6, commi da 7 a 10 e commi da 12 a 14, del D.L. 78/2010 (di recente modificato e integrato dalla legge 9 agosto 2013 n. 98 e dall art. 10, comma 1, del d.l. 8/8/2013 n.91) (limite di spesa complessivo: euro 108,33, euro 2.473,19). Le suddette criticità sono state formalmente segnalate all'ente, invitandolo a fornire le proprie deduzioni ed ulteriori chiarimenti, che sono pervenuti in data 16 maggio 2013, con nota prot. n a firma del Sindaco e dell Organo di revisione. 3
4 Il Magistrato Istruttore, valutate le complessive risultanze dell attività istruttoria, ha ritenuto sussistenti i presupposti per l esame collegiale della situazione ed ha chiesto al Presidente della Sezione di fissare, a tal fine, apposita adunanza. Ritenuto Si è riscontrato il mancato rispetto del limite di spesa previsto per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza (limite di spesa: euro 108,33; impegno 2011: euro 356,50), e per l acquisto, manutenzione, noleggio, esercizio autovetture (limite di spesa: 0 euro, impegno 2011: euro 2.116,89) non interamente compensato da riduzioni di impegni nelle altre voci di cui all art. 6, commi da 7 a 10 e commi da 12 a 14, del D.L. 78/2010 (limite di spesa complessivo: euro 108,33; impegno totale: euro 2.473,19). Con riferimento alla prima tipologia di spesa, evidenziandone nel dettaglio le singole voci, il Comune ha evidenziato come in realtà la stessa possa collocarsi alla voce spese per ricorrenze civili e religiose, non riguardando di fatto pubblicità e rappresentanza (collocazione effettuata a decorrere dall esercizio 2012). In merito alla spesa per noleggio autovetture, si è invece precisato che fino a settembre 2011 il Comune non aveva in dotazione alcun autoveicolo, facendosi ricorso ai mezzi propri dei dipendenti, previa autorizzazione del sindaco. A seguito del dell introduzione del divieto normativo di utilizzo del mezzo proprio (art. 6, comma 12, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78) e del conseguente divieto di riconoscimento di indennità di rimborso chilometrico, il Comune si è dotato di un autovettura di servizio, tramite noleggio a lungo termine, per garantire la continuità dei servizi. Al riguardo la Sezione, facendo riferimento alla rigida interpretazione emersa nelle delibere di questa Corte, evidenzia come, rispetto ai limiti di spesa in parola, non siano consentite deroghe ulteriori rispetto a quelle dettate dal legislatore (cfr. da ultimo Sezioni riunite del. n. 50/2011), potendosi invece escludere le spese coperte mediante finanziamenti trasferiti da altri soggetti, pubblici o privati (del. Sezioni riunite n. 7/2011 e del. di questa Sezione n. 40/2011). Con riguardo all incidenza della disciplina introdotta dall art. 6, comma 12 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito con la legge 30 luglio 2010, n. 122, cui fa riferimento il Comune, si richiama la delibera n. 118/2013 di questa Sezione, ove, riprendendo principi chiariti anche dalle Sezioni riunite di questa Corte (cfr. le delibere: n. 8/2011; n. 9/2011; n. 21/2011), in ordine alla possibilità, da parte dell Amministrazione, di continuare ad autorizzare l utilizzo del mezzo proprio, si è 4
5 chiarito (del. 8/2011 e 21/2011) che il dipendente può ancora essere autorizzato all utilizzo del mezzo proprio, con il limitato fine di ottenere la copertura assicurativa dovuta in base alle vigenti disposizioni, mentre non gli può più essere riconosciuto il rimborso delle spese sostenute nella misura antecedentemente stabilita dal disapplicato art. 8 della legge n. 417 del 1988, anche nell ipotesi in cui tale mezzo costituisca lo strumento più idoneo a garantire il più efficace ed economico perseguimento dell interesse pubblico (in tal senso anche la circolare della Ragioneria Generale dello Stato del 22 ottobre 2010 n. 36). Diversamente opinando, infatti, si svuoterebbe di significato la portata dell innovazione introdotta dall art. 6, comma 12, del decreto legge n. 78 del 2010, considerato che anche nel sistema pregresso, l uso del mezzo proprio da parte del dipendente pubblico presupponeva un accurata valutazione dei benefici per l ente. Inoltre, coerentemente, viene affermata l impossibilità per l Amministrazione di reintrodurre, attraverso una regolamentazione interna, il rimborso delle spese sostenute dal dipendente sulla base delle indicazioni fornite dal disapplicato art. 8 della legge n. 417 del 1988 Tale modo di operare, infatti, costituirebbe una chiara elusione del dettato e della ratio del disposto del richiamato art. 6, comma 12, del decreto legge n. 78 del Tuttavia, al fine anche di evitare i rischi del ricorso a soluzioni applicative che pur formalmente rispettose delle norme si pongano in contrasto con la ratio stessa della disposizione in esame (ridurre i costi degli apparati amministrativi), in quanto idonee a pregiudicare l efficacia e l efficienza dell azione amministrativa o a comportare un incremento dei costi (ricorso ad autovetture di servizio, car sharing, noleggio auto, etc.), si è ritenuto possibile il ricorso a regolamentazioni interne volte a disciplinare, per i soli casi in cui l utilizzo del mezzo proprio risulti economicamente più conveniente per l Amministrazione, forme di ristoro del dipendente dei costi dallo stesso sostenuti che, però, dovranno necessariamente tenere conto delle finalità di contenimento della spesa e degli oneri che in concreto avrebbe sostenuto l Ente per le sole spese di trasporto in ipotesi di utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto (del. 21/2011). Infine, va ricordato che le limitazioni al trattamento di missione introdotte dall art. 6, comma 12, del d.l. 78/2010 convertito con legge n. 122 del 2010 non comportano l inefficacia dell art. 45, comma 2 del CCNL del 16 maggio 2001 per i Segretari Comunale e Provinciali inerente il rimborso delle spese sostenute dal segretario titolare di sede di segreteria convenzionata. Il richiamato art. 45, comma 3, infatti, ripartendo la spesa per suddetti trasferimenti tra i diversi enti interessati 5
6 secondo le modalità stabilite nella convenzione dimostra come tale onere assuma carattere negoziale e non possa ricondursi all interno del trattamento di missione tout court. Pertanto le limitazioni al trattamento di missione introdotte dall art.6 della legge n. 122 del 2010 non comportano l inefficacia dell art. 45, comma 2 del CCNL del 16 maggio 2001 per i Segretari Comunale e Provinciali inerente il rimborso delle spese sostenute dal segretario titolare di sede di segreteria convenzionata (SS. RR. del. 9/2011). Gli stessi principi si ritiene debbano trovare applicazione laddove venga in rilievo la necessità di sollevare il personale di servizio dalle spese sostenute per gli spostamenti fra le varie sedi istituzionali ove vengono espletate le funzioni in convenzione. Un onere, anche in questa fattispecie, che assume carattere negoziale e che come tale deve trovare in ciascuna convenzione la sua disciplina. Pertanto, anche alla luce di tutto quanto sopra ricordato, il Comune dovrà adoperarsi per intraprendere iniziative volte alla riduzione delle spese in parola, nel rispetto delle disposizioni normative. Al riguardo acquista anche rilievo l attuazione delle previsioni di cui all art. 14, comma 27 e segg. del d.l. 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come modificato ed integrato dall art. 19 del d.l. 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 (recante Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario ), che ha previsto che i Comuni con popolazione inferiore ai abitanti sono tenuti, con diverse scadenze fissate dal legislatore, ad esercitare obbligatoriamente, in forma associata, mediante unione di comuni o convenzione, le funzioni fondamentali dei comuni di cui al comma 27, ad esclusione della lettera l) (art. 14, co. 27 e co. 28). P.Q.M. la Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Regione Piemonte, INVITA l amministrazione comunale di Maglione (TO) ad ottemperare a quanto segnalato e in particolare: - ad una corretta interpretazione ed applicazione della vigente normativa in materia di contenimento della spesa. 6
7 DISPONE che la presente deliberazione sia trasmessa al Consiglio comunale nella persona del suo Presidente, al Sindaco ed all Organo di Revisione dei conti del Comune di Maglione (TO). Si rammenta, infine, l obbligo di pubblicazione ai sensi dell'art. 31 del d. lgs. 14 marzo 2013, n. 33. Così deliberato in Torino nell adunanza del 11 settembre Il Relatore F.to Giuseppe Maria Mezzapesa Il Presidente f.f. F.to Mario Pischedda Depositata in Segreteria 12/09/2013 Il Funzionario preposto F.to Federico Sola 7
CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE Delibera n. 133/2013/SRCPIE/PRSE La Sezione Regionale di Controllo per il Piemonte, composta dai Magistrati: Dott. Mario PISCHEDDA Presidente
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Comune di Arosio (CO) N.0007402 in Arrivo dei 14-10-2013 CORTE DEI CONTI - MILANO Categoria 4 Classe 2 Corte éei Conti Sezioné ~Rggionak dì Con trotto per 1z Jzom6ar&a V1..4 5yj4q?jL7~~z, 520121 9i4ILJ4%Q
CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE Delibera n. 218/2013/SRCPIE/PRSE La Sezione Regionale di controllo per il Piemonte, composta dai magistrati: Dott.ssa Enrica LATERZA Presidente
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Piemonte 170/2014/SRCPIE/PRSE REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER IL PIEMONTE composta dai magistrati: Dott. Giuseppe Maria MEZZAPESA Presidente f.f. Dott.ssa Alessandra

References: art. 1
 art. 1
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 art. 7
 art. 148
 art. 148
 art. 7
 art. 1
 art. 6
 art. 10
 art. 6
 art. 6
 art. 8
 art. 6
 art. 8
 art. 6
 art. 6
 art. 45
 art. 45
 art.6
 art. 45
 art. 14
 art. 19