Source: https://tostiluigi.blogspot.com/2010/01/gli-usa-bombardano-haiti-per-sterminare.html
Timestamp: 2017-09-19 22:22:37+00:00

Document:
Luigi Tosti: GLI USA BOMBARDANO HAITI PER STERMINARE I SUPERSTITI DEL TERREMOTO (di Luigi Tosti)
Pubblicato da luigitosti a 11:44
Beh, dai non faccia di tutta l'erba un fascio, i governi americani sono cattivi ma non fino a questo punto, diciamo che hanno schiavizzato quel paese per poi consegnarlo alle Coporations. Obama, invece è buono è ha mandato appena 30.000 militari in afghanistan, per ripetere le manovre di Haiti. Mi pare che fosse anch'egli al funerale di Karol Józef Wojtyła, ed eletto Presidente abbia omaggiato il Ratzinger a Roma, insomma tutto come prima. I soliti ruffiani!
Come in Italia, negli US Corporations, "religiosi" e mafiosi muovono le cose del mondo.
Condivido in pieno. La collusione clerico-fascista tra i rappresentanti delle religioni e chi gestisce il potere civile è un fenomeno che è iniziato con gli sciamani e i capi tribù e si è perpetuato sino ai tempi nostri. Nel medio evo i papi condizionavano l'esistenza e la permanenza dei sovrani attraverso le sacre investiture: oggi condizionano e legittimano le coalizizoni politiche che vogliono governare attraverso forme di investitura che si manifestano col consenso. Chi non ha il consenso della Chiesa (vedi: comunisti) è pubblicamente delegittimato per supposta contrarietà ai canoni della "morale" cattolica, sicché perde i voti di quella parte consistente del "gregge" che segue fedelmente i dictat papali. Obama, come qualsiasi altro governante, si trova a fare i conti con questo ricatto mafioso della Chiesa.
17 gennaio 2010 14:36
una forma di satira mistificante, pesante come un macigno,anzi come una bomba atomica.
Certo che è un titolo (ed un pezzo) ad effetto,ottima forma di pubblicità per il blog, ma una pessima forma di propaganda, dal momento che appare altrettanto in/credibile come le favole cattoliche sul buon dio e il cattivo diavolo...
Spero che la satira grottesca non si faccia superare dalla realtà. Ricordo che don Livio Falzaga, conduttore di Radio Maria, all'indomani del terremoto dell'Aquila ha commentato affermando che il terremoto era una stato inviato dal buon Dio per rendere gli aquliani partecipi delle sofferenze di Cristo.
18 gennaio 2010 12:47
Non so se considerare un criminale o un poveraccio.
Non so se considerare Falzaga un criminale o un poveraccio.
19 gennaio 2010 03:13
Propendo per la seconda ipotesi. Sono fatti così. Ogni cosa che accade ha di dietro il Grande Regista. Hanno cominicato con i fulmini, ma non è che siano progrediti gran ché.
L’AIDS “opportuno flagello di Dio”
Il predicatore è un dilettante in confronto a certi professionisti...
piesse: leggo or ora... per quello che vale, la mia solidarietà.
Ho saputo ora della sentenza. Non ho parole, mi vergono di essere italiano... spero che i ricorsi abbiano effetto, non tanto in Italia (non mi fido più) quanto in Europa.
Anche la mia solidarietà, per quello che vale.
Sentenza iniqua. Mi chiedo per quale assurda ragione uno Stato laico debba costringere un magistrato a tenere esposto il crocifisso in aula. Si deve giudicare in base alla legge di Dio o in base alla legge degli uomini? Ha tutta la mia solidarietà.
Non mi dilungo, dico solo che sono felice che le abbiano tolto la toga! Non sono cattolico ma porto rispetto per lo stato in cui vivo e sono nato. Quindi per una volta: "Ben fatto Italia!"
Sono solidale con lei. Mi dispiace che il CSM abbia preso questa decisione. Siamo ormai in pieno regime fascista. A coloro che ne sono rallegrati auguro di nascere cristiani in Iran, nascere gay in Italia..
Lo riscrivo che c'era un errore!
Piena solidarietà anche da parte mia. Purtroppo di "giovanni" in Italia ce ne sono fin troppi ed è per questo che va così male... Dire che sono disgustata per la decisione del Csm è troppo poco, ma chissà perché non ero ottimista sulla sentenza!
Vi ringrazio tutti, compreso Giovanni che serve per ricordarci lo spessore dei cattolici e il loro rispetto dei diritti di eguaglianza altrui
Dopo la mia dichiarazione di stima nei suoi confronti, per il suo coraggioe la sua determinazione, ora, in un momento drammatico per la sua esistenza di cittadino e di professionista, le partecipo tutta la mia solidarietà.
Anzi nel tentativo di incoraggiarla, così come tutti coloro i quali sentono il dovere di combattere l'ingiustizia, che di per se non è ne laica ne religiosa, ho provveduto nel mio piccolo a dare un contributo alla causa e lotta comune per un Stato di diritto e non una colonia US e vaticana insieme.
Per lei ed eventuali interessati, qui:
http://onaocn-finanzaetica.blogspot.com/2010/01/e-possibile-avere-uno-stato-di-diritto.html
http://www.finanzaonline.com/forum/showthread.php?p=24168971#post24168971
post delle h 21,11 del 23 01 10
Dottor Luigi Tosti,
suvvia, ma in quale altro modo si aspettava che potesse andare a finire la sua vicenda?
Lei ha profondamente in odio il simbolo del crocefisso, il che è politicamente legittimo; sennonché si è rifiutato di fare il suo dovere di magistrato e tenere udienza nelle aule giudiziarie alla presenza della croce.
Ora, io posso anche in una certa prospettiva solidarizzare con la sua obiezione di coscienza, perché pure io detesterei lavorare sotto l’effigie di un simbolo che reputo abominevole, putacaso una falce e martello o una svastica nazista (a prescindere dalla distanza incommensurabile tra il nazismo e il cristianesimo, che purtroppo lei non vede e non vuole vedere). Ma lei ha sbagliato il modo della sua protesta. Anzitutto non ha considerato che rifiutando di tenere udienza danneggiava dei terzi innocenti, e cioè le persone che chiedevano giustizia e che hanno a loro danno visto ulteriormente allungarsi i tempi processuali, come se questi non fossero già abbastanza smisurati; ma soprattutto, se quel che leggo è vero, ha continuato a rifiutarsi di lavorare anche quando giustamente le hanno assegnato un’aula giudiziaria priva dell’odiato simbolo. In sostanza lei non chiede la rimozione del crocifisso per chi legittimamente non vuole il crocifisso, lei la chiede per tutti, anche per quelli che la croce la vogliono o potrebbero volerla.
Con questo lei è passato ampiamente dalla parte del torto: la sua battaglia per la rimozione totale delle croci non è né laica né neutrale, è solo un fondamentalismo ateo, di segno opposto e di valore uguale a quelli religiosi; e perciò è inaccettabile anche per chi, come me, in realtà alla presenza del crocifisso nelle scuole pubbliche e nelle aule di tribunale non ci tiene neanche tanto, anche perché non pare avere effetti particolarmente cogenti sull’indole di chi frequenta tali luoghi.
Perciò, dal momento che lei continuava a rifiutarsi di lavorare, bene ha fatto il Csm a espellerla dall’ordine giudiziario. Ora è libero di trovarsi un lavoro nel quale possa stare ben lontano dall’abominato simbolo, oppure di dedicarsi a tempo pieno a cercare la prova scientifica dell’inesistenza di Dio e a ignorare le testimonianze storiche dell’esistenza di Cristo.
Soltanto, se accetta un consiglio, prenda le distanze dall’immaginetta di martire laico che i soliti zuzzurelloni le stanno già buttando addosso: servirebbe solo ad aggiungere ridicolo al ridicolo.
Porto la mia solidarietà.La radiazione subita è una conferma che anche in magistratura l'inquinamento è in corso e si sta rapidamente espandendo.Buon anno,Piero Rossetti.
Claudio 81, sfortunatamente lei non sa di cosa parla; e di questo fatto può biasimare solo se stesso; per evitare di dire sciocchezze, infatti, le sarebbe bastato dare una semplice occhiata qui in giro.
Se anche solo per un attimo avesse disattivato la modalità write only non le sarebbe stato difficile inciampare, per esempio, nella notizia che la nostra Costituzione riconosce al principio di laicità dello stato (da attuarsi mediante un atteggiamento di equidistanza ed imparzialità da parte dello stato stesso nei confronti dei diversi credi religiosi, indipendentemente dal numero di membri di ciascuno, e dall'ampiezza delle reazioni sociali alla violazione di diritti dell'uno o dell'altro) la natura di principio supremo.
Parimenti avrebbe potuto scoprire che dall'accusa che lei gli ha rivolto (interruzione di pubblico servizio e omissione di atti d'ufficio) il dottor Tosti è stato già assolto in Cassazione perchè il fatto non sussiste.
E dunque di tutto il suo bel ragionamento cosa rimane in piedi? al più una diffamazione.
25 gennaio 2010 02:51
Guardate che il terremoto ad Haiti, come lo Tzunami del 2004 o il forte innalzamento della temperatura a Melilla (spagna, costa africna) da 25 a 41 gradi in pochi minuti e tanti altri eventi registrati e documentati sembrano opera dell'intervento umano (USA). Mai sentito parlare di progetto Haarp sulla mdoificazione del clima? E gli strani incidenti agli airbus? Smbra che dietro ci sia la mono dell'uomo (USA). Basta fare una ricerca in Internet. Approfitto per complimentarmi col giudice Tosti per il suo coraggio e la lotta contro i simboli religiosi. Auguro (per lui ma anche per tutti noi) che possa alla fine riuscire a vincere la sua battaglia contro i simboli religiosi in tribunale. Per il momento e' uscito sconfitto, ma non poteva essere altrimenti considerato il ruolo all'interno della magistratura che ricoprono i democristiani.
atlantropa, la invito ad abbandonare il tono da maestrina ed evitare di presumere che i suoi interlocutori siano per forza sciocchi o ignoranti.
Il dettato della Costituzione sulla laicità mi era già noto (incredibile!), e non vi è alcun ancoraggio letterale della sua interpretazione di tale principio come schiacciante equidistanza da tutte le confessioni a prescindere dalla loro rilevanza storico-culturale di fatto. Che la laicità significhi questo lo dice lei, non lo dice la Carta, ed è molto scorretto da parte sua presentare la sua opinione come se fosse testo costituzionale. Non bari.
Quanto all'operato del dott. Tosti, so quello che ne ha scritto la Procura generale della Cassazione: si è astenuto dal lavorare "con dichiarazione di rifiuto di tenere l'udienza manifestata nello stesso giorno o nell'immediata prossimità", e dunque causando "la necessità delle relative sostituzioni, grave perturbamento dell'attività d'ufficio ed estrema difficoltà del proseguio dell'attività giurisdizionale per i procedimenti a luiaffidati".
La Cassazione lo ha assolto in sede penale perchè le udienze non sono state impedite, visto che alla fine sono riusciti a sostituirlo. Ma il disagio per i suoi colleghi, e per gli utenti dell'amministrazione della giustizia, c'è stato eccome, e il gestore di questo blog se ne è curato assai poco pur di portare avanti la sua battaglia di principio.
Dottor Tosti, se mi legge, si renda conto che il suo non è stato un bel comportamento.
C'é bisogno anche delle battaglie di principio. Io avrei voluto vedere i tanti 'nuovi crociati', difensori del crocefisso e della 'identità cattolica' (ma dde che?) italica, se in giro per tribunali e aule scolastiche ci fosse attaccato il bel faccione di Stalin con falce e martello annesse. Vedi che crociate farebbero per tirarlo giù!
La laicità garantita dalla nostra Costituzione, caro amico, vuol dire proprio quello che ha detto la Corte europea: nei luoghi pubblici lo Stato deve essere equidistante, quindi niente simboli ideologici -religiosi e non- perché lo Stato non può 'indossare' solo i simboli di qualche 'maggioranza': in democrazia non esistono maggioranze e minoranze, o meglio, la maggioranze non devono imporsi a randellate sulle minoranze!
Oppure, visto che molti che nelle scorse settimane si sono sperticati non ho capito se più a difendere la croce o a rendersi i ridicoli, dicendo "aggiungiamo invece che togliere", sui muri degli uffici pubblici ci attacchiamo a fianco al crocefisso anche la falce e martello, il fascio littorio, la mezzaluna islamica, buddha eccetera. Magari anche un mandolino e una bella pizza Napoli, che sono simboli della tradizione e della cultura italiana al pari (se non di più) del crocefisso. Che ne dice?
Felipe/Quasibaol
Claudio 81, purtroppo mi tocca ripetermi: lei non sa di cosa parla.
Se fosse stato anche solo mediamente informato dei fatti - le sarebbe bastata, per esempio, la semplice lettura della sentenza CEDU relativa alla causa Lautsi vs Italia, in cui viene dato un breve ma esauriente riassunto della nostra giurisprudenza - saprebbe che equidistanza ed imparzialità sono stabilite non da me ma dalla Corte Costituzionale.
Cito dalla suddetta sentenza:
La Corte costituzionale italiana nella sua sentenza n. 508 del 20 novembre 2000 ha riassunto la sua giurisprudenza affermando che principi fondamentali di uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di religione (articolo 3 della Costituzione) e di eguale libertà di tutte le religioni dinanzi alla legge (articolo 8) stabilisce che l’atteggiamento dello Stato deve essere segnato da equidistanza e imparzialità, indipendentemente dal numero di membri di una religione o di un’altra (vedere sentenze n. 925/88; 440/95; 329/97) né dall’ampiezza delle reazioni sociali alla violazione di diritti dell’una o dell’ altra (vedere sentenza n. 329/97).
Gran bella mossa poi - glielo devo riconoscere - quella di citare la tesi dell'accusa quando abbiamo già a disposizione una sentenza di assoluzione perchè il fatto non sussiste!
Ancora una volta mi tocca riripetermi: di tutti i suoi bei (bei?) discorsi alla fine cosa rimane in piedi?
Uhhh... A casa mia questo si chiama "Pelo e Contropelo"...
Per Claudio 81 che scrive:
"Quanto all'operato del dott. Tosti, so quello che ne ha scritto la Procura generale della Cassazione: si è astenuto dal lavorare "con dichiarazione di rifiuto di tenere l'udienza manifestata nello stesso giorno o nell'immediata prossimità", e dunque causando "la necessità delle relative sostituzioni, grave perturbamento dell'attività d'ufficio ed estrema difficoltà del proseguio dell'attività giurisdizionale per i procedimenti a luiaffidati".
Caro Claudio, queste parole della parole della Procura Gnereale della Cassazione le ho bollate, con una memoria difensiva che è pubblicata integralmente in questo blog e che ho indirizzato anche alla Procura della Repubblica di Roma, alla quale ho preannunciato una denuncia per penale per abuso d'ufficio se un "qualche giudice" l'avesse recepita in una qualche sentenza, come una IMMANE, GIGANTESCA SPORCA MENZOGNA.
Per quanto riguarda, poi, l'accusa di essermi rifiutato di svolgere attività doverose e di aver fatto perciò gravare alcune incombenze sugli altri, le ricordo e le ripeto -se ancora non l'ha capito- che quando una persona (come me) subisce la lesione di diritti inviolabili non solo ha il diritto di adire i giudici per essete tutelato, ma ha anche il diritto di AUTOTUTELA, cioè di legittima difesa, al fine di evitare di seguire a subire la lesione di tali diritti. Si tratta di nozioni elementari di diritto che evidentemente non conosce.
Per essere ancor più chiari: se mi sono rifiutato di subire atti di discriminazione, cioè di tenere le dueinze sotto i crocifissi, è soltanto perché vi era un Ministro di Giustizia razzista che me li imponeva. Dunque è il Ministro che deve pagare, e non io.
@Atlantropa,
so di cosa parlo e sono in grado di citare anche io sentenze sull’argomento. Mi sovviene per esempio la recente decisione n. 566 del 2006 della VI sezione del Consiglio di Stato,
http://www.altalex.com/index.php?idnot=10360
nella quale si giudicava su una questione affine (la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche) e si statuiva che
In Italia, il crocifisso è atto ad esprimere l’origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell’autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana. Questi valori, che hanno impregnato di sé tradizioni, modo di vivere, cultura del popolo italiano, soggiacciono ed emergono dalle norme fondamentali della nostra Carta costituzionale, accolte tra i "Principi fondamentali" e la Parte I della stessa, e, specificamente, da quelle richiamate dalla Corte costituzionale, delineanti la laicità propria dello Stato italiano.
Come ad ogni simbolo, anche al crocifisso possono essere imposti o attribuiti significati diversi e contrastanti, oppure ne può venire negato il valore simbolico per trasformarlo in suppellettile, che può al massimo presentare un valore artistico. Non si può però pensare al crocifisso esposto nelle aule scolastiche come ad una suppellettile, oggetto di arredo, e neppure come ad un oggetto di culto; si deve pensare piuttosto come ad un simbolo idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili sopra richiamati, che sono poi i valori che delineano la laicità nell’attuale ordinamento dello Stato
Vede atlantropa, ciò che lei e gli altri commentatori vi rifiutate di vedere è la differenza tra i diversi piani di contestualità simbolica. Al crocifisso nelle aule scolastiche e giudiziarie è forse richiesta riverenza religiosa? Si è forse tenuti a dire preghiere e inginocchiarsi? Si è in qualche modo obbligati a prestare ossequio, rispetto, ad una pur tenue forma di riconoscimento?
Non mi pare proprio, ed io ho frequentato aule di entrambi i tipi.
Il crocifisso in quei luoghi non ha valenza religiosa, ma solo valenza storico-culturale, che in quanto tale non collide con il principio di laicità.
Né collide con l’equidistanza giuridica dello Stato dalle religioni, che, ripeto il concetto già espresso, non può essere interpretata come schiacciante equivalenza sociale delle confessioni a prescindere dalla loro rilevanza storico-culturale di fatto.
Lo Stato permette l’affissione del crocifisso su alcuni luoghi pubblici non perché prenda posizione sulla maggiore “verità” della religione cattolica rispetto alle altre, o perché essa sia religione di Stato, ma perché, molto più banalmente, il cristianesimo si è maggiormente intrecciato alla storia culturale del paese rispetto a, chessò, il buddismo o l’ateismo organizzato.
Può piacere o non piacere, ma è un fatto storico-culturale innegabile.
Pretendere che lo Stato debba trattare di fatto allo stesso modo tutti i culti sarebbe come pretendere che l’Italia, in quanto Stato sovrano superiorem non recognoscens, sia assolutamente obbligato a dare lo stesso peso concreto alle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e con, chessò, l’Honduras o l’Armenia.
Tutto questo non è affatto in contrasto con le sentenze della Corte Costituzionale da lei citate, che si pronunciavano su fattispecie diverse dall’uso culturale di simboli religiosi. Ad esempio la sentenza 580/2000 della Corte Costituzionale regolava la ben diversa questione della legittimità costituzionale del reato di “vilipendio alla religione di Stato”, ovviamente e giustamente caducandolo (perché dalla revisione dei patti lateranensi non c’è più una religione di Stato).
Quanto alla nota sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, non vi nascondo che la reputo una pronuncia ideologica, deplorevole ed in contrasto con gli stessi obiettivi fondativi del Consiglio d’Europa, il quale dovrebbe “favorire la presa di coscienza e la valorizzazione dell’identità e della diversità culturale in Europa”. Ed è altresì preoccupante in quanto esprime una concezione paradossale di neutralità, intesa come assenza di perturbazioni di parte in una tabula rasa da preservare – alla faccia della “diversità culturale”! Un simile concetto è inapplicabile, posto che ogni specifica idea su ogni aspetto della vita, per il sol fatto di essere tale ed essere diversa dalle altre concezioni sul medesimo argomento, è ipso facto una parte in causa rispetto alle altre parti – perciò parziale. Questo è ciò che io chiamo il paradigma della neutralità apparente: qualcuno vuol far prevalere la propria idea presentandola non come l’Idea Giusta, e neppure come una delle tante opinioni, ma come l’equidistanza da tutte le (altre) idee, la quale dovrebbe essere superiore per il fatto stesso di essere imparziale. Non è che un trucchetto retorico, degno dei 38 stratagemmi di Schopenhauer per ottenere ragione anche se si ha torto; ma funziona molto spesso, specie quando la disputa è tra più contendenti: l’ultimo contendente si presenta come estraneo alla disputa, superiore alla divisione tra tutti gli altri, e prevale perché “nessuno deve prevalere sugli altri”.
Cioè un imbroglio, appunto.
immagino che il lasso di tempo con cui lei preavvertiva della sua intenzione di non tenere udienza, in modo da minimizzare il disagio di colleghi e utenti, possa essere provato documentalmente. Diamo per scontato che lei avvertisse con congruo preavviso e andiamo avanti, ho una semplice domanda da farle, le sarei molto grato se mi rispondesse:
E’ vero o non vero che lei ha rifiutato di tenere udienza anche quando le hanno giustamente messo a disposizione un’aula priva di simboli religiosi?
Se non è vero, le porgo le mie scuse e mi rincresce per il suo defenestramento.
Se è vero (come ho letto sui giornali), allora il suo era una specie di ricatto psicologico, "o fate la legge che piace a me o non lavoro", e perciò non si poteva fare altro che quel che si è fatto: licenziarla.
X Claudio 81
E' meglio che non ti cimenti in questioni giuridiche perché non fai altro che aggravare la tua posizione: la sentenza del Consiglio di Stato che citi è la sentenza che è "valsa" all'Italia la condanna da parte deella Corte Europea. Il che, tradotto in termini più prosaici, significa che i giudici della Corte Europea hanno giudicato i giudici del "tuo" Consiglio di Stato così ignoranti e così irriguardosi della convenzione internazionale sui diritti dell'uomo da bocciare quella sentenza e condannare l'Italia perché ha dei giudici siffatti. Prima di scrivere certe cose pensaci. Per quanto riguarda la FALSA e CICLOPICA ACCUSA di aver preavvisato all'ultimo momento ti ricordo che io ho inoltrato il 1 maggio 2005 un ultimatum col quale preannunciavo la mia intenzione di rifiuto a decorrere dal 9 maggio in poi. Dunque, se la lingua italiana ha un senso -almeno per le persone che non siano disoneste- questo significa che io avevo informato che dal 9 maggio in poi mi sarei rifiutato se non fosse stata accolta nessuna delle due mie richieste. Non avevo dunque di preavvisare ancora chi era già stato avvisato. La stessa Corte di Cassazione mi ha assolto scrivendo che io ho preavvisato "TEMPESTIVAMENTE", consentendo la mia sostituzione.
Tutte le tue ulteriori illazioni e domande te le potrai soddisfare leggendo il testo del mio ricorso per cassazione, che ho pubblicato sul mio blog. Non posso perdere tempo per difendermi dalle tue accuse o dalle accuse di altri privati. Se te ne va segui quelli che saranno gli ulteriori sviluppi e, se hai un minimo di pudore, vergognati per aver soltanto ipotizzato che io dovessi accettare di essere ghettizzato dai cattolici in un'aula-ghetto, dove mi si faceva peraltro divieto di esporre i miei simboli, sino al pensionamento. I ghetti li avete inventati voi cattolici con la bolla papale cun nimis absurdum del 1555 e non potete pensare di infilarci nuovamente gli ebrei o altri soggetti che reputate inferiori.
Per ClaudioLXXXI,
a parte l'assurda e scomodissima situazione i cui si viene a trovare un cittadino italiano per aver manifestato un suo diritto, quello di vedere riconosciuta la laicità della Repubblica italiana, che dalla sua fondazione ha nell'art. 3 e 7 della costituzione due capisaldi, ovvero:
Pare evidente dunque che il magistrato in questione abbia solo richiesto l'applicazione della lettera costituzionale, e non come ad alcuni pare, forse colpiti da tanto disincanto e realismo, forse addirittura coraggio, temendo il tracollo di feudi e colonie clericali in territorio italiano, agendo in modo scomposto, inopportuno e perfino autoritario, senza neanche entrare nel merito effettivo della vicenda italiana e peggio ancora ergendo una barriera isterica ed immotivata alla sentenza della Corte europea di Strasburgo, eseguita da ben sette giudici internazionali di diversa etnia ed appartenenza intellettuale.
Questo ci ricorda quella "benedizione di Dio" che Pio XII vide in Benito Mussolini, per via dei patti lateranensi, che accordavano al Vaticano tali emolumenti economici e privilegi internazionali da porto franco (paradiso fiscale) non indagabile e perseguibile. Dimentico degli omicidi politici, delle leggi razziali e di milioni di morti e feriti grazie ad una guerra folle e barbarica.
Non ci sono proprio commenti da fare, a parte forse che qualcuno dovrebbe pure ricordare che i fascisti e non il Vaticano hanno stabilito che certi simboli religiosi propri della religione cristiana cattolica dovessero essere considerati arredo in certi luoghi pubblici.
Ebbene, sembrerebbe che mutati i tempi l'anacronistica, illogica ed inutile esposizione nei tribunali, nelle scuole e negli ospedali della repubblica, debba concludersi per essere considerata una ovvia e necessaria attuazione civile e rispettosa delle differenti identità culturali dei cittadini italiani, a prescindere dalla loro razza, cultura, origine ed eventuale appartenenza religiosa. E non come una guerra di religione, bensì come un adeguamento dei tempi, per il giusto riconoscimento della pluralità in senso lato, ma, soprattutto della lettera costituzionale sopra indicata. C'è d'aggiungere inoltre, che l'Art. 7 in particolare, sottintende con gli aggettivi "indipendenti e sovrani", che gli usi e gli oggetti dei due Stati siano legittimi nelle rispettive sedi territoriali e giuridiche.
In qualunque caso non abbiamo al momento casi di lamentele, per ingerenze e prevaricazioni da parte dello Stato italiano in territorio vaticano e/o presso i luoghi di culto cattolici, ospiti in territorio italiano, relative alla presenza di simboli laici della Repubblica, ovvero tricolore o ritratti dei padri fondatori la stessa, sembrandoci così che i soli a manifestare lamentele stucchevoli, inutili, prive di assoluto buon senso, certo sapientemente organizzate, siano solo dei clericali, che forse sentono (avendo la coda di paglia) la negazione di privilegi d'altri tempi, che in un rapporto leale ed equidistante con la Repubblica non possono più coesistere.
La colonizzazione con simboli religiosi (degnissimi), nei luoghi dello Stato italiano, pertanto è irriverente, non rispettosa e assolutamente fuosi luogo ed addirittura offensiva per il crocefisso stesso ed i religiosi cattolici, quando utilizzato impropriamente in luoghi non idonei e non prettamente religiosi e/o privati, col pretesto di una subdola presenza clientelare, che incosciamente penetra nell'immaginario collettivo.
Quando i carabinieri imponessero il tricolore nei luoghi di culto, ebbene solo allora i clericali si potrebbero a ragione lamentare, per cui tutto questo baccano becero da saltimbanchi è fuori luogo, che altrimenti dimostrerebbe quanto siano fondate le ragioni nel merito del Giudice di Camerino.
Con i miei meno cordiali saluti.
Eppur si muove, disse Galileo (o perlomeno la tradizione gli attribuisce questa frase).
A Camerino abbiamo buttato giù la prima pietra per costituire un circolo uaar. Se fosse interessato a parteciparvi o anche semplicemente interessato ad inviarci un commento in merito lo gradiremmo moltissimo.
L'invito è esteso a tutti i suoi lettori.
Il nostro neonato sito è http://uaarcamerino.wordpress.com
L'email: uaar.camerino@gmail.com
27 gennaio 2010 00:02
@ Claudio LXXXI (ma anche a Luigi Tosti)
A mio parere un cristiano dovrebbe farsi venire il vomito all'idea di uno stato che espone il crocifisso non per la sua valenza religiosa, ma per la sua "valenza storico-culturale".
A prescindere da questo io sarei stato molto felice di sapere che Luigi Tosti lavorave in una sala "decrocifissata". Perchè questa sarebbe stata -ai miei occhi- una vittoria della laicità (che avrebbe potuto aprire altre porte, e soprattutto avrebbe costituito un ottimo esempio da seguire subito).
A mio modesto parere quell'aula non si sarebbe mai trasformata in un ghetto (casomai in una isola felice). E aggiungo che avrei trovato disgustoso trovare al posto di quella croce un altro simbolo religioso (qualunque esso fosse, ma a maggior ragione se esprime una fede e una tradizione che in generale hanno incoraggiato la critica e la riflessione, anzichè adagiarsi sulla pigrizia culturale e sulla stolta e abitudinaria consuetudine).
Tanto per capirci, visto che su questo non voglio essere frainteso: se un somaro appende un calendario maschilista io sono incline ad avere con lui più pazienza di quella che avrei con una persona intelligente ed istruita che si atteggia a "politicamente corretto".
... Naturalmente Luigi Tosti non è tenuto a fare quel che piace a me. Ma avendo trovato quasi eroica la sua battaglia, mi sono dispiaciuto per il fatto che alla fine non ha accettato un compromesso che io trovavo molto onorevole. E penso che comportandosi così sarà sembrato un bastian contrario anche a tanti che -come il sottoscritto- in passato lo hanno ammirato.
L'accettazione dell'aula ghetto non sarebbe stata una mia vittoria, ma una vittoria dei "furbi" razzisti che non aspettavano altro che infilarmi in un ghetto dove avrei dovuto lavorare sino al pensionamento, facendo dunque decantare il problema che, ovviamente, nessun altro avrebbe riproposto. Peraltro la soluzione non risolveva affatto il problema, sia perché avrei dovuto seguitare a frequentare le altre aule, che erano le uniche attrezzate per le registrazioni foniche. Senza considerare, poi, che ghettizzare una persona è un atto criminale e oltraggioso.
La laicità, poi, si rispetta rimuovendo tutti i crocifissi, e non solntato uno da un'aula. Accettando l'indecente proposta mi sarei ghettizzato in regime di apartheid come il matto o lo scemo del villaggio, da tenere buono col contentino dell'aula ghetto.

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