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Timestamp: 2018-07-18 09:39:37+00:00

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LEGGE DI STABILITA 2015 a cura dell ufficio politiche economiche e finanziarie e pubblico impiego - PDF
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1 LEGGE DI STABILITA 2015 a cura dell ufficio politiche economiche e finanziarie e pubblico impiego Il Governo con questo ddl di Stabilità utilizza tutti i margini di flessibilità nel tentativo di restare entro gli obiettivi richiesti dalla UE. L Italia è, insieme con la Francia, sotto osservazione e Bruxelles guarda anzitutto allo sforzo di aggiustamento strutturale del deficit, che Roma conferma allo 0,1%. Nella Commissione UE c è la consapevolezza che una bocciatura della Francia e dell Italia darebbe corpo alle critiche anti-austerità. Ultimamente nel contesto della polemica europea sull imposizione prioritaria del rigore, si è aggiunto anche il caso del lussemburghese Junker, sponsorizzato dalla Merkel come presidente della commissione Ue ed oggi al centro dell inchiesta sull'elusione fiscale nel Granducato di cui è stato premier. Il caso pone l interrogativo se il presidente della Commissione UE, che quando era primo ministro lussemburghese mise in atto un vero e proprio dumping fiscale, possa fare il rigorista verso gli altri stati europei, che per di più sono in piena recessione. Ora Jean-Claude Juncker, ribadisce più volte la necessità di collaborare per la realizzazione di un programma in dieci punti tutto incentrato sulla crescita e la lotta alla disoccupazione. Propone di identificare una lista di proposte sulle quali le istituzioni possano impegnarsi a fare rapidi progressi. Al primo punto della lista c è il pacchetto da 300 miliardi di investimenti annunciato già in estate che verrà presentato entro fine anno e l Italia ha già avanzato le sue richieste, sotto forma di progetti per un valore complessivo di 40 miliardi. Ai punti successivi ci sono un mercato unico digitale connesso, un unione energetica resiliente e una politica contro i cambiamenti climatici che guardi avanti, un mercato interno più ampio e equo, un accordo per il libero commercio con gli Usa ragionevole e bilanciato, un area di giustizia e diritti fondamentali basata sulla fiducia reciproca, una nuova politica della migrazione, una più forte azione globale e, decimo punto, un unione per il cambiamento democratico. Le regole che i governi dell Unione si sono dati stabiliscono che la correzione del deficit strutturale debba essere di almeno lo 0,5% annuo, ma Bruxelles ha chiesto all Italia lo 0,7 nel 2015 in ragione del debito pubblico italiano. Per sostenere la crescita l Italia - scrive il governo nella Legge di Stabilità - realizzerà lo 0,1%, spostando al 2017 l obiettivo del pareggio contabile concordato per l anno venturo. Certo è che nella legge di stabilità mancano due terzi dei diciotto miliardi di taglio di tasse, annunciati nella conferenza stampa del 15 ottobre dal premier Matteo Renzi. E la Commissione Europea ha chiesto di ridurre l indebitamento della manovra 2015, che ha portato a cancellare i 3 miliardi e 300 milioni del fondo per la riduzione della pressione fiscale. Una cifra che sarebbe servita ad allentare la morsa nei confronti di cittadini e imprese, ma che ora verrà usata per ridurre nuove e maggiori spese da 24 a 21 miliardi di euro. Altri due interventi hanno ridotto il saldo negativo da 10,3 a 6,8 miliardi di euro e riguardano maggiori entrate e minori spese per il prossimo anno. Dalla lotta all evasione fiscale arriveranno altri 730 milioni di euro, in virtù dell estensione del regime del reverse charge al settore commerciale. L inversione contabile, che elimina le detrazioni IVA sugli acquisti e possibilità di frodi carosello, nella bozza della legge di stabilità avrebbe fruttato 900 milioni di euro per i settori diversi dal retail. Infine, nel taglio di spesa sono compresi 500 milioni di euro di cofinanziamento dei fondi strutturali. Legge di Stabilità: 18 miliardi di tasse in meno questo è lo slogan con cui il Governo ha presentato questa manovra finanziaria da 36 miliardi con l obiettivo del rilancio del Paese. I punti principali sono la liberalizzazione del credito e accesso al mercato dei capitali, al fine di aumentare le possibilità di finanziamento delle piccole e medie imprese; semplificazione del Fisco, mediante la Delega Fiscale, che dovrà attuare una riduzione strutturale della pressione fiscale per le famiglie e le imprese per incentivare al contempo una progressiva crescita. Cambiano i controlli fiscali, con l obiettivo di aiutare il 1
2 contribuente ad assolvere correttamente «a monte» i suoi obblighi fiscali e consentirgli, eventualmente, una volta presentata la dichiarazione, anche di correggere in autonomia la propria posizione per concentrare il contrasto su frodi e contribuenti meno collaborativi. Infine il ravvedimento operoso, che attualmente prevede la riduzione delle sanzioni a 1/8 del minimo solo entro un anno, arriva a coprire i termini dell accertamento con sanzioni minime via via rimodulate in funzione dei tempi con cui il cittadino sana l errore. Sanzioni ancora più ridotte se la regolarizzazione avviene entro 90 giorni, anche sui versamenti; l occupazione, attraverso il Jobs Act, che dovrebbe essere una rapida risposta alla gestione delle attività produttive, con una immediata ricaduta sugli investimenti interni ed esteri. In tal modo il Governo ritiene di poter diminuire quel tasso di disoccupazione arrivato al 2,3%, e quello giovanile al 44,2%. Le linee guida della finanziaria che vanta 18 miliardi di tagli alle tasse, equamente ripartiti tra Irpef e Irap riguardano: - agevolazione alle imprese per assunzioni a tempo indeterminato e rispettivi incentivi triennali, - detrazioni per le famiglie, - interventi a supporto delle partite Iva, - credito d imposta per favorire gli investimenti in ricerca e innovazione. Quanto alle coperture finanziarie, i provvedimenti del governo, si ripercuotono severamente sugli enti locali, chiamati a finanziare le misure favorevoli a lavoratori e imprese. Nel merito è da tener presente la clausola 'taglia-sanità' che sarà applicata qualora le Regioni non troveranno un accordo per ripartire i 4 miliardi di spending review a loro carico. In particolare senza intesa, interverrà il governo "considerando anche le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale". Comunque la fonte principale di entrate sarà la spending review che dovrebbe dare 15 miliardi così ripartiti: - 6,1 dallo Stato, - 2,7 dal dl Irpef, - 4 dalle Regioni (senza intaccare il Fondo SSN), - 1,2 dai Comuni - 1 dalle Province. Vi sono poi: - 11 miliardi per l aumento del deficit, - 3,8 miliardi di entrate per la lotta all evasione. (Nel merito evidenziamo le perplessità della Corte dei Conti, il cui Presidente, in audizione alle commissioni riunite Bilancio ha detto che ci sono rischi per la legge di stabilità connessi alle clausole di salvaguardia. che, provocano "l'acuirsi di incertezze sul gettito futuro". Sono state espresse perplessità anche sull'utilizzo delle risorse in arrivo dalla lotta all'evasione fiscale, per "un uso improprio dei proventi (per loro natura incerti) per coprire spese o sgravi fiscali certi".) - 3,6 miliardi dalla tassazione delle rendite finanziarie, - 1 miliardo dalle slot machine, - 1 miliardo dalla riprogrammazione, milioni dalla banda larga. La manovra è finalizzata secondo il Governo - al rilancio della crescita del Paese attraverso: - 1,2 miliardi di aggravio per fondi pensione e fondazioni. - la stabilizzazione del bonus da 80 euro con una spesa di 9,5 mld milioni dal reverse charge contro la lotta all evasione dell Iva. (Il reverse charge è l obbligo per gli acquirenti di pagare l Iva non al venditore, ma direttamente allo Stato. Un sistema che nelle intenzioni dei tecnici potrebbe consentire un sensibile introito per le casse dello Stato e che il Governo giudica utile a porre fine all evasione IVA e contemporaneamente a fare luce su altre illegalità fiscali: contributi, Irpef, Irap, andando ad intaccare il cumulo di oltre 90 miliardi di evasione totale certificati dal ministero dell Economia. In 2
3 tal modo viene attuato anche un cambio di rotta nella lotta all evasione, firmata dal nuovo direttore dell Agenzia delle Entrate, intenzionata a rottamare strumenti onerosi (e detestati dai contribuenti) come il redditometro e gli studi di settore, privilegiando sistemi alternativi quali la fatturazione telematica obbligatoria e, appunto, il reverse charge. L idea ha però molti ostacoli da superare, primo fra tutti l autorizzazione dell Unione europea. Secondo alcuni studi, se il reverse charge fosse allargato tanto al commercio al dettaglio quanto all ingrosso, potrebbe portare un maggior gettito di 14 miliardi, mentre lo scontrino telematico porterebbe a recuperare oltre il 10% del non dichiarato;) - il taglio di 6,5 miliardi sulla componente lavoro Irap, che sarà soppressa eliminando la voce lavoro dalla contribuzione Irap. (Ovviamente ne trarranno maggior beneficio le aziende con il maggior numero di addetti;) - 1,9 mld di incentivi triennali per le assunzioni con i contratti a tempo indeterminato; - 3,0 mld per l eliminazione di nuove tasse; milioni di euro di riduzione per 900 mila contribuenti Partite IVA a basso livello di reddito (per uno sconto medio di 900 euro ciascuno), si anticipata così parte del decreto sul riordino del regime dei minimi, previsto nella delega fiscale e si introducono grandi semplificazioni di adempimenti; (In pratica tutte le partite Iva con ricavi da 15mila a 40mila euro ricadranno in un nuovo regime di tassazione semplificato, che otterrà così una serie di sgravi fiscali. Ricordiamo che anche per le partite Iva era prevista l estensione del bonus Irpef degli 80 euro. La misura era stata poi accantonata per mancanza di risorse. Ne possiamo dedurre che questa misura ha costi inferiori. Comunque il regime forfettario per professionisti, mini-imprese e autonomi sarà quindi approvato con la legge di stabilità e non più in un decreto attuativo della delega fiscale. Il regime dei minimi - sarà destinato a cambiare almeno sotto quattro fronti. 1. L aumento della tassazione. L imposta sostitutiva attualmente al 5% è destinata a salire al 15%, a questo punto già a decorrere dall anno d imposta Ciò significa che i versamenti d imposta della prossima estate dovrebbero essere gli ultimi con l aliquota superleggera del 5%. In pratica, è quasi un ritorno al recente passato: il prelievo (comprensivo di Irpef e addizionali, Iva e Irap) si avvicinerà al precedente 20% dei vecchi minimi, cioè il sistema rimasto in vigore fino al 2011, prima che la prima manovra estiva del Governo Berlusconi introducesse la formula del 5% ma anche una serie di regole d accesso molto più severe. 2. L abolizione del limite dei cinque anni, per cui è possibile restare nel regime agevolato senza più vincoli di tempo (naturalmente ferme restando le altre condizioni di permanenza). Di conseguenza chi sarebbe stato destinato a uscire al termine del quinquennio potrà ancora rimanere. Bisogna ricordare che con le regole attuali solo chi ha meno di 35 anni di età può rimanere più dei cinque anni. 3. L istituzione di soglie di ricavi differenziati in base all attività. Per rendere più flessibile il regime sono previste soglie di ricavi differenziate rispetto al tipo di attività svolta. In base alle regole vigenti, la tagliola che porta alla fuoriuscita immediata è fissata a 30mila euro di ricavi o compensi per tutti. Con la modifica il limite oscillerà dai 15mila a 40mila euro, tenendo conto però delle differenze tra le attività svolte dai contribuenti, classificate secondo gli indici Ateco Infine chi avvia una nuova iniziativa produttiva e opta per il nuovo regime forfettizzato avrà il reddito ridotto di un terzo. 5. Lo sconto sui contributi. Non solo uno sconto sulle imposte (anche se minore rispetto ad adesso). 6. Il riordino dei regimi semplificati, o meglio il nuovo regime forfettizzato, porterà in dote anche la possibilità di versare i contributi non più sui minimali ma sul reddito dichiarato.) milioni di euro per rifinanziare a partire dall'anno prossimo il fondo Social card introdotto a 3
4 suo tempo dal ministro Tremonti al fine di sostenere le famiglie; è previsto anche un sostegno economico per i figli fino al terzo anno di età (che Renzi ha quantificato in 80 euro) e per i nuclei familiari più numerosi si prevede, entro fine anno, l esenzione dei ticket milioni per gli investimenti in ricerca e sviluppo, consistente in un credito d imposta sugli investimenti in ricerca e sviluppo e per le imprese il `patent box, un meccanismo di sostegno ai brevetti, con agevolazioni sui guadagni; - 1,5mld per gli ammortizzatori sociali previsti dal Jobs Act. Gli annunciati interventi dovrebbero portare la mano pubblica a prendersi cura dei contributi dei neo assunti per i primi tre anni, proprio quelli che dovrebbero essere più scoperti dalle tutele in merito al contenuto del Jobs Act; - fino ad 1 miliardo per investimenti oltre il patto di stabilità è la forbice concessa ai Comuni che richiedono il rinvio dell obbligo del pareggio di bilancio al 2017; - gli enti locali entro il 31 marzo 2015 devono mettere a punto un "piano operativo" per il taglio delle partecipate attraverso cessioni, accorpamenti e contenimento dei costi anche con il taglio degli stipendi dei dirigenti. Le risorse ottenute sono svincolate dal patto di stabilità interno milioni di euro sono stanziati per il passaggio delle spese dei tribunali dai Comuni allo Stato; - il Fondo per la Giustizia, ottiene una dotazione di 50 milioni di euro nel Le risorse vengono incrementante a 90 milioni nel 2016 e raggiungono quota 120 milioni nel (Tra gli obiettivi il "recupero dell'efficienza del sistema giudiziario" e il "completamento del processo telematico".) milioni di euro sono stanziati per Roma Capitale e per Milano per l'expo; milioni dal 2016 al 2024 per completare gli interventi sui sistemi metropolitani milioni per ciascun anno dal 2017 al 2019 per opere di accesso agli impianti portuali milioni per il fondo di garanzia alle banche che anticiperanno il TFR in busta paga, (che dovrebbe incrementare i consumi e che sarà volontario e riguarderà solo i lavoratori dipendenti del settore privato, con esclusione dei lavoratori domestici e agricoli, che abbiano un rapporto di lavoro da almeno sei mesi presso la stessa azienda. Inoltre non potrà essere richiesto dai dipendenti di aziende sottoposte a procedure concorsuali o dichiarate in stato di crisi.) - 50 milioni sono destinati al contrasto della ludopatia, (la ''malattia'' di chi partecipa in modo compulsivo ai giochi con premi in denaro dilapidando il proprio patrimonio. E' da precisare che i 50 milioni non sono risorse fresche ma indicano le risorse che all'interno di quelle destinate al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale dovranno essere destinate al contrasto della ludopatia;) - aumento di 2 miliardi del Fondo sanitario nazionale, che così passa a circa 112 miliardi nel 2015 (115,4 nel 2016) come sottoscritto da Regioni e governo nel Patto per la Salute, "salvo eventuali rideterminazioni" in attuazione del dl Irpef milioni dal 2015 per l autotrasporto milioni per la prosecuzione degli interventi di manutenzione idraulica e forestale della regione Calabria milioni di euro dal 2015 per le scuole non statali; - 1 mld di euro per il 2015 e 3 miliardi dal 2016 sono assegnati al Ministero della Pubblica Istruzione per le assunzioni nella Scuola e il potenziamento dell alternanza scuola lavoro. (Questo è il plafond che dovrebbe consentire quasi 150mila assunzioni, promesse dal ministro Giannini e dal premier Renzi. Contemporaneamente nel testo della legge di stabilità figura anche il primo stralcio di riforma della scuola, che interverrà con urgenza nell esame di Stato e in particolare sulla composizione delle Commissioni che dovranno essere formate esclusivamente da componenti interni, con unica eccezione del presidente che resterà extra moenia. Le ragioni sono soprattutto economiche in tal modo il Miur risparmierebbe circa mezzo miliardo, la metà di quanto verrà stanziato per regolarizzare i precari. Resta quindi ben poco per il potenziamento dell alternanza scuola lavoro;) milioni di euro sono necessari per mandare in pensione i quattromila Quota 96 che dovevano andare in pensione lo scorso primo settembre; il problema sulla cui soluzione si nutrono poche sperante - è stato oggetto di esame al vertice a Palazzo Chigi (mercoledì 10 dicembre) sul disegno 4
5 di legge di Stabilità 2015 che contiene anche le prime modifiche alla riforma pensioni Fornero, in particolare sulle penalizzazioni della pensione anticipata dei lavoratori precoci e sui tetti alle pensioni d'oro degli alti funzionari di Stato. - il blocco del contratto degli statali viene prorogato fino al 31 dicembre E rinviato fino al 2018, anche il pagamento dell indennità di vacanza contrattuale e il blocco degli automatismi stipendiali per il personale non contrattualizzato; - un miliardo viene destinato ad evitare il blocco degli stipendi a Magistrati, avvocati e procuratori dello Stato, personale militare e diplomatici (che eccezione alla regola sono tirati fuori dal blocco stipendi dei dipendenti pubblici insieme alle forze di polizia che avevano proclamato uno sciopero. Renzi prevede poi una proposta sugli assetti delle forze di polizia nel territorio, poiché cinque apparati sarebbero troppi, in riferimento a Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato;) - con l annullamento degli stanziamenti da 45 milioni per il prossimo anno, costituiti in un apposito fondo presso il Mise, non sono confermati gli incentivi nel 2015 per l'acquisto di auto a basse emissioni con la rottamazione di veicoli usati; - c'è la conferma dell'ecobonus e del bonus ristrutturazioni. Il primo è al 65%, valido anche per i condomini, il secondo al 50%. Entrambi sono rinnovati fino a dicembre 2015; - nell'ambito del piano di razionalizzazione e di riassetto industriale del gruppo", la Rai "può cedere sul mercato attività immobiliari e quote di società partecipate"; - dal 2016 viene cancellato l obbligo della dichiarazione unificata e viene fissato a febbraio il termine per presentare la dichiarazione Iva. Innovata anche la comunicazione dati Iva con una semplificazione che consentirà di tagliare, ogni anno, circa comunicazioni; Vi è infine: - La soppressione dell 'agenzia nazionale giovani le cui funzioni sono attribuite all'ang, e le inerenti risorse di personale, finanziarie e strumentali sono trasferite al ministero del Lavoro milioni, dal 2015, vengono assegnati all'agenzia delle Entrate come "contributo integrativo alle spese di finanziamento". - Le risorse che arriveranno dalle cessioni e dalle valorizzazioni nell'ambito del processo di riassetto industriale di Fs andranno ad incrementare "gli investimenti sulla rete ferroviaria nazionale di Rfi"; - 10 milioni di euro saranno assegnati, dal 2016, a Radio Radicale (Noi riteniamo che le stime sul deficit, quelle sugli incassi derivanti dalla lotta all'evasione fiscale, quelle sulla spending review non possono fondarsi su certezze, mentre assolutamente certe sono le tasse. 3,6 miliardi, che arriveranno da una stretta sulle rendite finanziarie e da un regime impositivo più stringente per le fondazioni finanziarie, 1 miliardo dovranno versare i gestori delle slot machine, a ciò vanno aggiunti i tagli agli Enti locali, ripartiti tra Regioni, Comuni e province e soprattutto le norme di garanzia che prevedono aumenti automatici di tasse in caso di disallineamenti dalle risorse contabilizzate. In sostanza la legge di stabilità non prevede nessuna nuova tassa immediata, ma nuove tasse per domani come le imposte con le quali gli stessi Enti locali si andranno a riprendere i soldi che lo Stato ha sottratto alle loro casse. L informazione main stream non evidenzia poi che i 15 miliardi derivanti dalla spending review, uniti all'operazione "più deficit", sono un rischio che rende certa l applicazione delle clausole di salvaguardia imposte dall'europa che faranno scattare un aumento dell'iva sui carburanti, alimentari base come pasta e latte e anche sulle mense scolastiche.) Non dimentichiamo poi alcune importanti novità previste dalla legge di stabilità: - lo spostamento dell accredito della pensione dal 1 al 10 gennaio avrebbe portato l Inps circa 20 milioni di euro di risparmi l anno e dopo le giuste polemiche è stato limitato solo a chi riceve doppie pensioni. Ci chiediamo dove il Governo ha recuperato il risparmio previsto; - aumenta il regime tributario delle forme pensionistiche complementari finora soggette ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura dell 11,5% aumentata al 20% (prima) (anche se si ipotizza un ulteriore riduzione che ad oggi non è ancora quantificata). 5
6 Le reazioni degli enti interessati sono fondate visto anche che la Costituzione incentiva e tutela il risparmio. Sempre rimanendo sul tema delle pensioni, nelle pieghe della legge di stabilità si cela un raddoppio delle tasse sulle future pensioni dei professionisti mimetizzato mettendo insieme l incremento alla tassazione delle rendite e degli investimenti speculativi, ma denunciato il 23 ottobre dai 19 presidenti delle casse previdenziali dei professionisti (dai medici agli avvocati, dai notai ai commercialisti) che, per protesta, potranno decidere di vendere i titoli di Stato in loro possesso - un patrimonio di circa 8 miliardi - cosa che l autonomia di investimento rende praticabile - e di dirottare questi soldi in altri investimenti. (Nell ultimo vertice del Consiglio dei Ministri del 10 dicembre sembra sia stato deciso di aumentare i prelievi fiscali sulla previdenza privata e complementare, in particolare per le Casse di previdenza dei professionisti le rendite finanziarie subiranno un aumento del prelievo fiscale del 6% (dal 20% al 26% ) che frutterà allo Stato più di 3,5 miliardi di euro e per i fondi di previdenza complementare salirà dall'11,50 al 20 per cento, un aumento di ben 8 punti e mezzo che unitamente all aumento della pressione fiscale sulle fondazioni bancarie dovrebbe fruttare allo Stato molto più di 1 miliardo di euro. Queste misure pongono in dubbio l erogazione delle pensioni future, di sicuro porterà un taglio immediato del 10%. come ha dichiarato il presidente dell'adepp, l'associazione degli enti di previdenza dei professionisti - ma soprattutto se tali aumenti saranno confermati siamo di fronte alla devastazione del sistema previdenziale con effetti pesantissimi sul PIL. Queste misure mettono in contraddizione lo stesso operato del Governo che mentre strangola il sistema previdenziale contemporaneamente sollecita il sistema-previdenza a investire in infrastrutture nel paese. Ricordando poi che nel marzo 2013 l allora presidente dell INPS avvertiva che dal 2015 potrebbero non esserci più i soldi per pagare le pensioni degli italiani. Dichiarazione poi smentita ma che non ci impedisce di notare che il SuperInps dopo la fusione con l Inpdap e l Enpals, ha importato nel bilancio costi aggiuntivi: di 10 miliardi solo lo scorso anno e il suo patrimonio è crollato da 41 a 15,4 mld, ciò è dovuto in parte al buco dell Inpdap addebitabile esclusivamente allo Stato che non paga i contributi dei propri dipendenti, e ne ha scaricato gli effetti sull Inps, in parte effetto dei contributi figurativi ma soprattutto dal continuo calo dell occupazione che ha riflessi immediati sulle casse dell Istituto. A ciò la legge di Stabilità aggiunge l esenzione contributiva per tre anni dei nuovi assunti, l assegno di 960 euro l anno (80 euro mensili) per i nuovi nati, una più alta tassazione sulle entrate finanziarie dell INPS). - Quanto alla decontribuzione per le nuove assunzioni a tempo indeterminato c è da osservare che l'articolo 12 del testo fissa un tetto di euro l'anno. Lo stanziamento dello sgravio è di un miliardo per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017 aggiungendovi le risorse che verranno dalla soppressione degli sconti sulla stabilizzazione degli apprendisti e sull'assunzione di disoccupati da più di 24 mesi, secondo il governo, si arriva a 1,9 miliardi, facendo i conti: Stanziamento annuo Tetto sgravio contributivo N contratti finanziabili Contratti a tempo indeterminato Attivati nel 2013 (dati ministero del lavoro) Contratti che restano fuori , Quindi se le aziende dovessero assumere solo in funzione degli sgravi contributivi dovranno limitare le assunzioni a unità l anno. - Infine all'articolo 45 rubricato "Ulteriori misure di copertura", c'è scritto che tra quattordici mesi l Iva e le accise aumenteranno e non si tratta di una "clausola di salvaguardia", ovvero una misura di sicurezza destinata a scattare solo nel caso in cui altri strumenti, come la spending review, dovessero fallire. Le aliquote Iva del 10% e del 22%, saranno incrementate a decorrere dal primo gennaio del 2016 e siccome la legge di stabilità non fa le cifre di questo aumento sono state fatte alcune ipotesi: un incremento delle aliquote (10 e 22%) di due punti percentuali già dal primo anno comporterebbe alla fine del periodo una perdita di Prodotto interno lordo di 0,7 punti percentuali e una caduta dei consumi di 1,3 punti. 6
7 Se l aumento dell Iva a partire dal gennaio del 2016 dovesse essere confermato nelle versioni definitive della legge di stabilità, è prevedibile che il prossimo anno il governo dovrà iniziare una lunga corsa contro il tempo per mettere a punto una manovra in grado di reperire risorse da altre fonti in grado di scongiurare il balzo delle imposte. Questa sembra essere tutt altro che la più grande manovra di riduzione delle tasse. In sintesi approfondiamo i seguenti argomenti: Pubblica amministrazione. Pubblico impiego. Prorogato fino al 31 dicembre 2015 il blocco economico della contrattazione; rinviato di un anno il pagamento delle indennità di vacanza contrattuale e prorogato fino al 31 dicembre 2015 il blocco degli automatismi stipendiali per il personale non contrattualizzato. Il rinvio di un anno del pagamento dell IVC, previsto a legislazione vigente a decorrere dal 2015 frutterà allo Stato un risparmio complessivo superiore al miliardo e mezzo di euro, circa 300 euro a dipendente nel triennio. Per quanto concerne in generale le amministrazioni pubbliche, si dispongono la riduzione dei trasferimenti dal bilancio dello Stato in favore di enti e organismi pubblici per un importo complessivo pari a 22 milioni di euro nel 2015 e a 21,7 milioni di euro a decorrere dal 2016 e la conferma di misure per il contenimento delle spese di personale nel settore del pubblico impiego. Sono previste alcune misure di razionalizzazione e di contenimento delle spese per il personale pubblico operante a vario titolo all estero (personale dell amministrazione del Ministero degli esteri e personale docente delle scuole italiane all estero) nonché la riduzione, a decorrere dal 2015, dell indennità di ausiliaria per il personale in servizio permanente delle forze armate e delle forze di polizia. Vi sono poi disposizioni concernenti la dismissione di immobili pubblici e di razionalizzazione degli spazi in uso alle amministrazioni pubbliche. Regioni Enti Locali. Per gli anni il contributo delle regioni sale a milioni di euro annui per le regioni ordinarie e a 548 per quelle a statuto speciale, in ambiti di spesa e per importi complessivamente proposti, nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza, in sede di autocoordinamento dalle regioni da recepire con intesa sancita dalla Conferenza Stato-Regioni entro il 31 gennaio In assenza di tale intesa entro il predetto termine, sarà il governo centrale a reperire la stessa somma tra le quote spettanti alle regioni, considerando anche le risorse destinate al finanziamento corrente del Servizio sanitario nazionale. Va segnalata la previsione dell obiettivo del conseguimento del pareggio di bilancio da parte delle regioni, sulla base di quanto dispone la legge n. 243 del 2012 di attuazione del nuovo articolo 81 della Costituzione. Al contenimento della spesa pubblica per gli anni , concorrono anche le province, città metropolitane e comuni (patto di stabilità interno). Per gli enti locali la disciplina del patto di stabilità è confermata, prevedendosi l'aggiornamento della base di riferimento per il calcolo dell'obiettivo del patto di stabilità interno in termini di saldo finanziario; sono peraltro previste per gli enti locali misure volte a disporre una riduzione degli obiettivi finanziari del patto. Sono state introdotte ulteriori misure volte a prevedere una maggiore gradualità nell'applicazione della suddetta normativa. Nel complesso, dunque, l alleggerimento del patto di stabilità per gli enti locali si sostanzia in 1 miliardo di euro annui. Sono state inoltre introdotte misure di flessibilità per gli enti locali che hanno sostenuto oneri per interventi di messa in sicurezza del territorio; nonché l esclusione dall assoggettamento al patto di stabilità per i comuni istituiti a seguito di fusione (dal 2011 in poi) fino a tutto il quarto anno successivo alla fusione stessa. Da ultimo, sono state aggiunte disposizioni per la riorganizzazione delle partecipate locali al fine di ridurre il numero delle società entro il 31 dicembre 2015, sulla base di specifici criteri. Per raggiungere tale obiettivo si prevede l approvazione da parte degli organi di vertice delle amministrazioni interessate di un piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazione entro il 31 marzo Con riferimento alla proiezione internazionale dell Italia figura in primo luogo il rifinanziamento del Fondo per le missioni internazionali, la cui dotazione è incrementata di 850 milioni di euro per il 2015 e il 2016 (articolo 17, comma 12). Inoltre, durante l esame in sede referente è stato elevato il limite massimo degli stanziamenti del Fondo rotativo per le politiche comunitarie, destinabili ad 7
8 azioni di cooperazione allo sviluppo realizzate dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale nell ambito di programmi europei. Nel settore della difesa si registrano interventi concernenti il personale militare e la dismissione di immobili della difesa, nonché misure di razionalizzazione di spesa. Il comparto sicurezza è interessato con misure sul personale delle forze di polizia: in primo luogo è disposta la revisione dell Accordo nazionale quadro di amministrazione delle forze di polizia ad ordinamento civile e delle procedure per la contrattazione decentrata; inoltre, sono rinviate al 1 dicembre 2015 le assunzioni del personale dei corpi di polizia e dei vigili del fuoco, ad eccezione degli allievi agenti di PS del concorso E stato autorizzato lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi banditi nel 2012 e indetti nel 2013 per l assunzione di personale delle forze di polizia in vista di Expo E stata inoltre inserita una disposizione volta a concedere anche alla Polizia di Stato e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco l uso esclusivo dei propri segni distintivi che possono essere dati in uso a terzi tramite contratti di sponsorizzazione. Gli interventi sulla giustizia riguardano l istituzione di un Fondo per il recupero di efficienza del sistema giudiziario e il potenziamento dei relativi servizi, nonché per il completamento del processo telematico e il trasferimento allo Stato dell obbligo di corrispondere le spese per gli uffici giudiziari, attualmente a carico dei comuni. Sono state poste a carico dei privati le spese di notificazione per le controversie di minor valore devolute al giudice di pace, finalizzando i relativi risparmi di spesa alla funzionalità degli uffici per l esecuzione penale esterna. Sono infine previsti tagli a Corte dei conti, Consiglio di Stato, Tar, Csm, Rai e Poste nel contesto della riduzione delle spese di funzionamento per 43 tra enti e organismi pubblici, compresi gli organi costituzionali. La Corte dei conti dovrà fare a meno di 5,9 milioni (su stanziamenti di circa 40 milioni l anno), il Consiglio di Stato e il Tar di 3,2 milioni l anno su poco più di 20, il Consiglio superiore della magistratura di 824mila euro nel 2015, 760mila nel 2016 e 740mila nel 2017 su stanziamenti rispettivamente di 5,3 e 5,1 milioni. Il Consiglio di giustizia amministrativa della Sicilia (l equivalente del Tar) perde 35mila euro. L Istat si vedrà ridurre i trasferimenti, a decorrere dal 2015, per 2 milioni (su 36). Mentre per l Agea la riduzione di risorse sarà di 3 milioni. Perfino l Autorità anticorruzione si vede tagliare 100mila euro dalla dotazione prevista per i prossimi tre anni. Non una cifra enorme, ma certo un taglio emblematico per un governo che ha annunciato di voler concedere superpoteri al magistrato anticamorra chiamato a vigilare sugli appalti. Infine quanto alla riduzione dei finanziamenti dei Patronati e dei CAF ricordiamo che la Corte costituzionale (Sent. n. 42 del 2000) nel dichiarare inammissibile il referendum sulla normativa che prevede tali istituti, ha sancito che gli enti di patronato quali persone giuridiche di diritto privato, rispondono a una precisa finalità dettata dall art. 38 della Costituzione. Quanto al preteso finanziamento, se si esaminasse il flusso di denaro per i patronati si potrebbe facilmente verificare, dai bilanci depositati, come il finanziamento pubblico sia notevolmente insufficiente a coprire tutte le voci di spesa degli istituti che sono sistematicamente ripianate dagli sforzi finanziari delle organizzazioni promotrici. Già nel 2010 fu compiuto un taglio del finanziamento. Ma oggi riteniamo utile precisare che se dovesse ripetersi sarebbe illegittimo porlo a beneficio del bilancio dello Stato, trattandosi non di tributi, ma di quote di contributi obbligatori che, ove ridotte, dovranno essere restituite al monte contributi. Si tratterebbe comunque non di una operazione a danno dei sindacati ma dei lavoratori, soprattutto di quelli meno retribuiti. I patronati come i CAAF (centri autorizzati di assistenza fiscale) hanno il fine di agevolare lavoratori, pensionati e questi ultimi particolarmente nell adempimento degli obblighi fiscali, e migliorare la collaborazione tra contribuenti e fisco nella fase di predisposizione e presentazione delle dichiarazioni fiscali. I CAAF per ogni singola dichiarazione dei redditi (co. 4 dell art. 34 del d. lgs. 241 del 1997) ricevono un compenso a carico dello Stato che originariamente era di lire per ciascuna dichiarazione elaborata e trasmessa, quota in seguito riformulata nel valore di 14,00 euro per ciascuna dichiarazione elaborata e trasmessa (anziché 16,29 euro come previsto dal DM del 14 giugno 2011), e nel valore di 26,00 euro per l elaborazione e la trasmissione dei modelli 730 in forma congiunta (anziché 32,58 euro). 8
9 Queste operazioni sono a beneficio del cittadino ma anche dello Stato al quale questi uffici assicurano la correttezza delle operazioni svolte. Sulla base della considerazione che il destinatario ultimo del compenso non è tanto il C.A.F., quanto il contribuente che ottiene gratuitamente un servizio, si sostiene l opportunità di prevedere una contribuzione da parte del beneficiario, senza peraltro rendersi conto che più che un contributo diventerebbe un vero e proprio ticket sulle tasse particolarmente inopportuno per un Governo normale. Sanità. Le norme più importanti sono quelle relative al finanziamento della sanità, sulle quali, apparentemente, non vi sono sorprese perché si confermano le cifre del Patto per la salute senza togliere risorse al Ssn. In verità però sono da verificare le ricadute sui servizi a seguito del taglio di 4 miliardi ai budget regionali che costituisce uno degli asset di spending review dell intera manovra. E che la sanità debba essere comunque colpita dai tagli lo testimonia la clausola di salvaguardia all eventuale mancato sfoltimento delle Regioni ai propri bilanci, che prevede la possibilità di mettere mano d ufficio al fondo sanitario per ridurlo in proporzione ai mancati risparmi regionali. In attuazione del Patto per la salute il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale è stabilito in euro per l'anno 2015 e in euro per l'anno Eventuali risparmi nella gestione del Servizio sanitario nazionale effettuati dalle regioni rimangono nelle loro disponibilità per finalità sanitarie. A decorrere dall'anno 2015, gli importi previsti in favore degli hanseniani, per il programma di prevenzione e lotta contro l'aids, per le disposizioni urgenti in materia sanitaria e per gli stranieri, confluiscono nella quota indistinta del fabbisogno sanitario standard nazionale (per una spesa complessiva di oltre 180 mln). A decorrere dall'anno 2015 gli importi derivanti dall'assegnazione delle borse di studio ai medici di medicina generale che partecipano ai corsi di formazione specifica (38,735 mln), quelli destinati all'assistenza sanitaria per gli stranieri non iscritti al Ssn (30,990 mln) e quelli destinati alla riqualificazione dell'assistenza sanitaria e attività libero-professionale (per un valore massimo di 41,317 mln), sono ripartiti annualmente all'atto della ripartizione delle somme spettanti alle Regioni a titolo di finanziamento della quota indistinta del fabbisogno sanitario standard regionale. I riparti dei seguenti importi devono tenere conto di eventuali modifiche dei relativi criteri: importo destinato al finanziamento del trasferimento al Ssn della sanità penitenziaria (6,680 mln), importo destinato al finanziamento delle funzioni trasferite al Ssn in applicazione del riordino della medicina penitenziaria, importo destinato al finanziamento degli oneri previsti per il definitivo superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari. Per l'avvio dell'implementazione dei flussi informativi per il monitoraggio delle prestazioni erogate nell'ambito dell'assistenza primaria, è autorizzata la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2015, nello stato di previsione del Ministero della salute. Definizione di ruoli, competenze, relazioni professionali, responsabilità individuali e di equipe su compiti, funzioni ed obiettivi, delle professioni sanitarie infermieristiche-ostetrica, tecniche della riabilitazione e della prevenzione, anche attraverso percorsi formativi complementari. Viene stabilito che l'accertamento da parte della regione del mancato conseguimento degli obiettivi di salute e assistenziali costituisce per il direttore generale grave inadempimento contrattuale e comporta la decadenza automatica dello stesso. La verifica del conseguimento, da parte dei direttori generali, degli obiettivi di salute e assistenziali, costituisce adempimento ai fini dell'accesso al finanziamento integrativo del Ssn, ed è effettuata nell'ambito del Comitato permanente per la verifica dell'erogazione dei Lea. La nomina a commissario ad acta è incompatibile con l'affidamento o la prosecuzione di qualsiasi incarico istituzionale, presso la Regione soggetta a commissariamento. Il commissario deve possedere un curriculum che evidenzi qualificate e comprovate professionalità ed esperienza di gestione sanitaria anche in base ai risultati in precedenza conseguiti. Sarà compito del commissario ad acta, in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi del Piano di rientro specificati nei singoli 9
10 contratti dei Direttori generali, proporre la decadenza degli stessi, dei direttori amministrativi e sanitari degli enti del Ssr, con provvedimento motivato. Le Regioni dovranno provvedere al riordino degli Istituti zooprofilattici sperimentali entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge di stabilità. In caso di mancato rispetto del termine stabilito dal comma 245, il Ministro della salute dovrà provvedere a nominare un commissario. Le disposizioni 1 che prevedevano che le spese del personale non superassero per il triennio il corrispondente ammontare dell anno 2004 diminuito dell 1,4 per cento, vengono prorogate a ciascuno degli anni dal 2013 al A tale fine si considerano anche le spese per il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato, con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, o che presta servizio con altre forme di rapporto di lavoro flessibile o con convenzioni. Entro il 31 dicembre 2015 l'aifa, sulla base delle valutazioni della Commissione consultiva tecnicoscientifica e del Comitato prezzi e rimborso, provvede ad una revisione straordinaria del Prontuario farmaceutico nazionale sulla base del criterio costo/beneficio e efficacia terapeutica, prevedendo anche dei prezzi di riferimento per categorie terapeutiche omogenee. Si prevede la definizione di una rete di comunicazione dedicata alla dispositivo-vigilanza che consenta lo scambio tempestivo e capillare delle informazioni riguardanti incidenti che coinvolgono dispositivi medici. Per promuovere il razionale uso dei dispositivi medici sulla base del principio costo-efficacia, il Ministero della salute, avvalendosi di Agenas e di Aifa, provvede a definire, attraverso l'istituzione di una cabina di regia, le priorità ai fini assistenziali; individuare i requisiti indispensabili per l'acquisizione dei dispositivi medici a livello nazionale, regionale e intra-regionale o aziendale, e a indicare gli elementi per la classificazione dei dispositivi medici in categorie omogenee per l'individuazione dei prezzi di riferimento; istituire una rete nazionale, coordinata da Agenas, di collaborazione tra regioni per la definizione e per l'utilizzo di strumenti per il governo dei dispositivi medici e per l'hta. Per garantire un equo e omogeneo accesso ai medicinali innovativi o di eccezionale rilevanza terapeutica, l'aifa predispone valutazioni di Hta volte a individuare percorsi farmaco-terapeutici in grado di garantire l'impiego efficiente e costo-efficace delle risorse disponibili. Viene abrogato il limite d'età a 65 anni per i titolari di farmacie private. Le tariffe a carico delle aziende titolari per il rilascio dei provvedimenti di rinnovo dell'autorizzazione all'immissione in commercio dei medicinali omeopatici, vengono fissate in 88 euro per i medicinali unitari, indipendentemente dalle diluizioni e dalla forma farmaceutica, e in euro per i medicinali complessi, sempre indipendentemente dal numero dei componenti e dalla forma farmaceutica. Entro il 31 marzo 2015, spetterà all'aifa individuare, con proprio provvedimento, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, la documentazione necessaria per il rinnovo dell'autorizzazione all'immissione in commercio di questi medicinali. Al fine della razionalizzazione, distribuzione e contenimento della spesa farmaceutica, incarica Ministero della Salute e Mef di emanare un decreto per determinare le modalità per la produzione e distribuzione dei farmaci anche in forma di monodose. Al fine di potenziare le misure di sorveglianza e di contrasto delle malattie infettive e diffusive nel territorio nazionale e di rafforzare i livelli di controllo di profilassi internazionale allo scopo di salvaguardare la collettività da rischi per la salute, l'autorizzazione per il Ministero della Salute a dotarsi degli strumenti e delle risorse sanitarie necessari a potenziare le attività di prevenzione e di contrasto delle malattie infettive e diffusive nel territorio nazionale, anche mediante l'acquisto di idonei dispositivi medici e presìdi medico-chirurgici e la predisposizione di spazi adeguatamente allestiti per fronteggiare le emergenze sanitarie. A tale fine è autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per il 2015 e di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dal Al fine di garantire l'avvio delle attività nell'unità per alto isolamento dell'istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, costituita per fare fronte a situazioni di emergenza 1 legge n. 191/2009 (Tremonti), 10
11 biologica a livello nazionale e internazionale, viene autorizzato l'incremento del Fondo di cui all'articolo 12, comma 2, del 502, e successive modificazioni, decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. mediante un contributo straordinario in conto capitale di 2 milioni di euro per l'anno 2015 e di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2016 e Ai fini della concessione del predetto contributo, l'istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani dovrà presentare al Ministero della salute il piano di sviluppo dell'unità di alto isolamento. Il contributo è erogato previa approvazione del predetto piano da parte della sezione ricerca del Comitato tecnico sanitario del Ministero della salute. Sono anche previste misure per favorire il trasferimento delle risorse da parte delle regioni agli enti del Ssn e a decorrere dall'anno 2015 la percentuale del 90% è rideterminata al valore del 95% e la restante quota deve essere erogata al Ssr entro il 31 marzo dell'anno successivo Nell'ambito delle risorse destinate al finanziamento del Ssn, a decorrere dall'anno 2015, una quota pari a 50 milioni di euro è annualmente destinata alla cura delle patologie connesse alla dipendenza da gioco d'azzardo. Una quota di queste risorse, nel limite di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017, è destinata alla sperimentazione di modalità di controllo dei soggetti a rischio di patologia, mediante l adozione di software che consentano al giocatore di monitorare il proprio comportamento generando conseguentemente appositi messaggi di allerta. Il Ministero della Salute dovrà poi adottare, d'intesa con la Conferenza Stato Regioni, linee di azione per garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette dal gioco d azzardo patologico (GAP). Sempre il Ministero della Salute, entro tre mesi dall'entrata in vigore della legge, dovrà rivedere la composizione dell Osservatorio, assicurando la presenza di esperti in materia, di rappresentanti delle regioni e degli enti locali, nonché delle associazioni operanti nel settore. Per gli indennizzi ai soggetti danneggiati da emotrasfusioni, a decorrere dal 1 gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2014 e degli oneri derivanti dal pagamento degli arretrati della rivalutazione dell'indennità integrativa speciale fino al 31 dicembre 2011, si attribuisce alle Regioni un contributo di 100 milioni di euro per l'anno 2015, di 200 milioni di euro per l'anno 2016 e di 289 milioni di euro per l'anno 2017 e 146 milioni di euro per l'anno Scuola e Università. Il Fondo di finanziamento ordinario per gli atenei viene ridotto di 34 milioni di euro, quello per gli enti di ricerca di 42 milioni: in entrambi i casi un importo considerato pari all incremento di efficienza atteso nell acquisto di beni e serviziper gli atenei, è prevista un aggiunta di 100 milioni al Fondo per il finanziamento ordinario. Ai policlinici delle università private vanno invece 52,5 milioni. Per la Scuola è presente un Fondo per le misure del Piano della Buona Scuola, esplicitamente però dedicato al tema dei precari e dell alternanza scuola-lavoro. Il miliardo stanziato per il 2015 è infatti poco meno di quanto previsto dal Piano per la sola stabilizzazione dei precari. Gli interventi previsti nel Piano sul fronte dell innovazione e del digitale (dalla formazione dei docenti all infrastrutturazione delle scuole) sono citati ma non correlati a stanziamenti. Sono presenti, invece, nella legge di Bilancio, poco più di 2 milioni l anno per il Piano Scuola Digitale (ma non è identificata la destinazione delle poche risorse previste) e poco più di un milione per la formazione generale dei docenti (che sono circa ottocentomila). Sostanzialmente nelle politiche relative a scuola, università e ricerca si riscontrano, in primo luogo, interventi per il contenimento della spesa pubblica, anche attraverso azioni di razionalizzazione (quali la riduzione del personale degli uffici di diretta collaborazione) e modifiche ordinamentali (quali il divieto di conferire supplenze brevi per il primo giorno di assenza dei docenti e limitazioni alla possibilità di collocare fuori ruolo docenti e dirigenti scolastici). Vi sono anche interventi di finanziamento, con la creazione di un nuovo Fondo nello stato di previsione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, denominato "Fondo La Buona Scuola" finalizzato, a seguito delle modifiche in sede referente, anche ad un piano di assunzioni, alla formazione dei docenti e al potenziamento dell alternanza scuola-lavoro). Vi è poi una disposizione volta a ridefinire la composizione delle commissioni per gli esami di maturità. L articolo 3 infatti istituisce il fondo da cui la riforma dovrà attingere e che prevede un miliardo nel 2015 (4 mesi) e tre nel 2016 e altri tre nel Queste risorse a disposizione devono servire per 11
12 stabilizzare 150 mila precari docenti e non docenti, potenziare l alternanza scuola-lavoro per la cui realizzazione sono stati quantificati 100 milioni di euro e la connessione digitale degli istituti il cui costo si aggira su 10 milioni di euro che dovrebbe essere coperto utilizzando una parte del risparmio relativo ad una riduzione di organico previsto di circa 2mila unità di personale ATA. Le assunzioni sono finalizzate a realizzare l organico funzionale e dotare le reti di scuole, del numero di docenti necessari sia allo svolgimento dell attività didattica sia al potenziamento dell offerta formativa a sostegno di attività aggiuntive e di progetti complementari. In tal modo il governo prevede anche di ridurre il numero di supplenze annuali a garanzia della continuità didattica e contribuirà a costituire un contingente stabile di docenti a disposizione delle scuole. Ciò in conformità con quanto richiesto anche a livello europeo (procedura d infrazione sul lavoro a tempo determinato in merito alla quale l Italia è stata condannata dalla Corte di Giustizia Europea) e per eliminare un ricorso reiterato dello strumento dei contratti a termine, ristabilendo il principio costituzionale dell accesso all insegnamento esclusivamente attraverso concorso pubblico. Purtroppo la condanna inflitta dalla Corte di Giustizia europea obbliga l Italia all assunzione di altri centomila precari per cui il principio costituzionale dell accesso rimarrà inapplicato e per lungo tempo. E da precisare che il ddl prevede l assunzione dei vincitori e degli idonei del concorso del 2012 e dei docenti iscritti nelle Graduatorie ad Esaurimento nel limite delle risorse disponibili, quindi le assunzioni saranno sicuramente inferiori ai previsti 150 mila. Sarà inoltre da verificare l effetto che avrà la sentenza della Corte di Giustizia Europea sull organico delle scuole. Comunque calcolando 150 mila assunzioni e considerando che gli stipendi del Comparto Scuola si aggirano su una media stipendiale di euro annui gli stanziamenti non saranno sufficienti alla stabilizzazione dei 150 mila precari, ne servirebbero 1,25 e nel ,7 senza contare gli aumenti connessi agli anni di supplenza effettuati che influiscono sui livelli d inquadramento. Tenendo conto delle cifre stanziate nel 2015 potranno essere assunti 130 mila precari, che nel 2016 e 2017 caleranno a 120 mila dovendo detrarre le cifre già impegnate per l alternanza scuola lavoro e per la connessione digitale degli istituti. Evidenziamo anche che buona parte delle somme impiegate derivano da tagli realizzati nello stesso comparto, e nei campi più disparati (incluso quello stesso dell alternanza scuola-lavoro), seguendo il solo criterio di far cassa. Infine l articolo sulla Buona Scuola andrebbe letto insieme a quello dei tagli al Ministero della pubblica Istruzione di cui al successivo art. 28 che prevede nel 2015 un taglio delle spese del Miur di 250 milioni di euro e riguarderà: i collaboratori dei dirigenti scolatici, le supplenze brevi del personale Ata con un risparmio di circa 65 milioni di euro, riduzione di 2000 unità del personale amministrativo, tecnico e ausiliario con 50 milioni di risparmio, le supplenze dei docenti con un risparmio stimato di circa 135 milioni, riduzione di esoneri, comandi e distaccamenti, per un risparmio di 140 milioni di euro. Lavoro. In materia di occupazione si prevedono uno sgravio contributivo per le assunzioni con contratto a tempo indeterminato e la costituzione di un fondo aumentato a 2,4 miliardi di euro a decorrere dal 2015 per gli oneri derivanti dall attuazione del disegno di legge-delega in materia di lavoro. E stata introdotta una disposizione che riconosce sgravi contributivi ai datori di lavoro che abbiano assunto lavoratori in mobilità licenziati da imprese con meno di 15 dipendenti. Per i prossimi tre anni, sono messi a disposizione 2,1 i miliardi per la detassazione dei salari di produttività, divisi in 950 milioni per il 2013, un miliardo per l anno successivo e 200 milioni nel 2015, sempre che il relativo decreto verrà varato entro il 15 gennaio, altrimenti queste risorse verranno dirottate all aumento della produttività. Per la riduzione del cuneo fiscale viene messo a punto un Fondo della Presidenza del Consiglio mirato anche alla definizione di crediti d imposta per ricerca e sviluppo alle realtà che si appoggiano a organismi universitari o specializzati in ricerca. 12
13 Sempre in relazione al lavoro si segnala l Irap, l imposta regionale sulle attività produttive, su cui il governo ha rimescolato le carte giocando con incassi retroattivi e deduzioni a venire. E così dalla base imponibile sarà interamente deducibile il costo del lavoro, che ne costituisce almeno il 50 per cento. Un bel risparmio per le imprese, dunque, ma con effetto a partire dal 2015, mentre per tutto il 2014 sono state ripristinate retroattivamente le aliquote Irap che il decreto Irpef dello scorso aprile aveva ridotto del 10 per cento. Così le imprese industriali e commerciali la vedranno tornare dal 3,5 al 3,9%, le banche dal 4,2 al 4,65%, le assicurazioni dal 5,3 al 5,9 per cento, le società concessionarie dal 3,8 al 4,2%. L ennesima violazione dello Statuto del contribuente che non ammette norme fiscali valide per il passato. E senza contare le eventuali addizionali stabilite dalla singole Regioni. Il taglio della componente lavoro andrà dunque calcolato sull ammontare risultante dalle vecchie e più alte percentuali e considerando che si applica solo per le uscite del personale a tempo indeterminato, sarà avvantaggiato chi ha molti dipendenti stabili. Mentre chi si avvale solo o soprattutto di personale a tempo determinato e collaboratori ci rimetterà. Il risparmio per le casse di un azienda industriale sarà di circa 800 euro per ogni lavoratore a tempo indeterminato con una retribuzione annua lorda di 30mila euro. L agevolazione varrà di più, inevitabilmente, per gli istituti di credito e le altre imprese che con il regime attuale pagano in media un Irap più pesante. La relazione tecnica non conferma i 6,5 miliardi l anno di riduzione del carico fiscale citati dal premier Renzi il 13 ottobre durante l assemblea di Confindustria a Bergamo poiché la cifra stimata dalla RGS è di 2,7 miliardi per il 2015 e 5,6 miliardi l anno per ognuno degli anni 2016, 2017 e 2018 al netto della compensazione iniziale proveniente proprio con gli incassi dell Irap retroattivi stimati in 2 miliardi nel solo Pensioni TFR e Previdenza: si potrà andare in Pensione anticipata senza le penalizzazioni previste dalla Riforma Fornero, che decurtavano la pensione, corrisposta in anticipo rispetto ai richiesti 62 anni, dell 1% per i primi 2 anni e 2% per i successivi anni di anticipo sui 62. La misura riguarda chi lascia il lavoro con anzianità contributiva di 42 anni e mezzo se uomo, di 41 e mezzo se donna, prima di aver raggiunto 62 anni d'età. Con questa correzione si cancella la cosiddetta «prestazione effettiva di lavoro», come base di calcolo per il requisito. L obiettivo dichiarato è di tornare alle penalizzazioni per chi anticipa l'uscita pensionistica ma solo se l'assegno sarà superiore a sette volte il minimo (3.500 euro lordi). I fondi pensione delle Casse previdenziali subiranno un innalzamento dell aliquota di tassazione da gennaio. La percentuale, però, salirà realmente al 26% per effetto della cessazione da dicembre di un agevolazione del 6% concessa finora alle casse private. La manovra interessa due milioni di professionisti, penalizzerà le nuove generazioni la cui prospettiva pensionistica si assottiglierà ulteriormente a vantaggio nell immediato delle casse dello Stato. Senza contare che la misura rischia di mettere a dura prova il precario equilibrio degli enti previdenziali privati. Nelle casse dello Stato entreranno 450 milioni nel 2015 per arrivare a 480 l anno successivo, spingerà le Casse a riconsiderare le scelte di investimento in funzione del rapporto rischiorendimento. Si prevede in via sperimentale per il periodo 1 marzo giugno 2018, che i lavoratori dipendenti del settore privato, possano chiedere l erogazione in busta paga delle quote di TFR maturando, con sottoposizione al regime di tassazione ordinaria. La misura comporta un incremento della tassazione del risparmio previdenziale, con l innalzamento dell aliquota di tassazione dall 11,5 al 20 per cento per i fondi pensione e dall 11 al 17 per cento per la rivalutazione del TFR. E stato introdotto, inoltre, un limite ai trattamenti pensionistici, prevedendo che questi (inclusi quelli in essere) non possano eccedere l importo che sarebbe stato liquidato secondo le regole di calcolo vigenti prima dell entrata in vigore della riforma pensionistica. La questione TFR richiede un approfondimento. 13
14 L anticipo del Tfr è una delle operazioni più conservatrici in ambito di politica occupazionale e di welfare registrate negli ultimi anni. E un provvedimento che grida vendetta, in primis da parte dei giovani lavoratori, innanzitutto quelli che hanno maturato pochissimi anni di contributi sanno fin d ora che una pensione non la vedranno mai. Il governo con questa norma manifesta di voler cancellare anche l unica residua assicurazione sul futuro dei lavoratori, la sola seppur limitata salvaguardia in caso di licenziamento o di conclusione del contratto, il Trattamento di fine rapporto. Mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del TFR andassero subito in busta paga mensilmente - ha scritto il presidente del Consiglio - lo scopo di questa misura, ammette è quello di continuare sulla filosofia che ha permesso di erogare gli 80 euro in busta paga ai lavoratori con redditi al di sotto dei 24mila euro lordi. E cioè si tradurrebbe in un raddoppio dell operazione 80 euro - scrive il governo - più possibilità d acquisto, un altro tassello verso il modello Italia: noi infatti abbiamo scelto di non ridurre i salari, come hanno fatto altri paesi, ma di fare le riforme per creare competitività. Insieme a questo proposito del governo, spiega il premier, ci sarebbe anche un altra esigenza di tipo più pratico di supporto alle Pmi in deficit di liquidità: il problema - conferma il premier - è evitare di affossare la liquidità delle piccole medie imprese che potrebbero soffrire la necessità di pagare subito la mensilità in più. Anche la Banca d Italia esprime perplessità sulla disposizione perché mette a rischio le pensioni e in un'audizione alle commissioni Bilancio della Camera e del Senato il vice direttore generale Luigi Federico Signorini ha spiegato che "lo smobilizzo del Tfr maturando inciderebbe negativamente sulla capacita' della previdenza complementare di integrare il sistema pensionistico pubblico, che in prospettiva presenta bassi tassi di sostituzione, soprattutto per i giovani, mediamente piu' soggetti a vincoli di liquidità. L'adesione dei lavoratori a basso reddito all'iniziativa aggrava il rischio che questi abbiano in futuro pensioni non adeguate". Osserviamo che gli anni di mancata contribuzione al fondo pensione, o di mancata capitalizzazione in azienda, sicuramente peseranno sfavorevolmente al momento di lasciare il lavoro, soprattutto per i lavoratori dipendenti che hanno i redditi più bassi, per i quali la differenza di reddito tra l ultimo stipendio e la prima pensione, che oggi è poco sopra il 70% sarà particolarmente penalizzante, e vi si aggiunge poi il «costo» di una pensione integrativa o di liquidazione più bassa. Infine è anche da considerare il peso fiscale, che trasferendo il TFR in busta paga diventa sensibilmente superiore perché tassato ad aliquota marginale, che in funzione del reddito dichiarato può arrivare anche al 43%. Gli effetti della tassazione sono stati evidenziati dall associazione dei consulenti del lavoro in questa tabella per la Stampa: L operazione non conviene neanche per i dipendenti con retribuzioni al di sotto dei 15 mila euro e assoggettate ad un aliquota Irpef del 23 percento, perché, con l aumento del reddito conseguente all anticipo del trattamento di fine rapporto nello stipendio, diminuirebbero le detrazioni da lavoro dipendente e quindi «l aliquota effettiva sul Tfr in busta paga salirebbe al 27,5%». Nella successiva tabella mettiamo sono calcolate le perdite conseguenti al trasferimento del tfr in busta paga TFR CALCOLO TFR TFR in busta paga 14
15 RETRIBUZION E ANNUA ALIQUOT A % TFR ANNU O NETTO ALIQUOT A TFR ANNU O NETTO PERDIT E ANNUE PERDITE PERIOD O La possibilità di trasferire il TFR in busta paga a fronte di una immediata possibilità di incremento stipendiale costa al lavoratore in termini di maggior prelievo fiscale che oscilla da 3 ai 5,5 punti percentuali e di diminuzione dell accantonamento che incide anche sulla disponibilità dell imprenditore. Sembra essere una manovra che dietro l aspetto allettante di un aumento in busta paga nasconde la vera convenienza per le banche, che anticiperanno il mancato Tfr agli imprenditori e soprattutto al Fisco che lo sottopone a tassazione ordinaria. L aumento medio nello stipendio con il trasferimento del TFR in busta paga è di circa il 4,5%. In termini assoluti,: su uno stipendio lordo di 1550 euro l aumento è di 55 euro. Si calcola che mediamente il TFR in busta paga porta un aumento di euro ogni 500 euro di stipendio; euro ogni 1300 euro. Non sembrano cifre in grado di ridare slancio all economia anche perché non saranno molti i dipendenti che chiederanno il trasferimento totale del trf in busta paga. E però da considerare che il trasferimento del TFR in busta paga incide sui seguenti aspetti: Suddivisione TFR TFR Mld di imprese 9,9 Privati Inps 6,3 Pubblici Inps 5,5 Fondi 5,3 pensione TOTALE 26,9 Flusso annuo del TFR Miliardi di Aziende con meno di 50 dip Fondo Tesoreria Inps Fondi pensione 11,00 6,00 5,50 Totale
16 Noi evidenziamo che vi è quindi un flusso totale annuo di TFR di 20, 23 miliardi di euro, che potrebbe portare fino a 4,5 miliardi di euro al fisco. Nella seguente tabella calcoliamo per due livelli di reddito, due ipotesi di trasferimento del trf in busta paga. Ipotesi trasf. 100% Ipotesi trasf. 50% reddito annuo Aliquota IRPEF su TFR (val.%) ,1 23,0 24,1 TFR Lordo IRPEF TFR netto mensile TFR netto annuo Risulta evidente che la norma, apparentemente pensata a beneficio dei lavoratori, risulta essere ad esclusivo vantaggio del fisco che incassa cifre più che doppie rispetto a quelle dei lavoratori. Inoltre questa norma ha effetti sul piano macroeconomico, che sono limitati sul PIL sui consumi e sulle retribuzioni ma hanno effetti positivi maggiori sul gettito fiscale. Gli effetti del TFR in busta paga nelle varie ipotesi di utilizzo (dal 100% al 30%): TFR anticipato In mld di % sul monte Retribuzi oni % sui consumi % sul PIL 24,3 5,0 2,6 1,6 5,6 17,0 3,5 1,8 1,1 3,9 12,1 2,5 1,3 0,8 2,8 7,3 1,5 0,8 0,5 1,7 Gettito fiscale In mld di Anche in questo caso risalta agli occhi che il fisco ha il maggior guadagno. La Ragioneria dello Stato ha ipotizzato che una percentuale crescente del flusso di TFR (circa 20,1 mld di euro annui 2 ) verrà dirottato in busta paga in ragione della dimensione di impresa (il 40% con riferimento alle imprese con un numero di addetti inferiore a 10, il 50% con riferimento alle imprese con un numero di addetti pari o superiore a 10 e inferiore a 50, e il 60% con riferimento alle imprese con un numero di addetti pari o superiore a 50). Sulla base della stima della progressiva applicazione della disposizione derivano i seguenti effetti finanziari. 2 Di cui circa 5,3 mld sono destinati alla previdenza complementare, circa 5,6 mld annui sono destinati come contributo previdenziale al Fondo TFR presso la tesoreria gestito dall INPS per i lavoratori presso le imprese con un numero di addetti alle dipendenze pari o superiore a 50, circa 9,2 mld sono accantonati annualmente presso le imprese con un numero di addetti alle dipendenze inferiore a 50 (di cui circa 4,3 mld di euro si stima presso le imprese con un numero di addetti alle dipendenze inferiore a
17 Più che un proclamato rilancio dei consumi è un vero e proprio rilancio del prelievo fiscale, e soprattutto una ulteriore mazzata alla previdenza complementare. A nostro avviso i dipendenti dovranno essere coscienti del fatto che i problemi connessi a questa norma consistono non solo in un regalo al fisco ma anche in una diminuzione della pensione integrativa e, per di più la norma procurerà all Inps un buco di 3 miliardi di euro, che sarà coperto da un aumento della pressione fiscale sempre a carico dei lavoratori. Infine si riduce il Tfr che resta alle imprese e che è utilizzato in parte (7%) dalle PMI per investimenti, pagamento tasse e saldo fornitori. Risulta quindi evidente che questa misura opera un vero e proprio trasferimento della massa contributiva al fisco. Welfare. Le risorse per i nuovi ammortizzatori salgono a 2 miliardi e, approvata la legge delega sul Jobs Act, la legge di stabilità 2015 provvede a stanziare i fondi necessari alla riforma degli ammortizzatori sociali. Tuttavia non si ha conoscenza del nuovo assetto di questi strumenti che sarà definito nella riforma del lavoro. Il documento istituisce, presso il ministero del Lavoro, un fondo apposito con una dotazione di 2 miliardi a partire dal Nella cifra, rientra anche il finanziamento degli ammortizzatori in deroga, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive. Nel dettaglio, la relazione tecnica allegata al testo di legge stima che si spenderanno 1,5 miliardi per finanziare la maggiore spesa derivante dalla riforma degli ammortizzatori sociali. Gli altri 500 milioni, invece, saranno destinati alla contribuzione figurativa, in caso di sospensione del lavoro. Per avere un idea delle cifre su cui la legge interviene, ricordiamo che nel 2013, l Inps aveva versato 23 miliardi di euro per gli ammortizzatori sociali, tra cassa integrazione, mobilità, assegni di disoccupazione Aspi: di questi, 9 miliardi erano contributivi figurativi. Famiglie. Si interviene sia con misure più specificamente destinate ai nuclei familiari, quali la corresponsione, a determinate condizioni di reddito, di un assegno per i nuovi nati (la platea dei destinatari e le modalità di fruizione sono state modificate rispetto al testo originale) sia con il finanziamento di alcuni Fondi con finalità sociali (si è intervenuti per incrementare il Fondo per le non autosufficienze e il Fondo nazionale per le politiche ed i servizi dell asilo) e per il contrasto a patologie con un costo sociale elevato, quali la ludopatia (una quota dello stanziamento è stata 17
18 finalizzata alla sperimentazione di software per monitorare il comportamento del giocatore), sia infine con la previsione di benefici fiscali per le erogazioni liberali a favore delle ONLUS. Le risorse insufficienti e nuovi paletti hanno colpito il bonus bebè ovvero l assegno di 80 euro al mese per i nuovi nati pubblicizzato da Renzi, che varrà per ogni figlio nato o adottato dall 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017 e sarà versato fino al compimento del terzo anno d età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo. Ne hanno diritto le famiglie con un reddito complessivo non superiore a 90mila euro, che non lo riceveranno però automaticamente ma dovranno fare richiesta all Inps. I fondi stanziati per finanziarlo sono 202 milioni di inferiori ai 500 milioni previsti, per il 2015, e diventeranno 607 nel 2016, 1,012 miliardi nel 2017 e 2018, 607 milioni nel 2019 e 202 nel Dai primi calcoli, e pur tenendo conto del paletto del reddito, la cifra appare troppo bassa, visto che ogni anno in Italia nascono oltre 500mila bambini. In ogni caso presso il ministero dell Economia verrà istituito un fondo da 298 milioni per il 2015 da destinare ad interventi a favore della famiglia, da cui pescare in caso di necessità. A dicembre con la revisione della compartecipazione alla spesa sanitaria, con 500 milioni destinati al Fondo Famiglie dalla Legge di Stabilità 2015 arriverà un bonus famiglie numerose, agevolazioni e detrazioni figli a carico, esenzione ticket sui farmaci per i nuclei familiari con figli. La platea di contribuenti a cui sarà destinato il bonus, verosimilmente a partire dal 1 gennaio dovrebbe essere la stessa che ha beneficiato del bonus degli 80 euro IRPEF, anche se le modalità di erogazione del fondo sono ancora tutte da definire (si parla di utilizzare una procedura simile a quella utilizzata per social card in funzione dei requisiti del nuovo ISEE 2015 precompilato convalidato dall'inps). Tra le ultime agevolazioni, introdotte a seguito del passaggio della Legge alla Camera il cui testo ora torna al Senato, c'è un nuovo bonus acquisti per famiglie con 4 figli da 1000 euro. Tale bonus, riservato a circa 45 mila nuclei familiari che hanno da 4 a più figli, avrà come tetto ISEE una soglia inferiore a euro annui, consiste nell'erogazione di mille euro in buoni per l acquisto di beni e servizi ai figli minori. Le modalità di erogazione del bonus acquisti 2015 famiglie numerose, saranno definite con il decreto attuativo. All'Autorità garante per l'infanzia sono stati messi a disposizione euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e Il Fondo per la distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti ha avuto una dotazione di 8 milioni. Il Fondo per le non autosufficienze aveva uno stanziamento di 250 milioni, che è riconfermato a decorrere dall'anno 2016, mentre per il 2015 si stanziano 400 milioni, che sono trasferiti dalla riduzione fondo per la famiglia che passa da 298 milioni a 148 milioni di euro. Tasse. Le misure di carattere fiscale e di sostegno al sistema produttivo intendono, da un lato, alleggerire l imposizione sul lavoro e sui fattori produttivi, con la finalità di sostenere la crescita economica per altro verso, si pone in essere un incremento del carico fiscale in alcuni settori. Tra gli interventi di alleggerimento del carico fiscale, viene reso strutturale il credito d imposta 3 in favore dei lavoratori dipendenti con un reddito a euro (cd bonus 80 euro) e si rende integralmente deducibile dall IRAP il costo sostenuto per lavoro dipendente a tempo indeterminato che eccede le vigenti deduzioni. Viene inoltre introdotta una nuova disciplina del credito d imposta per crescita e sviluppo e si prorogano le detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica, estese alle schermature solari, agli impianti di climatizzazione invernale alimentati da biomasse combustibili nonché all adozione di misure antisismiche. Vi sono misure in materia di compensazione delle cartelle esattoriali per le imprese titolari di crediti nei confronti della PA. I libri in formato elettronico sono stati inseriti tra i prodotti sottoposti ad aliquota IVA del 4 per cento. Relativamente agli interventi per le imprese sono state introdotte ulteriori misure volte a rilanciare gli investimenti (tramite il rifinanziamento della cd. nuova legge Sabatini, che prevede 3 decreto-legge n. 66 del
19 finanziamenti agevolati per gli investimenti in specifici beni d impresa), alla promozione del Made in Italy e a sostenere il settore aerospaziale. Tra gli interventi di incremento del carico fiscale si ripristinano le originarie misure delle aliquote IRAP ridotte dal decreto-legge n. 66, si rendono imponibili, dal 1 gennaio 2015, i proventi finanziari corrisposti ai beneficiari di un assicurazione sulla vita, corrisposti a seguito del decesso dell assicurato, si innalza dal 5 al 77,74 per cento la quota imponibile degli utili percepiti, anche nell esercizio d impresa, dagli enti non commerciali e viene elevata dal 4 all 8 per cento la ritenuta operata da banche e Poste sugli accrediti di bonifici disposti per beneficiare delle detrazioni fiscali connesse agli interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico degli edifici. Si segnala la clausola di salvaguardia che, in assenza di provvedimenti che assicurino gli stessi effetti positivi attraverso maggiori entrate o risparmi di spesa pubblica, incrementa le aliquote IVA ordinaria e ridotta rispettivamente di 2,5 e 2 punti percentuali (con effetti di maggior gettito stimati nella relazione tecnica in circa 12,8 miliardi nel 2016 e 19,2 miliardi nel 2017) e le accise su benzina e gasolio in misura tale da determinare maggiori entrate non inferiori a 700 milioni di euro. Contrasto all evasione fiscale. Per il contrasto dell evasione fiscale si prevede l incremento delle ipotesi di inversione contabile (cd. reverse charge) ai fini IVA, esteso anche alle cessioni di beni effettuate nei confronti dei supermercati e alle cessioni di bancali di legno (pallets) riciclati. Infrastrutture. La Legge Stabilità riduce gli stanziamenti di circa l 11% a favore di nuove infrastrutture mentre l allegato al Def prevedeva almeno lo 0,3% del Pil (4,7 miliardi di euro) per le grandi opere. Alle risorse è stata applicata una riduzione degli stanziamenti per nuove infrastrutture, nel 2015, di circa l 11% in termini reali rispetto al L Ance, conti alla mano, ha rilevato che le risorse per nuovi investimenti in opere pubbliche hanno subito una riduzione costante e complessiva del 45% a partire dai livelli raggiunti nel Il trend negativo proseguirà nel 2015, con una riduzione dell 11% sul Quest ultima stima afferma l Ance - è stata realizzata confrontando le risorse iscritte nel bilancio dello Stato per il 2014 con quelle che, sulla base delle previsioni contenute nella Tabella E della Legge di stabilità, saranno iscritte nel bilancio La manovra per il 2015 conferma, in termini quantitativi, gli stanziamenti previsti a legislazione vigente. Il saldo delle risorse risulta da una diversa scelta nella destinazione delle stesse: in particolare risultano finanziamenti aggiuntivi pari a milioni di euro, compensati da circa 800 milioni di definanziamenti di ulteriori interventi. Per il triennio sono previste risorse aggiuntive per milioni di euro aumento in buona parte vanificato dalla riduzione, già prevista a legislazione vigente, degli stanziamenti inscritti nello stesso triennio che, imporrà, nel 2016, una riduzione complessiva degli stanziamenti previsti per le opere pubbliche dell 8,8% in termini reali e, nel 2017, un lieve aumento (+0,6% in termini reali) rispetto al Le risorse aggiuntive nel triennio riguardano, per il 47%, interventi ferroviari in particolare per le linee AV/AC Milano-Genova, Brescia Verona e Verona Padova, nonché di milioni di euro per le opere di manutenzione della rete ferroviaria, di cui 500 milioni di euro per il Agenda digitale buona parte degli investimenti che si prevedono nell ambito dell agenda digitale dovrebbero essere finanziati dai fondi comunitari. Nel periodo sono poco più di 2 miliardi e mezzo di euro di fondi a gestione diretta (soprattutto derivati dal programma Horizon 2020) e intorno ai 9 miliardi di fondi a gestione indiretta (PON e POR). Quindi poco più di 1 miliardo e mezzo all anno. Sono oggettivamente pochi per coprire interamente i costi dell Agenda digitale che interessa gli ambiti legati alla Giustizia, alla Sanità, e in misura ridotta anche la Scuola, Infrastrutture e Trasporti, Lavoro, Beni Culturali. Nell abito della Giustizia il tema principale è legato al completamento del processo telematico (art.10 legge stabilità) e qui sono previsti stanziamenti crescenti nel triennio (50 milioni nel 2015, 90 nel 2016 e 120 nel 2017). Dai diversi provvedimenti è chiara l intenzione di muovere in modo deciso verso il switch-off digitale di tutti i procedimenti e di tutte le interazioni. Rimane il dubbio 19
20 dell adeguatezza del finanziamento per il 2015, l anno forse più critico anche in termini di attuazione dell estensione territoriale del processo (oltre che di formazione del personale); Quanto alla Sanità, il quadro di riferimento è il Patto della Sanità digitale, all interno del Patto della Salute che però non è ancora stato avviato, in attesa dell analisi che deve essere condotta entro il Sono previste misure per il potenziamento e lo sviluppo del NSIS (il Nuovo Sistema Informativo Sanitario) che è alla base del Patto, così come per le interazioni amministrative con le Regioni per la realizzazione del fascicolo sanitario elettronico. Le comunicazioni dei medici di base verso l INPS diventano tutte digitali; Per il contrasto all evasione e Fisco, la prima fase prevede la dichiarazione dei redditi precompilata da parte dell Agenzia delle Entrate (articolo 44), finalizzata alla semplificazione del rapporto con il cittadino e anche per un utilizzo efficace dell integrazione dei dati provenienti dalle diverse basi di dati delle amministrazioni. Quanto al Documento Digitale Unificato, vengono ridotti e rimodulati gli stanziamenti secondo il piano effettivo per cui i 73 milioni circa del triennio sono suddivisi in ragione del 5% nel 2015, del 20% nel 2016 e il resto nel 2017 (nella legge di stabilità 2014 erano previsti 82 milioni nel solo 2015); Per la Scuola nella legge di Bilancio erano previsti circa 2 milioni di euro all anno per il Piano Scuola Digitale, circa un milione per la formazione generale dei docenti, mentre 10 milioni erano destinati alla digitalizzazione amministrativa, recuperati da un massiccio taglio del personale ATA, di circa 2 mila dipendenti, che farebbe risparmiare circa 16 milioni. Gli stanziamenti più rilevanti nel settore Lavoro riguardano nuovi interventi relativi al sistema informativo per i servizi sociali (27 milioni circa per ciascuno degli anni del triennio) e del sistema informativo per le politiche del lavoro (11 milioni annui); Di rilievo sono gli stanziamenti, relativamente a Infrastrutture e Trasporti, confermati, per il sistema per il controllo integrato del traffico marittimo e le emergenze in mare e per il sistema informativo per la gestione del sistema portuale (PMIS, 3 milioni nel 2015 e 1 milione nei due anni successivi). Un piccolo stanziamento (1 milione e mezzo nel triennio) anche per lo sviluppo del sistema informativo del demanio marittimo, che però nella nota integrativa è dichiarato insufficiente; Relativamente ai Beni Culturali la digitalizzazione del patrimonio documentario per una maggiore fruizione pubblica è uno degli obiettivi strategici definiti, che raccoglie complessivamente uno stanziamento di quasi 100 milioni annui e un impegno di 1765 anni/persona sul triennio; La dotazione prevista per il funzionamento dell Agenzia AgID è un po inferiore ai tre milioni annui, con una riduzione di quasi l 1% rispetto alle previsioni precedenti, mentre le spese di natura obbligatoria trasferite ammontano a 7 milioni, confermando sostanzialmente quanto previsto dalla legge di stabilità A queste cifre si aggiungono quelle specifiche per il fascicolo sanitario elettronico. L impressione generale è che le cifre in gioco sul fronte del digitale sono globalmente basse; che alcuni progetti chiave daranno risultati solo alla fine del triennio (vedi l attuazione del documento digitale unificato). 20

References: articolo 81
 art. 38
 art. 34
 articolo 3
 sentenza 
 art. 28