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TRIMESTRALE DELL ORDINE NAZIONALE DEI GEOLOGI Ottobre/Dicembre 2010 ISSN - PDF
TRIMESTRALE DELL ORDINE NAZIONALE DEI GEOLOGI Ottobre/Dicembre 2010 ISSN
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Gianleone Annibale Angeli
1 4 10 TRIMESTRALE DELL ORDINE NAZIONALE DEI GEOLOGI Ottobre/Dicembre 2010 ISSN2 I volumi sono acquistabili con il 15% di sconto su Per maggiori informazioni:3 Penetrometro dinamico leggero Lightweight dynamic penetrometer Penetrometro dinamico pesante Heavy-duty dynamic penetrometer Cavalletto per penetrometro Penetrometer stand Campionatore continuo Continuous samples Leggero e maneggevole, il penetrometro dinamico medio leggero Penni 30, rappresenta oggi la soluzione ideale per chi desidera uno strumento semplice e pratico da utilizzare, in campagna o in luoghi impervi dove con i normali strumenti risulterebbe difficoltosa l esecuzione della prova penetrometrica. Il Penni 30 è l unico che NON utilizza una centralina oleodinamica per il funzionamento. La macchina può essere dotata di cavalletto per sollevamento maglio e/o di sistema di campionamento a modulo continuo, con il quale è possibile ottenere carote Ø 38 con caratteristiche di basso grado di disturbo. 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For additional information, contact the manufacturer at the numbers listed below or visit our website at Via Metauro, Canavaccio (PU) Telefono Fax4 CONTENTS/SOMMARIO Geologia tecnica & ambientale Journal of technical & environmental geology Rivista trimestrale dell Ordine Nazionale dei Geologi Anno XVIII N. 4 Ottobre/Dicembre 2010 Editore: Consiglio Nazionale dei Geologi Sede legale: Via Vittoria Colonna, Roma Direttore responsabile: Pietro Antonio De Paola Comitato di direzione: Piergiacomo Beer, Giuseppe Antonio Campanella, Pietro Antonio De Paola, Francesca Franchi, Tommaso Mascetti, Fabrizio Millesimi, Enrico Nucci, Mauro Pompei, Giovanni Privitera, Umberto Puppini, Ermenegildo Rossetti, Giancarlo Scamarda, Costantino Severino, Beniamino Tenuta, Marino Trimboli Comitato scientifico: Franco Barberi, Giovanni Barla, Enzo Boschi, Giuseppe Caia, Paolo Canuti, Roberto Cassinis, Gian Camillo Cortemiglia, Vincenzo Cotecchia, Giuliano Fierro, Piero Focardi, Mario Govi, Paolo Omenetto, Maurizio Pellegrini, Danilo Persicani, Tullio S. Pescatore, Pier Paolo Rossi, Piermaria Luigi Rossi, Claudio Sommaruga, Antonio Vallario Segreteria di redazione: Maristella Becattini Direz., Redaz., Amm. e Pubbl.: Consiglio Nazionale dei Geologi Via Vittoria Colonna, Roma Tel / Fax Sito Internet: Iscritto al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) al n Copertina: Back Up comunicazione s.r.l. Via di Val Fiorita, Roma Grafica e impaginazione: Duògrafi s.n.c. Via Odoardo Beccari, Roma Tel. e Fax Stampa: Arti Grafiche s.r.l. Via Vaccareccia, Pomezia (Roma) Garanzia di riservatezza L Editore garantisce la massima riservatezza dei dati forniti dagli abbonati e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione, scrivendo a: Consiglio Nazionale dei Geologi - Via Vittoria Colonna, Roma. 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Associato all USPI Unione Stampa Periodica Italiana Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli GAP: un supporto software per l analisi dei dati geologici GAP: a software media for analysis of geological data Roberto Spina, Emiliano Tramontana Deformazioni gravitative profonde e grandi frane nella Maiella (Abruzzo) Gravitational deformations and large landslides in the Maiella mountain (Abruzzo, Italy) Alessandro Guerricchio Metodologie sperimentali per l esecuzione di prove di taglio diretto su terre rinforzate con radici Experimental methodologies for the direct shear tests on soils reinforced by roots Giadrossich F., Guastini E., Preti F., Vannocci P. Recensioni / Book review a cura di Renato Lesmo5 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli Dept- of Engineering Geology and Hydrogeology, RWTH Aachen University, Aachen, Germany riassunto L interazione tra sabbia ed argilla influisce sul comportamento meccanico di tali suoli. Questo lavoro presenta una serie di dati preliminari di laboratorio per una sabbia, pulita, quarzosa e satura ( mm) mescolata con differenti quantità di caolino (25 e 50%) sottoposta ad una pressione efficace di 50, 100 e 200 kpa in una cella triassiale, con densità relative molto bassa. Questo articolo analizza la variazione dell instabilità meccanica della sabbia in relazione a differenti percentuali di fine. L argilla sembra portare verso l instabilità quando il suo ammontare raggiunge il 50% poiché l angolo tra la linea dello stato critico e quella di instabilità aumenta. Parole chiave: Argilla, Sabbia, Prova triassiale, Linea di instabilità, Linea dello stato critico. a b s t r a c t The interaction between sand and clay affects the overall mechanical behaviour of the mixture of these soils. This paper presents a preliminary set of laboratory data for saturated clean quartz sand ( mm) mixed to different amount of kaolin (25 and 50%) under 50, 100 and 200 kpa effective stress in a triaxial testing apparatus with very low density. This article analyses the variation of the instability in relation to different percentage of low plastic fine. Clay seems to bring instability when its amount reaches 50% as the angle between the critical state line and the instability line increases. Keywords: Clay, Sand, Triaxial test, Instability line, Critical state line. 1. Introduzione Molti problemi relativi il comportamento sforzodeformazione e resistenza al taglio dei terreni granulari riguardano il comportamento meccanico delle sabbie sciolte. È risaputo che i terreni naturali contengono anche materiali fine (limo e argilla). Perciò si dovrebbe aspettare che questi influiscano sul comportamento ingegneristico dei terreni sabbiosi. Per esempio, studi relativi all influenza del fine sul potenziale di liquefazione è stato oggetto di intense ricerca nella meccanica dei terreni [es. POLITO, 1999; KUWANO et al., 1995; PRAKASH e GUO, 1999]. Questi studi sono stati effettuati per quantificare gli effetti delle particelle fini sul fenomeno della liquefazione sotto carichi ciclici. Ma anche se c è un enorme quantità di dati, non vi è nessun chiara relazione su come il materiale fine (plastico o meno) influenzi il comportamento ciclico delle sabbie pulite. Sperimentalmente si è osservato che la sabbia diventa instabile anche prima che lo stato di sforzo raggiunga quello il collasso, il quale è definito dalla linea di rottura ottenuta dai test drenati. Questo tipo di instabilità è stata osservata nelle 1. Introduction Many problems concerning the stress-strain and shear strength behaviour of granular soils are about the mechanical behaviour of clean sand. It is wellknown that natural soils contain also fine material (silt and clay). Therefore it should be expected that fines affect the engineering behaviour of sandy soils. For example, studies related to the influence of fines on liquefaction potential have been subject to intensive research in soil mechanics [e.g. POLITO, 1999; KUWANO et al., 1995; PRAKASH & GUO 1999]. These investigations were done to quantify the effects of finer particles on the liquefaction phenomena. But although there is a huge amount of data, there is no clear statement about the influence of fines (non-plastic and plastic) on the cyclic behaviour of clean sand. It is experimentally observed that sand can become unstable even before the stress state reaches the failure state, which is defined by the failure line obtained from drained tests. This type of instability has been observed to occur for saturated loose sand under undrained6 6 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli sabbie sciolte sature in condizioni non drenate. Il termine instabilità, come usato qui, si riferisce ad un comportamento nel quale grandi deformazioni plastiche sono generate rapidamente inibendo l elemento di terreno a sostenere un dato carico o sforzo. Instabilità non è sinonimo di rottura, anche se può portare a fenomeni disastrosi. LADE asserisce [1994] che l instabilità avviene quando il rapporto di sforzi applicati è sopra la linea di instabilità. Quest ultima è definita come la linea che separa gli stati di sforzo potenzialmente instabili da stati di sforzo stabili. La linea di instabilità può essere determinata sperimentalmente da una linea congiungente il picco di una serie di percorsi deformativi efficaci ottenuti da prove non drenate (Fig. 1). Per la sabbia testata per questo articolo, la linea dello stato critico (critical state line - CSL), che è anche la linea di rottura per la sabbia sciolta come determinata dalle prove drenate, è mostrata in figura 2. La regione tra la linea di instabilità e la linea di rottura è conosciuta come zona di instabilità potenziale. In questa regione la sabbia sciolta diviene instabile quando subentrano condizioni non drenate [LADE, 1994]. La linea di instabilità non è unica. È influenzata dagli stati di sforzo efficaci applicati. L obiettivo di questo studio è analizzare come il materiale fine plastico può influenzare il comportamento statico di una sabbia pulita sotto la stessa pressione efficace di confinamento, in modo tale da osservare se esso porta verso l instabilità o meno. conditions. The term instability as used here refers to a behaviour in which large plastic strains are generated rapidly owing to the inability of a soil element to sustain a given load or stress. Instability is not synonymous with failure, although may lead to catastrophic event. It has been established by LADE [1994] that instability occurs when the stress ratio at the onset of instability is above the instability line. The instability line is defined as the line that separates potentially unstable stress states from stable stress states. The instability line can be determined experimentally by a line connecting the peak of a series of effective stress paths obtained from undrained tests (Fig. 1). For the sand studied in this paper, the critical state line (CSL), which is also the failure line for loose sand as determined by drained tests, is shown in figure 2. The region between the instability line and the failure line has been called the zone of potential instability. In this region loose sand will become unstable when an undrained condition is imposed [LADE, 1994]. The instability line is not unique. It is affected by the applied effective stresses in general. The objective of this study was to observe how plastic fines can influence the static behaviour of clean sand under the same effective confining pressure, in order to observe if they bring to stability or to instability Failure point from drained test Zone of potential instability Deviator stress, q: kpa Critical-state line Instability line Mean effective stress, p : kpa Fig. 1 - Linea dello stato critico e linea di instabilità definita da prove drenate e non drenate per sabbie sciolte [CHU e LEONG, 2002]. CSL and instability line defined by drained and undrained tests for loose sand [After CHU & LEONG, 2002].7 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli q deviator stress (kpa) p mean normal effective stress (kpa) Fig. 2 - Percorsi tensionali e linea dello stato critico ottenuti da test CD su sabbia pulita. Drained stress path and CLS obtained from CD tests on clean sand. 2. Breve analisi della teoria dello Steady State Anzitutto è importante riconoscere le condizioni che esistono nel terreno prima dell applicazione degli sforzi di taglio. Il terreno consiste in un assembramento di particelle individuali. Se vediamo da vicino tali particelle, notiamo che ognuna di esse è in contatto con un numero di altre vicine. Sotto condizioni ordinarie, il terreno è soggetto a compressione dovuto al peso della parte sovrastante. La figura 3 mostra la tipica risposta non drenata di due campioni di terreno con la stessa densità ma con differente pressione p iniziale. Il campione A con la più alta p è in uno stato sciolto, che tende a contrarsi. Il campione B con p più bassa è in uno stato denso, tendente alla dilatazione. I due campioni finalmente raggiungono lo stesso stato critico poiché hanno la stessa e. L indice dei vuoti corrispondente a questa densità è stato chiamato indice dei vuoti critico (e c ). Secondo POULOS [1981] l indice dei vuoti critico in un test triassiale drenato può essere definito come lo stato di stress ultimo di un campione, nel quale ogni ulteriore incremento nella deformazione di staglio non corrisponderà ad una variazione dell indice dei vuoti. Studi hanno mostrato che quando una sabbia sciolta è soggetta ad un carico non drenato, lo sforzo deviatore aumenterà per piccole deformazione per poi diminuire sostanzialmente nella regione di post picco fino a che uno stato ultimo viene raggiunto a grandi 2. Brief review of the concept of the theory of Steady State First of all it is important to recognize the conditions which exist in a soil deposit before shear loading. A soil deposit consists of an assemblage of individual soil particles. If we look closely at these particles, we can see that each particle is in contact with a number of neighbouring particles. So under ordinary conditions, the element of soil is subject to a compression due to the weight of the overlying soil. Figure 3 shows the typical undrained responses of two specimens of same density but with different initial p. The specimen A with the higher p is in a loose state, which tends to contract. The specimen B with the lower p is in a dense state, tending to dilate. The two specimens finally reach an identical critical state because they have the same e. The void ratio corresponding to this density was called the critical void ratio (e c ). According to POULOS [1981] the critical void ratio in a drained test can be defined as the ultimate stress of a sample at which any arbitrary further increment of shear strain will not result in any change of void ratio. Studies have shown that when loose sand is subjected to undrained loading, the deviator stress will peak at a small strain and then decrease substantially in the post-peak region until an ultimate state is reached at large strains. The8 8 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli q B Critical state A q B A p ε Fig. 3 - Influenza della pressione di confinamento iniziale. Influence of initial confining pressure. deformazioni. La deformazione ultima si riferisce allo steady state [POULOS, 1981]. È molto importante comprendere che lo steady state di deformazione esiste solo durante deformazioni di taglio, perciò non è una condizione statica. È stato osservato sperimentalmente che campioni densi inizialmente contratti si dilatano con l aumento della pressione efficace di confinamento e dello sforzo di taglio. Campioni molto sciolti collassano a livello di deformazioni di taglio basse e raggiungono la rottura rapidamente con grandi deformazioni. La figura 4 mostra una tipica risposta a taglio non drenato di una sabbia con diversa densità ma con una pressione di confinamento iniziale uguale. Il campione A, il quale ha una densità relativa bassa, è in uno stato sciolto. La sabbia tende a contrarsi quando tagliata, risultante in una riduzione di pressione di confinamento efficace e in una diminuzione nella resistenza a taglio. Il campione B con una densità relativa più alta è in uno stato più denso. La sabbia si dilata dopo la fase di trasformazione di stato [ISHIHARA et al., 1975), nella quale si riversa in una risposta dilatante. Entrambi i campioni densi e sciolti raggiungono in fine lo stato chiamato steady state. La figura 4, sulla destra, mostra la variazione delle u. Studi hanno mostrato che lo stato ultimo è praticamente lo stesso dello stato critico ed è unico per un dato terreno [POULOS, 1981]. Così in questo articolo stato critico, CSL, e stato steady state, SSL, saranno utilizzati indifferentemente. Lo steady state non esiste fino a quando non esistono deformazioni a velocità costante. ultimate strain is referred to as the steady state [POULOS, 1981]. It is very important to understand that the steady state of deformation exists only during shear strain; hence it is not a static condition. It was experimentally observed that dense specimens initially contracted but then dilated with increasing effective confining pressure and shear stress. Very loose samples collapsed at a small shear strain level and failed rapidly with large strains. Figure 4 shows typical undrained shear responses of sand with different densities but the same initial confining pressure. Specimen A, which has a low relative density, is in a loose state. The sand tends to contract when sheared, resulting in a reduction of the effective confining pressure and a significant drop in shear strength. Specimen B with a higher relative density is in a more dense state. The sand tends to dilate after a phase transformation state [ISHIHARA et al., 1975], at which the reversal from contractive to dilative response takes place. Both the loose and the dense specimens finally reach a state called the steady state. Figure 4, on the right, shows the change of u. Studies have shown that the ultimate state is practically the same as the critical state and it is unique for a given soil [POULOS, 1981]. Thus, in this paper CSL and SSL will be used alternatively. The steady-state does not exist unless deformation occurs at constant velocity.9 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli 9 q B Dilation Δu A Liquefaction ε Liquefaction ε A B Dilation Fig. 4 - Percorsi tensionali di 3test triassiale statici per due campioni con diversità densità. Static triaxial test stress paths for two specimens of different densities. 3. Revisione delle pubblicazioni sugli effetti del fine Molti ricercatori hanno analizzato gli effetti del contenuto in fine su sabbie pulite in ambiente statico e ciclico. I risultati non sono gli stessi e c è discrepanza. Il ruolo del fine è funzione della plasticità, suo contenuto, grado di sovraconsolidazione e storia dello sforzo. In letteratura è stato coniato il termine contenuto limite del fine. Esso è il contenuto dove il terreno si comporta in maniera dilatante o contrattiva. Quando il contenuto delle particelle di argilla è tra 15 e 40%, i vuoti tra i grani di sabbia sono occupati dal fine e perciò l indice dei vuoti tende a diminuire, incrementando di fatto la densità relativa, cambiando il suo comportamento da contrattivo a dilatante e perciò variando il comportamento sotto sforzi di taglio. Invece, una volta che il valore critico del fine eccede il 40%, ciò che controlla il comportamento ciclico non è più la sabbia, ma il fine stesso. Se questo è al di sotto del contenuto limite, allora c è sufficiente spazio nei vuoti creati dallo scheletro solido per contenerlo e il terreno può essere descritto come avente del fine contenuto in una matrice sabbiosa. CHANG [1987] ha indicato che l incremento di limo incrementa la liquefazione ciclica per contenuti in fine compresi tra il 10 e il 60%. BOUFERRA e SHAHROUR [2004] ha mostrato che nel comportamento statico, l incremento nel contenuto di particelle fini sino al 15% reduce la tendenza alla dilatanza di una mistura sabbioso-argillosa e conseguentemente riduce la sua resistenza a compressione non drenata. AMINI e QI [2002] al contrario ha trovato che la resistenza a liquefazione di una sabbia limosa aumenta generalmente con l aumento del contenuto in fine. GEORGIANNOU et al. [1990] ha mostrato che la presenza di argilla nel terreno tende a portare una struttura più comprimibile e perciò ad una perdita di resistenza a liquefazione. 3. Literature review of the effect of fines Several researchers have investigated the effect of fine content on clean sand in static and cyclic environment. The results are not the same and there is a discrepancy of the results. The role of fines is function of plasticity, content, over consolidation and stress history. In literature, threshold fine content has been coined. It is the fine content limit where the soil behaves in a dilative or contractive manner. When the content of particles of clay is between 15 and 40%, the voids between the grains are occupied by fines, and hence the void index tends to decrease, increasing in fact the relative density, changing its behaviour, from contractive to dilative and then changing the behaviour under shear stress. Instead, once the critical value of the fines exceeds 40%, what controls the cyclical behaviour is not the sand anymore, but the fines. If the fine content of the soil is below the limiting fine content, there is sufficient room in the voids created by the sand skeleton to contain the fines, and the soil can be described as having fines contained in a sand matrix. CHANG [1987] has indicated that the increase in silt contents increases the cyclic liquefaction for silt contents ranging from 10 to 60%. BOUFERRA & SHAHROUR [2004] showed in static behaviour, that the increase in the fine content up to 15% reduces the dilatants tendency of the sand clay mixture and consequently reduces its resistance to undrained compression. AMINI & QI [2002] on the contrary, found that the liquefaction resistance of silty sands generally increased with increasing fine content. GEORGIANNOU et al. [1990] showed that the presence of fines in a soil leads to a more compressible structure and hence to a significant loss in the soil s resistance to liquefaction.10 10 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli 4. Materiale e procedura I test sono stati effettuati su campioni di sabbia mista a caolino. La sabbia proviene da un deposito situato nel bacino di Helmstedt vicino Uhry nel nord della Germania. La sabbia è medio fine con D50 = 0.18 mm, coefficiente di uniformità = 1.6, grani sub angolari e densità dei grani = 2.65 g/cm 3. Il limite liquido e il limite plastico del caolino sono rispettivamente 53% e 16% con una densità dei grani = 2.6 g/cm 3. È stato scelto il caolino come fine poiché ha un rigonfiamento basso, bassa capacità di scambio cationico, bassa-media plasticità ed è molto comune come fine nei depositi naturali. La sabbia è stata mescolata con caolino per ottenere 25 e 50% di argilla. Le proprietà fisiche della mistura sabbia-caolino sono riportate in tabella 1 mentre la curva granulometrica in figura 5. È stato riconosciuto che secondo gli standards descritti nelle norme ASTM D4253, la densità relativa può essere solo determinata per terreni non granulari con meno del 15% di argilla. Il parametro di controllo scelto è stato l indice dei vuoti e la pressione efficace in modo tale da comparare i risultati. 4. Test materials and test procedures The tests were carried out on clayey sand samples of the mixture sand a commercial kaolin. Sand comes from a deposit located in the Helmstedt basin near Uhry (North Germany) which is a medium to fine sand with D50 = 0.18 mm, coefficient of uniformity = 1.6, sub-angular grains and grain density = 2.65 g/cm 3. Liquid limit and plastic limit of kaolin are 53% and 16% respectively with grain density = 2.6 g/cm 3. Kaolin has been chosen as fine since it has a low shrink-swell capacity, low cation exchange capacity, middle-low plasticity and it is very common in natural sand-fine mixture in the world. Sand was mixed with kaolin to obtain different clay content of 25 and 50% by weight. Physical properties of sand-kaolin mixture are summarised in Table 1 while grain size and distribution curves are shown in figure 5. It was recognized that according to standard methods described in ASTM D4253, relative density can only be determined for granular soils with less than 15% by weight. The control parameter chosen are the global void ratio and the effective confining pressure in order to compare the results. Tab. 1 - Proprietà fisiche della mistura sabbia-caolino. Physical properties of sand-kaolin mixture. Contenuto di argilla Clay content W L (%) W P (%) IP % Passing ,01 0, Sieve Size (mm) Sand Kaolin Fig. 5 - Distribuzione della curva granulometrica della sabbia testate con caolinite. Grain size distribution curves of the tested sand and kaolin fines.11 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli 11 Una membrana di gomma di spessore 0.17 mm è stata montata alla base della cella triassiale supportata da un tendi o-ring. Un vacuum è stato applicato al tendi o-ring per sostenere la membrana contro la parete. La sabbia è stata mescolata col caolino sino ad ottenere una mistura omogenea. I campioni sono stati preparati versando la mistura in un imbuto sopra il tendi o-ring. I provini sono stati ricostituiti controllando l indice dei vuoti e in modo tale da comparare i risultati. Sono stati ottenuti valori di post-consolidazione oscillanti tra 0.96 e Acqua de-areata è stata introdotta nel campione dalla linea inferiore. All acqua è stato consentito fluire attraverso il provino sino a che 500 ml non sono stati raccolti in un contenitore attraverso la linea di drenaggio superiore. Il campione è stato saturato con back pressure di 480 kpa sino ad ottenere valori di B > 0.96 per assicurare saturazione piena. I provini avevano un diametro di 36 mm e un altezza di 70 mm. I campioni saturati sono stati consolidati sotto tre differenti valori di pressione efficace: 50, 100 e 200 kpa. 5. Risultati sperimentali Il primo obiettivo di una prova drenata è misurare la resistenza al taglio in termini di tensioni efficaci attraverso la misura delle tensioni totali. Questo può essere ottenuto non facendo variare la pressione neutra dentro il provino. Nelle prove drenate, se la velocità al taglio è elevata, c è una determinazione errata della resistenza al taglio. Nel caso di argille normalmente consolidate, è possibile avere un aumento della pressione neutra così che la resistenza al taglio appare più bassa, l inviluppo a rottura definisce un angolo d attrito più basso ed una coesione più alta. Per le prove CU, ricerche sperimentali hanno mostrato che persino per test non drenati, la resistenza al taglio dipende dalla fase di taglio. Durante la deformazione, la velocità di deformazione è determinata a priori. Come stabilito da RAVIOLO [1993] la velocità di taglio è ottenuta dalla seguente relazione: L ε V = (1) 100 F t 100 dove: L è l altezza del campione dopo la consolidazione in mm; ε è la deformazione assiale alla rottura in %; t 100 è il tempo di consolidazione in minuti; F è un coefficiente che dipende dalle condizioni di drenaggio. Prove triassiali a deformazione controllata sono state condotte su un provino consolidato isotropicamente. Il provino è stato tagliato a grandi deformazioni in modo da ottenere condizioni di steady state. Lo steady state è raggiunto quando la pressione A rubber membrane 0.17 mm thick was mounted on the base of triaxial cell and supported by a split mold. Vacuum was applied to the split mold to hold the membrane against the side of the mold. The sand was mixed thoroughly with the kaolin to form a homogeneous mixture. Specimens were prepared by placing mixture in a funnel from above into the split mold. Specimens have been prepared by controlling the void ratio e in order to compare the results. Post consolidation values about 0.96 and 0.90 have been obtained. De-aired water was introduced into the specimen from the bottom drain line. Water was allowed to flow through the specimen until 500 ml of water was collected in a breaker through the specimen s upper drain line. The samples were saturated under a high back pressure of 480 kpa to a B value > 0.96 to ensure the fully saturation. Specimens had a diameter of 36 mm and a height of 70 mm. The saturated samples were consolidated under three different effective confining pressures: 50, 100 and 200 kpa. 5. Experimental results The main aim of drained tests is to measure the shear stress in terms of effective tensions through the measure of total tensions. This can be obtained by not allowing a variation of pore pressure inside of the specimen. In drained tests, if the velocity of deformation is high, there are incorrect assessments of shear strength. In case of normally consolidated clay, it is possible to have an increment of pore pressure so that the shear strength appears lower; the envelope to failure defines a lower friction angle and a higher cohesion. With regard to CU tests, experimental research has shown that even for not drained tests, the shear strength depends on the velocity of shear phase. During the strain-controlled triaxial tests, the velocity of deformation is a priori determined. As established by RAVIOLO [1993] the velocity of shear is obtained by the following relation: L ε V = (1) 100 F t 100 where: L is the height of sample after the consolidation in mm; ε is the axial strain to failure in %; t 100 is the consolidation time in min. F is a coefficient which depends on the drainage conditions. Strain controlled undrained triaxial compression tests have been carried out on isotropically consolidated soil samples. The specimens were sheared to large strains to obtain steady state condition. The steady-state is reached when the12 12 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli dei pori rimane costante sotto taglio continuo. Secondo POULOS [1981] le deformazioni di steady state sono raggiunte a deformazioni di circa il 14% della lunghezza del provino e persistono tra 14% e 19%. Così il valore della deformazione assiale di 20% è stato scelto per ogni test. La figura 6 mostra la deformazione del CSL da prove statiche drenate per sabbie pulite, con 25 e 50% di contenuto fine. I punti di steady state sono stati selezionati dove deformazioni assiali del 20% sono state raggiunte, dove sia il volume che lo sforzo di taglio rimangono quasi costanti. pore pressure remains constant under continued shearing. According to POULOS [1981] the steady state of deformation is reached at a strain of about 14% and it persists between 14% and 19%. So the value of axial strain 20% has been chosen for each test. Figure 6 shows the determination of CSL from static drained tests for clean sand, 25 and 50% fine content. The steady state points were selected at the points at large axial strains of 20%, where both volumes and shear stress remains almost constant. q deviator stress, (kpa) q deviator stress, (kpa) q deviator stress, (kpa) 900 FC = 0% p mean normal effective stress (kpa) 900 FC = 25% p mean normal effective stress (kpa) 900 FC = 50% p mean normal effective stress (kpa) Fig. 6 - Determinazione del CSL da prove drenate. Determination of CSL from drained tests.13 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli 13 La linea dello stato critico (CSL) è stato plottato in figura 7 insieme ai percorsi tensionali delle prove CU, per diversi contenuti di argilla, in un diagramma p - q dove p = (σ σ 3)/3 e q = (σ 1 σ 3). È chiaro che le curve si muovono da destra a sinistra quando il contenuto in fine è meno del 25% e da sinistra a destra quando l argilla è il 50% del peso totale. Il valore di 25% rappresenta il contenuto limite del fine (TFC) ed è in accordo con le teorie generali. The CLS is plotted in figure 7 together with the stress paths of the CU tests, for different clay content, on a p -q diagram where p = (σ σ 3)/3 and q = (σ 1 σ 3). It is clear that the location of the curves moves from right to the left when the fine content is 25% and from left to the right when the clay is 50% of the total weight. The value of 25% represents the threshold fine content (TFC) and it is pretty in agreement with the general theories. q deviator stress, (kpa) FC = 0% p mean normal effective stress (kpa) q deviator stress, (kpa) FC = 25% p mean normal effective stress (kpa) q deviator stress, (kpa) FC = 50% p mean normal effective stress (kpa) Fig. 7 - Linea di instabilità e CSL per sabbia-argillosa. Instability line and CSL for the sand-clay mixtures.14 14 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli 6. Conclusioni Diversi test triassiali statici sono stati eseguiti in condizioni drenate e non drenate. È stato riscontrato che il contenuto di fine influenza la variazione della linea d instabilità. In condizioni statiche, l argilla agisce come fattore d instabilità quando la sua quantità è circa il 50%. Questo è in accordo con il concetto di contenuto limite di fine (threshold fine content) e con la teoria generale sull influenza del materiale coesivo sul comportamento meccanico della sabbia. Come determinato da LADE [1994] l instabilità e la liquefazione avvengono in condizioni statiche e in ambiente ciclico. L instabilità ha luogo quando lo stato di sforzo nell elemento di terreno è situato nella regione d instabilità potenziale (come mostrato in Fig. 1). Fintanto il terreno rimane in condizioni drenate, questo rimarrà stabile, poiché la sabbia non collassa sopra la linea d instabilità ma per sabbie argillose, quando il drenaggio non è così veloce come per le sabbie pulite, per intenderci, questa condizione può portare verso instabilità se le condizioni drenate non vengono più soddisfatte. Una volta che viene scatenata l instabilità, ha luogo la liquefazione in condizioni steady state. Ma il comportamento della sabbia sotto grandi deformazioni avviene solo dopo l inizio della liquefazione. La liquefazione a grandi deformazioni è sempre preceduta da instabilità, che è scatenata a piccole deformazioni. APPENDICE CSL = Linea dello stato critico p = (σ σ 3 )/3 = pressione effettiva media q = (σ 1 σ 3 ) = sforzo deviatore e = indice dei vuoti ε = deformazione assiale W L = limite liquido W P = limite plastico IP = indice di plasticità FC = Contenuto in fine t 100 = tempo di consolidazione in minuti F = coefficiente di drenaggio 6. Conclusions Different static triaxial test in drained and undrained mode have been carried out. It has been found that the fine content influences the variation of the instability line. Under static conditions, clay acts as an instability factor when its amount is about 50%. This is in quite agreement with the threshold fine content concept and with the general theory about influence of fine material on mechanical behaviour of clean sand. As stated by LADE [1994] instability and liquefaction occur in the field under static and cyclic loading environment. Instability takes place when the states of stress on some planes in the soil element are situated in the region of potential instability as shown in figure 1. But, as long as the soil remains in drained conditions, it will be stable, because sands are perfectly stable above the instability line. But for clayey sand, where the drainage is not as fast as for clean sands, it can bring to instability if the drained condition is not satisfied anymore. Once the instability has been triggered, it leads to liquefaction at large strains and steady state conditions. But the sand behaviour at large strains occurs after initiation of flow liquefaction. Thus, liquefaction at large strains is always preceded by instability, which takes place at small strains. APPENDIX CSL = Critical state line p = (σ σ 3)/3 = mean effective confining pressure q =(σ 1 σ 3) = deviator stress e = void ratio ε = axial strain W L = liquid limit W P = plastic limit IP = plasticity index FC = fine content t 100 = consolidation time in min. F = drainage coefficient 7. Bibliografia AMINI F., QI G.Z. (2002): Liquefaction testing of stratified silty sands. Journal of Geotechnical and Geoenvironmental Engineering, 126, 3, ASTM D4253: Standard test method for maximum and minimum index density and unit weight of soils using a vibratory table. American society of testing and materials, West Conshohocken, Pennsylvania, USA. BOUFERRA R., SHAHROUR I. (2004): Influence of fines on the resistance to liquefaction of clayey sand. Ground improvement 8, 1, 1-5. CHANG N.Y. (1987): Liquefaction susceptibility of fine-grained soils preliminary study report. U.S. Army Corps of Engineers, Washington, D.C. CHU J., LEONG W.K. (2002): Effect of fines on instability behaviour of loose sand. Geotechnique 52, 10, GEORGIANNOU V.N., BURLAND J.B., HIGHT D.W. (1990): The undrained behaviour of clayey sands in triaxial compression and extension. Geotechnique 40, 2, ISHIHARA K., TATSUOKA F., YASUDA S. (1975): Undrained deformation and liquefaction of sand under cyclic stresses. Soil foundations 15, KUWANO J., TAKAHARA K., IIMURA H., NAKAZAWA H. (1995): Undrained cyclic and monotonic shear behavior of sand-kaolin mixture. Proc. 1st Int. Conf. on Earthquake Geotechnical Engineering - IS-Tokyo '95, LADE P.V. (1994): Instability and liquefaction of granular materials. Computers and geotechnics, 16, POLITO C.P. (1999): The effects of non-plastic and plastic fines on the Liquefaction of sandy Soils. PhD Thesis, Department of Civil Engineering, Virginia Polytechnic Institute and State University, Blacksburg, Virginia. POULOS S.J. (1981): The steady state of deformation. Journal of geotechnical engineering division. ASCE, 107 (GT5), PRAKASH S., GUO T. (1999): Liquefaction of silts and silt clay mixtures. J. Geotech. Geoenviron. Engng, 8, RAVIOLO P.L. (1993): Il laboratorio geotecnico. Controls editions, Cernusco sul Naviglio.15 GAP: un supporto software per l analisi dei dati geologici GAP: a software media for analysis of geological data Roberto Spina Geologo, libero professionista, Dottore in Informatica Tel Emiliano Tramontana Ricercatore di Informatica, Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali, Università di Catania riassunto L area Etnea è caratterizzata da un elevato rischio sismico e vulcanico. La sua particolare collocazione geodinamica, incastrata fra la placca Euroasiatica e Africana, ha determinato una condizione di instabilità sia dal punto di vista tettonico che vulcanico. Analizzando le vicissitudini geologiche che hanno caratterizzato questa porzione di territorio possono essere tratte importanti considerazioni. Gli eventi tettonici hanno condizionato l evoluzione vulcanica nel tempo e nello spazio: i continui sollevamenti cui è stata soggetta l area hanno dapprima segnato il passaggio da attività submarina ad attività subaerea e successivamente condizionato la localizzazione degli apparati vulcanici durante le reiterate fasi distruttivo-costruttive. In questo contesto assume particolare importanza il monitoraggio dei precursori vulcanici e sismici effettuato dall INGV sez. di Catania. I dati sperimentali vengono acquisiti attraverso particolari dispositivi (clinometri, sensori, sismografi) e memorizzati nel server centrale dell INGV dove possono essere elaborati e adeguatamente interpretati. Il software GAP (Analysis of Geological Parameters), presentato il 22 luglio 2010 all Università di Catania per la discussione del Progetto Laurea in Informatica 1LV (Relatore prof. E. Tramontana), ha come obiettivo di facilitare la fruizione delle informazioni attraverso dispositivi mobili (notebook, netbook, iphone e PDA). L applicativo realizzato consente, infatti, di accedere alle registrazioni dei parametri vulcanologici (tremore vulcanico, cenere vulcanica, deformazione e temperatura del suolo) e geofisici (terremoti) e di effettuare comparazioni fra essi. Il sistema GAP utilizza un server dedicato nel quale, ad intervalli di 10 minuti, vengono trasferiti dal server centrale porzioni di dati registrati, che vengono memorizzati in un database. Sono stati previsti due livelli di accesso per la fruizione delle informazioni: Livello utente: per dispositivi hardware con poche risorse (ad es. cellulari, PDA, iphone...). Supporta informazioni sopratutto testuali; Livello ricercatore: per dispositivi con caratteristiche computazionali adeguate (notebook, netbook...). Supporta elaborazioni complesse in tabelle e grafici, con possibilità di comparazioni fra registrazioni attuali e storiche (marker vulcanologici). Si è scelta una implementazione sever-side con Java Servlet per motivi di portabilità, efficienza e modularità. La portabilità è relazionata all indipendenza del linguaggio Java dall architettura del calcolatore: è possibile trasferire la servlet da un webserver ad un altro senza la necessità di complesse conversioni. L efficienza è da relazionare ai meccanismi propri delle servlet: quando una servlet viene inizializzata può servire n richieste attraverso n thread, mandando in esecuzione una sola JVM (Java Virtual Machine) che carica dinamicamente le varie classi. La modularità riguarda l uso della programmazione ad oggetti, che agevola la modularizzazione del codice e la riusabilità. L interfaccia del software è costituita da vari oggetti (Java, JavaScript) che interagiscono fra loro. I dati sono stati rappresentati in forma strutturata (tabella) ed in forma grafica (diagrammi) e diverse sono le funzionalità presenti. Una importante funzionalità è la possibilità, attraverso grafici lineari ed istogrammi, di effettuare correlazioni fra dati recenti ed eruzioni passate di particolare significato vulcanologico (marker). Attraverso grafici a torta è possibile effettuare analisi statistiche sui terremoti etnei, partizionati in base alla profondità ipocentrale. Infine è possibile accedere alla simulazione (aggiornata ogni 3 ore) della distribuzione della cenere vulcanica in presenza di una eruzione esplosiva. L elevata modularizzazione del codice consente, in prospettiva, di aggiungere nuove funzionalità sia attraverso query, sia tramite programmazione dedicata (ad es. Android) a particolari dispositivi mobili.16 16 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli a b s t r a c t Mount Etna area in Sicily is characterized by highly seismic and volcanic instability, due to its particular geodynamic location between the Eurasian and Africa plates. In such an area, tectonic events have been affecting the evolution of volcanic activity in time and space. Firstly, the regional lifting phenomena have marked a transition from submarine to subaerial activity. Then, these phenomena have determined the location of volcanic centers during the destruction and construction phases. For reducing the risks associated to such natural events, the Catania section of INGV (National Institute of Geophysics and Volcanology) plays an essential role since it is responsible for the monitoring of volcanic and seismic precursors. INGV in Catania uses a large number of specialised equipments (such as clinometers, sensors, seismographs) in order to measure several physical quantities. These measures are stored into a central server and then properly processed and interpreted. GAP (Analysis of Geological Parameters) is a software system developed during the project work for the first-level degree in Computer Science at the University of Catania on the 22nd of July 2010 (candidate R. Spina, supervisor Prof. E. Tramontana). The goal of GAP is to allow users to access geological data by means of mobile devices, such as notebooks, smartphones, PDAs, etc. More specifically, GAP provides users with records of volcanological (volcanic tremor, volcanic ash, strain and temperature of the soil) and geophysical (earthquakes) parameters and gives support to compare data. GAP uses a dedicated server host that collects relevant data from the INGV central server every 10 minutes. Data are provided for two different types of users. Ordinary User, who have access by means of thin-clients, e.g. phones, PDAs, smartphones, which mainly support textual data. Research User, who are provided with proper computing resources, e.g. notebooks, which can handle complex processing on data and hence compare current and historical records, such as volcanological markers. The server-side of GAP has been implemented by means of Java servlets, hence ensuring portability, efficiency and modularity. Portability means that Java software components can be run on different types of platforms, i.e. operating systems, without needing any adaptation. Efficiency is obtained thanks to the ability of servlets to handle several requests at the same time, and each request is supported by a dedicated execution thread, within the same JVM (Java Virtual Machine). Modularity is due to the use of object-oriented programming, which facilitates the reusability and modularization of code. GAP consists of several software components, implemented in Java and JavaScript, that interact with each other. Data resulting from measures of natural events are represented in a structured form (table) and in a graphical form (charts). Correlations between recent data and past eruptions of particular significance (marker) are possible by using linear scatter graphs and histograms. Pie charts allow users to perform statistics on Etna earthquakes, divided according to the hypocentral depth. Finally, users can access the simulation (updated every 3 hours) of the distribution of volcanic ash in the presence of an explosive eruption. The high modularity of GAP allows, ultimately, to add new functionalities by implementing new queries or dedicated components, e.g. for client of new mobile devices. Premessa È stato realizzato un applicativo denominato GAP (Analysis of Geological Parameters) il cui obiettivo è di consentire l accesso, tramite dispositivi mobili, ai parametri vulcanologico-geofisici registrati nell area Etnea. È stata prevista la possibilità di incrociare dati attuali con serie storiche pre o post-eruttive che assumono il significato di marker vulcanologici per l interpretazione dei trend sperimentali correnti. Il lavoro eseguito nel periodo Marzo-Giugno 2010 si è avvalso della collaborazione dell INGV sez. di Catania, che ha reso disponibili le registrazioni ed altre preziose informazioni, fondamentali per la realizzazione del software. Premise An application called GAP (Analysis of geological parameters) has been developed in order to access records of the volcanologicalgeophysical parameters of Etna area, through mobile devices. Users can compare current data with volcanological markers relating to pre-or post-eruptive series. Therefore, it is possible to consistently interpret the current experimental trend. Records of main geophysical parameters, essential for GAP to work, have been made available by the Catania section of INGV.17 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli Introduzione 1.1 Generalità Nelle zone vulcaniche attive assume particolare importanza il monitoraggio dei cosiddetti precursori vulcanici, ossia di parametri ambientali critici le cui variazioni danno significative informazioni sulla imminenza o meno di una eruzione vulcanica. Gran parte del settore mediterraneo è interessato dalla presenza di vulcani attivi sia sottomarini (ad es. Vavilov nel Tirreno) che subaerei (Vesuvio, Campi Flegrei, Etna, Isole Eolie): di conseguenza il monitoraggio dei precursori risulta di fondamentale importanza per ridurre il rischio sopratutto in quelle aree in cui il tessuto urbano si è sviluppato in prossimità dell edificio vulcanico (Vesuvio e Etna) o addirittura sovrimposto a strutture vulcaniche preesistenti (Campi Flegrei). Per inquadrare compiutamente le tematiche alla base dell applicativo, viene presentata l evoluzione geologicostrutturale e la descrizione dei principali precursori geofisici relativi alla regione etnea. 1.2 Evoluzione geologico-strutturale Il vulcanismo dell Etna ha catalizzato notevole interesse in tutto il bacino del mediterraneo, richiedendo ingenti risorse sia per scopi di ricerca scientifica che per le attività focalizzate alla prevenzione di eventi particolarmente rilevanti ai fini della protezione civile; da sempre è stato considerato laboratorio naturale perché dalla sua attività è possibile trarre preziose informazioni sul comportamento dei vulcani attivi. Il suo recente passato, iniziato a partire da circa anni fa, è stato costellato da una alternanza di fasi distruttive e costruttive; le prime hanno totalmente distrutto o, in altri casi, obliterato le morfologie vulcaniche preesistenti mentre le fasi positive hanno generato nuove orografie vulcaniche. Le nuove forme, in alcuni casi, si sono sovrimposte alle precedenti nascondendole, mentre in altre situazioni hanno semplicemente esteso il vulcano in altezza e/o ampiezza. Una fase distruttiva parossistica, parecchie decine di migliaia di anni fa, ha determinato lo sprofondamento di un cono vulcanico preesistente e la formazione della caldera della Valle del Bove, il cui taglio erosivo è ancora oggi visibile nella morfologia del vulcano. La prima attività si è manifestata in ambiente sottomarino con la messa in posto di lave a pillows e brecce ialoclastitiche, affioranti nella zona di Acicastello. Durante l era quaternaria la zona etnea (cioè l areale su cui, in seguito, è andato ad impostarsi il vulcano) è stata soggetta a graduali sollevamenti dovuti alla collisione fra la placca euroasiatica e africana: le aree precedentemente caratterizzate da un vulcanismo sottomarino sono quindi emerse e si è passati ad un un attività subaerea. La successiva evoluzione dell Etna e costellata da un ripetersi di eventi costruttivi e distrut- 1. Introduction 1.1 Generally In active volcanic areas it is important to monitor volcanic precursors, whose variations give valuable information about volcanic eruptions. In the Mediterranean area there are several active submarine volcanoes (e.g. Vavilov in the Tyrrhenian sea) and subaerial volcanoes (e.g. Vesuvius, Campi Flegrei, Etna, Aeolian Islands): it is therefore essential to monitor volcanic precursors in densely populated areas proximal to volcanoes (Vesuvius and Etna) or built on existing volcanic structures (Campi Flegrei), where the volcanic risk is very high. In the following, geological-structural evolution and geophysical precursors are analyzed in order to understand the aim of the software GAP. 1.2 Geological and structural evolution The volcanic activity of Etna, a natural laboratory that provides information on the behaviour of active volcanoes, has always aroused interest both in research and in the field of civil protection. The activity, since about 700,000 years ago, is an alternation of constructive and destructive phases that have contributed to destroy and/or generate volcanic landforms. In some cases previous structures have been hidden, and in other cases the height and/or amplitude of the volcano have been expanded. The caldera of Valle del Bove was formed by a destructive paroxystic phase, tens of thousands of years ago, causing the collapse of the old volcanic cone. The erosive cut resulting from this volcanic activity is currently visible on the eastern flank of the volcano. It corresponds to a huge valley where are poured most of the current eruptions of central type. The pillow lavas and ialoclastitic breccias of Acicastello are the first activity in the underwater environment. The continental collision of the Quaternary period has led to a lifting of the entire primordial volcanic area. It is defined in the literature pre-etnean Gulf, because is the area in which the volcano has increased. This has gone from submarine activity to subaerial activities. Such events marked the destructive-constructive evolution of volcano with latest equipment superimposed to older ones (Fig. 1). This represents a shift from the ancient vents of the volcano Calanna, Trifoglietto I and II, ancient18 18 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli tivi con apparati più recenti che si sovrimpongono a centri eruttivi più antichi e non più attivi (Fig. 1). Si passa così dai centri eruttivi antichi al vulcano di Calanna, Trifoglietto I e II, Mongibello antico sino ad arrivare al Mongibello recente; a ciascuna fase è associata una traslazione verso NW dei centri d emissione, ricoperti dall attività dei successivi apparati. Quelli appena citati sono soltanto alcuni dei più importanti centri eruttivi individuati dagli autori, grazie agli affioramenti lavici presenti nella sezione naturale della Valle del Bove. I caratteri petrografici dei prodotti lavici emessi dal vulcano, sembrano però in contrapposizione con il regime compressivo del settore mediterraneo d appartenenza. Il chimismo basico etneo, anomalo per le zone di collisione continentale, può essere spiegato Mongibello until the recent Mongibello, to name a few. The sequence of eruptive centers has been reconstructed by scientists, thanks to lavas outcrops located in the natural section of the Valle del Bove. Each transition is associated with a shift to the NW of the crater, fossilized by the activity of successive emission centers. Apparently the basic nature of Etna s magma is inconsistent with the structure of the domain where Etna belongs to. This inconsistency can be explained by the opening of extensional structures (normal faults) in areas subject to compression. Along this fault system the mantle magma has risen, thus feeding an alternating-explosive NW SE Eruzioni fissurali submarine l.m.m. a LEGENDA NW SE Mongibello recente Mongibello antico l.m.m. b Trifoglietto II Trifoglietto I Coni avventizi NW Caldera della Valle del Bove SE Vulcano di Calanna Lave a pillows l.m.m. Basamento sedimentario (argille azzurre pleistoceniche) c Fig. 1 - Principali fasi dell evoluzione dell Etna. a) Circa anni fa inizia un attività submarina di tipo fissurale che ricopre il golfo pre-etneo: a questa prima fase sono imputabili le lave a pillows presenti ad Acicastello ed Acitrezza. b) Il regime compressivo in atto determina il sollevamento dei fondali, per cui si passa da attività submarina a subaerea e da attività fissurale ad attività di tipo centrale. La progressiva traslazione del centro di emissione verso NW determina una serie di apparati che si sovrimpongono l uno sull altro: si passa così dal vulcano di Calanna al Trifoglietto I e II, ognuno spostato a NW rispetto al precedente. c) La migrazione dei centri eruttivi termina con la giustapposizione sui precedenti apparati dapprima del Mongibello antico e successivamente del Mongibello recente. Un ampio squarcio (Valle del Bove) dovuto ad un collasso calderico ha demolito parte dei vulcani precedenti e la morfologia dei versanti é resa notevolmente articolata dai coni avventizi, dovuti ad attività laterale del vulcano. Le colate del Mongibello recente, sede dell attività attuale, hanno in parte ricoperto le colate dei precedenti centri eruttivi, obliterandone i rapporti e rendendo difficoltosa una fedele ricostruzione dell attività del vulcano dalle fasi primordiali ad oggi. Main stages of Mt. Etna evolution. a) About 700,000 years ago begin a submarine activity covering the pre-etna Gulf: the pillows lava of Acicastello and Acitrezza are due to this first phase b) The raising of the seabed due to tectonics compression involves the transition from submarine activities to subaerial activities and from fissural activities to central activities. The gradual shift of the emission center towards NW leads to a series of devices that overlapping over each other thus passing from the Calanna's Volcano to Trifoglietto I and II, each shifted to the NW than the previous. c) The migration of eruptive centers ends with the overlap of the recent Mongibello on the Ancient Mongibello who in turn had previously covered the previous devices. A large gash (Valle del Bove) due to caldera collapse has demolished part of the previous volcanoes. The morphology of the slope is made considerably articulated by adventive cones, due to lateral activity of the volcano. The recent lava flows of the Recent Mongibello, have partly covered the lava flows of the previous eruptive centers, deleting the reports and making it difficult a reconstruction faithful of the volcano activity from the primordial phases to today.19 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli 19 con l apertura di strutture distensive nella crosta (faglie dirette), perpendicolari al massimo stress compressivo, per effetto delle deformazioni subite dai terreni sedimentari coinvolti nei processi orogenici. Lungo queste direttrici tettoniche si è avuta la risalita del magma dal mantello, che ha alimentato un attività prevalentemente effusiva intervallata da episodi esplosivi, tipica dei vulcani strato. Le prime manifestazioni in ambiente submarino sono riconducibili a magmi basaltici ad affinità tholeiitica eruttati da bocche fissurali. I magmi che hanno generato i diversi edifici alternatisi nel tempo sono riconducibili a una serie subalcalina e a una alcalina [CRISTOFOLINI & ROMANO, 1982]. Le due serie potrebbero essersi originate da differenti porzioni di un mantello eterogeneo con un differente grado di fusione parziale. Diversi autori [CRISTOFOLINI, 1971 e 1973; LO GIUDICE, 1970 e 1971; RITTMANN, 1973; ROMANO 1970] considerano che i processi di frazionamento dei cristalli, associati ad altri processi (variazione della pressione idrata, trasferimento di volatili) abbiano portato a diversi trend evolutivi, caratteristici di ciascun centro vulcanico. Viene ipotizzato un modello di camera magmatica costituita da una irregolare struttura densa di fratture riempite da magma ad una profondità fra 15 e 20 km [SHARP et al., 1980] identificata come un profondo serbatoio vicino alla base della crosta continentale [LOMBARDO e PATANÈ, 1982]. Lo studio dei minerali intratellurici (plagioclasi e augite) e delle relative temperature e pressioni (idrate e anidre) di formazione, ha consentito la formulazione di consistenti ipotesi sulla dinamica interna al vulcano. Alcuni modelli evolutivi spiegano i differenti chimismi magmatici sia nell ambito dello stesso centro vulcanico che in apparati differenti. Un possibile pattern evolutivo è il seguente: nelle prime fasi il magma primario inizia ad evolversi nel serbatoio profondo per cristallizzazione frazionata. Successivamente parte del magma risale stazionando, a più riprese, in camere magmatiche più superficiali; in esse il processo di cristallizzazione frazionata prosegue variando il chimismo e più in generale le caratteristiche reologiche del magma. A seconda delle percentuali di differenziazione magmi a diversa composizione, nel tempo, possono alimentare l attività dell apparato vulcanico superficiale. Lo stesso meccanismo si è ripetuto, a partire dal serbatoio profondo, per altri magmi che hanno alimentato i vari centri eruttivi che si sono avvicendati nel tempo. In accordo a GUEST & DUNCAN [1981], nel Mongibello Recente i bassi frazionamenti dei magmi eruttati suggeriscono brevi periodi di residenza del magma in serbatoi magmatici poco profondi. Al contrario gli elevati livelli di differenziazione delle rocce relative ad apparati più antichi, indicano un immagazzinamento del magma in serbatoi superficiali per periodi relativamente più lunghi. effusive activity typical of the volcanic layer. The first submarine magmas are emerging from fissure vents and their composition is tholeiitica to alkaline affinity. Overall all of Etna magmas belong to two main series: sub-alkaline and alkaline [CRISTOFOLINI & ROMANO, 1982]. They could have formed in different parts of the mantle with a different degree of partial melting. According to some authors [CRISTOFOLINI, 1971 and 1973; LO GIUDICE, 1970 and 1971; RITTMANN, 1973; ROMANO, 1970] the different evolutionary trends of eruptive centers are mainly due to crystal fractionation processes. It is believed that the deep magma chamber is covered with a dense series of fractures filled with magma located between 15 and 20 km [SHARP et al., 1980] proximal to the base of the continental crust [LOMBARDO & PATANÈ, 1982]. In this context, some physical parameters (change of the hydrate pressure, transfer of gases) have influenced the development of magma towards different evolutionary trend. Some evolutionary models explain the different compositions of the magmas that fed the various eruptive centres with an evolutionary model based on the study of intratelluric minerals (plagioclase and augite) and temperatures/ pressures of formation. The model can also explain the variations within the same eruptive centre. A possible evolutionary pattern is as follows: initially, the partially developed primary magma rises from deep tank stationing several times in tanks gradually more superficial. In each reached tank the magma continues to differentiate. For this reason, magmas having different composition can fuel the activity of the volcano. A similar mechanism can be seen in the activity of the magma that rises from the deep reservoir to feed other craters of eruption. GUEST & DUNCAN [1981] show that poorly differentiated magmas suggest short periods of storage in shallow reservoirs (Mongibello Recent). By contrast, in older structures highly fractionated magmas indicate that residence times are higher in shallow reservoirs. The evolution of the volcano has always been influenced by the tectonic regime exists: the geodynamics location to contact between European and African plate has given, to the etnean structure, particular seismogenic importance.20 20 Resistenza al taglio di una mistura sabbioso-argillosa molto sciolta Monotonic shear resistance of a very loose sand-clay mixture Giovanni Spagnoli L evoluzione del vulcano è stata da sempre condizionata dal regime tettonico esistente: la collocazione geodinamica, al contatto tra la zolla europea e quella africana ha conferito una particolare rilevanza sismogenetica all edificio etneo. Il sistema di faglie che disloca questa porzione di territorio ha trend NW-SE, NE-SW, ENE-WSW, N-S ed è riconducibile a due sistemi principali: Messina e la scarpata Ibleo-Maltese. Il Sistema di Messina segue la linea di costa tra Taormina e Messina e si ricollega con il sistema di faglie Scicli-Comiso-Caltagirone a S-W dell Etna. La scarpata Ibleo-Maltese è costituita da un sistema di faglie a gradinata con direzione NNW-SSE e corre quasi parallelamente alla costa della Sicilia sud-orientale. Il movimento che avviene lungo questa imponente struttura tettonica viene accomodato sulla terraferma da strutture orientate conformemente a quella principale (Fig. 2) denominate Timpe, faglie dirette con notevoli rigetti. Nel versante SW del vulcano sono presenti terrazzi alluvionali che mostrano sollevamenti di qualche centinaio di metri rispetto al l.m.m.; questi gradienti verticali sono dovuti alle strutture del sistema Ibleo-Maltese e di Messina, la cui attività determina l instabilità del territorio. The fault-system that displaces this portion of the territory has trends NW-SE, NE-SW, ENE-WSW, N-S and is attributed to two main systems: Messina and Ibleo-Maltese escarpment. Messina system follows the line of the coast between Taormina and Messina and is linked with the Scicli-Comiso-Caltagirone fault system SW of Etna. Ibleo-Maltese escarpment consists of a steps system of faults with NNW-SSE and runs almost parallel to the coast of south-eastern Sicily. The fault movement is transferred to the mainland by structures oriented in accordance with the main one (Fig. 2) called Timpe, normal faults with high discards. In the SW side of the volcano there are alluvial terraces that show lifting of a few hundred meters to the l.m.m.; these vertical gradients are due to the structures of Ibleo-Maltese and Messina systems, whose activities determine the instability of the area. The particular location geodynamics at the contact between the African and European plate led to a tectonic control on volcanic activity. The Fig. 2 - Schema strutturale della Sicilia Orientale [da LO GIUDICE et al., 1982 modificato]. Structural scheme of Eastern Sicily [from LO GIUDICE et al., 1982 modified]. Vedere altro
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