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Timestamp: 2019-02-21 20:42:52+00:00

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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 12 agosto 2016, n. 3633 - Renato D'Isa
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 12 agosto 2016, n. 3633
sentenza 12 agosto 2016, n. 3633
sul ricorso iscritto in appello al numero di registro generale 2269 del 2016, proposto da:
Vi. s.p.a., in persona del legale rappresentante in carica, rappresentata e difesa dall’avvocato Ma. Br., con domicilio eletto presso il suo studio, in Roma, via (…);
Comune di (omissis), in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dall’avvocato Sa. Be., con domicilio eletto presso il suo studio, in Roma, via (…);
Bi. It. s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Ma. Sa. e Gi. Ru., con domicilio eletto presso lo studio del primo, in Roma, viale (…);
U.T.G. – Prefettura di Roma e altri, in persona dei rispettivi rappresentanti legali in carica, non costituiti in giudizio;
della sentenza del T.A.R. Lazio – Roma, Sezione II Bis, n. 00328/2016, resa tra le parti, concernente l’affidamento del servizio di refezione scolastica nelle scuole dell’infanzia e primaria.
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Comune di (omissis) e di Bi. It. s.r.l.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 21 luglio 2016 il Cons. Alessandro Maggio e uditi per le parti gli avvocati Ma. Br., An. Br., su delega dell’avvocato Sa. Be., Ma. Sa. e Gi. Ru.;
La Vi. s.p.a. ha partecipato alla procedura ad evidenza pubblica bandita dal Comune di (omissis) per l’affidamento del servizio di refezione scolastica.
Nelle more della gara la Vi. è stata colpita da interdittiva antimafia emessa dal Prefetto di Roma con decreto in data 22/6/2015.
Tenuto conto dell’intervenuta interdittiva antimafia, l’amministrazione comunale ha adottato la determinazione in data 8/7/2016, con la quale ha escluso dalla gara la Vi..
Successivamente, con decreti datati, rispettivamente, 27/7/2015 e 30/7/2015 il Tribunale penale di Roma ha disposto nei confronti delle società del “Gr. La Ca.” – tra cui la Vi. – la misura dell’amministrazione giudiziaria prevista dall’art. 34 del D. Lgs. 6/9/2011 n. 159, stabilendo il proseguimento dell’attività aziendale e prevedendo anche la possibilità di partecipare a nuove gare.
Il Prefetto di Roma, a sua volta, in considerazione delle citate determinazioni assunte dal Tribunale di Roma, ha adottato il decreto 30/7/2015 n. 212832/Area I Bis/O.S.P., con cui ha sospeso la gestione commissariale precedentemente disposta nei confronti della Vi..
Nel frattempo, con determinazione in data 14/8/2015, il Comune ha aggiudicato l’appalto alla Bi. It. s.r.l.
Sia il provvedimento di esclusione che quello di aggiudicazione sono stati impugnati dalla Vi. con ricorso al TAR Lazio – Roma, il quale, con sentenza 13 gennaio 2016, n. 328, lo ha respinto.
Ritenendo la sentenza erronea e ingiusta la Vi. l’ha impugnata chiedendone l’annullamento.
Per resistere all’appello si sono costituiti in giudizio sia il Comune di (omissis) che la Bi. It..
Col terzo motivo si denuncia, infine, l’erroneità della sentenza per non aver accolto la censura di illegittimità derivata rivolta contro il provvedimento di aggiudicazione in favore della Bi. It..
A quanto sopra è appena il caso di aggiungere che l’interdittiva antimafia costituisce una causa ostativa alla partecipazione alle procedure selettive che impone l’estromissione dalla gara delle imprese che ne risultino destinatarie (Cons. Stato, Sez. V, 1/10/2015 n. 4602), sicché non può certo rimproverarsi all’appellato Comune di aver frettolosamente adottato il provvedimento espulsivo una volta venuto a conoscenza della interdittiva antimafia a carico della Vi..
Condanna l’appellante al pagamento delle spese processuali in favore del Comune di (omissis) e della Bi. It. s.r.l., liquidandole per ognuno di essi in € 4.000/00 (quattromila), oltre accessori di legge.
L’esistenza di un’autorizzazione per il solo periodo estivo non implica che...

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