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Timestamp: 2020-04-04 23:42:26+00:00

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Questa mattina è arrivata la sentenza di primo grado per la querela di Donato BRUCCOLERI, uno degli uomini che l'UDC ha voluto promuovere nell'ambito della gestione sanitaria in Liguria, e che si è dichiarato (lui, a Repubblica!) "onorato" della parente con Totò Cuffaro. Assistito dall'amico avvocato Pietro BOGLIOLO (il legale che assiste anche diversi imputati per 416 bis al centro dell'indagine "MAGLIO 3" sulla 'ndrangheta in Liguria), ha contestato il carattere diffamatorio del nostro articolo attraverso un'accurata azione di manipolazione del nostro scritto (copia-incolla-cuci di parti dell'articolo) che pubblicammo il 2 ottobre 2009 (vedi qui), così da stravolgerne il senso e significato...
Dalle deposizioni in aula di Donato BRUCCOLERI e della consorte Josè Maria Linda CUFFARO, è emerso che se per il primo vi era stata la conseguenza di un trauma psicologico a danno dei loro figli, per la Cuffaro questo non ci sarebbe stato. Tale trauma, si sosteneva, era derivante dal nostro articolo che riportava la parentela con il Salvatore Cuffaro... Parentela che però era nota, sia per la visita con tanto di scorta del Cuffaro alla farmacia di Genova Cornigliano, sia perché nelle loro stesse deposizioni è emerso che vi erano frequentazioni abituali, come in occasione delle festività, con il Salvatore Cuffaro. Inoltre, fu proprio Donato Bruccoleri che al quotidiano "La Repubblica" dichiarava di essere onorato della sua parentela con il potente uomo dell'Udc condannato in via definitiva per aver agevolato gli uomini di Cosa Nostra (vedi qui la Sentenza Cassazione)... Il dirsi "onorati" di tale parentela non crea però "traumi", l'indicare che la parentela (nota e "onorara") esiste invece li crea... E' un pochino curioso, ma pare che funzioni così.
Nel dibattimento è stato poi sostenuto addirittura anche che la responsabilità del fatto che sono stati recapitati dei proiettili in una busta a Claudio Burlando, Claudio Montaldo e Donato Bruccoleri, sia da asciversi al nostro articolo e quindi all'operato di Abbondanza...
Insomma di quella nomina ne hanno parlato tutti più volte (La Repubblica, Il fatto quotidiano, Il Secolo XIX, ripresa in libri di noti giornalisti come "La Sanità di Dio" di Ferruccio Pinotti o "la Colata" di Ferruccio Sansa e Marco Preve), ma pare che l'unico articolo che sia stato letto sia il nostro. Siamo più letti, a quanto pare, e più incisivi di tutti gli altri messi insieme... Cose straordinarie!
Non basta ancora... L'amico ed avvocato di Bruccoleri, Pietro Bogliolo, è arrivato a sostenere la responsabilità di Abbondanza anche per articoli pubblicati da altri... Per il Pm invece l'appellativo "Vasa Vasa" per Salvatore Cuffaro sarebbe stato ideato appositamente da Abbondanza, chiaramente per appesantire l'offesa alla reputazione del Bruccoleri. La fiera dell'assurdo non è però finita... All'udienza del 31 ottobre scorso, l'avv. Bogliolo prima ha rinunciato all'esame di Abbondanza, per poi affermare nelle sue conclusioni che voleva domandare diverse cose ad Abbondanza ma "Abbondanza si sottrae". Un "principe del foro", nulla da dire!
Il legale della Casa della Legalità, avv. Riccardo Di Rella, ha replicato punto per punto, evidenziando che quella contestata dal pm e dalla parte civile non era altro che una "caricatura" dell'articolo oggetto di querela e non l'articolo pubblicato che, letto nella sua integrità e collocato nel contesto in cui era stato scritto, non aveva alcun elemento falso e nemmeno diffamatorio.
Il presidente della Casa della Legalità, Abbondanza, oggi è stato condannato, dal Giudice di Primo Grado, ad una sanzione più spese, rimborso alla parte civile, pubblicazione estratti di sentenza su Repubblica, ma NON è stata disposta la cancellazione dell'articolo oggetto di querela, come invece aveva richiesto il legale del Bruccoleri.
Ovviamente, una volta depositate le motivazioni (30 giorni), faremo Appello anche perché i fatti indicati nell'articolo sono veri, verificati, riguardano una nomina politica, pubblica... e sono descritti correttamente, sempre che, ovviamente, siano letti nella loro interezza e non "manipolati".
In rete, qualcuno, inizia però con il riportare i fatti in modo difforme dalla realtà, come nel caso dell'articolo pubblicato sul sito dell'Ivg.it, titolato “Diffamazione: condannato Christian Abbondanza, presidente Casa della legalità” (vedi qui). In merito al quale si è ritenuto doveroso chiedere di precisare quanto segue:
1. Dalla lettura dell'articolo sembrerebbe che si sia davanti ad una condanna definitiva nei confronti del Presidente della Casa della Legalità, mentre invece, per la querela di BRUCCOLERI Donato è stata emessa una sentenza di primo grado che, si è già annunciato, sarà impugnata in Appello.
2. Già nella dispositivo della sentenza (le motivazioni saranno note tra 30 gg), il Giudice del Tribunale di Genova ha: - emesso una sanzione inferiore a quella richiesta dal pm; - un compenso per la parte civile assai inferiore a quanto richiesto dalla parte offesa; - respinto la richiesta di cancellazione dal sito internet dell'articolo oggetto di querela.
3. Quanto da Voi riportato come riferito al Bruccoleri (“emanazione della mafia siciliana che aveva puntato a espandere il proprio interesse nel campo della farmaceutica e della sanità anche in Liguria”), ed attribuendone la stesura alla Casa della Legalità, NON è assolutamente quanto scritto e pubblicato nell'articolo oggetto di querela (disponibile integralmente a questo link: http://www.casadellalegalita.info/speciali-liguria/genova-e-prov/in-generale/toto-vasa-vasa-cuffaro-allo-sbarco-nel-nord-precisamente-a-genova.html), ma rappresenta una manipolazione volta ad attribuire erroneamente alla Casa della Legalità la volontà di indicare il Bruccoleri quali emanazione di Cosa Nostra a Genova. Ruolo che mai gli è stato attribuito in alcuna parte dell'articolo.
Leggendo integralmente quanto pubblicato della Casa della Legalità - che il Giudice del Tribunale di Genova ha lasciato disponibile online contro la richiesta della legale del Bruccoleri - è chiaro ed evidente che il contenuto dell'articolo sia tutt'altro, rigorosamente fondato su fatti veri ed elementi noti e pubblici, e non quindi finalizzato ad offendere la reputazione del Bruccolleri, come sarà nostra cura dimostrare in Appello.
Duole vedere che, come già accaduto per la causa con Giuseppe Macrì, nuovamente “Il Secolo XIX” riporti informazioni non veritiere e parziali anche per il caso della querela di Donato Bruccoleri. Nella richiesta di rettifica si è quindi precisato quanto segue:
1) La sentenza emessa è di primo grado e sarà, come annunciato, impugnata in Appello, anche perché risulta inverosimile che vi possa essere diffamazione nel dire fatti veri (come la parentela stretta di Bruccoleri con Cuffaro, che ha portato lo stesso Bruccoleri a dirsene “onorato”), nonché indicare chi sia Totò Cuffaro alla luce di sentenza definitiva di condanna. Risulta poi altrettanto legittimo e quindi non offensivo il ritenere inadeguata la figura di un farmacista per il ruolo di Consigliere di Amministrazione dell'Istituto Gaslini, e preoccupante che tale nomina sia stata piegata alla lottizzazione politica, assecondando le richieste dell'UDC di Lorenzelli, Monteleone nonché dello stesso Cuffaro.
2) L'affermazione che il Bruccoleri sia «emanazione della mafia siciliana che aveva puntato a espandere il proprio interesse nel campo della farmaceutica e della sanità anche in Liguria» non è mai stata scritta, pubblicata o pronunciata da Abbondanza e dalla Casa della Legalità, e rappresenta una chiara “manipolazione” dell'articolo originario, come facilmente verificabile leggendo integralmente l'articolo pubblicato il 2 ottobre 2009.
3) Il Giudice di primo grado, inoltre, non ha accolto la richiesta dell'avv. Bogliolo di cancellazione dell'articolo contestato dal Bruccoleri che, quindi, resta disponibile online.

References: sentenza 
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