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GUIDA DI APPROFONDIMENTO I TIROCINI A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA - PDF
GUIDA DI APPROFONDIMENTO I TIROCINI A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA
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Geraldina Palmisano
1 GUIDA DI APPROFONDIMENTO I TIROCINI A CURA DEL BIC SARDEGNA SPA 1
2 SOMMARIO PREMESSA... 3 AMBITO DI APPLICAZIONE... 4 TIPOLOGIE E REQUISITI DI ACCESSO... 4 LA DURATA... 5 SOGGETTI CHE POSSONO PROMUOVERE I TIROCINI... 6 I COMPITI DEL SOGGETTO PROMOTORE... 6 SOGGETTI CHE POSSONO OSPITARE I TIROCINANTI... 7 OBBLIGHI IN CAPO AL SOGGETTO OSPITANTE... 8 LIMITI NUMERICI... 8 ATTIVAZIONE DI UN TIROCINIO... 9 TUTORAGGIO... 9 COPERTURE ASSICURATIVE INDENNITÀ DI PARTECIPAZIONE ASPETTI SANZIONATORI
3 PREMESSA Una prima disciplina normativa all istituto del tirocinio è stata data dalla Legge 196/97 e con il successivo Decreto Ministeriale n. 142/98, definendo il tirocinio formativo e di orientamento come periodo di formazione finalizzato a realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e ad agevolare le scelte professionali a favore di soggetti che hanno già assolto l obbligo scolastico. In seguito tale normativa è stata integrata dall art. 11 del DL n. 138/2011, convertito in Legge n. 148/2011, il quale ha per oggetto esclusivamente i livelli essenziali di tutela nella promozione e realizzazione dei tirocini formativi e di orientamento, al fine di dare maggiore certezza al quadro legale di riferimento, che oggi è lacunoso e frammentato ed esposto a un utilizzo abusivo e fraudolento. Ciò è avvenuto nel rispetto delle competenze assegnate dalla Costituzione alle Regioni (vedi sentenza n. 50/2005 della stessa Corte Costituzionale), che rimangono i soggetti cui è affidata la regolamentazione dei dettagli applicativi dei tirocini. Alla luce del quadro legislativo nazionale, il tirocinio è uno strumento alternativo d inserimento al lavoro che consiste in un periodo di formazione professionale o di mero orientamento al lavoro in un ambiente produttivo. La Commissione Europea nell ambito della strategia Europa 2020 evidenzia la necessità, per garantire una maggiore tutela dei giovani nella delicata fase di transizione dalla scuola al lavoro, di arrivare a una Carta Europea dei tirocini di qualità, che rappresenti il documento unico di riferimento con i criteri applicativi del tirocinio. Sulla scorta di tale orientamento, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano ha approvato, in data 24 gennaio 2013, le Linee guida in materia di tirocini presentate dal Governo ai sensi dell articolo 1, comma 34 della Legge n. 92/2012 (c.d. Riforma Fornero), allo scopo di fornire una cornice nazionale per la disciplina dei tirocini formativi e di orientamento, di combattere gli abusi e di sostenere il ricorso ai contratti di apprendistato quale strumento formativo preferenziale di ingresso nel mercato del lavoro per i giovani. Il documento fornisce principi comuni e standard minimi in materia di tirocini, lasciando inalterata la facoltà per le Regioni e le Province autonome di fissare disposizioni di maggiore tutela. 3
4 AMBITO DI APPLICAZIONE Le Linee guida in materia di tirocini riguardano solo quelle fattispecie che potrebbero non valorizzare altre forme contrattuali a contenuto formativo, come ad esempio l apprendistato, sottraendo giovani lavoratori a tali tipologie. Sono esclusi dalla presente disciplina le seguenti tipologie di tirocinio: I tirocini curriculari promossi da università, istituzioni scolastiche, centri di formazione professionale, ovvero tutte quelle esperienze previste all interno di un percorso formale di istruzione o di formazione; I tirocini previsti per l accesso alle professioni ordinistiche disciplinati da specifiche normative; I tirocini transnazionali, ad esempio, quelli realizzati nell ambito dei programmi comunitari per l istruzione e per la formazione, quali il Lifelong Learning Programme; I tirocini per migranti extracomunitari promossi all interno delle quote di ingresso; I tirocini estivi. Resta valida la speciale disciplina per i tirocini avviati dalle Cooperative Sociali ai sensi dell art. 2, comma 1, lettera f) del DM n. 142/98 della Legge n. 381/91, per le finalità dell articolo 1, comma 1, lettera b) della medesima legge. Inoltre tali standard minimi devono essere applicati anche nei casi in cui il soggetto ospitante sia una Pubblica Amministrazione. Gli standard minimi previsti si applicano anche a tutti quegli interventi e iniziative che, a diverso titolo denominato, abbiano le medesime finalità e caratteristiche. TIPOLOGIE E REQUISITI DI ACCESSO Tipologia Definizione Tirocinanti Tirocini formativi e di orintamento Tirocini finalizzati ad agevolare le scelte professionali e l occupabilità dei giovani nel passaggio scuola mondo del lavoro mediante una formazione diretta in azienda (pubblica o privata) Soggetti che abbiano conseguito un titolo di studio entro e non oltre 12 mesi alla data di avvio del tirocinio, nel concreto si tratta di neo qualificati, neo diplomati, neo laureati, neo dottorati. (ad esempio: un ragazzo laureato il 20 febbraio 2013 potrà avviare un tirocinio entro la data del 20 febbraio 2014 indipendentemente dalla durata dello stesso) 4
5 Tirocini di inserimento e reinserimento al lavoro Tirocini di orientamento e formazione o di inserimento e reinserimento Tirocini finalizzati ad agevolare l ingresso o il reingresso nel mondo del lavoro di persone in età lavorativa Tirocini finalizzati ad agevolare le scelte professionali e/o l inserimento nel mondo del lavoro di persone che hanno necessità di maggiore tutela Soggetti che ritrovano nelle seguenti condizioni: inoccupati; disoccupati (anche in mobilità); lavoratori sospesi in regime di cassa integrazione. Soggetti che ritrovano nelle seguenti condizioni: disabili di cui all art. 1, comma 1 della L. 68/99; persone svantaggiate ai sensi della L. 381/91; richiedenti asilo; titolari di protezione internazionale. Per i lavoratori in CIG (cassa Integrazione Guadagni) il tirocinio è attivabile solo se esistono degli specifici accordi che fanno riferimento alle politiche attive del lavoro per l erogazione di ammortizzatori sociali. LA DURATA La durata dei tirocini è variabile secondo la tipologia cui si fa riferimento, tuttavia esiste un limite temporale massimo che non può essere superato, pena la possibile conversione del tirocinio in rapporto di lavoro subordinato. Tipologia Tirocini formativi e di orientamento Tirocini di inserimento e/o reinserimento al lavoro Tirocini per persone svantaggiate Tirocini per persone disabili Durata massima 6 mesi 12 mesi 12 mesi 24 mesi Per l attivazione di tirocini a favore di persone svantaggiate o disabili le Regioni e le Province autonome possono disciplinare misure di agevolazione e deroghe alla durata e ripetibilità. 5
6 Nei limiti di durata indicati, i periodi di tirocinio possono essere di durata inferiore a quella massima e quindi beneficiare di una proroga sino al raggiungimento del periodo massimo consentito e, in caso di maternità o malattia pari o superiore a 1/3 del tirocinio possono essere sospesi e la sospensione non concorre al computo della durata massima (ad esempio: un tirocinio, avviato il 6 maggio 2011, a favore di persona disabile può essere inizialmente di 12 mesi più una proroga di ulteriori 12 mesi, se poi il tirocinante sospende per un mese il tirocinio per motivi di salute allora avrà termine il 6 giugno 2013 anziché il 6 maggio 2013). Attenzione il tirocinante potrà svolgere un solo tirocinio con lo stesso soggetto ospitante mentre potrà svolgere più tirocini presso diverse aziende non collegate tra loro. SOGGETTI CHE POSSONO PROMUOVERE I TIROCINI I tirocini possono essere promossi da soggetti, pubblici e privati, accreditati o autorizzati, anche tra loro associati, nei territori di loro competenza secondo principi di trasparenza e non discriminazione. L elenco dei soggetti individuati dalla normativa vigente può essere modificato o integrato dalle Regioni e dalle Province autonome. A titolo esemplificativo rientrano tra i soggetti promotori: Centri Servizi per il Lavoro delle Province; Agenzie Regionali per il Lavoro; Organismi iscritti nell elenco regionale degli operatori accreditati ai Servizi per il Lavoro; Università e le Scuole superiori (pubbliche e private) abilitate al rilascio di titoli di studio con valore legale; Centri Pubblici di Formazione Professionale e/o orientamento; Comunità terapeutiche e Cooperative sociali, servizi d inserimento lavorativo per disabili gestiti da Enti Pubblici, istituzioni formative private non a scopo di lucro, sulla base di specifica autorizzazione regionale; Soggetti autorizzati alla intermediazione dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali ai sensi del D.Lgs. 276/2003 ss.mm.; Enti in house del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nell ambito di speciali programmi e sperimentazione nel rispetto della normativa nazionale e regionale. I COMPITI DEL SOGGETTO PROMOTORE Compito fondamentale del soggetto promotore è quello di garantire la qualità dell esperienza di tirocinio con un continuo presidio del percorso formativo in azienda. 6
7 In particolare i compiti a esso affidati sono: facilitare la procedura di avvio del tirocinio supportando il soggetto ospitante ed il tirocinante nella gestione delle procedure amministrative e nella predisposizione del progetto formativo; designare un referente quale responsabile didattico-organizzativo del tirocinio; programmare l attività di monitoraggio per l intero percorso formativo al fine di garantirne il buon andamento; rilasciare la certificazione delle competenze acquisite, anche sulla base della valutazione fornita dal soggetto ospitante, con riferimento ove è possibile alla qualificazione prevista nel Repertorio dei Ruoli Professionali a livello nazionale o regionale; registrare l esperienza di tirocinio nel Libretto formativo del cittadino di cui all art. 2, comma 1, lettera i) del D.Lgs. 276/2003, purché il tirocinante abbia svolto almeno il 70% delle ore previste nel progetto formativo; costruire, con cadenza annuale, dei report statistici di analisi dei tirocini realizzati, al fine di evidenziarne i risultati in termini di inserimento/reinserimento lavorativo; pubblicare dei report sul proprio sito internet e trasmetterli alla Regione o Provincia autonoma di riferimento, le quali al loro volta inoltrano tali dati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per la predisposizione di un report nazionale di analisi e monitoraggio dell attuazione dei tirocini. SOGGETTI CHE POSSONO OSPITARE I TIROCINANTI Possono ospitare tirocinanti tutti i soggetti, pubblici e privati, compresa la Pubblica Amministrazione le cui caratteristiche oggettive e soggettive possono essere meglio definite dalle Regioni e Province Autonome. Il soggetto ospitante: deve aver regolarmente e preventivamente attuato le disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) ed in materia di collocamento obbligatorio (L. 68/99); non deve aver effettuato licenziamenti, ad esclusione dei soli licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, nei 12 mesi precedenti l attivazione del tirocinio; non deve avere in corso sospensioni o riduzioni di orario lavorativo a causa di procedure di cassa integrazione con riguardo a lavoratori dipendenti impegnati, nella medesima unità operativa, in attività ritenute equivalenti a quelle previste per lo svolgimento del tirocinio; non può utilizzare il tirocinante per attività che non siano compatibili con gli obiettivi formativi del tirocinio; non può realizzare più di un tirocinio con il medesimo soggetto beneficiario, fatta salva la possibilità di prorogare il termine di fine tirocinio entro i limiti di durata previsti; 7
8 non può utilizzare il tirocinante per sostituire lavoratori con contratti a termine nei periodi di maggiore produzione, o nei periodi di malattia, maternità o ferie né per ricoprire ruoli necessari all organizzazione dello stesso; non può attivare tirocini per lo svolgimento di attività lavorative ritenute a bassa specializzazione che non richiedono una azione formativa. Possono essere attivati più tirocini per il medesimo profilo professionale purché siano rispettati determinati limiti numerici, inoltre se il soggetto ospitante ha più sedi operative dislocate in territori differenti, si ritiene che il tirocinio sia regolato dalla normativa della Regione o della Provincia autonoma nel cui territorio si realizza. OBBLIGHI IN CAPO AL SOGGETTO OSPITANTE L Accordo Stato/Regioni evidenzia alcuni compiti in capo al soggetto ospitante: stipulare la convenzione con il soggetto promotore e definire il progetto formativo, in collaborazione con il soggetto promotore; designare un tutor con funzioni di affiancamento al tirocinante sul luogo di lavoro, individuato tra i propri lavoratori in possesso di competenze professionali adeguate e coerenti con il progetto formativo individuale; assicurare la realizzazione del percorso di tirocinio secondo quanto previsto dal progetto; valutare l esperienza svolta dal tirocinante ai fini del rilascio, da parte del soggetto promotore, dell attestazione dell attività svolta e delle eventuali competenze acquisite; trasmettere la comunicazione obbligatoria di avvio del tirocinio almeno 24 ore prima dell inserimento in azienda del tirocinante, pur non costituendo il tirocinio rapporto di lavoro. L eventuale ritardo o omissione della comunicazione obbligatoria porta all applicazione, da parte degli organi di vigilanza, di una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro per ogni lavoratore in capo al soggetto ospitante. Il tavolo tecnico del SIL (Sistema Informatico del Lavoro) avrà il compito nel breve termine di definire le modalità di trasmissione della convenzione e del progetto formativo congiuntamente alla comunicazione obbligatoria. LIMITI NUMERICI Il numero di tirocini attivabili contemporaneamente da uno stesso soggetto ospitante dipende dal numero di lavoratori a tempo indeterminato. In considerazione di ciò è possibile attivare: 1 tirocinio nelle aziende sino a 5 dipendenti a tempo indeterminato; 2 tirocini nelle aziende tra i 6 e i 20 dipendenti a tempo indeterminato; 8
9 un numero di tirocini in misura non superiore al 10% dei dipendenti a tempo indeterminato nelle aziende con 21 o più dipendenti della stessa tipologia, con arrotondamento all unità superiore. Sono esclusi da tali limiti i tirocini in favore di disabili, persone svantaggiate e richiedenti asilo politico o titolari di protezione internazionale. ATTIVAZIONE DI UN TIROCINIO I tirocini si attivano mediante una convenzione stipulata tra i soggetti promotori, pubblici e privati, i soggetti ospitanti e tirocinanti, che può riguardare anche diverse tipologie di tirocini e alla quale va allegato il Progetto Formativo Individuale (PFI) di ciascun tirocinante; tali documenti vengono predisposti sulla base di modelli definiti dalle Regioni e Province autonome. Il PFI dovrà contenere: l anagrafica dei tre soggetti che sottoscrivono il documento (promotore, ospitante e tirocinante), con indicazione dei referenti per il progetto formativo (tutor del soggetto ospitante e referente del soggetto promotore); gli elementi descrittivi del tirocinio quali la tipologia del tirocinio, il settore dell azienda ospitante, l area professionale di riferimento secondo la classificazione ISTAT, la sede, gli estremi delle assicurazioni obbligatorie, durata e periodo di svolgimento del tirocinio ed importo dell indennità corrisposta al tirocinante; le specifiche del progetto formativo quali indicazione della figura professionale di riferimento secondo il repertorio delle professioni così come definito ai sensi della Riforma del mercato del lavoro (L. 92/2012), le attività affidate al tirocinante, le modalità e gli obiettivi del tirocinio, nonché le competenze che si intendono acquisire al termine del medesimo; diritti e doveri di ciascuno dei soggetti coinvolti (tirocinante, tutor del soggetto ospitante e referente del soggetto promotore). Ferme restando le tutele dei minori e delle lavoratrici madri in materia di orario, quest ultimo non dovrà superare l orario settimanale previsto dal contratto o accordo collettivo applicato al soggetto ospitante, inoltre il tirocinio dovrà svolgersi durante le ore mattutine salvo che l organizzazione del lavoro del soggetto ospitante non ne giustifichi lo svolgimento anche nelle ore serali e notturne. TUTORAGGIO Le Linee Guida nazionali prevedono, come nella normativa previgente, che sia il soggetto promotore sia il soggetto ospitante individuino un tutor per ciascuno, che affianchi il tirocinante per tutta la durata del percorso formativo. Il soggetto promotore nomina un referente didattico-organizzativo per la stesura del progetto formativo, per promuovere l acquisizione delle competenze da parte del 9
10 tirocinante, per monitorare l andamento del percorso formativo e garantire l attestazione delle attività svolte e delle competenze maturate. Di contro il soggetto ospitante nomina un tutor tecnico che è responsabile dell attuazione del piano formativo, dell inserimento e affiancamento del tirocinante sul luogo di lavoro per tutta a durata del tirocinio, e della predisposizione della documentazione concernente l apprendimento. Il tutor deve possedere esperienze e competenze professionali adeguate per il raggiungimento degli obiettivi formativi del tirocinio. I due tutor collaborano per definire le condizioni organizzative e didattiche, monitorare lo stato di avanzamento del percorso formativo, garantire l attestazione dell attività svolta. COPERTURE ASSICURATIVE Per l intero percorso formativo il tirocinante deve essere coperto dall assicurazione contro gli infortuni sul lavoro presso l INAIL e contro la responsabilità civile verso terzi presso idonea compagnia assicuratrice. Tali coperture assicurative risultano essere generalmente in capo al soggetto promotore, tuttavia l onere economico può essere sostenuto dal soggetto ospitante qualora il soggetto promotore dei tirocini sia una Pubblica Amministrazione. Tuttavia le Regioni e le Province autonome possono assumere a proprio carico gli oneri connessi a dette coperture assicurative. La copertura assicurativa deve comprendere anche eventuali attività svolte dal tirocinante al di fuori dell azienda o amministrazione pubblica, rientranti nel PFI. INDENNITÀ DI PARTECIPAZIONE Una delle novità di maggior interesse in materia di tirocinio, introdotta dall art. 1, commi 34 36, della L. 92/2012 (Riforma Fornero) al fine di evitarne un uso distorto, è l obbligo del soggetto ospitante di riconoscere al tirocinante un indennità di partecipazione mensile, anche forfetaria, in relazione all attività prestata per l intera durata del tirocinio. L accordo Stato-Regioni ha ritenuto congrua un indennità d importo mensile lordo non inferiore a 300 euro, con alcuni distinguo come nel caso di tirocinio di orientamento o d inserimento/reinserimento in favore di disabili, persone svantaggiate, nonché richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, dove le Regioni potranno definire agevolazioni o misure di sostegno o deroghe in materia di corresponsione e di ammontare dell indennità. Qualora il soggetto ospitante sia una Pubblica Amministrazione, stante la clausola d invarianza finanziaria prevista dalla Legge Fornero, l indennità dovrà essere coperta 10
11 mediante risorse contenute nei limiti della spesa destinata ai tirocini nel corso dell anno precedente all entrata in vigore della sopraccitata legge, e/o nei limiti della spesa consentita per finalità formative. Resta ferma la facoltà delle amministrazioni dello Stato, Regioni e delle Province autonome di prevedere misure agevolate atte a sostenere i tirocini, nonché forme di forfetizzazione. Da un punto di vista fiscale, l indennità di partecipazione deve essere considerata reddito assimilato al reddito di lavoro dipendente (ai sensi dell art. 50, comma 1, lettera c), del DPR 217/86 TUIR). L indennità non va erogata nel caso in cui il tirocinante sia un lavoratore in regime di cassa integrazione (ordinaria, speciale e in deroga), in quanto già percettore di forme di sostegno al reddito. Inoltre, il tirocinante non ha diritto all indennità nell eventuale periodo di sospensione per malattia lunga o per maternità. Infine, la percezione dell indennità non comporta la perdita dello stato di disoccupazione eventualmente posseduto dal tirocinante. ASPETTI SANZIONATORI Le competenze in materia di vigilanza e controllo rimangono dello Stato, tuttavia le Regioni e le Province autonome dovranno promuovere il corretto utilizzo dei tirocini prevenendo le forme di abuso mediante apposite norme che sanzionino i casi di inadempienza da parte dei soggetti promotori. A tale proposito le Linee Guida prevedono che a far data dalla entrata in vigore delle regolamentazioni regionali, ai sensi della legge n. 92/2012 e delle presenti Linee Guida, nel corso delle verifiche a cura del Ministero del lavoro e delle politiche sociali nelle sue articolazioni territoriali, se il tirocinio non risulterà conforme alla nuova disciplina e alla relativa regolamentazione regionale di riferimento, il personale ispettivo procederà, sussistendone le condizioni, a riqualificare il rapporto come di natura subordinata con relativa applicazione delle sanzioni amministrative applicabili in tale ipotesi (come ad esempio in materia di Libro Unico del Lavoro, prospetto di paga e dichiarazione di assunzione), disponendo al recupero dei contributi previdenziali e di premi assicurativi. Pertanto in caso di tirocinio non conforme alla nuova disciplina e alla relativa regolamentazione regionale di riferimento, il personale ispettivo del Ministero del Lavoro sarà tenuto a riqualificare il tirocinio in rapporto di lavoro subordinato, con applicazione delle relative sanzioni amministrative, disponendo, altresì, il recupero dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi omessi ed applicare la diffida accertativa per il recupero delle differenze retributive tra quanto corrisposto (indennità di partecipazione) e quanto previsto dal contratto collettivo di riferimento per un lavoratore subordinato con le stesse mansioni. 11
12 Mentre è previsto nel caso di mancata corresponsione dell'indennità di partecipazione, una sanzione amministrativa il cui ammontare è proporzionato alla gravità dell'illecito commesso, in misura variabile da un minimo di e un massimo di euro. Il tirocinio sarà considerato comunque genuino. 12

References: art. 11
 sentenza 
 articolo 1
 art. 2
 articolo 1
 art. 1
 art. 2
 art. 1
 art. 50