Source: https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2017-0390_IT.html
Timestamp: 2020-02-26 07:38:09+00:00

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sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del consiglio che istituisce un regime dell'Unione di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione, dell'assistenza tecnica e del transito di prodotti a duplice uso (rifusione)
Relatore: Klaus Buchner
– vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0616),
– visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 207, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0393/2016),
– vista la lettera in data 27 marzo 2017 della commissione giuridica alla commissione per il commercio internazionale a norma dell'articolo 104, paragrafo 3, del suo regolamento,
– visti la relazione della commissione per il commercio internazionale e il parere della commissione per gli affari esteri (A8-0390/2017),
(3) È pertanto necessario un efficace sistema comune di controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso per assicurare il rispetto degli impegni e delle responsabilità internazionali degli Stati membri e dell'Unione, in particolare in materia di non proliferazione.
(3) È pertanto necessario un efficace sistema comune di controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso per assicurare il rispetto degli impegni e delle responsabilità internazionali degli Stati membri e dell'Unione, in particolare in materia di non proliferazione e di diritti umani.
L'inserimento del testo aggiuntivo è necessario e coerente con l'introduzione dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera d).
(5) In considerazione dell'emergere di nuove categorie di prodotti a duplice uso, e in risposta agli inviti del Parlamento europeo, come pure alle segnalazioni di uso improprio di determinate tecnologie di sorveglianza informatica esportate dall'Unione da parte di persone che, in qualità di complici o responsabili, hanno ordinato o perpetrato gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale in situazioni di conflitto armato o repressione interna, è opportuno sottoporre a controllo le esportazioni di dette tecnologie al fine di tutelare la pubblica sicurezza e la morale pubblica. Le misure dovrebbero essere proporzionate. In particolare, non dovrebbero impedire le esportazioni di tecnologia dell'informazione e della comunicazione impiegata per fini legittimi, compresa l'applicazione della legge e la ricerca sulla sicurezza di Internet. La Commissione, in stretta consultazione con gli Stati membri e i portatori di interessi, svilupperà orientamenti a sostegno dell'applicazione pratica dei controlli.
(5) Sono emersi come nuova categoria di prodotti a duplice uso alcuni prodotti di sorveglianza informatica che sono stati utilizzati per interferire direttamente con i diritti umani, incluso il diritto alla vita privata, il diritto alla protezione dei dati, la libertà di espressione e la libertà di riunione e di associazione, mediante il monitoraggio o l'esfiltrazione di dati senza un'autorizzazione specifica, informata e inequivocabile da parte del proprietario dei dati e/o mediante la neutralizzazione o il danneggiamento del sistema in questione. In risposta agli inviti del Parlamento europeo, come pure alle prove indicanti l'uso improprio di determinati prodotti di sorveglianza informatica da parte di persone che, in qualità di complici o responsabili, hanno ordinato o perpetrato violazioni delle norme internazionali in materia di diritti umani o del diritto umanitario internazionale in paesi in cui siano state constatate tali violazioni, è opportuno sottoporre a controllo le esportazioni di detti prodotti. I controlli dovrebbero basarsi su criteri chiaramente definiti. Le misure dovrebbero essere proporzionate e limitate a quanto necessario. In particolare, non dovrebbero impedire le esportazioni di tecnologie dell'informazione e della comunicazione impiegate per fini legittimi, tra cui l'applicazione della legge e la ricerca sulle reti e sulla sicurezza di Internet ai fini dell'esecuzione di collaudi autorizzati o della protezione di sistemi di sicurezza delle informazioni. La Commissione, in stretta consultazione con gli Stati membri e i portatori di interessi, dovrebbe fornire orientamenti a sostegno dell'applicazione pratica dei controlli all'atto dell'entrata in vigore del presente regolamento. Per gravi violazioni dei diritti umani si intendono le situazioni descritte al capitolo 2, sezione 2, punto 2.6, del manuale per l'uso della posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio1 bis, approvata dal Consiglio "Affari esteri" il 20 luglio 2015.
(6) Di conseguenza, è altresì opportuno rivedere la definizione di prodotti a duplice uso e introdurre una definizione di tecnologia di sorveglianza informatica. Dovrebbe inoltre essere chiarito che i criteri di valutazione per il controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso comprendono considerazioni riguardanti il possibile uso improprio collegato ad atti di terrorismo o a violazioni dei diritti umani.
(6) Di conseguenza, è altresì opportuno introdurre una definizione di prodotti di sorveglianza informatica. Dovrebbe inoltre essere chiarito che i criteri di valutazione per il controllo delle esportazioni di prodotti di sorveglianza informatica tengono conto degli effetti diretti e indiretti di tali prodotti sui diritti umani, come indicato nel manuale per l'uso della posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio1bis. È opportuno istituire un gruppo di lavoro tecnico per l'elaborazione dei criteri di valutazione, in collaborazione con il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e il gruppo di lavoro del Consiglio sui diritti umani (COHOM). Inoltre, dovrebbe essere istituito un gruppo indipendente di esperti all'interno di quel gruppo di lavoro tecnico. I criteri di valutazione dovrebbero essere disponibili al pubblico e facilmente accessibili.
(6 bis) Con l'obiettivo di definire la tecnologia di sorveglianza informatica, i prodotti che devono essere coperti dal presente regolamento dovrebbero comprendere le apparecchiature di intercettazione delle telecomunicazioni, software di intrusione, centri di controllo, sistemi di intercettazione legale, sistemi di conservazione dei dati collegati con tali sistemi di intercettazione e dispositivi per la decodifica della cifratura, il recupero dei dischi rigidi, l'elusione delle password e l'analisi dei dati biometrici, nonché sistemi di sorveglianza delle reti IP.
(6 ter) Per quanto riguarda i criteri di valutazione dei diritti umani, è opportuno fare riferimento alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, alla risoluzione del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite sul diritto alla riservatezza del 23 marzo 2017, ai principi guida su imprese e diritti umani: attuare il quadro delle Nazioni Unite "Proteggere, rispettare e rimediare", alla relazione del Relatore speciale sul diritto alla riservatezza del 24 marzo 2017, alla relazione del Relatore speciale sulla promozione e la protezione dei diritti umani e delle libertà fondamentali nella lotta al terrorismo del 21 febbraio 2017 e alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo Zakharov contro Russia del 4 dicembre 2015;
Questo nuovo considerando è indissolubilmente legato ai considerando 5 e 6. Per ulteriori indicazioni, sarebbe opportuno fare riferimento ai pertinenti strumenti internazionali sui diritti umani e alle decisioni con un particolare accento sul diritto alla riservatezza nell'era digitale.
(7 bis) Il regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis (regolamento generale sulla protezione dei dati) obbliga i titolari del trattamento e i responsabili del trattamento ai fini della protezione dei dati ad attuare misure tecniche volte a garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio di trattamento, anche attraverso la cifratura dei dati personali. Poiché detto regolamento prevede che lo stesso si applichi al trattamento di dati personali indipendentemente dal fatto che il trattamento avvenga all'interno dell'Unione, l'Unione è fortemente incentivata a rimuovere i prodotti per crittografia dall'elenco di controllo, al fine di agevolare l'attuazione del regolamento generale sulla protezione dei dati e aumentare la competitività delle imprese europee in tale contesto. Inoltre, l'attuale livello dei controlli sulla cifratura è in contrasto con il fatto che la cifratura rappresenta un mezzo cruciale per garantire che i cittadini, le imprese e i governi possano proteggere i loro dati contro i criminali e altri malintenzionati, assicurare l'accesso a servizi indispensabili per il funzionamento del mercato unico digitale e consentire comunicazioni sicure, che sono necessarie per tutelare il diritto alla vita privata, il diritto alla protezione dei dati e la libertà di espressione, in particolare dei difensori dei diritti umani.
1 bis Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati).
(9) L'ambito di applicazione dei "controlli onnicomprensivi" ("catch-all"), che si applicano in particolari circostanze ai prodotti a duplice uso non compresi negli elenchi, dovrebbe essere chiarito e armonizzato, e dovrebbe contemplare il rischio di terrorismo e violazioni dei diritti umani. L'applicazione efficace e coerente dei controlli in tutta l'Unione dovrebbe essere garantita tramite adeguati scambi di informazioni e consultazioni sui "controlli onnicomprensivi". Controlli onnicomprensivi mirati dovrebbero applicarsi anche, a determinate condizioni, alle esportazioni di tecnologia di sorveglianza informatica.
(9) L'ambito di applicazione dei "controlli onnicomprensivi" ("catch-all"), che si applicano in particolari circostanze ai prodotti di sorveglianza informatica non compresi negli elenchi, dovrebbe essere chiarito e armonizzato. L'applicazione efficace e coerente dei controlli in tutta l'Unione dovrebbe essere garantita tramite adeguati scambi di informazioni e consultazioni sui "controlli onnicomprensivi". Lo scambio di informazioni dovrebbe includere il sostegno allo sviluppo di una piattaforma pubblica e la raccolta di informazioni presso il settore privato, le istituzioni pubbliche e le organizzazioni della società civile.
(10) La definizione di intermediario dovrebbe essere rivista per evitare l'elusione dei controlli sulla fornitura di servizi di intermediazione da parte di persone cui si applica il diritto dell'Unione. I controlli sulla fornitura di servizi di intermediazione dovrebbero essere armonizzati per garantirne l'applicazione efficace e coerente in tutta l'Unione e dovrebbero inoltre applicarsi ai fini della prevenzione di atti di terrorismo e violazioni dei diritti umani.
(10) La definizione di intermediario dovrebbe essere rivista per evitare l'elusione dei controlli sulla fornitura di servizi di intermediazione da parte di persone cui si applica il diritto dell'Unione. I controlli sulla fornitura di servizi di intermediazione dovrebbero essere armonizzati per garantirne l'applicazione efficace e coerente in tutta l'Unione e dovrebbero inoltre applicarsi ai fini della prevenzione di violazioni dei diritti umani.
(11) Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, è stato chiarito che la fornitura di servizi di assistenza tecnica che comporta un movimento transfrontaliero è di competenza dell'Unione. È pertanto opportuno chiarire quali controlli si applicano ai servizi di assistenza tecnica e introdurre una definizione di tali servizi. Per motivi di efficacia e coerenza, i controlli sulla fornitura di servizi di assistenza tecnica dovrebbero essere armonizzati e applicarsi anche ai fini della prevenzione di atti di terrorismo e violazioni dei diritti umani.
(11) Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, è stato chiarito che la fornitura di servizi di assistenza tecnica che comporta un movimento transfrontaliero è di competenza dell'Unione. È pertanto opportuno chiarire quali controlli si applicano ai servizi di assistenza tecnica e introdurre una definizione di tali servizi. Per motivi di efficacia e coerenza, i controlli precedenti la fornitura di servizi di assistenza tecnica dovrebbero essere armonizzati e applicarsi anche ai fini della prevenzione di violazioni dei diritti umani.
(12) Il regolamento (CE) n. 428/2009 prevede la possibilità che le autorità degli Stati membri vietino, a seconda dei casi, il transito di prodotti a duplice uso non unionali qualora abbiano fondati motivi di sospettare, in base ad intelligence o ad altre fonti, che i prodotti sono o possono essere destinati, in tutto o in parte, alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro vettori. Per motivi di efficacia e coerenza, i controlli sul transito dovrebbero essere armonizzati e applicarsi anche ai fini della prevenzione di atti di terrorismo e violazioni dei diritti umani.
(12) Il regolamento (CE) n. 428/2009 prevede la possibilità che le autorità degli Stati membri vietino, a seconda dei casi, il transito di prodotti a duplice uso non unionali qualora abbiano fondati motivi di sospettare, in base ad intelligence o ad altre fonti, che i prodotti sono o possono essere destinati, in tutto o in parte, alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro vettori. Per motivi di efficacia e coerenza, i controlli sul transito dovrebbero essere armonizzati e applicarsi anche ai fini della prevenzione di violazioni dei diritti umani.
(13 bis) Sebbene la responsabilità delle decisioni in merito alle autorizzazioni di esportazione specifiche, globali e nazionali spetti alle autorità nazionali, un efficace regime di controllo delle esportazioni dell'UE comporta che gli operatori economici che intendono esportare i prodotti contemplati dal presente regolamento esercitino il dovere di diligenza secondo quanto indicato, tra l'altro, dalle linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali, dalla guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per un comportamento responsabile delle imprese e dai principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani.
(14) Dovrebbe essere introdotto un requisito standard di conformità sotto forma di "programmi interni di conformità" al fine di contribuire ad assicurare condizioni di parità tra gli esportatori e potenziare l'applicazione efficace dei controlli. Per motivi di proporzionalità, detto requisito dovrebbe applicarsi a modalità di controllo specifiche, ossia alle autorizzazioni globali e a determinate autorizzazioni generali di esportazione.
(14) È opportuno introdurre un requisito, una definizione e una descrizione standard di conformità sotto forma di "programmi interni di conformità", nonché la possibilità di ricevere la certificazione per ottenere incentivi nel processo di autorizzazione dalle autorità nazionali competenti al fine di contribuire ad assicurare condizioni di parità tra gli esportatori e potenziare l'applicazione efficace dei controlli. Per motivi di proporzionalità, detto requisito dovrebbe applicarsi a modalità di controllo specifiche, ossia alle autorizzazioni globali e a determinate autorizzazioni generali di esportazione.
Le imprese necessitano di chiarezza giuridica anche in merito all'obbligo di disporre di un programma interno di conformità. Le imprese che certificano il proprio programma interno di conformità dovrebbero ottenere incentivi nel processo di autorizzazione da parte delle autorità nazionali competenti (ad esempio termini più brevi).
(15) Dovrebbero essere introdotte autorizzazioni generali di esportazione dell'Unione supplementari al fine di ridurre gli oneri amministrativi a carico di imprese e autorità assicurando al contempo un livello adeguato di controllo dei pertinenti prodotti verso le pertinenti destinazioni. È altresì opportuno introdurre un'autorizzazione globale per grandi progetti al fine di adattare le condizioni per il rilascio delle licenze alle particolari esigenze del settore.
(15) Dovrebbero essere introdotte autorizzazioni generali di esportazione dell'Unione supplementari al fine di ridurre gli oneri amministrativi a carico di imprese, in particolare le PMI, e autorità assicurando al contempo un livello adeguato di controllo dei pertinenti prodotti verso le pertinenti destinazioni. È altresì opportuno introdurre un'autorizzazione globale per grandi progetti al fine di adattare le condizioni per il rilascio delle licenze alle particolari esigenze del settore.
(16 bis) Considerati i rapidi progressi degli sviluppi tecnologici, è opportuno che l'Unione introduca controlli su alcuni tipi di tecnologie di sorveglianza informatica sulla base di un elenco unilaterale contenuto nella sezione B dell'allegato I. Data l'importanza del sistema multilaterale di controllo delle esportazioni, è opportuno che la sezione B dell'allegato I abbia un ambito di applicazione circoscritto alle sole tecnologie di sorveglianza informatica e non contenga duplicazioni rispetto alla sezione A dell'allegato I.
Il presente emendamento è indissolubilmente legato all'ampliamento del campo di applicazione del regolamento proposto dalla Commissione nell'ambito della rifusione.
(17) Le decisioni relative all'aggiornamento dell'elenco comune di prodotti a duplice uso soggetti ai controlli sulle esportazioni di cui alla sezione A dell'allegato I dovrebbero essere conformi agli obblighi e agli impegni che gli Stati membri e l'Unione hanno assunto in quanto membri dei pertinenti regimi internazionali di non proliferazione e degli accordi in materia di controllo delle esportazioni, oppure a seguito della ratifica di pertinenti trattati internazionali. Le decisioni relative all'aggiornamento dell'elenco comune di prodotti a duplice uso soggetti ai controlli sulle esportazioni di cui alla sezione B dell'allegato I, come la tecnologia di sorveglianza informatica, dovrebbero essere adottate in considerazione dei rischi che le esportazioni di detti prodotti possono porre relativamente alla perpetrazione di gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale o agli interessi essenziali in materia di sicurezza dell'Unione e dei suoi Stati membri. Le decisioni relative all'aggiornamento dell'elenco comune di prodotti a duplice uso soggetti ai controlli sulle esportazioni di cui alla sezione B dell'allegato IV dovrebbero essere adottate in considerazione degli interessi in materia di ordine pubblico e pubblica sicurezza degli Stati membri a norma dell'articolo 36 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Le decisioni relative all'aggiornamento degli elenchi comuni di prodotti e destinazioni di cui alle sezioni da A a J dell'allegato II dovrebbero essere adottate in considerazione dei criteri di valutazione di cui al presente regolamento.
(17) Le decisioni relative all'aggiornamento dell'elenco comune di prodotti a duplice uso soggetti ai controlli sulle esportazioni di cui alla sezione A dell'allegato I dovrebbero essere conformi agli obblighi e agli impegni che gli Stati membri e l'Unione hanno assunto in quanto membri dei pertinenti regimi internazionali di non proliferazione e degli accordi in materia di controllo delle esportazioni, oppure a seguito della ratifica di pertinenti trattati internazionali. Le decisioni relative all'aggiornamento dell'elenco comune di prodotti di sorveglianza informatica soggetti ai controlli sulle esportazioni di cui alla sezione B dell'allegato I dovrebbero essere adottate in considerazione dei rischi che le esportazioni di detti prodotti possono porre relativamente al loro uso per violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale in paesi in cui sono state constatate tali violazioni, in particolare quelle riguardanti la libertà di espressione, la libertà di riunione o il diritto alla riservatezza, o in considerazione degli interessi essenziali in materia di sicurezza dell'Unione e dei suoi Stati membri. Le decisioni relative all'aggiornamento dell'elenco comune di prodotti a duplice uso soggetti ai controlli sulle esportazioni di cui alla sezione B dell'allegato IV dovrebbero essere adottate in considerazione degli interessi in materia di ordine pubblico e pubblica sicurezza degli Stati membri a norma dell'articolo 36 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Le decisioni relative all'aggiornamento degli elenchi comuni di prodotti e destinazioni di cui alle sezioni da A a J dell'allegato II dovrebbero essere adottate in considerazione dei criteri di valutazione di cui al presente regolamento. La decisione di eliminare intere subcategorie sulla crittografia e la cifratura, come ad esempio nella categoria 5 della sezione A dell'allegato I o come nella sezione I dell'allegato II, dovrebbe essere presa tenendo conto della raccomandazione del 27 marzo 1997 del Consiglio dell'OCSE concernente gli orientamenti per la politica in materia di crittografia;
(18) Al fine di consentire all'Unione di adeguarsi prontamente al mutare delle circostanze concernenti la valutazione della sensibilità delle esportazioni nel quadro delle autorizzazioni generali di esportazione dell'Unione oltre che agli sviluppi tecnologici e commerciali, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo alla modifica dell'allegato I, sezione A, dell'allegato II, e dell'allegato IV, sezione B, del presente regolamento. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.
(18) Al fine di consentire all'Unione di adeguarsi prontamente al mutare delle circostanze concernenti la valutazione della sensibilità delle esportazioni nel quadro delle autorizzazioni generali di esportazione dell'Unione oltre che agli sviluppi tecnologici e commerciali, è opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo alla modifica dell'allegato I, sezioni A e B, dell'allegato II, e dell'allegato IV, sezione B, del presente regolamento. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, e che queste consultazioni siano condotte nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale del 13 aprile 2016 "Legiferare meglio". In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.
Anche la sezione B dell'allegato I dovrebbe essere modificabile mediante atti delegati.
(19 bis) Il rischio di furto informatico e di riesportazione verso paesi terzi, di cui alla posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio, impone la necessità di rafforzare le disposizioni in materia di prodotti a duplice uso.
Necessario per motivi di logica interna del testo, in quanto questo considerando giustifica l'aggiunta dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera f) bis.
(21) A norma ed entro i limiti dell'articolo 36 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e in attesa di un maggiore grado di armonizzazione, gli Stati membri mantengono il diritto di effettuare controlli sui trasferimenti di determinati prodotti a duplice uso all'interno dell'Unione al fine di salvaguardare l'ordine pubblico o la pubblica sicurezza. Per motivi di proporzionalità, i controlli sul trasferimento di prodotti a duplice uso all'interno dell'Unione dovrebbero essere rivisti al fine di ridurre al minimo gli oneri a carico di imprese e autorità. L'elenco dei prodotti soggetti a controlli sui trasferimenti all'interno dell'Unione di cui alla sezione B dell'allegato IV dovrebbe essere periodicamente riesaminato alla luce degli sviluppi tecnologici e commerciali e per quanto riguarda la valutazione della sensibilità dei trasferimenti.
(21) A norma ed entro i limiti dell'articolo 36 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e in attesa di un maggiore grado di armonizzazione, gli Stati membri mantengono il diritto di effettuare controlli sui trasferimenti di determinati prodotti a duplice uso all'interno dell'Unione al fine di salvaguardare l'ordine pubblico o la pubblica sicurezza. Per motivi di proporzionalità, i controlli sul trasferimento di prodotti a duplice uso all'interno dell'Unione dovrebbero essere rivisti al fine di ridurre al minimo gli oneri a carico di imprese, in particolare le PMI, e autorità. L'elenco dei prodotti soggetti a controlli sui trasferimenti all'interno dell'Unione di cui alla sezione B dell'allegato IV dovrebbe essere periodicamente riesaminato alla luce degli sviluppi tecnologici e commerciali e per quanto riguarda la valutazione della sensibilità dei trasferimenti.
(22 bis) Data l'importanza dell'assunzione di responsabilità e della vigilanza pubblica sulle attività di controllo delle esportazioni, gli Stati membri dovrebbero rendere pubblici tutti i pertinenti dati relativi alle licenze.
(25) Le attività di comunicazione (outreach) rivolte al settore privato e la trasparenza sono elementi essenziali per un efficace regime di controllo delle esportazioni. È pertanto opportuno prevedere lo sviluppo continuo di orientamenti a sostegno dell'applicazione del presente regolamento, come pure la pubblicazione di una relazione annuale sull'attuazione dei controlli, in linea con la prassi attuale.
(25) Le attività di comunicazione (outreach) rivolte al settore privato, in particolare alle PMI, e la trasparenza sono elementi essenziali per un efficace regime di controllo delle esportazioni. È pertanto opportuno prevedere lo sviluppo continuo di orientamenti a sostegno dell'applicazione del presente regolamento, come pure la pubblicazione di una relazione annuale sull'attuazione dei controlli, in linea con la prassi attuale. Data l'importanza di orientamenti per l'interpretazione di alcuni elementi del presente regolamento, detti orientamenti dovrebbero essere disponibili al pubblico al momento dell'entrata in vigore del presente regolamento.
(25 bis) È opportuno garantire che le definizioni di cui al presente regolamento siano in linea con le definizioni di cui al codice doganale dell'Unione.
Il presente emendamento è indissolubilmente legato all'articolo 2 (definizioni), che figura tra gli elementi modificati nella rifusione nonché agli emendamenti allo stesso articolo del regolamento sui prodotti a duplice uso.
(27) Ciascuno Stato membro dovrebbe stabilire sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive da applicare in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento. È altresì opportuno introdurre disposizioni volte ad affrontare specificamente i casi di traffico illecito di prodotti a duplice uso al fine di sostenere l'applicazione efficace dei controlli.
(27) Ciascuno Stato membro dovrebbe stabilire sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive da applicare in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento. La creazione di condizioni di parità per gli esportatori dell'Unione dovrebbe essere rafforzata. Pertanto, le sanzioni per le violazioni del presente regolamento sono simili, per natura ed effetto, in tutti gli Stati membri. È altresì opportuno introdurre disposizioni volte ad affrontare specificamente i casi di traffico illecito di prodotti a duplice uso al fine di sostenere l'applicazione efficace dei controlli.
(29) I controlli sulle esportazioni hanno un impatto sulla sicurezza internazionale e sul commercio con i paesi terzi ed è pertanto opportuno sviluppare un dialogo e una cooperazione con i paesi terzi al fine di favorire condizioni di parità a livello globale e rafforzare la sicurezza internazionale.
(29) I controlli sulle esportazioni hanno un impatto sulla sicurezza internazionale e sul commercio con i paesi terzi ed è pertanto opportuno sviluppare un dialogo e una cooperazione con i paesi terzi al fine di favorire condizioni di parità a livello globale, promuovere la convergenza verso l'alto e rafforzare la sicurezza internazionale. Per promuovere questi obiettivi, il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri, in stretta collaborazione con il SEAE, si impegnano proattivamente nelle pertinenti sedi internazionali, tra cui l'intesa di Wassenaar, al fine di stabilire l'elenco dei prodotti di sorveglianza informatica di cui alla sezione B dell'allegato I come standard internazionale. Inoltre, dovrebbe essere rafforzata e ampliata l'assistenza ai paesi terzi per quanto riguarda lo sviluppo di un sistema di controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso e di adeguate capacità amministrative, in particolare per quanto riguarda le dogane.
(31) Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti, in particolare, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, segnatamente la libertà d'impresa,
(31) Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti, in particolare, dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
Articolo 2 – punto 1 – lettera a
(a) prodotti che possono essere impiegati per la progettazione, lo sviluppo, la produzione o l'uso di armi nucleari, chimiche e biologiche e dei loro vettori, compresi tutti i prodotti che possono avere sia un utilizzo non esplosivo sia un qualche impiego nella fabbricazione di armi nucleari o di altri congegni esplosivi nucleari;
(a) prodotti tradizionali a duplice uso, vale a dire prodotti, inclusi software e hardware, che possono essere impiegati per la progettazione, lo sviluppo, la produzione o l'uso di armi nucleari, chimiche e biologiche e dei loro vettori, compresi tutti i prodotti che possono avere sia un utilizzo non esplosivo sia un qualche impiego nella fabbricazione di armi nucleari o di altri congegni esplosivi nucleari;
(b) tecnologia di sorveglianza informatica che può essere impiegata per commettere gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale, o che può rappresentare una minaccia per la sicurezza internazionale o gli interessi essenziali in materia di sicurezza dell'Unione e dei suoi Stati membri;
(b) prodotti di sorveglianza informatica compresi hardware, software e tecnologia, che sono appositamente progettati per consentire l'intrusione dissimulata in sistemi di informazione e telecomunicazione e/o monitorare, esfiltrare, raccogliere e analizzare dati e/o neutralizzare o danneggiare i sistemi in questione senza l'autorizzazione specifica, informata e inequivocabile del proprietario dei dati, e che possono essere utilizzati in relazione alla violazione dei diritti umani, incluso il diritto alla vita privata, il diritto alla libertà di parola e alla libertà di riunione e di associazione, o che possono essere impiegati per commettere gravi violazioni delle norme in materia di diritti umani o del diritto umanitario internazionale, o che possono rappresentare una minaccia per la sicurezza internazionale o la sicurezza essenziale dell'Unione e dei suoi Stati membri. La ricerca in materia di sicurezza delle reti e delle TIC ai fini del collaudo autorizzato o della protezione dei sistemi di sicurezza delle informazioni è esclusa.
5 bis. "utilizzatore finale" è qualsiasi persona fisica o giuridica o entità che sia il destinatario finale di un prodotto a duplice uso;
Articolo 2 – punto 13
13. "autorizzazione per grandi progetti" è un'autorizzazione globale di esportazione concessa a un determinato esportatore per un tipo o una categoria di prodotti a duplice uso, che può essere valida per le esportazioni verso uno o più utilizzatori finali specifici in uno o più paesi terzi specifici per la durata di un progetto specifico il cui periodo di realizzazione è superiore a un anno;
13. "autorizzazione per grandi progetti" è un'autorizzazione globale di esportazione concessa a un determinato esportatore per un tipo o una categoria di prodotti a duplice uso, che può essere valida per le esportazioni verso uno o più utilizzatori finali specifici in uno o più paesi terzi specifici per un progetto specifico. Essa è valida per un periodo che va da uno e quattro anni, salvo in casi debitamente giustificati sulla base della durata del progetto, e può essere rinnovata dall'autorità competente;
Articolo 2 – punto 22
22. "programma interno di conformità" sono procedure e mezzi efficaci, adeguati e proporzionati, comprese l'elaborazione, l'attuazione e l'applicazione di politiche, procedure, norme di condotta e misure di salvaguardia standardizzate per la conformità operativa, sviluppati dagli esportatori al fine di assicurare la conformità alle disposizioni nonché ai termini e alle condizioni delle autorizzazioni di cui al presente regolamento;
22. "programma interno di conformità" (PIC) sono procedure e mezzi efficaci, adeguati e proporzionati (approccio basato sul rischio), comprese l'elaborazione, l'attuazione e l'applicazione di politiche, procedure, norme di condotta e misure di salvaguardia standardizzate per la conformità operativa, sviluppati dagli esportatori al fine di assicurare la conformità alle disposizioni nonché ai termini e alle condizioni delle autorizzazioni di cui al presente regolamento; l'esportatore può, su base volontaria, far certificare gratuitamente il proprio PIC dalle autorità competenti sulla base di un "PIC di riferimento" stabilito dalla Commissione, al fine di ottenere incentivi nel processo di autorizzazione da parte delle autorità nazionali competenti;
Articolo 2 – punto 23
23. "atto di terrorismo" è un atto terroristico ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 3, della posizione comune 2001/931/PESC.
Dual use goods are generally highly sophisticated items which are not widely available. Yet, the components needed to, for example, manufacture explosive devices for terrorist acts are widely available in retail stores and do not require cross border traffic of goods. Most importantly, the EU already has legal instruments in place that addresses trade benefitting actors connected to terrorism. Council Common Position 2001/931/CFSP of 27 December 2001 on the application of specific measures to combat terrorism lays down restrictive measures with regard to persons, groups and entities listed in its Annex as involved in terrorist acts. Trade with these actors is forbidden pursuant to Council Regulations (EC) No 2580/2001 and (EC) No 881/2002. Therefore, it is unnecessary and inappropriate to insert terrorism into dual use export controls and could actually be counterproductive in the fight against terrorism by creating legal uncertainty and confusion.
23 bis. "dovere di diligenza" è il processo che, in quanto parte integrante dei sistemi decisionali e di gestione del rischio, permette alle imprese di identificare, prevenire e mitigare il proprio impatto negativo, effettivo e potenziale e di rendere conto del modo in cui affrontano il problema;
L'inclusione di una definizione completa di "dovere di diligenza" è indissolubilmente legata all'articolo 4, paragrafo 2.
(d) all'uso da parte di persone che, in qualità di complici o responsabili, hanno ordinato o perpetrato gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale in situazioni di conflitto armato o repressione interna nel paese di destinazione finale, quali riconosciute dalle istituzioni pubbliche internazionali competenti o dalle autorità europee o nazionali competenti, e nel caso in cui sia stato accertato che l'utilizzatore finale proposto ha utilizzato detto prodotto o prodotti analoghi per ordinare o perpetrare gravi violazioni;
(d) all'uso, per quanto concerne i prodotti di sorveglianza informatica, da parte di persone fisiche o giuridiche in relazione a violazioni del diritto internazionale dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale in paesi in cui gli organi competenti delle Nazioni Unite, il Consiglio d'Europa, l'Unione o le autorità nazionali competenti abbiano constatato gravi violazioni dei diritti umani e vi sia motivo di sospettare che detto prodotto o prodotti analoghi possano essere impiegati dall'utilizzatore finale proposto al fine di ordinare o perpetrare gravi violazioni;
(e) all'uso collegato ad atti di terrorismo.
2. Un esportatore, in quanto parte diligente, se ha conoscenza che i prodotti a duplice uso che intende esportare e che non sono compresi negli elenchi di cui all'allegato I sono destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui al paragrafo 1, deve informarne l'autorità competente, che deciderà in merito all'opportunità di sottoporre la suddetta esportazione ad autorizzazione.
2. Se un esportatore, nell'esercitare il dovere di diligenza, si rende conto che i prodotti a duplice uso non elencati all'allegato I che intende esportare possono essere destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui al paragrafo 1, deve informarne l'autorità competente o lo Stato membro in cui è stabilito o risiede, che deciderà in merito all'opportunità di sottoporre la suddetta esportazione ad autorizzazione.
3. Le autorizzazioni per l'esportazione di prodotti non compresi negli elenchi sono concesse per prodotti e utilizzatori finali specifici. Le autorizzazioni sono concesse dall'autorità competente dello Stato membro in cui l'esportatore è residente o stabilito o, nel caso in cui l'esportatore sia una persona residente o stabilita al di fuori dell'Unione, dall'autorità competente dello Stato membro in cui sono ubicati i prodotti. Le autorizzazioni hanno validità su tutto il territorio dell'Unione. Le autorizzazioni sono valide per un anno e possono essere rinnovate dall'autorità competente.
3. Le autorizzazioni per l'esportazione di prodotti non compresi negli elenchi sono concesse per prodotti e utilizzatori finali specifici. Le autorizzazioni sono concesse dall'autorità competente dello Stato membro in cui l'esportatore è residente o stabilito o, nel caso in cui l'esportatore sia una persona residente o stabilita al di fuori dell'Unione, dall'autorità competente dello Stato membro in cui sono ubicati i prodotti. Le autorizzazioni hanno validità su tutto il territorio dell'Unione. Le autorizzazioni sono valide per due anni e possono essere rinnovate dall'autorità competente.
Se non pervengono obiezioni, si considera che gli Stati membri consultati non abbiano obiezioni ed essi impongono obblighi di autorizzazione per tutte le "operazioni sostanzialmente analoghe". Essi notificano alla loro amministrazione doganale e alle altre autorità nazionali competenti gli obblighi di autorizzazione.
Se non pervengono obiezioni, si considera che gli Stati membri consultati non abbiano obiezioni ed essi impongono obblighi di autorizzazione per tutte le "operazioni sostanzialmente analoghe", ossia per un prodotto con parametri o caratteristiche tecniche essenzialmente identici destinato allo stesso utilizzatore finale o destinatario. Essi notificano alla loro amministrazione doganale e alle altre autorità nazionali competenti gli obblighi di autorizzazione. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea una breve descrizione del caso e la motivazione della decisione e indica, se applicabile, il nuovo obbligo di autorizzazione in una nuova sezione E dell'allegato II.
Articolo 4 – paragrafo 4 – comma 3
Se pervengono obiezioni da uno degli Stati membri consultati, l'obbligo di autorizzazione è revocato a meno che lo Stato membro che impone l'obbligo di autorizzazione non ritenga che l'esportazione potrebbe pregiudicare i suoi interessi essenziali in materia di sicurezza. In tal caso lo Stato membro può decidere di mantenere l'obbligo di autorizzazione. Ciò dovrebbe essere notificato immediatamente alla Commissione e agli altri Stati membri.
Se pervengono obiezioni da almeno quattro Stati membri rappresentanti almeno il 35 % della popolazione dell'Unione, l'obbligo di autorizzazione è revocato a meno che lo Stato membro che impone l'obbligo di autorizzazione non ritenga che l'esportazione potrebbe pregiudicare i suoi interessi essenziali in materia di sicurezza o i suoi obblighi in materia di diritti umani. In tal caso lo Stato membro può decidere di mantenere l'obbligo di autorizzazione. Ciò dovrebbe essere notificato immediatamente alla Commissione e agli altri Stati membri.
Articolo 4 – paragrafo 4 – comma 4
La Commissione e gli Stati membri tengono un registro aggiornato degli obblighi di autorizzazione.
La Commissione e gli Stati membri tengono un registro aggiornato degli obblighi di autorizzazione. I dati disponibili in tale registro sono inclusi nella relazione al Parlamento europeo di cui all'articolo 24, paragrafo 2, e sono accessibili al pubblico.
2. Un intermediario, se ha conoscenza che i prodotti a duplice uso per i quali propone i servizi di intermediazione sono destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, deve informarne l'autorità competente, che deciderà in merito all'opportunità di sottoporre i suddetti servizi di intermediazione ad autorizzazione.
2. Un intermediario, se ha conoscenza che i prodotti a duplice uso per i quali propone i servizi di intermediazione sono destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, deve informarne l'autorità competente, che sottopone i suddetti servizi di intermediazione ad autorizzazione.
Il presente emendamento è ricevibile e necessario poiché coerente con altri emendamenti proposti in ambiti soggetti a modifica nel quadro della procedura di rifusione. Quando un intermediario notifica alle autorità preposte al rilascio delle licenze il rischio che un prodotto a duplice uso sia destinato a impieghi soggetti agli appositi controlli relativi all'uso finale di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera d), non è sufficiente lasciare a tali autorità la discrezionalità se sottoporre o meno il servizio di intermediazione a licenza. Occorre chiarire che in questi casi deve essere necessaria un'autorizzazione, in particolare perché è altamente probabile che la licenza sarebbe negata.
1. La fornitura, diretta o indiretta, di assistenza tecnica relativa ai prodotti a duplice uso, o relativa alla fornitura, alla fabbricazione, alla manutenzione e all'uso di prodotti a duplice uso, è subordinata ad autorizzazione nel caso in cui il fornitore di assistenza tecnica sia stato informato dall'autorità competente che detti prodotti sono o possono essere destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui all'articolo 4.
1. La fornitura, diretta o indiretta, di assistenza tecnica relativa ai prodotti a duplice uso, o relativa alla fornitura, alla fabbricazione, alla manutenzione e all'uso di prodotti a duplice uso, è subordinata ad autorizzazione nel caso in cui il fornitore di assistenza tecnica sia stato informato dall'autorità competente che detti prodotti sono o possono essere destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui all'articolo 4, paragrafo 1.
Un fornitore di assistenza tecnica, se ha conoscenza che i prodotti a duplice uso per i quali propone la fornitura di assistenza tecnica sono destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui all'articolo 4, deve informarne l'autorità competente, che deciderà in merito all'opportunità di sottoporre la suddetta assistenza tecnica ad autorizzazione.
Un fornitore di assistenza tecnica, se ha conoscenza che i prodotti a duplice uso per i quali propone la fornitura di assistenza tecnica sono destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui all'articolo 4, deve informarne l'autorità competente, che sottopone la suddetta assistenza tecnica ad autorizzazione
Il presente emendamento sulla recente proposta di riformulazione nel quadro della rifusione rende i precedenti emendamenti all'articolo 4, paragrafo 2, all'articolo 5, paragrafo 2, e al seguente emendamento all'articolo 10, paragrafo 6, lettera c), necessari per la coerenza del testo giuridico. Quando un fornitore di assistenza tecnica notifica alle autorità preposte al rilascio delle licenze il rischio che un prodotto a duplice uso sia destinato a impieghi soggetti agli appositi controlli relativi all'uso finale di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera d), non è sufficiente lasciare a tali autorità la discrezionalità se sottoporre o meno il servizio di assistenza tecnica a licenza. Occorre chiarire che in questi casi deve essere necessaria un'autorizzazione, in particolare perché è altamente probabile che la licenza sarebbe negata.
1. Per motivi di pubblica sicurezza o di rispetto dei diritti umani, uno Stato membro può vietare l'esportazione di prodotti a duplice uso non compresi negli elenchi di cui all'allegato I o imporre per gli stessi un obbligo di autorizzazione.
1. Per motivi di pubblica sicurezza, di rispetto dei diritti umani o di prevenzione di atti terroristici, uno Stato membro può vietare l'esportazione di prodotti a duplice uso non compresi negli elenchi di cui all'allegato I o imporre per gli stessi un obbligo di autorizzazione.
Dato che non sussiste l'esigenza di un'ampia clausola onnicomprensiva per il controllo delle esportazioni al fine di contrastare il terrorismo, gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di controllare tali prodotti. L'emendamento è intrinsecamente legato all'emendamento 17 all'articolo 4, paragrafo 1, lettera e). Il terrorismo è sicuramente legato alla situazione pubblica ma riguarda atti specifici di cui è necessario tenere conto a causa della situazione di minaccia permanente cui devono far fronte gli Stati membri e delle nuove forme di terrorismo. Inserirvi un riferimento nell'articolo in esame permette di accrescere la consapevolezza del rischio terroristico nell'esportazione di prodotti a duplice uso.
7. I documenti commerciali pertinenti relativi a trasferimenti all'interno dell'Unione dei prodotti a duplice uso elencati nell'allegato I indicano chiaramente che i prodotti in questione sono soggetti a controllo se esportati dall'Unione. Tra i documenti commerciali pertinenti figurano in particolare eventuali contratti di vendita, conferme dell'ordine, fatture e avvisi di spedizione.
7. I documenti commerciali pertinenti relativi a esportazioni verso paesi terzi e a trasferimenti all'interno dell'Unione dei prodotti a duplice uso elencati nell'allegato I indicano chiaramente che i prodotti in questione sono soggetti a controllo se esportati dall'Unione. Tra i documenti commerciali pertinenti figurano in particolare eventuali contratti di vendita, conferme dell'ordine, fatture e avvisi di spedizione.
La nota del fabbricante relativa ai requisiti di licenza dovrebbe essere obbligatoria anche per le esportazioni verso paesi terzi. È il fabbricante a disporre di tutte le informazioni tecniche pertinenti sul prodotto, non il commerciante.
3. Le autorizzazioni di esportazione specifiche e le autorizzazioni globali di esportazione sono valide per un anno e possono essere rinnovate dall'autorità competente. Le autorizzazioni globali di esportazione per grandi progetti sono valide per la durata stabilita dall'autorità competente.
3. Le autorizzazioni di esportazione specifiche e le autorizzazioni globali di esportazione sono valide per due anni e possono essere rinnovate dall'autorità competente. Le autorizzazioni globali di esportazione per grandi progetti sono valide per non più di quattro anni, salvo in circostanze debitamente giustificate in base alla durata del progetto. Ciò non impedisce alle autorità competenti di annullare, sospendere, modificare o revocare le autorizzazioni specifiche o globali di esportazione in qualsiasi momento.
Articolo 10 – paragrafo 4 – comma 1
Gli esportatori mettono a disposizione dell'autorità competente tutte le informazioni pertinenti necessarie ai fini della loro richiesta di autorizzazione di esportazione specifica o globale , in modo da fornire informazioni complete in particolare per quanto riguarda l'utilizzatore finale, il paese di destinazione e l'uso finale del prodotto esportato.
Gli esportatori mettono a disposizione dell'autorità competente tutte le informazioni pertinenti necessarie ai fini della loro richiesta di autorizzazione di esportazione specifica o globale , in modo da fornire informazioni complete in particolare per quanto riguarda l'utilizzatore finale, il paese di destinazione e l'uso finale del prodotto esportato. Qualora gli utenti finali siano enti governativi, le informazioni fornite specificano quale servizio, agenzia, unità o sotto-unità sarà l'utilizzatore finale del prodotto esportato.
L'emendamento è necessario per garantire che sia chiarito nel massimo dettaglio chi o quale entità rappresenti l'utilizzatore finale di un prodotto.
Articolo 10 – paragrafo 4 – comma 2
Se del caso, le autorizzazioni possono essere subordinate ad una dichiarazione relativa all'uso finale.
Tutte le autorizzazioni di prodotti di sorveglianza informatica, come pure le autorizzazioni di esportazione specifiche per prodotti soggetti a un elevato rischio di sviamento di destinazione o riesportazione a condizioni non ammissibili, sono subordinate ad una dichiarazione relativa all'uso finale. Le autorizzazioni per altri prodotti sono subordinate ad una dichiarazione relativa all'uso finale, se del caso.
Articolo 10 – paragrafo 4 – comma 3 – parte introduttiva
Le autorizzazioni globali di esportazione sono subordinate all'attuazione, da parte dell'esportatore, di un efficace programma interno di conformità. L'esportatore riferisce inoltre all'autorità competente, almeno una volta l'anno, in merito all'uso di dette autorizzazioni; la relazione comprende almeno le seguenti informazioni:
Le autorizzazioni globali di esportazione sono subordinate all'attuazione, da parte dell'esportatore, di un efficace programma interno di conformità. L'esportatore può, su base volontaria, far certificare gratuitamente il proprio PIC dalle autorità competenti sulla base di un "PIC di riferimento" stabilito dalla Commissione, al fine di ottenere incentivi nel processo di autorizzazione da parte delle autorità nazionali competenti. L'esportatore riferisce inoltre all'autorità competente, almeno una volta l'anno o su richiesta dell'autorità competente, in merito all'uso di dette autorizzazioni; la relazione comprende almeno le seguenti informazioni:
Articolo 10 – paragrafo 4 – comma 3 – lettera d
d) qualora siano conosciuti, l'uso finale e l'utilizzatore finale dei prodotti a duplice uso.
d) l'uso finale e l'utilizzatore finale dei prodotti a duplice uso.
Allineamento all'articolo 2, punto 12, che chiede una dichiarazione relativa all'uso finale. L'emendamento mira inoltre ad allineare il testo alla pratica nella maggior parte degli Stati membri.
Articolo 10 – paragrafo 4 – comma 3 – lettera d bis (nuova)
d bis) il nominativo e l'indirizzo dell'utilizzatore finale, se noti;
Articolo 10 – paragrafo 4 – comma 3 – lettera d ter (nuova)
d ter) la data in cui ha avuto luogo l'esportazione;
5. Le autorità competenti degli Stati membri trattano le richieste di autorizzazioni specifiche o globali entro un termine che deve essere determinato dalla legislazione o prassi nazionale. Le autorità competenti forniscono alla Commissione tutte le informazioni relative ai tempi medi per il trattamento delle domande di autorizzazione necessarie per la preparazione della relazione annuale di cui all'articolo 24, paragrafo 2.
5. Le autorità competenti degli Stati membri trattano le richieste di autorizzazioni specifiche o globali entro un termine di trenta giorni dalla regolare presentazione della richiesta. Qualora l'autorità competente, per motivi debitamente giustificati, necessiti di più tempo per l'evasione della richiesta, essa ne informa il richiedente entro trenta giorni. L'autorità competente decide in ogni caso in merito alle richieste di autorizzazioni specifiche o globali al più tardi entro sessanta giorni dalla regolare presentazione della richiesta.
Lunghi tempi di evasione delle richieste pregiudicano la competitività. I clienti saranno interessati a intrattenere rapporti commerciali con i fornitori solo se questi ultimi rispettano gli accordi conclusi. I clienti si rivolgeranno a concorrenti (in paesi terzi) se nutrono dubbi circa l'affidabilità di un'impresa.
Nel caso in cui l'intermediario o il fornitore di assistenza tecnica sia residente o stabilito al di fuori del territorio dell'Unione, le autorizzazioni per servizi di intermediazione e assistenza tecnica ai sensi del presente regolamento sono rilasciate dall'autorità competente dello Stato membro in cui è stabilita la società madre dell'intermediario o del fornitore di assistenza tecnica, o in alternativa dall'autorità competente dello Stato membro a partire dal quale saranno forniti i servizi di intermediazione o l'assistenza tecnica.
Nel caso in cui l'intermediario o il fornitore di assistenza tecnica sia residente o stabilito al di fuori del territorio dell'Unione, le autorizzazioni per servizi di intermediazione e assistenza tecnica ai sensi del presente regolamento sono rilasciate dall'autorità competente dello Stato membro a partire dal quale saranno forniti i servizi di intermediazione o l'assistenza tecnica. Sono compresi i servizi di intermediazione e la fornitura di assistenza tecnica da parte di controllate o imprese in partecipazione stabilite in paesi terzi ma di proprietà o soggette al controllo di società aventi sede nel territorio dell'Unione.
L'eliminazione degli obblighi extraterritoriali in merito alle attività di intermediazione e di assistenza tecnica richiede l'adeguamento delle norme sulla competenza.
Articolo 14 – paragrafo 1 – parte introduttiva
1. Ai fini del rilascio di un'autorizzazione di esportazione specifica o globale o di un'autorizzazione per servizi di intermediazione o assistenza tecnica ai sensi del presente regolamento, o ai fini di un divieto di transito, le autorità competenti degli Stati membri tengono conto dei seguenti criteri:
1. Ai fini del rilascio di un'autorizzazione di esportazione specifica o globale o di un'autorizzazione per servizi di intermediazione o assistenza tecnica ai sensi del presente regolamento, o ai fini di un divieto di transito, le autorità competenti degli Stati membri tengono conto di tutte le considerazioni pertinenti, inclusi:
La presente disposizione della proposta riguarda la definizione di "criteri" limitati ed esaustivi, che consistono di vaghi riferimenti e non sono affatto formulati come criteri.
a) gli obblighi e gli impegni internazionali dell'Unione e degli Stati membri, in particolare gli obblighi e gli impegni che ciascuno di essi ha assunto in qualità di membro dei pertinenti regimi internazionali di non proliferazione e di accordi per il controllo delle esportazioni o con la ratifica dei pertinenti trattati internazionali, e gli obblighi derivanti dalle sanzioni imposte con 2 una decisione o una posizione comune adottata dal Consiglio o con una decisione dell'OSCE o con una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;
(a) gli obblighi e gli impegni internazionali dell'Unione e degli Stati membri, in particolare gli obblighi e gli impegni che ciascuno di essi ha assunto in qualità di membro dei pertinenti regimi internazionali di non proliferazione e di accordi per il controllo delle esportazioni o con la ratifica dei pertinenti trattati internazionali;
Articolo 14 – paragrafo 1 – lettera a bis (nuova)
a bis) gli obblighi derivanti dalle sanzioni imposte con una decisione o una posizione comune adottata dal Consiglio o con una decisione dell'OSCE o con una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;
Articolo 14 – paragrafo 1 – lettera b bis (nuova)
b bis) il verificarsi di violazioni delle norme in materia di diritti umani, delle libertà fondamentali e del diritto umanitario internazionale nel paese di destinazione finale come constatato dagli organi competenti delle Nazioni Unite, dal Consiglio d'Europa o dall'Unione;
Articolo 14 – paragrafo 1 – lettera c
(c) la situazione interna nel paese di destinazione finale: le autorità competenti non autorizzeranno le esportazioni che potrebbero provocare o prolungare conflitti armati o inasprire tensioni o conflitti esistenti nel paese di destinazione finale;
(c) la situazione interna nel paese di destinazione finale: le autorità competenti non autorizzano le esportazioni che potrebbero provocare o prolungare conflitti armati o inasprire tensioni o conflitti esistenti nel paese di destinazione finale;
Articolo 14 – paragrafo 1 – lettera d bis (nuova)
d bis) il comportamento del paese di destinazione nei confronti della comunità internazionale, in particolare per quanto riguarda il suo atteggiamento verso il terrorismo, la natura delle sue alleanze e il rispetto del diritto internazionale;
Articolo 14 – paragrafo 1 – lettera d ter (nuova)
d ter) la compatibilità delle esportazioni dei prodotti per quanto riguarda la capacità tecnica ed economica del paese destinatario;
Articolo 14 – paragrafo 1 – lettera f
(f) considerazioni sul previsto uso finale e sul rischio di sviamenti di destinazione, compresa l'esistenza di un rischio che i prodotti a duplici uso subiscano uno sviamento di destinazione o siano riesportati a condizioni non ammissibili .
(f) considerazioni sul previsto uso finale e sul rischio di sviamenti di destinazione, compresa l'esistenza di un rischio che i prodotti a duplice uso, e in particolare i prodotti di sorveglianza informatica, subiscano uno sviamento di destinazione o siano riesportati a condizioni non ammissibili, o subiscano uno sviamento per scopi militari non previsti o terrorismo.
1 bis. Per quanto riguarda le autorizzazioni di esportazione specifiche o globali o le autorizzazioni per servizi di intermediazione o assistenza tecnica per i prodotti di sorveglianza informatica, le autorità competenti degli Stati membri tengono conto, in particolare, del rischio di violazione del diritto alla vita privata, del diritto alla protezione dei dati, della libertà di espressione e della libertà di riunione e associazione, nonché dei rischi concernenti lo Stato di diritto, il quadro giuridico per l'uso dei prodotti da esportare e dei potenziali rischi per la sicurezza dell'Unione e degli Stati membri.
Se le autorità competenti di uno Stato membro giungono alla conclusione che è probabile che l'esistenza di tali rischi porti a gravi violazioni dei diritti umani, gli Stati membri non rilasciano autorizzazioni di esportazione o annullano, sospendono, modificano o revocano le autorizzazioni esistenti.
2. La Commissione e il Consiglio mettono a disposizione orientamenti e/o raccomandazioni per assicurare valutazioni comuni dei rischi da parte delle autorità competenti degli Stati membri per l'attuazione di detti criteri.
2. La Commissione e il Consiglio mettono a disposizione, al momento dell'entrata in vigore del presente regolamento, orientamenti per assicurare valutazioni comuni dei rischi da parte delle autorità competenti degli Stati membri per l'attuazione di detti criteri e per fornire criteri uniformi riguardo alle decisioni sul rilascio delle licenze. La Commissione elabora gli orientamenti sotto forma di un manuale che illustra le fasi che le autorità preposte al rilascio delle licenze dello Stato membro e gli esportatori che esercitano il dovere di diligenza devono seguire, unitamente a raccomandazioni pratiche sull'attuazione e la conformità ai controlli di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera d), e ai criteri elencati all'articolo 14, paragrafo 1, compresi gli esempi di migliori prassi. Il manuale è elaborato in stretta collaborazione con il SEAE e il gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso e coinvolge esperti del mondo accademico, esportatori, intermediari e organizzazioni della società civile, in conformità con le procedure di cui all'articolo 21, paragrafo 3, ed è aggiornato secondo quanto ritenuto necessario e opportuno.
La Commissione istituisce un programma di potenziamento delle capacità attraverso lo sviluppo di programmi di formazione comune per funzionari delle autorità preposte al rilascio delle licenze e delle autorità doganali.
b) l'elenco di prodotti a duplice uso di cui alla sezione B dell'allegato I può essere modificato se ciò si rende necessario a causa dei rischi che le esportazioni di detti prodotti possono porre per quanto riguarda la perpetrazione di gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale o gli interessi essenziali in materia di sicurezza dell'Unione e dei suoi Stati membri;
b) l'elenco di prodotti di sorveglianza informatica di cui alla sezione B dell'allegato I è modificato se ciò si rende necessario a causa dei rischi che le esportazioni di detti prodotti possono porre per quanto riguarda la perpetrazione di gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale o gli interessi essenziali in materia di sicurezza dell'Unione e dei suoi Stati membri o se sono stati attivati controlli relativi a una quantità significativa di prodotti non compresi negli elenchi ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera d), del presente regolamento. Gli emendamenti possono anche riguardare decisioni relative alla rimozione dagli elenchi di prodotti già ivi inseriti.
Qualora motivi imperativi di urgenza richiedano la soppressione o l'aggiunta di determinati prodotti nella Sezione B dell'allegato I, la procedura di cui all'articolo 17 si applica agli atti delegati adottati ai sensi della presente lettera;
Articolo 16 – paragrafo 2 – lettera b bis (nuova)
b bis) la Commissione può eliminare dei prodotti dall'elenco soprattutto se, a seguito della rapida evoluzione tecnologica, tali prodotti sono diventati di livello inferiore o prodotti di massa e sono facilmente disponibili o modificabili sotto il profilo tecnico.
Emendamento necessario poiché è indissolubilmente legato all'articolo 16, paragrafo 2, lettera b).
2 bis. L'ambito di applicazione della sezione B dell'allegato I è limitato ai prodotti di sorveglianza informatica e non contiene prodotti elencati nella sezione A dell'allegato I;
5. La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, sviluppa orientamenti per sostenere la cooperazione tra le autorità preposte al rilascio delle licenze e le autorità doganali.
a) informazioni riguardanti l'applicazione dei controlli, compresi i dati relativi alle licenze (numero, valore e tipi di licenze e relative destinazioni, numero di utilizzatori delle autorizzazioni generali e globali, numero di operatori con programmi interni di conformità, tempi di trattamento, volume e valore degli scambi oggetto di trasferimenti all'interno dell'Unione ecc.) e, ove disponibili, dati sulle esportazioni di prodotti a duplice uso effettuate in altri Stati membri;
a) tutte le informazioni riguardanti l'applicazione dei controlli;
b) informazioni riguardanti l'applicazione dei controlli, compresi dati particolareggiati relativi agli esportatori che sono stati privati del diritto di usare autorizzazioni generali di esportazione nazionali o 1 dell'Unione e segnalazioni di violazioni, sequestri e applicazione di altre sanzioni;
b) tutte le informazioni riguardanti l'applicazione dei controlli, compresi dati particolareggiati relativi agli esportatori che sono stati privati del diritto di usare autorizzazioni generali di esportazione nazionali o 1 dell'Unione e le eventuali segnalazioni di violazioni, sequestri e applicazione di altre sanzioni;
c) dati relativi a utilizzatori finali sensibili, soggetti coinvolti in attività di approvvigionamento sospette e, se disponibili, itinerari seguiti.
c) tutti i dati relativi a utilizzatori finali sensibili, soggetti coinvolti in attività di approvvigionamento sospette e itinerari seguiti.
2. Il presidente del gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso, ogniqualvolta lo ritenga necessario, consulta gli esportatori, gli intermediari e le altre parti interessate dal presente regolamento.
2. Il gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso, ogniqualvolta lo ritenga necessario, consulta gli esportatori, gli intermediari e le altre parti interessate dal presente regolamento.
Quando il gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso ritiene necessario consultare i portatori di interessi, lo può fare in concreto chiedendo al proprio presidente di organizzazione consultazioni per conto del gruppo. Il presidente non può operare in modo indipendente rispetto al gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso, come la proposta attualmente lascia intendere.
3. Il gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso, ove opportuno, istituisce gruppi di esperti tecnici composti di esperti degli Stati membri per esaminare questioni specifiche relative all'attuazione dei controlli, comprese questioni relative all'aggiornamento degli elenchi di controllo dell'Unione di cui all'allegato I. I gruppi di esperti tecnici, ove opportuno, consultano gli esportatori, gli intermediari e le altre parti interessate dal presente regolamento.
3. Il gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso, ove opportuno, istituisce gruppi di esperti tecnici composti di esperti degli Stati membri per esaminare questioni specifiche relative all'attuazione dei controlli, comprese questioni relative all'aggiornamento degli elenchi di controllo dell'Unione di cui all'allegato I, sezione B. I gruppi di esperti tecnici consultano gli esportatori, gli intermediari, le organizzazioni della società civile e le altre parti interessate dal presente regolamento. Il gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso istituisce in particolare un gruppo di lavoro tecnico sui criteri di valutazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera d), e all'articolo 14, paragrafo 1, lettera b), nonché sull'elaborazione degli orientamenti in materia di dovere di diligenza in consultazione con un gruppo indipendente di esperti, il mondo accademico e le organizzazioni della società civile.
1. Gli Stati membri adottano i provvedimenti adeguati per assicurare la corretta applicazione di tutte le disposizioni del presente regolamento. In particolare, determinano le sanzioni da irrogare in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e delle relative disposizioni di attuazione. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.
1. Gli Stati membri adottano i provvedimenti adeguati per assicurare la corretta applicazione di tutte le disposizioni del presente regolamento. In particolare, determinano le sanzioni da irrogare in caso di violazione, facilitazione della violazione ed elusione delle disposizioni del presente regolamento e delle relative disposizioni di attuazione. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e dissuasive. Le misure comprendono audit periodici basati sui rischi degli esportatori.
2. Il gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso istituisce un meccanismo di coordinamento dell'applicazione al fine di instaurare una cooperazione diretta e uno scambio di informazioni tra le autorità competenti e le autorità incaricate dell'applicazione.
2. Il gruppo di coordinamento sui prodotti a duplice uso istituisce un meccanismo di coordinamento dell'applicazione al fine di instaurare una cooperazione diretta e uno scambio di informazioni tra le autorità competenti e le autorità incaricate dell'applicazione e di prevedere criteri uniformi per le decisioni sul rilascio delle licenze. In seguito alla valutazione da parte della Commissione delle norme in materia di sanzioni stabilite dagli Stati membri, tale meccanismo fornisce le modalità volte a rendere simili, per natura ed effetto, le sanzioni per le violazioni del presente regolamento.
1. La Commissione ed il Consiglio, ove opportuno, mettono a disposizione dei soggetti di cui al presente regolamento orientamenti e/o raccomandazioni in materia di migliori pratiche per assicurare l'efficienza del regime di controllo delle esportazioni dell'Unione e la coerenza della sua attuazione. Le autorità competenti degli Stati membri, ove opportuno, forniscono inoltre orientamenti complementari per gli esportatori, gli intermediari e gli operatori di transito residenti o stabiliti nel rispettivo Stato membro.
1. La Commissione ed il Consiglio, ove opportuno, mettono a disposizione dei soggetti di cui al presente regolamento orientamenti in materia di migliori pratiche per assicurare l'efficienza del regime di controllo delle esportazioni dell'Unione e la coerenza della sua attuazione. Le autorità competenti degli Stati membri, ove opportuno, forniscono inoltre orientamenti complementari per gli esportatori, in particolare le PMI, gli intermediari e gli operatori di transito residenti o stabiliti nel rispettivo Stato membro.
Articolo 24 – paragrafo 2 – comma 2
Gli Stati membri forniscono alla Commissione tutte le informazioni necessarie per la preparazione di tale relazione. La relazione annuale è resa pubblica.
Gli Stati membri forniscono alla Commissione tutte le informazioni necessarie per la preparazione di tale relazione. La relazione annuale è resa pubblica. Gli Stati membri rendono inoltre pubbliche, almeno ogni tre mesi e in modo facilmente accessibile, informazioni utili su ciascuna licenza per quanto riguarda il tipo di licenza, il valore, il volume, la natura delle attrezzature, una descrizione del prodotto, dell'utilizzatore finale e dell'uso finale, il paese di destinazione, nonché informazioni relative all'approvazione o al rifiuto della richiesta di licenza. La Commissione e gli Stati membri tengono conto del legittimo interesse delle persone fisiche e giuridiche a che i loro segreti d’impresa non siano divulgati.
Articolo 24 – paragrafo 3 – comma 1
Nel periodo compreso tra cinque e sette anni a decorrere dalla data di applicazione del presente regolamento, la Commissione procede a una valutazione del presente regolamento e riferisce in merito ai principali risultati al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo.
Nel periodo compreso tra cinque e sette anni a decorrere dalla data di applicazione del presente regolamento, la Commissione procede a una valutazione del presente regolamento e riferisce in merito ai principali risultati al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo. Tale valutazione comprende una proposta relativa alla soppressione della crittografia nell'allegato I, sezione A, categoria 5, parte 2.
La tecnologia in materia di crittografia non rientra tra i controlli sulle esportazioni a duplice uso. Spetta alla Commissione introdurre l'attività coordinata degli Stati membri nel quadro dell'intesa di Wassenaar per eliminare la tecnologia della crittografia dall'elenco dei prodotti controllati.
Articolo 25 – paragrafo 1 – lettera d
3. I registri o la documentazione di cui ai paragrafi 1 e 2 sono conservati per almeno tre anni a decorrere dalla fine dell'anno civile nel corso del quale ha avuto luogo l'esportazione o nel corso del quale sono stati forniti i servizi di intermediazione o assistenza tecnica . Essi sono presentati, su richiesta, all'autorità competente .
3. I registri o la documentazione di cui ai paragrafi 1 e 2 sono conservati per almeno cinque anni a decorrere dalla fine dell'anno civile nel corso del quale ha avuto luogo l'esportazione o nel corso del quale sono stati forniti i servizi di intermediazione o assistenza tecnica. Essi sono presentati, su richiesta, all'autorità competente.
1. La Commissione e le autorità competenti degli Stati membri, ove opportuno, mantengono regolari e reciproci scambi di informazioni con i paesi terzi.
1. La Commissione e le autorità competenti degli Stati membri si impegnano, ove opportuno, nell'ambito delle pertinenti organizzazioni internazionali, come l'OCSE, e nei regimi multilaterali di controllo delle esportazioni a cui partecipano, per promuovere l'adesione internazionale all'elenco dei prodotti di sorveglianza informatica soggetti ai controlli sulle esportazioni di cui alla sezione B dell'allegato I e, ove opportuno, mantengono regolari e reciproci scambi di informazioni con i paesi terzi, anche nel quadro del dialogo sui prodotti a duplice uso previsto dagli accordi di partenariato e collaborazione nonché dagli accordi di partenariato strategici dell'Unione, si adoperano per il potenziamento delle capacità e promuovono una convergenza verso l'alto. La Commissione riferisce annualmente al Parlamento europeo in merito a tali attività di comunicazione.
Allegato I – sezione A – DEFINIZIONI DEI TERMINI USATI NEL PRESENTE ALLEGATO
"Software di intrusione" (4). "Software" appositamente progettato o modificato per essere utilizzato o installato senza l'"autorizzazione" dei proprietari o degli "amministratori" di computer o di dispositivi collegabili in rete, che esegue una delle seguenti funzioni:
a. l'estrazione di dati o informazioni da un computer o un dispositivo collegabile in rete, o la modifica dei dati del sistema o dell'utente; o
a. l'estrazione non autorizzata di dati o informazioni da un computer o un dispositivo collegabile in rete, o la modifica dei dati del sistema o dell'utente; o
b. la modifica del percorso standard di esecuzione di un programma o di un processo al fine di consentire l'esecuzione di istruzioni fornite dall'esterno.
b. La modifica dei dati del sistema o dell'utente per facilitare l'accesso ai dati memorizzati in un computer o in un dispositivo collegabile in rete da parti diverse da quelle autorizzate dal proprietario del computer o del dispositivo collegabile in rete.
1. Il "software di intrusione" non include:
a. hypervisor, debugger o strumenti di software reverse engineering (SRE);
b. "software" per la gestione dei diritti digitali (DRM); o
c. "software" progettato per essere installato da fabbricanti, amministratori o utenti, ai fini della rintracciabilità e del recupero di beni.
c. "software" progettato per essere installato da amministratori o utenti, ai fini della rintracciabilità di beni, del recupero di beni o della "verifica della sicurezza delle TIC".
c bis. "software" che viene distribuito con l'obiettivo esplicito di contribuire a rilevare, rimuovere o impedire la sua esecuzione su computer o dispositivi collegabili in rete di parti non autorizzate.
2. I dispositivi collegabili in rete comprendono i dispositivi mobili e i contatori intelligenti.
1. 'Strumenti di monitoraggio': strumenti "software" o hardware che monitorano i comportamenti o i processi di un sistema in esecuzione su un dispositivo. Ciò include prodotti antivirus (AV), prodotti per la protezione degli endpoint, prodotti per la sicurezza personale (PSP), sistemi di rilevamento delle intrusioni (IDS), sistemi di protezione dalle intrusioni (IPS) o sistemi di firewall.
1. 'Autorizzazione': Il consenso informato dell'utilizzatore (vale a dire un'indicazione concreta della comprensione della natura, delle implicazioni e delle conseguenze future di un'azione e l'accordo quanto all'esecuzione di tale azione).
2. 'Contromisure di protezione'. Tecniche progettate per garantire l'esecuzione sicura del codice, quali la protezione esecuzione programmi (DEP), l'Address Space Layout Randomisation (casualizzazione dello spazio degli indirizzi) (ASLR) o il sandboxing.
2. 'Verifica della sicurezza delle TIC': la scoperta e la valutazione del rischio, della vulnerabilità, dell'errore o della debolezza statici o dinamici che interessano "software", reti, computer, dispositivi collegabili in rete e componenti o dipendenze degli stessi, allo scopo dimostrato di attenuare fattori dannosi al funzionamento, all'uso o alla diffusione sicuri.
L'emendamento si rende necessario perché è indissolubilmente legato ad altri emendamenti ammissibili.
Allegato I – sezione B – titolo
B. ELENCO DI ALTRI PRODOTTI A DUPLICE USO
B. ELENCO DI PRODOTTI DI SORVEGLIANZA INFORMATICA
L'emendamento si rende necessario perché è indissolubilmente legato ad altri emendamenti ammissibili ed è essenziale per la logica interna del testo.
Allegato I – sezione B – categoria 10 – punto 10A001 – nota tecnica – lettera e bis (nuova)
e bis) ricerca in materia di reti e sicurezza a fini di collaudo autorizzato o della protezione dei sistemi di sicurezza delle informazioni.
L'emendamento si rende necessario perché è indissolubilmente legato ad altri emendamenti ammissibili, incluso il nuovo considerando 6 bis, ed è essenziale per la logica interna del testo. La formulazione è in linea con l'articolo 6, paragrafo 2, della convezione di Budapest e con il considerando 17 della direttiva 2013/40/UE.
Allegato II – sezione A – parte 3 – paragrafo 3
3. Ogni esportatore che intenda ricorrere alla presente autorizzazione si registra prima del primo uso della medesima autorizzazione presso l'autorità competente dello Stato membro in cui è residente o stabilito. La registrazione è automatica e l'autorità competente ne notifica il ricevimento all'esportatore entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione.
3. Uno Stato membro può chiedere agli esportatori stabiliti nel suo territorio di registrarsi prima del primo uso della medesima autorizzazione. La registrazione è automatica e le autorità competenti ne notificano il ricevimento all'esportatore senza indugio e comunque entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione.
Allegato II – sezione A – parte 3 – paragrafo 4
4. L'esportatore registrato notifica il primo uso della presente autorizzazione all'autorità competente dello Stato membro in cui è residente o stabilito almeno dieci giorni prima della data della prima esportazione.
4. L'esportatore registrato notifica il primo uso della presente autorizzazione all'autorità competente dello Stato membro in cui è residente o stabilito entro i trenta giorni successivi alla data in cui ha avuto luogo la prima esportazione.
La notifica dell'uso dell'autorizzazione deve rimanere ex-post.
Allegato II – sezione A – parte 3 – paragrafo 5 – punto 4
(4) qualora siano conosciuti, l'uso finale e l'utilizzatore finale dei prodotti a duplice uso.
(4) l'uso finale e l'utilizzatore finale dei prodotti a duplice uso.
Allegato II – sezione B – parte 3 – paragrafo 3
Allegato II – sezione B – parte 3 – paragrafo 5 – punto 4
Allegato II – sezione C – parte 3 – paragrafo 5
5. L'esportatore registrato notifica il primo uso della presente autorizzazione all'autorità competente dello Stato membro in cui è residente o stabilito almeno dieci giorni prima della data della prima esportazione.
5. L'esportatore registrato notifica il primo uso della presente autorizzazione all'autorità competente dello Stato membro in cui è residente o stabilito entro i 30 giorni successivi alla data in cui ha avuto luogo la prima esportazione o, in alternativa, e in conformità di una condizione imposta dall'autorità competente dello Stato membro in cui l'esportatore è stabilito, prima del primo utilizzo di tale autorizzazione. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il meccanismo di notifica scelto per tale autorizzazione. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, serie C, le informazioni comunicatele.
Allegato II – sezione C – parte 3 – paragrafo 6 – punto 4
Allegato II – sezione D – parte 3 – paragrafo 6
6. L'esportatore registrato notifica il primo uso della presente autorizzazione all'autorità competente dello Stato membro in cui è residente o stabilito almeno dieci giorni prima della data della prima esportazione.
6. L'esportatore registrato notifica il primo uso della presente autorizzazione all'autorità competente dello Stato membro in cui è residente o stabilito entro i 30 giorni successivi alla data in cui ha avuto luogo la prima esportazione o, in alternativa, e in conformità di una condizione imposta dall'autorità competente dello Stato membro in cui l'esportatore è stabilito, prima del primo utilizzo di tale autorizzazione. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il meccanismo di notifica scelto per tale autorizzazione. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, serie C, le informazioni comunicatele.
Allegato II – sezione D – parte 3 – paragrafo 7 – punto 4
Allegato II – sezione F – parte 3 – paragrafo 5 – punto 4
Allegato II – sezione G – parte 3 – paragrafo 8 – punto 4
Allegato II – sezione H – parte 3 – paragrafo 1 – parte introduttiva e punto 1
1. La presente autorizzazione consente la trasmissione del software e della tecnologia che figurano nell'elenco della parte 1 da parte di un esportatore residente o stabilito in uno Stato membro dell'Unione a condizione che il prodotto sia utilizzato unicamente:
1. La presente autorizzazione consente la trasmissione del software e della tecnologia che figurano nell'elenco della parte 1 da parte di qualsiasi impresa che sia un esportatore residente o stabilito in uno Stato membro a ogni società affiliata, controllata o alla società madre a condizione che tali entità siano possedute o controllate dalla stessa società madre o siano stabilite in uno Stato membro e a condizione che il prodotto in questione sia utilizzato per progetti di cooperazione aziendale, comprese le attività commerciali di sviluppo di prodotti, ricerca, riparazione, produzione e impiego nonché, nel caso dei lavoratori dipendenti e degli addetti agli ordini, nel quadro del contratto che istituisce il rapporto di lavoro.
(1) dall'esportatore o da un'entità posseduta o controllata dall'esportatore;
È necessario estendere l'autorizzazione non solo alle società controllate ma anche alla società madre e alle società affiliate. Inoltre, è opportuno estendere l'autorizzazione all'intera gamma di attività commerciali legittime nell'Unione.
Allegato II – sezione H – parte 3 – paragrafo 1 – punto 2
(2) dai lavoratori alle dipendenze dell'esportatore o di un'entità posseduta o controllata dall'esportatore
Allegato II – sezione H – parte 3 – paragrafo 1 – comma 2
nelle attività di sviluppo commerciale dei prodotti dell'esportatore o dell'entità e, nel caso dei lavoratori dipendenti, nel quadro del contratto che istituisce il rapporto di lavoro.
Allegato II – sezione I – parte 3 – paragrafo 3 – comma 1
Ogni esportatore che intenda ricorrere alla presente autorizzazione si registra prima del primo uso della medesima autorizzazione presso l'autorità competente dello Stato membro in cui è residente o stabilito. La registrazione è automatica e l'autorità competente ne notifica il ricevimento all'esportatore entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione.
Uno Stato membro può chiedere agli esportatori stabiliti nel suo territorio di registrarsi prima del primo uso della medesima autorizzazione. La registrazione è automatica e le autorità competenti ne notificano il ricevimento all'esportatore senza indugio e comunque entro dieci giorni lavorativi dalla ricezione.
Allegato II – sezione J – parte 3 – paragrafo 5 – punto 4
"La nostra Unione è la garanzia che libertà, dignità, democrazia e indipendenza non appartengono più soltanto ai nostri sogni, bensì sono la nostra realtà quotidiana." Donald Tusk in occasione del 60° anniversario del trattato di Roma, 25 marzo 2017
L'Unione europea non è unita solamente dai nostri interessi comuni mediante il mercato unico europeo, ma anche dai nostri valori comuni sanciti dal trattato di Lisbona. L'ordine internazionale sempre più instabile e il fatto che i nostri valori comuni sono messi in discussione da forze interne ed esterne rendono sempre più necessarie la difesa e la promozione dei propri valori da parte dell'Unione europea. All'articolo 3, paragrafo 5, del trattato di Lisbona è fissato l'obiettivo generale dell'azione esterna dell'UE, vale a dire che l'UE "[contribuisce] alla protezione dei suoi cittadini. Contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, al commercio libero ed equo, all'eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del minore, e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite."
La proposta di riforma del regime di controllo delle esportazioni dell'Unione attraverso una rifusione del regolamento sui prodotti a duplice uso presentata dalla Commissione europea costituisce un importante atto normativo che contribuisce al raggiungimento di tali obiettivi. Il regolamento sui prodotti a duplice uso ha il potenziale di sostenere la nostra politica estera e di sicurezza comune promuovendo la pace e la stabilità nel mondo. La proposta di includere la dimensione dei diritti umani fornisce all'UE uno strumento supplementare per tutelare i diritti umani a livello globale, mentre un meccanismo efficace per il controllo delle esportazioni è essenziale al fine di difendere il commercio libero ed equo.
L'UE, in quanto blocco commerciale più potente al mondo, continua a essere un attore influente avente un ruolo importante e grandi responsabilità nel sistema commerciale internazionale.
Oggi le politiche commerciali sono al centro del dibattito pubblico. Le nostre economie sono fortemente interconnesse e la globalizzazione ha portato a catene del valore altamente integrate, e in questo contesto i cittadini dell'Unione pongono domande sugli effetti del commercio. La politica commerciale dell'Unione dovrebbe dare delle risposte a tali interrogativi, al fine di ripristinare la fiducia nei vantaggi che essa apporta ai nostri cittadini. Un approccio alla politica commerciale dell'Unione globale e basato sul valore accrescerà la legittimità nell'ambito dell'elaborazione di tale politica commerciale.
Riforma del regime di controllo delle esportazioni dell'Unione: uno strumento per mettere i valori al centro della politica commerciale dell'UE
Il Parlamento europeo ha dimostrato che è possibile attuare normative con l'obiettivo di promuovere il commercio basato sui valori. Con l'adozione del regolamento contro la tortura(1) e del regolamento sui minerali dei conflitti il Parlamento europeo ha mostrato non solo la volontà di condurre un politica commerciale comune basata sui valori, ma anche la capacità dei colegislatori dell'UE di raggiungere un accordo per attuare gli strumenti legislativi volti a promuovere i diritti umani attraverso la politica commerciale dell'UE, sostenendo in tal modo l'azione esterna globale dell'Unione.
In tale contesto il relatore accoglie favorevolmente la proposta di riforma del regolamento sui prodotti a duplice uso della Commissione, che rappresenta un ulteriore atto normativo mirante ad attuare la strategia dell'UE "Commercio per tutti".
Adeguamento alle nuove minacce: Sorveglianza informatica e violazioni dei diritti umani
Il relatore valuta positivamente l'approccio di integrare la dimensione dei diritti umani nel regime di controllo delle esportazioni dell'UE estendendo l'ambito di applicazione del regolamento alla sicurezza umana. In tale contesto le tecnologie di sorveglianza informatica costituiscono un prodotto di esportazione sensibile che necessita di essere sottoposto a controllo. Negli ultimi anni il Parlamento europeo ha chiesto in almeno quindici occasioni, mediante l'adozione di risoluzioni, di presentare misure che vietino le esportazioni di tecnologie di sorveglianza in paesi con regimi autoritari e che violano i diritti umani. Pertanto questo Parlamento non può che compiacersi del fatto che la Commissione abbia risposto al suo appello includendo una clausola onnicomprensiva mirata nel regime delle esportazioni dell'UE. Il tipo di armi maggiormente in uso nei conflitti armati è cambiato nel tempo e continua a mutare rapidamente. La storia ci ha insegnato che coloro che non si adeguano a tali cambiamento vanno incontro al declino e periscono nei conflitti armati. Il tipo di armi essenziali per la guerra nel 21° secolo sta cambiano, e le armi digitali stanno acquisendo sempre maggiore rilievo nei conflitti. Le tecnologie informatiche sono impiegate per spiare i nemici e manipolare gli avversari. L'UE deve rispondere a questa minaccia includendo le tecnologie informatiche nel regime di controllo delle esportazioni dell'Unione, affinché non siano utilizzate per commettere gravi violazioni dei diritti umani e, in tale contesto, mettere a rischio la sicurezza, la democrazia, il pluralismo e la libertà di espressione.
Accrescere l'efficacia del sistema: aumentare il coinvolgimento dei soggetti interessati e migliorare gli orientamenti destinati ad essi
Il regime di controllo delle esportazioni dell'UE deve essere efficace. Per reagire efficacemente alle nuove minacce e sfide è necessario che gli Stati membri amplino gradualmente l'elenco dei prodotti sottoposti a controllo in modo coordinato e armonizzato. Il relatore cerca di rendere maggiormente inclusivo tale processo, coinvolgendo gli organismi internazionali competenti e in particolare la società civile e assicurando che il processo rifletta il bisogno di un approccio armonizzato da parte degli Stati membri riprendendo il metodo dell'Unione, per assicurare il funzionamento del mercato interno dell'UE.
Inoltre, il relatore è del parere che siano necessari ulteriori chiarimenti per consentire ai soggetti interessati, in particolare l'industria e le autorità preposte al rilascio delle licenze, di attuare in modo coerente l'inclusione della dimensione della sicurezza umana, e per ampliare l'ambito di applicazione del regolamento riformato sui prodotti a duplice uso. Il relatore presenta una serie di emendamenti con l'obiettivo di chiarire le definizioni e definire orientamenti per le imprese che si conformeranno al presente regolamento. Secondo il relatore, la Commissione dovrebbe elaborare ulteriori orientamenti in merito alla definizione di gravi violazioni dei diritti umani allo scopo di garantire un'attuazione armonizzata del regolamento in esame. In tale contesto, è altresì importante chiarire le responsabilità delle imprese per quanto riguarda il "dovere di diligenza". Il relatore è consapevole delle preoccupazioni espresse dall'industria in relazione alla capacità di adempiere le responsabilità supplementari senza compromettere la competitività delle imprese dell'UE o gravare eccessivamente sulla capacità di gestire in modo completo le richieste di licenza. Esorta pertanto a formulare in tempo utile ulteriori orientamenti in collaborazione con tutte le parti interessate nel settore. Di fatto, nei suoi emendamenti il relatore chiede che gli orientamenti generali siano pronti e disponibili al più tardi alla data di attuazione del regolamento in esame.
Accrescere l'efficacia del regime di controllo delle esportazioni dell'UE significa anche colmare le lacune rimanenti. Con questo obiettivo in mente, il relatore suggerisce diverse modifiche alla proposta di regolamento. In tale contesto, il periodo di validità delle licenze dovrebbe essere prolungato per alleviare l'onere amministrativo ma occorre mantenere il potere delle autorità preposte al rilascio delle licenze di revocare le licenze, al fine di reagire rapidamente agli sviluppi.
Garantire un mercato interno funzionante: aumentare l'armonizzazione nell'attuazione del regime di controllo delle esportazioni dell'UE
Innanzitutto il relatore accoglie favorevolmente l'obiettivo della Commissione europea di ridurre al minimo gli oneri amministrativi dei trasferimenti all'interno dell'Unione. La proposta di regolamento UE dovrebbe agevolare il funzionamento del mercato interno. Il relatore sostiene la proposta di ottimizzazione dell'architettura UE per il rilascio delle licenze.
Tuttavia, l'efficacia del regime di controllo delle esportazioni dell'UE è pari solamente a quella del suo anello più debole. Pertanto il relatore ritiene che il regolamento sui prodotti a duplice uso debba essere applicato in modo più uniforme all'interno dell'Unione. Egli auspica che la procedura di consultazione obbligatoria tra le autorità competenti degli Stati membri sia ulteriormente rafforzata e siano evitati poteri di veto per il controllo dei prodotti sensibili. In tale contesto, il relatore ritiene che anche la questione dell'armonizzazione delle sanzioni in caso di violazione del regime di controllo delle esportazioni dell'UE vada discussa nel quadro della riforma. Tenendo conto del fatto che tale aspetto è legato al diritto penale, che rientra tra le competenze degli Stati membri, il relatore ritiene che una maggiore armonizzazione delle sanzioni sia parte integrante del rafforzamento del regime.
Leadership globale: un ruolo guida per la creazione di condizioni di parità a livello globale
Il regime di controllo delle esportazioni dell'UE è integrato negli organismi internazionali. L'UE crede fortemente nel multilateralismo e il relatore sostiene fermamente uno stretto legame tra i regimi internazionali e il meccanismo di controllo delle esportazioni dell'UE. L'UE è però il principale blocco commerciale al mondo e un potente promotore dei diritti umani a livello globale. Dobbiamo pertanto assumere un ruolo di guida e non esitare a portarci un passo avanti rispetto ai nostri partner, se necessario. L'UE dovrebbe impegnarsi in modo maggiormente proattivo a favore di una migliore convergenza normativa a livello globale. Il relatore accoglie favorevolmente la base per lo sviluppo di dialoghi regolari tra l'UE e i principali partner commerciali e ritiene che tale dialogo debba essere ulteriormente integrato nella politica commerciale dell'Unione.
È ora di agire: adeguare il regime di controllo delle esportazioni dell'UE alle esigenze future
Negli ultimi anni abbiamo constatato che l'ordine internazionale è divenuto più fragile. I valori che uniscono l'Unione europea – democrazia, libertà e lo Stato di diritto – sono a rischio in molti paesi con cui siamo interconnessi, economicamente e politicamente. I mutamenti tecnologici sono sempre più rapidi e influiscono non solo sul modo in cui le nostra società vivono ma anche sulle minacce cui le nostre società libere e aperte sono esposte. Le aspettative dei nostri cittadini per quanto riguarda l'efficacia delle politiche esterne in generale, e della politica commerciale dell'UE in particolare, stanno crescendo. Il mercato interno unico rappresenta un'importante risorsa per l'UE, da promuovere per il benessere dei cittadini e la competitività delle imprese. In un tempo di crescente incertezza, l'UE non dovrebbe tirarsi indietro dallo svolgere un ruolo guida a livello globale a difesa dei nostri valori.
In questo contesto geopolitico è ora di agire sulla base degli strumenti esistenti per meglio proteggere e promuovere i nostri valori e interessi su scala globale. La riforma del regolamento sui prodotti a duplice uso costituisce una tanto attesa e gradita opportunità per adeguare il regime di controllo delle esportazioni dell'UE alle esigenze future contribuendo al contempo al conseguimento degli obiettivi dell'Unione sanciti dal trattato di Lisbona. Il relatore si impegna a lavorare in modo costruttivo per definire una posizione del PE al fine di conseguire tale proposito e contribuire, in ultima analisi, all'attuazione di un regolamento sui prodotti a duplice uso adeguato al futuro e riformato.
REGOLAMENTO (UE) 2016/2134 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO, del 23 novembre 2016, recante modifica del regolamento (CE) n. 1236/2005 del Consiglio relativo al commercio di determinate merci che potrebbero essere utilizzate per la pena di morte, per la tortura o per altri trattamenti o pene crudeli, inumani o degradanti.
Presidente della commissione per il commercio internazionale
Oggetto: Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un regime dell'Unione di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione, dell'assistenza tecnica e del transito di prodotti a duplice uso (rifusione)
"Se la commissione competente per le questioni giuridiche stabilisce che la proposta non contiene modifiche sostanziali diverse da quelle espressamente indicate come tali, ne informa la commissione competente per il merito.
Gli emendamenti alle parti della proposta rimaste immutate possono tuttavia essere accettati, a titolo eccezionale e caso per caso, dal presidente della commissione competente per il merito qualora giudichi che ciò sia necessario per ragioni imprescindibili di coerenza del testo o di connessione con altri emendamenti ricevibili. Tali ragioni devono essere indicate per iscritto nella motivazione dell'emendamento."
Sulla scorta del parere del gruppo consultivo dei servizi giuridici del Parlamento, del Consiglio e della Commissione, che ha esaminato la proposta di rifusione, e in linea con le raccomandazioni del relatore per parere, la commissione giuridica ritiene che la proposta in questione non contenga modifiche sostanziali diverse da quelle che sono indicate come tali nella proposta stessa o dal gruppo consultivo e che, per quanto concerne la codificazione delle disposizioni immutate degli atti precedenti e di tali modificazioni, la proposta si limiti a una mera codificazione degli atti esistenti, senza modificazioni sostanziali.
In conclusione, in seguito alla discussione svoltasi nella riunione del 23 marzo 2017, la commissione giuridica, con 21 voti a favore, 0 voti contrari e 0 astensioni(1), raccomanda alla commissione per il commercio internazionale, quale commissione competente per il merito, di procedere all'esame della suddetta proposta in conformità all'articolo 104 del regolamento.
All.: Relazione firmata dal presidente del gruppo consultivo.
Erano presenti: Isabella Adinolfi, Max Andersson, Joëlle Bergeron, Marie-Christine Boutonnet, Daniel Buda, Jean-Marie Cavada, Kostas Chrysogonos, Eugen Freund, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Mary Honeyball, Sajjad Karim, Sylvia-Yvonne Kaufmann, António Marinho e Pinto, Jiří Maštálka, Angelika Niebler, Maria Noichl, Emil Radev, Julia Reda, Virginie Rozière, Pavel Svoboda, Rainer Wieland, Tadeusz Zwiefka
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un regime dell'Unione di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione, dell'assistenza tecnica e del transito di prodotti a duplice uso (rifusione)
COM(2016)0616 definitivo del 28.9.2016 – 2016/0295(COD)
Visto l'accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica di rifusione degli atti normativi, e visto in particolare il punto 9 di detto accordo, il gruppo consultivo composto dai servizi giuridici del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione si è riunito il 20 ottobre, il 1° e il 7 dicembre 2016 per esaminare, tra l'altro, la proposta di regolamento in oggetto, presentata dalla Commissione.
Nelle suddette riunioni(1), un esame della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio finalizzata alla rifusione del regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio, del 5 maggio 2009, che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso, ha indotto il gruppo consultivo a stabilire, di comune accordo, che le seguenti modifiche avrebbero dovuto essere contrassegnate con l'ombreggiatura grigia generalmente utilizzata per indicare modifiche sostanziali:
- all'articolo 6, paragrafo 1, la proposta soppressione delle parole "il transito ha luogo";
- all'articolo 20, paragrafo 1, secondo comma, la proposta sostituzione dei termini "l'elenco di tali autorità" con il termine "informazioni";
- la proposta soppressione dei riferimenti relativi alla Croazia e all'Islanda negli elenchi dei paesi di cui ai punti C, D, E ed F dell'Allegato II.
Sulla base dell'esame effettuato, il gruppo consultivo ha pertanto concluso di comune accordo che, al momento in cui la proposta è stata presentata dalla Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, essa non conteneva modificazioni sostanziali se non quelle identificate come tali. Il gruppo consultivo ha altresì constatato che, per quanto concerne la codificazione delle disposizioni immutate dell'atto precedente e di tali modificazioni, in quel momento la proposta si limitava ad una mera codificazione dell'atto giuridico esistente, senza modificazioni sostanziali.
Tuttavia, il gruppo consultivo ha altresì riconosciuto che, in data 15 novembre 2016, un nuovo atto legislativo che modifica l'atto oggetto di rifusione, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale, vale a dire il regolamento delegato (UE) n. 2016/1969 della Commissione, del 12 settembre 2016, che modifica il regolamento (CE) n. 428/2009 del Consiglio che istituisce un regime comunitario di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell'intermediazione e del transito di prodotti a duplice uso. Il regolamento (UE) n. 2016/1969 è entrato in vigore il 16 novembre 2016. Il suo articolo 1 ha introdotto nuovi allegati che hanno sostituito i testi precedentemente contenuti nell'allegato I, negli allegati da II bis a II octies e nell'allegato IV. Anche quest'ultima modifica dovrebbe essere presa in considerazione nell'ambito della procedura legislativa relativa alla proposta di rifusione (COM(2016) 616 final).
PARERE della commissione per gli affari esteri (31.5.2017)
Le nuove tecnologie hanno ripercussioni profonde sulla politica estera. Dalla sicurezza informatica ai diritti umani, dal commercio digitale allo sviluppo, occorre far sì che l'UE promuova le opportunità e contenga le minacce. La revisione del regolamento sui prodotti a duplice uso mira a rafforzare ulteriormente il ruolo dell'UE in quanto leader e attore mondiale responsabile attraverso la prevenzione della proliferazione delle tecnologie che danneggiano i nostri interessi strategici o i diritti umani delle persone in tutto il mondo.
Questo aggiornamento è indispensabile in un'epoca caratterizzata da rapidi cambiamenti tecnologici e dall'evoluzione continua dell'equilibrio geopolitico mondiale. La relatrice sostiene fermamente l'approccio incentrato sulla sicurezza umana adottato dalla Commissione e ha cercato di chiarire questo punto in una serie di ambiti, il che contribuisce ulteriormente al rafforzamento dei diritti umani nella politica estera e nella politica commerciale dell'UE e aumenta la coerenza tra le politiche estere e di sicurezza dell'Unione e i suoi interessi economici e commerciali.
Tenuto conto della rapida evoluzione della tecnologia, è giunto il momento per l'UE di aggiungere alcune tecnologie di sorveglianza informatica all'elenco di controllo in quanto prodotti a duplice uso che possono essere utilizzati per commettere violazioni dei diritti umani o per mettere a repentaglio gli interessi strategici dell'UE. Al tempo stesso, non tutte le tecnologie richiedono controlli, e le esportazioni di tecnologie che tutelano di fatto i diritti umani, quali la cifratura, andrebbero agevolate. Occorre altresì fare in modo che non si creino oneri inutili per gli esportatori o ostacoli alla ricerca per fini legittimi sulla sicurezza di internet.
Il controllo dell'impiego finale sotto il profilo della sicurezza umana per i prodotti non contemplati dall'elenco è un passo nella giusta direzione per far sì che l'UE possa bloccare i trasferimenti illegittimi, anche se dovrebbe fornire maggiore chiarezza giuridica. I prodotti a duplice uso (in particolare la tecnologia di sorveglianza informatica) sono spesso utilizzati per commettere violazioni dei diritti umani direttamente, ma possono anche servire per commettere altre gravi violazioni dei diritti umani. Ad esempio nei casi in cui informazioni ottenute illecitamente su difensori dei diritti umani e giornalisti siano successivamente utilizzate a scopo di detenzione e/o tortura a danno dei medesimi.
Occorre un quadro a prova di futuro che tenga conto delle nuove realtà. Quando gli Stati membri decidono di procedere al controllo mirato della destinazione finale, andrebbe vagliata l'opportunità di modificare gli elenchi di controllo. Per quanto riguarda l'elenco autonomo dell'UE riguardante le tecnologie di sorveglianza informatica, dovrebbe essere applicabile la procedura d'urgenza per consentire risposte rapide ai cambiamenti sul terreno nei paesi terzi o in termini di nuovi sviluppi tecnologici che richiedono un controllo.
Data la crescente complessità delle transazioni estere, è importante migliorare lo scambio di informazioni e rafforzare la trasparenza. Gli Stati membri dovrebbero mettere a disposizione tutte le informazioni sulle licenze onde promuovere l'assunzione di responsabilità e la vigilanza. Un tale sistema si baserebbe sulle migliori prassi esistenti poiché alcuni già vi provvedono su base volontaria. Per creare condizioni concorrenziali eque, occorrerebbe anche uniformare le sanzioni in caso di violazioni del regolamento a livello di Unione.
Per anni, il Parlamento europeo ha fatto pressione per promuovere un aggiornamento del regolamento sul duplice uso, è ora essenziale che il processo sia portato avanti quanto più rapidamente possibile.
(5) Sono emerse come nuova categoria di prodotti a duplice uso alcune tecnologie di sorveglianza informatica che sono state utilizzate per interferire direttamente con i diritti umani, incluso il diritto alla privacy, il diritto alla protezione dei dati, la libertà di espressione e la libertà di associazione, mediante il monitoraggio o l'estrazione di dati senza l'autorizzazione specifica, informata e inequivocabile da parte del proprietario o dell'amministratore del sistema e/o mediante la neutralizzazione o il danneggiamento del sistema in questione. In risposta agli inviti del Parlamento europeo, e alle prove di uso improprio di determinate tecnologie di sorveglianza informatica da parte di persone che, in qualità di complici o responsabili, hanno ordinato o perpetrato atti che violano le norme internazionali in materia di diritti umani o il diritto umanitario internazionale in paesi in cui siano state constatate gravi violazioni dei diritti umani, è opportuno sottoporre a controllo le esportazioni di dette tecnologie. Analogamente, l'attuale livello dei controlli sulla cifratura è in contrasto con il fatto che essa rappresenta un mezzo cruciale per garantire che i cittadini, le imprese e i governi possano tutelare i loro dati contro i criminali e altri malintenzionati, assicura l'accesso ai servizi e consente una comunicazione sicura, compreso per i difensori dei diritti umani. È pertanto opportuno agevolare ulteriormente l'esportazione della cifratura.
(6) Di conseguenza, è altresì opportuno rivedere la definizione di prodotti a duplice uso e introdurre una definizione di tecnologia di sorveglianza informatica. Dovrebbe inoltre essere chiarito che i criteri di valutazione per il controllo delle esportazioni di prodotti a duplice uso tengono conto degli effetti diretti e indiretti delle tecnologie di sorveglianza informatica sui diritti umani, nonché del loro impatto sulla prevenzione di atti terroristici, come indicato nel manuale per l'uso della posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio1bis.
1bis Posizione comune 2008/944/PESC del Consiglio, dell'8 dicembre 2008, che definisce norme comuni per il controllo delle esportazioni di tecnologia e attrezzature militari (GU L 335 del 13.12.2008, pag. 99).
(6 bis) Le misure di controllo delle esportazioni di tecnologia di sorveglianza informatica non dovrebbero andare al di là di quanto è necessario e proporzionato. In particolare, non dovrebbero impedire le esportazioni di tecnologia dell'informazione e della comunicazione impiegata per fini legittimi, compresa l'applicazione della legge e la ricerca sulla sicurezza di Internet. La Commissione, in stretta consultazione con gli Stati membri e i portatori di interessi, dovrebbe sviluppare orientamenti a sostegno dell'applicazione pratica di tali misure.
Questo emendamento è necessario per motivi di logica interna del testo in quanto si basa sulle modifiche apportate ai considerando 5 e 6.
(15) Dovrebbero essere introdotte autorizzazioni generali di esportazione dell'Unione supplementari al fine di ridurre gli oneri amministrativi a carico di imprese, soprattutto PMI, e autorità assicurando al contempo un livello adeguato di controllo dei pertinenti prodotti verso le pertinenti destinazioni. È altresì opportuno introdurre un'autorizzazione globale per grandi progetti al fine di adattare le condizioni per il rilascio delle licenze alle particolari esigenze del settore.
(17) Le decisioni relative all'aggiornamento dell'elenco comune di prodotti a duplice uso soggetti ai controlli sulle esportazioni di cui alla sezione A dell'allegato I dovrebbero essere conformi agli obblighi e agli impegni che gli Stati membri e l'Unione hanno assunto in quanto membri dei pertinenti regimi internazionali di non proliferazione e degli accordi in materia di controllo delle esportazioni, oppure a seguito della ratifica di pertinenti trattati internazionali. Le decisioni relative all'aggiornamento dell'elenco comune di prodotti a duplice uso soggetti ai controlli sulle esportazioni di cui alla sezione B dell'allegato I, come la tecnologia di sorveglianza informatica, dovrebbero essere adottate in considerazione del loro utilizzo per violazioni delle norme internazionali in materia di diritti umani o del diritto umanitario internazionale in paesi in cui siano state constatate gravi violazioni dei diritti umani, o degli interessi essenziali in materia di sicurezza dell'Unione e dei suoi Stati membri. Le decisioni relative all'aggiornamento dell'elenco comune di prodotti a duplice uso soggetti ai controlli sulle esportazioni di cui alla sezione B dell'allegato IV dovrebbero essere adottate in considerazione degli interessi in materia di ordine pubblico e pubblica sicurezza degli Stati membri a norma dell'articolo 36 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Le decisioni relative all'aggiornamento degli elenchi comuni di prodotti e destinazioni di cui alle sezioni da A a J dell'allegato II dovrebbero essere adottate in considerazione dei criteri di valutazione di cui al presente regolamento.
(19 bis) Il rischio di furto informatico e di riesportazione verso paesi terzi, di cui alla posizione comune 2008/944/PESC, impone la necessità di rafforzare le disposizioni in materia di prodotti a duplice uso.
Necessario per motivi di logica interna del testo, in quanto questo considerando giustifica l’aggiunta dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera f) bis.
(21) A norma ed entro i limiti dell'articolo 36 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e in attesa di un maggiore grado di armonizzazione, gli Stati membri mantengono il diritto di effettuare controlli sui trasferimenti di determinati prodotti a duplice uso all'interno dell'Unione al fine di salvaguardare l'ordine pubblico o la pubblica sicurezza. Per motivi di proporzionalità, i controlli sul trasferimento di prodotti a duplice uso all'interno dell'Unione dovrebbero essere rivisti al fine di ridurre al minimo gli oneri a carico di imprese e autorità. L'elenco dei prodotti soggetti a controlli sui trasferimenti all'interno dell'Unione di cui alla sezione B dell'allegato IV dovrebbe essere periodicamente riesaminato alla luce degli sviluppi tecnologici e commerciali e per quanto riguarda la valutazione della sensibilità dei trasferimenti .
(21) A norma ed entro i limiti dell'articolo 36 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e in attesa di un maggiore grado di armonizzazione, gli Stati membri mantengono il diritto di effettuare controlli sui trasferimenti di determinati prodotti a duplice uso all'interno dell'Unione al fine di salvaguardare l'ordine pubblico o la pubblica sicurezza. Per motivi di proporzionalità, i controlli sul trasferimento di prodotti a duplice uso all'interno dell'Unione dovrebbero essere rivisti al fine di ridurre al minimo gli oneri a carico di imprese, soprattutto PMI, e autorità. L'elenco dei prodotti soggetti a controlli sui trasferimenti all'interno dell'Unione di cui alla sezione B dell'allegato IV dovrebbe essere periodicamente riesaminato alla luce degli sviluppi tecnologici e commerciali e per quanto riguarda la valutazione della sensibilità dei trasferimenti.
(22 bis) Data l'importanza dell'assunzione di responsabilità e della vigilanza pubblica sulle attività di controllo delle esportazioni, è opportuno che gli Stati membri rendano pubblici tutti i pertinenti dati relativi alle licenze.
Necessario per motivi di logica interna del testo, in quanto questo nuovo considerando giustifica le modifiche apportate all'articolo 20, paragrafo 2, lettera a).
(25) Le attività di comunicazione (outreach) rivolte al settore privato e la trasparenza sono elementi essenziali per un efficace regime di controllo delle esportazioni. È pertanto opportuno prevedere lo sviluppo continuo di orientamenti a sostegno dell'applicazione del presente regolamento, come pure la pubblicazione di una relazione annuale sull'attuazione dei controlli, in linea con la prassi attuale. Data l'importanza di fornire orientamenti per l'interpretazione di alcuni elementi del presente regolamento, è opportuno che detti orientamenti siano disponibili al pubblico al momento dell'entrata in vigore del presente regolamento.
(29) I controlli sulle esportazioni hanno un impatto sulla sicurezza internazionale e sul commercio con i paesi terzi ed è pertanto opportuno sviluppare un dialogo e una cooperazione con i paesi terzi al fine di favorire condizioni di parità a livello globale e rafforzare la sicurezza internazionale. Poiché gli Stati membri costituiscono la maggioranza dei firmatari dell'accordo di di Wassenaar per il controllo sulle esportazioni di armi convenzionali e di beni e tecnologie a duplice uso, stabilire norme rigorose a livello di Unione può avere delle ripercussioni positive anche sulle norme globali.
Articolo 2 – punto 1 – parte introduttiva
1. "prodotti a duplice uso" sono i prodotti, inclusi il software e le tecnologie, che possono avere un utilizzo sia civile sia militare; essi comprendono:
1. "prodotti a duplice uso" sono i prodotti, inclusi il software e le tecnologie, che possono avere un utilizzo sia civile sia militare; essi comprendono prodotti che possono essere impiegati per la progettazione, lo sviluppo, la produzione o l'uso di armi nucleari, chimiche e biologiche e dei loro vettori, compresi tutti i prodotti che possono avere sia un utilizzo non esplosivo sia un qualsiasi impiego nella fabbricazione di armi nucleari o di altri ordigni esplosivi nucleari.
Necessario in quanto l'emendamento è inestricabilmente collegato all'emendamento che sopprime l'articolo 2, paragrafo 1, lettera a).
a) prodotti che possono essere impiegati per la progettazione, lo sviluppo, la produzione o l'uso di armi nucleari, chimiche e biologiche e dei loro vettori, compresi tutti i prodotti che possono avere sia un utilizzo non esplosivo sia un qualche impiego nella fabbricazione di armi nucleari o di altri congegni esplosivi nucleari;
1 bis. "tecnologia di sorveglianza informatica" sono i prodotti (hardware, software, tecnologie diversi dai prodotti a duplice uso) che possono essere impiegati per commettere gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale, in particolare il diritto alla vita privata, la libertà di espressione e la libertà di associazione, o che possono rappresentare una minaccia per la sicurezza internazionale o per gli interessi essenziali di sicurezza dell’Unione e dei suoi Stati membri, e che sono appositamente progettati per consentire l'intrusione dissimulata in sistemi di informazione e telecomunicazione al fine di monitorare, estrarre, raccogliere e analizzare dati e/o neutralizzare o danneggiare i sistemi in questione senza l'autorizzazione specifica, informata e inequivocabile da parte del proprietario o dell'amministratore del sistema. Sono compresi i prodotti correlati alle seguenti tecnologie e apparecchiature:
a) apparecchiature di intercettazione delle telecomunicazioni mobili;
b) software di intrusione;
c) centri di controllo;
d) sistemi di intercettazione legale e sistemi di conservazione dei dati;
La tecnologia di sorveglianza informatica non comprende i prodotti appositamente progettati per una delle finalità seguenti:
a) fatturazione;
b) funzioni di raccolta di dati nell'ambito di elementi di rete (ad esempio Exchange o HLR);
c) qualità del servizio della rete;
d) soddisfazione dell'utente (qualità dell'esperienza);
e) firewall per la protezione della rete;
f) costruzione, funzionamento, manutenzione o protezione di:
– infrastrutture pubbliche per l'energia, il gas o l'acqua;
– gestione del trasporto intelligente (trasporto civile ferroviario, su strada, aereo e per via d'acqua);
– impiantistica e sanità elettronica;
– produzione industriale;
5 bis) "utilizzatore finale": qualsiasi persona fisica o giuridica o entità che sia il destinatario e l'utilizzatore finale dei prodotti a duplice uso esportati;
L’emendamento è giustificato dalla logica interna del testo in quanto definendo l'utilizzatore finale come il destinatario e l'utente finale effettivo del prodotto, è necessario garantire che le informazioni che gli esportatori trasmettono sugli utilizzatori finali siano specifiche e granulari e consentano alle autorità di valutare adeguatamente la possibilità o meno di rilasciare una licenza di esportazione.
23 bis. "dovere di diligenza" è il processo attraverso il quale le imprese possono individuare, prevenire e mitigare le conseguenze negative reali e potenziali sui diritti umani, comunicando le modalità con cui le affrontano, nel quadro dei loro sistemi decisionali e di gestione dei rischi, secondo quanto previsto dai principi guida delle Nazioni Unite sulle imprese e sui diritti umani.
Necessario per la logica interna del testo, in quanto l'emendamento definisce chiaramente un termine introdotto nella proposta della Commissione all’articolo 4, paragrafo 2.
1 bis. L'esportazione della tecnologia di sorveglianza informatica di cui agli elenchi della sezione B dell'allegato I è subordinata ad autorizzazione.
Necessario in quanto l'emendamento è inestricabilmente collegato all'emendamento all'articolo 2, paragrafo 1, che crea una categoria separata di "tecnologia di sorveglianza informatica".
d) all'uso da parte di persone che, in qualità di complici o responsabili, hanno ordinato o perpetrato gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale in situazioni di conflitto armato o repressione interna nel paese di destinazione finale, quali riconosciute dalle istituzioni pubbliche internazionali competenti o dalle autorità europee o nazionali competenti, e nel caso in cui sia stato accertato che l'utilizzatore finale proposto ha utilizzato detto prodotto o prodotti analoghi per ordinare o perpetrare gravi violazioni;
d) all'uso da parte di persone che, in qualità di complici o responsabili, hanno ordinato o perpetrato gravi violazioni delle norme internazionali in materia di diritti umani o del diritto umanitario internazionale in paesi in cui gli organi competenti delle Nazioni Unite, il Consiglio d'Europa, l'Unione o le autorità nazionali competenti abbiano constatato gravi violazioni dei diritti umani, e nel caso in cui sia stato accertato che l'utilizzatore finale proposto ha utilizzato detto prodotto o prodotti analoghi per ordinare o perpetrare gravi violazioni;
Emendamento necessario dal momento che le violazioni dei diritti umani perpetrate mediante i prodotti a duplice uso spesso non vengono qualificate come gravi violazioni dei diritti umani. Le violazioni dei diritti umani che utilizzano gli strumenti di sorveglianza informatica (violazione del diritto alla vita privata, libertà di espressione, ecc.) sono spesso commesse in concomitanza con altre violazioni che possono essere classificate come gravi, come la tortura, le sparizioni forzate, ecc. L'emendamento è altresì inteso a chiarire quali siano gli organismi internazionali incaricati delle valutazioni, ai fini di una maggiore certezza del diritto.
e) all'uso collegato ad atti di terrorismo.
e) all'uso da parte di persone, gruppi ed entità coinvolti in atti terroristici e soggetti a misure restrittive di cui alla posizione comune 2001/931/PESC.
Emendamento necessario ai fini di una maggiore certezza e chiarezza del diritto.
2. Un esportatore, in quanto parte diligente, se ha conoscenza che i prodotti a duplice uso che intende esportare e che non sono compresi negli elenchi di cui all'allegato I sono destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui al paragrafo 1, deve informarne l'autorità competente , che deciderà in merito all'opportunità di sottoporre la suddetta esportazione ad autorizzazione.
2. Un esportatore, in quanto parte diligente, se ha conoscenza che i prodotti a duplice uso che intende esportare e che non sono compresi negli elenchi di cui all'allegato I possono essere destinati, in tutto o in parte, ad uno degli usi di cui al paragrafo 1, deve informarne l'autorità competente , che deciderà in merito all'opportunità di sottoporre la suddetta esportazione ad autorizzazione.
Necessario per la logica interna del testo, in quanto l'emendamento è collegato agli emendamenti all'articolo 4, paragrafo 1.
Se non pervengono obiezioni, si considera che gli Stati membri consultati non abbiano obiezioni ed essi impongono obblighi di autorizzazione per tutte le "operazioni sostanzialmente analoghe". Essi notificano alla loro amministrazione doganale e alle altre autorità nazionali competenti gli obblighi di autorizzazione .
Se non pervengono obiezioni, si considera che gli Stati membri consultati non abbiano obiezioni ed essi impongono obblighi di autorizzazione per tutte le "operazioni sostanzialmente analoghe". Essi notificano alla loro amministrazione doganale e alle altre autorità nazionali competenti gli obblighi di autorizzazione . Inoltre, se non pervengono obiezioni, la Commissione valuta la necessità di adottare atti delegati per modificare gli elenchi dei prodotti a duplice uso di cui all'allegato I e alla sezione B dell'allegato IV aggiungendovi i prodotti di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 in conformità delle procedure di cui all'articolo 16.
Se tutti gli Stati membri concordano sul fatto che per un determinato prodotto è necessaria una licenza, è logico che sia considerata l'opportunità di aggiungerlo all'elenco di controllo ai fini di un controllo permanente.
3. Le autorizzazioni di esportazione specifiche e le autorizzazioni globali di esportazione sono valide per due anni e possono essere rinnovate dall'autorità competente. Le autorizzazioni globali di esportazione per grandi progetti sono valide per la durata stabilita dall'autorità competente.
Gli esportatori mettono a disposizione dell'autorità competente tutte le informazioni pertinenti necessarie ai fini della loro richiesta di autorizzazione di esportazione specifica o globale , in modo da fornire informazioni complete in particolare per quanto riguarda l'utilizzatore finale, il paese di destinazione e l'uso finale del prodotto esportato. Qualora gli utenti finali siano enti governativi, le informazioni fornite devono indicare specificamente quale sotto-entità, servizio, agenzia o unità sarà l'utilizzatore finale del prodotto esportato.
Emendamento necessario al fine di garantire che sia chiarito nel massimo dettaglio chi o quale entità rappresenti l'utilizzatore finale di un prodotto.
b) il rispetto dei diritti umani nel paese di destinazione finale e il rispetto del diritto umanitario internazionale da parte di detto paese;
b) il rispetto del diritto in materia di diritti umani nel paese di destinazione finale e il rispetto del diritto umanitario internazionale da parte di detto paese;
Articolo 14 – paragrafo 1 – lettera f bis (nuova)
f bis) potenziamento dei controlli, conformemente ai criteri stabiliti dalla posizione comune 2008/944/PESC, per quanto concerne le esportazioni verso società, persone o paesi che non dispongono dei necessari elementi di sicurezza per evitare o prevenire la pirateria e/o il furto informatici e verso paesi che potrebbero potenzialmente fungere da intermediari per i paesi che sono stati inclusi in un elenco di embargo o di divieto di esportazione o che possono rappresentare una minaccia per i diritti umani;
Necessario poiché questo emendamento è un'espansione logica dell'elenco di cui all'articolo 14, paragrafo 1, già modificato in maniera sostanziale nella proposta della Commissione.
Articolo 14 – paragrafo 1 – lettera f ter (nuova)
f ter) comportamento del paese acquirente nei confronti della comunità internazionale, segnatamente per quanto riguarda la sua posizione in materia di terrorismo, la natura delle sue alleanze e il rispetto del diritto internazionale;
Articolo 14 – paragrafo 1 – lettera f quater (nuova)
f quater) compatibilità delle esportazioni di prodotti o di attrezzature a duplice uso con la capacità tecnica ed economica del paese destinatario, tenendo conto che gli Stati sono in grado di soddisfare le loro legittime esigenze in materia di sicurezza e difesa con una diversione minima di risorse umane ed economiche per gli armamenti;
1 bis. Gli Stati membri non concedono né revocano un'autorizzazione di esportazione specifica o globale o un'autorizzazione per servizi di intermediazione o assistenza tecnica ai sensi del presente regolamento se:
a) vi è un grave rischio che i prodotti possano essere impiegati per commettere violazioni dei diritti umani;
b) il quadro giuridico o le disposizioni tecniche nel paese destinatario non forniscono adeguate tutele contro le gravi violazioni dei diritti umani.
In caso di gravi violazioni documentate del diritto in materia di diritti umani o del diritto umanitario internazionale, la negazione o la revoca di un'autorizzazione all'esportazione deve essere obbligatoria. L'Unione europea non deve in nessun caso rendere possibili le violazioni dei diritti umani. È legittimo introdurre la stessa logica di un obbligo di diniego come già avviene nel contesto dei controlli delle esportazioni di armi convenzionali, dove gli Stati membri negano le autorizzazioni all'esportazione in caso di incoerenza con i criteri uno, due o tre della posizione comune 2008/944/PESC.
2. La Commissione e il Consiglio mettono a disposizione orientamenti e/o raccomandazioni per assicurare valutazioni comuni dei rischi da parte delle autorità competenti degli Stati membri per l'attuazione di detti criteri al momento dell'entrata in vigore del presente regolamento.
Gli orientamenti sono strumenti interpretativi di importanza cruciale per le parti interessate.
b) l'elenco di prodotti a duplice uso di cui alla sezione B dell'allegato I può essere modificato se ciò si rende necessario a causa dei rischi che le esportazioni di detti prodotti possono porre per quanto riguarda la perpetrazione di gravi violazioni dei diritti umani o del diritto umanitario internazionale o gli interessi essenziali in materia di sicurezza dell'Unione e dei suoi Stati membri; Qualora motivi imperativi di urgenza richiedano la soppressione o l'aggiunta di determinati prodotti nella Sezione B dell'allegato I, la procedura di cui all'articolo 17 si applica agli atti delegati adottati ai sensi del presente paragrafo.
Emendamento necessario, tenuto conto della rapida evoluzione della tecnologia e della possibilità che emergano nuove tecnologie pericolose che devono essere aggiunte senza indugio all'elenco di controllo.
b bis) la Commissione può decidere di eliminare dei prodotti dall'elenco soprattutto se nel frattempo, per effetto della rapida evoluzione tecnologica, i prodotti hanno subito un abbassamento di livello o una massificazione, e sono divenuti facilmente disponibili o modificabili sotto il profilo tecnico.
Necessario poiché l'emendamento è indissolubilmente legato all'articolo 16, paragrafo 2, lettera b).
a) tutte le informazioni riguardanti l'applicazione dei controlli, compresi i dati relativi alle licenze (numero, valore e tipi di licenze e relative destinazioni, numero di utilizzatori delle autorizzazioni generali e globali, numero di operatori con programmi interni di conformità, tempi di trattamento, volume e valore degli scambi oggetto di trasferimenti all'interno dell'Unione ecc.) e, ove disponibili, i dati sulle esportazioni di prodotti a duplice uso effettuate in altri Stati membri;
b) informazioni riguardanti l'applicazione dei controlli, compresi dati particolareggiati relativi agli esportatori che sono stati privati del diritto di usare autorizzazioni generali di esportazione nazionali o 1 dell'Unione e segnalazioni di violazioni, sequestri e applicazione di altre sanzioni ;
c) tutti i dati relativi a utilizzatori finali sensibili, soggetti coinvolti in attività di approvvigionamento sospette e, se disponibili, gli itinerari seguiti.
Questo emendamento è necessario per motivi di logica interna del testo. Questo emendamento corrisponde agli emendamenti all’articolo 20, paragrafo 2, lettere a) e b).
1. La Commissione ed il Consiglio, ove opportuno, mettono a disposizione dei soggetti di cui al presente regolamento orientamenti e/o raccomandazioni in materia di migliori pratiche per assicurare l'efficienza del regime di controllo delle esportazioni dell'Unione e la coerenza della sua attuazione . Le autorità competenti degli Stati membri, ove opportuno, forniscono inoltre orientamenti complementari per gli esportatori, gli intermediari e gli operatori di transito residenti o stabiliti nel rispettivo Stato membro.
1. La Commissione ed il Consiglio , ove opportuno, mettono a disposizione dei soggetti di cui al presente regolamento orientamenti e/o raccomandazioni in materia di migliori pratiche per assicurare l'efficienza del regime di controllo delle esportazioni dell'Unione e la coerenza della sua attuazione. Le autorità competenti degli Stati membri, ove opportuno, forniscono inoltre orientamenti complementari per gli esportatori, soprattutto le PMI, gli intermediari e gli operatori di transito residenti o stabiliti nel rispettivo Stato membro.
1. La Commissione e le autorità competenti degli Stati membri, ove opportuno, mantengono regolari e reciproci scambi di informazioni con i paesi terzi, anche nel quadro del dialogo sui prodotti a duplice uso previsto dagli accordi di partenariato e collaborazione, nonché dagli accordi di partenariato strategici dell'Unione.
Istituzione di un regime dell’Unione di controllo delle esportazioni, del trasferimento, dell’intermediazione, dell’assistenza tecnica e del transito di prodotti a duplice uso (rifusione)

References: sentenza 

Articolo 2

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Articolo 4

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Articolo 10

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Articolo 14

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Articolo 16

Articolo 24

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Articolo 25
 articolo 1

Articolo 2

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