Source: http://www.old.consiglio.basilicata.it/Lavori/leggi_promulgate/leggi1980/L1980-040.asp
Timestamp: 2018-12-13 00:22:22+00:00

Document:
Norme su iniziativa popolare delle leggi regionali e del referendum abrogativo
Norme sull'iniziativa popolare delle leggi regionali e del referendum abrogativo.
(B.U. 26 maggio 1980, n. 17)
con la legge regionale 6 marzo 2001, n. 12
(B.U. 10 marzo 2001, n. 17)
Ogni cittadino iscritto nelle liste elettorali per le elezioni del Consiglio regionale di Basilicata può farsi promotore di progetti di legge nelle materie e nei limiti entro cui la Regione ha potestà di emanare norme legislative.
L'iniziativa delle leggi regionali spetta altresì ai Consigli provinciali e comunali ed alle Organizzazioni regionali dei Sindacati, secondo il disposto dell'art. 40 dello Statuto.
La proposta deve contenere il testo del progetto di legge, redatto in articoli, e deve essere accompagnata da una relazione che ne illustri il contenuto e le finalità.
L'iniziativa popolare non è ammessa per le leggi regionali in materia tributaria e di bilancio.
La Presidenza del Consiglio regionale assegna alla competente Commissione consiliare i progetti di legge pervenuti ai sensi dell'articolo 1, quando la relativa proposta sia sottoscritta da almeno 2.000 elettori o sia stata deliberata da un Consiglio provinciale o da cinque Consigli comunali.
Di ciascuna iniziativa è dato immediato annuncio nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Per l'ulteriore procedimento si applicano le norme del regolamento interno del Consiglio regionale, salvo quanto disposto dalla presente legge.
Qualora l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale su relazione della competente Commissione consiliare, ritenga il progetto di legge improponibile, perché in contrasto con la Costituzione, o con lo Statuto regionale, o per inosservanza dei requisiti prescritti dalla presente legge, entro 15 g. dalla data di ricezione della relazione suddetta, provvederà a respingerlo con provvedimento motivato, a termini e con le modalità di cui all'art. 63 dello Statuto.
Tale provvedimento viene inviato al primo proponente ed ai 9 presentatori di cui al successivo art. 6 o ai Consigli provinciali e comunali promotori di progetti di legge. Di esso viene data notizia sul Bollettino Ufficiale della Regione.
Un progetto di legge dichiarato improponibile in base al 1° comma del presente articolo, può essere ripresentato, decorsi almeno tre mesi, in un testo modificato che tenga conto delle osservazioni mosse dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.
La Commissione consiliare competente può ammettere alla discussione del progetto di legge una delegazione formata da non più di 10 componenti.
Questi possono farsi assistere da uno o più esperti, fino ad un massimo di tre.
In caso di rinvio da parte del Governo del progetto di legge, la Presidenza del Consiglio regionale provvede, entro 45 giorni, a sottoporre all'esame dell'assemblea, le osservazioni del Governo unitamente con il parere della competente Commissione consiliare.
Al fine di raccogliere le firme necessarie a promuovere l'iniziativa prevista dall'art. 1, i promotori della raccolta, in numero non inferiore a tre, devono presentarsi, muniti di certificati comprovanti la loro iscrizione nelle liste elettorali in un Comune della Regione Basilicata, alla segreteria dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, che ne dà atto con verbale, copia del quale viene rilasciata ai promotori. Per la raccolta delle firme, di cui all'art. 2, devono essere usati moduli forniti e vidimati dalla Regione.
Su tali moduli deve essere riportato, a cura dei promotori, il testo del progetto; le firme saranno apposte in calce.
Sul modulo in calce al testo del progetto sono indicati nell'ordine, sempre a cura dei promotori, il primo proponente e almeno altri 9 presentatori della proposta legittimati ad esercitare rispettivamente le funzioni di cui agli artt. 3 e 4.
La proposta non può essere presentata su fogli vidimati da oltre 6 mesi.
L'iniziativa della proposta di legge viene esercitata dall'elettore proponente mediante apposizione della propria firma sui moduli di cui all'articolo precedente; accanto alla firma devono essere indicati per esteso il suo nome e cognome, luogo e data di nascita, il Comune nelle cui liste elettorali è iscritto.
La firma deve essere autenticata da un notaio o da un cancelliere di qualunque ufficio giudiziario nella cui circoscrizione è compreso il Comune dove è iscritto l'elettore, ovvero dal Giudice Conciliatore, dal segretario di detto Comune o da un funzionario incaricato dal Sindaco.
L'autenticazione delle firme deve indicare la data in cui essa avviene; può essere unica per tutte le firme contenute in ciascun modulo, ma in questo caso deve indicare il numero di firme contenute nel modulo.
Alla proposta devono essere allegati i certificati anche collettivi, da rilasciarsi dai Sindaci dei Comuni ai quali appartengono i sottoscrittori, attestanti l'iscrizione dei medesimi nelle relative liste elettorali.
I Sindaci devono rilasciare tali certificati entro 5 giorni dalla relativa richiesta.
I certificati collettivi possono essere sostituiti da dichiarazione apposta in calce ai singoli fogli contenenti le firme dei sottoscrittori quando i firmatari di un foglio risultino tutti iscritti nelle liste elettorali di un medesimo Comune.
La proposta e la relazione di cui all'art. 1 vanno presentate all'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, corredate dalla prescritta documentazione, da parte di almeno 10 presentatori designati ai sensi del precedente art. 6.
Un funzionario di detto Ufficio, mediante processo verbale dà atto della presentazione della proposta, della sua data e del deposito dei documenti.
Nel verbale indica, inoltre, il numero delle firme raccolte, il nome ed il domicilio del primo proponente e di altri 9 presentatori, delegati a partecipare ai lavori della Commissione consiliare competente per materia ai sensi dell'art. 4.
Le spese per l'autenticazione del minimo delle firme sono a carico della Regione nella misura stabilita per i diritti dovuti per l'autentica ai segretari comunali.
Per ottenere il rimborso di tali spese, i presentatori della proposta devono farne domanda scritta da depositarsi insieme con la proposta indicando il nominativo del delegato a riscuotere la somma complessiva, con effetto liberatorio.
Se la proposta viene dichiarata improponibile, ai sensi dell'art. 3, non è dovuto il rimborso di cui al precedente comma.
L'iniziativa dei Consigli provinciali e comunali si esercita mediante la presentazione di una proposta nella forma indicata dall'art. 1 della presente legge.
La proposta, accompagnata dalla deliberazione d'approvazione, deve essere inoltrata con plico postale con avviso di ricevimento o depositata presso l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale il quale ne dà ricevuta.
L'iniziativa popolare dei regolamenti regionali e dei provvedimenti amministrativi, ai sensi dell'art. 46 dello Statuto, compete ai soggetti di cui al precedente art. 1 e si esercita con la procedura prevista dagli artt. 6, 7, 8 e 10 della presente legge.
L'iniziativa per il referendum ai fini dell'abrogazione, totale e parziale, delle leggi regionali viene esercitata dai soggetti indicati nell'art. 68 dello Statuto, mediante la presentazione di una proposta che indichi la data, il numero ed il contenuto della legge che si vuole sottoporre al referendum, osservando le disposizioni di cui al successivo art. 19.
La proposta deve essere accompagnata da una relazione che ne illustri i motivi.
Non possono essere abrogati mediante referendum:
a) lo Statuto regionale;
b) le leggi riguardanti il bilancio e i tributi;
c) le leggi che dettano norme di attuazione di leggi della Repubblica, a seguito di specifica delega in queste contenute.
Il referendum non può essere proposto nei sei mesi precedenti la scadenza della legislatura regionale e nei sei mesi successivi alla elezione del Consiglio regionale.
L'iniziativa di referendum da parte degli elettori o dei Sindacati si esercita mediante la presentazione di una proposta, sottoscritta da almeno 8.000 cittadini, iscritti nelle liste elettorali dei Comuni della Regione, nella forma indicata dagli artt. 12 e 19 della presente legge.
La proposta deve essere presentata secondo la procedura prevista nei precedenti artt. 6, 7 e 8.
L'iniziativa dei Consigli provinciali e comunali si esercita mediante la presentazione di una proposta, approvata con deliberazione da due Consigli provinciali o da 10 Consigli di Comuni, che abbiano iscritti nel loro complesso nelle liste elettorali non meno di 8.000 elettori, nella forma indicata negli artt. 12 e 19 della presente legge.
La proposta deve essere presentata secondo la procedura prevista nel secondo comma del precedente art. 10.
La data di presentazione, ai fini dell'ulteriore corso dell'iter per l'indizione del referendum, è quella in cui perviene la proposta dell'ultimo dei Consigli provinciali o comunali necessari per la validità dell'iniziativa.
Nei fogli vidimati dall'ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, ai sensi dell'art. 6 della presente legge, o nella deliberazione del Consiglio provinciale o comunale, devono essere indicati i termini del quesito che si intende sottoporre alla votazione popolare, e la legge della quale si propone l'abrogazione, completando la formula «volete che sia abrogata...» con la data, il numero ed il titolo della legge sulla quale il referendum sia richiesto.
Qualora si richieda il referendum per abrogazione parziale, nella formula indicata al precedente comma, deve essere inserita anche l'indicazione del numero dell'articolo o degli articoli sui quali il referendum sia richiesto.
Qualora si richieda il referendum per l'abrogazione di parte di uno o più articoli di legge, oltre all'indicazione della legge o dell'articolo di cui ai precedenti commi 1° e 2°, deve essere inserita l'indicazione del comma e dovrà essere altresì integralmente trascritto il testo letterale delle disposizioni di legge, delle quali sia proposta l'abrogazione.
Le richieste di referendum devono essere presentate, in ciascun anno, dal 1° giugno al 30 settembre, salvo il disposto dell'art. 14.
Alla scadenza del 30 settembre l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale esamina le richieste depositate, al fine di accertarne la legittimità formale.
Entro il 31 ottobre l'Ufficio di Presidenza rileva le eventuali irregolarità delle singole richieste, assegnando ai presentatori, ai Sindaci o ai Presidenti delle amministrazioni provinciali, un termine che non può superare il 30 novembre per la sanatoria, se consentita, delle irregolarità predette e per la presentazione di memorie intese a contestarne l'esistenza.
Con la stessa decisione l'Ufficio di Presidenza propone la concentrazione di quelle, tra le richieste depositate, che rivelino uniformità o analogia di materia.
La decisione dell'Ufficio di presidenza deve essere notificata, entro cinque giorni ed a mezzo di ufficiale giudiziario, ai presentatori, o ai Sindaci, o ai Presidenti di amministrazioni provinciali, ai quali possono presentare memorie, anche in ordine alla eventuale proposta di concentrazione, entro e non oltre il 30 novembre.
Nei quindici giorni successivi a tale data il Presidente del Consiglio regionale iscrive le proposte di referendum all'ordine del giorno del Consiglio, al quale comunica anche le eventuali memorie dei proponenti.
Copia dell'ordine del giorno di cui all'articolo precedente è comunicata, entro cinque giorni ed a mezzo di ufficiale giudiziario, ai presentatori, o ai sindaci dei Comuni o ai Presidenti delle amministrazioni provinciali i cui Consigli hanno presentato la proposta di referendum.
Entro trenta giorni dalla prima seduta successiva all'iscrizione all'ordine del giorno il Consiglio regionale decide circa l'ammissibilità e la legittimità del referendum, e circa le eventuali proposte di concentrazione formulate dall'Ufficio di Presidenza.
Il referendum è ammesso se il Consiglio, nel suddetto termine di trenta giorni, non ne dichiari l'inammissibilità mediante mozione motivata approvata a maggioranza dei Consiglieri assegnati alla Regione. Parimenti si intendono approvate le proposte di concentrazione se il Consiglio regionale, entro lo stesso termine, non decida diversamente con mozione motivata.
Nel caso che il referendum sia ammesso, il Consiglio regionale ne delibera la convocazione che dovrà avvenire con decreto del Presidente della Giunta.
Le decisioni del Consiglio vengono comunicate ai soggetti di cui all'art. 21 nei termini e con le modalità nello stesso articolo previste.
La decisione di cui all'articolo precedente, che dichiari l'illegittimità o l'ammissibilità della proposta di referendum e di eventuali concentrazioni, è pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Entro trenta giorni dalla deliberazione del Consiglio regionale prevista nell'art. 22, il Presidente della Giunta indice con decreto il referendum, fissando la data di convocazione degli elettori in una domenica compresa fra il 10 maggio ed il 30 giugno successivi ovvero provvede a norma del successivo art. 24-bis. (1)
Nel caso che siano in corso più richieste di referendum il Presidente della Giunta procede ad un unica convocazione degli elettori per il medesimo giorno.
1. Nel caso in cui, prima dell'effettuazione del referendum, la legge o le singole disposizioni di legge sottoposte alla procedura referendaria vengano abrogate o modificate, il Presidente della Giunta regionale, alla luce dei princìpi ispiratori e delle disposizioni del provvedimento abrogativo, dovrà stabilire, con proprio decreto da pubblicare sul Bollettino Ufficiale, se il quesito referendario debba essere trasposto sul provvedimento abrogativo o modificativo, oppure se, al contrario, le operazioni referendarie non debbano avere più corso. (2)
Il decreto di indizione del referendum deve essere immediatamente comunicato al Commissario del Governo e pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione.
A cura della Giunta dovrà inoltre essere stampato il manifesto, con il decreto di indizione, da recapitare senza ritardo ai Sindaci dei Comuni, perché provvedano a farlo affiggere almeno trenta giorni prima della data stabilita per la votazione.
Nel caso che, dopo la deliberazione di convocazione del referendum di cui all'art. 22, venga anticipatamente sciolto il Consiglio regionale, il referendum resta sospeso dalla data del provvedimento di scioglimento. I termini del procedimento per il referendum riprendono a decorrere a partire dal 180° giorno successivo alla data di elezione del nuovo Consiglio regionale salvo sempre il disposto dell'art. 124 per quanto concerne la data di convocazione degli elettori.
La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli elettori della regione e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
L'esito del referendum è proclamato dal Presidente della Giunta. La proclamazione è immediatamente pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.
In caso di approvazione della proposta di abrogazione, le norme della legge regionale sottoposte a referendum, perdono efficacia a partire dal sessantesimo giorno successivo alla pubblicazione, sul Bollettino Ufficiale della Regione, della proclamazione dell'esito a norma del comma precedente.
La proposta di referendum che non abbia riportato la necessaria maggioranza non può essere ripresentata nel corso della stessa legislatura.
Per quanto concerne la costituzione degli uffici elettorali e dei seggi, le modalità di votazione ed ogni altra regolamentazione del procedimento elettorale per il referendum, verranno seguite, in quanto applicabili, le norme contenute negli artt. 17, 18, 19, 20, 21, 22, 23 della legge 25 maggio 1970, n. 352, sostituendo, all'art. 22 la dizione «Ufficio centrale per il referendum» con quella «Ufficio regionale per il referendum» e la dizione «Corte di cassazione» con quella «Corte d'appello di Potenza».
L'Ufficio regionale per il referendum dà comunicazione del risultato al Presidente della Giunta regionale, il quale provvede alla proclamazione a norma dell'art. 27.
La spesa per l'attuazione dell'iniziativa popolare nella formazione di leggi, regolamenti e provvedimenti amministrativi regionali, nonché per lo svolgimento del referendum, è a carico della Regione.
Le spese relative agli adempimenti di spettanza dei Comuni e quelle per le competenze dovute ai componenti degli uffici elettorali di sezione sono anticipate dai Comuni e rimborsate dalla Regione.
(1) Comma così sostituito dall'art. 1, L.R. 6 marzo 2001, n. 12.
L.R. 6 marzo 2001, n. 12

References: art. 6
 art. 6
 art. 1
 art. 19
 art. 10
 art. 24