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Timestamp: 2020-01-26 04:39:35+00:00

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Assegno divorzile: sopravvenuta convivenza more uxorio cambia le carte - Studio Legale OnlineStudio Legale Online
Assegno divorzile: sopravvenuta convivenza more uxorio cambia le carte
In tema di diritto alla corresponsione dell’assegno divorzile, il parametro della cd. “adeguatezza dei mezzi” rispetto al tenore di vita goduto, da uno dei coniugi, durante il matrimonio viene meno di fronte all’instaurazione, da parte di costui, di una nuova famiglia, ancorché di fatto.
Sentenza 23 settembre – 18 novembre 2013, n. 25845
Il Tribunale di Reggio Calabria, pronunciato con sentenza non definitiva il divorzio tra i coniugi C. S.F. , ricorrente, e G.M.A. , sposatisi il (omissis) , con successiva sentenza definitiva n. 290/07 del 2 marzo 2007 imponeva al primo di contribuire al mantenimento dei due figli minori della coppia, nati l’uno nel … e l’altra nel …, con il pagamento sia dell’importo mensile di complessivi Euro 1.600,00 annualmente rivalutabili, e sia del 50% delle loro spese straordinarie; rigettava invece la domanda della G. di assegno di divorzio; dichiarava inammissibile ogni ulteriore domanda; confermava nel resto le condizioni della separazione personale omologata con decreto del 4.01.2001, compensando interamente le spese processuali. Con sentenza del 29.01-12.02.2009 la Corte di appello di Reggio Calabria, in parziale accoglimento del gravame interposto dalla G. , le attribuiva l’assegno divorzile di Euro 200,00 mensili, annualmente rivalutabili, e poneva a carico del C. i 2/3 delle spese straordinarie inerenti ai figli, confermando nel resto la sentenza appellata e compensando tra le parti le spese del grado.
L’unico motivo del ricorso incidentale della G. , che in via logico-giuridica esige trattazione prioritaria, è inammissibile. La ricorrente propone generici ed apodittici interrogativi, avulsi dalle ragioni poste dai giudici d’appello a sostegno dell’impugnata conclusione, secondo le quali il primo giudice non era incorso nei denunciati vizi di ultra ed extrapetizione in quanto aveva respinto la domanda di assegno divorzile proposta dalla medesima G. e non invece revocato, pur in assenza di domanda della controparte, tale assegno, la cui attribuzione non poteva essere intervenuta in sede separatizia né correlata ai provvedimenti solo temporanei ed urgenti assunti in sede presidenziale ai sensi dell’art. 4 co. 8 legge div., presupponendo essa oltre alla domanda dell’avente diritto, il nuovo status delle parti dipendente dalla pronuncia costitutiva del giudice del divorzio (in tema cfr, tra le altre, cass. n. 7117 del 2006; 24991 del 2010. n. 7620 del 2011).
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