Source: http://www.giuseppescicchitano.it/regolamento_secondo_municipio_-_roma_18.html
Timestamp: 2018-12-11 04:22:37+00:00

Document:
Regolamento Secondo Municipio - Roma
Articolo 01 - Finalità
Articolo 02 - Interpretazione
CAPO II CONSIGLIO E CONSIGLIERI
Articolo 03 - Composizione del Consiglio
Articolo 04 - Sede delle adunanze
Articolo 05 - Entrata in carica e convalida dei Consiglieri
Articolo 06 - Durata in carica dei Consiglieri
Articolo 07 - Decadenza dei Consiglieri
Articolo 08 - Dimissioni dei Consiglieri
Articolo 09 - Surroga, sospensione e supplenza dei Consiglieri
Articolo 10 - Consigliere Anziano
Articolo 11 - Consiglieri Aggiunti
Articolo 12 - Gettone di presenza e indennità di funzione
Articolo 13 - Attestazione dell’attività e dei tempi di espletamento del mandato
Articolo 14 - Situazione patrimoniale, redditi e spese elettorali
Articolo 15 - Accesso agli Atti
CAPO III PRESIDENZA DEL CONSIGLIO
Articolo 16 - Presidente del Consiglio
Articolo 17 - Funzioni del Presidente del Consiglio
Articolo 18 - Vice Presidenti del Consiglio
Articolo 19 - Ufficio di Presidenza
Articolo 20 - Elezione e revoca dei componenti dell‘Ufficio di Presidenza
CAPO IV GRUPPI CONSILIARI
Articolo 21 - Costituzione e composizione dei Gruppi Consiliari
Articolo 22 - Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
CAPO V AUTONOMIA DEL CONSIGLIO
Articolo 23 - Uffici di supporto al Consiglio Municipale
Articolo 24 - Risorse del Consiglio Municipale
CAPO VI DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CONSIGLIO
Articolo 25 - Sedute del Consiglio
Articolo 26 - Programmazione dei lavori
Articolo 27 - Procedura delle convocazioni
Articolo 28 - Pubblicità delle sedute
Articolo 29 - Disciplina dei Consiglieri
Articolo 30 - Disciplina delle sedute
Articolo 31 - Disciplina del pubblico
Articolo 32 - Tumulti nell’aula
CAPO VII VALIDITÀ E SVOLGIMENTO DELLE SEDUTE DEL CONSIGLIO
Articolo 33 - Adempimenti del Consiglio nella prima adunanza
Articolo 34 - Elezione del Presidente e dei Vice Presidenti
Articolo 35 - Presentazione delle linee programmatiche
Articolo 36 - Votazione delle linee programmatiche
Articolo 37 - Partecipazione alle sedute del Vice Presidente del Municipio e degli Assessori
Articolo 38 - Attuazione degli indirizzi del Consiglio
Articolo 39 - Sedute di prima convocazione
Articolo 40 - Computo del numero legale
Articolo 41 – Sedute di seconda convocazione
Articolo 42 – Ordine del giorno
Articolo 43 - Ordine dei lavori
Articolo 44 - Bilancio
Articolo 45 - Assestamento di Bilancio
Articolo 46 – Argomenti non iscritti all’ordine del giorno
Articolo 47 – Ordine degli interventi
Articolo 48 – Durata degli interventi
Articolo 49 – Divieto di discussione e dialoghi tra Consiglieri
Articolo 50 - Divieto di interruzioni e di divagazioni
Articolo 51 - Richiesta della parola per fatto personale
Articolo 52 - Richiami al regolamento
Articolo 53 - Questioni pregiudiziale e sospensiva
Articolo 54 - Questione pregiudiziale di legittimità statutaria
Articolo 55 - Discussione generale delle proposte di deliberazioni
Articolo 56 - Chiusura anticipata della discussione generale
Articolo 57 - Presentazione degli emendamenti e dei sub-emendamenti
Articolo 58 - Esame e votazione degli emendamenti
Articolo 59 - Dichiarazione di voto e votazione finale
Articolo 60 - Divieto di parola durante la votazione
Articolo 61 - Forma delle votazioni
Articolo 62 - Controprova della votazione per alzata di mano
Articolo 63 - Procedura della votazione per appello nominale
Articolo 64 - Procedura della votazione per scrutinio segreto
Articolo 65 - Proclamazione dell’esito delle votazioni
Articolo 66 - Adozione delle deliberazioni
Articolo 67 - Immediata eseguibilità
Articolo 68 - Pubblicazione delle deliberazioni
Articolo 69 – Proposte di iniziativa popolare, di Comitati di Quartiere o delle Consulte
Articolo 70 – Referendum Municipale ed altre forme di consultazione
Articolo 71 – Mozione di sfiducia
Articolo 72 - Impedimento, rimozione, decadenza, sospensione o decesso del Presidente del Municipio
Articolo 73 - Dimissioni del Presidente del Municipio
Articolo 74 - Comunicazione della revoca dei componenti della Giunta
CAPO VIII SEGRETARIO DEL CONSIGLIO E PROCESSI VERBALI
Articolo 75 - Funzioni del Direttore del Municipio
Articolo 76 - Compilazione e contenuto dei processi verbali
Articolo 77 - Approvazione, annotazioni e rettifiche del verbale
Articolo 78 - Atti consiliari
Articolo 79 - Pubblicità atti consiliari
Articolo 80 - Funzioni e costituzione delle Commissioni Consiliari Permanenti
Articolo 81 - Nomina e composizione delle Commissioni Permanenti
Articolo 82 - Partecipazione ai lavori delle Commissioni e accesso alla documentazione
Articolo 83 - Funzionamento delle Commissioni Permanenti
Articolo 84 - Pubblicità delle sedute
Articolo 84 - Esame In sede referente
Articolo 85 – Proposte di deliberazione complesse e/o urgenti
Articolo 86 - Esame in sede istruttoria degli accordi di programma
Articolo 87 - Funzioni ispettive, di controllo e di indirizzo
Articolo 88 - Commissione delle Elette
Articolo 89 - Commissione di Controllo, Garanzia e Trasparenza
Articolo 90 - Commissioni Speciali
Articolo 91 - Disciplina delle sedute delle Commissioni
Articolo 92 – Disciplina dei consiglieri
Articolo 93 – Disciplina delle sedute
Articolo 94 – Disciplina del pubblico
Articolo 95 – Tumulti in aula
CAPO X ATTI DEL CONSIGLIO
Articolo 96 - Scrutatori in Aula Consiliare
Articolo 97 - Gli atti del Consiglio
Articolo 98 - Deliberazioni
Articolo 99 - Risoluzioni
Articolo 100 - Mozioni
Articolo 101 - Ordini del giorno
Articolo 102 - Presentazione e istruttoria delle deliberazioni
Articolo 103 - Proposte di deliberazione comunali di iniziativa del Municipio
Articolo 104 - Proposte del Presidente del Municipio o della Giunta
Articolo 105 - Immediata eseguibilità delle Deliberazioni
Articolo 106 - Presentazione e istruttoria delle Risoluzioni
Articolo 107 - Presentazione e istruttoria delle Mozioni
Articolo 108 - Presentazione e votazione di ordini del giorno
Articolo 109 - Istruttoria dei pareri
Articolo 110 - Nomine e designazioni di spettanza del Consiglio municipale
Articolo 111 - Presentazione di interrogazioni e interpellanze
Articolo 112 - Contenuto delle interrogazioni
Articolo 113 - Svolgimento delle interrogazioni
Articolo 114 - Rinvio di interrogazioni alla seduta successiva
Articolo 115 - Interrogazioni urgenti
Articolo 116 - Interrogazioni a risposta scritta
Articolo 117 - Interrogazioni a risposta immediata
Articolo 118 - Contenuto e svolgimento delle interpellanze
Articolo 119 - Informazione sulla situazione delle interrogazioni e interpellanze
CAPO XI PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI
Articolo 120 - Partecipazione dei cittadini
CAPO XII DIFENSORE CIVICO
Articolo 121 - Difensore Civico
CAPO XIII REVISIONE DEL REGOLAMENTO
Articolo 122 - Revisione del Regolamento del Municipio
CAPO XIV RINVIO
Articolo 123 - Rinvio
Articolo 01 – Finalità
Articolo 02 – Interpretazione
Il presente regolamento disciplina l’organizzazione ed il funzionamento del Consiglio del Municipio Roma II e delle Commissioni, l’esercizio dei diritti e delle prerogative delle Consigliere e dei Consiglieri, nonché la partecipazione ai cittadini, secondo le disposizioni del Testo Unico delle Leggi sull’ordinamento degli Enti Locali e dello Statuto di Roma Capitale.
Articolo 2 – Interpretazione
1. La risoluzione di questioni relative all’applicazione o all’interpretazione del presente regolamento, sollevate al di fuori delle sedute consiliari, è demandata alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari, sentita la Commissione Consiliare Decentramento. Il Presidente del Municipio, ove lo ritenga opportuno, acquisisce il parere del Direttore del Municipio.
2. Su tutte le questioni che dovessero presentarsi nel corso delle sedute consiliari decide il Presidente del Consiglio. Ove ritenuto necessario, il Presidente del Consiglio sospende brevemente la seduta e riunisce l’Ufficio di presidenza ed il direttore per esaminare e decidere in ordine alle eccezioni sollevate.
Articolo 15 – Accesso agli Atti
Articolo 3 - Composizione del Consiglio
1. Il Consiglio Municipale è composto da 25 Consiglieri compreso il Presidente del Municipio.
2. Alle sedute del Consiglio partecipa un Consigliere Aggiunto.
3. I componenti del Consiglio Municipale e il Consigliere Aggiunto esercitano le loro funzioni liberamente e senza vincoli di mandato. Sul consigliere aggiunto si specifica nell’articolo 11.
Articolo 4 - Sede delle adunanze
1. La sede delle adunanze del Consiglio è l’Aula Consiliare del Municipio Roma II di Roma Capitale in Via Dire Daua 11.
2. Su proposta del Presidente del Consiglio, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari può stabilire che, per la trattazione di specifici argomenti o per particolari circostanze, l’adunanza si tenga in luogo diverso dall’Aula Consiliare.
3. Nel giorno dell’adunanza consiliare, all’esterno della sede in cui si svolge la riunione, sono esposte le bandiere della Repubblica, dell’Unione Europea nonché quella di Roma Capitale.
Articolo 5 - Entrata in carica e convalida dei Consiglieri
1. Le Consigliere e i Consiglieri entrano in carica all’atto della proclamazione ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal Consiglio la relativa deliberazione.
2. Nella prima seduta, convocata a seguito della proclamazione degli eletti, il Consiglio Municipale, quale primo adempimento, procede alla convalida dei Consiglieri sotto il profilo della inesistenza delle cause di ineleggibilità.
3. Contestualmente alla convalida, il Consiglio Municipale prende atto dell’insussistenza delle cause di incompatibilità ovvero, nel caso in cui non si rendano necessari ulteriori accertamenti, avvia le procedure di legge.
4. Alle operazioni di convalida e di contestuale presa d’atto di cui ai commi precedenti, si procede altresì — quale primo adempimento — nei confronti dei Consiglieri subentranti. Analogamente si procede nei confronti del Consigliere incaricato delle funzioni di supplenza ai sensi di legge.
5. Ove sopravvenga la decadenza dalla carica dei Consiglieri sospesi e si debba far luogo alla loro surrogazione, non occorre procedere nuovamente alla convalida nei confronti di coloro che siano stati chiamati ad esercitare le funzioni di Consigliere supplente.
Articolo 6 - Durata in carica dei Consiglieri
1. Il Consiglio Municipale dura in carica 5 anni, sino all’elezione del nuovo Consiglio, limitandosi, dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali, ad adottare gli atti urgenti ed improrogabili. Gli atti devono contenere l’indicazione dei motivi che ne hanno resa necessaria l’adozione.
2. In caso di scioglimento del Consiglio per impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Presidente del Municipio, i Consiglieri rimangono in carica sino all’elezione del nuovo Consiglio e del nuovo Presidente del Municipio.
3. Nei casi in cui lo scioglimento sia determinato da altre cause, i Consiglieri cessano dalle funzioni o dalla carica per effetto di sospensione disposta dal Sindaco ovvero quando, a norma di legge, sia nominato un Commissario per la provvisoria gestione o per l’esercizio delle funzioni del Consiglio.
4. I Consiglieri, anche se cessati dalla carica per effetto dello scioglimento del Consiglio, continuano ad esercitare, fino alla nomina dei successori, gli incarichi esterni loro eventualmente attribuiti.
Articolo 7 - Decadenza dei Consiglieri
1. La qualità di Consigliere si perde verificandosi uno degli impedimenti, delle incompatibilità o delle incapacità contemplate dalla legge e dallo Statuto di Roma Capitale, nonché per effetto della mancata partecipazione, non giustificata, a dieci sedute consecutive del Consiglio del Municipio.
2. Sono giustificate e non computabili ai fini della decadenza le assenze determinate da motivi di salute, da impedimenti dovuti al contestuale espletamento delle funzioni di Consigliere in altre sedi e forme istituzionali o da altri impedimenti comunque non imputabili a volontà. L'Ufficio di Presidenza individua, con propria direttiva, i casi di assenza ritenuti giustificabili.
3. Sulla ammissibilità delle ragioni dell'assenza, comunicate prima dell'apertura dei lavori, giudica il Presidente pro tempore, che constata a verbale la giustificazione ovvero i motivi dell'impossibilità di giustificare l'assenza. In caso di comunicazione successiva, giudica l'Ufficio di Presidenza del Consiglio del Municipio, informandone nella prima seduta utile il Consiglio.
4. Salvo i casi di competenza degli organi giurisdizionali, la decadenza - promossa d'ufficio o su istanza di qualsiasi elettore o del Sindaco - è pronunciata dal Consiglio del Municipio con apposita deliberazione a maggioranza assoluta.
5. Prima della adozione del provvedimento di contestazione da parte del Consiglio delle cause che possono comportare la dichiarazione di decadenza, il Presidente del Consiglio investe della questione, con procedura d'urgenza, la Commissione Consiliare Speciale di Controllo e Garanzia, ai fini della valutazione della fondatezza delle cause medesime. La Commissione, previa audizione del Consigliere interessato, si determina in proposito esprimendo motivato parere, non vincolante, che è tempestivamente comunicato al Presidente del Consiglio nonché al Consigliere interessato. Ove non si raggiunga l'unanimità, il parere della Commissione, reso a maggioranza, è accompagnato da una relazione di Opposizione.
6. Nel caso in cui la Commissione ritenga infondata la questione, non si dà luogo a contestazione, salvo che un terzo dei Consiglieri richieda, entro tre giorni dalla comunicazione delle valutazioni della Commissione, di rimettere la questione all'Assemblea.
7. Il Consigliere fatto oggetto di formale contestazione da parte dell'Assemblea ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni e controdeduzioni o, eventualmente, per eliminare le cause che comportano la decadenza dalla carica. Il termine decorre dalla data di inoltro per e-mail all'interessato della deliberazione di contestazione.
8. Entro i dieci giorni successivi, il Consiglio, preso atto delle osservazioni presentate o delle iniziative poste in essere dal Consigliere, delibera definitivamente, invitando il Consigliere medesimo a rimuovere le cause comportanti la decadenza ovvero ad esercitare l'opzione tra cariche considerate incompatibili ovvero decide per l'archiviazione del procedimento nel caso in cui le suddette osservazioni o iniziative siano ritenute valide.
9. Qualora il Consigliere non provveda al suddetto invito entro i successivi dieci giorni, lo stesso è dichiarato decaduto dal Consiglio.
10. La deliberazione di decadenza, depositata il giorno successivo presso l’Ufficio Consiglio e Commissioni è notificata, entro cinque giorni dalla sua adozione, a colui che è stato dichiarato decaduto.
Articolo 8 - Dimissioni dei Consiglieri
1. Oltre al caso di cui al precedente articolo, la qualità di Consigliere si perde per dimissioni, indirizzate in forma scritta al Consiglio e, per esso, al Presidente del Consiglio presentate al protocollo del Municipio presso cui sono immediatamente assunte secondo l’ordine temporale di presentazione e trasmesse al Direttore del Municipio.
2. Le dimissioni, per le quali non è necessaria la presa d’atto da parte del Consiglio, sono irrevocabili ed immediatamente efficaci.
Articolo 9 - Surroga, sospensione e supplenza dei Consiglieri
1. Il seggio che durante il quinquennio rimanga vacante per qualsiasi causa, anche se sopravvenuta, è attribuito al candidato che nella medesima lista segue immediatamente l’ultimo degli eletti.
2. Il Consiglio, con separate deliberazioni e seguendo l’ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo del Municipio, procede, entro e non oltre dieci giorni dalla presentazione delle dimissioni, alla surroga dei Consiglieri dimissionari. Non si fa luogo alla surroga, qualora ricorrano i presupposti per lo scioglimento del Consiglio Municipale e cioè in caso di dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati allo stesso protocollo, della metà più uno dei Consiglieri assegnati non computando a tal fine il Presidente del Municipio.
3. Nel caso di sospensione di un Consigliere, il Consiglio, nella prima adunanza successiva alla notifica del relativo provvedimento, procede alla temporanea sostituzione affidando la supplenza per l’esercizio delle funzioni di Consigliere al candidato della stessa lista che ha riportato, dopo l’ultimo degli eletti, il maggior numero di voti.
4. La supplenza è affidata previa verifica delle condizioni di eleggibilità ed incompatibilità di cui al precedente articolo 5, comma 4, ed ha termine con la cessazione della sospensione. Qualora sopravvenga la decadenza si fa luogo alla surrogazione.
1. È Consigliere Anziano la Consigliera o il Consigliere che ha ottenuto la maggior cifra individuale data dalla somma dei voti validi riportati in tutte le sezioni municipali dalla lista con la quale ha concorso alle elezioni, aumentata dei voti di preferenza, con esclusione del Presidente del Municipio neoeletto e dei candidati alla carica di Presidente del Municipio proclamati consiglieri a norma di legge. A parità di cifra individuale è Consigliere Anziano la Consigliera o il Consigliere più anziano di età.
1. Il Consigliere Aggiunto - eletto in rappresentanza della comunità degli stranieri - partecipa, con diritto di parola sugli argomenti iscritti all’ordine del giorno ma senza diritto di voto, alle sedute e ai lavori del Consiglio Municipale e delle Commissioni Consiliari Permanenti, ivi compresa - ricorrendone i presupposti - quella delle Elette.
2. Il Consigliere Aggiunto non può sottoscrivere la mozione di sfiducia di cui all’articolo 42 e non viene computato ai fini del numero legale né ai fini della determinazione del numero dei presenti agli effetti deliberativi. Non viene inoltre computato ai fini del raggiungimento di maggioranze, soglie o limiti numerici stabiliti dalla legge per lo svolgimento di attività connesse all’esercizio del mandato dei Consiglieri Municipali.
1.La materia è regolata dall’Assemblea Capitolina con propria deliberazione e s.m.i..
1. L’Ufficio Consiglio, Giunta e Commissioni, sulla base degli atti d’ufficio, rilascia, entro il quindicesimo giorno del mese successivo, una attestazione in merito all’attività e ai tempi di espletamento del mandato, ivi comprese le missioni, per i quali gli Amministratori chiedono ed ottengono permessi, retribuiti e non retribuiti, dal datore di lavoro.
1.Gli atti relativi alla situazione patrimoniale, ai redditi ed alle spese elettorali delle Consigliere e dei Consiglieri Municipali, sono annualmente pubblicati sul sito Area trasparenza di Roma Capitale ai sensi del decreto legislativo 33 del 2013.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche nei confronti del Presidente del Municipio e della Giunta.
1.L’accesso agli è consentito a norma di legge ed è disciplinato dagli articoli 20 e 21 del Regolamento per il diritto di accesso deliberato da Roma Capitale.
2.In ogni caso le Consigliere e i Consiglieri Municipali accedono liberamente e gratuitamente, anche attraverso reti locali, Intranet e Internet, a tutte le notizie e le informazioni, utili all’espletamento del proprio mandato, in possesso degli uffici comunali, ivi comprese le determinazioni dirigenziali, nonché degli enti e istituzioni dipendenti dal Comune o di altri gestori di servizi pubblici locali, restando tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge
1. Il Consiglio è presieduto dal Presidente eletto dall’Assemblea nel proprio seno nel corso della prima seduta successiva alle consultazioni elettorali, immediatamente dopo la convalida degli eletti.
2. In caso di assenza o temporaneo impedimento del Presidente, le sue funzioni sono esercitate dal Vice Presidente Vicario ovvero, in caso di assenza o temporaneo impedimento di quest’ultimo, dall’altro Vice Presidente.
3. In caso di dimissioni, decesso, impedimento permanente, decadenza o rimozione ai sensi di legge del Presidente del Consiglio, l’Ufficio di Presidenza decade, salvo che per gli adempimenti necessari ai fini del successivo comma 4 e si procede all’elezione del nuovo Ufficio di Presidenza.
4. Il Vice Presidente Vicario, nei casi previsti dal comma 3, entro e non oltre dieci giorni dal verificarsi dalla cessazione del Presidente, provvede a convocare il Consiglio, che si riunisce entro dieci giorni dalla convocazione, per l’elezione del nuovo Ufficio di Presidenza.
Articolo 17- Funzioni del Presidente del Consiglio
1. Il Presidente rappresenta l’Assemblea, convoca il Consiglio e, anche mediante l’ausilio degli altri componenti dell’Ufficio di Presidenza, esercita, con imparzialità ed equità, poteri di direzione dei lavori nonché di disciplina delle attività del Consiglio e delle Commissioni. Assicura una adeguata e preventiva informazione ai Gruppi Consiliari e singolarmente alle Consigliere e ai Consiglieri sulle questioni sottoposte al Consiglio.
2. Il Presidente del Consiglio cura i rapporti del Consiglio Municipale con il Presidente del Municipio, la Giunta, il Difensore Civico, le Istituzioni, le Aziende e gli altri organismi ai quali il Municipio e Roma Capitale partecipano.
3. Il Presidente del Consiglio promuove gli interventi e le iniziative più idonee per rendere effettivo e costante il rapporto del Consiglio Municipale con la popolazione e gli organismi di partecipazione.
4.lI Presidente del Consiglio esercita le funzioni di rappresentanza del Consiglio Municipale nei rapporti con gli altri organi di Roma Capitale e di altri enti pubblici, quando risulti necessario per adempiere alle competenze attribuite dal Consiglio. Partecipa alle manifestazioni organizzate dal Municipio ed a quelle, organizzate da altri soggetti, alle quali sia invitato in rappresentanza del Municipio.
5. il Presidente del Consiglio convoca e presiede la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari e la Consulta dei Presidenti di Commissione.
1. Il Presidente del Consiglio è coadiuvato da due Vice Presidenti, di cui uno con funzioni vicarie.
2. È Vicario il Vice Presidente risultato eletto a tale carica con il maggior numero di voti e, in caso di parità, il maggiore di età.
3. In caso di dimissioni, decadenza, decesso o revoca del Presidente, i Vice Presidenti rimangono in carica ai soli fini dell’elezione del nuovo Ufficio di Presidenza.
1. Il Presidente e i Vice Presidenti costituiscono l’Ufficio di Presidenza.
2. L’Ufficio di Presidenza applica le deliberazioni di carattere organizzativo, amministrativo e finanziario riguardanti il funzionamento del Consiglio e delle sue articolazioni.
3. Le riunioni dell’Ufficio di Presidenza non sono pubbliche e sono valide con la presenza di almeno due componenti. Le decisioni dell’Ufficio di Presidenza sono adottate a maggioranza; in caso di parità di voti, prevale il voto del Presidente.
4. Le funzioni di segreteria delle riunioni dell’Ufficio di Presidenza sono assicurate dall’Ufficio del Consiglio.
1. L’elezione del Presidente del Consiglio avviene, senza discussione, mediante votazione segreta a mezzo di schede e con voto limitato al nominativo di un solo Consigliere. Risulta eletto il Consigliere o la Consigliera che ottiene la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Consiglio Municipale.
2. Se a seguito della prima votazione non si consegue la maggioranza prescritta per l’elezione del Presidente, la votazione è ripetuta, anche nel corso della stessa seduta, sino alla elezione medesima da effettuarsi, comunque, prima di proseguire nell’ordine dei lavori.
3. Dopo l’elezione del Presidente, la seduta prosegue sotto la presidenza di quest’ultimo per l’elezione dei due Vice Presidenti.
4. Per l’elezione dei due Vice Presidenti, ciascun componente del Consiglio può votare un solo nominativo e risultano eletti i due Consiglieri che riportano il maggior numero di voti. A parità di voti risultano eletti i Consiglieri che abbiano ottenuto nelle ultime elezioni la maggior cifra individuale intesa come per il Consigliere Anziano.
5. La revoca dalla carica di Presidente, Vice Presidente è ammessa nel solo caso di gravi violazioni della legge, dello statuto e del regolamento ed è deliberata dal Consiglio a maggioranza assoluta, sulla base di una richiesta motivata, sottoscritta da almeno la metà dei componenti del Consiglio. La richiesta, presentata al protocollo del Municipio e contestualmente inviata al Direttore del Municipio, è messa in discussione non prima di tre giorni e non oltre quindici giorni dalla sua presentazione.
6. La discussione sulla richiesta di revoca è aperta dal primo firmatario che può illustrarla per non più di dieci minuti. Ha quindi la parola il Consigliere di cui si chiede la revoca per un tempo equivalente.
Nella discussione successiva i Consiglieri possono intervenire per un massimo di dieci minuti ciascuno.
7. Al termine della discussione e delle eventuali dichiarazioni di voto, la richiesta è posta ai voti, a scrutinio segreto.
8. L’approvazione della deliberazione di revoca del Presidente determina il rinnovo dell’intero Ufficio di Presidenza.
1. Ogni Consigliera e Consigliere appartiene ad un Gruppo Consiliare.
2. Entro tre giorni dalla prima seduta del Consiglio Municipale ogni Consigliera e Consigliere indica al Presidente del Consiglio il Gruppo del quale intende far parte.
3. I Consiglieri che entrano successivamente a far parte del Consiglio indicano al Presidente del Consiglio, entro tre giorni dalla convalida, a quale Gruppo intendono aderire.
4. Ciascuna Consigliera ed ogni Consigliere può appartenere ad un solo Gruppo consiliare. La dichiarazione di appartenenza è pubblicata sull’Albo municipale.
5. Le Consigliere e i Consiglieri che non abbiano dichiarato di voler appartenere ad un Gruppo formano il Gruppo misto.
6. I Gruppi Consiliari - ad eccezione di quello misto - sono composti da almeno due Consiglieri.
Gruppi possono essere composti da un numero inferiore di Consiglieri nel caso in cui siano espressione di una lista che abbia partecipato con propri contrassegni alle elezioni per il Consiglio del Municipio.
7. Qualora una Consigliera o un Consigliere decida di revocare l’adesione ad un gruppo consiliare, e non aderisca ad altro gruppo, entra a far parte del Gruppo misto.
8. Ciascun Gruppo procede, entro trenta giorni dalla convalida dei Consiglieri, alla elezione del proprio Presidente. In caso di parità di voti risulta eletto il Consigliere che abbia riportato la maggiore cifra di preferenze individuali nelle ultime elezioni municipali. Dell’avvenuta elezione viene data tempestiva comunicazione al Presidente del Consiglio che ne informa l’Assemblea. In attesa di tale elezione partecipa alla Conferenza dei Presidenti di Gruppo la Consigliera o il Consigliere che ha ottenuto la maggior cifra di preferenze individuali.
9. Nuovi Gruppi possono costituirsi nel corso della consiliatura, con l’adesione di almeno due Consiglieri. Qualora il costituendo Gruppo consiliare sia espressione di un partito politico rappresentato in Parlamento e che abbia preso parte alle ultime elezioni amministrative per il Municipio, è sufficiente una sola Consigliera o un solo Consigliere.
1. I Presidenti dei Gruppi Consiliari costituiscono la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi.
2. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari è convocata e presieduta dal Presidente del Consiglio. Il Presidente del Municipio, o un Assessore da lui delegato, nonché i componenti dell’Ufficio di Presidenza, partecipano ai lavori della Conferenza. Le riunioni della Conferenza non sono pubbliche e le funzioni di segreteria sono assicurate dall’Ufficio Consiglio.
3. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari:
a) esamina le questioni relative all’interpretazione dello Statuto Comunale che siano state proposte al di fuori della seduta del Consiglio, sentiti, ove ritenuto opportuno, la competente Commissione Consiliare Permanente e il Direttore del Municipio;
b) definisce, d’intesa con il Presidente del Consiglio, il calendario e gli orari delle sedute del Consiglio nonché la programmazione ed organizzazione dei lavori del Consiglio medesimo;
c) ripartisce tra i Gruppi Consiliari, tenendo conto della consistenza numerica degli stessi, il tempo complessivamente disponibile per la discussione su questioni generali di indirizzo ovvero su provvedimenti di carattere fondamentale;
d) decide in ordine alla utilizzazione dei locali, e delle attrezzature, comprese quelle informatiche, messe a disposizione dei Gruppi e dei Consiglieri; decide altresì in ordine ai servizi assicurati dal Municipio per l’espletamento delle funzioni dell’Ufficio di Presidenza, delle Commissioni Consiliari e relativamente alle esigenze comuni dei Gruppi Consiliari e alla loro consistenza numerica, assegna uno o più locali, spazi, ambienti, uffici del municipio, idonei per lavorare, riunirsi e ricevere pubblico, in modo che ad essi sia consentito lo svolgimento delle funzioni per l’espletamento del proprio mandato.
e) fissa i periodi di sospensione delle attività del Consiglio e delle Commissioni;
f) decide in merito alla ripartizione dei posti in aula tra i Gruppi Consiliari.
4. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo esprime il proprio parere a maggioranza assoluta dei componenti tenendo conto della consistenza numerica dei Gruppi, pari almeno ai tre quarti dei componenti il Consiglio senza computare a tal fine il Presidente del Municipio. Qualora nella Conferenza non si raggiunga tale maggioranza, il Presidente rimette la propria decisione all’Aula, che si pronuncia dopo l’effettuazione di un intervento, della durata massima di tre minuti, da parte di un Consigliere a favore e di uno contrario alla decisione del Presidente.
5. Su richiesta dei Presidenti di Gruppo, rappresentativi di almeno un quinto dei Consiglieri, il Presidente del Consiglio è tenuto a convocare la Conferenza entro dieci giorni dalla richiesta stessa, iscrivendo all’ordine dei lavori gli argomenti proposti.
6. Per le esigenze connesse al proprio funzionamento, i Gruppi consiliari possono usufruire dei servizi di biblioteca, documentazione, raccolta leggi e decreti, rassegna stampa, servizi stampa, radio e televisione ed accedere alle banche dati ed ai sistemi informativi dell'ente nei limiti previsti dalla legge, qualora disponibili.
1. Il Consiglio Municipale, per l’esercizio delle sue autonome funzioni e per favorire il loro efficace svolgimento sul piano amministrativo, si avvale dell’Ufficio del Consiglio.
2. L’Ufficio del Consiglio Municipale provvede altresì agli adempimenti tecnico-logistici connessi alla funzionalità del Consiglio — in particolare in materia di manutenzione del sistema elettronico del servizio video ed audio dell’Aula — e a quelli di carattere amministrativo connessi allo status e alle prerogative delle Consigliere e dei Consiglieri nonché del Consigliere Aggiunto, ivi comprese, ove previsto o dovuto, le attestazioni relative allo svolgimento del mandato, la corresponsione del gettone di presenza ovvero dell’indennità di funzione, dei rimborsi spese e delle indennità di missione, la tenuta delle dichiarazioni relative alla situazione patrimoniale ed alle spese elettorali sostenute.
3. Ai fini della formazione dell’ordine del giorno, dell’esame e dell’esitazione delle proposte nonché per ogni altro adempimento connesso allo svolgimento dei lavori consiliari o a necessità procedurali e di funzionamento dell’Assemblea non espressamente attribuito alla competenza di altri uffici, il Consiglio Municipale, anche nel corso delle proprie riunioni, si avvale dell’assistenza dell’Ufficio del Consiglio.
1. Per le attività di supporto alle funzioni istituzionali del Consiglio Municipale, dell’Ufficio di Presidenza, della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari, dei Gruppi e delle Commissioni consiliari, è assegnata all’Ufficio del Consiglio idonea dotazione di personale, di risorse economiche, di locali e di beni strumentali, ivi compresi arredi e attrezzature informatiche.
2. Il Presidente del Consiglio dà indicazioni sulla ripartizione dei fondi stanziati, tenuto conto, per quelli destinati ai Gruppi Consiliari, della consistenza dei Gruppi medesimi.
DISCIPLINA DELLE SEDUTE DEL CONSIGLIO
1. Il Consiglio Municipale si riunisce almeno una volta al mese, salvo il periodo feriale fissato dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari.
2. Il Consiglio Municipale si riunisce per determinazione del Presidente del Consiglio, d’intesa con la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari, ovvero quando sia stata presentata richiesta scritta da almeno tre Consiglieri o dal Presidente del Municipio. In tal caso il Presidente del Consiglio, previa determinazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari, iscrive all’ordine dei lavori anche le questioni proposte.
3. Il Presidente del Consiglio procede alle convocazioni, nelle quali sono indicati il giorno e l’ora di apertura delle sedute, l’orario di effettuazione dell’appello, l’ora di chiusura e l’ordine dei lavori.
4. Il Consiglio Municipale su proposta del Presidente o su richiesta di almeno cinque Consiglieri o da un Capogruppo propone in accordo il proseguimento della seduta anche oltre l’orario di chiusura indicato nella convocazione. In assenza di accordo si procede alla formalizzazione scritta della richiesta e successiva votazione. Possono parlare un oratore a favore ed uno contro per non più di tre minuti ciascuno. I firmatari della richiesta saranno computati ai fini del numero legale.
Se tutti i firmatari non sono presenti in aula durante la votazione la richiesta di prolungamento decade.
5. Di norma la durata di una seduta non può eccedere le sette ore. Le eventuali deroghe a tale termine sono possibili soltanto quando si debba discutere su provvedimenti con scadenza di legge ovvero quando il Consiglio Municipale si esprima in tal senso con apposita votazione.
1. Il Consiglio programma i propri lavori al fine di assicurare rapidità e coerenza all’attività deliberativa e di indirizzo nonché tempestività ed efficacia alle funzioni di controllo.
2. Il Consiglio Municipale e le Commissioni Consiliari, compatibilmente con l’urgenza delle materie all’ordine del giorno dei rispettivi lavori, organizzano la propria attività secondo modalità che favoriscano l’equilibrio tra responsabilità familiari, politiche e professionali ed una migliore ripartizione di tali responsabilità tra i due sessi.
3. Il Presidente - sulla base delle decisioni adottate dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi ai sensi dell’articolo 25 - predispone il calendario dei lavori contenente:
b) l’indicazione degli argomenti da trattare;
c) la data ed eventualmente l’ora della votazione finale dei singoli argomenti;
1. La convocazione del Consiglio Municipale - ad eccezione della prima dopo la consultazione elettorale, che è operata dal Presidente del Municipio - è effettuata dal Presidente del Consiglio mediante posta elettronica presso il recapito indicato da ciascun componente del Consiglio e dal Consigliere Aggiunto. Ove ne ricorra la necessità o l’opportunità, la convocazione è effettuata mediante avvisi da consegnarsi al domicilio indicato tramite messi municipali.
2. L’avviso di convocazione, con allegato l’elenco degli oggetti iscritti all’ordine del giorno è trasmesso o - ricorrendone la necessità od opportunità - consegnato almeno due giorni prima di quello stabilito per la adunanza.
3. Nei casi di urgenza, l’avviso, recante i motivi dell’urgenza, è trasmesso o consegnato non meno di 24 ore prima.
4. L’avviso di convocazione e l’ordine dei lavori di ciascuna seduta sono altresì trasmessi dal Presidente del Consiglio al Vice Presidente del Municipio, agli Assessori, ed inviati, a cura del Direttore del Municipio, sul sito del Municipio, affinché siano pubblicati almeno il giorno precedente a quello stabilito per l’adunanza.
5. Il Sindaco, il Vice Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri di Roma Capitale, hanno facoltà di partecipare alle adunanze del Consiglio Municipale con gli stessi diritti riconosciuti ai Consiglieri Aggiunti, secondo le modalità stabilite dall’Ufficio di Presidenza.
6. Il Consiglio può richiedere che il Sindaco e gli Assessori Comunali partecipino ad una seduta. In tal caso il Presidente del Consiglio concorda la data di convocazione.
1. Le sedute del Consiglio Municipale sono pubbliche salvo i casi in cui il Consiglio medesimo, con deliberazione motivata adottata a maggioranza assoluta, decida di adunarsi in seduta segreta per la tutela della riservatezza di persone, gruppi o imprese.
2. Delle sedute segrete è redatto un verbale sintetico, a cura del Direttore del Municipio o di un funzionario delegato, con l’annotazione degli argomenti trattati, dei Consiglieri intervenuti e delle deliberazioni adottate.
3. È sempre autorizzata, salvo diverse disposizioni di Legge, qualsiasi forma di registrazione, ripresa televisiva o fotografica effettuata dalla parte riservata al pubblico.
4. È autorizzata, salvo diverse disposizioni di Legge, la registrazione del Consiglio Municipale e trasmissione in diretta sul sito istituzionale dell’ente.
1. I Consiglieri devono tenere in Aula un comportamento consono all’istituzione.
2. Se un Consigliere turba l’ordine o pronuncia parole sconvenienti, offensive, lesive della dignità o dei diritti altrui, allusive ad orientamenti sessuali, termini denigratori, ingiuriosi, sconvenienti, razzisti, di incitamento all’odio , il Presidente lo richiama.
3. Dopo un secondo richiamo all’ordine nella stessa seduta, ravvisandone la gravità, il Presidente può disporre l’esclusione del Consigliere dall’Aula per tutto il resto della seduta e, nei casi più gravi, la censura. Se un Consigliere si rifiuta di ottemperare all’invito di lasciare l’aula, il Presidente sospende la seduta ed impartisce le istruzioni necessarie affinché la disposizione sia eseguita.
4. Anche indipendentemente da precedenti richiami, la esclusione o la censura possono essere disposte dal Presidente quando un Consigliere provochi tumulti o disordini nell’Assemblea o in presenza di azioni oltraggiose o che metta in pericolo l’incolumità dei presenti.
5. La censura implica, oltre all’esclusione immediata dall’aula, l’interdizione di rientrarvi per un termine da una a tre sedute. La censura è disposta dal Presidente, udite le spiegazioni del Consigliere e sentito l’Ufficio di Presidenza.
6. Nel caso in cui un Consigliere si ritenga gravemente offeso dalle espressioni di altro Consigliere, il Presidente, su richiesta dell’interessato, entro cinque giorni, esamina la questione nell’ambito dell’Ufficio di Presidenza e, sentiti i Consiglieri interessati, decide con le modalità di cui al precedente comma.
1. I poteri necessari per garantire l’ordine nell’aula durante le sedute del Consiglio spettano al Presidente, coadiuvato dall’Ufficio di Presidenza.
2. Oltre al Direttore del Municipio, o suo delegato, ai funzionari e al personale che svolgono funzioni di segreteria e di assistenza al Consiglio, nessuna persona estranea può avere accesso durante la seduta nella parte dell’aula riservata al Consiglio. Il Presidente, a seconda delle esigenze, può autorizzare la presenza di altre persone.
3. Il Presidente può autorizzare la presenza di un assistente personale di fiducia indicato dal Consigliere che abbia necessità di speciali ausili per l’esercizio delle proprie funzioni.
4. La forza pubblica non può entrare nella parte dell’aula riservata al Consiglio se non per ordine del Presidente e dopo che sia stata sospesa o tolta la seduta.
5. Il Presidente del Consiglio o un quinto dei Consiglieri (arrotondato per eccesso) possono sottoporre al voto dell’aula la sospensione dei lavori nei casi di:
a) urgente consultazione dei Presidenti dei Gruppi;
b) confronto tra i Gruppi Politici;
c) acquisizione di atti;
d) intervento del pubblico;
e) risoluzione di impedimento dei lavori per sopraggiunti motivi tecnico-organizzativi.
Se un Consigliere intende esprimersi contro la sospensione, sentito un intervento a favore ed uno contro di tre minuti, il Presidente del Consiglio sottopone la sospensione al voto del Consiglio, che decide per alzata di mano, senza discussione né dichiarazioni di voto.
I Consiglieri che sottoscrivono la richiesta sono comunque computati ai fini del numero legale.
Se tutti i firmatari non sono presenti in aula durante la votazione la richiesta di sospensione decade.
1. Il Presidente assicura l’ordine nella parte dell’aula riservata al pubblico avvalendosi, ove necessario, dell’assistenza del funzionario del Corpo di Polizia Municipale, il quale impartisce gli ordini necessari agli agenti in servizio. Il Presidente, in presenza di pubblico, dà preventivamente lettura del presente articolo.
2. Le persone che, nella parte riservata al pubblico, assistono alla seduta, debbono rimanere in silenzio ed astenersi da qualunque segno di approvazione o di disapprovazione.
3. Il Presidente, dopo aver dato gli opportuni avvertimenti, può ordinare agli agenti di Polizia Municipale che venga espulso dall’aula chiunque sia causa di disordine.
4. Ove il pubblico non si attenga alle disposizioni di cui al secondo comma, o quando non si possa accertare l’autore del disordine, il Presidente può ordinare che sia sgomberata l’aula o quella parte di aula in cui il pubblico non si mantenga disciplinato e dove l’ordine sia stato turbato.
5. Nell’aula o nella parte di aula fatta sgomberare, non possono essere riammessi gli espulsi.
6. Il Presidente può, sentito il funzionario in servizio del Corpo di Polizia Municipale ed eventuali diretti testimoni, prendere provvedimenti di esclusione dall’aula, per un periodo da uno a tre mesi, nei confronti di cittadini che si siano resi responsabili di tumulti durante le sedute del Consiglio.
1. Quando sorga tumulto nell’aula e riescano vani i richiami del Presidente, questi sospende la seduta e, secondo le opportunità, la toglie.
VALIDITÀ E SVOLGIMENTO DELLE SEDUTE DEL CONSIGLIO
Articolo 43 Ordine dei lavori
Articolo 69 – Proposte di iniziativa popolare e delle Consulte
1. La prima seduta del Consiglio è convocata dal Presidente del Municipio entro il termine perentorio di dieci giorni dalla proclamazione degli eletti e deve tenersi entro il termine di dieci giorni dalla convocazione. In caso di inosservanza dell’obbligo di convocazione il Sindaco, previa diffida, provvede in via sostitutiva.
2. La seduta di insediamento del Consiglio Municipale è presieduta dal Consigliere Anziano fino all’elezione del Presidente del Consiglio Municipale. Qualora il Consigliere Anziano sia assente o rifiuti di presiedere l’assemblea, la presidenza è assunta dal Consigliere che, nella graduatoria di anzianità determinata secondo i criteri di cui all’articolo 10, occupa il posto immediatamente successivo.
Articolo 34 – Elezione del Presidente e dei Vice Presidenti
1. Nella prima seduta il Consiglio provvede – dopo la convalida degli eletti ed eventuali surrogazioni – secondo l’ordine ai seguenti adempimenti:
a) elezioni del Presidente del Consiglio, dei Vice Presidenti del Consiglio;
b) presa d’atto della comunicazione del Presidente del Municipio relativamente ai componenti della Giunta;
c) discussione e approvazione del documento degli indirizzi generali di governo
2. Successivamente il Presidente del Municipio presta giuramento di osservare lealmente la Costituzione, comunica al Consiglio i componenti della Giunta Comunale ed eventualmente illustra le linee programmatiche di cui al successivo articolo 35.
3. La prima seduta procede ad esaurimento degli argomenti indicati nel comma 1, rimanendo salva soltanto la possibilità di differire alla riunione successiva la conclusione del dibattito sugli indirizzi generali di governo.
1. Entro dieci giorni dalla nomina dei componenti della Giunta e, comunque, entro quarantacinque giorni dallo svolgimento delle elezioni, il Presidente del Municipio, sentita la Giunta, presenta al Consiglio dettagliate linee programmatiche, articolate secondo le principali funzioni svolte dal Municipio e relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato.
2. Il documento concernente le linee programmatiche è depositato dal Presidente del Municipio presso la Segreteria del Consiglio almeno sette giorni prima dello svolgimento della seduta, per la consultazione da parte delle Consigliere e dei Consiglieri.
3. Dopo l’illustrazione da parte del Presidente del Municipio del documento concernente le linee programmatiche, le Consigliere e i Consiglieri possono intervenire nella discussione sul documento per non più di quindici minuti ciascuno e presentare eventuali emendamenti.
Al termine della discussione, della replica da parte del Presidente del Municipio, della votazione degli eventuali emendamenti e delle eventuali dichiarazioni di voto, il Presidente pone in votazione il documento.
1. Il Vice Presidente del Municipio e gli Assessori hanno il diritto e, se richiesto in relazione agli argomenti da trattare, il dovere, di partecipare alle sedute del Consiglio e delle sue Commissioni senza diritto di voto.
2. Quando sia richiesta la partecipazione ad una seduta del Vice Presidente del Municipio o di un Assessore, e questi non siano presenti in aula, il Presidente del Consiglio trasmette loro la richiesta per la seduta successiva.
3. In relazione alle proposte di deliberazione iscritte all’ordine dei lavori del Consiglio, gli Assessori competenti per materia, coadiuvati dai dirigenti tenuti all’espressione dei pareri di cui all’articolo 49 del TUEL, hanno il dovere di partecipare alle relative sedute consiliari.
1, Ai fini della verifica dell’attuazione degli atti di indirizzo approvati dal Consiglio e dell’accertamento del rispetto degli impegni in essi contenuti, al compimento di atti o all’adozione di iniziative di competenza del Presidente del Municipio e della Giunta, il Presidente del Municipio o l’Assessore da lui delegato, trasmette semestralmente un’apposita relazione alla Commissione Consiliare Speciale di Controllo e Garanzia e, se richiesto da almeno un quinto dei Consiglieri assegnati, ne riferisce in Aula.
1.La seduta del Consiglio può aprirsi entro 60 minuti dall’ora fissata nell’avviso di convocazione per il primo appello.
Per la validità delle sedute è necessaria la presenza, accertata mediante appello nominale fatto dal Direttore del Municipio o da chi ne fa le veci, di almeno la metà dei consiglieri, a tal fine non deve essere computato il Presidente del Municipio.
2. All’ora della convocazione, quando sia accertato, mediante appello di cui al precedente comma o nel corso della riunione, per qualsiasi causa, che il Consiglio non è adunato in numero legale, il Presidente sospende la seduta per venti minuti ai fini di altro appello, ovvero, apprezzate le circostanze, la toglie.
Nel caso di mancanza di numero legale durante una votazione, il Presidente, apprezzate le circostanze, può sospendere la seduta per 20 minuti e procedere immediatamente con un nuovo appello che consenta di riaprire la seduta direttamente in votazione solamente una volta a Consiglio.
La seduta è comunque tolta alla quarta mancanza, nella stessa seduta, del numero legale.
3. Della seduta tolta per mancanza del numero legale è data tempestiva comunicazione ai Gruppi consiliari.
4. Nel periodo intercorrente tra l’ora di convocazione della seduta e l’orario stabilito per l’appello, il Presidente può disporre la trattazione di interrogazioni, interpellanze e interrogazioni a risposta immediata, ovvero che sia dato luogo a comunicazioni del Presidente del Municipio o della Giunta - e relativi dibattiti - che non riguardino o comportino deliberazioni.
5. Quando la legge, lo statuto od il regolamento consiliare prescrivano una maggioranza speciale per determinate deliberazioni e questa non sia raggiunta, il Consiglio, purché in numero legale, procede all’esame dei successivi argomenti all’ordine dei lavori.
6. Dopo l’appello, effettuato nei termini di cui al comma 1, il Consiglio si presume adunato in numero legale, salvo che, prima di una votazione, la verifica del numero legale sia richiesta per iscritto da almeno un Consigliere. Il Consigliere che sottoscrive la richiesta è comunque computato ai fini del numero legale.
7. Per gli argomenti non trattati o di cui non si sia completato l’esame in una riunione andata deserta, il Consiglio non può essere riunito in seconda convocazione.
Tab. Art. 39 – Esempio Convocazione Consiglio ore 10
Ore 10.00 – Mancanza numero legale
Ore 10.20 – Mancanza numero legale
Ore 10.40 – Mancanza numero legale
Ore 11.00 – Mancanza numero legale, la seduta è tolta in quanto raggiunto termine massimo per l’apertura (60 min.)
1 I Consiglieri presenti in aula sono tenuti ad esprimere la propria volontà di voto, nel caso in cui non volessero partecipare al voto sono tenuti a dichiararlo o a lasciare l’aula.
2.I Consiglieri che, a seguito di votazione, risultino essersi astenuti si computano sia ai fini del numero legale per rendere valida la seduta, sia ai fini del quorum necessario per l’adozione delle deliberazioni.
3. I Consiglieri che, a seguito di votazione, dichiarano di non partecipare al voto non si computano ai fini del numero legale per rendere valida la seduta.
4. I Consiglieri assenti giustificati per missione autorizzata fuori dal Municipio o dal Comune di Roma in rappresentanza del Consiglio Municipale si computano ai soli fini del numero legale necessario per la validità della seduta.
5. Nel periodo di sospensione disposto a norma di legge, i Consiglieri sospesi, ove non sia possibile la loro sostituzione ovvero fino a quando non sia convalidata la supplenza, non sono computati al fine della verifica del numero legale, né per la determinazione di qualsivoglia quorum o maggioranza qualificata.
6. I Consiglieri debbono astenersi dal prendere parte alla discussione e alla votazione delle deliberazioni di cui essi stessi, o i loro parenti od affini fino al quarto grado, abbiano interesse, ad eccezione dei provvedimenti normativi o di carattere generale se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dei componenti del Consiglio o di loro parenti o affini fino al quarto grado. In tali casi i Consiglieri medesimi non sono computati ai fini della determinazione del numero dei presenti.
Articolo 41 - Sedute di seconda convocazione
1.È considerata seduta di seconda convocazione per ogni oggetto iscritto all’ordine dei lavori quella che succede ad una riunione immediatamente precedente in cui non poté farsi luogo a deliberazioni per mancanza del numero legale.
2. La seconda convocazione ha per oggetto lo stesso ordine dei lavori della riunione decaduta o dichiarata deserta, e dovrà essere calendarizzata entro le successive 72 ore (lavorative).
3. Nella seconda convocazione le sedute sono valide quando intervenga almeno un terzo dei Consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il Presidente del Municipio.
Sono salve le maggioranze qualificate previste dalla legge, dallo Statuto e dai regolamenti.
4. Nel caso di mancanza del numero legale in seconda convocazione, i documenti iscritti in discussione e votazione non decadono ma vengono ricalendarizzati in conferenza dei Capigruppo al primo Consiglio utile.
5. Nel caso in cui il Consiglio sia stato convocato anche per la successiva giornata, il Consiglio, all’ora già fissata, è riunito in seconda convocazione, preliminarmente per gli argomenti non trattati o di cui non si sia completato l’esame nella seduta andata deserta e, successivamente, per gli argomenti di prima convocazione.
Articolo 42 – Ordini del giorno
1. Salvo i casi previsti dal presente regolamento, il Consiglio non può discutere o deliberare su alcuna proposta o questione che non sia iscritta all’ordine del giorno.
2. L’ordine del giorno è costituito dalle proposte di deliberazione di iniziativa dei soggetti titolari in ragione di fonti legislative, statutarie o regolamentari, dagli argomenti da trattare su materie appartenenti alla competenza dal Consiglio, dalle mozioni, dalle interpellanze ed interrogazioni.
3. Il Presidente del Consiglio - una volta formalizzati presso gli uffici della Segreteria del Consiglio gli atti di cui al precedente comma - iscrive i medesimi all’ordine del giorno del Consiglio in occasione della sua prima convocazione utile, salvo i termini di tempo necessari per la relativa trasmissione.
4. Il Presidente ha facoltà - acquisito preventivamente, anche durante la stessa seduta, il parere della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari - di iscrivere all’ordine del giorno proposte di deliberazione od argomenti ritenuti indifferibili o urgenti, in relazione a motivate ed accertate scadenze.
5. Gli atti di cui ai precedenti commi 2 e 4 rimangono iscritti all’ordine del giorno fino alla loro trattazione, ovvero vengono depennati su disposizione del Presidente allorché i proponenti ne chiedano il ritiro.
1. L’ordine dei lavori della seduta è costituito dalle proposte di deliberazione, dagli argomenti, dalle mozioni, dalle interrogazioni ed interpellanze - già iscritte all’ordine del giorno - che si prevede di trattare nel corso della seduta.
2. L’ordine dei lavori è stabilito dal Presidente del Consiglio, secondo la procedura di cui all’articolo 22, comma 4, sentito il Presidente del Municipio e d’intesa con la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari, ed è comunicato alle Consigliere e ai Consiglieri tramite l’avviso di convocazione.
3. Le proposte di deliberazione, gli argomenti e le mozioni sono sottoposte al Consiglio secondo l’iscrizione all’ordine dei lavori.
4, L’ordine dei lavori può essere variato su proposta del Presidente del Consiglio o quando tre Consiglieri ne facciano richiesta scritta e questa non incontri opposizione. In caso di opposizione decide il Consiglio con apposita votazione, sentiti, ove richiesto, un Consigliere a favore ed uno contro, per non più di tre minuti ciascuno. I Consiglieri che sottoscrivono la richiesta sono comunque computati ai fini del numero legale.
Almeno tre firmatari devono essere presenti in aula durante la votazione altrimenti la richiesta di variazione decade.
5. La procedura di cui al precedente comma si segue anche nel caso in cui venga richiesta, da almeno un quinto dei componenti del Consiglio, la trattazione di un argomento iscritto all’ordine del giorno ma non all’ordine dei lavori.
1. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari determina, con le modalità stabilite dal Comune di Roma, il programma dei lavori consiliari per la sessione di bilancio e fissa i tempi per la discussione generale, per la presentazione e l’esame degli emendamenti e per la votazione finale da parte dell’Assemblea.
La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari determina, con le modalità stabilite da Roma Capitale, il programma dei lavori consiliari per l’assestamento di bilancio.
Articolo 46 - Argomenti non iscritti all’ordine del giorno
1. Per le manifestazioni di intenti del Consiglio di fronte ad eventi che interessino il Municipio o di rilevanza comunale, provinciale, regionale, nazionale ed internazionale o che presentino carattere di urgenza e non impegnino il bilancio del Municipio né modifichino le norme vigenti, non è necessaria la preventiva iscrizione all’ordine dei lavori della seduta.
2. La manifestazione di intenti, redatta in forma di mozione e sottoscritta da almeno un Consigliere, è sottoposta, al Presidente del Consiglio entro un’ora dall’effettuazione dell’appello da cui risulti la presenza dei Consiglieri nel numero valido agli effetti deliberativi.
3. Il Presidente, ricevute le mozioni nei termini di cui al comma precedente, ne informa l’Aula e dispone che siano messe a disposizione delle Consigliere e dei Consiglieri per la loro consultazione.
4. Il Presidente verificata la sussistenza dei requisiti di cui al precedente comma 1 e riscontrata la volontà dei Presidenti dei Gruppi Consiliari di votare la mozione nella stessa seduta, dispone la votazione delle mozioni negli ultimi trenta minuti della riunione. Qualora il Presidente non riscontri la sussistenza dei predetti requisiti o non vi sia l’accordo unanime dei Presidenti dei Gruppi Consiliari di porre in votazione la mozione, la stessa è iscritta all’ordine dei lavori della seduta successiva per essere votata negli ultimi trenta minuti della riunione.
5. Uno dei presentatori può illustrare la mozione per non più di cinque minuti. Sono ammesse dichiarazioni di voto per non più di tre minuti da parte di ciascun Consigliere, fermo restando la votazione della mozione immediatamente prima del termine di chiusura della seduta.
Articolo 47 - Ordine degli interventi
1. Le Consigliere e i Consiglieri che intendono parlare su un argomento iscritto all’ordine dei lavori, ne fanno richiesta mediante prenotazione. Il Presidente accorda la parola sulla base delle richieste pervenute, alternando, ove possibile, gli interventi tra Consiglieri di Maggioranza e di Opposizione.
2. Se una Consigliera o un Consigliere, chiamato dal Presidente ad intervenire, non risulta presente, si intende che abbia rinunciato a parlare.
3. È consentito, indicandone i motivi al Presidente, lo scambio consensuale di turno delle iscrizioni a parlare.
Articolo 48 - Durata degli interventi
1. Le Consigliere e i Consiglieri iscritti a parlare in una discussione intervengono per un massimo di dieci minuti, salvo termini diversi fissati dal presente regolamento. Il Presidente ha tuttavia la facoltà, apprezzate le circostanze, di ampliare tale termine fino a trenta minuti, limitatamente ad un solo oratore per ciascun Gruppo consiliare.
2. Constatata la scadenza del termine per l’intervento, il Presidente, dopo aver richiamato per due volte l’oratore, gli toglie la parola.
3. I Presidenti dei Gruppi possono richiedere, per iscritto, prima dell’inizio del dibattito, la possibilità di parlare fino ad un massimo di quarantacinque minuti per ciascun Consigliere, in occasione della discussione del bilancio, dell’assestamento, del piano regolatore generale urbanistico, degli accordi di programma, e dei regolamenti. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi può consentire inoltre ai Gruppi Consiliari di usufruire degli stessi limiti di tempo per tutti i provvedimenti di maggior rilievo, fra i quali quelli relativi alla mobilità e alle politiche del territorio.
4. Se una Consigliera o un Consigliere del Gruppo che ha richiesto la deroga intende esprimere posizioni dissenzienti, il Presidente gli assegna un tempo non superiore ai quarantacinque minuti, che si deduce dal tempo complessivo assegnato al Gruppo.
5. Nei casi di cui ai commi 3 e 4 la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi determina il numero di sedute necessarie e fissa il termine per le votazioni ai sensi dell’articolo 22.
Articolo 49 - Divieto di discussione e dialoghi tra Consiglieri
1. Le Consigliere e i Consiglieri intervengono dal proprio banco in piedi, se possibile, e dirigendo sempre la parola all’intero Consiglio, anche quando si tratti di rispondere ad argomenti di altri Consiglieri.
È fatto divieto alle Consigliere e ai Consiglieri di rivolgersi al pubblico presente in Aula.
1. Nessuna Consigliera e nessun Consigliere può parlare più di una volta nella stessa discussione, salvo che per richiamo al regolamento o per fatto personale. Il Presidente può però concedere la parola per non più di cinque minuti all’oratore già intervenuto nella discussione che chieda di poter precisare il proprio pensiero.
2. Ogni intervento deve riguardare unicamente la proposta o argomento in esame e non sono ammesse divagazioni.
3. A nessuno è permesso di interrompere chi parli tranne che al Presidente per richiamo al regolamento.
4. Il Presidente può togliere la parola all’oratore che, per due volte richiamato ad attenersi all’argomento in discussione, seguita a discostarsene.
1. È fatto personale l’essere intaccato nella propria condotta od il sentirsi attribuire opinioni difformi da quelle espresse.
2. Alla Consigliera o al Consigliere che domanda la parola per fatto personale, il Presidente, valutate le circostanze, concede complessivamente non più di tre minuti per illustrare in che cosa tale fatto si concreti e per svolgere il relativo intervento.
3. La richiesta per fatto personale può essere avanzata in qualsiasi momento della seduta, ma il Presidente può concedere la parola al richiedente solo nella parte finale della seduta stessa.
1. I richiami al regolamento hanno la precedenza sulla questione principale e ne fanno sospendere la discussione.
2. Il Presidente, verificata immediatamente l'ammissibilità del richiamo, concede la parola al richiedente per l'illustrazione che è contenuta nel tempo massimo di tre minuti. Qualora una Consigliera o un Consigliere richieda la parola tramite lo strumento del richiamo al regolamento in modo reiterato e non attenendosi al regolamento stesso, il Presidente è tenuto a richiamarlo ufficialmente per interruzione dei lavori ai sensi dell’art. 30 comma 1.
3. Ove il richiamo comporti, a giudizio del Presidente, la necessità di una decisione del Consiglio, questa è assunta sentiti, per non più di tre minuti, un Consigliere a favore ed uno contro.
1. La questione pregiudiziale, quella cioè che un dato argomento non debba discutersi, e la questione sospensiva, quella cioè che la discussione debba rinviarsi al verificarsi di scadenze determinate, possono essere proposte da uno o più Consiglieri con facoltà per un solo proponente di illustrarla nel termine massimo di tre minuti, prima che inizi la discussione.
2. Iniziata la discussione, tanto la questione pregiudiziale quanto la sospensiva possono essere proposte al Presidente, anche per il tramite gli Scrutatori, con domanda sottoscritta da almeno tre Consiglieri con facoltà per uno solo dei proponenti di illustrarla nel termine massimo di tre minuti.
3. Sulle questioni pregiudiziale e sospensiva il Consiglio - informato dal Presidente sul significato del voto favorevole o contrario - decide senza discussioni né dichiarazioni di voto.
4. Il Consigliere/i che sottoscrivono la richiesta sono comunque computati ai fini del numero legale.
1. La questione pregiudiziale di legittimità statutaria e regolamentare può essere proposta da almeno tre Consiglieri o dal Presidente di un Gruppo Consiliare, con l’indicazione delle norme dello Statuto e del Regolamento che si presumono violate e dei profili di illegittimità.
2. Il Presidente del Consiglio, sentito il Segretario, ove non ritenga necessaria la sospensione della seduta e la immediata consultazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi per l’esame della questione sollevata, concede la parola ad uno dei proponenti per non più di cinque minuti ed eventualmente, sempre per non più di cinque minuti, ad un Consigliere che intenda esprimersi contro la questione pregiudiziale e sottopone quindi la questione al voto del Consiglio, che decide per alzata di mano, senza discussione né dichiarazioni di voto.
Articolo 55 - Discussione generale delle proposte di deliberazione
1. Prima che inizi la discussione di una proposta di deliberazione, il Presidente concede la parola, per non più di quindici minuti, al relatore nominato dal Presidente della competente Commissione Consiliare ed ai relatori eventualmente designati dai Gruppi di Opposizione. Ha quindi il diritto di intervenire, con lo stesso limite di quindici minuti, il Presidente del Municipio o un Assessore a nome della Giunta. Raccolte, le iscrizioni a parlare e, dopo aver dichiarato chiuse le medesime, il Presidente concede la parola ai Consiglieri secondo le modalità di cui all’articolo 59.
1. Tre Consiglieri possono, in qualunque momento, richiedere per iscritto la chiusura della discussione, sempreché siano stati effettuati gli interventi da parte dei relatori e del rappresentante della Giunta, In caso di opposizione, il Presidente concede la parola ad un oratore contro ed uno a favore, per non più di tre minuti ciascuno. Sulla richiesta di chiusura anticipata della discussione decide il Consiglio. I Consiglieri che facciano richiesta scritta di chiusura sono computati ai fini del numero legale sulla votazione per la chiusura della discussione.
2.Dopo che sia stata deliberata la chiusura della discussione, ha ancora facoltà di parlare, per non più di tre minuti, un Consigliere per ciascun Gruppo che ne faccia richiesta.
1. Gli emendamenti sono redatti per iscritto, firmati e presentati al Presidente del Consiglio prima dell’inizio della discussione, o nel corso della stessa.
2. I sub emendamenti, nella forma di cui sopra, sono presentati al Presidente del Consiglio prima che sia posto in votazione l’emendamento.
3. Il Presidente del Consiglio, sentito il Segretario, può stabilire, con decisione inappellabile, la inammissibilità di emendamenti privi di ogni reale portata modificativa ovvero redatti in forma irregolare.
1. Esaurita la discussione di carattere generale il Consiglio procede all’esame ed alla votazione degli emendamenti presentati, a cominciare da quelli soppressivi; seguono i modificativi, a partire da quello che più si allontana dal testo originario, poi gli aggiuntivi. I sub-emendamenti sono esaminati e votati secondo il predetto ordine, prima dell’emendamento cui si riferiscono.
2. Un solo firmatario di ciascun emendamento o sub-emendamento può illustrare per non più di cinque minuti. Gli emendamenti riguardanti lo stesso argomento e i sub-emendamenti ad essi collegati sono esaminati congiuntamente nell’ambito di una unica discussione nel corso della quale possono intervenire un solo firmatario di ciascun emendamento e non più di un Consigliere per ogni Gruppo Consiliare per cinque minuti. Successivamente un Consigliere per Gruppo può intervenire per dichiarazione di voto per non più di tre minuti.
3. Se il presentatore rinuncia al proprio emendamento di cui sia iniziata la discussione, un Presidente di Gruppo o almeno tre Consiglieri possono farlo proprio e continuare la discussione dal punto in cui essa si trova. Parimenti può essere fatto proprio l’emendamento o il sub-emendamento che siano stati dichiarati ritirati per assenza dei presentatori.
4. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, in relazione alla particolare complessità o importanza della materia, può fissare, per la presentazione degli emendamenti, un termine anticipato rispetto a quanto disposto dall’articolo 57, comma 1. In tali circostanze, ovvero quando il numero degli emendamenti presentati lo richieda, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, con le stesse modalità di cui al precedente comma 2, ripartisce tra i Gruppi medesimi il tempo per illustrare, discutere ed esprimere dichiarazioni di voto sugli emendamenti, tenendo conto della consistenza numerica dei Gruppi, in modo che sia comunque rispettata la data prevista per la votazione finale.
5. Alla scadenza del termine per la votazione finale, eventualmente fissato ai sensi dell’art. 26 comma 4, il Presidente, qualora l’esame dell’argomento non sia stato concluso, pone in votazione, senza discussione e senza dichiarazioni di voto, gli emendamenti eventualmente non ancora esaminati e successivamente il provvedimento nel suo complesso. Prima del voto finale può intervenire per dichiarazione di voto un rappresentante per Gruppo per non più di cinque minuti.
6. Quando la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi abbia fissato un termine anticipato per la presentazione degli emendamenti, la Commissione competente per materia, che si esprime a maggioranza, e la Giunta possono comunque presentare emendamenti entro il termine di cui all’articolo 57. Analogamente possono essere presentati, entro il suddetto termine, sub-emendamenti agli emendamenti della Commissione e della Giunta.
1. Esaurita la discussione di carattere generale e la votazione sugli emendamenti, il Presidente, coadiuvato dal Segretario del Consiglio, sottopone al voto del Consiglio la proposta di deliberazione nella stesura definitiva, risultante dal testo esaminato e dagli emendamenti eventualmente approvati.
2. Prima della votazione finale hanno diritto ad intervenire, per un tempo massimo di dieci minuti, un relatore, il Presidente del Municipio o un Assessore a nome della Giunta nonché, per non più di tre minuti, i Consiglieri che chiedano di rendere le dichiarazioni di voto.
3. La votazione avviene di norma sul complesso della proposta, salvo i casi in cui un Presidente di Gruppo Consiliare o suo sostituto ne chieda la votazione per parti separate. In questo caso le votazioni avvengono senza ulteriori interventi o dichiarazioni di voto.
1. Dopo che il Presidente ha dichiarato aperta la votazione, non è più concessa la parola ad alcuno fino alla proclamazione del voto, salvo che per richiamo al regolamento relativamente alla esecuzione della votazione in corso.
1. All’inizio della seduta, agli effetti deliberativi, il Presidente nomina tre Consiglieri – di cui, di norma, uno appartenente ai gruppi di opposizione – alle funzioni di scrutatore per le votazioni, tanto pubbliche che segrete.
Nel corso della seduta il Presidente può procedere a sostituzioni di scrutatori nominati in caso di eventuale, successiva assenza o impedimento dei medesimi.
2. L’espressione del voto è, di norma, palese e si effettua per alzata di mano ovvero a mezzo di idonea strumentazione elettronica.
3. Per qualsiasi atto sottoposto alla votazione del Consiglio, concernente l’apprezzamento o la valutazione di persone si procede a scrutinio segreto.
4. La richiesta di votazione per appello nominale deve essere presentata prima che il Presidente del Consiglio abbia dichiarato aperta la votazione da almeno 1/6 dei componenti del Consiglio escluso il Presidente del Municipio. Se tutti i richiedenti non sono presenti in aula al momento del voto, la richiesta si intende ritirata
5. La Consigliera o il Consigliere, presenti in aula, che dichiarino di non partecipare al voto, o non rispondano alla votazione stessa, non possono fare richiesta di ripetere la votazione.
1. Il voto per alzata di mano è soggetto a controprova, se questa è richiesta da un Presidente di Gruppo o da uno scrutatore, immediatamente dopo la proclamazione del risultato o quando il Presidente del Consiglio reputi dubbio il risultato.
2. Il controllo della votazione è fatto dal Presidente del Consiglio con l’ausilio degli scrutatori.
1. Nel caso in cui si voti per appello nominale, il Presidente indica il significato del voto favorevole o contrario, e dispone l’appello dei Consiglieri secondo l’ordine alfabetico. Dopo il primo appello il Presidente ordina una seconda “chiama” prima di dichiarare chiusa la votazione.
2. Gli Scrutatori del Consiglio prendono nota dei voti favorevoli, di quelli contrari nonché delle Consigliere e dei Consiglieri che si astengono e li comunicano al Presidente.
3. Nel caso di utilizzazione di sistemi di votazione elettronica l’appello nominale è sostituito con la registrazione dei nominativi e delle relative espressioni di voto.
4. Nel caso in cui un consigliere, presente in aula, non esprimesse il voto è considerato presente per il computo del numero legale ma non partecipante al voto.
1. Lo scrutinio segreto si attua, a seconda dei casi, a mezzo di schede o con palline bianche e nere.
2. Nel caso di votazione a mezzo di palline bianche e nere, il Presidente avverte quale sia il significato del voto ed ordina la “chiama”; gli Scrutatori prendono nota dei votanti; ad ogni Consigliere sono consegnate due palline, una bianca e una nera. Il voto favorevole si esprime deponendo nell’urna la pallina bianca; il voto contrario si esprime deponendo nell’urna la pallina nera. La pallina non utilizzata per la votazione viene depositata in un apposito contenitore contrassegnato all’esterno con l’indicazione “resti”. Dichiarata chiusa la votazione, gli Scrutatori contano le palline bianche e quelle nere rinvenute nell’urna e comunicano al Presidente del Consiglio l’esito della votazione.
3. Quando alla votazione si procede per mezzo di schede, il Presidente del Consiglio fa consegnare a ciascun Consigliere una scheda, avvertendo del numero massimo di nominativi che vi possono essere iscritti.
Indi ordina la “chiama” e ciascun Consigliere si reca al banco della Presidenza per depositare nell’urna la propria scheda.
4. Dichiarata chiusa la votazione, gli Scrutatori procedono allo spoglio delle schede, che dovranno risultare nello stesso numero dei votanti.
5. Nell’ipotesi di irregolarità, e segnatamente se il numero dei voti risultasse diverso dal numero dei votanti, il Presidente annulla la votazione e ne dispone la immediata rinnovazione.
6. I nominativi che fossero eventualmente contenuti nella scheda oltre il numero consentito, si intendono come non indicati e non sono presi in considerazione a partire dal primo che, secondo l’ordine di scrittura, risulti in esubero.
Terminata ciascuna votazione, il Presidente del Consiglio, con l’assistenza degli scrutatori, ne riconosce e ne proclama l’esito.
1. Le deliberazioni del Consiglio sono adottate con la maggioranza dei Consiglieri presenti, salvo che la legge, lo Statuto o il presente regolamento prescrivano una maggioranza speciale.
2. Ai fini della determinazione della maggioranza necessaria per l’approvazione delle deliberazioni consiliari, nel computo dei presenti sono in ogni caso considerati le Consigliere e i Consiglieri che, dichiarando di non partecipare alla votazione, tuttavia non lasciano l’Aula prima della votazione stessa.
3. In caso di parità tra i voti favorevoli e quelli contrari, la proposta si intende non approvata e la proposta può essere rimessa in votazione nel corso di altra seduta.
4. Il risultato della votazione del Consiglio è proclamato dal Presidente con la formula “il Consiglio approva” o “il Consiglio non approva”.
1. Nel caso di urgenza il Consiglio del Municipio può dichiarare immediatamente eseguibile una propria deliberazione con il voto espresso dalla maggioranza assoluta dei componenti.
1.Le deliberazioni municipali sono pubblicate mediante affissione all’Albo del Municipio ed all’Albo Pretorio del Comune per quindici giorni consecutivi e diventano esecutive dopo il decimo giorno dalla loro pubblicazione ovvero, nel caso di deliberazioni sottoposte al controllo del Difensore Civico, all’esito del controllo medesimo. In caso di urgenza, le deliberazioni del Consiglio o della Giunta possono essere dichiarate immediatamente eseguibili con il voto espresso dalla maggioranza dei presenti. Le deliberazioni municipali che non siano meri atti di indirizzo, recano il parere di regolarità tecnica e, qualora comportino impegno di spesa o diminuzione di entrata, anche quello di regolarità contabile di cui al Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali.
Articolo 69 - Proposte di iniziativa popolare e delle Consulte
1. Le proposte di iniziativa popolare, dei Comitati di Quartiere o delle Consulte sono presentate al Presidente del Consiglio Municipale mediante deposito, a cura dei proponenti, presso la Segreteria del Consiglio che provvede ad inviarle, entro il termine di cinque giorni dalla data di presentazione, al Presidente del Municipio all’Assessore competente ed ai competenti uffici i quali esprimono i prescritti pareri entro il termine indifferibile di quindici giorni. Trascorso detto termine le proposte sono trasmesse, sempre a cura della Segreteria del Consiglio, alle competenti Commissioni Consiliari le quali esprimono il loro parere entro il termine di quindici giorni dalla ricezione salvo richiesta di proroga motivata da parte del Presidente della Commissione. Ciascun Presidente di Commissione può chiedere al Presidente del Consiglio che la proposta sia assegnata anche alla Commissione da lui presieduta se competente per materia.
2. Il Presidente della Commissione Consiliare, in sede di esame della proposta, invita un rappresentante del Comitato Promotore o della Consulta ad illustrare la proposta alla Commissione stessa.
3. Acquisito il parere delle Commissioni ovvero scaduto il termine sopra indicato, il Presidente del Consiglio dispone l’iscrizione della proposta all’ordine del giorno del Consiglio, stabilendo, d’intesa con la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, la successiva iscrizione della medesima, accompagnata dal parere delle Commissioni Consiliari, all’ordine dei lavori che ha luogo entro il termine di sessanta giorni dal deposito della proposta.
4. In nessuna fase del procedimento di esame è ammessa la presentazione di emendamenti in ordine alle proposte di iniziativa popolare. Il Consiglio approva o respinge tali proposte nel testo depositato e nel loro complesso.
Articolo 70 - Referendum Municipale ed altre forme di consultazione
1. Il Consiglio Municipale, anche su proposta della Giunta Municipale. con deliberazione approvata da 2/3 dei Consiglieri può promuovere referendum popolari consultivi relativi ad atti di propria competenza, con l’eccezione di quei provvedimenti previsti dallo Statuto di Roma Capitale.
2. I cittadini esercitano l'iniziativa dei referendum popolari su materie di competenza Municipale, mediante una richiesta recante non meno di 1.500 sottoscrizioni raccolte nei 4 mesi precedenti al deposito.
3. Per le procedure di ammissibilità e svolgimento del referendum si applicano le norme previste dallo Statuto, sostituendo Consiglio Municipale al termine Assemblea Capitolina e Direttore del Municipio al termine Segretario Generale.
4. Le firme relative alle richieste di svolgimento di referendum popolari dovranno essere raccolte tra i titolari del diritto di partecipazione, intendendo sostituita ogni volta alla parola “Comune” la parola “Municipio”. Le firme dovranno essere raccolte nel termine di 4 mesi secondo le modalità previste per i referendum popolari della Regione Lazio.
Articolo 71 - Mozione di sfiducia
1. La mozione di sfiducia, motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei Consiglieri, senza computare a tal fine il Presidente del Municipio, è presentata all’Ufficio di Presidenza del Municipio tramite deposito al protocollo dell’Ufficio del Consiglio e, contestualmente, trasmessa in copia al Direttore del Municipio.
2. La mozione è messa in discussione - sentita la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi - non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.
3. La discussione sulla mozione di sfiducia è aperta dal primo firmatario che può illustrarla per non più di trenta minuti. Ha quindi la parola il Presidente del Municipio per un tempo equivalente. Nella discussione successiva ciascun Consigliere può intervenire per un massimo di quindici minuti.
5. L’approvazione della mozione di sfiducia, con il voto della maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio, determina la cessazione dalla carica del Presidente del Municipio e della Giunta e lo scioglimento del Consiglio.
6. Approvata la mozione di sfiducia, il Consiglio Municipale, il Presidente del Municipio e la Giunta - nelle more delle procedure di scioglimento e della nomina del Commissario - si astengono dall’attività istituzionale, esclusa l’ordinaria amministrazione e la esecuzione di atti dovuti per disposizioni di legge o dello Statuto, per effetto di provvedimenti giurisdizionali esecutivi o per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi al Municipio.
8. Il voto del Consiglio Municipale contrario ad una proposta del Presidente del Municipio o della Giunta non comporta le dimissioni degli stessi.
1.In caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Presidente del Municipio, la Giunta decade il Consiglio del Municipio è sciolto dal Assemblea Capitolina, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei componenti. Nel periodo che intercorre dallo scioglimento del Consiglio del Municipio fino alla proclamazione dei nuovi eletti, le funzioni del Consiglio del Municipio e del Presidente sono esercitate rispettivamente dalla Giunta Comunale e dal Sindaco.
1. Le dimissioni presentate dal Presidente del Municipio al Consiglio, e per esso al Presidente dl Consiglio tramite deposito al protocollo diventano efficaci ed irrevocabili trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione e danno luogo allo scioglimento del Consiglio e alla decadenza della Giunta, con la contestuale nomina di un Commissario.
2. Una volta divenute esecutive le dimissioni, il Direttore del Municipio provvede a darne immediata comunicazione al Sindaco per gli adempimenti di legge.
1. La revoca dei componenti della Giunta o la loro sostituzione è comunicata dal Presidente del Municipio al Consiglio nel corso della prima seduta successiva all’atto di revoca o di nomina senza la necessaria iscrizione dell’argomento all’ordine del giorno.
2. Sulla comunicazione del Presidente del Municipio può intervenire un rappresentante per Gruppo per non più di dieci minuti ciascuno.
3. La comunicazione del Presidente del Municipio non è sottoposta a votazione né a presa d’atto da parte del Consiglio.
4. Gli Assessori, mediante trasmissione di copia degli atti adottati, comunicano trimestralmente al Consiglio, e per esso alla Commissione Consiliare Speciale di Controllo e Garanzia, le direttive impartite ai dirigenti ai fini dell’espletamento dei compiti loro assegnati nel rispetto degli atti di indirizzo emanati dal Consiglio.
SEGRETARIO DEL CONSIGLIO E PROCESSI VERBALI
Articolo 75 – Funzioni del Direttore del Municipio
1. Il Direttore del Municipio svolge nei confronti del Consiglio Municipale compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo Statuto ed ai regolamenti.
2. Partecipa alle riunioni del Consiglio con funzioni consultive, referenti e di assistenza; l’espletamento delle suddette funzioni avviene per il tramite del Presidente del Consiglio.
3. Il Direttore del Municipio cura inoltre la verbalizzazione delle sedute consiliari e provvede agli adempimenti ai fini della pubblicità ed esecutività delle deliberazioni adottate dall’organo consiliare.
4. Il Direttore del Municipio sovrintende all’Ufficio di Segreteria del Consiglio.
5. Della nomina del Direttore del Municipio è data, dal Presidente del Municipio, tempestiva comunicazione al Consiglio Municipale. In caso di assenza o impedimento del Direttore del Municipio le funzioni di Segretario sono svolte da altro Dirigente o Funzionario appositamente delegato.
1. I processi verbali delle sedute debbono indicare i nomi dei presenti e degli assenti, i punti principali delle discussioni, il testo integrale delle deliberazioni e di ogni altro atto, a contenuto dispositivo o di mero indirizzo, trattato nel corso della seduta nonché il numero dei voti favorevoli e contrari ad ogni proposta nonché i nominativi degli astenuti.
2. Nei verbali è altresì annotato se le discussioni o deliberazioni siano avvenute in seduta pubblica o segreta, e quale forma di votazione sia stata seguita.
3. I processi verbali sono sottoscritti dal Presidente del Consiglio e dal Direttore del Municipio o da coloro che li sostituiscono nelle rispettive funzioni.
1. Ogni Consigliera e ogni Consigliere ha diritto, in corso di seduta, che nel verbale si faccia constare il suo voto e i motivi del medesimo, e di chiedere che sia dato atto delle precisazioni che ritenga opportune. Ha, inoltre, facoltà di chiedere che nel verbale siano inserite dichiarazioni proprie.
2. Il processo verbale è letto per l’approvazione di norma all’inizio della seduta successiva a quella cui si riferisce. Se non sorgono osservazioni il verbale si intende approvato.
3. Le Consigliere e i Consiglieri possono proporre rettifiche o precisazioni al verbale solo dopo che sia stato letto, senza la possibilità di riaprire la discussione e di entrare in alcun modo nel merito delle determinazioni adottate.
4. Il Presidente, se nessuno si oppone, dispone la rettifica. Altrimenti il Consiglio, sentito un oratore contro ed uno a favore per non più di tre minuti ciascuno, decide a maggioranza.
1. Tutti gli atti e i provvedimenti del Consiglio sono depositati nell’archivio del Municipio a cura del Direttore del Municipio, il quale provvede altresì a che questi vengano stampati e periodicamente trasmessi, anche per via telematica, muniti degli indici analitici, ai Gruppi nonché alle singole Consigliere e ai singoli Consiglieri.
2. Il Direttore del Municipio provvede inoltre alla trasmissione degli atti e dei provvedimenti all’Ufficio Decentramento.
Le deliberazioni, le risoluzioni, gli ordini del giorno e le mozioni approvati dal Consiglio Municipale sono rilasciati a richiesta dei Consiglieri.
Articolo 85 - Esame In sede referente
Articolo 86 - Esame in sede redigente
Articolo 87 - Esame in sede istruttoria degli accordi di programma
Articolo 88 - Funzioni ispettive, di controllo e di indirizzo
Articolo 89 - Commissione delle Elette
Articolo 90 - Commissione di Controllo, Garanzia e Trasparenza
Articolo 91 - Commissioni Speciali
Articolo 92 - Disciplina delle Sedute delle Commissioni
Articolo 93 – Pubblicità delle sedute
Articolo 94 – Disciplina dei consiglieri
Articolo 95 – Disciplina delle sedute
Articolo 96 – Disciplina del pubblico
Articolo 97 – Tumulti in aula
1. Le Commissioni Consiliari Permanenti, in conformità ai principi dello Statuto, sono istituite per un più incisivo svolgimento delle funzioni di indirizzo e di controllo politico-amministrativo e per una più approfondita e specifica trattazione delle materie di competenza del Consiglio.
2. Le Commissioni Consiliari Permanenti sono costituite secondo le esigenze emerse dalla Conferenza dei Capi Gruppo.
3. Le Commissioni Consiliari Permanenti esercitano l’iniziativa degli atti di competenza del Consiglio e svolgono funzioni istruttorie, referenti, redigenti e di controllo su tutti i settori del Municipio ognuna per le competenze ad esse delegate.
1. Entro venti giorni dall’insediamento, il Consiglio delibera la nomina dei componenti delle Commissioni Consiliari Permanenti, tenendo conto delle designazioni dei Gruppi Consiliari, in modo da rispecchiare la proporzione dei Gruppi medesimi. Per la costituzione delle Commissioni Consiliari Permanenti il numero dei componenti viene deciso dalla Conferenza dei Capi Gruppo, di norma non inferiore ad 1/5 e non superiore ad 1/3 dei Consiglieri assegnati al Consiglio. Per l’assegnazione delle Commissioni non viene computato il Presidente del Municipio.
2. Ciascuna Consigliera e ciascun Consigliere, eccetto il Presidente del Municipio, fa parte di almeno una e di non più di tre Commissioni Consiliari Permanenti.
3. Ciascuna Commissione Consiliare Permanente nella prima seduta, convocata dal Presidente dell’Assemblea, elegge nel suo seno, a maggioranza assoluta dei componenti, il Presidente. Qualora tale maggioranza non sia raggiunta nei primi due scrutini, risulterà eletto il Consigliere o la Consigliera che avrà, conseguito al terzo scrutinio il maggior numero di voti e, in caso di parità, il maggiore di età.
4. Ciascuna Consigliera e ciascun Consigliere può essere eletto Presidente di una sola Commissione Consiliare.
5. Successivamente alla elezione del Presidente, nella medesima seduta, ciascuna Commissione Consiliare Permanente elegge, con una unica votazione, due Vice Presidenti. Ogni Consigliere può votare un solo nominativo. Risulteranno eletti i Consiglieri e le Consigliere che avranno riportato il maggior numero di voti e, in caso di parità, il maggiore di età.
6. La revoca dalla carica di Presidente e di Vice Presidente è ammessa nel solo caso di gravi violazioni della legge, dello statuto e del regolamento ed è votata dalla Commissione a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di una richiesta motivata, sottoscritta da almeno la metà dei componenti. La richiesta, presentata all’Ufficio Protocollo e contestualmente inviata al Direttore del Municipio, è messa in discussione non prima di tre giorni e non oltre quindici giorni dalla sua presentazione.
7. Al termine della discussione e delle eventuali dichiarazioni di voto, la richiesta è posta ai voti a scrutinio segreto.
8. La revoca del Presidente determina l’immediata rielezione del Presidente e dei Vice Presidenti della Commissione.
9. Successivamente alla nomina dei componenti delle diverse Commissioni Consiliari Permanenti, l’eventuale avvicendamento tra i membri delle stesse nell’ambito di un medesimo Gruppo Consiliare è disposto dal Presidente del Consiglio Municipale, su conforme richiesta del Presidente del Gruppo Consiliare di appartenenza delle Consigliere e dei Consiglieri interessati.
10. Ogni Consigliera e ogni Consigliere può partecipare a sedute di Commissione diverse da quelle alle quali appartiene, senza diritto di voto, salvo il caso di assenza di membri effettivi appartenenti allo stesso Gruppo consiliare; nel qual caso partecipa, con pienezza di diritti, non solo alla discussione, ma anche alle votazioni. Nel caso della presenza di più Consiglieri non effettivi alla Commissione Permanente, e dello stesso Gruppo Consiliare, assume le veci del collega effettivo assente dello stesso Gruppo, la Consigliera o il Consigliere più anziano di età.
1. Alle riunioni delle commissioni possono essere invitati il Direttore del Municipio, gli Assessori e i Consiglieri delegati alle materie da trattare. Gli stessi debbono partecipare alle riunioni se richiesto dal Presidente o da almeno un terzo dei membri della Commissione. Il Presidente del Municipio può partecipare alle sedute delle Commissioni.
2. Le Commissioni hanno facoltà di acquisire direttamente informazioni, notizie e documenti presso tutti gli uffici comunali e presso gli uffici delle aziende, degli enti e delle istituzioni partecipati dal Comune o da esso istituiti.
1. Le Commissioni Permanenti e Speciali sono convocate, dai rispettivi Presidenti almeno una volta al mese. Può inoltre convocare la Commissione, eccezionalmente e d’intesa con il Presidente, il Vice Presidente Vicario, ove manchi quest’ultimo l’altro Vice Presidente.
2. Qualora il Presidente del Municipio, l’Assessore interessato o almeno un terzo dei componenti della Commissione ne facciano richiesta, il Presidente convoca la Commissione entro dieci giorni, inserendo all’ordine del giorno le questioni proposte.
3. Fermo quanto disposto dal precedente comma, il Presidente dispone l’ordine del giorno delle singole sedute, e le presiede.
In caso di impedimento o di assenza il Presidente è sostituito dal Vice Presidente Vicario, ove manchi quest’ultimo dall’altro Vice Presidente.
4. La convocazione delle Commissioni è effettuata, per il tramite dell’Ufficio del Consiglio Municipale, almeno ventiquattro ore prima della riunione mediante posta elettronica ovvero SMS presso il recapito indicato da ciascun componente della Commissione e dal Consigliere Aggiunto ad essa assegnato.
5. Con le stesse modalità di cui al comma precedente, al fine di ottimizzare risorse economiche e impegno del personale è altresì ammessa la convocazione di più riunioni della commissione, seguendo una calendarizzazione settimanale.
6. Non è consentita la convocazione delle Commissioni contemporaneamente alle sedute del Consiglio Municipale.
7. All’ora stabilita nell’avviso di convocazione il Presidente, o in caso di impedimento o di assenza il Vice Presidente Vicario e ove manchi quest’ultimo il Vice Presidente, invita il Segretario a procedere all’appello dei Consiglieri per la verifica del numero legale. La seduta è valida, per la trattazione di interrogazioni e interpellanze, audizioni, ovvero all’esame o allo studio di questioni che non comportino l’adozione di decisioni o di atti formali, se risponde alla chiamata almeno un terzo dei Consiglieri assegnati alla Commissione; qualora la Commissione debba procedere all’esame di questioni che comportino l’adozione di decisioni o di atti formali è comunque necessaria la presenza di almeno la metà dei Consiglieri assegnati, arrotondando sempre per eccesso.
Tab. 1 Art. 83 comma 7: Consiglieri necessari per aprire e per votare (Es: 7 membri)
Necessari per aprire
Necessari per votare
7:3=2,3 -> 3
7:2=3,5 -> 4
Terminato il primo appello, se non è raggiunto il numero legale, il Presidente, sospende la seduta per venti o trenta minuti, dopodiché procede ad un nuovo appello. Qualora il numero legale non fosse nuovamente raggiunto il Presidente toglie la seduta.
In ogni caso qualora entro 60 minuti dall’orario stabilito nell’avviso di convocazione non sia possibile aprire la Commissione la seduta è da considerarsi deserta o nulla.
La Commissione è tolta quando, durante una votazione o durante la discussione, non siano presenti i membri necessari per il mantenimento del numero legale come riportato dal presente articolo.
8. Le funzioni di segreteria della Commissione sono svolte da un funzionario del ruolo amministrativo del municipio, indicato dal Direttore del Municipio e appartenente al servizio competente per materia. A tale funzionario spetta il compito di:
- Redigere e conservare i verbali delle sedute della Commissione fino al momento del loro deposito presso l’Ufficio Consiglio e Commissioni
- Preparare tutti gli atti necessari per l’attività della Commissione
- Procedere alla stesura materiale delle proposte di delibera o di risoluzione di loro competenza da sottoporre all’esame del consiglio
- Registrare l’ora di inizio e di chiusura dei lavori della Commissione
- Registrare la presenza e l’assenza dei Commissari assegnati alla Commissione
- Registrare la presenza dei Commissari in sostituzione degli assenti
- Registrare la presenza dei Commissari che si dovessero aggiungere nel corso dei lavori della Commissione
- Registrare l’eventuale allontanamento di un Consigliere dalla seduta
- Prendere nota della partecipazione dei Consiglieri che non fanno parte della Commissione stessa, ma altresì presenti
- Prendere nota della presenza dei Funzionari del Municipio o altri invitati per l’audizione durante i lavori della Commissione
- Prendere nota se vi sia presente pubblico che assiste ai lavori della Commissione stessa
9. In caso di assenza del funzionario il Presidente della Commissione, o chi ne fa le veci, contatta l’Ufficio Consiglio e Commissioni al fine di sopperire all’assenza. Nel caso in cui non sia possibile reperire un verbalizzante, la Commissione autonomamente potrà redigere il verbale e depositarlo all’Ufficio Consiglio e Commissione.
10. Copia dei verbali è trasmessa, a cura del Segretario della Commissione, al Presidente del Consiglio Municipale entro cinque giorni dalla loro approvazione che, di norma è effettuata entro il termine di trenta giorni dalla seduta cui si riferisce.
I verbali riportano sinteticamente i punti essenziali della discussione, il testo degli atti esaminati, le decisioni adottate con la specificazione se i pareri espressi dalle Commissioni siano favorevoli o contrari, e se resi all'unanimità o a maggioranza. Ogni Consigliere può chiedere che le sue dichiarazioni vengano inserite integralmente nel verbale.
11. A ciascuna Commissione è inoltre assegnato, se possibile, su richiesta nominativa del Presidente, un dipendente, con il compito di collaborare con il Presidente ed i membri della Commissione nei rapporti con le altre istituzioni comunali e gli uffici dell’Amministrazione.
12. Il Presidente del Consiglio Municipale riunisce periodicamente, di propria iniziativa o su richiesta di almeno un terzo dei Presidenti delle Commissioni, i Presidenti medesimi, al fine di armonizzare il programma di lavoro del Consiglio con quello delle Commissioni.
13. Le Commissioni, hanno facoltà di avvalersi, in via temporanea, quando la trattazione di particolari problemi lo richieda, di membri esterni esperti in materia, in via prioritaria, dipendenti dell’Amministrazione Comunale.
14. Le sedute delle Commissioni si svolgono di norma in una sede del Municipio, previa disponibilità dei locali. Tuttavia il Presidente della Commissione, quando l'oggetto della seduta o altre motivate esigenze lo richiedano, può convocare la Commissione in luogo diverso da quello usuale, con diversa ubicazione, anche all'esterno della sede del Municipio.
15. Le Commissioni possono disporre l’audizione di Dirigenti del Comune, di responsabili degli enti gestori di servizi pubblici comunali, di enti, aziende e istituzioni partecipate dal Comune o da esso istituiti nonché dei componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali. Possono altresì essere ascoltati rappresentanti sindacali, rappresentanti di organizzazioni, associazioni ed enti ed acquisire pareri ed osservazioni da esperti, cittadini e formazioni sociali che vorranno prestare gratuitamente la propria attività.
1. Tutte le proposte di deliberazione di competenza del Consiglio - corredate dei prescritti pareri - sono preventivamente esaminate dalle competenti Commissioni Consiliari.
2. Al termine dell’esame, il Presidente può nominare un relatore tra i componenti della Commissione, che presenterà la relazione al Consiglio in forma scritta o orale.
3. Quando la proposta concerne più materie o materie di competenza di più Commissioni, il Presidente dell’Assemblea, tramite la Segreteria del Consiglio, trasmette la stessa alle Commissioni interessate che possono riunirsi anche in seduta congiunta.
5. Le relazioni scritte debbono essere allegate alle proposte di deliberazione e trasmesse alla Segreteria del Consiglio almeno tre giorni prima della seduta in cui dovranno essere discusse.
1. In casi di particolare complessità ovvero per ragioni di speditezza dell’azione, il Consiglio - su proposta del Presidente o su richiesta sottoscritta da almeno tre Presidenti di Gruppo o da cinque Consiglieri - può decidere di demandare alla Commissione Consiliare Permanente competente per materia, la formulazione di una proposta di deliberazione.
2. Con la decisione di assegnazione alla Commissione, il Consiglio stabilisce altresì i criteri informatori della proposta, fissa il termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione anche ad iniziativa delle Consigliere e dei Consiglieri che non ne facciano parte nonché il termine, non inferiore a dieci giorni e non superiore a trenta, per il deposito della proposta presso la Segreteria del Consiglio.
3. La proposta di deliberazione, nel testo formulato in sede redigente e corredato di relazioni scritte di Maggioranza e di Opposizione, è trasmessa, dalla Segreteria del Consiglio, alle singole Consigliere e ai singoli Consiglieri, con le stesse modalità di cui all’articolo 27, per le osservazioni o le modifiche che intendono apportare. Tali osservazioni o modifiche debbono pervenire alla Commissione, per il tramite della Segreteria del Consiglio, entro il termine di sette giorni. Gli eventuali emendamenti, così come pervenuti, saranno votati con apposito ordine del giorno in seno alla Commissione stessa.
4. La proposta, approvata in via definitiva in Commissione e corredata dalle relazioni scritte di Maggioranza e di Opposizione, è sottoposta - previa determinazione della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari - a votazione del Consiglio senza discussione e senza la possibilità di proporre ulteriori emendamenti. Hanno diritto di intervenire, per un tempo massimo di cinque minuti ciascuno, i relatori e il Presidente del Municipio o un Assessore a nome della Giunta. Gli interventi per dichiarazione di voto sono ammessi con le modalità e i limiti di tempo stabiliti dal presente regolamento.
1. Il Presidente del Municipio trasmette al Presidente del Consiglio, mediante deposito presso la Segreteria del Consiglio che provvede ad inviarli alle competenti Commissioni Consiliari, atti di stipula di accordi di programma pervenuti al Municipio dal Comune di Roma.
1. Quando un terzo dei Consiglieri ne presenti richiesta motivata, il Consiglio nomina nel proprio interno, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta, una Commissione di indagine sulla questione sollevata che deve comunque rientrare nell’ambito dell’attività dell’Amministrazione, fissando altresì un congruo termine entro il quale la Commissione dovrà presentare una relazione scritta al Consiglio. Per la composizione e il funzionamento delle Commissioni di indagine si applicano, in quanto compatibili, le norme del presente Regolamento riferite alle Commissioni Permanenti.
2. Le Commissioni Permanenti o Speciali possono svolgere indagini conoscitive su questioni di propria competenza, informandone il Presidente del Municipio e il Presidente del Consiglio. La relazione conclusiva sull’indagine svolta è trasmessa al Presidente del Municipio e al Presidente del Consiglio e, tramite quest’ultimo, a tutti i Consiglieri.
3. Tanto nel corso di indagini conoscitive quanto in sede di esame di una proposta di deliberazione, le Commissioni possono disporre l’audizione di dirigenti del Comune, di responsabili degli enti gestori di servizi pubblici comunali, di enti, aziende e istituzioni partecipate dal Comune o da esso istituiti nonché dei componenti del Consiglio di Amministrazione dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali. Possono altresì essere ascoltati rappresentanti di organizzazioni, associazioni ed enti ed acquisiti pareri od osservazioni da esperti, cittadini e formazioni sociali.
4. Le Commissioni possono approvare risoluzioni sulle materie di propria competenza, trasmettendone il testo al Presidente del Consiglio e, tramite questi, ai Presidenti dei Gruppi Consiliari.
5. Le petizioni popolari rivolte al Consiglio sono assegnate dal Presidente del Consiglio alla competente Commissione Consiliare.
6. Il Presidente trasmette alle Commissioni competenti per materia le relazioni ed i pareri proposti dalle Consulte e dagli osservatori previsti dallo Statuto di Roma Capitale, anche al fine dell’elaborazione di conseguenti eventuali proposte di deliberazione.
1. Entro venti giorni dall’insediamento del Consiglio, il Presidente procede alla convocazione della Commissione delle Elette composta, a norma dello Statuto Comunale, dalle Consigliere facenti parte del Consiglio medesimo, in accordo con la Conferenza dei Capi Gruppo.
2. Per il funzionamento della Commissione delle Elette si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni regolamentari riguardanti le Commissioni Consiliari Permanenti.
3. Le proposte di deliberazione formulate dalla Commissione delle Elette su questioni aventi attinenza con la condizione femminile sono trasmesse al Presidente del Consiglio, al Presidente del Municipio, all’Assessore competente per materia ed agli Uffici che si pronunciano in merito entro quindici giorni dalla ricezione. La Commissione delle Elette, quando ritenga che una proposta di deliberazione assegnata ad una Commissione Consiliare Permanente o speciale presenti aspetti di proprio specifico interesse, ne richiede l’immediata trasmissione e può esprimere un parere in proposito entro dieci giorni dalla trasmissione.
4. La Commissione delle Elette:
a) svolge una azione di promozione di politiche di pari opportunità;
b) vigila, collaborando con il Presidente del Municipio, sulla corretta attuazione nell’Amministrazione comunale, negli enti, aziende ed istituzioni partecipate a maggioranza dal Comune o da esso istituiti, della legislazione statale e regionale nonché dello Statuto comunale in materia di pari opportunità;
c) promuove la presentazione di candidature femminili per le nomine e le designazioni di competenza del Municipio.
5. La Commissione presenta, entro il termine del 31 dicembre di ciascun anno, una relazione scritta al Consiglio sull’attività svolta.
6. La Commissione delle Elette stabilisce le modalità con le quali potrà avvalersi del contributo di associazioni di donne, di movimenti rappresentativi delle realtà sociali, culturali, scientifiche, lavorative, sindacali e imprenditoriali nonché di esperte della condizione femminile.
7. La Commissione delle Elette può altresì promuovere incontri pubblici su singole tematiche connesse alla condizione femminile.
1. Entro quarantacinque giorni dall’insediamento del Consiglio, il Presidente del Consiglio Municipale procede, con apposita disposizione, alla nomina della Commissione Consiliare Speciale di Controllo, Garanzia e Trasparenza, presieduta da una Consigliera o da un Consigliere dell’Opposizione.
2. La Commissione, costituita oltre che dal Presidente e da due Vice Presidenti, da una Consigliera o da un Consigliere in rappresentanza di ciascun Gruppo Consiliare, è nominata sulla base delle designazioni effettuate dai Presidenti dei Gruppi Consiliari, in accordo con la Conferenza dei Capi Gruppo. Il Presidente della Commissione ed un Vice Presidente sono nominati su designazione comune dei Presidenti dei Gruppi della Opposizione; l’altro Vice Presidente su designazione comune dei Presidenti dei Gruppi della Maggioranza.
3. Al fine della nomina di cui al precedente comma 2, i Presidenti di ciascun Gruppo rendono note le designazioni al Presidente del Consiglio entro trenta giorni dall’insediamento del Consiglio.
4. Ai fini del presente articolo e dell’attribuzione della Presidenza della Commissione, sono considerati appartenenti alla Opposizione i Gruppi che:
a) sono espressione di liste che non hanno validamente concorso, mediante reciproca dichiarazione di collegamento al candidato eletto Presidente del Municipio, al primo turno ovvero al turno di ballottaggio per effetto di successivo apparentamento, all’elezione del Presidente del Municipio e che quindi non hanno partecipato all’assegnazione del premio di maggioranza previsto dalla legge;
b) sono espressione di liste che pur avendo validamente concorso, mediante reciproca dichiarazione di collegamento al candidato eletto Presidente del Municipio, al primo turno ovvero al turno di ballottaggio per effetto di successivo apparentamento, all’elezione del Presidente del Municipio, non hanno partecipato all’assegnazione del premio di maggioranza in quanto altra lista o altro gruppo di liste non collegate al Presidente del Municipio, eletto al primo turno o al turno di ballottaggio, hanno superato, al primo turno, il 50 per cento dei voti validi.
5. Sempre ai fini di cui al precedente comma 4, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari si determina in merito all’appartenenza all’Opposizione di Gruppi che pur in presenza delle condizioni di cui alla precedente lettera a), nel successivo corso del mandato abbiano formalmente dichiarato di voler sostenere l’azione del Presidente del Municipio e della Giunta ed organicamente offrano in Consiglio sostegno ad essa o i cui rappresentanti eletti nelle liste di cui sono espressione entrino a far parte della Giunta con l’adesione del Gruppo.
6. La Commissione svolge funzioni di controllo e garanzia in materia di:
a) esercizio del diritto di iniziativa deliberativa delle Consigliere e dei Consiglieri Municipali e di richiesta di convocazione del Consiglio;
b) sussistenza delle condizioni di effettiva conoscibilità di notizie ed informazioni, ivi comprese quelle relative alle proposte di deliberazione ed alle altre questioni all’ordine del giorno del Consiglio, utili all’espletamento del mandato, con particolare riferimento all’accesso agli atti in possesso degli uffici comunali nonché degli enti e delle aziende dipendenti o controllate dal Comune di Roma;
c) prerogative delle singole Consigliere e dei singoli Consiglieri in merito allo svolgimento delle attività di sindacato ispettivo disciplinate dal presente regolamento, ivi compreso il rapporto con i componenti della Giunta chiamati a riferire in Commissione su questioni di interesse del Consiglio ovvero a fornire risposta ad interrogazioni e interpellanze;
d) attuazione degli indirizzi, delle mozioni e degli ordini del giorno approvati dal Consiglio e verifica del rispetto degli impegni, in essi contenuti, al compimento di atti o all’adozione di iniziative di competenza del Presidente e della Giunta del Municipio;
e) garanzie previste a favore delle Consigliere e dei Consiglieri per i casi di contestazione in ordine a questioni concernenti l’ineleggibilità e la incompatibilità con la carica elettiva ricoperta nonché per i casi che comportino la decadenza o la comminazione delle sanzioni previste per il mancato adempimento degli obblighi di pubblicità della situazione patrimoniale dei Consiglieri;
f) osservanza degli adempimenti stabiliti da disposizioni statutarie e regolamentari per l’esercizio dell’iniziativa popolare degli atti di competenza del Consiglio e della Giunta nonché previsti in relazione alla presentazione di interrogazioni, interpellanze e petizioni da parte dei Consiglieri e degli appartenenti alla comunità cittadina, ivi compreso l’invio delle risposte a tutti i Consiglieri;
g) attuazione degli istituti per la partecipazione dei Municipi ai procedimenti deliberativi e all’attività del Assemblea Capitolina, ivi compreso l’intervento dei Presidenti dei Municipi o dell’Assessore da essi delegato alle riunioni delle Commissioni Consiliari e del Consiglio;
h) procedimenti di nomina e designazione di rappresentanti del Consiglio e del Municipio ai fini della loro corrispondenza agli indirizzi generali ed agli obiettivi programmatici Municipali. A tale scopo la Commissione dovrà avere in via preventiva il prospetto di tutte le nomine di competenza dell’Amministrazione da effettuarsi nel corso della consiliatura. La Commissione ha accesso agli atti del procedimento per la nomina o designazione ai fini dell’avvenuta corretta applicazione degli indirizzi definiti dal Consiglio;
i) pubblicazione nei siti informatici dell’Amministrazione, entro trenta giorni, dalla rispettiva adozione, dei provvedimenti degli organi del Municipio;
l) pubblicità e trasparenza delle procedure amministrative con particolare riguardo a quelle concorsuali a rilevanza esterna, bandi di gara, di concorso, di affidamento di servizi o di gestione d’impianti, nonché, nell’ambito dei servizi pubblici locali, con particolare riguardo alla procedura di selezione dei modelli organizzativi e gestionali per la formazione di società miste pubblico-privato.
7. Ai fini del precedente comma ed in relazione alle funzioni esercitate, la Commissione riferisce dell’attività svolta al Presidente del Consiglio Municipale e presenta al Consiglio relazioni semestrali. Può inoltre sottoporre alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi consiliari, nelle materie di cui al comma precedente, la proposta di specifiche iniziative deliberative.
8. La Commissione ha accesso a tutti gli atti utili all’esercizio delle proprie competenze.
9. Fatte salve le diverse disposizioni recate dal presente articolo, per il funzionamento della Commissione Consiliare Speciale di Controllo e Garanzia si applicano, in quanto compatibili, le norme regolamentari riguardanti le Commissioni Consiliari Permanenti.
1. Il Consiglio può istituire Commissioni Speciali per la trattazione di particolari argomenti, quando ne faccia richiesta almeno un quarto dei Consiglieri. La deliberazione consiliare istitutiva indica il numero dei componenti della Commissione Speciale ed il termine entro il quale la Commissione dovrà concludere i propri lavori. Tale termine può essere prorogato, per non più di una volta, su richiesta motivata del Presidente della Commissione Speciale.
2. Il Presidente del Consiglio procede alla nomina dei componenti la Commissione, nel rispetto delle designazioni dei Gruppi ed in modo da rispecchiare la proporzione dei Gruppi medesimi.
3. Per il funzionamento delle Commissioni Speciali si applicano, in quanto compatibili, le norme regolamentari relative alle Commissioni Permanenti.
4. Le funzioni di segreteria delle Commissioni Speciali sono assicurate da dipendenti in servizio presso gli uffici istituzionalmente competenti nelle materie affidate alle medesime Commissioni.
Articolo 91 - Pubblicità delle sedute
1. Le sedute delle Commissioni sono pubbliche salvo i casi in cui la Commissione medesima, con deliberazione motivata adottata a maggioranza assoluta, decida di adunarsi in seduta segreta per la tutela della riservatezza di persone, gruppi o imprese.
2. Delle sedute segrete è redatto un verbale sintetico, a cura del Direttore del Municipio, con l’annotazione degli argomenti trattati, dei Consiglieri intervenuti e delle deliberazioni adottate.
3. È sempre autorizzata, salvo diverse disposizioni di Legge, qualsiasi forma di registrazione, ripresa televisiva o fotografica, nonché il resoconto delle sedute della Commissione.
Copia dei verbali delle sedute della Commissione, delle deliberazioni e di qualsiasi atto sottoposto al voto, alla discussione e all'esame dei Consiglio stesso, può essere rilasciata a chiunque ne faccia richiesta scritta e motivata.
Articolo 92 - Disciplina dei Consiglieri
1. I Consiglieri devono tenere in Commissione un comportamento consono all’istituzione.
2. Se un Consigliere turba l’ordine o pronuncia parole sconvenienti, il Presidente lo richiama.
3. Dopo un secondo richiamo all’ordine nella stessa seduta, il Presidente può disporre l’esclusione del Consigliere dall’Aula per tutto il resto della seduta e, nei casi più gravi, la censura. Se un Consigliere si rifiuta di ottemperare all’invito di lasciare l’aula, il Presidente sospende la seduta ed impartisce le istruzioni necessarie affinché la disposizione sia eseguita.
4. Anche indipendentemente da precedenti richiami, la esclusione o la censura possono essere disposte dal Presidente quando un Consigliere provochi tumulti o disordini nell’Assemblea o trascorra ad oltraggio o passi a vie di fatto.
Articolo 93 - Disciplina delle sedute delle Commissioni
1. I poteri necessari per garantire l’ordine nell’aula durante le sedute delle Commissioni spettano al Presidente.
2. Oltre al Direttore del Municipio, o suo delegato, ai funzionari e al personale che svolgono funzioni di segreteria e di assistenza alla Commissione, nessuna persona estranea può avere accesso durante la seduta nella parte dell’aula riservata alla Commissione. Il Presidente, a seconda delle esigenze, può autorizzare la presenza di altre persone.
4. La forza pubblica non può entrare nella parte dell’aula riservata alla Commissione se non per ordine del Presidente e dopo che sia stata sospesa o tolta la seduta.
5. Il Presidente assicura l’ordinato svolgimento della seduta.
6. È vietato, salvo che sia disattivato il sistema di suoneria, ricevere chiamate ad apparecchi di telefonia mobile.
Articolo 94 - Disciplina del pubblico
1. Il Presidente assicura l’ordine nella parte dell’aula riservata al pubblico avvalendosi, ove necessario, dell’assistenza del funzionario del Corpo di Polizia Municipale, il quale impartisce gli ordini necessari agli agenti in servizio. Il Presidente, in presenza di pubblico, da preventivamente lettura del presente articolo.
6. Il Presidente può, sentito il funzionario in servizio del Corpo di Polizia Municipale ed eventuali diretti testimoni, prendere provvedimenti di esclusione dall’aula, per un periodo da uno a tre mesi, nei confronti di cittadini che si siano resi responsabili di tumulti durante le sedute della Commissione.
Articolo 95 - Tumulti nell’aula
Articolo 96 - Scrutatori in Aula Consigliare
Articolo 96 – Scrutatori in Aula Consigliare
1. Al fine di assicurare il regolare andamento dei lavori dell’Assemblea, il Presidente del Consiglio è coadiuvato da tre Scrutatori da lui nominati all’inizio dei lavori dell’Assemblea. In particolare, gli Scrutatori assistono il Presidente:
a) nello svolgimento delle operazioni di voto del Consiglio e del successivo scrutinio;
b) nella verifica del rispetto dei tempi stabiliti;
c) nella raccolta degli ordini del giorno e degli altri documenti sottoposti all’Aula;
d) nella vigilanza sulla corretta espressione del voto;
2. Nel corso della seduta il Presidente, in caso di assenza o temporaneo impedimento di uno o di più Scrutatori, procede alla loro sostituzione con la nomina di nuovi Scrutatori.
Art. 97 Gli Atti del Consiglio
1. Gli atti attraverso i quali vengono formalizzate le decisioni, le determinazioni, gli intenti, le manifestazioni di giudizio, di controllo ed indirizzo, i pareri, le valutazioni e le esigenze di chiarimento del Consiglio del Municipio sono:
a. le deliberazioni,
b. le risoluzioni,
c. le mozioni,
d. gli ordini del giorno
art. 98 Deliberazioni
1. le Deliberazioni sono atti di governo e di indirizzo politico-amministrativo che costituiscono lo strumento attraverso il quale il Consiglio del Municipio esercita le proprie funzioni sulle materie attribuite alla propria competenza, ai sensi delle leggi, dello Statuto di Roma Capitale e dei regolamenti vigenti.
Art. 99 Risoluzioni
1. Le Risoluzioni sono atti di governo e di indirizzo politico-amministrativo che costituiscono lo strumento attraverso il quale il Consiglio del Municipio svolge attività consultiva, propositiva (formulazione di proposte agli enti competenti) e di indirizzo su problemi di interesse del Municipio.
2. Le interrogazioni ed interpellanze del Consiglio municipale al Sindaco sono espresse in forma di risoluzione.
Art. 100 Mozioni
1. La mozione è un atto, deliberato dal Consiglio del Municipio, che ha per oggetto una manifestazione di giudizio, valutazione ed apprezzamento su questioni di interesse municipale che impegna il Presidente o la Giunta del Municipio al compimento di specifici atti o all’adozione di iniziative volte a rappresentare nelle sedi opportune le istanze espresse.
2. La mozione è altresì un atto che definisce orientamenti politico-amministrativi del Consiglio del Municipio, relativamente a questioni generali di interesse municipale, e che impegna il Presidente o la Giunta del Municipio ad azioni coerenti con tali orientamenti.
Art. 101 Ordini del giorno
1 - L’ordine del giorno è un atto di rappresentanza politica di iniziativa consiliare, relativo anche a temi che non riguardano specifici interessi municipali.
2 - Il Consiglio del Municipio non può discutere o deliberare su alcuna proposta o questione che non sia iscritta all’ordine del giorno della seduta, eccezion fatta per le sole proposte di cui al comma 8 del presente articolo.
3 - L’ordine del giorno è costituito dalle proposte di deliberazione di iniziativa dei soggetti titolari in ragione di fonti legislative, statutarie o regolamentari, dagli argomenti da trattare su materie appartenenti alla competenza dell’Assemblea, dalle mozioni, dalle interpellanze ed interrogazioni.
4 - Il Presidente del Consiglio, una volta formalizzati presso l’Ufficio Consiglio e Commissioni gli atti di cui al comma precedente, iscrive i medesimi, fatti salvi i termini necessari per la relativa notifica, all’ordine del giorno delle sedute del Consiglio del Municipio in coerenza con la programmazione dei lavori.
Il Presidente ha facoltà di iscrivere all’ordine del giorno proposte di atti consiliari o argomenti ritenuti indifferibili o urgenti in relazione a motivate ed accertate scadenze.
5 - Gli atti di cui al comma 3 del presente articolo rimangono iscritti all’ordine del giorno sino alla loro trattazione, ovvero vengono depennati su disposizione del Presidente allorché tutti i proponenti ne chiedano il ritiro.
6 - Il Consiglio si riunisce su convocazione del Presidente quando, con domanda scritta presentata presso l’Ufficio Consiglio e Commissioni, lo richieda almeno un quinto dei Consiglieri. La data della riunione del Consiglio per la trattazione degli argomenti proposti, dovrà essere compresa entro i venti giorni successivi alla data della richiesta. Nel caso si richieda la presenza del Sindaco o degli Assessori comunali preposti, il Consiglio deve tenersi entro trenta giorni dalla richiesta.
7 - La seduta del Consiglio, di cui al comma precedente, potrà essere interamente dedicata alla trattazione dei temi richiesti quando il Presidente accolga le motivazioni addotte dai richiedenti. In caso contrario il Presidente, in apertura di Consiglio motiva la propria decisione.
8 - Per le proposte che abbiano per oggetto una manifestazione di intenti o di giudizio, su eventi o provvedimenti che interessino anche indirettamente gli appartenenti alla comunità cittadina, che abbiano carattere di speciale urgenza e rilevanza e che non impegnino il bilancio municipale né modifichino le norme vigenti, non è necessaria la preventiva iscrizione all’ordine del giorno. La manifestazione di intenti, redatta in forma di mozione e sottoscritta da almeno un Consigliere, è sottoposta al Presidente che ne dà comunicazione al Consiglio all’inizio di seduta. Il Consiglio, sentite le dichiarazioni di voto, ne decide o meno la trattazione al termine degli argomenti iscritti all’ordine del giorno. In caso di voto contrario del Consiglio, la mozione sarà portata in esame della Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari.
Art.102 Presentazione e istruttoria delle deliberazioni
1. Le deliberazioni di competenza del Consiglio possono essere proposte dal Presidente del Municipio, dalla Giunta, dalle Commissioni Consiliari, dalle singole Consigliere e dai singoli Consiglieri, dal Consigliere Aggiunto, dalle Consulte previste dallo Statuto di Roma Capitale e dai cittadini, secondo le prescrizioni statutarie e regolamentari
2. Tutte le proposte di deliberazione vengono depositate presso l’Ufficio Consiglio e Commissioni, il quale, dopo la verifica della documentazione allegata e dopo averne acquisito i pareri di cui all’art. 49 del T.U.E.L., provvede alla contestuale protocollazione e trasmissione al Presidente del Consiglio, al Presidente del Municipio, all’Assessore competente e al Presidente della relativa Commissione.
3. Il Presidente dichiara irricevibili le proposte redatte in termini ingiuriosi o sconvenienti e, acquisito il parere del Direttore del Municipio, quelle non di competenza del Consiglio.
4. L’Assessore competente dovrà esprimere alla Commissione, per iscritto, ovvero relazionando direttamente in sede di Commissione, le proprie osservazioni, non vincolanti, entro quindici giorni dalla ricezione, producendo, altresì, la relativa documentazione.
5. Trascorso detto termine, la Commissione, entro i successivi quindici giorni, esprime, comunque, il proprio preventivo parere di competenza prima dell’iscrizione all’ordine del giorno del Consiglio Municipale.
6. Il Presidente del Consiglio dispone l’iscrizione delle proposte all’ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio o, comunque, non oltre i trenta giorni dalla protocollazione.
7. Nei casi d’urgenza il Presidente può chiedere al Presidente del Consiglio di assegnare alla Commissione un termine ridotto comunque non inferiore a 24 ore. Decorso il termine assegnato si prescinde dal parere.
8. Il Consiglio del Municipio può sospendere l’esame di quelle proposte non trasmesse per motivi di somma urgenza all’esame della Commissione, incaricando il Presidente del Consiglio della trasmissione e della fissazione dei termini per l’espressione del parere.
9. Ove in fase di istruttoria emergano dubbi, il Presidente del Consiglio, il Presidente del Municipio e la Giunta possono trasmettere l’atto al Direttore del Municipio per il supporto di assistenza giuridico-amministrativa previsto dalla normativa vigente. Il provvedimento che contrasti con la legislazione vigente è rinviato al proponente per eventuali modifiche.
Art. 103 Proposte di deliberazione comunali di iniziativa del Municipio
1. Il Consiglio municipale può deliberare, esercitando il potere di iniziativa attribuitogli della normativa vigente, di presentare proposte di deliberazione riguardante materie di competenza del Assemblea Capitolina affinchè questo le deliberi in osservanza a quanto previsto dallo Statuto e dai regolamenti comunali.
2. Le deliberazioni di proposte di deliberazione comunale di iniziativa del Municipio sono approvate con la maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio Municipale e trasmesse, a cura del Presidente, alla Segreteria del Assemblea Capitolina.
Art. 104 Proposte del Presidente del Municipio o della Giunta
1. Le proposte di deliberazione di iniziativa del Presidente del Municipio o della Giunta sono trasmesse dagli stessi al Presidente del Consiglio mediante deposito presso la Segreteria del Consiglio che provvede ad inviarle tempestivamente alle competenti Commissioni Consiliari prima dell’esame da parte del Consiglio.
2. La Commissione esprime il proprio parere entro il termine perentorio di quindici giorni dalla ricezione, salvo richiesta di proroga motivata da parte del Presidente di Commissione.
3. Nei casi d’urgenza il Presidente può chiedere al Presidente del Consiglio di assegnare alla Commissione un termine ridotto comunque non inferiore a ventiquattro ore. Decorso il termine assegnato si prescinde dal parere.
4. Il Consiglio del Municipio può sospendere l’esame di quelle proposte non trasmesse per motivi di somma urgenza all’esame della Commissione, incaricando il Presidente del Consiglio della trasmissione e della fissazione dei termini per l’espressione del parere.
Art. 105 Immediata eseguibilità delle Deliberazioni
1. Nel caso di urgenza il Consiglio del Municipio, su proposta del Presidente o del relatore, può dichiarare immediatamente eseguibile una propria deliberazione, con il voto favorevole espresso dalla maggioranza assoluta dei suoi componenti.
Art. 106 Presentazione e istruttoria delle Risoluzioni
1. Tutte le proposte di Risoluzione vengono protocollate presso l’Ufficio Consiglio e Commissioni e contestualmente trasmesse al Presidente del Consiglio, al Presidente del Municipio, all’Assessore competente e al Presidente della competente Commissione, la quale, entro il termine di quindici giorni dalla ricezione, procederà al relativo esame istruttorio e preventivo parere.
2. Le proposte di Risoluzione verranno iscritte all’ordine del giorno del Consiglio del Municipio alla prima seduta utile e comunque entro quindici giorni dalla espressione del parere da parte della relativa Commissione.
Art. 107 Presentazione e istruttoria delle Mozioni
1. Le Mozioni di iniziativa consiliare sono presentate in forma scritta dai singoli Consiglieri, dai Gruppi Consiliari, dalle Commissioni Consiliari presso l’Ufficio Consiglio e Commissioni , e sono iscritte dal Presidente del Consiglio all’ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio Municipale e comunque entro trenta giorni dalla data di presentazione.
2. Le Mozioni di iniziativa popolare e delle Consulte sono iscritte dal Presidente del Consiglio, previo esame da parte della Commissione competente, all’ordine del giorno di una seduta del Consiglio Municipale da tenersi entro trenta giorni dalla data del loro deposito presso l’Ufficio Consiglio e Commissioni.
Art. 108 Presentazione e votazione di ordini del giorno
1. Ciascun Consigliere può presentare ordini del giorno depositandone il testo scritto e firmato:
a) al banco del Presidente prima, nel corso o alla chiusura della discussione consiliare, quando riguardino temi affrontati da proposte di atti consiliari o da argomenti iscritti all’ordine del giorno della seduta del Consiglio.
b) in sede di Commissione su argomenti iscritti all’ordine del giorno o su argomenti di competenza della Commissione stessa. In quest’ultimo caso, il Presidente della Commissione iscrive l’ordine del giorno presentato alla prima seduta utile.
c) negli altri casi, presso l’Ufficio Consiglio e Commissioni. Sono allora iscritti dal Presidente del Consiglio all’ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio Municipale e comunque entro quindici giorni dalla data di presentazione.
2. Gli ordini del giorno di cui al punto a. del precedente comma sono discussi e votati secondo l’ordine di presentazione al banco della presidenza, subito dopo la votazione degli emendamenti relativi alla proposta cui si riferiscono e immediatamente prima delle dichiarazioni di voto e della votazione finale della proposta medesimo.
3. Gli ordini del giorno di cui ai punti b. e c. del comma 1 sono discussi nel rispetto dell’ordine dei lavori previsto per la seduta del Consiglio cui sono iscritti. Gli ordini del giorno eventualmente presentati durante tale discussione sono posti ai voti subito dopo la votazione di quello cui si riferiscono.
4. Tali ordini del giorno sono votati secondo l’ordine di presentazione, subito dopo la chiusura della discussione. Uno dei presentatori può illustrare l’ordine del giorno per non più di cinque minuti. Sono ammesse dichiarazioni di voto per non più di tre minuti da parte di un Consigliere per ciascun Gruppo.
5. Quando il Presidente dichiari di accettare un ordine del giorno come raccomandazione, ed i presentatori acconsentano, l’ordine del giorno non è posto in votazione.
6. Quando lo richieda il Presidente ed i presentatori acconsentano, emendamenti presentati su una proposta di deliberazione possono essere trasformati in ordini del giorno. Tali ordini del giorno sono posti ai voti prima della votazione finale della proposta.
7. Nel corso della trattazione delle interrogazioni, interpellanze ed interrogazioni a risposta immediata, non essendo queste oggetto di discussione consiliare, non possono essere presentati ed approvati ordini del giorno ad esse relativi.
8. Gli ordini del giorno sono trattati esclusivamente nell’aula consiliare e possono essere rinviati all’esame delle commissioni soltanto con il parere positivo del proponente.
9. Agli ordini del giorno possono essere proposte correzioni al testo solamente da tutti i firmatari degli stessi o da quelli presenti in aula al momento della trattazione.
10. Non possono essere presentati sotto qualsiasi forma ordini del giorno contrastanti con deliberazioni già adottate dal Consiglio, salva diversa decisione in merito assunta dal Consiglio medesimo a maggioranza assoluta dei componenti; in tal caso gli ordini del giorno, se approvati, costituiscono atti di indirizzo per la modifica o revoca delle deliberazioni interessate che mantengono nel frattempo piena efficacia.
Art. 109 Istruttoria dei pareri
1. Tutte le richieste di parere, di cui al corrispettivo articolo del Regolamento per il Decentramento Amministrativo, pervengono al Presidente del Municipio il quale le inoltra contestualmente al Presidente del Consiglio, al Direttore del Municipio, all’Ufficio Consiglio e Commissioni e per il relativo esame istruttorio, al Presidente della Commissione interessata.
2. I pareri sono espressi dal Consiglio del Municipio con apposita deliberazione, acquisito il preventivo parere della competente Commissione municipale.
Art. 110 Nomine e designazioni di spettanza del Consiglio municipale
1. Il Consiglio del Municipio provvede alle nomine e designazioni di sua spettanza attraverso votazione segreta, a maggioranza relativa.
2. Ove non diversamente specificato da normative o regolamenti, il Consiglio Municipale, al ,momento della nomina specifica i limiti del mandato, la cui durata temporale non potrà superare i ventiquattro mesi.
3. In caso di nomine e designazioni di membri esterni al Consiglio municipale, questo potrà procedere alle nomine stesse solo dopo la pubblicazione dell’indicazione degli incarichi, contenente la specificazione dei requisiti richiesti ai candidati e le modalità per la presentazione della documentazione utile ai fini dell’accettazione e della valutazione delle proposte di candidatura.
4. Il Consiglio del Municipio può decidere di richiedere, con la stessa procedura di cui al precedente punto, proposte di designazione ad Associazioni, Comitati, Organizzazioni Sindacali e di Partito, Ordini professionali, Collegi, Istituti Universitari e di Ricerca, e altre forme organizzate di cittadini le cui finalità ed indirizzi sono collegati alle nomine e designazioni da effettuarsi.
Art. 111 Presentazione di interrogazioni e interpellanze
1. Le Consigliere e i Consiglieri possono presentare interrogazioni e interpellanze su argomenti che interessino, anche indirettamente, la vita e l’attività della comunità cittadina.
2. Interrogazioni ed interpellanze, rivolte al Presidente del Municipio o ad altri componenti della Giunta, sono presentate per iscritto e senza motivazione presso l’ufficio di Presidenza del Consiglio che provvede, per gli adempimenti conseguenti, a trasmetterne copia alla Segreteria del Consiglio.
3. Il Presidente del Consiglio può disporre che interrogazioni ed interpellanze relative a fatti od argomenti identici o strettamente connessi siano trattate congiuntamente.
4. Il Presidente del Consiglio dichiara irricevibili le interrogazioni ed interpellanze redatte in termini ingiuriosi o sconvenienti e, acquisito il parere del Direttore del Municipio, quelle non di competenza del Presidente del Municipio o degli Assessori.
1. L’interrogazione consiste nella semplice domanda fatta per sapere: se una determinata circostanza sia vera; se alcuna informazione su talun fatto sia pervenuta al Presidente del Municipio o alla Giunta; se tale informazione sia esatta; se la Giunta od il Presidente del Municipio intendano comunicare al Consiglio determinati documenti o abbiano preso o intendano prendere alcuna risoluzione su oggetti determinati; o comunque per sollecitare informazioni o spiegazioni sull’attività dell’Amministrazione municipale.
1. Le interrogazioni, nell’ordine di presentazione, sono poste all’ordine del giorno subito dopo la presentazione.
2. La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari può disporre che determinate sedute siano dedicate in tutto o in parte allo svolgimento di interrogazioni; in tal caso, le interrogazioni sono iscritte all’ordine dei lavori delle apposite sedute.
3. Il Presidente - previa intesa con il Presidente del Municipio o con il componente della Giunta interessato - iscrive all’ordine dei lavori le interrogazioni da trattare in apertura di seduta. La trattazione in aula deve avvenire comunque entro il termine di trenta giorni dalla presentazione.
4. Il Presidente del Municipio e gli Assessori hanno facoltà di rispondere a qualsiasi interrogazione con precedenza sulle altre, sempre che l’interrogante sia presente.
5. L’interrogazione si intende decaduta se l’interrogante non é presente in aula al momento della trattazione secondo l’iscrizione all’ordine dei lavori.
6. L’interrogante, o uno di essi ove siano più di uno, ha facoltà di illustrare l’interrogazione per non più di cinque minuti e può replicare, per non più di tre minuti, solo per dichiarare se sia o no soddisfatto della risposta il cui tempo non può eccedere i cinque minuti.
7. Con l’invio della risposta scritta ai presentatori prima della trattazione in Aula e senza pregiudizio della trattazione medesima ove sia richiesta dall’interrogante, l’interrogazione si intende trattata.
8. Il Presidente del Municipio e gli Assessori possono concordare con i presentatori che interrogazioni e interpellanze siano svolte nella Commissione competente per materia anziché in Consiglio. A tal fine ne danno comunicazione al Presidente del Consiglio che provvede a trasmettere gli atti al Presidente della Commissione. In tal caso la trattazione dell’interrogazione o dell’interpellanza avviene entro il termine di venti giorni dalla ricezione in Commissione.
1. Trascorsa un’ora dall’inizio della seduta, salvo il caso di cui al secondo comma del precedente articolo 115, il Presidente rinvia ad una seduta successiva le interrogazioni iscritte all’ordine dei lavori che non siano state svolte, ritirate, rinviate o dichiarate decadute.
1. Se una Consigliera o un Consigliere chiede che ad una sua interrogazione sia riconosciuto il carattere di urgenza, il Presidente, sentita la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi, può disporre che la interrogazione medesima sia iscritta all’ordine dei lavori della seduta successiva, con priorità su ogni altra interrogazione.
2. In presenza di più interrogazioni urgenti la priorità è determinata dall’ordine di presentazione.
1. Nel presentare un’interrogazione la Consigliera o il Consigliere dichiara se intende avere risposta orale o scritta. In questo ultimo caso, entro venti giorni, il Presidente del Municipio, od altro rappresentante della Giunta, trasmette la risposta scritta all’interrogante.
2. La risposta scritta è altresì trasmessa alla Segreteria del Consiglio perché sia inserita nel processo verbale della seduta immediatamente successiva.
3. Le interrogazioni con richiesta di risposta scritta non vengono inserite all’ordine del giorno del Consiglio e non possono essere trattate in Commissione e in Aula.
1. Il Presidente del Consiglio, d’intesa con la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari, stabilisce in quali sedute, possano essere trattate interrogazioni su questioni di indirizzo politico-amministrativo, raggruppate per materie omogenee, per le quali si chiede che la Giunta dia risposta immediata.
2. La prenotazione dell’intervento presentata per iscritto, mediante deposito presso la Segreteria del Consiglio, al Presidente del Consiglio, con indicazione adeguatamente circostanziata dell’argomento, almeno ventiquattro ore prima dell’ora di convocazione della seduta.
3. Il Presidente, all’inizio della seduta, informa il Consiglio del numero degli interventi prenotati e del loro raggruppamento secondo la tematica affrontata.
La Consigliera o il Consigliere ha tre minuti di tempo per illustrare l’interrogazione.
4. Le interrogazioni a risposta immediata devono consistere in una sola domanda, formulata in modo chiaro e conciso su un argomento di rilevanza generale, connotato da urgenza o particolare attualità politica.
5. Il Presidente decide in merito alla sussistenza dei requisiti richiesti per le interrogazioni a risposta immediata e, in caso di riscontrata carenza, anche parziale, dispone la trattazione delle interrogazioni in base alla procedura ordinaria di cui all’articolo 102, salvo diversa richiesta dell’interrogante.
6. Il Presidente del Municipio o gli Assessori interessati per materia sono tenuti a rispondere immediatamente alle interrogazioni loro rivolte contenendo la risposta nel termine di tre minuti.
Il presentatore dell’interrogazione ha facoltà di replicare per non più di due minuti.
7. Esclusivamente per obiettive necessità di atti istruttori, la risposta può essere differita entro il termine dei sette giorni successivi alla data di effettuazione dell’intervento. Scaduto infruttuosamente tale termine, il Presidente dispone che della mancata risposta sia fatta espressa menzione nel verbale della seduta.
8. È facoltà delle Consigliere e dei Consiglieri chiedere che le questioni sollevate con le interrogazioni a risposta immediata diventino, secondo modalità e tempi definiti dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari, oggetto di successivo dibattito consiliare.
9. Le interrogazioni svolte secondo la procedura del presente articolo non possono essere ripresentate come interrogazioni ordinarie.
Articolo 118 Contenuto e svolgimento delle interpellanze
1. L’interpellanza consiste nella domanda rivolta per iscritto al Presidente del Municipio o ad altri componenti della Giunta circa i motivi e gli intendimenti dell’azione della Giunta su questioni che riguardano determinati aspetti delle competenze politico-amministrative della Giunta stessa.
2. L’interpellante, o il primo degli interpellanti nel caso che questi siano più d’uno, ha facoltà di svolgere ed illustrare il contenuto della sua interpellanza per un tempo non eccedente i cinque minuti. Dopo le dichiarazioni del Presidente del Municipio o di altro rappresentante della Giunta per un tempo non superiore a cinque minuti, l’interpellante può replicare per non più di tre minuti.
1. Il Presidente riferisce trimestralmente al Consiglio sulla situazione relativa alle interrogazioni ed interpellanze presentate nel periodo che intercorre fra la data oggetto dell’ultima comunicazione e il trentesimo giorno precedente quella in atto. In particolare comunica al Consiglio:
a) il numero di interrogazioni ed interpellanze ripartite per componente della Giunta cui sono state indirizzate e per Gruppo Consiliare proponente;
b) quante hanno ottenuto risposta, secondo la medesima ripartizione di cui alla precedente lettera a);
c) a quante non è stato possibile rispondere per l’assenza dei proponenti, specificando il nominativo degli stessi.
Articolo 120 – Partecipazione dei cittadini
1. Il Municipio favorisce e promuove la partecipazione diretta dei cittadini residenti od operanti nel suo territorio attraverso:
a) Assemblee promosse dal Consiglio Municipale su temi di pubblico interesse fra i quali il Bilancio partecipato che possono svolgersi anche in luoghi pubblici esterni alla sede municipale.
Le Assemblee presiedute dal Presidente del Consiglio Municipale o da Consigliere appositamente delegato, dovranno essere opportunamente pubblicizzate per consentire la più ampia partecipazione
b) Consulte permanenti in tutti i settori nei quali al Municipio sono attribuite o delegate funzioni e in tutti quei settori in cui il Consiglio intende favorire la partecipazione e il confronto fra utenti, operatori e istituzioni.
2. Le Consulte sono istituite con apposito atto deliberativo del Consiglio Municipale e sono formate da rappresentanti di operatori, associazioni e utenti del settore, in numero non superiore a 15, e dalla Commissione Consiliare competente. Nella prima riunione, convocata dal Presidente del Consiglio Municipale e presieduta dallo stesso o dall'Assessore Municipale appositamente delegato, viene eletto a voto palese il Presidente della Consulta, tra i membri non appartenenti al Consiglio Municipale.
3. Le riunioni sono convocate dal Presidente del Consiglio Municipale o dal Delegato al settore.
4. Le Consulte si riuniscono su richiesta di 1/3 dei propri membri o su iniziativa degli organi del Municipio. Le riunioni delle Consulte sono pubbliche e il Consiglio Municipale deve affrontare nella seduta successiva e comunque non oltre 15 giorni i problemi evidenziati in eventuali Ordini del Giorno approvati dalla Consulta.
5. Il Municipio valorizza le associazioni e le organizzazioni del Volontariato. Esse possono collaborare alle attività ed ai servizi pubblici municipali, secondo gli indirizzi determinati dal Consiglio. A questo scopo il Municipio può consentire loro di accedere alle strutture ed ai servizi per iniziative di interesse collettivo secondo modalità determinate dal Consiglio Municipale.
6. Tutti i cittadini, singoli o associati, che sono chiamati a concorrere a forme di partecipazione promosse dal Municipio, debbono sottoscrivere apposito atto con cui si impegnano a svolgere la loro attività ed azione sempre nel rispetto dello Statuto di Roma Capitale.
1. Il Difensore Civico e il Vice Difensore Civico sono eletti e revocati dal Assemblea Capitolina secondo le norme dello Statuto e del Regolamento del Difensore Civico.
2. Le funzioni e i poteri del Difensore Civico nonché i suoi rapporti con il Consiglio Municipale sono disciplinati dal Regolamento del Difensore Civico.
3. Qualora il Difensore Civico trasmetta al Presidente del Consiglio pareri, proposte o relazioni che rivestano il carattere di urgenza, il Presidente del Consiglio, sentita la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi Consiliari, li assegna alla Commissione competente per materia, che li esamina non oltre dieci giorni dall’invio.
4. Il Presidente, quando ne facciano richiesta motivata almeno un quinto dei Consiglieri, dispone l’audizione del Difensore Civico in Consiglio.
Articolo 122 – Revisione del Regolamento
1. Le modifiche del Regolamento sono adottate con le modalità stabilite dallo Statuto di Roma Capitale.
2. L'iniziativa di revisione del presente Regolamento compete a ciascun Consigliere, compreso il Consigliere Aggiunto e alla Giunta del Municipio.
Articolo 123 – Rinvio
Per quanto non previsto nel presente Regolamento si fa riferimento alle disposizioni contenute nello Statuto di Roma Capitale; nei regolamenti deliberati dal Assemblea Capitolina, come il Regolamento del Consiglio e il Regolamento del Decentramento Amministrativo; alle leggi dello Stato come il T.U.E.L. (Testo Unico degli Enti Locali).In costruzione

References: Articolo 01

Articolo 02

Articolo 03

Articolo 04

Articolo 05

Articolo 06

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Articolo 08

Articolo 09

Articolo 10

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Articolo 109

Articolo 110

Articolo 111

Articolo 112

Articolo 113

Articolo 114

Articolo 115

Articolo 116

Articolo 117

Articolo 118

Articolo 119

Articolo 120

Articolo 121

Articolo 122

Articolo 123

Articolo 01

Articolo 02

Articolo 2

Articolo 15

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9
 articolo 5

Articolo 17

Articolo 43

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Articolo 34
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Articolo 47

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Articolo 69

Articolo 70

Articolo 71
e contrario

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Art. 106

Art. 107

Art. 108

Art. 109

Art. 110

Art. 111
 articolo 115

Articolo 118

Articolo 120

Articolo 122

Articolo 123