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Timestamp: 2016-12-11 02:12:34+00:00

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⭐MODELLO TEORICO CRITERI ADOTTATI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
MODELLO TEORICO CRITERI ADOTTATI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI
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1 MODELLO TEORICO CRITERI ADOTTATI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI EFFICACIA DEL METODO ADOTTATO La Valutazione dei rischi legati allo stress da lavoro-correlato (eseguita con Blumatica NoStress) si inscrive pienamente nei criteri di individuazione e gestione del rischio promosso dalla Direttiva CEE 89/391. Il processo di valutazione dei rischi adottato è 1. integrato, in quanto utilizza strumenti di analisi e valutazione oggettiva sia del contesto lavorativo sia dello stato di salute dei lavoratori in associazione con strumenti di assessment psicologico 2. partecipativo, in quanto coinvolge differenti soggetti impegnati nei processi lavorativi Tale scelta metodologica risponde alle esigenze concettuali ed operative insite nella peculiare natura dei rischi che si intendono valutare. Come sottolineato dall Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (2000), mentre relativamente al rischio fisico è possibile individuare quali sostanze o materiali rappresentino un pericolo incontestabile per la salute di ciascun lavoratore, in riferimento ai rischi legati allo stress lavoro correlato non si può attuare alcuna distinzione con la stessa certezza. Infatti, sebbene le ricerche ormai pluridecennali in ambito psicologico e medico abbiano individuato alcuni fattori del contesto e del processo lavorativi fortemente correlati al disagio psicofisico, è altrettanto vero che le variabili individuali e interpersonali mediano la percezione del malessere, rendendo complessa sia la stima della probabilità di esposizione al pericolo che la previsione del danno potenziale. Lo stress lavoro correlato è un processo determinato da più fattori interagenti riconducibili al contesto fisico specifico, all organizzazione e gestione del ciclo lavorativo, alle caratteristiche soggettive di ciascun lavoratore e all ambiente sociale. Pertanto, per valutare efficacemente i rischi legati allo stress lavorativo, si procede con l analisi di tutti i fattori citati. L intera procedura di valutazione si connota come ciclo di controllo del rischio, definito come il processo sistematico mediante il quale si identificano i pericoli, si analizzano e si gestiscono i rischi, si proteggono i lavoratori (Cox & Griffiths,1995). Tale ciclo si articola in sei fasi: 1. Individuazione dei pericoli 2. Valutazione dei rischi associati 3. Attuazione di strategie di controllo adeguate 4. Monitoraggio dell efficacia delle strategie di controllo 5. Ri-valutazione del rischio 6. Analisi delle esigenze di informazione e formazione dei lavoratori dipendenti esposti a rischio Pagina 12 PROBABILITA E DAN La metodologia adottata nella Valutazione dei Rischi (eseguita ai sensi del D. Lgs. 81/2008) tiene conto dei due fattori che intervengono in modo fondamentale nella valutazione dei rischi: la probabilità (P) e la gravità del danno (D). Infatti, dalla combinazione di questi ultimi, si ricava la matrice di rischio la cui entità è data dalla relazione: R = P X D Alla probabilità dell'evento (P) è associato un indice numerico rappresentato nella seguente tabella: PROBABILITA (P) VALORE 1 Improbabile 2 Poco probabile 3 Probabile 4 M. Probabile La gravità del danno viene stimata analizzando i sintomi. Alla gravità del danno (D) è associato un indice numerico rappresentato nella seguente tabella: DAN (D) VALORE 1 Lieve 2 Modesto 3 Grave 4 Gravissimo Pagina 23 IMPROBABILE POCO PROBABILE PROBABILE MOLTO PROBABILE DAN (D) MATRICE DEI RISCHI La matrice che scaturisce dalla combinazione di probabilità e danno è rappresentata nella figura successiva: GRAVISMO GRAVE MODESTO LIEVE RISCHIO RANGE PROBABILITA MOLTO BASSO (1 R 1) BASSO (2 R 4) MEDIO (6 R 9) ALTO (12 R 16) ENTITA DEI RISCHI E PRIORITA DEGLI INTERVENTI RISCHIO RANGE & TEMPI DI ATTUAZIONE MOLTO BASSO Miglioramenti da valutare in fase di programmazione 180 BASSO miglioramenti da applicare a medio termine 60 MEDIO Miglioramenti da applicare con urgenza 30 ALTO Miglioramenti da applicare immediatamente 0 AREA 1 (rischio MOLTO BASSO): Area in cui i pericoli potenziali sono scarsi o sufficientemente sotto controllo. AREA 2 (rischio BASSO): Area in cui è opportuno verificare che i pericoli potenziali individuati siano sotto controllo. AREA 3 (rischio MEDIO): Area in cui è necessario identificare e programmare misure di prevenzione e protezione finalizzate alla riduzione del rischio. AREA 4 (rischio ALTO): Area in cui è necessario identificare e programmare tempestivamente misure di prevenzione e protezione per ridurre sia la probabilità che il danno potenziale. In quest area sono presenti i rischi che si possono manifestare con notevole frequenza e con gravi conseguenze. Pagina 34 I METODI DI VALUTAZIONE Blumatica NoStress è il software in materia di stress lavoro correlato che si contraddistingue per rigorosità scientifica e avanguardia tecnologica degli strumenti utilizzati. E infatti l unico a vantare il supporto di uno strumento per la raccolta web dei dati soggettivi con validazione statistica e piena rispondenza alla normativa sulla privacy. Blumatica NoStress si plasma inoltre alle esigenze di ogni organizzazione: dalle piccole e medie imprese alle grandi realtà organizzative. Prevede infatti due metodologie di analisi in funzione della complessità e della tipologia dell azienda in esame. Metodo 1 Per realtà fino a 10 dipendenti e in assenza di fattori di rischio specifici (non sarà necessaria l analisi dei dati soggettivi) Metodo 2 Per grandi organizzazioni ove si renda indispensabile l indagine della percezione soggettiva mediante somministrazione di questionari La scelta del metodo viene proposta in automatico dal software mediante l utilizzo di una check list di pre-analisi. Metodo 1 Consente la valutazione dei rischi essenzialmente mediante la compilazione di apposite check list da parte del Datore di Lavoro a seguito di riunioni, colloqui o focus group con il medico, i referenti della sicurezza e, se possibile, con una rappresentanza di lavoratori. Per la valutazione della probabilità e del danno dei rischi analizzati viene effettuata un analisi oggettiva del contesto lavorativo, dei fattori potenzialmente stressogeni e dei sintomi di stress lavoro-correlati, come sinteticamente illustrato nella seguente tabella: DIMENI FATTORI STRUMENTI PROBABILITA D0 ANALI OGGETTIVA D1 FATTORI POTENZIALMENTE STRESSOGENI D3 EFFETTI DELLO STRESS Statistiche infortuni Assenteismo Sintomi aziendali Lavoratori in disagio Rischi particolari causa di stress Ambienti di lavoro Lavori notturni Lavoratori particolari Lavori in luoghi particolari Contesto lavorativo Processi lavorativi Relazioni interpersonali Clima organizzativo DAN Sintomi psicologici Sintomi fisiologici Sintomi comportamentali Osservazioni, statistiche, analisi documentale Check List Datore di lavoro Check List Datore di lavoro Pagina 45 STIMA DELLA PROBABILITA La probabilità, da intendersi come unico valore per le tre tipologie di rischio, si ricava dallo studio relativo alla dimensione Analisi Oggettiva. Stima Analisi Oggettiva La dimensione Analisi Oggettiva (D0) si esamina mediante l osservazione dei valori relativi a specifici elementi di carattere oggettivo riportati nella seguente tabella: STATISTICHE INFORTUNI Andamento indice frequenza In forte diminuzione In diminuzione stabile In aumento Valore Andamento indice di gravità In forte diminuzione In diminuzione Stabile In aumento Valore Per l elemento statistiche infortuni sarà calcolata la media aritmetica dei valori riferiti alle due domande. ASSENTEISMO Tasso di assenteismo In forte diminuzione In diminuzione stabile In aumento Valore NTOMI AZIENDALI Presenza di vertenze, procedure disciplinari, lamentele, ecc. Valore 4 1 LAVORATORI IN DISAGIO DA STRESS Presenza di soggetti sottoposti a sorveglianza sanitaria RISCHIO CAUSA DI STRESS Presenza di rischi specifici Valore 4 1 Valore 4 1 AMBIENTI DI LAVORO Giudizio di idoneità ai sensi dell allegato IV del D.Lgs. 81 Non idonei Poco idonei Abbastanza idonei Del tutto idonei Valore LAVORI TTURNI Presenza di lavori notturni Valore 4 1 LAVORATORI PARTICOLARI * Donne incinte o in allattamento Diversamente abili Persone con disturbi temporanei Persone con invalidità riconosciuta Giovani (età < 30 anni o esperienza < 1 anno) Lavoratori con età > 65 anni Immigrati Valore 4 1 La presenza di almeno un Sì assegnerà all elemento il Valore 4, altrimenti il valore 1 Pagina 56 LAVORATORI IN LUOGHI PARTICOLARI * Laboratori con uso di sostanze pericolose o con radiazioni Luoghi esterni per Vigilanza, Antincendio, Ordine pubblico Aree destinate a ciclo produttivo industriale (catene di montaggio) Spazi speciali (cunicoli, aree sotterranee, con temperature estreme, ecc) Su strada con uso di automezzi Su strada con uso di autocarri o carichi speciali Su strada con uso di portavalori La presenza di almeno un Sì assegnerà all elemento il Valore 4, altrimenti il valore 1 A contatto con l'utenza (sportelli, call center, ecc.) Luoghi a rischio rapina Luoghi contatto con l'utenza a rischio rapina A contatto con pazienti Con la custodia (responsabilità) di minorenni Valore 4 1 Gli elementi successivi prevedono tutti riposte con valori secondo lo schema riportato nella seguente tabella: Risposta Per nulla poco abbastanza tanto Valore CONTESTO LAVORATIVO Il microclima (umidità, temperatura, areazione, illuminazione) è adeguato. Gli ambienti di lavoro sono realizzati secondo i principi dell ergonomia. PROCES LAVORATIVI Il carico di lavoro giornaliero e le scadenze sono proporzionate alla capacità dei lavoratori. La formazione dei lavoratori è appropriata alla mansione che svolgono. Le procedure di gestione e assegnazione dei turni sono efficienti e chiare. Ai lavoratori vengono dati puntuali feedback (informazioni, riscontri) in merito ai loro risultati e alla qualità del lavoro svolto. L assegnazione dei compiti e delle responsabilità tra i lavoratori è chiara e trasparente. È previsto un percorso di avanzamento di carriera per tutti i lavoratori. Le opportunità di miglioramento della posizione lavorativa seguono criteri espliciti fondati sulla meritocrazia. RELAZIONI INTERPERSONALI Le relazioni tra i lavoratori e i superiori sono positive e supportive. Le relazioni tra i colleghi sono collaborative e amichevoli. Non sono presenti particolari conflitti né manifestazioni di aggressività o emarginazione tra i lavoratori. CLIMA ORGANIZZATIVO I dirigenti, ove possibile, coinvolgono i lavoratori nelle decisioni e tengono in considerazione il loro parere professionale sulle questioni lavorative. Tutti i lavoratori ricevono le informazioni e le risorse utili per il corretto svolgimento dei loro compiti. Lavoratori e dirigenti condividono obiettivi comuni e un forte senso di squadra. Tra lavoratori e dirigenti c è fiducia, lealtà e rispetto. Pagina 67 Calcolo della probabilità Il calcolo sarà eseguito analizzando i seguenti elementi: STATISTICHE INFORTUNI ASSENTEISMO NTOMI AZIENDALI LAVORATORI IN DISAGIO DA STRESS RISCHI CAUSA DI STRESS AMBIENTI DI LAVORO LAVORI TTURNI LAVORATORI PARTICOLARI LAVORI IN LUOGHI PARTICOLARI CONTESTO LAVORATIVO PROCES LAVORATIVI RELAZIONI INTERPERSONALI CLIMA ORGANIZZATIVO Per ognuno di essi sarà calcolato il valore (Ve i ). Per determinare La probabilità (P), il valore (Me) ottenuto come * Media aritmetica dei valori Ve i Me = ì=1 Ve ì [2] sarà confrontato con il seguente range: Probabilità Range di riferimento 1 1 Me < 1,75 2 1,75 Me < 2,5 3 2,5 Me < 3,25 4 3,25 Me 4 Pagina 78 STIMA DANNI La dimensione rischi legati allo stress (D3) sarà esaminata mediante l analisi di specifiche domande contenute nel questionario I.R.P. da somministrare ai lavoratori. I valori possibili per ogni risposta variano da 1 a 4 secondo le modalità indicate nella seguente tabella: per nulla poco abbastanza tanto NTOMI PCOLOGICI FATTORE F1 NTOMI PCOLOGICI Check List Manifestazioni di agitazione o di ansia. Comportamenti o modi di fare che indicano forte tristezza o disperazione. Episodi di aggressività o scatti d ira. Perdita della concentrazione, disattenzione o problemi a ricordare le cose. Condotte che esprimono disaffezione e/o distanziamento dal proprio lavoro. NTOMI FIOLOGICI FATTORE F2 NTOMI FIOLOGICI Check List Dolori al petto, ipertensione, tachicardia, affanno o altri disturbi cardiovascolari. Mal di testa, sensazione di soffocamento, annebbiamento della vista, difficoltà a deglutire, sudorazione eccessiva. Inappetenza, sfinimento, mancanza di energie. Bruciori o crampi allo stomaco, alito pesante, nausea o vomito frequente Diarrea, stitichezza, gonfiore o dolori intestinali. Ronzii alle orecchie, vertigini, capogiri, tremori. Insonnia, risvegli notturni, sonno disturbato. Psoriasi, eruzioni cutanee, prurito o altre patologie della pelle. Dolori o tensione muscolari, mal di schiena, cervicalgia. NTOMI COMPORTAMENTALI FATTORE F3 NTOMI COMPORTAMENTALI Check List Fumo eccessivo. Alimentazione disordinata, eccessiva o insufficiente. Consumo inappropriato di alcolici. Assunzione di farmaci psicoattivi. Pagina 89 Per la dimensione (D3) RISCHI LEGATI ALLO STRESS si studiano separatamente i seguenti singoli Fattori: F1 - Sintomi psicologici Atto a determinare il danno da assegnare ai RISCHI DI NATURA PCOLOGICA (D NP ) F2 - Sintomi fisiologici Atto a determinare il danno da assegnare ai RISCHI DI NATURA FIOLOGICA (D NF ) F3 - Sintomi comportamentali Atto a determinare il danno da assegnare ai RISCHI DI NATURA COMPORTAMENTALE(D NC ) In particolare, per ognuno di essi, sarà calcolato il Vf, valore dato dalla media aritmetica eseguita sulla totalità delle domande afferenti a tale fattore ricavando rispettivamente Vf NP, Vf NF, Vf NC secondo le seguenti relazioni: Vf NP = 1 R NP R NP ì=1 Vr ì [a] Dove: R NP = Numero di risposte afferenti al fattore F1 sintomi di natura psicologica Vr ì = Valore Risposta i-esima Vf NF = 1 R NP R NP ì=1 Vr ì [b] Dove: R NF = Numero di risposte afferenti al fattore F2 sintomi di natura fisiologica Vr ì = Valore Risposta i-esima Vf NC = 1 R NP R NC ì=1 Vr ì [c] Dove: R NC = Numero di risposte afferenti al fattore F3 sintomi di natura comportamentale Vr ì = Valore Risposta i-esima Per determinare i singoli valori di danno (D NP, D NF e D NC ), i rispettivi valori (Vf NP, Vf NF, Vf NC ) sono stati confrontati con i seguenti range: D xx Range di riferimento 1 1 Me < 1,75 2 1,75 Me < 2,5 3 2,5 Me < 3,25 4 3,25 Me 4 approdando così alla determinazione dei tre valori di danno: D NP (danno per i sintomi psicologici) D NF (danno per i sintomi fisiologici) D NC (danno per i sintomi comportamentali) Pagina 910 ENTITA DEI RISCHI Dopo aver definito la probabilità P e i tre valori di danno D NP, D NF e D NC é possibile ricavare mediante la relazione le entità dei singoli rischi. R = P x D xx [5] Applicando, quindi, la [5] per le tre tipologie di rischio saranno definiti: Rischi di natura psicologica = P x D NP [6] Rischi di natura fisiologica = P x D NF [7] Rischi di natura comportamentale = P x D NC [8] Pagina 1011 Metodo 2 Per la valutazione della probabilità e del danno riferiti ai rischi analizzati sarà effettuata un analisi oggettiva dell unità produttiva, dei fattori potenzialmente stressogeni e dei sintomi di stress lavorocorrelati, come illustrato nella seguente tabella: DIMENI FATTORI STRUMENTI PROBABILITA D0 ANALI DELL UNITÀ PRODUTTIVA D1 FATTORI POTENZIALMENTE STRESSOGENI D2 FATTORI CHE MEDIA LO STRESS D3 RISCHI LEGATI ALLO STRESS Statistiche infortuni Assenteismo Sintomi aziendali Lavoratori in disagio Rischi particolari causa di stress Ambienti di lavoro Lavori notturni Lavoratori particolari Lavori in luoghi particolari Contesto e condizioni lavorative Processi lavorativi Relazioni interpersonali Clima organizzativo Controllo percepito Strategie di coping DAN Sintomi psicologici Sintomi fisiologici Sintomi comportamentali Check List Datore di lavoro (Osservazione dati aziendali o dell unità produttiva) 1^ PARTE Questionario ai Lavoratori Inventario Rischi Psicosociali (I.R.P.) 2^ PARTE Questionario ai Lavoratori Inventario Rischi Psicosociali (I.R.P.) ANALI DELL UNITA PRODUTTIVA L analisi dei processi lavorativi, delle mansioni e del contesto fisico sarà svolta secondo una procedura di osservazione sistematica e attraverso lo svolgimento di riunioni e colloqui con le figure aziendali di riferimento in materia di sicurezza sul lavoro. Saranno effettuati diversi sopralluoghi e completata contestualmente la scheda di rilevazione articolata in diverse aree di interesse. Attraverso questa prima indagine è possibile individuare le fonti di rischio, le mansioni esposte a particolare rischio, i gruppi vulnerabili, il livello di attuazione delle norme di sicurezza legate al rischio preso in esame e le misure di prevenzione e protezione già intraprese dall organizzazione in relazione ai rischi legati allo stress lavoro correlato. I sintomi organizzativi definiscono quelle manifestazioni di disagio dei lavoratori espresse in diverse forme di disfunzionalità aziendale. Gli indicatori più significativi sono il calo della produttività, l assenteismo, il turnover, gli incidenti, le vessazioni e gli episodi di violenza. La rilevazione dei sintomi organizzativi è realizzata, in primo luogo, attraverso la consultazione della documentazione relativa alla situazione infortunistica dell organizzazione e ad eventuali provvedimenti intrapresi per ragioni legate al rischio stress lavoro correlato (azioni legali o amministrative, vertenze, assegnazioni ad altra mansione, segnalazioni, etc.). Inoltre, si procederà ad un confronto sulle informazioni raccolte con le figure aziendali di riferimento in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, attraverso adeguati colloqui e/o riunioni. In questa fase è essenziale la collaborazione del medico competente che può dare specifiche indicazioni sullo stato di salute dei lavoratori nell ambito dei disturbi psicofisici stress lavoro correlato. Pagina 1112 FATTORI POTENZIALMENTE STRESSOGENI E FATTORI CHE MEDIA LO STRESS Il disagio psicofisico in ambito lavorativo è il risultato dell interazione tra differenti fattori riconducibili al contesto fisico e ai processi lavorativi, all ambiente sociale e all individuo. L esposizione a tali variabili psicosociali potenzialmente stressogene è mediata dalle caratteristiche psicologiche e dalla consapevolezza del lavoratore di essere o meno in grado di fronteggiare importanti aspetti del proprio lavoro. In sintesi, ogni lavoratore percepisce le pressioni ambientali e interagisce con esse in modo peculiare, interpretandole conseguentemente come situazioni positive e stimolanti o negative e minacciose. L esperienza di stress che eventualmente ne deriva, è accompagnata da tentativi di risposta, più o meno adattivi, alle richieste lavorative che possono indurre cambiamenti cognitivi, fisiologici, affettivi e comportamentali. Per tale ragione, si procederà con l analisi delle seguenti dimensioni: o o D1 Fattori potenzialmente stressogeni D2 Fattori che mediano lo stress L analisi delle dimensioni sopra elencate sarà effettuata attraverso la somministrazione a tutti i lavoratori del questionario INVENTARIO DEI RISCHI PCOSOCIALI (I.R.P.) 1^PARTE, costruito ad hoc per la valutazione dei rischi collegati allo stress lavorato-correlato, a norma del D.Lgs. 81/08, secondo gli assunti scientifici consolidati in ambito psicologico. Tale strumento è stato sperimentato in diverse aziende e settori produttivi ed è stato validato statisticamente attraverso sistematiche e accurate procedure. Il metodo è basato sul self report e, affiancato dagli strumenti oggettivi precedentemente descritti, coniuga efficacemente la necessità di analizzare e comprendere come i lavoratori interpretano il loro ambiente lavorativo e percepiscono il loro stato di salute con le esigenze, i tempi e le prescrizioni espresse dalla normativa in materia di sicurezza. STIMA DELLA PROBABILITA La probabilità, da intendersi come unico valore per le tre tipologie di rischio, è data dalla media aritmetica delle singole aliquote riferite alle Dimensioni (D0 - D1 - D2). La Probabilità totale (P Tot. ) è data dalla seguente relazione: VP Tot = PD0 + PD1 + PD2 3 [1] Dove VP Tot. = Valore grezzo della probabilità totale PDO = Aliquota probabilità della dimensione DO (Analisi dell unità produttiva) PD1 = Aliquota probabilità della dimensione D1 (Fattori potenzialmente stressogeni) PD2 = Aliquota probabilità della dimensione D2 (Fattori che mediano lo stress) Al fine di determinare la probabilità totale P Tot., il valore VP Tot. (ottenuto dalla Media aritmetica delle aliquote su citate) sarà confrontato con il seguente range: P Tot. Range di riferimento 1 1 VP Tot. < 1,75 2 1,75 VP Tot. < 2,5 3 2,5 VP Tot. < 3,25 4 3,25 VP Tot. 4 Pagina 1213 Stima dell aliquota PD0 Analisi oggettiva La dimensione Analisi oggettiva (D0) sarà esaminata mediante l osservazione dei valori relativi a specifici elementi di carattere oggettivo riportati nella seguente tabella: STATISTICHE INFORTUNI Andamento indice frequenza In forte diminuzione In diminuzione stabile In aumento Valore Andamento indice di gravità In forte diminuzione In diminuzione Stabile In aumento Valore Per l elemento Statistiche infortuni sarà calcolata la media aritmetica dei valori riferiti alle due domande. ASSENTEISMO Tasso di assenteismo In forte diminuzione In diminuzione stabile In aumento Valore NTOMI AZIENDALI Presenza di vertenze, procedure disciplinari, lamentele, ecc. LAVORATORI IN DISAGIO DA STRESS Valore 4 1 Presenza di soggetti sottoposti a sorveglianza sanitaria Valore 4 1 RISCHIO CAUSA DI STRESS Presenza di rischi specifici Valore 4 1 AMBIENTI DI LAVORO Giudizio di idoneità ai sensi Del tutto Non idonei Poco idonei Abbastanza idonei dell allegato IV del D.Lgs. 81 idonei Valore LAVORI TTURNI Presenza di lavori notturni Valore 4 1 LAVORATORI PARTICOLARI * Donne incinte o in allattamento Diversamente abili Persone con disturbi temporanei Persone con invalidità riconosciuta Giovani (età < 30 anni o esperienza < 1 anno) La presenza di almeno un Sì assegnerà all elemento il Valore 4, altrimenti il valore 1 Lavoratori con età > 65 anni Immigrati Valore 4 1 Pagina 1314 LAVORATORI IN LUOGHI PARTICOLARI * Laboratori con uso di sostanze pericolose o con radiazioni Luoghi esterni per Vigilanza, Antincendio, Ordine pubblico Aree destinate a ciclo produttivo industriale (catene di montaggio) Spazi speciali (cunicoli, aree sotterranee, con temperature estreme, ecc) Su strada con uso di automezzi Su strada con uso di autocarri o carichi speciali Su strada con uso di portavalori La presenza di almeno un Sì assegnerà all elemento il Valore 4, altrimenti il valore 1 A contatto con l'utenza (sportelli, call center, ecc.) Luoghi a rischio rapina Luoghi contatto con l'utenza a rischio rapina A contatto con pazienti Con la custodia (responsabilità) di minorenni Valore 4 1 Il calcolo sarà eseguito analizzando i seguenti elementi: STATISTICHE INFORTUNI ASSENTEISMO NTOMI AZIENDALI LAVORATORI IN DISAGIO DA STRESS RISCHI CAUSA DI STRESS AMBIENTI DI LAVORO LAVORI TTURNI LAVORATORI PARTICOLARI LAVORI IN LUOGHI PARTICOLARI Per ognuno di essi sarà stimato il valore (Ve). Per determinare l aliquota PDO, il valore (Me) ottenuto come * Media aritmetica dei valori Ve i sarà confrontato con il seguente range: Aliquota PDO Me = ì=1 Ve ì [2] Range di riferimento 1 1 Me < 1,75 2 1,75 Me < 2,5 3 2,5 Me < 3,25 4 3,25 Me 4 Pagina 1415 Stima dell aliquota PD1 Fattori potenzialmente stressogeni La dimensione fattori potenzialmente stressogeni (D1) sarà esaminata mediante l osservazione dei valori derivanti da specifiche domande contenute nel questionario I.R.P. da somministrare ai lavoratori. I valori possibili per ogni risposta variano da 1 a 5 secondo le modalità indicate nella seguente tabella: completamente falso per me Abbastanza falso per me In parte vero per me Abbastanza vero per me Completamente vero per me In accordo con il modello sottostante il questionario, i punteggi delle domande contrassegnate con, devono essere invertiti ai fini del computo della probabilità, secondo lo schema di seguito indicato: VALORI DOMANDE INVERTITE Valori risposte Valori reali La seguente tabella riporta gli item aggregati secondo le scale ed i fattori indagati, la successione (o ordine) non viene rispettata all interno del questionario, per ragioni inerenti le tecniche dell intervista e del questionario. La numerazione delle domande seguita nel questionario è esposta nella terza colonna (N.) della tabella. D1 FATTORI POTENZIALMENTE STRESSOGENI FATTORE SCALA N. Domanda sottoposta al lavoratore CONTESTO LAVORATIVO PROCES LAVORATIVI Condizioni fisiche Microclima Ergonomia sovraccarico di lavoro Ruolo carriera e precarietà 1 L ambiente fisico in cui lavoro è sano e pulito. 5 Le vibrazioni o i rumori che sento mentre lavoro sono fastidiosi. 16 Le attività che svolgo o gli attrezzi che uso sono pericolosi. La temperatura e la ventilazione nel mio posto di lavoro sono 2 adeguate sia d estate che d inverno. 3 Il livello di umidità nel luogo in cui lavoro è sgradevole e insano. 4 La luminosità (naturale o artificiale) è adatta alle mansioni che svolgo. Gli strumenti o le attrezzature con cui lavoro sono di facile 42 utilizzazione. 53 L ambiente in cui lavoro è confortevole e a misura d uomo. 38 Il carico di lavoro che devo svolgere quotidianamente è eccessivo. 6 Riesco a finire le cose che devo fare ogni giorno senza problemi. 39 Le scadenze che devo rispettare continuamente sono pressanti. I miei turni e/o i miei orari di lavoro non mi permettono di intraprendere altre attività (familiari, culturali, ricreative, sportive 22 etc.). 21 Nell'azienda in cui lavoro ci sono delle carenze organizzative. 63 Mi sono sempre chiari i compiti e le mansioni che mi spettano. 41 I miei colleghi riconoscono il mio ruolo in ambito lavorativo. I miei superiori mi chiedono di fare delle cose che non mi 31 competono. 54 Il mio lavoro è importante per il buon andamento della mia azienda. 43 I miei colleghi non rispettano i compiti assegnati. 23 È probabile un mio avanzamento di carriera. Sono stato assegnato ad una posizione inferiore a quella che 55 occupavo precedentemente. 70 È possibile che mi trasferiscano ad altra sede contro il mio volere. Ho paura che vengano cambiate le mie mansioni in senso 44 peggiorativo. Pagina 1516 D1 FATTORI POTENZIALMENTE STRESSOGENI FATTORE SCALA N. Domanda sottoposta al lavoratore RELAZIONI INTERPERSONALI CLIMA ORGANIZZATIVO meritocrazia relazioni con superiori relazioni con colleghi attacchi coinvolgimento appartenenza informazioni 69 Talvolta ho il timore di essere licenziato. 40 I risultati dei compiti che porto a termine sono incerti. Riesco a valutare quando ho fatto un buon lavoro oppure ho 11 commesso errori. 12 I miei meriti e il mio impegno ricevono adeguato riconoscimento. 79 Nell azienda in cui lavoro viene premiato chi lavora meglio. 45 Se continuo ad impegnarmi potrò ottenere una promozione. Concordo con i miei superiori sulle questioni importanti nel mio 24 lavoro. 78 I miei superiori ed io siamo troppo diversi per andare d accordo. 17 Talvolta nascono delle incomprensioni tra me e i miei superiori. 71 I miei superiori ed io non abbiamo alcun rapporto. 32 I miei colleghi ed io ci capiamo al volo sulle questioni lavorative. 56 A causa di antipatie nascono dei conflitti tra colleghi. 25 Capita che ci siano delle incomprensioni tra colleghi. 61 Non ho alcun rapporto al di fuori del lavoro con i miei colleghi. 46 I colleghi mi ignorano e non mi ascoltano quando parlo. Mi capita che i colleghi si rivolgano a me in modo aggressivo o 7 scortese. 65 Mi sento emarginato. La mia partecipazione alla vita sociale dell azienda viene ostacolata 26 dai colleghi o dai superiori. Talvolta non ricevo dai colleghi o dai miei superiori le informazioni e 68 le risorse necessarie a svolgere correttamente il mio lavoro. Mi capita che alcuni colleghi si intromettano nel mio lavoro per 33 cercare di sabotarlo. Fino a qualche mese fa il mio operato riceveva apprezzamenti dai 57 superiori mentre ora viene criticato aspramente. La mia postazione di lavoro e le mie mansioni vengono modificati 47 continuamente senza motivo. 27 Temo che qualcuno stia cercando di mettermi in cattiva luce. 77 I colleghi parlano alle mie spalle. Vengono fatte battute pesanti sul mio conto e frequenti allusioni a 13 questioni personali. Alcune mie caratteristiche (aspetto fisico, modo di parlare, 48 carattere, questioni personali etc.) sono oggetto di scherno. Nella mia azienda difficilmente vengono delegate 8 responsabilità e funzioni. 74 Nella mia azienda alcune funzioni o poteri vengono delegati. Nella mia azienda è possibile partecipare attivamente alle 18 decisioni che riguardano il proprio lavoro. Il parere del singolo lavoratore in merito alle questioni lavorative viene costantemente ignorato dai capi o dai 34 colleghi. Ciascun lavoratore ha a disposizione gli strumenti necessari 28 per comunicare efficacemente con colleghi e superiori. Tutti i lavoratori interessati hanno accesso alle informazioni 49 inerenti questioni lavorative. I miei colleghi, i capi ed io condividiamo gli stessi valori 62 fondamentali. Quando lavoro sento di far parte di un gruppo con obiettivi 9 comuni. 58 Gli interessi della mia azienda sono in conflitto con i miei. 64 Nella mia azienda ci sono molti interessi contrastanti. 29 Non c è fiducia tra colleghi. 50 Nella mia azienda le persone confidano l un l altra per adempiere ai loro compiti. 35 Credo che venga nascosta la verità su alcune questioni Pagina 1617 D1 FATTORI POTENZIALMENTE STRESSOGENI FATTORE SCALA N. Domanda sottoposta al lavoratore lavorative. 14 Nella mia azienda le persone si comportano in modo leale. 51 Tra colleghi c è un forte senso di rispetto reciproco. 59 All interno della mia azienda a ciascuno vengono riconosciuti il proprio valore individuale e la propria dignità. Lo studio della dimensione viene eseguito analizzando i seguenti Fattori che la caratterizzano: CONTESTO LAVORATIVO PROCES LAVORATIVI RELAZIONI INTERPERSONALI CLIMA ORGANIZZATIVO In particolare, per ognuno di essi, sarà stimato il valore (Vf) dato dalla media aritmetica eseguita sui punteggi espressi nelle domande afferenti a tale fattore dal campione di Lavoratori coinvolti, ricavando rispettivamente: Vf CL, Vf PL, Vf RI, Vf CO. Per determinare l aliquota PD1, il valore (Mf) ottenuto come * Media aritmetica dei valori Vf i * Mf = Vf CL + Vf PL + Vf RI + Vf CO 4 [3] sarà confrontato con il seguente range: Range di riferimento Aliquota PD1 1 Mf < Mf < Mf < Mf 5 4 Stima dell aliquota PD2 Fattori che mediano lo stress" La dimensione fattori che mediano lo stress (D2) sarà esaminata mediante l osservazione dei valori derivanti da specifiche domande contenute nel questionario I.R.P. da somministrare ai lavoratori. I valori possibili per ogni risposta variano da 1 a 5 secondo le modalità indicate nella seguente tabella: completamente falso per me Abbastanza falso per me In parte vero per me Abbastanza vero per me mai raramente talvolta Spesso Sempre Completamente vero per me In accordo con il modello sottostante il questionario, i punteggi delle domande contrassegnate con, devono essere invertiti ai fini del computo della probabilità, secondo lo schema di seguito indicato: VALORI DOMANDE INVERTITE Valori risposte Valori reali Pagina 1718 La seguente tabella riporta gli item aggregati secondo le scale ed i fattori indagati, la successione (o ordine) non viene rispettata all interno del questionario, per ragioni inerenti le tecniche dell intervista e del questionario. La numerazione delle domande seguita nel questionario è esposta nella terza colonna (N.) della tabella. D2 FATTORI CHE MEDIA LO STRESS FATTORE SCALA N. Domanda sottoposta al lavoratore [ì] Sono certo che il mio contributo lavorativo possa incidere 30 nell andamento dell intera azienda. Sui processi Non ho le idee chiare su quanto accade intorno a me ed il mio 52 lavoro è in balia di continui cambiamenti. Comprendo pienamente gli obiettivi perseguiti dalla mia azienda e 73 partecipo al loro raggiungimento. Nonostante desideri avere degli amici non riesco a piacere ai miei CONTROLLO 20 colleghi. Sulle relazioni 60 Sono sfortunato con le amicizie. 37 Quando voglio riesco a stringere buone relazioni con i colleghi. 75 Nonostante lavori come gli altri non ottengo gli stessi risultati. Sui risultati Gli insuccessi nel mondo del lavoro dipendono dagli errori che si 15 compiono. STILI DI COPING supporto sociale orientato al compito evitamento 66 Fare carriera è principalmente una questione di fortuna. 82 Cerco conforto e incoraggiamento da una persona cara. 84 Chiedo aiuto ad una persona di fiducia per risolvere il problema. 89 Cerco informazioni utili da persone esperte del problema. Espongo il problema a qualcuno che mi possa aiutare a valutare 86 meglio la situazione. 80 Mi impegno più a fondo per superare gli ostacoli. 90 Prendo il controllo della situazione. Analizzo il problema, rifletto e trovo strategie efficaci per 83 fronteggiare il problema. 87 Riorganizzo il tempo in funzione del problema da affrontare. 91 Mi cimento in un altra attività. 88 Trovo qualcosa di piacevole da fare. 81 Chiacchiero del più e del meno con un collega. 85 Non penso troppo al problema. Lo studio della dimensione sarà eseguito analizzando i seguenti Fattori che la caratterizzano: Controllo Stili di coping In particolare, per ognuno di essi, sarà stimato il valore (Vf) dato dalla media aritmetica eseguita sui punteggi espressi nelle domande afferenti a tale fattore dal campione di lavoratori coinvolti, ricavando rispettivamente: Vf C, Vf SC. Per determinare l aliquota PD1, il valore (Mf) ottenuto come * Media aritmetica dei valori Vf i [4] * Mf = Vf C + Vf SC 3 sarà confrontato con il seguente range: Range di riferimento Aliquota PD2 1 Mf < Mf < Mf < Mf 5 4 Pagina 1819 STIMA DEL DAN La dimensione rischi legati allo stress (D3) sarà esaminata mediante l analisi di specifiche domande contenute nel questionario I.R.P. da somministrare ai lavoratori. CALCOLO DEI VALORI DI DAN I valori possibili per ogni risposta variano da 1 a 4 secondo le modalità indicate nella seguente tabella: per nulla Un po abbastanza tanto In accordo con il modello sottostante il questionario, i punteggi delle domande contrassegnate con, devono essere invertiti ai fini del computo della probabilità, secondo lo schema di seguito indicato: VALORI DOMANDE INVERTITE Valori risposte Valori reali La seguente tabella riporta gli item aggregati secondo le scale ed i fattori indagati, la successione (o ordine) non viene rispettata all interno del questionario, per ragioni inerenti le tecniche dell intervista e del questionario. La numerazione delle domande seguita nel questionario è esposta nella terza colonna (N.) della tabella. EFFETTI DI NATURA PCOLOGICA FATTORE SCALA N. Domanda sottoposta al lavoratore [ì] F1 NTOMI PCOLOGICI ansia depressione rabbia inadeguatezza distacco irritabilità concentrazione apatia fragilità 94 Sono agitato. 98 Mi sento ansioso. 108 Sono in preda al panico. 116 Ho un umore nero. 92 Mi sento allegro. 109 Mi sento felice. 102 Sento una forte rabbia. 115 Sento che potrei scattare alla prima occasione. 110 Sono furibondo. 117 Sono contento di quello che faccio. 97 Sono una persona di valore. 106 Sono sfiduciato. 118 Mi sento distante dalle altre persone. 96 Sono insensibile nei confronti degli altri. 111 Sento di essere freddo verso le persone. 112 Mi sento nervoso. 105 Mi irrito facilmente. 93 Sono irrequieto. 114 Non riesco a concentrarmi. 101 Mi distraggo facilmente. 104 Mi capita di sentirmi confuso. 113 Mi sembra di non avere sentimenti. 107 Ogni giorno è ricco di emozioni. 100 Le mie giornate sono piatte. 103 Scoppio a piangere senza motivo. 99 Una piccola cosa può ferirmi nel profondo. 95 Mi sento vulnerabile. Pagina 1920 F3 NTOMI COMPORTAMENTAL I EFFETTI DI NATURA FIOLOGICA FATTORE SCALA Domanda sottoposta al lavoratore F2 NTOMI FIOLOGICI cardiovascolari neurovegetativi esaurimento psicofisico gastrici/digestivi intestinali labilità psicosomatica disturbi del sonno dermatopatie apparato muscolo scheletrico 134 Il battito del mio cuore è spesso accelerato. 119 Avverto dei dolori improvvisi al cuore. 129 Mi capita di respirare affannosamente senza motivo. 149 Soffro di mal di testa. 121 Mi sembra di soffocare. 126 Mi capita di vedere annebbiato. 120 Ho poco appetito. 144 Mi sento sfinito. 125 Mi manca la forza di fare le cose. 138 Soffro di bruciori o crampi allo stomaco. 131 Ho l alito pesante. 123 Mi capita di avere nausea e vomitare. 142 Mi capita di avere la diarrea. 136 Ho il ventre gonfio e/o dei dolori. 148 Soffro di stitichezza. 132 Sento dei ronzii alle orecchie. 147 Soffro di vertigini o capogiri. 135 Ho dei tremori improvvisi. 141 Faccio degli incubi angoscianti. 124 Mi sveglio spesso durante la notte. 145 Ho difficoltà ad addormentarmi o mi sveglio troppo presto la mattina. 139 Sento prurito nella pelle. 128 Ho delle eruzioni cutanee. 146 Soffro di psoriasi o altre malattie della pelle. 150 Ho dei dolori muscolari. 151 Soffro di dolori cervicali e/o alla schiena. 152 Sento i miei muscoli in tensione. EFFETTI DI NATURA COMPORTAMENTALE FATTORE SCALA Num Domanda sottoposta al lavoratore 140 Fumo più del solito. 133 Mangio in modo disordinato e/o eccessivo. 143 Sono dimagrito troppo. comportamentali 122 Ho preso qualche chilo di troppo. 137 Bevo molto caffè. 130 Quando non lavoro, mi capita di bere più alcolici di quanto dovrei. 127 Uso dei farmaci per il mio benessere psicologico. Pagina 20 Vedere altro
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