Source: https://francescocolaci.wordpress.com/2012/06/
Timestamp: 2018-02-19 21:59:12+00:00

Document:
giugno | 2012 | Francesco Colaci's BLOG
NUOVA RIUNIONE CICAS PER AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA
Il 27.6.2012 si è nuovamente riunito il Comitato operante presso la regione Abruzzo per la gestione delle situazioni di crisi produttive e lavorative ,deliberando in materia di ammortizzatori sociali in deroga ,come da sottostante verbale.
Comitato di intervento per le crisi aziendali e di settore
(C.I.C.A.S.)
VERBALE RIUNIONE 27/06/2012
Il giorno 27 del mese di giugno dell’anno 2012, con inizio alle ore 10.30, presso la sede della Giunta Regionale, sita in Pescara, Viale Bovio n. 425, piano terra, sala gialla, su conforme convocazione disposta dall’ Assessore Regionale preposto alle Politiche Attive del Lavoro, Formazione ed Istruzione, Politiche Sociali, con nota n. 536/Segr. del 18.06.2012, si riunisce il Comitato di Intervento per le Crisi Aziendali e di Settore (C.I.C.A.S.) per l’esame dei seguenti argomenti all’o.d.g.:
Alla riunione, presieduta dall’Assessore, Avv.Paolo Gatti, assistito dal Dott.Giuseppe Sciullo, Dirigente Regionale del Servizio Programmazione e Gestione delle Politiche Passive del Lavoro, partecipano i rappresentanti di:
Il Presidente, accertata la sussistenza del numero legale in seconda convocazione, apre la seduta e procede all’esame degli argomenti posti all’ordine del giorno:
I PUNTO O.D.G.
– Monitoraggio azione/verifica della spesa –
Il Presidente introduce l’argomento al primo punto dell’ordine del giorno e porta all’attenzione del Comitato che l’attuazione dell’Accordo Quadro sulle misure anticrisi sottoscritto il 28.3.2012 e s.m.i. per l’accesso agli ammortizzatori sociali in deroga, conferma che le misure di CIG e di mobilità in deroga, rappresentano un valido strumento di sostegno al reddito ai lavoratori sospesi o espulsi dal posto di lavoro, rappresentando, insieme con le Politiche Attive poste in essere dalla Direzione Lavoro, un valido contrasto agli aspetti negativi collegati alle crisi industriali/occupazionali che si manifestano nella Regione Abruzzo.
Il Presidente rappresenta che nel primo semestre del 2012, gli interventi di ammortizzatori sociali in deroga hanno interessato circa 6.700 lavoratori nell’intero territorio regionale, con una spesa totale stimata ad oggi rilevata di circa € 21.152.000,00:
– Regione Abruzzo: € 8.852.000,00;
– Area Sisma: € 1.900.000,00
– Regione Abruzzo: € 6.500.000,00;
– Area Sisma: € 3.900.000,00.
In conseguenza della spesa sostenuta le risorse residue da utilizzare per gli ammortizzatori sociali in deroga possono essere stimati in:
– Regione Abruzzo: € 16.000.000,00;
– Area Sisma: € 35.000.000,00
Il Presidente cede la parola al Dott. Domenico De Fazio della Direzione Regionale I.N.P.S., al Dott. Attilio Toriello per Italia Lavoro affinché, per quanto di rispettiva competenza, rappresentino al C.I.C.A.S. i risultati del monitoraggio sulle azioni poste in essere e sulle risorse finanziarie spese/impegnate.
Per quanto riguarda gli ammortizzatori in deroga nel resto della regione passa la parola al Dott. Toriello di Italia Lavoro, il quale riporta i risultati delle attività di monitoraggio che confermano quanto già rappresentato dal Presidente.
A seguire il Presidente richiama l’attenzione del tavolo sul fatto che, come da accordo Stato-Regioni del 20.04.2011, il 40% delle risorse utilizzate per gli ammortizzatori in deroga è imputato sul PO FSE e che l’ammissibilità di tale spesa è subordinata alla possibilità di certificare corrispondenti importi di politiche attive.
Da un esame delle attività poste in essere dalle Province relativamente al “Patto delle politiche attive del lavoro per i lavoratori colpiti dalla crisi, percettori di ammortizzatori sociali in deroga” approvato con D.G.R. 1034 del 29/12/2010, si rileva che quanto realizzato non risulta sufficiente per certificare la quota delle mensilità di sostegno al reddito imputata a carico della Regione Abruzzo.
Il Presidente, richiamando gli obiettivi assunti dalla Regione Abruzzo per l’utilizzo delle risorse destinate agli ammortizzatori in deroga, ribadisce che il “Patto delle politiche attive del lavoro per i lavoratori colpiti dalla crisi, percettori di ammortizzatori sociali in deroga” rappresenta il presupposto operativo sul quale costruire percorsi personalizzati per il sostegno ed il rafforzamento delle competenze dei lavoratori.
In considerazione di ciò, il Presidente, al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati dal C.I.C.A.S., continuare a garantire l’erogazione delle indennità di cassa integrazione e mobilità in deroga, nonché scongiurare anche l’eventuale disimpegno delle risorse FSE assegnate, così come già rappresentato in sede di Comitato di Sorveglianza dello scorso 21 giugno, sollecita i colleghi Assessori al Lavoro delle quattro Province, affinché venga dato maggior impulso alle attività previste dal “Patto” e garantite adeguate attività di Politiche Attive necessarie per la certificazione del 40% delle risorse di sostegno al reddito imputate al FSE.
Gli Assessori Provinciali concordano con quanto rappresentato dall’Ass. Gatti e, nel prendere atto della necessità di dare immediato impulso alle attività di Politica Attiva, si impegnano a porre in essere le azioni di cui al “Patto delle politiche attive del lavoro per i lavoratori colpiti dalla crisi, percettori di ammortizzatori sociali in deroga” approvato con D.G.R. 1034 del 29.12.2010 e successivo Protocollo d’intesa sottoscritto con le province di Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo, nei tempi di utilizzo delle risorse disponibili per gli ammortizzatori sociali in deroga, coinvolgendo, nelle attività di politica attiva di cui al Patto, la totalità dei lavoratori in mobilità, almeno il 50% del totale dei lavoratori che mensilmente sono percettori degli ammortizzatori sociali in deroga e, comunque, un numero di lavoratori sufficiente a garantire la certificazione della quota del 40% di contributo erogata a carico del FSE.
Il Presidente, tenuto conto della particolare necessità, propone di utilizzare le risorse ancora disponibili per interventi urgenti a sostegno dell’occupazione, di cui alla L. 236/93, per interventi a favore dei lavoratori colpiti dalla crisi e, in particolare, propone di imputare tali risorse a copertura della percentuale di sostegno al reddito posta a carico della Regione Abruzzo. Il Comitato e le parti sociali, all’unanimità, concordano con l’utilizzo delle risorse così come proposto.
Il Tavolo, ritiene di proseguire con le misure di sostegno al reddito collegate a valide azioni di politiche attive del lavoro, necessarie al sostegno dell’occupazione ed a consentire una più facile ricollocazione dei lavoratori espulsi dai processi produttivi.
II PUNTO O.D.G.
– ulteriori misure ammortizzatori in deroga –
RICHIAMATO l’Accordo Quadro del 28/03/2012 e s.m.e i. dell’11/04/2012, che di questo si intendono parte integrante;
RIBADITO che le misure di CIG e mobilità in deroga, giusto quanto disposto dal comma 21, dell’art. 33 della legge n. 183/2011, (legge di stabilità 2012), dovranno essere contenute entro il 31 dicembre 2012;
1. Il presente accordo integra l’accordo quadro del 28/03/2012 e s.m. e i. dell’11/04/2012;
2. Interventi – intero territorio regionale con esclusione area sisma
Gli interventi sotto riportati si intendono in favore dei lavoratori subordinati a tempo indeterminato o determinato, con inclusione degli apprendisti e dei lavoratori somministrati, che operano sul territorio della Regione Abruzzo, fatta espressa eccezione per i lavoratori che prestano la propria attività nei territori dei Comuni colpiti dagli eventi sismici che hanno interessato la Provincia dell’Aquila ed altri Comuni della Regione Abruzzo il giorno 06.04.2009 per i quali si rinvia al successivo punto “3”.
Il Comitato, ribadito che continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui alla lett. c) del punto 3 del verbale C.I.C.A.S. del 28.03.2012, dispone:
a) Concessione fino ad un massimo di 26 settimane di CIG in deroga in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri) sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, sospesi o a orario ridotto a decorrere dall’01.07.2012, dipendenti da datori di lavoro titolari di unità operative anche artigiane e cooperative, che non rientrano nella disciplina in materia di intervento straordinario di integrazione salariale e che, se destinatari della disciplina del trattamento di integrazione salariale ordinaria, hanno già utilizzato l’intero periodo massimo di durata eventualmente spettante per le sospensioni dell’attività lavorativa; nonché in favore dei dipendenti con contratti di apprendistato o di somministrazione, da imprese nelle quali sono in corso trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell’attività lavorativa;
b) Proroga fino ad un massimo di 26 settimane della CIG in deroga, in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, sospesi o ad orario ridotto, dipendenti da datori di lavoro titolari di unità operative anche artigiane e cooperative, non rientranti nei requisiti di accesso ai trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell’attività lavorativa, nonché dipendenti, con contratti di apprendistato o di somministrazione, da imprese nelle quali sono in corso trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria per le sospensioni dell’attività lavorativa, già beneficiari della misura di concessione di CIG in deroga di cui alla lett. a) dei verbali C.I.C.A.S. del 28/04/2010, del 05/11/2010 e successive proroghe, nonché punto 3, lett. a), del verbale C.I.C.A.S. del 28/03/2012;
Gli interventi sotto riportati si intendono in favore dei lavoratori subordinati a tempo indeterminato o determinato, con inclusione degli apprendisti e dei lavoratori somministrati, che sono residenti nella Regione Abruzzo da almeno 6 mesi, fatta espressa eccezione per i lavoratori che prestano la propria attività nei territori dei Comuni colpiti dagli eventi sismici che hanno interessato la Provincia dell’Aquila ed altri Comuni della Regione Abruzzo il giorno 06.04.2009 per i quali si rinvia al successivo punto “3”.
Il Comitato, ribadito che continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui alle lett. k) ed l) del punto 3 del verbale C.I.C.A.S. del 28.03.2012, dispone:
c) Concessione, fino ad un massimo di 26 settimane della mobilità in deroga in favore dei lavoratori, licenziati da aziende con più di 15 dipendenti, per i quali, nel periodo dal 01.07.2012 al 30.09.2012 risulti scadere l’indennità di mobilità ai sensi della L. 223/91;
d) Proroga, fino ad un massimo di 26 settimane della mobilità in deroga in favore dei lavoratori licenziati da aziende con più di 15 dipendenti, per i quali, nel periodo dal 01.07.2012 al 30.09.2012, risulti scadere l’indennità di mobilità in deroga della durata di 26 settimane, concessa allo scadere della mobilità ex lege 223/91;
e) Proroga, fino ad un massimo di 26 settimane della mobilità in deroga in favore dei lavoratori che hanno compiuto almeno il 55° anno di età, licenziati da aziende con più di 15 dipendenti e per i quali, nel periodo dal 01.07.2012 al 30.09.2012, risulti scadere l’indennità di mobilità in deroga della durata complessiva di 52 settimane, concessa allo scadere della mobilità ex lege 223/91;
f) Concessione, fino ad un massimo di 13 settimane, della mobilità in deroga in favore dei lavoratori subordinati di aziende (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, licenziati per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività di lavoro, dimessi per giusta causa per le fattispecie previste dal CCNL o cessati per scadenza del contratto, nel periodo dal 01.07.2012 al 30.09.2012, che non rientrano nella disciplina della mobilità ex lege 223/91 e che non abbiano maturato i requisiti a percepire l’indennità di disoccupazione o altra tipologia di ammortizzatore sociale;
g) Proroga, fino ad un massimo di 13 settimane, della mobilità in deroga in favore dei lavoratori subordinati di aziende (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, licenziati per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività di lavoro, dimessi per giusta causa per le fattispecie previste dal CCNL o cessati per scadenza del contratto, che non rientrano nella disciplina della mobilità ex lege 223/91 e che non abbiano maturato i requisiti a percepire l’indennità di disoccupazione o altra tipologia di ammortizzatore sociale, per i quali risulti scadere l’indennità di mobilità in deroga concessa in forza del punto 3 lettera “g” del verbale C.I.C.A.S. del 28.03.2012;
h) Proroga, fino ad un massimo di 13 settimane, della mobilità in deroga in favore dei lavoratori subordinati di aziende (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, licenziati per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività di lavoro, dimessi per giusta causa per le fattispecie previste dal CCNL o cessati per scadenza del contratto, che non rientrano nella disciplina della mobilità ex lege 223/91 e che non abbiano maturato i requisiti a percepire l’indennità di disoccupazione o altra tipologia di ammortizzatore sociale, per i quali risulti scadere l’indennità di mobilità in deroga concessa in forza del punto 3 lettera “h” del verbale C.I.C.A.S. del 28.03.2012;
i) Proroga, fino ad un massimo di 13 settimane, della mobilità in deroga in favore dei lavoratori che hanno compiuto almeno il 55° anno di età, subordinati di aziende (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, licenziati per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività di lavoro, dimessi per giusta causa per le fattispecie previste dal CCNL o cessati per scadenza del contratto, che non rientrano nella disciplina della mobilità ex lege 223/91, e che non abbiano maturato i requisiti a percepire l’indennità di disoccupazione o altra tipologia di ammortizzatore sociale, per i quali risulti scadere l’indennità di mobilità in deroga concessa in forza del punto 3 lettera “i” del verbale C.I.C.A.S. del 28.03.2012.
3. Interventi – territorio interessato dal sisma del 06/04/2009
Gli interventi sotto riportati si intendono in favore dei lavoratori subordinati a tempo indeterminato e determinato, con inclusione degli apprendisti e dei lavoratori somministrati, che operano sul territorio dei Comuni colpiti dagli eventi sismici che hanno interessato la Provincia dell’Aquila ed altri Comuni della Regione Abruzzo il giorno 06.04.2009, fatta espressa eccezione per i lavoratori che prestano la propria attività sul restante territorio della Regione Abruzzo e per i quali si rinvia al precedente punto “2”.
Il Comitato, ribadito che continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui alla lett. c) del punto 4 del verbale C.I.C.A.S. del 28.03.2012, dispone:
Gli interventi sotto riportati si intendono in favore dei lavoratori subordinati a tempo indeterminato e determinato, con inclusione degli apprendisti e dei lavoratori somministrati, che sono residenti da almeno 6 mesi nei Comuni colpiti dagli eventi sismici che hanno interessato la Provincia dell’Aquila ed altri Comuni della Regione Abruzzo il giorno 06.04.2009, fatta espressa eccezione per i lavoratori che prestano la propria attività sul restante territorio della Regione Abruzzo e per i quali si rinvia al precedente punto “2”.
Il Comitato, ribadito che continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui alle lett. m) ed n) del punto 4 del verbale C.I.C.A.S. del 28.03.2012, dispone:
c) Concessione, fino ad un massimo di 13 settimane, della mobilità in deroga in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, licenziati da datori di lavoro titolari di unità operative anche artigiane e cooperative, non rientranti nei requisiti di accesso ai trattamenti previsti dalla legislazione ordinaria, nei confronti dei quali, nel periodo compreso tra il 01.07.2012 al 30.09.2012, viene a scadere l’indennità di disoccupazione ordinaria, sempre che, in capo agli stessi, permanga lo stato di disoccupazione;
d) Proroga, fino ad un massimo di 13 settimane, della mobilità in deroga, in favore dei lavoratori subordinati (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, già beneficiari della concessione/proroga di detto trattamento per effetto del Punto 4 lettere d) ed e) del verbale C.I.C.A.S. del 28.03.2012 nei confronti dei quali entro il 30.09.2012, venga a scadere la mobilità in deroga, sempre che, in capo agli stessi, permanga lo stato di disoccupazione;
e) Concessione, fino ad un massimo di 26 settimane, della mobilità in deroga in favore dei lavoratori licenziati da aziende con più di 15 dipendenti, per i quali, nel periodo dal 01.07.2012 al 30.09.2012, risulti scadere l’indennità di mobilità ai sensi della legge 223/91;
f) Proroga, fino ad un massimo di 26 settimane, della mobilità in deroga in favore dei lavoratori licenziati da aziende con più di 15 dipendenti, per i quali, nel periodo dal 01.07.2012 al 30.09.2012, risulti scadere l’indennità di mobilità in deroga della durata di 26 settimane, concessa allo scadere della mobilità ex lege 223/91;
g) Proroga, fino ad un massimo di 26 settimane della mobilità in deroga in favore dei lavoratori licenziati da aziende con più di 15 dipendenti e per i quali, nel periodo dal 01.07.2012 al 30.09.2012, risulti scadere l’indennità di mobilità in deroga della durata complessiva di 52 settimane, concessa allo scadere della mobilità ex lege 223/91;
h) Concessione, fino ad un massimo di 26 settimane, della mobilità in deroga in favore dei lavoratori subordinati di aziende (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, licenziati per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività di lavoro, dimessi per giusta causa per le fattispecie previste dal CCNL o cessati per scadenza del contratto, nel periodo dal 01.07.2012 al 30.09.2012, che non rientrano nella disciplina della mobilità ex lege 223/91 e che non abbiano maturato i requisiti a percepire l’indennità di disoccupazione o altra tipologia di ammortizzatore sociale;
i) Proroga, fino ad un massimo di 26 settimane, della mobilità in deroga in favore dei lavoratori subordinati di aziende (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, licenziati per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività di lavoro, dimessi per giusta causa per le fattispecie previste dal CCNL o cessati per scadenza del contratto, che non rientrano nella disciplina della mobilità ex lege 223/91 e che non abbiano maturato i requisiti a percepire l’indennità di disoccupazione o altra tipologia di ammortizzatore sociale, per i quali, nel periodo dal 01.07.2012 al 30.09.2012, risulti scadere l’indennità di mobilità in deroga concessa in forza del punto 4 lettera “i” del verbale C.I.C.A.S. del 28.03.2012;
j) Proroga, fino ad un massimo di 26 settimane, della mobilità in deroga in favore dei lavoratori subordinati di aziende (operai, impiegati, intermedi e quadri), sia a tempo indeterminato che determinato, compresi apprendisti e somministrati, soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, licenziati per giustificato motivo oggettivo connesso a riduzione, trasformazione o cessazione di attività di lavoro, dimessi per giusta causa per le fattispecie previste dal CCNL o cessati per scadenza del contratto, che non rientrano nella disciplina della mobilità ex lege 223/91 e che non abbiano maturato i requisiti a percepire l’indennità di disoccupazione o altra tipologia di ammortizzatore sociale, per i quali, nel periodo dal 01.07.2012 al 30.09.2012, risulti scadere l’indennità di mobilità in deroga concessa in forza del punto 4 lettera “j” del verbale C.I.C.A.S. del 28.03.2012;
k) Proroga, fino ad un massimo di 26 settimane, della mobilità in deroga in favore dei lavoratori licenziati dalle imprese industriali fino a 15 dipendenti ed imprese artigiane che non rientrano nella disciplina dell’art. 12, commi 1 e 2 della L. 223/91, per i quali, nel periodo dal 01.07.2012 al 30.09.2012, sia scaduta l’indennità di mobilità in deroga concessa ai sensi del punto 4 lett. l) del verbale C.I.C.A.S. del 28.03.2012, e in favore dei lavoratori di cui al punto 3 lett. q) del verbale del 21.12.2011.
4. Disponibilità finanziarie
Resta confermato e si ribadisce che l’erogazione dei trattamenti di CIG e mobilità in deroga, conseguenti ai provvedimenti decisi nell’odierna riunione, è subordinata alle disponibilità finanziarie, nonché al rispetto delle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative ed amministrative, anche con riferimento ai periodi considerati per la scadenza dei trattamenti previdenziali usufruiti in precedenza dai lavoratori interessati e, infine, nel rispetto delle domande di intervento degli ammortizzatori sociali da parte delle aziende e dei lavoratori interessati.
III PUNTO O.D.G.
Il Presidente introduce l’argomento posto al terzo punto dell’ordine del giorno:
– “Varie ed Eventuali”-
III.1) Lavoratori utilizzati in ASU ex art. 7, D. Lgs 468/97, giusto provvedimento C.I.C.A.S. del 21/12/2011, punto 2, lett. “n” e punto 3 lett “q”.
Il Presidente, con riferimento ai lavoratori di che trattasi, rappresenta in primo luogo che, a mente del verbale CICAS del 21.12.2012, tutti i componenti del Tavolo si sono impegnati a non tornare più sull’argomento. Per mero dovere istituzionale segnala che sono pervenute, da parte dei Comuni utilizzatori, diverse richieste di proroga, nonché la possibilità di esternalizzare i servizi con affidamento a ditte, società o cooperative che assumerebbero i lavoratori oggi utilizzati in ASU.
Ribadita l’impossibilità di procedere a successive ulteriori proroghe, anche in considerazione di quanto stabilito dall’accordo stato regioni del 20.04.2011, in merito alla durata massima della mobilità in deroga, rappresenta che l’Assessorato assicura la massima disponibilità nel porre in essere ed attuare iniziative di supporto alle assunzioni.
Il C.I.C.A.S., dopo ampia discussione, all’unanimità e, in via del tutto eccezionale, ha deciso di riaffrontare la questione degli ASU per ribadire che l’esperienza è da considerarsi conclusa al 30.06.2012. Prendendo atto dei forti ritardi accumulati dagli Enti utilizzatori, nell’esclusivo interesse dei lavoratori, si da la possibilità a tali Enti di far pervenire, entro e non oltre il 04.07.2012, regolare atto deliberativo con il quale l’Ente definisca i percorsi di ricollocazione e/o stabilizzazione dei predetti lavoratori in maniera dettagliata e coerente, con apposito cronoprogramma. Solo a tale scopo, e con riferimento ai lavoratori di tali Enti si concede un periodo di mobilità in deroga, dal 01.07.2012 al 31.07.2012, senza possibilità alcuna di proroga o prosecuzione della misura.
III.2) Richiesta CIG in deroga della BILLA A.G. dell’Aquila (Nota prot. n. RA/147441/DL23 del 25.06.2012).
Il Presidente cede la parola all’Assessore al Lavoro della Provincia de L’Aquila che relaziona in merito.
L’Assessore, riportandosi a quanto dedotto nella circostanziata documentazione agli atti, rappresenta brevemente la complessa e delicata situazione che interessa la filiale della Billa A.G. filiale de L’Aquila.
Il Comune dell’Aquila, a seguito del sisma del 06.04.2009, si è tempestivamente attivato per rendere agibile la zona ove è collocato il punto vendita, sia per il carico delle merci, sia per il parcheggio sia per la clientela. L’impegno dell’Amministrazione Comunale, avrebbe permesso la ripresa delle attività con piena agibilità dei locali, fermo restando comunque la necessità di un riavvio più completo del centro storico dell’Aquila ove è ubicato il punto vendita che richiederà ancora alcuni mesi di lavoro.
Nel momento in cui la società Billa A.G. era in fase riorganizzazione del punto vendita, a livello nazionale, vi è stata una cessione di ramo di azienda da Billa A.G a Conad, che non ha ritenuto di dover acquisire l’attività dell’Aquila.
Per queste motivazioni la società ha dovuto rivedere e riformulare le intese raggiunte presso il Comune dell’Aquila, impegnando il Sindaco e l’Assessore al Commercio a verificare l’intenzione di altre società interessate a rilevare le attività della Billa A.G dell’Aquila, con l’impegno da parte della Società di sostenere la riapertura del punto vendita anche con cessione presso società diverse. Tale impegno è stato assunto anche in occasione di un coordinamento nazionale alla presenza di tutte le strutture sindacali.
I ritardi che si sono succeduti non sono imputabili alla volontà delle parti e, pertanto, risulta assolutamente necessario un ulteriore periodo di proroga a favore dei 18 lavoratori, della durata massima di 35 settimane, per consentire alla società, d’intesa con il Comune dell’Aquila e con le Organizzazione Sindacali, di individuare concrete soluzioni alla problematica industriale/occupazionale, essendo tutti fortemente interessati ad un riavvio dell’attività ed alla ricollocazione di tutti i lavoratori della filiale dell’Aquila,
Il Comitato, sentito l’Assessore del Lavoro della Provincia de L’Aquila, vista la documentazione agli atti, considerato che un periodo di cassa in deroga richiesta risulta funzionale alla definizione di un positivo, nonché virtuoso percorso di riavvio dell’attività, con percorsi di politica attiva a favore dei 18, all’unanimità, autorizza un’ulteriore proroga della durata di 35 settimane, senza soluzione di continuità con la precedente, in favore dei lavoratori della Billa A.G dell’Aquila.
III.3) Richiesta CIG in deroga in favore del settore bieticolo saccarifero (Nota del 03/05/2012 a firma del Presidente dell’ABM – Associazione Bieticoltori Marsicani).
Il Presidente rappresenta al tavolo che i lavoratori interessati sono in numero di cinque. Il MPLS, con nota prot. n. 40/0010893, del 28.03.2012, ha comunicato che, causa la mancanza di risorse, l’INPS non è autorizzata a proseguire nell’erogazione per il 2012 degli ammortizzatori sociali in deroga in favore dei lavoratori del settore del saccarifero.
Tenuto conto dell’eccezionalità della problematica di che trattasi, il C.I.C.A.S., all’unanimità, autorizza un’ulteriore periodo di Cassa in deroga per l’anno 2012, per numero cinque lavoratori dell’ABM, senza soluzione di continuità con la precedente.
III.4) Il dott. De Paulis, Direttore della DRL, rappresenta al tavolo il considerevole numero di istanze di CIG in deroga che i suoi Uffici devono decretare. In considerazione di ciò, evidenzia come gli accordi di CIG in deroga, redatti presso le Province ola Regione, permettono di istruire con maggior facilità le successive autorizzazioni, in quanto risultano esaustivi e completi di tutti gli elementi necessari, a differenza di quelli presentati direttamente dai datori di lavoro/società.
A tal fine auspica l’opportunità di esperire l’esame congiunto presso le sedi istituzionali, Province o Regione, secondo le competenze attribuite dagli artt. 2 e 3 della L.R. 76/1998, anche per le richieste e proroghe di CIG in deroga di durata inferiore ai 24 mesi.
Il C.I.C.A.S. prende atto delle affermazioni del Direttore della DRL, pur condividendone le motivazioni, ritiene di limitare l’obbligo della definizione degli esami congiunti in sede istituzionale solo per gli interventi di durata superiore ai 24 mesi. Auspica che le Istituzioni, qualora interessate, intervengano per problematiche industriali/occupazionali di particolare rilevanza, anche per interventi inferiori ai 24 mesi.
III.5)La FEMCA CISL di Teramo, in considerazione della particolare condizione dei lavoratori residenti nell’area sisma, rappresenta l’opportunità di estendere il requisito della residenza previsto nel punto 4 del verbale C.I.C.A.S. Accordo Quadro del 28.03.2012 e s.m. e i., per le analoghe misure, a far data dall’01.01.2012.
Il C.I.C.A.S., all’unanimità, autorizza.
Alle ore 13.40 il Presidente dichiara sciolta la seduta.
IN VIGORE DECRETO LEGGE EFFICIENTAMENTO E RAZIONALIZZAZIONE AMMINISTRAZIONI FINANZIARIE
Sulla Gazzetta Ufficiale n.148 del 27.6.2012 risulta pubblicato il decreto legge n.87/2012 contenente misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell’amministrazione economico-finanziaria,
Precisato che il predetto ha efficacia dallo stesso giorno di pubblicazione ,di seguito si evidenziano le seguenti disposizioni,ritenute di particolare rilevanza ed attinenza ,a fronte delle problematiche e difficolta’ che attualmente caratterizzano l’economia nazionale:
– Art. 1 Dismissione e razionalizzazione di partecipazioni societarie dello Stato
1) Nella prospettiva di razionalizzazione e riassetto industriale nell’ambito delle partecipazioni detenute dallo Stato, e’ attribuito a Cassa Depositi e Prestiti Societa’ per azioni (CDP S.p.A.) il diritto di opzione per l’acquisto delle partecipazioni azionarie detenute dallo Stato in Fintecna S.p.A., Sace S.p.A. e Simest S.p.A. ,da esercitare , anche disgiuntamente ,entro 120 giorni dall’entrata in vigore del decreto-legge,mentre entro 10 giorni dall’eventuale esercizio dell’opzione, CDP S.p.A. provvede al pagamento al Ministero dell’economia e delle finanze del corrispettivo provvisorio pari al 60 percento del valore del patrimonio netto contabile come risultante dal bilancio, consolidato ove redatto, al 31 dicembre 2011 di ciascuna societa’ per le quali ha esercitato l’opzione .
Fintecna S.p.A., Sace S.p.A. e Simest S.p.A. continuano a svolgere le attivita’ loro gia’ affidate sulla base di provvedimenti normativi e regolamentari vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge. La Simest S.p.A., nella gestione degli interventi di sostegno finanziario all’internazionalizzazione del sistema produttivo, continua ad osservare le convenzioni con il Ministero dello sviluppo economico gia’ sottoscritte o che verranno sottoscritte in base alla normativa di riferimento. .
Art.2- Valorizzazione e dismissione di immobili pubblici
Allo scopo di conseguire la riduzione del debito pubblico il Ministro dell’economia e delle finanze, promuove la costituzione di uno o piu’ fondi comuni d’investimento immobiliare, immobili di proprieta’ dello Stato non utilizzati per finalita’ istituzionali, nonche’ diritti reali immobiliari. Le risorse derivanti dalla cessione delle quote del Ministero dell’economia e delle finanze sono versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato, e destinati al Le societa’ controllate direttamente o indirettamente dallo Stato possono deliberare il trasferimento o il conferimento a tali fondi di immobili di proprieta’.
Possono altresi’ essere trasferiti o conferiti ai medesimi fondi i beni valorizzabili, suscettibili di trasferimento ai sensi dell’articolo 5, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, individuati dall’Agenzia del demanio e a seguito di apposita manifestazione, da parte dei competenti organi degli Enti interessati, della volonta’ di valorizzazione , nonche’ l’attribuzione agli Enti territoriali delle quote dei fondi, .
. La totalita’ delle risorse rinvenienti dalla valorizzazione ed alienazione degli immobili di proprieta’ delle Regioni e degli Enti locali trasferiti ai fondi di cui al presente comma, e’ destinata alla riduzione del debito dell’Ente e, solo in assenza del debito, o comunque per la parte eventualmente eccedente, a spese di investimento.
Per le medesime finalita’ il Ministro dell’economia e delle finanze promuove, altresi’, uno o piu’ fondi comuni di investimento immobiliare a cui sono apportati o conferiti, gli immobili di proprieta’ dello Stato non piu’ utilizzati dal Ministero della difesa per finalita’ istituzionali e suscettibili di valorizzazione, nonche’ diritti reali immobiliari. C
Con uno o piu’ decreti del Ministero della difesa, sentita l’Agenzia del demanio, da emanarsi il primo entro 60 giorni dall’entrata in vigore delle presenti disposizioni, sono individuati tutti i beni di proprieta’ statale assegnati al medesimo Dicastero e non utilizzati dallo stesso per finalita’ istituzionali. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, su indicazione dell’Agenzia del demanio, sono assegnate una parte delle restanti quote dello stesso Ministero, nella misura massima del 25 per cento delle stesse, agli Enti territoriali interessati dalle procedure di cui al presente comma; le risorse rinvenienti dalla cessione delle stesse sono destinate alla riduzione del debito dell’Ente e, solo in assenza del debito, o comunque per la parte eventualmente eccedente, a spese di investimento.
Art. 3- Incorporazione dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e dell’Agenzia del territorio e soppressione dell’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico
L’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato e l’Agenzia del territorio sono incorporate, rispettivamente, nell’Agenzia delle dogane e nell’Agenzia delle entrate a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e i relativi organi decadono .
Le funzioni attribuite agli enti di cui sopra dalla normativa vigente continuano ad essere esercitate, con le inerenti risorse umane finanziarie e strumentali, compresi i relativi rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, senza che sia esperita alcuna procedura di liquidazione, neppure giudiziale, rispettivamente, dall’Agenzia delle dogane, che assume la denominazione di «Agenzia delle dogane e dei monopoli», e dalla Agenzia delle entrate. Le risorse finanziarie di cui al precedente periodo inerenti all’Agenzia delle dogane e dei monopoli sono escluse dalle modalita’ di determinazione delle dotazioni da assegnare alla medesima Agenzia ai sensi dell’articolo 1, comma 74, della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Con decreti di natura non regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono trasferite le risorse umane strumentali e finanziarie degli enti incorporati. Fino all’adozione dei predetti decreti, per garantire la continuita’ dei rapporti gia’ in capo all’ente incorporato, l’Agenzia incorporante puo’ delegare uno o piu’ dirigenti per lo svolgimento delle attivita’ di ordinaria amministrazione, ivi comprese le operazioni di pagamento e riscossione a valere sui conti correnti gia’ intestati all’ente incorporato che rimangono aperti fino alla data di emanazione dei decreti medesimi.
Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, i bilanci di chiusura degli enti incorporati sono deliberati dagli organi in carica alla data di cessazione dell’ente, corredati della relazione redatta dall’organo interno di controllo in carica alla data di incorporazione dell’ente medesimo e trasmessi per l’approvazione al Ministero dell’economia e delle finanze. Ai componenti degli organi degli enti di cui in precedenza, i compensi, indennita’ o altri emolumenti comunque denominati ad essi spettanti sono corrisposti fino alla data di adozione della deliberazione dei bilanci di chiusura e, comunque, non oltre novanta giorni dalla data di incorporazione.
I comitati di gestione delle Agenzie incorporanti sono rinnovati entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, anche al fine di tenere conto del trasferimento di funzioni derivante dal presente articolo.
A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto le dotazioni organiche delle Agenzie incorporanti sono provvisoriamente incrementate di un numero pari alle unita’ di personale di ruolo trasferite, in servizio presso gli enti incorporati. Detto personale e’ inquadrato nei ruoli delle Agenzie incorporanti. I dipendenti trasferiti mantengono l’inquadramento previdenziale di provenienza ed il trattamento economico fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative, corrisposto al momento dell’inquadramento; nel caso in cui tale trattamento risulti piu’ elevato rispetto a quello previsto per il personale dell’amministrazione incorporante, e’ attribuito per la differenza un assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. 6. Per i restanti rapporti di lavoro le Agenzie incorporanti subentrano nella titolarita’ del rapporto fino alla naturale scadenza.
Le Agenzie incorporanti esercitano i compiti e le funzioni facenti capo agli enti incorporati con le articolazioni amministrative individuate mediante le ordinarie misure di definizione del relativo assetto organizzativo. Nell’ambito di dette misure, nei limiti della dotazione organica della dirigenza di prima fascia, l’Agenzia delle entrate istituisce due posti di vicedirettore, di cui uno, per i compiti di indirizzo e coordinamento delle funzioni riconducibili all’area di attivita’ dell’Agenzia del territorio; l’Agenzia delle dogane e dei monopoli istituisce due posti di vicedirettore, di cui uno, per i compiti di indirizzo e coordinamento delle funzioni riconducibili all’area di attivita’ dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato. Per lo svolgimento sul territorio dei compiti gia’ devoluti all’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli stipula apposite convenzioni, non onerose, con la Guardia di finanza e con l’agenzia delle entrate. Al fine di garantire la continuita’ delle attivita’ gia’ facenti capo agli enti di cui al presente comma fino al perfezionamento del processo di riorganizzazione indicato, l’attivita’ facente capo ai predetti enti continua ad essere esercitata dalle articolazioni competenti, con i relativi titolari, presso le sedi e gli uffici gia’ a tal fine utilizzati. Nei casi in cui le disposizioni vigenti o atti amministrativi ovvero contrattuali fanno riferimento all’Agenzia del territorio ed all’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato si intendono riferite, rispettivamente, all’Agenzia delle entrate ed all’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
Le risorse finanziarie disponibili, a qualsiasi titolo, sui bilanci degli enti incorporati ai sensi del presente articolo sono riassegnate, a far data dall’anno contabile 2013, alle Agenzie incorporanti. Al fine di garantire la continuita’ nella prosecuzione dei rapporti avviati dagli enti incorporati, la gestione contabile delle risorse finanziarie per l’anno in corso, gia’ di competenza dell’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, proseguono in capo alle equivalenti strutture degli Uffici incorporati. .
L’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico-Assi -e’ soppressa a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. In relazione agli adempimenti nercessari i decreti di natura non regolamentare sono adottati dal Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Con i medesimi decreti sono ripartite tra il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e l’Agenzia delle dogane e dei monopoli le funzioni attribuite ad ASSI dalla normativa vigente, nonche’ le relative risorse umane, finanziarie e strumentali, compresi i relativi rapporti giuridici attivi e passivi, senza che sia esperita alcuna procedura di liquidazione di ASSI, neppure giudiziale. Fino all’adozione dei predetti decreti, per garantire la continuita’ dei rapporti gia’ in capo all’ente soppresso, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali puo’ delegare uno o piu’ dirigenti per lo svolgimento delle attivita’ di ordinaria amministrazione, ivi comprese le operazioni di pagamento e riscossione a valere sui conti correnti gia’ intestati all’ente soppresso che rimangono aperti fino alla data di emanazione dei decreti medesimi. Trovano applicazione i commi da 4 a 8, intendendosi per Amministrazione incorporante, ai fini del presente comma, anche il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e’ approvata la tabella di corrispondenza per l’inquadramento del personale trasferito. Resta comunque ferma, nei limiti temporali previsti dalla vigente normativa, la validita’ delle graduatorie dei concorsi pubblici espletati dall’Assi e dall’Unire. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono rideterminate le dotazioni organiche del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, con l’istituzione di un posto di dirigente generale di prima fascia, in relazione alle funzioni ed alla quota parte delle risorse trasferite ai sensi del secondo periodo del presente comma, ferma in ogni caso l’assegnazione delle residue posizioni dirigenziali generali di ASSI all’Agenzia delle dogane e dei monopoli; con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, e’ rideterminato l’assetto organizzativo del predetto Ministero in conseguenza dell’attuazione delle disposizioni de previste
A decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al decreto legislativo n. 300 del 1999, sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 57, comma 1, le parole: «l’agenzia del territorio», sono sostituite dalle seguenti: «e dei monopoli»; b) all’articolo 62, comma 1, in fine, e’ aggiunto il seguente periodo: «L’agenzia delle entrate svolge, inoltre, le funzioni di cui all’articolo 64.»; c) all’articolo 63, nella rubrica e nel comma 1, dopo le parole: «delle dogane», sono inserite le seguenti: «e dei monopoli»; nel medesimo comma e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «L’agenzia svolge, inoltre, le funzioni gia’ di competenza dall’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato.»; d) all’articolo 64, sono apportate le seguenti modifiche: 1) nella rubrica, le parole: «Agenzia del territorio», sono sostituite dalle seguenti: «Ulteriori funzioni dell’agenzia delle entrate»; 2) al comma 1, le parole «del territorio e’» sono sostituite dalle seguenti: «delle entrate e’, inoltre»; 3) al comma 3-bis, sono soppresse le parole: «del territorio»; 4) il comma 4 e’ abrogato; 11. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 12. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 4 -Riduzione delle dotazioni organiche e riordino delle strutture del Ministero dell’economia e delle finanze e delle agenzie fiscali
1. Il Ministero dell’economia e delle finanze, , e le agenzie fiscali provvedono,
a) ad apportare, entro il 31 ottobre 2012, un’ulteriore riduzione degli uffici dirigenziali di livello generale e di livello non generale, e delle relative dotazioni organiche, in misura: 1) per il Ministero, non inferiore al 20 per cento di quelli risultanti a seguito dell’applicazione del predetto articolo 1 del decreto-legge n. 138 del 2011; 2) per le Agenzie fiscali, tale che il rapporto tra personale dirigenziale di livello non generale e personale non dirigente sia non superiore ad 1 su 40 ed il rapporto tra personale dirigenziale di livello generale e personale dirigenziale di livello non generale sia non superiore ad 1 su 20 per l’Agenzia delle entrate e ad 1 su 15 per l’Agenzia delle dogane e dei monopoli.
Per assicurare la funzionalita’ del nuovo assetto operativo conseguente alla riduzione dell’organico dirigenziale, possono essere previste posizioni organizzative di livello non dirigenziale, in numero comunque non superiore ai posti dirigenziali coperti alla data dei entrata in vigore del presente decreto ed effettivamente soppressi, da affidare a personale della terza area che abbia maturato almeno cinque anni di esperienza professionale nell’area stessa; l’attribuzione di tali posizioni e’ disposta secondo criteri di valorizzazione delle capacita’ e del merito sulla base di apposite procedure selettive; al personale che ricopre tali posizioni e’ attribuita un’indennita’ di posizione graduata secondo il livello di responsabilita’ ricoperto, in misura comunque non superiore al cinquanta per cento di quella corrisposta al dirigente di seconda fascia di livello retributivo piu’ basso; la valutazione annuale positiva dell’incarico svolto comporta una retribuzione di risultato non superiore al venti per cento della retribuzione di posizione. All’onere connesso al conferimento delle posizioni organizzative di cui al presente punto si provvede con il risparmio di spesa conseguente alla riduzione delle posizioni dirigenziali di cui al primo periodo, detratta una quota non inferiore al venti per cento. ;. b) alla rideterminazione delle dotazioni organiche del personale non dirigenziale, apportando una ulteriore riduzione non inferiore al 10 per cento della spesa complessiva relativa al numero dei posti di organico di tale personale risultante a seguito dell’applicazione, per il Ministero, del predetto articolo 1 del decreto-legge n. 138 del 2011 e, per le agenzie, dell’articolo 3 del presente decreto. 2. Alle amministrazioni di cui sopra che non abbiano adempiuto a quanto previsto dal predetto comma entro il 31 ottobre 2012 e’ fatto comunque divieto, a decorrere dalla predetta data, di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto. Fino all’emanazione dei provvedimenti di cui sopra le dotazioni organiche sono provvisoriamente individuate in misura pari ai posti coperti alla data di entrata in vigore del presente decreto; sono fatte salve le procedure concorsuali e di mobilita’ nonche’ di conferimento di incarichi ai sensi dell’articolo 19, commi 5-bis e 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001 avviate alla predetta data.
Restano esclusi dall’applicazione dei commi 1 e 2 le dotazioni organiche relative al personale amministrativo di livello non dirigenziale operante presso le segreterie delle commissioni tributarie ed ai giudici tributari.
. La riorganizzazione del Ministero dell’economia e delle finanze e delle Agenzie fiscali e’ effettuata, in base alle disposizioni dei rispettivi ordinamenti, con l’osservanza, in particolare, dei seguenti principi: a) nei casi in cui si ritenga indispensabile, ai fini dell’efficace svolgimento di compiti e funzioni dell’amministrazione centrale, l’articolazione delle strutture organizzative in uffici territoriali, si procede comunque alla riduzione del numero degli stessi. Gli uffici da chiudere sono individuati avendo riguardo prioritariamente a quelli aventi sede in province con meno di 300.000 abitanti, ovvero aventi un numero di dipendenti in servizio inferiore a 30 unita’, ovvero dislocati in stabili in locazione passiva; b) al fine di razionalizzare le competenze, le direzioni generali che svolgono compiti analoghi sono accorpate; c) con riferimento alle strutture che operano a livello territoriale sia ministeriale sia delle Agenzie, le competenze sono riviste in modo tale che, di norma: 1) gli incaricati di funzioni di livello dirigenziale generale non hanno mai competenza infraregionale; 2) gli incaricati di funzioni di livello dirigenziale non generale non hanno mai competenza infraprovinciale, salvo il caso in cui gli uffici abbiano sede in comuni citta’ metropolitane; 3) gli uffici infraprovinciali sono retti da funzionari.
. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto la direzione della giustizia tributaria e la direzione comunicazione istituzionale della fiscalita’ sono trasferite, con il relativo assetto organizzativo e gli attuali titolari, al dipartimento dell’amministrazione generale del personale e dei servizi. La direzione comunicazione istituzionale della fiscalita’ assume la denominazione di direzione comunicazione istituzionale e svolge i propri compiti con riferimento a tutti i compiti istituzionali del Ministero. Il dipartimento delle finanze, direzione legislazione tributaria, esercita le competenze in materia di normativa, monitoraggio e analisi del contenzioso tributario; il predetto dipartimento continua inoltre ad esercitare le competenze in materia di coordinamento della comunicazione relativa alle entrate tributarie e alla normativa fiscale.
Le attivita’ in materia informatica a supporto delle amministrazioni pubbliche, svolte attualmente dalla Consip S.p.a. ai sensi di legge e di statuto, sono trasferite, mediante operazione di scissione, alla Sogei S.p.a., che svolgera’ tali attivita’ attraverso una specifica divisione interna che assicuri la prosecuzione delle attivita’ secondo il precedente modello di relazione con il Ministero. All’acquisto dell’efficacia della suddetta operazione di scissione, le disposizioni normative che affidano a Consip S.p.a. le attivita’ oggetto di trasferimento si intendono riferite a Sogei S.p.a.
Le attivita’ di realizzazione del Programma di razionalizzazione degli acquisti, di centrale di committenza e di e-procurement continuano ad essere svolte dalla Consip s.p.a., che svolge i predetti compiti anche per la Sogei s.p.a.
I componenti dei consigli di amministrazione della Sogei s.p.a. e dalla Consip S.p.a. attualmente in carica decadono dalla data di pubblicazione del presente decreto, senza applicazione dell’articolo 2383, terzo comma, del codice civile e restano in carica sino alla data dell’assemblea da convocare, entro 30 giorni, per il rinnovo degli organi decaduti. Il Ministero dell’economia e delle finanze, nell’esercizio dei propri diritti di azionista, provvede a nominare i nuovi consigli, prevedendo la composizione degli stessi con tre membri, di cui due dipendenti dell’amministrazione economico-finanziaria e il terzo con funzioni di presidente e amministratore delegato. Il Ministero dell’economia e delle finanze, nell’esercizio dei propri diritti di azionista, assicura la tempestiva realizzazione delle necessarie operazioni societarie e le conseguenti modifiche statutarie, tenendo anche conto della natura in house delle suddette societa’.
Pubblicato nella G.U. del 26 giugno 2012, il DL n. 83/2012 è entrato ufficialmente in vigore con tutte le novità che porta per il rilancio dell’economia del nostro Paese ,di cui si evidenziano quelle è particolarmente interessanti ed importanti.
1. Per le spese documentate, sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 30 giugno 2013, relative agli interventi di cui all’articolo 16-bis, comma 1 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 50 per cento, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unita’ immobiliare. Restano ferme le ulteriori disposizioni contenute nel citato articolo 16-bis. 2. All’articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n. 220, dopo il primo periodo e’ aggiunto il seguente: «Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2013 al 30 giugno 2013, fermi restando i valori massimi, le detrazioni spettano per una quota pari al 50 per cento delle spese stesse». 3. All’articolo 4, comma 4, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, l’ultimo periodo e’ soppresso; la presente disposizione si applica a decorrere dal 1° gennaio 2012.
Art. 12 – Piano nazionale per le citta’
1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti predispone un piano nazionale per le citta’, dedicato alla riqualificazione di aree urbane con particolare riferimento a quelle degradate. A tal fine, con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, e’ istituita, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la Cabina di regia del piano, composta da due rappresentanti del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, di cui uno con funzioni di presidente, da due rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle province autonome, da un rappresentante del Ministero dell’economia e delle finanze, del Ministero dello sviluppo economico, del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, del Ministero per i beni e le attivita’ culturali, del Ministero dell’interno, dei Dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri per lo sviluppo e la coesione economica, per la cooperazione internazionale e l’integrazione e per la coesione territoriale, dell’Agenzia del demanio, della Cassa depositi e prestiti, dell’Associazione nazionale comuni italiani e, in veste di osservatori, da un rappresentante del Fondo Investimenti per l’Abitare (FIA) di CDP Investimenti SGR e da un rappresentante dei Fondi di investimento istituiti dalla societa’ di gestione del risparmio del Ministero dell’economia e delle finanze costituita ai sensi dell’articolo 33 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111; con il medesimo decreto sono stabilite le modalita’ di funzionamento della Cabina di regia.
Art. 13 – Semplificazioni in materia di autorizzazioni e pareri per l’esercizio dell’attivita’ edilizia
1. All’articolo 19 della legge 7 agosto 1990 n. 241, il terzo periodo del comma 1 e’ sostituito dal seguente: «Nei casi in cui la normativa vigente prevede l’acquisizione di atti o pareri di organi o enti appositi, ovvero l’esecuzione di verifiche preventive, essi sono comunque sostituiti dalle autocertificazioni, attestazioni e asseverazioni o certificazioni di cui al presente comma, salve le verifiche successive degli organi e delle amministrazioni competenti.».
Art. 16 -Disposizioni urgenti per la continuita’ dei servizi di trasporto
1. Al fine di garantire la continuita’ del servizio pubblico di navigazione sui laghi Maggiore, di Garda e di Como, alla Gestione governativa navigazione laghi sono attribuite, per l’anno 2012, risorse pari a euro 6.000.000,00. Le maggiori risorse di cui al presente comma sono destinate al finanziamento delle spese di esercizio per la gestione dei servizi di navigazione lacuale. E’ comunque fatto salvo quanto previsto dall’articolo 4, quarto comma, della legge 18 luglio 1957, n. 614. 2. Per la prosecuzione del servizio intermodale dell’autostrada ferroviaria alpina attraverso il valico del Frejus, e’ autorizzata, per l’anno 2012, la spesa di euro 4.500.000,00. 3. Al fine di garantire il contributo dovuto, per l’anno 2012, per l’esercizio della Funivia Savona-San Giuseppe, in concessione a Funivie S.p.A, e’ autorizzata, per l’anno 2012, la spesa di euro 5.000.000,00. 4. Al fine di consentire l’attivazione delle procedure per il trasferimento della proprieta’ sociale dello Stato delle Ferrovie della Calabria s.r.l. e delle Ferrovie del Sud-Est e Servizi Automobilistici s.r.l., rispettivamente alle Regioni Calabria e Puglia, nonche’ per garantire il raggiungimento di obiettivi di efficientamento e razionalizzazione della gestione aziendale, e’ autorizzata la spesa complessiva di euro 40.000.000,00, a condizione che entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto siano sottoscritti con le regioni interessate i relativi accordi di trasferimento entro il 31 dicembre 2012.
1. La concessione delle sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e l’attribuzione dei corrispettivi e dei compensi a persone, professionisti, imprese ed enti privati e comunque di vantaggi economici di qualunque genere di cui all’articolo 12 della legge 7 agosto 1990, n. 241 ad enti pubblici e privati, sono soggetti alla pubblicita’ sulla rete internet, ai sensi del presente articolo e secondo il principio di accessibilita’ totale di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150. 2. Nei casi di cui al comma 1 ed in deroga ad ogni diversa disposizione di legge o regolamento, nel sito internet dell’ente obbligato sono indicati: a) il nome dell’impresa o altro soggetto beneficiario ed i suoi dati fiscali; b) l’importo; c) la norma o il titolo a base dell’attribuzione; d) l’ufficio e il funzionario o dirigente responsabile del relativo procedimento amministrativo; e) la modalita’ seguita per l’individuazione del beneficiario; f) il link al progetto selezionato, al curriculum del soggetto incaricato, nonche’ al contratto e capitolato della prestazione, fornitura o servizio. 3. Le informazioni di cui al comma 2 sono riportate, con link ben visibile nella homepage del sito, nell’ambito dei dati della sezione «Trasparenza, valutazione e merito» di cui al citato decreto legislativo n. 150 del 2009, che devono essere resi di facile consultazione, accessibili ai motori di ricerca ed in formato tabellare aperto che ne consente l’esportazione, il trattamento e il riuso ai sensi dell’articolo 24 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196. 4. Le disposizioni del presente articolo costituiscono diretta attuazione dei principi di legalita’, buon andamento e imparzialita’ sanciti dall’articolo 97 della Costituzione, e ad esse si conformano entro il 31 dicembre 2012, ai sensi dell’articolo 117, comma 2, lettere g), h), l), m), r) della Costituzione, tutte le pubbliche amministrazioni centrali, regionali e locali, i concessionari di servizi pubblici e le societa’ a prevalente partecipazione o controllo pubblico. Le regioni ad autonomia speciale vi si conformano entro il medesimo termine secondo le previsioni dei rispettivi Statuti. 5. A decorrere dal 1° gennaio 2013, per le concessioni di vantaggi economici successivi all’entrata in vigore del presente decreto-legge, la pubblicazione ai sensi del presente articolo costituisce condizione legale di efficacia del titolo legittimante delle concessioni ed attribuzioni di importo complessivo superiore a mille euro nel corso dell’anno solare previste dal comma 1, e la sua eventuale omissione o incompletezza e’ rilevata d’ufficio dagli organi dirigenziali e di controllo, sotto la propria diretta responsabilita’ amministrativa, patrimoniale e contabile per l’indebita concessione o attribuzione del beneficio economico. La mancata, incompleta o ritardata pubblicazione e’ altresi’ rilevabile dal destinatario della prevista concessione o attribuzione e da chiunque altro abbia interesse, anche ai fini del risarcimento del danno da ritardo da parte dell’amministrazione, ai sensi dell’articolo 30 del codice del processo amministrativo di cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104.
Art. 19 -Istituzione dell’Agenzia per l’Italia digitale
2. L’Agenzia opera sulla base di principi di autonomia organizzativa, tecnico-operativa, gestionale, di trasparenza e di economicita’. Per quanto non previsto dal presente decreto all’Agenzia si applicano gli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.
Art. 22 Soppressione di DigitPa, dell’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, successione dei rapporti e individuazione delle effettive risorse umane e strumentali
1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, DigitPA e l’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione sono soppressi. 2. Al fine di garantire la continuita’ dei rapporti facenti capo agli enti soppressi, gli organi in carica alla data di approvazione del presente decreto continuano a svolgere le rispettive funzioni fino alla nomina del Direttore generale e deliberano altresi’ i bilanci di chiusura degli enti soppressi alla data di cessazione degli enti stessi, corredati della relazione redatta dall’organo interno di controllo in carica alla medesima data e trasmessi per l’approvazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero dell’economia e delle finanze. Il Direttore Generale esercita in via transitoria le funzioni svolte dagli enti soppressi e dal Dipartimento di cui all’articolo 20, comma 2, in qualita’ di commissario straordinario fino alla nomina degli altri organi dell’Agenzia. 3. Sono trasferite all’Agenzia per l’Italia digitale il personale di ruolo delle amministrazioni di cui all’articolo 20, comma 2, le risorse finanziarie e strumentali degli enti e delle strutture di cui al medesimo articolo 20, comma 2, compresi i connessi rapporti giuridici attivi e passivi, senza che sia esperita alcuna procedura di liquidazione, neppure giudiziale. E’ fatto salvo il diritto di opzione per il personale in servizio a tempo indeterminato presso il Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Per i restanti rapporti di lavoro l’Agenzia subentra nella titolarita’ del rapporto fino alla naturale scadenza. 4. Il personale attualmente in servizio in posizione di comando presso le amministrazioni di cui all’articolo 20, comma 2, puo’ optare per il transito alle dipendenze dell’Agenzia. Il transito e’ effettuato, previo interpello, con valutazione comparativa della qualificazione professionale posseduta nonche’ dell’esperienza maturata nel settore dell’innovazione tecnologica, dell’anzianita’ di servizio nelle amministrazioni di cui all’articolo 20, comma 2, e dei titoli di studio. Il personale comandato non transitato all’Agenzia ritorna alle amministrazioni o agli enti di appartenenza. 5. Nelle more della definizione dei comparti di contrattazione, ai sensi dell’articolo 40, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al personale dell’Agenzia si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale del comparto Ministeri. 6. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, o del Ministro delegato, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, da emanarsi entro quarantacinque giorni dalla nomina del Direttore generale dell’Agenzia, e’ determinata l’effettiva dotazione delle risorse umane, nel limite del personale effettivamente trasferito ai sensi dei commi 3 e 4, con corrispondente riduzione delle dotazioni organiche delle amministrazioni di provenienza, fissata entro un tetto massimo 150 unita’, nonche’ la dotazione delle risorse finanziarie e strumentali necessarie al funzionamento dell’Agenzia stessa, tenendo conto del rapporto tra personale dipendente e funzioni dell’Agenzia, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse e di riduzione delle spese per il funzionamento e per le collaborazioni esterne. Con lo stesso decreto e’ definita la tabella di equiparazione del personale trasferito con quello del personale appartenente al comparto Ministeri. I dipendenti trasferiti mantengono l’inquadramento previdenziale di provenienza, nonche’ il trattamento economico fondamentale e accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative, corrisposto al momento dell’inquadramento. Nel caso in cui risulti piu’ elevato rispetto a quello del comparto Ministeri il personale percepisce per la differenza un assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti economici. 7. Con successivo decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, o del Ministro delegato, da emanarsi entro quarantacinque giorni dalla nomina del Direttore generale dell’Agenzia e non oltre la data di adozione del decreto di cui al comma 4 6, le strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono adeguate in considerazione del trasferimento delle funzioni di cui all’articolo 20, comma 2.
Art 23 – Fondo per la crescita sostenibile
1. Le presenti disposizioni sono dirette a favorire la crescita sostenibile e la creazione di nuova occupazione nel rispetto delle contestuali esigenze di rigore nella finanza pubblica e di equita’ sociale, in un quadro di sviluppo di nuova imprenditorialita’, con particolare riguardo al sostegno alla piccola e media impresa e di progressivo riequilibrio socio-economico, di genere e fra le diverse aree territoriali del Paese. 2. Il Fondo speciale rotativo di cui all’articolo 14 della legge 17 febbraio 1982, n. 46, istituito presso il Ministero dello sviluppo economico assume la denominazione di «Fondo per la crescita sostenibile» (di seguito Fondo). Il Fondo e’ destinato, sulla base di obiettivi e priorita’ periodicamente stabiliti e nel rispetto dei vincoli derivanti dall’appartenenza all’ordinamento comunitario, al finanziamento di programmi e interventi con un impatto significativo in ambito nazionale sulla competitivita’ dell’apparato produttivo, con particolare riguardo alle seguenti finalita’: a) la promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per il rilancio della competitivita’ del sistema produttivo, anche tramite il consolidamento dei centri e delle strutture di ricerca e sviluppo delle imprese; b) il rafforzamento della struttura produttiva, in particolare del Mezzogiorno, il riutilizzo di impianti produttivi e il rilancio di aree che versano in situazioni di crisi complessa di rilevanza nazionale tramite la sottoscrizione di accordi di programma; c) la promozione della presenza internazionale delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero, anche in raccordo con le azioni che saranno attivate dall’ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni aziendali, dal settore economico in cui operano, nonche’ dal regime contabile adottato, e’ concesso un contributo sotto forma di credito d’imposta del 35%, con un limite massimo pari a 200 mila euro annui ad impresa, del costo aziendale sostenuto per le assunzioni a tempo indeterminato di: a) personale in possesso di un dottorato di ricerca universitario conseguito presso una universita’ italiana o estera se riconosciuta equipollente in base alla legislazione vigente in materia; b) personale in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico, di cui all’Allegato 2 al presente decreto, impiegato in attivita’ di Ricerca e Sviluppo, come specificato al comma 3. Il credito d’imposta e’ riservato alle assunzioni di personale in possesso dei titoli accademici previsti alle lettere a) e b) del presente comma. 2. Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta nei quali lo stesso e’ utilizzato e non e’ soggetto al limite annuale di cui all’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Esso non concorre alla formazione del reddito ne’ della base imponibile dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed e’ utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni. 3. Il credito d’imposta, di cui alla lettera b) del comma 1, e’ concesso per il personale impiegato nelle seguenti attivita’: a) lavori sperimentali o teorici svolti, aventi quale principale finalita’ l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette; b) ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera c); c) acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacita’ esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati. Puo’ trattarsi anche di altre attivita’ destinate alla definizione concettuale, alla pianificazione e alla documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; tali attivita’ possono comprendere l’elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, purche’ non siano destinati ad uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati ad esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo e’ necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione e’ troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida. L’eventuale, ulteriore sfruttamento di progetti di dimostrazione o di progetti pilota a scopo commerciale comporta la deduzione dei redditi cosi’ generati dai costi ammissibili. 4. Il diritto a fruire del contributo decade: a) se il numero complessivo dei dipendenti e’ inferiore o pari a quello indicato nel bilancio presentato nel periodo di imposta precedente all’applicazione del presente beneficio fiscale; b) se i posti di lavoro creati non sono conservati per un periodo minimo di tre anni, ovvero di due anni nel caso delle piccole e medie imprese; c) nei casi in cui vengano definitivamente accertate violazioni non formali, sia alla normativa fiscale che a quella contributiva in materia di lavoro dipendente per le quali sono state irrogate sanzioni di importo non inferiore a euro 5.000, oppure violazioni alla normativa sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori previste dalle vigenti disposizioni, nonche’ nei casi in cui siano emanati provvedimenti definitivi della magistratura contro il datore di lavoro per condotta antisindacale. 5. Per la gestione della misura di agevolazione di cui al presente articolo, il Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, potra’ avvalersi, sulla base di apposita convenzione, di societa’ in house ovvero di societa’ o enti in possesso dei necessari requisiti tecnici, organizzativi e di terzieta’ scelti, sulla base di un’apposita gara, secondo le modalita’ e le procedure di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. 6. Per fruire del contributo le imprese presentano un’istanza, secondo le modalita’ che saranno individuate con il decreto di cui al comma 11, al Ministero dello sviluppo economico che concede il contributo nel rispetto del previsto limite di spesa di cui al comma 12. 7. Qualora sia accertata l’indebita fruizione, anche parziale, del contributo per il verificarsi del mancato rispetto delle condizioni previste dalle presenti disposizioni, il Ministero dello sviluppo economico procede, ai sensi dell’articolo 1, comma 6, del decreto-legge 25 marzo 2010, n. 40, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni secondo legge. 8. I controlli avvengono sulla base di apposita documentazione contabile certificata da un professionista iscritto al registro dei revisori contabili o dal collegio sindacale. Tale certificazione va allegata al bilancio. 9. Le imprese non soggette a revisione contabile del bilancio e prive di un collegio sindacale devono comunque avvalersi della certificazione di un revisore dei conti o di un professionista iscritto al registro dei revisori contabili che non abbia avuto, nei tre anni precedenti, alcun rapporto di collaborazione o di dipendenza con l’impresa stessa. Le spese sostenute per l’attivita’ di certificazione contabile di cui al presente comma sono considerate ammissibili entro un limite massimo di 5 mila euro. 10. Nei confronti del revisore contabile che incorre in colpa grave nell’esecuzione degli atti che gli sono richiesti per il rilascio della certificazione di cui ai commi 8 e 9 si applicano le disposizioni dell’articolo 64 del codice di procedura civile. 11. Con successivo decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, da emanarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, sono adottate le disposizioni applicative necessarie.
Art. 25 -Monitoraggio, controlli, attivita’ ispettiva
1. Allo scopo di vigilare sul corretto utilizzo delle agevolazioni di cui al presente decreto-legge, il Ministero dello sviluppo economico puo’ avvalersi del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza, il quale svolge, anche d’iniziativa, analisi, ispezioni e controlli sui programmi di investimento ammessi alle agevolazioni. A tal fine, il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sottoscrive un protocollo d’intesa con il Comandante della Guardia di Finanza.
Art. 33 Revisione della legge fallimentare per favorire la continuita’ aziendale
1. Al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 sono apportate le seguenti modificazioni: a) all’articolo 67, terzo comma, sono apportate le seguenti modificazioni: 1) la lettera d) e’ sostituita dalla seguente: «d) gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse su beni del debitore purche’ posti in essere in esecuzione di un piano che appaia idoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoria dell’impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione finanziaria; un professionista indipendente designato dal debitore, iscritto nel registro dei revisori legali ed in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 28, lettere a) e b) deve attestare la veridicita’ dei dati aziendali e la fattibilita’ del piano; il professionista e’ indipendente quando non e’ legato all’impresa e a coloro che hanno interesse all’operazione di risanamento da rapporti di natura personale o professionale tali da comprometterne l’indipendenza di giudizio; in ogni caso, il professionista deve essere in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 2399 del codice civile e non deve, neanche per il tramite di soggetti con i quali e’ unito in associazione professionale, avere prestato negli ultimi cinque anni attivita’ di lavoro subordinato o autonomo in favore del debitore ovvero partecipato agli organi di amministrazione o di controllo; il piano puo’ essere pubblicato nel registro delle imprese su richiesta del debitore;»; 2) alla lettera e): dopo le parole «dell’articolo 182-bis» sono aggiunte le seguenti: «, nonche’ gli atti, i pagamenti e le garanzie legalmente posti in essere dopo il deposito del ricorso di cui all’articolo 161;»; b) all’articolo 161 sono apportate le seguenti modificazioni: 1) al secondo comma, dopo la lettera d), e’ aggiunta la seguente: «e) un piano contenente la descrizione analitica delle modalita’ e dei tempi di adempimento della proposta.»; 2) al terzo comma sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo la parola «professionista» sono aggiunte le seguenti: «,designato dal debitore,»; b) dopo il primo periodo e’ aggiunto, in fine, il seguente: «Analoga relazione deve essere presentata nel caso di modifiche sostanziali della proposta o del piano.»; 3) al quinto comma, dopo le parole «pubblico ministero» sono aggiunte le seguenti: «ed e’ pubblicata, a cura del cancelliere, nel registro delle imprese entro il giorno successivo al deposito in cancelleria»; 4) dopo il quinto comma sono aggiunti i seguenti: «L’imprenditore puo’ depositare il ricorso contenente la domanda di concordato riservandosi di presentare la proposta, il piano e la documentazione di cui ai commi secondo e terzo entro un termine fissato dal giudice compreso fra sessanta e cento venti giorni e prorogabile, in presenza di giustificati motivi, di non oltre sessanta giorni. Nello stesso termine, in alternativa e con conservazione sino all’omologazione degli effetti prodotti dal ricorso, il debitore puo’ depositare domanda ai sensi dell’articolo 182-bis, primo comma. In mancanza, si applica l’articolo 162, commi secondo e terzo. Dopo il deposito del ricorso e fino al decreto di cui all’articolo 163 il debitore puo’ compiere gli atti urgenti di straordinaria amministrazione previa autorizzazione del tribunale, il quale puo’ assumere sommarie informazioni. Nello stesso periodo e a decorrere dallo stesso termine il debitore puo’ altresi’ compiere gli atti di ordinaria amministrazione. I crediti di terzi eventualmente sorti per effetto degli atti legalmente compiuti dal debitore sono prededucibili ai sensi dell’articolo 111.»; c) all’articolo 168 sono apportate le seguenti modificazioni: 1) al primo comma sono apportate le seguenti modificazioni: a) le parole «presentazione del ricorso» sono sostituite dalle seguenti: «pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese»; b) dopo la parola «esecutive» sono aggiunte le seguenti: «e cautelari»; c) dopo le parole «creditori per titolo o causa anteriore» la parola «decreto» e’ soppressa; 2) al terzo comma e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni che precedono la data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese sono inefficaci rispetto ai creditori anteriori al concordato.»; d) dopo l’articolo 169 e’ aggiunto il seguente articolo: «Articolo 169-bis (Contratti in corso di esecuzione). – Il debitore nel ricorso di cui all’articolo 161 puo’ chiedere che il Tribunale o, dopo il decreto di ammissione, il giudice delegato lo autorizzi a sciogliersi dai contratti in corso di esecuzione alla data della presentazione del ricorso. Su richiesta del debitore puo’ essere autorizzata la sospensione del contratto per non piu’ di sessanta giorni, prorogabili una sola volta. In tali casi, il contraente ha diritto ad un indennizzo equivalente al risarcimento del danno conseguente al mancato adempimento. Tale credito e’ soddisfatto come credito anteriore al concordato. Lo scioglimento del contratto non si estende alla clausola compromissoria in esso contenuta. Le disposizioni di questo articolo non si applicano ai rapporti di lavoro subordinato nonche’ ai contratti di cui agli articoli 72, ottavo comma, e 80 primo comma.»; e) all’articolo 182-bis sono apportate le seguenti modificazioni: 1) il primo comma e’ sostituito dal seguente: «L’imprenditore in stato di crisi puo’ domandare, depositando la documentazione di cui all’ articolo 161, l’omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti, unitamente ad una relazione redatta da un professionista, designato dal debitore, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d) sulla veridicita’ dei dati aziendali e sull’attuabilita’ dell’accordo stesso con particolare riferimento alla sua idoneita’ ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei nei rispetto dei seguenti termini: a) entro cento venti giorni dall’omologazione, in caso di crediti gia’ scaduti a quella data; b) entro cento venti giorni dalla scadenza, in caso di crediti non ancora scaduti alla data dell’omologazione.»; 2) al terzo comma, primo periodo, dopo la parole «patrimonio del debitore», sono aggiunte le seguenti: «, ne’ acquisire titoli di prelazione se non concordati»; 3) al sesto comma, primo periodo, sono apportate le seguenti modificazioni: a) dopo le parole «all’articolo 161, primo e secondo comma» sono aggiunte le seguenti: «lettere a), b), c) e d)»; b) le parole «il regolare» sono sostituite dalle seguenti: «l’integrale»; 4) al settimo comma, secondo periodo, le parole «il regolare» sono sostituite dalle seguenti: «l’integrale»; 5) l’ottavo comma e’ sostituito dal seguente: «A seguito del deposito di un accordo di ristrutturazione dei debiti nei termini assegnati dal tribunale trovano applicazione le disposizioni di cui al secondo, terzo, quarto e quinto comma. Se nel medesimo termine e’ depositata una domanda di concordato preventivo, si conservano gli effetti di cui ai commi sesto e settimo.»; f) dopo l’articolo 182-quater sono aggiunti i seguenti articoli: «Articolo 182-quinquies (Disposizioni in tema di finanziamento e di continuita’ aziendale nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione dei debiti). – Il debitore che presenta, anche ai sensi dell’articolo 161 sesto comma, una domanda di ammissione al concordato preventivo o una domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’articolo 182 bis, primo comma, o una proposta di accordo ai sensi dell’articolo 182 bis, sesto comma, puo’ chiedere al tribunale di essere autorizzato, assunte se del caso sommarie informazioni, a contrarre finanziamenti, prededucibili ai sensi dell’articolo 111, se un professionista designato dal debitore in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d), verificato il complessivo fabbisogno finanziario dell’impresa sino all’omologazione, attesta che tali finanziamenti sono funzionali alla migliore soddisfazione dei creditori. L’autorizzazione di cui al primo comma puo’ riguardare anche finanziamenti individuati soltanto per tipologia ed entita’, e non ancora oggetto di trattative. Il tribunale puo’ autorizzare il debitore a concedere pegno o ipoteca a garanzia dei medesimi finanziamenti. Il debitore che presenta domanda di ammissione al concordato preventivo con continuita’ aziendale, anche ai sensi dell’articolo 161 sesto comma, puo’ chiedere al tribunale di essere autorizzato, assunte se del caso sommarie informazioni, a pagare crediti anteriori per prestazioni di beni o servizi, se un professionista in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d), attesta che tali prestazioni sono essenziali per la prosecuzione della attivita’ di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori. L’attestazione del professionista non e’ necessaria per pagamenti effettuati fino a concorrenza dell’ammontare di nuove risorse finanziarie che vengano apportate al debitore senza obbligo di restituzione o con obbligo di restituzione postergato alla soddisfazione dei creditori. Il debitore che presenta una domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell’articolo 182-bis, primo comma, o una proposta di accordo ai sensi dell’articolo 182-bis, sesto comma, puo’ chiedere al Tribunale di essere autorizzato, in presenza dei presupposti di cui al quarto comma, a pagare crediti anche anteriori per prestazioni di beni o servizi. In tal caso i pagamenti effettuati non sono soggetti all’azione revocatoria di cui all’articolo 67. Articolo 182-sexies (Riduzione o perdita del capitale della societa’ in crisi). – Dalla data del deposito della domanda per l’ammissione al concordato preventivo, anche a norma dell’articolo 161, sesto comma, della domanda per l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione di cui all’articolo 182 bis ovvero della proposta di accordo a norma del sesto comma dello stesso articolo e sino all’omologazione non si applicano gli articoli 2446, commi secondo e terzo, 2447, 2482-bis, commi quarto, quinto e sesto, e 2482-ter del codice civile. Per lo stesso periodo non opera la causa di scioglimento della societa’ per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, n. 4, e 2545-duodecies del codice civile. Resta ferma, per il periodo anteriore al deposito delle domande e della proposta di cui al primo comma, l’applicazione dell’articolo 2486 del codice civile.»; g) all’articolo 184, primo comma, primo periodo, le parole «al decreto di apertura della procedura di concordato» sono sostituite dalle seguenti: «alla pubblicazione nel registro delle imprese del ricorso di cui all’articolo 161»; h) dopo l’articolo 186 e’ aggiunto il seguente articolo: «Articolo 186-bis (Concordato con continuita’ aziendale). – Quando il piano di concordato di cui all’articolo 161, secondo comma, lettera e) prevede la prosecuzione dell’attivita’ di impresa da parte del debitore,la cessione dell’azienda in esercizio ovvero il conferimento dell’azienda in esercizio in una o piu’ societa’, anche di nuova costituzione, si applicano le disposizioni del presente articolo, nonche’ gli articoli 160 e seguenti, in quanto compatibili. Il piano puo’ prevedere anche la liquidazione di beni non funzionali all’esercizio dell’impresa. Nei casi previsti dal presente articolo: a) il piano di cui all’articolo 161, secondo comma, lettera e), deve contenere anche un’analitica indicazione dei costi e dei ricavi attesi dalla prosecuzione dell’attivita’ d’impresa prevista dal piano di concordato, delle risorse finanziarie necessarie e delle relative modalita’ di copertura; b) la relazione del professionista di cui all’articolo 161, terzo comma, deve attestare che la prosecuzione dell’attivita’ d’impresa prevista dal piano di concordato e’ funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori; c) Il piano puo’ prevedere una moratoria fino a un anno dall’omologazione per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione. Fermo quanto previsto nell’articolo 169-bis, i contratti in corso di esecuzione alla data di deposito del ricorso, anche stipulati con pubbliche amministrazioni, non si risolvono per effetto dell’apertura della procedura. Sono inefficaci eventuali patti contrari. L’ammissione al concordato preventivo non impedisce la continuazione di contratti pubblici se il professionista designato dal debitore di cui all’articolo 67 ha attestato la conformita’ al piano e la ragionevole capacita’ di adempimento. Di tale continuazione puo’ beneficiare, in presenza dei requisiti di legge, anche la societa’ cessionaria o conferitaria d’azienda o di rami d’azienda cui i contratti siano trasferiti. Il giudice delegato, all’atto della cessione o del conferimento, dispone la cancellazione delle iscrizioni e trascrizioni. L’ammissione al concordato preventivo non impedisce la partecipazione a procedure di assegnazione di contratti pubblici, quando l’impresa presenta in gara: a) una relazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui all’articolo 67, lettera d) che attesta la conformita’ al piano e la ragionevole capacita’ di adempimento del contratto; b) la dichiarazione di altro operatore in possesso dei requisiti di carattere generale, di capacita’ finanziaria, tecnica, economica nonche’ di certificazione, richiesti per l’affidamento dell’appalto, il quale si e’ impegnato nei confronti del concorrente e della stazione appaltante a mettere a disposizione, per la durata del contratto, le risorse necessarie all’esecuzione dell’appalto e a subentrare all’impresa ausiliata nel caso in cui questa fallisca nel corso della gara ovvero dopo la stipulazione del contratto, ovvero non sia per qualsiasi ragione piu’ in grado di dare regolare esecuzione all’appalto. Si applica l’articolo 49 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Fermo quanto previsto dal comma precedente, l’impresa in concordato puo’ concorrere anche riunita in raggruppamento temporaneo di imprese, purche’ non rivesta la qualita’ di mandataria e sempre che le altre imprese aderenti al raggruppamento non siano assoggettate ad una procedura concorsuale. In tal caso la dichiarazione di cui al precedente comma, lettera b), puo’ provenire anche da un operatore facente parte del raggruppamento. Se nel corso di una procedura iniziata ai sensi del presente articolo l’esercizio dell’attivita’ d’impresa cessa o risulta manifestamente dannosa per i creditori, il tribunale provvede ai sensi dell’articolo 173. Resta salva la facolta’ del debitore di modificare la proposta di concordato.»; i) la rubrica del capo terzo del titolo sesto e’ sostituita dalla seguente: «Capo III. – Disposizioni applicabili nel caso di concordato preventivo, accordi di ristrutturazione dei debiti, piani attestati e liquidazione coatta amministrativa»; l) dopo l’articolo 236 e’ inserito il seguente: «Articolo 236-bis (Falso in attestazioni e relazioni). – Il professionista che nelle relazioni o attestazioni di cui agli articoli 67, terzo comma, lettera d), 161, terzo comma, 182-bis, 182-quinquies e 186-bis espone informazioni false ovvero omette di riferire informazioni rilevanti, e’ punito con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da 50.000 a 100.000 euro. Se il fatto e’ commesso al fine di conseguire un ingiusto profitto per se’ o per altri, la pena e’ aumentata. Se dal fatto consegue un danno per i creditori la pena e’ aumentata fino alla meta’». 2. All’articolo 38, primo comma, lettera a), del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 dopo le parole «concordato preventivo» sono aggiunte le seguenti: «,salvo il caso di cui all’articolo 186-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267». 3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano ai procedimenti di concordato preventivo e per l’omologazione di accordi di ristrutturazione dei debiti introdotti dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, nonche’ ai piani di cui al comma 1, lettera a), n. 1) elaborati successivamente al predetto termine. 4. Il comma 4 dell’articolo 88 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e’ sostituito dal seguente: «4. Non si considerano sopravvenienze attive i versamenti in denaro o in natura fatti a fondo perduto o in conto capitale alle societa’ e agli enti di cui all’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), dai propri soci e la rinuncia dei soci ai crediti, ne’ gli apporti effettuati dai possessori di strumenti similari alle azioni, ne’ la riduzione dei debiti dell’impresa in sede di concordato fallimentare o preventivo o per effetto della partecipazione delle perdite da parte dell’associato in partecipazione. In caso di accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182 bis regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero di un piano attestato ai sensi dell’articolo 67, lettera d) regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, pubblicato nel registro delle imprese, la riduzione dei debiti dell’impresa non costituisce non sopravvenienza attiva per la parte che eccede le perdite, pregresse e di periodo, di cui all’articolo 84.». 5. Il comma 5 dell’articolo 101 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e’ sostituito dal seguente: «5. Le perdite di beni di cui al comma 1, commisurate al costo non ammortizzato di essi, e le perdite su crediti sono deducibili se risultano da elementi certi e precisi e in ogni caso, per le perdite su crediti, se il debitore e’ assoggettato a procedure concorsuali o ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bis regio decreto 16 marzo 1942, n. 267. Ai fini del presente comma, il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale dalla data della sentenza dichiarativa del fallimento o del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa o del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo o del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi; ai medesimi fini si considera concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti dalla data del decreto del Tribunale di omologazione dell’accordo medesimo.».
1. Dopo il comma 49-ter dell’articolo 4 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e’ aggiunto il seguente: «49-quater. Le Camere di commercio industria artigianato ed agricoltura territorialmente competenti ricevono il rapporto di cui all’articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, ai fini dell’irrogazione delle sanzioni pecuniarie amministrative di cui al precedente comma 49-bis.».
Art. 44 Societa’ a responsabilita’ limitata a capitale ridotto ù
1. Fermo quanto previsto dall’articolo 2463-bis del codice civile, la societa’ a responsabilita’ limitata a capitale ridotto puo’ essere costituita con contratto o atto unilaterale da persone fisiche che abbiano compiuto i trentacinque anni di eta’ alla data della costituzione. 2. L’atto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico e deve indicare gli elementi di cui al secondo comma dell’articolo 2463-bis del codice civile, ma per disposizione dello stesso atto costitutivo l’amministrazione della societa’ puo’ essere affidata a una o piu’ persone fisiche anche diverse dai soci. 3. La denominazione di societa’ a responsabilita’ limitata a capitale ridotto, l’ammontare del capitale sottoscritto e versato, la sede della societa’ e l’ufficio del registro delle imprese presso cui questa e’ iscritta devono essere indicati negli atti, nella corrispondenza della societa’ e nello spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato con la rete telematica ad accesso pubblico. 4. Salvo quanto previsto dal presente articolo, si applicano alla societa’ a responsabilita’ limitata a capitale ridotto le disposizioni del libro V, titolo V, capo VII in quanto compatibili.
1. All’articolo 12 del decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220, dopo il comma 5-bis sono aggiunti i seguenti commi: «5-ter. Agli enti cooperativi che si sottraggono all’attivita’ di vigilanza o risultano irreperibili al momento delle verifiche disposte nei loro confronti si applica la sanzione amministrativa da euro 50.000 ad euro 500.000 per il periodo in corso alla data di riscontro del comportamento elusivo da parte dell’autorita’ di vigilanza e per ciascuno dei successivi periodi fino alla cessazione dell’irreperibilita’. La stessa norma si applica alle irregolarita’ previste dall’articolo 10 della legge 23 luglio 2009, n. 99, in sostituzione della sanzione della sospensione semestrale di ogni attivita’.»
Art. 52 Disposizioni in materia di tracciabilita’ dei rifiuti
1. Allo scopo di procedere, ai sensi degli articoli 21-bis, 21-ter, 21-quater, e 21-quinques della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche ed integrazioni, alle ulteriori verifiche amministrative e funzionali del Sistema di controllo della Tracciabilita’ dei Rifiuti (SISTRI) di cui all’articolo 188-bis, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 152 del 2006 resesi necessarie anche a seguito delle attivita’ poste in essere ai sensi dell’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni in legge 14 settembre, n. 148 e successive modifiche ed integrazioni, il termine di entrata in operativita’ del Sistema SISTRI, gia’ fissato dall’articolo 12, comma 2 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009 e prorogato, da ultimo, con l’articolo 6, comma 2, del gia’ richiamato decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 e con l’articolo 13, comma 3 e 3-bis del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, e’ sospeso fino al compimento delle anzidette verifiche e comunque non oltre il 30 giugno 2013, unitamente ad ogni adempimento informatico relativo al SISTRI da parte dei soggetti di cui all’articolo 188-ter del decreto legislativo n. 152/2006, fermo restando, in ogni caso, che essi rimangono comunque tenuti agli adempimenti di cui agli articoli 190 e 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ed all’osservanza della relativa disciplina, anche sanzionatoria, vigente antecedentemente all’entrata in vigore del decreto legislativo del 3 dicembre 2010, n. 205. 2. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e’ fissato il nuovo termine per l’entrata in di operativita’ del Sistema SISTRI e, sino a tale termine, sono sospesi gli effetti del contratto stipulato tra il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e la SELEX – SE.MA in data 14 dicembre 2009, come integrato da atto stipulato tra le medesime parti in data 10 novembre 2010 e sono conseguentemente inesigibili le relative prestazioni; e’ altresi’ sospeso il pagamento dei contributi dovuti dagli utenti per l’anno 2012.
Art. 57 – Misure per lo sviluppo dell’occupazione giovanile nel settore della green economy
1. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, e’ abrogato l’articolo 1, comma 1112, della legge 27 dicembre 2006 n. 296, e a valere sul Fondo di cui all’articolo 1, comma 1110, della legge 27 dicembre 2006 n. 296 possono essere concessi finanziamenti a tasso agevolato a soggetti privati che operano nei seguenti settori: a) protezione del territorio e prevenzione del rischio idrogeologico e sismico; b) ricerca, sviluppo e produzione di biocarburanti di «seconda e terza generazione»; c) ricerca, sviluppo, produzione e installazione di tecnologie nel «solare termico», «solare a concentrazione», «solare termo-dinamico», «solare fotovoltaico», biomasse, biogas e geotermia; d) incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei settori civile e terziario, compresi gli interventi di social housing. 2. Per accedere ai finanziamenti di cui al primo comma, i progetti di investimento presentati dalle imprese ricadenti nei settori di cui al primo comma devono prevedere occupazione aggiuntiva a tempo indeterminato di giovani con eta’ non superiore a 35 anni alla data di assunzione. Nel caso di assunzioni superiori a tre unita’, almeno un terzo dei posti e’ riservato a giovani laureati con eta’ non superiore a 28 anni. Per singola impresa richiedente, le nuove assunzioni devono essere aggiuntive rispetto alla media totale degli addetti degli ultimi 12 mesi. I finanziamenti di cui al presente articolo sono erogabili ai progetti di investimento sino a concorrenza della disponibilita’ del Fondo. A tal fine, al Fondo di cui al primo comma affluiscono anche le rate di rimborso dei finanziamenti concessi e, in aggiunta, eventuali risorse comunitarie. 3. Sono fatte salve le domande di finanziamento agevolato presentate ai sensi del decreto ministeriale 25 novembre 2008 e successiva circolare del 16 febbraio 2012. Le risorse assegnate con il citato decreto ministeriale 25 novembre 2008 e non utilizzate alla data di entrata in vigore della presente norma possono essere destinate al finanziamento degli interventi ricadenti nei settori di cui al primo comma. 4. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, i settori di cui al primo comma possono essere integrati o modificati. 5. Le modalita’ di presentazione delle domande e le modalita’ di erogazione dei finanziamenti sono disciplinate nei modi previsti dall’articolo 2, lettera s), del decreto 25 novembre 2008, prevedendo procedure semplificate e informatizzate di accesso al beneficio. 6. Ai progetti di investimento presentati dalle societa’ ESCO, dagli affidatari di contratti di disponibilita’ stipulati ai sensi dell’articolo 44 del decreto-legge 24 gennaio 2012 n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27, nonche’ dalle societa’ a responsabilita’ limitata semplificata costituite ai sensi dell’articolo 2463 bis del codice civile, si applica la riduzione del 50% del tasso di interesse di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 17 novembre 2009. 7. I finanziamenti a tasso agevolato, concessi nei settori di cui al primo comma, hanno durata non superiore a settantadue mesi, ad esclusione di quelli erogati ai soggetti di cui al precedente comma 6, per i quali la durata non puo’ essere superiore a centoventi mesi.
14 Al fine di fornire una piu’ dettagliata informazione al consumatore ed incrementare lo sviluppo concorrenziale del mercato ittico, i soggetti che effettuano la vendita al dettaglio e la somministrazione dei prodotti della pesca possono utilizzare nelle etichette e in qualsiasi altra informazione fornita per iscritto al consumatore, la dicitura «prodotto italiano» o altra indicazione relativa all’origine italiana o alla zona di cattura piu’ precisa di quella obbligatoriamente prevista dalle disposizioni vigenti in materia. 15. La facolta’ di cui al precedente comma 15 puo’ essere esercitata esclusivamente per i prodotti acquistati direttamente da imprese di pesca, anche cooperative, organizzazioni dei produttori o imprese di acquacoltura che siano in grado di dimostrare l’esattezza delle informazioni relative all’origine del prodotto con gli strumenti previsti dal Regolamento 1224/09/CE e relativo Regolamento di attuazione e con una specifica attestazione di accompagnamento. 16. Con successivo decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali vengono definiti i dettagli applicativi delle disposizioni di cui ai precedenti commi 15 e 16 ai fini della definizione dell’attestazione di origine, anche in relazione alla identificazione delle zone di cattura e/o di allevamento, nonche’ alla conformita’ alle disposizioni del Regolamento 2065/01/CE. 17. Gli operatori economici di cui al comma 15 sono tenuti a conservare la documentazione relativa all’acquisto del prodotto, comprensiva dell’attestazione di origine, per almeno un anno. 18. Ai soggetti di cui al comma 15 che, avvalendosi anche alternativamente, delle facolta’ di cui al comma 1, forniscano ai consumatori un’informazione non corretta si applicano le sanzioni previste dall’articolo 18, comma 1, decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109. 19. Ai soggetti di cui al comma 16 che forniscano informazioni non corrette si applicano le sanzioni previste dall’articolo 11, comma 2, del decreto legislativo 9 gennaio
ALLEGATO 2 – articolo 24
|===================================================================| | Lauree magistrali in discipline di ambito tecnico | | o scientifico | |===================================================================| |LM-12 Design | |——————————————————————-| |LM-13 Farmacia e farmacia industriale | |——————————————————————-| |LM-17 Fisica | |——————————————————————-| |LM-18 Informatica | |——————————————————————-| |LM-20 Ingegneria aerospaziale e astronautica | |——————————————————————-| |LM-21 Ingegneria biomedica | |——————————————————————-| |LM-22 Ingegneria chimica | |——————————————————————-| |LM-23 Ingegneria civile | |——————————————————————-| |LM-24 Ingegneria dei sistemi edilizi | |——————————————————————-| |LM-25 Ingegneria dell’automazione | |——————————————————————-| |LM-26 Ingegneria della sicurezza | |——————————————————————-| |LM-27 Ingegneria delle telecomunicazioni | |——————————————————————-| |LM-28 Ingegneria elettrica | |——————————————————————-| |LM-29 Ingegneria elettronica | |——————————————————————-| |LM-30 Ingegneria energetica e nucleare | |——————————————————————-| |LM-31 Ingegneria gestionale | |——————————————————————-| |LM-32 Ingegneria informatica | |——————————————————————-| |LM-33 Ingegneria meccanica | |——————————————————————-| |LM-34 Ingegneria navale | |——————————————————————-| |LM-35 Ingegneria per l’ambiente e il territorio | |——————————————————————-| |LM-4 Architettura e ingegneria edile – architettura | |——————————————————————-| |LM-40 Matematica | |——————————————————————-| |LM-44 Modellistica matematico-fisica per l’ingegneria | |——————————————————————-| |LM-53 Scienza e ingegneria dei materiali | |——————————————————————-| |LM-54 Scienze chimiche | |——————————————————————-| |LM-6 Biologia | |——————————————————————-| |LM-60 Scienze della natura | |——————————————————————-| |LM-61 Scienze della nutrizione umana | |——————————————————————-| |LM-66 Sicurezza informatica | |——————————————————————-| |LM-69 Scienze e tecnologie agrarie | |——————————————————————-| |LM-7 Biotecnologie agrarie | |——————————————————————-| |LM-70 Scienze e tecnologie alimentari | |——————————————————————-| |LM-71 Scienze e tecnologie della chimica industriale | |——————————————————————-| |LM-72 Scienze e tecnologie della navigazione | |——————————————————————-| |LM-73 Scienze e tecnologie forestali ed ambientali | |——————————————————————-| |LM-74 Scienze e tecnologie geologiche | |——————————————————————-| |LM-75 Scienze e tecnologie per l’ambiente e il territorio | |——————————————————————-| |LM-79 Scienze geofisiche | |——————————————————————-| |LM-8 Biotecnologie industriali | |——————————————————————-| |LM-82 Scienze statistiche | |——————————————————————-| |LM-86 Scienze zootecniche e tecnologie animali | |——————————————————————-| |LM-9 Biotecnologie mediche, veterinarie e farmaceutiche | |——————————————————————-| |LM-91 Tecniche e metodi per la societa’ dell’informazione | |===================================================================|
In tali termini si e’ espresso l’Inps nel messaggio sottostante n. 10726 del 26.6.2012.
REGOLAMENTAZIONE PROFILI FORMATIVI APPRENDISTATO EMILIA ROMAGNA
Richiamando le previsioni del dec.leg.vo n.167/2011 ,che affida alle Regioni la regolamentazione dei profili formativi dell’apprendistato ,si segnala che la Regione Emilia-Romagna con la DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 11 GIUGNO 2012, N. 775ha dato attuazione alle norme sull’apprendistato di cui al D.L.gs. 14 settembre 2011, n. 167 ‘Testo unico dell’apprendistato, a norma dell’art. 1, c. 30, della L. 24/12/2007, n. 247’,come da testo sottostante con relativi Allegati
– Il D.Lgs. 14 settembre 2011, n. 167 “Testo unico dell’apprendistato, a norma dell’articolo 1, comma 30, della legge 24 dicembre 2007, n. 247.”;
– la Legge regionale 30 giugno 2003, n. 12 “Norme per l’uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l’arco della vita, attraverso il rafforzamento dell’istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione tra loro”, in particolare:
l’art. 5, comma 1, che sancisce che “Ogni persona ha diritto ad ottenere il riconoscimento formale e la certificazione delle conseguenze acquisite”;
l’art. 14, “Assegni formativi” con il quale “La Regione e le Province favoriscono l’accesso individuale ad attività di formazione iniziale per adulti, superiore, continua e permanente, concedendo assegni formativi alle persone che abbiano adempiuto all’obbligo formativo. A tal fine, la Regione approva appositi elenchi contenenti le offerte formative validate secondo criteri e modalità definiti dalla Giunta regionale.”;
l’art. 28 “Finalità”;
l’art. 36 “Formazione degli apprendisti”;
– la Legge regionale n. 17 del 2005, “Norme per la promozione dell’occupazione, della sicurezza, regolarità e qualità del lavoro”, in particolare:
l’art. 27, comma 2, che prevede che “La Giunta regionale, d’intesa con le parti sociali rappresentate nella Commissione di cui all’articolo 51 della legge regionale n. 12 del 2003, definisce, nel rispetto degli standard minimi nazionali, ove fissati, e in coerenza con il sistema regionale delle qualifiche, gli aspetti formativi dell’apprendistato, precisando i criteri progettuali da osservare per l’identificazione degli obiettivi formativi da conseguire e delle modalità per la verifica dei risultati”;
l’art. 31 “Sostegno e qualificazione della formazione nei contratti di apprendistato;
– il D.Lgs. 17 ottobre 2005, n. 226 “Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo d’istruzione e formazione, a norma dell’art. 2 della Legge 28 marzo 2003, n. n. 53”;
– la L. 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 622 – 624, 628 e 634 “Legge finanziaria 2007”, che in particolare ha regolamentato in maniera innovativa le modalità di attuazione dell’obbligo di istruzione;
– il D.M. 22 agosto 2007, n. 139 ”Regolamento recante norme in materia di adempimento dell’obbligo di istruzione, ai sensi dell’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006 n. 296”, e in particolare l’art. 1, commi 1 e 3;
– le “Linee guida per le agenzie formative accreditate ai sensi del DM 29 novembre 2007 (MPI/MLPS)”, previste dall’art. 5 del sopracitato Regolamento in materia di obbligo di istruzione, approvate dalla Conferenze delle Regioni e Province Autonome del 14 febbraio 2008;
– il Regolamento approvato il 15 marzo 2010 e pubblicato sulla G.U. il 15 giugno 2010, recante norme concernenti il riordino degli istituti professionali ai sensi dell’articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
– la Legge regionale 30 giugno 2011, n. 5 “Disciplina del sistema regionale dell’istruzione e formazione professionale”;
– le deliberazioni dell’Assemblea Legislativa:
n. 30 del 06/12/2010 “Integrazione alla deliberazione della Assemblea legislativa n. 183/2008 recante “Approvazione degli indirizzi regionali per la programmazione territoriale dell’offerta formativa ed educativa e organizzazione della rete scolastica, ex L.R. 12/2003, anni scolastici 2009/10, 2010/11 e 2011/12”. (Proposta della Giunta regionale in data 3 dicembre 2010, n. 1867)”;
n. 38 del 29/03/2011 “Linee di programmazione e Indirizzi per il sistema formativo e per il lavoro 2011/2013” (Proposta della Giunta regionale in data 7 marzo 2010, n.296)”;
– il “Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” siglato dalla Regione Emilia-Romagna con le Parti Sociali il 30 novembre 2011, in cui le parti hanno condiviso che:
il contratto di apprendistato rappresenta il principale strumento di inserimento lavorativo dei giovani.”;
l’investimento principale riguarda l’Università, la Scuola e la Formazione,
si tratta di investire in politiche educative che, innalzando le conoscenze e le competenze di tutti, garantiscano la piena fruizione dei diritti di cittadinanza e la partecipazione attiva e responsabile allo sviluppo di una economia sempre più basata sulla conoscenza,
è indispensabile raggiungere i traguardi europei in termini di giovani laureati e di riduzione degli abbandoni scolastici; fondamentale sarà sostenere la cultura tecnica e i percorsi professionalizzanti, il miglioramento delle capacità e competenze, il miglioramento della occupabilità, l’integrazione fra formazione e lavoro e la riduzione dei tempi di transizione al lavoro;
– gli Accordi tra il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, le Regioni e Province Autonome di Trento e Bolzano, in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano:
del 27 luglio 2011, recepito con decreto interministeriale dell’11 novembre 2011 e integrato dall’Accordo in Conferenza Stato-Regioni del 19 gennaio 2012, riguardante gli atti necessari per il passaggio al nuovo ordinamento dei percorsi di istruzione e formazione professionale di cui al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226;
del 21 dicembre 2011 per la formazione dei lavoratori ai sensi dell’art. 37, c. 2 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”,
del 15 marzo 2012 che definisce i criteri a cui le Regioni e le Province Autonome dovranno attenersi nella regolamentazione dei profili formativi dell’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, ed in particolare che le figure nazionali di riferimento per le qualifiche e i diplomi professionali conseguibili attraverso l’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale ai sensi dell’art. 3 del D.Lgs. n. 167/2011, sono quelle di cui all’art. 18 comma 1, lettera d), del D.lgs. n. 226/2005, così come definite nel sopra richiamato Accordo in Conferenza Stato-Regioni del 27 luglio 2011;
del 19 aprile 2012 per la definizione di un sistema nazionale di certificazione delle competenze comunque acquisite in apprendistato per la qualifica e il diploma professionale a norma dell’art. 6 del D.Lgs 167/2011;
– la Raccomandazione Europea sulla costituzione del Quadro europeo delle “Qualificazioni” per l’apprendimento permanente – European Qualifications Framework – EQF, adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea il 23 aprile 2008 e pubblicata su Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea 2008/C 111/01 del 6/5/2008;
– la Raccomandazione relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente, approvata dal Parlamento Europeo e del Consiglio il 18 dicembre 2006, (2006/962/CE);
– il D.M. del 27 gennaio 2010, n. 9, relativo al modello di certificazione dei saperi e delle competenze acquisite nell’assolvimento dell’obbligo di istruzione;
– n. 936 del 17 maggio 2004,”Orientamenti, metodologia e struttura per la definizione del Sistema Regionale delle Qualifiche”;
– n. 1434 del 12 settembre 2005 “ Orientamenti, metodologia e struttura per la definizione del Sistema Regionale di Formalizzazione e Certificazione delle Competenze”;
– n. 236 del 27/02/2006 “Attuazione delle norme sull’apprendistato di cui alla L.R. 1 agosto 2005, n. 17.”;
– n. 237 del 27/2/2006 “Disposizione per la selezione dei soggetti attuatori delle attività formative rivolte agli apprendisti, la validazione dell’offerta formativa e l’approvazione di un catalogo regionale relativo all’offerta.”;
– n. 530 del 19 aprile 2006 “Il Sistema Regionale di Formalizzazione e Certificazione delle Competenze”;
– n. 881 del 26 giugno 2006 “Approvazione dell’offerta formativa per l’apprendistato – Avvio del relativo catalogo in attuazione alla propria delibera n. 237/2006.”;
– n. 2049/2010 “Approvazione dei requisiti e modalità di selezione degli enti di formazione professionale e degli istituti professionali per l’attuazione dell’offerta dei percorsi triennali di IeFP”;
– n. 151/2011 “Ricognizione degli esiti delle procedure di selezione espletate dalle Amministrazioni Provinciali in attuazione di quanto previsto dalla DGR 2049/2010 – elenco dei soggetti selezionati e della relativa offerta formativa di istruzione e formazione professionale”;
– n. 909 del 29/06/2009, “Adeguamento degli standard formativi delle qualifiche acquisibili nei percorsi di formazione professionale nell’ambito del diritto/dovere all’istruzione e alla formazione di cui al D.M. 139/2007”;
– n. 105 del 1/02/2010, “Revisione alle disposizioni in merito alla programmazione, gestione e controllo delle attività formative e delle politiche attive del lavoro, di cui alla deliberazione della Giunta Regionale 11/02/2008, n. 140 e aggiornamento degli standard formativi di cui alla deliberazione della Giunta regionale 14/02/2005, n. 265”;
– n. 1695 del 15/11/2010, “Approvazione del documento di correlazione del Sistema regionale delle Qualifiche (SRQ) al Quadro europeo delle Qualifiche (EQF)”, nel quale si identifica il 3° livello per le Qualifiche Professionali di accesso al lavoro del SRQ;
– n. 1776 del 22/11/2010, “Approvazione della correlazione tra le qualifiche professionali conseguibili nel Sistema di Istruzione e Formazione Professionale e le figure nazionali di cui all’Accordo in Conferenza Stato Regioni del 29/04/2010, recepito con Decreto Interministeriale del 15 giugno 2010”;
– n. 63 del 24 gennaio 2011 “Approvazione modalità di acquisizione dell’offerta formativa di Master universitario di 1° livello in apprendistato in alta formazione ai sensi dell’art.50 del D.Lgs. 276/2003 e ss.mm. e art. 30 L.R. 17/2005”;
– n. 298 del 07/03/2011 “Approvazione delle disposizioni per la realizzazione dell’offerta regionale di istruzione e formazione professionale dall’a.s. 2011/2012;
– n. 338 del 14 marzo 2011 “Approvazione modalità di acquisizione dell’offerta formativa di Master universitario di 2° livello in apprendistato in alta formazione ai sensi dell’art.50 del D.Lgs. 276/2003 e ss.mm. e art. 30 L.R. 17/2005”;
– n. 1287 del 12/09/2011 “Modifiche e integrazioni alla DGR n. 1776/2010, Approvazione della correlazione tra le qualifiche professionali conseguibili nel sistema di istruzione e formazione professionale e le figure nazionali di cui all’accordo in Conferenza stato regioni del 29/04/2010, recepito con Decreto interministeriale del 15 giugno 2010”;
– n. 1428 del 10 ottobre 2011 “Approvazione avviso e modalità di acquisizione dell’offerta formativa per l’acquisizione del titolo di Dottore di ricerca in apprendistato in alta formazione ai sensi dell’art.50 del D.Lgs.276/2003 e ss.mm. e art. 30 L.R.17/2005 e modalità erogazione, assegnazione assegni formativi (voucher)”;
– n. 413 del 10 aprile 2012 “Piano di sostegno per l’accesso dei giovani al lavoro, il sostegno e la promozione del fare impresa in attuazione del ‘Patto per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva del 30 novembre 2011’ – Approvazione di un piano di intervento e dei dispositivi di prima attuazione.”, ed in particolare l’Allegato 1) “Piano per l’accesso dei giovani al lavoro, la continuità dei rapporti di lavoro, il sostegno e la promozione di fare impresa”, in cui al punto 2 si prevede il riconoscimento alle imprese un incentivo legato alla formazione e valorizzato in funzione della durata prevista dal percorso formativo;
Visto l’Accordo del 25/01/2012 tra Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna e Regione Emilia-Romagna in attuazione delle Linee guida per gli organici raccordi tra i percorsi quinquennali IP e i percorsi IeFP, ai sensi dell’Intesa in Conferenza Unificata del 16 dicembre 2010, siglato il 08/03/2011;
Considerato che l’intervento in materia di apprendistato rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali la Regione Emilia-Romagna dà concretezza alle strategie e agli obiettivi di crescita e occupazione di recente definiti nel Patto del 30 novembre 2011 sopra richiamato, anche attraverso l’individuazione degli incentivi alle imprese di cui alla propria deliberazione n. 413/2012 sopra richiamata;
Tenuto conto che il contratto di apprendistato è uno strumento fondamentale per favorire l’occupazione dei giovani, sviluppa competenze ritenute essenziali alle persone e ai sistemi produttivi e affida un ruolo di primo piano alle imprese, leggendone i bisogni e valorizzandone il ruolo formativo ed in particolare che:
– l’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale rappresenta una opportunità per gli adolescenti ed i giovani che hanno abbandonano la scuola, di poter assolvere l’obbligo anche di istruzione, attraverso l’acquisizione di un titolo professionale riconosciuto a livello nazionale;
– l’apprendistato di alta formazione e di ricerca è finalizzato al conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore, di titoli di studio universitari o di alta formazione, compresi i dottorati di ricerca
– la regolamentazione dei profili formativi dell’apprendistato di alta formazione e ricerca è rimessa alle Regioni ed alle Province Autonome sulla base di accordi con le associazioni datoriali e dei lavoratori, le Università ed altri Enti ed Istituzioni di studio e di ricerca;
Valutata l’opportunità di:
– promuovere l’apprendistato quale canale per un accesso qualificante dei giovani al lavoro,
– sostenere la realizzazione di un’offerta formativa centrata sull’apprendista e finalizzata a sviluppare competenze, in particolare tecnico professionali, utili all’occupazione e alla crescita,
– accompagnare e supportare le imprese attraverso un’offerta di formazione e di servizi orientata a dare risposte alle richieste delle stesse,
– sostenere finanziariamente la dimensione formativa dell’apprendistato e la diffusione di tale istituto contrattuale;
– Ritenuto opportuno quindi di:
– approvare i seguenti allegati, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento:
allegato 1: “L’Apprendistato dell’Emilia-Romagna per conoscere e crescere”,
allegato 2: gli schemi di Protocollo d’intesa tra Regione Emilia-Romagna, Università e Parti Sociali per definire i profili formativi nei percorsi di alta formazione finalizzati al conseguimento dei titoli di laurea triennale e magistrale, master di primo e di secondo livello e dottorato di ricerca, nell’ambito dei contratti di apprendistato di alta formazione e di ricerca,
allegato 3 “Incentivi all’assunzione per apprendistato di alta formazione e di ricerca e apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale“;
– definire, in prima attuazione, che i profili formativi dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale di cui all’art. 3 del D.Lgs. 167/2011 per gli apprendisti di età non superiore ai 18 anni, corrispondono alle qualifiche professionali regionali conseguibili nel Sistema di Istruzione e Formazione Professionale, già correlate, con propria deliberazione n. 1776/2010 sopra citata, con le Figure nazionali di cui all’Accordo in Conferenza Stato Regioni del 29/04/2010, recepito con Decreto Interministeriale del 15 giugno 2010”;
– rinviare a propri successivi atti l’individuazione delle disposizioni per la selezione dei soggetti attuatori di attività formative rivolte agli apprendisti e l’approvazione dell’offerta formativa per l’apprendistato:
per la qualifica e per il diploma professionale per gli apprendisti che abbiano compiuto diciotto anni e fino al compimento del venticinquesimo anno di età,
professionalizzante e di mestiere,
di alta formazione e ricerca;
– prorogare, al fine di dare continuità all’offerta formativa regionale destinata agli apprendisti in Alta formazione e ricerca e fino a quando non sarà resa disponibile una nuova offerta formativa regionale, la validità dell’offerta formativa costituita ai sensi delle deliberazioni n. 63/2011, 338/2011, e 1428/2011, in quanto conforme alla disciplina di cui all’art. 5 del D.Lgs. 167/2011;
– Ravvisata la necessità di disporre che:
– il dirigente regionale competente per materia provvederà con propri atti ad implementare il catalogo regionale per l’offerta formativa di cui alla propria deliberazione n. 237/2006, con le offerte formative pervenute entro e non oltre la data di pubblicazione sul BURERT della presente deliberazione,
– l’offerta formativa di cui al punto che precede, è destinata esclusivamente agli apprendisti assunti entro il 25 aprile 2012 con contratto di apprendistato professionalizzante, in quanto ad essi continua ad applicarsi la disciplina previgente, così come disposto dall’art. 7, comma 7 del richiamato D.lgs. 167/2011;
Informata la Conferenza Regionale per il Sistema Formativo in data 23/04/2012;
Dato atto del parere favorevole espresso dalla Commissione Regionale Tripartita del 1 giugno 2012;
Dato atto altresì del parere favorevole espresso dalla V Commissione assembleare, ai sensi dell’art. 9 della L.R. 5/11, nella seduta del 5 giugno 2012;
Informato inoltre il Comitato di Coordinamento Interistituzionale in data 5 giugno 2012;
– L.R. n. 43/2001 “Testo unico in materia di organizzazione e di rapporto di lavoro nella Regione Emilia-Romagna” e ss.mm;
– Richiamate le proprie deliberazioni:
– n. 1057/2006 “Prima fase di riordino delle strutture organizzative della Giunta regionale. Indirizzi in merito alle modalità di integrazione interdirezionale e di gestione delle funzioni trasversali” e s.m.;
– n. 1663/2006 concernente “Modifiche all’assetto delle Direzioni Generali della Giunta e del Gabinetto del Presidente”;
– n. 2416/2008 “Indirizzi in ordine alle relazioni organizzative e funzionali tra le strutture e sull’esercizio delle funzioni dirigenziali. Adempimenti conseguenti alla delibera 999/2008. Adeguamento e aggiornamento della delibera 450/2007” e ss.mm.;
– n. 1377 del 20/09/2010 “Revisione dell’assetto organizzativo di alcune Direzioni Generali”,così come rettifica dalla deliberazione di G.R. n. 1950/2010;
– n. 2060/2010 “Rinnovo incarichi a Direttori Generali della Giunta regionale in scadenza al 31/12/2010;
– n. 1222/2011 “Approvazione degli atti di conferimento degli incarichi di livello dirigenziale (decorrenza 1/8/2011)”;
– n. 1642 14/11/2011 “Riorganizzazione funzionale di un servizio della direzione generale cultura, formazione e lavoro e modifica all’autorizzazione sul numero di posizioni dirigenziali professional istituibili presso l’Agenzia Sanitaria e Sociale regionale “;
– n. 221 del 27/02/2012 “Aggiornamento alla denominazione e alla declaratoria e di un Servizio della Direzione Generale Cultura, Formazione e Lavoro”
per le motivazioni indicate in premessa e qui integralmente richiamate di:
1. approvare l’allegato 1 “L’Apprendistato dell’Emilia-Romagna per conoscere e crescere”, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
2. approvare l’allegato 2 “Schemi di protocollo di Intesa tra Regione Emilia-Romagna, Università e Parti Sociali per definire i profili formativi nei percorsi di alta formazione finalizzati al conseguimento dei titoli di laurea triennale e magistrale, master di primo e di secondo livello e dottorato di ricerca, nell’ambito dei contratti di apprendistato di alta formazione e di ricerca, di cui all’art. 5 del D.Lgs. 167/2011”, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
3. approvare l’allegato 3 “Incentivi all’assunzione per apprendistato di alta formazione e di ricerca e apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale“ parte integrante e sostanziale della presente deliberazione;
4. definire, in prima attuazione, che i profili formativi dell’apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale di cui all’art. 3 del D.Lgs. 167/2011 per gli apprendisti di età non superiore ai 18 anni, corrispondono alle qualifiche professionali regionali conseguibili nel Sistema di Istruzione e Formazione Professionale, già correlate, con propria deliberazione n. 1776/2010 sopra citata, con le Figure nazionali di cui all’Accordo in Conferenza Stato Regioni del 29/04/2010, recepito con Decreto Interministeriale del 15 giugno 2010”;
5. rinviare a propri atti successivi atti l’individuazione delle disposizioni per la selezione dei soggetti attuatori di attività formative rivolte agli apprendisti e l’approvazione dell’offerta formativa per l’apprendistato:
– per la qualifica e per il diploma professionale per gli apprendisti che abbiano compiuto diciotto anni e fino al compimento del venticinquesimo anno di età,
– professionalizzante e di mestiere,
– di alta formazione e ricerca;
6. prorogare la validità dell’ offerta formativa regionale, di cui alle deliberazioni n. 63/2011, 338/2011 e 1428/2011, fino a quando non sarà resa disponibile l’offerta formativa regionale di cui al punto 5) che precede;
7. disporre che:
– il dirigente regionale competente per materia provvederà ad implementare il catalogo regionale per l’offerta formativa di cui alla propria deliberazione n. 237/2006, con le offerte formative pervenute entro la data di pubblicazione nel BURERT della presente deliberazione;
– l’offerta formativa così come sopra costituita è destinata esclusivamente agli apprendisti assunti con il contratto di apprendistato professionalizzante entro la data del 25 aprile 2012;
8. pubblicare la presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna.
ALLEGATO 1 – L’APPRENDISTATO DELL’EMILIA-ROMAGNA
ALLEGATO 2 – SCHEMI DI PROTOCOLLI
ALLEGATO 3 – TABELLA DEGLI INCENTIVI
ISTRUZIONI INPS CONTRIBUZIONE VOLONTARIA LAVORATORI AGRICOLI
Le istruzioni di cui all’argomento indicato nel titolo sono contenute nella sottostante circolare INPS
Roma, 25/06/2012
OGGETTO: versamenti volontari del settore agricolo – Anno 2012
SOMMARIO: 1) Lavoratori agricoli dipendenti; 2) Coltivatori diretti, mezzadri, coloni e imprenditori agricoli professionali;
3) Contributi integrativi volontari di cui all’art.4 del D.P.R. N.1432/1971:
4) Coloni e mezzadri reinseriti nell’A.g.o:
Si illustrano di seguito le modalità di calcolo, per l’anno 2012, dei contributi volontari relativi alle varie categorie di lavoratori agricoli, diversificate in relazione alla tipologia e alla gestione di appartenenza dei prosecutori volontari.
Nei confronti sia dei soggetti autorizzati alla prosecuzione volontaria dell’assicurazione entro il 30 dicembre 1995, sia dei lavoratori agricoli dipendenti autorizzati dal 31/12/1995, per i quali nell’anno 2006 è stata raggiunta l’aliquota dovuta dalla generalità delle aziende agricole, l’aliquota applicata per il F.P.L.D. è pari al 27,70%.
Conseguentemente, a partire dal 1 gennaio 2012, per i lavoratori agricoli autorizzati entro il 30 dicembre 1995 e per quelli autorizzati dal 31 dicembre 1995 l’aliquota è pari al 27,70%.
Autorizzati entro il30 dicembre 1995
Coefficienti di riparto Aliquota Base0,11%
0,003971 Quota Pensione27,59%
0,996029 Totale IVS27,70%
Autorizzati dopo il 30 dicembre 1995Coefficienti di riparto 0,11%0,003971 27,59%0,996029 27,70%1,000000
Per effetto dell’art.10 della Legge 2 agosto 1990 n. 233 i coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali pagano i contributi volontari secondo quattro classi di reddito medio giornaliero, stabilite ogni anno da un apposito decreto ministeriale.
Le quattro classi di reddito sono state adeguate mediante l’applicazione della percentuale di variazione annua del 2,7% verificatasi negli indici ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
Classi Classi di reddito settimanale Redditosettimanale
medio imponibile QuotaPensione
19,60% RM AddizionaleLegge 233/90
2,00%RM AddizionaleLegge 160/75
(€ 0,63 x 3) ContributoTotale
1° Fino a€ 215,07 € 215,07 € 42,16 € 4,31 € 1,89 €48,36 (a)
2° Oltre € 215,07Fino a
€ 286,76 € 250,92 € 49,19 € 5,02 € 1,89 €56,10 (a)
3° Oltre€ 286,76
€ 358,45 € 322,61 € 63,24 € 6,46 € 1,89 € 71,59
4° Oltre€ 358,45 € 394,30 € 77,29 € 7,89 € 1,89 € 87,07
(a) Ai sensi dell’art.10, comma 2, della Legge 2 agosto 1990, n.233, l’importo del contributo settimanale non può essere inferiore a :
– € 53,62 settimanali, se l’autorizzazione alla contribuzione volontaria è stata accordata entro il 31 dicembre 1995;
– € 61,32 settimanali, se l’autorizzazione alla contribuzione volontaria è stata accordatadopo il 31 dicembre 1995.
3. Contributi integrativi volontari di cui all’art. 4 del D.P.R. n. 1432/1971
Come é noto, in conformità alla disposizione di cui all’art. 4 del D.P.R. n. 1432/1971 e successive modificazioni, l’importo del contributo integrativo volontario, che può essere richiesto fino alla concorrenza di 270 giornate, è pari a quello del contributo obbligatorio vigente nell’anno cui si riferiscono i versamenti volontari ad integrazione.
Pertanto i contributi integrativi vanno commisurati all’imponibile contributivo determinato in base alle retribuzioni percepite, sul quale va applicata l’aliquota IVS vigente nel settore che, per l’anno 2012, risulta essere: Fondo pensioni Lavoratori dipendenti 27,59% più quota base 0,11% (cfr. circolare n.49 del 29 marzo 2012).
Si fa presente che, per effetto dell’art. 1, comma 4 del D.L. 10 gennaio 2006, n. 2 convertito nella Legge 11 marzo 2006, n. 81, non trova più applicazione l’art. 28 del DPR 27 aprile 1968, n. 488, in forza del quale i contributi erano dovuti in rapporto alle retribuzioni medie convenzionali, come già previsto dall’art. 4 del D.lgs 146/1997, nei casi in cui le stesse non fossero superate dal salario contrattuale; sull’argomento si rimanda a quanto esposto con circolare n. 57 del 14 aprile 2006.
Il comma 785 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 ha autenticamente interpretato il comma 4 dell’articolo 1 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, nel senso che per i soggetti di cui all’articolo 8 della legge 12 marzo 1968, n. 334, continuano a trovare applicazione le disposizioni recate dall’articolo 28 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n.488.
Si riportano, quindi, di seguito le retribuzioni medie giornaliere, determinate dal Ministero competente con Decreto Direttoriale del 7 giugno 2012 e valevoli per l’anno 2012, ribadendo che queste sono utilizzabili soltanto nei confronti dei piccoli coloni e compartecipanti familiari, limitatamente ai quali continuano a trovare applicazione i salari medi convenzionali determinati, anno per anno e per ciascuna provincia.
Le aliquote contributive che devono essere applicate sono quelle per gli operai a tempo determinato, sopra specificate, per l’anno 2012.
Si riporta, in allegato, la tabella da utilizzare per i contributi volontari ad integrazione, relativa ai piccoli coloni e compartecipanti familiari, tenendo presente che nella colonna “retribuzione”, è indicata la retribuzione giornaliera imponibile determinata dal decreto direttoriale in premessa (allegato 1).
4. Coloni e mezzadri reinseriti nell’Assicurazione Generale Obbligatoria
Per effetto del D.lgs 184/1997, art.7, commi 1 e 7, i coloni e mezzadri reinseriti nell’AGO versano i contributi volontari con differenti modalità, se autorizzati prima o a partire dal 12 luglio 1997, data di entrata in vigore del citato Decreto Legislativo.
Si riportano, in allegato, gli importi dei contributi volontari per l’anno 2012, dovuti dai contribuenti autorizzati alla prosecuzione volontaria prima della data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 184/1997.
Come é noto, l’importo del contributo è commisurato alla retribuzione media settimanale della classe di contribuzione assegnata antecedentemente al 12 luglio 1997, aggiornata all’indice del costo della vita (allegato 2).
Il contributo volontario settimanale è determinato dalla somma del contributo integrativo e del contributo base, calcolati sulla media delle retribuzioni imponibili percepite nell’anno precedente la data della domanda.
Al riguardo si precisa che per le domande accolte con decorrenza collocata nell’anno 2012, si devono utilizzare le seguenti modalità:
E’ costituito dalla somma:
dell’importo dovuto dal concedente in regime obbligatorio pari a : € 18,31;
dell’importo a titolo di contribuzione obbligatoria IVS, calcolato sulla media delle retribuzioni percepite nell’anno precedente la data della domanda di autorizzazione ai versamenti volontari, applicando l’aliquota percentuale pari al 9,34% (aliquota dell’8,84% prevista per gli operai agricoli, aumentata dello 0,50% di cui all’art.3 della Legge 29 maggio 1982, n. 297).
Importo dovuto a titolo di contribuzione obbligatoria IVS calcolato sulla media delle retribuzioni imponibili percepite nell’anno precedente la data della domanda di autorizzazione ai versamenti volontari applicando l’aliquota pari allo 0,11%.
Allegato N.1Allegato 1
AGRIGENTO 60,71 16,75 0,07
ALESSANDRIA 69,26 19,11 0,08
ANCONA 64,91 17,91 0,07
AOSTA 63,09 17,41 0,07
AREZZO 63,56 17,54 0,07
ASCOLI PICENO 61,97 17,10 0,07
ASTI 66,07 18,23 0,07
AVELLINO 62,57 17,26 0,07
BARI 61,44 16,95 0,07
BELLUNO 67,71 18,68 0,07
BENEVENTO 61,91 17,08 0,07
BERGAMO 69,14 19,08 0,08
BIELLA 66,52 18,35 0,07
BOLOGNA 65,90 18,18 0,07
BOLZANO 66,94 18,47 0,07
BRESCIA 66,55 18,36 0,07
BRINDISI 63,78 17,60 0,07
CAGLIARI 62,62 17,28 0,07
CALTANISSETTA 62,58 17,27 0,07
CAMPOBASSO 56,39 15,56 0,06
CASERTA 58,27 16,08 0,06
CATANIA 62,63 17,28 0,07
CATANZARO 58,18 16,05 0,06
CHIETI 61,52 16,97 0,07
COMO 68,23 18,82 0,08
COSENZA 59,94 16,54 0,07
CREMONA 67,84 18,72 0,07
CROTONE 52,88 14,59 0,06
CUNEO 66,21 18,27 0,07
ENNA 63,99 17,65 0,07
FERRARA 66,24 18,28 0,07
FIRENZE 66,13 18,25 0,07
FOGGIA 68,26 18,83 0,08
FORLÌ CESENA 66,03 18,22 0,07
FROSINONE 54,12 14,93 0,06
GENOVA 65,12 17,97 0,07
GORIZIA 64,19 17,71 0,07
GROSSETO 65,71 18,13 0,07
IMPERIA 61,57 16,99 0,07
ISERNIA 59,38 16,38 0,07
LA SPEZIA 63,44 17,50 0,07
L’AQUILA 65,98 18,20 0,07
LATINA 64,34 17,75 0,07
LECCE 59,49 16,41 0,07
LECCO 68,23 18,82 0,08
LIVORNO 64,64 17,83 0,07
LODI 66,32 18,30 0,07
LUCCA 65,04 17,94 0,07
MACERATA 63,75 17,59 0,07
MANTOVA 71,58 19,75 0,08
MASSA CARRARA 59,54 16,43 0,07
MATERA 63,25 17,45 0,07
MESSINA 63,99 17,65 0,07
MILANO 65,36 18,03 0,07
MODENA 68,43 18,88 0,08
MONZA BRIANZA 65,36 18,03 0,07
NAPOLI 61,36 16,93 0,07
NOVARA 66,99 18,48 0,07
NUORO 66,44 18,33 0,07
ORISTANO 68,59 18,92 0,08
PADOVA 68,18 18,81 0,07
PALERMO 63,40 17,49 0,07
PARMA 69,38 19,14 0,08
PAVIA 68,18 18,81 0,07
PERUGIA 65,09 17,96 0,07
PESARO URBINO 62,84 17,34 0,07
PESCARA 62,40 17,22 0,07
PIACENZA 69,07 19,06 0,08
PISA 65,53 18,08 0,07
PISTOIA 69,85 19,27 0,08
PORDENONE 64,39 17,77 0,07
POTENZA 54,48 15,03 0,06
PRATO 65,88 18,18 0,07
RAGUSA 60,73 16,76 0,07
RAVENNA 64,64 17,83 0,07
REGGIO CALABRIA 57,93 15,98 0,06
REGGIO EMILIA 70,25 19,38 0,08
RIETI 62,30 17,19 0,07
RIMINI 65,92 18,19 0,07
ROMA 74,25 20,49 0,08
ROVIGO 64,74 17,86 0,07
SALERNO 63,87 17,62 0,07
SASSARI 60,82 16,78 0,07
SAVONA 62,30 17,19 0,07
SIENA 67,57 18,64 0,07
SIRACUSA 64,42 17,77 0,07
SONDRIO 64,55 17,81 0,07
TARANTO 62,14 17,14 0,07
TERAMO 63,43 17,50 0,07
TERNI 62,37 17,21 0,07
TORINO 68,19 18,81 0,08
TRAPANI 62,72 17,30 0,07
TRENTO 73,85 20,38 0,08
TREVISO 69,30 19,12 0,08
TRIESTE 63,84 17,61 0,07
UDINE 62,86 17,34 0,07
VARESE 67,41 18,60 0,07
VENEZIA 67,28 18,56 0,07
VERB. C. OSSOLA 69,71 19,23 0,08
VERCELLI 67,76 18,69 0,07
VERONA 66,70 18,40 0,07
VIBO VALENTIA 57,65 15,91 0,06
VICENZA 67,48 18,62 0,07
VITERBO 62,84 17,34 0,07
Importi dei contributi volontari per l’anno 2012, dovuti dai contribuenti autorizzati alla prosecuzione volontaria prima della data di entrata in vigore del Decreto Legislativo 184/1997.
Classi di contribu Retr.Settimanale Retribuzione Base IVS Contributi Totale
zione settimanale integrativi
Oltre Fino a in euro In euro in euro
18 192,47 192,40 0,21 36,28 36,49
19 192,47 205,22 198,96 0,22 36,91 37,13
20 205,22 218,98 212,21 0,23 38,13 38,36
21 218,98 234,18 226,68 0,25 39,48 39,73
22 234,18 251,48 242,70 0,26 40,98 41,24
23 251,48 270,14 260,65 0,28 42,66 42,94
24 270,14 288,74 279,47 0,30 44,42 44,72
25 288,74 310,20 299,46 0,32 46,29 46,61
26 310,20 335,07 322,83 0,35 48,47 48,82
27 335,07 360,08 347,75 0,38 50,79 51,17
28 360,08 384,68 372,56 0,41 53,11 53,52
29 384,68 409,82 397,47 0,44 55,44 55,88
30 409,82 434,12 422,17 0,46 57,74 58,20
31 434,12 461,99 448,39 0,49 60,20 60,69
32 461,99 489,68 476,02 0,52 62,77 63,29
33 489,68 517,29 503,47 0,55 65,34 65,89
34 517,29 545,07 531,15 0,58 67,92 68,50
35 545,07 572,61 558,69 0,04 70,49 70,54
36 572,61 600,10 586,43 0,64 73,09 73,73
37 600,10 627,58 613,90 0,67 75,65 76,32
38 627,58 655,42 641,60 0,70 78,24 78,94
39 655,42 683,29 669,16 0,73 80,81 81,54
40 683,29 710,52 696,89 0,77 83,41 84,18
41 710,52 738,27 724,43 0,80 85,97 86,77
42 738,27 766,19 752,31 0,83 88,58 89,41
43 766,19 794,01 779,97 0,86 91,16 92,02
44 794,01 821,87 807,85 0,90 93,76 94,66
45 821,87 849,62 835,67 0,92 96,36 97,28
46 849,62 850,08 0,94 97,71 98,65
QUATTORDICESIMA PENSIONATI ANNO 2012
In ordine a quanto riportato nel titolo ,si segnala il Messaggio 22 giugno 2012, n. 10575 dell’INPS , vche contienme precisazioni e istruzioni circa la crresponsione della somma aggiuntiva per l’anno 2012 (c.d. quattordicesima – articolo 5, commi da 1 a 4, del decreto legge 2 luglio 2007, n. 81, convertito con modificazioni nella legge 3 agosto 2007, n. 127).
Detto articolo 5 prevede a partire dall’anno 2007 la corresponsione di una somma aggiuntiva, in presenza di determinate condizioni reddituali, a favore dei pensionati ultrasessantaquattrenni titolari di uno o più trattamenti pensionistici a carico dell’assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative della medesima, gestite da enti pubblici di previdenza obbligatoria.
Come di consueto, anche per l’anno 2012 la somma aggiuntiva viene attribuita sulla mensilità di pensione di luglio ai soggetti che, alla data del 31 luglio 2012, hanno un’età maggiore o uguale a 64 anni e che risultino in possesso dei requisiti reddituali previsti.
Per coloro che perfezionano il requisito anagrafico richiesto dal 1° agosto 2012 in poi, la corresponsione sarà effettuata con una successiva elaborazione.
L’importo aggiuntivo non spetta alle pensioni di categoria:
044 (INVCIV), 077, (PS), 078 (AS), 030 (VOBIS), 031 (IOBIS), 035 (VMP), 036 (IMP), 027 (VOCRED), 028 (VOCOP), 029 (VOESA), 010 (VOSPED), 011 (IOSPED), 012 (SOSPED), 043 (INDCOM), 032 (VOBANC), 033 (IOBANC), 034 (SOBANC), 066 (FONDO CLERO).
L’aumento infine non è stata attribuito sulle pensioni per le quali non era stato corrisposto a seguito di segnalazione, da parte delle sedi (messaggio n. 009380 del 23 aprile 2008).
Il ricorso di cui al titolo è il n.427/2012 RG ed e’stato deciso dal Tribunale di Trieste con sentenza del 25-6-2012 .
L’oggetto del ricorso prodotto dalla Fiom riguardava l’applicazione dell’art.28 dello statuto dei lavoratori con riconoscimento di comportamento antisindascale da parte dell’azienda metalmeccanica locale Wartsila del gruppo Fat a ,che non aveva consentito alla predetta organizzazione sindacale di svolgere un’assemblea dei lavoratori nello stabilimento ,in quanto la stessa non aveva sottoscritto il nuovo contratto del 15.10.2009, firmato da Federmeccanica con Fim ed Uilm, reclamando la reiterazione del contratto del 2008.
Con l’occasione si ricorda l’esito dei ricorsi sinora presentati da Fiom contro il ccnl di cui sopra:
In termini calcistici si registra che, su 15 ricorsi FIOM decisi a tutt’oggi ,8 sono stati asccolti e 7 respinti
MINISTERO GIUSTIZIA E ANCI SOTTOSCRIVONO PROTOCOLLO LSU DETENUTI
Il 20 scorso il Ministero della Giustizia ha sottoscritto con l’ANCI un Procollo per impiegare in lavori socialmente utili i detenuti.
Le prestazioni che saranno affidate ai detenuti concernono molteplici attivita’ e vanno vanno dalla manutenzione alla pulizia delle strade e degli spazi verdi, mentre l’intesa scommette sul recupero dei detenuti e fa dichiarare al Ministro di Giustizia che ”se ogni Comune decidesse di coinvolgere in lavori esterni dieci detenuti – ha detto Severino – avremmo di colpo alcune migliaia reclusi occupati in lavori utili”.
Spettera’ al magistrato di sorveglianza. valutare i requisiti necessari ai detenuti per entrare a far parte del progetto , che dà corpo e consistenza ad una sperimentazione gia’ in corso ”a macchia di leopardo” sottolineando che si tratta di ”una iniziativa istituzionale realizzata su basi concrete che potra’ quindi migliorare in generale il livello di detenuti al lavoro”.
L’accordo sottoscritto sara’ operativo da subito ed ogni Comune potra’ suggerire proposte da avviare merito , a partire da quelli che risultano gia’ esistenti nelle carceri all’interno del proprio territorio, che il Dipartimento di amministrazione penitenziaria verifichera’ e convalidera’
Per i detenuti, è stato rilevato dai rappresentanti istuzionali sottoscrittori del Protocollo, non e’ prevista alcuna forma di remunerazione ,mentre il progetto sara’ finanziato al 50% dal Dap e al 50% dai Comuni,confidando che
l’inserimento dei detenuti in lavori utili nelle comunita’ locali non susciti perplessita’ o dubbi tra i cittadini ,posto che :
a) il detenuto che va a lavorare nutre la speranza di riprendere una vita normale
b) i detenuti andranno a svolgere compiti che generalmente vengono rifiutati da altri
c) il recupero del condannato attraverso l’impegno lsvorativo è previsto dall’articolo 27 della Costituzione .
ACCORDO REGOLAMENTAZIONE APPRENDISTATO IMPRESE DISTRIBUZIONE COOPERATIVA
L’Accordo nazionale di cui al titolo, in conformita’ alle previsioni del dec.legvo n.167/2011 ,risulta sottoscritto il 13.6.2012 tra
-’Associazione Nazionale delle Cooperative di Consumatori ANCC Coop
(Lega Nazionale Cooperative e Mutue );
– Federazione Nazionale Cooperative di Consumo e della Distribuzione –Confcooperative ;
– Associazione Nazionale Cooperative di Consumo :
– Federazione Italiana Lavoratori Commercio, Albergo, Turismo e Servizi FILCAMS_CGIL ;
-Federazione Italiana Sindacati Addetti Servizi Commerciali Affini e del Turismo FISASCAT- CISL ;
-Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi – UILTuCS UIL;
quale parte integrante del CCNL dellaDistribuzione Cooperativa sottoscritto in data 22 dicembre 2012.
Per il testo integrale dell’Acccordo in questione consulta il seguente linkhttp://www.dplmodena.it/21-06-12AccordoApprDistribCoop.html
You are currently browsing the Francesco Colaci's BLOG blog archives for giugno 2012.
Uncategorized (8.296)

References: art. 7
 Art. 1

Art.2

Art. 3
in fine
in fine

Art. 4
 articolo 1
 articolo 1
 articolo 16

Art. 12

Art. 13

Art. 16

Art. 19

Art. 22
 articolo 20

Art. 25

Art. 33
in fine
in fine
 articolo 161
 Articolo 182
 sentenza 

Art. 44

Art. 52

Art. 57
 articolo 24
 art. 1
 art. 30
 art. 30
 art. 30
 art.7
 articolo 5
 articolo 5
 sentenza