Source: https://www.laleggepertutti.it/83591_lavoro-allestero-famiglia-in-italia-le-tasse-non-si-pagano-in-italia
Timestamp: 2018-09-25 08:10:09+00:00

Document:
Lavoro all'estero, famiglia in Italia: le tasse non si pagano (in Italia)
Lavoro all’estero, famiglia in Italia: le tasse non si pagano (in Italia)
Irpef: irrilevanti i legami familiari per definire la residenza fiscale di chi ha un’attività a tempo pieno fuori dai confini nazionali.
Niente da fare per l’Agenzia delle Entrate che tenta di recuperare la tassazione Irpef di chi lavora all’estero: non vanno pagate in Italia le imposte se il contribuente lavora a tempo pieno fuori dal confine nazionale, anche se ha lasciato, in patria, la famiglia e i legami essenziali. Tali elementi, infatti, non hanno rilievo predominante ai fini della determinazione del domicilio fiscale.
È quanto emerge da una sentenza di oggi della Cassazione [1].
In base all’attuale legge [2], ai fini delle imposte sui redditi, si considerano aventi residenza fiscale in Italia le persone fisiche che per la maggior parte del periodo d’imposta si trovino in una delle seguenti condizioni (tra loro alternative):
b) hanno la residenza oppure
c) il domicilio nel territorio dello Stato ai sensi del codice civile.
Si considerano altresì residenti, salvo prova contraria, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati con decreto del Ministro delle finanze [3].
In pratica, esiste una presunzione relativa di residenza nel nostro Paese nei confronti dei cittadini italiani che trasferiscono la propria residenza o il proprio domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata. In tali casi, per vincere la presunzione di “residenza in Italia” il contribuente deve dimostrare di risiedere effettivamente in quei Paesi o territori. In altri termini: il centro degli interessi vitali del soggetto va individuato dando prevalenza al luogo in cui la gestione degli interessi principali viene esercitata abitualmente in modo riconoscibile dai terzi.
Tuttavia – questo il cuore della sentenza in commento – il fatto di aver lasciato la famiglia e le relazioni affettive in Italia non è sintomatico di una elusione e, quindi, del fatto che la residenza fiscale sia rimasta nel nostro territorio. Tali elementi potrebbero avere rilievo insieme ad altri e più probanti criteri che attestino, in modo univoco, il luogo col quale il soggetto ha il più stretto collegamento.
Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 16 gennaio – 31 marzo 2015, n. 6501
Presidente Virgilio – Relatore La Torre
[1] Cass. sent. n. 6501 del 31.03.15.
[2] Art. 2 del Dpr 917/86 (TUIR).
[3] Art. 3 co. 2 bis del Tuir (aggiunto dall’art. 10, comma 1 della legge 23 dicembre 1998, n. 448).

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Art. 2
 Art. 3