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Timestamp: 2019-06-25 18:01:21+00:00

Document:
UrbisMap | Piano Regolatore Generale di Matera (PRG)
UrbisMap / Matera / Piano Regolatore Generale di Matera
Art. Capo 1
Art. Capo 2
Art. Capo 3
Art. Capo 4
Art. Capo 5
Art. Capo 6
Art. Capo 7
Art. Capo 8
Art. TITOLO VI
Art. TITOLO VII
Art. TIITOLO VIII
Piano Regolatore Generale di Matera (PRG)
Normativa Comunale: Matera
Pubblicazione Gazzetta Ufficiale n.1 del 2007-01-08
Aree Agricole Extraurbane
Articolo: 63
AEDP/0
Aree Di Interesse Naturalistico E Ambientale
AEDP/1
Aree Extraurbane A Disciplina Pregressa Di Variante Di Prg '75 Confermata E Aree Extraurbane A Disciplina Pregressa Esecutiva
Articolo: 56
AEDP/2
AEDP/3
AEDP/4
AEDP/5
AEDP/6
AEDP/7
AEDP/8
AETd/1
Aree Extraurbane A Paesaggio Consolidato A Tutela Particolare Con Trasformazioni Ad Attuazione Diretta
Articolo: 51
Articolo: 52
AETd/2
AETd/3
AETd/4
AETd/5
Impianti - Serbatoi Idrici E Vasche
Impianti - Autoporto
AUDP/1_Vs_II
Aree Urbane A Disciplina Pregressa Di Variante Di Prg '75 Confermata E Aree Urbane A Disciplina Pregressa Esecutiva - Spazi Attrezzati Per Lo Sport Gia' Prefigurato Da Strumento Urbanistico Esecutivo
Articolo: 85
AUDP/10
Aree Urbane A Disciplina Pregressa Di Variante Di Prg '75 Confermata E Aree Urbane A Disciplina Pregressa Esecutiva
AUDP/11
AUDP/12
AUDP/13
AUDP/14_Cq
Aree Urbane A Disciplina Pregressa Di Variante Di Prg '75 Confermata E Aree Urbane A Disciplina Pregressa Esecutiva - Centri Di Quartieri Gia' Prefigurato Da Strumento Urbanistico Esecutivo
AUDP/15
AUDP/16
AUDP/17
AUDP/18
AUDP/19
AUDP/2
AUDP/20
AUDP/22
AUDP/23
AUDP/24
AUDP/25
AUDP/26
AUDP/27
AUDP/28
AUDP/29
AUDP/3
AUDP/30_Cq
AUDP/4
AUDP/5
AUDP/6
AUDP/7
AUDP/8
AUDP/9
Servizi Di Interesse Comune
Ui/4
Ambiti Urbani Potenzialmente Partecipi Alla Definizione Del Disegno Della Citta' Con Trasformazioni Ad Attuazione Indiretta
Impianti - Carcere
Impianti - Cementificio
Impianti - Depuratore
Impianti - Discariche
Impianti - Trasformazione E Distribuzione Energia Elettrica
Servizi - Istruzione
Impianti - Centraline Telefoniche
LEEi/1
Luoghi Extraurbani A Paesaggio Consolidato Emergente A Valorizzazione Mirata Delle Componenti Naturalistiche E Storico-Testimoniali, Con Trasformazioni Ad Attuazione Indiretta
LEEi/2
LEEi/3
LEid/1
Luoghi Extraurbani A Paesaggio Consolidato A Valorizzazione Mirata Dell'insediato Rurale Esistente, Con Trasformazione Diretta
LEId/2
LEId/3
LEId/4
LEMi/1
Luoghi Extraurbani Di Definizione Del Margine Della Citta' A Valorizzazione Mirata Delle Componenti Naturalistiche Ed Antropiche, Con Trasformazioni Ad Attuazione Indiretta
LEMi/2
LEMi/3
LEMi/4
LEMi/6
LUi/1
Luoghi Urbani Di Rilevante Definizione Morfologica Con Trasfoemazioni Ad Attuazione Indiretta
Lui/10
LUi/2
LUi/3_1
LUi/3_2
LUi/4
LUi/5
LUi/6
LUi/7
LUi/8
LUi/9
Servizi Di Interesse Comune - Mercati
Impianti - Pastificio
Impianti - Rottamai
Ud/0
Tessuti Urbani Di Impianto Antico O Non Recente, Di Strutturazione Della Morfotipologia Della Citta' Con Trasformazioni Ad Attuazione Diretta
Ud/A1
Tessuti Urbani, Di Impianto Non Recente, Di Definizione Della Citta' E/O Del Suo Margine, A Morfotipologia Riconoscibile E Consolidata Con Trasformazioni Ad Attuazione Diretta
Ud/A2
Ud/A3
Ud/B1
Tessuti Urbani, Di Impianto Non Recente E Recente, Di Definizione Del Disegno Della Citta' E/O Del Suo Margine, A Morfotipologia Definita In Via Di Consolidamento Con Trasformazioni Ad Attuazione Diretta
Ud/B2
Ud/B3
Ud/B4
Ud/B5
Ud/B6
Ud/B7
UD/B8
UD/B9
Ud/Ca
Tessuti Urbani, Di Impianto Non Recente E Recente, Di Definizione Del Disegno Della Citta' E/O Del Suo Margine, A Morfotipologia Parzialmente Definita Da Consolidare Con Trasformazioni Ad Attuazione Diretta/Indiretta
Ud/Ca1
Ud/Ca2
Ud/Cb1
Ud/Cb2
Ud/Cb3
Ud/Cb4
Ud/Cb5
Ud/Cb6
Ud/Cb7
Ud/Cb8
Ud/D1
Tessuti Urbani, Di Impianto Recente, Di Potenziale Completamento Della Definizione Del Disegno Della Citta' E/O Del Suo Margine, A Morfologia Definita E/O Parzialmente Definita Da Consolidare Con Trasformazione Diretta
Ud/D10
Ud/D11
Ud/D12
Ud/D13
Ud/D14
Ud/D15
Ud/D16
Ud/D17
Ud/D18
Ud/D19
Ud/D2
Ud/D20
Ud/D21
Ud/D22
Ud/D3
Ud/D4
Ud/D5
Ud/D6
Ud/D7
Ud/D8
Ud/D9
Ud/E1
Tessuti Urbani, Di Impianto Recente, Inerti Al Consolidamento, A Morfotipologia Eterogenea E Causale Con Trasformazioni Ad Attuazione Diretta
Ud/E2
Ud/E3
Ud/E5
Ud/E6
Ud/E7
Ud/E8
Ui/0
Ui/10
Ui/11
Ui/6
Ui/7
Ui/R1
Ambiti Urbani Di Impianto Non Recente, Di Riqualificazione Del Centro Storico Con Trasformazione Ad Attuazione Indiretta
Ui/R3
Verde Di Arredo Gia' Prefigurato Da Strumento Urbanistico Esecutivo
Spazi Verdi Di Definizione Della Morfologia Urbana Gia' Prefigurato Da Strumento Urbanistico Esecutivo
Impianti - Vigili Del Fuoco
Verde Interstiziale
Spazi Verdi Attrezzati A Parco E/O Giardino
Spazi Attrezzati Per Lo Sport Esistente Confermato
Vs_III
Parco Extraurbano Esistente Confermato
Vu_I
Vu_II
Vu_III
Articolo: TITOLO I - Caratteri Del Prg
Articolo: Capo 1 - Caratteri Ed Obiettivi
Articolo: 1 - Oggetto
La Variante Generale di PRG del Comune di Matera è redatta ai sensi della LR 11.08.1999 n.23 e delle disposizioni nazionali e regionali in materia urbanistico-edilizia (Testo Unico in materia edilizia approvato con DPR 08.06.2001 n. 327; Testo Unico in materia di espropriazione per pubblica utilità approvato con DPR 08.06.2001 n. 327 e D.Lgs. 27.12.2002 n. 302; Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio approvato con D.Lgs. 22.01.2004 n. 42).
La suddetta Variante, costituita dalle presenti NTA e dagli elaborati di cui all'art.4. del presente TITOLO, ha per oggetto le trasformazioni fisiche e funzionali di rilevanza urbanistica, ambientale, paesaggistica delle parti insediate e non insediate del territorio comunale (fatte salve le aree di cui al Piano Quadro del Parco Regionale Archeologico Storico-Naturale delle Chiese Rupestri del Materano) e si configura, dopo la definitiva approvazione, come il nuovo PRG del Comune di Matera.
Nella successiva trattazione e negli elaborati di cui all'Art.4. del presente TITOLO, per quanto specificato nel precedente comma, la Variante Generale assume la definizione di Piano Regolatore Generale ‘99 - PRG ‘99.
Articolo: 2 - Finalità
Le finalità progettuali del presente PRG ‘99 riguardano:
lo sviluppo e la qualificazione del sistema dell'accessibilità alle varie parti del territorio comunale;
la qualificazione e l'organica distribuzione dei servizi e delle attrezzature;
la qualificazione ambientale e funzionale dello spazio extraurbano, attraverso la cura progettuale ed esecutiva delle opere edilizie; delle opere infrastrutturali, di difesa del suolo, nonchè attraverso il contenimento delle attività di trasformazione insediativa e l'eventuale introduzione di usi ricreativi compatibili;
la valorizzazione degli spazi a dominante verde esistenti e la creazione di spazi di relazione per attività sportivo-naturalistiche, ricreativo- naturalistiche, turistico-culturali-ricreative all'aria aperta;
la qualificazione ambientale e funzionale di parti del territorio idonee per attività di interesse culturale, turistico-ricreative, sportive e anche attraverso la specializzazione del servizio turistico;
la qualificazione ambientale e funzionale delle parti del territorio coinvolte dal processo insediativo relativo ad attività produttivo-industriali, produttivo- artigianali, produttivo-commerciali;
la qualificazione morfotipologica, funzionale, estetica dello spazio urbano attraverso un processo di stratificazione, completamento ed eventuali e moderate espansioni dell'insediamento esistente;
la esplicitazione di opportunità di sviluppi socio-economici legate al riuso ed al nuovo assetto dell'insediamento esistente;
la equa distribuzione tra pubblico e privato e tra privati degli oneri e dei vantaggi economici derivanti dal processo di trasformazione della città e del territorio.
Articolo: 3 - Applicazione E Contenuti Prescrittivi
Il PRG ‘99 ha validità a tempo indeterminato, le sue previsioni sono commisurate ad un arco di tempo decennale e può essere sottoposto a varianti secondo le forme previste dalla legge ed i modi di cui al successivo TITOLO VII delle presenti NTA.
Il PRG ‘99 regola le trasformazioni, di cui all'Art.1. del presente TITOLO dettando prescrizioni progettuali e procedimenti che, nel loro insieme, costituiscono la disciplina di piano e che specificatamente riguardano:
caratteristiche fisiche (quantitative e qualitative) delle trasformazioni;
caratteristiche funzionali (destinazioni e modalità d'uso) dell'elemento trasformato;
requisiti prestazionali dell'elemento trasformato;
prerequisiti del territorio per l'assorbimento degli effetti urbanistici, ambientali, paesaggistici delle trasformazioni sul contesto territoriale;
soddisfacimento degli standard di legge e modalità attuative;
modalità ed atti tecnico-amministrativi abilitanti le trasformazioni.
La disciplina del PRG ‘99 è esplicitata dagli Elaborati grafici, dai Repertori delle schede progettuali, di cui al successivo Art.4. del presente TITOLO e dalle presenti NTA ed è articolata attraverso prescrizioni differenziate per componenti del paesaggio, per componenti di sistema (A-B-C) e impianti, per ambiti, per tessuti, per luoghi, e per aree, così come specificato nel successivo TITOLO II delle presenti NTA.
Le prescrizioni suddette, inoltre, devono intendersi integrate con gli appositi studi geologici. Nel caso in cui si è in presenza di pericolosità geologica, le trasformazioni previste dal presente PRG ‘99 sono ammesse semprechè consentite dalle condizioni specifiche dell'area, da verificarsi attraverso indagini particolari.
Articolo: 4 - Elaborati Costitutivi
Il PRG ‘99 è costituito dai seguenti elaborati:
Elaborati di analisi:
A.1 Carta dei caratteri fisico-naturalistici Planimetria 1:20.000
A.2 Carta dei caratteri antropici: uso del suolo e struttura Planimetria 1:20.000
A.3 insediativa Planimetria 1:20.000
A.4 Carta dei caratteri antropici: attrezzamento del territorio
Carta dei vincoli territoriali
Planimetria 1:20.000
Elaborati di sintesi::
S.1 Carta dello stato qualitativo del territorio comunale: pregi Planimetria 1:20.000
S.2 Carta dello stato qualitativo del territorio comunale: difetti Planimetria 1:20.000
S.3 Carta delle componenti e dei tipi di paesaggio Planimetria 1:20.000
S.4 Carta dei caratteri dell'insediamento
Planimetrie: parte nord e parte sud
Planimetria 1:8.000
S.5 Carta dell’assetto fisico e funzionale attuale del Centro Storico Planimetria 1:2.000
P.0 Relazione integrativa
P.1 Relazione illustrativa - allegati
P.2 Norme Tecniche e d'Attuazione - allegati
P.3 Quadro d'unione dei regimi normativi dello spazio extraurbano Planimetria 1:25.000
P.4 Regimi normativi dello spazio extraurbano
Legenda, planimetrie da I a IX
P.4.1. Repertorio delle schede dei Luoghi extraurbani con trasformazioni ad attuazione diretta e indiretta
P.4.2. Repertorio delle schede delle Aree extraurbane con trasformazioni ad attuazione diretta
P.5 Quadro d'unione dei regimi normativi dello spazio urbano Planimetria 1:8.000
P.6 Regimi normativi dello spazio aurbano
Legenda, planimetrie: parte nord e parte sud
P.6.1. Repertorio delle schede degli Ambiti urbani con trasformazioni ad attuazione indiretta
P.6.2. Repertorio delle schede dei Luoghi urbani con trasformazioni ad attuazione indiretta
P.8 Disciplina delle trasformazioni nel Centro Storico Planimetria 1:1.000
Articolo: Titolo II - Struttura Generale Del Prg
Articolo: 5 - Grande Classificazione Del Territorio Comunale
Al fine del conseguimento degli obiettivi del PRG’99 e della applicazione della disciplina urbanistica il territorio comunale è articolato in:
componenti del paesaggio, individuate in tutto il territorio comunale;
componenti di sistema e impianti, estese a tutto il territorio comunale;
spazi, comprendenti l'intero territorio comunale e distinti in: Spazio Urbano e Spazio Extraurbano.
Articolo: 6 - Articolazione Delle Componenti Del Paesaggio
Il PRG’99 individua tutte le componenti del paesaggio che caratterizzano il territorio comunale dal punto di vista ambientale, distinguendo l'aspetto ecologico: caratteri fisici e caratteri biologici, l'aspetto culturale: caratteri storico-artistici e storico testimoniali e caratteri percettivi (v. Elabb. A.1.; S.1.; S.3.; S.5.).
La disciplina che tutela le componenti del paesaggio è contenuta nel TITOLO III delle presenti NTA e negli Elabb. P.4.; P.6.
Articolo: 7 - Articolazione Delle Componenti Di Sistema E Degli Impianti
Il PRG’99 individua, in riferimento ai caratteri funzionali e formali del contesto, gli insiemi delle componenti della realtà fisica, naturale ed antropica il cui ciclo vitale e funzionale è legato da relazioni di tipo sistemico.
Le componenti di sistema sono comprese nei seguenti sistemi estesi a tutto il territorio comunale:
Sistema della mobilità, individuato dalla lettera - A;
Sistema degli spazi di relazione, dei servizi e delle attrezzature, individuato dalla lettera - B;
Sistema del verde, individuato dalla lettera - C.
La disciplina che regola i Sistemi è contenuta nel TITOLO IV, Capo 1, 2, 3, 4, delle presenti NTA ed Elabb. P.4.; P.6.
Il PRG’99 inoltre individua e classifica, in tutto il territorio comunale, gli impianti e le relative aree di pertinenza disciplinando gli interventi (v. TITOLO IV, Capo 5 delle presenti NTA ed Elabb. P.4.; P.6.
Articolo: 8 - Articolazione Dello Spazio Extraurbano
Il PRG ‘99 definisce spazio extraurbano tutte quelle parti di territorio prevalentemente caratterizzate da forme insediative legate a funzioni specifiche (aree industriali, impianti per attività ricreative, impianti tecnologici, etc.), che, comunque, non conformano uno spazio di tipo urbano, cioè, caratterizzato da forte artificialità e dalla presenza di complessità e densità di funzioni e relazioni.
Lo spazio extraurbano (v. TITOLO V delle presenti NTA ed Elab. P.4.), unitamente alle componenti del paesaggio, alle componenti di sistema A-B-C e agli impianti (v.TITOLO III e IV delle presenti NTA) ricadenti nello spazio extraurbano, è articolato in:
Luoghi extraurbani con trasformazioni ad attuazione diretta LEId e con trasformazioni ad attuazione indiretta LEEi e LEMi (v. TITOLO V, Capo 4, delle presenti NTA ed Elab. P.4);
Aree extraurbane con trasformazioni ad attuazione diretta AETd
Aree extraurbane a disciplina pregressa AEDP (TITOLO V, Capo 6, delle presenti NTA ed Elab. P.4.).
Articolo: 9 - Articolazione Dello Spazio Urbano
Il PRG’99 definisce Spazio Urbano tutte quelle parti di territorio caratterizzate da forte artificialità, da orizzonti ravvicinati definiti dal costruito o anche dal verde "disegnato", da cicli biologici dell'acqua, della metabolizzazione dei rifiuti, etc. anch'essi fortemente artificiali, da molteplicità e densità delle funzioni antropiche e, conseguentemente, dei sistemi di relazione.
Lo Spazio Urbano (v. TITOLO VI delle presenti NTA ed Elab. P.6), unitamente alle componenti del paesaggio, alle componenti di sistema A-B-C e agli impianti (v. TITOLO III e IV delle presenti NTA) ricadenti nello spazio urbano, è articolato in:
Tessuti urbani con trasformazioni ad attuazione diretta Ud
(v. TITOLO VI, Capo 2 e 3 delle presenti NTA ed Elab. P.6.);
Ambiti urbani con trasformazioni ad attuazione indiretta Ui
(v. TITOLO VI, Capo 2 e 4 delle presenti NTA ed Elab. P.6);
Luoghi urbani con trasformazioni ad attuazione indiretta Lui
(v. TITOLO VI, Capo 5, delle presenti NTA ed Elab. P.6.);
Aree urbane a disciplina pregressa AUDP
(v. TITOLO VI, Capo 6, delle presenti NTA ed Elab. P.6.).
Articolo: Capo 2 - Parametri Urbanistici Ed Edilizi
Articolo: 10 - Grandezze Urbanistiche Ed Edilizie
misura in mq. la superficie di un'area la cui trasformazione si attua tramite strumento urbanistico esecutivo. Essa è comprensiva delle aree di sedime e di pertinenza degli edifici nonchè delle aree destinate ad opere di urbanizzazione primaria e secondaria.
misura in mq. la superficie di un'area ammessa a trasformazione edificatoria mediante intervento edilizio diretto. Essa comprende l'area di sedime e di pertinenza degli edifici, corrispondente al lotto da asservire alla costruzione; non può essere inferiore alla dimensione minima stabilita dalle prescrizioni di PRG.
Sc Superficie coperta:
misura in mq. la superficie ottenuta attraverso la proiezione orizzontale a terra del perimetro esterno degli edifici, compresi cavedi, parti porticate e aggettanti, logge, pensiline, balconi aperti, locali interrati e/o seminterrati.
misura in mq. la somma delle superfici lorde, comprese entro il perimetro esterno delle murature, di tutti i livelli fuori e dentro terra degli edifici e/o manufatti, compreso i sottotetti con altezza utile superiore al ml. 1,80, qualunque sia la destinazione d'uso; è compresa nella Sul la proiezione orizzontale di muri, scale fisse o mobili, vani ascensori e vani montacarichi, servizi tecnologici ammessi ed impianti (centrali termiche, cabine elettriche, locali per raccolta rifiuti solidi, etc.)
Rimangono tuttavia esclusi, quando non diversamente prescritto, (v. i successivi TITOLI V e VI delle presenti NTA e i Repertori delle schede di PRG ‘99):
gli spazi non interamente chiusi perimetralmente, anche se coperti, quali logge, balconi, porticati a piano terra, questi ultimi entro il limite di superficie del 20% della Sc.;
i locali interrati entro i limiti della superficie coperta dell'edificio, anche se parzialmente, purchè di altezza non superiore a ml. 2,40 ed a condizione che siano destinati a locali (ripostigli, cantine e simili, autorimesse singole) asserviti agli usi ed alle unità funzionali dei livelli sovrastanti;
i locali ricavati tra l'intradosso del solaio di copertura e l'estradosso del solaio dell'ultimo livello di calpestio, per le parti di altezza utile inferiore a ml. 1,80;
NL Numero dei livelli di pavimento sovrapposti :
corrisponde negli edifici o nelle parti di edifici al numero dei livelli di pavimento sovrapposti (livello terra - lt, livelli superiori - ls) compresi l'eventuale livello interrato, seminterrato (li).
H.max Altezza massima degli edifici
misura la differenza, in ogni punto, tra la quota della sistemazione esterna di progetto (morfologia del suolo circostante l'intervento a trasformazione ultimata) e la quota della linea di intersezione tra l'estradosso del solaio di copertura e il piano verticale di facciata (linea di gronda). Nel caso in cui il solaio di copertura sia a falde e superi la pendenza del 30% l'altezza dell'edificio va misurata alla linea di colmo. La misura dell'altezza dell'edificio non tiene conto delle maggiori altezze corrispondenti a vani scala, ascensori, canne fumarie, altri volumi tecnici.
Umi Unità minima di intervento
rappresenta la dimensione minima di progettazione e/o esecuzione degli interventi di trasformazione.
Ue Unità edilizia
rappresenta l'entità composta da una o più unità funzionali, organizzata secondo un tipo edilizio e configurantesi - dal punto di vista spaziale, statico e funzionale - come costruzione compiuta, a meno degli spazi di pertinenza condominiale.
Umfe Unità minima funzionale edilizia
rappresenta l'entità edilizia, con o senza area di pertinenza, capace di assolvere autonomamente alle funzioni relative ad uno o più degli usi propri dell'unità edilizia cui appartiene.
Dc Distanza degli edifici dai confini
rappresenta la distanza della costruzione dal confine della proprietà; essa è misurata nel punto di massima sporgenza della parete dell'edificio, di logge, balconi, etc..
Ds Distanza degli edifici dalle strade
rappresenta la distanza della costruzione - misurata nel punto di massima sporgenza della parete della costruzione stessa, di logge, balconi, etc. - dal ciglio della sede stradale comprensiva di marciapiede e delle aree pubbliche di parcheggio e di arredo stradale.
De Distanza fuori terra tra edifici : rappresenta la distanza minima tra il filo esterno di pareti, logge, balconi, etc. o parti di esse, di un edificio - misurata nel punto di massima sporgenza - e le pareti, logge, balconi, etc., o parti di esse di un edificio prospiciente.
Articolo: 11 - Indici Urbanistici Ed Edilizi
Uet Indice territoriale di utilizzazione edilizia: rappresenta la superficie utile lorda massima (Sul) realizzabile per ogni metro quadro di superficie territoriale (St). Il rapporto è espresso in mq/mq.
Uef Indice fondiario di utilizzazione edilizia: rappresenta la superficie utile lorda massima (Sul) realizzabile per ogni metro quadro di superficie fondiaria (Sf). Il rapporto è espresso in mq/mq.
Cir Capacità insediativa residenziale: esprime il numero di abitanti insediabili in un'area. Si ottiene dividendo la superficie utile (Sul) per la superficie utile lorda attribuita a ciascun abitante.
RC Rapporto di copertura: esprime il rapporto percentuale tra la superficie coperta (Sc) e la superficie fondiaria (Sf), di pertinenza o comunque impegnata ai fini della ammissibilità della Sul della costruzione stessa.
Articolo: 12 - Classificazione Degli Usi Del Suolo
Spazio Extraurbano
E0 uso naturalistico
E1 uso agricolo
E2 uso forestale
E3 uso pascolivo
E4 uso vivaistico
E5 coltivazione in serra
E6 coltivazione in cava
E7 uso ricreativo culturale all'aria aperta
E8 uso ludico-sportivo-naturalistico all'aria aperta
E9 uso ricettivo all'aria aperta
E10 uso di magazzinaggio a cielo aperto
E10a materiali per l'edilizia
E10b materiali per campeggi, giardinaggi, etc.
E10c protezione civile
E11 aree di sedime e di pertinenza delle infrastrutture del sistema della mobilità (strade, ferrovie, percorsi attrezzati, parcheggi, etc.)
E12 aree di sedime e di pertinenza di manufatti per uso produttivo-agricolo
E13 aree di sedime e di pertinenza di manufatti per uso produttivo- industriale
E14 aree di sedime e di pertinenza di manufatti per uso produttivo- artigianale e/o di servizio a carattere commerciale
E15 aree di sedime e di pertinenza di manufatti per uso prevalentemente residenziale, privati e pubblici
E16 aree di sedime e di pertinenza di manufatti per servizi e per attrezzature
E17 aree di sedime e di pertinenza degli spazi di relazione (siti di relazione)
E18 aree di sedime e di pertinenza del sistema del verde (parchi territoriali, spazi attrezzati per il gioco e lo sport, verde interstiziale, etc.)
E19 aree di sedime e di pertinenza degli impianti
U1 aree di sedime e di pertinenza delle infrastrutture del sistema della mobilità (strade, ferrovie, percorsi attrezzati, parcheggi, etc.)
U2 aree di sedime e di pertinenza di edifici prevalentemente residenziali, privati e pubblici
U3 aree di sedime e di pertinenza di edifici prevalentemente produttivo- industriali
U4 aree di sedime e di pertinenza di edifici prevalentemente produttivo- artigianali
U5 aree di sedime e di pertinenza di edifici prevalentemente produttivi di servizio a carattere commerciale
U6 aree di sedime e di pertinenza di edifici prevalentemente produttivo- terziari
U7 aree di sedime e di pertinenza di edifici per servizi e per attrezzature
U8 aree di sedime e di pertinenza degli spazi di relazione (piazze, siti di relazione, etc.)
U9 aree di sedime e di pertinenza del sistema del verde (parchi urbani, spazi attrezzati per il gioco e lo sport, spazi attrezzati a parco, giardini, orti botanici, orti, verde interstiziale, etc.)
U10 aree di sedime e di pertinenza degli impianti
Articolo: 13 - Classificazione Degli Impianti
D impianti tecnici e/o di difesa del suolo
A impianti ed infrastrutture di manipolazione, distribuzione e raccolta dell'acqua
F impianti per la raccolta, manipolazione, smaltimento dei rifiuti organici ed inorganici, liquidi e solidi
Dp impianti per la depurazione della acque (depuratori)
Dr impianti per la raccolta, manipolazione, smaltimento e riciclaggio dei rifiuti solidi (discariche)
Rt impianti per la raccolta, manipolazione e riciclaggio delle auto (rottamai)
E impianti per la trasformazione e distribuzione dell'energia elettrica G impianti per la raccolta e distribuzione del gas e/o metano
I impianti per la produzione e/o la trasmissione delle informazioni
Cv impianti ed attrezzature per attività estrattive
Ct impianti ed attrezzature per la raccolta e lavorazione dei materiali inerti e lapidei
impianti relativi al sistema della mobilità:
At autoporto
Db distribuzione carburante Ss stazioni di servizio
Sf stazioni ferroviarie, scalo merci, stazioni autolinee, ribalta ferro- gomma, autoparco, etc..
P parcheggi:
Pa parcheggi di scambio Pb parcheggi terminali
APb autorimesse per parcheggi terminali pubblici e privati
Vi impianti sportivi relativi al sistema del verde
CM cimitero
CR carcere
Nella classificazione degli impianti si intendono compresi i servizi strettamente connessi con le destinazioni elencate.
Per gli usi non previsti nella presente classificazione si procederà per analogia.
Articolo: 14 - Classificazione Degli Usi Degli Edifici
R Uso residenziale
R1 abitazione civile
R2 abitazione agricola
R3 abitazione collettiva (collegi, convitti, studentati, conventi, etc.)
P Pubblici esercizi e/o di servizio
Pc commercio
Pc1 al minuto diffuso
Pc2 al minuto concentrato (centri commerciali, supermercati, grandi magazzini, etc.)
Pc3 all'ingrosso
Pc4 magazzinaggio e/o stoccaggio per attività commerciali
Pe Pubblici esercizi e/o di servizio
Pe1 mercati di zona
Pe2 pubblici esercizi e/o di servizio (tabaccai, farmacie, etc.)
Pe3 ristoro (bar, ristoranti, etc.)
Pe4 ricettivo (alberghi, motel, pensioni, affittacamere, etc.)
Pe5 ricettivo (campeggi, ostelli, etc.)
Pe6 ricreativo-culturale (cinema, teatri, centro congressi, etc.)
Pe7 ricreativo-ludico-sportivo (locali gioco, discoteche, bowling, palestre, etc.)
Pe8 magazzinaggio per pubblici esercizi e/o di ristoro
Ps Servizio
Ps1 uffici, studi professionali, agenzie, sedi di associazioni etc.
Ps2 attività terziarie a carattere concentrato ad alto concorso di pubblico (banche, attività di servizio, etc.)
Ps3 attività di servizio ed assistenza tecnica
Ps4 attività di servizio tecnico (stazioni per autocorriere, aziende per trasporto pubblico, etc.)
Ps5 attività di autoriparazione (elettrauto, etc.)
Ps6 attività fieristiche ed espositive
Pag Attività agricola
Pag1 aziende agricole
Pag2 manufatti per attività produttive a carattere agro- zootecnico
Pag3 annessi e manufatti a servizio dell'attività agricola e/o agro-zootecnica (stalle, fienili, granai, silos, etc.)
Pag4 manufatti per la lavorazione e commercializzazione a carattere familiare dei prodotti agricoli
Pag5 manufatti per la lavorazione dei prodotti agricoli (frantoi, mulino, etc.)
Pag6 magazzinaggio per attività agro-zootecniche
Pag7 manufatti per attività vivaistiche, serre, etc.
Pat Attività di agriturismo
Pat1 aziende agricole per attività agrituristiche
Pat2 magazzinaggio per attività agrituristiche
Pi Attività industriali
Pi1 manufatti per attività di produzione industriale
Pi2 magazzinaggio per attività industriali
Pi3 manufatti per la lavorazione, conservazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e relativo magazzinaggio
Par Attività artigianale
Par1 artigianato di servizio compatibile con l'ambiente urbano (laboratori, etc.)
Par2 artigianato di servizio incompatibile con l'ambiente urbano per fattori ecologici (carrozzieri, falegnamerie, marmisti, etc,)
Par3 magazzinaggio per artigianato di servizio
Par4 manufatti per attività artistiche (scultori, vasai, decoratori, etc.)
Negli usi degli edifici si intendono compresi i servizi strettamente connessi con le destinazioni elencate.
Articolo: 15 - Classificazione Degli Usi Degli Edifici Per Servizi Ed Attrezzature
Amministrazione ed erogazione servizi collettivi
I Istruzione
Ii istruzione inferiore (asili nido, scuole materne e scuole dell'obbligo)
Is istruzione superiore
Iu università, scuole di specializzazione, centri di ricerca, etc.
C Interesse comune
Cc culto
Cu cultura (musei, biblioteche, etc.)
Cs assistenza socio-sanitaria
Co assistenza sanitaria e ospedaliera
Cm amministrazione pubblica (sedi istituzionali e amministrative)
Cp pubblici servizi
Cpa protezione e sicurezza civili, polizia municipale
Cpb servizi civici
Cpc amministrazione ed enti di settore (Enel, Sip, nettezza urbana, acquedotti, trasporti)
Negli usi degli edifici per servizi ed attrezzature si intendono compresi i servizi strettamente connessi con le destinazioni elencate.
Articolo: 16 - Classificazione Degli Usi Delle Aree Di Pertinenza E Degli Impianti
Ap1 sistemazione a giardino e/o orto, aree verdi cortilive
Ap2 sistemazioni pavimentate
Ap3 aree per parcheggi privati a servizio dell'unità funzionale
Ap4 aree per parcheggi privati a servizio delle unità produttive
Ap5 aree per parcheggi asserviti ai servizi ed alle attrezzature e/o impianti
Ap6 magazzinaggio a cielo aperto
Ap7 artigianato di servizio a cielo aperto (meccanici, carrozzieri, etc.)
Ap8 aree a servizio delle aziende agricole
Ap9 aree attrezzate per attività produttivo industriali o artigianali Ap10 aree attrezzate asservite ai servizi ed alle attrezzature
Ap11 aree attrezzate asservite agli impianti (v. classificazione degli impianti dell'Art. 13 del presente TITOLO)
Articolo: 17 - Categorie Di Intervento
Interventi di trasformazione edilizia, senza variazione tipologica, senza valenza urbanistica, nello spazio urbano ed extraurbano:
MO manutenzione ordinaria degli edifici, delle recinzioni e degli accessi (cancelli, etc.)
secondo la definizione di cui all'Art. 3, comma 1, lettera a), DPR 380/2001
MS manutenzione straordinaria degli edifici, delle recinzioni e degli accessi (cancelli, etc.)
secondo la definizione di cui all'Art. 3, comma 1, lettera b), DPR 380/2001
OP opere interne
secondo la definizione di cui all'Art. 3, lettera g), DPR 380/2001
Interventi di trasformazione edilizia, senza variazione tipologica, con valenza urbanistica e/o ambientale-paesaggistica, nello spazio urbano ed extraurbano:
R restauro degli edifici,
secondo la definizione di cui all'Art. 3, comma 1, lettera c), DPR 380/2001
RC risanamento conservativo degli edifici,
DR1 demolizione e ricostruzione degli edifici, interventi di ricostruzione del medesimo manufatto esistente senza variazione di dimensione, di sagoma, di tipologia, di impronta a terra, riconducibili ad interventi di ristrutturazione edilizia di cui al successivo punto c)
Interventi di trasformazione edilizia, con variazione tipologica, con valenza urbanistica e/o ambientale-paesaggistica, nello spazio urbano ed extraurbano:
RE ristrutturazione edilizia degli edifici,
secondo la definizione di cui all'Art 3, comma 1, lettera d), DPR 380/2001
la ristrutturazione edilizia degli edifici RE può essere realizzata con aumento di Sul come di seguito specificato:
RE/AL ristrutturazione edilizia degli edifici con aggiunte laterali,
RE/S ristrutturazione edilizia degli edifici con sopraelevazione,
Interventi di trasformazione edilizia, nuova tipologia con valenza urbanistica e/o ambientale-paesaggistica nello spazio urbano ed extraurbano:
DR2 demolizione e ricostruzione degli edifici con diversa ubicazione e mantenimento della sagoma originale, interventi riconducibili ad interventi di ristrutturazione urbanistica di cui all’Art. 3, comma 1, lettera f) DPR 380/2001
DR3 demolizione e ricostruzione degli edifici con modifica del sito di ubicazione e delle dimensioni, interventi riconducibili ad interventi di ristrutturazione urbanistica di cui all’Art. 3, comma 1, lettera f) DPR 380/2001
NE nuova edificazione interventi ricadenti nella definizione di cui all'Art. 3, comma 1, lettera c), DPR 380/2001
Interventi di trasformazione con valenza urbanistica e/o ambientale- paesaggistica nello spazio urbano ed extraurbano:
TUE1 variazione di destinazione d'uso degli edifici con opere ricadenti negli interventi:
MO manutenzione ordinaria
MS manutenzione straordinaria; MI modifiche interne
Nel TUE1 è compresa la variazione di destinazione d'uso degli edifici senza opere.
TUE2 variazione di destinazione d'uso degli edifici con opere ricadenti neglii interventi:
R restauro
RE ristrutturazione edilizia
RE/AL ristrutturazione edilizia con aggiunte laterali
RE/S ristrutturazione edilizia con sopraelevazione
DR1 demolizione e ricostruzione degli edifici (interventi di ricostruzione del medesimo manufatto esistente)
TUE3 sistemazione degli spazi di pertinenza degli edifici:
TUE3.1 piantumazione
TUE3.2 pavimentazione TUE3.3 volumi accessori:
per lo spazio urbano:
volumi tecnici, servizi tecnologici;
per lo spazio extraurbano:
volumi tecnici, posto auto coperto, magazzinaggio, annessi agricoli.
TUE3.4 realizzazione o adeguamento delle recinzioni, dei cancelli, degli accessi ,etc.
Interventi di trasformazione con valenza urbanistica e/o ambientale- paesaggistica nello spazio urbano:
TU1 demolizione e ricostruzione e/o adeguamento delle infrastrutture esistenti
TU2 realizzazione nuove infrastrutture
TU3 realizzazione e/o adeguamento dell'arredo degli spazi pubblici aperti (verde, percorsi pedonali e/o ciclabili etc.)
TU4 opere di rimodellamento del suolo, muri di sostegno, etc.
TU5 ristrutturazione urbanistica con nuovo disegno di suolo
TU6 nuovo impianto urbanistico di completamento
TU7 nuovo impianto urbanistico di espansione
Interventi di trasformazione con valenza urbanistica e/o ambientale- paesaggistica nello spazio extraurbano
TE1 demolizione e ricostruzione e/o adeguamento delle infrastrutture esistenti
TE2 realizzazione e/o adeguamento dell'arredo e/o attrezzamento degli spazi aperti.
TE3 realizzazione nuove infrastrutture
TE3.1 tecnologie lineari interrate
TE3.2 tecnologie lineari fuoriterra
TE3.3 tecnologie puntuali interrate
TE3.4 tecnologie puntuali fuoriterra
TE3.5 viarie carrabili asfaltate e parcheggi
TE3.6 viarie carrabili in terra battuta
TE3.7 viarie pedonali e/o ciclabili
TE3.8 percorsi e sentieri
TE4 opere di modellamento del suolo, muri di sostegno, etc.
TE5 opere per la difesa del suolo sotto l'aspetto idrogeologico
TE6 opere di bonifica e antincendio, forestale e riforestazione
TE7 opere di trasformazione del suolo per attività estrattiva
TE8 opere di recupero e rinaturalizzazione di cave e discariche
TE9 opere per discariche pubbliche
TE10 realizzazione di depositi a cielo aperto e/o artigianato a cielo aperto
TE11 realizzazione di impianti tecnici per l'agricoltura
TE12 realizzazione di manufatti ed impianti tecnici per la zootecnia
TE13 realizzazione e/o adeguamento degli impianti
Articolo: TITOLO III - Progetto Di Tutela Delle Componenti Del Paesaggio
Articolo: 18 - Classificazione Delle Componenti Del Paesaggio
In riferimento all'individuazione delle componenti del paesaggio, il PRG ‘99 (v. elabb. P.4.; P.6.) classifica e disciplina:
I - Alveo del fiume Bradano, torrenti, fossi, linee di impluvio;
II - Gravine e lame;
III- Formazioni arboree di alto e medio fusto: cipressi, pini marittimi, eucalipti;
IV - Lago di San Giuliano;
V - Alberi in filari;
VI - Insediamenti rupestri;
VII - Beni di natura archeologica;
VII - Edicole, colonne votive, fontane e fornaci;
IX - Percorsi storici: tratturi regi, comunali, tracciati vicinali di collegamento tra l'Altopiano Murgico e l'insediamento;
X - Morfologie di tipo agro-pastorale: masserie. casini e/o ville, ,jazzi;
XI - Borghi rurali: La Martella, Borgo Venusio, Picciano 1, Picciano 2;
XII - Rioni "SASSI";
XIII - Emergenze di interesse storico-artistico e/o storico-testimoniale: Chiese, Palazzi, Castello, Mulino, Casini, Jazzi,etc.;
XIV - Siti di Importanza Comunitaria-SIC, Zone di Protezione Speciale-ZPS, ai sensi delle Direttive 92/43/CEE e 79/409/CEE: Lago di S. Giuliano e Timmari, Gravina di Matera.
Articolo: 19 - Tipi Di Disciplina
Il PRG ‘99 regola la tutela delle componenti del paesaggio, di cui alla classificazione contenuta nel precedente Art.18 del presente TITOLO, secondo i seguenti tipi di disciplina:
prescrizioni di tutela delle componenti del paesaggio;
vincoli derivanti da disposizioni nazionali e regionali.
Articolo: 20 - Prescrizioni Di Tutela Delle Componenti Del Paesaggio
Il PRG '99 per la definizione degli elementi puntuali con valenza culturale rimanda all’individuazione del censimento dei Beni Culturali e al Piano Quadro della Murgia Materana. (Oss. 63)
Ai fini della tutela delle singole componenti del paesaggio, classificate nel precedente Art. 18 del presente TITOLO, il PRG ‘99 disciplina gli interventi ammessi attraverso prescrizioni distinte per singole componenti del paesaggio. Le prescrizioni si intendono estese, quando non diversamente specificato (v. Repertori delle schede: P.4.1.; P.4.2.; P.6.1.; P.6.2.), a tutte
quelle parti di territorio interessate dalle singole componenti del paesaggio e disciplinate dal presente TITOLO III.
- Alveo del fiume Bradano, torrenti, fossi, linee di impluvio:
nei corpi d’acqua e all' interno di fasce di mt 150, misurate da ciascuna sponda dei corsi d'acqua o piede degli argini e coincidenti con le fasce di rispetto prescritte dalla legge 8 agosto 1985, n.431 (v. sucessivo Art.21 del presente TITOLO III), sono vietati:
gli interventi di cui al TITOLO II, Capo 2, Art. 17, punto c) relativamente alla RE/AL e RE/S; punto d); punto e) relativamente alla TUE2 (per RE/AL e RE/S) TUE3; punto f) relativamente alla TU2, TU4, TU5, TU6, TU7 punto g) relativamente alla TE7, TE9, TE10, TE11, TE12, TE13;
il danneggiamento degli elementi diffusi del paesaggio, di cui all’ultimo comma del presente articolo;
l'abbattimento e/o il danneggiamento della vegetazione arbustiva e delle formazioni arboree di alto e medio fusto autoctone e non;
l'introduzione di specie arboree ed arbustive infestanti o comunque estranee all'ambiente;
i movimenti di terra che alterino in modo sostanziale il profilo del terreno;
lo scolo di acque di lavaggio di qualsiasi genere, con la sola eccezione delle sostanze agronomiche consentite dalle attuali disposizioni di legge;
la discarica nel suolo e nel sottosuolo di rifiuti liquidi, solidi o di sostanze di altro genere, con la sola eccezione delle sostanze agronomiche consentite dalle attuali disposizioni di legge;
il lagunaggio di liquami prodotti da allevamenti zootecnici;
la captazione di congrui quantitativi d'acqua tali da compromettere il mantenimento della vegetazione ripariale;
le pratiche agricole che comportino un’alterazione della morfologia del terreno e di conseguenza uno squilibrio di carattere idrogeologico;
le trasformazioni, manomissioni, immissioni di reflui all'interno del corpo idrico;
l'intubazione dei corsi d' acqua esistenti.
Pertanto nell’alveo del fiume Bradano, nei torrenti, nei fossi, nelle linee di impluvio e nelle relative fasce di rispetto sono ammessi:
tutti gli interventi di disinquinamento ed opere per il miglioramento del regime idraulico;
tutti i lavori di manutenzione (eliminazione di piante e arbusti infestanti, sistemazione delle sponde con il ripristino del paesaggio naturale tipico dei luoghi );
le opere idrauliche, limitate allo stretto indispensabile e/o per documentate e gravi ostruzioni dell'alveo al deflusso delle acque. E' facoltà dell’Amministrazione Comunale richiedere la documentazione (indagini e relazioni geologiche, indagini e relazioni botanico-vegetazionali, progetto in varie scale dei lavori da eseguire, fotografie, etc. ) ritenuta necessaria per valutare l'entità e i tipi di lavori da eseguire;
gli interventi di cui al TITOLO II, Capo 2, Art. 17., punto a); punto b); punto c) relativamente alla RE, anche con aumenti di superficie utile che non comportino però variazioni d'impronta a terra e di sagoma degli edifici; punto e) relativamente alla TUE1. e alla TUE2. con R, RC, DR1, RE; punto f) relativamente alla TU1, TU3; punto g) relativamente alla TE1, TE2, TE3, TE4, TE5, TE6, TE8 limitatamente agli interventi a cui rimanda il 2°comma del presente Art. 20;
le opere necessarie alla realizzazione di infrastrutture pubbliche per la mobilità previste lungo i corsi d'acqua (fiumi, torrenti e canali) e ricadenti nella fascia di rispetto per una profondità di ml.150 dalla mezzeria del corso d'acqua, sono ammesse ma subordinate alla verifica positiva di ammissibilità urbanistico-ambientale, attraverso lo studio di compatibilità ambientale.
- Gravine e lame<
Le prescrizioni riguardanti la tutela delle gravine e lame prevedono fasce di rispetto di mt 150, misurate da ciascuna sponda dei corsi d'acqua o piede degli argini e concidenti con le fasce di rispetto prescritte dalla legge 8 agosto 1985, n.431 (v. successivo Art.21. del presente TITOLO III). Nelle suddette fasce valgono le stesse prescrizioni contenute al punto I del presente Art.20.
- Formazioni arboree di alto-medio fusto: cipressi, pini marittimi, eucalipti. Il PRG’99 individua nell'elab P.4. le formazioni arboree di alto e medio fusto esistenti; per questi elementi del paesaggio è stabilito il divieto assoluto di distruzione o manomissione ed è prevista la sola manutenzione e/o sostituzione in casi di danneggiamento naturale e/o di dolo. Le nuove aree soggette a rimboschimento, ove previste, sono definite e disciplinate nel TITOLO V, Capo 2, delle presenti NTA e nei Repertori delle schede normative dello spazio extraurbano (v. elabb. P.4.1.; P.4.2.).
Per le prescrizioni riguardanti il Lago di San Giuliano si rimanda all'Art.21 del presente TITOLO
- Alberi in filari
Il PRG’99 individua nell'elab P.4. e P.6. gli alberi in filari esistenti e di progetto nel territorio comunale; per questi elementi del paesaggio è prescritto il divieto assoluto di distruzione o manomissione ed è prevista la sola manutenzione e/o sostituzione in casi di danneggiamento naturale e/o di dolo.
- Insediamenti rupestri
Beni di natura archeologica
Edicole, colonne votive, fontane e fornaci
Per le componenti VI, VII e VIII (v. elab. P.4. e P.6.) valgono le prescrizioni contenute nel successivo Art.21 del presente TITOLO.
- Percorsi storici: tratturi, regi comunali, tracciati vicinali di collegamento tra l'Altopiano Murgico e l'insediamento
Il PRG’99 individua nell'elab. P.4. i percorsi storici esistenti e per essi prescrive la tutela attraverso la manutenzione ed il recupero delle caratteristiche originarie (terra battuta, eventuali muretti a secco, etc.).
Per alcuni di essi, specificati nell'elab. P.4, è previsto un attrezzamento per percorsi naturalistici, agrituristici, ippoturismo, etc. le cui prescrizioni sono riportate nel TITOLO IV, Capo 4 delle presenti NTA e, ove ricadenti, nelle singole schede normative relative ai Luoghi ed Aree extraurbane.
- Morfologie di tipo agro-pastorale: masserie, casini e/o ville, jazzi
Il PRG ‘99 individua negli elabb. P.4. e P.6. gli edifici con caratteristiche morfotipologiche di tipo agro-pastorale sottoposti a vincolo (L 1089/1939) per la loro qualità architettonica e per il valore di testimonianza storica nel contesto del paesaggio. Sono ammesse come uniche trasformazioni in attuazione diretta, esclusivamente le opere finalizzate alla conservazione ed alla tutela degli edifici interessati; le categorie di intervento ammesse sono quelle della MO - manutenzione ordinaria, della MS – manutenzione straordinaria e del R - restauro degli edifici, relativamente al restauro degli elementi architettonici originari; sono ammesse destinazioni d'uso diverse dalle attuali solo in presenza di variazioni congruenti con le caratteristiche tipologiche degli edifici specificate nelle schede normative di PRG ‘99.
- Borghi rurali: La Martella, Borgo Venusio, Picciano 1, Picciano 2.
- Rioni "Sassi"
Per le componenti XI e XII (v. elabb P.4. e P.6.) valgono le prescrizioni contenute nelle schede normative dei Luoghi extraurbani a paesaggio consolidato, a valorizzazione mirata dell'insediato rurale emergente, con trasformazione ed attuazione diretta LEId/1, LEId/2, LEId/3, LEId/4 e dell'Ambito urbano, di impianto antico di definizione del disegno della città, con trasformazioni ad attuazione indiretta Ui/0 Rioni Sassi.
- Emergenze di interesse storico-artistico e/o storico-testimoniale: Chiese, Palazzi, Castello, Mulino, Casini, Jazzi, etc.
Per le prescrizioni riguardanti le componenti XIII si rimanda all'Art.21 del presente TITOLO.
Per gli elementi diffusi del paesaggio (affioramenti rocciosi calcarei, macchia mediterranea con presenza di vegetazione steppica, gariga, colture cerealicole, colture arborate: oliveti, mandorleti), pur non contemplando una disciplina specifica, il PRG' 99 dispone la tutela integrale, salvo le prescrizioni contenute nelle presenti NTA (v. TITOLO III, IV, V, VI) e nei Repertori delle schede normative.
Articolo: 21 - Vincoli Derivanti Da Disposizioni Nazionali E Regionali
Il presente PRG ‘99 individua negli elaborati P.4. e P.6. i vincoli derivanti da disposizioni nazionali e regionali e ne assume le prescrizioni specifiche.
Per quanto riguarda l'idrografia:
Alveo del fiume Bradano, Torrenti e fossi e relative sponde o piede degli argini per una fascia di 150 mt ciascuna: L. 8 agosto, n. 431.
Lago artificiale di San Giuliano e territori contermini compresi in una fascia della profondità di 300 mt dalla linea di battigia: L. 8 agosto 1985, n. 431.
Per quanto riguarda le aree di interesse naturalistico ed ambientale:
Piano Quadro del Parco Regionale Archeologico Storico-Naturale delle Chiese Rupestri del Materano istituito con LR 16 gennaio 1978, n 3 modificata ed integrata dalla LR 3 aprile 1990, n. 11.
Altopiano Murgico:
L 11 novembre 1986, n 771 - II° programma Biennale di Attuazione.
Area sottoposta a tutela ai sensi della L 29 giugno 1939, n. 1497: DPGR 10 febbraio 1979, n. 176 (v. elab. P.5.).
Area sottoposta a tutela ai sensi della L 29 giugno 1939, n. 1497: DM 23 agosto 1966 GU n. 244, DM 14 febbraio 1969 GU n. 64, DPGR 9 marzo 1979, n. 338 (v. elab. P.5.).
Aree a dominante verde soggette a vincolo idrogeologico-forestale: RD 30 dicembre 1923, n. 3267 (v. elab P.4.).
Riserva naturale orientata di S. Giuliano istituita con LR n. 39 del 10.04.2000.
- Fascia di protezione delle aree SIC e ZPS “Gravina di Matera” Del C.R. Basilicata 15.02.2005 n.927
Per quanto riguarda le componenti di interesse artistico e storico:
Insediamenti rupestri, beni di natura archeologica, edicole, colonne votive, fontane e fornaci: L. 1 giugno 1939, n. 1089.
Morfologie di tipo agro-pastorale: masserie: L. 1 giugno 1939, n. 1089.
Morfologie di tipo agro-pastorale: casini e/o ville, jazzi: L. 1 giugno 1939, n. 1039.
Articolo: TITOLO IV - Progetto Delle Componenti Di Sistema E Degli Impianti
Articolo: 22 - Articolazione Delle Componenti Dei Sistemi A-B-C E Degli Impianti
Il presente PRG ‘99 classifica le componenti relativamente al sistema della mobilità - A; al sistema degli spazi di relazione, dei servizi e delle attrezzature - B e al sistema del verde - C; inoltre classifica tutte le componenti relative agli impianti.
Per ogni sistema (v. Elabb. P.4. e P.6.) sono differenziate le componenti esistenti confermate, le componenti di progetto: differenziate tra quelle esistenti da modificare (per nuova destinazione d'uso e/o per nuova definizione dell'area di sedime e di pertinenza) e quelle di primo impianto e le componenti già prefigurate da strumento urbanistico esecutivo.
Articolo: 23 - Elementi Costitutivi Della Disciplina Delle Trasformazioni Delle Componenti Dei Sistemi A-B-C E Degli Impianti
La disciplina che regola le componenti di sistema e gli impianti è articolata in:
prescrizioni per componenti di sistema A-B-C classificate dal PRG ‘99;
fasce di rispetto e vincoli derivanti da disposizioni nazionali e regionali relative alle componenti di sistema A-B-C;
prescrizioni per la progettazione esecutiva delle opere per l'attrezzamento delle componenti del sistema degli spazi di relazione, dei servizi e delle attrezzature.
Articolo: 24 - Classificazione Delle Infrastrutture Del Sistema Della Mobilità - A
Il PRG individua le principali infrastrutture della mobilità e/o quelle che assumono, rispetto alla strategia generale del Piano, particolare rilevanza.
Il sistema della mobilità è costituito da: Viabilità:
viabilità di connessione territoriale principale e secondaria;
viabilità di connessione locale principale ;
viabilità di collegamento tra i percorsi di connessione territoriale e/o locale e l'insediamento urbano;
viabilità locale;
viabilità di collegamento tra parti urbane principale e secondaria;
viabilità di distribuzione principale e secondaria;
svincoli, viadotti, ponti, gallerie;
percorsi a traffico limitato;
percorsi ciclabili;
attrezzamento stradale.
Linee ferroviarie e trasporto collettivo in sede propria:
ferrovia a scartamento normale;
ferrovia a scartamento ridotto;
stazione ferroviaria e scalo merci ferroviario. Parcheggi
parcheggi terminali.
Articolo: 25 - Disciplina Specifica Per Gli Interventi Relativi Alle Componenti Del Sistema Della Mobilità - A
Il piano disegna lo spazio extraurbano ed urbano avvalendosi della definizione funzionale, formale e tipologica delle componenti del sistema della mobilità. Gli interventi relativi alle infrastrutture del sistema della mobilità sono differenziati tra quelli di nuova progettazione e quelli di riqualificazione delle infrastrutture esistenti.
La realizzazione delle infrastrutture previste dal piano sono regolate:
dalla presente normativa di sistema;
dal disegno di suolo delle nuove infrastrutture individuate dal piano.
Gli interventi relativi alle componenti del sistema della mobilità ricadenti negli Ambiti, nei Luoghi e nelle Aree con trasformazioni ad attuazione indiretta devono essere verificati e precisati in sede di strumentazione urbanistica esecutiva; in alcuni casi, precisati nelle schede, le previsioni relative alle infrastrutture assumono carattere prescrittivo, in quanto elementi indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi proposti dal piano.
Sono ammesse eventuali e minime variazioni dei tracciati di progetto qualora, attraverso rilievi e studi sulla consistenza del suolo, sia dimostrata l'impossibilità ad eseguire l'opera così come prescritto negli elaborati e nelle schede.
Nello spazio extraurbano non è consentita la realizzazione di nuove strade private al di fuori di quelle previste negli elaborati di progetto e salvo diversa prescrizione contenuta nelle schede normative.
Il presente PRG ‘99 individua una rete di percorsi ciclabili nell'Elab. P.4. e nell’Elab.P.6. I percorsi ciclabili nello spazio extraurbano sono previsti in sede propria ed utilizzabili esclusivamente per la funzione ciclabile; nello spazio urbano i principali percorsi ciclabili sono definiti come collegamento tra le parti di città e specificatamente tra spazi di relazione significativi, definiti e/o confermati dal presente PRG ‘99; i percorsi ciclabili nello spazio urbano sono di tipo misto: pedonali e/o ciclabili.
La dotazione di parcheggi pubblici e privati deve soddisfare tutte le prescrizioni contenute nel successivo art. 27.
Il presente PRG ‘99 distingue i parcheggi in :
parcheggi di scambio, finalizzati a ridurre l'afflusso dei veicoli privati nel centro città e ubicati in corrispondenza di sistemi di trasporto collettivo, urbano ed extraurbano;
parcheggi terminali, di interesse urbano e/o locale, destinati alla sosta dei veicoli in uso ai residenti, ai visitatori o ai fruitori di servizi.
Nelle singole schede normative è specificata la tipologia del parcheggio: in superficie, autosilo interrati ed in elavazione.
Il presente PRG ‘99 suggerisce inoltre negli Elabb. P.6. e P.7. i percorsi a traffico limitato, esclusivamente per residenti e per mezzi di servizio e i percorsi esclusivamente pedonali nonchè gli accessi ai Sassi.
Nel sistema della mobilità sono previsti spazi di verde interstiziale negli svincoli, negli incroci, etc. e arredo con alberature; gli spazi di verde suddetti sono esclusi dalle quantificazioni degli standard di legge. La scelta del trattamento a verde e delle essenze da impiantare, deve rispettare le caratteristiche ambientali e paesaggistiche dei luoghi.
Articolo: 26 - Fasce Di Rispetto E Vincoli Derivanti Da Disposizioni Nazionali E Regionali Relativi Alle Componenti Del Sistema Della Mobilità - A
Ai fini dell'applicazione del DIM 1444/68 il limite che definisce lo Spazio Urbano di PRG ‘99 coincide con il perimetro del centro abitato.
In relazione al al DLgs 15.01.2002 n.9 Disposizioni integrative e correttive del Nuovo Codice della Strada che, fuori dal centro abitato, stabilisce le distanze del confine stradale da rispettare nelle nuove costruzioni, nelle ricostruzioni conseguenti a demolizioni integrali o negli ampliamenti fronteggianti le strade, alle categorie della viabilità individuate dal PRG’99 nell’elab. P.4. corrisponde la seguente classificazione e relative fasce di rispetto :
viabilità di connessione territoriale principale : Strade di tipo A, fascia di rispetto ml. 60;
viabilità di connessione territoriale secondaria: Strade di tipo B, fascia di rispetto ml. 40;
viabilità di connessione locale principale: Strade di tipo B, fascia di rispetto ml. 40;
viabilità di collegamento tra i percorsi di connessione territoriale e/o locale e l'insediamento urbano: Strade di tipo C, fascia di rispetto ml. 30;
viabilità locale: Strade di tipo F, fascia di rispetto ml. 20
ferrovia a scartamento normale e ferrovia a scartamento ridotto: fascia di rispetto di cui al DPR 11/7/80 n.753 e dal DM 3/8/81.
Nelle fasce di rispetto relative alle infrastrutture di cui al 2° comma del presente articolo ricadenti nello spazio extraurbano sono ammesse come uniche opere di trasformazione quelle finalizzate alla realizzazione di parcheggi all'aperto, cabine di distribuzione elettrica, sostegni di reti idriche e fognanti, canalizzazioni, strade di servizio e stazioni per la distribuzione del carburante e di primo soccorso.
Articolo: 27 - Disposizioni In Materia Di Parcheggi Ed Autorimesse
La dotazione di parcheggi pubblici necessaria a soddisfare le nuove esigenze del piano è indicata negli elabb. P.4.; P.6.; P.7. nel rispetto delle disposizioni di cui al DIM 1444/68.
Gli interventi edilizi ed urbanistici sono soggetti alle disposizioni, in materia di parcheggi, contenute nella legislazione vigente (Legge 765/67, DIM 1444/68, Legge 122/89).
In caso di attuazione tramite strumento urbanistico esecutivo le quantità di aree da destinare ad opere di urbanizzazione, compresi i parcheggi, sono stabilite nelle schede normative d'ambito e di luogo dello spazio urbano e nelle schede normative di luogo e di area dello spazio extraurbano in rapporto alle destinazioni d'uso di progetto.
Nel rispetto di quanto previsto dall'art.41. sexies della legge 1150/42 e successive modificazioni (L.122/ 24.03.1989), il presente PRG prescrive una dotazione minima di parcheggi privati espressi in mq di parcheggio ogni 100 mq di Sf per i suoli, di 100 mq di Sul per gli edifici (v. tabella - allegato B alle presenti NTA).
Per gli interventi di trasformazione ricadenti nelle categorie DR2 (demolizione e ricostruzione con diversa localizzazione e mantenimento delle dimensioni originali), DR3 (demolizione e ricostruzione con modifica del sito e delle dimensioni) e NE (nuova edificazione) i parcheggi e le autorimesse privati devono essere ricavati nella stessa costruzione, nei piani interrati o seminterrati o nelle aree di pertinenza nelle quantità stabilite dalle leggi nazionali in vigore (attualmente: almeno 1 mq di parcheggio ogni 3,125 mq di Sul).
Per gli interventi ricadenti nella categoria RE/AL (ristrutturazione edilizia con aggiunte laterali), RE/S (ristrutturazione edilizia con sopraelevazione) le quantità di parcheggio devono essere reperite in rapporto alla parte ampliata o sopraelevata.
Nei casi di variazione di destinazione d'uso al di fuori del Centro Storico devono essere assicurate le quantità minime di parcheggi pubblici e privati previsti dalla normativa e comunque in qualsiasi intervento di trasformazione non è ammessa una diminuzione della dotazione dei parcheggi ed autorimesse esistenti.
Articolo: 28 - Prescrizioni Per La Progettazione Esecutiva E La Esecuzione Delle Opere Per L' Attrezzamento Del Sistema Della Mobilità
Per la progettazione esecutiva e l'esecuzione delle opere per l'attrezzamento del sistema della mobilità valgono le indicazioni di cui all'allegato E alle presenti NTA , riferite principalmente a: pavimentazione artificiale del suolo pubblico; accessori di servizio per la migliore fruizione degli spazi pubblici; piste ciclabili; collegamenti pedonali; norme per facilitare la mobilità dei portatori di handicap; illuminazione pubblica; segnaletica e informazione pubblicitaria.
Articolo: Capo 3 - Componenti Del Sistema Degli Spazi Di Relazione, Dei Servizi, E Delle Attrezzature - B
Articolo: 29 - Classificazione E Caratteristiche Delle Componenti Del Sistema Degli Spazi Di Relazione, Dei Servizi E Delle Attrezzature - B
Il PRG ‘99 individua negli elabb. P.4., P.6., P.7. le aree destinate a servizi ed attrezzature di interesse collettivo, differenziate in:
istruzione (asili nido, scuole materne e scuole dell'obbligo, istruzione superiore);
interesse comune (culto, cultura, assistenza socio-sanitaria, amministrazione, pubblici esercizi).
Al fine della verifica degli standard urbanistici, ai sensi della disposizioni del DIM 1444/68, sono state considerate solo le aree di proprietà pubblica o da acquisire al pubblico patrimonio, così come riportato nell’Allegato D delle presenti NTA.
Sempre ai fini della verifica degli standard urbanistici alcune aree classificate come impianti concorrono al soddisfacimento degli standard locali e territoriali (ospedale).
Articolo: 30 - Disciplina Specifica Del Sistema Dei Servizi, Delle Attrezzature E Degli Spazi Di Interesse Collettivo
In riferimento agli spazi di interesse collettivo, la realizzazione dei servizi e delle attrezzature avverrà, quando non diversamente prescritto, mediante esproprio delle aree interessate e con l'applicazione della vigente normativa in materia di opere pubbliche.
Negli ambiti, nei luoghi, nelle aree ad attuazione indiretta l’ubicazione delle aree a servizio, quando non espressamente specificata, deve essere precisata in sede di strumento urbanistico esecutivo, sono invece prescrittive le quantità contenute nei singoli fogli normativi delle medesime schede.
Per quanto riguarda le quantità relative alle aree coinvolte nella valutazione degli standard urbanistici si precisa che il calcolo della superficie territoriale è stato effettuato sulla base delle indicazioni grafiche degli elaborati di PRG.
La consistenza delle aree pubbliche è commisurata alle quantità di cui al DIM 1444/68 (v. allegato D alle presenti NTA). Ai fini dell'osservanza delle quote di legge si assume che ad ogni abitante insediato o da insediare corrispondono 30 mq. di superficie utile lorda (Sul).
Salvo diverse prescrizioni contenute nelle schede normative o in disposizioni di legge, per la realizzazione delle opere pubbliche o di uso pubblico previste dal presente PRG, si assume una superficie coperta (Sc) pari al 20% della superficie fondiaria (Sf) ed un indice fondiario di utilizzazione edilizia (Uef) pari a 0,6 mq/mq.
E' facoltà dell'Amministrazione, qualora constatata la inutilità di alcune destinazioni d'uso pubbliche previste dal PRG ‘99 per specifiche aree, variare dette destinazioni, attribuendo l'area interessata ad attrezzature di interesse comune, a verde e a parcheggi, con semplice Deliberazione del Consiglio Comunale.
Per gli edifici ricadenti nei Servizi ed attrezzature, classificati nell’elab. P.6 Regimi normativi dello spazio urbano: Is26- Istruzione superiore e Cp 25-Pubblici servizi e caratterizzati da tipologie definite e riconoscibili con valenza storico- architettonica e/o storico-testimoniale che svolgono un ruolo di riferimento sociale e culturale per la comunità materana sono ammesse le seguenti categorie di intervento: MO, MS, OP, R, RC con l’introduzione delle destinazioni d’uso: R1, R3, C, Pe3, Pe4, Pe6, Par1.
Per l’area ubicata lungo via di Montescaglioso e individuata nell’elab. P.6 Regimi normativi dello spazio urbano, il PRG’99 prevede l’attuazione diretta, l’indice di utilizzazione edilizia Uet pari a 0,30 mq/mq e la destinazione d’uso sanitaria per pubblici servizi Co44, secondo i contenuti della Del CC 11.02.2002.
Articolo: 31 - Spazi Di Relazione
Il PRG ‘99 individua negli elabb. P.4., P.6., P.7. gli spazi di relazione (piazze, siti di relazione, siti panoramici etc.), specificando quelli esistenti e quelli di nuovo impianto.
Per gli spazi di relazione, nelle schede normative dello spazio extraurbano ed urbano, ove previsti, sono riportate le prescrizioni relative alla localizzazione ed all'attrezzamento.
Articolo: 32 - Disposizioni Nazionali E Regionali Relative Alle Componenti Del Sistema Degli Spazi Di Relazione, Dei Servizi E Delle Attrezzature - B
Fatte salve le disposizioni integrative contenute nelle schede normative per le aree destinate a servizi, attività di interesse comune, attività scolastiche e per la realizzazione di edifici sanitari, si rimanda alle specifiche disposizioni nazionali, regionali, provinciali e della USL competente.
Articolo: 33 - Prescrizioni Per La Progettazione Esecutiva E La Esecuzione Delle Opere Per L' Attrezzamento Del Sistema Dei Servizi, Delle Attrezzature E Degli Spazi Di Interesse Collettivo
Nella progettazione esecutiva e nella esecuzione delle opere relative all'attrezzamento delle componenti del sistema degli spazi di relazione, dei servizi e delle attrezzature, deve essere prevista la connessione degli spazi di relazione con la viabilità pubblica e privata circostante, l'organizzazione dei parcheggi, gli accessi pedonali, i vari tipi di piantumazione e la loro disposizione, la formazione di eventuali aiuole ed alberature, nonchè l'introduzione di elementi qualificanti per il sito ed infine la disposizione di tutti gli elementi di servizio, di attrezzamento ed arredo previsti per la migliore fruizione dello spazio.
Articolo: Capo 4 - Componenti Del Sistema Del Verde - C
Articolo: 34 - Classificazione Delle Componenti Del Sistema Del Verde - C
Il PRG individua negli elabb. P.4., P. 6., P.7. i principali spazi di definizione morfologica relativi alle componenti del verde e definisce le aree già pubbliche, quelle da acquisire a pubblico patrimonio, quelle private di uso pubblico, quelle private significative dal punto di vista urbanistico.
Le componenti del sistema del verde sono costituite da: Parchi Extraurbani:
previsti: Parco delle Chiese Rupestri;
esistente confermato: Parco del Castello; Parco di Via IV Novembre, Serra Venerdì;
Serra Venerdì:
già prefigurato da strumento urbanistico esecutivo: Macamarda; Parco del Castello.
Spazi attrezzati per lo sport nello spazio urbano:
esistente confermato: Macamarda;
già prefigurato da strumento urbanistico esecutivo: Parco integrato di Serra Rifusa.
Spazi attrezzati a parco e/o giardino
Spazi verdi di definizione della morfologia urbana Spazi verdi a marcata caratterizzazione morfologica Verde di arredo e alberature stradali
Verde interstiziale.
Articolo: 35 - Prescrizioni Per Gli Interventi Relativi Alle Componenti Del Sistema Del Verde - C
I parchi sono costituiti da spazi verdi di varie dimensioni, distinti per funzioni e sistemazioni naturalistiche e compositive da attuarsi tramite progetti di settore.
Nello spazio extraurbano il previsto Parco Regionale Archeologico Storico- Naturale delle Chiese Rupestri del Materano individuato nell’elab. P.6. con la sigla AEDP/0 è disciplinato dal Piano Quadro del Parco Regionale Archeologico Storico-Naturale delle Chiese Rupestri del Materano istituito con LR 16 gennaio 1978, n 3 modificata ed integrata dalla LR 3 aprile 1990, n. 11.
Le componenti del sistema del verde che rientrano nelle quantificazioni degli standard di legge sono: i parchi territoriali, i parchi urbani, gli spazi verdi attrezzati a parco e/o giardino, gli spazi attrezzati per il gioco e lo sport.
Nel Parco Urbano esistente - Parco del Castello VuII individuato negli elabb. P.5, P.6, P.7 per la struttura ricettiva ubicata a valle del Castello e classificata nell’elab. P.7 del PRG’99 come unità edilizia incongruente in rapporto al contesto per forma, dimensione e/o impatto percettivo, si applica la norma di cui alla Del C.C. 21.07.2004 n.62.
Gli spazi verdi a giardini pubblici esistenti non individuati dal piano, e non inseriti nel calcolo degli standard perchè di dimensioni minime, conservano l'attuale destinazione e come tali sono vincolati. Il PRG ‘99 individua inoltre gli spazi verdi di definizione della morfologia urbana, gli spazi verdi a marcata caratterizzazione morfologica, verde di arredo per i quali sono ammessi come unici interventi di trasformazione quelli finalizzati alla tutela e alla conservazione dei caratteri paesaggistico-ambientali esistenti; le aree interessate, quando non diversamente prescritto nelle schede normative rimangono di proprietà privata.
Nelle aree sopra citate è vietato qualsiasi intervento edificatorio nonchè le opere che comportino movimenti di terra e muri di sostegno, a meno di quelle necessarie alla realizzazione delle infrastrutture prescritte nel disegno di suolo del piano (v. elab.P.6.).
Per l’area a verde attrezzato Vp24 compresa tra i servizi Cc26 e Ii20 e individuata nell’’elab. P.6. si applica la norma di cui alla Variante al V.PRG da Zona 13 (Verde pubblico) a Zona 14 (verde pubblico attrezzato), Art.10 L 1150/42 e LR 23/99 e s.m.i. approvata con Del. C.C. 24.11. 2004 n.99.
Il verde interstiziale di corredo alle infrastrutture, è inedificabile. Le attività esistenti si intendono mantenute nelle more dell’attuazione delle infrastrutture. (Oss.190)
Articolo: 36 - Precrizioni Per La Progettazione Esecutiva E L' Esecuzione Delle Opere Per L' Attrezzamento Delle Componenti Del Sistema Del Verde - C
Nella progettazione esecutiva e nell'esecuzione delle opere per l'attrezzamento delle componenti del sistema del verde si farà riferimento al "Programma di attuazione del verde pubblico urbano e periurbano".
Articolo: Capo 5 - Impianti
Articolo: 37 - Classificazione Degli Impianti
Il presente PRG ‘99 individua negli Elabb. P.5. e P.7. i principali impianti esistenti nello spazio extraurbano ed urbano così classificati:
distribuzione e raccolta dell'acqua: acquedotti, serbatoi idrici e vasche;
raccolta, manipolazione, smaltimento, riciclaggio dei rifiuti solidi e liquidi, organici ed inorganici in reti fognati, depuratori, discariche, rottamai;
difesa del suolo: diga;
trasformazione e distribuzione dell'energia elettrica: centraline elettriche, reti elettriche;
raccolta e distribuzione del gas e/o del metano: centraline e reti di raccolta gas e/o metano:
trasmissione delle informazioni:
cave attive;
impianti puntuali: Autoparco, Cementificio, Carcere, Cimitero, Pastificio, Caserma dei Vigili del Fuoco, Centrale Enel, Ospedale, Aree per attrezzature ferroviarie.
Sono inoltre individuati tutti gli impianti sportivi relativi al sistema del verde.
Articolo: 38 - Prescrizioni Specifiche Per Gli Impianti E Relative Aree Di Pertinenza
La realizzazione di impianti ed attrezzature, ove non esplicitamente esclusa dalle norme specifiche di ambito, tessuto, luogo e area, è comunque subordinata alla verifica positiva di ammissibilità urbanistico-ambientale, precedente alla approvazione del progetto. Tale verifica è effettuata sulla base di uno studio di compatibilità integrativo del progetto, costituito da elaborati atti ad illustrare, oltre alle caratteristiche architettoniche del manufatto (localizzazione, dimensione, tecnologie e materiali; colori; etc.), anche la sua percepibilità ed il suo impatto visivo nel contesto territoriale, onde valutarne la congruità rispetto al paesaggio.
Per gli impianti esistenti ricadenti nello spazio extraurbano ed urbano, a meno di prescrizioni specifiche particolari contenute nelle schede normative, sono previste esclusivamente categorie di intervento inerenti alla MO - manutenzione ordinaria, Ms - manutenzione straordinaria e tutte quelle operazioni necessarie al corretto funzionamento dell'attività esistente.
In caso di dismissione dell'impianto e/o di diversa localizzazione, non prevista del presente PRG‘99, si procederà alla rinaturalizzazione dell'area dismessa così come specificato nel TITOLO V, Capo 8, delle presenti NTA salvo l’opificio industriale (molino) classificato IA che può essere recuperato a fini residenziali, tramite PdR con l’obbligo
di cedere al Comune il 30% della Superficie Territoriale. (Oss. 58)
Per le aree relative agli impianti ed alle attrezzature con i relativi servizi, esistenti o di nuovo insediamento di aziende municipali, caserme dei Vigili
del Fuoco, etc. è ammessa una superficie coperta Sc pari a 0,40 mq./mq. di superficie fondiaria. In dette aree le parti scoperte devono essere sistemate a verde con alberi di alto fusto ed a parcheggi in misura adeguata alla destinazione d’uso degli edifici e dei complessi.
Per le disposizioni relative agli interventi per insediamenti di caserme si rimanda alle norme di legge vigenti in materia.
Per la disciplina che regola l’attività estrattiva nel territorio comunale si rimanda alla Legge Regionale n.12 del 27.03.1979 e successive modificazioni. (Oss.68)
Gli interventi relativi all’area individuata dal PRG’99 nell’elab.P.4. per la realizzazione dell’impianto della nuova Stazione ferroviaria Matera - La Martella, dello scalo merci e dei servizi e delle attrezzature connesse, si configurano come opera pubblica, per la definizione delle grandezze e degli indici urbanistici ed edilizi si rimanda alla progettazione di settore.
Nel progetto urbanistico esecutivo relativo all’impianto autoparco deve essere assicurata una quantità minima di verde pari al 25% della St destinata all’impianto.
Il presente PRG’ 99 individua nell’elab.P.4. l’area relativa all’impianto ospedaliero confermando il progetto approvato.
La localizzazione delle discariche di materiale inerte dovrà avvenire in aree depresse dal punto di vista morfologico, a basso valore paesaggistico, o in vecchie cave di argille o calcare, dismesse. L’intervento dovrà prevedere il rimodellamento e la sistemazione ambientale e sarà assentito con concessione edilizia condizionata (atto unilaterale d’obbligo).
Articolo: 39 - Fasce Di Rispetto E Vincoli Derivanti Da Disposizioni Nazionali E Regionali Per Gli Impianti E Relative Aree Di Pertinenza
Il presente PRG ‘99 individua nell'Elab. P.4. le aree di rispetto relative a:
area di rispetto cimiteriale (DPR 10 settembre 1990, n. 285) su tali aree valgono le disposizioni di cui alle specifiche normative.
Le aree di rispetto relative ai punti di captazione dell’acqua nonchè quelle di servitù per elettrodotti, acquedotti, metanodotti sono regolate dalle Leggi e dai Regolamenti in vigore e di futura emanazione.
Articolo: 40 - Disposizioni In Materia Di Aree Di Servizio E Impianti Di Distribuzione Carburante
Il PRG ‘99, ove previsto, ammette nello spazio urbano ed extraurbano la destinazione ad impianti di distribuzione carburante e locali accessori connessi.
La nuova collocazione di impianti, il loro trasferimento e/o la loro concentrazione è soggetta alle disposizioni regionali in materia.
Le destinazioni d'uso potranno comprendere tutte le attività attinenti al rifornimento, all'assistenza automobilistica ed in particolare: officine, cambio olio, lavaggio rivendita pezzi di ricambio e articoli per auto; inoltre potranno prevedere l'attività di assistenza ai viaggiatori (bar, ristoranti, self-service, servizi ed eventuale commercio di oggetti e generi di conforto).
La superficie utile lorda dei manufatti chiusi non potrà superare il 5% dell'area impegnata dalla stazione di servizio e comunque il valore assoluto di mq. 150; l'altezza dei manufatti non potrà superare m. 4,50.
La sistemazione dell'area dovrà prevedere pavimentazioni differenziate tra luoghi di transito e luoghi di parcheggio; almeno il 50% dei posti macchina dovrà essere piantumato con essenze autoctone e dovrà garantire una sosta all'ombra.
Almeno il 20% dell'area dovrà essere trattata a giardino, il margine dell'area dovrà essere definito con apposita vegetazione (siepi, alberature, etc.).
Sono fatte salve le norme specifiche a carattere nazionale o regionale emanate dagli organi competenti (ANAS, Ispettorato, Motorizzazione, ecc.).
Articolo: TITOLO V - Progetto Dello Spazio Extraurbano
Articolo: 41 - Obiettivi Generali
In riferimento alle finalità di cui all'Art. 2 del Capo 1, TITOLO I delle presenti NTA gli obiettivi generali del progetto dello spazio extraurbano sono:
funzionali, relativi alla mobilità d’area vasta;
funzionali, tesi alla valorizzazione delle componenti del paesaggio, attraverso lo svolgimento di attività ricettive, ricreative e sportivo-culturali all'aria aperta;
funzionali relativi all'attrezzamento di siti adatti per giacitura e dimensioni allo svolgimento di attività particolari;
di valorizzazione dell’insediato rurale emergente;
Articolo: 42 - Articolazione Dello Spazio Extraurbano In Luoghi E Aree
In riferimento all'articolazione dello spazio extraurbano di cui all'Art 8., Capo 1, TITOLO II delle presenti NTA, alle componenti del paesaggio dello spazio extraurbano di cui al TITOLO III delle presenti NTA, alle componenti dei sistemi A-B-C e agli impianti dello spazio extraurbano di cui al TITOLO IV delle presenti NTA, il progetto dello spazio extraurbano definisce (v. elaborato P.4.):
Luoghi extraurbani;
Aree extraurbane;
Aree extraurbane a disciplina pregressa.
I Luoghi extraurbani sono così distinti (v. elab. P.4.):
Luoghi extraurbani a paesaggio consolidato, a valorizzazione mirata dell'insediato rurale emergente, con trasformazioni ad attuazione diretta - LEid, riconoscibili principalmente per la presenza dei borghi rurali "storici" che per forma, giacitura, e valore storico-artistico- testimoniale hanno acquisito, nel processo di stratificazione, un alto valore morfotipologico e paesaggistico;
Luoghi extraurbani a paesaggio consolidato emergente, a valorizzazione mirata delle componenti naturalistiche e storico- testimoniali, con trasformazioni ad attuazione indiretta - LEEi, individuati per caratteristiche di forma, giacitura e presenza prevalente di componenti del paesaggio uniche e rare;
Luoghi extraurbani di definizione del margine della città o di primo impianto, a valorizzazione mirata delle componenti naturalistiche ed antropiche, con trasformazioni ad attuazione indiretta - LEMi, individuati per caratteristiche di forma e giacitura e ubicazione e particolarmente adatti per trasformazioni tematiche, di assetto e di funzione, tese alla rivalutazione ed alla valorizzazione di alcune parti di margine della città o del primo impianto.
Per i Luoghi extraurbani - LEid è prevista una disciplina contenuta in specifiche schede normative, definite in conformità con quanto prescritto nelle presenti NTA (v. Capo 3 del presente TITOLO V).
Per i Luoghi extraurbani - LEEi - LEMi è prevista una disciplina per l'attuazione diretta in regime di salvaguardia contenuta nelle presenti NTA (v. Capo 3 del presente TITOLO V) e una disciplina per la redazione del progetto urbanistico esecutivo, contenuta in specifiche schede normative, definite in conformità con quanto prescritto nelle presenti NTA. Le schede dei Luoghi extraurbani sono raccolte nel "Repertorio delle schede dei Luoghi extraurbani, con trasformazioni ad attuazione diretta e con trasformazioni ad attuazione indiretta" (v. elab. P.4.1).
Le aree extraurbane sono così distinte (v. elab. P.4.):
Aree extraurbane del paesaggio consolidato a tutela particolare con trasformazioni ad attuazione diretta - AETd sono individuate le aree, che pur manifestando dei processi insediativi a bassa densità, mantengono delle testimonianze naturalistiche ed antropiche da tutelare;
Per le Aree extraurbane - AETd è prevista una disciplina contenuta in specifiche schede normative, definite in conformità con quanto prescritto nelle presenti NTA (v. Capo 4 del presente TITOLO V).
Le Aree extraurbane a disciplina pregressa -AEDP sono distinte tra quelle a disciplina pregressa di Variante al PRG '75 e quelle a disciplina esecutiva nell’elab. P.4..
Articolo: 43 - Elementi Costitutivi Della Disciplina Delle Trasformazioni Dello Spazio Extraurbano
Il presente PRG’99 persegue la realizzazione del progetto dello spazio extraurbano, disciplinando il processo di uso e di trasformazione antropica, Luoghi e Aree, attraverso:
disciplina di Luogo relativa alle regole specifiche per gli interventi di trasformazione (attuazione diretta, attuazione indiretta) di cui al successivo Capo 3 del presente TITOLO V e al “Repertorio delle schede dei Luoghi extraurbani, con trasformazioni ad attuazione diretta e con trasformazioni attuazione indiretta" (v. elab. P.4.1.);
disciplina di Area relativa alle regole specifiche per gli interventi di trasformazione (attuazione diretta ) di cui al successivo Capo 4 del presente TITOLO V e al “Repertorio delle schede delle Aree extraurbane, con trasformazioni ad attuazione diretta " (v. elab. P.4.2.);
accorgimenti paesistico-ambientali negli interventi di nuova edificazione nello spazio extraurbano, di cui al successivo Capo 7 del presente TITOLO V;
le prescrizioni per la progettazione e l'esecuzione delle opere di trasformazione dello spazio extraurbano, di cui al successivo Capo 8 del presente TITOLO V.
Per quanto attiene la disciplina delle componenti del paesaggio, delle componenti dei sistemi A-B-C e degli impianti ricadenti nello spazio extraurbano si rimanda al TITOLO III e IV delle presenti NTA, a meno di prescrizioni particolari contenute nelle singole schede normative riguardanti lo spazio extraurbano.
Articolo: 47 - Identificazione Dei Luoghi Extraurbani Leid; Leei; Lemi
Il presente PRG ‘99 individua nell'elab. P.4. i Luoghi extraurbani - LEId; LEEi; LEMi/1. In particolare:
Luoghi extraurbani a paesaggio consolidato a valorizzazione mirata dell'insediato rurale emergente con trasformazioni ad attuazione diretta - LEid
LEId/1 Picciano "A"
LEId/2 Picciano "B"
LEId/3 La Martella
LEId/4 Borgo Venusio
Luoghi extraurbani a paesaggio consolidato emergente, a valorizzazione mirata delle componenti naturalistiche e storico-testimoniali - LEEi
LEEi/1 Madonna di Picciano
LEEi/2 Sponda orientale - Lago di S. Giuliano
LEEi/3 Grotta dei Pipistrelli
Luoghi extraurbani di definizione del margine della città o del primo impianto a valorizzazione mirata delle componenti naturalistiche ed antropiche - LEMi
LEMi/1 Serra Rifusa
LEMi/2 Pantano
LEMi/3 Campo Fiera
LEMi/4 La Vaglia
LEMi/6 Guirro
Articolo: 48 - Regole Specifiche Per Gli Interventi Nei Luoghi Extraurbani, Con Trasformazioni Ad Attuazione Diretta - Leid
Per i Luoghi extraurbani LEId le regole per gli interventi ad attuazione diretta sono specificate nelle singole schede normative contenute nell'elab. P.4.1. “Repertorio delle schede dei Luoghi extraurbani con trasformazioni ad attuazione diretta”.
La scheda dei Luoghi extraurbani - LEId si compone di un foglio normativo e di un foglio grafico di riferimento normativo prevalentemente in rapp. 1:4.000 con i segni al suolo che rivestono carattere prescrittivo.
Il foglio normativo riporta, per ogni luogo:
la sigla e il numero d'ordine, le modalità di attuazione, i caratteri naturali ed antropici attuali, gli obiettivi di progetto, le regole, i prerequisiti urbanistici e le prescrizioni per la progettazione urbanistica ed edilizia con i riferimenti di carattere normativo (componenti del paesaggio, componenti di sistema, impianti, modalità attuative, etc.);
le grandezze e gli indici urbanistici: la superficie territoriale, l’indice territoriale, la superficie fondiaria, l’indice fondiario, la superficie utile lorda, il rapporto di copertura, il numero dei livelli, l’altezza massima, le distanze dai confini e dalle strada;
le prescrizioni relative alle categorie di intervento, le destinazioni d'uso del suolo, gli impianti, le destinazioni d'uso degli edifici e dei servizi ed attrezzature, le destinazioni d'uso delle aree di pertinenza di edifici ed impianti.
Il foglio normativo è completato da dettagliate prescrizioni particolari per la progettazione urbanistica esecutiva.
Articolo: 49 - Regole Per Gli Interventi Ad Attuazione Diretta In Regime Di Salvaguardia Nei Luoghi Extraurbani, Con Trasformazioni Ad Attuazione Indiretta - Leei; Lemi
Nei Luoghi extraurbani LEEi: LEEi/1, LEEi/2, LEEi/3, individuati nell'elab. P.4., la disciplina che regola gli interventi di trasformazione ad attuazione diretta in regime di salvaguardia, ammette (v.TITOLO II Capo 2):
categorie d'intervento: MO, MS, MI;
destinazioni d'uso del suolo: E0, E1, E2;
destinazioni d'uso degli edifici: destinazioni esistenti.
Per i Luoghi extraurbani LEMi: LEMi/1, LEMi/2, LEMi/3, LEMi/4, LEMi/6, individuati nell'elab. P.4., la disciplina che regola gli interventi di trasformazione ad attuazione diretta in regime di salvaguardia, ammette:
categorie d'intervento: MO, MS, OP, TUE1;
destinazioni d'uso degli edifici: R1, R2, Pag1.
destinazioni d'uso delle aree di pertinenza degli edifici ed impianti: Ap1, Ap2, Ap3
Articolo: 50 - Regole Per La Redazione Del Progetto Urbanistico Esecutivo Nei Luoghi Extraurbani, Con Trasformazioni Ad Attuazione Indiretta - Leei; Lemi
Per i Luoghi extraurbani - LEEi, LEMi, individuati nell'elab. P.4., le regole per la redazione del progetto urbanistico esecutivo sono specificate nelle schede normative contenute nell'elab. P.4.1. “Repertorio delle schede dei Luoghi extraurbani con trasformazioni ad attuazione indiretta”.
La scheda dei Luoghi extraurbani - LEEi, LEMi si compone di un foglio normativo e di un foglio grafico di riferimento normativo prevalentemente in rapp. 1:4.000 con i segni al suolo che rivestono carattere prescrittivo.
la sigla e il numero d'ordine, le modalità di attuazione, i caratteri naturali ed antropici attuali, gli obiettivi di progetto, le regole, i prerequisiti urbanistici e le prescrizioni per la progettazione urbanistica esecutiva con i riferimenti di carattere normativo (componenti del paesaggio, componenti di sistema, impianti, modalità attuative, etc.);
le grandezze e gli indici urbanistici: la percentuale di superficie territoriale (%St) per destinazioni d'uso del suolo riferita alle componenti di sistema e la percentuale di superficie territoriale per le altre destinazioni ammesse, la superficie fondiaria è distinta percentualmente per destinazioni d'uso del suolo (residenziale, terziario, misto, commerciale, artigianale). Nella scheda è riportata inoltre la percentuale di superficie utile lorda (%Sul) per destinazioni d'uso degli edifici (residenziale, terziario, misto, commerciale, artigianale);
le prescrizioni relative alle categorie di intervento, le destinazioni d'uso del suolo, gli impianti, le destinazioni d'uso degli edifici e dei servizi ed attrezzature, le destinazioni d'uso delle aree di pertinenza di edifici ed impianti;
il foglio normativo è completato da prescrizioni particolari per la progettazione urbanistica esecutiva.
Per il Luogo extraurbano LEMi/1 sono previste prescrizioni specifiche per parti di Luogo, i perimetri delle parti di Luogo sono riportati nei fogli grafici di riferimento normativo.
Articolo: 51 - Identificazione Delle Aree Extraurbane
Il presente PRG ‘99 individua nell'elab. P.4. le Aree extraurbane - AETd; .In particolare:
- Aree extraurbane del paesaggio consolidato a tutela particolare con trasformazioni ad attuazione diretta - AETd
AETd/1 Via di Gravina
AETd/2 Ofra
AETd/3 Serra d’Alto (Oss.188)
AETd/4 Appia - Diga ovest
AETd/5 Appia - Diga est
Articolo: 52 - Regole Specifiche Per Gli Interventi Nelle Aree Extraurbane, Con Trasformazioni Ad Attuazione Diretta: Aetd
Per le Aree extraurbane - AETd le regole per gli interventi ad attuazione diretta sono specificate nelle singole schede normative contenute nell'elab. P.4.2. “Repertorio delle schede delle Aree extraurbane con trasformazioni ad attuazione diretta ”.
Ogni scheda è composta da un foglio normativo costruito con la stessa impostazione di cui al II comma dell’Art.48 e da un foglio grafico di riferimento normativo: disegno di suolo, prevalentemente in rapp. 1:4000, nel quale sono riportati i segni al suolo che hanno carattere prescrittivo (viabilità, verde, parcheggi, spazi per interesse comune, etc).
Articolo: 55 - Identificazione Delle Aree Extraurbane A Disciplina Pregressa - Aedp
Il presente PRG ‘99 individua nell’elab.P.4. le Aree extraurbane a disciplina pregressa – AEDP e cioè:
aree a disciplina urbanistica generale confermata di Variante al PRG '75;
aree a disciplina urbanistica esecutiva: Piani Particolareggiati di Esecuzione – PPE, Piani per Insediamenti Produttivi - PIP, Piani per Edilizia Economica e Popolare – PEEP, Piani di Lottizzazione PdL.
Le Aree extraurbane a disciplina pregressa – AEDP sono così denominate:
AEDP/1 Ecopolis
AEDP/2 PEEP - Monte Rosa
AEDP/3 ASI
AEDP/4 Venusio
AEDP/5 Area ex Annunziata
AEDP/6 Iesce
AEDP/7 Asse Matera Nord.
AEDP/8 Mulino Alvino (Oss.39)
Articolo: 56 - Regole Per Le Aree Extraurbane A Disciplina Pregressa - Aedp
Nelle aree extraurbane - AEDP il PRG ‘99 fa propria la disciplina urbanistica, la quale resterà in vigore, come disciplina generale, anche dopo il termine di validità dei singoli piani.
L'area extraurbana AEDP/8 Mulino Alvino si configura come una disciplina pregressa regolata dalla Del. CC n. 42, 11 aprile 2002. (Oss.39)
Articolo: Capo 6 - Regole Specifiche Per Gli Interventi Dell' Insediato Esistente Nello Spazio Extraurbano
Articolo: 57 - Tipi Di Insediato Esistente Nello Spazio Extraurbano
Le regole specifiche per le trasformazioni fisiche e d'uso dell'insediato esistente riguardano:
morfologie di tipo agro-pastorale: masserie, casini e/o ville, jazzi;
Articolo: 58 - Regole Per Le Morfologie Di Tipo Agro-Pastorale: Masserie, Casini E/O Ville, Jazzi.
Per le morfologie di tipo agro-pastorale vincolate valgono le prescrizioni contenute nel TITOLO III, Capo 1, Art. 20 e Art. 21.
Nel caso di edifici o complessi edilizi (si considerano facenti parte di un complesso gli edifici con distanza non superiore a ml. 50 tra loro) con presenza di valori testimoniali (masserie) gli interventi di trasformazione possono comportare anche l'aumento della Sul esistente, a seguito di dimostrazione, sulla base di un programma aziendale di attività produttiva agricola e/o zootecnica, dell'insufficienza dell'esistente patrimonio edilizio. L'assenso agli interventi deve avvenire sulla base di un progetto unitario riferito all'intero complesso, indicante lo stato ante e post operam di tutti gli edifici e dell'area di pertinenza. Si dovranno evidenziare i caratteri significativi dal punto di vista architettonico e paesaggistico della tipologia edilizia e dei materiali, per consentire di valutare l'impatto visivo e, per quanto riguarda le qualità architettoniche, il rispetto e la valorizzazione dei manufatti esistenti. Qualora si ritenga necessario l'ampliamento del complesso edilizio, questo può avvenire tramite gli interventi RE/AL o NE, sulla base delle specifiche esigenze esplicitate nel suddetto programma aziendale.
Qualora, all’atto dell’entrata in vigore del presente PRG ‘99, le morfologie di tipo agro-pastorale esistenti (masserie etc.) non siano necessarie per lo svolgimento delle attività produttive agricole, ne è consentita l'utilizzazione per usi non agricoli quali: residenza, ricettività, ristoro, etc. I cambiamenti di destinazione d'uso che comportino lo svolgimento di attività aperte al pubblico potranno essere assentiti, con concessione edilizia, purchè accompagnati da interventi volti ad assicurare la congruità degli usi rispetto ai caratteri architettonici dei manufatti nonchè l’adeguatezza funzionale e la congruenza paesaggistica delle sistemazioni esterne (accessi carrabili, parcheggi, alberature, etc.), esistenti o da realizzare.
Articolo: Capo 7 - Accorgimenti Paesistico-Ambientali Negli Interventi Di Nuova Edificazione Dello Spazio Extraurbano
Articolo: 61 - Contestualizzazione Delle Nuove Costruzioni
Le nuove costruzioni per localizzazione, per dimensione, per tecnologie e materiali usati, non devono alterare il valore paesistico-ambientale dei luoghi e eventualmente il valore storico-artistico o storico-testimoniale di edifici preesistenti.
A tal fine i nuovi interventi edilizi dovranno essere accuratamente rifiniti, non lasciati a rustico e realizzati facendo uso di materiali e colori a basso impatto visivo.
Articolo: 62 - Trattamento Delle Aree Di Pertinenza Relative Alla Nuova Edificazione Dello Spazio Extraurbano
Per aree di pertinenza relative alla nuova edificazione devono intendersi i suoli i cui usi sono strettamente connessi all'uso degli edifici.
Nelle schede normative sono riportate le prescrizioni relative alle aree di pertinenza; in ogni caso tali aree dovranno essere sistemate idoneamente in rapporto all'uso del fabbricato. In particolare gli interventi per le aree di pertinenza dovranno essere finalizzati alla qualificazione degli spazi aperti privati.
Le recinzioni dei fondi sono vietate. L'eventuale recinzione dell'edificato sul fondo dovrà essere realizzata in muratura fino ad una altezza massima di ml. 0.60 e in rete fino all'altezza complessiva massima di ml. 1.80. Tale recinzione dovrà essere affiancata da una siepe formata da essenze autoctone conformative del paesaggio locale.
Quando non diversamente prescritto nelle aree di pertinenza sono vietati:
i depositi di materiali (esclusi quelli relativi all'attività agricola);
le pavimentazioni e le sistemazioni del terreno con manto bituminoso o lastricato;
le manomissioni delle alberature e della vegetazione arbustiva esistente.
Articolo: Capo 8 - Prescrizioni Per La Progettazione E L' Esecuzione Delle Opere Di Trasformazione Dello Spazio Extraurbano
Articolo: 63 - Finalità
Le prescrizioni per la progettazione e l'esecuzione delle opere di trasformazione per l’attrezzamento dello spazio extraurbano sono finalizzate a contribuire alla riqualificazione ecologica e paesaggistica dei singoli elementi di origine naturale ed antropica compresi nello spazio extraurbano.
A tal fine il presente PRG ‘99 stabilisce le caratteristiche morfologiche e tipologiche, nonchè i criteri generali di progettazione degli interventi, dettati in conformità con le prescrizioni dei Capi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 del presente TITOLO V e con i Repertori delle schede relative ai Luoghi ed alle Aree extraurbani (v. Elabb. P.4.1., P.4.2) del PRG ‘99.
Articolo: 64 - Elementi Per La Qualificazione Dello Spazio Extraurbano
La qualificazione ecologica e paesaggistica dello spazio extraurbano è anche perseguita tramite le caratteristiche della definizione progettuale esecutiva degli elementi progettuali relativi a:
le opere di difesa dall'erosione del suolo e rimodellamento del terreno;
le opere di rinaturalizzazione (cave, discarica, etc.);
la sistemazione delle strade e difesa dai rumori stradali.
Articolo: 65 - Opere Di Difesa Dall' Erosione Del Suolo E Rimodellamento Del Terreno
Per le aree con dissesti in atto, opportunamente rilevate, dovranno essere approntati progetti per l'esecuzione di opere volte al recupero ed al ripristino secondo i seguenti indirizzi:
nei casi di fenomeni erosivi, l'obiettivo è attenuare l'azione erosiva delle acque e favorire la formazione del substrato;
nei casi di dissesto del sottosuolo sono da considerarsi prioritari interventi come l'intercettazione delle acque provenienti da monte, la raccolta e lo smaltimento delle acque superficiali, l'eliminazione delle acque sotterranee, la stabilizzazione del piede di frana, il rimodellamento della superficie del corpo di frana.
Sono consentiti solo i movimenti di terra previsti in progetti formalmente assentiti.
Qualora il terreno vada rimodellato facendo uso di muri di sostegno, questi ultimi non devono superare l'altezza di ml. 1,20 fuori terra verso valle e, qualora siano più di uno la loro distanza misurata lungo le linee di massima pendenza deve essere superiore a ml. 6,00.
In particolare i muri di sostegno dovranno seguire, nel loro sviluppo longitudinale, l'andamento attribuito al terreno e dovranno, qualora realizzati in materiali cementizi o laterizi, essere rifiniti con materiali naturali.
Tutti gli interventi in aree sottoposte a disciplina di vincolo idrogeologico che comportino movimenti di terra, sono subordinati al rispetto delle disposizioni vigenti e devono essere comunicati, almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori, all'Autorità forestale per eventuali prescrizioni di competenza.
Articolo: 66 - Opere Di Rinaturalizzazione
Per le cave non attive risultano indispensabili progetti di riuso degli spazi di cava ai fini della rinaturalizzazione dei luoghi. Tale progetto prevederà:
l'indicazione delle possibili utilizzazioni future;
la nuova morfologia dei luoghi, con il necessario dettaglio;
le operazioni di preparazione del substrato e dell'apporto dei nuovi materiali organici;
le opere di sistemazione idraulica e di drenaggio, comprese le opere di sistemazione e consolidamento;
le eventuali opere di rinverdimento;
le installazioni da demolire;
lo studio di fattibilità per l'attuazione del progetto.
Per le discariche a cielo aperto il presente PRG ‘99 prevede la rinaturalizzazione delle aree interessate dalle attività di discarica. Ai fini della rinaturalizzazione delle discariche risultano indispensabili accurate operazioni di recupero ambientale che consentano di reintrodurre tali aree nel paesaggio circostante.
Articolo: 67 - Sistemazione Delle Strade E Difesa Dai Rumori Stradali
Nelle nuove costruzioni stradali occorre conservare il più possibile la vegetazione esistente, soprattutto arborea. Per le nuove piantumazioni saranno necessari progetti redatti da specialisti in grado di valutare caso per caso la possibilità di inserimento di associazioni vegetali locali o di associazioni vegetali più coerenti con le nuove condizioni ambientali.
L'Amministrazione svolgerà funzioni di controllo, stabilendo le condizioni di capitolato, dirigendo e collaudando il lavoro. Tali funzioni di controllo saranno affidate ad un esperto in materia di paesaggio.
Per la difesa dai rumori stradali occorrono interventi specifici che assumono anche un grande rilievo per il paesaggio. La realizzazione sotto forma di schermi piantumati costituisce la soluzione più conveniente dal punto di vista paesaggistico. In questo caso la piantumazione sarà effettuata su terrapieni laterali alla strada: il lato del terrapieno verso la carreggiata sarà più ripido; la piantumazione sarà effettuata con cespugli bassi al livello del suolo e gradualmente si trasformerà in cespugli più alti ed alberi verso la sommità. Ove la scarsità di spazio non consenta la realizzazione di terrapieni si potranno costruire schermi mediante elementi prefabbricati disposti in modo tale da consentire gradoni con nicchie riempite di terra e piantumate.
Articolo: TITOLO VI - Progetto Dello Spazio Urbano
Articolo: 68 - Obiettivi Generali
In riferimento alle finalità di cui all'Art. 2 del TITOLO I delle presenti NTA, gli obiettivi generali del progetto dello spazio urbano si distinguono in:
obiettivi rivolti alla qualificazione complessiva della città in riferimento, da un lato alla tutela dei caratteri storico-artistici e di conformazione della città storica, dall'altro alla definizione morfotipologica e paesistico-ambientale delle parti di più recente formazione; tutto ciò come condizione dell'ulteriore sviluppo economico, sociale e culturale;
obiettivi funzionali specifici in ordine alle esigenze di spazi organizzati e definiti da componenti sistemiche (mobilità, spazi di relazione, servizi ed attrezzature, verde);
obiettivi funzionali in ordine alle esigenze ed alle opportunità di trasformazione legate alle risorse naturali ed antropiche presenti.
Articolo: 69 - Articolazione Dello Spazio Urbano In Tessuti, Ambiti, Luoghi, Ed Aree
Per il perseguimento degli obiettivi di cui al precedente Art. 68 e per l'applicazione normativa, lo spazio urbano si articola in:
Tessuti urbani, con trasformazioni ad attuazione diretta - Ud;
Ambiti urbani, con trasformazioni ad attuazione indiretta - Ui;
Luoghi urbani, con trasformazioni ad attuazione indiretta - LUi;
Aree urbane a disciplina pregressa - AUDP.
Articolo: 70 - Elementi Costitutivi Della Disciplina Delle Trasformazioni Dello Spazio Urbano
Il PRG ‘99 persegue la realizzazione del progetto dello spazio urbano disciplinando il processo di uso e di trasformazione antropica dei Tessuti urbani, degli Ambiti urbani, dei Luoghi urbani e delle Aree urbane di cui al precedente Art. 71 attraverso:
disciplina di tessuto: Centro Storico, riguardante le regole per gli interventi di trasformazione ad attuazione diretta di cui al successivo Capo 2, del presente TITOLO VI.
disciplina di tessuto, riguardante le regole per gli interventi di trasformazione ad attuazione diretta di cui al successivo Capo 3, del presente TITOLO VI.
disciplina d'ambito, riguardante gli usi del suolo e gli interventi di trasformazione fisica e funzionale, contenuta, oltre che nel successivo Capo 4 del presente TITOLO VI, nelle specifiche schede normative dell'elab. P.6.1. Repertorio delle schede degli Ambiti urbani -Ui.
disciplina di luogo, riguardante gli usi del suolo e gli interventi di trasformazione fisica e funzionale, contenuta, oltre che nel successivo Capo 4 del presente TITOLO VI, nelle specifiche schede normative dell'elab. P.6.2. Repertorio delle schede dei Luoghi urbani -LUi.
Per le Aree urbane a disciplina pregressa - AUDP distinte tra quelle a disciplina pregressa di Variante al PRG ‘75 e quelle a disciplina esecutiva nell’elab.P.4. il PRG’99 fa propria la disciplina urbanistica generale o esecutiva vigente.
Articolo: 71 - Finalità Progettuali Specifiche
Le finalità progettuali specifiche relative al Centro Storico -Ud/0 (v. elab.P.7.) riguardano la qualificazione estetica, morfologica e funzionale del tessuto. In relazione a dette finalità, il PRG ‘99 sottopone le unità edilizie del "Centro Storico" a trasformazioni di diversa intensità secondo le seguenti finalità specifiche:
la conservazione delle unità edilizie che presentano caratteri compiuti di interesse monumentale e/o storico-testimoniale e/o architettonico, con la conferma e/o la introduzione di usi compatibili;
il ritocco e completamento delle unità edilizie che presentano un assetto incompleto con un impianto morfotipologico riconoscibile, tramite l'integrazione e il completamento edilizio in coerenza con detto impianto e con l'eventuale variazione della destinazione d'uso;
il rimodellamento dell'impianto edificato esistente, tramite la definizione e l'introduzione di una nuova configurazione morfotipologica e di usi coerenti.
il mantenimento delle unità edilizie incongruenti con il contesto per forma, dimensione e/o impatto percettivo, le quali richiederebbero trasformazioni i cui costi economici e/o sociali non appaiono sostenibili nel breve-medio periodo; il mantenimento riguarda anche l'attuale destinazione d'uso.
Articolo: 72 - Classificazione Tipologica Degli Edifici E Delle Fronti Di Isolato Del Centro Storico
Allo scopo di rendere operative le finalità di cui al precedente Art.71 le unità edilizie presenti nel Centro Storico - Ud/0 sono classificate, in rapporto alla loro trasformabilità morfotipologica, in base all’articolazione di cui al successivo secondo comma.
Le unità edilizie (v. TITOLO II, Capo2, NTA) sono così classificate:
unità edilizie a tipologia speciale (palazzi, chiese, edifici monofunzionali, etc.) articolate in:
unità edilizie con valore di emergenza storico-architettonico (monumenti);
unità edilizie singole che, per particolare giacitura, forma, tipologia svolgono un ruolo di riferimento morfologico e/o tipologico (congruente o incongruente in rapporto al contesto).
tessuto costituito da unità edilizie a tipologia di base, articolato in:
unità edilizie congruenti rispetto al contesto;
unità edilizie incongruenti rispetto al contesto per forma, dimensione e/o impatto percettivo;
Al medesimo scopo di cui al I comma, il progetto classifica le fronti di isolato in quanto determinanti la forma dello spazio urbano del Centro Storico, secondo la seguente articolazione:
fronti di isolato con valore storico-artistico e/o storico-testimoniale compiute (a1) o incompiute (a2);
fronti di isolato complete (b1) e incomplete (b2);
edifici con elementi di facciata incongruenti (partiture architettoniche, finiture, etc.) con la fronte di isolato;
lati di isolati con fronte da definire.
Incompiute ed incomplete si definiscono le fronti di isolato, rispettivamente con e senza valore storico-artistico, formate da edifici adiacenti di tipo seriale di diversa altezza e di diverso numero di livelli di calpestio sovrapposti.
Articolo: 73 - Elementi Costitutivi Della Disciplina
La disciplina per il tessuto del Centro Storico è definita a partire dal "disegno di suolo" (v.elab. P.7.), che individua:
il disegno a terra dello spazio aperto urbano pubblico e di uso pubblico;
la delimitazione a terra degli isolati e di parte di isolati (privati e pubblici);
l'impronta a terra delle unità edilizie (private e pubbliche): unità edilizie singole; unità edilizie contigue conformanti fronti interne e/o esterne dell'isolato;
le aree di pertinenza delle unità edilizie (private e pubbliche).
In riferimento al disegno di suolo, il processo di stratificazione del Centro Storico è disciplinato attraverso: le regole della trasformazione fisica e funzionale delle unità edilizie, le prescrizioni per la sistemazione delle aree di pertinenza delle unità edilizie e l'attrezzamento degli spazi pubblici e/o di uso pubblico (parchi, giardini, spazi pavimentati, etc.).
Le regole di trasformazione delle unità edilizie sono articolate in relazione alla classificazione tipologica ed alla classificazione delle fronti di cui al primo ed al secondo comma del precedente Art.72, nonchè in relazione alle finalità progettuali di cui al precedente Art.71.
Il contenuto delle regole riguarda le categorie di intervento e le destinazioni d'uso ammesse, nonchè la modalità procedurale di attuazione diretta, tramite
concessione o autorizzazione; di attuazione indiretta, tramite la formazione preventiva del Piano di Recupero ai sensi della legge 457/78.
In particolare le regole si articolano in:
regole per le unità edilizie a conservazione;
regole per le unità edilizie a ritocco e completamento;
regole per le unità edilizie a mantenimento;
regole per gli ambiti a rimodellamento.
Ad esclusione delle regole degli ambiti a rimodellamento, per i quali è prescritta la formazione del PdR, le altre regole si applicano in attuazione diretta.
Per la disciplina del Centro Storico le categorie d'intervento di trasformazione delle unità edilizie sono definite in conformità con le categorie d’intervento, di cui all’Art.17, Capo 2, TITOLO II delle NTA.
Le categorie sono le seguenti: MO - Manutenzione ordinaria; MS - Manutenzione straordinaria, OP - Opere Interne; R - Restauro; RC - Risanamento Conservativo, che per il Centro Storico è stato distinto in: RC/i Risanamento conservativo interno (limitatamente alle opere interne); RC/e Risanamento conservativo esterno (limitatamente alle opere di finitura esterna); RC/ie Risanamento conservativo interno/esterno, senza la prescrizione dell'eliminazione degli elementi estranei all'organismo edilizio; la RE - Ristrutturazione edilizia che nel Centro Storico è stata distinta in REU/i Ristrutturazione edilizia interna, limitatamente ad opere interne; REU/e Ristrutturazione edilizia esterna, limitatamente ad interventi sulla sagoma e sulle finiture esterne; REU/ie Ristrutturazione edilizia interna/esterna per aggiunta laterale e/o sopraelevazione); DRU - Demolizione di una o più unità edilizie esistenti e ricostruzione di uno o più edifici secondo un nuovo disegno di suolo ed un nuovo assetto planivolumetrico, con interventi ricadenti nella definizione di cui all'art.31 lett. e)della legge 457/78; CDU - Cambiamento di destinazione d'uso delle unità edilizie o di parti di esse corrispondente alla sostituzione, con o senza opere, dell'uso esistente con un altro appartenente a diversa classe in riferimento alla classificazione di cui al successivo VII comma.
Il presente PRG ‘99 classifica inoltre:
Av/Ao- "Allineamento verticale e/o orizzontale": rappresenta l'allineamento a cui le fronti e/o le facciate delle unità edilizie devono aderire;
Smc - "Sagoma massima della copertura degli edifici" è quella determinata da una ipotetica copertura a tetto a due falde simmetriche lungo il corpo di fabbrica, con pendenza del 30% ed impostate sulla linea di gronda. In detta sagoma devono essere comunque comprese le maggiori altezze corrispondenti a vani scala, ascensori ed altri volumi tecnici, con esclusione delle canne fumarie.
Gli usi delle unità edilizie o di parte di esse sono definite in conformità con le destinazioni d’uso degli edifici, di cui all’Art.14, Capo 2, TITOLO II delle NTA e si articolano nelle seguenti classi:
R1 - Abitazione
Pc1 - Commercio al minuto diffuso
Pc2 - Commercio al minuto concentrato costituito da esercizi commerciali e/o empori di dimensione non superiore a mq. 250
Pe2 - Pubblici esercizi
Pe4 - Ricettivo: alberghi, pensioni
Pe6 - Spettacolo: teatrale, cinematografico
Ps1a - Uffici, studi professionali, agenzie
Ps1b - Sedi di associazioni (culturali-ricreative)
Ps2 - Banche ed uffici di rappresentanze di istituti Ps6 - Convegnistico, espositivo
Ar1 - Artigianato di servizio: attività di laboratorio
Ar2 - Artigianato: magazzinaggio e deposito
AP1 - Autorimessa e parcheggio uso privato
AP2 - Autorimessa e parcheggio uso pubblico
Articolo: 74 - Regole Per Gli Interventi Delle Unità Edilizie A Conservazione Con Trasformazioni Ad Attuazione Diretta (Salvo Le Unità Edilizie Di Via S. Stefano)
Le regole per gli interventi delle unità edilizie a conservazione si applicano, in attuazione diretta, alle unità edilizie di cui al precedente Art. 72, comma secondo, a) ed alle loro aree di pertinenza; dette unità edilizie appartengono a fronti di isolato compiute o incompiute (v. Art. 72, comma terzo, a) che, oltre a definire lo spazio pubblico, presentano valore storico-artistico- testimoniale; edifici e fronti sono individuati nell'elaborato P.7.
Le categorie di intervento ammesse sono: MO (manutenzione ordinaria); MS (manutenzione straordinaria); OP - Opere Interne; RC/i (risanamento conservativo interno); RC/e (risanamento conservativo esterno); RC/ie (risanamento conservativo interno/esterno); R (restauro). L'unità minima di intervento è l'unità immobiliare salvo nei casi della RC/e, della RC/ie e del R, nei quali l'unità minima di intervento è l'intera unità edilizia. Gli interventi devono consentire la leggibilità dell'impianto originario e delle successive trasformazioni coerenti, comprese quelle riguardanti le finiture esterne (quali ad esempio infissi, coloriture, etc.), con la eliminazione delle aggiunte deturpanti.
La variazione dell'attuale destinazione d'uso degli edifici è ammessa esclusivamente per introdurre i seguenti usi: R1 (abitazione); Pc1 (commercio al minuto); Pe3 (pubblici esercizi - bar, ristoranti); Ps1 (uffici, studi professionali, agenzie).
Qualora le unità edilizie esistenti appartengano a "fronti di isolato con valore storico-artistico e/o storico-testimoniale incompiute" (v. Art. 72, comma terzo, a2) ed abbiano un numero di livelli di calpestio sovrapposti pari o inferiori a due (numero livelli comprensivo del livello terra) ed un'altezza dalla linea di gronda non superiore a ml.8.00 ed inferiore a quella di almeno uno degli edifici adiacenti, possono essere sopraelevati (sottoposti a REU/ie per sola sopraelevazione) per adeguamento funzionale delle unità edilizie esistenti a condizione che, a sopraelevazione avvenuta:
il numero dei livelli di calpestio sovrapposti sia pari o inferiore a tre, (numero livelli comprensivo del livello terra);
l'altezza della linea di gronda non sia superiore a quella dell'unità edilizia adiacente più alta;
la sopraelevazione sia a filo verticale dell'unità esistente, salvo eventuali arretramenti della fronte interna dell'isolato, e l'altezza interpiano della sopraelevazione non sia superiore a ml. 3,80;
la facciata e gli elementi architettonici (murature, volte, solai, etc.) storico- testimoniali caratterizzanti l'unità edilizia esistente siano integralmente conservati a meno delle opere interne necessarie ad assicurare i collegamenti verticali per accedere alla parte sopraelevata;
il trattamento della facciata della sopraelevazione aderisca agli allineamenti delle facciate dell'edificio da sopraelevare e degli edifici adiacenti sia priva di balconi e sia realizzata con materiali rispettosi dei caratteri storico-testimoniali dell'edificio da sopraelevare e dell'intera fronte;
la soluzione progettuale della copertura, nelle forme e nei materiali, si uniformi al contesto e rispetti le prescrizioni della sagoma massima della copertura degli edifici (Smc).
Nel caso di cui al precedente comma:
gli usi ammessi sono quelli di cui al quarto comma del presente articolo;
l'unità minima di intervento è l'unità edilizia ovvero parti di essa, salvo i diritti dei terzi, senza aumento del numero delle unità funzionali (immobiliari) esistenti;
alla richiesta dell'atto abilitativo ed al relativo progetto devono essere allegati elaborati idonei a descrivere l'inserimento dell'unità edilizia trasformata nel contesto ed in particolare: il prospetto ante e post operam dell'intera fronte d'isolato cui appartiene l'unità edilizia; le sezioni significative dell'isolato e dello spazio pubblico antistante la fronte interessata; quant'altro la commissione edilizia ritenga necessario per la migliore valutazione del progetto.
qualora la consistenza volumetrica dell’unità edilizia interessata dalla sopraelevazione superi i 3 mc./mq. le opere saranno assentite con le procedure del PdR. Il PdR sarà esteso a tutta l’unità edilizia interessata dalle suddette categorie d’intervento.
Per le unità edilizie a conservazione caratterizzate da fronti di isolato con valore storico-artistico e/o storico-testimoniale incompiute, ubicate lungo via S. Stefano, è prevista l’attuazione indiretta tramite la formazione di due PdR distinti uno per ciascun lato della strada, estesi alle unità edilizie e relative aree di pertinenza.
Articolo: 75 - Regole Per Gli Interventi Delle Unità Edilizie A Ritocco E Completamento Con Trasformazioni Ad Attuazione Diretta
Le presenti regole si applicano, in attuazione diretta, alle unità edilizie, ed ai loro spazi di pertinenza di cui al precedente Art.72, comma secondo, b); esse appartengono a fronti di isolato complete o incomplete ovvero compiute o incompiute (v. Art.72. comma terzo, a) b); dette unità edilizie sono individuate nell'elaborato P.7.
Le categorie di intervento ammesse sono: MO (manutenzione ordinaria); MS (manutenzione straordinaria); OP (opere interne); RC/i (risanamento conservativo interno); RC/e (risanamento conservativo esterno); RC/ie (Risanamento conservativo interno/esterno); R (restauro); REU/i (ristrutturazione edilizia interna); REU/e (ristrutturazione edilizia esterna). Inoltre è ammessa la REU/ie per aggiunta laterale e/o sopraelevazione con le prescrizioni di cui ai successivi comma 5, 6, 7, del presente articolo. Gli interventi devono essere finalizzati alla valorizzazione dei caratteri morfotipologici ed estetici dell'edificato esistente, soprattutto in relazione alla qualificazione dello spazio pubblico antistante. In particolare, qualora gli interventi interessino unità edilizie con facciate con rivestimenti e/o infissi incongrui (rivestimenti plastici, cortine, rivestimenti ceramici, infissi in alluminio anodizzato) questi devono essere sostituiti con materiali tradizionali ed inoltre le eventuali pareti cieche devono essere trattate in modo da armonizzare per quanto possibile il loro impatto percettivo con il contesto. Inoltre l'eventuale rifacimento di strutture orizzontali (solai) deve conservare la quota di calpestio preesistente.
L'unità minima di intervento è l'unità funzionale (immobiliare), salvo per il RC/e, il RC/ie, il R, la REU/e e per la REU/ie, per le quali l'unità minima di intervento è l'intera unità edilizia semprechè nel caso di intervento di REU/ie non venga aumentato il numero delle unità funzionali (immobiliari).
La variazione dell'attuale destinazione d'uso delle unità edilizie è ammessa per introdurre tutti gli usi di cui al precedente Art. 73 con esclusione di Ar2 ed AP2.
L'applicazione della REU/ie per aggiunta laterale è ammessa esclusivamente sulle fronti rivolte all'interno dell'isolato, rispettando le prescrizioni relative ai solai di cui al precedente comma secondo del presente articolo; dette aggiunte devono inoltre essere estese a tutta l'altezza del fabbricato e concludersi con una copertura integrata all'esistente; il tutto nel rispetto delle vigenti norme di regolamento edilizio ed igienico-sanitarie e comunque per una superficie lorda aggiuntiva non superiore al 10% della superficie lorda attuale.
Qualora le unità edilizie esistenti appartengano a "fronti di isolato incomplete" (Art.72, comma terzo, b2) ed abbiano un numero dei livelli di calpestio sovrapposti pari o inferiori a due (numero di livelli compreso il livello terra) ed una altezza della linea di gronda non superiore a ml. 8.00 ed inferiore a quella di almeno una delle unità edilizie adiacenti, possono essere sopraelevate (sottoposte a REU/ie) per adeguamento funzionale a condizione che, a sopraelevazione avvenuta:
il numero dei livelli di calpestio sovrapposti sia pari o inferiore a tre (numero di livelli compreso il livello terra);
la sopraelevazione sia a filo dell'unità edilizia esistente salvo eventuali arretramenti sulla fronte verso l'interno dell'isolato;
nell'eventualità del rifacimento e del cambiamento di quota dell'attuale piano terra il nuovo livello di calpestio di piano terra sia realizzato nel rispetto della definizione di cui al TITOLO II Capo 2, Art.10, non si verifichino altezze interpiano superiori a m.3,80 e la parte esistente non presenti aumento della superficie lorda, salvo il caso di cui al precedente comma quinto;
nel caso di conservazione della facciata dell'unità edilizia esistente, il trattamento di facciata della sopraelevazione deve attenersi alle prescrizioni di cui al punto e) del precedente Art.74.; nel caso contrario la nuova facciata deve aderire agli allineamenti delle facciate dell'unità edilizie adiacenti, essere realizzata con materiali rispettosi dei caratteri del contesto ed essere priva di balconi;
la soluzione progettuale della copertura, nella forma e nei materiali, deve uniformarsi al contesto e rispettare le prescrizioni della sagoma massima della copertura dell'unità edilizia (Smc) di cui al precedente Art.73.
Nei casi di applicazione della REU/ie per aggiunte laterali e/o per sopraelevazione:
gli usi ammessi sono i medesimi di cui al precedente quarto comma del presente articolo;
alla richiesta dell'atto abilitativo ed al relativo progetto devono essere allegati gli elaborati di cui all'ultimo comma del precedente Art.74.
qualora la consistenza volumetrica dell’unità edilizia interessata dalla sopraelevazione e/o dall’aggiunta laterale superi i 3 mc./mq. le opere saranno assentite con le procedure del PdR. Il PdR sarà esteso a tutta l’unità edilizia interessata dalle suddette categorie d’intervento.
Qualora le unità edilizie esistenti appartengano a fronti di isolato incompiute (v. Art.72, comma terzo, a2) si applicano le regole di cui all'Art.74, commi quarto e quinto.
Per le unità edilizie sottoposte dal presente PRG alla disciplina di trasformazione delle unità edilizie a ritocco e completamento e comprese nell’area del Consorzio Agrario perimetrata e individuata con il simbolo § nell’elab. P.7 Disciplina delle trasformazioni del Centro Storico, è prevista la demolizione con recupero della Sul esistente assicurando la riqualificazione di Vico I S. Stefano e la realizzazione di un parcheggio di uso pubblico. Il progetto sarà assentito con concessione edilizia condizionata ad atto unilaterale d’obbligo.
Articolo: 76 - Regole Per Gli Interventi Delle Unità Edilizie A Mantenimento Con Trasformazioni Ad Attuazione Diretta
Le presenti regole si applicano, in attuazione diretta, alle unità edilizie ed alle loro aree di pertinenza (di cui al precedente Art. 72 . comma secondo, d); dette unità edilizie sono individuate nell'elaborato P.7.
Le categorie di intervento ammesse sono: MO (manutenzione ordinaria); MS (manutenzione straordinaria); OP (opere interne). Sono ammessi inoltre interventi di ridisegno degli spazi di pertinenza delle unità edilizie secondo le prescrizioni di cui all'Art.79. L'unità minima di intervento è l'unità funzionale (immobiliare). Gli interventi dovranno seguire il criterio generale della cura, manutenzione delle unità edilizie e degli spazi di pertinenza, allo scopo di migliorare il loro rapporto estetico e funzionale con il contesto.
Non è ammessa la variazione dell'attuale destinazione d'uso delle unità edilizie sottoposte alle presenti regole.
L'elaborato P. 7. individua le unità edilizie la cui incongruenza ha particolari effetti negativi (definizione morfologica dello spazio urbano; impatto percettivo e paesaggistico, etc.) nella caratterizzazione dei luoghi. Per queste unità edilizie, qualora si vengano a determinare condizioni di fattibilità socio-e conomica, in luogo delle presenti regole si applicano le "Regole degli ambiti a rimodellamento" di cui al successivo Art.77.
Articolo: 77 - Regole Per Gli Interventi Negli Ambiti A Rimodellamento Con Trasformazioni Ad Attuazione Indiretta - Ui/R
Le presenti regole si applicano, in attuazione indiretta, tramite la formazione di Piani di Recupero di iniziativa pubblica o privata di cui agli Artt.28 e 30 della legge 457/78, comprendenti unità edilizie la cui incongruenza ha particolari effetti negativi (definizione morfologica dello spazio urbano, impatto percettivo e paesaggistico, degrado o dismissione, etc.) sul contesto, individuati nell'elaborato P.7. Il perimetro di detti ambiti sarà individuato attraverso le procedure di cui all'Art.27 della legge 457/78; il contenuto del Piano di Recupero di ciascun ambito si conformerà alle prescrizioni che seguono.
Saranno ammissibili dal PdR tutte le categorie di intervento di cui al precedente Art.72, nei limiti stabiliti ai successivi commi quinto, sesto e settimo del presente articolo. Gli interventi devono essere finalizzati alla valorizzazione dei caratteri morfotipologici ed estetici delle parti di città cui l'ambito appartiene nonchè alla qualificazione dello spazio pubblico, eliminando i fattori di incongruenza che attualmente caratterizzano l'ambito e che possono riguardare il disegno di suolo, la definizione della fronte e delle sagome, l'esistenza di pareti cieche, i caratteri delle finiture, etc. Saranno ammissibili dal PdR tutte le destinazione d'uso previste al precedente Art. 73. Il PdR dovrà definire l'unità minima di intervento edilizio.
Il PdR sarà assistito da convenzione ai sensi dell'Art.28 quinto comma della legge 457/78. Anche a questi fini il PdR stabilirà le superfici minime di suolo pubblico ai sensi del DM 1444/68 le quali non potranno essere inferiori al 40% della superficie dell'ambito. Tale percentuale può essere ridotta solo se attraverso l'atto convenzionale la riduzione viene compensata, in modo economicamente equivalente da altri eventuali trasferimenti immobiliari al Comune da parte dei privati di beni ricadenti nell'ambito stesso o comunque nell’Ambito Ud/0.
Il nuovo assetto di PdR dovrà conservare le eventuali preesistenze (edifici, parti di edifici o elementi architettonici) che presentano caratteri storico- testimoniali e sarà comunque tale da rispettare contemporaneamente le seguenti prescrizioni:
il rapporto complessivo tra superficie coperta e superficie dell'ambito non sarà superiore a 0,4. Qualora tale rapporto allo stato attuale sia superiore, esso può essere mantenuto invariato dal PdR;
le unità edilizie nuove ed i completamenti di quelle esistenti non prevederanno più di quattro livelli di calpestio sovrapposti e rispetteranno gli allineamenti orizzontali e verticali delle unità edilizie interne all'ambito da conservare ovvero esistenti a confine esterno dell'ambito; le nuove unità edilizie saranno costruite in aderenza a pareti non finestrate di unità edilizie da conservare interne all'ambito ovvero di unità edilizie esistenti a confine esterno dell'ambito;
la copertura delle nuove unità edilizie e delle sopraelevazioni deve essere conforme a quelle dell'edificato circostante e deve rispettare le prescrizioni della sagoma massima delle coperture degli edifici (Smc).
Le prescrizioni di cui al comma precedente saranno precisate per ogni singolo ambito all'atto della individuazione dei perimetri di cui al primo comma del presente articolo, attraverso una scheda dei dati progettuali per il PdR d'ambito con i contenuti di cui al 3 comma del successivo articolo 78.
Le previsioni di superfici minime di suolo pubblico ai sensi del DIM 1444/68 di cui al comma precedente, sono ridotte alle quantità minime di legge e potranno essere soddisfatte anche tramite monetizzazione. (Oss.65)
Articolo: 78 - Ambiti A Rimodellamento Di Prima Applicazione
In prima applicazione del precedente Art.77, il PRG’99 individua, ai sensi dell'Art.27 della legge 457/78, i perimetri di due ambiti a rimodellamento da sottoporre a PdR ai sensi dell'Art.28 ovvero dell'Art.30 della medesima legge 457/78.
Detti ambiti sono così denominati:
Ui/R - Ambiti urbani, di impianto non recente, di riqualificazione del Centro Storico con trasformazioni ad attuazione indiretta
Ui/R1 Giardino Porcari
Ui/R2 Via Pagano “Giardino d’inverno”
Ui/R3 Via Gattini Oss.100
e sono perimetrati nell'elaborato P.6. e P.7. Per la formazione dei relativi PdR valgono le prescrizioni del precedente Art.77, così come precisate nelle specifiche schede di cui all'elab. P.6.1. "Repertorio delle schede degli Ambiti urbani ad attuazione indiretta”.
Ciascuna è parte integrante delle presenti norme, ed è composta da un "foglio normativo" che contiene prescrizioni relative al contenuto progettuale del PdR in ordine a: finalità, elementi quantitativi e funzionali, caratteristiche morfologiche; caratteristiche tipologiche; quantità di area pubblica da acquisire ai sensi del DM 1444/68; eventuali prescrizioni particolari.
Articolo: 79 - Prescrizioni Per L’Attrezzamento Degli Spazi Pubblici E Per Gli Interventi Di Trasformazione Delle Aree Di Pertinenza Delle Unità Edilizie Del Centro Storico
L'attrezzamento dello spazio urbano (strade, piazze, aree di sosta, verde attrezzato, aiuole, spazi interstiziali, etc.) è ottenuto tramite la definizione, in sede di progettazione esecutiva, dei seguenti elementi:
il disegno della pavimentazione del suolo pubblico e degli accessori di servizio per la migliore fruizione degli spazi pubblici;
il disegno della sistemazione delle aree di pertinenza degli edifici.
Il PRG’99 individua alcuni elementi dello spazio urbano (P. Persio, P. Firrao, P. Mulino, V. Lucana, V. Rosselli, V. Santo Stefano, P.S. Francesco) che richiedono prioritariamente interventi di sistemazione e di arredo che saranno oggetto di specifici progetti esecutivi attraverso i quali si provvederà (secondo le indicazioni fornite nella relazione della presente Variante per ciascun elemento) alla organizzazione di: parcheggi e viabilità pubblica e privata; accessi pedonali (a raso, sottopassi, sovrappassi); vari tipi di pavimentazione e loro disposizione; formazione di eventuali aiuole e alberature, nonché introduzione di elementi qualificanti quali fontane e/o sculture; ed, infine, disposizione di tutti gli elementi di servizio per la miglior fruizione dello spazio urbano (panchine, cestini, etc.). Le attuali pavimentazioni del suolo pubblico saranno conservate ove presentino caratteri di interesse estetico e storico-testimoniale; altrimenti saranno realizzate in materiali tradizionali.
Inoltre il PRG’99 individua, al fine di favorire la mobilità e di qualificare l'uso dello spazio pubblico, "percorsi pedonali attrezzati": l'attrezzatura consisterà in marciapiedi di opportuna sezione, sovrappassi, panchine, alberature, etc.
Al fine dell'attrezzamento delle aree di pertinenza degli edifici il PRG’99 detta le seguenti prescrizioni: l'area di pertinenza degli edifici deve essere decorosamente sistemata, in essa sono vietati: il deposito di materiali; lo scarico di qualsiasi tipo di prodotto o sostanza; l'edificazione di volumi accessori sia fuori terra che entro terra.
L'Amministrazione Comunale ha in ogni caso facoltà di prescrivere per le aree di pertinenza le essenze arboree da utilizzare in relazione a questioni estetiche, igieniche o di visibilità, ed inoltre il tipo di recinzione e dei cancelli d'ingresso alla proprietà.
La trasformazione dell'assetto dell'area di pertinenza degli edifici è oggetto di progettazione e di autorizzazione; il progetto di sistemazione è rappresentato in piante e sezioni significative (almeno in rapp. 1/100) ed ha per oggetto:
sistemazione del substrato (eventuali rimodellamenti del suolo con movimenti di terra e/o riempimenti con terra di riporto), drenaggi, raccolta e smaltimento delle acque meteoriche;
sistemazione a verde con ubicazioe delle alberature e degli arbusti esistenti e di nuovo impianto, specificando il tipo di essenza;
l'eventuale sistemazione a parcheggio con indicazione dei posti auto, tipo di materiali e rifiniture per la pavimentazione;
recinzioni e cancelli d'ingresso, dati metrici, materiali e rifinitura.
Articolo: 80 - Articolazione E Identificazione Dei Tessuti Urbani
Il presente PRG ‘99 individua nell’elab. P.6. i Tessuti urbani con trasformazioni ad attuazione diretta così denominati:
Ud/A - Tessuti urbani di impianto non recente, di definizione della citta' e/o del suo margine, a morfotipologia riconoscibile e consolidata con trasformazioni ad attuazione diretta
Ud/A1Spine Bianche
Ud/A2Serra Venerdì
Ud/A3La Nera
Ud/B1Villa Longo
Ud/B2Via Nazionale - Don Sturzo
Ud/B3Platani - Manzoni
Ud/B4Via Nazionale
Ud/B5Via Annunziatella - F.lli Rosselli
Ud/B6Via Dante - Moro
Ud/B7Via Castello – Matteotti - Pecci
Ud/B8Via Lanera - Chiancalata
Ud/B9Via Lanfranchi - Morelli
Ud/B - Tessuti urbani, di impianto non recente e recente, di definizione del disegno della citta' e/o del suo margine, a morfotipologia definita in via di consolidamento con trasformazioni ad attuazione diretta
Ud/Ca1Via Cererie – Sicilia
Ud/Ca2Via Cererie – Sicilia
Ud/Ca3Cappuccini
Ud/Cb1Piccianello
Ud/Cb2Piccianello
Ud/Cb3Piccianello
Ud/Cb4Piccianello
Ud/Cb5Piccianello
Ud/Cb6San Pardo
Ud/Cb7San Pardo
Ud/Cb8San Pardo
Ud/C - Tessuti urbani, di impianto non recente e recente, di definizione della citta’ e/o del suo margine a morfotipologia parzialmente definita da consolidare con trasformazioni ad attuazione diretta/indiretta
Ud/D1Serra Rifusa
Ud/D2Via Trabaci
Ud/D3Via Dante
Ud/D4Via Gravina
Ud/D5S. Giacomo - Fermi
Ud/D6Via Dante - Normanni
Ud/D7Via dei Normanni
Ud/D8Viale Europa
Ud/D9Via Annunziatella - F.lli Rosselli
Ud/D10Via Timmari - Nazioni Unite
Ud/D11Via Gramsci - Passarelli
Ud/D12Vico II Lucana - Lucana
Ud/D13Tre Pini
Ud/D14Cappuccini
Ud/D15Via Cappuccini - Montescaglioso
Ud/D16San Pardo
Ud/D17Via Nazionale
Ud/D18Via Montescaglioso
Ud/D19Ampliamento PAIP
Ud/D20Ex PEEP Via DanteOss.14
Ud/D21Agna (Oss.157)
Ud/D22Via GrecomarioOss.109
Ud/D - Tessuti urbani, di impianto recente di potenziale completamento della definizione del disegno della città e/o del suo margine, a morfotipologia definita e/o parzialmente definita da consolidare con trasformazioni ad attuazione diretta
Ud/E1Via Gravina
Ud/E2Via dei Peucezi
Ud/E3 La Gravinella
Ud/E5 Via San Pardo
Ud/E6 Via Trabaci
Ud/E7 Via la Martella
Ud/E8 Via Timmari
Articolo: 81 - Regole Per Gli Interventi Dei Tessuti Urbani Con Trasformazioni Ad Attuazione Diretta -Ud -Tabella C
Per gli interventi di trasformazione nei Tessuti urbani, il presente PRG ‘99 detta prescrizioni specifiche per ogni Tessuto e riassume i contenuti prescrittivi nella TABELLA C che costituisce parte integrante del presente articolo.
Tale disciplina ha per oggetto: le modalità attuative; le categorie di trasformazione ammesse; l’indice fondiario, le destinazioni d’uso consentite per gli edifici; gli usi delle aree di pertinenza degli edifici; le distanze minime e le altezze massime.
SPAZIO URBANO DISCIPLINA DEI TESSUTI URBANI - UD
Uf (mq/mq)
Destinazioni d’uso del suolo Destinazioni d’uso degli edifici
Usi aree di
pertinenza e impianti
Ud/A
MO, MS, MI, R (1), RC (1), TUE1, TUE3.1.,
TUE3.2., TUE3.4.
U2, U5, U6,
R1, Pc1, Pe2, Pe3, Pe8, Ps1, Ps3, Cp
Ap1, Ap2,
Ap3, Pb
TESSUTI Ud/B (8)
MO, MS, MI,
RE (1), TUE1, TUE2, TUE3.1.,
R1, R3, Pc1, Pe2, Pe3, Pe8, Ps1, Ps2, Ps3, Cp
Ap1, Ap2, Ap3, Pb,
MO, MS, MI, RC, RE
R1, Pc1, Pe2, Pe3, Ps1,
MO, MS, MI, RC, RE, RE/AL, RE/S, DR1 TUE1, TUE2, TUE3.1.,
U5, U6, R1, R3, Pc1,
Pe2, Pe3, Pe8, Ps1, Ps2, Ps3, Cp
MO, MS, MI, RC(1), RE(1),
MO, MS, MI, RC, RE, RE/AL, RE/S, DR1, DR2, DR3, NE, TUE1, TUE2, TUE3.1.,
Pe2, Pe3, Pe4, Pe8, Ps1, Ps2,
Ps3, Cp
TESSUTI Ud/D (4)
RE (1), DR1,
DR2 (5), RE/AL, RE/S, (6)
R1, R3, Pc1, Pe2, Pe3, Pe4, Pe7, Pe8, Ps1, Ps2, Ps3, Cp
MO, MS, MI, RC (1),
RE (1),
RE/S (6)
R1, R3, Pc1, Pe2, Pe3, Pe4, Pe8, Ps1, Ps2,
Ps3, Par1, Par4, Cp
(1) Gli interventi si intendono estesi all’intera UE.
(2) Per gli Ambiti Ud/Ca1, Ud/Ca2, Ud/Ca3 sono ammesse, in attuazione indiretta, tramite la formazione di Piani di Recupero di iniziativa pubblica o privata di cui agli Artt.28 e 30 della legge 457/78, le categorie d’intervento e le destinazioni d’uso comprese in Tabella C. La progettazione e l’attuazione del progetto di recupero deve essere esteso a tutta l’area compresa nella rete viaria evidenziata nel’elab.P.6 di PRG.
(3) Per gli Ambiti Ud/Cb sono ammesse, in attuazione indiretta, tramite la formazione di Piani di Recupero di iniziativa pubblica o privata di cui agli Artt.28 e 30 della legge 457/78, le categorie d’intervento e le destinazioni d’uso comprese in Tabella C.
In tale caso il progetto esecutivo potrà prevedere un incremento del 20% della Sul esistente purchè sia ceduto al Comune uno spazio pubblico (strade, piazze e verde pari ad almeno al 40% della superficie territoriale. l’altezza massima non potrà superare i ml. 15,00 . Gli standard dei parcheggi pubblici, oltre quelli privati, potranno essere soddisfatti nel sottosuolo.
(4) Per il lotto individuato con asterisco nella planimetria P.6. restano confermate le prescrizioni previste dal PEEP Rione Pini.
(5) E’ ammessa esclusivamente per manufatti incompatibili con il tessuto circostante, con una Sul max pari a quella attuale o a quella virtuale, ottenuta dividendo l'attuale volumetria per m. 3,20 e numero di livelli sovrapposti non superiore a quattro.
(6) E’ ammessa esclusivamente per le unità edilizie esistenti con un numero di livelli di calpestio sovrapposti pari o inferiore a due (numero livelli comprensivo del livello terra) ed un'altezza dalla linea di gronda non superiore a ml. 8.00 ed inferiore a quella di almeno uno degli edifici adiacenti.
Gli interventi di RE/S sono di iniziativa privata, tutti i proprietari della UE partecipano in quota proporzionale. Gli interventi di RE/S e quelli di RE/AL, ove ammessi si intendono estesi all’intera superficie degli edifici in caso di RE/ S o all’intera altezza degli edifici stessi in caso di RE/AL e sono subordinati ad una verifica strutturale. Detti interventi sono ammessi con un’impronta a terra non superiore al 10% della superficie coperta esistente nel rispetto dei distacchi esistenti e dei diritti di terzi. Gli interventi sopradescritti sono inoltre assoggettati alla presentazione di un progetto preliminare planivolumetrico unitario esteso all’ intero isolato e relative aree pertinenziali, rapportato ai volumi ed agli spazi pubblici l imitrofi da cui si evincono corrispondenze, simmetrie e ritmi volti ad arricchire la composizione architettonica ed a riqualificare il relativo tessuto urbano, migliorandone le urbanizzazioni.
(6 bis) Per i Tessuti Ud/ E 1 e Ud/ E 2 gli interventi di RE/ S, sono ammessi, in attuazione indiretta, t ramite la formazione di un Programma di Recupero Urbano ex lege 493/ 93, elaborato sulla base di un progetto preliminare redatto dal Comune.
(7) Nei tessuti Ud/D il cui primo impianto è avvenuto tramite Piano di Lottizzazione, l'Uef è quello di detto piano.
(8) Per le proprietà comprese in tessuti Ud/ B, di cui alle Oss. 12, 42, 55, 70, 73, 98, 143, 216, 222 , ricadenti in zone di completamento nel PRG ’75, l ’ indice fondiario è quello stabilito dal PRG ‘75 ridotto del 30%, salvo diritti di terzi.
(9) Esclusivamente per le proprietà comprese nei tessuti Ud/D20 , di cui all’Oss. 14, ex PEEP di via Dante, sono previsti mq. 900 di nuova Superficie Utile Lorda – Sul, n° 4 livelli di cui 1 per autorimessa privata con destinazione per residenza/commercio/servizi/terziario.
(10) Esclusivamente per le proprietà comprese in tessuti Ud/D, di cui alle Oss. 72 , 85, 137, 151, 221, ricadenti in zone di completamento nel PRG ’75, che dimostrino di non avere interamente utilizzato l’indice fondiario pregresso, è previsto un incremento di volumetria pari all’indice stabilito dal PRG ‘75 ridotto del 30 %, salvo diritti di terzi.
(11) Esclusivamente per le proprietà di cui all’Oss.44 , comprese in tessuti Ud/Cb, ricadenti in zone di completamento nel PRG ’75, che dimostrino di non avere interamente utilizzato l’indice fondiario pregresso, è previsto un incremento di volumetria pari all’indice stabilito dal PRG ‘75 ridotto del 30 %, salvo diritti di terzi.
Nei tessuti dello spazio urbano, qualora vengano dismessi o trasferiti eventuali manufatti industriali e/o impianti, sono ammesse le categorie d’intervento di DR2, DR3, NE e le aree si intendono assimilate ai Tessuti Ud/E e sono subordinate alle prescrizioni dei suddetti Tessuti. La Sul realizzabile è pari a quella attuale ovvero a quella virtuale, ottenuta dividendo l'attuale volumetria per ml. 3,20.
Articolo: 82 - Identificazione Degli Ambiti Urbani – Ui E Dei Luoghi Urbani - Lui
Ui – Ambiti urbani potenzialmente partecipi alla definizione del disegno della citta’ con trasformazioni ad attuazione indiretta
Ui/1 - I nuovi Platani
Ui/3 - Serra Venerdì
Ui/4 - Piazza Matteotti
Ui/7 Via Montescaglioso
Ui/8 via Don L. Sturzo-via Meucci
(Oss.47)
Ui/9 Via L.Protospata (Oss.144 Oss.164)
Ui/10 Via Dante (Oss.134)
Ui/11 Via Dante (Oss.211)
LUi – Luoghi urbani di rilevante definizione morfologica con trasformazioni ad attuazione indiretta
LUi/1 - Via dei Messapi
LUi/2 - Via di Gravina
LUi/3 - PAIP
LUi/4 - Granulari
LUi/5 - Via Nazionale
LUi/6 -Via Cererie
LUi/7 - Giardino dello Sport
LUi/8 - Campus Castello
LUi/9 - Via Lanera-Levi
LUi/10 - Ofra
Articolo: 83 - Regole Per Gli Interventi Ad Attuazione Diretta In Regime Di Salvaguardia Degli Ambiti Urbani, Con Trasformazioni Ad Attuazione Indiretta - Ui E Dei Luoghi Urbani Con Trasformazioni Ad Attuazione Indiretta - Lui
Negli Ambiti urbani e nei Luoghi urbani, individuati nell'elab. P.6., la disciplina che regola gli interventi di trasformazione ad attuazione diretta in regime di salvaguardia, ammette (v.TITOLO II Capo 2):
categorie d'intervento: MO, MS, , OP.
destinazioni d'uso del suolo: U1, U2.
destinazioni d'uso degli edifici: R1.
Articolo: 84 - Regole Per La Redazione Del Progetto Urbanistico Esecutivo Negli Ambiti Urbani E Nei Luoghi Urbani
Per i Luoghi urbani, individuati nell'elab. P.6., le regole per la redazione del progetto urbanistico esecutivo sono specificate nelle schede normative contenute nell'elab. P.6.1. “Repertorio delle schede degli Ambiti urbani con trasformazioni ad attuazione indiretta” e P.6.2. “Repertorio delle schede dei Luoghi urbani con trasformazioni ad attuazione indiretta”.
La scheda degli Ambiti e Luoghi urbani si compone di un foglio normativo che riporta, per ogni luogo:
Articolo: 85 - Identificazione Delle Aree Urbane A Disciplina Pregressa Audp
Il presente PRG ‘99 identifica le Aree urbane a disciplina pregressa - (AUDP/1- AUDP/ 30), così denominate:
AUDP/1 Parco integrato di Serra Rifusa
AUDP/2 Lottizzazione Giada (Oss.1(
AUDP/3 PEEP L’Arco
AUDP/4 Lottizzazione Acquario
AUDP/5 PEEP Via Gravina sud
AUDP/6 Ampliamento PEEP Serra Rifusa
AUDP/7 Centro di quartiere Serra Rifusa
AUDP/8 Ampliamento PAIP
AUDP/9 Cristo alla Gravinella
AUDP/10 II Ampliamento PAIP
AUDP/11 Lottizzazione Granulari su strada di PRG lato nord-est
AUDP/12 Lottizzazione Granulari su strada di PRG lato sud-ovest
AUDP/13 Lottizzazione Granulari
AUDP/14 Centro di quartiere S. Giacomo
AUDP/15 PEEP S. Giacomo II°
AUDP/16 Piazza degli Olmi
AUDP/17 La Martella
AUDP/18 PEEP La Martella
AUDP/19 PEEP Via Dante
AUDP/20 Zona 7 - Centro direzionale
AUDP/21 Centro di quartiere La Nera
AUDP/22 Rione Agna
AUDP/23 Lottizzazione S. Francesco
AUDP/24 Lottizzazione La Specchia
AUDP/25 PEEP Agna Le Piane e stralci PEEP
AUDP/26 PEEP via Conversi
AUDP/27 Via Pecci
AUDP/28 PAIP
AUDP/29 Centro di quartiere (Oss.120)
AUDP/30 Via dei Normanni
Articolo: 86 - Regole Per Le Aree Urbane A Disciplina Pregressa - Audp
Nelle Aree urbane - AUDP il PRG ‘99 fa propria la disciplina urbanistica generale o esecutiva vigente, talchè quest’ultima, alla naturale scadenza, si intende rinnovata come disciplina generale per il periodo di vigenza del Piano.
Relativamente all’AUDP 20 le quantità relative alle destinazioni d’uso sono quelle stabilite nella DPGR 13.08. 2002 n.186.
Per l’AUDP/17 le quantità relative alle destinazioni d’uso sono quelle stabilite nella Del CC 13.10.2004 n.80.
Per l’AUDP/9 valgono le prescrizioni contenute nel 4° comma dell’Art.93, Capo 3, del successivo Titolo VII. E’ ammessa l’attuazione per comparti senza l’obbligo della stipula di una convenzione generale estesa all'intero AUDP semprechè i proprietari dei sub-comparti assicurino la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e degli standard urbanistici previsti dal PdL approvato nella quota parte imputabile al sub-comparto. (Oss.56 Oss.157)
Per gli edifici compresi nell’AUDP/22 e realizzati anteriormente al suddetto Piano, valgono le prescrizioni di tessuto Ud/D21 di cui all’Art.81, Capo 3, del presente Titolo. (Oss.157)
Per l’AUDP/27 ricadente in zona 8-centro di quartiere-attrezzature sociali, collettive e commerciali del PRG’75 esclusivamente per le proprietà che dimostrino di non aver utilizzato l’indice pregresso, vale l’indice previsto dal PRG’75 ridotto del 30%. (Oss.120)
Articolo: TITOLO VII - Modalita' Di Attuazione
Articolo: 87 - Provvedimenti Abilitativi
I provvedimenti abilitativi alla trasformazione fisica e d'uso del territorio sono quelli definiti dalle leggi nazionali e regionali.
I provvedimenti abilitativi, in particolare le concessioni edilizie, sono rilasciate dal Comune a seguito di una istruttoria tecnico-amministrativa specifica ed in riferimento ad elaborati progettuali adeguati ad illustrare con chiarezza i contenuti tecnici della trasformazione rispetto allo stato attuale, sotto il profilo quantitativo e qualitativo.
provvedimenti abilitativi sono rilasciati direttamente sulla base della disciplina di PRG ovvero a seguito della formazione degli strumenti urbanistici esecutivi, secondo quanto previsto ai successivi Capi.
Articolo: 88 - Strumenti Urbanistici Esecutivi
Negli Ambiti, Luoghi, Aree dello spazio extraurbano ed urbano con trasformazioni ad attuazione indiretta, gli interventi sono subordinati alla formazione di uno strumento urbanistico esecutivo assistito da convenzione tra proprietari ed Amministrazione, volto ad assicurare il perseguimento delle finalità e dei caratteri prestazionali stabiliti per ciascuno di essi dal PRG.
In queste parti il disegno di suolo e le relative regole di trasformazione fisica saranno definiti da uno dei seguenti strumenti urbanistici esecutivi:
piano particolareggiato esecutivo (PPE), (legge n. 1150/42 e successive modifiche ed integrazioni);
piano di lottizzazione convenzionata di iniziativa pubblica e privata (legge n. 765/67);
piani per l'edilizia economica e popolare (PEEP), e piani per gli interventi produttivi (PIP) (leggi n. 167/62, n. 865/71 e successive modifiche ed integrazioni;
piani di recupero (PdR) di iniziativa pubblica o privata, (legge n. 457/78).
La formazione di detti strumenti avverrà in conformità alle disposizioni del presente PRG ed i contenuti progettuali saranno precisati utilizzando i parametri urbanistici ed edilizi, così come definiti nelle classificazioni di cui al precedente Titolo II , Capo 2, ovvero individuandone altri comunque a essi congruenti.
Articolo: 89 - Attuazione Diretta Semplice
Si ha l'attuazione diretta semplice quando il singolo proprietario può ottenere il provvedimento abilitativo (autorizzazione, concessione edilizia) direttamente sulla base della disciplina di PRG e secondo la procedura prevista a tale scopo dal Regolamento Edilizio, eventualmente accompagnata da atti d'obbligo relativi a destinazioni d'uso del manufatto, nonchè alla predisposizione dei parcheggi ed alla sistemazione dell'area di pertinenza; rientrano in questa modalità, quando non diversamente prescritto, le trasformazioni di cui alla disciplina dello spazio extraurbano e dello spazio urbano con trasformazioni ad attuazione diretta.
In particolare nei Tessuti, nei Luoghi e nelle Aree ad attuazione diretta, gli interventi sono condizionati all'esistenza delle opere di urbanizzazione primaria ovvero all'impegno alla loro realizzazione ai sensi del 5° comma dell'Art. 31 della legge 1150/42 e successive modifiche ed integrazioni.
Nello spazio extraurbano la concessione edilizia è soggetta a preventivo atto d’obbligo con il quale il proprietario richiedente:
vincola la destinazione d’uso della costruzione e vincola il terreno alla inedificabilità dal momento che i relativi diritti edificatori vengono utilizzati; i vincoli permangono fino a quando il terreno conserva la destinazione urbanistica di PRG ‘99:
nel caso in cui la concessione sia rilasciata a titolo gratuito:
si impegna ad usare in proprio l’abitazione che verrà costruita e a non venderla o affittarla;
si obbliga a vendere o dare in locazione o in uso, in caso di forza maggiore, sia gli edifici residenziali che gli annessi nonchè quelli per le attività produttive, a soggetti che rivestano la qualifica di coltivatori diretti o di imprenditori agricoli a titolo principale, singoli o associati;
riconosce che, in caso diverso dovrà corrispondere gli oneri dovuti.
Gli obblighi di cui al precedente comma, punto 2 vengono meno a seguito di successione o decorso il termine di dieci anni dall’ultimazione dei lavori.
Articolo: 90 - Attuazione Diretta Condizionata
Si ha l'attuazione diretta condizionata quando il rilascio della concessione edilizia, accompagnata da atti d'obbligo, è condizionata, ai sensi del 5° comma dell'Art. 31 della legge 1150/42 e successive modifiche ed integrazioni, a particolari impegni da parte dei privati.
Gli impegni di cui al primo comma (cessioni di aree per parcheggio e per verde pubblico) sono stabiliti nella presente normativa e nelle schede normative, in riferimento allo stato dei luoghi ed al progetto di piano.
E' data facoltà all'Amministrazione di condizionare il rilascio della concessione edilizia all'obbligo di mantenere ad uso pubblico una fascia di Sf lungo tutto il lato del lotto antistante la strada di accesso per una profondità di ml. 3 dal confine di proprietà, laddove ciò risulti utile a rendere più agevole la mobilità (eventuale allargamento della sede stradale, del marciapiede, del parcheggio, etc.).
Articolo: 91 - Attuazione Indiretta
L'attuazione degli Ambiti, dei Luoghi e delle Aree extraurbani ed urbani, con trasformazioni ad attuazione indiretta, sono condizionati alla predisposizione di un progetto urbanistico di dettaglio, redatto in conformità alle finalità ed ai contenuti riportati nelle singole schede normative. Qualora l'attuazione, specificata nelle schede normative, sia totalmente pubblica essa avviene secondo le procedure delle opere pubbliche. Qualora l'attuazione, specificata nelle schede normative, sia privata, essa avviene tramite strumento urbanistico esecutivo assistito da convenzione.
Articolo: 93 - Modalità E Procedimento Per L' Attuazione Indiretta Delle Trasformazioni Negli Ambiti, Luoghi Ed Aree Dello Spazio Extraurbano Ed Urbano
L'attuazione degli Ambiti, Luoghi ed Aree dello spazio extraurbano ed urbano con trasformazioni ad attuazione indiretta è effettuata tramite strumento urbanistico esecutivo, assistito da convenzione, ai sensi dell'Art. 28 della Legge 17 agosto 1942 n. 1150 e successive modifiche ed integrazioni, esteso, quando non diversamente prescritto nelle schede normative, all'intero Ambito, Luogo, Area, che costituisce comparto ai sensi dell'Art. 23 della legge n. 1150/1942.
Allo scopo di evitare disparità di trattamento tra i proprietari e di assicurare la disponibilità delle aree necessarie a realizzare gli interventi pubblici, a ciascun proprietario interessato dall'ambito/comparto è riconosciuto, alle condizioni di cui al successivo comma, un diritto edificatorio pari all'applicazione dell'Uet di PRG alla superficie di proprietà.
Il diritto di cui al precedente comma matura per i proprietari qualora, riuniti in consorzio, collaborino alla costruzione della città attraverso:
la cessione gratuita al Comune delle aree per la realizzazione delle infrastrutture e dei servizi (opere di urbanizzazione primaria e secondaria) nelle quantità stabilite dalla scheda d'ambito;
la realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e eventualmente di parte della secondaria;
la edificazione della quantità di Sul stabilita dal PRG nelle forme e nei modi previsti dallo strumento urbanistico esecutivo; in particolare la Sul sarà realizzata nelle superfici fondiarie a ciò destinate in questa sede (in esse concentrando l'esercizio di tutti i diritti edificatori maturati nell'ambito) e corrispondenti a quelle non cedute al Comune.
Le aree di cui al punto 1 del precedente comma che saranno cedute a titolo gratuito riguardano:
gli standard locali (Art.3 DIM n. 14444/68 e L.R.n.53/74) per 18 mq./ab.;
gli standard territoriali (Art.4 DIM n. 14444/68 e L.R. n. 53/74) per 17,5 mq./ab.;
gli standard per destinazioni non residenziali Art. 5 DIM n.14444/68 e L.R. n. 53/74) per 0,8 mq. di superficie edificata.
La cessione al Comune, eventualmente stabilita dalla Scheda, di aree ulteriori rispetto a quelle di cui al precedente comma avverrà a prezzo agricolo in quanto si tratta di suoli la cui capacità edificatoria, attribuita dall’Uet, viene utilizzata dai proprietari nelle superfici fondiarie degli Ambiti, Luoghi, etc.
Nel caso in cui non ci sia l’adesione di tutti i proprietari delle aree ricomprese nell’Ambito, nel Luogo e nell’Area a trasformazione indiretta ed i proprietari che intendono costituire il consorzio di cui al secondo comma del presente articolo rappresentino, in base all’imponibile catastale, il 75 % del valore dell’intero comparto, l’Amministrazione darà forma di Piano di Lottizzazione d’ufficio/di PPE al progetto urbanistico esecutivo per attuarlo ai sensi dell’Art. 23 della legge n. 1150/42 e successive modificazioni.
Articolo: 94 - Disposizioni Per L’Attuazione Accelerata Del Prg
Al fine di rendere più efficace ed accelerare l’attuazione del Piano per gli Ambiti, i Luoghi e le Aree, per i quali è prescritta l’attuazione indiretta, è consentito agli interessati presentare osservazioni, nei tempi di legge stabiliti per la pubblicazione del piano, sotto forma di progetto urbanistico di dettaglio.
L’Amministrazione può, in sede di controdeduzione, prendere in esame dette proposte qualora queste siano:
corredate dai documenti prescritti per le lottizzazioni convenzionate;
sottoscritte da tutti i proprietari dell’ambito;
rispettose delle prescrizioni quantitative e di disegno definite dalla disciplina del PRG ‘99 e dalle specifiche Schede d’Ambito, di Luogo o di Area;
accompagnate da atto unilaterale d’obbligo sottoscritto da tutti i proprietari dell’ambito, con i medesimi contenuti della convenzione di legge in cui i privati si impegnino a:
rispettare le prescrizioni edilizie ed urbanistiche normativamente e graficamente definite nella proposta di piano urbanistico di dettaglio;
cedere gratuitamente al Comune le aree per le urbanizzazioni primarie e secondarie, in applicazione alle prescrizioni del PRG ‘99 e delle specifiche Schede;
realizzare le opere di urbanizzazione primaria e secondaria previste;
cedere, dietro corrispettivo, valutato come stabilito nel precedente articolo, le aree eccedenti gli standard minimi di cui al precedente articolo.
L’Amministrazione, qualora consideri le proposte collaborative alla migliore definizione del PRG ‘99 adottato, accetta in sede di controdeduzione la proposta presentata.
Qualora siano verificate le condizioni di cui ai precedenti comma 2° e 3°, la proposta è, in tutta la sua configurazione tecnica (grafica e normativa), parte integrante del PRG ‘99 controdedotto; le relative previsioni diventano operative a PRG ‘99 approvato e sono assentibili direttamente, tramite concessione edilizia, previa approvazione e stipula della convenzione urbanistica ai sensi dell’Art. 28 della legge 1150/42 e successive modificazioni, che disciplini tempi e modalità delle operazione di cui al punto d) del precedente secondo comma.
Oltre agli impegni derivanti ai proprietari nei confronti dell'Amministrazione comunale di cui ai punti del precedente comma, riguardanti la cessione di aree al Comune e la realizzazione delle previsioni di progetto, la convenzione tra Comune e consorzio dei proprietari, darà atto degli accordi e degli obblighi intervenuti tra i proprietari al fine di compensare le eventuali differenze tra i diritti edificatori, riconosciuti a ciascun proprietario e le specifiche destinazioni del suolo stabilite dallo strumento urbanistico esecutivo.
Articolo: TIITOLO VIII - Norme Finali
Articolo: 95 - Corrispondenza Tra La Classificazione Del Territorio Comunale Di Cui Al Titolo Ii, Capo 1, Art. 5. Delle Presenti Norme Tecniche E D' Attuazione E Le Zone Territoriali Omogenee Di Cui Al Dim 1444/' 68.
Nello spazio extraurbano (v. elab. P.4. e TITOLO V delle presenti NTA), e nello spazio urbano (v. elab. P.6. e TITOLO VI delle presenti NTA) in riferimento al DIM 1444/68, si assumono le corrispondenze riportate nell’allegato C alle presenti NTA.
Articolo: 96 - Individuazione Delle Zone Di Recupero Ai Sensi Dell' Art. 27 Della L. 457/78
Sono individuati come zone di recupero ai sensi dell'Art. 27 della Legge 457/78 nello spazio extraurbano (v. TITOLO V delle presenti NTA): i Luoghi extraurbani a paesaggio consolidato, a valorizzazione mirata dell'insediato rurale emergente "Picciano A" - LEId/1, "Picciano B" -LEId/2, "La Martella" - LEId/3, "Borgo Venusio" -LEId/4. Nello spazio urbano (v. TITOLO VI delle presenti NTA): gli ambiti Ui/0-Rione Sassi e Ud/0-Centro Storico, gli ambiti di riqualificazione Ui/R1, Ui/R2, Ui/R3 e i Tessuti urbani Ud/C (tipo a e tipo b). (Oss.100)
Articolo: 97 - Distanze Tra Fabbricati
Qualora le previsioni del presente PRG ‘99, riguardanti le trasformazioni RE/AL - ristrutturazione edilizia degli edifici con aggiunte laterali e RE/S - ristrutturazione edilizia degli edifici con sopraelevazione, risultino non attuabili in quanto le determinate distanze tra fabbricati esistenti risultano inferiori a quelle stabilite dal 1° e 2° comma dell'Art. 9 del DIM 1444/68, le previsioni medesime di PRG ‘99 sono rese attuabili confermandole, ai sensi del 3° comma del citato Art.9., attraverso la procedura del Piano di Recupero il cui ambito corrisponderà alle unità immobiliari interessate.
Articolo: 98 - Coefficiente Di Conversione Volumetrica
Il coefficiente di conversione volumetrica, pari a 3,20, è il valore numerico per il quale occorre moltiplicare il valore in metri quadrati della superficie utile lorda (Sul), per ottenere il valore in metri cubi del volume di un edificio, ai fini dell'applicazione di disposizioni regionali e nazionali, riferite ai valori volumetrici delle costruzioni.
Articolo: 99 - Variazione Delle Destinazioni D’Uso Degli Edifici
Le procedure per le variazioni di destinazione d’uso che non comportano variante al presente PRG’99 sono stabilite nel Regolamento Edilizio.
Articolo: 100 - Prevalenza Delle Indicazioni Cartografiche E Numeriche
Le indicazioni contenute negli elaborati grafici rappresentati in scala maggiore prevalgono sulle altre.
I dati numerici forniti dal PRG ‘99 (schede normative) in ordine alle superfici, sono desunti dalle indicazioni grafiche degli elaborati; in sede di piano urbanistico esecutivo ed in sede di progetto edilizio si dovranno precisare detti dati, documentando la consistenza dei terreni con i riferimenti catastali. Per l'edificato esistente e la sua superficie utile, si dovrà fare riferimento alle aerofotogrammetrie di base del PRG ‘99 o alla consistenza catastale alla data dell'adozione del Piano, nonchè ai rilievi prodotti in occasione della redazione di progetti edilizi e piani urbanistici risultanti agli atti.
Articolo: 101 - Misure Di Salvaguardia E Disposizioni Transitorie
Alle prescrizioni del presente PRG ‘99 si applicano le norme di salvaguardia.
Le opere già autorizzate e non ancora eseguite o in corso di esecuzione alla data di adozione del presente PRG ‘99, non sono soggette alle prescrizioni delle presenti norme Tecniche e d'Attuazione, semprechè l'inizio dei lavori avvenga nei termini di validità della concessione rilasciata.
Articolo: 103 - Deroghe Alle Prescrizioni Del Prg ‘99
Limitatamente ai casi previsti dalla normativa vigente possono essere esercitati i poteri di deroga al presente PRG ‘99 ai sensi dell'Art. 41/quater della Legge 17.08.1942 n. 1150.
Articolo: 104 - Istruttoria Per Gli Strumenti Urbanistici Esecutivi
Prima dell’esame da parte della Commissioni Consiliari gli atti tecnici amministrativi riguardanti la formazione degli strumenti urbanistici esecutivi sono istruiti dai competenti uffici comunali.
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References: Art.4
 Art.18
 Art. 18
 Art.21
 Art. 17
 Art. 17
 Art. 20
 Art.21
 Art.20
 Art.21
 art. 27
 Art.10
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 68
 Art. 71
 Art.71
 Art.72
 Art.71
 Art. 72
 Art. 72
 Art. 72
 Art.72
 Art.72
 Art. 73
 Art.10
 Art.74
 Art.73
 Art.74
 Art.72
 Art. 72
 Art.77
 Art.72
 Art. 73
 articolo 78
 Art.77
 Art.77
 Art. 5
 Art. 5
 Art. 27
 Art.9