Source: http://www.parkinsonitalia.it/agevolazioni%20economiche.htm
Timestamp: 2015-04-21 06:29:24+00:00

Document:
Agevolazioni fiscale per le persone disabili
Invalidit� civile: ricorsi e domande di accertamento
Invalidit� degli atti dispositivi del lavoratore nelle transazioni
A proposito della consegna dei medicinali senza ricetta
Persone con disabilit� e finanziaria 2008
Accesso in ZTL in tutta Italia per le auto dei disabili
Programma di assistenza e permessi lavorativi: precisazioni dell'INPS
Frazionabilit� dei permessi: correzioni dell'INPS
I vostri diritti nella fase dell'assistenza
Benefici ed agevolazioni che si pu� chiedere in relazione ai diversi gradi di invalidit�
Come possiamo economizzare l'energia senza cambiare il nostro modo di vita
"Prego si spogli". Quattro i diritti del paziente messo a nudo
Il medico di turno ritardatario rischia il carcere
Trasporti un invalido? Tolleranza zero se l'auto intralcia
Perdere la pazienza per le code in ospedale pu� essere un reato
Tolleranza zero con chi raggira gli anziani
E' on line l'elenco dei farmaci rimborsabili
Un aiuto poco utilizzato: l'amministratore di sostegno
Quando l'�quipe chirurgica � responsabile
Perch� il siero antivipera non � pi� in farmacia
Tempi e modi per ritirare la cartella clinica
Quando manca il pediatra di base
Per danno biologico risarcimenti individuali ai familiari
Se vai all'estero con la ricetta in valigia
Indirizzi delle strutture di ricovero e ASL
C'� la privacy anche dal medico di base
Il medico d'azienda non pu� essere ispettivo
Da un medico di famiglia all'altro, senza "cartella"
Il bollo fiscale sulla ricetta
Se lo studio medico non � agibile per i disabili
La responsabilit� della clinica privata
Se il lavoratore malato non si fa trovare in casa
Scadenze pi� lunghe per le ricette
Le provvidenze economiche 2005 per gli invalidi civili
Scarica la Guida Sul sito dell'Agenzia dell'Entrate � possibile prendere visione della nuova Guida alle agevolazioni fiscali per le persone disabili. Aggiornata al mese di giugno 2010, la Guida si concentra su due grandi novit�: la proroga degli interventi per l'abbattimento di barriere architettoniche e le procedure pi� snelle per l'ottenimento delle agevolazioni auto. Nel dettaglio, per quello che riguarda il diritto alla mobilit� senza barriere architettoniche, la Guida prevede un'importante proroga: � stato fissato infatti al 31 dicembre 2012 il termine entro il quale si pu� godere della detrazione d'imposta del 36% e della detrazione Irpef del 19% per l'abbattimento delle barriere, ristrutturazioni comprese. Sul fronte auto, poi, nuove procedure permettono alla persona disabile di ottenere in tempo utile l'agevolazione prevista.
La Legge 69/2009 precisa che non sar� pi� possibile presentare nuove domande di accertamento o di aggravamento di invalidit� civile se sono stati attivati ricorsi non ancora conclusi. L�INPS ha emesso una propria Circolare in cui ribadisce le nuove disposizioni.
La Legge 18 giugno 2009, n. 69 (�Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitivit� nonch� in materia di processo civile�) contiene un brevissimo articolo � il 56 - che riguarda le domande volte a ottenere il riconoscimento del diritto a pensioni, assegni e indennit�, comunque denominati, spettanti agli invalidi civili nei procedimenti in materia di invalidit� civile, cecit� civile e sordomutismo.
L�articolo estende a queste domande le medesime regole che gi� valgono per gli assegni e le pensioni per la cosiddetta �invalidit� pensionabile�. La norma di riferimento (Legge 222/1984, art. 11), infatti, vieta la presentazione di nuove domande di accertamento dello stato invalidante � per le stesse prestazioni � �fino a quando non sia esaurito l�iter di quella in corso in sede amministrativa o, nel caso di ricorso in sede giudiziaria, fino a quando non sia intervenuta sentenza passata in giudicato.�
La disposizione, gi� parzialmente ripresa negli anni �80 dal Ministero dell�Interno con proprie circolari, ora si applica (dal 4 luglio 2009), per legge, anche ai procedimenti di accertamento dell�invalidit� civile, cecit� civile e sordomutismo (sordit� prelinguale).
La consapevolezza dei diritti ai quali rinuncia. Non trattabili i diritti indisponibili, come la salute
Con sentenza del 18 aprile 2008, n. 10218, la sezione lavoro della Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che la transazione sindacale con cui un lavoratore rinuncia a far valere determinati diritti, a fronte di una indennit� concordata con il datore di lavoro, non � idonea ad impedire la domanda di risarcimento del danno alla salute per una specifica malattia, in quanto la violazione degli obblighi di sicurezza da parte del datore ex articolo 2087 Cc (�Tutela della condizioni di lavoro�) non pu� essere sottointesa in nessun tipo di accordo ed in quanto non possono essere contrattati quelli che l�ordinamento considera diritti indisponibili come appunto quello della salute. Quindi, se un lavoratore in sede di transazione sindacale rinuncia al successivo suo diritto al risarcimento �per qualsiasi titolo�, si presume che esso sia consapevole di quali diritti si tratti e che esista la volont� e l'intenzione di accordarsi sugli stessi. La Cassazione ha cos� accolto il ricorso degli eredi di un lavoratore che, dopo quattro anni da una transazione firmata in sede sindacale per la chiusura del suo rapporto, aveva fatto causa all'azienda per il pagamento dei danni subiti in seguito ad una malattia (il morbo di Parkinson) che sosteneva di aver contratto sul posto di lavoro.
Mentre il Tribunale era stato dalla parte del dipendente, condannando il datore alla liquidazione del danno biologico, la Corte d�Appello aveva rilevato che il dipendente era consapevole della malattia e della sua possibile origine professionale e, quindi, la rinuncia del lavoratore anche a pretese risarcitorie connesse al rapporto di lavoro era stata oggetto della transazione.
La Cassazione, tuttavia, ha accolto il ricorso degli eredi sostenendo che la dichiarazione da parte del lavoratore �di rinuncia a maggiori somme riferita, in termini generici, a titolo di pretese in astratto ipotizzabili in relazione alla prestazione di lavoro subordinato e alla conclusione del relativo rapporto, pu� assumere valore di rinuncia o di transazione, che il lavoratore ha l'onere di impugnare nel termine di cui all'articolo 2113 Cc, alla condizione che risulti accertato sulla base dell'interpretazione del documento o per il concorso di altre circostanze desumibili aliunde che essa sia stata rilasciata con la consapevolezza di diritti determinati o obbiettivamente determinabili e con il cosciente intento di abdicarvi o di transigere sui medesimi�. Fatto e diritto
Un dipendente aveva chiamato in giudizio la societ� per il risarcimento del danno biologico per aver contratto la malattia di Parkinson a causa del lavoro svolto e la societ� era stata ritenuta responsabile dal giudice del lavoro ai sensi dell�art. 2087 cod. civ.
La Corte d�Appello, ritenendo precluse le domande dall�esistenza di un accordo conciliativo raggiunto dalle parti del rapporto di lavoro in sede sindacale nell�ambito del quale il dipendente avrebbe validamente rinunciato, tra l�altro, anche a pretese risarcitorie connesse all�intercorso rapporto di lavoro, ha ribaltato la decisione del giudice di primo grado.
Il ricorso � poi proseguito in appello nei confronti dei suoi eredi, a seguito del decesso del dipendente stesso. Ma la Corte d�appello ha altres� ritenuto tardiva la riproposizione in appello da parte degli eredi del lavoratore che avevano sostenuto l�incapacit� di intendere e di volere del loro parente al momento della stipula dell�accordo transattivo citato e che dagli atti non risultavano elementi sufficienti sia per ritenere la sussistenza della dedotta incapacit� temporanea, sia per attribuire alla societ� la consapevolezza di un tale stato e quindi la sua mala fede nel contrarre l�accordo transattivo.
Contro la sentenza della Corte d�appello, gli eredi hanno presentato ricorso in Cassazione.
Le ragioni degli eredi
Gli eredi hanno rilevato che il diritto al �risarcimento del danno biologico ex art. 32 Cost. e 2087 c.c. come tutela del diritto alla salute� sarebbe indisponibile e pertanto non transigibile. In secondo luogo, al momento della transazione, la possibilit� di chiedere il risarcimento non poteva essere prevista, essendo ancora in corso l�accertamento della malattia professionale, per cui il diritto era in fieri e non ancora entrato nel patrimonio del de cuius. Inoltre la formula usata nella transazione sarebbe stata generica (�eventuale risarcimento danni per qualsiasi titolo�) e le somme aggiuntive sarebbero state erogate a titolo di incentivazioni all�esodo. Per cui, come affermato dalla sentenza di primo grado, si tratterebbe di mera formula di stile che non esprimerebbe una reale volont� di rinunciare al relativo diritto.
Inoltre e comunque, il dipendente sarebbe stato in una situazione di assoluta incapacit� di intendere e di volere alla data di stipula della c.d. transazione, come risulterebbe dalle cartelle cliniche, ignorate dalla Corte d�appello.
La decisione della Corte di Cassazione Per la Cassazione, la transazione sindacale con cui un lavoratore rinuncia a far valere determinati diritti, a fronte di una indennit� concordata con il datore di lavoro, non � idonea ad impedire la domanda di risarcimento del danno alla salute per una specifica malattia, in quanto la violazione degli obblighi di sicurezza da parte del datore ex articolo 2087 Cc (�Tutela della condizioni di lavoro�) non pu� essere sottointesa in nessun tipo di accordo.
La Cassazione ha cos� accolto il ricorso degli eredi, ribadendo che la dichiarazione da parte del lavoratore �di rinuncia a maggiori somme riferita, in termini generici, a titolo di pretese in astratto ipotizzabili in relazione alla prestazione di lavoro subordinato e alla conclusione del relativo rapporto, non pu� riguardare i diritti indisponibili, come quello della salute�.
Suprema Corte di Cassazione, sezione lavoro, sentenza n. 10218 del 18 aprile 2008
A PROPOSITO DEL LA CONSEGNA DEI MEDICINALI SENZA RICETTA
Con Decreto Ministeriale 31.3.2008, in vigore dall�11 maggio 2008, sono state individuate le condizioni che consentono al farmacista, in caso di estrema necessit�, di consegnare anche senza la prevista ricetta un medicinale soggetto a prescrizione medica ripetibile o non ripetibile. Le condizioni includono:
-patologia cronica;
- necessit� di non interrompere il trattamento terapeutico;
- presecuzione della terapia dopo dimissione ospedaliera.
Anche in questi casi tuttavia � previsto che �debbano risultare elementi che ne confermino la sussistenza�. Per le patologie croniche (ad esempio, diabete, ipertensione, broncopneumopatia
cronica), il farmacista pu� consegnare il medicinale a patto che siano disponibili elementi che confermino che il paziente � in trattamento con il farmaco. La consegna dei medicinali iniettabili � ammessa solo per l�insulina. Fra gli elementi ammessi:
- presenza in farmacia di ricette mediche riferite allo stesso paziente, nelle quali � prescritto il farmaco richiesto;
- documento rilasciato dall�autorit� sanitaria o dal medico curante, che attesti la patologia cronica ed il relativo trattamento; - ricetta con validit� scaduta da non pi� di 30 giorni; - conoscenza diretta del farmacista dello stato di salute del paziente e del trattamento in corso. Qualora si presenti la necessit� di non interrompere un trattamento, come nel caso di ulteriore assunzione di un antibiotico (e nel caso di antibiotici monodose � ammessa anche la consegna di formulazioni iniettabili), il farmacista pu� consegnare il medicinale dietro esibizione da parte del cliente di una confezione non pi� utilizzabile o terminata; il cliente deve comunque assumersi per iscritto la responsabilit� circa la veridicit� del trattamento. Infine, per la prosecuzione di terapia dopo dimissione ospedaliera, � possibile la consegna del farmaco da parte del farmacista dietro presentazione di documentazione di dimissione ospedaliera emessa il giorno dell�acquisto o nei due giorni immediatamente precedenti.
In questo caso � ammessa anche la consegna di medicinali iniettabili. Finanziaria 2008 e persone con disabilit�
Il Senato della Repubblica ha approvato, in via definitiva, la manovra finanziaria per il 2008. Forniamo alcune iniziali indicazioni, anticipando alcuni elementi della nostra successiva analisi che comprende anche la presentazione delle disposizioni contenute nel Collegato fiscale alla Finanziaria, e al cosiddetto protocollo del Welfare, disposizioni approvate negli stessi giorni della Finanziaria. Nel testo approvato della Finanziaria le novit� per le persone con disabilit� sono estremamente limitate e di scarsa portata innovativa.
La Legge Finanziaria per il 2007 (L. 296/2006) aveva istituito il Fondo per le non autosufficienze, per supportare a livello locale l'assistenza a persone con grave dipendenza assistenziale. La Legge Finanziaria per il 2008 ha incrementato di 100 milioni di euro la dotazione per quest'anno che quindi sale a 300 milioni. Per il 2009 il Fondo sar� di 400 milioni di euro. La cifra viene considerata da molti analisti largamente insufficiente a coprire le necessit� assistenziali delle persone con grave disabilit�.
Fondo per la mobilit� dei disabili
� stato istituito presso il Ministero dei Trasporti un nuovo "Fondo per la mobilit� dei disabili" che, lungi da quanto farebbe supporre il nome, � destinato a finanziare "interventi specifici destinati alla realizzazione di un parco ferroviario per il trasporto in Italia e all'estero dei disabili assistiti dalle associazioni di volontariato operanti sul territorio italiano". Come � facile intuire, non si tratta di interventi per la piena accessibilit� al trasporto pubblico in condizioni di pari opportunit�, ma piuttosto di interventi per carrozze ferroviarie (alcune gi� esistenti) usate prevalentemente per i pellegrinaggi gestiti da alcune associazioni.
Il Fondo � finanziato con 5 milioni di euro nel 2008, e altri 3 per ciascuno degli anni 2009 e 2010, ma vi possono confluire donazioni e sponsorizzazioni di privati o aziende.
� stato confermato lo strumento del 5 per mille Irpef pur limitando la spesa massima a 380 milioni di euro. Come si ricorder� ogni contribuente pu� destinare il 5 per mille delle imposte dovute allo Stato ad Associazioni ONLUS e di volontariato. Sordi e cellulari
La Legge Finanziaria interviene sul Testo unico sulla maternit� e paternit� (D. Lgs. 151/2001) rivedendo in modo pi� favorevole le disposizioni a favore dei genitori adottivi e affidatari. Con le nuove regole il congedo di maternit� (5 mesi) pu� essere fruito dal momento dell'ingresso del minore nel nucleo; nel caso di adozioni internazioni viene ammessa la concessione anche prima dell'ingresso in famiglia nel periodo di permanenza all'estero dei genitori adottivi o affidatari per lo svolgimento delle pratiche burocratiche o di incontro con il minore. Del congedo di maternit� pu� fruire in alternativa anche il padre.
Il congedo parentale, invece, potr� essere fruito dai genitori adottivi e affidatari, qualunque sia l'et� del minore entro 8 anni dall'ingresso nel nucleo, entro la maggiore et�.
ACCESSO IN ZTL DI TUTTA ITALIA PER LE AUTO DEI DISABILI
Le auto degli invalidi possono entrare nelle Ztl di tutta Italia. Lo dice la Cassazione che, con una sentenza, ha stabilito la circolazione nelle zone a traffico limitato e in quelle pedonali dei comuni italiani a chi ha �capacit� di deambulazione sensibilmente ridotta�, anche se il permesso di circolazione nelle Ztl � stato rilasciato solo dal Comune di residenza. La Cassazione ha accolto il ricorso di un invalido che aveva il permesso rilasciato a Milano ed era stato multato dai vigili di Roma per essere entrato nella Ztl. Da La Repubblica del 18.01.08
PROGRAMMA DI ASSISTENZA E PERMESSI LAVORATIVI: PRECISAZIONI INPS
Circolare INPS 90 del 23 maggio 2007 rivede profondamente le precedenti indicazioni relative alla continuit� dell'assistenza. L'INPS precisa che non � necessario che l'assistenza sia quotidiana, ma deve comunque assumere i caratteri di sistematicit� ed adeguatezza. In tal senso i permessi lavorativi possono essere concessi anche ai lavoratori che - pur risiedendo o lavorando in luoghi anche distanti da quello in cui risiede di fatto la persona con disabilit� in situazione di gravit� (come, per esempio, nel caso del personale di volo delle linee aeree, del personale viaggiante delle ferrovie o dei marittimi) - offrano allo stesso un'assistenza sistematica ed adeguata. In questi casi l'INPS introduce un nuovo documento da presentare agli uffici periferici: il Programma di assistenza. Il successivo
Messaggio INPS 15021 del 7 giugno ha precisato che cosa di intenda per Programma di assistenza.
Sono tenuti a presentare il Programma di assistenza i lavoratori che risiedono o lavorano in luoghi distanti da quello in cui risiede di fatto la persona con disabilit� in situazione di gravit�, ma che, comunque, prestano al portatore di handicap un'assistenza sistematica ed adeguata.
La "lontananza" secondo l'INPS � tale quando il tempo normalmente necessario per coprire tale distanza (fra l'abitazione o il luogo di lavoro del lavoratore e l'abitazione del disabile) superi i sessanta minuti. Gli altri lavoratori che abbiano diritto ai permessi lavorativi ma che non rientrino in questi casi non sono tenuti a presentare il Programma di assistenza.
Nel Programma di assistenza devono essere esplicitate le motivazioni della richiesta quali: visite mediche programmate in Italia e all'Estero, sostituzione programmata di personale badante, sostituzione di altro familiare nell'assistenza, ecc. Da sottolineare l'enfasi che l'INPS attribuisce alla programmazione delle visite o dell'assistenza sostitutiva: lascia intendere che le eventuali emergenze non sono ammesse quale motivo di richiesta di permesso retribuito.
Oltre a questo, nel Programma di assistenza (annuale) viene infatti richiesto un piano mensile di utilizzo dei permessi.
Il Programma va siglato con firma congiunta del lavoratore e del disabile assistito (o del tutore o dell'amministratore di sostegno). Sulla congruit� del Programma di assistenza si pronuncia il responsabile del Centro medico legale della sede INPS competente. Quando va presentato
Il Programma di assistenza va presentato congiuntamente alla domanda di rinnovo annuale o al momento della prima presentazione della domanda della fruizione dei permessi lavorativi.
Nel caso in cui nel corso dell'anno intervengano variazioni significative (annullamento del programma, ricovero a tempo pieno della persona disabile, slittamento di date, ecc.), il fruitore dei permessi deve informare tempestivamente sia il datore di lavoro sia la Sede INPS competente, mediante riproposta preventiva del programma.
FRAZIONABILITA' IN ORE DEI PERMESSI Da parte di molti familiari viene espressa l'esigenza di poter frazionare in ore i tre giorni di permesso. La normativa istitutiva dei permessi lavorativi (articolo 33 Legge 104/1992) n� le successive modificazioni precisano se i permessi mensili siano frazionabili o meno. Su questo argomento sono intervenuti, con proprie circolari, gli enti previdenziali. Prendendo a riferimento le disposizioni dell'INPS e dell'INPDAP, che assicurano la stragrande maggioranza dei dipendenti privati e pubblici, le indicazioni erano finora diverse.
L'INPDAP ammette il frazionamento dei tre giorni di permesso lavorativo in ore per un massimo di 18 ore mensili. Il riferimento � la Circolare INPDAP 10 luglio 2000, n. 34 che su questo aspetto precisa: "5.1. Benefici previsti (articolo 33, 3� comma, L. 104/92; articolo 19, L. 53/2000) - Il dipendente ha diritto a tre giorni di permesso mensile, fruibili anche in maniera non continuativa, in luogo dei permessi, il dipendente pu� chiedere il frazionamento orario degli stessi nel limite massimo di diciotto ore mensili".
L'INPS, finora, consentiva di frazionare i tre giorni di permesso al massimo in mezze giornate. Il riferimento era la
Circolare INPS 31 ottobre 1996, n. 211 Tuttavia, ed � questa la novit�, sulla scorta di un parere del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, anche l'INPS applica ora la soluzione gi� adottata dall'INPDAP. Con Messaggio
15995 del 18 giugno 2007, ha precisato che d'ora in poi i beneficiari dei tre giorni di permesso, possono frazionare le assenze fino ad un massimo di 18 ore. Le 18 ore le raggiunge il lavoratore che svolge attivit� a tempo pieno, mentre per chi svolge un tempo parziale (verticale o orizzontale) questo numero viene proporzionato alle ore effettivamente lavorate.
� opportuno precisare che il limite delle 18 ore non � applicabile per quei lavoratori che abbiano diritto alle due ore di permesso giornaliero e cio� ai lavoratori disabili o ai genitori di persone di et� inferiore ai tre anni (in alternativa al prolungamento dell'astensione facoltativa. PRECISAZIONI DELL'INPS SUI PERMESSI ORARI FRAZIONATI
Dopo il recentissimo Messaggio 15995 del 18 giugno 2007, l'INPS torna sulla questione della frazionabilit� oraria dei permessi mensili previsti dall'articolo 33 della Legge 104/1992. Le precisazioni espresse nel pi� recente
Messaggio 16866 del 28 giugno 2007 sono assai rilevanti poich� definiscono il numero massimo di ore di permesso lavorativo nel caso questo venga frazionato. Nel precedente Messaggio l'INPS aveva ammesso la frazionabilit� in ore (prima la ammetteva solo in mezze giornate), ponendo il limite massimo a 18 ore mensili.
L'INPS ribadisce ora che il limite massimo previsto opera esclusivamente quando i tre giorni di permesso vengono frazionati, anche parzialmente, in ore. Inoltre precisa che il limite di 18 ore � riferito ai casi in cui l'orario di lavoro sia di 36 ore suddiviso in sei giorni lavorativi. Per tutti gli altri casi il monte ore massimo
va ricalcolato con una formula diversa a seconda che l'orario di lavoro sia fissato su base settimanale (la maggioranza dei casi) o su base plurisettimanale e cio� che vari ciclicamente da una settimana all'altra. L'INPS fissa dunque due formule diverse.
Primo caso e cio� orario di lavoro fissato su base settimanale, la formula � la seguente:
= ore mensili fruibili. Secondo caso e cio� orario di lavoro fissato su base plurisettimanale, la formula � la seguente: (orario normale di lavoro medio settimanale /numero medio dei giorni lavorativi settimanali) x 3 = ore mensili fruibili. � sufficiente inserire i dati relativi all'orario settimanale e il numero dei giorni lavorativi, desumibili dal proprio contratto, per ottenere in automatico il numero di ore di permesso concedibili con la formula della frazionabilit�. www.handylex.org
I lavoratori che hanno gi� manifestato al datore di lavoro la propria volont� di conferire il trattamento di fine rapporto (TFR) ad una forma pensionistica complementare devono confermarla mediante la compilazione del modulo TFR1 o TFR2 entro 30 giorni dal 1 febbraio 2007. Lo stabilisce il decreto 30 gennaio 2007 "Attuazione dell'articolo 1, comma 765, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Procedure di espressione della volont� del lavoratore circa la destinazione del TFR maturando e disciplina della forma pensionistica complementare residuale presso l'INPS (FONDINPS)" pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1 febbraio 2007. I moduli da utilizzare per esercitare la scelta sono appunto allegati a tale provvedimento. Il modulo TFR1 deve essere compilato dai lavoratori dipendenti del settore privato che hanno un rapporto di lavoro in essere al 31 dicembre 2006; il modulo TFR2 deve essere utilizzato da quelli il cui rapporto di lavoro ha invece inizio dopo il 31 dicembre 2006.
Consulta il dossier su Governo.it
Il 24 novembre 2005 il Consiglio dei Ministri ha approvato, su proposta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, il decreto legislativo che riordina la disciplina delle forme di previdenza complementare e d� attuazione alla delega contenuta nell'art. 1 della legge n. 243 del 2004 al fine di assicurare pi� elevati livelli di copertura previdenziale. Il testo reca disposizioni tese ad incrementare l'entit� di flussi di finanziamento alle forme pensionistiche complementari, a garantire l'omogeneit� del sistema di vigilanza sul settore, a ridefinirne la disciplina fiscale, a monitorare la gestione delle risorse finanziarie derivanti dalle contribuzioni degli iscritti. Le nuove norme diventeranno operative contestualmente all'entrata in vigore della riforma della previdenza obbligatoria, cio� dal 1� gennaio 2008. La riforma - che riguarda circa 12 milioni di lavoratori dipendenti privati (le norme escludono al momento il versamento ai fondi integrativi della liquidazione di quelli pubblici) - ha come elemento centrale per il decollo della previdenza complementare il criterio del ''silenzio assenso''. Dal 1� gennaio 2008 partiranno i sei mesi in cui il lavoratore potr� decidere se lasciare il Tfr in azienda o a quale fondo destinarlo. Se, al termine di questo periodo, il lavoratore non si sar� espresso, il suo Tfr ''maturando'' sar� versato dal datore di lavoro nel fondo previsto dal contratto. (Notizie dal Governo, 29 novembre 2005)
I VOSTRI DIRITTI NELLE FASI DELL�ASSISTENZA
Colloqui in privato
La consegna di analisi, cartelle cliniche, certificati, ricette e la prescrizione di farmaci deve avvenire in modo tale che le informazioni del paziente non vengano a conoscenza di estranei.
Agli sportelli per le prenotazioni o al momento della comunicazione sullo stato di salute al paziente, devono essere rispettate opportune distanze tra l�interessato e altre persone eventualmente presenti.
I pazienti in attesa di prestazioni o di referti non devono essere chiamati per nome (si pu� usare, per esempio, in codice numerico). No alle liste di pazienti affisse nei locali di attesa, anche se non � indicata la patologia.
Si pu� dare notizia della presenza di una persona al pronto soccorso (anche per telefono) o in reparto, ma solo ai familiari o conviventi. Se l�interessato � cosciente, deve indicare chi pu� essere informato.
Volontari con il segreto
Chi ha accesso alle strutture sanitarie, per esempio, come volontario, deve rispettare gli stessi vincoli di riservatezza, possibilit� e modalit� di approccio ai degenti che riguardano il personale sanitario.
Ritiri con delega
Referti diagnostici, risultati di analisi e certificati possono essere ritirati da persone diverse dal diretto interessato, purch� munite di delega scritta e purch� il documento sia consegnato in busta chiusa.
Comunicazioni per pochi
Si possono dare informazioni sulle condizioni del paziente ad altre persone, con il suo consenso (per impossibilit� fisica o incapacit�, pu� acconsentire un familiare o persona in stretta relazione con l�interessato).
No a sguardi indiscreti
Nei reparti di rianimazione durante l�orario di visita devono essere adottati accorgimenti (per esempio, paraventi) per limitare la visibilit� dell�interessato ai solo suoi familiari e conoscenti.
Corriere della Sera- 4 dicembre 2005
BENEFICI ED AGEVOLAZIONE CHE SI PU� CHIEDERE IN RELAZIONE A DIVERSI GRADI DI INVALIDIT�
- Dal 34% di invalidit� si ha diritto alla Concessione di protesi ed ausili da parte della ASL da richiedersi presso l�Ufficio �Protesi ed ausili� della competente ASL di residenza;
- dal 46% di invalidit� si ha diritto all�iscrizione alle liste di collocamento per le categorie protette, presso il Centro per l�Impiego competente per territorio;
- dal 67% al 100% invalidi civili, ciechi totali e ciechi con residuo visivo non superiore ad 1/10 ad entrambi gli occhi e sordomuti hanno diritto a Abbonamenti annuali di vario tipo, con tariffe agevolate, per l�utilizzo del trasporto pubblico. Informarsi presso gli Uffici competenti dell�Azienda di trasporto locale;
- dal 67% di invalidit� (compresi i minori titolari di indennit� di frequenza) si ha diritto alla esenzione dal pagamento dei ticket sanitari, da richiedersi presso l��Ufficio di scelta del medico di base� presso l�ASL di competenza;
- dal 74% di invalidit�si ha diritto alla riduzione del canone mensile di abbonamento al servizio telefonico (mediante domanda da inoltrare a Telecom spa- Via della Centralinista, 3 - Roma);
- dal 75% di invalidit�, a decorrere dal 2002 (L. 388 del 23.12.2000) riconoscimento per ogni anno di servizio presso pubbliche amministrazioni o aziende private ovvero cooperative, del beneficio di due mesi di contribuzione figurativa utile ai soli fini del diritto alla pensione e dell�anzianit� contributiva.
In base alle regolamentazioni interne di ogni Ente, ovviamente modificabili, di anno in anno, si pu� avere diritto a punteggi preferenziali, a riduzione economiche particolari, ad agevolazioni di vario tipo da verificare preso il singolo Ente per le seguenti prestazioni:
- A) partecipazioni a bandi pubblici per l�assegnazione di alloggi di edilizia popolare, emessi dal Comune di residenza- Ufficio Casa;
- B) agevolazioni economiche per l�uso di trasporto pubblico locale;
- C) possibili agevolazioni per il trasporto ferroviario: rilascio della carta blu (riduzioni tariffarie anche per l�accompagnatore, per il sordomuto e il cieco e possibilit� di accompagnamento);
- D) punteggi aggiuntivi per la domanda di accesso agli asili nido e scuole materne se nel nucleo del richiedente siano presenti invalidi civili con invalidit� dal 46% o superiori ai 2/3;
- E) possibilit� di ingresso gratuito a musei della citt� (anche per accompagnatori) in base alle regolamentazioni di ogni singola struttura.
COME POSSIAMO ECONOMIZZARE L�ENERGIA SENZA CAMBIARE IL NOSTRO MODO DI VITA?
- Mantenere nella casa una temperatura non superiore ai 19 gradi durante la giornata e 15 gradi durante la notte. - Spegnere la luce quando si lascia una stanza - Spegnere in modo definitivo (senza lasciare i led accesi) tutte le apparecchiature elettriche come televisori e stereo (un anno di �veglia� costa 100 euro) - Per consumare meno acqua privilegiare la doccia al bagno
- Privilegiare l�utilizzo del forno a microonde per scongelare e riscaldare i prodotti, anche se la potenza richiesta da tali tipi di forni � notevole, la velocit� con la quale si scaldano gli alimenti � altissima - Non riscaldare le stanze non occupate - Installare le lampade fluorescenti a basso consumo di energia
- Caricare interamente la lavastoviglie e selezionare il ciclo economico - Scegliere una lavatrice che consuma meno acqua e meno energia
�PREGO SI SPOGLI�
QUATTRO I DIRITTI DEL PAZIENTE MESSO A NUDO
1. Il malato ha diritto ad essere informato e a dare il consenso sulla presenza d�estranei (universitari, medici, altro personale sanitario che non sia l�infermiere) durante la visita medica. Tale procedura non � solamente per la privacy dei dati sanitari, ma per evitare imbarazzo al paziente che non intende spogliarsi, mettendosi a nudo, davanti ad estranei. 2. Il paziente ha diritto di conoscere preventivamente ogni controllo o ispezione il medico intende effettuare sul suo corpo e le modalit� di utilizzo degli strumenti clinici- Ha diritto di chiedere spiegazioni e di rifiutare determinate procedure mediche qualora le ritenesse superflue, inopportune o addirittura lesive della sua dignit� personale. 3. Purtroppo sono sempre pi� frequenti i professionisti che, per ragioni di tempo, si occupano di due pazienti contemporaneamente: di uno steso sul lettino e di un altro al telefono. Il paziente abbandonato svestito deve considerare un suo diritto far notare al medico il comportamento scorretto. 4. Il paziente che si ritiene leso nei propri diritti pu�: fare esposto all�Ordine dei medici al quale il medico � iscritto, per l�aspetto disciplinare; procedere per vie legali; affidarsi alle Associazioni per la tutela dei diritti del malato.
Corriere della Sera, 30 ottobre 2005
IL MEDICO DI TURNO 'RITARDATARIO' RISCHIA IL CARCERE
Rischia il carcere il medico di turno che ritarda la visita. Il ritardo, infatti, equivale ''di fatto ad un rifiuto''.
Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha reso definitiva la condanna a sei mesi di reclusione (pena condizionalmente sospesa) e alla interdizione temporanea dai pubblici uffici nei confronti di un medico di turno presso la guardia medica di un ospedale che, pur avendo ricevuto nella notte una richiesta di intervento a domicilio da un ottantenne che lamentava ''fortissimi dolori addominali e non riusciva ad urinare'', aveva assicurato ''a parole'' il suo intervento che si era fatto attendere tanto che l'anziano era stato accompagnato da un vicino di casa al pronto soccorso.
Per la Suprema Corte, il medico di turno, ''in quanto dotato, nell'espletamento dell'attivit� di diagnosi e di prescrizioni di prestazioni farmaceutiche e terapeutiche, di poteri certificativi ed autoritativi, riveste lo 'status' di pubblico ufficiale che ha il dovere di non rifiutare indebitamente un atto del proprio ufficio che, per ragioni di sanit� deve essere compiuto senza ritardo''. (Data: 09/10/2005 - Autore: Adnkronos)
La Corte di Cassazione promette tolleranza zero nei confronti di chi, pure in possesso del permesso di parcheggio per portatori di handicap, crea disagi o intralci alla circolazione. Lo fa con due sentenze con le quali ha ripristinato la sanzione amministrativa a due cittadini, accompagnatori di invalidi, che avevano parcheggiato rispettivamente l'uno in doppia fila, l'altro in maniera tale da non consentire il passaggio pedonale.
Per la Suprema Corte non va riconosciuta esimente alcuna a chi provoca intralcio alla circolazione nemmeno se trasporta un invalido. �La violazione del divieto di sosta in doppia fila presenterebbe in s� la caratteristica di intralcio e di pericolo per la circolazione con la conseguenza che esso dovrebbe essere rispettato anche da coloro che utilizzano gli autoveicoli per il trasporto degli invalidi''. Stessa inflessibilit� anche per chi, pure trasportando portatori di handicap, ostacola la circolazione pedonale dal momento che ''� prescritto che sia lasciato uno spazio di almeno un metro per il passaggio pedonale anche ai veicoli in possesso del contrassegno relativo al permesso di parcheggio per invalidi''. (Data: 22/09/2005 - Autore: Adnkronos
PERDERE LA PAZIENZA PER LE CODE IN OSPEDALE PUO' ESSERE REATO
Perdere la pazienza davanti alle interminabili code in ospedale pu� essere reato. Per essersi rivolto ad un medico dicendogli ''ti faccio una faccia da schiaffi, ti aspetto fuori'', un 35enne � stato definitivamente condannato dalla Corte di Cassazione a due mesi di reclusione per il reato di minaccia a pubblico ufficiale ''per essersi rivolto al medico di turno dell'ospedale pronunciando al suo indirizzo le frasi: 'ti faccio una faccia da schiaffi, ti aspetto fuori'. Invano il paziente, condannato dalla Corte d'appello di Roma nell'aprile del 2003, ha presentato ricorso in Cassazione per alleggerire la sua posizione, facendo notare che aveva dato in escandescenza perch� ''il suo dolore era tale che non aveva le cognizioni per valutare l'urgenza per curare la sua patologia rispetto a quelle di altri pazienti''. (Data: 11/08/2005 - Autore: Adnkronos
Tolleranza zero nei confronti di chi raggira gli anziani. A chiedere pene severe per quanti approfittano della ''ingenuit�'' e della ''buona fede'' delle persone anziane promettendo, dietro pagamento di denaro, cose che non potranno mantenere, � la Corte di Cassazione che ha reso definitiva la condanna ad un anno di reclusione e a 600,00 euro di multa ciascuno inflitta ad una coppia napoletana, rea di avere ricevuto da una persona anziana 1.250,00 euro come prezzo della loro mediazione presso il ministero delle Poste nella prospettiva di fare assumere in servizio il figlio. L'anziana, alla ricerca disperata di un lavoro per il figlio disoccupato, aveva accettato di pagare la somma pensando si trattasse di un prestito. Per la Suprema Corte di Cassazione, per fare scattare la condanna per 'millantato credito' � sufficiente che la prospettazione del millantatore sia tale da fare sorgere nel soggetto passivo la ragionevole convinzione di poter utilizzare un'influenza diretta o indiretta sul soggetto qualificato e non occorre che costui sia designato nominativamente o ne sia indicata la specifica funzione, n� che costui esista effettivamente'' . Il raggiro � avvenuto nell'agosto del 1998 quando la coppia si era presentata alla porta dell'anziana prospettandole di potere intervenire presso l'amministrazione centrale delle Poste per l'assunzione del figlio disoccupato e riuscendo ad ottenere, per la mediazione promessa, la somma di 1.250,00 euro. (Data: 08/10/2005 - Autore: Adnkronos)
E' "ON LINE" L'ELENCO DEI FARMACI RIMBORSABILI
L'agenzia del farmaco ha reso noto l'elenco, aggiornato al 26 luglio 2005, dei medicinali autorizzati e in commercio alla data del 28 giugno 2005 rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, ovvero appartenenti alla classe A. I medicinali che erano rimborsabili precedentemente e che ora non figurano nel nuovo elenco, possono essere comunque dispensati al pubblico fino alla data di scadenza indicata in Etichetta, purch� gi� prodotti alla data di pubblicazione della Determinazione, emanata dall'Agenzia del farmaco il 25 luglio 2005. Il provvedimento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 luglio 2005, contiene anche (allegato 3) l'elenco aggiornato dei medicinali rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, utilizzati in ambito ospedaliero o in strutture ad esso assimilabile ed appartenenti alla classe H. Consulta l'elenco(Notizie dal Governo, 2 agosto 2005)
E� una figura ancora poco conosciuta dai cittadini, ma anche da molti giudici che dovrebbero estendere l�utilizzo. Secondo un sondaggio, realizzato dall'Istituto di ricerca "Barometro" per conto dell'Agenzia per le Onlus, soltanto il 12 per cento degli italiani ha sentito parlare dell' "amministratore di sostegno" e sa in che cosa consiste questa nuova figura giuridica, introdotta un anno e mezzo fa dalla legge n. 6 del 2004. Eppure si tratta di �uno strumento che tutela chiunque si trovi in difficolt� e non possa esercitare, temporaneamente o in modo permanente, i propri diritti in autonomia� afferma Giuliano Vassalli, presidente emerito della Corte Costituzionale. L'amministratore di sostegno, infatti, pu� tutelare gli interessi personali e patrimoniale di ogni persona non del tutto autosufficiente: disabili, anziani, persone colpite da ictus, malati terminali, o chi ha avuto un incidente. Pu�, per esempio, occuparsi di un affetto o dell�investimento di una somma di denaro, ma anche manifestare il consenso alle cure per un soggetto gravemente traumatizzato o con deficit intellettivo. Nomina e poteri Ma come si attiva questa figura? �A richiederla pu� essere lo stesso interessato, ma anche i familiari, gli assistenti sociali, il Pubblico Ministero - spiega l'avvocato Annalisa Baroni, primo amministratore di sostegno in Italia -. Il giudice tutelare, avvertito che una persona � in difficolt�, s'informa tramite gli assistenti sociali, se occorre va a parlare con l�interessato e con chi gli sta vicino. Infine, emette in tempi rapidi un decreto in cui nomina l'amministratore di sostegno - tra familiari, amici o anche persone di un'associazione -, specificando le operazioni che pu� effettuare sempre in nome e per conto dell'interessato�. �Diversamente da quanto accade con l'interdizione, in questo caso l'incapacit� del soggetto in difficolt� � limitata agli atti specificamente menzionati - sottolinea Baroni -. Per il resto, la persona conserva i suoi diritti�. Corriere Salute- luglio 2005
QUANDO TUTTA L�EQUIPE CHIRURGICA E� RESPONSABILE
La responsabilit� per danno causato al paziente � di tutti i componenti dell��quipe medica, compresi gli infermieri, quando sia stata accertata la loro responsabilit� penale per avere violato le regole poste alla base della prestazione resa in gruppo.
Il principio � stato affermato dalla sezione quata della Corte di Cassazione con la sentenza del 26 gennaio scorso. La vicenda riguardava una paziente che, a causa della dimenticanza di una pinza nell�addome, aveva riportato laparocele con indebolimento della funzione contenitiva.
La Cassazione ha ritenuto responsabili sia i chirurghi, sia la ferrista. A quest�ultima ha addebitato la mancata conta dei ferri ad intervento ultimato e ai chirurghi l�omessa vigilanza sull�attivit� della ferrista stessa. I chirurghi nel discolparsi, secondo la Cassazione, non potevano invocare di avere fatto affidamento sulla corretta ottemperanza della ferrista al suo compito, in quanto erano anch�essi in colpa per essere venuti meno al dovere di controllo (derivante loro dalla posizione di garanti della salute dell�assistito), nonch� dall�obbligo della conta dei ferri, nonostante la presenza della ferrista.
Corriere Salute- giugno 2005
PERCHE� IL SIERO ANTIVIPERA NON E� PIU� IN FARMACIA
Gli appassionati delle escursioni in montagna conoscono bene il siero antivipera, da utilizzare tempestivamente in caso di morso. Adesso, per�, se si va in farmacia a chiedere il siero non lo ritrova pi� disponibile. Perch�? Il siero antivipera � oggi in dotazione soltanto a Ospedali e pronto soccorso, perch�, per le sue caratteristiche di composizione, � un farmaco che pu� dare shock anafilattico ed � quindi pericolosa l�autosomministrazione.
Si raccomanda, invece, oggi pi� che mai particolare cura alla prevenzione: calzettoni spessi, scarpe alte, attenzione ai bambini, non infilare le mani tra i rovi e le pietraie.
Se malauguratamente si dovesse essere morsi bisogna raggiungere al pi� presto il pi� vicino presidio ospedaliero, che valuter� se somministrare il siero o come intervenire. Assolutamente inutile tagliare la ferita e succhiare il sangue; al pi� pu� essere utile un bendaggio elastico (non un laccio emostatico) al di sopra della ferita. Per le emergenze, contattare i Centri Antiveleni, come quello di Milano, attivo 24 ore su 24, al numero telefonico 02/66101029.
Se una persona viene ricoverata in ospedale, indipendentemente dal motivo e dalla durata del ricovero, la struttura sanitaria che la accoglie (pubblica o privata che sia) � tenuta ad aprire una cartella clinica del paziente. Nella cartella clinica vengono raccolti, oltre ai dati anagrafici, tutte le informazioni relative al motivo del ricovero, all�amnesi, all�esame obiettivo dello stato di salute, nonch� gli esami diagnostici, le terapie, le prescrizioni e gli interventi effettuati durante il ricovero.
La struttura sanitaria � tenuta ad aggiornare la cartella in caso di successivi ricoveri della stessa persona e a conservarla per 20 anni. Il paziente, da parte sua, ha il diritto di richiederne copia integrale- senza essere tenuto a giustificare il motivo della richiesta- in qualunque momento e, a seconda degli ospedali, la richiesta pu� essere fatta dal paziente o dal suo medico curante. Richiedere la propria cartella clinica � una operazione che ha un costo, anche questo differente da situazione a situazione (che talvolta pu� limitarsi al costo di fotocopiatura di tutto il materiale cartaceo che lo compone) e richiede tempi diversi da struttura a struttura.
Corriere Salute- maggio 2005
La Societ� italiana di pediatria da anni lamenta una carenza di pediatri che, in prospettiva, sar� sempre maggiore. Ogni anno, per 600 pediatri che lasciano l�attivit� (prevalentemente per anzianit�) vengono assegnati dal Ministero non pi� di 200 dei posti nelle scuole di specializzazione. La conseguenza � che sono sempre di pi� le realt� territoriali in cui manca il pediatra. Ma quando si verifica una situazione del genere che cosa devono fare i genitori? L�unica alternativa � iscrivere il bambino presso un medico di base dell�adulto, che lo inserir� in una lista speciale, e attendere che il posto vacante del pediatra sia coperto. Attesa che pu� essere breve o anche molto lunga, perch� non � detto che ci sia necessariamente un pediatra disponibile a coprire il posto lasciato vuoto (il che accade frequentemente in zone territorialmente disagiate). Del resto, non c��, da parte delle Istituzioni competenti, la possibilit� di obbligare un pediatra convenzionato a esercitare in un determinato luogo.
Quindi, non rimane che� attendere e sperare.
Qualora una persona subisca gravi menomazioni o muoia in seguito alle ferite riportate in un incidente stradale, il risarcimento dovuto per danno biologico, patrimoniale e morale ai familiari va calcolato individualmente e non complessivamente. Questo perch� la conseguenza del danno � individuale, al pari del dolore per le conseguenze dell�evento. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione (terza sezione civile, sentenza n. 2653 del 9 febbraio 2005) in relazione a un evento che ha coinvolto, nei danni, anche la famiglia dell�infortunato.
La sentenza della Corte stravolge quella dei giudici della Corte di Appello che avevano riconosciuto al marito e ai due figli di una donna deceduta in seguito ad un incidentate stradale un risarcimento cumulativo di 100 milioni di lire.
La Suprema Corte ha annullato la sentenza di appello, affermando che, poich� nel caso in questione tutti e tre i familiari avevano agito �iure proprio� e cio� come soggetti direttamente danneggiati, a ciascuno di essi andava liquidato l�importo relativo al risarcimento del danno biologico nonch� i danni patrimoniali e morali.
SE VAI ALL�ESTERO CON LA RICETTA IN VALIGIA
In Italia i farmaci si dividono sostanzialmente in: prodotti �da banco� che possono essere acquistati liberamente in farmacia, perch� si considera accettabile l�autoprescrizione, e farmaci che possono essere acquistati solo con ricetta medica che ne indichi il dosaggio. Ma la stessa ricetta � valida solo in Italia o anche fuori dal nostro Paese. E viceversa, la ricetta �straniera� vale in Italia? I linea di principio in Italia i farmacisti riconoscono solo le ricette di medici (naturalmente anche stranieri) iscritti all�Ordine professionale italiano- ma come segnalano all�ordine nazionale dei farmacisti- se la ricetta � di un medico della Comunit� europea, redatta nel Paese nel quale esercita e conforme alle specifiche richieste, in Italia pu� essere accettata. Per gli altri Paesi (sia della Comunit� Europea che extracomunitari) non c�� una regola generale: dipende dalla legislazione di ciascuna Nazione. Indipendentemente dal poterlo acquistare, non � detto per� che lo stesso farmaco, con la medesima denominazione e il medesimo dosaggio, sia disponibile dovunque. Perci�, se si segue una cura e si va all�estero, � opportuno avere con s� le scorte necessarie.
Il Sistema Informativo Sanitario del Ministero della Salute fornisce, alla pagina www.ministerosalute.it, gli elenchi ed i recapiti aggiornati al 1 gennaio 2005 relativi a:
- Indirizzi Strutture di ricovero - Indirizzi Aziende Sanitarie Locali - Corrispondenze ASL-Comuni.
C�E� LA PRIVACY ANCHE DAL MEDICO DI BASE
Dal 30 maggio 2004 � entrata in vigore la nuova legge per la tutela della privacy nell�ambito dei rapporti medico-paziente. Secondo questa legge il medico deve chiedere autorizzazione all�assistito per poter trattare i dati personali che lo riguardano. Quindi, il paziente deve essere informato sulle finalit� e sulle modalit� del trattamento dei dati (connessi all�attivit� di prevenzione, diagnosi e cura); sui soggetti e sulle categorie alle quali questi dati possono essere comunicati (medici sostituti, specialisti, farmacisti, ospedali, ecc.); sul diritto del paziente all�accesso ai propri dati, con la facolt� di chiederne aggiornamento, rettifica, cancellazione, nonch� di opporsi all�invio di comunicazioni commerciali; sulla necessit� di fornire al medico i dati per ottenere l�erogazione di prestazioni sanitarie adeguate. Questo consenso informato pu� essere richiesto a voce, nel qual caso il medico dovr� annotare sul libretto sanitario del paziente l�avvenuta comunicazione (ai sensi del DL 196/93), o per iscritto, facendo firmare al paziente un modulo contenente le informazioni sopra riportate, nonch� le generalit� del paziente e il nome del medico.
Corriere Salute - Febbraio 2005
IL MEDICO D�AZIENDA NON PUO� ESSERE ISPETTIVO
Il controllo sui lavoratori per malattia pu� essere fatto soltanto dai medici dei Servizi ispettivi degli Istituti previdenziali o del Servizio Sanitario pubblico. Lo ha ribadito la Cassazione con sentenza del 21 gennaio 2005 (n. 1728 terza sezione penale). La Corte ha ritenuto legittima la condanna (mille euro di ammenda) inflitta ad un imprenditore per avere sottoposto un dipendente a visita fiscale delegando a tal fine il medico dell�azienda. L�azienda, secondo la Corte, viola l�articolo 5 dello Statuto dei lavoratori in base al quale, nell�ipotesi di malattia o infortunio, il controllo del lavoratore deve avvenire soltanto attraverso i medici del servizio ispettivo o del servizio pubblico in quanto soltanto costoro possono garantire la dignit� del lavoratore. E ci� perch�, in base alla norma dell�articolo 16 dello Statuto dei lavoratori, il compito del medico aziendale � esclusivamente quello di collaborare con l�imprenditore per verificare la regolarit� delle prestazioni lavorative sotto l�aspetto salutistico e della sicurezza, svolgendo un�indagine preventiva di eventuali controindicazioni al lavoro e accertamenti periodici dello stato di salute dei dipendenti.
DA UN MEDICO DI FAMIGLIA ALL�ALTRO, SENZA �CARTELLA�
Ogni cittadino pu�, se vuole, cambiare il medico di famiglia. In genere, avviene se ci si trasferisce in una altra citt� o in un altro quartiere; in ogni caso si ha diritto di cambiare medico anche per motivi non legati ad una variazione di residenza o di domicilio. Ma quando ci� accade � necessario fornire al nuovo medico la propria cartella clinica compilata dal vecchio dottore? La risposta � no. Anche perch�, in base alla convenzione (in fase di rinnovo) tra medici di famiglia e Servizio Sanitario Nazionale, il medico non � tenuto ad avere una �cartella clinica� dei pazienti (come quella che deve obbligatoriamente essere redatta e conservata in ospedale quando avviene un ricovero), ma soltanto una scheda sanitaria (che comunque pu� essere accurata e dettagliatissima). Se il paziente la richiede per portarla dal nuovo medico, il vecchio dottore pu� dargliela, se vuole, ma non � tenuto a farlo. Il nuovo medico, quindi, non pu� chiedere al paziente la documentazione del collega che l�ha preceduto, ma dovr� effettuare ex-novo una anamnesi completa, sulla base di quanto il paziente riferir�, dei suoi esami, o di sue cartelle cliniche ospedaliere.
Quando si va dal medico e si chiede la ricevuta della parcella (che, per legge, dovrebbe essere data), rimane il dubbio se sia necessario o meno che su tale ricevuta ci sia la marca da bollo.
E chi la debba pagare: il medico o il paziente?
Tutto dipende dall�importo della parcella. In base a quanto prescrive la legge sull�imposta di bollo, se l�importo � inferiore a 77,47 euro (pari alle vecchie 150.000 lire), c�� l�esenzione dal bollo. Questo diventa, invece, obbligatorio quando la parcella supera tale cifra.
Il bollo da applicare � pari a 1,29 Euro (pari alle vecchie 2.500 lire) e il medico � tenuto ad aggiungere tale cifra al suo onorario, evidenziandola separatamente. L�importo del bollo rimane comunque sempre un onere a carico del paziente, che � � detto in gergo � il consumatore finale della prestazione.
In sostanza, la marca da bollo va applicata, con le limitazioni dette, quando la prestazione � esente dall�applicazione dell�IVA nella quale casistica rientrano le prestazioni mediche) e, come nel caso dell�IVA, questa grava interamente sull�utente.
Corriere Salute - Dicembre 2004
SE LO STUDIO DEL MEDICO NON E� AGIBILE PER I DISABILI
Se un medico di famiglia ha, tra i propri pazienti, un portatore di handicap costretto sulla sedia a rotelle, non � obbligato ad adeguare l�accesso al proprio studio, eliminando le barriere architettoniche, in base alle esigenze del paziente in questione.
Questo perch� lo studio medico non � considerato un �ambulatorio� aperto al pubblico, struttura che, invece, deve garantire il soddisfacimento di una serie di norme, tra le quali la possibilit� di accesso anche per un portatore di handicap in carrozzina.
Anche uno studio medico, sia privato sia di un medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale, ha dei requisiti di tipo igienico e sanitario da rispettare, ma non quello dell�abbattimento delle barriere architettoniche.
La convenzione dei medici di famiglia prevede, comunque, che il medico debba recarsi al domicilio del paziente quando esistano gravi disagi alla trasferibilit� di quest�ultimo. L�impossibilit�, da parte del paziente, di raggiungere lo studio del proprio medico, anche per motivi legati all�insormontabilit� delle barriere architettoniche esistenti, pu� rientrare in questa casistica.
LA RESPONSABILITA� DELLA CLINICA PRIVATA
La clinica privata risponde nei confronti dei danni cagionati dal medico anche se collaboratore occasionale. Lo ha stabilito la Cassazione (Sez. Civile 3, sent. 13055 del 10/09/2004). Ecco i fatti. Una donna su consiglio del ginecologo di fiducia, sceglie di partorire in una clinica privata, presso la quale lo stesso medico � collaboratore saltuario. Il parto viene mal condotto e il bambini nasce in condizioni di slaute precarie. Al neonato, trasferito al policlinico, viene diagnosticata una asfissia preinatale e il piccolo muore poco dopo. Il tribunale condanna la clinica al pagamento dei danni ai genitori, con un risarcimento di circa tre miliardi di lire. La Corte di Appello conferma la sentenza riducendo l�importo.. La Cassazione, infine, nel ritenere corretta la sentenza, ha puntualizzato che il rapporto tra clinica privata e paziente (contratto atipico) fa sorgere a carico della clinica obblighi alberghieri, di messa a disposizione di personale medico e ausiliario, dell�apprestamento di tutte le attrezzature necessarie. Quindi essa risponde direttamente dei danni causati ai ricoverati dal personale in essa operante, compreso quello occasionale e precario.
Corriere Salute-Novembre 2004
Capita sovente che il lavoratore in malattia, non trovato in casa nelle fasce orarie di reperibilit�, adduca, a sua scusante, di essersi recato dal medico.
Basta ci� a far ritenere non censurabile il suo comportamento?
La Corte di Cassazione (sezione lavoro, sentenza numero 4247 del 2 marzo 2004) ha, al riguardo, precisato che il lavoratore, al fine di addurre un�adeguata giustificazione per la sua assenza da casa. deve dimostrare sia l�assoluta necessit� di tale visita medica, sia anche l�assoluta impossibilit� di rispettare le fasce orarie di reperibilit�.
In altri termini, il lavoratore deve provare anche che la causa del suo allontanamento dal domicilio durante le fasce orarie, pur senza dimostrare una causa di forza maggiore, costituisce, al fine della tutela della salute, un �necessario� mezzo o situazione per curare la sua malattia.
Egli, inoltre, deve dimostrare che l�assenza dalla sua abitazione nelle fasce di reperibilit� � stata determinata da situazioni tali da comportare adempimenti non effettuabili in ore diverse da quelle di reperibilit�.
�SCADENZE� PIU� LUNGHE PER LE RICETTE
Quando il nostro medico ci compila una ricetta (per un farmaco, una visita specialistica, per analisi del sangue), per quanto tempo � valida la prescrizione? Ovvero, dopo quanto la ricetta non pu� essere pi� utilizzata e occorre farsene rilasciare una nuova? Fino a qualche tempo fa la validit� era di 10 giorni per le ricette di prescrizione di un farmaco e sei mesi per l�effettuazione di una visita specialistica o di esami diagnostici. Di recente le regole sono cambiate: la ricetta per la prescrizione di un farmaco (quando non � ripetibile, cio� non � una ricetta che si pu� utilizzare pi� volte) ha validit� 30 giorni a partire dal giorno successivo al rilascio; non ha scadenza, invece, la prescrizione di visita specialistica o esame diagnostico. Per quanto concerne la ripetibilit� della ricetta, questa � ammessa, salvo diversa indicazione del medico prescrivente, per un periodo non superiore a tre mesi dalla data di compilazione e comunque per non pi� di cinque volte.
Che si tratti di ricetta ripetibile o no, infine, � possibile la fornitura frazionata da parte della farmacia in caso di indisponibilit� dell�intero quantitativo di farmaci prescritto.
La Direzione Centrale delle Prestazioni dell'INPS con messaggio n. 41682 del 22 dicembre 2004 ha indicato gli importi previsionali e i limiti di reddito relativi alle provvidenze economiche a favore degli invalidi civili, dei ciechi civili e dei sordomuti per l'anno 2005.
Nella tabella che segue riportiamo gli importi in euro, comparati con quelli del 2004.
252,91 248,19
13.739,69 13.430,78
Pensione ciechi civili assoluti (se ricoverati) 233,87 229,50
233,87 229,50
4.017,26 3.942,25
Indennit� accompagnamento ciechi civili assoluti 669,21 649,15
443,83 436,77
223,38 220,18
161,30 157,69
420,02 412,18
Nessuno Nessuno Propriet� della UP Unione Parkinsoniani - Sede di Parma

References: art. 11
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 2087
 sentenza 
 art. 32
 sentenza 
 articolo 2087
 sentenza 
 articolo 19
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza