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Timestamp: 2017-12-17 19:46:25+00:00

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PREROGATIVE SINDACALI - ppt scaricare
PubblicatoAntonietta Lombardo Modificato 3 anni fa
Presentazione sul tema: "PREROGATIVE SINDACALI"— Transcript della presentazione:
1 PREROGATIVE SINDACALI
Libertà e attività sindacali riconosciute dalla legge e dal contratto collettivo alle OOSS rappresentative, RSU e dipendenti nell’ambito del rapporto di lavoro pubblico.
2 LE PREROGATIVE SINDACALI
Diritto di assemblea Diritto di affissione Diritto ai locali Diritto ai permessi sindacali Diritto ai distacchi e alle aspettative sindacali Tutela del dirigente sindacale
3 PREROGATIVE SINDACALI (segue)‏
Legge 300/70 T.U. 165/01 artt. 40 e segg. CCNQ 7/8/98 CCNL 27/7/05 FONTI OOSS rappresentative RSU TITOLARI Assemblea, locali, affissione, distacchi, aspettative, permessi. TIPOLOGIE
4 ASSEMBLEA DEI LAVORATORI
“Il diritto di assemblea costituisce per il sindacato uno strumento per verificare il consenso alla sua politica e definirne i contenuti e si inquadra tra i diritti del lavoratore inerenti alla libera manifestazione del pensiero”(Cass., sez. lav. Sent.05/07/1997, n.6080). Ha ad oggetto materie di interesse sindacale e del lavoro. Può essere interna ( sul luogo di lavoro), o esterna (fuori dal luogo di lavoro). Può essere giornaliera. Può essere oraria . Per inizio e/o fine turno si indica l’inizio e/o la fine dell’orario ordinario di lavoro, come disciplinato dagli accordi locali.
5 ASSEMBLEA LAVORATORI SOGGETTI TITOLARI
Soggetti aventi diritto a partecipare all’assemblea Soggetti aventi diritto ad indire l’assemblea Tutti i dipendenti I dirigenti esterni previa comunicazione all’Amm. OO.SS. rappresentative. RSU. Singolarmente o congiuntamente
6 ASSEMBLEA LAVORATORI MODALITA’ DI INDIZIONE
Assemblea indetta da OO.SS. e/o RSU Comunicazione all’Amministrazione in forma scritta almeno 3 giorni prima dello svolgimento. La comunicazione deve riportare: la sede, l’orario, l’ordine del giorno, la partecipazione di dirigenti sindacali esterni. Fatti ostativi che comportino lo spostamento dell’assemblea, devono essere comunicati dall’Amministrazione ai soggetti che l’hanno indetta entro le 48 ore precedenti l’orario di inizio programmato originariamente. Il locale ove si svolge l’assemblea deve essere idoneo allo scopo ed è concordato con l’Amministrazione.
7 ESERCIZIO DEL DIRITTO DI PARTECIPARE ALL’ASSEMBLEA
Indizione Assemblea oraria Il lavoratore attesta l’inizio e la fine della partecipazione mediante registrazione badge. L’Amministrazione effettua il controllo sulla partecipazione all’assemblea solo ai fini dell’ imputazione del monte ore annuo individuale.
8 ESERCIZIO DEL DIRITTO DI PARTECIPARE ALL’ASSEMBLEA
Indizione Assemblea giornaliera Il lavoratore attesta la partecipazione mediante dichiarazione. L’Amministrazione verifica il rispetto del monte ore annuo individuale
9 DIRITTI DEL LAVORATORE NELLE GIORNATE DI ASSEMBLEA
IL LAVORATORE Può usufruire degli altri istituti contrattuali ( permessi, flessibilità, etc). Ha diritto al buono pasto per le ore di assemblea.
10 ASSEMBLEA ( segue)‏ In alcuni comparti (Sanità ad esempio) esiste una limitazione al diritto di assemblea dovuto all’esistenza di servizi pubblici essenziali che devono essere garantiti
11 ADEMPIMENTI DELL’AMMINISTRAZIONE IN CASO DI ASSEMBLEA
Ricevere la richiesta di assemblea, verificare che provenga da soggetto sindacale legittimato e sia conforme all’art 2, co. 2 e 3, CCNQ 7/8/98. SEDI PERIFERICHE Comunicare esito positivo verifica e autorizzazione uso locale idoneo per l’assemblea. Il direttore della struttura territoriale, tramite i dirigenti o responsabili degli uffici competenti dovrà : Comunicare agli uffici interessati modalità svolgimento assemblea. Comunicare indizione agli organi di stampa. Comunicare indizione al questore ed al prefetto ove lo ritenga opportuno. Affiggere luogo accoglienza utenza e entrata sede, avviso relativo all’assemblea con indicazione: del giorno, ora, durata, modi e tempi erogazione servizi durante l’assemblea, misure riattivazione degli stessi, possibili disagi.
12 ADEMPIMENTI DELL’AMMINISTRAZIONE IN CASO DI ASSEMBLEA NON CONCESSA
L’Amministrazione comunica ai richiedenti i motivi del diniego L’assemblea può essere negata esclusivamente sei seguenti casi: Richiesta proveniente da soggetto sindacale non legittimato Richiesta priva dei requisiti di cui all’art 2, co 3 CCNQ 7/8/98 Richieste di assemblee coincidenti presentate da più soggetti legittimati. Contatta il richiedente avvisandolo della mancanza dei requisiti
13 ASSEMBLEA ( segue)‏ Una volta autorizzata, l’assemblea può essere spostata solo in presenza di esigenze eccezionali e motivate dell’Amministrazione, la quale deve darne comunicazione scritta alla O.S. o alla RSU almeno 48 ore prima. Anche le OOSS e la RSU possono revocare l’assemblea
14 AFFISSIONE Diritto riconosciuto alle OO.SS. Rappresentative ed alle RSU di disporre di appositi spazi per la pubblicazione di testi e comunicati su materie di interesse sindacale e del lavoro.
15 AFFISSIONE OBBLIGHI DELL’AMMINISTRAZIONE
Spazi virtuali sulla rete intranet. Bacheche nelle singole unità operative. L’amministrazione mette a disposizione delle OO.SS. ed RSU “lo spazio deve essere idoneo allo scopo cui è destinato, situato in un luogo al quale i lavoratori possono accedere abitualmente e facilmente” (Cass., Sez. Lav., sent. 3/2/00 n. 1199)‏
16 OBBLIGHI DELL’AMMINISTRAZIONE
LOCALI OBBLIGHI DELL’AMMINISTRAZIONE L’Amministrazione mette a disposizione delle OO.SS. ed RSU locali idonei 200 o più dipendenti Meno di 200 dipendenti Obbligo a mettere permanentemente a disposizione dei soggetti legittimati un locale idoneo. Obbligo a mettere a disposizione, su richiesta dei soggetti legittimati, un locale idoneo per lo svolgimento delle riunioni. Nel caso in cui i soggetti legittimati richiedano la disponibilità di strumentazioni aggiuntive, nulla vieta di concordarne l’utilizzo secondo i livelli di C.I., purchè senza oneri aggiuntivi per l’Amministrazione. (Nota ARAN 27/5/04 n. 4260)‏
17 DISTACCO SINDACALE Diritto del dirigente sindacale, componente di organismi direttivi statutari di O.S. Rappresentativa, di essere chiamato a svolgere la propria attività nell’ambito della struttura.
18 DISTACCO SINDACALE (segue)‏
Tempo pieno: tutti i giorni lavorativi nel periodo interessato dal distacco Tipologie Tempo parziale: fruibilità del distacco frazionato nel periodo interessato, secondo le modalità tipiche dell’ istituto del p.t.. I periodi di assenza devono essere preventivamente concordati con l’Amministrazione A tempo indeterminato Durata Per un periodo di tempo Il contingente dei distacchi disponibile per le OO.SS. È stabilito dal CCNQ vigente in tema di prerogative sindacali. L’attribuzione è proporzionale al grado di rappresentatività. Limiti Titolarità Confederazioni e Federazioni di OO.SS. rappresentative.
19 ASPETTATIVA SINDACALE
Prerogativa che consente al dirigente sindacale facente parte di organismi direttivi statutari di svolgere attività nell’ambito dell’O.S. stessa sino al termine del mandato, mantenendo il diritto alla conservazione del posto senza retribuzione. DISCIPLINA ANALOGA A QUELLA SUI DISTACCHI
20 PERMESSI SINDACALI Prerogativa attribuita alle OO.SS. Rappresentative ed alla RSU, volta a garantire l’espletamento dell’attività sindacale. Si traduce nella facoltà in capo a dirigenti sindacali delle OO.SS. rappresentative ed ai componenti della RSU di assentarsi dal servizio durante l’orario di lavoro per svolgere attività inerente al loro status.
21 PERMESSI SINDACALI (segue)‏
Tipologia Permessi espletamento mandato (ex art. 10 CCNQ 7/8/98)‏ Permessi non retribuiti (ex art. 12 CCNQ 7/8/98)‏ Permessi riunioni organismi direttivi statutari (ex art. 11 CCNQ 7/8/98)‏
22 PERMESSI SINDACALI ESPLETAMENTO MANDATO
Permessi ex art.10 Permessi retribuiti, orari o giornalieri, utilizzati per la partecipazione a trattative sindacali, convegni o congressi di natura sindacale. RSU (mediante i propri componenti); OO.SS. Rappresentative (mediante propri dirigenti sindacali non in distacco o aspettativa sindacale)‏ Titolarità Monte ore annualmente disponibile per l’O.S. e per la RSU; Prerogativa inutilizzabile in caso di distacco a tempo parziale. L’art.7 co.8 del CCNQ 7/8/98 stabilisce l’impossibilità di cumulare le due prerogative, ferma restando la disponibilità dei permessi ex art. 11 e 12. Limiti
23 PERMESSI SINDACALI ESPLETAMENTO MANDATO (segue)‏
Determinato annualmente dall’Amministrazione; E’ dato dal rapporto percentuale tra dato associativo (deleghe) e dato elettorale (voti ultime elezioni RSU). La media delle percentuali dei due dati indica la ripartizione del Monte ore; Il monte ore disponibile è determinato in ragione di 41 min. pro capite con riferimento personale in forza al 31/12 (avente diritto di voto alle elezioni RSU); Monte ore OO.SS. rappresentative Determinato annualmente da ogni singola struttura periferica in ragione di 30 min. pro capite con riferimento al personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato in forza al 31/12. Monte ore RSU
24 PERMESSI SINDACALI RIUNIONE DI ORGANISMI DIRETTIVI STATUTARI
Permessi ex art.11 Permessi retribuiti orari o giornalieri attribuiti per la partecipazione alle riunioni di organismi direttivi statutari nazionali, regionali, provinciali e territoriali. Confederazioni di OO.SS. rappresentative; Federazioni di OO.SS. Rappresentative. Titolarità del diritto Dirigenti sindacali di Confederazioni e Federazioni di OO.SS. Rappresentative che siano: componenti di organismi direttivi statutari; non in distacco. Titolarità dell’esercizio
25 PERMESSI SINDACALI PER RIUNIONI DI ORGANISMI DIRETTIVI STATUTARI (SEGUE)‏
Determinato dall’ARAN; Pubblicato nelle tabelle allegate al CCNQ vigente valido per il biennio in corso. Monte ore Le OO.SS. Non rappresentative nel comparto di contrattazione, possono destinare ore di permesso ex art. 11 ai propri dirigenti, purchè le stesse siano rappresentative in almeno due comparti di contrattazione nella P.A. Verifica E’ di competenza del Dipartimento Funzione Pubblica.
26 MODALITA’ESERCIZIO DEL PERMESSO PER RIUNIONI ORGANISMI DIRETTIVI STATUTARI
Richiesta scritta Compiti dell’Amministrazione Su carta intestata dell’ O.S. richiedente. Indicazione tipologia permesso, data e presumibile durata. Firmata dal responsabile sindacale abilitato. Verifica la legittimità del soggetto richiedente e la regolarità formale della richiesta. Registra le ore utilizzate.
27 PERMESSI SINDACALI NON RETRIBUITI
Permessi ex art.12 Permessi non retribuiti per la partecipazione a trattative sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale. RSU (mediante i propri componenti); OO.SS. Rappresentative (mediante propri dirigenti sindacali non in distacco o aspettativa sindacale)‏ Titolarità Limiti 8 giorni l’anno cumulabili anche trimestralmente.
28 MODALITA’ESERCIZIO DEI PERMESSI NON RETRIBUITI
Richiesta scritta Compiti dell’Amministrazione Su carta intestata dell’ O.S. Indicazione tipologia permesso, data e presumibile durata. Firmata dal responsabile sindacale abilitato. Verifica la legittimità del soggetto richiedente e la regolarità formale della richiesta.
29 RSU ORGANISMO SINDACALE UNITARIO CHE DETERMINA LA RAPPRESENTATIVITA’ COMPLESSIVA DELL’ORGANIZZAZIONE SINDACALE
30 Il voto del lavoratore, che elegge direttamente la RSU, si trasforma in legittimazione contrattuale, attraverso una rappresentatività misurata dell’organizzazione.
32 LA RSU Soggetto sindacale unitario ed elettivo avente natura collegiale Alla sua costituzione partecipa la generalità dei lavoratori, con alcune eccezioni. Assume le proprie posizioni a maggioranza e quindi la posizione del singolo componente non ha rilievo esterno alla RSU Indicono le elezioni, congiuntamente o disgiuntamente, le organizzazioni sindacali rappresentative Possono partecipare alle elezioni tutti i sindacati
33 La RSU si configura come un organismo sindacale
Elettivo, di rappresentanza di tutti i lavoratori presenti sul luogo di lavoro Legittimato alla contrattazione di secondo livello Unico, pluralistico ma unitario
34 LA RSU NEL PUBBLICO IMPIEGO E’ DISCIPLINATA
Dall’art. 42 del D. Lgs. 165/2001 Dal CCNQ 7/8/1998 “Accordo collettivo quadro per la costituzione delle rappresentanze sindacali unitarie per il personale dei comparti delle pubbliche Amministrazioni e per la definizione del relativo regolamento elettorale”
35 Numero dei componenti della RSU
(art. 4 Accordo Quadro 7/8/98, art. 3 CCNL 3/11/98)‏ Tre componenti nelle Amministrazioni che occupano fino a 200 dipendenti; Tre componenti ogni 300 o frazione di 300 dipendenti, nelle Amministrazioni che occupano un numero di dipendenti superiore a 200 e fino a 3000 in aggiunta al numero di cui al precedente punto 1., calcolati sul numero dei dipendenti eccedente i 200; Tre componenti ogni 500 o frazione di 500 dipendenti nelle amministrazioni di maggiori dimensioni, in aggiunta al numero di cui al precedente punto 2., calcolati sul numero dei dipendenti eccedente i 3000.
36 (art. 7, parte I Accordo Quadro 7/8/98)‏
Durata della RSU (art. 7, parte I Accordo Quadro 7/8/98)‏ Triennale senza possibilità di proroga con obbligo di indire nuove elezioni. Dimissioni di più del 50% degli eletti. Altra causa di decadenza dei suoi componenti sempre che in tale circostanza la RSU si trovi nella condizione di non poter provvedere alla loro sostituzione con pregiudizio per il numero legale previsto per il suo funzionamento. Decadenza nel corso del triennio
37 Hanno diritto a votare tutti i lavoratori dipendenti, a prescindere dalla loro appartenenza o meno ad un sindacato, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato in servizio nell’Amministrazione alla data delle elezioni, compresi quelli provenienti da altre Amministrazioni. Sono eleggibili i lavoratori che, candidati nelle liste presentate, siano dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che a tempo parziale. (Tale qualità, pena la decadenza dalla carica di eletto nella RSU, deve permanere anche dopo l’elezione)‏ RSU
38 COSTITUZIONE DELLE RSU
L’avvio delle procedure elettorali è di competenza delle organizzazioni sindacali rappresentative La presentazione delle liste è possibile anche da parte delle organizzazioni sindacali non rappresentative (a condizione che abbiano aderito agli accordi o contratti collettivi per l’elezione ed il funzionamento della RSU, agli accordi concernenti le procedure per l’erogazione delle prestazioni indispensabili in costanza di sciopero e siano costituite in associazione con un proprio statuto)‏
39 COSTITUZIONE DELLA RSU
Per effetto del CCNQ 24/9/2007 hanno diritto a votare e sono eleggibili anche: i dipendenti in servizio con contratto a tempo determinato, il cui contratto è, anche a seguito di atto formale dell’Amministrazione, prorogato ai sensi di legge e/o inserito nelle procedure di stabilizzazione alla data di inizio delle procedure elettorali.
40 L’Amministrazione deve :
ELEZIONI DELLA RSU L’Amministrazione deve : Favorire la più ampia partecipazione dei lavoratori alle operazioni elettorali, facilitando l’affluenza alle urne mediante un’adeguata organizzazione del lavoro. Dare il proprio supporto logistico, attraverso il massimo sforzo organizzativo, affinché le votazioni si svolgano regolarmente.
41 COMPITI DELL’AMMINISTRAZIONE
Individuare i possibili seggi. Consegnare alle OO.SS. che ne facciano richiesta (ed alla Commissione Elettorale appena insediata) l’elenco alfabetico generale degli aventi diritto al voto. Mettere a disposizione un locale per la Commissione elettorale e i locali per il voto. Fornire il materiale cartaceo o strumentale per lo scrutinio (matite, urne…). Provvedere alla stampa del modello della scheda predisposta dalla Commissione elettorale e delle liste dei candidati. Aver cura della sicurezza e sorveglianza dei locali dove si vota, specialmente dopo la chiusura. Aver cura dell’integrità delle urne sigillate fino allo scrutinio. Trasmettere all’Aran il verbale riassuntivo finale.
42 ELEZIONI DELLA RSU Le decisioni prese dalle Commissioni Elettorali non possono essere sindacate né dall’Aran, né dall’Amministrazione che non hanno alcun potere di controllo sul procedimento elettorale, sul contenzioso, e sulla formazione dell’organismo di rappresentanza. Le decisioni prese dalle Commissioni elettorali sono, invece, impugnabili entro 10 giorni dinanzi all’apposito Comitato dei Garanti Contro le decisioni del Comitato dei Garanti è ammesso il ricorso giurisdizionale
43 Permessi retribuiti per lo svolgimento del mandato RSU
Il monte ore annuale dei permessi retribuiti che spettano alle RSU Viene determinato nella misura di 30 minuti per dipendente I dipendenti da considerare sono quelli in servizio a tempo indeterminato al 31 dicembre dell’anno immediatamente precedente a quello preso in considerazione
44 Decadenza nel corso del triennio - conseguenze
(Accordo interpretazione autentica 13/2/01)‏ La rielezione della RSU entro i 50 giorni immediatamente successivi alla decadenza (attivando le procedure entro 5 giorni da quest’ultima; La prosecuzione, nelle more dell’elezione di cui al punto 1., delle relazioni sindacali con le organizzazioni di categoria firmatarie dei CCNL e con gli eventuali componenti della RSU rimasti in carica, ivi compresa la sottoscrizione degli Accordi integrativi. Le dimissioni o la decadenza del singolo componente comportano solo l’obbligo di sostituzione del dimissionario con il primo dei non eletti appartenenti alla medesima lista.
45 Incompatibilità con la carica di componente della RSU
(nota ARAN 8/4/94)‏ Carica in organismi istituzionali; Carica in partiti politici o movimenti politici Incompatibilità previste dagli statuti delle rispettive OO.SS. Casi di incompatibilità individuale. Casi di incompatibilità individuati dalla RSU La RSU con proprio regolamento individua ulteriori casi di incompatibilità Conseguenze incompatibilità Comporta la decadenza del componente e la sua sostituzione
46 RILEVAZIONE DELLE INCOMPATIBILITA’
L’Amministrazione non può intervenire sulla composizione e sul funzionamento della RSU Dichiara decaduto il componente e lo sostituisce. Comunica il nome del nuovo componente all’Amministrazione ed ai lavoratori interessati. La RSU
47 FUNZIONAMENTO DELLA RSU
La RSU una volta eletta vive di vita propria e agisce autonomamente Adotta le proprie decisioni a maggioranza dei componenti La volontà del singolo eletto non ha rilevanza esterna Le ulteriore modalità di funzionamento sono disciplinata dal regolamento di organizzazione se adottato dalla RSU Il regolamento di organizzazione è un atto volontario della RSU Applicazione regole proprie degli organismi unitari elettivi di natura collegiale in caso di mancata adozione del regolamento
48 ATTIVITA’ RSU Contrattazione integrativa decentrata
Concertazione in sede locale Consultazione in sede locale Informazione in sede locale
49 ATTIVITA’ RSU (segue)‏
Contrattazione integrativa decentrata Convocazione Regolamento RSU individua i suoi referenti nell’ ambito L’Amministrazione convoca i soli referenti Regolamento RSU non individua i suoi referenti nell’ ambito L’Amministrazione convoca tutti i componenti della RSU
50 ATTIVITA’ RSU (segue)‏ Contrattazione integrativa decentrata
Trattativa Partecipa come soggetto necessario, diverso ma di pari dignità negoziale rispetto alle OO.SS. Rispetta i principi di correttezza, trasparenza, buona fede e responsabilità. In caso di tavoli separati, dovrà essere necessariamente convocata su entrambi. Sottoscrizione E’ necessario il parere favorevole della maggioranza dei componenti.
51 PREROGATIVE SINDACALI DELLA RSU
la RSU, al pari delle OO.SS. Rappresentative gode di una tutela privilegiata, che si sostanzia nel: Diritto ai permessi retribuiti e non retribuiti (esclusi i permessi ex art. 11 CCNQ 7/8/98); Diritto di indire l’assemblea dei lavoratori; Diritto ai locali; Diritto di affissione.
52 LOCALI E AFFISSIONE AFFISSIONE: Prerogativa riconosciuta alla RSU unitariamente intesa e non ai suoi singoli componenti, che ha pertanto diritto ad un unico spazio. LOCALI: Prerogativa riconosciuta alla RSU unitariamente intesa, di disporre di un unico locale per lo svolgimento della sua attività istituzionale.
53 RSU- DIRITTO DI INDIRE ASSEMBLEA Spetta alla RSU unitariamente intesa
I singoli componenti presentano la richiesta in nome e per conto della RSU Spetta alla RSU unitariamente intesa “ L’ art. 2, secondo comma, del contratto collettivo nazionale quadro sulle modalità di utilizzo dei distacchi, aspettative e permessi, e delle altre prerogative sindacali, per il personale dei comparti delle pubbliche amministrazioni stipulato il 7 agosto 1998, si interpreta nel senso che il diritto di indire assemblee dei dipendenti spetta alla RSU quale organismo elettivo unitariamente inteso e a struttura collegiale, che assume ogni decisione secondo il regolamento eventualmente adottato o, in mancanza, a maggioranza dei componenti e non per volontà dei singoli componenti della stessa RSU”( Cass., sez.lav. N.3072/2005 ).
54 LO SCIOPERO NEL PUBBLICO IMPIEGO
Diritto di sciopero = Diritto riconosciuto dall’art. 40 della Costituzione.
55 LO SCIOPERO NEL PUBBLICO IMPIEGO FONTI
ART. 40 COST. FONTI DEL DIRITTO DI SCIOPERO L. 146/90, L83/2000 ACCORDO SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI DEL 13/032002
56 LO SCIOPERO NEL PUBBLICO IMPIEGO LIMITI
BISOGNA ASSICURARE I SERVIZI PUBBLICI ESSENZIALI.
57 OBBLIGHI PROCEDIMENTALI PER L’ESERCIZIO DELLO SCIOPERO
Adozione misure dirette a consentire l’erogazione delle prestazioni indispensabili. Comunicazione dello sciopero da parte del soggetto sindacale con preavviso non inferiore a 10 giorni , precisando la durata dell’astensione. Osservanza degli intervalli minimi tra un’astensione ed un’altra stabiliti nell’art. 4 dell’Accordo13/03/02 Osservanza dei giorni in cui non può essere indetto lo sciopero ai sensi dell’art. 4 dell’Accordo 13/03/02
58 OBBLIGHI PROCEDIMENTALI PER L’ESERCIZIO DELLO SCIOPERO - SEGUE
Informazioni alle utenze circa lo sciopero tramite comunicazione completa e tempestiva agli organi di stampa e alle reti radiotelevisive diffuse nell’area interessata. Esperimento di un tentativo di conciliazione tra Amministrazione e sindacati Garantire la pronta riattivazione del servizio, quando l’astensione dal lavoro sia terminata. Obbligo dell’Amministrazione di comunicare tempestivamente il numero dei lavoratori che hanno partecipato allo sciopero
59 COMPORTAMENTO DEL DIPENDENTE CHE ADERISCE ALLO SCIOPERO
IL DIPENDENTE NON HA ALCUN OBBLIGO DI COMUNICARE L’INTENZIONE DI FARE SCIOPERO Avvisare per correttezza preventivamente il dirigente che aderirà allo sciopero Il dipendente può legittimamente : Avvisare il dirigente il giorno dello sciopero, della sua adesione allo stesso Comunicare successivamente che ha partecipato allo sciopero Non comunicare nulla né prima, né dopo
60 COMPORTAMENTO DELL’AMMINISTRAZIONE DURANTE LO SCIOPERO
Non può impedire al lavoratore di fare sciopero Anche in caso di adesione totale allo sciopero, non può precettare alcun lavoratore L’AMMINISTRAZIONE Può per motivi organizzativi non autorizzare le ferie durante lo sciopero In assenza di qualsiasi comunicazione del lavoratore sia preventiva che immediatamente successiva, lo stesso è considerato in sciopero con decurtazione della retribuzione
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References: art. 10
 art. 12
 art. 11
 art.10
 art. 11
 art.11
 art. 11
 art.12
 art. 3
 art. 11
 art. 2

ART. 40