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Timestamp: 2016-12-06 06:02:49+00:00

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⭐4.1 La rilevazione delle operazioni di gestione
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1 Dispensa lezione 4 Contabilità Il bilancio d esercizio 4.1 La rilevazione delle operazioni di gestione Abbiamo visto che la gestione di un impresa si compie tramite una serie di operazioni tra loro coordinate. Naturalmente il management non può fare affidamento solo sulla memoria: pertanto è necessario prendere nota di tutti i dati che possono interessare l impresa: impegni, diritti, obblighi, acquisti, vendite, costi, ricavi,consumi, prezzi scrivendoli su apposite schede,moduli,documenti,libri o inserendoli nella memoria di un elaboratore elettronico. La rilevazione consiste nella determinazione qualitativa e quantitativa, nella classificazione e nella elaborazione dei dati relativi all impresa e al mercato e nella rappresentazione e interpretazione delle informazioni che ne derivano. La rilevazione è l operazione che permette di registrare i fatti economici e finanziari,di misurarli e valutarli secondo opportuni principi. Tale operazione si concretizza nei conti e nelle scritture che formano la contabilità aziendale. Dicesi contabilità il sistema aziendale per la rilevazione continua di qualsiasi evento che ha una rilevanza di tipo economico. La contabilità individuata come annotazione delle operazioni commerciali è una pratica in uso fin dall'antichità. Prima del XV secolo i fatti aziendali erano registrati con il metodo della partita semplice con una serie di voci sotto le quali veniva annotato di volta in volta una nuova registrazione senza alcun collegamento tra le operazioni, il che non dava alcuna possibilità di controllo incrociato e quindi di riscontro. Verso la fine del 1400 vengono inseriti i criteri della partita doppia, che prevede che per ogni operazione vengano eseguite due registrazioni, in due conti distinti, in sezioni opposte (dare ed avere), per importi uguali, in modo che la totalità dei valori registrati nelle due sezioni, sia sempre la medesima. Approfondiamo il concetto di conto.2 4.2 I conti: il Dare e l Avere Il conto è un insieme di scritture che si riferiscono a un determinato oggetto, ordinate in modo da evidenziarne la grandezza iniziale e le variazioni successive. Esistono diverse tipologie di conti (sinottici,analitici) quelli che ci interessano sono quelli a due sezioni con due colonne separate da una linea verticale. La sezione di sinistra viene contrassegnata dalla parola DARE e la sezione destra dalla parola AVERE. nome del conto Dare (Sezione sinistra) Avere (Sezione destra) Prima di procedere è importante sottolineare che la dizione dare-avere non ha nessun significato specifico ma è solamente un eredità proveniente dai libri contabili del trecento. Quindi ora ci riferiremo al DARE e all AVERE solamente come convenzione per indicare rispettivamente la sezione di sinistra e quella di destra. Ogni conto ha una propria denominazione che lo contraddistingue dagli altri e ne indica l oggetto. Per esempio le operazioni inerenti gli incassi e i pagamenti quindi le entrate e le uscite di denaro riguardano il conto denaro in cassa, le operazione riguardanti gli aumenti e le diminuzioni dei debiti verso fornitori vanno a movimentare il relativo conto debiti verso fornitori. Denaro in cassa Debiti verso fornitori Dare Avere Dare Avere Ad ogni conto,oltre alla denominazione, viene assegnato un codice che può essere numerico o alfanumerico. L insieme dei conti per un azienda costituisce il cosiddetto piano dei conti. Ogni azienda ha un proprio piano dei conti, quindi assegna ad ogni conto un codice diverso. o o Accendere un conto significa scrivere la prima registrazione in un conto. Addebitare un conto significa scrivere un valore o una quantità nella sezione di sinistra o in Dare, accreditare un conto significa scrivere un valore o una quantità nella sezione di destra o in Avere. Il saldo di un conto si determina facendo la differenza fra il totale dei valori iscritti in dare e il totale dei valori iscritti in avere. Per chiudere un conto è necessario calcolare il saldo e scriverlo nella sezione ove il totale è minore. o Spegnere(chiudere) un conto significa che il conto presenta un saldo uguale a zero.3 Prima di proseguire con l analisi sul funzionamento dei conti e la rilevazione delle operazioni gestionali occorre introdurre il bilancio di esercizio tenendo presente che : l ordinato sistema di scritture della contabilità generale basato sul conto quale strumento elementare di raccolta dei valori, e sulle classificazioni multiple in contrapposizione fra loro in conti diversi e in sezioni opposte secondo le regole della partita doppia, permette la formazione del bilancio d esercizio CONTABILITA GENERALE = ordinato sistema di scritture Si basa su 1 CONTO strumento elementare raccolta valori 2 PARTITA DOPPIA classificazioni multiple in contrapposizione fra loro in conti diversi e in sezioni opposte e permette di ottenere il BILANCIO d ESERCIZIO L obbligo contabile ha fondamento in varie disposizioni : il codice civile,le cui norme in materia sono rivolte a tutelare i terzi ma corrispondono anche all interesse dell imprenditore stesso e dei soci, recita all articolo 2214 L'imprenditore che esercita un attività commerciale deve tenere il libro giornale e il libro degli inventari. Deve altresì tenere le altre scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dell'impresa Le imprese in contabilità ordinaria sono tenute ad aggiornare i seguenti libri contabili: Libro Giornale, (art c.c.) dove vengono registrate tutte le operazioni economico-patrimoniali in ordine cronologico; Libro inventari (art c.c.) all'interno del quale vengono riportati la consistenza dei beni raggruppati in categorie omogenee per natura e valore; L inventario si chiude con il bilancio, comprensivo dello stato patrimoniale e del conto economico ed è disciplinato dagli artt ss. c.c4 4.3 Il Bilancio d esercizio Le diverse operazioni rilevate contabilmente durante l anno vanno a esplicitarsi nel bilancio d esercizio. Il bilancio d esercizio viene redatto al termine del periodo amministrativo, di solito quindi al 31 dicembre di ogni anno, allo scopo di rappresentare la situazione patrimoniale e finanziaria dell impresa e il risultato economico dell esercizio. Esso si compone di 3 documenti: Lo Stato Patrimoniale che evidenzia la situazione patrimoniale e finanziaria alla fine del periodo il Conto Economico che evidenzia il risultato economico dell esercizio la Nota Integrativa che ha la funzione di spiegare ed illustrare con un linguaggio discorsivo e con tabelle, gli altri prospetti del bilancio. Analizziamo ora in dettaglio lo stato patrimoniale Lo Stato Patrimoniale Lo stato patrimoniale mette in evidenza il patrimonio esistente alla fine del periodo amministrativo, determinato in funzione del risultato economico che si assegna all esercizio. Il patrimonio dell azienda è l insieme coordinato di beni a disposizione del soggetto aziendale in un dato istante. Lo stato patrimoniale rappresenta una sorta di fotografia, di istantanea del patrimonio esistente alla data del 31 Dicembre. Esso viene redatto a sezioni divise e contrapposte in forma abbreviata. La sezione di sinistra è denominata Attivo e raccoglie le attività ossia i valori dei fattori produttivi a disposizione del soggetto aziendale in un dato istante. Esse vengono classificate nei seguenti gruppi: L attivo immobilizzato è costituito da quei beni che sono destinati a permanere per lungo tempo nel patrimonio dell azienda dando la loro utilità per più anni. Essi formano la struttura organizzativa dell impresa. Esse si dividono in tre categorie: Immobilizzazioni immateriali, sono beni ad utilità pluriennale di natura non materiale,dato che di tangibile vi è solo il documento che certifica il sostenimento dei relativi costi. Sono costituiti da marchi, diritti di autore, brevetti, licenze etc.. Immobilizzazioni materiali, che sono costituite dai beni strumentali che caratterizzano la struttura tecnico-organizzativa dell impresa, quindi ad esempio impianti, fabbricati, attrezzature, automezzi, arredi. Immobilizzazioni finanziarie, riguardano investimenti che consentono di esercitare il controllo su altre società attraverso il possesso di azioni o di quote(partecipazioni) o da finanziamenti concessi a terzi per durate medie o lunghe(mutui attivi).5 L attivo circolante è costituito da quei beni destinati alla vendita, al consumo o alla produzione che daranno la loro utilità in tempi brevi o da disponibilità finanziarie in attesa di impiego. Fanno parte dell attivo circolante: le rimanenze,costituite da scorte di beni destinati a essere utilizzati in breve tempo nella produzione come ad esempio materie prime, merci o materie di consumo etc.. i crediti, costituiti da importi da riscuotere con scadenza entro un anno,di natura commerciale o finanziaria. le attività finanziarie, che non costituiscono immobilizzazioni,comprendono i valori mobiliari che l impresa detiene in portafoglio per periodo di tempo non lunghi. Le disponibilità liquide,costituite dei valori in cassa e dai depositi disponibili nei c/c postali e bancari in attesa di essere utilizzati La sezione di destra è denominata Passivo e accoglie non solo le passività ma anche le parti ideali del patrimonio netto. il patrimonio netto coincide con i finanziamenti che sono ricevuti a titolo di capitale proprio,comprensivo dell utile d esercizio le passività coincidono con i finanziamenti che sono ricevuti da terzi. Tali finanziamenti si possono distinguere a seconda della loro durata in: passività correnti:debiti a breve termine,con scadenza entro un anno passività consolidate:debiti a medio/lungo termine, con scadenza oltre un anno E possibile analizzare le sezioni dello stato patrimoniale secondo un altro punto di vista. Le passività e il patrimonio netto si possono intendere come i finanziamenti che l impresa ha raccolto,sia a titolo di capitale proprio che ricevuti da terzi. Invece il lato delle attività si può intendere come i modi con cui l impresa ha impiegato tali finanziamenti nell attività aziendale(impieghi), ad esempio acquistando macchinari (immobilizzazioni materiali), piuttosto che conservare denaro in cassa etc Di conseguenza la sezione attività viene definita anche Impieghi e la sezione passività e patrimonio netto viene definita anche finanziamenti. Facciamo un esempio di Situazione Patrimoniale di un azienda, utilizzando la schematizzazione sopra indicata. L azienda Y ha la seguente situazione patrimoniale espressa in valori al 31/12/04 (valori intesi in migliaia di euro): patrimonio netto 100, debiti verso fornitori a breve termine 50,debiti verso banche a lungo termine 70, Macchinari 90, Brevetti 40, Rimanenze materie prime 10, Crediti verso clienti 22, Denaro in cassa 65, Utile di esercizio 7.6 Situazione patrimoniale al 31/12/04 dell Impresa Y ATTIVITA PASSIVITA + PATR.NETTO Attivo immobilizzato Patrimonio netto 100 Immobilizzazioni immateriali Brevetti 40 Utile d esercizio 7 Immobilizzazioni Materiali Macchinari 90 Immobilizzazioni Finanziarie Attivo Circolante Rimanenze Rimanenze Materie prime 10 Passività Correnti Debiti verso fornitori 50 Passività consolidate Debiti verso banche 70 Crediti Crediti verso clienti 22 Disponibilità liquide Denaro in cassa 65 Totale attivo 227 Totale passivo + patrimonio netto 227 E importante indicare che il totale dell attivo deve essere sempre uguale al totale del passivo, comprensivo del patrimonio netto. Questo perché se le passività rappresentano il modo in cui un azienda si finanzia e le attività come l impresa impiega il capitale così ottenuto necessariamente i due totali devono coincidere. Il nostro esempio considera solo alcune voci presenti nello Stato Patrimoniale. Vedremo poi uno schema più completo, redatto secondo le disposizioni della IV direttiva Cee. Tali voci verranno analizzate via via che proseguirà la trattazione. Per determinare il patrimonio esistente in un dato momento si ricorre al cosiddetto inventario. Esso può essere inteso sia come un insieme di operazioni con le quali si determina il patrimonio esistente, sia come il prospetto che evidenzia tale situazione. Esistono diverse classificazioni degli inventari: Inventari a quantità non monetarie o inventari a quantità monetarie. Con i primi si indicano le quantità fisiche dei beni descritti,senza indicarne il valore. Gli inventari a valore indicano, oltre alle quantità fisiche, anche i valori dei beni, espressi in termini monetari Inventari generali e inventari parziali. Gli inventari generali hanno per oggetto l intero patrimonio, gli inventari parziali hanno per oggetto solo alcuni elementi del patrimonio. Ad esempio un inventario delle merci è un inventario parziale. Inventari ordinari e straordinari. I primi sono compilati regolarmente a date scadenze mentre i secondi sono compilati solo in circostanze eccezionali della vita aziendale. Ad esempio in fase di costituzione, di cessione, di trasformazione, di fusione, liquidazione dell azienda. Secondo il codice civile ( art. 2217) vi è l obbligo di redigere l inventario all inizio dell attività d impresa ( il cosiddetto inventario di costituzione) e alla fine di ogni anno(inventario di funzionamento).7 4.3.2 Il conto Economico Il conto economico è un documento che rappresenta il risultato economico d esercizio. Esso viene redatto al 31/12 di ogni anno ed indica i costi e i ricavi sostenuti e realizzati nel corso dell anno di riferimento. Il risultato economico d esercizio rappresenta la differenza tra i ricavi e i costi. Se i ricavi sono maggiori dei costi si avrà il cosiddetto utile d esercizio. Se i costi sono maggiori dei ricavi si registrerà la cosiddetta perdita d esercizio. Il Conto Economico si distingue dallo stato patrimoniale perché comprende il flusso di costi e ricavi avvenuti nell anno e non lo stato del patrimonio esistente al 31 dicembre dell anno. Esso può assumere le seguenti due forme: a sezioni divise e contrapposte come lo stato patrimoniale, con i costi indicati nella colonna di sinistra e i ricavi nella colonna di destra. forma a scalare, che evidenzia i risultati economici delle diversi gestioni (caratteristica, atipica, finanziaria, straordinaria) di cui si compone l impresa In questo paragrafo ci occuperemo della prima forma di cui possiamo fare un esemplificazione. L azienda Z nel corso del 2004 ha sostenuto i seguenti costi (valori in migliaia di euro): acquisti di merci 30, costi per il personale 40, costi di trasporto 10, spese di amministrazione 25, Perdita straordinaria 5, fitti passivi 2 (affitti passivi) per un totale costi di 112. Invece i ricavi realizzati dall impresa per la vendita di merci sono 121. Costi Ricavi Acquisti di merci 30 Vendita di Merci 121 Costi per il personale 40 Costi di Trasporto 10 Spese di amministrazione 25 Perdita straordinaria(per rapina) 5 Fitti Passivi 2 Totale costi 112 Utile d esercizio 9 Totale a pareggio 121 Totale Ricavi 121 Nell esempio citato il totale dei costi(112) è inferiore a quello dei ricavi(121),quindi si registra un utile di 9. Tale utile andrà indicato nella colonna di sinistra per pareggiare il totale dei ricavi. Se il totale dei costi fosse stato superiore a quello dei ricavi (ad esempio 100 invece di 121), si avrebbe una perdita di esercizio pari a 12 e tale perdita sarebbe da indicare nella colonna di destra per pareggiare il totale dei costi. Costi Ricavi Acquisti di merci 30 Vendita di Merci 100 Costi per il personale 40 Costi di Trasporto 10 Spese di amministrazione 25 Perdita straordinaria(per rapina) 5 Fitti Passivi 2 Totale ricavi 100 Perdita d esercizio 12 Totale costi 112 Totale a pareggio 112 Documenti analoghi
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 Art. 2435
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 Articolo 1
 Articolo 227
 Articolo 227