Source: http://www.appaltiinlinea.it/normativa_appalti/Legge_241_1990.htm
Timestamp: 2019-06-16 21:31:34+00:00

Document:
Legge 241/1990 Procedimento amministrativo e accesso atti
(Pubblicata in G. U. 18 agosto 1990, n. 192)
[Ultime modifiche DL 14 Marzo 2005, n. 35 e Legge di conversione 14 maggio 2005, n. 80 ï¿½ DL 31 gennaio 2007 n 7]
Art. 1 (Princï¿½pi generali dell'attivitï¿½ amministrativa)
1. Lï¿½attivitï¿½ amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed ï¿½ retta da criteri di economicitï¿½, di efficacia, di pubblicitï¿½ e di trasparenza, secondo le modalitï¿½ previste dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti, nonchï¿½ dai princï¿½pi dell'ordinamento comunitario.
1-ter. I soggetti privati preposti all'esercizio di attivitï¿½ amministrative assicurano il rispetto dei princï¿½pi di cui al comma 1.
2. La pubblica amministrazione non puï¿½ aggravare il procedimento se non per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dellï¿½istruttoria.
2. Con uno o piï¿½ regolamenti adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro competente, di concerto con il Ministro per la funzione pubblica, sono stabiliti i termini entro i quali i procedimenti di competenza delle amministrazioni statali devono concludersi, ove non siano direttamente previsti per legge. Gli enti pubblici nazionali stabiliscono, secondo i propri ordinamenti, i termini entro i quali devono concludersi i procedimenti di propria competenza. I termini sono modulati tenendo conto della loro sostenibilitï¿½, sotto il profilo dell'organizzazione amministrativa, e della natura degli interessi pubblici tutelati e decorrono dall'inizio di ufficio del procedimento o dal ricevimento della domanda, se il procedimento ï¿½ ad iniziativa di parte. (il comma 6-quater dellï¿½art.3 della L.35/05 dispone ï¿½I regolamenti e le determinazioni di cui al comma 2 dell'articolo 2 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come sostituito dal comma 6-bis del presente articolo, sono adottati entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decretoï¿½)
3. Qualora non si provveda ai sensi del comma 2, il termine ï¿½ di novanta giorni.
4. Nei casi in cui leggi o regolamenti prevedono per l'adozione di un provvedimento l'acquisizione di valutazioni tecniche di organi o enti appositi, i termini di cui ai commi 2 e 3 sono sospesi fino all'acquisizione delle valutazioni tecniche per un periodo massimo comunque non superiore a novanta giorni. I termini di cui ai commi 2 e 3 possono essere altresi' sospesi, per una sola volta, per l'acquisizione di informazioni o certificazioni relative a fatti, stati o qualitï¿½ non attestati in documenti giï¿½ in possesso dell'amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. Si applicano le disposizioni dell'articolo 14, comma 2.
5. Salvi i casi di silenzio assenso, decorsi i termini di cui ai commi 2 o 3, il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione, ai sensi dell'articolo 21-bis della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, puï¿½ essere proposto anche senza necessitï¿½ di diffida all'amministrazione inadempiente, fintanto che perdura l'inadempimento e comunque non oltre un anno dalla scadenza dei termini di cui ai predetti commi 2 o 3. Il giudice amministrativo puï¿½ conoscere della fondatezza dell'istanza. ï¿½ fatta salva la riproponibilitï¿½ dell'istanza di avvio del procedimento ove ne ricorrano i presupposti.
1. Ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti lï¿½organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, deve essere motivato, salvo che nelle ipotesi previste dal comma 2. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dellï¿½amministrazione, in relazione alle risultanze dellï¿½istruttoria.
2. La motivazione non ï¿½ richiesta per gli atti normativi e per quelli a contenuto generale.
3. Se le ragioni della decisione risultano da altro atto dellï¿½amministrazione richiamato dalla decisione stessa, insieme alla comunicazione di questï¿½ultima deve essere indicato e reso disponibile, a norma della presente legge, anche lï¿½atto cui essa si richiama.
4. In ogni atto notificato al destinatario devono essere indicati il termine e lï¿½autoritï¿½ cui ï¿½ possibile ricorrere.
1. Per conseguire maggiore efficienza nella loro attivitï¿½, le amministrazioni pubbliche incentivano l'uso della telematica, nei rapporti interni, tra le diverse amministrazioni e tra queste e i privati.
Art. 4 (Unitï¿½ organizzativa responsabile del procedimento)
1. Ove non sia giï¿½ direttamente stabilito per legge o per regolamento, le pubbliche amministrazioni sono tenute a determinare per ciascun tipo di procedimento relativo ad atti di loro competenza lï¿½unitï¿½ organizzativa responsabile della istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonchï¿½ dellï¿½adozione del provvedimento finale.
1. Il dirigente di ciascuna unitï¿½ organizzativa provvede ad assegnare a sï¿½ o ad altro dipendente addetto allï¿½unitï¿½ la responsabilitï¿½ della istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento nonchï¿½, eventualmente, dellï¿½adozione del provvedimento finale.
2. Fino a quando non sia effettuata lï¿½assegnazione di cui al comma 1, ï¿½ considerato responsabile del singolo procedimento il funzionario preposto alla unitï¿½ organizzativa determinata a norma del comma 1 dellï¿½articolo 4.
3. Lï¿½unitï¿½ organizzativa competente e il nominativo del responsabile del procedimento sono comunicati ai soggetti di cui allï¿½articolo 7 e, a richiesta, a chiunque vi abbia interesse.
a)valuta, ai fini istruttori, le condizioni di ammissibilitï¿½, i requisiti di legittimazione ed i presupposti che siano rilevanti per lï¿½emanazione di provvedimento;
b)accerta di ufficio i fatti, disponendo il compimento degli atti allï¿½uopo necessari, e adotta ogni misura per lï¿½adeguato e sollecito svolgimento dellï¿½istruttoria. In particolare, puï¿½ chiedere il rilascio di dichiarazioni e la rettifica di dichiarazioni o istanze erronee o incomplete e puï¿½ esperire accertamenti tecnici ed ispezioni ed ordinare esibizioni documentali;
c)propone lï¿½indizione o, avendone la competenza, indice le conferenze di servizi di cui allï¿½articolo 14;
e)adotta, ove ne abbia la competenza, il provvedimento finale, ovvero trasmette gli atti allï¿½organo competente per lï¿½adozione. L'organo competente per l'adozione del provvedimento finale, ove diverso dal responsabile del procedimento, non puï¿½ discostarsi dalle risultanze dell'istruttoria condotta dal responsabile del procedimento se non indicandone la motivazione nel provvedimento finale.
1. Ove non sussistano ragioni di impedimento derivanti da particolari esigenze di celeritï¿½ del procedimento, lï¿½avvio del procedimento stesso ï¿½ comunicato, con le modalitï¿½ previste dallï¿½articolo 8, ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale ï¿½ destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbono intervenirvi. Ove parimenti non sussistano le ragioni di impedimento predette, qualora da un provvedimento possa derivare un pregiudizio a soggetti individuati o facilmente individuabili, diversi dai suoi diretti destinatari, lï¿½amministrazione ï¿½ tenuta a fornire loro, con le stesse modalitï¿½, notizia dellï¿½inizio del procedimento.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1 resta salva la facoltï¿½ dellï¿½amministrazione di adottare, anche prima della effettuazione delle comunicazioni di cui al medesimo comma 1, provvedimenti cautelari.
Art. 8 (Modalitï¿½ e contenuti della comunicazione di avvio del procedimento)
1. Lï¿½amministrazione provvede a dare notizia dellï¿½avvio del procedimento mediante comunicazione personale.
a) lï¿½amministrazione competente;
b) lï¿½oggetto del procedimento promosso;
c) lï¿½ufficio e la persona responsabile del procedimento;
d) lï¿½ufficio in cui si puï¿½ prendere visione degli atti.
3. Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, lï¿½amministrazione provvede a rendere noti gli elementi di cui al comma 2 mediante forme di pubblicitï¿½ idonee di volta in volta stabilite dallï¿½amministrazione medesima.
4. Lï¿½omissione di taluna delle comunicazioni prescritte puï¿½ esser fatta valere solo dal soggetto nel cui interesse la comunicazione ï¿½ prevista.
Art. 9 (Interventi nel procedimento)
1. Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonchï¿½ i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltï¿½ di intervenire nel procedimento.
1. I soggetti di cui allï¿½articolo 7 e quelli intervenuti ai sensi dellï¿½articolo 9 hanno diritto:
a)di prendere visione degli atti del procedimento, salvo quanto previsto dallï¿½articolo 24;
b)di presentare memorie scritte e documenti, che lï¿½amministrazione ha lï¿½obbligo di valutare ove siano pertinenti allï¿½oggetto del procedimento.
1. Nei procedimenti ad istanza di parte il responsabile del procedimento o l'autoritï¿½ competente, prima della formale adozione di un provvedimento negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all'accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui al primo periodo interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo. Dell'eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni ï¿½ data ragione nella motivazione del provvedimento finale. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano alle procedure concorsuali e ai procedimenti in materia previdenziale e assistenziale sorti a seguito di istanza di parte e gestiti dagli enti previdenziali.
1. In accoglimento di osservazioni e proposte presentate a norma dellï¿½articolo 10, lï¿½amministrazione procedente puï¿½ concludere, senza pregiudizio dei diritti dei terzi, e in ogni caso nel perseguimento del pubblico interesse, accordi con gli interessati al fine di determinare il contenuto discrezionale del provvedimento finale ovvero in sostituzione di questo.
1-bis. Al fine di favorire la conclusione degli accordi di cui al comma 1, il responsabile del procedimento puï¿½ predisporre un calendario di incontri cui invita, separatamente o contestualmente, il destinatario del provvedimento ed eventuali controinteressati.
2. Gli accordi di cui al presente articolo debbono essere stipulati, a pena di nullitï¿½, per atto scritto, salvo che la legge disponga altrimenti. Ad essi si applicano, ove non diversamente previsto, i princï¿½pi del codice civile in materia di obbligazioni e contratti in quanto compatibili.
4. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse lï¿½amministrazione recede unilateralmente dallï¿½accordo, salvo lï¿½obbligo di provvedere alla liquidazione di un indennizzo in relazione agli eventuali pregiudizi verificatisi in danno del privato.
4-bis. A garanzia dell'imparzialitï¿½ e del buon andamento dell'azione amministrativa, in tutti i casi in cui una pubblica amministrazione conclude accordi nelle ipotesi previste al comma 1, la stipulazione dell'accordo ï¿½ preceduta da una determinazione dell'organo che sarebbe competente per l'adozione del provvedimento.
1. La concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e lï¿½attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati sono subordinate alla predeterminazione ed alla pubblicazione da parte delle amministrazioni procedenti, nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, dei criteri e delle modalitï¿½ cui le amministrazioni stesse devono attenersi.
2. Lï¿½effettiva osservanza dei criteri e delle modalitï¿½ di cui al comma 1 deve risultare dai singoli provvedimenti relativi agli interventi di cui al medesimo comma 1.
1. Le disposizioni contenute nel presente capo non si applicano nei confronti dellï¿½attivitï¿½ della pubblica amministrazione diretta alla emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione.
2. Dette disposizioni non si applicano altresï¿½ ai procedimenti tributari per i quali restano parimenti ferme le particolari norme che li regolano.
1. Qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo, lï¿½amministrazione procedente indï¿½ce di regola una conferenza di servizi.
2. La conferenza di servizi ï¿½ sempre indetta quando lï¿½amministrazione procedente deve acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbliche e non li ottenga, entro trenta giorni dalla ricezione, da parte dell'amministrazione competente, della relativa richiesta. La conferenza puï¿½ essere altresï¿½ indetta quando nello stesso termine ï¿½ intervenuto il dissenso di una o piï¿½ amministrazioni interpellate.
3. La conferenza di servizi puï¿½ essere convocata anche per lï¿½esame contestuale di interessi coinvolti in piï¿½ procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesimi attivitï¿½ o risultati. In tal caso, la conferenza ï¿½ indetta dallï¿½amministrazione o, previa informale intesa, da una delle amministrazioni che curano lï¿½interesse pubblico prevalente. Per i lavori pubblici si continua ad applicare lï¿½articolo 7 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni.
4. Quando lï¿½attivitï¿½ del privato sia subordinata ad atti di consenso, comunque denominati, di competenza di piï¿½ amministrazioni pubbliche, la conferenza di servizi ï¿½ convocata, anche su richiesta dellï¿½interessato, dallï¿½amministrazione competente per lï¿½adozione del provvedimento finale.
5. In caso di affidamento di concessione di lavori pubblici la conferenza di servizi ï¿½ convocata dal concedente ovvero, con il consenso di quest'ultimo, dal concessionario, entro quindici giorni fatto salvo quanto previsto dalle leggi regionali in materia di valutazione di impatto ambientale (VIA). Quando la conferenza ï¿½ convocata ad istanza del concessionario spetta in ogni caso al concedente il diritto di voto.
5-bis. Previo accordo tra le amministrazioni coinvolte, la conferenza di servizi ï¿½ convocata e svolta avvalendosi degli strumenti informatici disponibili, secondo i tempi e le modalitï¿½ stabiliti dalle medesime amministrazioni.
1. La conferenza di servizi puï¿½ essere convocata per progetti di particolare complessitï¿½ e di insediamenti produttivi di beni e servizi, su motivata richiesta dell'interessato, documentata, in assenza di un progetto preliminare, da uno studio di fattibilitï¿½, prima della presentazione di una istanza o di un progetto definitivi, al fine di verificare quali siano le condizioni per ottenere, alla loro presentazione, i necessari atti di consenso. In tale caso la conferenza si pronuncia entro trenta giorni dalla data della richiesta e i relativi costi sono a carico del richiedente.
2. Nelle procedure di realizzazione di opere pubbliche e di interesse pubblico, la conferenza di servizi si esprime sul progetto preliminare al fine di indicare quali siano le condizioni per ottenere, sul progetto definitivo, le intese, i pareri, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i nullaosta e gli assensi, comunque denominati, richiesti dalla normativa vigente. In tale sede, le amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumitï¿½, si pronunciano, per quanto riguarda lï¿½interesse da ciascuna tutelato, sulle soluzioni progettuali prescelte. Qualora non emergano, sulla base della documentazione disponibile, elementi comunque preclusivi della realizzazione del progetto, le suddette amministrazioni indicano, entro quarantacinque giorni, le condizioni e gli elementi necessari per ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, gli atti di consenso.
3. Nel caso in cui sia richiesta VIA, la conferenza di servizi si esprime entro trenta giorni dalla conclusione della fase preliminare di definizione dei contenuti dello studio dï¿½impatto ambientale, secondo quanto previsto in materia di VIA. Ove tale conclusione non intervenga entro novanta giorni dalla richiesta di cui al comma 1, la conferenza di servizi si esprime comunque entro i successivi trenta giorni. Nellï¿½ambito di tale conferenza, lï¿½autoritï¿½ competente alla VIA si esprime sulle condizioni per la elaborazione del progetto e dello studio di impatto ambientale. In tale fase, che costituisce parte integrante della procedura di VIA, la suddetta autoritï¿½ esamina le principali alternative, compresa lï¿½alternativa zero, e, sulla base della documentazione disponibile, verifica lï¿½esistenza di eventuali elementi di incompatibilitï¿½, anche con riferimento alla localizzazione prevista dal progetto e, qualora tali elementi non sussistano, indica nellï¿½ambito della conferenza di servizi le condizioni per ottenere, in sede di presentazione del progetto definitivo, i necessari atti di consenso.
3-bis. Il dissenso espresso in sede di conferenza preliminare da una amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico, della salute o della pubblica incolumitï¿½, con riferimento alle opere interregionali, ï¿½ sottoposto alla disciplina di cui all'articolo 14-quater, comma 3.
5. Nel caso di cui al comma 2, il responsabile unico del procedimento trasmette alle amministrazioni interessate il progetto definitivo, redatto sulla base delle condizioni indicate dalle stesse amministrazioni in sede di conferenza di servizi sul progetto preliminare, e convoca la conferenza tra il trentesimo e il sessantesimo giorno successivi alla trasmissione. In caso di affidamento mediante appalto concorso o concessione di lavori pubblici, lï¿½amministrazione aggiudicatrice convoca la conferenza di servizi sulla base del solo progetto preliminare, secondo quanto previsto dalla legge 11 febbraio 1994, n.109, e successive modificazioni.
(articolo giï¿½ sostituito dall'articolo 11 della legge n. 340 del 2000)
01. La prima riunione della conferenza di servizi ï¿½ convocata entro quindici giorni ovvero, in caso di particolare complessitï¿½ dell'istruttoria, entro trenta giorni dalla data di indizione.
1. La conferenza di servizi assume le determinazioni relative allï¿½organizzazione dei propri lavori a maggioranza dei presenti.
2. La convocazione della prima riunione della conferenza di servizi deve pervenire alle amministrazioni interessate, anche per via telematica o informatica, almeno cinque giorni prima della relativa data. Entro i successivi cinque giorni, le amministrazioni convocate possono richiedere, qualora impossibilitate a partecipare, lï¿½effettuazione della riunione in una diversa data; in tale caso, lï¿½amministrazione procedente concorda una nuova data, comunque entro i dieci giorni successivi alla prima.
3. Nella prima riunione della conferenza di servizi, o comunque in quella immediatamente successiva alla trasmissione dellï¿½istanza o del progetto definitivo ai sensi dellï¿½articolo 14-bis, le amministrazioni che vi partecipano determinano il termine per lï¿½adozione della decisione conclusiva. I lavori della conferenza non possono superare i novanta giorni, salvo quanto previsto dal comma 4. Decorsi inutilmente tali termini, lï¿½amministrazione procedente provvede ai sensi dei commi 6-bis e 9 del presente articolo.
4. Nei casi in cui sia richiesta la VIA, la conferenza di servizi si esprime dopo aver acquisito la valutazione medesima ed il termine di cui al comma 3 resta sospeso, per un massimo di novanta giorni, fino all'acquisizione della pronuncia sulla compatibilitï¿½ ambientale. Se la VIA non interviene nel termine previsto per lï¿½adozione del relativo provvedimento, lï¿½amministrazione competente si esprime in sede di conferenza di servizi, la quale si conclude nei trenta giorni successivi al termine predetto. Tuttavia, a richiesta della maggioranza dei soggetti partecipanti alla conferenza di servizi, il termine di trenta giorni di cui al precedente periodo ï¿½ prorogato di altri trenta giorni nel caso che si appalesi la necessitï¿½ di approfondimenti istruttori.
5. Nei procedimenti relativamente ai quali sia giï¿½ intervenuta la decisione concernente la VIA le disposizioni di cui al comma 3 dellï¿½articolo 14-quater, nonchï¿½ quelle di cui agli articoli 16, comma 3, e 17, comma 2, si applicano alle sole amministrazioni preposte alla tutela della salute, del patrimonio storico-artistico e della pubblica incolumitï¿½.
6. Ogni amministrazione convocata partecipa alla conferenza di servizi attraverso un unico rappresentante legittimato, dallï¿½organo competente, ad esprimere in modo vincolante la volontï¿½ dellï¿½amministrazione su tutte le decisioni di competenza della stessa.
7. Si considera acquisito lï¿½assenso dellï¿½amministrazione il cui rappresentante non abbia espresso definitivamente la volontï¿½ dellï¿½amministrazione rappresentata.
8. In sede di conferenza di servizi possono essere richiesti, per una sola volta, ai proponenti dellï¿½istanza o ai progettisti chiarimenti o ulteriore documentazione. Se questi ultimi non sono forniti in detta sede, entro i successivi trenta giorni, si procede allï¿½esame del provvedimento.
10. Il provvedimento finale concernente opere sottoposte a VIA ï¿½ pubblicato, a cura del proponente, unitamente allï¿½estratto della predetta VIA, nella Gazzetta Ufficiale o nel Bollettino regionale in caso di VIA regionale e in un quotidiano a diffusione nazionale. Dalla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale decorrono i termini per eventuali impugnazioni in sede giurisdizionale da parte dei soggetti interessati.
1. Il dissenso di uno o piï¿½ rappresentanti delle amministrazioni, regolarmente convocate alla conferenza di servizi, a pena di inammissibilitï¿½, deve essere manifestato nella conferenza di servizi, deve essere congruamente motivato, non puï¿½ riferirsi a questioni connesse che non costituiscono oggetto della conferenza medesima e deve recare le specifiche indicazioni delle modifiche progettuali necessarie ai fini dellï¿½assenso.
3. Se il motivato dissenso ï¿½ espresso da un'amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute e della pubblica incolumitï¿½, la decisione ï¿½ rimessa dall'amministrazione procedente, entro dieci giorni: a) al Consiglio dei ministri, in caso di dissenso tra amministrazioni statali; b) alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, di seguito denominata "Conferenza Stato-regioni", in caso di dissenso tra un'amministrazione statale e una regionale o tra piï¿½ amministrazioni regionali; c) alla Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in caso di dissenso tra un'amministrazione statale o regionale e un ente locale o tra piï¿½ enti locali. Verificata la completezza della documentazione inviata ai fini istruttori, la decisione ï¿½ assunta entro trenta giorni, salvo che il Presidente del Consiglio dei ministri, della Conferenza Stato-regioni o della Conferenza unificata, valutata la complessitï¿½ dell'istruttoria, decida di prorogare tale termine per un ulteriore periodo non superiore a sessanta giorni.
3-bis. Se il motivato dissenso ï¿½ espresso da una regione o da una provincia autonoma in una delle materie di propria competenza, la determinazione sostitutiva ï¿½ rimessa dall'amministrazione procedente, entro dieci giorni: a) alla Conferenza Stato-regioni, se il dissenso verte tra un'amministrazione statale e una regionale o tra amministrazioni regionali; b) alla Conferenza unificata, in caso di dissenso tra una regione o provincia autonoma e un ente locale. Verificata la completezza della documentazione inviata ai fini istruttori, la decisione ï¿½ assunta entro trenta giorni, salvo che il Presidente della Conferenza Stato-regioni o della Conferenza unificata, valutata la complessitï¿½ dell'istruttoria, decida di prorogare tale termine per un ulteriore periodo non superiore a sessanta giorni.
3-ter. Se entro i termini di cui ai commi 3 e 3-bis la Conferenza Stato-regioni o la Conferenza unificata non provvede, la decisione, su iniziativa del Ministro per gli affari regionali, ï¿½ rimessa al Consiglio dei ministri, che assume la determinazione sostitutiva nei successivi trenta giorni, ovvero, quando verta in materia non attribuita alla competenza statale ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, e dell'articolo 118 della Costituzione, alla competente Giunta regionale ovvero alle competenti Giunte delle province autonome di Trento e di Bolzano, che assumono la determinazione sostitutiva nei successivi trenta giorni; qualora la Giunta regionale non provveda entro il termine predetto, la decisione ï¿½ rimessa al Consiglio dei ministri, che delibera con la partecipazione dei Presidenti delle regioni interessate.
5. Nellï¿½ipotesi in cui lï¿½opera sia sottoposta a VIA e in caso di provvedimento negativo trova applicazione lï¿½articolo 5, comma 2, lettera c-bis), della legge 23 agosto 1988, n. 400, introdotta dallï¿½articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303.
Art. 14-quinquies. (Conferenza di servizi in materia di finanza di progetto)
1. Nelle ipotesi di conferenza di servizi finalizzata all'approvazione del progetto definitivo in relazione alla quale trovino applicazione le procedure di cui agli articoli 37-bis e seguenti della legge 11 febbraio 1994, n. 109, sono convocati alla conferenza, senza diritto di voto, anche i soggetti aggiudicatari di concessione individuati all'esito della procedura di cui all'articolo 37-quater della legge n. 109 del 1994, ovvero le societï¿½ di progetto di cui all'articolo 37-quinquies della medesima legge.
1. Anche al di fuori delle ipotesi previste dallï¿½articolo 14, le amministrazioni pubbliche possono sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attivitï¿½ di interesse comune.
2. Per detti accordi si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni previste dallï¿½articolo 11, commi 2, 3 e 5.
Art. 16 (Attivitï¿½ consultiva)
1. Gli organi consultivi delle pubbliche amministrazioni di cui allï¿½articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, sono tenuti a rendere i pareri ad essi obbligatoriamente richiesti entro quarantacinque giorni dal ricevimento della richiesta. Qualora siano richiesti di pareri facoltativi, sono tenuti a dare immediata comunicazione alle amministrazioni richiedenti del termine entro il quale il parere sarï¿½ reso.
2. In caso di decorrenza del termine senza che sia stato comunicato il parere o senza che lï¿½organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie, e in facoltï¿½ dellï¿½amministrazione richiedente di procedere indipendentemente dallï¿½acquisizione del parere.
4. Nel caso in cui lï¿½organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie il predetto termine puï¿½ essere interrotto per una sola volta e il parere deve essere reso definitivamente entro quindici giorni dalla ricezione degli elementi istruttori da parte delle amministrazioni interessate.
5. Qualora il parere sia favorevole, senza osservazioni, il dispositivo ï¿½ comunicato telegraficamente o con mezzi telematici.
6. Gli organi consultivi dello Stato predispongono procedure di particolare urgenza per lï¿½adozione dei pareri loro richiesti.
1. Ove per disposizione espressa di legge o di regolamento sia previsto che per lï¿½adozione di un provvedimento debbano essere preventivamente acquisite le valutazioni tecniche di organi od enti appositi e tali organi ed enti non provvedano o non rappresentino esigenze istruttorie di competenza dellï¿½amministrazione procedente nei termini prefissati dalla disposizione stessa o, in mancanza, entro novanta giorni dal ricevimento della richiesta, il responsabile del procedimento deve chiedere le suddette valutazioni tecniche ad altri organi dellï¿½amministrazione pubblica o ad enti pubblici che siano dotati di qualificazione e capacitï¿½ tecnica equipollenti, ovvero ad istituti universitari.
3. Nel caso in cui lï¿½ente od organo adito abbia rappresentato esigenze istruttorie allï¿½amministrazione procedente, si applica quanto previsto dal comma 4 dellï¿½articolo 16.
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge le amministrazioni interessate adottano le misure organizzative idonee a garantire lï¿½applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione e di presentazione di atti e documenti da parte di cittadini a pubbliche amministrazioni di cui alla legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive modificazioni e integrazioni. Delle misure adottate le amministrazioni danno comunicazione alla Commissione di cui allï¿½articolo 27.
2. I documenti attestanti atti, fatti, qualitï¿½ e stati soggettivi, necessari per l'istruttoria del procedimento, sono acquisiti d'ufficio quando sono in possesso dell'amministrazione procedente, ovvero sono detenuti, istituzionalmente, da altre pubbliche amministrazioni. L'amministrazione procedente puï¿½ richiedere agli interessati i soli elementi necessari per la ricerca dei documenti.
3. Parimenti sono accertati dï¿½ufficio dal responsabile del procedimento i fatti, gli stati e le qualitï¿½ che la stessa amministrazione procedente o altra pubblica amministrazione ï¿½ tenuta a certificare.
Art. 19 (Denuncia di inizio attivitï¿½)
1. Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per l'esercizio di attivitï¿½ imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda esclusivamente dall'accertamento dei requisiti e presupposti di legge o di atti amministrativi a contenuto generale e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, con la sola esclusione degli atti rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza, all'immigrazione, all'amministrazione della giustizia, alla amministrazione delle finanze, ivi compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, alla tutela della salute e della pubblica incolumitï¿½, del patrimonio culturale e paesaggistico e dell'ambiente, nonchï¿½ degli atti imposti dalla normativa comunitaria, ï¿½ sostituito da una dichiarazione dell'interessato corredata, anche per mezzo di autocertificazioni, delle certificazioni e delle attestazioni normativamente richieste.
L'amministrazione competente puï¿½ richiedere informazioni o certificazioni relative a fatti, stati o qualitï¿½ soltanto qualora non siano attestati in documenti giï¿½ in possesso dell'amministrazione stessa o non siano direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni.
2. L'attivitï¿½ oggetto della dichiarazione puï¿½ essere iniziata decorsi trenta giorni dalla data di presentazione della dichiarazione all'amministrazione competente. Contestualmente all'inizio dell'attivitï¿½, l'interessato ne dï¿½ comunicazione all'amministrazione competente.
3. L'amministrazione competente, in caso di accertata carenza delle condizioni, modalitï¿½ e fatti legittimanti, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 2, adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attivitï¿½ e di rimozione dei suoi effetti, salvo che, ove ciï¿½ sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta attivitï¿½ ed i suoi effetti entro un termine fissato dall'amministrazione, in ogni caso non inferiore a trenta giorni. E` fatto comunque salvo il potere dell'amministrazione competente di assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. Nei casi in cui la legge prevede l'acquisizione di pareri di organi o enti appositi, il termine per l'adozione dei provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attivitï¿½ e di rimozione dei suoi effetti sono sospesi, fino all'acquisizione dei pareri, fino a un massimo di trenta giorni, scaduti i quali l'amministrazione puï¿½ adottare i propri provvedimenti indipendentemente dall'acquisizione del parere. Della sospensione ï¿½ data comunicazione all'interessato.
4. Restano ferme le disposizioni di legge vigenti che prevedono termini diversi da quelli di cui ai commi 2 e 3 per l'inizio dell'attivitï¿½ e per l'adozione da parte dell'amministrazione competente di provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attivitï¿½ e di rimozione dei suoi effetti.
5. Ogni controversia relativa all'applicazione dei commi 1, 2 e 3 ï¿½ devoluta alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
1. Fatta salva l'applicazione dell'articolo 19, nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti amministrativi il silenzio dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della domanda, senza necessitï¿½ di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica all'interessato, nel termine di cui all'articolo 2, commi 2 o 3, il provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del comma 2.
2. L'amministrazione competente puï¿½ indire, entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza di cui al comma 1, una conferenza di servizi ai sensi del capo IV, anche tenendo conto delle situazioni giuridiche soggettive dei controinteressati.
3. Nei casi in cui il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento della domanda, l'amministrazione competente puï¿½ assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies.
4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico, l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e l'immigrazione, la salute e la pubblica incolumitï¿½, ai casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali, ai casi in cui la legge qualifica il silenzio dell'amministrazione come rigetto dell'istanza, nonchï¿½ agli atti e procedimenti individuati con uno o piï¿½ decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri competenti.
1. Con la denuncia o con la domanda di cui agli articoli 19 e 20 lï¿½interessato deve dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti. In caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni non ï¿½ ammessa la conformazione dellï¿½attivitï¿½ e dei suoi effetti a legge o la sanatoria prevista dagli articoli medesimi ed il dichiarante ï¿½ punito con la sanzione prevista dallï¿½articolo 483 del codice penale, salvo che il fatto costituisca piï¿½ grave reato.
2. Le sanzioni attualmente previste in caso di svolgimento dellï¿½attivitï¿½ in carenza dellï¿½atto di assenso dellï¿½amministrazione o in difformitï¿½ di esso si applicano anche nei riguardi di coloro i quali diano inizio allï¿½attivitï¿½ ai sensi degli articoli 19 e 20 in mancanza dei requisiti richiesti o, comunque, in contrasto con la normativa vigente.
2-bis. Restano ferme le attribuzioni di vigilanza, prevenzione e controllo su attivitï¿½ soggette ad atti di assenso da parte di pubbliche amministrazioni previste da leggi vigenti, anche se ï¿½ stato dato inizio all'attivitï¿½ ai sensi degli articoli 19 e 20.
CAPO IV-BIS - EFFICACIA ED INVALIDITï¿½ DEL PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO. REVOCA E RECESSO
1. Il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati acquista efficacia nei confronti di ciascun destinatario con la comunicazione allo stesso effettuata anche nelle forme stabilite per la notifica agli irreperibili nei casi previsti dal codice di procedura civile. Qualora per il numero dei destinatari la comunicazione personale non sia possibile o risulti particolarmente gravosa, l'amministrazione provvede mediante forme di pubblicitï¿½ idonee di volta in volta stabilite dall'amministrazione medesima. Il provvedimento limitativo della sfera giuridica dei privati non avente carattere sanzionatorio puï¿½ contenere una motivata clausola di immediata efficacia. I provvedimenti limitativi della sfera giuridica dei privati aventi carattere cautelare ed urgente sono immediatamente efficaci.
Art. 21-ter. (Esecutorietï¿½)
1. Nei casi e con le modalitï¿½ stabiliti dalla legge, le pubbliche amministrazioni possono imporre coattivamente l'adempimento degli obblighi nei loro confronti. Il provvedimento costitutivo di obblighi indica il termine e le modalitï¿½ dell'esecuzione da parte del soggetto obbligato. Qualora l'interessato non ottemperi, le pubbliche amministrazioni, previa diffida, possono provvedere all'esecuzione coattiva nelle ipotesi e secondo le modalitï¿½ previste dalla legge.
Art. 21-quater. (Efficacia ed esecutivitï¿½ del provvedimento)
2. L'efficacia ovvero l'esecuzione del provvedimento amministrativo puï¿½ essere sospesa, per gravi ragioni e per il tempo strettamente necessario, dallo stesso organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. Il termine della sospensione ï¿½ esplicitamente indicato nell'atto che la dispone e puï¿½ essere prorogato o differito per una sola volta, nonchï¿½ ridotto per sopravvenute esigenze.
1. Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto o di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia durevole puï¿½ essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la inidoneitï¿½ del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati, l'amministrazione ha l'obbligo di provvedere al loro indennizzo. Le controversie in materia di determinazione e corresponsione dell'indennizzo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
1-bis. Ove la revoca di un atto amministrativo ad efficacia durevole o istantanea incida su rapporti negoziali, l'indennizzo liquidato dall'amministrazione agli interessati e' parametrato al solo danno emergente e tiene conto sia dell'eventuale conoscenza o conoscibilita' da parte dei contraenti della contrarieta' dell'atto amministrativo oggetto di revoca all'interesse pubblico, sia dell'eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all'erronea valutazione della compatibilita' di tale atto con l'interesse pubblico
(articolo cosï¿½ modificato dal Decreto legge 31 gennaio 2007 n 7)
1. Il recesso unilaterale dai contratti della pubblica amministrazione ï¿½ ammesso nei casi previsti dalla legge o dal contratto.
Art. 21-septies. (Nullitï¿½ del provvedimento)
1. ï¿½ nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che ï¿½ viziato da difetto assoluto di attribuzione, che ï¿½ stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonchï¿½ negli altri casi espressamente previsti dalla legge.
2. Le questioni inerenti alla nullitï¿½ dei provvedimenti amministrativi in violazione o elusione del giudicato sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
Art. 21-octies. (Annullabilitï¿½ del provvedimento)
1. ï¿½ annullabile il provvedimento amministrativo adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza.
2. Non ï¿½ annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato. Il provvedimento amministrativo non ï¿½ comunque annullabile per mancata comunicazione dell'avvio del procedimento qualora l'amministrazione dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato.
1. Il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi dell'articolo 21-octies puï¿½ essere annullato d'ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati, dall'organo che lo ha emanato, ovvero da altro organo previsto dalla legge.
2. ï¿½ fatta salva la possibilitï¿½ di convalida del provvedimento annullabile, sussistendone le ragioni di interesse pubblico ed entro un termine ragionevole.
Art. 22 (Definizioni e princï¿½pi in materia di accesso)
a)per "diritto di accesso", il diritto degli interessati di prendere visione e di estrarre copia di documenti amministrativi;
b)per "interessati", tutti i soggetti privati, compresi quelli portatori di interessi pubblici o diffusi, che abbiano un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale ï¿½ chiesto l'accesso;
c)per "controinteressati", tutti i soggetti, individuati o facilmente individuabili in base alla natura del documento richiesto, che dall'esercizio dell'accesso vedrebbero compromesso il loro diritto alla riservatezza;
d)per "documento amministrativo", ogni rappresentazione grafica, fotocinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attivitï¿½ di pubblico interesse, indipendentemente dalla natura pubblicistica o privatistica della loro disciplina sostanziale;
e)per "pubblica amministrazione", tutti i soggetti di diritto pubblico e i soggetti di diritto privato limitatamente alla loro attivitï¿½ di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o comunitario.
2. L'accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalitï¿½ di pubblico interesse, costituisce principio generale dell'attivitï¿½ amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurarne l'imparzialitï¿½ e la trasparenza, ed attiene ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai sensi dell'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. Resta ferma la potestï¿½ delle regioni e degli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, di garantire livelli ulteriori di tutela.
6. Il diritto di accesso ï¿½ esercitabile fino a quando la pubblica amministrazione ha l'obbligo di detenere i documenti amministrativi ai quali si chiede di accedere
1. Il diritto di accesso di cui allï¿½articolo 22 si esercita nei confronti delle amministrazioni , delle aziende autonome e speciali, degli enti pubblici e dei gestori di pubblici servizi. Il diritto di accesso nei confronti delle Autoritï¿½ di garanzia e di vigilanza si esercita nell'ambito dei rispettivi ordinamenti, secondo quanto previsto dall'articolo 24.
(articolo cosï¿½ sostituito dall'articolo 16 della legge n. 15 del 2005)
1. Il diritto di accesso ï¿½ escluso:
a)per i documenti coperti da segreto di Stato ai sensi della legge 24 ottobre 1977, n. 801, e successive modificazioni, e nei casi di segreto o di divieto di divulgazione espressamente previsti dalla legge, dal regolamento governativo di cui al comma 6 e dalle pubbliche amministrazioni ai sensi del comma 2 del presente articolo;
b)nei procedimenti tributari, per i quali restano ferme le particolari norme che li regolano;
c)nei confronti dell'attivitï¿½ della pubblica amministrazione diretta all'emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione;
d)nei procedimenti selettivi, nei confronti dei documenti amministrativi contenenti informazioni di carattere psico-attitudinale relativi a terzi.
2. Le singole pubbliche amministrazioni individuano le categorie di documenti da esse formati o comunque rientranti nella loro disponibilitï¿½ sottratti all'accesso ai sensi del comma 1.
4. L'accesso ai documenti amministrativi non puï¿½ essere negato ove sia sufficiente fare ricorso al potere di differimento.
6. Con regolamento, adottato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il Governo puï¿½ prevedere casi di sottrazione all'accesso di documenti amministrativi:
a)quando, al di fuori delle ipotesi disciplinate dall'articolo 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, dalla loro divulgazione possa derivare una lesione, specifica e individuata, alla sicurezza e alla difesa nazionale, all'esercizio della sovranitï¿½ nazionale e alla continuitï¿½ e alla correttezza delle relazioni internazionali, con particolare riferimento alle ipotesi previste dai trattati e dalle relative leggi di attuazione;
b)quando l'accesso possa arrecare pregiudizio ai processi di formazione, di determinazione e di attuazione della politica monetaria e valutaria;
c)quando i documenti riguardino le strutture, i mezzi, le dotazioni, il personale e le azioni strettamente strumentali alla tutela dell'ordine pubblico, alla prevenzione e alla repressione della criminalitï¿½ con particolare riferimento alle tecniche investigative, alla identitï¿½ delle fonti di informazione e alla sicurezza dei beni e delle persone coinvolte, all'attivitï¿½ di polizia giudiziaria e di conduzione delle indagini;
d)quando i documenti riguardino la vita privata o la riservatezza di persone fisiche, persone giuridiche, gruppi, imprese e associazioni, con particolare riferimento agli interessi epistolare, sanitario, professionale, finanziario, industriale e commerciale di cui siano in concreto titolari, ancorchï¿½ i relativi dati siano forniti all'amministrazione dagli stessi soggetti cui si riferiscono;
e)quando i documenti riguardino l'attivitï¿½ in corso di contrattazione collettiva nazionale di lavoro e gli atti interni connessi all'espletamento del relativo mandato.
7. Deve comunque essere garantito ai richiedenti l'accesso ai documenti amministrativi la cui conoscenza sia necessaria per curare o per difendere i propri interessi giuridici. Nel caso di documenti contenenti dati sensibili e giudiziari, l'accesso ï¿½ consentito nei limiti in cui sia strettamente indispensabile e nei termini previsti dall'articolo 60 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, in caso di dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale
Art. 25 (Modalitï¿½ di esercizio del diritto di accesso e ricorsi)
1. Il diritto di accesso si esercita mediante esame ed estrazione di copia dei documenti amministrativi, nei modi e con i limiti indicati dalla presente legge. Lï¿½esame dei documenti ï¿½ gratuito. Il rilascio di copia ï¿½ subordinato soltanto al rimborso del costo di riproduzione, salve le disposizioni vigenti in materia di bollo, nonchï¿½ i diritti di ricerca e di visura.
2. La richiesta di accesso ai documenti deve essere motivata. Essa deve essere rivolta allï¿½amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente.
3. Il rifiuto, il differimento e la limitazione dellï¿½accesso sono ammessi nei casi e nei limiti stabiliti dallï¿½articolo 24 e debbono essere motivati.
4. Decorsi inutilmente trenta giorni dalla richiesta, questa si intende respinta. In caso di diniego dell'accesso, espresso o tacito, o di differimento dello stesso ai sensi dell'articolo 24, comma 4, il richiedente puï¿½ presentare ricorso al tribunale amministrativo regionale ai sensi del comma 5, ovvero chiedere, nello stesso termine e nei confronti degli atti delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali, al difensore civico competente per ambito territoriale, ove costituito, che sia riesaminata la suddetta determinazione. Qualora tale organo non sia stato istituito, la competenza ï¿½ attribuita al difensore civico competente per l'ambito territoriale immediatamente superiore. Nei confronti degli atti delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato tale richiesta ï¿½ inoltrata presso la Commissione per l'accesso di cui all'articolo 27. Il difensore civico o la Commissione per l'accesso si pronunciano entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza. Scaduto infuttuosamente tale termine, il ricorso si intende respinto. Se il difensore civico o la Commissione per l'accesso ritengono illegittimo il diniego o il differimento, ne informano il richiedente e lo comunicano all'autoritï¿½ disponente. Se questa non emana il provvedimento confermativo motivato entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione del difensore civico o della Commissione, l'accesso ï¿½ consentito. Qualora il richiedente l'accesso si sia rivolto al difensore civico o alla Commissione, il termine di cui al comma 5 decorre dalla data di ricevimento, da parte del richiedente, dell'esito della sua istanza al difensore civico o alla Commissione stessa. Se l'accesso ï¿½ negato o differito per motivi inerenti ai dati personali che si riferiscono a soggetti terzi, la Commissione provvede, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, il quale si pronuncia entro il termine di dieci giorni dalla richiesta, decorso inutilmente il quale il parere si intende reso. Qualora un procedimento di cui alla sezione III del capo I del titolo I della parte III del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, o di cui agli articoli 154, 157, 158, 159 e 160 del medesimo decreto legislativo n. 196 del 2003, relativo al trattamento pubblico di dati personali da parte di una pubblica amministrazione, interessi l'accesso ai documenti amministrativi, il Garante per la protezione dei dati personali chiede il parere, obbligatorio e non vincolante, della Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi. La richiesta di parere sospende il termine per la pronuncia del Garante sino all'acquisizione del parere, e comunque per non oltre quindici giorni. Decorso inutilmente detto termine, il Garante adotta la propria decisione.
5. Contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto di accesso e nei casi previsti dal comma 4 ï¿½ dato ricorso, nel termine di trenta giorni, al tribunale amministrativo regionale, il quale decide in camera di consiglio entro trenta giorni dalla scadenza del termine per il deposito del ricorso, uditi i difensori delle parti che ne abbiano fatto richiesta. In pendenza di un ricorso presentato ai sensi della legge 6 dicembre 1971, n. 1034, e successive modificazioni, il ricorso puï¿½ essere proposto con istanza presentata al presidente e depositata presso la segreteria della sezione cui ï¿½ assegnato il ricorso, previa notifica all'amministrazione o ai controinteressati, e viene deciso con ordinanza istruttoria adottata in camera di consiglio. La decisione del tribunale ï¿½ appellabile, entro trenta giorni dalla notifica della stessa, al Consiglio di Stato, il quale decide con le medesime modalitï¿½ e negli stessi termini. Le controversie relative all'accesso ai documenti amministrativi sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.
5-bis. Nei giudizi in materia di accesso, le parti possono stare in giudizio personalmente senza l'assistenza del difensore. L'amministrazione puï¿½ essere rappresentata e difesa da un proprio dipendente, purchï¿½ in possesso della qualifica di dirigente, autorizzato dal rappresentante legale dell'ente.
1. Fermo restando quanto previsto per le pubblicazioni nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dalla legge 11 dicembre 1984, n. 839, e dalle relative norme di attuazione, sono pubblicati, secondo le modalitï¿½ previste dai singoli ordinamenti, le direttive, i programmi, le istruzioni, le circolari e ogni atto che dispone in generale sulla organizzazione, sulle funzioni, sugli obiettivi, sui procedimenti di una pubblica amministrazione ovvero nel quale si determina lï¿½interpretazione di norme giuridiche o si dettano disposizioni per lï¿½applicazione di esse.
2. Sono altresï¿½ pubblicate, nelle forme predette, le relazioni annuali della Commissione di cui allï¿½articolo 27 e, in generale, ï¿½ data la massima pubblicitï¿½ a tutte le disposizioni attuative della presente legge e a tutte le iniziative dirette a precisare ed a rendere effettivo il diritto di accesso.
3. Con la pubblicazione di cui al comma 1, ove essa sia integrale, la libertï¿½ di accesso ai documenti indicati nel predetto comma 1 sï¿½intende realizzata.
Art. 27. (Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi)
1. ï¿½ istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri la Commissione per l'accesso ai documenti amministrativi.
2. La Commissione ï¿½ nominata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio dei ministri. Essa ï¿½ presieduta dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ed ï¿½ composta da dodici membri, dei quali due senatori e due deputati, designati dai Presidenti delle rispettive Camere, quattro scelti fra il personale di cui alla legge 2 aprile 1979, n. 97, su designazione dei rispettivi organi di autogoverno, due fra i professori di ruolo in materie giuridiche e uno fra i dirigenti dello Stato e degli altri enti pubblici. ï¿½ membro di diritto della Commissione il capo della struttura della Presidenza del Consiglio dei ministri che costituisce il supporto organizzativo per il funzionamento della Commissione. La Commissione puï¿½ avvalersi di un numero di esperti non superiore a cinque unitï¿½, nominati ai sensi dell'articolo 29 della legge 23 agosto 1988, n. 400.
3. La Commissione ï¿½ rinnovata ogni tre anni. Per i membri parlamentari si procede a nuova nomina in caso di scadenza o scioglimento anticipato delle Camere nel corso del triennio.
5. La Commissione adotta le determinazioni previste dall'articolo 25, comma 4; vigila affinchï¿½ sia attuato il principio di piena conoscibilitï¿½ dell'attivitï¿½ della pubblica amministrazione con il rispetto dei limiti fissati dalla presente legge; redige una relazione annuale sulla trasparenza dell'attivitï¿½ della pubblica amministrazione, che comunica alle Camere e al Presidente del Consiglio dei ministri; propone al Governo modifiche dei testi legislativi e regolamentari che siano utili a realizzare la piï¿½ ampia garanzia del diritto di accesso di cui all'articolo 22.
Art. 28. (Modifica dell'articolo 15 del testo unico di cui al d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, in materia di segreto di ufficio)
1. L'art. 15 del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con d.P.R. 10 gennaio 1957, n. 3, , ï¿½ sostituito dal seguente:
"Art. 15 ( Segreto d'ufficio ). - 1. L'impiegato deve mantenere il segreto d'ufficio. Non puï¿½ trasmettere a chi non ne abbia diritto informazioni riguardanti provvedimenti od operazioni amministrative, in corso o concluse, ovvero notizie di cui sia venuto a conoscenza a causa delle sue funzioni, al di fuori delle ipotesi e delle modalitï¿½ previste dalle norme sul diritto di accesso. Nell'ambito delle proprie attribuzioni, l'impiegato preposto ad un ufficio rilascia copie ed estratti di atti e documenti di ufficio nei casi non vietati dall'ordinamento."
Art. 29. (Ambito di applicazione della legge)
(articolo cosï¿½ sostituito dall'articolo 19 della legge n. 15 del 2005)
2. Le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, regolano le materie disciplinate dalla presente legge nel rispetto del sistema costituzionale e delle garanzie del cittadino nei riguardi dell'azione amministrativa, cosï¿½ come definite dai princï¿½pi stabiliti dalla presente legge.
Art. 30 (Atti di nototirietï¿½)
1. In tutti i casi in cui le leggi e i regolamenti prevedono atti di notorietï¿½ o attestazioni asseverate da testimoni altrimenti denominate, il numero dei testimoni ï¿½ ridotto a due.
2. ï¿½ fatto divieto alle pubbliche amministrazioni e alle imprese esercenti servizi di pubblica necessitï¿½ e di pubblica utilitï¿½ di esigere atti di notorietï¿½ in luogo della dichiarazione sostitutiva dellï¿½atto di notorietï¿½ prevista dallï¿½articolo 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, quando si tratti di provare qualitï¿½ personali, stati o fatti che siano a diretta conoscenza dellï¿½interessato.
Art. 31. (abrogato dall'articolo 20 della legge n. 15 del 2005)

References: Art. 1

Art. 4

Art. 8

Art. 9

Art. 14

Art. 16

Art. 19

Art. 21

Art. 21

Art. 21

Art. 21

Art. 22

Art. 25

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31