Source: https://piudemocraziaintrentino.org/2016/08/08/riforme-costituzionali-e-referendum-confermativo/
Timestamp: 2017-07-27 22:42:32+00:00

Document:
Riforme costituzionali e referendum confermativo | Più Democrazia in Trentino
Posted on 8 agosto 2016 by Alex Marini	(fonte www.camera.it) Nella Gazzetta Ufficiale del 15 aprile 2016 è stato pubblicato il testo della legge costituzionale approvato da entrambe le Camere, in seconda deliberazione, a maggioranza assoluta dei componenti. La riforma dispone, in particolare, il superamento dell’attuale sistema di bicameralismo paritario, riformando il Senato che diviene organo di rappresentanza delle istituzioni territoriali; contestualmente, sono oggetto di revisione la disciplina del procedimento legislativo e le previsioni del Titolo V della Parte seconda della Costituzione sulle competenze dello Stato e delle Regioni. E’ altresì disposta la soppressione del CNEL.
Il testo di legge di riforma costituzionale è stato approvato – in prima deliberazione – dal Senato nella seduta del 13 ottobre 2015 e dalla Camera nella seduta dell’11 gennaio 2016 e – in seconda deliberazione – dal Senato nella seduta del 20 gennaio 2016 e dalla Camera nella seduta del 12 aprile 2016.
Il testo di legge delle riforma costituzionale (testo integrale a piè di pagina)
L’Ufficio centrale per il referendum della Corte di cassazione, con l’ordinanza del 6 maggio 2016, ha dichiarato conformi alle norme dell’art. 138 Cost. e della legge 25 maggio 1970, n. 352 quattro distinte richieste di referendum sul testo di legge costituzionale presentate presso la cancelleria della Corte di Cassazione:
il 20 aprile 2016 dai deputati Rosati ed altri;
Con la medesima ordinanza l’Ufficio ha dichiarato la legittimità del seguente quesito referendario: «Approvate voi il testo della legge costituzionale concernente “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del tilo V della parte II della Costituzione” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 15 aprile 2016?».
Per approfondimenti si vedano i Dossier del Servizio Studi, serie Progetti di legge,nn. 216/12 parte prima (schede di lettura), parte seconda (testo a fronte) e parte terza (sintesi del contenuto).
Nell’architettura costituzionale delineata dal provvedimento alla Camera dei deputati– che “rappresenta la Nazione” e di cui è immodificata la composizione – spetta la titolarità del rapporto fiduciario e della funzione di indirizzo politico, nonché il controllo dell’operato del Governo.
Riforma del titolo V della Costituzione e sopppressione delle province
Le riforme costituzionali: i precedenti dalla IX legislatura
Il tema delle riforma istituzionali è stato al centro del dibattito politico-parlamentare fin dalla fine degli anni ’70. A partire dalla IX legislatura si susseguono diversi tentativi di riforma della Carta costituzione.
Con particolare riguardo al superamento del bicameralismo perfetto, esso è previsto:
dalla relazione approvata dalla c.d. Commissione Bozzi (IX legislatura), che si è orientata nel senso di attribuire alla Camera una prevalenza nell’esercizio della funzione legislativa e al Senato una prevalenza nell’esercizio della funzione di controllo;
dal progetto di revisione costituzionale (X legislatura), approvato dal Senato e, con modifiche, in un testo unificato dalla Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati (A.C. 4887 e abb.-A), in cui si affiancava al “principio della culla”, in base al quale i progetti di legge sono esaminati e approvati da una sola camera, quella presso la quale sono presentati, una differenziazione funzionale tra le due Camere connessa con la redistribuzione delle competenze legislative tra lo Stato e le Regioni;
dalla Commissione De Mita Iotti (XI legislatura) in cui, nella Relazione del Presidente, si rileva come si fosse “vicini ad un accordo” per quanto riguarda la riduzione del numero dei parlamentari e per introdurre una certa distinzione dei compiti tra le due Camere;
dal Comitato Speroni (XII legislatura), nel cui progetto di revisione costituzionale le due Camere si differenziano per composizione e funzioni; dalla Commissione D’Alema (XIII legislatura), il cui testo di riforma si fondava su una “Camera politica” e una “Camera delle garanzie”, con distinte funzioni;
dalla legge costituzionale pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005 (XIV legislatura), su cui vi è stato un esito non favorevole nelreferendum confermativo del 25 e 26 giugno 2006, che introduceva significative differenze tra le due Camere con riguardo a composizione e funzioni;
dalla c.d. bozza Violante (XV legislatura) in cui, il testo approvato dalla Commissione Affari costituzionali della Camera (C. 553 e abb.-A) si incentrava sulla previsione di due Camere in un sistema di bicameralismo non simmetrico, sia dal punto di vista della costituzione degli organi sia delle funzioni, limitando alla Camera il rapporto fiduciario con l’Esecutivo;
dal progetto di legge (XVI legislatura) approvato dal Senato (C. 5386), in cui la Camera dei deputati ed il Senato federale si differenziavano sotto il profilo della funzione legislativa e, in parte, sotto il profilo della costituzione degli organi.
La stessa riforma del titolo V della parte II della Costituzione nel 2001 (legge cost. 3/2001) preannunciava, a proprio completamento, una ulteriore riforma delle disposizioni costituzionali relative alla composizione del Parlamento secondo la formulazione contenuta all’articolo 11 che prevede che “sino alla revisione delle norme del titolo I della parte seconda della Costituzione”, i regolamenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica possono prevedere la partecipazione di rappresentanti delle Regioni, delle Province autonome e degli enti locali alla Commissione parlamentare per le questioni regionali.
Da ultimo, la Commissione per le riforme costituzionali istituita l’11 giugno 2013, ha espresso – nella Relazione finale trasmessa al Presidente del Consiglio il 17 settembre 2013 – un’opinione unanime in favore del superamento del bicameralismo paritario, registrando al proprio interno un orientamento prevalente in favore dell’introduzione di una forma di bicameralismo differenziato rispetto ad un sistema monocamerale.
Le motivazioni di tale scelta risiedono, in particolare, nella necessità di garantire al governo nazionale una maggioranza politica certa, maggiore rapidità nelle decisioni e dunque stabilità, nonché nell’esigenza di portare a compimento il processo di costruzione di un sistema autonomistico compiuto, con una Camera che sia espressione delle autonomie territoriali.
TESTO INTEGRALE DELLA LEGGE DI RIFORMA COSTITUZIONALE
Capo I – MODIFICHE AL TITOLO I DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE Art. 1. (Funzioni delle Camere). 1. L’articolo 55 della Costituzione è sostituito dal seguente:
Art. 4. (Durata della Camera dei deputati). 1. L’articolo 60 della Costituzione è sostituito dal seguente:
Art. 6. (Modifiche all’articolo 64 della Costituzione). 1. All’articolo 64 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
Art. 7. (Titoli di ammissione dei componenti del Senato della Repubblica). 1. All’articolo 66 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma:
Art. 8. (Vincolo di mandato). 1. L’articolo 67 della Costituzione è sostituito dal seguente:
Art. 9. (Indennità parlamentare). 1. All’articolo 69 della Costituzione, le parole: «del Parlamento» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati».
Art. 10. (Procedimento legislativo). 1. L’articolo 70 della Costituzione è sostituito dal seguente:
Art. 11. (Iniziativa legislativa). 1. All’articolo 71 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
Art. 12. (Modifica dell’articolo 72 della Costituzione). 1. L’articolo 72 della Costituzione è sostituito dal seguente:
Art. 13. (Modifiche agli articoli 73 e 134 della Costituzione). 1. All’articolo 73 della Costituzione, il primo comma è sostituito dai seguenti:
Art. 14. (Modifica dell’articolo 74 della Costituzione). 1. L’articolo 74 della Costituzione è sostituito dal seguente:
Art. 15. (Modifica dell’articolo 75 della Costituzione). 1. L’articolo 75 della Costituzione è sostituito dal seguente:
Art. 16. (Disposizioni in materia di decretazione d’urgenza). 1. All’articolo 77 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
Art. 17. (Deliberazione dello stato di guerra). 1. L’articolo 78 della Costituzione è sostituito dal seguente:
Art. 18. (Leggi di amnistia e indulto). 1. All’articolo 79, primo comma, della Costituzione, le parole: «di ciascuna Camera,» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati,».
Art. 19. (Autorizzazione alla ratifica di trattati internazionali). 1. All’articolo 80 della Costituzione, le parole: «Le Camere autorizzano» sono sostituite dalle seguenti: «La Camera dei deputati autorizza» ed è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Le leggi che autorizzano la ratifica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea sono approvate da entrambe le Camere».
Art. 20. (Inchieste parlamentari). 1. L’articolo 82 della Costituzione è sostituito dal seguente:
Capo II – MODIFICHE AL TITOLO II DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE Art. 21. (Modifiche all’articolo 83 della Costituzione in materia di delegati regionali e di quorum per l’elezione del Presidente della Repubblica). 1. All’articolo 83 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
Art. 22. (Disposizioni in tema di elezione del Presidente della Repubblica). 1. All’articolo 85 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
Art. 23. (Esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica). 1. All’articolo 86 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
Capo III – MODIFICHE AL TITOLO III DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE Art. 25. (Fiducia al Governo). 1. All’articolo 94 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
Art. 26. (Modifica all’articolo 96 della Costituzione). 1. All’articolo 96 della Costituzione, le parole: «del Senato della Repubblica o» sono soppresse.
Art. 27. (Modifica all’articolo 97 della Costituzione). 1. Il secondo comma dell’articolo 97 della Costituzione è sostituito dal seguente:
Art. 28. (Soppressione del CNEL). 1. L’articolo 99 della Costituzione è abrogato.
Capo IV – MODIFICHE AL TITOLO V DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE Art. 29. (Abolizione delle Province). 1. All’articolo 114 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
Art. 30. (Modifica all’articolo 116 della Costituzione). 1. All’articolo 116 della Costituzione, il terzo comma è sostituito dal seguente:
Art. 31. (Modifica dell’articolo 117 della Costituzione). 1. L’articolo 117 della Costituzione è sostituito dal seguente:
Art. 32. (Modifiche all’articolo 118 della Costituzione). 1. All’articolo 118 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
Art. 33. (Modifica dell’articolo 119 della Costituzione). 1. L’articolo 119 della Costituzione è sostituito dal seguente:
Art. 34. (Modifica all’articolo 120 della Costituzione). 1. All’articolo 120, secondo comma, della Costituzione, dopo le parole: «Il Governo» sono inserite le seguenti: «, acquisito, salvi i casi di motivata urgenza, il parere del Senato della Repubblica, che deve essere reso entro quindici giorni dalla richiesta,» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e stabilisce i casi di esclusione dei titolari di organi di governo regionali e locali dall’esercizio delle rispettive funzioni quando è stato accertato lo stato di grave dissesto finanziario dell’ente».
Art. 35. (Limiti agli emolumenti dei componenti degli organi regionali ed equilibrio tra i sessi nella rappresentanza). 1. All’articolo 122, primo comma, della Costituzione, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e i relativi emolumenti nel limite dell’importo di quelli attribuiti ai sindaci dei Comuni capoluogo di Regione. La legge della Repubblica stabilisce altresì i princìpi fondamentali per promuovere l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza».
Art. 36. (Soppressione della Commissione parlamentare per le questioni regionali). 1. All’articolo 126, primo comma, della Costituzione, l’ultimo periodo è sostituito dal seguente: «Il decreto è adottato previo parere del Senato della Repubblica».
Capo V – MODIFICHE AL TITOLO VI DELLA PARTE II DELLA COSTITUZIONE Art. 37. (Elezione dei giudici della Corte costituzionale). 1. All’articolo 135 della Costituzione sono apportate le seguenti modificazioni:
Capo VI – DISPOSIZIONI FINALI Art. 38. (Disposizioni consequenziali e di coordinamento). 1. All’articolo 48, terzo comma, della Costituzione, le parole: «delle Camere» sono sostituite dalle seguenti: «della Camera dei deputati».
Art. 39. (Disposizioni transitorie). 1. In sede di prima applicazione e sino alla data di entrata in vigore della legge di cui all’articolo 57, sesto comma, della Costituzione, come modificato dall’articolo 2 della presente legge costituzionale, per l’elezione del Senato della Repubblica, nei Consigli regionali e della Provincia autonoma di Trento, ogni consigliere può votare per una sola lista di candidati, formata da consiglieri e da sindaci dei rispettivi territori. Al fine dell’assegnazione dei seggi a ciascuna lista di candidati si divide il numero dei voti espressi per il numero dei seggi attribuiti e si ottiene il quoziente elettorale. Si divide poi per tale quoziente il numero dei voti espressi in favore di ciascuna lista di candidati. I seggi sono assegnati a ciascuna lista di candidati in numero pari ai quozienti interi ottenuti, secondo l’ordine di presentazione nella lista dei candidati medesimi, e i seggi residui sono assegnati alle liste che hanno conseguito i maggiori resti; a parità di resti, il seggio è assegnato alla lista che non ha ottenuto seggi o, in mancanza, a quella che ha ottenuto il numero minore di seggi. Per la lista che ha ottenuto il maggior numero di voti, può essere esercitata l’opzione per l’elezione del sindaco o, in alternativa, di un consigliere, nell’ambito dei seggi spettanti. In caso di cessazione di un senatore dalla carica di consigliere o di sindaco, è proclamato eletto rispettivamente il consigliere o sindaco primo tra i non eletti della stessa lista.
Art. 40. (Disposizioni finali). 1. Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL) è soppresso. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, nomina, con proprio decreto, un commissario straordinario cui è affidata la gestione provvisoria del CNEL, per le attività relative al patrimonio, compreso quello immobiliare, nonché per la riallocazione delle risorse umane e strumentali presso la Corte dei conti e per gli altri adempimenti conseguenti alla soppressione. All’atto dell’insediamento del commissario straordinario decadono dall’incarico gli organi del CNEL e i suoi componenti per ogni funzione di istituto, compresa quella di rappresentanza.
Questo articolo è stato pubblicato in Riforme costituzionali e contrassegnato come articolo 138, Camera, controriforme, disegno di legge, legge costituzionale, modifiche costituzionali, referendum confermativo, Riforme costituzionali, schede informative, schema, schiforme da Alex Marini . Aggiungi il permalink ai segnalibri.	Informazioni su Alex Marini
Portavoce del comitato civico Più Democrazia in Trentino	Visualizza tutti gli articoli di Alex Marini →	5 thoughts on “Riforme costituzionali e referendum confermativo”	Pingback: Basta un Si, per mettere l’ Autonomia all’angolo | Più Democrazia in Trentino
Pingback: Basta agli stipendi “Fai da te”. Al popolo l’ultima parola. | Più Democrazia in Trentino
Pingback: Riforme costituzionali. Indizi per una riforma dell’istituto referendario | Più Democrazia in Trentino

References: Art. 1

Art. 4

Art. 6

Art. 7
in fine

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19
in fine

Art. 20
 Art. 21

Art. 22

Art. 23
 Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28
 Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34
in fine

Art. 35
in fine

Art. 36
 Art. 37
 Art. 38

Art. 39

Art. 40
 articolo 138