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Timestamp: 2017-11-23 15:59:52+00:00

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1 COMUNE DI RAPOLANO TERME COPIA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE Seduta del 01 settembre 2011 ore 16,40 Presso il Palazzo Comunale di Rapolano Terme Presiede SPANU Emiliano, Sindaco - Assiste Dr. CUCINOTTA Simone, Segretario Comunale. Assessori presenti alla deliberazione: n 5 Assessori assenti alla deliberazione: n 0 P A P A 1 CECCHERINI SIMONE X 4 RAFFAELLI PERLA X 2 COPPOLA IVO X 5 SENNATI ANTONELLA X 3 MAGI VALENTINA X Atto N. 114 OGGETTO: Protocollo per l attività e gestione integrata territoriale di percorsi di accoglienza e di uscita dalla violenza tra l Amministrazione Provinciale di Siena, i Comuni della Provincia di Siena, l Unione dei Comuni Valdichiana, l Unione dei Comuni Valdimerse, la Comunità Montana Amiata Valdorcia, la Questura di Siena, l Arma dei Carabinieri - Comando Provinciale di Siena, l Azienda Ospedaliera Universitaria di Siena, L ASL 7 di Siena, l Associazione Aurore, la Fondazione Monastero Onlus. APPROVAZIONE.
2 LA GIUNTA COMUNALE Preso atto che il Responsabile dell Area Amministrativa ha sottoposto all approvazione della Giunta Comunale la sottoriportata proposta di deliberazione COMUNE DI RAPOLANO TERME Provincia di Siena PROPOSTA DI DELIBERAZIONE Alla Giunta Comunale OGGETTO: PROTOCOLLO PER L ATTIVITÀ E GESTIONE INTEGRATA TERRITORIALE DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI USCITA DALLA VIOLENZA TRA L AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA, I COMUNI DELLA PROVINCIA DI SIENA, L UNIONE DEI COMUNI VALDICHIANA, L UNIONE DEI COMUNI VALDIMERSE, LA COMUNITÀ MONTANA AMIATA VALDORCIA, LA QUESTURA DI SIENA, L ARMA DEI CARABINIERI COMANDO PROVINCIALE DI SIEN, L AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA DI SIENA, L ASL 7 DI SIENA, L ASSOCIAZIONE AURORE E LA FONDAZIONE MONASTERO ONLUS. APPROVAZIONE. Il Responsabile dell Area Amministrativa PREMESSO che l ONU, l Unione Europea, il Governo italiano e la Regione Toscana hanno fornito precise indicazioni sulla lotta alla violenza alle donne, maltrattamenti in famiglia e molestie sessuali; PREMESSO inoltre che tali indicazioni sono state accolte dalla Regione Toscana, la quale il ha promulgato la Legge n. 59 Norme contro la violenza di genere, alla quale hanno fatto seguito le Linee guida contro la violenza di genere (DGRT n. 291/2010) e lo Schema di protocollo di intesa tra la Regione Toscana e la Procura Generale della Repubblica di Firenze per la realizzazione di interventi a tutela delle fasce deboli di popolazione sottoposte a violenze (DGRT n. 495/2011); CONSIDERATO che la Provincia di Siena coordina il tavolo istituzionale contro la violenza alle donne, istituito con Delibera di Consiglio n. 97/2007, e la rete interistituzionale su scala provinciale che lavora congiuntamente per contrastare la violenza nei confronti delle donne; CONSIDERATO quindi che è intenzione dell Amministrazione Comunale di Rapolano Terme aderire a tale Protocollo al fine di contrastare la violenza alle donne e sostenere le donne vittime di violenza ; VISTO il D.Lgs. n. 267/2000;
3 ATTESA la competenza della Giunta Comunale ai sensi del combinato disposto degli artt. 42 e 48 del TUEL 267/2000; Alla Giunta Comunale di deliberare: PROPONE 1) Di considerare la premessa parte integrante e sostanziale del presente atto; 2) Di aderire al Protocollo per l attivazione e gestione integrata territoriale di percorsi di accoglienza e di uscita dalla violenza promosso dalla Provincia di Siena, di cui si allega copia; 3) Di dare mandato al Responsabile dell Area Amministrativa a predisporre gli atti necessari all attuazione del Protocollo di cui sopra; 4) Di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile. Il Funzionario dell Area Amministrativa Dr. Marco Anselmi LA GIUNTA COMUNALE Presa visione della proposta di deliberazione presentata dal Responsabile dell Area Amministrativa e ritenutala meritevole di approvazione; Acquisito ai sensi dell'art. 49 del D. Lgs. n. 267 del il parere favorevole in ordine alla regolarità tecnica rilasciato dal responsabile del servizio interessato e allegato all originale del presente atto ; Con voti unanimi favorevoli resi nelle norme di legge: DELIBERA 1) Di considerare la premessa parte integrante e sostanziale del presente atto; 2) Di aderire al Protocollo per l attivazione e gestione integrata territoriale di percorsi di accoglienza e di uscita dalla violenza promosso dalla Provincia di Siena, di cui si allega copia; 3) Di dare mandato al Responsabile dell Area Amministrativa a predisporre gli atti necessari all attuazione del Protocollo di cui sopra; 4) Di dichiarare con separata votazione e con consensi unanimi, la presente deliberazione immediatamente eseguibile, ai sensi dell'art.134, comma 4^ del TU delle leggi sull ordinamento degli enti locali, approvato con D.Lgs.18.agosto 2000, n.267.
4 PROTOCOLLO PER L ATTIVAZIONE E GESTIONE INTEGRATA TERRITORIALE DI PERCORSI DI ACCOGLIENZA E DI USCITA DALLA VIOLENZA tra la Provincia di Siena, il Comune di Siena, i Comuni della provincia di Siena, l Unione dei Comuni Valdichiana, l Unione dei Comuni Valdimerse, la Comunità Montana Amiata Valdorcia la Questura di Siena, l Arma dei Carabinieri - Comando Provinciale di Siena, l Azienda Ospedaliera Universitaria di Siena, l Asl7 di Siena, l Associazione Aurore, la Fondazione Monastero Onlus PREMESSO che le Istituzioni e gli organismi firmatari il presente Protocollo, sulla base delle indicazioni fornite dall ONU, dall Unione Europea, dal Governo italiano, dalla Regione Toscana, nonché dei risultati delle indagini ISTAT su violenze contro le donne, maltrattamenti in famiglia e molestie sessuali, ritengono opportuno lo sviluppo di iniziative pubbliche e private per contrastare a tutti i livelli il fenomeno della violenza; che la Regione Toscana ha promulgato la Legge n. 59 del Norme contro la violenza di genere, alla quale hanno fatto seguito le Linee guida contro la violenza di genere (DGRT n. 291/2010) e lo Schema di protocollo d intesa tra Regione Toscana e Procura Generale della Repubblica di Firenze per la realizzazione di interventi a tutela delle fasce deboli di popolazione sottoposte a violenze (DGRT n. 495/2011); che la Provincia di Siena coordina il Tavolo interistituzionale contro la violenza alle donne, istituito con Delibera di Consiglio n. 97/2007, e la rete interistituzionale su scala provinciale che lavora congiuntamente per contrastare la violenza nei confronti delle donne;; che con delibera di Giunta provinciale n. 216/2010 è stato approvato il Protocollo di intesa con l associazione Aurore Onlus per la realizzazione di servizi gratuiti per donne vittime di maltrattamento e abuso; che con delibera di Giunta provinciale n. 35/2011 è stato approvato il Protocollo di intesa con la Fondazione Monastero Onlus per l'erogazione di servizi di tutela per donne vittime di violenza. CONSIDERATO che le Istituzioni e gli organismi firmatari il presente Protocollo concordano che contrastare la violenza e sostenere le donne vittime di violenza richieda sinergie interistituzionali, strategie complesse e strumenti/tecniche efficaci che, agendo contestualmente su più livelli, entro riferimenti istituzionali ed organizzativi stabili,
5 secondo prassi organizzative e metodologie condivise, garantiscano i diritti di tutta la cittadinanza; che contrastare la violenza alle donne significa affrontare i temi della prevenzione, della sensibilizzazione, della formazione, della riduzione del danno subito, della repressione dei violenti, in maniera articolata e sinergica; che i soggetti firmatari hanno espresso, in base alle specifiche professionalità e competenze, la volontà di impegnarsi per l attivazione di un proficuo lavoro di rete territoriale integrata; che i soggetti firmatari hanno già indicato e formato apposito personale negli incontri seminariali proposti ed organizzati dalla Provincia di Siena, incaricandolo altresì di partecipare ai tavoli operativi già attivati o a quelli che in futuro saranno costituiti VISTE le competenze di legge attribuite ai vari soggetti della rete, firmatari del presente Protocollo, sulla base delle quali ogni soggetto agirà all interno della rete; SI CONVIENE QUANTO SEGUE Art. 1 (Finalità) I soggetti firmatari il presente Protocollo perseguono la condivisione di modalità operative per l attivazione e la gestione in rete territoriale integrata di percorsi di accoglienza e di uscita dalla violenza rivolti alle donne della provincia di Siena Art. 2 (Destinatarie) Destinatarie del presente Protocollo sono le donne vittime di violenza, residenti nel territorio della provincia di Siena o temporaneamente dimoranti. Art. 3 (Impegni e nodi di rete) La Provincia di Siena si impegna a garantire il coordinamento della rete attraverso il Settore Cultura Scuola Welfare. Il Comune di Siena ed i Comuni della provincia di Siena si impegnano a garantire come risorse umane il personale qualificato (assistenti sociali, anche assegnati funzionalmente alle Società della Salute) e tutto il personale che abbia notizia di situazioni di violenza contro le donne. L Azienda Ospedaliera Universitaria Senese si impegna a garantire gli interventi tempestivi ed appropriati, anche in emergenza - urgenza, sulle donne vittime di violenza e maltrattamento, sia nell ambito del Pronto Soccorso, che in quello di tutte le Unità Operative coinvolte, con le necessarie figure professionali siano esse medici, psicologi, assistenti sociali ed infermieri.
6 L ASL 7 di Siena si impegna a garantire la propria collaborazione, in termini di partecipazione degli operatori, come successivamente specificato: I Consultori ed i Servizi Sociali si impegnano a garantire come risorse umane tutto il personale presente nelle strutture consultoriali; i Pronto Soccorso degli Ospedali di Abbadia San Salvatore, Montepulciano, Poggibonsi si impegnano a garantire come risorse umane: il proprio personale medico, infermieristico e di supporto, nonché gli specialisti, ove si rendesse necessario un loro coinvolgimento, con garanzia di interventi tempestivi ed appropriati, in emergenza - urgenza, sulle donne vittime di violenza. La Questura di Siena si impegna a garantire come risorse umane il proprio personale appositamente formato per l accoglienza della donna e la raccolta della denuncia in ambienti idonei e nella massima riservatezza. L Arma dei Carabinieri - Comando Provinciale di Siena si impegna a garantire come risorse umane il proprio personale appositamente formato per l accoglienza della donna e la raccolta della denuncia in ambienti idonei e nella massima riservatezza. L Associazione Aurore Onlus si impegna a garantire gli orari di apertura dei centri antiviolenza e l accoglienza delle donne vittime di violenza con l erogazione di servizi gratuiti di informazioni telefoniche, colloqui di accoglienza, consulenza professionale di tipo legale e psicologico, interventi di accompagnamento e orientamento all utilizzo delle risorse e dei servizi presenti sul territorio, azioni di sensibilizzazione, intervento immediato in caso di utilizzo da parte della donna di uno dei punti di emergenza H24 attivati sul territorio. La Fondazione Monastero Onlus, attraverso i propri soci, si impegna ad attivare e gestire la rete dei servizi di ospitalità per le donne vittime di violenza, garantendo la gestione economica degli inserimenti nella Casa di Accoglienza, nelle strutture di ospitalità e nei punti di emergenza H24. La realizzazione di tali attività è stabilita e disciplinata in appositi atti direttamente stipulati con la Provincia di Siena Art. 4 (Modalità operative per la gestione del percorso di rete) Il percorso integrato è generalmente schematizzato in fasi successive, nella consapevolezza condivisa che, trattandosi di situazioni complesse, gli interventi (emergenza/accoglienza e post emergenza) possono risultare strettamente legati e non temporalmente separabili. Le modalità operative e i tempi d intervento sono da ritenersi indicativi, in quanto i percorsi di aiuto devono essere necessariamente personalizzati e riferiti alla tipologia di violenza e/o di maltrattamento di cui è vittima la donna. Nel caso in cui siano presenti figli/e minorenni gli interventi saranno conformi alle norme legislative in vigore ed alle relative competenze e funzioni gestionali vigenti. Urgenza e primo intervento Questa fase ha avvio con la prima accoglienza della donna che richiede aiuto a uno qualsiasi dei nodi della rete territoriale. E fatto obbligo ad ogni operatore che accompagna la donna
7 nell entrata in un percorso di aiuto di attivarsi in azioni di orientamento e accompagnamento della donna stessa, informandola dell esistenza di una rete di servizi ed opportunità territoriali attivabili nel percorso di uscita dalla violenza. L azione di accompagnamento può prevedere un intervento diretto immediato, la collaborazione, l invio o l accompagnamento ad altro nodo/risorsa/servizio della rete. Oltre all accompagnamento, i soggetti della rete sono tenuti, sulla base delle specifiche funzioni e competenze, alla gestione dei percorsi di urgenza/emergenza o di primo intervento ed alla definizione del successivo progetto di intervento. Tutti i soggetti firmatari il protocollo si impegnano inoltre a formulare, attraverso il Tavolo interistituzionale contro la violenza alle donne, ulteriori approfondimenti, regolamenti, accordi, atti a rispondere più efficacemente alle problematiche esposte nelle premesse. Aspetti operativi Nel momento in cui uno dei soggetti firmatari il presente protocollo riceve la notizia di un episodio di violenza contro una donna, attiverà la rete di assistenza e di sostegno, al fine di predisporre tutte le azioni di competenza dei diversi soggetti firmatari, secondo le ipotesi di seguito indicate: 1) se la notizia perviene sotto forma di denuncia alle Forze dell Ordine, l Ufficio ricevente provvederà a raccogliere la stessa assicurando la massima riservatezza nella considerazione della particolare situazione di fragilità psicologica in cui versa la vittima. A tale fine la denunciante sarà ascoltata in un ambiente consono ed isolato da parte di personale appositamente sensibilizzato e opportunamente formato. L operatore ricevente provvederà ad informare l Ufficiale referente per il Tavolo. Quest ultimo attiverà i contatti con le referenti del Centro Antiviolenza competente per territorio per le azioni di assistenza psicologica e legale, e se del caso, dei servizi sociali del Comune interessato, e del servizio sanitario. 2) se la donna che ha subito violenza accede ad uno dei servizi sanitari ospedalieri e territoriali (pronto soccorso, consultorio, medico di base, specialista) essa verrà ascoltata ed assistita, (secondo i protocolli specifici se esistenti) e saranno attivate, nel rispetto della volontà della donna: procedura di denuncia, secondo quanto previsto dalla normativa procedura di avvio dei percorsi di assistenza e sostegno presso i Centri Antiviolenza segnalazione, per i casi previsti, ai servizi sociali di riferimento. 3) se la donna che ha subito violenza accede ai servizi sociali essa verrà ascoltata ed assistita, e saranno attivati: accompagnamento, se del caso, alle strutture sanitarie competenti procedura di denuncia, nel rispetto della volontà della donna, secondo quanto previsto dalla normativa e fatti salvi gli obblighi di denuncia avvio dei percorsi di assistenza e sostegno in collaborazione con i Centri Antiviolenza. 4) se la notizia perviene alla Associazione firmataria del presente Protocollo sarà sua cura valutare ed avviare un percorso adeguato e completo rispetto alle richieste della
8 donna, coinvolgendo gli altri soggetti competenti ed, in particolare, i referenti delle Forze dell Ordine ed i servizi sociali e sanitari. Accoglienza e post emergenza Se si determina la necessità di mettere in sicurezza la donna, che si trova in grave stato di pericolo e si è rivolta al Pronto Soccorso, ai servizi sociali, ad un Centro Antiviolenza o alle Forze dell ordine, occorre attivare le risorse residenziali presenti nel territorio, ed in particolare attivare la rete dei punti di accoglienza territoriali H24 e/o la Casa di accoglienza. La Fondazione Monastero Onlus, che mappa e gestisce la rete dei servizi di accoglienza e la Casa di Accoglienza per la Provincia di Siena, contattata dagli enti che richiedono la messa in sicurezza della donna, provvederà in merito, ricevendo una richiesta scritta di ingresso indirizzata al referente della Casa, cui seguirà, nel termine massimo di 7 giorni, la predisposizione di un progetto di intervento da parte del Centro Antiviolenza o dei servizi sociali. In caso di donne con figli/e minorenni l ingresso alla Casa di Accoglienza è consentito previa presentazione del progetto di intervento da parte dei servizi sociali che provvederanno alla presa in carico anche per quanto riguarda la copertura degli eventuali costi di residenzialità per i minori. L attivazione del progetto di intervento potrà comportare il coinvolgimento di altri servizi della rete territoriale necessari per l avvio di un percorso di uscita dalla violenza. La fase del post emergenza si avvia successivamente attraverso un processo di aiuto complesso. Art. 5 (Risorse strumentali e di supporto) Sarà messa a disposizione della rete una mappatura, costantemente aggiornata, delle soluzioni residenziali da attivare in situazioni di urgenza, gestita dalla Fondazione Monastero Onlus in collaborazione con i Centri Antiviolenza. Art.6 (Durata) Il presente Protocollo ha la durata di 3 (tre) anni ed ha efficacia dal momento della sottoscrizione, rinnovabile su comune accordo delle parti. Letto, approvato e sottoscritto il a
9 IL SINDACO F/TO SPANU EMILIANO IL SEGRETARIO COMUNALE F/TO DR. CUCINOTTA SIMONE Il sottoscritto Responsabile del Servizio, visti gli atti d'ufficio, ATTESTA - che la presente deliberazione, in applicazione del D.Lgs , n. 267; è stata affissa all'albo Pretorio Comunale il giorno _ per quindici giorni consecutivi, Art. 124, c. 1 (N. 375 R.P.); e' stata comunicata con lettera n._11299_ in data ai Capigruppo Consiliari, art. 125 c. 1; e' stata dichiarata immediatamente eseguibile (Art.134, c.4); Dalla residenza comunale, li' 06 settembre 2011 P. IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO Il Responsabile Area Economico-Finanziaria Dr.ssa Michela Serrai Il sottoscritto, visti gli atti d'ufficio, ATTESTA - che la presente deliberazione, e' divenuta esecutiva il giorno 06 settembre 2011 decorsi 10 giorni dalla eseguita pubblicazione (Art. 134, c.3); e' stata ripubblicata all'albo Pretorio dal al, (N. R.P.). Dalla residenza comunale, li' 06 settembre 2011 P. IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO Il Responsabile Area Economico-Finanziaria Dr.ssa Michela Serrai

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art.6
 Art. 124
 art. 125