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PREVENZIONE INCENDI IL RUOLO DELLA MANUTENZIONE - PDF
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1 PREVENZIONE INCENDI IL RUOLO DELLA MANUTENZIONE 1 Associazione M. A. I. A. Autore: Giuseppe Macchi
2 Introduzione L evoluzione legislativa ed ancora di più quella normativa sia nazionale che europea nel settore dell antincendio e delle chiusure tecniche obbliga i soggetti coinvolti ad un costante aggiornamento.
3 IL DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008 N 81 E LA PREVENZIONE INCENDI 3
4 DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008 n 81 ARTICOLO 46 - COMMA 1 - PREVENZIONE INCENDI LA PREVENZIONE INCENDI E LA FUNZIONE DI PREMINENTE INTERESSE PUBBLICO, DI ESCLUSIVA COMPETENZA STATUALE,DIRETTA A CONSEGUIRE, SECONDO CRITERI APPLICATIVI UNIFORMI SUL TERRITORIO NAZIONALE,GLI OBIETTIVI DI SICUREZZA DELLA VITA UMANA,DI INCOLUMITA DELLE PERSONE E DI TUTELA DEI BENI E DELL AMBIENTE. 4
5 DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008 n 81 ARTICOLO 46 - COMMA 3 FERMO RESTANDO QUANTO PREVISTO DAL DECRETO LEGISLATIVO N 139 DEL 8 MARZO 2006 IL MINISTERO DELL INTERNO,DEL LAVORO, ADOTTANO UNO O PIU DECRETI NEI QUALI SONO DEFINITI; - MISURE INTESE AD EVITARE L INSORGERE DI UN INCENDIO - MISURE PRECAUZIONALI DI ESERCIZIO - METODI DI CONTROLLO DEGLI IMPIANTI E ATTREZZATURE ANTINCENDIO - CRITERI PER LA GESTIONE DELLE EMERGENZE - LE CARATTERISTICHE DELLO SPECIFICO SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE ANTINCENDIO COMPRESI I REQUISITI DEL PERSONALE ARTICOLO 46 - COMMA 4 FINO ALL ADOZIONE DEI DECRETI DI CUI AL COMMA 3 CONTINUANO AD APPLICARSI I CRITERI GENERALI DI SICUREZZA 5 ANTINCENDIO DI CUI AL DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO 1998
6 DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008 n 81 ARTICOLO 28 - OGGETTO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI IL DATORE DI LAVORO IN OTTEMPERANZA ALLE DISPOSIZIONI DELL ARTICOLO 17 EFFETTUA LA VALUTAZIONE DI TUTTI I RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI PRESENTI IN AZIENDA ED ELABORA IL CONSEGUENTE DOCUMENTO CHE DEVE AVERE DATA CERTA E RISPETTARE LE INDICAZIONI PREVISTE DALLE SPECIFICHE NORME SULLA VALUTAZIONE DEI CONTENUTE NEI RISCHI SUCCESSIVI TITOLI DEL PRESENTE DECRETO. 6
7 LA PREDISPOSIZIONE DEL DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI E IL FONDAMENTO PRIMARIO DELLE SCELTE DELL IMPRESA IN MATERIA DI SICUREZZA DEI DIPENDENTI E DELLE ALTRE PERSONE CHE SI TROVANO ALL INTERNO DELL AZIENDA Corte di Cassazione - Cass. Sez. IV pen n 4981 Sentenza legata al processo per la morte di 11 persone all interno della camera iperbarica. La condotta posta in essere dagli imputati si concretava nell omessa verifica del documento di valutazione dei rischi, pure stilato da terzi. 7
8 IL DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO 1998 CRITERI GENERALI DI SICUREZZA ANTINCENDIO E PER LA GESTIONE DELL EMERGENZA NEI LUOGHI DI LAVORO
9 DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO 1998 E OPPORTUNO RICORDARE CHE IL DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO 1998 SI APPLICA A TUTTI I LUOGHI DI LAVORO SOGGETTI E NON SOGGETTI ALLE AUTORIZZAZIONI PREVENTIVE E COMUNQUE IN TUTTI I LUOGHI DI LAVORO DOVE CI SIA ANCHE UN SOLO LAVORATORE DA TUTELARE.
10 DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO 1998 E UN DECRETO COMPOSTO DA 8 ARTICOLI E 10 ALLEGATI GLI ARTICOLI DEL DECRETO: Art. 1 - CAMPO DI APPLICAZIONE Art. 2 - VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO Art. 3 - MISURE PREVENTIVE,PROTETTIVE E PRECAUZIONALI DI ESERCIZIO Art. 4 - CONTROLLO E MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI ANTINCENDIO Art. 5 - GESTIONE DELL EMERGENZA IN CASO D INCENDIO Art. 6 - DESIGNAZIONE DEGLI ADDETTI AL SERVIZIO ANTINCENDIO Art. 7 - FORMAZIONE DEGLI ADDETTI ANTINCENDIO E GESTIONE EMERGENZE Art. 8 - DISPOSIZIONI TRANSITORIE FINALI LE LINEE GUIDA PER LA CORRETTA APPLICAZIONE DEI SUDDETTI ARTICOLI SONO DESCRITTE NEI SUCCESSIVI 10 ALLEGATI 10
11 DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO 1998 GLI ALLEGATI DEL DECRETO: 1- LINEE GUIDA PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI DI INCENDIO 2- MISURE INTESE A RIDURRE L INSORGERE DEGLI INCENDI 3- MISURE RELATIVE ALLE VIE DI USCITA IN CASO DI INCENDIO 4- MISURE PER LA RIVELAZIONE E L ALLARME IN CASO DI INCENDIO 5- ATTREZZATURE E IMPIANTI DI ESTINZIONE DEGLI INCENDI 6- CONROLLI E MANUTENZIONE SULLE MISURE DI PROTEZIONE ANTINCENDIO 7- INFORMAZIONE E FORMAZIONE ANTINCENDIO 8- PIANIFICAZIONE DELLE PROCEDURE DA ATTUARE IN CASO DI INCENDIO 9- CONTENUTI MINIMI DEI CORSI DI FORMAZIONE 10- LUOGHI DI LAVORO RIENTRANTI IN QUESTO ALLEGATO PER I QUALI AI SENSI DELL ARTICOLO 6, COMMA 3, DEL PRESENTE DECRETO, I LAVORATORI ADDETTI ALLA PREVENZIONE INCENDI DEVONO CONSEGUIRE L ATTESTATO DI IDONEITA PREVISTO DALLA LEGGE n 609 DEL
12 COME DEVONO ESSERE EFFETTUATI GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE SUGLI IMPIANTI E LE ATTREZZATURE ANTINCENDIO? DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO ARTICOLO 4 GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE ED I CONTROLLI SUGLI IMPIANTI E SULLE ATTREZZATURE DI PROTEZIONE ANTINCENDIO SONO EFFETTUATI NEL RISPETTO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE E REGOLAMENTARI VIGENTI, DELLE NORME DI BUONA TECNICA EMANATE DAGLI ORGANISMI DI NORMALIZZAZIONE NAZIONALI O EUROPEI O, IN ASSENZA DI DETTE NORME DI BUONA TECNICA, DELLE ISTRUZIONI FORNITE DAL FABBRICANTE E/O DALL INSTALLATORE. 12
13 A CHI COMPETE LA RESPONSABILITA DEL MANTENIMENTO IN EFFICIENZA DEGLI IMPIANTI E DELLE ATTREZZATURE ANTINCENDIO? DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO ALLEGATO VI IL DATORE DI LAVORO E RESPONSABILE DEL MANTENIMENTO DELLE CONDIZIONI DI EFFICIENZA DELLE ATTREZZATURE E IMPIANTI DI PROTEZIONE ANTINCENDIO. DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008 n 81 - ARTICOLO 64 IL DATORE DI LAVORO PROVVEDE AFFINCHE GLI IMPIANTI E I DISPOSITIVI DI SICUREZZA DESTINATI ALLA PREVENZIONE O ALLA ELIMINAZIONE DEI PERICOLI, VENGANO SOTTOPOSTI A REGOLARE MANUTENZIONE E AL CONTROLLO DEL LORO FUNZIONAMENTO. 13
14 LA SORVEGLIANZA : COME, QUANDO E DA CHI DEVE ESSERE EFFETTUATA? DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO 1998 LA SORVEGLIANZA E UN CONTROLLO VISIVO ATTO A VERIFICARE CHE LE ATTREZZATURE E GLI IMPIANTI ANTINCENDIO SIANO NELLE NORMALI CONDIZIONI OPERATIVE, SIANO FACILMENTE ACCESSIBILI E NON PRESENTINO DANNI MATERIALI ACCERTABILI TRAMITE ESAME VISIVO. LA SORVEGLIANZA PUO ESSERE EFFETTUATA DAL PERSONALE NORMALMENTE PRESENTE NELLE AREE PROTETTE DOPO AVERE RICEVUTO ADEGUATE ISTRUZIONI. LA PERIODICITA DELLA SORVEGLIANZA E DA STABILIRE IN RELAZIONE ALLA VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI INCENDIO PRESENTE IN AZIENDA. 14
15 CON QUALE PERIODICITA BISOGNA EFFETTUARE IL CONTROLLO SUGLI IMPIANTI E SULLE ATTREZZATURE ANTINCENDIO? DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO ALLEGATO VI IL LEGISLATORE HA FISSATO UN TEMPO LIMITE ENTRO E NON OLTRE IL QUALE IL MANUTENTORE DEVE EFFETTUARE LA VISITA DI CONTROLLO. SEI MESI. LA PERIODICITA DEI CONTROLLI, IN FUNZIONE DELLE NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO O DELLE ISTRUZIONI DEL PRODUTTORE PUO ESSERE INFERIORE AI SEI MESI. 15
16 LA MAUTENZIONE ORDINARIA DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO ALLEGATO VI OPERAZIONE CHE SI ATTUA IN LOCO,CON STRUMENTI DI USO CORRENTE. ESSA SI LIMITA A RIPARAZIONI DI LIEVE ENTITA ABBISOGNEVOLI UNICAMENTE DI MINUTERIE E COMPORTA L IMPIEGO DI MATERIALI DI CONSUMO DI USO CORRENTE O LA SOSTITUZIONE DI PARTI DI MODESTO VALORE. 16
17 LA MANUTENZIONE STRAORDINARIA DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO ALLEGATO VI INTERVENTO DI MANUTENZIONE CHE NON PUO ESSERE ESEGUITO IN LOCO O CHE, PUR ESSENDO ESEGUITO IN LOCO, RICHIEDE MEZZI DI PARTICOLARE IMPORTANZA OPPURE ATTREZZATTURE O STRUMENTAZIONI PARTICOLARI O CHE COMPORTI SOSTITUZIONI DI INTERE PARTI DI IMPIANTO O LA COMPLETA REVISIONE O SOSTITUZIONE DI APPARECCHI PER I QUALI NON SIA POSSIBILE O CONVENIENTE LA RIPARAZIONE. 17
18 IL MANUTENTORE DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO 1998 ALLEGATO VI. 4 L ATTIVITA DI CONTROLLO PERIODICA E LA MANUTENZIONE DEVE ESSERE ESEGUITA DA PERSONALE COMPETENTE E QUALIFICATO
19 GLI ESTINTORI PORTATILI 19
20 DECRETO MINISTERIALE 7 GENNAIO 2005 NORME TECNICHE E PROCEDURALI PER LA CLASSIFICAZIONE ED OMOLOGAZIONE DI ESTINTORI PORTATILI DI INCENDIO ARTICOLO 2 CLASSIFICAZIONE LA VALUTAZIONE DELLE CARATTERISTICHE E DELLE PRESTAZIONI NONCHE LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ESTINTORI PORTATILI DI INCENDIO SI EFFETTUA SECONDO QUANTO SPECIFICATO NELLA NORMA UNI EN
21 DEFINIZIONE E DESIGNAZIONE DELLE CLASSI DEI FUOCHI SECONDO LA NORMA UNI EN 2 * * FUOCHI CHE INTERESSANO MEZZI DI COTTURA OLI E GRASSI ANIMALI E VEGETALI * = NON OMOLOGATI 21
22 LE CLASSI DI FUOCO RECEPITE DALLA NORMA UNI EN 2
23 LA SITUAZIONE BIOSSIDO DI CARBONIO CLASSE B IDRICI / SCHIUMA CLASSE A-B POLVERE CLASSE A-B-C ALOGENATI CLASSE B 23 Nota per tempi di scarica
24 FINALMENTE DOPO TANTO HALON, TANTO BIOSSIDIDO DI CARBONIO E TANTISSIMA POLVERE ABBIAMO RISCOPERTO L ACQUA E GLI ESTINTORI PORTATILI A BASE D ACQUA. IL DECRETO MINISTERIALE DEL 7 GENNAIO 2005 HA RECEPITO LA NORMA UNI EN 3 /7 CHE PREVEDE PER QUESTA TIPOLOGIA DI ESTINTORI UNA PROVA * VOLTA A STABILIRE LA LORO IDONEITA ALL IMPIEGO SOTTO SU APPARECCHIATURE TENSIONE ATTRAVERSO POLVERE BIOSSIDO DI CARBONIO LA MISURAZIONE DELLA CONDUTTIVITA ELETTRICA DEL FLUSSO EROGATO. * DIMOSTRAZIONE NON CONFORME ALLA EN 3/7
25 NORMA UNI EN 3-7 PROVA DIELETTRICA PER ESTINTORI A BASE D ACQUA ( PUNTO 9 E APPENDICE C ) ESEMPIO DI ADESIVO DI UN ESTINTORE A BASE D ACQUA CHE HA SUPERATO LA PROVA DIELETTRICA ALCUNI VANTAGGI - IDONEI ALLO SPEGNIMENTO DI FUOCHI DI CLASSE A E B - LUNGA DURATA DI EROGAZIONE - ESTINTORE DA LITRI 6 = 30 SECONDI - GRANDE VISIBILITA PER L OPERATORE DURANTE L UTILIZZO - UTILIZZABILE SU APPARECCHIATURE ELETTRICHE SOTTO TENSIONE
26 DECRETO 7 GENNAIO 2005 NORME TECNICHE E PROCEDURALI PER LA CLASSIFICAZIONE ED OMOLOGAZIONE DI ESTINTORI PORTATILI D INCENDIO ARTICOLO 9 CONTROLLI E VIGILANZA 1 - IL MINISTERO DELL INTERNO EFFETTUA CONTROLLI E VERIFICHE CON METODI A CAMPIONE SUGLI ESTINTORI PORTATILI D I NCENDIO OMOLOGATI. 2 - GLI ACCERTAMENTI DI CUI AL COMMA PRECEDENTE POSSONO ESSERE EFFETTUATI PRESSO IL MAGAZZINO DEL PRODUTTORE, I DEPOSITI SUSSIDIARI DEL PRODUTTORE, I GROSSISTI, GLI IMPORTATORI E I COMMERCIANTI. Nota : NESSUN CONTROLLO E MAI STATO EFFETTUATO SIA PER GLI ESTINTORI CHE VENGONO PRODOTTI IN ITALIA NE PER QUELLI PROVENIENTI DALLA CINA
27 GLI ESTINTORI CARRELLATI 27
28 DECRETO MINISTERIALE 6 MARZO 1992 ARTICOLO 1 LA VALUTAZIONE DELLE CARATTERISTICHE E DELLE PRESTAZIONI, NONCHE LA CLASSIFICAZIONE DEGLI ESTINTORI CARRELLATI D INCENDIO SI EFFETTUANO SECONDO QUANTO SPECIFICATO NELLA NORMA UNI E STATA PUBBLICATA A MARZO 2008 LA NORMA EUROPEA UNI EN * RELATIVA AGLI ESTINTORI CARRELLATI CHE ANDRA A SOSTITUIRE LA NORMA UNI 9492 * A breve avremo gli estintori carrellati omologati in riferimento alla Norma Europea di costruzione 28
29 CAPACITA ESTINGUENTE - FOCOLARI DI PROVA 29
30 LA MANUTENZIONE DEGLI ESTINTORI PORTATILI E CARRELLATI LA NORMA UNI * in revisione SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE LA PRESENTE NORMA PRESCRIVE I CRITERI PER EFFETTUARE LA SORVEGLIANZA, IL CONTROLLO, LA REVISIONE E IL COLLAUDO DEGLI ESTINTORI PORTATILI E CARRELLATI AI FINI DI GARANTIRE L EFFICIENZA OPERATIVA SECONDO LA LEGISLAZIONE VIGENTE. 30
31 LA MANUTENZIONE DEGLI ESTINTORI PORTATILI E CARRELLATI LA NORMA UNI LA SORVEGLIANZA CONSISTE IN UNA MISURA DI PREVENZIONE ATTA A CONTROLLARE L ESTINTORE NELLA POSIZIONE IN CUI E COLLOCATO, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AI SEGUENTI ASPETTI - PRESENTE E SEGNALATO CON CARTELLO.. VISIBILE E IMMEDIATAMENTE UTILIZZABILE.. CARTELLINO DI MANUTENZIONE.. LIBERO DA OSTACOLI.. NON MANOMESSO.. ADESIVO LEGGIBILE.. INDICATORE DI PRESSIONE.. NESSUNA ANOMALIA.. ESENTE DA DANNI.. 31
32 LA MANUTENZIONE DEGLI ESTINTORI PORTATILI E CARRELLATI LA NORMA UNI IL CONTROLLO CONSISTE IN UNA MISURA DI PREVENZIONE ATTA A VERIFICARE CON FREQUENZA ALMENO SEMESTRALE L EFFICIENZA DELL ESTINTORE TRAMITE L EFFETTUAZIONE DEI SEGUENTI ACCERTAMENTI. ACCERTAMENTO DELLA PRESSIONE INTERNA MEDIANTE UN MANOMETRO CAMPIONE ACCERTAMENTO DELLO STATO DELLA CARICA MEDIANTE PESATURA 32
33 LA MANUTENZIONE DEGLI ESTINTORI PORTATILI E CARRELLATI LA NORMA UNI LA REVISIONE ESAME INTERNO DELL APPARECCHIO PER LA VERIFICA DEL BUONO STATO DEL SERBATOIO ESAME E CONTROLLO DI TUTTE LE PARTI CONTROLLO DI TUTTI I PASSAGGI, PESCANTI,UGELLI, TUBI CONTROLLO DELL ASSALE DELLE RUOTE PER I CARRELLATI RIPRISTINO DELLE PROTEZIONI SE DANNEGGIATE SOSTITUZIONE DELL AGENTE ESTINGUENTE MONTAGGIO DELL ESTINTORE TIPO DI ESTINTORE POLVERE ACQUA O SCHIUMA BIOSSIDO DI CARBONIO IDROCARBURI SOSTITUZIONE DELLA CARICA ESTINGUENTE ( MESI) LA REVISIONE COMPRENDE TUTTI I COMPONENTI COSTITUENTI L ESTINTORE. 33
34 LA MANUTENZIONE DEGLI ESTINTORI PORTATILI E CARRELLATI LA NORMA UNI IL COLLAUDO DEI SERBATOI E DELLE BOMBOLE NON CE 6 ANNI CE 12 ANNI CO2 KG ANNI CO2 DA 5KG. IN POI 10 ANNI 34
35 LA NUOVA UNI 9994 IL GRUPPO DI LAVORO INCARICATO DI ELABORARE LA REVISIONE DELLA NORMA HA FINITO IL SUO LAVORO. LE PROPOSTE DI MODIFICA APPORTATE SONO IMPORTANTI E SIGNIFICATIVE COME: 1 - DATA E FIRMA DELLA SOSTITUZIONE DELL ESTINGUENTE ALL INTERNO E ALL ESTERNO DEGLI ESTINTORI SIA PORTATILI CHE CARRELLATI 2 - SOSTITUZIONE DELLA VALVOLA SUGLI ESTINTORI A BIOSSIDO DI CARBONIO ALLA FASE DI REVISIONE ( OGNI 5 ANNI ) E AL COLLAUDO ( 10 ANNI ) 3 SOSTITUZIONE DELLA VALVOLA AL MOMENTO DEL COLLAUDO DEI SERBATOI DEGLI ESTINTORI A POLVERE, A BASE D ACQUA E ALOGENATI ( OGNI 12 ANNI ) 4 - PER GLI ESTINTORI IDRICI PERIODICITA DIVERSE DEI TEMPI DI SOSTITUZIONE DELL ESTINGUENTE IN FUNZIONE DEI DIVERSI MODELLI PRESENTI SUL MERCATO.( DA UN MINIMO DI 24 MESI AD UN MASSIMO DI 48 ) 5 - PER GLI ESTINTORI A POLVERE LA SOSTITUZIONE DELL ESTINGUENTE RESTA A TRE ANNI 6 - E ALTRO ANCORA ( QUESTE SONO ANTICIPAZIONI CHE RESTANO TALI FINO ALLA PUBBLICAZIONE DELLA NORMA )
36 NELLA NUOVA UNI 9994 ESEMPIO DI MARCATURA CON DATA E FIRMA DELLA SOSTITUZIONE DELL ESTINGUENTE SIA ALL INTERNO CHE ALL ESTERNO DELL ESTINTORE
37 RETI IDRANTI NORMA UNI LUGLIO 2007 PROGETTAZIONE INSTALLAZIONE ESERCIZIO 37
38 I COMPONENTI DI UNA RETE IDRANTI E LE NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO
39 IDRANTE IDRANTE A SOPRASUOLO PROTEZIONE INTERNA MURO UNI 45 PROTEZIONE ESTERNA EDIFICIO DA PROTEGGERE NASPO UNI 25 VASCA LOCALE POMPE 39
40 TUTTI I COMPONENTI DI UNA RETE IDRANTI SONO COSTRUITI IN CONFORMITA ALLE SPECIFICHE NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO
41 IDRANTI A COLONNA SOPRASUOLO DEVONO ESSERE CONFORMI ALLA NORMA - UNI EN DN 80 CON 2 ATTACCHI UNI 70 CE DAL MAGGIO 2007 DN 100 CON 2 ATTACCHI UNI 70 CON 2 ATTACCHI UNI UNI 100 DN 150 CON 2 ATTACCHI UNI 70 CON 2 ATTACCHI UNI UNI 100 CON 3 ATTACCHI UNI UNI 100 LA PROFONDITA DI INTERRO DEVE ESSERE DEFINITA DAL PROGETTISTA E COMUNQUE NON INFERIORE A 300 mm 41
42 IDRANTI SOTTOSUOLO DEVONO ESSERE CONFORMI ALLA NORMA - UNI EN CE DAL MAGGIO 2007
43 CASSETTA A CORREDO DEGLI IDRANTI SOPRASUOLO PER CIASCUN IDRANTE DEVE ESSERE PREVISTA UNA O PIU TUBAZIONI FLESSIBILI DN 70 A NORMA UNI 9487 CON RACCORDI UNI 804, SELLA, LANCIA DI EROGAZIONE E CHIAVI DI MANOVRA INDISPENSABILI ALL USO DELL IDRANTE. TALI DOTAZIONI DEVONO ESSERE UBICATE IN PROSSIMITA DEGLI IDRANTI IN APPOSITE CASSETTE. 43
44 TUBAZIONI FLESSIBILI DN 70 LE TUBAZIONI FLESSIBILI ANTINCENDIO DN 70 DEVONO ESSERE CONFORMI ALLA NORMA UNI I RACCORDI DEVONO ESSERE A NORMA UNI 804 OGNI TUBAZIONE DEVE RIPORTARE I SEGUENTI DATI: - RIFERIMENTO ALLA NORMA - RIFERIMENTO AL COSTRUTTORE - DIAMETRO NOMINALE - LUNGHEZZA ( METRI 20 ) - ANNO DI COSTRUZIONE 44
45 TUBAZIONE FLESSIBILE DN 45 CONFORME ALLA NORMA UNI EN LA LUNGHEZZA DELLA TUBAZIONE NON PUO ESSERE SUPERIORE AI 20 m. TRANNE NEI CASI IN CUI PER ALCUNE APPLICAZIONI SPECIFICHE I REGOLAMENTI PERMETTONO LUNGHEZZE MAGGIORI. 45
46 LE CASSETTE UNI 45 LA NORMA DI RIFERIMENTO E LA UNI EN DEVONO ESSERE : - PRIVE DI SPIGOLI TAGLIENTI - VERNICIATE SECONDO ISO 9227/ PORTELLO CHE SI APRE DI ALMENO POSSONO ESSERE CHIUSE CON CHIAVE; IN TAL CASO, LA CHIAVE DEVE ESSERE PROTETTA DA LASTRA FRANGIBILE - DISPOSITIVO DI APERTURA PER PERMETTERE LA MANUTENZIONE MUNITO DI SIGILLO 46
47 I RUBINETTI UNI 45 LA FILETTATURA DEVE ESSERE CONFORME ALLA NORMA ISO PRESSIONE DI ESRCIZIO PN 16 I RACCORDI DEVONO ESSERE CONFORMI ALLA NORMA UNI 804 SALVO DIVERSE PRESCRIZIONI DELLE AUTORITA COMPETENTI
48 RUBINETTO UNI 45 PN16 FILETTATURA ISO RACCORDO VV. F UNI 45 NON A NORMA RACCORDO UNI 45 A NORMA UNI
49 LE LEGATURE IL SISTEMA DI FISSAGGIO DEVE ASSICURARE LA TENUTA DELLA TUBAZIONE SUL CANOTTO DEL RACCORDO CON UN SERRAGGIO UNIFORME INTORNO AL SUO PERIMETRO. LA NORMA DI RIFERIMENTO E LA UNI ESEMPIO DI LEGATURA CON FILO ESEMPIO DI TENUTA CON BOCCOLA 49
50 LE LANCE A LEVA UNI 45 LA NORMA DI RIFERIMENTO E LA UNI EN LE LANCE A DEVONO LEVA RIPORTARE L INDICAZIONE DELLE SEGUENTI POSIZIONI: - GETTO CHIUSO - GETTO FRAZIONATO - GETTO PIENO IL DIAMETRO DELL UGELLO DEVE ESSERE MARCATO SULLA LANCIA. K = caratteristica di erogazione 50
51 LE LANCE A ROTAZIONE UNI 45 LA NORMA DI RIFERIMENTO E LA UNI EN LE LANCE A ROTAZIONE DEVONO RIPORTARE L INDICAZIONE DEL SENSO DI APERTURA E DI CHIUSURA. L EQUIVALENTE DEL DIAMETRO DELL UGELLO DEVE ESSERE MARCATO SULLA LANCIA. K = caratteristica di erogazione 51
52 LE LANCE UNI 70 NORMA UNI RELATIVA AI REQUISITI DI COSTRUZIONE E FUNZIONALITA DELLE LANCE EROGATRICI DN 70 PER IMPIANTI IDRICI ANTINCENDIO CON PRESSIONI DI ESERCIZIO FINO A 1.2 MPa 52
53 I NASPI ANTINCENDIO LA NORMA DI RIFERIMENTO E LA UNI EN LE BOBINE DEVONO ESSERE DI COLORE ROSSO - LE TUBAZIONI DEVONO ESSERE CONFORMI ALLA NORMA UNI EN IL DIAMETRO DELLA TUBAZIONE PUO ESSERE DI mm. 19/25/33 - LA LUNGHEZZA DELLA TUBAZIONE NON DEVE ESSERE SUPERIORE A 30 m. - LE LANCE DEVONO ESSERE A LEVA O A ROTAZIONE - LE CASSETTE DEVONO ESSERE MUNITE DI PORTELLO E POSSONO ESSERE DOTATE DI SERRATURA.
54 DAL POSSONO ESSERE COMMERCIALIZZATI SOLO IDRANTI A MURO E NASPI MARCATI CE Ogni idrante a muro ed ogni naspo antincendio sono caratterizzati da un coefficiente di efflusso K minimo in funzione della pressione P ( espressa in MPa) e del diametro dell ugello. Questi dati sono necessari per il calcolo della portata Q ( espressa in litri al minuto) La formula che fornisce la portata Q data la pressione P è la seguente: Q = k V10 P Naspi DN 25 da 35 litri al minuto Naspi DN 25 da 60 litri al minuto Idranti a muro DN litri al minuto
55 NORMA UNI IDRANTI A MURO - PUNTO GLI IDRANTI A MURO DEVONO ESSERE CONFORMI ALLA NORMA UNI EN E LE ATTREZZATURE DEVONO ESSERE PERMANENTEMENTE COLLEGATE ALLA VALVOLA DI INTERCETTAZIONE. NORMA UNI EN INTRODUZIONE I REQUISITI DELLA PRESENTE NORMA SONO STATI DEFINITI PER ASSICURARE CHE UN IDRANTE A MURO POSSA ESSERE UTILIZZATO EFFICACEMENTE DA UN SOLO OPERATORE. TUBAZIONE AVVOLTA IN DOPPIO COLLEGATA AL RUBINETTO ED ALLA LANCIA
56 ATTACCHI DI MANDATA PER AUTOPOMPA PER LINEA DI DERIVAZIONE UNI L ATTACCO DI MANDATA PER AUTOPOMPA E UN DISPOSITIVO COLLEGATO ALLA RETE DI IDRANTI PER MEZZO DEL QUALE PUO ESSERE IMMESSA ACQUA NELLA RETE IN CONDIZIONI DI EMERGENZA CARATTERISTICHE TECNICHE - BOCCHE DI IMMISSIONE DN 70 FEMMINA PROTETTE DA TAPPI MASCHIO - VALVOLA DI INTERCETTAZIONE - VALVOLA DI SICUREZZA - VALVOLA DI NON RITORNO - SEGNALETICA 56
57 ATTACCO AUTOPOMPA PER LINEA DI MANDATA QUESTO TIPO DI ATTACCO AUTOPOMPA VENIVA UTILIZZATO PRIMA DELL ENTRATA IN VIGORE DELLA NORMA UNI CARATTERISTICHE TECNICHE - BOCCHE DI IMMISSIONE DN 70 FEMMINA PROTETTE DA TAPPO MASCHIO - VALVOLA DI SICUREZZA - VALVOLA DI RITEGNO - VALVOLA DI INTERCETTAZIONE 57
58 MANOMETRI DI PROVA IN PROSSIMITA DELL ULTIMO IDRANTE O NASPO DI OGNI DIRAMAZIONE APERTA SU CUI SIANO INSTALLATI DUE O PIU IDRANTI / NASPI SI DEVE INSTALLARE UN MANOMETRO COMPLETO DI VALVOLA PORTAMANOMETRO ATTO A INDICARE LA PRESENZA DI PRESSIONE NELLA DIRAMAZIONE E A MISURARE LA PRESSIONE RESIDUA DURANTE LA PROVA DELL IDRANTE O DEL NASPO.
59 ESEMPI DI CORRETTA INSTALLAZIONE
60 QUI CI VA LA SELLA DI SOSTEGNO DELLA TUBAZIONE ESEMPI DI SCORRETTA INSTALLAZIONE 60
61 LA MANUTENZIONE DEI COMPONENTI DELLE RETI IDRANTI AC TAIM
62 LA MANUTENZIONE DEI COMPONENTI DELLE RETI IDRANTI NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO NORMA UNI EN 671/3 - marzo 2009 MANUTENZIONE DEI NASPI ANTINCENDIO CON TUBAZIONI SEMIRIGIDE E IDRANTI A MURO CON TUBAZIONI FLESSIBILI. NORMA UNI RETI IDRANTI - PROGETTAZIONE INSTALLAZIONE ED ESERCIZIO. NORMA UNI EN SISTEMI AUTOMATICI A SPRINKLER PROGETTAZIONE, INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE. 62
63 LA SORVEGLIANZA LA SORVEGLIANZA CONSISTE IN UN CONTROLLO VISIVO CHE PUO ESSERE EFFETTUATO DAL PERSONALE PRESENTE NELLE AREE PROTETTE DOPO AVERE RICEVUTO ADEGUATE ISTRUZIONI. ( D.M. 10 MARZO 1998 ) 63
64 LA SORVEGLIANZA CONSISTE NELLA VERIFICA DELLE ATTREZZATURE PER QUANTO RIGUARDA LA LORO INTEGRITA, COMPLETEZZA E POSSIBILITA DI ACCESSO NEI PERIODI CHE INTERCORRONO FRA I DUE INTERVENTI DI MANUTENZIONE PERIODICA. 64
65 CONTROLLO SEMESTRALE DI TUTTI I COMPONENTI DELLA RETE IDRANTI
66 CONTROLLO SEMESTRALE DEGLI IDRANTI A MURO BISOGNA CONTROLLAE CHE : - SIA ACCESSIBILE - SENZA DANNI E PERDITE - ISTRUZIONI LEGGIBILI E CHIARE - OPPORTUNAMENTE SEGNALATA - CONTROLLO VISIVO DELLA TUBAZIONE E IN CASO DI DIFETTI VA SOSTITUITA O COLLAUDATA ALLA MASSIMA PRESSIONE. - MANOVRABILITA DELLA LANCIA - RIPRISTINO DEL SIGILLO 66
67 CONTROLLO SEMESTRALE DEI NASPI ANTINCENDIO BISOGNA CONTROLLARE CHE : - LEGATURE ADEGUATE - LE BOBINE DEVONO RUOTARE - VALVOLA DI INTERCETTAZIONE.. - TUBAZIONE DI ALIMENTAZIONE.. - PORTELLI DELLA CASSETTA.. - LANCIA,TIPO E MANOVRABILITA - PRONTO ALL USO - RIPRISTINO DEL SIGILLO 67
68 CONTROLLO SEMESTRALE DELLE CASSETTE A CORREDO DEGLI IDRANTI SOPRASUOLO E SOTTOSUOLO BISOGNA CONTROLLARE CHE : - SIA ACCESSIBILE - SENZA DANNI - ISTRUZIONI LEGGIBILI - OPPORTUNAMENTE SEGNALATA - PORTELLO DELLA CASSETTA.. - MANOVRABILITA DELLA LANCIA - CHIAVE DI MANOVRA - CONTROLLO VISIVO DELLA TUBAZIONE E IN CASO DI DIFETTI VA SOSTITUITA O COLLAUDATA 68
69 CONTROLLO SEMESTRALE DEGLI ATTACCHI AUTOPOMPA BISOGNA CONTROLLARE CHE: - ACCERTAMENTO DELLA MANOVRABILITA DELLE VALVOLE - CONTROLLO DELLA TENUTA DELLA VALVOLA DI RITEGNO - LASCIARE LA VALVOLA PRINCIPALE DI INTERCETTAZIONE APERTA - SEGNALETICA ADEGUATA - CHE LE BOCCHE DI USCITA DELL ACQUA SIANO PROTETTE DA TAPPI 69
70 CONTROLLO SEMESTRALE DEGLI ATTACCHI AUTOPOMPA PER VERIFICARE PERIODICAMENTE LA CORRETTA FUNZIONALITA DEGLI ATTACCHI PER AUTOPOMPA BISOGNA CONTROLLARE: PER GLI ATTACCHI MONTATI SU LINEA DI DERIVAZIONE BISOGNA CONTROLLARE CHE NON CI SIA USCITA DI ACQUA PER GLI ATTACCHI MONTATI SU LINEA DI MANDATA BISOGNA CONTROLLARE CHE L ACQUA ESCA 70
71 CONTROLLO SEMESTRALE DEGLI IDRANTI SOPRASUOLO E SOTTOSUOLO BISOGNA CONTROLLARE CHE : - MANOVRABILITA DELLA VALVOLA DI APERTURA E CHIUSURA - FACILITA DI APERTURA DEI TAPPI - VERIFICA DEL SISTEMA ANTIGELO SE PRESENTE - SEGNALETICA ADEGUATA 71
72 CONROLLO ANNUALE COMPRENDE TUTTE LE OPERAZIONI DI CONTROLLO EFFETTUATE SULLE ATTREZZATURE NEL CORSO DELLA PRIMA VISITA SEMESTRALE E IN AGGIUNTA: VERIFICARE CHE IL GETTO DELL ACQUA SIA COSTANTE E SUFFICIENTE MEDIANTE L USO DI INDICATORI DI FLUSSO. 72
73 CONTROLLO ANNUALE TUTTE LE TUBAZIONI FLESSIBILI E SEMIRIGIDE DEGLI IDRANTI A MURO E DEI NASPI ED ANCHE QUELLE PRESENTI NELLE CASSETTE A CORREDO DEGLI IDRANTI SOPRASUOLO E SOTTOSUOLO DEVONO ESSERE SOTTOPOSTE ALLA PRESSIONE DI RETE PER VERIFICARE LA LORO INTEGRITA. 73
74 CONTROLLO PERIDICO DI TUTTE LE TUBAZIONI OGNI 5 ANNI TUTTE LE TUBAZIONI FLESSIBILI E SEMIRIGIDE DEVONO ESSERE SOTTOPOSTE A PROVA IDROSTATICA ALLA PRESSIONE DI 1,2 MPa 74
75 NORMA UNI ESERCIZIO E VERIFICA DELL IMPIANTO L UTENTE E RESPONSABILE DEL MANTENIMENTO DELLE CONDIZIONI DI EFFICIENZA DELL IMPIANTO, CHE RIMANGONO SOTTO LA SUA RESPONSABILITA ANCHE ESISTENDO IL SERVIZIO DI ISPEZIONE PERIODICA. SPETTA AL MANUTENTORE DI RENDERE EDOTTO L UTENTE SULLA CONDIZIONE DELL IMPIANTO CON APPOSITA COMUNICAZIONE SCRITTA AFFINCHE L UTENTE CONSAPEVOLMENTE POSSA ATTENDERE ALLA MESSA IN EFFICIENZA DELL IMPIANTO.
76 SEGNALETICA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO NELL AMBITO DELLA PREVENZIONE UNO SPAZIO CERTAMENTE IMPORTANTE LO OCCUPA LA SEGNALETICA DI SICUREZZA CHE NEL DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008 n 81 E REGOLAMENTATA DA 4 ARTICOLI E DA 9 ALLEGATI. ARTICOLO CAMPO DI APPLICAZIONE ARTICOLO DEFINIZIONI ARTICOLO OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO ARTICOLO INFORMAZIONE E FORMAZIONE ALLEGATI
77 LA SEGNALETICA DI SICUREZZA E IL MIGLIORE STRUMENTO PER DARE INFORMAZIONI CONTINUE AGLI UTENTI ALLO SCOPO DI RENDERE PIU SICURO UN AMBIENTE DI LAVORO. PER QUESTO MOTIVO IL REQUISITO FONDAMENTALE DELLA SEGNALETICA DI SICUREZZA E LA SUA COMPRENSIONE CHE DEVE ESSERE IMMEDIATA, UNIVOCA E ALLA PORTATA DI TUTTI GLI UTILIZZATORI. 77
78 OGNI GIORNO VENGONO INSTALLATI MIGLIAIA DI CARTELLI. MOLTI SONO SBAGLIATI E NON RISPONDENTI ALLE NORME TECNICHE ED ALLE LEGGI VIGENTI. SIAMO IN GRADO DI RICONOSCERLI?? 78
79 IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA NEGLI EDIFICI NORMA UNI CEI LA NORMA SPECIFICA LE PROCEDURE PER EFFETTUARE LE VERIFICHE PERIODICHE, LA MANUTENZIONE, LA REVISIONE ED IL COLLAUDO NORMA UNI EN LA NORMA DEFINISCE I REQUISITI ILLUMINOTECNICI DEI SISTEMI DI ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA APPARECCHI PER SEGNALARE VISIBILITA IN METRI APPARECCHI PER ILLUMINARE FLUSSO IN LUMEN
80 DECRETO 22 GENNAIO 2008 n 37 INSTALLAZIONE DEGLI IMPIANTI ALL INTERNO DEGLI EDIFICI ARTICOLO 1 - AMBITO DI APPLICAZIONE IL PRESENTE DECRETO SI APPLICA AGLI IMPIANTI POSTI AL SERVIZIO DEGLI EDIFICI INDIPENDENTEMENTE DALLA DESTINAZIONE D USO. g) GLI IMPIANTI DI PROTEZIONE ANTINCENDIO 80
81 DECRETO 22 GENNAIO 2008 n 37 ARTICOLO 2 DEFINIZIONI RELATIVE AGLI IMPIANTI d ) ORDINARIA MANUTENZIONE INTERVENTI FINALIZZATI A CONTENERE IL DEGRADO NORMALE D USO, NONCHE A FAR FRONTE AD EVENTI ACCIDENTALI CHE COMPORTANO LA NECESSITA DI PRIMI INTERVENTI CHE COMUNQUE NON MODIFICANO LA STRUTTURA DELL IMPIANTO SU CUI SI INTERVIENE O LA SUA DESTINAZIONE D USO SECONDO LE PRESCRIZIONI PREVISTE DALLA NORMATIVA TECNICA VIGENTE E DAL LIBRETTO DI USO E MANUTENZIONE DEL COSTRUTTORE. 81
82 DECRETO 22 GENNAIO 2008 n 37 ARTICOLO 2 DEFINIZIONI RELATIVE AGLI IMPIANTI h) IMPIANTI DI PROTEZIONE ANTINCENDIO SI INTENDONO GLI IMPIANTI DI ALIMENTAZIONE DI IDRANTI, GLI IMPIANTI DI ESTINZIONE DI TIPO AUTOMATICO E MANUALE NONCHE GLI IMPIANTI DI RIVELAZIONE GAS, DI FUMO E D INCENDIO. 82
83 DECRETO 22 GENNAIO 2008 n 37 ARTICOLO 8 - OBBLIGHI DEL COMMITTENTE IL COMMITTENTE E TENUTO AD AFFIDARE I LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA DEGLI IMPIANTI ALLE IMPRESE ABILITATE AI SENSI DELL ARTICOLO 3 ( I REQUISITI ) ARTICOLO 10 - MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI LA MANUTENZIONE ORDINARIA DEGLI IMPIANTI NON COMPORTA L OSSERVANZA DI CUI ALL ARTICOLO 8 83
84 NORMA UNI EN SISTEMI AUTOMATICI A SPRINKLER PROGETTAZIONE, INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE
85 NORMA UNI EN PROGRAMMA DI ISPEZIONE E DI CONTROLLO DELL UTENTE L INSTALLATORE DEVE SUPPORTARE L UTENTE CON UNA DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALLE PROCEDURE DI ISPEZIONE E CONTROLLO DELL IMPIANTO. - CONTROLLO PERIODICO SETTIMANALE - CONTROLLO PERIODICO MENSILE LA DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALL ATTIVITA DI ISPEZIONE E CONTROLLO DEVE ESSERE REGISTRATA E CUSTODITA IN UN APPOSITO REGISTRO. 85
86 NORMA UNI EN PROGRAMMA DI ASSISTENZA E MANUTENZIONE - CONTROLLO TRIMESTRALE - CONTROLLO SEMESTRALE - CONTROLLO ANNUALE - CONTROLLO TRIENNALE - CONTROLLO DECENNALE LA DOCUMENTAZIONE RELATIVA ALL ATTIVITA DI ISPEZIONE E CONTROLLO DEVE ESSERE REGISTRATA E CUSTODITA IN UN APPOSITO REGISTRO 86
87 NORMA UNI LOCALI DESTINATI AD OSPITARE GRUPPI DI POMPAGGIO ANTINCENDIO 87
88 NORMA UNI LA NORMA SPECIFICA I REQUISITI COSTRUTTIVI E FUNZIONALI MINIMI DA SODDISFARE NELLA REALIZZAZIONE DI LOCALI TECNICI DESTINATI AD OSPITARE GRUPPI DI POMPAGGIO PER L ALIMENTAZIONE IDRICA DI IMPIANTI ANTINCENDIO 88
89 NORMA UNI UBICAZIONE DEI LOCALI - FUORI TERRA - INTERRATI ACCESSO AI LOCALI - ACCESSO PER GLI OPERATORI - ACCESSO PER LE MACCHINE CARATTERISTICHE DEI LOCALI - TIPOLOGIA COSTRUTTIVA - DIMENSIONI - PAVIMENTAZIONE - AERAZIONE
90 NORMA UNI CARATTERISTICHE FUNZIONALI - ALIMENTAZIONE ELETTRICA DI SERVIZIO - IMPIANTI ELETTRICI - IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE - DRENAGGI - RISCALDAMENTO - SISTEMA DI SCARICO DEI FUMI - FISSAGGIO - PRESENZA DI ESTINTORI 90
91 NORMA UNI ALIMENTAZIONE DEI MOTORI - SERBATOI - SISTEMA DI RIEMPIMENTO - SFIATO DEL SERBATOIO APPENDICE A LOCALI ESISTENTI L APPENDICE A DELLA NORMA PUO ESSERE APPLICATA AI LOCALI ESISTENTI IN CASO DI MODIFICA SOSTANZIALE DEL LOCALE DELLE UNITA DI POMPAGGIO. 91
92 LE PORTE TAGLIAFUOCO LEGGI E NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO 92
93 DECRETO MINISTERIALE DEL 14 DICEMBRE 1993 CLASSIFICAZIONE DI RESISTENZA AL FUOCO ED OMOLOGAZIONE DI PORTE E ALTRI ELEMENTI DI CHIUSURA. NORMA UNI DECRETO MINISTERIALE DEL 21 GIUGNO 2004 CLASSIFICAZIONE DI RESISTENZA AL FUOCO ED OMOLOGAZIONE DI PORTE E ALTRI ELEMENTI DI CHIUSURA. NORMA UNI EN DECRETO DEL MINISTERO DELL INTERNO 3 NOVEMBRE 2004 CRITERI DI INSTALLAZIONE DEI DISPOSITIVI DI APERTURA. DECRETO MINISTERIALE DEL 4 MAGGIO 1998 ALLEGATO 2 COMMA 2.1- OBBLIGA L INSTALLATORE A COMPILARE E RILASCIARE IL MODULO DI CORRETTA INSTALLAZIONE. LE ISTRUZIONI DEL PRODUTTORE NON ESISTE UNA NORMA DI RIFERIMENTO PER L INSTALLAZIONE E PER LA MANUTENZIONE
94 LA FIGURA DELL INSTALLATORE PERSONA FISICA O GIURIDICA CHE PROVVEDE ALLA INSTALLAZIONE DELLA PORTA E DEI SUOI COMPONENTI L INSTALLATORE LA DEVE CONOSCERE REGOLA DELL ARTE, AVERE OPPORTUNE LE CONOSCENZE TECNICHE DELLE DIVERSE TIPOLOGIE DI PORTE E DEI DIVERSI SISTEMI DI INSTALLAZIONE IN RELAZIONE ALLE DIVERSE TIPOLOGIE DI PARETI SULLE QUALI ANDRA AD INSTALLARE LE PORTE ED I SUOI COMPONENTI. 94
95 UNA VOLTA INSTALLATA CORRETTAMENTE LA PORTA L INSTALLATORE AVRA FINITO IL SUO COMPITO E DOVRA CONSEGNARE AL TITOLARE DELL ATTIVITA TUTTI I DOCUMENTI IN SUO POSSESSO OVVERO : -COPIA ATTO DI OMOLOGAZIONE - DICHIARAZIONE DI CONFORMITA - LIBRETTO DI ISTRUZIONI PER INSTALLAZIONE USO E MANUTENZIONE - DICHIARAZIONE DI CORRETTA POSA IN OPERA 95
96 L INSTALLATORE DEVE RILASCIARE AL TERMINE DEI LAVORI IL DOCUMENTO DI CORRETTA INSTALLAZIONE FIRMATO DI SUO PUGNO PER PRESA DI RESPONSABILITA DEL LAVORO ESEGUITO. QUESTO DOCUMENTO E FONDAMENTALE PER IL DI IMPORTANZA MANUTENTORE CHE DOVRA FORMULARE IN SEGUITO IL CONTRATTO DI MANUTENZIONE. 96
97 LA FIGURA DEL MANUTENTORE IL MANUTENTORE DEVE CONOSCERE LA REGOLA DELL ARTE, AVERE CONOSCENZE LE TECNICHE DELLE DIVERSE TIPOLOGIE DI PORTE PRESENTI SUL MERCATO E DEVE ESSERE IN GRADO DI GARANTIRE IL SICURO E CORRETTO FUNZIONAMENTO DELLA PORTA E DEI COMPONENTI SUI QUALI INTERVIENE E POTERLO DOCUMENTARE NEL TEMPO. 97
98 LA MANUTENZIONE LA DOCUMENTAZIONE E LE INFORMAZIONI CHE IL MANUTENTORE DEVE RICEVERE : - COPIA ATTO DI OMOLOGAZIONE - LIBRETTO ISTRUZIONI PER LA CORRETTA INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE - DICHIARAZIONE DI CORRETTA POSA IN OPERA - NUMERO DEI CICLI DI CHIUSURA DELLA PORTA 98
99 LA MANUTENZIONE SOLO DOPO AVERE EFFETTUATO UNA VISITA ISPETTIVA IL MANUTENTORE SARA IN GRADO DI FORMULARE LA SUA PROPOSTA DI MANUTENZIONE : 1 - PROPOSTA DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PER LE PORTE CHE NECESSITANO DI INTERVENTI STRAORDINARI PER RIPORTARLE NEI PARAMETRI DELLA CONFORMITA. 2 - PROPOSTA DI SOSTITUZIONE DELLE PORTE QUANDO NON SUSSISTONO LE CONDIZIONI PER RIPORTARLE ALLE CONDIZIONI DI CONFORMITA 3 - PROPOSTA DI MANUTENZIONE ORDINARIA PER LE PORTE CHE LO CONSENTONO. 99
100 DECRETO DEL MINISTERO DELL INTERNO DEL 3 NOVEMBTRE 2004 ARTICOLO 5 I DISPOSITIVI PER L APERTURA NON MUNITI DI MARCATURA CE DEVONO ESSERE SOSTITUITI IN CASO DI ROTTURA O COMUNQUE ENTRO 6 ANNI DALLA DATA DI ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE DECRETO. ( SCADENZA : 18 FEBBRAIO 2011 ) 100
101 CONTROLLO DELLE FORZE LA FORZA NECESSARIA PER SBLOCCARE LA PORTA CON MANIGLIONE ANTIPANICO NON DEVE SUPERARE GLI 80 N.(8 Kg.) DI SPINTA ESERCITATI. IL CONTROLLO SI EFFETTUA CON UN DINAMOMETRO INTERVENENDO SUI TRE PUNTI DEL MANIGLIONE OSSIA ALLE DUE ESTREMITA E AL CENTRO DELLA BARRA. LA PORTA DEVE ESSERE CONTROLLATA ANCHE NELLA FASE DI CHIUSURA CON UN DINAMOMETRO E LA FORZA DI ARRIVO DELL ANTA NON DEVE SUPERARE I 50 N. ( 5 Kg.) 101
102 IL DINAMOMETRO 102
103 E IN FASE DI ELABORAZIONE ALL UNI UN PROGETTO DI NORMA RELATIVO ALLA INSTALLAZIONE ED ALLA MANUTENZIONE DELLE PORTE TAGLIAFUOCO PR U
104 GLI IMPIANTI DI RIVELAZIONE AUTOMATICA D INCENDIO LEGGI E NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO - NORMA UNI 9795 GENNAIO CRITERI PER LA REALIZZAZIONE E L ESERCIZIO DEI SISTEMI FISSI AUTOMATICI DI RIVELAZIONE. - NORMA UNI CONTROLLO INIZIALE E MANUTENZIONE DEI SISTEMI FISSI E AUTOMATICI DI RIVELAZIONE INCENDIO - NORME EN 54 - NORME EUROPEE RELATIVE AI REQUISITI, METODI DI PROVA E PRESTAZIONE DEI PRODOTTI - DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO DIRETTIVA EUROPEA 89/106/CEE 104
105 GLI IMPIANTI DI RIVELAZIONE AUTOMATICA D INCENDIO NORMA UNI 9795 GENNAIO 2010 SISTEMI FISSI AUTOMATICI DI RIVELAZIONE E DI SEGNALAZIONE DI ALLARME INCENDIO. LA NORMA SI APPLICA ALL INSTALLAZIONE NEI FABBRICATI CIVILI ED INDUSTRIALI.
106 GLI IMPIANTI DI RIVELAZONE AUTOMATICA D INCENDIO NORMA UNI 9795 GENNAIO 2010 LE PRINCIPALI NOVITA INTRODOTTE DALLA REVISIONE MODIFICHE DELL UNITA DI MISURA NECESSARIA PER LA DETERMINAZIONE DEL NUMERO DI RIVELATORI PUNTIFORMI DI FUMO E CALORE. - MODIFICA NELLA DISTRIBUZIONE DEI RIVELATORI DI FUMO E CALORE IN LOCALI CON SOFFITTO A TRAVI IN VISTA. - CAMBIAMENTO PER I CRITERI DA UTILIZZARE NELL INSTALLAZIONE DEI RIVELATORI PUNTIFORMI NEI LOCALI CON IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO - MODIFICA PER I RIVELATORI PUNTIFORMI DI FUMO E PER I RIVELATORI LINEARI DELL ALTEZZA MASSIMA DI INSTALLAZIONE. - CAMBIAMENTO PER QUANTO RIGUARDA LA DISTANZA MASSIMA TRA PULSANTI E MODIFICA DELL ALTEZZA DI MONTAGGIO - NUOVE TECNICHE DI RIVELAZIONE: DI FIAMMA. LINEARI DI CALORE, PUNTIFORMI COMBINATI,SISTEMI AD ASPIRAZIONE E CAMPIONAMENTO - E MOLTO ALTRO ANCORA 106
107 CONTROLLO INIZIALE E MANUTENZIONE DEI SISTEMI DI RIVELAZIONE INCENDI NORMA UNI LA NORMA DESCRIVE LE PROCEDURE PER IL CONTROLLO INIZIALE LA SORVEGLIANZA E IL CONTROLLO PERIODICO, LA MANUTENZIONE E LA REVISIONE DEI SISTEMI DI RIVELAZIONE AUTOMATICA DI INCENDIO. E APPLICABILE ANCHE DOVE IL SISTEMA DI RIVELAZIONE INCENDI SIA IMPIEGATO PER ATTIVARE UN SISTEMA DI ESTINZIONE AUTOMATICA O ATTUARE DISPOSITIVI DI SICUREZZA ANTINCENDIO. LA PRESENTE NORMA SI APPLICA SIA AI NUOVI SISTEMI SIA A QUELLI ESISTENTI. 107
108 NORMA UNI I CAMBIAMENTI INTRODOTTI RISPETTO ALLA EDIZIONE ALLINEAMENTO RISPETTO AI CONTENUTI DELLA UNI MODIFICATO LA PARTE METODOLOGIA DELLA SORVEGLIANZA - MODIFICATO LA PARTE METODOLOGIA DEL CONTROLLO - MODIFICATO LA PERCENTUALE DEL NUMERO DEI PUNTI DA CONTROLLARE IN ALLARME NEL CORSO DEI 12 MESI OVVERO NON PIU 100 % OGNI SEMESTRE MA 100% SU BASE ANNUALE E ALTRO ANCORA.
109 NORMA UNI FASI E PERIODICITA DELLA MANUTENZIONE CONTROLLO INIZIALE - PRIMA DELLA CONSEGNA DI UN NUOVO SISTEMA O NELLA PRESA IN CARICO DI UN SISTEMA IN MANUTENZIONE SORVEGLIANZA - ALMENO OGNI 30 GIORNI - SECONDO IL PIANO DI MANUTENZIONE PROGRAMMATA FORNITO DAL RESPONSABILE DEL SISTEMA 109
110 NORMA UNI FASI E PERIODICITA DELLA MANUTENZIONE CONTROLLO PERIODICO - ALMENO OGNI SEI MESI - SECONDO IL PIANO DI MANUTENZIONE PROGRAMMATA FORNITO DAL RESPONSABILE DEL SISTEMA MANUTENZIONE ORDINARIA - OCCASIONALE - SECONDO ESIGENZA PER RIPARAZIONI DI LIEVE ENTITA 110
111 NORMA UNI FASI E PERIODICITA DELLA MANUTENZIONE MANUTENZIONE STRAORDINARIA - OCCASIONALE - SECONDO ESIGENZA PER RIPARAZIONI DI PARTICOLARE IMPORTANZA REVISIONE DEL SISTEMA - ALMENO OGNI 10 ANNI - SECONDO INDICAZIONI LEGISLATIVE E NORMATIVE E DELLE ISTRUZIONI DEI COSTRUTTORI DELLE APPARECCHIATURE 111
112 NORMA UNI DOCUMENTI DA PRODURRE OGNI TIPO DI INTERVENTO EFFETTUATO NELLE FASI DI: CONTROLLO INIZIALE,SORVEGLIANZA,CONTROLLO PERIODICO, MANUTENZIONE ORDINARIA, MANUTENZIONE STRAORDINARIA E REVISIONE DEL SISTEMA DEVE TROVARE RISCONTRO IN UN DOCUMENTO CHE A SUA VOLTA DEVE ESSERE RIPORTATO SUL REGISTRO DELLE MANUTENZIONI. IL PROSPETTO n 2 DELLA NORMA CHIARISCE MEGLIO LA TIPOLOGIA DEI DOCUMENTI DA PRODURRE. 112
113 NORMA UNI STRUMENTAZIONE E DOCUMENTAZIONE DA IMPIEGARE DURANTE LE PROVE. METODOLOGIA DEL CONTROLLO INIZIALE PRIMA DI OPERARE SU UN SISTEMA ANTINCENDIO E NECESSARIO ALMENO PREDISPORRE QUANTO SEGUE: - MANUALISTICA DELLE APPARECCHIATURE INSTALLATE - DISEGNI E DOCUMENTAZIONE DEL PROGETTO DELL IMPIANTO - NORME DI RIFERIMENTO O PROCEDURE DI PROVA SE ESISTENTI - STRUMENTI DI PROVA DI VARIO TIPO 113
114 GLI IMPIANTI ANTINCENDIO AD ESTINGUENTI GASSOSI NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO - NORMA UNI EN SISTEMI AD ESTINGUENTI GASSOSI PROGETTAZIONE, INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE - NORME UNI EN /10 RELATIVE ALLE DIVERSE TIPOLOGIE DI ESTINGUENTI GASSOSI NORMATI - NORME UNI EN /16 RELATIVE AI METODI DI PROVA DEI COMPONENTI DEGLI IMPIANTI A GAS 114
115 GLI IMPIANTI ANTINCENDIO AD ESTINGUENTI GASSOSI LA MANUTENZIONE LEGGI E NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO NORMA UNI EN SISTEMI AD ESTINGUENTI GASSOSI PROGETTAZIONE,INSTALLAZIONE E MANUTENZIONE NORMA UNI ( IN REVISIONE ) CONTROLLO INIZIALE E MANUTENZIONE DEI SISTEMI DI ESTINZIONE INCENDI AD ESTINGUENTI GASSOSI DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO
116 GLI IMPIANTI ANTINCENDIO AD ESTINGUENTI GASSOSI LA MANUTENZIONE NORMA UNI LA NORMA SPECIFICA LE PROCEDURE PER EFFETTUARE IL CONTROLLO INIZIALE E LA MANUTENZIONE DEI SISTEMI DI ESTINZIONE INCENDI AD ESTINGUENTI GASSOSI 116
117 GLI IMPIANTI ANTINCENDIO AD ESTINGUENTI GASSOSI LA MANUTENZIONE NORMA UNI LE FASI DELLA MANUTENZIONE SONO: - CONTROLLO INIZIALE - SORVERGLIANZA - CONTROLLO PERIODICO - MANUTENZIONE ORDINARIA - MANUTENZIONE STRAORDINARIA - REVISIONE PROGRAMMATA 117
118 GLI IMPIANTI ANTINCENDIO AD ESTINGUENTI GASSOSI CONTROLLO INIZIALE PERIODICITA - VA ESEGUITO NELLA PRESA IN CARICO DI UN SISTEMA IN MANUTENZIONE DOCUMENTAZIONE - DOCUMENTO RECANTE LE ISTRUZIONI OPERATIVE RIGURDANTI L USO E LA MANUTENZIONE DELL IMPIANTO OPERAZIONI MINIME - VEDERE APPENDICE A DELLE NORMA 118
119 GLI IMPIANTI ANTINCENDIO AD ESTINGUENTI GASSOSI SORVEGLIANZA PERIODICITA - ALMENO CON FREQUEZA MENSILE DOCUMENTAZIONE - REGISTRAZIONE DELL AVVENUTO CONTROLLO E DELLO STATO DELL IMPIANTO DA PARTE DEL RESPONSABILE SU UN REGISTRO O SU UN SISTEMA INFORMATICO OPERAZIONI MINIME - VEDERE APPENDICE A DELLA NORMA 119
120 GLI IMPIANTI ANTINCENDIO AD ESTINGUENTI GASSOSI CONTROLLO PERIODICO PERIODICITA - ALMENO DUE VOLTE ALL ANNO CON SCADENZA SEMESTRALE NELLE DUE VISITE DI MANUTENZIONE DOCUMENTAZIONE - REGISTRAZIONE SUL REGISTRO DEL DOCUMENTO REDATTO DAL MANUTENTORE ATTESTANTE L ATTIVITA SVOLTA OPERAZIONI MINIME - VEDERE APPENDICE A DELLA NORMA 120
121 GLI IMPIANTI ANTINCENDIO AD ESTINGUENTI GASSOSI MANUTENZIONE ORDINARIA PERIODICITA - OCCASIONALE DOCUMENTAZIONE - REGISTRAZIONE SUL REGISTRO DEL DOCUMENTO REDATTO DAL MANUTENTORE ATTESTANTE L ATTIVITA SVOLTA 121
122 GLI IMPIANTI ANTINCENDIO AD ESTINGUENTI GASSOSI MANUTENZIONE STRAORDINARIA PERIODICITA - OCCASIONALE DOCUMENTAZIONE - REGISTRAZIONE SUL REGISTRO DEL DOCUMENTO REDATTO DAL MANUTENTORE ATTESTANTE L ATTIVITA SVOLTA 122
123 IMPIANTI ANTINCENDIO AD ESTINGUENTI GASSOSI REVISIONE PROGRAMMATA PERIODICITA - OGNI 10 ANNI CIRCOSTANZA - SECONDO INDICAZIONI NORMATIVE E LEGISLATIVE IN FUNZIONE DELLE INDICAZIONI DEL PRODUTTORE DELLE ATTREZZATURE E / O DELLA PRESENTE NORMA. DOCUMENTAZIONE - REGISTRAZIONE SUL REGISTRO DEL DOCUMENTO REDATTO DAL MANUTENTORE ATTESTANTE L ATTIVITA SVOLTA. OPERAZIONI MINIME - VEDERE APPENDICE A DELLA NORMA 123
124 GLI EVACUATORI DI FUMO E CALORE NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO PER LA COSTRUZIONE - NORMA UNI EVACUATORI DI FUMO E CALORE CARATTERISTICHE, DIMENSIONAMENTO E PROVE - NORME UNI EN /10 SPECIFICHE TECNICHE PER GLI EVACUATORI - DIRETTIVA 89 / MARCATURA CE 124
125 GLI EVACUATORI DI FUMO E CALORE LEGGI E NORME TECNICHE DI RIFERIMENTO PER LA MANUTENZIONE - NORMAUNI EVACUATORI DI FUMO E CALORE CARATTERISTICHE,DIMENSIONAMENTO E PROVE - NORME UNI EN /10 - DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO ISTRUZIONI DEL FABBRICANTE 125
126 SISTEMI A SCHIUMA NORMA UNI EN PROGETTAZIONE, COSTRUZIONE E MANUTENZIONE LA NORMA SPECIFICA I REQISITI E DESCRIVE I METODI PER LA PROGETTAZIONE, INSTALLAZIONE, PROVA E MANUTENZIONE DI SISTEMI DI ESTINZIONE A SCHIUMA A BASSA, MEDIA E ALTA ESPANSIONE
127 LIQUIDI SCHIUMOGENI NORMA UNI EN LIQUIDI SCHIUMOGENI CONCENTRATI A BASSA ESPANSIONE LIQUIDI SCHIUMOGENI CONCENTRATI A MEDIA ESPANSIONE LIQUIDI SCHIUMOGENI CONCENTRATI AD ALTA ESPANSIONE
128 ORA PARLIAMO DEL MANUTENTORE OVVERO DI COLUI CHE CON I SUOI INTERVENTI DEVE MANTENERE IN EFFICIENZA E PRONTI ALL USO GLI IMPIANTI E LE ATTREZZATURE ANTINCENDIO CHI E? IL MANUTENTORE DEVE CONOSCERE LE LEGGI CHE REGOLAMENTANO IL SETTORE DELLA PREVENZIONE INCENDI. DEVE CONOSCERE LE NORME TECNICHE RELATIVE ALLA COSTRUZIONE, ALLE PRESTAZIONI ED ALLA MANUTENZIONE DEI DIVERSI PRODOTTI SUI QUALI DOVRA INTERVENIRE PER EFFETTUARE LE OPERAZIONI DI CONTROLLO E DI MANUTENZIONE.
129 IL D.P.R. 547 DEL 1955 ( ORA ABROGATO) DEFINIVA PERSONA ESPERTA COLUI CHE MANTENEVA IN EFFICIENZA E CONTROLLAVA OGNI SEI MESI I MEZZI DI ESTINZIONE. 43 ANNI DOPO, IL DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO 1998 HA DEFINITO IL MANUTENTORE:COMPETENTE E QUALIFICATO 1 - OGGI PER DIVENTARE MANUTENTORE ANTINCENDIO BASTA PRESENTARSI ALLO SPORTELLO DI UNA CAMERA DI COMMERCIO E CHIEDERE L ISCRIZIONE ALLA VOCE: VENDITA E MANUTENZIONE MATERIALE ANTINCENDIO DOPO AVERE MESSO ALCUNE FIRME SU DUE O TRE MODULI E AVERE PAGATO CIRCA 32 EURO DAL GIORNO DOPO SI E OPERATIVI 2 - SE INVECE UNA PERSONA QUALSIASI E IN POSSESSO DI PARTITA IVA BASTA RECARSI DAL PROPRIO COMMERCIALISTA E FARE INSERIRE LA FRASE MANUTENZIONE ORDINARIA IMPIANTI E ATTREZZATURE ANTINCENDIO NELL ATTIVITA PREVALENTE CHE GIA ESERCITA. 129
130 LA SVOLTA L OCCASIONE DI CAMBIAMENTO CI VIENE FORNITA DALL EUROPA COME? ATTRAVERSO GLI ORGANISMI DI CERTIFICAZIONE DELLE PERSONE CHE OPERANO IN CONFORMITA ALLA NORMA ISO / IEC CEPAS
131 L ASSOCIAZIONE I MAIA, CONSAPEVOLE CHE PER Porte tagliafuoco MANUTENTORI DEL SETTORE ANTINCENDIO A TUTT OGGI NON ESISTE QUALSIASI FORMA DI LORO NEL SUL MERCATO RICONOSCIMENTO PROFESSIONALITA, HA UNA DELLA INIZIATO, PRIMA SETTORE, A FAR VOLONTARIAMENTE CERTIFICARE I PROPRI MANUTENTORI DA UNO DEGLI ORGANISMI DI CERTIFICAZIONE DI TERZA PARTE RICONOSCIUTI ED OPERANTI SECONDO LA NORMATIVA EUROPEA. Reti idranti Estintori
132 QUESTA INIZIATIVA VA ANCHE NELLA DIREZIONE DI DISSIPARE LE AMBIGUITA E LA CONFUSIONE CHE SI STAVANO CREANDO NEL SETTORE DOVE, A FRONTE DI CORSI NON RICONOSCIUTI NE CERTIFICATI DA ALCUNA DISPOSIZIONE NORMATIVA,VENIVANO RILASCIATI ATTESTATI ( CERTIFICAZIONI DI PARTE PRIMA ) NON RISPONDENTI ALLA CITATA NORMATIVA EUROPEA, MA IN GRADO DI CONFONDERE LE IDEE AD UN MERCATO ANCORA POCO INFORMATO IN MATERIA. IL PRIMO GRUPO DI MANUTENTORI CERTIFICATI NEL MESE DI NOVEMBRE 2010
133 D. P. R. n 37 DEL 12 GENNAIO 1998 ARTICOLO 5 COMMA 2 IL REGISTRO DEI CONTROLLI I CONTROLLI, LE VERIFICHE, GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE L INFORMAZIONE E LA FORMAZIONE DEL PERSONALE VENGONO EFFETTUATI, DEVONO CHE ESSERE ANNOTATI IN UN APPOSITO REGISTRO A CURA DEI RESPONSABILI DELL ATTIVITA. QUESTO DECRETO E STATO ABROGATO DAL D.P.R. n 151 DEL 1 AGOSTO
134 D.P.R. N 151 DEL 1 AGOSTO 2011 ARTICOLO 6 - OBBLIGHI CONNESSI CON L ESERCIZIO DELL ATTIVITA 1 - GLI ENTI E I PRIVATI RESPONSABILI DELLE ATTIVITA DI CUI ALL ALLEGATO 1 DEL PRESENTE REGLOLAMENTO, NON SOGGETTE ALLA DISCIPLINA DEL DECRETO LEGISLATIVO 9 APRILE 2008 N 81, E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI, HANNO L OBBLIGO DI MANTENERE IN STATO DI EFFICIENZA I SISTEMI,I DISPOSITIVI, LE ATTREZZATURE ETC. 2 I CONTROLLI,LE VERIFICHE, GLI INTERVENTI DI MANUTENZIONE ETC... DEVONO ESSERE ANNOTATI IN UN APPOSITO REGISTRO. QUALI SONO LE ATTIVITA LAVORATIVE NON SOGGETTE AL DECRETO LEGISLATIVO N 81?
135 IL REGISTRO DEI CONTROLLI E ABROGATO DI QUESTO SI TROVA TRACCIA NEL DOSSIER SCARICABILE DAL SITO DEL DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA. QUI SI SCRIVE CHE NELL AREA DELLA PREVENZIONE INCENDI SI CALCOLA CHE LA SOLA ABOLIZIONE DEL REGISTRO DEI CONTROLLI PORTERA AD UN RISPARMIO DI 82,7 MILIONI DI EURO.??? UNA ULTERIORE CONFERMA DELL ABOLIZIONE DEL REGISTRO DEI CONTROLLI SI PUO TROVARE VISITANDO IL SITO DOVE UN VADEMECUM DAL TITOLO MENO CARTE PIU SICUREZZA RIASSUME TUTTE LE NOVITA INTRODOTTE DAL D.P.R. 151 DEL 1 AGOSTO 2011 COMPRESO L ABOLIZIONE DEL REGISTRO
136 QUESTE ULTIME DISPOSIZIONI LEGISLATIVE CI DEVONO FARE RIFLETTERE. IL CAMBIO DI DIREZIONE DEL LEGISLATORE NEL NOME DELLA SEMPLIFICAZIONE DEL RISPARMIO E DELLO SLOGAN MENO CARTE PIU SICUREZZA NON CONVINCE TUTTI. DI QUESTO SI SONO ACCORTI SICURAMENTE : -I PROFESSIONISTI -GLI INSTALLATORI -I MANUTENTORI IL DATORE DI LAVORO AL QUALE FANNO CAPO ANCHE LA RESPONSABILITA DELLA CULPA IN ELIGENDO E DELLA CULPA IN VIGILANDO, DUE RESPONSABILITA POCO CONOSCIUTE MA CHE TROVANO AMPIO SPAZIO DI DISCUSSIONE E SONO OGGETTO DI SANZIONI NELLE AULE DI TRIBUNALE
137 Aggiornamento : Dicembre 2011

References: ARTICOLO 46
 ARTICOLO 46
 ARTICOLO 46
 ARTICOLO 28
 ARTICOLO 17
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 ARTICOLO 6
 ARTICOLO 4
 ARTICOLO 64
 ARTICOLO 2
 ARTICOLO 9
 ARTICOLO 1
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 ARTICOLO 2
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