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Timestamp: 2019-04-26 08:07:07+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23789 del 01/10/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23789 del 01/10/2018
Cassazione civile sez. VI, 01/10/2018, (ud. 20/06/2018, dep. 01/10/2018), n.23789
sul ricorso 19319-2017 proposto da:
P.A., L.I.;
avverso la sentenza n. 111/22/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
16/01/2017;
Rilevato che la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce accoglieva il ricorso dei contribuenti avverso l’avviso di riclassamento di un immobile sito a (OMISSIS), recante modifica delle classi e conseguente aumento della rendita catastale, adottato dall’allora Agenzia del territorio su richiesta del comune di Lecce L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335;
che la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce annullava il suddetto avviso per difetto di motivazione in ordine ai miglioramenti realizzati nella microzona ove era sito l’immobile rispetto al contesto esistente al momento del classamento originario ritenendo non sufficiente un generico riferimento ad una riqualificazione della viabilità interna e dell’arredo urbano;
che la Commissione Tributaria Regionale respingeva l’appello dell’Agenzia delle entrate affermando che l’attribuzione della classe superiore e della relativa rendita catastale è stata “asetticamente motivata col generale riferimento al quadro normativo asseritamente applicato, “al significativo scostamento dai valori medi” e ai generici quanto indimostrati interventi di riqualificazione della viabilità interna e dell’arredo urbano nonchè a numerosi interventi da parte dei privati per la ristrutturazione degli edifici”;
che l’Agenzia delle entrate proponeva ricorso affidato a tre motivi mentre i contribuenti non si costituivano e a ridosso della camera di consiglio l’Agenzia delle entrate depositava memoria insistendo per l’accoglimento del ricorso.
considerato che con il secondo motivo d’impugnazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’Agenzia delle entrate denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7 laddove intende l’avviso carente di motivazione pur se lo stesso richiama nella parte motiva il contenuto generale, il provvedimento di attivazione del procedimento revisionale nonchè le ragioni che hanno giustificato, nello specifico, il riclassamento effettuata;
considerato che con il terzo motivo d’impugnazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’Agenzia delle entrate denuncia violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335 in quanto non sarebbe necessario indicare nell’atto di classamento specifiche caratteristiche dell’immobile;
che il successivo art. 39, comma 1 bis – aggiunto dal D.Lgs. n. 156 del 2015, art. 9, comma 1, lett. o), a decorrere dal 1 gennaio 2016 – (“La commissione tributaria dispone la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia dalla cui definizione dipende la decisione della causa”) non è evidentemente applicabile al caso di specie, essendo la pregiudizialità invocata rispetto al Consiglio di Stato (Cass. 17413/2018; 17412/2018; 17411/2018);
ritenuto che il secondo motivo non è fondato in quanto, come già affermato da questa Corte proprio con riferimento alla procedura di cui al comma 335 cit. in relazione alla L. n. 212 del 2000, art. 7 “la revisione della classificazione di un immobile deve essere motivata in termini che esplicitino in maniera intellegibile le specifiche giustificazioni della riclassificazione concretamente operate (Cass. n. 11477/2018)”;
ritenuto che il terzo motivo non è fondato in quanto questa Corte ha affermato, in tema di estimo catastale, che qualora il nuovo classamento sia stato adottato ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, nell’ambito di una revisione dei parametri catastali della microzona in cui l’immobile è situato, giustificata dal significativo scostamento del rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale in tale microzona rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al suddetto rapporto e al relativo scostamento ed ai provvedimenti amministrativi a fondamento del riclassamento, allorchè da questi ultimi non siano evincibili gli elementi (come la qualità urbana del contesto nel quale l’immobile è inserito, la qualità ambientale della zona di mercato in cui l’unità è situata, le caratteristiche edilizie del fabbricato) che, in concreto, hanno inciso sul diverso classamento” e ciò al duplice fine di consentire, da un lato, al contribuente di individuare agevolmente il presupposto dell’operata riclassificazione ed approntare le consequenziali difese, e, dall’altro, per delimitare, in riferimento a dette ragioni, l’oggetto dell’eventuale successivo contenzioso, essendo precluso all’Ufficio di addurre, in giudizio, cause diverse rispetto a quelle enunciate nell’atto (Cass. 17413/2018; 17412/2018; 8741/2018); nè può ritenersi sufficiente a tal fine il riferimento a non meglio precisati “interventi pubblici effettuati per la riqualificazione della viabilità interna e dell’arredo urbano” nonchè ad “interventi da parte dei privati per la ristrutturazione degli edifici”. E ciò anche considerando che l’attribuzione di una determinata classe è correlata sia alla qualità urbana del contesto in cui l’immobile è inserito (infrastrutture, servizi, eccetera), sia alla qualità ambientale (pregio o degrado dei caratteri paesaggistici e naturalistici) della zona di mercato immobiliare in cui l’unità stessa è situata, sia infine alle caratteristiche edilizie dell’unità stessa e del fabbricato che la comprende (l’esposizione, il grado di rifinitura, eccetera). Di talchè le espressioni surriportate non sono tali da porre il contribuente in condizione di conoscere le concrete ragioni a base della pretesa impositiva, così da consentirgli sia di valutare l’opportunità di esperire l’impugnazione giudiziale, sia, in caso positivo, di contestare efficacemente l’an ed il quantum debeatur (Cass. 22900/2017; Cass. n. 3156/2015);
considerato inoltre Oche, secondo le sezioni unite, l’Agenzia competente deve specificare se il mutamento è dovuto a una risistemazione dei parametri relativi alla microzona in cui si colloca l’unità immobiliare e, nel caso, indicare l’atto con cui si è provveduto alla revisione dei parametri relativi alla microzona, a seguito di significativi e concreti miglioramenti del contesto urbano (Cass. SU n. 7665/2016);
ritenuto pertanto che il ricorso va respinto e che, non essendosi costituiti i contribuenti, nulla va statuito in merito alle spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 7
 art. 1
 art. 39
 art. 9
 art. 7
 art. 1
 Cass.