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Timestamp: 2020-05-25 16:27:44+00:00

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Il Comune - Gli atti del Comune - Regolamenti Comunali - Regolamento generale delle entrate comunali
Approvato con atto C. C. n. 22/1999; integrato e modificato con deliberazione C. C. n. 13/2007 n. 44/12, con deliberazione C.C. n. 41/14, con deliberazione CC 12/2018, con deliberazione CC 18/2019 econ deliberazione CC 94/2019
Regolamento Generale delle Entrate (177.72 KB).
Articolo 1 - Oggetto e scopo del regolamento.
Articolo 2 - Individuazione delle entrate.
Articolo 3 (eliminato con deliberazione C. C. n. 13/2007)
Articolo 4 (eliminato con deliberazione C. C. n. 13/2007)
Articolo 5 (eliminato con deliberazione C. C. n. 13/2007)
Articolo 6 - Soggetti responsabili delle entrate.
Articolo 6-bis – Forma di gestione delle entrate.
Articolo 7 - Attività di verifica e controllo.
Articolo 8 - Poteri ispettivi.
Articolo 9 - Attività di accertamento, liquidazione e sanzionatoria.
Articolo 10 - Sanzioni.
TITOLO IV - ATTIVITÀ DI RISCOSSIONE
Articolo 11 - Forme di riscossione.
Articolo 11 bis - Solleciti e intimazioni di pagamento.
Articolo 12 - Formazione dei ruoli.
Articolo 13 - Dilazioni di pagamento.
Articolo 14 - Esonero dalle procedure.
TITOLO V - ATTIVITÀ CONTENZIOSA E STRUMENTI DEFLATTIVI
Articolo 15 - Tutela giudiziaria.
Articolo 16 - Accertamento con adesione (soppresso).
Articolo 16 bis - Interessi.
Articolo 17 - Disposizioni finali.
Articolo 18 - Disposizioni transitorie.
Il presente regolamento ha per oggetto la disciplina generale dell'accertamento e della riscossione delle entrate comunali di natura non tributaria. Con riferimento alle entrate tributarie, il regolamento si applica con esclusivo riferimento alle disposizioni dei Titoli III e V e all’articolo 13, ad eccezione delle dilazioni di pagamento concesse relativamente ad avvisi di accertamento per cui sono stati attivati gli istituti dell'accertamento con adesione o della conciliazione giudiziale.
Le disposizioni di cui al presente regolamento, in attuazione di quanto previsto dal Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, indicano le procedure e le modalità generali di gestione delle entrate comunali, individuano le competenze e le responsabilità in conformità al Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e allo Statuto comunale, nel rispetto dei principi di equità, efficacia, efficienza, economicità e trasparenza.
Le disposizioni del presente regolamento costituiscono il riferimento per gli altri regolamenti dell’ente che devono ad esso conformarsi per quanto concerne l’accertamento e la riscossione delle entrate proprie, fermo restando quanto stabilito dal regolamento di contabilità, per gli aspetti dallo stesso disciplinati, nonché le disposizioni di legge che disciplinano ciascuna specifica tipologia di entrata.
Articolo 2 - Individuazione delle entrate
Costituiscono entrate comunali, disciplinate in via generale dal presente regolamento i tributi comunali le entrate patrimoniali, ivi compresi i canoni, i proventi ed i relativi accessori di spettanza dei comuni, le entrate provenienti dalla gestione dei servizi a carattere produttivo e a domanda individuale, le altre entrate purché di natura non tributaria, con esclusione dei trasferimenti erariali, regionali e provinciali.
La gestione di ogni singola entrata può essere ulteriormente disciplinata con apposito regolamento.
Articolo 6 - Soggetti responsabili delle entrate
Sono responsabili delle singole entrate di competenza dell'ente i funzionari responsabili o i dirigenti del servizio al quale risultano affidate, mediante il piano esecutivo di gestione o mediante specifiche disposizioni regolamentari, le risorse di entrata collegate all'attività svolta dal servizio medesimo.
Il funzionario responsabile o il dirigente cura tutte le operazioni utili all'acquisizione delle entrate, comprese l'attività istruttoria, l'attività di controllo e verifica e l'attività di liquidazione, di accertamento e sanzionatoria.
Nel caso in cui si debba procedere alla riscossione coattiva dell’entrata, la compilazione dei ruoli o la sottoscrizione dell'ingiunzione fiscale spetta al responsabile del Servizio o al dirigente al quale risultano affidate, mediante il piano esecutivo di gestione, le risorse di entrata collegate all’attività svolta del servizio medesimo, così come per le operazioni di cui al precedente punto 2.
In caso di affidamento di servizi a soggetti terzi, qualora l’affidamento delle attività o del servizio comprenda la riscossione delle entrate, anche coattiva, ed il conseguente versamento nelle casse comunali, le funzioni ed i poteri per l'esercizio delle attività di gestione delle entrate affidate, sono attribuiti al soggetto affidatario del servizio che acquista la qualifica di responsabile dell'entrata, così come disciplinato dai commi precedenti.
Articolo 6bis - Forma di gestione delle entrate
Il Comune individua la forma di gestione per ogni singola entrata, anche cumulativamente per due o più tipologie di entrata relativamente alle attività, anche disgiunte, di liquidazione, accertamento, riscossione spontanea o coattiva, scegliendo tra una delle forme previste nell’articolo 52 del Decreto Legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
Qualora il Servizio decida di affidare all’esterno la gestione dell’entrata, l’individuazione del soggetto dovrà avvenire nel rispetto della normativa dell’Unione Europea e dopo aver esperito le opportune procedure ad evidenza pubblica effettuate in conformità alla disciplina vigente in tema di appalti pubblici.
L’eventuale affidamento della gestione a terzi non dovrà comportare oneri aggiuntivi per il contribuente.
Articolo 7 - Attività di verifica e controllo
I responsabili di ciascuna entrata provvedono al controllo di versamenti, dichiarazioni, denunce, comunicazioni e, in generale, di tutti gli adempimenti posti a carico del contribuente o dell'utente, dalle norme di legge e dei regolamenti.
(eliminato con deliberazione C. C. n. 13/2007)
Le attività di cui al presente articolo possono essere effettuate mediante ausilio di soggetti esterni all'ente ovvero nelle forme associate previste dagli articoli 24 - 25 - 26 e 28 della Legge 142/1990, secondo le indicazioni dettate nel piano esecutivo di gestione, in conformità a quanto stabilito nell'Articolo 52, comma 5, lett. b) del D.Lgs. 446/1997.
I controlli vengono effettuati sulla base dei criteri individuati dalla Giunta comunale in sede di approvazione del piano esecutivo di gestione ovvero con deliberazione successiva nella quale si dà atto che le risorse umane e materiali assegnate al responsabile del servizio sono congrue rispetto agli obiettivi da raggiungere.
Articolo 8 - Poteri ispettivi
Ai fini dello svolgimento delle attività di cui all’articolo precedente, l’ente si avvale di tutti i poteri previsti dalle norme di legge vigenti per ciascuna entrata.
Articolo 9 - Attività di accertamento, liquidazione e sanzionatoria. Comunicazione ai debitori.
La contestazione del mancato pagamento di somme dovute all'ente non aventi natura tributaria deve avvenire per iscritto con l'indicazione di tutti gli elementi utili al destinatario ai fini dell'esatta individuazione del debito.
Qualora si tratti di obbligazione tributaria il provvedimento di liquidazione, di accertamento o sanzionatorio dovrà presentare tutti i requisiti stabiliti dalle leggi vigenti disciplinanti le singole entrate tributarie e, in mancanza di previsioni specifiche di legge, si applica il comma precedente.
Le comunicazioni ai destinatari degli atti di cui ai commi precedenti devono essere notificate. La notificazione può essere effettuata anche utilizzando la raccomandata postale con ricevuta di ritorno.
Le sanzioni relative a entrate tributarie sono graduate con provvedimento del responsabile del servizio sulla base dei limiti minimi e massimi previsti dalle leggi e nei regolamenti che disciplinano le singole entrate.
Quando gli errori relativi ai presupposti di applicazione di un'entrata tributaria risultano commessi dal contribuente per effetto di precedenti errori di verifica compiuta dall'Amministrazione, il funzionario non procede all'irrogazione delle sanzioni accessorie all'accertamento del maggior tributo dovuto.
Articolo 11 - Forme di riscossione
Il pagamento delle entrate comunali, a seconda della tipologia, può essere effettuato mediante:
versamento diretto alla Tesoreria comunale;
versamento sui conti correnti postali intestati al Comune per specifiche entrate ovvero nel c/c postale intesto al Comune - Servizio di Tesoreria;
versamento agli agenti contabili interni;
versamento ai Concessionari per la riscossione esclusivamente nei casi consentiti dalla legge;
versamento sui conti corrent bancari presso gli sportelli degli istituti bancari convenzionati;
versamento attraverso forme alternative di pagamento quali l'uso del POS, pagamento on-line con carte di credito o simili, in base a convenzioni attivate e adeguatamente pubblicizzate;
disposizioni, giroconti, bonifici accreditamenti ed altre modalità similari tramite istituti bancari, tipo MAV e RID, a favore della Tesoreria Comunale;
altre modalità di pagamento previste dalla legge, tra cui il modello unificato di pagamento per i versamenti unitari di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
1-bis. Qualora siano utilizzate le modalità di cui alla lettera g), i pagamenti si considerano comunque effettuati nei termini stabiliti, indipendentemente dalla data dell’effettiva disponibilità delle somme sul conto corrente di tesoreria, a condizione che il relativo ordine sia stato impartito dal debitore entro il giorno di scadenza con la clausola espressa “valuta fissa per il beneficiario” per un giorno non successivo a quello di scadenza.
La riscossione coattiva e delle entrate disciplinate del presente regolamento avviene:
attraverso la procedura prevista dal D.P.R. 602/1973 come modificato dal D. Lgs. 26.02.1999, n. 46;
nelle forme di cui alle disposizioni contenute nel R.D. 10.04.1910 n. 639 e successive modifiche.
Resta impregiudicata, per le entrate patrimoniali, la possibilità di recuperare il credito mediante ricorso al giudice ordinario, purché il funzionario dia idonea motivazione dell'opportunità e della convenienza economica.
Articolo 11 bis - Solleciti e intimazioni di pagamento
Il responsabile cui è assegnata l’entrata contesta il mancato pagamento nei termini originariamente previsti, concedendo al debitore un termine massimo di quindici giorni entro cui adempiere, se non diversamente disposto dal regolamento di ciascuna singola entrata. Il sollecito può essere comunicato anche mediante posta elettronica certificata.
In caso di mancato pagamento alla scadenza indicata nel sollecito, il responsabile dell'entrata provvede a notificare al debitore l’intimazione di pagamento. La notificazione può essere effettuata anche utilizzando la raccomandata postale con avviso di ricevimento.
l’importo del debito, suddiviso in quota capitale, interessi maturati calcolati nella misura del tasso legale dalla scadenza originaria e il rimborso delle spese postali eventualmente sostenute dal Comune;
le modalità di pagamento della somma contestata nelle forme previste dal presente regolamento, nonchè tutti i dati necessari all’identificazione del soggetto debitore e all’individuazione del credito al fine di consentire la tempestiva emissione dell’ordinativo di incasso;
l’obbligo al debitore di trasmettere l’attestazione dell’avvenuto pagamento;
il termine per adempiere previsto in un massimo di trenta giorni dalla data di ricevimento della notifica;
l’avvertimento che, trascorso inutilmente tale termine, l’ufficio procederà alla riscossione coattiva delle somme dovute, comprensive degli interessi di mora, nella misura del tasso di interesse legale vigente maggiorato di due virgola cinque punti percentuali, maturati dal giorno successivo alla scadenza originaria e fino alla data di affidamento del ruolo, oltre ad eventuali maggiorazioni o indennità se previste dal regolamento di ciascuna singola entrata;
il preavviso che, in caso di mancato pagamento, sarà avviata l'escussione della cauzione o della fideiussione eventualmente rilasciata.
L’intimazione al pagamento costituisce messa in mora del debitore ad ogni effetto di legge.
Articolo 12 - Formazione dei ruoli
I ruoli debbono essere vistati per l'esecutività dal funzionario responsabile della specifica entrata.
Articolo 13 - Dilazioni di pagamento e rimborsi
1. Il debitore può, in caso di temporanea ed obiettiva situazione di difficoltà finanziaria, chiedere la dilazione del pagamento del debito maturato nei confronti del Comune sia esso di natura tributaria, sia non tributaria.
1-bis. L’importo del debito per cui è richiesta la rateizzazione deve essere considerato con riferimento a ciascun singolo atto da cui derivi.
1-ter. Per accedere al piano di rateizzazione, il debitore, se persona fisica, dovrà dimostrare la condizione di temporanea ed obiettiva difficoltà finanziaria anche allegando il modello ISEE in corso di validità. Se il debitore è una persona giuridica, dovrà corredare la propria istanza di accesso alla rateizzazione con una adeguata documentazione che attesti la situazione di difficoltà economica.
1-quater. Qualora il debito derivi da un avviso di accertamento e/o liquidazione tributario, la richiesta di rateizzazione dovrà essere presentata, pena la non ammissione al beneficio, entro il termine previsto per l’impugnazione dell’atto stesso.
1-quinquies. Il responsabile dell’ufficio che gestisce l’entrata per la quale è stata presentata istanza di rateizzazione dovrà darne riscontro entro trenta giorni dal ricevimento al protocollo generale del comune.
1-sexties. La dilazione non è ammessa quando il richiedente, alla data di presentazione dell'istanza, sia già decaduto da precedenti piani rateali.
1-septies. La durata del piano rateale non potrà essere superiore a: dodici mesi, nel caso in cui il debito per cui è stata richiesta la dilazione non superi i 1.500 euro; diciotto mesi, nel caso in cui il debito per cui è stata richiesta la dilazione sia compreso tra 1.500,01 e 5.000 euro; ventiquattro mesi, nel caso in cui il debito per cui è stata richiesta la dilazione sia superiore a 5.000,01 euro. Per la rateizzazione di debiti superiori ad euro 15.000 è obbligatorio il rilascio di idonea garanzia. In caso di fideussione, la stessa dovrà essere rilasciata da un istituto di credito o assicurativo.
1-octies. L’ammontare di ogni rata mensile non potrà comunque essere inferiore a 50 euro. Sugli importi rateizzati saranno calcolati gli interessi previsti nella misura del tasso legale in vigore al momento della richiesta, oltre al recupero delle spese postali, o di altra natura, eventualmente sostenute dall’ente.
1-novies. In caso di mancato pagamento di due rate alle scadenze prestabilite dal piano di rateazione, seppur non consecutive tra loro, il richiedente decadrà dal beneficio concesso e saranno attivate le procedure per la riscossione coattiva dell'intero debito residuo, oltre maggiorazione delle spese sostenute dall’ente o dal soggetto incaricato per la riscossione.
1-decies. La procedura di rateazione potrà essere concessa, con le stesse modalità, anche dal legale rappresentante della società incaricata della riscossione delle entrate comunali, o da un suo delegato, e anche sugli atti della riscossione coattiva.
2. È in ogni caso esclusa la possibilità di concedere ulteriori rateazioni o dilazioni nel pagamento di singole rate o di importi già dilazionati
3. Una volta iniziate le procedure esecutive della riscossione coattiva, eventuali dilazioni e rateazioni potrannoessere concesse, al ricorrere delle condizioni indicate nel precedente comma 1, soltanto previo versamento di unimporto corrispondente al 20% delle somme complessivamente dovute e al rimborso integrale delle spese diprocedura sostenute dal Comune o dal soggetto incaricato della riscossione, e comunque fino ad un massimo didodici rate mensili.
5 bis.Il diritto al rimborso di somme versate e non dovute al Comune si prescrive nei termini ordinariamente previsti per singola tipologia di entrata. Sulle somme da rimborsare è corrisposto l’interesse nella misura del tasso legale. Gli interessi, salvo se diversamente disposto dalle vigenti leggi o da regolamenti, decorrono dal giorno della richiesta di rimborso. Per le entrate di natura tributaria il rimborso è effettuato nei modi e misure disciplinati dal regolamento di ciascuna singola tipologia di entrata.
6. Il rimborso è disposto dal responsabile del servizio che gestisce l’entrata entro i termini di legge e comunque entro il termine massimo di centottanta giorni dalla data della richiesta.
7. In alternativa al rimborso disciplinato dai commi precedenti il contribuente può chiedere per l’intero importo a suo credito la compensazione con somme future dovute relative allo stesso tributo o entrata.
Articolo 14 - Esonero dalle procedure
Non si procede al recupero di qualsiasi tipologia di entrata non tributaria, né al rimborso della stessa, qualora l’importo sia inferiore a dodici euro, se non diversamente previsto dal regolamento di ciascuna singola entrata.
4. (soppresso con Deliberazione CC. n. 41/2014).
Articolo 15 - Tutela giudiziaria
Al fine di sostenere le proprie ragioni in eventuali contenziosi, il Comune può essere difeso da professionisti esterni, previo espletamento delle procedure di affidamento dell’incarico previste dalle norme in materia.
Articolo 16 - Accertamento con adesione (soppresso)
Articolo 16 bis - Interessi
Ai sensi di quanto disposto dal comma 165 dell'art. 1 della L. 296/2006, l'importo annuo degli interessi è determinato nella misura di due virgola cinque punti percentuali oltre il tasso di interesse legale. Gli interessi sono calcolati con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal momento in cui sono diventati esigibili. Interessi nella stessa misura spettano al contribuente per le somme ad esso dovute a decorrere dalla data dell'eseguito versamento.
Per quanto non previsto dal presente regolamento si applicano le disposizioni vigenti di legge.

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

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Articolo 6

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Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 11

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Articolo 16

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