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Timestamp: 2017-08-20 20:58:25+00:00

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Indagini difensive: agenzia investigativa Phersei
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Le indagini difensive (dette anche investigazioni difensive) sono definite come attività di investigazione che può svolgere il difensore al fine di cercare elementi di prova a favore del proprio assistito, ponendosi quindi sullo stesso livello del Pubblico Ministero.
Tale facoltà è stata introdotta dalla Legge 7 dicembre 2000 n. 397, che ha inserito il Titolo VI bis nel Libro V del C.P.P., il quale ha indiscutibilmente rafforzato i poteri del difensore dell’indagato nella ricerca diretta della prova, ponendolo sullo stesso piano della pubblica accusa e concedendo allo stesso la facoltà di svolgere indagini nell’interesse del proprio assistito.
Con l’entrata in vigore dell’attuale codice di procedura penale nel 1989 e le successive modifiche, il sistema giudiziario italiano ha subito un’importante riforma, avente come scopo l’esigenza di dare attuazione ad uno dei fondamentali principi del C.C. "giusto processo". Tra i cambiamenti più importanti si evidenzia il passaggio da un modello giudiziario di tipo "inquisitorio" ad un modello di tipo "accusatorio". La differenza fondamentale tra questi due modelli riguarda il ruolo che riveste il giudice. Nel vecchio modello "inquisitorio" era il giudice ad acquisire e valutare le prove, mentre nell’attuale modello "accusatorio" il giudice è terzo e imparziale e sono le parti in causa a presentare le loro prove nel processo, questo al solo scopo di garantire una valutazione più giusta possibile e soprattutto una parità tra accusa e difesa.
Investigazioni difensive: cosa sono e a cosa servono
Il nuovo Titolo VI-bis completamente dedicato alle indagini difensive è composto da 9 articoli che riguardano l’attività che il difensore o l’investigatore delegato possono compiere, le modalità di documentazione e l’utilizzazione processuale degli atti compiuti. Con l'introduzione del nuovo Titolo VI bis le agenzie investigative hanno quindi ampliato il loro raggio d'azione comprendendo tra i loro servizi anche le investigazioni difensive, che richiedono l'intervento di esperti in grado di effettuare accurate indagini difensive della persona offesa.
Il professionista può attivarsi già dalle fasi iniziali del procedimento penale (anche in via preventiva) per ricercare fonti di prova favorevoli al proprio cliente.
La suddetta legge autorizza il difensore e/o l’investigatore privato incaricato al compimento di atti di investigazione difensiva inerenti ai mezzi di prova di tipo dichiarativo:
​ Colloqui, ricezione di dichiarazioni e assunzione di informazioni da parte del difensore.
Art. 391-ter c.p.p.
​ Documentazione delle dichiarazioni e delle informazioni.
E ad esperire attività volte alla raccolta di elementi di prova di tipo reale.
Art. 391-quater c.p.p.
Art. 391-sexies c.p.p.
Art. 391-septies c.p.p.
Art. 391-nonies c.p.p.
Attività investigativa preventiva o anche dette indagini difensive preventive
Art. 391-decies c.p.p.
La documentazione inerente le indagini svolte dal difensore in sede di indagini investigative difensive può essere raccolta dal legale nel fascicolo del difensore, che potrà essere depositato presso il G.I.P e consultato anche dal P.M.; al termine delle stesse indagini confluirà in quello della pubblica accusa. L’avvocato di fatto svolge direttamente solo alcune di queste attività (sommarie informazioni testimoniali da persone che ritiene possano fornire elementi utili), mentre altre, di cui non ha le capacità tecniche, le attrezzature e le competenze le delega a validi professionisti.
Una di queste figure importanti è quella dell'investigatore privato il quale, regolarmente nominato dal difensore, effettua adeguate ricerche di elementi probatori discolpanti o incriminati a seconda dell’esigenza da soddisfare. Tali indagini penali possono essere svolte solo dagli investigatori privati che abbiano ottenuto l’apposita autorizzazione prefettizia a seguito della verifica sul possesso dei requisiti necessari e che abbiano acquisito una specifica esperienza professionale.
L’autorizzazione ad effettuare la professione di investigatore autorizzato allo svolgimento delle indagini difensive penali può peraltro essere richiesta “solo da soggetti già in possesso della licenza per svolgere attività d’investigazione provata in ambito civile”.
Gli investigatori privati in possesso della sola licenza ex art. 134 T.U.L.P.S., potranno solamente operare in ambito civilistico.
L’investigatore privato può ricevere l’incarico solo dal difensore titolato a svolgere le indagini difensive nel procedimento penale.
L’incarico verrà iscritto in uno speciale registro in cui verranno annotate solo una parte delle informazioni:
· Le generalità e indirizzo del difensore richiedente;
· Il tipo degli atti investigativi richiesti;
· La durata presumibile delle indagini prevista al momento del conferimento d’incarico.
Il difensore ha il compito di comunicare l’assegnazione dell’incarico all’autorità giudiziaria procedente.
Nell’ambito delle indagini investigative penali delegate dal difensore, l’investigatore privato è esentato dagli obblighi di cui all’art. 130 T.U.L.P.S., (Dovere di cooperare con l'Autorità da parte degli agenti degli uffici di vigilanza e di investigazioni) poiché, essendo incaricato di ricercare elementi di prova nell’interesse della difesa non può collaborare, in ordine ai fatti per i quali ha ricevuto l’incarico, con la polizia giudiziaria che per gli stessi fatti potrebbe svolgere attività di contrasto contro la parte per cui la difesa presta la propria assistenza.
Principali attività dell'investigatore privato in ambito penale
Anche se i poteri riconosciuti al difensore e all'investigatore privato non possono essere parificati a quelli della pubblica accusa, titolare anche di poteri coercitivi, tuttavia le investigazioni difensive che possono realizzare sono ampie e molteplici e più volte possono risultare adeguate e decisive.
Sostanzialmente l'investigatore privato autorizzato può:
- Conferire con le persone in grado di riferire circostanze utili ai fini dell’attività investigativa (le dichiarazioni e le informazioni dovranno essere acquisite nel rispetto di precise disposizioni di legge pena l’inutilizzabilità);
- Accedere per visionare e descrivere lo stato dei luoghi e delle cose o per eseguire rilievi tecnici, grafici, planimetrici, fotografici e audiovisivi (su delega del difensore) anche in luoghi privati o non aperti al pubblico, anche senza il consenso di chi ne ha la disponibilità (in questo caso serve apposita autorizzazione del giudice).
- Effettuare pedinamenti, appostamenti, riprese fotografiche e cinematografiche e tute le attività atipiche idonee all’accertamento dei fatti per cui si procede.
L’ investigatore potrà essere sentito nel contraddittorio tra le parti in merito all’attività svolta in sede di investigazioni difensive salva l’ipotesi in cui esso abbia provveduto a verbalizzare le dichiarazioni rese dalla persona informata sui fatti, ai sensi dell’art. 197 comma I lett. D) c.p.p.
Il suddetto fa parte delle categorie dei soggetti abilitati (avvocati, consulenti tecnici, praticanti avvocati e notai) ad opporre il segreto professionale “su quanto hanno conosciuto per ragione del proprio ministero, ufficio o professione”.
In conclusione è certamente vantaggioso per l’avvocato rivolgersi all’investigatore privato il quale, nel corso della sua attività di informazione e accertamento potrà scoprire utili elementi di prova a favore dell’indagato da portare nel processo, elementi che consentano poi al giudice di avere un quadro più completo e reale dei fatti accaduti.
Nel caso in cui l’avvocato assiste la persona offesa, il ruolo dell’investigatore privato è sempre utile e potrà comunque offrire spunti investigativi all’attività della pubblica accusa.
Fonte cit. - Codice di Procedura Penale libro V titolo VI bis indagini difensive
Indagini difensive Phersei, affidati ai professionisti a Milano e in tutto il territorio nazionale italiano.

References: Art. 391

Art. 391

Art. 391

Art. 391

Art. 391

Art. 391
 art. 134