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Timestamp: 2019-05-27 14:07:15+00:00

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Art. 642 codice penale - Fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona - Brocardi.it
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Articolo 642 Codice penale
Dispositivo dell'art. 642 Codice penale
Chiunque(1), al fine di conseguire per sé o per altri l'indennizzo di una assicurazione o comunque un vantaggio derivante da un contratto di assicurazione (2), distrugge, disperde, deteriora od occulta cose di sua proprietà(3), falsifica o altera una polizza o la documentazione richiesta per la stipulazione di un contratto di assicurazione è punito con la reclusione da uno a cinque anni (4).
Alla stessa pena soggiace chi al fine predetto cagiona a se stesso una lesione personale [582] o aggrava le conseguenze della lesione personale prodotta da un infortunio o denuncia un sinistro non accaduto (5) ovvero distrugge, falsifica, altera o precostituisce elementi di prova o documentazione relativi al sinistro. Se il colpevole consegue l'intento la pena è aumentata. Si procede a querela di parte.
(1) Trattasi, secondo la dottrina prevalente, di reato proprio, quindi perseguibile solo se commesso dall'assciurato.
(2) Affinchè possa dirsi integrato il reato è necessario che vi sia un valido contratto di assicurazione, essendo indifferente quali eventi siano da questo coperti.
(3) Le condotte in esame possono realizzarsi con qualsiasi mezzo, fatto salvo che, in mancanza di una espressa clausola di sussidiarietà, se questi mezzi integrano autonomi reati può aversi concorso tra questi e il delitto in esame.
(4) Tale comma è stato così sostituito dall’art. 24 della l. 12 dicembre 2002, n. 273.
(5) La differenza tra infortunio e sinistro si coglie nel fatto che il primo comporta danni alla persona, mentre il secondo si concretizza in eventi che danneggiano le cose.
Nell'impostazione fornita dal legislatore del codice Rocco la disposizione in esame è diretta a tutelare il bene del patrimonio degli enti assicurativi.
Spiegazione dell'art. 642 Codice penale
La norma in esame è posta a tutela dell'integrità patrimoniale delle imprese di assicurazione e della buona fede contrattuale.
Trattasi di reato proprio, in quanto può essere commesso solamente dall'assicurato.
La norma è strutturata in maniera del tutto peculiare, di natura mista, prevedendo nei suoi primi due commi cinque diverse fattispecie di reato, ovvero il danneggiamento dei beni assicurati, la falsificazione o alterazione della polizza, la mutilazione fraudolenta della propria persona, la denuncia di un sinistro non avvenuto e la falsificazione o alterazione della documentazione relativa al sinistro. Ove ricorrano gli estremi di fatto, le fattispecie possono altresì concorrere tra loro.
Il terzo comma prevede inoltre una efficacia extra-territoriale della norma, qualora il fatto sia commesso all'estero i danno di un assicuratore italiano che eserciti la propria attività nel territorio dello Stato.
Per sinistro va inteso non solo l'incidente stradale, ma qualsiasi evento pregiudizievole subito dal fruitore del contratto assicurativo, che faccia sorgere il diritto al risarcimento o il diritto di rivalsa.
L'ipotesi di cui al primo comma prescinde da un danno effettivo, e dunque a nulla rileva la non avvenuta riscossione del premio, essendo il conseguimento del premio assurto a circostanza aggravante.
Nel secondo comma invece il reato è consumato non appena si verifichi la lesione personale o l'aggravamento di un alesione personale prodotta dall'infortunio.
Massime relative all'art. 642 Codice penale
Cass. pen. n. 24075/2017
In tema delitto di denuncia di sinistro non accaduto punito dall'art. 642, comma secondo, cod. pen, il diritto di querela spetta sia alla Compagnia assicuratrice che gestisce il sinistro, sia a quella debitrice, perché entrambe, in quanto parti direttamente coinvolte, seppur con ruoli diversi, nella richiesta di risarcimento del danno, hanno interesse alla corretta gestione del sinistro e a non vedere depauperato il proprio patrimonio da false denunce.
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 24075 del 15 maggio 2017)
Cass. pen. n. 25128/2016
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 25128 del 16 giugno 2016)
Cass. pen. n. 24340/2010
L'occultamento delle cose di proprietà, elemento materiale del reato di danneggiamento dei beni assicurati, può sostanziarsi anche in una condotta meramente omissiva. (Fattispecie di mancata comunicazione alla società assicuratrice del ritrovamento dell'autovettura rubata onde conseguire il relativo indennizzo, già in precedenza disposto).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 24340 del 25 giugno 2010)
Cass. pen. n. 41261/2006
Non risponde del reato di cui all'art. 642 c.p. il soggetto che utilizzi il certificato assicurativo di una vettura ed il relativo contrassegno, entrambi contraffatti, qualora non sussista un valido contratto assicurativo tra il soggetto agente e la Compagnia. (Ha peraltro precisato la Corte che anche le ulteriori fattispecie relative alle condotte di falso aventi ad oggetto la polizza assicurativa, la documentazione destinata alla sua stipulazione, la falsa denunzia di infortunio o la falsificazione degli elementi destinati a provare un sinistro — aggiunte dalla L. n. 273 del 2002 — presuppongono che tra le parti sussista, o sia sussistito, un rapporto contrattuale).
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 41261 del 16 dicembre 2006)
Cass. pen. n. 23810/2004
L'oggetto materiale del delitto di cui al primo comma dell'art. 642 c.p. — che punisce tra l'altro chi distrugga, disperda, deteriori od occulti un bene al fine di trarre vantaggio da un contratto assicurativo — può consistere unicamente in cosa di proprietà dell'agente, di talché il reato non sussiste quando la condotta riguardi un bene posseduto dallo stesso agente in forza di un negozio di locazione finanziaria, privo di immediato effetto di traslazione della proprietà, a nulla rilevando l'identità di colui che abbia stipulato il contratto assicurativo. (Fattispecie nella quale l'imputato aveva falsamente denunciato il furto di una vettura da lui assicurata e posseduta in leasing, che in realtà aveva ceduto a trafficanti. La Corte, rilevando l'insussistenza del reato di frode assicurativa per la comprovata altruità del bene, ha osservato in motivazione che il fatto, previa una corrispondente configurazione nel capo d'accusa, avrebbe potuto essere qualificato come truffa od appropriazione indebita).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 23810 del 24 maggio 2004)
Cass. pen. n. 2506/2004
L'art. 642 c.p. — che punisce la fraudolenta distruzione della cosa propria — costituisce un'ipotesi criminosa speciale rispetto al reato di truffa di cui all'art. 640 c.p.: nel primo, infatti, sono presenti tutti gli elementi della condotta caratterizzanti il secondo e, in più, come elemento specializzante, il fine di tutela del patrimonio dell'assicuratore.
In tema di reato di fraudolenta distruzione della cosa propria, la novella introdotta al secondo comma dell'art. 642 c.p. dall'art. 24 della legge 12 dicembre 2002 n. 273, secondo cui si procede «a querela di parte», si riferisce ad entrambe le forme (semplice o aggravata) in cui il reato può consumarsi, rispettivamente previste dal primo e dal secondo comma.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 2506 del 24 gennaio 2004)
Cass. pen. n. 8064/1998
Il momento consumativo del reato di cui all'art. 642 c.p. va individuato, anche nell'ipotesi aggravata prevista dal comma 3 di raggiungimento del fine, nel momento in cui si realizza la fraudolenta distruzione della cosa assicurata. (Fattispecie in tema di applicazione di amnistia, in cui si è ritenuto rilevante il momento della fraudolenta distruzione della cosa, ed irrilevanti le trattative con l'assicurazione per il pagamento dell'indennizzo assicurativo).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 8064 del 7 luglio 1998)
Cass. pen. n. 7745/1996
La norma di cui all'art. 642 c.p. — che prevede il reato di fraudolenta distruzione della cosa propria e mutilazione fraudolenta della propria persona al fine di conseguire il prezzo di un'assicurazione contro infortuni — con la locuzione «infortuni» non intende riferirsi solo alle evenienze lesive della persona, ma abbraccia tutti gli eventi che producano un danno patrimoniale alle cose assicurate; ne consegue che tale reato concorre con quello di incendio, se quest'ultimo investa la cosa propria, volontariamente in tal modo distrutta, ai fini di frode dell'assicurazione.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 7745 del 7 agosto 1996)
Cass. pen. n. 5785/1988
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5785 del 10 maggio 1988)
Cass. pen. n. 548/1988
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 548 del 16 gennaio 1988)

References: Articolo 642

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