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Timestamp: 2020-08-12 04:53:35+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 26581 del 21/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26581 del 21/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 21/12/2016, (ud. 21/10/2016, dep.21/12/2016), n. 26581
sul ricorso iscritto al n. 21876 – 2015 R.G. proposto da:
I.G. – c.f. (OMISSIS) – D.D. – c.f.
(OMISSIS) – (quale erede di D.A.) – D.I. –
(OMISSIS) – (quale erede di D.A.), R.P. –
(OMISSIS) – elettivamente domiciliate in Napoli, al corso A. Lucci,
n. 137, presso lo studio dell’avvocato Vincenzo Riccardi che
congiuntamente e disgiuntamente all’avvocato Clementina Di Rosa le
Avverso il Decreto dei 14 luglio 2014/9 febbraio 2015 della corte
59337/2010, 59352/2010, 59366/2010, 59368/2010.
Con ricorso al tribunale amministrativo regionale della Campania depositato il 30.7.1991 – unitamente al quale era depositata istanza di fissazione di udienza – I.G., D.A. e R.P. instavano per la declaratoria del silenzio serbato dal comune di Napoli in ordine alla corresponsione di adeguamenti ed arretrati stipendiali.
Depositate istanze di prelievo in data 16.1.2009 ed ulteriori solleciti ai fini della risoluzione del giudizio, l’adito tribunale amministrativo definiva la lite con sentenza n. 21915 depositata il 28.10.2010.
Con separati ricorsi, poi riuniti, alla corte d’appello di Roma I.G., D.A. e R.P. si dolevano per l’irragionevole durata del summenzionato giudizio ancora pendente alla data del 5.10.2010, dì del deposito dei ricorsi alla corte d’appello di Roma.
Con Decreto dei 14 luglio 2014/9 febbraio 2015 la corte d’appello di Roma rigettava la domanda e compensava le spese.
Dava atto la corte che nel giudizio “presupposto”, pendente al 16.9.2010, dì di entrata in vigore del codice del processo amministrativo, era stata presentata istanza di prelievo in data 16.1.2009.
Indi esplicitava che, in virtù dell’ultimo inciso del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54, comma 2, convertito nella L. n. 133 del 2008, art. 54, comma 2, e come modificato dall'”allegato 4″ del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 3, comma 23, la domanda di equa riparazione doveva reputarsi improponibile limitatamente al periodo antecedente alla presentazione dell’istanza di prelievo.
Esplicitava ulteriormente che a decorrere dal 16.1.2009, dì dell’istanza di prelievo, al 5.10.2010, dì del deposito della domanda di equa riparazione, non era trascorso il periodo – pari a tre anni – di ragionevole durata.
Avverso tale decreto hanno proposto ricorso sulla scorta di otto motivi I.G., D. e D.I., quali eredi di D.A., e R.P.; hanno chiesto che questa Corte ne disponga la cassazione con ogni susseguente statuizione in ordine alle spese di lite, da attribuirsi ai difensori anticipatari.
Con il primo motivo i ricorrenti denunciano ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54, come modificato dall'”allegato 4″ del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 54, della L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2 bis, della L. n. 1034 del 1971, art. 21 bis, del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 81, della L. n. 205 del 2000, art. 9, comma 2, dell’art. 6, par. 1, della C.E.D.U., dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dell’art. 13 della C.E.D.U., del trattato di Lisbona dell’1.12.2009 ex art. 6 T.U.E., degli artt. 2, 24 e 111 Cost..
Deducono che, qualora l’istanza di prelievo, siccome nel caso di specie, sia stata proposta antecedentemente al 16.9.2010, data di entrata in vigore del codice del processo amministrativo, “dovrà essere indennizzato l’intero periodo di lungaggine processuale” (così ricorso, pag. 10); che, più esattamente, la presentazione dell’istanza di prelievo rende nel caso di specie incontrovertibile il diritto all’indennizzo sia con riferimento al periodo precedente sia con riferimento al periodo successivo alla presentazione dell’istanza stessa.
Con il secondo motivo i ricorrenti denunciano ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54, come modificato dall'”allegato 4″ del D.Lgs. n. 104 del 2010, della L. n. 89 del 2001, art. 2, comma bis 2, della L. n. 1034 del 1971, art. 21 bis, del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 81, della L. n. 205 del 2000, art. 9, comma 2, dell’art. 6, par. 1, della C.E.D.U., dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dell’art. 13 della C.E.D.U., del trattato di Lisbona dell’1.12.2009 ex art. 6 T.U.E., degli artt. 2, 24 e 111 Cost..
Con il quarto motivo i ricorrenti denunciano ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54, come modificato dall'”allegato 4″ del D.Lgs. n. 104 del 2010, della L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2 bis, della L. n. 1034 del 1971, art. 21 bis del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 81, della L. n. 205 del 2000, art. 9, comma 2, dell’art. 6, par. 1, della C.E.D.U., dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dell’art. 13 della C.E.D.U., del trattato di Lisbona dell’1.12.2009 ex art. 6 T.U.E., degli artt. 2, 24 e 111 Cost..
Con il quinto motivo i ricorrenti denunciano ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54, come modificato dall'”allegato 4″ del D.Lgs. n. 104 del 2010, della L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2 bis, della L. n. 1034 del 1971, art. 21 bis, del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 81, della L. n. 205 del 2000, art. 9, comma 2, dell’art. 6, par. 1, della C.E.D.U., dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dell’art. 13 della C.E.D.U., del trattato di Lisbona dell’1.12.2009 ex art. 6 T.U.E., degli artt. 2, 24 e 111 Cost..
Con il sesto motivo i ricorrenti denunciano ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54, come modificato dall'”allegato 4″ del D.Lgs. n. 104 del 2010, della L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2 bis, della L. n. 1034 del 1971, art. 21 bis, del D.Lgs. n. 104 del 2010, art. 81, della L. n. 205 del 2000, art. 9, comma 2, dell’art. 6, par. 1, della C.E.D.U., dell’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dell’art. 13 della C.E.D.U., del trattato di Lisbona dell’1.12.2009 ex art. 6 T.U.E., degli artt. 2, 24 e 111 Cost..
Deducono che, alla luce dell’elaborazione giurisprudenziale della C.E.D.U., l’interpretazione per cui il dies a quo del processo amministrativo non può esser posposto alla data di presentazione dell’istanza di prelievo, è sicuramente conforme all’art. 117 Cost..
Con l’ottavo motivo le ricorrenti denunciano ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione o falsa applicazione degli artt. 88, 91 e 92 c.p.c., e art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, dell’art. 24 Cost. e art. 111 Cost., commi 1 e 6 e dell’art. 6 della C.E.D.U..
Deducono che le difficoltà interpretative della modifica legislativa del D.Lgs. n. 112 del 2008, art. 54 assunte dalla corte a motivo di compensazione delle spese non valgono ad integrare i giusti motivi postulati dall’art. 92 c.p.c..
Da ultimo, con precipuo riferimento all’ottavo motivo, è sufficiente evidenziare che in forza del cosiddetto “effetto espansivo” la cassazione anche parziale della sentenza travolge la statuizione sulle spese (cfr. Cass. sez. lav. 7.5.2003, n. 6938).
In accoglimento del ricorso il Decreto dei 14 luglio 2014/9 febbraio 2015 della corte d’appello di Roma va cassato con rinvio alla medesima corte in diversa composizione.
La Corte accoglie il ricorso; cassa il Decreto dei 14 luglio 2014/9 febbraio 2015 della corte d’appello di Roma; rinvia alla stessa corte d’appello di Roma in diversa composizione anche per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 54
 art. 54
 art. 3
 art. 54
 art. 54
 art. 2
 art. 21
 art. 81
 art. 9
 art. 6
 art. 54
 art. 2
 art. 21
 art. 81
 art. 9
 art. 6
 art. 54
 art. 2
 art. 21
 art. 81
 art. 9
 art. 6
 art. 54
 art. 2
 art. 21
 art. 81
 art. 9
 art. 6
 art. 54
 art. 2
 art. 21
 art. 81
 art. 9
 art. 6
 art. 132
 art. 111
 art. 54
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 Cass. sez.