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Timestamp: 2017-02-23 00:13:50+00:00

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Consulenza professionale incompleta, il cliente va risarcito by Alberto Bombarda	in Vita d'agenzia	on Luglio 08, 2016	Visite: 887	Valutazione attuale: 0 / 5Valuta
Qualunque professionista, quindi anche noi agenti immobiliari, deve essere cosciente di conoscere a menadito la materia oggetto di consulenza. In caso diverso, oltre al danno d’immagine che ne può scaturire per non aver espletato al meglio il proprio lavoro, ecco anche quello pecuniario.
È quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione ([1] Cass. sent. n. 13007 del 23.6.16. - [2] Art. 2230 e 1176 cod. civile - [3] Cass. sent. n. 14639/2015), riguardante un caso di responsabilità di un commercialista, ma i cui principi sono applicabili agli incarichi di consulenza affidati a qualsiasi professionista.Il caso di specie riguardava una consulenza su una sentenza della commissione tributaria regionale sfavorevole al contribuente, in merito alla quale il commercialista aveva omesso di indicare l’opportunità del ricorso in Cassazione.
Il commercialista, seppur non direttamente incaricato della redazione del ricorso in Cassazione e non abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori, avrebbe dovuto informare il cliente della possibilità di impugnare la sentenza rivolgendosi ad un avvocato abilitato per la redazione del ricorso entro i tempi previsti dalla legge per l’impugnazione.Il dovere di diligenza impone al professionista di fornire tutte le informazioni utili relative alla consulenza richiesta e di avvisare il cliente in caso di limiti della propria competenza, consigliandolo di rivolgersi ad altro professionista indicato come competente.
Un esempio nel nostro campo. Prendiamo il caso del regime fiscale della cedolare secca. Noi spieghiamo tutti i vantaggi che può portare l’aderire a questa imposizione fiscale e il cliente ci dice che vuole procedere con questa tipologia di contratto di locazione perché pensa sia conveniente. Ma siamo sicuri che davvero gli convenga? A volte ci sono soggetti che ad esempio hanno operato ristrutturazioni in altri loro immobili e messo in detrazione fiscale i lavori effettuati e noi non lo sappiamo e non è nemmeno nostro compito conoscere questo aspetto. In questo caso, pertanto, se si fa un contratto d’affitto, anche su un altro immobile diverso, e si fosse optato per il regime fiscale della cedolare secca, andrebbe in collisione con le altre detrazioni e se ne perderebbero i benefici. E noi potremmo essere “accusati” di non aver fatto la giusta consulenza.
La cosa giusta da fare quindi da parte di un agente immobiliare, in questo caso, è fornire la consulenza specifica per le proprie competenze, ad esempio argomentando le varie tipologie contrattuali esistenti ed illustrando i benefici conseguenti della cedolare secca. Poi però bisogna orientare il cliente a rivolgersi al proprio commercialista per approfondire con lui se effettivamente sia conveniente o meno aderire a quel tipo di regime fiscale.
Non addivenendo a tale obbligo di informazione, essenziale per la tutela dell’assistito, si configura pertanto la violazione della diligenza professionale, con conseguente obbligo di risarcimento del danno causato al cliente laddove discendente dal difetto di informazione.

References: sentenza 
 Cass. 
 Art. 2230
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza