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Timestamp: 2019-01-17 03:05:43+00:00

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Home > Curiosità > Diritto sanitario e responsabilità medica > Leggi in pratica > Danno patrimoniale e danno non patrimoniale. Il danno morale esiste.
Avv. Mary Corsi Curiosità, Diritto sanitario e responsabilità medica, Leggi in pratica
A seguito delle famose sentenze della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 26978/2008, sull’annosa questione del danno esistenziale, il legislatore è intervenuto con il D.P.R. 37/2009, sancendo che il danno biologico è diverso da quello morale.
Tale normativa (che riguarda essenzialmente le infermità da cause di servizio per il personale impiegato nelle missioni militari all’estero) pone l’accento sull’autonomia di detta voce di danno.
Il danno morale non è assolutamente stato eliminato dalla responsabilità civile e neanche può ritenersi interamente assorbito in quello biologico c.d. omnicomprensivo.
Il danno biologico riguarda la salute (nel senso di malattia nel corpo e/o nella mente), ai sensi dell’art. 32 della Costituzione, mentre il danno morale attiene alla dignità umana, ex artt. 2-3 Cost.
L’art. 5 del suddetto D.P.R. 37/2009, infatti, recita:
Per l’accertamento delle percentualidi invalidita’ si procede secondo i seguenti criteri e modalita’:
a) la percentuale d’invalidita’ permanente (IP), riferita alla capacita’ lavorativa, e’ attribuita scegliendo il valore piu’ favorevole tra quello determinato in base alle tabelle per i gradi di invalidita’ e relative modalita’ d’uso approvate, in conformita’ all’articolo 3, comma 3, della legge 29 dicembre 1990, n. 407, con il decreto del Ministro della sanita’ 5 febbraio 1992 e successive modificazioni, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 47 del 26 febbraio 1992, e il valore determinato in base alle tabelle A, B, E ed F1 annesse al decreto del Presidente della Repubblica 23 dicembre 1978, n. 915, e successive modificazioni, e relativi criteri applicativi. Alla classifica di cui alle categorie della tabella A e della tabella B sono equiparate le fasce percentuali d’invalidita’ permanente, riferite alla capacita’ lavorativa, secondo le corrispondenze indicate nella tabella in allegato 1. Alle invalidita’ o mutilazioni di prima categoria della tabella A che risultino contemplate anche nella tabella E corrisponde una invalidita’ permanente non inferiore al cento per cento;
b) la percentuale del danno biologico (DB) e’ determinata in base alle tabelle delle menomazioni e relativi criteri applicativi di cui agli articoli 138, comma 1, e 139, comma 4, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni;
c) la determinazione della percentuale del danno morale (DM) viene effettuata, caso per caso, tenendo conto della entita’ della sofferenza e del turbamento dello stato d’animo, oltre che della lesione alla dignita’ della persona, connessi e in rapporto all’evento dannoso, in una misura fino a un massimo di due terzi del valore percentuale del danno biologico;
d) la percentuale di invalidita’ complessiva (IC), che in ogni caso non puo’ superare la misura del cento per cento, e’ data dalla somma delle percentuali del danno biologico, del danno morale e del valore, se positivo, risultante dalla differenza tra la percentuale di invalidita’ riferita alla capacita’ lavorativa e la percentuale del danno biologico: IC= DB+DM+ (IP-DB).
2. Fino alla data di predisposizione delle tabelle di menomazione di cui agli articoli 138, comma 1, e 139, comma 4, del citato decreto legislativo n. 209 del 2005, la percentuale del danno biologico e’ determinata in base alla tabella delle menomazioni e relativi criteri applicativi, approvata con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 12 luglio 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25 luglio 2000, e successive modificazioni. La percentuale del danno biologico, cosi’ determinata, puo’ essere aumentata, ai sensi degli articoli 138, comma 3, e 139, comma 3, del decreto legislativo n. 209 del 2005, da parte dei competenti organismi sanitari di cui all’articolo 6, comma 3, del presente regolamento.
Il danno morale, pertanto, dovrebbe essere calcolato, in aggiunta al biologico, caso per caso, tenendo conto dell’entità della sofferenza e del turbamento dello stato d’animo, oltre che della lesione alla dignità della persona, connessi e in rapporto all’evento dannoso, in una misura fino a un massimo di due terzi del valore percentuale del danno biologico.
Ed aggiungo che, a mio parere, in determinati ambiti di lesione di interessi costituzionalmente garantiti, deve essere riconosciuto, tra i danni non patrimoniali, anche il danno esistenziale.
Se pur è vero che, secondo l’affermazione delle Sezioni Unite, «non può farsi riferimento ad una generica sottocategoria denominata “danno esistenziale”» la cosa non può avere identico rilievo in tutti i casi. Ciò che invece va sottolineato, della sentenza delle Sezioni Unite, é che «pregiudizi di tipo esistenziale sono risarcibili purché conseguenti alla lesione di un diritto inviolabile della persona».
Se il comportamento del terzo ha ad oggetto prestazioni volte a soddisfare interessi di natura non patrimoniale, debbono ritenersi prevedibili e debbono essere risarciti i danni ricadenti nella sfera non patrimoniale, e, dunque, tanto il danno morale soggettivo quanto il pregiudizio esistenziale. (Trib Roma 13.07.2009).
Si legge nella sentenza della Suprema Corte che il risarcimento del danno deve essere integrale, il danno non è uguale per tutti e, dunque, va personalizzato; e, da ultimo, è necessario evitare duplicazioni. Ne deriva che il danno esistenziale, come pure il danno morale, vengono indicati dalle SS.UU. mere sintesi descrittive riferibili a voci di pregiudizio comprese nella macro-categoria del danno non patrimoniale. Tale caratterizzazione non esclude, però, che tale genere di pregiudizi debbano continuare ad essere valutati e risarciti nella loro effettiva consistenza.
Prendo ad esempio i casi che seguo personalmente, aventi ad oggetto il risarcimento del danno da sangue infetto contro il Ministero della Salute (per violazione degli artt. 2, 29, 30, 32 e 38 della nostra Carta Fondamentale): se si tiene conto che, oltre al patema d’animo interiore per il proprio status di infermo, il comportamento colposo del Ministero ha prodotto la lesione, sotto l’aspetto dinamico, relazionale ed esistenziale, dello svolgimento dei rapporti affettivi e familiari, nonché della consuetudine di vita quotidiana che incidono significativamente sulla qualità dell’esistenza e sul decorso della vita del danneggiato, non può che ravvisarsi un cumulo di responsabilità.
Pertanto, andrà risarcito il pregiudizio esistenziale laddove vi siano (e siano provati e la presunzione è un mezzo di prova al pari degli altri) i pregiudizi di natura esistenziale. Il Collegio, infatti, expressis verbis afferma: “anche il pregiudizio non patrimoniale consistente nel non poter fare è risarcibile”. Sarà compito del Giudice personalizzare il danno a seconda delle risultanze processuali. In pratica, il pregiudizio morale e il pregiudizio esistenziale dovranno essere adeguati al caso concreto: si parla, infatti, di equità circostanziata. Ne consegue che la personalizzazione, nel caso di specie, ha ad oggetto:
il profilo interno (il danno morale e quindi la sofferenza soggettiva);
il profilo esterno (l’aspetto dinamico, relazionale, esistenziale).
(Tribunale di Pinerolo, 17.03.2009).
La lesione viene, pertanto, individuata in riferimento ai valori costituzionalmente tutelati e sopra richiamati e ciò in quanto il mutamento di una relazione familiare comporta – secondo l’id quod plerumque accidit – una “modificazione in peius della vita del soggetto, non limitata al momento del dolore, ma anche proiettata nel futuro in quanto viene meno l’apporto, l’affetto, la cura e l’assistenza che aiutano l’individuo a realizzarsi nel suo complessivo percorso esistenziale“(Tribunale di Messina 31.08.2009).
I postumi derivanti da fatto illecito (in ambito della salute) è incontrovertibile che provochino un’irreversibile mutamento della qualità della vita personale, coniugale e genitoriale delle attività quotidiane del danneggiato, con ciò determinando, oltre alla lesione della integrità fisio – psichica, un evidente danno alla sfera affettiva, alla direzione della vita e, in generale, ai valori di rango costituzionale inerenti alla persona ed alle manifestazioni della personalità: deve, duqnue, riconoscersi il risarcimento del danno non patrimoniale quale pregiudizio esistenziale che si differenzia da quello di tipo morale, integrato dalla sofferenza contingente e dal turbamento dell’animo che la malattia può causare, nella sua percezione soggettiva, al danneggiato.
Annullare un articolo del codice?? Che intende precisamente?
esiste un metodo x annullare, rendere nulla o di poca importanza/valore
l’art. 345 Codice di Procedura Civile?
Con l’atto che deve redigere il Suo avvocato.
grazie mille per avermi risposto con grande tempestività.
mi scuso leggo solo ora che in fine al mio scritto non l’ho salutata.
in che modo si puo’ richiedere l’integrazione della ctu?
saluti e grazie mille luca
Si può sempre chiedere una integrazione della CTU
volevo chiederle, ho vinto in primo grado una causa al 100% contro la ditta dove ho subito l’infortunio sul lavoro perche’ loro non a norma di legge con la sicurezza sul lavoro.
solo che la ctu non e’ stata non di parte perche’ lavora come presidente dell’ausl della mia provincia…
quindi mi tocca andare in appello tra pochi gg avro’ la prima udienza
essendosi il medico legale scordto di chiedere il danno per mancato guadagno (credo si chiami patrimoniale) altre al rinnovo della ctu che ho chiesto
posso aggiungervi il danno patrimoniale?
la controparte dice che deve non ritenersi nulla questa mia richiesta
il mio danno permanente e’ del 35%
esiste un modo per farvelo rientrare, o non e’ palese visto il danno subio che il patrimoniale anche senza chiederlo e’ inteso nel contesto?
buonasera Avvocato La ringrazio per la risposta, dopo aver avuto la sentenza, il legale mi ha detto che bisognava aspettare le motivazioni per capire le decisioni del giudice, sono stata contattata dopo due mesi dalla segretaria del legale, per andare a ritirare l’assegno dell’assicurazione, mi ha presentato la parcella e ha preteso il pagamento immediato. sulla parcella c’è una consultazione con il legale dopo la sentenza che però non ho mai avuto (sarebbe stata utile per spiegarmi la sentenza)….una cosa mi insospettisce a distanza di più di dieci giorni non ha ancora riscosso l’assegno…..
se non sono d’accordo si può fare ricorso,.. ma quando ho firmato la quietanza c’era la dicitura di rinuncia a rivalsa…..
non credo di poter fare molto….grazie per l’attenzione
No Paola, Lei non deve autorizzare ogni atto che si deposita perché è onere dell’avvocato procedervi, visto che avrà firmao una procura alle liti. Le consultazioni con il cliente non mi pare possibile che non vi siano mai state. Sarà andata presso lo studio dell’avvocato per parlargli della situazione? Ecco, quelle sono consultazioni e sono dovute. Se non è contenta della sentenza può sempre fare appello, anche rivolgendosi ad altro legale.
dopo la sentenza favorevole, mi è stata presentata la nota spese pretendendo il pagamento immediato, (ultimamente sono proprio ignorante e mi faccio abbincolare facilmente) in corrispondenza al ritiro assegno assicurazione.
ho pagato con assegno la parcella, ma ora leggendo la nota spese ho notato che ci sono delle consultazioni con il cliente che non sono mai esistite.
e siccome non hanno ancora riscosso l’assegno mi è venuto il sospetto che sono in torto.
sono andata a cercare in tribunale le note del mio avocato e della controparte.
una nota del mio avvocato ha questa dicitura “note difensive autorizzate sull’interesse dei ricorrenti” avrei dovuto essere al corrente di queste note ed anche autorizzarle prima della presentazione in udienza?
nelle note della controparte ci sono dei riscontri inesatti, che se il mio avvocato avesse letto e mi avesse messo al corrente si poteva ribattere la situazione…
ora posso fare qualcosa??
purtroppo ………….è il presidente dell’ordine………credevo di aver fatto una buona scelta ma…..
Direi proprio di no. Al più può fare un esposto al consiglio dell’ordine degli avvocati in cui è iscritto il Suo legale.
desidero chiedere un consiglio….
è terminata la causa per risarcimento ma non sono soddisfatta per il trattamento legale e morale del legale……secondo lei potrei avere un consulto con il giudice…..ed eventualmente è meglio chi ha emesso la sentenza o un giudice che non conosce la causa???
nel nostro lavoro non ci sono specializzazioni da dover inserire nelle presentazioni (tranne per quanto concerne il patrocinio per le magistrature superiori, come la Cassazione).
L’avvocato ha l’obbligo di mezzi, ma non di risultato. Quindi potrà agire nei suoi confronti solo se dimostrerà che ha svolto la professione con negligenza, non bastando il fatto che abbia perso la causa.
quando ho dato il mandato al legale avevo chiesto se era esperto in campo infortunistico, lui mi aveva confermato, ora scopro a causa terminata che non ha questa dicitura nella sua presentazione……..e dal risultato ottenuto ho i miei dubbi sulla sua capacità in quel campo………
avrei la possibilitàdi dimostrare la sua inesperienza????
o rischio di andare contro un muro?????
dopo la sua spiegazione dettagliata ho capito la nota della parcella…e la ringrazio molto……
volevo sottoporre un’altro aspetto di questa situazione, l’avvocato dopo avermi fatto chiamare dalla segretaria per il ritiro dell’assegno (non si è neanche degnato di telefonarmi di persona nonostante la parcella salata) e firmare la quietanza perchè poi chiudevano per ferie, ho scoperto ora dopo venti giorni cercando di recuperare la quietanza (da vie traverse), in cui ho scoperto la frase che in poche parole indica che non posso pretendere altro e non fare ricorso, o qualcos’altro………suppongo che non posso neanche fare ricorso……è un comportamento corretto da parte del legale sapendo che avevo dei dubbi già dal momento del dispositivo del giudice, e consegnandomi la sentenza solo dopo aver pagato la parcella…..e purtroppo firmando la quietanza…..sono io così ignorante o è il legale che non è stato corretto.
a questo punto non posso fare più niente?
Dunque, la controparte paga l’intero (quindi anche le spese legali liquidate dal Giudice). Poichè l’assegno è unico e lo incassa Lei, è naturale che debba dare la parte spettante all’avvocato.
Secondo: non necessariamente la somma è quella disposta dal Giudice. Mi spiego meglio: se la controparte è stata condannata a pagare 15.000, pagherà 15.000; se le attività dell’avvocato eccedono quanto statuito dal Giudice, ad esempio 20.000, spetta alla parte difesa (cioè Lei) pagare la restante parte.
Terzo: l’avvocato ha l’obbligo di emissione della fattura DOPO il pagamento (perchè va per cassa).
Per il resto non so che dirLe.
Come potrei saperlo? Basta leggere la sentenza se vi è condanna alle spese, e fare il calcolo della sorte capitale + spese legali. Forse sarebbe il caso di chiedere al Suo avvocato…
dopo la sentenza favorevole, nel bonifico di risarcimento ci sono comprese anche le spese liquidate dal giudice per il legale?
la segretaria del legale mi ha telefonato avvisandomi di andare a firmare e ritirare l’assegno dell’assicurazione per il risarcimento, chiedendomi di portare con me un assegno per la sua parcella (di circa 20.000 euro), che mi dice è compreso nell’assegno che dovrò ritirare.
la mia domanda è: se il giudice in sentenza in udienza nel dispositivo, ha dichiarato durante la lettura, gli importi per il mio risarcimento…ecc…..condanna in solido tizio e assicurazione a rimborsare a “me” le spese di lite che si liquidano in euro 1.026 per spese, euro per diritti 2.200 per spese e euro 9000 per onorari, oltre accessori come per legge.
questa dicitura vuol dire se nei miei importi sono compresi questi rimborsi?
e se fossero compresi non dovrei avere in mano la fattura prima di pagare la parcella?
(faccio presente che la nota spese presentata al giudice era di 20000 euro.)
la firma sarà solo per il ritiro dell’assegno o dovrò fare attenzione che ci siano altre procedure?
Il rapporto fiduciario è importante, ma nel suo caso mi pare comunque che abbia vinto la causa. Direi che può stare tranquilla.
non c’e astio, da parte mia, ma semplicemente un atteggiamento arrogante dal legale verso il cliente che vuole troppe informazioni……io partecipavo alle udienze (anche se non ci capivo niente) e forse dava fastidio la mia presenza…..
mi sono resa conto che di Avvocati come Lei almeno per la mia esperienza non ce ne sono (almeno a Milano) o comunque non sono disponibili a rispondere alle domande riguardante la causa ….
anzi le dirò di più …..solo un avvocato, una ragazza giovane a cui avevano assegnato la mia causa, mi informava su tutta la situazione, ….poi poi si è assentata per la gravidanza me ne hanno assegnata un’altra dello stesso studio……
e l’errore più grande che ho fatto (scoperto in ritardo) fanno parte dello studio del presidente dell’ordine…….
se dovessi scrivere un libro sulle vicende non potrebbe credere alle parole…..
Onestamente non comprendo tutto questo astio e, detto francamente, non mi pare io possa risolvere le incomprensioni tra Lei e il Suo legale. Se non è reperibile, gli mandi una raccomandata con cui richiede la documentazione che, mi pare di averLe già detto, può richiedere al Suo legale, il quale è tenuto a fornirgliela. Se ritiene che il comportamento del Suo avvocato non sia chiaro, non deve rivolgersi a me, ma al Consiglio dell’Ordine degli avvocati e fare un esposto.
mi perdoni se mi rivolgo ancora a Lei, ho telefonato all’avvocato, e l’ho avvisato che non posso firmare la procura, perchè sono in ferie, quello che mi dà più fastidio è che mi ha telefonato solo pensando che avessi già incassato il bonifico per presentarmi la parcella.(che mi aspetto esorbitante….) alle telefonate non si è mai fatto trovare, alle email per chiedere informazioni non risponde, Ho chiesto anche di avere la sentenza con le motivazioni ma non si è fatto sentire. sono trascorsi due mesi dall’udienza decisiva, potrò chiedere direttamente al tribunale una copia? e potrei avere anche le memorie finali?
Evidentemente il Suo legale vuol procedere con precetto (che è una specie di ordine di pagare entro un tot di giorni), e, probabilmente, Lei dovrà firmare la procura. Ma vado a tentativi, cara sigrona Patrizia. Direi che forse sarebbe il caso di fare domande specifiche al Suo legale.
scusi se mi rivolgo ancora a Lei, ma è la sola persona che spiega bene i procedimenti, ho segnalato l’iban all’avvocato, mi ha chiamato ieri chiedendomi se avevo ricevuto il bonifico (l’avrà chiesto per richiedere poi il suo compenso, questo il mio pensiero) ma alla risposta di non aver ancora ricevuto niente a distanza di due mesi dalla sentenza mi sollecitava di recarmi con urgenza in studio per firmare, penso un sollecito, o qualcos’altro, (questo dimostra il poco contatto che ha con il cliente) …. cosa succede ora?
la ringrazio della gentilezza e Le auguro buona giornata
Intanto c’è un dispositivo che attesta cosa Le debba essere pagato. Quindi fornisca l’iban al Suo avvocato e Le arriverà la cifra sul conto. Mi pare di averLe già detto che, solo dopo la lettura delle motivazioni, potrà verificare l’opportunità di ricorrere in appello per le cifre non riconosciute o meno.
la sentenza per incidente stradale è stata pronunciata un mese fa a mio favore, nella lettura del dispositivo (credo si chiami così la lettura che il giudice legge con delle cifre di rimborso) ci sono degli importi (oltretutto documentabili) che ho fatto notare al mio avvocato, e mi ha risposto che bisognava attendere le motivazioni della sentenza.
ora il mio legale chiede il codice iban per accreditarmi il rimborso.
la sentenza arriva dopo il risarcimento?
Paola, se non si fida può sempre cambiare legale.
scusi mi è partito il messaggio
anche perchè tutte le comunicazioni, arrivano dal primo avvocato con allegato lettere iltestate e firmate dal secondo
ma il secondo legale non è nello stesso studio ma risulta in altra via
Può capitare che, all’interno dello stesso studio, si nomini un altro legale per questioni di incompatibilità. Lei faccia riferimento al primo, tenuto conto che qualsiasi responsabilità cadrà su professionista che sottoscrive l’atto.
mi ero rivolta ad un legale per una causa di risarcimento e dopo aver fatto la stesura del ricorso, quando me lo ha presentato per la firma, mi ha detto di averlo fatto a nome di un altro legale, perchè lui risultava legato all’assicurazione.
ho pensato avesse dato tutto nelle mani del secondo legale e ho scritto all’altro per delle informazioni riguardo la procedura e mi ha risposto con questa frase: “la mia indicazione in mandato è puramente fomale in quanto la posizione è esclusivamente seguita dall’altro studio, di rivolgermi a loro per qualsiasi informazioni, comunicazione o richiesta.
può essere un comportamento corretto, o posso far valere i miei diritti in quanto non mi sono sentita difesa nè da l’uno nè dall’altro?
la ringrazio e la sauto coridalmente
la ringrazio col cuore per la gentilezza nel rispondere.
Solitamente per il deposito occorrono almeno due mesi. Dovrebbe essere il Suo avvocato a chiederne copia ed è tenuto a consegnargliela.
la ringrazio, è sempre gentilissima, io potrei andare in tribunale e richiedere la sentenza emessa dal giudice il 16 maggio (o ci vuole molto tempo per la stesura completa?)
Come gìà detto farà appello sulla parte di sentenza che non le da ragione. Mi pare assurdo che chi vince faccia appello!
Per il resto, chieda al Suo legale di imformarLa.
potrei chiedere l’appello anche se sono la parte vittoriosa?
il mio legale potrebbe non informarmi sui tempi (se notifica la sentenza) e non darmi la possibilità per l’appello?
1) chi ne ha interesse
2) per velocizzare?
3) direi che mi pare una questione di lana caprina.
4) molto probabile.
5) si può sempre fare appello.
buongiorno Avvocato desidero conoscere un dettaglio legale, l’ultima udienza (che non sapevo fosse la decisiva, in cui è stata emessa la sentenza) è stata anticipata di un mese (da giugno a maggio,)
1) qual’è la parte in causa che chiede un anticipo di udienza?
2) perchè si chiede un anticipo?
3) avrei avuto il diritto (se fosse stato il mio legale a chiederlo) di conoscere la motivazione di un anticipo o solo l’avviso?
4) può essere stata richiesta per anticipare la sentenza, visto che la causa durava già da tre anni?
5) se il mio legale notifica la sentenza (e io non fossi d’accordo sul risarcimento, si può fare qualcosa?
1. Certamente, l’importo in parcella, se maggiore di quanto liquidato, spetta a Lei.
2. La sentenza viene depositata in cancelleria e, da quel momento, può essere impugnata entro 6 mesi. Se invece la parte interessata (solitamente quella vittoriosa) provvede a notificare all’altra parte la sentenza, il termine per fare appello è di 30 giorni dall’avvenuta notifica.
Buongiorno Avvocato, desidero alcune informazioni riguardo la sentenza a me favorevole in cui l’assicurazione dovrà risarcirmi i danni da un incidente stradale.
il giudice ha stabilito il pagamento delle spese legali onorari ec…(a carico dell’assicurazione) di un importo inferiore alla nota spese presentata dal mio avvocato, la mia domanda è: il mio avvocato mi chiederà il pagamento della rimanenza? o potrà addirittura chiedere un importo ancora più alto rispetto la nota spese presentata?
vorrei sarepe anche cosa succede dopo la sentenza letta dal giudice, qual’è la data di notifica? chi la notifica? se la notifica la impugna la parte sfavorevole? se ci sono termini?
la ringrazio per la risposta e mi perdoni se mi sono spinta troppo nell’esporre i fatti, o chiedere consigli
Patrizia, sia ben inteso. In questo blog posso dare delle indicazioni di massima, ma non posso certo spingermi a dare consigli legali su cause a me sconosciute, e ancor più se vi è un Collega nominato da Lei a cui spettano le considerazioni che mi chiede.
Per impugnare una sentenza ci vogliono seri motivi. E la valutazione non posso farla io.
dal verbale della polizia risulta responsabilità della controparte, che ha dichiarato un colpo di sonno ……
nel ricorso iniziale sono stati richiesti un importo di circa 500 mila euro + danno esistenziale per assistenza dal familiare, (che non è stato considerato), credo la sentenza sia sui 370 mila (devo ancora chiedere quanto sia il compenso dell’avvocato e credo sia una cifra esorbitante perciò devo considerare massimo 350)
il saggio consiglio che mi da è di fermarmi e accettare?…
Il secondo grado si basa solo sulle prove assunte in primo grado. Sono vietate nuove prove, a meno che non siano emerse dopo o non si siano depositate per causa non imputabile.
Quindi, detto molto onestamente, non credo che la Corte d’Appello si allontanerà molto da quanto statuito dal primo.
Se la controparte, come credo, chiederà la revisione della sentenza anche nella parte della responsabilità, certamente il Giudice d’appello potrebbe, come già detto, riformare la sentenza anche nel merito (e, quindi, sul danno biologico).
Detto molto francamente, a meno che queste spese non siano davvero esorbitanti.. lasci stare e si prenda il risarcimento.
è stata gentilissima,
solo un chiarimento, se dovessi andare in appello esempiio per il rimborso delle spese mediche, rischio che venga rifatta una ctu e ritorna in discussione anche il danno biologico?
chiedo ancora scusa per le continue domande
Se la causa è stata incardinata dopo luglio 2009, il termine lungo per proporre appello è di 6 mesi (diversamente sarebbe un anno), che decorrono dal deposito in cancelleria della sentenza.
Mentre, qualora la controparte notificasse la sentenza (ma non mi pare il caso, perché è il vincitore che di solito lo fa) l’appello deve essere proposto entro 30 gg dalla data di notifica.
L’appello può contenere una domanda di riforma parziale della sentenza, poiché, avendo vinto, chiederà la conferma nel merito, e la riforma nella parte relativa alle somme.
Certo che sì. L’appello può riformare totalmente la sentenza ed essere a Suo sfavore.
buongiorno Avvocato mi rivolgo ancora a Lei per risolvere delle paure che mi assillano….
l’udienza a cui ho assistito, è stata decisa a mio favore.
L’avvocato mi ha fatto avere il dispositivo di sentenza riservandosi di inviare la copia integrale appena sarà disponibile, c’è anche una copia di posta certificata con una data di notifica in cancelleria il 22 maggio 2012!.
Nella sentenza ci sono però dei danni di risarcimento che ho fatto notare all’avvocato dopo la sentenza (es. spese mediche e altri rimborsi ) sono inferiori rispetto alle richieste documentate.
non sono stata messa al corrente delle memorie finali e non sono state lette in udienza, perciò non conosco il contenuto.
se non fossi d’accordo sul totale risarcito c’è un limite per l’appello? (non so se la data 22 maggio è importante)?
nell’ eventuale appello viene messo in discussione tutta la sentenza precedente compreso i danni non contestati ?
in appello potrei avere sentenza sfavorevole?
la ringrazio sentitamente della cortese risposta, il legale che ho trovato (ma anche altri) a domanda precisa sono molto vaghi nelle risposte, e chi non è nell’ambito legale non capisce. mi dispiace disturbare ma Lei è l’unica persona che mi ha chiarito di avere dei diritti verso una causa che mi coinvolge.
mi pare di dover fare lezioni di procedura civile, e onestamente, non capisco perché i vs. legali non vi chiariscano la procedura, fermo restando che è onere dell’avvocato conoscerla, e non certo della parte.
All’udienza di comparizione (così si chiama quella dove compaiono le parti personalmente insieme agli avvocati), nel rito del lavoro (più veloce) che si utilizzava prima per i sinistri, gli avvocati devono scrivere un verbale di udienza, ove solitamente si riportano ai propri scritti.
Le memorie o note sono, in effetti, una specificazione della domanda principale o della memoria di costituzione (si chiama così l’atto depositato da chi viene chiamato in giudizio).
Naturalmente, su richista della parte, l’avvocato deve far leggere gli atti che predispone. Ma non credo che abbia scritto qualcosa contro i Suoi interessi. Attenda la sentenza e, se dovesse essere negativa, potrà sempre rivolgersi ad un altro legale il quale farà l’accesso agli atti in cancelleria, ove c’è il fascicolo che contiene tutti gli atti e documenti depositati dal Suo avvocato.
buongiorno avvocato mi perdoni se insisto col farle delle domande ma desidero capire il procedimento di una causa di risarcimento danni da incidente stradale……
ho assistito all’udienza davanti al giudice (che non sapevo fosse la decisiva.
siamo entrati nella stanza e il giudice ha chiesto le memorie e le note spese agli avvocati (il mio e quello dell’assicurazione), poi mentre lui parlava con una collega, i due avvocati scrivevano sui dei fogli ( non so cosa), poi il mio avvocato si è allontanato per fare le fotocopie delle memorie e note spese, che poi ha consegnato al giudice, ci ha fatto uscire per decidere, dopo dieci minuti ci ha richiamato leggendo la sua sentenza .
ho detto al mio avvocato che avrei gradito sapere il contenuto delle sue memorie e mi ha risposto che essendo un rito del lavoro erano solo riepilogative…..
sarebbe stato mio diritto conoscerle e sentire le memorie della controparte ed eventualmente discuterle prima della sentenza?????
chiedo ancora scusa e la ringrazio di cuore se potrebbe rispondere ai mille dubbi che mi affliggono
naturalmente se il quantum non si ritiene idoneo, si dovrà impugnare la sentenza nella parte in cui non riconosce il maggior danno. Non sto qui a specificare le differenze tra morale, esistenziale, poiché vi sono state delle novità giurisprudenziali che potrà chiarirLe il Suo legale.
La sentenza di primo grado è solitamente immediatamente esecutiva. Detto in parole semplici, nelle more del giudizio d’appello, la controparte è tenuta al pagamento di quanto statuito dal Giudice.
nella sentenza (da rito del lavoro per risarcimento incidente stradale) se il giudice dovesse aver riconosciuto solo il danno biologico e riduzione capacità lavorativa e non aver considerato i danni tipo: danno morale ed esistenziale si deve fare appello per eventualmente richiedere ulteriore risarcimento? nel frattempo il risarcimento viene sospeso il pagamento anche di quello già stabilito?
Certo che sì. Se il mandato era esteso anche al secondo grado, basta revocarlo e affidare l’incarico al nuovo legale. Se, invece, il mandato si riferiva solo al primo grado, non è necessaria alcuna revoca.
Direi di no. La sentenza ha riconosciuto un risarcimento superiore a quanto liquidato. Metta la sentenza in esecuzione e l’assicurazione pagherà la restante parte.
tempo fa ho avuto una parte il rimborso da parte dell’assicurazione per un risarcimento danni da incidente stradale, e sono andata in giudizio, ora con la sentenza (che ancora deve arrivare) mi pare che il giudice abbia valutato una cifra quasi due volte superiore alla cifra già ricevuta (ho sentito parlare di interessi) in questo caso il giudice non ha il diritto di segnalare all’isvap che l’assicurazione non ha pagato neanche il 50% del risarcimento????
alcuni giorni fa il giudice ha dato una sentenza riguardo una causa civile (suppongo che ci siano dei termini per avere un risultato) , se volessi cambiare avvocato per eventuale appello, si può?? come mi dovrei comportare???
1) solitamente ci si rivolge ad un legale proprio perché è demandato a conoscere la procedura delle cause, fare gli atti e le memorie, etc…. Se vuole avere risposte, dovrebbe chiedere a lui come funziona una causa.
2) onestamente non ho capto la domanda. Si faccia dare copia della sentenza dal Suo legale, lì troverà quello che ha deciso il Giudice in relazione alla Sua causa. La condanna alle spese, se vi è stata, è scritta sul dispositivo della sentenza. Se il Suo legale ha effettuato attività che, in base al tariffario, eccedono la somma che deve versare la controparte, è Lei a dover dare la differenza al suo legale.
3) Cosa vuol dire non accettare la somma? Se è stato disposto un rsarcimento a Suo favore, ma non ritiene la somma cogrua, deve appellare la sentenza.
mi rivolgo a Lei per capire alcuni passaggi riguardanti una sentenza di risarcimento danni da incidente stradale……desidero porre alcune domande…..
1) ho partecipato ad un udienza, non sapevo che il giudice avrebbe dato la sentenza e non sapevo neanche che il legale avesse depositato delle memorie, e mi chiedo: è giusto che non fossi al corrente di questa procedura?????
2) il giudice ha letto la sentenza comunicando delle cifre per il risarcimento,e ha parlato anche di spese legali, la domanda è questa: la cifra che ha stabilito sarà definitiva o il legale potrebbe chiedere altre spese, la causa è durata circa 4 anni??
3) se la cifra stabilita non dovessimo accettarla cosa succede?
premesso che il Suo legale avrebbe l’onere di sppecificarLe quello che mi chiede, Le rispondo:
1. I giudici valuteranno gli atti dei legali, ma soprattutto la documentazione depositata (quindi le prove), al fine di decidere sul diritto al risarcimento o meno.
2. il CTU svolge il proprio lavoro in base alla sua personale valutazione. La parte che intende contestare le risultanze della perizia ha il dirito di nominare un Consulente di Parte e di contestare, con apposito atto, la predetta relazione.
3. sui testimoni,non saprei che dire; in effetti la valutazione di comportamenti che nulla hanno a che vedere con il fatto specifico, mi paiono fuori luogo.
4. cara Patrizia, la prescrizione matura quando non si agisce per la tutela del proprio diritto. Se è in causa vuol dire che ha agito, e quindi ogni prescrizione, nel civile, si interrompe.
sono in causa per il risarcimento di incidente stradale dal 2009, nel verbale della polizia c’è una dichiarazione dell’investitore che ha dichiarato un colpo di sonno, ma l’avvocato dell’assicurazione contesta tutti i punti dell’atto di citazione compreso quello, come si comporta il giudice in queste cause, legge tutti gli incartamenti o si affida alle discussioni delle udienze tra gli avvocati e alle note che scrivono? e ancora:
…nella relazione della ctu il medico legale del tribunale (una persona molto arrogante) non ha considerato alcune fatture che ho contestato, ma davanti al giudice il medico ha dichiarato che se non le ha conteggiate ci sarà stato un motivo, e non ha dato spiegazioni, secondo Lei come si comporterà il giudice????
l’avvocato della controparte ha anche “consigliato” di NON sentire eventuali testimoni per quanto riguarda i divertimenti e il modo di vivere del danneggiato prima dell’incidente…
la prossima udienza sarà a giugno 2012 (l’ultima è stata giugno 2011 )
ci sono novità o riforme nuove, riguardo le cause civili prescrizioni o qualt’altro?
in linea di principio, una volta depositata la CTU, il Giudice decide sulla base delle rislutanze. Ma nelle more, a mezzo anche di Vs. Consulente di parte, poteTe chiedere al Giudice che disponga un supplemento di perizia, sempre che vi sia stato un peggioramento importante successivo alla visita.
sono in causa per il risarcimento da incidente stradale, e ci sarà la prossima udienza giugno 2012.
mesi fa ho eseguito la visita ctu del tribunale ha dichiarato un danno biologico del 30%.
Pochi giorni fa ho eseguito una radiografia e si denota uno slivellamento in basso dell’emibacino destro da complessiva minor lunghezza dell’arto inferiore destro, in presenza di placca e viti metallihe come per riduzione di frattura periacetabolare dell’emibacino sinistro.
credo sia causata dalla postura scorretta provocata dall’incidente.
si può in questa fase del processo dimostrare che c’è un peggioramento anche dopo la visita del ctu?
questo vale anche per le cause già in corso…..
Il governo ha approvato lo schema di DPR in esecuzione dell’articolo 138 del codice delle assicurazioni. In caso di sinistri stradali, sembra che i risarcimenti subiranno un calo vertiginoso. Pubblicherò a breve un articolo ben dettagliato.
ho sentito di sfuggita che toccheranno una percentuale dei risarcimenti da sinistro stradale …mi potrebbe spiegare la manovra???? e questo vale anche per i risarcimenti già in causa presso il tribunale?
ci saranno dei conteggi nuovi?
può stare tranquilla, termini di prescrizione e decadenza vengono interrotti non appena incardinato il giudizio.
buongiorno, sono in causa per un risarcimento danni da incidente stradale dal 2009 e le udienze se ne fanno una ogni anno….c’è qualche pericolo di prescrizione? e perderei i miei diritti di essere risarcita?
premetto che, qualora vi sia un giudizio in corso, sarebbe più corretto e opportuno rivolgere le vs. domande ai vs. legali, posto che conoscono certamente gli atti di causa, diversamente da me; quello che dice non ha alcun fondamento (in merito al Giudice non designato??).
Il Giudice scioglie la riserva (ovvero decide sulle richieste con separata ordinanza) e poi fissa l’udienza, come in questo caso.
Per velocizzare i tempi (cosa alquanto ardua, direi, posto che se il giudice ha fissato l’udienza tra un anno è evidente che ha un certo carico di lavoro) si può depositare un’istanza di anticipazione di udienza, ben motivando.
Il Tribunale non si può cambiare, cara Patrizia. Ci sono regole ben precise sulla competenza territoriale.
ho saputo solo ora che il giudice ha sciolto la riserva e la prossima udienza è fissata per il 12 giugno 2012 ore 12……(forse non era un giudice designato)
non c’è nessun modo di accellerare le procedure?…….
si può cambiare tribunale? visto che la nostra residenza è sotto un’altra provincia? eventualmente cosa comporta?
per verificare se vi sono elementi per una denuncia penale deve rivolgersi ad un avvocato penalista.
Civilmente potrà richiedere il risarcimento dei danni se emergeranno a seguito di apposita causa.
dipende dai Giudici. Alcuni sciolgono la riserva dopo pochi giorni, altri impiegano mesi.
il giudice è peritus peritorum, quindi la decisione spetta a lui, ma ritengo altamente improbabile che si discosti da quanto emerso dala CTU.
forse ho già scritto ma mi è saltato il computer e non so se è andato a buon fine il messaggio…..ripeto le domande
faccio una premessa ….sono in causa per un risarcimento da incidente stradale e nel ricorso presentato sono stati inseriti 12000 euro di spese mediche di fisioterapia e varie.
il ctu nominato dal tribunale nella sua relazione ha segnalato “spese mediche da rimborsare 7500 euro”
abbiamo contestato la cifra e il giudice ha chiamato nella successiva udienza il ctu che davanti a lui, e arrogantemente ha dichiarato: “se ho segnalato quella cifra ritenevo opportuno quella cifra”.
non ci sono stati altri commenti.
vuol dire che rimborseranno solo quella cifra o sarà il giudice a decidere?
se in un udienza (per una causa per risarcimento da incidente stradale), un giudice si riserva di decidere se convocare o no i testi (che devono solo dichiarare com’era la vita di un ragazzo prima di subire un incidente stradale) quanto tempo può passare per decidere questo?
grazie parizia
Buongiorno,ho un esercizio pubblico c/o una polisportiva e sono in fase conclusiva in una causa ove mi chiedevano soldi della luce ENEL a mio parere troppo alti,(hanno istallato un contatore parziale a mio parere abusivo e che cmq non legge bene)è emerso dal CTU che l’importo chiestomi è di circa superiore il 70/75%!Il CTU mi ha “consigliato”di denunciare le persone per truffa perchè la “luce”non si vende;e che inoltre non si possono istallare divisionali a scopo lucrativo, è vero?posso farlo?Cosa comporterebbe la denuncia?Trattasi di denuncia?I danni conseguenti alla richesta di questa cifra considerevole ha causato il licenziamento di mio marito da 20 anni operaio specializzato per affrontare le spese ed i debiti nati dal fatto che questi si trattenevano totalmente la “paga” a titolo compensativo di quegli importi e tante altre conseguenze.Il nostro avv.non ha fatto richiesta di alcun danno ma si è limitato ad una domanda riconvenzionale e adesso nonostante sia quanto detto in fase d’accordo non vogliono pagare le spese e tantomeno i danni per “mancato avviamento” e quanti altri(vantando appunto che il mio legale non lo ha fatto)
il mio legale dice che possiamo accendere un altro processo con questa richiesta,ma è vero?Posso chiederli adesso?
la parte può essere sentita solo ove è deferito l’interrogatorio formale. Per il resto è il Suo avvocato che la rappresenta.
la rinrazio per la cortese risposta….
io spesso partecipo alle udienze …..avrei la possibilità di parlare o devo solo ascoltare gli avvocati e il giudice?
certamente doveTe farlo presente al giudice nonché al CTU che farà le valutazioni del caso.
desidero un informazione siamo in causa (dal 2009) per il risarcimento da sinistro stradale (per mio figlio) oltre al danno biologico e stato valutato anche un danno da ridotta capacità lavorativa (faceva il giardiniere con difficoltà) ora da qualche mese fa lo stalliere (anche questo con un pò di difficoltà)… il contratto di lavoro è domestico con dei calcoli diversi rispetto al lavoro di prima…..bisogna segnalarlo nella causa che ha cambiato lavoro? può avere delle ripercussioni sul risarcimento?
l’art. 309 del cpc, prevede che, in assenza delle parti per due udienze consecutive, il procedimento di estingue.
la ringrazio per la cortese risposta…..
mi può spiegare cosè la 309 il mio avvocato non mi ha mai accennato niente, anzi è restio anche a rispondere al telefono…..
la parte non ha alcuna comunicazione dal Tribunale. Si nomina un procuratore proprio per questo. Le comunicazioni vengono fatte dagli ufficiali giudiziari, alcuni Tribunali operano in via telematica. Per avere informazioni sulle udienze può solo chiedere al Suo legale.
desidero un informazione vorrei sapere se le comunicazioni fra tribunale e avvocati per le udienze si fanno anche per via telematica? io come persona interessata alla causa potrei avere dei messaggi per sapere i giorni delle udienze?
non credo di aver ben compreso la domanda. Ad ogni modo, il CTU (nominato dal Giudice) deposita una nota spese e il Giudice determina l’ammontare dovuto e a chi spetta pagare con ordinanza.
Sulla percentuale di corresponsabilità nulla posso dire. Bisogna valutare la dinamica del sinistro, e credo che stiaTe in causa anche per questo.
sono in causa per un risarcimento e ho assistito ad un udienza in cui mettevamo in discussione le spese mediche che il ctu (presente) riteneva da rimborsare, inferiori alle fatture presentate, (non si ricordava come aveva fatto i conti ma se ha scritto quella cifra riteneva opportuna quella cifra….così a sentenziato), ed è stato messo a verbale la cifra inferiore……e sembra che questo argomento sia chiuso, praticamente l’importo sarà quello dichiarato da lui o spetterà al giudice decidere l’importo?
mi permetto un’altra domanda: se sul verbale di polizia e dalla dichiarazione dell’altra persone che guidava la macchina ha dichiarato un colpo di sonno può l’avvocato dell’assicurazine chiedere la colpa al 50%?
grazie avvocato Mary Corsi..distinti saluti.
ormai la causa è in Tribunale, quindi non Le resta che attendere. Il danno morale è dovuto eccome, provandolo, ma in taluni casi lo è in re ipsa (cioè viene liquidato personalizzandolo).
Avvocato ancora una cosa per favore…il mio legale mi comunica telefonicamente se mi va bene una certa cifra per chiudere la pratica ed io dopo qualche giorno dedicato alla riflessione gli rispondo che ciò che lui mi ha proposto non mi va bene poichè in base alle tabelle di milano il mio danno deve essere soddisfatto con una cifra ben più consistente…parlando sempre con il mio legale, gli dico che c’è da considerare anche il danno morale e lui mi risponde che questo tipo di danno non si riconosce più…sono stato 225 giorni senza poter lavorare,l’inail mi ha riconosciuto 12 punti di invalidità mentre il medico legale incaricato dal tribunale me ne ha riconosciuti 9.5 poichè rifiutai la prima offerta propostami dalla compagnia assicurativa avversaria ed abbiamo rimandato la pratica al tribunale….cxaro avvocato si può sapere, per favore quello a cui ho diritto? grazie.
Avvocato,non mi stavo recando a lavorare bensì stavo lavorando quando l’autovettura è piombata dentro il bar investendomi e procurandomi notevoli danni.
è un sinistro “in itinere”, ovvero accaduto nell’orario di lavoro, mentre vi si recava
Avvocato ancora una cosa…il mio incidente mentre stavo lavorando è da considerarsi incidente sul lavoro oppure incidente sul lavoro ed incidente rc poichè investito da un’autoveicolo?…al fin fine non mi sono procurato un danno con un’attrezzatura del bar (tipo mi sono tagliato una mano con l’affettatrice)ma sono stato investito da un’auto…..ancora tantissimi saluti.
certamente, ma attenzione, la Cassazione non fa più queste distinzioni ma parla di danno NON patrimoniale, in cui rientrano il danno biologico, esistenziale, morale, etc etc. Il danno non patrimoniale va, dunque, personalizzato, effettuando un aumento proporzionale al tipo di danno lamentato e provato. Stia tranquillo, il Suo avvocato saprà certamente tutelarLa al megio.
buongiorno Avvocato,volevo chiederle alcune informazioni riguardo la mia situazione,visto che é molto ma molto faticosa, sono un giovane di 38 anni,un incidente di moto fatto 2 anni fa’,mi ha provocato una frattura pluriframmentaria esposta del femore,all’altezza dei condili femorali,e con conseguente distacco dei legamenti crociati,insomma ad oggi ho subito 4 interventi 2 placche interne con relative infezioni ,e 2 fissatori esterni uno tenuto per circa 10 mesi,e quest’ultimo impiantatomi circa 2 mesi fa’,credo lo debba tenere per mia fortuna solo altri 3-4 mesi,ho accumulato gia’ 6 mesi di ospedale,e ne avro’ ancora per un po’ visto che dovro’ affrontare un ultimo intervento (spero) di sblocco del ginocchio e lisi del muscolo,sto’ avendo molti problemi anche psicologici,con continui attacchi di panico,ansia,depressione, visto che la mia vita’ e totalmente cambiata da 2 anni,non posso uscire di casa,non frequento piu’ gli amici,l’impossibilita’ di vivere normalmente mi sta’ logorando..,chiaramente il tutto certificato da visite mediche psicologiche,la mia domanda è: il mio avvocato parla solo di danno biologico,e patrimoniale,ma secondo lei visto che sto’ avendo un infinita’ di problemi anche di carattere psicologico,mettendo anche in crisi la mia sfera affettiva, genitori ecc.. con tutto cio’ che ho vissuto di dolore e sofferenze in questi ultimi 2 anni, io posso chiedere anche i danni morali,ed esistenziali?? (premetto che l’assicurazione deve risarcirmi) La ringrazio anticipatamente BRUNO
mi pare di capire che trattasi di infornunio in itinere. In tal caso il danno temporaneo viene risarcito dall’assicurazione, il danno biologico dall’Inail.
Quanto al licenziamento, riterrei di valutare compiutamente la questione con un legale per valutare il ricorso al Giudice del lavoro.
direi di stare tranquilla, se il giudizio è stato incardinato, la prescrizione è stata interrotta (non siamo in ambito penale).
5/6 mesi traun’udienza e l’altra è più che normale. La lunghezza del procedimento dipende dalle attività istruttorie che chiederete (testimoni, CTU, etc). Deve solo attendere.
sono un assistente amm.vo a tempo determinato che, a causa di un incidente stradale, ha subito un intervento al ginocchio dx con contusione al piede dx e cervigalgia diffusa. Ciò ha comportato assenze per malattia riconducibili ad infortunio non da servizio con responsabilità di terzi per circa 250 giorni nel triennio e causando altresì la risoluzione del contratto. Chiedo se il licenziamento da parte del Datore di lavoro è risarcito in toto dall’assicurazione così come il ripristino della carriera scolastica interrotta dall’evento traumatico, se mi rivolgo al Giudice Ordinario attraverso un ex.art. 700 o con impugnativa ordinaria. Preciso che sono quasi 11 anni che svolgo attività lavorativa a tempo determinato e sono ormai quasi in procinto di essere immesso in ruolo. Potreste farmi sapere cortesemente come devo comportarmi? Se procedere legalmente o rientrare a scuola prima del superamento dei 270 giorni?
cosa cambia con la riforma della giustizia per i processi civili?
la mia causa per risarcimento è stata registrata nel 2009 e dopo diverse udienze siamo ancora in alto mare (praticamente ci sono udienze a distanza di 5/6 mesi)…..cosa mi potrebbe succedere se dura ancora molto, può passare in prescrizione e non ricevo risarcimento??
ringrazio per l’attenzione e spero in un chiarimento che per i non addetti è molto complesso..
per CATALDO:
direi che tale menomazione crei danni morali anche per altre circostanze, oltre le pause dal lavoro. Bisogna ben circostanziare i fatti e le limitazioni che possono ingenerare sofferenze psicologiche nella quotidianità e richiedere l’aumento personalizzato del danno no patrimoniale.
cataldo natalino francesco
in seguito ad un mio incidente sul lavoro con distorsione di un mignolo e la probabile rottura di qualche apparato legamentoso di un ginocchio, è possibile parlare di risarcimento per danno non patrimoniale a parte il danno biologico per essere stato privato della pausa durante le 8 ore lavorative? grazie
per LORIANO:
se il sinistro è avvenuto in itinere (cioè durante l’orario di lavoro) all’assicurazione compete l’invalidità permanente e temporanea, all’INAIL il danno biologico, poiché si surroga. Non può rinunciarvi.
salve,vorrei sapere se posso rinunciare all’assegno inps di invalidita’ x perdita lavoro causa incidente stradale e ricevere il risarcimento dall’assicurazione che a conti fatti mi conviene di piu’,e premetto che ho’ 56 anni con 29 di contributi,e se assegno invalidita’ e’ rinnovabile ogni 3 anni che dopo la terza visita diventa pensione di vecchiaia xche’ l’inps ha conteggiato fino a 65 anni che sono6 anni in piu’ e li vuole dall’assicurazione della controparte non dovrebbe inps richiedere solo i 9 anni xche’ mi da’ assegno d’invalidita’ ?grazie
tutti gli atti di causa sono a disposizione delle parti, ivi compreso, come già detto la relazione del CTU (altrimenti come sarebbe possibile contestarlo?).
buongiorno…mi scusi ho difficoltà nell’ inviare messaggi….(non capisco se partono oppure no)….
mi spiego meglio….durante l’ultima udienza è stato contestato (da parte nostra) il totale delle spese mediche e riabilitazioni calcolate dal CTU nella sua relazione (come dato rimborsabile) , l’avvocato dell’assicurazione ha richiesto il verbale per capire cosa ha conteggiato e questo si discuterà nella prossima udienza……il verbale è possibile visionarlo..grazie
mi scusi mi sono spiegata male…la relazione è già stata fatta (il CTU ha segnalato anche un importo riguardante risarcimento di fisioterapia) e in un udienza è stata contestata da noi per non aver conteggiato delle fatture di fisioterapia, l’avvocato dell’assicurazione ha richiesto il verbale del ctu al giudice che sarà discusso nella prossima udienza, desidero sapere se questo verbale si può avere?
non mi pare di aver ben capito. Ad ogni modo, la perizia del CTU viene depositata in triplice copia. Una per il Gudice e 2 per le parti, per fare osservazioni o contestazioni.
Ovviamente l’avvocato ha l’onere di fargliela visionare, se Lei lo richiede.
buongiorno desidero avere un chiarimento: durante un udienza per incidente stradale l’avvocato dell’assicurazione ha richiesto di avere il verbale del CTU (avevamo contestato le spese per riabilitazione, in quanto nella relazione non sono state considerate tutte) volevo sapere se è possibile visionare in tribunale il verbale del CTU o se solo l’avvocato può accedere…..grazie
ssolutamente sì, anzi mi pare strano che il Suo avvoato non l’abbia chiesto contestualmente alla declaratoria di illegittimità del licenziamento. Attenzione, il danno non patrimoniale va, comunque, provato, non soltanto a mezzo di certificati medici, ma anche testimonianze, prove di mancato reperimento di altra occupazione etc etc. Il Suo legale saprà certamente assisterLa al meglio.
Cortesemente vorrei delle info inerenti il danno esistenziale e morale. Sono stato licenziato da un un anno per provvedimento disciplinare che l’azienda mi ha applicato, in base ad un articolo del contratto nazionale di lavoro, per una ipotetica mia mancanza. Ho impugnato il licenziamento con il mio avvocato del patronato. nel corso di quest’anno ci sono state già due udienze per la discussione della illegittimità del licenziamento da parte dell’azienda. Il giudice ha deciso che emettera sentenza per la decisione finale. La mia domanda è se il mio licenziamento e illecito, e quindi il giudice dispone della mia reintegra in azienda, all’azienda posso chiedere il risarcimento del danno esistenziale ed morale. Visto che da quando e successo l’evento del licenziamento, sono in cura al psochiatra, soffrendo di sindrome di disadattamento.
dipende. Se l’offerta avviene durante il giudizio (poiché Lei parla di spese di causa), essa dovrebbe essere omnicomprensiva e, pertanto, l’onorario del Suo avvocato è a Suo carico. Ci si può comunque accordare, anche con il Suo legale, per sapere con esattezza quale somma percepirebbe e, dunque, decidere di accettare o meno.
mi permetto di farle una domanda….se in fase di causa per infortunio stradale ci si accorda con l’assicurazione riguardo il risarcimento, le spese della causa e del mio avvocato sono a spese mie….
ringraziandola per la Sua gentile cortesia Le auguro buone vacanze
il calcolo del danno patrimoniale da perdita della capacità lavorativa (lucro cessante) vale sia per la invalidità lavorativa specifica permanente che temporanea. Il criterio utilizzato è quello del reddito effettivo (o in mancanza quello del triplo della pensione sociale: L. 39/1977), con calcolo del coefficiente di sopravvivenza (tavole attuariali del R.D. 9.10.1922 n. 1403) e l’applicazione dello scarto tra vita lavorativa e fisica. La perdita di reddito derivante da inabilità temporanea viene calcolato sulla base del reddito indicato e del periodo di invalidità.
buongiorno grazie per la risposta se non ho capito male se nel futuro dovesse cambiare sarebbe meglio omettere?
mi permetto di porre un’altra domanda sul lavoro attuale: se dal mese prossimo dovesse avere nello stipendio degli straordinari (non gli fanno fare lavori pesanti ma chiedono disponibilità) e chiaramente il totale aumenta comporta dei cambiamenti riguardo il risarcimento del danno da riduzione capacità lavorativa (30%)?
direi, se possibile, di omettere l’eventualità di altro lavoro.
Ciò che rileva è la riduzione della capacità lavorativa in base all’attività espletata al momento del sinistro e, dunque, il calcolo si basa sul reddito di quel lavoro.
buongiorno, ascolterò il suo consiglio anche perchè la situazione è complessa, posso permettermi di chiedere un dubbio riguardo la riduzionecapacità lavorativa.
il ctu ha dichiarato una riduzione capacità lavorativa del 30% a causa del danno subito e del lavoro eseguito (giardiniere lavoro pesante e invalidante) se dovesse cambiare lavoro, in un lavoro più umile e meno pesante (accudire animali forse lo stalliere)e lo stipendio potrebbe essere maggiore rispetto al precedente da giardiniere (chiedono disponibilità), potrebbe comportare una rivalutazione da parte del giudice o altri del danno da capacità lavorativa? grazie
onestamente, sig.ra Patrizia, mi pone delle domande a cui non so, e comunque, non potrei rispondere.
Dipende dall’ammontare chiesto. Se chiede 10 e gliele offrono 7, o se chiede 1.000.000 e gliene offrono 700 mila, la questione cambia.
Deve mettere in conto i tempi di una sentenza, i tempi per il recupero del credito, eventuali appelli, se deve pagare il suo avvocato o meno…
Una causa può durare anche 10 anni.
La inviterei a prendere appuntamento presso lo studio del Suo legale, chiamato a tutelarLa e farsi rispondere puntualmente a tutte le domande.
se mi offrono poco più della metà (2/3) rispetto alla richiesta del ricorso, come mi conviene comportarmi, e una causa quanto può durare
se si raggiunge l’accordo (il convenuto offre X e Lei accetta), basta non presenziare a due udienze successive e la causa viene cancellata dal ruolo. Certo che può rifiutare, sempre che abbia la convinzione di ottenere di più con la sentenza.
buongiorno mi può spiegare cos’è un 309 (ho il dubbio che il mio avvocato si accordi senza il mio consenso anche perchè non ci tiene che io vada domani all’udienza).
se mi offrono una cifra che non comprende tutti i dati posso rifiutare? e cosa comporta?
la transazione è fatta dalle parti. Il giudice ne può dare solamente atto, anche se sarebbe più opportuno fare un 309. Ma credo che il Suo avvocato sarà certo in grado di spiegarLe come funziona, anche perchè è pagato per questo.
Non si fanno conti davanti al Giudice. Nel civile sono le parti a dare impulso alla causa e portarla avanti, così come possono decidere di abbandonarla per avvenuta conciliazione.
La controparte farà un’offerta omnicomprensiva (cioè una somma totale a tacitazione di ogni pretesa) e sarà sempre e solo Lei a decidere se accettare o meno.
Diversamente, può attendere che decida il Giudice sull’intero giudizio.
buongiorno, ci può essere la transazione davanti al giudice?
bisogna presentare i conteggi aggiornati o si baserà sulle richieste del ricorso?
si valuteranno le distinte voci o mi proporranno un totale unico?
buongiorno, ringrazio per la risposta,
la percentuale della ctu è la stessa data dal mio medico legale e conteggiata nel ricorso, cioè 30% danno biologico e 30% riduzione capacità lavorativa. Questo risarcimento è un disastro, trattato male fino dall’inizio e tuttora continua in malo modo, se non fosse per qualche aiuto che gentilmente Lei mi dà credo che la depressione aumenti. desidero che ci sia un giusto risarcimento in quanto la vita di un ragazzo è stata rovinata.
la proposta transativa serve a concludere il procedimento per accordo delle parti. se non accetta non succede altro che la causa continuerà sino alla sentenza. Se la percentuale data dal CTU è inferiore a quella chiesta con citazione (come la gran parte dei casi), con molta probabilità il Giudice si atterrà a quanto emerso dalla perizia. Forse sarebbe il caso di valutare con attenzione la proposta transattiva.
mi perdoni se a volte non capisco il procedimento di una causa per risarcimento….
tra pochi giorni ci sarà un udienza (credo sia la discussione del ctu richiesta dal giudice, in presenza dei due avvocati), ho saputo però che vogliono farmi una proposta fatta sul conteggio della percentuale della ctu, la cifra risulterebbe inferiore a quella della richiesta fatta con ricorso, che comprendeva anche il danno esistenziale e morale ed eventuali interessi visto che dall’incidente sono trascorsi quasi cinque anni. cosa succede se non accetto la proposta?
Nel primo si ricomprendono tutte le voci relative a mancato percepimento dello stipendio, eventuali straordinari e spese mediche.
Nel secondo, che ormai è una sola voce, vengono ricompresi:
1. danno biologico
3. danno esistenziale
Si deve personalizzare il danno, ovvero non si applica più una percentuale del morale o esistenziale sul biologico, sicchè il danno morale, a volte, può essere addirittura superiore al biologico, sempre che ne sia fornita la prova.
mi perdoni, spero di spiegarmi meglio,(prima della prossima udienza fra 3 settimane) l’avvocato dell’assicurazione in forma riservata vuole il conteggio dei danni da risarcire, desidero sapere se oltre al danno biologico, (che nell’ultima tabella DEL TRIBUNALE DI MILANO dovrebbe comprendere il danno morale), al calcolo riduzione capacità lavorativa, e spese mediche si può chiedere (in questa fase) il mancato guadagno (straordinari che prima dell’incidente erano presenti e ora non più per i danni subiti) e se si può chiedere anche (in questa fase) il danno esistenziale e come viene calcolato?
a mio parere la detta voce rientra pur sempre nel danno patrimoniale enon nel danno esistenziale.
Onestamente non ho capito l’ultima parte della domanda.
all’inizio di luglio ci sarà un udienza (penso per la discussione riguardo la CTU) nel frattempo l’avvocato dell’assicurazione in forma riservata ha chiesto dei conteggi.
in questi conteggi oltre al danno patrimoniale (riduzione capacità lavorativa specifica 30%), si può richiedere anche il mancato guadagno in riferimento agli straordinari che in questi anni non ci sono stati (gli straordinari erano più o meno tutti i mesi ).
Il danno esistenziale si può comprendere in questa richiesta (è stato chiesto anche nel ricorso).
può il ctu dichiarare: “la stabilizzazione della forma prevede spese future a carico del sistema sanitario nazionale” non c’è libertà di scelta riguardo le cure (anche perchè con il SSN non si risolve tutto e subito)
per valutare l’entità del danno e, dunque, effettuare la relativa valutazione è necessaria una specifica perizia medica.
L’Inail risponde solo del danno psicofisco conseguente l’infortunio e quindi indennizza le prestazioni mediche, le indennità di inabilità temporanea e l’invalidità permanente, i ricoveri, le eventuali protesi finalizzate ad ottenere il ripristino della piena capacità lavorativa del soggetto infortunato, o almeno la riduzione delle conseguenze permanenti delle lesioni riportate ecc.
buongiorno egr sig.avv.Mary Corsi mi chiamo Natale e o dovuto fare un intervento alla caviglia destra ricostruzione del legamento dx composto est. con nuovo tunnel peronale e tensione del leg. .
Dovuta da una rottura traumatica plastica estyerna tt dx sul lavoro . Caviglia gia operata in passato dovuto sempre ad un infortunio .Attualmente sto seguendo un programma riabilitativo . O sostenuto delle spese a mio carico privatamente sia per il tutore che per visite,ortopediche dato che per l’ospedale dove ero andato non era d,à operare posso richiedere il rimborso all,inail?…. e come posso essere sicuro del danno che o subito?….in che criterio fanno la valutazione della mia caviglia ? quale danno può essre richiesto ?
Cordiali saluti .grazie
certo che è possibile. Ovviamente l’attività di udienza è riservata all’avvocato, ma Lei può essere presente alle udienze della causa che La riguardano.
è possibile partecipare alle udienze in tribunale per una causa di risarcimento incidente stradale……..o ci sono dei vincoli…..
oggi il danno va personalizzato. Non si ricorre più all’applicazione tout court della percentuale, ma va provato.
Può ben darsi, infatti, che il danno esistenziale (come componente dell’intero danno non patrimoniale) sia di gran lunga maggiore del biologico.
grazie per la gentile risposta………per quanto riguarda il danno esistenziale (avendo la vita di relazione e sociale ridotta a causa di incidente) può essere risarcito in quale percentuale rispetto il danno biologico e inabilità patrimoniale si può calcolare? con quali conteggi??
Se il danneggiato ha riportato postumi tali da incidere in modo permanente sulla capacità lavorativa specifica, va effettuato il calcolo della capitalizzazione del reddito ovvero di una somma sostituiva di una rendita vitalizia sulla base della formula d’uso comune che prende come riferimento le tabelle di valutazione del danno alla persona in ipotesi di infortuni sul lavoro (cosiddetto Sistema tabellare), l’età del soggetto e l’entità dei postumi permanenti.
Poi bisogna operare l’abbattimento della rendita in modo da considerare lo scarto della vita lavorativa su quella fisica: infatti, secondo la comune esperienza, la vita lavorativa è più breve di quella fisica, perché solitamente nella vecchiaia non si lavora.
Nella prassi dei Tribunali , è invalsa l’adozione degli unici coefficienti di capitalizzazione stabiliti dal R.D. 9 ottobre 1922 n.1403 per la costituzione delle rendite vitalizie immediate, con un correttivo di riduzione (di solito nella misura del 10%) per tener conto dello scarto tra vita fisica (cui si correla la rendita vitalizia) e vita lavorativa (giacché la percezione del reddito avrebbe comunque interessato solo il lasso temporale sino all’età pensionale e non già tutto il residuo periodo futuro di sopravvivenza.
Va tuttavia segnalato che i giudici di merito omettano sovente di operare la riduzione, onde tener conto dei cambiamenti intervenuti nell’aspettativa di vita (cioè del sensibile incremento della durata della vita media) rispetto alle tavole di sopravvivenza della popolazione e alle statistiche mortuarie di inizio secolo, poste a fondamento della tabella annessa al R.D. 1403/1922.
Ad ogni buon conto ci sono appositi programmi che sviluppano i calcoli suddetti (il reddito è sempre netto).
salve desidero un informazione sul risarcimento da ridotta capacità lavorativa specifica…..in parole povere come viene calcolata per lavoratore dipendente, con lo stipendio al netto o al lordo ?…….non riesco a capire la legge……grazie
detto molto francamente, molto spesso mi capita di leggere domande cui nemmeno Nostradamus sarebbe in grado di rispondere. Come potrei mai dirLe a quale categoria appartiene, se non visionando le cartelle cliniche, certificati medici, computo dei giorni di invalidità, età, tipologia di servizio e inquadramento, etc etc.. tutti dati NECESSARI, per effettuare un conteggio di massima? Io sono a Vs. completa disposizione e rispondo a tutti nel più breve tempo possibile, ma abbiate l’accortezza di capire sino a che limite posso arrivare.
Tanto dicasi per l’eventuale riforma parziale. Non Le posso rispondere. Deve dimostrare che non è più in grado di assolvere ai compiti precedentemente svolti, a mezzo specifica perizia medica e, se del caso, con l’assistenza di un legale.
buonasera avvocato. sono un dipendente dell’Arma dei Carabinieri. 16 mesi fà ho subito un intervento di artrodesi vertebrale L5-S1 a causa di una grave instabilità vertebrale. questa patologia mi ha costretto a 11 mesi di malattia. nel febbraio dell’anno in corso la Commisiione di Revisione della Cause di Servizio ha riconosciuto SI dipendente tale patologia e le conseguenze dell’operazione. Alla fine del mese di giugno devo tornare alla CMO competente per l’assegnazione della categoria. La domanda che le pongo è questa: quale categoria (della tabella A, spero) devo aspettarmi? In considerazione delle difficoltà causate dalla patologia, posso chiedere la riforma parziale, ossia l’impiego in servizi non armati (ufficio), visto che a tutt’oggi, nonostante le mie rimostranze ed i miei attuali problemi fisici, continuo ad essere impiegato in servizi di vigilanza? Grazie.
cara Patrizia, mi chiedo: ma il Suo avvocato, che immagino pagherà, non è in grado di risponderLe? Questo non per esimermi, ma credo possa essere più esaustivo di me, conoscendo gli atti di causa.
In generale, al momento della visita del CTU, i CTP nominati dalle parti possono essere presenti e fornire osservazioni, che il CTU deve inserire nella propria relazione.
La relazione è del CTU, quindi i CTP non devono firmare nulla. Possono solo depositare proprie relazioni nel giudizio, a mezzo dell’avvocato, per contestare o dare la propria visione dei fatti.
Non si concorda nessun punteggio. Il CTU è consulente del Giudice e deve effettaure la propria consulenza super partes.
buongiorno ho degli ulteriori dubbi……..quando il ctu esegue la visita dell’infortunato, la relazione viene firmata dai due ctp al momento della visita? o non sono a conoscenza della stesura della relazione? anche se concordano il punteggio
è meglio attendere l’udienza o accordarsi con l’assicurazione?
riterrei di no.
salve ……è possibile che il medico di parte dell’assicurazione sia in possesso della relazione del ctu?
se la percentuale del danno data dal CTU è uguale a quella del suo CTP, direi che non dovrebbe avere problemi nella quantificazione del danno. In effetti, se nel corso del giudizio lo status migliora (causa cure, terapie o interventi chirurgici) è ovvio che il danno biologico verrebbe diminuito, fatto salvo quanto chiesto in termini di danno temporaneo. Laddove il CTU dovesse farne menzione, sarebbe comunque un giudizio probabilistico di guarigione che dovrebbe essere valutato puntualmente al fine di ridimensionare il risarcimento. La CTU può essere sempre contestata, sia a mezzo del proprio consulente di parte, che attraverso la difesa tecnica del Suo legale, il quale potrebbe chiamare il CTU a chiarimenti. Il Giudice, in quanto peritus peritorum, può ben discostarsi dalle risultanze del consulente d’ufficio, dandone adeguata motivazione.
Il CTU depositerà la sua perizia in cancelleria prima dell’udienza e sarà a disposizione di tutte le parti. La conciliazione tra le parti è sempre esperibile, basta chiedere al Giudice di rinviare di comune accordo l’udienza perchè pendono trattative di bonario componimento.
buongiorno desidero un informazione, ho eseguito una visita dal ctu (medico legale ortopedico) decisa dal tribunale con la presenza dei due ctp e mi è sembrato con scarse competenze medico legale (detto anche dal mio)come valutazione di danno biologico ha dato la stessa percentuale del mio medico legale.
avendo subito lussazione anca e frattura acetabolo hanno inserito placca e viti e nella discussione hanno parlato della eventuale protesizzazione d’anca che potrei subire, però non l’hanno presa in considerazione perchè ridurrebbe l’entità del danno biologico..e vero?
e la relazione che il ctu dovrebbe presentare al giudice può essere in possesso dei ctp prima dell’udienza per un eventuale accordo evitando di continuare la causa ?
se ne ricorrono i presupposti, certamente. Provate, anche a mezzo testimoni, il danno morale che, comunque, a mio parere, dovrebbe essere insito.
circa 2 anni fa io e mio figlio (disoccupato) abbiamo investito tutti i nostri risparmi prendendo in affitto da una Società a partecipazione statale un immobile, per adibirlo ad attività commerciale, che è risultato essere “non a norma con i requisiti di legge e non idoneo all’uso stabilito in contratto”
Oltre ai danni patrimoniali possiamo chiedere anche danni morali ed esistenziali? Grazie infinite per i consigli che vorrà darci.
assolutamente no. Direi che la questione è molto grave, sia per il medico che per l’assicurazione. Una domanda: è Lei che ha scelto il Suo medico? Provveda a rivolgersi immediatamente ad altro medico che effettui la perizia solo su Suo incarico.
gentile avvocato prima ho omesso un dato, secondo lei è normale che entrambi le assicurazioni quella mia e quella della controparte abbiano lo stesso medico legale?cioè lo stesso medico una volta lo visita per la nostra assicurazione,ed un altra per quella della controparte,ma è normale?scusi l’ignoranza,ma sono preoccupata.
i medici legali delle controparti tirano sempre l’acqua al proprio mulino, pur non potendosi discostare molto dalla realtà dei fatti. Può controbattere solo con Sua apposita perizia medica e, in caso di disaccordo, rimettere la decisione al Giudice.
buonasera avvocato,mio padre ha avuto un incidente stradale 19 mesi fa, ed ha riportato trauma cranico frattura del condilo femorale,ed ha subito successivamente interventi chirurgici:protesi monocompartimentale al ginocchio e protesi discale lombare,non può più lavorare a causa degli interventi,e il medico legale della controparte gli ha riconosciuto solo il 13% di invalidità?cosa ne pensa di tale punteggio?come posso calcolare il danno biologico,morale ecc.?
queste le tabelle orientative per il danno alla caviglia
Limitazione dei movimenti articolari della tibio-tarsica di ½: 6%
Limitazione dei movimenti articolari della tibio-tarsica di 1/3: 4%
Anchilosi isolata della sottoastragalica in posizionefavorevole: 6%
Limitazione dei movimenti articolari della sottoastragalica di ½: 3%
Esiti dolorosi di lesioni anatomiche articolari documentate, in assenza di deficit della escursione articolare: 3%
Lesione legamentosa tibio-astragalica o peroneo- astragalica (a seconda del grado di instabilità clinicamente rilevabile): 2-5%
Poi ovviamente deve essere valutato da apposita perizia medico-legale.
volevo chiederle, secondo la sua esperienza nel campo,a seguito di questa diagnosi:FRATTURA BIMALLEOLARE A SINISTRA CON DIASTASI DELLA SINDENSMOSI E LESIONE CONDRALE DEL DOMUS ASTRAGALICO causata dall’infortunio sul lavoro di cui le ho già parlato,mi potrebbe dire indicativamente in che fascia di menomazione con rispettivo punteggio della tabella dell’inail rientro,considerando anche la presenza di evidenti cicatrici su entrambi i lati della caviglia e di mezzi di sintesi non rimovibili?
certamente. deve agire, però, giudizialmente. E’ il caso di rivolgersi ad un legale.
Gentile Avvocato, sono un dipendente pubblico che circa 4 anni fa ha subito un infortunio sul lavoro causandomi una lesione tendinea alla spalla destra.
L’Inail mi ha riconosciuto una invalidità permanente del 2%
senza nessuna forma di indennizzo.
Certo il 2% è veramente una percentuale irrisoria, però questo piccolissimo 2% mi impedisce di zappare il mio orto, ho dovuto mettere a riposo la mia canoa, non posso sollevare cose pesanti, insomma credo di avere subito un danno.
E’ possibile fare ricorso per farmi riconoscere almeno il danno biologico?.
Grazie mille Avvocato. In effetti la mia situazione è un pò ingarbugliata! Quando ho avuto l’incidente il perito ha chiesto l’indennizzo diretto alla mia assicurazione per i soli danni della moto, riservandosi quelli relativi al danno biologico. La mia assicurazione mi ha risarcito i danni al mezzo per il 70% e,visto che ritengo di avere il 100% di ragione,con il mio avvocato, abbiamo citato sia la mia assicurazione che quella dell’altro veicolo.
Nel frattempo sono stato chiamato dal medico legale della mia assicurazione (che inizialmente era la controparte essendo la liquidatrice) il quale mi ha dato 20 punti, ed ora,visto che si tratta di una macropermanente, ha rimesso gli atti all’assicurazione dell’altro veicolo. Quindi, lei mi dice che quando andremo alla prima udienza, il giudice di pace potrebbe nominare un CTU per stimare il danno? E se supera il limite (mi pare che siano 20.000 euro) rimette tutto al tribunale o rigetta l’istanza? Madonna che intreccio!!!!! Grazie ancora per la sua disponibilità. Un saluto, Giovanni
Lei ha diritto al danno biologico, ma che deve essere valutato in funzione della prognosi futura, con tutte le limitazioni che mi dice. Mi sembra strano che il Giudizio sia incardinato dinanzi il giudice di Pace. Credo che il risarcimento debba essere talmente alto da essere incardinato dinanzi al Tribunale. L’unica strada possibile è che il CTU dia un danno tale da dover superare la competenza di valore. Forse la citazione doveva essere fatta con più oculatezza…
Gentile Avvocato, sono un dipendente militare ed ho 43 anni. Tre anni fa ho subito un incidente stradale che mi ha portato all’eliminazione (chirurgica) dell’articolazione della caviglia dx ed altro. Non volli presentare querela perchè mi dispiaceva “rovinare” la ragazza, molto giovane, che conduceva l’altromezzo. Da allora, però, la mia vita è cambiata! Non posso più fare cose naturali come: indossare scarpe diverse da quelle da ginnastica, permanere per un’ora in posizione eretta, camminare per molto tempo o camminare su terreni accidentati (spiagge, terreni, etc.)ed altro ancora. Si immagini che la notte posso dormire sul solo lato dx perchè, avendo il piede rigido, se mi metto in altre posizioni non riesco a dormire per il dolore. La mattina, quando mi alzo, prima di riuscire a camminare devo “rodare” il piede per far passare i dolori. Prima ero uno sportivo, amavo le passeggiate in montagna mentre ora, non riesco neanche a girarmi di scatto sulla destra perchè perdo l’equilibrio. Al lavoro mi hanno declassato (riformato parziale), posso stare solo in ufficio e non posso più indossare la divisa, cosa che inciderà anche sulla mia carriera. Inoltre, la camminata rigida mi stà “distruggendo” le altre articolazioni che, nel breve tempo, dovranno subire altri interventi (protesi tibio-tarsica, poi ginocchio,infine l’anca). Il prof che mi ha operato mi aveva avvertito di questo problema secondario dovuto al fatto che, normalmente, l’eliminazione delle articolazioni (artrodesi) si fanno in età avanzata, come ultima spiaggia, e non aveva potuto far altro che consigliarmi di muovermi il meno possibile per arrivare più tardi all’operazione successiva. In base alle sue previsioni (che si stanno rivelando veritiere), tra 3 anni dovrei fare laprotesi alla T-T. Se ciò avverrà, verrò al 100% posto in congedo per infermità (fino ad ora me la sono scampata per un soffio….) e quindi, oltre ad una maggiore invalidità effettiva, prenderò anche una pensione di circa 600 euro in meno rispetto allo stipendio che prendo. A marzo avrò la prima udienza dal giudice di pace ma, dopo tutto questo “papiro” le chiedo: possibile che a me spetti solo il danno biologico (20 punti) e niente altro? Possibile che non si tenga conto della futura evoluzione della patologia che mi porterà al congedo e ad una vita di m….?
Grazie per le risposte che vorrà gentilmente fornrmi.
semplicemente inoltrando richiesta di risarcimento danni direttamente al datore di lavoro. Sarà lui a girare la richiesta alla compagnia assicurativa.
Approfitto della sua gentilezza per porle un’altra domanda:come faccio a scoprire,senza chiedere al datore di lavoro, se l’azienda ha oltre all’INAIL,una seconda assicurazione da cui trarre una eventuale liquidazione? Nuovamente la saluto e la ringrazio anticipatamente.
cercherò di essere quanto più chiara possibile. Il danno può essere patrimonale e non patrimoniale. Il danno patrimoniale è l’incisione inferta dal fatto illecito alla sfera patrimoniale (della vittima) attuale (danno emergente) o futuro (lucro cessante).
Il danno non patrimoniale, inteso dalla Cassazione come un unicum, ha delle diverse accezioni:
DANNO BIOLOGICO: Menomazione psico-fisica della persona in sé e per sé considerata, in quanto incidente sul valore uomo in tutta la sua concreta dimensione, che non si esaurisce nella sola attitudine a produrre ricchezza, ma si collega alla somma delle funzioni naturali afferenti al soggetto nell’ambiente in cui la vita si esplica, ed aventi rilevanza non solo economica, ma anche biologica, sociale, culturale ed estetica (insomma, il danno alla salute, ampiamente esteso).
DANNO MORALE: Patimenti o sofferenze subite in conseguenza del verificarsi di un reato (anche se solo astrattamente configurabile). Il soggetto tenuto al risarcimento del danno è colui che è stato riconosciuto colpevole di un fatto considerato reato, secondo il combinato artt. 2059 c.c. e 185 c.p. La richiesta di risarcimento del danno morale non esclude quelle per danno patrimoniale o biologico;
DANNO ESISTENZIALE: si configura come lesione del diritto al libero dispiegarsi delle attività umane, alla libera esplicazione della personalità.consiste nella lesione di diritti o interessi, costituzionalmente protetti, inerenti alla persona umana, diversi dalla salute, sconvolgendo nel complesso le attività a-reddituali del soggetto leso. Eliminato dalla Cassazione nel 2008, viene a più riprese riconosciuto, per quanto attiene lesioni e illeciti particolarmente importanti.
Per l’infortunio sul lavoro paga l’INAIL. Se vuole fare causa, deve agire contro il datore
direi di sì. Ovviamente è bene valutare con estrema attenzione il comportamento tenuto da Suo padre. Da qui, direi che è estremamente difficile. Si rivolga ad un legale, portando a sostegno quanta più documentazione possibile.
ho 36 anni e a causa di un infortunio sul lavoro, ho dovuto sottopormi a 2 interventi chirurgici per una grave frattura scomposta della caviglia sx con conseguenze permanenti per alcune attività sportive e lavorative con la possibilità di futuri interventi in laparoscopia.
Volevo sapere,oltre al risarcimento per danno biologico e interessi legali, se posso isufruire di altri tipi di risarcimenti.Se si quali?
Da chi mi verranno riconosciuti?
Quale è la procedura in questi casi da attuare?
In attesa di riscontro, le porgo i migliori saluti.
Buonasera. La mia situazione è alquanto travagliata. Sono un ragazzo di 25 anni, figlio di genitori divorziati. Dopo il divorzio mio padre, con cui non ho più nessun tipo di rapporto da anni, non ha più versato un centesimo per il mantenimento dei quattro figli (avuti precedentemente dall’attuale matrimonio con un’altra donna e altri due figli), ed anzi, ad oggi (a causa di debiti e frodi al fisco da lui effettuate all’insaputa di mia madre con cui a quel tempo era in società) potrebbero venir requisiti i pochissimi beni che mia madre possiede, accumulati dopo il divorzio con il marito. A questo punto chiedo: posso intervenire legalmente denunciando mio padre per danni morali, esistenziali e patrimoniali, visto che sono anni che a causa dei suoi errori e cattiverie viviamo in uno stato di povertà ed abbandono? Grazie. Distinti saluti
forse mi spiego male. La lettera, di per sè, non è sufficiente a dare contezza dei danni.
Buonasera, ho letto adesso il suo parere e la ringrazio, quindi l’aver questo direttore inviato una lettera a Tizio in cui afferma che lo stesso Tizio avrebbe durante il viaggio, esercitato delle pressioni nei confronti di altre persone facenti parte del gruppo(il che è assolutamente falso) affinchè il direttore potesse intercedere per poterlo rimanere, non potrebbe essere lesivo della reputazione di Tizio? ok, grazie e distinti saluti.
la vedo un pò forzata come cosa. Bisognerebbe provare il danno. Qual è il danno in ordine a tali affermazioni? Disagio interiore, ansia, etc etc? Va, come già detto, provato, sia a mezzo testimoni che a mezzo specifica perizia medico-legale. Anche in ordine alla reputazione, quali prove a sostegno? Terzi che non lo frequentano più per tali motivi? Su questo aspetto direi che siamo molto lontani dal poter ottenere un qualcosa..
Buonasera, vi scrivo nuovamente per una delucidazione circa il commento riportato su Tizio facente parte dell’associazione musicale e allontanato dal direttore, riguardo le affermazioni di codesto riportate in una lettera inviata a Tizio, in ordine al fatto che durante un viaggio intrapreso dall’associazione, Tizio avrebbe chiesto ad alcune persone di intervenire affinchè lo stesso direttore intercedesse per farlo rimanere nel gruppo, possono essere tali affermazioni lesive della reputazione di Tizio? e potrebbe quindi in base a tali affermazioni Tizio, denunciare il direttore per diffamazione? sussiste secondo voi comunque una qualche forma di reato in tali affermazioni? grazie e distinti saluti.
se provato sì. La prova può essere data a mezzo testimoni e ancor più a mezzo perizia medico-legale di parte che attesti un elevato grado di ansia e agitazione che possa essere collegato al fatto. Ovviamente bisogna valutare se vi siano aspetti penali o esclusivamente civili,e in ogni caso, di certo non è semplice provare il tutto.
Gentile avv. buonasera, le scrivo per porre un quesito circa la possibile sussistenza o meno del danno morale in questa ipotesi:Tizio, dopo aver frequentato per 8 mesi una associazione musicale, viene allontanato improvvisamente dal direttore musicale perchè, a detta dello stesso, stonato e perciò causa di intralcio all’apprendimento degli atri componenti del gruppo.Premetto, che lo statuto di detta associazione, prevede che il direttore possa a suo insindacabile giudizio, allontanare un componente dal gruppo solo per motivi inerenti l’attività musicale(quindi, appunto perchè ad es:stonato)quindi,Tizio,benchè conscio di avere problemi di intonazione,non si spiega però il perchè di detto comportamento del direttore, il quale lo aveva assicurato, dopo alcuni mesi, peraltro alla presenza di una terza persona, che dati i miglioramenti coseguiti, poteva rimanere nel gruppo, per poi comunicargli per l’appunto dopo alcune settimane l’esatto contrario, cioè che se ne doveva andare perchè stonato, consigliandolo persino di dire a chi gli avesse chiesto spiegazioni in merito, che se ne era andato per sua scelta e per motivi strettamente personali.
Peraltro, in una lettera successiva che Tizio, gli aveva spedito per chiedere ulteriori spiegazioni, il direttore gli ha poi risposto per iscritto, che durante un viaggio intrapreso dalla associazione, Tizio avrebbe persino chiesto ad alcune persone del gruppo di intervenire, affinchè codesto direttore intercedesse per farlo rimanere all’interno del gruppo.Sconcertato da tali affermazioni, Tizio si sente quindi gravemente offeso nella propria morale, potrebbe in tale ipotesi sporgere denuncia per chiedere un risarcimento di danni morali? Grazie e distinti saluti.

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