Source: http://www.eccellenzeitaliane.com/dop-doc-igp/salumi/prosciutto-amatriciano-igp.html
Timestamp: 2016-10-22 05:17:34+00:00

Document:
Prosciutto Amatriciano (IGP) - Eccellenze Italiane
Disciplinare di Produzione Prosciutto Amatriciano I.G.P.
– Art. 1 – Denominazione L’Indicazione Geografica Protetta Prosciutto Amatriciano I.G.P. è riservata esclusivamente al prosciutto, rispondente alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
– Art. 2 – Caratteristiche del prodotto.
Il Prosciutto Amatriciano I.G.P., all’atto dell’immissione al consumo, presenta le seguenti caratteristiche: ? chimico-fisiche: o Percentuale di umidità: non superiore al 60% su tal quale; o Contenuto di proteine: minimo 25% sulla sostanza secca ? organolettiche e qualitative: o Forma: a pera con esclusione dello zampo; o Faccia frontale: caratterizzata da una ampia parte scoperta che si estende in senso verticale fino ad oltre la metà della altezza della coscia (rifilatura alta); o Peso minimo: non inferiore a 8 kg alla conclusione del periodo minimo di stagionatura; o Stagionatura: minimo 12 mesi dalla data di I salatura; o Colore: rosso/roseo inframmezzato dal bianco puro del grasso di marezzatura; o Sapore: sapido ma non salato; o Aroma: profumo gradevole, dolce ma intenso anche nelle prove all’ago; o Consistenza: elastica e compatta con ottima tenuta della fetta.
– Art. 3 – Zona di produzione.
L’area di produzione del Prosciutto Amatriciano I.G.P. è rappresentata dai seguenti Comuni della provincia di Rieti, con il limite altimetrico non superiore a 1.200 m s.l.m.: Amatrice, Accumoli, Antrodoco, Borgo Velino, Cantalice, Castel Sant’Angelo, Cittaducale, Cittareale, Configni, Contigliano, Colli sul Velino, Cottanello, Greccio, Labro, Disciplinare di Produzione Prosciutto Amatriciano I.G.P.
Leonessa, Micigliano, Morro Reatino, Petrella Salto, Poggio Bustone, Posta, Rieti e Rivodutri.
– Art. 4 – Prova dell’origine.
– Art. 5 – Metodo di ottenimento.
5.1. La materia prima destinata alla produzione del Prosciutto Amatriciano I.G.P. è rappresentata esclusivamente dalla coscia fresca di: ? Suini delle razze tradizionali Large White Italiana e Landrace Italiana, così come migliorate dal Libro Genealogico Italiano, o figli di verri delle stesse razze; ? Suini figli di verri di razza Duroc Italiana, così come migliorata dal Libro Genealogico Italiano; ? Suini figli di verri di altre razze ovvero di verri ibridi, purché provengano da schemi di selezione o incrocio attuati con finalità non incompatibili con quelle del Libro Genealogico Italiano per la produzione del suino pesante; Non sono in ogni caso ammessi: ? Verri e scrofe, carcasse non perfettamente dissanguate, ovvero caratterizzate dalla presenza di miopatie conclamate [PSE (Pale, Soft, Exsudative – pallida, soffice, essudativa) e DFD (Dark, Firm, Dry – scura, rigida, secca)] o di postumi evidenti di processi flogistici e traumatici; ? Suini portatori di caratteri antitetici, con particolare riferimento al gene responsabile della sensibilità agli stress [PSS (Porcine Stress Sindrome – sindrome dello stress suino)]; ? Animali in purezza delle razze Landrace Belga, Hampshire, Pietrain, Duroc e Spotted Poland.
Ai sensi del presente disciplinare le tecniche di allevamento, gli alimenti consentiti, le loro quantità e modalità di impiego sono finalizzate ad ottenere un suino pesante tradizionale, Disciplinare di Produzione Prosciutto Amatriciano I.G.P.
obiettivo che deve essere perseguito nel tempo attraverso moderati accrescimenti giornalieri ed un’alimentazione conforme alla disciplina generale in vigore.
I suini sono avviati alla macellazione non prima che sia trascorso il 9° mese e non dopo che sia trascorso il 15° mese dalla nascita. Il loro stato sanitario deve essere ottimo e come tale attestato dalla competente Autorità sanitaria.
Inoltre: ? la coscia fresca deve avere cotenna bianca e base ossea costituita da una parte del coxale (anchetta), dal femore, dalla tibia, dalla rotula e dalla prima fila delle ossa tarsiche; ? le cosce dei suini impiegati per la produzione del Prosciutto Amatriciano I.G.P. devono avere un peso compreso tra 12,50 16,00 kg; ? lo spessore del grasso della parte esterna della coscia fresca rifilata, misurato verticalmente in corrispondenza della testa del femore (sottonoce), con la coscia e la relativa faccia esterna poste su un piano orizzontale, deve essere compreso tra i 15 ed i 30
millimetri, cotenna compresa, in funzione della pezzatura; ? la coscia deve presentare un tatuaggio indelebile ed inamovibile apposto prima dello svezzamento ed indicante il codice di tracciabilità della coscia nelle fasi precedenti la trasformazione; ? dopo la macellazione le cosce suine non devono subire, tranne la refrigerazione, alcun trattamento di conservazione, ivi compresa la congelazione. Per refrigerazione si intende che le cosce suine devono essere conservate, nelle fasi di deposito e trasporto, ad una temperatura delle carni variabile tra 0 C° e + 4 C°; ? non è ammessa la lavorazione di cosce suine che risultino ricavate da suini macellati da meno di 24 ore o da più di 120 ore che decorrono dal giorno di macellazione.
1. Ricevimento e Rifilatura 2. Selezione e Raffreddamento 3. Salagione 4. Dissalatura 5. Toelettatura e Riposo 6. Lavaggio 7. Asciugatura 8. Pre-Stagionatura e Sugnatura 9. Stagionatura e Marchiatura Disciplinare di Produzione Prosciutto Amatriciano I.G.P.
Alla I salatura le cosce vengono: massaggiate allo scopo di eliminare i residui di sangue; sfregate manualmente o meccanicamente con sale marino sulla cotenna; salate mediante aspersione con cloruro di sodio; è consentito l’uso di saccarosio e nitrato di potassio secondo le quantità consentite dalla normativa vigente.
Nuovamente riposte in cella a temperatura non superiore ai 6°C, le cosce vi permangono per un periodo variabile tra 8 – 10 giorni per la I classe di peso e tra 11 – 14 giorni per la II
classe di peso, a decorrere dall’inizio della seconda salatura.
Al termine del periodo necessario alla salagione si asporta il sale dalla superficie esterna delle cosce, viene ripetuto il massaggio e, legati con dello spago ai gambi, si appendono i Disciplinare di Produzione Prosciutto Amatriciano I.G.P.
prosciutti in posizione verticale. Al termine di questa fase le cosce hanno subito un calo peso, riferito al peso delle cosce fresche di cui al punto 5.2.2., superiore al 2%.
– Art. 6 – Legame con l’ambiente 6.1. La reputazione del Prosciutto Amatriciano risale alla fine dell’ottocento primi del novecento quando si comincia ad identificare il prodotto proprio con Amatrice. Questo paese, infatti, può considerarsi il centro di un territorio che corre lungo le alte valli del Velino e del Tronto caratterizzato da un’antica produzione di prosciutti. Prova ne è il testo riguardante la “civiltà amatriciana”, datato 1932 in cui Cesare De Berardinis qualifica la preparazione dei “prelibati prosciutti” attribuendola “alle mani” e “alle cure” delle instancabili donne di Amatrice. Nello specifico si dice: “L’economia tutta della famiglia è nelle loro mani (le donne) e sono esse che debbono provvedere … alla tenuta…di tutti gli animali da cortile, tra i quali sono compresi i maiali …d’inverno le provviste per l’estate, e d’estate per l’inverno. Son loro che attendono alla preparazione delle carni salate di maiale e dalle loro mani e dalle loro cure, escono i prelibati prosciutti..”. Dagli anni ’80
ad oggi, inoltre, la denominazione passa nei circuiti commerciali, tanto che le fatture dei salumifici della zona si riferiscono al prodotto come “prosciutto amatriciano”.
Anche nell’Inchiesta Jacini, redatta tra il 1877 – 1885, il professor Piccinini, incaricato di redigere la “Monografia sul Circondario di Cittaducale”, comprendente gran parte dei comuni compresi nell’areale di produzione, parla di produzione di prosciutti: al capitolo Razze suine così si esprime: “… la maggior parte dei maiali si alleva presso le famiglie …
infatti tutte le famiglie (dei Comuni del Circondario) allevano uno o più animali suini ad esclusivo uso dei bisogni propri…. Dei porci si utilizza tutto e la conservazione avviene Disciplinare di Produzione Prosciutto Amatriciano I.G.P.
tanto allo stato fresco che salato. Se ne fanno prosciutti…..”. Questa attenzione, pertanto, mostra in modo paradigmatico ed inequivocabile come proprio la conca amatriciana sia stata e continui ad essere il luogo di maggior produzione e di trasformazione di prosciutti.
Oltre alla tecnica di lavorazione, al tipo ed ai tempi di stagionatura, le altitudini fino a 1200
metri s.l.m., il clima rigido nelle aree d’alta montagna e relativamente rigido nelle aree basse e vallive della zona montana, l’aria fresca e pulita che si respira in tutto il comprensorio interessato dalla produzione e soprattutto l’umidità relativa generalmente inferiore al 70%, agiscono in modo positivo durante tutte le fasi di lavorazione ed in modo particolare nella lunga ed accurata stagionatura, consentendo al prodotto finito di avere quel particolare aroma dal profumo gradevole, dolce ma intenso, che lo contraddistingue.
Elemento distintivo del Prosciutto Amatriciano I.G.P. è la modalità di rifilatura particolarmente alta, effettuata in tutto l’areale di produzione, nella fase di ricevimento della materia prima. Grazie a questa operazione aumenta la superficie esposta non protetta da cotenna e grasso utile dapprima all’assorbimento della concia salina e successivamente all’azione di asciugamento dell’aria; si ottiene così un prodotto finito contraddistinto, rispetto ad altri prodotti meno scoperti, da un più basso contenuto di umidità ed un più elevato tenore in proteine che sono in accordo con le buone caratteristiche olfattive e di consistenza del prodotto, connotato da una significativa compattezza al tatto e da un intenso aroma di stagionatura.
– Art. 7 – Controlli Il controllo sulla conformità del prodotto al disciplinare è svolto dalla struttura di controllo, conformemente a quanto stabilito dagli artt.10 e 11 del Reg (CE) n.510/2006.
– Art. 8 – Etichettatura Disciplinare di Produzione Prosciutto Amatriciano I.G.P.
8.1. Il Prosciutto Amatriciano I.G.P. è destinato alla vendita: – con osso: dopo l’apposizione del collarino; – disossato: è ottenuto a partire dal prosciutto stagionato con osso; il disosso avviene al completamento del periodo mimino di stagionatura; è indispensabile il confezionamento sottovuoto con buste per alimenti nel rispetto della normativa vigente. Il Prosciutto Amatriciano I.G.P. disossato deve avere un peso superiore ai 6 Kg. e presentare sulla cotenna della faccia interna della coscia il marchio a fuoco;.
Il Prosciutto Amatriciano I.G.P., dovrà recare obbligatoriamente sul collarino, sulle etichette o sulle buste utilizzate, a caratteri di stampa chiari e leggibili, oltre al simbolo grafico comunitario identificativo delle produzioni I.G.P., alle relative menzioni, e alle informazioni corrispondenti ai requisiti di legge, le seguenti ulteriori informazioni: – “Prosciutto Amatriciano” seguita dalla sigla I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta); – Il nome, la ragione sociale e l’indirizzo dell’azienda produttrice; – Il logo del prodotto.
8.2. Il logo della denominazione Prosciutto Amatriciano I.G.P., come di seguito riportato, è costituito da: Disciplinare di Produzione Prosciutto Amatriciano I.G.P.
– una coccarda costituita da una forma rotonda avente sfondo di colore giallo (Pantone 139 C) e caratterizzata da una forma ad asola, nella parte superiore, e da due nastrini, nella parte inferiore, aventi i bordi esterni di colore giallo (Pantone 139 c) e la parte interna di colore blu (Pantone 294 C); – all’interno della coccarda sono riportate: 1. nella parte superiore, la dicitura “Prosciutto Amatriciano” in carattere Textile di colore rosso (pantone RED 032 C) con bordi di colore blu (Pantone 294 C).
2. nella parte inferiore, la dicitura “I. G. P.” in carattere Arial Bold MT di colore blu (Pantone 294 C); 3. al centro delle montagne stilizzate di forma semicircolare nella parte bassa e frastagliata a tre punte nella parte alta, con colore che passa gradatamente dal blu (Pantone 294 C) della parte inferiore al verde (Pantone 356 C) della parte superiore 4. una ghianda stilizzata di colore giallo (Pantone 139 C).
Il logo si potrà adattare proporzionalmente alle varie declinazioni di utilizzo con dimensione minima diametrale pari a 15 mm.
Per la stampa tipografica in quadricromia si utilizzano i seguenti cromatismi: Disciplinare di Produzione Prosciutto Amatriciano I.G.P.
1. Colore blu: Pantone Proc. Cyan C
Quadricomia 100% Cyan 2. Colore rosso: Pantone Proc. Magen. C
Quadricomia 100% Magenta 3. Colore giallo: Pantone Proc. Yellow C
Quadricomia 100% Yellow 4. Colore nero: Pantone Proc. Black C
Quadricomia 100% Yellow 8.3. Il contrassegno da imprimere a fuoco sul prosciutto, avente diametro non inferiore 50 mm, è rappresentato dalla seguente figura stilizzata:
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 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8