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Timestamp: 2020-08-04 17:23:55+00:00

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ATTENZIONE, L'INPS DEVE RIFARE I CALCOLI ARRUOLATI 81/83 - Pagina 181 - GrNet.it
Pagina 181 di 228
Messaggio da panorama » dom gen 19, 2020 11:28 pm
Novità per cambio rotta,
- Il Giudice Irene Thomaseth della CdC T.A.A. Sez. Bolzano con sentenza n. 109/2019 pubblicata il 20/12/2019, ha accolto il ricorso del collega CC. che al 31.12.1995 aveva un’anzianità di 15 anni e 7 mesi.
1) - Il patrocinio dell’istituto previdenziale ha, a sua volta, citato pronunce di Sezioni territoriali della Corte dei conti favorevoli alla tesi sostenuta, evidenziando che, tra esse rientrano anche due sentenze di questa stessa Sezione, la n. 63 e la n. 64, entrambe del 2019, e ha concluso chiedendo il rigetto del gravame.
2) - Innanzitutto, perché l’univoca, espressa previsione del 2° comma (secondo il noto brocardo “in claris non fit interpretatio”) non lascia spazio a diverse opzioni ermeneutiche; tale assunto trova ulteriore esplicita conferma nella rubrica dell’articolo 54 di cui si discute, in quanto, se le parole hanno un senso, la locuzione “Misura del trattamento normale” non dovrebbe ingenerare dubbio alcuno sul fatto che la norma fa parte della ordinaria disciplina per il computo delle pensioni del personale militare.
Sezione SEZIONE GIURISDIZIONALE TRENTINO ALTO ADIGE – BZ Esito SENTENZA
Materia PENSIONISTICA Anno 2019 Numero 109 Pubblicazione 20/12/2019
In composizione monocratica e in funzione di Giudice Unico delle pensioni ai sensi dell'art. 151 del codice della giustizia contabile di cui al d. lgs. 26 agosto 2016, n. 174, ha pronunciato la seguente
Nel giudizio iscritto al n. 2149/M del registro di Segreteria, sul ricorso presentato dal sig. OMISSIS (c.f. OMISSIS), nato a OMISSIS il OMISSIS e residente a OMISSIS in via OMISSIS, rappresentato e difeso, giusta procura in calce all’atto introduttivo, dagli avvocati Andrea Bava del foro di Genova (c.f. BVA NDR 64L24 D969O) e Thomas Wörndle (c.f. WRN TMS 63B27 M067F), con domicilio eletto presso lo studio di quest’ultimo in Bolzano, via Cappuccini n. 8;
- I.N.P.S. - Istituto Nazionale Della Previdenza Sociale – Gestione Dipendenti Pubblici – Direzione Provinciale di Bolzano (c.f. 80078750587), in persona del Dirigente pro tempore, rappresentato e difeso dagli Avv.ti Lucia Orsingher (c.f. RSNLCU63L52F205H) e Raimund Bauer (c.f. BRARND68B29A952F), giusta procura generale alle liti, rog notaio Paolo Castellini in Roma, del 21 luglio 2015, rep. n. 80974, elettivamente domiciliato presso la sede di Bolzano, C.so Libertà n. 1;
“il riconoscimento del diritto del ricorrente alla applicazione del beneficio di cui all’art. 54 comma 1 dpr 1092/73 con conseguente applicazione della aliquota del 44% sulla quota A di pensione, e dunque la conseguente condanna dell’Inps alla riliquidazione della pensione iscr. 17119429 in tali termini, con pagamento dei ratei arretrati, maggiorati di interessi e rivalutazione ex art. 429 c.p.c ”;
Uditi, nella pubblica udienza del 18 dicembre 2019, con l’assistenza del Segretario dott.ssa Ombretta Ricoldo, l’Avv. Francesca Martini su delega dell’Avv. Wörndle in rappresentanza del ricorrente e l’Avv. Lucia Orsingher dell’I.N.P.S. per l’Amministrazione resistente;
1. Con atto depositato il 27 settembre 2019 il ricorrente, Vice Brigadiere dei Carabinieri cessato dal servizio l’11.09.2015 per inabilità al servizio militare incondizionato e titolare di pensione privilegiata diretta iscr. 17119429, liquidata con il sistema misto a decorre dal 12.09.2015, ha adito questo Giudice al fine di ottenere il riconoscimento del proprio diritto alla riliquidazione del trattamento pensionistico in godimento con l'attribuzione della percentuale del 44 % sulla quota A di pensione di cui all’ art. 54 d.P.R. n. 1092/1973, oltre interessi e rivalutazione monetaria, con vittoria di spese ed onorari.
Le argomentazioni svolte a sostegno della domanda dalla difesa del ricorrente - ulteriormente sviluppate nella memoria depositata il 23 ottobre 2019 - sono fondate sostanzialmente sul richiamo alle norme dettate in materia di liquidazione della pensione secondo il sistema cd. “misto”, nell’ambito delle quali troverebbe applicazione l’invocato art. 54 (per la parte liquidata con il sistema retributivo) e sui molteplici precedenti giurisprudenziali, soprattutto di secondo grado, favorevoli alla posizione fatta valere nel presente giudizio.
2. L’INPS si è costituito in giudizio con memoria depositata il 13 novembre 2019 in cui contesta quanto ex adverso dedotto, deducendo l’inapplicabilità della normativa al ricorrente per insussistenza dei presupposti richiesti dall’art. 54, comma 1° del d.P.R. n. 1092/73, avendo lo stesso maturato una anzianità complessiva di anni 37 di servizio effettivo all’atto del pensionamento.
Il patrocinio dell’istituto previdenziale ha, a sua volta, citato pronunce di Sezioni territoriali della Corte dei conti favorevoli alla tesi sostenuta, evidenziando che, tra esse rientrano anche due sentenze di questa stessa Sezione, la n. 63 e la n. 64, entrambe del 2019, e ha concluso chiedendo il rigetto del gravame.
3. Alla udienza del 18 dicembre 2019 le parti, richiamando quanto già dedotto in atti, confermavano le conclusioni ivi contenute.
Al termine della discussione veniva data lettura del dispositivo di cui si illustrano in seguito i motivi.
La questione in esame riguarda l’applicabilità - ai fini del calcolo del trattamento pensionistico liquidato in favore del ricorrente con il sistema misto - del disposto di cui all’art. 54 del d.P.R. n. 1092/73, ancorché l’interessato non sia cessato dal servizio con un’anzianità compresa tra i 15 e i 20 anni.
Premesso che sulla questione di diritto vi è, come è noto, un contrasto di giurisprudenza tra due tesi - quella, più restrittiva, che ritiene applicabile l’art. 54 del d.P.R solo a coloro che siano cessati dal servizio con un numero di anni compreso tra i 15 e i 20 (in tal senso, fra le altre, Sez. Veneto n. 46/2018; Sez. Piemonte n. 63/2018; Sez. Em.-Rom. n. 88/2018; Sez. Umbria n. 6/2018; Sez. Bolzano n. 63/2019 e n. 64/2019, citate dall’avvocato dell’INPS) e l’altra, conforme a quella perorata dall’odierno ricorrente, che reputa corretta l’applicazione dell’aliquota di rendimento in oggetto sulla quota calcolata con il sistema retributivo anche a coloro che siano andati in pensione con un’anzianità superiore (cfr., ex plurimis, Sez. Trento n. 3/2019; Sez. Lombardia n. 25/2019; Sez. Liguria n. 238/2018; Sez. Toscana n.173/2019; Sez. Lazio n. 297/2019; Sez. Sicilia n, 730/2019 e, soprattutto, le Sezioni centrali d’Appello, citate anche dal patrocinio del ricorrente, quali Sez. Ia n. 422/2018; Sez. IIa n. 208/2019; Sez. IIIa n. 228/2019) - ritiene questo Giudice che il secondo orientamento richiamato, quello sostenuto da parte ricorrente, sia da condividere per le seguenti ragioni.
Partendo dal dato normativo, l’art. 54 del d.P.R. rubricato, si badi bene, “Misura del trattamento normale”, al 1° comma testualmente recita: “La pensione spettante al militare che abbia maturato almeno quindici anni e non più di venti anni di servizio utile è pari al 44 per cento della base pensionabile, salvo quanto disposto nel penultimo comma del presente articolo”.
Il 2° comma dello stesso articolo disciplina i restanti casi, disponendo espressamente che “La percentuale di cui sopra è aumentata di 1,80 per cento ogni anno di servizio utile oltre il ventesimo”.
Orbene, come è stato giustamente rilevato (cfr., da ultimo, Sez. giur. Sicilia 9 dicembre 2019, n. 892), “Ciò che appare dirimente per stabilire l’applicazione la norma è il secondo comma dell’art. 54. Infatti stabilire che la percentuale del primo comma (ovvero testualmente “la percentuale di cui sopra”) viene aumentata ogni anno di servizio utile oltre il ventesimo, acquista significato soltanto ammettendo che la stessa si applichi anche a chi cessi dal servizio oltre il ventesimo anno”.
In altre parole “il comma 2, prevedendo per le cessazioni con anzianità superiore ai 20 anni la medesima aliquota del 44% ma maggiorata in ragione degli anni successivi al 20°, rende evidente che l’aliquota del 44% è quella di base per il computo della pensione per tutti i militari cessati dal servizio (tranne che per coloro ai quali si applichi il successivo comma 9). Tale interpretazione è suffragata, oltre che dalla semplice lettera della norma, anche dall’osservazione che sarebbe irrazionale interpretarla nel senso che a chi sia cessato con una anzianità inferiore ai 20 anni (tra i 15 e i 20 anni) sia riservata l’aliquota del 44%, mentre tale aliquota non spetterebbe come minima a chi vanti una maggiore anzianità” (cfr. Sez. IIIa centrale d’appello 22 novembre 2019, n. 228).
Si osserva, a tal proposito, che l’interpretazione particolarmente “restrittiva” data dell’art. 54, comma 1° in oggetto dall’INPS (e sostenuta da parte della giurisprudenza territoriale di questa stessa Corte), si basa sostanzialmente sul ritenuto carattere di norma speciale della stessa (“in quanto attributiva di un trattamento di favore”) che, come tale, non può, secondo i principi generali, essere applicata ai casi non espressamente contemplati.
Ebbene, quest’organo giudicante ritiene di non poter condividere tale assunto.
Invero, diversamente da quanto sostenuto dall’INPS, l’art. 54, comma 1°, non costituisce una previsione di carattere eccezionale (che determinerebbe un regime di favore per coloro che cessano dal servizio con una anzianità tra i 15 e i 20 anni, non applicabile come tale a coloro che cessino con una anzianità superiore) per diverse ragioni.
Innanzitutto, perché l’univoca, espressa previsione del 2° comma (secondo il noto brocardo “in claris non fit interpretatio”) non lascia spazio a diverse opzioni ermeneutiche; tale assunto trova ulteriore esplicita conferma nella rubrica dell’articolo 54 di cui si discute, in quanto, se le parole hanno un senso, la locuzione “Misura del trattamento normale” non dovrebbe ingenerare dubbio alcuno sul fatto che la norma fa parte della ordinaria disciplina per il computo delle pensioni del personale militare.
Se di un regime di favor, come tale speciale, si può parlare, questo riguarda semmai solo il personale militare - nella sua generalità - rispetto a quello civile, ma in nessun caso il personale militare con anzianità fino a 20 anni rispetto a quello con anzianità superiore, “che continua a godere della stessa aliquota del 44% anche per periodi di servizio superiori al ventesimo anno, anzi maggiorata in ragione di ogni anno successivo (comma 2)” (cfr. Sez. IIIa n. 228 del 2019 sopra già citata).
Ciò posto, ed essendo indubbio (e, come tale incontestato) che l’art. 54 di cui sopra non è stato abrogato dalla normativa successiva, occorre coordinare il predetto disposto con la normativa introdotta dalla riforma delle pensioni dettata dagli articoli 13 del d.lgs. n. 503/92 e 1, comma 12, della l. 335/95.
Come è noto, nel sistema di calcolo cd. misto, per il personale che alla data del 31.12.1995 non ha maturato 18 anni di anzianità/contribuzione, la pensione si compone di una quota retributiva, per le anzianità maturate sino al 31.12.1995, a sua volta suddivisa in quota A e quota B, e una quota contributiva per le anzianità di servizio maturate con decorrenza dal 1.1.1996.
Dispone infatti, l’art. 1, comma 12, della legge n. 335/1995 che, nel caso di pensioni liquidate con il c.d. sistema misto per coloro che hanno maturato al 31/12/1995 un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni, la pensione è costituita “dalla somma: a) della quota di pensione corrispondente alle anzianità acquisite anteriormente al 31 dicembre 1995 calcolata, con riferimento alla data di decorrenza della pensione, secondo il sistema retributivo previsto dalla normativa vigente precedentemente alla predetta data; b) della quota di pensione corrispondente al trattamento pensionistico relativo alle ulteriori anzianità contributive calcolato secondo il sistema contributivo.”
In definitiva, dal combinato disposto delle norme sopra citate si evince il principio secondo cui, per i militari che, alla data del 31.12.1995, vantavano un'anzianità di servizio utile inferiore a 18 anni, per i quali la pensione viene liquidata in parte secondo il sistema retributivo ed in parte con il sistema contributivo, per ciò che concerne la prima parte, continua a trovare applicazione la disposizione di cui all'art. 54 del d.P.R. n. 1092/1973 (cfr. Sez. Ia 8 novembre 2018, n. 422).
In altre parole, l'art. 54 va interpretato nel senso che l'aliquota del 44% va applicata a coloro che, alla data del 31 dicembre 1995, possiedano un'anzianità contributiva compresa tra i 15 e i 20 anni; che, in applicazione del secondo comma - che disciplina l'ipotesi in cui il soggetto cessi dal servizio con anzianità maggiore di 20 anni – detta percentuale è aumentata dell’1,80% per ogni anno di servizio oltre il ventesimo, in quanto la disposizione del comma 1 non può considerarsi limitata a coloro che cessino con un massimo di venti anni di servizio.
Sulla base di tali premesse, deve ritenersi che l’odierno ricorrente, il cui trattamento di quiescenza - calcolato secondo il sistema misto avendo egli maturato al 31.12.1995 un’anzianità di 15 anni e 7 mesi - abbia diritto a vedersi computare l’aliquota più favorevole di cui all’art. 54 sulla parte di pensione soggetta al calcolo secondo il metodo retributivo; parte che deve essere, di conseguenza, ricalcolata tenendo conto della aliquota di rendimento prevista dal citato art. 54, in quanto vigente al momento dell’entrata in vigore della legge n. 335/1995 e dalla stessa fatta salva, ai sensi della lettera a) della citata norma.
In conclusione, alla luce di tutto quanto sopra esposto, il presente ricorso va accolto, con conseguente riconoscimento del diritto del sig. OMISSIS alla riliquidazione della pensione in godimento, con applicazione, sulla quota calcolata con il sistema retributivo, dell'aliquota di rendimento di cui all'art. 54 del d.P.R. n. 1092/1973.
Sulle somme arretrate va, altresì, riconosciuto - ex art. 167, comma 3 del codice di giustizia contabile - il diritto a conseguire, a decorrere dalla scadenza di ogni singolo rateo pensionistico, gli interessi legali e nei limiti dell’eventuale maggior importo differenziale, la rivalutazione monetaria calcolata, anno per anno, secondo gli indici ISTAT ai sensi dell’art. 150 c.p.c. (cfr. Sez. IIIa 7 gennaio 2019, n. 2).
Considerata la peculiarità della questione trattata e la sussistenza di una giurisprudenza non univoca, si reputa di disporre l’integrale compensazione delle spese del giudizio, ex art. 31, comma 3 c.g.c.
La Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per il Trentino Alto Adige, sede di Bolzano, in composizione monocratica, con funzione di Giudice Unico delle Pensioni, definitivamente pronunciando, ACCOGLIE il ricorso proposto da OMISSIS e, per l’effetto, riconosce il diritto dello stesso alla riliquidazione della pensione in godimento con applicazione, sulla quota calcolata con il sistema retributivo, dell’aliquota di rendimento di cui all’art. 54 del d.P.R. n. 1092/1973.
Sui maggiori ratei di pensione conseguentemente dovuti spettano gli interessi nella misura legale e la rivalutazione monetaria - limitatamente all’importo eventualmente eccedente quello dovuto per interessi – con decorrenza dalla data di scadenza di ogni singolo rateo e sino alla data di pagamento degli arretrati.
Così deciso in Bolzano, all'udienza del 18 dicembre 2019.
(f.to Irene Thomaseth)
Messaggio da panorama » dom gen 19, 2020 11:57 pm
presso la stessa CdC Sez. Bolzano, il giudice Enrico Marinaro continua ancora a rigettare, vds ultima n. 97 a nome suo.
Messaggio da panorama » mar gen 21, 2020 6:12 pm
Messaggio da panorama » mar gen 21, 2020 6:52 pm
Vi voglio partecipare anche questa sentenza della CdC Toscana del 2019 che ha accolto il ricorso ad un militare dell'E.I. in regime di Ausiliaria.
- arruolato il 7.1.1981 in congedo (ausiliaria) dal 31.12.2017 e nato nel 1962.
1) - il ricorrente ha esposto di avere prestato servizio nell’Esercito Italiano in qualità di sottufficiale fino al 31.12.2017, data nella quale è stato collocato in regime di ausiliaria.
2) - Costituendosi in giudizio l’INPS ha rappresentato che: “ad oggi il sig. C.. G.. non è amministrato dall’Istituto. L’Inps ad oggi non ha emesso alcun provvedimento in merito al trattamento pensionistico e non è aperto alcun fascicolo di pensione” chiedendo di conseguenza di dichiarare l’inammissibilità del ricorso nei confronti dell’Istituto e/ o il difetto di legittimazione passiva dell’INPS. Deve, invece, essere riconosciuta la legittimazione passiva dell’INPS.
3) - Infatti, sebbene la pensione sia stata liquidata dal C.U.S.E., non può escludersi l’interesse del ricorrente a rendere opponibile all’Istituto l’eventuale sentenza di accoglimento (sez. Sardegna, 29.1.2019 n. 28).
4) - Il C.U.S.E., nel respingere la domanda di riliquidazione del ricorrente ha dichiarato: “nell’evidenziare in via generale che i provvedimenti pensionistici emessi dal centro si uniformano alle disposizioni regolamentari impartite dall’Istituto Nazionale della previdenza Sociale che recepiscono le norme di settore, si rappresenta che la pensione del Sottufficiale risulta coerente alle disposizioni regolamentari emanate in materia dall’istituto previdenziale che, al momento, riconoscono l’aliquota pensionistica ex articolo 54 del D.P.R. 1092/1973 al solo personale cessato dal servizio con diritto a pensione (in regime retributivo) e con un’anzianità contributiva complessivamente compresa tra i 15 e i 20 anni”. Nella memoria depositata all’odierna udienza il Ministero, oltre a ribadire di adottare i provvedimenti di pensione uniformandosi alle disposizioni applicative emanate dall’INPS, chiede il rigetto del ricorso richiamando quella giurisprudenza che ritiene l’art. 44 l’ordinaria modalità di calcolo della pensione per coloro che abbiano un’anzianità contributiva superiore ai venti anni.
Messaggio da panorama » lun gen 27, 2020 12:27 pm
Rammento che oltre alla sentenza della CdC Lombardia n. 168/2019 pubblicata il 02/07/2019 che ha visto accogliere il ricorso di un collega della GdF che aveva alla data del 31 dicembre 1995 – un'anzianità di servizio di 4 anni, 11 mesi, anche la CdC Calabria con la sentenza n. 106/2019 pubblicata il 19/04/2019 ha accolto il ricorso di un collega della CdF (pressochè uguale) si era arruolato nel Corpo della Guardia di Finanza in data 10 ottobre 1991 e che quindi al 31/12/1992 aveva 1 anno e 4 mesi.
Qui quella della Calabria, mentre, quella della Lombardia è stata già postata in questo mese.
Messaggio da Klaine1964 » lun gen 27, 2020 2:20 pm
Buongiorno posto il mio cedolino pensione CON GRADITA SORPRESA.
Voglio ringraziare tutti i partecipanti a questo stupendo forum senza dimenticare i detrattori.
Messaggio da JESSICA1995 » lun gen 27, 2020 2:28 pm
Complimenti. Potresti dire da quanto tempo sei in pensione, il tuo grado e corpo di appartenenza e se si tratta di sentenza di 1° grado ? Grazie.
Messaggio da Klaine1964 » lun gen 27, 2020 2:40 pm
Carabinieri Brigadiere capo, ma senza benefici per blocco stipendiale, in pensione dal 18/03/2014, sentenza di 1° grado, non notificata da parte mia all' INPS.
Messaggio da JESSICA1995 » lun gen 27, 2020 3:34 pm
Messaggio da oceano » lun gen 27, 2020 3:52 pm
Grazie mille Klaine 1964, è una notizia confortante che lascia ben sperare.
Messaggio da JESSICA1995 » lun gen 27, 2020 4:40 pm
Scusa Klaine, una domanda, poichè mi è venuto un dubbio. Tale aggiornamento pensionistico riguarda un ricorso da te fatto alla Corte dei Conti per l'applicazione dell'art.54? Scusa e grazie.-
Messaggio da anco2010 » lun gen 27, 2020 4:59 pm
JESSICA1995 buonasera. Complimenti sono contento. Sono tutti soldi sudati con il sacrificio che compiono quelle persone che indossano o indossavano una divisa.
Messaggio da Klaine1964 » lun gen 27, 2020 7:50 pm
lun gen 27, 2020 4:40 pm
Si art. 54
Messaggio da anco2010 » lun gen 27, 2020 8:45 pm
Klaine1964 buonasera i complimenti erano per te, erroneamente ho scritto JESSICA1995.
Sono tutti soldi sudati con il sacrificio che compiono quelle persone che indossano o indossavano una divisa.
Messaggio da firefox » lun gen 27, 2020 9:59 pm
lun gen 27, 2020 2:40 pm
Solo una curiosità: vita la PAL precedente, a mio avviso, da quello che leggo spesso qua, un po bassa, dando per scontato che sei andato in pensione anticipata, quanti gli anni di servizio/contributi?

References: sentenza 
 SENTENZA

 art. 429
 art. 54
 art. 54
 art. 54
 art. 167
 art. 31
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 54
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 54