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Timestamp: 2019-09-18 13:26:35+00:00

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Programma Del Corso Di Diritto Criminale Tomo 6 (04) | Justice | Crimine e giustizia
Una seconda idea li circoscrive per altro lato.
II niovimento della n~oltituctine put essere nei soli ~zzeszi adoperati clallo agente, o pu essere anche nel suo filze, C questo fine puO dirigersi alla lesione di iin diritto sociale di maggiore importatiza. Lo incendio, il guasto di una ferrovia, o simili, possono essere state conimesse non al solo scopo di esercitare una privata vendetta contro particolari individui, o contro una speciale aiizi-ninistrazione, ma col pi pravo intendiiaento di levare a subbuglio una cittk e trarne occasione ad un rivolgimento clelln cosa pubblica; sicch& nel fine dello agente siavi in sost:~iizu una aggressione contro lo Stato. Allora il filze del colpevole presentando la lesione di un diritto universde che nella sua importuiiza prcvale sopra il diritto alla yuicte oficso nei cittadini col nzi?z:,o prescelto, 1' oggettivo clctcrminante 1 classe s cui deve referirsi quel malefizio si desumc dal fine non essenclovi ragione di (leflettere dalla regola orclintzria (lefinitiva dei titoli cli reato; che quella di desumerile i criterii dal filze dello agente tranne nei quando incoiitrisi ~~revalenzn m e z z i adoperati cln lui.
Per tal guisa e della essenza dei reati contro la piil)hliun trnncl~iillithclic, il loro tltznilo inmediato i1i:I suo i.alp[)~>r.fo diritto aggreclito sin in parte col c;llk/bico eil in p:liJte potclzziale soltanto. pole?z,ciall~ iic l~rilito rli vista 11cl b ~ , i c pi~slo [)ericolo: la casa ;I
il canmpe dai viciiii non fixroiio rusl~cltiviirrieiite incendiato o inunthte; ma lo potevano, e bssta. k e f ~ t t i u o nel punto di vista del diritto alla quiete pertinente n tutti i cittadini che stato reali~lente ol?'eso da quei fatti in un i 1 ~ 1 i l ~pii O niczlo o s t e ~ o ro iiia sempre i~zdefl;riniko cittadini. di
I'i~sjcikosci.itt,a la idea regolatrice rlellz prt?scsiitc.. fbl2ssi: C~riliiicnto si trovai10 lo sperie delittuose
c-h(;!rcigliniir~ osscrvi riti;~i*itt! dedurne i respct,por livi crituvii c!sseuzinli e lirisuratori clelln ~iiTti&%811~~ j~~ihblz'cn t~lrct~llyuillita tiil,t,i i casi noi cju:lli si rar.rlin pioiio selzct essere iitctiziorialrnentc 4irett.i alla aggressione di uti diritto I I I ~ ~ V ~ ~ ~ 110zir)re. coisrW ; I ~ P , La iuozioiie (li 1111:~ ~ ~ ~ l t i t u ii!lil~tc:rilli~l:if;ic i i ~itt:b(litli lin~ t possiliilrnentu di tutti i lo efbtto iiiimc~linto co! i c staiito di quei mnloflzi clio sonoei consuliiati coi1 tul. ~~iti,rr;o i u frena1)ile dalla tilano stessa tic1 colpcvo!~, ~ ~ i n da lui lirriit;~l,ilceritro i cotifini At:lla cifleqn allo individuo nbyrcdito, 1)crcliib I lricl nzozzo lioirc per ;;LI a im.turn a i ~mmediato pericolo i diilitti {Ti un nuilicro pii1 o inenn osft3so rna seiiilillc itiJ.ollriitu 11i nlti'i ciitarlini bciichi\ uua aggyccliti ii.itr\uzinnaliiidi1t~? dtil (teliuquci~te. (Jiicstir c:ii.ni,tcrli! tra.\ ;p.i iii iliodo priinnrio riello i ~ t t r i ) i d i o r.lic l~rocncci;ili,iiiln ~ o l t a , (1% inaiio iiia1v;ipia D U ~ J ljcr o\.'ctiti~alit& ntilir~sfericlrr,o \)(?t' roiirlixiuili lircnli c:stnndeilqi :illa (]istrllj:iont? (li tutta iiil:i cot~ti*:~dn, [li una i~itci*n (-itii~, rltilli~ P distruzione ctclle toso 1)roccili:ra nlI:t cIistriixioil:~ (li vitt! l i ~ n 3 i l OSC Ilfin solio pronti i 14i~rxri.'jlln niiliilndi UU i l l c i ~ ~ ~5i \ (111sta ~ io : . p ~ ~ t 1 ! ~ p ~ ~~t1 t ;~ l 8 (li : ] ~
me non perclit; si preveda che un altro riialvrrgio posstb alla dimane np1~ic.cai.cil fuueo alle case liilstre, 11 perche i n cluello stesso incendio al~piccato 12 si scorge una possibile causa cli 1-ici.icolo nostro o cli persone n noi care, e dli S:L di quanti. Quindi il suono a stormo, il chiamar gente, 10 accorrere il sospenrlere le abituali operazioni, il reciproco interrogarsi solto lo ililpulso di curiissita trepidante; in una pqroln uno stato (li patimento universale pi o meno intenso e pil o meno prolungato seconrlo le circostanze. R e f c r i ~ e lo iiiccndio ai dn+z?zi dctti P ( scientificamente alnleno ) uno errore, perchB limita la oggettiviti1 cleteririinanto i criterii essenziali e misuratori del rnalefizio ad un rapporto di vnlort? I~ecuniarioche 11ub essere insignificante o niinirno anche in casi per altre ragioni gravissi~ni rnurosi. e
I : 1al.o al!o inccndio vcngono a scliiertlrci nella )L presc?nte classe alt'ri delitti analoghi; nei quali s e iiim ricorro inil proliingamento di situazione pericolosa paiq tutti, coine nello incendio, si trova per iiltro ugualiilunte 13 iclon di un erico colo corso da i~irlefinito numero di psrsorie ed una conseguente cdonliriozioizc degli animi. Tali sono Ia nzitza, il guasdo cl' n.lmgiwi,la so~~~~.ize~~sio?ze, d i fe?*rlovie, il gi~nsto i falsi f i l i 9 ;i cluclli tutt,i (costituita una volta la l)roselitu clrtrse) non possono non trovarvi conveniente scile, ove altro iion fosse per la identit del C-ritcriomisuratore desumibile pi dal pericolo ineineiito nel lhtto e della sua potenzialit nociva che (1:11 ilannn ctl'cttivnincntc recato. Ugiialrriente dcve
riferirsi alla preseilte classe la zio1e)zza pubblica ; nella quale il carattere offensivo alla pubblica tmnquillit non tanto emerge da certo inaterialita del fatto o dei mezzi, ma dallo effetto stesso del commovimento di molti cittadini concomitante alla azioile ; o dallo impero che la forza privata volle esercitare sulla volonta dei pi, o sulle stesse autorit dello Stato ; come verrii chiarito fra poro. A ciascuno di questi titoli dobbiatiio dunque consacrare nel presente ordine di malefizi un separato capo di esposizione.
S. 3022.
Alcuni legislatori ricliiamarono ai delitti contro la pubblica tranquillit anche i fatti improbi di coloro che i romnni chiamavano dardnnarii (l)e clie poscia furono detti monopoMsti; mossi a ci0 dal pensiero che gli accaparramenti di vettovaglie erano spesso ( segnatamentc in occasione di caro nei viveri) cagione di moti c tumulti nel basso popolo. I principii della libert del comrnercio proclaiilati dagli economisti moderni hanno fatto dubitare della conTenienza e 1egittimifA di mantenere Da i delitti simili operazioni quando non siano dirette a fine di perduellione. Ad ogni modo la definizione di codeste figure e dci limiti della loro criminositn appartiene piuttosto alla economia politica che non al giure penale: e certo che quando tali fatti rimanessero fra i reati dovrebbe farsene una. classe speciale che avesse per obiettivo il pubblico conlmercio ; e non mai ricliiamarli alla sede presciitc. La eventualith di essere causa di popolari tutliulti puC, ~rodursida molti c molti fatti, corile il ftlrti, coli
hurseggio, lo esercizio (li un culto intollerato dal ~ ~ q ~ o gli ,oltrag~i culto, ed alt re consiitili : nia lu a1 questo i? un contiilgente tiltto esteriore al fatto, clic non si connette izC con le size condizionii ontalogiche nC? con lc sue conclizioui giuriclichc, e non sale per trovare come regola in quello I' obiettivo rlella pu1)Blica tiBanquillili4.
(I) L;i parola dl~rdn~znrii drzrivalci dal iiomc di Dardrin o cclclirc mago tlrll'anticliitb pilre rlie nclla sua origine si udopern~sea itlesignast! gli aiilori di snrtilegii : ma poi prrvolse nell'uso la cignificazione rlstrella a cdloro clie per privata speculazione accaparravano vettovaglie per vrildrrle ri pi caro prezzo i n danrio d ~ l l a pubblica prosprriili : I. 0, ff. de exlraord. critli. et t. 37, ff. Oc poenis, V o ss i o ely))bologico?z, ccrbo dardrx?~ari?cs. diritlo romano aveva Il provvisioni penali contro siffatia speculazion~( S l r u v i o synllsgina jziris ozercit. 45, png. 8'33 ) le rlnali si riassunsero cla Zen o n e nella Constit. unico de mo~&opolis, dove si conlt:mpl0 come deliltoiogni convenzione sIrelta fra un ceto di negoziatili per alzar^ i prezzi di una merce o d i una lavorazioiie ( D c c i a n o lrncf, crim. lib. 7, cap. (, T%. 1 -.- Tilock cottsilia vol. 1, coizs. 10, a. 835) e le medssin i C si riprodussero conlro i monopolisli per quasi tutta 1'Eurapa: CUl d e r o docisioncs Cnlhaloniue dscis. 65 Bu ys lt a s de crimi?ze fiugellalae aoznotln~- S i 1 i 11 g a Di$1 fiet.fulio de daidawrcriis, Gro~zPrzgn4741. Analoga fu la deliazione nella quale cridrlcro coloro che trovarono una offcsii alla piibhlica tranqaillilh nel fidilo [lei fornai i quali vendono pani di minor peso :C h r i s t i n c o Decisioacs Belgicae tol. 4, d ~ c i s .199,11.49 P a p o n i ;o Arr-est. Zib. 6, lit. 3, (Jrrest.7, I1 qual. fa t lo se pub qualclie rara v01ta essere occasione di siissurri e commozioni popolari, qricsla B Una acridr:n~riliti~ non connettarsi nb col finc di:li'ageatc ne ~ O A rla le ortlinsrir coiidiziaili aritolagicherlel faIto, ed e ~ r ~ n e a m e n l @
- 160 nn si assumerebbe come crirerio della c l a s e : R r u n n e tracilitu8 d e dardantlriis L e !s e r rnedilationes i?& palideclap specimen, 679 d ~ ? t u r ~ d i n i et tnoropoliia. E si ~ a dispiitb persino se fosse lr~rrlo31 prinripr (li cciricmlc;.k8 facolib di fare monopolii, o rscnzioric fin li^ r(41iiti~e pPnc distinguciido i casi di fgvorr! d a q u ~ l l icli 11uiihlicri iitilil4; $1e v i o dccisiaties Wisilrnrienses. pars 7 , deris. 6U7 Z i c g l e r de jure mrijestatis lib. l , cap. 47, p~i!/. 747. Uno scrillo singolare pubblicb il K r p q s i11!iloi3lo Pt.oblernn nn losephus fuerit Dnrdu~tarftrs. rodice Frariccsr~ art. 176) Nel I cerli modi di cornrnercio si rnantilrintlro inlrrdclli in ragioric clell'unizio a d alcuni puhbiiri ulliriali: l31 a 11 c1i e lroisidwa k6ude pag. 677. Dalla orazione d i L y s i a s (adcer sw fi'umetilariou C. 3, 0, I Y ) rilevasi con qiianin sevcrilh si ptlnisscro in Grecia i monopolii d ~ gi~ n e r cli prima ut~ct~ssit8, i e come si giurigesse p ~ r ~ i r i3o colpirli di morto nei pu11hlici urliciali clie vi avessero pariccipato. Giovi notare che qursto realo dei pubhlici ufficin\i non avrttbhc forsa \ a sua conyraa sede nei dcliiii cclniro 1ii piibbliclri :irnn~inislrazimrit~, perchi: veramente non in qutlsts il loro prorriinente ogacttivo banclib v' intervenga come rnezzo lo abuso dttlla publjlira auloritb: b evidente cl-ie qiisnrlo tal tnezzo v'inittrv~tigti mso non B che un accidens, comprenclcndosi iicilmcrilc che un prefetto per prender parle ad iin accnparramento d i grani non ha niente bisogno (li valerqi tlell'uflicio suo p pub condurlo a terrriinc senza ricscnn aiiito drlln sua polca slh pubblica o coi soli mtlzzi (lei suoi capilali privati. CQsicc10 I'llficio non pu tlartt al rc;iLo la indole giuriilicn clie per altro oggettivo non abbia; e sollanlo priilr rirntliitLrc tra gli abusi di irflcio quando piaccia intclrtlire ai pull. blici funzionari ciO che non O iritttrdeita ai privali; nella V a i c ipotesi 10 uficio non B una aggrfiuuntc., ma uilii cos l i l t ~ ~ de\e malefizio. Sulla qucslione rconomira elio poi ~l rcfiuisce nella punibililh o non pnnibifit3 d i simili fatli puj vedersi C Q u e! i n diclionnaire de rkcai:olnia polili~irl: col. 4, mal moriopok.
Ugualniente avvi un'altra figura eriminosa il riconoscimento della quale non dil~cncle clai principii del giure punitivo, ma dalle regole prevalenti nella economia politica : ed cosi detto ostacolo alla liberta degli incanti. Notisi bene che la Gsonomia cti questa figura non si deteriniila dalla ipotesi di violenze o minacce esercitate contro coloro clie bramerebhero farsi ohlatori ad un incanto e che se ne vogliono respingere per via di timore. L'obieltivo di siffatta ipotesi e nitido e pi'onuncitltissimo, n&pu elevarsi clubbio sulla crirninosita clel fatto. Tale obiettivo ii la ZiUe~ta. Liberti pubblica se la incussione del timore si procacci col mezzo di pubbliccc z3ioletzm; ed ecco spontaneo il titolo sotto il quale iii tal caso ricade il fatto : libertd privata se per incutere quel timore zion si fece uso di turba od altri mezzi costitutonti violenza pubblica; ed ecco il titolo di riolefzza plez'r;nla che provvede in' questo secondo caso. Ovuiique si i: aggredita l1 liberti di un cithdiilo per farla serva nlerck viulenza ai nostri sroleri, il gime punitivo non pu abdicare la sua sigt~oriaper riguardo a dottsiiie ecoliomiclie, e deve con la pena tutelare il diritto. Ma in tutto queste ipotesi il filze speci:lle dello agente! non porta mutazione clel titolo definito dal niczzo della violenza. La figura iljiicla clella riu:~lc ora favello, e che corre sotto il iioitto di oslucoli alla lih e ~ t t dcgZ'illca~zti, i presuppone nl contrario l'assenza di ogni modo violento : essa i.;.ip~,rc!sentainvece un ficcnrtio sponlnilco fra piii liersoiic clic si apprcss:Lno VOL. VI. 11
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arl u ~ incaritu, iii virt del quale rsccoi'du una sol3 i di Ioro si preseutn come oblatorc e le altre sc ne astengono p c ~ togliere in tal guisa il rincaro che deriverebbe dnlia concorrenza. Questi accordi sono frequentissimi in appalti di puW.tliche ililprese : ma avvcngonc~eziaxtclio ad occasione (1' incmnti di SOstanze private. Essi si stringono con fi~rniediverse: ora uno degli ol~latori cih agli altri una soilme pcrclib si ~itixino ora si stipuB tra loro una S ~ J ; cieIA riella specitlazionc ; ora si palliri~ceili diviclorsi scco~ido il 1-eslicttivo bisugrio e clesi('lei.iu lo cose aggiudicato. Tuttc qrieste firme si consiilurn110 come uguslrnenlt? ciliii~inuse da rlciellc Iegislnzicriii (codice Fl'sriccsu art. 412, codice Ynrdo articolo 402 e s e g . ) cllu ~i trovano eleii~erito ~iolitica di irnputnlilitti. 111 Toscana per6 noil iin iilni pi'cbso radice siRt~ttopensiero, e In liberti dr:l coriln~ercio. caoine 1 S intenlllc tra w:oi z.eprigiln a che si trovi 3 ' lin delitto in urla coxireilziorie s ~ c \ ~ l ' cii ogni viua Icnzn e (li ogiii froclc!, inediti~ltela qurtle ciascliliiJ cerca uncstari~entei1 ~rrojrioiiikcrc!%5c. l? iiul~ossibile trovarc :t siiiiili piatti l' obiettivo di uii ilil3itto rlic possa dirsi I c ~ o per effetto dci 1nc:~le~iilli. Si8 prrrc che il venilitore ~~cilgn, parrlcrs i f'rutti del n caluru clcil' :isl:t per la c+:ss:lts coiicoritc!riz:L 3 Iiia (lucstti, crn uii:t ~21e)~~i,%sn dil*ilto, pttrclli.; non un nessuno puO vatiinre dr*iitlo ft dio iu liti l)rcsenti c'onio olslatore all' incanto PIIO : I ~ O L I ~ C io t r o ~ ' ~ ~ se h lilia c~nvonicnzna jijgli:~recoil;i, jiyc: eicui.r? 1 1 ~ 1 ' astmei'tkli dit quella Jpcculnzionc noli $0 ~ o , h ~ e pusSa ns5crir~iche io nii rcn~lodeljrirluentc e violo i! diritto altrili. Ncrn frode ! ~11 p;ltto rhc si ditjril:t ScilZX i1ig:itini : ogniinn i ]ilJcr=o(lj ~nmprnrc' i
o non coiulrare ; c se noil k i.etto asteiiersi per inera benevoleiiza dallo acquistare rin fondo che si conosce desiderato da un amico (cosa cile suo1 farsi da ogni galantuomo che voglia mantenere i rapporti di buona vicinanza) non puG clnvvcro divenire clelitto lo astenersi cla ci per la veduta di premio o di un utile clie ci ~ i e i i e vulontai.i,~n~entc proferto. Non B difficiIe trovare la genesi di questo delitto francese ; essa risiede ilella fiscslith e nello interesse finanziario, come rnolte altre cznaloghe disposizioni delle antiche ordinaiize. Il giure penale stato a vicenda servo di tutte le passioni ed a tutte strumento : servo dello spirito di partito ; servo del bigottismo ; servo della paura dei tiranni ;servo dell' avarizia dei governi : n ancora si purga dalle vecchie ruggini. Interessava alla fii~anza le forche niture si ottenessero a basso prezzo; e che a tal fine si eccitasse la concorrenza clegii speculatori: e si crea senza scrupolo un titolo (li delitto in una convenzione onestissiina. Piii singolare il nome che con x7era ipocrisia si dicdo a questo reato quando si disse ostacolo alla libet-lu inentro invece col crearlo osteggia17asi 1 libcrtS. dei cittadirii. Mes no ~ierisorio,rna ugualnicntt! falso fu il trovarvi un ranto contro la piibblica tranquillitk. l l n inutile disputare sulla classe e sul nome rjunndo non si riconosce la csistnnza d ~ ileliftn. l
Coloro a i quali piacque ravvisare un vero delitto anche nel vagabondaggio (1) rcfbrirono quel titolo alla presento categoria: e vcraii,entt: se qucsto f i s -
se un dclilto piuttostochi? una semplice t~.a:;gressione non potrebbe incontrare altro obiettivo diverso dalla pul~blicatranquillit; avvegnacli sia difficile affermare che il vagabondo offenda i diritti di alcuno, tranne per quel sospetto in cui pone i cittadini e la polizia per lo errante suo sistema di vita. I1 vagabondo in senso volgare quello che gira qua e Ih sfaccendato senza darsi cuiaa di nulla: il vagabondo in senso giuridico (2) & quello che non ha clomicilio fisso, o che (in senso canonico) non ascritto a nessuna parrocchia. I1 vagabondo nel primo senso dS sospetto ai cittadini. Il vag:~bondo nel secondo senso reca impaccio alla polizia che per il suo vagare piU difficilmente lo vigila e lo rintraccia al bisogno. Rla in nessuno dei due aspetti pu ravvisarsi in lui n& un pericolo effettivo attuale n& una lesione dei diritti altrui; nt' pu sempre incontrarsi dolo o nequizia nel suo contegno. Laonde io persisto (3) a ritenere che la cura dei vagabondi debba liserbarsi al magistero di buon governo; che pos; sano dirsi colpevoli di trasgressione e nulla pi~ e che come il fatto loro non eccita altro che un' a$-. prensionc cos la coercizione dei meilesimi rimanga entro i puri limiti della prc?;e~tzio~ae.
(1) Sul vag;~l~ond:~ggio cnnsidcrsto sotfo il punlo (li visin dclln sila piinizioncl c, rcpressionc! sono a V P I I R ~ C ~ gli fr3 an ticlii C r c\ l l disserlntiones fasc. 8, pag. 1407, dissertnlio 73, de olii poena, e1 dc jwrc m , l g i ~ l ~ * u i i92t s 110rnilte-q ~ oliosos - Rru m m or optlsrula pcrg. 457 - T11 o m ns i u s tlisserlationes vol. 1, diusert. I, ptrg. $5 - C a l ci ero der i s i o n e ~ (.'atirclioniae decia. EX; i , fra i modcrlli i\ codicc Fraiiccse art. 260, P SU ~ u I ' sM! 1~ n 11 1, qunlriEn&cetwde n
png. 335 a 3% - N o m b e r p de bi r r ~ ~ i r s s i odnq ctrga[ bondage Paiis 1864: del clual libro solio a vedersi le criticl~eche si leggono n c ~ l iAnttali dell' Accudemia d ToZosa uol. 16, yag. 499 - M o r i n j o u n ~ u l dtr droit crii~ai~zel 8283. ur'l.
(2) La nozione rlei vagabondi varib nel linguaggio [lei pratici. Alcuni li vovarono negli erroues ~zocturtzi,:L a ngl e o sentestrium lib. 8, cap. 18, pczg %&.In quanto agli effetti canonici del vagabondaggio pub vedersi S a n c h e z de: t~ialrimotzio 1iB. 3, dispztt. 25 et sepq. - ;M:e n o c h i o d~ arbitrariis cas. 4.69. Nelle materie feudali si disse vagabondo chi non prestava vassallaggio a nessun signore: Glos. lib. 4, 5. praetor f l de davano infccto. Nelle militari si disse vagante il soldato disertore l. descrtores $. 1, ft?. de re milit. Xla bene si comprendc che nel presente lavoro noi niente ci occupiamo dei reali militari, i quali Iianno criteri econdizioni essenzialmente distinte dalle norme del giure penale comune, e spesso aherranti dallc regole cardinali di questo; sebl-jcne molti penalisti ne abbiano fatto occasione di osservazioni e di studi ora accidentali ed ora speciali: A n g e l o dt! delictis cup. 38 P l a t n e r Quaesliones pag. 378 - P r, l d e clenzegzta juris pag. 1018 - B u r 6'e r s Obscrvationzcm juridico-politico-milituriumccnturiae pualzlor - Archivss de droit vol. 1, png. 199, et 303; et col. 2, pny. I T r e b u t i e n Cozws de droit crinzinst t ~ l i, png. 78; ove esattamente nola la direrenza che passa . e fra i delitti z~~ilitari, i delitti dei ,rnililari, ecl esamina ancora la eccezioniilitb delle leggi penali marittime, discutendo la grave questione relativa alla marina mercantile. Del resto in quanto al vagaboi~dnggionel senso del giure comune pi f~~~gucnlernente gtiardossi questa nozione per il fine della comPetetwu attribuita conlro costoro a lutti i giudici: ed a tal fine si dissero tali coloro che sebbene avessero un domicilio (li origine, pure in fatto ~ i ' i ' e v ~ n o senza domicilio fisso: f , l i r i s t i ri e o ad leg. Municpat. ,911~1~chli1~. O, art. l i tit. i2 -- e g l l e r ~dori$. 3 - C o n c i o 1 0 ad Slnluluvr P
Eugtlbii 1i6. h. m b . 67; e! Eib. 5 , rrrb. 41 C a t'p z o v i ( t iti p-axis rl-im, qunest. 55, n. 58 P i g n n t i u s iw Sllrfrrlitm Ferratioe lib. 9,rarir. 2, n. 15 Covarruvio prnclicn rnp. 1 1, n. 7, et I O - S Q l o r z a n o de jure Int f i a r i ~ i m 2 , cop. h, *v?,. iP9. Ma i g ,oenrrti\e i vfcc'i'ii Stalib. tiili i jir'alirli runiuuilro rietla i-iozione del vaga1)011~laggio d i i e ptlnsieri ehc serio 4isiiniis~irni.L' urto 6 c1u~4loodierno rlie gtir~riiliil v;?piiironrl:ipgio coino fiilto di per ad slnwlg c Iier 13 sola circostanza ili rion avere slabilo domicilio or1 indtlairi:~; ed i! (lui dove sorge i1 dubbio sc Lrallisi di vero clt3lillu o d i 1rnsgt.d~siotlc. L'altra nozione o forma pi rpcsso ccini~mplulndagli anliclii solto qucslo nome come fallo puiiibi!c i! qiiclla cloi ciurm:ilori, ct~rrctani,s:iltimbanrlii, e sirnilc gpnlr; Ic quali al\' clpposlo non carlono opgidi colto le tlispocizioni conlro i v:ig:thondi p~rcliC: hanno uri'artc osten. sibilti: comc ~ t l ~ m r n(lialoro siissisirnza. Se b ~ o o i alldcnirn si sliiditino i vec.ct,i Clatuti trovnsi chc! piii sp~sso titolo col (li vagiibontli si punivano cosloro, rneiitro per la ~ c i c n z s ndieriia meglin si adilil.? tipi congrui rasi contro i m~desimi il lilolo di ftodc o d i csrrcizio di arii v i e t g t ~ . (3) Vcdtisi qu:inio gerissi su ~ i nel m i o Ttrzo foglio d i b nvoro sul prUg13[10 di n410~0codice penale italintha (OpuN. rol. 2, uop. X V I I ) ad occaqinne rlrgli ariicoli 203 e sPgg.
('XFJrFc)1,Ii XI.
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1) 1 1~ l) 1 i 1
1,n 1i:trala ciolcnaa esprime il. concetto di una fijrzs qunliinque che supcri c vinca, o rtlrriono venga n lotta con altra forza elle le refiista. JJa vioZe?zd :n (ri:: dci 1:ifiili l diviilesi in &vf,za, e tlmnriu. 1.H dii.iiirr si i~:ililir'c~~~:tit:~ i i i ~ ~ ~c.jic l,! forze ficlnllr) cl~u
siche rlt.iltt n.l:ifnra esercilano sy1i.n iiil i~gg~tl,o (plrrnq~ie.La violenza unialin diviill?ci in violenza (li nentici e violenza di cittadi~zi. priin:~richiama La il pub!~lii:ista alle teorie clcllo j l r s belli: il civilista a regolarne le conseguenze economiche ; il crimiimlista non se ne occupa se non in qu:tilfo la partecipazione di yualdie citiadilio a?ln rnede~iiilapossa renderlo perduelle.
La violenza umana (detta dili 12on1ani ?:is nz(~jj'nv per diflerenziarla dalla sis divilzcc) dividesi in giusta ed ilzgizlstn. 6 violcnza giusta quella clie legittimamente si esercita per rcspiirgere una violenza ingiusta: o il broccnrclo a i n ~ ~*ej~~.llc?*e previ licel suppone appunto cluesto antagonisnio ddla ingiustiaia della aggressione che f t ~iitiscero la giustizia della repulsa. S. 3027.
Ln violenza ingiirsta pui, csscrs a j~ricnfcc pz!bo 62ica. La vi.9 j?i*%al-cka costituisce tzn titolo specialo di reato che trovainmo (S. 1562 a S. 1572) nella classe dei delil ti contro la lihcl*di~ l~e~*.co~zale. La -vi.? t~rihblica riconosciuta come titolo speciale (li un tjelitto cailtro 1% pu1)l)lica tranrjuillilfi.
I frammenti dcl diritto romano preseiitano una immensa confusicine e fluttttitliza circa il criterio qlisr,riminati.r.n clalla ?;is prhbkiccc cldla ptliz!crtff.
clopo gli inutili sforzi dei dotti per contlurre aII' unisono coteste flnttuanze, si @ dovuto concluclerc che ilel giure romxfio non pussibile trovare la linee con cui costruire In esatta nozione della ~ i o I c . 1 ~ f t pubblica come s'intelldcvn (la quei giureconsulti, e che i ~clativifr'nminenti rccando impaccio e non luce (1) suli'argomcnto, b forza attingere coteste nozioni :ti principii raaiondi della scioiiz,z pende.
(1) BIBL~OGR,~PIAalcl o in I. 1, C. de ~zrttlic.in 1. 1 B in F I ~ princ. ff. ad lrg. JIIE,dt! vi pubi.; in. l. in Bis f l . quod melus cailsa; iik I . 4, eotlein; in I . si qui$ i i ~lantum C. tmde tii - A n g c l o [le d e l i r l i ~rqn. 10 ad 15, et i07 A y r p r d$ llllllliludin~ scdiliosn jlct is belli eaperde: in ejirs opuscirln minorn, dissert. 9 B o c t>ro dispzllntios e s col. 1, clris. 4, dis11~1.13 IJoc w disser'talio de pr~sreptil;jal-is rolnnlii circa crirnen ris A r ir m u c u s dispitt. 25, tkes. D G r o n asserlionos paradoxcae dc ci J li o n disssrlnlio rlu CE qztizfelius ct'imen vis romnnortttji iodierlla j u e sit recipiend~nn, Regiinonle 1853 W a c c ti t e r crin~en vis; i ~ e g l iopttscoli del Mori col. i , pflg, 413.
1 criterio costitutiuo della uioleqzan come titolv cli 1 reato di por sb st:lntc, sta nella offesa all:~l i l r ~ ? ~ t l b perso?zale. Di qui In regola per discernere in violclzza privata dalla pubblica, secondoc.ib si B offesa la liliorti pevsonaie di .il?& solo o di pochi tielerininaii cittadini: opliu~osi & offesa la libert di un nzrmcro indclt>rnzi)into (li cittadini, o in loro stessi o rrei loro rnlqirescntliiit i.
Pub dunque aversi la liiole~zza puOhlica o in ragione del fine, o in ragione dei ~ n e z ~ i . In ragione del fiize, quando i facinorosi abbiano agito per coartare la libert cli una pubblica autorit (1) costringendola ct fare qualche cosa nello esercizio clello ufIicio suo a modo loro mercB In incussioiie cli un timore. In ragione dei nzezzi, quando sebbene i facinorosi si proponessero come fine In, lesione del cliritto di un privato, pui8e si sono valsi di mezzi che hanno agito su molti coartando la libert di un iiumero inclefinito di popolo ; per esenlpio, procedendo con turba armata.
( I ) ln ordine a1 concetto di riconosccre violenza pubblica iri una violenza esercitata sopra una pubblica autoriti per costringerla ti fare o non fare sono concordi il codice Bavaro i1~11813 all' art. 318: il Napoletano all'art. 173; il Portogllese ali'a'rt. 187; il vcccliio codice Piemontese all'art. 223; il Prassiano al S. 90.110 gi8 notato di sopra la linea clie srpara questa forma d i violenza publ~licadal reato d resislenza. Qn vi i: di piii la coazio,&e n fure esercitala sul pubblico uficialc: vi I: la subiezione della personalith piibblica alla forza privata. in cib B tutla la differenza.
I'cichb pero si abbia il titolo di violenza pubblica come delitto p?*oplio, bisogna clie non siavi accesso cleljiizc sui mezzi. S e il fine era diretto ad aggredire C rovesciare il Governo o mutarne In forma
zicin:! (!ci ~iial!ii?zi1i:'~11:1 1xsci:lrc~rliiasi il1 dii11~11ticxcz:l (2) quei d::o titi~li cd a considerarli coriie f;~riuc ile:ls zio2ejr:r~ pvbWirn non merite~oli(li studio spec-iaIe rie di sc~:trztt~ nozione.
(I) R en a z z i, il quale (Ebtilenln jttris criminnlis lib. 4. para 3, cap. 2, g. 4 ) csalilimcnte dclini la sedizione ed il lzcirr~~llo, nrttamrnle rivcla la transizione dalla vecchia scuola tuttora incerta fra i \ criterio soggellivo ed oggettivo, e la scuola moderna Italiana i n t c r a m ~ n l e coordinata al criierict oggeltivo nel definire l? nozioni dci malefizi. R e ri a z z i conlinub a collocare la sedizione ed il tiimulto fra i reali pnlici direlli, ed a noverarli tra le forme [li perducllione. Ma siille orme di D c c i a n o Trnclalus crinzinalis lib. 7, rap. 19, n. 7 ) avvcrii che la pena clella pcrdiiellione dovcsva irrogarsi sollanlo ai promotori o capi della seclizione c del lumullo, i rlnali avessero provocalo l' una o I' altro, o ne awssero profiliate, pPr dirigere i1 popolo commosso ad aggredire 1' autorith e ienlare un mulamento di governo: ma soslprine non polersi punire come perduelli quei ciltadini clic $i erano mossi o per odia conlro i privali o pcr subitiinco liniore senza volere n calcolarr che i mcti loro fossero prr divenire stromento di ostililB contro il Governo. Fatto rluosio primo passo ctie giustizia richiedeva vi volcva poco a comprendere cho la mancnnza d i onitno ostile al Governo nella moliilixdine agilala non cra g i i una circostanza dirtilitlzrcnre che infliiisse soltanlo siilla pcnalili, ma era una circostanza checscliidcva in radice il criterio essenziale della pcrduellion~.Dal clie n(: conseguiva per dirilta via che se la sedizione od il tumulto avevano per loro scopo la mutazione del Governo, erano perduellioni vere e proprie, e non piU semplici sedizioni o srrnplici tumulti; mentre invece se r i m a n e h o tali non erano piu perduelliorrai neppure per affinila, pcrchb dclla perduellione mancava loro il criterio Qardinalc, cioli il fine di attaccare il Governo. Dal che do-
venirne per consegrienza logira, c h 13 s ~ d i z i o n e il ~ ed twmullo si cancel1,issero ilalla classr d r i rilali politici c1irrIli t: venissero a trovar selle nei delilli coritro la pubblic;~tranquillit3. come forme di puLLilica VIOIPIIS~.N2 a queslo cislema faceva difflcoll il caso complcs;~contilmpltiln da D e c i a n o e da R e n a z z i, quello cioi! d i una pura sedizione o d i u n p r o tumulto nel quale la moltitudine d~>;li agerili non ha alcuna mira ostile.al governo, e deilo inlrrvenlo malizioso di c ~ p che tentano sfrutkire quclla commozione a i loro fini i ostili al governo. Questa dillco\l$ pud apparir grave a cili si lasci dominare dallo erralo principio della individuit del iitolo nella definizione pratica dei reali. 1 3 noi teniamo pcr fwmo (ed a parecchia occasioni lo abbiamo ripctuto) clir! il concclto dell;i indiriduit del titolo sia falso in radice c pernicioso e non accettabile in ogni sua pratica applicazione; e che la giutlzia penale voglia invece essere coutaiitemente amministrala ( s e vuolsi che sia giustizia) sotto l' oppoclo principio della individttalil del dolo. Nicntc deve irnpacciarsi il penalisla chiamato ad applicare ad ogni giudicabile il titolo di realo che a quello 6 dovuto, niente deve impacciarsi se malerialmenle d u e o dieci o venti individui concorsero ad una stassa azione ed efficaccm~ntevi cooperarono. Cib rion obbliga la sua dottrina e la sua coscienza al debito di applicare a tutti ccl a ciascuno di quei concorrenli nel falto un idejtlico ed unir0 titolo di realo. Il delilto noli e un eftbe di fatto, ma w z enle giuridico dcfinilo dalla sua oggettivil& speciale; e !a oggeltivil:~ del\' enle giuridico non e o non pud essere che nel diritto aggredito. Laonde quando un fatto materiale d i vila a diversi reati sec ~ n d che diverso il fine di chi l o esegui o vi parlecipb, B o assurdo pretendere che dove fosse distinto e difforme il fine dei diversi partecipi al fatto debba per la sognata indivi. duila del titolo applicarsi a tutti u n titolo idcnLic,o; c cosi con iniqui12 manifesta applicare un liiolo di reato clic lia PPr estremo un determinato firie anche a coloro clle vi coopc. rarono, ma non Con quel linc?. Sr il fine clri parlccipi era
nolo ai crinipnrtccilti r:3+.e c ~ i d r ~ n r c l n il ~ n l ~ ~ ~ concors:,
irrlvn
z i o n ~ unito rii eonroi*sc~ n ~ i o n c o r t i i u i s c ~ ctin~pli('ho di c 1~ c i l i SItt I~I.I~IIIIO agisco 11"s iin 9nc mio proprio cr ( l i v i t ~ r o io 4:iI firir del mici compn;!io. ril , i f f ~ l t oignoro eli. il mio comyngrio ;~kit~ia 5iKai;diio Lliie, il titolo di rentii rcslitirilo di) q i t ~ l firia non piiO oLirltrirsi a olo n'* coine n i ~ t o r rrii. comc complice. Sr! ri unimmo in due atl ucr:irlrrt? il coini.int rirmicn, I insirhme lo uccid~iiinia, ! ma io agivn per colo livore e11il mio cornpsgrin agiva (alla insnpiilii mia) rinrii:: pfir il Tine di dcriibare lo rslirilo, r, rlifriilo lo ifcrubb; snr5 ben giusto ctir D colui si oliirlti il tiluIo di Irrlro~ii~io, r;.ari IiarGarun ramcrtle iniquo applicoslo a mtb;il\' ombra clella formula @PI>~tigiosaed a~itiqiiirilliraclelln indisidrriLh~d1~1 tiluto. Casi coloro clie ilircss~ro se11izi:)ric; 011il ti~miilloal finr il1 pPrrli~~!lo Iionr saranno responsrihili (li prrtluclllicsne vcsa P prnprio; ma i scrlieiosi ed i ti~niilltuanliCIIF! non avrf'nno in luro lo stesgo i l n ~ noi conosc~v31~0 altri dovranno cliiamarai o nrgli u renrlrr conto di una viriletlza ptbbblica e ricm di uiia prrducltinrio attcriuata. (21 C a s r n i g n ~ ~ i c l e r n c n tS. 722 e1 7% a Puc;cion i samio p q . 373 C iu li a n i istituzioni di diritto crirnl,tlrlc 2101. 3 pug, !2i V a n L a rns W r cr d e de sed i l i ~ cac? lun~ullrs,sei1zbnd?rt)l priizcipin jrtria rollzani -- ~ ~ C I a s c n in C C . C. png.2BOi .- V o l kjm a n n de sedictio. lie O p it i u s ds l e ~ m u l tac ~sedictiulie. ~
Il criterio iiiisurntore dellrt qun,ztitu in rl;icstri (Iclitlo dipciidc ilaUa coinbinatw vaIutazione - 1." dalla maggiore o minore rnnlvagit8 del f i ~ e- 2." dell:~ maggioro n minore i n y o n ~ ~ z [lei nzcssi - 3." delzu 1 iilnggio~ec minore gravith dei ?-isullati. 2
Priaia di chiudcre qricstci c:tpitoIo deve hrsi per6 cbc secondo i uun osservazionc iiizportnnte; ecl criterii che costituiscoizo la cis pttblicn nelfa scie.nza odierna si hanno delle configurazioni di fritto che sono costantemente delittuoso e cht? fanno sorgere il presente titolo sotto cjuxlsisia forma ili governo ; xiia vi sono altre configurazioni di fittto le quali noverate tra le violenze publ~lirliee come tali punito da tutti i cadici dei gu~lerniassoluti, pil nun sono tali rii! p o s s o i ~ esscm coine tali punite dai codici ~ penali cli quelle genti chc si reggono coli libare istituzioni, siailo desse moiiai*chico cnstituzionali o repub1)licnne. I,a condizioxle di costante criminositj pub dirsi in geiierc che peiBtcngan quci fatti (li violenza piibl)licn. clic t~aggnnolo elcrnciit,o lora dal f i t t e degli agenti; e puo dirsi clrc, ltt condizione di variabiliti sia propria lli quelle ~~iulerize pubf')li~~lie che soltanto dai niezzi trnggorio la loro criniinosit~i. .Snie,ahiamoci con esempi.
Non pud esservi governo per quanto libero e largo riellc sue istituzioni che tolleri una violenza qualo assunia il carattere (li pubblica iii ragione (le1 Ane. Quando la, turba si r q u n 0 ed agi per meglio consumare un' aggressione agli altrui diritti; quando tji ragun ed agi per incuter timore aa un Prefetto, ad un Magistrato od ailro pubi~licoutllciale, cc1 imprgli malgrado il voler suo 0 rn:dgndo il yo1ci.i:
dcl1a Ieggc rin decreto od una operazione qualunque, non puO esservi goveriio che senza cadere ncll'anarchia possa tollerare o dichiarare non punibili simili atti. g. 3036.
hln cluantlo il fine degli agenti non 6 crimirioso ecl i ~ut?,nzi loro stessi guardati non presentano in criniinositk se non sotto il punto di vista tlella vioionza pubblica, le nozioni di questo reato conle furono dettate dalle vecchie scuole e sanzio11:ite dai codici dei governi dispotici vengono in lotta coi caidini delle lil~ereistituzioni e debbono essere modificutc. Tutti i governi cosi detti liberi riconoscotto nelle loro istituzioni fondarrientnli oltre la libert di staiiipa, la lil~erta associarlone e la 1il)ertA di pedi tizione nel popolo. Ora questi due diritti si rendere11bei.o effimeri se si mantenessero i divieti e le sarizioni dei vecchi codici in tutto il rigore della loro lettera. S. 3037. Le cosi dette dirnostipazioni pacipchc, e le cosi dette 11eCisio~z.i tuiiiuItuar.ie formarono spi!ciale argomento anche a i di nostri ( e k r s e pi ai di nostri clie ai teiiipi antichi ) o di appositi ordinairieni i punitivi o tli speciali articoli dei codici penali. I1 codico Toscano, a nloclo di eseinpjo (quale tuttavia si conserva fra noi) a1l'ai.t. 14.4 prevede la violenza ~ubL1ic.ncostituita clal filze ili cosiringere ad atti coiiiiai.ii n1 riroprio volere irna pul~1ilic.a autorit; e qui iiicetc 1,sr fi:riiio pui, dirsi modificato per il l'i0~1i~o t iito tbiitlniiicntnlc, corilc noi) 1)u dirsi sesta
- 176 vera la pena col5 minacciata ilal carcere nei casi ordinarii e della casa di forza nel concorso di gravi qualifiche. Niente pure pub esservi di coiltraclittorio ai novelli principii politici nell'art. 201 (1) di quel codice: e quanto alla coalizione cli operai prevista ai successivi art. 202 e 203 gi dicemmo (S. 1608 zr S. 1629) il nostro pensiero.
I? cos conce- Sono puniti con la carcere d a sei r~aesi a tre anni coloro che i n ' t r e o pitb persolte quntto aiolenza, ad oggetto; a) d i restringere od impedire in qtcalznzq?te maniera la libert deli' b d u s t r i a o del conarnercio; O b ) d'invadere o d i occupare luoghi o edifiz che notb sieno d i trso pubblico, o che sieno d i uso pubblico cont~overso,o sogyelto ts condizione; o C ) di rirnzcovcre 0 d i alterare confini lagnlriaettte slilbiliti; o d ) d i sfogare odi, o esercitar vendette. Nientc 110 da osservare contro il collocamento dei primi tre casi nci reali sociali, ni: contro la denominazione di violenza pubblica attribuita l o r o dal codice Toscano: perchi: nel caso d i lcttera a il fine dei tre agenti aggredisce evidentemente u n diril to univervalc; r: nei casi di leltera 6. e C vi per iniplicifo il concetto d i esercilare pPr au10ritCl privata e melliante violenza u n allo che crcilcsi di giustizia. Cosirclii: qusnlunqut? possa essere prohlemalico se il concorso di Ire personr ad un atto dcliltuoso 1)risti di per se solo a costituire Iti pii1,blica violenza, i n quei tre casi il dubbio relativo a i naezzi si elimina pcr la considerazione del IQtse. M3 il quarto caso rIei~rit10sotto l ~ t t ~ l r a d ha sempre ingenerato grandi esitazioni ncll\>animo niio, pcrcllbil precelto viene dettato con formi11:i COS) larga da colpire aiictic I' opera di Ire pcrsorie cile in niente f p r i ~ c aun (liriLl0 thnit~~rsflle. per una siihilonca concitnzionc insorga Se rissa liclla quale tre individui da una parle e tre indivi(lui dal\' :lllra vengano a' pugni per violrnzc reciproche
(1) L art. 901 del codice penale Toscano '
polri egli dirsi che nell' assenza di ogni premeditazione Luiti quei sei sono colpevoli di violenza pubblica e non di semplici lesioni leggere improvvise, per la sola ragione ctie erano i n tre per eiaccutia parle e clir 1' urla e I'ollra parte nutriva respellivamenteiin odio inveleraln che volevasi in qucll' occasione sfogare? La l ~ l i e r a art. 201 si presta ad aptlell' plicare il lilolo di violenza pixbblics e quella penalilh alla ipolcsi clie io qui suppongo. Ma vi i: egli realmente, una ragione politica per elevnr3e cosi la repressione? Evvi egli una ragione giuridica per trovare il titolo di violenm pubblica in un falto nel qualo cosi il fise come i mezzi noli feriscorio clie i diritli di privali ciltadini senza nessuna oggressione clirelta od indiretta della pubblica tranquillili? Pi propriamente si sarebbe potulo trovare nel numero di tre coridelinquenti una qualifica della violcnza privata : ma Far degenerare in violenza publ~licauna lesione pei+sonrili+ improvvisa iinicamenta per l'accidentalita che vi concorserotre inilividui e clie questi agiva00 per odio precedente m i sembra esorbitante. Sulla in1,erpetrazione data ilalla giuriCorte di sprudenza ali' art. 201 b a vedersi il dccrcto ( i ~ l l a (:assazione d i Pirenzcrif~rito negli Aniznli di Giurisprrtdenaa Tosccztaa, anno 1859, pnr9le 1, colon. e?.
E quanto pui ai casi previsti all'w~l.205 sotto il titolo di a?7as?~nsso i aviizi tutta Itr. questione si rid cliice a ilecidere se in citi (1) ilcbfMttrovarsi un verso dclilto o piiiltosto una I ~ l a s g ~ * c s s i o i ~ ~ cyuntido non consti do1 fiiz(3 diretto a prep:i.rare gli strrrmenti di moto sedizioso o dolltl csccuzionc di ana congiura. Certanzentc se h j*accotln di armi o la somrjlilice delccc;ioue ILsscro dslitti qui pure I-ipeta che la loro coiigrun sede swcjblio In, pscscli~tc.113 il cliil11)irr ( e gl'avissimo diiI.il:iio) sta nel docidci-e si: vcraVOI,. VI. 12
mente taIi fatti debbano avere il noine ed i1 crirattese di delitti o rimanere nella sferadelle seiiiylici tvasgressioni di polizia, coine a ine semhra piu vero. k un errore grossolano quello di guardare la trasgressione come un grado di delitto. Tanto varreblo il dire che il granturco B un grado del g?-crno, m i a iina specie degradata dcl genere grano. Sono pronunciatissimi ed essenziali i caratteri che distiiiguot~o la tsxasy~~essione delilto. Elcmento e riiisura dellt~ dal punibilita del fktto che vuol cliianinrsi dclitto i3! In psavitii il'irzteiazio~zc elemento e inisura della l~uiii: hiliti~della trasgressione k la gavit5 del nz~cio fatto. Criterio di quelli UQ danno per lo meno potenzialo od un pericolo col*so:criterio di questi In mera prcvisione (li un pericolo a p p e s o e rneraiiiente possibile. Ritenere o delnre le armi puO dcrivare da rttgionato timore e pcnsicro cli propria difcsa; pub dcrivnre da vapliezza cli alilatore; un numcro di fircili in una casa' puG essere ricliicsto dal vivere i11 rluelln sei uil otto giovani esercenti la caccia o per industria o per diporto, a ciascuno dei quali indispensabile tenere arcliibugi di diverso calibro; o piacere di far l~rovvistadi polvere pirica trovata biiona, e conhccntc ai bisogni loro. Insonima % positivo clie la. delazione e detenzione lli armi puO uvvenire spessissiriio per causa itznocelzte ed ofzesta e corisumarsi dai pi rispettabili cittadini. Se la quiete iklltt citth vuole che ci6 si proibisca e si punisca t~ncliecon pene corporali, facciasi pure. &In se intercssa die ci si faccia con efficacia reale e costante bisogna riconoscere nel fatto i caratteri di t13asgressio~le non quelli cli delitto. Altriinenti per e Ulla cnpricciosa t*enaciti ad una nornencl;tiurn, re-
- 17'3 pupiinnic :li prii~ciljiiilella scieilz;i si compromette :inche rlirtalln pubbliccr sicrzrezza, clie ostelitusi volere difesa. Infatti rion soltanto questione di nomc?questa cile io fkccio alla presente e ad altro occasioni coasimili: non si uuol capire che i: clucstione di sost~~ttzcc. Infatti se ad un atto che volete iinpedire ilttte il nome di trasgressione, voi avete reciso le tla (li uil'abile difesa, voi a ~ e t emesso (la batida le minoranti e le attenucznli generali ; voi avete interdetto al giudico ogni osseyuenza a quelle rcpugnanze che sorio fbrtissime rluatido a persona onorata e rispettabile si vuole imprimere In taccia di tialil~qzsethte: voi avete in una parola nssicuratn la punizione costante di quel fatto e sgominate tutta le speranze di eludere la pena. Ostinatevi nell'erroneo concetto che la trasgressione sia un y'ado del delitto c non una specie sostanzialniente diversa, ed d solito troverete che il vostro rigorisma finir col produrre effetti eontrarii ai desideri vostri. Io non faccio rjusstione rli pena p i i t o meno severa: Jio sustcnuto con ~ ~ l ; ~ u s o in faccia alla Corte S r r ~ c in& (li Cassazione (li Pirenzo che vi possono cssorc irasgrcssioiii puliitt: coi1 In casa di forza, c! iliinatlerc scm1)re trasgressioiii io rlico clriu la pena i? tin conli~igenteesteriore, il qudc iioii rnutn cli uu torno lo c.ondiziorii intrinseche ed essenziali rlci fi~tti.? doI, lilto quel f:itto che i ~ o i si l ~ u bpuliirc se i:on vi i Concorre il clolo o il danno eEcttiva congiunto aila co@a: sono It-ccsg~-ess.io)zi tutti quei fatti clie si possono e si debbotlo punire 1)er i'appretisiono di un pericolo scbF)clle non vi concorra nB dofo n!danno. I ~ r t ritonzioiia e ~lrrlnzioxlcrl'aniii p r ! ~xnr non s:ii8A )riai un iicliito.
(I) O v i J i o
(li islitrm
iib. 2, cerx 271) seri-sa
E1 bilt o. cl caulus prnecingilur eltst! ~ i d l o r : Illc sed inaidWs, kic sibi pottnt operrr,
f~ut~sto (iislico clie conlicnc una iniiubilola verith slorica confurta la opinione clit. 13 rittlnzionc e delazione d i armi non possa mai iso!atamente guardata elevarsi a dclilto, ma debba hrserie merarnentc una trasgression~,perchi: il fallo SOlato si comniclte dagli onrsli a fine Iegillirrlo di propria dfesa come dai disonesti a fine scrller~to;lo chc pori8 ad cliniinrirne la nozionr indistinta di delitto In qiiale repugnJ si anuet ta ad un fai10 che v u o l ~Psierr punilo nriclie ( p a r i ilo B csenle do ogni pravili. R ~ r r n l ~ m e n lil Frofesslir(: e E r i o S a l a nel litiro dollissimo da lui pul~biicatoa Torino nel i870 col titolo di Riiz?auovar~ianlo hnotti s1?6di giudei ridici a pag. 423, meritamrnle inveisce corilro 1' andii7to di cerli odierni Iegiclalori che si osliiiano a voler trovare un delillo nella detenzione e porlo ~li:llc armi, cfic (Iovrpbl)~. considerarsi come tina semplice Lrasgressio?te prrclit: il pih spcsso dcrivanrlo da mera impriidarren oil anche {la cause lecite rcpiigoa clie la Ipgg-e le imprima ntl arbitrio suo la presurieione dei dolo. Soltanto rlu3ndo si :tIibitl ragiorir: di nflermare che la clclazione o la rilenzione clrllr: armi siano fatle a fine malvagio risponder8 a giustizia ravvisarvi un deliito e come tale severamente punirlo. Consianilo (li un disegno aggressivo contro lo Stato il cosi detto arnransso d'armi polr8 senza rrpugiianza valutarci come principio (li cseciizione (li un nllcnlato polilico, poiclli! orniai i! riconosciulo dalla scienza doversi allargare la nozione del conato yunililr. nei delitti contra la sicurczzn interna eci cslernfi dello Stalo. Ma lo amatorc, il cacciatorr, 1' nn\iquario clrr: facciano raccolta di armi senza it nwnomo inicndin~ento nialvagio polrrtc dirli contravvenlriri a un rcgolnrnento di polizia ma nori mai deliriqt~erali, VcJasi C o c e c j o excrcilabiooles curioaae r-01. 2 em:cc, IO, 110~.18(j de nrarnT8 ilticiiia ,
P r i7 l i ~ r s p u ~ l 9 . - C o r t i a d a ~Itrisiu~ies 4, des ?'n/. cis. 926 S a n:f c l i c e deca'siotles Xct~po1iin)ine vol. l , deris $3; et rol. 9, decis. 256 - C a l cl e r o decisiones Cathrrloninc dccis. SO. Anche la Cosliluzione di Pio V del i 3 ft\bbraio 1573 intrsn a piinire scvcramenle le delazioni d i armi USG i tcrrnirii {li coatra~tuewzionc.La diffcrrnziale c h ~ ! scyiara le trasgressioni dai delitti L~rncl-iit taluno ( C o r n e da reforvtes pi~zales pag. 1 6 ) revocata in dubbio i! assoliiiamente vera perch: fondata sopra una differenziale costanlc dci respeltivi cardini cl'impulal~ilith: e guai alla giusliziu penale rli yucl popolo dove nel giudicare delle trasgressioni si portario i criteri e le regole dei delitti ; o peggio ancora, dove i delilli si giudicano col crilcrio cmpirico e con le rcgole delle contravvenzioni.Quanto poi sia ridicolo lo insistere a trovare un delitto nella delazione di armi, lo moslra la limitazione cl-ie in ordine a certe armi si fa riguardo a ccrle persone ocl a cerii permessi governalivi. Non 13 dessa amPna I'itlca della licenzn dalu d i consumare un delillo? E qui mi giace avvertire che mcrrlre lulle le, leggi in m:iteria d i armi minacciano come accessorio della condanna la confisca dell' armr, peraltro u n errore il dare a questa il nome d i pena. Essa 1: una misura preveritiva, ma non una verapetla.Echc tale non sia lo mostra il principiogeneralmente accolto dalla giurisprudenza ( Cassazione t) giugno 1866: li o r i n art. 8327) che la confisca dell' arme Iia luogo ancorclik 1' arme appartenga ad un terzo innocente anzichh 31 giu11icabilc.In lale caso non si spoglia il gi~dic~abilc alcun di diritto, ma si colpisce il ierzo innocento che viene privalo ilella sua pruprielh. Non pab ilunque dirsi pena pcrch sarcbhe aberranlc.
S. 30:30.
Ma nell'art. 206 c segueriti previde qucl coclicc colpi coli peiic! scverc comc vcilevniio i teri~pi le U.?'socZnuioni(lei ciitn rlini, C lc ragunate in 1~030
pufihlico (li pii1 di dieci persone tentlcnti a iiia1ii'f'~sturc i?& QUALUSQUE JIAIYIERA senlimelzti di disapp ~ o v c ~ ~ i odesideri o donznnde. Ora cotesti divieti nc~ non sono certamente disputabili fticEi& il modo di chiedere o di clisqq~ovnr.~!estrinsechi con grida si o lam mori, e niolto pih se con mostra d' armi e miilacce; come neppiire quando i1 fine del chiedere sin evidentemente ~~zaZtiagio, tenda a Iedorc $li o illtrui diritti. M quella forruiula in qualuilryue maa gliera, la quale evidentemente colpisce la presentazione di una supplica per qunto giusta e ragionevole, e In colpisce col carcere fino a due anili solo perch la pres@ntazione fu fatta da pii1 di dieci persoue qunntunclue inermi, qurintunque senza cl:~mori (3 minacce, rlnnnt~inqiic col contegno il pi oi~es%o e pacifico; e senza neppure distinguere se il codazzo dei petenti fu deliberatamente cotigrcgato, o se forrnossi per via per xriovinlento e risoluzions indi~iiluale; i> Iiarei* mio in diretta opposiziurie cc11 (liritto ili libera petizione o di libera associazione (l) guarentito agli italiani ilal nostro statuto ftmtlnrn@ritnlc.
(1) Quaiiio al vario niorlo di nlgolare o (li coinprimerc di proclamare la facoltlr. di asqociazione nci cilladini sue liordinainmenlc al\' art. 901 ( 1 ~ 1corlice Fr3ricsr~s~, vtdrrpub si snclie guntriPfie elude png. 438 e l' appendice 8 png. 406; e pcig. 325 a 33%. drlto recentemcntc Il 3 119 Ha
con grande verlih che il codice penale Francese all'art. 902
punisce falli leciti, ali' ari. 207 viela 1' atlempimenlo di Un (loucr~; all'ort, 103 a 107 comanda il tradimento, c 31l'art. 90 piinisct! il pi\nsiero. I n Francia suIt7argoinenlo delle riuniont publiliclic fu promulgali1 una niiova Irgge nel 1868 sulla ilu.dc\ L' I? vc~lt'l'si 1 0 r i 11 alt. 89\36] 1 prjncjpii di l i . 1
11rr3 a ~ ~ o c i a z i o n r possono mai pilrallrn nslilgciarr le non r~pressioni conlro l r associazioni vrivalr clic Iinnno prr Inro scopn non solo il roveseio dcll' ordine cosliluilo della cillii (ne1 qual caso si rntra ncli Lcrrnini della cospiriizione o congiura) ma anclie si11t3n10 13. consumaziotic: abilualrl (li rcali. Se 1'associazionri ha per fine un d ~ l i t t o deierminalo, svolga la socielas rrii~tinia non ~ s c dalle rrgolc g[~ric~r.ali clie c sulln complici~h.RIa ~[uantlo consocirizione si propone una scrii? lo inderinila di d ~ l i t l csFa forma una pcrmannn L aggressionr. i e contro In socichth civile ril uno stato an tigiurirlico c h ha il ~ suo ogqrllivo nel diritlo univclr-al<? piiblilica Lrariiliiilliih; 0113 (la1 ctiescaluriscc~ iiicensural~ilnicnk tilolo di vero dslitlo un rl~e apparlienr alla classe dri rcali sociali conlro la pubbli~ii Ii.;inquillit5. ~ c d ~cidi chc aniii:ipiii a 1 209&.Non ho tiss . segnalo qui iIn capo specinlc pr?rchk non ilbbisogna di granile rsame ni? offre serii problemi. niu riconosco In ecallczzn del crrllocamcnlo di rjixc.slo Lilolo Irti Ic violenze puhblictic~,Lo rlir! porta alla conccgilctrtzo clic! i fdulori r ricoveratori 3 b i iiiali (li qii~slc haride o cocielfi di farinnrosi cadono sollo lr, regole ilrlla complicitj. rispetto a siff'atio titolo. Vcdasi C a I(1 e r o d~cisio?zosCiltlbako~bin~ decis. 60 G i u r b a cowsili& ci.ii)ti~tolia cons. 2?j926, 27, 98. L\ codice penale Francpsc prcredc q11~st0 rralo 31I'arI. 90 (CUI (111ale 6 a vrclersi h1 o ri n nrl.8982) c i i corlicrl Sariloall' art. IG3.In ordine alle 3SSociazioni segreto n r l l ; ~vi~ocbiapratica i: a vrdersi A nR CI o do deliciis rttp. 33. E c C i u s de j~cdiciortsm IVch. ~nicori&in origine: r! siillc rcliilive disposizioni del codice hu'icspc V a n li o r n de nrt, 291, 999, 293, 294 rod i c i ~poe?tnlis. Leydew 1837. Sollo il punto rl vista storico cansociazionj (li privati ciltadini c.osl.iluitc senza autorizr! l a a La zazione govcrnativs riresentano Lc fasi; diverse COnsociazioiii cosliluilc 31 finc (li rotlrnrellerc delilli: e qursono c rlf>vonoP w r c piinite conic: renlo d i pvr sC slnnlc in ogni govrnio, a riisionc rlcl p~ricolo socialc chr ernergc. (131 solt) h l t o i1~11a lnro cos\iluzicinc. ijiicslri si corilrrnplnno n+'lh scicnzri 1% noi ~ o ~ ir~nlrmpijrancj ri sollo il nornr i11
.tociel criminosri o di crssocia%ionedi nlalfallori: i?tluan. d o una mano dei consociali siaci gii mossa con rionions di un certo numrro alla aggressione dei diritti altrui piglia il nome di baradli. Q n ~ s forme di reato ricriti'ano nella t~ violenza pubblica 2.P Le consociazioni coslituite al Rnn tli rozlescinre il governo o mutarne la forma a commeltere aiti ostili contro il governo, sono esse pure conlcmplate eome delilti c puriilc in ogni governo; ma apparlengono ai ditlitti polilici direiti e passano oltrc al titolo di violenza pJt~i~lica causa del loro fine speciale. In ragiorte di quaper sie siffaltc consociazioni assumono il lilolo di cospirnaio?te n congiura: o come la sociel crirninosa d e g e n ~ r a banda iii {srnzn perb muiai classe) qrianilo una mano degli associati siasi riunila ad inlrapri~ndr:rc i di:lilti voluti dalla associazione; cos la cospirazione degrnera senza mutare classe in p~rduellionequando una mano d r i congiurati abbia intrapreso gli alli oslili corilro il governo. S;rrclrlic ingiusto @ l inirc la cospirazionfi alla pirri dclla pcrdu~llionedesignati1 oggi nelle suc formi! prominetili col nome (li altentato conii'o il governo - 3." IAeconsocirizioni costituite ad un fine onesto qualiiriqu~, sono o non sono rlc\il\o sccondr) la forma tli gavrrno coi\ la r1u:ilc si reggc lo Stato. I governi dispotici non amnirllano societ private nella societ civile, PPr il sospello c h a qualche occasione quci cittadini gih siretli ~ fra loro da un sodalizio qiianlunque onesto ed utile possano crcarc impedimento all'azione governativa. In questi Clali non pnd costituirsi nna consociazione privata scnzs pcrmrsso governativo; erl il farlo si dichiara delilto; ~ ( a questo si (12 1 il tilolo di s o c i ~ t segrete. Questo titolo d a alcuni lcgislal~r'i si voile anche spingere fra i delitti poEilici direlti; m a s c i m tificamentp quando la. consociazione non si O d i f ~ l t oLramuInla. e rivolta ad ostiliti contro i\ governo, non pud accettarsi qucsta classazione, perchb la mancanza del fina ostile al governo non tollera cib. Se si puniscono per la sola $p. prensione di Un cventuiilp clislurbo alla pubblica rlujclr! nori ilnrnra volilfo n6 [ircivduto dai conjocijii, il trillo ccmiilicvc
-S F I I ~ I ~113 .
tlrlln cnnsor.inzione non puU 11"ovar setlc che nella classe pi'c'nrgli Stati rlie si rrggono con libere instituzioni gli siltlati che guarihnliscono ai citlarlini il d i r i t l o di associflsio~~e prrmettnno clit! ci mantenga nci codicc penale nori queslo litolo rli reiito per loglirlre con una mano 91 popolo quel dirillo clie a lui si 2 dato con l'allra niano. e riconosciuto come a lui pertinerite prr legge di dirilio nsfurale. Le associaziorii private a fine illecito sono delillo e rlcbhono esscr piinite: le associazioni private a fine onesto o di piaci% o di uiilil debbono in queste forme di governo lihcrarnpnte perrneiirrsi finchi: non degenerano ~~olgenrlosi ntl allri fini, o ad alli delittuosi per loro stcssi. Qualunque allo (li pcrsrcuzione coritro una consocitizione privata coslituita ai1 onrsio fine, anziilii: cssere la persecuzionc (li un drlillo, essa meilesima un delilto di Irsa Nazioric, ed una violazionr dello statuto. E questa dtavc reprimersi dalla assemlrlee riie rapprcsiwlsno la Nazion~,C cht: sono cosriluile a l fine di proleggere le guararitigie dei diritti dei cilladini; e nrin devono considerarsi comc atli legitlimi prorlultivi di cffi1tii giiiridici ncppure dai BIagistrali, i quali nellc libere islituzioni vogliono sempre essere inilipendonli dal potere eseculiva fino al punto di riconoscere in loro la btilia di negare (ar1ciiziunc! giudiciaria a i soprusi ctie esso abbia roluto comnirllrrc curilro lo stalulo fondamcntale.
Saia& errata questa rnin con~inzione;ma la sento cosi profonda. nell'uniiua clie torno a manifestarla, benche non ha guari io Ia ~iresentzlssicon infelice iisult.arnonto ad un tribunale d prima istanza. Anzi ricordero con la mia usata francliczza che l' ufficiale del Pubblico Ninistero a cluella occasione prenciendo .?. confutare la mia tesi clissc come egli provasse biancle dolore pensando che chi sosteneva prin~ipii
xovrersi~i sedesse sopra uiia cattedra ii1ii.c'c.i'sitaria. Io i.eplii:ai, sentire alla inia volta dolore :il vedere che iin rappresentarito di libc~n giiveruo prupugnasuc iiottririo esc:lrisicarnente care r ~ i rogginieiiti clispotici : e p~~:diltnel!:^ trnilcjui!IitA dell'animo mio ritornai a ioeditaibeI'argoilierito e irii parve di essere con la r.a$ione, e di non avere i11 cluesta occasione cli~~eritirato principii coriseil. quei vatori che hu sernprc professato. Se il delitto (li pubblica violeiiza si (lesuma dtt un trambusto eccitato nella citth da gi(l:c, clamori o miiiaccc, (la modi irnperic~sie prepotenti usati contro il pa1)l~lico ufficiale rioii saravvi statuto che It?gittimi ciG; 11tl io ebbi mai lo intenilimeiitci (li sorstciit:rc sifft~ttr~ Iosi. Ma togliete ogni criminusiti~ ilo orli, ctgili riul~ldi~a dai perturbazione dai risultati, ric1itcr:te la ol~iettuta crirninosita al solo eleinciito dul 7i1c?)1cj1o dei lietenti ; al solo numero e nlill'altro di pi U: e poi ditemi cosa avviene del diritto di associnzio~ie di petizione indie stintamente concesso dnll'nrt. 32 del nostro statufo fondamentale se si debbono punire col carcere quei villici che rispettosamente si sono presentali al loro parroco per chiedere che iina festa religiosa si faccia piuttosto nel giorrlo del santo che in altro giorno, solo l~erchba presentare queste umili istanze ai recarono in dodici o quiniiici, oltreyinssnndo cmi il iitrrncrn fatale.
S. 3041,
Si cli~~:i il nilviomo petenti c*oi~ticrin si! che (lei in tina violenza porchb il rnerlcsiinr, dcve I~i.esriri~ci~si scelto npposikmen te dai pctizionilrii pctr il firic (l' ilnjl()l'llc1 C di ill~utr~l'(: ti~rlfrre. iii t:jlc j.isjl(~sjx 111111 &In io
rcggn che uiin g)-cs?uc;iotiedi doZ non giustificata
dagli atti esteriori. Guardata la ot~iezione sotto il punto di vista soggettivo bisognerebbe (per dare alla medesima un' apparenza di veritA) che ~clrneno si richiedesse come conclizionc dclln delinrjuenza la pieordinata congregazione di quel preciso numero. Sotto il punto di vista oggettivo quando alcuno asserisse di essersi intimorito per avere veduto presentarsi ima supplica da pi di dieci persono inermi (1) e t.rancluille e che esprimevano raccomandazioni e preghiere e non minacce e comandi, risponderei che il suo timore fu panico e che dei panici timori non pub In legge chieder conto a clii agi senz'aniino diretto ad intimidire.
(1) 1,e morlrriie ordinanze contro 1s radunala popolari sono anilale ariclie al di l$ delle pi severe fra le pratiche ariiiche: avvegnach fosse bro~Card0comune ( C a t a i a n o fr(~rfltltis cri?ni~zulispng. 317, n. 81) non tzwba sed facltma in t a . b n pcu~iendu~,t io chc esprimo precisamente est; il niio perisiero che la criminosilh rleve sorgere da ci6 che si B fililo dai dieci e non <lall'essersi ritrovaii riuniti in dicci. La cosliimanza d i rnfforzarc! le approvazioni o le dimnndc col mostrarsi in molti per far conoscere coma siano molti i ciiiadiiii clie hramano o loilano o disapprovano quella tal cosa, b antichissima quanlo allra mai; (i se ne Iia traccia tiri sacri lihri d' lsilracle : vetlnsi P c r r a r i d~ releiztm acckirtinlio?libzrs
pln?lstt.
1k~l qui detto rilevasi clie volenilo tentare una sin (~cfiiriziono dolIn violenxn 27ztbblicn potrcbl~c dirai -L ~II~LG SCI*'^'^ cTi a l l i eslcl..iol.i assztizti nlfii?ccl' i ~ l ? l ~ n m ~ c
rnedinnte lutimidaaione la vcllontb 1 ~ r o p i a un (nd numero indq7nitu d i cittadi?hi o ad un ra@t3esentante della pubblica azcto?-itu,e capace d i prodtrrre sinlile effetto. In tal guisa si pu fer~ilare concetto il giuridico generale della violenza. publ~lica circoscrivendone la essenza nolt' azione sulla liberti, e i criterii misuratori nella gravit dei mozzi e delle conseguenze, Ma una completa enumerazionc e descrizioile dclIe figure speciali che cadono sotto questo titolo B impossibile per la infinita vnrieLi d i formo sotto le quali si pu presentare.
Da qiiclln generica dclliiiziorie i ~ c dcduco che gli cstrcmi inclispensabili afflnch un' azione possa elevarsi al titolo tii violenza pu1)hlica soiio tre - I." Urla serie di atti esteriori - 2.0 I1 P?te di sovrapporre la volont priuata alla pubblica 3.0 La potenza nei mezzi scelti a raggiungere siruilo fine. Dico una serie perchb io penso d.ie un atto unico istantaneo B B C B V ~ Qd-i pwrd.lm,nione e d' insistegzsa debbt~ restare nei termini d'ingiuria, minaccia, o altro ~irnih, non mai salire alla pubt)licn violenza. ma
Pongo coiiic sccoricio estremo il fiiiu (li suvral~porrt? mediante timore la volona privata alla publdica, perclib trovb in questo il piit sicuro criterio clie specializza il Crhlen v i s . Desso 1% sempre por oggettivo 1~ Zz'b~Yrt: b cis privata quando si vuole assoggef- tare alla proprin la volont8 di 1~110 pii1 privati o
individui delerriliuati : il ris )iirFblio:n c~uandu :) si ci ruole itiiporre tneciinrite tiinore srcl un numero in(lefinito di cittadini o ad una pulhliva nutorit5. Cli lisr esimere una cosa clnllc riz:ini della giustizia violenta i pul~liliciuniciali 11s il tine cii esimere quella cosa irin noli di fkwe n sb schiava la 1w1ont. del pul~l~liccr ufficiale : clii itiipongcz con lilinticce ~tli'ufficialedi fir~nnre ordinc di scarcer:~zione, un vuol Etre serva al proprio volere qiielh perso~alith pribblica, od k reo di publ)lir,z violonza. Chi per esimere una casa congreglii una turba di armati per intiriliilire il populu eci iri~pctlirgliogni opposizione, intende soggiosarc la voloilti&tli una moltitricline, ed P reo di violonza publdirn.
Di(:* flnalnlerite cho gli atti esteriori assunti a quel fine devono essere cupnci a produrli), perchb senza ci8 si i~vrcbljcla 2.2s nclln mern intcnzionri dell' apeilte riln ne mailcherel~bcro elementi magli teriali per la impos2ibilitb di raggiungere il fine. Quando poro siffi3tta potc?zzn vi sia io credo che la ais sin clui~siinlntn perfetta riunntuxiquc il fine non c siasi ottenuto per un ostacolo rlunlunque ella Iia roso iiapolenti quei mezzi in loro stcrssi idoilci a produrre lu eifctto. Sc avvi reato che a injgorr,di termini possa dirsi forinnlc ii per ~ilc C I - ~ ? T ~vi$.E~aurita il C~Z l'azio1 0 se vi era polonxa i! reato perfetto ;so potenza non 1 vi ora iioii vi neppure tentt~tivo punibilc per la inidolicit;~dei rnczzi, ala sollnnto qiiol ~lelittoconsul11:~to clic ~ u Oeinwgerc, nelle v a ~ i ccontingenze c1rlgli :\l c!si!naiti, ti
Piacque. a molti coIlocarc 1' illceizdlo i delitti contro la ~iroprieti~ privata. Iiiverso fti 1 avviso del ' C a r m i g n a n i e di altri maestri del giure peritile, c questo i o tengo per xiiigliore ; percbb l' incendio p110 csserc dcIitto pnlitisnrnentc; grnrissimu anche l& iloiie il danno all:~ propricti~ ~irit?:~.'t fu uiea schino od aricile ~iullo(1) sr: trntta\.asi di cosa 11ropria. I ronlnni iiitrnvidero rlucstn voi*itti (>coine benc avvcrte P e s s i n a ) rl~ianctor(:fcrirorio l ince~idio ' ora alle violenzo liul~bliclieed o: ai casi ~ u l p i t dalla r L i I. Gorn. de sica?"iis. Si ricoi~olhe l)ui*eila I." i l a ng i e r i (scterzza della ZcgislasionC voi. %, jing. 288) il quale volle richiamare ijuesto reato fra quelli contt.o Ia pubEilicu snlzcts, iiol clie non r:igi,riunsc nh iina veritk giuridica, n;? una roritS igienica. La vertl seile di rlucsto reato (cjuartcio si ~ ~ u g l roiisiilernrd i:~ ncl nieszo del fuoco iiiia liroriiitientc iiilportanzit giliriilicn ) e il vero crit trio (101 1~10dtfsiltiok ~ i r ? l l ~ sparc?zto cho (lesta l'iiicerirlio, c ~icl ~ e l - i c uche giu~ lo sta le varbiecontlizioili dei casi I I U ~ :11~es~llt;lrtf.~ Unli1 0 i?~~nt~diutoplcr~icolo~~r: qur:~lv clic i?: d:tn1 ef,ttiz.o, no iijll?zedic&to unius~~sale efttivn, Ia cornrnsziotic clcgli a1iil)ii pel pericolo attuale ;viol:lzioilc del (liritto pul~l~licn trafliluillit& datino iibin~edinto , ~ i r c ? ' : ~ slkb potenaialc nel licrieu1o di sost;xwc cd ariclic cli vitf? ilillane ;varinllilo sccsoruloi {;asillclla sii:^ ijiinil-
l.i"ril xlatuic~lc. .ilede,Clhz'to, nuri fiaci~aLile ; dallo iiicio ndiario; tua s w p r e reale (? preserite: danno vctlinlo comune n tutti i delitti per 17appi.ensionedi una ripetizione del f'ntto. Per ciiiesto crliterio si spiega la liunil~ilititilell' ince~id~o anche dello stalilc proprio.
K o ck
13isaertutio de f l i c e ~ c d i n i i s Lipsia 1759, png. 3.
()' 11oicI1S1 S C ~ C I I ZM O ~ C I . ' ~lin Ii4tto oririai dello .I 3 ~ ~X .ittceidio un titolo speciale st;~cc.atoaffatto e distiritu dalla Ptmiglin dei dutr?zi (iati, e se in ci6 non statit
seguitata da tutto lo legislnziorxi cunten~poranec nel riguardo dell' ordino e clellcz cl~tsso,lo & stata per4 in quiintu alla specicilith dei px'ovver2imeriti e delle ]mie; egli A 1)en dovcrc che si rispetti qucsto progresso cte1l:i dotlriila dcstin:intio allo i?zcciclio apposit:~ tratttiziane. Questo ci porta tllla liecessitii di del?ni14c(se i! pos..ihils) sifktttt 8ycciale figuri\ priminosa.
C a r nr i g n n ri i (clc.nac.r~ta ' ! si ) S. i %irasse dt?stinnlaiito (1' imyr;iccio dlordlb truvossi n dover [Inre la rleff ~aizioilodello incendio. Egli (1) diede al titolo In rul~ricn degl' $?zcelzdia++,anziclii? qi~elladello iizcrlidi(i; e cosi dopo avore sci.iamentc iiiscgnato dlc i~?ce,zdirci~io ctilzli (;hcI l a cugionfilo 11% incendio, ( > siiltb il guailo c 1)~ssO oltre senzi~niente aver defliiito. JEa C n r iii i ri n 11 i non aveva pii1 detto die fu%(? oiikiciiln c'oliii c l x cuiiiiikette oxilici:lio, o ladro r8olui clic uowincf tc f't~iqo 116 1' xc8trtuzxaclelln sua ;
mente l~otevatenersi 1 i q a di sirriili :iniitulogic. St: dunque il grande maestro nialgi.:ido 1: yrofonclitti ilella sua dottrina si trovQ a questo punto necessitato a ricorrere ad un mezzo terriline per offrire l'al~pai*enza una definizione al titolo che andava di ad esporre, ci0 mostra che egli senti tutta la immensa difficolt di definire lo incendio ; s questo potrebbe forse fare accusare di terneritl~chi dopo lui si arsisicasse ad un simile tentativo.
(i) Uguale sislrma praiici~1 C \ l i o inslituliones juris 1 criminalis Lusita~ti S. 10, png. 103, e A ii l o ri i\I ti t i 11 C o de crirnittibr4s lib. 48, cnp. 6, n. i .
P u C C i o n i (saggio pag. 318 ) sulle orme di Poggi ; e questi (liZi. 4, cap. di, pug. 107) sulle orme di L u b l e r ( d e incendio ~(411.2, 71. 1) deflnirono I'i?icelzdio il danno dato col nzezzo del fuoco. Definizione inesatta se rnai ve ne fu, l~erclicomprende meno del definito e p i i ~del definito. Meno del definito, percli essendo orinai concorde dott~rina che lo incendio esaurisca la sua essenzialit con lo appiccamento del fuoco anche prima della realtri di un danno, lasci0 fuori della defiilizione tutt' gl' incendii consumati che non fossero stati ancora causa di danno. Cornprese poi quelia definizione pil del definito, perch incluse nel titolo dyincendio la scmplice ustione; la cjude non C incendio ed ben lunbi dall'esser tale sotto tutti i rapporti. La indole speciale del delitto d'incendio sta nel pericolo che cni5iona il fuoco levato a farriina: dovr: iiltlnca al i'iiocii
In potenza di levarsi n fiamma non ricorre tale pericolo, e non si ha l'incendio m a la semplice zcstionc, la quale non esce dal dnnno dalo ordinario (1). Se col mezzo di un sigaro acceso lo invidioso vicino deturpa l' uscio ilella mia casa recentemente abbellito, o fa perire la mia camelia essiccandone la corclel teccia, o cagiona un guasto nella ft~lda inio alito sara per fermo colpevole di zcqz dntzizo duio col m e z s o del filioco, ma iiessuiio vorr applicargli la pena clello incendiario. Ci poi elle rende assolutamente inaccettabile questa clefiiiizione ed il concetto del danno dato sul quale procede la medesima, si die con siffatta nozione si rende impossibile adattare il titolo d'incendio allo abbrucianieilto della cnsn prop?*.ia.
(1) La definizione cZnrn?zzcnt igtae daclcm si adotllr :incha dallo Sl e u p n e r de inceladiis cnp. 1 e rla altri. Ugualmente , incompleta ? la definizione degli incendiai'ii piii comune fra i pralici ( A n g e l o ds deliclis pars 1, cap. 76, fa. 1 ) qzci ob i?~it?&icitins, praedae catua iucelzdertozt. Clii postosi ve1 in possesso di una sua ubbligaziorie clio riusci a solvarro dalle mani del ereditorc, o di allro oggetto perlinente ad un nemico, lo gelti al fuoco, non incendiario.
clefii~itol'incendiario
- ivi - cokd che con pravn intetzvio~zeeccitcb le pcc?i?~:?ie cuse sia &i citth, )zelie sia di cu).;~~ng~zu, gzelle sizctte?.ie co.rizbustilrili tcd n esse n~znesst., o fincthne?$la ~zelkc?~bt?ssi. illustre Lo professore maceratese vide clui l~ene cliflorenza chc la ~SS:L tia ~ Z C O C U fian~~iin, scanso il vizio clcllc e e :tnticlie definizioni. ala aiiclic la sua definiziotic riVor,. VI. 13
G i u l i n i ( istiizcsiouzi vol. 2, S. 8,zJag. d21) ha
ninse indictro al definito; s perclii. lasci6 fuori Io inccndio colposo, clie pure iiicendio; si perchi: lasci6 fuori Yappiccnmcnto del fuoco a navigli, tt buschi, a inuechi di legname, ecl altri oggetti che iion suno n&case, nb messi, e che pure non possono porsi in fiamnie senza dar vita ad uti incendio. Pro10nilo come il G i u l i a n i nel giure romano si presentt alla mentc i casi pih gravi previsti dal meclesiii~oc puniti di niorte, quali er:uio rqq~unto lo iticcn(;lio delle case e delle messi. Rla nella scienzn e leggi odierne vi sono molte altre furinc che cczcloilo sotto questo titolo. Bnclie I1 O f a C k O r (diss~?l't~tsiolze del cZe1z'tto dYi?zcelzdio, negli 021z~scoli Af o r f del 901. 4,yag. 323) mentre a ragione si lagna delle perplessitk fra le quali versa il preseilte titolo, 10 definisce poi secondo il giure ruinano del quale egli ~neclesimodeplora la incomplctczza (1).
( l )Nuovo ed acute osservazioni iriloroo alle pene dello incendio appo i Romani ci Iiu offerlo W a c c h le r de crimine incetidii, Lipsin 4833 ; il quale volcndo definirlo secondo il giiire romano (pug, 82 lo disse -- flrlitai~ane lzlfli cuicumque aedbcio, lz~tn urbi ct61n pericido aetli/2eior?b~b dlita opera Otzjecta crirrrua. Definizione non accelial~ilc nello stato ollierno di qucsto reato. II e n r i o t (hloetcrs jicriiliques el jndiciciites de 1'ai~cie)itze Ronae ton,. 2, puy. 153) ilti raccolto dai classici interessanti notizic sugl'iiici~iidiitli R* rns; o fra le cause spcciali della loro frc~lurrizaindica 13 infedelii degli schiavi. Ma (love nota clic la frcqucnzn degli inccndii dei bosclii cra cagionata dalla tnuligtzild tIci paslori che si dilellauatzo a contcrl~plarc spellacolo di quello lo fiamme, io mi permetto dissenlirr, da lui. ~ 3 mia t. p ericrizli . T mi m o s l r d t ~clte igptrstori sanrio ]n_.liissimo qaarilo sia ~ 0 ~ i R f iil l putas~ioa far venire i . i ~ n & l i ~ ~ p t ' erbe dpi prati;
- 193 ci1 ince:idiano i boiclii per preparare ai loro arrnenti un
psscolo piu abf~ondanleneli'anno avvcnirc.
P e s s i n a ( tl*c{.L,ttalo d i criini~zaGt s21eciale pag. 120) gir attorno alla definizione dello incendio, ma. non la tent. Disse che il detrirneilto recato all'altrui patriinonio col bruciare oggetti che ne formano parte degenerava in incendio quando trattnvasi d'iftgejtte fztoco, dal quale non solo le propriet ma anche le vite possono essere distrutte: e cosi descrisse gli eEetti &l reato piuttosto che accingersi nll'arduo tentativo di deGilirlo.
M u y a r t d e V o u g l a n s (institzttes pag. 541: les Ioix &?zs lezw ordre nctlzirelle pag. d90) e gli altri antesignani (1) della vecchia scuola francese non misero neppur inano ad una definizione dello incendio. Anche i nostri pratici ed istitutisti antichi (2) si occupano per largo delle pene di questo reato secondo i diversi casi, e poco di definirlo; ma in generale piii davvicino colltemplano lo incendio a fine (li dar morte, giti colpito dalla I. Cor12. cle sicnriis, o quello che tsagge seco pericolo di umane vite: e cosl anche la descrizione dei casi che cadono sotto cjuesto titolo riiiiane appo tutti incompleta, ed anzi alcuni dei vecclii maestri (come Ren a z z i l%. 4, cap. 4 ) si Iiinitano ad enunciare che lo incendio una forma cli violeiiza pubblica, e nieni o altro nc insegnano. R a y n a l cl o ( ollseroationes
cap. 13, S. i, n. 96) fu il primo fra i nostri, per quanto io conosco, clie si attentasse a dare una definizione dello incendio; la quale poi fu riprodotta 3 letteralmente cla i a s s tl n o il figlio, nelle addizioni che ikce alla thenf-ico p ~ ~ a x del genitore (szq~pleis me~ztain tlieorico 111-axi lib. i, cap. i$, addit. 3, l~crg.18) rna con infelice esito: si percli clefin i1 solo incendio doloso ; si perdi&generalizzanclo cluest,o titolo ad ogni nbbruciariieiito di cosa anche niobile, venne a farvi cadere anche il fktto cli chi per recare ad altri oiitt~o fargli dispetto, abbruci una lettera a quello diretta.
(l) R o u c s c a u d rl c l n C o m !?e. uintiSrcs, criminelles png. 91 B a cq ii e t oezlvres lib. 6, cap. 7, n. 6 - S C rp i l l o n code c?.itineZ lib. 1, prig. 452 et suiu. J o u s s c! jiutice crininelle r~ol. 3, png. 688 -- C a r r a r t1 ds la jurisprudsrrce c r i u ~ i ~ ~ e l2101. 2, pag. 79, lTrn i pii1 rcccnti le, Il o s s a n g e (des criyncs et des pei~tes cc~pitnlespng. 137) che ci 1ia 1:isriaio utiiissimc osservazioni sullo incendio C sulla pirornania,non si B riicnle curalo di dcfinirc qucl nialefizio. Lo stesso dicasi di T i s s o l droit pEur!l vol. o, pag. 13'3; e di C l i a u v c a u tlrdorie rlu code final 2. 3803 et szbiu. L'abitudine iloininarttc in nlcurit: scuole di delinirc i delilti secondo la loro malerialith, piutlostoch~sollo uri punlo (li vista giuridico reride impossibile: di tenl:lrc per sifR~LIavia 1s tlcfinizione il(:llo iricciidio attesa la variabilite clci suoi mo(1i. ~um (2) 313a v i t. a S ~ t s t i ~ u i i o ~ct.imi?zaliu~n1-01. 2, lib. 4, PlJS. n(! ;) - C r e m a n i ds 3261'8 cri~i?lali zjol. 2, lib. 2. Cup. l, crrl. 2, png. 245 --- B o ii f i n o i n bnrt~~it)letild, i
rcip. 49.
In questo vuoto siiigolarissi~no mi volgo a cerio car luce nella scuoln alcmnnnn: e trovo clie P u t i -
iil a ii u f elewtcnta jzr,?+i.sobinzina'is <. U.'>'(I) ;LI u is t e r (pri)zcipin j u i - i s ci~.intinalis 1/57] e 11. o C h $. (istif~rtio~zes jzwis cr in26zalis 5. 510) concordano i11 unci. clefiniziune che non p116 sconfinare oltre il rlelinito, traendo 1;~ su3 ~irco~crizione dalla oggetti-
cila giuridica caratteristica di questo inalefizio. Ecco le parole del K o c h - Ii?ce~zcliz~?iz delictuni, est pro Zpzis periczt2oszr.s excitufzts* (1). Accatto rluest;~, definizione, e sulla medesima vado a cercare i criterii essenziali di questo iizalefizio.
(i) A questa definizione polrclibcl aggiongcrsi la iormiiin clell'itomo la q i ~ a l cparrehhc, deciderabile per escludere rlalla dclinizione il caso clrl fuoco suscitalo da1 fulminr, al rlunle lulti concordano non arlcit(arsi l a denominazione tl' incendio. A questa idea sembra che volesse scrvirr, C e s ; r c B o r gli i che nel corso p ~ n a l e i rnanoscrifto rla lui dettalo nell'anno I768 (redasi la noia 2 a x. Q 1 4 U ) dcfini lo incendio - E'ctbBruciclmenlo di qilalche cosa segnilo per opera di qualche psrsonrz. B o c e r o parimente (vol. 1, ckis. i., disprbl. 1 4 , tkes. 6 % )ilefini In sul~iettivilie nienle In obiettivitli dello incenclio dolos?~ila i f ~ c e n d i u t ~est, qtioil pris data opera o6 ijzii)~iciliom,ve1 b liraedue cassa excital: e cosi incorre nri vizi r:lie ho sopra notato alla definizione doll' A n g c l o.
- cagionctlo dalla nzano
Siffatti criterii essenziali si rirlucono a due l.VLo eccitcc.me?zio dcl fuoco - 2.' I1 $ericolo. La pi'irna fornzlila deter.mii~tiil inoinento coizsumatiuo ilel reato, il quale per comune consenso di tutte le scuolc non si deve attenclere dalla totale distruzione cli ci6 clic voleva al~l~ruciarsi, si csnuriscc ina
tostocliil il fiioco 6 nppirrato slla cosa, come fin 11ur'n pii1 in largo dirh parlando del graclo in rlucsto delitto. La seconda fc~rmiila eslirimc veramente la cnr:itteristicn costiiuei~te(1) il titolo ~l'inceilclio coruc delitto curitro la publ~licstrailyilillitit, perchk se n conlmuorere rliicsta non h nei:c-,ssnrio il danno tiniversale effettivo, A pei.6 indispensabile almeno In poie)zuir;llitk di un cl:ini~o estensihile ad un nuuiero indefinito di cittadini. Dove le fiarniiie non si siano ~ s t c s ee non a-bl~iniloa u t o neppure la potenza (li estenctursi i~idoftiitamentoaxiclie oltre le previsioni tlcl colpe~ole,non si ha uno incendio, ma un dngtno dalo col rlzezzo d d l JLIOCO; cosicchj? coloro che con questa fi~riiluln crcilevnilo cli definire l'incendio definivano prccisarumta ci0 che nel senso giuridico nori era iricciidiu.
(1) Vedasi il decreto della Cassazione d i Francia del 16 aprile 1569, nfilrc, Bosc, che decise essere danno dato e nori incendio lo uhbrucinrncnio di un capanne110 senza recinlo, ove SII quattro rilli (li legno si erano sovrapposte a)cune IrnvPrse coperle d i frasche e piole per fursene Iln momenlaneo riparo; ~d espressamente osservi, clie tolta la circostanza del pericolo diveniva indifferente nel delitto (li disltzcaiono o di danno dato chc! il mezzo ailopcrato fosw c~uellodel filoro anziclii: altra violenza qualunque: M o r i n art. 8061.
In rjricsta dcfiniziorie Ia parola pej*icolo ndopratg senza ~iessurioaciiettivo allude tanto al pericolo (li ]jr:i-soile qirrrntn nI pcriccilo di p~-ol,~ietd. cliffcLa renzri. fra rlucsti ilne pcricc~liappnrticnc ai critorii rriisiirnti~ridlii quali JirA fra p::~o: Ilin anche il solo
lif!i.i~r>lodella proprictj, iiierentc <i11 irnn f:~iiiiiin cccitata in conilizioni dri. potei. ilurttlvo ctl estendersi indefiizitliiilei7te ric11i;una ' oggettivo della pubtilica l trtlncluillith, In quale si comnmove coli Iiitctnsita minore se vuolsi, inn culi cguale esterisiune aricl-ie clcrve non sia cln temersi elio i1 solo pericolo clcllc possessioni. Mancando l'uno c l'altro di rjiicsti Iiericoli, il fuoco ado1~er,zf,ocoliic inexzo pcr tlnliiieggiare iiua prnl~rieti (l<-terminala(aun scnzn 1)oseiliiliti^ di allargarsi iii Ilai-xiii~t! contcnibiii ctl eveilnon tulzlmente non frenabili) iioa 113 imliortmza politica. 11danno dato al niezzo del ftloco qutlncto si restringa entro i suoi veri confini non iilerita specialith cli titolo n speciali ti^ di punizione, ~ierdle non ofrrc eccezionale importanza politica, Non puo esservi ragione per cliversiiicaro nella pena il fi~ttodel no~iiico che volIe fk~rperire le pianta (lo1 niio giardino seconiloclik adoprb In scure o il trapalio o un caust,i~n, o con tizzi ardenti n6 essicc6 l1 cortcrcitl. i1 solo criterio esseilxinle che sconfina l'iiicendio (la1 dani?n dalo col fuoco, e lo fh mutare di classe 6 diizirlirr? i1 ~ ( ? ? . ~ c Q ? o .
E per tali*-ragioniclic liiii non si ticiic come doxilinatrice nella nnsz0?le di questo reato In clisliilaioilc fra cose mobili eil iiilt?cc,bili, alla quale troppo l~iilsc ailcrirono Ic ni~iic.lic dciinizirini, cnnfondeiiilr, i:i. ~ ~ * C ~ ~ I G ) ?dei ~cnsi con la loro ~ s ~ c ~ ? s i c l lgivUC . ith 9qiZicct..1,n incendio di un imrilol~ile p116 in ccrti cnsi {cnitle ~crlromo)non essorc ~rr~iiil~ilc: i\ invrci! ed j~liniliilc lo incrnrlio dai rnoi)ili quando l'n c c o i i i l ~ ~ -
jna un pericolo suflciente 1)licn tranlluillitd.
caiumuovere la pub-
I criterii m i s u ~ ~ t odello incendio si desurnono ri 1.UDal ~~erico?o:questo criterio gortn s couteme filare il drrtzno im~)2t'dlitloi.otenziale runleflzio clel 2.O Dallo c:fitlo: c ijriesto porta a conternylwre il damzo i?m~lcd.inCo cfiretlico derivato dal fatto - 3 . O D t l l fine; o rjilesto ricliiailia alla co~isiderazione dnezlrzo clel riied2aio e dclla sua difforidibiliti~.E l~oicliki 1 que1 sto reato col danno immediato univttrsalle concorre quasi sciapre l'aggressione di un diritto particolare, cosi puo qui riprenclcrsi la nostra ncinlenclaturn, e dire che i primi (tue criteiii app~llcznodliz clriaxitith iiaturde, il terzo alla rlutlrititk politicti da1 malefizio.
I'rcralo CI~ITRRIO - P~I-icdo (Juesto porta 8 consiiferarc iicllo incendio il Zuogo; la. dcsti.lzaaio7la tlclln casa; ~ c ailclte la ltatzcrn; della cosa che fu dai l colpevoli posta in tianime.
Tu rtipionxo dcl Izlogo liresenta irnn qu:tnlita iiliiggiuro 10 incondio comiiicsso ~iollec:itf,&(1) c:lstelli cci altri centri tlove si riuniscono copioso numero tli atiitaaiotii e di abitatori, c minore ]i p~esezlt;la ;. sc: io inrenilio fu clcstnto iii luogo solitario a reiiioto. Ed ecco lilla Itro-1,:i aovclln ctcal:.~ycrjti di q~tnntu
S. 2182)avvertito intor~ioa1 siste~iln.di c.1t1sssi.e cori cleterniiriazione generale le aggravanti e le attciiuntiti comuni a tutti inattuabile. La $0i maleiizi ; sistema ciio io rl~uto lit~tdirzeclel ltiogo pu) irt r~itolltirenti ariinenir~rne la quantitb : nello incenc?io al contrario la clirninuisce : B o e li MIe 1-o dectsiolzes eF co?z,siliapalls 2, decis. 1570.
li DIA, l'arecctiie volte (g. 887, c
(i) Cosi i roniani punirono pii1 severamcnlc gl'incenrlii eccitali in Roma e ileriiru un determinato raggio delle sue vicinanze; mentrc a1 coritrario il ccrlicc di Vai111 (art. 314) aggrava la pena coriiro l'inc~ndiocomrnesso i n circoslanze che rendo~zoil soccorsa piB dificile. Fu poi una specialill iiel giure romano (I. firr. f l ddt! i~lcejrdio)che nella pi~niziorie ilalla inccmdio si avesse un rigu:irdo alla qicalild delle persone, come osscrva il a m l-) (2 r g C r disserlnlio de incandiis png. &9, e V i e c a n d opiiscltln jzcris roi~zugzo-germa~ziciopttsc. I ? , thes. 6 ; e non i: nieraviglia pcrtanto clie questri diversil di pena si manlenrsse nclla pratica italiana ( P a n inr o1 I e decisio 143, 11,. 4, e gli ivi citati) quando sappiaii~oclic pcr parecchi secoli tlivc3nrie generale il costume di moililicare le pen~secondo cliversa condizione dei colpevoli. la
Alla conteiul)l3ziono dcl luogo possono eziandio referirsi lc consuetudini relative al modo coi1 cui 1 1 certe pvovincie si costruiscono (1) Ic abitazioni. 1 manifesto clie il pericolo di uiin fiamma incornpar;~bilmente traljocchcvole in quei paesi dove Ic case si costruiscono in legno o si cuoprono con pnglia; avvegnaclib la inano dcll'uomo in fhcrin n siffatto ncarvo di coin1~ustil)ililiotrh difiicilmeiitc :W-
- 20.2 restare la finniina una volta ilivninl~atase specialmente B favorita dal vento.
(1) Cosl R o s s a n g e (des criincs ct dra peiries rnpilnles, png. l41 ) osqcrva che gl' inccn~liiclccitano mtissinio spavento in molti villaggi di Francia dove si mantiene il coslume di formare i tetti dclle case con paglia or1 altre materie cli facile coml~iislione. I, a m b e r t ( philosofie de la Cozw d'Assises cnp. 18, pag. 207) tessc la istoria delle diversc cagioni delle speciali severili usale dai vari popoli ncl punire gl'incendii, e lrovn :I.* l r i ragione della nessuna pena presso gli ebrei nella loro vita nomade; 2.O !a cagionc delle speciali disposizioni romane nel concentramento di ogni loro inleresse verso la citth di Roma; :L0la ragione dello indistinto e11 irrlizionalc rigore dei lrrnpi d i rnczzo nella frcqucnza delle devastazioni derivate dalle guerre civili, seguitalo irrifleltutamente da alcuni codici odierni; &."a regione clellepi reltc modificazioni c diserimiiiazioni conicmporance nella prevalenza della vita unltins sopra la proprieth, riconosciula ormai dal progresso civilc. Quesia sloria ci srmhra esatlissima.
La desti~za,-ione della cosa influisce sul pericolo i11 quanto possa pi facilmcnt,e coiisegui~eclall'inccndio il sacrificio di vile uinnnc. PerdO tutti i legislatori lianiio sempre usato rnaggiorc severitA contro i suscitatori (li finmiiic in edifizi abitati, o (lestinati nll'abitazione o Sacilnieiite cotitcnetiti persone dentro di loro (1). Qui non si aspetta per aggrararc la mano n il coriseguito effetto dell'omicidio, D il Tine preciso di coninicttere ouiicidic,. In~lipcillk?~~temente dallo effetto pii1 grave c ilal fine pii^ sccllerato In sola prolal~ilit~~ s l i ~ ~ ~ i i n c idit nvile ilellci i
aiii~icntail danrio immediato poteriziale dello inccri(tict, c basta 3 f8rnc giustimonte salire a pi elevati gr:idi 1;~petia. Per qu~sttz considerazione tromi Ihttu rirgciiilento di speciali sanzioni 10 incendio eccitato nei teatri, ncllc cliicse (2) ed altri luoghi di pur~blicrtriunione (3).
rilaant.
(1) La sola circostanza cba la casa incendiata fosse abtata, o destinata ad abiiazioric b34t3 a parecchi legisfatori per minacciare allo iilcendiario la pena tli mortc. (2)Belle aniiclie praticlic! lo inccndin dellc ebicse non si puniva come iocendio, ma romr sacrilegio : Ca n t e r a quaesiioncs crimintilea cnp. 9, 91. 31. (J) Non vcggo intlicntrl fra i Iiioghi nei rjiiali cagioria rnaggior p~ricols incendio, Ic piibliliche carceri. Eppurc qui lo vi C il pericolo drlls evasione di qualclie ceniinsio di facinorosi oltre il pericolo di un gran numerf! [li rillirne. Prcvrsdc lo iricenilio delle carceri Vaud art. 315. C11c si dir&d i un serragli0 di bcslie feroci? Questo pensiero mi venne ad occasione clic prr 17csposizirino rli uno di tali serragli s i era (lcstiiiala la piaz7x1 adioccste alla mili casa. iiIcntro i ruggiti rl~ltc tigri r! dcllr? pnnlere mi tcrievrrno desto, io dir avcva vcAuio erigere qarll'edifizio con Icgntirnc (limandava a me slesso; se uno scelleralo vi appiccasse il fuoco siccti8 tutli quei diavoli si spargessero por la cilti, qualc coslernaziorie nasccrehbtl !
Pin:liiw.nto liub inol'Ori~si pc:ricolo anche In rtaa1 i?07fz rlclla cosa inct:nrliat:~ clunudo si trr~tti Anmdi nln &uscit,ntaii'i opero (li pul.rblico scroigio ed utilit, c.~fi-it! puiiti, musei, archivi pulii~lici(l), depositi di l~~l~tilictir! vettovaglie, C ciiiliii. (.Sui rion si considera i! pericolo di vite irinnnc * i n il ~iericolodi oggetti
nei qual nlilii:~specialt? itllcre~st: la c O ~ ~ S O C ~ ~ I Z ~ O ~ ~ , che per tal guisa viene aggredita non so10 nella sua t~a~iq~lilIit$, ljeii :tnche i11 qirecrli o ~ g e t talla ma i co~isorvazioile(lei quidi ha Ogui cunsocirtto un intcrcsse o un diritto.
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References: art. 176
 art. 412
 articolo 402
 art. 260
 art. 318
 art. 202
 art. 901
 art. 201
 art. 201
 art. 8327
 art. 901
 art. 8061
 art. 315