Source: https://pesticidinograzie.wordpress.com/2013/03/
Timestamp: 2017-11-21 13:44:50+00:00

Document:
marzo | 2013 | pesticidinograzie
Appello per un’area pesticidi-free a Forlì
La sentenza del TAR di Trento sul regolamento fortemente restrittivo nell’uso dei pesticidi adottato dal comune di Malosco in alta Val di Non (per diferdersi dai melindari) è stata confermata pochi giorni fa nella sua sostanza dal Consiglio di stato. L’avvenimento sta stimolando in varie parti d’Italia iniziative e prese di posizione finalizzate a un pronunciamento delle amministrazioni comunali contribuendo a far conoscere le ragioni del movimento “per un’agricoltura libera da pesticidi” a un pubblico sempre più ampio e all’attivazione di nuovi comitati. Grazie Malosco, grazie ai nonesi che si sono ribellati alla Melindamonocoltura (non solo dei terreni ma anche delle menti).
fonte: http://www.forlitoday.it/cronaca/agricoltura-pesticidi-free-sentenza-malosco-clandestino-appello.html
Appello del ClanDestino: “Diventiamo aree pesticidi-free”
Far diventare il territorio di Forlì un’area “pesticidi free”. E’ l’obiettivo in cui crede l’Associazione Clan-Destino e contenuto in un appello ai Sindaci del territorio, forte di una recente sentenza
di Redazione – 8 marzo 2013
Far diventare il territorio di Forlì un’area “pesticidi free”. E’ l’obiettivo in cui crede l’Associazione Clan-Destino e contenuto in un appello ai Sindaci del territorio, forte di una recente sentenza che sembra permettere ai sindaci di adottare regolamenti più restrittivi per l’utilizzo dei pesticidi in agricoltura. Dice in una nota l’associazione ambientalista: “Non siamo solo il Paese dell’eccellenza alimentare, ma anche – secondo dati ufficiali forniti da Arpa, Asl e uffici pubblici regionali – il Paese che distribuisce nelle sue campagne oltre il 33% degli insetticidi usati in tutta Europa. I territori prevalentemente colpiti sono quelli del Nord, Emilia Romagna per prima”.
Dall’ultimo rapporto annuale di Legambiente “Pesticidi nel piatto” dedicato ai residui di fitofarmaci nei prodotti ortofrutticoli e derivati commercializzati in Italia emerge un incremento del numero delle diverse sostanze chimiche presenti contemporaneamente su uno stesso campione. Numerose le irregolarità vere e proprie registrate dai laboratori dell’Emilia Romagna che ha condotto numerose e puntuali analisi su tantissimi prodotti frutticoli come pere, pesche, fragole, ciliegie, prugne, susine e melagrane e albicocche.
Uno dei comuni che in tutta Italia hanno cercato di contrastare maggiormente l’espansione dell’utilizzo dei pesticidi nel proprio territorio è Malosco, in Trentino, nell’alta Val di Non, territorio dedito alla coltivazione intensiva della mela. Il Sindaco, richiamandosi all’applicazione del principio di precauzione contro gli inquinanti ambientali, ed anche dosi bassissime di pesticidi sono nocive per la salute dell’uomo (rischio cancerogenesi e riduzione della capacità riproduttiva e per alterazioni gravi dello sviluppo dell’embrione e del feto nella nostra specie), ha stabilito con appositi regolamenti dei limiti di distanze di nebulizzazione dalle abitazioni e il divieto di alcuni pesticidi molto dannosi ma ancora in commercio.
“Il Comune di Malosco – ricorda in una nota l’associazione ambientalista forlivese Clan-Destino – è stato il primo in Italia ad avere emanato un regolamento comunale circa la disciplina dell’utilizzo dei prodotti fitosanitari nelle coltivazioni agricole, e per questo nel 2012 ha ricevuto il premio Bandiera Verde da parte di Legambiente. Pochi giorni fa (il 4 marzo 2013), inoltre, il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune di Malosco ed al suo regolamento contro l’utilizzo dei pesticidi tossico nocivi nel proprio territorio comunale. Un comune coraggioso che ha visto premiata da una sentenza storica la sua volontà di difendere salute, ambiente e paesaggio. Un Comune, che vorremmo prendere a modello, invitando tutti gli amministratori delle località della nostra provincia a seguirne l’esempio”.
“Sì, perché – ricorda sempre Clan-Destino – i pesticidi, anche quelli ultima generazione, autorizzati irresponsabilmente da poteri pubblici sempre più’ subalterni ai voleri e agli interessi di produttori dell’industria chimica “contaminano” non solo i prodotti della terra, che finiscono poi nei nostri piatti, ma anche l’aria e l’acqua.
“Le prime a farne le spese sono le api, vittime inconsapevoli di un’epidemia silenziosa, e, a seguire, il sottosuolo, come dimostrano le centinaia di sostanze pericolose rinvenute dall’Ispra nell’ultimo censimento nelle acque superficiali e sotterranee: con una netta prevalenza dei componenti chimici usati nei campi delle Regioni come l’Emilia-Romagna, dove l’uso è più massiccio, in cui l’80% delle acque è a rischio (Atarazina, Terbutilazina, fungicidi carbendazim e insetticidi metomil e imidacloprid…)”.
“Abbiamo un desiderio – annuncia Clan-Destino – : far diventare i territori comunali della nostra Provincia ‘pesticidi free’. E adesso con la sentenza che riguarda il Comune di Malosco abbiamo un riferimento giurisprudenziale definitivo per far applicare a tutti i Comuni italiani questo tipo di vincoli, nel nome della tutela della salute dell’uomo e dell’ambiente, in linea e coerenza con l’articolo 32 della nostra Costituzione”.
Un’occasione per parlare di questa esperienza direttamente con il Sindaco di Malosco, Adriano Marini, sarà l’ottavo incontro pubblico del ciclo: “…. e tu, a che velocità giri?”, organizzato da L’apebianca e l’Associazione Clan-Destino, il prossimo mercoledì 20 marzo 2013, alle ore 21:00, presso L’apebianca (Viale Bologna 277, Forlì).
Titolo della serata: “Pesticidi? No grazie! Rischi per la salute e tutela dei Cittadini”, interverranno oltre al Sindaco di Malosco anche la Dr.ssa Patrizia Gentilini (medico onco-ematologo) e il Presidente di Clan-Destino Fabio Tommasini. Apre la serata Catia Damassa dell’Impresa Sociale Ecoliving.
Tag Forlì, Malosco, Tar Trento
Pesticidi no grazie. Anche in Lazio
fonte: http://www.tusciaweb.eu/2013/03/uso-intensivo-di-pesticidi-un-male-per-il-territorio/
Vignanello – Il comitato salute pubblica organizzo un altro convegno
“Uso intensivo di pesticidi, un male per il territorio”
Si è svolto con successo nei locali del Teatro Comunale di Vignanello, il convegno promosso dal comitato spontaneo per la salute pubblica, sulle problematiche derivate dall’uso intensivo di pesticidi e fitofarmaci nel territorio della Tuscia Cimina.
Attraverso questo incontro, si è voluto dimostrare che esiste una carenza legislativa ed etica che si occupi della salvaguardia della salute pubblica e ambientale, troppe distrazioni da parte delle amministrazioni che non svolgono un azione appropriata:
• scarsi controlli diretti da parte degli uffici competenti
• mancanza di regolamenti comunali in materia di pratiche colturali
Nella prima parte del convegno, sono intervenuti i professori del dipartimento Dafne di Agraria dell’ Università degli studi della Tuscia, il Professore Leonardo Varvaro e il Dott. Agronomo Alfredo Fabi, che hanno posto l’accento di come molto spesso gli agricoltori locali somministrano trattamenti invasivi e con alto margine di pericolosità senza l’ausilio di tecnici competenti. (una sorta di “fai da te” molto pericoloso per la salute e l’ambiente).
Poi è stata la volta dei medici di famiglia Tommaso Natili – Sandro Grattarola e l’oncologo Tommaso Gionfra che hanno relazionato le interrelazioni tra l’uso dei fitofarmaci e pesticidi con la salute, soprattutto si sono soffermati sull’alto caso di malattie tumorali presenti nella nostra zona rispetto ad altri territori, chiaro segno di una zona fin troppo compromessa dove il limite tossicità è già stato superato.
Nella seconda parte si è posta l’attenzione sulla sicurezza ambientale con l’ex ispettore Asl Ennio Piccioni e il geologo Dott. Pagano, che ha incentrato l’attenzione sulla fragilità delle nostre falde acquifere che stanno subendo dei seri problemi da non sottovalutare.
Nel pomeriggio numerosi interventi e un chiaro messaggio da parte del comitato promotore, bisogna attrezzarsi immediatamente di una legge comunale sull’impiego di pesticidi e fitofarmaci e incentivare le pratiche dell’agricoltura biologica come tutela del nostro territorio e della nostra salute.
Il lavoro del comitato non si esaurisce anzi, forti della buona riuscita del convegno, si è deciso di andare avanti e diventare un punto di riferimento per la tutela e salvaguardia delle nostre terre, quindi rinnoviamo l’appuntamento settimanale del Giovedì presso la Sala Consiliare del Comune di Vignanello alle ore 18:30.
Comitato salute pubblica Vignanello
Regolamento pesticidi Malosco (TN): Il CdS conferma nella sostanza dal sentenza del TAR
(05.03.13) Il consiglio di Stato ha dato ragione al Comune di Malosco riguardo alle modalità di utilizzo dei pesticidi. Il sig. Gabriele Calliari (per altro Presidente della Coldiretti del Trentino) aveva fatto ricorso perchè riteneva che una fascia di rispetto di 50 m fosse eccessiva.
Il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune; è una grande vittoria per i cittadini della val di Non che amano la loro terra ed i loro figli … ma è anche una grande vittoria per tutti i cittadini, in quanto questa sentenza farà da base.
Tra le motivazioni viene anche citato uno studio dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari della Provincia Autonoma di Trento, da sempre schierata a favore della politica, dell’agricoltura intensiva e quindi dei pesticidi, che il Comitato per il diritto alla salute ha tanto contestato in quanto inconsistente. Anche per il CdS questo studio non “contiene elementi decisivi per escludere i rischi” dei pesticidi alla luce degli studi forniti dal Comune di Malosco…
Tag Regolamenti, TAR
Uccidere la api e gli impollinatori selvatici ci porterà alla fame
(03.03.13) Si parla molto del declino delle popolazioni di api domestiche ma non ci si rende conto che i pesticidi, il cambiamento climatico e la perdita di aree naturali stanno distruggendo in numero di individui e di specie gli impollinatori selvatici. Sono ormai consistenti le prove scientifiche circa la riduzione degli impollinatori. Si tratta di un fenomeno gravissimo perché le rese agricole dipendono moltissimo dall’impollinazione animale.
Cosa vogliono le multinazionali della chimica? Il fatto che chi produce pesticidi controlli anche la produzione sementiera e le biotecnologie lascia ben capire che dietro l’uso di pesticidi, che stanno riducendo implacabilmente le popolazioni di insetti impollinatori c’è una strategia. Per compensare i cali di rese delle colture che dipendono dalla riduzione degli impollinatori e dai guasti della monocoltura, dall’uso smodato di concimi chimici, dall’eccesso di lavorazioni ecc. cosa escogiterà l’Impero? E’ azzardato pensare che la sparizione degli impollinatori servirà a imporre versioni geneticamente modificate delle stesse piante coltivate? I governi nazionali, la UE e le altre oirganizzaizoni multinazionali asservite agli interessi dei colossi della chimica tardano ad intervenire. Consumatori e contadini di tutto il mondo devono intreprendere iniziative urgenti per scongiurare questi pericoli. Di seguito riportiamo una traduzione di un interessante articolo che passa in rassegna diversi articoli scientifici usciti nell’ultimo anno sul drammatico problema della diminuzione delle api e degli impollinatori selvatici fonte:
Tag api, impollinatori selvatici
La socità britannica per la protezione degli uccelli chiede stop neonicotinoidi
(28.02.13) La reale società britannica per la protezione degli uccelli (RSPB) chiede il bando dei pesticidi a forte tossicità causa della diminuzione delle api.
La RSPB, la più grossa e influente associazione ambientalista britannica, sostiene che il rischio da neonicotinoidi è ‘non è accettabile’ e la UE deve limitare l’uso di colture invernali.
Ai contestati pesticidi ad azione neuro-tossica viene imputata la diminuzione delle api che si registra in tutto il mondo e dovrebbero essere vietati. I neonicotinoids non devono più essere utilizzati su colture che attirano le api e altri insetti impollinatori, sostiene la RSPB, che chiede al governo britannico di sostenere una proposta di divieto dell’UE dei tre neonicotinoidi più comunemente utilizzati. La presa di posizione della RSBP, che conta milioni di soci, è legata alla massa crescente di prove che indicano un nesso tra l’uso in agricoltura di sostanze chimiche, prodotte dai giganti Bayer e Syngenta e la diminuizione drastica dellecolonie di api e bombi. Più di 30 diversi studi scientifici negli ultimi tre anni hanno dimostrato effetti negativi sugli insetti dei neonicotinoidi, “sistemici” insetticidi che sono assorbiti da ogni organo delle piante bersaglio compresi il polline e nettare raccolti dalle api Nel mese di gennaio, l’Ufficio europeo per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato un parere scientifico che raccomanda che i tre principali neonicotinoidi ( imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam) non siano utilizzati su colture che attirano le api. la responsabile RSPB per la politica agricola, Ellie Crane, ha detto: “Abbiamo considerato i risultati scientifici ottenuti in un lungo periodo ed essi ci dicono che i neonicotinoidi possono uccidere le api.” Tutti stanno sostanzialmente arrivando alla stessa conclusione: c’è un pericolo reale e presente su colture che attraggono le api perché queste sostanze sono presenti nel polline e nel nettare. Siamo giunti alla conclusione che il rischio non è accettabile. ” Per ora il dipertimento agricoltura del governo britannico, nonostante le pressioni, non ha inteso prendere in considerazione le raccomanzadioni a sospendere l’uso dei neonicotinoidi in quanto continua a sostenere che non esistono prove scientifiche della loro pericolosità per le api. Sarà il comitato permanente della UE per la catena alimentare e la salute degli animali a prendere in considerazione un progetto di regolamento della Commissione europea.
Tag api, neonicotinoidi

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