Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-2620-del-01-02-2017
Timestamp: 2020-07-10 16:38:51+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 2620 del 01/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2620 del 01/02/2017
Cassazione civile, sez. lav., 01/02/2017, (ud. 09/11/2016, dep.01/02/2017), n. 2620
sul ricorso 19309-2015 proposto da:
V.E. C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,
VIA MONTEVERDI 20, presso lo studio dell’avvocato FEDERICO LAIS,
rappresentato e difeso dagli avvocati DIOGENE FRANZOSO, ROBERTO
LAMACCHIA, giusta delega in atti;
SELEX ES S.P.A. C.F. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante
e difende unitamente all’avvocato VALERIA COSENTINO, giusta delega
avverso la sentenza n. 4568/2015 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 27/05/2015 R.G.N. 526/2015;
09/11/2016 dal Consigliere Dott. MANNA ANTONIO;
udito l’Avvocato FRANZOSO DIOGENE e LAMACCHIA ROBERTO;
Con sentenza pubblicata il 27.5.15 la Corte d’appello di Roma, in riforma della sentenza n. 811/15 del Tribunale capitolino – che aveva applicato ad V.E. la tutela meramente indennitaria c.d. forte di cui alla L. n. 300 del 1970, art. 18, comma 5, come modificato ex L. n. 92 del 2012, a fronte del licenziamento disciplinare intimatogli il (OMISSIS) da SELEX ES S.p.A. – rigettava integralmente la domanda del lavoratore, che oggi ricorre per la cassazione della sentenza affidandosi a cinque motivi.
SELEX ES S.p.A. (poi incorporata da Leonardo Finmeccanica S.p.A.) resiste con controricorso, ulteriormente illustrato con memoria ex art. 378 c.p.c..
Il difensore della società controricorrente ha depositato osservazioni scritte ex art. 379 c.p.c., u.c., alle conclusioni del PG.
1 – Il primo motivo denuncia mancata ammissione d’una prova testimoniale rilevante e omessa motivazione a riguardo.
Si premetta che la Corte territoriale ha ritenuto fondata la contestazione disciplinare, mossa al ricorrente, di aver chiesto e ottenuto dalla società rimborsi indebiti per spese di carburante mediante esibizione di ricevute non veritiere – oltre che utilizzate in violazione delle disposizioni aziendali rilasciategli dal titolare d’un distributore “ESSO”.
Alla luce del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, il giudice può limitare la prova orale quando ne ritenga superflua l’assunzione o la prosecuzione, essendo ormai sufficienti gli elementi raccolti.
Nè è necessaria l’escussione di tutti i testi indicati dalle parti, purchè la mancata escussione sia razionale e giustificata e ne venga data adeguata motivazione nella sentenza di merito (cfr. Cass. 17.4.09 n. 9234). Tale motivazione i giudici del reclamo hanno implicitamente fornito nel momento in cui hanno ritenuto dirimenti, ai fini della decisione, le pacifiche risultanze documentali e le ammissioni rese in sede di libero interrogatorio dal ricorrente, là dove costui ha dichiarato che il gestore del distributore di carburante (della cui mancata testimonianza oggi si duole) riportava sulle ricevute le somme che egli stesso gli indicava.
2 – Con il secondo mezzo si prospetta violazione e/o falsa applicazione del regolamento aziendale concernente le procedure del trattamento di trasferta.
Il motivo è inammissibile perchè estraneo al novero di quelli spendibili ai sensi dell’art. 360 c.p.c., che non prevede la denuncia di violazione e/o falsa applicazione di mere clausole negoziali (tale essendo la natura giuridica delle disposizioni d’un regolamento aziendale).
Nè gioverebbe al ricorrente intendere il motivo come sostanziale censura della ricostruzione in punto di fatto delle disposizioni aziendali operata dai giudici del reclamo, poichè ciò implicherebbe apprezzamenti nel merito, non consentiti in sede di legittimità, del materiale istruttorio.
3 – Il terzo mezzo deduce omesso esame d’un fatto decisivo per il giudizio oggetto di discussione tra le parti e nullità della sentenza, per non avere la Corte territoriale considerato che una cosa sono le procedure aziendali (che prevedevano l’acquisto, con carta di credito aziendale, del carburante durante le trasferte), altro sono le relative prassi, in forza delle quali il ricorrente riceveva dalla società una somma in contanti a titolo di acconto sulle spese, atteso che non sempre era possibile pagare con carta di credito.
Il motivo è inammissibile perchè, in sostanza, sollecita soltanto una nuova e diversa valutazione nel merito delle risultanze processuali.
4 – Con il quarto mezzo il ricorrente si duole di violazione del CCNL per aziende metalmeccaniche, che per l’addebito mossogli prevede solo sanzioni conservative.
Il motivo è improcedibile per mancata produzione, nel testo integrale, del CCNL.
5 – Il quinto motivo deduce violazione di norma di diritto e/o error in procedendo per inosservanza del principio di immutabilità della contestazione, per avere la gravata pronuncia ravvisato la giusta causa di licenziamento in irregolarità meramente formali che sarebbero state commesse dal ricorrente e nell’utilizzo da parte sua, in occasione delle trasferte, di auto pubbliche (mentre si trattava di auto prese a noleggio), fatti in realtà non contestati.
Il mezzo è infondato: le ripetute irregolarità nelle richieste di rimborso sono state menzionate dalla Corte territoriale non già come giusta causa in sè di recesso, bensì per spiegare le modalità attraverso le quali il ricorrente si procurava le ricevute da esibire per ottenere i rimborsi contestatigli, di guisa che non emerge alcun mutamento dell’addebito. Lo stesso dicasi riguardo alle auto prese a noleggio e per le quali il ricorrente doveva comprare il carburante oggetto, poi, di richiesta di rimborso (anche questa circostanza è chiaramente esposta in sentenza al fine di ricostruire nel suo complesso l’accaduto).
Per di più, nel momento stesso in cui la sentenza impugnata dichiara expressis verbis non plausibile la versione difensiva del lavoratore circa l’avvenuto pagamento a mezzo contanti dei rifornimenti di carburante non fa altro che riconoscerne l’indebita richiesta di rimborso.
6 – In conclusione, il ricorso è da rigettarsi.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 18
 sentenza 
 art. 378
 art. 379
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza