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Timestamp: 2019-05-22 21:58:12+00:00

Document:
Nuovo Piano Casa Sardegna 2017 2018 2019 - L.R. 8/2015 L.R. 11/2017 L.R. 1/2019
Nuovo Piano Casa Sardegna 2017 2018 2019 – L.R. 8-2015 e L.R. 11-2017 – L.R. 1-2019
1 Nuovo Piano Casa Sardegna 2017 2018 2019
2 LEGGE REGIONALE 8 del 23 APRILE 2015
2.1 Norme per la semplificazione e il riordino di disposizioni in materia urbanistica ed edilizia e per il miglioramento del patrimonio edilizio
2.2 Titolo I Disposizioni generali e norme di semplificazione e riordino in materia urbanistico-edilizia
2.2.1 Capo I – Disposizioni generali
2.2.1.1 Art. 1 – Finalità
2.2.2 Capo II Modifiche alla legge regionale n. 23 del 1985
2.2.2.1 Art. 2 – Titoli abilitativi
2.2.2.2 Art. 3 – Sostituzione dell’articolo 6 della legge regionale n. 23 del 1985 (Sanzioni per le opere eseguite in assenza di concessione, in totale difformità o con variazioni essenziali)
2.2.2.3 Art. 4 – Integrazione all’articolo 7 della legge regionale n. 23 del 1985 (Opere eseguite in parziale difformità)
2.2.2.4 Art. 5 – Modifiche all’articolo 10 della legge regionale n. 23 del 1985 (Interventi di ristrutturazione edilizia)
2.2.2.5 Art. 6 – Integrazioni all’articolo 10 della legge regionale n. 23 del 1985 (Opere soggette a Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA))
2.2.2.6 Art. 7 – Modifiche all’articolo 11 della legge regionale n. 23 del 1985 (Mutamenti di destinazione d’uso)
2.2.2.7 Art. 8 – Sostituzione dell’articolo 14 della legge regionale n. 23 del 1985 (Opere eseguite senza autorizzazione)
2.2.2.8 Art. 9 – Sostituzione dell’articolo 15 della legge regionale n. 23 del 1985 (Opere interne)
2.2.2.9 Art. 10 – Integrazioni all’articolo 15 della legge regionale n. 23 del 1985 (Sportello unico per l’edilizia)
2.2.2.10 Art. 11 – Integrazioni all’articolo 15 bis della legge regionale n. 23 del 1985 (Procedura di rilascio, efficacia e durata dei titoli abilitativi)
2.2.2.11 Art. 12 – Integrazioni all’articolo 15 ter della legge regionale n. 23 del 1985 (Parcheggi privati)
2.2.2.12 Art. 13 – Sostituzione dell’articolo 20 della legge regionale n. 23 del 1985 (Vigilanza e controllo sull’attività urbanistico-edilizia)
2.2.2.13 Art. 14 – Sostituzione dell’articolo 22 della legge regionale n. 23 del 1985 (Adempimenti regionali)
2.2.2.14 Art. 15 – Modifiche all’articolo 28 della legge regionale n. 23 del 1985 (Opere abusive escluse dalla sanatoria)
2.2.3 Capo III Modifiche alla legge regionale n. 45 del 1989 e alla legge regionale n. 7 del 2002
2.2.3.1 Art. 16 Modifiche all’articolo 5 della legge regionale n. 45 del 1989 (Direttive e vincoli regionali e schemi di assetto territoriale)
2.2.3.2 Art. 17 – Modifiche all’articolo 10 bis della legge regionale n. 45 del 1989 (Tutela delle zone di rilevante interesse paesaggistico-ambientale)
2.2.3.3 Art. 18 – Modifiche all’articolo 20 della legge regionale n. 45 del 1989 (Formazione, adozione ed approvazione del Piano urbanistico comunale)
2.2.3.4 Art. 19 – Integrazioni alla legge regionale n. 45 del 1989 in materia di adeguamento del piano urbanistico comunale al Piano paesaggistico regionale
2.2.3.5 Art. 20 – Modifiche all’articolo 21 della legge regionale n. 45 del 1989 (Strumenti di attuazione del piano urbanistico comunale)
2.2.3.6 Art. 21 – Modifiche all’articolo 41 della legge regionale n. 45 del 1989 (Contributi per la predisposizione degli strumenti urbanistici)
2.2.3.7 Art. – 22 Modifiche all’articolo 31 della legge regionale n. 7 del 2002 (Disposizioni sul controllo sugli atti degli enti locali)
2.2.4 Capo IV Modifiche alla legge regionale n. 28 del 1998, alla legge regionale n. 8 del 2004 e alla legge regionale n. 4 del 2009
2.2.4.1 Art. 23 – Modifiche all’articolo 3 della legge regionale n. 28 del 1998 (Competenze del comune)
2.2.4.2 Art. 24 – Modifiche all’articolo 6 della legge regionale n. 8 del 2004 (Zone F turistiche)
2.2.4.3 Art. 25 – Modifiche all’articolo 7 della legge regionale n. 4 del 2009 (Commissione regionale per il paesaggio e la qualità architettonica)
2.2.5 Capo V Salvaguardia dei territori rurali e disposizioni relative all’estensione del vincolo paesaggistico
2.2.5.1 Art. 26 (Disposizioni di salvaguardia dei territori rurali)
2.2.5.2 Art. 26 bis – Superamento delle condizioni di degrado dell’agro
2.2.5.3 Art. 27 – Estensione del vincolo paesaggistico
2.2.6 Capo VI Disposizioni diverse
2.2.6.1 Art. 28 – Direttive in materia di prestazioni acustiche
2.2.6.2 Art. 29 – Disposizioni in materia di aree per la sosta di autocaravan e caravan
2.2.6.3 Art. 29 bis – Frazionamento di unità immobiliari a seguito degli interventi di incremento volumetrico di cui alla legge regionale n. 4 del 2009
2.3 Titolo II Norme per il miglioramento del patrimonio esistente
2.3.1 Capo I Norme per il miglioramento del patrimonio esistente
2.3.1.1 Art. 30 – Interventi di incremento volumetrico del patrimonio edilizio esistente
2.3.1.2 Art. 31 – Interventi di incremento volumetrico delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive
2.3.1.3 Art. 32 – Interventi per il riuso e per il recupero con incremento volumetrico dei sottotetti esistenti
2.3.1.4 Art. 33 – Interventi per il riuso degli spazi di grande altezza
2.3.1.5 Art. 34 – Condizioni di ammissibilità degli interventi
2.3.1.6 Art. 35 – Procedure
2.3.1.7 Art. 36 – Disposizioni comuni
2.3.1.8 Art. 37 – Efficacia, durata e valutazione degli effetti
2.3.2 Capo II Disposizioni urbanistiche per il trasferimento e il rinnovamento del patrimonio edilizio e per la promozione dei programmi integrati per il riordino urbano
2.3.2.1 Art. 38 – Interventi di trasferimento volumetrico per la riqualificazione ambientale e paesaggistica
2.3.2.2 Art. 39 – Rinnovo del patrimonio edilizio con interventi di demolizione e ricostruzione
2.3.2.3 Art. 40 – Misure di promozione dei programmi integrati per il riordino urbano
2.4 Titolo III Disposizioni transitorie, abrogazioni e disposizioni finali
2.4.1 Capo I Disposizioni transitorie della legge regionale n. 4 del 2009
2.4.1.1 Art. 41 – Disposizioni transitorie della legge regionale n. 4 del 2009
2.4.2 Capo II Disposizioni transitorie in materia di impianti eolici
2.4.2.1 Art. 42 – Disposizioni transitorie in materia di impianti eolici
2.5 Capo III Posizionamento delle strutture al servizio della balneazione
2.5.0.1 Art. 43 – Posizionamento delle strutture al servizio della balneazione
2.5.1 Capo IV Abrogazioni e disposizioni finali
2.5.1.1 Art. 44 – Abrogazioni
2.5.1.2 Art. 45 – Disposizioni finali, di entrata in vigore e di redazione di un testo coordinato
Nuovo Piano Casa Sardegna 2017 2018 2019
L.R. 1/2019 Pubblicato sul Buras 4 del 17/01/2019 (vigente dal 01/02/2019)
5. Nelle more dell’aggiornamento della disciplina regionale delle trasformazioni ammesse nelle zone agricole, l’edificazione per fini residenziali nelle zone urbanistiche omogenee E del territorio regionale è consentita unicamente agli imprenditori agricoli professionali di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99 (Disposizioni in materia di soggetti e attività, integrità aziendale e semplificazione amministrativa in agricoltura, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettere d), f), g), l), ee), della L. 7 marzo 2003, n. 38), e successive modifiche ed integrazioni, e la superficie minima di intervento è fissata in tre ettari. (Comma sostituito dall’articolo 31, comma 1, della legge regionale 11 gennaio 2019, n. 1, come da avviso di rettifica pubblicato sul BURAS n. 8 del 14.02.2019)
5. Nelle more dell’aggiornamento della disciplina regionale delle trasformazioni ammesse nelle zone agricole E, l’edificazione di fabbricati è consentita per fini residenziali agli imprenditori agricoli professionali
e/o ai coltivatori diretti con superficie minima di intervento fissata in tre ettari.
1. Al fine di superare le situazioni di degrado legate alla presenza, all’interno delle zone urbanistiche omogenee agricole, di costruzioni non ultimate e prive di carattere compiuto, alle condizioni di cui al presente articolo, è consentito il completamento degli edifici, le cui opere sono state legittimamente avviate e il cui titolo abilitativo è scaduto o dichiarato decaduto, non può essere rinnovato a seguito dell’entrata in vigore dell’articolo 26 e non può essere rinnovato a seguito dell’entrata in vigore di contrastanti disposizioni. (inserito dall’art. 32 della L.R. 1/2019)
3. Il completamento ha ad oggetto unicamente i lavori necessari a rendere finito e agibile l’edificio nella consistenza volumetrica realizzata e non finita da realizzare, anche se inferiore a quella di progetto.
7. Sono consentiti, nel rispetto delle condizioni di cui al comma 2, lettere b), c) e d), gli interventi In aggiunta alle ipotesi previste dai commi da 1 a 6, sono inoltre consentiti, nel rispetto delle condizioni di cui al comma 2, lettere a), c) e d), gli interventi di completamento degli edifici esistenti nei quali sia stato completato l’ingombro volumetrico con la realizzazione delle murature perimetrali e della copertura, purché il titolo abilitativo originario sia stato rilasciato nel rispetto delle disposizioni previste dallo strumento urbanistico comunale.
(modificato dall’art. 32 della L.R. 1/2019)
1. L’unità immobiliare a uso residenziale commerciale o artigianale risultante da incremento volumetrico previsto dalla legge regionale 23 ottobre 2009, n. 4 (Disposizioni straordinarie per il sostegno dell’economia mediante il rilancio del settore edilizio e per la promozione di interventi e programmi di valenza strategica per lo sviluppo), ricompresa nelle zone urbanistiche omogenee A, B e C, può essere frazionata solo se la più piccola delle unità derivate ha una superficie lorda superiore a 50 metri quadri. Negli altri casi l’incremento volumetrico non può essere utilizzato per generare ulteriori unità immobiliari e non può essere alienato separatamente dall’unità che lo ha generato. Il vincolo di non alienazione ha durata decennale ed è trascritto nei registri immobiliari. (modificato dall’art. 33 della L.R. 1/2019)
2. Nelle zone urbanistiche A, B e C sono consentiti gli interventi di riuso dei sottotetti esistenti per il solo scopo abitativo. Il riuso dei sottotetti è consentito Il riuso dei sottotetti, con conseguente ottenimento dell’agibilità, è consentito (modificato dall’art. 34 della L.R. 1/2019) purché siano rispettate tutte le prescrizioni igienico-sanitarie riguardanti le condizioni di agibilità previste dai regolamenti vigenti, e, relativamente alle altezze, sia assicurata per ogni singolo vano di ogni unità immobiliare un’altezza media ponderale uguale o maggiore a 2,40 metri per gli spazi ad uso abitativo, ridotta a 2,20 metri per spazi accessori e servizi; per i comuni posti a quote superiori a 600 metri di altitudine sul livello del mare è consentita rispettivamente la riduzione a 2,20 metri per spazi ad uso abitazione e a 2,00 metri per accessori e servizi.
2. I soppalchi sono ammessi per non più del 40 per cento della superficie sottostante e per le unità abitative che abbiano altezze libere di interpiano minime di 4,60 metri altezze libere di interpiano minime di 4,10 metri (modificato dall’art. 35 della L.R. 1/2019), tali da permettere una ripartizione delle altezze per gli spazi sottostanti non inferiore a 2,40 metri e per la parte soprastante una altezza media non inferiore a 2,00 metri.
e) negli edifici di interesse artistico, storico, archeologico o etno-antropologico vincolati ai sensi della parte II del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137), e successive modifiche ed integrazioni salva la possibilità di utilizzare l’incremento volumetrico per la realizzazione di corpi di fabbrica separati, realizzabili, nel caso in cui gli edifici facciano parte di un unico complesso o nucleo insediativo, anche mediante cumulo dei singoli crediti edilizi;;
2. I volumi oggetto di condono edilizio sono computati nella determinazione del volume urbanistico cui parametrare l’incremento volumetrico, ma sono detratti dall’ammontare complessivo dell’incremento volumetrico calcolato. (sostituito dall’art. 36 c.1 della L.R. 1/2019)
2. I volumi oggetto di condono edilizio non sono computati nella determinazione del volume urbanistico cui parametrare l’incremento volumetrico. (inserito dall’art. 36 c.1 della L.R. 1/2019)
c bis) è consentito nella zona urbanistica omogenea E, indipendentemente dal possesso dei requisiti soggettivi di cui all’articolo 26, mediante il superamento della superficie minima di intervento prevista dalle vigenti disposizioni regionali e comunali, purché superiore a un ettaro purché superiori a 2.500 metri quadri (modificato dall’art. 40 della L.R. 1/2019), non raggiungibile con l’utilizzo di più corpi aziendali separati e ferme le eventuali ulteriori limitazioni derivanti dalle vigenti disposizioni paesaggistiche;
8. L’unità immobiliare ad uso residenziale commerciale o artigianale risultante dall’incremento volumetrico previsto dall’articolo 30 ricompresa nelle zone urbanistiche omogenee A, B e C, può essere frazionata solo se la più piccola delle unità derivate ha una superficie lorda superiore a 70 metri quadri. Negli altri casi l’incremento volumetrico non può essere utilizzato per generare ulteriori unità immobiliari e non può essere alienato separatamente dall’unità che lo ha generato; il vincolo di non alienazione ha durata decennale ed è trascritto nei registri immobiliari. (modificato dall’art. 36 c.1 della L.R. 1/2019)
13 bis. Per gli interventi di cui al presente articolo l’autorizzazione paesaggistica, qualora necessaria, è rilasciata dalla Regione, ai sensi dell’articolo 9, comma 1, della legge regionale n. 28 del 1998. (inserito dall’art. 37 della L.R. 1/2019)
14. Ove la demolizione riguardi edifici inclusi nel centro di antica e prima formazione, l’intervento è realizzabile se localizzato nella zona urbanistica A, unicamente previa approvazione di un piano particolareggiato adeguato al Piano paesaggistico regionale ed esteso all’intera zona urbanistica. Se l’intervento è localizzato in zone urbanistiche omogenee diverse dalla zona A, l’intervento è realizzabile unicamente nel caso in cui, con il piano particolareggiato del centro di antica e prima formazione, con la stessa deliberazione di cui al comma 2 Se è localizzato in zone urbanistiche omogenee diverse dalla zona A, l’intervento è realizzabile unicamente nel caso in cui, con il piano particolareggiato del centro di antica e prima formazione o con la medesima deliberazione di cui al comma 2 (modificato dall’art. 38 della L.R. 1/2019), il consiglio comunale riconosca che l’edificio è in contrasto con i caratteri architettonici e tipologici del contesto, esplicitando i criteri seguiti nell’analisi. Tale deliberazione è soggetta ad approvazione ai sensi dell’articolo 9 della legge regionale n. 28 del 1998, e successive modifiche ed integrazioni. Analogamente si procede ove la localizzazione dell’intervento di ricostruzione ricada nel centro di antica e prima formazione.
15 quinquies. Per gli interventi di cui al presente articolo, ad eccezione di quelli del comma 5, l’autorizzazione paesaggistica, qualora necessaria, è
rilasciata dalla Regione, ai sensi dell’articolo 9, comma 1, della legge regionale n. 28 del 1998. (inserito dall’art. 38 della L.R. 1/2019)
d) realizzati, per almeno il 50 per cento del computo metrico, con materiali ecocompatibili in possesso della dichiarazione ambientale di prodotto e certificati UNI EN ISO serie 14020, e con materiali ecologici per la bioedilizia o prodotti per la bioedilizia oggetto di certificazione da parte di istituti accreditati. (inserito dall’art. 40 della L.R. 1/2019)

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38
 Art. 39
 Art. 40
 Art. 41
 Art. 42
 Art. 43
 Art. 44
 Art. 45