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Timestamp: 2016-10-23 03:24:00+00:00

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⭐Il rischio ambientale nel SII: l implementazione del SGA aiuta nella corretta gestione
Il rischio ambientale nel SII: l implementazione del SGA aiuta nella corretta gestione
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1 Valutare le criticità nel sistema di collettamento riduce situazioni pericolose Il rischio ambientale nel SII: l implementazione del SGA aiuta nella corretta gestione 2 a parte di un sistema di gestione ambientale rappresenta un valido sistema per poter gestire il rischio ambientale insito nelle attività svolte nell ambito del servizio idrico L adozione integrato. Dai risultati ottenuti nell ambito di un project work afferente al corso ERAM - environmental risk assessment and management svolto presso il Politecnico di Milano - Cineas, emergono, relativamente alla rete di collettamento, diverse criticità ambientali, soprattutto in caso di operatività anomala o in condizioni di emergenza, che possono causare ripercussioni sull intera gestione del servizio idrico legate, ad esempio, alla proliferazione di parassiti e animali infestanti. La prima parte dell approfondimento è stata pubblicata sul n. 17/2010 di Ambiente&Sicurezza. di Elena Caravaggio, risk manager ed Eleonora Perotto, Politecnico di Milano La fase di analisi ambientale iniziale è una tra le più importanti nel percorso di implementazione di un sistema di gestione ambientale (SGA), poiché l identificazione degli aspetti ambientali, sia effettivi, sia potenziali, è utile per identificare alcune tipologie di rischio e ottenere una serie di dati di prestazione ambientale in condizioni normali, anomale e di emergenza. Il sistema di collettamento, infatti, presenta diverse criticità che, se sottovalutate, possono generare situazioni di rischio per l ambiente. Le reti fognarie sono essenzialmente di due tipologie, miste o unitarie e separate; pertanto il sistema fognario, ai fini dell identificazione degli aspetti ambientali, è stato suddiviso in tre fasi : rete mista; rete nera; rete bianca. e in sottofasi corrispondenti sia alle diverse tipologie di manufatti riscontrabili sulle reti (ad esempio, canalizzazioni, pozzetti d ispezione, sfioratori, vasche di laminazione) sia alle attività accessorie e trasversali di gestione delle reti (ad esempio, spurgo e videoispezione). Secondo la logica della norma ISO 14001:2004, è stata dapprima svolta una valutazione dei flussi di massa ed energia in entrata e in uscita alle fasi considerate e, più nel dettaglio, per ciascuna operazione unitaria (sottofase). Gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sono stati considerati come condizioni anomale o di emergenza rispettivamente in presenza o assenza di programmazione. Ricadono, inoltre, nelle condizioni di anomalia tutte le fasi di collaudo o 21 dicembre N IL SOLE 24 ORE2 Figura 1 Identificazione aspetti ambientali per la sottofase pozzetto d ispezione - stralcio (modif. Caravaggio e Cassetti, 2009) Generazione Destinazione Materiali ausiliari Risorsa idrica Energia Acque reflue Acque reflue/acque meteoriche Parassiti/animali infestanti Odori Rumori Fanghi Sabbia/ghiaia Rifiuti Traffico indotto Polveri Gas Acque parassite Impianto trattamento/corpo idrico superficiale (c.i.s.)/ suolo-sottosuolo Ambiente smaltimento Impianti di trattamento smaltimento Ambiente Aspetti ambientali materiali ausiliari Proliferazione parassiti e animali infestanti Emissioni odorigene Condizioni Normali Anomale Emergenza - Manutenzione ordinaria/straordinaria programmata; costruzione nuovo manufatto programmato, ecc. [spurgo - videoispezione]* - Eccessivo carico di sostanze organiche (ad esempio: derivanti da utilizzo trituratori domestici, allacci abusivi di ristoranti/altro), bassa velocità di deflusso nelle reti (ad esempio per ostruzioni, bassa pendenza). - Riduzione della velocità di deflusso con ristagno sostanze organiche putrescibili e innesco reazioni di degradazione per mancata pulizia. [spurgo]* Interventi di rifacimento non programmati; manutenzione straordinaria non programmata. [spurgo - videoispezione]* Eccessivo carico di sostanze organiche (ad esempio: derivanti da utilizzo trituratori domestici, allacci abusivi di ristoranti/altro), bassa velocità di deflusso nelle reti (ad esempio per ostruzioni, bassa pendenza). Ristagno di reflui con formazione sostanze odorigene per presenza di una ostruzione; scarichi abusivi di sostanze odorigene o che danno luogo alla formazione di sostanze odorigene. [spurgo]* * [] possibile associazione con attività tra parentesi - verificare gli aspetti ambientali correlati. IL SOLE 24 ORE dicembre N.13 funzionamento difforme dallo standard, mentre in quelle di emergenza tutti gli eventi prevedibili, ma non programmabili (ad esempio rotture collettori per usura/eventi accidentali/fenomeni di dissesto/ecc.). Aspetti ambientali critici Dall analisi svolta emerge che il sistema di collettamento è caratterizzato dalla presenza di pochi aspetti ambientali (AA) in condizioni normali, ma numerosi in condizioni anomale o di emergenza, pertanto importanti in termini di conseguente rischio ambientale. In particolare, tra gli aspetti ambientali più critici da gestire si annoverano: la proliferazione di parassiti e animali infestanti; la generazione di acque parassite; l emissione di sostanze gassose. Vengono, di seguito, brevemente analizzati in relazione alle cause generatrici e alle possibili misure gestionali. Caso studio 1. Proliferazione parassiti e animali infestanti L aspetto ambientale proliferazione parassiti/animali infestanti, è sempre presente in quasi tutte le sottofasi del sistema di collettamento in condizioni anomale e di emergenza. A titolo d esempio, viene riportato in figura 1 uno stralcio della tabella di identificazione degli aspetti ambientali per la sottofase pozzetto d ispezione, usato per la compilazione del registro. L analisi delle cause nelle tre condizioni considerate vuole essere rappresentativa, ma non esaustiva. L aspetto ambientale in questione, con particolare riferimento alla presenza di ratti e blatte, è talvolta erroneamente sottovalutato. La presenza nel sistema fognario di ratti, noti vettori di malattie, nonostante non sia infrequente, non deve rappresentare la normalità, poiché costituisce una potenziale fonte di rischio in relazione alla possibilità di risalita in superficie (tipicamente attraverso le caditoie stradali a bocca di lupo). Analogamente, anche le blatte, vettori di numerosi microrganismi patogeni, rappresentano un potenziale rischio di cui tener conto nella gestione del sistema fognario. La principale causa della proliferazione di questi animali infestanti nelle reti fognarie è la presenza di rifiuti alimentari derivanti tipicamente: dalle attività di ristorazione e similari; dall installazione nelle abitazioni di dissipatori alimentari (detti anche trituratori domestici). In particolare, l utilizzo del trituratore, posto normalmente sotto il lavello della cucina in corrispondenza dello scarico nelle reti domestiche delle acque civili, in caso di elevata diffusione, può creare diversi problemi non solo alla rete fognaria, ma anche alla depurazione finale. L impiego di questi dispositivi genera, infatti, un aumento del carico inquinante immesso nelle fognature (gli apporti più significativi sono quelli dovuti al COD, ai solidi totali e ai solidi sospesi totali - Gualato, 1999) che, da un lato, genera appunto nella rete di collettamento la proliferazione di parassiti e animali infestanti che trovano cibo in grande quantità, e, dall altro, comporta un sovraccarico per gli impianti di trattamento finale. È, infatti, evidente che l uso del tritarifiuti, che trasferisce alla fase liquida rifiuti che si trovano alla fase solida, non è compatibile con la gestione tradizionale delle acque reflue urbane, che non considera nel dimensionamento e nella manutenzione di collettori e impianti di depurazione il carico aggiuntivo derivante dall immissione dei reflui triturati (giova per altro evidenziare che, ammesso di disporre di reti e impianti idonei, l introduzione del sistema tritarifiuti richiederebbe un utilizzazione totale in zone omogenee, altrimenti se ne vanificherebbe la funzione sia in termini di efficacia ambientale sia in termini di economia globale, come sostenuto da Pastorelli, 1998). Si sottolinea, inoltre, che l impiego di questi dispositivi genera anche altri aspetti ambientali collegati alle dinamiche che si innescano nella rete fognaria; infatti, l aumento della concentrazione di solidi sospesi nelle acque reflue, nonché l elevata sedimentabilità delle particelle addizionali, può portare, ad esempio, a fenomeni di deposito, incrostazioni e ostruzioni, con attivazione anomala dei manufatti di sfioro (anche in tempo di asciutta) e contestuale aumento del rischio di eutrofizzazione dei corpi idrici recettori finali. La regolamentazione dell uso del dissipatore domestico deve coinvolge, quindi, i gestori del SII, che all interno dei regolamenti di fognatura, in considerazione delle caratteristiche delle proprie reti e impianti decideranno 21 dicembre N IL SOLE 24 ORE4 Tabella 1 Principi attivi dei prodotti rodenticidi anticoagulanti e disinfestanti per blatte e insetti attualmente in commercio (modif. Caravaggio e Cassetti, 2009) Animali infestanti Ratti Principio attivo Cumatetraril Cumacloro Fumarin Pindone Warfarin* Clorofacinone Dicumarolo Difacinone Pericolo per l uomo Prodotti ad ingestione multipla (prima generazione) Pericolo per l ambiente Nocivi per ingestione: possono provocare emorragie interne Nocivi per gli organismi acquatici Nocivi per ingestione: possono provocare emorragie, nausea, disturbi a livello gastrointestinale. Possono rivelarsi teratogeni Molto tossico per ingestione. Pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata per inalazione e contatto Blatte e insetti Brodifacum Bromadiolone Difenacum Flocumafene Difetialone Azamethiphos Cipermetrina Diazinone Estratto di pireto Piperonilbutossido Prodotti ad ingestione singola (seconda generazione) Nocivi per contatto e per ingestione: con la pelle possono essere assorbiti e dare luogo ad emorragie interne. Se ingeriti possono provocare emorragie interna Può contaminare il terreno o l acqua Tossico per ingestione Bioaccumulabile e tossico per gli organismi acquatici Molto tossico per contatto e ingestione: può causare emorragie e morte; irritante della pelle, degli occhi e dei tratti respiratori Nocivo per ingestione, inalazione e contatto con la pelle: può provocare irritazioni per contatto con la pelle Tossico per gli organismi acquatici. Tossico per gli uccelli (solo l Azamethiphos) Tossico per gli organismi acquatici * Antagonista della vitamina K la quale permette l attivazione di vari fattori della coagulazione (esempio protrombina). Il wafarin è un farmaco anticoagulante ed è utilizzato nelle terapie mediche, trova applicazione anche come ratticida. se ritenere tecnicamente ammissibile o meno l impiego dei dissipatori. Questo approccio è per altro sancito dal D.Lgs. n. 152/2006 e succ. modd. e int., che all art. 107, comma 3, stabilisce che «Non è ammesso lo smaltimento dei rifiuti, anche se triturati, in fognatura - ad eccezione - di quelli organici provenienti dagli scarti dell alimentazione che ne riducano la massa in particelle sottili, previo accertamento dell esistenza di un sistema di depurazione da parte dell ente gestore del servizio idrico integrato, che assicura adeguata informazione al pubblico anche in merito alla planimetria delle zone servite da tali sistemi. L installazione delle apparecchiature è comunicata da parte del rivenditore al gestore del servizio idrico, che ne controlla la diffusione sul territorio». A fronte di questo quadro per la gestione dell aspetto ambientale proliferazione parassiti/animali infestanti si possono prevedere da un lato interventi tempestivi di pulizia delle condotte, dall altro l adozione di misure di IL SOLE 24 ORE dicembre N.15 prevenzione. In particolare, sarà importante effettuare sia manutenzioni periodiche delle reti fognarie garantendone il regolare esercizio, soprattutto in corrispondenza di allacci di attività quali quelle di ristorazione (prevedendo in questi casi anche l installazione di appositi dispostivi per il trattamento di olii e grassi), sia campagne di sensibilizzazione verso i fruitori della rete, rammentando le problematiche connesse all utilizzo dei dissipatori e quindi al conseguente divieto di utilizzo. Si ricorda, da ultimo, che in presenza di infestazioni particolarmente rilevanti e persistenti sarà necessario intervenire svolgendo anche un attività di derattizzazione/disinfestazione con l impiego di varie formulazioni ratticide/ disinfestanti. Attualmente, per i ratti le sostanze più utilizzate sono quelle che possiedono un azione anticoagulante (si veda la tabella 1). Tuttavia, queste sostanze rappresentano un potenziale pericolo anche per l ambiente poiché sono nocive per gli organismi acquatici, talvolta bioaccumulabili, e possono diventare fonte di contaminazione per il suolo e sottosuolo. Analogamente anche i prodotti disinfestanti hanno caratteristiche di pericolosità tali da poter pregiudicare le matrici ambientali potenzialmente coinvolte, in concomitanza, ad esempio, con l attivazione anomala degli sfioratori posti lungo la rete fognaria o di eventuali punti di perdita della stessa. Si evidenzia, da ultimo, come questi prodotti, se non correttamente impiegati, entrando in contatto con il refluo, possono pregiudicare il trattamento biologico che avviene nell impianto di depurazione di valle, riducendone l efficienza e peggiorando, di conseguenza, la qualità del refluo depurato scaricato nel corpo recettore. È, dunque, evidente come la gestione dell aspetto ambientale principale possa a sua volta determinare, a cascata, la generazione di altri aspetti ambientali secondari e pertanto sarebbe auspicabile che il gestore del servizio idrico identificasse apposite procedure volte a gestire anche gli aspetti ambientali derivati. Caso studio 2. Generazione di acque parassite L aspetto ambientale acque parassite è presente in tutte le sottofasi del sistema di collettamento tranne in quelle accessorie (spurgo, videoispezione), con particolare riferimento alle condizioni anomale e di emergenza. A titolo d esempio, viene riportato, nel seguito, uno stralcio della tabella di identificazione degli aspetti ambientali per la sottofase canalizzazione, la quale comprende le attività connesse sia alla realizzazione che all esercizio della rete di tubazioni necessarie al collettamento dei reflui (si veda la figura 2). Con il termine acque parassite si indica qualsiasi infiltrazione evitabile di fluido non refluo all interno della rete di collettamento e, in ultima analisi, al sistema depurativo. Le tipologie più comuni di acque parassite sono riconducibili ad acque chiare infiltrate nella rete provenienti da: drenaggi di giardini, campi coltivati (che oltre ad addurre le portate di pioggia, generano un prolungamento delle code delle piene dovute al rilascio lento dei volumi ritenuti - queste portate non vengono sfiorate e giungono inalterate al sistema depurativo); sorgenti, risorgive, affioramenti, acquiferi; torrenti intubati; torrenti a carattere temporaneo; canali irrigui stagionali; sfiori di serbatoi di acquedotto, sfiori di canali; sistemi di raffreddamento di impianti industriali; spurgo sistemi di bonifica, quando caratterizzati da concentrazioni di gran lunga al di sotto dei limiti per lo scarico in fognatura e direttamente recapitate in queste; ecc. Le acque parassite possono portare, da un lato ad una iniziale sovrastima della portata entrante nel sistema fognario, con un conseguente sovradimensionamento di tutti gli organi della rete, dall altro, in relazione ad un loro successivo ulteriore e non previsto aumento, al verificarsi delle seguenti situazioni (Bocus, 2006): attivazione anomala degli sfioratori posti sulla rete e del by-pass in testa agli impianti; riduzione delle rese depurative degli impianti di trattamento in relazione alla eccessiva diluizione dei reflui; sovraconsumi energetici lungo la rete fognaria in corrispondenza delle stazioni di sollevamento, in relazione alle portate maggiori; possibili lesioni dei punti di ingresso nella 21 dicembre N IL SOLE 24 ORE6 Figura 2 Identificazione degli aspetti ambientali per la sottofase canalizzazioni - stralcio (modif. Caravaggio e Cassetti, 2009) Generazione Destinazione Risorsa idrica Energia elettrica Materiali ausiliari Combustibile Acque reflue/acque meteoriche Fanghi Sabbia e ghiaia Rifiuti Odori Rumore Traffico indotto Parassiti e animali infestanti Polveri Gas Acque parassite Impianto di depurazione/ c.i.s./suolo sottosuolo smaltimento Impianto di trattamento smaltimento Ambiente Ambiente Aspetti ambientali pericolose sostanze Condizioni Normali Anomale Emergenza - Immissione diretta o indiretta nelle condotte di sostanze pericolose derivanti da: allacci abusivi, scarichi irregolari, immissioni anomale saltuarie, interventi programmati di manutenzione e/o pulizia e/o disinfestazione delle reti, ecc. Acque parassite - Portata superiore a quella prevista nella canalizzazione con conseguente eccessiva diluizione del refluo, causata da immissioni riconducibili a: drenaggi di giardini/campi coltivati, fossi irrigui/rogge, acque sorgive e affioramenti acque di falda, sfiori di canali, acque di raffreddamento di impianti industriali, acque di torrenti intubate e non, dallo scarico di pompe per il risanamento interrati, ecc. Produzione sabbie e ghiaie - Interventi programmati di pulizia ordinaria/straordinaria delle canalizzazioni, ecc. [spurgo programmato]* Immissione diretta/indiretta derivante da: eventi accidentali di sversamento su strada, scarichi abusivi temporanei (ad esempio legati ad operazioni di lavaggio serbatoi industriali), rotture di sistemi di contenimento e/o intercettazione, scarichi produttivi fuori limite, interventi non programmati di manutenzione e/o pulizia e/o disinfestazione delle reti, ecc. Come per le condizioni anomale, ma non si conosce ancora la portata potenziale e in tempo di asciutta, questa causa l attivazione improvvisa di sfiori sulla rete e di bypass degli impianti di trattamento. Inoltre, ingenti e improvvise immissioni di acque bianche nella rete compromessa in relazione a fenomeni di dissesto/cause contingenti (ad esempio cantieri in atto). Interventi di pulizia delle canalizzazioni non programmati, interventi di ripristino collettori, ecc. [spurgo non programmato]* * [] possibile associazione con attività tra parentesi - verificare gli aspetti ambientali correlati. IL SOLE 24 ORE dicembre N.17 rete, con conseguenti rischi di frane e cedimenti del terreno, causati dal trasporto solido che caratterizza spesso le acque di infiltrazione. Per gestire l aspetto ambientale acque parassite è, quindi, necessario puntare innanzitutto all eliminazione e, in subordine, alla riduzione delle acque chiare infiltrate. In questo senso è, quindi, essenziale: effettuare uno studio preliminare per l identificazione dei punti critici del sistema fognario basato sul reperimento di tutte le informazioni disponibili sul territorio (ad esempio, rilievi topografici e geologici, planimetrie del reticolo idrografico minore e maggiore nonché del sistema irriguo, ecc.); sviluppare un progetto di monitoraggio, volto all identificazione delle presumibili infiltrazioni, che preveda analisi sia di tipo quantitativo, individuando portate anomale non in linea con lo schema fognario delineato, che qualitativo, individuando valori di COD sui campioni prelevati dai singoli rami del sistema minori rispetto a quello che ci si aspetterebbe in relazione al numero di abitanti equivalenti; effettuare, in presenza di un anomalia qualitativa o quantitativa, una analisi dell area di interesse per il rilievo a vista della consistenza dei collegamenti tra la rete fognaria e il reticolo idrico mediante videoispezione, tecnica capace di verificare l integrità delle tubazioni e, quindi, di individuare le eventuali infiltrazioni di acque parassite; elaborare, individuati i punti della rete soggetti a interferenze, la documentazione progettuale con i possibili scenari risolutivi e la loro fattibilità tecnica; eseguire l intervento valutato più idoneo in relazione alla tipologia di criticità riscontrata: dalla semplice sigillatura e ripristino della tubazione alla più complessa azione sul reticolo idrico (ad esempio, deviazione di rogge); monitorare gli effetti dell intervento. La gestione dell aspetto ambientale in questione permette di garantire il funzionamento ottimale della rete di collettamento evitando attivazioni anomale degli sfioratori/scarichi di emergenza e del by-pass posto in testa agli impianti di depurazione, nonché il buon funzionamento degli impianti stessi, grazie alle evitate diluizioni, così da garantire la qualità del refluo scaricato nel corpo idrico recettore. Si evidenzia, da ultimo, come la buona gestione dell aspetto ambientale acque parassite permette altresì di ridurre, da un lato, i costi legati agli impianti di sollevamento e di depurazione (maggiorati se si sovrastima la portata entrante) e, dall altro, i costi indiretti dovuti, ad esempio, al corretto funzionamento idraulico (cicli di attacco e stacco), alla minore usura di tutti gli organi meccanici e al migliore funzionamento in occasione di eventi meteorici (per i sistemi misti) (Bocus, 2008). Caso studio 3. Emissione sostanze gassose Anche l aspetto ambientale emissione sostanze gassose è presente in molte sottofasi del sistema di collettamento, con particolare riferimento alle condizioni anomale e di emergenza. A titolo d esempio, viene riportato uno stralcio della tabella di identificazione degli aspetti ambientali per la sottofase impianto di sollevamento (si vada la figura 3). L aspetto ambientale in questione considera non solo i gas generati dagli automezzi durante le attività di cantiere e di manutenzione (ordinaria e straordinaria) su reti e impianti, ma anche l emissione di sostanze particolari quali solfuro di idrogeno (H 2 S) e metano (CH 4 ) che si formano all interno delle condotte a seguito di fenomeni di degradazione biologica di reflui aventi determinate caratteristiche e in presenza di determinate condizioni di temperatura, ph e tenore di ossigeno. È proprio questa seconda componente a caratterizzare questo aspetto ambientale determinando rischi ambientali in condizioni di anomalia e emergenza. In particolare, il solfuro di idrogeno si genera dalla decomposizione delle proteine contenenti zolfo o dal solfato presenti nei liquami e, al crescere della temperatura dei liquami o a seguito dell abbassamento del ph, diminuisce la sua solubilità, sfuggendo dalla fase liquida e dando luogo a diversi inconvenienti sia per gli addetti alla manutenzione, a causa della tossicità del gas ad elevate concentrazioni, sia per la popolazione potenzialmente esposta, a causa del cattivo odore. Può, inoltre, accadere che l idrogeno solforato venga assorbito dalla superficie umida posta al di sopra del livello dei liquami e venga, di seguito, ossidato dai microrganismi, con formazione di acido solfo- 21 dicembre N IL SOLE 24 ORE8 Figura 3 Identificazione degli aspetti ambientali per la sottofase impianto di sollevamento - stralcio (modif. Caravaggio e Cassetti, 2009) Generazione Destinazione Acque reflue Energia elettrica Combustibile Materiali ausiliari Risorsa idrica Acque reflue/ acque meteoriche Odori Rumori Gas/aerosol Polveri Parassiti/animali infestanti Rifiuti Fanghi Acque parassite suolo sottosuolo/c.i.s /suolo smaltimento Impianto di trattamento Aspetti ambientali di energia elettrica Emissione sostanze gassose Condizioni Normali Anomale Emergenza Funzionamento dell apparato Eccessivo consumo per: funzionamento anomalo delle pompe, sollevamento portata diluita in tempo di asciutta, interventi manutentivi programmati, ecc. Riduzione del consumo per riduzione delle portate da trattare. - Da automezzi durante le attività di manutenzione ordinaria. [spurgo programmato]* Da attività di cantiere per manutenzione straordinaria programmata o nuova costruzione sia come polveri diffuse che come emissioni gassose dei mezzi d opera. Formazione nelle condotte di H 2 S e CH 4 in presenza di reflui aventi certe caratteristiche e in presenza di determinate condizioni di temperatura, ph e tenore di ossigeno. Eccessivo consumo per: malfunzionamento delle pompe, sollevamento portata diluita in tempo di asciutta, interventi manutentivi non programmati, Assenza di consumo per guasti. Da automezzi durante le attività di manutenzione ordinaria o straordinaria non programmata o nuova costruzione sia come polveri diffuse che come emissioni gassose dei mezzi d opera. [spurgo non programmato]* Formazione rilevante e persistente nelle condotte di H 2 SeCH 4 in presenza di reflui aventi certe caratteristiche e in presenza di determinate condizioni di temperatura, ph e tenore di ossigeno. Sversamenti reflui - Attivazione dello scarico di emergenza in relazione ad interventi sulla rete fognaria collegata alla stazione di sollevamento, presenza acque parassite, ecc. [spurgo programmato]* Rottura: delle pompe con attivazione scarico di emergenza, della cameretta, della tubazione in ingresso/uscita, ecc. [spurgo non programmato]* IL SOLE 24 ORE dicembre N.19 Tabella 2 Elenco possibili indicatori per le sottofasi considerate (modif. Caravaggio e Cassetti, 2009) Condizioni Indicatori Aspetto Proliferazione parassiti/ animali infestanti Emissione acque parassite Emissione sostanze gassose N-A-E A-E A-E ECI (Indicatori di condizione ambientale) densità popolazione dei ratti nell area di 500 m 2 dal pozzetto; densità popolazione di blatte nell area di 500 m 2 dalle caditoie. % del terreno interessata da fenomeni di risorgive; n. fossati in asciutta/n. tot. fossati. OPI (indicatori di prestazione operativa) quantitativo di disinfestante utilizzato/n. di pozzetti; km di rete con presenza animali infestanti/km totali. m 3 /anno refluo sollevati realmente/ m 3 /anno refluo previsti; [COD] attuale vs anno precedente (%) o vs A.E teorici. A-E [sostanze inquinanti] in aria variazione percentuale annua concentrazione di H 2 S nella rete; [CH4] o [H2S] rilevata nelle reti. MPI (indicatori di prestazione gestionale) n. iniziative adottate per prevenire la presenza di insetti; n. interventi effettuati/ n. segnalazioni ricevute. n. interventi di sigillatura tubazioni e ripristino rete/anno; n. punti critici rilevati per comune. quantità di prodotti per clorazione utilizzati/anno; n. interventi di aerazione delle tubazioni, rico, provocando la corrosione delle strutture in acciaio, ghisa e cemento. La formazione del metano segue lo stesso processo di formazione del solfuro di idrogeno (i batteri che generano i due gas entrano in competizione fra loro) ed è garantita in condizioni anaerobiche che si hanno quando non si ha sufficiente ossigenazione delle condotte (Guisasola et al., 2007). La presenza di questo gas presenta notevoli rischi poiché può raggiungere la saturazione e se non estratto provocare esplosioni. È stato per altro verificato che la formazione di entrambe queste sostanze produce una drastica diminuzione del COD disponibile per la biodegradazione con conseguenze negative sull efficienza di trattamento dell impianto di depurazione a valle del sistema. Ai fini della gestione dell aspetto ambientale in questione, soprattutto ove le condizioni al contorno potrebbero facilitare la formazione dell idrogeno solforato e del metano (ad esempio in relazione alla presenza di particolari scarichi industriali o alle caratteristiche dei collettori o tempi lunghi di ritenzione delle acque in fognatura), gli enti gestori possono, ad esempio, come misura preventiva praticare (Bianucci e Ribaldone Bianucci, 1998): la clorazione o l aggiunta di altri battericidi o calce; l aerazione dei liquami; la pulitura meccanica delle condutture. Indicatori per gli aspetti ambientali Da ultimo, si riportano in tabella 2 alcuni indicatori, classificati in base ai dettami della ISO 14031:1999, per gli aspetti ambientali trattati nel presente contributo, che possono essere utilizzati dapprima per la loro quantificazione (e quindi valutazione) e successivamente per la loro gestione. L utilizzo di questi indicatori è importante non solo perché il processo di valutazione degli aspetti ambientali dovrebbe essere quanto più possibile oggettivo, trasparente, riproducibile e verificabile, ma anche perché solo grazie ad essi è possibile monitorare adeguatamente l andamento della prestazione ambientale e dei collegati rischi ambientali in relazione alle scelte 21 dicembre N IL SOLE 24 ORE10 gestionali compiute (Perotto e Canziani, 2008). Conclusioni L aver individuato gli aspetti ambientali propri del sistema fognario in condizioni anomale e di emergenza permette al gestore di identificare le diverse tipologie di rischio ambientale ad esso collegate. In particolare, nel corso del lavoro sono stati approfonditi alcuni aspetti ambientali poco affrontati in letteratura, come il problema degli animali infestanti, delle acque parassite e della formazione di sostanze gassose (idrogeno solforato/metano) nei condotti fognari. Come illustrato, l adozione dell approccio tipico dei SGA può consentire di identificare prima e gestire poi i rischi ambientali in maniera ottimale. Bibliografia G. Bianucci e Ribaldone E. Bianucci, (1998). Il trattamento delle acque inquinate - Formule e calcoli per il dimensionamento degli impianti, Hoepli Ed., Milano. A. Bocus, (2006). Il problema della presenza di acque parassite nelle reti fognarie: metodi per l accertamento e riduzione GresEconews, Vol. 13, n. 2, pagg A. Bocus, (2008). Atti del convegno «Conservazione ed efficienza delle strutture del servizio idrico integrato», Conservazione delle canalizzazioni sotterranee, Associazione Idrotecnica Italiana, Jesolo, Maggio R. Canziani, E. Perotto e M. Vaccari, (2007). Ecogestione nel servizio idrico integrato. Elementi per l applicazioni delle norma ISO 14001:04, Aracne Ed., Roma. E. Caravaggio e G. Cassetti, (2009). La gestione del rischio ambientale nel sistema delle reti fognarie. Project work svolto nell ambito del Master in Environmental Risk Assessment and Management, organizzato da CINEAS, Politecnico di Milano (Tutor: E. Perotto). E.Caravaggio e E. Perotto (2010). Il rischio ambientale nel SII: l implementazione del SGA aiuta nella corretta gestione (1 parte), n.17/2010, Ambiente&Sicurezza, Il Sole24ORE. E. Caravaggio e E. Perotto (2010). Sicurezza ed ambiente nel SII: approccio armonizzato per l identificazione degli aspetti ambientali e della sicurezza per il sistema di collettamento, n. 125/2010, Rivista Inquinamento, Fiera Milano Ed. L. L. Gualato, (1999). Trituratore domestico di rifiuti: valutazione sperimentale degli apporti inquinanti, Tesi di Laurea in Ingegneria per l Ambiente e il Territorio, Relatore: Nurizzo C., Politecnico di Milano. A. Guisasola, D. De Haas, J. Keller and Z. Yuan, (2007). Methane formation in sewer systems, Water Research, vol. 42, pagg ISO 31000:2009. Risk management - Principles and guidelines. ISO/IEC 31010:2009. Risk management - Risk assessment techniques. G. Pastorelli, (1998). L impiego di dissipatori domestici nella provincia di Milano: impatto sul sistema di depurazione delle acque reflue e valutazione della fattibilità giuridico-economica. Fondazione Lombardia per l Ambiente. E. Perotto e R. Canziani (2008). Aspetti ambientali nei sistemi di gestione e certificazione: proposte metodologiche e applicazioni pratiche per l identificazione e valutazione, FrancoAngeli Ed., Milano. Reg. (CE) n. 1221/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del «sull adesione volontaria delle organizzazioni a un sistema comunitario di ecogestione e audit (EMAS)» che abroga il Reg. CE 761/2001 e le dec. 2001/681 e 2006/193. Ora anche su facebook! Novità legislative, interviste agli esperti, anticipazioni, segnalazioni di eventi, pubblicazioni, ecc.: questo e altro sulla nuova pagina di Ambiente&Sicurezza su Facebook, vero e proprio punto di prima informazione accessibile a tutti. DIVENTA FAN CON AMBIENTE&SICUREZZA SEMPRE AGGIORNATI E SEMPRE INFORMATI. Per iscriversi e ricevere tutti gli aggiornamenti è sufficiente digitare la parola Ambiente&Sicurezza - Il Sole 24 ORE nella riga di ricerca di Facebook e cliccare sul tasto Diventa fan IL SOLE 24 ORE dicembre N.1 Documenti analoghi
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References: art. 107
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art.1
 Art. 1
 Art. 2
 Art.1
 art. 16
 Art. 66
 Art. 66