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Timestamp: 2020-06-06 21:37:47+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 34665 del 30/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 34665 del 30/12/2019
Cassazione civile sez. trib., 30/12/2019, (ud. 22/10/2019, dep. 30/12/2019), n.34665
sul ricorso iscritto al n. 15272/2017 proposto da:
avverso la sentenza n. 1318/24/17 della Commissione tributaria
Regionale della Pugolia, emessa il 14/12/2016 e depositata il
21/4/2017;
1. L’Agenzia del territorio di Lecce, a seguito di richiesta di classamento del Comune di Lecce L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335, notificava a S.G. il conseguente avviso di accertamento con la rideterminazione della rendita catastale.
2. Il contribuente impugnava il suddetto avviso e la CTR della Puglia, con sentenza n. 1318/24/17, depositata il 7/4/2017 e notificata il 21/4/17, confermava la sentenza di primo grado e, per l’effetto, accoglieva il ricorso proposto dal contribuente rilevando il difetto di motivazione nell’atto impugnato.
1. Con il primo motivo la ricorrente deduce, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39 e dell’art. 295 c.p.c., per non aver la CTR disposto la sospensione del processo per pregiudizialità, in ragione della pendenza del giudizio dinnanzi al Consiglio di Stato avente ad oggetto le delibere con le quali il Comune di Lecce aveva dato avvio al procedimento L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335; delibere poste a fondamento, tra gli altri, dell’avviso di classamento impugnato.
2. Con il secondo motivo la ricorrente deduce, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335 e della L. n. 212 del 2000, art. 7, avendo la CTR errato nel ritenere necessaria una specifica autonoma motivazione del singolo atto di classamento essendo all’uopo sufficiente il richiamo da esso fatto alla procedura presupposta di cui all’art. 1 cit., stante anche la sua natura di revisione generalizzata e non puntuale del singolo immobile.
3. Il secondo motivo del ricorso non è fondato.
Sempre con riferimento all’onere motivazionale questa Corte con riferimento a fattispecie sovrapponibile a quella in esame – anch’essa relativa ad un avviso di accertamento di revisione del classamento conseguente al medesimo procedimento L. n. 311, ex art. 1, comma 335 avviato dal Comune di Lecce – ha affermato che “In tema di estimo catastale, qualora il nuovo classamento sia stato adottato ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, nell’ambito di una revisione dei parametri catastali della microzona nella quale l’immobile è situato, giustificata dal significativo scostamento del rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, il provvedimento di riclassamento, atteso il carattere diffuso dell’operazione, deve essere adeguatamente motivato in merito agli elementi che, in concreto, hanno inciso sul diverso classamento della singola unità immobiliare, in modo che il contribuente sia posto in condizione di conoscere le ragioni che ne giustificano l’emanazione” (ex plurimis Cass. n. 9770 del 2019).
La motivazione nei termini sopra indicati è elemento essenziale dell’atto e, quindi, deve sussistere a prescindere da una eventuale impugnazione di quest’ultimo, essendo la sua funzione quella di far comprendere al contribuente le ragioni poste a fondamento dell’azione amministrativa si da consentirgli di valutare l’opportunità di eventualmente proporre ricorso dinnanzi all’autorità giudiziaria. L’Amministrazione, quindi, è tenuta ad un adeguata valutazione, caso per caso, del singolo immobile oggetto di riclassificazione “poichè non è sufficiente il rispetto dei criteri generali previsti dalla norma, ma si richiede che l’attribuzione della nuova rendita venga contestualizzata in riferimento alle singole unità immobiliari, anche gli oneri motivazionali devono adeguarsi ad esigenze di concretezza e di analiticità, senza che possa ritenersi sufficiente una motivazione standardizzata, applicata indistintamente, che si limiti a richiamare i presupposti normativi in modo assertivo” (Cass. n. 19810 del 2019).
La CTR, nel rigettare l’appello proposto dall’Agenzia dell’Entrate, ha fatto corretta applicazione di tali principi. Ed invero, il contenuto dell’atto impugnato – per come riassunto nella sentenza d’appello ed indicato nei suoi tratti essenziali nello stesso ricorso – non risponde a quei requisiti primi e indefettibili sopra indicati, in quanto caratterizzato da una motivazione affidata a formule stereotipate e di stile, se non meramente riproduttive di precetti normativi risultando, in tal modo, assenti proprio quei dati primigeni ed essenziali del peculiare procedimento valutativo delineato dall’art. 1, comma 335, cit. e dalle fonti normative integrative.
4. La questione, posta con il primo motivo – riguardante l’asserita pregiudizialità del giudizio pendente dinanzi al Consiglio di Stato sull’appello avverso la sentenza del giudice amministrativo, che ha annullato i presupposti atti amministrativi generali (T.a.r. Puglia, sez. Lecce, 11 luglio 2013, n. 1621) – è logicamente e giuridicamente irrilevante, attesa l’invalidità del nuovo classamento per irrimediabile vizio genetico di motivazione.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 39
 art. 1
 art. 360
 art. 1
 art. 7
 art. 1
 art. 1
 Cass. 
 sentenza 
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