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Timestamp: 2013-05-23 22:29:29+00:00

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discriminazione | Sentenze | Rivista giuridica del lavoro
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dissenso appalto sicurezza sociale Licenziamento individuale Controversie di lavoro e previdenza lavoro subordinato Danno non patrimoniale sicurezza sul lavoro lavoro pubblico dimissioni indennizzo precedente contratto licenziamento contratto a termine scuola risarcimento demansionamento disabilità contratto diritti Retribuzione Invalidità civile condotta antisindacale licenziamento collettivo termine risarcimento del danno lavoro poste italiane nullità sciopero contratto collettivo controlli del datore di lavoro discriminazione previdenza trasferimento di ramo d'azienda discriminazione Corte di Giustizia, N.C-555/07-19 Gennaio 2010
N:C-555/07 - 19 Gennaio 2010)
Grande Sezione – Pres. V. Skouris, Est. P. Lindh – Seda
Kücükdeveci c. Swedex GmbH & Co. KG (Avv. Gen. Y. Bot).
Note: Ritorno a Mangold nell’epoca del Trattato di LisbonaParole chiave: discriminazione :: Discriminazione – Direttiva n. 2000/78/Ce – Art. 6, n. 1 – Divieto di
discriminazioni fondate sull’età – Calcolo del termine di preavviso
di licenziamento – Esclusione dal computo dei periodi di lavoro
compiuti prima dei 25 anni – Illegittimità – Disapplicazione della
normativa nazionale – Necessità.
Il diritto dell’Unione, in particolare il principio di non discriminazione in
base all’età, quale espresso concretamente nella Direttiva n. 2000/78/Ce, deve
essere interpretato nel senso che osta a una normativa nazionale che prevede che,
ai fini del calcolo del termine di preavviso di licenziamento, non siano presi in
considerazione i periodi di lavoro compiuti dal dipendente prima del raggiungimento
dei 25 anni di età
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte Appello Torino, N.564-14 Mag 2008
N:564 - 14 Mag 2008)
Pres. Peyron, Est.
Trafighet – Comune di Orbassano (avv. Bosco) c. R. D. (avv. Caffaratti)
e c. L. C., Consigliera di parità della Provincia di Torino (avv. Caffaratti).
Note: Donne, accesso al lavoro e progressioni di carrieraParole chiave: discriminazione :: genere :: carriera :: inquadramento professionale :: Discriminazioni – Discriminazioni di genere – Inquadramento –
Computo del periodo di astensione obbligatoria per maternità ai fini
della progressione di carriera – Diritto alla valutazione per il periodo
lavorato – Mancata valutazione funzionale alla progressione –
Violazione contrattuale – Comportamento discriminatorio
La mancata valutazione dell’attività della lavoratrice (perché in maternità
per un periodo superiore al limite fissato arbitrariamente dall’amministrazione
pubblica), valutazione nella specie funzionale al passaggio di carriera, ha determinato
la violazione non solo della normativa contrattuale che prevede che i periodi
di aspettativa per gravidanza e maternità obbligatoria siano considerati a
tutti gli effetti quale servizio effettivamente prestato, ma anche della norma di cui
all’art. 42, d.lgs. n. 198/2006, che al comma 2, punto a), prevede la possibilità
di azioni positive per le pari opportunità e l’uguaglianza sostanziale tra uomini
e donne nel lavoro per eliminare le disparità […] nella progressione di carriera.
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Tribunale Brescia, ord., N.X-7 Febbraio 2011
(Tribunale Brescia, ord.
N:X - 7 Febbraio 2011)
Pres. Est. Azzollini –
Comune di Adro (avv. Bezzi) c. Cgil, Flc-Cgil di Brescia (avv.ti Guariso,
Zucca, Marzolla)
Note: Sul divieto di discriminare sulla base delle convinzioni personali: il caso del "sole delle Alpi"Parole chiave: discriminazione :: azione civile :: simboli partitici :: scuola :: legittimazione attiva :: organizzione sindacale :: legittimazione passiva :: terzo estraneo :: Discriminazione – Azione civile contro la discriminazione –
Apposizione di simboli partitici all’interno di un istituto scolastico
– Legittimazione attiva delle Oo.Ss. ex art. 5, comma 2, d.lgs. n.
216/03 – Impossibilità di identificare in modo assoluto i destinatari
– Sussistenza – Legittimazione passiva del terzo estraneo al rapporto
di lavoro – Sussistenza
Nell’ipotesi di azione civile contro la discriminazione avente a oggetto l’apposizione
di simboli partitici all’interno di una scuola, sussiste ex art. 5, comma
2, del d.lgs. n. 216/2003 la legittimazione attiva delle associazioni sindacali
poiché risulta impossibile identificare in modo asoluto i destinatari in ragione
della proiezione nel futuro degli effetti della condotta; sussiste la legittimazione
passiva del terzo estraneo al rapporto di lavoro che potendo interagire nel
contesto lavorativo ha posto in essere il comportamento contestato.
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Tribunale Verona, N.-2 Dicembre 2011
N: - 2 Dicembre 2011)
Est. Gesumunno – Consigliera di parità della Provincia di Verona, A.G. (avv. Fanini) c.
Fondazione Arena di Verona (avv. Belligoli).
Note: Età pensionabile delle ballerine e discriminazione sulla base del sessoParole chiave: discriminazione :: parità :: trattamento :: età :: pesnione :: Parità di trattamento – Discriminazioni in ragione del sesso –
Età pensionabile delle ballerine – Pensione
Non è conforme al diritto dell’Unione europea, il trattamento differenziato sulla
base del sesso in ordine al limite massimo di pensionamento previsto per i lavoratori
dello spettacolo appartenenti alle categorie dei tersicorei e dei ballerini (art. 4, comma
4, d.lgs. n. 182/1997, come modificato dall’art. 3, comma 7, d.l. n. 64/2010),
in quanto contrario al principio generale di non discriminazione in base al sesso del
lavoratore che deve essere garantito a tutti i soggetti, nell’ambito di competenza
dell’ordinamento comunitario
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Tribunale Firenze, Sez. I pen., N.2926-10 Dicembre 2007
(Tribunale Firenze, Sez. I pen.
N:2926 - 10 Dicembre 2007)
Giud. Boscherini –
imputati C. F. (avv. Del Core), C. A. e R. A. (avv. Bestini), P. A. (avv. De
Luca); parti civili S. F. e, in qualità di Consigliera di parità della Regione
Toscana, C. M. (avv. Guidotti).
Note: Donne, accesso al lavoro e progressioni di carrieraParole chiave: discriminazione :: genere :: agenia per il lavoro :: intermediazione :: Discriminazioni – Discriminazioni di genere – Attività di selezione del
personale – Esercizio abusivo di intermediazione – Sanzioni penali –
Risarcibilità del danno.
Il precetto dell’art. 10, d.lgs. n. 276/2003, non è rivolto a «chiunque», ma a
chi gestisce agenzie per il lavoro e quindi dà luogo a una figura di reato proprio,
che si aggiunge alla generale previsione degli artt. 1 e 16, legge n. 903/1977. Il
reato in parola genera un danno morale al soggetto discriminato, consistente nella
sofferenza psichica conseguente al rifiuto dell’esame della candidatura (per un lavoro che astrattamente poteva corrispondere alla sua preparazione professionale)
fondato sul mero fatto di appartenere al genere femminile. Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Tribunale Brescia, ord., N.2798-29 Novembre 2010
N:2798 - 29 Novembre 2010)
Est. Alessio – Cgil, Flc-
Cgil di Brescia (avv.ti Guariso, Zucca, Marzolla) c. Comune di Adro
(avv. Bezzi)
216/2003 – Impossibilità di identificare in modo diretto e immediato
i destinatari – Sussistenza – Legittimazione passiva del terzo
estraneo al rapporto di lavoro – Sussistenza
di simboli partitici all’interno di un istituto scolastico, sussiste ex art.
5, comma 2, del d.lgs. n. 216/2003 la legittimazione attiva delle associazioni
sindacali poiché risulta impossibile identificare in modo diretto e immediato i
destinatari; sussiste la legittimazione passiva del terzo estraneo al rapporto di lavoro
che potendo interagire nel contesto lavorativo ha posto in essere il comportamento
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Tribunale Brecia, Sez. III, ord., N.-31 Gennaio 2012
(Tribunale Brecia, Sez. III, ord.
N: - 31 Gennaio 2012)
Est. Cassia –
V.R.G., Asgi, Fondazione Guido Piccini Onlus (avv.ti Guariso, Zucca)
c. Sezione cittadina della Lega Nord di Adro (avv. Borasio
Note: La discriminazione per associazione e le conseguenze del comportamento discriminatorioParole chiave: discriminazione :: associazione :: molestia :: rimedi :: Discriminazioni – Molestia – Cartello contenente frasi umilianti
e offensive – Soggetto non appartenente al gruppo tutelato –
Pregresse attività di contrasto alla discriminazione su base
razziale o etnica – Discriminazione per associazione – Sussistenza.
L’esposizione di un cartello contenente frasi umilianti e offensive integra la fattispecie
di molestia sulla base della razza o dell’origine etnica di cui all’art. 2, comma
3, d.lgs. n. 215/2003, anche qualora il destinatario del comportamento non sia
appartenente al gruppo protetto, laddove, sulla base di pregresse attività di quest’ultimo
di contrasto alla discriminazione su base razziale o etnica, risulti possibile associarlo
alla categoria protetta.
Abbonandoti puoi leggere e scaricare la sentenza completa	Corte Appello Roma, N.6567-4 Ottobre 2010
Note: Il licenzimento discriminatorio come violazione del principio di uguaglianzaParole chiave: discriminazione :: licenzimento individuale :: Licenzimento individuale - Licenzimento ritorsivo - Art. 4, legge n. 604/1966 - Art. 15 Stat. lav. - Dirigenze - Organizzazione di tendenza - Nullità - Diritto alla reintegra ex art. 18 Stat. lav.

References: Art. 6
 sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 art. 5
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art.
5
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 4
 Art. 15
 art. 18