Source: https://renatodisa.com/2018/10/10/legittima-la-delibera-del-direttore-generale-del-personale-di-una-asl-che-impone-anche-agli-avvocati-della-medesima-azienda-sanitaria-di-strisciare-il-badge-allentrata-e-alluscita-dal-lavoro/
Timestamp: 2018-10-19 08:51:31+00:00

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Legittima la delibera del direttore generale del personale di una Asl che impone anche agli avvocati della medesima Azienda sanitaria di strisciare il badge all'entrata e all'uscita dal lavoro - Avvocato Renato D'Isa
Legittima la delibera del direttore generale del personale di una Asl che impone anche agli avvocati della medesima Azienda sanitaria di strisciare il badge all’entrata e all’uscita dal lavoro
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Consiglio di Stato, sezione terza, Sentenza 26 settembre 2018, n. 5538.
Sentenza 26 settembre 2018, n. 5538
Em. To. e altri, rappresentati e difesi dall’avvocato Ma. Fo., con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Gu. Le. in Roma, via (…);
ASL Salerno, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Ga. Vi., con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Pa. Ia. in Roma, via (…);
Ministero della Salute, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall’Avvocatura Generale dello Stato, presso la quale domicilia ex lege in Roma, via (…);
Va. Ca., rappresentato e difeso da sé medesimo e dall’avv. Sa. Pi., con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania, Sezione staccata di Salerno Sezione Seconda n. 01368/2017, resa tra le parti
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 13 settembre 2018 il Cons. Ezio Fedullo e uditi per le parti gli Avvocati Ma. Fo., Ga. Vi., Va. Ca., Sa. Pi. e l’Avvocato dello Stato;
Il T.A.R. Salerno, con la sentenza appellata, ha respinto il gravame proposto dagli attuali appellanti, nella qualità di avvocati-dirigenti in servizio presso l’ASL di Salerno, avverso, in via principale ma non esclusiva, la nota prot. pg/2016/148770 del 06/07/2016, a firma del Direttore della Funzione Gestione del Personale della medesima A.S.L., avente ad oggetto “consegna badge avvocati dirigenti – obbligo di marcatura”, con la quale, appunto, erano stati loro consegnati i tesserini magnetici, ribadendo l’obbligo di marcatura pena l’adozione di misure disciplinari.
Alle censure attoree – intese essenzialmente a lamentare l’incompatibilità del sistema di rilevazione delle presenze basato sull’uso del badge con il loro status di avvocati dipendenti di un Ente pubblico, caratterizzato da profili di autonomia professionale ed indipendenza, oltre che con le peculiari modalità di svolgimento dell’attività professionale alle dipendenze dell’Azienda sanitaria – la sentenza appellata opponeva le considerazioni formulate da questo giudice di appello con la sentenza (della Sezione V) n. 2434 del 7 giugno 2016, interamente condivise e recepite dal giudice di primo grado, in ordine al fatto che le prerogative di autonomia ed indipendenza, nei termini riconosciuti dall’ordinamento professionale agli avvocati degli enti pubblici, non sono lese da ordini di servizio finalizzati alla verifica del rispetto degli obblighi lavorativi di diligenza e correttezza nei confronti della persona giuridica pubblica datrice di lavoro, non realizzandosi con tali provvedimenti “una “indebita ingerenza” nell’esercizio intrinseco della prestazione d’opera intellettuale propria della professione forense, e cioè “nella trattazione esclusiva e stabile degli affari legali dell’ente”, ai sensi dell’art. 23 l. n. 247 del 2012″, piuttosto semplicemente sottoponendosi l’attività a “forme di controllo estrinseco, doverose e coerenti con la partecipazione dell’ufficio dell’avvocato dell’ente pubblico all’organizzazione amministrativa dell’ente stesso”.
L’appello, va precisato, non è stato proposto dall’originario ricorrente avv. Wa. Ra., mentre è intervenuto ad adiuvandum – in primo e secondo grado – l’avv. Va. Ca..
Tanto premesso, e venendo alle valutazioni del giudicante, deve preliminarmente tratteggiarsi l’oggetto della controversia, il quale attiene – in via principale, anche alla stregua dei motivi di appello – alla compatibilità del meccanismo di rilevazione automatica delle presenze dei dipendenti delle AA.SS.LL. campane, attuato mediante l’uso del cd. badge, con le caratteristiche di indipendenza ed autonomia professionali qualificanti la posizione dei Dirigenti-Avvocati dei medesimi Enti.
Deve infatti osservarsi che se, da un lato, non è dimostrato che l'”imprevedibilità ” dell’attività professionale dell’avvocato sia tale da impedire l’efficiente e tempestivo esercizio della suindicata potestà autorizzatoria, dall’altro lato, proprio l’affidamento della medesima potestà al Dirigente del medesimo Settore cui appartiene l’avvocato richiedente l’autorizzazione, ai fini dello svolgimento del mandato difensivo, garantisce il suo esercizio secondo criteri di snellezza, tempestività, flessibilità e coerenza con le effettive esigenze organizzative del dipendente.
L’appello, in conclusione, deve essere respinto, mentre non possono essere esaminate le censure formulate, in via integrativa, dall’interveniente ad adiuvandum avv. Va. Ca., coerentemente con i limiti delle facoltà difensive connesse alla suddetta figura processuale.
Sezione Terza, definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo respinge e conferma per l’effetto la sentenza appellata.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-10-10T09:50:19+00:0010 ottobre 2018|Consiglio di Stato, Consiglio di Stato 2018, Diritto Amministrativo, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Diritto|0 Commenti

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