Source: http://www.studiofalcone.net/matrimonio-nullo-per-la-chiesa-quali-effetti-sul-mantenimento/
Timestamp: 2018-07-17 20:57:28+00:00

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Matrimonio nullo per la chiesa: quali effetti sul mantenimento? – Avvocato Luca Falcone
Che effetti ha sull’obbligo del versamento dell’assegno di mantenimento la sentenza del tribunale ecclesiastico che dichiara nullo il matrimonio?
Hai intenzione di separarti da tua moglie o da tuo marito. Ti è stato detto che bisogna avviare un procedimento in tribunale e che, in assenza di un accordo (nel qual caso si dà vita a una separazione consensuale), sarà il giudice, nel corso di una vera e propria causa, a determinare le condizioni economiche e personali del distacco (cosiddetta separazione giudiziale). La questione però che vi vede divisi è quella sull’entità dell’assegno di mantenimento che uno dei due non vorrebbe proprio pagare e che, pur a fronte del consenso dell’altro, vorrebbe vedere immortalato in un documento definitivo, che possa valere sempre. Così vi è stato detto che c’è la possibilità di chiedere l’annullamento del matrimonio alla Sacra Rota. Di cosa si tratta e che effetti ha sull’eventuale procedimento civile di separazione e divorzio? In particolare, se il matrimonio è nullo per la chiesa, quali effetti sul mantenimento può determinare una tale situazione? È quello che cercheremo di capire in questo articolo.
Quando ottenere la nullità del matrimonio per la chiesa?
Per prima cosa ti consiglio di leggere la nostra guida sull’annullamento del matrimonio dove troverai tutte le condizioni per rivolgerti al giudice ecclesiastico, la nuova procedura inaugurata da Papa Francesco e i casi in cui è possibile ottenere una sentenza di nullità del matrimonio. In particolare i presupposti per ottenerla sono:
la mancanza di consenso da parte di uno dei coniugi o di entrambi al matrimonio, compresa la riserva mentale e la simulazione;
il fatto che uno dei coniugi escluda una delle finalità essenziali del matrimonio religioso, che sono la procreazione dei figli, la fedeltà, l’indissolubilità del vincolo matrimoniale;
l’errore sulla persona del coniuge (come nel matrimonio per procura: Tizia sposa Caio, pensando sia Sempronio) o sulla qualità;
la violenza fisica o il timore;
l’impotenza al rapporto sessuale dell’uomo o della donna. Da precisare che la semplice sterilità non è causa di nullità del matrimonio, a meno che la parte sterile abbia tenuto dolosamente nascosta la sua condizione all’altra parte al fine di ottenere il consenso alle nozze, che altrimenti non sarebbe stato prestato;
il fatto che il matrimonio non sia stato consumato, cioè che i due coniugi non abbiano avuto un rapporto sessuale completo. In questo caso non si tratta di vera nullità matrimoniale, ma di una speciale «dispensa» del Pontefice.
Quali effetti ha una sentenza della chiesa di nullità del matrimonio?
La sentenza che dichiara la nullità o l’annullamento del matrimonio determina i seguenti effetti:
perdita della qualità di coniuge, con conseguente riacquisto della libertà di stato e, per la donna, dell’uso esclusivo del cognome di nascita. Tra i coniugi vengono meno tutti i diritti e gli obblighi di natura personale legati al matrimonio;
nei rapporti patrimoniali: cessazione della comunione legale, scioglimento del fondo patrimoniale, perdita dei diritti ereditari (come ad esempio il diritto alla pensione di reversibilità) e nullità delle eventuali donazioni obnuziali;
nei rapporti con i figli non cessa l’obbligo del mantenimento il quale sussiste infatti anche in caso di coppie non sposate (coppie di fatto);
nei rapporti di parentela: perdita del vincolo di affinità tra l’ex coniuge e i parenti dell’altro. Il rapporto di affinità però sopravvive alla dichiarazione di invalidità come divieto a contrarre matrimonio.
Se ottengo l’annullamento del matrimonio devo pagare il mantenimento?
La dichiarazione di nullità del matrimonio ha effetti retroattivi: è come se la coppia non fosse mai stata sposata. Questo significa che non può essere avanzata alcuna richiesta di mantenimento (la quale troverebbe giustificazione solo nel caso in cui, anche solo per poco tempo, la coppia fosse stata sposata). Quindi, se si ottiene la nullità del matrimonio dalla cosiddetta “Sacra Rota” non si è più tenuti a versare il mantenimento all’ex coniuge, anche se pende una causa di separazione o di divorzio in corso. Dopo la sentenza della Sacra Rota che dichiara nullo il matrimonio, il giudice civile non può quindi disporre a favore di uno dei coniugi alcun obbligo di mantenimento.
Inoltre, la dichiarazione di annullamento può essere pronunciata dalla Sacra Rota senza limiti di tempo (a differenza di quanto avviene nell’ordinamento civile italiano in cui l’azione di nullità è sottoposta ad un termine di prescrizione di un anno), quindi anche dopo diversi anni di pacifica convivenza matrimoniale.
A chi conviene chiedere la nullità del matrimonio?
Di solito la nullità del matrimoni si ottiene più facilmente quando c’è il consenso di entrambi i coniugi perché le prove da fornire al giudice ecclesiastico non sono facili da raggiungere e solo un’intesa sulle dichiarazioni testimoniali può favorire una sentenza di accoglimento. Ma quali sono le ragioni per cui una coppia dovrebbe far annullare il matrimonio? Di solito il coniuge più forte economicamente lo fa per non vedersi attribuire il pagamento di un assegno di mantenimento o per rendere definitivo il consenso dell’ex alla rinuncia al mantenimento medesimo. C’è chi lo fa per una questione sociale o religiosa e per potersi risposare nuovamente in chiesa.
Posso chiedere la nullità del matrimonio alla Sacra Rota se è in corso la causa di separazione?
Ben possono convivere nello stesso tempo la causa civile di separazione e quella presso il giudice ecclesiastico per l’annullamento del matrimonio. Difatti, tra il giudizio di nullità ecclesiastica e il procedimento di separazione legale davanti al tribunale civile non esiste un rapporto di «pregiudizialità» (ossia non è necessario intraprendere prima l’uno e dopo l’altro). Si tratta infatti di due cause radicalmente diverse per oggetto e titolo su cui si fonda l’azione.
Tuttavia la sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio in pendenza di un giudizio di separazione tra i coniugi ha le seguenti conseguenze:
la sentenza di separazione si chiude perché «cessa la materia del contendere»; con la conseguenza che si estingue il giudizio, venendo meno il presupposto fondamentale di tale giudizio (l’esistenza di un valido matrimonio);
è revocata ogni decisione di ordine economico relativamente all’assegno di mantenimento;
è revocata ogni decisione in merito all’addebito della separazione a carico di uno dei due coniugi o di entrambi;
il giudice conserva il potere di adottare provvedimenti che riguardano il mantenimento e l’affidamento dei figli.
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