Source: https://studiocipolli.wordpress.com/2006/07/07/dal-libro-quinto-del-codice-civile-il-lavoro-autonomo/
Timestamp: 2016-12-04 10:07:57+00:00

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Dal Libro Quinto del Codice Civile: del lavoro autonomo « Michele Cipolli Studio
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Dal Libro Quinto del Codice Civile: del lavoro autonomo
Quando si parla di lavoro autonomo, conviene sempre ricordarne le basi civilistiche, e non dimenticare che le professioni esercitate in forma autonoma costituiranno sempre più il punto di riferimento per la crescita del nostro paese.
Art. 2222 – Contratto d’opera
Art. 2223 – Prestazione della materia
Art. 2224 – Esecuzione dell’opera
Se il prestatore d’opera non procede all’esecuzione dell’opera secondo le condizioni stabilite dal contratto e a regola d’arte, il committente può fissare un congruo termine, entro il quale il prestatore d’opera deve conformarsi a tali condizioni. Trascorso inutilmente il termine fissato, il committente può recedere dal contratto, salvo il diritto al risarcimento dei danni (1223, 1662).
Art. 2225 – Corrispettivo
Art. 2226 – Difformità e vizi dell’opera
L’accettazione espressa o tacita dell’opera libera il prestatore d’opera dalla responsabilità per difformità o per vizi della medesima, se all’atto dell’accettazione questi erano noti al committente o facilmente riconoscibili, purché in questo caso non siano stati dolosamente occultati. Il committente deve, a pena di decadenza, denunziare le difformità e i vizi occulti al prestatore d’opera entro otto giorni (2964) dalla scoperta. L’azione si prescrive (2941 e seguenti) entro un anno dalla consegna (att. 201). I diritti del committente nel caso di difformità o di vizi dell’opera sono regolati dall’art. 1668.
Art. 2227 – Recesso unilaterale dal contratto
Art. 2228 – Impossibilità sopravvenuta dell’esecuzione dell’opera
Se l’esecuzione dell’opera diventa impossibile per causa non imputabile ad alcuna delle parti, il prestatore d’opera ha diritto ad un compenso per il lavoro prestato in relazione alla utilità della parte dell’opera compiuta (1672). Capo II: Delle professioni intellettuali
Art. 2229 – Esercizio delle professioni intellettuali
La legge determina le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi o elenchi. L’accertamento dei requisiti per l’iscrizione negli albi o negli elenchi, la tenuta dei medesimi e il potere disciplinare sugli iscritti sono demandati alle associazioni professionali sotto la vigilanza dello Stato, salvo che la legge disponga diversamente. Contro il rifiuto dell’iscrizione o la cancellazione dagli albi o elenchi, e contro i provvedimenti disciplinari che importano la perdita o la sospensione del diritto all’esercizio della professione e ammesso ricorso in via giurisdizionale nei modi e nei termini stabiliti dalle leggi speciali.
Art. 2230 – Prestazione d’opera intellettuale
Il contratto che ha per oggetto una prestazione di opera intellettuale è regolato dalle norme seguenti (att. 202) e, in quanto compatibili con queste e con la natura del rapporto, dalle disposizioni del Capo precedente. Sono salve le disposizioni delle leggi speciali.
Art. 2231 – Mancanza d’iscrizione
Quando l’esercizio di un’attività professionale è condizionato all’iscrizione in un albo o elenco, la prestazione eseguita da chi non è iscritto non gli dà azione per il pagamento della retribuzione (2034). La cancellazione dall’albo o elenco risolve il contratto in corso, salvo il diritto del prestatore d’opera al rimborso delle spese incontrate e a un compenso adeguato all’utilità del lavoro compiuto.
Art. 2232 – Esecuzione dell’opera
Art. 2233 – Compenso
Il compenso (2751), se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, e determinato dal giudice, sentito il parere dell’associazione professionale (ora consiglio dell’Ordine) a cui il professionista appartiene. In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione (2956). Gli avvocati, i procuratori e i patrocinatori non possono, neppure per interposta persona, stipulare con i loro clienti alcun patto relativo ai beni che formano oggetto delle controversie affidate al loro patrocinio, sotto pena di nullità (1418 e seguenti) e dei danni.
Art. 2234 – Spese e acconti
Art. 2235 – Divieto di ritenzione
Art. 2236 – Responsabilità del prestatore d’opera
Art. 2237 – Recesso
Il cliente può recedere dal contratto, rimborsando al prestatore d’opera le spese sostenute e pagando il compenso per l’opera svolta. Il prestatore d’opera può recedere dal contratto per giusta causa. In tal caso egli ha diritto al rimborso delle spese fatte e al compenso per l’opera svolta, da determinarsi con riguardo al risultato utile che ne sia derivato al cliente. Il recesso del prestatore d’opera deve essere esercitato in modo da evitare pregiudizio al cliente.
Art. 2238 – Rinvio
Se l’esercizio della professione costituisce elemento di un’attività organizzata in forma d’impresa, si applicano anche le disposizioni del Titolo II (2082 e seguenti). In ogni caso, se l’esercente una professione intellettuale impiega sostituti o ausiliari, si applicano le disposizioni delle Sezioni II, III e IV del Capo I del Titolo II (2094 e seguenti).
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References: Art. 2222

Art. 2223

Art. 2224

Art. 2225

Art. 2226

Art. 2227

Art. 2228

Art. 2229

Art. 2230

Art. 2231

Art. 2232

Art. 2233

Art. 2234

Art. 2235

Art. 2236

Art. 2237

Art. 2238