Source: https://www.ambientediritto.it/giurisprudenza/corte-di-cassazione-penale-sez-v-21-settembre-2011-sentenza-n-34402/
Timestamp: 2020-04-05 16:40:14+00:00

Document:
CORTE DI CASSAZIONE PENALE SEZ. V, 21 Settembre 2011 Sentenza n. 34402 – AmbienteDiritto.it
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Diritto sanitario, Pubblica amministrazione Numero: 34402 | Data di udienza:
Numero: 34402
Presidente: De Roberto
Estensore: Fiderbo
CORTE DI CASSAZIONE PENALE SEZ. VI, 21 Settembre 2011, Sentenza n. 34402
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – DIRITTO SANITARIO – Rifiuto di atti di ufficio – Omissioni di ricovero – Requisito dell’indifferibilità – Nozione – Art. 328 c.1 c.p..
Si configura il reato previsto dall’art. 328 comma 1 c.p., quando, le omissioni di ricovero sono caratterizzate dal requisito dell’indifferibilità, cioè quelle in cui l’urgenza del ricovero sia effettiva e reale per l’esistente pericolo di conseguenze dannose alla salute della persona.
(conferma Corte d’appello di Palermo ha conferma della sentenza 1/07/2008 del Tribunale di Palermo). Pres. De Roberto, Est. Fiderbo
DIRITTO SANITARIO – Medico di guardia sull’autoambulanza del servizio 118 – Omissioni di ricovero in assenza di specifica segnalazione ricevuta dalla centrale operativa- Rifiuto di atti di ufficio – Configurabilità – Art. 328 c.1 c.p..
In tema di rifiuto di atti di ufficio, il medico di guardia sull’autoambulanza del servizio 118 è tenuto ad effettuare tutti gli interventi richiesti qualora sia posto al corrente, da parte di personale sanitario, di una grave sintomatologia del paziente, avendo l’obbligo di attivarsi con urgenza.
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZ. 6^, 21/09/2011, Sentenza n. 34402
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZ. VI – 21 Settembre 2011, Sentenza n.34402
1. – Con la decisione in epigrafe indicata la Corte d’appello di Palermo ha confermato la sentenza del 1 luglio 2008, appellata dall’imputato, con cui il G.u.p. del Tribunale di Palermo, in sede di giudizio abbreviato, aveva riconosciuto la responsabilità di S.C. per il reato di cui all’art. 328 comma 1 c.p., condannandolo ad un anno di reclusione.
L’imputato, medico di turno sull’autoambulanza del servizio 118, si sarebbe rifiutato di compiere un atto del proprio servizio, consistente nel trasportare in un’idonea struttura sanitaria il paziente L.M.G., ricoverato presso la comunità terapeutica assistita dell’ospedale A.E.. Dalla sentenza si apprende che, sebbene il paziente avesse perso conoscenza e non rispondesse agli stimoli di sollecitazione esterna a seguito di uno stato febbrile acuto, l’imputato non ottemperava alle reiterate richieste di trasporto urgente avanzate dal medico di turno della comunità terapeutica, R.S., e dall’infermiere, C.P., i quali si vedevano costretti a fare intervenire un’autoambulanza dal più lontano ospedale (….). Secondo la Corte d’appello l’imputato avrebbe dovuto attivarsi e apprestare il ricovero presso una più idonea struttura, indipendentemente dalla irregolarità della richiesta di intervento, non filtrata dalla centrale operativa del servizio 118, presso cui svolgeva servizio, ma formulata direttamente da un altro sanitario.
2. – Nell’interesse dell’imputato ha proposto ricorso per cassazione il suo difensore di fiducia.
3. – Il primo motivo è infondato, sotto tutti i diversi profili dedotti.
3.1. – Nel caso in esame vi è stata una richiesta di intervento urgente rivolta da un medico di un ospedale all’imputato, che in quel momento svolgeva il servizio di medico del 118 e si trovava presso lo stesso nosocomio, rappresentando a questi una situazione di estrema gravità del paziente che necessitava di un ricovero urgente in altra struttura adeguata al caso; dinanzi a tale richiesta l’imputato ha opposto il proprio rifiuto, sostenendo che avrebbe potuto effettuare il trasporto solo a seguito di autorizzazione proveniente dalla centrale operativa sulla linea telefonica del 118.
La giurisprudenza di questa Corte in più occasioni ha ribadito come integrino il reato previsto dall’art. 328 comma 1 c.p. le omissioni di ricovero caratterizzate dal requisito dell’indifferibilità, quelle cioè in cui l’urgenza del ricovero sia effettiva e reale per l’esistente pericolo di conseguenze dannose alla salute della persona; nel caso in esame tale indifferibilità è stata rappresentata all’imputato da un medico (la dott.ssa R.) che aveva in cura il paziente, sicché da parte dello S. non vi era alcuna possibilità di sindacare la situazione rappresentatagli, per cui era obbligato, per i suoi compiti di istituto, a intervenire quale medico addetto all’emergenza territoriale.
3.2. – Riguardo alla sussistenza del dolo non possono che condividersi le valutazioni contenute nella sentenza impugnata, che ha evidenziato l’intensità del dolo caratterizzante la condotta dell’imputato, il quale nonostante le sollecitazioni e le richieste della dott.ssa R. non solo si è rifiutato di parlarci, ma non si è neppure recato ad accertare le condizioni di salute del paziente, né si è messo in contatto con la centrale operativa che, secondo la sua tesi, avrebbe potuto autorizzare l’intervento.
4. – Del tutto infondato è il secondo motivo, in quanto la mancata applicazione delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena, così come lo stesso trattamento sanzionatorio, sono stati giustificati in rapporto alla gravità del fatto contestato, con una motivazione che non appare illogica.
5. – In conclusione, l’infondatezza dei motivi proposti determina il rigetto del ricorso, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Art. 328
 sentenza 
 Art. 328
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza