Source: http://www.studiograziotto.com/gp/ShowNews.aspx?id=558
Timestamp: 2019-05-20 03:02:39+00:00

Document:
In tema di estinzione del giudizio per mancata prosecuzione o riassunzione entro il termine perentorio di tre mesi, è esclusa la necessità che il provvedimento che dichiara l'estinzione debba essere preceduto dalla riattivazione del contraddittorio nei confronti del successore della parte colpita dall'evento interruttivo, rilevando unicamente l'inerzia delle parti protrattasi oltre il termine di legge.
L'applicazione di una novella non può mai integrare un errore scusabile ai fini della rimessione in termini.
Decisione: Ordinanza n. 1240/2019 Cassazione Civile - Sezione VI
#civile, #contenziosocivile, #controversiecivili, #interruzionedelprocesso, #estinzionedelprocesso, #eredità, #successioni, #diritto, #giurisprudenza, #cassazione, #contenzioso, #controversia, #giustizia, #mediazione, #negoziazioneassistita, #ordinanza, #sentenza, #assistenzalegale, #consulenzalegale, #parerelegale, #tutelalegale, #avvocato, #avvocati, #aziende, #studiolegale, #studiolegalegraziotto, #fulviograziotto, #scudolegale, #attorney, #claim, #company, #dispute, #graziottolegal, #italy, #italianlawyer, #law, #lawfirm, #lawyer, #lawyers, #legal, #legaladvice, #legalassistanceinitaly, #litigation, #fulviograziotto, #legalshield
Massima: In tema di estinzione del giudizio per mancata prosecuzione o riassunzione entro il termine perentorio di tre mesi, è la stessa previsione della dichiarazione d'ufficio dell'estinzione, in caso di mancata riassunzione nel termine, ad escludere la necessità che tale provvedimento debba essere preceduto dalla riattivazione del contraddittorio nei confronti del successore della parte colpita dall'evento interruttivo, rilevando unicamente l'inerzia delle parti protrattasi oltre il termine di legge.
Nel caso oggetto di pronuncia, a seguito di dichiarazione in udienza del difensore dell'appellante deceduto, era stata dichiarata l'interruzione del processo.
Decorsi i tre mesi dall'udienza in cui era stata dichiarata l'interruzione, la parte appellata presentava istanza per richiedere la declaratoria di estinzione del giudizio per la mancata prosecuzione nei termini, e la Corte di Appello fissava la comparizione delle parti per la successiva udienza.
All'udienza, la Corte di Appello prendeva atto della mancata notificazione del decreto agli eredi dell'appellante; riservava la causa in decisione, e con sentenza dichiarava l'estinzione del giudizio.
Gli eredi dell'appellante proponevano ricorso per cassazione, sostenendo che la riduzione del periodo di sospensione feriale dei termini (a far data dal 2015) non poteva trovare applicazione per i processi già pendenti alla data della sua entrata in vigore; conseguentemente, poiché l'istanza (irrituale) della parte appellata era stata presentata prima della scadenza dei tre mesi (conteggiando i 46 gg. di sospensione feriale dei termini, anziché i 31 gg. dopo la novella), a tale istanza andava attribuito valore di ato idoneo a consentire la riattivazione del processo interrotto.
La Cassazione, però, precisa che «indipendentemente dalla possibilità di attribuire all'istanza di parte appellata del 19 settembre 2016 la valenza di atto di riassunzione ovvero di prosecuzione del giudizio interrotto (contrastando peraltro tale assunto con il tenore dell'atto stesso finalizzato unicamente a sollecitare l'esercizio del dovere, ormai officioso, del giudice di dichiarare l'estinzione del processo una volta decorso il termine previsto per la riassunzione ex art. 305 c.p.c.), a tale data era ormai maturato il termine di legge senza che nessuna delle parti si fosse tempestivamente attivata».
La Suprema Corte ricorda che - in attuazione del principio "tempus regit actum" - la riduzine della durata del periodo di sospensione feriale è immediatamente applicabile a null arilevando la data di introduzione del giudizio; richiamandosi a una precedente pronuncia relativa alla tardiva proposizione del ricorso per cassazione, ribadisce anche che «l'applicazione di una novella non può mai integrare un errore scusabile».
La Corte Costituzionale, con sentenza 14 - 16 ottobre 1986, n. 220 (in G.U. 1a s.s. 22/11/1986, n. 50), ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale degli artt. 75 e 300 c.p.c. nella parte in cui non prevedono, ove emerga una situazione di scomparsa del convenuto, la interruzione del processo e la segnalazione, ad opera del giudice, del caso al Pubblico Ministero perchè promuova la nomina di un curatore, nei cui confronti debba l'attore riassumere il giudizio".
Art. 304 - Effetti dell'interruzione In caso d'interruzione del processo si applica la disposizione dell'articolo 298.
La Corte Costituzionale, con sentenza 12 - 15 dicembre 1967, n. 139 (in G.U. 1a s.s. 23/12/1967, n. 321), ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 305 del Codice di procedura civile per la parte in cui fa decorrere dalla data dell'interruzione del processo il termine per la sua prosecuzione e la sua riassunzione anche nei casi regolati dal precedente art. 301".
La Corte Costituzionale, con sentenza 28 giugno-6 luglio 1971, n. 159 (in G.U. 1a s.s. 14/07/1971, n. 177), ha dichiarato "l'illegittimità costituzionale dell'art. 305 del codice di procedura civile nella parte in cui dispone che il termine utile per la prosecuzione o per la riassunzione del processo interrotto a sensi dell'art. 299 dello stesso codice decorre dall'interruzione anzichè dalla data in cui le parti ne abbiano avuto conoscenza".
Con la medesima sentenza ha inoltre dichiarato, in applicazione dell'art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, "l'illegittimità costituzionale del detto art. 305 nella parte in cui dispone che il termine utile per la prosecuzione o per la riassunzione del processo interrotto a sensi del precedente art. 300, comma terzo, decorre dall'interruzione anzichè dalla data in cui le parti ne abbiano avuto conoscenza".
Art. 125 - Riassunzione della causa
6) l'indicazione del provvedimento del giudice in base al quale è fatta la riassunzione, e, nel caso dell'art. 307 primo comma del Codice, l'indicazione della data della notificazione della citazione non seguita dalla costituzione delle parti, ovvero del provvedimento che ha ordinato la cancellazione della causa dal ruolo.
Se, prima della riassunzione, il giudice istruttore abbia tenuto l'udienza di prima comparizione, e la causa debba essere riassunta davanti allo stesso giudice, le parti debbono essere citate a comparire in una udienza d'istruzione. Se il giudice istruttore già designato non fa più parte del tribunale o della sezione, la Parte che provvede alla riassunzione deve preliminarmente chiedere la sostituzione con ricorso al presidente del tribunale o della sezione.
La comparsa è notificata a norma dell'art. 170 del Codice, ed alle parti non costituite deve essere notificata personalmente.

References: sentenza 
 art. 305
 sentenza 

Art. 304
 sentenza 
 art. 301
 sentenza 
 sentenza 
 art. 305
 art. 300

Art. 125