Source: http://www.cilentoediano.it/sito/ente/normativa-e-documenti/legge-istitutiva?tmpl=component&print=1&page=
Timestamp: 2018-04-21 11:16:58+00:00

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Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni | La legge istitutiva dell'area protetta
TITOLO I — Principi generali
Art. 2 — Classificazione delle aree naturali protette
Art. 3 — Comitato per la aree naturali protette e Consulta tecnica per le aree naturali protette
Art. 4 — Programma triennale per le aree naturali protette
Art. 5 — Attuazione del programma; poteri sostitutivi
Art. 6 — Misure di salvaguardia
TITOLO II — Aree naturali protette nazionali
Art. 8 — Istituzione delle aree naturali protette nazionali
Art. 9 — Ente parco
Art.10 — Comunità del parco
Art.11 — Regolamento del parco
Art.13 — Nulla osta
Art.14 — Iniziative per la promozione economica e sociale
Art.16 — Entrate dell’Ente parco ed agevolazioni fiscali
Art.17 — Riserve naturali statali
Art.18 — Istituzione di aree protette marine
Art.20 — Norme di rinvio
Art.21 — Vigilanza e sorveglianza
TITOLO III — Aree naturali protette regionali
Art. 22 — Norme quadro
Art. 23 — Parchi naturali regionali
Art. 24 — Organizzazione amministrativa del parco naturale regionale
Art. 25 — Strumenti di attuazione
Art. 26 — Coordinamento degli interventi
Art. 27 — Vigilanza e sorveglianza
Art. 28 — Leggi regionali
TITOLO IV — Disposizioni finali e transitorie
Art. 29 — Poteri dell’organismo di gestione dell’area protetta
Art. 30 — Sanzioni
Art. 31 — Beni di proprietà dello Stato destinati a riserva naturale
Art. 32 — Aree contigue
Art. 33 — Relazione al Parlamento
Art. 36 — Aree marine di reperimento
Art. 37 — Detrazioni fiscali a favore delle persone giuridiche e regime per i beni di rilevante interesse paesaggistico e naturale
Art. 38 — Copertura finanziaria
Art. 1 — Finalità e ambito della legge
1. I parchi nazionali sono costituiti da aree terrestri, fluviali, lacuali o marine che contengono uno o più ecosistemi intatti o anche parzialmente alterati da interventi antropici, una o più formazioni fisiche geologiche, geomorfologiche, biologiche, di rilievo internazionale o nazionale per valori naturalistici, scientifici, estetici, culturali, educativi e ricreativi tali da richiedere l’intervento dello Stato ai fini della loro conservazione per le generazioni presenti e future.
1. E» istituito il Comitato per le aree naturali protette, di seguito denominato «Comitato», costituito dai Ministri dell’ambiente, che lo presiede, dell’agricoltura e delle foreste, della marina mercantile, per i beni culturali e ambientali, dei lavori pubblici e dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica, o da sottosegretari delegati, e da sei presidenti di regione o provincia autonoma, o assessori delegati, designati per un triennio, dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Alle riunioni del Comitato partecipano, con voto consultivo, i presidenti, o gli assessori delegati, delle regioni nel cui territorio ricade l’area protetta, ove non rappresentate. Alla costituzione del Comitato provvede il Ministro dell’ambiente con proprio decreto.
7. E» istituita la Consulta tecnica per le aree naturali protette, di seguito denominata «Consulta», costituita da nove esperti particolarmente qualificati per l’attività e per gli studi realizzati in materia di conservazione della natura, nominati, per un quinquennio, dal Ministro dell’ambiente, di cui tre scelti in una rosa di nomi presentata dalle associazioni di protezione ambientale presenti nel Consiglio nazionale per l’ambiente, tre scelti, ciascuno, sulla base di rose di nomi rispettiva mente presentate dall’Accademia nazionale dei Lincei, dalla Società botanica italiana, dall’Unione zoologica italiana, uno designato dal Consiglio nazionale delle ricerche e due scelti in una rosa di nomi proposta dai presidenti del parchi nazionali e regionali. Per l’attuazione del presente comma è autorizzata una spesa annua fino a lire 600 milioni a partire dall’anno 1991.
1. Il programma triennale per le aree naturali protette, di seguito denominato «programma», sulla base delle linee fondamentali di cui all’articolo 3, comma 2, dei dati della Carta della natura e delle disponibilità finanziarie previste dalla legge dello Stato: a) specifica i territori che formano oggetto del sistema delle aree naturali protette di interesse internazionale, nazionale e regionale quali individuate nelle vigenti disposizioni di legge, statali e regionali, operando la necessaria delimitazione dei confini; b) indica il termine per l’istituzione di nuove aree naturali protette o per l’ampliamento e la modifica di quelle esistenti, individuando la delimitazione di massima delle aree stesse; c) definisce il riparto delle disponibilità finanziarie per ciascuna area e per ciascun esercizio finanziario, ivi compresi i contributi in conto capitale per l’esercizio di attività agricole compatibili, condotte con sistemi innovativi ovvero con recupero di sistemi tradizionali, funzionali alla protezione ambientale, per il recupero e il restauro delle aree di valore naturalistico degradate, per il restauro e l’informazione ambientali; d) prevede contributi in conto capitale per le attività nelle aree naturali protette istituite dalle regioni con proprie risorse, nonché per progetti delle regioni relativi all’istituzione di dette aree e) determina i criteri e gli indirizzi ai quali debbono uniformarsi lo Stato, le regioni e gli organismi di gestione delle aree protette nell’attuazione del programma per quanto di loro competenza, ivi compresi i compiti relativi alla informazione ed alla educazione ambientale delle popolazioni interessate, sulla base dell’esigenza di unitarietà delle aree da proteggere;
Art. 7 — Misure di incentivazione
1. Ai comuni ed alle province il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco nazionale, e a quelli il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco naturale regionale è, nell’ordine, attribuita priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali richiesti per la realizzazione, sul territorio compreso entro i confini del parco stesso, dei seguenti interventi, impianti ed opere previsti nel piano per il parco di cui, rispettivamente agli articoli 12 e 25:
1. L’Ente parco ha personalità di diritto pubblico, sede legale e amministrativa nel territorio del parco ed è sottoposto alla vigilanza del Ministro
dell’ambiente (13).
3. Il Presidente è nominato con decreto del Ministro dell’ambiente, d’intesa con i presidenti delle regioni o delle province autonome di Trento e di
Bolzano nel cui territorio ricada in tutto o in parte il parco nazionale. Il Presidente ha la legale rappresentanza dell’Ente parco, ne coordina
l’attività, esplica le funzioni che gli sono delegate dal Consiglio direttivo, adotta i provvedimenti urgenti ed indifferibili che sottopone alla ratifica
del Consiglio direttivo nella seduta successiva.
4. Il Consiglio Direttivo è formato dal Presidente e da otto componenti nominati con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare entro 30 giorni dalla comunicazione della rispettiva designazione. Il Ministro procede alla nomina sentite le Regioni interessate che si
esprimono entro e non oltre 30 giorni dalla data della richiesta. Decorso inutilmente detto termine il Ministro procede egualmente alla nomina dei
soggetti designati. I componenti del Consiglio Direttivo sono individuati tra esperti particolarmente qualificati in materia di aree protette e
biodiversità, secondo le seguenti modalità:
a) quattro, su designazione della Comunità del parco, con voto limitato;
b) uno, su designazione delle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dell’articolo 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349;
c) uno, su designazione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare;
d) uno, su designazione del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali;
e) uno, su designazione dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) (14).
5. Le designazioni sono effettuate entro quarantacinque giorni dalla richiesta del Ministro dell’ambiente. Decorsi ulteriori trenta giorni dalla
scadenza del termine di quarantacinque giorni, il Presidente esercita le funzioni del Consiglio direttivo fino all’insediamento di questo. Il Presidente
esercita le predette funzioni per un periodo non superiore comunque a centottanta giorni. Qualora siano designati membri della Comunità del
parco sindaci di un comune oppure presidenti di una comunità montana, di una provincia o di una regione presenti nella Comunità del parco, la
cessazione dalla predetta carica a qualsiasi titolo comporta la decadenza immediata dall’incarico di membro del consiglio direttivo e il conseguente
rinnovo, entro quarantacinque giorni dalla cessazione, della designazione. La stessa norma si applica nei confronti degli assessori e dei consiglieri
degli stessi enti (15).
6. Il Consiglio direttivo elegge al proprio interno un vice presidente scelto tra i membri designati dalla Comunità del parco ed una Giunta esecutiva
formata da tre componenti, compreso il Presidente, secondo le modalità e con le funzioni stabilite nello statuto dell’Ente parco (16).
8. Il Consiglio direttivo delibera in merito a tutte le questioni generali ed in particolare sui bilanci, che sono approvati dal Ministro dell’ambiente di
concerto con il Ministro del tesoro, sui regolamenti e sulla proposta di piano per il parco di cui all’articolo 12, esprime parere vincolante sul piano
pluriennale economico e sociale di cui all’articolo 14 (17).
8-bis. Lo statuto dell’Ente è deliberato dal consiglio direttivo, sentito il parere della Comunità del parco ed è trasmesso al Ministero dell’ambiente
che ne verifica la legittimità e può richiederne il riesame entro sessanta giorni dal ricevimento. L’Ente parco deve controdedurre entro sessanta
giorni dal ricevimento alle eventuali osservazioni di legittimità del Ministero dell’ambiente, con deliberazione del consiglio direttivo. Il Ministro
dell’ambiente adotta lo statuto con proprio decreto entro i successivi trenta giorni (18).
10. Il Collegio dei revisori dei conti esercita il riscontro contabile sugli atti dell’Ente parco secondo le norme di contabilità dello Stato e sulla base
dei regolamenti di contabilità dell’Ente parco, approvati dal Ministro del tesoro di concerto con il Ministro dell’ambiente. In quanto soggette ad
approvazione da parte del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, in qualità di amministrazione vigilante, ai sensi degli
articoli 9, comma 1, e 21, comma 1, le delibere di adozione o di modificazione degli statuti, dei regolamenti e delle piante organiche sono
corredate del parere del Collegio dei revisori dei conti. Il Collegio dei revisori dei conti è nominato con decreto del Ministro del tesoro ed è formato
da tre componenti scelti tra funzionari della Ragioneria generale dello Stato ovvero tra iscritti nel ruolo dei revisori ufficiali dei conti. Essi sono
designati: due dal Ministro del tesoro, di cui uno in qualità di Presidente del Collegio; uno dalla regione o, d’intesa, dalle regioni interessate (19).
11. Il direttore del parco è nominato, con decreto, dal Ministro dell’ambiente, scelto in una rosa di tre candidati proposti dal consiglio direttivo tra
soggetti iscritti ad un albo di idonei all’esercizio dell’attività di direttore di parco istituito presso il Ministero dell’ambiente, al quale si accede
mediante procedura concorsuale per titoli. Il presidente del parco provvede a stipulare con il direttore nominato un apposito contratto di diritto
privato per una durata non superiore a cinque anni (20).
12. Gli organi dell’Ente parco durano in carica cinque anni (21).
12-bis. Ai Presidenti, ai vice presidenti e agli altri componenti dei Consigli direttivi nonché ai componenti dei Collegi dei revisori dei conti degli Enti
parco, ivi compresi quelli di cui al comma 1 dell’articolo 35, spetta un’indennità di carica articolata in un compenso annuo fisso e in gettoni di
presenza per la partecipazione alle riunioni del Consiglio direttivo e della Giunta esecutiva, nell’ammontare fissato con decreto del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, secondo quanto disposto dalla
direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 gennaio 2001, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 37 del 14 febbraio 2001, e con la procedura
indicata nella circolare della Presidenza del Consiglio dei Ministri 4993/IV.1.1.3 del 29 maggio 2001 (22).
13. Agli Enti parco si applicano le disposizioni di cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70; essi si intendono inseriti nella tabella IV allegata alla
medesima legge.
14. La pianta organica di ogni Ente parco è commisurata alle risorse finalizzate alle spese per il personale ad esso assegnate. Per le finalità di cui
alla presente legge è consentito l’impiego di personale tecnico e di manodopera con contratti a tempo determinato ed indeterminato ai sensi dei
contratti collettivi di lavoro vigenti per il settore agricolo-forestale.
15. Il Consiglio direttivo può nominare appositi comitati di consulenza o avvalersi di consulenti per problemi specifici nei settori di attività dell’Ente
parco (23).
4. La Comunità del parco elegge al suo interno un Presidente e un Vice Presidente. E» convocata dal Presidente almeno due volte l’anno e quando venga richiesto dal Presidente dell’Ente parco o da un terzo dei suoi componenti.
Art. 11 — Regolamento del parco
Art. 12 — Piano per il parco
1. La tutela dei valori naturali ed ambientali affidata all’Ente parco è perseguita attraverso lo strumento del piano per il parco, di seguito denominato «piano», che deve, in particolare, disciplinare i seguenti contenuti:
Art. 14 — Iniziative per la promozione economica e sociale
Art.15 — Acquisti, espropriazioni ed indennizzi
Art. 16 — Entrate dell’Ente parco ed agevolazioni fiscali
Art.19 — Gestione delle aree protette marine
1. Il raggiungimento delle finalità istitutive di ciascuna area protetta marina è assicurato attraverso 1′ Ispettorato centrale per la difesa del mare. Per l’eventuale gestione delle aree protette marine, l’Ispettorato centrale si avvale delle competenti Capitanerie di porto. Con apposita convenzione da stipularsi da parte del Ministro dell’ambiente, di con certo con il Ministro della marina mercantile, la gestione dell’area pro tetta marina può essere concessa ad enti pubblici, istituzioni scientifiche o associazioni riconosciute.
Art. 20 — Norme di rinvio
Art. 21 — Vigilanza e sorveglianza
1. Fino alla riorganizzazione, ai sensi dell’articolo 9 della legge 18 maggio 1989, n.183, del Corpo forestale dello Stato, le riserve natura li statali sono amministrate dagli attuali organismi di gestione dell’ex Azienda di Stato per le foreste demaniali. Per far fronte alle esigenze di gestione delle riserve naturali statali indicate nel programma, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ed in attesa della riorganizzazione di cui all’articolo 9 della citata legge n. 183 del 1989, la composizione e le funzioni dell» exAzienda di Stato possono essere disciplinate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanarsi su proposta del Ministro dell’ambiente di con certo con il Ministro dell’agricoltura e delle foreste. Per l’esercizio delle attività di gestione per i primi tre anni successivi alla data di entrata in vigore della presente legge continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla legge 5 aprile 1985, n.124.
Art. 34 — Istituzione di parchi e aree di reperimento
2. E» istituito, d’intesa con la regione Sardegna ai sensi dell’articolo 2 comma 7, il Parco Nazionale del Golfo di Orosei, Gennargentu e dell’isola dell’Asinara. Qualora l’intesa con la regione Sardegna non si perfezioni entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con le procedure di cui all’articolo 4 si provvede alla istituzione del parco della Val d’Agri e del Lagonegrese (Monti Arioso, Volturino, Viggiano, Sirino, Raparo) o, se già costituito, di altro parco nazionale per il quale non si applica la previsione di cui all’articolo 8, comma 6.
Art. 35 — Norme transitorie
b) Monti dell’Uccellina — Formiche di Grosseto — Foce dell’Ombrone Talamone
d) Penisola della Campanella — Isola di Capri
l) Promontorio Monte Cofano — Golfo di Custonaci
m) Acicastello — Le Grotte;
o) Capo Spartivento — Capo Teulada;
p) Capo Testa — Punta Falcone;
s) Monte a Capo Gallo — Isola di Fuori o delle Femmine;
u) Isole di Ischia, Vivara e Procida, area marina protetta integrata denominata «regno di Nettuno»;
«2-bis.Sono altresì deducibili:
2-ter. Il Ministro dell’ambiente e la regione, secondo le rispettive attribuzioni e competenze, vigilano sull’impiego delle erogazioni di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2-bis del presente articolo effettuate a favore di soggetti privati, affinché siano perseguiti gli scopi per i quali le erogazioni stesse sono state accettate dai beneficiari e siano rispettati i termini per l’utilizzazione concordati con gli autori delle erogazioni. Detti termini possono essere prorogati una sola volta dall’autorità di vigilanza, per motivi non imputabili ai beneficiari «.
2. E» deducibile dal reddito imponibile di qualunque soggetto obbligato, fino a un massimo del 25 per cento del reddito annuo imponibile, il controvalore in denaro, da stabilirsi a cura del competente organo periferico del Ministero per i beni culturali e ambientali, d’intesa con l’ufficio tecnico erariale competente per territorio, corrispondente a beni immobili che vengano ceduti a titolo gratuito da persone fisiche e giuridiche dello Stato ed ai soggetti pubblici e privati di cui alle lettere
4. Alla copertura delle minori entrate derivanti dall’attuazione del presente articolo, valutate in lire 100 milioni per il 1991, lire 1 miliardo per il 1992 e lire 2 miliardi per il 1993, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento inscritto, ai fini del bilancio triennale 1991–1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per il 1991, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento «Norme generali sui parchi nazionali».
1. All’onere derivante dalla attuazione dell’articolo 3, comma 3, pari a lire 5 miliardi per ciascuno degli anni 1992 e 1993 ed a lire 10 miliardi per l’anno 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991–1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1 991, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento «Programma di salvaguardia ambientale e tutela dei parchi nazionali e delle altre riserve naturali».
si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991–1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento «Ristrutturazione del Ministero dell’ambiente».
3. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 3, comma 9, pari a lire 3,4 miliardi per ciascuno degli anni 1991,1992 e 1993 e a regime, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991–1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento «Ristrutturazione del Ministero dell’ambiente «.
4. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 4, comma 8, pari a lire 22,9 miliardi per l’anno 1991 ed a lire 12 miliardi per l’anno 1992, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991 –1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento «Norme generali sui parchi nazionali e le altre riserve naturali».
5. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 4, comma 9, pari a lire 110 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 ed a lire 92 miliardi per l’anno 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991–1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento «Programma di salvaguardia ambientale e tutela dei parchi nazionali e delle altre riserve naturali».
6. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 18, comma 4, pari a lire 5 miliardi per ciascuno degli anni 1992, 1993 e 1994, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991–1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento «Programma di salvaguardia ambientale e tutela dei parchi nazionali e delle altre riserve naturali».
7. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 18, comma 5, pari a lire 1 miliardo per ciascuno degli anni 1991, 1992 e 1993 e a regime, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991–1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento «Norme generali sui parchi nazionali e le altre riserve naturali».
8. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 34, comma 10, pari a lire 20 miliardi per l’anno 1991 ed a lire 30 miliardi per ciascuno degli anni 1992 e 1993, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991–1993, al capitolo 9001 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento «Programma di salvaguardia ambientale e tutela dei parchi nazionali e delle altre riserve naturali».
9. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 34, comma 11, pari a lire 10 miliardi per l’anno 1991, lire 15,5 miliardi per l’anno 1992 ed a lire 22 miliardi per l’anno 1993 e a regime, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991–1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento «Norme generali sui parchi nazionali e le altre riser ve naturali».
10. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 35, comma 8, pari a lire 2 miliardi per l’anno 1991, lire 3 miliardi per l’anno 1992 e lire 4 miliardi per l’anno 1993 e a regime, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991–1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento «Norme generali sui parchi nazionali e le altre riserve naturali».
11. All’onere derivante dall’attuazione dell’articolo 35, comma 9, pari a lire 14 miliardi per l’anno 1991, lire 17,5 miliardi per l’anno 1992 ed a lire 21 miliardi per l’anno 1993 e a regime, si provvede mediante corri spondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1991–1993, al capitolo 6856 dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l’anno 1991, all’uopo parzialmente utilizzando l’accantonamento «Norme generali sui parchi nazionali e le altre riserve naturali».
1991–1993, saranno rimodulati ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera c), della legge 5 agosto 1978, n. 468, come modificata dalla legge 23 agosto 1988, n.362.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E» fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 8

Art. 9

Art.10

Art.11

Art.13

Art.14

Art.16

Art.17

Art.18

Art.20

Art.21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 1

Art. 7

Art. 11

Art. 12

Art. 14

Art.15

Art. 16

Art.19

Art. 20

Art. 21

Art. 34

Art. 35