Source: http://ordinearchitetti.ge.it/2007/06/
Timestamp: 2018-04-20 08:37:01+00:00

Document:
giugno | 2007 | Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Conservatori della provincia di Genova
Pubblicata il 5 giugno 2007
A partire dal mese di gennaio 2007 sul sito di Inarcassa è attivo un nuovo servizio di informazione al pubblico: “Inarcassa Risponde”. I professionisti potranno inoltrare on line richieste di chiarimento su norme e procedure della previdenza Inarcassa, o sullo stato di singole pratiche, ed essere ricontattati per la risposta dagli operatori del call center.
INARCASSA: MODIFICA ART. 40
La modifica apportata all’art.40 dello Statuto prevede, in sostituzione dell’istituto della restituzione dei contributi, la possibilità di fruire di una prestazione previdenziale contributiva reversibile…
NUOVE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RATEAZIONE DEI DEBITI PER CONTRIBUTI E SANZIONI
In data 14 luglio 2005 il Consiglio di Amministrazione ha deliberato nuove modalità per la concessione di rateazioni di contributi e sanzioni che si riassumono di seguito:
– la domanda di rateazione deve essere inoltrata dal professionista o dagli aventi causa entro 60 giorni dalla data di ricevimento della notifica del debito da parte di Inarcassa. In caso di ricorso amministrativo entro 30 giorni dalla data di notifica dell’esito del ricorso;
– la rateazione può essere concessa solo per contributi e/o sanzioni di periodi anteriori di almeno 24 mesi all’anno nel quale è presentata la domanda e per importi superiori a € 2.500,00;
– la durata massima del piano di rateazione è di 36 mesi con rate quadrimestrali di pari importo;
– il tasso d’interesse applicato differisce in funzione del debito:
a) per i contributi: tasso d’interesse 8,40% per le domande presentate nel 2005;
b) per le sanzioni tasso d’interesse legale in vigore all’atto della domanda.
– costituisce elemento ostativo alla concessione della rateazione il mancato rispetto di scadenze di pagamento di rateazioni precedenti.
INARCASSA ONLINE: DELEGHE FISCALI
A partire da quest'anno i professionisti utenti di Inarcassa ON line potranno delegare i propri consulenti fiscali a presentare per loro conto ad Inarcassa la dichiarazione dei redditi e dei volumi d'affari in via telematica entro il 31 ottobre e ad effettuare entro il 31 dicembre eventuali rettifiche sui dati già trasmessi.
MUTAMENTO DESTINAZIONE D’USO E DENUNCIA INIZIO ATTIVITÀ
Il Consiglio di Stato, con sentenza n. 3586/2006, ha evidenziato che il mutamento di destinazione d''uso "funzionale", vale a dire senza opere edilizie, è assoggettato a sola denuncia di inizio attività, mentre questa non è sufficiente ed occorre invece acquisire dal Comune il titolo edilizio espresso (permesso di costruire) se la nuova destinazione d'uso determini modifiche essenziali che comportano variazioni degli standard urbanistici con riferimento alle categorie edilizie.
(come modificato dal D.Lgs. 301/2002)
1 (L). Ambito di applicazione. — 1. Il presente testo unico contiene i principi fondamentali e generali e le disposizioni per la disciplina dell’attività edilizia.
2. Restano ferme le disposizioni in materia di tutela dei beni culturali e ambientali contenute nel decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, e le altre normative di settore aventi incidenza sulla disciplina dell’attività edilizia.
2 (L). Competenze delle regioni e degli enti locali. — 1. Le regioni esercitano la potestà legislativa concorrente in materia edilizia nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale desumibili dalle disposizioni contenute nel testo unico.
4. I comuni, nell’ambito della propria autonomia statutaria e normativa di cui all’art. 3 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, disciplinano l’attività edilizia.
3 (L). — Definizioni degli interventi edilizi (legge 5 agosto 1978, n. 457, art. 31). — 1. Ai fini del presente testo unico si intendono per:
d) "interventi di ristrutturazione edilizia", gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica; [lettera così modificata dal D.Lgs. 301/2002]
f) gli "interventi di ristrutturazione urbanistica", quelli rivolti a sostituire l’esistente tessuto urbanistico edilizio con altro diverso, mediante un insieme sistematico di interventi edilizi, anche con la modificazione del disegno dei lotti, degli isolati e della rete stradale.
2. Le definizioni di cui al comma 1 prevalgono sulle disposizioni degli strumenti urbanistici generali e dei regolamenti edilizi. Resta ferma la definizione di restauro prevista dall’art. 34 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.
4 (L). Regolamenti edilizi comunali (legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 33). — 1. Il regolamento che i comuni adottano ai sensi dell’art. 2, comma 4, deve contenere la disciplina delle modalità costruttive, con particolare riguardo al rispetto delle normative tecnico-estetiche, igienico-sanitarie, di sicurezza e vivibilità degli immobili e delle pertinenze degli stessi.
5 (R). Sportello unico per l’edilizia (decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398, art. 4, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493; art. 220, regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265). — 1. Le amministrazioni comunali, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, provvedono, anche mediante esercizio in forma associata delle strutture ai sensi del capo V del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ovvero accorpamento, disarticolazione, soppressione di uffici o organi già esistenti, a costituire un ufficio denominato sportello unico per l’edilizia, che cura tutti i rapporti fra il privato, l’amministrazione e, ove occorra, le altre amministrazioni tenute a pronunciarsi in ordine all’intervento edilizio oggetto della richiesta di permesso o di denuncia di inizio attività.
d) all’adozione, nelle medesime materie, dei provvedimenti in tema di accesso ai documenti amministrativi in favore di chiunque vi abbia interesse ai sensi dell’art. 22 e seguenti della legge 7 agosto 1990, n. 241, nonché delle norme comunali di attuazione;
a) il parere dell’A.S.L. nel caso in cui non possa essere sostituito da una autocertificazione ai sensi dell’art. 20, comma 1;
4. L’ufficio cura altresì gli incombenti necessari ai fini dell’acquisizione, anche mediante conferenza di servizi ai sensi degli articoli 14, 14bis, 14ter, 14quater della legge 7 agosto 1990, n. 241, degli atti di assenso, comunque denominati, necessari ai fini della realizzazione dell’intervento edilizio. Nel novero di detti assensi rientrano, in particolare:
b) l’assenso dell’amministrazione militare per le costruzioni nelle zone di salvaguardia contigue ad opere di difesa dello Stato o a stabilimenti militari, di cui all’art. 16 della legge 24 dicembre 1976, n. 898;
c) l’autorizzazione del direttore della circoscrizione doganale in caso di costruzione, spostamento e modifica di edifici nelle zone di salvaguardia in prossimità della linea doganale e nel mare territoriale, ai sensi e per gli effetti dell’art. 19 del decreto legislativo 8 novembre 1990, n. 374;
d) l’autorizzazione dell’autorità competente per le costruzioni su terreni confinanti con il demanio marittimo, ai sensi e per gli effetti dell’art. 55 del codice della navigazione;
e) gli atti di assenso, comunque denominati, previsti per gli interventi edilizi su immobili vincolati ai sensi degli articoli 21, 23, 24, e 151 del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, fermo restando che, in caso di dissenso manifestato dall’amministrazione preposta alla tutela dei beni culturali, si procede ai sensi dell’art. 25 del decreto legislativo n. 29 ottobre 1999, n. 490;
f) il parere vincolante della commissione per la salvaguardia di Venezia, ai sensi e per gli effetti dell’art. 6 della legge 16 aprile 1973, n. 171, e successive modificazioni, salvi i casi in cui vi sia stato l’adeguamento al piano comprensoriale previsto dall’art. 5 della stessa legge, per l’attività edilizia nella laguna veneta, nonché nel territorio dei centri storici di Chioggia e di Sottomarina e nelle isole di Pellestrina, Lido e Sant’Erasmo;
i) il nulla-osta dell’autorità competente ai sensi dell’art. 13 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, in tema di aree naturali protette.
[l'indicazione delle lettere a), b), d), e) ed f) di cui al presente comma è tale nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale]

References: ART. 40
 sentenza 
 art. 31
 art. 33
 art. 4
 art. 220