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1 La responsabilità professionale Avv. Alberto Manzella 1
2 La responsabilità nelle professioni intellettuali La professione intellettuale è caratterizzata dall impiego di intelligenza e cultura ed è connotata da: Autonomia Discrezionalità Personalità-fiduciarietà Professionalità Competenza attestata dall iscrizione in appositi Albi Soggezione del professionista alla potestà disciplinare del proprio ordine professionale 2
3 La responsabilità nelle professioni intellettuali Lo svolgimento di tale attività rientra(va) nel novero di quelle che sono comunemente definite professioni protette, ove il professionista si avvale delle forme del contratto d opera intellettuale e non delle diverse forme del contratto di appalto, vendita ecc. 3
4 Il contratto d opera intellettuale Con il contratto d opera intellettuale, un soggetto, il professionista intellettuale, assume l obbligo nei confronti di un altro soggetto, cliente, di eseguire, dietro compenso, una determinata prestazione avente contenuto intellettuale. Si tratta di un contratto a prestazioni corrispettive ove avviene uno scambio tra il compimento di un opera intellettuale ed il compenso 4
5 Il contratto d opera intellettuale Ciò che contraddistingue il contratto d opera intellettuale dal contratto d opera in generale è la natura della prestazione che si traduce in una libertà del professionista nella scelta dei modi di attuazione dell incarico, più consoni alle esigenze del cliente. La valutazione dell esatto adempimento dell obbligazione del professionista verrà quindi effettuata (soprattutto) tenendo conto della modalità attraverso cui l incarico è stato svolto 5
6 Obbligazioni di mezzi e di risultato Secondo una distinzione tradizionale (peraltro ampiamente rivisitata dalla dottrina e dalla giurisprudenza più recenti), le obbligazioni da contratto sarebbero classificabili in due categorie: di mezzi, aventi ad oggetto un comportamento professionalmente adeguato di risultato, aventi ad oggetto il risultato che il cliente-creditore ha interesse a conseguire 6
7 Obbligazioni di mezzi e di risultato L importanza di tale distinzione, secondo la tradizionale lettura, condizionava in maniera determinante la ripartizione dell onere della prova. In caso di mancato od inesatto adempimento nelle obbligazioni di mezzi, l onere probatorio era posto in capo al creditore (il cliente) nelle obbligazioni di risultato, l onere probatorio gravava in capo al debitore (colui che doveva svolgere la prestazione) 7
8 Obbligazioni di mezzi e di risultato In questa prospettiva le obbligazioni assunte dai professionisti intellettuali nell esercizio delle proprie attività, venivano di regola qualificate come obbligazioni di mezzi per cui, assumendo l incarico, il professionista si impegnava a svolgere a favore del proprio cliente una prestazione di consulenza ed assistenza adeguata sotto il profilo tecnico e professionale, senza normalmente assumere vincoli specifici circa il buon esito di tali attività. 8
9 L impostazione attuale su obbligazioni di mezzi e di risultato Sia la dottrina che la giurisprudenza, volte a tutelare la parte debole, hanno pressoché abbandonato tale distinzione, giungendo, di conseguenza, ad ampliare l ambito della responsabilità professionale. 9
10 L impostazione attuale su obbligazioni di mezzi e di risultato La conseguenza è che sul piano della responsabilità può ritenersi ormai venuta meno la distinzione di cui beneficiavano le professioni protette 10
11 L impostazione attuale su obbligazioni di mezzi e di risultato La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha avuto modo di specificare che la distinzione tra obbligazione di mezzi di risultato non ha alcuna incidenza sul regime di responsabilità, ove è richiesto al professionista di attenersi a parametri molto rigidi di professionalità, in quanto lo standard di diligenza del professionista è cresciuto sensibilmente, comprimendo di conseguenza l area della colpa grave nei confronti di problemi tecnici di speciale difficoltà di cui all articolo 2236 CC. (Cass. Civ. Sez. Un /2005) 11
12 L impostazione attuale su obbligazioni di mezzi e di risultato Anche la giurisprudenza successiva (Cass. Civ. III sez. 8826/07) ha precisato che per il professionista non vale invocare, al fine di farne conseguire la propria irresponsabilità, la distinzione tra "obbligazione di mezzi" e "obbligazione di risultato", sostenendo che la propria attività è da ricomprendersi tra le prime, sì da non rispondere in caso di risultato non raggiunto 12
13 L impostazione attuale su obbligazioni di mezzi e di risultato Siffatta distinzione costituisce infatti, come ormai da qualche tempo dalla migliore dottrina non si manca di porre in rilievo, il frutto di una risalente elaborazione dogmatica accolta dalla tradizionale interpretazione e tralatiziamente tramandatasi, priva invero di riscontro normativo e di dubbio fondamento 13
14 L impostazione attuale su obbligazioni di mezzi e di risultato L ulteriore conferma è poi stata data dalla sentenza 577/2008 con la quale le Sezioni Unite hanno ribadito che in tema di responsabilità professionale ai fini del riparto dell'onere probatorio l'attore danneggiato deve limitarsi a provare l'esistenza del contratto ed allegare l'inadempimento del debitore astrattamente idoneo a provocare il danno lamentato, rimanendo a carico del debitore dimostrare o che tale inadempimento non vi è stato ovvero che, pur esistendo, esso non è stato eziologicamente rilevante. 14
15 L impostazione attuale su obbligazioni di mezzi e di risultato Una diversa regola probatoria non potrebbe essere introdotta in base alla superata distinzione tra obbligazioni di risultato e obbligazioni di mezzi. Tale distinzione, infatti, non è immune da profili problematici, specialmente se applicata proprio alle ipotesi di prestazione d'opera intellettuale, in considerazione della struttura stessa del rapporto obbligatorio e tenendo conto, altresì, che un risultato è dovuto in tutte le obbligazioni. 15
16 L impostazione attuale su obbligazioni di mezzi e di risultato Quindi la distinzione tra obbligazione di mezzi e di risultato non ha alcuna incidenza sul regime di responsabilità del professionista poiché la responsabilità per inadempimento è disciplinata in modo unitario dall articolo 1218 c.c. 16
17 Obbligazioni di mezzi e di risultato. L impostazione giurisprudenziale Il percorso compiuto dalla Corte di Legittimità trova il suo antecedente nella pronuncia 13533/2001, sempre delle Sezioni Unite, in tema di ripartizione dell onere della prova. La Corte ha precisato che il creditore che agisce in giudizio, sia per l adempimento del contratto sia per la risoluzione ed il risarcimento del danno, deve fornire la prova della fonte negoziale o legale del suo diritto, limitandosi ad allegare l inadempimento della controparte. Sul debitore incombe l onere della dimostrazione del fatto estintivo dell altrui pretesa, costituito dall avvenuto esatto adempimento 17
18 L onere della prova Il cliente dovrà solo provare l esistenza del contratto ed allegare l inesatto adempimento Il professionista avrà l onere di dimostrare il fatto estintivo o l impossibilità della prestazione derivante da causa a lui non imputabile. 18
19 Il contenuto della prestazione Il professionista, per andare esente da responsabilità, dovrà comunque realizzare un attività efficiente, tesa a conseguire il buon esito richiesto dal cliente. Il mancato od inesatto risultato rappresenterà il presupposto per la verificazione del danno. 19
20 Il contenuto della prestazione Potendo scegliere, occorrerà adottare il comportamento che presenti il maggior numero di probabilità di successo, ispirando la propria condotta alla cautela al fine di preservare il cliente da qualunque risvolto negativo della vicenda (Cass.10068/96). 20
21 Il contenuto della prestazione Al fine di valutare correttamente l adempimento del professionista, occorre tenere presente che egli è tenuto ad informare il cliente sui rischi derivanti dall attività che andrà svolgere e sulle modalità con le quali la stessa verrà esercitata. Il professionista dovrà accertarsi che il cliente abbia una visione reale della situazione e che ne sia consapevole. 21
22 Il nesso causale Per dar luogo all obbligazione risarcitoria occorre un nesso di causalità tra la condotta attiva od omissiva posta in essere dal professionista e l evento di danno verificatosi. 22
23 Il nesso causale Laddove tale nesso causale non sussista, nulla potrà essere imputato al professionista; l onere della prova della sussistenza del nesso causale è comunque sempre posta in capo al cliente-creditore il quale dovrà pertanto dimostrare che l antecedente costituito dalla condotta tenuta dal professionista ha provocato l evento di danno lamentato. 23
24 Il nesso causale Nell ambito che qui ci interessa, sarà dunque possibile ravvisare ipotesi di responsabilità senza danno tutte le volte in cui l errore professionale non ha dato luogo alla verificazione dell evento. 24
25 Gli strumenti di cautela Per andare esente da responsabilità, non basta quindi l esatto adempimento, ma occorre anche fornire la prova di tale esatto adempimento. Questo significa che è opportuno predisporre idonei strumenti di cautela nella fase esecutiva del mandato. 25
26 Gli strumenti di cautela Tracciatura dei documenti Sessioni con i clienti in presenza di assistenti / collaboratori estranei alla prestazione professionale in senso stretto Aggiornamento del cliente in relazione agli sviluppi della pratica (corrispondenza informativa, sessioni in studio ecc.) 26
27 Gli strumenti di cautela Delega dello svolgimento degli incarichi a soggetti qualificati Obbligo di informazione e verifica della consapevolezza del cliente con conseguente predisposizione di strumenti idonei a dimostrare tale condizione 27
28 Gli strumenti di cautela Informare il cliente sui rischi derivanti dall attività e sulle modalità con le quali la stessa verrà esercitata. Archiviazione pratica con il consenso scritto del cliente 28
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References: articolo 2236
 sentenza 
 articolo 1218
 sentenza 
 art. 2393
 Cass. Sez. 
 sentenza