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Timestamp: 2016-10-25 15:49:30+00:00

Document:
Decreto Presidente Repubblica 21 dicembre 1999, n. 551
D.P.R. 1999
GU 81 del 06/04/2000
Art. 1. - Precisazioni in ordine alla
definizione di temperatura media
1. Al comma 1 dell'articolo 4 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, le parole: "dei singoli
ambienti degli edifici" sono sostituite dalle seguenti: "nei diversi
ambienti di ogni singola unità immobiliare.".
Art. 2. - Precisazioni in ordine allo scarico
1. Al comma 9 dell'articolo 5 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, primo capoverso, le parole
da: "Gli edifici" a: "UNI 7129" sono sostituite dalle
seguenti: "Gli impianti termici siti negli edifici costituiti da più
unità immobiliari devono essere collegati ad appositi camini, canne fumarie o
sistemi di evacuazione dei prodotti di combustione, con sbocco sopra il tetto
dell'edificio alla quota prescritta dalla regolamentazione tecnica vigente.".
2. Al secondo capoverso del comma 9 dell'articolo 5 del
decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, il periodo da:
"Fatte salve" a: "tetto dell'edificio", e sostituito dal
"Fatte salve diverse disposizioni normative, ivi
comprese quelle contenute nei regolamenti edilizi locali e loro successive
modificazioni, le disposizioni del presente comma possono non essere applicate
in caso di mera sostituzione di generatori di calore individuali e nei seguenti
casi, qualora si adottino generatori di calore che, per i valori di emissioni
nei prodotti della combustione, appartengano alla classe meno inquinante
prevista dalla norma tecnica UNI EN 297:
singole ristrutturazioni di impianti termici
individuali già esistenti, siti in stabili plurifamiliari, qualora nella
versione iniziale non dispongano già di camini, canne fumarie o sistemi di
evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il tetto
dell'edificio, funzionali ed idonei o comunque adeguabili alla applicazione di
apparecchi con combustione asservita da ventilatore;
nuove installazioni di impianti termici individuali in
edificio assoggettato dalla legislazione nazionale o regionale vigente a
categorie di intervento di tipo conservativo, precedentemente mai dotato di
alcun tipo di impianto termico, a condizione che non esista camino, canna
fumaria o sistema di evacuazione fumi funzionale ed idoneo, o comunque
adeguabile allo scopo.".
Art. 3. - Installazione di generatori di
calore e coibentazione degli impianti
1. Il comma 10 dell'articolo 5 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, è sostituito dal seguente:
"10. In tutti i casi di nuova installazione o di
ristrutturazione dell'impianto termico, che comportino l'installazione di
generatori di calore individuali che rientrano nel campo di applicazione della
direttiva 90/396/CEE del 29 giugno 1990, è prescritto l'impiego di generatori
muniti di marcatura CE. In ogni caso i generatori di calore di tipo B1 (secondo
classificazione della norma tecnica UNI-CIG 7129) installati all'interno di
locali abitati devono essere muniti all'origine di un dispositivo di sicurezza
dello scarico dei prodotti della combustione, secondo quanto indicato nella
norma tecnica UNI-CIG EN 297 del 1996. Al fine di garantire una adeguata
ventilazione, nel caso di installazione di generatori di tipo B1 in locali
abitati, dovrà essere realizzata, secondo le modalità previste al punto 3.2.1
della norma tecnica UNI-CIG 7129, apposita apertura di sezione libera totale non
inferiore a 0,4 metri quadrati.".
2. Al penultimo periodo del comma 11, dell'articolo 5,
del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, dopo le
parole: "quelli da costruzione" sono inserite le seguenti: ",
tenendo conto in particolare della permeabilità al vapore dello strato
isolante, delle condizioni termoigrometriche dell'ambiente, della temperatura
del fluido termovettore.".
Art. 4. - Rendimento minimo dei generatori di
1. Il comma l dell'articolo 6 del decreto del
"1. Negli impianti termici di nuova installazione,
nella ristrutturazione degli impianti termici nonché nella sostituzione di
generatori di calore, i generatori di calore ad acqua calda di potenza nominale
utile pari o inferiore a 400 kW devono avere un "rendimento termico
utile" conforme a quanto prescritto dal decreto del Presidente della
Repubblica 15 novembre 1996, n. 660. l generatori ad acqua calda di potenza
superiore devono rispettare i limiti di rendimento fissati dal medesimo decreto
del Presidente della Repubblica per le caldaie di potenza pari a 400 kW. I
generatori di calore ad aria calda devono avere un "rendimento di
combustione" non inferiore ai valori riportati nell'allegato E al presente
decreto.".
Art. 5. - Termoregolazione e contabilizzazione
1. Al comma 3 dell'articolo 7 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, è aggiunto il seguente
"Ai sensi del comma 3 dell'articolo 26 della legge
9 gennaio 1991, n. 10, gli impianti termici al servizio di edifici di nuova
costruzione, la cui concessione edilizia sia rilasciata dopo il 30 giugno 2000,
devono essere dotati di sistemi di termoregolazione e di contabilizzazione del
consumo energetico per ogni singola unità immobiliare.".
Art. 6. - Responsabilità inerenti l'esercizio
1. Il comma 1 dell'articolo 11 del decreto del
"1. L'esercizio e la manutenzione degli impianti
termici sono affidati al proprietario, definito come alla lettera j)
dell'articolo 1, comma 1, o per esso ad un terzo, avente i requisiti definiti
alla lettera o) dell'articolo 1, comma 1, che se ne assume la responsabilità.
L'eventuale atto di assunzione di responsabilità da parte del terzo, che lo
espone altresì alle sanzioni amministrative previste dal comma 5 dell'articolo
34 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, deve essere redatto in forma scritta e
consegnato al proprietario. Il terzo eventualmente incaricato, non può delegare
ad altri le responsabilità assunte, e può ricorrere solo occasionalmente al
subappalto delle attività di sua competenza, fermo restando il rispetto della
legge 5 marzo 1990 n. 46, per le attività di manutenzione straordinaria, e
ferma restando la propria diretta responsabilità ai sensi degli articoli 1667 e
seguenti del codice civile. Il ruolo di terzo responsabile di un impianto è
incompatibile con il ruolo di fornitore di energia per il medesimo impianto, a
meno che la fornitura sia effettuata nell'ambito di un contratto servizio
energia, con modalità definite con decreto del Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato, di concerto con il Ministro delle finanze.".
Art. 7. - Ulteriori requisiti del terzo
1. Il comma 3 dell'articolo 11 del decreto del
"3. Nel caso di impianti termici con potenza
nominale al focolare superiore a 350 kW, ferma restando la normativa vigente in
materia di appalti pubblici, il possesso dei requisiti richiesti al "terzo
responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto termico è
dimostrato mediante l'iscrizione ad albi nazionali tenuti dalla pubblica
amministrazione e pertinenti per categoria quali, ad esempio, l'albo nazionale
dei costruttori - categoria gestione e manutenzione degli impianti termici di
ventilazione e condizionamento, oppure mediante l'iscrizione ad elenchi
equivalenti dell'Unione europea, oppure mediante certificazione del soggetto, ai
sensi delle norme UNI EN ISO della serie 9.000, per l'attività di gestione e
manutenzione degli impianti termici, da parte di un organismo accreditato e
riconosciuto a livello italiano o europeo. In ogni caso il terzo responsabile o
il responsabile tecnico preposto deve possedere conoscenze tecniche adeguate
alla complessità dell'impianto o degli impianti a lui affidati.".
Art. 8. - Controllo tecnico periodico e
1. Il comma 4 dell'articolo 11 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, è sostituito dai seguenti:
"4. Le operazioni di controllo ed eventuale
manutenzione dell'impianto termico devono essere eseguite conformemente alle
istruzioni tecniche per la regolazione, l'uso e la manutenzione elaborate dal
costruttore dell'impianto.
Qualora non siano disponibili le istruzioni del
costruttore, le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione degli
apparecchi e dei dispositivi facenti parte dell'impianto termico devono essere
eseguite conformemente alle istruzioni tecniche elaborate dal fabbricante ai
sensi della normativa vigente, mentre le operazioni di controllo e manutenzione
delle restanti parti dell'impianto termico e degli apparecchi e dispositivi per
i quali non siano disponibili le istruzioni del fabbricante relative allo
specifico modello, devono essere eseguite secondo le prescrizioni e con la
periodicità prevista dalle vigenti normative UNI e CEI per lo specifico
elemento o tipo di apparecchio o dispositivo. In mancanza di tali specifiche
indicazioni, i controlli di cui all'allegato H devono essere effettuati almeno
una volta l'anno, fermo restando quanto stabilito ai commi 12 e 13.
4-bis. Al termine delle operazioni di controllo e
manutenzione dell'impianto, l'operatore ha l'obbligo di redigere e sottoscrivere
un rapporto da rilasciare al responsabile dell'impianto, che deve sottoscriverne
copia per ricevuta.
L'originale del rapporto sarà da questi conservato ed
allegato al libretto di cui al comma 9. Nel caso di impianti di riscaldamento
unifamiliari, di potenza nominale del focolare inferiore a 35 kW, il rapporto di
controllo e manutenzione dovrà essere redatto e sottoscritto conformemente al
modello di cui all'allegato H al presente decreto. Tale modello potrà essere
modificato ed aggiornato, anche in relazione al progresso della tecnica ed
all'evoluzione della normativa nazionale o comunitaria, dal Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato, con proprio decreto o mediante
approvazione di specifiche norme tecniche UNI. Con la medesima procedura
potranno essere adottati modelli standard per altre tipologie di impianto.".
Art. 9. - Comunicazione del terzo responsabile
all'ente locale competente
Il comma 6 dell'articolo 11 del decreto del
"6. Il terzo eventualmente nominato responsabile
dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto termico comunica entro
sessanta giorni la propria nomina all'ente locale competente per i controlli
previsti al comma 3 dell'articolo 31 della legge 9 gennaio 1991, n. 10. Al
medesimo ente il terzo responsabile comunica immediatamente eventuali revoche o
dimissioni dall'incarico, nonché eventuali variazioni sia di consistenza che di
titolarità dell'impianto.".
Art. 10. - Affidamento delle operazioni di
controllo e manutenzione e delega delle responsabilità 1. Il comma 8
dell'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.
412, è sostituito dal seguente:
"8. Il responsabile dell'esercizio e della
manutenzione dell'impianto, ove non possieda i requisiti necessari o non intenda
provvedere direttamente, affida le operazioni di cui al comma 4 a soggetti
abilitati alla manutenzione straordinaria degli impianti di cui alla lettera c)
dell'articolo 1, comma 1, della legge 5 marzo 1990, n. 46. Nel caso di impianti
termici a gas il soggetto deve essere abilitato anche per gli impianti di cui
all'articolo 1, comma 1, lettera e) della medesima legge 5 marzo 1990, n. 46.
Nel caso di impianti termici unifamiliari con potenza nominale del focolare
inferiore a 35 kW, la figura del responsabile dell'esercizio e della
manutenzione si identifica con l'occupante che può, con le modalità di cui al
comma 1, delegarne i compiti al soggetto cui è affidata con continuità la
manutenzione dell'impianto, che assume pertanto il ruolo di terzo responsabile,
fermo restando che l'occupante stesso mantiene in maniera esclusiva le
responsabilità di cui al comma 7.
Al termine dell'occupazione è fatto obbligo
all'occupante di consegnare al proprietario o al subentrante il "libretto
di impianto prescritto al comma 9, debitamente aggiornato, con gli eventuali
allegati.".
Art. 11. - Compilazione dei libretti di
centrale e d'impianto
1. Il comma 11 dell'articolo 11 del decreto del
"11. La compilazione iniziale del libretto nel
caso di impianti termici di nuova installazione sottoposti a ristrutturazione, e
per impianti termici individuali anche in caso di sostituzione dei generatori di
calore, deve essere effettuata all'atto della prima messa in servizio, previo
rilevamento dei parametri di combustione, dalla ditta installatrice che, avendo
completato i lavori di realizzazione dell'impianto termico, è in grado di
verificarne la sicurezza e funzionalità nel suo complesso, ed è tenuta a
rilasciare la dichiarazione di conformità di cui all'articolo 9 della legge 5
marzo 1990, n. 46, comprensiva, se del caso, dei riferimenti di cui alla nota 7
del modello di dichiarazione allegato al decreto del Ministro dell'industria,
del commercio e dell'artigianato 20 febbraio 1992, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 1992. Copia della scheda identificativa
dell'impianto contenuta nel libretto, firmata dal responsabile dell'esercizio e
della manutenzione, dovrà essere inviata all'ente competente per i controlli di
cui al comma 18. La compilazione iniziale del libretto, previo rilevamento dei
parametri di combustione, per impianti esistenti all'atto dell'entrata in vigore
del presente regolamento nonché la compilazione per le verifiche periodiche
previste dal presente regolamento è effettuata dal responsabile dell'esercizio
e della manutenzione dell'impianto termico. Il libretto di centrale ed il
libretto di impianto devono essere conservati presso l'edificio o l'unità
immobiliare in cui è collocato l'impianto termico. In caso di nomina del terzo
responsabile e successiva rescissione contrattuale, il terzo responsabile è
tenuto a consegnare al proprietario o all'eventuale terzo responsabile
subentrante l'originale del libretto, ed eventuali allegati, il tutto
debitamente aggiornato.".
Art. 12.- Rendimento minimo di combustione in
1. Il comma 14 dell'articolo 1 del decreto del
"14. Il rendimento di combustione, rilevato nel
corso delle verifiche di cui ai commi 12 e 13, misurato alla massima potenza
termica effettiva del focolare nelle condizioni di normale funzionamento, in
conformità alle vigenti norme tecniche UNI, deve risultare:
antecedentemente al 29 ottobre 1993, non inferiore di tre punti percentuali
rispetto al valore minimo del rendimento termico utile alla potenza nominale
previsto ai sensi dell'articolo 6 per caldaie standard della medesima potenza;
b) per i generatori di calore ad acqua calda installati
a partire dal 29 ottobre 1993, non inferiore al valore minimo del rendimento
termico utile alla potenza nominale previsto ai sensi dell'articolo 6 del
presente decreto per caldaie standard della medesima potenza;
antecedentemente al 29 ottobre 1993, non inferiore a sei punti percentuali
rispetto al valore minimo del rendimento di combustione alla potenza nominale
indicato all'allegato E;
d) per generatori di calore ad aria calda installati a
partire dal 29 ottobre 1993, non inferiore a tre punti percentuali rispetto al
valore minimo del rendimento di combustione alla potenza nominale indicato
all'allegato E.".
Art. 13. - Controlli degli enti locali
1. Il comma 18 dell'articolo 11 del decreto del
"18. Ai sensi dell'art. 31, comma 3 della legge 9
gennaio 1991, n. 10, i comuni con più di quarantamila abitanti e le province
per la restante parte del territorio, in un quadro di azioni che vedano l'Ente
locale promuovere la tutela degli interessi degli utenti e dei consumatori, ivi
comprese informazione, sensibilizzazione ed assistenza all'utenza, effettuano,
con cadenza almeno biennale e con onere a carico degli utenti ed anche
avvalendosi di organismi esterni aventi specifica competenza tecnica, i
controlli necessari ad accertare l'effettivo stato di manutenzione e di
esercizio dell'impianto termico. I risultati dei controlli eseguiti sugli
impianti termici devono essere allegati al libretto di centrale o al libretto di
impianto di cui al comma 9, annotando i riferimenti negli spazi appositamente
previsti. Entro il 31 dicembre 2000 gli enti di cui sopra inviano alla regione
di appartenenza, e per conoscenza al Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato, una relazione sulle caratteristiche e sullo stato di
efficienza e manutenzione degli impianti termici nel territorio di propria
competenza, con particolare riferimento alle risultanze dei controlli effettuati
nell'ultimo biennio. La relazione sarà aggiornata con frequenza biennale.".
Art. 14. - Controlli degli enti locali
attraverso organismi esterni
1. Il comma 19 dell'articolo 1 del decreto del
"19. In caso di affidamento ad organismi esterni
dei controlli di cui al comma 18, i comuni e le province competenti dovranno
stipulare con detti organismi apposite convenzioni, previo accertamento che gli
stessi soddisfino, con riferimento alla specifica attività prevista, i
requisiti minimi di cui all'allegato I al presente decreto. L'ENEA, nell'ambito
dell'accordo di programma con il Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato di cui all'articolo 3 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, o su
specifica commessa, fornisce agli enti locali che ne facciano richiesta
assistenza per l'accertamento dell'idoneità tecnica dei predetti organismi.".
Art. 15. - Procedura di verifica e controllo
per impianti unifamiliari
1. Il comma 20 dell'articolo 11 del decreto del
"20. Limitatamente agli impianti di potenza
nominale del focolare inferiore a 35 kW, gli enti di cui al comma 18 possono,
nell'ambito della propria autonomia, con provvedimento reso noto alle
popolazioni interessate, al Ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato e all'ENEA, stabilire che i controlli si intendano effettuati
nei casi in cui i manutentori degli impianti termici o i terzi responsabili
dell'esercizio e manutenzione o i proprietari degli stessi trasmettano, con le
modalità ed entro i termini stabiliti dal provvedimento medesimo, apposita
dichiarazione, redatta secondo il modello di cui all'allegato H, con timbro e
firma del terzo responsabile o dell'operatore, nel caso la prima figura non
esista per l'impianto specifico, e con connessa assunzione di responsabilità,
attestante il rispetto delle norme del presente regolamento, con particolare
riferimento ai risultati dell'ultima delle verifiche periodiche di cui al comma
12. Gli enti di cui al comma 18 possono altresì stabilire, per manutentori e
terzi responsabili, l'obbligo di consegna periodica delle dichiarazioni di cui
sopra su supporto informatico standardizzato. Gli enti, qualora ricorrano alla
forma di verifica prevista al presente comma, devono comunque effettuare
annualmente controlli tecnici a campione su almeno il 5% degli impianti di
potenza nominale del focolare inferiore a 35 kW esistenti sul territorio,
scegliendoli tra quelli per i quali sia pervenuta nell'ultimo biennio la
dichiarazione di avvenuta manutenzione, ai fini del riscontro della veridicità
della dichiarazione stessa, provvedendo altresì ad effettuare, nei termini
previsti dall'articolo 31, comma 3, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, i
controlli su tutti gli impianti termici per i quali la dichiarazione di cui
sopra risulti omessa o si evidenzino comunque situazioni di non conformità alle
norme vigenti. Gli enti locali, al fine di massimizzare l'efficacia della
propria azione, possono programmare i predetti controlli a campione dando
priorità agli impianti più vecchi o per i quali si abbia comunque una
indicazione di maggiore criticità, avendo peraltro cura di predisporre il
campione in modo da evitare distorsioni di mercato. In conformità al principio
stabilito dal comma 3, articolo 31, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, gli oneri
per la effettuazione dei controlli a campione sono posti a carico di tutti gli
utenti che presentino detta dichiarazione, con opportune procedure definite da
ciascun ente locale nell'ambito della propria autonomia.".
Art. 16. - Competenza delle regioni
1. Le disposizioni di cui ai commi 18, 19 e 20
412, si applicano fino all'adozione dei provvedimenti di competenza delle
regioni, ai sensi dell'articolo 30, comma 5, del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112. Nell'ambito delle funzioni di coordinamento ed assistenza agli
enti locali ivi previste, le regioni promuovono altresì, nel rispetto delle
rispettive competenze, l'adozione di strumenti di raccordo che consentano la
collaborazione e l'azione coordinata tra i diversi enti ed organi preposti, per
i diversi aspetti, alla vigilanza sugli impianti termici.
Art. 17. - Istituzione o completamento del
1. Al fine di costituire il catasto degli impianti
o di completare quello già esistente all'atto della data di entrata in vigore
del presente decreto, gli Enti locali competenti possono richiedere alle
società distributrici di combustibile per il funzionamento degli impianti di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, che sono
tenute a provvedere entro 90 giorni, di comunicare l'ubicazione e la titolarità
degli impianti da esse riforniti nel corso degli ultimi dodici mesi; i comuni
trasmettono i suddetti dati alla provincia ed alla regione, anche in via
Art. 18. - Allegati
agosto 1993, n. 412, dopo l'allegato G, sono inseriti gli allegati H ed I al
Il punto 1 dell'allegato E del decreto del Presidente
della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, è soppresso.
Art. 19. - Norma transitoria
1. Le attività di verifica ai sensi dell'articolo
31, comma 3, della legge 9 gennaio 1991, n. 10, avviate prima della data di
entrata in vigore del presente decreto conservano la loro validità e possono
essere portate a compimento secondo la normativa preesistente.
Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
pag. 7-8 della GU omesso
1. L'organismo, il personale direttivo ed il personale
incaricato di eseguire le operazioni di verifica non possono essere né il
progettista, il fabbricante, il fornitore o l'installatore delle caldaie e degli
apparecchi che controllano, né il mandatario di una di queste persone. Essi non
possono intervenire né direttamente né in veste di mandatari nella
progettazione, fabbricazione, commercializzazione o manutenzione di caldaie ed
apparecchi per impianti di riscaldamento.
2. L'organismo, il personale direttivo ed il personale
incaricato di eseguire le operazioni di verifica non possono essere fornitori di
energia per impianti di riscaldamento, né il mandatario di una di queste
3. L'organismo ed il personale incaricato devono
eseguire le operazioni di verifica con la massima integrità professionale e
competenza tecnica e non devono essere condizionati da pressioni ed incentivi,
soprattutto di ordine finanziario, che possano influenzare il giudizio o i
risultati del controllo, in particolare se provenienti da persone o gruppi di
persone interessati ai risultati delle verifiche.
4. L'organismo deve disporre del personale e dei mezzi
necessari per assolvere adeguatamente ai compiti tecnici ed amministrativi
connessi con l'esecuzione delle verifiche; deve altresì avere a disposizione il
materiale necessario per le verifiche straordinarie.
5. Il personale incaricato deve possedere i requisiti
a) una buona formazione tecnica e professionale, almeno
equivalente a quella necessaria per l'installazione e manutenzione delle
tipologie di impianti da sottoporre a verifica;
b) una conoscenza soddisfacente delle norme relative ai
controlli da effettuare ed una pratica sufficiente di tali controlli;
c) la competenza richiesta per redigere gli attestati,
i verbali e le relazioni che costituiscono la prova materiale dei controlli
6. Deve essere garantita l'indipendenza del personale
incaricato delle verifiche. La remunerazione di ciascun agente non deve
dipendere né dal numero delle verifiche effettuate né dai risultati di tali
7. L'organismo deve sottoscrivere un'assicurazione di
responsabilità civile, a meno che tale responsabilità non sia coperta dallo
Stato in base alla legislazione vigente o si tratti di un organismo pubblico.
8. Il personale dell'organismo è vincolato dal segreto
- San Fele, 6 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15
 articolo 31

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19