Source: https://www.studiobrancaleone.it/areetematiche/norme/1998_11_03_83_dirCe.asp
Timestamp: 2020-06-03 06:09:27+00:00

Document:
Gazzetta Ufficiale Comunità Europee 5 dicembre 1998, n. L 330
Il Consiglio dell'Unione europea, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 S, paragrafo 1, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Comitato economico e sociale, visto il parere del Comitato delle Regioni, deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 189 C,
(1) considerando la necessità di adeguare al progresso scientifico e tecnologico la direttiva 80/778/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1980, concernente la qualità delle acque destinante al consumo umano; che l'esperienza acquisita nell'attuazione della direttiva dimostra la necessità di istituire un quadro normativo, opportunamente flessibile e trasparente, che consenta agli Stati membri di affrontare i casi di inosservanza delle norme; che è inoltre opportuno riesaminare la direttiva alla luce del trattato sull'Unione europea ed in particolare del principio di sussidiarietà;
(4) considerando che, in base al principio di sussidiarietà, le diversità naturali e socioeconomiche fra le regioni dell'Unione richiedono che la maggior parte delle decisioni in materia di controllo, analisi e adozione di misure in caso di inosservanza delle norme sia adottata a livello locale, regionale o nazionale, purché dette diversità non nuocciano all'istituzione del quadro legislativo, regolamentare e amministrativo contemplato nella presente direttiva;
(11) considerando che devono essere prese misure per tutti i parametri direttamente attinenti alla salute e per altri parametri in caso di deterioramento della qualità; che, inoltre, tali misure dovrebbero essere accuratamente coordinate con l'attuazione della direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari, e con la direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi;
(13) considerando che i valori parametrici si basano sulle conoscenze scientifiche disponibili e che si è altresì tenuto conto del principio di precauzione; che i valori sono stati scelti al fine di garantire che le acque destinate al consumo umano possano essere consumate in condizioni di sicurezza nell'intero arco della vita e rappresentino pertanto un livello elevato di tutela della salute;
(23) considerando che ogni Stato membro dovrebbe istituire programmi di controllo per valutare se le acque destinate al consumo umano sono conformi ai requisiti fissati dalla presente direttiva; che detti programmi dovrebbero essere adeguati alle esigenze locali e conformi alle prescrizioni minime di controllo stabilite nella presente direttiva;.
(34) considerando che la presente direttiva dovrebbe lasciare impregiudicati gli obblighi degli Stati membri riguardanti le scadenze per il recepimento nel diritto nazionale o l'applicazione, come indicato nell'allegato IV, ha adottato la presente direttiva:
1) per "acque destinate al consumo umano" si intendono:
2) per "impianto di distribuzione domestico" si intendono: le condutture, i raccordi e le apparecchiature installati fra i rubinetti normalmente utilizzati per il consumo umano e la rete di distribuzione nel caso in cui per essi, secondo la pertinente legislazione nazionale, non sia responsabile il fornitore dell'acqua in quanto tale.
a) alle acque minerali naturali riconosciute come tali dalle competenti autorità nazionali, a norma della direttiva 80/777/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1980, in materia di ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri sull'utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali;
b) alle acque considerate medicinali a norma della direttiva 65/65/CEE del Consiglio, del 26 gennaio 1965, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative ai medicinali.
b) soddisfano i requisiti minimi di cui alle parti A e B dell'allegato I, e se, secondo le pertinenti disposizioni degli articoli da 5 a 8 e 10 e a norma del trattato gli Stati membri adottano ogni altra misura necessaria affinché le acque destinate al consumo umano soddisfino i requisiti previsti dalla presente direttiva.
Punti in cui i valori devono essere rispettati
a) siano prese misure appropriate per ridurre o eliminare il rischio che esse risultino non conformi ai valori di parametro, ad esempio offrendo ai proprietari consulenza sugli eventuali provvedimenti correttivi da adottare; e/o siano prese altre misure, quali adeguate tecniche di trattamento, per modificare la natura e le caratteristiche delle acque prima della fornitura al fine di ridurre o eliminare il rischio che le acque non rispettino i valori di parametro dopo la fornitura;
Provvedimenti correttivi e limitazioni dell'uso
2. Se, nonostante le misure adottate per adempiere gli obblighi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, le acque destinate al consumo umano non rispondono ai valori di parametro fissati a norma dell'articolo 5, salvo l'articolo 6, paragrafo 2, lo Stato membro interessato provvede affinché vengano adottati quanto prima i provvedimenti correttivi necessari per ripristinarne la qualità, dando priorità alle misure di esecuzione, tenuto conto, tra l'altro, dell'entità del superamento del valore di parametro pertinente e del potenziale pericolo per la salute umana.
2. In circostanze eccezionali uno Stato membro può chiedere alla Commissione una terza deroga per un periodo fino a tre anni. La Commissione decide in merito a tale richiesta entro tre mesi.3. Le deroghe stabilite a norma dei paragrafi 1 o 2 indicano quanto segue:
7. Ad eccezione delle deroghe concesse a norma del paragrafo 4, uno Stato membro comunica alla Commissione entro due mesi le deroghe riguardanti una singola fornitura d'acqua superiore a 1000 m3 al giorno in media o destinate all'approvvigionamento di 5.000 o più persone, ivi comprese le informazioni di cui al paragrafo 3.
Garanzia di qualità del trattamento ,delle attrezzature e dei materiali
Gli Stati membri adottano tutte le disposizioni necessarie affinché nessuna sostanza o materiale per i nuovi impianti utilizzati per la preparazione o la distribuzione delle acque destinate al consumo umano o impurità associata a tali sostanze o materiali per i nuovi impianti sia presente in acque destinate al consumo umano in concentrazioni superiori a quelle necessarie per il fine per cui sono impiegati e non riducano, direttamente o indirettamente, la tutela della salute umana prevista dalla presente direttiva; i documenti interpretativi e le specificazioni tecniche di cui all'articolo 3 e all'articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 89/106/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri concernenti i prodotti da costruzione, devono essere conformi alle prescrizioni della presente direttiva.
2. Con periodicità almeno quinquennale; la Commissione adegua gli allegati II e III al progresso scientifico e tecnico. Le modifiche necessarie sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 12.
Informazione e presentazione di relazioni
2. Fatta salva la direttiva 90/313/CEE del Consiglio, del 7 giugno 1990, concernente la libertà di accesso all'informazione in materia di ambiente, gli Stati membri pubblicano una relazione triennale sulla qualità delle acque destinate al consumo umano, al fine di informare i consumatori. La prima di queste relazioni dovrà riferirsi agli anni 2002, 2003 e 2004. Ciascuna relazione comprende, al minimo, tutte le singole forniture d'acqua superiori a 1000 m3 al giorno in media o destinate all'approvvigionamento di 5.000 o più persone, riguarda tre anni civili e viene pubblicata entro un anno civile dalla fine del periodo cui la relazione fa riferimento.
Calendario per la messa in conformità
1. In casi eccezionali e per aree geograficamente delimitate, uno Stato membro può presentare alla Commissione una richiesta particolare di proroga per un periodo superiore a quello fissato all'articolo 14.
La proroga non è superiore a tre anni e verso la fine di tale periodo occorre procedere ad un riesame i cui risultati sono trasmessi alla Commissione, che su tale base può autorizzare un'ulteriore proroga per un periodo non superiore a tre anni. La presente disposizione non si applica alle acque destinate al consumo umano messe in vendita in bottiglie o contenitori.
4. Gli Stati membri che si avvalgono del presente articolo provvedono affinché la popolazione interessata
dalla loro richiesta sia tempestivamente ed adeguatamente informata del suo esito. Inoltre, gli Stati membri assicurano, ove necessario, che siano forniti consigli a gruppi specifici di popolazione per i quali potrebbe sussistere un rischio particolare.
Recepimento del diritto interno
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro due anni a decorrere dalla sua entrata in vigore.
Antiparassitari- Totale
Somma delle concentrazioni di parametri
Trialmetani - Totale
specifici; Nota 10
Nota 1: Il valore di parametro si riferisce alla concentrazione monomerica residua nell'acqua calcolata secondo le specifiche dello scarico massimo del polimero corrispondente a contatto con l'acqua.
Nota 2: Ove possibile, gli Stati membri devono adoperarsi per applicare valori inferiori senza compromettere la disinfezione.
Per le acque di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettere a), b) e d), il valore deve essere soddisfatto al più tardi dieci anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva. Il valore di parametro per il bromato nel periodo compreso tra i cinque e i dieci anni successivi all'entrata in vigore della presente direttiva e pari a 25 µg/l.
Nota 3: Il valore si riferisce ad un campione di acqua destinata al consumo umano ottenuto dal rubinetto tramite un metodo di campionamento adeguato (1) e prelevato in modo da essere rappresentativo del valore medio dell'acqua ingerita settimanalmente dai consumatori. Le procedure di prelievo dei campioni e di controllo vanno applicate, se del caso, secondo metodi armonizzati da stabilire in conformità dell'articolo 7, paragrafo 4. Gli Stati membri devono tener conto della presenza di livelli di picco che possono nuocere alla salute umana.
(1) Da aggiungere dopo l'esito dello studio attualmente in corso.
Nota 4: Per le acque di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettere a), b) e d), questo valore deve essere soddisfatto al più tardi quindici anni dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva. Il valore di parametro del piombo nel periodo compreso tra i cinque e i quindici anni successivi all'entrata in vigore della presente direttiva e pari a 25 µg/l.
Nell'attuazione delle misure intese a garantire il raggiungimento del valore in questione, gli Stati membri devono dare gradualmente priorità ai punti in cui la concentrazione di piombo nelle acque destinate al consumo umano e più elevata.
Nota 5: Gli Stati membri devono provvedere affinché sia soddisfatta la condizione: [nitrati]/50 + [nitriti]/3 £ 1, ove le parentesi quadre esprimono la concentrazione in mg/l per il nitrato (NO3) e per il nitrito (NO2), e il valore di 0,10 mg/l per i nitriti sia raggiunto nelle acque provenienti da impianti di trattamento.
Nota 6: Per antiparassitari s'intende:
Nota 7: Il valore di parametro si riferisce ad ogni singolo antiparassitario. Nel caso di aldrina, dieldrina, eptacloro ed eptacloro epossido, il valore parametrico è pari a 0,030 µg/l.
Nota 8: "Antiparassitari - Totale" indica la somma dei singoli antiparassitari rilevati e quantificati nella procedura di controllo.
Nota 9: I composti specifici sono i seguenti:
- indeno(1,2,3cd)pirene
Nota 10: Ove possibile, gli Stati membri devono adoperarsi per applicare valori inferiori senza compromettere la disinfezione.
Per le acque di cui all'articolo 6, paragrafo 1, lettere a), b) e d), i valori devono essere soddisfatti al più tardi dieci anni dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva. Il valore di parametro per i THM totali nel periodo compreso tra i cinque e i dieci anni successivi all'entrata in vigore della presente direttiva e pari a 150 µg/l.
Nell'attuazione delle misure intese a garantire il raggiungimento del valore in questione, gli Stati membri devono dare gradualmente priorità alle zone in cui la concentrazione di THM nelle acque destinate al consumo umano e più elevata.
µS cm-1 a 20 °C
Nota 1: L'acqua non deve essere aggressiva.
Nota 2: Tale parametro non deve essere misurato a meno che le acque provengano o siano influenzate da acque superficiali. In caso di non conformità con il valore parametrico, lo Stato membro interessato per controllare l'approvvigionamento d'acqua deve accertarsi che non sussistano potenziali pericoli per la salute umana derivanti dalla presenza di microrganismi patogeni quali ad esempio il cryptosporidium. Gli Stati membri devono includere i risultati di tutti questi controlli nelle relazioni che devono presentare conformemente all'articolo 13, paragrafo 2.
Nota 3: Per le acque non frizzanti confezionate in bottiglie o contenitori il valore minimo può essere ridotto a 4,5 unità pH.
Nota 4: Se si analizza il parametro TOC non e necessario misurare questo valore.
Nota: 5: Per le acque confezionate in bottiglie o contenitori, l'unità di misura è "Numero/250 ml".
Nota 6: Non è necessario misurare questo parametro per approvvigionamenti d'acqua inferiori a 10.000 m3 al giorno.
Nota 7: In caso di trattamento delle acque superficiali gli Stati membri devono adoperarsi per applicare un valore di parametro non superiore a 1,0 NTU (unità nefelometriche di torbidità) nelle acque provenienti da impianti di trattamento.
Nota 8: Frequenza dei controlli da definire successivamente nell'allegato II.
Nota 9: Ad eccezione del trizio, potassio -40, radon e prodotti di decadimento del radon; frequenza dei controlli, metodi di controllo e siti più importanti per i punti di controllo da definire successivamente nell'allegato II.
Nota 10: 1. Le proposte prescritte nelle note 8 e 9 per quanto riguarda la frequenza dei controlli, i metodi di controllo e i siti più importanti per i punti di controllo di cui all'allegato II sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 12. Nell'elaborare le proposte la Commissione tiene conto, tra l'altro, delle pertinenti disposizioni della normativa vigente o di opportuni programmi di controllo, ivi compresi i risultati dei controlli ottenuti in tale contesto. La Commissione presenta tali proposte al più tardi entro diciotto mesi dalla data di cui all'articolo 18 della direttiva.
2. Uno Stato membro non è tenuto ad effettuare controlli sull'acqua potabile relativamente al trizio a alla radioattività al fine di stabilire la dose totale indicativa quando sia stato accertato che, sulla base di altri controlli, i livelli del trizio o della dose indicativa calcolata sono ben al di sotto del valore di parametro. In tale caso, esso comunica la motivazione della sua decisione alla Commissione, compresi i risultati di questi altri controlli effettuati.
I seguenti metodi di analisi relativi ai parametri biologici sono forniti per riferimento, ogniqualvolta e disponibile un metodo CEN/ISO, o per orientamento, in attesa dell'eventuale futura adozione,
conformemente alla procedura di cui all'articolo 12, di ulteriori definizioni internazionali CEN/ISO dei metodi per tali parametri. Gli Stati membri possono usare metodi alternativi, purché conformi alle disposizioni di cui all'articolo 7, paragrafo 5.
Batteri coliformi ed Escherichia coli (E. coli) (ISO 93081)
Enterococchi (ISO 78992)
Nota 1: Il terreno di coltura m-CP agar e così composto:
Dissolvere gli ingredienti ed adeguare il pH a 7,6. Sterilizzare in autoclave a 121 °C per 15 minuti. Lasciar raffreddare e aggiungere
Dcicloserina
Beta-D-glucoside di indossile da dissolvere
in 8 ml di acqua sterile prima dell'addizione
Soluzione di difosfato di fenolftaleina (allo
0,5%) filtrata - sterilizzata
FeCl3 · 6H2O (al 4,5%) filtrata - sterilizzata
2. PARAMETRI PER I QUALI VENGONO SPECIFICATE LE CARATTERISTISCHE DI
Esattezza in %
parametro (Nota
Precisione in % del
parametro (Nota 2)
rilevazione in %
Nota 1 [*]: L'esattezza e l'errore sistematico nonché la differenza fra il valore principale di numerose misurazioni ripetute e il valore vero.
Nota 2 [*]: La precisione e l'errore casuale ed e generalmente espressa come la deviazione standard (nell'ambito di un singolo gruppo di campioni e fra gruppi) dell'intervallo di variabilità dei risultati intorno alla media. La precisione accettabile e pari al doppio della deviazione standard relativa.
[*] Tali termini sono definiti nella norma ISO 5725.
Nota 3: Il limite di rilevazione e pari a:
Nota 7: Le caratteristiche di prestazione si riferiscono alle singole sostanze al 25% del valore parametrico che figura nell'allegato I.
Nota 8: Le caratteristiche di prestazione si riferiscono alle singole sostanze al 50% del valore parametrico che figura nell'allegato I.
Nota 1: Per il controllo della torbidità nelle acque superficiali trattate, le caratteristiche di prestazione specificate richiedono che il metodo di analisi impiegato consenta, almeno, di misurare concentrazioni pari al valore di parametro con un'esattezza del 25%, una precisione del 25% e un limite di rilevazione del 25%.
Scadenze per il recepimento nel diritto nazionale e per l'applicazione
membri eccetto
e nuovi Länder
(adeguamento per
Atto di adesione di
Recepimento 1.1.1986
Applicazione 1.1.1986
Applicazione 1.1.1989
Länder della
Austria, Finlandia, e
Recepimento 1.1.1995
Applicazione 1.1.1995
Applicazione 1.1.1995,
Articoli 1-14
dall'1.1.1981
Modificato con effetto
dall'1.1.1986
dall'1.1.1995
Articolo 17(a)
Tavola di equivalenza
Articolo 5, paragrafo 2, prima sentenza
Articolo 5, paragrafo 2, seconda sentenza
Articoli 9, paragrafo 1, e 10, paragrafo 1
Articoli 9, paragrafo 2, e 10, paragrafo 3
Articolo 13, paragrafi da 2 a 5
Articolo 17, lettera a) (inserito dalla direttiva
91/692/CEE)

References: Articolo 17

Articolo 5
 sentenza

 sentenza

Articolo 13

Articolo 17