Source: https://collegio.geometri.vr.it/collegio-trasparente/
Timestamp: 2018-05-23 01:03:08+00:00

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Collegio Trasparente - Collegio dei Geometri - Collegio dei Geometri
Nella redazione del presente Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza (di seguito anche denominato “PTPCT”) si sono tenute in considerazione le seguenti disposizioni:
– legge 6 novembre 2012, n. 190 recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione dell’illegalità nella pubblica amministrazione;
– decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 recante “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”;
– determinazione ANAC n. 12 del 28 ottobre 2015 “Aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione”;
– decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, in materia di Contratti Pubblici, recante “Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture”, con il quale sono stati individuati, tra l’altro, i compiti dell’ANAC nella vigilanza, nel controllo e nella regolarizzazione dei contratti pubblici anche al fine di contrastare illegalità e corruzione;
– decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97 recante “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell’articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”;
– delibera ANAC n. 831 del 3 agosto 2016 recante “Determinazione di approvazione definitiva del Piano Nazionale Anticorruzione 2016”;
– delibera ANAC n. 1309 del 28 dicembre 2016 recante “Linee guida recanti indicazioni operative ai fini della definizione delle esclusioni dei limiti all’accesso civico di cui all’art. 5 co. 2 del D.Lgs. 33/2013”;
– delibera ANAC n. 1310 del 28 dicembre 2016 recante “Prime linee guida recanti indicazioni sull’attuazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione dei informazioni contenute nel D.Lgs. 33/2013 come modificato dal D.Lgs. 97/2016”.
Nella redazione del Piano 2017-2019, le indicazioni fornite dal PNA 2016, in quanto atto di indirizzo per le amministrazioni pubbliche, sono state fondamentali. Si è preso atto della necessità di un maggiore coinvolgimento dell’organo politico nella formazione e attuazione del Piano ed allo stesso il Piano è stato sottoposto per l’esame preventivo e per la successiva adozione.
Inoltre, nel rispetto dell’obiettivo della semplificazione amministrativa in materia di anticorruzione, si è provveduto ad unificare in un solo strumento il Piano triennale anticorruzione (PTPCT) e il Programma triennale della trasparenza e dell’integrità (PTTI), quest’ultimo contenuto nella sezione II – Trasparenza.
La citata evoluzione normativa e le conseguenti delibere ANAC, intervenute soprattutto tra giugno e dicembre 2016, richiederebbero un esame approfondito per una puntuale applicazione delle disposizioni stesse.
2. PREDISPOSIZIONE E ADOZIONE DEL PTPCT
Come detto, il D.Lgs. n. 97/2016, nel modificare il D.Lgs. n. 33/2013 e la L. n. 190/2012, ha fornito ulteriori indicazioni sul contenuto del PTPCT. In particolare, il Piano assume un valore programmatico ancora più incisivo, dovendo necessariamente contenere gli obiettivi strategici per il contrasto alla corruzione fissati dall’organo di indirizzo.
L’elaborazione del PTPCT presuppone, dunque, il diretto coinvolgimento dell’organo di vertice del Collegio in ordine alla determinazione delle finalità da perseguire per la prevenzione della corruzione, decisione che è elemento essenziale e indefettibile del Piano stesso. Altro contenuto essenziale del PTPCT riguarda la definizione delle misure organizzative per l’attuazione effettiva degli obblighi di trasparenza.
Per effetto della nuova disciplina, il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità non è più oggetto di un atto separato, ma diviene parte integrante del presente PTPCT ed, in particolare, è riportato nell’apposita “Sezione II-Trasparenza”.
Quest’ultima contiene anche le soluzioni organizzative idonee ad assicurare l’adempimento degli obblighi di pubblicazione di dati e informazioni previsti dalla normativa vigente, ivi comprese le indicazioni recentemente fornite dall’ANAC con le linee guida n. 1310 del 28/12/2016.
In essa sono chiaramente identificati i responsabili della trasmissione e della pubblicazione dei dati, dei documenti e delle informazioni.
3. DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI STRATEGICI IN MATERIA DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE E TRASPARENZA
L’art. 1, comma 8 della Legge n. 190/2012 stabilisce che è l’organo politico a definire gli obiettivi strategici in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza, che costituiscono contenuto necessario del presente Piano.
In proposito il Consiglio del Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Verona – di seguito denominato “Collegio” – ha definito i seguenti obiettivi strategici nel documento programmatico/delibera, che si riporta di seguito:
Obiettivi strategici in materia di trasparenza posti dall’organo politico negli atti di indirizzo.
Per il triennio 2017-2019 il Collegio, in attuazione del citato decreto legislativo n. 33/2013 così come
modificato dal D.Lgs. 97/2016 e alla luce delle linee guida approvate in via definitiva dall’ANAC con la
delibera n. 1310 del 28.12.2016, ha recepito la normativa in materia di trasparenza e si è adeguato alle disposizione del D.Lgs. n. 33/2013 tenendo però conto delle peculiarità organizzative e funzionali di questo Collegio professionale provinciale. Il raggiungimento dell’obiettivo di pubblicazione dei dati previsti dalla norma come riportati nella “Tabella1”, di cui al successivo punto 4.1, nonché il loro costante e tempestivo aggiornamento, viene realizzato attraverso il coinvolgimento dei componenti il Consiglio Direttivo e dei funzionari dipendenti del Collegio inquadrati nell’Area “C” dell’organigramma del Collegio stesso. (1) .
(1) Indicare i soggetti, tra i dipendenti inquadrati nell’Area C, in relazione all’organigramma del Collegio.
La sezione relativa alla trasparenza, contenuta nell’unico Piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza, costituisce una sezione integrativa, complementare e sussidiaria della sezione relativa alla prevenzione della corruzione. Gli elementi di collegamento principali sono rappresentati dalla mappatura e attribuzione delle responsabilità; dalla descrizione delle procedure, dalla gestione e trattamento dei dati da pubblicare.
Soggetti coinvolti nell’individuazione dei contenuti del programma
(Vedere punto 12. “Individuazione responsabili”)
Individuazione e modalità di coinvolgimento dei portatori di interesse diffusi (stakeholders)
Il D.Lgs. 14.03.2013, n. 33, all’art. 3, introduce il diritto di conoscibilità delle informazioni e dei documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria, ribadendo, all’art. 9, la piena accessibilità agli stessi
Sulla base di questi principi il Collegio raccoglie i feedback dai cittadini/utenti sul livello di utilità dei dati pubblicati, anche per un più consapevole processo di aggiornamento annuale del Programma della trasparenza, nonché eventuali reclami sulla qualità delle informazioni ovvero in merito a ritardi e inadempienze riscontrate.
A tal fine, il Collegio, utilizzerà gli strumenti, legati al canale telematico (sito internet, posta elettronica, ecc…) per rilevare il livello di utilità e di utilizzazione dei dati pubblicati, sempre nella prospettiva di migliorare le misure adottate per incrementare i propri livelli di trasparenza.
Termine e modalità di adozione del Programma da parte degli organi di vertice
Il Collegio con delibera consiliare del 16 Ottobre 2017 ha adottato il presente Programma triennale per la trasparenza e l’integrità, recependo le indicazioni fornite dall’ANAC ed adeguandosi alle disposizioni normative in materia di trasparenza. Il presente programma viene adottato dal Collegio per il triennio 2017-2019, recependo le modifiche apportate dal D.lgs. 97/2016 agli obblighi di trasparenza del D.Lgs. 33/2013 e le indicazioni contenute nelle Linee guida approvate dall’ANAC con la delibera n. 1310 nell’adunanza del 28.12.2016. Il presente programma potrà subire modifiche e/o aggiornamenti alla luce di nuove indicazioni che dovessero pervenire dall’ANAC e/o dal Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati.
SEZIONE I ANTICORRUZIONE
4. STRUTTURA DELLA SEZIONE I - ANTICORRUZIONE
Il Piano definisce un programma di attività e azioni operative derivanti da una preliminare fase di analisi, che, in sintesi, consiste nell’esaminare l’organizzazione, le sue regole e le sue prassi di funzionamento in termini di “possibile esposizione” al fenomeno corruttivo.
Nello stesso vengono indicate le aree di rischio e le misure stabilite per la prevenzione, in relazione al livello di pericolosità dei rischi specifici.
Il presente Piano comprende l’elenco delle ipotesi di reato prese in esame, la descrizione della metodologia seguita per l’elaborazione del piano, l’individuazione delle misure di carattere generale valide per tutti i processi che caratterizzano l’attività dell’Ente, i compiti del Responsabile. Contiene, inoltre, i processi, le attività a rischio, il livello di esposizione al rischio medesimo e le misure di prevenzione.
5.ELENCO DEI REATI
Il concetto di corruzione preso in considerazione dal presente Piano va inteso in senso ampio, ossia come comprensivo di tutte le varie situazioni in cui, nel corso dell’attività amministrativa, si possa riscontrare l’abuso da parte di un soggetto del potere a lui affidato al fine di ottenere vantaggi privati. Tali situazioni, secondo l’indicazione fornita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica (cfr. circolare n. 1/2013), comprendono l’intera gamma dei delitti contro la pubblica amministrazione ed anche quelle in cui, a prescindere dalla rilevanza penale, venga in evidenza un malfunzionamento della p.a. a causa dell’uso a fini privati delle funzioni attribuite. Considerando le attività svolte dall’Ente, in fase di elaborazione del Piano, l’attenzione si è focalizzata in particolare sulle seguenti tipologie di reato:
Corruzione per l’esercizio della funzione (art. 318 c.p.): il pubblico ufficiale che, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve per sé o per un terzo, denaro o altra utilità o ne accetta la promessa;
Corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.): il pubblico ufficiale che, per omettere o ritardare o per aver omesso o ritardato un atto del suo ufficio, ovvero per compiere o aver compito un atto contrario ai doveri d’ufficio, riceve per sé o per un terzo, denaro od altra utilità, o ne accetta la promessa;
Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art. 320 c.p.):le disposizioni degli artt. 318-319 c.p. si applicano anche all’incaricato di un pubblico servizio;
Istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.): chiunque offre o promette denaro od altra utilità non dovuti ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di un pubblico servizio, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri;
Concussione (art. 317 c.p.): il pubblico ufficiale che, abusando delle sue qualità o dei suoi poteri, costringe taluno a dare a o promettere indebitamente, a lui o a terzo, denaro o altra utilità: ;
Induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 319-quater c.p.):il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, induce taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità;
Peculato (art. 314 c.p.): il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria;
Peculato mediante profitto dell’errore altrui (art. 316 c.p.): il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, il quale, nell’esercizio delle funzioni o del servizio, giovandosi dell’errore altrui, riceve o ritiene indebitamente, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità;
Abuso d’ufficio (art. 323 c.p.): il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé od altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto;
Rifiuto di atti d’ufficio. Omissione (art. 328 c.p.): il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo.
6.METODOLOGIA SEGUITA PER LA PREDISPOSIZIONE DEL PIANO
6.1 Analisi del contesto esterno ed interno
6.1.1 Contesto esterno
6.1.2 Contesto interno
6.3 Trattamento del rischio
azione ANAC n. 12/2015 ha dato specifiche indicazioni in merito al miglioramento del processo di gestione del rischio di corruzione. Le principali fasi del processo di gestione del rischio vengono pertanto modulate nel modo seguente:
a) Analisi del contesto: contesto esterno, contesto interno;
b) Valutazione del rischio: identificazione del rischio, analisi del rischio, ponderazione del rischio;
c) Trattamento del rischio: Identificazione delle misure, programmazione delle misure.
La summenzionata determinazione ANAC ha posto come prima e indispensabile fase del processo di gestione del rischio, l’analisi del contesto, attraverso la quale ottenere le informazioni necessarie a comprendere come il rischio corruttivo possa verificarsi all’interno del Collegio.
Contestualizzata nella realtà del Collegio, l’analisi del contesto esterno ha portato ad analizzare quanto l’attività del Collegio possa essere influenzata in ordine alle possibili relazioni con portatori d’interesse esterni che interagiscono con l’Ente.
Il Collegio ha posto in essere azioni di prevenzione della corruzione attraverso il coinvolgimento dei portatori d’interesse promuovendo la conoscenza e l’osservanza della programmazione anticorruzione e trasparenza anche tra i consiglieri, i consulenti, i collaboratori a vario titolo e i fornitori. In tale ambito, il Collegio ha portato a conoscenza dei soggetti suddetti il Codice di Comportamento del personale ed ha inserito nei relativi contratti/lettere d’incarico una specifica clausola risolutiva espressa in caso di inosservanza del Codice medesimo.
Il Collegio ha assicurato la conoscenza del Piano e dei successivi aggiornamenti annuali attraverso la pubblicazione sul sito internet istituzionale nonché dandone tempestiva comunicazione a ciascun dipendente attraverso la rispettiva casella di posta elettronica istituzionale.
L’analisi del contesto interno è stata realizzata attraverso la mappatura dei processi, al fine di identificare le aree che risultano maggiormente esposte a rischi corruttivi.
La valutazione del rischio è la macro-fase del processo di gestione del rischio.
La valutazione del rischio si compone delle seguenti fasi:
6.2.1 Identificazione del rischio
L’identificazione del rischio, o meglio degli eventi rischiosi, ha l’obiettivo di individuare gli eventi di natura corruttiva che possono verificarsi in relazione ai processi, o alle fasi dei processi, di pertinenza dell’Ente. Si riportano di seguito le aree di rischio e i relativi processi individuati.
In osservanza a quanto disposto dalla L. 190/2012 e dal PNA si è proceduto alla mappatura delle aree con maggiore esposizione al rischio di corruzione.
La mappatura dei processi a rischio corruzione ha lo scopo di far emergere le attività dell’Ente che devono essere presidiate più di altre mediante particolari misure di prevenzione.
Per “rischio” il PNA intende “l’effetto dell’incertezza sul corretto perseguimento dell’interesse pubblico e, quindi, sull’obiettivo istituzionale dell’ente, dovuto alla possibilità che si verifichi un dato evento”. Per “evento” si intende il verificarsi o il modificarsi di un insieme di circostanze che si frappongono o si oppongono al perseguimento dell’obiettivo istituzionale dell’Ente.
Le aree di rischio individuate nell’ambito delle attività dell’Ente, già indicate nel PTPCT 2017-2019 approvato con delibera del 26.1.2017 a cui si rinvia, risultano essere le seguenti:
AREE AD ELEVATO RISCHIO DI CORRUZIONE
Si ritiene che non siano presenti attività ad Elevato rischio in quanto le principali uscite del Collegio
Sono strettamente imputabili alla gestione istituzionale dell’Ente ed al personale.
AREE A MEDIO RISCHIO DI CORRUZIONE
Sono ritenute attività a Medio rischio di corruzione tutti i procedimenti di:
a) Settore gestione albi
b) Assegnazione di forniture e servizi di importo modesto
c) Concorsi e prove selettive per l’assunzione del personale
d) Gestione corrispondenza e protocollo
e) Gestione cassa
f) Gestione presenze personale dipendente
g) Riscossione tassa iscrizione Albi e diritti di segreteria
h) Procedimenti disciplinari
AREE A BASSO RISCHIO DI CORRUZIONE
Sono ritenute attività a Basso rischio di corruzione tutti i procedimenti di:
a) Rilascio certificazioni
b) Formazione continua
L’elenco che precede potrà essere incrementato, con provvedimento del Responsabile, durante il
corso di validità del piano, con altre attività ritenute esposte a rischio”.
N.B. le aree di rischio sono individuate a seconda del contesto interno ed esterno e della tipologia
di attività istituzionale svolta dalla specifica amministrazione.
6.2.2 Analisi del rischio
L’analisi del rischio è stata effettuata su ogni processo ricompreso nelle aree di rischio sopraindicate, valutando le probabilità che il rischio si realizzi e le conseguenze che il rischio produrrebbe (probabilità e impatto).
Per ciascuna delle Aree di rischio è stato coinvolto il personale che partecipa al processo da analizzare. Pertanto, la suddetta analisi è stata effettuata su ogni attività ricompresa nelle aree di rischio sopraindicate, valutando la probabilità che il rischio si realizzi e le conseguenze che il rischio produrrebbe (probabilità e impatto). Tale valutazione ha determinato il livello di rischio, rappresentato da un valore numerico. Per ciascun rischio catalogato è stato stimato il valore delle probabilità e il valore dell’impatto. I criteri utilizzati per stimare la probabilità e l’impatto e per valutare il livello di rischio del processo sono stati indicati sulla base dei criteri riportati nell’allegato 5 del PNA. Nello specifico, per quanto riguarda la probabilità sono stati considerati i seguenti fattori:
L’impatto è stato misurato in termini di:
impatto organizzativo, economico e sull’immagine
Probabilità del rischio e indici di valutazione del rischio:
Per ogni attività esposta a rischio è attribuito un valore numerico, la cui media finale rappresenta la stima della probabilità che il rischio si verifichi.
– Discrezionalità del processo (più è elevata, maggiore è la probabilità di rischio): valore da 1 a 5;
– Rilevanza esterna (Il processo produce effetti diretti all’esterno dell’amm.ne di riferimento): valore da 2 a 5 – valore 2, se il destinatario finale è un ufficio interno – 5, se il risultato del processo è rivolto all’esterno;
– Complessità del processo (Si tratta di un processo complesso che comporta il coinvolgimento di più amm.ni in fasi successive per il conseguimento del risultato): valore da 1 a 5 – valore 1, se il processo coinvolge una sola p.a. – 3 se il processo coinvolge più di 3 amm.ni – 5 se il processo coinvolge più di 5 amm.ni;
– Valore economico (Impatto economico del processo): valore da 1 a 5 – valore 1 se ha rilevanza esclusivamente interna – valore 3 se comporta l’attribuzione di vantaggi a soggetti esterni, ma non di particolare rilievo economico (es.: concessione borse di studio per studenti) – valore 5 se comporta l’attribuzione di considerevoli vantaggi a soggetti esterni (es.: affidamento appalto);
– Frazionabilità del processo (Il risultato finale del processo che può essere raggiunto anche effettuando una pluralità di operazioni di entità economica ridotta che, considerate complessivamente, alla fine assicurano lo stesso risultato): valore da 1 a 5
– Controlli (Il tipo di controllo applicato al processo è adeguato a neutralizzare il rischio): valore da 1 a 5 – a partire dal livello 1 se il controllo costituisce un efficace strumento di neutralizzazione – 3 se per è efficace al 50% – 5 se il rischio rimane indifferente.
Valore dell’impatto:
L’impatto si misura in termini di impatto organizzativo, economico, reputazionale e di immagine. La media finale dei valori rappresenta la stima finale dell’impatto
– Impatto organizzativo (tanto maggiore è la percentuale di personale impiegato nel processo in esame, tanto maggiore sarà l’impatto): valore da 1 a 5 – 1 fino a 20% – 2 fino a 40% – 3 fino a 60% – 4 fino a 80% – 5 100%;
– Impatto economico (se nel corso degli ultimi 5 anni sono state pronunciate sentenze della Corte dei Conti a carico di dipendenti della p.a. o sono state pronunciate sentenze di risarcimento danni nei confronti della p.a.): valore da 1 a 5
– Impatto reputazionale (se nel corso degli ultimi 5 anni sono stati pubblicati su giornali o riviste articoli aventi ad oggetto episodi di corruzione): valore da 0 a 5 – 2 stampa locale – 3 stampa nazionale – 4 stampa locale e nazionale – 5 stampa locale, nazionale e internazionale;
– Impatto organizzativo, economico e sull’immagine (dipende dal livello nel quale può collocarsi il rischio dell’evento (livello apicale, intermedio o basso) ovvero la posizione/ruolo che l’eventuale soggetto riveste nell’organizzazione: valore da 1 a 5 – 1 addetto – 2 collaboratore o funzionario – 3 dirigente di ufficio non generale ovvero di posizione apicale o organizzativa – 4 dirigente di ufficio generale – 5 capo dipartimento/segretario generale.
La media finale del valore della probabilità e la media finale del valore dell’impatto sono stati moltiplicati ottenendo così il valore complessivo, che esprime il livello di rischio del processo.
6.2.3 Ponderazione del rischio
La fase di ponderazione del rischio ha preso come riferimento le risultanze della precedente fase, con lo scopo di stabilire le priorità di trattamento dei rischi, attraverso il loro confronto.
Si è dunque definita una graduatoria dei rischi, in base al livello di rischio più o meno elevato. La classifica del livello di rischio è stata poi esaminata e valutata per elaborare la proposta di trattamento dei rischi. In questa fase di ponderazione, i processi sono stati considerati più o meno a rischio secondo la tabella di valutazione di seguito riportata.
Livello di rischio Classificazione e identificazione del rischio
R = 0 Rischio ASSENTE
R da 1 a 5
Il rischio è sostanzialmente controllato; la pesatura ha evidenziato un adeguato livello di prevenzione e delle misure organizzativa già poste in essere.
R da 5 a 10
Il rischio è parzialmente non controllato.
Il sistema preventivo deve essere implementato. Fondamentale il controllo nel tempo dell’effettiva prevenzione.
R da 10 a 25
Il rischio è sostanzialmente non controllato.
L’Ente deve adottare misure preventive idonee, valutando la possibilità di intervenire anche in fase di organizzazione istituzionale.
I rischi individuati nella fase precedente sono stati sottoposti ad esame al fine di progettare il sistema di trattamento del rischio medesimo.
6.3.1 Identificazione delle misure
L’identificazione della concreta misura di trattamento del rischio risponde a tre requisiti:
– Efficacia nella neutralizzazione delle cause del rischio
– Sostenibilità economica e organizzativa delle misure
– Adattamento alle caratteristiche specifiche dell’Ente
6.3.2 Programmazione delle misure
La programmazione delle misure è stata considerata quale contenuto fondamentale del presente Piano. In esito alle risultanze della valutazione del rischio, di cui al punto 6.3, il Collegio ha adottato le seguenti misure di trattamento obbligatorie ed ulteriori.
6.4 Monitoraggio del Piano da parte del Responsabile della prevenzione della corruzione e trasparenza
L’ANAC nel PNA ha espressamente previsto l’attività di monitoraggio.
Tale compito spetta al Responsabile del Collegio, che semestralmente effettua una ricognizione sullo stato di attuazione degli adempimenti di Trasparenza e sull’applicazione delle misure di prevenzione della corruzione all’interno del Collegio.
7.1. Misure ulteriori
t-weight: 400;”>L’Ente si è concentrato, come suggerito dall’ANAC nel PNA 2016, nel perfezionamento delle misure di seguito riportate:
Tutela del dipendente che effettua segnalazioni di illecito (whistelblowing)
Restano, inoltre, confermate le misure di carattere generale, già individuate nel precedente Piano triennale di prevenzione della corruzione (triennio 2016-2018)
Comunicazione del Piano interna ed esterna
Obbligo di astensione in caso di conflitto d’interesse
Svolgimento di incarichi d’ufficio – attività e incarichi extra-istituzionali
1. MISURE DI TRASPARENZA
La trasparenza costituisce uno dei più efficaci mezzi di prevenzione del rischio di corruzione, in quanto consente un controllo sull’attività e sulle scelte dell’amministrazione.
Per il triennio 2017-2019 la programmazione della trasparenza (già Programma Triennale per la Trasparenza e l’integrità) costituisce una sezione apposita del presente Piano, esplicitata nella sezione II Trasparenza.
2. CODICE DI COMPORTAMENTO
Il Codice di Comportamento del Personale, adottato nella seduta consiliare n. 05 del 04.04.2016, enuncia alcune delle misure comportamentali ritenute di maggiore sensibilità per l’Ente e costituisce una misura trasversale di prevenzione della corruzione al cui rispetto suono tenuti tutti i dipendenti ed, in quanto compatibili, gli organi politici, i consulenti e i soggetti esterni a qualunque titolo collaborano con l’Ente. Il medesimo Codice è stato consegnato brevi mano a tutto il personale dipendente ed ai Consiglieri, nonché pubblicato nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale del Collegio.
3. TUTELA DEL DIPENDENTE CHE EFFETTUA SEGNALAZIONI DI ILLECITO (WHISTLEBLOWING)
L’art. 54 bis del D.Lgs. 165/2001 disciplina la tutela del dipendente che effettua segnalazioni di illecito e chiunque all’interno dell’Ente – dipendente o collaboratore a qualsiasi titolo – ha l’onere di segnalare tempestivamente al Responsabile atti e/o fatti illeciti o violazioni alle norme di comportamento di cui è venuto a conoscenza.
4. ROTAZIONE DEL PERSONALE ADDETTO ALLE AREE DI RISCHIO DI CORRUZIONE
Il Collegio, ha preso visione delle indicazioni ANAC (vd. delibera 831 del 3 agosto 2016) in tema di “misure alternative in caso di impossibilità di rotazione”.
All’interno di una strategia globale di prevenzione della corruzione, particolare attenzione viene, riservata alla formazione del personale in tale ambito.
6. LA COMUNICAZIONE DEL PIANO ESTERNA ED INTERNA
Al fine di favorire la diffusione della conoscenza del Piano e delle misure in esso contenute, lo stesso è stato consegnato brevi manu a tutto il personale dipendente ed ai Consiglieri. La comunicazione esterna, invece, avviene mediante la pubblicazione del Piano nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale.
7. L’OBBLIGO DI ASTENSIONE IN CASO DI CONFLITTO D’INTERESSE
I dipendenti e i componenti dell’organo di indirizzo politico devono, nei loro rapporti esterni con clienti/fornitori/contraenti e concorrenti, comunque, curare gli interessi del Collegio rispetto ad ogni altra situazione che possa concretizzare un vantaggio personale anche di natura non patrimoniale. I dipendenti e i componenti dell’organo di indirizzo politico, destinati a operare nei settori e/o attività particolarmente esposti alla corruzione devono astenersi, in caso di conflitto d’interessi, dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività ai sensi dell’articolo 6 bis della legge n. 241/90 e dell’art. 6 del Codice di Comportamento dei dipendenti del Collegio, segnalando ogni situazione di conflitto anche potenziale.
8. SVOLGIMENTO DI INCARICHI D’UFFICIO – ATTIVITA’ E INCARICHI EXTRA-ISTITUZIONALI
Il Collegio recepisce quanto disposto all’art. 53 del D.Lgs. 165/2001 e assicura il rispetto dell’obbligo di astensione in caso di conflitto di interesse di cui all’art. 1, comma 41 della L. 190/2012 e agli artt. 6 e 7 del Codice di Comportamento dei dipendenti del Collegio.
9. INCONFERIBILITA’ E INCOMPATIBILITA’
Il Responsabile cura che nell’amministrazione siano rispettate le disposizioni del D.Lgs. n. 39/2013 sulla inconferibilità e incompatibilità degli incarichi, ove applicabili. A tal fine, il Responsabile svolge le attività di cui all’art. 15 del medesimo decreto legislativo. La causa di incompatibilità può essere rimossa mediante rinuncia dell’interessato ad uno degli incarichi che la legge ha considerato incompatibili tra loro. Se si riscontra nel corso del rapporto una situazione di incompatibilità, il Responsabile della prevenzione deve effettuare una contestazione all’interessato e la causa deve essere rimossa entro 15 giorni; in caso contrario, la legge prevede la decadenza dall’incarico e la risoluzione del contratto di lavoro autonomo o subordinato.
Il Collegio ha creato un’apposita casella di posta elettronica il cui indirizzo è pubblicato sul sito istituzionale nella sezione “Amministrazione Trasparente”. Nella medesima sezione è pubblicato il modulo che deve essere compilato dal richiedente.
E’ diritto di chiunque di richiedere documenti, informazioni e dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente (art. 5, comma 1, D.Lgs. n. 33/2013) nei casi in cui l’Ente ne abbia omesso la pubblicazione sul proprio sito web istituzionale, nonché documenti, informazioni e dati ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione (art. 5, comma 2, D.Lgs. 33/2013 come novellato dal D.Lgs. 97/2016).
La richiesta di accesso è gratuita, e va presentata al Responsabile della Trasparenza del Collegio.
Nei casi di ritardo o di mancata risposta il richiedente può rivolgersi al titolare del potere sostitutivo che è individuato nel Presidente del Collegio e competente in relazione al documento richiesto, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 2, comma 9 bis, della legge n. 241/1990.
Non si ravvisa nessuna peculiarità
8.COMPITI DEL RESPONSABILE DELLA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
Le modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 97/2016 rafforzano il ruolo di Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (di seguito denominato “Responsabile”), facendo confluire in capo ad un unico soggetto l’incarico di Responsabile sia della prevenzione della corruzione che della trasparenza e prevedendo che ad esso siano riconosciuti poteri e funzioni idonei a garantire lo svolgimento del ruolo con autonomia. All’interno dell’Ente, entrambi gli incarichi già erano stati attribuiti al consigliere geom. Daniele Orlandi (delibera Consiglio n. 04 del 30.03.2016).
L’organo di vertice riceve la relazione annuale del RPCT e può chiamare quest’ultimo a riferire sull’attività, oltre a ricevere dallo stesso segnalazioni su eventuali disfunzioni riscontrate in ordine all’attuazione delle misure di prevenzione e trasparenza.
Il RPCT geom. Daniele Orlandi effettua attività di monitoraggio in ordine all’attuazione delle misure di prevenzione e trasparenza e redige apposita relazione che presenta all’organo di vertice e pubblica nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito web istituzionale.
Ferma restando la centralità del ruolo del Responsabile della prevenzione della corruzione e le relative responsabilità (art. 1, comma 12, L. 190/2012), tutti i dipendenti delle strutture coinvolte nell’attività amministrativa mantengono, ciascuno, il personale livello di responsabilità in relazione ai compiti effettivamente svolti. Inoltre, al fine di realizzare la prevenzione, l’attività del Responsabile deve essere strettamente collegata e coordinata con quella di tutti i soggetti presenti nell’organizzazione dell’amministrazione.
Riassuntivamente, i soggetti che concorrono alla prevenzione della corruzione all’interno del Collegio e i relativi compiti sono:
Responsabile per la prevenzione della corruzione (designato con delibera n. 04 del 30 marzo 2016 nella persona del geom. Daniele ORLANDI)
-Svolge i compiti indicati nella circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 1/2013 e i compiti di vigilanza sul rispetto delle norme in materia di inconferibilità e incompatibilità (art. 1 L. 190/2013, art. 15 D.Lgs. 39/2013)
-Elabora la relazione annuale sull’attività svolta e ne assicura la pubblicazione (art. 1, comma 14, L. 190/2012)
-Coincide con il responsabile della trasparenza e ne svolge le funzioni
-Partecipano al processo di gestione del rischio
-Osservano le misure contenute nel Piano
-Segnalano le situazioni di illecito
I Collaboratori a qualsiasi titolo
Consiglio del Collegio/Organo Politico
-Designa il Responsabile (art. 1, comma 7, L. 190/2012)
-Adotta il Piano e i suoi aggiornamenti e li comunica all’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ex art. 19, comma 15 D.L. 90/2014, convertito in L. n. 114/2014.
-Adotta tutti gli atti di indirizzo di carattere generale, che siano direttamente o indirettamente finalizzati alla prevenzione della corruzione.
-Partecipa al processo di gestione del rischio
– Partecipa alla raccolta, elaborazione e aggiornamento dei dati da pubblicare e del controllo dell’aggiornamento dei dati medesimi.
– Provvede al monitoraggio delle attività istituzionali nell’ambito delle quali è più elevato il rischio corruzione.
I Funzionari inquadrati nell’Area “C” della Pianta Organica del Collegio
-Svolgono attività informativa nei confronti del Responsabile
-Propongono misure di prevenzione e svolgono compiti previsti
– concorrono alla definizione di misure idonee a prevenire e contrastare i fenomeni di corruzione e a controllarne il rispetto da parte dei dipendenti dell’ufficio cui sono preposti;
-forniscono le informazioni richieste dal soggetto competente per l’individuazione delle attività nell’ambito delle quali è più elevato il rischio corruzione e formulano specifiche proposte volte alla prevenzione del rischio medesimo;
-provvedono al monitoraggio delle attività nell’ambito delle quali è più elevato il rischio corruzione svolte nell’ufficio a cui sono preposti.
9. STRUTTURA CON FUNZIONI ANALOGHE ALL’OIV
Esaminata l’attività specifica del Collegio con le attività svolte, lo stesso non è paragonabile a strutture che necessitano al suo interno dell’Organismo Indipendente di Valutazione OIV.
a) Stante l’assenza di un O.I.V. all’interno dell’Ente, a fronte del dettato normativo di cui all’art. 2, comma 2 bis del D.L. 31 agosto 2013, n. 101, convertito nella Legge n. 125/203, il Collegio ha ritenuto che, date le peculiarità e le caratteristiche dell’organizzazione interna del proprio Ordine, non esistessero le condizioni di utilità della nomina di una struttura analoga all’OIV le cui responsabilità, funzioni ed obblighi non sono previste dalla legge. Il Collegio si riserva – in ogni modo – qualsiasi più opportuno provvedimento su tale tema alla luce dell’evoluzione normativa e della prassi tenuto conto delle specifiche esigenze che dovessero emergere nell’organizzazione dell’Ordine medesimo.
10. MAPPATURA, ANALISI E VALUTAZIONE DEL RISCHIO DEI PROCESSI
La mappatura dei processi individuati al precedente punto 6.2.1. è riportata nel “Allegato 1 al Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e Trasparenza – triennio 2017-2019” che costituisce parte integrante del Piano medesimo.
al Piano Triennale di Prevenzione della corruzione e Trasparenza
L’analisi e valutazione dei processi viene peculiarizzata in base alla realtà del Collegio, tenendo presenti i seguenti documenti di riferimento:
Delibera ANAC n. 831/2016 “Determinazione di approvazione definitiva del PNA 2016”:
Premessa – Punto 6 “Gestione del rischio di corruzione”;
Sezione III – Ordini e Collegio Professionali – Punto 2 “Esemplificazione di aree di rischio specifiche negli ordini e collegi professionali.
Determinazione ANAC n. 12/2015 “Aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione”:
Punto 6 “Miglioramento del processo di gestione del rischio di corruzione;
Parte speciale – Approfondimenti / I – Area di rischio contratti pubblici.
SEZIONE II TRASPARENZA
11.STRUTTURA DELLA SEZIONE II - TRASPARENZA
La trasparenza è una misura di estremo rilievo e fondamentale per la prevenzione della corruzione, in quanto strumentale alla promozione dell’integrità, allo sviluppo della cultura della legalità in ogni ambito dell’attività pubblica.
Nell’“Allegato 2 – Elenco degli obblighi di pubblicazione vigenti” è riportato l’elenco degli obblighi di pubblicazione, così come aggiornati con la delibera ANAC n. 1310 del 28 dicembre 2016 “Prime linee guida recanti indicazioni sull’attuazione degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione dei informazioni contenute nel D.Lgs. 33/2013 come modificato dal D.Lgs. 97/2016”.
12. INDIVIDUAZIONE RESPONSABILI
Nell’ambito della struttura organizzativa del Collegio sono già stati individuati i soggetti coinvolti nell’individuazione dei contenuti relativi agli obblighi di trasparenza ed assegnati i rispettivi ruoli, come già indicati nei Programmi precedenti e di seguito riportati:
Il Responsabile per la Trasparenza e l’Integrità, di seguito «il Responsabile», è individuato nella persona del Consigliere geom. Daniele Orlandi nominato con delibera n. 03 del 30 marzo 2016 alla quale è stato affidato anche l’incarico di Responsabile per la prevenzione della corruzione, ai sensi dell’art. 1, comma 7, della Legge 6 novembre 2012, n. 190.
Il Responsabile svolge i seguenti compiti:
Svolge con cadenza semestrale un’attività di controllo sull’adempimento da parte dell’amministrazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla normativa vigente (monitoraggio) verificando la completezza, la chiarezza e l’aggiornamento delle informazioni pubblicate, nonché segnalando all’organo di indirizzo politico, all’OIV o altra struttura analoga e all’ANAC i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione.
Controlla e assicura le regolare attuazione dell’accesso civico.
I componenti del Consiglio Direttivo ed i Funzionari dipendenti del Collegio inquadrati nell’area “C” della Pianta Organica (1) hanno la responsabilità della raccolta, elaborazione e aggiornamento dei dati da pubblicare e del controllo dell’aggiornamento dei dati medesimi.
L’incaricato della pubblicazione dei dati è la ditta “TaglianiGruppoAdv.it” via Macello, 18 Verona, che è responsabile della pubblicazione dei dati, delle informazioni e dei documenti, in formato aperto.
(1)Indicare i soggetti tra i dirigenti e dipendenti inquadrati nell’Area C, in relazione all’organigramma del Collegio.
Allegato 2 al Piano triennale di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza – Triennio 2017-2019
Denominazione sotto-sezione livello 1 (Macrofamiglie) Denominazione sotto-sezione 2 livello (Tipologie di dati) Rif.to normativo Denominazione del singolo obbligo Contenuti dell’obbligo Aggiornamento
Disposizioni generali Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza Art. 10, c. 8, lett. a), d.lgs. n. 33/2013 Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza e suoi allegati, le misure integrative di prevenzione della corruzione individuate ai sensi dell’articolo 1,comma 2-bis della
legge n. 190 del 2012 (link alla sotto-sezione Altri contenuti/Anticorruzione) Annuale
Atti generali Art. 12, c. 1, d.lgs. n. 33/2013 Riferimenti normativi su organizzazione e attività Norme di legge relative all’ordinamento professionale e che ne regolano l’istituzione, l’organizzazione e l’attività Tempestivo
-Circolari di interesse generale
-Regolamenti e istruzioni emanati dal Collegio
Art. 12, c. 1, d.lgs. n. 33/2013 Codice disciplinare e Codice di comportamento
Art. 13, c. 1, lett. a), d.lgs. n. 33/2013 Organo di indirizzo politico amministrativo di cui all’art. 14, co. 1, del dlgs n. 33/2013
(da pubblicare in tabelle) Titolari di incarichi di indirizzo politico amministrativo Tempestivo
Art. 14, c. 1, lett. a), d.lgs. n. 33/2013 Atto di insediamento, con l’indicazione della durata del mandato consiliare Tempestivo
Art. 14, c. 1, lett. b), d.lgs. n. 33/2013 Curricula Tempestivo
Art. 14, c. 1, lett. c), d.lgs. n. 33/2013 Compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione della carica Annuale
Importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici Annuale
Art. 14, c. 1, lett. d), d.lgs. n. 33/2013 Dati relativi all’assunzione di altre cariche, presso enti pubblici o privati, e relativi compensi a qualsiasi titolo corrisposti Tempestivo
Art. 47, c. 1, d.lgs. n. 33/2013 1) dichiarazione concernente diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri, titolarità di imprese, azioni di società, quote di partecipazione a società, esercizio di funzioni di amministratore o di sindaco di società, con l’apposizione della formula «sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero» [Per il soggetto, il coniuge non separato e i parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano (NB: dando eventualmente evidenza del mancato consenso)] Annuale
2) copia dell’ultima dichiarazione dei redditi soggetti all’imposta sui redditi delle persone fisiche [Per il soggetto, il coniuge non separato e i parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano (NB: dando eventualmente evidenza del mancato consenso)] (NB: è necessario limitare, con appositi accorgimenti a cura dell’interessato o della amministrazione, la pubblicazione dei dati sensibili) Annuale
3) dichiarazione concernente le spese sostenute e le obbligazioni assunte per la propaganda elettorale ovvero attestazione di essersi avvalsi esclusivamente di materiali e di mezzi propagandistici predisposti e messi a disposizione dal partito o dalla formazione politica della cui lista il soggetto ha fatto parte, con l’apposizione della formula «sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero» (con allegate copie delle dichiarazioni relative a finanziamenti e contributi per un importo che nell’anno superi 5.000 €) Tempestivo
4) attestazione concernente le variazioni della situazione patrimoniale intervenute nell’anno precedente e copia della dichiarazione dei redditi [Per il soggetto, il coniuge non separato e i parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano (NB: dando eventualmente evidenza del mancato consenso)] Annuale
5) dichiarazione concernente le variazioni della situazione patrimoniale intervenute dopo l’ultima attestazione (con copia della dichiarazione annuale relativa ai redditi delle persone fisiche) [Per il soggetto, il coniuge non separato e i parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano (NB: dando eventualmente evidenza del mancato consenso)] Annuale
Sanzioni per mancata comunicazione dei dati Art. 47, c. 1, d.lgs. n. 33/2013 Sanzioni per mancata o incompleta comunicazione dei dati da parte dei titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo Provvedimenti sanzionatori a carico del responsabile della mancata o incompleta comunicazione dei dati di cui all’articolo 14, concernenti la situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’incarico al momento dell’assunzione della carica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado di parentela, nonchè tutti i compensi cui dà diritto l’assunzione della carica Tempestivo
Articolazione degli uffici Art. 13, c. 1, lett. b), d.lgs. n. 33/2013 Articolazione degli uffici Competenze e risorse a disposizione di ciascun ufficio, anche di livello dirigenziale non generale, i nomi dei dirigenti responsabili dei singoli uffici Tempestivo
Illustrazione in forma semplificata, ai fini della piena accessibilità e comprensibilità dei dati, dell’organizzazione dell’amministrazione, mediante l’organigramma o analoghe rappresentazioni grafiche Tempestivo
Telefono e posta elettronica Art. 13, c. 1, lett. d), d.lgs. n. 33/2013 Telefono e posta elettronica
-Recapito telefonico del Collegio
– Casella di posta elettronica
– Casella di posta elettronica certificata
(da pubblicare in tabelle) Estremi degli atti di conferimento di incarichi di collaborazione o di consulenza a soggetti esterni a qualsiasi titolo (compresi quelli affidati con contratto di collaborazione coordinata e continuativa) per i quali è previsto un compenso con indicazione dei soggetti percettori, della ragione dell’incarico, della durata e dell’ammontare previsto/erogato Semestrale
Art. 15, c. 1, lett. b), d.lgs. n. 33/2013 1) curriculum vitae Semestrale
Art. 15, c. 1, lett. c), d.lgs. n. 33/2013 2) dati relativi allo svolgimento di incarichi o alla titolarità di cariche in enti di diritto privato regolati o finanziati dalla pubblica amministrazione o allo svolgimento di attività professionali Semestrale
Art. 15, c. 1, lett. d), d.lgs. n. 33/2013 3) compensi comunque denominati, relativi al rapporto di lavoro, di consulenza o di collaborazione (compresi quelli affidati con contratto di collaborazione coordinata e continuativa), con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato Semestrale
Art. 53, c. 14, d.lgs. n. 165/200 Tabelle relative agli elenchi dei consulenti con indicazione di oggetto, durata e compenso dell’incarico (comunicate alla Funzione pubblica) Semestrale
Art. 53, c. 14, d.lgs. n. 165/2001 Data dell’attestazione dell’avvenuta verifica dell’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interesse Semestrale
Art. 14, c. 1, lett. a), d.lgs. n. 33/2013 Atto di nomina / conferimento, con l’indicazione della durata dell’incarico Tempestivo
Art. 14, c. 1, lett. c), d.lgs. n. 33/2013 Compensi di qualsiasi natura connessi all’assunzione dell’incarico (con specifica evidenza delle eventuali componenti variabili o legate alla valutazione del risultato) Annuale
Art. 1, c. 1, n. 5, l. n.441/1982 Art. 47,c. 1, d.lgs. n. 33/2013 1) dichiarazione concernente diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri, titolarità di imprese, azioni di società, quote di partecipazione a società, esercizio di funzioni di amministratore o di sindaco di società, con l’apposizione della formula «sul mio onore affermo che la dichiarazione corrisponde al vero» [Per il soggetto, il coniuge non separato e i parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano (NB: dando eventualmente evidenza del mancato consenso)] Annuale
Art. 20, c. 3, d.lgs. n. 39/2013 Dichiarazione sulla insussistenza di una delle cause di inconferibilità dell’incarico Tempestivo
Art. 20, c. 3, d.lgs. n. 39/2013 Dichiarazione sulla insussistenza di una delle cause di incompatibilità al conferimento dell’incarico Annuale
(dirigenti non generali) Incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, ivi inclusi quelli conferiti discrezionalmente dall’organo di indirizzo politico senza procedure pubbliche di selezione e titolari di posizione organizzativa con funzioni dirigenziali
3) attestazione concernente le variazioni della situazione patrimoniale intervenute nell’anno precedente e copia della dichiarazione dei redditi [Per il soggetto, il coniuge non separato e i parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano (NB: dando eventualmente evidenza del mancato consenso)] Annuale
4) dichiarazione concernente le variazioni della situazione patrimoniale intervenute dopo l’ultima attestazione (con copia della dichiarazione annuale relativa ai redditi delle persone fisiche) [Per il soggetto, il coniuge non separato e i parenti entro il secondo grado, ove gli stessi vi consentano (NB: dando eventualmente evidenza del mancato consenso)] Annuale
Sanzioni per mancata comunicazione dei dati Art. 47, c. 1, d.lgs. n. 33/2013 Sanzioni per mancata o incompleta comunicazione dei dati da parte dei titolari di incarichi dirigenziali Provvedimenti sanzionatori a carico del responsabile della mancata o incompleta comunicazione dei dati di cui all’articolo 14, concernenti la situazione patrimoniale complessiva del titolare dell’incarico al momento dell’assunzione della carica, la titolarità di imprese, le partecipazioni azionarie proprie, del coniuge e dei parenti entro il secondo grado di parentela, nonchè tutti i compensi cui dà diritto l’assunzione della carica Tempestivo
Dotazione organica Art. 16, c. 1, d.lgs. n. 33/2013 Costo annuale del personale Prospetto delle spese sostenute annualmente per il personale, nell’ambito del quale sono rappresentati i dati relativi alla dotazione organica e al personale effettivamente in servizio e al relativo costo, con l’indicazione della distribuzione tra le diverse qualifiche e aree professionali, con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico Annuale
Art. 16, c. 2, d.lgs. n. 33/2013 Costo personale tempo indeterminato Dati relativi al costo complessivo del personale a tempo indeterminato in servizio, articolato per aree professionali, con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico Annuale
(da pubblicare in tabelle) Personale con rapporto di lavoro non a tempo indeterminato ed elenco dei titolari dei contratti a tempo determinato, ivi compreso il personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico Annuale
(da pubblicare in tabelle) Costo complessivo del personale con rapporto di lavoro non a tempo indeterminato, con particolare riguardo al personale assegnato agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico Annuale
(da pubblicare in tabelle) Tassi di assenza del personale distinti per uffici di livello dirigenziale Mensile
(da pubblicare in tabelle) Elenco degli incarichi conferiti o autorizzati a ciascun dipendente (dirigente e non dirigente), con l’indicazione dell’oggetto, della durata e del compenso spettante per ogni incarico Annuale
Contrattazione integrativa Art. 21, c. 2, d.lgs. n. 33/2013 Contratti integrativi Contratti integrativi stipulati Tempestivo
Bandi di concorso Art. 19, c. 1, d.lgs. n. 33/2013 Bandi di concorso
(da pubblicare in tabelle) Bandi di concorso per il reclutamento, a qualsiasi titolo, di personale presso l’amministrazione nonche’ i criteri di valutazione della Commissione e le tracce delle prove scritte Tempestivo
(da pubblicare in tabelle) Elenco delle società di cui il Collegio detiene direttamente quote di partecipazione anche minoritaria, con l’indicazione dell’entità, delle funzioni attribuite e delle attività svolte in favore del Collegio medesimo o delle attività di servizio pubblico affidate. Annuale
2) misura dell’eventuale partecipazione dell’amministrazione Annuale
3) durata dell’impegno Annuale
4) onere complessivo a qualsiasi titolo gravante per l’anno sul bilancio dell’amministrazione Annuale
5) numero dei rappresentanti dell’amministrazione negli organi di governo e trattamento economico complessivo a ciascuno di essi spettante Annuale
Art. 20, c. 3, d.lgs. n. 39/2013 Dichiarazione sulla insussistenza di una delle cause di inconferibilità dell’incarico (link al sito dell’ente) Tempestivo
Art. 20, c. 3, d.lgs. n. 39/2014 Dichiarazione sulla insussistenza di una delle cause di incompatibilità al conferimento dell’incarico (link al sito dell’ente) Annuale
Art. 22, c. 3, d.lgs. n. 33/2013 Collegamento con i siti istituzionali delle società partecipate. Annuale
Art. 22, c. 1. lett. d-bis, d.lgs. n. 33/2013 Provvedimenti Provvedimenti in materia di costituzione di società a partecipazione pubblica, acquisto di partecipazioni in società già costituite, gestione delle partecipazioni pubbliche, alienazione di partecipazioni sociali, quotazione di società a controllo pubblico in mercati regolamentati e razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche, previsti dal decreto legislativo adottato ai sensi dell’articolo 18 della legge 7 agosto 2015, n. 124 (art. 20 d.lgs 175/2016) Semestrale
Art. 19, c. 7, d.lgs. n. 175/2016 Provvedimenti con cui le amministrazioni pubbliche socie fissano obiettivi specifici, annuali e pluriennali, sul complesso delle spese di funzionamento, ivi comprese quelle per il personale, delle società controllate Semestrale
Art. 19, c. 7, d.lgs. n. 175/2016 Provvedimenti con cui le società a controllo pubblico garantiscono il concreto perseguimento degli obiettivi specifici, annuali e pluriennali, sul complesso delle spese di funzionamento Semestrale
(da pubblicare in tabelle) Elenco degli enti di diritto privato, comunque denominati (es. Fondazioni, Centro Studi) in controllo del Collegio con l’indicazione delle funzioni attribuite e delle attività svolte in favore dell’amministrazione o delle attività di servizio pubblico affidate Annuale
7) incarichi di amministratore dell’ente e relativo trattamento economico complessivo Annuale
Art. 20, c. 3, d.lgs. n. 39/2013 Dichiarazione sulla insussistenza di una delle cause di incompatibilità al conferimento dell’incarico (link al sito dell’ente) Annuale
Art. 22, c. 3, d.lgs. n. 33/2013 Collegamento con i siti istituzionali degli enti di diritto privato controllati. Annuale
Rappresentazione grafica Art. 22, c. 1, lett. d), d.lgs. n. 33/2013 Rappresentazione grafica Una o più rappresentazioni grafiche che evidenziano i rapporti tra l’amministrazione e gli enti pubblici vigilati, le società partecipate, gli enti di diritto privato controllati Annuale
Art. 35, c. 1, lett. b), d.lgs. n. 33/2013 2) unità organizzative responsabili dell’istruttoria Tempestivo
Art. 35, c. 1, lett. c), d.lgs. n. 33/2013 4) ove diverso, l’ufficio competente all’adozione del provvedimento finale, con l’indicazione del nome del responsabile dell’ufficio unitamente ai rispettivi recapiti telefonici e alla casella di posta elettronica istituzionale Tempestivo
Art. 35, c. 1, lett. f), d.lgs. n. 33/2013 6) termine fissato in sede di disciplina normativa del procedimento per la conclusione con l’adozione di un provvedimento espresso e ogni altro termine procedimentale rilevante Tempestivo
Art. 35, c. 1, lett. g), d.lgs. n. 33/2013 7) procedimenti per i quali il provvedimento dell’amministrazione può essere sostituito da una dichiarazione dell’interessato ovvero il procedimento può concludersi con il silenzio-assenso dell’amministrazione Tempestivo
Art. 35, c. 1, lett. h), d.lgs. n. 33/2013 8) strumenti di tutela amministrativa e giurisdizionale, riconosciuti dalla legge in favore dell’interessato, nel corso del procedimento nei confronti del provvedimento finale ovvero nei casi di adozione del provvedimento oltre il termine predeterminato per la sua conclusione e i modi per attivarli Tempestivo
Art. 35, c. 1, lett. l), d.lgs. n. 33/2013 10) modalità per l’effettuazione dei pagamenti eventualmente necessari, con i codici IBAN identificativi del conto di pagamento, ovvero di imputazione del versamento in Tesoreria, tramite i quali i soggetti versanti possono effettuare i pagamenti mediante bonifico bancario o postale, ovvero gli identificativi del conto corrente postale sul quale i soggetti versanti possono effettuare i pagamenti mediante bollettino postale, nonchè i codici identificativi del pagamento da indicare obbligatoriamente per il versamento Tempestivo
Art. 35, c. 1, lett. d), d.lgs. n. 33/2013 1) atti e documenti da allegare all’istanza e modulistica necessaria, compresi i fac-simile per le autocertificazioni Tempestivo
Dichiarazioni sostitutive e acquisizione d’ufficio dei dati Art. 35, c. 3, d.lgs. n. 33/2013 Recapiti dell’ufficio responsabile Recapiti telefonici e casella di posta elettronica istituzionale dell’ufficio responsabile per le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l’accesso diretto degli stessi da parte delle amministrazioni procedenti all’acquisizione d’ufficio dei dati e allo svolgimento dei controlli sulle dichiarazioni sostitutive Tempestivo
Provvedimenti Provvedimenti organi indirizzo politico Art. 23, c. 1, d.lgs. n. 33/2013 /Art. 1, co. 16 della l. n. 190/2012 Provvedimenti organi indirizzo politico Elenco dei provvedimenti, con particolare riferimento ai provvedimenti finali dei procedimenti di: scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta; accordi stipulati dall’amministrazione con soggetti privati o con altre amministrazioni pubbliche. Semestrale
Provvedimenti dirigenti amministrativi Art. 23, c. 1, d.lgs. n. 33/2013 /Art. 1, co. 16 della l. n. 190/2013 Provvedimenti dirigenti amministrativi Elenco dei provvedimenti, con particolare riferimento ai provvedimenti finali dei procedimenti di: scelta del contraente per l’affidamento di lavori, forniture e servizi, anche con riferimento alla modalità di selezione prescelta; accordi stipulati dall’amministrazione con soggetti privati o con altre amministrazioni pubbliche. Semestrale
Bandi di gara e contratti Informazioni sulle singole procedure in formato tabellare Art. 4 delib. Anac n. 39/2016 Dati previsti dall’articolo 1, comma 32, della legge 6 novembre 2012, n. 190 Informazioni sulle singole procedure
Codice Identificativo Gara (CIG) Annuale
Art. 1, c. 32, l. n. 190/2012 Art. 37, c. 1, lett. a) d.lgs. n. 33/2013 Art. 4 delib. Anac n. 39/2016 Struttura proponente, Oggetto del bando, Procedura di scelta del contraente, Elenco degli operatori invitati a presentare offerte/Numero di offerenti che hanno partecipato al procedimento, Aggiudicatario, Importo di aggiudicazione, Tempi di completamento dell’opera servizio o fornitura, Importo delle somme liquidate Annuale
Art. 1, c. 32, l. n. 190/2012 Art. 37, c. 1, lett. a) d.lgs. n. 33/2013 Art. 4 delib. Anac n. 39/2016 Tabelle riassuntive rese liberamente scaricabili in un formato digitale standard aperto con informazioni sui contratti relative all’anno precedente (nello specifico: Codice Identificativo Gara (CIG), struttura proponente, oggetto del bando, procedura di scelta del contraente, elenco degli operatori invitati a presentare offerte/numero di offerenti che hanno partecipato al procedimento, aggiudicatario, importo di aggiudicazione, tempi di completamento dell’opera servizio o fornitura, importo delle somme liquidate) Annuale
Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 Atti relativi alle procedure per l’affidamento di appalti pubblici di servizi, forniture, lavori e opere, di concorsi pubblici di progettazione, di concorsi di idee e di concessioni. Compresi quelli tra enti nell’mabito del settore pubblico di cui all’art. 5 del dlgs n. 50/2016 Avvisi di preinformazione – Avvisi di preinformazione (art. 70, c. 1, 2 e 3, dlgs n. 50/2016); Bandi ed avvisi di preinformazioni (art. 141, dlgs n. 50/2016) Tempestivo
Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 Avvisi e bandi – Avviso (art. 19, c. 1, dlgs n. 50/2016); Avviso di indagini di mercato (art. 36, c. 7, dlgs n. 50/2016 e Linee guida ANAC); Avviso di formazione elenco operatori economici e pubblicazione elenco (art. 36, c. 7, dlgs n. 50/2016 e Linee guida ANAC); Bandi ed avvisi (art. 36, c. 9, dlgs n. 50/2016); Bandi ed avvisi (art. 73, c. 1, e 4, dlgs n. 50/2016); Bandi ed avvisi (art. 127, c. 1, dlgs n. 50/2016); Avviso periodico indicativo (art. 127, c. 2, dlgs n. 50/2016); Avviso relativo all’esito della procedura; Pubblicazione a livello nazionale di bandi e avvisi; Bando di concorso (art. 153, c. 1, dlgs n. 50/2016); Avviso di aggiudicazione (art. 153, c. 2, dlgs n. 50/2016); Bando di concessione, invito a presentare offerta, documenti di gara (art. 171, c. 1 e 5, dlgs n. 50/2016); Avviso in merito alla modifica dell’ordine di importanza dei criteri, Bando di concessione (art. 173, c. 3, dlgs n. 50/2016);Bando di gara (art. 183, c. 2, dlgs n. 50/2016); Avviso costituzione del privilegio (art. 186, c. 3, dlgs n. 50/2016); Bando di gara (art. 188, c. 3, dlgs n. 50/2016) Tempestivo
Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 Avviso sui risultati della procedura di affidamento – Avviso sui risultati della procedura di affidamento con indicazione dei soggetti invitati (art. 36, c. 2, dlgs n. 50/2016); Bando di concorso e avviso sui risultati del concorso (art. 141, dlgs n. 50/2016); Avvisi relativi l’esito della procedura, possono essere raggruppati su base trimestrale (art. 142, c. 3, dlgs n. 50/2016); Verbali di gara Tempestivo
Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 Avvisi sistema di qualificazione – Avviso sull’esistenza di un sistema di qualificazione, di cui all’Allegato XIV, parte II, lettera H; Bandi, avviso periodico indicativo; avviso sull’esistenza di un sistema di qualificazione; Avviso di aggiudicazione (art. 140, c. 1, 3 e 4, dlgs n. 50/2016) Tempestivo
Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 Affidamenti – Gli atti relativi agli affidamenti diretti di lavori, servizi e forniture di somma urgenza e di protezione civile, con specifica dell’affidatario, delle modalità della scelta e delle motivazioni che non hanno consentito il ricorso alle procedure ordinarie (art. 163, c. 10, dlgs n. 50/2016); tutti gli atti connessi agli affidamenti in house in formato open data di appalti pubblici e contratti di concessione tra enti (art. 192 c. 3, dlgs n. 50/2016) Tempestivo
Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 Informazioni ulteriori – Contributi e resoconti degli incontri con portatori di interessi unitamente ai progetti di fattibilità di grandi opere e ai documenti predisposti dalla stazione appaltante (art. 22, c. 1, dlgs n. 50/2016); Informazioni ulteriori, complementari o aggiuntive rispetto a quelle previste dal Codice; Elenco ufficiali operatori economici (art. 90, c. 10, dlgs n. 50/2016) Tempestivo
Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 Provvedimento che determina le esclusioni dalla procedura di affidamento e le ammissioni all’esito delle valutazioni dei requisiti soggettivi, economico-finanziari e tecnico-professionali. Provvedimenti di esclusione e di ammissione Tempestivo
Art. 37, c. 1, lett. b) d.lgs. n. 33/2013 e art. 29, c. 1, d.lgs. n. 50/2016 Composizione della commissione giudicatrice e i curricula dei suoi componenti. Composizione della commissione giudicatrice e i curricula dei suoi componenti. Tempestivo
Criteri e modalità Art. 26, c. 1, d.lgs. n. 33/2013 Atti con i quali sono determinati i criteri e le modalità cui le amministrazioni devono attenersi per la concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l’attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati
Art. 26, c. 2, d.lgs. n. 33/2013 Atti di concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari alle imprese e comunque di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati di importo superiore a mille euro
Atti di concessione Art. 27, c. 1, lett. a), d.lgs. n. 33/2013 1) nome dell’impresa o dell’ente e i rispettivi dati fiscali o il nome di altro soggetto beneficiario Tempestivo
Art. 27, c. 1, lett. c), d.lgs. n. 33/2013 3) norma o titolo a base dell’attribuzione Tempestivo
Art. 27, c. 1, lett. e), d.lgs. n. 33/2013 5) modalità seguita per l’individuazione del beneficiario Tempestivo
Bilanci Bilancio preventivo e rendiconto generale Art. 29, c. 1, d.lgs. n. 33/2013
Art. 5, c. 1, d.p.c.m. 26 aprile 2011 Bilancio di previsione Documenti e allegati del bilancio preventivo, nonché dati relativi al bilancio di previsione di ciascun anno in forma sintetica, aggregata e semplificata, anche con il ricorso a rappresentazioni grafiche Annuale
Art. 29, c. 1-bis, d.lgs. n. 33/2013 e d.p.c.m. 29 aprile 2016 Dati relativi alle entrate e alla spesa dei bilanci preventivi in formato tabellare aperto in modo da consentire l’esportazione, il trattamento e il riutilizzo. Annuale
Art. 5, c. 1, d.p.c.m. 26 aprile 2011 Rendiconto generale Documenti e allegati del rendiconto generale, nonché dati relativi al rendiconto generale di ciascun anno in forma sintetica, aggregata e semplificata, anche con il ricorso a rappresentazioni grafiche Annuale
Art. 29, c. 1-bis, d.lgs. n. 33/2013 e d.p.c.m. 29 aprile 2016 Dati relativi alle entrate e alla spesa dei rendiconto generali in formato tabellare aperto in modo da consentire l’esportazione, il trattamento e il riutilizzo. Annuale
Beni immobili e gestione patrimonio Patrimonio immobiliare Art. 30, d.lgs. n. 33/2013 Patrimonio immobiliare Informazioni identificative degli immobili posseduti e detenuti Annuale
Canoni di locazione o affitto Art. 30, d.lgs. n. 33/2013 Canoni di locazione o affitto Canoni di locazione o di affitto versati o percepiti Annuale
Controlli e rilievi sull’amministrazione Organismi indipendenti di valutazione, nuclei di valutazione o altri organismi con funzioni analoghe Art. 31, d.lgs. n. 33/2013 Atti degli Organismi indipendenti di valutazione, nuclei di valutazione o altri organismi con funzioni analoghe Attestazione dell’OIV o di altra struttura analoga nell’assolvimento degli obblighi di pubblicazione Annuale e in relazione a delibere A.N.AC.
Organi di revisione amministrativa e contabile Relazioni degli organi di revisione amministrativa e contabile Relazioni degli organi di revisione amministrativa e contabile al bilancio di previsione o budget, alle relative variazioni e al conto consuntivo o bilancio di esercizio Annuale
Corte dei conti Rilievi Corte dei conti Tutti i rilievi della Corte dei conti ancorchè non recepiti riguardanti l’organizzazione e l’attività delle amministrazioni stesse e dei loro uffici Tempestivo
Pagamenti dell’amministrazione Dati sui pagamenti Art. 4-bis, c. 2, dlgs n. 33/2013 Dati sui pagamenti (da pubblicare in tabelle) Dati sui propri pagamenti in relazione alla tipologia di spesa sostenuta, all’ambito temporale di riferimento e ai beneficiari Annuale
Altri contenuti Prevenzione della Corruzione Art. 10, c. 8, lett. a), d.lgs. n. 33/2013 Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza e suoi allegati Annuale
Regolamenti per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità Regolamenti per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità (laddove adottati) Tempestivo
Art. 1, c. 14, l. n. 190/2012 Relazione del responsabile della corruzione Relazione del responsabile della prevenzione della corruzione recante i risultati dell’attività svolta (entro il 15 dicembre di ogni anno o altra data comunicata dall’ANAC) Annuale
Art. 1, c. 3, l. n. 190/2012 Provvedimenti adottati dall’A.N.AC. ed atti di adeguamento a tali provvedimenti Provvedimenti adottati dall’A.N.AC. ed atti di adeguamento a tali provvedimenti in materia di vigilanza e controllo nell’anticorruzione Tempestivo
Altri contenuti Accesso civico Art. 5, c. 1, d.lgs. n. 33/2013 / Art. 2, c. 9-bis, l. 241/90 Accesso civico “semplice”concernente dati, documenti e informazioni soggetti a pubblicazione obbligatoria Nome del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza cui è presentata la richiesta di accesso civico, nonchè modalità per l’esercizio di tale diritto, con indicazione dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale e nome del titolare del potere sostitutivo, attivabile nei casi di ritardo o mancata risposta, con indicazione dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale Tempestivo
Art. 5, c. 2, d.lgs. n. 33/2013 Accesso civico “generalizzato” concernente dati e documenti ulteriori Nomi Uffici competenti cui è presentata la richiesta di accesso civico, nonchè modalità per l’esercizio di tale diritto, con indicazione dei recapiti telefonici e delle caselle di posta elettronica istituzionale Tempestivo
Linee guida Anac FOIA (del. 1309/2016) Registro degli accessi Elenco delle richieste di accesso (atti, civico e generalizzato) con indicazione dell’oggetto e della data della richiesta nonché del relativo esito con la data della decisione Tempestivo
“Interventi straordinari e di emergenza
(da pubblicare in tabelle)”
Provvedimenti adottati concernenti gli interventi straordinari e di emergenza che comportano deroghe alla legislazione vigente, con l’indicazione espressa delle norme di legge eventualmente derogate e dei motivi della deroga, nonché con l’indicazione di eventuali atti amministrativi o giurisdizionali intervenuti Tempestivo
Art. 42, c. 1, lett. b), d.lgs. n. 33/2013 Termini temporali eventualmente fissati per l’esercizio dei poteri di adozione dei provvedimenti straordinari Tempestivo
Art. 42, c. 1, lett. c), d.lgs. n. 33/2013 Costo previsto degli interventi e costo effettivo sostenuto dall’amministrazione Tempestivo
Altri contenuti Accessibilità e Catalogo di dati, metadati e banche dati Art. 52, c. 1, d.lgs. 82/2005 Regolamenti Regolamenti che disciplinano l’esercizio della facoltà di accesso telematico e il riutilizzo dei dati, fatti salvi i dati presenti in Anagrafe tributaria Annuale
Art. 52, c. 1, d.lgs. 82/2005 Catalogo di dati, metadati e banche dati Catalogo dei dati, dei metadati definitivi e delle relative banche dati in possesso delle amministrazioni, da pubblicare anche tramite link al Repertorio nazionale dei dati territoriali (www.rndt.gov.it), al catalogo dei dati della PA e delle banche dati www.dati.gov.it e e http://basidati.agid.gov.it/catalogo gestiti da AGID Annuale
Art. 9, c. 7, d.l. n. 179/2012 Obiettivi di accessibilità
(da pubblicare secondo le indicazioni contenute nella circolare dell’Agenzia per l’Italia digitale n. 61/2013) Obiettivi di accessibilità dei soggetti disabili agli strumenti informatici per l’anno corrente (entro il 31 marzo di ogni anno) e lo stato di attuazione del “piano per l’utilizzo del telelavoro” nella propria organizzazione Annuale
Altri contenuti Dati ulteriori Art. 4, c. 3, d.lgs. n. 33/2013
(NB: nel caso di pubblicazione di dati non previsti da norme di legge si deve procedere alla anonimizzazione dei dati personali eventualmente presenti, in virtù di quanto disposto dall’art. 4, c. 3, del d.lgs. n. 33/2013) Dati, informazioni e documenti ulteriori che le pubbliche amministrazioni non hanno l’obbligo di pubblicare ai sensi della normativa vigente e che non sono riconducibili alle sottosezioni indicate ….
Archivio Dati superati da trasferire in archivio
13.TRASMISSIONE DATI
Il nuovo comma 8 dell’articolo 1 della Legge n. 190/2012, introdotto dal D.Lgs. n. 97/2016 prevede che l’organo di indirizzo che adotta il PTPCT ne curi la trasmissione all’ANAC.
Al riguardo, il PNA 2016 precisa che, in attesa della predisposizione di un’apposita piattaforma informatica, in una logica di semplificazione degli adempimenti, non deve essere trasmesso alcun documento ad ANAC. Tale adempimento si intende assolto con la pubblicazione del PTPCT 2017-2019 sul sito istituzionale, sezione “Amministrazione Trasparente/Altri contenuti Corruzione”.
14.BILANCI

References: art. 15
 art. 19
 Art. 10
 Art. 12

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 14

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Art. 14

Art. 47
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 Art. 13
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Art. 15

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Art. 53

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Art. 14

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Art. 1
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Art. 20

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 Art. 16

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 Art. 19

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Art. 22

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 Art. 23
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 Art. 4

Art. 1
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 Art. 4

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Art. 5

Art. 29

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 Art. 30
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 Art. 31
 Art. 4
 Art. 10

Art. 1

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 Art. 5
 Art. 2

Art. 5

Art. 42

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 Art. 52

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Art. 9
 Art. 4