Source: https://www.maritv.net/note-tabelle.htm
Timestamp: 2020-02-17 13:25:09+00:00

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NOTE ESPLICATIVE SUL PIANO NAZIONALE DI RIPARTIZIONE DELLE FREQUENZE
NOTE sulle tabelle pubblicate
In accordo con le decisioni CEPT ERC/DEC/(01)13, ERC/DEC/(01)14, ERC/DEC/(01)15 e ERC/DEC/(01)16 le bande di frequenze 9-135 kHz, 6.765-6.795 kHz, 7.400-8.800 kHz, 13.553-13.567 kHz e 26.957-27.283 kHz possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio per applicazioni di tipo induttivo aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 9).
Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera g).
(S5.53)
(S5.54)
Qualora vengano effettuate ricerche scientifiche su frequenze inferiori a 9 kHz, devono essere informate le Amministrazioni che potrebbero essere interessate al fine di far beneficiare queste ricerche delle protezioni praticamente realizzabili contro i disturbi pregiudizievoli. In ogni caso le eventuali utilizzazioni di frequenze al di sotto di 9 kHz non devono provocare disturbi pregiudizievoli ai servizi a cui sono attribuite le bande di frequenze al di sopra di 9 kHz
(S5.57)
L'impiego delle bande 14-19,95 kHz, 20,05-70 kHz, 72-84 kHz e 86-90 kHz per il servizio mobile marittimo è limitato alle stazioni costiere radiotelegrafiche ed alle sole classi di emissione A1A e F1B. L'utilizzazione delle classi di emissione J2B o J7B può essere autorizzata in via eccezionale, purché la larghezza di banda necessaria dell'emissione non sia superiore a quella delle classi A1A or F1B.
(S5.60)
Nelle bande 70-86 kHz e 112-130 kHz i sistemi di radionavigazione ad impulsi possono essere usati a condizione che non creino disturbi pregiudizievoli agli altri servizi che condividono le stesse bande.
(S5.62)
Nella banda 90 -110 kHz le stazioni del servizio di radionavigazione debbono essere coordinate dal punto di vista tecnico ed operativo onde evitare disturbi pregiudizievoli ai servizi espletati da queste stazioni.
(S5.64)
Le stazioni del servizio fisso nelle bande attribuite a questo servizio tra 90 kHz e 148,5 kHz e le stazioni del servizio mobile nelle bande attribuite a questo servizio tra 110 kHz e 148,5 kHz possono utilizzare soltanto le classi di emissione A1A o F1B, A2C, A3C, F1C o F3C. In via eccezionale le stazioni del servizio mobile marittimo nelle bande tra 110 kHz e 148,5 kHz possono essere autorizzate ad effettuare emissioni nelle classi J2B o J7B.
La banda di frequenze 135,7-137,8 kHz è anche attribuita al servizio di radioamatore con statuto di servizio secondario, in accordo con la raccomandazione CEPT/ERC/REC 62-01. La massima potenza equivalente irradiata (e.r.p.) dalle stazioni di radioamatore non può superare 1 W.
(S5.73)
Nella banda 283,5-325 kHz le stazioni di radiofaro del servizio di radionavigazione marittima possono trasmettere anche informazioni supplementari riguardanti la navigazione utilizzando tecniche a banda stretta, a condizione di non provocare disturbi pregiudizievoli alle stazioni di radiofaro esercite nel quadro del servizio di radionavigazione.
(S5.74)
La banda di frequenze 285,3-285,7 kHz è inoltre attribuita al servizio di radionavigazione marittima (diverso dai radiofari) con statuto di servizio primario.
(S5.76)
Nel servizio di radionavigazione marittima la frequenza 410 kHz è riservata alla radiogoniometria. Gli altri servizi di radionavigazione, ai quali la banda 405-415 kHz è attribuita, non debbono provocare disturbi pregiudizievoli alla radiogoniometria nella banda 406,5-413,5 kHz.
(S5.79)
L'impiego delle bande 415-495 kHz e 505-526,5 kHz da parte del servizio mobile marittimo è limitato alla radiotelegrafia.
Le bande di frequenze 450-470 kHz e 10.550-10.850 kHz sono le bande utilizzate per la media frequenza dei ricevitori di radiodiffusione sonora rispettivamente a modulazione d'ampiezza e a modulazione di frequenza. Nell'assegnare frequenze di tali bande alle stazioni dei servizi previsti in tabella debbono essere adottate le precauzioni necessarie a proteggere detti ricevitori.
(S5.79A)
Le caratteristiche operative delle stazioni costiere che effettuano servizio NAVTEX sulle frequenze 490 kHz, 518 kHz e 4.209,5 kHz devono essere coordinate secondo le procedure stabilite dall'Organizzazione Marittima Internazionale (OMI) (vedere la Risoluzione n. 339 del Regolamento delle radiocomunicazioni)
La frequenza 457 kHz può essere impiegata ad uso collettivo da apparati a corto raggio per la localizzazione di vittime da valanga aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 2).
Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera p).
(S5.82)
Nel servizio mobile marittimo la frequenza 490 kHz deve essere usata, a partire dalla data di entrata in vigore del Sistema Globale Marittimo di Soccorso e Sicurezza, esclusivamente per la trasmissione da parte delle stazioni costiere degli avvisi ai naviganti e meteorologici e per le informazioni urgenti alle navi per mezzo della telegrafia a stampa a banda stretta. Le condizioni per l'impiego della frequenza 490 kHz sono stabilite negli articoli S31 e S52 del Regolamento delle radiocomunicazioni. Nell'impiego della banda 415-495 kHz per il servizio di radionavigazione aeronautica deve essere assicurata l'assenza di disturbi pregiudizievoli alla frequenza 490 kHz.
(S5.83)
La frequenza 500 kHz è la frequenza internazionale di soccorso e chiamata per la radiotelegrafia Morse. Le condizioni di impiego di questa frequenza sono stabilite negli articoli S31, S52 e nell’Appendice S13 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.84)
L'utilizzazione della frequenza 518 kHz è soggetta a particolari disposizioni contenute negli articoli S31 e S52 e nell’Appendice S13 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.103)
Nell'assegnare a stazioni del servizio fisso e del servizio mobile frequenze nelle bande 1.850-2.045 kHz, 2.194-2.498 kHz, 2.502-2.625 kHz e 2.650-2.850 kHz si deve tenere conto delle particolari necessità del servizio mobile marittimo.
(S5.90)
La zona di servizio delle stazioni del servizio mobile marittimo deve essere limitata a quella assicurata dalla propagazione per onda di terra, nel caso in cui tali emissioni possano interessare una stazione di radiodiffusione della Regione 2 operante nella banda 1605-1705 kHz.
(S5.104)
L'impiego della banda 2.025-2.045 kHz per il servizio di ausili meteorologici è limitato alle stazioni di boe oceanografiche.
(S5.110)
Le frequenze 2.174,5 kHz, 4.177, 5 kHz, 6.268 kHz, 8.376,5 kHz, 12.520 kHz e 16.695 kHz sono frequenze internazionali di soccorso per la telegrafia a stampa a banda stretta. Le condizioni per l'impiego di tali frequenze sono stabilite nell'articolo S31 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.108)
La frequenza portante 2.182 kHz è una frequenza internazionale di soccorso e chiamata in radiotelefonia. Le condizioni per l'impiego della banda 2.173,5-2.190,5 kHz sono stabilite negli articoli S31 e S52 e nell’Appendice S13 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.111)
Le frequenze portanti 2.182 kHz, 3.023 kHz, 5.680 kHz, 8.364 kHz e le frequenze 121,5 MHz, 156,8 MHz e 243 MHz possono essere anche usate, in accordo con le procedure vigenti per i servizi di radiocomunicazione di Terra, per operazioni di ricerca e soccorso di veicoli spaziali abitati. Le condizioni per l'impiego di tali frequenze sono stabilite nell’articolo S31 e nell’Appendice S13 del Regolamento delle radiocomunicazioni. La stessa possibilità è estesa alle frequenze 10.003 kHz, 14.993 kHz e 19.993 kHz, ma in questi casi le emissioni debbono essere comprese in una banda di ± 3 kHz attorno alla frequenza considerata.
(S5.109)
Le frequenze 2.187,5 kHz, 4.207,5 kHz, 6.312 kHz, 8.414,5 kHz, 12.577 kHz e 16.804,5 kHz sono frequenze internazionali di soccorso per la chiamata selettiva numerica. Le condizioni per l'impiego di tali frequenze sono stabilite nell'articolo S31 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.115)
Le frequenze portanti 3.023 kHz e 5.680 kHz possono essere anche usate da stazioni del servizio mobile marittimo impiegate in operazioni coordinate di ricerca e salvataggio. Le condizioni per il loro impiego sono stabilite nell’articolo S31 e nell’Appendice S13 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.116 )
Nella banda di frequenze 3.155-3.195 kHz possono operare sistemi di debole potenza in ausilio a persone audiolese.
(S5.127)
L'impiego della banda 4.000-4.063 kHz da parte del servizio mobile marittimo è limitato alle stazioni radiotelefoniche di nave.
(S5.129)
Frequenze nelle bande 4.063-4.123 kHz, 4.130-4.438 kHz, 6.200-6.213,5 kHz e 6.220,5- 6.525 kHz possono essere usate in via eccezionale da stazioni del servizio fisso che comunicano solo con altre stazioni situate all'interno delle frontiere nazionali a condizione che non provochino disturbi pregiudizievoli al servizio mobile marittimo. La potenza media di queste stazioni non può superare 50 W.
(S5.130)
Le condizioni per l'utilizzazione delle frequenze portanti 4.125 kHz e 6.215 kHz sono stabilite negli articoli S31, S52, e nell'Appendice S13 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.131)
La frequenza 4.209,5 kHz è impiegata esclusivamente per la trasmissione dalle stazioni costiere di bollettini meteorologici, di avvisi ai naviganti ed avvisi urgenti alle navi per mezzo di telegrafia a stampa a banda stretta.
(S5.132)
Le frequenze 4.210 kHz, 6.314 kHz, 8.416,5 kHz, 12.579 kHz, 16.806,5 kHz, 19.680,5 kHz, 22.376 kHz e 26.100,5 kHz sono le frequenze internazionali per la trasmissione di informazioni per la sicurezza marittima.
Le frequenze 4.515 kHz e 27.095 kHz possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio in ausilio al traffico ferroviario aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 4).
Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera c).
(S5.136)
La banda 5.900-5.950 kHz è attribuita fino al 1 aprile 2007 ai servizi fisso e mobile terrestre con statuto primario. Dopo tale data le frequenze in questa banda possono essere usate da stazioni dei citati servizi per comunicazioni limitate all'interno dei confini nazionali, a condizione che non provochino disturbi pregiudizievoli al servizio di radiodiffusione. La potenza irradiata da tali stazioni deve essere la minima necessaria, tenendo altresì conto dell'impiego stagionale delle frequenze da parte del servizio di radiodiffusione.
(S5.134)
L'utilizzazione delle bande 5.900-5.950 kHz, 7.300-7.350 kHz, 9.400-9.500 kHz, 11.600-11.650 kHz, 12.050-12.100 kHz, 13.570-13.600 kHz, 13.800-13.870 kHz, 15.600-15.800 kHz, 17.480-17.550 kHz e 18.900-19.020 kHz da parte del servizio di radiodiffusione è limitata alle emissioni in modulazione di ampiezza a banda laterale unica o ad emissioni con un'altra tecnica di modulazione raccomandata dall'UIT-R , che assicuri un'utilizzazione efficace dello spettro ed è subordinata ad una procedura di pianificazione che deve essere stabilita da una competente Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni.
(S5.138)
Le bande 6.765-6.795 kHz (frequenza centrale 6.780 kHz), 61-61,5 GHz (frequenza centrale 61,25 GHz), 122-123 GHz (frequenza centrale 122,5 GHz) e 244-246 GHz (frequenza centrale 245 GHz) sono designate per le applicazioni industriali, scientifiche e medicali (ISM). L'impiego di queste bande di frequenze per le applicazioni ISM è soggetto al rilascio di un'autorizzazione particolare, in accordo con le altre Amministrazioni, i cui servizi possono essere disturbati. Nell'applicazione di questa disposizione si deve tenere conto delle più recenti Raccomandazioni in materia dell'UIT-R
In accordo con le decisioni CEPT ERC/DEC/(01)01, ERC/DEC/(01)02 e ERC/DEC/(01)03 frequenze delle bande 6.765-6.795 kHz, 13.553-13.576 kHz, 26.957-27.283 kHz, 40,66-40,70 MHz, possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio non destinati ad impieghi specifici, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 1).
Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera q).
(S5.143)
La banda 7.300-7.350 kHz è attribuita fino al 1 aprile 2007 al servizio fisso con statuto primario ed al servizio mobile terrestre con statuto secondario. Dopo tale data le frequenze in questa banda possono essere usate da stazioni dei citati servizi per comunicazioni limitate all'interno dei confini nazionali, a condizione che non provochino disturbi pregiudizievoli al servizio di radiodiffusione. La potenza irradiata da tali stazioni deve essere la minima necessaria, tenendo altresì conto dell'impiego stagionale delle frequenze da parte del servizio di radiodiffusione.
(S5.145)
Le condizioni per l'utilizzazione delle frequenze portanti 8.291 kHz, 12.290 kHz e 16.420 kHz sono stabilite negli articoli S31 e S52 e nell'Appendice S13 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.146)
Le bande 9.400-9.500 kHz, 11.600-11.650 kHz, 12.050-12.100 kHz, 15.600-15.800 kHz, 17.480-17.550 kHz e 18.900-19.020 kHz sono attribuite fino al 1 aprile 2007 al servizio fisso con statuto primario. Dopo tale data le frequenze in questa banda possono essere usate da stazioni del citato servizio per comunicazioni limitate all'interno dei confini nazionali, a condizione che non provochino disturbi pregiudizievoli al servizio di radiodiffusione. La potenza irradiata da tali stazioni deve essere la minima necessaria, tenendo altresì conto dell'impiego stagionale delle frequenze da parte del servizio di radiodiffusione.
(S5.147)
Frequenze nelle bande 9.775-9.900 kHz, 11.650-11.700 kHz e 11.975-12.050 kHz possono essere usate da stazioni del servizio fisso che comunicano solo con altre stazioni situate all'interno delle frontiere nazionali a condizione che non provochino disturbi pregiudizievoli al servizio di radiodiffusione. La potenza irradiata da queste stazioni non può superare 24 dBW.
(S5.148)
L'utilizzazione delle bande 9.775-9.900 kHz, 11.650-11.700 kHz, 11.975-12.050 kHz, 13.600-13.800 kHz, 15.450-15.600 kHz, 17.550-17.700 kHz e 21.750-21.850 kHz da parte del servizio di radiodiffusione è subordinata ad una procedura di pianificazione che deve essere stabilita da una competente Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni.
(S5.149)
Nell'assegnare le frequenze alle stazioni degli altri servizi ai quali sono attribuite le bande seguenti: 13.360-13.410 kHz, 406,1-410,0 MHz, 1.610,6-1.613,8 MHz, 1.660-1.670 MHz, 22-22,50 GHz, 31,5-31,8 MHz, 42,5-43,5 GHz (ed in particolare nelle sottobande 42,77-42,87 GHz, 43,07-43,17 GHz e 43,37-43,47 GHz , ove vengono effettuate osservazioni di righe spettrali), 48,94-49,04 GHz, 76-77,5GHz, 79-81 GHz, 81-86 GHz, 92-94 GHz, 94,1-100 GHz, 102-109,5 GHz, 111,8-114,25 GHz, 130-134 GHz, 136-148,5 GHz, 151,5-158,5 GHz, 209-226 GHz, 241-248 GHz, 252-275 Ghz, si deve cercare di adottare le misure praticamente possibili per evitare disturbi pregiudizievoli al servizio di radioastronomia. Le emissioni provenienti dallo spazio o dalle stazioni di aeromobile possono essere fonti di disturbi al servizio di radioastronomia.
(S5.150)
Le bande di frequenze 13.553-13.567 kHz (frequenza centrale 13.560 kHz), 26.957-27.283 kHz (frequenza centrale 27.120 kHz), 40,66-40,70 MHz (frequenza centrale 40,68 MHz), 2.400-2.500 MHz (frequenza centrale 2.450 MHz), 5.725-5.875 MHz (frequenza centrale 5.800 MHz) e 24,00-24,25 GHz (frequenza centrale 24,125 GHz) sono anche utilizzate dagli apparecchi per applicazioni industriali, scientifiche e medicali (ISM). I servizi di radiocomunicazione operanti in queste bande devono accettare i disturbi pregiudizievoli che possono verificarsi a causa delle citate applicazioni. Ogni misura praticamente possibile deve essere adottata per assicurare che le irradiazioni delle apparecchiature usate per tali applicazioni siano minime e che al di fuori della banda il livello delle irradiazioni sia tale da non causare disturbi pregiudizievoli ai servizi di radiocomunicazione ed in particolare alla radionavigazione e ad ogni altro servizio di sicurezza operante in accordo con le prescrizioni del presente piano.
(S5.151)
Le bande 13.570-13.600 kHz e 13.800-13.870 kHz sono attribuite fino al 1 aprile 2007 al servizio fisso con statuto primario ed al servizio mobile escluso mobile aeronautico (R) con statuto secondario. Dopo tale data le frequenze in questa banda possono essere usate da stazioni dei citati servizi per comunicazioni limitate all'interno dei confini nazionali, a condizione che non provochino disturbi pregiudizievoli al servizio di radiodiffusione. La potenza irradiata da tali stazioni deve essere la minima necessaria, tenendo altresì conto dell'impiego stagionale delle frequenze da parte del servizio di radiodiffusione.
(S5.155B)
(S5.156A)
Le bande di frequenze 21.870-21.924 kHz e 23.200-23.350 kHz sono utilizzate dal servizio fisso per la trasmissione di disposizioni di servizio relative alla sicurezza del volo.
(S5.157)
L'impiego della banda 23.350-24.000 kHz da parte del servizio mobile marittimo è limitato alla radiotelegrafia tra stazioni di nave.
Le frequenze 26.190 kHz, 26.200 kHz, 26.210 kHz, 26.340 kHz, 26.350 kHz, 26.360 kHz, 26.490 kHz, 26.500 kHz, 26.510 kHz con larghezza di canale di 10 kHz, 40,0125 MHz, 40,0250 MHz, 40,0375 MHz, 40,0500 MHz, 40,0625 MHz, 40,0750 MHz e 40,0875 MHz con larghezza di canale di 12,5 kHz, nonché le frequenze 459,650 MHz e 469,650 MHz, con larghezza di canale di 12,5 kHz, possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati di debole potenza, operanti con modulazione angolare, per la ricerca delle persone (trasmettitori di chiamata) con potenza di uscita massima di 5 W. Le frequenze 161,000 MHz e 161,100 MHz, con larghezza di canale 12,5 kHz, possono essere impiegate sempre ad uso collettivo da apparati di debole potenza, operanti con modulazione angolare, per la ricerca delle persone (trasmettitori di risposta) con massima potenza equivalente irradiata di 50 mW. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.7).
Le frequenze 26.875 kHz, 26.885 kHz, con larghezza di canale di 10 kHz, 43,3 MHz , 43,3125 MHz, 43,3250 MHz, 43,3375 MHz, 43,35 MHz e 43,3625 MHz, con larghezza di canale 12,5 kHz, possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati di debole potenza, operanti con modulazione angolare, da utilizzare in ausilio al traffico ed al trasporto su strada e rotaia, agli addetti alla sicurezza ed al soccorso sulle strade, alla vigilanza del traffico, ai trasporti a fune, al controllo delle foreste, alla disciplina della caccia e della pesca ed alla sicurezza notturna. La massima potenza di uscita o equivalente irradiata nel caso di apparati muniti di antenna incorporata è di 4 W. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.3).
Le frequenze 26.895 kHz, 26.905 kHz, con larghezza di canale di 10 kHz, 43,375 MHz, 43,3875 MHz, 43,4 MHz, 43,4125 MHz, 43,4250 MHz, 43,4375 MHz, con larghezza di canale 12,5 kHz, possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati di debole potenza, operanti con modulazione angolare, da utilizzare in ausilio alle imprese industriali, commerciali, artigiane ed agrarie. La massima potenza di uscita o equivalente irradiata, nel caso di apparati muniti di antenna incorporata, è di 4 W. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.4).
Le frequenze 26.915 kHz, 26.925 kHz, 26.935 kHz, con larghezza di canale di 10 kHz, 43,45 MHz, 43,4625 MHz, 43,475 MHz e 43,4875 MHz, con larghezza di canale 12,5 kHz, possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati di debole potenza, operanti con modulazione angolare, da utilizzare per collegamenti riguardanti la sicurezza della vita umana in mare, o comunque di emergenza, fra piccole imbarcazioni e stazioni base collocate presso sedi di organizzazioni nautiche, nonché di collegamenti di servizio fra diversi punti di una stessa nave. La massima potenza di uscita o equivalente irradiata, nel caso di apparati muniti di antenna incorporata, è di 4 W. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.5).
Le frequenze 26.945 kHz, 26.955 kHz, con larghezza di canale di 10 kHz, 43,5 MHz, 43,5125 MHz, 43,525 MHz e 43,5375 MHz, con larghezza di canale 12,5 kHz, possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati di debole potenza, operanti con modulazione angolare, da utilizzare in ausilio alle attività agonistiche e sportive. La massima potenza di uscita o equivalente irradiata, nel caso di apparati muniti di antenna incorporata, è di 4 W. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.6).
Le frequenze 26.855 kHz e 26.865 kHz con larghezza di canale di 10 kHz, 43,55 MHz, 43,5625 MHz, 43,575 MHz e 43,5875 MHz, con larghezza di canale 12,5 kHz, possono essere impiegate, ad uso collettivo, da apparati di debole potenza, operanti con modulazione angolare, da utilizzare in ausilio alle attività professionali sanitarie ed alle attività direttamente ad esse collegate. La massima potenza di uscita o equivalente irradiata, nel caso di apparati muniti di antenna incorporata, è di 4 W. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.8).
In accordo con le decisioni CEPT ERC/DEC/(01)10 e CEPT ERC/DEC/(01)12, le frequenze 26.995 kHz, 27.045 kHz, 27.095 kHz, 27.145 kHz, 27.195 kHz, 40,665 MHz, 40,675 MHz, 40,685 MHz, 40,695 MHz possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio per telecomandi dilettantistici aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 8). Per le stesse finalità sono designate anche le seguenti frequenze da utilizzare con apparati aventi le sopracitate caratteristiche tecniche: 27.235 kHz, 27.275 kHz, 40,715 MHz, 40,725 MHz, 40,735 MHz, 40,765 MHz, 40,775 MHz, 40,785 MHz, 40,815 MHz, 40,825 MHz, 40,835 MHz, 40,865 MHz, 40,875 MHz, 72,080 MHz e 72,240 MHz. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera f).
Le frequenze 26.965 kHz, 26.975 kHz, 26.985 kHz, 27.005 kHz, 27.015 kHz, 27.025 kHz, 27.035 kHz, 27.055 kHz, 27.065 kHz, 27.075 kHz, 27.085 kHz, 27.105 kHz, 27.115 kHz, 27.125 kHz, 27.135 kHz, 27.155 kHz, 27.165 kHz, 27.175 kHz, 27.185 kHz, 27.205 kHz, 27.215 kHz, 27.225 kHz, 27.235 kHz, 27.245 kHz, 27.255 kHz, 27.265 kHz, 27.275 kHz, 27.285 kHz, 27.295 kHz, 27.305 kHz, 27.315 kHz, 27.325 kHz, 27.335 kHz, 27.345 kHz, 27.355 kHz, 27.365 kHz, 27.375 kHz, 27.385 kHz, 27.395 kHz, 27.405 kHz, con larghezza di canale di 10 kHz, possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati di debole potenza, per gli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.9).
Nel caso di apparati operanti con modulazione angolare la massima potenza di uscita o equivalente irradiata è di 4 W. Nel caso di apparati operanti con modulazione di ampiezza a doppia banda laterale e di ampiezza a banda laterale unica, la massima potenza equivalente irradiata è di 1 W, mentre la massima potenza di uscita è di 5 W.
Le frequenze 27,515 MHz, 27,525 MHz, 27,535 MHz, 27,545 MHz, 27,555 MHz, 27,565 MHz, 27,575 MHz, 27,585 MHz, 29,815 MHz, 29,825 MHz, 29,835 MHz, 29,845 MHz, 29,855 MHz, 29,865 MHz, 29,875 MHz, 29,885 MHz, 30,8625 MHz, 30,8750 MHz, 30,8875 MHz, 30,9000 MHz, 30,9125 MHz, 30,9250 MHz, 30,9375 MHz, 30,9500 MHz possono essere impiegate, ad uso collettivo, da apparati a corto raggio destinati ad essere utilizzati come radiocomandi per apriporte, apricancelli e applicazioni analoghe. Il passo di canalizzazione nelle bande di frequenze dei 27 MHz e dei 29 MHz è di 10 kHz, mentre nella banda di frequenze dei 30 MHz il passo di canalizzazione è di 12,5 kHz. La massima potenza equivalente irradiata è di 5 mW. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera n).
La frequenza 29,7 MHz è utilizzata ad uso collettivo per apparati a corto raggio destinati esclusivamente all'impiego quali "radiogiocattoli". La massima larghezza di banda del canale è di 12,5 kHz e la massima potenza equivalente irradiata è di 10 mW. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera o).
La banda di frequenze 33,15-40,15 MHz è la banda di media frequenza dei ricevitori televisivi. Nell'assegnare frequenze di tale banda alle stazioni dei servizi previsti in tabella debbono essere adottate le precauzioni necessarie a proteggere detti ricevitori.
In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(01)11 nella banda di frequenze 34,995-35,225 MHz possono essere impiegati ad uso collettivo apparati a corto raggio per telecomandi dilettantistici, riservati ad aeromodelli, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 8). Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera f).
Le bande di frequenze 37,5-38,25 MHz, 73-74,6 MHz, 150,05-153 MHz, 322-328,6 MHz, 1.330-1.400 MHz, 1.718,8-1.722,2 MHz, 3.260-3.267 MHz, 3.332-3.339 MHz, 3.345,8-3.352,5 MHz, 4.825- 4.835 MHz, 4.950-5.000 MHz, 6.650-6.675,2 MHz, 22,81-22,86 GHz, 31,2-31,3 GHz, 36,43-36,5 GHz, 92-95 GHz, 174,42-175,02 GHz, 177-177,4 GHz, 178,2-178,6 GHz, 181-181,46 GHz, 186,2-186,6 GHz, 257,5-258 GHz sono anche attribuite al servizio di radioastronomia con statuto di servizio secondario. Esse possono essere utilizzate per tale servizio, previo accertamento da parte dell'autorità civile competente, di concerto con il Ministero della difesa, della possibilità di assicurare alle stazioni di radioastronomia protezione accettabile.
Gli enti interessati all'attività delle stazioni di radioastronomia dovranno accertare presso la suddetta autorità, in fase di pianificazione delle ricerche, l'effettiva possibilità di protezione di dette stazioni.
La banda di frequenze 39-45 MHz può essere anche utilizzata dal Ministero della Difesa, su base di non interferenze ai servizi in tabella e senza diritto di protezione, per sistemi mobili funzionanti in agilità di frequenza (frequency hopping).
La banda di frequenze 41-43,6 MHz può essere impiegata ad uso collettivo anche da apparati a corto raggio destinati a radiomicrofoni a banda stretta aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 10). Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera h).
(S5.162A)
La banda di frequenze 46-68 MHz è anche attribuita al servizio di radiolocalizzazione avente statuto di servizio secondario. Questa utilizzazione è limitata all'esercizio di radar per il rilievo della velocità e della direzione del vento (wind profilers) conformemente alla risoluzione 217 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
Frequenze della banda 50-51 MHz possono essere usate dal servizio di radioamatore con statuto di servizio secondario e sulla base del numero S4.4 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
Le bande di frequenze 52,5-68 MHz, 174-223 MHz e 470-854 MHz sono utilizzate dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per la definizione del piano di assegnazione di frequenze alle stazioni di radiodiffusione televisiva pubbliche e private.
Le utilizzazioni di frequenze delle bande 52,5-68 MHz, 174-230 MHz e 470-854 MHz per ponti radio di collegamento delle emittenti radiofoniche private devono essere trasferite entro il più breve tempo possibile nelle bande di frequenze destinate a tale scopo nel presente piano. Fino a tale trasferimento tali utilizzazioni non godono di protezione e non devono creare disturbi ai servizi previsti in tabella.
Nelle bande di frequenze 52,5-68,0 MHz e 174-223 MHz possono venire rilasciate licenze ad uso privato per servizio mobile terrestre, qualora nelle aree di interesse esistano le condizioni di utilizzabilità secondo i parametri previsti nelle pertinenti raccomandazioni della CEPT.
Per il soccorso alpino possono essere assegnate le seguenti frequenze con le limitazioni corrispondenti:
68,75 MHz e 169,8125 MHz da impiegare su tutto il territorio nazionale salvo la Valle d'Aosta;
71,50 MHz, 71,55 MHz da impiegare su tutto il territorio nazionale anche per il collegamento con elicottero;
71,575 MHz, 72,975 MHz e 161,300 MHz da impiegare solo in Valle d'Aosta.
Frequenze delle bande 74,6-74,8 MHz, 75,2-76,950 MHz, 78,6-87,5 MHz possono essere destinate, previo coordinamento con il Ministero della Difesa, per utilizzazioni temporanee di radiotelefoni da parte di organizzazioni o imprese straniere itineranti o in occasione di eventi sportivi.
(S5.180)
La frequenza 75 MHz è utilizzata dai radiofari asserviti ai sistemi di atterraggio strumentale (ILS). Devono evitarsi assegnazioni di frequenze vicine ai limiti della banda di guardia a stazioni di altri servizi che a causa della loro potenza e della loro posizione geografica potrebbero causare disturbi pregiudizievoli ai suddetti radiofari o imporre altre restrizioni.
L'impiego del canale televisivo "C" (81-88 MHz) è limitato agli impianti esistenti nelle seguenti località: Torino e Stalettì. Tale utilizzazione deve cessare non appena saranno rese disponibili le frequenze per la copertura delle aree interessate.
La banda di frequenze 87,5-108 MHz è utilizzata dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per la definizione di un piano di assegnazione di frequenze alle stazioni di radiodiffusione sonora pubbliche e private. La parte del predetto piano, che riguarda la sottobanda di frequenze 104-108 MHz deve essere coordinata con il Ministero della difesa e con le autorità aeronautiche preposte al controllo del traffico aereo al fine di assicurare in via preventiva assenza di disturbi pregiudizievoli al servizio di radionavigazione aeronautica funzionante nella banda adiacente al di sopra di 108 MHz.
(S5.200)
Nella banda di frequenze 117,975-136 MHz la frequenza aeronautica ausiliaria d'emergenza 121,5 MHz e la frequenza aeronautica ausiliaria 123,1 MHz possono essere usate dalle stazioni mobili del servizio mobile marittimo per comunicare, esclusivamente per scopi di sicurezza, con le stazioni del servizio mobile aeronautico.
(S5.199)
Le bande di frequenze 121,45-121,55 MHz e 242,95-243,05 MHz sono inoltre attribuite al servizio mobile via satellite al fine di ricevere, a bordo dei satelliti, le emissioni a 121,5 MHz e 243 MHz provenienti dalle radioboe di localizzazione dei sinistri.
(S5.203)
I satelliti meteorologici attualmente operanti nella banda di frequenze 136-137 MHz possono continuare ad essere eserciti sulla base del n. S4.4 fino al 1 gennaio 2002.
(S5.208)
L'impiego della banda 137-138 MHz da parte del servizio mobile via satellite è soggetto all'applicazione delle procedure di coordinamento e notifica previste nel n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.209)
L'impiego delle bande 137-138 MHz, 148-150,05 MHz, 399,9-400,05 MHz e 400,15-401 MHz da parte del servizio mobile via satellite è limitato a sistemi di satelliti non geostazionari.
(S5.208A)
Nell’assegnare frequenze alle stazioni spaziali del servizio mobile via satellite nelle bande di frequenze 137-138 MHz, 387-390 MHz e 400,15-401 MHz debbono essere adottati tutti i possibili provvedimenti per proteggere il servizio di radioastronomia nelle bande di frequenze 150,05-153 MHz, 322-328,6 MHz, 406,1-410 MHz e 608-614 MHz da interferenze pregiudizievoli originate da emissioni non desiderate. A titolo di informazione, i livelli di soglia delle interferenze pregiudizievoli per proteggere il servizio di radioastronomia sono riportati nella tabella 1 della raccomandazione UIT-R RA.769-1.
(S5.219)
L'impiego della banda di frequenze 148-149,9 MHz da parte del servizio mobile via satellite è soggetto all'applicazione delle procedure di coordinamento e notifica previste nel n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni. Il servizio mobile via satellite non deve limitare lo sviluppo e l'impiego dei servizi fisso, mobile e di operazioni spaziali nella banda 148-149,9 MHz
(S5.218)
Nella banda di frequenze 148-149,9 MHz, previo coordinamento con il Ministero della difesa, possono essere assegnate frequenze per il telecomando spaziale.La larghezza di banda dell'emissione non deve superare ±25 kHz.
(S5.220)
L'impiego delle bande di frequenze 149,9-150,05 MHz e 399,9 - 400,05 MHz da parte del servizio mobile via satellite è soggetto all'applicazione delle procedure di coordinamento e notifica previste nel n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni. Il servizio mobile via satellite non deve limitare lo sviluppo e l'impiego del servizio di radionavigazione via satellite nelle bande 149,9-150,05 MHz e 399,9 - 400,05 MHz
(S5.222)
Nelle bande di frequenze 149,9-150,05 MHz e 399,9-400,05 MHz le emissioni del servizio di radionavigazione via satellite possono essere anche utilizzate dalle stazioni terrene di ricezione del servizio di ricerca spaziale, previo coordinamento tra il Ministero della difesa e l'autorità civile competente.
(S5.224A)
L'utilizzazione delle bande di frequenze 149,9-150,05 MHz e 399,9-400,05 MHz da parte del servizio mobile via satellite (T-s) è limitata al servizio mobile terrestre via satellite (T-s) fino al 1 gennaio 2015.
(S5.223)
Nella banda di frequenze 149,9-150,05 MHz non può essere autorizzato l'impiego dei servizi fisso e mobile per non causare disturbi pregiudizievoli al servizio di radionavigazione via satellite.
(S5.224B)
L'attribuzione delle bande di frequenze 149,9-150,05 MHz e 399,9-400,05 MHz al servizio di radionavigazione via satellite resta in vigore fino al 1 gennaio 2015.
L’utilizzazione delle bande di frequenza 156-156,7625 MHz, 156,8375-165,5125 MHz, 167,2125-169,4 MHz, 169,8-170,1125 MHz e 171,8125-174 MHz da parte del servizio mobile terrestre è destinata a sistemi radiomobili ad uso privato. Le predette bande di frequenze vengono utilizzate anche per il servizio fisso limitatamente:
a) ai collegamenti telefonici realizzati nel quadro della legge concernente i collegamenti per le frazioni e zone montane;
b) ad altri collegamenti telefonici monocanali d'abbonato realizzati anteriormente al 30 giugno 1980;
c) ai collegamenti tra punti fissi facenti parte di reti radiomobili
Nelle bande di frequenze 156-156,7625 MHz, 156,8375-165,5125 MHz, 167,2125-169,4 MHz, 169,8-170,1125 MHz, 171,8125-174 MHz, 436-440 MHz, 440-443 MHz, 445-446 MHz, 446-450 MHz e 450-470 MHz vengono soddisfatte le esigenze in materia di protezione civile per un sistema di radiocomunicazione multiaccesso per le isole Eolie e per la zona Etnea, per il sistema di sorveglianza sismica e vulcanica in Sicilia orientale, denominato "Poseidon", e per l'integrazione delle reti di monitoraggio esistenti nello stesso territorio regionale. Tali sistemi devono essere realizzati utilizzando criteri tecnici e progettuali idonei a conseguire un'ottimale utilizzazione dello spettro.
(S5.227)
Nel servizio mobile marittimo ad onde metriche la frequenza 156,525 MHz è riservata esclusivamente alle comunicazioni di soccorso, sicurezza e chiamata che utilizzano la tecnica di chiamata selettiva numerica. Le condizioni per l’impiego di questa frequenza sono fissate negli articoli S31 e S52 e nelle Appendici S13, S15 e S18 del Regolamento delle radiocomunicazioni. Nell'assegnare tale frequenza ad altri servizi si deve accordare priorità alle utilizzazioni per il servizio mobile marittimo
(S5.226)
La frequenza 156,8 MHz è la frequenza internazionale di soccorso, sicurezza e chiamata per il servizio mobile marittimo radiotelefonico ad onde metriche. Le condizioni per l’impiego di questa frequenza sono fissate negli articoli S31 e S52 e nelle Appendici S13, S15 e S18 del Regolamento delle radiocomunicazioni. Nell'assegnare frequenze nelle bande 156-156,7625 MHz, 156,8375-157,45 MHz, 160,6-160,975 MHz e 161,475-162,025 MHz deve essere accordata priorità alle utilizzazioni per il servizio mobile marittimo.
Nel servizio mobile marittimo ad onde metriche le frequenze 161,975 MHz e 162,025 MHz sono riservate al sistema universale di identificazione automatica e di sorveglianza delle navi (AIS) in accordo con la decisione della CEPT ERC/DEC/(99)17.
Le coppie di frequenze 159,3750-163,9750 MHz, 159,4250-164,0250 MHz, 159,5000-164,1000 MHz, 159,5250-164,1250 MHz, 159,5375-164,1375 MHz, 159,5500-164,1500 MHz, 159,5625-164,1625 MHz, 159,6250-164,2250 MHz, 159,6375-164,2375 MHz, 159,6500-164,2500 MHz, 159,6875-164,2875 MHz, 159,7000-164,3000 MHz, 159,7500-164,3500 MHz, 159,7625-164,3625 MHz, 159,7750-164,3750 MHz, 159,7875-164,3875 MHz, 159,8000-164,4000 MHz, 159,8250-164,4250 MHz, 159,9125-164,5125 MHz, 159,9250-164,5250 MHz, 450,4000-460,4000 MHz, 450,7000-460,7000 MHz, 450,7375-460,7375 MHz e 459,2750-469,2750 MHz sono riservate sull'intero territorio nazionale per scopi di protezione civile, a supporto dei compiti istituzionali del Dipartimento della protezione civile.
La banda di frequenze 169,4-169,8 MHz è riservata al sistema pubblico paneuropeo di radioavviso terrestre, denominato ERMES, avente le caratteristiche raccomandate dalla CEPT. Sono disponibili per il suddetto sistema i canali corrispondenti alle frequenze 169,60 MHz, 169,65 MHz, 169,70 MHz e 169,75 MHz. I restanti canali sono resi disponibili, non appena necessari, per le esigenze derivanti dal coordinamento delle frequenze dell'ERMES nelle zone di frontiera e per l'ulteriore espansione del servizio.
La banda di frequenze 173,965-174,015 MHz è utilizzata ad uso collettivo per apparati a corto raggio destinati esclusivamente all'impiego quali ausilii per handicappati, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 10). Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera i).
Tutte le assegnazioni a stazioni di radiodiffusione televisiva nella banda 174-230 MHz debbono uniformarsi alla canalizzazione europea, che prevede otto canali (canali da 5 a 12) nella banda in questione, nell'arco di un periodo di tempo appropriato dal punto di vista economico e determinato dall'autorità civile competente.
La banda di frequenze 223-230 MHz (canale 12) è riservata all'introduzione del sistema di radiodiffusione sonora numerica di terra (T-DAB) in accordo con gli Atti finali della riunione di pianificazione di Wiesbaden 1995.
(S5.296)
(S5.314)
Le bande di frequenze 174-223 MHz e 470-854 MHz possono essere impiegate ad uso collettivo anche da apparati a corto raggio da impiegare come radiomicrofoni professionali, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 10), per gli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.4). Tali applicazioni non debbono causare interferenze al servizio di radiodiffusione, né pretendere protezione da questo.
(S5.256)
Nella banda 230-312 MHz la frequenza 243 MHz è riservata ad apparecchi e dispositivi da utilizzarsi a scopi di salvataggio.
(S5.254)
Le bande 235-322 MHz e 335,4-399,9 MHz possono essere usate, previo accordo da ottenersi con la procedura del n. S9.21 del Regolamento delle radiocomunicazioni, dal servizio mobile via satellite, a condizione che le stazioni di questo servizio non provochino disturbi pregiudizievoli alle stazioni degli altri servizi che operano in accordo con il presente piano.
(S5.255)
Le bande 312 - 315 MHz (Terra-spazio) e 387 - 390 MHz (spazio-Terra) nel servizio mobile via satellite possono essere anche usate da sistemi di satelliti non geostazionari. Tale impiego è soggetto all'applicazione delle procedure di coordinamento e notifica previste nel n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.258)
Nella banda di frequenze 328,6-335,4 MHz il servizio di radionavigazione aeronautica è limitato ai sistemi di atterraggio strumentale (ILS).
Le bande di frequenze 322-328,6 MHz, 2.655-2.690 MHz, 4.990-5.000 MHz, 10,6-10,68 GHz, 14,47-14,5 GHz, 77,5-79 GHz, 94-94,1 GHz, 123-130 GHz, 134-136 GHz, 248-250 GHz possono essere utilizzate per il servizio di radioastronomia alle condizioni e previo l'espletamento delle procedure indicate nella nota 53.
Nel quadro dell'Accordo di Schenghen le bande di frequenze 380-385 MHz e 390-395 MHz possono essere utilizzate, in accordo con la decisione CEPT ERC/(96)01, per sistemi armonizzati numerici del servizio mobile terrestre per le utilizzazioni di Enti le cui esigenze di frequenze sono soddisfatte dal Ministero della difesa. Tali servizi non devono causare interferenze ai sistemi operanti in agilità di frequenza, né pretendere protezione dagli stessi.
Le bande di frequenze 380-380,15 MHz e 390-390,15 MHz sono designate, in accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(01)19, per l’impiego armonizzato per i collegamenti diretti tra terminali (DMO) nei sistemi mobili numerici di Enti le cui esigenze sono soddisfatte dal Ministero della difesa.
Le bande di frequenze 384,8-385 MHz e 394,8-395 MHz sono designate, in accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(01)20, per l’impiego armonizzato nelle operazioni terra-bordo-terra (AGA) nei sistemi mobili numerici di Enti le cui esigenze sono soddisfatte dal Ministero della difesa.
(S5.261)
La frequenza campione è 400,1 MHz. La larghezza di banda dell'emissione non può superare ± 25 kHz.
(S5.263)
La banda 400,15 - 401 MHz è anche attribuita al servizio di ricerca spaziale nella direzione spazio-spazio per comunicazioni con veicoli spaziali abitati. In queste applicazioni il servizio di ricerca spaziale non può essere considerato come un servizio di sicurezza.
(S5.264)
L'impiego della banda 400,15 - 401 MHz da parte del servizio mobile via satellite è soggetto all'applicazione delle procedure di coordinamento e notifica previste nel n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni. Il limite di densità di flusso indicato nell’Annesso 1 all’Appendice S5 del Regolamento delle radiocomunicazioni si applica fino a quando non sarà rivisto da una competente Conferenza mondiale delle radiocomunicazioni.
Nell'utilizzazione della banda 402-406 MHz devono essere prese tutte le misure praticamente possibili per evitare disturbi pregiudizievoli al sistema COSPAS/SARSAT.
In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(01)17 la banda di frequenze 402-405 MHz può essere impiegata ad uso collettivo anche da apparati a corto raggio di potenza estremamente debole destinati ad applicazioni medicali, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 12). Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera l).
(S5.266)
La banda di frequenze 406-406,1 MHz è riservata unicamente alla utilizzazione ed allo sviluppo di sistemi di radioboe di debole potenza per la localizzazione di sinistri utilizzanti la tecnica spaziale.
(S5.267)
Nella banda 406-406,1 MHz sono vietate tutte le emissioni che possono provocare disturbi pregiudizievoli agli impieghi autorizzati in questa banda.
(S5.268)
L'impiego della banda 410-420 MHz da parte del servizio di ricerca spaziale è limitato a comunicazioni entro un raggio di 5 km da un veicolo spaziale orbitante abitato. La densità di potenza, in una larghezza di banda di 4 kHz, prodotta sulla superficie della Terra dalle emissioni provenienti dalle attività extraveicolari non deve superare -153 dB(W/m2) per 00 £ F £ 50 , -153 + 0,077(F-5) dB(W/m2) per 50 £ F £ 700 e -148 dB(W/m2) per 700 £ F £ 900, ove F è l'angolo di incidenza dell'onda. Alle attività extraveicolari non si applicano le disposizioni del n. S4.10 del Regolamento delle radiocomunicazioni. In questa banda il servizio di ricerca spaziale (s-s) non deve pretendere protezione dalle stazioni dei servizi fisso e mobile e non deve limitare l'utilizzazione e lo sviluppo di questi servizi.
Frequenze della banda 433,05-434,79 MHz possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio non destinati ad impieghi specifici, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 1). L’impiego di sistemi atti alla trasmissione di segnali audio è ammessa soltanto nella banda 433,050 – 433,575 MHz. Per questo tipo di impiego la canalizzazione è di 25 kHz o di 12,5 kHz. L’immissione in commercio di apparati atti alla trasmissione di segnali audio è ammessa fino al 31 dicembre 2004.
L'eventuale utilizzazione della banda 433,05-434,79 MHz (frequenza centrale 433,92 MHz) da parte delle apparecchiature ISM è subordinata all'emanazione di una particolare disciplina da parte del Ministero delle comunicazioni di concerto con gli altri Ministeri interessati, al fine di garantire adeguata protezione ai servizi di radiocomunicazione previsti in tabella.
La banda di frequenze 436-436,1 MHz è destinata a sistemi di telemetria, telemisura e telecontrollo per apparati ad uso collettivo aventi larghezza di banda di 12,5 kHz, potenza equivalente irradiata di 500 mW, ciclo operativo 10% e antenna dedicata o integrata (Standard di riferimento ETSI EN 300 296). Tali applicazioni sono regolate dal d.P.R. 5 ottobre 2001 n.447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.3, 2.4, 2.6 e 2.8.
In accordo con la decisione ERC/DEC/(01)21 la banda di frequenze 445,2-445,3 MHz è designata per l’impiego armonizzato di collegamenti diretti tra terminali (DMO) nei sistemi mobili numerici . Per tali operazioni è fissato un limite di potenza equivalente irradiata di 1 W.
La banda di frequenze 446-446,1 MHz è anche attribuita al servizio mobile terrestre ed è designata, in accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(98)25, per essere impiegata ad uso collettivo da parte di apparati portatili con antenna incorporata, denominati “PMR 446” per comunicazioni vocali a corta portata, per gli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numeri 2.4) e 2.9). La larghezza di banda del canale è di 12,5 kHz e la massima potenza equivalente irradiata è di 500 mW.
Tali utilizzazioni non debbono causare interferenze ai collegamenti del servizio fisso, né possono pretendere protezione da tali collegamenti per i quali è prevista una migrazione da effettuarsi entro il 31.12.2003.
(S5.286)
Nella banda di frequenze 449,75-450,25 MHz possono assegnate per usi civili frequenze per il servizio di operazioni spaziali (Terra-spazio) e per il servizio di ricerca spaziale (Terra-spazio).
L’utilizzazione della banda di frequenza 450-470 MHz da parte del servizio mobile è destinata a sistemi radiomobili ad uso privato. In accordo con la decisione CEPT ECC/DEC/(02)03, 2+2 MHz di banda aggiuntiva saranno resi disponibili per i sitemi radiomobile numerici ad accesso mulitplo PMR/PAMR, in nbbase alle esigenze di mercato. La predetta banda di frequenze viene utilizzata anche per il servizio fisso, limitatamente ai collegamenti tra punti fissi facenti parte di reti radiomobili.
Le bande di frequenze 452-455 MHz e 462-465 MHz sono riservate per l'introduzione di sistemi radiomobili numerici ad accesso multiplo, di tipo autogestito o a gestione centralizzata, operanti con standard armonizzati europei, o che si siano dimostrati con essi compatibili, o con specifiche tecniche pubblicate equivalenti.
Nella banda di frequenze 450-470 MHz alcune frequenze sono riservate a sistemi di debole potenza per la ricerca delle persone.
(S5.289)
Nelle bande 460-470 MHz, 1.690-1.710 MHz possono essere assegnate per usi civili, frequenze per il servizio di esplorazione della Terra via satellite (spazio-Terra), che fruisce dello statuto di servizio secondario.
La frequenza 466,075 MHz è utilizzata per il servizio mobile pubblico di radioavviso.
Nella banda di frequenze 608-614 MHz al servizio di radioastronomia è attribuito lo statuto di servizio secondario fino alla data di transizione del servizio di radiodiffusione televisiva alla tecnica numerica. Fino a tale data la banda di frequenze 608-614 MHz può essere usata per il servizio di radioastronomia alle condizioni e previo l'espletamento delle procedure indicate nella nota 53.
(S5.317A)
Le porzioni della banda di frequenze 880-960 MHz che sono attribuite al servizio mobile con statuto primario e sono impiegate o pianificate per l'impiego per sistemi mobili (v. Risoluzione 224 del Regolamento delle radiocomunicazioni) e la banda di frequenze 1.710-1.885 MHz sono designate per un futuro impiego in base alle esigenze di mercato per il sistema IMT 2000, di cui fa parte il sistema UMTS. Questa designazione non deve precludere l'uso di queste bande per ogni altro tipo di applicazione dei servizi ai quali queste sono state attribuite.
Nelle more dell’introduzione della radiodiffusione televisiva in tecnica numerica le emissioni del servizio di radiodiffusione televisive attualmente operanti nella banda di frequenze 854-862 MHz sono limitate a quelle esistenti e potranno permanere su base di non interferenza con le utilizzazioni della Difesa.
In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(01)18 la banda di frequenze 863-865 MHz può essere impiegata ad uso collettivo anche da apparati a corto raggio destinati a sistemi audio aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 13).
Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera m).
Inoltre la banda di frequenze 863-865 MHz può essere impiegata ad uso collettivo anche da apparati a corto raggio da impiegare come radiomicrofoni non professionali, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 10).
Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera h).
Tali utilizzazioni non godono di protezione nei confronti dei servizi previsti in tabella.
In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(01)09 le bande di frequenze 868,6-868,7 MHz, 869,25-869,3 MHz e 869,65-869,7 MHz possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio destinati a sistemi di allarme generici aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 7).
La banda di frequenze 869,2-869,25 MHz può essere impiegata ad uso collettivo da apparati a corto raggio destinati ad allarmi a fini sociali aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 7).
Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera e).
In accordo con la decisione della CEPT ERC/DEC/(01)04 le bande di frequenze 868,0-868,6 MHz, 868,7-869,2 MHz, 869,40-869,65 MHz e 869,7-870,0 MHz, nonché la banda di frequenze 869,3-869,4 MHz, possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio non destinati ad impieghi specifici, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 1). Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera q).
Le bande di frequenze 876-878 MHz e 921-923 MHz sono riservate a partire dal 1/1/2001, in accordo con la raccomandazione della CEPT T/R 25-09, per la realizzazione da parte di gestori di reti ferroviarie di una rete radiomobile cellulare numerica destinata esclusivamente al controllo automatico dei convogli ferroviari ivi incluse le connesse comunicazioni di servizio.
La rete deve essere realizzata utilizzando i criteri tecnici e progettuali idonei a conseguire un'ottimale utilizzazione dello spettro nelle zone ad elevata densità di traffico.
Le ulteriori necessità di frequenze sono soddisfatte, entro l’anno 2002 con le bande 878-880 MHz e 923-925 MHz, previo accertamento del rispetto delle condizioni tecniche sopra riportate e con la cessazione contestuale delle preesistenti assegnazioni alle Ferrovie dello Stato di frequenze in altre gamme. Tali bande di frequenze sono rese disponibili dal Ministero della difesa sulla base delle procedure di cui al D.M. 25/03/1998 n.113.
In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(97)02 le bande di frequenze 880-890 MHz e 925-935 MHz sono designate come bande di estensione del sistema radiomobile pubblico cellulare numerico GSM. Porzioni di tali bande vengono destinate al sistema GSM in funzione della domanda commerciale.
Le suddette bande di frequenze sono attualmente utilizzate dal servizio radiomobile pubblico analogico, tuttavia tali utilizzazioni sono progressivamente ridotte in funzione delle accertate ulteriori esigenze del sistema GSM. In ogni caso le utilizzazioni del sistema analogico hanno termine alla data del 31.12.2005. In presenza di giustificate ragioni, questo termine può essere anticipato, qualora le competenti autorità ne ravvisino l'opportunità..
Le bande di frequenze 890-915 MHz e 935-960 MHz sono le bande attribuite dalla direttiva 87/372 CEE del 25 giugno 1987 al sistema radiomobile pubblico numerico paneuropeo (GSM). A partire dal 1 marzo 1999 sono riservate in esclusiva al sistema GSM le bande di frequenze 892,1- 913,7 MHz e 937,1-958,7 MHz. A partire dal 31.12.2002 le bande di frequenze 913,7 – 915 MHz e 958,7 – 960 MHz sono utilizzabili per il sistema GSM. Nell’utilizzazione di tali bande si deve tener conto che le stesse potranno continuare ad essere impiegate, fino alla data del 31.12.2005, da parte degli esistenti terminali senza filo di prima generazione.
Le restanti porzioni di banda, attualmente utilizzate per il servizio radiomobile pubblico analogico, possono essere riservate in esclusiva al sistema GSM sulla base della domanda commerciale.
(S5.328)
L'uso della banda 960-1.215 MHz da parte del servizio di radionavigazione aeronautica è riservato, su base mondiale, all'impiego ed allo sviluppo di aiuti elettronici alla navigazione aerea installati a bordo di aerei, nonché alla installazioni a terra che sono loro direttamente associate.
La banda di frequenze 960-1.215 MHz può essere anche utilizzata per il sistema di comunicazioni militari JTIDS/MIDS. Tale utilizzazione non deve provocare alcuna interferenza ai sistemi di radionavigazione, che godono di protezione ai sensi della legge 8 aprile 1983, n. 110.
(S5.328A)
La banda di frequenze 1.164‑1.215 MHz è anche attribuita al servizio di radionavigazione via satellite (s-T) e (s-s) con statuto primario. La densità di flusso di potenza aggregata prodotta da tutte le stazioni spaziali di tutti i sistemi di radionavigazione via satellite sulla superficie della Terra non deve superare il valore provvisorio di –115 dB (W/m2) in ciascun MHz di banda per tutti gli angoli di arrivo. Le stazioni del servizio di radionavigazione via satellite non debbono causare interferenze pregiudizievoli a stazioni del servizio di radionavigazione aeronautica, né pretendere protezione da queste ultime. Si applicano le disposizioni della Risoluzione 605 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.329)
L'utilizzazione della banda 1.215-1.260 MHz da parte del servizio di radionavigazione via satellite non deve provocare disturbi pregiudizievoli, nè richiedere protezione, al servizio di radionavigazione autorizzato a titolo primario dal Regolamento delle radiocomunicazioni in alcuni Paesi della Regione 1.
(S5.329A)
L'impiego di sistemi del servizio di radionavigazione via satellite (s-s) che operano nelle bande di frequenze 1.215‑1.300 MHz e 1.559-1.610 MHz non deve essere destinato a fornire applicazioni relative alla sicurezza e non deve imporre alcun ulteriore vincolo ad altri sistemi o servizi che operano in conformità con la tabella di attribuzione di frequenze del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.332)
Nella banda di frequenze 1.215 1.260 MHz i sensori attivi a bordo di veicoli spaziali nei servizi di esplorazione della Terra via satellite e di ricerca spaziale non debbono provocare disturbi pregiudizievoli, né imporre vincoli alle operazioni e allo sviluppo dei servizi di radiolocalizzazione e di radionavigazione via satellite e degli altri servizi con statuto primario, né possono pretendere protezione dagli stessi.
(S5.335A)
Nella banda di frequenze 1.260-1.300 MHz i sensori attivi a bordo di veicoli spaziali nei servizi di esplorazione della Terra via satellite e di ricerca spaziale non debbono provocare disturbi pregiudizievoli, né imporre vincoli alle operazioni e allo sviluppo del servizio di radiolocalizzazione e degli altri servizi con statuto primario, né possono pretendere protezione dagli stessi.
(S5.282)
La banda 1.267-1.270 MHz è anche attribuita al servizio di radioamatore via satellite (Terra-spazio) con statuto di servizio secondario.
(S5.337)
Nelle bande di frequenze 1.300-1.350 MHz, 2.700-2.900 MHz e 9.000-9.200 MHz il servizio di radionavigazione aeronautica è limitato ai radar al suolo ed ai radar a risposta aeroportati associati che operano su frequenze di dette bande solo quando vengono eccitati dai radar funzionanti nella stessa banda.
(S5.337A)
L'impiego della banda di frequenze 1.300-1.350 MHz da parte delle stazioni terrene del servizio di radionavigazione via satellite e delle stazioni del servizio di radiolocalizzazione non deve provocare disturbi pregiudizievoli, né imporre vincoli alle operazioni e allo sviluppo del servizio di radionavigazione aeronautica.
(S5.339)
Nelle bande 1.370-1.400 MHz, 2.640-2.655 MHz, 4.950-4.990 MHz e 15,20-15,35 GHz possono essere assegnate, per usi civili, frequenze per il servizio di esplorazione della Terra via satellite (passiva) e per il servizio di ricerca spaziale (passiva), che non hanno diritto di protezione da parte dei servizi previsti in tabella.
(S5.340)
Nelle bande di frequenze 1.400-1.427 MHz, 2.690-2.700 MHz, 10,68-10,7 GHz, 15,35-15,4 GHz, 23,6-24 GHz, 31,3-31,5 GHz, 50,2-50,4 GHz, 52,6-54,25 GHz, 86-92 GHz, 100-102 GHz, 109,5-111,8 GHz, 114,25-116 GHz, 148,5-151,5 GHz, 164-167 GHz, 182-185 GHz, 190-191,8 GHz, 200-209 GHz, 226-231,5 GHz e 250-252 GHz è vietato ogni tipo di emissione. Nella banda di frequenze 48,94-49,04 GHz sono vietate le emissioni da stazioni di aeromobile.
Nell’assegnare frequenze alle stazioni dei servizi operanti nelle bande adiacenti alle bande 1.400-1.427 MHz, 2.690-2.700 MHz, 10,68-10,7 GHz, 15,35-15,4 GHz, 23,6-24 GHz, 31,3-31,5 GHz, 50,2-50,4 GHz, 52,6-54,25 GHz, 86-92 GHz, 100-102 GHz, 109,5-111,8 GHz, 114,25-116 GHz, 148,5-151,5 GHz, 164-167 GHz, 182-185 GHz, 190-191,8 GHz, 200-209 GHz, 226-231,5 GHz e 250-252 GHz si deve cercare di adottare le misure praticamente possibili per proteggere le stazioni di radioastronomia.
(S5.345)
L'impiego della banda 1.452-1.492 MHz da parte dei servizi di radiodiffusione via satellite e di radiodiffusione è limitata alla radiodiffusione sonora numerica ed è soggetta alle disposizioni della Risoluzione 528 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.347)
Fino al 1 aprile 2007 l'attribuzione della banda 1.452-1.492 MHz al servizio di radiodiffusione via satellite è su base secondaria.
Nella banda di frequenze 1.452-1.492 MHz è prevista, a partire dal 1 gennaio 2003, l’introduzione del sistema di radiodiffusione sonora numerica di Terra (T-DAB) in accordo con gli Atti finali delle riunioni di pianificazione ( Wiesbaden 1995 e successive) . I collegamenti fissi operanti nelle zone interessate dallo sviluppo del servizio di radiodiffusione sonora numerica saranno riallocati nella restante parte della banda o in bande diverse.
(S5.351A)
Per l'impiego delle bande di frequenze 1.525-1.544 MHz, 1.545-1 559 MHz, 1.610-1.626,5 MHz, 1.626,5-1.645,5 MHz, 1.646,5-1.660,5 MHz, 1.980-2.010 MHz, 2.170-2.200 MHz, 2.483,5‑2.500 MHz, 2.500-2.520 MHz e 2.670-2.690 MHz da parte del servizio mobile via satellite si deve tener conto delle Risoluzioni 212 (Rev.WRC-97) e 225 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.351)
Le bande 1.525-1.544 MHz, 1.545-1.559 MHz, 1.626,5-1.645,5 MHz e 1.646,5-1.660,5 MHz non debbono essere usate per collegamenti di connessione di alcun servizio spaziale.
(S5.352A)
Nella banda di frequenze 1.525-1.530 MHz le stazioni del servizio mobile via satellite, ad eccezione delle stazioni del servizio mobile marittimo via satellite, non debbono causare disturbi pregiudizievoli alle stazioni del servizio fisso che si trovano in Francia, nei territori d'oltremare francesi della Regione 3, in Algeria, in Arabia Saudita, in Egitto, in Guinea, in India, in Israele, in Italia, in Giordania, in Kuwait, in Mali, a Malta, nel Marocco, in Mauritania, in Nigeria, nell'Oman, in Pakistan, nelle Filippine, in Qatar, in Siria, in Tanzania, in Vietnam e nello Yemen, purché notificate prima del 1 aprile 1998, né possono richiedere protezione da queste ultime.
(S5.353A)
Nell'applicazione delle procedure previste nella sezione II dell'articolo S9 del Regolamento delle radiocomunicazioni al servizio mobile via satellite nelle bande di frequenze 1.530-1.544 MHz e 1.626,5-1.645,5 MHz debbono essere soddisfatte in modo prioritario le necessità di frequenze per le comunicazioni di soccorso, d'urgenza e di sicurezza del sistema mondiale di soccorso e sicurezza in mare (GMDSS). Le comunicazioni di soccorso, d'urgenza e di sicurezza del servizio mobile marittimo via satellite debbono beneficiare di un accesso prioritario e di una immediata disponibilità rispetto a tutte le altre comunicazioni del servizio mobile via satellite all'interno di una rete. I sistemi del servizio mobile via satellite non debbono provocare disturbi inaccettabili alle comunicazioni di soccorso, d'urgenza e di sicurezza del GMDSS né pretendere da queste protezione. Negli altri servizi mobili via satellite si deve tener conto della priorità delle comunicazioni riguardanti la sicurezza. Devono infine essere applicate le disposizioni della Risoluzione 222 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.354)
L'impiego delle bande 1.525-1.559 MHz e 1.626,5-1.660,5 MHz da parte del servizio mobile via satellite è soggetto all'applicazione delle procedure di coordinamento e notifica previste nel numero S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.357A)
Nell'applicazione delle procedure previste nella sezione II dell'articolo S9 del Regolamento delle radiocomunicazioni al servizio mobile via satellite nelle bande di frequenze 1.545-1.555 MHz e 1.646,5-1.656,5 MHz debbono essere soddisfatte in modo prioritario le necessità di frequenze del servizio mobile aeronautico via satellite (R) per assicurare la trasmissione di messaggi di categorie di priorità da 1 a 6, definite all'art. S44 del Regolamento delle radiocomunicazioni. Queste comunicazioni debbono beneficiare di un accesso prioritario e di una disponibilità immediata, se necessario anche a mezzo di un blocco delle comunicazioni, rispetto a tutte le altre comunicazioni del servizio mobile via satellite all'interno di una rete. I sistemi del servizio mobile via satellite non debbono provocare disturbi inaccettabili alle comunicazioni del servizio mobile aeronautico (R) di categorie di priorità da 1 a 6, definite all'art. S44 del Regolamento delle radiocomunicazioni. Negli altri servizi mobili via satellite si deve tener conto della priorità delle comunicazioni riguardanti la sicurezza. Devono infine essere applicate le disposizioni della Risoluzione 222 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.356)
(S5.375)
Nelle bande di frequenze 1.544-1.545 MHz e 1.645,5-1.646,5 MHz il servizio mobile via satellite è limitato alle emissioni destinate al soccorso ed alla sicurezza.
(S5.357)
Nella banda di frequenze 1.545-1.555 MHz sono anche autorizzate le trasmissioni dirette dalle stazioni aeronautiche di Terra verso le stazioni di aeromobile o tra stazioni di aeromobile del servizio mobile aeronautico (R) nei casi in cui tali trasmissioni servano ad estendere o completare i collegamenti delle stazioni spaziali verso le stazioni di aeromobile.
(S5.364)
L'utilizzazione della banda 1.610-1.626,5 MHz da parte del servizio mobile via satellite (Terra-spazio) e del servizio di radiodeterminazione via satellite (Terra-spazio) è soggetta all'applicazione delle procedure di coordinamento e di notifica stabilite nel numero S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni. Una stazione terrena mobile operante in uno dei due servizi in questa banda non deve produrre una densità di potenza isotropa equivalente irradiata superiore a -15 dB(W/4 kHz) nella parte di banda usata dal sistema che opera in accordo con le disposizioni della nota 134 del presente piano, a meno che non venga diversamente concordato dalle Amministrazioni disturbate. Nella parte di banda ove tale sistema non è operante è consentito un valore di -3 dB(W/4 kHz). Stazioni del servizio mobile via satellite non debbono causare disturbi pregiudizievoli a stazioni del servizio di radionavigazione aeronautica, a stazioni che operano in accordo con le disposizioni della nota 134 del presente piano e stazioni del servizio fisso, né possono pretendere protezione dalle suddette stazioni. Nell’effettuare il coordinamento delle reti del servizio mobile via satellite deve essere adottata ogni iniziativa possibile volta ad assicurare la protezione delle stazioni esercite conformemente alle disposizioni della nota 134 del presente piano.
(S5.368)
Nella banda 1.610-1.626,5 MHz le disposizioni del n. S4.10 del Regolamento delle radiocomunicazioni non si applicano ai servizi di radiodeterminazione via satellite e mobile via satellite con esclusione del servizio di radionavigazione aeronautica via satellite.
(S5.366)
La banda 1.610-1.626,5 MHz è riservata all'impiego ed allo sviluppo di sistemi elettronici di bordo in ausilio alla navigazione aerea ed ad ogni sistema di Terra o via satellite ad essi direttamente associato.
(S5.372)
Le stazioni dei servizi di radiodeterminazione via satellite e mobile via satellite non debbono causare disturbi pregiudizievoli alle stazioni di radioastronomia operanti nella banda 1.610,6-1.613,8 MHz.
I sistemi di comunicazioni personali del servizio mobile via satellite con tecnica di accesso multiplo a divisione di codice possono operare nella banda di frequenze 1.610-1.621,35 MHz, mentre quelli con tecnica di accesso multiplo a divisione di tempo possono operare nella banda di frequenze 1.621,35-1.626,5 MHz in accordo con quanto previsto nella decisione CEPT ERC/DEC/(97)03.
(S5.367)
Nelle bande di frequenze 1.610–1.626,5 MHz e 5.000-5.150 MHz possono essere assegnate per usi civili frequenze per il servizio mobile aeronautico via satellite (R) che gode dello statuto di servizio primario. Tali utilizzazioni sono soggette all’accordo da ottenersi con le procedure di cui al n. S9.21 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.365)
L'utilizzazione della banda 1.613,8-1.626,5 MHz da parte del servizio mobile via satellite (spazio-Terra) è soggetta all'applicazione delle procedure di coordinamento e di notifica stabilite nel n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.376)
Nella banda di frequenze 1.646,5-1.656,5 MHz sono anche autorizzate le trasmissioni dirette dalle stazioni di aeromobile del servizio mobile aeronautico (R) verso le stazioni aeronautiche di Terra o tra stazioni di aeromobile nei casi in cui tali trasmissioni servano ad estendere o completare i collegamenti delle stazioni di aeromobile verso le stazioni spaziali.
(S5.376A)
Le stazioni terrene mobili funzionanti nella banda di frequenze 1.660-1.660,5 MHz non debbono provocare disturbi pregiudizievoli alle stazioni del servizio di radioastronomia.
(S5.380)
Nelle bande di frequenze 1.670–1.675 MHz (senso Terra-aereo) e 1.800-1.805 MHz (senso aereo-Terra) alcune frequenze sono destinate al sistema di corrispondenza pubblica con aeromobili, previo coordinamento con il Ministero della Difesa e in accordo con il piano di assegnazione di frequenze approvato dalla CEPT con la decisione ERC/DEC/(97)08.
Le bande di frequenze designate in Italia per il sistema radiomobile pubblico numerico cellulare GSM 1800 sono 1.715-1.785 MHz e 1.810-1.880 MHz. Sono altresì utilizzabili su tutto il territorio nazionale le bande 1.755-1.785 MHz e 1.850-1.880 MHz.
Ulteriori attribuzioni di bande di frequenze, rispetto a quanto previsto nella presente nota vengono gestite secondo la procedura di cui all’art.3 del regolamento emanato con decreto ministeriale del 25 marzo 1998 nr. 113.
In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(95)03, le bande di frequenze 1.740–1.755 MHz e 1.835–1.850 MHz sono destinate al sistema radiomobile pubblico numerico cellulare GSM 1800.
Sono inoltre destinate al sistema radiomobile pubblico numerico cellulare GSM 1800 due porzioni, ciascuna di larghezza pari a 5 MHz, da reperire nelle bande di frequenze 1.715-1.740 MHz e 1.810-1.835 MHz.
Possono essere altresì riservate al predetto sistema, sulla base delle esigenze di sviluppo del servizio individuate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con le procedure di cui al d.P.R. 318/97 e previa individuazione di un’adeguata compensazione in termini di idonea risorsa spettrale a favore del Ministero della difesa, ulteriori porzioni di spettro fino a tutti i rimanenti 2x20 MHz nelle bande di frequenze 1.715-1.740 MHz e 1.810-1.835 MHz.
Tutte le suddette cessioni di bande di frequenze da parte del Ministero della difesa sono regolamentate con l'adozione delle procedure previste nel regolamento emanato con decreto ministeriale 25 marzo 1998 nr. 113.
La banda di frequenze 1.880-1.900 MHz è riservata ad uso collettivo al sistema numerico evoluto di telecomunicazioni senza fili (DECT) in accordo con la direttiva CEE 91/287. Il sistema DECT ha priorità sugli altri servizi che utilizzano questa banda di frequenze e deve godere di protezione. Tale applicazione rientra negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.1) ad eccezione di quanto disposto dall’articolo 6, comma 1, lettera a).
(S5.388)
Le bande di frequenze 1.885-2.025 MHz e 2.110-2.200 MHz sono destinate all'impiego su base mondiale al futuro sistema di telecomunicazioni mobili internazionali (IMT 2000). Le bande di frequenze 1.900-1.980 MHz, 2010-2025 MHz e 2.110-2.170 MHz, previste nella decisione CEPT ERC/DEC/(97)07, devono essere rese disponibili per il sistema IMT 2000, di cui fa parte il sistema UMTS, a partire dal 1 gennaio 2002.
(S5.388A)
Le bande di frequenze 1.885-1.980 MHz, 2.010-2.025 MHz e 2.110-2.170 MHz possono essere utilizzate da stazioni installate su piattaforme situate ad alta quota come stazioni di base del sistema IMT-2000, in accordo con la Risoluzione 221 del Regolamento delle radiocomunicazioni. L'impiego di applicazioni IMT‑2000 con tali piattaforme non deve precludere l'utilizzazione di queste bande da parte delle stazioni dei servizi, ai quali sono attribuite e non può stabilire alcuna priorità nel Regolamento delle radiocomunicazioni.
In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(99)25, la banda di frequenze 2.010-2.020 MHz potrà essere impiegata, a partire dal 1 gennaio 2002, ad uso collettivo, per reti locali ad uso privato a tecnologia UMTS secondo quanto previsto dagli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.1) ad eccezione di quanto disposto dall’articolo 6, comma 1, lettera a).
Fino al 31.12.2001, fatto salvo quanto previsto alla successiva nota 150, per i collegamenti relativi al pubblico servizio di radiodiffusione viene utilizzata la banda di frequenze 1.900-2.300 MHz per ponti radio televisivi, completi di fasci ausiliari, secondo lo schema di canalizzazione raccomandato dall'UIT-R. Sono ammessi quindi eventuali debordamenti nella banda di frequenze 1.885-1.900 MHz, previo coordinamento con il Ministero della difesa e a condizione che non arrechino interferenze, né pretendano protezione dal sistema DECT. Sono altresì ammessi debordamenti nella banda 2.300-2.302,5 MHz. Previo coordinamento con l'autorità civile competente sono altresì ammessi debordamenti da parte di utilizzazioni del Ministero difesa nella banda 1.900-1.909,5 MHz. A partire dal 1.1.2002 le bande di frequenze riservate a tale tipo di utilizzazione sono 2.040-2.110 MHz e 2.215-2.290 MHz da impiegare secondo lo schema di canalizzazione adottato dalla CEPT nella raccomandazione T/R 13-01.
Le bande di frequenze 2.040-2.110 MHz e 2.215-2.290 MHz, fatto salvo quanto previsto alla successiva nota 150, sono riservate ai collegamenti relativi al servizio di radiodiffusione privata compatibilmente con le esigenze del servizio pubblico di radiodiffusione, secondo lo schema di canalizzazione adottato dalla CEPT nella raccomandazione T/R 13-01.
(S5.389A)
L'utilizzazione delle bande di frequenze 1.980-2.010 MHz e 2.170-2.200 MHz da parte del servizio mobile via satellite è soggetta all'applicazione delle procedure di coordinamento e di notifica stabilite nel n. S9.11A ed alle disposizioni della Risoluzione 716 (WRC95) del Regolamento delle radiocomunicazioni.
I sistemi di comunicazioni personali del servizio mobile via satellite con tecnica di accesso multiplo a divisione di tempo possono operare nelle bande di frequenze 1.995-2.010 MHz e 2.185-2.200 MHz, in accordo con quanto previsto nella decisione CEPT ERC/DEC/(97)03.
Nelle bande di frequenze 2.025 - 2.040 MHz e 2.200 - 2.215 MHz le utilizzazioni del Ministero della difesa hanno inizio dal 1.1.2002. Fino a tale data possono continuare ad operare le utilizzazioni civili del servizio fisso, esistenti ed autorizzate.
Nelle bande di frequenze 2.025 - 2.040 MHz e 2.200 - 2.215 MHz le utilizzazioni di frequenze da parte dei servizi di esplorazione della Terra via satellite, ricerca spaziale e operazioni spaziali sono soggette, a partire dal 1.1.2002, al preventivo coordinamento con il Ministero della difesa.
(S5.392)
Debbono essere adottate tutte le misure necessarie per assicurarsi che le trasmissioni spazio-spazio tra due o più satelliti non geostazionari nei servizi di ricerca spaziale, operazioni spaziali ed esplorazione della Terra via satellite nelle bande di frequenze 2.025-2.110 MHz e 2.200-2.290 MHz non impongano vincoli alle trasmissioni Terra-spazio, spazio-Terra e spazio-spazio tra satelliti geostazionari e satelliti non geostazionari di quei servizi ed in quelle bande.
(S5.391)
L'assegnazione di frequenze al servizio mobile nelle bande 2.025-2.110 MHz e 2.200-2.290 MHz non è consentita a sistemi mobili ad elevata densità, così come definiti nella Raccomandazione ITU-R SA.1154 e si deve tenere conto di questa Raccomandazione per la messa in servizio di ogni tipo di servizio mobile.
Frequenze delle bande 2.040-2.110 MHz e 2.215-2.290 MHz possono essere assegnate per realizzare collegamenti di connessione alla rete pubblica di telecomunicazioni esclusivamente in località rurali, ove il collegamento mediante supporti fisici sia di difficile realizzazione. Tali utilizzazioni debbono rispettare lo schema di canalizzazione adottato dalla CEPT nella raccomandazione T/R 13-01 (Annesso C)
La banda di frequenze 2.300-2.440 MHz è utilizzata per ponti radio ad uso privato analogici e numerici, aventi capacità fino a 60 canali telefonici o equivalente.
Le bande di frequenze 2.368-2.372 MHz, 2.440-2.450 MHz e 2.468-2.483,5 MHz sono utilizzate per ponti radio di collegamento a sussidio della radiodiffusione sonora privata con canalizzazione a passi di 200 kHz.
In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(01)07 frequenze della banda 2.400-2.483,5 MHz possono essere impiegate ad uso collettivo per usi civili da reti locali ad uso privato mediante apparati a corto raggio per la trasmissione di dati a larga banda con tecniche a dispersione di spettro (R-LAN) aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 3). Tali utilizzazioni non debbono causare interferenze ai collegamenti del servizio fisso, né possono pretendere protezione da tali collegamenti. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.2) ad eccezione di quanto disposto dall’articolo 6, comma 1, lettera b).
In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(01)05 frequenze della banda 2.400-2.483,5 possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio non destinati ad impieghi specifici, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 1). Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera q).
In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(01)08 frequenze della banda 2.400-2.483,5 possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio usati per il rilievo di movimenti e sistemi di allarme aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 6). Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera d).
Frequenze della banda 2.400-2.483,5 possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio usati per la trasmissione di dati a larga banda con tecniche a dispersione di spettro (“bluetooth”) aventi una potenza equivalente isotropa irradiata non superiore a 10 mW. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera q)
Frequenze nella banda 2.450–2.690 MHz possono essere impiegate per usi civili, previo coordinamento con le utilizzazioni dei servizi previsti in tabella, per sistemi di collegamento video-audio via aeromobile in ausilio al servizio di radiodiffusione.
Nella banda 2.450-2.690 MHz il Ministero della difesa può utilizzare frequenze per i sistemi audio/video per collegamenti con aeromobili.
(S5.398)
Nella banda di frequenze 2.483,5-2.500 MHz non si applicano nei confronti del servizio di radiodeterminazione via satellite le disposizioni del n. S4.10 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.402)
L'utilizzazione delle banda di frequenze 2.483,5-2.500 MHz da parte dei servizi mobile via satellite e di radiodeterminazione via satellite è soggetta all'applicazione delle procedure di coordinamento stabilite nel n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni. Nell’utilizzazione di questa banda debbono essere messi in atto tutti gli accorgimenti praticabili per evitare interferenze pregiudizievoli al servizio di radioastronomia, in particolare da quelle causate dalle emissioni di seconda armonica che potrebbero cadere nella banda 4.990-5.000 MHz attribuita su base mondiale al servizio di radioastronomia.
I sistemi di comunicazioni personali del servizio mobile via satellite con tecnica di accesso multiplo a divisione di codice possono operare nella banda di frequenze 2.483,5-2.498 MHz, mentre quelli con tecnica di accesso multiplo a divisione di tempo possono operare nella banda di frequenze 2.498-2.500 MHz in accordo con quanto previsto nella decisione CEPT ERC/DEC/(97)03.
(S5.384A)
La banda di frequenze 2.500-2.690 MHz, o porzioni di essa, è designata per l'impiego da parte del sistema IMT 2000, di cui fa parte il sistema UMTS, in accordo con la Risoluzione 223 del Regolamento delle radiocomunicazioni. Questa designazione non preclude l'impiego di queste bande da parte di altre applicazioni dei servizi ai quali sono attribuite. La destinazione della banda di frequenze 2.500-2.690 MHz, o di porzioni di essa, al sistema IMT 2000, di cui fa parte il sistema UMTS, avverrà sulla base della domanda commerciale e previa idonea compensazione in termini di risorsa spettrale nei confronti del Ministero della difesa e con l'adozione delle procedure previste nel regolamento emanato con decreto ministeriale 25 marzo 1998 nr. 113.
(S5.414)
(S5.419)
L'attribuzione delle bande di frequenze 2.500-2.520 MHz (spazio-Terra) e 2.670-2690 MHz (Terra-spazio) al servizio mobile via satellite diverrà effettiva a partire dal 1 gennaio 2005 ed è soggetta all'applicazione delle procedure di coordinamento e di notifica stabilite nel n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni. Nella messa in servizio di sistemi mobili via satellite nella banda 2.670-2.690 MHz deve essere accordata protezione ai sistemi messi in servizio prima del 3 marzo 1992.
(S5.409)
Nella banda di frequenze 2.550-2.690 MHz è vietato lo sviluppo di sistemi di ponti radio a diffusione troposferico.
(S5.423)
Nella banda 2.700-2.900 MHz i radar al suolo utilizzati per scopi di meteorologia sono autorizzati ad operare su base di uguaglianza con le stazioni del servizio di radionavigazione aeronautica.
(S5.425)
Nella banda 2.900-3.100 l'impiego a bordo di navi del sistema di interrogazione e risposta (SIT) deve essere limitato alla banda 2.930-2.950 MHz.
(S5.426)
Nella banda di frequenze 2.900-3.100 MHz il servizio di radionavigazione aeronautica è limitato ai radar al suolo.
Nelle bande di frequenze 2.900-3.100 MHz e 9.350-9.500 MHz può essere autorizzato l'impiego di radar a bordo del naviglio mercantile e da diporto.
(S5.427)
Nelle bande 2.900-3.100 MHz e 9.300-9.500 MHz, la risposta dei radar a risposta non deve poter essere confusa con quella dei radar beacons (racons) e non deve provocare disturbi a radar di nave o di aeromobile nel servizio di radionavigazione, tenendo tuttavia conto di quanto previsto al n. S4.9 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
La banda di frequenze 3.100-3.266 MHz può essere impiegata per usi civili per i radar a bordo delle navi mercantili, ma tale utilizzazione non ha diritto di protezione da parte del servizio di radiolocalizzazione previsto in tabella.
Nell'utilizzare frequenze della banda 3.400-3.600 MHz per il servizio di radiolocalizzazione devono essere prese particolari precauzioni per proteggere il servizio fisso via satellite.
Nella banda di frequenze 3.400-3.600 MHz il servizio fisso via satellite è soggetto a preventivo coordinamento con le utilizzazioni per il servizio fisso.
Nelle bande di frequenze 3.500-3.600 MHz e 5.850-5.925 MHz, previo accordo con il Ministero della difesa, può essere autorizzato l'impiego di ponti radio temporanei per riprese televisive esterne.
Nella banda 3.600-4.200 MHz le frequenze per il servizio fisso sono utilizzate rispettando lo schema di canalizzazione adottato dalla CEPT nella raccomandazione ERC/REC 12-08 (Annesso A - Parte 2).
(S5.438)
L'utilizzazione della banda 4.200-4.400 MHz da parte del servizio di radionavigazione aeronautica è riservato esclusivamente ai radioaltimetri installati a bordo di aerei ed agli associati apparati a terra. Tuttavia nei servizi di esplorazione della Terra via satellite e di ricerca spaziale possono essere autorizzati dei sensori passivi su base secondaria.
(S5.440)
Il servizio di frequenze campione e segnali orari via satellite può impiegare, ove ciò sia compatibile con le utilizzazioni previste in tabella, la frequenza 4.202 MHz per emissioni nel senso spazio-Terra e la frequenza 6.427 MHz per emissioni nel senso Terra-spazio. La massima larghezza di banda di tali emissioni non può superare ±2 MHz e la loro utilizzazione è soggetta all’accordo da ottenersi con le procedure previste nel n. S9.21 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.441)
L'impiego delle bande 4.500-4.800 MHz (s-T) e 6.725-7.025 MHz (T-s) da parte del servizio fisso via satellite deve essere in accordo con le disposizioni dell'Appendice S30B del Regolamento delle radiocomunicazioni. L’impiego delle bande 10,7-10,95 GHz (s-T), 11,2-11,45 GHz (s-T) e 12,75-13,25 GHz (T-s) da parte del servizio fisso via satellite mediante satelliti geostazionari deve essere in accordo con le disposizioni dell’Appendice S30B del Regolamento delle radiocomunicazioni. L’impiego delle bande 10,7-10,95 GHz (s-T), 11,2-11,45 GHz (s-T) e 12,75-13,25 GHz (T-s) da parte del servizio fisso via satellite mediante satelliti non geostazionari è soggetto all'applicazione delle disposizioni del n. S9.12 del Regolamento delle radiocomunicazioni per il coordinamento con altri sistemi via satellite non geostazionari del servizio fisso via satellite. I sistemi via satellite non geostazionari del servizio fisso via satellite non possono pretendere protezione da sistemi via satellite geostazionari del servizio fisso via satellite, che operano in accordo con le disposizioni del Regolamento delle radiocomunicazioni, indipendentemente dalla data di ricezione da parte dell'Ufficio delle radiocomunicazioni dell'UIT delle informazioni complete per il coordinamento o per la notifica per le reti di tipo geostazionario. Ai suddetti sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite non si applicano le disposizioni del n. S5.43A del Regolamento delle radiocomunicazioni e tali sistemi devono essere eserciti in modo tale che possa essere rapidamente eliminata ogni inaccettabile interferenza che possa verificarsi nel corso del loro funzionamento. L'utilizzazione di frequenze della banda 4.500-4.800 MHz per il servizio fisso via satellite è soggetta al preventivo coordinamento con il Ministero della difesa.
(S5.444)
La banda di frequenze 5.000-5.150 MHz è designata per l'esercizio del sistema internazionale normalizzato per l'avvicinamento e l'atterraggio di precisione. Le esigenze di questo sistema sono prioritarie rispetto alle altre utilizzazioni in questa banda. L’impiego di questa banda di frequenze è disciplinato dalla nota 182e dalla Risoluzione 114 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.443A)
La banda di frequenze 5.000‑5.010 MHz è anche attribuita al servizio di radionavigazione via satellite (T-s) su base primaria. (v. Risoluzione 603 del Regolamento delle radiocomunicazioni
(S5.443B)
La banda di frequenze 5.010‑5.030 MHz è anche attribuita al servizio di radionavigazione via satellite (s-T) (s-s) su base primaria. Onde non provocare disturbi pregiudizievoli al sistema di ausilio all'atterraggio a microonde, che opera al di sopra di 5.030 MHz, la densità di flusso di potenza aggregata prodotta sulla superficie terrestre nella banda di frequenze 5.030-5.150 MHz da tutte le stazioni spaziali di ogni sistema del servizio di radionavigazione via satellite (s-T), operante nella banda di frequenze 5.010‑5.030 MHz non deve essere superiore a -124,5 dB(W/m2) in una banda di 150 kHz. Onde non provocare disturbi pregiudizievoli al servizio di radioastronomia nella banda 4.990-5.000, la densità di flusso di potenza aggregata prodotta nella banda 4.990‑5.000 MHz da tutte le stazioni spaziali di ogni sistema del servizio di radionavigazione via satellite (s-T), operante nella banda di frequenze 5.010‑5.030 MHz non deve essere superiore al valore provvisorio di –171 dB(W/m2) in una banda di 10 MHz presso ogni osservatorio di radioastronomia per più del 2% del tempo. Per l'uso di questa banda si applicano le disposizioni della Risoluzione 604 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.444A)
Nella banda di frequenze 5.091 - 5.150 MHz possono essere assegnate per usi civili frequenze per il servizio fisso via satellite (Terra - spazio) che fruisce dello statuto di servizio primario. Questa attribuzione è limitata ai collegamenti di connessione dei sistemi non geostazionari del servizio mobile via satellite ed è subordinata al coordinamento da effettuare secondo il n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni.
Nella banda 5.091 - 5.150 MHz si applicano inoltre le disposizioni seguenti:
prima del 1.1.2010 l’utilizzazione della banda 5.091 - 5.150 MHz per i collegamenti di connessione dei sistemi non geostazionari del servizio mobile via satellite deve essere conforme alle disposizioni della Risoluzione 114 (WRC-95) del Regolamento delle radiocomunicazioni;
dopo il 1.1.2008 non devono essere effettuate nuove assegnazioni alle stazioni che assicurano i collegamenti di connessione per i sistemi non geostazionari del servizio mobile via satellite;
dopo il 1.1.2010 l’attribuzione al servizio fisso via satellite è a titolo secondario rispetto al servizio di radionavigazione aeronautica.
(S5.446)
Nella banda di frequenze 5.150 - 5.216 MHz possono essere assegnate frequenze per usi civili per il servizio di radiodeterminazione via satellite (spazio - Terra) che fruisce dello statuto di servizio secondario. Tale utilizzazione è limitata ai collegamenti di connessione dei sistemi operanti nelle bande 1.610-1.626,5 MHz e/o 2.483,5-2.500 MHz. La densità di flusso di potenza totale sulla superficie della Terra non deve in alcun caso superare -159 dB(W/ m2/4 kHz) per tutti gli angoli di arrivo.
In accordo con la decisione ERC/DEC/(99)23 della CEPT, frequenze della banda 5.150-5.350 MHz possono essere impiegate ad uso collettivo per usi civili da apparati a corto raggio per la trasmissione dati ad alta velocità all'interno di edifici (sistemi HIPERLAN) aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 3). Nel loro esercizio tali sistemi non debbono causare interferenze alle utilizzazioni dei servizi previsti in tabella, né possono pretendere protezione da tali utilizzazioni. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.2) ad eccezione di quanto disposto dall’articolo 6, comma 1, lettera b)
(S5.447)
L’utilizzazione della banda 5.150 - 5.250 MHz da parte del servizio mobile è soggetta all’accordo da ottenere secondo quanto disposto al numero S9.21 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.447A)
L’attribuzione al servizio fisso via satellite (Terra - spazio) è limitata ai collegamenti di connessione destinati ai sistemi di satelliti non geostazionari del servizio mobile via satellite ed è subordinata al coordinamento da effettuare sulla base del numero S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.447B)
Nella banda di frequenze 5.150-5216 MHz possono essere assegnate per usi civili frequenze per il servizio fisso via satellite (spazio - Terra) che fruisce dello statuto di servizio primario. Detta attribuzione è limitata ai collegamenti di connessione destinati ai sistemi di satelliti non geostazionari del servizio mobile via satellite ed è subordinata al coordinamento da effettuare sulla base del numero S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni. La densità di flusso di potenza prodotta sulla superficie terrestre dalle stazioni spaziali del servizio fisso via satellite, funzionanti nella direzione spazio-Terra nella banda 5.150-5.216 MHz, non deve in alcun caso superare -164 dB(W/m2) in una banda qualsiasi larga 4 kHz per tutti gli angoli di arrivo.
(S5.447C)
L’utilizzazione di reti del servizio fisso via satellite nella banda 5.150-5.250 MHz, che funzionano sulla base delle note 186 e 187, è soggetta al preventivo coordinamento, da effettuare, su base di uguaglianza, conformemente al n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni, con le Amministrazioni responsabili delle reti di satelliti non geostazionari funzionanti sulla base della nota 183 e messe in servizio prima del 17 novembre 1995. Le reti via satellite funzionanti sulla base della nota 183 e messe in servizio dopo il 17 novembre 1995 non possono pretendere una protezione su piano di parità rispetto alle stazioni del servizio fisso via satellite esercite in accordo con le note 186 e 187 e non devono loro arrecare disturbi pregiudizievoli.
(S5.448A)
L'utilizzazione della banda di frequenze 5.250-5.350 MHz da parte dei servizi di esplorazione della Terra via satellite (attiva) e di ricerca spaziale (attiva) non deve limitare lo sviluppo e la messa in servizio futuri di sistemi di radiolocalizzazione.
(S5.447D)
L'attribuzione della banda 5.250-5.255 MHz al servizio di ricerca spaziale con statuto primario è limitata ai rivelatori attivi a bordo di oggetti spaziali. Le altre utilizzazioni della banda per il servizio di ricerca spaziale sono a statuto secondario.
Frequenze della banda 5.250-5.450 MHz possono essere utilizzate, con statuto secondario e sulla base del numero S4.4 del Regolamento delle radiocomunicazioni, per ponti radio di collegamento delle emittenti private di radiodiffusione.
(S5.448B)
Il servizio di esplorazione della Terra via satellite (attiva) effettuato nella banda di frequenze 5.350-5.460 MHz non deve causare disturbi pregiudizievoli al servizio di radionavigazione aeronautica, né limitarne l'utilizzazione e lo sviluppo.
(S5.449)
Nella banda di frequenze 5.350-5.470 MHz il servizio di radionavigazione aeronautica è limitato all'impiego di radar di bordo e dei beacons associati.
In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(99)23 la banda di frequenze 5.470-5.725 MHz può essere impiegata, ad uso collettivo, per usi civili, da apparati a corto raggio per la trasmissione dati ad alta velocità (sistemi HIPERLAN) aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 3). Nel loro esercizio tali sistemi non debbono causare interferenze alle utilizzazioni dei servizi previsti in tabella, né possono pretendere protezione da tali utilizzazioni.
Inoltre l’impiego delle HIPERLAN può essere autorizzato soltanto se sono garantite le seguenti prestazioni:
a) il trasmettitore deve essere dotato di un sistema di controllo di potenza che assicuri un fattore di mitigazione di almeno 3 dB;
b) la selezione dinamica della frequenza associata con il meccanismo di scelta del canale deve assicurare una distribuzione uniforme del carico sui 255 MHz della banda in questione.
Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.2) ad eccezione di quanto disposto dall’articolo 6, comma 1, lettera b).
(S5.452)
Nella banda di frequenze 5.600-5.650 MHz i radiorilevatori al suolo utilizzati per i bisogni della meteorologia sono autorizzati a funzionare sulla base di eguaglianza di diritti con le stazioni del servizio di radionavigazione marittima e di radiolocalizzazione.
Nelle bande di frequenze 5.725-5.760 MHz e 5.770-5.850 MHz possono essere assegnate per usi civili frequenze per il servizio fisso via satellite (Terra-spazio) previo coordinamento con il Ministero della difesa. Tali utilizzazioni non godono di protezione nei confronti delle utilizzazioni del servizio di radiolocalizzazione.
In accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(01)06 frequenze della banda 5.725-5.875 MHz possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio non destinati ad impieghi specifici, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 1). Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera q).
Nella banda di frequenze 5.760-5.770 MHz l'utilizzazione del servizio di radioamatore non gode di protezione nei confronti del servizio fisso via satellite.
In accordo con la decisione ERC/DEC/(02)01 della CEPT, frequenze della banda 5.795-5.815 MHz possono essere impiegate ad uso collettivo con statuto secondario da apparati a corto raggio di tipo telematico in ausilio al traffico, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione della CEPT ERC /REC 70-03 (Annesso 5). Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6 comma 1.
Nelle bande di frequenze 5.850-5.880 MHz e 5.895-5.925 MHz vengono effettuati collegamenti televisivi per il servizio pubblico di radiodiffusione a mezzo di ponti radio analogici o numerici.
Frequenze nella banda 5.925-7.125 MHz possono essere utilizzate, previo coordinamento con le utilizzazioni dei servizi previsti in tabella, per ponti radio temporanei per le riprese televisive in ausilio al servizio di radiodiffusione.
Nelle bande di frequenze 5.925-6.425 MHz e 6.425-7.125 MHz, le assegnazioni alle stazioni del servizio fisso devono rispettare le canalizzazioni stabilite, rispettivamente, nelle raccomandazioni CEPT ERC/REC 14-01 e ERC/REC 14-02.
(S5.458)
Nella banda di frequenze 6.425-7.075 MHz vengono effettuati rilevamenti sugli oceani mediante rivelatori passivi a microonde. Nella banda di frequenze 7.075-7.250 MHz vengono effettuati rilevamenti mediante rivelatori passivi a microonde. Nell’utilizzazione futura delle suddette bande, è opportuno tener conto delle esigenze del servizio di esplorazione della Terra via satellite (passivo) e del servizio di ricerca spaziale (passivo).
(S5.458C)
Nell’assegnare frequenze nella banda 6.700 - 7.075 MHz a stazioni spaziali del servizio fisso via satellite devono essere adottate tutte le misure praticamente realizzabili per proteggere le osservazioni, da parte del servizio di radioastronomia, delle righe spettrali nella banda 6.650 - 6.675,2 MHz contro le interferenze pregiudizievoli provocate da emissioni indesiderate.
(S5.458B)
L’attribuzione di frequenze al servizio fisso via satellite, nel senso spazio-Terra, nella banda 6.700-7.075 MHz è limitata ai collegamenti di connessione destinati ai sistemi di satelliti non geostazionari del servizio mobile via satellite ed è subordinata al coordinamento sulla base del numero S9.11A del Regolamento delle
radiocomunicazioni. La suddetta utilizzazione non è sottoposta alle disposizioni del numero S22.2 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
Prima di assegnare frequenze della banda 7.025-7.075 MHz, richieste dopo il 17 novembre 1995, a sistemi geostazionari del servizio fisso via satellite (Terra-spazio), devono essere consultate, sulla base delle raccomandazioni pertinenti dell’UIT-R, le Amministrazioni che ne fanno richiesta e che hanno notificato e messo in servizio, prima del 18 novembre 1995, sistemi non geostazionari in detta banda di frequenze. Questa consultazione ha come scopo quello di facilitare l’utilizzazione in comune di questa banda di frequenze da parte dei sistemi geostazionari del servizio fisso via satellite e dei sistemi non geostazionari.
(S5.460)
Nella banda 7.145-7.235 MHz possono essere assegnate per usi civili frequenze per il servizio di ricerca spaziale (Terra-spazio) che fruisce dello statuto di servizio secondario. Tale utilizzazione è soggetta al preventivo accordo da ottenere con le procedure del n. S9.21 del Regolamento delle radiocomunicazioni. L’impiego della banda 7.145-7.190 MHz è limitato allo spazio lontano, mentre nella banda 7.190-7.235 MHz nessuna emissione deve essere effettuata verso lo spazio lontano.
(S5.461)
L'utilizzazione delle bande 7.250-7.375 MHz (spazio-Terra) e 7.900-8.025 MHz (Terra-spazio) da parte del servizio mobile via satellite è soggetta ad un accordo da ottenersi mediante la procedura stabilita nel n. S9.21 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
La banda di frequenze 7.300-7.375 MHz può essere utilizzata dal Ministero della difesa per il servizio mobile via satellite (spazio-Terra) che fruisce dello statuto di servizio secondario. Comunque la densità di flusso a terra non deve superare i limiti stabiliti dal Regolamento delle radiocomunicazioni per la compartecipazione tra servizio fisso via satellite e servizio fisso.
(S5.461A)
L'utilizzazione della banda di frequenze 7.450-7.550 MHz da parte del servizio di meteorologia via satellite (s-T) è limitata ai sistemi di satelliti geostazionari. I sistemi di meteorologia via satellite non geostazionari, notificati in questa banda prima del 30 novembre 1997, possono continuare ad essere eserciti con statuto primario fine al termine del loro funzionamento.
(S5.461B)
L'utilizzazione della banda 7.750-7.850 MHz da parte del servizio di meteorologia via satellite (s-T) è limitata a sistemi di satelliti non geostazionari.
Frequenze della banda 7.750-7.975 MHz possono essere impiegate per usi civili, previo coordinamento con il Ministero della difesa, per il collegamento tra la stazione terrena del Fucino e Roma.
(S5.462A)
Nella banda di frequenze 8.025-8.400 MHz il servizio di esplorazione della Terra via satellite effettuato con satelliti geostazionari non deve produrre, senza l'accordo dell'Amministrazione interessata, una densità di potenza superficiale superiore ai seguenti valori provvisori per i diversi angoli di incidenza (q):
-174 dB(W/m2) in una banda di 4 kHz per 00 £ q < 50
-174 + 0,5(q-5) dB(W/m2) in una banda di 4 kHz per 50 £ q < 250
-164 dB(W/m2) in una banda di 4 kHz per 250 £ q £ 900
Questi valori sono oggetto di studio come previsto nella Risoluzione 124 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.465)
L'utilizzazione della banda 8.400-8.450 MHz da parte del servizio di ricerca spaziale è limitata allo spazio lontano.
(S5.469A)
Nella banda di frequenze 8.550-8.650 MHz le stazioni dei servizi di esplorazione della Terra via satellite (attiva) e di ricerca spaziale (attiva) non debbono provocare disturbi pregiudizievoli alle stazioni del servizio di radiolocalizzazione, né debbono limitarne l'utilizzazione e lo sviluppo.
(S5.470)
L'uso della banda 8.750-8.850 MHz da parte del servizio di radionavigazione aeronautica è limitato all'impiego di sistemi di aiuto alla navigazione aerea di tipo Doppler, operanti sulla frequenza centrale 8.800 MHz.
(S5.472)
Nelle bande di frequenze 8.850-9.000 MHz e 9.200-9.225 MHz il servizio di radionavigazione marittima è limitato ai radar costieri.
Nella banda di frequenze 9.200-9.300 MHz, previo accordo con il Ministero della difesa, possono essere assegnate ad utenti privati frequenze per il servizio di radiolocalizzazione.
(S5.474)
Nella banda di frequenze 9.200-9.500 MHz possono operare i radar transponder per la ricerca e il salvataggio (SART) in accordo con le pertinenti raccomandazioni dell’UIT-R.
(S5.476)
Nella banda 9.300-9.320 MHz l'uso di radar navali nel servizio di radionavigazione, diversi da quelli esistenti alla data del 1 gennaio 1976, non è consentito fino al 1 gennaio 2001.
(S5.475)
Nella banda di frequenze 9.300-9.500 MHz il servizio di radionavigazione aeronautica è limitato ai radar meteorologici d'aeromobile ed ai radar al suolo. Inoltre nella banda di frequenze 9.300-9.320 MHz è autorizzato il funzionamento dei radar a risposta al suolo del servizio di radionavigazione aeronautica a condizione che non sia causato nessun disturbo pregiudizievole al servizio di radionavigazione marittima. Nella banda di frequenze 9.300-9.500 MHz i radar al suolo utilizzati per le necessita' della meteorologia devono essere protetti nei confronti degli altri dispositivi di radiolocalizzazione.
Frequenze delle bande 9.500-9.975 MHz, 10,5-10,6 GHz, 13,4-14 GHz e 24,05-24,25 GHz possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio per il rilievo di movimenti e sistemi di allarme, aventi le caratteristiche previste nella raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 6). Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera d).
(S5.476A)
Nella banda di frequenze 9.500-9.800 MHz le stazioni dei servizi di esplorazione della Terra via satellite (attiva) e di ricerca spaziale (attiva) non debbono provocare disturbi pregiudizievoli alle stazioni dei servizi di radiolocalizzazione e di radionavigazione, né debbono limitarne l'utilizzazione e lo sviluppo.
L’utilizzazione della banda di frequenze 10-10,68 GHz da parte del servizio fisso sarà conforme alla canalizzazione adottata nella raccomandazione CEPT ERC/REC 12-05. Le utilizzazioni attuali saranno gradualmente riallocate nella nuova canalizzazione.
Nelle bande di frequenze 10,3-10,45 GHz e 10,5-10,68 GHz il servizio mobile è limitato ai ponti radio mobili per segnali video.
In accordo con la decisione della CEPT ERC/DEC/(00)08 le frequenze della banda 10,7-11,7 GHz per il servizio fisso devono essere utilizzate, rispettando lo schema di canalizzazione adottato dalla CEPT nella raccomandazione ERC/REC 12-06 (figura 2), per collegamenti di rete aventi una capacità trasmissiva non inferiore a 140 Mbit/s.
In accordo con la decisione della CEPT ERC/DEC/(00)08 nella banda di frequenze 10,7-11,7 GHz le stazioni terrene del servizio fisso via satellite (s-T) non coordinate non godono di protezione nei confronti delle stazioni del servizio fisso, tuttavia nell’assegnare frequenze a queste ultime stazioni debbono essere adottati provvedimenti di natura tecnica per proteggere, nella misura del possibile, le stazioni terrene non coordinate.
(S5.484)
Nella banda di frequenze 10,7-11,7 GHz le utilizzazioni del servizio fisso via satellite (Terra-spazio) sono limitate ai collegamenti di connessione del servizio di radiodiffusione via satellite.
(S5.484A)
L'impiego delle bande di frequenze 10,95-11,2 GHz (s-T), 11,45-11,7 GHz (s-T), 12,5-12,75 GHz (s-T), 13,75-14,5 GHz (T-s), 17,8‑18,6 GHz (s-T), 19,7-20,2 GHz (s-T), 27,5-28,6 GHz (T-s), 29,5‑30 GHz (T-s) da parte di un sistema non geostazionario via satellite del servizio fisso via satellite è soggetto all'applicazione delle disposizioni del n. S9.12 del Regolamento delle radiocomunicazioni per il coordinamento con altri sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite. I sistemi non geostazionari nel servizio fisso via satellite non possono pretendere protezione dalle reti di satelliti stazionari del servizio fisso via satellite che operano in accordo con il Regolamento delle radiocomunicazioni, indipendentemente dalle date di ricezione da parte dell'Ufficio delle radiocomunicazioni dell'UIT delle informazioni complete per il coordinamento e la notifica per i sistemi non geostazionari e per i sistemi geostazionari. Le disposizioni del n. S5.43A del Regolamento delle radiocomunicazioni non si applicano. I sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite nelle bande sopracitate devono essere eserciti in modo tale che ogni interferenza inaccettabile, che può insorgere durante il funzionamento, venga rapidamente eliminata.
(S5.492)
Le assegnazioni al servizio di radiodiffusione via satellite, conformi al piano regionale contenuto nell'Appendice S30 del Regolamento delle radiocomunicazioni possono essere anche utilizzate per trasmissioni del servizio fisso via satellite (spazio-Terra) a condizione che queste trasmissioni non provochino disturbi o non richiedano protezione da disturbi in misura maggiore delle trasmissioni del servizio di radiodiffusione via satellite conformi al suddetto piano.
Nella banda di frequenze 11,7-12,5 GHz le utilizzazioni del servizio fisso sono limitate ai collegamenti per il trasporto dei segnali TV e per ponti radio temporanei per le riprese televisive in ausilio al servizio di radiodiffusione, mentre quelle del servizio mobile sono limitate ai collegamenti per riprese esterne televisive. La canalizzazione del servizio fisso è quella prevista nell’Appendice S30 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.487)
Nella banda di frequenze 11,7-12,5 GHz i servizi fisso, fisso via satellite, mobile escluso mobile aeronautico e di radiodiffusione in accordo con le loro rispettive attribuzioni non debbono provocare disturbi pregiudizievoli alle stazioni del servizio di radiodiffusione via satellite, che operano in accordo con le disposizioni del piano di cui all'appendice S30 del Regolamento delle radiocomunicazioni, né possono pretendere protezione da queste ultime.
(S5.487A)
La banda di frequenze 11,7-12,5 GHz è anche attribuita al servizio fisso via satellite (s-T) su base primaria. L'attribuzione è limitata ai sistemi non geostazionari ed è soggetta all'applicazione delle disposizioni del n. S9.12 del Regolamento delle radiocomunicazioni per il coordinamento con altri sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite. I sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite non possono pretendere protezione dalle reti di satelliti del servizio di radiodiffusione via satellite che operano in accordo con il Regolamento delle radiocomunicazioni, indipendentemente dalle date di ricezione da parte dell'Ufficio delle radiocomunicazioni dell'UIT delle informazioni complete per il coordinamento e la notifica per i sistemi non geostazionari e per i sistemi geostazionari. Le disposizioni del n. S5.43A del Regolamento delle radiocomunicazioni non si applicano. I sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite nella banda sopracitata devono essere eserciti in modo tale che ogni interferenza inaccettabile, che può insorgere durante il funzionamento, venga rapidamente eliminata.
L’impiego delle bande 12,5-12,75 GHz, 13,75-14,5 GHz, 17,8-18,6 GHz, 19,7-20,2 GHz, 27,5 28,6 GHz e 29,5-30 GHz da parte del servizio fisso via satellite mediante satelliti non geostazionari, è soggetto alle disposizioni del n. S9.12 del Regolamento delle radiocomunicazioni per il coordinamento con altri sistemi del servizio fisso via satellite mediante satelliti non geostazionari. I sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite non possono pretendere protezione dalle reti di satelliti geostazionari del servizio fisso via satellite che operano in accordo con il Regolamento delle radiocomunicazioni, indipendentemente dalle date di ricezione da parte dell'Ufficio delle radiocomunicazioni dell'UIT delle informazioni complete per il coordinamento e la notifica per i sistemi non geostazionari e per i sistemi geostazionari. Le disposizioni del n. S5.43A del Regolamento delle radiocomunicazioni non si applicano. I sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite nella bande sopracitate devono essere eserciti in modo tale che ogni interferenza inaccettabile, che può insorgere durante il funzionamento, venga rapidamente eliminata.
Nella banda 12,75-13,25 GHz le frequenze per il servizio fisso dovranno essere utilizzate rispettando lo schema di canalizzazione adottato dalla CEPT nella raccomandazione ERC/REC 12-02.
(S5.497)
Nella banda di frequenze 13,25-13,4 GHz le utilizzazioni del servizio di radionavigazione aeronautica sono limitate ai radioaiuti ad effetto Doppler.
(S5.501A)
L'attribuzione della banda di frequenze 13,4-13,75 MHz al servizio di ricerca spaziale con statuto primario è limitata ai rivelatori attivi su veicoli spaziali. Le altre utilizzazioni di questo servizio in questa banda sono con statuto secondario.
(S5.501B)
Nella banda di frequenze 13,4 - 13,75 GHz le stazioni dei servizi di esplorazione della Terra via satellite (attiva) e di ricerca spaziale (attiva) non debbono provocare disturbi pregiudizievoli alle stazioni del servizio di radiolocalizzazione, né debbono limitarne l'utilizzazione e lo sviluppo.
Le assegnazioni di frequenze nella banda di frequenze 13,75-14 GHz per il servizio fisso via satellite sono comunicate dal Ministero delle comunicazioni al Ministero della difesa, perché quest'ultimo possa tenerne conto ai fini della tutela del servizio di radiolocalizzazione.
(S5.502)
Nella banda 13,75-14 GHz, la potenza isotropa equivalente irradiata di ogni emissione di una stazione terrena nel servizio fisso via satellite deve essere almeno 68 dBW e non deve essere superiore a 85 dBW, con un diametro minimo di antenna di 4,5 m. Inoltre la suddetta potenza, mediata su un secondo, irradiata da una stazione del servizio di radiolocalizzazione o del servizio di radionavigazione non deve essere superiore a 59 dBW. La protezione delle assegnazioni alle stazioni riceventi spaziali del servizio fisso via satellite operanti con stazioni terrene che, individualmente, hanno una potenza isotropa equivalente irradiata minore di 68 dBW non deve imporre vincoli all'esercizio di stazioni di radiolocalizzazione e di radionavigazione operanti in accodo con il Regolamento delle radiocomunicazioni. Non sono applicabili le disposizioni del n. S5.43A del Regolamento delle radiocomunicazioni. (v. Risoluzione 733 del Regolamento delle radiocomunicazioni).
(S5.503)
Nella banda di frequenze 13,75-14 GHz le stazioni spaziali geostazionarie del servizio di ricerca spaziale, per le quali siano state ricevute dall’Ufficio delle radiocomunicazioni dell'UIT prima del 31 gennaio 1992 le informazioni per la pubblicazione anticipata, debbono operare su base di uguaglianza con le stazioni del servizio fisso via satellite. Dopo tale data le nuove stazioni spaziali geostazionarie del servizio di ricerca spaziale opereranno su base secondaria. Fino a quando le stazioni geostazionarie del servizio di ricerca spaziale, per le quali le informazioni per la pubblicazione anticipata sono pervenute all’Ufficio delle radiocomunicazioni prima del 31 gennaio 1992, cessano di operare in questa banda:
a) la densità di potenza isotropa equivalente irradiata delle emissioni provenienti da una qualunque stazione terrena del servizio fisso via satellite non deve superare 71 dBW in una qualunque banda di 6 MHz nella banda di frequenze 13,772-13,778 GHz b) la densità di potenza isotropa equivalente irradiata delle emissioni da una qualsiasi stazione terrene del servizio fisso via satellite operante con una stazione spaziale su un'orbita non geostazionaria non deve superare 51 dBW in una qualunque banda di 6 MHz nella banda di frequenze 13,772-13,778 GHz. Possono essere impiegati sistemi per il controllo automatico della potenza per aumentare oltre il limite sopracitato la densità di potenza per compensare l’attenuazione da pioggia fino al limite per cui la densità di flusso in corrispondenza della stazione spaziale del servizio fisso via satellite non superi quello derivante dall’utilizzo di una potenza di 71 dBW o 51 dBW su una banda qualsiasi di 6 MHz in condizioni di cielo chiaro.
(S5.503A)
Le stazioni spaziali non geostazionarie del servizio fisso via satellite operanti nella banda 13,75-14 GHz operano su base secondaria rispetto al servizio fisso via satellite. Inoltre nel pianificare le stazioni terrene del servizio fisso via satellite da mettere in servizio tra il 1 gennaio 2000 e il 1 gennaio 2001 si deve tenere conto di quanto previsto nella raccomandazione UIT-R SA.1071 al fine di soddisfare le necessità dei radar spaziali per il rilievo delle precipitazioni, che operano nella banda 13,793-13,805 GHz.
(S5.504)
Nell'utilizzazione della banda di frequenze 14-14,25 GHz per il servizio di radionavigazione deve essere prevista una sufficiente protezione per le stazioni spaziali del servizio fisso via satellite.
La banda di frequenze 14,25-14,5 GHz è utilizzata per collegamenti per il trasporto di segnali televisivi a sussidio della radiodiffusione privata. Tale utilizzazione gode di priorità rispetto alle stazioni terrene trasportabili del servizio fisso via satellite.
Nelle bande 14,5-14,62 GHz e 15,23-15,35 GHz le frequenze per il servizio fisso dovranno essere utilizzate rispettando lo schema di canalizzazione adottato dalla CEPT nella raccomandazione ERC/REC 12-07.
(S5.511A)
La banda di frequenze 15,43-15,63 GHz è anche attribuita al servizio fisso via satellite (s-T) con statuto primario. L’utilizzazione della banda di frequenze 15,43-15,63 GHz da parte del servizio fisso via satellite (s-T) e (T-s) è limitata ai collegamenti di connessione dei sistemi non geostazionari del servizio mobile via satellite ed è soggetta al preventivo coordinamento sulla base del n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni. L’utilizzazione della banda di frequenze 15,43-15,63 GHz da parte del servizio fisso via satellite (s-T) è limitata ai collegamenti di connessione dei sistemi non geostazionari del servizio mobile via satellite per i quali sia stata ricevuta, prima del 2 giugno 2000, dall'Ufficio delle radiocomunicazioni dell'UIT la richiesta di pubblicazione anticipata. Nel senso spazio-Terra il minimo angolo di sito della stazione terrena al di sopra del piano orizzontale del luogo e il guadagno nella direzione di questo piano, nonché le minime distanze di coordinamento miranti a proteggere una stazione terrena dai disturbi pregiudizievoli debbono essere conformi alla Raccomandazione UIT-R S.1341. Al fine di proteggere il servizio di radioastronomia nella banda 15,35-15,4 GHz la densità di flusso di potenza aggregata nella banda 15,35-15,4 GHz di tutte le stazioni spaziali di un qualunque collegamento di connessione (s-T) di un sistema non geostazionario del servizio mobile via satellite operante nella banda 15,43‑15,63 GHz non deve superare il livello di –156 dB(W/m2) in una banda di 50 MHz in un sito di un osservatorio di radioastronomia per più del 2% del tempo.
(S5.511D)
I sistemi del servizio fisso via satellite, per i quali le informazioni complete per la pubblicazione anticipata sono state ricevute dall'Ufficio delle radiocomunicazioni dell'UIT fino al 21 novembre 1997, possono continuare ad essere eserciti nelle bande di frequenze 15,4-15,43 GHz e 15,63-15,7 GHz nel senso spazio-Terra e 15,63-15,65 GHz nel senso Terra-spazio. Nelle bande di frequenze 15,4-15,43 GHz e 15,63-15,7 GHz le emissioni di una stazione spaziale non geostazionaria non debbono superare il limite di potenza superficiale sulla superficie della Terra di -146 dB(W/m2/MHz) per ogni angolo di incidenza. Allorché si preveda che, nella banda di frequenze 15,63-15,65 GHz una stazione spaziale non geostazionaria effettui emissioni che superino il limite di -146 dB(W/m2/MHz) per ogni angolo di incidenza, deve essere intrapresa nei confronti delle Amministrazioni interessate la procedura di coordinamento prevista nel . S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni. Le stazioni del servizio fisso via satellite esercite nella banda 15,63-15,65 GHz nel senso Terra-spazio non debbono provocare disturbi pregiudizievoli alle stazioni del servizio di radionavigazione aeronautica.
(S5.511C)
Nella banda di frequenze 15,43-15,63 GHz le stazioni del servizio di radionavigazione aeronautica debbono limitare la potenza equivalente isotropa irradiata in conformità a quanto previsto nella Raccomandazione UIT-R S.1340. La minima distanza di coordinamento necessaria per proteggere il servizio di radionavigazione aeronautica dai disturbi pregiudizievoli provocati dalle stazioni terrene dei collegamenti di connessione e la massima potenza equivalente isotropa irradiata in direzione del piano orizzontale da una stazione terrena di un collegamento di connessione debbono essere conformi alla Raccomandazione UIT-R S.1340.
La banda di frequenze 17,1-17,3 GHz può essere impiegata ad uso collettivo da apparati a corto raggio per la trasmissione dati ad alta velocità (sistemi HIPERLAN) aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 3). Tali utilizzazioni non debbono causare interferenze al servizio di radiolocalizzazione, né possono pretendere protezione da tale servizio. Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 5, comma 1, lettera b), numero 2.2) ad eccezione di quanto disposto dall’articolo 6, comma 1, lettera b).
(S5.513A)
I rivelatori attivi delle stazioni spaziali, funzionanti nella banda di frequenze 17,2 - 17,3 GHz, non debbono provocare disturbi pregiudizievoli al servizio di radiolocalizzazione, né limitarne lo sviluppo.
(S5.516)
(S5.520)
Nella banda di frequenze 17,3-18,4 GHz le utilizzazioni del servizio fisso via satellite (T-s) sono limitate ai collegamenti di connessione del servizio di radiodiffusione via satellite. L’uso della banda 17,3-18,1 GHz da parte dei sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite (T-s) è soggetto all’applicazione delle disposizioni del n. S9.12 del Regolamento delle radiocomunicazioni per il coordinamento con altri sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite. I sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite non debbono pretendere protezione dalle reti di satelliti geostazionari del servizio fisso via satellite, che operano in accordo con il Regolamento delle radiocomunicazioni, indipendentemente dalle date di ricezione da parte dell'Ufficio delle radiocomunicazioni dell'UIT delle informazioni complete per il coordinamento o per la notifica di sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite e delle informazioni complete per il coordinamento o la notifica di reti di satelliti geostazionari. Non si applicano le disposizioni del n. S5.43A del Regolamento delle radiocomunicazioni. I sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite nella banda citata debbono essere eserciti in modo tale da poter eliminare rapidamente ogni interferenza inaccettabile che può insorgere durante il loro funzionamento.
Nella banda di frequenze 17,3-17,7 GHz le utilizzazioni del servizio fisso non godono di priorità rispetto alle utilizzazioni del servizio fisso via satellite (T-s).
Nella banda 17,7-19,7 GHz le frequenze per il servizio fisso vengono utilizzate rispettando lo schema di canalizzazione adottato dalla CEPT nella raccomandazione ERC/REC 12-03. Per i sistemi numerici a bassa capacità vengono utilizzati canali ad alta capacità e le bande di guardia iniziando dall'estremo inferiore della banda.
In accordo con la decisione della CEPT ERC/DEC/(00)07 nella banda 17,7-19,7 GHz le stazioni terrene del servizio fisso via satellite (s-T) non coordinate non godono di protezione nei confronti delle stazioni del servizio fisso. Tuttavia al fine di ridurre le probabilità di interferenze alle stazioni terrene del servizio fisso via satellite debbono essere adottate, nella misura del possibile, nelle stazioni fisse e nelle stazioni terrene le tecniche di mitigazione previste negli annessi I e II della citata decisione.
(S5.519)
L’utilizzazione della banda di frequenze 18,1-18,3 GHz da parte del servizio meteorologico via satellite (s-T) è limitata ai satelliti geostazionari ed è soggetta alle disposizioni dell’art. S21, tabella S21-4 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.522A)
Le emissioni delle stazioni dei servizi fisso e fisso via satellite nella banda di frequenze 18,6‑18,8 GHz sono limitate ai valori indicati nei n. S21.5A e S21.16.2 del Regolamento delle radiocomunicazioni, rispettivamente.
(S5.522B)
L'utilizzazione della banda di frequenze 18,6-18,8 GHz da parte del servizio fisso via satellite è limitata ai sistemi geostazionari e ai sistemi con un'orbita di apogeo superiore a 20 000 km.
(S5.523A)
L’utilizzazione delle bande di frequenze 18,8-19,3 GHz e 28,6-29,1 GHz da parte del servizio fisso via satellite è soggetta all'applicazione delle disposizioni del n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni. A questa utilizzazione non si applicano le disposizioni del n. S22.2 del citato Regolamento. Le Amministrazioni, che hanno in corso procedure di coordinamento per reti di satelliti geostazionari prima del 18 aprile 1995, debbono cooperare, nella misura del possibile, per portare a termine con esito favorevole il coordinamento ai sensi del n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni con reti non geostazionarie per le quali siano state ricevute prima della data citata le informazioni di notifica dall'Ufficio delle radiocomunicazioni dell'UIT, con l'obiettivo di ottenere risultati accettabili per tutte le parti interessate. Le reti non geostazionarie non debbono provocare disturbi inaccettabili alle reti geostazionarie del servizio fisso via satellite, per le quali le informazioni complete di notifica, di cui all'appendice S4 del Regolamento delle radiocomunicazioni, siano da considerare ricevute dall'Ufficio delle radiocomunicazioni prima del 18 novembre 1995.
(S5.523B)
L’utilizzazione della banda di frequenze 19,3-19,6 GHz da parte del servizio fisso via satellite (T-s) è limitata ai collegamenti di connessione dei sistemi non geostazionari del servizio mobile via satellite. Tale utilizzazione è soggetta alle disposizioni del n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni, mentre non si applicano le disposizioni del n. S22.2 del medesimo regolamento.
(S5.523C)
Il numero S22.2 del Regolamento delle radiocomunicazioni deve continuare ad essere applicato nelle bande di frequenze 19,3-19,6 GHz e 29,1-29,4 GHz tra i collegamenti di connessione di reti via satellite non geostazionarie del servizio mobile via satellite e le reti del servizio fisso via satellite, per le quali le informazioni complete relative al coordinamento, previste nell'appendice S4 del Regolamento delle radiocomunicazioni, o le informazioni complete di notifica siano da considerare ricevute dall'Ufficio delle radiocomunicazioni prima del 18 novembre 1995.
(S5.523D)
L’utilizzazione della banda di frequenze 19,3-19,6 GHz da parte dei sistemi geostazionari del servizio fisso via satellite (s-T) e da parte dei collegamenti di connessione dei sistemi di satelliti non geostazionari del servizio mobile via satellite è soggetta all’applicazione delle disposizioni del n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni mentre non si applicano le disposizioni del n. S22.2 del medesimo regolamento. L’utilizzazione di questa banda per altri sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite non è soggetta alle disposizioni del n. S9.11A del Regolamento delle radiocomunicazioni, ma alle procedure degli articoli S9 (eccetto il n. S9.11A) e S11 ed alle disposizioni del n. S22.2.
(S5.523E)
Le disposizioni del n.S22.2 del Regolamento delle radiocomunicazioni debbono continuare ad essere applicate nelle bande di frequenze 19,6-19,7 GHz e 29,4-29,5 GHz tra i collegamenti di connessione delle reti via satellite non geostazionarie del servizio mobile via satellite e le reti del servizio fisso via satellite, per le quali le informazioni complete relative al coordinamento, previste nell'appendice S4 del Regolamento delle radiocomunicazioni, o le informazioni complete di notifica siano da considerare ricevute dall'Ufficio delle radiocomunicazioni prima del 21 novembre 1997.
(S5.525)
Per facilitare il coordinamento interregionale tra reti dei servizi mobile via satellite e fisso via satellite, le portanti nel servizio mobile via satellite che sono più suscettibili ai disturbi debbono, per quanto possibile, essere situate nella parte più alta delle bande 20,1-20,2 GHz e 29,9-30 GHz.
(S5.527)
Nelle bande di frequenze 20,1-20,2 GHz e 29,9-30 GHz non si applicano al servizio mobile via satellite le disposizioni del n. S4.10 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.526)
Nelle bande di frequenze 20,1-20,2 GHz e 29,9-30 GHz, le reti che ricadono sia nel servizio fisso via satellite sia nel servizio mobile via satellite possono comprendere collegamenti tra stazioni terrene situate in punti determinati o indeterminati o in movimento attraverso uno o più satelliti per comunicazioni punto-punto e punto-multipunto.
(S5.528)
L'attribuzione al servizio mobile via satellite è destinata a reti che impiegano nelle stazioni spaziali antenne a fascio stretto ed altri sistemi di avanzata tecnologia. Nell'esercire sistemi nel servizio mobile via satellite nella banda 20,1-20,2 GHz debbono essere adottate tutte le misure praticabili per assicurare la continua disponibilità di questa banda per le Amministrazioni che eserciscono sistemi fissi e mobili in accordo con le disposizioni del n. S5.524 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.530)
L'attribuzione al servizio di radiodiffusione via satellite nella banda 21,4-22 GHz decorre dal 1 aprile 2007. L’utilizzazione di questa banda di frequenze dopo questa data e, su base provvisoria, prima di questa data è soggetta alle disposizioni della Risoluzione 525 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
Nelle bande di frequenze 22,0-22,6 GHz e 23,0-23,6 GHz le frequenze per il servizio fisso sono utilizzate rispettando lo schema di canalizzazione adottato dalla CEPT nella raccomandazione T/R 13-02. E' tuttavia consentito, previo coordinamento con l'autorità civile competente, l'impiego da parte del Ministero della difesa di un limitato numero di collegamenti operanti in modalità bidirezionale nella banda 23-23,6 GHz.
(S5.532)
L'uso della banda 22,21-22,5 GHz da parte dei servizi di esplorazione della Terra via satellite (passiva) e della ricerca spaziale (passiva) non deve imporre vincoli ai servizi fisso e mobile escluso mobile aeronautico.
Nelle bande di frequenze 22,6-23,0 GHz e 25,445-25,557 GHz le utilizzazioni per il servizio fisso sono limitate a collegamenti di tipo unidirezionale.
Le bande di frequenze 24-24,25 GHz, 61-61,5 GHz, 122-123 GHz e 244-246 GHz possono essere impiegate ad uso collettivo da apparati a corto raggio non destinati ad impieghi specifici, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 1). Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1, lettera q).
Nelle bande di frequenze 24,5-26,5 GHz e 27,5-29,5 GHz le frequenze per il servizio fisso dovranno essere utilizzate rispettando lo schema di canalizzazione adottato dalla CEPT nella raccomandazione T/R 13-02.
Nelle bande di frequenze 24,5-25,1090 GHz e 25,4450-26,1170 GHz è prevista l'introduzione di sistemi punto-multipunto.
(S5.533)
L'impiego della banda 25,25-27,5 GHz da parte del servizio intersatellite è limitato alle applicazioni di esplorazione della Terra via satellite e di ricerca spaziale e a trasmissioni di dati provenienti da attività mediche o industriali nello spazio.
(S5.536A)
Le stazioni terrene del servizio di esplorazione della Terra via satellite funzionanti nella banda di frequenze 25,5-27 GHz non possono pretendere protezione nei confronti delle stazioni fisse e mobili, né limitarne l'utilizzazione e la messa in servizio. Inoltre nella gestione delle stazioni terrene del servizio di esplorazione della Terra via satellite si deve tener conto della Raccomandazione ITU‑R SA.1278.
In accordo con la decisione della CEPT ERC/DEC/(00)09 nella banda di frequenze 27,5-29,5 GHz le porzioni di spettro 27,5-27,8285 GHz, 28,4445-28,8365 GHz e 29,4525-29,5 GHz sono riservate all’impiego da parte di stazioni terrene del servizio fisso via satellite (T-s) non coordinate. In queste bande non è ammesso l’impiego di stazioni fisse. I sistemi del servizio fisso via satellite che impiegano stazioni terrene non coordinate, operanti nelle sopraccitate bande di frequenze, debbono essere dotati di un sistema automatico di controllo della potenza nelle stazioni terrene e/o di un controllo automatico del guadagno a bordo del satellite.
Le stazioni terrene non coordinate debbono inoltre avere le seguenti caratteristiche:
l’angolo di elevazione del fascio principale deve essere maggiore di 10°;
la densità di potenza isotropa equivalente irradiata fuori asse nelle bande adiacenti, utilizzate da stazioni del servizio fisso, non deve essere superiore a –35 dBW/MHz;
i limiti della banda occupata delle emissioni devono distare di almeno 10 MHz dai limiti delle bande riservate al servizio fisso.
In accordo con la decisione della CEPT ERC/DEC/(00)09 nella banda di frequenze 27,5-29,5 GHz le porzioni di spettro 28,0525-28,4445 GHz e 29,0605-29,4525 GHz sono riservate all’impiego da parte di stazioni del servizio fisso per applicazioni punto-multipunto di accesso radio alla rete di telecomunicazioni. In queste bande non è ammesso l’impiego di stazioni terrene non coordinate del servizio fisso via satellite. I terminali dei sistemi punto-multipunto, operanti in queste bande, debbono essere dotati di sistemi automatici di riduzione di potenza.
In accordo con la decisione della CEPT ERC/DEC/(00)09 nella banda di frequenze 27,5-29,5 GHz le porzioni di spettro 27,8285-28,0525 GHz e 28,8365-29,0605 GHz sono riservate all’impiego da parte di stazioni fisse e di stazioni terrene del servizio fisso via satellite (T-s) non coordinate in accordo ad una ripartizione su base geografica da definire in tempi successivi in funzione della domanda commerciale.
(S5.538)
Le bande 27,500-27,501 GHz e 29,999-30,000 GHz sono anche attribuite al servizio fisso via satellite (spazio-Terra) con statuto primario per trasmissioni destinate al controllo della potenza nel collegamento ascendente. Per queste trasmissioni la potenza isotropa equivalente irradiata in direzione di satelliti adiacenti sull'orbita dei satelliti geostazionari non può essere superiore a +10 dBW. Nella banda 27,500-27,501 GHz, tali trasmissioni non debbono produrre sulla superficie della Terra una densità di flusso di potenza superiore a quella stabilita nell’art. S21, tabella S21-4 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.540)
La banda 27,501-29,999 GHz è inoltre attribuita al servizio fisso via satellite (spazio-Terra) con statuto secondario per trasmissioni destinate al controllo della potenza nel collegamento ascendente.
(S5.539)
La banda 27,5-30 GHz può essere usata dal servizio fisso via satellite (Terra-spazio) per i collegamenti di connessione del servizio di radiodiffusione via satellite operante nella banda 21,4-22 GHz.
(S5.541)
Nella banda 28,5-30 GHz il servizio di esplorazione della Terra via satellite è limitato al trasferimento di dati tra stazioni e non è destinato alla raccolta di informazioni per mezzo di sensori attivi o passivi.
(S5.541A)
I collegamenti di connessione delle reti non geostazionarie del servizio mobile via satellite e le reti geostazionarie del servizio fisso via satellite, operanti nella banda di frequenze 29,1-29,5 GHz (T-s) debbono utilizzare un sistema di controllo della potenza o altri metodi di compensazione dell'attenuazione in maniera tale che le trasmissioni siano effettuate con il livello di potenza richiesto a garantire le prestazioni desiderate e nel contempo a ridurre le interferenze mutue tra le due reti. Questi metodi debbono essere applicati alle reti per le quali le informazioni per il coordinamento dell'appendice S4 del Regolamento delle radiocomunicazioni siano state considerate ricevute dopo il 17 maggio 1996 e fino a quando non vengano modificati da una futura competente conferenza mondiale delle radiocomunicazioni.
(S5.543)
La banda di frequenze 29,95-30 GHz può essere utilizzata su base secondaria per collegamenti spazio-spazio nel servizio di esplorazione della Terra via satellite per scopi di telemetria, d’inseguimento spaziale e di controllo.
(S5.544)
Nella banda 31-31,3 GHz le emissioni delle stazioni del servizio di ricerca spaziale debbono rispettare i limiti di densità di flusso di potenza specificati nell’art. S21, tabella S21-4 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
(S5.547)
Le bande di frequenze 31,8-33,4 GHz, 37-39,5 GHz, 40,5-43,5 GHz, 51,4-52,6 GHz, 55,78-59 GHz e 64-66 GHz sono destinate per le applicazioni del servizio fisso ad alta densità (vedere le Risoluzioni 75 e 79 del Regolamento delle radiocomunicazioni).
(S5.547A)
Nell'utilizzazione della banda di frequenze 31,8-33,4 GHz debbono essere adottate misure per minimizzare il rischio di interferenze tra stazioni del servizio fisso e stazioni di aeromobile nel servizio di radionavigazione tenendo conto dei requisiti operatici dei sistemi radar a bordo di aeromobili.
Nella banda di frequenze 31,8-33,4 GHz le frequenze per il servizio fisso devono essere utilizzate rispettando lo schema di canalizzazione adottato dalla CEPT nella raccomandazione ERC/REC/(01)02.
(S5.548)
Nel progettare sistemi per i servizi intersatellite e di radionavigazione nella banda 32 - 33 GHz, e per il servizio di ricerca spaziale (spazio profondo) nella banda 31,8 - 32,3 GHz, debbono essere prese tutte le misure necessarie a prevenire disturbi pregiudizievoli tra questi servizi, tenendo in considerazione gli aspetti di sicurezza connessi al servizio di radionavigazione (v. raccomandazione 707 del Regolamento delle radiocomunicazioni).
(S5.551A)
Nella banda di frequenze 35,5-36,0 GHz i rivelatori attivi delle stazioni spaziali dei servizi di esplorazione della Terra via satellite e di ricerca spaziale non debbono provocare disturbi pregiudizievoli al servizio di radiolocalizzazione e al servizio di ausili meteorologici, né richiedere protezione da questi servizi, né limitarne in alcun modo l'esercizio e lo sviluppo.
Nella banda di frequenze 37-39,5 GHz le frequenze per il servizio fisso vengono utilizzate rispettando lo schema di canalizzazione adottato dalla CEPT nella raccomandazione T/R 12-01.
Nelle bande di frequenze 37,5-40 GHz e 42-42,5 GHz i sistemi non geostazionari del servizio fisso via satellite debbono utilizzare un sistema di controllo della potenza o altri metodi di compensazione dell'attenuazione dell'ordine di 10 dB in maniera tale che le trasmissioni dal satellite siano effettuate con il livello di potenza richiesto a garantire le prestazioni desiderate e nel contempo a ridurre le interferenze al servizio fisso. L'impiego di metodi di compensazione dell'attenuazione in discesa sono allo studio in ambito UIT (v. Risoluzione 84 del Regolamento delle radiocomunicazioni).
In accordo con la decisione della CEPT ERC/DEC/(00)02 la banda di frequenze 37,5-39,5 GHz è designata per l’impiego di collegamenti fissi punto-punto; le stazioni terrene del servizio fisso via satellite (s-T) non coordinate operanti in questa banda non godono di protezione nei confronti delle stazioni del servizio fisso.
In accordo con la decisione della CEPT ERC/DEC/(00)02 la banda di frequenze 39,5-40,5 GHz è designata per l’impiego di stazioni terrene del servizio fisso via satellite coordinate e non coordinate.
La banda di frequenze 40,5-42,5 GHz è designata per i sistemi numerici punto multipunto per la fornitura di servizi multimediali (MWS), tra cui sono ricompresi quelli per la distribuzione di segnali video (MVDS), in accordo con la decisione CEPT ERC/DEC/(99)15.
(S5.551G)
Allo scopo di proteggere il servizio di radioastronomia nella banda di frequenze 42,5-43,5 GHz, la densità di flusso di potenza aggregata prodotta da tutte le stazioni spaziali di ogni sistema non geostazionario del servizio fisso via satellite (s-T) o del servizio di radiodiffusione via satellite (s-T) operante nella banda di frequenze 41,5-42,5 GHz non deve essere superiore a –167 dB(W/m2) in ciascuna banda di 1 MHz di larghezza nel sito di una stazione di radioastronomia per più del 2% del tempo. La densità di flusso di potenza nella banda di frequenze 42,5-43,5 GHz prodotta da ciascuna stazione del servizio fisso via satellite geostazionario (s-T) o del servizio di radiodiffusione via satellite BSS (s-T) operante nella banda di frequenze 42,0-42,5 GHz non deve superare -167 dB(W/m2) in ciascuna banda di 1 MHz nel sito di una stazione di radioastronomia. Questi limiti sono provvisori e saranno riveduti in accordo con la Risoluzione 128 (Rev.WRC-2000).
(S5.553)
Nelle bande 43,5-47 GHz, 66-71 GHz, le stazioni del servizio mobile terrestre possono operare a condizione di non provocare disturbi pregiudizievoli ai servizi di radiocomunicazioni spaziali, ai quali queste bande sono attribuite.
(S5.554)
Nelle bande 43,5-47 GHz, 66-71 GHz, 95-100 GHz, 123-130 GHz, 191,8-200 GHz e 252-265 GHz, sono autorizzati collegamenti via satellite che connettono stazioni terrestri ubicate in punti determinati, quando questi collegamenti funzionano nel quadro del servizio mobile via satellite o del servizio di radionavigazione via satellite.
(S5.552)
Le applicazioni del servizio fisso via satellite (T-s) nella banda di frequenze 47,2-49,2 GHz sono limitate ai collegamenti di connessione per il servizio di radiodiffusione via satellite operante nella banda 40,5-42,5 GHz.
(S5.552A)
L'attribuzione di frequenze al servizio fisso nelle bande 47,2-47,5 GHz e 47,9-48,2 GHz è destinata all'utilizzazione da parte di stazioni installate su piattaforme ad elevata altitudine. L'impiego delle bande 47,2-47,5 GHz e 47,9-48,2 GHz deve avvenire nel rispetto delle disposizioni della Risoluzione 122 del Regolamento delle radiocomunicazioni.
Nella banda di frequenze 48,5-50,2 GHz le utilizzazioni del servizio fisso devono rispettare la canalizzazione prevista dalla raccomandazione CEPT ERC/REC 12-10.
(S5.555)
La banda di frequenze 48,94-49,04 GHz è anche attribuita al servizio di radioastronomia con statuto di servizio primario.
(S5.556A)
L'utilizzazione delle bande di frequenze 54,25-56,9 GHz, 57-58,2 GHz e 59-59,3 GHz da parte del servizio intersatellite è limitata ai satelliti geostazionari. Per altezze comprese tra 0 e 1 000 km al di sopra della superficie della Terra, la potenza superficiale per una sola sorgente di disturbo, prodotta dalle emissioni di una stazione del servizio intersatellite, per tutte le condizioni e per tutti i metodi di modulazione, non deve superare -147 dB(W/m2/100 MHz) per ogni angolo d'incidenza.
(S5.557B)
Allo scopo di proteggere le stazioni del servizio di esplorazione della Terra via satellite (passiva), la massima densità di potenza inviata all'antenna da un trasmettitore di una stazione del servizio fisso nella banda di frequenze 55,78-56,26 GHz deve essere limitata a –26 dB(W/MHz).
(S5.558)
Nelle bande di frequenze 55,78-58,2 GHz, 59-64 GHz, 66-71 GHz,122,25-123 GHz, 130-134 GHz, 167-174,8 GHz e 191,8-200 GHz le stazioni del servizio mobile aeronautico possono operare a condizione di non provocare disturbi pregiudizievoli al servizio intersatellite.
(S5.558A)
L'utilizzazione della banda di frequenze 56,9-57 GHz da parte dei sistemi intersatellite è limitata ai collegamenti tra satelliti geostazionari ed alle emissioni di satelliti non geostazionari in orbita terrestre elevata in direzione di satelliti in orbita terrestre bassa. Per quanto riguarda i collegamenti tra satelliti geostazionari, la potenza superficiale per una sola sorgente di disturbo, prodotta dalle emissioni di una stazione del servizio intersatellite, per altezze comprese tra 0 e 1 000 km al di sopra della superficie della Terra, per tutte le condizioni e per tutti i metodi di modulazione, non deve essere superiore a -147 dB(W/m2/100 MHz) per ogni angolo d'incidenza.
L’utilizzazione della banda di frequenze 57-59 GHz da parte del servizio fisso deve essere conforme alla canalizzazione adottata nella Raccomandazione CEPT ERC/REC 12-09. La massima potenza isotropa equivalente irradiata è di +15 dBW e la tolleranza di frequenza dei trasmettitori non deve essere superiore a 50 ppm. L’impiego di canali ricompresi nelle bande 57-57,1 GHz e 58,9-59 GHz è autorizzato dopo la conclusione degli studi di compatibilità con i servizi a cui sono attribuite le bande adiacenti.
Nella banda di frequenze 57,2-58,2 GHz possono operare sistemi fissi e mobili di debole potenza in accordo con la raccomandazione della CEPT T/R 22-03.
(S5.559)
Nella banda di frequenze 59-64 GHz i radar a bordo di aeromobile nel servizio di radiolocalizzazione possono operare a condizione che non provochino disturbi al servizio intersatellite.
La banda di frequenze 63-64 GHz può essere impiegata ad uso collettivo, in accordo con la decisione della CEPT ERC/DEC/(02)01, da apparati a corto raggio per collegamenti veicolo-veicolo, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 5).
Tali applicazioni rientrano negli scopi di cui al dPR 5 ottobre 2001, n. 447, articolo 6, comma 1.
La banda di frequenze 76-77 GHz può essere impiegata ad uso collettivo, in accordo con la decisione della CEPT ERC/DEC/(02)01, da apparati a corto raggio da impiegare come radar a bordo di veicoli, aventi le caratteristiche tecniche della raccomandazione CEPT ERC/REC 70-03 (Annesso 5).
(S5.561)
Nella banda di frequenze 74-76 GHz le stazioni dei servizi fisso, mobile e di radiodiffusione non debbono causare disturbi pregiudizievoli alle stazioni di radiodiffusione via satellite operanti secondo quanto previsto dalle decisioni della futura conferenza di pianificazione ed assegnazione delle frequenze per il servizio di radiodiffusione via satellite.
(S5.559A)
La banda di frequenze 75,5-76 GHz è anche attribuita con statuto primario ai servizi di radioamatore e radioamatore via satellite fino all'anno 2006.
(S5.560)
Nella banda di frequenze 78 - 79 GHz i radar installati a bordo di veicoli spaziali per i servizi di esplorazione della terra via satellite e di ricerca spaziale possono operare con statuto primario.
(S5.561A)
La banda di frequenze 81-81,5 GHz è anche attribuita con statuto secondario ai servizi di radioamatore e radioamatore via satellite.
(S5.562)
L'utilizzazione della banda di frequenze 94-94,1 GHz da parte dei servizi d'esplorazione della Terra via satellite (attiva) e di ricerca spaziale (attiva) è limitata ai radar di stazioni spaziali per il rilevamento di nuvole.
(S5.562A)
Nelle bande di frequenze 94-94,1 GHz e 130-134 GHz le trasmissioni da stazioni spaziali del servizio di esplorazione della Terra via satellite (attiva) che sono dirette verso il fascio principale di un'antenna di radioastronomia possono arrecare danni al alcuni ricevitori di radioastronomia. Le agenzie spaziali che eserciscono trasmettitori e le stazioni di radioastronomia sono invitate a coordinare le loro operazioni onde evitare per quanto possibile tali inconvenienti.
(S5.56B2)
Nelle bande di frequenze 105-109,6 GHz, 111,8-114,25 GHz, 155,5-158,5 GHz e 217-226 GHz l'utilizzazione di questa attribuzione è limitata alla sola radioastronomia effettuata da veicoli spaziali.
(S5.562C)
L'utilizzazione della banda di frequenze 116-122,25 GHz da parte del servizio intersatellite è limitata a satelliti in orbita geostazionaria. La densità di flusso di potenza per una sola sorgente di interferenza, prodotta da una stazione del servizio intersatellite, per ogni condizione e per ogni metodo di modulazione, per ogni altezza compresa tra 0 e 1000 km al di sopra della superficie terrestre e in vicinanza di ogni posizione sull'orbita geostazionaria occupata da sensori passivi non deve superare –148 dB(W/(m2 ×MHz)) per tutti gli angoli di incidenza.
(S5.562E)
L'attribuzione al servizio di esplorazione della Terra via satellite (attiva) è limitata alla banda di frequenze 133,5-134 GHz.
(S5.562F)
Nella banda di frequenze 155,5-158,5 GHz l'attribuzione al servizio di esplorazione della Terra (passiva) e al servizio di ricerca spaziale (passiva) deve cessare il 1 gennaio 2018.
(S5.562H)
L'utilizzazione delle bande di frequenze 174,8-182 GHz e 185-190 GHz da parte del servizio intersatellite è limitata a satelliti in orbita geostazionaria. La densità di flusso di potenza per una sola sorgente di interferenza, prodotta da una stazione del servizio intersatellite, per ogni condizione e per ogni metodo di modulazione, per ogni altezza compresa tra 0 e 1000 km al di sopra della superficie terrestre e in vicinanza di ogni posizione sull'orbita geostazionaria occupata da sensori passivi non deve superare –144 dB(W/(m2×MHz)) per tutti gli angoli di incidenza.
(S5.563A)
Le bande di frequenze 200-209 GHz, 235-238 GHz, 250-252 GHz e 265-275 GHz sono utilizzate da rivelatori passivi al suolo destinati a monitorare gli elementi costituenti l'atmosfera.
(S5.563B)
La banda di frequenze 237,9-238 GHz è anche attribuita al servizio di esplorazione della Terra (attiva) e al servizio di ricerca spaziale (attiva) limitatamente per l'impiego di radar su veicoli spaziali da utilizzare per l'osservazione delle nuvole.
(S5.565)
La banda di frequenze 275-1.000 GHz può essere utilizzata per la sperimentazione e lo sviluppo di vari servizi attivi e passivi. In questa banda è già stata identificata la necessità di effettuare misure di linee spettrali per i seguenti servizi passivi:
servizio di radioastronomia: 275-323 GHz, 327-371 GHz, 388-424 GHz, 426-442 GHz, 453-510 GHz, 623-711 GHz, 795-909 GHz e 926-945 GHz
servizio di esplorazione della Terra (passiva) e servizio di ricerca spaziale (passiva): 275-277 GHz, 294-306 GHz, 316--334 GHz, 342-349 GHz, 363-365 GHz, 371-389 GHz, 416-434 GHz, 442-444 GHz, 496-506 GHz, 546-568 GHz, 624-629 GHz, 634-654 GHz, 659-661 GHz, 684-692 GHz, 730-732 GHz, 851-853 GHz e 951-956 GHz.
Future ricerche in queste parti di spettro, ancora poco esplorate, potrebbero condurre all'identificazione di ulteriori righe spettrali e di bande del continuum che interessano i servizi passivi, pertanto questi servizi debbono beneficiare di misure atte a proteggerli da disturbi pregiudizievoli fino a quando non saranno inseriti nella tabella di attribuzione delle frequenze.

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