Source: http://documenti.camera.it/leg17/resoconti/commissioni/bollettini/html/2014/04/16/11/comunic.htm
Timestamp: 2019-03-23 23:24:39+00:00

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﻿XI Commissione - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - mercoledì 16 aprile 2014
Mercoledì 16 aprile 2014. — Presidenza del presidente Cesare DAMIANO. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Luigi Bobba.
5-02055 D'Ottavio: Tutela occupazionale lavoratori dello stabilimento di Collegno del gruppo Agrati.
5-02060 Airaudo: Tutela occupazionale lavoratori dello stabilimento di Collegno del gruppo Agrati.
5-02062 Boccuzzi: Tutela occupazionale lavoratori dello stabilimento di Collegno del gruppo Agrati.
5-02097 Fregolent: Tutela occupazionale lavoratori dello stabilimento di Collegno del gruppo Agrati.
5-02119 Laura Castelli: Tutela occupazionale lavoratori stabilimento di Collegno del gruppo Agrati.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che le interrogazioni in titolo, vertendo su analogo argomento, saranno svolte congiuntamente. Ricorda che, dopo la risposta unica del rappresentante del Governo, ognuno dei presentatori potrà a sua volta replicare in maniera autonoma.
Il sottosegretario Luigi BOBBA risponde alle interrogazioni nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1), aggiungendo di aver incontrato le rappresentanze sindacali e le autorità locali interessate dalla vicenda.
Fa presente, inoltre, di aver partecipato al tavolo di crisi e di aver riscontrato, da parte dei rappresentanti dell'azienda del gruppo Agrati un atteggiamento di chiusura che non ha lasciato spazio ad alcuna trattativa. Segnala, peraltro, che lo stesso gruppo ha recentemente acquisito in Francia alcune aziende del settore, beneficiando probabilmente di un significativo incentivo.
Ribadisce, quindi, che l'azienda si è mostrata irremovibile nella decisione assunta in maniera improvvisa di procedere al licenziamento dei lavoratori nonostante l'atteggiamento fermo sia dei dicasteri del lavoro e dello sviluppo economico, sia della Regione Piemonte.
Umberto D'OTTAVIO (PD) ringrazia il sottosegretario per l'attenzione con la quale ha seguito la vicenda che ritiene crudele e priva di qualsiasi rispetto della condizione umana dei lavoratori. Infatti, l'atteggiamento assunto dall'azienda di interrompere improvvisamente la produzione senza alcun margine di trattativa non è in alcun modo suffragato da situazioni di difficoltà, come emerge anche dagli indici della produttività tutti positivi. Sottolinea che la comunità locale di Collegno, comune di cui è stato in passato sindaco, vive con crescente preoccupazione la vicenda, che appare quasi un esercizio in vista di una più massiccia delocalizzazione riguardante gli altri stabilimenti.
Ricordando che proprio oggi è previsto un incontro del Presidente del Consiglio con i lavoratori interessati dalla chiusura dell'azienda, sollecita il Governo a mantenere alta l'attenzione verso una vicenda che mostra di avere una valenza nazionale poiché riguarda un intero settore industriale che appare essere messo in discussione.
Giorgio AIRAUDO (SEL), replicando, si dichiara insoddisfatto della risposta fornita dal rappresentante del Governo.
Osserva, infatti, che non siamo di fronte ad una piccola azienda in crisi, ma ad una delle più importanti multinazionali del settore che, peraltro, è interessata in processi di acquisizione di altre aziende e che andrebbe, quindi, impegnata dal Governo a mantenere l'attuale livello occupazionale.
Nel ribadire, quindi, che la criticità della vicenda è insita soprattutto nel fatto che la decisione di chiudere lo stabilimento di Collegno è stata presa senza che si siano registrati segnali di crisi, né sia stato in passato fatto ricorso allo strumento della CIG, ma in presenza di un'azienda sana, evidenzia i ritardi con cui la regione Piemonte ha affrontato la problematica, indugiando troppo a lungo sui tavoli tecnici.
Auspica, quindi, che in questi ultimi istanti a disposizione si possa comunque trovare una soluzione per evitare di mettere i lavoratori di fronte alla drammatica realtà del licenziamento, invitando il rappresentante del Governo a fornire ulteriori informazioni su eventuali novità dell'ultima ora.
Antonio BOCCUZZI (PD), nel condividere le considerazioni svolte dai colleghi già intervenuti, manifesta apprezzamento nei confronti del rappresentante del Governo per l'impegno dimostrato e stigmatizza Pag. 217l'atteggiamento dell'azienda del gruppo Agrati.
Concorda con la valutazione del collega Airaudo in merito alle responsabilità della Regione Piemonte per il ritardo con cui il tavolo è giunto a livello nazionale e ritiene inaccettabile che il nostro Paese permetta alle aziende multinazionali di cogliere le opportunità offerte dal nostro territorio, sfruttando tutto ciò che è possibile, per poi delocalizzare la produzione e lasciare senza occupazione i nostri lavoratori. Sarebbe, infatti, opportuno prevedere l'esclusione dagli incentivi per quelle imprese che decidano di licenziare i lavoratori spostando la produzione in altri Paesi.
Per tali ragioni, si dichiara insoddisfatto della risposta fornita.
Antonella INCERTI (PD), dopo aver sottoscritto l'interrogazione n. 5-02097 Fregolent, associandosi a quanto già evidenziato dagli altri interroganti, esprime una valutazione critica sull'atteggiamento dell'azienda del gruppo Agrati e esprime forte preoccupazione per la perdita di posti di lavoro cui sta andando incontro l'importante settore della produzione di viti e bulloni.
Auspica, quindi, che su tale problematica il Governo continui a mantenere un elevato livello di attenzione.
Walter RIZZETTO (M5S), dopo aver sottoscritto l'interrogazione n. 5-02119 Laura Castelli, osserva che l'azienda interessata dalla vicenda, nell'ultimo anno, ha pagato ai lavoratori premi per la piena produttività e da ben cinque anni non fa ricorso allo strumento della CIG.
Ritiene che sia necessario riflettere su una situazione che prefigura scenari da far west affinché il caso di questa azienda che licenzia per delocalizzare la produzione, peraltro in Paesi il cui costo del lavoro è uguale se non superiore al nostro, non si ripeta e costituisca un pericoloso precedente.
Auspica, quindi, che la decisione del Presidente del Consiglio di interessarsi della vicenda possa portare a un risultato positivo.
Cesare DAMIANO, presidente, nell'associarsi alle considerazioni svolte dai colleghi intervenuti, dichiara concluso lo svolgimento delle interrogazioni.
La seduta comincia alle 10.05.
Documento di economia e finanza 2014.
Doc. LVII, n. 2, e Allegati.
(Seguito dell'esame e conclusione – Parere favorevole con condizione e osservazioni).
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato nella seduta di ieri.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che il relatore ha presentato una proposta di parere con una condizione e osservazioni (vedi allegato 2) e che, al contempo, i deputati Airaudo ed altri una proposta di parere alternativo (vedi allegato 3).
Ricorda che nella giornata odierna sarà prevista la votazione di competenza della Commissione, al fine di consentire alla Commissione di merito di concludere il proprio iter.
Patrizia MAESTRI (PD), relatore, illustra la sua proposta di parere, soffermandosi sul contenuto della condizione e delle osservazioni da essa recate. Evidenzia, in particolare, come la condizione indichi la necessità di individuare le risorse necessarie per l'adozione di urgenti iniziative in materia previdenziale a tutela dei lavoratori del settore della scuola. Pag. 218
Osserva poi che le osservazioni richiamano l'esigenza di prevedere soluzioni strutturali per i lavoratori «esodati», ravvisando inoltre l'esigenza di affiancare, agli annunciati interventi volti a promuovere il ricambio generazionale nel settore pubblico, preferibilmente attraverso un confronto con le organizzazioni sindacali, analoghe misure sul versante del lavoro privato, al fine di garantire un'uscita più graduale dei lavoratori dal mondo del lavoro, in un'ottica di pensionamento flessibile incentrata sull'utilizzo di incentivi e disincentivi di carattere economico, considerando anche una diversa età pensionabile per le donne.
Ritiene opportuno, infine, che il Governo valuti l'introduzione di misure di sostegno al reddito pur versando in condizioni di grave disagio occupazionale o economico non potranno beneficiare della riduzione del cuneo fiscale, prevista per i soli lavoratori dipendenti con reddito fino a 25 mila euro lordi.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che sarà ora posta in votazione la proposta di parere del relatore; in caso di sua approvazione, risulterà conseguentemente preclusa la proposta alternativa di parere presentata dai deputati Airaudo ed altri.
La Commissione approva la proposta di parere formulata del relatore, risultando conseguentemente preclusa la proposta alternativa di parere presentata dai deputati Airaudo ed altri.
DL 34/2014: Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese.
C. 2208 Governo.
La Commissione prosegue l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta di ieri.
Cesare DAMIANO, presidente, fa presente che è stata richiesta l'attivazione degli impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendoci obiezioni, ne dispone l'attivazione.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, esaminando le proposte emendative riferite all'articolo 2, si sofferma sugli identici emendamenti Chimienti 2.3, Gnecchi 2.56, Placido 2.63, Labriola 2.72, nonché sugli emendamenti Polverini 2.86, Rostellato 2.48, Rostellato 2.47, Rostellato 2.46, Chimienti 2.36, Chimienti 2.37, Chimienti 2.42, Rizzetto 2.44 e Dambruoso 2.73: fa presente, al riguardo, che il parere su di essi è favorevole subordinatamente ad una loro riformulazione, di cui dà lettura. Fa notare che con tale riformulazione si sostituisce il numero 1 della lettera a) del comma 1 del decreto-legge in esame. In particolare, viene introdotta una disposizione in base alla quale il contratto di lavoro con l'apprendista deve contenere anche, in forma sintetica, il piano formativo del lavoratore che può essere redatto anche sulla base di appositi moduli e formulari stabiliti dalla contrattazione collettiva o dagli enti bilaterali.
Si sofferma poi sull'emendamento Di Salvo 2.61, nonché sugli identici Ciprini 2.4, Airaudo 2.62, Labriola 2.75, sugli identici Chimienti 2.31 e Labriola 2.76, nonché sugli emendamenti Polverini 2.87 e Gnecchi 2.55. Fa presente che su di essi il parere è favorevole subordinatamente ad una loro riformulazione di cui dà lettura. Fa presente che tale riformulazione mira a ripristinare, esclusivamente per alcune categorie di datori di lavoro in relazione al numero di addetti occupati, l'obbligo di Pag. 219stabilizzazione di precedenti apprendisti per poter procedere a nuove assunzioni, individuando a tal fine una apposita quota percentuale.
Esprime, quindi, parere favorevole sull'emendamento Chimienti 2.18.
Si sofferma, quindi, sugli identici emendamenti Chimienti 2.7, Tripiedi 2.30, Placido 2.59 e Labriola 2.78, nonché sugli emendamenti Dambruoso 2.79 e Rostellato 2.50, Taglialatela 2.65 e Gnecchi 2.54: fa presente che su di essi il parere è favorevole subordinatamente ad una loro riformulazione, di cui dà lettura. Fa presente che con tale riformulazione viene sostituita la precedente lettera c) del decreto-legge per ripristinare l'obbligo del datore di lavoro di integrare la formazione in azienda. Tuttavia vengono introdotte, nel contempo, specifiche previsioni per esonerare da tale obbligo il datore di lavoro nel caso in cui la Regione non sia in grado di rendere disponibile la formazione pubblica.
Invita anche al ritiro degli emendamenti Polverini 2.89 e Vaccaro 2.1, chiedendo che il loro contenuto sia trasfuso in un ordine del giorno. Espresso, quindi, parere favorevole sull'emendamento Ghizzoni 2.57, invita al ritiro di tutte le altre proposte emendative, precisando che, in caso contrario, vi sarebbe un parere contrario.
Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere conforme al relatore.
Silvia CHIMIENTI (M5S), nell'illustrare la sua proposta emendativa 2.2, fa notare che essa mira a sopprimere l'articolo 2, di cui non condivide in alcun modo il contenuto, precisando che le riformulazioni proposte dal relatore non introducono miglioramenti effettivi. Ritiene che rendere facoltativa la formazione pubblica e incidere negativamente sul piano formativo significhi svuotare il contenuto dell'apprendistato, alterandone la natura mista e rendendo difficoltoso l'effettivo svolgimento dei controlli: ritiene che ciò equivalga ad introdurre un contratto di somministrazione con minori tutele. Giudica inoltre grave il fatto di aver eliminato il vincolo percentuale di stabilizzazione necessario per procedere a nuove assunzioni di apprendisti, così come esprime forti perplessità sulla parte dell'articolo che riduce la retribuzione dell'apprendista.
Gessica ROSTELLATO (M5S) si dichiara sconvolta dal contenuto dell'articolo 2, giudicando grave che, a fronte di talune difficoltà effettive di funzionamento, si decida di eliminare completamente il piano formativo individuale. Al riguardo, ritiene che sarebbe stato opportuno attribuire al Ministero dell'istruzione il compito di definirne unitariamente le caratteristiche per ciascuna figura professionale a prescindere dai settori persi in considerazione, contemplando inoltre una forma di coordinamento con gli uffici per l'impiego, anche in chiave di effettivo controllo sul rispetto della legge. Ritiene quindi necessario che la formazione pubblica sia fornita in modo uniforme in tutto il territorio nazionale, imponendo a ciascuna regione di uniformarsi a standard condivisi.
Tiziana CIPRINI (M5S) ritiene grave snaturare il contratto di apprendistato, giudicando essenziale la forma scritta del piano formativo per la definizione di percorsi di apprendistato. Giudica altresì preoccupante l'abrogazione della norma che subordina l'assunzione di nuovi apprendisti alla stabilizzazione di una certa percentuale di lavoratori titolari di tale forma di contratto, facendo notare che ciò legittimerebbe i datori di lavoro a disfarsi degli apprendisti una volta ottenuti i benefici contributivi previsti dalla legge. Ritenendo l'articolo 2 in contrasto con la normativa europea, fa notare che esso incarna perfettamente lo spirito di chi appare abituato ad aggirare la legge, ad esempio nell'ambito delle cooperative – settore di provenienza del Ministro del lavoro e delle politiche sociali in carica – laddove, a suo avviso, ci si cela dietro lo scopo mutualistico per perseguire finalità di lucro e per sfruttare i benefici previsti Pag. 220dalla legge. Fa notare, peraltro, che le cooperative godono di particolari privilegi nella concessione di appalti, che vengono ad esse riconosciute senza che venga rispettato l'obbligo di partecipare a gare pubbliche.
Davide BARUFFI (PD) fatto notare che le riformulazioni proposte dal relatore recepiscono gli elementi emersi durante il dibattito e consentono di superare molte delle criticità presenti nel testo, non condivide le osservazioni svolte dai deputati del Movimento 5 Stelle soprattutto laddove prevedono una centralizzazione delle procedure, addirittura a livello ministeriale. Fa notare che gli esponenti di quel gruppo, screditando in modo generalizzato la realtà delle cooperative, non fanno altro che seguire un atteggiamento demagogico già assunto in passato da taluni esponenti del centrodestra come l'ex Ministro Tremonti.
Il sottosegretario Luigi BOBBA ritiene sbagliato mettere in cattiva luce l'intero settore delle cooperative, giudicando ingiusto elevare ad esempio negativo quei pochi casi di illegalità, che, peraltro, possono essere registrati in ogni ambito di attività. Fa notare, peraltro, che in quel settore sono applicati rigorosamente i contratti collettivi nazionali, a prevenzione di eventuali forme di abuso. Quanto ai presunti privilegi nell'ambito della concessione degli appalti, fa notare che l'affidamento diretto di appalti sotto una certa soglia è previsto dalla legge e consente, in materia di finanza pubblica di creare ampi sbocchi occupazionali. Giudica corretta, infine, la riformulazione proposta dal relatore, che tiene conto del fatto che spesso le imprese spesso sono impotenti di fronte all'inerzia delle regioni, che risultano competenti in materia.
Tiziana CIPRINI (M5S), intervenendo per una precisazione, osserva che il suo gruppo ha interesse a continuare la discussione sull'argomento delle cooperative anche in altre sedi e si riserva, in proposito, di assumere specifiche iniziative parlamentari. In risposta a talune affermazioni svolte dal deputato Baruffi, dichiara che non è ammissibile accettare lezioni da parte di esponenti di un partito che, a suo avviso, persegue strategie politiche in sintonia con il centrodestra, prendendo ordini da Berlusconi.
Titti DI SALVO (SEL) si dichiara contraria all'articolo 2 del decreto, dal momento che si elimina la formazione obbligatoria pubblica, si interviene negativamente sul piano formativo, si disincentiva la stabilizzazione degli apprendisti, incidendo negativamente sul calcolo della loro retribuzione. Pur prendendo atto che nelle riformulazioni proposte dal relatore vi sono anche taluni elementi positivi, ritiene sbagliato l'intervento normativo in oggetto, sottolineando, piuttosto, la necessità di ridurre le numerose fattispecie contrattuali esistenti, che, a suo avviso, non fanno altro che alimentare contenziosi.
Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione respinge gli identici emendamenti Chimienti 2.2 e Di Salvo 2.64.
Cesare DAMIANO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Tinagli 2.71: s'intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione respinge, con distinte votazioni, gli emendamenti Rizzetto 2.10 e 2.11, nonché l'emendamento Chimienti 2.35.
Cesare DAMIANO, presidente, ricorda che il relatore ha proposto una riformulazione per gli identici emendamenti Chimienti 2.3, Gnecchi 2.56, Placido 2.63 e Labriola 7.72, nonché per gli emendamenti Polverini 2.86, Rostellato 2.48, 2.47 e 2.46, Chimienti 2.36, 2.37 e 2.42, Rizzetto 2.44 e Dambruoso 2.73.
Silvia CHIMIENTI (M5S) nel dichiarare di non accettare la riformulazione proposta dal relatore, raccomanda l'approvazione dell'emendamento 2.3, a sua prima firma, sottolineandone la finalità di riconoscere il valore dell'apprendistato.
La Commissione respinge l'emendamento 2.3 Chimienti.
Gessica ROSTELLATO (M5S) ritiene poco incisiva la riformulazione proposta dal relatore, che lascia pressoché invariata la disciplina. Non comprende, peraltro, in che cosa consista la semplificazione proposta e, pertanto, dichiara di non accettare la riformulazione proposta dal relatore che ritiene non seria. Evidenzia, al contrario, che l'emendamento 2.48, a sua prima firma, riconosce l'importanza del piano formativo che tutela anche i datori di lavoro dal momento che, se effettivamente svolto, vi sarebbe una notevole diminuzione del contenzioso con i lavoratori.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Rostellato 2.48, 2.47 e 2.46 Rostellato.
Silvia CHIMIENTI (M5S), nel dichiarare di non accettare la riformulazione proposta dal relatore, invita la Commissione a valutare positivamente l'emendamento 2.36, a sua prima firma, che la considera la formazione come il fulcro del contratto di apprendistato.
La Commissione, respinge l'emendamento Chimienti 2.36.
Sergio PIZZOLANTE (NCD), intervenendo sull'ordine dei lavori, fa presente che alle ore 12 è prevista un'informativa urgente del Governo in Assemblea sulle dichiarazioni del Ministro dell'interno relative ad un ingente incremento del flusso di migranti. Ritiene che sia, pertanto, opportuno sospendere i lavori per consentire ai colleghi di recarsi in Aula.
Cesare DAMIANO, presidente, precisa che la Commissione sospenderà i lavori alle ore 12 per poi riprenderli al termine dell'informativa.
Silvia CHIMIENTI (M5S), nel dichiarare di non accettare la riformulazione proposta dal relatore, raccomanda l'approvazione dell'emendamento 2.37, a sua prima firma, che si muove nella stessa identica logica dell'emendamento precedente.
La Commissione respinge l'emendamento Chimienti 2.37.
Silvia CHIMIENTI (M5S), nel dichiarare di non accettare la riformulazione proposta dal relatore, segnala la meritevole finalità dell'emendamento 2.42, a sua prima firma, che propone di mantenere l'obbligo della forma scritta per i contratti di apprendistato di secondo livello, evitando così il rischio di sanzioni da parte dell'Unione europea.
La Commissione respinge l'emendamento. Chimienti 2.42.
Walter RIZZETTO (M5S), intervenendo sull'emendamento 2.44, a sua prima firma, dichiara di non accettare la riformulazione proposta dal relatore.
La Commissione respinge l'emendamento Rizzetto 2.44.
Cesare DAMIANO, presidente, constata l'assenza dei firmatari, dell'emendamento Dambruoso 2.73: si intende che vi abbia rinunciato
Giorgio AIRAUDO (SEL), intervenendo sull'emendamento Placido 2.63, di cui è cofirmatario, pur ritenendo che la riformulazione proposta dal relatore presenti alcune criticità derivanti dal fatto che appare più preoccupata di rispettare le regole dell'Unione europea che di risolvere i problemi dell'apprendistato, dichiara di accettarla.
Marialuisa GNECCHI (PD), Vincenza LABRIOLA (Misto) e Renata POLVERINI (FI-PdL), intervenendo, rispettivamente, sugli emendamenti Gnecchi 2.56, Labriola 2.72 e Polverini 2.86, accettano la riformulazione proposta dal relatore.
Gessica ROSTELLATO (M5S), pur essendo tentata di esprimere un voto contrario, preannuncia un voto di astensione da parte del gruppo del Movimento Cinque Stelle. Ritiene, infatti, che si sarebbe potuto fare molto di più e che occorre rifiutare la logica di accontentarsi delle soluzioni meno dannose.
La Commissione approva gli identici emendamenti Gnecchi 2.56, Placido 2.63 e Labriola 2.72 nonché l'emendamento Polverini 2.86 così come riformulati dal relatore (vedi allegato 4).
Cesare DAMIANO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Gebhard 2.74, si intende vi abbia rinunciato. Come richiesto dal deputato Pizzolante, sospende quindi la seduta fino alla conclusione dell'informativa del Ministro dell'interno.
La seduta sospesa alle 11.55 riprende alle 14.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che il relatore ha proposto una riformulazione degli emendamenti Di Salvo 2.61, degli identici emendamenti Ciprini 2.4, Airaudo 2.62 e Labriola 2.75, gli identici emendamenti Chimienti 2.31 e Labriola 2.76, nonché degli emendamenti Gnecchi 2.55 e Polverini 2.87.
Giorgio AIRAUDO (SEL), intervenendo sugli emendamenti Di Salvo 2.61 e Airaudo 2.62 e Tiziana CIPRINI (M5S), intervenendo sul suo emendamento 2.4, dichiarano di non accettare la riformulazione proposta dal relatore.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge l'emendamento Di Salvo 2.61 e gli identici emendamenti Ciprini 2.4 e Airaudo 2.62.
Silvia CHIMIENTI (M5S), nel dichiarare di non accettare la riformulazione proposta dal relatore, illustra l'emendamento 2.31, a sua prima firma, osservando come questo rifiuti la logica di considerare l'apprendistato uno strumento «usa e getta».
La Commissione respinge l'emendamento Chimienti.2.31.
Vincenza LABRIOLA (Misto), Marialuisa GNECCHI (PD) e Renata POLVERINI (FI-PdL), intervenendo, rispettivamente, sugli emendamenti Labriola 2.76, Gnecchi 2.55 e Polverini 2.87, accettano la riformulazione proposta dal relatore.
Sergio PIZZOLANTE (NCD), pur avendo finora votato conformemente ai pareri del relatore, condividendo l'impianto del provvedimento volto a ridurre i danni provocati dalla riforma Fornero, preannuncia un voto contrario sulla riformulazione proposta dal relatore.
Silvia CHIMIENTI (M5S) preannuncia un voto di astensione, da parte del proprio gruppo.
Giorgio AIRAUDO (SEL) preannuncia un voto di astensione da parte del gruppo di SEL, osservando che con tale disciplina l'apprendistato sarà molto indebolito.
La Commissione approva gli identici emendamenti Labriola 2.76, Gnecchi 2.55 e Polverini 2.87, così come riformulati dal relatore. La Commissione respinge, altresì, l'emendamento Rostellato 2.53.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che l'emendamento Labriola 2.76 deve intendersi assorbito a seguito dell'approvazione della riformulazione da parte del relatore.
Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra l'emendamento 2.49, a sua prima firma, replicando al collega Baruffi che alle Regioni è già stato dato sufficiente tempo per adeguarsi alla normativa.
La Commissione respinge l'emendamento Rostellato 2.49.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che non essendo presente il suo firmatario, l'emendamento Tinagli 2.85 deve considerarsi decaduto.
Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra l'emendamento 2.52, a sua prima firma, finalizzato ad impedire che l'apprendistato possa avere una durata superiore a 7 anni e che possa essere utilizzato come strumento per risparmiare sui contributi previdenziali.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Rostellato 2.52 e 2.51.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che non essendo presente i rispettivi firmatari, gli emendamenti Tinagli 2.84 e Coccia 2.58 devono considerarsi decaduti.
Silvia CHIMIENTI (M5S), intervenendo sugli identici emendamenti 2.6, a sua prima firma e Placido 2.60, ne illustra il contenuto, lamentando la mancanza di chiarezza nella disposizione che prevede di retribuire le ore di formazione nella misura del 35 per cento.
Giorgio AIRAUDO (SEL) si associa alle considerazioni svolte dalla collega Chimienti.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, fa presente che la formulazione letterale della lettera b) del comma 1, dell'articolo 2, è sufficientemente chiara e significa che il periodo di apprendistato non viene parzialmente computato ai fini retributivi.
Cesare DAMIANO, presidente, precisa che la disposizione stabilisce, a suo avviso, che le ore di formazione sono retribuite in misura pari al 35 per cento.
Davide TRIPIEDI (M5S) osserva che la disposizione va nella direzione di disincentivare gli apprendisti a fare formazione. Manifesta, dunque, contrarietà ad una norma che sembra fatta apposta per ritagliare i salari in base alle esigenze delle aziende e per assecondare le richieste provenienti dalle istituzioni europee, in particolare dalla BCE.
Gessica ROSTELLATO (M5S) ritiene che la formulazione letterale della disposizione non coincida con la spiegazione fornita dal relatore. Insiste, dunque, nel ritenere necessario specificare meglio a quale tipo di formazione ci si riferisca, anche al fine di evitare che il Ministero del lavoro debba poi emanare una circolare esplicativa.
Il sottosegretario Luigi BOBBA osserva che la norma tiene conto dell'insuccesso registrato dalla riforma Fornero relativamente all'apprendistato. Fa presente, quindi, che l'intento è quello di rendere il contratto di apprendistato più appetibile, evidenziando che la minor retribuzione delle ore di formazione non va ad incidere negativamente sulla formazione stessa che viene, comunque, svolta. Precisa, infine, che l'interpretazione della disposizione è univoca e coincide esattamente con quanto affermato dal Presidente.
Silvia CHIMIENTI (M5S) ribadisce la propria convinzione che il testo sia scritto male e chiede almeno di specificare il concetto di formazione, facendo riferimento alla formazione strutturata.
Cesare DAMIANO, presidente, ribadisce che, a suo avviso, l'interpretazione della norma non lascia spazio ad equivoci.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Chimienti 2.6 e Placido 2.60.
Silvia CHIMIENTI (M5S), illustra l'emendamento 2.34 di cui è prima firmataria, precisando che con esso si intende individuare una soluzione uniforme a livello nazionale in assenza degli accordi e contratti collettivi per l'apprendistato.
La Commissione respinge l'emendamento Chimienti 2.34.
Cesare DAMIANO (PD), presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Alfreider 2.77: si intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Rizzetto 2.9, Ciprini 2.15, Ciprini 2.14 e 2.13.
Silvia CHIMIENTI (M5S) illustra l'emendamento 2.19, di cui è prima firmataria, sottolineando che la modifica proposta costituisce una misura di civiltà e che il modello tedesco di apprendistato, spesso evocato, funziona correttamente perché alla fine del percorso di apprendistato sono effettuate assunzioni a tempo indeterminato, mentre il provvedimento in esame non offre nessuna garanzia in tal senso.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Chimienti 2.19, 2.26, 2.21 e 2.20.
Silvia CHIMIENTI (M5S), illustra l'emendamento 2.23 di cui è prima firmataria, evidenziando la necessità di un rafforzamento della formazione strutturata.
Cesare DAMIANO (PD), presidente, ricorda che sia il relatore che il Governo hanno espresso parere favorevole sull'emendamento Chimienti 2.18.
La Commissione respinge l'emendamento Chimienti 2.23.
Silvia CHIMIENTI (M5S), illustra l'emendamento 2.16 di cui è prima firmataria, sottolineandone la finalità volta a prevenire eventuali abusi da parte dei datori di lavoro.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Chimienti 2.16 e 2.17 ed approva l'emendamento Chimienti 2.18.
Cesare DAMIANO, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Antimo Cesaro 2.83 e 2.82: si intende che vi abbia rinunciato.
Invita quindi i presentatori degli identici emendamenti Chimienti 2.7, Tripiedi 2.30, Placido 2.59 e Labriola 2.78, nonché degli emendamenti Dambruoso 2.79, Rostellato 2.50, Polverini 2.89, Gnecchi 2.54 e Vaccaro 2.1 e Taglialatela 2.65 a pronunciarsi sulla proposta di riformulazione del relatore
Silvia CHIMIENTI (M5S), non accoglie la richiesta di riformulazione ed illustra l'emendamento 2.7 di cui è prima firmataria, sottolineando che esso mira a sopprimere una delle disposizioni più nocive recate dal provvedimento in esame e ad evitare il rischio di una eccessiva discrezionalità nonché di possibili sanzioni a livello europeo.
Davide TRIPIEDI (M5S) non accoglie la richiesta di riformulazione ed illustra l'emendamento 2.30 di cui è primo firmatario, rilevando che con il provvedimento in esame non si contribuisce alla ripresa del economica del Paese, in quanto un'eccessiva precarizzazione ha un effetto negativo sia sui redditi che sui consumi.
Antonio PLACIDO (SEL) respinge la richiesta di riformulazione del suo emendamento 2.59, raccomandandone l'approvazione.
La Commissione respinge gli identici emendamenti Chimienti 2.7, Tripiedi 2.30 e Placido 2.59.
Cesare DAMIANO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento 2.79 Dambruoso: si intende che vi abbia rinunciato.
Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra l'emendamento 2.50 di cui è prima firmataria, ponendo in evidenza il fatto che la formazione in modalità e-learning permette di ridurne fortemente i costi.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, fa presente il contenuto di molte proposte Pag. 225emendative è già recepito nelle linee guida sull'apprendistato professionalizzante approvate lo scorso 20 febbraio dalla Conferenza Stato-Regioni.
La Commissione respinge l'emendamento Rostellato 2.50.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, invita al ritiro dell'emendamento Polverini 2.89 per eventualmente trasformarlo in un ordine del giorno da presentare in Assemblea.
Simone BALDELLI (FI-PdL) nel sottoscrivere l'emendamento Polverini 2.89, accetta l'invito al ritiro a condizione che ci sia un impegno per l'accoglimento di un ordine del giorno da parte del Governo.
Il sottosegretario Luigi BOBBA fornisce assicurazioni in merito.
Sergio PIZZOLANTE (NCD) nel precisare di condividere l'impostazione generale del provvedimento in esame, dichiara la sua contrarietà alla norma che interessa materie quali la sicurezza o le lingue straniere, debba svolgersi obbligatoriamente in strutture pubbliche. Osserva poi che l'attuale numero eccessivo di tipologie di contratti di lavoro deriva dalle rigidità imposte dall'applicazione dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
Marialuisa GNECCHI (PD) fa notare che il suo gruppo è ben consapevole del carattere fondamentale della formazione – sia di base che qualificata e specifica – soprattutto alla luce dei cambiamenti rilevanti avvenuti nel mercato del lavoro, che impongono un aggiornamento professionale continuo e per tutto l'arco della vita. Osserva che la riformulazione proposta dal relatore mantiene una quota importante di formazione obbligatoria, consentendo tuttavia alle imprese di scegliere qualora le regioni dovessero rimanere inerti in tale ambito. Fa presente, comunque, che sulla natura pubblica o privata della formazione si può comunque discutere.
Fa presente, infine, che il suo gruppo, pur avendo espresso talune perplessità su talune parti del provvedimento in esame, ha contezza del fatto che esistono logiche di maggioranza che non possono essere disattese e che lo spingono a sostenere tale provvedimento, anche se non del tutto condivisibile in ogni sua parte.
Sergio PIZZOLANTE (NCD), intervenendo per una precisazione, fa presente che non sono tanto in discussione gli obiettivi perseguiti dal provvedimento, quanto, in taluni casi, gli strumenti utilizzati dal legislatore per raggiungerli. Mentre ritiene che possa rientrare nella normale dialettica parlamentare il fatto di condividere o meno talune parti del provvedimento – ad esempio, egli dichiara che avrebbe preferito lasciare otto proroghe per i contratti a termine – giudica preoccupante dividersi su punti fondanti di principio, come quelli sul carattere obbligatorio della formazione pubblica. Al riguardo, non condivide che si proponga una soluzione normativa per la quale la formazione sia solo pubblica e sia garantita solo in alcune parti del territorio oppure che si proponga di reintrodurre percentuali di obbligo di stabilizzazione. Dichiara, comunque, che voterà a favore del provvedimento per spirito di maggioranza, pur intendendo rimarcare su alcuni aspetti le sue differenti posizioni politiche.
Silvia CHIMIENTI (M5S) fa presente che la norma in esame, giudicata scellerata e iniqua, mira a svuotare il carattere obbligatorio della formazione, trasformando il contratto di apprendistato in uno strumento di sfruttamento a basso costo dei lavoratori.
Tiziana CIPRINI (M5S), rileva che la norma in esame viola pesantemente la normativa dell'Unione europea, dichiarandosi contraria alla riformulazione presentata dal relatore.
Simone BALDELLI (FI-PdL) ritiene che dal dibattito odierno sia emersa una profonda diversità di vedute all'interno della Pag. 226maggioranza – nell'ambito della quale ritiene si siano delineate due anime distinte – che si ripercuote sull'andamento dei lavori, complicando l'opera di mediazione del relatore e del Governo, di per sé già difficoltosa per la complessità della materia.
Antonio PLACIDO (SEL) fa notare che il tendenziale disinteresse delle imprese a garantire la formazione nonché l'inerzia di talune regioni del territorio ad erogare tale servizio rischiano di ripercuotersi negativamente sulla crescita professionale dei lavoratori.
Avendo i presentatori accettato la proposta di riformulazione avanzata dal relatore, la Commissione approva gli identici emendamenti Gnecchi 2.54 e Labriola 2.78, nel testo riformulato.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che gli emendamenti Vaccaro 2.1 e Taglialatela 2.65 si intendono conseguentemente assorbiti; constata, quindi, l'assenza del presentatore dell'emendamento Fedriga 2.67 e Fedriga 2.69: s'intende vi abbia rinunciato.
Silvia CHIMIENTI (M5S) illustrando il suo emendamento 2.33, osserva che la norma in esame, così come formulata, rischia di compromettere la possibilità per i giovani apprendisti di assolvere all'obbligo d'istruzione, determinando ulteriori disparità sociali a vantaggio dei ceti più benestanti.
La Commissione respinge l'emendamento Chimienti 2.33.
Cesare DAMIANO, presidente, constata l'assenza del presentatore dell'emendamento Fedriga 2.70: s'intende vi abbiano rinunciato.
Tiziana CIPRINI (M5S), illustrando il suo emendamento 2.43, osserva che esso mira ad introdurre standard e criteri formativi omogenei su tutto il territorio nazionale.
Davide TRIPIEDI (M5S) chiede i motivi dei pareri contrari resi sull'emendamento 2.43, che giudica di buon senso.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, fa presente che, in base alla vigente Carta costituzionale, l'emendamento in questione non può essere condiviso, incidendo su ambiti di competenza delle regioni.
La Commissione respinge l'emendamento Ciprini 2.43.
Silvia CHIMIENTI (M5S) illustra il suo emendamento 2.28, raccomandandone l'approvazione.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge gli emendamenti Chimienti 2.28 e 2.29.
Cesare DAMIANO, presidente, constata l'assenza del presentatore degli emendamenti Fedriga 2.68 e 2.66.: si intende vi abbia rinunciato.
Simone BALDELLI (FI-PdL) illustra l'emendamento 2.80, di cui è primo firmatario, sottolineando come il relatore e il Governo dovrebbero valutare con attenzione il contenuto della proposta emendativa, che intende assicurare l'accesso all'apprendistato anche dei lavoratori che beneficiano di ammortizzatori sociali. Nel sottolineare come la proposta affronti un tema assai delicato nella presente congiuntura economica e finanziaria, invita i componenti della Commissione a considerare attentamente la sua proposta emendativa, che intende da un lato garantire la riqualificazione professionale di lavoratori maturi e, dall'altro, assicurare una prospettiva di reddito a soggetti che, diversamente dai giovani, non godono di una rete di protezione familiare, ma spesso sono essi stessi a dover sopportare l'onere di una famiglia a carico.
Floriana CASELLATO (PD), comprendendo le ragioni della proposta emendativa del deputato Baldelli, segnala tuttavia che appare difficile ipotizzare l'inserimento Pag. 227di un lavoratore con più di 50 anni in percorsi formativi costituiti nell'ambito del comparto di apprendistato. Ritiene, invece, che dovrebbero valutarsi percorsi alternativi, come quelli seguiti nella regione Veneto, nella quale i centri per l'impiego offrono corsi di formazione pubblici e privati che assicurano una efficace riqualificazione dei lavoratori. Osserva, comunque che, anche al termine del percorso formativo, residuano significative difficoltà sul piano della ricerca di un'occupazione, in ragione della scarsità della domanda.
Irene TINAGLI (SCpI) ritiene che l'intenzione dell'emendamento Baldelli 2.80 sia senz'altro lodevole, in quanto a suo avviso occorre puntare con decisione sulla riqualificazione professionale dei lavoratori e sulla formazione continua. Ritiene, tuttavia che il contratto di apprendistato come risultante dalle modifiche introdotte dal decreto in esame abbia perso gran parte dei propri contenuti formativi e, pertanto, la norma in discussione rischia di tradursi in una semplice agevolazione finanziaria che non garantisce tuttavia una reale formazione per il lavoratore interessato.
Il sottosegretario Luigi BOBBA, manifestando l'interesse del Governo per i contenuti della proposta emendativa in discussione, segnala l'esigenza di un approfondimento istruttorio anche al fine di verificare la presenza di possibili oneri finanziari aggiuntivi. Con riferimento alle considerazioni dell'onorevole Tinagli circa le innovazioni introdotte dal decreto in materia di contratti di apprendistato, richiama quanto più volte detto dal Ministro Poletti, che ha manifestato l'ambizione di scrivere norme efficaci piuttosto che disposizioni astrattamente perfette. Propone, quindi, di accantonare l'esame dell'emendamento Baldelli 2.80.
Su conforme avviso del relatore, la Commissione accantona l'esame dell'emendamento Baldelli 2.80. Respinge, quindi, l'emendamento Baldassarre 2.8.
Vincenza LABRIOLA (Misto) chiede al relatore e al rappresentante del Governo di chiarire le ragioni del parere contrario espresso sull'emendamento Di Lello 2.81, di cui è firmataria.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, osserva che l'emendamento è evidentemente oneroso.
La Commissione respinge l'emendamento Di Lello 2.81.
Cesare DAMIANO, presidente, constata l'assenza della presentatrice degli emendamenti Polverini 2.88 e 2.91: si intende vi abbia rinunciato.
Gessica ROSTELLATO (M5S) illustra il suo emendamento 2.45, che reca una mera modifica alle denominazioni delle diverse tipologie di contratti di apprendistato, sottolineando come quelle attualmente vigenti determinino confusioni e incertezze negli operatori.
Il sottosegretario Luigi BOBBA ritiene che la proposta emendativa sia meritevole di considerazione e invita la presentatrice a ritirare l'emendamento e a presentare un ordine del giorno in Assemblea.
Mara MUCCI (M5S) osserva che, trattandosi di una mera modifica terminologica, non vi è ragione di rinviare la questione ad un ordine del giorno, ben potendosi approvare la proposta emendativa in discussione.
Cesare DAMIANO, presidente, osserva che, sul piano strettamente tecnico, si potrebbero porre problemi di coordinamento normativo, in ragione della possibile presenza di riferimenti alle denominazioni vigenti in altri testi normativi.
Davide BARUFFI (PD) ritiene che il contenuto dell'emendamento Rostellato 2.45 sia ragionevole, e, pertanto, giudica condivisibile la proposta di trasformazione in ordine del giorno.
Gessica ROSTELLATO (M5S) prende atto della disponibilità manifestata dal Governo e accetta di ritirare l'emendamento 2.45, di cui è prima firmataria. Auspica, tuttavia, che il Governo in sede di esame dell'ordine del giorno sia conseguente e lo accetti senza frapporre problemi.
Il sottosegretario Luigi BOBBA assicura la disponibilità del Governo ad una valutazione positiva dell'ordine del giorno che verrà presentato.
La Commissione approva quindi l'emendamento Ghizzoni 2.57.
Cesare DAMIANO, presidente, fa presente che si è concluso l'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 2 del decreto-legge. Considerata l'imminente ripresa dei lavori dell'Assemblea, rinvia il seguito dell'esame del provvedimento alla seduta convocata al termine dei lavori pomeridiani dell'Assemblea.
Cesare DAMIANO, presidente, fa presente che è stata richiesta l'attivazione degli impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l'attivazione.
La Commissione procede quindi all'esame delle proposte emendative precedentemente accantonate.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, dopo aver illustrato la proposta emendativa Polverini 1.203, rileva come la stessa – che affronta la questione delicata della determinazione del 20 per cento di lavoratori per i quali può essere stipulato un contratto di lavoro a tempo determinato – risulti assorbita dal successivo articolo aggiuntivo 2.05 del relatore. Chiede quindi alla presentatrice il ritiro del suddetto emendamento.
Renata POLVERINI (FI-PdL) ritira l'emendamento a sua firma 1.203.
Cesare DAMIANO, presidente, annuncia che il Governo ha presentato una proposta di riformulazione dell'emendamento del relatore 1.214, nel quale si prevede di aggiungere che all'articolo 1, comma 1, lettera a), n. 1, del testo in esame, le parole «rapporti di lavoro costituiti» siano sostituite dalle seguenti: «contratti a tempo determinato stipulati».
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, con riferimento all'emendamento Gregori 1.133, rileva come lo stesso, pur avendo un'apprezzabile finalità di trasparenza, presenti degli aspetti problematici da approfondire, con riferimento al necessario rispetto della privacy dei soggetti oggetto delle comunicazioni effettuate dai datori di lavoro. Rileva, inoltre, come i dati diffusi in tal modo potrebbero risultare imprecisi, creando confusione, considerato che altri soggetti sono tenuti a rilevare i dati essenziali per la determinazione della percentuale di lavoratori che si possono assumere con contratto a tempo determinato. Considerato quanto sopra e ritenendo che la questione vada ulteriormente approfondita, esaminando vantaggi e svantaggi di una tale soluzione, chiede ai Pag. 229presentatori di ritirare l'emendamento 1.133 e la sua eventuale trasformazione in un ordine del giorno di indirizzo al Governo.
Il sottosegretario Luigi BOBBA invita anch'egli al ritiro dell'emendamento Gregori 1.133, suggerendo ai presentatori la presentazione di un apposito ordine del giorno di indirizzo al Governo.
Monica GREGORI (PD), con riferimento al suo emendamento 1.133, rileva come vi sia stato un sostanziale parere contrario sullo stesso sia da parte del relatore sia da parte del Governo e, pur non rilevando sostanziali problemi di rispetto della privacy, ritira il predetto emendamento e annuncia la sua trasformazione in un puntuale ordine del giorno di indirizzo al Governo. Rileva, infatti, come spesso i flussi di dati non siano esatti, sottolineando l'esigenza di un puntuale controllo del rispetto del tetto del 20 per cento di assunzioni stipulate con contratto di lavoro a tempo determinato.
Davide TRIPIEDI (M5S) dichiara di aver sottoscritto anch'egli l'emendamento Gregori 1.133, sostanzialmente identico all'emendamento 1.32 a sua firma, dei quali sollecita l'approvazione. Dopo aver constatato la sostanziale contrarietà a quasi tutti gli emendamenti presentati da parte dei deputati del Movimento 5 Stelle, rileva come ciò vada contro la volontà del 25 per cento degli elettori che ha dato fiducia al suo movimento.
Antonio PLACIDO (SEL) sottoscrive anch'egli l'emendamento Gregori 1.133 e chiede che sia messo ai voti.
Sergio PIZZOLANTE (NCD), intervenendo anch'egli sull'emendamento Gregori 1.133, ritiene che vi siano organi appositamente deputati a controllare il rispetto della quota di contratti di lavoro a tempo determinato, anche all'interno delle aziende, ricordando in particolare l'attività svolta in tal senso dagli ispettorati del lavoro. Sottolinea, infine, che i dati sensibili richiamati nella proposta emendativa in discussione non sono suscettibili di essere messi a disposizione di chiunque ne faccia richiesta.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, accetta la riformulazione proposta dal Governo per l'emendamento del relatore 1.214 illustrata precedentemente.
Gessica ROSTELLATO (M5S) chiede chiarimenti in ordine alla portata della proposta emendativa 1.214 del relatore, così come riformulata dal Governo.
Il sottosegretario Luigi BOBBA chiarisce che la riformulazione intende chiarire che il riferimento deve essere ai «contratti a tempo determinato stipulati», anziché ai «rapporti di lavoro costituiti», formulazione quest'ultima che potrebbe suscitare problemi interpretativi.
La Commissione approva l'emendamento 1.214 del relatore, così come riformulato (vedi allegato 4).
La Commissione respinge poi con unica votazione, gli emendamenti Gregori 1.133 e Tripiedi 1.32.
Cesare DAMIANO, presidente, constata l'assenza dei presentatori dell'emendamento Tinagli 1.187: si intende vi abbiano rinunciato.
Davide BARUFFI (PD), dopo aver dichiarato di essere stato tentato di sottoscrivere l'emendamento Tinagli 1.187, chiede al Governo di affrontare in maniera approfondita le questioni sottese allo stesso.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, in linea con quanto testé affermato dal collega Baruffi, sottolinea come egli abbia proposto precedentemente l'accantonamento dell'emendamento Tinagli 1.187 proprio perché fossero evidenziate le questioni ivi indicate, la cui soluzione peraltro comporta significativi oneri finanziari da coprire.
Il sottosegretario Luigi BOBBA assicura che il Governo si farà carico di approfondire le tematiche poste dall'emendamento Tinagli 1.187, al fine di ricercare per le stesse adeguate soluzioni.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, illustra una proposta riformulazione dell'emendamento Gnecchi 1.130, volta ad ammettere le proroghe fino ad un massimo di cinque volte, anziché otto, nell'arco dei trentasei mesi complessivi, indipendentemente dal numero dei rinnovi.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che ove venisse approvato l'emendamento Gnecchi 1.130, così come riformulato, resterebbe assorbita la successiva proposta emendativa Polverini 1.204.
Gessica ROSTELLATO (M5S) si dichiara perplessa da tale riformulazione, pensando che la stessa possa aumentare la precarietà anziché ridurla.
Davide TRIPIEDI (M5S) ritiene che l'emendamento Gnecchi 1.130, così come riformulato dal relatore, aumenterebbe la precarietà dei lavoratori. Aggiunge, quindi, che l'attuale sinistra, l'attuale Partito democratico, diventi in tal modo destra, perseguendo le medesime politiche dell'ex PdL ora Forza Italia. Auspica quindi che il relatore e il Governo non accedano a questa soluzione che accentua la precarizzazione del lavoro.
Walter RIZZETTO (M5S) chiede chiarimenti in merito agli effetti dell'emendamento Gnecchi 1.130, così come riformulato dal relatore.
Cesare DAMIANO, presidente, immaginando quale sia l'intento del relatore, ricorda preliminarmente che l'attuale normativa consente rinnovi di un contratto a termine con intervallo di tempo tra i datori di lavoro e lo stesso lavoratore per le medesime attività da questo esercitate. Rileva quindi che nella versione originaria del testo presentato dal Governo vi era la possibilità di moltiplicare il numero dei rinnovi. Precisa quindi che nell'attuale formulazione l'emendamento Gnecchi 1.130 consente al datore di lavoro solo cinque proroghe nel corso dei trentasei mesi: pur potendosi realizzare delle sospensioni del rapporto di lavoro, non si può superare questo numero di proroghe. In sostanza, ritiene che tale emendamento così come riformulato limiti il cumulo di flessibilità nella stipula di rapporti di lavoro.
Davide TRIPIEDI (M5S) ritiene che le affermazioni del presidente Damiano a sostegno della proposta emendativa Gnecchi 1.130, così come riformulata dal relatore, siano il tentativo di coprire il «disastro» realizzato dal Governo Renzi. Chiede, quindi, che cosa avvenga se il datore di lavoro – tra un contratto di lavoro e l'altro a tempo determinato – modifichi le mansioni attribuite al proprio dipendente, spostandolo ad esempio dalla catena di montaggio al magazzino dell'azienda.
Cesare DAMIANO, presidente, ricorda come, nel caso prospettato dal collega Tripiedi, avvenga ciò che sarebbe successo anche prima del presente decreto, in quanto ci si trova di fronte ad un cambio di mansioni che determina un ritorno all'inizio del rapporto di lavoro. Rileva, quindi, che non ci si trova di fronte ad una innovazione della relativa disciplina e che la riformulazione dell'emendamento Gnecchi 1.130 sia tesa a limitare l'arbitrio del datore di lavoro.
Gessica ROSTELLATO (M5S) rileva come il problema risieda nel fatto che si sia passati da un sistema che prevedeva il rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato sia «causali», ossia motivati specificamente, sia «acausali», ad uno nel quale è previsto solo il secondo tipo di rinnovo senza l'indicazione di una causa specifica dello stesso.
Marialuisa GNECCHI (PD) accoglie la proposta di riformulazione dell'emendamento Pag. 2311.130, di cui è prima firmataria, avanzata dal relatore.
La Commissione approva quindi l'emendamento Gnecchi 1.130, così come riformulato dal relatore. Si intende quindi assorbita la proposta emendativa Polverini 1.204.
La Commissione, con il parere contrario del relatore e del rappresentante del Governo, respinge l'emendamento Rostellato 1.112.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, precisa che il suo emendamento 1.215 apporta modifiche di coordinamento formale, conseguenti alla soppressione del comma 1-bis dell'articolo 1 del decreto legislativo n. 368 del 2001, disposta dal decreto-legge in esame, all'articolo 1, lettera a), numero 2).
Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere favorevole sull'emendamento del relatore 1.215 a condizione che sia integrato con una nuova formulazione del comma 2 dell'articolo 1, volta a precisare le modifiche di coordinamento da apportare al decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. In particolare, all'articolo 20, al comma 4, si propone di sopprimere i primi due periodi e al terzo periodo dopo le parole: «della somministrazione» si propone di inserire le seguenti: «di lavoro»; si prevede poi l'abrogazione del comma 5-quater. Infine, all'articolo 21, comma 1, lettera c), si propone di sostituire le parole «ai commi 3 e 4»con le seguenti: «al comma 3».
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, accoglie la riformulazione proposta dal rappresentante del Governo.
Davide TRIPIEDI (M5S) dichiara l'astensione del suo gruppo.
La Commissione approva l'emendamento del relatore 1.215 (Nuova formulazione).
Si passa all'esame dell'emendamento del relatore 1.216 e dei subemendamenti ad esso riferiti (vedi allegato 5).
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, esprime parere contrario ai subemendamenti presentati.
Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere conforme a quello espresso dal relatore.
Giorgio AIRAUDO (SEL) invita la Commissione ad approvare il suo subemendamento 0.1.216.1.
La Commissione respinge il subemendamento Airaudo 0.1.216.1.
Sergio PIZZOLANTE (NCD) sottolinea che la sanzione prevista dall'emendamento del relatore 1.216 per il caso in cui i contratti a tempo determinato superano la soglia massima del 20 cento dell'organico è quella della loro trasformazione per legge in contratti a tempo indeterminato. A suo giudizio questo tipo di misura è insensata, anche perché è destinata a creare un contrasto difficilmente sanabile tra datore di lavoro e lavoratore, che si ripercuote negativamente sulle sorti del rapporto. Ritiene invece più efficace e ragionevole prevedere che il contratto di lavoro stipulato in violazione del limite percentuale decada di diritto e che il datore di lavoro sia tenuto a corrispondere al lavoratore il 50 per cento della somma corrispondente al valore economico del restante periodo contrattuale.
La Commissione, con distinte votazioni, respinge il subemendamento Pizzolante 0.1.216.2 e il subemendamento Placido 0.1.216.3.
Walter RIZZETTO (M5S) sottolinea che nella giornata di oggi è la terza volta che la maggioranza vota contro una proposta di deputati che la compongono. Invita pertanto il collega Pizzolante a trarre le conseguenti valutazioni.
Valentina PARIS (PD) precisa che la situazione segnalata evidenzia il ripristino di una normale dialettica tra Esecutivo e Legislativo, all'interno della quale ciascun deputato può esprimere le sue posizioni, e quindi l'autonomia del Parlamento nel legiferare.
Davide BARUFFI (PD), preso atto che il deputato Rizzetto è attento a ciò che avviene nella maggioranza, segnala che anche all'interno del gruppo M5S succede qualcosa che merita attenzione; nella serata di ieri, per esempio, i deputati Rizzetto e Rostellato non hanno partecipato ai lavori, con la conseguenza che i loro emendamenti sono decaduti. Manifesta inoltre stupore per il fatto che il gruppo M5S abbia votato a favore del subemendamento Pizzolante 0.1.216.2, ritenendo evidentemente che i diritti dei lavoratori siano monetizzabili.
Cesare DAMIANO, presidente, sottolinea che nella Commissione si sviluppa una normale dialettica.
Sergio PIZZOLANTE (NCD) ritiene evidente che in Commissione si sia determinato un problema politico. Al riguardo, osserva che non si tratta di una normale dialettica tra Governo e Parlamento, come sostenuto dalla collega Paris, ma di una questione interna alla maggioranza, che si è manifestata con il parere contrario espresso dal relatore e dal Governo su un emendamento sottoscritto da due capigruppo della maggioranza in Commissione. Si tratta di una questione che si è posta anche in relazione al progetto di legge sulle «dimissioni in bianco» e che riguarda la capacità della maggioranza di agire come tale. In verità, la XI Commissione è l'unica Commissione parlamentare nella quale una parte della maggioranza, che ha i numeri in Parlamento grazie a pochi voti in più conseguiti alle elezioni, si comporta in maniera arrogante verso altre forze politiche della stessa maggioranza; in sostanza, sembra che esista solo il PD, all'interno del quale si sviluppano tutti i conflitti e le relative mediazioni. Tiene in ogni caso a precisare che non accade lo stesso nelle altre sedi parlamentari e ciò spiega perché egli non ne trae le dovute conseguenze.
Simone BALDELLI (FI-PdL) osserva che l'andamento dei lavori di oggi rende evidente la questione dello schema variabile della maggioranza sollevata dal collega Pizzolante, al quale lo unisce anche un comune approccio sulle tematiche in discussione. Egli ha fatto affermazioni di rilevante peso politico, che inducono a chiedersi se vi siano le condizioni per andare avanti nei lavori sul provvedimento, vista anche la prospettiva dell'apposizione di una questione di fiducia nel corso dell'esame in Assemblea, o se piuttosto non sia necessario un chiarimento interno alla maggioranza o, almeno, nei confronti della Commissione e dell'Assemblea. Invita al riguardo a riflettere sugli effetti che analoga vicenda provocherebbe in Assemblea, in riferimento a questioni così importanti e sensibili politicamente come quelle della riforma del mercato del lavoro.
Walter RIZZETTO (M5S) desidera precisare, con riferimento alle dichiarazioni del deputato Baruffi, che quanto accaduto ieri nel suo gruppo riguarda l'ambito circoscritto della Commissione Lavoro e del provvedimento in esame. Del tutto diverso è invece il rilievo che assume il fatto che la maggioranza vota contro le proposte avanzate da gruppi che ne fanno parte, vicenda che va oltre l'attività della Commissione e il decreto che si sta trattando.
Chiede quindi che vi sia il dovuto chiarimento per il prosieguo del cammino di una maggioranza che sta mostrando evidenti difficoltà.
Marialuisa GNECCHI (PD) ritiene che in questa Commissione la maggioranza e il suo gruppo non si comportino affatto in maniera arrogante, ma dimostrano ampia disponibilità, come avvenuto di recente, per esempio, nei confronti del collega Fedriga. Pag. 233
In linea generale, è a tutti noto che lo schieramento con il quale il PD si è presentato alle elezioni non è quello che ha poi sostenuto la formazione del Governo. È altresì evidente che su temi sensibili come quelli del lavoro vi possono essere posizioni diverse tra le parti politiche, così come tra Camera e Senato. Altrettanto chiari e trasparenti sono gli orientamenti manifestati in merito al decreto in esame, che il collega Pizzolante ha valutato positivamente mentre il suo gruppo ha preannunciato di volerlo correggere.
Invita poi a considerare che il confronto all'interno della Commissione è reso più difficile dal fatto che non tutti i colleghi partecipano costantemente ai suoi lavori, ma intervengono soprattutto nelle fasi di votazione. Fa presente, al riguardo, che i gruppi NCD e FI-PdL sono rappresentati anche da alcuni colleghi non particolarmente assidui ai lavori anche in ragione di concomitanti impegni.
In conclusione, ritiene che si possa prendere atto delle differenze tra le parti politiche, che non devono costituire un ostacolo allo svolgimento dei lavori. Non può però accettare che il suo gruppo sia considerato arrogante solo perché numericamente più consistente.
Tiziana CIPRINI (M5S) nota l'esistenza di contraddizioni rilevanti e insanabili tra il PD e le altre forze della maggioranza. Nota inoltre un fenomeno di «sindacabullismo» nella Commissione.
Renata POLVERINI (FI-PdL) ricorda alla collega Gnecchi che i deputati Brunetta e Baldelli, autorevoli membri della Commissione Lavoro, svolgono ruoli importanti alla Camera e che, conseguentemente, il gruppo non può garantire nel suo insieme presenze costanti.
Sottolinea quindi che oggi è emersa una questione politica che non riguarda il rapporto tra maggioranza e opposizioni, ma investe la sola maggioranza, che meglio avrebbe fatto a risolverla al suo interno, senza farla ricadere sui lavori della Commissione.
Cesare DAMIANO, presidente, ricordando che la Commissione ha un compito cui adempiere, fa presente che il Governo ha espresso un parere sugli emendamenti, che costituisce un momento di sintesi al quale i gruppi della maggioranza si allineano.
Sergio PIZZOLANTE (NCD) rileva che il Governo dovrebbe cercare ad esprimere una sintesi tra le posizioni dei gruppi della maggioranza.
Ribadisce poi che la questione da lui posta riguarda solo la Commissione Lavoro, nella quale il gruppo PD manifesta un atteggiamento arrogante, che si manifesta nel fatto che sintesi e mediazioni si svolgono solo al suo interno senza considerare le forze politiche alleate. Di fatto, un subemendamento presentato dai rappresentanti di due gruppi della maggioranza è stato respinto dalla stessa maggioranza, con il parere contrario del relatore e del Governo. In questa occasione il Governo non ha rispettato la sua maggioranza, in quanto non si è posto neppure il problema di cercare preventivamente un dialogo con i presentatori dell'emendamento.
Marco BALDASSARRE (M5S) ritiene che se la maggioranza deve discutere dei suoi problemi di funzionamento, meglio sarebbe sospendere i lavori della Commissione.
Cesare DAMIANO, presidente, sollecita la Commissione a procedere nei lavori.
Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere favorevole sull'emendamento del relatore 1.216, a condizione che alla lettera b-bis) sia aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Alle medesime lavoratrici è altresì riconosciuto, con le stesse modalità di cui al presente comma, il diritto di precedenza anche nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi, con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei precedenti rapporti a termine».
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, accoglie la sollecitazione del Governo, presentando una nuova formulazione del suo emendamento 1.216.
La Commissione approva quindi l'emendamento del relatore 1.216 (nuova formulazione).
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che l'emendamento Gnecchi 1.131 è stato ritirato, riservandosi i presentatori la formulazione di un ordine del giorno per il successivo esame in Assemblea.
La Commissione, con il parere favorevole del relatore e del Governo, approva l'emendamento Coscia 1.135.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, ritiene meritorie le finalità dell'emendamento Baldelli 2.80, ma fa presente, anche a seguito di contatti informali intercorsi con il Ministero dell'economia e delle finanze, che lo stesso comporta oneri finanziari consistenti. Invita pertanto il deputato Baldelli a ritirarlo, valutando la formulazione di un ordine del giorno per l'esame in Assemblea, affinché la sua proposta possa essere inserita nei provvedimenti che il Governo sta programmando di adottare.
Il sottosegretario Luigi BOBBA si associa alle considerazioni del relatore, rilevando che, oltre a un problema di copertura finanziaria, l'emendamento 2.80 presenta anche profili critici dal punto di vista sistematico, visto che il decreto in esame introduce limitati elementi innovativi in materia di apprendistato. Fa presente in ogni caso che il Ministro del lavoro intende affrontare il tema dei lavoratori anziani che hanno perso il lavoro ed è disponibile ad accogliere un ordine del giorno che riprenda la sostanza della proposta emendativa in esame.
Simone BALDELLI (FI-PdL), nel ringraziare il relatore e il Governo per l'attenzione dimostrata, ritiene tuttavia che i problemi di copertura finanziaria posti dal suo emendamento 2.80 avrebbero potuto essere superati da una riformulazione in grado di individuare una compensazione tra nuovi oneri e riduzione dei costi esistenti. Per esempio, si sarebbe potuto aprire un canale agevolato di accesso all'apprendistato per i lavoratori che beneficiano di ammortizzatori sociali, la cui cessazione potrebbe compensare le agevolazioni contributive proposte. In tal modo, si sarebbe peraltro realizzata una vera politica attiva del lavoro.
Per questi motivi, essendo mancato uno sforzo di riformulazione, chiede che il suo emendamento venga messo in votazione, affinché la Commissione si assuma l'onere di una pronuncia. Si riserva infine l'eventuale presentazione di un ordine del giorno per il successivo esame in Assemblea.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, osserva che le obiezioni sugli effetti finanziari dell'emendamento Baldelli 2.80 riguardano proprio i soggetti titolari di ASPI, visto che il decreto-legge n. 76 del 2013 già prevede la destinazione del 50 per cento del trattamento spettante al lavoratore e non goduto in favore dell'impresa che lo assume. In sostanza, lo spazio finanziario aperto dalla cessazione degli ammortizzatori sociali goduti dal lavoratore che riprende il lavoro è già stato utilizzato.
Osserva inoltre che il Ministero dell'economia di regola non ritiene di poter utilizzare come modalità di copertura le risorse generate dai contributi futuri del lavoratore che cessa dallo stato di disoccupazione, richiedendo invece specifiche forme di copertura per l'introduzione di incentivi alle assunzioni.
Simone BALDELLI (FI-PdL) apprezza la risposta del relatore, ma ribadisce che, pur nei ristretti margini di tempo disponibili, si sarebbero potute individuare altre forme di copertura, intervenendo per esempio sulle risorse di cui alla legge n. 407 del 1990.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, riconosce che si potevano trovare altre formulazioni, Pag. 235ma assicura che i tentativi operati non sono andati a buon fine.
La Commissione respinge quindi l'emendamento Baldelli 2.80.
Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere favorevole sull'articolo aggiuntivo del relatore 2.05, a condizione che il comma 3 sia riformulato come segue: «Il datore di lavoro al quale non si applicano i limiti percentuali già stabiliti dai vigenti contratti collettivi nazionali di lavoro di cui al comma 2, che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, abbia in corso rapporti di lavoro a termine che comportino il superamento del limite percentuale di cui all'articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, è tenuto a rientrare nel predetto limite entro il 31 dicembre 2014. In caso contrario il datore di lavoro, successivamente a tale data, non può stipulare nuovi contratti di lavoro a tempo determinato fino a quando non rientri nel limite percentuale di cui all'articolo 1, comma 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368.»
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, accoglie la riformulazione proposta dal rappresentante del Governo, che considera utile per le imprese e i lavoratori più di quanto non lo sia un blocco immediato delle nuove assunzioni. Infatti, si consente ai datori di lavoro che in base alle nuove norme si troveranno oltre la soglia di contratti a termine consentiti di rientrare nei limiti di legge in un tempo ragionevole. In caso contrario, scatterà il divieto di nuove assunzioni fino al rientro nei citati limiti.
La Commissione approva l'articolo aggiuntivo del relatore 2.05 (nuova formulazione).
Mara MUCCI (M5S) invita a considerare i suoi emendamenti 4.37 e 4.38.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, esprime parere contrario sull'emendamento Mucci 4.37.
Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere conforme a quello del relatore, rilevando che il provvedimento in esame non modifica la normativa sul DURC. Sottolinea tuttavia che il tema posto dalla deputata Mucci è rilevante, in particolare per quanto riguarda gli effetti sulla regolarità contributiva di esigui scostamenti tra il dovuto e il versato, oggetto dell'emendamento 4.38. Invita in proposito a valutare la presentazione di apposito ordine del giorno per l'esame in Assemblea, che il Governo potrebbe accogliere.
La Commissione respinge l'emendamento Mucci 4.37.
Mara MUCCI (M5S) ritiene che il suo emendamento 4.38 sia una proposta di buon senso, che evita di bloccare l'attività delle imprese in presenza di debiti contributivi esigui. Si dichiara pertanto disponibile a riformulare l'emendamento, ove necessario per fugare eventuali preoccupazioni.
Gessica ROSTELLATO (M5S) invita il Governo a rivalutare l'emendamento 4.38, sottolineando che spesso i piccoli scostamenti tra il dovuto e il versato dipendono da avvisi bonari, che poi risultano errati. Dovrebbe perciò essere considerata almeno la posizione di chi è destinatario di soli avvisi bonari.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, fa presente che il Ministero e l'INPS ritengono sconsigliabile una norma di legge che escluda l'irregolarità contributiva in presenza di scostamenti di piccola entità rispetto al dovuto, in quanto ritengono che tale norma potrebbe essere percepita come una soglia di tolleranza accettata. Invita pertanto a formulare sul tema un ordine del giorno, facendo in ogni caso presente che non appare accettabile indicare una percentuale di scostamento del 5 per cento, che corrisponde per le grandi imprese a somme enormi.
Mara MUCCI (M5S) dichiara di ritirare l'emendamento 4.38, a fronte della disponibilità Pag. 236del Governo a valutare un ordine del giorno in materia.
La Commissione, con il parere favorevole del relatore e del Governo, approva l'emendamento Placido 5.4.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che il deputato Fedriga, presentatore dell'emendamento 5.5, non è presente alla seduta, ma è stato informato della possibilità di una riformulazione della sua proposta, che egli tuttavia non ha accettato. Avverte pertanto che l'emendamento si intende decaduto.
Carlo DELL'ARINGA (PD), relatore, illustra il contenuto dell’ emendamento 5.7.
Il sottosegretario Luigi BOBBA esprime parere favorevole sull'emendamento del relatore 5.7.
La Commissione approva l'emendamento del relatore 5.7.
Cesare DAMIANO, presidente, avverte che si è concluso l'esame degli emendamenti e che il testo risultante dall'esame sinora svolto sarà trasmesso alle Commissioni competenti in sede consultiva per acquisirne il parere. La Commissione tornerà pertanto a riunirsi nella giornata di domani, al termine delle votazioni antimeridiane dell'Assemblea.
Simone BALDELLI (FI-PdL) rileva che in sede di Conferenza dei presidenti dei gruppi si è oggi convenuto che le Commissioni sono autorizzate a riunirsi durante le dichiarazioni di voto sul progetto di legge in materia di agenzie ambientali. Invita quindi a verificare la possibilità di anticipare la seduta della Commissione.
Cesare DAMIANO, presidente, si riserva di valutare le condizioni per anticipare la convocazione della Commissione.
Rinvia infine il seguito dell'esame alla seduta di domani.
La seduta termina alle 22.40.
Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 218 dell'16 aprile 2014, a pagina 332, prima colonna, ventiduesima riga, sostituire le parole: «dai medesimi», con le seguenti: «fra i medesimi».

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in fine
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