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Timestamp: 2019-07-18 17:16:24+00:00

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Aggiornamento: Le decisioni dell’AGCM, con particolare riferimento alle decisioni di accertamento, e la relativa politica sanzionataria - Competition Law
Competition Lawaggiornamenti Antitrust DizionarioAggiornamento: Le decisioni dell’AGCM, con particolare riferimento alle decisioni di accertamento, e la relativa politica sanzionataria
Aggiornamento: Le decisioni dell’AGCM, con particolare riferimento alle decisioni di accertamento, e la relativa politica sanzionataria
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1.Nel corso del periodo 2013-marzo 2014 la giurisprudenza amministrativa ha confermato il proprio orientamento (in tal senso, cfr. sentenza Cons. St,. 23 maggio 2012, n. 3026).
2. Le principali novità in materia sono collegate a due pronunce del Tribunale Amministrativo regionale (TAR) del Lazio rese in sede di impugnazione di due provvedimenti adottati dall’Autorità in applicazione dei noti principi accolti nella sentenza della Corte di Giustizia 9 settembre 2003, C-198/01, Consorzio Industrie Fiammiferi (CIF). Nei due casi il giudice di primo grado ha avuto modo di pronunciarsi su alcune rilevanti questioni in materia, l’una attinente ai profili sanzionatori della condotta anticoncorrenziale “scriminata”, sotto il profilo soggettivo, dall’esistenza di una “copertura normativa”, e l’altra in relazione alla legittimità della adozione della diffida a cessare la medesima condotta, pur in pendenza del vaglio del provvedimento da parte del giudice amministrativo (cfr., rispettivamente, sentenza Tar del Lazio, 9 gennaio 2013, n. 125 e sentenza Tar del Lazio, 7 febbraio 2014, n. 1525).
Nelle due sentenze, il giudice di primo grado, nel richiamare i principi fissati nella sentenza della Corte di Giustizia 9 settembre 2003, C-198/01, Consorzio Industrie Fiammiferi (CIF), ha riconosciuto che con la stessa è stato attribuito “un ruolo centrale alle autorità di concorrenza in relazione alla vigilanza sul rispetto degli articoli 81 e 82 CE, pervenendo alla conclusione che “l’effetto utile delle norme comunitarie sarebbe affievolito se, nell’ambito di un’inchiesta sul comportamento di imprese ai sensi dell’art. 81 CE, l’Autorità non potesse accertare se una misura nazionale sia in contrasto con il combinato disposto degli artt. 10 e 81 CE”, al fine di intervenire con le misure appropriate, che, “in siffatte ipotesi, consistono nella disapplicazione delle norme contrastanti”.
3. Sulla base di tali premesse, quanto al profilo sanzionatorio, ha chiarito che, secondo i principi stabiliti nella sentenza della Corte di Giustizia 9 settembre 2003, C-198/01- CIF, “se le norme nazionali escludono la possibilità di una concorrenza che possa essere ostacolata, ristretta o falsata da comportamenti autonomi delle imprese, le stesse non possono essere sanzionate, in virtù del principio di certezza del diritto, per comportamenti pregressi alla loro disapplicazione, (..) mentre, laddove la normativa nazionale si limiti a sollecitare o a facilitare l’adozione di comportamenti anticoncorrenziali autonomi da parte delle imprese, queste rimangono soggette agli artt. 81 e 82 CE e possono incorrere in sanzioni, anche per comportamenti anteriori alla decisione di disapplicazione di detta normativa; in tale ultima ipotesi, tuttavia, il comportamento delle imprese deve essere valutato, ai fini della determinazione della sanzione, alla luce della circostanza attenuante costituita dal contesto giuridico interno. Circa la nozione di ‘copertura normativa’ dei comportamenti anticoncorrenziali delle imprese, il giudice di primo grado ha precisato che essere intesa in senso restrittivo, “potendo essere ammessa solo in presenza di condotte specificamente imposte che rappresentino puntuale attuazione di disposizioni normative inequivocabili” (sentenza Tar del Lazio, 9 gennaio 2013, n. 125)
4. Peraltro, il giudice di primo grado ha altresì precisato che, al di fuori del profilo sanzionatorio, “la Corte di Giustizia non abbia affrontato espressamente la questione della disapplicazione delle norme nazionali c.d. in malam partem, ovvero in senso sfavorevole agli operatori economici sottoposti al procedimento, con ciò optando per l’irrilevanza della questione”, secondo l’approccio accolto nelle due sentenze, la disapplicazione di norme nazionali contrastanti con norme comunitarie da parte di giudici ed autorità amministrative è misura che discende dalla efficacia diretta di alcune norme comunitarie, sicché ciò comporta “da un lato, effetti favorevoli per i titolari dei diritti riconosciuti dalle norme comunitarie e, dall’altro, effetti sfavorevoli nei confronti di quei soggetti che beneficiavano della “copertura” della normativa interna dichiarata illegittima” sentenza Tar del Lazio, 9 gennaio 2013, n. 125 e sentenza Tar del Lazio, 7 febbraio 2014, n. 1525).
5. Nella pronuncia più recente n. 1525/2014, in linea con tale orientamento, il giudice di primo grado si è poi soffermato sulla legittimità dell’inibitoria del comportamento pregresso. In proposito, ha ritenuto che il termine per ottemperare alla diffida vada fissato a decorrere dalla notifica del provvedimento, e non dal momento in cui la decisione diviene definitiva. Secondo il giudice di primo grado, ciò risponde, all’”esigenza, da un lato, di evitare l’indefinito protrarsi dell’illecito e, dall’altro, di concedere alla ricorrente un congruo periodo di tempo per l’adozione di misure necessarie per la rimozione dell’infrazione”. Inoltre, risulta conforme ai principi stabiliti dalla Corte di Giustizia (sentenza 9 settembre 2003, procedimento C-198/01-CIF), che rispondono alla necessità di garantire l’effetto utile e l’applicazione della normativa a tutela della concorrenza in presenza di una norma interna contrastante. In tale prospettiva, il Tar ha chiarito che “le considerazioni della Corte di Giustizia (..) circa la necessità che la decisione divenga definitiva, non riguardano la diffida, quanto il diverso aspetto della sanzione del comportamento dell’impresa che potrà essere inflitta soltanto laddove la decisione sia divenuta definitiva” (sentenza Tar del Lazio, 7 febbraio 2014, n. 1525).
© Copyright 2014 – Da citarsi come: R. Garozzo, Aggiornamento alla voce Le decisioni dell’AGCM, con particolare riferimento alle decisioni di accertamento, e la relativa politica sanzionataria, in L.F. Pace (a cura di), Dizionario sistematico della concorrenza, Jovene, 2013, disponibile al sito www.competition-law.eu.
Autore: Rosaria Garozzo
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