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Timestamp: 2019-12-06 03:17:32+00:00

Document:
del Compartimento di Firenze
REGOLAMENTO INTERNO PREMESSA
Art. 1) L'associazione in quanto a carattere prettamente tecnico-professionale è apolitica ed apartitica. Ad ogni associato è riconosciuta e rispettata piena libertà di pensiero. Dovrà però astenersi nel modo più rigoroso dal manifestare, propagandare, ecc., in seno all'associazione idee politiche sia direttamente che indirettamente. E' questo un impegno che l'associato assume e dichiara di mantenere all'atto stesso della sua iscrizione. L'associato che verrà meno a questo suo preciso impegno sarà passibile di provvedimenti disciplinari ed in casi gravi potrà essere espulso dall'associazione a giudizio insindacabile del consiglio direttivo compartimentale. (art. 12 e 13 dello statuto sociale)
DELLE ASSEMBLEE GENERALI ORDINARIE E STRAORDINARIE
Art. 2) Deve essere norma costante degli associati che intendono prendere parte alle discussioni, il rispetto reciproco, la calma nello svolgere le proprie idee, la tolleranza nel controbattere le altrui opinioni, l'usare frasi convenienti ed urbane, il rispetto e l'ossequio verso chi presiede e verso le deliberazioni dell'assemblea. All'associato che non ottemperasse a tali norme il presidente può togliere la parola. Qualora poi pur privato della parola ostacolasse lo svolgimento regolare dell'assemblea, il presidente a diritto di farlo uscire dal luogo dell'adunanza proponendo all'assemblea di applicare a carico del disturbatore quei provvedimenti disciplinari ritenuti più idonei per evitare il ripetetrsi di tali intemperanze.
Art. 3) All'inizio di ogni seduta, comunicata all'assemblea l'ordine del giorno, peraltro già a conoscenza di ogni associato per affissione all'albo sociale e per invito personale, sarà data lettura del verbale dell'ultima assemblea. Il presidente se non vi sono osservazioni lo dichiarerà approvato. Le eventuali proposte di rettifica al verbale devono essere approvate dall'assemblea.
Art. 4) Nessun associato può prendere la parola in assemblea senza il permesso del presidente, che la concede a richiesta e nell'ordine in cui viene fatta ed in casi di richieste simultanee fatte da più associati il presidente ne stabilirà la graduatoria.
Art. 5) Alla discussione delle diverse pratiche poste all'ordine del giorno si procede secondo l'ordine con cui vi sono iscritte.
Art. 6) Nessun associato può ottenere la parola più di due volte sullo stesso argomento e per la durata massima di 10 minuti per volta, tranne l'autore e il relatore della proposta in discussione salvo che l'assemblea, interpellata in proposito, lo permetta. Il presidente ha sempre facoltà di intervenire anche interrompendo l'ordine degli iscritti a parlare, quando si tratti di rimettere la discussione in argomento, dare schiarimenti per debito di ufficio o muovere qualche osservazione.
Art. 7) Ciascun associato ha facoltà di muovere una interpellanza al presidente per ottenere informazioni o schiarimenti anche sopra un argomento non iscritto all'ordine del giorno. Resta facoltà del presidente di riservarsi la risposta per la prossima adunanza qualora non ritenesse di poter rispondere subito.
Art. 8) Se l'interpellanza si chiudesse con una proposta sulla quale faccia d'uopo provocare una formale deliberazione, sarà apposta all'ordine del giorno per la prima seduta a meno che l'assemblea non la dichiari d'urgenza.
Art. 9) Su proposta del presidente o di un associato si potrà invertire l'ordine del giorno previa però approvazione dell'assemblea.
Art. 10) Per reclami al regolamento, per le mozioni d'ordine, o per fatto personale non si può mai negare la parola, ed il presidente è in facoltà di toglierla, quando si esuli dall'argomento in discussione.
Art. 11) L'autore di una proposta o di un emendamento ha diritto di illustrarne i particolari e di chiuderne la discussione prima del voto dell'assemblea; come pure ha il diritto di ritirarla prima del voto semprechè non venga sostenuta da altro associato.
Art. 12) Gli emendamenti afferenti una proposta sono sottoposti all'approvazione o meno dell'assemblea, con precedenza sull'approvazione o meno della proposta stessa, iniziando dall'emendamento che più si allontana dalla proposta.
Art. 13) I richiami per mozione d'ordine, sul regolamento, per la priorità delle votazioni o per le questioni pregiudiziali, hanno sempre la precedenza sulla questione principale.
Art. 14) La questione pregiudiziale e le proposte sospensive, cioè che si debba rimandare la discussione per nuovi studi, hanno sempre la precedenza nelle votazioni.
Art. 15) Ciascun associato che ha la parola, sia che egli parli all'indirizzo di un altro associato per fatto personale, sia che egli perori una sua proposta dovrà rivolgersi a parlare sempre, ed in ogni caso, direttamente verso il banco della presidenza.
Art. 16) Se il presidente invita un associato a ritirare una qualsiasi parola offensiva, l'associato stesso deve uniformarsi all'invito. Qualora non lo facesse o rispondesse evasivamente, il presidente inviterà l'assemblea a pronunciarsi in proposito con voto senza discussione.
Art. 17) Quando sopra una discussione viene proposta la chiusura, il presidente la mette ai voti sempre che nel corso della discussione ci sia stato almeno uno che abbia parlato in favore ed uno contro la proposta stessa. Se ci fosse opposizione a che venga messa ai voti la chiusura, il presidente da la parola ad un associato che intenda parlare, brevemente in favore, ed uno contro la chiusura.
Art. 18) Qualunque pratica o questione presentata e non prevista dal regolamento, dovrà venire risolta dall'assemblea la quale deciderà pure se la decisione che ne seguirà debba o meno essere inserita nel regolamento per farne parte integrante.
Art. 19) Il consiglio direttivo è tenuto a radunarsi ogni qualvolta lo richiedono le esigenze dell'associazione ed almeno una volta ogni 2 mesi, accertandosi sul buon andamento dell'associazione, dando esito ai reclami che gli potessero pervenire.
DOVERI DEL SEGRETARIO
Art. 20) Il segretario darà esito alla corrispondenza, redigerà i verbali delle assemblee e del consiglio direttivo, si incaricherà dell'amministrazione rilasciando e firmando con il presidente le ricevute ed i mandati e curando la contabilità sociale. Potrà essere coadiuvato da un vicesegretario che, come il segretario, può non essere un associato e le loro prestazioni possono essere retribuite. Eseguirà la deliberazioni e gli ordini del consiglio direttivo.
DOVERI DEL TESORIERE
Art. 21) Premesso che tutte le entrate dell'associazione dovranno essere versate sui conti correnti intestati alla stessa ed all'uopo istituiti, il tesoriere sarà responsabile verso l'associazione di tutti i valori di proprietà della stessa esistenti in sue mani e dei quali le ricevute saranno custodite dal segretario.
Art. 22) Dovrà tenere note progressive sul suo libro cassa di tutte le entrare e di tutte le uscite. Le relative operazioni saranno effettuate soltanto a seguito di mandato firmato dal segretario e dal presidente. Detti mandati saranno emessi all'ordine del tesoriere. Avrà cura di dare sollecito esito ai mandati medesimi.
Art. 23) Il tesoriere dovrà firmare, unitamente al presidente ed al segretario, i rendiconti annuali. Risultandogli a sue mani una somma maggiore ai bisogni correnti dell'associazione ne dovrà provvedere al deposito nei conti correnti intestati all'associazione.
Art. 24) Sarà compito del tesoriere, tutte le settimane, di ritirare le entrate sia degli esattori che da chiunque altro avesse incassato per conto dell'associazione.
Art. 25) Il consiglio direttivo potrà nominare annualmente uno o più esattori i quali dovranno uniformarsi agli ordini del presidente per le riscossioni delle quote associative od altri pagamenti da parte degli associati. L'esattore rilascerà agli associati regolare ricevuta da lui firmata staccata dal bollettario a matrice e figlia. Rimetterà i soldi riscossi settimanalmente al tesoriere ritirandone ricevuta a scarico. La percentuale di spettanza dell'esattore rimarrà a carico dell'associato.
Art. 26) Tutti gli associati, ad eccezione di quelli che ne fossero interdetti a norma dell'art. 19 dello statuto sociale, sono in obbligo di prendere parte alla votazione per la nomina del consiglio direttivo. L'assemblea generale ordinaria designerà 5 membri fra gli associati presenti i quali formeranno l'apposita commissione che regolerà la votazione del nuovo consiglio direttivo. Il consiglio direttivo uscente rimarrà in carica per la sola ordinaria amministrazione sino alla proclamazione del nuovo consiglio direttivo al quale farà regolari consegne per il trapasso dei poteri.
Art. 27) Qualunque associato che occupasse una carica in seno all'associazione, dimettendosi non potrà lasciare il suo ufficio finchè non sarà sostituito.
Art. 28) Ogni associato dovrà tenere informato il consiglio direttivo del proprio domicilio, denunciando subito gli eventuali cambiamenti. In caso contrario non potrà reclamare per inconvenienti derivanti da tale manchevolezza.
Art. 29) Le assemblee salvo casi eccezionali d'importanza riconosciuti tali dalla maggioranza dei presenti, non potranno prolungarsi più di tre ore da quella di apertura. Le pratiche rimaste da trattare saranno rinviate ad una assemblea di continuazione da fissarsi o seduta stante o per disposizione del consiglio direttivo a seconda dell'urgenza.
Art. .30) Il presente regolamento va in vigore il giorno successivo della sua approvazione e potrà essere modificato ogni qualvolta se ne presenti la necessità assoluta, sempre per il miglior funzionamento ed il bene dell'associazione.
Livorno , 23 marzo 1970
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References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29