Source: http://docplayer.it/855186-Standard-qualitativi-in-solvency-2-g-i-a-mpaolo-crenca-e-mif-e-x-e-cutive-master-in-insurance-f-i-nance.html
Timestamp: 2016-10-22 05:54:47+00:00

Document:
⭐Standard qualitativi in Solvency 2 G I A MPAOLO CRENCA E MIF - E X E CUTIVE MASTER IN INSURANCE & F I NANCE
Download "Standard qualitativi in Solvency 2 G I A MPAOLO CRENCA E MIF - E X E CUTIVE MASTER IN INSURANCE & F I NANCE"
Agostina Dini
1 Standard qualitativi in Solvency 2 G I A MPAOLO CRENCA E MIF - E X E CUTIVE MASTER IN INSURANCE & F I NANCE MILANO 28/03 / 20152 Indice 1. Solvency 2 2. Data quality 3. Riassicurazione 4. Modello interno 5. Politica underwriting Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 23 Solvency 2 Armonizzazione europea Approccio alla valutazione interna del profilo di rischio (ORSA) Gestione sana e prudente dei rischi Contemplare stabilità ed efficienza Ottimizzazione risorse Strumento di governance Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 34 Data quality Cos è il data quality? Standard qualitativi di Solvency 2 Accuratezza: grado di fiducia riposta nei dati, più sono accurati e più riducono distorsioni nei risultati elaborati Completezza: rappresentano appieno il fenomeno osservato Appropriati: adatti agli scopi previsti e capaci di supportare il business Il data quality non è solo una questione di regolamentazione ma mette alla luce il legame esplicito tra la qualità dei dati e i requisiti patrimoniali. La creazione di strumenti per la misurazione e la comunicazione della qualità del dato può aiutare a gestire la qualità complessiva dei dati. Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 45 Data quality Art. 82 Direttiva Solvency 2 Le compagnie si dotano di procedure e processi interni per garantire l appropriatezza, la completezza e l accuratezza dei dati utilizzati. Nel caso di dati di qualità non sufficientemente appropriata per applicare un metodo attuariale affidabile è possibile effettuare approssimazioni per il calcolo della best estimate possibili distorsioni nelle stime che conducano ad una sottostima o sovrastima Orientamenti EIOPA sul sistema di governance (Qualità dei dati) La funzione attuariale valuta la coerenza dei dati interni ed esterni utilizzati per il calcolo delle riserve tecniche formula raccomandazioni sulle procedure interne per migliorare la qualità dei dati L'incertezza circa la qualità dei dati può portare ad un eccesso di copertura dei rischi, con conseguente consumo addizionale di capitale. Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 56 Data quality Data governance Nell identificare e misurare la propria esposizione, gli assicuratori gestiscono una grande quantità di dati, ma spesso non si fa pieno uso di tale tesoro. Investire nella gestione dei dati può aiutare a migliorare il processo decisionale: disporre di dati più dettagliati e accurati possibili migliora la capacità di comprendere lo stato di salute della società e ad individuare le leve necessarie per la gestione dell attività assicurativa. Data Governance intesa come l insieme delle politiche, dei processi e delle procedure volte: alla gestione e al controllo dei dati alla valutazione della consistenza dei dati tale da evitare duplicazioni delle informazioni al monitoraggio e al miglioramento continuo della qualità dei dati nel tempo all efficace conservazione dei dati in misura dettagliata tale da consentire analisi e aggregazioni richieste dalle possibili procedure di utilizzo Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 67 Data quality Data governance Art. 12 bis Reg 20 ISVAP (Sistema di gestione dei dati) Adottare un sistema di registrazione e di reportistica dei dati che ne consenta la tracciabilità al fine di poter disporre di informazioni complete ed aggiornate sugli elementi che possono incidere sul profilo di rischio dell impresa e sulla sua situazione di solvibilità. Il sistema assicura nel continuo l integrità, la completezza e la correttezza dei dati conservati e delle informazioni rappresentate garantendo la verifica delle informazioni registrate. L impresa definisce uno standard aziendale di data governance che individua ruoli e responsabilità delle funzioni coinvolte nell utilizzo e nel trattamento delle informazioni aziendali. Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 78 Data quality Sistemi IT Nella gestione dei dati il contributo dell IT è molto rilevante. In una compagnia la determinazione di una architettura IT a supporto del sistema di data quality dipende chiaramente dallo stato attuale dei sistemi informatici e delle basi dati. Art. 14 Reg 20 ISVAP (Sistemi informatici) I sistemi informatici devono essere appropriati rispetto alla natura, alla portata ed alla complessità dell attività dell impresa, nonché dei conseguenti rischi e devono fornire informazioni, sia all interno che all esterno. Sono adottate procedure che assicurino la sicurezza fisica dell hardware, del software e delle banche dati, anche attraverso procedure di disaster recovery e back up. Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 89 Data quality Criticità La creazione eccessiva di architetture IT può portare alla duplicazione dei dati e dei processi, rendendoli tutt'altro che ottimali e generando difficoltà nell organizzazione globale. Ricezione, conservazione, estrapolazione, elaborazione, trasmissione dei dati: Operational risk. Garantire la tracciabilità e il controllo tra la fonte e i risultati, il tutto anche il ottica di Pillar 3. Difficoltà di corrispondenza tra dati contabili (in ottica Local, IFRS, Solvency 2) e dati attuariali. Il mercato italiano è caratterizzato per l 80% da medio-piccole imprese, alle prese con il processo di raccolta, verifica della qualità ed utilizzo dei dati, le cui prime difficoltà sono di carattere organizzativo. Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 910 Modello interno Art. 112 Direttiva Solvency 2 «Le Compagnie possono calcolare il requisito patrimoniale di solvibilità utilizzando un modello interno completo o parziale approvato dalle autorità di vigilanza.» Un modello interno deve poter disporre di standard di qualità statistica Base di dati consistenti, affidabili e adeguati Metodi basati su tecniche attuariali e stocastiche adeguate, applicabili e pertinenti su informazioni attuali e credibili e su ipotesi realistiche coerenti con i metodi utilizzati per calcolare le riserve tecniche Coerenza tra i dati di input, i parametri e le ipotesi del modello utilizzato Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 1011 Modello interno Un modello efficiente di valutazione, gestione e monitoraggio del rischio deve poter consentire: Modellizzazione quantitativa di tutte le categorie di rischio ritenute significative Analisi delle dipendenze tra le categorie di rischio attraverso un sistema di misurazione degli effetti di diversificazione Modellizzazione e recepimento di tutte le strutture di mitigazione del rischio Calcolo dei requisiti di capitale Capacità di generare una reportistica trasparente che permetta il confronto tra il capitale richiesto per ogni singolo rischio e sotto-rischio con quello richiesto dall applicazione della formula standard L implementazione di un modello interno consente di: Determinare la misura di capitale in funzione dell effettiva dimensione e rischiosità della Compagnia Ottimizzare il capitale evitando assorbimenti improduttivi Rafforzare i risultati finanziari garantendo rendimenti per gli azionisti Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 1112 Modello interno Vantaggi modello interno Calibrazione parametri mediante dati specifici della Compagnia Uso di procedure di simulazione stocastica Sfruttamento delle connessioni tra rischi attraverso l uso di copule Pieno uso della riassicurazione Svantaggi modello interno Costi elevati in termini di tempo e di risorse Molto elaborioso e non di facile implementazione F(x) 16% 14% 12% 10% 8% 6% 4% 2% 0% x Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 1213 Modello interno Sulla base delle evidenze empiriche il requisito di capitale calcolato sotto Solvency 2 potrebbe risultare maggiore rispetto all attuale regime in vigore (Solvency 1) sarà richiesto un maggiore sforzo alle Compagnie per l adeguamento dei capitali alla nuova normativa Rispetto alla formula standard l uso di un modello interno completo o parziale identifica con maggiore precisione la connessione tra i vari rischi, determinando in tal modo una misura di capitale più coerente al business della Compagnia. Fondamentale è la conoscenza dello stato globale della società e delle sue potenzialità/criticità I dati sono una fonte indispensabile e imprescindibile Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 1314 Riassicurazione La politica di gestione dei rischi valuta le tecniche di attenuazione del rischio individuando il livello di trasferimento dei rischi adeguato al risk appetite dell impresa attraverso opportuni accordi di riassicurazione i principi di selezione dei riassicuratori le procedure di valutazione del trasferimento del rischio effettivo una gestione della liquidità atta ad affrontare eventuali disallineamenti temporali tra le liquidazioni dei sinistri La scelta dei riassicuratori si basa sul rating: la riassicurazione genera un rischio di credito (counterparty risk) con probabilità di default legate al rating e/o alla solvibilità patrimoniale della controparte. sul numero: un numero maggiore di riassicuratori permette un opportuna diversificazione del rischio di perdite derivanti dal default. sull ottimizzazione: analisi del requisito patrimoniale al lordo e al netto della riassicurazione in funzione dell utile lordo e netto. Il risparmio di capitale derivante dalla riassicurazione non deve penalizzare gli utili. Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 1415 Riassicurazione Oltre a far fronte ai rischi tecnici le compagnie non possono trascurare i rischi catastrofali il verificarsi di tali eventi potrebbero minare la solvibilità e il business stesso della Compagnia il ricorso alla riassicurazione è più che doveroso Nella formula standard il ricorso alla riassicurazione (soprattutto non proporzionale) non è appropriatamente considerata, vanificando anche l operato delle Compagnie più virtuose. La flessibilità di un modello interno va oltre tali limitazioni sfruttando al meglio il potenziale di tale strumento. Art. 121 (6) Direttiva Solvency 2: «Le Compagnie possono tenere pienamente conto dell effetto delle tecniche di attenuazione del rischio nel loro modello interno...» Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 1516 Politica underwriting La valutazione delle ipotesi sull evoluzione dei fenomeni assicurativi è il nucleo sul quale si fonda la definizione dei premi necessari a garantire l attività assicurativa. Ciò non può prescindere dal profilo di rischio-rendimento della compagnia, in funzione dei dati disponibili a supporto dell attività di pianificazione. Con Solvency 2 potrebbe essere richiesta una nuova politica di underwriting attraverso l affinamento delle tecniche di misurazione e di elaborazione possibile impatto sulla tipologia di prodotti venduti repricing per mantenere margini in corrispondenza di quei prodotti che comportano maggior assorbimento di capitale (ad esempio potrebbe verificarsi per le rendite) maggior partecipazione dell assicurato nell assunzione dei rischi Qualora i requisiti patrimoniali sui prodotti tradizionali risultassero particolarmente penalizzanti è ipotizzabile lo sviluppo di nuovi prodotti e di canali innovativi. Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 1617 Politica underwriting Art. 48 (g-h) Direttiva Solvency 2 La Funzione Attuariale deve esprime un parere sulla politica di sottoscrizione globale adottata dall impresa sull adeguatezza accordi di riassicurazione tenendo in considerazione le interrelazioni tra tali aspetti e le riserve tecniche. Milano 28/03/2015 STANDARD QUALITATIVI IN SOLVENCY 2 GIAMPAOLO CRENCA 1718 Grazie per l attenzione! «VINCE CHI HA PIÙ INFORMAZIONI A DISPOSIZIONE MA SOPRATTUTTO CHI SA USARLE MEGLIO!» Documenti analoghi
REGOLAMENTO N. 20 DEL 26 MARZO 2008 REGOLAMENTO RECANTE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTROLLI INTERNI, GESTIONE DEI RISCHI, COMPLIANCE ED ESTERNALIZZAZIONE DELLE ATTIVITÀ DELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE, Dettagli 51-14-000579 Alle Imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia LORO SEDI
SERVIZIO NORMATIVA E POLITICHE DI VIGILANZA Roma 15 aprile 2014 Prot. n. All.ti n. 1 51-14-000579 Alle Imprese di assicurazione e riassicurazione con sede legale in Italia LORO SEDI Alle Alle Imprese capogruppo Dettagli Informativa al pubblico PILLAR III
Informativa al pubblico PILLAR III Dati riferiti al 31 dicembre 2008 Indice Premessa......................................................................... 2 Tavola 1 Requisito Informativo generale................................................ Dettagli Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria
Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Documento di discussione Lo schema di regolamentazione: bilanciare sensibilità al rischio, semplicità e comparabilità Termine per la presentazione dei commenti: Dettagli CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E CONSIGLIO NAZIONALE DEI RAGIONIERI
CONSIGLIO NAZIONALE DEI DOTTORI COMMERCIALISTI E CONSIGLIO NAZIONALE DEI RAGIONIERI COMMISSIONE PARITETICA PER I PRINCIPI DI REVISIONE LA COMPRENSIONE DELL IMPRESA E DEL SUO CONTESTO E LA VALUTAZIONE DEI Dettagli La gestione del rischio. Vademecum a uso dei confidi
La gestione del rischio Vademecum a uso dei confidi 1 Il presente lavoro è stato curato dall ufficio studi e comunicazione del Consorzio camerale per il credito e la finanza, nell'ambito della collaborazione Dettagli INTRODUZIONE... 3 TAVOLA 1 REQUISITO INFORMATIVO GENERALE... 6 TAVOLA 2 AMBITO DI APPLICAZIONE... 21
BASILEA 3 III PILASTRO Informativa al pubblico Approvato dal Consiglio di Amministrazione del 24 Giugno 2015 (e successiva integrazione del 6 agosto 2015) Sommario PREMESSA... 3 TAVOLA 1 - OBIETTIVI E Dettagli Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Principi fondamentali per un efficace vigilanza bancaria
Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria Principi fondamentali per un efficace vigilanza bancaria Settembre 2012 Il presente documento è stato redatto in lingua inglese. In caso di dubbio, si rimanda Dettagli PREMESSA NOTE ESPLICATIVE SULL INFORMATIVA AL PUBBLICO (III PILASTRO)
INFORMATIVA AL PUBBLICO Terzo Pilastro di Basileaa 2 SITUAZIONE AL 31/12/2 2014 PREMESSA NOTE ESPLICATIVE SULL INFORMATIVA AL PUBBLICO (III PILASTRO) Il primo gennaio 2014 è entrata in vigore la nuova Dettagli 2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE
L 173/190 Gazzetta ufficiale dell Unione europea 12.6.2014 DIRETTIVA 2014/59/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 15 maggio 2014 che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti Dettagli INFORMATIVA AL PUBBLICO SULLA SITUAZIONE AL 31/12/2010
INFORMATIVA AL PUBBLICO SULLA SITUAZIONE AL 31/12/2010 INDICE PREMESSA 3 TAVOLA 1 REQUISITO INFORMATIVO GENERALE... 4 TAVOLA 2 AMBITO DI APPLICAZIONE... 15 TAVOLA 3 COMPOSIZIONE DEL PATRIMONIO DI VIGILANZA... Dettagli L ASSET LIABILITY MANAGEMENT NELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE SULLA VITA
La vigilanza e le garanzie finanziarie QUADERNI 12 L ASSET LIABILITY MANAGEMENT NELLE IMPRESE DI ASSICURAZIONE SULLA VITA PARTE PRIMA INDICE L Asset-Liability Management nelle imprese di assicurazione Dettagli Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 136 del 15 giugno 2015 - Serie generale DELLA REPUBBLICA ITALIANA. Roma - Lunedì, 15 giugno 2015
Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 136 del 15 giugno 2015 - Serie generale Spediz. abb. post. 45% - art. - 1, art. comma 2, comma 1 20/b Legge 27-02-2004, 23-12-1996, n. n. 46-662 Filiale Dettagli Le banche locali e di credito cooperativo in prospettiva: vigilanza europea ed evoluzione normativa
FEDERAZIONE DELLE COOPERATIVE RAIFFEISEN Le banche locali e di credito cooperativo in prospettiva: vigilanza europea ed evoluzione normativa Intervento di Carmelo Barbagallo Capo del Dipartimento di Vigilanza Dettagli Linee Guida ABI per l applicazione degli Orientamenti ESMA concernenti alcuni aspetti dei requisiti di adeguatezza prescritti dalla MiFID
Linee Guida ABI per l applicazione degli Orientamenti ESMA concernenti alcuni aspetti dei requisiti di adeguatezza Linee Guida ABI Premessa Le presenti Linee Guida sono state elaborate sulla scorta di Dettagli Orientamenti ABE in materia di. valore a rischio in condizioni di stress (VaR in condizioni di stress) EBA/GL/2012/2
Orientamenti ABE in materia di valore a rischio in condizioni di stress (VaR in condizioni di stress) EBA/GL/2012/2 Londra, 16.05.2012 1 Oggetto degli orientamenti 1. Il presente documento contiene una Dettagli Informativa al Pubblico
Situazione al 30 giugno 2008 Informativa al Pubblico Situazione al 30 giugno 2008 Pillar 3 1 2 Informativa al Pubblico Pillar 3 Banca Monte dei Paschi di Siena SpA Capitale Sociale 4.451.299.156,28 interamente Dettagli PROJECT MANAGEMENT. Alessandro Martino
PROJECT MANAGEMENT Alessandro Martino 1. Introduzione 1.1. Generalità e concetti di base Molte sono le definizioni proposte in letteratura per il Project Management; in sintesi, può definirsi come l insieme Dettagli Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO. sulla segnalazione e la trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli
COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 29.1.2014 COM(2014) 40 final 2014/0017 (COD) Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla segnalazione e la trasparenza delle operazioni di finanziamento Dettagli La funzione di Compliance: profili organizzativi e costi
La funzione di Compliance: profili organizzativi e costi Survey Risultati INDICE Pagina 1 Prefazione... 4 2 Premessa... 6 3 Informazioni generali...7 3.1 3.2 3.3 3.4 4 7 8 11 12 Organizzazione della funzione Dettagli Linee guida per il reporting di sostenibilità
RG Linee guida per il reporting di sostenibilità 2000-2011 GRI Versione 3.1 2000-2011 GRI Versione 3.1 Linee guida per il reporting di sostenibilità RG Indice Prefazione Lo sviluppo sostenibile e l imperativo Dettagli Gli Standard hanno lo scopo di:
STANDARD INTERNAZIONALI PER LA PRATICA PROFESSIONALE DELL INTERNAL AUDITING (STANDARD) Introduzione agli Standard L attività di Internal audit è svolta in contesti giuridici e culturali diversi, all interno Dettagli Analisi dei riscatti in una gestione separata
Università degli Studi di Trieste FACOLTÀ DI ECONOMIA Corso di Laurea Magistrale in Scienze Statistiche e Attuariali Tesi di laurea magistrale Analisi dei riscatti in una gestione separata Candidato: Longo Dettagli CASSA DI RISPARMIO DI BRA SPA. BASILEA 2 III PILASTRO Informativa al pubblico Situazione al 31 Dicembre 2010
CASSA DI RISPARMIO DI BRA SPA BASILEA 2 III PILASTRO Informativa al pubblico Situazione al 31 Dicembre 2010 Sommario PREMESSA... 3 TAVOLA 1 - REQUISITO INFORMATIVO GENERALE... 4 TAVOLA 2 - AMBITO DI APPLICAZIONE... Dettagli PARTE TERZA ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE DI COMPETENZADELLA BANCA D ITALIA E DELLA CONSOB
PARTE TERZA ANALISI DI IMPATTO DELLA REGOLAMENTAZIONE DI COMPETENZADELLA BANCA D ITALIA E DELLA CONSOB RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA AIFM RELAZIONE SULL ANALISI D IMPATTO 1. Introduzione... 2 2. Il mercato Dettagli Strategia di Esecuzione e Trasmissione degli ordini. (ai sensi degli artt. 45-46-47-48 del Regolamento Intermediari Consob)
Strategia di Esecuzione e Trasmissione degli ordini (ai sensi degli artt. 45-46-47-48 del Regolamento Intermediari Consob) Novembre 2011 1 Indice PREMESSA ALLE LINEE GUIDA... 3 1 PRINCIPI GENERALI... 3 Dettagli Imprese e industria. Come interagire con la nuova cultura del rating. Guida pratica al finanziamento bancario per le piccole e medie imprese
Come viene valutata l affidabilità delle imprese con l Accordo di Basilea In questa fase di difficile congiuntura economica, l accesso al credito da parte del mondo produttivo è un tema di grande attualità Dettagli R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A.
XVI CONVEGNO R.I.B. Solidità e redditività del sistema assicurativo italiano. La situazione attuale e le prospettive di medio termine R.I.B. Reinsurance International Brokers S.p.A. XVI Convegno R.I.B. Dettagli 2016 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: Art. 82
 Art. 12
 Art. 14
 Art. 112
 Art. 121
 Art. 48