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Timestamp: 2020-08-15 14:35:29+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23417 del 06/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23417 del 06/10/2017
Cassazione civile, sez. lav., 06/10/2017, (ud. 28/04/2017, dep.06/10/2017), n. 23417
sul ricorso 312-2015 proposto da:
C.N., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,
VIA VITTORIA COLONNA 32, presso lo studio dell’avvocato VALENTINA
NOVARA, rappresentato e difeso dall’avvocato ALESSANDRO PALMIGIANO,
avverso la sentenza n. 1829/2014 della CORTE D’APPELLO di PALERMO,
depositata il 08/11/2014 R.G.N. 1258/2009.
1. la Corte d’appello di Palermo, con sentenza depositata il giorno 8/11/2014, ha rigettato l’appello proposto dalla Sicilcassa s.p.a., in liquidazione coatta amministrativa, contro la sentenza del tribunale che aveva accolto la domanda di C.N., dipendente della società, diretta ad ottenere l’ammissione allo stato passivo del credito avente ad oggetto le somme, versate da lui o per suo conto, nel Fondo Integrativo Pensioni, ivi comprese quelle poste a carico del datore di lavoro;
1.2. per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso la Sicilcassa s.p.a., sulla base di tre motivi, cui ha resistito con controricorso il lavoratore; le parti hanno depositato memorie ex art. 378 c.p.c..
1. nella memoria depositata ai sensi dell’art. 378 c.p.c., il difensore della Sicilcassa s.p.a. ha rinunciato ai primi due motivi del ricorso, con cui aveva denunciato, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione del D.Lgs. n. 124 del 1993, art. 10 e degli artt. 1362 c.c. e ss., con riferimento agli artt. 4 e 7 del Regolamento del Fondo di previdenza integrativo;
2. la rinuncia, come correttamente segnalato dalla stessa ricorrente, è stata determinata dalla pronuncia delle Sezioni Unite di questa Corte n. 477/2015, seguita da altra sentenza delle stesse Sezioni unite n. 4684/2015, che hanno risolto í contrasti esistenti sul diritto del lavoratore al riscatto dell’intera posizione contributiva e sulla natura dei trattamenti pensionistici integrativi;
3. la predetta rinuncia, che rende superflua una decisione in ordine alla fondatezza delle censure, deve ritenersi efficace anche in mancanza della sottoscrizione della parte o del rilascio di uno specifico mandato al difensore, in quanto, implicando una valutazione tecnica in ordine alle più opportune modalità dì esercizio della facoltà d’impugnazione e non comportando la disposizione del diritto in contesa, è rimessa alla discrezionalità del difensore, restando pertanto sottratta alla disciplina dettata dall’art. 390 c.p.c. per la rinuncia al ricorso (cfr. da ultimo, Cass. 3/11/2016, n. 22269); 4. il terzo motivo di ricorso, con cui la ricorrente denuncia la violazione e la falsa applicazione dell’art. 429 c.p.c., comma 3, con riguardo al credito del lavoratore avente ad oggetto la contribuzione riscattabile versata al fondo, è infondato alla luce dei precedenti di questa Corte che non si ritiene siano superati ed ai quali si rinvia in ragione del loro valore nomofilattico (Cass. 14/10/2015, n. 20717; Cass. 13/10/2015, n. 20526; 1/10/2015, n. 19636);
6. l’obbiettiva controvertibilità della questione, attestata dai contrasti giurisprudenziali anche di questa Corte, composti solo daí recenti interventi delle Sezioni Unite, giustifica la compensazione tra le parti delle spese del presente giudizio;
7. poichè il ricorso è stato notificato in data successiva al 31 gennaio 2013, sussistono i presupposti per il versamento, da parte della ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1, presupposti che non sono collegati alla condanna alle spese, ma al fatto oggettivo del rigetto integrale o della definizione in rito, negativa per l’impugnante, del gravame (Cass., ord.13 maggio 2014 n. 10306).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 378
 art. 10
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 13