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Timestamp: 2020-07-07 19:57:54+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25681 del 11/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25681 del 11/10/2019
Cassazione civile sez. lav., 11/10/2019, (ud. 25/06/2019, dep. 11/10/2019), n.25681
sul ricorso 377/2014 proposto da:
G.E., C.B., elettivamente domiciliati in ROMA,
VIALE DELLE MILIZIE 38, presso lo studio dell’avvocato ANDREA DE
ROSA, che li rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 10531/2012 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 19/12/2012 R.G.N. 6871/2010.
1. C.B. e G.E., pensionati iscritti al soppresso Fondo autoferrotranvieri, esponevano che avevano fruito del pensionamento anticipato D.L. n. 25 novembre 1995, ex art. 4, conv. in L. 5 gennaio 1996, n. 11, e che l’Inps aveva erogato loro una pensione in misura inferiore al dovuto non avendo imputato il beneficio della maggiorazione di cui all’art. 4, citato alla quota di pensione riferita all’anzianità contributiva maturata al 31/12/94.
Convenivano, pertanto, innanzi al Tribunale di Viterbo l’INPS chiedendo il ricalcolo della pensione con condanna dell’istituto al pagamento delle differenze nella misura quantificata in ricorso.
2. Il Tribunale rigettava la domanda. La Corte d’appello di Roma, con la sentenza qui impugnata,in riforma della sentenza del Tribunale, ha riconosciuto a C.B. e G.E. le differenze pensionistiche richieste ritenendo di includere la maggiorazione dell’anzianità contributiva nella cosiddetta quota B della pensione.
4. Per la cassazione di tale decisione ha proposto ricorso l’INPS affidato ad un unico motivo cui resistono il C. ed il G. con controricorso.
5. Con l’unico motivo di ricorso l’INPS deduce violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 29 giugno 1996, n. 414, art. 3,D.L. 25 novembre 1995, n. 501, art. 4 convertito in L. 5 gennaio 1996, n. 11, (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3). Rileva che si tratta di stabilire se chi ha avuto accesso alla pensione anticipata di vecchiaia abbia diritto alla commisurazione della pensione con l’accredito figurativo di cui ha beneficiato nella parte di contribuzione immediatamente precedente al 31/12/1994, oppure se il calcolo debba essere effettuato collocando l’accredito figurativo nella parte di contribuzione successiva a tale data come indicato dall’Inps e con il relativo coefficiente di rendimento del 2%. Deduce che la maggiorazione contributiva costituiva contribuzione figurativa concessa per accedere al pensionamento anticipato e che, infatti, la base contributiva di 35 anni, necessaria per sorreggere il calcolo, non poteva che essere data dalla somma della contribuzione effettiva e della contribuzione figurativa. La contribuzione figurativa, per pacifico principio generale, veniva infatti imputata al periodo nel quale era collocato l’evento a copertura del quale essa era posta. Nella fattispecie i contributi non potevano che essere successivi al 31/12/94 in quanto fino a quella data esisteva la contribuzione effettiva e l’approvazione del piano era necessariamente successiva e la maggiorazione andava ad aggiungersi alla totale contribuzione effettiva, compresa quella successiva accreditata nelle more dell’approvazione del piano e fino alla sua effettiva attuazione ragion per cui l’incremento figurativo doveva essere collocato alla cessazione del rapporto di lavoro, necessariamente compreso tra il 1 gennaio 1995 ed il 31 dicembre 1997. E l’incremento contributivo fittizio conseguente ad un pensionamento anticipato è possibile solo quando la maggiorazione dell’anzianità assicurativa sia disposta al solo scopo di consentire l’accesso anticipato alla pensione, non potendo farsi luogo a sovrapposizione di periodi contributivi e che, prima del 31/12/94, non vi erano periodi contributivi vuoti e che nella specie l’incremento era utile anche ai fini della misura del trattamento pensionistico.
6. Il motivo è fondato alla luce del principio affermato da questa Corte secondo cui ” in caso di pensionamento anticipato del personale dipendente da imprese pubbliche di trasporto previsto dal D.L. 25 novembre 1995, n. 501, convertito nella L. 5 gennaio 1996, n. 11, la maggiorazione contributiva prevista dall’art. 4 L. cit. deve essere imputata alla quota di pensione maturata successivamente al 31/12/1994 e, pertanto, ad essa deve essere applicata l’aliquota annua di rendimento del 2% prevista dalle disposizioni in vigore a tale momento, e non invece l’aliquota del 2,5% applicabile sulla contribuzione maturata fino al 31/12/1994″ (Cass. n. 20496 del 29 agosto 2017; Cass. n. 10946 del 26 maggio 2016, alle cui motivazioni si rimanda anche ai sensi dell’art. 118 disp. att. c.p.c.);

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 4
 sentenza 
 sentenza 
 art. 3
 art. 4
 Cass.