Source: http://informazioneveneta.blogspot.com/2008/09/la-vicenda-dal-molin-e-la-questione-del.html
Timestamp: 2018-03-22 23:41:49+00:00

Document:
Informazione veneta: La vicenda Dal Molin e la questione del rispetto della legge
Parlando degli attuali legislatori ho sempre affermato che mancano di lungimiranza. Sono sbattuti fra la necessità di varare leggi propaganda e nascondere e occultare il danneggiamento della società civile per assicurarsi un profitto personale. Più conflitti interagiscono continuamente. Il Consiglio di Stato che prende una decisione cassando una sentenza del Tar del Veneto senza conoscere le leggi che quella sentenza preservava. Alla luce della notizia di oggi appare evidente come la sentenza del Consiglio di Stato sia più legata a favorire interessi di parte che non ad affermare un diritto o un dovere. Una sentenza che risponde più a logiche di dominio sociale che non a logiche di giustizia come la Costituzione imporrebbe.
Come può il Consiglio di Stato emettere una sentenza senza conoscere leggi e regolamenti in cui quella sentenza interveniva?
E come può il presidente della Regione Veneto auspicare una violazione delle sue stesse leggi?
Siamo chiaramente in presenza di atteggiamenti più criminali che non superficiali. Una volontà che pretende di violare ogni legge per poter creare conflitti fra i cittadini. Poteva Galan non conoscere la sua stessa legge? Una legge è un’azione che una volta approvata ed entrata in vigore, se non viola le regole Costituzionali, vincola, prima di tutto, le amministrazioni che tale legge emanano. Se per farsi propaganda le amministrazioni emanano una legge ignobile, non possono poi pretendere di poterla violare.
Sto parlando del caso Dal Molin.
La base USA che ora gli USA non vogliono più perché, stando alle loro motivazioni, una legge regionale bloccherebbe la costruzione di case in quei comuni.
Presa atto della presenza di tale legge, l’amministrazione USA modifica le sue richieste sull’area Dal Molin.
Questo l’articolo del giornale La Repubblica:
Una legge regionale ferma la costruzione di 215 villetteBlitz di protesta anche al festival del cinema di Venezia
"Dal Molin, niente ampliamento" Gli Usa: stop al piano-caserma
VICENZA - Più che i comitati e i cortei, più che i ricorsi al Tar e i preannunciati blitz alla Mostra del cinema di Venezia, poterono un ufficio tecnico comunale e una leggina regionale. Che obbligano l'esercito americano a cancellare il contestatissimo ampliamento della caserma Ederle, le famigerate 215 villette da tre, quattro e cinque stanze da costruire a ridosso dell'aeroporto Dal Molin. E a ripensarne uno meno ampio e più frazionato, piccoli insediamenti intorno a Vicenza sul modello della base Nato di Aviano. Il progetto originale, infatti, avrebbe obbligato il comune di Quinto Vicentino, 5.383 abitanti a nord-est del capoluogo, a bloccare ogni nuova costruzione per i prossimi dieci anni, in base al regolamento urbanistico della regione Veneto governata da Giancarlo Galan, proconsole di Berlusconi e ultrà della prima ora della base americana. Da qui il passo indietro volontario dell'esercito a stelle e strisce. "Quinto è morto", sentenzia l'ingegner Kambiz Razzaghi, il responsabile dell'ampliamento della Ederle che ha annunciato il passo indietro sull'edizione online del quotidiano Stars and Stripes, il giornale dell'Us Army per i soldati stanziati in Europa e nel Pacifico. Dove, curiosamente, in home page campeggia l'annuncio dell'esercito per il reclutamento di nuove truppe in Germania e a Vicenza. "Le leggi del posto salvaguardano le aree agricole dagli insediamenti urbani - spiega Razzaghi - e se il consiglio comunale di Quinto avesse dato il via libera, avrebbero superato la loro quota di costruzioni per i prossimi dieci anni. Nessun cittadino si sarebbe potuto costruire la casa. Loro non volevano, i nostri contractor italiani nemmeno e così è saltato tutto". Colpa di un progetto, quello per l'ingrandimento del quartier generale della 173ª Brigata aerea americana, concepito con regolamenti diversi. Scartata la ricerca di una zona alternativa, visto che i regolamenti riguardano l'intero Veneto e che i lavori della Ederle 2 non erano ancora partiti, si è quindi deciso di adottare il modello Aviano, dove oltre una ventina di piccoli insediamenti sono sparpagliati nei comuni limitrofi.
La retromarcia promette di ridar fiato al Comitato "No Dal Molin", fiaccato dalla sentenza del Consiglio di Stato di fine luglio, aveva dato il via libera ai lavori smentendo una sentenza del Tar del Veneto e svuotando di significato il referendum consultivo annunciato dal sindaco di Vicenza Achille Variati (Pd) per il 5 ottobre. E rischia di cambiare anche il calendario delle proteste: per sabato i comitati avevano annunciato il via di un "campeggio nazionale" intorno alla Ederle, sorta di presidio per impedire l'avvio dei lavori. E oggi una delegazione dei No-Dal Molin è attesa al Lido di Venezia per consegnare al commissario governativo alla base Paolo Costa il Premio Attila d'oro "come miglior devastatore di territori". L'ennesima polemica, l'ultima di quattro anni di battaglie, pareri governativi e carte bollate. Costa ha già fatto sapere che "grazie al riutilizzo di edifici già esistenti, la base americana si amplierà conservando il più grande spazio verde vicentino che precedenti soluzioni volevano sacrificare". Il ritiro americano cancella tutto. (4 settembre 2008)
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/cronaca/base-vicenza-tar/molin-stop/molin-stop.html
Non che il progetto della base USA sia cancellato. Però non è su questo che voglio attrarre l’attenzione. Non sta a me decidere o prendere una posizione in merito alla Base USA, ma sta a me emettere giudizi e sentenze di condanna morale nei confronti di amministratori che si sentono al di là della legge. Al di sopra della legge e in diritto di sputare sulla legge per assicurarsi ingiusti e criminosi profitti. Indubbiamente Galan può cambiare la legge; esattamente come Berlusconi ha dimostrato di offendere le leggi e i magistrati di applicare, nei confronti di Berlusconi, leggi di comodo o interpretazioni delle leggi funzionali a Berlusconi.
Vorrei invitare a riflettere. Se oggi avviene che si ignorano le leggi pur di promuovere gli interessi di qualche politico in disprezzo degli interessi nazionali per quanto riguarda la base Dal Molin; quante altre leggi vengono, anche in questo momento, ignorate e disprezzate per salvaguardare interessi criminali? E ciò avviene con la collusione dei magistrati!
Pubblicato da Claudio Simeoni a 14:14
Etichette: Dal Molin, ederle, vicenza

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza