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Timestamp: 2019-02-17 16:39:56+00:00

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza n. 270 dell'11 gennaio 2012. Non sussiste il reato di disturbo del riposo e dell'occupazione delle persone, ex art. 659 c.p., nel caso in cui i rumori arrechino disturbo ai soli occupanti di un appartamento, all’interno del quale sono percepiti, e non ad altri soggetti abitanti nel condominio in cui è inserita detta abitazione, ovvero nelle zone circostanti - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza n. 270 dell’11 gennaio 2012. Non sussiste il reato di disturbo del riposo e dell’occupazione delle persone, ex art. 659 c.p., nel caso in cui i rumori arrechino disturbo ai soli occupanti di un appartamento, all’interno del quale sono percepiti, e non ad altri soggetti abitanti nel condominio in cui è inserita detta abitazione, ovvero nelle zone circostanti
Sentenza 11 gennaio 2012, n. 270
1- L. B. A. R., tramite difensori, ricorre per cassazione avverso la sentenza del tribunale di Lecce. 28.1/25.2.2011 che lo condannava alla pena di euro 30.000 di ammenda per il reato di cui all’art. 659 c.p.,denunciandone l’illegittimità sotto più profili: per costituire mero illecito amministrativo il fatto di aver superato i limiti di rumore, provenienti dal condizionatore installato nel suo locale adibito a gioielleria, come determinati dalla l. n. 447/1995; per violazione della doverosa corrispondenza tra l’imputazione contestata e la sentenza, ex art. 521, la prima richiamando la fattispecie prevista dall’art. 659 comma 2, c.c.p., la seconda invece incapsulando il fatto di reato nella ipotesi prevista dal primo comma dello stesso articolo; per aver fondato la decisione dì condanna su un accertamento tecnico sulla rumorosità dell’impianto senza preavviso e quindi in violazione del principio del contraddittorio nella formazione della prova; per violazione della norma penale che configura una condotta punibile in quanto reca disturbo ad un numero indeterminato di persone e non invece, come nel caso di specie ad una sola persona.
Senonché nel caso di specie non si rinvengono tutti gli dementi costitutivi del reato come configurato: in effetti in tema di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, i rumori e gli schiamazzi vietati, per essere penalmente sanzionabile la condotta che li produce, debbono incidere sulla tranquillità pubblica – essendo l’interesse specificamente tutelato dal legislatore quello della pubblica tranquillità sotto l’aspetto della pubblica quiete, la quale implica, di per sé, l’assenza di cause di disturbo per la generalità di consociati – di guisa che gli stessi debbono avere tale potenzialità diffusa che l’evento di disturbo abbia la potenzialità di essere risentito da un numero indeterminato di persone, pur se, poi. in concreto soltanto alcune persone se ne possano lamentare. Ne consegue che la contravvenzione in esame non sussiste allorquando i rumori arrechino disturbo, come nel caso di specie, ai soli occupanti di un appartamento, all’interno del quale sono percepiti, e non ad altri soggetti abitanti nel condominio in cui è inserita detta abitazione ovvero nelle zone circostanti; infatti, in tale ipotesi non si produce il disturbo, effettivo o potenziale, della tranquillità di un numero indeterminato di soggetti, ma soltanto di quella di definite persone, sicché un fatto del genere «può costituire, se del caso, illecito civile, come tale fonte di risarcimento di danno, ma giammai assurgere a violazione penalmente sanzionabile ( v, per tutte, Sez. 1, 17.3/17.5.2010, Oppong, Rv 247062; Sez. 1, 12.12.1997/5.2.1998, P.C. e Constantini, Rv. 209694).

References: sentenza 
 art. 659
 sentenza 
 sentenza 
 art. 659

Sentenza 
 sentenza 
 art. 521