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ICT SECURITY N. 52 Gennaio/Febbraio 2007 Sicurezza informatica e responsabilità amministrativa degli enti. Autore: Daniela Rocca - PDF
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1 Sommario - I fatti illeciti a vantaggio o nell interesse dell organizzazione - Le fattispecie di reato rilevanti - I modelli di organizzazione e controllo e la mappatura dei processi a rischio Il D. Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 ha introdotto, per la prima volta nel nostro ordinamento, la responsabilità amministrativa dipendente da reato degli enti, in aggiunta a quella (penale) della persona fisica che ha realizzato materialmente il fatto illecito a vantaggio dell organizzazione, o anche solamente nell interesse dell organizzazione, senza che necessariamente ne sia derivato un vantaggio concreto. Prima dell emanazione di questo decreto, il principio di personalità della responsabilità penale (art. 27 comma 1 della Costituzione della Repubblica Italiana) lasciava gli Enti indenni da conseguenze sanzionatorie per il fatto illecito dei dipendenti e degli amministratori, diverse dall eventuale risarcimento del danno, se ed in quanto esistente (quasi sempre, tra l altro, coperto da polizze assicurative). L ampliamento della responsabilità mira a coinvolgere nella punizione di taluni illeciti penali il patrimonio degli enti e, in definitiva, gli interessi economici dei soci, i quali, fino all entrata in vigore del decreto in esame, non pativano conseguenze dalla realizzazione di reati commessi, con vantaggio della società, da amministratori e/o dipendenti.
2 Non tutte le fattispecie di reato commesse sono però rilevanti perché si configuri la responsabilità dell ente. A tale proposito, il decreto è molto chiaro. Le fattispecie di reato rilevanti riguardano alcuni delitti contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica, reati in materia societaria, alcuni delitti in materia di terrorismo e di eversione dell ordine democratico, alcuni delitti contro la personalità individuale. Nello specifico: - I delitti contro la pubblica amministrazione (quali corruzione, concussione e malversazione ai danni dello Stato, truffa ai danni dello Stato e frode informatica ai danni dello Stato, indicati agli artt. 24 e 25 del D. Lgs. 231/2001) o contro la fede pubblica (quali falsità in monete, carte di pubblico credito e valori di bollo, indicati all art. 25-bis D. Lgs. 231/2001); - I reati societari (tra gli altri, le false comunicazioni sociali, il falso in prospetto, l illecita influenza sull assemblea, l aggiotaggio, indicati all art. 25-ter D. Lgs. 231/2001); - I delitti in materia di terrorismo e di eversione dell ordine democratico (ivi incluso il finanziamento ai suddetti fini), indicati all art. 25-quater D. Lgs. 231/2001; - I delitti contro la personalità individuale (tra gli altri lo sfruttamento della prostituzione, la prostituzione e pornografia minorile, la tratta di persone e la riduzione e mantenimento in schiavitù, indicati all art. 25-quinquies D. Lgs. 231/2001).
3 Le sanzioni per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato sono di varia natura e vanno dalle sanzioni pecuniarie a quelle interdittive, dalla confisca del prezzo o del profitto del reato, alla pubblicazione della sentenza. Le sanzioni interdittive, che più possono nuocere all ente perché nuocciono al proseguimento dell attività, sono: a) l'interdizione dall'esercizio dell'attività; b) la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito; c) il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; d) l'esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l'eventuale revoca di quelli già concessi; e) il divieto di pubblicizzare beni o servizi. I modelli di organizzazione e controllo Perché è interessante conoscere questa normativa per chi si occupa di informatica? Perché il legislatore ha previsto la possibilità per l ente di sottrarsi all applicazione delle sanzioni, purché siano state rispettate determinate condizioni. L art. 6 del D. Lgs. 231/2001, infatti, contempla una forma di esonero da responsabilità dell ente se si dimostra, in occasione di un procedimento penale per uno dei reati considerati, di aver adottato ed efficacemente attuato Modelli di
4 organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi. Il sistema prevede obbligatoriamente, inoltre, l istituzione di un organo di controllo interno all Ente con il compito di vigilare sull efficacia reale del modello. L ente deve quindi poter dimostrare che non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza e che perciò non sussiste alcuna responsabilità indiretta. L art. 6 comma 2 del D. Lgs. 231/2001 indica le caratteristiche essenziali per la costruzione di un modello di organizzazione, gestione e controllo. Ai nostri fini, interessano in particolare le lettere a) e b) di tale articolo, che si riferiscono espressamente ad un tipico sistema di gestione dei rischi: Individuazione delle attività nel cui ambito possono essere commessi i reati; Previsione di specifici protocolli diretti a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni dell ente in relazione ai reati da prevenire. Affinché l ente sia in grado di sottrarsi alla responsabilità per il fatto illecito dei dipendenti e amministratori, è necessario che siano garantite misure di sicurezza tali da impedire il compimento di reati se non mediante il raggiro fraudolento delle misure di sicurezza. Le misure di sicurezza sono di natura fisica, logica, procedurale E sono anche di natura informatica!
5 Da questa considerazione si configura la necessità di conoscere il D. Lgs. 231 per coloro che gestiscono reti informatiche. Daniela Rocca,
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