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Timestamp: 2018-07-21 13:21:42+00:00

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CASO RIGNANO, IL PM: HANNO ABBANDONATO QUEI BIMBI. DALLA SENTENZA NON DORMO PIU'" | Il Blog di Roberta Lerici
L'amarezza di Marco Mansi dopo la sentenza di assoluzione con formula piena al processo di primo grado: "Ora aspettiamo di leggere le motivazioni"
Il pm di Rignano:"Hanno abbandonato quei bimbi Dalla sentenza non dormo più" Marco Mansi "Non voglio entrare nel merito della vicenda, è ancora troppo presto, bisogna aspettare di leggere le motivazioni. Quello che le posso dire è che ieri notte non ho chiuso occhio pensando a quei bambini".
Il pubblico ministero Marco Mansi, colui che ha costruito l'impianto accusatorio nel processo sugli abusi nei confronti di 21 bambini della Olga Rovere a Rignano Flaminio, è laconico. Come lui il procuratore capo di Tivoli, Luigi De Ficchy, che il giorno dopo il verdetto di assoluzione, sulla possibilità di impugnare la sentenza e ricorrere in Appello, ribadisce che "è opportuno leggere le motivazioni". Ma certo la sentenza di assoluzione con formula piena al processo di primo grado perché "il fatto non sussiste" ha lasciato tanto amaro in bocca.
Al pm Marco Mansi, come a tanti. "Perché qualcosa a quei bambini è accaduto. Su questo siamo oltre ogni ragionevole dubbio", dice un investigatore che, per correttezza nei confronti di chi ha emesso un verdetto due giorni fa, sceglie di restare nell'ombra dell'anonimato. Qualcosa è accaduto dunque. "Magari non a tutti i bambini, ma dentro quel contesto indicato dalle giovanissime vittime gli abusi si sono consumati. E nell'impianto accusatorio ci sono degli elementi inconfutabili che lo provano". Partiamo dunque da quegli elementi inconfutabili. Una su tutte, spiega la nostra fonte di ambienti giudiziari, è la traccia di benzodiazepine trovata nel capello di una delle bambine.
Si tratta di una perizia chimica. La consulenza fu fatta su tutte le bambine nell'ottobre 2006, vi erano tracce di assunzioni del farmaco risalenti a un anno prima, proprio nel periodo in cui lei aveva manifestato un disagio. Il benzodiazepine era contenuto in uno dei medicinali che assumeva una delle maestre assolte. Ma di prove ce ne sono altre. Come ad esempio tutte le perizie eseguite da "esperti", psichiatri, periti, neorupsichiatri, medici. "Ci sono rapporti e le relazioni dettagliate di molti professionisti di fama indiscutibile, che indicano, senza ombra di dubbio, un abuso subito dai bambini della Olga Rovere.
Possibile che siano frutto di un'imperizia o di una scarsa professionalità? Su tutti i bambini sono stati riscontrati traumi psicologici". E poi c'è l'incidente probatorio. Che si è rivelato un boomerang. Sicuramente meno suggestivo vedere i filmati che trovarsi di fronte la testimonianza diretta dei bambini per chi giudica. E anche questo forse ha giocato un ruolo nella sentenza di lunedì. "Non c'è dubbio - prosegue l'inquirente - che parlare direttamente con quei bambini sarebbe stato diverso.
Quegli incontri in incidente probatorio sono stati molto forti. Le scene mimate, i racconti fatti dai piccoli erano molto circostanziati, per quanto la giovane età possa consentire un dettagliato resoconto". Insomma gli elementi per andare a processo c'erano tutti. "Certo, non è stato facile fare indagini in un piccolo paese. E quando sono stati messi i telefoni sotto controllo anche i diretti interessati, di sicuro, ne erano a conoscenza. Raccogliere prove è stata un'impresa faraonica".
http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/05/30/news/il_pm_di_rignano_hanno... (30 maggio 2012)

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