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Timestamp: 2019-12-05 17:11:03+00:00

Document:
DIFFAMAZIONE GIURISPRUDENZA CIAMPOLILLO mem.art.183,6°-n.1_121012 (giurisprudenza)
SalvaSalva DIFFAMAZIONE GIURISPRUDENZA CIAMPOLILLO mem.art.18... per dopo
Milano, 26/06/2012
D'In.Mi. c. Societ Europea di Ed. S.p.A.
La libert di diffusione del pensiero non riguarda solo le
informazioni e opinioni neutre ed inoffensive, ma anche quelle che
possano colpire negativamente, essendo tale possibilit una diretta
conseguenza del pluralismo, della tolleranza e dello spirito di
apertura che caratterizzano ogni societ democratica. L'esercizio di
tale diritto integra, perci, una causa di giustificazione del reato
di diffamazione, ma solo nell'ambito di un equo bilanciamento con
altri diritti parimenti inviolabili e, dunque, con esso potenzialmente
in conflitto, quali quello della tutela dell'onore e della reputazione
Trib. Roma Sez. I, 26/06/2012
Br.Ma. c. Editoriale Li. s.r.l.
per ingiurie e diffamazione
In tema di risarcimento del danno da diffamazione a mezzo
stampa nel caso in cui l'articolo giornalistico riporti il contenuto di
uno scritto anonimo offensivo dell'altrui reputazione, l'applicazione
dell'esimente del diritto di cronaca presuppone la prova, da parte
dell'autore dell'articolo, della verit reale o putativa dei fatti
riportati nella scritto stesso ; con la conseguenza che, laddove
siffatta prova non possa essere fornita, proprio in ragione del
carattere anonimo dello scritto, la menzionata esimente non pu
essere applicata anche per la carenza del requisito dell'interesse
pubblico alla dif
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Trib. Milano Sez. I, 22/06/2012
Ma.Ge. c. Rc.Qu. S.p.A. e altri
In tema di diffamazione a mezzo stampa, non ogni inesattezza
di per s stessa conferisce carattere diffamatorio all'articolo
giornalistico, essendo pur sempre necessario che il Giudice accerti
se la discrepanza tra la realt oggettiva ed i fatti cos come esposti
nell'articolo abbiano effettivamente la capacit di offendere l'altrui
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fusione della notizia.
Trib. Milano Sez. I, 18/06/2012
Ca.Vu. c. Ed.Li. s.r.l. e altri
In tema di diffamazione a mezzo stampa, la veridicit dei fatti
riportati, la pertinenza della notizia e la continenza di questa
rappresentano in ogni caso necessari ed imprescindibili canoni
comparativi che il Giudice di merito deve adoperare per svolgere
l'accertamento intorno alla sussistenza del diritto di cronaca e di
critica e, dunque, intorno alla liceit o meno dell'espressione
giornalistica utilizzata che, pertanto, va sempre valutata tenendo
presente la coerenza di siffatta espressione rispetto ai fatti narrati.
FONTIApp. Roma Sez. I, 04/06/2012
Me. S.p.A. c. Gruppo Editoriale L'Es. S.p.A.
e diffamazione
Stampa ed editoria in genere
In tema di diffamazione a mezzo stampa , l'orientamento
interpretativo, espresso con riferimento della cronaca giudiziaria,
secondo cui il requisito della verit del fatto si atteggia quale fedele
corrispondenza tra la pubblicazione giornalistica ed il contenuto
degli atti e degli accertamenti all'epoca svolti dalla magistratura o
dalla p.g. da essa delegata, muove dall'esigenza di temperare il
limite della verit obiettiva. Il giornalista non pu, cio, essere
esposto alla necessit di dover personalmente verificare
l'attendibilit delle notizie prima di ogni pubblicazione, in quanto ci
comporterebbe una paralisi del diritto-dovere di informazione.
Pubblicare notizie esattamente rispondenti al contenuto degli atti
processuali pertanto funzionale ad esonerarlo sia dall'obbligo di
preventiva verifica delle proprie fonti, sia dalla responsabilit per
diffamazionenelle ipotesi di pubblicazione di notizie lesive dell'altrui
diritto all'onore.
Trib. Genova Sez. I, 16/05/2012
In.Ma. e altri
Deve pronunciarsi sentenza di non doversi procedere, per
estinzione dei reati a seguito di remissione di querela, nei confronti
del prevenuto imputato per il reato di diffamazione a mezzo
stampa per aver, nella sua qualit di direttore ed autore dell'articolo
pubblicato sul quotidiano locale, offeso la reputazione del
querelante, scrivendo, facendo scrivere una notizia diffamatoria ai
danni altrui ed omettendo di esercitare sul contenuto del quotidiano
dallo stesso diretto, il controllo atto ad impedire che con il mezzo
della pubblicazione fosse commesso un reato. La remissione di
querela e la contestuale accettazione dell'imputato, determina
l'estinzione del reato facendo venir meno la condizione di
procedibilit dello stesso.
Trib. Taranto Sez. I, 14/05/2012
In tema di diffamazione a mezzo stampa, la libert di
espressione di cui all'art. 21 Cost., costituisce ed integra una causa
di giustificazione volta a scriminare il comportamento del soggetto
cui dichiarazioni lesive sono attribuite, purch sussista l'oggettivo
interesse a che i fatti narrati appaiano corretti e corrispondenti con
quelli realmente accaduti.
Trib. Milano Sez. I, 14/05/2012
Ad.Ro. c. Ca.Be.
Il diritto di critica pu essere esercitato utilizzando espressioni di
qualsiasi tipo anche lesive della reputazione altrui, purch siano
strumentalmente collegate alla manifestazione di un dissenso
ragionato dall'opinione o comportamento preso di mira e non si
risolvano in un'aggressione gratuita e distruttiva dell'onore e della
reputazione del soggetto interessato.
Cass. civ. Sez. III, 08/05/2012, n. 6902
P.M. c. I. S.p.A. e altri
PUNIBILITA'
L'esimente dell'esercizio del diritto di cronaca giudiziaria, in
relazione al contestato reato di diffamazione a mezzo stampa,
deve ritenersi sussistente ogni qualvolta il titolo dell'articolo
attribuisca alla persona offesa, nei cui confronti penda un
procedimento penale, una condotta avente riscontro negli atti
giudiziari e nell'oggetto dell'imputazione, nonch corrispondente al
contenuto dell'articolo.
Cass. pen. Sez. V, 11/04/2012, n. 21867 (rv. 252805)
REATI CONTRO LA PERSONA - Delitti contro l'onore Diffamazione - Col mezzo della stampa - Omesso controllo del
direttore autore dell'articolo - Configurabilit - Esclusione
In tema di diffamazione a mezzo stampa, il direttore che sia
anche l'autore dell'articolo diffamatorio risponde del reato
previsto dall'art. 595 cod. pen. e non anche di quello di omesso
controllo di cui all'art. 57 dello stesso codice. (Annulla senza rinvio,
App. Bari, 07/12/2010)
Trib. Perugia, 04/04/2012
In ordine al reato di diffamazione, ai fini della sussistenza
dell'elemento psicologico, non necessaria l'intenzione di offendere
la reputazione della persona offesa, essendo sufficiente il dolo
generico, ovvero la volont di usare espressioni diffamatorie con la
[ trasmissione Rai del 27 novembre 2007 TG3 Sicilia ]
piano della qualit dell'aria
una buona notizia ma ora c' il sospetto che quel piano sia stato
copiato dalla regione Veneto
per di pi con sviste gravi ed evidenti come vedremo nel servizio
di Alessandra Pinella
<< Una descrizione paesaggistica che con la Sicilia non c'entra
eppure a leggere il piano regionale di coordinamento per la tutela
della qualit dell'aria
adottato il 9 agosto scorso in Sicilia si scopre l'isola come una
regione del Nord d'Italia
tra le citazioni del piano del sistema erologico padano della regione
Le piste ciclabili lungo gli argini dei fiumi presenti nei centri storici
dei comuni siciliani
l'inquinamento per l'eccessivo uso del riscaldamento dovuto al
clima rigido dell'isola.
la Sicilia trasformata in una regione a statuto ordinario
per ultimo un link che richiama la regione Veneto.
sembrerebbe dunque un piano interamente copiato da quello della
regione Veneto peraltro bocciata dall' unione europea.
l'appello di Legambiente: <<noi chiediamo all'assessore regionale
che riteniamo persona assolutamente responsabile di revocare
immediatamente questo piano che ha dotato con un decreto il 9
agosto scorso per passare immediatamente alla redazione di un
piano di risanamento vero
e chiediamo all'assessore di individuare le gravi responsabilit.
Per l'assessore regionale al territorio ambiente si tratta di un errore
dovuto all'urgenza:
<<errori dovuti alla fretta senza altro perch il piano della qualit
dell'aria affatto... La mancanza del piano ha fatto s che la Sicilia
incorresse in procedura di infrazione per cui il piano sar verificato,
nomineremo se il caso una commissione chiamiamola d inchiesta
interna per verificare questi errori poi magari chi s potremo
scoprirne qualche altro magari di avere, non lo so, preso come
riferimento i ghiacciai dell'Antartide.
RICERCA 2012 DIRITTO REPUTAZIONE
In tema di risarcimento del danno da diffamazione a mezzo stampa
nel caso in cui l'articolo giornalistico riporti il contenuto di uno
scritto anonimo offensivo dell'altrui reputazione , l'applicazione
dell'esimente del dirittodi cronaca presuppone la prova, da parte
pubblico alla diffusione della notizia.
Trib. Milano, 26/06/2012
tale diritto integra, perci, una causa di giustificazione del reato di
diffamazione, ma solo nell'ambito di un equo bilanciamento con
in conflitto, quali quello della tutela dell'onore e della
reputazione altrui.
App. Milano, 25/05/2012
riservatezza)
Il diritto di cronaca non esime di per s dalla rispetto dell'altrui
reputazione e riservatezza, ma giustifica intromissioni nella sfera
privata dei cittadini solo quando possono contribuire alla
formazione della pubblica opinione su fatti oggettivamente rilevanti
per la collettivit. Non conforme a questo principio il servizio
giornalistico che disponga dettagli della vita privata del tutto
irrilevanti quali il colore dei mocassini o dei calzini o altri dettagli
della vita privata accompagnati da giudizi svilenti sull'operato del
risolvano in un'aggressione gratuita e distruttiva dell'onore e
della reputazione del soggetto interessato.
FONTICass. pen. Sez. V, 10/04/2012, n. 30369
P.P. e altri
Il contenuto di un articolo di un periodico, riferendo una situazione
di fatto riconducibile alle scelte private di un dato soggetto (nella
specie attinenti alla sfera sessuale), non ha alcun rilievo sociale,
almeno nella attribuzione del fatto ad una persona ben individuata
o facilmente individuabile, con la conseguenza che l'articolo in
parola potrebbe violare, contestualmente, la privacy del predetto
soggetto e, attraverso tale violazione, la reputazione dello stesso.
Ci premesso, risulta erronea la sentenza che escluda la
configurabilit del reato di cui all'art. 595 c.p., non solo per la
pretesa mancanza di presupposti per l'identificazione della persona
offesa semplicemente sulla base del fatto che non sia stato
riportato il nome integrale della medesima, ma anche per
l'applicabilit, in assenza di specifici elementi, dell'esimente del
diritto di cronaca, la cui configurabilit presuppone, viceversa,
l'esistenza dell'interesse pubblico.
STAMPA - Responsabilit civile e penale (reati commessi col mezzo
della stampa) - Diffamazione a mezzo stampa - Prevalenza
del diritto all'onore
sul diritto di
critica Esclusione Fondamento - Esercizio del diritto di critica - Modalit - Limiti
In tema di diffamazione a mezzo stampa, non sussiste una
generica prevalenza del diritto all'onore sul diritto di critica, in
quanto ogni critica alla persona pu incidere sulla sua reputazione
, e del resto negare il diritto di critica solo perch lesivo della
reputazione di taluno significherebbe negare il diritto di libera
manifestazione del pensiero; pertanto, il diritto di critica pu
essere esercitato anche mediante espressioni lesive della
reputazione altrui, purch esse siano strumento di manifestazione
di un ragionato dissenso e non si risolvano in una gratuita
aggressione distruttiva dell'onore. (Rigetta, App. Firenze,
Trib. Modena Sez. I, 20/03/2012
Tarantino Antonio c. Agos Ducato S.p.A.
Nel caso di illegittima segnalazione ad una Centrale Rischi deve
essere riconosciuto il risarcimento del danno non patrimoniale,
derivante dalla lesione della reputazione personale, quale lesione
di un dirittoinviolabile della persona ( art. 2 Cost.); tale danno
deve essere liquidato in via equitativa, facendo riferimento al
residuo debito erroneamente segnalato nonch al periodo
temporale di durata della segnalazione illegittima.
Cass. pen. Sez. V, 14/03/2012, n. 21489
P.M. presso il Tribunale di Roma
E' esente da censura l'ordinanza del Tribunale del Riesame che,
chiamato a decidere sulla legittimit del provvedimento del GIP di
reiezione della richiesta di sequestro preventivo di siti informatici
recanti la pubblicazione di espressioni gravemente lesive dell'onore
e della reputazione del denunciante, evidenzi l'assenza dei
presupposti atti a configurare in astratto l'ipotesi di reato posta a
fondamento della richiesta di sequestro, motivata con i rilievi
attinenti alla pubblicazione, attraverso i canali informatici, di testi
gi noti alla collettivit e, peraltro, fedelmente riportati, tali da non
travalicare l'esercizio del diritto di cronaca.
L'area coperta dal diritto alla riservatezza di maggiore
estensione rispetto a quella del diritto alla reputazione . Ne
consegue che l'esimente del diritto di cronaca rispetto ad un
fatto ritenuto lesivo della riservatezza, ma non della reputazione
, va valutata con un autonomo giudizio di bilanciamento dei
contrapposti interessi. Infatti, proprio dalla non sovrapponibilit
dell'area di pertinenza della riservatezza a quella della
reputazione che sorge l'esigenza di una tutela ad hoc: possono
esservi fatti che non incidono sull'apprezzamento di una persona,
ma che, nondimeno, comportano l'invasione della sua sfera di
Il diritto di cronaca quale esimente della responsabilit per danni
derivanti dalla lesione del diritto personale all'onore ed alla
reputazione necessita della ricorrenza delle seguenti condizioni: la
verit oggettiva della notizia pubblicata; l'interesse pubblico alla
conoscenza del fatto, la cd. pertinenza ed infine la correttezza
formale dell'esposizione, la cd. continenza.
L'accertata proporzione tra il contenuto ed il tenore delle
affermazioni asseritamente lesive dell'onore e dellareputazione ,
da un lato, e la oggettiva gravit dei fatti storici rappresentati e
l'interesse sociale degli stessi, dall'altro, non consente di ritenere
travalicato il requisito della continenza, rilevante in materia di
diffamazione, in quanto sul vaglio del medesimo deve passare il
riconoscimento del diritto di critica di cui all'art. 51 c.p. In tale
contesto la valutazione cui tenuto il Giudice del merito, deve, al
contempo, essere improntata ad un parametro di necessaria
elasticit, funzionale al grado di tutela che nel caso concreto deve
essere assicurata al principio costituzionale di libera manifestazione
del pensiero, nel bilanciamento con l'altrettanto rilevante, ed
inviolabile, parametro costituzionale dei diritti inviolabili della
nella causa civile di I Grado iscritta al n. r.g. 10839/2010 promossa
M.F. (C.F. (...)), con il patrocinio dell'avv. Ugo Giurato e
elettivamente domiciliato in VIA PODGORA, 15 20122 MILANO
presso I' BAFFI ELENA
A.M. EDITORE SPA (C.F. (...)), M.B., G.N. con il patrocinio dell'avv.
Alberto Merlo e dell'avv. MARTINEZ ANTONELLO e elettivamente
domiciliati in VIA ARCHIMEDE, 56 20129 MILANO presso il
CHIARELETTERE EDITORE SRL, G.N. (C.F. ), con il patrocinio
dell'avv. Paolo Guido Beduschi e dell'avv. GIUDICI SILVIA e
elettivamente domiciliati in VIA OSTI, 10 20122 MILANO presso il
difensore avv. GIUDICI SILVIA
OGGETTO: risarcimento dei danni da diffamazione a mezzo
Con atto di citazione notificato il 10 febbraio 2010 M.F., conveniva
avanti questo Tribunale G.N., A.M. Editore s.p.a., M.B., Chiare
lettere editore s.r.l. ed esponeva che:
il 21 maggio 2009 era stato pubblicato sul settimanale Panorama
un articolo dal titolo "IOR parallelo-Conti segreti in Vaticano", nel
quale, nell'ambito di un' ampia ricostruzione di operazioni
finanziarie risultanti da documentazione proveniente dall'Interno
del Vaticano, l'attore, tra gli altri, era indicato quale destinatario
dell'importo di 30.000, 00 dollari provenienti da un conto dove
erano transitate "operazloni illecite mascherate da opere di carit
nonch tangenti della I Repubblica " ovvero soldi riciclati
nell'interesse di mafiosi;
aveva richiesto l'immediata rettifica della indicazione, giacch,
quale Console Generale in Gerusalemme, aveva in effetti ricevuto
tale somma , ma essa era stata implegata per lo scopo benefico
previsto, vale a dire l'acquisto di un minibus per il trasporto di
handicappati;
il direttore responsabile, pur non contestando la veridicit della
ricostruzione dell'episodio non aveva provveduto alla pubblicazione
della rettifica;
il riferimento diffamatorio era stato tratto dal libro "Vaticano spa",
autore G.N. e edito da Chlarelettere.
Sulla base di tali premesse l'attore chiedeva la condanna del
convenuti tutti al risarcimento dei danni derivati dalla grave lesione
della sua reputazione e onorabilit in virt della notizia cos come
riportata nell'articolo e nel libro; l'attore evidenziava che la
mancata indicazione dello scopo e dell'utilizzo della somma forniva
una informazione obiettivamente distorsiva della realt e tale da
ledere la sua immagine.
SI costituivano i convenuti i quali chiedevano il rigetto della
domanda articolando difese che, da un lato, tendevano ad
escludere il carattere diffamatorio del riferimento al C.F. e,
dall'altro, si attestavano nell'invocare il diritto di cronaca e
l'esercizio della libert di stampa protetta dall'art. 21 Cost.
Precisate le conclusioni, la causa giunge in decisione.
L'articolo pubblicato su Panorama , edizione del 21 maggio 2009, a
firma G.N. , dal titolo "IOR Parallelo Conti Segreti inVaticano",
sicuramente annoverabile nell'ambito del giornalismo di inchiesta.
Le sette pagine dell'articolo contengono una analitica ricostruzione
di vicende, rapporti, flussi finanziari, versamenti attinenti a conti
bancari facenti capo all'IOR, ricostruiti sulla base dei documenti che
"filtrano" "dalle Mura leonine".
L'articolo, esplicitamente, riprende il contenuto del libro "Vaticano
spa" "che raccoglie l'archivio di monsignor D., per vent'anni
testimone privilegiato delle attivit della banca di Oltrotevere", da
cui emerge che "per l'istituto per le opere di religione transitavano
montagne di quattrini: dalle tangenti della Prima Repubblica al
conto intestato ad Andreotti".
In tale contesto, si trova il riferimento al Console Generale in
Gerusalemme M.F. (pag. 29). E' fatto riferimento al conto
Fondazione Spellman, dove affluiscono rilevantissime somme di
denaro. Affrontando il tema dei destinatari sl fa riferimento
all'elencazione di 'lutti i beneficiari che si dividono in due categorie:
religiosi e laici....dal conto Spellman vengono periodicamente
distribuite centinaia tra elemosine e donazioni a suore ,
monanache....". L'articolo poi prosegue:" beneficenza quindi, ma
non solo. L'apparente gestione caritatevole del patrimonio rimane
marginale". Quindi si indicano i versamenti a favore di C.
"pluricondannato per tangentopoli", al difensore "di Andreotti nei
procedimenti aperti a Palermo..."; quindi vi una elencazione di
cardinali beneficiari e, poi, cos si legge " Presenti anche diplomatici
come M.F., quando era a Gerusalemme (30 mila dollari),
l'ambasciatore S.F., che nel 1992 riceve somme "per la stampa
cattollca slovena", e il viceconsole onorario di New York Armando
Tancredi dal fondo sl prelevano anche i soldi per i congressi.....".
La notizia tratta dal libro "Vaticano spa" di G.N., prima edizione,
in cui si legge: "Presenti nell'elenco anche i diplomatici coma M.F.
che si trova a Gerusalemme ( 30 mila dollari)...."(a pag. 46).
Risulta che nelle successive edizioni l'editore ha inserito "...(30 mila
dollari, usati-spiegher lo stesso F.- per l'acquisto di un mezza di
trasporto di disabili)...".
Riguardo a tale versamento, fatto neppure minimamente
contestato che il console F. utilizz la somma per lo scopo benefico
prospettato, vale a dire l'acquisto di automezzo per il trasporto di
soggetti diversamente abili, cos come inequivocamente attestato
anche dalla dichiarazione dell' ente "L'Arche" (doc.5).
Ci premesso in punto di fatto, ritiene il Tribunale che se pur vero
che il versamento di 30.000 dollari - beneficiario Fieri , provenienti
dal conto Spellman- circostanza veritiera, tuttavia l'omissione
della sua destinazione e del suo concreto utilizzo, in virt
dell'accostamento con le proposizioni immediatamente precedenti
concernenti l'improprio utilizzo dei fondi per finalit non benefiche,
determina effetti tali da comunicare una notizia non solo
incompleta ma tale da indurre ad una percezione storica falsata,
con indubbi effetti negativi nei confronti dell'Immagine dell'attore.
Come noto, la giurisprudenza di legittimit ha avuto modo di
affermare, in varie pronunce, che in tema di diffamazione , il
significato delle parole dipende dall'uso che se ne fa e dal contesto
comunicativo in cui si inseriscono e, quindi, l'evento lesivo della
reputazione altrui pu ben realizzarsi, oltre che per il contenuto
oggettivamente offensivo della frase autonomamente considerata,
anche perch il contesto in cui la stessa pronunciata. Una notizia,
ancorch in s non falsa, se mutilata, ovvero se inserita in un
ambito comunicativo decettivo o impropriamente allusivo pu
assumere un significato idoneo ad indurre effetti conoscitivi , per il
lettore, falsificanti. E, proprio per questo, la Suprema Corte ha
richiamato la necessit che il Giudice di merito deve valutare le
parole nel momento dinamico in cui, sposandosi col contesto della
funzione semantica di tutti gli altri segnali, le stesse possono dar
luogo alla proliferazione di ulteriori significati: ricostruire il dato
materiale dell'illecito vuol dire risalire alla significazione assunta
come risultato finale (Cass. 25157/2008, 482, 3338/2009).
Ed allora, l'inserimento del nome di M.F. tra i soggetti che hanno
ricevuto somme di denaro provenienti dal Fondo Spellmann non per
fini di beneficenza, l'accostamento del suo nome nel novero dei
soggetti che hanno ricevuto somme e utilit per scopi "distorti"
rispetto a detta finalit o per finalit del tutto diverse, individua una
notizia che, da un lato, obiettivamente non corrispondente alla
realt e, dall'altro, costituisce una non giustificabile lesione
dell'onore e della reputazione dell'attore, quale persona ed anche
nella sua dimensione professionale di diplomatico.
Tale notazione rende di tutta evidenza infondate le difese svolte dai
convenuti l dove invocano la causa di giustificazione riconducibile
all'art. 21 Cost. E' certo che l'articolo riguarda vicende di indubbia
rilevanza e di interesse pubblico, ma parimenti evidente che
difetta il presupposto della veridicit, anche sotto il profilo
meramente putativo. La difesa dei convenuti evidenzia che dalle
carte "filtrate" dalle mura del Vaticano, non emerso, accanto al
riscontro del versamento di 30.000 dollari, alcun appunto che
permettesse di affermare una qualche destinazione specifica. Ma,
allora, evidente che l'autore, nella incertezza dell'utilizzo per
beneficenza o meno ha, comunque, impropriamente inserito il
nome di Fieri nell'ambito relativo ai soggetti destinatari di illeciti o
sospetti versamenti, non essendovi, appunto, alcun elemento che
legittimasse un tale accostamento.
Risulta, quindi, che le espressioni contenute nell'articolo di
Panorama e nella prima edizione del libro , in quanto consistenti in
espressioni obiettivamente fuorviami, non rispondenti a verit e
non sorrette da alcuna giustificazione, nonch lesive dell'onore e
della reputazione professionale dell'attore, integrano gli estremi del
reato di cui all'art. 595, comma 3, c.p. nonch di illecito civile, sub
specie di illecito extracontrattuale foriero di danno non
patrimoniale, risarcibile in via equitativa secondo la valutazione del
giudice ai sensi degli artt. 2056 e 1226 c.c. In particolare, il danno
non patrimoniale in oggetto discende dal combinato disposto dagli
artt. 595, comma 3, e 185 c.p. nonch dalla lesione di valori
costituzionalmente garantiti dall'art. 2 Cost.
A tale riguardo, non pu essere accolta la censura mossa dalla
parte convenuta circa una carenza di riscontro relativamente ai
danni cagionati dalla condotta illecita.
Ed invero, come gi pi volte rilevato da questo Tribunale,
tenendosi presenti i principi rielaborati dalla giurisprudenza di
legittimit (v. Cass. SS.UU. n. 2972/2009), va osservato che in
tema di diffamazione se, da una lato, non pu considerarsi il
danno in re ipsa - nel senso che esso coincide con la lesione
dell'interesse protetto - tuttavia indubbio che la propalazione di
notizie false incidenti negativamente sulla reputazione e l'onore di
una persona causa -secondo ragionevoli canoni eziologici
probabilistici - di un turbamento morale ( ancorch transeunte) e di
una ripercussione negativa sulla vita di relazione, che coinvolge i
profili attinenti alla stima e all'immagine che un soggetto gode tra i
consociati. Va ricordato, poi, che in tema di risarcimento del danno
causato da diffamazione a mezzo stampa, " il danno morale non
pu che essere liquidato con criteri equitativi, sicch la ragione del
ricorso a tali criteri insita nella natura del danno e nella funzione
del risarcimento realizzato mediante la dazione di una somma di
denaro, che non reintegratrice di una diminuzione patrimoniale,
(Cass.17395/2007).
Quanto alla quantificazione del risarcimento, essa va effettuata
considerando la rilevanza del riferimento, tale da far apparire
l'attore in un ruolo di diplomatico inserito in un contesto di
profittatori o, comunque, di soggetti partecipanti a vicende e traffici
oscuri o illeciti, cos da screditare innanzi alla pubblica opinione la
sua persona e la sua attivit lavorativa . Effetto che, in concreto,
non stato neppure ridotto con iniziative successive da parte del
settimanale "Panorama" che, da quanto emerge dagli atti, rifiut di
pubblicare la richiesta rettifica. (v. doc. 3). Discorso diverso va
fatto, in parte, per l'edizione successiva del libro "Vaticano spa",
nella quale la modifica a pag. 46 d adeguatamente conto della
finalit del versamento.
Considerato, il rilievo dato all'articolo, nonch la larga diffusione del
settimanale, contestualmente valutando, per altro, la ridotta
portata del riferimento rispetto al complessivo interesse
dell'articolo, appare equo liquidare, secondo i criteri seguiti dalla
sezione in coincidenti casi, il risarcimento del danno in Euro
15.000,00, in moneta attuale..
Va accolta la domanda concernente il pagamento della sanzione
quale misura accessoria ex art. 12 L. n. 47 del 1948, nei confronti
di G.N., autore dell'articolo. Infatti la sanzione pecuniaria prevista
dall'art. 12 L. n. 47 del 1948, aggiuntiva e non sostitutiva del
risarcimento del danno stesso, presuppone la sussistenza di tutti gli
elementi costitutivi del delitto di diffamazione , sicch non pu
essere comminata alla societ editrice e pu essere irrogata nei
confronti del direttore responsabile, purch la sua responsabilit sia
dichiarata per concorso doloso nel reato di diffamazione e non per
omesso controllo colposo della pubblicazione diffamatoria (Cass. n.
17395/2007).
Nella specie, la limitazione nella determinazione della sanzione in
Euro 1.000,00 deriva dalla considerazione che il giornalista
(ancorch in altro contesto, v. intervista pubblicata su "Libero") si
adoperato per limitare, per certi versi, gli effetti negativi indotti
dall'articolo di Panorama, al fine di ripristinare una corretta
Riguardo alla pubblicazione sul libro "Vaticano s.p.a.", considerata
la diffusone del libro e, inoltre, l'iniziativa successivamente assunta
dall'editore, idonea a affievolire l'effetto offensivo, si ritiene
congruo liquidare l'importo di Euro 10.000,00.
Liquidazioni che, d'altra parte, non possono non tener conto del
concorso e degli effetti lesivi consequenziali da due diverse
condotte, ma determinati sul medesimo bene protetto.
Sulla base di quanto esposto appare evidente la superfluit di ogni
ulteriore attivit istruttoria.
Quanto alle spese, esse seguono la soccombenza e vanno liquidate
come indicato in dispositivo tenuto conto del riconosciuto.
il Tribunale di Milano, prima sezione civile, in composizione
monocratica, ogni diversa domanda, eccezione e deduzione
disattesa e definitivamente pronunziando nella causa iscritta al
R.G.N.R. 10839/2010 promossa da M.F., nel contraddittorio delle
1) condanna A.M. Editore spa, B.M. e G.N., rispettivamente nelle
qualit di editore del periodico Panorama, di direttore responsabile,
di autore dell'articolo apparso sul numero pubblicato il 21/5/2009
dal titolo "IOR Parallelo. Conti Segreti in Vaticano", al pagamento,
in solido tra loro, e a favore di M.F. dell'importo di Euro 15.000,00
oltre interessi dalla data della sentenza al saldo, a titolo risarcitorio
del danno non patrimoniale subto;
2)condanna, inoltre G.N. e l'editore Chiarelettere Editore srl al
pagamento dell'ulteriore importo di Euro 10.000,00, oltre interessi
sino al saldo, a favore dell'attore sempre a titolo di risarcimento dei
danni non patrimoniali, in dipendenza del riferimento diffamatorio
contenuto nel libro "Vaticano s.p.a.", pag. 46;
3) condanna inoltre, ai sensi dell'art. 12 L. 8 febbraio 1948, n. 47,
il convenuto G.N. al pagamento, a favore dell'attore, dell'importo di
Euro 1.000,00, oltre interessi di legge sino al saldo.
3) ordina la pubblicazione della presente sentenza, per estratto
( intestazione e dispositivo) su "Panorama" in caratteri doppi del
normale, a spese e cura dei convenuti;
4) condanna i convenuti al pagamento delle spese processuali
liquidate in Euro 265,00 per esborsi, Euro 6.180,00 e Euro
2.730,50 per diritti oltre rimborso spese generali, IVA e C.p.a.
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