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L analisi d impatto della regolazione sulla concorrenza (AIRC). Il caso AGCM - PDF
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1 L analisi d impatto della regolazione sulla concorrenza (AIRC). Il caso AGCM Panel dell LUMSA, 23 giugno 2011 Gabriele Mazzantini
2 ARGOMENTI TRATTATI Rapporto concorrenza / regolazione (cenni) Linee guida AIRC dell AGCM Casi di segnalazioni dell AGCM vs Autorità di regolazione
3 CONCORRENZA VS REGOLAZIONE Riduzione della distanza fra concorrenza e regolazione a) )I mercati necessitano di regole per funzionare bene b) Gli interventi dell Autorità hanno carattere regolatorio (segnalazioni, concentrazioni condizionate, impegni ) Attività ità dell AGCM e delle Autorità di Regolazione sempre più connessa Es. Codice delle comunicazioni elettroniche art.19 (Procedura per l analisi del mercato): L'Autorità effettua, sentita l'autorità garante della concorrenza e del mercato, l'analisi dei mercati rilevanti, tenendo in massima considerazione le linee direttrici.
4 ANALISI D IMPATTO DELLA CONCORRENZA SULLA REGOLAZIONE??? L art. 219 del Codice degli appalti prevede, in attuazione dell art. 30 della Direttiva 2004/17/CE (che coordina le procedure d appalto degli enti erogatori di acqua e di energia e degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali), i criteri da adottare per stabilire se una determinata attività è direttamente esposta alla concorrenza, ai fini dell esclusione degli appalti dal campo di applicazione del Codice stesso Il co. 1 stabilisce che Gli appalti destinati a permettere la prestazione di un attività di cui agli articoli da 208 a 213 non sono soggetti al presente codice se, nello Stato t membro di cui è esercitata t l attività, ità l attività ità è direttamente esposta alla concorrenza su mercati liberamente accessibili Il co. 5i indica che quando d ( ) si ritiene che il co. 1 sia applicabile ad una data attività, il Ministro delle politiche comunitarie di concerto con il Ministro competente per settore ne dà notifica alla Commissione e le comunica tutti i fatti rilevanti e in particolare ogni legge, regolamento, disposizione amministrativa o accordo che riguardi la conformità con le condizioni di cui al co 1, nonché le eventuali determinazioni assunte al riguardo dalle Autorità indipendenti competenti nelle attività di cui trattasi
5 ANALISI D IMPATTO DELLA CONCORRENZA SULLA REGOLAZIONE??? Due casi: Poste, attività di corriere espresso (AS418) Trenitalia, trasporto passeggeri a media lunga percorrenza, trasporto t merci Criteri: per determinare se un'attività e' direttamente esposta alla concorrenza si ricorre a criteri conformi alle disposizioni del Trattato in materia di concorrenza: - le caratteristiche dei beni o servizi interessati - l'esistenza di beni o servizi alternativi, - i prezzi - la presenza, effettiva o potenziale, di più fornitori dei beni o servizi in questione
6 CONCORRENZA VS REGOLAZIONE Concorrenza Regolazione Regolazione ex-post Regolazione in senso debole Regolazione ex-ante Regolazione in senso forte Concetto di Abuso di posizione dominante Concetto di Accesso alle reti
7 LINEE GUIDA AIRC: FASE I FASE I: definizione preliminare dell intervento e criteri di esclusione la prima fase è intesa a consentire, in base a una sintetica descrizione delle caratteristiche essenziali dell intervento, un prima selezione delle proposte normative sicuramente rilevanti ai fini della valutazione concorrenziale Criteri di inclusione: regolazione delle condizioni di entrata e di uscita dai mercati interessati (es. misure di regolazione, quantitativa o qualitativa, dell accesso al mercato o delle scelte di localizzazione); dei processi di crescita delle imprese (es. misure di regolamentazione dei prezzi, degli sconti, dei volumi di produzione o di vendita o delle iniziative pubblicitarie e promozionali); delle modalità di organizzazione e di esercizio dell attività economica (es. misure di standardizzazione dei processi e delle tecnologie di produzione, dei prodotti e dei servizi o delle relative modalità di distribuzione, fornitura e vendita)
8 LINEE GUIDA AIRC: FASE II FASE II: riconoscimento del livello di priorità e criteri di rilevanza la seconda fase serve a determinarne il grado di rilevanza degli interventi regolatori, distinguendo tra alta, media o bassa rilevanza In tal modo, è possibile attribuire un livello di priorità all AIRC sulle diverse proposte in essere, particolarmente utile qualora le risorse da dedicare all analisi di impatto sulla concorrenza siano limitate
9 LINEE GUIDA AIRC: FASE III FASE III: individuazione delle opzioni Nella terza fase si analizzano le varie opzioni. Il ventaglio delle opzioni considerate dovrebbe essere il più ampio possibile e comprendere in ogni caso, almeno come termine di confronto, l opzione zero L obiettivo principale è quello di rilevare se, e in quali termini, le diverse opzioni individuate intervengano su aspetti qualificanti della regolazione economica nei settori direttamente interessati L analisi delle opzioni permette di valutare eventuali benefici collegati a interventi normativi che prevedano l eliminazione o la riduzione di restrizioni concorrenziali già in essere IMPORTANTE: individuare, tra le diverse opzioni, quelle che, rafforzando l impatto restrittivo della regolazione sulle condizioni di entrata nei mercati interessati, sulle scelte organizzative o sui comportamenti economici degli operatori, comportano una parallela riduzione dei margini di flessibilità lasciati ai soggetti regolati e debbano pertanto essere sottoposte al vaglio di una specifica verifica di compatibilità con i principi della concorrenza
10 LINEE GUIDA AIRC: FASE IV FASE IV: analisi delle opzioni sotto il profilo concorrenziale Scopo: analizzare le singole restrizioni all entrata o sui comportamenti di impresa previste da ciascuna delle opzioni e valutare, caso per caso, se e in che misura tali restrizioni possano ritenersi giustificate in rapporto alle dichiarate finalità dell intervento E necessario evidenziare: la natura e l importanza del legame funzionale tra la restrizione considerata e le finalità dell intervento i motivi per i quali si ritiene che, in assenza della restrizione considerata, le finalità dell intervento non potrebbero essere conseguite o l efficacia dell intervento stesso risulterebbe significativamente pregiudicata; se e quali misure alternative e meno restrittive siano state eventualmente prese in considerazione; le ragioni per cui l adozione di misure alternative meno restrittive non consentirebbe di conseguire le finalità dell intervento o ne pregiudicherebbe significativamente l efficacia Linee guida AIRC: fase IV
11 Linee guida AIRC: fase IV FASE IV: analisi delle opzioni sotto il profilo concorrenziale Questo tipo di analisi potrà in alcuni casi condurre alla eliminazione di misure ingiustificatamente restrittive o alla individuazione di modalità di intervento alternative e meno vincolanti, suggerendo eventualmente opportune e motivate modificazioni ai contenuti e agli strumenti di regolazione inizialmente previsti in sede di definizione preliminare delle varie opzioni In caso contrario, il percorso logico qui indicato potrà comunque permettere l acquisizione di un maggiore grado di consapevolezza in merito al diverso impatto delle singole opzioni sul funzionamento dei mercati e all effettiva funzionalità e proporzionalità delle restrizioni individuate in rapporto alle specifiche finalità di interesse generale perseguite
12 LINEE GUIDA AIRC: FASE V FASE V: valutazione concorrenziale delle opzioni i SCOPO: classificare l insieme delle opzioni esaminate, in modo da fornirne una rappresentazione ordinata in funzione della natura e rilevanza del rispettivo impatto potenziale sulle dinamiche concorrenziali e sui margini di libertà e di flessibilità consentiti all iniziativa economica dei soggetti interessati In questa prospettiva, l opzione zero = mantenimento dell assetto regolatorio esistente = parametro di riferimento rispetto al quale valutare le opzioni che comportino un rafforzamento/riduzione dei vincoli imposti ai soggetti regolati CRITERI di valutazione: i vincoli regolatori in materia di accesso presentano generalmente una più elevata capacità di incidere negativamente sulle condizioni e le dinamiche concorrenziali dei mercati interessati tra gli strumenti di regolazione delle condizioni di entrata, le restrizioni quantitative costituiscono a loro volta quelle più dannose in termini di impatto sulla concorrenza tra le misure di regolazione dell attività economica, le restrizioni con maggiore impatto negativo sulla concorrenza sono quelle derivanti dalla fissazione dei prezzi (in particolare quelli minimi) e degli sconti o dall introduzione di divieti assoluti in materia di pubblicità
13 LE SEGNALAZIONI VS ALTRE AUTORITÀ AMMINISTRATIVE INDIPENDENTI Anno AEEG AGCOM AVCP BdI BdI - CONSOB CONVIRI ISVAP
14 Segnalazioni VS Banca d Italia
15 AS338 (MAGGIO 2006) DISCIPLINA DELLO "IUS VARIANDI" NEI CONTRATTI BANCARI L istituto dello ius variandi consiste nella facoltà di una delle parti, nel corso di un rapporto di natura contrattuale, di modificare le originarie condizioni normative e/o economiche espressione della volontà negoziale raggiunta al momento della conclusione del contratto stesso Con riferimento ai servizi bancari, la materia risulta specificamente normata in primo luogo dall articolo articolo 118 de TUB, e secondariamente, in attuazione di tale normativa primaria, dalla delibera CICR del 4 marzo 2003, recante Disciplina della trasparenza delle condizioni contrattuali delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari.
16 AS338 (MAGGIO 2006) è convenuta la facoltà [da parte delle banche] di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni, le variazioni sfavorevoli sono comunicate [ai clienti] nei modi e nei termini stabiliti dal Comitato interministeriale per il credito e il risparmio. i Entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione scritta, ovvero dall effettuazione di altre forme di comunicazione attuate ai sensi del comma 1, il cliente ha diritto di recedere dal contratto senza penalità e di ottenere, in sede di liquidazione del rapporto, l applicazione delle condizioni precedentemente praticate. (articolo118 TUB, comma 1 e 3) Nei contratti di durata, le variazioni sfavorevoli al cliente, riguardanti tassi di interesse, prezzi e altre condizioni delle operazioni e dei servizi, sono comunicate al cliente con la chiara evidenziazione delle variazioni intervenute. 2. Le variazioni sfavorevoli generalizzate possono essere comunicate alla clientela in modo impersonale, mediante apposite inserzioni nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, anche ai fini dell'esercizio del diritto di recesso previsto dall'articolo articolo 118, comma 3, del testo unico bancario. 3. Le variazioni di cui al comma 2 sono in ogni caso comunicate individualmente al cliente alla prima occasione utile, nell'ambito delle comunicazioni periodiche o di quelle riguardanti operazioni specifiche. (art. 11, delibera CICR del 4 marzo 2003)
17 PROBLEMATICHE Contrasto con il Codice del Consumo (Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206) la normativa settoriale (articolo 118 TUB e la delibera CICR del 4 marzo 2003) appare contenere modalità non pienamente conformi con quanto previsto dal Codice del Consumo in quanto: (i) non contiene alcun riferimento al giustificato motivo (ii) non dispone una informazione adeguata e con congruo preavviso verso il cliente, in quanto consente la comunicazione impersonale tramite pubblicazione in G.U. delle variazioni i i intervenute t (iii) limita a soli quindici giorni il tempo di preavviso per l esercizio del diritto di recesso da parte di quest ultimo
18 EFFETTI ANTICOMPETITIVI In primo luogo, il cliente viene posto nella condizione di non poter scegliere il proprio fornitore con la piena conoscenza delle caratteristiche e dei costi del servizio, anche in confronto con la corrispondente offerta di altri operatori del mercato (maggiori ostacoli alla mobilità della clientela tra i diversi soggetti, ingessamento del mercato e riduzione dello stimolo competitivo). In secondo luogo, la maggioranza delle imprese bancarie, attraverso il ricorso allo strumento della comunicazione impersonale in GU, risultano sfruttare strategicamente le suddette difficoltà di comparazione da parte del correntista, al fine di ridurre il confronto competitivo; In definitiva, la disciplina nazionale dello ius variandi configura un sistema fortemente limitativo della competizione tra banche. Le disposizioni in esame infatti favoriscono il mantenimento di una situazione di mercato nella quale le banche detengono un potere di mercato tale da poter praticare condizioni di offerta peggiori di quelle che si realizzerebbero in presenza di una dinamica competitiva. In conclusione, l Autorità auspica che il Parlamento, il Governo e le Autorità competenti vogliano riesaminare la normativa vigente in materia di ius variandi, tenendo in adeguata considerazione le suesposte osservazioni, al fine di tutelare e promuovere nella maniera più efficace e opportuna la concorrenza in un settore, quale quello in discussione, di primaria rilevanza per l economia nazionale AGCM, Segnalazione AS338 (maggio 2006)
19 Segnalazioni VS AGCOM
20 AS234 (MARZO 2002) DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PORTABILITA DEL NUMERO MOBILE Nel marzo l AGCOM richiede un parere all AGCM sullo schema di provvedimento riguardante Disposizioni in materia di portabilità del numero mobile: fissazione delle condizioni economiche e economiche e di fornitura del servizio, approvato in data 28 febbraio 2002 dalla Commissione per le infrastrutture e le reti La richiesta di parere si fonda sulla considerazione della rilevanza dello stesso provvedimento sullo sviluppo della concorrenza nel mercato dei servizi di comunicazioni mobile In generale, la portabilità del numero mobile (PNM) costituisce uno strumento t insostituibile ibil per stimolare la concorrenza, rendere efficace l entrata di nuovi competitori e, di conseguenza, aumentare il benessere dei consumatori L introduzione della portabilità del numero su reti mobili a partire dal 30 aprile 2002, termine stabilito nella Delibera 12/01/CIR, costituisce condizione i essenziale per rendere effettiva tale funzione
21 AS234 (MARZO 2002) Tuttavia, l AGCM segnala: 1) Costi elevati per la PNM 2) PNM limitata a <1000 passaggi giornalieri 3) Informativa sulla impossibilità di trasferire il credito E suggerisce: 1) la fissazione di un prezzo di attivazione, ancorché soltanto nel valore massimo, costituirebbe un ostacolo all effettivo ed efficace utilizzo di uno strumento indispensabile per introdurre maggiori stimoli concorrenziali Mercato telefonia italiano concentrato t Margini elevati tale prezzo non trova giustificazione nei costi sottostanti alla prestazione di portabilità
22 AS234 (MARZO 2002) 2) limitazione dei volumi complessivi delle attivazioni giornaliere: una predeterminazione del numero delle attivazioni giornaliere può compromettere l operatività efficace e tempestiva della prestazione e ritiene che eventuali limiti ai volumi complessivi delle attivazioni giornaliere non debbano essere tali da ostacolare la funzionalità della prestazione di portabilità, considerato che un insufficiente capacità di evasione giornaliera può costituire un limite all efficacia della stessa 3) necessità di introdurre obblighi informativi a carico degli operatori nei confronti dei clienti con riguardo alla disciplina del trattamento del credito residuo: misura opportuna e necessaria, ma non sufficiente i agarantire la piena efficacia i della prestazione. Ciò in quanto la trasferibilità del credito residuo contribuisce a rendere pienamente effettiva la prestazione della portabilità
I675 - ABI: MODIFICA UNILATERALE DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI. II. IL CONTESTO NORMATIVO DI RIFERIMENTO: l art. 10 della legge 4 agosto 2006, n.
I675 - ABI: MODIFICA UNILATERALE DELLE CONDIZIONI CONTRATTUALI L AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO NELLA SUA ADUNANZA del 14 settembre 2006; SENTITO il Relatore Dottor Antonio Pilati; VISTA

References: art.19
 art. 219
 art. 30
 articolo 118
 articolo 118
 art. 10