Source: http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/10061dl.htm
Timestamp: 2014-04-18 08:03:49+00:00

Document:
Dlgs 61/10
Decreto Legislativo 8 aprile 2010, n.61 "Tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni
geografiche dei vini, in attuazione dell'articolo 15 della legge 7 luglio 2009, n.
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 96 del 26 aprile 2010 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88, recante disposizioni per
l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunit� europee,
legge comunitaria 2008, in particolare l'articolo 15; Visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007,
recante l'organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni
prodotti agricoli, regolamento unico OCM; Visto il regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio, del 29 aprile 2008,
relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in particolare il titolo III,
capo III, IV e V, recanti norme sulle denominazioni di origine, le indicazioni geografiche
e le menzioni tradizionali, e il capo VI recante norme sull'etichettatura e presentazione;
Visto il regolamento (CE) n. 491/2009 del Consiglio, del 25 maggio 2009,
che modifica il regolamento (CE) n. 1234/2007, con il quale in particolare il regolamento
(CE) n. 479/2008 e' stato inserito nello citato regolamento (CE) n. 1234/2007, regolamento
unico OCM, a decorrere dal 1� agosto 2009; Visto il regolamento (CE) n. 607 della Commissione, del 14 luglio 2009,
che stabilisce talune regole di applicazione del regolamento del Consiglio n. 479/2008
riguardo le denominazioni di origine protetta e le indicazioni geografiche, le menzioni
tradizionali, l'etichettatura e la presentazione di taluni prodotti del settore
vitivinicolo; Vista la direttiva 98/34/CE del 22 giugno 1998, del Parlamento europeo e
del Consiglio che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle
regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della societ�
dell'informazione ed, in particolare, l'articolo 10; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione dell'11 dicembre 2009; Visto il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano espresso nella riunione del 17
dicembre 2009; Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della Camera
dei deputati e del Senato della Repubblica; Vista la definitiva deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 12 marzo 2010; Sulla proposta dei Ministri per le politiche europee, delle politiche
agricole alimentari e forestali e della giustizia; E m a n a
Capo I Norme generali - Classificazione delle denominazioni di origine, delle
indicazioni geografiche, ambito di applicazione e ambiti territoriali Art. 1 Denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta 1. Per denominazione di origine protetta (DOP) dei vini si intende il nome geografico
di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualit�
e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse essenzialmente o esclusivamente
all'ambiente naturale ed ai fattori umani. Costituiscono altres� una denominazione di
origine taluni termini usati tradizionalmente, alle condizioni previste dall'articolo 118-ter,
paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1234/2007. 2. Per indicazione geografica protetta (IGP) dei vini si intende il nome geografico di
una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva e che possieda qualit�,
notoriet� e caratteristiche specifiche attribuibili a tale zona. 3. Le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche sono riservate ai prodotti
vitivinicoli alle condizioni previste dalla presente legge. 4. Le �bevande di fantasia a base di vino�, le �bevande di fantasia provenienti
dall'uva�, qualsiasi altra bevanda a base di mosto o di vino, i succhi non fermentati
della vite, i prodotti vitivinicoli aromatizzati, nonche' i vini spumanti gassificati ed i
vini frizzanti gassificati non possono utilizzare nella loro designazione e presentazione
le denominazioni d'origine e le indicazioni geografiche, fatta eccezione per le bevande
spiritose derivate da prodotti vitivinicoli e l'aceto di vino, nonche' per i vini
aromatizzati che gi� utilizzano la denominazione d'origine o l'indicazione geografica ai
sensi della vigente normativa. Art. 2 Utilizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche 1. Le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche di cui all'articolo 1 sono
utilizzate per designare vini appartenenti ad una pluralit� di produttori, fatte salve le
situazioni eccezionali previste dalla vigente normativa comunitaria. 2. Il nome della denominazione di origine o dell'indicazione geografica e le altre
menzioni tradizionali riservate non possono essere impiegati per designare prodotti
similari o alternativi a quelli definiti all'articolo 1, ne', comunque, essere impiegati
in modo tale da ingenerare, nei consumatori, confusione nella individuazione dei prodotti.
Art. 3 Classificazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche 1. Le denominazioni di origine protetta (DOP) con riguardo ai prodotti di cui al
presente decreto, si classificano in: a) denominazioni di origine controllata e garantita (DOCG); b) denominazioni di origine controllata (DOC). 2. Le DOCG e le DOC sono le menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall'Italia per
designare i prodotti vitivinicoli DOP, come regolamentati dalla Comunit� europea. Le
menzioni �Kontrollierte Ursprungsbezeichnung� e �Kontrollierte und garantierte
Ursprungsbezeichnung� possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC
e DOCG prodotti nella provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco. Le menzioni
�Appellation d'origine contr�lee� e �Appellation d'origine contr�lee et garantie�
possono essere utilizzate per designare rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nella
regione Valle d'Aosta, di bilinguismo francese. Le menzioni �kontrolirano poreklo� e
�kontrolirano in garantirano poreklo� possono essere utilizzate per designare
rispettivamente i vini DOC e DOCG prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e Udine, in
conformit� alla legge 23 febbraio 2001, n. 38, recante norme a tutela della minoranza
linguistica slovena della regione Friuli-Venezia Giulia. 3. Le IGP con riguardo ai prodotti di cui al presente decreto comprendono le
indicazioni geografiche tipiche (IGT). L'indicazione geografica tipica costituisce la
menzione specifica tradizionale utilizzata dall'Italia per designare i vini IGP come
regolamentati dalla Comunit� europea. La menzione �Vin de pays� pu� essere utilizzata
per i vini IGT prodotti in Val d'Aosta, di bilinguismo francese, la menzione �Landwein�
per i vini IGT prodotti in provincia di Bolzano, di bilinguismo tedesco, e la menzione
�deelma oznaka� per i vini IGT prodotti nelle provincie di Trieste, Gorizia e
Udine, in conformit� alla richiamata legge 23 febbraio 2001, n. 38. 4. Le menzioni specifiche tradizionali italiane di cui al presente articolo, anche con
le relative sigle DOC, DOCG e IGT, possono essere indicate in etichettatura da sole o
congiuntamente alla corrispondente espressione europea. Art. 4 Ambiti territoriali 1. Le zone di produzione delle denominazioni di origine possono comprendere, oltre al
territorio indicato con la denominazione di origine medesima, anche territori adiacenti o
vicini, quando in essi esistano analoghe condizioni ambientali, gli stessi vitigni e siano
praticate le medesime tecniche colturali ed i vini prodotti in tali aree abbiano uguali
caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche. 2. Soltanto le denominazioni di origine possono prevedere al loro interno l'indicazione
di zone espressamente delimitate, comunemente denominate sottozone, che devono avere
peculiarit� ambientali o tradizionalmente note, essere designate con uno specifico nome
geografico, storico-geografico o amministrativo, devono essere espressamente previste nel
disciplinare di produzione ed essere pi� rigidamente disciplinate. 3. I nomi geografici che definiscono le indicazioni geografiche tipiche devono essere
utilizzati per contraddistinguere i vini derivanti da zone di produzione, anche
comprendenti le aree DOGC o DOC, designate con il nome geografico relativo o comunque
indicativo della zona, in conformit� della normativa italiana e della UE sui vini IGP. 4. La possibilit� di utilizzare nomi geografici corrispondenti a frazioni o comuni o
zone amministrative definite, localizzate all'interno della zona di produzione dei vini
DOCG e DOC, e' consentita solo per tali produzioni, a condizione che sia espressamente
prevista una lista positiva dei citati nomi geografici aggiuntivi nei disciplinari di
produzione di cui trattasi ed il prodotto cos� rivendicato sia vinificato separatamente.
Tale possibilit� non e' ammessa nei disciplinari che prevedono una o pi� sottozone,
fatti salvi i casi previsti dalla preesistente normativa. 5. Le zone espressamente delimitate e le sottozone delle DOC possono essere
riconosciute come DOC autonome, alle condizioni di cui all'articolo 8, comma 2, e possono
essere promosse a DOCG separatamente o congiuntamente alla DOC principale. 6. Le DOCG e le DOC possono essere precedute da un nome geografico pi� ampio, anche di
carattere storico, tradizionale o amministrativo, qualora espressamente previsto negli
specifici disciplinari di produzione. Art. 5 Coesistenza di una o pi� DO o IG nell'ambito del medesimo territorio 1. Nell'ambito di un medesimo territorio viticolo possono coesistere denominazioni
d'origine e indicazioni geografiche. 2. E' consentito che pi� DOCG e/o DOC facciano riferimento allo stesso nome
geografico, anche per contraddistinguere vini diversi, purche' le zone di produzione degli
stessi comprendano il territorio definito con detto nome geografico. E' altres�
consentito, alle predette condizioni, che pi� IGT facciano riferimento allo stesso nome
geografico. 3. Il riconoscimento di una DOCG o DOC esclude la possibilit� di impiegare il nome
della denominazione stessa come IGT e viceversa, fatti salvi i casi in cui i nomi delle
denominazioni d'origine e delle indicazioni geografiche, riferite al medesimo elemento
geografico, siano parzialmente corrispondenti. 4. In zone pi� ristrette o nell'intera area di una DOC individuata con il medesimo
nome geografico e' consentito che coesistano vini diversi DOCG o DOC, purche' i vini DOCG:
a) siano regolamentati da disciplinari di produzione pi�
piattaforma ampelografica o metodologia di elaborazione. Art. 6 Specificazioni, menzioni, vitigni, annata di produzione 1. La specificazione �classico� per i vini non spumanti DOCG o DOC e la
specificazione �storico� per i vini spumanti DOCG e DOC e' riservata ai vini della zona
di origine pi� antica ai quali pu� essere attribuita una regolamentazione autonoma anche
nell'ambito della stessa denominazione. Per il Chianti Classico questa zona storica e'
quella delimitata con decreto interministeriale del 31 luglio 1932. In tale zona non si
possono impiantare o dichiarare allo schedario viticolo dei vigneti per il Chianti DOCG. 2. La menzione �riserva� e' attribuita ai vini DOC e DOCG che siano stati sottoposti
ad un periodo di invecchiamento, compreso l'eventuale affinamento, non inferiore a: a) due anni per i vini rossi; b) un anno per i vini bianchi; c) un anno per i vini spumanti ottenuti con metodo di
quanto previsto per le denominazioni preesistenti. In caso di taglio tra vini di annata
diverse, l'immissione al consumo del vino con la menzione �riserva� e' consentita solo
al momento in cui tutta la partita abbia concluso il periodo minimo di invecchiamento
previsto dal relativo disciplinare di produzione. 4. La menzione �superiore� e' attribuita ai vini DOC e DOCG aventi caratteristiche
qualitative pi� elevate, derivanti da una regolamentazione pi� restrittiva che preveda,
rispetto alla tipologia non classificata con tale menzione una resa per ettaro delle uve
inferiore di almeno il dieci per cento, nonche': a) un titolo alcolometrico minimo potenziale naturale delle
uve superiore di almeno 0,5� vol; b) un titolo alcolometrico minimo totale dei vini al consumo
superiore di almeno 0,5 � vol. 5. Le disposizioni di cui al comma 4 si applicano fatto salvo quanto previsto per le
denominazioni preesistenti. La menzione �superiore� non pu� essere abbinata ne' alla
menzione novello, ne' alla menzione riserva. 6. La menzione �novello� e' attribuita alle categorie dei vini a DO e IG tranquilli e
frizzanti, prodotti conformemente alla normativa nazionale e comunitaria vigente. 7. Le menzioni �passito� o �vino passito�, sono attribuite alle categorie dei vini
a DOCG, DOC e IGT tranquilli, ivi compresi i �vini da uve stramature� e i �vini da uve
passite�, ottenuti dalla fermentazione di uve sottoposte ad appassimento naturale o in
ambiente condizionato. La menzione �vino passito liquoroso� e' attribuita alla categoria
dei vini a IGT, fatto salvo per le denominazioni preesistenti. 8. La menzione �vigna� o i suoi sinonimi, seguita dal relativo toponimo o nome
tradizionale pu� essere utilizzata soltanto nella presentazione e designazione dei vini
DOP ottenuti dalla superficie vitata che corrisponde al toponimo o nome tradizionale,
purche' sia rivendicata nella denuncia annuale di produzione delle uve prevista
dall'articolo 14 ed a condizione che la vinificazione delle uve corrispondenti avvenga
separatamente e che sia previsto un apposito elenco positivo a livello regionale entro
l'inizio della campagna vendemmiale 2011/2012. 9. I vini a denominazioni di origine e i vini a indicazione geografica possono
utilizzare in etichettatura nomi di vitigni o loro sinonimi, menzioni tradizionali,
riferimenti a particolari tecniche di vinificazione e qualificazioni specifiche del
prodotto. 10. I vini DOCG e DOC, ad esclusione dei vini liquorosi, dei vini spumanti e dei vini
frizzanti, devono obbligatoriamente indicare in etichetta l'annata di produzione delle
uve. 11. Le specificazioni, menzioni e indicazioni di cui al presente articolo, fatta
eccezione per la menzione vigna, devono essere espressamente previste negli specifici
disciplinari di produzione, nell'ambito dei quali possono essere regolamentate le
ulteriori condizioni di utilizzazione, nonche' parametri maggiormente restrittivi rispetto
a quanto indicato nel presente articolo. Capo II Protezione comunitaria - Procedura di riconoscimento - Requisiti
fondamentali e gestione delle DOP e IGP Art. 7 Protezione comunitaria - Procedura per il conferimento della protezione delle
denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche 1. Il conferimento della protezione delle DOP e IGP, nonche' delle menzioni specifiche
tradizionali DOCG, DOC e IGT avviene contestualmente all'accoglimento della rispettiva
domanda di protezione da parte della Commissione UE, in conformit� alle disposizioni
concernenti l'individuazione dei soggetti legittimati alla presentazione della domanda, il
contenuto della domanda stessa e nel rispetto della procedura nazionale preliminare e
della procedura comunitaria previste dal regolamento (CE) n. 1234/2007 e dal regolamento
(CE) applicativo n. 607/2009. 2. La procedura nazionale di cui al comma 1 e' stabilita con decreto del Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali d'intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Art. 8 Requisiti di base per il riconoscimento delle denominazioni di origine e delle
indicazioni geografiche 1. Il riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita e'
riservato ai vini gi� riconosciuti a DOC e a zone espressamente delimitate o tipologie di
una DOC da almeno dieci anni, che siano ritenuti di particolare pregio, per le
caratteristiche qualitative intrinseche e per la rinomanza commerciale acquisita, e che
siano stati rivendicati, nell'ultimo biennio, da almeno il cinquantuno per cento dei
soggetti che conducono vigneti dichiarati allo schedario viticolo di cui all'articolo 12 e
che rappresentino almeno il cinquantuno per cento della superficie totale dichiarata allo
schedario viticolo idonea alla rivendicazione della relativa denominazione. Nel caso di
passaggio di tutta una denominazione da DOC a DOCG anche le sue zone caratteristiche e/o
tipologie vengono riconosciute come DOCG, indipendentemente dalla data del loro
riconoscimento. 2. Il riconoscimento della denominazione di origine controllata e' riservato ai vini
provenienti da zone gi� riconosciute, anche con denominazione diversa, ad IGT da almeno
cinque anni e che siano stati rivendicati nell'ultimo biennio da almeno il trentacinque
per cento dei viticoltori interessati e che rappresentino almeno il trentacinque per cento
della produzione dell'area interessata. Il riconoscimento a vini non provenienti dalle
predette zone e' ammesso esclusivamente previo parere favorevole del Comitato di cui
all'articolo 16. Inoltre, le zone espressamente delimitate e le sottozone delle DOC
possono essere riconosciute come DOC autonome qualora le relative produzioni abbiano
acquisito rinomanza commerciale e siano state rivendicate, nell'ultimo biennio, da almeno
il cinquantuno per cento dei soggetti che conducono vigneti dichiarati allo schedario
viticolo di cui all'articolo 12 e che rappresentino almeno il cinquantuno per cento della
superficie totale dichiarata allo schedario viticolo idonea alla rivendicazione della
relativa area delimitata o sottozona. 3. Il riconoscimento della indicazione geografica tipica e' riservato ai vini
provenienti dalla rispettiva zona viticola a condizione che la relativa richiesta sia
rappresentativa di almeno il venti per cento dei viticoltori interessati e del venti per
cento della superficie totale dei vigneti oggetto di dichiarazione produttiva nell'ultimo
biennio. 4. Il riconoscimento di una DOCG deve prevedere una disciplina viticola ed enologica pi�
restrittiva rispetto a quella della DOC di provenienza. 5. Il riconoscimento di una DOC deve prevedere una disciplina viticola ed enologica pi�
restrittiva rispetto a quella della IGT precedentemente rivendicata. 6. L'uso delle DOCG, DOC ed IGT non e' consentito per i vini ottenuti sia totalmente
che parzialmente da vitigni che non siano stati classificati fra gli idonei alla
coltivazione o che derivino da ibridi interspecifici tra la Vitis vinifera ed altre specie
americane od asiatiche. Per i vini ad IGT e' consentito l'uso delle variet� in
osservazione. Art. 9 Cancellazione della protezione comunitaria e revoca del riconoscimento delle
denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche 1. Le superfici vitate non rivendicate con alcuna DO o IG per tre anni consecutivi
vengono cancellate al fine di tale destinazione produttiva. Al fine di ripristinare detta
destinazione, le superfici, previa domanda di modifica dello schedario, possono essere
reiscritte. 2. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 118-novodecies del regolamento
(CE) n. 1234/2007 il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali richiede la
cancellazione della protezione comunitaria quando le denominazioni di origine e le
indicazioni geografiche siano state rivendicate in percentuali inferiori al 35 per cento
della superficie totale dichiarata allo schedario viticolo per le DOCG, al 20 per cento
per le DOC, al 10 per cento per le IGT, calcolate sulla media degli ultimi tre anni; con
la rivendicazione di una denominazione e' fatto salvo il requisito anche per le altre
denominazioni utilizzabili per la stessa superficie vitata. 3. Nei casi previsti dal comma 2, lo Stato membro potr� presentare alla Commissione
europea apposita richiesta per convertire la DOP in IGP nel rispetto delle disposizioni
previste dall'articolo 28 del regolamento (CE) n. 607/2009 e in conformit� alle
disposizioni procedurali stabilite con il decreto di cui all'articolo 7, comma 2. Capo III Disciplinari di produzione Gestione superfici vitate Art. 10 Disciplinari di produzione 1. Nei disciplinari di produzione dei vini DOP e IGP proposti unitamente alla domanda
di protezione dal soggetto legittimato, nell'ambito della procedura di cui all'articolo 7,
devono essere stabiliti: a) la denominazione di origine o indicazione geografica; b) la delimitazione della zona di produzione; c) la descrizione delle caratteristiche fisico-chimiche ed
organolettiche del vino o dei vini, ed in particolare il titolo alcolometrico volumico
minimo richiesto al consumo e il titolo alcolometrico volumico minimo naturale potenziale
delle uve alla vendemmia; le regioni possono consentire un titolo alcolometrico volumico
minimo naturale inferiore di mezzo grado a quello stabilito dal disciplinare;
limitatamente ai vini IGT la valutazione o indicazione delle caratteristiche
organolettiche; d) la resa massima di uva e di vino ad ettaro, sulla base dei
risultati quantitativi e qualitativi del quinquennio precedente. Fatte salve disposizioni
pi� restrittive previste dai disciplinari, per i vini spumanti e frizzanti la resa di
vino ad ettaro e' riferita alla partita di vino base (cuvee) destinato all'elaborazione.
L'aggiunta del mosto concentrato e del mosto concentrato rettificato per la presa di spuma
dei vini frizzanti e l'aggiunta dello sciroppo zuccherino e dello sciroppo di dosaggio per
la presa di spuma de vini spumanti e' aumentativa di tale resa. In assenza di disposizioni
specifiche nel disciplinare, le regioni o province autonome possono definire con proprio
provvedimento condizioni di resa diverse rispetto a quanto stabilito nel presente
capoverso. Fatte salve le specifiche disposizioni dei disciplinari, e' consentito un
esubero di produzione fino al 20 per cento della resa massima di uva e di vino per ettaro,
che non pu� essere destinato alla produzione della relativa DO, mentre pu� essere
destinato alla produzione di vini DOC o IGT a partire da un vino DOCG, oppure di vini IGT
a partire da un vino DOC, ove vengano rispettate le condizioni ed i requisiti dei relativi
disciplinari di produzione, fermo restando il rispetto delle condizioni di cui
all'articolo 14, comma 3. Superata la percentuale del 20 per cento, tutta la produzione
decade dal diritto alla rivendicazione della denominazione di origine. Le regioni, su
proposta dei consorzi di tutela di cui all'articolo 17 e sentite le organizzazioni
professionali di categoria, in annate climaticamente favorevoli possono annualmente
aumentare sino ad un massimo del 20 per cento le rese massime di uva e di vino stabilite
dal disciplinare. Tale esubero pu� essere destinato a riserva vendemmiale per far fronte
nelle annate successive a carenze di produzione fino al limite massimo previsto dal
disciplinare di produzione oppure sbloccato con provvedimento regionale per soddisfare
esigenze di mercato. Le regioni, sentiti i consorzi e le organizzazioni professionali di
categoria, in annate climaticamente sfavorevoli, riducono le rese massime di uva e di vino
consentite sino al limite reale dell'annata; e) l'indicazione della o delle variet� di uve da cui il vino
e' ottenuto con eventuale riferimento alle relative percentuali, fatta salva la tolleranza
nella misura massima dell'1 per cento da calcolarsi su ogni singolo vitigno impiegato e se
collocato in maniera casuale all'interno del vigneto; f) le forme di allevamento, i sistemi di potatura, il divieto
di pratiche di forzatura. Per i nuovi impianti relativi alla produzione di vini DOCG e'
obbligatorio prevedere la densit� minima di ceppi per ettaro, calcolata sul sesto
d'impianto. Nei disciplinari in cui sia indicata la densit� d'impianto, eventuali
fallanze, entro il limite del 10 per cento, non incidono sulla determinazione della
capacit� produttiva; oltre tale limite la resa di uva ad ettaro e' ridotta
proporzionalmente all'incidenza percentuale delle fallanze; g) le condizioni di produzione ed in particolare le
caratteristiche naturali dell'ambiente, quali il clima, il terreno, la giacitura,
l'altitudine, l'esposizione; h) gli elementi che evidenziano il legame con il territorio,
ai sensi dell'articolo 118-quater, paragrafo 2, lettera g), del
regolamento (CE) n. 1234/2007. 2. Nei disciplinari di cui al comma 1 possono essere stabiliti i seguenti ulteriori
elementi: a) l'irrigazione di soccorso; b) le deroghe per la vinificazione ed elaborazione nelle
immediate vicinanze della zona geografica delimitata o in una zona situata nella unit�
amministrativa o in un'unit� amministrativa limitrofa oppure, limitatamente ai vini DOP
spumanti e frizzanti al di l� delle immediate vicinanze dell'area delimitata pur sempre
in ambito nazionale, alle condizioni stabilite dalla specifica normativa comunitaria; c) il periodo minimo di invecchiamento, in recipienti di legno
o di altro materiale, e di affinamento in bottiglia; d) l'imbottigliamento in zona delimitata; e) le capacit� e i sistemi di chiusura delle bottiglie e
degli altri recipienti ammessi dalla vigente normativa. 3. La previsione dell'eventuale imbottigliamento in zona delimitata di cui al comma 2,
lettera d), pu� essere inserita nei disciplinari di produzione, conformemente
all'articolo 8 del regolamento (CE) n. 607/2009, alle seguenti condizioni: a) la delimitazione della zona di imbottigliamento deve
corrispondere a quella della zona di vinificazione e/o elaborazione, ivi comprese le
eventuali deroghe di cui al comma 2, lettera b); b) in caso di presentazione di domanda di protezione per una
nuova DOP o IGP, la stessa richiesta deve essere rappresentativa di almeno il 66 per cento
della superficie dei vigneti, oggetto di dichiarazione produttiva nell'ultimo biennio; c) in caso di presentazione di domanda di modifica del
disciplinare intesa ad inserire la delimitazione della zona di imbottigliamento, in
aggiunta alle condizioni di cui alla lettera b), la richiesta deve essere
avallata da un numero di produttori che rappresentino almeno il cinquantuno per cento
della produzione imbottigliata nell'ultimo biennio. In tal caso le ditte imbottigliatrici
interessate possono ottenere la deroga per continuare l'imbottigliamento nei propri
stabilimenti siti al di fuori della zona delimitata per un periodo di cinque anni
prorogabile, a condizione che presentino apposita istanza al Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, Comitato nazionale vini DOP e IGP, allegando idonea
documentazione atta a comprovare l'esercizio dell'imbottigliamento della specifica DOP o
IGP per almeno due anni, anche non continuativi, nei cinque anni precedenti l'entrata in
vigore della modifica in questione; d) in caso di inserimento della delimitazione della zona di
imbottigliamento nel disciplinare a seguito del passaggio da una preesistente IGT ad una
DOC, ovvero a seguito del passaggio da una DOC ad una DOCG, si applicano le disposizioni
di cui alla lettera c). 4. Quanto previsto al comma 3 e' applicabile

References: Art. 1
 Art. 2

Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10