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Timestamp: 2020-05-29 08:26:16+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 27958 del 30/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 27958 del 30/10/2019
Cassazione civile sez. I, 30/10/2019, (ud. 11/07/2019, dep. 30/10/2019), n.27958
sul ricorso 29233/2018 proposto da:
S.A., elettivamente domiciliato in Roma presso la cancelleria
Cristina Perozzi;
avverso la sentenza 310/2018 della CORTE D’APPELLO di ANCONA
depositata il 5/3/2018;
11/07/2019 dal Cons. Dott. MARULLI MARCO.
1. S.A., cittadino del Gambia, ricorre a questa Corte avverso l’epigrafata sentenza con la quale la Corte d’Appello di Ancona, attinta dal medesimo ai sensi del D.Lgs. 1 settembre 2011, n. 150, art. 19 e art. 702-quater c.p.c., ha confermato il diniego di protezione internazionale ed umanitaria decretato nei suo confronti dal giudice di primo grado e ne chiede la cassazione sul rilievo: 1) della violazione dell’art. 112 (c.p.c.) e D.Lgs. n. 28 gennaio 2008, n. 25, art. 10, comma 4, lamentandosi “la mancata traduzione della decisione della Commissione territoriale e della sentenza della Corte d’Appello”, le cui determinazioni risultano perciò incomprensibili, ed ancora la violazione del principio del “non refoulement, oltre che alla violazione delle norme costituzionali e CEDU in ordine ad un processo giusto ed effettivo”; 2) della violazione dell’art. 112 (c.p.c.), D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, artt. 11 e 17 e degli artt. 2 e 10 Cost., lamentandosi, riguardo al denegato riconoscimento della protezione sussidiaria, la “nullità del provvedimento impugnato per omessa pronuncia ed ex art. 360 c.p.c., n. 5, per omessa, insufficiente motivazione, attesa la natura apparente e tautologica di cuella versata nel provvedimento impugnato”; 3) della violazione degli artt. 353 e 112 c.p.c., D.Lgs. 19 novembre 2007, n. 251, artt. 11 e 17 e del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286, art. 5, lamentandosi, riguardo al denegato riconoscimento della protezione umanitaria, “erroneamente la Corte di merito ha ritenuto insussistenti le condizioni per la concessione del permesso umanitario”.
Non si è costituita l’amministrazione intimata.
2. Il primo motivo è affetto da palese inammissibilità perchè, in difetto di ogni ulteriore illustrazione del suo contenuto (le successive pagine del ricorso sono un mero riepilogo di brani e passaggi motivazionali tratti dalla giurisprudenza in materia che non offrono alcun ragguaglio aggiuntivo), la pretesa doglianza, nei ridotti limiti compendiati in narrativa, non è scrutinabile, posto che, da un lato, quanto in essa si lamenta non si accorda con le norme asseritamente violate indicate in rubrica, dall’altro manca di conferenza rispetto al decisum, non constando dalla decisione impugnata che questa si sia pronunciata sulle questioni che vi sono accennate, sicchè il motivo risulta nel suo complesso privo della doverosa specificità per gli effetti preclusivi segnati dall’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 4.
3. Il secondo motivo è parimenti inammissibile poichè opera, a fronte della considerazione che il provvedimento impugnato non omette di illustrare, con riguardo a tutte le misure richieste, le ragioni che hanno indotto il decidente a rigettare il gravame, un’impropria mescolanza di censure non altrimenti scindibili, posto che, come per il precedente, alla vista rappresentazione delle doglianze non fa seguito una coerente esposizione argomentativa, ma una mera riepilogazione di stralci motivazionali della giurisprudenza in materia. Onde il motivo, incorrendo nel medesimo vizio di cui sopra, non è perciò scrutinabile.
4. Il terzo motivo è ancora inammissibile poichè, alla pur sommarietà del dictum enunciato sul punto dal decidente, non segue una critica pertinente e la doglianza si risolve nella mera postulazione di un rinnovato apprezzamento del sottostante quadro fattuale.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della Sezione Prima Civile, il 11 luglio 2019.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 19
 art. 702
 art. 10
 sentenza 
 art. 360
 art. 5