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Timestamp: 2019-03-26 20:08:24+00:00

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Sul regime processuale dell’incompetenza territoriale della adita commissione tributaria | Commercialista Telematico
Sul regime processuale dell’incompetenza territoriale della adita commissione tributaria
Intervento del giudice di merito <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />
La sentenza n. 108 del <?xml:namespace prefix = st1 ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" />8 luglio 2008 della Commissione Regionale di Roma sez. 38 merita di essere segnalata all’attenzione dell’operatore tributario poiché ha precisato che: “Ai sensi dell’articolo 4, primo comma, del dlgs n. 546/92 per l’impugnazione degli atti dei concessionari del servizio di riscossione la competenza territoriale della Commissione Tributaria Provinciale e quella nella cui circoscrizione hanno sede i concessionari e che, pertanto, non si deve aver riguardo alll’ente che ha emesso il ruolo al fine di individuare il giudice competente territorialmente nella cui circoscrizione ha sede l’ente impositore stesso”. L’articolo 5 del medesimo decreto legislativo prevede, poi, che “l’incompetenza territoriale non è derogabile e può essere rilevata, anche d’ufficio, solo nel grado di giudizio al quale si riferisce il vizio, ed, inoltre, che la dichiarazione di incompetenza dichiarata dal giudice tributario è incontestabile se il processo viene riassunto innanzi al giudice dichiarato competente nel termine e secondo le modalità indicate nel comma quinto dello stesso articolo.
Viceversa, secondo la sentenza n. 30 del 16 febbraio 2005 (dep. il 2 marzo 2005) della Comm. trib. prov. di Cosenza, Sez. I “poiché la competenza per territorio è nel giudizio tributario è inderogabile non trova applicazione nel processo tributario l’art. 33 del codice di procedura civile che consente la trattazione avanti ad un unico giudice di cause connesse di competenza di giudici diversi. Perciò in caso di impugnazione congiunta del ruolo e della conseguente cartella di pagamento, ove la cartella stessa sia stata emessa da un concessionario che abbia sede in una provincia diversa rispetto a quella ove ha sede l’ufficio tributario che ha emesso il ruolo, le due controversie debbono essere separate. Fermo restando che l’eventuale annullamento del ruolo trascinerà necessariamente con sé la cartella di pagamento che nel ruolo trova fondamento”.
La competenza è la frazione di giurisdizione, che, in concreto, spetta ad un determinato giudice, rispetto ad una determinata causa. Il criterio, che regola la competenza nel processo tributario, è quello territoriale, atteso che la competenza per materia coincide con la giurisdizione. La competenza territoriale è stabilita con riferimento al giudice di primo grado, poiché la competenza della CT Regionale, per grado, è consequenziale a quella di primo grado. I punti essenziali espressi dalla vigente normativa in tema di competenza territoriale delle CT possono così essere riassunti:
ü Nel giudizio tributario di primo grado la CT Provinciale è, l’unico giudice di primo grado; la competenza territoriale è inderogabile e rilevabile d’ufficio: le parti non possono accordarsi per derogare alle regole sulla competenza;
ü Il carattere inderogabile della competenza delle CT comporta anche che la parte processuale che eccepisce l’incompetenza della CT adita non è tenuta ad indicare la CT Tributaria ritenuta incompetente;
ü La competenza opera quale presupposto processuale ma non anche quale presupposto di validità del rapporto processuale, che, in presenza dell’incompetenza del giudice adito, resterà perfettamente valido;
ü Il divieto delle sentenze parziali comporta l’impossibilità di una sentenza affermativa della competenza con contestuale rinvio per la decisione sul merito; la CT pronuncia una sentenza definitiva per dichiarare la propria incompetenza, indicando la CT ritenuta incompetente;
ü Nel caso di delega, ad altro concessionario ex articolo 46 del D.P.R. 600/73, la competenza della CT va determinata in relazione alla sede del concessionario delegato, essendo questi che emana l’atto impugnato e che riceve il pagamento;
ü Nel giudizio tributario non si applicano le disposizioni contenute negli articoli 42 e ss. del c.p.c. sul regolamento di competenza; pertanto, la sentenza, che dichiara l’incompetenza del giudice che l’ha pronunciata, non è impugnabile, con l’istanza di regolamento, per dirimere gli eventuali conflitti di competenza;
ü L’incompetenza della CT è rilevabile (es. in pubblica udienza), anche d’ufficio, soltanto nel grado al quale il vizio si riferisce; pertanto, in assenza di contestazioni sulla competenza, la sentenza della CT Provinciale statuisce, in modo irreversibile, sulla competenza territoriale della CT di primo grado e su quella d’appello (competenza per grado funzionale assoluta ed inderogabile), da individuare ai sensi dell’articolo 4, secondo comma, del D.Lgs. 546/92: una volta superata la soglia del grado non è possibile discutere nel grado successivo, per la prima volta, sulla competenza del giudice adito nel grado precedente, che sì è pronunciato sul merito.Il vizio d’incompetenza non rilevato dinanzi alla Commissione ritenuta incompetente non è più rilevabile nei successivi gradi di giudizio;
ü Il giudice tributario non può mai chiudere il processo con una declaratoria d’incompetenza, poiché, nel momento in cui si dichiara incompetente, deve indicare il giudice competente, davanti al quale riassumere la causa ad istanza di parte;
ü Il giudice ad quem non può negare la propria competenza ma deve necessariamente decidere la causa nel merito (CT Centrale decisione n.1355 del 21 febbraio 2003): il giudice ad quem è vincolato alla decisione del giudice a quo; in buona sostanza, il giudice presso il quale il processo deve essere riassunto, non ha la possibilità di declinare la propria incompetenza o di accedere alla suprema Corte di Cassazione, tramite il regolamento di competenza, ma ha il dovere di proseguire il processo per decidere sul merito: l’incompetenza, dichiarata dalla sentenza del giudice tributario, è incontrovertibile ove le parti provvedano a riassumere la causa nel termine fissato;
ü La parte, per aderire alla sentenza d’incompetenza, deve procedere, a pena d’estinzione del processo, alla riassunzione, dinanzi alla CT Provinciale individuata competente, con ricorso in riassunzione nel termine di sei mesi dalla comunicazione della sentenza stessa oppure nel termine fissato dalla sentenza: la riassunzione fatta dinanzi a CT diversa da quella competente è priva d’effetti e porta all’estinzione del processo;
ü La parte, viceversa, per non aderire alla sentenza d’incompetenza de qua deve proporre atto d’appello, demandando alla CT Regionale la questione della competenza del giudice adito, poiché è configurabile la legittimazione a proporre appello anche avverso una sentenza che risolve esclusivamente questioni di competenza; la riassunzione fatta, eventualmente, dalla parte resistente non priva il ricorrente della legittimazione ad impugnare la sentenza d’incompetenza della CT Provinciale alla CT Regionale, poiché la volontà della parte resistente non può prevalere sulla volontà del contribuente;
ü Nel processo tributario l’istituto della cd. translatio iudicii evita che il ricorso, proposto in termini davanti al giudice incompetente per territorio, sia considerato tardivo una volta proposto per riassunzione davanti alla CT competente: la traslatio iuidicii permette di considerare il rapporto processuale validamente instaurato.
On. COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI . . . . . . . . . . . . . . . . . .
ISTANZA DI RIASSUNZIONE
Il sig……….. CF………. rappresentato e assistito da………., giusta delega a margine o in calce del presente atto, presso il cui studio in………. via………. è elettivamente domiciliato
che con ricorso notificato il………. ha impugnato dinanzi alla CT provinciale di………. l’atto………. con il quale l’ufficio accertava………. ……….
che l’ufficio nel costituirsi ha contestato la competenza del giudice adito……….
che con sentenza n………. depositata il………. e notificata il………. la CT provinciale di………. ha dichiarato la propria incompetenza per territorio per essere competente la CT provinciale di……….
che nella citata sentenza ai fini della riassunzione è stato fissato il termine di……….
ai sensi dell’articolo 5 del D.Lgs. 546/92 il processo dinanzi a questa On.le commissione riproducendo qui di seguito il testo del ricorso originariamente proposto
LA COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DI ROMA SEZIONE 38
E. Dott. A. Presidente
Z. Dott. G. Relatore
S. Dott. D. Giudice
– sull’appello n. ……..
depositato il 07/01/2008
– avverso la sentenza N……………..
emessa dalla Commissione Tributaria Provinciale di ROMA contro COMUNE DI FRASCATI
A…………. S.P.A.
VIA ………………..3/B 20097 ………………..(MI) terzi chiamati in causa:
C…………. S.P.A.
AVV. C. F.
VIA …….20 80133 NAPOLI NA
CARTELLA DI PAGAMENTO n. ………………. TARSU/SMALT.RIF 2000
CARTELLA DI PAGAMENTO n. ………………. TARSU/SMALT.RIF 2001
La sentenza oggetto del presente giudizio ha dichiarato la inammissibilità del ricorso proposto in primo grado dalla Società attuale appellante per l’annullamento della cartella esattoriale n. ……………….. emessa dal Concessionario del Servizio di riscossione dei tributi per la Provincia di Napoli (…… s.p.a.) in accoglimento di una eccezione sollevata dall’Amministrazione resistente diretta a far constare la incompetenza territoriale della Commissione Tributaria Provinciale di Roma.
La decisione va confermata ed, invero, l’articolo 4, primo comma, del Decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. … fissa, per l’impugnazione degli atti dei concessionari del servizio di riscossione, la competenza territoriale della Commissione Tributaria Provinciale nella cui circoscrizione hanno sede i concessionari stessi e, quindi, con riguardo al caso di specie, la Commissione Tributaria Provinciale di Napoli così come-statuito dal primo giudice.
Non ha pregio alcuno la considerazione svolta nell’atto di appello secondo cui si dovrebbe aver riguardo all’ente che ha emesso il ruolo al fine di individuare il giudice tributario competente vale a dire quello nella cui circoscrizione ha sede l’ente stesso. Nel caso di specie il ruolo è stato emesso dal Comune di Frascati e, conseguentemente, si radicherebbe la competenza territoriale della Commissione Tributaria Provinciale di Roma. La norma richiamata non lascia spazi per una tale interpretazione indicando espressamente i concessionari del servizio di riscossione tra i soggetti sottoposti, per i ricorsi proposti contro atti emessi nell’esercizio della concessione, alla giurisdizione della Commissione Tributaria Provinciale nella cui circoscrizione si trova la loro sede.
L’articolo 5 del medesimo decreto legislativo prevede, poi, che l’incompetenza territoriale non è derogabile e può essere rilevata, anche d’ufficio, solo nel grado di giudizio al quale si riferisce il vizio ed, inoltre, che la dichiarazione di incompetenza dichiarata dal giudice tributario è incontestabile se il processo viene riassunto innanzi al giudice dichiarato competente nel termine e secondo le modalità indicate nel comma quinto dello stesso articolo.
Poiché non risulta che detta riassunzione sia intervenuta il Collegio può pronunciarsi sulla decisione qui in esame la cui dichiarazione di incompetenza non è assistita dalla connotazione della non contestabilità.
L’appello va pertanto respinto mentre sussistono motivi per disporre la compensazione delle spese di giudizio.
La Commissione Tributaria Regionale per il Lazio, sezione 38°, definitivamente pronunciando sul ricorso in appello di cui in epigrafe lo rigetta.
Così deciso addì 23 giugno 2008, in camera di consiglio con l’intervento di:
A. E. Presidente
G. Z. Relatore

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