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Timestamp: 2019-09-20 19:00:53+00:00

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LM12 - Testo
Pubblicato Sabato, 10 Marzo 2012 19:57 | Scritto da Maya | | | Visite: 2043
Libera è una associazione apartitica e in quanto tale non appoggia nessuna ideologia precostituita. E’, però, un’associazione cha fa politica. La politica di Libera è la proposta, base per lo stimolo di azioni tradotte dalle istituzioni in prassi. LM12 è la nostra proposta. Una piattaforma di 12 spunti che il Presidio di Libera Mottola “A. Montinaro” vuole proporre ai candidati sindaci impegnati nelle consultazioni elettorali del 6-7 maggio prossimo.
1. Chiediamo che non siano candidate persone rinviate a giudizio o condannate, anche solo in primo grado, per reati di mafia o contro la pubblica amministrazione; chiediamo che non siano candidate anche persone rinviate a giudizio o condannate in primo grado per delitti non colposi contro la persona o il patrimonio. Chiediamo, inoltre, che lo stesso criterio sia esteso a tutte le nomine di competenza del Sindaco e sia applicato anche qualora il reato o la pena siano stati dichiarati estinti per prescrizione, amnistia o indulto. Chiediamo che le cariche di Sindaco e di Assessore non siano cumulabili con altri incarichi elettivi o di nomina della Pubblica Amministrazione. Chiediamo agli eletti e agli amministratori pubblici di aderire al “Codice Europeo di Comportamento per gli Eletti Locali e Regionali” elaborato dal “Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa”. Chiediamo, infine, che ai principi del Codice Europeo aderiscano anche tutte le nomine di competenza del Sindaco.
2. Chiediamo che sia rispettato l’art.20 dello Statuto del Comune di Mottola che prevede l’”Anagrafe pubblica degli eletti”, degli amministratori pubblici e dei soggetti nominati e/o designati dal comune in seno ad enti, organismi, istituzioni, associazioni e aziende.
3. Chiediamo che sia rispettato l’art. 21.2 dello Statuto del Comune di Mottola che, come da modifica approvata dal Consiglio comunale in data 6 marzo 2012 su proposta della Commissione Pari Opportunità, prevede che sia rispettato l’equilibrio di genere nella designazione degli assessori in Giunta.
4. Chiediamo che siano migliorate tutte quelle misure intese ad accrescere la possibilità per i cittadini di accedere alle informazioni. Le risorse informatiche devono diventare strumenti per la partecipazione democratica. Chiediamo che sul sito internet del Comune di Mottola siano disponibili:
5. Chiediamo che non si utilizzi il criterio del massimo ribasso nelle procedure di acquisizione di opere, forniture o servizi da parte del Comune. Ciò vale a maggior ragione nel caso di affidamento all’esterno di servizi educativi, sociali e culturali, dove la tutela della qualità delle prestazioni deve prevalere nel giudizio dell’aggiudicazione. Il Comune deve rimanere garante della qualità dei servizi anche in caso di gestione integrata. Il volontariato deve costituire un importante supporto del sistema dei servizi, non una sostituzione di personale.
6. Chiediamo che l’Amministrazione Comunale consideri la sicurezza di studenti e personale una priorità e pertanto predisponga un piano che verifichi che ogni edificio scolastico di sua proprietà sia in possesso dei certificati di collaudo statico, di agibilità sanitaria, di prevenzione incendi e delle dichiarazioni di conformità degli impianti tecnici e che, in base alle risultanze, predisponga e finanzi un crono-programma di interventi per mettere in sicurezza gli stabili che ne fossero parzialmente o totalmente privi.
7. Chiediamo la difesa del welfare locale. I servizi sociali, educativi, culturali sono una risorsa per l’economia, non un costo; producono “cose” preziose, che richiedono qualità e non solo quantità. La legittimazione, la garanzia e la difesa di questi beni sociali passano anche attraverso le scelte politiche di tagliare consulenze e clientelismo, valorizzando le risorse che già esistono all’interno dell’organizzazione comunale e, non ultimo, di ridurre i costi della politica.
8. Chiediamo che la prossima Amministrazione comunale aderisca ad “Avviso pubblico” (www.avvisopubblico.it, di cui si allega la Carta di Intenti – allegato n.2), l’associazione nata con l’intento di collegare ed organizzare gli Amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica Amministrazione e sui territori da essi governati.
9. Chiediamo che sia incentivato l’utilizzo di forme di energie rinnovabili (es. pannelli solari, impianti fotovoltaici…), partendo innanzitutto dai progetti di nuove opere pubbliche e dagli edifici pubblici. Chiediamo un incremento della superficie urbana destinata al verde pubblico; chiediamo che vengano presi provvedimenti contro il randagismo che però tengano conto della tutela degli animali. Chiediamo, inoltre, una maggior tutela dell’ambiente, che sia intensificata la raccolta differenziata porta a porta e che si presti attenzione al rapporto tra zone rurali e produzioni di rifiuti.
10. Chiediamo che il servizio di erogazione dell’acqua – bene comune di tutta l’umanità, irrinunciabile e non mercificabile – rimanga pubblico. Chiediamo che nello statuto del Comune si definisca l’acqua come bene privo di rilevanza economica, così come richiesto in precedenza dal comitato locale “a salvaguardia dell'acqua”.
11. Chiediamo di investire in un turismo sostenibile che punti sulle risorse ambientali, architettoniche, storico-culturali e produttive specialmente della aree rurali. Per far ciò è necessaria anche una riqualificazione dei villaggi rupestri, delle gravine e dei boschi presenti sul territorio e una corposa promozione dell’offerta turistica.
12. Chiediamo che l’amministrazione comunale si impegni nel sostegno finanziario e logistico di esperienze culturali, artistiche, sportive, di partecipazione democratica, come progetti per i giovani, punti di incontro, scambi internazionali, accessibili anche ai giovani meno abbienti e socialmente a rischio; considerando che la crescita di giovani responsabili è un elemento fondamentale di contrasto alla mentalità mafiosa, è infatti di assoluta importanza offrire loro opportunità per sviluppare strumenti conoscitivi della realtà che li circonda. Chiediamo, infine, l’istituzione di una consulta delle associazioni riconosciute, al fine di favorire la collaborazione tra le stesse e l’apparato comunale.
Il Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d'Europa,
Profondamente allarmato dal moltiplicarsi degli scandali giudiziari in cui sono implicati responsabili politici a motivo di atti commessi nell'esercizio delle loro mansioni e constatando che il livello locale e regionale non sfugge a questo fenomeno;
Constatando che i dispositivi legislativi sono sempre più completati da Codici di comportamento in vari settori quali le relazioni commerciali, le relazioni bancarie, l'amministrazione;
Persuaso che la definizione degli obblighi etici che gravano sugli eletti locali e regionali in un Codice di condotta permetterà di chiarire il loro ruolo e la loro missione e di riaffermare l'importanza di quest'ultima;
Convinto che tale Codice deve prevedere in maniera più estesa possibile l'insieme dell'azione dell'eletto;
Ribadendo infine che l'imposizione dei doveri non è concepibile senza la concessione di garanzie che permettano agli eletti locali e regionali di svolgere il loro mandato e ricordando al riguardo le disposizioni pertinenti contenute in tal senso nella Carta europea dell'Autonomia locale e nella bozza di Carta europea dell'Autonomia regionale;
Prendendo in considerazione i testi in vigore all'interno degli Stati membri e i lavori internazionali pertinenti, propone il seguente Codice di condotta circa l'integrità degli eletti locali e regionali:
Articolo 1- Definizione dell'eletto
Ai fini del presente Codice, il termine "eletto" designa qualsiasi responsabile politico che eserciti un mandato locale o regionale conferitogli mediante elezione primaria (elezione da parte del corpo elettorale) o secondaria (elezione a funzioni esecutive da parte del consiglio locale o regionale).
Articolo 2 - Definizione delle funzioni
Ai fini del presente Codice, il termine "funzioni" designa il mandato conferito tramite elezione primaria o secondaria e l'insieme delle funzioni esercitate dall'eletto in virtù di detto mandato primario o secondario.
Articolo 3 - Oggetto del Codice
Articolo 4 - Primato della legge e dell'interesse generale
Nell'esercizio delle sue funzioni, l'eletto persegue l'interesse generale e non esclusivamente il proprio interesse personale diretto o indiretto, o l'interesse particolare di persone o di gruppi di persone allo scopo di ottenere un interesse personale diretto o indiretto.
Articolo 5 - Obiettivi dell'esercizio del mandato
Articolo 6 - Esercizio del mandato
Articolo 7 - Regole in materia di campagna elettorale
Egli si astiene dall'ottenere qualsiasi suffragio con mezzi che non siano la persuasione o il convincimento. In particolare, si astiene dal cercare di ottenere suffragi con la diffamazione degli altri candidati, con la violenza e/o con le minacce, con la manipolazione delle liste elettorali e/o dei risultati della votazione, nonché con la concessione di vantaggi o di promesse di vantaggi.
Articolo 8 - Clientelismo
Articolo 9 - Esercizio di competenze a proprio vantaggio
Articolo 10 - Conflitto d'interesse
Quando vi siano degli interessi personali diretti o indiretti nelle pratiche che sono oggetto di un esame da parte del consiglio o di un organo esecutivo (locale o regionale), l'eletto s'impegna a dichiarare questi interessi prima della deliberazione e della votazione.
L'eletto si astiene dal prender parte a qualsiasi delibera o votazione che abbia come oggetto un interesse personale diretto o indiretto.
Articolo 11 - Cumulo
L'eletto si astiene dall'esercitare altri incarichi politici che gli impediscano di esercitare il proprio mandato di eletto locale o regionale.
Articolo 12 - Esercizio delle competenze discrezionali
Nell'esercizio delle sue competenze discrezionali, l'eletto si astiene dal concedersi un vantaggio personale diretto o indiretto, o dal concedere un vantaggio a una persona o a un gruppo di persone, allo scopo di ottenere un vantaggio personale diretto o indiretto. Integra alla sua decisione una motivazione circostanziata che riprenda l'insieme degli elementi che hanno determinato la sua decisione, e in particolare le disposizioni della regolamentazione applicabile, come anche gli elementi che dimostrano la conformità della sua decisione a questa regolamentazione. In assenza di regolamentazione, la sua motivazione comprende gli elementi che dimostrano il carattere proporzionato, equo e conforme all'interesse generale della sua decisione.
Articolo 14 - Rispetto della disciplina di bilancio e finanziaria
L'eletto s'impegna a rispettare la disciplina di bilancio e finanziaria, garanzia della buona gestione del pubblico denaro, così com'è definita dalla legislazione nazionale pertinente in vigore. Nell'esercizio delle sue funzioni, l'eletto si astiene da ogni atto destinato a deviare dal loro scopo i fondi e/o le sovvenzioni pubbliche. Si astiene da qualsiasi azione il cui obiettivo consista nell'utilizzare a scopi personali diretti o indiretti fondi e/o sovvenzioni pubbliche.
Nell'esercizio delle proprie funzioni, l'eletto si astiene dal prendere provvedimenti che gli assicurino un vantaggio personale professionale futuro, dopo cessazione delle sue funzioni;
- in seno a entità pubbliche o private che si trovavano sotto il suo controllo durante l'esercizio delle sue funzioni;
- in seno a entità pubbliche o private con le quali ha allacciato rapporti contrattuali durante l'esercizio delle sue funzioni;
- in seno a entità pubbliche o private che sono state create durante l'esercizio delle sue funzioni e in virtù di esse.
Articolo 16 - Limitazione e dichiarazione delle spese elettorali
Attua tutti i provvedimenti imposti dalla regolamentazione in vigore volti a render pubblica l'origine e l'importo degli introiti utilizzati durante la campagna elettorale, nonché la natura e l'importo delle sue spese.
Nell'esercizio delle sue funzioni, l'eletto si astiene dall'ostacolare l'esercizio di un controllo motivato e trasparente dell'esercizio delle sue funzioni da parte delle autorità di controllo interno o esterno competenti.
La motivazione delle decisioni o degli atti che sono sottoposti a queste autorità di controllo si accompagna alla menzione espressa dell'esistenza di questi controlli e della precisa identificazione delle autorità competenti.
Articolo 19 - Pubblicità e motivazione delle decisioni
L'eletto è responsabile per la durata del suo mandato nei confronti della popolazione locale nel suo complesso.
L'eletto abbina ogni decisione di fare o di non fare ad una motivazione circostanziata che riprenda l'insieme degli elementi su cui si basa e in particolare le disposizioni della regolamentazione applicabile, come anche gli elementi che dimostrano la conformità della sua decisione a questa regolamentazione.
In caso di confidenzialità, la deve motivare, sviluppando gli elementi che impongono detta confidenzialità.
Risponde diligentemente a qualsiasi richiesta procedente dai cittadini relativa allo svolgimento delle sue mansioni, alla loro motivazione o al funzionamento dei servizi di cui è responsabile. Incoraggia e sviluppa ogni provvedimento che favorisca la trasparenza delle sue competenze, dell'esercizio delle sue competenze e del funzionamento dei servizi di cui ha la responsabilità.
Nel contesto dell'esercizio delle sue funzioni, l'eletto rispetta la missione affidata all'amministrazione di cui è responsabile, senza pregiudizio dell'esercizio legittimo del suo potere gerarchico.
Nell'ambito dell'esercizio delle sue mansioni, l'eletto fa in modo di valorizzare il ruolo e gli incarichi della sua amministrazione.
L'eletto risponde in maniera diligente, sincera e completa a qualsiasi richiesta d'informazione da parte dai mass media per quanto riguarda l'esercizio delle sue funzioni, ad esclusione di informazioni confidenziali o di informazioni circa la vita privata dell'eletto o di un terzo. Incoraggia e sviluppa ogni misura che vada a favore della diffusione presso i mass media di informazioni sulle sue competenze, sull'esercizio delle sue funzioni e sul funzionamento dei servizi che si trovano sotto la sua responsabilità.
Articolo 24 - Diffusione del Codice presso gli eletti
L'eletto s'impegna ad aver letto e capito l'insieme delle disposizioni del presente Codice come pure le regolamentazioni cui fa riferimento e dichiara di avere la volontà di lasciarsi guidare dalle disposizioni del Codice.
Articolo 25 - Diffusione del Codice presso i cittadini, i dipendenti e i mass media
Ogni istituzione deve fare la propria parte. E tanto più devono farla le istituzioni più vicine ai cittadini (Comuni, Province, Regioni, Comunità Montane), oggi fortemente legittimate dal voto popolare diretto. In esse, una nuova classe dirigente sta seriamente lavorando, pur tra mille ritardi e difficoltà. Una leva di amministratori e amministratrici che, al di là dell'appartenenza politico – ideologica, colloca il bene comune al di sopra delle proprie posizioni, si cimenta con l'etica della responsabilità, ricerca un dialogo con i cittadini e ne sollecita la partecipazione. A tale classe dirigente spetta oggi il compito di “organizzare la legalità”, offrendo ai cittadini le occasioni e gli strumenti per sottrarsi all'invasione del contropotere criminale.
1. Aggregare tutti gli enti territoriali che abbiano già manifestato il loro interesse verso l'educazione alla legalità attraverso il finanziamento di progetti per attività di formazione nelle scuole o di sostegno alle politiche
- la destinazione di una quota del bilancio per le iniziative che l'ente stesso intenderà promuovere e, ove possibile, la creazione di un apposito capitolo del bilancio stesso;
- un atto di adesione formale (delibera) che, per ogni ente, dovrà indicare un referente “politico” e uno “amministrativo” per tutte le future iniziative;
- il versamento di una quota associativa proporzionata al numero degli abitanti.
- percorsi di formazione scolastica (tutti gli enti si devono impegnare, in base alle loro competenze, per l'attivazione di percorsi di educazione alla legalità, alla democrazia e alla solidarietà nelle scuole del proprio territorio;
- percorsi di formazione sul territorio (azioni rivolte ai cittadini utili a far comprendere, ad informare);
- coordinamento tra amministrazioni e scuole per concrete iniziative contro la dispersione scolastica;
- percorsi di formazione per gli amministratori e i dipendenti pubblici;
Categoria: Articoli Campagne

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 14

Articolo 16

Articolo 19

Articolo 24

Articolo 25