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Timestamp: 2018-12-17 14:01:10+00:00

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Le riprese delle telecamere di sorveglianza private costituiscono una prova | Studio Legale | Trasacco & Pecorario | Aversa - Caserta - Napoli
In tema di prova atipica, sono legittime e pienamente utilizzabili, senza alcuna necessità di autorizzazione dell’autorità giudiziaria, le videoriprese eseguite da privati mediante telecamera esterna installata sulla loro proprietà, che consentono di captare ciò che accade nell’ingresso, nel cortile e sui balconi del domicilio di terzi, i quali, rispetto alle azioni che ivi si compiono, non possono vantare alcuna pretesa al rispetto della riservatezza, trattandosi di luoghi, che, pur essendo di privata dimora, sono liberamente visibili dall’esterno, senza ricorrere a particolari accorgimenti.
In tema di prova atipica, la giurisprudenza ha già avuto modo di puntualizzare che sono legittime e pienamente utilizzabili le videoriprese eseguite da privati con telecamera esterna collocata sulla loro proprietà e che consento di captare ciò che accade all’ingresso, nel cortile e sui balconi del domicilio di terzi, i quali non possono vantare alcuna pretesa di riservatezza «trattandosi di luoghi che, pur essendo di privata dimora, sono liberamente visibili dall’esterno, senza ricorrere a particolari accorgimenti».
Tali principi sono stati applicati nel caso esaminato dalla Suprema Corte in quanto il video era stato ripreso da una videocamere che riprendeva una pubblica piazza antistante l’abitazione della persona offesa.
Dott. DAWAN Daniela – rel. Consigliere –
CR.PA.CE., nato a (OMISSIS);
avverso la sentenza del 21/07/2017 del GIUDICE DI PACE di MAGLIE;
TAMPIERI Luca, che conclude per l’annullamento con rinvio;
L’avvocato DE LUCA UGO del foro LECCE, per la Parte Civile
CR.PA.CE. deposita conclusioni scritte e nota spese delle quali
L’avvocato BLANDOLINO VINCENZO del foro di LECCE in difesa di
C.D. si riporta alle memorie depositate, insiste per
l’inammissibilità del ricorso e in subordine per il rigetto.
1. Il Procuratore generale di Lecce, in accoglimento dell’istanza di impugnazione avanzata dalla parte civile, Cr.Pa.Ce., propone ricorso per cassazione avverso la sentenza resa il 21 luglio 2017 dal Giudice di pace di Maglie che ha assolto, ai sensi dell’art. 530 c.p.p., comma 2, C.D., dai reati di cui all’art. 590 c.p., commi 1 e 3, e artt. 140,141,158 e 191 C.d.S., per non aver commesso il fatto.
2.1. Ricorda come nel corso del giudizio il C. abbia negato il fatto sostenendo di non essersi trovato a (OMISSIS) bensì a (OMISSIS) dove era rimasto in panne con il suo furgone Renault. Nel corso del processo, tuttavia, veniva acquisito un video che immortalava la presenza del C. alla guida dell’anzidetto furgone in (OMISSIS) nella mattinata del (OMISSIS) alle ore 10,40. Rileva il ricorrente che, nonostante l’efficacia probatoria del video, che dimostra la falsità di quanto da lui sostenuto, il Giudice di pace ha assolto l’imputato sulla base della sola deposizione del teste Co.St. il quale ha escluso che il veicolo si trovasse a (OMISSIS). Il Giudice di pace ha, invero, reputato il Co. “teste sulla cui attendibilità non sussistono oggettive riserve”: si tratta di assunto erroneo, illogico e contraddittorio. Il primo Giudice aveva rigettato la richiesta di acquisizione di sentenze ritenute “non influenti” eppure tali da escludere l’attendibilità del Co.. A minare l’attendibilità di quest’ultimo concorre altresì la manifesta contraddittorietà ravvisabile tra le sue dichiarazioni e quelle dell’altro teste a discarico, M.G..
2.2. La sentenza impugnata è errata poichè la sua motivazione risulta insuperabilmente contrastata dalle riprese – video e dei fermo – immagine, del tutto legittime e pienamente utilizzabili. Il Giudice di pace ne ha negato valenza probatoria sostenendo che “non sussiste alcuna certezza in ordine alla data in cui gli stessi sono stati scattati” giungendo persino ad ipotizzare che la “data potrebbe essere stata appositamente apposta”. Lamenta, il ricorrente, che non sia stata disposta una consulenza tecnica per accertare l’autenticità di detto materiale.
2.3. Il Giudice di pace, infine, ha travisato le risultanze processuali laddove rileva che le telecamere esterne erano state installate in data 28 dicembre 2011 e quindi a distanza di circa due mesi dal fatto. Ma il riferimento alle telecamere esterne è sviante poichè la telecamera da cui sono state riprese le immagini di cui si tratta è collocata all’interno dell’abitazione della persona offesa e, diversamente dalle altre, riprende lo spazio antistante (OMISSIS).
L’asserita mancanza di certezza in ordine alla data in cui le stesse sono state effettuate, con l’allusione ad una data fittiziamente apposta, e l’assunto che le telecamere esterne siano state installate in data 28.12.2011, e quindi a distanza di circa due mesi dal fatto, costituiscono affermazioni del tutto avulse da alcun accertamento che pure era stato richiesto ed offerto – e pertanto apodittiche, oltre che sganciate dalle risultanze processuali. Il ricorrente ricorda, al riguardo, come il Giudice abbia respinto il deposito di una perizia giurata redatta dall’ing. B. G..
3. Parimenti fondata è la doglianza sul rigetto della richiesta di acquisizione delle sentenze che avrebbero potuto inficiare il giudizio di piena attendibilità del teste Co., sulle cui dichiarazioni è fondamentalmente basata la sentenza impugnata.
Non v’è dubbio, infatti, che dette pronunce – che danno atto di pregressi e motivi di astio del Co. con l’odierna persona offesa – integrino il concetto di “prova decisiva” così come inteso da questa Suprema Corte.
Il vizio della sentenza previsto dall’art. 606 c.p.p., comma 1, lett. d), e consistente nella mancata assunzione di prova decisiva costituisce un error in procedendo che si verifica allorchè l’omessa assunzione riguardi una prova tale da incidere in modo significativo sul procedimento decisionale seguito dal giudice e da determinare, di conseguenza, una differente valutazione complessiva dei fatti e portare in concreto a una decisione diversa (Sez. 6, sent. n. 35122 del 24/06/2003, Sangalli, Rv. 226326).
Utilizzabili le videoriprese per provare il reato posto in essere ..
Avv. Marco Trasacco | La Corte di Cassazione (Corte di Cassazione - Sezione Seconda Penale, Sentenza 30 gennaio 2018, n. 4367) ha stabilito che sono pienamente utilizzabili nei confronti dei lavoratori ..
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