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Timestamp: 2019-11-17 23:48:45+00:00

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Basilicata Prima | PETROLIO | PIERO LACORAZZA
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Posted on set 19, 2018 in Ambiente, Attività consiliare, BasilicataPrima, Politiche energetiche
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l-r-18_2018_art-4_fondo-rotazione-pov
integrazione-interrogazione-su-interventi-viabilita-non-attuati-del-programma-operativo-val-dagri-melandro-sauro-camastra
interrogazione-royalties_03112016
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interrogazione-su-stato-attuazione-programma-operativo-val-dagri-melandro-sauro-camastra_richiesta-risposte-mancanti
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Impugnare l’art 38 dello #sbloccaitalia è una strada di buon senso. http://archivio.pierolacorazza.it/
Investire nel green conviene: fa crescere il fatturato nel 25,8% delle #realtà#manifatturiere #greenItaly
Su #sbloccaitalia svuotiamo le curve e facciamo giocare sindaci, amministratori locali e cittadini https://www.facebook.com/piero.lacorazzab/posts/725454590865695 …#confrontoaperto
Con il testo definitivo #sbloccaitalia apriamo un confronto laico. Andiamo nel merito dei contenuti. http://archivio.pierolacorazza.it/
Lavoriamo a cambiare lo #sbloccaitalia , più potere alle istituzioni locali. #cambiaverso #leopolda5 http://archivio.pierolacorazza.it/
Posted on dic 17, 2014 in Istituzioni, PRIMO PIANO
Venosa, 11 dic 2014 - Sblocca Italia, Lacorazza: “Agli studenti devo dire grazie”/foto-video
A Venosa, nella cerimonia di premiazione dei “Lucani Insigni”, il presidente ha risposto alla domanda di una studentessa rilanciando il tema delle competenze delle Regioni: “Potremo continuare ad essere criticati se conserveremo una quota di potere”…
LO SPECIALE SUL PREMIO DEI LUCANI INSIGNI
Termoli, 12 dic 2014 - Sblocca Italia, documento Presidenti Consigli regionali
I rappresentanti di Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Sicilia hanno sottoscritto l’impegno a sensibilizzare le Assemblee di rispettiva appartenenza sulla problematica energetica. Ha partecipato Piero Lacorazza
“Decreto Legge Sblocca Italia – Capo IX Misure urgenti in materia di energia” è il tema dell’incontro –dibattito, svoltosi oggi a Termoli (Cb), al quale ha partecipato il Presidente del Consiglio regionale, Piero Lacorazza insieme ai presidenti dei Consigli regionali di Abruzzo, Molise, Puglia e Sicilia.
Al termine dell’incontro i cinque Presidenti hanno sottoscritto un documento con il quale assumono il comune impegno a “sensibilizzare le Assemblee di rispettiva appartenenza sulla problematica energetica, perché assumano una precisa posizione istituzionale e politica in ordine alla definizione dei poteri e delle prerogative del livello di governo regionale in materia di attività per la valorizzazione delle risorse energetiche in rapporto con i prioritari interessi territoriali alla tutela dell’ambiente e dell’ecosistema nonché allo sviluppo economico legato alle specifiche vocazioni dei territori”.
I Presidenti dei Consigli regionali di Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata e Sicilia si impegnano, altresì, a “promuovere la presente dichiarazione, tra le Assemblee legislative di rispettiva appartenenza, al fine della assunzione di idonee iniziative a tutela delle prerogative regionali e dei legittimi interessi locali, secondo quanto consentito dall’ordinamento costituzionale”.
Potenza, 5 dic 2014 - Alcune mie riflessioni all’indomani del Consiglio regionale su legge “sbloccaitalia” e in particolare sull’articolo 38.
Esprimo alcune mie riflessioni all’indomani del Consiglio Regionale che ha discusso della legge “Sbloccaitalia” e in particolare dell’articolo 38 sapendo, e lo voglio sottolineare in premessa in maniera molto forte, che la crisi economica e sociale, la scarsa credibilità della politica e delle istituzioni, la fragilità dei soggetti intermedi e della rappresentanza, tendono a caricare di maggiore significato ed energia i luoghi del conflitto reale e potenziale sui fatti e gli accadimenti che riguardano l’Italia e quindi anche la nostra Regione…leggi tutto
Potenza, 05 dic 2014 – Lacorazza: “Prima di tutto tutelare prerogative Regione”.
All’indomani della riunione sulla legge “Sblocca Italia”, il Presidente del Consiglio regionale interviene per ribadire il senso delle decisioni assunte e commentare la giornata di ieri.
Potenza, 4 dic 2014 – Sblocca Italia. Si impugna. Leggi il testo integrale della risoluzione approvata dal Consiglio regionale
Approvata in Consiglio regionale una risoluzione (leggi il testo integrale in basso) che prevede il ricorso alla Corte costituzionale sull’art. 38 “qualora non venga ripristinato il principio di leale collaborazione tra Stato, Regioni e Enti Locali”.
Roma, 3 dic 2014 – Sblocca Italia, presidenti Assemblee: riscrivere art. 38
Potenza, 23 nov 2014, – Assemblea regionale Pd: il videointervento di Piero Lacorazza
Come ieri ho detto ‘la partita petrolio non è chiusa’, soprattutto per ragioni politiche. Ho già scritto due post su questo tema negli ultimi due giorni e non torno su alcuni aspetti.
Il Consiglio Regionale non è stato aiutato da una mozione ‘sbrigativa’ ad approfondire, anche per chiarezza alla comunità regionale, le questioni sulle quali si stava discutendo.
Sempre con chiarezza e trasparenza provo a farlo con questo ulteriore post nella convinzione che anche i dubbi vanno resi pubblici senza nascondere nulla a nessuno.
Il nuovo comma 1 bis dell’art. 38, così come modificato dalla legge di stabilità, prevede la redazione del piano per la ricerca e la estrazione del petrolio. Finché il piano non c’è valgono le norme vigenti. Deve essere chiarito che le norme vigenti sono precedenti alla legge 164/2014, cosiddetta ‘sbloccaitalia’.
Il nuovo comma 1 bis articolo dell’articolo 38 prevede l’applicazione della legge 239/2004: alla fine decide il governo, senza che ci siano reiterate trattative tra istituzioni della Repubblica. Il dubbio resta, il tema c’è.
Ovviamente a Costituzione vigente. Con la riforma del Titolo V della Costituzione, già approvata al Senato e prossimamente alla Camera mi chiedo il tema sarà solo quello dei dubbi di legittimità?
Ma mi chiedo se ci fosse un NO da parte della Conferenza Unificata il governo procederebbe comunque, senza provare con la regione interessata a costruire una trattativa? E tutto questo avverrebbe senza che la Comunità ne sarebbe consapevole?
Interrogativi che nascono dal fatto che nel passato il decreto sul sito unico sulle scorie nucleari non fu ritirato per incostituzionalità.
Su questo punto tuttavia i dubbi restano e ho chiesto al Presidente Pittella di affrontare il tema con le altre regioni. Lui stesso in Consiglio Regionale ha sottolineato questo aspetto.
Infine senza il Piano, appare evidente che nessun titolo unico può essere autorizzato se le questioni precedenti vengono chiarite nella direzione che ho provato a trasferirvi.
E sui singoli titoli concessori andrebbe esplicitato, così come il comma 6 dell’articolo 38 sembrerebbe dire, che l’intesa della regione andrebbe data a valle del procedimento istruttorio.
Su queste questioni, come ho chiesto al Presidente Pittella, è necessario lavorare e forse avremmo svolto un migliore servizio se in Consiglio Regionale ci fossimo ripiegati nel merito del novellato art. 38.
Il tema era molto rilevante per non dedicare almeno cinque minuti del Capodanno a chiarire e ad offrire elementi concreti e veri per una valutazione di merito.
Detto questo vi rimando ai post precedenti e vi auguro nuovamente buon anno.
‘La partita sul petrolio non è chiusa!’.
Mi hanno chiesto in tanti di chiarire questa affermazione. In parte nel post di ieri ho utilizzato argomenti molto netti che, almeno dal mio punto di vista, motivano il mio voto di astensione su una mozione abbastanza ‘sbrigativa’. Un argomento così importante, liquidato in poco tempo, ha più il sapore di esprimere una posizione che non di condizionare il corso degli eventi. Chi si candida a determinare cambiamenti sceglie questa secondo opzione.
Perché la partita petrolio non è chiusa?
Primo. Perché sulle modifiche che riguardano il comma 1 bis articolo 38 della sbloccaitalia ci sono miglioramenti consistenti non solo rispetto al decreto ma anche alla legge 164/2014, legge di conversione. Rimane il punto del riferimento alla legge 239/2004: alla fine decide il governo. In caso di inerzia o anche di diniego all’intesa? Non è un punto banale sia in termini di diritto (il costituzionalista Di Salvatore si pone lo stesso tema) che in termini politici e istituzionali (se una conferenza unificata dice NO si può procedere ugualmente? Ricordo a noi stessi che il decreto sul sito unico per le scorie nucleari a Scanzano non è stato ritirato per incostituzionalità). Il tema resta e credo che insieme alle altre regioni va affrontato. Senza ideologismi. Senza porsi sul terreno del rifiuto di ogni discussione di merito poiché è indubbio che le regioni hanno ripreso un spazio politico ed istituzionale che il decreto sbloccaitalia aveva cancellato anticipando la riforma del titolo V della Costituzione già approvata al Senato.
Qui sta il secondo punto?
Secondo. Ma il novellato art. 38 resta un passo in avanti rispetto al nuovo Titolo V della Costituzione? Sapete come la penso sulla riforma del Titolo V. Ma andiamo nel merito: se le materie dell’energia e del governo del territorio dovessero passare allo Stato come materie esclusiva questo ‘nuovo’ art. 38 sarebbe un passo avanti o indietro? Sarebbe a maggior tutela delle regione e del territorio oppure no? Per questo nei prossimi due mesi (nuovo termine per eventuale impugnativa) in cui la riforma del Titolo V approderà alla Camera per il voto in seconda lettura (a questo punto la riforma è quasi fatta), le regioni, e in particolare la nostra, devono sapere affrontare la questione in maniera più incisiva nel rapporto con lo stato, sapendo che la leale collaborazione non può essere sopruso da una parte e neanche veto dall’altra.
Terzo. Si è aperto il dibattito sulle macroregioni, tema non secondario rispetto al nuovo assetto di poteri tre istituzioni della Repubblica.
Quarto. C’è un Ordine del Giorno approvato dal Consiglio Regionale e dalla Camera dei Deputati che dice che oltre i 154 mila barili giorno, quelli già autorizzati, non si deve andare. Alcuni dicono, anche a ragione, che un odg è debole. È vero anche questo ma qualsiasi altra scelta non può che non passare per un nuovo Consiglio Regionale che sarebbe oggetto di molta attenzione così come è stato il 4 dicembre. È un elemento ti di chiarezza non da poco rispetto ad un memorandum che avrebbe portato la produzione di barili giorno a 180 mila, mentre l’attuale estrazione è di 80 mila barili giorno.
Con chiarezza: qualunque cosa dovesse accadere dovrà passare per il Consiglio Regionale che certamente non passerà sotto silenzio.
Quinto. Nell’Odg del 4 dicembre abbiamo approvato dei punti che nel mese di gennaio saranno trasformati in legge: tavolo della trasparenza sul petrolio, partecipazione dei comuni su materie di intese stato regione, istituzione centro medicina ambientale presso ospedale di villa d’Agri con avvio indagine epidemiologica (investimento di circa 2 ml di euro), più chiari obbiettivi e funzionalità all’osservatorio ambientale. Nel 2015 riorganizzazione e riforma di Arpab.
Sesto. In questi mesi ho sempre distinto, come molti potranno andare a rileggere, la questione art. 38 dello sbloccaitalia con la vicenda petrolio. Nel senso che la questione è giurisdizionale ma soprattutto politica. Sul piano costituzionale chi può negare che anche grazie alle posizioni assunte (penso di aver fatto e di fare la mia parte) l’art. 38 è cambiato? Sul piano politico e istituzionale mai come in questi mesi si è tornati a parlare di petrolio, di futuro della regione. Questo è un fatto positivo anche quando le posizioni non sono perfettamente allineate e in alcuni casi opposte.
Tutta queste riflessioni mi fanno dire che ‘la partita non è chiusa’.
Era giusto che dedicassi questo scorcio di fine anno a chiarire e discutere con voi, perché a me piace così la politica, per dire quello che penso dietro le quinte e sul palcoscenico.
Mi sono astenuto sulla mozione che proponeva di impugnare gli art. 35, 36, 37, 38 dello sbloccaitalia.
Perché il mio voto di astensione?
Con molta chiarezza, come ho detto dai banchi della presidenza del consiglio, non si può ridurre un confronto di mesi in una mozione, sicuramente legittima, sostenuta da pochi minuti di dibattito.
Mi spiego. Il 23 settembre a seguito del decreto sbloccaitalia c’è stata una ‘comunicazione’ da parte del Presidente Pittella, un dibattito lungo e articolato e infine una risoluzione. Lo stesso è accaduto il 4 dicembre: comunicazione del presidente, dibattito di 5 ore e poi una risoluzione finale.
Mesi di confronto nella società, ore di discussione nei partiti, giorni di confronto in Consiglio Regionale. Ad ognuno è stata data la possibilità di andare nel merito e dichiararsi con nettezza rispetto al dibattito.
Oggi, in pochi minuti, si ragiona intorno ad una mozione, ripeto legittima, che dice: si impugnano 4 articoli dello sbloccaitalia per incostituzionalità. Perché si impugna? Perché incostituzionali. Perché si impugna, andiamo nel merito? Sono incostituzionali e basta.
In questi mesi non si è mai discusso di articolo 35, di articolo 36 (peraltro già impugnato), di art. 37… Tutto il dibattito si è concentrato, in Consiglio Regionale, sull’art. 38 dello sbloccaitalia.
E poi non c’è il coraggio del confronto poiché dietro le quinte si dice che l’articolo 38 è stato reso costituzionale, o comunque molto più resistente al ricorso alla Corte, con l’ultima modifica contenuta nella legge di stabilità ma poi… sai … …
Chi in questi mesi ha sostenuto che era incostituzionale la titolarità della Via e della VAS, valutazioni e autorizzazioni ambientali, nell’art. 38? Nessuno. Poiché l’art. 117 della Costituzione attribuisce allo stato, come materia esclusiva, la materia dell’ambiente. Cose detti per mesi. La titolarità delle valutazioni e delle autorizzazioni da riportare alle regioni è tema politico e non costituzionale.
Chi ha sostenuto che era incostituzionale il titolo unico? Sbagliato ma non incostituzionale. Tesi sempre sostenuta.
La questione di costituzionalità nel confronto in consiglio regionale è stata posta sul comma 1 bis art. 38 dello sbloccaitalia: chi decide il Piano della ricerca e delle estrazioni petrolifere. È bene ricordare questo aspetto e questo punto.
Con legge di stabilità, dopo il consiglio regionale del 4 dicembre, il Parlamento ha modificato il comma 1 bis dell’art. 38 dello sbloccaitalia.
1) il Piano per ricerca e estrazioni è sottoposto a VAS. Approfondiamo. Cose è la VAS?
2) il Piano passa per l’intesa in conferenza unificata, alla quale partecipano regioni, rappresentanza dei comuni e delle province.
3) finché non c’è il Piano le norme applicate sono quelle pre decreto sbloccaitalia.
Quanto tempo ci vorrà per il piano? Nel frattempo si applicano le norme pre decreto sbloccaitalia.
4) Vorrei sottolineare che il comma 6 dell’articolo 38 non è stato modificato: ci vuole l’intesa con la regione anche sul singolo titolo unico a seguito del Piano.
5) si dice: ma se non c’è intesa decide il governo. Voglio sottolineerà che per la Corte Costituzionale la ‘leale collaborazione’ non è diritto di veto.
Tuttavia questo punto non mi convince pienamente. Infatti ho chiesto al Presidente Pittella di continuare a ragionare con le altre regioni per valutare e costruire una posizione comune sul nuovo art. 38 dello sbloccaitalia.
Questo è stato con chiarezza detto dal Presidente Pittella in Consiglio anche perché i 60 giorni per l’impugnativa ripartono dalla pubblicazione della legge di stabilità sulla Gazzetta Ufficiale.
La partita petrolio non è chiusa, si parte dall’ODG del 4 dicembre approvato in Consiglio Regionale.
Infine sull’art. 35 il Presidente Pittella ha dichiarato la necessità di un approfondimento che spero ci sia presto, prima che scada il termine per l’impugnativa, 10 gennaio 2015.
Il consiglio regionale ha votato: ‪#‎art38cambiaverso‬
Un po’ di storia di queste settimane su art. 38 dello ‪#‎sbloccaitalia‬
La mia dichiarazione del 13 novembre, ribadisco 13 novembre, in cui si faceva riferimento alla eventualità, prima dell’impugnativa, di provare a modificare l’art. 38 dello sbloccaitalia nella legge di stabilità.
“La posizione assunta dal presidente della Conferenza delle Regioni Chiamparino, che ha indicato al Governo un percorso da esplorare e da seguire per mantenere nel tempo, anche con la riforma del Titolo V, il principio di leale collaborazione fra Stato e Regioni, ci invita a riflettere su quanto sia difficile evitare che vi sia una concorrenza di materia fra Stato e Regioni su varie tematiche e dimostra che il tema delle prerogative delle Regioni non è definitivamente risolto e si apre uno spazio di intervento che va pienamente utilizzato”. Così il presidente del Consiglio regionale Piero Lacorazza commenta le dichiarazioni del presidente Chiamparino, che su questi temi ha proposto ieri “una legge bicamerale che regolamenti e definisca il campo di materie proprio delle Regioni e dello Stato per evitare il rischio di far rientrare dalla finestra quello che si vorrebbe scacciare, giustamente, dalla porta”, osservando inoltre che “tutti i grandi Paesi federali hanno nella concorrenzialità delle materie il loro caposaldo”. “Voglio ricordare – continua il presidente Lacorazza – che la stessa Conferenza dei Consigli regionali, come ribadito più volte dal presidente Brega, ha condiviso questo percorso lavorando insieme ai governi regionali sulle proposte di modifica costituzionale”.
“Di certo la posizione di Chiamparino ci dice che la questione del passaggio delle competenze su diverse materie (energia, urbanistica) dalle Regioni allo Stato, previsto dalla riforma del Titolo V ed anticipato (impropriamente) dal decreto sblocca Italia divenuto ormai legge, non è chiusa definitivamente. Per questo, pur confermando l’apprezzamento sincero per il lavoro svolto dai parlamentari e dalla Regione sullo sblocca Italia, e al di là di ogni discussione astratta sul petrolio, credo che impugnare l’art. 38 (dopo, peraltro, aver già impugnato l’articolo 36) rientrerebbe nella normale dialettica fra il Governo e le Regioni, in un momento di incertezza che richiede a mio parere il pronunciamento della Consulta. Si tratta inoltre di verificare se sia possibile intervenire anche con la legge di stabilità per correggere lo sblocca Italia.”.
A parere di Lacorazza “la Basilicata può ancora giocare un ruolo, facendo tesoro anche dei pronunciamenti che la Conferenza delle Assemblee legislative regionali ha assunto all’unanimità sul decreto sblocca Italia, per ripristinare con maggiore chiarezza e nettezza un giusto equilibrio tra interesse strategico nazionale e interesse del territorio. Le stesse Assemblee dell’Abruzzo, della Puglia, della Campania hanno approvato ordini del giorno che richiamano le posizioni condivise in Conferenza sulla questione idrocarburi e partecipazione delle Regioni alle decisioni in materia. Con la consapevolezza che, in tema di estrazioni petrolifere, c’è un problema che riguarda anche noi, e sta nella capacità della politica e delle istituzioni di migliorare la rete dei controlli ambientali e di dotare la Regione di strumenti di pianificazione e programmazione adeguati e non più rinviabili”.
Il link alle posizioni assunte in queste settimane.
http://archivio.pierolacorazza.it/speciale-petrolio-e-titolo-v-…/
Qui trovate l’ordine del giorno approvato oggi dal consiglio, in cui si ribadisce che l’art. 38 va impugnato qualcosa non venga modificata nella legge di stabilità o nel mille proroghe…
http://consiglio.basilicata.it/…/77/DOCUMENT_FILE_1177477.d…
Anche Maroni partecipa al posizionamento interno al PD di Basilicata? Battute a parte…
Alle regioni Abruzzo, Campania, Puglia, Marche, si aggiunge anche la Lombardia per impugnare l’art. 38 dello #sbloccaitalia. Non voglio aggiungere altro alle cose dette qualche giorno fa…. http://archivio.pierolacorazza.it/sblocca-italia-e-titolo-v-lacorazza-si-apre-uno-spazio/
Ribadisco che la posizione del Presidente Chiamparino e di tante regioni sull’art. 38 possono essere un strada istituzionale e politica tanto per correggere con la legge di stabilità lo #sbloccaitalia quanto per fare una riflessione vera e seria sulla riforma del Titolo V della Costituzione.

References: art. 38
 art. 38
 articolo 38
 art. 38
 art. 38
 art. 38
 art. 35
 articolo 35
 articolo 36
 art. 37
 art. 38
 art. 38
 art. 38