Source: http://www.assomec.eu/chi-siamo/statuto/
Timestamp: 2017-09-23 01:57:45+00:00

Document:
Statuto - AssoMec
Sei in: Home / Chi siamo / Statuto
Allegato “A” del n. 175.878/38.172 di repertorio
E’ costituita un’Associazione denominata AssoMec.
L’Associazione ha sede legale in Milano.
L’Associazione potrà istituire sedi operative, sezioni ed uffici di rappresentanza ovunque, in Italia e all’estero.
Articolo 2 – Natura
L’Associazione non persegue scopi di lucro per cui è vietata la distribuzione tra gli associati, anche in modo indiretto, di utili o avanzi di gestione, nonché di fondi, riserve o capitali, durante tutta la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o distribuzione non siano stabilite per legge.
L’Associazione è un’associazione di enti, imprese e professionisti, con natura di organizzazione multistakeholder, alla quale possono partecipare, oltre ai soggetti tecnici e alle imprese, anche associazioni rappresentative delle parti sociali, lavoratori, lavoratrici e professionisti che operano nel rispetto del presente statuto per il successo durevole delle imprese.
La natura multistakeholder è motivata dalla funzionalità, dal metodo e dallo scopo dell’associazione stessa, che vede nella complementarietà, nella bilateralità, nell’integrazione e nella cooperazione tra le parti la caratteristica evolutivamente stabile più rilevante per le organizzazioni e per le persone.
Articolo 3 – Durata e scopo
L’Associazione è costituita a tempo indeterminato e potrà essere sciolta solo in base a deliberazione dell’assemblea straordinaria degli associati presa con la maggioranza prevista dall’art. 21, ultimo comma, del codice civile.
L’Associazione regola la propria vita interna secondo criteri democratici, ed è ispirata ai seguenti principi:
– l’Europa deve diventare “l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale” (EC 2000);
– dalla Costituzione Italiana “l’iniziativa economica privata è libera – non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danni alla sicurezza, libertà e dignità umana” (art. 41 Costituzione Italiana) e ” la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”(art. 4 Costituzione Italiana);
– la norma europea EN ISO 9004/2009 “Gestire un’organizzazione per il successo durevole”, la quale “fornisce alle organizzazioni una guida per aiutare a raggiungere il successo durevole attraverso l’approccio della gestione per la qualità, (…) promuovendo l’autovalutazione come strumento importante per il riesame del livello di maturità dell’organizzazione, (…) per identificare aree di forza e di debolezza ed opportunità di miglioramenti e/o innovazioni”;
– la norma ISO 26.000, in cui la responsabilità sociale d’impresa va al di là del solo rispetto delle prescrizioni di legge e si riferisce a pratiche e comportamenti che un’impresa adotta su base volontaria (assunzione di responsabilità da parte di un’organizzazione per le conseguenze delle sue decisioni e delle sue attività sulla società e sull’ambiente, attraverso un comportamento etico e trasparente);
– la configurazione dell’attuale sistema formativo italiano, che si sviluppa in un contesto europeo in cui la formazione è considerata un elemento essenziale per rispondere in modo efficace alle sfide occupazionali che i processi di modernizzazione pongono al tradizionale sistema produttivo;
– il dato secondo cui l’Italia è ancora fra le nazioni europee con il più basso tasso di partecipazione della popolazione adulta a iniziative per la formazione continua, nonostante sia ormai considerata lo strumento strategico per supportare l’economia dei Paesi avanzati;
– lo sviluppo significativo della bilateralità nella contrattazione collettiva italiana degli ultimi tre anni e l’evoluzione dei sistemi di inquadramento professionale;
– la costituzione dei Fondi Paritetici Interprofessionali per la Formazione Continua, che prevedono l’affidamento del sistema di formazione continua italiano alle parti sociali secondo una logica bilaterale;
– il modello capitalistico “via alta alla competitività”, che si basa sull’integrazione e sulla valorizzazione delle risorse umane, con una forza lavoro dotata di un buon grado di qualificazione, un elevato grado di versatilità, cooperazione, partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici e flessibilità interna e garantisce la competitività delle imprese grazie all’innovazione e all’elevata qualità dei prodotti.
Lo scopo dell’Associazione è quello di promuovere l’elaborazione, la conoscenza, la sperimentazione e l’attuazione degli strumenti di gestione e di autoregolamentazione di impresa che ne assicurino il successo durevole mediante la capacità di soddisfare le esigenze e le aspettative delle parti interessate, nel lungo periodo e in modo bilanciato.
L’Associazione farà emergere contestualmente presso le Parti Sociali ed i Soggetti Pubblici il potenziale di innovazione espresso dalla domanda sociale di formazione, al fine di accrescere la competitività delle imprese e l’occupabilità dei lavoratori e delle lavoratrici e di contribuire alla governance dello sviluppo.
L’Associazione potrà supportare gli associati, anche dotandosi di una o più strutture di sostegno, o partenariati finalizzati al supporto degli associati.
L’Associazione potrà dare la collaborazione ad altri Enti per lo sviluppo di iniziative che si inquadrino nei suoi fini.
Scopo dell’associazione è inoltre quello di articolare la domanda formativa delle organizzazioni associate (imprese, lavoratori e lavoratrici).
Le attività che l’Associazione potrà svolgere al fine di perseguire il proprio scopo sono:
– sviluppare identità e forma a favore degli associati per creare le condizioni affinché emerga il potenziale innovativo espresso dalla domanda sociale di formazione;
– individuare e proporre obiettivi comuni su cui far convergere le risorse per riunire organismi e parti sociali tra loro antagoniste, o con interessi distributivi opposti, per generare modelli concreti di governance dello sviluppo;
– promuovere e divulgare la conoscenza delle pratiche concrete attivabili per il successo durevole delle organizzazioni (continuità organizzativa e integrazione) e per il conseguimento del modello capitalistico di “via alta allo sviluppo competitivo”;
– articolare la domanda formativa delle organizzazioni associate (imprese, lavoratori e lavoratrici);
– articolare suddetta domanda in conformità alla procedura “Successo Durevole delle Aziende” validata da una parte terza indipendente (Icim S.p.a.) secondo la lista di riscontro 26Q001 della specifica “Sviluppo Capitale Umano per il successo durevole delle organizzazioni” che prevede che:
siano state identificate e coinvolte le Parti interessate
siano stati valutati i valori di sostenibilità (obiettivi, innovazione, rischi, pericoli, sostenibilità)
siano stati considerati tutti i requisiti coerenti con la legislazione obbligatoria definiti dalle normative europee e nazionali
siano stati individuati tutti i finanziamenti disponibili per sostenere il piano formativo
siano stati selezionati i fornitori più adatti a soddisfare le esigenze di sviluppo delle competenze
sia stato effettuato il monitoraggio e il riesame del processo stesso;
– individuare risorse (professionali ed economiche) atte a sostenere lo scopo dell’Associazione, ivi comprese sponsorizzazioni, attività concrete da parte di enti terzi e finanziamenti pubblici e privati;
– individuare partenariati stabili e duraturi in grado di soddisfare al meglio i fabbisogni emersi nella fase di articolazione della domanda formativa, per valutarne i concreti impatti nel tempo;
– promuovere incontri e pubblicare “libri bianchi”, manuali, libri, articoli e rapporti di sostegno al successo durevole delle organizzazioni e alla governance dello sviluppo.
Possono far parte dell’Associazione le persone fisiche e le persone giuridiche che siano interessate all’attività dell’Associazione stessa, che ne condividano gli scopi, lo spirito e gli ideali e aderiscano al presente Statuto, che abbiano dato o possano dare un valido apporto per il conseguimento delle finalità dell’Associazione.
I soci sono distinti in tre categorie:
a) Soci Fondatori: sono coloro che hanno costituito l’Associazione.
b) Soci Ordinari: sono coloro che aderiscono all’Associazione in un momento successivo alla sua costituzione e provvedono al pagamento dei contributi associativi nella misura ordinaria fissata annualmente dal consiglio direttivo; la qualifica di socio Ordinario avrà pertanto decorrenza di 12 mesi a far tempo dalla delibera favorevole;
c) Soci Onorari/Sostenitori: sono coloro che sono nominati tali dal Consiglio Direttivo dell’Associazione e che versano contributi di particolare rilievo, o comunque maggiore di quello previsto per i soci Ordinari, a favore della stessa per il conseguimento dei suoi fini istituzionali.
Chi intende aderire all’Associazione deve presentare espressa domanda al consiglio direttivo dichiarando di condividere gli scopi dell’Associazione e di accettare lo statuto ed i regolamenti dell’Associazione stessa.
Il consiglio direttivo dovrà provvedere in ordine alle domande di
ammissione entro sessanta giorni dal loro ricevimento. In assenza di un provvedimento di accoglimento della domanda entro il termine predetto si intende che essa è stata respinta. In caso di diniego espresso il consiglio direttivo non è tenuto a esplicitare la motivazione di detto diniego.
La qualifica di associato nonché i diritti sulle quote e contributi associativi non sono trasmissibili né rivalutabili e neppure ripetibili, sia in caso di scioglimento del singolo rapporto associativo, sia in caso di scioglimento dell’Associazione.
Il domicilio degli associati per qualsiasi rapporto con l’Associazione si intende eletto nel luogo indicato nella domanda di ammissione o in successiva comunicazione scritta.
Articolo 6 – Doveri e diritti dei soci
Il Socio di qualsiasi categoria che non osservi lo Statuto e non si adegui alle disposizioni emanate dal Consiglio Direttivo, e si renda comunque indesiderabile per il suo comportamento potrà essere deferito al Collegio dei Probiviri.
Ciascun Socio può recedere dall’Associazione o esserne radiato secondo le norme del presente Statuto.
Il socio effettivo che intenda recedere dalla associazione deve darne comunicazione con lettera raccomandata tre mesi prima dello scadere del periodo di tempo per il quale è associato.
b) per morosità nel pagamento della quota annuale;
c) per radiazione, deliberata dall’Assemblea su proposta del Collegio dei Probiviri.
E’ data facoltà ai soci persone fisiche di riunirsi in un unico gruppo.
Quando per qualsiasi causa si sciolga il rapporto associativo, l’associato non ha alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione alla restituzione delle quote e dei contributi versati.
Articolo 7 – Organi sociali
g) il Collegio dei Revisori dei Conti.
Articolo 8 – L’Assemblea dei Soci
L’Assemblea dei Soci può essere ordinaria o straordinaria.
L’Assemblea Ordinaria è convocata dal Presidente o in casi di assenza o di impedimento dal Vice Presidente entro il primo trimestre di ciascun anno sociale.
L’Assemblea Straordinaria è convocata dal Presidente ogni qualvolta egli lo ritenga necessario.
Essa deve essere convocata su richiesta scritta di almeno la metà
dei membri del Consiglio o di un terzo del totale dei Soci Ordinari; nella richiesta di convocazione, i richiedenti dovranno esprimere per iscritto le materie da trattare e le eventuali proposte che essi intendono presentare.
La convocazione dell’Assemblea, sia Ordinaria che Straordinaria, avverrà con pubblicazione affissa nella sede dell’Associazione.
a) l’approvazione del bilancio annuale di esercizio accompagnato dalla relazione del consiglio direttivo sull’andamento culturale ed economico dell’Associazione;
b) l’approvazione del bilancio preventivo entro il 31 luglio di ogni anno;
c) la nomina dei membri del consiglio direttivo;
d) la nomina dei membri del collegio dei revisori dei conti;
e) gli altri argomenti che il consiglio direttivo ritiene di sottoporre all’approvazione dell’assemblea;
f) ogni altro argomento non riconducibile alla competenza dell’Assemblea Straordinaria.
L’Assemblea Straordinaria delibera sulle modificazioni dello Statuto; sulle questioni di particolare importanza e gravità per la vita ed il funzionamento dell’Associazione, sullo scioglimento dell’Associazione.
Le Assemblee sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza o impedimento, dal Vice Presidente.
L’Assemblea Ordinaria è idonea a deliberare quando sia stata
regolarmente convocata e, in prima convocazione, siano presenti o rappresentati almeno la metà del totale costituito dai Soci Fondatori, Effettivi ed Onorari.
Trascorsa un’ora da quella fissata per la prima convocazione, l’Assemblea si intende riunita in seconda convocazione ed idonea a deliberare qualunque sia il numero dei Soci intervenuti o rappresentati.
L’Assemblea Ordinaria delibera con il voto favorevole dalla maggioranza semplice del totale dei Soci Fondatori, Ordinari e Onorari presenti o rappresentati.
L’Assemblea Straordinaria in prima convocazione è valida soltanto se risultano presenti o rappresentati almeno la metà del totale costituito dai Soci Fondatori ed Effettivi.
In seconda convocazione, essa può validamente deliberare purché siano presenti o rappresentati almeno un terzo del totale dei Soci Fondatori ed Effettivi.
Ogni Socio Fondatore, Ordinario o Onorario ha diritto ad un voto, purché in regola con il pagamento di ogni somma comunque dovuta all’Associazione.
Ogni Socio Fondatore, Effettivo o Onorario può farsi rappresentare per delega scritta da un altro Socio.
Nessun Socio può ricevere più di tre deleghe.
Ciascun Ente o Azienda avrà diritto ad un voto.
Le persone fisiche riunite in un unico gruppo, avranno diritto ad un singolo voto, espressione del gruppo.
L’Assemblea vota, a scelta del suo Presidente, per alzata di mano, a meno che almeno la metà dei voti presenti o rappresentati richiedano la votazione per scrutinio segreto.
L’Assemblea vota comunque a scrutinio segreto per l’elezione delle cariche sociali.
Di ogni Assemblea viene redatto un verbale a cura del Segretario o di chi ne fa le veci.
Il verbale, firmato dal Presidente dell’Assemblea e da chi lo ha redatto, viene conservato agli atti dell’Associazione o ogni socio di qualunque categoria può prenderne visione.
Articolo 9 – Il Consiglio Direttivo
Il consiglio direttivo nomina nel proprio seno un presidente, un vice presidente ed un segretario e può attribuire ad altri Consiglieri incarichi specifici.
Il Consiglio Direttivo ha il compito di realizzare gli scopi sociali.
In particolare, e senza che la seguente elencazione debba intendersi limitativa, ha le seguenti attribuzioni, facoltà e funzioni:
a) redigere ed eventualmente modificare il Regolamento nel rispetto dei principi fondamentali dello Statuto ed emanare qualsiasi normativa o disposizione ritenuta opportuna per il buon funzionamento dell’Associazione;
b) prendere tutte le deliberazioni occorrenti per l’amministrazione e conduzione dell’Associazione, inclusi
l’assunzione ed il licenziamento del personale di qualsiasi categoria;
c) redigere il conto consuntivo e il bilancio preventivo dell’Associazione;
d) stabilire l’importo delle quote associative per le diverse categorie di soci e fissarne le modalità di pagamento;
e) determinare i corrispettivi per le diverse prestazioni offerte dall’Associazione e fissarne le modalità di pagamento;
f) decidere in maniera inappellabile in merito all’accoglimento delle domande di ammissione all’Associazione da parte degli aspiranti.
Il Consiglio Direttivo è eletto ogni quattro anni dall’Assemblea Ordinaria dei Soci ed è composto, previa determinazione da parte dell’Assemblea Ordinaria dei Soci del numero dei suoi membri, da un minimo di tre ad un massimo di cinque elementi.
Il Presidente dell’Associazione è membro di diritto del Consiglio Direttivo.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente mediante avviso da far pervenire a ciascun Consigliere, anche in modo informale, con almeno tre giorni di anticipo sulla data della riunione.
Esso deve essere riunito ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno.
Il Presidente è tenuto a convocare il Consiglio su richiesta scritta della maggioranza dei Consiglieri.
Qualsiasi convocazione del Consiglio dovrà comunque contenere l’elencazione delle materie da trattare.
Le riunioni sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, dal Vice Presidente o dal Consigliere con maggiore anzianità.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti e, in caso di parità, è prevalente il voto del Presidente dell’Associazione.
I Consiglieri sono tenuti sul loro onore a mantenere segrete le discussioni e le opinioni espresse all’interno del Consiglio.
Le prestazioni di tutti i Consiglieri eletti sono fornite a titolo gratuito, ma potranno essere rimborsate le spese vive sostenute dai membri del Consiglio nell’espletamento di specifici incarichi loro conferiti dal Consiglio stesso.
Articolo 10 – Riunioni in video e teleconferenza
È ammessa la possibilità che le riunioni del consiglio si tengano con il sistema della videoconferenza o teleconferenza, a condizione che tutti i partecipanti possano essere identificati dal presidente e sia ad essi consentito di discutere ed intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti, esprimendo in forma palese il proprio voto nei casi in cui si proceda a votazione. Verificandosi questi presupposti, il consiglio s’intende tenuto nel luogo ove si trova il presidente dell’adunanza insieme al segretario, i quali provvederanno a redigere e sottoscrivere il verbale della riunione, facendo menzione delle modalità con le quali è avvenuto il collegamento con i consiglieri lontani e di come essi hanno espresso il voto.
Articolo 11 – Il Presidente
Il Presidente dell’Associazione viene eletto in seno al Consiglio Direttivo e rappresenta anche agli effetti di legge l’Associazione stessa, convoca il Consiglio Direttivo, ne presiede le adunanze e ne firma le deliberazioni, firma il preventivo ed il rendiconto annuale da presentare ai soci.
In caso di sua assenza o temporaneo impedimento le sue funzioni sono esercitate dal Vice Presidente eletto in seno al Consiglio Direttivo, o, in difetto, dal Consigliere più anziano.
La carica del Presidente ha durata di cinque anni ed è rinnovabile.
La carica di Presidente può essere assunta solo da un soggetto con elevata e riconosciuta competenza sia nel campo dello studio e dell’applicazione della progettazione e gestione di metodologie per il successo durevole delle imprese, che nella governance dello sviluppo.
Il presidente è eletto dall’Assemblea dei Soci con i 2/3 dei voti validi degli associati, o in seconda convocazione con la maggioranza degli associati presenti.
Il Presidente che ha appena lasciato la carica ed il Primo Presidente e Fondatore dell’Associazione, quando non in carica, hanno diritto ad essere consultati per le decisioni strategiche, ma non hanno diritto di voto.
Il Vice Presidente coadiuva il Presidente nell’espletamento delle sue funzioni e lo sostituisce nei casi e nei modi previsti dallo
Articolo 12 – Il Segretario
Il Segretario collabora con il Presidente e cura l’esecuzione delle decisioni del Consiglio Direttivo; redige i verbali delle Assemblee ed ha la responsabilità di fare osservare la disciplina interna dell’Associazione, anche nei riguardi del personale dipendente.
L’Assemblea ordinaria nomina tra i soci il Collegio dei Probiviri che dura in carica quattro anni ed i cui membri sono rieleggibili. Esso è composto da tre membri.
Il Collegio è competente a giudicare in merito ad eventuali inosservanze dello Statuto e del Regolamento da parte dei soci ed a stabilire le relative sanzioni disciplinari.
Articolo 14 – Norme disciplinari
E’ passibile di sanzione disciplinare il Socio che si sia reso responsabile direttamente o per tramite terzi di inosservanza dello Statuto e del Regolamento dell’Associazione o di comportamento non conforme alla dignità ed ai doveri di Socio.
1) il richiamo scritto;
2) la sospensione temporanea;
3) la radiazione.
Articolo 15 – Procedimento disciplinare
Nessuno può essere sottoposto a sanzione disciplinare senza una
previa e specifica contestazione scritta degli addebiti.
L’atto con il quale si comunicano gli addebiti deve altresì contenere l’invito a far pervenire al Collegio dei Probiviri entro quindici giorni, deduzioni scritte o la richiesta di essere ascoltato di persona.
Ogni decisione del Collegio dei Probiviri deve essere comunicata per iscritto al destinatario della contestazione e al denunciante.
Articolo 16 – Clausola compromissoria
I soci si impegnano a non adire altre autorità che non siano quelle dell’Associazione e in caso di controversia tra i Soci o tra i Soci e l’Associazione, il Collegio dei Probiviri deciderà, in base ad equità, come collegio arbitrale.
Articolo 17 – Il Collegio dei Revisori dei Conti
L’Assemblea dei Soci nomina tre revisori dei conti al di fuori dei componenti del Consiglio Direttivo.
I Revisori dei Conti verificano periodicamente la regolarità formale e sostanziale della contabilità, redigendo apposita relazione da allegare al bilancio preventivo e consuntivo, sorvegliano la gestione amministrativa dell’Associazione e ne riferiscono all’Assemblea dei Soci.
Il Collegio dei Revisori si riunisce almeno una volta all’anno.
Tale riunione sarà tenuta nel mese che precede quella in cui l’Assemblea dei Soci sarà chiamata ad approvare il bilancio consuntivo e preventivo di ogni esercizio.
Il Collegio dei Revisori dei Conti rimane in carica per tre anni.
Articolo 18 – Scioglimento
L’Associazione si scioglie per valida deliberazione dell’Assemblea Straordinaria.
In caso di scioglimento, tutte le attività sociali che eventualmente rimanessero dopo l’estinzione dei debiti e il recupero delle quote da parte dei soci dovranno essere versate ad altra Associazione avente finalità analoghe all’Associazione ovvero devolute ad Associazioni o enti aventi finalità di utilità generale.
Articolo 19 – Entrate
Il patrimonio dell’Associazione è costituito dai beni mobili e immobili che diverranno di proprietà dell’Associazione, da eventuali donazioni, lasciti, erogazioni liberali e fondi di riserva.
– dalle quote associative;
– dalle elargizioni fatte dai soci e da terzi
– da qualsiasi contributo pubblico o privato;
– contributi effettuati con una specifica destinazione;
– doni, proventi di eventuali iniziative culturali e da pubblicazioni, convegni, studi e ricerche.
Spetta al consiglio direttivo decidere sugli eventuali investimenti e sull’utilizzo dei fondi patrimoniali.
Articolo 19 – Esercizio finanziario
L’esercizio finanziario ha inizio il 1° settembre e termina il 31
agosto di ogni anno.
Articolo 20 – Norme di rinvio
Per tutto quanto non è contemplato nel presente Statuto valgono le norme di legge e le norme contenute nel Regolamento; tali norme – che devono in ogni caso non contrastare con i principi generali sanciti dallo Statuto – hanno efficacia statutaria.

References: Articolo 2

Articolo 3

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 19

Articolo 20