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Timestamp: 2020-07-02 16:25:40+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 25495 del 10/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25495 del 10/10/2019
Cassazione civile sez. trib., 10/10/2019, (ud. 09/05/2019, dep. 10/10/2019), n.25495
sul ricorso iscritto al n. 17512 del ruolo generale dell’anno 2012
488/9/2011, depositata in data 16 novembre 2011;
Dalla esposizione in fatto contenuto nella sentenza si evince che: l’Agenzia delle entrate ha emesso nei confronti di Clean Boys s.r.l. (società esercente l’attività di raccolta, trasporto, stoccaggio provvisorio, cernita e trattamento, per il successivo recupero e valorizzazione, di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da raccolta differenziata sia civile che industriale), un avviso di accertamento con il quale, relativamente all’anno di imposta 2004, ha contestato la mancata dichiarazione ai fini Iva delle operazioni di cessione di vetro in favore della società Ardagh Class s.r.l. e richiesto il pagamento della maggiore Iva dovuta; la società contribuente aveva proposto ricorso avverso il suddetto atto impositivo, evidenziando di avere provveduto ai sensi del D.P.R. n. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 74 dunque secondo il regime di inversione contabile previsto dalla suddetta previsione normativa, e, quindi, di non essere tenuta al pagamento dell’Iva, essendo l’onere a carico del cessionario; la Commissione tributaria provinciale di Salerno ha accolto il ricorso; avverso la suddetta pronuncia ha proposto appello principale la contribuente, limitatamente alla parte relativa alla condanna alle spese, e appello incidentale l’Agenzia delle entrate.
La Commissione tributaria regionale della Campania, in epigrafe, ha accolto l’appello incidentale dell’Agenzia delle entrate, in particolare ha ritenuto che: il rottame di vetro grezzo proveniente dalla raccolta differenziata era sottoposto ad un processo di lavorazione di recupero e trattamento consistente nella “cernita degli inquinanti, la suddivisione granulometrica, la frantumazione, la separazione dei materiali magnetici e non magnetici, la vagliatura, la separazione dei corpi opachi, etc.” e, al termine del suddetto processo, il vetro grezzo subiva una trasformazione in vetro commercialmente noto come “pronto al forno”, cioè in un materiale pronto ad essere utilizzato in un processo industriale; il suddetto prodotto, quindi, costituiva una materia prima secondaria, sicchè la sua cessione non poteva essere ricondotta nell’ambito di applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 74, comma 7, che si riferiva unicamente ai beni di recupero o di scarto.
Il D.P.R. n. 633 del 1972 art. 74, comma 7, nel testo in vigore ratione temporis, che: “Per le cessioni di rottami, cascami e avanzi di metalli ferrosi e dei relativi lavori, di carta da macero, di stracci e di scarti di ossa, di pelli, di vetri, di gomma e plastica, intendendosi comprese anche quelle relative agli anzidetti beni che siano stati ripuliti, selezionati, tagliati, compattati, lingottati o sottoposti ad altri trattamenti atti a facilitarne l’utilizzazione, il trasporto e lo stoccaggio senza modificarne la natura, al pagamento dell’imposta è tenuto il cessionario, se soggetto passivo d’imposta nel territorio dello Stato”.
In definitiva, ai fini dell’applicazione della previsione normativa di cui al D.P.R. n. 633 del 1972, art. 74, comma 7, le lavorazioni effettuate sui rottami devono essere quelle richiamate nella norma (ripulitura, selezione, compattamento, lingottamento ecc.) e il prodotto ottenuto (compreso il vetro), qualificato anche dalla sentenza censurata come “pronto al forno”, non deve risultare modificato nella natural e restando ancora, a tutti gli effetti, un rottame, ovvero un bene non più utilizzabile secondo l’originaria destinazione se non sottoposto a successive lavorazioni.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 74
 art. 74
 art. 74
 art. 74
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