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Timestamp: 2019-02-19 07:22:43+00:00

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Codice Civile art. 263 - WikiJus
Codice Civile art. 263
IMPUGNAZIONE DEL RICONOSCIMENTO PER DIFETTO DI VERIDICITA'
L'azione di impugnazione da parte degli altri legittimati deve essere proposta nel termine di cinque anni che decorrono dal giorno dall'annotazione del riconoscimento sull'atto di nascita. Si applica l'articolo 245.
(Articolo così sostituito dall’art. 28, comma 1, D.Lgs. 28 dicembre 2013, n. 154, a decorrere dal 7 febbraio 2014 ai sensi di quanto disposto dall’art. 108, comma 1, del medesimo D.Lgs. n. 154/2013. Il testo precedentemente in vigore era il seguente: «Il riconoscimento può essere impugnato per difetto di veridicità dall'autore del riconoscimento, da colui che è stato riconosciuto e da chiunque vi abbia interesse. L'impugnazione è ammessa anche dopo la legittimazione. L'azione è imprescrittibile.». Di tale formulazione la Corte costituzionale, con sentenza 2-6 maggio 1985, n. 134 (Gazz. Uff. 15 maggio 1985, n. 113-bis), aveva dichiarato, tra l'altro, inammissibile la questione di legittimità, in riferimento all'art. 30 Cost., secondo capoverso; con sentenza 16-30 dicembre 1987, n. 625 (Gazz. Uff. 8 gennaio 1988, n. 1 - Prima serie speciale), aveva dichiarato non fondata la questione di legittimità del secondo comma, in riferimento agli artt. 29 e 30 Cost.; con sentenza 8-18 aprile 1991, n. 158 (Gazz. Uff. 24 aprile 1991, n. 17 - Prima serie speciale), aveva dichiarato inammissibile la questione di legittimità, in riferimento agli artt. 2, 3, 10, 29 e 30 Cost.; con sentenza 22 aprile 1997, n. 112 (Gazz. Uff. 30 aprile 1997, n. 18 - Prima serie speciale), aveva dichiarato non fondata la questione di legittimità, in riferimento agli artt. 2, 3, 30 e 31 Cost.)
Situazioni giuridiche soggettive imprescrittibili
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References: art. 263
 art. 263
 sentenza 
 sentenza 
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