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Timestamp: 2018-11-18 01:02:50+00:00

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SINTESI PROTOCOLLO OPERATIVO TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA REGIONE LOMBARDIA TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA DI BRESCIA E DI MILANO - PDF
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1 SINTESI PROTOCOLLO OPERATIVO TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA REGIONE LOMBARDIA TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA DI BRESCIA E DI MILANO Il protocollo operativo tra Ministero della Giustizia, e Tribunali di Sorveglianza di Brescia e di Milano è finalizzato a consolidare una proficua collaborazione da tempo esistente per realizzare in modo più puntuale le previsioni costituzionali in tema di reinserimento delle persone in esecuzione penale. E l ottavo protocollo di tale tipo sottoscritto dall insediamento del nuovo governo e segue i protocolli con le Regioni Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Umbria, Puglia e Sicilia. Altri due erano stati firmati dal Ministro Cancellieri con le Regioni Emilia Romagna e Toscana. Si sta attualmente lavorando per delle intese simili con altre regioni (Piemonte ed Abruzzo). Una particolare attenzione è riservata a quei soggetti che, a causa della loro condizione di tossicodipendenti, necessitano di speciali percorsi riabilitativi, rieducativi e di reinserimento sociale e lavorativo. In tale ottica le parti si impegnano: a favorire la collaborazione fra i propri servizi e quelli del territorio deputati all accoglienza dei soggetti sottoposti a provvedimenti dell Autorità Giudiziaria per la predisposizione di percorsi personalizzati finalizzati al reinserimento sociale;
2 ad individuare i soggetti tossicodipendenti potenzialmente idonei all inserimento nell ambito di un percorso terapeutico; a considerare come presi in carico i soggetti attualmente presenti sul territorio regionale, anche se con residenzialità diversa, contenendo l ingresso di altri detenuti da fuori regione al fine di ridurre il fenomeno del sovraffollamento negli istituti penitenziari lombardi; a predisporre un piano di azione regionale per favorire l applicazione delle misure alternative e consentire l attivazione di percorsi terapeutici rivolti ai detenuti con problematiche correlate alle dipendenze patologiche. In particolare viene contemplato l impegno, da parte della Regione, ad adottare misure per potenziare le capacità recettive delle comunità residenziali anche di tipo terapeutico idonee ad ospitare agli arresti domiciliari od in misura alternativa alla detenzione soggetti in esecuzione penale. Contestualmente il Ministero si impegna a non trasferire, salvo casi eccezionali, i detenuti individuati per l inserimento comunitario ed a promuovere, anche con il contributo della Cassa delle Ammende, progetti condivisi con la Regione e gli enti territoriali finalizzati alla realizzazione di quanto sopra descritto. Inoltre, al fine di implementare percorsi di inclusione sociale con particolare riguardo al lavoro all esterno anche sotto forma di lavoro volontario relativo a progetti di pubblica utilità ai sensi dell art.21 della Legge 354/1975, viene previsto l impegno della Regione a promuovere presso i Comuni la sottoscrizione di accordi volti a sostenere le attività a
3 favore delle vittime del reato attraverso progetti finanziati anche con la Cassa delle Ammende. Altro aspetto peculiare del presente accordo è l impegno a condividere, all inizio di ogni esercizio finanziario, le previsioni di spesa nelle materie di rispettiva competenza riguardanti l attuazione del presente accordo, per elaborare una programmazione comune che tenga conto delle linee programmatiche dello stesso e degli ulteriori finanziamenti che potrebbero provenire da altri Enti e dal Fondo Sociale Europeo. Di seguito si trascrivono i dati sugli affidati in casi particolari per la, aggiornati al 15 maggio 2014.
4 Utenza Uffici di Esecuzione Penale esterna Dati al 15/05/2014 TIPOLOGIA INCARICO F M Totale AFFIDAMENTO IN CASI PARTICOLARI DALLA DETENZIONE AFFIDAMENTO IN CASI PARTICOLARI DALLA LIBERTA' AFFIDAMENTO PROVVISORIO IN CASI PARTICOLARI AFFIDAMENTO IN CASI PARTICOLARI DALLA DETENZIONE DOMICILIARE O ARRESTI DOMICILIARI Totale complessivo Utenza Uffici di Esecuzione Penale esterna Dati al 15/05/2014 TIPOLOGIA INCARICO ITALIANI STRANIERI Totale AFFIDAMENTO IN CASI PARTICOLARI DALLA DETENZIONE AFFIDAMENTO IN CASI PARTICOLARI DALLA LIBERTA' AFFIDAMENTO PROVVISORIO IN CASI PARTICOLARI AFFIDAMENTO IN CASI PARTICOLARI DALLA DETENZIONE DOMICILIARE O ARRESTI DOMICILIARI Totale complessivo
5 Utenza Uffici di Esecuzione Penale esterna Dati al 15/05/2014 REATI N. ALTRI REATI 187 ASSOCIAZIONE A DELINQUERE 2 FEDE PUBBLICA 1 ALTRO ECONOMIA 2 REATI FALLIMENTARI E FRODE 5 SFRUTTAMENTO PROSTITUZIONE 1 FAMIGLIA 2 LESIONI MINACCE INGIURIE DIFFAMAZIONI 8 OMICIDIO 14 SEQUESTRO DI PERSONA 1 VIOLENZA SESSUALE 7 ALTRO PATRIMONIO 1 ESTORSIONE 15 FURTO, RICETTAZIONE 54 RAPINA 93 SEQUESTRO DI PERSONA A SCOPO DI ESTORSIONE 2 TRUFFA, USURA 3 ASSOCIAZIONE A DELINQUERE PER TRAFFICO STUPEFACENT 15 ALTRO DROGA 15 SPACCIO E TRAFFICO STUPEFACENTI 295 ARMI 7 CODICE DELLA STRADA 3 Totale complessivo 757
6 Utenza Uffici di Esecuzione Penale esterna Dati al 15/05/2014 TIPOLOGIA INCARICO OLTRE 70 Totale AFFIDAMENTO IN CASI PARTICOLARI DALLA DETENZIONE AFFIDAMENTO IN CASI PARTICOLARI DALLA LIBERTA' AFFIDAMENTO PROVVISORIO IN CASI PARTICOLARI AFFIDAMENTO IN CASI PARTICOLARI DALLA DETENZIONE DOMICILIARE O ARRESTI DOMICILIARI Totale complessivo Utenza Uffici di Esecuzione Penale esterna Dati al 15/05/2014 DURATA MISURA N. da 0 a 1 anno 73 da 1 a 2 anni 158 da 2 a 3 anni 210 da 3 a 4 anni 176 da 4 a 5 anni 90 oltre 5 anni 50 Totale complessivo 757
7 Ministero della Giustizia Protocollo d Intesa tra Ministero della Giustizia Tribunali di Sorveglianza di Brescia e Milano
8 PROTOCOLLO OPERATIVO TRA MINISTERO DELLA GIUSTIZIA REGIONE LOMBARDIA E TRIBUNALI DI SORVEGLIANZA DI BRESCIA E MILANO Considerato che in premessa le parti impegnate nel presente Accordo ritengono fondamentale nell attuale fase del sistema penitenziario italiano consolidare le intese a vario titolo e da tempo intercorrenti fra il Provveditorato Regionale della Lombardia e la Regione Lombardia, prevedendo forme di collaborazione che permettano di realizzare in modo ancor più puntuale le previsioni costituzionali in tema di reinserimento delle persone in esecuzione penale; Visto il D.P.R. 309/90 Testo Unico in materia di stupefacenti Visti l art.15 della Legge nr. 241 del 1990 in tema di accordi pubblici; Visto l art. 2 della Legge nr. 354 del 1975 e l art. 4 del DPR nr. 230 del 2000; Vista la Legge Regionale nr. 8; Vista la Legge nr. 199 Il Ministro della Giustizia, On. Andrea Orlando, il Presidente della, Avv. Roberto Maroni e i Presidenti dei Tribunali di Sorveglianza di Milano, Pasquale Nobile De Santis, e di Brescia, Monica Lazzaroni, stipulano il presente accordo finalizzato a sostenere l incremento dei percorsi di inclusione sociale a favore dei soggetti sottoposti a privazione o limitazione della libertà e dei progetti di pubblica utilità. ART. 1 MISURE FINALIZZATE AL RECUPERO ED AL REINSERIMENTO DI SOGGETTI CON PROBLEMI CORRELATI ALLA TOSSICODIPENDENZA Al fine di dare piena attuazione ai principi sottesi alla normativa vigente in materia di tossicodipendenza, primariamente rivolti alla riabilitazione ed alla risocializzazione dei soggetti con diagnosi di dipendenza, anche attraverso specifici programmi di recupero, le parti si impegnano reciprocamente a: - favorire la collaborazione fra i propri servizi (ASL Dipartimenti e Servizi Dipendenze, Aziende Ospedaliere, Istituti Penitenziari e Uffici di Esecuzione Penale Esterna) e gli ulteriori servizi del territorio deputati all accoglienza dei soggetti sottoposti a provvedimenti dell Autorità Giudiziaria per la predisposizione di percorsi personalizzati finalizzati al reinserimento sociale; - individuare congiuntamente, nell ambito della collaborazione interistituzionale, i soggetti tossicodipendenti potenzialmente idonei all inserimento nell ambito di un percorso terapeutico;
9 - considerare come presi in carico i soggetti attualmente presenti sul territorio regionale, anche se con residenzialità diversa, contenendo invece l ingresso altri detenuti da fuori Regione in modo da contribuire ad arginare contemporaneamente il fenomeno del sovraffollamento negli Istituti Penitenziari Lombardi; - predisporre un apposito piano di azione regionale finalizzato alla definizione delle modalità e delle prassi operative per favorire l applicazione delle misure alternative speciali per consentire l attivazione di percorsi terapeutici rivolti alla popolazione detenuta che presenti problematiche correlate alle dipendenze patologiche. In particolare : - si impegna ad adottare misure idonee all aumento delle possibilità ricettive delle comunità residenziali anche di tipo terapeutico, in accordo con gli Enti Locali territorialmente coinvolti, idonee ad ospitare agli arresti domiciliari o in misura alternativa, soggetti attualmente in esecuzione penale in carico presso i servizi penitenziari della Regione; - il Ministero della Giustizia, per il tramite del Dipartimento dell Amministrazione Penitenziaria e della sua articolazione regionale (PRAP) si impegna in totale continuità con le prassi contemplate dalla vigente normativa e da tempo adottate a non inserire in provvedimenti di trasferimento i detenuti individuati per l inserimento comunitario, fatte salve eccezionali motivazioni ed a potenziare, anche con il contributo della Cassa delle Ammende, progetti condivisi con la e con gli Enti territoriali finalizzati alla realizzazione di quanto sopra già descritto; - i Presidenti dei Tribunali di Sorveglianza di Brescia e Milano si impegnano a favorire la fissazione delle udienze per la trattazione dei casi, analizzando con carattere di urgenza le istanze per le quali sia già predisposto specifico programma terapeutico, prevista e verificata la possibilità di ingresso in comunità terapeutica. ART. 2 INSERIMENTI PER IL LAVORO ALL ESTERNO Al fine di implementare sul territorio regionale i percorsi di inclusione sociale, con particolare riguardo al lavoro esterno anche a titolo volontario e con particolare riferimento alle logiche di giustizia riparativa, come previsto dalla recente riforma dell art. 21 dell Ordinamento Penitenziario, la si impegna a promuovere ed incentivare presso i Comuni della Regione la sottoscrizione di appositi accordi volti al sostegno delle attività a favore delle vittime di reato che potranno vedere la compartecipazione del Ministero della Giustizia, anche attraverso finanziamenti della Cassa delle Ammende. ART. 3 STRUMENTI OPERATIVI Al fine dell attuazione del presente protocollo sarà istituito un tavolo tecnico tra Regione Lombardia, Provveditorato Regionale e Tribunali di Sorveglianza, per la definizione delle procedure operativa da attuarsi presso i rispettivi servizi del territorio.
10 ART. 4 PROGRAMMAZIONE Ai fini della realizzazione degli obiettivi del presente protocollo le Parti si impegnano all inizio di ogni esercizio finanziario a condividere le previsioni di spesa nelle materie di rispettiva competenza attinenti l attuazione del presente Accordo, al fine di elaborare una programmazione comune che tenga conto delle linee programmatiche dello stesso, degli ulteriori finanziamenti che potrebbero provenire da altri Enti e dal Fondo Sociale Europeo, dei percorsi trattamentali interni agli Istituti, delle opportunità di lavoro presenti all interno e all esterno degli istituti e del lavoro o dei progetti di pubblica utilità, al fine di realizzare interventi mirati e finalizzati all umanizzazione della pena, ad aumentare le opportunità di attività all interno delle strutture, ad aumentare le opportunità di accesso alle misure alternative, ridurre il numero dei detenuti e favorire il reinserimento sociale. ART.5 DURATA Il presente protocollo ha durata triennale con decorrenza dalla data della sua sottoscrizione ed è suscettibile di rinnovo tra le parti. ART.6 MONITORAGGIO Il tavolo tecnico di cui al precedente art.3 del presente assicura altresì la definizione delle procedure di monitoraggio del presente protocollo operativo. Roma, Il Ministro della Giustizia Il Presidente della Il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Brescia Il Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano.

References: art.21
 art.15
 art. 2
 art. 4
 ART. 1
 ART. 2
 art. 21
 ART. 3
 ART. 4
 ART.5
 ART.6
 art.3