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CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA PER L ATTUAZIONE NORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO - PDF
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Alessandro Beniamino Torre
1 CONTRATTAZIONE INTEGRATIVA PER L ATTUAZIONE NORMATIVA IN MATERIA DI SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO L'anno 2013, il mese di Marzo, il giorno 08 nei locali del Liceo Scientifico Statale G.Galilei di Pescara, in sede di contrattazione integrativa a livello di singola istituzione scolastica tra la delegazione di parte pubblica, rappresentata dal Dirigente Scolastico Prof. Gerardo Di Iorio e le OO.SS presenti, si stipula il seguente contratto integrativo d istituto. Art. 1 Campo di applicazione, decorrenza e durata 1. Il presente contratto integrativo è sottoscritto fra il Dirigente Scolastico, e le OO.SS. sulla base di quanto previsto dal CCNL vigente. 2. Gli effetti decorrono dalla data di sottoscrizione, fermo restando che quanto stabilito nel presente contratto integrativo s intende tacitamente abrogato da eventuali successivi atti normativi e/o contrattuali nazionali gerarchicamente superiori, qualora esplicitamente o implicitamente incompatibili. 3. Il presente contratto integrativo conserva validità fino alla sottoscrizione di uno successivo. Resta comunque salva la possibilità di modifiche e/o integrazioni a seguito di innovazioni legislative e/o contrattuali. 4. Il presente contratto integrativo viene predisposto sulla base ed entro i limiti di quanto previsto in materia dalla normativa vigente e, in particolare modo, dal D. Lgs 81/08, dal D.Lgs 242/96, dal D.M. 292/96, dal D.M. 382/98, dal CCNQ alla legislazione in materia di igiene e sicurezza, dal D.Lgs 195/03 ed entro quanto stabilito dai CCNL del comparto scuola. 5. Rispetto a quanto non espressamente indicato nel presente contratto integrativo, la normativa di riferimento primaria in materia è costituita dalle norme legislative e contrattuali di cui al comma precedente. Art. 2 Procedure di raffreddamento, conciliazione ed interpretazione autentica 1. In caso di controversia sull interpretazione e/o sull applicazione del presente contratto le parti di cui al precedente articolo 1, comma 1, s incontrano entro 15 giorni dalla richiesta di cui al successivo comma 2 presso l Istituzione scolastica. 2. Allo scopo di cui al precedente comma 1, la richiesta deve essere formulata in forma scritta e deve contenere una sintetica descrizione dei fatti. 3. Le parti possono intraprendere iniziative unilaterali soltanto dopo che siano trascorsi 15 giorni dalla trasmissione formale della richiesta scritta di cui al precedente comma 2. Art. 3 Soggetti tutelati 1. I soggetti tutelati sono tutti coloro che nell istituzione scolastica prestano servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato. 2. Ad essi sono equiparati tutti gli studenti dell istituzione scolastica nella quale i programmi e le attività di insegnamento prevedano espressamente la frequenza e l uso di laboratori con possibile
2 esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici, l uso di macchine, apparecchi e strumenti di lavoro, ivi comprese le apparecchiature fornite di videoterminali. 3. Sono altresì da comprendere, solo se rientrano sulle tipologie indicate dal comma 2, gli allievi presenti nella Scuola in orario extrascolastico, per iniziative di arricchimento e ampliamento dell Offerta Formativa previste dal POF. 4. Non sono da considerarsi soggetti tutelati gli allievi che frequentano i laboratori multimediali, in quanto l impegno orario è inferiore alle 20 ore settimanali 5. Sono, altresì, da ricomprendere, ai fini della gestione delle ipotetiche emergenze, anche gli studenti presenti a scuola in orario curricolare ed extracurricolare per iniziative complementari ivi realizzate. 6. Gli studenti non sono numericamente computati ai fini degli obblighi che la legge correla al numero del personale impegnato presso l istituzione scolastica. 7. Gli studenti sono numericamente computati ai fini degli obblighi di legge per la gestione e la revisione annuale del Piano d emergenza. 8. Sono parimenti tutelati, ai fini della gestione delle ipotetiche emergenze, tutti i soggetti che, avendo a qualsiasi titolo diritto di presenza presso i locali dell istituzione scolastica si trovino all interno di essa nella veste di: ospiti, ditte incaricate, genitori, fornitori, pubblico in genere, rappresentanti, utenti, insegnanti corsisti. 9. Per tali soggetti è prevista: informazione sulle disposizioni in materia di sicurezza e piano di evacuazione per i corsi con personale esterno è prevista la dichiarazione della conoscenza degli stessi e del loro rispetto Art. 4 Obblighi in materia di sicurezza del Dirigente Scolastico 1. Il Dirigente Scolastico, in qualità di datore di lavoro individuato ai sensi del D.M. 292/96, ha i seguenti obblighi in materia di sicurezza: adozione di misure protettive in materia di locali, strumenti, materiali, apparecchiature, videoterminali; valutazione dei rischi esistenti; elaborazione di apposito documento nel quale siano esplicitati i criteri di valutazione seguiti, le misure e i dispositivi di prevenzione adottati, il programma di successivi miglioramenti; designazione del personale incaricato di attuazione delle misure; pubblicazione, informazione e formazione rivolti a favore degli studenti e del personale scolastico da organizzare compatibilmente con ogni altra attività sia per aggiornamento periodico che per informazione e formazione iniziale dei nuovi assunti. Art. 5 Il servizio di prevenzione e protezione 1. Nell unità scolastica il Dirigente Scolastico, in quanto datore di lavoro, deve organizzare il servizio di prevenzione e protezione designando per tale compito, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, il personale necessario a garantire il servizio, secondo le dimensioni della scuola. 2. I lavoratori designati, docenti o ATA, devono essere in numero sufficiente, possedere le capacità necessarie e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti assegnati. Essi non possono subire pregiudizio a causa dell attività svolta nell espletamento del loro incarico. 3. Per gli stessi è prevista:
3 a. attività di formazione per l acquisizione della necessaria competenza a cura delle scuole polo per la sicurezza; b. attività di formazione mirata e richiamo delle conoscenze acquisite per il personale già formato, a cura dell Istituto o delle scuole polo. Art. 6 Responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi Il Dirigente, previa valutazione delle risorse interne, può, in assenza di disponibilità delle stesse, nominare un RSPP esterno, in possesso dei requisiti previsti dalla normativa. In assenza di risorse interne, per attivare tale figura effettua una ricognizione delle risorse presenti sul territorio, valutando e parametrando i costi del servizio e le garanzie offerte, ai sensi di quanto disposto dal D.Lgv 195/03. Art. 7 Documento valutazione dei rischi 1. Il documento di valutazione dei rischi, è redatto dal Dirigente Scolastico che può avvalersi della collaborazione di esperti degli enti locali proprietari dell edificio o di esperti preposti alla tutela e sicurezza dei lavoratori, con la collaborazione del RSPP di cui all art Il documento viene revisionato annualmente per tener conto delle eventuali variazioni intervenute. Art. 8 Sorveglianza sanitaria 1. I lavoratori addetti ad attività per le quali il documento di cui all art. 7 ha evidenziato un rischio per la salute sono sottoposti alla sorveglianza sanitaria. 2. Essa è obbligatoria quando i lavoratori sono esposti a rischi specifici individuati dalla legge come particolarmente pericolosi per la salute: esposizione ad alcuni agenti chimici, fisici e biologici elencati nel DPR 303/56, nel D. L.gs 77/92 e nello stesso D.Lgs 81/08 e successive modifiche; uso sistematico di videoterminali, per almeno venti ore settimanali, dedotte le interruzioni. 3. L individuazione del medico che svolge la sorveglianza sanitaria può essere concordata con l ASL o altra struttura pubblica, in base a convenzione di tipo privatistico. Il medico, comunque, viene individuato tra i medici competenti in Medicina del Lavoro sulla base di elenco fornito dall Ordine dei Medici chirurghi e dagli Odontoiatri della Provincia di Pescara. Art. 9 Riunione periodica di prevenzione e protezione dei rischi 1. Il Dirigente Scolastico direttamente o tramite il personale del servizio di prevenzione e protezione, indice almeno una volta all anno una riunione di prevenzione e protezione dei rischi, alla quale partecipano lo stesso Dirigente, o un suo rappresentante che la presiede, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, il Referente di Istituto per la sicurezza, il medico competente ove previsto, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. 2. Nel corso della riunione il Dirigente Scolastico sottopone all esame dei partecipanti il documento sulla sicurezza, l idoneità dei mezzi di protezione individuale, i programmi di informazione e formazione dei lavoratori ai fini della sicurezza e della salute.
4 3. La riunione non ha poteri decisionali, ma carattere consultivo, finalizzato alla raccolta di indicazioni documentate per gli eventuali interventi e/o rilievi. 4. Il Dirigente Scolastico deciderà se accogliere in tutto o in parte, suggerimenti scaturiti dalla riunione, assumendosi tuttavia la responsabilità di non tener conto degli eventuali rilievi documentati nell apposito verbale che dovrà essere redatto ad ogni riunione. Art. 10 Rapporti con gli enti locali proprietari 1. Per gli interventi di tipo strutturale ed impiantistico deve essere rivolta all ente proprietario richiesta formale di adempimento motivandone l esigenza e l urgenza in termini di condizioni di sicurezza da garantire. 2. In caso di pericolo grave ed imminente il Dirigente Scolastico adotta i provvedimenti di emergenza resi necessari dalla contingenza ed informa tempestivamente l ente locale. L ente con tale richiesta formale diventa responsabile ai fini della sicurezza a termini di legge. Art. 11 Attività di aggiornamento, formazione e informazione 1. Nei limiti delle risorse disponibili debbono essere realizzate attività di informazione, formazione e aggiornamento nei confronti dei dipendenti e, ove necessario, degli studenti. 2. Per tale formazione è prevista la possibilità di avvalersi dell azione delle rete Pegaso, alla quale la scuola aderisce tramite opportuna convenzione. 3. I contenuti minimi della formazione sono quelli individuati dal D.I. lavoro/sanità del , richiamati al comma 2 del precedente art. 5. Art. 12 Prevenzione incendi e protezione contro rischi particolari 1. A questa Istituzione scolastica si applica la normativa sulla prevenzione incendi e sulla protezione da agenti chimico-fisico-biologici particolari prevista dal DPR , n.577; D.Lgs , n, 277; D.M. Interno ; DPR , n. 37; D.M.Interno ; C.M. Interno , n. 9. Art. 13 Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza 1. Nell unità scolastica viene designato nell ambito della RSU il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS). 2. Con riferimento alle attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, disciplinate dal D. Lgs 81/08, le parti concordano su quanto segue: a. il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto di accesso ai luoghi di lavoro nel rispetto dei limiti previsti dalla legge; egli segnala preventivamente al Dirigente Scolastico le visite che intende effettuare negli ambienti di lavoro; tali visite possono svolgersi congiuntamente con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione o con il Referente di Istituto per la sicurezza; b. la consultazione da parte del Dirigente Scolastico, prevista dal D.Lgs 81/08, si deve svolgere in modo tempestivo. In occasione della consultazione, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha facoltà di formulare proposte e opinioni che devono essere verbalizzate. Inoltre, il rappresentante dei
5 lavoratori per la sicurezza è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione, sul piano di valutazione dei rischi, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nell istituzione scolastica; è altresì consultato in merito all organizzazione della formazione di cui al D.Lgs 81/08; c. il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto di ricevere le informazioni e la documentazione relativa alla valutazione dei rischi e alle misure di prevenzione, nonché quelle inerenti alle sostanze e ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, all organizzazione del lavoro e agli ambienti di lavoro, la certificazione relativa all idoneità degli edifici, agli infortuni e alle malattie professionali; riceve, inoltre, informazioni provenienti dai servizi di vigilanza; d. il rappresentante dei laboratori per la sicurezza è tenuto a fare delle informazioni e della documentazione ricevuta un uso strettamente connesso alla sua funzione; e. il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ha diritto alla formazione prevista dal D. Lgs 81/08 che deve prevedere un programma base minimio di 32 ore. I contenuti della formazione sono quelli previsti dal D. Lgs 81/08 e dal D.I. lavoro/sanità del con possibilità di percorsi formativi aggiuntivi in considerazione di particolari esigenze; f. il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza non può subire pregiudizio alcuno a causa dello svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali; g. per l espletamento dei compiti previsti dal D. Lgs 81/08, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza oltre ai permessi già previsti per le rappresentanze sindacali, utilizza appositi permessi orari pari a 40 ore annue. Art.14 Disposizioni finali 1. Il presente Contratto Integrativo d Istituto, corredato dalla relazione tecnicofinanziaria, sarà sottoposto a verifica di compatibilità finanziaria, in base alle disposizioni vigenti: la verifica sarà effettuata dal DSGA e sottoposta agli organi di controllo 2. Nel caso in cui dovessero intervenire variazioni alle disposizioni e agli accordi nazionali di riferimento, tali variazioni si intendono immediatamente vigenti anche per il presente C.I.I. con le stesse decorrenze, fermo restando che il testo del presente Contratto, dovrà essere adeguato alle suddette variazioni quanto prima possibile. 3. In caso di contrasto tra il presente C.I.I. con le disposizioni e gli accordi nazionali di riferimento prevalgono, con decorrenza retroattiva, questi ultimi. Art. 15 Controversie In merito a controversie che dovessero sorgere sull applicazione dei diritti di rappresentanza, informazione e formazione, previsti dalle norme vigenti legislative e contrattuali, la funzione di prima istanza di riferimento è svolta dall organismo paritetico territoriale previsto dal D. Lgs 81/08. E fatta salva la via giurisdizionale.

References: Art. 1
 Art. 2
 articolo 1
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 art. 7
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 art. 5
 Art. 12
 Art. 13
 Art.14
 Art. 15