Source: http://www.moliniditalia.it/adottata-una-normativa-nazionale-sul-biologico/
Timestamp: 2019-06-16 18:38:59+00:00

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Adottata una normativa nazionale sul biologico | Molini d'Italia
Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, Serie generale n. 206 del 5 settembre 2018, è stato pubblicato il decreto del ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo 18 luglio 2018 recante disposizioni per l’attuazione del Reg. (Ce) n. 834/2007 del Consiglio del 28 giugno 2007 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici, che abroga il Reg. (Cee) n. 2092/91 e successive modifiche e integrazioni; e del Reg. (Ce) n. 889/2008 della Commissione del 5 settembre 2008 recante modalità di applicazione del Reg. (Ce) n. 834/2007 e simili. Tale decreto abroga e sostituisce il decreto n. 18354 del 27 novembre 2009.
Articolo 1 – Ambito di applicazione. Il decreto contiene disposizioni in materia di: a. Produzione vegetale; b. Produzione animale; c. Prodotti trasformati; d. Norme di conversione; e. Norme di produzione eccezionale; f. Etichettatura; g. Controllo; h. Trasmissione di informazioni alla Commissione europea.
Articolo 2 – Produzione vegetale. Nel rispetto dei principi agronomici riferiti all’articolo 12, paragrafo 1, lettere b) e g) del Reg. (Ce) n. 834/07, la fertilità del suolo e la prevenzione delle malattie è mantenuta mediante il succedersi nel tempo della coltivazione di specie vegetali differenti sullo stesso appezzamento.
In caso di colture seminative, orticole non specializzate e specializzate, sia in pieno campo che in ambiente protetto, la medesima specie è coltivata sulla stessa superficie solo dopo l’avvicendarsi di almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa. In deroga a quanto riportato al comma 2, i cereali autunno-vernini (ad esempio, frumento tenero e duro, orzo, avena, segale, triticale, farro) e il pomodoro in ambiente protetto possono succedere a loro stessi per un massimo di due cicli colturali, che devono essere seguiti da almeno due cicli di colture principali di specie differenti, uno dei quali destinato a leguminosa.
Articolo 4 – Prodotti trasformati. Ai sensi del paragrafo 2, lettera a), art. 19, del Reg. (Ce) n. 834/2007, per «prodotto ottenuto principalmente da ingredienti di origine agricola» si intende un prodotto in cui gli ingredienti di origine agricola rappresentano più del 50% in peso della totalità degli ingredienti.
Articolo 5 – Periodo di conversione. Ai sensi dell’art. 17, paragrafo 1, lettera a) del Reg. (Ce) n. 834/2007, l’inizio del periodo di conversione coincide con la data di conclusione della procedura di compilazione della notifica ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 9, del Dm. n. 2049 del 1° febbraio 2012. Ai sensi del paragrafo 2, articolo 36 del Reg. (Ce) n. 889/2008, l’autorità competente può decidere di riconoscere retroattivamente quale periodo di conversione eventuali periodi anteriori a quello di cui al comma 1 del presente articolo. Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano effettuano il riconoscimento retroattivo in conformità alla procedura di cui all’Allegato 4 del presente decreto.
Articolo 7 – Etichettatura. Il numero di codice dell’organismo di controllo che compare in etichetta ai sensi dell’articolo 24, paragrafo 1, lettera a) Reg. (Ce) n. 834/2007, è rappresentato dal codice attribuito dalla competente autorità del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali a ciascun organismo di controllo al momento dell’autorizzazione ad operare. Il numero di codice è composto dalla sigla «IT» seguita dal termine «BIO», seguito a sua volta da numero di tre cifre stabilito dal ministero e deve essere preceduto dalla dicitura: «Organismo di controllo autorizzato
dal Mipaaft». In relazione all’obbligo di assicurare un sistema di controllo che permetta, ai sensi dell’articolo 27, paragrafo 13 del Reg. (Ce) n. 834/2007, la tracciabilità dei prodotti in tutte le fasi di produzione, preparazione e distribuzione, gli organismi di controllo attribuiscono un numero di codice a tutti gli operatori controllati. Fatte salve le disposizioni vigenti in materia di etichettatura dei prodotti alimentari, sui prodotti preconfezionati da agricoltura biologica deve essere riportato il nome o la ragione sociale dell’operatore che ha effettuato la produzione o la preparazione più recente, ivi inclusa l’etichettatura, nonché il codice identificativo attribuito dall’organismo di controllo. Tale codice è preceduto dalla dicitura «operatore controllato n…».
Qualora il logo biologico dell’Ue sia riportato in più parti di una confezione, si è tenuti a indicare le diciture previste dalla regolamentazione Ue e nazionale in relazione a uno solo dei loghi riportati sulla confezione.
Articolo 8 – Sistema di controllo. Le operazioni di gestione dei centri di raccolta di prodotto biologico e di distribuzione di prodotti biologici a marchio sono da considerarsi attività per le quali è necessario rispettare i requisiti di cui alle lettere a) e b), paragrafo 1, dell’articolo 28 del Reg. (Ce) n. 834/2007. Ai sensi dello stesso articolo 28, paragrafo 1, comma 3, le attività svolte per conto terzi sono assoggettate al sistema di controllo di cui all’art. 27 del Reg. (Ce) n. 834/2007. A tal fine, l’operatore che intende affidare lo svolgimento di un’attività in conto terzi indica tale attività nel
modello di notifica di produzione con metodo biologico, a meno che l’esecutore non sia un soggetto a sua volta inserito nell’elenco nazionale degli operatori biologici. In tal caso, il mandatario conserva il certificato di conformità del soggetto esecutore. Nel caso in cui l’esecutore non sia un operatore notificato, l’impegno da parte dell’esecutore di rispettare le norme relative all’agricoltura biologica e assoggettare le attività al sistema di controllo previsto dall’articolo 27 del Reg. (Ce) n. 834/2007, è contenuto, in forma scritta, nel contratto tra operatore ed esecutore. Ai sensi dell’articolo 28, paragrafo 2, del Reg. (Ce) n. 834/2007, sono esentati dall’applicazione del medesimo articolo gli operatori che vendono direttamente prodotti biologici al consumatore o utilizzatore finale in imballaggio preconfezionato e che non producano, non preparino, non immagazzinino tali prodotti, se non in connessione con il punto vendita, non importino gli stessi da un Paese terzo o non abbiano affidato tali attività a terzi. Un magazzino in connessione al punto vendita è un magazzino di servizio esclusivo per uno specifico punto vendita. Affinché i prodotti possano essere considerati venduti «direttamente» al consumatore o all’utilizzatore finale, occorre che la vendita avvenga in presenza, contemporaneamente, dell’operatore o del suo personale addetto alla vendita e del consumatore finale.

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 4
 art. 19

Articolo 5
 articolo 36

Articolo 7

Articolo 8
 articolo 28