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Timestamp: 2017-08-24 05:08:07+00:00

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Calciopoli: Tar Lazio respinge ricorso Juventus su risarcimento
DASPO: Riconosiuto l’esimente dello stato di necessità
E’ ammessa la reazione, con comportamenti pur astrattamente censurabili in presenza di situazioni di oggettivo pericolo per l’incolumità propria od altrui ove il fatto sia proporzionato al pericolo (per lo stato di necessità, a norma dell’art. 54, primo comma, c.p.). Nella fattispecie il Tar ha annullato il Daspo emesso nei confronti di tre sostenitori dell Us Avellino in quanto dall’esame dei filmati del 29 marzo 2015, riproducenti i fatti verificatisi nel settore ospiti dello stadio Massimino di Catania inoccasione dell’incontro di calcio Catania-Avellino, si evidenziava che l’Amministrazione intimata ometteva di considerare gli atti di violenza perpetrati dai tifosi catanesi in danno di quelli Irpini e che avevano determinato la sussistenza di uno “stato di necessità”, in loro favore.
Mediazione, sono sempre dovute le spese di avvio della procedura
Consiglio di Stato, Ordinanza 1694/2015 –
Sono sempre dovute le spese di avvio del procedimento di mediazione, anche se si arresta al primo incontro. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, Quarta Sezione, nell’ordinana 1694 depositata il 22 Aprile 2015. secondo cui le spese di avvio – le quali comprendono, a loro volta, da un lato le “spese vive documentate” e dall’altro le spese generali sostenute dall’organismo di mediazione – non appaiono prima facie riconducibili alla nozione di “compenso” di cui all’art. 16 del d.m. 18 ottobre 2010, nr. 180.
Consiglio di Stato, no pagamento per intero dell’eterologa
Il Consiglio di Stato ha sospeso in via cautelare la delibera della Lombardia che, unica Regione, stabilisce che il cittadino debba pagare interamente il trattamento di fecondazione eterologa, e non solo il ticket. I giudici hanno ritenuta valida la posizione dei ricorrenti, che evidenziavano la disparità di trattamento tra i cittadini.
Autonomia dell’azione di responsabilità esercitata dal Procuratore presso la Corte dei Conti
in - Exclude, Amministrativa, Civile
Cassazione Civile, Sezioni Unite, Sentenza 473 del 14/01/2015
Le Sezioni Unite di questa Corte hanno ripetutamente evidenziato l’autonomia del giudizio amministrativo contabile e quindi dell’azione di responsabilità esercitata dal Procuratore presso la Corte dei Conti rispetto ai rapporti civili, amministrativi e disciplinari che possono intercorrere tra i soggetti passivi dell’azione contabile e i soggetti danneggiati ed esporre i primi a subire i giudizi penali (come è appunto avvenuto nella specie); ed hanno più volte enunciato la regola che l’azione proposta dal Procuratore contabile non si identifica con quella che l’amministrazione può autonomamente promuovere nei confronti dei propri funzionari e/o di quelli dell’ente esterno autori del danno per farne valere la responsabilità (anche solidale).
Natura giuridica di una struttura sanitaria privata rispetto alla domanda di accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale
Occupandosi della natura giuridica della posizione soggettiva attiva di una struttura sanitaria privata rispetto alla domanda di accreditamento con il servizio sanitario nazionale, le sezioni unite di questa Corte, chiamate a pronunciarsi in ordine alla devoluzione al giudice amministrativo, piuttosto che a quello ordinario, della relativa controversia, hanno escluso che il nuovo regime dell’accreditamento, di cui all’art. 8 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, come integrato dall’art. 6 della legge 23 dicembre 1994, n. 724 e successive modificazioni, abbia inciso sulla natura del rapporto esistente tra struttura privata ed ente pubblico preposto all’attività sanitaria, all’uopo precisando che tale rapporto era e resta di tipo concessorio, con la sola particolarità, rispetto al regime preesistente, che nel nuovo sistema si è in presenza di concessioni ex lege di attività di servizio pubblico, di tal che la relativa disciplina è dettata in via generale dalla legge, pur con rinvii integrativi a norme di secondo grado o regionali e nella perdurante vigenza, in ogni caso, dei poteri di programmazione, di vigilanza e di controllo delle Regioni sull’espletamento dell’attività concessa (confr. Cass. civ. sez. un. 8 luglio 2005, n. 14335). Ed è significativo che di tali poteri venga predicata l’inerenza non solo alle concrete modalità di erogazione delle prestazioni oggetto della convenzione, ma anche alla valutazione del loro fabbisogno da parte dell’utenza, valutazione correlata all’impossibilità che le stesse siano fornite direttamente dalle strutture pubbliche (Cons. di Stato 2 febbraio 2010, n. 454).
Configurabilità dell’eccesso di potere giurisdizionale
Cassazione Civile, Sezioni Unite, Sentenza n. 472 del 14/01/2015
Per giurisprudenza costante di questa Corte, alla quale si intende dare continuità, il controllo sulle sentenze del Consiglio di Stato è limitato all’apprezzamento dell’eventuale sconfinamento dai limiti esterni della propria giurisdizione da parte dei massimo organo di giustizia amministrativa, al quale non è consentito invadere arbitrariamente il campo dell’attività riservata alla pubblica amministrazione attraverso l’esercizio di poteri di cognizione e di decisione a questa sola spettanti (confr. Cass. civ. sez un. 9 novembre 2011, n. 23302; Cass. civ. sez. un. 15 marzo 1999, n. 137).
in Amministrativa, Civile
Dichiarazione di pubblica utilità e giurisdizione sul risarcimento del danno
Cassazione Civile, Sezioni Unite, ordinanza 198 del 12/01/2015
In presenza di una dichiarazione di pubblica utilità, la giurisdizione sul risarcimento del danno conseguito ad una procedura ablatoria non conclusasi con il tempestivo decreto di esproprio o di asservimento, oggetto di una domanda proposta, come nella specie, in data successiva al 10 agosto 2000 ( dies a quo di vigenza dell’art.34 del d. Igs. 31 marzo 1998, n. 80 – Nuove disposizioni in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nelle amministrazioni pubbliche, di giurisdizione nelle controversie di lavoro e di giurisdizione amministrativa, emanate in attuazione dell’articolo 11, comma 4, della I. 15 marzo 1997, n. 59, come novellato dall’art.7 legge 21 luglio 2000, n. 205 – Disposizioni in materia di giustizia amministrativa) appartiene alla cognizione del giudice amministrativo a titolo di giurisdizione esclusiva.
Il regolamento del Consiglio nazionale forense sui corsi per l’iscrizione all’albo speciale per il patrocinio davanti alla Cassazione è stato adottato «in stretta applicazione della legge». Il Tar del Lazio ha respinto un ricorso con il quale l’Aiga sollecitava lo stop al regolamento ritenendolo «un sistema ben congegnato per bloccare i giovani». Per il Tar «la norma primaria in applicazione della quale è stato adottato il regolamento è il frutto di un contemperamento tra le esigenze di formazione professionale degli avvocati e le legittime aspirazioni degli stessi».
Sequestro preventivo. Basta il fumus commissi delicti - Cassazione Penale, Sentenza n. 10100/2011

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 Cass. 
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