Source: https://silvanascricci.wordpress.com/2011/01/21/bancomat-sacra-rota/
Timestamp: 2017-05-22 23:30:29+00:00

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Bancomat Sacra Rota | Silvanascricci's Weblog
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Bancomat Sacra Rota	Pubblicato il gennaio 21, 2011	di silvanascricci Il Tribunale Apostolico della Romana Rota è, di fatto, un bancomat del divorzio.
Tanto che lo stesso Ratzinger, qualche anno fa, richiamò all’ordine i magistrati canonici su un maggior discernimento nelle cause di nullità, perchè rivolgersi al tribunale vaticano è una bazza: spese bassissime, tempi rapidi e, soprattutto, nessun obbligo di versamento di regolari “alimenti” per il coniuge economicamente più debole poichè con la Sacra Rota il matrimonio non si scioglie piuttosto è considerato come mai avvenuto.
Non per niente il ricorso alla Sacra Rota è strada intrapresa per la stragrande maggioranza dei casi dai mariti, che chiedono l’annullamento, anche dopo anni di convivenza, per i più risibili motivi.
E’ vero che, in punta di diritto, per lo stato, anche a seguito del Concordato, la dichiarazione di nullità del matrimonio religioso non comporta l’immediato annullamento del matrimonio civile, poichè lo stato italiano deve accogliere la sentenza ecclesiastica attraverso la procedura di deliberazione, ma di fatto questo non accade quasi mai.
Ma forse qualcosa sta cambiando perchè ieri la corte di cassazione ha emesso una sentenza con cui si delibera che i matrimoni annullati con rito della Sacra Rota non debbono essere considerati nulli dallo stato se il matrimonio, e la relativa convivenza, sono di lunga data.
La sentenza mi pare un atto di grande civiltà e di protezione della parte debole (sia esso maschio o femmina) ed un modo di ribadire, anche se parziale, che il diritto e le leggi di uno stato sono sovraordinate rispetto a quelle di una fede e di una religione.
Insomma, ora, se devi “prelevare” al bancomat della sacra rota devi, perlomento, digitare il PIN.
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7 risposte a Bancomat Sacra Rota
Tonino ha detto:	gennaio 21, 2011 alle 5:19 pm	Cara Sign. Silvana
per consulenze pre ,durante e post matrimonio, la informo che presto sarò in città e ,durante la cena conviviale , potrò esporre problematiche concernenti l’argomento .
Non dimentichi, signora, la promessa di partecipare ad un corso accelerato di dialetto felsineo.
L’informo che le consulenze sono rigorosamente gratis, per facilitare la dividentia coppia alle spese future per squali/avvocati e voragini ecclesiastiche.
Rispondi	silvanascricci ha detto:	gennaio 21, 2011 alle 9:58 pm	Caro sig. Tonino, io sono una che mantiene sempre le promesse.
Rispondi	umberto ha detto:	gennaio 21, 2011 alle 8:49 pm	La sentenza è molto interessante, ora è necessario che il legislatore faccia la sua parte, se no sarà solo una delle tante sentenze più mediatiche che sostanziali.
Rispondi	silvanascricci ha detto:	gennaio 21, 2011 alle 9:55 pm	Nel caso della signora che aveva posto la questione la sentenza della corte è immediatamente esecutiva.
Rispondi	umberto ha detto:	gennaio 23, 2011 alle 4:55 pm	Appunto, solo in quel caso. Per questo una buona sentenza deve essere tradotta in una buona legge.
speradisole ha detto:	gennaio 22, 2011 alle 12:50 pm	E dire che ai tempi della lotta per il divorzio, si temeva il contrario. Tanti scioglimenti di matrimoni civili che restavano invece matrimoni cattolici.
L’ambiguità del comportamento della Chiesa in fatto di matrimonio è sempre stata sopra le righe.
Nobili di razza hanno annullato i loro matrimoni come ridere ed anche politici, come Casini, con motivazioni ridicole.
Comunque era in uso annullare il matrimonio cattolico, se uno dei due contraenti dichiarava prima di sposarsi in chiesa o diceva a qualche amico, di non avere intenzione di procreare figli.
Questa era il salvacondotto usato da tanti, per pararsi il sedere dalle brutte sorprese o dalla fatica di stare insieme.
La gerarchia ecclesiastica è lenta in tante cose, ma svelta dove può “incassare”.
Rispondi	silvanascricci ha detto:	gennaio 22, 2011 alle 1:13 pm	La chiesa può annullare, tramite sacra rota o altro, quello che vuole; ma è lo stato italiano che deve tutelare, attraverso, le proprie leggi, in maniera uguale, i cittadini.
Non si vede perchè due persone che hanno contratto un matrimonio religioso, trascritto negli atti civili, devono avere un trattamento differente rispetto a due che hanno contratto un “solo” matrimonio civile, ed, altrettanto, non si capisce perchè un annullamento religioso deve farsi beffe delle normative statali su l’erogazione degli alimenti.
Sarà pure una rondine che non fa primavera, ma questo pronunciamento della corte di cassazione mi fa molto, ma molto piacere.

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