Source: http://www.studiobaratello.it/articoli/2010/10/
Timestamp: 2018-12-16 01:24:06+00:00

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2010 ottobre | Studio Baratello
COMUNICAZIONE ANNUALE IVA: le prime bozze del modello 2011 sono in rete
venerdì, ottobre 29th, 2010 | Notizie Fiscali | Nessun commento
Sono in linea le prime bozze del modello e delle istruzioni della Comunicazione Iva 2011 (per i dati 2010). Tra le novità rilevanti scompaiono le prestazioni di servizi intracomunitari resi e ricevuti che, fino allo scorso anno, venivano comprese tra le operazioni attive e passive effettuate nel corso del periodo. Ed anche, la posizione della stabile organizzazione di un soggetto non residente include ora tutti i dati delle operazioni ad essa imputabili effettuate nel corso del 2010. Si ricorda che la Comunicazione Iva va inviata dai titolari di partita Iva che devono presentare la dichiarazione annuale entro il prossimo mese di settembre 2011, eccetto alcuni casi di esonero: contribuenti che nel febbraio 2011 presenteranno la dichiarazione annuale Iva in forma autonoma per utilizzare in compensazione il credito Iva 2010; chi effettua solo operazioni esenti; contribuenti con volume d’affari non superiore a 25mila euro; gli agricoltori con volume d’affari non superiore a 7mila euro; organi e amministrazioni dello Stato, le regioni, le province, i comuni, gli enti pubblici che svolgono funzioni statali, previdenziali, assistenziali e sanitarie, comprese le Asl; soggetti sottoposti a procedure concorsuali; soggetti domiciliati o residenti fuori della Ue che effettuano attività di commercio elettronico.
Tags: IVA 2011
COMUNICAZIONI BLACK LIST SENZA SANZIONI
L’Agenzia delle entrate, con la circolare 54/E/2010, porta a conoscenza degli operatori, in riferimento alle operazioni black list in scadenza il prossimo 2 novembre 2010, che in sede di controllo, non applicherà sanzioni in caso di eventuali violazioni concernenti la compilazione dei modelli di comunicazione. La decisione è stata presa in considerazione della novità dell’adempimento e delle difficoltà che gli operatori si trovano a gestire per l’individuazione dei dati rilevanti ai fini in esame. I modelli interessati coprono: il trimestre luglio/settembre 2010, per i soggetti tenuti a presentare il modello con periodicità trimestrale; i mesi da luglio a novembre 2010, per i soggetti tenuti a presentare il modello con periodicità mensile. L’esonero dall’applicazioni di sanzioni è concesso a condizione che i contribuenti provvedano a sanare eventuali violazioni, inviando, entro il 31 gennaio 2011, i modelli di comunicazione integrativa.
Tags: Agenzia delle Entrate, Rappori commerciali con i Paesi black list
CASSAZIONE: il riconoscimento del rapporto di associazione in partecipazione
venerdì, ottobre 29th, 2010 | Lavoro, Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento
Secondo la Corte di Cassazione – sentenza n. 19833 del 20 settembre 2010 – un rapporto di associazione in partecipazione è riconosciuto grazie alla indefettibile presenza del fattore di rischio assunto dall’associato, la cui remunerazione dell’attività lavorativa dipende da un parametro variabile (vedi il risultato netto dell’esercizio), con la conseguente assunzione del rischio di partecipare alle perdite, nonché il concreto esercizio della facoltà di controllo dell’andamento economico dell’azienda e l’effettuazione periodica dei conguagli nell’ipotesi di corresponsione anticipata di acconti.
Tags: Associato in partecipazione, Cassazione, Lavoro
UNICO 2010: i termini di scadenza
Lo spostamento al 5 ottobre della presentazione di Unico 2010, Iva 2010, Irap 2010 non è stata una proroga, ma solo un differimento tecnico dovuto al guasto di servizio. Lo precisa l’Agenzia delle entrate. Importante è la sottolineatura dell’evento, perché tutti gli adempimenti fiscali con scadenza successiva al 30 settembre, connessi al termine di presentazione delle dichiarazioni annuali, dovranno essere eseguiti facendo riferimento a questa data. Resta valida la data del 5 ottobre per tutti quegli adempimenti eseguibili entro il 30 settembre ma spostati secondo la cronaca dei fatti successi: quindi anche i versamenti fatti tramite il servizio telematico. Alcuni esempi di scadenze connesse sono: la consegna della dichiarazione in originale e firmata con annessa ricevuta telematica al cliente, le dichiarazioni non presentate che devono essere trasmesse entro 90 gg. dal termine di scadenza, cioè dal 30 settembre.
Tags: Adempimenti, Agenzia delle Entrate, Scadenza, Unico 2010
AGEVOLAZIONI: la proroga della detrazione per risparmio energetico
venerdì, ottobre 29th, 2010 | Lavoro | Nessun commento
La detrazione 55% per risparmio energetico si avvia verso la proroga. E’ ipotizzabile una sua inclusione nel decreto milleproroghe. Si parla, però, di una modifica, di selezionare gli interventi includibili nell’agevolazione. L’Enea ha redatto un rapporto costi/benefici da cui si evince che a fronte di un mancato gettito fiscale si sono riscontrati benefici di gran lunga superiori (circa 10 miliardi). A favore del bonus sono Adiconsum e Finco. Secondo quest’ultima una rimodulazione al ribasso del bonus non darebbe benefici alla finanza pubblica e nuocerebbe al settore edile.
Tags: Agevolazione fiscale, Decreto Milleproroghe
COLLEGATO AL LAVORO: la tutela del rapporto a termine
In base al decreto legislativo 368/01 il contratto di lavoro a tempo determinato può essere stipulato solo a fronte di specifiche e concrete esigenze produttive, organizzative, tecniche o sostitutive. In occasione dell’ultima riforma (legge 133/08) il legislatore ha introdotto una norma transitoria che prevede l’applicazione della sola sanzione pecuniaria per i contratti a termine illegittimi stipulati entro il 22 agosto 2008. Questa legge è stata bocciata dalla Corte costituzionale: lo “sbarramento” temporale previsto dalla norma violava infatti il principio di uguaglianza espresso dall’art. 3 della Costituzione. Il c. 5 dell’art. 32 del collegato lavoro, approvato in via definitiva dalla Camera e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, stabilisce che, in caso di accertamento giudiziale dell’illegittimità del termine apposto al contratto, oltre al risarcimento del danno con un’indennità omnicomprensiva nella misura compresa tra un minimo di 2,5 e un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto, è prevista la conversione in rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Quindi, dopo l’entrata in vigore del collegato al lavoro, il datore di lavoro potrebbe essere condannato a risarcire il danno nei limiti definiti e a riammettere il lavoratore convertendo il rapporto di lavoro in contratto a tempo indeterminato.
CREDITI COMMERCIALI: la messa in mora del cliente
In tempi di crisi sono frequenti i tardivi pagamenti delle fatture. La messa in mora del credito è soggetto alla comunicazione da fare al cliente del ritardo e la conseguente maturazione degli interessi legali. In merito è presente una distinzione: secondo il Codice Civile artt. 1219 e 1224 l’interesse legale ammonta al 1% e matura dal momento dell’intimazione o richiesta fatta per iscritto; secondo il DL 231/02 che recepisce la normativa europea 2000/35/Ce, la misura degli interessi ammonta al 8% e matura automaticamente in caso di mancato pagamento, alla scadenza prevista dal contratto. Non sempre sono applicabili le regole del DL citato, a differenza della disciplina del Codice Civile. Conviene, pertanto, applicare la forma prevista dal decreto quando è possibile. Le regole sono in vigore a partire dalle transazioni commerciali derivanti da contratti conclusi dall’8 agosto 2002 e riguardano contratti tra imprese, o pubbliche amministrazioni che trattano in via esclusiva o prevalente la consegna di beni o la prestazione di servizi in cambio di un prezzo. Sono esclusi i privati e gli enti associativi senza fine di lucro, i debiti oggetto di procedure concorsuali, i pagamenti richiesti a titolo di risarcimento del danno, compresi quelli assicurativi.
Tags: Civile, Interessi legali
REVERSE CHARGE: i computer sono fuori dalla normativa
I computer restano fuori dall’applicazione della normativa Reverse Charge. L’Unione Europea, per combattere le cosiddette frodi “carosello”, aveva autorizzato alcuni paesi, tra i quali l’Italia, ad estendere il meccanismo dell’inversione contabile allo scambio di determinati beni soggetti a frodi. Nel calderone erano finiti anche i computer e loro componenti, rischiando di creare confusione ed appesantimento degli oneri da parte degli operatori. Grazie all’opposizione della Francia si è raggiunto un compromesso che taglia fuori i computer dall’autorizzazione in deroga. Resta, invece, confermata per i telefonini, ma non per i loro componenti.
Tags: Reverse charge, U.E.
COMMISSIONE TRIBUTARIA: gli incassi non devono corrispondere con i versamenti in conto
venerdì, ottobre 29th, 2010 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento
La Ctp di Roma (sentenza n. 455/2010) chiarisce che non è necessaria la corrispondenza dei singoli incassi con i versamenti in conto corrente. Il caso trae origine da una verifica fiscale dalla Guardia di finanza svolta nei confronti di una Snc. L’ufficio contestava alla società maggiori ricavi conseguiti, rilevati mediante la somma tra prelevamenti e versamenti su conti correnti bancari intestati alla stessa società, in particolare riteneva che i versamenti per contanti sui conti, dovessero corrispondere esattamente ai corrispettivi incassati nei giorni precedenti. La società opponeva ricorso osservando che l’operato della Guardia di finanza non osservava il disposto dell’art. 32 del Dpr 600/73 in tema di indagini finanziarie, in quanto relativamente ai versamenti la norma ritiene l’onere probatorio assolto ove tali versamenti siano considerati nelle scritture contabili o in dichiarazione, ai fini della determinazione del reddito. La Ctp ha accolto il ricorso rilevando che non sia possibile, in modo pressoché automatico, considerare maggiori ricavi i versamenti bancari che non trovano esatta corrispondenza con le singole annotazioni contabili. Infatti per i versamenti era stato dimostrato la loro inclusione nei corrispettivi tassati ovvero non tassabili e per la maggior parte dei prelevamenti era stato compiutamente indicato il beneficiario.
Tags: Rapporto versamenti in Banca e incassi, sentenza
AGENZIA DELLE ENTRATE: la circolare 53/E allarga il campo delle comunicazioni black list
domenica, ottobre 24th, 2010 | Notizie Fiscali | Nessun commento
La circolare 53/E del 21 ottobre 2010 allarga il campo di applicazione delle comunicazioni black list. Negli elenchi vanno riepilogate le operazioni Iva effettuate con gli operatori stabiliti in paradisi fiscali a prescindere dalle limitazioni soggettive previste dalle liste. Rientrano nell’obbligo di segnalazione le importazioni, sono fuori, invece, le operazioni carenti dei presupposti oggettivi e soggettivi ai fini dell’Iva. Si considera operatore black list colui che è stabilito in uno dei Paesi menzionati nel Dm 4 maggio 1999 o nel Dm 21 novembre 2001. Gli Stati nominati in quest’ultimo decreto devono considerarsi black list senza riserve, a prescindere dalle particolari condizioni fissate dalla disposizione. Deve comunque trattarsi di un operatore economico ai sensi dell’art. 9 della direttiva 2006/112/Ce, e a certificare questa condizione, in mancanza di dati ufficiali, può essere sufficiente una dichiarazione rilasciata dalla controparte attestante lo svolgimento di una attività d’impresa, arte o professione. Le operazioni esenti sono soggette all’obbligo di dichiarazione; per le operazioni non soggette, è stato chiarito che sono tali quelle carenti del requisito territoriale, quindi vanno riepilogate le sole operazioni rilevanti ai fini Iva perché cessioni di beni o prestazioni di servizi ai sensi degli artt. 2 e 3 del DPR 633/72. Sono escluse tutte le operazioni che non presentano questi presupposti come, ad esempio, le somme pagate a titolo di risarcimento o anticipate in nome e per conto.
Tags: Agenzia delle Entrate, Fiscale
COLLEGATO AL LAVORO: tempi più brevi per le liti lavoratore-datore di lavoro
domenica, ottobre 24th, 2010 | Lavoro | Nessun commento
L’art. 12 del collegato al lavoro accorcia i tempi per la definizione delle cause di lavoro che riguardano la risoluzione del rapporto di lavoro, almeno nella parte iniziale del procedimento. Le disposizioni precedenti non fissavano termini specifici per il ricorso in giudizio da parte del lavoratore che intendeva ricorrere contro il provvedimento di licenziamento e si applicavano pertanto i normali tempi previsti dall’articolo 1442 del Codice civile in tema di prescrizione ordinaria, cioè 5 anni. Ora il termine massimo per opporsi al licenziamento è nove mesi. In particolare: l’impugnazione del licenziamento resta fissa entro 60 giorni dalla ricezione della sua comunicazione, oppure entro 60 giorni dalla comunicazione dei motivi, ove non contestuale. La conciliazione e/o arbitrato entro 270 giorni dalla data di impugnazione pena la decadenza. La richiesta del tentativo di conciliazione sospende tutti i termini di prescrizione e di decadenza.
Tags: Civile, Lavoro
CASSAZIONE: la prestazione di garanzia per la compensazione IVA per i gruppi
domenica, ottobre 24th, 2010 | Notizie Fiscali, Sentenze | Nessun commento
Con la sentenza 21515 depositata il 20 ottobre 2010, la Corte di Cassazione ha affermato che non è necessaria la prestazione di garanzia in caso di compensazione IVA infragruppo se il credito d’imposta della società è divenuto incontestabile. La funzione di garanzia viene meno se accertato che non sussiste l’infedeltà della dichiarazione fiscale e non ha alcuna giustificazione giuridica una volta individuati con esattezza debiti e crediti, perché manca il rischio per l’erario. Il caso vede contrapposta l’Agenzia delle entrate, che richiedeva il pagamento dell’IVA di una società facente parte di un gruppo in capo al quale aveva compensato il debito di una con il credito dell’altra, senza aver prodotto la garanzia entro i termini di legge. La cartella con le relative sanzioni per omesso versamento veniva annullata perché era decorso il termine per la rettifica della dichiarazione. Per i giudici di merito la ragione fondamentale risiede nel fatto che il contribuente vantava un credito d’imposta, divenuto incontestabile, da opporre validamente in compensazione. La pretesa dell’amministrazione, secondo la Cassazione era divenuta inesigibile, anche se originariamente legittima, considerato che il contribuente era tenuto a versare una somma pari all’IVA a debito entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale, non avendo prestato idonea garanzia. Tuttavia, l’impossibilità di controllare la dichiarazione e la certezza delle posizioni di credito e debito comportavano l’inesigibilità del tributo richiesto con interessi e sanzioni.
Tags: Cassazione, IVA di gruppo, sentenza
REVERSE CHARGE: autorizzato l’utilizzo per pc e cellulari
Il Consiglio ECOFIN ha autorizzato l’Italia, fino a tutto il 2014, ad estendere l’inversione contabile a telefoni cellulari e personal computer, dando applicazione all’art. 17, c. 6, lettere b) e c), del DPR 633/72. L’operazione rientra nella strategia di lotta alle frodi Iva; bisogna, però, porre particolare attenzione, in quanto, non essendoci soglie di applicazione, come invece negli altri Paesi autorizzati (Austria, Germania e Regno Unito), potrebbe essere utilizzata alle cessioni al minuto effettuate nei confronti di soggetti passivi. Rientrano nella deroga anche gli accessori connessi a cellulari e computer, costituendo il rischio che possano essere oggetto di inversione contabile obbligatoria innocue transazioni di ammontare irrisorio, con un aggravio non indifferente della contabilità degli operatori che non commerciano unicamente in tali beni. In termini di tutela del gettito, il pericolo è dato dal possibile spostamento delle frodi sul versante del commercio al dettaglio attraverso l’utilizzo di partite Iva false o comunque non riconducibili soggettivamente a colui che compie l’acquisto, che potrebbe così beneficiare di uno sconto pari all’imposta non versata.
Tags: IVA, Reverse charge
RISCOSSIONE: i codici tributi per Fondo est – E.bi.na.s.pri. – Ebuc
domenica, ottobre 24th, 2010 | Lavoro, Notizie Fiscali | Nessun commento
Con le risoluzioni n. 95 – 99 – 100 del 7 ottobre 2010 dell’Agenzia delle entrate sono istituite le causali contributo per il versamento tramite modello F24 di: Fondo est – EST1, contributi per il finanziamento a favore dell’Ente bilaterale di Assistenza sanitaria integrativa per i dipendenti delle Aziende del commercio, del turismo e dei servizi; E.bi.na.s.pri. – CIFE, contributi per il finanziamento a favore dell’Ente bilaterale nazionale Settore privato; Ebuc – EBUC contributi per il finanziamento a favore dell’Ente bilaterale UNCI Confsal.
Tags: Agenzia delle Entrate, Riscossioni
Con la manovra economica 2010 è stato eliminato il principio in base al quale la spesa per incrementi patrimoniali si presumeva sostenuta, in quote costanti, con il reddito dell’anno e dei quattro precedenti. Dal 2009 la spesa per incrementi patrimoniali non può avere rilevanza per gli anni precedenti. Il vecchio sistema di accertamento sintetico si basava su due metodologie: il sintetico puro (sulla spesa effettiva) e il redditometro (sulla disponibilità del bene). Nonostante non vi fosse una precisa identificazione della nozione di spesa per incremento patrimoniale, doveva reputarsi tale l’acquisto di beni che, con un certo grado di stabilità, incrementavano il patrimonio del soggetto (es. l’acquisto di un’abitazione). Con il Dl 78/10 queste spese vengono fatte rientrare tra “le spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo d’imposta”, che determinano il reddito presunto dell’anno di effettuazione dell’esborso. Pertanto, dal periodo d’imposta 2009 la spesa per incremento patrimoniale può rilevare soltanto come spesa dell’anno.
Tags: Accertamento, redditometro, Spesa
INAIL: aggiornato l’imponibile contributivo
L’INAIL aggiorna l’imponibile contributivo sulla base delle novità normative intervenute negli ultimi anni. Lo comunica con la circolare n. 39 emanata il 15 ottobre 2010. Le novità hanno riguardato principalmente le erogazioni liberali, che dal 28 maggio 2008 sono esenti solo se erogate in natura e per un importo non superiore a euro 258,23, e il regime delle stock option che dal 25 giugno 2008, mantengono un’esenzione contributiva anche se hanno perduto la corrispondente esenzione fiscale.
COSTI BLACK LIST: l’Agenzia delle entrate chiarisce le modalità per la loro deduzione
La circolare dell’Agenzia delle entrate 51/E spiega che non è necessario provare il collegamento del fornitore estero con il mercato locale per poter dedurre i costi derivanti da operazioni effettuate con soggetti localizzati in Paesi black list. I chiarimenti di rilievo riguardano le esimenti, cioè le condizioni per poter richiedere la disapplicazione del regime di indeducibilità. Per quanto riguarda la prima esimente dello svolgimento da parte del fornitore estero di un’effettiva attività commerciale, il dubbio riguardava la necessità di dimostrare il radicamento del fornitore estero con il mercato locale di insediamento, come previsto per il regime Cfc. In merito è precisato che il “radicamento previsto ai fini Cfc non costituisce un elemento dirimente ai fini della disapplicazione delle disposizioni in materia di deducibilità dei costi black list, che, in linea di principio, va riconosciuta a seguito della dimostrazione dello svolgimento da parte del fornitore estero di un’effettiva attività commerciale mediante struttura in loco”. Per la seconda esimente, il contribuente può dare prova che le operazioni intercorse con il fornitore estero rispondono a un effettivo interesse economico; secondo la circolare “la sussistenza o meno dell’effettivo interesse economico va effettuata tenendo conto di tutti gli elementi che caratterizzano il caso concreto e non soltanto il prezzo della transazione”.
Tags: Agenzia delle Entrate, Cfc
La Corte di Cassazione (sentenze n. 21122, 21123 e 21124 depositate ieri) torna a parlare di IRAP e piccole imprese. Il piccolo imprenditore, se sprovvisto di autonoma organizzazione, può risultare non soggetto all’IRAP. All’uopo viene ricordata l’apertura già fatta per le attività ausiliarie come quelle di agente di commercio e di promotore finanziario (sentenze n. 12108 e 12111 del 2009), nei casi in cui per queste attività non sussista il requisito dell’organizzazione autonoma. Questo principio, secondo la Corte, deve essere applicato anche per le attività che possono essere inquadrate tra quelle dei piccoli imprenditori, in base all’articolo 2083 del Codice civile; risultano tali: i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio o dei componenti della famiglia. In questi casi è evidente la non assoggettabilità al tributo, diversamente dagli imprenditori dove l’elemento dell’organizzazione deve considerarsi connaturato alla nozione di impresa.
Con il precedente articolo, abbiamo detto sulla conclusione data dalla Corte di Cassazione circa l’identificazione del “piccolo imprenditore”, colui che organizza la propria attività con il suo lavoro e quella dei familiari, ai fini IRAP, comprendendo nell’esenzione dall’imposta i soggetti, sia professionisti, artigiani o commercianti, ecc. senza un’autonoma organizzazione. Sinteticamente l’assoggettamento all’IRAP dipende solo ed esclusivamente dalla dotazione di beni messa in campo e dall’utilizzo non saltuario dell’opera di terzi. In attesa che l’Agenzia prenda atto delle parole della Cassazione, e che il legislatore si decida a definire in modo chiaro e definitivo l’area di applicabilità soggettiva dell’imposta le conseguenze sono: per il futuro, la non presentazione della dichiarazione IRAP, tranne nell’ipotesi in cui questa sia necessaria per il recupero degli acconti versati in corso d’anno. A novembre di quest’anno sarà possibile evitare il versamento del secondo acconto; per il passato, la dichiarazione integrativa ovvero istanza di rimborso in base all’articolo 38 del DPR 602/73, nel caso in cui si voglia recuperare le somme pagate negli ultimi anni. In un caso e nell’altro, è possibile che l’organizzazione del contribuente divenga elemento di contenzioso con l’Agenzia delle entrate, solo che il contenzioso non si baserà più sul tipo di attività svolta, bensì sul come l’attività è svolta, con un importante corollario: è chi agisce in giudizio ad avere l’onere della prova, per cui spetta al contribuente in sede di rimborso e all’ufficio in sede di accertamento.
Tags: Arti e professioni, Autonoma organizzazione, Cassazione, IRAP
IRAP: per le mini-imprese valgono gli stessi criteri dei lavoratori autonomi
Tags: Cassazione, IRAP, Lavoro professionale, Sentenze
CONTENZIOSO TRIBUTARIO: esecuzione dei rimborsi
La circolare 49/E/2010 dell’Agenzia delle entrate si interessa alle procedure per i rimborsi derivanti dalle sentenze delle Commissioni tributarie. In particolare, si legge, che per procedere ai rimborsi non occorre attendere la notifica della sentenza favorevole al contribuente né alcuna richiesta o sollecito; gli uffici addetti alla gestione del contenzioso devono restituire le somme eccedenti subito dopo la comunicazione del dispositivo della sentenza da parte della segreteria della Commissione tributaria, purché siano presenti gli elementi necessari per la determinazione dell’importo da rimborsare. L’obbligo di rimborso vale non soltanto per le sentenze favorevoli al contribuente emesse dalla Ctp, ma anche per quelle della Ctr o della Ctc.
Tags: Agenzia delle Entrate, contenzioso tributario, Rimborsi, Sentenze

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