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Timestamp: 2020-01-22 10:32:43+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 13269 del 25/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13269 del 25/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/05/2017, (ud. 05/04/2017, dep.25/05/2017), n. 13269
sul ricorso 15400-2016 proposto da:
avverso la sentenza n. 6669/39/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Con ricorso in Cassazione affidato a tre motivi, illustrati da memoria, che vengono esaminati congiuntamente perchè connessi, nei cui confronti il comune di Gaeta ha resistito con controricorso, la parte ricorrente impugnava la sentenza della CTR del Lazio, sezione di Latina, in sede di giudizio di rinvio, relativa ad un avviso d’accertamento in tema d’ICI e relative sanzioni, sull’assunto che il relativo terreno non era assoggettabile all’imposta, in quanto, seppur a destinazione agricola non sarebbe stato edificabile, atteso gli specifici vincoli che gravavano sullo stesso (zone agricola ambientale ad elevata connotazione paesistica). In particolare, la parte ricorrente ha lamentato che i giudici d’appello avrebbero, di fatto, disatteso i principi che il giudice di legittimità aveva fissato (v. ordinanza, in atti), nel cassare con rinvio il giudizio d’appello. Pertanto, la parte ricorrente ha denunciato il vizio di violazione della L.R. Lazio n. 24 del 1998, art. 27, del D.Lgs. n. 42 del 2004, art. 145, della L.R. Lazio n. 38 del 1999, art. 55, artt. 26 e 34 delle NTA al PTP della Regione Lazio, approvate con D.R.G.L. n. 4485 del 1999, dell’art. 23 della NTA al PTPR approvato con D.R.G.L. n. 1025 del 2007 e del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, lett. h) in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, oltre che la violazione del D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5, comma 5 (secondo motivo), e della L. n. 212 del 2000, art. 10, comma 3 sempre in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 (terzo motivo), in quanto, poichè per gli atti di pianificazione amministrativa di cui alla rubrica, il lotto di terreno oggetto del presente giudizio è stato sottoposto al regime delle aree agricole, ed ai sensi dell’art. 26 norme tecniche att. al piano territoriale paesistico, l’edificabilità del terreno di cui trattasi era subordinata alla presenza di un lotto minimo di mq. 30.000 e a condizione che il proprietario fosse coltivatore diretto (p.12 ricorso), trattandosi nella specie, di un terreno avente una estensione complessiva di mq. 11.747 (il ricorrente richiama l’avviso d’accertamento), l’indice di fabbricabilità dello 0,01 mc/mq., non poteva essere realizzato sul terreno oggetto di controversia, e, pertanto, alcuna edificabilità sussisteva neppure a fini tributari; inoltre, il terreno godrebbe, dell’esenzione di cui al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, lett. h) in quanto montano.
Ad avviso del ricorrente, per di più, i giudici del rinvio, non avrebbero utilizzato tutti i parametri di cui al D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 5, comma 5 per la determinazione del valore venale in comune commercio. Infine, non dovevano essere applicate le sanzioni irrogate, in quanto nell’anno in contestazione, vi era un’obiettiva incertezza sulla tassabilità delle aree solo potenzialmente edificatorie.
La censura sul mancato riconoscimento dell’esenzione D.Lgs. n. 504 del 1992, ex art. 7, lett. h in quanto si tratterebbe di territori montani (primo motivo, p. 12 ricorso) e sull’estensione dei lotti risulta già affrontata e risolta dall’ordinanza della Cassazione n. 15735/14, sotto l’esame del primo motivo lettera a), mentre, la questione sull’inapplicabilità delle sanzioni, attesa l’obiettiva incertezza, all’epoca, del concetto di potenzialità edificatoria, di ciò si è, altresì, occupata la medesima ordinanza della cassazione, sotto l’esame del quarto motivo.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 27
 art. 145
 art. 55
 art. 7
 art. 5
 art. 10
 art. 7
 art. 5
 art. 7