Source: http://www.fmgb-prov.it/2020/01/12/preti-frati-educatori-reati-penali-da-sapere/
Timestamp: 2020-01-20 03:54:38+00:00

Document:
Preti, frati, educatori. Reati penali da sapere – FMGB Prov
Reato di detenzione di materiale pedopornografico. Art. 600-quater del Codice Penale (sino a 3 anni di carcere. Gli anni aumentano in base al numero di foto in possesso). “Chiunque, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 600ter, consapevolmente si procura o detiene materiale pornografico realizzato utilizzando minori degli anni diciotto è punito con la reclusione fino a tre anni”. A integrazione: detenzione di materiale pedopornografico virtuale. “Fattispecie relativa a fotomontaggio di frammenti di fotografie e video di volti e corpi di minori, nella quale la Corte ha affermato che il riferimento, nella disposizione citata, alle condotte “in danno di minori”, non implica necessariamente l’esistenza e l’individuazione di uno specifico soggetto minorenne danneggiato dal reato, essendo sufficiente che la condotta abbia avuto ad oggetto minorenni e sia stata idonea, potenzialmente, a pregiudicarli” (Cassazione, sez. III, sentenza 22262 del 9 maggio 2017).
Reato di diffamazione aggravata se l’offesa è recata a mezzo stampa. Art. 595 del Codice Penale (da 3 mesi a 6 anni di carcere). A integrazione: La diffusione di un messaggio diffamatorio attraverso l’uso di una bacheca “Facebook” integra un’ipotesi di diffamazione aggravata ai sensi dell’art. 595, comma terzo, cod. pen., sotto il profilo dell’offesa arrecata “con qualsiasi altro mezzo di pubblicità” diverso dalla stampa, poiché la condotta in tal modo realizzata è potenzialmente capace di raggiungere un numero indeterminato, o comunque quantitativamente apprezzabile, di persone e tuttavia non può dirsi posta in essere “col mezzo della stampa”, non essendo i social network destinati ad un’attività di informazione professionale diretta al pubblico. (Cassazione, sez. V, sentenza 4873 del 1 febbraio 2017).
Reato di sostituzione di persona. Art. 494 del Codice Penale (sino a 1 anno di carcere). “Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o un falso stato, ovvero una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce un altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino ad un anno”. Con i social è facilissimo crearsi un falso profilo, con l’intento preciso di perpetuare possibili reati a danni delle persone. L’utilizzo indebito della identità digitale altrui (ad esempio la creazione di un finto profilo Facebook col nome della vittima, oppure l’accesso e uso indebito della casella email.
Reato di falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche (art. 617-sexies c.p. da 1 a 4 anni di carcere). “Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di arrecare ad altri un danno, forma falsamente ovvero altera o sopprime, in tutto o in parte, il contenuto, anche occasionalmente intercettato, di taluna delle comunicazioni relative a un sistema informatico o telematico o intercorrenti tra più sistemi, è punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne facciano uso, con la reclusione da uno a quattro anni. La pena è della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal quarto comma dell’articolo 617quater”.
– Flaming (letteralmente fiammeggiante): è la pubblicazione di messaggi elettronici con testo aggressivo, violento, volgare, denigratorio, tra due o più persone. Da qui l’espressione fiammeggiante, per indicare infuocato, rovente. Si attiva una vera battaglia verbale tra strumenti digitali (sms, chat, profilo social network). La durata della battaglia digitale è breve e coincide con la presenza online delle persone coinvolte.
– Harassment (letteralmente molestia): è l’invio di una cascata di messaggi informatici a contenuto volgare, aggressivo, minatorio (sms, email, chat, social network eccetera) da parte di uno o più persone attive nei confronti un individuo target. Ciò che caratterizza l’harassment, rispetto al flaming, è in primis l’asimmetria di potere tra le parti (il bullo, o i bulli, da una parte, la vittima dall’altra). E poi la persistenza e la reiterazione nel tempo delle condotte aggressive, la cui perpetrazione non dipende dalla presenza online della vittima in un ambiente condiviso.
Reato di adescamento di minore con lusinghe, minacce, fiducia. Art. 609 undecies del Codice Penale (da 1 a 3 anni di carcere). “Per adescamento si intende qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete internet o di altre reti o mezzi di comunicazione”.
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References: Art. 600
 sentenza 
 Art. 595
 sentenza 
 Art. 494
 Art. 609