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Le Sentenze della Corte Europea dei diritti dell’uomo del 17/10/2013 | Diritti EuropaDiritti Europa
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Posted by: Marco Occhipinti in In evidenza, Rassegna sulla Corte Europea 17 ottobre 2013
17/10/2013 – La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha deciso 12 ricorsi, inoltrati a Strasburgo tra il 2004 e il 2011 da cittadini europei e non. A rispondere delle presunte violazioni della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo sono stati gli agenti di Grecia, Francia, Russia, Ucraina, Repubblica Ceca e Croazia. Sono stati tutti condannati per violazione degli obblighi assunti a livello internazionale.
Di seguito la rassegna delle sentenze pronunciate dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di cui, per ciascuna, si ripropongono:
Horvatić v. Croatia 36044/09 2 Mijo Horvatić è un cittadino croato condannato per rapina a mano armata. La prova principe del processo è stato il rinvenimento, nel negozio rapinato e nei vestiti del rapinatore, di capelli dell’imputato e fibre di alcuni suoi vestiti; all’imputato fu tuttavia impedito di contestare questa prova – secondo lui ad arte realizzata dagli stessi agenti di polizia – e per questo lamenta di aver subito un processo iniquo. Articolo 6 Resto inammissibile
Violazione dell’Articolo 6 - Diritto a un equo processo (art. 6 - Procedimento penale; Articolo 6-1 - Processo equo; Parità delle armi)
Budrevich v. the Czech Republic 65303/10 3 Andrei Budrevich è un cittadino bielorusso costretto a fuggire in Repubblica Ceca. Infatti sarebbe finito nel mirino della repressione politica, avendo importato in Bielorussia materiale di propaganda a favore di un oppositore politico. Dopo ben quattro richieste di asilo, tutte respinte, solo l’intervento della Corte Europea – tramite misura cautelare – ha impedito la sua espulsione per la Bielorussia ed ha innescato il riconoscimento delle sue ragioni: oggi Mr. Budrevich è sottoposto alla protezione dello stato ceco, ma permane – negli atti – lo spettro di una violazione dei suoi diritti. Articolo 3
Winterstein and Others v. France 27013/07 1 25 cittadini francesi – e con loro l’Associazione ATD Quart Monde - rivendicano il diritto ad abitare su un’area del comune di Herblay: il terreno è, secondo il piano regolatore, “area naturale protetta”, ma essi vi hanno abitato per anni in caravan e accampamenti. Oggi il comune li ha sfrattati ma senza offrirgli alcuna valida alternativa abitativa. Di molte famiglie traslocate spontaneamente – l’ordine di sfratto non è ancora esecutivo – soltanto quattro sono state alloggiate nei “siti per famiglie”. Articolo 8
Respinta l'eccezione preliminare (art. 35-1 - Esaurimento dei ricorsi interni)
Violazione dell'Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare (art. 8-1 - Il rispetto della vita familiare; Rispetto del domicilio; Il rispetto della vita privata)
Riserva sull’equa riparazione.
Aslanis v. Greece 36401/10 3 Georgios Aslanis è un cittadino greco accusato di molteplici furti. Non potendosi permettere la cauzione, resta molti mesi sotto chiave presso la stazione di polizia di Serres. Oggi ricorre contro le condizioni di quella detenzione: aria irrespirabile a causa dei cattivi odori e del fumo di sigarette, scarsa ventilazione, condizioni pessime dei servizi igienici, sovraffollamento e pessimo cibo. Articolo 3 Violazione dell'Articolo 3 - Proibizione della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Shyti v. Greece 65911/09 3 Petrit Shyti è un cittadino greco accusato di spaccio di sostanze stupefacenti. Lamenta davanti al giudice europeo la scarsa ventilazione e illuminazione della cella in cui è stato detenuto, presso la stazione di polizia di Salonicco, nonché l’eccessiva durata del procedimento di riesame della sua detenzione cautelare. Articolo 3
Violazione dell’Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (art. 5-4 – Ragionevole durata della revisione)
Keller v. Russia 26824/04 2 Galina Keller è la madre di un ragazzo morto nel cortile di una stazione di polizia, dopo essersi gettato dalla finestra della struttura. Era indagato per il furto di una bicicletta, e fu ritrovato con segni di percosse sul corpo. Mentre le autorità russe archiviano il caso come un suicidio, la madre muove forti accuse: suo figlio sarebbe stato maltrattato dagli agenti, prima, e poi si sarebbe gettato dalla finestra, in condizioni misteriose e non chiarite dalle indagini, e senza che nessuno glielo impedisse (lo Stato, in tali casi, deve proteggere i propri cittadini); infine, la sua detenzione nella stazione di polizia sarebbe stata contra legem. Articolo 2
Nessuna Violazione dell’Articolo 2 - Diritto alla vita (art. 2-1 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Klyukin v. Russia 54996/07 3 Aleksandr Klyukin è un cittadino russo condannato per furto aggravato. Mentre sconta la pena detentiva cambia molte carceri: dalla prigione di Mosca passa a due colonie correzionali, ma le condizioni detentive sono le medesime: sovraffollamento insostenibile, scarsa ventilazione della cella, pessimo cibo e nessuna occasione di attività fisica. Articolo 3
Sergey Vasilyev v. Russia 33023/07 3 Sergey Vasilyev è condannato per omicidio. Durante il processo, sconta due anni di detenzione cautelare presso la prigione IZ-44/l, fortemente sovraffollata. Per questa ragione fa ricorso alla Corte Europea; denuncia inoltre l’eccessiva durata di quella detenzione (dall’Ottobre 2005 all’Aprile 2007) e l’opposizione dell’autorità a che facesse ricorso al giudice europeo. Articolo 3
Vladimir Belyayev v. Russia 9967/06 3 Vladimir Belyayev è detenuto presso il carcere IK-4 nella regione di Magadan. Denuncia l’endemico stato di sovraffollamento della struttura e l’impossibilità di fare esercizio fisico. Articolo 3 Nessuna Violazione dell’Articolo 3 - Divieto della tortura (art. 3 - trattamento degradante; Trattamento inumano) (aspetto sostanziale)
Pozhyvotko v. Ukraine 42752/08 3 Volodymr Pozhyvotko muore il 12 Ottobre 2004 in un bar in circostanze non chiare. Dopo 7 anni di indagini, e varie richieste di archiviazione, la polizia investigativa non ha trovato risposte. Oggi la moglie e la madre di Mr. Pozhyvotko accusa le autorità ucraine di non aver svolto serie ed efficaci indagini. Articolo 2 Violazione dell'Articolo 2 - Diritto alla vita (art. 2-1 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Taran v. Ukraine 31898/06 2 Ivan Taran è un cittadino ucraino prima condannato per omicidio e poi assolto in Appello. Detenuto presso la struttura penitenziaria di Sebastianopoli, lamenta l’eccessivo sovraffollamento del carcere nonché le condizioni di trasporto dal carcere al tribunale, ove assisteva alle udienza. Era infatti rinchiuso in una gabbia metallica di 0,5 mq per 20 ore, senza acqua, cibo e possibilità di dormire. Inoltre, denuncia alcune irregolarità giuridiche nella detenzione cautelare e l’eccessiva durata del processo. Articolo 3
Violazione dell'Articolo 5 + 5-3 - Diritto alla libertà e alla sicurezza (Articolo 5-1-c – misure ragionevolmente necessarie per impedire fuga) (Articolo 5 - Diritto alla libertà e alla sicurezza; Articolo 5-3 - ragionevolezza della custodia cautelare)
Zubkova v. Ukraine 36660/08 3 Igor Zubkov, ucraino poco più che quarantenne, muore in un incidente stradale mentre si spostava in bicicletta: ad un incrocio, impatta con un minibus. Sua madre accusa le autorità ucraine di aver svolto indagini inefficaci ed inadeguate. Articolo 2 Violazione_dell'Articolo_2 - Diritto alla vita (art. 2-1 - L'effettivo accertamento) (aspetto procedurale)
Croazia Francia Grecia Repubblica ceca Russia Tutte le sentenze Ucraina	2013-10-17
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 Articolo 8
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 Articolo 2
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 Articolo 5
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