Source: https://www.exeo.it/free/principio-doppia-conformita-disciplina-urbanistica-ed-edilizia
Timestamp: 2018-10-20 11:27:30+00:00

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Il principio della c.d. doppia conformità
Il principio della doppia conformità ovvero il rispetto della disciplina urbanistica ed edilizia
L'accertamento di conformità è circoscritto dal legislatore ai soli abusi «formali», ossia dovuti alla carenza del titolo abilitativo.
TITOLO EDILIZIO --> ABUSI EDILIZI --> SANATORIA --> ACCERTAMENTO DI CONFORMITÀ --> CONDIZIONI DI LEGITTIMITÀ
L'art. 36 comma 4 del t.u. edilizia, nel prevedere che "ove l'intervento realizzato risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della realizzazione dell'intervento, sia al momento della presentazione della domanda, il responsabile dell'abuso o il proprietario dell'immobile possono ottenere la sanatoria dell'intervento versando la somma, non superiore a 5164 euro e non inferiore a 516 euro, stabilita dal responsabile del procedimento in relazione all'aumento di valore dell'immobile valutato dall'agenzia del territorio", impone la c.d. doppia conformità, ossia la conformità non solo allo strumento urbanistico vigente all'epoca della edificazione sine titulo, ma anche a quello vigente al tempo in cui è richiesta la sanatoria, escludendo la praticabilità della c.d. sanatoria giurisprudenziale.
Non vi è spazio per l'applicazione dell'istituto dell'accertamento di conformità dell'opera eseguita in parziale difformità, in difetto di un'istanza di parte che abbia puntualmente indicato l'epoca della effettiva realizzazione del manufatto sì ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...re all'amministrazione una verifica riguardo alla sua conformità al regime urbanistico ed edilizio vigente a quell'epoca (come all'epoca dell'accertamento).
La situazione di abusivismo di carattere sostanziale, costituita dall'aver realizzato alcune unità abitative prima che il c.d. Piano casa lo consentisse, si pone concettualmente e ontologicamente in antitesi con la tipologia di mera irregolarità edilizia, realizzata sine titulo, quale quella sottesa ad un accertamento di conformità.
L'istituto dell'accertamento di conformità è diretto a sanare le opere solo formalmente abusive, in quanto eseguite senza titolo abiitativo, ma conformi nella sostanza alla disciplina urbanistica applicabile per l'area sui cui sorgono secondo il criterio della c.d. doppia conformità.
Dalla presentazione della domanda di accertamento di conformità urbanistica del manufatto discendono, contemporaneamente, la definitiva perdita di efficacia della precedente ordinanza di demolizione e l'apertura di un nuovo ed autonomo procedimento volto all'accertamento dell'abusività dell'opera.
L'accertamento di conformità di cui all'art. 36 del D.P.R. n. 380/2001 è diretto a san... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e solo formalmente abusive, in quanto eseguite senza il previo rilascio del titolo ma conformi, nella sostanza, alla disciplina urbanistica applicabile per l'area su cui sorgono, vigente sia al momento della loro realizzazione che al momento della presentazione dell'istanza di sanatoria.
In relazione agli interventi eseguiti in parziale difformità da un titolo già rilasciato, per parte di opera difforme si deve intendere quella porzione di intervento, concretamente esistente, non corrispondente alle previsioni del progetto assentito in relazione alla quale non è possibile pretendere il pagamento dell'oblazione di cui all'art. 36 d.p.r. n. 380/2001.
La regolarità, sotto il profilo urbanistico-edilizio, dell'immobile interessato dagli interventi soggetti a DIA costituisce il necessario presupposto di veridicità e attendibilità della relazione del progettista abilitato, chiamato ad asseverare la conformità delle opere da realizzare agli strumenti urbanistici approvati, nonché l'assenza di contrasto con quelli adottati, e dai regolamenti edilizi vigenti.
E' possibile ottenere il permesso in sanatoria se l'intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda.
La condizione richiesta ai fini del rilascio del permesso di costruire in sanatoria è quella della doppia conformità delle opere alla disciplina urbanistica vigente all'epoca della costruzione e all'epoca del rilascio della sanatoria.
La condizione richiesta ai fini dell'accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 d.p.r. 380/2001 è quella doppia conformità, all'epoca della costruzione e all'epoca del rilascio della sanatoria.
L'istituto dell'accertamento di conformità di cui all'art. 36 del D.p.r. n. 380/2001 richiede il requisito della conformità urbanistico - edilizia dell'opera sia al momento della sua realizzazione sia al momento della presentazione della domanda di sanatoria.
Il rilascio del titolo abilitativo in esito all'accertamento di conformità presuppone in capo al responsabile dell'abuso, una situazione giuridica del tutto equiparabile a quella di chi richieda un ordinario permesso di costruire, ivi compresa la sussistenza ab origine della conformità urbanistico - edilizia dell'opera.
L'applicazione dell'art. 36 del d.P.R. n. 380 del 2001 post... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...opere oggetto della domanda siano già esistenti al momento della presentazione della stessa, non potendo l'applicazione di tale previsione essere invocata per regolarizzare opere che per essere ammesse a sanatoria richiederebbero l'attuazione di interventi ulteriori di adeguamento non esistenti alla suddetta data.
Il requisito della conformità urbanistica delle opere eseguite sine titolo deve essere valutato al momento della commissione dell'abuso e della presentazione dell'istanza di accertamento di conformità, e non al momento del rilascio del titolo edilizio in sanatoria.
La concessione edilizia in sanatoria è da riferirsi unicamente a manufatti già esistenti, per cui non è ammesso che essa si estenda anche ad opere da eseguire contemplate nella relazione tecnica del progettista che accompagna l'istanza di sanatoria, e ciò neppure se questi interventi siano necessari per salvaguardare diritti dei terzi.
L'opera edilizia abusiva va identificata, ai fini del rilascio del titolo edilizio in sanatoria, con riferimento all'unitarietà dell'edificio realizzato, ove sia stato realizzato dal costruttore in esecuzione di un disegno unitario, restando irrilevante il suo preteso frazionam... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tinte porzioni, a meno che non risulti concretamente giustificato dall'effettiva autonomia della consistenza di ciascuna.
Condizione imprescindibile per l'applicabilità dell'accertamento di conformità è la sussistenza della c.d. «doppia conformità», nel senso che l'opera deve essere conforme sia alle norme vigenti al momento della sua realizzazione sia a quelle vigenti alla presentazione della domanda.
L'art. 36 D.P.R. 380/2001, in quanto norma, da un lato, circoscritta alle ipotesi di abusi meramente formali e, d'altro lato, derogatoria al principio per il quale i lavori realizzati sine titulo sono sottoposti alle prescritte misure ripristinatorie e sanzionatorie, non è, dunque, suscettibile di applicazione analogica né di una interpretazione riduttiva, secondo cui, in contrasto col suo tenore letterale, basterebbe la conformità delle opere con lo strumento urbanistico vigente all'epoca in cui sia proposta l'istanza di accertamento.
La difformità di un'opera dalle previsioni degli strumenti urbanistici non può ritenersi causa ostativa al rilascio della sanatoria edilizia salvo il caso in cui la tipologia di utilizzazione dell'immobile che l'intervento ha reso ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ia incompatibile con le tipologie d'uso ammesse dagli strumenti urbanistici in una determinata zona venendo a compromettere la ripartizione funzionale operata dal p.r.g.
L'art. 36 D.P.R. 380/2001 deve essere indefettibilmente applicato rebus sic stantibus: di conseguenza, è irrilevante che i presupposti per la sanabili emergerebbero solo all'esito del completamento delle opere.
Il principio della "doppia conformità", per la sanatoria ex art. 36 d.P.R. n. 380 del 2001 è finalizzato ad evitare compromissioni del territorio, nell'aspettativa di future normative più favorevoli; disposizioni eccezionali a carattere di condono, d'altra parte, anche ove ipotizzabili non potrebbero, certamente, trovare applicazione in via preventiva.
In materia di sanatoria edilizia il principio della doppia conformità impone che la legittimazione postuma delle opere abusivamente realizzate possa avere solo carattere edilizio ma non anche urbanistico. Il titolo legittimante resta quindi precluso tutte le volte che la conformità urbanistica possa ottenersi solo attraverso l'approvazione o la modifica di strumenti urbanistici anche di carattere attuativo.
Il requisito della doppia conformità ex art... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...R 380/2001 non può essere soddisfatto attribuendo alla costruzione una sorta di conformità ex post, condizionata all'esecuzione delle prescrizioni e quindi non esistente al tempo della presentazione della domanda di sanatoria.
Ai fini dell'accertamento di conformità di cui all'art. 36 del D.p.r. n. 380/2001 la disciplina statale in tema di distanze tra manufatti deve essere osservata indipendentemente dalla natura pertinenziale o meno dell'intervento edilizio.
L'istituto dell'accertamento di conformità, è diretto a sanare le opere solo formalmente abusive, in quanto eseguite senza titolo edilizio ma conformi nella sostanza alla disciplina urbanistica applicabile per l'area sui cui sorgono secondo il criterio della c.d. doppia conformità.
La sanatoria ordinaria disciplinata dall'art. 36 del d.P.R. n. 380 del 2001 consente la regolarizzazione degli interventi realizzati sine titulo ovvero in difformità dal titolo abilitativo in tutti quei casi in cui l'abuso assuma una connotazione meramente formale, venendo in rilievo opere nella sostanza conformi alla disciplina urbanistica applicabile alla fattispecie.
L'accertamento di conformità regolato dall'art. 36 del D.Lgs. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...iretto a sanare le opere solo formalmente abusive, in quanto eseguite senza concessione o autorizzazione, ma conformi nella sostanza alla disciplina urbanistica vigente per l'area su cui sorgono, non è applicabile nei riguardi delle opere che non solo siano state eseguite senza titolo, ma anche su aree assoggettate a regime vincolistico e ciò sulla base dell'art. 27 del D.P.R. n.380/2001, che esclude qualsiasi sanabilità a posteriori dell'opera abusiva.
Anche se nell'istanza di sanatoria non vi è alcun riferimento alla preesistenza dell'opera, ovvero alla sua realizzazione in sostituzione di analogo precedente manufatto, nondimeno è specifico onere del Comune verificare la sanabilità di detto intervento, oggetto specifico del provvedimento di sanatoria, a prescindere dalle suindicate omissioni della richiesta.
In sede di esame di un'istanza di sanatoria, il compito cui è chiamato l'ente comunale è quello di verificare l'assentibilità di un provvedimento abilitativo a sanatoria di un manufatto esistente da tempo, senza soffermarsi su profili afferenti il carattere funzionale o meno del manufatto: elementi questi non correttamente utilizzati dalla amministrazione per una valutazione di tip... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...funzionale, tipicamente espressione delle valutazioni di competenza delle Soprintendenze laddove le stesse devono, ad esempio, stabilire se un'opera possa qualificarsi quale elemento strutturale o al contrario inutile o posticcio, da qualificarsi alla stregua di una superfetazione.
L'istituto dell'accertamento di conformità (art. 36 D.P.R. 380/2001) è finalizzato a sanare le opere solo formalmente abusive, in quanto eseguite senza titolo abilitativo, ma doppiamente conformi alla disciplina urbanistica applicabile per l'area su cui sorgono, in relazione sia al momento della loro realizzazione che al momento della presentazione dell'istanza.
L'istituto della sanatoria va considerato di applicazione generale nel nostro ordinamento, in particolare in materia edilizia, significando un'inversione dell'ordine usuale delle cose, consistendo cioè in un'edificazione effettuata senza aver ottenuto in via preventiva il permesso a costruire. Di conseguenza, essa risulta ammissibile ove l'opera sia consentita dalla strumentazione e che vi sia altresì la cosiddetta doppia conformità, vale a dire che l'opera deve essere conforme allo strumento urbanistico vigente al momento della domanda di sanatoria nonché al momento dell'... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e.
L'accertamento di conformità richiede la c.d."doppia conformità", essendo possibile ottenere il permesso in sanatoria se l'intervento sine titulo realizzato risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento sia della sua realizzazione, sia di presentazione della domanda.
Non è ammissibile il rilascio di una concessione in sanatoria, ai sensi dell'art. 36 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, o di compatibilità paesaggistica, ai sensi dell'art. 167 del D.lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, subordinata alla esecuzione di opere edilizie, anche se gli ulteriori interventi sono finalizzati a ricondurre l'intervento abusivo nell'alveo di conformità degli strumenti urbanistici o compatibili con il paesaggio in quanto ciò contrasta ontologicamente con gli elementi essenziali dell'accertamento di conformità, i quali presuppongono la già avvenuta esecuzione delle opere e la loro integrale conformità alla disciplina urbanistica.
Ai sensi dell'art. 13 l. 28 febbraio 1985 n. 47, la concessione in sanatoria di opere eseguite senza titolo abilitante postula che le opere risultino conformi tanto alla normativa urbanistica vigente al momento della loro realizzaz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...o a quella vigente al momento della domanda di sanatoria.
Non può sussistere la doppia conformità nella ipotesi in cui tutto il procedimento parta da una falsa raffigurazione dello stato dei luoghi (nella specie, riportando dati per altezze e volumetria del tutto diversi dal consentito).
Ai sensi dell'art. 36 T.U. 6 giugno 2001 n. 380, il rilascio di un titolo edilizia in sanatoria richiede la c.d. doppia conformità dell'opera, con riferimento non solo alla disciplina urbanistica vigente alla data in cui viene esso richiesto, ma anche a quella vigente all'atto della realizzazione dell'abuso, non essendo sufficiente la mera legalità "sostanziale" di quanto realizzato, consistente nella conformità alla strumentazione urbanistica esistente al momento di presentazione dell'istanza di sanatoria, al fine di valorizzare il dato della mancanza attuale di ogni lesione dell'interesse urbanistico.
Nel nostro ordinamento, la sanatoria edilizia ordinaria di cui all'accertamento di conformità si distingue da quella straordinaria di cui al condono edilizio in quanto consente di sanare solo le opere abusive sul piano formale (in quanto realizzate senza titolo), purché non siano sostanzialmente illecite... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... della c.d. "doppia conformità", cioè l'intervento edilizio da sanare deve essere conforme tanto alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della realizzazione dell'abuso tanto a quella vigente al momento della domanda di sanatoria.
Con l'istituto dell'accertamento di conformità, nella disciplina sia dell'art. 13 della Legge n. 47/1985 sia dell'art. 36 del D.P.R. n. 380/2001, il Legislatore ha inteso consentire la sanatoria dei soli abusi formali, cioè di quelle opere che, pur difformi dal titolo (od eseguite senza alcun titolo), risultino rispettose della disciplina sostanziale sull'utilizzo del territorio, e non solo di quella vigente al momento dell'istanza di sanatoria, ma anche di quella vigente all'epoca della loro realizzazione.
Alla luce del vigente ordinamento giuridico, non è ammissibile il rilascio di una concessione in sanatoria ai sensi dell'art. 36 D.P.R. 6 giugno 2001 n. 380 o di compatibilità paesaggistica ex art. 167 D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 subordinata alla esecuzione di opere edilizie, anche se gli ulteriori interventi sono finalizzati a ricondurre l'immobile abusivo nell'alveo di conformità degli strumenti urbanistici o compatibili con il paesaggio.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...timo il doveroso diniego della concessione in sanatoria di opere eseguite senza titolo abilitante, qualora le stesse non risultino conformi tanto alla normativa urbanistica vigente al momento della loro realizzazione quanto a quella vigente al momento della domanda di sanatoria.
Risulta del tutto ragionevole il divieto legale di rilasciare una concessione (o il permesso) in sanatoria, anche quando dopo la commissione dell'abuso vi sia una modifica favorevole dello strumento urbanistico: tale ragionevolezza risulta da due fondamentali esigenze, prese in considerazione dalla legge, ossia evitare che il potere di pianificazione possa essere strumentalizzato al fine di rendere lecito ex post (e non punibile) ciò che risulta illecito (e punibile) e disporre una regola senz'altro dissuasiva dell'intenzione di commettere un abuso, perché in tal modo chi costruisce sine titulo sa che deve comunque disporre la demolizione dell'abuso, pur se sopraggiunge una modifica favorevole dello strumento urbanistico.
L'art. 36, comma 4, del T.U. edilizia è chiaro nel richiedere la cd. doppia conformità, ossia la conformità non solo allo strumento urbanistico vigente all'epoca dell'edificazione sine titulo, ma anche a quello vigente al ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i è domandata la sanatoria.
L'istituto dell'accertamento di conformità di cui all'art. 13 L. 28 febbraio 1985 n. 47, è applicabile alle opere eseguite senza concessione o autorizzazione, quindi formalmente abusive, ma conformi nella sostanza alla disciplina urbanistica applicabile per l'area su cui sorgono.
Ai fini dell'accertamento di conformità è irrilevante il fatto che la classe di pericolosità geomorfologica, dalla quale le NTA fanno dipendere gli interventi ammessi, sia stata modificata dopo il completamento dell'intervento, rendendo ammissibile l'intervento realizzato.
L'accertamento di conformità disciplinato dall'art. 36 del D.p.r. n. 380/2001 (precedentemente disciplinato dall'art. 13 della legge n.47 del 1985), è possibile unicamente in presenza di un vizio di carattere formale, che inerisce al titolo edilizio, per cui oggetto della sanatoria sono gli interventi conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia , ma realizzati senza la preventiva acquisizione del titolo o, quando rilasciato, in difformità da esso.
E' legittimo il diniego della concessione in sanatoria di opere eseguite senza titolo abilitante qualora le stesse non risultino conform... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...a normativa urbanistica vigente al momento della loro realizzazione quanto a quella vigente al momento della domanda di sanatoria.
La doppia conformità richiesta per il rilascio di un titolo edilizio in sanatoria risponde alla duplice esigenza di evitare che il potere di pianificazione dell'amministrazione possa essere strumentalizzato al fine di rendere lecito ex post un intervento originariamente illecito e di scoraggiare la realizzazione di interventi abusivi nonostante il sopraggiungere di una modifica favorevole dello strumento urbanistico.
Ai fini del rilascio del titolo edilizio in sanatoria è necessario dimostrare che l'opera abusiva è conforme non solo alla disciplina urbanistica vigente alla data della domanda in sanatoria ma anche a quella vigente all'atto della realizzazione dell'opera.
Le prescrizioni urbanistiche che danno atto delle preclusioni legali alla edificazione nella zona interessata non possono ritenersi superate dalla dedotta situazione di urbanizzazione della zona medesima.
Il regolamento edilizio pubblicato successivamente all'istanza di accertamento di conformità non può essere preso in considerazione ai fini di scrutinare la domanda di sanatoria.
[Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...istanza di sanatoria ex art. 36 DPR n. 380/2001 può essere sanato qualunque abuso edilizio e perciò anche gli interventi completamente abusivi e/o le difformità totali o con variazioni essenziali dal rilasciato permesso di costruire, se sussiste la doppia conformità alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell'intervento, sia al momento della presentazione della domanda.
Il principio della c.d. doppia conformità è finalizzato a garantire l'assoluto rispetto della «disciplina urbanistica ed edilizia» durante tutto l'arco temporale compreso tra la realizzazione dell'opera e la presentazione dell'istanza volta ad ottenere l'accertamento di conformità.
L'accertamento di conformità è stato deliberatamente circoscritto dal legislatore ai soli abusi «formali», ossia dovuti alla carenza del titolo abilitativo, rendendo così palese la ratio ispiratrice della previsione dell'art. 36 del D.P.R. n. 380/2001, anche di natura preventiva e deterrente, finalizzata a frenare l'abusivismo edilizio, in modo da escludere letture «sostanzialiste» della norma che consentano la possibilità di regolarizzare opere in con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...la disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della loro realizzazione, ma con essa conformi solo al momento della presentazione dell' istanza per l'accertamento di conformità.
Se nel sistema dei principi delineati dalla normativa statale, sia gli interventi edilizi soggetti a permesso di costruire sia quelli consentiti a seguito di d.i.a. presuppongono sempre la previa verifica del rispetto delle norme sismiche, non pare possa dubitarsi che la verifica della doppia conformità, alla quale l'art. 36 D.P.R. 380/2001 subordina il rilascio dell'accertamento di conformità in sanatoria, debba riferirsi anche al rispetto delle norme sismiche, da comprendersi nelle norme per l'edilizia, sia al momento della realizzazione dell'intervento che al momento di presentazione della domanda di sanatoria.
L'accertamento del rispetto delle specifiche norme tecniche antisismiche è sempre un presupposto necessario per conseguire il titolo che consente di edificare, al quale si riferisce il criterio della doppia conformità.
È illegittimo il diniego di sanatoria di un'opera che sia motivato sulla base della difformità dell'intervento dalla normativa urbanistica approvata al momento della sua realiz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nza tenere comunque conto che l'opera era comunque consentita dalle norme urbanistiche solo adottate al momento dell'esecuzione dei lavori ed è conforme alla disciplina in vigore al momento della presentazione dell'istanza.
La speciale causa estintiva degli abusi edilizi formali prevista dall'art. 36 D.P.R. 380/2001 richiede, tra l'altro, che le opere realizzate siano conformi alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della loro realizzazione, sia al momento della presentazione della domanda.
Ai fini della concedibilità del permesso di costruire in sanatoria di cui all'art. 36 D.P.R. 380/2001 è necessario che le opere realizzate siano assentibili alla stregua non solo della disciplina urbanistica vigente al momento della domanda di sanatoria, ma anche di quella in vigore all'epoca di esecuzione degli abusi.
La sanatoria disciplinata dall'art. 36 D.P.R. 380/2001 va circoscritta ai soli abusi formali, ossia dovuti alla carenza del titolo abilitativo a fronte di interventi pur sempre astrattamente consentiti dalle disposizioni urbanistiche all'epoca della loro realizzazione.
L'art. 36 D.P.R. 380 del 2001 di per sé non impone all'Amministrazione Comunale l'esecuzione di un ac... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...di conformità ex post esteso ad ogni aspetto dell'intervento precedentemente assentito, ma riferito alla sola verifica della sanabilità delle opere accertate come concretamente difformi dal progetto precedentemente assentito e in ordine alle quali è stata presentata la domanda di sanatoria.
L'art. 36 D.P.R. 380/2001 non si applica ad ipotesi di difformità sostanziale, essendo piuttosto volto alla sanatoria di opere conformi alla disciplina urbanistica, ma mancanti del previo rilascio del titolo edificatorio.
È sanabile ex art. 36 D.P.R. 380/2001 l'immobile che fosse stato realizzato in violazione della normativa sulle distanze dagli altri edifici ma che poi ha successivamente perso, alla data di presentazione dell'istanza di sanatoria, siffatta illegittima connotazione, per effetto della demolizione del fabbricato adiacente e della sua ricostruzione a distanza regolamentare.
In assenza delle autorizzazioni prescritte dalla normativa antisismica, l'accertamento di conformità non può essere rilasciato.
Il titolo edilizio in sanatoria ex art. 36 D.P.R. 380/2001 non può essere rilasciato con prescrizioni, altrimenti verrebbe violato il requisito della "doppia conf... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e;".
In presenza del divieto di rilasciare l'autorizzazione paesaggistica in sanatoria, è preclusa anche la possibilità di ottenere il permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell'art. 36 D.P.R. 380/2001.
L'art. 36 D.P.R. 380/2001 assume a presupposto della sanatoria edilizia la conformità dell'intervento agli atti di governo del territorio, i quali comprendono anche i piani attuativi.
Poiché il piano di recupero costituisce un atto di governo del territorio, rispetto al quale la conformità dell'abuso edilizio deve sussistere anche al momento della presentazione della domanda di sanatoria, la circostanza che l'innalzamento non sia contemplato nel piano stesso, che prevede un'altezza diversa dell'edificio, preclude la possibilità di regolarizzare l'intervento edilizio.
Il permesso a sanatoria postula imprescindibilmente una sostanziale conformità dell'opera abusiva alla vigente disciplina urbanistica, sia al momento della perpetrazione di detto abuso che al tempo della presentazione della pertinente istanza di sanatoria, nella prospettiva di una più solida salvaguardia degli interessi pubblici connessi alla tutela delle esigenze urbanistiche.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ia giurisprudenziale non ha ragione d'esistere nel nostro ordinamento.
È irragionevole negare una sanatoria di interventi che sarebbero legittimamente concedibili al momento della nuova istanza, poiché il principio normativo della "doppia conformità" è riferibile all'ipotesi ragionevolmente avuta di mira dal legislatore, ossia quella di garantire il richiedente dalla possibile variazione in senso peggiorativo della disciplina edilizia, a seguito di adozione di strumenti che riducano o escludano, appunto, lo jus aedificandi quale sussistente al momento dell'istanza.
La tipicità del provvedimento di accertamento di conformità va rigorosamente intesa come riferimento al diritto "vigente", e commisurata alla finalità di "favor" obiettivamente tutelata dalla previsione, in modo da risultare conforme al principio di proporzionalità e ragionevolezza, nel contemperamento dell'interesse pubblico e privato; la norma, per converso, non può ritenersi diretta a disciplinare l'ipotesi inversa dello jus superveniens edilizio favorevole, rispetto al momento ultimativo della proposizione dell'istanza poiché imporre per un unico intervento costruttivo, comunque attualm... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...conforme", una duplice attività edilizia, demolitoria e poi identicamente riedificatoria, lede parte sostanziale dello stesso interesse pubblico tutelato, poiché per un solo intervento, che sarebbe comunque legittimamente realizzabile, si dovrebbe avere un doppio carico di iniziative industriali-edilizie, con la conseguenza, contrastante con il principio di proporzionalità, di un significativo aumento dell'impatto territoriale ed ambientale.
Qualora siano state realizzate opere che comportino aumento di volumetria e modifiche della sagoma, in assenza di nulla osta paesistico conseguito prima dell'attività edificatoria, non può essere inoltrata un'istanza di accertamento di conformità, non potendo essere rilasciata in via postuma l'autorizzazione paesaggistica di cui all'art. 146 d. lgs. 42/2004.
La sanzione per l'abuso edilizio è sempre, in via principale, la riduzione in pristino, che può essere evitata, ove previsto, mediante il rilascio di concessione in sanatoria, la quale postula apposita domanda da parte dell'interessato, con la dimostrazione dell'esistenza delle condizioni di legge, e non può essere rilasciata d'ufficio.
Un intervento di ristrutturazione ediliz... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e; essere autorizzato (in via preventiva o ex post attraverso l'accertamento di conformità ex art. 36 del D.P.R. 380/01) soltanto laddove insista su un edificio realizzato con validi titoli edilizi.
E' illegittimo per difetto di motivazione il diniego di accertamento di conformità che non indichi le specifiche ragioni di contrasto dell'intervento con la normativa urbanistica comunale.
Il permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 DPR n. 380/2001 non può essere rilasciato in assenza dell'emanazione del provvedimento di autorizzazione paesaggistica in sanatoria.
L'acclarata sussistenza di una fattispecie di lottizzazione abusiva esclude la sanabilità ex post delle opere realizzate in assenza di titolo, in quanto prive del requisito della cd. doppia conformità.
La conformità urbanistica attuale di cui all'art. 36 D.P.R. 380/2001 deve essere intesa in senso ampio non solo come facoltà di costruzione ex novo del manufatto abusivo ma anche come ammissibilità attuale della destinazione d'uso praticata: pertanto è sanabile un manufatto agricolo realizzato sine titulo in un'area al tempo classificata come agricola e oggi come residenziale.
Non &egra... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...zionalmente illegittima la norma regionale che recepisca il principio della sanatoria giurisprudenziale, qualora il recepimento sia giustificato dalla sopravvenienza di nuovi parametri normativi di valutazione della compatibilità urbanistico-edilizia.
L'istituto dell'accertamento di conformità è stato introdotto, nell'ambito di una revisione complessiva del regime sanzionatorio degli illeciti edilizi, orientata nel senso di una maggiore severità, con l'intento di consentire la sanatoria dei soli abusi meramente formali, cioè di quelle costruzioni per le quali, sussistendo ogni altro requisito di legge e regolamento, manchi solo il necessario titolo abilitativo.
Il rilascio della sanatoria, all'esito ad accertamento di conformità, presuppone in capo al responsabile dell'abuso, una situazione giuridica del tutto equiparabile a quella di chi richieda un ordinario permesso di costruire, ivi compresa la sussistenza sin dall'origine della conformità urbanistico-edilizia dell'opera.
Se si ammettesse la cosiddetta "sanatoria giurisprudenziale", ne conseguirebbe l'introduzione nell'ordinamento di una sorta di condono atipico, affrancato dai richiamati limiti temporali, condono mediante il quale ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...bile di un abuso sostanziale potrebbe trovarsi a beneficiare degli effetti indirettamente sananti di un più favorevole ius superveniens, anziché di un'apposita disciplina legislativa condonistica.
L'art. 36 D.P.R. 380/2001, in quanto norma circoscritta alle ipotesi di abusi meramente formali e derogatoria al principio per il quale i lavori realizzati sine titulo sono sottoposti alle prescritte misure ripristinatorie e sanzionatorie, non è suscettibile né di applicazione analogica né di un'interpretazione riduttiva, secondo la quale, in evidente contrasto col suo tenore letterale, per assentire la sanatoria sarebbe sufficiente la conformità delle opere con lo strumento urbanistico vigente all'epoca in cui sia proposta l'istanza di accertamento. A contrario, stante l'evidenziata portata speciale e derogatoria della norma in esame, la sanabilità da essa prevista postula sempre la conformità urbanistico-edilizia dell'intervento sine titulo alla disciplina urbanistica vigente sia al momento della sua realizzazione sia alla data della presentazione della domanda.
In zona vincolata è richiesto il parere della competente soprintendenza per la sanatoria ex art. 36 D.P.R. 380/2001.
... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...nto di conformità non è applicabile nei riguardi delle opere che siano state eseguite non solo senza titolo, ma anche in difformità dalle norme urbanistiche: in tal caso, infatti, scatta il diverso regime sanzionatorio di cui all'art. 27, co. 2, D.P.R. 380/2001 che, concerne non soltanto le ipotesi di opere eseguite senza titolo su aree assoggettate a vincolo di inedificabilità, ma anche tutte le altre ipotesi di violazione della normativa urbanistica sostanziale.
In ossequio al principio di legalità, la verifica di conformità dei lavori eseguiti sine titulo deve essere condotta con riguardo ad un doppio parametro normativo: quello vigente alla data di realizzazione, e quello vigente alla data di esame della domanda di sanatoria.
L'annullamento della variante urbanistica e della conseguente concessione edilizia,in base alla quale erano state poi realizzate le opere, impedisce di legittimare le opere stesse ai sensi dell'art. 36 D.P.R. 380/2001, mancando il requisito della coppia conformità.
L'accertamento di conformità è possibile solo quando l'opera realizzata in assenza del preventivo titolo abilitativo risulti conforme agli strumenti urbanistici generali e di attuazione... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...e non in contrasto con quelli adottati sia al momento della realizzazione dell'opera sia al momento della presentazione della domanda.
La dichiarazione della sussistenza del presupposto previsto dalla legge per il rilascio del permesso di costruire in sanatoria non equivale all'accoglimento dell'istanza di accertamento di conformità, pertanto la costruzione non può dirsi sanata.
La conformità richiesta dall'art. 36 del D.P.R. n. 380 del 2001 è correlata alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento di realizzazione dell'opera sia al momento di presentazione della domanda.
Ai fini dell'applicabilità dell'istituto dell'accertamento di conformità non è necessario che l'opera sia ultimata, ma è sufficiente che essa sia concretamente individuabile ed identificabile tanto nei suoi aspetti strutturali che funzionali al momento della presentazione dell'istanza.
La procedura di accertamento di conformità (art. 36 D.P.R. 380/2001) è inapplicabile al caso di opere realizzate in zona sottoposta a vincolo paesistico.
L'istituto dell'accertamento di conformità (art. 36 D.P.R. 380/2001) è stato introdotto, nell'ambito di... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...one complessiva del regime sanzionatorio in materia di abusi edilizi nel senso di una maggiore severità, con l'intento di consentire la sanatoria degli abusi meramente formali, vale a dire di quelle costruzioni per le quali, sussistendo ogni altro requisito di legge e regolamento, manchi soltanto il titolo rappresentativo dell'assenso dell'Amministrazione.
Il rilascio della concessione edilizia in esito ad accertamento di conformità attribuisce al responsabile dell'abuso una situazione giuridica del tutto equiparabile a quella del titolare di un'ordinaria concessione edilizia, onde non può avere a presupposto se non il fatto che la fattispecie alla quale si riferisce sia risultata conforme, sotto ogni altro aspetto, soggettivo ed oggettivo, alla normativa urbanistica complessivamente vigente.
Poiché l'art. 36 del DPR 380/01 stabilisce che il responsabile dell'abuso, o l'attuale proprietario dell'immobile, possono ottenere il permesso in sanatoria se l'intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda, occorre accertare la disciplina delle distanze sia al momento della realizzazione delle opere, sia a... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...n cui è richiesta la sanatoria.
Il principio di affidamento opera soltanto come limite all'esercizio di poteri che comportano da parte della P.A. l'adozione di provvedimenti restrittivi della sfera giuridica dei privati, e consiste nel dovere per la P.A. di tenere conto dell'interesse alla conservazione di un bene o di un'utilità conseguito in buona fede dal privato grazie ad un previo chiaro atto della pubblica amministrazione all'uopo diretto. Ne deriva che esso non opera per i provvedimenti come la sanatoria, che si sostanziano in un vantaggio per la sfera giuridica del privato richiedente.
Grava sul soggetto che richiede l'accertamento di conformità l'onere di fornire almeno un principio di prova sulle condizioni e sulla consistenza dell'abuso, sulla rappresentazione dell'esistente e del preesistente, mentre la P.A. ha solo il compito di controllare i dati forniti.
L'istituto dell'accertamento di conformità (art. 36 D.P.R. 380/2001) è stato introdotto con l'intento di consentire la sanatoria degli abusi meramente formali, vale a dire di quelle costruzioni per le quali, sussistendo ogni altro requisito di legge e regolamento, manchi soltanto il titolo rappresentativo dell'assenso dell'Amministrazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Per il rilascio del titolo abilitativo in esito ad accertamento di conformità è necessario che sussistano tutti i requisiti, anche soggettivi, che avrebbero consentito al responsabile dell'abuso di ottenere la concessione, ove l'avesse tempestivamente richiesta.
Va censurata la prassi delle amministrazioni comunali di rilasciare concessioni in sanatoria accompagnate da prescrizioni atte a rendere gli immobili abusivi conformi ex post agli strumenti urbanistici, in quanto essa vanifica il requisito della "doppia conformità", che la normativa impone di accertare, senza alcuno spazio per l'esercizio di potere discrezionale.
E' illegittimo l'accertamento di conformità con il quale la PA, rilevata l'insanabilità delle opere, ne ordina la demolizione entro termini più ampi di quelli di legge.
Non è concepibile un provvedimento di accoglimento di un'istanza di accertamento di conformità che sia accompagnato dall'imposizione di prescrizioni per ricondurre a legittimità il fabbricato: se così fosse infatti si avrebbe uno snaturamento dell'istituto previsto dall'art. 36 D.P.R. 380/2001, e una sua assimilazione al condono.
Ove sia accertato ch... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tto oggetto dell'istanza di accertamento di conformità verrebbe reso conforme alle prescrizioni urbanistiche vigenti soltanto attraverso l'esecuzione di ulteriori opere, manca il requisito della doppia conformità e l'istanza deve essere rigettata.
La violazione delle norme in materia di distanze legali si configura come un vizio di legittimità del provvedimento di accoglimento dell'istanza di accertamento di conformità (art. 36 D.P.R. 380/2001).
L'accoglimento dell'istanza di accertamento di conformità (art. 36 D.P.R. 380/2001) presuppone che le opere per cui essa è presentata siano state del tutto completate: pertanto, non è concepibile il rilascio di una concessione in sanatoria relativo soltanto ad una parte degli interventi abusivi realizzati ovvero parziale, o ancora subordinata all'esecuzione di opere.
L'opera non risulta assentibile in sanatoria ex art. 36 D.P.R. 380/2001 qualora manchi il requisito della c.d."doppia conformità", e cioè quando essa non sia conforme agli strumenti urbanistici vigenti al momento del rilascio del titolo abilitativo e al momento della sua realizzazione.

References: art. 36
 art. 167
 art. 36
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 art. 36
 art. 36
 art. 36
 art. 36