Source: http://milella.blogautore.repubblica.it/2014/02/02/il-diritto-di-parola-dei-giudici/
Timestamp: 2017-11-22 12:52:15+00:00

Document:
Il diritto di parola dei giudici - Toghe - Blog - Repubblica.it
La cronaca ci ripropone una questione irrisolta, quando, come, fino a che punto, un pm o un giudice possono parlare dei loro processi e possono, in generale, far conoscere il loro pensiero in proposito. Questione assai dibattuta tra opposti estremismi, da una parte l'idea di una toga “tombata” nel suo silenzio, dall'altra quella di un magistrato che parla tutte le volte che vuole e che lo ritiene necessario. Ugualmente, ai poli estremi, sta chi ritiene che il magistrato, in qualsiasi funzione, debba auto-regolarsi, e chi invece si batte per fare leggi che “palettino” in modo rigido la vita della toga, perfino quella sua personale, che a quel punto dovrebbe, o meglio finirebbe, scandita da una sorta di cieca obbedienza da mestiere (vedi la proposta di legge Nitto Palma, nell'elenco dei ddl che attendono il lasciapassare dell'aula del Senato).
La cronaca, si diceva: il processo Meredith ci ripropone un iter tormentato e alla fine, per ben due volte nelle due Corti di appello, la figura di un magistrato che parla della sentenza appena emessa. L'ultima si può legge su alcuni giornali di sabato (vedi il riferimento web qui sotto). Alessandro Nencini, il presidente della Corte di assise di appello di Firenze, ragiona con i giornalisti sulla condanna di Amanda e Raffaele. Le critiche delle difese sono fortissime, basti vedere quelle di Giulia Bongiorno. Ma non solo. Nencini ha contro l'Anm (intervista “inopportuna” dice il presidente Sabelli). Al Csm, dal vice presidente Michele Vietti in giù, tutti, anche i magistrati, sono nettamente critici e si schierano per la tesi che il magistrato, comunque, deve tacere. Un giudice poi è tenuto al riserbo della camera di consiglio e alla prossima scrittura delle motivazioni della sentenza. Né i pm, né i giudici, e soprattutto questi ultimi, devono parlare coi giornalisti, tantomeno dei loro processi.
Ma siamo davvero convinti che sia così? O anche questo è il frutto del famoso “ventennio”? Riflettiamo su due questioni. La prima è la pressione mediatica. La gente vuole sapere subito perché i due ragazzi sono stati condannati. La seconda è che i tempi di scrittura delle motivazioni delle sentenze sono troppo lunghi. Forse una sentenza “breve” e quindi più rapida non guasterebbe. La terza questione è l'equilibrio tra lavoro e parola. Personalmente non mi sento garantita da un magistrato muto e intimorito, ne preferisco uno che spiega come la pensa e soprattutto cosa e perché lo ha fatto.
Nota. qui è possibile leggere l'intervista del giudice Nencini nella versione riportata dal Corriere della Sera. Analoghe interviste anche su Stampa e Messaggero.
http://www.corriere.it/cronache/14_febbraio_01/giudice-ho-figli-anch-io-stata-condanna-sofferta-48072a24-8b06-11e3-bf44-9aaf223b3498.shtml
predicaipesci 2 febbraio 2014 alle 20:21
non è stata una intervista inopportuna anzi essa è stata molto chiarificatrice, quasi illuminante, se non si parlasse di un sistema giudiziario burocratico, nel senso in cui ne parlava Marx, la burocrazia come sistema di potere, inafferrabile, quasi inintelligibile;
una sentenza di Cassazione che indica la via, come il Santo Uffizio, peggiore perfino. Peggiore dei tribunali speciali fascisti nazisti e staliniani.
una sentenza già decisa, già tracciata;
è un'intervista 'inoppurtuna' perché fa capire, tutto qui; un giudice che afferma che le motivazioni potranno far discutere; il movente non necessario; ne vogliamo sentire ancora delle altre?
"accordo genetico di un'opzione di morte", ce lo spieghi Lei, gent. Millella, cosa significa. Ma così si scrivono le sentenze.
Cosimo Cantatore - ex avvocato del Foro di Trani 2 febbraio 2014 alle 20:33
Bene, nel riproporre in parte quanto avevo scritto in precedenza, rammento che ci siamo occupati qualche mese addietro dell'intervista del presidente del collegio della cassazione che aveva deciso sulla condanna di Berlusconi.-
Ma penso, e noto per prima cosa (ma forse sbaglio) che non commenta più in questo blog, il dr. Francesco Messina, Magistrato del Tribunale di Trani : debbo pensare che non ha potuto (ripeto: potuto) dare le risposte ai miei quesiti.-
I giudici possono parlare della camera di consiglio?
Lo fanno quasi sempre, ma non sui giornali; con gli amici, con chi ha "sponsorizzato" la causa, e con tutti quelli che li chiamano per conoscere in anticipo l'esito delle cause civili (per quelle penali, almeno il dispositivo lo si conosce subito).-
Quindi la magistratura ha molte colpe e molti punti "neri" da risolvere e l'intervista pubblica è la punta di un iceberg, che, come ben noto, dimostra una base nascosta ben più larga.-
E dunque, esprimo la mia opinione sulla Giustizia nel nostro Paese, afflitta da ritardi, ma anche ed ancor peggio da decisioni “ingiuste” ed a volte molto parziali (nel senso: di parte, se non proprio compravendute).-
Per la giustizia penale, (e le carceri) ci sarebbe una soluzione rapida: aboliamo la stupidità della legge Fini-Giovanardi e quella del reato di immigrazione clandestina; e poi una legge che dia amnistia per questi ed altri reati bagatellari e contemporaneamente abolisca la prescrizione, dalla stessa data.- TUTTI AVVISATI, dunque a rispettare le regole.-
Ed il problema del rispetto delle regole che si pone soprattutto per la giustizia civile.-
Occorre premettere che l’enorme mole di processi dipende anche dalla leggerezza e dalla incapacità (voluta) del legislatore: leggi superficiali e quanto mai imprecise, che hanno di fatto affidato alla magistratura il compito di dare soluzione ai conflitti sociali, creando quello che qualcuno ha definito il VUOTOPOLITICO, con un “do ut des”, nel senso dello svuotamento del referendum che aveva sancito la responsabilità dei giudici (segno che gli italiani sanno bene che significa MALAGIUSTIZIA).-
Decine di sentenze e fiumi d’inchiostro per interpretare norme che dovevano sin dall’origine ESSERE POSTE CON ESTREMA PRECISIONE E LASCIARE POCO SPAZIO INTERPRETATIVO: qualcuno ne ha oggi un esempio da quello che sta accadendo in tema di elezioni comunali fra TAR e Consiglio di Stato, ove molti comuni rischiano di vedersi annullate le ultime votazioni perchè non si è ancora capito se i consiglieri provinciali possono o meno e quando autenticare le firme delle candidature.-
Ma ci si mette anche la Cassazione, che da ultimo ha stabilito che l’attore non è tenuto a costituirsi nei termini previsti dal codice processuale, e se lo fa ciò costituisce una mera irregolarità; con ciò non solo dimentica che si lede il termine a difesa del convenuto che ha diritto ad un termine integro e non dimezzato, ma di fatto affida al giudice del merito il compito di stabilire quanto “irregolare” sia la costituzione attorea: e qui altri fiumi d’inchiostro, centinaia di sentenze, avvocati che ci marciano, tempi dei processi che si allungano all’infinito.-
Non aggiungo altro, anche se tanto altro ci sarebbe da dire, ma è evidente che occorre anche porre mano alla riforma del CSM, soprattutto con riguardo alla sua funzione disciplinare.-
Mario G. 2 febbraio 2014 alle 20:39
Non saprei: io non posso andare a raccontare in giro certi aspetti del mio lavoro, l'azienda che mi paga non gradirebbe
aquila5 2 febbraio 2014 alle 21:09
Come si può parlare di giustizia,quando il CSM è controllato dai Politici?Realtà confermataci pubblicamente subito dopo le elezioni taroccate Piemontesi,dove a missione compiuta nel aver isolato i veri idealisti,i No TAV e chi voleva una vera alternativa di governo,i politici si sono spartiti il CSM: 3 membri al PD,2 al PD,2 ai Centristi più il premio della Vicepresidenza,1 alla Lega.Poi non si deve dimenticare che già sul finire della prima Repubblica,i politici per isolare i politici che non si sottomettevano al sistema,ecco pronto un magistrato che lo metteva sotto accusa,spianando la strada alla elezione di chi avevano deciso di far eleggere.Proprio per questa cinica realtà,non dovete fare i cretini come me,che credendo in un Dio immaginario ho perso tutto e fatto del male ai miei cari,perché il mio cretinismo mi ha portato ha non dare retta a chi sul finire degli anni 80,mi aveva messo al corrente di come sarebbe andata a finire,infatti sono stati criminalizzati i magistrati di mani pulite e Santificati chi aveva distrutto la Nazione.Perciò
non si deve criticare la Casta politica italiana,perché il vero Dio li protegge e li illumina,ed è per questo che sono i fidati Discepoli dei padroni del mondo.Gli Abasciatori del vero Dio:McCain e gli altri leader occidentali sono andati a Kiev a congratularsi con i sostenitori della protesta contro le autorità che non vogliono sottomettere la Nazione al volere dei padroni del mondo.Dopo il trionfale successo dei discepoli politici del vero Dio e la presa di posizione della suddita UE (doppione dei governi nazionali),il Dio gestito dai padroni del mondo,dovrebbe far aprire gli occhi al Presidente Ucraino Viktor Ianoukovytch,affinché si ravveda,entri subito nel Paradiso UE e lasci stare la Russia che ha perso la sua posizione dominante di Super Nazione, soppiantata dalla Cina.Mi rendo conto di essere stato un gran cretino a non credere chi mi aveva detto che L’italia sarebbe diventata la Nazione più importante e trainante economica della Globalizzazione e la Russia avrebbe perso il suo dominio di Superpotenza.Quindi se l'Ucraina non vuol fare la fine della Serbia,deve subito entrare nella UE,così potrà far uscire la Nazione dalla crisi e il popolo godere la manna del Regno del vero Dio Denaro UE:"Super EURO",e ricevere lezioni di Marketing industriale politico dai Grandi Maestri che hanno salvato l'economia Americana dalla grave crisi e non fare come Eltsin che non ha voluto accettare mamma Fiat e Alitalia nel 1993/94.
aquila5 2 febbraio 2014 alle 21:23
Chiedo scusa,ho sbagliato,ho scritto 3 membri al Pd,invece sono 3 membri al PDL,però penso che non faccia nessuna differenza perché il PD è uguale al PDL,le manca solo la lettera L.
Renato Scipioni 2 febbraio 2014 alle 23:19
Forse era meglio che il Magistrato parlasse alla Stampa dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza per chiarirne eventualmente i contenuti cioe' tra circa tre mesi , comunque c'e' da sperare che la sentenza di colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio non sia stata condizionata dalla pressione mediatica
Ugo 3 febbraio 2014 alle 00:26
@Milella. Quando lei si lancia in voli pindarici a sostegno delle cause perse è veramente formidabile, mi ricorda tanto Icaro.
gianfranco fiore 3 febbraio 2014 alle 09:32
Siamo effettivamente a livello dei giornali del ventennio,ma il magistrato è tenuto alla riservatezza con i giornalisti.Domandiamoci però se al Tribunale di Perugia sono adatti a giudicare casi simili,alla fine l'hanno fatto diventare uno show.In questi casi il patteggiamento mostra i suoi limiti,Rudi Guede patteggia ma non racconta la verità.
evgalois 3 febbraio 2014 alle 10:26
Se PM e giudici possono parlare a loro completa discrezione, senza doverne rendere conto a nessuno, la questione non esiste.
Xavier 3 febbraio 2014 alle 11:41
Il "ventennio", per una volta almeno, lo lascerei stare, sennò davvero diventa un'ossessione, però il Suo tema, Dott.ssa Milella, è molto interessante.
In linea di massima, io la penso come Lei, perché in un'epoca, come la nostra, di istantanea e globale diffusione di qualsiasi notizia, anche e soprattutto di natura giudiziaria, è meglio che l'opinione pubblica riceva spiegazioni direttamente dagli addetti ai lavori piuttosto che, poniamo, dai tuttologi frequentatori degli studi televisivi o, peggio, negli assatanati passa-parola dei blogger in rete.
E' un po', si parva licet componere magnis, come nel calcio, dove talvolta, a fine partita, una serena spiegazione degli arbitri sugli episodi dubbi potrebbe ridurre certe successive infinite e spesso strumentali polemiche, che invece si nutrono anche del silenzio sdegnoso e altero dei direttori di gara, che così finiscono per passare ancora di più per incapaci o, peggio, in malafede.
Solo che, tornando ai Giudici con la G maiuscola, il loro intervento dovrebbe essere, secondo me, un po' più limitato e soft di quello del Presidente Nencini, che è entrato troppo in anticipo sul contenuto della sentenza prima del suo deposito, mentre ben avrebbe potuto limitarsi solo ad un comunque chiarificatore e rassicurante discorso generale sul libero convincimento del giudice, sulle difficoltà dei processi indiziari, sul garantismo, comunque, del sistema giudiziario italiano, che mantiene i due condannati in libertà sino ad eventuale sentenza definitiva, etc.
Il caso Esposito mi pare non c'entri nulla: Nencini non ha mai incautamente esternato, per quel che sappiamo, antipatia o disisistima personale per la Knox o Sollecito, sicché a lui il ddl Palma, che a mio avviso ha i suoi motivi di pertinenza, non mi parrebbe applicabile.
ezio parenzan 3 febbraio 2014 alle 14:47
Signora Milella; buonagiornata. Sono costretto a ''debordare'' e non ,certamente,per minimizzare il ruolo importante e reale che dobbiamo a lei,al suo lavoro,al suo impegno civile ed al suo sano blog-toghe. Leggo nel nuovo post di oggi il Diritto...........! Replico,non certamente a lei ,ma sicuramente a tantissimi commentatori che,forse, guardano molto ma,purtroppo,vedono molto poco : se l'andazzo che è di casa nelle nostre Assemblee Legislative continua,nei termini drammatici dello scontro di civiltà democratica e l'inciviltà totalitaria non avremo più la possibilità di dialogare ''taci il nemico ti ascolta''. Questi concetti,reali più del Re-nudo,in primis,per chi scrive e nel contempo per tantissimi commentatori conniventi con lo ''sfascio in atto da venti anni a questa parte''. Altro argomento,da me già riportato:la ex presidenza dell'INPS. ha collezionato 25 cariche vaie fra pubblico e privato e a questa ''ignominia''si aggiunge la ''consorte con altre venti cariche...... e,in questo blog-toghe cèè chi abbagliato dalla rivalsa-infinita continua a dare ''martellate sonore allla Magistratura e,quindi,al nostro Stato di Diritto,che a quanto appare non è più consono a risolvere i problemi che attanagliano il Paese e,dei quali,tantissimi sono''pienamenre corresponsabili''. Questi da me riportati sono fatti.veri e si trovanoonline in diverse testate nazionali,; non ho visto alcun commento che accenni a tali ''delitti-morali'' e a danno di tutti gli Italiani.Se alcuni e/o tanti giudici sbagliano ciò non giustifica,affatto,il colpirne la funzione indistintamente e,poi la Magistratura-Tutta non è ''il Sistema Giustizia' molto più vasto,articolato e complesso.I commenti e sempre a danno dei magistrati rappresentano ''capziosità.infinita' per tutto il Sistema-Paese. Termino:la UE. ha dichiarato che nel nostro Paese fra corruzione ecc.ci siamo ''fagocitati 4 punti di PIL e,continuiamo a sentire le solite stantie non verità a danno dei Magistrati; è una falsità e per tale motivo,certi commenti,non possono essere e non potranno,mai,essere condivisi da chi,ancora,non si è ''ubriacato di menzogne. Pef adesso ho finito,le chiedo scusa sé il mio argomentare può suscitare risentimenti; non riesco a vedere l'uscita da ''un tunnel lunghissino e non illuminato dai concetti di Democrazia-Parlamentare e ,inopinatamente,cercano di annientarla e i soliti commenti truiti e ritrit si configurano ''entità-collusive''. Le invio sinceri saluti; con stima r grazie,sempre,per il suo impegno( anche se al sig.Ugo non piace e non risponde)a favore dei più deboli fuori dal FEUDO..Cordialmente,ezio parenzan
Liana Milella 3 febbraio 2014 alle 14:49
Ecco la dichiarazione rilasciata stamattina dal giudice Alessandro Nencini
(ANSA) - ROMA, 3 FEB - Questo il testo integrale della dichiarazione all'ANSA da parte del presidente della Corte d'assise d'Appello di Firenze Alessandro Nencini: "In relazione agli articoli di stampa che hanno riportato mie affermazioni sul processo per la morte di Meredith Kercher intendo precisare che non vi e' stata alcuna intervista organizzata o preordinata. Ho incontrato casualmente alcuni giornalisti nei corridoi del palazzo di giustizia che mi hanno riferito di voci ed illazioni che circolavano sulla durata della camera di consiglio. Ho quindi avuto con loro un breve colloquio destinato, nelle mie intenzioni, a chiarire possibili equivoci. Di questo mi assumo la responsabilita', riaffermando che non ho inteso anticipare in alcun modo le motivazioni della sentenza. In particolare non ho espresso alcun giudizio sulla strategia processuale delle difese degli imputati. Anzi l'unico riferimento, peraltro riportato nell'articolo apparso sul Messaggero, e' quello in cui ho affermato che gli imputati sono stati difesi nel processo 'ad altissimo livello'. Se le mie parole hanno generato fraintendimenti su questo punto e sulla assoluta legittimita' della scelta di un imputato di rendere spontanee dichiarazioni me ne rammarico. Queste precisazioni erano doverose per il rispetto che devo alle persone che con me hanno partecipato al processo e all'Ordine cui mi onoro di appartenere; oltre che per coerenza con la mia storia professionale, fatta di oltre trenta anni di lavoro svolto senza riflettori e senza interviste". (ANSA).
GRS 03-FEB-14 12:45 NNNN
Robespierre74 3 febbraio 2014 alle 14:50
Mentre noi facciamo le pulci ad un magistrato, in Europa e nel mondo l'opinione su questo paese è:
Ue: corruzione Italia vale 60 mld
"È metà del totale europeo".
Quando apriremo gli occhi sul baratro in cui stiamo precipitando non solo negli ultimi vent'anni, ma da ben prima?.
Liana Milella 3 febbraio 2014 alle 14:51
Sempre stamattina i laici di centrodestra del Csm, tranne Annibale Marini, presidente della prima commissione che tratterà il caso, qualora dovesse aprirsi, hanno chiesto l'apertura di una pratica su Nencini.
marianne 3 febbraio 2014 alle 16:03
L'Italia é una Repubblica mediatica fondata sul clientelismo di partito e sul voto di scambio..Da difendere a tutti i costi..Il che é anche da interpretare come un lavoro..
Gli scudi umani del fancazzismo kafkiano sono riusciti ad ottenere il PC con internet in ufficio ed adesso dilagano a spese dello Stato..
F. Cortese 3 febbraio 2014 alle 17:00
La dichiarazione all'ANSA del giudice Nencini mi sembra sensata. Francamente conferma l'impressione che si poteva ricavare anche dalla lettura della cosiddetta "intervista" sul Corriere.
La tradizione del silenzio dei magistrati, inquirenti e giudicanti, e' nel complesso sacrosanta. Tuttavia mi sembra che un obbligo di assoluto mutismo, di fronte alla soffocante pressione dei vari media e di giornalisti di ogni tipo spesso armati di famelici microfoni, sia irragionevole e anche abbastanza inutile. Cautela e autocontrollo sono assolutamente necessari, il mutismo mi pare eccessivo.
Come al solito dipende da quello che il magistrato dice. In questo caso non mi pare proprio che il giudice Nencini abbia lasciato trapelare alcunché della discussione avvenuta nella camera di consiglio. Ne' mi pare che ci fosse da parte sua alcun giudizio sugli imputati o sulla loro strategia difensiva (solo un'oggettiva constatazione en passant di una scelta legittima di non deporre in aula con i suoi pro e contro). Insomma, si trattava di parole tutto sommato caute, innocue e di generale buonsenso. Certo si può sostenere che, a scanso di equivoci, forse avrebbe fatto meglio a risparmiarsele, ma non mi pare proprio che costituiscano un attentato al ruolo e alla funzione del giudice o che lascino di per se' ombre sulla sentenza.
Che l'ottimo avvocato Bongiorno abbia preso cappello non stupisce troppo, fa parte anche del gioco delle parti. Dubito che di fronte a una sentenza di segno opposto avrebbe strepitato allo stesso modo.
Capisco il desiderio intransigente di rispettare regole e tradizioni (certamente importanti, anche se un po' invecchiate), ma qui si cade nel solito paradosso italiano: nessuno in Italia rispetta le leggi, le regole della sobrietà, del decoro e dell'etica, e poi invece ci si scatena rabbiosamente contro un comportamento magari un po' irrituale (anche se piuttosto comune nei corridoi giudiziari) ma nella sostanza assolutamente innocuo e dai contenuti, mi pare, di puro buonsenso.
Giangermano 3 febbraio 2014 alle 18:33
Il tentare di ridurre tutta la giustizia entro formule, rituali, divieti e via dicendo è un vezzo di avvocati, comprensibile per il lavoro che svolgono. Ma non è di tutti, né per tutti e tutti hanno il diritto a farsi un'opinione, informandosi opportunamente, a prescindere da eterni discorsi di procedura. Stiamo uscendo da anni oscuramento in processi a potentati, procedimenti spinti con i metodi più vari ad estinguersi per motivi formali ,e molti stanno perdendo o hanno perso la fiducia nella giustizia per questo. Poco male se un magistrato, a sentenza emessa, si sente in dovere di chiarire qualcosa, tramite la stampa, a tutti.
Maddale Na 3 febbraio 2014 alle 18:43
Gent.ma Dott.ssa Milella, Ella, con grande abilità, intitola la discussione con “il diritto di parola dei giudici”. Messa così, la questione sembrerebbe già risolta. Tutti hanno il diritto di parola, tutti hanno il diritto di opinione, tutti hanno il diritto di presentarsi come candidati alle elezioni. TUTTI! E perché mai dovremmo negare questi diritti fondamentali ad una “categoria” di cittadini che diverrebbero, per ciò stesso, “diversi” dagli altri, in barba a quel principio di uguaglianza che è la regola fondamentale della nostra Costituzione?
Io le rispondo che esiste un brocardo latino che suona “cuius commoda, eius et incommmoda” e che in italiano potrebbe essere tradotto così: “non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”.
È una regola di vita; non si può pretendere di avere tutto senza rinunciare niente.
I Magistrati sono i primi a rivendicare la loro “diversità” quando, a differenza di tutti gli altri cittadini, proclamano ad es. che, nei loro confronti, non devono valere le regole generali sulla responsabilità civile. E lo proclamano con tale forza da non avvedersi neanche che questa pretesa trova un ostacolo insormontabile nell’art. 28 della Costituzione che recita: “I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono DIRETTAMENTE responsabili secondo le leggi penali, CIVILI e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile SI ESTENDE allo Stato e agli enti pubblici”.
Il teorema dei Giudici si fonda sulla “peculiarità” (concetto al quale intuitivamente si associa a quello di “diversità”) della funzione giudiziaria. Noi esercitiamo una funzione “peculiare” che consiste nel giudicare, diversa da quella che esercita qualsiasi altro cittadino, professionista, artigiano, funzionario dello Stato, che sia. Dunque, a tutela di quella funzione, abbiamo il diritto/dovere di pretendere, per quel che riguarda la responsabilità civile, un trattamento “diverso”.
Ma se così è, il titolo della discussione alla quale Ella ci invita, mi consenta, è sbagliato. Avrebbe dovuto essere “il dovere di riserbo dei giudici”!
Con specifico riferimento poi al caso del Presidente Nencini, mi chiedo e le chiedo per qual mai pulsione compulsiva egli ha ritenuto di dover concedere l’intervista “incriminata” a poche ore dalla pronuncia del dispositivo della sentenza.
Ella allude alla “gente” che vuole sapere SUBITO perché i due ragazzi sono stati condannati.
Le dirò subito che il termine “ gente”, quando lo si accosta alla parola “giudice”, mi ricorda la gente che duemila anni fa gridava “crucifige” ad un cattivo giudice che si lasciava condizionare da quella parola.
Ella cita poi l’equilibrio tra lavoro e parola aggiungendo che “personalmente non mi sen-to garantita da un magistrato muto e intimorito, ne preferisco uno che spiega come la pensa e soprattutto cosa e perché lo ha fatto”.
Mi perdoni, ma a cosa crede che serva la MOTIVAZIONE di una sentenza se non a spiegare come l’ha pensata il Giudice e soprattutto cosa e perché lo ha fatto?
gianfranco fiore 3 febbraio 2014 alle 18:46
Prendo atto con piacere della dichiarazione all'ansa.
Ele. M. 3 febbraio 2014 alle 19:03
Io penso semplicemente (e del tutto indipendentemente dal caso Nencini, poverino, non mi è parso in mala fede) che per evitare ogni possibile distorsione di ciò che dicono e del perché lo dicono i giudici debbano tacere, o commentare (con equilibrio) solo a processo compiuto. Siccome il concetto di equilibrio è soggettivo, forse dovrebbero tacere e basta.
Anche se, sinceramente, sarebbe utile, a mio avviso, che il giudici (quelli che non fanno i politici) cominciassero a parlare (non sul loro "caso"), ma su come funziona la macchina giudiziaria. A spiegare, a far capire il loro lavoro, a mostrarsi gli uomini che sono. Non tutte le sere in TV, magari solo ogni tanto.
evgalois 3 febbraio 2014 alle 21:15
@ F. Cortese : Effettivamente il mutismo è eccessivo. Però, invece di sentirsi in dovere di chiarire privitamente possibili equivoci su illazioni avanzate da giornalisti incontrati per caso nel corridoio, avrebbe potuto rilasciare una inattaccabile dichiarazione ufficiale. Anche solo per una questione di stile.
Gigas 3 febbraio 2014 alle 21:28
Questo terzo punto mi lascia un po' perplesso, la Dott.ssa Liana Milella, credo si sia lasciata prendere la mano dal blog.
...e soprattutto cosa e perché lo ha fatto. Le motivazioni, non possono essere anticipate nei corridoi.
Nencini: "Non volevo anticipare motivazioni"
[ TOGHE 2 feb 2014 Il diritto di parola dei giudici ]
La terza questione è l’equilibrio tra lavoro e parola. Personalmente non mi sento garantita da un magistrato muto e intimorito, ne preferisco uno che spiega come la pensa e soprattutto cosa e perché lo ha fatto.
Liana Milella 3 febbraio 2014 alle 23:10
Il centrodestra al Csm chiede il trasferimento di ufficio
ezio parenzan 4 febbraio 2014 alle 00:37
Signora Milella;buonanottata. Sono costretto,dagli eventi,sempre più abberranti,che leggo on line a ''rimarcare''ancora e sempre: siamo una ''Consorteria alla Bisogna''. Mi spiego,se riesco,meglio: il giudice è stato ''messo sotto inchieta perché ha parlato''. Mi fermo e confermo un mip pensiero che alberga nella mente di ''Milioni di nostri connazionali'' : con quale diritto/dovere le Istituzioni-Tutte di questo ''strabico-Paese hanno la volontà di accusare ''un magistrato''e,nel contempo,il FEUDATARIO continua a parlare ed ad inveire contro le Istituzioni e,in primis,verso i magistrati e non succede ''alcunché?Questi fatti sono,anche,la causa di ciò(indegno e abberrante)che stiamo vivendo nelle nostre Assemblee Legislative per responsabilità dei ''grillini''( assassini della democrazia) e,però,trovano terreno fertile e consenso,affinchè in virtù di ''Anomalie-Nostrane''si sentono autorizzati,da questi e da altri,gravi,fatti a sfasciare ''OGNICOSA''. Ho finito;per chì crede,ancora,nello Stato di Diritto'' è Dovere Assoluto rimarcare le Anomalie che ci attananagliano e contribuiscono,moltissimo,a distruggere il senso delo Stato ed il senso Comune. Le invio sinceri saluti e le confermo ,come sempre,stima e rispetto per il suo impegno civile. Cordialmente,ezio parenzan-------------------PS: Sono convinto che dopo una sentenza un magistrato possa parlare e,credo,altresì,che faccia ufficio per milioni di cittadini che desiderano capire un ''Mondo-Criptico e Vago''
Nico 4 febbraio 2014 alle 01:58
Ora la Knox e Sollecito sono belli che fritti. Figurarsi se la Cassazione non la fa pagare alla Bongiorno che ha alzato il polverone.
F.Cortese 4 febbraio 2014 alle 03:01
In linea di massima sono d'accordo con lei e con Maddale Na. La funzione del giudice e' molto particolare e comporta prerogative e doveri particolari. Rimane il fatto che siamo esseri umani: non mi sento di crocifiggere un giudice per alcune parole sufficientemente generiche, rispettose, sensate e innocue scambiate informalmente (e forse imprudentemente) in un corridoio sotto la probabilissima insistenza di un manipolo di giornalisti. Mi sembra davvero un peccato veniale. Poi certo meglio sarebbe se i giudici si limitassero a parlare attraverso le sentenze e le loro motivazioni.
Sentire ora pero' gli esponenti del cosiddetto centrodestra urlare di trasferimenti d'ufficio, ispezioni e chissa' cos'altro fa uno strano effetto. Hanno fatto strame di qualsiasi norma di legge e di buon gusto per decenni e ora si atteggiano a straziate vergini violate....curioso paese siamo.
PS Non ho idea dell'orientamento politico del giudice Nencini ne' mi interessa, ne' sono un "colpevolista" nel famoso processo in questioni, anzi, per il poco che so nutro diversi dubbi.
Domenico Corradini H. Broussard 4 febbraio 2014 alle 08:16
O santo cielo, ma che crede la Bongiorno con il suo ditino sempre alzato quando perde un processo e forse crede che quel ditino alzato le faccia vincere in Cassazione il nuovo processo smontando così da sé l’impalcatura del processo perso? E forse che la critica di Sabelli e gli interventi della Cancellieri e dei membri destrorsi del Csm non sono superflui per accertare qui l’inaccertabile in tema di responsabilità funzionale di Nencini a Firenze?
La Knox e Sollecito hanno concorso con Guede nell’omicidio della Kercher e quali le prove del concorso e quali le motivazioni della sentenza che Nencini non ha dato nelle sue interviste rappresentando il non saper che fare della Knox e di Sollecito solo l’occasione esistenziale ma non l’eventuale causa efficiente del delitto? E non c’è un eccesso perturbante di statalismo che sovrasta in valore ogni imperturbabile garantismo nell’accusare Nencini di scorrettezza se con correttezza si è comportato nella sostanza e nella forma come magistrato giudicante?
michele 4 febbraio 2014 alle 09:05
I magistrati debbono tacere su questioni professionali. Possono parlare di tutte le altre cose
alexandertwo 4 febbraio 2014 alle 09:14
@ Gentile sig. F. Cortese (h. 03,01)
Le sue considerazioni riguardo alla "particolarità" dei giudici riguardo a funzioni, prerogative e doveri sono perfettamente centrate e, a mio avviso, credo sottoscrivibili unanimemente.
E ritengo, conseguentemente, strumentale e mistificatoria la posizione di chi, nel contestare tout court l'intera categoria, tende ad equiparlarli sic et simpliciter per ogni aspetto (anche quello degli emolumenti) a tutti gli altri... dipendenti pubblici.
Riguardo, infine, alle "straziate vergini violate", non c'è da stupirsi troppo; ricorda quel famoso adagio concernente... buoi ed asini ?
gianfranco fiore 4 febbraio 2014 alle 10:33
Non mi pare che a Perugia abbiano fatto nulla del genere. Eppure la loro sentenza era malfatta soprattutto nei confronti di Amanda che mise in mezzo l'incolpevole Patrick Lumumba successivamente scagionato grazie ad un professore svizzero.Diversa la posizione di Sollecito che ha sempre sostenuto di essere a casa sua al momento del delitto.
ezio parenzan 4 febbraio 2014 alle 11:56
Signora Milella ; buonagiornata. Le confermo che i suoi post sono sempre attagliati alla situazione(stranissima,variegata e bizantina) che viviamo in questi giorni;molto tristi ed oscuri e,presagio,di altre reiterate faziosità. Anche oggi,sulla Stmpa,il Governatore Visco: ''corruzione ed illegalità contribuiscono,pesantemente,a non creare ''CRESCITA''. Dopo l'appello della UE, altro tassello che si aggiunge ''alla cecità degli assimilati'';nnon vedono e continuano a guardare attraverso questo suo blog-toghe(sanissimo e correttissimo),evidenrente e soltanto,per chi vuole VEDERE e non cerca il pelo inesistente.Anche questi fatti da me riportati sono GIUSTIZIA e,confermo: senza la Magistratura e la propria autonomia Costituzionale saremmo già AFFOGATI. Per adesso ho finito e mi auguro che i commentatori del blog iniziino a percepire la''Globilità-Sistema-Giustizia''e,non solamente,il singolo ''uomo e magistrato''. Il mio pensiero ed i miei concetti non intendono dare alcuna lezione,ribadiscono attegiamenti culturali,insiti nei nostri,stranissimi costumi e che recitano: ''da Noi le responsabilità sono,esclusivamente ''degli Altri'' e,così,siamo liberi da implicazioni etiche e norali e che ''GLI ALRTI''...peggio per loro....! Le invio sinceri saluti;cordialità e stima,ezio parenzan
Ugo 4 febbraio 2014 alle 12:18
Gentile Avvocato Ele.M.
"Anche se, sinceramente, sarebbe utile, a mio avviso, che il giudici (quelli che non fanno i politici) cominciassero a parlare (non sul loro “caso”), ma su come funziona la macchina giudiziaria."
Devo pensare che finalmente le sia uscito di bocca e ammetta, dopo tanti mesi, che vi sono giudici che fanno politica? Se si fosse riferita a chi ha cambiato per prendere una casacca politica non avrebbe dovuto scrivere giudici, giudice non è una carica elettiva a vita, lo si è fino a quando si esercita la professione, dopo al massimo si è ex.
Una svista o un lapsus freudiano?
libero 4 febbraio 2014 alle 12:43
come in ogni clinica chirurgica universitaria che si rispetti quanto alla assunzione di responsabilità,dovrebbe essere istituita una saletta nella quale il giudice che ha sottoscritto la sentenza ,il giorno precedente,ossia 24 ore prima,risponde di quanto ha messo insieme a livello di comprendonio e versato in sentenza ma a giornalisti
trovo assurdo che si debba affidare a un collegio,distante,una materia che ,incandescente com'è,può essere,per intanto,
illustrata da chi ha appena finito di soffrirla
una società che vuole "conservare" parla ,infatti,il meno possibile e si avvale di prescrizioni.amnistie,indulti da regalare
quando fa comodo,e della grazia che è stata chiesta,poi richiesta con forza,poi con arroganza,poi con velate minacce
in un caso "ill.mo" in cui un certo cavaliere senza cavallo si è inguaiato da solo,per eccesso di bulimia monetaria
proclamandosi spudoratissimamente innocente dopo tre gradi di giudizio
ma se lui si è iscritto alla scuola di chicago, tanti altri capitalisti accettano la concorrenza chiedendo,per il bene di tutto il mondo,la costituzione di un ministero delle delocalizzazioni,magari presso la sede dell'ONU
Ele. M. 4 febbraio 2014 alle 17:13
Caro Ugo!
Sono contenta di confrontarmi ancora con Lei!
Nessuno dei due o, se più Le piace, entrambi.
Non pensavo a nessun giudice o ex giudice in particolare quando ho scritto il mio post. E non ho mai detto né pensato che NESSUN giudice, in assoluto, si comporti pure da politico, nel senso negativo (che ci siamo già chiariti, credo) che questa parola può avere con riferimento a chi esercita quelle funzioni (condotta che non piace neanche a me).
Quello che intendevo (e Le è chiaro, lo so) è che, proprio in quanto c'è tanta disinformazione su come funziona la giustizia, sentirne parlare anche da qualche giudice qualche volta potrebbe essere positivo!
Comunque La ringrazio per l'attenzione, apprezzo molto che non Le sfugga nulla....
gentile 4 febbraio 2014 alle 20:46
IL DIRITTO DI PAROLA DEI GIUDICI... IN SENSO STRETTO O IN SENSO LATO?
La Parola in senso stretto si tradurrebbe in = SEGRETEZZA = e ha lo Scopo di IMPEDIRE LA COMPRENSIONE, da
parte di parlanti estranei al Gruppo Sociale. Essa ha una Funzione Criptica non soggetta al SEGRETO e quindi non
costituisce un Fenomeno in Senso Stretto - e con la Parola in Senso Lato ovvero " LATU SENSU"come la mettiamo?
Ebbene, la Wikipedia spiega che, nel diritto l'Interpretazione del Latu Sensu e' l'attivita volta a chiarire e stabilire il
Significato delle Disposizioni ossia degli Enunciati nei quali si articola il Testo di un Argomento e di un atto normativo,
in vista della loro applicazione nei CASI CONCRETI.
Esempio: "E' VIETATO SPORGERSI" dovrebbe avere un significato e un risultato pratico e diverso dal dire:
" E' VIETATO FUMARE " perche' chi fuma puo'essere multato , chi invece si sporge troppo, puo' danneggiarsi seriamente e senza Risarcimento per non aver obbedito e rispettato il Testo e il Contenuto dell' Insegna.
Detto questo , si capisce che le Conseguenze nate dalle Parole di Senso Lato sono ben diverse da quelle di
Senso Stretto , e pero' associandole e fissandole fuori luogo.... possono essere considerate " LACUNA" ....
In presenza di una LACUNA il giudice puo' astenersi dal giudicare pronunciando il c.d. " NON LIQUET".
Una Pronuncia del genere, pero', se era consentita in Ordinamenti nel passato , ORA E' VIETATA - nella generalita'
degli Ordinamenti Statali odierni , del nostro Paese e della nostra Comunita' Europea senza alleggeramento di Pena.
rino olivotti 4 febbraio 2014 alle 22:14
... il problema, gentilissima Signora, è che qualche volta anche il cittadino avrebbe diritto alla parola, ma
rovi ad infilarcene qualcuna, magari per un commento del tutto innocente, in corridoio e fuori dall' argomento discusso poco prima e vedrà con quanta urbanità verrebbe allontanata.
Diceva Carofiglio in un suo godibilissimo libretto : "questa è gente che s' indigna!"
Non leggerò nè l'intervista nè i commenti sulla sentenza di Firenze e men che meno leggerò le dichiarazioni dei
famosi avvocati difensori.
Penso che una Sentenza che,dopo il travaglio delle coscienze, porti a condanne pluriennali a presunti colpevoli, sia - fino alla fine del procedimento - un peso enorme per il Collegio che la ha emessa.
Quello che non mi torna, piuttosto, è la Sua difesa d'Ufficio in questo caso- mia dia licenza- particolarmente infelice di un Giudice.
Mi chiedo cosa intenda dire Liana Milella, cosa deve esser detto al Corriere della Sera e -soprattutto -cosa significhi che il Processo Penale da rito
giudiziario diventi "fenomeno mediatico" e scateni le illazioni più lontane dalla necessaria pacata riflessione che
può decidere della vita di un giovane ?
Noi, Lei, tutti dovremmo rispettare le sentenze - zittirci - semmai parlarne alla fine.
Ma lo dovrebbero fare i Giudici per primi.
C'è un vecchio detto nel Veneto, ma credo noto in tutto lo Stivale che recita :
UN BEL TASER NO FU MAI SCRITO".
Vale per tutti. Proviamo invece a parlare del Sistema Giudiziario Italiano , delle norme che necessitano fondamentali
novazioni, del vergognoso arretrato Civile, delle disfunzioni insite in un burocratismo miope.
Sarà tempo meglio speso, mi creda
Gigas 5 febbraio 2014 alle 09:13
Sulla Repubblica di oggi 05 feb. c’è un commento del presidente della terza sezione civile della Cassazione, il Dott. GIUSEPPE MARIA BERRUTI dal titolo , GIUSTIZIA, È TEMPO DI UNA RIFORMA.
Il quale pone l’accento su di un punto, che qui sul blog, non è mai stato posto in evidenza ovvero l’economia dell’inefficienza, che a quanto sembra ripaga un po’ tutti, dagli avvocati alla pubblica amministrazione, che grazie ai tempi biblici dei giudizi civili, riesce a non corrispondere alle richieste di rimessa dei debiti, posticipandoli da amministratore ad amministratore. Per non parlare del processo penale che non arriva a sentenza, vedi prescrizione, sulla quale anche L’Europa cosi come sulla corruzione ci bacchetta.
Gentilissimo sig. rino olivotti, la saluto cordialmente.
…Vale per tutti. Proviamo invece a parlare del Sistema Giudiziario Italiano , delle norme che necessitano fondamentali
Domenico Corradini H. Broussard 5 febbraio 2014 alle 09:46
Tutti hanno il diritto di parlare e di scrivere sul secondo processo d’Appello per l’omicidio della Kercher e sul comportamento tenuto da Nencini nelle sue interviste giornalistiche, tutti inclusa l’ostinata Bongiorno a suo alto prezzo di intelligenza e di scienza giuridica ed esclusi Nencini e i suoi collaboratori giudicanti ed escluso il pm a Firenze accusatore ed esclusi gli altri nostri magistrati come se fossero condannati ciascuno di loro in una propria torre d’aria nel cielo sperduta al proprio silenzio assoluto e ogni fil di voce di ciascuno di loro fosse una violazione della missione che per diritto naturale o per diritto divino ciascuno di loro ha in quanto inarrivabile e imparlabile ministro di un culto sconosciuto ai profani e in quanto per Costituzione e per legge obbligato sempre a tacere in pubblico sul proprio lavoro?
La democrazia nello spirito costituzionale esige perché ci sia che Nencini possa risponde ai giornalisti senza alcuna responsabilità nel modo in cui ha risposto.
Non sono nel complesso d’accordo per rispetto e affetto con i commenti della Signora Maddale Na e del Signor Rino Olivotti nella consapevolezza che spesso l’accordo dal disaccordo nasce. E anche oggi sono nel complesso d’accordo con il post d’apertura di Liana Milella nella consapevolezza che spesso il disaccordo dall’accordo nasce.
un Cittadino 5 febbraio 2014 alle 14:34
Gentile Prof. Domenico Corradini H Broussard,
È sorprendente, in riferimento al caso in oggetto (Nencini), l'interpretazione ristretta da Lei data della democrazia nello spirito costituzionale senza abbracciare a largo raggio quanto a chiare lettere sta scritto dietro ad ogni articolo. 375 sedute pubbliche, di cui 170 dedicate alla discussione e all'approvazione della nuova Costituzione ed in particolare i lavori nella seconda sottocommissione-seconda sezione (potere giudiziario) portati all'esame della Commissione dei Settantacinque. È avventuroso scorgervi la liceità del comportamento tenuto dal giudice Nencini, sia nell'aspetto ontologico che in quello deontologico.
ezio parenzan 5 febbraio 2014 alle 15:46
Signora Milella;buonagiornata. Sono contento per il commento del Prof.Domenico Corradini H.Broussard,come sempre,esaustivo e chiarissimo. Non sono,invece,affatto,contento per il commento del sig.un Cittadino e,per il quale,i concetti del Prof.Domenico Corradini non sono,minimamente,veri e reali (un mostro giuridico?). Tutti i commentatori di questo blog-toghe avrebbero gradito e,credo di interpretare il senso comune,che per un ''simile parere,molto critico'' il sig. un Cittadino,almeno ,in tale contesto,avrebbe dovuto esprimere le proprie generalità.Il ''TUTTO'':affinchè,noi profani di C.P.P. avremmo avuto la possibilità di valutare lo ''spessore-tecnico''che si confronta e si scontra con il Prof.Domenico Corradini,''Giurista Insigne e palese. Per adesso ho finito e,spero,che il sig.un Cittadino,possa,nuovamente,replicare al Prof.Domenico Corradini co le proprie generalità a motivo e sempre di ''Onestà Intellettuale''. Le invio sinceri saluti e cordialità;con stima,ezio parenzan
ezio parenzan 5 febbraio 2014 alle 15:58
@ Per il signor Gigas. Egregio signore desidero confermarle la condivisione,assoluta,per il suo commento;chiarissimo.Da quanto da lei riportato si evince:tutti i cittadini e le professioni della Comunità Nazionale hanno il dovere ''etico-morale' e,che il medesimo valore sia espressione di ''LEGALITA'',in primis,fuori dalle aule giudiziarie;caso avvesro qualsiasi diatriba e dibbattimento,potrebbero essere inficiati,a priori e,in barba ai codici. Spero di aver capito nel giusto modo e,ritengo la considerazione da lei esposta,essenziale,per un corretto dibbattimento a tutti i livelli di giudidizio.Le invio cordiali saluti e le auguro una serena notte;sinceramente,ezio parenzan
Ugo 5 febbraio 2014 alle 15:58
No Prof. Corradini, stavolta non ci siamo, la democrazia non c'entra nulla. La magistratura ha ricevuto dalla Costituzione l'autonomia e altre garanzie non per dal loro un privilegio ma per dare certezza ai cittadini sui loro giudici e costoro hanno il dovere di non incrinarla con inutili e inopportune dichiarazioni e con esposizioni mediatiche ma devono in cambio mantenere un contegno e un riserbo che giustifichi quanto loro accordato dai Padri Costituenti e non trasformare la loro "diversità" in privilegio con un comportamento da "uno qualunque".
rino olivotti 5 febbraio 2014 alle 17:20
....meno male che in questo caso Lei non può accusare uno dei passati governi e quindi il Suo è un giudizio personale ma non politico.
giornalisti ed intervistatori o "virgolettatori" di professione.
L'ontologia rettamente intesa, non dovrebbe ma DEVE essere il catechismo di un buon Giudice
piegata... ma nelle Sedi adatte!. In primis verso la propria coscienza ,poi nella severa ma giusta applicazione delle Leggi ed infine nelle riunioni congressuali, anche criticando il CSM.
Sulle decisioni di quest' ultimo sono d'accordo con Lei : "pezo el tacon del buso" .
E' Veneto ma credo lo capiscan tutti.
Domenico Corradini H. Broussard 5 febbraio 2014 alle 17:45
Libero «un Cittadino» di pensarla come vuole pur a mio giudizio sbagliando ma anch’io libero di non sbagliare continuando a pensare dalla fine degli anni Cinquanta che nella Costituzione non c’è una norma per la punizione disciplinare di Nencini e contro la sua permanenza a Firenze per due o tre influenti dichiarazioni ai giornalisti.
Gigas 5 febbraio 2014 alle 21:16
Riuscire ad essere onesti nella vita di tutti i giorni, di certo evita, l'aggravio di lavoro per la complessa macchina della giustizia. Intanto non si può dire di essere circondati da esempi di legalità, per cui ci verrebbero delle riforme, che stabiliscano regole di comportamento che evitino quello che accade.
Ricambio gli auguri di una serena notte.
@ Per il signor Gigas. Egregio signore desidero confermarle la condivisione,assoluta,per il suo commento;chiarissimo.Da quanto da lei riportato si evince:tutti i cittadini e le professioni della Comunità Nazionale hanno il dovere ”etico-morale’ e,che il medesimo valore sia espressione di ”LEGALITA”,
Domenico 5 febbraio 2014 alle 22:40
Domenico Corradini H. Broussard 5 febbraio 2014 alle 23:33
libero anche lei di pensarla in maniera diversa da come la penso io dopo aver studiato i lavori dell’Assemblea Costituente e le pagine di diritto processuale di un magistrato politico nella giusta misura come Marco Marat e continuando a studiare la Costituzione.
Signor Ezio Parenzan grazie e saluti.
Nel commento mio precedente «influenti» sta al posto di «ininfluenti».
un Cittadino 6 febbraio 2014 alle 01:34
Gentile Prof. Domenico Corradini H. Broussard,
sono d'accordo con Lei sulla libertà di pensarla diversamente, il fatto è che io rispondendo al suo iniziale commento mi sono soffermato sulla interpretazione della "democrazia dello spirito costituzionale" a favore di Nencini che a mio avviso, per le ragioni addotte, è restrittiva e fuorviante. Lei adesso cambia argomento e più non confutando ne introduce uno nuovo che riguarda la mancanza di una norma specifica che possa sanzionare Nencini.
Se si cambia tesi non si finisce più, facciamo così e vediamo se nel disaccordo troviamo l'accordo.
Io sono sicuro che Lei uscendo in mattinata e incontrando il suo verduraio o il suo pesciaio li saluti con tono cortese augurandogli una buona e proficua giornata e non per via di una norma che glielo impone ma perché sente dentro di se la vocina della cultura e anche quella norma non scritta dell'obbligo al rispetto altrui, ed anche sostengo che il "diverso (in più) per Costituzione" giudice Nencini non ha vocine dentro e deve anche avere scordato i suoi studi classici e qualcuno che se dal passato tornasse, oggi gli direbbe che la dignità e il rispetto non si raggiungono per concorso ma con il riconoscimento del rispetto altrui, o qualcosa giù di lì.
p.s. Sig. Parenzan mi dispiace che Ella non sia "contento" a causa mia, porti pazienza, nel nostro variopinto universo c'è anche qualcuno che ama più dar voce alle idee che non al proprio nome. Naturalmente se non recano offesa ma esprimono solo pareri diversi.
Domenico Corradini H. Broussard 7 febbraio 2014 alle 09:21
Gentile Signor «un Cittadino»,
dal punto di vista etico e dal punto di vista giuridico per me è giusto che Nencini abbia parlato con tre giornalisti nei termini con cui ha con loro parlato senza violare alcuna norma etica e alcuna norma della Costituzione sui diritti che sono fondamentali perché nel contempo sono etici e nel tempo della storia sono stati scoperti spesso con il sudore e a volte con il sangue nel cammino verso una democrazia che tutto il popolo impegna a partecipare alla vita di uno o più Stati o alla totalità ideale degli Stati per le non facili porte della globalizzazione che da una porta ad un’altra porta per educazione mi fanno salutare il mio verduraio e il mio pesciaio.
Chi preferisce un Nencini zitto si affidi a Sabelli e alla Cancellieri e alla Prima commissione del Csm e al Procuratore generale della Cassazione che sembrano pronti a mettere il diritto giudiziario in tristi calchi di spenta fornace e a procurare nuovi sberci alla giustizia impedendo ai magistrati d’aver qualsiasi voce anche garbata prima della sentenza completa e ammettendo che un Sabelli di turno entri con una certa forza nell’ufficio di un ministro della Giustizia per dire alto che i magistrati non sono responsabili con lo Stato in solido degli atti con colpa o dolo compiuti in violazione di diritti.
Si vuole un Sollecito ringalluzzito che può chiamare «aberranti» le tre interviste giornalistiche di Nencini?

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza