Source: https://www.statoechiese.it/contributi/categoria/istruzione-pubblica-e-irc
Timestamp: 2019-06-25 07:32:45+00:00

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Articoli in Istruzione pubblica e IRC
Il contributo sottoposto a valutazione, è destinato alla pubblicazione negli Scritti in ricordo di Giovanna Mancini
La giustizia amministrativa in materia scolastica ha una storia ultradecennale d'interpretazioni, talvolta anche acrobatiche, pro domo ecclesiae : dalle sentenze di fine anni ottanta – per cassare le quali bisognò scomodare la Corte Costituzionale – sulla trasformazione del diritto degli studenti di non avvalersi dell’insegnamento di religione cattolica in obbligo di svolgimento di un’attività alternativa a quelle più recenti sull’ammissibilità di un credito scolastico riservato ai soli avvalentisi e sul carattere culturale delle visite pastorali dei vescovi alle scuole. In questi, e in altri, casi il senso “fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse” (diritto non può essere un obbligo, la scelta di non avvalersi non può avere effetti discriminanti, pastorale è la cura dei fedeli e quindi attiene alla religione e al culto non alla cultura) non ha orientato l’interpretazione della legge nuova. A orientarla è stato il, sempre più mitico a uno sguardo spassionato della più recente legislazione, criterio di specialità, ...
L’ora di religione tra diritti fondamentali ed esigenze organizzative. Annotazioni a trent’anni dall’Accordo di Villa Madama - ​ Beatrice Serra
Sommario: 1. Introduzione - 2. Un’ipotesi di violazione dell’art. 9, n. 2, legge n. 121 del 1985 - 3. Il diritto di scelta quale cardine del sistema d’istruzione religiosa delineato dall’Accordo del 1984 e il problema della sua effettività - 4. Il quadro normativo d'immediato riferimento - 5. Un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 9, nn. 2 e 3, legge n. 121 del 1985: il risultato dell’esercizio del diritto di scelta è sempre revocabile - 6. Lo stemperamento del principio d’autodeterminazione nelle disposizioni attuative dell’Accordo - 7. La richiesta di esonero quale forma di obiezione di coscienza. Il valore della cultura religiosa e i suoi riflessi sull’oggetto del diritto di scelta - 8 . Una ragionevole definizione del diritto di scelta - 9. Osservazioni conclusive.
Religious education between fundamental rights and organizational needs. Notes thirty years later the “Accordo di Villa Madama”
ABSTRACT: The paper analyzes the contents and the various possible applications and interpretations of the right to choose whether or not to take religious teachings in Italian public school system .
Ricercatore di Diritto canonico ed ecclesiastico presso l’Università degli Studi di Roma “ La Sapienza”, Facoltà di Giurisprudenza
“A chiare lettere” - Editoriali • Prove d’idoneità all’insegnamento universitario (di Francesco Onida) - ​ Francesco Onida
La nuova qualificazione dei docenti di religione: note a margine del D.P.R. n. 175 del 2012 - ​ Simona Attollino
Brevi note in tema di IRC: perplessità applicative e sottese questioni di inquadramento giuridico - ​ Domenico Bilotti
SOMMARIO: 1. Profili problematici emersi in recente giurisprudenza amministrativa - 2. La difficile qualificazione dei contenuti dell’attività alternativa - 3. Un valore insito nel sistema: il pluralismo delle agenzie formative.
ABSTRACT : Teaching about Roman Catholic religion is a well-known issue for Italian scholars. The aim of these brief thoughts and reflections is to underline how many aspects still seem unclear or even misunderstood, because the administrative jurisprudence has not yet shown precise considerations and decisions about it and new Agreements between Church and State contain some interesting positions, but the accepted principles need to find a formally correct and rational discipline to be completely realised. Many juridical problems get deeper, when the attention is focused on other religious traditions and on the idea of providing alternative subjects. The main question still consists in defining this kind of alternatives and reaching a high level of pluralism, without forgetting the typical status of religious teachings in the Italian system.
Assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, Dipartimento di Scienze Giuridiche, Storiche, Economiche e Sociali.
Lo status giuridico degli insegnanti di religione cattolica - ​ Andrea Bettetini
SOMMARIO: 1. Uguaglianza sostanziale e parità di trattamento nell’insegnamento della religione – 2. Il regime giuridico dei docenti di religione nella scuola pubblica statale. L’idoneità canonica all’insegnamento della religione cattolica – 3. Rilevanza civile del provvedimento canonico di idoneità e controlli dello Stato – 4. Analogia (identità e diversità) del docente di religione cattolica con i docenti della materie curriculari – 5. La mobilità degli insegnanti di religione (art. 4, 3° comma l. 186 del 2003) – 6. Conclusioni.
Professore ordinario di Diritto ecclesiastico nell’Università degli Studi di Catania, Dipartimento Seminario Giuridico.
Il contributo, sottoposto a valutazione, riproduce il testo della relazione tenuta al Convegno nazionale ADEC "Insegnamenti e insegnanti di religione nella scuola pubblica italiana" (Catanzaro, 25-27 ottobre 2012); destinato alla pubblicazione nei relativi Atti.
L’educazione religiosa nella scuola pubblica. Il modello concordatario-pattizio nei paesi latini europei - ​ Rita Benigni
La scuola confessionale nei sistemi anglosassoni. Tra incorporazione inglese e separatismo americano - ​ Rita Benigni
Insegnamento della religione cattolica, attività alternative e credito scolastico: note a margine di lungo contenzioso amministrativo - ​ Beatrice Serra
SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. La normativa legislativa e regolamentare sul credito scolastico e l’ordinanza ministeriale n. 128/1999 - 3. I ricorsi amministrativi e le ragioni poste a fondamento degli stessi. In particolare: la (presunta) violazione della clausola di non discriminazione e della libertà di coscienza degli studenti- 4. La sentenza in rito del TAR Lazio n. 7101/2000 e le sue motivazioni - 5. L’ondivaga posizione del Ministero della Pubblica istruzione nelle ordinanze successive al 1999. In particolare: l’ordinanza n. 26/2007 – 6. L’impugnazione delle ordinanze ministeriali n. 26/2007 e n. 20/2008 e la sentenza di accoglimento del TAR Lazio n. 7076/2009 – 7. Analisi critica della sentenza del TAR Lazio n. 7076/2009 – 8. La sentenza del Consiglio di Stato n. 2749/2010. Luci e ombre di tale pronuncia. La natura soggettivamente facoltativa e oggettivamente obbligatoria delle attività alternative all’insegnamento della religione cattolica – 9. Le sentenze del TAR Lazio n. 33433/2010 e n. 00924/2011. La piena equiparazione del docente delle attività alternative al docente di religione nelle valutazioni periodiche e finali degli alunni compiute dal consiglio di classe. Precisazioni sull’incidenza del giudizio degli insegnanti di religione cattolica - 10. Rilievi conclusivi. Il diritto soggettivo alla frequenza di corsi alternativi all’insegnamento cattolico e il significato simbolico del contenzioso sulla formazione del credito scolastico.
Il contributo, sottoposto a valutazione, rientra nel progetto di ricerca “Scuola pubblica, religione e laicità dello Stato nel contesto di una società multiculturale e multireligiosa”, diretto dall’Autrice e finanziato dall’Università degli Studi di Roma “la Sapienza” nell’anno 2011.
Neutralità della scuola e ruolo dei genitori nelle attività extra-scolastiche - ​ Daniele Ferrari
Dottorando di ricerca in Studi costituzionalistici italiani- europei e transnazionali presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Genova
Il contributo è stato sottoposto alla valutazione del Prof. Francesco Margiotta Broglio, che ne ha attestato la scientificità e l’originalità
“A chiare lettere” (a proposito di un intervento) - ​ Mario Tedeschi
L’intervento di Massimo Jasonni sul degrado del diritto ecclesiastico e sulla crisi della disciplina evidenziata da Giuseppe Casuscelli, mi sembra meriti particolare attenzione. Secondo Jasonni la crisi è indiscutibile ma non riguarda solo la disciplina quanto una “larga parte dell’Università italiana”, anche in seguito alle “sciagurate riforme legislative in atto” che hanno umiliato la scuola pubblica a vantaggio di quella confessionale. Quanto all’altra osservazione di Casuscelli che la disciplina non sia intervenuta “su temi pratici e attuali del rapporto tra Stato e Chiese”, attestandosi su “tematiche lontane dalla vita e dallo scontro sociale”, quali la libertà di religione e di coscienza, Jasonni non ritiene che ciò risponda al vero e che l’appello della ricerca, id est della materia, si sia impoverito. (Continua)
Il contributo è destinato alla pubblicazione sul prossimo numero della Rivista "Diritto e religioni"
Qu’est ce que la liberté de conscience? Réflexions d’un publiciste à travers l’exemple du service public de l’Éducation nationale - ​ Stéphane Guérard
La via italiana all’incertezza costituzionale: il caso dell’ora di religione - ​ Nicola Colaianni
La sentenza del Tar del Lazio è figlia legittima della giurisprudenza costituzionale sulla natura dell’ora di religione cattolica (in seguito: i.r.c.) nelle scuole pubbliche: la sentenza 203/89, famosa perché affermò la laicità come principio supremo dell’ordinamento costituzionale, e il suo supplemento n. 13/1991. Qualche obiter dictum, qualche incauto (e contraddittorio) svolazzo, che pur vi si rinviene, come poi si vedrà, si deve solo ad un eccesso di parafrasi, non del tutto riuscita, delle sentenze della Corte. Ma il decisum non ne è che un’applicazione pratica, quasi sillogistica, ad ordinanze ministeriali che, incuranti e in violazione del diritto costituzionale vivente, si riagganciano impudentemente alla prassi e alla giurisprudenza mministrative, travolte appunto da quelle sentenze. Le ordinanze ministeriali in questione sono quelle che, anno per anno, disciplinano l’attribuzione dei crediti scolastici per gli esami di Stato. (Continua)
Nota a Tar Lazio 17 luglio 2009, n. 7076, in corso di pubblicazione su "Questione giustizia".
Il Tar Lazio e i docenti della religione cattolica. Osservazioni a prima lettura - ​ Salvatore Prisco
SOMMARIO: 1. Il dispositivo della sentenza Tar Lazio, sezione III, n. 7076/2009 - 2. Il profilo essenziale della motivazione - 3. La decisione nei primi commenti emerodottrinali. Osservazioni critiche sul dibattito in corso.
La Corte Costituzionale della Repubblica Macedone dichiara illegittimo l’insegnamento della religione nella scuola pubblica - ​ Kristina Petrova Ivanova
Sul nuovo stato giuridico degli insegnanti di religione cattolica, con particolare riferimento alla loro mobilità - ​ Pierluigi Consorti
SOMMARIO: 1. Premessa generale: il quadro normativo di base - 2. I prerequisiti della idoneità e l’intesa con l’Ordinario diocesano - 2.1. Il riconoscimento dell’idoneità - 2.2. L’intesa con l’ordinario diocesano - 3. La mobilità nel quadro della normativa scolastica - 4. Uno sguardo alla giurisprudenza - 5. Conclusione.
Consideraciones en torno al status jurídico de los profesores de religión católica (comentario de la STC 38/2007) - ​ Agustìn Motilla
SOMMARIO: 1. Antecedentes: el largo y tortuoso camino hacia la delimitación del status profesional - 2. Planteamiento del recurso de inconstitucionalidad - 3. Algunas cuestiones previas a la resolución del fondo - 4. La compatibilidad del régimen del profesorado de religión católica con la aconfesionalidad del Estado. -5. La revisión judicial del procedimiento de designación de los profesores de religión católica - 6. Limitaciones al derecho de libertad religiosa de las personas que trabajan como profesores de religión - 7. Consideraciones finales.
Catedrático de Derecho Eclesiástico del Estato en la Facultad de Ciencias Sociale y Jurídicas de la Universidad Carlos III de Madrid
Parità scolastica, educazione religiosa e scuole islamiche: problemi e prospettive - ​ Marco Parisi

References: sentenza 
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