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Timestamp: 2019-02-23 11:35:18+00:00

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11. ALCUNI ORIENTAMENTI GIURISPRUDENZIALI
Corte di Cassazione Sezione Lavoro - sentenza n. 17968 del 21.06.2016 pubbl. il 13.09.2016
I PERMESSI EX 104 NON SONO FERIE: VANNO UTILIZZATI PER L’ASSISTENZA AL DISABILE
CONGEDO STRAORDINARIO: MASSIMO DUE ANNI PER CIASCUN DISABILE
Corte di Cassazione civile sezione Lavoro - sentenza n.11031 del 7 febbraio 2017 pubbl. il 5 maggio 2017
ASSISTENZA DISABILE - TRASFERIMENTO POSSIBILE SE IL POSTO VIENE SOPPRESSO
La disposizione dell’articolo 33, comma 5, della legge 104/1992, laddove vieta di trasferire, senza consenso, il lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente, deve essere interpretata in termini costituzionalmente orientati in funzione della tutela della persona disabile, sicchè il trasferimento del lavoratore è vietato anche quando la disabilità del familiare che assiste non si configuri come grave. Ciò è vero, però,a condizione che il datore di lavoro, cui spetta l’onere della prova non dimostri “la sussistenza di esigenze aziendali effettive e urgenti, insuscettibili di essere altrimenti soddisfatte”.
Corte di Cassazione civile sezione Lavoro - sentenza n. 12729 del 2.02.2017 pubb. il 19.05.2017
PERMESSI DELLA 104 E FERIE - I PERMESSI DELLA 104 NON PENALIZZANO IL LAVORATORE NEL COMPUTO DELLE FERIE
Corte di Cassazione ordinanza numero 14187/2017: è "illegittima la decurtazione di due giorni di ferie annuali in conseguenza del godimento dei permessi concessi ex art. 33 della legge n. 104".
I permessi accordati in base alla Legge 104, "concorrono nella determinazione dei giorni di ferie maturati dal lavoratore che ne ha beneficiato".
Il dipendente che si assenta dal lavoro per assistere un parente malato, non può dunque essere penalizzato in alcun modo, anzi, il suo diritto alle ferie "garantisce il ristoro delle energie a fronte della prestazione lavorativa svolta" e si rende ancor più necessario a fronte dell’assistenza ad un invalido, "che comporta un aggravio in termini di dispendio di risorse fisiche e psichiche".
Corte di Cassazione civile sezione Lavoro - Ordinanza n. 14187 del 1 marzo 2017 pubbl. il 07.06.2017
CONGEDO STRAORDINARIO - CONCETTO DI CONVIVENZA e DI COABITAZIONE
LEGGE 104 e TRASFERIMENTO - SE MANCA LA COMUNICAZIONE EX ART. 10-BIS LEGGE N. 241/1990 NIENTE DINIEGO AL TRASFERIMENTO
Tar Toscana - sessione I - sentenza numero 926 del 14.06.2017 pubbl. l’11.07.2017
IL PART-TIME NON COMPRIME I PERMESSI DELLA LEGGE 104/92 PER ASSISTERE IL DISABILE
Il diritto alla fruizione dei tre giorni mensili di permesso di cui all'articolo 33 della legge 104/92 non può essere compresso dalla trasformazione del rapporto di lavoro in part-time.
La trasformazione di un contratto di lavoro full time in part-time verticale non pregiudica il diritto del lavoratore a fruire integralmente dei permessi previsti dalla legge 104/1992, già riconosciuti in precedenza, purché la riduzione oraria settimanale non superi il 50%.
In particolare, la Corte di Cassazione ha escluso, nel caso esaminato, il riproporzionamento dei permessi, in ragione della riduzione dell’orario di lavoro.
Corte di Cassazione civile sezione Lavoro - sentenza n. 22925 del 7 giugno 2017 pubbl. il 29.09.2017
TRASFERIMENTO LEGGE 104 - LA SORELLA DEL DISABILE GRAVE HA DIRITTO ALLA PRECEDENZA ANCHE SE CI SONO I GENITORI
Per il tribunale di Tempio Pausania è nullo il CCNI scuola nella parte in cui non riconosce al fratello/sorella del disabile grave il diritto alla precedenza nei trasferimenti ex legge 104 anche con genitori vivi ed abili.
Tribunale Ordinario di Tempio Pausania - sentenza n.380 del 19 luglio 2017
LEGGE 104: IL DIVIETO DI TRASFERIMENTO DEL LAVORATORE OPERA ANCHE ALL'INTERNO DELLA STESSA UNITÀ PRODUTTIVA
Nel bilanciamento di interessi e diritti di lavoratore e datori di lavoro, vanno valorizzate, in particolare, le esigenze di assistenza e di cura del familiare disabile del lavoratore "occorrendo salvaguardare condizioni di vita accettabili per il contesto familiare in cui la persona con disabilità si trova inserita ed evitando riflessi pregiudizievoli dal trasferimento del congiunto ogni volta che le esigenze tecniche, organizzative e produttive non risultino effettive e comunque insuscettibili di essere diversamente soddisfatte".
Peraltro, il trasferimento di cui al comma 5 dell'articolo 33 della legge numero 104/1992 (il lavoratore di cui al comma 3 ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede) è configurabile ogni qual volta muti definitivamente il luogo geografico di esecuzione della prestazione, anche se lo spostamento è attuato nella medesima unità produttiva con uffici dislocati in luoghi diversi.
(avv.Valeria Zeppilli)
Corte di Cassazione civile sezione Lavoro - sentenza n. 24015 del 10 maggio 2017 pubbl. il 12.10.2017
L'orario di lavoro continuato costituisce impedimento allo svolgimento del dovere di assistenza ad un familiare con handicap grave. Tale situazione, precludendo l'obbligo di assistenza, è sufficiente per consentire ad altro familiare, co-obbligato al dovere di assistenza, di fruire di quanto previsto dalla legge 104/92 ed, in particolare, di precedenza nella sclta della sede di lavoro (trasferimento, mobilità annuale).
Tribunale di Catania - sentenza n.3689 pubbl. il 26.09.2017
Non è censurabile il lavoratore che beneficiando del congedo straordinario retribuito si prende cura del familiare disabile nelle ore notturne facendosi aiutare da altre persone durante la giornata.
“… non può ritenersi che la assistenza che legittima ilo beneficio del congedo straordinario possa ritenersi esclusiva al punto da impedire a chi la offre di dedicare spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita, quali la cura dei propri interessi personali e familiari, oltre alle ordinarie necessità di riposo e di recupero delle energie psico-fisiche, sempre che risultino complessivamente salvaguardati i connotati essenziali di un intervento assistenziale che deve avere carattere permanente, continuativo e globale nella sfera individuale e di relazione del disabile.
“… pur risultando materialmente accertato che il lavoratore si trovasse in alcune giornate lontano dalla abitazione del disabile (madre) non è sufficiente a far ritenere sussistente il fatto contestato perché, una volta accertato che, ferma restando la convivenza, questi comunque prestava continuativa assistenza notturna alla disabile, alternandosi durante il giorno con altre persone, con modalità da considerarsi compatibili con le finalità dell’intervento assistenziale, tanto da svuotare il rilievo disciplinare con la condotta tenuta”.
Corte di Cassazione sezione Lavoro - sentenza n. 29062 del 13.07.2017 pubbl. il 5.12.2017
L'assistenza al disabile non deve essere intesa in senso restrittivo, ma ricomprende anche il compimento di una serie di commissioni nell'interesse dell'assistito al di fuori del suo domicilio
Corte di Cassazione civile sezione Lavoro – sentenza n. 23891 del 31.05.2018 pubbl. il 2.10.2018

References: sentenza 
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 art. 33
 ART. 10
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