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Timestamp: 2018-08-18 21:51:38+00:00

Document:
Concordato preventivo - Continuità aziendale - Affitto del ramo di azienda - Tribunale di Pescara – sentenza 17.05.2016 – est. Capezzera.
L'affitto del ramo di azienda rientra tra gli atti di ordinaria amministrazione a meno che, a causa della sua durata non comprometta l'interesse dei creditori ovvero sia idoneo ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore pregiudicandone la consistenza e compromettendone la capacità a soddisfare le ragioni dei creditori in quanto ne determina la riduzione ovvero lo grava di vincoli e pesi cui non corrisponde l'acquisizione di utilità reali su di essi prevalenti [N.d.r. Fattispecie nella quale il Tribunale ha ritenuto compatibile con il piano concordatario l'affitto del ramo d'azienda finalizzato alla conservazione di valori immateriali quali le certificazioni SOA].
Licenziamento collettivo post mobilità – Tutela reintegratoria debole – Tribunale di Pescara – sez. lavoro – sentenza 27.05.2016, n. 519 – est. De Cesare.
Nel caso di licenziamento collettivo post mobilità l’omissione delle procedure richiamate all’art. 4 comma 12 L.223/1991 comporta l’applicazione a favore del lavoratore licenziato della sanzione della tutela reintegratoria debole (reintegrazione nel posto di lavoro e indennizzo sino a 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto). E’ vero che l’art.5 L.223/1991 prevede che “in caso di violazione delle procedure richiamate all’art.4 comma12 L.223/1991 si applica il regime di cui al terzo periodo del settimo comma dell’art.18 L.300/700” e, pertanto, la conferma della risoluzione del rapporto con versamento di indennizzo. Tuttavia ove la omissione della procedura si risolva nell’inadempimento, da parte del datore di lavoro, dell’onere di indicare a monte i criteri di scelta del personale di esubero e, a valle, di spiegarne le modalità attuative, si verifica la violazione dei criteri di scelta che, secondo la previsione del citato art. 5, è sanzionata con la tutela reintegratoria debole. L’altra opzione interpretativa, consistente nel porre a carico del datore di lavoro solo un indennizzo, appare incongrua e non andrebbe esente da sospetti di illegittimità costituzionale per disparità di trattamento, in quanto sarebbe giustamente afflittiva della condotta del datore di lavoro che, pur regolando trasparentemente i criteri da eseguire, se ne discosti – magari in un singolo caso – rispetto a quello del suo omologo che ometta del tutto l’indicazione dei parametri, così avvantaggiandosi di un suo stesso inadempimento.
Opposizione a decreto penale di condanna – Competenza – Tribunale di Pescara - decreto 25.6.2016 – GIP dott. Colantonio.
Competente a conoscere l’opposizione a decreto penale di condanna con contestuale richiesta di sospensione del processo e messa alla prova è il giudice del dibattimento e non il giudice per le indagini preliminari.
Lista testi – Scadenza del termine - Tribunale di Pescara – ordinanza 23.03.2016 – Pres. Di Fine.
Il termine per il deposito della lista ex art. 468 c.p.p scade sette giorni prima dell’udienza fissata nel decreto che dispone il giudizio, essendo irrilevante l’eventuale rinvio della stessa senza che sia stata disposta l’apertura del dibattimento [contra: “Invero, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità (cfr., ex multis, Sez. 2, sent. n. 42058 del 14/10/2010, dep. 26/11/2010, D'Agostino, Rv. 248874), in tema di termine per il deposito della lista testimoniale, nell'ipotesi in cui - come nella fattispecie - sia disposto il rinvio del dibattimento a udienza fissa prima che sia esaurita la fase degli atti introduttivi è consentito il deposito di nuova lista testimoniale, in quanto tale rinvio va equiparato a quello a nuovo ruolo, comportando l'obbligo del rinnovo della citazione a giudizio, di cui tiene luogo, per i presenti, l'avviso orale della nuova udienza (nella fattispecie la Corte ha chiarito che in tale ipotesi le parti riacquistano interamente i diritti non espressamente esclusi da precise disposizioni normative e, quindi, anche quello di depositare la lista dei testi antecedentemente alla udienza di rinvio, in relazione alla quale va computato il relativo termine finale)” Cass. pen. Sez. II, 12.02.2016, n. 6024].
Edilizia e urbanistica - Vincoli urbanistici espropriativi soggetti a decadenza - Vincolo imposto sui terreni inclusi in zona F1 (verde pubblico – parco pubblico) - Destinazione ad attrezzature ricreative, sportive e a verde pubblico – Tar Abruzzo, Pescara – sentenza 23.06.2016, n. 234 - Pres.-est. Eliantonio.
1. I vincoli di destinazione urbanistica sono soggetti a decadenza solo se sono preordinati all’espropriazione o comportano l’inedificazione e dunque se svuotano il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, diminuendone in modo significativo il valore di scambio.
2. Il vincolo imposto sui terreni inclusi in zona F1 (verde pubblico – parco pubblico) è un vincolo conformativo e non un vincolo espropriativo.
3. La destinazione ad attrezzature ricreative, sportive e a verde pubblico data dal piano regolatore ad aree di proprietà privata non comporta l’imposizione sulle stesse di un vincolo espropriativo, ma solo di un vincolo conformativo, che è funzionale all’interesse pubblico generale conseguente alla zonizzazione, effettuata dallo strumento urbanistico, che definisce i caratteri generali dell’edificabilità in ciascuna delle zone in cui è suddiviso il territorio comunale.
Beni sottoposti a vincolo paesaggistico – Progetto denominato “Ponte del Cielo” – Tar Abruzzo, Pescara – sentenza 03.06.2016, n. 210 – Pres. Eliantonio – est. Tramaglini.
1. Con riguardo al progetto denominato “Ponte del Cielo”, alla base del diniego da parte della Soprintendenza delle Belle Arti e del Paesaggio Abruzzo, vi è l’esigenza di salvaguardare la visibilità del mare da quella particolare zona della città, essendo stato ritenuto che l’opera in questione, stante le sue caratteristiche, venga ad interferire negativamente con tale esigenza.
2. Con riguardo al progetto denominato “Ponte del Cielo”, oggetto della protezione giuridica è la percezione culturale ed ideale che l’osservatore ha dell’area sottoposta al vincolo, colta nella sua completezza e complessità di connessioni e interrelazioni e, considerato che l’ambito in questione è vincolato anche ai sensi dell'art. 142 comma 1 lett. a) del D. Lgs. 42/2004 e che l’interesse paesaggistico è riferito al territorio costiero compreso nella fascia di 300 metri dalla linea di battigia, sembra perciò del tutto aderente alla natura di tale vincolo l’esame del progetto dalla prospettiva della sua interferenza rispetto alla percezione della visuale del mare.
3. Con riguardo al progetto denominato “Ponte del Cielo”, il fatto che il piano paesistico regionale non escluda la realizzazione sul litorale di strutture di vario tipo non elide la necessità che l’autorità preposta verifichi la compatibilità dello specifico intervento con le concrete caratteristiche dei luoghi. Per quanto l’area non sia gravata da vincolo di inedificabilità assoluta, ciò non esclude, dunque, una valutazione negativa del progetto.
Giudizio di ottemperanza – “Astreinte” – Strumento sanzionatorio – Esperibile anche per l’esecuzione di un pagamento di una somma di denaro – Tar Abruzzo, Pescara – sentenza 26.05.2016, n. 199 – Pres., est. Eliantonio.
Nel giudizio di ottemperanza, l’istituto della c.d. “astreinte” ex art. 114, comma 4, lettera e), c.p.a. assolve ad una funzione sanzionatoria e non risarcitoria, in quanto non mira a riparare il pregiudizio cagionato dalla mancata esecuzione della sentenza, ma a sanzionare il mancato adempimento alla statuizione giudiziaria. La norma in parola attribuisce, cioè, al Giudice dell’ottemperanza uno strumento per indurre indirettamente l’Amministrazione ad eseguire tempestivamente l’ordine di pagamento dallo stesso formulato, per cui esso è esperibile anche quando l’esecuzione del giudicato consista nel pagamento di una somma di denaro. Si tratta di uno strumento ovviamente non utilizzabile per gli inadempimenti pregressi, ma solo per quelli futuri e che non è incompatibile con la nomina di un commissario ad acta.
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References: sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 art. 468
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 114