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Timestamp: 2016-10-23 23:59:56+00:00

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4P.2/2002 (20.02.2002)
Paolo Tamagni, Bellinzona, contro la sentenza emanata il 19 novembre 2001 dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino nella causa che oppone la ricorrente a B.________, Mendrisio, C.________, Como (I) e D.________, Mendrisio, patrocinati dall'avv. Fausto Fontana, Chiasso, nonch� a E.________, Melano e all'assicurazione X.________, Mendrisio, patrocinati dall'avv. Marco Frigerio, Chiasso, in materia di circolazione stradale (assistenza giudiziaria);
Asserendo che il menzionato sinistro le avrebbe cagionato un'invalidit� dell'80%, il 9 settembre 1999 A.________ ha convenuto in giudizio sia B.________, con i genitori, che E.________, unitamente alla sua assicurazione, onde ottenere il pagamento di fr. 1'485'120.-- per la perdita di salario futura, fr. 97'200.-- per la perdita di guadagno gi� subita nonch� fr. 100'000.-- per torto morale.
B.- Con decreto del 26 marzo 2001 la Pretora della giurisdizione di Mendrisio-Nord ha accolto l'istanza limitatamente alla pretesa di fr. 600'000.--, ritenuto che - sottoposta a un esame sommario - la causa non presenta, per il resto, possibilit� di esito favorevole.
L'appello interposto da A.________ contro questo giudizio � stato respinto dalla II Camera civile del Tribunale d'appello del Cantone Ticino il 19 novembre 2001.
C.- Il 7 gennaio 2002 essa � quindi insorta dinanzi al Tribunale federale con ricorso di diritto pubblico fondato sugli art. 9 e 29 Cost. nonch� sull'art. 6 CEDU, nel quale postula - previa concessione dell'effetto sospensivo al gravame e dell'assistenza giudiziaria in sede federale - l'annullamento della sentenza cantonale ed il rinvio dell'incarto.
1.- Per costante giurisprudenza la decisione con la quale viene negato il beneficio dell'assistenza giudiziaria ha natura incidentale ed � atta a cagionare un pregiudizio irreparabile; essa pu� pertanto essere impugnata mediante ricorso di diritto pubblico (art. 87 cpv. 2 OG; DTF 125 I 161 consid. 1 con rinvii).
A prescindere da eccezioni che non si avverano in concreto, il ricorso di diritto pubblico per violazione dell'art. 9 Cost. ha natura meramente cassatoria (DTF 126 III 534 consid. 1c e rinvio). La ricorrente pu� quindi chiedere solo l'annullamento della sentenza impugnata; nella misura in cui postula il rinvio della causa all'autorit� cantonale, la sua domanda � superflua, essendo tale provvedimento la naturale conseguenza dell'invalidazione del querelato giudizio.
600'000.--, le autorit� cantonali avrebbero violato l'art.
cpv. 3 Cost. e l'art. 6 CEDU. Vista la sua precaria situazione economica, con la loro decisione le autorit� cantonali le avrebbero inoltre definitivamente pregiudicato la possibilit� di far valere in giustizia la sua pretesa di risarcimento, violando cos� anche il suo diritto di essere sentita (art. 29 cpv. 2 Cost.).
3.- Giusta l'art. 29 cpv. 3 Cost. - che ha codificato le premesse generali sviluppate dalla giurisprudenza sull'art. 4 vCost. (cfr. Messaggio concernente la revisione della Costituzione federale del 20 novembre 1996 in: FF 1997 I pag. 170) - chi non dispone dei mezzi finanziari necessari ha diritto alla gratuit� della procedura se la sua causa non sembra priva di possibilit� di successo (DTF 125 II 265 consid. 4a pag. 274; 124 I 1 consid. 2a, 304 consid. 2a, tutti con rinvii).
Secondo la giurisprudenza, una causa pare votata all'insuccesso quando essa manifesta probabilit� di essere accolta nettamente inferiori a quelle di essere respinta e per questo non pu� venir tenuta in seria considerazione (DTF 125 II 265 consid. 4b pag. 275). Diverso � il caso quando le probabilit� di essere accolta e quelle di essere respinta sembrano pi� o meno bilanciarsi, di guisa che anche un ricorrente ragionevole e agente a proprie spese la avvierebbe (DTF 124 I 304 consid. 2c pag. 306).
La censura relativa alla violazione del diritto all'assistenza giudiziaria viene esaminata liberamente dal profilo del diritto e limitatamente all'arbitrio da quello fattuale. La questione di sapere quali sono le circostanze determinanti ai fini di tale valutazione e se esse depongono a favore o contro l'esistenza di probabilit� di successo attiene al diritto; quella di sapere se tali circostanze sono state debitamente accertate riguarda invece i fatti (DTF 124 I 304 consid. 2c pag. 307).
a) Dal profilo dei fatti, la Corte ticinese ha accertato che la ricorrente non ha mai esercitato l'attivit� di interprete-traduttrice, su cui basa il calcolo del danno.
Sia come sia, ha proseguito l'autorit� cantonale, la pretesa invalidit� dell'80% � smentita dalle risultanze peritali, che attestano una capacit� lavorativa del 70% e, di conseguenza, un'invalidit� massima del 30%. Questa differenza, tenuto conto del reddito medio di un interprete, comporterebbe un danno futuro inferiore a fr. 550'000.--, importo che andrebbe tuttavia dimezzato qualora si volesse considerare l'ipotesi, pi� realistica, di un'attivit� quale segretaria.
Infine, i giudici ticinesi hanno rammentato che alla ricorrente va imputata una corresponsabilit�, dato ch' essa viaggiava sul motorino senza il casco di protezione, circostanza, questa, che potrebbe determinare una riduzione del 10% delle prestazioni a suo favore.
Il Tribunale federale annulla la sua decisione, per violazione dell'art. 9 Cost. , solo se risulta ch'egli ha abusato del suo potere e pronunciato una sentenza arbitraria, laddove, secondo la giurisprudenza sviluppata sotto il vecchio diritto - e tuttora valida (DTF 126 I 168 consid. 3a pag. 170) - l'arbitrio non si realizza gi� qualora la soluzione proposta con il ricorso possa apparire sostenibile o addirittura migliore rispetto a quella contestata.
Incombe alla parte che ricorre dimostrare, con un' argomentazione dettagliata e precisa, che queste condizioni sono realizzate e che la decisione impugnata � manifestamente insostenibile (art. 90 cpv. 1 lett. b OG). Questa esigenza di motivazione non � adempiuta quando chi ricorre si limita a contrapporre la propria versione dei fatti a quella dell'autorit� cantonale: � necessario dimostrare che il criticato accertamento non trova alcun riscontro nell' incarto (DTF 122 I 170 consid. 1c; 117 Ia 10 consid. 4b).
bb) In concreto, la ricorrente rammenta anzitutto che all'epoca dell'incidente aveva solo sedici anni e, di conseguenza, non avrebbe in nessun caso potuto frequentare una scuola d'interprete quale, ad esempio, la Dolmetscherschule di Zurigo n� tantomeno lavorare quale interprete. La Corte cantonale avrebbe arbitrariamente trascurato il fatto ch'essa si era iscritta all'istituto che meglio l'avrebbe preparata per il ciclo di studi successivo, ci� che prova l'intenzione - seria - di esercitare un giorno la professione di interprete-traduttrice. Sennonch�, con questi argomenti, essa non prova che gli accertamenti contenuti nella sentenza impugnata sono da considerare arbitrari nel senso sopra esposto. Essa non dimostra che la scuola scelta le avrebbe permesso uno sbocco diretto nel mondo professionale auspicato, con il salario menzionato negli allegati di causa. N� tantomeno riesce a dimostrare la tesi per la quale - in contrasto con quanto ritenuto dai giudici cantonali - avrebbe sicuramente proseguito gli studi, visti i risultati scolastici mediocri conseguiti, che non contesta.
Nel ricorso non viene contestato nemmeno il contenuto della perizia medica, cos� come riportato nel querelato giudizio. La ricorrente ravvede l'arbitrio nella mancata distinzione fra l'incapacit� lavorativa accertata dal medico e il grado d'invalidit� nella situazione concreta. Sennonch� essa vuole misurare il grado d'invalidit� concreto con riferimento alla professione di interprete-traduttrice, che - stando a quanto accertato dai giudici ticinesi, senza arbitrio - essa non avrebbe verosimilmente comunque esercitato.
Dal suo esposto non emergono altri elementi a sostegno di un'incapacit� lavorativa superiore al 30%.
Non pu� essere, infine, definita arbitraria la decisione di tener conto di un'eventuale riduzione del risarcimento concesso all'attrice a causa della sua corresponsabilit�, anche se � vero che nell'ambito delle assicurazioni sociali l'assenza del casco non comporta in ogni caso la riduzione delle prestazioni.
b) Dal profilo del diritto la pronunzia impugnata appare corretta. Il Tribunale cantonale ha valutato in maniera appropriata le circostanze giuridicamente rilevanti ai fini del giudizio sull'assistenza giudiziaria. Nell'ambito di un processo fondato sulla responsabilit� per atto illecito la parte attrice deve infatti dimostrare l'esistenza di un nesso di causalit� adeguato fra il danno da lei subito, nella misura asserita, e l'evento dannoso di cui � responsabile la parte convenuta. Quando la parte attrice fa valere un pregiudizio derivante dalla perdita di guadagno, essa deve dunque poter convincere il tribunale del fatto che eserciterebbe effettivamente l'attivit� asseverata qualora l'incidente non avesse avuto luogo. Se, come nel caso in rassegna, gi� le allegazioni della parte richiedente suscitano perplessit� quanto al realizzarsi di quest'eventualit�, la sua pretesa pu� essere definita priva di possibilit� di esito favorevole senza violare l'art. 29 cpv. 3 Cost. Dal contenuto dell'allegato ricorsuale non si pu� desumere quale altra professione avrebbe esercitato la ricorrente qualora l'incidente non si fosse verificato, n� tantomeno vengono addotti i pregiudizi subiti in relazione a un'eventuale altra attivit�. In queste circostanze, la decisione del Tribunale di valutare le possibilit� di esito favorevole sulla base dell'incapacit� lavorativa attestata dal medico e di tenere conto anche del salario medio di una segretaria, per stimare l'importo massimo della perdita di guadagno eventualmente cagionata dal sinistro, appare corretta.
c) Da tutto quanto esposto risulta che alla ricorrente � stato concesso il beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio per l'importo massimo per il quale, effettivamente, a un esame prima facie degli argomenti esposti negli allegati di causa, sembrano esservi delle possibilit� di esito favorevole. Il rifiuto di concedere l'assistenza giudiziaria per la pretesa ulteriore non viola dunque l'art. 29 cpv. 3 Cost.
4.- Con la sua decisione il Tribunale d'appello ha ossequiato pure l'art. 6 CEDU. Questa norma garantisce infatti anche alla persona indigente l'accesso a un tribunale indipendente ed imparziale costituito per legge; ci� non impedisce tuttavia di esigere che la domanda abbia possibilit� di esito favorevole (cfr. Frowein/Peukert, EMRK-Kommentar, 2a edizione, 1996, n. 54 a pag. 197; Mark E. Villiger, Handbuch der Europ�ischen Menschenrechtskonvention, 2a edizione, Zurigo 1999, pag. 275 n. 433).
7.- La concessione dell'assistenza giudiziaria per la procedura dinanzi al Tribunale federale presuppone, giusta l'art. 152 cpv. 1 OG, che le conclusioni della parte istante non sembrino dover aver esito sfavorevole. Le possibilit� di esito favorevole vanno valutate secondo i criteri gi� enunciati per l'art. 29 cpv. 3 Cost. In concreto, la domanda della ricorrente, volta all'annullamento del giudizio con il quale l'autorit� cantonale le ha rifiutato la concessione dell'assistenza giudiziaria per l'intero ammontare della sua pretesa, appariva sin dall'inizio votata all'insuccesso. L'istanza tendente alla concessione dell' assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio dinanzi all'autorit� federale va pertanto respinta.
1. La domanda di assistenza giudiziaria � respinta.
2. Il ricorso di diritto pubblico � respinto.
3. La tassa di giustizia di fr. 1'000.-- � posta a carico della ricorrente.

References: sentenza 
 art. 9
 sentenza 
 DTF 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza