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Timestamp: 2019-09-23 01:03:08+00:00

Document:
Per far valere il decreto ingiuntivo nei confronti del singolo condomino questi deve esserne messo a conoscenza – Sentenza n. 1289 del 30 gennaio 2012 – Confederazione Giudici di Pace
Per far valere il decreto ingiuntivo nei confronti del singolo condomino questi deve esserne messo a conoscenza – Sentenza n. 1289 del 30 gennaio 2012
Procedimento: Sentenza n. 1289 del 30 gennaio 2012
Per far valere il decreto ingiuntivo nei confronti del singolo condomino questi deve esserne messo a conoscenza
Garanzie allargate per i condomini nei confronti dei debiti contratti dal condominio.
La Terza sezione civile della Corte di cassazione, con la sentenza n. 1289 del 30 gennaio 2012 ribadisce il principio secondo cui il comproprietario (e/o l’inquilino) non può vedersi azionato contro il decreto ingiuntivo emesso contro il condominio se prima non è stato messo in grado di conoscere il “titolo” della pretesa. In sostanza se non gli è stato notificato personalmente l’atto disposto dal giudice. La vicenda processuale riguardava un atto di precetto che intimava a una condomina il pagamento di 2.193 euro; l’esistenza del credito era stata avallata dal decreto ingiuntivo già notificato all’amministratore pro-tempore dello stabile, documento utilizzato in un secondo momento anche per azionare la pretesa nei confronti della singola co-obbligata. L’operazione però è stata “congelata” dai giudici di legittimità, cui era ricorsa la donna. Secondo i Giudici anche ammesso che «il titolo esecutivo intervenuto nei confronti dell’ente di gestione condominiale possa essere validamente azionato anche nei confronti del singolo condomino quale obbligato solidale … è necessaria una nuova notificazione qualora si voglia agire contro un soggetto non indicato nell’ingiunzione, per la sua pretesa qualità di obbligato solidale». Per i Giudici di piazza Cavour, infatti, il singolo condomino deve essere messo in grado non solo di conoscere qual è il titolo ex articolo 474 del Cpc in base al quale viene minacciata in suo danno l’esecuzione, ma anche eventualmente di dare al medesimo la possibilità di adempiere l’obbligazione da esso risultante entro il termine previsto dall’articolo 480 del codice di procedura.
In ogni caso grava sul condomino una responsabilità solo parziale in relazione alla sua quota, anche nei rapporti esterni.
R.G.N. 1302/2009
Cron. 1289
Rep. 211
Ud. 14/12/2011
Dott. MAURIZIO MASSERA – Consigliere
Dott. RAFFAELLA LANZILLO – Consigliere
Dott. PAOLO D’AMICO – Rel. Consigliere
sul ricorso 1302 – 2009 proposto da:
(…), elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE (…) presso lo studio dell’avvocato (…) rappresentata e difesa dall’avvocato (…) giusta delega in atti;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. DOMENICO IANNELLI che ha concluso per il rigetto del 1° motivo; accoglimento del 2° e 3° motivo;
A sostegno dell’opposizione, la F. deduceva che l’atto di precetto in questione doveva considerarsi nullo non essendole mai stato notificato il relativo titolo esecutivo. Deduceva altresì che tale titolo, ottenuto contro un condominio in persona dell’amministratore, può essere fatto valere nei confronti del singolo condomino purché l’esecuzione forzata venga preceduta dalla notificazione del titolo esecutivo e del precetto nei confronti del condomino contro il quale viene intrapresa l’esecuzione stessa.
Nel merito il medesimo G. sosteneva che la notificazione non era necessaria giacché il decreto ingiuntivo era stato dichiarato esecutivo ai sensi dell’art. 654 c.p.c., comma 2, e che comunque nel precetto c’era pure l’indicazione dell’avvenuta apposizione della formula esecutiva.
Con il primo motivo del ricorso parte ricorrente denuncia “Violazione e falsa applicazione dell’art. 479 c.p.c., e art. 654 c.p.c., comma 2, – omessa insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio in relazione all’art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5”.
Posto che nel caso in esame l’opponente non pone in questa sede la questione se il titolo esecutivo giudiziale, intervenuto nei confronti dell’ente di gestione condominiale in persona dell’amministratore pro tempore, possa essere validamente azionato nei confronti del singolo condomino quale obbligato solidale (questione che, secondo Cass. Sez. Un., n. 9148/2008, è ormai definitivamente risolta nel senso che, esclusa la solidarietà, la responsabilità del condomino è solo parziale in proporzione alla sua quota, anche nel rapporti esterni), osserva, tuttavia, questa Corte che, anche sotto l’erroneo presupposto che il titolo esecutivo ottenuto contro il condominio possa essere fatto valere in executivis contro il singolo condomino quale preteso obbligato in solido, il precetto, intimato a tal fine allo stesso condomino, non avrebbe comunque potuto prescindere dalla notificazione, preventiva o contestuale, del decreto ingiuntivo emesso nei confronti dell’ente di gestione, ancorché detta ingiunzione fosse risultata del tipo ex art. 654 c.p.c., comma 2.
Con il secondo e terzo motivo si denuncia rispettivamente: 2) “omessa insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto controverso e decisivo per il giudizio (art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5)”; 3) “Violazione e falsa applicazione degli artt. 1123, 1292, 1294 e 1314 c.c. – Omessa e insufficiente e contraddittoria motivazione circa un fatto decisivo per il giudizio (art. 360 c.p.c., nn. 3 e 5)”.
Condominio: vita dura per chi non paga – Sentenza del 20 gennaio 2012
Condominio: il diritto d’uso del posto auto costa molto caro se in zona c’è carenza di parcheggi – Sentenza n. 1214 del 27 gennaio 2012

References: Sentenza 
 Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 articolo 474
 art. 654
 Cass. Sez. 
 art. 654
 Sentenza 
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