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Decommissioning e gestione rifiuti radioattivi: la situazione internazionale e in Italia
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Flaviana Giusti
1 Decommissioning e gestione rifiuti raoattivi: la situazione internazionale e in Italia Alfredo uce Report RSE/29/127
2 Ente per le Nuove tecnologie, l Energia e l Ambiente RICERCA SISTEMA EETTRICO Decommissioning e gestione rifiuti raoattivi: la situazione internazionale e in Italia Alfredo uce Report RSE/29/127
3 DECOMMISSIONING E GESTIONE RIFIUTI RADIOATTIVI: A SITUAZIONE INTERNAZIONAE E IN ITAIA Alfredo uce (ENEA) Febbraio 29 Report Ricerca Sistema Elettrico Accordo Programma Ministero dello Sviluppo Economico ENEA Area: Produzione e fonti energetiche Tema: Nuovo Nucleare da Fissione Responsabile Tema: Stefano Monti, ENEA
4 2 56 INDICE 1 RIFERIMENTI EGISATIVI E NORMATIVI Riferimenti normativi internazionali ed europei Joint Convention Riferimenti legislativi e normativi nazionali STRATEGIE DI GESTIONE E PRATICHE CORRENTI a situazione internazionale ʼapproccio della UE a situazione italiana INVENTARIO E CASSIFICAZIONE E DEI RIFIUTI RADIOATTIVI Classificazione dei rifiuti raoattivi a guida tecnica ivelli Rilascio (Clearance evels) a mensione del problema O SMATIMENTO DEI RIFIUTI RADIOATTIVI Depositi superficie e depositi geologici a situazione internazionale Il problema del deposito nazionale in Italia Generalità Gruppo avoro DM 25 Febbraio Il ruolo dellʼenea RIFERIMENTI... 55
5 RIFERIMENTI EGISATIVI E NORMATIVI 1.1 RIFERIMENTI NORMATIVI INTERNAZIONAI ED EUROPEI a mensione internazionale dei problemi connessi con l uso pacifico dell energia nucleare ha dato luogo alla adozione numerose convenzioni e trattati internazionali che sono stati recepiti (o sono in via recepimento) dal nostro paese, che tra l altro aderisce anche a versi organismi europei e internazionali che si occupano della materia (IAEA, EURATOM, OECD-NEA, etc.). Un elenco completo delle convenzioni e trattati internazionali che rettamente o inrettamente hanno incidenza sul tema nucleare, e quin anche su quello del decommissioning e della gestione dei rifiuti raoattivi, può essere trovato sul sito della IAEA (International Atomic Energy Agency ai seguenti inrizzi: e convenzioni e i trattati internazionali hanno valore legale per gli stati contraenti e quin richiedono ratifica da parte dei parlamenti (o strumento equivalente). Di seguito si porta una breve descrizione quelle che hanno un maggiore e più specifico impatto con il tema del decommissioning e della gestione dei rifiuti raoattivi: Trattato non proliferazione (Treaty on the Non-Proliferation of Nuclear Weapons): ha lo scopo prevenire la ffusione delle armi nucleari e la relativa tecnologia, e quin promuovere il sarmo nucleare e l uso pacifico dell energia nucleare. Il trattato stabilisce un sistema salvaguare sotto la responsabilità e il controllo della IAEA, è stato adottato il 12 Giugno 1968 presso le Nazioni Unite a New York ed è entrato in vigore il 5 Marzo 197. Italia è stata tra i primi firmatari il 28 Gennaio 1969 con ratifica il 2 Maggio Oggi tutti gli stati del mondo vi aderiscono, tranne Ina, Israele, Pakistan e Cuba. a stipula del TNP ha dato origine ad una serie atti e strumenti correlati, fra cui il cosiddetto Accordo Verifica, concluso nel 1973 fra IAEA, Euratom e gli Stati membri della Comunità Europea (ad eccezione Francia e Regno Unito, dotati armi nucleari, con i quali sono stati conclusi accor specifici ai fini delle salvaguare). Con l Accordo del 1973 gli Stati firmatari hanno assunto l impegno accettare le verifiche salvaguara su tutte le materie utilizzate nelle attività nucleari pacifiche sui propri territori, al fine verificare che le materie nucleari non siano stolte verso la fabbricazione armi nucleari e altri congegni nucleari esplosivi. Recentemente (1998), per rinforzare l azione salvaguara, l Accordo Verifica è stato integrato con un Protocollo Aggiuntivo, entrato in vigore nell Unione europea il 3 aprile 24 a seguito della ratifica da parte tutti gli Stati membri, il quale prevede un sistema controlli anche su tecnologie e componenti che, pure se natura convenzionale, potrebbero essere utilizzate in ambito nucleare (ad es. per l arricchimento dell Uranio). Il protocollo aggiuntivo è stato ratificato in Italia con legge 332 del 31 ottobre 23. fonte:
6 4 56 Convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari (Convention on the Physical Protection of Nuclear Material): obbliga gli Stati contraenti a garantire, durante trasporti nucleari internazionali, la protezione del materiale nucleare all'interno del loro territorio o a bordo delle loro navi o aeromobili. a Convenzione è stata adottata a Vienna il 26 Ottobre 1979 ed è entrata in vigore l 8 Febbraio Italia l ha firmata il 13 Giugno 198 e l ha ratificata il 6 Settembre 1991 con entrata in vigore il 6 Ottobre Nel corso una conferenza plomatica dell 8 uglio 25 la Convenzione è stata emendata e il testo aggiornato entrerà in vigore quando sarà ratificato dai due terzi degli stati partecipanti. fonte: Convenzione sulla sicurezza nucleare (Convention on Nuclear Safety): impegna giuricamente gli Stati partecipanti, che hanno centrali nucleari sul territorio, a mantenere un elevato livello sicurezza, sulla base parametri riferimento internazionali convisi. a Convenzione è stata adottata a Vienna il 17 Giugno 1994, è entrata in vigore il 24 Ottobre 1996 e a tutt oggi ha 65 stati firmatari e 6 stati contraenti. In effetti la Convenzione, pur avendo valore legale, ha natura essenzialmente incentivante e non prevede controlli o sanzioni ma si basa sull interesse comune raggiungere alti livelli sicurezza. Tale obiettivo viene perseguito con riunioni perioche (review meetings) tra le parti contraenti a Vienna, dove ogni Stato si impegna a presentare un Rapporto Nazionale in tema sicurezza nucleare, che viene sottoposto ad esame critico da parte tutti gli altri, con eventuali commenti e richieste chiarimenti. Italia ha firmato la Convenzione il 27 Settembre 1994 e ratificato il 15 Aprile 1998 con entrata in vigore il 14 uglio Fonte: Convenzione comune sulla sicurezza della gestione del combustibile esaurito e sulla sicurezza della gestione dei rifiuti raoattivi (Joint Convention on the Safety of Spent Fuel Management and on the Safety of Raoactive Waste Management): è il primo trattato internazionale giuricamente vincolante sulla sicurezza in questi settori. Essa prevede un impegno degli Stati partecipanti raggiungere e mantenere un elevato livello sicurezza nella gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti raoattivi, come parte del regime sicurezza globale atto a garantire la protezione della popolazione e dell'ambiente. Tale obiettivo viene perseguito in maniera analoga a quanto effettuato per la Convenzione sulla Sicurezza Nucleare, cioè attraverso review meetings perioci nel corso dei quali gli stati contraenti presentano un Rapporto Nazionale. Italia ha firmato la Convenzione il 26 Gennaio 1998 e il Parlamento l ha ratificata l 8 Febbraio 26 con entrata in vigore il 9 Maggio 26. Fonte: Si descrivono adesso le principali basi legislative su cui si basa l attività delle istituzioni dell Unione Europea in campo nucleare con particolare riferimento al
7 5 56 problema del decommissioning e della gestione dei rifiuti raoattivi. Maggiori e dettagliate informazioni si possono trovare sul sito della Commissione Europea: Il primo passo formale nel tentativo uniformare i criteri gestione dell uso pacifico dell energia nucleare nell Unione Europea fu il Trattato istitutivo della Comunità Europea dell'energia Atomica (EURATOM) entrato in vigore il 25 Marzo obiettivo dei primi paesi fondatori (Belgio, Francia, Germania, Italia, ussemburgo e Olanda) era dare impulso allo sviluppo dell energia nucleare come mezzo per raggiungere l inpendenza energetica e contribuire alla formazione e allo sviluppo delle industrie nucleari europee e provvedere affinché tutti gli Stati membri potessero trarre beneficio dallo sviluppo dell'energia atomica, garantendo la sicurezza approvvigionamento del combustibile. Allo stesso tempo, il trattato doveva garantire un livello sicurezza elevato per la popolazione, assicurando che le materie nucleari destinate a finalità civili non venissero utilizzate per fini militari. In tale ottica il trattato istituisce un sistema controlli (in sinergia con quelli della IAEA) atti a garantire che le materie nucleari non vengano stolte per scopi versi dalle finalità civili cui sono destinate. o schema istituzionale del trattato è, in linea massima, simile a quello del trattato CEE istitutivo della Comunità Economica Europea (poi Unione Europea) ed è basato su un "triangolo istituzionale": Consiglio, Commissione e Parlamento Europeo. Tuttavia la Comunità Europea dell'energia Atomica non si è ancora fusa con l'unione Europea e mantiene una personalità giurica separata, pur convidendo le stesse istituzioni. Attraverso il trattato EURATOM la Commissione Europea acquisisce insomma lo status autorità regolatoria sovra-nazionale in tre aree principali: la protezione sanitaria dalle raazioni, il commercio delle materie fissili e le salvaguare nucleari. Invece il trattato non approfonsce molto gli aspetti operativi sicurezza degli impianti e gestione dei rifiuti raoattivi, probabilmente perchè all epoca in cui fu scritto queste problematiche non erano considerate grande rilevanza. Per cui questi aspetti sono stati sviluppati più che altro a livello dei singoli stati e solo organizzazioni internazionali quali la IAEA e la OECD-NEA (Nuclear Energy Agency, agenzia specializzata in ambito OCSE, hanno promosso e promuovono (ma senza vincoli legali) la standarzzazione e l armonizzazione in termini criteri sicurezza e procedure. e stesse rettive, raccomandazioni e regolamentazioni varie, successivamente emesse, coprono solo marginalmente la materia, essendo nella gran parte dei casi rette a regolamentare gli aspetti, peraltro importantissimi, protezione sanitaria dalle raazioni e movimenti trans-frontalieri; ad esempio: Direttiva del Consiglio 92/3/EURATOM del 3 febbraio 1992 relativa alla sorveglianza ed al controllo delle spezioni residui raoattivi tra Stati membri e quelle verso la Comunità e fuori da essa. (in corso revisione) Risoluzione del Consiglio del 15 Giugno 1992 concernente al rinnovo del piano d'azione comunitario in materia residui raoattivi.
8 6 56 Risoluzione del Consiglio del 18 Giugno 1992 sui problemi tecnologici della sicurezza nucleare. Regolamento del Consiglio (Euratom) n. 1493/93 del 8 giugno 1993 sulle spezioni sostanze raoattive tra gli Stati membri. Risoluzione del Consiglio del 19 Dicembre 1994 sulla gestione dei rifiuti raoattivi. Direttiva del Consiglio 96/29/EURATOM del 13 maggio 1996 che stabilisce le norme fondamentali sicurezza relative alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i pericoli derivanti dalle raazioni ionizzanti. Raccomandazione della Commissione 1999/669/EURATOM del 15 settembre 1999 su un sistema classificazione dei residui raoattivi soli. Decisione 1999/819/EURATOM del 16 novembre Decisione della Commissione riguardante l'adesione della Comunità europea dell'energia atomica (Euratom) alla Convenzione sulla sicurezza nucleare del Direttiva del Consiglio 23/122/EURATOM del 22 Dicembre 23 sul controllo delle sorgenti sigillate ad alta attività e delle sorgenti orfane. Recentemente c è stata una proposta della Commissione Europea per l adozione due rettive EURATOM del Consiglio Europeo (doc. COM(23) 32 del 3 Gennaio 23): la prima, 23/21(CNS), che definisce gli obblighi fondamentali e i principi generali nel settore della sicurezza degli impianti nucleari (compreso il decommissioning); la seconda, 23/22(CNS), sulla gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti raoattivi. e proposte rettive sono state successivamente moficate con doc. COM(24) 526 del 8 Settembre 24, dopo che la scussione in Parlamento Europeo aveva prodotto versi emendamenti. Anche la seconda stesura non è stata approvata dal Parlamento, pertanto rimane ancora aperta la questione una legislazione comunitaria specifica in tema decommissioning e gestione dei rifiuti raoattivi. Tuttavia la strada è stata decisamente tracciata con la Decisione del Consiglio del 24 Gennaio 25 per l adesione dell Euratom alla Joint Convention, resa esecutiva dalla decisione della Commissione del 14 Giugno JOINT CONVENTION Ai fini della presente trattazione la maggiore rilevanza a livello internazionale è connessa con la già citata Convenzione Congiunta sulla Sicurezza della Gestione del Combustibile Nucleare Esaurito e dei Rifiuti Raoattivi (Joint Convention), adottata e aperta alla firma il 29 Settembre 1997 alla Conferenza Diplomatica Vienna ed entrata in vigore il 18 Giugno 21. a Joint Convention rappresenta il primo strumento giurico per affrontare rettamente questi problemi su scala globale e si applica al combustibile esaurito e ai rifiuti raoattivi derivanti da reattori nucleari civili; si applica anche alla gestione dei rifiuti raoattivi origine non elettronucleare se lo stato contraente lo chiara esplicitamente, cosa che l Italia ha fatto. Si applica inoltre a combustibile esaurito e rifiuti raoattivi provenienti da programmi militari se e quando tali materiali sono
9 7 56 trasferiti in modo permanente e gestiti esclusivamente all'interno programmi civili. a Convenzione si applica infine anche alle emissioni nell ambiente liquide o gassose da impianti nucleari. Come per la convenzione sulla sicurezza nucleare anche la Joint Convention, pur avendo valore legale, ha natura incentivante e non prevede controlli o sanzioni ma si basa sull interesse comune raggiungere alti livelli sicurezza. a convenzione impegna quin le parti contraenti a partecipare a perioci review meetings, nel corso dei quali ciascuna parte contraente è tenuta a presentare un rapporto nazionale che descrive nel dettaglio le misure adottate per l'attuazione degli obblighi derivanti dalla convenzione stessa. Finora si sono tenute due riunioni, la prima nel Novembre del 23, a cui l Italia non ha partecipato non avendo ancora ratificata la convenzione, la seconda nel Maggio 26, a cui l Italia ha partecipato presentando il primo Rapporto Nazionale. a terza riunione è programmata per il Maggio 29. Per dare un idea della progressione con cui la Joint Convention acquisisce consensi, si pensi che alla prima riunione hanno partecipato 35 delegati da 33 parti contraenti. Alla seconda riunione hanno partecipato 41 paesi contraenti, tra cui otto nuovi, cioè Brasile, Estonia, EURATOM, Islanda, Italia, ituania, Russia e Uruguay, con quasi 5 delegati. Alle riunioni le parti contraenti adottano un documento in cui vengono riassunti i temi scussi e le conclusioni raggiunte. Questa relazione sintesi viene messa a sposizione del pubblico come richiesto dall'articolo 34 della convenzione. A sposizione del pubblico vengono anche messi la maggior parte dei rapporti nazionali (decisione che però pende dal singolo stato), garantendo quin la massima trasparenza. Altre informazioni sulla Joint Convention, compresi i rapporti nazionali, sono reperibili sul sito web della IAEA già segnalato. Molte delle informazioni riportate nel presente documento sono peraltro riprese dal primo rapporto nazionale italiano, reperibile sia sul sito della IAEA sia in quello dell APAT che, per conto del Governo Italiano, si è occupata della redazione in coornazione con gli operatori del settore (SOGIN, ENEA, NUCECO, etc.) 1. o status relativo all adesione alla Joint Convention è riportato nella tabella che segue, ripresa dal sito IAEA con aggiornamento al 12 Dicembre
12 RIFERIMENTI EGISATIVI E NORMATIVI NAZIONAI 2 Il quadro legislativo italiano base si compone come segue: egge 186 del 31 cembre 1962 (impiego pacifico dell energia nucleare) pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 27 del 3 gennaio 1963, moficata dal DPR n. 174 del 3 cembre 1965 (Gazzetta Ufficiale no. 112 del 9 maggio 1966) e dal DPR n. 519 del 1 maggio 1975 (Gazzetta Ufficiale no. 294 del 6 novembre 1975). Tale legge ha avuto versi DM, DPCM, DPR applicativi qui non riportati. D.gs. 23 del 17 marzo 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 136 del 13 giugno 1995, ed entrato in vigore dal 1 gennaio 1996, attuazione delle rettive EURATOM 8/836, 84/467, 84/466, 89/618, 9/641 e 92/3 in materia raazioni ionizzanti. Moficato ed integrato da: Decreto egislativo 26 maggio 2, n. 241 "Attuazione della Direttiva 96/29/EURATOM in materia protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle raazioni ionizzanti", pubblicato come supplemento ornario Gazzetta Ufficiale n. 23 del 31/8/2. Errata-corrige pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 68 del 22/3/21 alle pagine 79 e 8. Decreto egislativo 9 maggio 21, n. 257 "Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 26 maggio 2, n. 241, recante attuazione della rettiva 96/29/Euratom in materia protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle raazioni ionizzanti", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4 luglio 21. Il D.gs. 23, come sopra moficato, comprensivo 13 allegati tecnici, sciplina quasi tutti gli aspetti relativi all impiego pacifico dell energia nucleare, compresi il decommissioning e la gestione dei rifiuti raoattivi, anche se a livello molto generale; necessita tuttavia ancora alcuni decreti attuativi e leggi regionali per essere pienamente operativo. Per quanto riguarda il decommissioning degli impianti nucleari valgono gli articoli 55, 56 e 57, seguito parzialmente riportati in quanto sufficientemente esaurienti nella loro sinteticità: Articolo 55 Autorizzazione per la sattivazione degli impianti nucleari. 1. 'esecuzione delle operazioni connesse alla sattivazione un impianto nucleare e' soggetta ad autorizzazione preventiva da parte del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentiti i Ministeri dell'ambiente, dell'interno, del lavoro e della previdenza sociale e della sanità, la regione o provincia autonoma interessata e l'anpa, su istanza del titolare della licenza. Detta autorizzazione è rilasciata, ove necessario, per singole fasi intermee rispetto allo stato ultimo previsto. OMISSIS... 2 In questo capitolo, laddove vengono inserite citazioni testuali dalle leggi vigenti, si tenga conto che il Ministero dell Industria e dell Artigianato (MICA) è oggi Ministero dello Sviluppo Economico (MAE) e che l ANPA è oggi ISPRA.
13 11 56 Articolo 56 Procedura per il rilascio dell'autorizzazione alla sattivazione - Svolgimento delle operazioni. 1. e Amministrazioni cui all'articolo 55 trasmettono all'anpa, non oltre sessanta giorni dal ricevimento della documentazione prevista allo stesso articolo 55, le proprie eventuali osservazioni. 2. 'ANPA, esaminata l'istanza autorizzazione e la relativa documentazione e tenendo conto delle osservazioni delle amministrazioni cui al comma 1, prespone e trasmette alle stesse amministrazioni una relazione con le proprie valutazioni e con l'incazione degli eventuali limiti e conzioni da osservare. 3. e amministrazioni cui al comma 2, non oltre trenta giorni dal ricevimento della relazione trasmettono le loro osservazioni finali all'anpa la quale, sentita la Commissione tecnica, prespone e trasmette al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato il proprio parere con l'incazione delle eventuali prescrizioni. 4. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, rilascia l'autorizzazione cui all'articolo 55, conzionandola all'osservanza delle eventuali prescrizioni definite dall'anpa. 5. 'esecuzione delle operazioni avviene sotto la vigilanza dell'anpa che, in relazione al loro avanzamento e sulla base specifica istanza del titolare dell'autorizzazione, verifica l'effettivo venir meno dei presupposti tecnici per l'osservanza delle singole sposizioni del presente decreto e delle prescrizioni emanate. Articolo 57 Rapporto conclusivo. 1. Il titolare dell'autorizzazione, al termine delle operazioni cui all'articolo 56, trasmette all'anpa uno o più rapporti atti a documentare le operazioni eseguite e lo stato dell'impianto e del sito. 2. Il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentite le amministrazioni interessate e l'anpa, emette, con proprio decreto, le eventuali prescrizioni connesse con lo stato dell'impianto e del sito al termine delle operazioni. Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti raoattivi, peraltro strettamente connessa con le operazioni decommissioning, la materia è molto più complessa e le sposizioni contenute nel D.gs. 23 impostano il problema solo a livello generale, rimandando il dettaglio a più specifici decreti attuativi in buona parte non ancora emessi, in particolar modo per lo smaltimento definitivo. Troviamo prima le sposizioni relative alle installazioni CAPO VI (regime autorizzativo per le installazioni e particolari sposizioni per i rifiuti raoattivi): Articolo 3 - Particolari sposizioni per l allontanamento dei rifiuti 1. allontanamento materiali destinati ad essere smaltiti, riciclati o riutilizzati in installazioni, ambienti o, comunque, nell'ambito attività a cui non si applichino le norme del presente decreto, se non è sciplinato dai rispettivi provvementi autorizzativi, è comunque soggetto ad autorizzazione quando detti rifiuti o materiali contengano raonucli con tempi mezzamento fisico maggiore o uguale a settantacinque giorni o in concentrazione superiore ai valori determinati ai sensi dell'articolo 1. I livelli allontanamento stabiliti negli atti autorizzatori debbono sodsfare ai criteri fissati con il decreto cui all'articolo 1, comma 2, che terrà conto anche degli orientamenti tecnici forniti in sede comunitaria. OMISSIS. Articolo 31 - Attività raccolta rifiuti raoattivi per conto terzi
14 'attività raccolta, anche con mezzi altrui, rifiuti raoattivi, provenienti da terzi, allo scopo conferire i medesimi ad installazioni trattamento o deposito oppure procedere allo smaltimento essi nell'ambiente ai sensi dell'articolo 3, è soggetta ad autorizzazione del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita l'anpa. OMISSIS.. Articolo 32 Spezioni, importazioni ed esportazioni rifiuti raoattivi 1. e spezioni rifiuti raoattivi provenienti da Stati membri dell'unione europea o ad essi destinate, le importazioni e le esportazioni dei rifiuti medesimi da e verso altri Stati, nonché il loro transito sul territorio italiano debbono essere preventivamente autorizzati. OMISSIS... Articolo 33 Nulla osta per installazioni deposito o smaltimento rifiuti raoattivi 1. Ferme restando le sposizioni vigenti in materia chiarazione compatibilità ambientale, la costruzione, o comunque la costituzione, e l'esercizio delle installazioni per il deposito o lo smaltimento nell ambiente, nonché quelle per il trattamento e successivo deposito o smaltimento nell ambiente, rifiuti raoattivi provenienti da altre installazioni, anche proprie, sono soggette a nulla osta preventivo del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, concerto con i Ministeri dell'ambiente, dell'interno, del lavoro e della previdenza sociale e della sanità, sentite la regione o la provincia autonoma interessata e l'anpa. 2. Con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, d'intesa con i Ministri dell'ambiente e della sanità e concerto con i Ministri dell'interno e del lavoro e della previdenza sociale, sentita l'anpa, sono stabiliti i livelli raoattività o concentrazione ed i tipi rifiuti per cui si applicano le sposizioni del presente articolo, nonché le sposizioni procedurali per il rilascio del nulla osta, in relazione alle verse tipologie installazione. Nel decreto può essere prevista, in relazione a tali tipologie, la possibilità articolare in fasi stinte, compresa quella chiusura, il rilascio del nulla osta nonché stabilire particolari prescrizioni per ogni fase, ivi incluse le prove e l'esercizio. (n.d.r.: il decreto annunciato al comma 2 dell art.33 non è stato mai emanato.) Articolo 34 Obblighi registrazione 1. Gli esercenti le attività sciplinate negli articoli 31 e 33 devono registrare i tipi, le quantità raoattività, le concentrazioni, le caratteristiche fisico-chimiche dei rifiuti raoattivi, nonché tutti i dati idonei ad identificare i rifiuti medesimi ed i soggetti da cui provengono. OMISSIS.. Per quanto riguarda il CAPO VII (Impianti) la materia è ben sciplinata per le nuove autorizzazioni: Articolo 36 Documentazione sicurezza nucleare e protezione sanitaria 1. Il richiedente l'autorizzazione...omissis..., ai fini dell'accertamento delle conzioni sicurezza nucleare e protezione sanitaria, deve trasmettere, oltre che al Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, all'anpa i seguenti documenti: a) progetto massima dell'impianto corredato dalla pianta topografica, dai piani esplicativi, dai segni e descrizioni dell'impianto e da uno stuo preliminare smaltimento dei rifiuti raoattivi;... OMISSIS
15 13 56 Per gli impianti vecchi (cioè la totalità in Italia) invece il problema della destinazione dei materiali raoattivi risulta è accennato negli articoli già citati per la sattivazione. Viene poi ripreso genericamente nel CAPO IX relativo alla protezione sanitaria della popolazione: Articolo 12 Disposizioni particolari per i rifiuti raoattivi 1. Chiunque esercita un'attività soggetta al presente decreto deve adottare le misure necessarie affinché la gestione dei rifiuti raoattivi avvenga nel rispetto delle specifiche norme buona tecnica e delle eventuali prescrizioni tecniche contenute nei provvementi autorizzativi, al fine evitare rischi esposizione alle persone del pubblico. OMISSIS.. Vengono poi definite delle norme transitorie tra le quali quelle più rilevanti, ai fini della presente descrizione, riguardano i livelli esenzione e i livelli rilascio: Articolo 154 Rifiuti con altre caratteristiche pericolosità - Raonucli a vita breve 1. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta formulata d'intesa dai Ministri dell'ambiente e della sanità, concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentita l'anpa, sono definiti i criteri e le modalità da rispettare per la gestione dei rifiuti raoattivi che presentano anche caratteristiche pericolosità verse dal rischio da raazioni, nonché per il loro smaltimento nell'ambiente. 2. e norme del presente decreto non si applicano allo smaltimento rifiuti raoattivi nell'ambiente, né al loro conferimento a terzi ai fini dello smaltimento, né comunque all'allontanamento materiali destinati al riciclo o alla riutilizzazione, quando detti rifiuti o materiali contengano solo raonucli con tempo mezzamento fisico inferiore a settantacinque giorni e in concentrazione non superiore ai valori determinati ai sensi dell'articolo 1, sempre che lo smaltimento avvenga nel rispetto delle sposizioni del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive moficazioni. 3. OMISSIS.. 3-bis. Fuori dei casi cui al comma 2, l'allontanamento da installazioni soggette ad autorizzazioni cui ai capi IV, VI e VII materiali contenenti sostanze raoattive, destinati ad essere smaltiti, riciclati o riutilizzati in installazioni, ambienti o, comunque, nell'ambito attività ai quali non si applichino le norme del presente decreto, è soggetto ad apposite prescrizioni da prevedere nei provvementi autorizzativi cui ai predetti capi. I livelli allontanamento da installazioni cui ai capi IV, VI e VII materiali, destinati ad essere smaltiti, riciclati o riutilizzati in installazioni, ambienti o, comunque, nell'ambito attività ai quali non si applichino le norme del presente decreto debbono sodsfare ai criteri fissati con il decreto cui all'articolo 1, comma 2, ed a tal fine tengono conto delle rettive, delle raccomandazioni e degli orientamenti tecnici forniti dall'unione europea. A fronte questo quadro legislativo generale, orientato essenzialmente alla protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori, era palese la necessità uno o più provvementi legislativi che definissero gli aspetti essenziali relativi allo smantellamento degli impianti nucleari smessi, alla gestione dei rifiuti raoattivi, incluso lo smaltimento, e alla formazione delle relative risorse finanziarie. Assodata tale necessità negli ultimi anni si sono succeduti provvementi legislativi in modo sornato e spesso inefficace, sia per il ripetuto cambio strategia in corso
16 14 56 d opera sia per la mancata risoluzione del problema del deposito nazionale smaltimento definitivo dei rifiuti raoattivi. Di seguito si fa un freddo elenco dei principali provvementi legislativi, rimandando al capitolo successivo la samina della situazione nazionale e degli inrizzi strategici alla base tali provvementi: - Decreto legislativo del , n. 79 (Decreto Bersani) Attuazione della rettiva 96/92/CE recante norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica. - Ministero dell'industria, del Commercio e dell'artigianato concerto con Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione economica: decreto Inviduazione degli oneri generali afferenti al sistema elettrico - Decreto del Ministero dell'industria del Commercio e dell'artigianato 7 maggio 21 Inrizzi strategici ed operativi alla Sogin - Società gestione impianti nucleari S.p.a., ai sensi dell'art. 14, comma 4 del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (Decreto Bersani) liberalizzazione del mercato elettrico - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 febbraio 23 Dichiarazione dello stato emergenza in relazione all'attività smaltimento dei rifiuti raoattivi slocati nelle regioni azio, Campania, Emilia-Romagna, Basilicata e Piemonte, in conzioni massima sicurezza (reiterato, con successivi DPCM, fino al ). - Ornanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n del 7 marzo 23 Disposizioni urgenti la relazione all'attività smaltimento in conzioni massima sicurezza, dei materiali raoattivi slocati nelle centrali nucleari e nei siti stoccaggio. - Decreto egge 14 novembre 23, n. 314 (G.U. n. 268 del 18 novembre 23), coornato con la legge conversione 24 cembre 23, n. 368 (G.U. n. 6 del 9/1/24) Disposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in conzioni massima sicurezza, dei rifiuti raoattivi - egge 24 Dicembre 23, n. 368 Conversione in legge, con moficazioni, del decreto-legge 14 novembre 23, n. 314, recante sposizioni urgenti per la raccolta, lo smaltimento e lo stoccaggio, in conzioni massima sicurezza, dei rifiuti raoattivi. - Ornanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n del 7/5/24 Ulteriori sposizioni urgenti in relazione all'attività smaltimento, in conzioni massima sicurezza, dei materiali raoattivi slocati nelle centrali nucleari e nei siti stoccaggio. - egge 23 agosto 24, n. 239 Riorno del settore energetico, nonché delega al Governo per il riassetto delle sposizioni vigenti in materia energia (G.U. n. 215 del 13/9/24), recante, ai commi da 99 a 16 dell art.1, integrazioni delle sposizioni cui al decreto legge 14 novembre 23 n.314, convertito, con moficazioni, nella legge 24 cembre 23, n Decreto 2 cembre 24 del Ministro delle Attività Produttive, recante inrizzi strategici ed operativi alla SOGIN, ai sensi dell art.13, comma 4, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n.79.
17 egge 282 del 16 Dicembre 25, Ratifica della Convenzione congiunta in materia sicurezza della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti raoattivi, fatta a Vienna il 5 settembre Decreto egislativo 6 Febbraio 27, n. 52, Attuazione della rettiva 23/122/CE EURATOM sul controllo delle sorgenti raoattive sigillate ad alta attività e delle sorgenti orfane. - Accordo intergovernativo firmato il 24 novembre 26 tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese e perfezionato il 2 Maggio 27, per il riprocessamento del combustibile irraggiato depositato negli impianti nucleari italiani, che prevede tra l altro il rientro in Italia dei relativi rifiuti entro il DM 25 Febbraio 28 del Ministero dello Sviluppo Economico, Costituzione del gruppo lavoro per l inviduazione della tipologia, delle procedure e della metodologia selezione rette alla realizzazione, su un sito del territorio nazionale, un centro servizi tecnologici e ricerca ad alto livello nel settore dei rifiuti raoattivi.
18 STRATEGIE DI GESTIONE E PRATICHE CORRENTI 2.1 A SITUAZIONE INTERNAZIONAE a gestione delle attività smantellamento degli impianti nucleari obsoleti e la gestione dei rifiuti raoattivi, in particolare lo smaltimento, sono temi strettamente interconnessi tra loro e, data la delicatezza della problematica e l attenzione dell opinione pubblica, richiedono una strategia nazionale globale, definita con il contributo competenze tecniche, scientifiche, amministrative e politiche. a sattivazione (decommissioning) un impianto nucleare ha l obiettivo consentire la rimozione alcuni o tutti i vincoli normativi raologici, garantendo la sicurezza a lungo termine della popolazione e dell ambiente. Questo processo pende da molti fattori e può comportare varie fasi intermee e durata variabile in funzione parametri che variano da paese a paese, quali lo stato e le prospettive utilizzo dell energia nucleare, la sponibilità personale qualificato, le questioni sociali locali, la sponibilità finanziamenti, la sponibilità un sito smaltimento per i rifiuti raoattivi, etc.. Dal punto vista tecnico le esperienze smantellamento già condotte hanno permesso selezionare le tecniche più opportune e queste tecniche sono già state applicate con successo a un buon numero vecchi impianti utilizzati in passato come prototipi mostrativi, permettendo in alcuni casi anche il riutilizzo del sito senza vincoli tipo raologico. e stesse tecniche e procedure si applicano oggi anche a un buon numero progetti decommissioning impianti commerciali. Dal punto vista economico sono stati proposti e resi operativi meccanismi finanziamento per le attività decommissioning che si fondano generalmente sull accantonamento fon nel corso della vita operativa dell impianto. In tali meccanismi la parte più fficile è quella una corretta valutazione dei costi, specialmente quelli gestione del combustibile esaurito e smaltimento dei rifiuti raoattivi. In Italia, come è noto, l attuale meccanismo finanziamento si basa su un aliquota della bolletta elettrica (componente A2), stabilita anno per anno dall Autorità per l Energia Elettrica ed il Gas. Per identificare i versi possibili livelli avanzamento nell attività decommissioning un impianto nucleare si fa normalmente riferimento ad una scala proposta dalla IAEA, che invidua tre livelli o sta: Stao 1 Conservazione con Sorveglianza: minimo inspensabile attività necessarie per la conservazione in sicurezza (nel caso centrali nucleari il combustibile irraggiato viene allontanato dal sito). Stao 2 Rilascio Conzionato: si smantellano o decontaminano le parti meno contaminate e le parti convenzionali dell impianto. Il cuore dell impianto viene messo in conservazione in sicurezza. Stao 3 Rilascio Inconzionato: si smantella completamente l impianto e il sito viene rilasciato senza ulteriore necessità sorveglianza. Il sito può essere riutilizzato per attività convenzionali o rilasciato come prato verde. Ovviamente sono possibili anche situazioni intermee.
19 17 56 In base alla scala IAEA sono possibili le seguenti strategie generali decommissioning: DECON (Decontamination) Si procede subito, dopo la fermata dell impianto, all inizio dello smantellamento per portarsi allo Stao 3 nei tempi tecnici necessari. SAFESTOR (Safe Storage)) Dopo la fermata si procede verso uno stao compreso tra 1 a 2 ed in tale stao si mantiene in sicurezza l Impianto per un periodo alcune decine anni, in attesa che la raoattività decada a livelli più accettabili per le operazioni smantellamento, dopochè si passa alla strategia DECON. ENTOMB - e parti raoattive dell impianto vengono confinate (ad es. inglobate in un colata calcestruzzo) in attesa del decamento a livelli fondo ambientale. Attualmente nel mondo non c è una scelta definitiva a favore una delle strategie DECON o SAFESTOR, mentre la strategia ENTOMB non viene praticamente seguita mai per una centrale nucleare potenza. Infatti optare per una strategia ENTOMB equivarrebbe a trasformare ogni sito nucleare in un sito smaltimento definitivo per rifiuti raoattivi. In Europa e negli USA le due strategie SAFESTOR e DECON convivono; in Germania si sono orientati preferenzialmente verso la strategia DECON, mentre in Francia e nel Regno Unito è stata solito utilizzata la strategia SAFESTOR. In uno stesso paese si verificano cambiamenti strategie in corso d opera. In Italia ad esempio si è passati da una iniziale strategia SAFESTOR a una DECON, senza peraltro riuscire a trarne le opportune conseguenze in termini strategia gestione dei rifiuti raoattivi. In ambito europeo fin dal 1979 la Commissione Europea ha finanziato programmi ricerca e sviluppo sul decommissioning installazioni nucleari, per la messa a punto tecniche decontaminazione e smantellamento, tecnologie per la minimizzazione dei rifiuti, procedure gestione, etc.. A partire dall inizio degli anni 9 alcuni impianti versa tipologia sono stati inseriti in un programma europeo ricerca e sviluppo sul decommissioning, per comparare i versi tipi approccio in pendenza fferenti problematiche 3 : - Impianto ritrattamento AT1 in a Hague (Francia): è stato completamente smantellato ed è in corso la bonifica del sito per il riutilizzo. - WAGR a Windscale (Inghilterra), reattore nucleare raffreddato a gas e moderato a grafite; è stato inserito nel programma proprio per lo specifico problema della grafite attivata, che va quin gestita come rifiuto raoattivo. - KRB-a Gundremmingen in Germania: reattore nucleare ad acqua bollente (BWR) da 25 MWe il cui smantellamento è pressocchè terminato. - BR3 in Belgio, reattore nucleare ad acqua pressurizzata (PWR), dove si sono sperimentate tecniche taglio per materiali metallici altamente attivati. 3 da European website on Decommissioning of Nuclear Installations
20 Impianto ritrattamento Eurochemic a Dessel (Belgio): il decommissioning dovrebbe essere completato entro il EWN-KGR Greifswald in Germania, con 8 reattori tecnologia sovietica VVER- 44: dove si sono sperimentate tecniche remotizzate avanzate. e attività sono ancora in corso. Figura 1 - Progetti ricerca UE per il Decommissioning Sempre a livello europeo, recentemente è stato attivato un Co-ornation Network on Decommissioning of Nuclear Installations (http://ec-cnd.net/), che ha l obiettivo favorire l interscambio informazioni scientifiche e tecniche nell area del decommissioning. Iniziative per una sempre maggiore collaborazione internazionale sono promosse anche dalla IAEA: In tutto il mondo sono state costruite e messe in funzione oltre 5 centrali nucleari e la maggior parte esse sono localizzate in paesi membri OCSE e in particolare i paesi membri della NEA 4. Circa 8 centrali sono arrivati a fine vita e sono in versi sta decommissioning, compresi alcuni casi stao 3; ad esempio in Germania le vecchie centrali KKN in Niederaichbach (HWGCR) e HDR in Grosswelzheim (BWR) sono state completamente smantellate e i siti portati nelle conzioni prato verde. Questo senza contare altre tipologie impianti: impianti fabbricazione del combustibile, impianti ritrattamento del combustibile irraggiato, reattori ricerca, etc.. Fare una panoramica completa dei programmi decommissioning attualmente in atto richiederebbe molto più spazio quello qui sponibile, e non risulterebbe molto utile, visto che chi fosse interessato può dettagliatamente documentarsi nei siti web già incati. Basti qui riassumere che nei paesi pionieri dell industria nucleare (compresa l Italia) decine impianti sono in fase decommissioning con 4 The Decommissioning and Dismantling of Nuclear Facilities: Status, Approaches, Challenges - 22, OECD-NEA

References: Articolo 55
 Articolo 56
 articolo 55
 Articolo 57
 Articolo 3
 Articolo 31
 Articolo 32
 Articolo 33
 art.33
 Articolo 34
 Articolo 36
 Articolo 12
 Articolo 154
 art.1
 art.13