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Timestamp: 2020-08-15 14:14:44+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23905 del 11/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23905 del 11/10/2017
Cassazione civile, sez. VI, 11/10/2017, (ud. 20/07/2017, dep.11/10/2017), n. 23905
sul ricorso iscritto al numero 23797 del ruolo generale dell’anno
1232/2016, pubblicata in data 21 aprile 2016;
data 20 luglio 2017 dal consigliere Augusto Tatangelo.
T.A. ha proposto opposizione agli atti esecutivi, ai sensi dell’art. 617 c.p.c., avverso l’ordinanza con cui è stata dichiarata l’improcedibilità dell’esecuzione da essa promossa nei confronti dell’INPS sulla base di titolo esecutivo costituito da sentenza pronunziata dal giudice del lavoro, per le spese di lite distratte in suo favore, quale procuratore distrattario della parte ricorrente.
Il Tribunale di Foggia ha accolto l’opposizione, ha revocato l’ordinanza impugnata, ha condannato l’INPS a pagare all’opponente le spese del processo esecutivo per Euro 1.606,09, nonchè le spese di lite, liquidate in Euro 263,97 per esborsi ed Euro 4.600,00 per onorario di avvocato, oltre accessori.
1. Con il primo motivo del ricorso si denunzia “violazione degli artt. 616,617 e 618 c.p.c. in relazione all’art. 289 c.p.c. (art. 360 c.p.c., n. 4)”.
Con il secondo motivo si denunzia “violazione e falsa applicazione del combinato disposto degli artt. 93,409,617,618 e 618 bis c.p.c. (art. 360 c.p.c., n. 4)”.
Con il terzo motivo si denunzia “nullità della sentenza per violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4, e dell’art. 118 disp. att. c.p.c. (art. 360 c.p.c., n. 4)”.
Con il quarto motivo si denunzia “violazione o falsa applicazione del combinato disposto dell’art. 91 c.p.c. e del D.M. n. 55 del 2014, art. 4 (art. 360 c.p.c., n. 3)”.
2. E’ logicamente preliminare, ed assorbente, l’esame del secondo motivo del ricorso, che è manifestamente fondato (come del resto già statuito da questa Corte in recenti precedenti tra le medesime parti aventi ad oggetto identica questione: cfr. ad es. Cass. Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 9654 del 13/04/2017; Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 11415 del 10/05/2017; Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 12034 del 16/05/2017; Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 12032 del 16/05/2017; Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 14337 del 08/06/2017; Sez. 6 – 3, Ordinanza n. 14336 del 08/06/2017).
L’applicazione del detto principio di diritto al caso di specie comporta che è fondata la censura dell’istituto ricorrente secondo cui il giudizio di opposizione agli atti esecutivi si sarebbe dovuto svolgere secondo il rito ordinario, e non secondo il rito del lavoro (e in senso contrario non è possibile argomentare da altri precedenti di questa Corte relativi a controversie analoghe alla presente, nelle quali il rito del lavoro seguito nel grado di merito non era oggetto, come nel presente ricorso, di specifica censura).
3. Il secondo motivo del ricorso va accolto e la sentenza impugnata va cassata.
– accoglie il primo motivo di ricorso, assorbiti i restanti; cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, dichiara inammissibile l’opposizione agli atti esecutivi proposta dall’intimata Angela T.;
– condanna l’intimata al pagamento in favore dell’INPS delle spese del giudizio di merito, che liquida in complessivi Euro 630,00, ed al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida nella complessiva somma di Euro 2.500,00, oltre rimborso del contributo unificato, Euro 200,00 per esborsi, nonchè spese generali ed accessori come per legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 4
 Cass. Sez. 
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