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Timestamp: 2020-08-11 13:53:38+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 12907 del 22/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12907 del 22/06/2016
Cassazione civile sez. lav., 22/06/2016, (ud. 05/04/2016, dep. 22/06/2016), n.12907
sul ricorso 23008/2010 proposto da:
avvocati ALESSANDRO RICCIO, MAURO RICCI e SERGIO PREDEN, giusta
avverso la sentenza n. 520/2010 della CORTE D’APPELLO i L’AQUILA,
depositata il 23/04/2010, R.G.N. 794/2007;
SANLORENZO Rita, che ha concluso per l’inammissibilità o rinvio a
nuovo ruolo e nel merito rigetto del ricorso.
Con la sentenza n. 520/2010, depositata il 23.4.2010, la Corte d’Appello di L’Aquila accoglieva l’appello proposto contro la sentenza del Tribunale di Teramo con cui era stata respinta la domanda di R.G. volta ad ottenere il riconoscimento del diritto a percepire la pensione di anzianità ricalcolata ed aumentata con decorrenza anteriore, anche alla stregua della contribuzione previdenziale versata dall’assicurato alla Cassa di Previdenza Svizzera e da tale Cassa trasferita all’INPS. La Corte, in riforma della sentenza di primo grado, sosteneva che il diritto al ricalcolo ed alla prestazione sorgesse dal momento della maturazione del trattamento e non dal momento del trasferimento dei relativi contributi o da quello della domanda; ciò in applicazione del D.P.R. n. 488 del 1968, art. 5, u.c., che in tal senso regola l’imputazione dei contributi figurativi.
Avverso detta sentenza l’INPS ha proposto ricorso articolato su un unico motivo con il quali chiede la cassazione della sentenza.
1.- Con l’unico motivo di ricorso l’INPS censura la sentenza impugnata per falsa applicazione del D.P.R. 27 aprile 1968, n. 488, art. 5, nonchè insufficiente motivazione su un fatto decisivo e controverso per il giudizio (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5) per avere la Corte deciso senza considerare le peculiarità della situazione di fatto costituita dalla liquidazione, con decorrenza 1.1.1999, su domanda dell’interessato, di una nuova e diversa pensione VO COM presso la gestione commercianti a seguito del trasferimento della pensione svizzera.
2.- Il ricorso deve essere dichiarato inammissibile per difetto di notifica, mancando la prova della sua avvenuta notifica a mezzo posta al lavoratore intimato; come risulta dall’avviso di ricevimento del plico non notificato per irreperibilità del destinatario depositato all’udienza del 5.4.2016 da parte del procuratore dell’INPS. 3.- In tema di ricorso per cassazione, la prova dell’avvenuto perfezionamento della notifica dell’atto introduttivo, ai fini della sua ammissibilità, deve essere data tramite la produzione dell’avviso di ricevimento, entro l’udienza di discussione.
Costituisce ius receptum il principio di diritto secondo cui, ai fini del rispetto del termine per la proposizione del gravame, è sufficiente che l’impugnante depositi la prova della consegna dell’atto all’agente notificatore, mentre la prova dell’avvenuto perfezionamento della notifica può essere data anche in un momento successivo, fino all’udienza di discussione (Sez. U, Sentenza n. 11429 del 12/05/2010, in tema di ricorso per cassazione).
4.- Ne consegue, nel diritto vivente, l’affermazione che, in caso di mancata produzione dell’avviso di ricevimento ed in assenza di attività da parte dell’intimato, l’impugnazione è inammissibile, non essendo consentita la concessione di un termine per il deposito e non ricorrendo i presupposti per la rinnovazione della notificazione ai sensi dell’art. 291 c.p.c.. Pertanto, nell’ipotesi di omessa produzione dell’avviso di ricevimento idoneo a comprovare il perfezionamento della notificazione eseguita a mezzo del servizio postale, si determina in modo istantaneo ed irretrattabile l’effetto dell’inammissibilità dell’impugnazione, nonchè il consolidamento del diritto della controparte a tale declaratoria (Cass. sentenza 19623/2015, Cass. Sez. 3, Sentenza n. 9453 del 28/04/2011, 617526).
5. Non occorre provvedere per le spese essendo il lavoratore rimasto intimato.
La Corte dichiara l’inammissibilità del ricorso. Nulla per le spese.

References: Sentenza 
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 art. 5
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 Cass. Sez. 
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