Source: http://www.bellunodonna.it/index.php/chi-siamo/statuto
Timestamp: 2017-04-26 15:35:49+00:00

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Statuto | Associazione Belluno Donna | Centro antiviolenza
Statuto – Associazione Belluno Donna | Centro antiviolenza
STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE “Belluno-DONNA”
Articolo 1: Costituzione e durata.
È costituita l’Associazione di Volontariato denominata “Belluno DONNA” in forma d’associazione non riconosciuta.
L’associazione ha sede a Belluno in via del Piave n. 5 (c/o Casa del Volontariato).
La variazione della sede non comporta modifica statutaria.
Articolo 2: Statuto.
L’Associazione “Belluno DONNA” è disciplinata dal presente Statuto e agisce ai sensi e per gli effetti della Legge numero 266/1991, della Legge Regionale numero 40/1993 e successive modificazioni, del Decreto Legislativo numero 460/1997 e dei principi generali dell’ordinamento giuridico riguardanti gli enti senza fine di lucro.
Articolo 3: Modifiche allo Statuto.
Il presente Statuto è modificato con la presenza della metà più una delle aderenti e il voto favorevole della maggioranza delle presenti.
Articolo 4: Oggetto e scopo.
L’associazione è laica, apartitica e aconfessionale; non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel campo del disagio e delle problematiche sociali inerenti le donne e i minori.
Approfondire la ricerca, la riflessione, il dibattito e l’agire rispetto al fenomeno della violenza contro le donne. Il progetto si fonda sull’autodeterminazione e sulla relazione tra donne, al fine di rimuovere ogni forma di violenza fisica, psichica, sessuale od economica praticata nei confronti delle donne e dare visibilità alla loro forza.
Offrire aiuto alle donne che subissero molestie, maltrattamenti e violenze, sia nella famiglia che nel sociale, nel rispetto della loro cultura, etnia, religione, restituendo loro autonomia, maggior senso di dignità e autostima.
Promuovere interventi formativi, la ricerca, il dibattito e la divulgazione di temi che riguardano la violenza contro le donne e i minori.
Accoglienza e informazione per l’attivazione di risorse sociali e l’inserimento lavorativo o la scelta del percorso formativo.
L’associazione per conseguire tali obiettivi si propone tra l’altro:
Ricerche, convegni, seminari, dibattiti ed ogni genere d’iniziativa tesa alla prevenzione, alla informazione e all’individuazione della problematica e agli interventi concreti di sostegno.
La realizzazione di un centro di prima accoglienza dove sia le donne e i minori possano trovare un primo aiuto, accoglienza e assistenza allorquando subiscono violenze all’interno della famiglia o in altri casi in cui ciò si renda necessario.
La gestione di una casa‑rifugio segreta, o altre strutture ritenute necessarie e conformi alle finalità dell’associazione, dove ospitare donne e minori in situazione di rischio. La gestione di tali strutture, anche in considerazione di analoghe esperienze italiane e straniere, verrà assunta da personale solo femminile, sia volontario che retribuito e che si riconosca nelle finalità dell’associazione, ferma restando la possibilità di avvalersi di consulenze di operatori secondo le necessità.
L’accesso alla conoscenza e allo sviluppo delle normative e delle politiche che riguardano le donne e i minori anche attraverso programmi specifici.
L’intervento e la costituzione di parte civile, nel processo per violenza carnale, atti di libidine, maltrattamenti in famiglia ed in genere in ogni procedimento, penale, civile e amministrativo, che veda la donna o il/la minore come oggetto di violenza, ove la donna ne faccia richiesta.
Per realizzare tali finalità, l’associazione ritiene importante avviare la sperimentazione di forme di rapporto con le istituzioni pubbliche, in particolare con le amministrazioni locali del Veneto (Regione, Provincia, Comuni, ULSS, Università, ecc.)
Attività di formazione, aggiornamento e orientamento al lavoro.
TITOLO SECONDO ‑ ADERENTI
Articolo 5: Ammissione.
L’associazione è composta da sole persone fisiche. Sono aderenti all’associazione tutte le donne che ne condividono le finalità di cui all’art.4 e si impegnano per realizzarle versando la quota associativa stabilita dal Consiglio Direttivo.
Chi intende aderire all’Associazione deve rivolgere domanda al Consiglio Direttivo recante la dichiarazione di condividere le finalità associative e di impegnarsi ad approvare e osservare lo Statuto, gli eventuali Regolamenti e ad attenersi alle sue deliberazioni.
La richiedente acquisirà la qualifica di socia al momento del rilascio della tessera sociale.
Le associate si distinguono in: socie fondatrici, socie ordinarie:
sono socie fondatrici coloro che sono intervenute nell’atto costitutivo dell’associazione;
sono socie ordinarie tutte coloro che verranno ammesse con tale qualifica dal Consiglio Direttivo, in relazione all’accettazione senza riserve del presente Statuto e del regolamento sociale, nonché al loro contributo personale per lo sviluppo delle attività dell’associazione. L’ammissione delle socie ordinarie è deliberata dal Consiglio Direttivo, su proposta di 2 socie, previa domanda dell’interessata.
Sono sostenitrici tutte le persone che appoggiano l’associazione con contributi economici.
Possono essere nominate onorarie, su deliberazione del Consiglio Direttivo, donne aventi particolare rilievo, a parere dello stesso Consiglio Direttivo. Tale nomina avrà efficacia a decorrere dalla data di accettazione scritta.
Tutte le persone sostenitrici e le socie onorarie possono partecipare alle assemblee, non sono eleggibili a cariche sociali e non hanno diritto di voto.
Articolo 6: Adesione.
L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo, fermo restando in ogni caso il diritto di recesso. L’adesione all’Associazione comporta per l’associata maggiore di età il diritto di voto nell’assemblea per l’approvazione e le modifiche dello Statuto e del Regolamento, per l’approvazione del bilancio e per la nomina degli organi direttivi.
Tra le socie vige una disciplina uniforme del rapporto associativo ed è espressamente esclusa ogni sorta di limitazione alla vita associativa; tutte le socie godono del diritto di elettorato attivo e passivo.
Le socie hanno l’obbligo di impegnarsi per il raggiungimento degli scopi dell’associazione prestando la propria attività personale, spontanea e gratuita. Esse possono essere rimborsate delle spese effettivamente sostenute e documentate, nei limiti preventivamente fissati dal Consiglio Direttivo o dall’Assemblea. Le socie non possono intrattenere con l’associazione alcun rapporto di lavoro subordinato o autonomo, né ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale.
Articolo 7: Perdita della qualità di socia.
La qualità di socia si perde per decesso, recesso e per esclusione.
Articolo 8: Recesso.
Chiunque aderisca all’Associazione può in qualsiasi momento notificare la volontà di recedere; tale recesso ha efficacia dalla data di accettazione da parte del Consiglio Direttivo e comunque non oltre i trenta giorni successivi.
Le socie che non avranno notificato la loro volontà di recedere entro il 31 dicembre di ogni anno saranno considerate socie anche dell’anno successivo e tenute al versamento della quota annuale di adesione.
Articolo 9: Esclusione.
In presenza di inadempienza agli obblighi di versamento oppure di altri gravi motivi, chiunque partecipi all’Associazione può esserne escluso su proposta del Consiglio Direttivo, successivamente ratificata dall’assemblea delle socie.
La proposta di esclusione può essere presentata all’assemblea, con richiesta motivata, anche da almeno un quarto delle associate.
La decisione dell’assemblea è assunta con voto segreto e dopo aver ascoltato le controdeduzioni dell’interessata.
L’Assemblea delibera a maggioranza dei voti e con la presenza di alemeno la metà delle associate. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque sia il numero delle intervenute.
L’esclusione ha effetto dal trentesimo giorno successivo alla notifica del provvedimento; questo deve contenere le motivazioni che hanno indotto l’organo competente a deliberare l’esclusione.
Nel caso che l’esclusa non ne condivida le ragioni, ella può adire il collegio Arbitrale di cui al presente Statuto.
In tal caso l’efficacia del provvedimento è sospeso fino alla pronuncia del Collegio stesso.
Resta salva la possibilità di ricorrere avverso la decisione dell’Assemblea all’Autorità Giudiziaria, secondo le modalità fissate dall’articolo 24 del Codice Civile.
TITOLO TERZO ‑ ORGANI
Articolo 10: Organi.
L’Assemblea generale delle socie;
la Presidente del Consiglio Direttivo.
L’Assemblea è composta da tutte le socie fondatrici e ordinarie ed è l’organo sovrano.
L’Assemblea è presieduta dalla Presidente del Consiglio Direttivo, in sua assenza, dalla Vicepresidente.
L’Assemblea si riunisce, almeno una volta all’anno, su convocazione della Presidente del Consiglio Direttivo, a seguito di delibera del Consiglio stesso, mediante comunicazione scritta. La comunicazione deve essere spedita a tutti gli aderenti all’indirizzo risultante dal libro delle socie e dovrà pervenire alle destinatarie almeno cinque giorni prima della data della riunione.
La convocazione dell’assemblea deve contenere l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione, sia di prima sia di seconda convocazione e l’elenco delle materie da trattare.
L’Assemblea potrà essere convocata anche su domanda motivata e firmata da almeno un quarto delle socie.
delinea gli indirizzi generali dell’Associazione;
L’Assemblea è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza di metà più una delle aderenti. Possono essere previste deleghe da conferirsi esclusivamente ad altre aderenti. Ogni aderente può rappresentare per delega una sola socia.
In seconda convocazione l’Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero delle aderenti presenti in proprio o per delega.
Delle riunioni dell’assemblea sarà redatto, su apposito libro, il relativo verbale che sarà sottoscritto dalla Presidente e dalla Segretaria.
L’Assemblea delibera a maggioranza dei voti delle presenti.
Hanno diritto di intervenire all’Assemblea e di votare tutte le socie regolarmente iscritte e in regola con il pagamento della quota associativa annuale prevista.
Ogni socia ha diritto ad un voto.
L’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo composto da 5 membri eletti dall’Assemblea generale delle socie, per la durata di 3 anni e possono essere rielette. In caso di recesso o decesso di una componente, il Consiglio provvede alla sua sostituzione con la prima delle non elette.
Il Consiglio nomina una Presidente, una Vicepresidente e una Segretaria.
Il Consiglio si riunisce dietro convocazione della Presidente e su richiesta di almeno un terzo dei suoi membri almeno 2 volte all’anno per deliberare in ordine al compimento degli atti fondamentali della vita associativa.
Per la validità delle deliberazioni occorre la presenza effettiva della maggioranza dei membri del Consiglio ed il voto favorevole della maggioranza delle presenti.
Il Consiglio è presieduto dalla Presidente, in sua assenza dalla Vicepresidente, in assenza di entrambe dalla più anziana di età delle presenti.
Delle riunioni del Consiglio sarà redatto, su apposito libro, il relativo verbale che sarà sottoscritto dalla Presidente e dalla Segretaria/Tesoriera.
Il Consiglio è investito dei più ampi poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione. Esso procede pure alla compilazione dei bilanci ed alla loro presentazione all’Assemblea; compila eventuali Regolamenti per il funzionamento organizzativo dell’Associazione, la cui osservanza è obbligatoria per tutte le associate dopo l’approvazione da parte dell’Assemblea.
Articolo 16: La Presidente del Consiglio Direttivo.
La Presidente del Consiglio Direttivo è anche Presidente dell’Associazione.
E’ eletta dal Consiglio di Amministrazione, convocato in apposita adunanza, a maggioranza dei due terzi delle presenti.
L’Assemblea, con il voto favorevole della metà più uno delle aderenti, può revocare la Presidente.
La Presidente del Consiglio Direttivo rappresenta legalmente l’Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio; cura l’esecuzione dei deliberati dell’Assemblea delle socie.
Sulla base delle direttive emanate dall’Assemblea e dal Consiglio Direttivo, alla Presidente compete lo svolgimento dell’ordinaria amministrazione; in merito all’attività compiuta, la Presidente riferisce al Consiglio Direttivo.
Solo in casi di necessità e di urgenza, la Presidente può anche compiere atti di straordinaria amministrazione, ma in tal caso deve tempestivamente convocare il Consiglio Direttivo per la ratifica del suo operato.
La Presidente convoca e presiede l’Assemblea, il Consiglio Direttivo e ne cura l’esecuzione delle relative deliberazioni, sorveglia il buon andamento amministrativo dell’Associazione, verifica l’osservanza dello Statuto e dei Regolamenti, ne promuove la riforma ove se ne presenti la necessità.
La Presidente sottoscrive il verbale dell’Assemblea curandone la custodia presso i locali dell’Associazione.
La Presidente cura la predisposizione dei bilanci consuntivo e preventivo da sottoporre per l’approvazione al Consiglio Direttivo e poi all’Assemblea, corredandoli di idonee relazioni.
Articolo 17: La Vicepresidente del Consiglio Direttivo.
La Vicepresidente sostituisce la Presidente in ogni sua attribuzione, anche nella rappresentanza legale dell’associazione di fronte a terzi ed in giudizio, ogni qualvolta questa sia assente o impedita all’esercizio delle proprie funzioni.
Articolo 18: La Segretaria del Consiglio Direttivo.
La Segretaria coadiuva la Presidente e il Consiglio nell’esplicazione delle attività esecutive; cura la tenuta del Libro verbali dell’Assemblea, del Consiglio Direttivo, nonché del Libro delle Socie e riscuote le quote annuali.
TITOLO QUARTO ‑ PATRIMONIO E BILANCIO
Articolo 19: Patrimonio.
dai contributi delle associate e da ogni altro provento.
da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l’attivo sociale, quali ad esempio:
– fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche occasionali, anche mediante offerte di beni di modico valore;
– contributi corrisposti da amministrazioni pubbliche per lo svolgimento di attività aventi finalità sociali;
– dal ricavato derivante da manifestazioni o partecipazione ad esse;
da contributi corrisposti da amministrazioni pubbliche per lo svolgimento convenzionato o in regime di accreditamento, di attività aventi finalità sociali in conformità ai fini istituzionali;
da ogni altro tipo di entrate ammesso dalla Legge 266/91.
Tutti i beni appartenenti all’Associazione sono elencati in apposito inventario, depositato presso la sede della stessa e consultabile da tutte le aderenti.
Articolo 20: Contributi.
I contributi delle aderenti sono costituiti dalla quota di iscrizione, il cui importo è stabilito annualmente dal Consiglio Direttivo o dall’Assemblea;
Articolo 21: Erogazioni, donazioni e lasciti.
I lasciti testamentari sono accettati con beneficio di inventario dal Consiglio Direttivo in armonia con le finalità statutarie dell’Associazione.
La Presidente attua le delibere di accettazione e compie i relativi atti giuridici.
Articolo 22: Bilancio.
Gli esercizi dell’Associazione aprono il 1 gennaio e chiudono il 31 dicembre di ogni anno. Per ogni esercizio sono predisposti un bilancio preventivo e un bilancio consuntivo.
Il bilancio consuntivo contiene tutte le entrate intervenute e le spese sostenute relative all’anno trascorso. Il bilancio preventivo contiene le previsioni di spesa e di entrata per l’esercizio annuale successivo.
I bilanci preventivo e consuntivo dovranno essere depositati presso la sede dell’Associazione, a disposizione delle associate, almeno quindici giorni prima della data fissata per l’approvazione. Le socie, riunite in assemblea, approveranno i bilanci preventivo e consuntivo entro quattro mesi dalla chiusura rispettivamente dell’anno in corso e successivo a quello di spettanza.
Articolo 23: Avanzi di gestione.
All’Associazione è vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione comunque denominati, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (ONLUS) che per legge, Statuto o Regolamento facciano parte della medesima e unitaria struttura.
L’Associazione ha l’obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per l’attuazione delle attività istituzionali o di quelle ad esse direttamente connesse.
TITOLO QUINTO ‑ RESPONSABILITÀ
Articolo 24: Responsabilità ed assicurazione.
Tutte le aderenti all’organizzazione sono assicurate per malattia, infortunio e per la responsabilità civile verso i terzi.
Articolo 25: Convenzioni.
L’associazione può stipulare convenzioni con altri enti e soggetti. Il Consiglio Direttivo delibera la convenzione, che viene stipulata dalla Presidente e viene eseguita sulla base delle modalità di attuazione deliberate dal Consiglio Direttivo.
Articolo 26: Dipendenti e collaboratori.
L’associazione può assumere dipendenti e giovarsi dell’opera di collaboratori di lavoro autonomo nei limiti della Legge 266/91. I rapporti tra l’Associazione e i dipendenti e collaboratori sono disciplinati dalla legge.
TITOLO SESTO ‑ DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 27: Scioglimento.
In caso di scioglimento o cessazione dell’organizzazione, i beni, dopo la liquidazione, saranno devoluti ad altre organizzazioni di volontariato o enti non lucrativi socialmente utili aventi scopi analoghi a quelli indicati nel presente statuto, e comunque al perseguimento di finalità di pubblica utilità sociale.
Lo scioglimento dell’Associazione è deliberato con il voto favorevole di almeno i tre quarti delle aderenti.
Articolo 28: Collegio Arbitrale
Ogni controversia, suscettibile di clausola compromissoria, che dovesse insorgere tra le socie o tra alcune di esse e l’Associazione, circa l’interpretazione o l’esecuzione del contratto associativo e del presente statuto, sarà rimessa al giudizio di un collegio arbitrale composto di tre arbitri, amichevoli compositori, due dei quali da nominarsi da ciascuna delle parti contendenti e il terzo designato, a sua volta, dai due arbitri così eletti, o, in caso di disaccordo, dal presidente del Tribunale di Belluno.
Articolo 30: Legge applicabile.

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 23

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 26

Articolo 27

Articolo 28

Articolo 30