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Timestamp: 2020-01-23 01:56:46+00:00

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REGOLAMENTAZIONE DA PARTE DEL COMUNE DELL'ATTIVITÀ DELLE SALE DA GIOCO – LOCALIZZAZIONE DELL'ATTIVITÀ (ART. 7, CO, 10, DECRETO LEGGE N. 158 DEL 2012 (C.D. BALDUZZI); ART. 1, COMMA 201, DELLA LEGGE REGIONALE CAMPANIA 7 AGOSTO 2014, N. 16) | AigaNapoli
TAR CAMPANIA, NAPOLI, SEZ. III – 22 marzo 2017, N. 1567
(PRES. DONADONO; EST. PALLIGGIANO)
Le disposizioni sui limiti di distanza imposti alle sale da gioco sono dirette al perseguimento di finalità prevalentemente di carattere socio-sanitario.
Lo Stato ha il compito di fissare i principi generali che ispirano la materia, dettati dalla riduzione e dal contrasto all’attività del gioco d’azzardo; mentre le Regioni e gli enti locali hanno il potere di disciplinarne le concrete modalità, avuto riguardo, da un lato, agli obiettivi programmati a livello nazionale, e, dall’altro, alle caratteristiche peculiari del territorio entro cui le attività del gioco sono destinate ad incidere. L’obiettivo può ben essere realizzato mediante l’adozione di un testo regolamentare, in quanto il riferimento, nell’art. 1, co. 201, della legge regionale n. 16 del 2014, a “previsioni urbanistico-territoriali” allude essenzialmente al carattere, al contenuto ed alle finalità delle prescrizioni e non comporta anche il rinvio al complesso iter procedimentale per la formazione o la variazione di uno strumento urbanistico.
Regolamentazione da parte del Comune dell’attività delle sale da gioco – estensione dell’efficacia delle disposizioni ai soggetti già operanti – tutela della salute (art. 32 Cost.; art. 11 preleggi)
L’estensione dell’applicazione delle previsioni regolamentari sull’attività di raccolta delle sale da gioco a tutti gli operatori del settore, ivi compresi quelli già operanti, non implica una retroattività delle disposizioni, ma è piuttosto finalizzata ad escludere situazioni franche da una verifica periodica, con la sottrazione totale dei soggetti già autorizzati da ogni possibilità di controllo e verifica successiva, con inammissibile incisione sui principi di imparzialità e di par condicio tra operatori del settore.
Ciò risponde alla giustificabile esigenza di bilanciare l’interesse alla salvaguardia delle attività economiche con quella legata alla prevenzione delle ludopatie, la quale rientra nell’ambito delle esigenze di tutela della salute, in linea con i principi fissati dall’art. 32 della Costituzione.
Regolamentazione da parte del Comune dell’attività delle sale da gioco – orari di apertura – competenza Consiglio comunale e del Sindaco (artt. 42 e 50, comma 7, d.lgs. 267/2000)
Nel regolamentare l’attività di raccolta delle sale da gioco, l’art. 50, co. 7, TUEL attribuisce al consiglio comunale il compito di delineare gli indirizzi di carattere generale in tema di orari, sul cui tracciato il Sindaco esercita il proprio potere discrezionale teso a fissare un orario più o meno contenuto nell’ambito delle fasce orario predeterminate dal consiglio medesimo, in coerenza con l’interesse pubblico perseguito. Ben può il Consiglio comunale dettare criteri rigidi e restrittivi, tanto da vincolare in misura stringente la discrezionalità devoluta al Sindaco, senza tuttavia obliterare l’esercizio del potere sindacale, che può nondimeno esercitarsi nell’ambito delle fasce orarie determinate dal regolamento comunale.
Regolamentazione da parte del Comune dell’attività delle sale da gioco – verifiche sulle apparecchiature da gioco – obblighi di comunicazione con SCIA (159, comma 2, d. lgs. n. 112/1998; art. 19 l. 241/1990)
L’obbligo regolamentare di presentare al SUAP una segnalazione certificata di inizio attività per la variazione del numero e della tipologia degli apparecchi nelle sale giochi, imposto anche ad un soggetto già autorizzato, non è aderente al tenore dell’art. 19 L. n. 241 del 1990, in quanto la SCIA appare invero sovradimensionata laddove si tratti di comunicare all’amministrazione variazioni che si verificano nella conduzione dell’attività commerciale, le quali, tuttavia, non abbiano alcuna incidenza sui requisiti previsti dalle normative di legge e regolamentare per iniziare o proseguire l’attività medesima.
Regolamentazione da parte del Comune dell’attività delle sale da gioco – apertura -divieto di attività pubblicitaria – principio di legalità – principio di proporzionalità (artt. 3 e 25 Cost.; art. 7 D.L. n.158/2012)
Le disposizioni del regolamento comunale, nei punti in cui prescrivono il divieto assoluto di qualsiasi attività pubblicitaria relativa all’apertura o all’esercizio di sale da gioco, anziché rinviare all’esaustiva legislazione statuale, sono lesive dei principi di legalità e di proporzionalità.
Regolamentazione da parte del Comune dell’attività delle sale da gioco – rapporti fra l’autorizzazione comunale e quella richiesta ex art. 88 TULPS – principio di proporzionalità (art. 88 TULPS; artt. 3 e 97 Cost.)
Le disposizioni regolamentari che richiedono agli operatori economici delle sale da gioco di munirsi obbligatoriamente dell’autorizzazione comunale nei casi di trasferimento della proprietà o della gestione di azienda e/o di sub ingresso non sono confliggenti con i principi di adeguatezza, ragionevolezza e proporzionalità.
Infatti, la necessità di munirsi dell’autorizzazione comunale, in aggiunta a quella del questore, ex art. 88 TULPS, da richiedere per motivi legati all’ordine ed alla sicurezza pubblici, risponde alla diversa finalità di sottoporre gli operatori economici a specifici controlli in ordine ai requisiti di carattere morale di cui gli stessi devono essere in possesso.
Appare quindi del tutto comprensibile che, in considerazione del pericolo di infiltrazione mafiosa, nell’ambito del gioco lecito, la verifica da parte del comune di Napoli non si limiti ai soli locali già in esercizio, ma si estenda anche ai requisiti soggettivi degli operatori che gestiscono o subentrano nell’attività del gioco d’azzardo.
N. 01567/2017 REG.PROV.COLL.
N. 01192/2016 REG.RIC.
H. s.r.l., con sede legale in …, in persona dell’amministratore unico e legale rappresentante pro tempore, dott. .., rappresentata e difesa dall’avv. .. (cod. fisc. ..), con indirizzo PEC .., anche quali esclusivi recapiti presso cui ricevere comunicazioni e avvisi di cui all’odierno ricorso, e domiciliato per legge presso la Segreteria del TAR Campania, Napoli;
Comune di .., in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti … con i quali elettivamente domicilia, in …, …presso ..;
– A. Associazione … (di seguito ..), con sede in .., in persona del legale rappresentante, .. elettivamente domiciliato presso lo studio dell’avv. .. in .., .., n. .., indirizzo PEC: … ;
– C. S.P.A. (di seguito ..), con sede in .., in persona del legale rappresentante pro tempore, .., rappresentato e difeso dall’avv. .. ed elettivamente domiciliato presso lo studio del prof. Avv. .., via …, n. .., indirizzo PEC: … ad opponendum:
– F., in persona del legale rappresentante pro tempore, Presidente, con sede legale in …,
– F., con sede legale in .. con sede in …, in persona del legale rappresentante pro tempore, …
– L., con sede in …,
– F., con sede in .., in persona del Presidente, legale rappresentante pro tempore,
– A., con sede in ….., in persona del presidente …,
tutte rappresentati e difesi dagli avv. …
a) della deliberazione del consiglio comunale di … n. 74 del 21 dicembre 2015, avente ad oggetto: “Regolamento Sale da gioco e giochi leciti”, pubblicata sull’Albo pretorio dal 4 gennaio 2016 al 19 gennaio 2016, comprensiva di ogni allegato e, in particolare del Regolamento da essa approvato;
Visti gli atti di intervento ad adiuvandum di A. e C.
Visti gli atti di intervento ad opponendum di F., …;
1.- La società H., in qualità di concessionaria dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ai sensi del D.M. 29/2000, gestisce nell’ambito del territorio del comune di Napoli, in via …, n. .., una sala bingo, all’interno della quale è svolta, a partire dall’anno 2010, attività di raccolta delle giocate, anche mediante apparecchi da intrattenimento di cui all’art. 110, comma 6, Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza, di seguito TULPS), in virtù di titoli abilitativi rilasciati dalla locale Questura.
Avverso le previsioni regolamentari la società H. ha proposto l’odierno ricorso, notificato il 15 marzo 2016 e depositato il successivo 16.
Il comune di … costituitosi in giudizio ha chiesto la reiezione del ricorso.
Con atto e documentazione depositate il 4 dicembre 2016, sono intervenute ad opponendum le Associazioni: F. …
Sono intervenute ad adiuvandum le Associazioni A. con atti rispettivamente depositati il 1° e 2 aprile 2016, nei quali hanno articolato difese a sostegno della società ricorrente; A. ha anche depositato perizia di parte volta a dimostrare gli effetti assolutamente impeditivi derivanti dall’approvazione del Regolamento riguardo all’apertura di nuovi locali per lo svolgimento dell’attività del gioco legale, a causa dell’obbligo di garantire distanze minime da determinate attività esistenti.
In data 6 aprile 2016, il Comune di … ha prodotto in giudizio l’ordinanza sindacale n. 1, prot. n. 387, del 4 aprile 2016, avente ad oggetto la “Disciplina degli orari di apertura e chiusura delle sale giochi autorizzate di cui al Regolamento sale da gioco e giochi leciti, approvato con delibera consiliare sopra indicata n. 74 del 2015.”.
Nella stessa data del 1° giugno 2016 (prot. n. 736), il comune di … ha poi emanato un’altra ordinanza sindacale recante la “Parziale rettifica dell’ordinanza sindacale progr. n. 735 del 1° giugno 2016”, con la quale ha disposto che: “l’Ordinanza sindacale prot. n. 735 del 1° giugno 2016 è rettificata nel senso che il riferimento all’Ordinanza sindacale n. 1 del 4/4/2016 deve intendersi sostituito con quello all’Ordinanza sindacale progr. 387, di pari data”.
2.- H. ha impugnato le predette ordinanze con ricorso per motivi aggiunti, notificato il notificato il 6 giugno 2016 e depositato il successivo 7.
3. Con il terzo motivo di ricorso, parte ricorrente deduce la violazione del principio di legalità; degli artt. 23 e 41 Cost.; dell’art. 7 TUEL, l’eccesso di potere per carenza dei presupposti.
In altri termini, il Comune di …, prima di dare corso alla deliberazione consiliare contestata, avrebbe dovuto analizzare in modo approfondito l’incidenza della c.d. “ludopatia” sul proprio territorio e, in relazione ad essa, valutare quali limitazioni e quali misure proporzionate e sostenibili avrebbero potuto considerarsi in astratto appropriate rispetto al fenomeno da contrastare (cita a sostegno delle proprie affermazioni, Consiglio di Stato, sez. III, 10 febbraio 2016, n. 578 e 579).
2) in parziale accoglimento, per quanto di ragione e nei limiti illustrati in motivazione, delle censure di cui ai punti 5 e 9 della parte motiva, annulla, in parte qua, le seguenti disposizioni della deliberazione del Consiglio comunale di …. n. 74 del 21 dicembre 2015: articolo 8, commi 6, 8 e 15; articolo 15, comma 1, lett. j).
Le spese sono per la metà compensate; per l’altra metà, determinate nella misura di € 1.500,00 (millecinquecento/00), oltre accessori come per legge, imputate a carico di H.s.r.l. in favore del comune di … sono compensate integralmente nei confronti degli interventori ad adiuvandum e ad opponendum.
admin2018-02-04T22:46:31+01:00

References: ART. 1
 art. 11
 art. 19
 art. 7
 art. 88
 art. 88
 articolo 8
 articolo 15