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Timestamp: 2017-10-22 20:48:55+00:00

Document:
Sezioni Unite, 6 aprile 2016, n. 13682
Non punibilità per particolare tenuità del fatto - rifiuto di sottoporsi ad accertamento alcoolimetrico - applicabilità - ammissibilità
Le Sezioni Unite hanno stabilito che la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, di cui all'art. 131- bis cod.pen., è compatibile con il reato di rifiuto di sottoporsi all'accertamento alcoolimetrico, previsto dall'art. 186, comma 7 cod. strada.
Sezioni Unite, 28 luglio 2015, n. 33040
Illegalità della pena- stupefacenti- condotte relative a droghe "leggere" - dichiarazione di illegittimità costitutuzionale- conseguenze
Le Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione hanno affermato i seguenti principi:
- "E' illegale la pena determinata dal giudice attraverso un procedimento di commisurazione che si sia basato sui limiti edittali dell'art. 73 d.P.R. 309/1990 come modificato dalla legge n. 49 del 2006, in vigore al momento del fatto, ma dichiarato successivamente incostituzionale con sentenza n. 32 del 2014, anche nel caso in cui la pena concretamente inflitta sia compresa entro i limiti edittali previsti dall'originaria formulazione del medesimo articolo, prima della novella del 2006, rivissuto per effetto della stessa sentenza di incostituzionalità";
- "nel patteggiamento l'illegalità sopraggiunta della pena determina la nullità dell'accordo e la Corte di cassazione deve annullare senza rinvio la sentenza basata su tale accordo";
- "nel giudizio di cassazione l'illegalità della pena conseguente a dichiarazione di incostituzionalità di norme riguardanti il trattamento sanzionatorio è rilevabile d'ufficio anche in caso di inammissibilità del ricorso, tranne che nel caso di ricorso tardivo".
Sezioni Unite, 21 luglio 2015, n. 31617
Confisca - sentenza dichiarativa di estinzione per prescrizione - ammissibilità - natura
- il Giudice nel dichiarare la estinzione del reato per intervenuta prescrizione, può applicare, a norma dell'art. 240 c.p., la confisca del prezzo del reato e, a norma dell'art. 322-ter c.p.p., la confisca del prezzo del prezzo o del profitto da reato sempre che si tratti di confisca diretta e vi sia una precedente pronuncia di condanna, rispetto alla quale il giudizio di merito permanga inalterato quanto alla sussistenza del reato, alla responsabilità dell'imputato ed alla qualificazione del bene da confiscare come prezzo o profitto del reato;
- qualora il prezzo o il profitto derivante dal reato sia costituito dal denaro, la confisca delle somme di il soggetto abbia comunque la disponibilità deve essere qualificata come confisca diretta: in tal caso, tenuto conto della particolare natura del bene, non occorre la prova del nesso di di derivazione diretta tra la somma materialmente oggetto della confisca e il reato.
Sezioni Unite, 3 settembre 2014, n. 36847
Giudice- incompatibilità-atti compiuti nel procedimento- reato a concorso necessario-patteggiamento- possibilità di pregiudizio a carico di altro concorrente- sussistenza
Le Sezioni Unite, risolvendo un contrasto insorto fra le Sezioni semplici della Corte, hanno affermato che l'ipotesi di incompatibilità del giudice derivante dalla sentenza della Corte costituzionale n. 371 del 1996 - che ha dichiarato la incostituzionalità dell'art. 34, comma secondo, cod. proc. pen., nella parte in cui non prevede che non possa partecipare al giudizio nei confronti di un imputato il giudice che abbia pronunciato o concorso a pronunciare una precedente sentenza nei confronti di altri soggetti, nella quale la posizione di quello stesso imputato in ordine alla sua responsabilità penale sia stata comunque valutata – sussiste anche con riferimento alla ipotesi in cui il giudice del dibattimento abbia pronunciato, in separato procedimento, sentenza di applicazione della pena su richiesta nei confronti di un concorrente necessario dello stesso reato.
Sezioni Unite, 30 Gennaio 2014, n. 4319
Poteri del giudice- richiesta di archiviazione- imputazione coatta in ordine ad altri fatti costituenti reato- abnormità - sussistenza
Le Sezioni Unite penali, nel risolvere un ulteriore contrasto in materia di delimitazione dei poteri di controllo del giudice per le indagini preliminari sull'operato del pubblico ministero, hanno affermato che, sia l'ordine di imputazione coatta ex art. 409, comma 5, cod.proc. pen. nei confronti di persona non indagata, sia quello emesso nei confronti dell'indagato ma in relazione ad un reato diverso da quello oggetto della richiesta di archiviazione avanzata dal pubblico ministero, costituiscono atti abnormi in quanto esorbitano dai poteri del giudice per le indagini preliminari, precisando che le disposizioni dell'art. 409, commi 4 e 5, cod. proc. pen. devono formare oggetto di interpretazione estremamente rigorosa, al fine di evitare qualsiasi ingerenza dell'organo giudicante nella sfera di autonomia della pubblica accusa.

References: sentenza 
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 art. 409