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Timestamp: 2017-08-21 15:42:52+00:00

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Per i soci amministratori di s.r.l. obbligo della doppia iscrizione ai fini previdenziali
Martedì, 16 Maggio 2017 12:03
La Corte di Cassazione con la Sentenza n. 8474 del 30 gennaio 2017, pubblicata il 31 marzo 2017, ha riaffermato la liceità dell’obbligo della doppia e contemporanea iscrizione Inps sia alla Gestione Separata prevista dall’articolo 2, comma 26, della Legge n. 335 del 8 agosto 1995, che alla Gestione Commercianti, per quanto riguarda i soci delle società a responsabilità limitata che prestano la loro attività lavorativa nell’azienda ed al tempo stesso ricoprono anche la carica di amministratori.
Viene definito in tal modo in favore dell’INPS un annoso contenzioso dai dubbi esiti, che lo aveva visto vittorioso in primo grado e soccombente in secondo grado.
Infatti per la Corte di Cassazione l’obbligatorietà dell’iscrizione unica non può essere ritenuta valida per coloro che hanno l’iscrizione alla Gestione Separata, e ciò in riferimento all’attività prevalente esercitata.
Nell’anno 2010 la Corte d’Appello aveva emesso Sentenza di accoglimento del ricorso presentato da due contribuenti avverso la decisione di primo grado, che aveva provveduto a respingere la loro opposizione alle richieste di pagamento emesse dall’INPS relativamente ai contributi da questi dovuti alla Gestione Commercianti in riferimento all’attività esercitata quali soci di una società a responsabilità limitata nella quale ricoprivano anche la carica di amministratori.
In quel caso la Corte d’Appello, rilevò il fatto che i due ricorrenti, nella loro qualità di amministratori, avevano l’iscrizione anche alla Gestione separata. Di conseguenza la Corte aveva ritenuto illegittima la doppia e contemporanea iscrizione, ai sensi del comma 208, dell’articolo 1, della Legge n. 662/1996, riprendendo un orientamento giurisprudenziale di legittimità dettato dalla Sentenza n. 3240/2010 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.
Oltre a ciò, la Corte D’Appello aveva ritenuto che la nozione di attività prevalente, in virtù della quale i soci di società a responsabilità limitata sono tenuti alla iscrizione alla Gestione Commercianti, derivasse solamente dal fatto che sul loro impegno diretto si basava lo svolgimento dell’attività della società, nel caso specifico andava in ogni modo ad escludere l’obbligatorietà dell’iscrizione, dal momento che era stato comprovato che altri soci e molti dipendenti prestassero la loro opera alle dipendenze della società stessa.
Nel successivo ricorso alla Corte di Cassazione, l’INPS mette in evidenza come la Corte d’Appello abbia bensì deciso che ai sensi delle disposizioni dettate dalla Legge n. 662/1996 i soci ingiunti dovessero invece essere iscritti unicamente alla Gestione Separata e non anche alla Gestione Commercianti, e tutto ciò in conseguenza dell’erroneo principio di prevalenza accolto dalla sentenza sia pure in presenza dei presupposti sia di fatto che di diritto per dover procedere alla doppia e contemporanea iscrizione previdenziale dei soci ingiunti sia alla Gestione Commercianti che alla Gestione Separata.
Presso la Corte di Cassazione il ricorso è stato considerato degno di accoglimento dal momento che le argomentazioni pronunciate dalla Corte d’Appello, basate sul presupposto dell’incompatibile contemporaneità tra l’iscrizione alla Gestione Separata e l’iscrizione alla Gestione Commercianti, appaiono in contrasto con le disposizioni normative costituite dall’interpretazione autentica che viene operata dall’articolo 12, comma 11, del Decreto Legge n. 78/2010.
Infatti in base alla suddetta disposizione, l’articolo 1, comma 208, della Legge n. 662/1996 deve essere interpretata nel senso che le attività autonome sono quelle svolte sotto forma d’impresa dagli artigiani, dai commercianti e dai coltivatori diretti, per i quali vige l’iscrizione in una delle corrispondenti Gestioni dell’INPS e per le quali opera il principio di assoggettamento all’assicurazione prevista per l’attività prevalente esercitata. Di conseguenza risultano esclusi dalla suddetta ipotesi i rapporti di lavoro per i quali l’iscrizione alla Gestione Separata è prevista obbligatoriamente.
La Corte di Cassazione chiarisce che questa disposizione di legge ha determinato che il dettame dell’iscrizione all’unica Gestione Previdenziale presso la quale viene svolta l’attività prevalente, fra le varie esercitate da un soggetto, sia operativa solamente per le attività autonome esercitate in forma di impresa dagli artigiani, dai commercianti e dai coltivatori diretti. Al contrario, la medesima non è operativa per quanto riguarda i rapporti per i quali è prevista l’iscrizione alla Gestione Separata ai sensi della Legge n. 335/1995.
Tutto ciò pone fine a tutta una lunga serie di contenziosi che hanno riguardato questa materia.
Con la Sentenza n. 17076/2011 delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione si era già configurata l’interpretazione autentica essendo stata riconosciuta la legittimità della doppia e contemporanea iscrizione sia alla Gestione Separata che alla Gestione Commercianti del socio amministratore di società a responsabilità limitata che partecipi con abitualità e prevalenza all’attività aziendale, escludendo che la normativa in argomento potesse contrastare con i principi costituzionali in conseguenza della sua portata interpretativa.
Inoltre per i giudici della Corte di Cassazione, la Sentenza impugnata aveva anche giudicato impropriamente circa i requisiti congiunti di abitualità e prevalenza, che invece la Suprema Corte ritiene che debbano essere valutate in riferimento alle attività lavorative effettuate dal soggetto considerato,chiaramente al netto dell’attività svolta riferita alla carica di amministratore, all’interno della stessa attività aziendale, che costituisce l’oggetto sociale della società a responsabilità limitata, e non invece con riferimento comparato a tutti gli altri vari fattori produttivi (personali, materiali, naturali, ecc.) dell’azienda.
A prescindere dalla Sentenza n. 8474/2017 della Corte di Cassazione ci sono comunque alcune importanti osservazioni che devono essere tenute in forte considerazione. Nel caso del socio amministratore di società a responsabilità limitata, che svolga una sola attività tra quelle di artigiano, di commerciante e di coltivatore diretto, ai fini dell’obbligo dell’iscrizione nella corrispondente gestione, diventa fondamentale, come evidenzia l’INPS nella Circolare n. 78/2013, valutare con la massima attenzione il carattere personale e abituale dell’attività lavorativa del socio. Lo scopo è quello di limitare al massimo le occasioni di contenzioso, dal momento che è l’INPS stesso a dover fornire, se richiesto, la prova della legittimità dell’iscrizione alla gestione previdenziale. Di conseguenza, è consigliabile che la legittimità dell’iscrizione sia provata, oltre che da idonei documenti, anche da appositi controlli presso le aziende. Circa la verifica del carattere della abitualità, la suddetta Circolare offre, oltre al richiamo al fatto che l’abitualità va valutata nel contesto del tipo di attività, alcune linee guida:
assumono grande valore la sistematicità e la reiterazione della prestazione, che potrebbe perciò essere anche di breve durata, di poche ore al giorno e non tutti i giorni;
il carattere dell’abitualità può manifestarsi anche nella realizzazione di un singolo affare diretto al conseguimento di un profitto e che richieda una organizzazione complessa e articolata; in questo caso, emergono i caratteri dell’abitualità, sistematicità e continuità dell’attività posta in essere (Agenzia delle Entrate, Risoluzione n. 126/2011);
è importante che una certa attenzione vada prestata alla presenza o all’assenza di altri dipendenti, secondo l’indicazione della Corte di Cassazione, Sentenza n. 11685/2012, che ritiene legittima la valutazione del giudice di merito di ritenere provata la condizione dell'abitualità dalla circostanza che l’impresa fosse affidata al lavoro di due soli soci;
l’attività lavorativa può avere tanto un contenuto esecutivo, quanto un contenuto organizzativo e direzionale, contenuti che vanno ambedue analizzati.
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