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Timestamp: 2018-12-18 17:24:32+00:00

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Proposta di legge regionale n. 25 presentata il 01 giugno 2005 Torna indietro
Proposta di legge regionale n. 25 presentata il 01 giugno 2005
Art. 2 (Garante per i diritti degli animali)
Art. 3 (Compiti del Garante)
Art. 4 (Costituzione di parte civile)
Art. 5 (Rapporti con le province)
Art. 6 (L'Ufficio del Garante)
Art. 7 (Norma finanziarie)
La presente legge ha per finalità di realizzare un piano organico di interventi, su tutto il territorio regionale, riferiti alla salvaguardia dei diritti degli animali nonché di rafforzare la cooperazione per lo sviluppo della tutela dei diritti degli animali, attraverso forme di potenziamento e di coordinamento delle azioni svolte dalle pubbliche amministrazioni, dalle province e dagli enti locali piemontesi.
Per l'attuazione delle finalità della presente legge è istituito, con sede in Torino, il Garante per i diritti degli animali, di seguito denominato " Garante ".
Il Garante opera in piena autonomia e con indipendenza di giudizio e di valutazione ed è nominato con decreto del Presidente della Giunta regionale, su designazione del Consiglio regionale, tra coloro che siano esperti di riconosciuta competenza nel settore dei diritti degli animali.
Il Garante dura in carica cinque anni e non può essere confermato per più di una volta; per tutta la durata dell'incarico non può esercitare, a pena di decadenza, alcuna attività professionale o di consulenza, né essere amministratore di enti pubblici o privati né ricoprire cariche elettive.
All'atto dell'accettazione della nomina il Garante, se dipendente della pubblica amministrazione, è collocato fuori ruolo; se professore universitario, è collocato in aspettativa senza assegni ai sensi dell' articolo 13 del Decreto del Presidente della Repubblica 11 luglio 1980, n. 382 (Riordinamento della docenza universitaria, relativa fascia di formazione nonché sperimentazione organizzativa e didattica) e successive modificazioni. Il personale collocato fuori ruolo o in aspettativa non può essere sostituito.
Al Garante compete una indennità di funzione non eccedente, nel massimo, l'indennità spettante ai consiglieri regionali del Piemonte.
realizzare, sulla base delle indicazioni che pervengono dalla province e dagli enti locali, la mappa dei servizi pubblici e privati, compresi quelli sanitari, e delle risorse destinate alla tutela, al benessere e alla salvaguardia dei diritti degli animali, sia a livello regionale che a livello provinciale e locale;
analizzare le condizioni degli animali, ivi comprese quelle degli animali provenienti, permanentemente o per periodi determinati, da altri paesi, anche attraverso l'integrazione dei dati e la valutazione dell'attuazione dell'effettività e dell'impatto della legislazione, anche non direttamente destinata agli animali (Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione ¿ CITES, circhi, allevamenti, sperimentazione animale, zoo, trasporto, macellazione, negozi di animali, rifugi ¿ canili);
formulare proposte, anche su richiesta delle istituzioni locali, per la elaborazione di progetti-pilota intesi a migliorare le condizioni di vita degli animali;
predisporre, annualmente, una relazione sull'attività svolta e sulle condizioni degli animali in Piemonte nonché sull'attuazione dei relativi diritti, da trasmettere al Consiglio regionale entro il 30 aprile dell'anno successivo a quello cui si riferisce.
Nello svolgimento dei compiti previsti dal comma 1, il Garante può intrattenere rapporti di scambio, di studio e di ricerca con organismi regionali, statali, europei ed internazionali operanti nell'ambito della tutela e della salvaguardia dei diritti degli animali.
(Rapporti con le province)
Al fine di garantire al Garante un costante, regolare ed omogeneo afflusso di informazioni sulle condizioni degli animali, nonché di rendere coordinata l'azione in materia di tutela dei diritti degli animali tra la Regione e le province piemontesi, le province, in accordo con le amministrazioni comunali, prevedono, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, idonee misure di coordinamento degli interventi di raccolta e di elaborazione di tutti i dati relativi alle condizioni degli animali in ambito provinciale. In particolare, devono essere acquisiti tutti i dati relativi a:
la condizione degli animali in zootecnia, in allevamenti ed in ogni altra situazione;
la condizione degli animali di affezione e gli interventi volti alla prevenzione del randagismo in attuazione delle leggi regionali di recepimento della legge 14 agosto 1991, n. 281 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo);
le risorse finanziarie stanziate a favore degli animali e la loro destinazione per aree di intervento;
la mappa dei servizi territoriali e le risorse attivate dai privati.
Le province trasmettono al Garante, entro il 15 aprile di ciascun anno, i dati raccolti e le proposte formulate ai sensi del comma 1.
(L'Ufficio del Garante)
Alle dipendenze del Garante è posto un ufficio composto da dipendenti regionali o delle altre amministrazioni pubbliche, collocati fuori ruolo nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti, il cui servizio presso l'ufficio del Garante è equiparato ad ogni effetto di legge a quello prestato nelle rispettive amministrazioni di provenienza. Il relativo contingente è determinato, in misura non superiore a dieci unità, su proposta del Garante medesimo, con decreto del Presidente della Giunta regionale. Il decreto è emanato entro e non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Le spese di funzionamento dell'ufficio del Garante sono poste a carico di un fondo stanziato a tale scopo nel bilancio regionale e iscritto in apposita unità previsionale di base dello stato di previsione dell'Assessorato alla sanità. Il rendiconto della gestione finanziaria dell'ufficio del Garante è soggetto al controllo del Consiglio regionale.
Le norme concernenti l'organizzazione e il funzionamento dell'ufficio del Garante, nonché quelle dirette a disciplinare la gestione delle spese, anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale della Regione Piemonte, sono adottate con regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, previa deliberazione della Giunta regionale, sentito il Consiglio regionale, su proposta del Presidente della Giunta regionale.
La sede dell'ufficio del Garante deve essere individuata nell'ambito del patrimonio immobiliare della Regione Piemonte.
Nei casi in cui lo ritenga opportuno, il Garante può avvalersi dell'opera di consulenti, esperti nel settore della tutela dei diritti degli animali.
(Norma finanziarie)
Per l'istituzione del Garante per i diritti degli animali, è autorizzata per l'anno 2005 la spesa di 100.000,00 euro.
Agli oneri di cui al comma 1, stimati per l'anno 2005 in euro 100.000,00, in termini di competenza e di cassa e stanziati nell'UPB 27031 (Sanità pubblica Sanità animale igiene degli allevamenti Tit. I spese correnti) del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2005, si fa fronte con la dotazione finanziaria della unità previsionale di base (UPB) 09011 (Bilanci e finanze Bilanci Tit. I spese correnti) del bilancio di previsione per l'anno 2005.
Per il 2006 e 2007, agli oneri, pari a 100.000,00 euro per ciscun anno, in termini di competenza, e stanziati nell'UPB 27031 del bilancio pluriennale 2005-2007 si fa fronte con le risorse della UPB 09011 del bilancio pluriennale per gli anni finanziari 2005-2007.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7
 articolo 13