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REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL ORARIO DEI PUBBLICI ESERCIZI. ART. 1 AMBITO DI APPLICAZIONE - PDF
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Raffaela Morelli
1 REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELL ORARIO DEI PUBBLICI ESERCIZI. ART. 1 AMBITO DI APPLICAZIONE 1 Le norme del presente Regolamento si applicano ai pubblici esercizi classificati alle lettere a), b) e d), dell art.5, comma 1 della legge n. 287/91. 2 Si applicano inoltre agli esercizi classificati alla lettera c) dell art.5, comma 1 della legge n.287/1991 fatte salve le determinazione adottate dal Comune ai sensi dell art. 6, comma 3 del D.P.G.R. 7 maggio 1999 n. 0148/Pres. 3 - Non sono soggette alle disposizioni del presente Regolamento: a) Le attività di somministrazione al domicilio del consumatore; b) Le attività di somministrazione negli esercizi annessi alle strutture ricettive, di cui alla L.R. n.17/1997, limitatamente alle prestazioni effettuate agli alloggiati; c) Le attività di somministrazione negli esercizi posti nelle aree di servizio delle autostrade ed all interno di stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime; d) Le attività di somministrazione effettuate nelle mense aziendali e negli spacci annessi ai circoli cooperativi e degli enti a carattere nazionale le cui finalità assistenziali sono riconosciute dal ministero dell Interno; e) Le attività di somministrazione esercitate in via diretta a favore dei propri dipendenti da amministrazioni o imprese pubbliche; f) Le attività di somministrazione effettuate in scuole, ospedali, comunità religiose, stabilimenti militari, delle forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco; g) Le attività di somministrazione effettuate nei mezzi di trasporto pubblico; h) Le attività di somministrazione effettuate nelle aziende agricole e agrituristiche. ART. 2 ATTIVITA CONGIUNTA DI SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO DI ALIMENTI E BEVANDE 1 - L orario consentito per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, per gli esercizi classificati alla lettera c) dell art.5, comma uno, della legge 287/1991, non può eccedere quello autorizzato per l attività di intrattenimento e svago, determinato ai sensi dell art. 6. comma 3 del D.P.G.R. n.148/99 anche in deroga alle prescrizioni di cui all art. 28, comma2, lettere a) e b) della legge regionale n.8/99. 1
2 2 Qualora il Comune non abbia provveduto alle determinazioni di cui al comma 1, per gli esercizi di cui al comma precedente la fascia oraria di apertura è fissata dalle ore otto alle ore quattro del giorno successivo e l apertura dovrà essere non inferiore alle cinque ore e non superiore alle dodici ore giornaliere, anche non consecutive. 3 - La somministrazione di alimenti e bevande di cui all art.5, comma uno, lettera c) della legge n. 287/91 può essere effettuata esclusivamente a favore delle persone che assistono o prendono parte al trattenimento o allo svago, con divieto di svolgerla alla generalità indistinta del pubblico senza aver ottenuto l autorizzazione prevista dall art.3, comma1 della legge n.287/91, per uno degli esercizi classificati alle lettere a), b) o d) dell art.5, comma uno, della predetta legge n. 287/91, rilasciata con l osservanza dei Criteri e parametri per il rilascio delle autorizzazioni per la somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, approvati con apposita delibera di Consiglio comunale. I limiti di cui al presente comma non si applicano alla tipologia c). 4 Dalla data di inizio della sospensione dell attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, il titolare deve dare notizia al Comune almeno dieci giorni prima dell inizio della sospensione stessa, qualora essa debba protrarsi per più di un mese. ART. 3 COMPETENZE 1 -Il Sindaco, tramite ordinanza, provvede all attuazione di quanto determinato ai sensi del presente Regolamento, nonché all adozione degli atti derogatori. ART. 4 CRITERI GENERALI PER LA DISCIPLINA DEGLI ORARI 1 La determinazione degli orari dei pubblici esercizi di cui all art.1 del presente Regolamento deve avvenire nel rispetto dei seguenti criteri generali: a) Per gli esercizi classificati alle lettere a), b) e d) dell art.5, comma 1, della legge n. 287/1991, la fascia oraria di apertura è fissata dalle ore cinque alle ore tre del giorno successivo; b) Per gli esercizi classificati alla lettera c), comma 1 della legge n. 287/1991, si applica l art. 2 del presente Regolamento; c) Nell ambito della fascia oraria individuata alla lettera a) del presente articolo, agli esercizi classificati alle lettere a), b), e d) dell art.5, comma1 della legge n. 287/1991, è consentito scegliere un orario di apertura con il solo limite minimo giornaliero di sette ore, da effettuarsi anche non consecutivamente; agli esercizi di cui alla precedente lettera b), è consentito scegliere un orario di apertura, purché questo non ecceda quello autorizzato per l attività di intrattenimento e svago; d) E obbligatoria la chiusura per un intera giornata la settimana, scelta a facoltà dell esercente; 2
3 e) Ogni esercente deve comunicare preventivamente al Comune l orario prescelto, che diviene esecutivo dopo sette giorni dall avvenuta comunicazione; l orario di chiusura comunicato è considerato termine per l accesso al locale da parte dei clienti; f) Lo sgombero completo del locale e la cessazione di ogni servizio deve avvenire entro trenta minuti dall orario di chiusura comunicato; ai sensi dell art.106 del R.D. 03 MARZO 1934 Testo Unico della Legge Provinciale e Comunale, la violazione del presente disposto comporta l applicazione di una sanzione amministrativa da L a L ; g) L esercente deve indicare al pubblico, mediante cartelli o altri supporti informativi, esposti in maniera ben visibile, l orario adottato e la giornata di chiusura settimanale; h) All esercente è data facoltà di effettuare un ulteriore chiusura, in aggiunta al turno di riposo, nel corso della settimana, fino ad un massimo di una giornata, a sua scelta; anche tale chiusura deve essere comunicata al Comune ed esposta nel cartello dell orario, secondo le modalità di cui alla precedente lettera g). ART. 5 DEROGHE 1 - Il Sindaco, sentite le organizzazioni provinciali maggiormente rappresentative degli esercenti, le organizzazioni dei lavoratori e degli enti turistici, può emanare ordinanza di deroga all obbligo della chiusura settimanale per un periodo complessivamente non superiore a centottanta giornate. 2 - E disposta la deroga all obbligo della chiusura settimanale dei pubblici esercizi oggetto del presente Regolamento, in occasione delle seguenti circostanze: a) In tutte le festività infrasettimanali; b) Nel periodo dal 01 dicembre al 06 gennaio; c) Nel Mercoledì delle Ceneri; d) Nell ultima settimana intera del carnevale e nell ultima giornata di carnevale; e) Nella settimana antecedente la Pasqua 3 - Il Comune, previo assenso degli organismi di cui al comma uno, può disporre, per tutto il territorio comunale o parte di esso, la deroga all obbligo di chiusura settimanale per i pubblici esercizi il cui turno di chiusura ricada nella giornata di domenica o altra giornata festiva, per un numero massimo annuo di quattro domeniche o festività, in occasione di festività e manifestazioni locali. ART. 6 ATTIVITA MISTE 1 - Per i pubblici esercizi nei quali sono esercitate, in forma mista, le attività di cui alla art. 5, comma 1, lettere a), b) e d), della legge n. 287/1991, l attività prevalente determina l osservanza dell orario minimo e massimo di apertura. Il carattere di prevalenza è stabilito dall esercente, il quale provvede a comunicarne al Comune. 3
4 ART. 7 FERIE 1 - Il Comune promuove, in accordo con le rappresentanze locali delle associazioni di tutela dei consumatori, le organizzazioni sindacali più rappresentative degli esercenti e dei lavoratori, le opportune iniziative affinché la chiusura facoltativa degli esercizi durante le ferie avvenga con criteri di gradualità e di equilibrata distribuzione sul territorio, in modo da assicurare un soddisfacente livello di servizio ai consumatori; analoghe iniziative sono promosse in relazione alla chiusura settimanale. ART. 8 SANZIONI 1 - Per le violazioni delle norme contenute nel presente Regolamento e nell Ordinanza sindacale di esecuzione, si applica l art. 37, commi 7, 9, 10 e 11, della Legge Regionale 19 aprile 1999, n Le violazioni delle disposizioni contenute nel presente Regolamento non specificatamente sanzionate da una norma di legge o regolamento, sono punite con una sanzione amministrativa da L a L , ai sensi dell art.106 del T.U.L.P.C. ========================================================== REGOLAMENTO ADOTTATO CON C.C. 65 DEL RAVVISATA LEGITTIMA DA CO.RE.CO. NELLA SEDUTA DEL PROT. N. 99/ N. 99/6522 REG. CO.RE.CO. CON PRECISAZIONI: AVUTO RIGUARDO ALLA NOTA DD , N DI PROT. E SUBORDINATAMENTE ALLA DELIBERAZIONE DI RECEPIMENTO DEI RILIEVI. MODIFICATO CON C.C. 81 DEL VISTO quanto sopra, DICHIARA CHE IL REGOLAMENTO E' DIVENUTO ESECUTIVO CON DECORRENZA DALLA SEDE MUNICIPALE, Lì DELLA MARINA Dott.ssa Mariangela =========================================================== 4

References: ART. 1
 ART. 1
 ART. 1
 art.5
 art.5
 art. 6
 ART. 2
 art.5
 art. 6
 art. 28
 art.5
 art.3
 art.5
 ART. 3
 ART. 4
 art.1
 art.5
 art. 2
 art.5
 art.106
 ART. 5
 ART. 6
 art. 5
 ART. 7
 ART. 8
 art. 37
 art.106