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Timestamp: 2013-05-22 15:36:16+00:00

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Sentenza Corte Costituzionale n. 385 del 11/10/2005
La Suprema Corte ha stabilito che sono costituzionalmente illegittimi gli artt. 70 e 72 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternit� e della paternit� (D.Lgs. n. 151/2001) nella parte in cui non prevedono il principio che al padre spetti di percepire in alternativa alla madre l'indennit� di maternit�, attribuita solo a quest'ultima, n� estendono tale beneficio al padre libero professionista, affidatario in preadozione di un minore, in alternativa alla madre durante i primi tre mesi successivi all'ingresso del bambino in famiglia.
Testo inviato da Serafino Di Giacomo
DSGA Istituto Comprensivo Statale Carovilli (IS)
Sentenza della Corte Costituzionale n. 233 del 16 Giugno 2005
Si riconosce il principio che i fratelli e le sorelle possono fruire dei congedi parentali di cui al decreto legislativo 151/2001, in caso di presenza di genitori totalmente inabili
Sentenza n. 52/2000
Illegittimit� costituzionale delle norme che non consentono al
dipendente dello Stato di riscattare, ai fini del trattamento di
quiescenza, il periodo di durata legale del corso di studi svolto
presso l�accademia di belle arti. quando il diploma �
richiesto, in aggiunta ad altro titolo di studio per
l�ammissione in ruolo.
Sentenza n. 387/1999
Incompatibilit� tra le funzioni del giudice pronunciatosi con
decreto su questioni di condotta antisindacale e quelle del giudice dellopposizione
a tale decreto.
La Corte e stata chiamata a pronunciarsi sulla legittimit� dellart. 28,
ultimo comma, della legge 300/70 che riguarda la tutela della libert� sindacale.
La Corte ha sottolineato lesigenza imprescindibile rispetto ad ogni tipo di processo
di evitare che lo stesso giudice, nel decidere, abbia a ripercorrere lidentico
itinerario logico precedentemente seguito.
Il contenuto del citato art. 51 cpc secondo cui il giudice che abbia conosciuto la causa
come magistrato in altro grado del processo, ha lobbligo di astenersi, si
giustifica con la necessit� che il giudice dellimpugnazione sia diverso da quello
che in precedenza ha gi� deciso la stessa causa.
La Corte stabilisce che la dicitura altro grado non riguarda soltanto diverso grado
del processo ma anche la fase impugnatoria come avviene nel caso dellopposizione
a decreto emesso in base allart 28 dello Statuto dei Lavoratori.
In caso di comportamento antisindacale, su richiesta della OS, pu� essere proposto un
ricorso al Giudice del Lavoro per ottenere, oltre alla dichiarazione di antisindacalit�
del comportamento denunciato, un ordine di cessazione degli effetti.
Contro il decreto emesso pu� essere avanzata opposizione: il giudice non pu� essere lo
stesso del procedimento urgente, anche se si rimane nell'ambito del I grado di giudizio.
Sentenza n. 11445/2001
(Sezione Lavoro) Valore probatorio del
"L'art. 15,
comma 2, Legge 15 marzo 1997, n. 59 prevede che gli atti, dati e
documenti formati dalla pubblica amministrazione e dai privati con
strumenti informatici o telematici, i contratti stipulati nelle
medesime forme, nonch� la loro archiviazione e trasmissione con
strumenti informatici, sono validi e rilevanti a tutti gli effetti
di legge, e che i criteri e le modalit� di applicazione di tale
nuova norma sono stabiliti, per la pubblica amministrazione e per i
privati, con specifici regolamenti da emanare entro centottanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge. Il D.P.R.
10 novembre 1997, n. 513, emanato su tale base, ha disciplinato
la valenza formale e probatoria dei vari tipi di documenti
Intanto esso definisce il documento informatico come la
rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridici.
La dottrina distingue tra i documenti elettronici in senso stretto,
e cio� quei documenti memorizzati in forma digitale e non
percepibili se non per il tramite degli elaboratori, e i documenti
elettronici in senso ampio, intesi come prodotti normalmente
cartacei formati tramite l'elaboratore.
La distinzione fondamentale operata dal Regolamento citato, ai fini
della presente causa, � tra: a) documento informatico sottoscritto
con firma digitale a doppia chiave asimmetrica (artt. 4, 5, 10), il
quale integra il requisito legale della forma scritta, anche ai fini
dell'art. 1325 n. 4 e 1351 cod.civ., ed ha conseguentemente
l'efficacia probatoria della scrittura privata ai sensi dell'art.
2702 cod.civ.; b) documenti informatici, come quello rilevante in
causa, privi di firma digitale, i quali hanno l'efficacia probatoria
prevista dall'art. 2712 cod.civ. (art. 5, comma 2), come gi�
ritenuto dalla dottrina e dalla giurisprudenza, nel senso che essi
vanno ricondotti tra le riproduzioni fotografiche o
cinematografiche, le registrazioni fonografiche e, in genere, ogni
altra rappresentazione meccanica (ed ora elettronica) di fatti e di
cose, le quali formano piena prova dei fatti e delle cose
rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne
disconosce la conformit� ai fatti o alle cose medesime.
in tema di licenziamento per giusta causa, i dati forniti da un
sistema computerizzato di rilevazione e documentazione possono
costituire, ai sensi dell'art. 2712 cod.civ., e dell'art. 5,
comma 2; D.P.R. 10 novembre 1997, n. 513, prova del fatto
contestato, ove sia accertata la funzionalit� del sistema
informatico e le risultanze di esso possano assurgere a prova
presuntiva congiuntamente a circostanze esterne ad esso, altrimenti
Il ricorso va pertanto respinto."
INFORMATICO Sentenza n. 6331/1998 (III Sezione Civile) Scuola elementare - Infortunio di uno studente durante la
ricreazione - Richiesta la condanna della P.A. al risarcimento del danno - Responsabilita'
in via diretta della P.A. di eventuali danni occorsi ai minori affidati.
"In conclusione, l'amministrazione
scolastica e' responsabile invia diretta dei danni che il minore cagioni a terzi o a se'
medesimo nel tempo in cui e' sottoposto alla vigilanza del personale dipendente, salvo che
non provi che non e' stato possibile impedire il fatto (cfr. Cass. 4.3.1977 n. 894; Cass.
10.2.1981, n. 826; Cass.1.8.1995 n. 8390).
L'onere probatorio del danneggiato, sia esso un terzo o il minore medesimo, si esaurisce
nella dimostrazione che il fatto si sia verificato nel tempo, in cui il minore e' rimasto
affidato alla scuola, bastando questo a rendere operante la presunzione di colpa per
inosservanza dell'obbligo di sorveglianza, mentre spetta all'amministrazione scolastica la
prova liberatoria, che consistenella dimostrazione che e' stata esercitata la sorveglianza
sugli allievi con una diligenza idonea ad impedire il fatto e, cioe', quel grado di
sorveglianza correlato alla prevedibilita' di quanto puo'accadere (cfr. Cass. 22.1.1990,
n. 318)." INFORTUNI
Decisione n. 2479 del 8 Maggio 2002
(VI Sezione) Al supplente impossibilitato ad assumere servizio in quanto in astensione obbligatoria per maternit� deve essere corrisposto il trattamento economico fin dall�inizio della nomina e non gi� dalla data di "effettiva" presa di servizio.
Pertanto il personale supplente la cui decorrenza del contratto ricade nel periodo di astensione obbligatoria (compresa quella anticipata) ha diritto, da subito, al trattamento economico di maternit�.
Sentenza n. 2078/1999 L�aliquota dei posti riservati alle
categorie protette non va collocata sui posti complessivamente
disponibili per ciascuna classe di concorso, bens� separatamente
nelle due graduatorie degli abilitati e dei non abilitati, per guisa
che al riservatario pu� essere accordata preferenza, nel
conferimento della supplenza, solo nell�ambito della graduatoria
nella quale � inserito.
Sentenza n. 1123/1998 Si afferma la natura stipendiale delle ore eccedenti la diciottesima ora: tali ore
si dovranno computate anche ai fini pensionistici, della liquidazione e della tredicesima
Sentenza n. 1076/1998 Il Consiglio ritiene assurdo che, nella ipotesi che la visita medica accerti un
recupero della piena idoneita' non si possa dar luogo alla prosecuzione del rapporto ne'
come docente ne' con impegni in altre mansioni. Viene stabilito, quindi,
che l'esito della visita collegiale, ancorch� disposta ai fini della dispensa, � valido
ed efficace, al di la' del superamento del periodo massimo di assenze, sia per
l'assegnazione ad altri compiti sia, ricorrendone le condizioni, per la permanenza in
Sentenza n. 947/1998 (VI Sezione) Si afferma il diritto di essere trasferiti nella sede pi� vicina per l'assistenza
di un parente disabile, anche quando il disabile pu� godere dell'assistenza di altri
familiari."La
norma non pu� essere interpretata nel senso che, nell'ipotesi che pi� siano i
familiari conviventi eventualmente idonei ad assicurare l'assistenza, nessuno di essi
possa avvalersi del beneficio di legge.
Ne consegue che il diritto al trasferimento non pu� essere negato in base al fatto che il
rapporto di assistenza possa essere instaurato da altri familiari.
... Del beneficio pu� avvalersi uno solo dei familiari."
Sentenza n. 374/1998 Congedi ordinari (ferie) e riposi settimanali non goduti - Diritto
al compenso sostitutivo - Mancato godimento non determinato dalla volonta' del lavoratore
- Prova - Applicabilita' dell'art. 1218 c.c. al pubblico impiego. "La Sezione ha poi chiarito che le ferie dei
pubblici impiegati costituiscono un credito di lavoro cui si applica il principio
contenuto nell'art. 1218 c.c. secondo il quale al creditore incombe la prova del solo
inadempimento, mentre sul debitore grava l'onere di dimostrare la non imputabilita' dello
stesso. Pertanto il pagamento dell'indennita' sostitutiva di ferie non godute e' dovuta
ove sia comprovato dal ricorrente la mancata fruizione delle stesse e l'amministrazione
non fornisce la prova che il mancato godimento sia dipeso unicamente dalla volonta' del
lavoratore e non da esigenze di servizio (Consiglio Stato sez. V 17 luglio 1991 n. 1033).
Sentenza del TAR Lazio del 2
Illegittimit� del meccanismo delle fasce applicato nelle
graduatorie permanenti. Due i punti salienti della sentenza:
Profonde ingiustizie fra il
personale non di ruolo con scavalcamento di posizioni
Non equiparazione del servizio
prestato nella scuola privata con quello nella scuola pubblica
MPI 3/5/2001

References: Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 
 art. 51

Sentenza 
 Sentenza 
 Cass. 
 Cass.

 Cass. 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

Sentenza 

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