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Timestamp: 2019-02-24 00:38:37+00:00

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Piano Urbanistico Comunale di Nulvi (PUC)
Normativa Comunale: Nulvi
Pubblicazione Gazzetta Ufficiale n.35 del 2010-11-27
PEEP - L.167-1962
Zone di espansione residenziali (Con piano di lottizzazione approvato)
Zone di espansione residenziali (già lottizzata)
Zone di espansione residenziali (già lottizzata e infrastrutturata)
Zone di espansione residenziali (destinata a P.E.E.P.)
Zone di espansione residenziali (raccibrdo del quartiere San Salvatore)
Produzione agricola e uso zootecnico
Utilizzo agricolo-produttivo e residenziale
Uso zootecnico intensivo
Articolo: 22a
Zone di salvaguardia
Zone di salvaguardia ambientale
Il Comune di Nulvi appartiene, ai sensi dell'art. 2 del D.P.G.R.S. 20.12.1983 n° 2266/u, alla classe III dei Comuni della Sardegna.
a) il Piano Particolareggiato (P.P.)
b) il Piano di Lottizzazione convenzionata (P.d.L.)
c) il Piano per gli Insediamenti Produttivi (P.I.P.)
d) il Piano per l’Edilizia Economica e Popolare (P.E.E.P.)
Articolo: 5 - Modalità di attuazione degli strumenti attuativi
Gli strumenti di cui ai punti a), b), c), d), del precedente articolo sono approvati secondo le procedure di cui all’ Art. 20 della L.R. 22 dicembre 1989 n° 45, con deliberazione del Consiglio Comunale in conformità a quanto previsto dal P.U.C. e nel rispetto delle direttive emanate dalla Regione ai sensi dell’ Art. 5 della legge citata e secondo i contenuti previsti dalle leggi 17 agosto 1942 n° 1150, 18 aprile 1962, n° 167 e 22 ottobre 1971 n° 865 e successive modifiche ed integrazioni.
Il piano per l’edilizia economica e popolare di cui alla legge 18 aprile 1962 n° 167, e successive modifiche, si può attuare sia in zone edificate che in zone non edificate, con interventi di nuova costruzione e/o di recupero del patrimonio edilizio esistente. Nei P.E.E.P. che prevedono interventi di restauro, risanamento o ristrutturazione di edifici o parti di edifici, il Comune può invitare i proprietari a realizzare gli interventi previsti sulla base di una convenzione ai sensi dell’ Art. 35 della legge 22 ottobre 1971 n° 865. Nell’ambito dei P.E.E.P. è consentita la previsione di attività produttive e terziarie convenzionate purché compatibili e connesse con la residenza. Per quanto riguarda il dimensionamento del P.E.E.P., nonché le modalità di determinazione del prezzo di cessione delle aree si applicano le disposizioni dell’ Art. 33 della L.R. 11 ottobre 1985 n° 23, e successive modifiche.
L'Amministrazione Comunale, in attuazione della legge Regionale n. 29 ha predisposto un piano di risanamento e riqualificazione esteso all'intero Centro storico da attuarsi per stralci funzionali nel decennio di attuazione e secondo gli strumenti finanziari che si mostreranno disponibili.
Le lottizzazioni di iniziativa privata, redatte in base alle indicazioni dell' Art. 28 della L. 17.8.1942, n° 1150 così come modificato dall' Art. 8 della L. 6.8.1967, n° 765, possono interessare le zone omogenee C ,D e G del territorio comunale.
a) la sistemazione urbanistica dell’area di intervento, conformemente alle prescrizioni del P.U.C.;
b) la definizione degli eventuali comparti edificatori;
c) la viabilità di piano, da raccordarsi con quella esistente o prevista dal P.U.C.;
d) la progettazione delle opere di urbanizzazione primaria e, per interventi di notevole entità, delle opere di urbanizzazione secondaria;
e) le modalità e le fasi di attuazione.
a) la cessione gratuita, entro termini prestabiliti, delle aree necessarie per le opere di urbanizzazione primaria nonché per quelle di urbanizzazione secondaria;
b) l'assunzione, a carico del proprietario o lottizzante, dell’esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione primaria e la corresponsione degli oneri di urbanizzazione secondaria nella misura stabilita con deliberazione consiliare sulla base delle tabelle parametriche regionali.
c) termini, comunque non superiori a dieci anni, per l'ultimazione delle opere in cui ai punti a) e b) del presente comma;
d) l'impegno a fornire, a titolo di cauzione, congrue garanzie per l'adempimento degli obblighi derivanti dalla Convenzione.
Il Piano Urbanistico Comunale divide il territorio comunale nelle seguenti zone territoriali omogenee, ai sensi dell' Art. 3 del D.A. 20.12.83 n°2266/U:
A -centro storico
B zone di completamento residenziale
C -zone di espansione residenziale
D -zone industriali, artigianali e commerciali
E -zone agricole
G -zone di interesse generale
H -zone di salvaguardia
Aree residenziali ed aggregato urbano
Nelle more della redazione e della successiva adozione del nuovo P.P., si richiamano in via generale le norme del Piano Particolareggiato approvato con D.A.. n° 251/U del 1 Aprile 1986 e successive varianti, che continua a produrre effetti per quanto concerne la regolamentazione in esso contenuta, rimanendo fermo l’obbligo di osservare le prescrizioni di zona contenute nel medesimo in relazione alle nuove delimitazioni.
a) alberghi, ristoranti, bar e similari
b) circoli privati e sedi di associazioni di ogni tipo, banche, ecc.;
c) cinema, discoteche, ludoteche, centri culturali, ecc.;
d) laboratori artigiani e similari compatibili con la residenza, cioè la cui natura e destinazione non comporti soprattutto effetti di inquinamento acustico, attività non moleste e non inquinanti;
e) depositi e magazzini similari, limitatamente ai piani seminterrati e al piano terra;
f) stazioni di servizio, di riparazioni per autoveicoli, di lavaggio e autocarrozzeria purché con una superficie di parcheggio all'interno dell'area pari all'area utile dell'officina e purché la rumorosità non superi gli 80 dB, misurati a 5 mt. di distanza dalla fonte del rumore.
a) Rapporto massimo di copertura:
Rc = 0,80 mq/mq o pari all'esistente
b) Altezza massima:
H = mt. 7,50
c) Indice fondiario:
Zone B1 –B2- -B3-B4-B5
If = 5.00 mc/mq
Zone B6-B7-B8
If = 3.00 mc/mq con obbligo di P.P.
d) Distanza tra le pareti prospicienti finestrate:
mt. 8.00, valgono le norme di cui all' Art. 5 del D.A. 20.12.83.
e) Numero massimo dei piani:
3 fuori terra.
f) Distanza minima dai confini:
le costruzioni potranno sorgere sui confini di proprietà ovvero potranno distare minimo mt. 4.00 dal medesimo confine, se con pareti finestrate. La distanza minima tra due edifici non in aderenza, non potrà essere inferiore a mt. 8.00, se con almeno una delle pareti finestrate.
Tali distanze possono ridursi a quelle disposte dal Codice Civile per conservare l'allineamento dei fabbricati esistenti nei tratti di strada con tessuto urbano già definito, per evitare l'inutilizzazione delle aree inedificate o risultanti libere in seguito a demolizione e per consentire le sopraelevazioni, qualora si estendano sul fronte stradale per una lunghezza inferiore a 20 mt.
g) Sup. minima di parcheggio:
h) Allineamenti:
le nuove costruzioni dovranno seguire l'allineamento principale dei fabbricati preesistenti. In assenza di altri fabbricati dovranno sorgere sul filo interno del marciapiede o arretrati da tale filo di almeno mt. 2.00. E’ fatta salva la possibilità di consentire l’allineamento dei fabbricati esistenti nei tratti di strada con tessuto urbano già definito.
Articolo: 13 - Zone residenziali di espansione ©
Sono suddivise in sei sottozone:
Con piano di lottizzazione approvato .
Area gia lottizzata ed infrastrutturata in via di completamento per quanto attiene gli insediamenti residenziali .
Area già lottizzate ed infrastrutturate in via di completamento per quanto attiene la realizzazione degli insediamenti residenziali
Area edificata destinata al P.E.E.P dal precedente P.di F
Nuova zona di espansione con funzione di raccordo del quartiere di San Salvatore a valle dell’abitato
a) Densità edilizia:
b) Destinazione edilizia:
Abitazioni, uffici, negozi, locali ed esercizi pubblici compresi bar, ristoranti ed alberghi.
c) Tipo edilizio:
d) Indice territoriale:
Sottozone C1-C2-C3-C4-C5
It = 1.00 mc/mq;
It = 0,50
e) Indice fondiario:
f) Rapporto massimo copertura:
g) Altezza massima:
h) Numero massimo piani:
l) Distanza tra pareti:
m) Distanze tra pareti finestrate:
n) Distanze dalle strade:
In presenza di viabilità destinata al traffico veicolare, ad eccezione dei tratti con tessuto urbano già definito, la distanza dei fabbricati dal filo stradale non deve essere inferiore a mt. 2.00.
I piani urbanistici di attuazione dovranno di norma essere estesi all'intera zonasottozona (nella fattispecie C3 e C4). Qualora uUno o più proprietari dimostrino l’impossibilità, per mancanza di assenso degli altri proprietari, di predisporre un piano attuativo possono, previa autorizzazione del Comune, predisporre il piano esteso all’intera area. In tale ipotesi il piano si attuerà per stralci funzionali convenzionabili separatamente e i relativi oneri di urbanizzazione saranno ripartiti tra i diversi proprietari. La verifica degli standards deve essere effettuata per ciascuno stralcio funzionale.
Dovrà essere concordata con l'Amm/ne Comunale la destinazione delle aree destinate a spazi pubblici, in modo da garantire l'osservanza delle disposizioni di cui agli Art. 6 e 7 del D.A. 20.12.83, in ragione di 12 mq/ab (abitanti calcolati assumendo il parametro convenzionale di 100 mc/ab).
Aree industriali, artigianali e commerciali
Si mantengono le zone individuate dal P.di f. precedente.
Sottozona D1 e D2
E' destinata ad ospitare edifici a carattere artigianale e piccole industrie, con esclusione di quelle che a giudizio dell'Amministrazione Comunale dovessero arrecare molestia Sono consentiti, oltre le costruzioni inerenti al processo produttivo (officine, magazzini, uffici ecc.), anche edifici residenziali per l'abitazione dei proprietari o custodi, purché venga motivata la necessità di risiedere sul posto, e con una volumetria ad uso residenziale non superiore al 20% di quella utilizzata ai fini produttivi
Nelle sottozone D1 e D2
il P.U.C. viene attuato esclusivamente mediante interventi urbanistici preventivi, che possono essere:
Gli interventi all'interno di questa sottozona sono soggetti alla seguente normativa:
a) -Indice fondiario = 5
b) -Rapporto massimo di copertura (Rc) = 0.50 mq/mq Sf;
c) -Altezza massima per i fabbricati industriali (H) = 7.50 ml.
d) -Larghezza minima delle strade di piano = 12 mt. (inclusi i marciapiedi), le strade comunali o extracomunali già esistenti non potranno essere usate come supporto viario per l’accesso diretto ai lotti, che dovrà avvenire attraverso la viabilità interna al comparto;
e) -Oneri di urbanizzazione primaria = assolti con la costruzione delle opere e la cessione delle aree relative, secondo i progetti approvati dall'Amministrazione Comunale, nonché con la realizzazione delle opere necessarie al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti solidi, liquidi, gassosi;
f) -Oneri di urbanizzazione secondaria = come definiti dalla specifica deliberazione comunale.
In merito ai rapporti tra gli spazi destinati agli insediamenti produttivi e gli spazi pubblici destinati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi, si richiama il rispetto dell’ Art. 8 del D.P.G.R.S. 20.12.1983 n° 2266/u.
Comprende tutti quei terreni che per le loro caratteristiche sono utilizzati da una produzione agricola specializzata, nel comune non si ritiene dovere procedere a tale tipo di classificazione, non esistendo produzione agricole tipiche e rilevanti sotto il profilo qualitativo e quantitativo, le uniche aree a uso specializzato sono infatti costituite da piccoli appezzamenti di terreno a vigneto di rilevanza marginale
Ricadono in questa sottozona in particolare le aree incluse nei:terreni a sud sul bacino del Coghinas
comprendono le aree immediatamente limitrofe al centro abitato
Aree che, caratterizzate dalla presenza di preesistenze insediative, sono utilizzabili per l’organizzazione di centri rurali, non presenti nel territorio comunale.
Comprende le aree che non si ritengono idonee per lo sfruttamento agricolo e zootecnico intensivo, a causa della pendenza elevata, della scarsa profondità e dell’eccessiva rocciosità e pietrosità., ma all’interno delle quali sono presenti diverse aziende di tipo zootecnico estensivo, che necessitano di nuove strutture per adeguarsi alle nuove normative comunitarie, e per le quali si ritiene possibile un intervento
Volto alla valorizzazione ambientale, anche attraverso opere di riforestazione.
Nelle zone agricole in via generale sono consentite esclusivamente le costruzioni la cui funzione sia strettamente connessa alla produzione ed alla lavorazione dei prodotti agricoli ed allo sviluppo della zootecnia, con esclusione dei fabbricati per gli insediamenti produttivi di tipo agro-industriale, che dovranno essere ubicati nella zone inustriali ed artigianali.
a) -fabbricati ed impianti connessi alla conduzione agricola e zootecnica del fondo (compresi quelli relativi agli allevamenti zootecnici-intensivi) ed alla valorizzazione e trasformazione dei prodotti aziendali nonché strutture aziendali per l’attività agrituristica con i limiti di cui all’art 9 del DPGR 3/8/1994 n°228, e secondo le prescrizioni del successivo Art. 21.. Non sono realizzabili gli impianti classificabili come industriali,
b) -fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi e degli impianti arborei industriali (forestazione produttiva);
c) -strutture per il recupero terapeutico dei disabili, dei tossico-dipendenti, e per il recupero del disagio sociale;
d) -residenze purché necessarie per la conduzione delle aziende agricole;
e) -serre provvisorie o fisse.
- 0.20 mc/mq per i fabbricati di cui alla lettera a) del precedente comma
- 0.10 mc/mq per le strutture di cui alla lettera c) del precedente comma;
- 0.03 mc/mq per le residenze.
a) rapporto di copertura con l’area di pertinenza:
b) distanza dai confini di proprietà:
c) distanza dal limite delle zone territoriali A, B, C, F, G:
a) altezza massima:
b) Tipo edilizio:
c) Porticati e verande:
d) Numero massimo piani:
e) Distanza minima dai confini:
f) Distanza minima assoluta tra le pareti finestrate e pareti di edifici antistanti:
non potrà essere inferiore a mt. 8.00
Ai fini edificatori la superficie minima per qualsiasi tipo di intervento nella sottozona E2 è stabilita in via generale in ha 1.00, compresi gli impianti serricoli, impianti orticoli in pieno campo e impianti vivaistici.
Sono ammessi in deroga depositi attrezzi con superfici massime di 15 mq..
Ai fini edificatori la superficie minima per qualsiasi tipo di intervento è stabilita in via generale in ha 0.50.
Non esistono nel comune zone classificabili come E4, e di conseguenza norme di riferimento.
a) -fabbricati ed impianti connessi alla conduzione zootecnica estensiva del fondo ed alla razionalizzazione della pastorizia, quali stalle ed in genere ricoveri per animali, impianti di mungitura ecc.
b) -fabbricati funzionali alla conduzione e gestione dei boschi ed al ripristino della zona.
c) -residenze purché necessarie per la conduzione delle aziende agricole, nonché strutture aziendali per l’attività agrituristica con i limiti di cui all’art 9 del DPGR 3/8/1994 n°228. e secondo le prescrizioni del successivo Art. 21.
- 0.01 mc/mq per le residenze, incrementabili a mc. 0,10/mq. per le attività agrituristiche con delibera motivata del Consiglio Comunale
a) distanza dai confini di proprietà:
b) distanza dal limite delle zone territoriali A, B, C, F, G:
Sono operanti nelle sottozone agricole tutti gli ulteriori vincoli imposti dalle vigenti leggi per ciò che riguarda il rispetto delle distanze minime dalle strade, il rispetto delle zone archeologiche o di interesse ambientale secondo le indicazioni delle competenti Soprintendenze.
Articolo: 18 - Edifici in fregio alle strade e alle zone umide
a) manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia come definiti dall’ Art. 31 della legge 5 agosto 1978 n° 457;
c) ogni altro ampliamento necessario per adeguare l’immobile alla disciplina igienico sanitaria vigente;
Nel caso di esproprio di un edificio per la realizzazione o l’ampliamento di strade e per la realizzazione di opere pubbliche in genere, e nei casi di demolizione è consentita la ricostruzione con il mantenimento delle destinazioni d’uso, nei limiti di cui al primo comma dell’ Art. 17, in area agricola adiacente anche inferiore alle superfici minime di cui all’ Art. 16.
- legge 10.05.1979, n° 319: "Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento",
- legge 24.10.1979, n° 650: "Integrazioni e modifiche alla L. n° 319",
- D. Ass. Regionale Ambiente 20.06.1984, n° 186 - 84.
Oltre alla normale documentazione di cui alle norme del R.E., per gli insediamenti zootecnici aventi un carico non superiore a 40 q.li di peso vivo per ettaro di terreno aziendale, deve essere presentata la documentazione di cui all'allegato D del Decreto Assessore alla Difesa dell'Ambiente 4.12.1981, n° 550 - 81 (B.U.R.A.S. n° 16 del 14.04.82).
Si richiamano le disposizioni dell' Art. 11 del D.A. 4.12.1981.
a) imprese con attività diretta esclusivamente alla coltivazione del fondo e/o alla silvicoltura;
b) imprese dedite ad allevamento di bovini, equini, ovini e suini che dispongono, in connessione con l'attività di allevamento, almeno di un ettaro di terreno agricolo per ogni 40 q.li di peso vivo di bestiame;
c) imprese dedite ad allevamenti avicoli e cunicoli che dispongano, in connessione con l'attività di allevamento, di almeno un ettaro di terreno agricolo ogni 40 qli di peso vivo di bestiame;
d) imprese di cui ai precedenti punti a), b) che esercitano anche attività di trasformazione e di valorizzazione della produzione, che siano inserite con carattere di normalità e di complementarità funzionale nel ciclo produttivo aziendale; in ogni caso la materia prima lavorata dovrà provenire per almeno 2/3 dall'attività di coltivazione del fondo.
Per gli interventi che riguardino edifici con volumetria superiore a mc. 1000, nonché per gli ampliamenti di volumetria complessiva maggiore di 1000 mc., da attuarsi in qualsiasi zona , con la sola esclusione delle zona D, è richiesta una valutazione dell'impatto visivo della nuova opera nel paesaggio ed ambiente circostante. In particolare il progetto dovrà essere accompagnato da una simulazione fotografica prima e dopo l'intervento, curando di evidenziare la presenza di crinali, formazioni rocciose, popolazione vegetale, e ogni altra presenza "ambientalmente significativa"
Articolo: 21 - Agriturismo
Il progetto d’inizio deve provvedere sia le residenze sia le attrezzature e gli impianti, a meno che essi preesistano e siano adeguati alla produzione indicata nel progetto.
Articolo: 22 - Punti di ristoro
Articolo: 22a - Zone d’interesse generale
Il P.U.C. individua due distinte sottozone:
Corrisponde all’area attigua alla stazione ferroviaria, destinabile all’uso anche a fini turistici ed espositivi connessi al riuso delle linee ferroviarie complementari .
Sottozona G2
Rappresenta un’area esterna all’abitato, in località “S’Ena Manna” destinata ad servizi di interesse generale sia pubblici che privati, con particolare riferimento ad attrezzature per lo sport, attività ricreativi anche di interesse e dimensione sovracomunale.
a) opere connesse a servizi pubblici o di rilevante interesse collettivo;
b) opere di urbanizzazione primaria e secondaria connesse a complessi produttivi esistenti;
c) opere di consolidamento, manutenzione, restauro e ristrutturazione senza alterazioni di volume e superfici utili rispetto al preesistente stato delle costruzioni;
d) completamento di costruzioni e di opere tendenti a rendere omogenei e funzionali le costruzioni e i tessuti edilizi limitrofi alle zone H o in esse preesistenti.
E' prescritto l'indice territoriale massimo di 0,001 mc/mq, con possibilità di deroga, ai sensi dell'Art. 16 della Legge 6.8.1967, n° 765, per edifici, attrezzature ed impianti pubblici ed una distanza dai confini di mt. 6,00. Comprendono:
le seguenti fasce di rispetto :
Rispetto stradale: Sono le zone agricole di rispetto della viabilità e comprendono le parti del territorio destinate alla protezione del nastro stradale fuori dal perimetro dei centri abitati. Dette fasce devono avere la larghezza indicata nelle planimetrie del P.U.C. ed in ogni caso la larghezza minima di cui al D.P.R. 16.12.92 n° 495 (Regolamento di esecuzione ed attuazione del nuovo codice della strada), così come modificato dal D.P.R. 26.4.95 n° 147.
Oltre a quanto stabilito dall' Art. 23, sono consentiti in queste fasce esclusivamente parcheggi, fontane, abbeveratoi ed impianti per la distribuzione dei carburanti, questi collegati alla sede stradale con accessi studiati opportunamente.
Le costruzioni esistenti possono essere esclusivamente oggetto di intervento di demolizione, manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione.
Rispetto cimiteriale: Si comprendono in queste zone le parti del territorio destinato alla salvaguardia biologica delle zone agricole ed urbane limitrofe ai camposanti.
In tali aree è consentita solo la coltivazione dei terreni e l'esercizio di altre attività lavorative. Oltre a quanto stabilito dall' Art. 23 sono ammesse soltanto piccole costruzioni precarie destinate alla vendita di fiori ed oggetti per il culto, nonché per il deposito degli attrezzi agricoli e delle altre attività svolte.
Il raggio della zona di rispetto cimiteriale non edificabile è stato fissato in 50 mt.
Zone di salvaguardia ambientale e storico archeologica
Sono le parti del territorio destinate alla salvaguardia dell'ambiente naturale, per favorirne un'utilizzazione che non contrasti con le sue caratteristiche. In queste zone è tutelata la morfologia del suolo, dei corsi d'acqua e della vegetazione, e gli interventi consentiti sono esclusivamente quelli tesi a realizzare questa tutela: a questo scopo il Piano Urbanistico Comunale si attua per intervento preventivo, a mezzo di piani attuativi elaborati dall'Amministrazione.
Prima dell'applicazione di essi è vietato ai privati di intraprendere qualsiasi trasformazione del suolo, dei corsi d'acqua e della vegetazione, nonché degli eventuali edifici compresi in queste zone, salvo interventi di consolidamento delle strutture, di risanamento e comunque contenuto entro il limite di 0.001 mc/mq) necessari per la conduzione del fondo. Sono ammesse, altresì, le attività agro-silvo-pastorali che non comportino alterazioni permanenti allo stato dei luoghi.
- i corsi d'acqua iscritti agli elenchi in base al testo unico delle disposizioni di legge sulle acque e impianti elettrici e le relative sponde per una fascia di mt. 150;
- le zone gravate di usi civici,
- i territori coperti da boschi, quelli soggetti a vincolo di rimboschimento e quelli colpiti dagli incendi.
- Ai sensi della lettera h , Art. 19 , della L.R. n° 45/89, il P.U.C. individua e norma tutte le porzioni del territorio comunale da sottoporre a speciale tutela e salvaguardia.
Unitamente alle aree di cui sopra sono da intendersi tutelate in particolare modo le seguenti aree :
- le aree soggette "ope legis" ai vincoli di cui all'art1, 1° comma della legge 08.08.1995 n° 431
- I complessi di interesse storico artistico cosi come riportati nella carta tematica n°13 del P.U.C.
- Tutti i beni archeologici vincolati o individuati
1.Le prescrizioni di cui al presente articolo sono finalizzate alla tutela delle zone e dei beni territoriali di interesse archeologico, artistico e storico cosi come eplicitate nel D.L. n° 490 del 29 ottobre 1999
2. I particolare sono assoggettati alla tutela
- tutti i beni vincolati ai sensi della legge 1089/39 Art. 1 e 3 successive modifiche ed integrazioni.
- Tutte le aree vincolate ai sensi della l: 1089 /39, art 21 e successive modifiche ed integrazioni
- Tutte le categorie dei beni culturali previsti dall' Art. 1 della legge 1089/39, e successive modifiche ed integrazioni, ancorché non vincolati dallo strumento urbanistico.
- Tutte le zone di interesse archeologico ai sensi dell'art.1 lettera m) della legge 431/85, ovvero non solo le testimonianze in sé, ma anche quelle aree che, pur prive di testimonianze, costituiscono le interconnessioni tra tali zone ed il territorio circostante, costituendo una unitarietà inscindibile , e siano riconosciute ncessarie ai fini della migliore lettura , comprensione e salavguardia delle testimonianze stesse.
In particolare si intendono comunque indicati come zone H tutti i seguenti beni archeologici:
a) Nuraghi
b) Templi a pozzo e tombe dei giganti
c) Domus de janas
d) Dolmens
e) Villaggi neolotici
f) Tombe rupestri e facciate architettoniche
g) Siti di ritrovamento di materiale ceramico
h) Aree con tombe neolitiche
i) Aree con insediamenti del periodo romano
Sono vincolati e sottoposti alla tutela dalla Soprintendenza Archeologica i seguenti siti.
a) Nuraghe " Su Castaldu" Foglio 21, mapp. 70. Decreto1/03/1966
b) Nuraghe "Alvu" Foglio 5 mapp. 18
Decreto in data 12/03/1968
c) Nuraghe "Boinalzu " Foglio 5, mapp. 19.
d) Nuraghe "Marianicu" Foglio 29 mapp. 77,79
Decreto in data 17/03/1969
3. La tutela va intesa in senso globale, comprendendo l'ambiente naturale esistente ed il rispetto del monumento anche in relazione ad interventi relativi e modifiche recenti.
4. Sono indicate come zone H le zone agricole di valore archeologico, speleologico, geomorfologico che assumono particolare importanza per il loro aspetto fisico naturale, per i reperti archeologici rinvenuti o da rinvenire, per le bellezze naturali dei luoghi, per le grotte e le rocce affioranti.
5. In tali zone sono consentiti solo interventi tendenti alla manutenzione del verde e delle colture esistenti, nonché al riassetto idrogeologico dei terreno, nel rispetto delle leggi no 1089/39 e n° 1497/39
6. Le costruzioni esistenti possono essere oggetto esclusivo di interventi di ricostruzione, manutenzione straordinaria risanamento conservativo, ristrutturazione nonché ampliamenti (purché entro l'indice di fabbricabilità ammesso) e salvo parere della competente Soprintendenza Archeologica.
7. Nelle aree monumentali ed archeologiche, sono consentiti interventi ed attività ordinati alla fruizione culturale ed alla tutela. Sono perciò ammessi gli interventi di scavo, restauro, diserbo, miglioramento dell'accessibilità, attrezzature didattiche, a seguito di progetti regolarmente approvati dalle competenti Soprintendenze Territoriali.
8. Le zone, circostanti i monumenti, sono da ritenersi, di norma, oggetto di salvaguardia per un'area con un raggio minimo di 100 metri dal centro del nucleo centrale della preesistenza, salvo diversa determinazione da parte della competente Soprintendenza.
9. Nelle suddette zone, è vietata qualsiasi attività non compatibile con la natura del monumento; è consentita l'attività pascolativa ed agricola che non comporti movimenti di terra superiori ad uno spessore di 30 centimetri; è consentita, altresì, la selvicoltura e la silvopastorizia.
10. E' esclusa l'attività di trasformazione agraria comportante movimenti di terra superiori ai cm. 30, salvo diversa determinazione delle competenti Soprintendenze' e salvo approvazione del singolo progetto.
11. Nelle zone H, è consentita:
a) l'attività scientifica finalizzata allo studio, ricerca e controllo dei beni,
b) l'attività di fruizione ai fini didattici,
c) l'attività di fruizione ricreativa che comporti soltanto un uso temporaneo delle risorse con modalità ad esse coerenti
d) le opere necessarie per consentire l'eventuale godimento pubblico dei reperti archeologicì.
12. Tutti i progetti ricadenti in aree nelle quali sorgono i beni di cui sopra o interessanti direttamente tali beni, che comportano una qualunque modificazione della situazione attuale dovranno essere esaminati dagli Enti territoriali preposti alla tutela : ovvero le Soprintendenze-ai Beni Archeologici e ai Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e storici e gli uffici per la tutela del paesaggio della R.A.S. , ciascuno per le categorie di beni di competenza.
A tali Enti compete l'onere della verifica territoriale diretta e dell'emissione di parere formale entro e non oltre 60 giorni dalla data di ricezione della richiesta.
Per le adiacenze delle aree in oggetto, oltre i 100 m. e in relazione visuale con i monumenti, gli interventi consentiti e le modalità di realizzazione sono specificati dalla Soprintendenza
Archeologica nei provvedimenti puntuali, in relazione alle opere da realizzare e in relazione al monumento presso il quale si trovano. i progetti che prevedono ogni tipo di movimento di terra a qualsiasi profondità, devono. essere sottoposti al parere preventivo e vincolante della Soprintendenza Archeologica. ove si verifichi che gli interventi interessino monumenti o aree archeologiche individuate, in sede di rilascio del nulla osta, sono adottate le cautele e prescrizioni ritenute necessarie.
Articolo: 24 - Classificazione
a) zone destinate all'istruzione (S1);
b) zone per attrezzature di interesse comune (S2);
c) zone per spazi pubblici attrezzati a parco e per il gioco e per lo sport (S3);
d) zone per i parcheggi (S4).
Articolo: 25 - Definizione e classificazione
a) il rapporto massimo di copertura e l'indice di cubatura dovranno rispettare le norme relative al tipo di edificio pubblico o di uso pubblico che deve essere realizzato.
b) l'altezza massima delle nuove costruzioni deve essere pari a 10 mt. (H = 10 mt.);
c) nel caso di edifici esistenti è ammesso l'ampliamento e la ristrutturazione, con gli indici che saranno quelli dell'intervento proposto, purché approvato anche dal C.C.
d) spazi per parcheggi: 1mq/4mq Su.
Articolo: 26 - Definizione
H = 30 mt.
Articolo: 27 - Classificazione
Le zone destinate a verde si distinguono in :
a) zone a parco urbano e a verde di quartiere (S3);
b) zone di impianti sportivi (Ss).
Articolo: 28 - Zone a parco urbano e a verde di quartiere
Possono essere realizzate unicamente costruzioni a carattere precario ad uso bar, attrezzature per la sosta ed il ristoro quali panchine, tavoli all'aperto; attrezzature per il gioco dei bambini come giostre, altalene, campi parcheggi marginali per l'accesso ai parchi; viabilità pedonale e ciclabile. La realizzazione di tali attrezzature, spetta unicamente alla pubblica amministrazione, ma è ammessa la concessione a cooperative, enti o privati che, costruendo l'edificio su area pubblica e su progetto conforme alle esigenze comunali, assumano la gestione del servizio, rispettandone i fini sociali, per un numero di anni non superiore a 20; scaduto il termine, non rinnovabile, della concessione, il Comune entra in piena proprietà dell'edificio, e termina ogni suo obbligo nei confronti del concessionario, che ne cessa l'uso.
Le aree non utilizzate da edifici o attrezzature saranno sistemate a bosco nella misura minima del 60% della superficie territoriale (St), e a prato nella misura minima del 20%. Le specie vegetali da utilizzare sono esclusivamente quelle compatibili con le caratteristiche dell'ambiente naturale locale.
Articolo: 29 - Zone per impianti sportivi
Nella cartografia di Piano si distingue due diverse zone:
-Zona per impianti sportivi all'interno del perimetro urbano;
-Zona per impianti sportivi extraurbana.
All'interno della prima zona sono ammessi esclusivamente impianti a carattere ricreativo-sportivi coperti e scoperti, immersi nel verde, che deve occupare almeno il 50% dell'intera area.
Rc = 0.25 mq/mq per gli impianti coperti
Rc = 0.50 mq/mq per gli impianti scoperti
If = 0.50 mc/mq per gli impianti coperti
Parcheggi = 1mq/10 mq di Su
All'interno della zona sportiva extraurbana, ferma restando la dotazione di verde di cui al comma precedente, sono ammessi esclusivamente impianti sportivi per la pratica degli sport all'aperto, con i seguenti parametri:
Rc = 0.50 mq/mq per gli impianti scoperti.
Parcheggi = 1 mq/10mq Su.
Sempre per quanto riguarda questa ultima zona, sono ammessi esclusivamente i volumi strettamente legati alla pratica degli sport all'aperto, quali spogliatoi, piccoli depositi, servizi igienici ecc.
Per quanto riguarda gli scarichi organici, dovrà essere rispettato quanto previsto dalla vigente normativa nazionale e regionale, già richiamata per le zone E.
SEZ: IV
Zone destinate a spazi di sosta e di parcheggio (S4)
Articolo: 30 - Definizione e classificazione
Articolo: 31 - Poteri di deroga
Il Comune di Nulvi può esercitare a norma di legge i poteri di deroga alle norme contenute nel presente Piano Urbanistico Comunale solo nei casi in cui tali deroghe riguardino edifici ed impianti pubblici o di interesse pubblico.
Articolo: 32 - Adeguamento della disciplina urbanistico-edilizia

References: Art. 20
 Art. 5
 Art. 35
 Art. 33
 Art. 28
 Art. 8
 Art. 3
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 8
 Art. 21
 Art. 21
 Art. 31
 Art. 17
 Art. 16
 Art. 11
 Art. 23
 Art. 23
 Art. 19
 Art. 1
 Art. 1