Source: http://asiloineuropa.blogspot.it/2012/02/
Timestamp: 2017-06-26 08:39:18+00:00

Document:
Asilo in Europa: febbraio 2012
Italia condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo - Sentenza Hirsi Jamaa e altri c. Italia
Il 23 febbraio la Grande Camera della
Corte europea dei diritti dell'uomo, nel caso Hirsi Jamaa e altri, ha
condannato all'unanimità l'Italia per violazione dell'art. 3
(doppia), dell'art. 4 Protocollo n. 4, nonché dell'art. 13 (in
collegamento con i due articoli precedenti) della CEDU. Si tratta di una sentenza molto attesa,
che ha immediatamente suscitato un giusto clamore mediatico e
numerose reazioni politiche.
La sentenza della Grande Camera, che è
definitiva, è infatti una
di quelle destinate a restare nella memoria. I fatti da cui il
caso traeva origine sono tristemente noti. Il 6 maggio 2009 circa
200 persone, su tre barche dirette in Italia, venivano intercettate
da motovedette italiane, in acque internazionali, all'interno della zona "SAR"
(Search and Rescue) di responsabilità maltese. Quindi, venivano
trasferite a bordo delle navi italiane e riportate in Libia, da dove
erano partite, in conformità agli accordi bilaterali fra Italia e
senza essere identificate e senza essere informate circa la loro
reale destinazione. Era
l'avvio della c.d. "politica dei respingimenti"
che, secondo le parole del Ministro dell'Interno italiano dell'epoca,
doveva rappresentare un "punto di svolta"
nella lotta contro l'immigrazione irregolare. Nel corso del 2009,
l'Italia ha condotto 9 operazioni in acque internazionali, in
conformità agli accordi bilaterali con la Libia. Il
caso Hirsi Jamaa e altri è il ricorso di 24 cittadini
somali ed eritrei - che facevano
parte di quel gruppo di respinti il 6 maggio 2009 - contro l'Italia
per la violazione dell'art. 3, dell'art. 4 Protocollo n. 4 e
dell'art. 13 (in combinato con i precedenti) CEDU. A
distanza di quasi tre anni da quei fatti, la Corte è giunta,
all'unanimità, ad una sentenza netta di condanna
dell'Italia. Una sentenza che,
se non potrà ridare giustizia a quanti negli anni – certo non solo
in quell'occasione e non solo dall'Italia – sono stati intercettati
e arbitrariamente respinti, speriamo servirà da indirizzo
alle politiche relative al controllo dell'immigrazione in
Europa. La sentenza è molto lunga e
interessante e se ne consiglia ovviamente la lettura completa, inclusa l'opinione concordante del giudice Pinto de Albuquerque, che si spinge più in là rispetto alla Corte, e tocca fra l'altro un tema ulteriore, di grande importanza, cioè quello del diritto a lasciare un Paese per cercare asilo.
Di seguito ripercorriamo quelli che a nostro avviso sono i punti principali della sentenza Hirsi Jamaa e altri c. Italia. Continua a leggere...»
Solidarietà fra Stati membri nel campo dell'asilo - parte 2
Alcuni giorni fa avevamo dedicato una prima breve riflessione alla solidarietà fra Stati membri. Si tratta - come è chiaro a tutti - di un tema cruciale per lo sviluppo della politica dell'Unione europea, certamente non solo in materia di asilo. Nel post precedente avevamo sottolineato come il vigente quadro normativo permetta di affermare che, per quanto riguarda le politiche dell'Unione relative ai controlli alle frontiere, all'asilo e all'immigrazione, nonché la loro attuazione, la solidarietà (non solo finanziaria) rappresenta un obbligo. Ciò che importa, dunque, assodato che "la solidarietà è stata riconosciuta fin dall'inizio come una componente essenziale del Sistema europeo comune di asilo" (Commissione europea, COM(2011)835, 02.12.2011, p. 2, enfasi nostra), è cercare di capire cosa gli Stati membri e le istituzioni dell'UE intendano per solidarietà e cosa in concreto si faccia per metterla in pratica.
Se è infatti evidente che solidarietà deve accompagnarsi a responsabilità di ciascuno Stato nel rispettare le regole, dall'altro lato è altrettanto evidente che alla richiesta di maggiore responsabilità deve corrispondere analoga dimostrazione di fiducia e supporto. Per dirla ancora con le parole della Commissione nella sua recente Comunicazione sulla solidarietà fra Stati membri nel campo dell'asilo, "[l]'applicazione del principio di solidarietà richiede agli Stati membri un reale impegno" (enfasi nostra). Un impegno, aggiungiamo noi, che tenga conto della necessità di una politica che sia equa nei confronti dei cittadini di Paesi terzi e che abbia come prima preoccupazione, in ogni caso, il rispetto dei diritti fondamentali.
In cosa consiste dunque, per ora, la solidarietà fra gli Stati membri nel campo dell'asilo e cosa è lecito aspettarsi nell'immediato futuro?
I materiali più interessanti segnalati da Asilo in Europa - Un riepilogo
vista di una settimana che
si preannuncia importante, pubblichiamo oggi un post di
alleggerimento per riepilogare
alcuni dei documenti ufficiali, sentenze o materiali di studio a
nostro parere più interessanti
usciti nel corso degli ultimi mesi del 2011 e in questo inizio di
anno 2012. Nella
colonna di destra, si può trovare il gadget "Materiali di
studio" dove cerchiamo di segnalare immediatamente gli studi, i commenti, i report più interessanti di cui veniamo a
conoscenza. D'ora
in poi cercheremo di fare più spesso post riepilogativi come questo,
ma consigliamo di fare riferimento al gadget indicato (oltre che alla
Facebook di Asilo in Europa,
anch'essa raggiungibile dalla colonna di destra) per essere sempre
a chi ci ha fatto pervenire segnalazioni e a chi lo vorrà fare in futuro.
Proposta modificata di una nuova Direttiva Procedure - I commenti dell'UNHCR e uno schema
L'UNHCR (Bureau for Europe) ha
pubblicato i suoi commenti sulla proposta modificata di rifusione
della Direttiva Procedure, presentata dalla Commissione europea
lo scorso giugno.
Come ripetiamo spesso, la revisione
degli strumenti del "pacchetto asilo" è attualmente in
corso e, contrariamente a quanto è avvenuto per la "prima fase"
(adozione con voto all'unanimità nel Consiglio dopo semplice
consultazione del Parlamento europeo), l'adozione delle nuove
misure deve avvenire secondo la procedura ordinaria, dunque con l'accordo fra Parlamento europeo e
Consiglio (quest'ultimo peraltro deliberando a maggioranza
qualificata, non all'unanimità). La Commissione europea,
nell'adempimento del suo compito di avviare la procedura con una sua
proposta, aveva già presentato un primo testo di rifusione della
Direttiva Procedure nel 2009. Tale proposta, pur appoggiata dal
Parlamento europeo, non aveva tuttavia fatto progressi in sede di
Consiglio, dove era stato impossibile arrivare ad una posizione sul
testo (Relazione della Commissione alla presentazione della proposta modificata, punto 1.1) . Ecco perché, nel giugno 2011, la
Commissione ha avanzato una proposta modificata. Stesso percorso ha
seguito la proposta di rifusione della Direttiva Accoglienza. Come abbiamo già avuto modo di dire,
la nuova Direttiva Qualifiche è stata invece recentemente
adottata.
Il lavoro dell'UNHCR, che analizza e
commenta la proposta modificata della Commissione, è molto
approfondito e contiene una serie di spunti e raccomandazioni che
andrebbero tenuti in considerazione dal legislatore europeo o
che potrebbero tornare utili per future ulteriori modifiche. Data l'ampiezza del lavoro in
questione, e la complessità della Direttiva Procedure, ci limitiamo
qui a evidenziare alcuni commenti generali dell'UNHCR, rimandando chi
volesse approfondire alla lettura integrale del documento (in fondo si può trovare il link).
Più sotto riproponiamo invece un
nostro schema della proposta della Commissione, che ci auguriamo
possa essere d'aiuto per orientarsi nella non facile lettura di
questo strumento. Continua a leggere...»
Direttiva Procedure,
Domande di asilo nell'UE nel secondo quarto del 2011 - I dati di Eurostat
Eurostat ha da poco pubblicato sul suo sito internet i dati sulle domande di asilo presentate nei 27 Paesi dell'Unione europea nel secondo quarto del 2011 e sulle decisioni in prima istanza nello stesso periodo. Rispetto al secondo quarto del 2010, c'è stata una crescita del 23% delle domande presentate (poco meno di 69.000, cioè circa 12.800 in più rispetto al 2010) e non sorprende leggere che le domande presentate da cittadini tunisini e libici sono cresciute rispettivamente di sei e cinque volte. Forse meno ovvio - per lo meno in Italia - che i tre Paesi dove sono state presentate più domande di asilo nel secondo quarto del 2011, in linea con il primo quarto dell'anno, siano la Francia (14.505 domande), la Germania (10.820) e il Belgio (7.160) e che questi tre Paesi, da soli, abbiano ricevuto circa la metà delle domande presentate in tutta l'Unione europea. Continua a leggere...»
Solidarietà fra Stati membri nel campo dell'asilo - parte 1
e 27 gennaio scorsi si è svolto un incontro informale dei
Ministri Giustizia e Affari Interni dell'UE. In quanto
informale, il Consiglio non ha adottato formalmente decisioni.
la "bozza" fatta circolare dalla presidenza di
turno del Consiglio dell'Unione – in capo alla Danimarca per il
primo semestre del 2012 – in vista della riunione, ci dà lo
spunto per parlare di un concetto importante, quello della
solidarietà fra Stati membri nel campo dell'asilo.
è infatti una parola che mette d'accordo tutti, sulla carta e finché ci si limita ad una generica enunciazione.
Ma da qui a trasformare la
solidarietà in azioni concrete, ce ne passa.
pensare, volgendo per un attimo lo sguardo a livello globale, al fatto che, come
noto – e come
ricordato ai Ministri dall'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i
rifugiati nel corso della riunione informale –, l'80%
dei rifugiati nel mondo vive nelle c.d. nazioni in via di sviluppo.
E che il numero delle
domande di asilo presentate nei 27 Paesi dell'Unione europea è oggi
ben lontano dalle punte raggiunte anni fa. Infatti, dal 2004 ad oggi
(secondo dati Eurostat), le domande di asilo sono state sempre al di
sotto delle 300.000 unità, quando negli anni 2000-2001-2002 (per non andare
ancora più indietro nel tempo) il dato si attestava sempre sopra
alle 400.000. Insomma, anche la solidarietà verso i Paesi terzi per
trovare soluzioni durature per i rifugiati dovrebbe essere una
preoccupazione primaria. E invece, la risposta degli Stati dell'UE,
ad esempio verso i Paesi del Nordafrica in occasione della "Primavera Araba", non si può certo dire che sia stata particolarmente brillante (V. nostro precedente post qui).
Quanto all'Unione
europea, e in particolare alle sue politiche in materia di
immigrazione e asilo, il concetto di solidarietà fra Stati membri è
particolarmente importante. Continua a leggere...»
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