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Accordo Aran su Conciliazione e Arbitrato del 13.2.2001
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Gazzetta Ufficiale n. 36 del 13-2-2001
Art. 1 - Principi e norme di organizzazione
Art. 2 - Facoltatività dell'arbitrato
Art. 3 - Designazione dell'arbitro
Art. 4 - Procedure di conciliazione e arbitrato
Art. 5 - Camere arbitrali stabili
Art. 6 - Sanzioni disciplinari
Allegato 1 - Statuto della cabina di regia per l'orientamento dell'esperienza arbitrale e la formazione del relativo ceto professionale.
A seguito del parere favorevole espresso dall'organismo di coordinamento intersettoriale sul testo di accordo relativo al Contratto Collettivo Nazionale Quadro in materia di procedure di conciliazione ed arbitrato, ai sensi degli articoli 59-bis, 69 e 69-bis del decreto legislativo n. 29/1993 nonché dell'art. 412-ter del codice di procedura civile, nonché della certificazione della Corte dei conti sull'attendibilità' dei costi quantificati per il medesimo e sulla loro compatibilità con gli strumenti di programmazione e bilancio, il giorno 23 gennaio 2001, presso la sede dell'ARAN, ha avuto luogo l'incontro tra:
L'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (A.Ra.N.) nella persona del presidente facente funzione, avv. Guido Fantoni ed i rappresentanti delle seguenti confederazioni sindacali: CGIL - CISL - UIL - CISAL - CONFSAL – CIDA - CONFEDIR - COSMED.
1. Restando fermo il ricorso all'autorità' giudiziaria ordinaria, le parti possono concordare, in alternativa, di deferire la controversia ad un arbitro unico scelto di comune accordo, che deve appartenere ad una delle categorie di cui all'art. 5, comma quattro. Per l'impugnazione del lodo arbitrale si applica l'art. 412-quater del codice di procedura civile, e il comma 12 dell'art. 4 del presente accordo.
2. Entro lo stesso termine, in caso di mancato accordo l'arbitro sarà designato mediante estrazione a sorte, alla presenza delle parti, nell'ambito della lista dei designabili nell'ambito della regione di cui all'art. 5, comma due, a cura dell'ufficio di segreteria della camera arbitrale stabile, qualora una delle parti non si avvalga della facoltà di revocare il consenso ad attivare la procedura.
3. Ciascuna delle parti può rifiutare l'arbitro sorteggiato, qualora il medesimo abbia rapporti di parentela o affinità entro il quarto grado con l'altra parte o motivi non sindacabili d’incompatibilità personale. Un secondo rifiuto consecutivo comporta la rinuncia all'arbitrato, ferma restando la possibilità di adire l'autorità giudiziaria.
1. Quando le parti decidano di ricorrere alle procedure di conciliazione e arbitrato disciplinate dal presente contratto, l'arbitro è obbligatoriamente tenuto ad espletare un tentativo di conciliazione che sostituisce e produce i medesimi effetti di quello previsto dall'art. 69-bis del decreto legislativo n. 29/1993, salvo che questo non sia già stato espletato ai sensi del citato articolo.
1. Le sanzioni disciplinari possono essere impugnate mediante richiesta di conciliazione e arbitrato ai sensi dell'art. 2 e seguenti. Durante la vigenza del presente accordo e con le medesime regole ivi previste, le sanzioni disciplinari possono essere impugnate davanti ai soggetti di cui all'art. 59, commi 8 e 9 del decreto legislativo n. 29/1993. Nel caso in cui il lavoratore si rivolga ai predetti soggetti non può, successivamente, ricorrere all'arbitro unico del presente accordo.
2. In via sperimentale e fino alla data del presente accordo, la richiesta di ricorso all'arbitro unico è vincolante per la pubblica amministrazione, salvo che l'impugnazione abbia per oggetto una sanzione risolutiva del rapporto, e soltanto il ricorrente, in caso di mancato accordo sulla designazione dell'arbitro, ha facoltà di rinunciare all'espletamento della procedura.
Statuto della cabina di regia per l'orientamento dell'esperienza arbitrale
e la formazione del relativo ceto professionale.
definire la misura dell'indennità' spettante agli arbitri, in relazione al valore, alla rilevanza e complessità della controversia nonché alla durata dell'opera prestata;
progettare e programmare corsi-pilota interdisciplinari di formazione per l'esercizio dell'attività' di arbitro, definendo i requisiti di accesso. Il finanziamento dei predetti corsi sarà a carico dei fondi per la formazione gestiti dal dipartimento della funzione pubblica direttamente o per il tramite della Sspa o del Formez;
4.Selezione degli arbitri.
La Confedir, in coerenza alle proposte formulate nel corso delle trattative, esprime riserve in ordine alla differente professionalità richiesta agli arbitri di cui al punto a) e d), rispetto a quelli di cui al punto c), del quarto comma dell'art. 5, nonché alla indeterminatezza del termine "liberi professionisti" di cui al punto c) del medesimo quarto comma, ai fini dell'inserimento nelle liste regionali. Ulteriore riserva si formula in merito alla lacunosità della normativa concernente l'attività e il funzionamento della c.d. "cabina di regia in un indefinibile "contesto cooperativo".

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6