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Timestamp: 2019-10-18 18:56:52+00:00

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COSTITUZIONE, SCOPO E SEDE
Art. 1 - Il "Club 4000", che riunisce gli alpinisti che hanno salito almeno 30 vette superiori a 4000 metri sulle 82 dell'elenco ufficiale UIAA, fondato da Luciano Ratto e Franco Bianco nel 1993, si costituisce come Gruppo della Sezione di Torino del Club Alpino Italiano, assumendo quale denominazione:
Gruppo "CLUB 4000".
Art. 2 - Il Gruppo "CLUB 4000" recepisce nel proprio regolamento, secondo i criteri dell'articolo 35 Titolo VI dello Statuto della Sezione di Torino del Club Alpino Italiano, statuti e regolamenti della Sezione di appartenenza e quelli generali del C.A.I.
Art. 3 - Il Gruppo "CLUB 4000" si adopera per promuovere ed incentivare l'attività alpinistica in alta montagna, nel rispetto dell'ambiente naturale, stimolando e favorendo la conoscenza reciproca e l'incontro fra i soci al fine dello scambio di informazioni, esperienze e documentazione. Conserva ed aggiorna l'elenco storico dei propri soci e della loro attività. Cura l'elenco degli alpinisti che hanno salito almeno 30 "4000" che ne facciano richiesta.
Art. 4 - Il Gruppo "CLUB 4000" adotta come Sede Sociale la sede storica della Sezione di Torino al Monte dei Cappuccini, via Gaetano Giardino 48 - 10131 Torino.
CONDIZIONI DI APPARTENENZA AL GRUPPO "CLUB 4000"
Art. 5 - Possono aderire al Gruppo "CLUB 4000", previa accettazione da parte del Consiglio Direttivo, tutti i soci del Club Alpino Italiano che abbiano salito almeno 30 delle 82 vette superiori a 4000 metri comprese nell'elenco ufficiale dell' U.I.A.A. Per i soci della Sezione di Torino è sufficiente fare domanda alla segreteria del Gruppo "CLUB 4000", i soci di altre Sezioni devono previamente richiedere l'aggregazione alla Sezione di Torino.
Un particolare riconoscimento verrà attribuito ai Soci che abbiano salito rispettivamente 50, 70, 82 "4000".
Art. 6 - La richiesta di adesione deve contenere i seguenti dati :
nome e cognome, data di nascita, indirizzo e numero di telefono;
sezione C.A.I. di appartenenza, con richiesta di aggregazione alla Sezione di Torino, oppure richiesta di iscrizione alla Sezione di Torino;
indirizzo e-mail (se non si desidera che compaia sul sito web, richiederlo esplicitamente);
elenco dei 4000 saliti fra quelli riportati nell'elenco ufficiale U.I.A.A., precisando data, via di salita e eventualmente, a richiesta del Consiglio Direttivo, nome dei compagni di cordata;
data dell'ultimo 4000 salito per la prima volta;
eventuali note; eventuale presentazione da parte di altro socio del Club 4000, ovvero di un socio del CAAI o del Presidente della Sezione del CAI di appartenza.
La richiesta di adesione implica l'accettazione del presente regolamento e che i dati forniti possano essere pubblicati sul sito del Gruppo "CLUB 4000".
Art. 7 - Sono organi del Gruppo "CLUB 4000" :
Art. 8 - L'assemblea è l'organo sovrano del Gruppo "CLUB 4000", essa rappresenta tutti gli appartenenti, le sue deliberazioni vincolano anche assenti e dissenzienti.
approva annualmente il programma del Gruppo, la relazione del Presidente, i bilanci;
delibera sulle proposte di modifica del Regolamento, da sottoporre al Consiglio Sezionale;
delibera sullo scioglimento del Gruppo, le cui modalità vengono stabilite dal Consiglio Sezionale in base all'articolo 35 del Regolamento Sezionale;
delibera su ogni altra questione inserita all'ordine del giorno sottoposta dal Consiglio Direttivo o proposta con mozione da almeno venti appartenenti al Gruppo.
Art. 9 - L'assemblea ordinaria viene convocata dal Consiglio Direttivo una volta all'anno, tra la metà di settembre e la metà di dicembre.
Le assemblee straordinarie sono convocate dal Consiglio Direttivo qualora lo ritenga opportuno, o entro 20 giorni dal ricevimento della richiesta di almeno un decimo degli appartenenti al Gruppo aventi diritto di voto.
Art. 10 - Hanno diritto ad intervenire alle assemblee tutti gli appartenenti al Gruppo "CLUB 4000" definiti dagli articoli 5 e 6 del presente Regolamento e che siano in regola con le quote sociali; i soci minorenni non hanno diritto di voto per le questioni di ordine economico. Ogni appartenente al Gruppo ha diritto ad un solo voto, è ammesso il voto per delega scritta.
La votazione per l'elezione dei membri del Consiglio Direttivo si svolge a scrutinio segreto, le altre votazioni per alzata di mano.
Art. 11 - Il Presidente, in sua assenza il Vice Presidente, in sua assenza in ordine di anzianità di iscrizione al C.A.I., il Consigliere più anziano, presiede l'assemblea. In caso di elezioni nomina un presidente di seggio e due scrutatori. Spetta al Presidente dell'assemblea constatare la regolarità della medesima ed il diritto di intervento e di voto.
Art. 12 - Tutti i membri del Gruppo aventi diritto di voto possono candidarsi alla carica di Consigliere, mediante comunicazione scritta ricevuta dalla segreteria del Gruppo entro le ore 18,00 del giorno precedente l'assemblea. I votanti possono esprimere sulla scheda un numero di preferenza non superiore al numero dei Consiglieri eleggibili. A parità di voto è eletto il socio con maggiore anzianità di iscrizione al C.A.I.
Art. 13 - Il Consiglio Direttivo è composto da sette membri, che restano in carica tre anni e sono rieleggibili consecutivamente per due mandati. Qualora non vi fossero candidati sufficienti a coprire i posti disponibili il Consigliere in scadenza del secondo mandato può ricandidarsi.
Art. 14 - Qualora un Consigliere si dimettesse prima della scadenza naturale del mandato, verranno indette nuove votazioni in occasione della prima assemblea. Se in seguito a dimissioni i membri del Consiglio Direttivo dovessero ridursi a numero inferiore a quattro, deve essere convocata entro un mese una assemblea straordinaria.
Art. 15 - Il Consiglio Direttivo nomina a maggioranza:
Le cariche di cui sopra non sono cumulabili nella stessa persona. Le cariche sono strettamente collegate al mandato del Consigliere e hanno pertanto pari durata, decadendo alla scadenza del mandato. In caso di rielezione a Consigliere non è automatico il rinnovo della carica di cui al presente articolo.
Art. 16 - Tutte le cariche sociali sono a titolo gratuito.
Art. 17 - Il Presidente convoca e presiede le riunioni del Consiglio Direttivo ed ha la rappresentanza del Gruppo "CLUB 4000" di fronte al Consiglio Sezionale, ha la firma sociale che può delegare.
Art. 18 - Il Vice Presidente sostituisce il Presidente, con gli stessi poteri, in caso di sua assenza o impedimento, secondo quanto previsto dall'articolo 21 dello Statuto Sezionale e dall'articolo 11 del presente Regolamento.
Art. 19 - In caso di impedimento del Presidente e del Vice Presidente, l'incarico verrà svolto dal Consigliere con maggiore anzianità di iscrizione al C.A.I., che assumerà l'anzianità di carica di colui che sostituisce.
Il Club 4000 entra nella famiglia del Club Alpino Italiano
Il Club 4000, avente la finalità (così come si legge nel suo regolamento) di "promuovere e incentivare l'attività alpinistica in alta montagna, nel rispetto dell'ambiente naturale, stimolando e favorendo la conoscenza reciproca e l'incontro fra i propri membri", su proposta della presidente della sezione di Torino Daniela Formica e con la delibera del rispettivo Consiglio direttivo, dal 1° gennaio 2006 è entrato a far parte della suddetta sezione. Il nome ufficialmente assunto è quello di Gruppo Club 4000 della Sezione di Torino del Club Alpino Italiano.
Per aderire al Club 4000 occorre aver salito almeno 30 vette alpine superiori ai 4000 metri delle 82 comprese nell'elenco ufficiale che, fin dal 1993, sotto l'egida e la certificazione dell'UIAA, sono state indicate con il lavoro di tre commissioni (italiana, francese e svizzera), su un progetto formulato dal medesimo Club. Possono aderire al Gruppo Club 4000 tutti i soci del Club Alpino Italiano. Per i soci della sezione di Torino è sufficiente fare domanda alla segreteria del Gruppo. I soci di altre sezioni del CAI o di Club Alpini stranieri devono previamente richiedere l'aggregazione - che è gratuita - alla sezione di Torino.
Informazioni più dettagliate sul Gruppo possono essere ricavate visitando il sito: www.club4000.it, mentre per adesioni e richieste di informazioni si rimanda agli indirizzi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Fin qui le notizie essenziali. Detto questo, però, può essere interessante dire qualcosa di più sulla storia precedente del Club 4000 e anche sul come è venuta fuori la lista ufficiale UIAA degli 82 'quattromila'.
Per quanto riguarda la nascita dell'elenco delle vette, tutto cominciò nell'agosto 1990, con un lungo articolo di Luciano Ratto sulla rivista Alp, nel quale si proponeva un primo riferimento di 87 vette in attesa di una definizione ufficiale dei 4000 delle Alpi. Lo stesso Ratto nel 1992 contattò Silvia Metzeltin e quindi Gino Buscaini, con lo scopo di avviare la formulazione di una lista ufficiale. Buscaini diventò il regista dell'intera operazione, da un lato partecipando alle prime riunioni a Torino, aventi lo scopo di redigere un insieme di criteri di selezione e una proposta di elenco, dall'altro lato coinvolgendo altri alpinisti in Francia e Svizzera e nello stesso tempo informando l'UIAA dell'iniziativa. Ricordo con una punta di rimpianto la presenza e il contributo di Gino in quelle prime riunioni, che si svolgevano nella vecchia sede di via Barbaroux della sezione di Torino: la sua competenza e la sua disponibilità furono per noi un vero punto di riferimento. Si arrivò così al maggio 1993, quando i sopra citati Buscaini e Ratto, insieme a Franco Bianco e a chi scrive, si incontrarono a Martigny, in una intensa e difficilmente dimenticabile giornata di lavoro, con i componenti delle commissioni svizzera e francese, tra i quali segnaliamo in particolare i ben noti Maurice Brandt e François Labande. Si giunse in tal modo alla lista definitiva, quella delle 82 vette, poi fatta propria e pubblicata dall'UIAA.
Per quanto riguarda le modalità di selezione delle vette ci limitiamo a osservare che la caratteristica peculiare di questo elenco è quella di fondarsi su criteri quanto più possibile oggettivi, in contrapposizione alla prevalente soggettività degli elenchi precedenti, rimandando al sito web del Club 4000 per una più compiuta descrizione dei suddetti criteri.
A questo punto può essere interessante dare uno sguardo alla storia relativa ai primi salitori dei 4000 delle Alpi. Il primo nome che compare, ben noto, è quello dell'austriaco Karl Blodig (1859 - 1956). Per quanto si dia usualmente per scontato che egli abbia salito tutti i 4000 considerati tali ai suoi tempi, da ricerche recenti risulterebbe che in realtà ne abbia saliti 'solo' 60. Più bravo di lui fu l'inglese Eustache Thomas (1869 - 1960), stranamente ignorato dagli studiosi di queste imprese, che in soli sei anni ne salì ben 70. In questa breve rassegna non va tralasciato il nome di un altro austriaco, Ernesto Pühn, che nel periodo tra il 1892 e il 1911 salì tutte le vette allora considerate tra i 4000. Fra l'altro Pühn fu socio del nostro Club Alpino, nella sezione di Torino. Per quanto riguarda il numero di 4000 inclusi nelle liste precedenti, esso era piuttosto variabile: 88 ne comparivano negli elenchi dovuti a Piero Falchetti, Gian Salvi, Franco Riva, Michel Vaucher, J. Chaubert; 60 negli elenchi di Helmut Dumler e Mario Vannuccini.
Tornando al nostro discorso, parallelamente al completarsi del lavoro di selezione delle vette ad opera delle suddette commissioni, si veniva sviluppando l'idea di riunire in una associazione gli appassionati salitori di 4000. In un articolo sulla Rivista del CAI del novembre 1993 veniva rivolto a tutti gli appassionati un invito in tal senso e si veniva di fatto a costituire il Club 4000. Accanto al promotore Ratto va ricordato il segretario Franco Bianco, uno fra i primi convinti collezionisti di 4000 in Italia.
Dall'anno 2000 divenne disponibile un primo sito web. Con l'inizio del 2002 i soci del Club raggiungono il numero di 50. Nello stesso tempo il sito viene completamente rivisto e arricchito per opera di Flavio Melindo, che ancora oggi continua proficuamente a occuparsene. Nel corso del 2005 Ratto propone a Daniela Formica, presidente della sezione di Torino del CAI e facente parte del Club 4000, di inserire il Club medesimo come 'gruppo' nella sezione torinese, e poco dopo giunge il parere favorevole del Consiglio della sezione.
Tra la fine del 2005 e il maggio 2006 si ha la stesura e poi la discussione del regolamento, la sua approvazione definitiva da parte della sezione e infine, il 26 maggio 2006, nella sede del Monte dei Cappuccini a Torino, la prima assemblea annuale per la nomina del Consiglio direttivo e per la definizione dei programmi di attività. I soci, nel contempo, sono progressivamente cresciuti di numero e ora sono170, appartenenti a una decina di Paesi europei.
Quale può essere il significato di un club che riunisce i collezionisti di 4000? Non ho ancora terminato di metter giù questa domanda e mi accorgo di avere scritto quella parola, collezionisti, che sicuramente farà storcere il naso a più di un alpinista, e che, anzi, da qualcuno è considerata una parola poco meno che demoniaca. In realtà, se ci si pensa un attimo, qualunque attività continuativa e appassionata contiene in sé l'idea di ripetere più volte imprese dello stesso genere, e dunque, in qualche modo, di 'collezionare'. Dall'alpinista che mette insieme il suo carnet di vie, più o meno impegnative a seconda delle sue capacità, all'escursionista che ogni settimana aggiunge la sua nuova sgambata al suo curriculum personale, non si tratta forse, in qualche modo, di un collezionare un qualcosa? A questo proposito mi fa piacere citare il nome di Kurt Diemberger: questo grande dell'alpinismo ha aderito al Club 4000 con semplicità ed entusiasmo, tenendosi ben lontano da ogni complicazione o sottigliezza polemica.
Per tornare alla nostra domanda, su quale può essere il significato di un Club 4000, non si può non richiamare alla mente il più o meno velato senso di apprensione da parte di molti alpinisti, quando si domandano: che ne è oggi dell'alpinismo classico? E' ancora vivo e praticato, o è un fenomeno ormai al tramonto, quasi soffocato dal prepotente sviluppo di altre forme di conoscenza e frequentazione della montagna, venute fuori negli ultimi decenni? Ebbene, se, come penso, l'attività prevalente tra i salitori di 4000 si può grosso modo collocare nell'ambito dell'alpinismo di stampo classico, allora possiamo dire che il formarsi del gruppo e soprattutto il notevole numero di adesioni raccolte finora e l'interesse suscitato possono essere una testimonianza che l'alpinismo classico è tuttora vivo e, soprattutto, che la presenza di questo Club può dare un contributo alla pratica di questo tipo di attività.
Nella breve storia del Club 4000 esposta in precedenza si potrebbe ricavare l'impressione di una associazione legata soprattutto a una specifica città. In verità non è tanto importante il fatto che questo Club sia nato in una città piuttosto che in un'altra, quanto il fatto che la realtà dell'associazione è soprattutto legata al sito web che intorno a essa si è venuto progressivamente sviluppando. E la caratteristica di un sito è proprio quella di svincolarci dai condizionamenti geografici, di mettere in contatto i soci che vivono in zone anche lontane tra loro, dai più fortunati che i 4000 li possono raggiungere nel fine settimana, a quelli più lontani, che i 4000 li riservano per le vacanze estive.
Proprio questo sito è dunque il vero e forte punto di riferimento e di identità. Su di esso c'è molto, e altre cose si dovrebbero aggiungere nel prossimo futuro. C'è, ovviamente, la lista degli 82 quattromila, con l'illustrazione dei criteri per la loro scelta, l'elenco dei soci con i rispettivi indirizzi e-mail, statistiche di ogni genere, note bibliografiche e note sui 4000 sciistici. E ancora, storia alpinistica, notizie, immagini, relazioni di salite. E soprattutto c'è un Forum, dove ogni socio e ogni appassionato può avere notizie sugli itinerari e sullo stato della montagna da parte di guide alpine, e può eventualmente trovare amici per combinare salite alle vette che gli interessano.
Mi accingo a chiudere queste brevi note, ma sento che ci siamo inoltrati in un argomento, quello delle salite sulle più alte montagne, che reclama con forza qualche altra considerazione, al di là delle semplici comunicazioni istituzionali. Una, fra tutte, viene fuori con particolare intensità: da cosa scaturisce il fascino della salita sulle più alte montagne? E' evidente che le risposte a questa domanda sono molteplici. Permettetemi però di tentare una risposta telegrafica fra le molte possibili, riservandomi di tornare eventualmente sull'argomento in modo più approfondito in un'altra occasione. Potremmo innanzitutto osservare che la dimensione verticale ci offre una straordinaria variazione di climi, vegetazioni, panorami, sensazioni ed esperienze, economie e stili di vita, su spazi ristretti, che si misurano con le centinaia di metri. Questo lo possiamo osservare ogni volta che partiamo dalla pianura per salire su una alta vetta alpina: dalla campagna e dai coltivi via via alla fascia del castagno, alle conifere, ai pascoli, alle rocce, alle nevi nelle loro varie forme, dai lievi ghiacciai ai ripidi colatoi, è tutto un caleidoscopio di immagini che mutano. Ben diverse sono le altre due dimensioni lungo le quali si svolge la nostra vita, le dimensioni orizzontali, quelle che ci permettono di spostarci sulla superficie terrestre. Pensiamo alle grandi pianure centro europee, russe e siberiane, alle piatte e vastissime steppe dell'Asia centrale, alle grandi distese di territori semiaridi, di savane o di foreste. Qui possiamo spostarci per centinaia o anche per migliaia di chilometri ma le sensazioni e le visioni non mostrano cambiamenti sostanziali. E' vero, ci sono felici eccezioni. Ma queste restano eccezioni, non sono la regola. La conclusione che si può trarre è presto detta: a milioni di individui viene dato in sorte di vivere una vita inesorabilmente agganciata a due sole dimensioni, a provare per tutta la vita le stesse sensazioni ambientali e geografiche. A parte i pochi che dispongono di adeguati mezzi finanziari e di una adatta preparazione culturale, ai suddetti individui è totalmente negata l'ebbrezza di potersi liberamente spostare attraverso i differenti mondi che si succedono lungo la dimensione verticale. Ebbene, il salire sulle vette più alte non è forse, in definitiva, un modo per arricchire le nostre esistenze attingendo al massimo grado, a piene mani, alle sensazioni ed esperienze che si susseguono lungo questa dimensione privilegiata?
Ma chiudiamo la parentesi e torniamo a noi. Possiamo concludere osservando che l'arrivo tra noi di un Club 4000 aggiunge una ulteriore componente alla ricca realtà del Club Alpino Italiano. Questa nuova presenza può essere lo stimolo, per chi già sale sulle alte vette, a intensificarne la frequentazione. Ma, soprattutto, per chi ancora non si cimenta con le alte quote e allo stesso tempo non disdegna gli equilibrati modelli di azione e di conoscenza ispirati all'alpinismo classico, quella che si presenta può essere l'occasione per affacciarsi a questa affascinate attività. Perché non provare?
(Roberto Aruga)

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19