Source: http://www.penalecontemporaneo.it/materia/-/-/-/555-corte_di_giustizia_dell__unione_europea__sent__28_aprile_2011__hassen_el_dridi__causa_c_61_11_ppu__direttiva_rimpatri_e_inosservanza_dell__ordine_di_allontanamento_dello_straniero/
Timestamp: 2015-05-22 16:00:32+00:00

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[1 Maggio 2011] Gioacchino RomeoD'accordo con Riccardo Dies, salvo che su un punto. Secondo quel che ho capito leggendo la sentenza UE, non è detto che, se il legislatore fosse intervenuto, come era suo dovere, avrebbe dovuto necessariamente procedere a una abrogazione della disciplina incompatibile, perché in realtà avrebbe dovuto dettare una normativa completamente diversa sia sul piano amministrativo, sia, anche, su quello penale come "extrema ratio".
E un fenomeno del genere non mi pare inquadrabile nella successione "ex" art. 2 comma 2, c.p.[30 Aprile 2011] Gioacchino RomeoMi ricollego al commento nella parte in cui esso accenna all’applicabilità della sentenza UE anche con riferimento ai giudicati di condanna, sia pure sottolineando la necessità di un approfondimento del tema.
Sono anch’io convinto che, a seguito della sentenza della Corte lussemburghese, le restrizioni della libertà personale in corso per effetto di sentenze irrevocabili di condanna debbano essere fatte immediatamente cessare. Ma non sarei tanto sicuro dell’automatica applicabilità per analogia del meccanismo ex art. 673 c.p.p. sulla base di una ritenuta assimilabilità della sentenza UE a una abolitio criminis, specie con riferimento al caso esaminato; difatti nella sentenza della Corte si fa riferimento “al principio dell’applicazione retroattiva della pena più mite, il quale fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri”: e sia questa espressa formulazione (che richiama la lex mitior), sia la circostanza che non è esclusa “l’adozione di misure anche penali nel caso in cui le misure coercitive non abbiano consentito l’allontanamento”, rendono problematica l’applicazione dell’articolo citato.
Tuttavia, devo far presente che vi è stato, in proposito, un recente intervento della Corte di cassazione, sez. I penale, 20 gennaio 2011, Titas Luca, inedita, la quale, con riferimento al noto caso Schwibbert (in tema di bollini SIAE sui compact disc), si è così espressa: “Quanto infine agli effetti derivanti dalla disapplicazione delle norme sul contrassegno relativamente alle sentenze passate in giudicato, ritiene il Collegio che una interpretazione costituzionalmente corretta della norma consenta una applicazione in via analogica del disposto dell’art. 673 c.p.p., pur quando non trattasi di abrogazione o dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma incriminatrice, ma anche quando, come nella specie, trattasi di sopravvenuta inapplicabilità di una norma nazionale per effetto di una pronuncia della Corte europea, ipotesi certamente assimilabile dal punto di vista logico a quelle espressamente indicate nel citato art. 673 c.p.p., in siffatto caso sostanzialmente verificandosi una sorta di abolitio criminis e non già un mero mutamento giurisprudenziale (cfr. a conferma: Cass. sentenze n.30595/2010 e n.34376/2010). Del resto il ruolo di qualificato interprete del diritto comunitario svolto dalla Corte di giustizia connota autoritariamente la pronuncia emessa da tale Corte, sicché la sentenza interpretativa di una norma, dalla Corte emanata, si incorpora nella norma stessa e ne integra il precetto con efficacia immediata (cfr. sentenze Corte cost. nn. 13/85, 389/89, 168/91)”: principio, peraltro, già affermato – sia pure in obiter – da Cass., sez. VII, 6 marzo 2008 n. 21579, in C.E.D. Cass., n. 239961.
Sarà interessante seguire le pronunce della Corte di cassazione sul tema specifico della rimozione degli effetti del giudicato di condanna ex art. 14 del testo unico immigrazione per effetto della sentenza UE e verificare che esse si adeguino, senza contrasti, al principio qui sopra enunciato: ma la prognosi non è agevole e l’ipotesi che vi siano oscillazioni e/o contrasti giurisprudenziali non è per nulla peregrina.
[30 Aprile 2011] Riccardo DiesAnzitutto credo sia doveroso un vivo ringraziamento a Francesco Viganò e Luca Masera per aver dimostrato nei fatti come la dottrina possa ancora svolgere il nobile ruolo di guida culturale della giurisprudenza che negli ultimi anni sembrava aver smarrito.
Detto questo consentitimi un breve intervento sul tema a questo punto più caldo della materia, ossia gli effetti sui giudicati di condanna in esecuzione.
Dopo essermi consultato con alcuni colleghi, tra i quali anche PM, a mio avviso il problema deve essere affrontato nei seguenti termini.
La riconosciuta diretta incompatibilità tra diritto comunitario "prevalente" e norma inriminatrice, con conseguente inappliccabilità di quest'ultima, nella sostanza integra, una vera e propria abrogazione della nomra penale, ossia una abolitio criminis. E' vero che la norma incriminatrice resta in vigore sul piano formale, ma la sua doverosa disapplicazione per il futuro è riconducibile ad una diversa valutazione degli interessi messi in gioco da parte del "legisltatore", tale dovendosi considerare anche gli organi della UE competenti ad emanare norme direttamente applicabili negli Stati membri, come diretta conseguenza della cessione di sovranità connessa all'adesione ai trattati.
Si tratta, pertanto, di una inedita forma di vera e propria abolitio criminis, con la conseguenza diretta applicabilità dell'art. 673 c.p.p., senza necessità di ricorrere ad una applicazione, invero di dubbia ammissibilità, analogica (dal momento che si è ritenuto sussistere una vera e propria abolitio criminis, alla stregua di una interpretazione estensiva dell'istituto, e non invece un'ipotesi ad essa analoga).
Conferma a questa impostazione, mi sembra venga dalla disciplina sostanziale dell'abolitio criminis che è fondata su una formula più estesa dell'art. 673 c.p.p., perchè non è fondata sulla formale abrogazione della norma incriminatrice ma sulla circostanza che il fatto alla stregua di una legge posteriore non sia più previsto dalla legge come reato. Nel caso di specie alla stregua delle norme della direttiva incompatibili con l'incriminazione ben si può sostenere che il fatto non è più previsto dalla legge come reato.
Ulteriore conferma viene da una riflessione in tema di rapporti tra fonti comunitarie e fonti interne. Infatti, nel caso in cui il legislatore italiano avesse, come era tenuto, provveduto a dare attuazione alla direttiva avrebbe necessariamente dovuto abrogare la norma incriminatrice incompatibile, integrando una indiscutibile abolitio criminis. La diretta applicabilità con efficacia prevalente della direttiva comporta, nella sostanza, una sanzione all'inadempimento da parte degli Stati che non provvedono ad adempiere agli obblighi comunitarie e, pertanto, sembra ragionevole debba comporare gli stessi effetti che avrebbe comportato l'adempimento dell'obbligo.
In concreto, pertanto, si verifica l'immediata cessazione dell'esecuzione della condanna, a norma dell'art. 2, comma 2 c.p., con la coseguenza che il PM potrà immediatamente liberare i condannati in espiazione pena, prima ancora di ottenere dal giudice di esecuzione la revoca della condanna.
Nel caso non si ritenesse di aderire alle conclusioni sopra richiamate credo non vi sia altra strada che proporre una questione di legittimità costituzionale dell'art. 673 c.p.p. nella parte in cui non consente la revoca del giudicato anche in queste ipotesi.
Due ultime osservazioni, attinenti la prima al momento in cui si è verificata l'abolitio criminis e la seconda alla formula di proscioglimento.
Quanto alla prima a mio avviso l'abolitio si è verificata alla data del 24 dicembre 2010 ossia a partire dal tempo in cui la direttiva è divenuta, per effetto della mancata attuazione nel diritto interno, direttamente applicabile e non invece al 28 aprile 2011, ossia la data della sentenza della Corte di giustizia, che si è limitata a fugare i dubbi interpretativi sul concreto significato del diritto comunitario, che, tuttavia, aveva quella portata sin dall'inizio.
Quanto alla seconda riterrei più corretta la formula "perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato" e non invece "il fatto non sussiste", proprio perchè siamo di fronte ad un caso di abolitio criminis a tutti gli effetti.
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11 Febbraio 2011 | Trib. Milano, 11.2.2011 (ord.), Giud. Barazzetta (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
10 Febbraio 2011 | Nota del Procuratore della Repubblica di Lecce, 10 febbraio 2011 (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
9 Febbraio 2011 | Ricorso per cassazione della Procura Generale di Torino, 9 febbraio 2011 (direttiva rimpatri e inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
7 Febbraio 2011 | Nota del Procuratore della Repubblica di Roma, 7 febbraio 2011 (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
2 Febbraio 2011 | Corte d'Appello di Trento 2 febbraio 2011, Pres. Pagliuca, Imp. El Dridi Hassen (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
31 Gennaio 2011 | Corte d'Appello di Ancona, 31.1.2011 (sent.), Pres. ed Est. Fanuli (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
28 Gennaio 2011 | Tribunale di Aosta 28.1.2011 (dep. 25.2.2011), Giud. Tornatore (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
27 Gennaio 2011 | Tribunale di Rovereto, 27 gennaio 2011 (ord.) (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
25 Gennaio 2011 | Nota del Procuratore della Repubblica di Firenze, 18 gennaio 2011 (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
24 Gennaio 2011 | Tribunale di Milano, Sez. I pen., 24 gennaio 2011 (ord.) (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
20 Gennaio 2011 | Trib. Torino, III sez pen., 20 gennaio 2011, Giud. Natale, Imp. El B.M. (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento) 20 Gennaio 2011 | Trib. Verona, 20.1.2011, T.D., Giud. Piziali (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
20 Gennaio 2011 | Tomaso EpidendioDirettiva rimpatri e art. 14 t.u. immigrazione
19 Gennaio 2011 | Trib. Milano, sez. direttissime, 19.1.2011, Giud. Interlandi (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
18 Gennaio 2011 | Trib. Milano, 18 gennaio 2011, Giud. Tremolada (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
18 Gennaio 2011 | Trib. Pavia, 18.1.2011 (sent.), G.u.p. Rizzi (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
18 Gennaio 2011 | Tribunale di Verona, 18 gennaio 2011 (sent.), Giud. Piziali, imp. Ayari Sami (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
18 Gennaio 2011 | Francesco Vigano'Il dibattito continua: ancora in tema di direttiva rimpatri e inosservanza dell’ordine di allontanamento
17 Gennaio 2011 | Procura della Repubblica di Rovereto, decr. 17 gennaio 2011, p.m. Merlo (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
14 Gennaio 2011 | Tribunale di Cagliari, 14 gennaio 2011 (sent.), Giud. Renoldi (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
13 Gennaio 2011 | Trib. Reggio Calabria, sez. I, 13.1.2011 (dep. 11.2.2011), Pres. Costabile, Est.. Minniti (sull'inottemperanza all'ordine di allontanamento del questore, nonché sul ne bis in idem a livello comunitario)
13 Gennaio 2011 | Procura della Repubblica di Pinerolo, 13 gennaio 2011 (rich. di archiviazione), p.m. Amato (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
11 Gennaio 2011 | Filippo FocardiAncora sull'impatto della direttiva comunitaria 2008/115/CE sui reati di cui all’artt. 14 co. 5-ter e 5-quater d.lgs. 286/1998
9 Gennaio 2011 | Trib. Torino, 8 gennaio 2011, Giud. Salvadori (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
7 Gennaio 2011 | Procura della Repubblica di Firenze, decr. 7 gennaio 2011, p.m. Barlucchi, arr. Secrieru (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
5 Gennaio 2011 | Trib. Torino, 5.01.2011 (sent.), Giud. Bosio (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
4 Gennaio 2011 | Trib. Torino, 4 gennaio 2011 (sent.), Giud. Minucci (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
3 Gennaio 2011 | Trib. Torino, 3 gennaio 2011, Giud. La Gatta (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
29 Dicembre 2010 | Tribunale di Bologna, 29 dicembre 2010 (sent.), Giud. Palladino (inottemperanza dello straniero all'ordine di allontanamento)
21 Dicembre 2010 | Francesco Vigano'Direttiva rimpatri e delitti di inosservanza dell'ordine di allontanamento del questore

References: sentenza 
 art. 2
 sentenza 
 sentenza 
 art. 673
 sentenza 
 sentenza 
 art. 673
 Cass. 
 sentenza 
 art. 14
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 10
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 13
 art. 14