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Timestamp: 2020-02-23 01:28:14+00:00

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INAIL :OBBLIGO ASSICURATIVO LAVORO INTERMITTENTE DOPO RIFORMA FORNERO | Francesco Colaci's BLOG
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INAIL :OBBLIGO ASSICURATIVO LAVORO INTERMITTENTE DOPO RIFORMA FORNERO
In merito a quanto previsto dal titolo ,si richiama l’attenzione sulla sottoriportata circolare Inail n.64 del 27 novembre 2012.
Organo: DIREZIONE GENERALE – DIREZIONE CENTRALE RISCHI – DIREZIONE CENTRALE PRESTAZIONI Documento: Circolare n. 64 del 27 novembre 2012 Oggetto: Il lavoro intermittente alla luce delle modifiche apportate agli artt.33-40 del d. l gs. n. 276/2003 dalla l egge 28 giugno 2012, n. 92 (c.d. Riforma lavoro). Aspetti retributivi e contributivi. Prestazioni.
Decreto del Presidente della Repubblica n. 1124 del 30 giugno 1965: “Testo unico delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali”. (G. u. n.257 del 13 ottobre 1965);
Il quadro normativo introdotto dalla recente Riforma del lavoro1 ha ridefinito le ipotesi di legittimo ricorso al lavoro intermittente, modificando la disciplina previgente2, al fine di evitare che tale tipologia contrattuale “costituisca un mezzo di sfruttamento dei lavoratori” e venga “utilizzata come copertura nei riguardi di forme di impiego irregolare del lavoro.”
Indicazioni operative su ambito di applicazione, obbligo di comunicazione della chiamata del lavoratore e disciplina del regime transitorio, sono state impartite dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali con apposite circolari, alle quali si rinvia per i necessari approfondimenti3.
Si è ritenuto comunque utile riscrivere, aggiornandola, la circolare4 emanata in vigenza del decreto di attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro5, di cui alla Riforma Biagi6, per dettagliare le modifiche sopravvenute, al fine di meglio individuare le fattispecie di riferimento per l’applicazione del premio Inail, tenuto conto, peraltro, della progressiva diffusione di questa tipologia contrattuale.
Rientrano in tale tipologia non solo i contratti intermittenti a tempo determinato, ma anche i contratti intermittenti a tempo indeterminato7.
A decorrere dal 18 luglio 20128, è possibile ricorrere al lavoro intermittente nelle seguenti ipotesi:
1. svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo e saltuario, secondo le esigenze individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o territoriale9;
2. periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno10;
3. soggetti con piu’ di cinquantacinque anni di eta’ e soggetti con meno di ventiquattro anni di eta’ (23 anni e 364 giorni), fermo restando, in tal caso, che le prestazioni contrattuali devono essere svolte entro il venticinquesimo anno di età11.
In assenza di disciplina collettiva in merito alle ipotesi di cui ai punti 1. e 2., si ribadisce la possibilità di ricorrere al lavoro intermittente per le attività elencate nella tabella approvata con il r.d. n.2657/192312, non essendo variata la precedente previsione normativa.
Tuttavia, per effetto delle nuove norme, a decorrere dal 18 luglio 2012, non è più possibile ricorrere al contratto intermittente per periodi predeterminati (fine settimana, ferie estive, vacanze natalizie e pasquali13).
I contratti di lavoro intermittente già sottoscritti alla data di entrata in vigore della Riforma del lavoro14 secondo le previgenti causali, ma non compatibili con l’attuale quadro normativo, continueranno ad operare sino al 18 luglio 2013.
Dal 18 luglio 2012, quindi, non è più possibile stipulare contratti di lavoro intermittente secondo la previgente disciplina15.
Coerentemente con i chiarimenti resi dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali16, nel caso in cui manchino le condizioni che legittimano la conclusione del contratto e, in caso di violazione dei divieti di ricorso al lavoro intermittente17, i rapporti di lavoro si dovranno considerare a tempo pieno e indeterminato.
Restano invariate le seguenti ipotesi in cui è vietato il ricorso al lavoro intermittente18:
salva diversa disposizione degli accordi sindacali, se il rapporto di lavoro intermittente sia attivato presso unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi19, sospensione dei rapporti o riduzione dell’orario con diritto al trattamento di integrazione salariale, che abbiano riguardato lavoratori adibiti alle stesse mansioni oggetto del contratto di lavoro intermittente
nel rispetto di un termine di preavviso non inferiore ad un giorno lavorativo20
ove il lavoratore si obblighi contrattualmente a rispondere alla chiamata; in tal caso, gli compete, per il tempo della disponibilità, la cosiddetta indennità mensile di disponibilità.5. Indennità di disponibilità Nel contratto di lavoro con obbligo di rispondere alla chiamata è previsto il pagamento dell’indennità mensile di disponibilità, divisibile in quote orarie, per i periodi durante i quali il lavoratore garantisce la sua disponibilità al datore di lavoro in attesa della chiamata.La misura dell’indennità è stabilita dai contratti collettivi e, comunque, non può essere inferiore a quella fissata e aggiornata periodicamente con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentite le associazioni dei datori di lavoro e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 10 marzo 2004 è stato stabilito che, nel contratto di lavoro intermittente, la misura dell’indennità di disponibilità è pari al 20% della retribuzione prevista dal c.c.n.l. applicato21.
Sull’indennità di disponibilità i premi assicurativi sono versati per il loro effettivo ammontare, anche in deroga alla vigente normativa in materia di minimale contributivo22.
L’obbligo assicurativo del personale occupato con contratto di lavoro intermittente continuerà a essere assolto secondo le consuete forme previste dalle disposizioni vigenti, in presenza dei requisiti oggettivi e soggettivi per l’applicazione dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro (artt.1, 4 e 9 del d.p.r. n.1124/65).
Per quanto riguarda le prestazioni, si conferma che l’indennità di disponibilità non può essere considerata, ai fini indennitari, come vero e proprio corrispettivo dell’attività lavorativa prestata e, dunque, per le ipotesi di lavoro intermittente, deve essere applicato l’art. 116 t.u., richiamato dall’art. 117, nella sua formulazione letterale, come indicata nella circolare n.22/2006 e nella nota n.1839 del 17 febbraio 2012 della Direzione centrale prestazioni: “Contratto di lavoro intermittente – calcolo della retribuzione media giornaliera ai fini dell’erogazione dell’indennità per inabilità temporanea assoluta. Applicabilità del minimale”.
Allegati: 1, 2 e 3
________________________________________ 1. Legge n. 92/2012 (c.d. Riforma lavoro). 2. D. lgs. 276/2003, artt. 33 – 40. 3. Circolari del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 18/2012 e n. 20/2012 reperibili nel sito http://www.lavoro.gov.it/Lavoro. 4. Circolare Inail n. 22/2006. 5. D. lgs. n. 276/2003. 6. Legge n. 30/2003. 7. Circolare del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 20/2012. 8. Data di entrata in vigore della legge n. 92/2012 (artt. 33-40 del d. lgs. n.276/2003). 9. Art. 34, comma 1 del d. lgs. n. 276/2003. 10. Art. 34, comma 1 del d. lgs. n. 276/2003. 11. Art. 34, comma 2 del d. lgs. n. 276/2003. 12. D.m. 23 ottobre 2004. 13. Per effetto dell’abrogazione dell’art. 37 del d. lgs. n. 276/2003; si rinvia sul punto a quanto rappresentato nella circolare n. 20/2012 del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. 14. Legge n. 92/2012 del 18 luglio 2012. 15. Ovvero con soggetti di età superiore ai 24 anni o con età inferiore a 55 o per prestazioni rese ai sensi dell’art. 37 del d. lgs. 276/2003 abrogato. 16. Circolari del Ministero del lavoro e delle politiche sociali n. 18/2011 e n. 20/2012. 17. Art. 34, comma 3 del d. lgs. n. 276/2003. 18. Art. 34, comma 3 del d. lgs. n. 276/2003. 19. Articoli 4 e 24 della l. n. 223/1991. 20. Art. 35, comma 1, lettera b) del d. lgs. n. 276/2003. 21. Per la determinazione delle quote orarie si assume come coefficiente divisore orario quello del Ccnl applicato. In particolare, ai sensi dell’art. 2 del d.m. 10.3.2004, la retribuzione mensile da prendere come base di riferimento per la determinazione dell’indennità mensile di disponibilità è costituita da: – minimo tabellare – indennità di contingenza – e.t.r. – ratei di mensilità aggiuntivi. 22. D.lgs. n. 276/2003, art. 36, comma 2. Vedi circolare Inail n. 16/2012, § 3, lettera C.
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References: Art. 34
 Art. 34
 Art. 34
 Art. 34
 Art. 34
 Art. 35
 art. 36
 § 3