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Timestamp: 2020-07-10 14:50:39+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE PENALE Sez.3^ 12/01/2012 Sentenza n.626 – AmbienteDiritto.it
Giurisprudenza: Giurisprudenza Sentenze per esteso massime | Categoria: Sicurezza sul lavoro Numero: 626 | Data di udienza:
SICUREZZA DEL LAVORO – Antincendio e prevenzione incendi – Misure necessarie ai fini della prevenzione – Mancata adozione – Attività di prevenzione – Formazione del personale – Omissione – Responsabilità del datore di lavoro – Verbale non ritualmente notificato.
CORTE DI CASSAZIONE PENALE, Sez. 3^ 12 gennaio 2012, Sentenza n. 626
In materia di sicurezza sul lavoro, è sufficiente che il verbale redatto dall’organo di vigilanza, anche se non ritualmente notificato, sia comunque portato a conoscenza del datore di lavoro (Cass. Sez. 3, n. 10726 del 09/01/2009).
(conferma sentenza n. 136/2009 GIP TRIBUNALE di LAGONEGRO, del 20/01/2011) Pres. Squassoni, Rel. Sarno
– sul ricorso proposto da RI. VI. N. IL ..//..;
– avverso la sentenza n. 136/2009 GIP TRIBUNALE di LAGONEGRO, del 20/01/2011;
– udita in PUBBLICA UDIENZA del 15/11/2011 la relazione fatta dal Consigliere Dott. GIULIO SARNO;
– Udito il Procuratore Generale in persona del Dott. Mazzocca Gabriele che ha concluso per l’inammissibilita’.
Ri. Vi. propone ricorso per cassazione avverso la sentenza in epigrafe con la quale il tribunale di Lagonegro lo aveva condannato alla pena dell’ammenda: a) per il reato di cui all’articolo 4, comma 5, lettera a) in relazione al Decreto Legislativo n. 626 del 1994, articolo 89, comma 2, lettera q) perche’ nella qualita’ di legale rappresentante della societa’ gestita, non adottava le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell’evacuazione dei lavoratori, nonche’ per il caso di pericolo grave e immediato, misure che dovevano essere adeguate alla natura dell’attivita’, alle dimensioni dell’azienda, ovvero dell’unita’ produttiva e al numero delle persone presenti; per il reato di cui all’articolo 22, comma 5, in relazione al Decreto Legislativo n. 626 del 1994, articolo 89, comma 2, lettera a) per non aver formato adeguatamente il personale incaricato dell’attivita’ di prevenzione incendi e salvataggio, di pronto soccorso e comunque di gestione della emergenza.
Deduce in questa sede il ricorrente la violazione di legge nonche’ il vizio di motivazione assumendo che il rituale esperimento della procedura amministrativa costituisca condizione di procedibilita’ dell’azione penale; che difetta nella specie la prova che le contestazioni e le prescrizioni siano state notificate all’imputato e che il GIP nessun accertamento ha disposto al riguardo.
Va anzitutto premesso al riguardo che il tribunale ha per un verso ritenuto che l’imputato abbia avuto contezza delle contestazioni delle contestazioni ben prima della notifica del decreto penale, poi opposto, escludendo che la raccomandata, inviata alla procura anche per conoscenza, non sia stata spedita al Ri. . Per altro verso – ed in maniera certamente decisiva – ha rilevato ininfluente la notifica sul rilievo che pacificamente le contestazioni e le prescrizioni erano state ritualmente portate a conoscenza della societa’ e dell’imputato tramite le comunicazioni effettuate a Sp. Ni. direttore delle strutture alberghiere e incaricato dalla societa’, in effetti presente anche al sopralluogo dell’11 marzo 2008, occasione in cui – correttamente tiene a sottolineare il tribunale – lo stesso aveva avuto modo di precisare che il Ri. insieme a lui aveva seguito i corsi di formazione per datore di lavoro e non quelli del personale per la lotta antincendio.
Ora proprio quest’ultimo aspetto appare decisivo in quanto questa Sezione ha gia’ avuto modo di affermare che e’ sufficiente che il verbale redatto dall’organo di vigilanza, anche se non ritualmente notificato, sia comunque portato a conoscenza del datore di lavoro (Sez. 3, n. 10726 del 09/01/2009 Rv. 243092).
LA CORTE SPREMA DI CASSAZIONE

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 articolo 89
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