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Timestamp: 2019-03-24 13:54:15+00:00

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decreto legislativo n.277 del 15 agosto 1991: protezione dei lavoratori dai rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro, altre leggi nel sito
www.softwareparadiso.it software, servizi, informazioni sull'edilizia e la casa Protezione dei lavoratori (Decreto legislativo 15 agosto 1991, n.277)
Si riporta tutta la normativa riguardante la protezione dei lavoratori dai rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro. Il decreto è stato promulgato in attuazione di alcune direttive europee sulla salute dei lavoratori.
In rosso sono riportate le note relative alle norme abrogate e sostituite.
Vedi l'elenco delle leggi su questo sito per ulteriori consultazioni.
Art. 2 - Attività escluse
Art. 4 - Misure di tutela
Art. 5 - Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti
Art. 6 - Obblighi dei lavoratori
Art. 7 - Obblighi del medico competente
Art. 8 - Allontanamento temporaneo dall'esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici
Art. 9 - Altre misure
Art.10-21 - omissis
Art.22 - Attività soggette
Art.23 - Valutazioni del rischio
Art.24 - Definizioni
Art.25 - Notifica
Art.26 - Informazione dei lavoratori
Art.27 - (Il datore di lavoro)
Art.28 - Misure igieniche
Art.29 - Controllo sanitario
Art.30 - Controllo dell'esposizione dei lavoratori
Art.31 - Superamento dei valori limite di esposizione
Art.32 - Misure di emergenza
Art.33 - Operazioni lavorative particolari
Art.34 - Lavori di demoilizione e di rimozione dell'amianto
Art.35 - Registrazione dell'esposizione dei lavoratori
Art.36 - Registro dei tumori
Art.37 - Attività vietate
Art.38 - Finalità
Art.39 - Definizioni
Art.40 - Valutazione del rischio
Art.41 - Misure tecniche, organizzative, procedurali
Art.42 - Informazione e formazione
Art.43 - Uso dei mezzi individuali di protezione dell'udito
Art.44 - Controllo sanitario
Art.45 - Superamento dei valori limite di esposizione
Art.46 - Nuove apparecchiature, nuovi impianti e ristrutturazioni
Art.47 - Lavorazioni che comportano variazioni considerevoli dell'esposizione quotidiana personale
Art.48 - Deroghe per situazioni lavorative particolari
Art.49 - Registrazione dell'esposizione dei lavoratori
Art.50 - Contravvenzioni commesse dai datori di lavoro e dai dirigenti
Art.51 - Contravvenzioni commesse dai preposti
Art.52 - Contravvenzioni commesse dai lavoratori
Art.53 - Contravvenzioni commesse dal medico competente
Art.54 - Contravvenzioni commesse dai produttori e dai commercianti
Art.55 - Esercizio dell'attività di medico competente
Art.56 - Disposizioni transitorie
Art.57 - Termine per l'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri (omissis)
Art.58 - Altri agenti nocivi
Art.59 - Abrogazioni Altre pagine inerenti sul sito:
Decreto legislativo 15 agosto 1991, n.277 Attuazione delle direttive n. 80/1107/CEE, n. 82/605/CEE, n. 83/477/CEE, n. 86/188/CEE e n. 88/642/CEE, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici durante il lavoro, a norma dell'articolo 7 della legge 30 luglio 1990, n. 212
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano alle attività alle quali sono addetti i lavoratori subordinati o ad essi equiparati ai sensi dell' 3 del d.P.R. 19 marzo 1956, n. 303.
2. Attività escluse
4. Misure di tutela
1. Salvo quanto previsto nei capi II, III e IV, le misure per la tutela della salute e per la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro nella materia di cui all'articolo 1, comma 1, sono le seguenti:
t) accesso dei lavoratori ovvero dei loro rappresentanti ad un'informazione adeguata, atta a migliorare le loro conoscenze dei perarticoli cui sono esposti;
5. Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti
1. I datori di lavoro, i dirigenti ed i preposti che esercitano o sovraintendono alle attività indicate all'articolo 1, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze:
b) informano i lavoratori nonché i loro rappresentanti dei rischi specifici dovuti all'esposizione all'agente ed alle mansioni dei lavoratori medesimi e delle misure di prevenzione adottate, anche mediante dettagliate disposizioni e istruzioni lavorative, volte anche a salvaguardare il controllo strumentale; forniscono ai medesimi informazioni anonime collettive contenute nei registri di cui all'articolo 4, comma 1, lettera q), e, tramite il medico competente, i risultati anonimi collettivi degli accertamenti clinici e strumentali effettuati, nonché indicazioni sul significato di detti risultati; informano altresì i lavoratori sulle misure da osservare nei casi di emergenza o di guasti;
4. I datori di lavoro, i dirigenti ed i preposti che esercitano, dirigono e sovraintendono alle attività indicate all'articolo 1, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, ed i titolari delle imprese di cui al comma 3 cooperano all'attuazione delle misure di cui all'articolo 4 e coordinano gli interventi di protezione e prevenzione dei rischi cui sono esposti i lavoratori.
6. Obblighi dei lavoratori
c) segnalano immediatamente al datore di lavoro, al dirigente ed al preposto le deficienze dei suddetti dispositivi e mezzi, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza nell'ambito delle loro competenze e possibilità, per eliminare o ridurre dette deficienze o perarticoli;
7. Obblighi del medico competente
1. Lo stato di salute dei lavoratori esposti agli agenti di cui all'articolo 1, comma 1, è accertato da un medico competente a cura e spese del datore di lavoro. Gli eventuali esami integrativi sono anch'essi a cura e spese del datore di lavoro.
8. Allontanamento temporaneo dall'esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici
2. Il lavoratore di cui al comma 1 che viene adibito a mansioni inferiori conserva la retribuzione corrispondente alle mansioni precedentemente svolte, nonché la qualifica originaria. Si applicano le norme di cui all'articolo 13 della legge 20 maggio 1970, n. 300, qualora il lavoratore venga adibito a mansioni equivalenti o superiori.
articoli da 10 a 21 (omissis)
22. Attività soggette
1. Ai sensi del presente decreto il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi: actinolite (n. CAS 77536-66-4); amosite (n. CAS 12172-73-5); antofillite (n. CAS 77536-67-5); crisotilo (n. CAS 12001-29-5); crocidolite (n. CAS 12001-78-4); tremolite (n. CAS 77536-68-6).
24. Valutazione del rischio
1. In tutte le attività lavorative di cui all'articolo 22 il datore di lavoro effettua una valutazione del rischio dovuto alla polvere proveniente dall'amianto e dai materiali contenenti amianto, al fine di stabilire le misure preventive e protettive da attuare. Si applica l'articolo 11, comma 6.
3. Se l'esposizione personale dei lavoratori alla polvere di amianto, espressa come numero di fibre per centimetro cubo in rapporto ad un periodo di riferimento di otto ore, supera 0,1 fibre per centimetro cubo, il datore di lavoro attua le disposizioni degli articoli 25 comma 1, 26, comma 2, 27, comma 2, 28, comma 2, 30 e 35. Tuttavia nel caso di attività che comportano l'impiego di amianto come materia prima gli articoli 25 e 30 sono in ogni caso applicabili.
8.Nuove valutazioni sono inoltre effettuate ogni qualvolta l'organo di vigilanza lo disponga, con provvedimento motivato.
25. Notifica
1. Fermo restando quanto previsto all'articolo 48 del d.P.R. 19 marzo 1956, n. 303, ove applicabile, il datore di lavoro, che esercita attività nelle quali l'esposizione dei lavoratori alla polvere di amianto risulta uguale o superiore ai valori indicati ai commi 3 o 5 dell'articolo 24, notifica all'organo di vigilanza le risultanze della valutazione di cui allo stesso articolo, unitamente alle seguenti informazioni:
b) varietà e quantitativi annui di amianto utilizzati; c) prodotti fabbricati;
d) numero di lavoratori addetti; e) misure di protezione previste, con specificazione dei criteri per la manutenzione periodica e dei sistemi di prevenzione adottati.
3. Il datore di lavoro effettua la notifica di cui ai commi precedenti entro trenta giorni dalla scadenza dei termini di cui all'articolo 11, comma 6. Nel caso di nuove attività, l'inizio delle stesse è comunicato con lettera raccomandata all'organo di vigilanza entro quindici giorni.
26. Informazione dei lavoratori
1. Nelle attività di cui all'articolo 22 il datore di lavoro fornisce ai lavoratori, prima che essi siano adibiti a dette attività, nonché ai loro rappresentanti, informazioni su:
d) le misure di precauzione particolari da prendere per ridurre al minimo l'esposizione. L'informazione è ripetuta con periodicità triennale e comunque ogni qualvolta vi siano delle modifiche nelle lavorazioni che comportino un mutamento significativo dell'esposizione.
2. Nelle attività che comportano le condizioni di esposizione indicate all'articolo 24, commi 3 o 5, l'informazione è ripetuta con periodicità annuale e comprende altresì l'esistenza dei valori limite di cui all'articolo 31 e la necessità del controllo dell'esposizione dei lavoratori alla polvere di amianto nell'aria.
27. (Il datore di lavoro)
1. In tutte le attività di cui all'articolo 22 il datore di lavoro:
g) provvede a che gli scarti ed i residui delle lavorazioni siano raccolti e rimossi dal luogo di lavoro il più presto possibile in appositi imballaggi chiusi e non deteriorabili, oppure con applicazione di rivestimenti idonei sui quali deve essere apposta un'etichetta indicante che essi contengono amianto. Questa misura non si applica alle attività estrattive. Egli provvede, inoltre, a che essi siano smaltiti in conformità alle norme di cui al d.P.R. 10 settembre 1982, n. 915 , e successive modifiche ed integrazioni.
(il d.P.R. n. 915 del 1982 è stato abrogato, ora il riferimento è al decreto legislativo n. 22 del 1997)
2. Nel caso di attività che comportano le condizioni di esposizione indicate all'articolo 24, commi 3 o 5, il datore di lavoro provvede altresì a che:
c) siano messi a disposizione dei lavoratori mezzi individuali di protezione da usarsi secondo le previsioni di cui all'articolo 31, comma 7.
28. Misure igieniche
1. Nelle attività di cui all'articolo 22, il datore di lavoro:
2. Nel caso di attività che comportano le condizioni di esposizione di cui all'articolo 24, commi 3 o 5, fatto salvo quanto disposto dal comma 6 dello stesso articolo, il datore di lavoro inoltre:
b) dispone che gli indumenti di lavoro o protettivi siano riposti in luogo separato da quello destinato agli abiti civili. Il lavaggio è effettuato dall'impresa in lavanderie appositamente attrezzate, con una macchina adibita esclusivamente a questa attività. Il trasporto è effettuato in imballaggi chiusi, opportunamente etichettati. L'attività di lavaggio è comunque compresa fra quelle indicate all'articolo 22;
c) provvede a che i mezzi individuali di protezione di cui all'articolo 27, comma 2, lettera c), siano custoditi in locali all'uopo destinati, controllati e puliti dopo ogni utilizzazione, provvedendo altresì a far riparare o sostituire quelli difettosi prima di ogni nuova utilizzazione. La pulitura di detti mezzi è effettuata mediante aspirazione.
29. Controllo sanitario
1. Fermo restando quanto previsto in tema di prevenzione sanitaria dell'asbestosi dal d.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, integrato dal decreto ministeriale 21 gennaio 1987, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 35 dell'11 febbraio 1987, il datore di lavoro, in conformità al parere del medico competente, adotta, se necessario, misure preventive e protettive per singoli lavoratori, sulla base delle risultanze degli esami clinici effettuati. Tali misure possono comprendere l'allontanamento anche temporaneo del lavoratore interessato da qualsiasi esposizione all'amianto.
3. L'organo di vigilanza provvede a norma dell'articolo 8, comma 1.
30. Controllo dell'esposizione dei lavoratori
1. In tutte le attività che comportano le condizioni di esposizione indicate all'articolo 24, commi 3 e 5, il datore di lavoro effettua un controllo periodico dell'esposizione dei lavoratori alla polvere di amianto nell'aria. Nelle attività nelle quali l'amianto è impiegato come materia prima tale controllo è effettuato comunque, a prescindere dal grado di esposizione.
b) i risultati delle due misurazioni precedenti non hanno superato la metà dei valori limite indicati all'articolo 31.
31. Superamento dei valori limite di esposizione
2. A decorrere dal 1° gennaio 1993 il valore limite di esposizione per crisotilo è di 0,6 fibre per centimetro cubo, eccezion fatta per le attività estrattive. A decorrere dal 1° gennaio 1996 lo stesso valore limite di cui sopra è esteso alle attività estrattive .
32. Misure d'emergenza
33. Operazioni lavorative particolari
1. Nel caso di determinate operazioni lavorative per la cui natura particolare è prevedibile che l'esposizione dei lavoratori alla polvere di amianto superi i valori limite di cui all'articolo 31 e per le quali non è possibile attuare misure tecniche di prevenzione atte a limitare l'esposizione dei lavoratori, il datore di lavoro adotta adeguate misure per la protezione dei lavoratori addetti. In particolare, oltre ad applicare le misure generali indicate nei precedenti articoli:
c) provvede all'affissione di appositi cartelli segnaletici, recanti la scritta:"ATTENZIONE ZONA AD ALTO RISCHIO - POSSIBILE PRESENZA DI POLVERE DI AMIANTO IN CONCENTRAZIONE SUPERIORE AI VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE";
34. Lavori di demolizione e di rimozione dell'amianto
e) l'adozione, nel caso in cui sia previsto il superamento dei valori limite di cui all'articolo 31, delle misure di cui all'articolo 33, adattandole alle particolari esigenze del lavoro specifico.
6. L'invio della documentazione di cui al comma 4 sostituisce gli adempimenti di cui all'articolo 25.
8. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale, della sanità e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sono fissate le norme tecniche d a rispettare ne ll'esecuzione dei lavori di decoibentazione.
35. Registrazione dell'esposizione dei lavoratori
1. I lavoratori incaricati di svolgere attività che comportano le condizioni di esposizione indicate all'articolo 24, commi 3 o 5, sono iscritti nel registro di cui all'articolo 4, comma 1, lettera q).
c) comunica all'ISPESL e alla USL competente per territorio la cessazione del rapporto di lavoro, con le variazioni sopravvenute dall'ultima comunicazione; d) consegna, in caso di cessazione dell'attività dell'impresa, il registro di cui al comma 1 all'ISPESL e alla USL competente per territorio;
f) comunica ai lavoratori interessati tramite il medico competente le relative annotazioni individuali contenute nel registro e nella cartella sanitaria e di rischio di cui all'articolo 4, comma 1, lettera q).
4. E' istituito presso l'ISPESL, che ne cura l'aggiornamento, un registro nazionale dei lavoratori addetti alle attività che comportano le condizioni di esposizione di cui all'articolo 24, commi 3 o 5.
36. Registro dei tumori
37. Attività vietate
38. Finalità
a) esposizione quotidiana personale di un lavoratore al rumore (LEP, d), l'esposizione quotidiana personale di un lavoratore al rumore espressa in dB(A) misurata, calcolata e riferita ad 8 ore giornaliere. Essa si esprime con la formula: (omissis)
b) esposizione settimanale professionale di un lavoratore al rumore (LEP, w), la media settimanale dei valori quotidiani LEP, d, valutata sui giorni lavorativi della settimana. Essa è calcolata mediante la formula: (omissis)
40. Valutazione del rischio
1. Il datore di lavoro procede alla valutazione del rumore durante il lavoro, al fine di identificare i lavoratori ed i luoghi di lavoro considerati dai successivi articoli e di attuare le misure preventive e protettive, ivi previste. Si applica l'articolo 11, comma 6.
2. Se a seguito della valutazione di cui al comma 1 può fondatamente ritenersi che l'esposizione quotidiana personale ovvero quella media settimanale, se quella quotidiana è variabile nell'arco della settimana, supera il valore di cui all'articolo 42, la valutazione comprende una misurazione effettuata nell'osservanza dei criteri riportati nell'allegato VI.
41. Misure tecniche, organizzative, procedurali
42. Informazione e formazione
d) la funzione dei mezzi individuali di protezione, le circostanze in cui ne è previsto l'uso e le modalità di uso a norma dell'articolo 43; e) il significato ed il ruolo del controllo sanitario di cui all'articolo 44 per mezzo del medico competente;
f) i risultati ed il significato della valutazione di cui all'articolo 40.
43. Uso dei mezzi individuali di protezione dell'udito
4. Fatto salvo quanto disposto dall'articolo 41, comma 1, i lavoratori la cui esposizione quotidiana personale supera 90 dBA devono utilizzare i mezzi individuali di protezione dell'udito fornitigli dal datore di lavoro.
44. Controllo sanitario
7. L'organo di vigilanza provvede a norma dell'articolo 8, comma 1.
45. Superamento dei valori limite di esposizione
1. Se nonostante l'applicazione delle misure di cui all'articolo 41, comma 1, l'esposizione quotidiana personale di un lavoratore al rumore risulta superiore a 90 dBA od il valore della pressione acustica istantanea non ponderata risulta superiore a 140 dB (200Pa), il datore di lavoro comunica all'organo di vigilanza, entro trenta giorni dall'accertamento del superamento, le misure tecniche ed organizzative applicate in conformità al comma 1 dell'articolo 41, informando i lavoratori ovvero i loro rappresentanti.
46. Nuove apparecchiature, nuovi impianti e ristrutturazioni
1. La progettazione, la costruzione e la realizzazione di nuovi impianti, macchine ed apparecchiature, gli ampliamenti e le modifiche sostanziali di fabbriche ed impianti esistenti avvengono in conformità all'articolo 41, comma 1.
47. Lavorazioni che comportano variazioni considerevoli dell'esposizione quotidiana personale
1. Laddove le caratteristiche intrinseche di un posto di lavoro comportano una variazione notevole dell'esposizione quotidiana di un lavoratore al rumore da una giornata lavorativa all'altra, il datore di lavoro può richiedere, per lavoratori che svolgono particolari compiti, deroghe all'applicazione del disposto dell'articolo 43, a condizione che adeguati controlli mostrino che la media settimanale dei valori quotidiani di esposizione del lavoratore al rumore non supera il valore di 90 dBA.
48. Deroghe per situazioni lavorative particolari
a) all'applicazione dell'articolo 43, per situazioni eccezionali, nelle quali non sia possibile mediante misure tecniche ovvero organizzative, ivi compresa la riduzione del tempo di esposizione, ridurre l'esposizione quotidiana personale di un lavoratore al di sotto di 90 dBA anche con l'uso dei mezzi individuali di protezione di cui allo stesso articolo 43;
b) all'applicazione dell'articolo 43, per lavoratori che svolgono compiti particolari, che comportano un'esposizione quotidiana personale superiore a 90 dBA se l'applicazione di detta misura provoca un aggravamento complessivo del rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori considerati e non è possibile evitare tale rischio con altri mezzi.
4. Le deroghe sono concesse dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con i Ministri della sanità e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, sentita la commissione consultiva per la prevenzione degli infortuni e l'igiene del lavoro di cui all'articolo 393 del d.P.R. 27 aprile 1955, n. 547. Per le attività estrattive le deroghe sono concesse dal Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, di concerto con i Ministri della sanità e del lavoro e della previdenza sociale, sentito il Consiglio superiore delle miniere. Tali deroghe sono comunicate al Ministero del lavoro e della previdenza sociale per la compilazione del prospetto di cui al comma 6.
49. Registrazione dell'esposizione dei lavoratori
1. I lavoratori che svolgono le attività di cui all'articolo 41 sono iscritti nel registro di cui all'articolo 4, comma 1, lettera q).
e) richiede all'ISPESL e alla USL competente per territorio copia delle annotazioni individuali in caso di assunzione di lavoratori che abbiano in precedenza esercitato attività che comportano le condizioni di esposizione di cui all'articolo 41;
f) comunica ai lavoratori interessati tramite il medico competente le relative annotazioni individuali contenute nel registro e nella cartella sanitaria e di rischio, di cui all'articolo 4, comma 1, lettera q).
50. Contravvenzioni commesse dai datori di lavoro e dai dirigenti
51. Contravvenzioni commesse dai preposti
a) con l'arresto da uno a tre mesi o con l'ammenda da lire due milioni a lire dieci milioni per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 5, commi 1, lettere b) e d), 2 e 4, 9, 11, commi da 1 a 6, 13, 14, comma 2, 15, 16, 17, commi da 1 a 7, 18, commi da 1 a 5, 19, 20, commi 1, 2 e 3, 24, commi da 1 a 8, 25, commi da 1 a 3, 27, 28, comma 2, 29, 30, commi da 1 a 8, 31, commi da 1 a 8, 32, 33, 34, commi da 1 a 6, 37, 40, commi da 1 a 5, 41, comma 1, 43, commi 1, 2, 3 e 5, 44 e 45;
52. Contravvenzioni commesse dai lavoratori
1. I lavoratori sono puniti
53. Contravvenzioni commesse dal medico competente
54. Contravvenzioni commesse dai produttori e dai commercianti
1. Chiunque produce, pone in commercio, noleggia, cede in locazione o comunque installa impianti, macchine ed apparecchiature senza osservare le disposizioni di cui all'articolo 46 è punito con l'arresto da uno a tre mesi o con l'ammenda da lire dieci milioni a lire quaranta milioni
55. Esercizio dell'attività di medico competente
1. I laureati in medicina e chirurgia che, pur non possedendo i requisiti di cui all'articolo 3, comma 1, lettera c), alla data di entrata in vigore del presente decreto abbiano svolto l'attività di medico del lavoro per almeno quattro anni, sono autorizzati ad esercitare la funzione di medico competente.
3. La domanda è presentata entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. L'assessorato alla sanità provvede entro novanta giorni dalla data di ricezione della domanda stessa
56. Disposizioni transitorie
57. Termine per l'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri(omissis)
58. Altri agenti nocivi
2. Per quanto non espressamente o diversamente disciplinato, per gli agenti di cui ai capi II, III o IV, si applicano le norme vigenti ed in particolare quelle contenute nel d.P.R. 19 marzo 1956, n. 303 .
a) in conformità alle misure di cui all'articolo 4 tenendo conto della natura dell'agente, delle conoscenze tecnico-scientifiche disponibili, dell'intensità e durata dell'esposizione e della gravità del rischio e prevedendo la fissazione di divieti parziali o totali quando il ricorso agli altri mezzi disponibili non consenta una protezione sufficiente;
b) tenendo conto, nella fissazione del valore limite di cui all'articolo 3, comma 1, lettera b), del valore limite indicativo fissato dalla CEE;
c) stabilendo la conformità delle modalità e dei metodi di misurazione e campionatura dell'agente a quelli previsti dall'allegato VIII e prevedendone la modifica nei termini di cui all'articolo 4, comma 1, lettera d).
59. Abrogazioni
a) limitatamente all'esposizione al piombo, non si applicano gli articoli 4, 5, 18, terzo comma, 19 e 20 del d.P.R. 19 marzo 1956, n. 303. E' soppressa, inoltre, la voce"piombo" nella tabella allegata al suddetto decreto;
b) limitatamente all'esposizione alla polvere proveniente dall'amianto o dai materiali contenenti amianto, non si applicano gli articoli 4, 5, 18, terzo comma, 19 e 21, del d.P.R. 19 marzo 1956, n. 303. Esse abrogano, inoltre, il decreto del 16 ottobre 1986, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 278 del 29 novembre 1986: "Integrazione delle norme del d.P.R. 9 aprile 1959, n. 128, in materia di controllo dell'aria ambiente nelle attività estrattive dell'amianto";
c) limitatamente all'esposizione al rumore, non si applicano gli articoli 4 e 5 del d.P.R. 19 marzo 1956, n. 303; limitatamente al danno uditivo non si applica l'articolo 24 dello stesso decreto; la voce rumori nella tabella allegata al suddetto decreto è soppressa.

References: Art. 2

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art.10

Art.22

Art.23

Art.24

Art.25

Art.26

Art.27

Art.28

Art.29

Art.30

Art.31

Art.32

Art.33

Art.34

Art.35

Art.36

Art.37

Art.38

Art.39

Art.40

Art.41

Art.42

Art.43

Art.44

Art.45

Art.46

Art.47

Art.48

Art.49

Art.50

Art.51

Art.52

Art.53

Art.54

Art.55

Art.56

Art.57

Art.58

Art.59
 articolo 43