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Timestamp: 2018-07-23 15:32:01+00:00

Document:
5D_90/2018 17.05.2018
5D_90/2018
Sentenza del 17 maggio 2018
dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino (14.2018.17).
Con decisione 30 agosto 2017 la Pretura del Distretto di Bellinzona ha riconosciuto e dichiarato esecutivi in Svizzera un decreto ingiuntivo 10 febbraio 2014 ed una sentenza 14 novembre 2014 emessi dal Giudice di pace di Busto Arsizio, mediante i quali A.________ è stato riconosciuto debitore di EUR 6'690.79 nei confronti di B.________. La Pretura ha anche decretato il sequestro di ogni conto o avere patrimoniale intestato al debitore presso un determinato istituto bancario svizzero fino a concorrenza di fr. 7'620.14.
B.________ ha poi escusso A.________ per l'incasso di fr. 7'620.14, fr. 300.-- (tasse di giustizia) e fr. 165.50 (spese di esecuzione del sequestro). Con decisione 31 gennaio 2018 la Pretura del Distretto di Bellinzona ha rigettato in via definitiva l'opposizione interposta dall'escusso al precetto esecutivo.
Mediante sentenza 12 aprile 2018 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino ha respinto il reclamo presentato da A.________ avverso tale decisione pretorile. La Corte cantonale ha osservato che il decreto ingiuntivo e la sentenza del Giudice di pace di Busto Arsizio sono stati riconosciuti e dichiarati esecutivi in Svizzera e costituiscono pertanto validi titoli di rigetto definitivo dell'opposizione per l'importo di fr. 7'620.14. L'eccezione sollevata dal debitore, secondo cui la nota pro forma da lui sottoscritta per il lavoro svolto da B.________ non sarebbe un riconoscimento di debito, non rientra tra quelle enumerate all'art. 81 LEF e non poggia su fatti successivi al decreto ingiuntivo e alla sentenza italiani, sicché è comunque tardiva. L'obiezione secondo cui il Giudice di pace di Busto Arsizio avrebbe statuito in contumacia, peraltro apparentemente infondata, avrebbe invece dovuto essere fatta valere nella procedura di exequatur e non in quella di rigetto (v. art. 81 cpv. 3 LEF).
Con " appello " 14 maggio 2018 A.________ ha impugnato la sentenza 12 aprile 2018 dinanzi al Tribunale federale, chiedendo di mantenere la sua opposizione al precetto esecutivo e di annullare il sequestro.
Il rimedio qui discusso non soddisfa le esigenze di motivazione dei combinati art. 117 e 106 cpv. 2 LTF: il ricorrente non si prevale infatti di alcuna lesione di garanzie costituzionali né si confronta con l'argomentazione dell'impugnata sentenza, ma si limita a ribadire che la già menzionata nota pro forma non potrebbe essere qualificata quale riconoscimento di debito e che il Giudice di pace italiano avrebbe statuito in contumacia.
Losanna, 17 maggio 2018

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 81
 sentenza 
 art. 117