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Timestamp: 2017-11-19 05:06:11+00:00

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Dgr 1° giugno 2011, n. 27/16 | Sardegna | Giu-11
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Inviato da Redazione il Mer, 01/06/2011 -
Linee guida attuative del decreto del Ministero per lo sviluppo economico del 10 settembre 2010, "Linee Guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili". Modifica della Dgr n. 25/40 del 1° luglio 2010
Gli Assessori dell'industria, della difesa dell'ambiente e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, con nota n. 562 del 28 aprile 2011, di concerto con l'Assessore degli Enti locali, finanze e urbanistica, informano che ai sensi del decreto ministeriale 10 settembre 2010 le Regioni, qualora necessario, devono adeguare le discipline in materia di Autorizzazioni uniche per la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile alle disposizioni ivi previste.
Gli Assessori, a tal proposito, rendono noto che dall'analisi tecnica della normativa di cui sopra è risultato necessario apportare alcune migliorie alla disciplina amministrativa prevista dalle linee guida già approvata con deliberazione della Giunta regionale n. 25/40 del 1° luglio 2010.
Si precisa infatti che, dall'esperienza maturata dagli Uffici competenti degli Assessorati dell'industria e dell'agricoltura e riforma agro-pastorale al rilascio della Autorizzazione unica, è emersa la necessità di precisare adeguatamente la ripartizione delle competenze, di indicare in modo puntuale la documentazione tecnica da porre a corredo delle istanze nonché di precisare le modalità di rilascio delle garanzie finanziarie.
— al fine di garantire l'effettivo ripristino dei luoghi nel rispetto e tutela dell'ambiente, si ritiene necessario prevedere che il titolo fideiussorio, da produrre prima dell'inizio dei lavori in caso di serre fotovoltaiche effettive o prima dell'emissione del provvedimento autorizzatorio negli altri casi, abbia caratteristiche tali da costituire un idoneo atto di garanzia per la Regione sia sotto il profilo della durata che sotto il profilo della qualifica soggettiva del fideiussore, che deve rientrare obbligatoriamente tra i soggetti di cui all'articolo 107 del Tu bancario (Dlgs n. 385/1993 e successive modifiche e integrazioni). L'articolo 107 infatti prevede un elenco speciale, tenuto dalla Banca d'Italia, in cui devono essere inclusi gli intermediari finanziari che soddisfano quei criteri oggettivi determinati dal Ministero del Tesoro e pertanto le fideiussioni rilasciate da tali intermediari essendo sottoposti alla costante vigilanza da parte della Banca d'Italia, offrono maggiori garanzie di solvibilità, a differenza di quanto riguarda gli intermediari di cui all'articolo 106 per i quali non è previsto quel costante intervento ispettivo e di controllo approfondito che la Banca d'Italia esercita nei confronti degli Intermediari finanziari inclusi nell'elenco speciale; inoltre gli stessi, per effetto della normativa in materia d'intermediazione finanziaria e degli adempimenti connessi all'entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia di diritto societario (finalizzate ad accrescere l'affidabilità degli intermediari che svolgono l'attività di concessione di finanziamenti nei confronti del pubblico nelle forma del rilascio di garanzia) devono avere determinati requisiti tra i quali un capitale sociale versato non inferiore a € 1.000.000, investito in attività liquide o in titoli di pronta liquidità, entrambi depositati presso banche, mezzi patrimoniali non inferiori a € 2.500.000 e un oggetto sociale che preveda tale attività.
— di confermare la definizione di "serra fotovoltaica effettiva", come già precedentemente espresso, evidenziando che appare opportuno confermare la competenza al rilascio della predetta autorizzazione, qualora essa fosse necessaria o richiesta come opzione da parte del proponente e previa espressa rinuncia alla Dia od alla Pas, all'interno dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, Servizio strutture, giacché l'articolo 1, comma 423, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 ha ricompreso nella categoria delle attività agricole connesse (come definite al terzo comma dell'articolo 2135 del Codice civile), la produzione di energia elettrica e calorica derivante da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche.
— di ribadire quanto già espresso nella precedente deliberazione della Giunta regionale n. 25/40 del 1° luglio 2010 in riferimento ai requisiti minimi indispensabili per considerare effettiva la serra fotovoltaica, anche sulla base di quanto contenuto nella circolare dell'Agenzia delle entrate n. 32/E del 6 luglio 2009, e si richiama l'attenzione sull'importanza della relazione agronomica che l'imprenditore agricolo deve allegare all'istanza di autorizzazione unica, nella quale dovranno risultare osservati i parametri individuati che concorrono a dimostrare la capacità agricola adeguata e la capacità produttiva della serra di dover supportare l'imprenditore agricolo nella fase iniziale di predisposizione dei progetti per la realizzazione degli impianti e si propone di individuare nella Agenzia regionale Laore il soggetto preposto a fornire il predetto supporto.
Si ricorda inoltre che, con legge regionale 17 novembre 2010, n. 15, all'articolo 12, comma 1, si è disposto che "L'installazione all'interno delle aziende agricole, su strutture appositamente realizzate, nelle aree immediatamente prospicienti le strutture al servizio delle attività produttive, di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili aventi potenza fino a 200 kW da parte degli imprenditori di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99 (Disposizioni in materia di soggetti ed attività, integrità aziendale e semplificazione amministrativa in agricoltura), è soggetta alla disciplina della denuncia di inizio attività (Dia) di cui agli articoli 22 e 23 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e successive modifiche ed integrazioni". È pertanto necessario tenere conto di tale aggiornamento normativo nelle Linee guida allegate alla presente deliberazione.
Si riferisce che il paragrafo 17 del soprarichiamato Dm prevede, al punto 1, che "al fine di accelerare l'iter di autorizzazione alla costruzione e all'esercizio degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, le Regioni possono procedere alla indicazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie di impianti secondo le modalità di cui al presente punto e sulla base dei criteri di cui all'allegato 3", anche in mancanza di atti di programmazione regionale congruenti con la quota minima di produzione di energia da fonti rinnovabili (burden sharing) fissata in attuazione delle suddette norme.
In esecuzione di tale disposizione, gli Assessorati della difesa della difesa (frase ripetuta così in originale — N.d.R.)dell'ambiente, dell'industria, dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e degli Enti locali, finanze e urbanistica, nell'ambito delle rispettive competenze, hanno proceduto alla individuazione delle aree e dei siti non idonei per gli impianti fotovoltaici con moduli ubicati al suolo, di potenza superiore a 3 kWp, tenendo conto delle peculiarità del territorio regionale, e cercando, nel contempo, di conciliare le politiche di tutela dell'ambiente e del paesaggio, del territorio rurale e delle tradizioni agroalimentari locali con quelle di sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili.
Il percorso di individuazione delle suddette aree non idonee ha anche tenuto conto delle esperienze pregresse dovute alle criticità emerse in fase istruttoria di istanze di impianti fotovoltaici presentate agli uffici dell'amministrazione regionale e dei precedenti atti di indirizzo della Giunta sulla materia, contenuti nelle deliberazioni n. 28/56 del 26 luglio 2007, n. 30/2 del 23 maggio 2008, n. 59/12 del 29 ottobre 2008, n. 3/17 del 16 gennaio 2009 che, per le sole parti riguardanti gli impianti fotovoltaici, si intendono sostituite dalla presente deliberazione.
Sulla base di quanto sopra espresso, è stato prodotto il documento denominato — Individuazione delle aree e dei siti non idonei all'installazione di impianti fotovoltaici a terra ai sensi del paragrafo 17.3. delle "linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili" di cui al decreto ministeriale del 10 settembre 2010 — che si propone di approvare ed allegare alla presente deliberazione quale allegato B.
Il documento individua, per mezzo di una tabella sinottica, una lista di aree particolarmente sensibili e vulnerabili alle trasformazioni territoriali o del paesaggio dovute alla installazione di impianti fotovoltaici su suolo. Per ogni area non idonea così identificata, viene riportata la descrizione delle incompatibilità riscontrate con gli obiettivi di protezione individuati. L'allegato B, nell'ultima tabella, fornisce l'indicazione delle "aree brownfield", definite delle Linee guida ministeriali come "aree già degradate da attività antropiche, pregresse o in atto, tra cui siti industriali, cave, discariche, siti contaminati", le quali rappresentano aree preferenziali dove realizzare gli impianti fotovoltaici su suolo, e la cui occupazione a tale scopo costituisce di per sé un elemento per la valutazione positiva del progetto.
Nello specifico per le aree brownfield definite "industriali, artigianali, di servizio", si ritiene di dover stabilire quale limite per l'utilizzo di territorio industriale, il 10% della superficie totale dell'area industriale.
Gli Enti di gestione o comunque territorialmente competenti per tali aree (es. Comune o Consorzio industriale) prevedono, con propri atti, i criteri per le attribuzioni delle superfici disponibili alla installazione degli impianti.
Tali Enti possono inoltre disporre eventuali incrementi al limite sopra menzionato fino ad un massimo del 20% della superficie totale.
Il parere dei suddetti Enti, che esprima anche la conformità circa il rispetto dei suddetti criteri, ècomunque vincolante per il rilascio dell''autorizzazione alla realizzazione dell'impianto.
In relazione a ciò, sono considerate improcedibili le istanze di Via/verifica e di Autorizzazione unica degli impianti fotovoltaici a terra qualora, secondo la specifica taglia d'impianto e ad esclusione dei casi di deroga ivi previsti, risultino ricadere nelle aree non idonee di cui ai codici 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.5, 4.6, 4.7, 4.8, 5, 6.1, 6.2, 7 dell'allegato B.
Per quanto invece concerne la tipologia di impianti ad energia eolica, si fa comunque presente che, in virtù della potestà legislativa esclusiva in materia di edilizia ed urbanistica (articolo 3, lettera f, dello Statuto speciale per la Sardegna — legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3), la Regione Sardegna con legge regionale 29 maggio 2007, n. 2, articolo 18, poi modificata dall'articolo 6, comma 8, della legge regionale 7 agosto 2009, n. 3, ha stabilito che "in base alle indicazioni del Piano paesaggistico regionale la realizzazione di nuovi impianti eolici è consentita nelle aree industriali, retroindustriali e limitrofe, anche se ricadenti negli ambiti di paesaggio costieri oltre la fascia dei 300 metri, o in aree già compromesse dal punto di vista ambientale, da individuarsi puntualmente nello studio specifico di cui all'articolo 112 delle norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale", e pertanto non si può prescindere da tali disposizioni normative di carattere regionale.
In attuazione a quanto sopraesposto, la Giunta regionale con la deliberazione n. 3/17 del 16 gennaio 2009, ha già individuato, mediante "uno studio specifico di cui all'articolo 112 delle norme tecniche di attuazione del Piano paesaggistico regionale", le aree non idonee alla realizzazione dei suddetti impianti, definendo, in base alle medesime norme d'attuazione del Ppr, i seguenti vincoli preclusivi:
— Aree naturali e subnaturali (Articolo 22 delle Nta del Ppr);
— Aree seminaturali (Articolo 25 delle Nta del Ppr);
— Aree di interesse naturalistico istituzionalmente tutelate (Articolo 33 delle Nta del Ppr);
— Aree di ulteriore interesse naturalistico (Articolo 38 delle Nta del Ppr);
— Aree caratterizzate da edifici e manufatti di valenza storico culturale (Articolo 48 delle Nta del Ppr);
— Aree caratterizzate da insediamenti storici (Articolo 51 delle Nta del Ppr).
In base al suddetto studio, con la medesima deliberazione n. 3/17 del 16 gennaio 2009 sono state individuate puntualmente le aree in cui è consentita la realizzazione dei suddetti impianti, definite come compromesse, industriali, retroindustriali e limitrofe, consistenti in:
1. le grandi aree industriali del territorio regionale, rappresentate nella cartografia allegata alla deliberazione n. 3/17 del 16 gennaio 2009;
2. le aree relative a tutti i Piani per gli insediamenti produttivi (Pip) del territorio regionale;
3. le aree contermini alle grandi aree industriali, definite retroindustriali, circoscritte da una fascia di pertinenza pari a 4 km dal perimetro delle aree di cui al precedente punto 1;
4. le aree circoscritte da una fascia di pertinenza pari a 4 km dal perimetro delle aree Pip di superficie complessiva superiore ai 20 ettari, computabile anche come aggregazione di singoli Pip contermini (tipologia di area compromessa originariamente introdotta dalla deliberazione n. 28/56 del 26 luglio 2007, poi stralciata con la deliberazione n. 3/17 del 16 gennaio 2009, e attualmente reintrodotta in esecuzione della sentenza del Tar Sardegna n. 673/2010, avverso la quale la Regione Sardegna ha comunque presentato ricorso al Consiglio di Stato che risulta attualmente pendente);
5. esclusivamente per gli impianti di potenza complessiva non superiore a 100 KW, da realizzare da parte di Enti locali, con un numero totale di aerogeneratori non superiore a tre unità, sono inoltre considerate idonee:
5.a le altre aree industriali o artigianali così come individuate dagli strumenti pianificatori vigenti;
5.b le aree di pertinenza di potabilizzatori, depuratori, impianti di trattamento, recupero e smaltimento rifiuti, impianti di sollevamento delle acque o attività di servizio in genere;
5.c le aree compromesse dal punto di vista ambientale, costituite esclusivamente da perimetrazioni di discariche controllate di rifiuti in norma con i dettami del Dlgs n. 36/2003 e perimetrazioni di aree di cava dismesse di sola proprietà pubblica.
Appare opportuno precisare che, per le sole finalità previste dalla Dgr n. 3/17 e dalla presente deliberazione, sono da considerare assimilabili alle aree Pip indicate ai precedenti punti 2 e 4, gli agglomerati industriali gestiti dai Consorzi industriali provinciali di cui alla Tabella A, e le aree industriali e Ziir di cui alla Tabella B della Lr 25 luglio 2008, n. 10, qualora non ricompresi fra le aree di cui al precedente punto 1. Di contro, non possono considerarsi assimilabili alle aree Pip le aree industriali, artigianali, commerciali, di servizio identificate come "zone D" o "zone G" dagli strumenti urbanistici comunali vigenti.
Si ritiene, infine, opportuno rettificare alcuni refusi ed incongruenze contenuti nelle Linee guida allegate alla deliberazione n. 3/17 del 16 gennaio 2009, di seguito rappresentati:
a) per quanto riguarda gli impianti micro-minieolici, alla luce dei nuovi scenari normativi e tecnologici, fra i quali ad esempio l'introduzione della tariffa omnicomprensiva di cui al Dm del 18 dicembre 2008, si propone di modificare il range di definizione degli impianti minieolici, che originariamente era fissato ad "una potenza che va dai 3 kW ai 30 kW", in "una potenza che va dai 3 kW ai 60 kW" (par. 5.2 delle Linee Guida) e di stralciare la dicitura "per i quali integrano o sostituiscono l'approvvigionamento energetico in regime di "autoproduzione", così come definito dell'articolo 2 comma 2 del decreto legislativo 16 marzo 1999 n. 79" (par. 5.4 delle Linee guida).
Risulta inoltre opportuno chiarire che la dicitura "L'impianto dovrà essere costituito da un solo aerogeneratore" di cui al punto 1 del paragrafo 5.3 è relativa alla sola fattispecie del "microeolico". Sono comunque fatti salvi i casi di installazione previsti dall'articolo 11 comma 3 del Dlgs n. 115 del 30 maggio 2008 e s.m.i.;
b) per quanto concerne la distanza di rispetto di "700 metri da nuclei e case sparse nell'agro" citata al paragrafo 4.3.3 delle Linee guida, la stessa è da considerarsi ridotta a "500 metri" a seguito delle modifiche apportate dal paragrafo 2.1 "Distanza delle turbine dal perimetro dell'area urbana" delle medesime Linee guida;
c) infine si propone lo stralcio del punto 7 della suddetta deliberazione, che prevede che "all'interno di ogni Piano per gli Insediamenti Produttivi, possono essere installati impianti eolici di altezza al mozzo non superiore agli 80 metri e diametro del rotore non superiore ai 90 metri, per le aree Pip di estensione non superiore ai 20 ettari nella misura di n. 1 aerogeneratore, e per le aree Pip di estensione superiore ai 20 ettari, nella misura di n. 2 aerogeneratori, fermo restando che gli stessi restano assoggettati alle procedure di valutazione di impatto ambientale".
Per quanto non esplicitamente regolamentato dalle Linee Guida allegate alla deliberazione n. 3/17 del 16 gennaio 2009, si ritiene di dover fare riferimento agli indirizzi di cui all'allegato 4 del decreto ministeriale 10 settembre 2010 recante impianti eolici: elementi per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio.
La Giunta regionale, condividendo quanto rappresentato dagli Assessori dell'industria, della difesa dell'ambiente, dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, acquisito il concerto dell'Assessore degli Enti locali, finanze e urbanistica, acquisito il parere favorevole di legittimità dei Direttori generali della difesa dell'ambiente, dell'industria, dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e della pianificazione urbanistica, territoriale e della vigilanza edilizia sulle Linee guida
— di approvare, in sostituzione degli allegati alla deliberazione 25/40 del 1° luglio 2010, le allegate Linee guida (allegato A) per lo svolgimento del procedimento unico di cui all'articolo 12 del Dlgs n. 387/2003 e s.m.i. ed i relativi allegati tecnici (allegati A.1, A.2 , A.3, A.4 e A.5);
— di approvare il documento allegato B recante — Individuazione delle aree e dei siti non idonei all'installazione di impianti fotovoltaici a terra ai sensi del paragrafo 17.3. delle "linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili" di cui al decreto ministeriale del 10 settembre 2010 — e il relativo allegato B.1;
— di stabilire per ogni area industriale, artigianale, di servizio il limite massimo del 20% della superficie totale da destinare all'installazione di impianti fotovoltaici;
— di considerare improcedibili le istanze di verifica/Via ed Autorizzazione unica degli impianti fotovoltaici a terra qualora, secondo la specifica taglia d'impianto e ad esclusione dei casi di deroga ivi previsti, risultino ricadere nelle aree non idonee di cui ai codici 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.5, 4.6, 4.7, 4.8, 5, 6.1, 6.2, 7 dell'allegato B;
— di abrogare le precedenti deliberazioni della Giunta regionale n. 28/56 del 26 luglio 2007, n. 30/2 del 23 maggio 2008, n. 59/12 del 29 ottobre 2008, n. 3/17 del 16 gennaio 2009 per le sole parti riguardanti gli impianti fotovoltaici;
— di confermare i contenuti della Dgr n. 3/17 del 16 gennaio 2009 e delle allegate Linee guida, modificandone ed integrandone le seguenti parti:
1. rettifica dei refusi e delle incongruenze contenuti nelle Linee guida allegate alla deliberazione n. 3/17 del 16 gennaio 2009 così come meglio esplicitati nelle premesse della presente deliberazione ai punti a), b) e c);
2. inserimento fra le aree in cui è consentita la realizzazione di impianti eolici, in attuazione della Lr n. 15/2010, del seguente punto: "6. le aree immediatamente prospicienti le strutture al servizio delle attività produttive all'interno delle aziende agricole, su strutture appositamente realizzate, esclusivamente per gli impianti di potenza complessiva non superiore a 200 KW, da parte degli imprenditori di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99";
— di considerare improcedibili le istanze di verifica/Via ed Autorizzazione Unica degli impianti eolici qualora, ad esclusione dei casi di deroga previsti, risultino ricadere nelle aree non idonee di cui agli artt. 22, 25, 33, 38, 48, 51 delle norme tecniche d'attuazione del Piano paesaggistico regionale, ovvero qualora risultino ricadere al di fuori delle aree di cui ai punti 1, 2, 3, 4, 5, 6 descritte nelle premesse;
— di rendere note le linee guida e i relativi allegati tecnici, che allegate alla presente deliberazione ne costituiscono parte integrante e sostanziale, mediante pubblicazione delle stesse nel Buras.
Procedimento di autorizzazione unica per l'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili — Linee guida
1. Lo scopo delle presenti linee guida è quello di contribuire al perseguimento degli obbiettivi comunitari, nazionali e regionali di diffusione delle fonti rinnovabili e dell'efficienza energetica mediante un sistema semplificato di regole volte a chiarire le modalità e i termini per l'ottenimento della autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ai sensi dell'articolo 12 del Dlgs 29 dicembre 2003 n. 387.
2. Le presenti linee guida esplicano lo svolgimento del procedimento relativo alla costruzione e all'esercizio di impianti di produzione di energia elettrica mediante l'utilizzo di fonti rinnovabili.
1. Ai fini del presente procedimento per le espressioni "Fonti rinnovabili", "Impianti alimentati da fonti rinnovabili", "Procedimento unico" e "Impianto di connessione" si rimanda alle definizioni previste dall'articolo 2 del Dlgs 387/2003, dal Dm 18 dicembre 2008 e dalla deliberazione 23 luglio 2008 – ARG/elt 99/08 dell'Autorità dell'energia elettrica e del gas.
2. Ai sensi dell'articolo 6, comma 3 della Lr 3/2009 e dell'articolo 1 comma 17 della Lr 5/2009, fino all'approvazione del Piano energetico ambientale regionale (Pears), l'Autorità procedente, competente al rilascio dell'autorizzazione unica per la costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, è la Regione autonoma della Sardegna.
1. Le modalità amministrative e i criteri tecnici di cui alle presenti linee guida si applicano alle procedure per la costruzione e l'esercizio degli impianti sulla terraferma di produzione di energia elettrica alimentati da fonti energetiche rinnovabili, per gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione degli stessi impianti nonché per le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio dei medesimi impianti. Tra le "opere connesse" sono compresi anche i servizi ausiliari di impianto e le opere necessarie alla connessione alla rete elettrica, specificamente indicate nel preventivo per la connessione, ovvero nella soluzione tecnica minima generale, redatti o concordati con il gestore della rete elettrica nazionale o di distribuzione ed esplicitamente accettati dal proponente. Sono considerate "opere necessarie alla connessione alla rete elettrica", tutti gli interventi necessari per connettere gli impianti alla rete elettrica di distribuzione o alla rete di trasmissione, nonché le opere di connessione tra le predette reti, dichiarate dai gestori indispensabili per garantire l'immissione in rete di tutta l'energia effettivamente prodotta dagli impianti.
1. L'Autorizzazione unica (Au), ai sensi dell'articolo 12 del Dlgs 387/2003, è rilasciata dall'Amministrazione procedente a seguito di un procedimento cui devono essere sottoposti determinati progetti volti alla costruzione e all'esercizio di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale e parziale e riattivazione, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio degli impianti stessi, nel rispetto della normativa vigente in materia di tutela dell'ambiente, di tutela del paesaggio e del patrimonio storico e di quanto espressamente previsto dalla normativa regionale per le diverse tipologie di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili.
2. In deroga al comma 1 del presente articolo, oltre agli impianti alimentati da fonti rinnovabili come specificati nel successivo articolo 5 e quelli di cui dall'articolo 12 della Lr 17 novembre 2010 n. 15 in materia di "Impianti per la produzione di energia rinnovabile nelle aziende agricole", non necessitano dell'Au quelli di seguito indicati:
a) gli impianti eolici di potenza complessiva inferiore a 60 kW;
b) gli impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 20 kW;
c) gli impianti alimentati a biomassa di potenza nominale inferiore a 200 kW;
d) gli impianti alimentati da gas di discarica, da gas residuati dai processi di depurazione e da biogas di potenza inferiore a 250 kW;
e) gli impianti di produzione di energia da fonte idraulica di potenza inferiore a 100 kW.
Gli impianti individuati dalla lettera a) alla lettera e) sono assoggettati alla disciplina della procedura abilitativa semplificata (Pas), di cui all'articolo 6 del Dlgs 3 marzo 2011 n. 28, alla quale devono essere allegate eventuali autorizzazioni di carattere ambientale, paesaggistico, di tutela del patrimonio storico-artistico, della salute e della pubblica incolumità;
3. Per gli impianti di cui al comma 2 del presente articolo, ai fini della conoscenza degli impianti realizzati sul territorio, i richiedenti devono trasmettere ai competenti uffici regionali copia della Pas, della comunicazione preventiva al Comune o copia del dichiarazione unica autocertificativa per le attività produttive (Duap) di cui all'articolo 1, commi 16-32 della Lr 3/2008;
(Nel testo ufficiale non è riportato il comma 4, si passa direttamente al comma 5 — N.d.R.)
5. Per i progetti che, pur prevedendo anche l'installazione di impianti di produzione di energia, risultano in via principale volti a realizzare interventi di nuova edificazione, connotati da autonoma finalità, natura e rilevanza, nel senso che, in detti casi, l'inserimento degli impianti energetici in argomento assume carattere soltanto secondario e strumentale rispetto all'intervento edilizio principale è applicabile la procedura urbanistico-edilizia di volta in volta prescritta per le opere principali. In tali casi l'iter approvativo dell'intervento edilizio principale è da considerare prevalente ed assorbente rispetto a quello previsto dal Dlgs 387/2003, nel senso che, in luogo della procedura di autorizzazione unica, è sufficiente applicare la procedura urbanistico-edilizia relativa all'opera principale.
Interventi soggetti a Dia e interventi di edilizia libera
1.1 Nel rispetto dei principi di non aggravamento del procedimento di cui all'articolo 1 comma 2, della legge 241/1990, per gli impianti soggetti a Pas, l'Autorità competente non può richiedere l'attivazione del procedimento unico, di cui all'articolo 12, comma 4, del Dlgs 387/2003. Resta ferma la facoltà per il proponente di optare, in alternativa alla Pas, per tale procedimento unico.
1.2 Nel caso di interventi soggetti a Pas, in relazione ai quali sia necessario acquisire concessioni di derivazioni ad uso idroelettrico, autorizzazioni ambientali, paesaggistiche, di tutela del patrimonio storicoartistico, della salute o della pubblica incolumità, le stesse sono acquisite e allegate alla Pas, salvo che il Comune provveda direttamente per gli atti di sua competenza.
1.3 Nei casi assoggettati a Pas, congiuntamente agli impianti, devono essere ricomprese nel medesimo procedimento autorizzativo anche le opere per la connessione alla rete elettrica. Sono allegate alla Pas le autorizzazioni, i nulla osta o atti d'assenso comunque denominati previsti dalla vigente normativa (verifica gestore rete/Preventivo per la connessione). Per gli impianti soggetti a comunicazione le opere per la connessione alla rete elettrica sono autorizzate separatamente.
1.4 Il ricorso alla Pas e alla comunicazione è precluso al proponente che non abbia titolo sulle aree o sui beni interessati dalle opere e dalle infrastrutture connesse. In tal caso, si applica l'articolo 12, commi 3, 4 e 4-bis del Dlgs 387/2003, in materia di autorizzazione unica.
1.5 Sono soggetti a Pas gli interventi realizzati sugli impianti fotovoltaici ed eolici esistenti che non comportano variazioni delle dimensioni fisiche degli apparecchi, della volumetria delle strutture, e dell'area destinata ad ospitare gli impianti stessi, né delle opere connesse.
1.6 I limiti di capacità di generazione e di potenza indicati al successivo comma 2 sono da intendere come riferiti alla somma delle potenze nominali, per ciascuna fonte, dei singoli impianti di produzione appartenenti allo stesso soggetto o su cui lo stesso soggetto ha la posizione decisionale dominante, facenti capo al medesimo punto di connessione alla rete elettrica. Per capacità di generazione o potenza dell'impianto si intende la potenza attiva nominale dell'impianto, determinata come somma delle potenze attive nominali dei generatori che costituiscono l'impianto. La potenza attiva nominale di un generatore è la massima potenza attiva determinata moltiplicando la potenza apparente nominale per il fattore di potenza nominale entrambi riportati sui dati di targa del generatore medesimo.
1.7 La locuzione "utilizzo delle fonti di energia rinnovabile in edifici ed impianti industriali" prevista dall'articolo 123, comma 1 del Dpr 380/2001, è riferita a quegli interventi in edifici ed impianti industriali esistenti in cui gli impianti hanno una capacità di generazione compatibile con il regime di scambio sul posto.
1.8 La locuzione "installazione di pannelli solari fotovoltaici a servizio degli edifici" di cui all'articolo 6, comma 2, lettera d) del Dpr 380/2001, è riferita a quegli interventi in cui gli impianti sono realizzati su edifici esistenti o su loro pertinenze ed hanno una capacità di generazione compatibile col regime di scambio sul posto.
1.9 Nel caso di interventi di installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, di cui all'articolo 6, comma 2, lettera a) e d) del Dpr 380/2001, alla Comunicazione ivi prevista si allegano:
— le autorizzazioni eventualmente obbligatorie ai sensi delle normative di settore;
— limitatamente agli interventi di cui alla lettera a) del medesimo comma 2 i dati identificativi dell'impresa alla quale si intende affidare la realizzazione dei lavori ed una relazione tecnica provvista di data certa e corredata degli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiari di non avere rapporti di dipendenza con l'impresa né con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo. Per "titolo abilitativo" si intende il permesso di costruire come definito dalla legislazione regionale e dal Dpr 380/2001.
1.10 Alla comunicazione di cui all'articolo 27, comma 20, della legge 99/2009 e di cui all'articolo 11, comma 5, del Dlgs 115/2008, non si applicano le disposizioni dell'articolo 6 del Dpr 380/2001.
1.11 Interventi in immobili e aree vincolati: sono esclusi dalla Comunicazione preventiva gli interventi previsti su immobili ricadenti nella Parte seconda e nell'articolo 136, comma 1 lettere b) e c) del Dlgs 42/2004 "Codice dei beni culturali e del paesaggio", per i quali è prevista la procedura amministrativa della Pas di cui all'articolo 6 del Dlgs 28/2011, ovvero, nel caso la potenza ecceda i limiti previsti dalla Tabella A allegata al Dlgs 387/2003, si dovrà procedere all'avvio del procedimento di autorizzazione unica.
2. Dettaglio per tipologia di impianto
2.1 I seguenti interventi sono considerati attività ad edilizia libera e sono realizzati previa comunicazione dell'inizio dei lavori, secondo quanto disposto dai punti 1.9 e 1.10 del precedente comma, anche per via telematica da parte dell'interessato alle amministrazioni comunali competenti:
a) impianti solari fotovoltaici aventi tutte le seguenti caratteristiche (ai sensi dell'articolo 11, comma 3, del Dlgs 115/2008):
i. aderenti o integrati nei tetti di edifici esistenti con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi;
ii. aventi superficie non superiore a quella del tetto su cui viene realizzato;
iii. non ricadono nel campo di applicazione del Dlgs 42/2004, recante Codice dei beni culturali e del paesaggio, nei casi previsti dall'articolo 11, comma 3, del Dlgs 115/2008.
i. realizzati su edifici esistenti o sulle loro pertinenze esistenti;
iii. realizzati al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici n. 1444/1968;
2.2 Sono realizzabili mediante procedura abilitativa semplificata i seguenti:
a) impianti solari fotovoltaici non ricadenti fra quelli di cui al precedente punto 2.1 aventi tutte le seguenti caratteristiche (ai sensi dell'articolo 21, comma 1, del Dm 6 agosto 2010 che stabilisce le tariffe incentivanti per gli impianti che entrano in esercizio dopo il 31 dicembre 2010):
i. aventi i moduli fotovoltaici collocati su edifici;
ii. aventi superficie complessiva dei moduli fotovoltaici dell'impianto non superiore a quella del tetto dell'edificio sul quale i moduli sono collocati.
b) impianti solari fotovoltaici non ricadenti fra quelli di cui ai precedenti punto 2.1 e punto 2.2 lettera a), aventi capacità di generazione inferiore alla soglia indicata nella Tabella A allegata al Dlgs 387/2003.
2.3 I seguenti interventi sono considerati attività ad edilizia libera e sono realizzati previa comunicazione dell'inizio dei lavori, secondo quanto disposto dai punti 1.9 e 1.10 del precedente comma, anche per via telematica da parte dell'interessato alle amministrazioni comunali competenti:
b) impianti alimentati da biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas non ricadenti fra quelli di cui al precedente punto a) ed aventi tutte le seguenti caratteristiche (ai sensi dell'articolo 123, comma 1, secondo periodo e dell'articolo 6, comma 1, lettera a) del Dpr 380/2001):
i. realizzati in edifici esistenti, sempre che non alterino i volumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni d'uso, non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unita' immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici;
2.4 Sono realizzabili mediante procedura abilitativa semplificata i seguenti:
a) impianti di generazione elettrica alimentati da biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas non ricadenti fra quelli di cui al punto precedente ed aventi tutte le seguenti caratteristiche (ai sensi dell'articolo 27, comma 20, della legge 99/2009):
ii. aventi una capacità di generazione massima inferiore a 1000 kWe (piccola cogenerazione) ovvero a 3.000 kWt;
b) impianti di generazione elettrica alimentati da biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas, non ricadenti fra quelli di cui ai precedenti punto 2.3 e punto 2.4 lett. a) ed aventi capacità di generazione inferiori alle rispettive soglie indicate nella Tabella A allegata al Dlgs 387/2003.
c) Impianti di generazione elettrica alimentati da biogas, biogas, gas presentati da 1) soggetti Iap iscritti da almeno tre anni alla Camera di commercio, o 2) giovani imprenditori o 3) società costituite per almeno il 50% da soci Iap e giovani imprenditori ed aventi le seguenti caratteristiche:
i. capacità di generazione massima inferiore a 1 MW;
ii. operanti in assetto di filiera corta.
2.5 I seguenti interventi sono considerati attività ad edilizia libera e sono realizzati previa comunicazione dell'inizio dei lavori, secondo quanto disposto dai punti 1.9 e 1.10 del precedente comma, anche per via telematica, da parte dell'interessato alle amministrazioni comunali competenti:
a) impianti eolici aventi tutte le seguenti caratteristiche (ex articolo 11, comma 3, del Dlgs 115/2008)
i. singoli generatori eolici con altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro;
ii. interventi che non ricadono nel campo di applicazione del Dlgs 42/2004, recante Codice dei beni culturali e del paesaggio, nei casi previsti dall'articolo 11, comma 3, del Dlgs 115/2008.
iii. la cui rilevazione sia previsto che non duri più di 36 mesi;
iv. la rimozione delle apparecchiature ed il ripristino dello stato dei luoghi, a cura del soggetto titolare, avvenga entro un mese dalla conclusione della rilevazione.
2.6 Sono realizzabili mediante procedura abilitativa semplificata i seguenti:
a) impianti eolici non ricadenti fra quelli di cui alla precedente lettera a) ed aventi capacità di generazione inferiore alle soglie indicate nella Tabella A allegata al Dlgs 387/2003.
b) torri anemometriche finalizzate alla misurazione temporanea del vento di cui al precedente punto 2.5 lettera b), nel caso in cui si preveda una rilevazione di durata superiore ai 36 mesi.
2.7 I seguenti interventi sono considerati attività ad edilizia libera e sono realizzati previa comunicazione secondo quanto disposto dai punti 1.9 e 1.10 del precedente comma, anche per via telematica, dell'inizio dei lavori da parte dell'interessato alle amministrazioni comunali competenti:
i. realizzati in edifici esistenti sempre che non alterino i volumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni di uso, non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unita' immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici;
2.8 Sono realizzabili mediante procedura abilitativa semplificata i seguenti:
a) impianti idroelettrici non ricadenti fra quelli di cui alla precedente lettera a) ed aventi capacità di generazione inferiori alla soglia indicate nella Tabella A allegata al Dlgs 387/2003.
Interventi assoggettati ad Autorizzazione unica
1. La costruzione, l'esercizio e la modifica di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, delle opere connesse e delle infrastrutture indispensabili, non previsti al precedente articolo 5, sono soggetti ad autorizzazione unica rilasciata dalla Regione ai sensi degli articoli 7 e ss. delle presenti Linee guida regionali.
2. Le disposizioni dell'articolo 12, commi 1, 2, 3, 4 e 6 del Dlgs 387/2003 si applicano alla costruzione ed esercizio di centrali ibride, inclusi gli impianti di combustione, di potenza termica inferiore a 300 MWt, qualora il produttore fornisca documentazione atta a dimostrare che la producibilità imputabile di cui all'articolo 2, comma 1, lett. g del medesimo Dlgs 387/2003, per il quinquennio successivo alla data prevista di entrata in esercizio dell'impianto sia superiore al 50% della producibilità complessiva di energia elettrica della centrale. Il titolare di un impianto ibrido che intenda procedere ad una modifica del mix di combustibili tale da comportare la riduzione della producibilità imputabile al di sotto del 50% di quella complessiva, è obbligato ad acquisire preliminarmente l'autorizzazione al proseguimento dell'esercizio nel nuovo assetto ai sensi delle pertinenti norme di settore.
3. Gli impianti alimentati anche parzialmente da rifiuti, aventi le caratteristiche di cui al precedente comma 2 e per i quali si applica la procedura di cui all'articolo 208 del Dlgs 152/2006, sono soggetti all'autorizzazione unica anche qualora tali impianti abbiano capacità di generazione inferiore alle soglie richiamate nell'articolo 5.
4. Sono fatte salve le norme di settore che assoggettano ad autorizzazione gli interventi di modifica degli impianti. In tal caso le autorizzazioni settoriali confluiscono nel procedimento unico.
Contenuti minimi dell'istanza
1. All'istanza per il rilascio di autorizzazione unica, da compilarsi secondo lo schema dell'allegato A1, unitamente agli allegati A2, A3 e B1 deve essere allegata, pena l'improcedibilità dell'istanza, la seguente documentazione (da presentarsi in una copia su supporto cartaceo e in una su supporto digitale):
a) copia del progetto definitivo dell'impianto descrivente le opere per la connessione alla rete (come da preventivo per la connessione redatto dal gestore della rete elettrica nazionale o della rete di distribuzione), le infrastrutture indispensabili previste per la costruzione e la gestione e il piano di dismissione dell'impianto e del ripristino dello stato dei luoghi. Per la definizione del livello progettuale "definitivo" ai fini dell'avvio del procedimento di Au si farà riferimento, per quanto applicabile, all'articolo 93 del Dlgs 163/2006 e all'articolo 25 e ss.mm.ii. del Dpr 554/1999. Gli elaborati minimi costituenti il progetto definitivo, firmati da professionisti abilitati per le relative categorie di opere ed impianti, da allegare alla domanda di Autorizzazione unica sono1 :
i. relazione descrittiva, che contenga in particolare:
— i dati generali del proponente;
— i criteri di inserimento dell'impianto nel territorio;
— la descrizione della scelta tecnologica (per le biomasse i processi termochimici e/o biochimici) e le caratteristiche della fonte utilizzata con l'analisi della producibilità attesa, le modalità di approvvigionamento dell'eventuale risorsa utilizzata (per gli impianti a biomasse, biogas o biocarburanti) e le ore equivalenti annue di funzionamento;
— per le biomasse la provenienza della risorsa utilizzata;
— per gli impianti eolici la descrizione delle caratteristiche anemometriche del sito, le modalità e la durata dei rilievi, che non può essere inferiore ad un anno e le risultanze sulle ore equivalenti annue di funzionamento;
— la descrizione dell'intervento nel suo complesso, delle fasi, dei tempi e delle modalità di esecuzione di tutti i lavori previsti, comprese le opere per la connessione alla rete per tutte le altre infrastrutture indispensabili per la costruzione e la gestione dell'impianto; stima della vita utile;
— il possesso della capacità economico/gestionale ed imprenditoriale;
— analisi delle possibili ricadute sociali, occupazionali ed economiche dell'intervento a livello locale per gli impianti di potenza superiore a 1 MWe;
ii. piano di dismissione dell'impianto che preveda, alla cessazione dell'attività produttiva: le modalità di rimozione dell'impianto stesso, delle infrastrutture e di tutte le opere connesse (compreso l'impianto di rete per la connessione); il ripristino dello stato dei luoghi secondo le vocazioni proprie del territorio e le modalità di smaltimento del materiale dismesso; nel caso di impianti idroelettrici, descrizione delle misure di reinserimento e recupero ambientale;
iii. relazioni tecniche specialistiche;
iv. relazioni geologica, geotecnica, idrologica o idrogeologica;
v. studio di inserimento urbanistico;
vi. studio di fattibilità ambientale, ove previsto;
vii. calcoli preliminari di dimensionamento delle strutture e degli impianti;
viii. disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici di tutte le opere;
ix. piano particellare delle aree interessate dall'intervento;
x. piano particellare di esproprio, ove previsto;
xi. computo metrico estimativo delle opere, comprensivo dei costi di dismissione e di ripristino dello stato dei luoghi e nel caso di di impianti idroelettrici, delle misure di reinserimento e recupero ambientale proposte, e quadro economico complessivo;
xii. cronoprogramma dei lavori di costruzione dell'intervento e di dismissione e messa in pristino dei luoghi;
xiii. inquadramento territoriale dell'intervento, di tutte le opere sino al punto di connessione, su base Igm, scala 1:25.000;
xiv. inquadramento territoriale dell'intervento, di tutte le opere sino al punto di connessione, su base Carta tecnica regionale (Ctr), scala 1: 10.000, tale cartografia dovrà riportare, oltre al perimetro dell'impianto, le infrastrutture e le opere di connessione alla rete elettrica, tutti i vincoli ambientali eventualmente presenti nelle aree interessate ovvero nelle aree circostanti (es.: aree protette, siti rete natura 2000, aree Pai, fasce di rispetto del reticolo idrico ex Rd 523/1904, aree di inedificabilità a seguito di incendio, ecc.);
xv. estratto del/dei Puc/Prg comunale/i vigente/i comprensivo di stralcio delle rispettive Nta con l'ubicazione delle opere sino al punto di connessione;
xvi. estratto di mappa catastale in scala 1:2.000 con l'individuazione dei mappali interessati e visure delle proprietà risultanti alla data di presentazione dell'istanza;
xvii. rilievi planoaltimetrici delle aree;
xviii. planimetria degli scavi, degli sbancamenti e dei rinterri;
xix. planimetria generale descrittiva dell'intervento, di tutte le opere sino al punto di connessione, quotata (almeno in scala 1:250);
xx. planimetria aree di cantiere;
xxi. disegni dei vari componenti, delle apparecchiature, e delle strutture di sostegno, completi dei particolari di montaggio, della posizione delle varie apparecchiature, degli ingombri, ecc. In particolare i disegni dovranno comprendere almeno: piante con la disposizione delle apparecchiature relative al vari impianti (scala 1:100 e 1:50); percorsi dei cavidotti con sezioni tipo e particolari di posa interrata, ancoraggio e/o sospensione delle canalizzazioni; percorsi delle tubazioni con sezioni tipo e particolari di posa (scala 1:100 e 1:50); particolari tipo dell'esecuzione degli impianti (scala 1:20);
xxii. sezioni e prospetti;
xxiii. documentazione fotografica e fotosimulazione dell'intervento;
xxiv. nel caso di impianti alimentati a biomassa dovranno essere inoltre allegati: piano di alimentazione dell'impianto comprensivo di relazione agronomica; contratti comprovanti la capacità di approvvigionamento dell'impianto.
Tutti gli elaborati di progetto dovranno essere trasmessi sia in copia cartacea che in copia digitale, quest'ultima in formato .pdf, inoltre tutti gli elaborati cartografici, descriventi l'ubicazione dell'intervento (comprensivo di tutte le infrastrutture necessarie e delle opere funzionali per la connessione alla rete elettrica), dovranno essere trasmessi in formato vettoriale .dxf e .shp o raster, georeferenziati secondo il sistema di riferimento Roma40-Gauss Boaga.
b) preventivo per la connessione, completo di soluzione tecnica minima e relativa planimetria, redatto dal gestore della rete elettrica nazionale o della rete di distribuzione, secondo le disposizioni della delibera Aeeg ARG/elt 99/08 e successive disposizioni in materia, esplicitamente accettato in via definitiva dal proponente; al preventivo sono allegati gli elaborati necessari al rilascio dell'autorizzazione degli impianti di rete per la connessione, predisposti dal gestore di rete competente o concordati con il medesimo, nonché gli elaborati relativi agli eventuali impianti di utenza per la connessione, predisposti dal proponente. Entrambi i predetti elaborati sono comprensivi di tutti gli schemi utili alla definizione della connessione;
c) nel caso di impianto alimentato a biomassa o di impianto fotovoltaico, dovrà essere allegata la documentazione da cui risulti la disponibilità dell'area su cui realizzare l'impianto e le opere connesse, oppure, nel caso in cui sia necessaria la richiesta di dichiarazione di pubblica utilità delle opere connesse e di apposizione del vincolo preordinato all'esproprio si applica quanto disposto dall'articolo 13 delle presenti Linee guida;
d) per gli altri impianti diversi da quelli di cui al precedente punto c) dovrà essere allegata la documentazione da cui risulti la disponibilità, nel senso precisato al punto c), dell'area interessata dalla realizzazione dell'impianto e delle opere connesse, ovvero, nel caso in cui sia necessaria la procedura di esproprio, la richiesta di dichiarazione di pubblica utilità dei lavori e delle opere e di apposizione del vincolo preordinato all'esproprio si applica quanto disposto dall'articolo 13 delle presenti Linee guida;
e) per gli impianti idroelettrici, concessione di derivazione d'acqua per uso idroelettrico, qualora già acquisita;
f) l'elenco degli Enti, con i relativi indirizzi, ritenuti dal Proponente competenti ad esprimere autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, nulla osta e assensi, comunque denominati ai sensi della vigente normativa, necessari all'ottenimento dell'Au, ai quali il proponente deve trasmettere, subordinatamente alla presentazione della domanda di autorizzazione, copia del progetto definitivo di cui al precedente comma 1, nonché copia dell'istanza di autorizzazione unica.
Tale elenco deve obbligatoriamente comprendere i seguenti Enti:
1) Assessorato regionale difesa dell'ambiente — Servizio Savi;
2) Assessorato regionale Enti locali, finanze e urbanistica — Servizio tutela paesaggistica competente per territorio
3) Comune o Comuni competenti per territorio;
4) Provincia o Province competenti per territorio;
5) Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente;
6) Corpo forestale di vigilanza ambientale-Servizio territoriale competente per territorio;
7) Gestore della rete elettrica cui l'impianto deve essere connesso;
8) Ministero dello sviluppo economico – Dipartimento delle Comunicazioni;
9) Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici competente per territorio;
10) Soprintendenza per i beni archeologici competente per territorio;
11) Comando provinciale dei Vigili del fuoco;
g) al fine di agevolare la verifica degli ulteriori Enti interessati ad esprimere autorizzazioni, intese, concessioni, licenze, pareri, nulla osta e considerando che gli stessi potranno variare, caso per caso, a seconda del contesto territoriale di riferimento si segnala la seguente lista, a mero titolo indicativo non esaustivo:
12) Assessorato regionale lavori pubblici — Servizio del genio civile competente per territorio;
13) Assessorato regionale industria Servizio attività estrattive
14) Assessorato regionale Enti locali — Direzione generale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia;
15) Presidenza della Regione — Direzione generale dell'Agenzia regionale del distretto idrografico;
16) Azienda sanitaria locale competente per territorio;
17) Consorzio industriale provinciale competente per territorio;
18) Consorzio di bonifica della Sardegna competente per territorio;
19) Ente o Società di gestione dei parchi;
20) Ente nazione per l'aviazione civile;
21) Ente o Società competente per la gestione delle acque;
22) Ente o Società competente per la gestione di strade;
23) Ente o Società competente per la gestione di linee ferroviarie;
24) Aeronautica militare;
25) Comando militare autonomo Sardegna;
26) Comando militare marittimo autonomo in Sardegna;
27) Agenzia del territorio competente;
h) copia delle note di avvenuto deposito, dell'istanza e degli elaborati progettuali di cui al punto a), presso gli Enti indicati ai precedenti punti f) e g), ovvero timbro del protocollo in ingresso, ovvero copia della cartolina postale attestante la data dell'avvenuta ricezione;
i) dichiarazione del progettista ai sensi dell'articolo 47 del Dpr 445/2000 attestante la non assoggettabilità dell'impianto alla procedura di verifica o alla procedura di valutazione d'impatto ambientale (Via);
copia della deliberazione della Giunta regionale di non assoggettabilità a Via o di giudizio positivo di compatibilità ambientale, qualora il proponente abbia già effettuato le procedure di cui sopra ai termini del Dlgs 4/2008, della Lr 3/2009, articolo 5, commi 23 e 24 e della Dgr 24/23 del 23 aprile 20082 ;
copia dell'istanza di avvio del procedimento di verifica/Via nel rispetto di quanto disposto dalle procedure prevista dalla Dgr n. 24/23 del 23 aprile 20083 ;
l) dichiarazione del progettista ai sensi dell'articolo 47 del Dpr 445/2000 attestante la non assoggettabilità dell'impianto alla procedura di Autorizzazione integrata ambientale (Aia), ovvero domanda di Aia ai sensi del Dlgs 59/2005 e della Lr 4/2006;
m) dichiarazione del progettista ai sensi dell'articolo 47 del Dpr 445/2000 attestante la destinazione urbanistica delle aree interessate dall'intervento e che le medesime aree non risultano comprese tra i siti di importanza comunitaria (Sic) ai sensi della direttiva comunitaria n. 92/43/Cee "Habitat" e tra le zone di protezione speciale (Zps) ai sensi della direttiva comunitaria n. 79/409/Cee "Uccelli",
eventuale copia del provvedimento di giudizio positivo di valutazione di incidenza o del parere di esclusione dalla procedura di valutazione di incidenza, qualora il proponente abbia già effettuato la relativa procedura, oppure copia dell'istanza di avvio del procedimento di valutazione di incidenza se prevista ai sensi del Dpr 120/2003 e ss.mm.ii.4 ;
n) dichiarazione del progettista ai sensi dell'articolo 47 del Dpr 445/2000 attestante che le aree interessate dall'intervento non risultano soggette a vincolo paesaggistico,
relazione di compatibilità paesaggistica redatta ai sensi del Dlgs 42/2004 e del Dpcm 12 dicembre 2005;
o) certificato in originale di iscrizione rilasciato dalla Camera di commercio industria e artigianato (Cciaa) con la dicitura "antimafia" (articolo 6 del Dpr 252/1998).
p) dichiarazione attraverso la quale il proponente si impegna alla corresponsione, prima dell'avvio dei lavori nel caso di serre fotovoltaiche effettive o prima del rilascio dell'Autorizzazione unica negli altri casi, di una cauzione a garanzia della esecuzione degli interventi di dismissione e delle opere di messa in pristino, da versare a favore dell'Amministrazione procedente mediante fideiussione rilasciata da parte di un istituto finanziario, di cui all'articolo 107 Tu bancario, che sia atta a garantire l'adempimento dell'obbligo di messa in pristino successivo alla dismissione dell'impianto, secondo l'importo stabilito in conferenza di servizi in misura pari al 5% del valore complessivo dell'investimento, da rivalutarsi sulla base del tasso di inflazione programmata ogni 5 anni. La garanzia dovrà essere valida e operante per tutta la durata del provvedimento autorizzativo fino all'integrale adempimento dell'obbligo di dismissione dell'impianto, da realizzarsi comunque entro e non oltre i due anni solari dal termine di scadenza del provvedimento autorizzativo5 . La garanzia deve prevedere espressamente la rinuncia al beneficio della preventiva escussione del debitore principale e l'operatività della polizza a semplice richiesta scritta del beneficiario. Tale titolo dovrà essere prodotto obbligatoriamente prima del rilascio dell'autorizzazione.
p.1) nel caso in cui il preventivo per la connessione comprenda una stazione di raccolta potenzialmente asservibile a più impianti e le opere in esso individuate siano soggette a valutazione di impatto ambientale, la relazione che il gestore di rete rende disponibile al produttore, redatta sulla base delle richieste di connessione di impianti ricevute dall'azienda in riferimento all'area in cui è prevista la localizzazione dell'impianto, comprensiva dell'istruttoria, corredata dei dati e delle informazioni utilizzati, da cui devono risultare, oltre alle alternative progettuali di massima e le motivazioni di carattere elettrico, le considerazioni operate al fine di ridurre l'estensione complessiva e contenere l'impatto ambientale delle infrastrutture di rete;
p.2) copia della comunicazione effettuata alla competenti Soprintendenze, nei casi in cui l'impianto non ricada in zona sottoposta a tutela ai sensi del Dlgs 42/2004, per verificare la sussistenza di procedimenti di tutela ovvero di procedure di accertamento della sussistenza di beni archeologici, in itinere alla data di presentazione dell'istanza di autorizzazione unica.
q) dichiarazione di primaria Compagnia di Assicurazione della disponibilità alla copertura assicurativa dei rischi di: mancata erogazione del servizio di fornitura di energia elettrica all'ente gestore di rete; furto, atti vandalici e calamità atmosferiche afferenti macchinari e attrezzature necessarie per la produzione dell'energia.
r) elenco dei soggetti (c.d. controinteressati) nei cui confronti il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti.
s) copia della ricevuta di avvenuto versamento relativo al costo di istruttoria di cui all'articolo 11.
Verifica della documentazione e avvio del procedimento
1. II procedimento unico è indetto secondo l'ordine cronologico di acquisizione delle istanze di autorizzazione al protocollo dell'Amministrazione procedente, nel rispetto del termine di cui al comma 4 dell'articolo 12 del Dlgs 387/2003.
2. Il proponente presenta l'istanza per il rilascio della Au per la costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, per gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione, come definiti dalla normativa vigente, nonché per le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio degli impianti stessi, mediante una domanda, redatta sulla base dello schema di cui all'allegato A1 e della relativa scheda riepilogativa di cui all'allegato A2, indirizzata alla Amministrazione procedente allegando una copia cartacea e una su supporto digitale (contenente la copia degli elaborati conforme agli originali presentati) della documentazione di cui al precedente articolo 7.
3. Entro 30 giorni dalla presentazione dell'istanza, l'Amministrazione procedente verifica l'esattezza e la completezza formale della documentazione di cui al precedente articolo 7 e, in tal caso, comunica al richiedente l'avvio del procedimento, che decorre dalla data del timbro di protocollo dell'Amministrazione procedente impressa sulla domanda stessa.
4. In caso di documentazione incompleta, l'Amministrazione richiede le necessarie integrazioni documentali. Tale richiesta determina la sospensione dei termini del procedimento. La mancata produzione della documentazione nel termine indicato al proponente, che non può superare i 30 giorni , salvo eccezionali e motivate esigenze , ed in ogni caso non oltre il termine di 60 giorni, comporta l'improcedibilità dell'istanza. In tal caso il procedimento si intende avviato solo alla data di ricevimento della istanza completa. È cura del proponente inoltrare le integrazioni richieste a tutti gli Enti interessati dal procedimento. Trascorso il termine di cui al comma 3 senza che l'amministrazione procedente abbia comunicato l'improcedibilità, il procedimento si intende avviato.
5. Sono considerate "serre fotovoltaiche effettive" quelle con una capacità agricola adeguata e per cui è verificabile il livello minimo dell'illuminazione media superiore o uguale al 75%.
6. Le autorizzazioni per tali impianti ai sensi dell'articolo 12 del Dlgs 387/2003 possono essere rilasciate esclusivamente a coloro che svolgono direttamente l'attività agricola ai sensi dell'articolo 2135 del C.c., pertanto possono presentare domanda di autorizzazione unica per la costruzione di serre fotovoltaiche i seguenti soggetti:
— le persone fisiche, le società semplici e gli enti non commerciali che esercitano le attività agricole di cui all'articolo 2135 del C.c.;
— le società di persone, le società a responsabilità limitata, e le società cooperative che rivestono la qualifica di società agricola ai sensi dell'articolo 2 del Dlgs 99/2004.
I richiedenti dovranno registrarsi nell'Anagrafe delle aziende agricole della Sardegna prima dell'avvio dei lavori.
7. Per quanto non previsto dai precedenti commi 5 e 6 valgono i criteri per la individuazione delle serre fotovoltaiche effettive di cui all'allegato A5.
Istruttoria e conferenza di servizi
1. L'Amministrazione procedente esamina l'esattezza e la correttezza della documentazione presentata dal proponente ed effettua la relativa istruttoria tecnico-amministrativa anche sulla base delle linee guida per la localizzazione degli impianti eolici e fotovoltaici previsti nell'articolo18 della Lr 2/2007 come modificato dalla Lr 1/2009, articolo6, comma 8, e nelle deliberazioni adottate in materia dalla Giunta regionale (Dgr 66/24 del 27 novembre 2008 e Dgr 3/17 del 16 gennaio 2009) e dei presenti e successivi atti di indirizzo. A seguito di tale istruttoria il Servizio Competente al fine di una corretta istruzione della pratica può richiedere integrazioni documentali e chiarimenti in merito al progetto presentato.
2. Entro 30 giorni dalla presentazione della domanda di autorizzazione unica, a seguito della verifica preliminare di cui al precedente articolo 8 e al comma 1 del presente articolo, nonché dell'avvenuto deposito delle eventuali integrazioni richieste, l'Amministrazione procedente indice la Conferenza dei servizi, svolta con le modalità stabilite dalla legge 241/1990, per l'acquisizione di tutte le intese, le concessioni, le autorizzazioni, le licenze, i pareri, i nulla-osta, gli assensi necessari per la realizzazione del progetto in base alla normativa nazionale e regionale.
3. All'interno della conferenza di Servizi di cui al precedente comma 2, l'Assessorato regionale dell'urbanistica esprime il parere in ordine al requisito di basso valore paesaggistico delle aree in cui ubicare gli impianti proposti, anche tenuto conto di quanto previsto dal Dlgs 387/2003, articolo 12, comma 7, per le zone agricole in riferimento alle disposizioni in materia di valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale.
4. Qualora la realizzazione dell'impianto sia subordinata alla procedura di verifica o di Via, di valutazione di incidenza, nonché di Aia, i termini per il procedimento unico sono sospesi fino all'acquisizione di parere di compatibilità ambientale o di non assoggettabilità a Via e/o del giudizio positivo di valutazione di incidenza e/o della Aia.
5. La Conferenza di Servizi è convocata mediante comunicazione trasmessa con raccomandata A/R al proponente e, anche solo con modalità telematiche, a tutti gli Enti interessati indicati dal proponente all'articolo 5, comma 1, lettera f).
6. In conferenza il proponente illustra il progetto e gli Enti convocati esprimono i propri pareri o assensi, di qualsiasi natura, con propria nota, ovvero attraverso un proprio rappresentante allo scopo delegato.
7. Per la definizione di capacità agricola adeguata e del livello minimo dell'illuminazione media si rimanda all'allegato A5 delle presenti linee guida e al decreto dell'Assessore all'agricoltura n. 1820 del 20 luglio 2010.
8. Il gestore della rete cui si prevede di connettere l'impianto partecipa alla conferenza di servizi senza diritto di voto. Alla conferenza possono partecipare, senza diritto di voto, i concessionari e i gestori di pubblici servizi nel caso in cui il procedimento amministrativo ed il progetto dedotto in conferenza abbia effetto diretto o indiretto sulla loro attività. A tali fini è inviata con congruo anticipo la comunicazione della convocazione della conferenza di servizi.
9. Nei casi di impianti ubicati al di fuori di apposite aree individuate dagli strumenti urbanistici comunali per la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili oppure nel caso di impianti di potenza superiore o pari a 1 MW collocati in aree diverse dalla zona urbanistica D o G specifica e che non consentono il mantenimento degli usi tipici, con particolare riferimento a quelli agro-silvopastorali, della zona urbanistica nella quale ricadono, è necessaria la variazione dello strumento urbanistico. In tali casi, in sede di conferenza, il parere dell'amministrazione comunale competente deve essere accompagnato dalla delibera del Consiglio comunale di adozione della variante. La procedura di variante dello strumento urbanistico segue quanto previsto dall'articolo 20 della L.R. 45/1989 e ss.mm.ii., nel rispetto dei termini previsti dall'articolo12 del Dlgs 387/2003 per il rilascio dell'Au.
10. L'Autorità Procedente provvede alla stesura di un resoconto verbale per ogni riunione della Conferenza di servizi ed all'inoltro dello stesso alle Amministrazioni interessate. Entro la data in cui è prevista la riunione conclusiva della conferenza dei servizi, il proponente, pena la conclusione del procedimento con esito negativo, fornisce la documentazione atta a dimostrare la disponibilità del suolo su cui è ubicato l'impianto fotovoltaico o a biomassa ai sensi dell'articolo 12, comma 4-bis, del Dlgs 387/2003.
11. In caso di istruttoria negativa al proponente è data comunicazione dei motivi ostativi all'accoglimento dell'istanza ai sensi dell'articolo 10-bis legge 241/1990 e ss.mm.ii.
12. Per quanto non espressamente regolamentato dalle presenti linee guida si rimanda alla disciplina prevista dalla legge 241/1990 e ss.mm.ii. nonché alle Linee Guida nazionali approvate con Dm 10 settembre 2010.
1. Il provvedimento conclusivo di diniego o di rilascio dell'autorizzazione deve indicare le relative motivazioni tecnico e/o amministrative. Il tempo massimo per la conclusione del procedimento non potrà essere superiore a 180 giorni, fatti salvi i tempi di sospensione dovuti alla richiesta di integrazioni o alla conclusione della valutazione di impatto ambientale e/o di rilascio dell'autorizzazione integrata ambientale.
2. L'autorizzazione include le eventuali prescrizioni alle quali è subordinata la realizzazione dell'impianto, nonché la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza delle relative opere, ai sensi dell'articolo 12, comma 1, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.
3. L'autorizzazione include le eventuali prescrizioni alle quali è subordinata la realizzazione e l'esercizio dell'impianto e definisce le specifiche modalità per l'ottemperanza all'obbligo della rimessa in pristino dello stato dei luoghi a seguito della dismissione dell'impianto, che in ogni caso deve essere pienamente adempiuto entro due anni solari dalla data di scadenza del provvedimento autorizzativo, e per gli impianti idroelettrici per l'ottemperanza all'obbligo della esecuzione di misure di reinserimento e recupero ambientale.
4. Prima dell'inizio dei lavori nel caso di serre fotovoltaiche effettive o prima del rilascio del provvedimento di Autorizzazione unica negli altri casi, il proponente dovrà trasmettere una fidejussione bancaria a favore dell'Amministrazione procedente, a garanzia degli obblighi di ripristino dello stato dei luoghi a seguito di dismissione dell'impianto, secondo le modalità indicate dall'articolo 7, comma 1, lettera p).
5. L'autorizzazione unica costituisce titolo a costruire ed esercire l'impianto, le opere connesse e le infrastrutture indispensabili in conformità al progetto approvato e nei termini ivi previsti nonché, ove occorra,dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza delle opere. L'autorizzazione unica ha durata definita non inferiore a cinque anni e non superiore a venti anni in relazione alla tipologia dell'impianto, fatto salvo l'obbligo del periodico rinnovo cui sono eventualmente assoggettate le autorizzazioni recepite nell'autorizzazione unica.
6. L'autorizzazione unica può essere volturata a terzi subordinatamente alla verifica da parte dell'Amministrazione procedente della sussistenza, in capo al subentrante, dei presupposti previsti dal precedente articolo 5.
7. Entro dieci giorni dalla conclusione del procedimento di autorizzazione, l'Amministrazione procedente comunica il provvedimento finale al proponente e a tutte le Amministrazioni interessate.
8. L'autorizzazione rilasciata indica il termine di inizio dei lavori, che in ogni caso non può essere inferiore ad un anno ed il termine entro il quale gli stessi devono essere obbligatoriamente conclusi. Decorsi detti termini l'autorizzazione decade. Detti termini possono essere prorogati su richiesta del proponente, qualora il ritardo non sia imputabile allo stesso, per un periodo di tempo pari al ritardo stesso. Resta fermo l'obbligo di aggiornamento e di periodico rinnovo cui sono eventualmente assoggettate le autorizzazioni settoriali recepite nell'autorizzazione unica. Il provvedimento di autorizzazione unica deve essere obbligatoriamente pubblicato a cura del proponente sul Buras.
1. Il proponente deve versare prima del rilascio dell'Autorizzazione unica all'Autorità procedente gli oneri istruttori secondo gli importi determinati ai sensi della deliberazione di Giunta regionale n. 12/30 del 10 marzo 2011.
Impegni ed obblighi del proponente
1. Prima dell'inizio dei lavori di costruzione il proponente sottoscrive un atto di impegno nei confronti dell'Amministrazione procedente e del Comune, o dei Comuni interessati territorialmente dall'intervento, attraverso il quale sono regolati i rapporti nella fase di costruzione dell'impianto sino alla sua entrata in esercizio. Nell'atto di impegno sono definiti i tempi di costruzione, di avvio e di collaudo finale dell'impianto, ed è sancito l'obbligo a dare inizio ed a concludere i lavori entro i termini stabiliti dal provvedimento finale di autorizzazione e a concluderli entro il periodo di tempo previsto dal progetto definitivo, nonché a mettere in pristino lo stato dei luoghi a seguito della dismissione dell'impianto secondo le modalità e i termini stabiliti.
2. Nella fase di dismissione dell'impianto il proponente deve impegnarsi a:
a) comunicare al Comune o ai Comuni interessati territorialmente dall'intervento e all'Amministrazione procedente la data definitiva di cessazione dell'attività;
b) la corretta dismissione dell'impianto secondo il piano di dismissione di cui all'articolo 7, comma 1, lettera a), nonché il ripristino dei luoghi affinché possano essere riutilizzate per le attività pregresse.
Disposizioni in merito alle procedure di esproprio
1. Come stabilito dal comma 1 dell'articolo 12 del Dlgs 387/2003 "le opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all'esercizio degli stessi impianti, autorizzati ai sensi del comma 3, sono di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti". Pertanto è applicabile la disciplina di cui al Dpr 327/2001.
2. In caso di esproprio il proponente deve fornire alla Amministrazione procedente tutte le informazioni relative alle particelle catastali interessate oltre alla stima dei beni dei quali si richiede l'esproprio; inoltre è onere del proponente effettuare la pubblicazione con le forme e modalità di cui all'articolo 11 del Dpr 327/2001, conseguentemente all'avvio del procedimento effettuato dal Servizio competente.
Fonte Condizioni da rispettare
Rif. art. 5 comma 2 all. A Modalità operative di installaizone Ulteriori condizioni Pot.
(kWe) Regime giuridico
Solare fotovoltaica 2.1 a) Impianti aderenti o integrati nei tetti di edifici esistenti con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda, i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi e la cui superficie non è superiore a quella del tetto su cui viene realizzato. Gli interventi non devono ricadere nel campo di applicazione del Dlgs 42/2004 e ss.mm.ii. - Comunicazione
2.1 b) Impianti da realizzare su edifici esistenti o sulle loro pertinenze esistenti. Gli interventi devono essere realizzati al di fuori della zona A) di cui al decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444. 0-200 Comunicazione
2.2 a) Impianti, i cui moduli sono collocati sugli edifici, la cui superficie complessiva dei moduli non è superiore a quella del tetto dell'edificio ove sono collocati. Nessuna - Pas (1)
2.2 b) Nessuna Nessuna > 20 Pas
Biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione biogas 2.3 a) Impianti operanti in assetto cogenerativo Nessuna > 50 Comunicazione
2.3 b) Impianti realizzati in edifici esistenti, sempre che non alterino i volumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni d'uso, non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici. Nessuna 0-200 Comunicazione
2.4 a) Impianti operanti in assetto cogenerativo Nessuna 50-1.000 kWe ovvero sino a 3.000 kWt Pas
2.4 b) Impianti alimentati da biomasse Nessuna > 200 Pas
2.4 b) Impianti alimentati da gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas. Nessuna > 250 Pas
Eolica 2.5 a) Installazione di singoli generatori eolici con altezza complessiva non superiore a 1,5 m e diametro non superiore a 1 m Gli interventi non devono ricadere nel campo di applicazione del Dlgs 42/2004 e ss.mm.ii. - Comunicazione
2.6 a) Nessuna Nessuna > 60 Pas
Idraulica e geotermica 2.7 a) Impianti realizzati in edifici esistenti, sempre che non alterino i volumi e le superfici, non comportino modifiche delle destinazioni di uso, non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incremento dei parametri urbanistici. Nessuna 0-200 Comunicazione
2.8 a) Impianti idroelettrici Nessuna > 100 Pas
Tutte Rif. articolo 4, comma 2 all. A Impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili all'interno delle aziende agricole, su strutture appositamente realizzate, nelle aree immediatamente prospicienti le strutture al servizio delle attività produttive. Gli interventi devono essere realizzati da imprenditori di cui all'articolo 1 del Dlgs 99/2004. 0-200 Pas
(1) Ai sensi dell'articolo 6 del Dlgs 3 marzo 2011, n. 28.
Criteri per la individuazione delle serre fotovoltaiche effettive e controlli
L'obiettivo dell'Amministrazione regionale è quello prioritario di fornire agli imprenditori agricoli uno strumento operativo in grado di semplificare l'iter procedurale, e nel contempo, individuare i criteri e i requisiti necessari per poter realizzare gli impianti produttivi serricoli e gli investimenti atti a garantire un'integrazione del reddito e un conseguente aumento occupazionale.
1. Caratteristiche delle serre agricole e regime edilizio
La serra è un fabbricato rurale destinato alla realizzazione di un ambiente artificiale che, mediante il controllo di luce e/o umidità e/o temperatura, permette la produzione intensiva ortoflorofrutticola e/o la moltiplicazione di piante.
La serra è un manufatto realizzato in struttura metallica, con eventualmente un cordolo e/o muretto di limitata altezza e/o struttura in muratura o calcestruzzo, e chiusura in vetro o materiale similare. Le serre possono essere fisse o mobili. Sono fisse quando permanentemente ancorate al suolo, mobili in caso contrario. Ai sensi del Dpgr 3 agosto 1994 n. 228 (Direttive per le zone agricole), articolo 5, le serre fisse, caratterizzate da strutture murarie fuori terra, sono ammesse nei limiti di un rapporto di copertura del 50 per cento del fondo in cui insistono, senza limiti, al contempo, di volumetria; le serre fisse non caratterizzate da strutture murarie fuori terra non hanno alcun limite di superficie coperta e sono considerate a tutti gli effetti strutture di protezione delle colture agrarie. Ogni serra fissa, purché volta alla protezione o forzatura delle colture, può essere installata previa autorizzazione edilizia, fermo restando nelle zone vincolate, l'obbligo di acquisire il prescritto provvedimento autorizzativo di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e ss.mm.ii. Ai sensi della Lr 23 ottobre 2009 n. 4, articolo 10, le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura e funzionali allo svolgimento dell'attività agricola, sono eseguite senza alcun titolo abilitativo, fermo restando nelle zone vincolate, l'obbligo di acquisire il prescritto provvedimento autorizzativo di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e ss.mm.ii.
2. Definizione di "serra fotovoltaica effettiva"
Sono considerate "serre fotovoltaiche effettive" quelle con capacità agricola adeguata, con un livello minimo di illuminamento uguale o maggiore al 75%, che vincoli il terreno sottostante ad una produttività agricola superiore a quella del campo aperto. In particolare è considerata "serra fotovoltaica effettiva quel "manufatto chiuso fisso ed ancorato al terreno" che assolve contemporaneamente a due compiti: quello di fornire prodotti agricoli e/o florovivaistici e quello di produrre energia elettrica da fonte fotovoltaica.
3. Criteri per individuare la serra fotovoltaica effettiva
I criteri per individuare una serra fotovoltaica effettiva sono:
a) Il richiedente deve essere un imprenditore agricolo ai sensi dell'articolo 2135 del Codice civile, che esercita o intende esercitare l'attività di produzione prodotti agricoli e/o florovivaistici congiuntamente alla produzione di energia fotovoltaica;
b) il livello minimo di illuminamento della serra fotovoltaica, idoneo a soddisfare la tipologia di colture da produrre in serra, deve essere uguale o maggiore del 75%, facendo salva la possibilità per il richiedente di ottenere un minore livello di illuminamento (in funzione delle diverse tipologie di colture) mediante l'utilizzo di sistemi amovibili di ombreggiamento;
c) il richiedente deve dimostrare una capacità agricola adeguata.
3.1 Qualifica di imprenditore agricolo
La realizzazione di serre fotovoltaiche effettive è consentita ai soggetti che svolgono direttamente l'attività agricola. Tale criterio basa i suoi presupposti giuridici sull'articolo 2135 del C.c. e sulla disciplina vigente in materia di energie rinnovabili , il comma 7 dell'articolo 12 del Dlgs 387/2003, infatti, per gli interventi in zona agricola richiama espressamente gli articoli 7 e 8 della legge 57/2001 e 14 del Dlgs 228/2001.
Pertanto, possono presentare domanda di autorizzazione unica per la costruzione di serre fotovoltaiche i seguenti soggetti:
— le società di persone, le società a responsabilità limitata, e le società cooperative che rivestono la qualifica di società agricola ai sensi dell'articolo 2 del Dlgs n. 99 del 2004.
3.2 Capacità agricola adeguata
Il richiedente deve presentare, unitamente all'istanza di autorizzazione unica per nuove serre fotovoltaiche da realizzare la cui potenza sia superiore a 20 kW, una relazione agronomica che dimostri la capacità agricola adeguata intesa in termini di potenziale produttivo della stessa, che deve essere maggiore rispetto al potenziale produttivo del campo aperto.
Nella relazione agronomica in particolare deve essere indicato:
— il reddito agricolo lordo al 31 dicembre dell'anno precedente all'istanza, nel caso di attività già esistente;
— il reddito agricolo lordo ricavabile dall'esercizio delle attività di produzione agricola o florovivaistica nella serra fotovoltaica effettiva da autorizzare determinato ai sensi della circolare dell'Agenzia delle entrate 32/E del 6 luglio 2009, per il tutta la durata della serra fotovoltaica effettiva;
— la previsione del reddito ricavabile attraverso l'esercizio dell'attività di produzione di energia nella serra fotovoltaica effettiva da autorizzare, per il periodo di tempo in cui si usufruirà degli incentivi;
— il "potenziale produttivo", inteso come possibilità/capacità che la serra fotovoltaica effettiva da autorizzare ha di produrre colture rispetto alle sue caratteristiche progettuali;
— la commercializzazione della produzione agricola principale e di quella relativa alla vendita di energia;
— un piano di investimento da cui risultino manodopera impiegata, costi e ricavi, e la previsione di un reddito agricolo lordo maggiore o uguale a quello derivante dalla produzione di energia, esclusi gli incentivi.
Per la dimostrazione della capacità agricola adeguata si deve far riferimento alla circolare dell'Agenzia delle entrate 32/E del 6 luglio 2009 la quale considera reddito agricolo da attività connessa atipica il reddito derivante dalla vendita di energia entro 1 MW di produzione, al netto degli incentivi del Conto energia e con la franchigia dei primi 200 kW dell'autoconsumo. Pertanto il parametro che viene assunto come riferimento per il calcolo del reddito agricolo è dato dal valore della produzione dichiarato nella sezione IV del modello Irap alla voce "corrispettivi" (IQ 46 modello unico 2010 e per gli anni successivi il rigo corrispondente), o, in caso di opzione al regime normale, il valore equivalente (rigo IQ1 modello 2010 e per gli anni successivi il rigo corrispondente) ai quali si aggiungono i ricavi della cessione di energia entro 1 MW, così come indicato in precedenza. Il reddito agricolo così determinato dovrà essere uguale o superiore al reddito derivante dalla vendita di energia da fonte fotovoltaica che eccede il MW di produzione.
Al fine di agevolare la corretta interpretazione e applicazione della capacità agricola adeguata i richiedenti potranno avvalersi della collaborazione e supporto tecnico fornito dagli Uffici dell'Assessorato regionale all'agricoltura – Servizio strutture.
Fatto salvo quanto stabilito in materia di controlli al successivo punto 5 e nelle linee guida, si stabilisce che per tutto il tempo necessario per la messa a regime della produzone agricola, in relazione al tipo di coltura posta in essere, il concessionario è esonerato dal dimostrare, in sede di controllo, la capacità agricola adeguata.
Il parametro illuminotecnico adottato per la valutazione del livello di illuminazione naturale di un ambiente confinato è il Fattore medio di luce diurna (Fmld). Tale parametro adimensionale è definito come il rapporto tra l'illuminamento Em medio in un ambiente confinato su una superficie interna orizzontale di riferimento e l'illuminamento Ee che si ha nello stesso istante in un punto posto su una superficie orizzontale esterna ed esposta in modo tale da ricevere la luce dell'intera volta celeste, valutati entrambi in condizioni di cielo coperto.
Il paramento per la valutazione del livello di illuminamento minimo della serra fotovoltaica è calcolato considerando il rapporto tra Fattore Medio di Luce Diurna in presenza di copertura con pannelli fotovoltaici (Fmldpv) e il Fattore medio di luce diurna medio privo di qualsiasi tipo di ombreggiamento (Fmldante).
Il livello di illuminamento della serra fotovoltaica (Lisf) espresso in termini percentuali risulta quindi dato dalla relazione
Il livello di illuminamento minimo della serra cosi definito deve essere uguale o maggiore del 75%.
Diversi studi, infatti, dimostrano che un alto livello di illuminamento favorisce l'attività agricola sia quantitativamente sia, e soprattutto, in quanto consente potenzialmente qualsiasi variabilità di coltivazione nell'arco dei 20 anni. Infatti, il vero limite di una serra a bassa luminosità, pur permettendo sicuramente alcune coltivazioni particolari, è quello di non potere, nella sua vita, produrre coltivazioni diverse in sostituzione di quelle coltivate fino a quel momento che essendo di tipo monocolturale potrebbero diventare antieconomiche. La rigidità della monocoltura è altamente dannosa per l'agricoltore effettivo, ed è per questo che si è previsto un alto livello di luminosità, stabilendo comunque di fare salve tutte le produzioni, anche di quelle che si riproducono in condizioni di poca luce (esempio coltivazioni ortive bianche e florovivaistiche).
Per assicurare uguali opportunità alla libera iniziativa economica, per i richiedenti che intendessero rivolgersi ad un mercato di prodotti che necessitano di bassa luminosità, è prevista la possibilità che gli stessi indichino e dimostrino all'interno della relazione agronomica, che la capacità agricola adeguata si ritiene soddisfatta da un diverso livello di illuminamento rispetto a quello uguale o maggiore al 75%, ed in quel caso sarà possibile oscurare la serra con sistemi amovibili di ombreggiamento che hanno lo scopo di "diminuire temporaneamente" per la durata delle coltivazioni e della loro redditività, il livello di illuminamento medio previsto. Il richiedente dovrà indicare all'interno nella relazione agronomica che intende utilizzare tali sistemi di ombreggiamento o altre soluzioni "non fisse" presenti sul mercato e che garantiscono un livello di oscuramento della serra fotovoltaica effettiva.
In tutti i casi di procedure semplificate, l'imprenditore agricolo dovrà comunicare e/o dichiarare rispettivamente in caso di semplice comunicazione preventiva o di denuncia inizio attività che trattasi di serra fotovoltaica effettiva ai sensi del presente atto.
La Regione Sardegna, Assessorato regionale all'agricoltura e riforma agropastorale attraverso l'Agenzia Laore è incaricata di supportare l'imprenditore agricolo nella fase di progettazione e fornire all'Ente competente al rilascio dell'autorizzazione e/o comunque al ricevimento della comunicazione o della dichiarazione, ogni utile collaborazione nella fase istruttoria per la verifica della sussistenza dei requisiti sopra indicati quali elementi costitutivi di una "serra fotovoltaica effettiva".
L'ufficio competente al rilascio dell'Autorizzazione unica per le serre fotovoltaiche con potenza superiore a 20 kW di nuova costruzione, è il Servizio strutture dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
In conformità a quanto stabilito nelle linee guida si chiarisce che nelle serre fotovoltaiche effettive la struttura edilizia ha carattere strettamente strumentale alla produzione agricola ed energetica in quanto il reddito energetico è considerato reddito agricolo (attività connessa atipica) come chiarito dalla circolare dell'Agenzia delle entrate n. 32/e del 29 luglio 2009. Pertanto, i Comuni, quando non presenti in conferenza dei Servizi per il rilascio dell'Autorizzazione unica, si potranno esprimere, conformemente ai loro regolamenti edilizi, attraverso nulla osta, pareri condizionati, ecc.
È competenza dell'Assessorato all'agricoltura l'esame unitario della pratica in merito alla produzione agricola ed energetica, al fattore di luminosità e agli altri criteri previsti, nonché l'acquisizione dei pareri o nulla osta di tutti gli Enti coinvolti al fine del rilascio dell'autorizzazione unica.
5. Attività di monitoraggio e controllo
Al fine di garantire il monitoraggio delle attività serricole su tutto il territorio regionale, I Comuni con cadenza trimestrale, trasmettono all'Assessorato all'agricoltura — Servizio strutture, le comunicazioni e le denuncie di inizio attività nelle ipotesi di interventi con procedure semplificate.
Fatta salva la competenza del Comune in ordine alla vigilanza sulle attività assentite, la Regione Sardegna si riserva la facoltà di procedere, attraverso l'Agenzia Laore Sardegna, ad attività di controllo in loco finalizzata alla verifica dei requisiti di "serra fotovoltaica effettiva" comunicati e/o dichiarati rispettivamente nella comunicazione, nella Dia e nella relazione agronomica allegata all'istanza di Au.
L'accertamento di eventuali difformità verranno comunicate agli organi competenti (compreso il Gse) per l'adozione dei conseguenti provvedimenti sanzionatori.
6. Revisione dei parametri tecnici
Con Decreto dell'assessore dell'agricoltura, annualmente e qualora necessario, si provvede alla revisione e all'aggiornamento dei parametri tecnici contenuti nel presente atto di indirizzo.
Sulla Gazzetta ufficiale n. 219 del 18 settembre 2010 sono state pubblicate le "Linee guida per l'autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili" emanate con decreto ministeriale del 10 settembre 2010 in attuazione a quanto previsto dall'articolo 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.
Ai sensi del paragrafo 17.1 delle suddette Linee guida, le Regioni possono procedere alla identificazione di aree e siti non idonei alla installazione di specifiche tipologie e o dimensioni di impianti Fer.
In attuazione di tale disposizione, gli Assessorati Difesa dell'Ambiente, Industria, Enti locali finanze e urbanistica, agricoltura e riforma agropastorale, nell'ambito delle rispettive competenze, hanno avviato la suddetta istruttoria per l'individuazione delle aree e dei siti non idonei. In tale operazione si è tenuto conto delle peculiarità del territorio regionale, cercando così di conciliare le politiche di tutela dell'ambiente e del paesaggio, del territorio rurale e delle tradizioni agroalimentari locali con quelle di sviluppo e valorizzazione delle energie rinnovabili.
Le presenti disposizioni si applicano agli impianti fotovoltaici con moduli ubicati al suolo, di potenza superiore a 3 kWp.
Non rientrano in tale categoria gli impianti i cui moduli costituiscono elementi costruttivi di pergole, barriere acustiche, tettoie e pensiline, così come definiti dal Dm 6 agosto 2010 e ss.mm.ii.
È comunque fatta salva la necessità di acquisire tutte le altre eventuali autorizzazioni e/o pareri previsti dalla normativa vigente o da specifici regolamenti comunali (es. Autorizzazione unica; Giudizio positivo di compatibilità ambientale; valutazione di incidenza, autorizzazione paesaggistica, ecc.)
Nelle tabelle che seguono si sono rappresentate le tipologie di aree non idonee individuate a seguito della istruttoria effettuata (la quale ha tenuto conto delle aree indicate nell'allegato 3, lettera f delle Linee guida ministeriali).
Il riconoscimento di non idoneità di una specifica area dipende anche dalle caratteristiche dimensionali dell'impianto da realizzare. In particolare, nelle tabelle che seguono si sono suddivisi gli impianti nelle seguenti tre classi dimensionali:
— Impianto FV a terra con potenza superore a 3 kWp e inferiore o uguale a 20 kWp;
— Impianto FV a terra con potenza superiore a 20 kWp e inferiore o uguale a 200 kWp;
— Impianto FV a terra con potenza superiore a 200 kWp;
Si ricorda a tal proposito che, secondo la costante giurisprudenza della Corte di giustizia europea, non è consentita una segmentazione degli interventi in distinte e procrastinate progettazioni, tale da eludere la normativa in materia di tutela ambientale (ad esempio la sottoposizione ai procedimenti di Via dei progetti), del paesaggio, del patrimonio culturale, della salute e della pubblica incolumità, nonché tale da sottrarsi agli obiettivi che l'applicazione del Dlgs 387/2003 si propone al fine di garantire il corretto inserimento degli impianti sul territorio. L'istruttoria, in altre parole, dovrà tenere conto della situazione di base in cui il nuovo intervento dovrà inserirsi e, in particolare, del cumulo con altri progetti (in istruttoria o già autorizzati).
Le tabelle riportano inoltre:
— La tipologia di aree particolarmente sensibili e/o vulnerabili alle trasformazioni territoriali o del paesaggio;
— I riferimenti attuativi di ogni specifica area (ad esempio: eventuale fonte del dato, il provvedimento normativo o il riferimento a una specifica categoria delle norme del Ppr);
— Il codice identificativo dell'area;
— La descrizione delle incompatibilità riscontrate con gli obiettivi di protezione individuati per le aree medesime.
L'ultima tabella allegata indica le "aree già degradate da attività antropiche, pregresse o in atto (brownfield), tra cui siti industriali, cave, discariche, siti contaminati" (paragrafo 16 comma 1 lettera d) delle Linee guida ministeriali).
Tali aree, definite genericamente "brownfield" costituiscono aree preferenziali dove realizzare gli impianti fotovoltaici con moduli ubicati al suolo. L'utilizzo di tali aree per la installazione dei suddetti impianti, nel rispetto dei criteri rappresentati nella ultima colonna della tabella, costituisce elemento per la valutazione positiva del progetto.
Pertanto, non è possibile escludere che gli impianti ricadenti al di fuori di tali aree definite "brownfield" e allo stesso tempo al di fuori delle aree non idonee, ovvero gli impianti che, pur ricadendo all'interno delle aree brownfield non ne rispettano i criteri di installazione ivi previsti, possano comportare criticità nella valutazione del progetto e conseguente difficoltà nell'acquisizione di tutti gli atti autorizzativi e di compatibilità ambientale necessari (es. assoggettamento a valutazione di impatto ambientale; compatibilità paesaggistica, valutazione d'incidenza, ecc.). È opportuno precisare che, anche nel caso di impianti ricadenti all'interno delle aree "brownfield" che rispettano i criteri di installazione ivi previsti, potranno emergere eventuali criticità specifiche del sito e/o del progetto sottoposto a valutazione.
Si fa inoltre presente che, se su di un sito si sovrappongono previsioni di tutela derivanti da differenti tipologie di aree non idonee, si adotta la prescrizione più restrittiva ivi prevista.
In deroga a tale disposizione, la condizione di non idoneità derivante dalla presenza di aree istituzionalmente tutelate (codici 4.1, 4.2, 4.3, 4.4, 4.5, 4.6, 4.7, 4.8, 5, 6.1, 6.2, 7, 8.1, 8.2, 8.3), di aree seminaturali (codice 8.4.2) nonché di aree dichiarate di notevole interesse pubblico (codice 1.4) non si applica alle aree brownfield definite "industriali, artigianali, di servizio" (codice A 1.1), fermo restando quanto stabilito negli articoli 25, 26, 27, 33, 34, 35 e 36 delle Nta del Ppr.
L'allegato B.1, infine, fornisce fac-simile di Dichiarazione sostitutiva di certificazione da presentare obbligatoriamente, ai sensi e con le modalità previste dal Dpr n. 445 del 28 dicembre 2000 e ss.mm.ii., contestualmente all'istanza di verifica/Via, di Autorizzazione unica, ovvero di denuncia di inizio attività comunale.
Criteri di indirizzo per la valutazione positiva dei progetti ai sensi del punto 16 delle Linee guida ministeriali – Impianti fotovoltaici
Dichiarazioni del proponente e del progettista
Progetto Re-waste: impianto innovativo per la valorizzazione dei reflui oleari
Evitare il greenwashing: certificare la sostenibilità
In arrivo incentivi per efficienza energetica e fondo per salvare le aree di crisi

References: articolo 18
 sentenza 
 articolo 5
 articolo 11
 articolo 5
 articolo 5
 articolo 7
 articolo 7
 articolo6
 articolo 8
 articolo 12
 articolo 5
 art. 5
 articolo 4
 articolo 5
 articolo 10