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Timestamp: 2019-03-25 01:56:34+00:00

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Strage bus, Procura verso il ricorso in Appello dopo la sentenza
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Duro attacco da parte del vicepremier e ministro del Lavoro Di Maio: toglieremo la concessione ad Autostrade per l'Italia
Il procuratore capo di Avellino, Rosario Cantelmo, da quanto si apprende, ricorrerà in appello dopo la sentenza di primo grado sulla strage del pullman che il 28 luglio 2013 precipitò in una scarpata del viadotto Acqualonga, all’altezza di Monteforte, in Irpinia, dove morirono 40 persone. La sentenza di primo grado ha assolto, tra gli altri, l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci.
Il legale di Lametta: non ha alcuna responsabilità
“Ricorreremo in Appello perche’ siamo convinti che Lametta non abbia alcuna responsabilita’”. Accoglie cosi’ la sentenza di condanna a 12 anni di reclusione l’avvocato Sergio Pisani, che ha difeso in questi 5 anni e mezzo il principale imputato nel processo per la strage del viadotto Acqualonga sulla A16. Gennaro Lametta e’ stato infatti riconosciuto colpevole dal tribunale di Avellino di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e per il falso nella revisione del bus precipitato dal viadotto autostradale. “Quell’incidente ha causato 40 vittime – prosegue Pisani – perche’ e’ mancata la manutenzione alle barriere, che Autostrade per l’Italia avrebbe dovuto assicurare”.
Di tutt’altro tenore la reazione del legale del funzionario della Motorizzazione Civile di Napoli, Vittorio Saulino, assolto con formula piena dalle accuse di disastro colposo, omicidio colposo plurimo e falso per la revisione del bus. Saulino, a differenza della collega Antonietta Ceriola, condannata a 8 anni di reclusione, non era presente nei giorni in cui veniva confezionato ad hoc il documento e la sua firma e’ stata falsificata. “Ho avviato il mio assistito – racconta l’avvocato Antonio Rauzzino – e non riusciva a parlare per la gioia. Siamo pienamente soddisfatti, soprattutto perche’ il giudice non solo ha accolto la nostra ricostruzione dei fatti, ma ha addirittura trasmesso gli atti alla procura di Napoli per le false testimonianze a carico del mio assistito”. Nella sentenza, il giudice Luigi Buono ha infatti ordinato la trasmissione degli atti relativi al direttore della Motorizzazione Civile di Napoli che durante il dibattimento, chiamato a testimoniare, ha riferito di aver raccolto da Saulino la confessione di una sua precisa responsabilita’ nella falsificazione della revisione e di aver stilato un rapporto inviato poi alla procura della repubblica. Alle dichiarazioni del direttore non e’ stato trovato riscontro e si procedera’ per falsa testimonanza.
Sei assoluzioni e sei condanne per i 12 imputati di Autostrade per l’Italia
“La sentenza sconfessa l’ipotesi accusatoria in cui erano indagati tutti i vertici apicali della societa’, a partire dall’amministratore delegato (Giovanni Castellucci, ndr) per cui era stata chiesta, senza alcun fondamento, una pena di dieci anni di reclusione”. E’ il commento dell’avvocato Giorgio Perroni, difensore di Autostrade per l’Italia nel processo conclusosi con la sentenza di primo grado davanti al Tribunale di Avellino per la morte delle 40 persone precipitate il 28 luglio del 2013 a bordo del bus che travolse le barriere protettive sull’A16 Napoli-Canosa. “Per valutare una sentenza – aggiunge Perroni – bisogna sempre considerare la richiesta di condanna, che era di 10 anni per tutti i 12 imputati di Autostrade per l’Italia. La sentenza e’ andata in modo diverso: sei assoluzioni e sei condanne, con pene dimezzate rispetto alla richieste del Pubblico Ministero”. Il legale preannuncia ricorso in appello: “Vogliamo ribaltare questo verdetto e siamo sicuro di ottenere l’assoluzione di chi oggi e’ stato condannato ingiustamente”.
Il duro attacco del vicepremier Di Maio
“Morirono in 40 precipitando giù da un cavalcavia con un pullman in provincia di Avellino. Quel guard rail di Autostrade poteva reggere invece di essere tranciato come carta velina? Secondo molti esperti e periti che hanno preso parte al processo, sì. Secondo i giudici invece, Autostrade per l’Italia non ha colpe. E’ incomprensibile. Ma il mio non è un attacco ai giudici”. Un post duro quello pubblicato dal il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, sulla sua pagina Facebook a poche ore dalla sentenza emessa dai giudici sulla strage del bus avvenuta il 28 luglio 2013. “Il grido di dolore delle famiglie delle vittime di Avellino dopo l’assoluzione dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Giovanni Castellucci lo capisco e mi fa incazzare. Per essere chiari – ha aggiunto – io ce l’ho con la feccia politica che in questi anni ha firmato ad Autostrade contratti capestro che li solleva da ogni responsabilità, dandogli tutte le garanzie economiche e legali del caso. È dalla caduta del Ponte Morandi che come Governo stiamo lavorando per togliere le concessioni ad Autostrade. Più ci leggiamo le carte, più capiamo che ai Benetton era stata garantita impunità e profitti sicuri come a nessuno mai nella storia di questo Paese. Ma ce la faremo a spuntarla. Non so quanto tempo ci vorrà, ma le autostrade ce le riprendiamo”. “Non dimentico la promessa fatta ai familiari delle vittime del crollo del Ponte Morandi di Genova: toglieremo la concessione ad Autostrade per l’Italia. Chi sbaglia paga e deve essere messo in condizioni di non nuocere più. Un abbraccio alle famiglie delle vittime di Avellino e del Ponte Morandi”.
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