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Timestamp: 2018-10-17 19:19:17+00:00

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Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 2 gennaio 2014, n. 64. La previsione dell'articolo 186 C.d.S., comma 9 bis, secondo cui il lavoro di pubblica utilita' deve avere una durata corrispondente a quella della pena detentiva irrogata e della pena pecuniaria convertita ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilita', introduce una deroga al Decreto Legislativo n. 274 del 2000, articolo 54, comma 2 del nella sola parte relativa alla previsione della durata edittale della pena del lavoro di pubblica utilita' (da un minimo di dieci giorni ad massimo di sei mesi); la disposizione non introduce alcuna deroga al criterio di computo della pena sostitutiva stabilito dal Decreto Legislativo n. 274 del 2000, articolo 54, comma 5, secondo cui un giorno di lavoro di pubblica utilita' consiste nella prestazione di due ore di lavoro, criterio ugualmente valevole in caso di applicazione della pena del lavoro di pubblica utilita' a seguito di condanna per il reato previsto dall'articolo 186 C.d.S.. - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione I, sentenza 2 gennaio 2014, n. 64. La previsione dell’articolo 186 C.d.S., comma 9 bis, secondo cui il lavoro di pubblica utilita’ deve avere una durata corrispondente a quella della pena detentiva irrogata e della pena pecuniaria convertita ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilita’, introduce una deroga al Decreto Legislativo n. 274 del 2000, articolo 54, comma 2 del nella sola parte relativa alla previsione della durata edittale della pena del lavoro di pubblica utilita’ (da un minimo di dieci giorni ad massimo di sei mesi); la disposizione non introduce alcuna deroga al criterio di computo della pena sostitutiva stabilito dal Decreto Legislativo n. 274 del 2000, articolo 54, comma 5, secondo cui un giorno di lavoro di pubblica utilita’ consiste nella prestazione di due ore di lavoro, criterio ugualmente valevole in caso di applicazione della pena del lavoro di pubblica utilita’ a seguito di condanna per il reato previsto dall’articolo 186 C.d.S..
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Sentenza 2 gennaio 2014, n. 64
Dott. CAPRIOGLIO Piera Maria S – Consigliere
avverso l’ordinanza n. 11/2011 GIP TRIBUNALE di AVEZZANO, del 07/05/2012;
lette le conclusioni del PG Dott. SPINACI Sante, che ha chiesto l’annullamento con rinvio.
Con ordinanza del 7.5.2012 il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Avezzano rigettava la richiesta del pubblico ministero di dichiarare estinto, per esito positivo del lavoro di pubblica utilita’ ai sensi del Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 186, comma 9 bis, il reato di guida sotto l’effetto dell’alcool, per il quale (OMISSIS) aveva riportato condanna alla pena pecuniaria convertita in giorni 33 di lavoro di pubblica utilita’.
Il giudice, premesso che il Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 186, comma 9 bis, prevede una espressa deroga alle modalita’ di computo della durata del lavoro di pubblica utilita’ stabilite dal Decreto Legislativo n. 285 del 1992, articolo 54, rilevava che, dalla documentazione trasmessa dalla polizia municipale di Avezzano, il condannato risultava aver svolto soltanto 11 giorni di lavoro in luogo dei 33 stabiliti.
Avverso l’ordinanza il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano propone ricorso per cassazione per erronea interpretazione dell’articolo 186 comma 9 bis cod. strada: osserva che dalla documentazione in atti risulta pacificamente che (OMISSIS) ha prestato sei ore di lavoro (corrispondenti a tre giorni di lavoro di pubblica utilita’) per 11 mercoledi’, per un totale di 33 giorni di lavoro di pubblica utilita’.
La previsione dell’articolo 186 C.d.S., comma 9 bis, secondo cui il lavoro di pubblica utilita’ deve avere una durata corrispondente a quella della pena detentiva irrogata e della pena pecuniaria convertita ragguagliando 250 euro ad un giorno di lavoro di pubblica utilita’, introduce una deroga al Decreto Legislativo n. 274 del 2000, articolo 54, comma 2 del nella sola parte relativa alla previsione della durata edittale della pena del lavoro di pubblica utilita’ (da un minimo di dieci giorni ad massimo di sei mesi); la disposizione non introduce alcuna deroga al criterio di computo della pena sostitutiva stabilito dal Decreto Legislativo n. 274 del 2000, articolo 54, comma 5, secondo cui un giorno di lavoro di pubblica utilita’ consiste nella prestazione di due ore di lavoro, criterio ugualmente valevole in caso di applicazione della pena del lavoro di pubblica utilita’ a seguito di condanna per il reato previsto dall’articolo 186 C.d.S..
L’ordinanza impugnata deve pertanto essere annullata con rinvio al Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Avezzano perche’ riesamini l’istanza applicando il principio che, ai fini del computo della durata della pena del lavoro di pubblica utilita’ di cui al Decreto Legislativo n. 285 del 1982, articolo 186, comma 9 bis, ciascuna prestazione di due ore di lavoro equivale alla prestazione di un giorno intero di lavoro di pubblica utilita’.
Annulla l’ordinanza impugnata e rinvia per nuovo esame al Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Avezzano.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2014-01-16T18:33:47+00:0016 gennaio 2014|Cassazione penale 2014, Codice della strada, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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 articolo 186
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