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Timestamp: 2020-08-03 17:13:09+00:00

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Camera dei deputati Dossier NIS16036
Titolo: A.C. 5312 (art. 54 del DL 22 giugno 2012, n. 83) Il filtro all'ammissibilità dei ricorsi davanti al giudice civile di secondo grado in Francia, Germania e Regno Unito
AC N. 5312/XVI
Serie: Note informative sintetiche Numero: 36
DECRETO LEGGE 2012 0083 FRANCIA
N. 36 – 3 luglio 2012
A.C. 5312 (art. 54 del DL 22 giugno 2012, n. 83)
Il filtro all’ammissibilità dei ricorsi davanti al giudice civile
di secondo grado in Francia, Germania e Regno Unito
La Francia non conosce, a differenza di altri paesi quali la Germania e il Regno Unito,un sistema di filtro dei ricorsi in appello, ma esclusivamente casi di inappellabilità.
Nell’ordinamento francese vige il principio del doppio grado di giurisdizione. La giurisdizione di diritto comune competente a riesaminare, in secondo grado del giudizio civile, le cause già concluse in primo grado è la Corte d’appello, che giudica sui ricorsi presentati contro le decisioni dei Tribunali di primo grado.
La Corte d’appello esercita il suo controllo in diritto e in fatto sui giudizi sottoposti al suo esame. Il nuovo esame può concludersi con una sentenza di conferma o di riforma, in tutto o in parte, del primo giudizio. In quest’ultima ipotesi la Corte si pronuncia di nuovo sul merito della causa.
Tuttavia, in taluni casi determinati dalla legge, è prevista un'eccezione al principio del doppio grado di giurisdizione, più esattamente quando le controversie siano di valore inferiore a 4.000 euro. Per le cause di basso ammontare non è infatti possibile ricorrere in appello: la decisione è resa in primo e ultimo grado (en premier et dernier ressort).
In alcuni tipi di controversie, pertanto, la legge francese dispone che il giudice di primo grado prenda una decisione in primo e ultimo grado, non suscettibile di appello.
In particolaregiudicano senza possibilità di appello in materia civile[1] (in premier et dernier ressort):
- il Tribunale di grand’istanza (tribunal de grande instance), nelle cause nelle quali l’ammontare della domanda sia inferiore a 4.000 euro (ad es. in materia di azioni possessorie, di matrimonio e regime matrimoniale, di divorzio e separazione, di filiazione, successione, confische immobiliari, comproprietà, etc.);
- il Tribunale d’istanza (tribunal d'instance), nelle cause il cui tasso di competenza (pretesa del richiedente) sia inferiore a 4.000 euro o nelle quali la somma sia già determinata;
- il Giudice di prossimità[2] (juge de proximité) sulle piccole controversie della vita quotidiana e sulle piccole infrazioni alle regole del vivere sociale, personali o relative a beni mobili (tutela dei consumatori, conflitti di vicinato, ingiunzioni di pagamento o di porre in essere una determinata azione), sempre per un ammontare non superiore a 4.000 euro.
In Germania la disciplina legislativa del giudizio di appello (Berufung) nel processo civile, contenuta nel Libro III del Codice di procedura civile (Zivilprozessordnung - ZPO, §§ 511-541), ha subìto una radicale trasformazione in seguito alla riforma del 2001 (Zivilprozessreformgesetz del 27 luglio 2001, in vigore dal 1° gennaio 2002), che ha esteso le competenze degli Uffici giudiziari di primo grado e limitato i ricorsi in appello. Alcune modifiche hanno interessato anche la terza istanza. L’accesso alla Corte suprema (Bundesgerichtshof) è infatti possibile solo per le cause che presentino una questione di significato fondamentale oppure che rappresentino per la Corte stessa un’occasione per assicurare l’uniformità della giurisprudenza o il perfezionamento del diritto.
Come anello di congiunzione tra la prima e la terza istanza, il giudizio di appello persegue due funzioni distinte, ma combinate tra loro. Da un lato, esso si ispira al giudizio di revisione. Il giudice d’appello (Berufungsrichter) è tendenzialmente vincolato agli accertamenti di fatto compiuti nel processo primo grado. Il suo compito principale consiste nel verificare la correttezza del diritto oggettivo e materiale applicato nel giudizio di primo grado. Nel procedimento d’appello, quindi, la controversia non potrà, né dovrà essere riesaminata: la seconda istanza non consiste più, come in precedenza, in una ripetizione del giudizio (il vecchio § 525 del codice di procedura civile prevedeva infatti che la controversia “venisse trattata di nuovo” in grado di appello), ma ha il solo scopo di controllare se nel procedimento di prima istanza siano stati commessi errori nell’accertamento dei fatti o nell’applicazione della legge. Nell’introdurre questa nuova determinazione di scopo, il legislatore è stato guidato dall’idea che un rinnovato accertamento in appello non conduce di regola a risultati più affidabili rispetto a quelli conseguiti in primo grado.
Dall’altro lato, il giudizio di appello si ispira al giudizio di primo grado: in via di principio il giudice d’appello assume le prove necessarie a decidere la causa nel merito, correggendo l’errore.
In ogni caso è però necessario che la causa superi i filtri all’accesso del giudizio. Il § 511 ZPO, relativo all’ammissibilità dell’appello (Statthaftigkeit der Berufung), così come modificato dalla riforma, stabilisce che l’appello è ammesso se il valore della soccombenza supera i 600 euro. Qualora il valore sia inferiore a tale cifra, la causa è soggetta ad una vincolante valutazione di ammissibilità del giudice di prima istanza, al quale è quindi attribuita la facoltà di non far accedere al ricorso in appello le controversie che non rivestano valore di “oggettiva rilevanza giuridica” (substanzlose Berufungen).
In base poi a quanto disposto dal § 522 ZPO, il tribunale d’appello deve verificare d’ufficio se il ricorso è in sé ammissibile, se è stato presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge e se è fondato. In mancanza di uno di questi requisiti, l’appello è respinto come inammissibile (unzulässig) con un’ordinanza (Zurückweisungsbeschluss) impugnabile per vizio di procedura (Rechtsbeschwerde). Il ricorso in appello deve essere immediatamente respinto con un’ordinanza del tribunale di seconda istanza, se quest’ultimo è unanimemente convinto: che l’appello non abbia, palesemente, alcuna prospettiva di successo; che non si tratti di una controversia di importanza fondamentale; che non sia richiesta una decisione del giudice d’appello ai fini del perfezionamento del diritto o per assicurare l’uniformità della giurisprudenza; infine, che non sia necessaria un’istruttoria orale.
La decisione del giudice d’appello si basa non solo sul materiale processuale che si forma direttamente in seconda istanza (ad esempio, il risultato dell’assunzione di nuovi mezzi di prova, la confessione, il riconoscimento del debito, la rinuncia al diritto, etc.), ma anche sul materiale processuale che passa dalla prima alla seconda istanza, cioè i fatti accertati dal giudice di primo grado, nonché i mezzi di attacco e di difesa che emergono dai verbali e dalla stessa sentenza di primo grado. In merito ai principi generali del procedimento, il § 525 ZPO, per quanto non diversamente disposto, prevede l’applicabilità in secondo grado delle norme del giudizio di primo grado. Il compimento di propri accertamenti fattuali da parte del giudice d’appello può rendersi necessario, ai sensi del § 529 ZPO, qualora sussistano dubbi concreti sull’esattezza o la completezza degli accertamenti rilevanti per la decisione oppure qualora nuove allegazioni di fatti, sui quali il giudice di prima istanza non ha preso posizione, siano o diventino rilevanti per la decisione. Dall’analisi giurisprudenziale risulta, tuttavia, che è notevole il margine di apprezzamento che il giudice di appello si concede nel disporre una rinnovazione degli accertamenti compiuti dal giudice di primo grado.
Il sistema delle impugnazioni vigente nel Regno Unito, analogamente agli istituti di diritto processuale codificati negli ordinamenti giuridici continentali, ha struttura gerarchica, talché la decisione di una determinata giurisdizione è di norma appellabile dinanzi ad una giurisdizione superiore. Il principio incontra tuttavia eccezioni, poiché il diritto processuale civile consente che il giudizio di appello, a seguito dell’impugnazione della sentenza di un determinato tribunale, possa “saltare” lo scrutinio della giurisdizione di grado immediatamente superiore e svolgersi dinanzi alla High Court o, dal momento della sua istituzione nel 2005, dinanzi alla Supreme Court (è il caso del cosiddetto leapfrog appeal, che ha luogo quando il caso verte sull’applicazione del common law ed involge l’interpretazione o la revisione di precedenti giurisprudenziali).
La peculiare articolazione del sistema giurisdizionale britannico, inoltre, si rispecchia in una varietà procedimentale che, in materia civile, contempla diversi “percorsi” esperibili per il giudizio di appello (routes of appeals), e prevede norme processuali il cui contenuto si correla alla natura specifica del procedimento e all’autorità che ne è investita[3]. La legge in materia di accesso alla giustizia del 1999[4] e, in particolare, le Civil Procedure Rules (regole di procedura dei giudizi civili[5]), differenziano infatti la disciplina applicabile a seconda della materia su cui verte il procedimento (diritto fallimentare, di famiglia, societario, dell’immigrazione) e dell’autorità che ha su di essa cognizione (corte ordinaria o giurisdizione specializzata).
Generalmente caratteristico del sistema delle impugnazioni è, in ogni caso, il requisito della previa autorizzazione (permission), che, emessa su istanza del ricorrente, abilita quest’ultimo a proporre appello. Tale autorizzazione, a seconda dei procedimenti, può essere di norma rilasciata dallo stesso giudice che ha pronunciato la sentenza oggetto di appello oppure dal giudice di appello; essa è concessa qualora la corte alla quale si ricorre ne ravvisi la giustificazione, considerata sotto il profilo della realistica possibilità di successo dell’impugnazione e della sussistenza di fondati motivi.
La richiesta di autorizzazione a presentare appello, se di competenza dello stesso giudice di primo grado, può essere formulata nell’udienza in cui la decisione è pronunciata; altrimenti può essere richiesta la fissazione di un’ulteriore udienza per l’esame della richiesta. L’udienza può svolgersi senza contraddittorio e con la sola presenza della difesa dell’appellante, ma è facoltà del convenuto presentare proprie deduzioni; tali modalità processuali, che per la loro flessibilità possono apparire (almeno ad un osservatore continentale) lesive dell’interesse della parte convenuta, sono da ritenersi in realtà conformi alla natura del processo civile britannico, che ha svolgimento in larga parte orale e, nella prassi, può contemplare la trattazione della permission e dell’appello nella stessa udienza.
La decisione di diniego della permission to appeal non è a sua volta impugnabile, ma la relativa istanza può essere reiterata, in conformità alle norme processuali, dinanzi alla stessa corte di appello[6].
Nelle ricostruzioni dottrinali, il fondamento dell’istituto della permission è ricondotto all’interesse pubblico che permea gli istituti processuali e che, nel necessario bilanciamento con la tutela dei diritti dei privati, tende ad obiettivi di certezza del diritto, di evoluzione dell’ordinamento giuridico nel suo complesso, di efficienza della giustizia e di corretto impiego delle sue risorse.
Il filtro costituito dalla necessaria autorizzazione è stato introdotto anche con riguardo alla più elevata giurisdizione di appello del Regno Unito, la Supreme Court, istituita nel quadro della riforma costituzionale del 2005. Coerentemente con l’esclusione del ricorso diretto alla Corte, la presentazione del ricorso – ammissibile in quanto abbia ad oggetto decisioni di giurisdizioni superiori il cui riesame implichi questioni giuridiche di interesse generale - soggiace al requisito dell’autorizzazione rilasciata dalla Court of Appeal oppure dalla stessa Corte Suprema. In applicazione dei principi processuali già richiamati, le sentenze della High Court possono, in alcune ipotesi, essere sottoposte per saltum al riesame della Corte Suprema, purché il giudice inferiore abbia certificato la sussistenza dei requisiti stabiliti dalla legge e la Corte Suprema rilasci la propria permission to appeal.
[1] La giurisdizione civile francese comprende: il Tribunale di grande istanza (Tribunal de grande instance), per le controversie superiori a 10.000 euro e alle controversie in materia di divorzi, patria potestà, successioni, filiazione, cause relative a beni immobili, stato civile; il Tribunale d’istanza (Tribunal d’instance), per le controversie tra privati di importo inferiore a 10.000 euro, controversie relative al credito al consumo e per alcune controversie indicate dalla legge, qualunque ne sia l’ammontare (ad es. i canoni di abitazione); il Giudice di prossimità (Juge de proximité) per le piccole controversie tra privati, personali o relative a beni mobili, di ammontare non superiore a 4.000 euro; il Giudice minorile (Juge des enfants) che decide misure di protezione e tutela dei minori in pericolo e giudica delle infrazioni commesse da minori.
[2] La giurisdizione di prossimità (juridiction de proximité) è stata introdottadalla loi d’orientation et de programmation del 9 settembre 2002, completata dalle leggi del 26 febbraio 2003, 26 gennaio 2005 e dalla legge del 5 marzo 2007 relativa al reclutamento, alla formazione e alla responsabilità dei magistrati. Una recente legge del 13 dicembre 2011 (Loi n. 2011-1862) prevede la soppressione della giurisdizione di prossimità a partire dal 1° gennaio 2013, con affidamento delle relative competenze ai Tribunali d’istanza. I giudici di prossimità, di norma non appartenenti alla magistratura di professione, rimarranno, ma saranno incardinati nel Tribunale di grand’istanza con una modifica delle loro attribuzioni.
[3] Volendone richiamare i tratti essenziali, il sistema giurisdizionale del Regno Unito annovera (in Inghilterra e nel Galles), in primo luogo, i tribunali di contea (County Courts), i quali, formati da giudici distrettuali (District Judges), hanno competenza generale in materia di diritto patrimoniale, famiglia, responsabilità civile, provvedimenti inibitori. Le loro decisioni sono impugnabili dinanzi ai giudici di circuito (Circuit Judges) incardinati nelle medesime circoscrizioni giudiziarie.
La High Court (Queen’s Bench Division) è competente, con maggior grado di specializzazione, all’applicazione del common law in materia civile; una diversa sezione della High Court (Chancery Division) è specializzata in materia societaria, commerciale e di proprietà intellettuale, mentre in seno alla Corte sono costituite ulteriori sezioni specializzate con competenza settoriale (Commercial Court; Admiralty Court; Technology and Construction Court). I giudici della High Court compongono anche il collegio del tribunale di secondo grado competente in materia di diritto del lavoro (Employment Appeals Tribunal).
La Civil Divisiondella Court of Appeal è il giudice di appello per le sentenze pronunciate dalla High Court, da tribunali specializzati (come l’Employment Appeals Tribunal e l’Immigration Appeal Tribunal), nonché, in taluni casi, dalle corti di contea (nei procedimenti denominati multi-track).
La Supreme Court, massima giurisdizione di appello del Regno Unito, è competente al riesame delle decisioni della Court of Appeal (in limitati casi, di quelle della High Court), della Court of Session scozzese e della Court of Appeal dell’Irlanda del Nord.
[4] Il riferimento è all’Access to Justice Act 1999 (parte quarta del testo normativo, in particolare gli artt. 54-57); la disciplina è integrata, a livello di normativa secondaria, da The Access to Justice Act 1999(Destination of Appeals) Order 2000 (S.I. 2000/1071).
[5] L’appello civile è disciplinato dalle Civil Procedure Rules, Part 52 – Appeals, integrate dalla Practice Direction, Part 52.
[6] Access to Justice Act 1999, sec. 54 (4). Vi sono tuttavia delle preclusioni: al diniego della Court of Appeal formulato senza lo svolgimento di un’udienza può far seguito un’ordinanza della stessa Corte che impedisce al ricorrente che abbia presentato un’istanza “totally without merit” di richiedere la fissazione di un’udienza per il suo esame.

References: sentenza 
 § 525
 § 511
 § 522
 sentenza 
 § 525
 § 529
 sentenza 
 sentenza