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Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 18 ottobre 2016, n. 4339 - Renato D'Isa
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Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 18 ottobre 2016, n. 4339
La penalità di mora prevista dall’art. 114 comma 4 lettera e) c.p.a. consiste in uno strumento per indurre indirettamente l’Amministrazione ad eseguire tempestivamente l’ordine di pagamento formulato dal giudice dell’ottemperanza
sentenza 18 ottobre 2016, n. 4339
sul ricorso numero di registro generale 1810 del 2016, proposto da:
Ministero della Giustizia, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura, domiciliata in Roma, via (…);
Lu. Cu. non costituito in giudizio;
della sentenza del T.A.R. LAZIO – ROMA: SEZIONE I n. 13217/2015, resa tra le parti, concernente ottemperanza decreto corte d’appello di roma emesso su procedimento n. 50772/2006 – pagamento somme equa riparazione (legge pinto)
La parte oggi appellata con ricorso per ottemperanza ha chiesto al Tribunale di ordinare all’Amministrazione di eseguire il decreto della Corte d’Appello col quale le era stato riconosciuto l’indennizzo previsto dalla legge n. 89 del 2001 (c.d. legge Pinto) a causa della violazione dei termini di ragionevole durata del processo.
Nelle more del giudizio l’Amministrazione ha corrisposto la somma indennitaria prevista dal decreto.
Con la sentenza in epigrafe indicata il Tribunale ha preso atto della improcedibilità del ricorso in ottemperanza per cessazione della materia del contendere ma, su domanda di parte, ha ugualmente condannato l’Amministrazione al pagamento di penalità di mora.
La sentenza è stata impugnata con l’atto di appello all’esame dall’Amministrazione la quale sostiene che il Tribunale ha errato nel concedere tali penalità.
Come già chiarito dalla Sezione, la penalità di mora prevista dall’art. 114 comma 4 lettera e) c.p.a. consiste in uno strumento per indurre indirettamente l’Amministrazione ad eseguire tempestivamente l’ordine di pagamento formulato dal giudice dell’ottemperanza.
Trattasi di conseguenza di penalità non comminabile per gli inadempimenti pregressi alla sentenza che ordina l’esecuzione del giudicato, ma decorrente dal giorno della comunicazione o notificazione della stessa, in quanto appunto recante l’ordine di pagamento. (cfr. IV Sez. n. 655 del 2016).
Tanto del resto risulta anche chiarito dall’art. 1 comma 781 della legge n. 208 del 2015 (legge di stabilità 2016).
Ne consegue che nel caso in esame, avendo l’Amministrazione dato esecuzione al decreto nel corso del giudizio di primo grado, il Tribunale in sede di ottemperanza non poteva condannare l’Amministrazione al pagamento delle penalità.
In conclusione l’appello va accolto e la sentenza impugnata va riformata con eliminazione della condanna dell’Amministrazione al pagamento delle penalità di mora.
definitivamente pronunciando sull’appello, come in epigrafe proposto, lo accoglie come in motivazione.

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