Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2014&numero=213
Timestamp: 2020-07-09 22:50:32+00:00

Document:
Sentenza 213/2014 (ECLI:IT:COST:2014:213)
Norme impugnate: Art. 8, c. 3°, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 15/04/1991, n. 10, sostituito dall'art. 38, c. 7° bis (recte: c. 7°), della legge della Provincia autonoma di Bolzano 10/06/2008, n. 4.
Massime: 38101
Atti decisi: ord. 285/2012
Massima n. 38101
Espropriazione per pubblica utilità - Norme della Provincia di Bolzano - Aree non edificabili - Criterio di determinazione dell'indennità di espropriazione - Giusto prezzo da attribuire, entro i valori minimi e massimi stabiliti dalla apposita commissione, all'area quale terreno agricolo considerato libero da vincoli di contratti agrari, secondo il tipo di coltura in atto al momento dell'emanazione del decreto di esproprio o asservimento - Lamentata introduzione di un criterio astratto e predeterminato, del tutto svincolato dalla considerazione dell'effettivo valore di mercato - Questione sollevata nella fase rescindente del giudizio di cassazione - Difetto attuale di rilevanza - Inammissibilità della questione.
È inammissibile, per difetto di rilevanza, la questione di legittimità costituzionale dell'art. 8, comma 3, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 15 aprile 1991, n. 10 (come sostituito dall'art. 38, comma 7, della legge provinciale Bolzano n. 4 del 2008) impugnato, in riferimento agli art. 3, 42, terzo comma, e 117, primo comma, Cost., in quanto prevede che l'indennità di espropriazione per le aree non edificabili consiste nel giusto prezzo da attribuire, entro i valori minimi e massimi stabiliti dalla competente commissione, all'area quale terreno agricolo considerato libero da vincoli di contratti agrari, secondo il tipo di coltura in atto al momento dell'emanazione del decreto di esproprio o asservimento. Infatti, il remittente giudice di legittimità ha trascurato di argomentare sulla attuale rilevanza di tale questione, non considerando il fatto che, nel giudizio di cassazione, l'organo giudicante si limita a cassare la sentenza impugnata per la dedotta violazione di legge e a devolvere la causa per il giudizio rescissorio ad altro giudice di pari grado rispetto a quello che ha pronunciato la sentenza cassata. Nella sede rescissoria potranno, poi, essere riproposte o sollevate d'ufficio le questioni che non possono trovare ingresso in fase di legittimità per mancanza di un interesse attuale e concreto, dovendo essere applicata dal giudice del rinvio la norma in ordine alla quale sono prospettati i dubbi di costituzionalità.
legge provincia Bolzano 15/04/1991 n. 10 art. 8 co. 3
legge provincia Bolzano 10/06/2008 n. 4 art. 38 co. 7
nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 3, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 15 aprile 1991, n. 10 (Espropriazioni per causa di pubblica utilità per tutte le materie di competenza provinciale), sostituito dall’art. 38, comma 7-bis (recte: comma 7), della legge della Provincia autonoma di Bolzano 10 giugno 2008, n. 4 (Modifiche di leggi provinciali in vari settori e altre disposizioni), promosso dalla Corte di cassazione nei procedimenti vertenti tra Coldereiser srl ed altro e la Provincia autonoma di Bolzano ed altri, con ordinanza del 14 settembre 2012, iscritta al n. 285 del registro ordinanze 2012 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 51, prima serie speciale, dell’anno 2012.
Visto l’atto di costituzione di Coldereiser srl;
udito nell’udienza pubblica del 20 maggio 2014 il Giudice relatore Alessandro Criscuolo.
1.– La Corte di cassazione, con ordinanza del 14 settembre 2012 (r.o. n. 285 del 2012), ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 42, terzo comma, e 117, primo comma, della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 3, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 15 aprile 1991, n. 10 (Espropriazioni per causa di pubblica utilità per tutte le materie di competenza provinciale), come sostituito dall’art. 38, comma 7-bis (recte: comma 7), della legge della Provincia autonoma di Bolzano 10 giugno 2008, n. 4 (Modifiche di leggi provinciali in vari settori e altre disposizioni).
Con il secondo motivo, la società ricorrente ha denunciato la violazione e falsa applicazione degli artt. 8 e 10 della legge prov. Bolzano n. 10 del 1991 e dell’art. 5-bis del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333 (Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica) convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della legge 8 agosto 1992, n. 359, nonché vizio di motivazione della sentenza impugnata. A sostengo delle dette censure, la ricorrente ha osservato che: 1) il terreno oggetto di causa, alla data di emissione del decreto di asservimento, era situato in zona “verde alpino” ad altitudine superiore ai 1600 metri sul livello del mare e, perciò, soggetto a vincolo generale di inedificabilità, ai sensi dell’art. 1 della legge della Provincia autonoma di Bolzano 25 luglio 1970, n. 16 (Tutela del paesaggio), come modificato dall’art. 1 della legge provinciale 23 dicembre 1987, n. 35 (Integrazione della legge provinciale 25 luglio 1970, n. 16 modificata dalla legge provinciale 19 settembre 1973, n. 37, sulla tutela del paesaggio); 2) che, con sentenza n. 80 del 1996, la Corte costituzionale aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 8, comma 1, della legge prov. Bolzano n. 10 del 1991 nella parte in cui determinava l’indennità di espropriazione con criterio non adeguato alla distinzione, introdotta dall’art. 5-bis del d.l. n. 333 del 1992, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 359 del 1992 tra terreni edificabili e terreni agricoli o non edificabili; 3) che la Corte territoriale avrebbe dovuto tenere conto della predetta distinzione e stimare il terreno con riguardo alla sua classificazione agricola.
Ad avviso della Corte di cassazione, la sentenza impugnata andrebbe cassata e la causa rinviata al giudice del merito per la determinazione dell’indennità in base al criterio di cui all’art. 8, comma 3, della legge prov. Bolzano n. 10 del 1991, essendo irrilevante che la ricorrente abbia erroneamente individuato la norma violata nell’art. 5-bis del d.l. n. 333 del 1992, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 359 del 1992.
La rimettente ricorda che la Corte costituzionale, nella sentenza n. 181 del 2011 – con la quale è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 5-bis, comma 4, del d.l. n. 333 del 1992, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 359 del 1992, in combinato disposto con gli artt. 15, primo comma, secondo periodo, e 16, quinto e sesto comma, della legge 22 ottobre 1971, n. 865 (Programmi e coordinamento dell’edilizia residenziale pubblica; norme sull’espropriazione per pubblica utilità; modifiche ed integrazioni alla legge 17 agosto 1942, n. 1150; alla legge 18 aprile 1962, n. 167; alla legge 29 settembre 1964, n. 847; ed autorizzazione di spesa per interventi straordinari nel settore dell’edilizia residenziale, agevolata e convenzionata) – ha affermato che «l’art. 1 del primo protocollo della CEDU, nelle sue proposizioni, si riferisce con previsione chiaramente generale ai beni, senza operare distinzioni in ragione della qualitas rei»; che, come posto in luce nella sentenza n. 348 del 2007, «sia la giurisprudenza della Corte costituzionale italiana sia quella della Corte europea concordano nel ritenere che il punto di riferimento per determinare l’indennità di espropriazione deve essere il valore di mercato (o venale) del bene ablato»; che «tale punto di riferimento non può variare secondo la natura del bene, perché in tal modo verrebbe meno l’ancoraggio al dato della realtà postulato come necessario per pervenire alla determinazione di una giusta indennità».
1.– La Corte di cassazione, con ordinanza del 14 settembre 2012, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3, 42, terzo comma, 117, primo comma, della Costituzione, questioni di legittimità costituzionale dell’art. 8, comma 3, della legge della Provincia autonoma di Bolzano 15 aprile 1991, n. 10 (Espropriazioni per causa di pubblica utilità per tutte le materie di competenza provinciale), come sostituito dall’art. 38, comma 7-bis (recte: comma 7), della legge della Provincia autonoma di Bolzano 10 giugno 2008, n. 4 (Modifiche di leggi provinciali in vari settori e altre disposizioni), che dispone: «L’indennità d’espropriazione per le aree non edificabili consiste nel giusto prezzo da attribuire, entro i valori minimi e massimi stabiliti dalla Commissione di cui all’articolo 11, all’area quale terreno agricolo considerato libero da vincoli di contratti agrari, secondo il tipo di coltura in atto al momento dell’emanazione del decreto di cui all’articolo 5».

References: Art. 8
 art. 3
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 art. 38
 sentenza 
 sentenza 
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