Source: http://www.laleggepertutti.it/15941_il-nuovo-co-co-pro-contratto-a-progetto-dopo-la-riforma-fornero-2012
Timestamp: 2014-12-18 11:25:54+00:00

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La Redazione di LLpT è costituita da un team di avvocati che, giornalmente, “traduce” in linguaggio comprensibile a tutti, anche ai meno esperti, le u [...]	Il nuovo co.co.pro. (contratto a progetto) dopo la riforma Fornero 2012
RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	Nuova formulazione e caratteristiche del contratto a progetto: ecco cosa cambia dopo la riforma Fornero. Il Governo Monti ha introdotto importanti novità riguardo ai contratti a progetto; in particolare, la recentissima “Riforma Fornero” ha dato al contratto a progetto nuova linfa, tanto da risultare completamente diverso (per presupposti e caratteristiche) rispetto allo schema della Legge Biagi [1].
Mentre la precedente disciplina [2] stabiliva la necessità che le collaborazioni coordinate e continuative fossero riconducibili a un progetto o programma, adesso non vengono più considerati, come elementi essenziali del contratto a progetto, i semplici “programmi di lavoro” o le fasi di esso [3]. Il motivo è comprensibile. Il fallimento del contratto a progetto è stato dovuto al fatto che lo stesso veniva strumentalizzato dai datori di lavoro per la ricerca di personale da utilizzare nelle aziende con mansioni e condizioni tipiche della subordinazione, per evitare i più pesanti oneri fiscali previsti invece per le assunzioni regolari.
Passiamo ad analizzare gli elementi caratterizzanti la recente riforma. Essi, in sintesi, sono:
1. la nuova formulazione dell’oggetto del progetto;
2. l’immediata presunzione di subordinazione, anche per altri rapporti di lavoro autonomo;
3. la previsione di un minimo sindacale;
4. il recesso nel caso di scarso rendimento;
5. le nuove aliquote contributive.
1. La prima novità consiste nella necessità di definire in modo specifico l’oggetto del nuovo contratto a progetto.
La descrizione del progetto deve essere tale da permettere l’individuazione del suo contenuto caratterizzante, sia qualitativamente che quantitativamente, e del risultato finale che si intende conseguire.
Pertanto, il datore di lavoro deve identificare con precisione e circoscrivere il più possibile il progetto, non inserendolo in modo generico come accadeva in precedenza.
Il progetto – specifica la riforma – non può coincidere con una generica riproposizione dell’oggetto sociale della ditta committente, ma deve essere necessariamente collegato a un determinato risultato finale.
Infine, il progetto commissionato al collaboratore non può comportare lo svolgimento di attività meramente esecutive o ripetitive disciplinate dalla contrattazione collettiva nazionale.
La conseguenza è che, se manca tale progetto, si è considerati dalla legge come lavoratori subordinati, con trasformazione automatica del contratto a progetto in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato.
2. Aumentano i casi in cui si presume la presenza di un vincolo di subordinazione nei confronti del datore di lavoro. Infatti, con l’attuale riforma, i contratti di collaborazione vengono inclusi nella categoria dei rapporti subordinati, sin dalla data di costituzione del rapporto, non solo (come appena detto) quando risultino privi dell’indicazione precisa del progetto, ma anche quando l’attività del collaboratore ha ad oggetto mansioni uguali a quelle eseguite dai dipendenti del datore di lavoro.
Tale presunzione si applica anche ai soggetti con Partita IVA o meglio a coloro che svolgono lavoro autonomo non coordinato, attraverso la stipula di contratti di prestazione d’opera [5]. Si tratta di tutti quei rapporti che, nonostante la loro formale qualificazione come co.co.pro., nascondono invece i caratteri del lavoro subordinato, soprattutto quando nati in un regime di mono-committenza (ossia di prestazioni di lavoro verso un unico datore di lavoro), o quando il lavoratore non si veda versati i contributi, non siano previste ferie, giorni di malattia, tariffe minime e altro.
Per eliminare la problematica delle false Partite Iva, viene prevista la trasformazione del rapporto contrattuale in una collaborazione continuativa (co.co.pro.) se ricorrono almeno due dei seguenti requisiti:
1) la collaborazione ha una durata superiore ad 8 mesi annui per due anni consecutivi;
2) il corrispettivo della collaborazione costituisce più dell’80% del corrispettivo annuo complessivamente percepito dal collaboratore nell’arco dei due anni consecutivi [6];
3) il prestatore dispone di una postazione di lavoro fissa presso il committente.
In tali casi, gli oneri contributivi derivanti dall’obbligo di iscrizione alla gestione separata dell’INPS sono per due terzi a carico del committente e per un terzo del collaboratore (il quale, nel caso in cui la legge gli imponga l’assolvimento dei relativi obblighi di pagamento, può promuovere azione di rivalsa nei confronti del committente).
Se poi nel contratto convertito a progetto manca anche l’indicazione del risultato da conseguire, lo stesso è trasformato automaticamente in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato [7]. È invece esclusa la trasformazione del rapporto in un co.co.pro.:
– quando l’attività del prestatore è caratterizzata da elevate competenze tecniche;
– quando il lavoratore titolare di Partita Iva ha un reddito non inferiore ad € 18.663,00; - quando ha ad oggetto attività per le quali è richiesta l’iscrizione ad un albo professionale.
3. Altra novità riguarda il riconoscimento anche ai collaboratori di un minimo sindacale. Infatti, il compenso stabilito deve essere proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro eseguito e non può essere inferiore ai minimi stabiliti dalla contrattazione collettiva per lo svolgimento di mansioni equivalenti.
È stato inoltre aggiunto l’obbligo della retribuzione meritoria. In altre parole, il compenso stabilito per il lavoratore deve tener conto del pagamento-orario effettuato nella regione per la stessa mansione.
4. La riforma interviene anche sul regime del recesso dal contratto a progetto nel caso di scarso rendimento. Tale circostanza può essere motivo della conclusione del rapporto di collaborazione, solo se sussistano oggettivi profili di inidoneità professionale del collaboratore, tali da rendere impossibile la realizzazione del progetto.
Resta il recesso per giusta causa tanto da parte del committente che da parte del collaboratore.
5. Novità sono previste anche per le aliquote contributive. Quale ultimo strumento di disincentivo all’utilizzo delle collaborazioni coordinate e continuative a progetto, la Riforma ha incrementato le aliquote di contribuzione alla Gestione Separata dell’INPS, che arriveranno nel 2018 al 33%. Aumentano così i contributi previdenziali INPS per i lavoratori a progetto dopo la riforma del lavoro 2012.
Il Contratto a progetto con la Pubblica Amministrazione.
In ultima analisi, corre evidenziare come la Riforma Fornero non incide, in alcun modo, sul rapporto di Pubblico Impiego.
Anche la Legge Biagi aveva escluso i rapporti di collaborazione coordinata con la P.A., per via del principio del buon andamento che regola la Pubblica Amministrazione: in base ad esso, infatti, l’accesso alla stessa è riservato esclusivamente ai vincitori di concorso pubblico [8].
La conseguenza è che, anche in assenza di un progetto, il rapporto di collaborazione non può mai trasformarsi in un rapporto a tempo indeterminato. Pertanto, nei contratti a progetto stabiliti con la Pubblica Amministrazione, una eventuale controversia che accerti la natura subordinata del rapporto di lavoro porterà, come unico effetto, al diritto al risarcimento per il collaboratore.
[1] D. Lgs. n. 276/2003.
[2] Art. 61 del decreto legislativo 276/2003.
[3] Art. 1, commi 23-26 Riforma Fornero.
[4] Art. 1, commi 26-27 Riforma Fornero.
[5] Artt. 2222 e ss. del codice civile; Art. 1 comma 26 Riforma Fornero.
[6] Reddito superiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile ai fini del versamento dei contributi previdenziali previsti dalla Legge 233 del 1990, articolo 1 comma 3.
[7] Art. 1 comma 24 Riforma Fornero.
[8] Art. 97 Costituzione.
08 07 2013 di Redazione
Co.co.pro.: chiarimenti Inail sulle novità della riforma ForneroArriva un assegno di disoccupazione per i co.co.pro. in cerca di lavoroContratto a progetto: così cambia il co.co.pro. dopo il DL lavoro del Governo LettaContratti a progetto: consentito stipularne più di uno contemporaneamente?In quale tribunale fa causa il precario parasubordinato contro l’azienda datrice?
28 dic 2012 Patrizia
Lavoro in na società di recupero criditi in fonia, ho diritto ad un fisso?.
7 gen 2013 Andrea Borsani
Gen.le Patrizia,
bisognerebbe verificare la sua posizione nella società, il tipo di contratto, la descrizione del progetto(se parliamo di contratto a progetto), le mansioni svolte (ad es.l’autonomia nella prestazione lavorativa, il tipo di attività ecc..).
Può contattarmi sulla voce “scrivi all’autore”
8 gen 2013 giuseppe
sono pensionato e svolgevo un’attivita’ saltuaria con un contratto a progetto. Con la legge Fornero il contratto non mi e’ stato piu’ rinnovato…(dovrebbero darmi un fisso).
Il lavoro saltuario che effettuavo in piena autonomia in una citta’ diversa dal committente non garantiva grossi importi, adesso, limitando ulteriormente i miei corrispettivi rientrerei nei valori di 5000 euro che posso regolare con la ricevuta d’acconto. datemi conferma se non ci sono altre vie d’uscita per essere regolare e nella norma. grazie
17 gen 2013 VIRGINIA
HO FIRMATO UN CONTRATTO CO.CO.PRO CON LA SCUOLA NEL PROGETTO “DIRITTI A SCUOLA” E HO DOVUTO ISCRIVERMI ALLA GESTIONE SEPARATA DELL’INPS. CIRCA SEI MESI FA DA DISOCCUPATA MI SONO ISCRITTA AD UN CORSO CHE PREVEDEVA LO STATO DI “DISOCCUPATO” E DAL QUALE DOVREI RICEVERE IL RIMBORSO SPESE. VORRESI SAPER SE POSSO CONTINUARE A FREQUENTARE TALE CORSO OPPURE DEVO SMETTERE PERCHE’ E’ CAMBIATO IL MIO STATUS DI OCCUPAZIONE. GRAZIE.
24 gen 2013 Flavio Fontani
Ho fatto ricerche e posto quesiti anche alla sede territoriale in merito a cumulo contribuzione e durata COCOPRO ai fini pensionistici. Fatta salva la contribuzione in conto separato, le risposte:
– si può cumulare la durata cocopro ai fini pensionistici quando superiore ad un mese
– Il cumulo si ottiene solo se il/i contratti cocopro sono superiori a 36 mesi
Insomma le settimane di cocopro sono cumulabili alle settimane di lavoro dipendente oppure no?
24 gen 2013 Andrea Borsani
Per Virginia: La conservazione dello stato di disoccupazione avviene in questi casi:
– in assenza di attività lavorativa;
– in presenza di attività lavorativa autonoma con reddito annuale inferiore a 4800 euro lordi
– in presenza di un contratto tempo indeterminato part-time con reddito annuale lordo inferiore a 8000 euro;
– in presenza di contratti a termine inferiore a 8 mesi (4 mesi per i giovani fino a 25 anni compiuti o 29 anni se laureati) e reddito annuale lordo inferiore a 8000 euro;
– in presenza di recesso anticipato da rapporto di lavoro tempo indeterminato pieno purchè il motivo del recesso sia dovuto a: non superamento periodo di prova, licenziamento per giustificato motivo ogg., dimissioni per giusta causa)con reddito lordo annuale inferiore a 8000 euro.
26 gen 2013 stefania
mi hanno proposto un’assunzione con un co.co.co.. questa tipologia non ha la necessità di un progetto giusto? io farei solo tre giorni alla settimana. lo stipendio su che basi si potrà calcolare? per avere un idea della retribuzione che mi verrà data.
27 gen 2013 alessandra
Salve Avv.Borsani,
spero che lei possa darmi aiutarmi dandomi un suo parere esperto in merito ad una situazione complicata che mi è capitata:
Ho partecipato ad un bando di selezione (pubblicato il 11/06/2012 con scadenza 20/07/2012) per animatore di cooperazione presso un Gruppo d’azione locale in Puglia che prevedeva un contratto a progetto ed un compenso mensile pari a 1.500 euro onnicomprensive.
L’animatore deve occuparsi di tre progetti di cooperazione da realizzare.
Ne risulto vincitrice con comunicazione del 3 dicembre 2012 e in data 11/12/2012 mi inviano via mail un contratto da sottoscrivere a tempo determinato full time con inquadramento al VI LIVELLO DEL CONTRATTO COMMERCIO, TERZIARIO E SERVIZI ( impiegato d’ordine- scuola dell’obbligo!.) Le specifico che nel bando che allego erano previsti i seguenti requisiti professionali specifici:
–	Laurea specialistica o conseguita secondo il vecchio ordinamento, con votazione non inferiore a 105/110
–	conoscenza delle principali metodologie partecipative e di comunicazione
–	Buona conoscenza di una delle seguenti lingue comunitarie (inglese, spagnolo,francese, tedesco
–	Ottima conoscenza dei principali sistemi applicativi informatici
–	Ottima conoscenza del marketing territoriale.
Le masioni da svolgere richiedono specifiche competenze in comunicazione e fondi strutturali.
Alla mia richiesta di rispetto del bando e di richiesta del contratto a progetto mi viene negato con motivazione che non può essere più fatto il lavoro da svolgere in quanto la riforma fornero (tra l’altro erroneamente individuata nel testo con altra legge – il Decreto sviluppo) non lo consente più in quanto il lavoro da svolgere costituisce fase dei progetti.
Inoltre ho il termine perentorio del 31 gennaio 2013 per sottoscrivere il contratto propostomi e prendere servizio. Per me che sono di Avellino è davvero difficile prendere questa decisione Mi da un consiglio per favore? grazie in anticipo
30 gen 2013 Alessandra
In una SRL senza dipendenti il socio lavoratore A è amministratore unico. Il socio lavoratore B non ha propria partita IVA e lavora soltanto nell’SRL. Può avere un rapporto di lavoro co.co.pro.?
6 feb 2013 Alessandro
Salve avvocato Borsani, sono un ragazzo di 20 anni assunto con un contratto a progetto da un impresa edile.
Il mio progetto prevedeva un lavoro esterno alla ditta, ma da quando sono stato assunto lavoro solo per cose interne e quindi penso non di mia competenza.
Il contratto è di 6 mesi per 4500 euro lordi.
In più vogliono che io vada 5 giorni la settimana e lavori 8 ore al giorno.
Mi dica lei per cortesia se c’è qualcosa che non va. Grazie.
13 feb 2013 vincenzo
sono un ragazzo di 38 anni lavoro a un call center con contratto co co pro lavoro da 14 mesi senza interruzione si trasformera in contratto indeterminato
13 feb 2013 Cristina
Buonasera, Gentilmente chiedo e denuncio, sono 11 anni che lavoro con il co.co.co diventato poi co.co.pro. Sempre senza garanzie, andando a lavorare tutti i giorni, con postazione fissa. L’ultimo lavoro della durata di 2 anni si e’ interrotto per fine rapporto, la questione che metto in evidenza e': mansione segretaria per due avv.ti stesso studio stesso indirizzo stesso orario, ma per agevolazione loro si sono divisi il mio contratto ed il pagamento, quindi 2 buste paga per lo stesso lavoro. Ho fatto domanda per una tantum di cui avrei diritto, mi e’ stata rifiutata perché avevo due committenti. Quindi 11 anni senza diritti ed ora senza lavoro, che nn trovo, perché assumono fino ai 30 anni. Mi si risponde che e’ la legge, che nn sono monocommittente, ma queste sono schifezze e nessuno ne parla, nn mi riconoscono neanche una disoccupazione come aiuto, dopo 11 anni di ininterrotto lavoro… Cerco aiuto per un ricorso che nn trovo, che cosa mi consigliate di fare? Come disse il dottore, devo mori’ ? Vi ringrazio ed attendo una Vostra cortese risposta.
Cristina Ariatti
15 feb 2013 Andrea Borsani
Gen.le Sig. Cristina,
potrebbe promuovere azione per il riconoscimento del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, delle differenze retributive maturate e per la ricostruzione della posizione previdenziale. Le suggerisco di rivolgersi ad un collega per esaminare il caso.
Gen.le Vincenzo,
potrebbe operare la presunzione di subordinazione e se non assunto, potrebbe promuovere ricorso davanti al giudice del lavoro per il riconoscimento del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. In ogni caso occorre precisare che il datore di lavoro potrebbe salvare il rapporto di lavoro e la scelta della forma contrattuae, con i contratti di prossimità.
La invito a leggere l’ articolo pubblicato recentemente dalla rivista
http://www.laleggepertutti.it/22976_call-center-co-co-pro-salvati-dai-contratti-di-prossimita
Gen.le Sig. Alessandro,
appare evidente che il progetto nel contratto, per quanto indicato qualitativamente e quantitativamente, è difforme dalle mansioni svolte. Inoltre la retruzione potrebbe non essere conforme a quanto stabilito dalla Contrattazione collettiva. Per una risposta dettagliata
dovrei verificare i documenti in suo possesso. Può contattarmi scrivendo all’email del sito o attraverso la redazione.
18 feb 2013 Lorenza
Gent. Avvocato ,
Sono stata assunta in un ente locale 10 anni fa con una procedura ad evidenza pubblica con un co.co.co x la durata di 12 mesi. Dopo di chè questo contratto mi viene rinnovato di anno in
anno.è possibile che un ente locale possa rinnovare x 10 anni nonostante la fase sperimentale sia palesemente terminata? Ci sono i presupposti x una causa in quanto il mio contratto nn è stato convertito in indeterminato?
22 feb 2013 loredana
nell’ambito dell’università è possibile bandire un co.co.co. con il requisito del diploma di scuola secondaria (e non la laurea)?
25 feb 2013 Andrea Borsani
Gen.le Lorenza,
il suo caso necessita di ulteriori informazioni e di un approfondimento. Può contattarmi attraverso il sito sulla mia email.
28 feb 2013 CORDELLI MARCELLA
Gentilissimo Avvocato,Le pongo il seguente quesito: e’ da 18 anni che intrattengo un lavoro di strumentista di camera operatoria presso una Casa di Cura di Roma con comntratto di CO.CO.CO.. Oggi stesso mi è stato comunicato che essendoci poco lavoro, nelle giornate di domani e dopodomani debbo stare a casa. Questa iniziativa è stata presa da una Coordinatrice assunta da due mesi con contratto libero professionale. La sottoscritta per tutti gli anni trascorsi è sempre stata e lo sono tutt’ora di un contratto scritto dalle parti.
SDono regolarmente scritta a LIBRO MASTRICOLA con la mtr, 79 e percepisco il regolare foglio paga.
Le mie presenze sul posto di lavoro sonio state continue, tutti i giorni, anche quando non vi era lavoro di Camera Operatoria..
cordelli marcella
7 mar 2013 Gianluca Di Salvo
Gentile Avvocato le scrivo chiedere ad una persona competente come lei un consiglio, mia maglie ha regolarmente vinto un concorso per incarico co.co.co. Presso la pubblica amministrazione della durata triennale 2010/2012. Ma tale bando è stato indetto e posto in essere in data 24/10/2011. Inoltre ha dovuto rinunciare alla libera professione perché risultava incompatibile con la pubblica funzione.
Ora accade che la regione ha dato il benestare al proseguimento del progetto fino alla fine dei tre anni, ma il direttore della struttura che è firmatario del progetto ha deciso di non voler più il gruppo dei co.co.co. dal 1 gennaio 2013 poiché afferma che non ne ha più la necessità.
Secondo Lei ci sono i presupposti per implementare un ‘ azione legale verso l’ASP?
25 mag 2013 agnese
Salve Avvocato Borsani mi chiamo Agnese lavoro da molti anni con contratto a progetto svolgo mansioni di segretariato semplice e lavorando presso un’agenzia immobiliare mi occupo di fissare appuntamenti tramite banca dati che devo continuamente alimentare tramite nuovi clienti, detto ciò volevo sapere da lei qual’è il mio minimo sindaacale da legge.
7 ago 2013 Marcello
Salve sono un architetto che da 8 anni lavora presso un comune con mansioni di progettista e direzione lavori opere pubbliche
Il contratto, molto generico con obbligo di svolgimento lavoro durante orari comunali, malattia non pagata , e i giorni di assenza non vengono pagati nella mensilità’ pattuita (insomma un contratto atipicissimo!!)
Non è’ specificato il progetto o il numero di progetti, quindi ne faccio uno o cento e’ uguale
Io mi ritrovo nel secondo caso che pur avendo redatto progetti per milioni di euro , non mi si riconosce nemmeno il 2% relativo agli incentivi per il personale pubblico in quanto non ritenuto, dal dirigente settore finanziario, un lavoratore subordinato
Mi sono stufato anche perché il contratto viene redatto per cinque anni e la prossima scadenza e’ nel 2015 . Ho capito che ci sono i presupposti per intrapendere una causa contro l’ente, finalizzata al recupero dei privilegi di subordinazione finora non riconosciuti, mi conferma ed eventualmente come conviene procedere? Grazie
8 ago 2013 Marcello
Salve gent.mo Avvocato,
sono un architetto che da 8 anni lavora presso un comune con mansioni di progettista e direzione lavori opere pubbliche
24 ott 2013 Luca
Buon giorno, avrei una domanda in relazione al contratto co.oc.pro. nelle pubbliche amministrazioni. io son dipendente del MIn. della Difesa e presso l’Ente dove lavoro vengono contrattualizzati degli esperti linguistici per l’effettuazione di corsi di lingue straniere a favore del personale della Forza Armata.
i contratti sono di collaborazione a progetto con l’individuazione di tutti i punti sopra elencati, la mia domanda è sarebbe possibile per ridurre la produzione di documenti poter fare un solo o massimo due contratti di durata annuale o semestrale per ogni insegnante sempre come co.co.pro. che prevedano un massimale di ore, una data di inizio e fine del rapporto oltre all’indicazione delle attività che il collaboratore potrà svolgere in questo periodod ed attivare il contratto tramite lettere d’incarico specifiche per ogni progetto linguisto che di volta in volta viene a crearsi?
24 ott 2013 Redazione
21 nov 2013 Giuliano
Buongiorno Avvocato,sono un ragazzo di 36 anni dei quali 11 vissuti in una azienda di servizi.i primi anni avevo un contratto di lavoro da dipendente determinato per 5 e 6 mesi.dal 2010 mi hanno proposto e fatto firmare un contratto co.co.pro con un progetto ben preciso ovvero quello di migliorare la quantita e la qualita del lavoro e della divulgazione dei servizi che la societa’ s.r.l svolge.leggendo e informandomi ho capito che il mio contratto dovrebbe essere a tempo inderterminato in base ad un nuovo decreto che modificava la famosa legge Biagi.Inoltre ho capito che il mio contratto puo essere variato in contratto da dipendente a tempo indeterminato.E’ vero tutto cio’?.Mi puo’ aiutare gentilmente?grazie in anticipo
21 nov 2013 Redazione
IBAN: IT 64 P 02008 16203 000102509887

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