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Timestamp: 2020-03-29 13:10:23+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18729 del 23/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18729 del 23/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 23/09/2016, (ud. 06/07/2016, dep. 23/09/2016), n.18729
sul ricorso 1138-2012 proposto da:
L.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA SABOTINO,
46, presso lo studio dell’avvocato CLAUDIO ROMANO, che lo
REGIONALE della LOMBARDIA, depositata il 15/11/2010;
udito l’Avvocato Romano Claudio difensore del controricorrente che si
Nella controversia concernente l’impugnazione da parte di L.M., medico convenzionato con il Servizio sanitario locale, del silenzio rifiuto opposto ad istanza di rimborso dell’IRAP, versata negli anni dal 2004 e 2005, la C.T.R. della Lombardia, con la sentenza indicata in epigrafe, riformava integralmente la decisione di primo grado di rigetto del ricorso, ritenendo che, nella specie, l’attività professionale non fosse dotata di autonoma organizzazione, non essendo all’uopo rilevante la disponibilità di una sola dipendente.
A seguito di deposito di relazione ex art. 380 bis c.p.c. è stata fissata l’adunanza della Corte in camera di consiglio, con rituale comunicazione alle parti. Il controricorrente ha depositato memoria.
Le censure, afferenti violazione di legge ed insufficiente motivazione, sono manifestamente infondate. Il contrasto giurisprudenziale formatosi sulla res controversa è stato, di recente, composto dalle Sezioni Unite di questa Corte le quali, con la sentenza n. 9451/16, hanno statuito, con riguardo al presupposto dell’IRAP, il seguente principio di diritto: il requisito dell’autonoma organizzazione – previsto dal D.Lgs. 15 settembre 1997, n. 446, art. 2 -, il cui accertamento è rimesso al giudice di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, ricorre quando il contribuente: a) sia, sotto qualsiasi forma, il responsabile dell’organizzazione e non sia, quindi, inserito in strutture organizzative riferibili ad altrui responsabilità ed interesse; b) impieghi beni strumentali eccedenti, secondo l’id plerumque accidit, il minimo indispensabile per l’esercizio dell’attività in assenza di organizzazione, oppure si avvalga in modo non occasionale di lavoro altrui che superi la soglia dell’impiego di un collaboratore che esplichi mansioni di segreteria ovvero meramente esecutive.
Alla luce di tale principio, la sentenza impugnata, che ha ritenuto irrilevante ai fini impositivi la disponibilità di una dipendente con mansioni esecutive, è immune da censure.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 380
 sentenza 
 art. 2
 sentenza