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Quando il tradimento è causa della separazione con addebito?
Pubblicato 27 May 2017 | by Walter Domenico Casciello | in Famiglia
Cosa rischia il partner fedifrago e quando il tradimento è motivo di addebito della separazione.
Partiamo da un numero, il 45.
45% , è questa una delle recenti percentuali di italiani – sposati o in coppia – che ha dichiarato di aver tradito il partner ufficiale almeno una volta ( dati raccolti da un sondaggio IFOP, Istituto francese di opinione pubblica commissionato da Gleeden su scala europea). Non basta però la “sola” infedeltà per subire l’addebito della separazione.
Infatti non vi è alcun dubbio in dottrina, che il coniuge fedifrago violi uno dei doveri del matrimonio, precisamente l’ art. 143 del Codice civile che stabilisce testualmente: “Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri. Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia”.
Secondo la Suprema Corte, sentenza n. 14042 del 2008 , però non è sufficiente di per sé il tradimento di un coniuge per addebitare la separazione al coniuge fedifrago, ma va analizzato –caso per caso- se il tradimento è la causa della crisi matrimoniale :“ la pronuncia di addebito non può essere concessa solamente per l’inosservanza dei doveri coniugali, ma deve essere provato che il tradimento è stato la causa irreversibile della crisi tra marito e moglie”
Altresì la sentenza della Corte di Cassazione n. 21245 del 2010, riconosce la separazione con addebito per tradimento al coniuge “che ha tradito e ostentato la sua relazione extraconiugale tra gli amici”.
In una “particolare” sentenza del 2012, la sentenza Cassazione Civile n. 16089, invece il Palazaccio ha negato l’addebito della separazione al coniuge fedifrago , ritenendo che il tradimento fosse scaturito dal fatto chela moglie non voleva avere figli. Nel caso de quo, il tradimento è stato interpretato come “atto proporzionato al venir meno da parte della moglie a uno dei doveri coniugali”.
Infine con la sentenza della Cassazione n. 27730 del 2013, gli Ermellini hanno fissato una linea labile di confine: il momento in cui si è verificata la crisi coniugale. Nel caso de quo infatti hanno negato l’addebito della separazione al coniuge adultero, perché il tradimento era avvenuto quando ancora il matrimonio non era in crisi ed “il tradimento non può essere considerato causa dell’incrinamento del matrimonio”.
Infine per quanto concerne il delicato tema del risarcimento del danno in seguito ad un comportamento infedele del partner esso, specificano ex multis le sentenze della Suprema Corte, devono “ dar un luogo ad lesione della salute del coniuge – lesione che dovrà essere dimostrata anche sotto il profilo del nesso di causalità– oppure l’infedeltà per le sue modalità abbia trasmodato in comportamenti che, oltrepassando i limiti dell’offesa di per sè insita nella violazione dell’obbligo in questione, si siano concretizzati in atti specificamente lesivi della dignità della persona, costituente bene costituzionalmente protetto“.

References: art. 143
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