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Timestamp: 2019-06-27 00:05:11+00:00

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In banca non hanno voluto cambiarmi un assegno, possono farlo ?
La questione è abbastanza dibattuta, sebbene l'opinione prevalente sostenga che a carico della banca non vi sia un reale obbligo giuridico di cambiare l'assegno. A differenza della cambiale tratta, l'assegno bancario può non essere accettato dalla banca qualora venga presentato da un terzo non titolare di un conto corrente presso la banca stessa, essendo quest'ultima obbligata unicamente verso il proprio correntista, e non direttamente nei confronti del terzo presentatore del titolo.
Ne consegue che nel caso in cui la banca si rifiuti di pagare ad un terzo un assegno di un proprio correntista, anche qualora tale rifiuto appaia manifestatamente ingiustificato e privo di reali motivazioni, la banca potrà essere eventualmente chiamata a risponderne per inadempimento dell'interno rapporto contrattuale fra loro esistente, mai verso il terzo.
A ciò si aggiunga che gli istituti di credito sono spesso stati chamati in giudizio in relazione a vicende legate ai titoli di credito, in particolare per aver effettuato un pagamento a persona non legittimata (Cass. 6929/86; Cass. 7239/83; Cass. 5118/79; Cass. 3317/78; Cass. 4965/77; Cass. 218/77; Cass. 408/76).
Tra le poche voci contrarie si segnala la sentenza del Trib. Cuneo 3 maggio 1949, in Foro pad., 1950, I, 1009 e in Riv. Banc., 1949, 361, e la sentenza del Tribunale di Tortona del 1 dicembre 1959 che ha ritenuto l'ingiustificato rifiuto della banca come il venir meno di un obbligo di assicurare il buon funzionamento di un sistema come quello bancario che è di pubblico interesse a mente del R.D.L. 17-7-1937, n. 1400.
(Data pubblicazione: mercoledì 25 giugno 2003)

References: Cass. 
 Cass. 
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 sentenza 
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