Source: https://www.laleggepertutti.it/171626_giocare-a-poker-online-su-piattaforme-estere-e-legale
Timestamp: 2018-09-25 04:09:30+00:00

Document:
Giocare a poker online su piattaforme estere: è legale?
13 agosto 2017 | Autore: Mariano Acquaviva
Il poker online nella giungla normativa italiana: un breve quadro della complicata situazione del gioco d’azzardo.
Tentare la fortuna non è mai stato tanto facile da quando ci sono le piattaforme online di poker. Ma è lecito giocare a poker online su piattaforme estere? L’ordinamento italiano prevede una precisa regolamentazione per tutti i giochi che possono essere definiti d’azzardo. La normativa riguarda non soltanto le attività che fisicamente si svolgono nelle sale da gioco o nei circoli, bensì anche quelle cui si può avere accesso online attraverso la classica connessione internet. Ma procediamo con ordine e vediamo, nello specifico, quali sono le norme di riferimento.
1 Codice penale: il gioco d’azzardo è reato
2 Che cos’è il gioco d’azzardo?
3 Il poker è un gioco d’azzardo?
4 Allora il gioco del poker è sempre illegale?
5 Poker online: quando è legale e quando no.
6 È legale giocare a poker online su piattaforme estere?
Codice penale: il gioco d’azzardo è reato
Secondo il nostro codice penale, chiunque in un luogo pubblico o aperto al pubblico, ovvero in circoli privati di qualunque specie, tiene un gioco d’azzardo o lo agevola, è punito con l’arresto da tre mesi ad un anno e con ammenda non inferiore ad euro 206 [1]. Il codice punisce anche chi è colto a prendere parte al gioco d’azzardo, punendolo con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda fino a euro 516 [2]. La pena è aumentata per tutti coloro che sono sorpresi a partecipare al gioco d’azzardo in una casa da gioco o in un pubblico esercizio, ovvero per tutti coloro che hanno messo in gioco poste economicamente importanti. Ma quando un’attività può definirsi d’azzardo?
Che cos’è il gioco d’azzardo?
Sempre il codice penale fornisce la definizione di gioco d’azzardo: sono tali quelli nei quali, ricorrendo il fine di lucro, la vincita o la perdita è esclusivamente o quasi esclusivamente rimessa a fattori di aleatorietà [3]. Un gioco può definirsi aleatorio quando è rischioso, imprevedibile, dall’esito incerto: in buona sostanza, appunto, d’azzardo.
Il poker è un gioco d’azzardo?
Il poker è senz’altro un gioco d’azzardo. Se non bastasse a stabilirlo la prevalenza degli elementi fortunosi su quelli di abilità, a confortare quanto detto soccorre una vecchia legge del 1931 che si occupa, tra le altre cose, di regolamentare gli apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici che riproducono virtualmente giochi comuni (come quelli di carte) presenti nei locali pubblici o aperti al pubblico. A tal proposito, la legge afferma che le console tipiche delle sale giochi non possono mai riprodurre, neanche in parte, il gioco del poker, né le sue regole principali [4]. Tale divieto ricorre anche quando la vincita non consista in una somma di danaro bensì nella prosecuzione della partita intrapresa con l’iniziale spendita del gettone.
Allora il gioco del poker è sempre illegale?
L’esercizio di un gioco rischioso, aleatorio, non è sempre illegale: il gioco, infatti, è un settore riservato esclusivamente allo Stato. La legge dice che l’organizzazione e l’esercizio di giochi di abilità che prevedono una vincita di qualsiasi tipo e per la cui partecipazione sia richiesto un pagamento in denaro sono riservati allo Stato [5].
Scopo della norma è quello di impedire l’infiltrazione, all’interno dell’esercizio dei giochi aleatori, di associazioni criminali; nonché di tutelare la dignità e la salute dei giocatori da un possibile abuso di queste attività. Inoltre, è facile immaginare che anche le casse dell’erario ne beneficino.
Pertanto, il gioco d’azzardo è legale ogni volta che ottiene l’assenso dello Stato; ciò accade in due circostanze:
il gioco è gestito dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (AAMS) che ha il compito di controllare i giochi più praticati, come il Lotto, il Superenalotto, il Gratta&Vinci, i giochi online;
il gioco è gestito da privati (normalmente grandi società) autorizzati dallo Stato. Si tratta delle case da gioco vere e proprie, ovvero dei casinò; in Italia sono solamente quattro: quello di Sanremo, di Campione d’Italia, di Venezia e di Saint Vincent.
Poker online: quando è legale e quando no.
Quanto detto finora ci riporta al tema principale dell’articolo: giocare a poker online su piattaforme estere è legale? La domanda postula necessariamente un altro approfondimento.
Nell’era di internet, il gioco del poker ha trovato una nuova dimensione nella realtà digitale, riscuotendo un successo davvero eclatante. Il problema è che non tutte le rooms, cioè i siti internet e le stanze da gioco virtuali, sono legali. Ed infatti, secondo la legge finanziaria del 2006 [6], soltanto i siti autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli possono legalmente consentire l’esercizio del gioco del poker. Pertanto, è sempre l’AAMS, anche nel caso di piattaforma virtuale, a rilasciare agli operatori in possesso di determinati requisiti una licenza per l’esercizio del gioco del poker.
Sebbene con successivi provvedimenti lo Stato abbia parzialmente liberalizzato l’esercizio di giochi aleatori, consentendo anche la pratica del poker in forma diversa dal torneo (cosiddetto poker cash) [7], è pur sempre richiesta l’autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’AAMS, inoltre, redige periodicamente una lista dei siti da oscurare perché illegali, cioè privi della prescritta autorizzazione.
Detto ciò, talvolta gli utenti preferiscono le rooms straniere a quelle italiane. I motivi sono i più disparati: il giocatore può ritenere più conveniente giocare su una piattaforma estera piuttosto che su una italiana debitamente autorizzata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli; oppure lo fa perché i casinò virtuali italiani non offrono tutte le esperienze di gioco presenti oltre confine. Questa scelta ha delle ripercussioni di duplice ordine: 1. L’utente italiano che gioca sulla piattaforma straniera non potrà invocare, nel caso di malfunzionamento o, addirittura, di truffa, la tutela offerta dalla normativa italiana; 2. L’erario non può beneficiare degli introiti derivanti dal gioco, né tassare le vincite.
È legale giocare a poker online su piattaforme estere?
Sebbene non sia possibile individuare un esplicito divieto penale dedicato agli utenti di internet, si può concludere affermando che giocare a poker online su piattaforme estere prive della licenza AAMS costituisca reato. Il gioco d’azzardo, infatti, rimane penalmente perseguibile tutte le volte in cui non sia autorizzato dallo Stato ovvero non rientri nel monopolio statale. Possiamo sostenere, quindi, che il gioco di fortuna è, normalmente, illecito; diventa legale solo nelle ipotesi tassativamente previste dal nostro legislatore.
Sebbene non vi sia una norma che punisca specificamente il poker online su piattaforme estere, è ipotizzabile che si configuri il reato previsto da una legge del 1989 riguardante la partecipazione a giochi non autorizzati dallo Stato e sanzionato con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda da euro 51 a euro 516 [9].
La conclusione alla quale si è giunti è confortata anche dalla Corte di Cassazione che, pur occupandosi di apparecchi elettronici presenti in locali pubblici, ha ribadito la necessità che la connessione a rete telematica finalizzata all’esercizio del gioco del poker avvenga solo su piattaforme autorizzate dall’AAMS [10].
Non bisogna dimenticare, infine, che la frequentazione delle piattaforme estere può comportare, in caso di vincite, problemi di evasione fiscale.
In Italia il poker online è legale quando la piattaforma virtuale ha ottenuto la licenza dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (AAMS). In caso contrario, nonostante non vi sia, allo stato, una disciplina ad hoc per i giocatori online sulle piattaforme estere, è ipotizzabile che per tutti questi utenti si integri il reato di partecipazione a gioco non autorizzato, punito dall’articolo 4, comma 3, della legge numero 401 del 1989.
[1] Art. 718 cod. pen.
[2] Art. 720 cod. pen.
[3] Art. 721 cod. pen.
[4] Art. 110, comma 6, R.D. 773/1931.
[5] Art. 1, Decreto legislativo n. 496/1948.
[6] Legge n. 266/2005.
[7] Legge n. 248/2006 e legge n. 77/2009.
[8] Legge n. 189/2012.
[9] Legge n. 401/1989.
[10] Cass. sent. n. 37391/2013 del 16.05.2013.

References: Art. 718
 Art. 720
 Art. 721
 Art. 110
 Art. 1
 Cass.