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Timestamp: 2017-12-11 21:10:58+00:00

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CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 10 aprile 2017, n.17905
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CP Art. 515
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 10 aprile 2017, n.17905MASSIMA
Il reato ex art. 515 cod. pen. prevede, quale elemento oggettivo, la condotta di chi, esercitando un’attività commerciale, consegni all’acquirente una cosa mobile diversa da quella oggetto del contratto ovvero avente caratteristiche tali da farla intendere, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita. Non vi è dubbio che è condotta idonea ad integrare gli estremi del reato in questione la cessione di un prodotto alimentare non suscettibile di essere legittimamente commercializzato, ove ne sia stata in qualche modo contraffatta, sia attraverso la falsificazione sia attraverso la soppressione, la indicazione della data di scadenza. (Fattispecie in cui l’imputato aveva cancella la data di scadenza sui barattoli contenenti prodotti ortofrutticoli destinati alla vendita e presenti nei locali della impresa da lui condotta.
La Corte di appello di Salerno, con decisione del 18 settembre 2015, ha confermato la sentenza con la quale il Tribunale di Salerno, Sezione distaccata di Mercato San Severino, il precedente 4 aprile 2013, aveva dichiarato la penale responsabilità di L.M. in ordine al reato di tentata frode in commercio, realizzato attraverso la cancellazione della data di scadenza sui barattoli contenenti prodotti ortofrutticoli destinati alla vendita e presenti nei locali della impresa da lui condotta, condannandolo, pertanto, alla pena di giustizia. Ha interposto ricorso per cassazione il prevenuto.
CORTE DI CASSAZIONE, SEZ. III PENALE - SENTENZA 10 aprile 2017, n.17905 - Pres. Andreazza – est. Gentili
Va al riguardo premesso, in linea generale, che la violazione contestata al prevenuto, nella sua forma perfezionatasi come reato 'consumato', prevede, quale elemento oggettivo del reato, la condotta di chi, esercitando un’attività commerciale, consegni all’acquirente una cosa mobile diversa da quella oggetto del contratto ovvero avente caratteristiche tali da farla intendere, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita (cfr. art. 515 cod. pen.).
La circostanza che, a quanto risulta, ancora non fosse intervenuto materialmente l’atto di vendita, lungi dall’escludere la rilevanza penale della condotta, consente la individuazione della fattispecie tentata, posto che, costituendo momento consumativo del reato de quo la effettiva consegna all’acquirente della merce alterata, la predisposizione della alterazione e la destinazione al commercio della stessa - e non è ragionevolmente possibile revocare in dubbio che lo scatolame di cui alla contestazione fosse stato dal L. acquistato altrimenti che allo scopo di porlo in vendita, non foss’altro perché diversamente non avrebbe avuto alcuna ragione la disposizione impartita ai propri dipendenti di procedere alla cancellazione della data di scadenza dei prodotti in discorso - appaiono senza dubbio costituire, contrariamente a quanto ritenuto dal ricorrente, atti idonei diretti in modo non equivoco alla commissione del reato in questione, atteso che ci si trova di fronte ad un’ipotesi tipica di tentativo incompiuto in cui cioè sono stati posti in essere da parte dell’agente atti preparatori per la realizzazione del reato, valorizzabili nella loro rilevanza penale in ragione della indubbia univoca loro direzione verso la realizzazione della condotta tipica, mancata quest’ultima per fatto del tutto indipendente dalla volontà dell’agente (nel senso della integrazione del tentativo di frode in commercio in una fattispecie quale quella ora in questione: Corte di cassazione, Sezione III penale 9 marzo 2011, n. 9276; idem Sezione III penale, 25 novembre 2010, n. 41758; idem Sezioni unite penali, 21 dicembre 2000, n. 28).

References: SENTENZA 
 Art. 515
 SENTENZA 
 art. 515
 sentenza 
 SENTENZA 
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