Source: http://www.funzionepubblica.gov.it/articolo/dipartimento/19-10-2011/nota-circolare-n-519242011
Timestamp: 2020-04-08 02:56:15+00:00

Document:
Enti di ricerca. Programmazione del fabbisogno di personale triennio 2011-2013, autorizzazioni a bandire per il triennio 2011-2013 e ad assumere per gli anni 2010 e 2011.
Nota circolare n. 51924 del 18 ottobre 2011 - File pdf
DFP 51924 18/10/2011
Oggetto: Programmazione del fabbisogno di personale triennio 2011-2013. Autorizzazioni a bandire per il triennio 2011-2013 e ad assumere per gli anni 2010 e 2011.
Con la presente nota circolare, condivisa con il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, si forniscono istruzioni per avviare, a favore degli enti di ricerca, le procedure di autorizzazione:
ad assumere, per gli anni 2010 e 2011;
a bandire per il triennio 2011-2013:
Ciò tenuto conto della programmazione triennale del fabbisogno che codeste amministrazioni sono tenute ad adottare ai sensi dell'articolo 39, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, nonché della normativa speciale di settore.Per gli enti di ricerca i tempi di avvio delle procedure di assunzione si sono dilatati, anche rispetto alle restanti amministrazioni statali ed agli altri enti pubblici non economici, a causa degli adempimenti previsti dall'art. 35 del decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, della legge 27 febbraio 2009, n. 14, recante "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni finanziarie urgenti".
Il comma 2 del predetto articolo ha soppresso il secondo periodo del comma 14, dell' articolo 66 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 6 agosto 2008, n. 133 recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria", secondo cui in ogni caso il numero delle unità di personale da assumere per ciascun anno di riferimento non può eccedere le unità cessate nell'anno precedente;
Il successivo comma 3 ha perciò stabilito che "Con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono definite le modalità applicative delle disposizioni di cui al comma 14 dell' articolo 66 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dal comma 2 del presente articolo, intese a chiarire che, al fine di garantire omogeneità di computo delle retribuzioni del personale cessato e di quello neo assunto, nella definizione delle economie delle cessazioni non si tiene conto del maturato economico".
Il decreto ivi previsto, che si allega alla presente circolare, è stato adottato in data 10 agosto 2011 ed è attualmente in corso di registrazione presso la Corte dei Conti.
Come emerge anche dal citato decreto, è noto che il regime delle assunzioni è diversificato per i due anni di riferimento (anno 2010 turn over 100%, anno 2011 turn over 20%) ed inoltre sono differenti, per i due anni, le modalità di calcolo del budget delle assunzioni, tenuto conto dei risparmi derivanti dalle cessazioni, e degli oneri che ne derivano attese le disposizioni introdotte dal decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, convertito con modificazioni nella legge 30 luglio 2010, n. 122 che si riflettono, come si vedrà, sui conteggi relativi all'anno 2011.
Infatti, le modifiche recate dal comma 2-bis dell'articolo 9 del citato d.l. 78/2010, come anche evidenziato nella circolare del Ministero dell'economia e delle finanze del 15 aprile 2011, n. 12, "comportano la revisione delle modalità di computo delle economie relative al personale cessato dall'anno 2010 e di quantificazione degli oneri per le assunzioni di personale in sede di programmazione dei fabbisogni e di autorizzazione a nuove assunzioni a decorrere dall'anno 2011. In sostanza, sia le economie da cessazione che gli oneri conseguenti alle assunzioni andranno determinati tenendo conto del trattamento economico complessivo, ivi compreso quello accessorio (per i dirigenti: retribuzione di posizione parte fissa e variabile e retribuzione di risultato)."
Al fine di facilitare i numerosi compiti istruttori da parte dello Scrivente e del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, le amministrazioni in indirizzo sono invitate a rispettare con puntualità le istruzioni contenute nella presente nota circolare, evitando la presentazione di documenti carenti o incompleti. Tale circostanza dovrà in ogni caso essere sanata con la produzione della documentazione corretta, con conseguente slittamento, per l'ente interessato, dell'adozione del provvedimento di autorizzazione ad assumere e/o a bandire.
Sono parte integrante della presente nota circolare i seguenti atti allegati:
nota circolare del Dipartimento della funzione pubblica, condivisa con il Ministero dell'economia e delle finanze, n. 11786, del 22 febbraio 2011, che gli enti di ricerca devono rispettare per la parte compatibile con il regime delle assunzioni per essi previsto. In particolare si rinvia alla predetta nota circolare per tutte le parti non trattate in questo documento (Allegato A);
decreto interministeriale del 10 agosto 2011, in corso di registrazione presso la Corte dei conti, adottato in applicazione dell'articolo 35, comma 3, del d.l. 207/2008, che fornisce, a codesti enti, i criteri per il calcolo delle risorse finanziarie per le assunzioni ed i criteri per il corrispondente calcolo degli oneri (Allegato B).
2. Programmazione triennale del fabbisogno, dotazioni organiche, obbligo di trasparenza di ogni aspetto dell'organizzazione
Per quanto attiene ai principi generali in materia di programmazione triennale del fabbisogno, il cui obbligo di adozione, da parte degli organi di vertice delle amministrazioni pubbliche, è sancito dall'articolo 39, comma 1, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 che lo finalizza alle esigenze di funzionalità e di ottimizzazione delle risorse "per il migliore funzionamento dei servizi compatibilmente con le disponibilità finanziarie e di bilancio", si rinvia a quanto previsto dall'allegata nota circolare del Dipartimento della funzione pubblica, condivisa con il Ministero dell'economia e delle finanze, n. 11786, del 22 febbraio 2011.
Si richiama, tuttavia, l'attenzione della classe dirigente sui compiti e sulle responsabilità connesse con la predisposizione e l'aggiornamento del piano del fabbisogno di personale che, a norma dell'articolo 6, comma 4-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 devono essere "elaborati su proposta dei competenti dirigenti che individuano i profili professionali necessari allo svolgimento dei compiti istituzionali delle strutture cui sono preposti." Tali responsabilità sono, altresì, richiamate dagli articoli 16, comma 1, lett. a-bis) e 17, comma 1, lettera d-bis) del medesimo decreto, che, tra i compiti ed i poteri dei dirigenti, prevedono, rispettivamente, quello di predisporre o concorrere a predisporre le risorse ed i profili professionali necessari allo svolgimento dei compiti dell'ufficio cui sono preposti anche al fine dell'elaborazione del documento di programmazione triennale del fabbisogno.
In merito poi alle dotazioni organiche, codesti enti di ricerca devono elaborarle distinte per profili professionali e per livelli. Non sono ammesse dotazioni organiche distinte soltanto per profili in quanto una tale indeterminatezza potrebbe facilmente tradursi in un incremento dei costi della dotazione organica, laddove ad invarianza del totale di unità sul profilo si verificasse, attraverso rimodulazioni deliberate dagli organi interni, un aumento verso l'alto della distribuzione dei posti.
Tale modalità di definizione della pianta organica consente di verificare, altresì, il rispetto dell''articolo 6, comma 1, del d.lgs 165/2001 che stabilisce il divieto di situazioni di soprannumerarietà di personale, anche temporanea, nell'ambito dei contingenti relativi alle singole posizioni economiche delle aree funzionali e di livello dirigenziale, fatte salve le disposizioni speciali previste dalla legge. Inoltre si rimarca che l'art. 33, comma 1-bis, dello stesso decreto prevede che "La mancata individuazione da parte del dirigente responsabile delle eccedenze delle unità di personale, ai sensi del comma 1, è valutabile ai fini della responsabilità per danno erariale."
Il regime delle assunzioni, fondato sul turn over, nel definire i criteri per calcolare l'ammontare delle risorse finanziarie che ciascuna amministrazione può utilizzare per nuove assunzioni, presenta il vantaggio di consentire alle stesse di definire le dotazioni organiche e di programmare il reclutamento di nuovo personale, in coerenza con le scelte di razionalizzazione degli assetti organizzativi e con le politiche di gestione del personale, ispirate a criteri di ottimizzazione nell'utilizzo delle risorse umane.
Si ricordano, per gli enti di ricerca che non hanno ancora provveduto, le previsioni di riduzione degli uffici dirigenziali di livello non generale, e delle relative dotazioni organiche, in misura non inferiore al 10 per cento di quelli risultanti a seguito dell'applicazione dell'articolo 74, del d.l. 112/2008, di cui all'art. 2, commi 8-bis e seguenti, della legge 26 febbraio 2010, n. 25, di conversione del decreto legge 30 dicembre 2009, n. 194, le cui indicazioni interpretative sono contenute nella Circolare n. 9/2010 del Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, ricordando, per le amministrazioni interessate, la sanzione del divieto di assunzione che perdura fintanto che le stesse non provvedono a dare corso agli adempimenti prescritti. Il divieto si estende anche ai trattenimenti in servizio.
Sono, inoltre, in corso, per alcuni enti di ricerca, gli adempimenti previsti dall'art. 7 del d.l. 78/2010, in tema di soppressione e incorporazione di enti pubblici. Le amministrazioni che acquisiscono i nuovi enti dovranno preoccuparsi di effettuare una programmazione del fabbisogno che tenga conto dei nuovi assetti seppur non ancora definiti.
In tema di assetti organizzativi occorre, altresì, considerare l'articolo 1, comma 3, lettera a), dell'ultima manovra di finanza pubblica (decreto legge 13 agosto, n. 138, convertito con modificazioni dalla legge del 14 settembre 2011, n. 148), che dispone, per la parte che interessa gli enti di ricerca, di apportare, entro il 31 marzo 2012, un'ulteriore riduzione degli uffici dirigenziali di livello non generale, e delle relative dotazioni organiche, in misura non inferiore al 10 per cento di quelli risultanti a seguito dell'applicazione del predetto articolo 2, comma 8-bis, del decreto-legge n. 194 del 2009. Il comma 4, dell'articolo 1, del d.l. 138/2011 prevede che "alle amministrazioni che non abbiano adempiuto a quanto previsto dal comma 3 entro il 31 marzo 2012 è fatto comunque divieto, a decorrere dalla predetta data, di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto; continuano ad essere esclusi dal predetto divieto gli incarichi conferiti ai sensi dell'articolo 19, commi 5-bis e 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Fino all'emanazione dei provvedimenti di cui al comma 3 le dotazioni organiche sono provvisoriamente individuate in misura pari ai posti coperti alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto; sono fatte salve le procedure concorsuali e di mobilità nonché di conferimento di incarichi ai sensi dell'articolo 19, commi 5-bis e 6, del decreto legislativo n. 165 del 2001 avviate alla predetta data."
Considerato che la disposizione richiamata interessa gli enti di ricerca solo per i tagli agli uffici dirigenziali ed alle relative dotazioni organiche, va da se che le disposizioni sul blocco sanzionatorio delle assunzioni e sulla dotazione organica provvisoria si interpretano riferite solo alla dirigenza amministrativa dell'Area VII, senza riflessi sulla dotazione organica del personale non dirigenziale. Eventuali richieste di assunzione o di autorizzazione a bandire dirigenti amministrativi, saranno valutate tenendo conto della disposizione sopra richiamata i cui effetti dovranno essere illustrati da codesti enti in apposita relazione tecnica.
Si rinvia sempre all'allegata nota circolare n. 11786, del 22 febbraio 2011 per il richiamo all'articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, secondo cui "la trasparenza è intesa come accessibilità totale, anche attraverso lo strumento della pubblicazione sui siti istituzionali delle amministrazioni pubbliche, delle informazioni concernenti ogni aspetto dell'organizzazione, degli indicatori relativi agli andamenti gestionali e all'utilizzo delle risorse per il perseguimento delle funzioni istituzionali … allo scopo di favorire forme diffuse di controllo del rispetto dei principi di buon andamento e imparzialità ".
3. Il regime delle assunzioni degli enti di ricerca. Indicazione sulle progressioni di carriera. Proroga dei termini per le assunzioni
Sono destinatari della presente nota-circolare gli enti di ricerca il cui regime delle assunzioni è stato rivisitato in termini restrittivi dalla manovra estiva varata con il decreto legge 78/2010 già citato (vedi art. 9, comma 9) che ha modificato l'articolo 66, comma 14, del d.l. 112/2008 il quale ora prevede che "Per l'anno 2010 gli enti di ricerca possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nei limiti di cui all'articolo 1, comma 643, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Per il triennio 2011-2013 gli enti di ricerca possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato entro il limite dell'80 per cento delle proprie entrate correnti complessive, come risultanti dal bilancio consuntivo dell'anno precedente, purche' entro il limite del 20 per cento delle risorse relative alla cessazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato intervenute nell'anno precedente. La predetta facoltà assunzionale è fissata nella misura del 50 per cento per l'anno 2014 e del 100 per cento a decorrere dall'anno 2015."
turn over 100%
turn over 20%
turn over 50%
Le autorizzazioni ad assumere sono concesse con le modalità di cui all'articolo 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, (quindi adozione di DPCM), previa richiesta delle amministrazioni interessate, corredata da analitica dimostrazione delle cessazioni avvenute nell'anno precedente e dei relativi oneri, asseverate dai relativi organi di controllo. Il rinvio all'art. 35, comma 4, del D.lgs n.165/2001 va inteso nel senso di individuare il tipo di procedimento e di provvedimento da utilizzare. La specificazione ivi contenuta relativa alle amministrazioni con organico superiore alle 200 unità rileva solo per l'avvio delle procedure concorsuali (richieste di autorizzazione a bandire). Il procedimento autorizzatorio delle assunzioni si applica invece indistintamente anche agli enti pubblici in indirizzo con dotazione organica inferiore alle 200 unità.
Per le istruzioni sulle modalità di calcolo delle risorse finanziarie utilizzabili per determinare il budget delle assunzioni e gli oneri necessari per realizzarle, si rinvia, come detto, all'allegato decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione in data 10 agosto 2011 nonché alla circolare 11786 del 22 febbraio 2011 per eventuali maggiori dettagli.
Si ribadisce, come già rappresentato nella nota circolare n. 11786, del 22 febbraio 2011, che in materia di finanziamento delle procedure di cui all'articolo 54 (progressioni di livello nei profili) del CCNL del personale del comparto delle Istituzioni e degli Enti di Ricerca e Sperimentazione, per il quadriennio normativo 1998-2001 ed il biennio economico 1998-1999, la formulazione poco chiara del CCNL ha indotto ad interpretazioni differenziate. Nel considerare inopportuno intervenire sulle situazioni pregresse, per omogeneizzare i comportamenti a decorrere dal 2011, si sottolinea che le procedure in argomento, pur tenuto conto delle differenze che scaturiscono dalla peculiarità e specificità dell'ordinamento professionale degli enti di ricerca, sono da assimilare a "passaggi interni all'area", da finanziare quindi con le risorse previste per la contrattazione integrativa. Detti passaggi devono, comunque, adeguarsi ai vincoli in materia di contenimento del trattamento economico fondamentale ed accessorio dei singoli dipendenti, previsto dalle disposizioni di cui all'articolo 9 del decreto legge 78/2010. Nel contesto di blocco delle retribuzioni dei dipendenti pubblici e di congelamento del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro, infatti, qualunque incremento retributivo, che non sia conseguenza di attribuzione di nuove funzioni o di inquadramento in qualifiche a seguito di superamento di pubblico concorso, non può che essere ricondotto nell'alveo delle limitazioni poste dai commi 1, 2-bis e 21 dell'art. 9 del decreto legge 78/2010. In particolare si rammenta il citato comma 21 secondo cui le progressioni di carriera comunque denominate, eventualmente disposte negli anni 2011, 2012 e 2013, hanno effetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici
Si rinvia alla Circolare del Ministero dell'economia e delle finanze del 15 aprile 2011, n. 12 secondo cui "in sede di utilizzo delle risorse per il trattamento accessorio per ciascuno degli anni 2011-2012-2013, qualora le amministrazioni intendano programmare - sia pure solo ai fini giuridici stante il blocco degli effetti economici disposto dal comma 21 dello stesso art. 9 - progressioni economiche all'interno delle aree professionali, le stesse dovranno quantificare i relativi oneri finanziari rendendo indisponibili le necessarie risorse certe e stabili fino a tutto il 2013. Soltanto a decorrere dal 1° gennaio 2014 le progressioni potranno produrre anche gli effetti economici, beninteso senza il beneficio della retroattività."
Per le progressioni di livello all'interno dei profili di ricercatore e tecnologo, di cui all'articolo 15, commi 5 e 6, del CCNL, del personale dello stesso comparto delle Istituzioni e degli Enti di Ricerca e Sperimentazione, relativo al quadriennio normativo 2002-2005 e al biennio economico 2002-2003, i vincoli finanziari volti al contenimento della spesa di personale, anche in termini di trattamenti retributivi, come introdotti da ultimo con il decreto legge 78/2010, non consentono di far ricadere genericamente i relativi oneri sul bilancio dell'ente, secondo quanto recita il comma 7 del predetto articolo 15. Nella fattispecie, tenuto conto della specificità della disposizione e di un'interpretazione sistematica anche con la normativa di legge, si ritiene necessario considerare che i predetti passaggi interni di livello non possano che essere finanziati a valere sulle risorse assunzionali, nel rispetto dei vincoli di cui all'articolo 66, comma 14, del d.l. 112/2008, previa adozione di provvedimento autorizzatorio prima dell'inquadramento. Resta inteso che il finanziamento attraverso quota parte delle risorse assunzionali è da ritenere temporaneo, nelle more del rinnovo dei contratti collettivi che potranno prevedere l'appostamento di apposite risorse per la predetta finalità.In attesa di un riordino della disciplina, la vigenza delle disposizioni normative che regolano le modalità di accesso tramite concorso pubblico nazionale ai livelli I e II dei profili di ricercatore e tecnologo, obbliga gli enti di ricerca, in sede di programmazione del fabbisogno e dei posti da coprire, a garantire l'adeguato accesso dall'esterno secondo i principi della giurisprudenza costituzionale in materia di reclutamento da parte delle amministrazioni pubbliche.Anche per queste progressioni, nel confermare l'applicazione della già citata disposizione contenuta nell'art. 9, comma 21, del d.l. 78/2010, si rimarca che, qualora si intenda, per il triennio in corso, attivare la progressione di livello per i ricercatori ed i tecnologi ai soli effetti giuridici, deve essere accantonata la corrispondente quota retributiva a carico delle risorse assunzionali. Per i criteri applicativi, si rinvia alla citata circolare del Ministero dell'economia e delle finanze n. 12 del 2011 ed in particolare al paragrafo "7) Art.9, comma 21".Resta ferma la normativa generale in tema di accesso mediante concorsi pubblici le cui assunzioni sono autorizzate secondo le procedure e nel rispetto dei vincoli di cui al citato articolo 66 del d.l. 112/2008.Si rammenta, infine, il comma 1 dell'art. 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, come modificato dall'art. 54 del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, secondo cui sono escluse dalla contrattazione collettiva, tra le altre materie, quelle di cui all'articolo 2, comma 1, lettera c), della legge 23 ottobre 1992, n. 421 che comprende al n. 4) procedimenti di selezione per l'accesso al lavoro e di avviamento al lavoro. L'art. 2, comma 2, del citato d.lgs 165/2001 prevede che le disposizioni contenute nel medesimo decreto, costituiscono disposizioni a carattere imperativo. Il successivo comma 3-bis dello stesso art. 2 sancisce la nullità delle disposizioni contrattuali che violano norme imperative oppure i limiti fissati alla contrattazione, con conseguente applicazione degli articoli 1339 e 1419, secondo comma, del codice civile.In tema di proroga dei termini, per le assunzioni relative all'anno 2010, il decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225 ed in particolare l'articolo 1, proroga al 31 marzo 2011 la possibilità per le amministrazioni interessate di effettuare le assunzioni di cui all'articolo 66, comma 14, del d.l. 25 giugno 2008, n. 112, e successive modificazioni, fatta salva l'adozione di uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, con cui può essere disposta l'ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2011 del predetto termine del 31 marzo 2011. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 marzo 2011, registrato alla Corte dei conti il 31 marzo 2011, registro n. 7, foglio n. 293 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale, n. 74 del 31 marzo 2011, è stato prorogato al 31 dicembre 2011 il termine per le assunzioni sopra richiamate.Una speciale disciplina in tema di assunzioni è poi prevista dall'art. 9, comma 36, del d.l. 78/2010 per gli enti di nuova istituzione, in considerazione del fatto che gli stessi non possono contare sul turn over del personale in servizio. La nuova istituzione va intesa in senso assoluto come nuovo ingresso dell'ente nell'ordinamento giuridico non rilevando, ai fini dell'applicazione del regime speciale, il nuovo ente che deriva da processi di accorpamento o fusione di precedenti organismi. In quest'ultimo caso avremmo, infatti, per l'ente derivato una disciplina delle assunzioni rientrante in quella ordinaria. La peculiarità della fattispecie è considerata dal legislatore con una certa attenzione limitatamente al quinquennio decorrente dall'istituzione del nuovo ente. Pertanto, per gli enti la cui istituzione è risalente in epoca anteriore al quinquennio, il regime delle assunzioni è riconducibile alla disciplina ordinaria. Come per tutte le assunzioni, anche in questo caso le stesse possono avvenire solo previo esperimento delle procedure di mobilità. Fatte salve le maggiori facoltà assunzionali eventualmente previste dalla legge istitutiva, gli enti di nuova istituzione possono effettuare assunzioni nel limite del 50% delle entrate correnti ordinarie aventi carattere certo e continuativo e, comunque, nel limite complessivo del 60% della dotazione organica. A tal fine gli enti predispongono piani annuali di assunzioni da sottoporre all'approvazione da parte dell'amministrazione vigilante d'intesa con il Dipartimento della funzione pubblica ed il Ministero dell'economia e delle finanze. I piani annuali approvati sostituiscono le procedure autorizzatorie di cui alla presente nota circolare.Una novità introdotta dall'articolo 9, comma 11, del d.l. 78/2010, riguarda gli enti per i quali, generalmente a causa della loro piccola dimensione, le assunzioni effettuabili in riferimento alle cessazioni intervenute nell'anno precedente, riferite a ciascun anno, siano inferiori all'unità. Per questi enti le quote non utilizzate possono essere cumulate con quelle derivanti dalle cessazioni relative agli anni successivi, fino al raggiungimento dell'unità.
4. Esonero del personale, trattenimento in servizio, risoluzione anticipata del rapporto di lavoro
Per quanto riguarda i tre istituti di cui al presente paragrafo, che hanno riflesso sulla programmazione del fabbisogno, si rinvia a quanto detto nella nota circolare n. 11786 del 2011.
Si forniscono, tuttavia, i seguenti aggiornamenti normativi:
esonero dal servizio: l'utilizzabilità dell'istituto è stata prorogata anche per gli anni 2012, 2013 e 2014, a seguito dell'art. 2, comma 53, lett. a), del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10. La modifica ha determinato anche l'affermazione normativa della regola che i posti resisi vacanti a seguito di domanda di esonero non sono reintegrabili negli anni nei quali può essere presentata la richiesta di esonero; trattenimento in servizio: l'istituto è stato modificato dal comma 17 dell'art. 1, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;
risoluzione anticipata del rapporto di lavoro: le disposizioni di cui all'articolo 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con legge 6 agosto 2008, n. 133, si applicano anche negli anni 2012, 2013 e 2014, a norma del comma 16 dell'art. 1, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138.
5. Adempimenti procedurali
E' necessario presentare una richiesta di autorizzazione ad assumere per l'anno 2010 e una per l'anno 2011 e di autorizzazione a bandire per il triennio 2011-2013. Accanto agli adempimenti che seguono è opportuno specificare che la richiesta dovrà essere accompagnata dai modelli allegati debitamente compilati (MODELLO 1 Richiesta autorizzazione a bandire triennio 2011-2013, MODELLO 2 - Richiesta assunzioni ANNO 2010 - art. 66 - comma 14 - d.l. 112/2008, MODELLO 3 - Richiesta assunzioni ANNO 2011 - art. 66 - comma 14 - d.l. 112/2008, MODELLO 4 - Prospetto dotazione organica del personale).
Elemento necessario è l'importo del risparmio realizzato per le cessazioni verificatesi nell'anno precedente, dando una dimostrazione analitica di come si è giunti al calcolo del medesimo, indicando le cessazioni avvenute con relativa causale, ferma restando la certificazione da parte del relativo organo.Le richieste di autorizzazione dovranno essere corredate anche di:
relazione tecnico-finanziaria concernente i programmi di attuazione delle assunzioni richieste ed i costi unitari e complessivi per ciascun anno e a regime, l'importo delle entrate correnti complessive a consuntivo, nonché il valore della spesa di personale;
Sui criteri di calcolo si rinvia all'allegato decreto interministeriale. Si raccomanda l'asseverazione da parte dei competenti organi di controllo.
Le amministrazioni interessate, ai fini della relativa autorizzazione dovranno, pertanto, indirizzare contestualmente apposita richiesta alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica - UORCC.PA - Servizio per l'organizzazione degli uffici ed i fabbisogni del personale delle pubbliche amministrazioni, la programmazione delle assunzioni, il reclutamento, la mobilità e la valutazione - Corso Vittorio Emanuele II, n. 116 - 00186 Roma (anche mediante posta elettronica al seguente indirizzo: servizioreclutamento@funzionepubblica.it) ed al Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato - I.G.O.P. - Ufficio II, Via XX Settembre n. 97 - 00187 Roma (rgs.igop.ufficio2@tesoro.it) entro il 31 ottobre 2011.
L'Ispettore generale capo dell'IGOP
Il Direttore dell'UORCC PA

References: articolo 66
 articolo 66
 articolo 2
 art. 9
 art. 9
 articolo 15
 Art.9
 articolo 66
 art. 2
 art. 66
 art. 66