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Timestamp: 2019-03-23 03:23:47+00:00

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INSIDIA STRADALE: CATTIVO STATO DEL MANTO STRADALE? COMUNE RESPONSABILE SOLO SE PROPRIETARIO DELLA STRADA – Forum Iuris
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INSIDIA STRADALE: CATTIVO STATO DEL MANTO STRADALE? COMUNE RESPONSABILE SOLO SE PROPRIETARIO DELLA STRADA
Cassazione civile, sezione terza, sentenza n.25488 del 13/12/2016 [Leggi provvedimento]
Il Comune non è responsabile per un sinistro stradale causato dal cattivo stato del manto stradale quando il veicolo viaggiava su una strada statale. In tale fattispecie, emerge il difetto di legittimazione passiva del Comune, rilevabile in ogni stato e grado del processo.
Il principio di diritto in commento in materia di sinistri stradali è stato di recente affermato dalla Suprema Corte di Cassazione che, in particolare, ha sancito il difetto di legittimazione passiva – rilevabile in ogni stato e grado del giudizio – dell’ Ente Comunale nell’ipotesi di incidente causato dal cattivo stato del manto stradale.
Il processo da cui trae origine la sentenza de qua vede coinvolta la madre nella qualità di erede e già esercente la potestà genitoriale di un minore il quale perdeva il controllo della sua moto a causa della cattiva manutenzione del manto stradale e, precisamente, della presenza di solchi sull’asfalto e di abbondante pietrisco.
Costituitosi in giudizio di fronte il Tribunale adito, il Comune veniva considerato responsabile nella misura del 50% e, pertanto, condannato al pagamento, in favore dell’attrice, di una somma a titolo di risarcimento dei danni subiti.
Avverso tale pronuncia, l’Ente soccombente proponeva appello – dichiarato poi inammissibile dalla Corte di merito di Campobasso – la cui decisione diveniva, poi, oggetto di ricorso in Cassazione.
In sede di giudizio di legittimità, il Comune ricorrente eccepiva principalmente il difetto di legittimazione passiva, poiché, nell’individuazione del soggetto tenuto a supportare i danni per responsabilità cagionati da cosa in custodia ex art. 2051 c.c , gioca un ruolo fondamentale il rapporto che il soggetto danneggiante ha con la “cosa” che ha prodotto il danno.
Ed ancora, nel medesimo ricorso, l’Ente Comunale soccombente proponeva censura della sentenza della Corte di Appello, nella parte in cui riteneva che la fattispecie attinente alla titolarità della responsabilità in questione avrebbe dovuto essere sollevata nel corso del giudizio di primo grado.
A riguardo, occorre precisare che la Corte di Cassazione, riunita nella sua massima espressione a Sezioni Unite, con sentenza del 16 febbraio 2016 n. 2951, risolveva sul punto il contrasto giurisprudenziale, affermando che la carenza di titolarità, attiva o passiva, del rapporto controverso e’ rilevabile di ufficio dal giudice se risultante dagli atti di causa.
Le Sezioni Unite hanno altresì chiarito che, in ordine alla questione attinente la titolarità della posizione soggettiva, attiva o passiva, essendo essa un elemento costitutivo del diritto fatto valere in giudizio, può essere negata dal convenuto con una mera difesa che, a differenza delle eccezioni in senso stretto, non è assoggettata al limite della decadenza di cui all’art. 167 c.p.c. comma 2.
È bene ricordare che, in linea con il ragionamento dei Supremi Ermellini, il primo comma del medesimo articolo, prevede che il convenuto nella sua comparsa di costituzione e risposta debba proporre tutte le sue difese in ordine ai fatti posti a fondamento dall’attore nella sua domanda.
Tale disposizione, contrariamente da quanto previsto dal comma successivo, non comporta alcuna decadenza, pertanto, qualora il convenuto non proponga la sua eccezione in senso stretto, questa può essere proposta anche oltre il termine o può anche essere sollevata d’ufficio dal Giudice.
In subiecta materia, atteso che la questione attinente alla “titolarità” è elemento costitutivo della domanda ed è relativa al merito della decisione, spetta all’attore l’onere della prova.
In linea conclusiva, la Corte di Cassazione con la citata sentenza, conformemente al ragionamento giuridico proposto delle Sezioni Unite, ha accolto il ricorso cassando la sentenza impugnata e rinviando la questione alla Corte di Appello di Campobasso in diversa composizione.
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