Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2008&numero=399
Timestamp: 2020-02-21 13:10:38+00:00

Document:
Sentenza 399/2008 (ECLI:IT:COST:2008:399)
Camera di Consiglio del 05/11/2008; Decisione del 01/12/2008
Norme impugnate: Art. 86, c. 1°, del decreto legislativo 10/09/2003, n. 276.
Massime: 32999 33000
Atti decisi: ord. 183/2008
Massima n. 32999 Massima successiva
Lavoro e occupazione - Contratti di collaborazione coordinata e continuativa - Passaggio ai contratti a progetto, ai sensi del d.lgs. n. 276 del 2003 - Norme transitorie - Omessa previsione della perdurante efficacia dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa insuscettibili di riconduzione ad un progetto, oltre la scadenza di legge e fino alla scadenza contrattuale originariamente prevista, in caso di richiesta del collaboratore - Lamentata irragionevolezza, con incidenza sul diritto al lavoro - Eccepita inammissibilità della questione per omessa descrizione della fattispecie e per difetto di uno dei presupposti per l'accoglimento della domanda oggetto del giudizio a quo - Reiezione.
Nel giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 86, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, nel testo in vigore prima della modifica apportata dall'art. 20 del decreto legislativo 6 ottobre 2004, n. 251, censurato, in riferimento agli articoli 3, primo comma, 4, primo comma, e 35, primo comma, della Costituzione, «quantomeno per la parte in cui la disposizione non prevede che le collaborazioni coordinate e continuative mantengano, nel caso in cui il collaboratore lo richieda, la loro efficacia anche oltre la scadenza di legge e fino alla scadenza contrattuale originariamente prevista», va disattesa l'eccezione di inammissibilità della questione per irrilevanza, in quanto il rimettente ha indicato le date di stipulazione (antecedente all'entrata in vigore del d. lgs. n. 276 del 2003) e di scadenza (successiva al 24 ottobre 2004) del contratto ed ha espresso chiaramente la propria convinzione circa il fatto che il rapporto di collaborazione intercorrente tra le parti difettava dei requisiti richiesti dall'art. 61, comma 1, del d. lgs. n. 276 del 2003, mentre l'accoglimento della sollevata questione determinerebbe l'espunzione dall'ordinamento proprio della norma che priva di efficacia i contratti di collaborazione stipulati prima dell'entrata in vigore del d. lgs. n. 276 del 2003 che, come quello oggetto del giudizio a quo, non sono riconducibili ad un progetto.
decreto legislativo 10/09/2003 n. 276 art. 86 co. 1
Costituzione art. 4 co. 1
Costituzione art. 35 co. 1
Massima n. 33000 Massima precedente
Lavoro e occupazione - Contratti di collaborazione coordinata e continuativa - Passaggio ai contratti a progetto, ai sensi del d.lgs. n. 276 del 2003 - Norme transitorie - Prevista conservazione dell'efficacia dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, insuscettibili di riconduzione a un progetto, fino alla loro scadenza e, in ogni caso, non oltre un anno dalla data di entrata in vigore del detto decreto legislativo - Omessa previsione della perdurante efficacia di dette collaborazioni anche oltre la scadenza di legge e fino alla scadenza contrattuale originariamente prevista, in caso di richiesta del collaboratore - Irragionevolezza, per contrarietà della norma rispetto alla sua ratio - Illegittimità costituzionale - Assorbimento di ulteriori profili.
È costituzionalmente illegittimo l'art. 86, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Premesso che il d.lgs. n. 276 del 2003 ha introdotto una articolata disciplina dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, stabilendo, tra l'altro, che essi debbono essere riconducibili ad uno o più progetti specifici o programmi di lavoro o fasi di esso determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore (art. 61, comma 1) e che i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati senza l'individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso ai sensi dell'art. 61, comma 1, sono considerati rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data della loro costituzione (art. 69, comma 1), la disposizione censurata, la quale detta la disciplina transitoria, stabilendo l'anticipata cessazione dell'efficacia delle collaborazioni coordinate e continuative già instaurate alla data della sua entrata in vigore, così estendendo il divieto anche ai contratti di lavoro autonomo perfettamente leciti al momento della loro stipulazione, comporta il sacrificio degli interessi che le parti avevano regolato nel rispetto della disciplina dell'epoca, risultando, sotto questo profilo, irragionevole per contraddittorietà con la sua ratio, che è quella di aumentare i tassi di occupazione e di promuovere la qualità e la stabilità del lavoro» (art. 1, comma 1, d.lgs. n. 276 del 2003), in quanto determina l'effetto esattamente contrario (perdita del lavoro) a danno di soggetti che, per aver instaurato rapporti di lavoro autonomo prima della sua entrata in vigore nel pieno rispetto della disciplina all'epoca vigente, si trovano penalizzati senza un motivo plausibile. Le collaborazioni coordinate e continuative già stipulate alla data di entrata in vigore del d.lgs n. 276 del 2003 mantengono, quindi, efficacia fino alla scadenza pattuita dalle parti. Restano assorbiti gli ulteriori profili.
SENTENZA N. 399 ANNO 2008
2. – È intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, che ha eccepito preliminarmente l'inammissibilità della questione e, nel merito, ha chiesto che essa sia dichiarata manifestamente infondata.

References: Art. 86
 art. 86
 art. 4
 art. 35
e contrario

SENTENZA