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Timestamp: 2017-11-22 01:43:31+00:00

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BLOG DI CIPIRI: ottobre 2012
Pubblicato da MAURIZIO CIPIRI Nessun commento: COMMENTO GRADITO 05:18
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Berlusconi condannato: 'Dobbiamo far qualcosa'
Sono queste le prime parole dell'ex presidente del Consiglio dopo la sentenza Mediaset, emessa oggi, che lo ha visto condannato dal tribunale di Milano per frode fiscale. La pena: 4 anni di reclusione (3 gli sono stati condonati per l'indulto) e interdizione (non operativa, perché si tratta di una sentenza di primo grado) dai pubblici uffici per 5 anni.
L'ex premier dovrà risarcire l'Agenzia delle entrate per 10 milioni di euro.
I giudici: «Evasione notevolissima».
I legali: «Sentenza assolutamente incredibile».
Confalonieri prosciolto per prescrizione.
Silvio Berlusconi condannato a quattro anni di reclusione e interdetto dai pubblici uffici per cinque anni per frode fiscale nell'ambito del processo Mediaset sui diritti tv. Confalonieri invece è stato prosciolto. All'indomani del ritiro del Cavaliere dalla corsa a premier, arriva la sentenza del tribunale di Milano su un processo in corso da sei anni.
L'interdizione dai pubblici uffici non è comunque esecutiva visto che si tratta ancora di una sentenza di primo grado.
Silvio Berlusconi ha beneficiato della legge 241 del 2006, quella sull'indulto, e si vede quindi condonati tre dei quattro anni di reclusione cui è stato condannato.
BERLUSCONI DOPO LA SENTENZA: "DOBBIAMO FARE QUALCOSA"
«E' una condanna politica incredibile e intollerabile, è la conferma di un vero e proprio acanimento giudiziario»: sono queste le prime parole pronunciate dall'ex premier Silvio Berlusconi dopo la sentenza emessa dal Tribunale di MIlano. «L'accusa mi vorrebbe socio occulto di due imprenditori americani, uno non l'ho neanche conosciuto - sostiene Berlusconi - ci sono due elementi contrari che escludono questa eventualità: se io fossi stato socio di questi imprenditori sarebbe bastata una telefonata all'ufficio acquisti di Mediaset per far acquistare i diritti televisivi che questi due imprenditori volevano vendere, senza pagare tangenti; e poi, se fossi stato socio sarei subito venuto a conoscenza di una tangente così elevata versata ai responsabili del servizio acquisti, e non avrei potuto che provvedere al loro immediato licenziamento, visto che per quell'uficio passavano 750 milioni di acquisti all'anno.
Nessun imprenditore - continua Berlusconi - si sarebbe potuto comportare diversamente, permettendo di continuare a rubare ai danni della sua azienda e di sè stesso».
Per l'ex presidente del Consiglio si tratta di una «sentenza politica, più di 60 procedimenti, più di 1000 magistrati si sono occupati di me, abbiamo ricevuto 188 visite della polizia giudiziaria e della Guardia di Finanza, 2676 udienze in questi diciotto anni. Abbiamo speso più di 400 milioni per avvocati e consulenti, per non parlare dei 564 milioni che ho dovuto versare a De Benedetti per quella che non è la rapina del secolo ma la rapina del millennio».
L'ex premier è un fiume in piena: «I miei avvocati ritenevano impossibile una condanna, e infatti le motivazioni sono assolutamente fuori dalla realtà». Quindi la conclusione: «Dobbiamo fare qualcosa, quando non si puo contare sull'imparzialità dei giudici, questo Paese diventa incivile, barbaro e invivibile e cessa anche di essere una democrazia. È triste ma oggi il nostro Paese è così».
I LEGALI DEL PREMIER: «SENTENZA ASSOLUTAMENTE INCREDIBILE»
«Una sentenza assolutamente incredibile che va contro le risultanze processuali. Addirittura non si è tenuto conto delle decisioni della Corte di Cassazione e del Giudice di Roma, che per gli stessi fatti hanno ampiamente assolto il Presidente Berlusconi». Lo affermano in una nota congiunta i legali di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e
Piero Longo, commentando la sentenza Mediaset.
«Straordinaria è poi la circostanza che non si sia attesa la decisione della Corte Costituzionale in ordine al conflitto sollevato, il che potrà comportare l'annullamento del processo», si legge nella nota. «È evidente che si tratta di una decisione che è totalmente sconnessa da ogni logica giuridica con un Tribunale totalmente teso a concludere il processo contro l'on. Berlusconi negando prima i testi a difesa, e poi con tecnica del tutto inusuale per un processo durato undici anni, di cui sei di dibattimento, procedendo alla motivazione contestuale limitando, così, a 15 giorni il tempo per scrivere l'atto di impugnazione - concludono i due legali - È auspicabile che in Corte d'Appello vi possa essere atmosfera diversa, con l'assunzione di tutti i testi a difesa immotivatamente negati, e con il pieno riconoscimento dell'insussistenza dei fatti e dell'innocenza dell'on. Berlusconi».
BERLUSCONI DOVRÀ RISARCIRE 10 MLN
Berlusconi insieme ad altri condannati dovrà risarcire 10 milioni di euro all'Agenzia delle entrate, in solido insieme agli altri condannati tra cui Frank Agrama.
GIUDICI, FU EVASIONE NOTEVOLISSIMA
Con il sistema dei costi gonfiati nella compravendita di diritti tv, è stata realizzata «una evasione notevolissima». Lo scrivono i giudici di Milano che hanno condannato, tra gli altri, Silvio Berlusconi a 4 anni e che stanno leggendo in aula le motivazioni.
CONFALONIERI PROSCIOLTO PER PRESCRIZIONE
Il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri è stato prosciolto per prescrizione. Il pm aveva chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi ma i giudici hanno deciso di non procedere
Condannato a tre anni di reclusione Frank Agrama. l'intermediario cinematografico indicato dalla procura di Milano come il «socio occulto» del Cavaliere nella compravendita dei diritti televisivi e cinematografici all'estero.
http://www.unita.it/italia/a-minuti-sentenza-mediaset-br-i-pm-frode-fiscale-e-riciclaggio-1.459315
— con Andrea Rovetto e Simone Carapia
"Non ce l’ho fatta, chiedo scusa agli italiani".
«Pensavo di chiedere scusa agli Italiani perché non ce l’ho fatta». Ora, la nostra ingenuità ci porta istintivamente a credere che Silvio alluda al disastro politico, economico e sociale perseguito e ottenuto da lui medesimo in anni di Governo. Probabilmente, però, la frase, sibillina e allusiva, riguarda altro. Partendo dal Decreto Biondi del 1994 che ammorbidiva tutto per accuse di reato in cui era impelagato il gruppo Fininvest, passando attraverso la legge che nel 2001 cancellava le prove che provenivano dall’estero per rogatoria ai magistrati italiani, arrivando a un polverone nel 2011 inserito nel Decreto Sviluppo per modificare la norma sulla quota legittima che regolava la gestione delle eredità (e siamo nel momento della separazione da Veronica), in 18 anni di presenza politica berlusconiana, Silvio ha combattuto 38 volte per ottenere leggi pensate e realizzate su misura per lui: le cosiddette leggi ad personam. 38 volte, lo ribadiamo, un numero spaventoso che però non deve aver soddisfatto l’ex premier che tuttora è imputato in 6 processi che abbracciano i settori più disparati riguardando la frode fiscale, il falso in bilancio, l’appropriazione indebita, la prostituzione minorile, la concussione aggravata, la rivelazione di segreti d’ufficio, la diffamazione aggravata e l’evasione fiscale.
I bonifici da 2500 euro al mese destinati alle Olgettine sono l'unica riforma del welfare attuata da Berlusconi in vent'anni di politica .
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il Senato italiano sta discutendo un disegno di legge in materia di diffamazione
Partecipa alla discussione -
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LA SICILIA RIBOLLE - Giulietto Chiesa -
È un voto cruciale che può dare un segnale a tutto il Paese. Non sarebbe la prima volta che la Sicilia indica una svolta per tutta l’Italia. E c’è un fatto nuovo, la possibilità di infliggere un colpo duro alla casta: a quella siciliana e a quella nazionale. Questo fatto nuovo si chiama MoVimento 5 Stelle. Che ha svegliato l’Isola e si propone come una svolta chiara e inequivocabile. Ho letto la lettera aperta del MoVimento 5 Stelle siciliano al Governo Monti. Una lettera che mi sento di condividere in gran parte. Non contiene tutto quello che ci avrei messo, ma contiene molto di quello che ci avrei messo anch’io. Io avrei aggiunto per esempio la richiesta al governo Monti di cancellare ogni autorizzazione al MUOS, o meglio al mostro di Niscemi. E di cancellare le troppe servitù militari che soffocano l’isola. Ma c’è tempo anche per questa discussione. L’essenziale è capire che noi abbiamo bisogno di pace, e non di guerra. Soprattutto in questa lettera non c’è niente che io respingerei.
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Dario Fo sta con Grillo: è quello che serve ora
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- LAVORO -: Fornero : Choosy sarai tu: . "Choosy" a chi? La rete contro Fornero Il ministro dice che i giovani dovrebbero adattarsi per entrare nel mercato del lavoro....
- Trucchi e Risorse per lavorare -
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