Source: http://www.comune.spoleto.pg.it/servizi/demografica-anagrafe-stato-civile-elettorale/anagrafe/trasferimento-residenza-dallestero/
Timestamp: 2020-08-08 05:50:36+00:00

Document:
Trasferimento residenza dall’estero - Comune di Spoleto
A chi trasferisce la propria residenza dall’estero ed è in possesso dei seguenti requisiti:
essere in regola con le norme del D. Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 in materia di soggiorno regolare (in considerazione del contenuto della Circolare Ministero Interno 17 novembre 2006 n. 42, della Circolare Ministero Interno 2 aprile 2007 n. 16, della Circolare Ministero Interno 2 agosto 2007, n. 43, della Circolare 28 maggio 2007 n.32 e seguenti in materia, Direttiva del Ministro dell’Interno e del Ministro delle Politiche per la Famiglia del 21 febbraio 2007)
1 – Passaporto o di altro documento equipollente
[v. principalmente l’annesso allegato all’Accordo europeo sul regime della circolazione delle persone tra i Paesi membri del Consiglio d’Europa, Parigi 13 dicembre 1957 all’indirizzo http://conventions.coe.int/Treaty/FR/Treaties/Html/025.htm#ANX, Parere Ministero Interno del 22 gennaio 2008 sulla carta di identità rumena, news sito Ministero Interno del 7 aprile 2008 http://www.servizidemografici.interno.it/sitoCNSD/ricercaNotizie.do?metodo=dettaglioNotizia&servizio=notizie&codiceFunzione=NT&ID_NOTIZIA=1034 circa la carta di identità e il passaporto per cittadini polacchi, v. anche art. 24 L. 218/1995, v. Parere Prefettura di Perugia-Ufficio Territoriale del Governo, 29 maggio 2007 ]
2 – (Nel caso di trasferimento di famiglia) atti autentici che dimostrino la composizione della famiglia, rilasciati dalle competenti autorità dello Stato di provenienza se straniero (o apolide), o dalle autorità consolari se cittadino italiano (v. art. 14 comma 1 D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223, v. anche Parere Ministero Interno aprile 2004 su indicazione dello stato civile e composizione familiare nelle schede anagrafiche)
-Se di cittadinanza extra-UE:
nelle more del rilascio del primo permesso di soggiorno: a)contratto di soggiorno stipulato presso lo Sportello Unico per l’immigrazione, b)ricevuta rilasciata dall’ufficio postale attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di permesso, c)domanda di rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato presentata allo Sportello Unico per l’Immigrazione (Circolare Ministero Interno n.16/2007) oppure
nelle more del rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari: a)visto d’ingresso, b)ricevuta rilasciata dall’Ufficio postale attestante l’avvenuta presentazione della richiesta di permesso di soggiorno, c)fotocopia non autenticata del nulla osta rilasciato dallo Sportello Unico per l’Immigrazione (Circolare Ministero Interno n.43/2007) oppure
nelle more del rinnovo del permesso di soggiorno per stranieri extracomunitari mai inseriti nei registri della popolazione residente o cancellati per irreperibilità e ricomparsi successivamente, a condizione che la domanda di rinnovo sia stata presentata prima della scadenza del permesso di soggiorno o entro sessanta giorni dalla sua scadenza: a)ricevuta attestante la presentazione dell’istanza di rinnovo oppure
nelle more del rilascio della carta di soggiorno di familiare di cittadino dell’UE di cui all’art.10 del D. Lgs. 30/2007: a)visto di ingresso quando richiesto, b)qualità di familiare e, se del caso, di familiare a carico; c)ricevuta attestante la presentazione della carta di soggiorno di familiare di cittadino dell’UE di cui all’art.10 del D. Lgs. 30/2007, d)attestato della richiesta d’iscrizione anagrafica del familiare cittadino dell’Unione (può essere omesso se risulta agli atti dell’Ufficio, v. paragrafo 3 Circolare Ministero Interno n.19/2007) (art.9 comma 5. D. Lgs. n. 30/2007)-la pratica di iscrizione anagrafica verrà perfezionata solo dopo l’avvenuto rilascio da parte della competente Questura del titolo di soggiorno sopra indicato (v. art.3 punto 2 lettera a) D. Lgs. n. 30/2007, art.9 comma 5. D. Lgs. n. 30/2007, v. punto 3) Circolare Ministero Interno n. 19/2007)
[familiare: deve intendersi il coniuge, il discendente proprio o del coniuge (di età inferiore a 21 anni o a carico) e l’ascendente in linea retta, a carico, proprio o del coniuge, a prescindere dal grado di parentela, v. art.2 punto 1 lettera b) D. Lgs. n.30/2007, punto 2) Circolare Min. Int. n. 19/2007, punto 2) Circolare Min. Int. n. 39/2007;
qualità di vivenza a carico: può essere resa dichiarazione sostitutiva ex art.46 D.P.R. n. 445/2000, v. punto 2) Circolare Min. Int. n. 19/2007]
– Se di cittadinanza UE
per la quantificazione delle risorse economiche sufficienti si utilizza il parametro dell’importo dell’assegno sociale, consistente per l’anno 2009 in euro 5.317,65 annue; nel calcolo del reddito complessivo va tenuto conto di eventuali ulteriori entrate da parte dei familiari conviventi (v. punto 1) Circolare Ministero Interno n. 19/2007)
copertura di tutti i rischi sanitari nel territorio nazionale: polizza di assicurazione sanitaria almeno di durata pari ad un anno (vanno bene anche i modelli E106, E120, E121 (o E 33), E109 (o E 37), mentre non può essere accettata la tessera sanitaria europea (TEAM) rilasciata dal Paese di provenienza)]
-altri casi contemplati da Circolare Ministero Interno n. 39/2007 (Iscrizione dei minori non accompagnati, Iscrizione per motivi religiosi, v. punti 4) e 5) della circolare citata)
L’utente rivolge istanza di iscrizione anagrafica ai punti di erogazione del servizio, munito dei documenti necessari.
Il cittadino dell’UE nel consegnare la documentazione necessaria ad accertare la sussistenza delle condizioni di soggiorno rivolgerà all’ufficio una istanza di iscrizione ai sensi del D. Lgs. n. 30/2007; contestualmente sottoscriverà la dichiarazione di cui all’art.13 del D.P.R. n. 223/1989 (modello APR/4), v. punto 1) Circolare Ministero Interno n.19/2007 e Circolare Ministero Interno n. 54/2007.
Sempre se trattasi di cittadino dell’UE o di familiare appartenente all’UE, dopo un primo esame della documentazione a corredo della richiesta viene rilasciato immediatamente dagli operatori di sportello l’attestato di ricevuta della richiesta di iscrizione anagrafica per le finalità connesse alla dimostrazione della regolarità del soggiorno in Italia superiore ai tre mesi (art.9 comma 2 D. Lgs. n.30/2007).
L’ufficiale d’anagrafe-referente interno dell’istruttoria valuta: a)la sussistenza del requisito della dimora abituale, per il tramite del corpo di polizia municipale a norma dell’art.19 del D.P.R. n. 223/1989, b)l’altra documentazione a corredo dell’istanza.
Se trattasi di cittadino iscritto all’AIRE di altro comune italiano è necessario prima dell’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente comunale che l’ufficiale d’anagrafe-referente interno dell’istruttoria trasmetta la pratica di iscrizione anagrafica al comune di precedente iscrizione AIRE per il controllo dei dati, l’eventuale rettifica e poi per la corrispondente cancellazione dall’AIRE.
trasmissione aggiornamenti AIRE all’AIRE centrale del Ministero dell’Interno, tramite l’applicazione Anag-AIRE, se il procedimento coinvolge un cittadino italiano iscritto all’AIRE;
comunicazione al consolato italiano competente, se il procedimento coinvolge un cittadino italiano iscritto all’AIRE;
Qualora il responsabile del procedimento adotti un provvedimento negativo, è ammesso ricorso al Prefetto territorialmente competente, nel termine di 30 giorni dalla data di notifica del provvedimento medesimo; per il cittadino dell’UE se l’adozione del provvedimento negativo avviene per mancanza dei requisiti previsti dal D. Lgs. 30/2007, è ammesso ricorso al Tribunale in composizione monocratica del luogo ove dimora il richiedente.
Nel caso in cui c’è un trasferimento di residenza dall’Estero, deve essere resa idonea dichiarazione anagrafica nel termine di venti giorni dalla data in cui si sono verificati i fatti.
Nel caso in cui trattasi di convivenza anagrafica, come definita dall’art. 5 del DPR n. 223/1989, la dichiarazione deve essere resa dal responsabile di convivenza; anche il componente maggiorenne può presentare all’ufficiale di anagrafe dichiarazioni relative a variazioni o mutazioni anagrafiche che lo riguardano purché vistate dal responsabile di convivenza (parte B paragrafo 6-ISTAT Metodi e Norme serie B – n.29 edizione 1992).
Chi trasferisce la residenza dall’estero deve comprovare all’atto della dichiarazione anagrafica la propria identità mediante l’esibizione del passaporto o di altro documento equipollente. Se, poi, il trasferimento concerne anche la famiglia, deve inoltre esibire atti autentici che ne dimostrino la composizione, rilasciati dalle competenti autorità dello Stato di provenienza se straniero (o apolide), o dalle autorità consolari se cittadino italiano (v. art. 14 comma 1 D.P.R. 30 maggio 1989, n. 223, v. anche Parere Ministero Interno aprile 2004 su indicazione dello stato civile e composizione familiare nelle schede anagrafiche).
In particolare, ai fini della corretta identità degli stranieri, è necessario fare riferimento all’art.14 del D.P.R. n. 223/1989, all’art. 24 della L. n. 218/1995, nonché alle convenzioni sottoscritte dall’Italia e dai vari Stati Esteri. Il cittadino straniero verrà iscritto in anagrafe con i dati (cognome, nome, luogo e data di nascita) desunti dal passaporto o da altri documenti autentici. Nell’evenienza in cui emergano discordanze fra i dati riportati in tali ultimi atti, è necessario acquisire un’attestazione consolare recante le esatte generalità. (v. Parere Prefettura di Perugia-Ufficio Territoriale del Governo, 29 maggio 2007)
Le firme sugli atti e documenti formati all’estero da autorità estere e da valere in Italia sono legalizzate dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all’estero. (Le firme apposte su atti e documenti dai competenti organi delle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane o dai funzionari da loro delegati non sono soggette a legalizzazione.) (art. 33 comma 2 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445)
Ai medesimi atti redatti in lingua straniera, deve essere allegata una traduzione in lingua italiana certificata conforme al testo straniero dalla competente rappresentanza diplomatica o consolare, ovvero da un traduttore ufficiale (art. 33 comma 3 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445).
Le firme sugli atti e documenti formati in Italia da valere in Italia, rilasciati da una rappresentanza diplomatica o consolare estera residente in Italia, sono legalizzate a cura delle prefetture (art. 33 comma 4 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445).
Leggi o accordi internazionali possono esentare dall’obbligo della legalizzazione e della traduzione (art. 33 comma 5 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445).
Le convenzioni principali sono:
1) Convenzione dell’Aja del 5 Ottobre 1961 che sopprime la legalizzazione degli atti pubblici esteri (L. 20 dicembre 1966, n. 1253):
a norma dell’art. 3 della convenzione, per gli Stati contraenti (http://www.eda.admin.ch/eda/it/home/topics/intla/intrea/dbstv/data13/e_19610213.html), viene apposta la c.d. apostille dall’autorità competente dello Stato dal quale emana il documento.
2) Convenzione di Londra del 7 giugno 1968 che sopprime la legalizzazione degli atti compilati dagli agenti diplomatici o consolari (legge di ratifica ed esecuzione L. 28 gennaio 1971, n. 222):
a norma dell’art. 2 della convenzione, gli atti stesi dagli agenti diplomatici o consolari di una Parte contraente (http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/ChercheSig.asp?NT=063&CM=8&DF=10/22/2008&CL=ITA), per essere prodotti sul territorio italiano, non necessitano della legalizzazione da parte delle prefetture di cui all’art.33 comma 4 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.
3) Convenzione di Atene del 15 settembre 1977 che opera la dispensa dalla legalizzazione per taluni atti e documenti dell’autorità estera (legge di ratifica ed esecuzione L. 25 maggio 1981, n. 386):
a norma dell’art. 2 della convenzione, tra gli altri gli atti e documenti riguardanti lo stato civile, la capacità o la situazione familiare delle persone fisiche, la loro nazionalità, il loro domicilio o la loro residenza, qualunque sia l’uso al quale sono destinati, sono accettati da ciascuno Stato contraente (http://web.lerelaisinternet.com/CIECSITE/SignatRatifConv.pdf) senza legalizzazione o formalità equivalente.
4) Convenzione di Bruxelles del 25 maggio 1987 che sopprime la legalizzazione di atti negli Stati membri della CEE (L. 24 aprile 1990, n. 106):
a norma dell’art. 2 della convenzione, ciascuno stato contraente (http://itra.esteri.it/Visualizza.asp?ID=46666) esonera gli atti a cui si applica la convenzione da qualsiasi forma di legalizzazione o da qualsiasi altra formalità equivalente (la convenzione si applica anche agli atti redatti da agenti diplomatici o consolari di uno Stato contraente qualora debbano essere esibiti sul territorio di un altro Stato contraente).
Esistono, inoltre, altri tipi di convenzioni che prevedono la dispensa dalla legalizzazione per taluni tipi di atti: è opportuna la consultazione della banca dati ITRA “Archivio dei Trattati Internazionali” sul sito del Ministero degli Affari Esteri all’indirizzohttp://itra.esteri.it/default1.asp.
Per quanto attiene all’esenzione dall’obbligo della traduzione si fa cenno a:
– Convenzione di Vienna dell’8 settembre 1976 relativa al rilascio di estratti plurilingue di atti di stato civile (L. 21 dicembre 1978, n. 870):
a)a norma dell’art. 1 della convenzione, ciascuno Stato contraente (http://web.lerelaisinternet.com/CIECSITE/SignatRatifConv.pdf) prevede che gli estratti di stato civile attestanti nascita, matrimonio o morte, quando tra l’altro il loro impiego richieda una traduzione, sia redatta in conformità ai formulari A, B e C annessi alla convenzione medesima;
b)a norma dell’art. 8 della convenzione, gli estratti di che trattasi sono accettati nel territorio di ciascuno degli Stati contraenti, senza legalizzazione o formalità equivalente.
Di norma all’atto della presentazione della dichiarazione anagrafica di trasferimento residenza dall’Estero, non è possibile attivare contestualmente le procedure di aggiornamento di che trattasi, in quanto patente di guida e carta di circolazione estere devono essere sostituite, in generale, con documenti italiani secondo le vigenti disposizioni normative (Circolare Ministero Interno 10/1/1997, n. 1 “Decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n. 610. Aggiornamento della carta di circolazione per cambio di residenza o di abitazione”).
Per informazioni di dettaglio: http://www.trasporti.gov.it/page/NuovoSito/site.php?p=cm&o=vd&id=2718 (sito del Ministero dei Trasporti ).
D.P.R. 6 settembre 1989, n. 323-regolamento per l’esecuzione della L. n. 470/1988, sull’anagrafe e il censimento delgi italiani all’estero;
L. 7 agosto 1990, n.241-norme procedimento amministrativo e diritto di accesso ai documenti amministrativi
Direttiva del Ministro dell’Interno e del Ministro delle Politiche per la Famiglia 21 febbraio 2007;
Circolare del Presidente del Consiglio dei Ministri 15 dicembre 1980 “Traduzioni di atti formati all’estero ed attestazione della loro conformità all’originale….””;
Circolare Ministero Interno 22 febbraio 1993, n.1-definizione pratiche migratorie
Circolare Ministero Interno e Ministero Solidarietà Sociale 28 dicembre 2006, n.2 (ingresso nell’UE dei rumeni e bulgari e regime transitorio sino al 31/12/2007);

References: art. 24
 art. 14
 art.3
 art.9
 art.2
 art.46
 art. 14