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Timestamp: 2018-02-19 19:29:03+00:00

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News – Osservatorio sull'Università
Con la sentenza del 7 febbraio 2018, n. 103, il TAR Umbria, Perugia, Sez. I, ha chiarito che l’articolo 29, comma 19, legge 30 dicembre 2010, n. 240, demanda a decreto ministeriale l’indicazione di criteri e modalità anche per quanto riguarda “la selezione dei destinatari dell’intervento” specificando che il riconoscimento del beneficio debba comunque aver luogo “secondo criteri di merito accademico e scientifico”. L’ art. 4, comma 1, lett c,) del d.m. 26 luglio 2013, n. 665 dispone, coerentemente, che le risorse siano attribuite esclusivamente secondo criteri di metodo accademico e scientifico, precisando che i procedimenti di selezione basati sulla valutazione comparativa dei candidati sono disciplinati dall’Università con proprio regolamento, osservando quali criteri il complesso delle attività didattiche di ricerca e gestionali svolte. Leggi il testo completo: TAR Umbria, Perugia, Sez. I, 7 febbraio 2018, n. 103
Con la sentenza del 7 febbraio 2018, n. 134, il TAR Emilia Romagna, Bologna, Sez. I, ha chiarito che, nel procedimento di nomina di componenti del consiglio di amministrazione di un ateneo, il comitato di selezione – quale organo giudicatore istituito ad hoc per detto procedimento – è dotato di amplissima discrezionalità, trattandosi di valutazioni concernenti la nomina dei componenti del consiglio di amministrazione dell’università e, quindi, di atti rientranti a pieno titolo negli atti di alta amministrazione, relativi a tale struttura universitaria. Riguardo a tale categoria di atti, la giurisprudenza amministrativa ha costantemente ribadito che essi, a differenza di quanto richiesto per gli atti amministrativi ordinari, non necessitano di un puntuale obbligo motivazionale, assolvendo essi la funzione istituzionale di raccordo tra l’attività di governo dell’amministrazione e/o dell’ente pubblico e l’attività amministrativa, con conseguente attenuazione di tale obbligo, in relazione sia al carattere […]
Con la sentenza del 2 febbraio 2018, n. 186, il TAR Toscana, Firenze, Sez. I, ha chiarito che, in materia di valutazione comparativa per la copertura di posto a professore ordinario, non incorre nel divieto di partecipazione di cui all’art. 18 co. 1,lett. b, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, il candidato che sia stato componente del collegio accademico. In particolare, come noto, la giurisprudenza amministrativa ha esteso il divieto di partecipazione di cui all’art. 18, co. 1, lett. b), della legge n. 240/2010 al caso del rapporto di coniugio, non espressamente previsto dalla disposizione, la quale menziona i soli “rapporti di parentela o di affinità, fino al quarto grado compreso”. Sul punto, si è, infatti, osservato che l’elemento giustificativo dell’incompatibilità sancita dalla legge, ovvero la familiarità derivante dal rapporto di parentela o affinità tra uno dei candidati e i componenti degli […]
Con la sentenza del 29 gennaio 2018, n. 617, il Consiglio di Stato, Sez. VI, all’esito di una intricatissima vicenda, ha dichiarato l’infondatezza dell’appello e illegittimità della delibera del Senato accademico del Politecnico di Milano, nella parte in cui prevede che “intieri corsi di studio siano erogati esclusivamente in una lingua diversa dall’italiano”, per violazione dell’art. 2, legge 30 dicembre 2010, n. 240, nel significato che ad esso ha assegnato la Corte Costituzionale nella pronuncia del 27 febbraio 2017, n. 42. Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 29 gennaio 2018, n. 617 Leggi anche: Corte Costituzionale, 24 febbraio 2017, n. 42 ; Consiglio di Stato, Sez. VI, 22 gennaio 2015, n. 242; TAR Lombardia, Milano, Sez. III, 23 maggio 2013, n. 1348
Con la sentenza del 24 gennaio 2018, n.200, il TAR Lombardia, Milano, Sez. III, ha ricordato come le Sezioni Unite della Corte di Cassazione si siano già espresse in materia di compensi non autorizzati dalla P.A. (ordinanza n. 19072 del 2016) affermando, con riferimento ad una controversia involgente un rapporto di lavoro c.d. contrattualizzato (con i conseguenti riflessi in punto di giurisdizione) ed i cui principi possono essere applicati anche ad una domanda di annullamento riguardante un’ipotesi di pubblico impiego non contrattualizzato (le cui controversie sono notoriamente attratte alla giurisdizione del Giudice amministrativo), che “la controversia avente ad oggetto la domanda della P.A. rivolta ad ottenere dal proprio dipendente il versamento dei corrispettivi percepiti nello svolgimento di un incarico non autorizzato appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario, atteso che l’amministrazione creditrice ha titolo per richiedere l’adempimento dell’obbligazione senza doversi rivolgere alla […]
Con la sentenza del 23 gennaio 2018, n. 182, il TAR Calabria, Catanzaro, Sez. II, ha ricordato come la giurisprudenza amministrativa, in più occasioni, abbia avuto modo di chiarire che “la “valutazione comparativa” che la commissione esaminatrice di un concorso per ricercatore e professore universitario è chiamata a svolgere consiste in un raffronto globale delle capacità e dei titoli dei vari candidati. Dal tenore della disposizione di cui all’art. 4, d.p.r. 23 marzo 2000, n. 117, non si ricava affatto che la Commissione debba in ogni caso esternare attraverso una apposita motivazione le ragioni per le quali ritiene di dover attribuire la vittoria ad un candidato piuttosto che ad altro, in quanto una motivazione siffatta non è certamente necessaria qualora dai giudizi individuali e dal giudizio collegiale emergano elementi di valutazione nettamente favorevoli in favore di alcuni dei candidati, perché […]
Con la sentenza del 18 gennaio 2017, n. 96, il TAR Piemonte, Torino, Sez. I, ha ribadito che l’articolo 18, comma 4, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, sancisce che l’attività di insegnamento prestata per una università in qualità di professore a contratto è ostativa alla partecipazione alle selezioni indette ai sensi della disposizione medesima. In particolare, la disposizione in parola non fa alcuna distinzione, nell’ambito dei rapporti di servizio che precludono la partecipazione ai concorsi indetti ai sensi di tale previsione, in base alla durata di tali rapporti, che rimangono ugualmente preclusivi sia che abbiano avuto una estensione temporale limitata ad una sola settimana, sia che si siano protratti per l’intero triennio anteriore alla pubblicazione del bando, o anche più. Del resto, la norma intende favorire l’assunzione in qualità di professori di ruolo di persone che si sono formati […]
Con la sentenza del 10 gennaio 2018, n. 203, il TAR Lazio, Roma, Sez. III, ha affermato che, nelle procedure di classificazione delle riviste scientifiche, è annullabile, per difetto di motivazione e carenza d’istruttoria, il giudizio dell’ANVUR concernente il mancato riconoscimento alla rivista della prima fascia di merito, laddove l’organismo di valutazione non abbia tenuto conto del parere positivo reso dalla società scientifica di riferimento, atteso che: a) si tratta di un parere tecnico proveniente da un organismo altamente qualificato del settore del diritto amministrativo; b) l’art. 11 della delibera ANVUR 21 giugno 2012, n. 50 , in sede di istruttoria preliminare alla classificazione delle riviste scientifiche, impone al medesimo Ente di acquisire il parere delle società scientifiche nazionali sugli elenchi delle riviste in classe A. Leggi il testo completo: TAR Lazio, Roma, Sez. III, 10 gennaio 2018, n. 203
Con sentenza del 11 dicembre 2017, n. 2352, il TAR Lombardia, Milano, Sez. III, ha stabilito (in tema di concorsi pubblici), in maniera conforme a quanto già sancito dal Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, 28 luglio 2011, n. 14, che, pur nell’ottica di un tendenziale ampliamento del ricorso allo scorrimento delle graduatorie, cui ha contribuito la legislazione statale, improntata al contenimento della spesa pubblica, non è possibile configurare un ” obbligo incondizionato” in capo all’amministrazione allo scorrimento medesimo. Il principio di prevalenza dello scorrimento delle graduatorie concorsuali non trova applicazione quando speciali disposizioni impongano l’esperimento di nuove procedure concorsuali ai fini, tra l’altro, della stabilizzazione del personale precario. Leggi il testo completo: TAR Lombardia, Milano, Sez. III, 11 dicembre 2017, n. 2352
Con sentenza del 4 dicembre 2017, n. 5651, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha stabilito che il dpr 8 luglio 2005, n. 212, all’art. 11, disciplina in generale le istituzioni AFAM non statali, e prevede che «l’autorizzazione a rilasciare i titoli di Alta formazione artistica, musicale e coreutica può essere conferita, con decreto del Ministro, a istituzioni non statali già esistenti alla data di entrata in vigore della legge». Ai fini dell’ apertura della sede decentrata occorre la valutazione dell’AVNUR, ma erra l’Amministrazione laddove stabilisca che detta autorizzazione possa essere rilasciata solo dopo il decorso di un triennio. Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 4 dicembre 2017, n. 5651
La Corte dei Conti, Sez. Riunite in sede di controllo, ha pubblicato il Referto sul sistema universitario, che riferisce sugli esiti dell’attività di controllo svolta sul sistema universitario dopo l’entrata in vigore della legge di riforma 30 dicembre 2010, n. 240 e fornisce un aggiornamento del referto pubblicato poco prima dell’entrata in vigore della legge di riforma Leggi il testo completo: Referto sul sistema universitario
Con ordinanza del 14 novembre 2017, n. 5249, il Consiglio di Stato, Sez. III, ha rimesso alla Corte di giustizia dell’Unione Europea le seguenti questioni pregiudiziali: a) se gli artt. 21, 22 e 24 della direttiva 2005/36/CE impongano ad uno Stato membro, in cui vige l’obbligo di formazione a tempo pieno ed il correlato divieto di contemporanea iscrizione a due corsi di laurea, il riconoscimento automatico di titoli che siano invece conseguiti, nello Stato membro di provenienza, contemporaneamente o in periodi parzialmente sovrapponibili; b) se, nel caso di risposta affermativa, l’art. 22, lett. a), e l’art. 21 della direttiva 2005/36/CE possano interpretarsi nel senso che all’Autorità dello Stato membro al quale è chiesto il riconoscimento sia comunque consentito verificare la condizione che la durata complessiva, il livello e la qualità di siffatta formazione non siano inferiori a quelli della formazione […]
Con sentenza del 13 novembre 2017, n. 5217, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha chiarito che, ferma restando l’illegittimità dell’art. 8, comma 8, del dm 16 aprile 2012, n. 76, laddove aveva previsto, con riguardo alla composizione della Commissione giudicatrice, che «… in sede di prima applicazione si prescinde dal requisito della positiva valutazione di cui all’art. 6, comma 7, della Legge… (n. 240)», poiché siffatta deroga transitoria si pone ictu oculi in contrasto con le norme poste in fonti sovraordinate, pur nella disciplina a regime è, altresì, causa d’illegittimità del citato art. 8 anche il criterio di semplificazione posto dal precedente comma 3, ove, senza alcun riscontro in o legittimazione da tali fonti sovraordinate, il possesso della qualificazione per gli aspiranti commissari richiama sì il criterio di valutazione ex art. 4, co. 4, per i titoli dei candidati, ma non anche quello di […]
Con sentenza del 27 ottobre 2017, n. 10764, il TAR Lazio, Roma, Sez. III, ha stabilito che l’art. 20, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, nel trattare dei progetti di ricerca finanziati a carico del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica, afferma che essi sono assoggettati a valutazione tramite appositi comitati, secondo criteri stabiliti con decreto ministeriale di natura non regolamentare; tuttavia, dal tenore della predetta disposizione non è possibile evincere, quale necessaria conseguenza, che i bandi con i quali il Ministero comunica l’avvio di una procedura per il conferimento dei suddetti fondi e che regolano il procedimento di conferimento debbano essere adottati mediante decreto ministeriale. In altri termini è ben possibile che l’Amministrazione individui tali criteri in via generale con un decreto ministeriale e che, successivamente, proceda alla pubblicazione degli avvisi relativi alla gestione del […]
Con sentenza del 20 ottobre 2017, n. 10548, il TAR Lazio, Roma, Sez. III, ha stabilito che, in tema di abilitazione scientifica nazionale, perché si giunga alla formazione della maggioranza qualificata ai fini dell’idoneità o ad un giudizio di non idoneità, è necessario che ciascun commissario si esprima chiaramente in termini favorevoli o negativi nei confronti di ogni candidato, e che in seguito la commissione rielabori collegialmente tali giudizi individuali in una valutazione complessiva del candidato, che costituisca – per quanto possibile – una sintesi dei singoli pareri. Leggi il testo completo: TAR Lazio, Roma, Sez. III, 20 ottobre 2017, n. 10548
Con sentenza del 18 ottobre 2017, n. 4832, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha stabilito che, in una procedura valutativa per l’attribuzione di un posto a professore universitario, il ricorso al metodo sintetico espressivo di giudizi mediante l’attribuzione del solo punteggio numerico non può essere reputato sufficiente, laddove la commissione giudicatrice si autovincoli ad esprimere motivati giudizi analitici. Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 18 ottobre 2017, n. 4832
Con sentenza del 5 ottobre 2017, n. 10091, il TAR Lazio, Roma, Sez. III, ha ribadito che, in tema di abilitazione scientifica nazionale, l’art. 5, del d.m. 7 giugno 2012, n. 76, prevede la facoltà, per la commissione esaminatrice, di prevedere criteri ulteriori che non sostituiscano quelli ivi fissati e che l’unico limite a tale facoltà, come ritenuto dalla Sezione in altre occasioni (per tutte, TAR Lazio, Roma, Sez. III, 1 giugno 2016, n. 6435), è stato ravvisato nell’esigenza di non “sterilizzare” l’applicabilità dei criteri e parametri generali indicati nel decreto citato, con ciò contemperando, da un lato, l’esigenza di uniformare il più possibile le modalità di valutazione degli organi collegiali e, dall’altro, rendere comunque più aderenti i giudizi alle specificità del settore concorsuale di riferimento. Leggi il testo completo:TAR Lazio, Roma, Sez. III, 5 ottobre 2017, n. 10091
Con sentenza del 20 settembre 2017, n. 4401, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha stabilito che, in un concorso per il reclutamento di un ricercatore a tempo determinato, l’attività di ricerca (svolta da soggetti che aspirano, in ultima istanza, a un insegnamento universitario) non può essere computata con i medesimi criteri dello svolgimento dell’insegnamento negli istituti di istruzione secondaria, dove rilevano anche i giorni di effettivo servizio. Tale equiparazione, in particolare, non è possibile perché diversi sono i criteri di conferimento del titolo abilitante allo svolgimento della successiva attività nei diversi gradi dell’istruzione. Di conseguenza, ai fini della dimostrazione del compimento del triennio previsto, la somma di due periodi semestrali non equivale a un periodo annuale perché a monte del relativo riconoscimento v’è la valutazione del candidato che può esser ritenuto idoneo alla svolgimento di un’attività di ricerca limitata […]
Con sentenza del 15 settembre 2017, n. 1823, il TAR Lombardia, Milano, Sez. III, ha ribadito che l’art. 4, della legge 2 agosto 1999, n.264, subordina l’ammissione ai corsi i cui accessi sono programmati a livello nazionale o dalle singole università al previo superamento di apposite prove di cultura generale, sulla base dei programmi della scuola secondaria superiore, e di accertamento della predisposizione per le discipline oggetto dei corsi medesimi. La locuzione “ammissione” contenuta nella norma sopra citata fa riferimento al solo primo accoglimento dell’aspirante nel sistema universitario. Nel definire modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato a livello nazionale a.a. 2012-2013, inoltre, il d.m. 28 giugno 2012 usa indifferentemente i termini di “ammissione” ed “immatricolazione”, facendo riferimento quest’ultimo allo studente che si iscriva al primo anno di corso. Ne consegue che, anche […]
Il 15 settembre p.v. scade il termine per presentare osservazioni in merito al documento dell’Anac recante “Aggiornamento 2017 al Piano Anticorruzione”, che contiene al suo interno (Sez. III) anche un approfondimento sulle Istituzioni Universitarie. Leggi il testo completo: Aggiornamento 2017_PNA cons
Con ordinanza del 31 agosto 2017, n. 4478, il TAR Lazio, Roma, Sez. III, ha sospeso la delibera con la quale un ateneo aveva deciso di estendere l’accesso programmato anche alle facoltà umanistiche (giustificando tale scelta con la mancanza di docenti), ritenendo la stessa non compatibile con quanto stabilito dalle norme primarie di riferimento, ed in particolare dall’art. 1 della legge 2 agosto 1999, n. 264. Leggi il testo completo: TAR Lazio, Roma, Sez. III, 31 agosto 2017, n. 4478
Con la sentenza del 1 agosto 2017, n. 3844, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha ribadito che i docenti incaricati stabilizzati, divenuti professori associati, non possono cumulare il beneficio della permanenza in servizio per un ulteriore biennio con lo speciale regime di favore per essi previsto dall’art. 2 della legge 7 agosto 1990, n. 239. Non può godere, infatti, del beneficio della permanenza in servizio per un ulteriore biennio previsto dall’art. 16 del d. lgs. 30 dicembre 1992, n. 503, colui che ha già usufruito del beneficio concesso dall’art. 2 della legge 7 agosto 1990, n. 239, che prevede la possibilità di permanere in servizio fino all’età di 70 anni (Cfr. Cons. Stato, Sez. VI, 10 maggio 2013, n. 2539). Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 1 agosto 2017, n. 3844
Con la sentenza del 17 luglio 2017, n. 3511, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha stabilito che l’ipotesi di cui all’art. 7, comma 2, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, la quale prevede che la decisione relativa alla richiesta di professori e ricercatori ad essere collocati in aspettativa sia disposta dal Rettore, sentite le strutture di afferenza, segue la regola del silenzio assenso sancita all’art. 20, della legge 7 agosto 1990, n. 241, la quale, dunque, non opera soltanto nei casi in cui vengano in rilievo “interessi sensibili”, avendo un campo di applicazione generalizzato senza che possano rilevare tipologie di atti ovvero la loro natura discrezionale o vincolata. Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 17 luglio 2017, n. 3511
Il Consiglio di Stato, Sezione Consultiva per gli atti normativi, 13 luglio 2017, n. 1668, ha reso il parere sullo schema di decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca recante “Regolamento concernente le modalità per l’ammissione dei medici alle scuole di specializzazione in medicina, ai sensi dell’articolo 36, comma 1, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368”. Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sezione Consultiva per gli atti normativi, 13 luglio 2017, n. 1668
Con la sentenza del 11 luglio 2017, n. 3418, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha affermato che l’art. 63, del d. lgs. 30 marzo 2001, n. 165, ha devoluto al giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro «tutte le controversie relative ai rapporti di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni», escluse quelle in materia di procedure concorsuali di assunzione. In tale contesto, rimangono, tuttavia, devolute alla giurisdizione generale di legittimità del giudice amministrativo le controversie in cui si contesta in via diretta il corretto esercizio del potere amministrativo, deducendosi, dunque, l’illegittimità dei cd. atti di macro organizzazione, ovvero degli atti con cui l’amministrazione definisce le linee fondamentali di organizzazione degli uffici e i modi di conferimento della titolarità degli stessi: in tale ipotesi, infatti, il rapporto di lavoro costituisce non l’effettivo oggetto del giudizio, ma soltanto l’occasione di esso, dato che gli effetti […]
Con ordinanza del 5 luglio 2017, n. 3319, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha rimesso all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato la questione relativa al valore da riconoscere, ai fini di un’iscrizione universitaria, al diploma di fisioterapista rilasciato ai sensi della legge 19 maggio 1971, n. 403. Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 5 luglio 2017, n. 3319
Con la sentenza del 5 luglio 2017, n. 7914, il TAR Lazio, Roma, Sez. III bis, ha affermato che, nelle procedure di classificazione delle riviste scientifiche, la sussistenza delle condizioni legali per la catalogazione in classe A va verificata con preregolati canoni e metodi di analisi oggettivi e compatibili rispetto ai criteri di legge ed in relazione alla concreta situazione degli aspetti di complessiva valutazione tecnico-discrezionale. Leggi il testo completo: TAR Lazio, Roma, Sez. III bis, 5 luglio 2017, n. 7914
Con la sentenza del 5 luglio 2017, n. 3318, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha stabilito che spetta alla singola università, attraverso i propri regolamenti, disciplinare in modo vario-con il solo rispetto dei principi generali del diritto, in particolare del principio di ragionevolezza e proporzionalità-le procedure per riconoscere ad un proprio docente il titolo di «professore emerito», dovendo il giudice valutare, caso per caso, quali scelte concrete siano state adottate dall’ateneo. Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 5 luglio 2017, n. 3318
Con la sentenza del 23 giugno 2017, n. 7385, il TAR Lazio, Roma, Sez. III, ha stabilito che l’art. 127, lett. c), t.u. imp. civ. St. (d.p.r. 10 gennaio 1957, n. 3) individua una specifica causa estintiva del rapporto di pubblico impiego (assenza ingiustificata dall’ufficio per un periodo di durata non inferiore a quindici giorni) che si collega al mancato assolvimento dell’obbligo primario del dipendente di garantire, con continuità e senza interruzione, l’obbligo di prestazione lavorativa, salvo si versi in presenza di condizioni esonerative della stessa che però devono essere portate tempestivamente alla cognizione dell’amministrazione. Leggi il testo completo: TAR Lazio, Roma, Sez. III, 23 giugno 2017, n. 7385
Con la sentenza del 15 giugno 2017, n. 2933, il Consiglio di Stato, Sez. III, ha sancito che la cessazione del rapporto di servizio dei medici dipendenti delle università esercenti attività assistenziale presso le strutture sanitarie pubbliche non esige il contemperamento tra gli interessi, in quanto manca il rapporto di impiego fra la struttura sanitaria e il medico universitario; per tale motivo, è previsto il diverso procedimento di cui all’art. 5, comma 14, del d.lgs. 21 dicembre 1999, n. 517, che non prevede diffida, ed il cui esito non è comunque in grado di intaccare il rapporto di impiego con l’ateneo di riferimento. I giudici hanno, inoltre, affermato che spetta alle università-come per le aziende sanitarie con riferimento al rispetto del principio di incompatibilità (in caso di intra moenia) e unicità (extra moenia) del rapporto assistenziale con il Servizio Sanitario Nazionale-vigilare sul rispetto del dovere di […]
Con la sentenza del 5 giugno 2017, n. 756, il TAR Toscana, Firenze, Sez. I, ha chiarito che la sospensione cautelare facoltativa del pubblico dipendente va disposta sul presupposto della natura particolarmente grave del reato, senza che sia richiesto che il medesimo abbia assunto la qualità di imputato, essendo sufficiente la sua sottoposizione a procedimento penale (Cons. Stato, Sez. VI, 13 febbraio 2013 n. 880 e Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, 14 gennaio 2013, n. 3). In particolare, si tratta di un atto che riveste una propria autonomia, essendo preordinato all’allontanamento dal servizio del dipendente in attesa dell’avvio del procedimento disciplinare, a fini cautelativi, a tutela del superiore interesse pubblico dell’amministrazione, il cui perseguimento risulta pregiudicato dalla permanenza del dipendente- cui sono contestati fatti rilevanti anche penalmente- con pregiudizio del regolare svolgimento dello stesso servizio (Cons. Stato, Sez. III, 11 luglio 2014 […]
Il 9 giugno 2017, ore 11, presso l’Università di Milano Bicocca (Sala Lauree di Giurisprudenza, Edificio U6, II piano, Piazza dell’Ateneo nuovo 1, Milano) si terrà il seminario di studio dal titolo“Università e Valutazione”. Nell’occasione sarà presentato l’Osservatorio sull’Università. PROGRAMMA DELLA GIORNATA Introduzione Loredana Garlati Interventi La valutazione: scopi e metodi in prospettiva comparata, Roberto Moscati La valutazione massiva della ricerca:costi e benefici, Alberto Baccini Il ruolo dell’ANVUR nella governance del sistema universitario, Giulio Vesperini Il ruolo delle società scientifiche, Carla Barbati La valutazione della qualità della ricerca (VQR), Roberto Cavallo Perin Valutazione e classificazione delle riviste scientifiche, Aldo Sandulli Le interazioni tra processi di valutazione e procedure di abilitazione scientifica nazionale e reclutamento, Antonio Banfi Valutazione e finanziamenti, Marco Dugato Valutazione, accreditamento, autovalutazione (AVA), Alfredo Marra L’impatto della valutazione sui dipartimenti universitari, Patrizia Marzaro La valutazione della didattica, Fabrizio Fracchia […]
Con la sentenza del 5 giugno 2017, n. 191, il TAR Emilia Romagna, Parma, Sez. I, ha chiarito che, con riferimento allo status giuridico dei professori, il dovere di rispettare la regola per cui – tra gli incarichi non vietati – gli incarichi extraistituzionali consentiti al dipendente (rispetto ai quali quest’ultimo è legittimato a trattenere le relative remunerazioni) sono solo quelli o previamente autorizzati dall’Amministrazione datoriale o quelli dalla stessa direttamente conferiti, costituisce interpolativamente (giacchè introdotto per legge) null’altro che uno dei diversi doveri del dipendente che rientrano nel fascio dei suoi obblighi dovuti per effetto del rapporto lavorativo dipendente. Il giudice di prime cure ha, poi, chiarito che il provvedimento di accertamento dei presupposti dell’obbligo di versamento dei compensi percepiti dal dipendente pubblico rientra nella giurisdizione amministrativa ex artt. 3 e 63, comma 4, della d.lgs. 30 marzo 2001, stante il regime pubblicistico del […]
Con la sentenza del 3 giugno 2017, n. 698, il TAR Piemonte, Torino, Sez. I, ha fornito una interpretazione dell’articolo 18, comma 4, della legge 30 dicembre 2010, n. 240. In particolare, detta disposizione, che consente alle università di riservare una parte del budget disponibile per la chiamata di professori di prima e seconda fascia a copertura di procedure concorsuali riservate alla partecipazione di soggetti esterni alla università- allo scopo di acquisire competenze professionali formatesi in un diverso contesto culturale e, perciò, maggiormente idonee a garantire quel fermento e quel ricambio di idee che dovrebbe caratterizzare un ambiente accademico-va interpretata nel senso di escludere dalla partecipazione alle selezioni indette (ai sensi della disposizione medesima) coloro che abbiano svolto, presso la medesima università, l’attività di insegnamento, in qualità di professore a contratto, nel triennio anteriore alla pubblicazione del decreto che indice la procedura. Leggi […]
Con la sentenza del 26 maggio 2017, n. 2511, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha stabilito che, nello speciale ambito del servizio sanitario nazionale, attiene alla sfera propria del giudice ordinario l’impugnativa della decisione del direttore generale di un’azienda sanitaria locale di modificare una struttura operativa complessa in struttura semplice, trasferendola dal servizio sanitario all’ambito universitario. Diversamente, infatti, da quanto previsto per le amministrazioni pubbliche in genere, la giurisdizione a conoscere dell’impugnazione di un atto di macro organizzazione, ancorché finalizzato al raggiungimento del fine pubblico dell’azienda, spetta al giudice ordinario, in quanto provvedimento esplicitamente “disciplinato dal diritto privato”, ex art. 3 del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 (come modificato dall’art. 3, d.lgs. 19 giugno 1999, n. 229), in coerenza con il suo carattere imprenditoriale. Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. III, 26 maggio 2017, n. 2511
Con la sentenza del 23 maggio 2017, n. 242, il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha stabilito che, nelle procedure di valutazione comparativa per la copertura di un posto di Ricercatore, il termine di 20 giorni stabilito dall’art. 6, d.p.r. 9 maggio 1994, n. 487- che deve intercorrere tra la data di ricezione della comunicazione di fissazione delle prove e la data delle prove medesime- ha solo la funzione di preavvertire con congruo anticipo i candidati circa il momento dello svolgimento delle prove stesse, affinché essi vi possono partecipare e non quello di assegnare ai medesimi più tempo per la preparazione (Cons. Stato, Sez. VI, 17 aprile 2009, n. 2315). Laddove, quindi, il candidato sostenga le prove senza sollevare obiezioni, deve ritenersi che la comunicazione, sia pure ricevuta quando mancavano meno di 20 giorni, abbia comunque raggiunto il suo […]
Pubblichiamo le osservazioni formulate dal Consiglio Universitario Nazionale in merito alle Linee Guida per l’accreditamento dei corsi di dottorato, adottate con la nota MIUR n. 11677 del 14 aprile 2017. Leggi il testo completo: Osservazioni_CUN_Linee_Guida_2017_accreditamento_corsi_dottorato Leggi anche: Linee_guida_dottorati_2017
Con la sentenza del 11 maggio 2017, n. 104, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimi gli articoli 8 e 10 del d.lgs. 29 marzo 2012, n. 49, concernente “la programmazione, il monitoraggio e la valutazione delle politiche di bilancio e di reclutamento degli atenei”, annullando, di fatto, la disciplina del costo standard per studente e il suo utilizzo per il riparto del Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO). Leggi il testo completo: Corte Costituzionale, 11 maggio 2017, n. 104 Leggi anche: TAR Lazio, Roma, Sez. III bis, 11 dicembre 2015, n. 13885 (Ordinanza)
Con le sentenze del 27 aprile 2017, nn. 1949, 1950 e 1951, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha ritenuto illegittimo il giudizio di inidoneità all’abilitazione alle funzioni di professore di seconda fascia espresso dalla commissione esaminatrice, avendo quest’ultima introdotto un criterio più selettivo (la “piena maturità” scientifica, requisito previsto per i professori di prima fascia), così modificando, in maniera consistente, i parametri stabiliti dal d.m. 7 giugno 2012, n. 76. In particolare, la Commissione, nell’esercitare il potere di cui all’articolo 3, comma 3, e all’articolo 6, comma 5, in maniera considerevolmente incisiva, ha attribuito valore esclusivo all’elemento qualitativo, rendendo sostanzialmente irrilevanti, ai fini del conseguimento dell’abilitazione, tutti gli altri elementi qualitativi previsti dall’articolo 5 del d.m. citato. Pur essendo vero che la Commissione può stabilire di non utilizzare uno o più dei criteri fissati dal decreto ministeriale in relazione alla specificità del settore concorsuale […]
Con la sentenza del 21 aprile 2017, n. 4904, il TAR Lazio, Roma, Sez. III, ha stabilito che, nelle procedure di revisione della classificazione delle riviste di fascia A, è annullabile, per difetto di motivazione e carenza d’istruttoria, il giudizio dell’ANVUR concernente il mancato riconoscimento della rivista della prima fascia di merito, laddove quest’ultima non abbia tenuto conto dei pareri positivi resi dalla società scientifica di riferimento. Leggi il testo completo: TAR Lazio, Roma,Sez. III, 21 aprile 2017, n. 4904
Con la sentenza del 13 aprile 2017, n. 1764, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha stabilito che, nelle procedure di valutazione comparativa per l’assegnazione di un posto di ricercatore universitario a tempo determinato ex art. 24, comma 3, lett. b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, la disciplina applicabile, ai fini dell’equipollenza di titoli di studio e professionali stranieri per l’ammissione ad essa, è solo quella di cui all’art. 38, comma 3, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, e resta tale grazie al suo specifico richiamo contenuto nell’art. 2, comma 1, del d.p.r. 30 luglio 2009, n. 189, che ha dato attuazione all’art. 5 della legge 11 luglio 2002, n. 148, sulla ratifica e sulla esecuzione della Convenzione di Lisbona, relativa al riconoscimento dei titoli di studio d’insegnamento superiore nella Regione europea. Dall’analisi di detta disposizione si desume, in particolare, che […]
Con la sentenza del 5 aprile 2017, n. 1592, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha ribadito che, nelle procedure di abilitazione scientifica nazionale, la decisione della commissione esaminatrice di disapplicare o sostituire i criteri valutativi stabiliti in via generale dal d.m. 7 giugno 2012, n. 76, ancorchè ammessa dallo stesso regolamento, esige, per un verso, il rispetto delle forme prescritte dall’art. 3, comma 3, d.m. cit. e, per un altro, un onere motivazionale (anche questo imposto dalla citata disposizione regolamentare) particolarmente intenso. A fronte, infatti, della regolazione normativa del contenuto dei criteri valutativi dei titoli e delle pubblicazioni nelle procedure di abilitazione per l’accesso alle funzioni di professore di prima fascia, la diversa scelta, da parte della Commissione, di parametri diversi e più restrittivi (come nella fattispecie in esame) postula sia la pubblicazione di tale decisione sul sito del Ministero […]
Con la sentenza del 27 marzo 2017, n. 1375, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha stabilito che, in relazione ad una procedura di “censimento” di professori associati in possesso della idoneità a professore di I fascia, laddove l’ateneo- nell’avviso di indizione- richieda ai candidati il possesso di requisiti “non inferiori” a quelli individuati dall’ANVUR per l’abilitazione nazionale dei professori di I fascia, la succitata locuzione “non inferiori”, non può che essere interpretata letteralmente nel senso di “pari o superiori a”– di cui, peraltro, alla simbologia matematica minore/uguale e maggiore/uguale- ed in nessun caso (ed in nessun campo) la stessa può essere intesa esclusivamente come “superiore”. Leggi il testo completo: Consiglio di Stato, Sez. VI, 27 marzo 2017, n. 1375
Con la sentenza del 14 marzo 2017, n. 195, il TAR Calabria, Reggio Calabria, ha stabilito che l’art. 6 , della legge 30 dicembre 2010 n. 240, preclude ai professori a tempo pieno la possibilità di ottenere autorizzazioni postume. In particolare, la sentenza chiarisce che anche per i docenti universitari è prevista l’autorizzazione quale condizione per lo svolgimento di incarichi esterni retribuiti: l’art. 6 della legge 30 dicembre 2010, n. 240, distingue, in particolare, tra le attività liberamente esercitabili, anche con l’ottenimento di un compenso e sempre fatto salvo il rispetto degli obblighi istituzionali, e attività che possono essere svolte esclusivamente previa autorizzazione, presso enti pubblici e privati senza scopo di lucro, purché non si determinino situazioni di conflitto di interesse con l’università di appartenenza.Tra le prime rientrano l’attività di valutazione e referaggio, lezioni e seminari di carattere occasionale, attività di collaborazione scientifica e di consulenza, attività […]
Con la sentenza del 20 marzo 2017, n. 3720, il TAR Lazio, Roma, Sez. III bis, ha sancito l’illegittima della delibera del consiglio di facoltà che, ai sensi dell’art. 24, comma 6, della legge 30 dicembre 2010 n. 240, individua, ai fini della nomina a professore universitario di seconda fascia, un ricercatore a tempo indeterminato in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale, ove risulti che sia mancata la pubblicità della predetta procedura e che l’ateneo non abbia espletato una procedura di tipo comparativo, funzionale all’individuazione del candidato da sottoporre alla valutazione della Commissione appositamente costituita ai fini della successiva chiamata. Leggi il testo completo: TAR Lazio, Roma, Sez. III bis, 20 marzo 2017, n. 3720 Negli stessi termini, leggi anche: TAR Lombardia, Milano, Sez. III, 20 novembre 2015, n. 2440
In Gazzetta Ufficiale del 21 febbraio 2017, n. 43, il decreto ministeriale n. 662/2016, contenente la Tabella di corrispondenza tra posizioni accademiche italiane ed estere, di cui all’articolo 18, comma 1, lett. b), della legge 30 dicembre 2010, n. 240. Leggi il testo completo: decreto ministeriale 662 del 2016
Con la sentenza del 13 marzo 2017, n. 1154, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha stabilito che la ratio della normativa di cui all’art. 18, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67, convertito con modificazioni in legge 23 maggio 1997, n. 135, e art. 10-bis, comma 10, del decreto-legge 30 settembre 2005 n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248 – la quale declina e traduce un principio generale dell’ordinamento, quale il divieto di locupletatio cum aliena iactura (così Consiglio di Stato, Comm. Spec., 6 maggio 1996, n. 4) – è quella di tenere indenne i soggetti che abbiano agito in nome e per conto, ed anche nell’interesse, dell’amministrazione di appartenenza, sollevando i funzionari pubblici dal timore di eventuali conseguenze giudiziarie connesse all’espletamento delle loro attività istituzionali (cfr. Consiglio di Stato, sez. IV, 7 marzo 2005, n. 913). Tuttavia, Il rimborso […]
Con la sentenza del 27 febbraio 2017, n. 2922, il TAR Lazio, Roma, Sez. III bis, ha sancito l’illegittimità del contributo di 18,7 milioni di euro versato da Miur in favore del Consorzio interuniversitario Cineca, ritenuto aiuto di stato illegale ai sensi dell’articolo 107 TFUE, idoneo ad alterare le regole di mercato a tutto svantaggio degli altri operatori del medesimo settore (nella specie, sistemi software e gestionali dedicati alle Università e Pubbliche amministrazioni). La decisione evidenzia, in particolare, come il Consorzio interuniversitario Cineca abbia, nel corso degli anni, assunto una veste imprenditoriale e commerciale, producendo e vendendo servizi non solo agli enti consorziati, ma anche a terzi e, nello specifico, privati (tra cui società italiane ed internazionali di rilievo), fino ad arrivare ad assumere, nel mercato di riferimento, un ruolo dominante, favorito da due elementi idonei a produrre effetti distorsivi della concorrenza: la prassi degli affidamenti diretti e […]
Con la sentenza del 28 febbraio 2017, n. 5058, la Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha respinto il ricorso promosso da Miur ed Anvur contro la sentenza del Consiglio di Stato che ordinava l’inserimento della rivista “Diritto e processo amministrativo” in Fascia A. Leggi il testo completo: Corte di Cassazione, Sez. Unite, 28 febbraio 2017, n. 5058 Leggi anche: TAR Lazio, Roma, Sez. III, 22 febbraio 2013, n. 934 TAR Lazio, Roma, Sez. III, 10 gennaio 2014, n. 324 Consiglio di Stato, Sez. VI, 25 marzo 2015, n. 1584 Consiglio di Stato, Sez. VI, 11 gennaio 2016, n. 53
Con la sentenza 24 febbraio 2017, n. 42, la Corte Costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 2, comma 2, lettera l), della legge 30 dicembre 2010, n. 240 (Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonchè delega al Governo per incentivare la qualità e l’efficienza del sistema universitario), sollevate in riferimento agli articoli 3, 6 e 33 della Costituzione. In particolare, come si legge in sentenza, “i principi di cui agli articoli 3, 6, 33 e 34 della Costituzione, se sono incompatibili con la possibilità che intieri corsi di studi siano erogati esclusivamente in una lingua diversa dall’italiano, non precludono certo la facoltà, per gli atenei che lo ritengano opportuno, di affiancare all’erogazione di corsi universitari in lingua italiana corsi in lingua straniera, anche in considerazione della specificità di determinati settori scientifico-disciplinari. […]
L’ Agenzia nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) ha reso pubblica l’indagine inerente la Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) del sistema universitario italiano per il quadriennio 2011-2014 Leggi il testo completo: Rapporto Anvur-VQR 2011-2014
Con la sentenza del 20 febbraio 2017, n. 2601, il TAR Lazio, Roma, Sez. III, ha stabilito che, in tema di abilitazione scientifica nazionale, ricorre la violazione dell’art. 4, comma 4, del decreto di indizione della procedura (di cui al d.p.r. 14 settembre 2011, n. 222) – che prescrive una valutazione “analitica” delle pubblicazioni scientifiche e dei titoli presentati – ove i giudizi si limitino a formulare la valutazione finale per ciascuna categoria di elementi presi in considerazione, senza individuare singolarmente alcuno di essi. E’ infatti vero che tale prescritta analiticità deve tenere conto dell’elevato numero di candidati partecipanti alla procedura e, inoltre, del numero di pubblicazioni e titoli che ogni Commissione deve valutare per ciascuno di essi (attesa la prescrizione di produrre le pubblicazioni rilevanti per esteso). Ma è, altresì, necessario che ciascuno dei candidati possa avere sicura contezza dell’avvenuta […]
La Professoressa Carla Barbati, Ordinario di Diritto Amministrativo, Presidente dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Amministrativo (AIPDA), già Vicepresidente del CUN, è il nuovo Presidente del Consiglio Universitario Nazionale. Di seguito il Comunicato Stampa del MIUR Ufficio Stampa Roma, 14 febbraio 2017 Università, Fedeli: “Buon lavoro alla neo Presidente del Cun” È la professoressa Carla Barbati, ordinaria di diritto amministrativo La professoressa Carla Barbati, ordinaria di diritto amministrativo, è la nuova Presidente del Consiglio Universitario Nazionale. “A lei – dichiara la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli – vanno i miei auguri di buon lavoro. Con l’occasione ringrazio anche il Presidente uscente, il professor Andrea Lenzi, per il suo impegno e per il lavoro fatto fino ad oggi nell’ambito di un organismo tanto prezioso per questo Ministero. Proprio pochi giorni fa ho portato il mio primo […]
Con la sentenza del 10 febbraio 2017, n. 584, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha stabilito che, in tema di procedure di abilitazione scientifica nazionale, è illegittima la disapplicazione o la rimodulazione, da parte della commissione giudicatrice, dei criteri previsti dagli art. 4 e 5, del d.m. 7 giugno 2012, n. 76, concernenti la valutazione delle pubblicazioni scientifiche, trattandosi di parametri oggettivi e precostituiti, muniti di un rilevante grado di significatività circa la qualità e la quantità delle pubblicazioni e della produzione scientifica dei candidati, e non manifestamente incompatibili con il macrosettore di riferimento. Di conseguenza, la rilevata esclusione dei menzionati criteri e parametri valutativi oggettivi precostituiti dalla normativa secondaria vizia, a sua volta, il giudizio di non idoneità espresso, con la conseguenza di impedire di sindacare la coerenza del percorso logico e della congruità dell’apprezzamento scientifico posti a base […]
Con la sentenza del 10 febbraio 2017, n. 582, il Consiglio di Stato, Sez. VI, ha stabilito l’illegittimità dell’articolo 8, del d.m. 7 giugno 2012, n. 76, nella parte in cui prevede che, in sede di prima applicazione, si possa prescindere dal possesso in capo ai commissari del requisito della positiva valutazione di cui all’articolo 6, comma 7, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, per violazione dell’articolo 16, commi 2 e 3, della legge succitata, atteso che la norma in parola contiene un precetto non autorizzato dalle fonti sovraordinate, le quali, come noto, non ammettono che si possa, neanche per un periodo limitato, prescindere dal requisito in esame. Del resto, la stessa legge 30 dicembre 2010, n. 240, nell’indicare le modalità applicative dei suoi precetti, non attribuisce al decreto ministeriale compiti attuativi afferenti ai criteri relativi alla commissione. Ne consegue che […]
Con la sentenza del 23 gennaio 2017, n. 1200, il TAR Lazio, Roma, Sez. III bis, chiamato a pronunciarsi in ordine ad un concorso per l’attribuzione di un assegno di ricerca, ha stabilito che, laddove il bando di concorso (e il relativo regolamento d’Ateneo) prevedano che il responsabile scientifico e il titolare dell’assegno non debbano essere tra loro “legati da rapporti professionali in atto o preesistenti”, l’interpretazione da darsi al termine “legati” non deve essere restrittiva, nel senso della sussistenza di un legame necessariamente contrattuale delle parti ai fini dell’integrazione della relativa fattispecie, atteso che il rapporto di natura professionale si caratterizza anche solo per la sussistenza di reciproci interessi di carattere economico e una connotazione fiduciaria, come deducibile dalla stessa disposizione succitata, la cui ratio è evidentemente finalizzata a tutelare l’imparzialità dell’attività amministrativa, anche al fine di assicurare la par condicio tra i candidati interessati alla procedura […]

References: sentenza 
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 art. 3
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 art. 24
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 art. 10
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