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Timestamp: 2019-07-22 13:47:47+00:00

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Intermediari finanziari, Confidi e Operatori professionali in oro
Nell’ordinamento italiano l’attività bancaria consiste nell’esercizio congiunto della raccolta di risparmio e di fondi liquidi tra il pubblico e della concessione del credito.
Le banche raccolgono il risparmio e i fondi liquidi con l’obbligo di rimborsarli sia sotto forma di depositi sia sotto altra forma.
Coerentemente con l’ordinamento europeo, oltre all’attività bancaria le banche possono svolgere ogni altra attività finanziaria, tranne quelle riservate a soggetti di altra natura.
sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo o con assunzione di garanzia nei confronti dell’emittente
Le SIM sono sottoposte alla vigilanza della Banca d’Italia e della Consob ed iscritte in un albo tenuto dalla Consob. I gruppi di SIM di cui all’art. 11 del TUF sono iscritti in un albo tenuto dalla Banca d’Italia e soggetti a vigilanza su base consolidata.
I conglomerati finanziari sono gruppi di imprese, attivi in maniera significativa nei settori assicurativo e bancario o dei servizi di investimento, che comprendano almeno un’impresa assicurativa e una operante nel settore bancario o dei servizi di investimento, e che abbiano al vertice un’impresa regolamentata oppure svolgano attività principalmente nel settore finanziario.
Il Decreto Legislativo 13 agosto 2010 n. 141 riforma, in attuazione della Direttiva U.E. n. 48/2008, la disciplina del credito al consumo.
Il decreto contiene una profonda rivisitazione della normativa relativa agli intermediari finanziari e agli altri operatori del settore finanziario i cui effetti si manifesteranno gradualmente secondo i termini e le modalità dettate dalle disposizioni transitorie.
Sono in corso i lavori per l’emanazione delle norme secondarie necessarie a dare piena attuazione alla riforma del Titolo V del T.U.B.; fra l’altro, verrà istituito l’albo unico degli intermediari finanziari previsto dalla nuova formulazione dell’art. 106 T.U.B. Fino al completamento della riforma, ai soggetti operanti nel settore finanziario, continuano ad applicarsi le precedenti norme di legge, riportate nell’Appendice al T.U.B., e il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze n. 29/2009.
Le informazioni presenti su questo sito verranno, pertanto, via via aggiornate per tenere conto dei diversi sviluppi della riforma.
Nella sezione dedicata a ogni tipologia di operatore vengono segnalati i primi effetti del provvedimento.
Dal 1° gennaio 2008 la Banca d’Italia ha assunto la gestione e le connesse verifiche degli Albi ed Elenchi relativi agli Intermediari finanziari ex art. 106 T.U.B. e relative sezioni e agli Operatori professionali in oro.
I poteri e gli interventi di controllo della Banca d’Italia, finalizzati a verificare il mantenimento nel tempo dei requisiti per l’iscrizione, oltre che la conformità alla normativa di settore, sono differenziati per soggetto e, comunque, meno estesi rispetto a quelli previsti per gli intermediari sottoposti a vigilanza prudenziale.
Si ricorda che gli elenchi relativi agli Agenti in attività finanziaria e alle società di Mediazione creditizia sono ora tenuti dall’Organismo di Agenti e Mediatori (OAM).
Sono intermediari finanziari ex art. 106 i soggetti, iscritti nel relativo elenco, che esercitano nei confronti del pubblico in via professionale l’attività di concessione di finanziamenti così come definita dal Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 17 febbraio 2009, n. 29 (G.U. del 3 aprile 2009 S.G. n.78), oppure servizi di cassa e di pagamento (servicing) in operazioni di cartolarizzazione disciplinate dalla Legge n. 130/1999.
Per informazioni di dettaglio visita la pagina dedicata Intermediari finanziari ex art. 106.
Nell’elenco speciale ex art. 107 T.U.B. sono iscritti:
gli intermediari ex art. 106 di maggiore dimensione che concedono finanziamenti di importo superiore a determinate soglie di operatività fissate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze;
tutti gli intermediari ex art. 106 che esercitano attività di servicing in operazioni di cartolarizzazione;
i confidi di maggiore dimensione, che superano determinate soglie di operatività fissate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Gli intermediari finanziari iscritti sia nell’elenco ex art. 106 sia nell’elenco ex art. 107 sono indicati sul sito internet della Banca d’Italia solo come intermediari ex art. 107 T.U.B.
La Banca d’Italia iscrive le società finanziarie nell’elenco ex art. 107 T.U.B. dopo averne valutato il possesso di determinati requisiti di tipo organizzativo e patrimoniale. Dopo l’iscrizione nell’elenco speciale previsto dall’art. 107 del Testo Unico Bancario (T.U.B.) le società finanziarie sono sottoposte ai controlli di vigilanza microprudenziale della Banca d’Italia.
La riforma del 2010 prevede l’istituzione di un albo unico degli intermediari finanziari che esercitano nei confronti del pubblico l’attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, e ne affida la tenuta alla Banca d’Italia.
La riforma prevede, altresì, una disciplina transitoria per i soggetti già iscritti nell’elenco generale di cui all’articolo 106 o nell’elenco speciale di cui all’articolo 107 T.U.B. (cfr. art. 10 del D.Lgs. n. 141/2010).
Confidi (Intermediari finanziari ex art. 155 comma 4)
Si intendono per Confidi – Consorzi e Cooperative di garanzia collettiva fidi – i soggetti che, ai sensi della Legge 326/2003, svolgono esclusivamente l’attività di rilascio di garanzie collettive dei fidi e i servizi connessi o strumentali, a favore delle piccole e medie imprese associate, nel rispetto delle riserve di attività previste dalla legge.
In particolare, i consorzi di garanzia collettiva dei fidi di cui all’art. 155, comma 4, del Testo Unico Bancario (T.U.B.) sono espressamente sottratti all’applicazione delle disposizioni del Titolo V del T.U.B. relative agli intermediari finanziari e la loro operatività non è sottoposta al regime di vigilanza prudenziale della Banca d’Italia, che viene invece esercitato nei confronti dei confidi iscritti nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del Testo Unico Bancario (T.U.B.).
I confidi iscritti ai sensi dell’art. 155, comma 4, del Testo Unico Bancario (T.U.B.) nell’apposita sezione dell’elenco generale, possono svolgere esclusivamente l’attività di garanzia collettiva dei fidi che consiste nella “prestazione mutualistica e imprenditoriale di garanzie” volta a favorire l’accesso delle piccole e medie imprese associate al credito di banche e degli altri soggetti operanti nel settore finanziario (art. 13, comma 1, del D.L. n. 269/2003 convertito dalla Legge 326/2003). A tali operatori è pertanto precluso l’esercizio di prestazioni di garanzie diverse da quelle indicate e, in particolare, il rilascio di fidejussioni nei confronti del pubblico nonché l’esercizio delle altre attività riservate agli intermediari finanziari ex art. 106.
La riforma del 2010 prevede l’istituzione di un nuovo elenco dei confidi, anche di secondo grado, che esercitano esclusivamente l’attività di garanzia collettiva dei fidi. La tenuta di quest’elenco sarà affidata a un apposito Organismo (cfr. artt. 112, 112-bis, T.U.B.).
Per informazioni di dettaglio visita la pagina dedicata ai Confidi.

References: art. 106
 art. 106
 art. 106
 art. 107
 art. 106
 art. 106
 art. 106
 art. 107
 art. 107
 art. 107
 art. 10
 art. 155
 art. 106