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Timestamp: 2020-03-29 11:39:39+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19954 del 05/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19954 del 05/10/2016
Cassazione civile sez. VI, 05/10/2016, (ud. 08/06/2016, dep. 05/10/2016), n.19954
sul ricorso 4666/2015 proposto da:
P.A., rappresentata e difesa, per procura speciale a
margine del ricorso, dall’Avvocato Giovanna Antida Vitagliano
Moccia;
avverso il decreto n. 52042/13 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositato il 24/07/2014;
sentito, per la ricorrente, l’Avvocato Vitagliano Moccia.
che, con ricorso depositato il 14 ottobre 2013 presso la Corte d’appello di Roma, P.A. proponeva opposizione, della L. n. 89 del 2001, ex art. 5-ter, avverso il decreto con il quale il consigliere designato aveva rigettato la sua domanda di equa riparazione per la irragionevole durata di un giudizio iniziato il 15 giugno 2007 e deciso con sentenza depositata il 14 novembre 2011, sul rilievo che il giudizio stesso aveva avuto una durata inferiore a sei anni, previsto come termine di durata ragionevole dalla L. n. 89 del 2001, art. 2, comma 2-ter;
che la Corte d’appello, in composizione collegiale, rigettava l’opposizione condividendo l’interpretazione della citata disposizione offerta dal consigliere designato;
che per la cassazione di questo decreto P.A. ha proposto ricorso affidato ad un unico motivo, illustrato da successiva memoria;
che con l’unico motivo di ricorso la ricorrente deduce violazione e falsa applicazione della L. n. 89 del 2001, artt. 2 e 2-bis, dolendosi del fatto che la Corte d’appello, pur avendo dato atto dell’avvenuto superamento della durata ragionevole per un anno e cinque mesi, abbia poi rigettato la domanda ritenendo che la disposizione di cui all’art. 2, comma 2-ter, possa applicarsi anche ai giudizi svoltisi in unico grado;
che il ricorso è fondato, alla luce del condiviso principio per cui “in tema di equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo, la L. 24 marzo 2001, n. 89, art. 2, comma 2-ter, secondo cui detto termine si considera comunque rispettato se il giudizio viene definito in modo irrevocabile in un tempo non superiore a sei anni, costituisce norma di chiusura che implica una valutazione complessiva del giudizio articolato nei tre gradi, e non opera, perciò, con riguardo ai processi che si esauriscono in unico grado” (Cass. n. 23745 del 2014; in senso conforme, Cass. n. 14101 del 2015; Cass. n. 14966 del 2015; Cass. n. 20915 del 2015; Cass. n. 23348 del 2015; Cass. n. 23349 del 2015);
che la Corte d’appello di Roma si è, all’evidenza, discostata da tale principio, sicchè il decreto impugnato va cassato, con rinvio, per nuovo esame della domanda, alla Corte d’appello di Roma, in diversa composizione;

References: Sentenza 
 art. 5
 sentenza 
 art. 2
 art. 2
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.