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Timestamp: 2020-02-21 03:40:51+00:00

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20. Fondi per rischi ed oneri e passività potenziali | LEONARDO 2016 AR
20. Fondi per rischi ed oneri e passività potenziali
Corrente 16 128 48 82 475 749
Non corrente 140 113 318 103 607 1.281
156 241 366 185 1.082 2.030
Passività settore Trasporti (8) - - - (3) (11)
Accantonamenti 138 61 7 76 311 593
Utilizzi (1) (57) (16) (9) (49) (132)
Assorbimenti - (14) (9) (63) (197) (283)
Altri movimenti (4) (24) 33 26 (29) 2
31 dicembre 2015 281 207 381 215 1.115 2.199
Corrente 3 83 84 96 470 736
Non corrente 278 124 297 119 645 1.463
281 207 381 215 1.115 2.199
Accantonamenti 3 59 27 69 227 385
Utilizzi (5) (58) (64) (19) (84) (230)
Assorbimenti - - (19) (45) (155) (219)
Altri movimenti 7 (27) (180) (12) (6) (218)
31 dicembre 2016 286 181 145 208 1.097 1.917
Corrente 111 74 19 94 494 792
Non corrente 175 107 126 114 603 1.125
286 181 145 208 1.097 1.917
Gli “Altri fondi rischi e oneri” includono prevalentemente:
il fondo per rischi e oneri contrattuali per €mil. 533 (€mil. 443 al 31 dicembre 2015), principalmente riferibile al settore Aeronautica;
il fondo rischi su partecipazioni per €mil. 3 (€mil. 6 al 31 dicembre 2015), che accoglie gli stanziamenti per le perdite eccedenti i valori di carico delle partecipate non consolidate e valutate con il metodo del patrimonio netto;
il fondo rischi fiscali per €mil. 133 (€mil. 190 al 31 dicembre 2015);
il fondo vertenze con i dipendenti ed ex dipendenti per €mil. 37 (€mil. 39 al 31 dicembre 2015);
il fondo rischi contenziosi in corso per €mil. 55 (€mil. 70 al 31 dicembre 2015).
Relativamente ai rischi, si riporta di seguito un quadro di sintesi dei procedimenti penali pendenti nei confronti di alcune società del Gruppo o della stessa Leonardo e di taluni precedenti amministratori nonché dirigenti per fatti commessi nell’esercizio delle loro funzioni in società del Gruppo o nella stessa Leonardo, con particolare riferimento agli accadimenti occorsi nel 2016 e in questi primi mesi del 2017:
è pendente dinanzi al Tribunale di Roma un procedimento penale nei confronti dell’ex Direttore Commerciale di Leonardo, per il reato di cui agli artt.110, 319, 319 bis, 320, 321 e 322 bis c.p., in relazione ai contratti di fornitura conclusi nel 2010 dalle società AgustaWestland, Selex Sistemi Integrati e Telespazio Argentina con il Governo di Panama. Il procedimento prosegue in fase dibattimentale. In relazione a tale vicenda, è altresì pendente un procedimento presso la Procura di Roma nei confronti di Leonardo in ordine all’illecito amministrativo di cui all’art. 25 D.Lgs. 231/01, per i reati di cui agli artt. 321 e 322 bis c.p. ascritti all’allora Direttore Commerciale della Società, nell’ambito del suddetto procedimento penale;
è pendente un procedimento presso la Procura di Roma nei confronti di un ex amministratore, di tre ex dirigenti e di un dirigente di Leonardo, per i reati di cui agli artt. 110 c.p. e 5 D.Lgs. 74/2000 in relazione alla carica di amministratore ricoperta nell’allora Finmeccanica Finance SA, nonché di vari dipendenti e dirigenti della società, per i reato di cui agli artt.110, 646 e 61 n.11 c.p. in relazione, inter alia, a prestiti personali richiesti alla società nel periodo 2008-2014;
con riferimento al giudizio immediato dinanzi al Tribunale di Busto Arsizio in relazione alla fornitura di 12 elicotteri AW 101 VIP/VVIP al Governo Indiano, si rammenta che il 9 ottobre 2014 il Tribunale aveva condannato l’ex Presidente e Amministratore Delegato di Leonardo Spa (in relazione alla carica ricoperta in AgustaWestland) e l’ex Amministratore Delegato di AgustaWestland SpA ad anni due di reclusione in ordine al reato di cui all’art. 2 del D.Lgs. 74/2000 (dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) - limitatamente al periodo di imposta maggio 2009 - giugno 2010 -, disponendo nei confronti di AgustaWestland SpA la confisca dell’importo pari all’ammontare dell’imposta evasa (relativa ad un imponibile pari a €mil. 3,4), considerata ai fini della determinazione dei fondi rischi. Con la medesima pronuncia, il Tribunale aveva invece assolto gli imputati dal reato di cui agli artt. 110, 112 n. 1, 319, 321 e 322 bis, co. 2, n. 2 c.p. (corruzione di pubblici ufficiali di Stati esteri), perché il fatto non sussiste. Avverso la predetta sentenza è stato proposto appello.
Il 7 aprile 2016 la Corte di Appello di Milano ha condannato l’ex Presidente e Amministratore Delegato di Leonardo, alla pena di anni quattro e mesi sei di reclusione, e l’ex Amministratore Delegato di AgustaWestland SpA, alla pena di anni quattro di reclusione, per i reati di cui agli artt. 110, 112 n. 1, 318, 321 e 322 bis, co. 2, n. 2 c.p. e all’art. 2 del D.Lgs. 74/2000. In data 16 dicembre 2016 la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e rinviato ad altra sezione della Corte d'Appello di Milano per nuovo giudizio.
In relazione alle società si rammenta che, in data 25 luglio 2014, il Pubblico Ministero, ai sensi dell’art. 58 D.Lgs. 231/2001, ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico di Leonardo, ritenendo il coinvolgimento della Società, all’esito delle indagini svolte, privo di fondamento dal punto di vista fattuale e giuridico. La Procura procedente ha altresì riconosciuto che la Società sin dal 2003 ha adottato, concretamente attuato e costantemente aggiornato un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo astrattamente idoneo alla prevenzione di reati del tipo di quelli oggetto di contestazione, rivolgendo attenzione anche agli aspetti di compliance al fine di garantire adeguati standard di correttezza ed eticità.
Inoltre in data 28 agosto 2014 il GIP del Tribunale di Busto Arsizio – in accoglimento delle richieste formulate dalle società di applicazione di sanzioni amministrative ai sensi degli artt. 63 del D.Lgs. 231/2001 e 444 ss. c.p.p. – ha applicato ad AgustaWestland SpA la sanzione amministrativa pecuniaria di € 80.000 e ad AgustaWestland Ltd la sanzione amministrativa pecuniaria di € 300.000 nonché la confisca per equivalente della somma di €mil. 7,5;
In relazione a tale vicenda anche le Autorità Indiane a fine febbraio 2013 hanno avviato un’indagine penale, tuttora in corso;
è pendente un procedimento penale, in fase di indagini preliminari, presso la Procura di Busto Arsizio nei confronti di due ex amministratori delegati di AgustaWestland SpA, per i reati di cui agli artt. 2 D.Lgs. 74/2000, 81 e 110 c.p. e agli artt. 322-bis, 81 e 110 c.p., di un ex dirigente, per i reati di cui agli artt. 2 D.Lgs. 74/2000, 81 e 110 c.p. In relazione a tale indagine, in data 23 aprile 2015 sono stati eseguiti presso la sede di Cascina Costa di AgustaWestland SpA alcuni decreti di perquisizione, al fine di acquisire la documentazione contrattuale, contabile ed extra-contabile relativa ai rapporti intrattenuti da AgustaWestland SpA con alcune società di diritto italiano e di diritto estero. Nell’ambito di tale procedimento è stato notificato, nell’aprile 2016, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, limitatamente al reato di cui all’art. 2 D.Lgs. 74/2000, nei confronti di due ex amministratori delegati e di un ex dirigente di AgustaWestland SpA, in relazione ai rapporti intrattenuti con una società di diritto estero. Nell’ambito di tale procedimento risultava altresì indagato un dirigente della società la cui posizione è stata successivamente archiviata;
è pendente dinanzi al Tribunale di Roma un procedimento penale nei confronti dell’ex Vice Presidente di BredaMenarinibus, per i reati di cui agli artt. 110 e 646 c.p. e all’art. 8 del D.Lgs. 74/2000, nonché dell’ex Chief Financial Officer della società, per i reati di cui all’art. 110 c.p. e all’art. 8 D.Lgs. 74/2000, in relazione alla fornitura di 45 filobus effettuata dalla BredaMenarinibus nell’appalto indetto da Roma Metropolitane SpA. La società, quale parte lesa dal reato di cui all’art. 646 c.p., ha provveduto a costituirsi parte civile. All’udienza del 7 aprile 2016 il Giudice, dopo aver proceduto a riunire il presente procedimento con quello a carico dell’ex Amministratore Delegato di BredaMenarinibus, ha pronunciato sentenza di non luogo a procedersi nei confronti dell’ex Vice Presidente di BredaMenarinibus per estinzione del reato. Alla medesima udienza il Tribunale ha altresì ammesso la costituzione di parte civile della società nei confronti dell’ex Amministratore Delegato. Il procedimento prosegue in fase dibattimentale;
è pendente dinanzi al Tribunale di Napoli un procedimento penale avente ad oggetto gli appalti affidati all’allora Elsag Datamat (ora Selex ES SpA) e ad Electron Italia per la realizzazione, rispettivamente, del sistema integrato di monitoraggio del traffico della città di Napoli e dei sistemi di videosorveglianza per alcuni comuni della provincia di Napoli. Nel procedimento risultano imputati l’ex Amministratore Delegato della Electron Italia, l’ex Amministratore Delegato e un dipendente dell’allora Elsag Datamat per il reato di cui agli artt. 326, 353 e 416 c.p., un dipendente dell’allora Elsag Datamat e un dipendente della Electron Italia per i delitti di cui agli artt. 353 e 326 c.p. nonché Selex ES e ad Electron Italia per l’illecito di cui all’art. 24 ter, co. 2, D.Lgs. n. 231/2001. Selex ES Spa ed Electron Italia, a seguito di notifica del decreto di citazione del responsabile civile emesso dal Tribunale su richiesta della parte civile, hanno provveduto altresì a costituirsi responsabili civili. Il procedimento prosegue in fase dibattimentale;
con riferimento al procedimento pendente dinanzi al Tribunale di Trani nei confronti di un ex dipendente dell’allora Elsag Datamat per i reati di cui agli artt. 353 e 356 c.p., avente ad oggetto una gara indetta dal Comune di Barletta per la realizzazione dei sistemi di controllo degli accessi nella ZTL, in data 5 febbraio 2016 il Tribunale ha dichiarato di non doversi procedere nei confronti di un ex dipendente dell’allora Elsag Datamat, per i reati a lui ascritti, in quanto estinti per prescrizione;
è pendente dinanzi al Tribunale di Genova un procedimento penale avente ad oggetto l'esondazione del torrente Chiaravagna verificatasi a Genova il 5 ottobre 2010 che coinvolge un ex dipendente dell’allora Elsag Datamat (ora Selex ES SpA), per i reati di cui agli artt. 426 e 449 c.p. Selex ES SpA, a seguito di notifica del decreto di citazione del responsabile civile emesso dal Tribunale su richiesta delle parti civili, ha provveduto a costituirsi. In esito alla fase dibattimentale, il Tribunale di Genova in data 7 marzo 2017 ha emesso sentenza di assoluzione nei confronti dell’ex dipendente dell’allora Elsag Datamat (ora Selex ES SpA) e del responsabile civile di Selex ES SpA;
sono pendenti due procedimenti penali aventi ad oggetto l’affidamento della realizzazione e gestione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti SISTRI.
Giudizio immediato - Costituzione di parte civile (Selex Service Management)
Nell’ambito del giudizio immediato dinanzi al Tribunale di Napoli a carico di alcuni fornitori e subfornitori di Selex Service Management, all’udienza 7 novembre 2013 la società si è costituita parte civile. Il procedimento prosegue in fase dibattimentale;
Giudizio abbreviato - Costituzione di parte civile (Selex Service Management) Nell’ambito del giudizio abbreviato dinanzi al Tribunale di Napoli a carico dell’ex Amministratore Delegato di Selex Service Management, per i reati di cui all’art. 416, commi 1, 2 e 5 c.p. e agli artt. 81cpv, 110, 319, 320 e 321 c.p. e agli artt. 2 e 8 D.Lgs. 74/2000, e di un fornitore di Selex Service Management all’udienza del 21 novembre 2013 la società si è costituita parte civile.
In data 18 luglio 2014 il Tribunale ha condannato l’ex Amministratore Delegato di Selex Service Management, oltre che alla pena di anni 2 e mesi 6 di reclusione, al risarcimento dei danni in favore della Selex Service Management. Avverso la predetta sentenza è stato proposto appello. Il procedimento è attualmente pendente dinanzi alla Corte di Appello di Napoli;
con riferimento al procedimento dinanzi al Tribunale di Roma nei confronti dell’ex Amministratore Delegato e dell’ex Direttore Vendite di Selex Sistemi Integrati (attualmente in liquidazione), in relazione all’assegnazione di lavori da parte di ENAV SpA, in data 16 ottobre 2015 il Tribunale di Roma ha condannato gli imputati per il reato di cui all’art. 8 del D.Lgs. 74/2000 mentre li ha assolti dal reato di cui all’art. 646 c.p.. Con la medesima pronuncia il Giudice ha altresì condannato l’ex Amministratore Delegato e l’ex Direttore Vendite di Selex Sistemi Integrati al risarcimento dei danni in favore della società (parte civile). Avverso la predetta sentenza è stato proposto appello. L’udienza dinanzi alla Corte di Appello di Roma è prevista per il 24 maggio 2017;
è pendente dinanzi al Tribunale di Roma un procedimento penale avente ad oggetto la gara informale per l’affidamento in ambito ICT di servizi operativi, gestione di contratti e acquisizioni indetta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2010 ed aggiudicata ad un RTI costituito da Selex Service Management e da una società non appartenente al Gruppo Leonardo.
In data 1° luglio 2015 il GUP ha disposto il rinvio a giudizio per l’ex Presidente e Amministratore Delegato di Leonardo, per il reato di cui agli artt. 81 cpv, 110, 326, 353 commi 1 e 2, c.p., per l’ex Amministratore Delegato di Selex Service Management, per il reato di cui agli artt. 110, 319 e 321 c.p. e agli artt. 81 cpv, 110, 326, 353 commi 1 e 2, c.p., nonché per la medesima Selex Service Management, per l’illecito di cui all’art. 25 D.Lgs. n. 231/2001. Leonardo ha provveduto a costituirsi parte civile. Il procedimento prosegue in fase dibattimentale.
In relazione a tale procedimento risultavano altresì imputati, per il reato di cui agli artt. 81 cpv, 110, 326, 353 commi 1 e 2, c.p., l’ex Direttore Operazioni di Selex Service Management, nei cui confronti è stata pronunciata sentenza di proscioglimento, e l’ex Direttore Relazioni Esterne di Leonardo, nei cui confronti è stata pronunciata sentenza ex artt. 444 e ss. c.p.p.;
è pendente un procedimento penale dinanzi al Tribunale di Roma che coinvolge l’Amministratore Delegato dell’allora Selex Systems Integration GmbH (ora Selex ES GmbH), in ordine ai reati di cui agli artt. 110 c.p., 223, comma 2 n. 2, in riferimento agli artt. 216 e 219, commi 1 e 2 n. 1, del R.D. 267/42, in relazione al fallimento di una società fornitrice. Il procedimento prosegue in fase dibattimentale;
è pendente un procedimento penale presso la Procura di Torino avente ad oggetto la fornitura di elicotteri alle Forze Armate, di Polizia e ad altri corpi dello Stato effettuata da AgustaWestland, che coinvolge alcuni amministratori di Leonardo (in carica dal 1994 al 1998) e ad alcuni amministratori di AgustaWestland (in carica dal 1999 al 2014) in ordine al reato di cui all’art. 449 c.p. per la violazione delle norme sull’impiego dell’amianto;
è pendente un procedimento penale dinanzi al Tribunale di Milano che coinvolge alcuni amministratori dell’allora Breda Termomeccanica SpA, poi Ansaldo SpA, in carica nel periodo 1973-1985, imputati per i reati di cui agli artt. 589 commi 1, 2 e 3, 40 comma 2, 41 comma 1 c.p., 2087 c.c. e 590 commi 1, 2, 3, 4 e 5 c.p., per violazione della disciplina prevista in materia di prevenzione delle malattie professionali.
Leonardo, a seguito di notifica del decreto di citazione del responsabile civile emesso dal Tribunale su richiesta delle parti civili, ha provveduto a costituirsi. Il procedimento prosegue in fase dibattimentale.
Sulla base delle conoscenze acquisite e dei riscontri delle analisi ad oggi effettuate, gli Amministratori di Leonardo non hanno effettuato specifici accantonamenti oltre a quanto evidenziato nel corso del paragrafo. Eventuali sviluppi negativi - ad oggi non prevedibili né determinabili - derivanti dagli approfondimenti interni o dalle indagini giudiziarie in corso saranno oggetto di coerente valutazione ai fini di eventuali accantonamenti.
Relativamente agli accantonamenti per rischi a fronte di contenziosi civili, tributari e amministrativi si sottolinea come l’attività delle società del Gruppo Leonardo si rivolga a settori e mercati ove molte problematiche, sia attive sia passive, sono risolte soltanto dopo un significativo lasso di tempo, specialmente nei casi in cui la controparte è rappresentata da committenza pubblica. Ovviamente, in applicazione dei principi contabili di riferimento, sono state accantonate le passività per rischi probabili e quantificabili. Per alcune controversie nelle quali il Gruppo è soggetto passivo, non è stato effettuato alcun accantonamento specifico in quanto si ritiene ragionevolmente, allo stato delle attuali conoscenze, che tali controversie possano essere risolte in maniera soddisfacente e senza significativi riflessi sul Gruppo. Tra le principali controversie si segnalano in particolar modo:
il contenzioso, di cui Leonardo è chiamata a rispondere in virtù degli impegni contrattuali assunti al momento della cessione della allora controllata Finmilano SpA alla Banca di Roma (oggi Unicredit Group), che trae origine dall’accertamento disposto dall’Ufficio delle Imposte Dirette di Roma a carico proprio della Finmilano SpA in ordine al disconoscimento della deducibilità fiscale della minusvalenza originata dalla cessione di un credito pro soluto a incasso “differito” intervenuta a un prezzo inferiore al valore nominale. Dopo alterni risultati nei vari gradi di giudizio, prevalentemente negativi per la Società, e numerosi rinvii attualmente si è in attesa della trattazione del ricorso in Cassazione. Si precisa al riguardo che non sono attualmente prevedibili oneri sostanziali a carico di Leonardo;
nel mese di gennaio 2017 sono stati notificati alla Società Alenia Aermacchi Spa alcuni avvisi di accertamento conseguenti all’esame della documentazione presentata per una richiesta di rimborso dell’IVA di Gruppo della Leonardo S.p.A. per l’esercizio 2011. Nello specifico con gli avvisi sono stati accertati in via presuntiva maggiori imponibili IVA e IRES, un maggiore valore della produzione netta IRAP e ritenute d’acconto nonché sanzioni, interessi (per complessivi €mil 17 a titolo d’imposta e €mil 20 a titolo di sanzioni). Al riguardo la società ha deciso di aderire alla procedura di accertamento con adesione per dimostrare, nella fase conciliativa, l’infondatezza degli atti accertati;
il contenzioso instaurato da Reid nel 2001 nei confronti di Leonardo e Alenia Spazio (poi ALS S.p.A., ora SOGEPA SpA) dinanzi alla Corte del Texas per contestare presunti inadempimenti da parte dell’allora Finmeccanica-Divisione Spazio ad accordi relativi al progetto per la realizzazione del programma satellitare Gorizont. Il contenzioso si è concluso favorevolmente per carenza di giurisdizione della Corte adita. In data 11 maggio 2007 Reid ha notificato a Leonardo ed a SOGEPA un Complaint con il quale ha instaurato un nuovo giudizio dinanzi alla Court of Chancery del Delaware. Nel nuovo giudizio Reid ripropone le stesse domande di risarcimento formulate negli atti della precedente causa in Texas, senza peraltro quantificare l’importo del danno lamentato.Nel costituirsi, Leonardo ha presentato una Motion to Dismiss, con la quale ha eccepito la decadenza e la prescrizione dell’azione e la carenza di competenza giurisdizionale della Corte del Delaware. In data 27 marzo 2008 il giudice ha emesso un provvedimento con il quale ha rigettato la domanda attorea dichiarando la decadenza dell’azione. Tale provvedimento è stato impugnato dalla controparte dinanzi alla Supreme Court of Delaware che, con provvedimento emesso il 9 aprile 2009, ha accolto l’impugnazione e rimesso il giudizio alla Court of Chancery per la decisione in merito all’altra eccezione sollevata da Leonardo e SOGEPA relativa alla carenza di competenza giurisdizionale della Corte del Delaware. E’ stata quindi effettuata la fase di discovery, nel corso della quale sono stati escussi i testimoni richiesti da Reid. Conclusasi nel dicembre 2013 la fase istruttoria, in data 20 novembre 2014 è stata emessa la decisione relativamente alla questione di giurisdizione che ha rigettato l’eccezione sollevata da Leonardo e SOGEPA. Il giudizio sta, pertanto, proseguendo nel merito ed è attualmente in corso di svolgimento la fase di discovery. Si rammenta che è ancora in corso il giudizio di accertamento negativo promosso in Italia da Leonardo e SOGEPA avverso i medesimi fatti e pretese dedotte dal Sig. Dennis Reid innanzi alla corte del Delaware. Il giudizio d’appello pende dinanzi alla Corte di Roma e si trova nella sua fase preliminare;
il contenzioso promosso nel febbraio 2011 dinanzi al Tribunale di Santa Maria da Capua Vetere da G.M.R. SpA, in qualità di azionista unico di Firema Trasporti, contro Leonardo e AnsaldoBreda si è concluso con la dichiarazione d’incompetenza in favore del Tribunale di Napoli. Il 28 aprile 2015 è stata dichiarata l’estinzione della causa, non avendo GMR provveduto a riassumere il giudizio nei termini di legge. GMR, in data 23 giugno 2015, ha, quindi, provveduto alla notifica di un nuovo atto di citazione dinanzi al Tribunale di Napoli a mezzo del quale ha riproposto le medesime domande introdotte nel precedente giudizio. Più precisamente, a parere della società attrice, durante il periodo in cui Leonardo deteneva una partecipazione nella Firema Trasporti (dal 1993 al 2005), la società sarebbe stata soggetta a un’attività di direzione e coordinamento posta in essere a scapito della stessa società e nell’esclusivo interesse del Gruppo Leonardo e, anche successivamente alla cessione della partecipazione da parte di Leonardo, Firema Trasporti, nell’esecuzione di vari contratti in essere con AnsaldoBreda, sarebbe stata soggetta, di fatto, a una dipendenza economica esercitata in maniera abusiva dal Gruppo suddetto. Leonardo e AnsaldoBreda si sono costituite in giudizio chiedendo, nel merito, il rigetto delle domande attoree in quanto palesemente infondate per carenza di tutte le condizioni previste dalla legge quali requisiti per l’azione di responsabilità ex art. 2497 c.c., oltre a chiedere, in via preliminare, la litispendenza (e dunque l’improcedibilità) di questo nuovo giudizio rispetto al procedimento pendente, tra le medesime parti, innanzi alla Corte di appello di Napoli. Il procedimento qui sopra descritto è in corso di svolgimento e si trova ancora in una fase di preliminare trattazione.
Si rammenta, altresì, che gli ingegneri Giorgio e Gianfranco Fiore hanno chiamato in causa Leonardo e AnsaldoBreda nel procedimento promosso dinanzi al Tribunale di Napoli dalla Firema Trasporti in Amministrazione Straordinaria nei confronti degli stessi ingegneri e di una pluralità di altri convenuti. Il Tribunale di Napoli con ordinanza del 18 novembre 2014 ha dichiarato inammissibili, sia le domande proposte da Giorgio e Gianfranco Fiore nei confronti di Leonardo e AnsaldoBreda, sia le domande proposte da G.M.R. (intervenuta volontariamente nel giudizio de quo) e, di conseguenza, ha disposto l’estromissione dal giudizio di Leonardo, AnsaldoBreda e di G.M.R. Avverso tale provvedimento di estromissione il 2 marzo 2015 G.M.R. ha proposto appello innanzi alla Corte di Appello di Napoli. Leonardo e AnsaldoBreda si sono ritualmente costituite e il procedimento d’appello è in corso di svolgimento e si trova nella fase decisionale. In pendenza del suddetto giudizio di appello nella causa promossa da Firema innanzi al Tribunale di Napoli è cambiato il giudice istruttore ed il nuovo giudice, in data 17 giugno 2015, ha revocato il precedente dictum (con le relative declaratorie di inammissibilità e di estromissione) e ha disposto il ritorno del procedimento alla fase di trattazione che è, tuttora, in corso di svolgimento.
il giudizio promosso il 4 marzo 2013, dinanzi al Tribunale di Roma, dal sig. Pio Maria Deiana, in proprio e nella qualità di Amministratore della Janua Dei S.r.l. e della Società Progetto Cina S.r.l. nei confronti di Leonardo per far dichiarare l’invalidità dell’atto di transazione sottoscritto nel dicembre 2000 dalle predette società e l’allora Ansaldo Industria (sino al 2004 controllata di Leonardo ed oggi cancellata dal Registro delle Imprese). Con il citato accordo era stato definito in via conciliativa il giudizio promosso nel 1998 dinanzi al Tribunale di Genova per far accertare inadempimenti contrattuali della Ansaldo Industria nell’ambito di accordi finalizzati a una collaborazione commerciale per la realizzazione di un impianto di smaltimento rifiuti e cogenerazione in Cina, che non fu poi realizzato.
Secondo quanto sostenuto dalle parti attrici nell’atto di citazione, il menzionato accordo transattivo sarebbe stato concluso a condizioni inique approfittando dello stato di bisogno del sig. Deiana e della dipendenza economica in cui versavano le società attrici rispetto ad Ansaldo Industria. La domanda viene svolta nei confronti di Leonardo, invocando a carico di quest’ultima una generica responsabilità discendente dal controllo da essa esercitato nei confronti dell’Ansaldo Industria al tempo dei fatti oggetto di contestazione. Il danno richiesto, da quantificarsi in corso di causa, viene presuntivamente indicato in €mil. 2.700. Leonardo si è costituita il 25 settembre 2013 eccependo, inter alia, il difetto di legittimazione passiva e chiedendo, nel merito, il rigetto delle domande attoree in quanto prive di qualsiasi fondamento in fatto ed in diritto. Alle udienze del 14 maggio e del 25 settembre 2014 sono intervenuti in giudizio, rispettivamente, un socio di minoranza della Società Progetto Cina Srl e un socio di minoranza della Società Janua Dei Italia Srl. Nel corso della prossima udienza del 22 novembre 2017 le parti saranno chiamate a precisare le conclusioni che intendono sottoporre al collegio;
il contenzioso tra Ansaldo STS e SES contro la società russa ZST in relazione al contratto sottoscritto nell’agosto 2010 tra ZST, aggiudicataria dei lavori per la realizzazione della linea ferroviaria Sirth - Benghazi in Libia, e la Joint Venture costituita da Ansaldo STS e SES cui era stata subappaltata l’esecuzione delle opere di segnalamento, automazione, sicurezza e telecomunicazione.
In data 12 agosto 2013 Ansaldo STS e SES avevano agito dinanzi al Tribunale di Milano per ottenere un provvedimento cautelare volto ad inibire l’escussione, da parte di ZST, degli advance payment bond guarantee, emessi dalla Banca Credite Agricole a garanzia degli anticipi corrisposti alle società nell’ambito del citato contratto per un importo pari a circa €mil 70 per Ansaldo STS e €mil 15,7 per Selex ES. L’esecuzione del contratto era stata, infatti, sospesa a seguito dei noti fatti verificatisi in Libia agli inizi del 2011. Il giudizio cautelare si è concluso con un’ordinanza con cui il giudice ha concesso l’inibitoria limitatamente agli importi corrispondenti al valore delle attività eseguite sino alla interruzione dei lavori (pari a €mil 29 per Ansaldo STS e a €mil 3 per Selex ES). La banca ha pertanto proceduto al pagamento del restante importo.
ZST ha, quindi, promosso presso il Vienna International Arbitral Centre un procedimento arbitrale nei confronti di Ansaldo STS e Selex ES per ottenere la restituzione dell’intero importo versato a titolo di corrispettivo. Il 6 maggio 2016 è stato emesso il lodo che ha condannato Ansaldo STS in solido con SES al pagamento della somma di €mil 30, oltre interessi. Ansaldo STS e Selex ES - in conformità alla rispettive quote di fornitura (€ 3,3 mln in capo a Selex ES) - hanno pagato il lodo e, quindi, la controversia può ritenersi conclusa. Si rammenta, altresì, che nell’ambito della cessione di Ansaldo STS a Hitachi il predetto contenzioso non è stato garantito da Leonardo.
Si segnala, inoltre, che i contratti a lungo termine del Gruppo, in virtù della loro complessità, del loro avanzato contenuto tecnologico e della natura dei committenti sono talora caratterizzati da controversie con i clienti riferibili alla rispondenza dei lavori eseguiti alle configurazioni richieste dal cliente e alle performance dei prodotti forniti. A fronte delle criticità prevedibili il Gruppo provvede ad adeguare i costi stimati per l’esecuzione dei contratti, anche tenendo conto delle possibili evoluzioni di tali controversie. Relativamente ai contratti in corso di esecuzione caratterizzati da incertezze e problematiche oggetto di discussione con i clienti si segnalano:
il contratto quinquennale Sistri, stipulato nel dicembre 2009 tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e la Selex Service Management, relativo alla progettazione, gestione e manutenzione del sistema per la tracciabilità dei rifiuti fino al 30 novembre 2014, oggetto dei procedimenti penali sopra descritti.
L’esecuzione del contratto ha risentito dei numerosi interventi legislativi finalizzati a rinviare l’entrata in vigore del sistema, a ridurre drasticamente le categorie di soggetti sottoposti all’obbligo di tracciabilità nonché ad introdurre misure di semplificazione e/o ottimizzazione del sistema e a procrastinare sine die l’entrata in funzione del sistema sanzionatorio. I citati interventi normativi hanno inciso significativamente sull’equilibrio economico-finanziario del contratto, che è stato ulteriormente pregiudicato dal mancato riconoscimento in favore della società di una parte significativa dei corrispettivi.
Inoltre, in data 8 maggio 2014 l’allora Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici, concludendo il procedimento avviato nel luglio 2012, con deliberazione n. 10 ha dichiarato l’affidamento del contratto Sistri non conforme all’art. 17 del Codice dei Contratti Pubblici in tema di contratti segretati e ha disposto la trasmissione degli atti al Ministero e alla Corte dei Conti, oltre che alla DDA presso la Procura di Napoli. La società ha provveduto ad impugnare la suddetta delibera dinanzi al TAR del Lazio, contestandone la legittimità sotto vari profili e il relativo procedimento è ancora in corso. A fronte di tale delibera il Ministero aveva disposto il blocco di alcuni pagamenti dovuti alla Società e richiesto all’Avvocatura dello Stato un parere in merito. I pagamenti, seppur parziali, sono avvenuti nel mese di dicembre 2014 a fronte, si presume, della conferma della validità e legittimità del contratto a cura dell’Avvocatura dello Stato.
In data 21 luglio 2014 Selex Service Management ha comunicato al Ministero di non voler proseguire nella gestione del sistema oltre la scadenza del 30 novembre 2014 contrattualmente fissata, oltre a preannunciare l’intenzione di agire a tutela dei propri diritti al fine di recuperare il capitale investito e ottenere il ristoro dei danni subiti.
Successivamente, la legge n. 116 dell’11 agosto 2014 di conversione, con modificazioni, del D.L. 24 giugno 2014, n. 91, introducendo alcune significative novità al testo dell’art. 11 del decreto legge n. 101 del 31 agosto 2013 (che aveva tra l’altro (i) disposto l’erogazione dei corrispettivi subordinatamente ad un audit di congruità dei costi consuntivati fino al 30 giugno 2013 e alla disponibilità dei contributi versati dagli utenti alla data e (ii) previsto un riequilibrio economico-finanziario del contratto cui non è stato dato poi seguito), ha disposto l’estensione del termine finale di efficacia del contratto con Selex Service Management al 31 dicembre 2015, prevedendo in favore della Selex Service Management l'indennizzo dei costi di produzione consuntivati sino alla predetta data, previa valutazione di congruità da parte dell'Agenzia per l'Italia digitale, nei limiti dei contributi versati dagli operatori.
Il medesimo provvedimento ha stabilito altresì l’avvio, entro il 30 giugno 2015, da parte del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare delle procedure per l'affidamento della concessione del servizio nel rispetto dei criteri e delle modalità di cui al Codice dei Contratti Pubblici.
Con decreto legge n. 244 del 30 dicembre 2016 è stata disposta nuovamente l’estensione del termine finale di efficacia del contratto con Selex Service Management “fino alla data del subentro nella gestione del servizio da parte del nuovo concessionario (…) e comunque non oltre il 31 dicembre 2017”.
A seguito della declinatoria della competenza arbitrale notificata alla società il 19 febbraio 2015 a cura dell’Avvocatura di Stato, la Società ha promosso contro il predetto Ministero un giudizio dinanzi al Tribunale di Roma – Sezione specializzata in materia di impresa. Tale giudizio è volto a far accertare l’avvenuta scadenza del contratto a far data dal 30 novembre 2014.
Il Giudice con ordinanza del 17 febbraio 2016 ha accolto l’istanza della Selex Service Management ex art 186 ter c.p.c. e ha ordinato al Ministero di pagare alla società istante l’importo di €mil. 12, oltre interessi e IVA. In forza della suindicata ordinanza il 12 dicembre.2016 il Ministero ha liquidato alla Selex Service Management la somma di €mil 17. Il giudizio de quo è tuttora in corso di svolgimento e le parti il prossimo 22 novembre 2017 saranno chiamate a precisare le proprie conclusioni innanzi al giudice istruttore;
il contratto di fornitura di 12 elicotteri sottoscritto nel 2010 tra l’AgustaWestland International Ltd e il Ministero della Difesa indiano per un valore complessivo di €mil. 560 circa, oggetto del procedimento penale sopra descritto. Il Ministero della Difesa indiano, con lettera del 15 febbraio 2013 (“Show Cause Notice”), ha chiesto alla società di fornire chiarimenti in merito alle presunte attività corruttive che si sarebbero perpetrate in violazione di quanto prescritto nel contratto e nel Pre-Contract Integrity Pact. Nella lettera, il Governo Indiano - oltre a comunicare la sospensione dei pagamenti - ha prospettato una possibile “cancellation” del contratto qualora la società non fosse stata in grado di fornire elementi atti ad escludere il proprio coinvolgimento nelle presunte condotte corruttive. La società ha tempestivamente provveduto a fornire alle Autorità indiane i chiarimenti e la documentazione richiesti, e ha, altresì, invitato il Ministero ad avviare discussioni bilaterali al fine di comporre la vicenda.
Non avendo ricevuto alcuna manifestazione di apertura al dialogo da parte del Ministero indiano, AgustaWestland International Ltd ha avviato in data 4 ottobre 2013 il procedimento arbitrale con sede a New Delhi previsto dal contratto. In data 21 ottobre 2013, il Ministero indiano ha notificato la seconda “Show Cause Notice” richiedendo ulteriori documenti e contestando nuovamente la violazione del Pre-Contract Integrity Pact. Con lettera inviata in pari data lo stesso Ministero ha altresì contestato l’operatività della clausola compromissoria contenuta nel contratto. La società, in data 25 novembre 2013, ha provveduto a nominare il proprio arbitro nella persona dell’On.le B. N. Srikrishna, ex giudice della Suprema Corte indiana, invitando il Ministero a procedere, nei successivi 60 giorni, alla designazione dell’arbitro di propria competenza.
In data 1° gennaio 2014 il Ministero della Difesa indiano ha comunicato formalmente la decisione di “cancel/terminate/rescind” il contratto, riservandosi di richiedere i danni, provvisoriamente stimati in un importo pari a circa €mil. 648 e notificando nel contempo l’avvenuta richiesta di escussione delle garanzie e controgaranzie rilasciate in relazione al predetto contratto per un importo complessivo di €mil 306. In pari data, il Ministero indiano, modificando la posizione espressa il 21 ottobre 2013, ha provveduto a nominare il proprio arbitro nella persona dell’On.le B. P. Jeevan Reddy, ex giudice della Suprema Corte indiana.
Il 7 agosto 2014 la International Chamber of Commerce di Parigi ha nominato il terzo arbitro nella persona di William W. Park, Professore di diritto della Boston University.
Il 28 ottobre 2014 il Ministero della Difesa indiano ha depositato una memoria con cui ha sollevato alcune eccezioni preliminari contestando, tra l’altro, la compromettibilità in arbitri della controversia. La società, oltre ad opporsi alle eccezioni di cui sopra, all’esito della decisione sulle questioni preliminari, insisterà sulla fondatezza delle proprie pretese, anche alla luce di quanto stabilito dalla sentenza emessa dal Tribunale di Busto Arsizio il 9 ottobre 2014 nell’ambito del giudizio immediato a carico dell’ex Presidente e Amministratore Delegato di Leonardo Spa e dell’ex Amministratore Delegato di AgustaWestland SpA. L’arbitrato è tuttora in corso di svolgimento.
Si rammenta che il 23 maggio 2014, nell’ambito del procedimento ex art. 700 c.p.c. promosso da AgustaWestland S.p.A. e da AgustaWestland International Ltd al fine di inibire l’escussione delle garanzie, il Tribunale di Milano - in parziale accoglimento del reclamo presentato dal Ministero della Difesa Indiano - ha modificato parzialmente l’ordinanza precedentemente concessa, revocando l’inibitoria per l’intero importo del performance bond pari a circa €mil. 28 e fino alla concorrenza dell’importo di circa €mil. 200 per quanto riguarda le Advance Bank Guarantees, rimanendo inibita l’escussione delle garanzie limitatamente all’importo di circa €mil. 50 (pari alla riduzione che, in virtù di quanto stabilito dal contratto, avrebbe dovuto essere effettuata sul valore delle Advance Bank Guarantee, a seguito dell’avvenuta accettazione dei tre elicotteri da parte del cliente).
Relativamente alla parte di fornitura già effettuata (3 elicotteri già consegnati, oltre a materiali di ricambio e di supporto), invece, solo parzialmente coperta dal valore degli anticipi incassati e non oggetto di escussione, la recuperabilità degli attivi netti iscritti nel bilancio del Gruppo (€mil. 110), così come l’iscrizione di eventuali indennizzi a carico o a favore, appare condizionata dall’esito del procedimento in corso.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 2497
 sentenza 
 art. 700