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Timestamp: 2017-06-23 15:42:52+00:00

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Il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar del Lazio che annulla il DM dei finanziamenti Fus. La posizione di Agis e Federvivo e l’appello sottoscritto dallo spettacolo. - Danza Effebi
Home . Danza News . Punto Spettacolo . Il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar del Lazio che annulla il DM dei finanziamenti Fus. La posizione di Agis e Federvivo e l’appello sottoscritto dallo spettacolo.	PUNTO SPETTACOLO	Il Consiglio di Stato sospende la sentenza del Tar del Lazio che annulla il DM dei finanziamenti Fus. La posizione di Agis e Federvivo e l’appello sottoscritto dallo spettacolo.
Su richiesta del Mibact, lo scorso 2 luglio 2016 il Consiglio di Stato ha sospeso con provvedimento d'urgenza la sentenza del TAR del Lazio del 28 giugno 2016 che annullava il decreto ministeriale riguardante i contributi a valere sul Fondo Unico per lo Spettacolo. Non vi sarà quindi al momento alcun blocco all'erogazione dei contributi statali alle attività di prosa, danza e musica. In soli 5 giorni è stato scongiurato un disastro. Di seguito la posizione dell’Agis e della nuova Federazione dello Spettacolo dal Vivo sull’intera vicenda e l’appello con cui il mondo dello spettacolo ha chiesto al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini di proseguire nella riforma dello spettacolo.
Alla luce delle recenti notizie, anche di stampa, la Presidenza nazionale dell’Agis, Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, ritiene necessario chiarire alcuni punti nella delicata vicenda che ha visto, in primis, la recente sentenza del TAR Lazio di annullamento del DM 1° luglio 2014 e, successivamente, la sospensiva del Consiglio di Stato, che ha accolto l’immediato ricorso del MiBACT.
La posizione di Agis e della nuova Federazione dello Spettacolo dal Vivo è sempre stata chiara: i presupposti, l’apertura alle nuove generazioni, la multidisciplinarietà, l’innovazione dei meccanismi di attribuzione del FUS erano da tempo auspicate dagli operatori e sono state largamente condivise.
In fase di prima applicazione il DM ha dimostrato alcune criticità sottolineate della stessa AGIS che al riguardo, ha formalmente prospettato alcune tematiche a valenza generale come la ridefinizione, in aumento, della percentuale ipotizzata per il parametro della qualità artistica rispetto al criterio della qualità indicizzata.
In un panorama che ha comunque registrato su 838 soggetti finanziati, un incremento contributivo per il 75% dei casi, alcune imprese hanno ritenuto di presentare ricorso al TAR di competenza, con una scelta che, legittima nel rispetto dell’autonomia di indirizzo di ciascun soggetto, e qualora a sola tutela del singolo, tale non si è dimostrata nel caso di specie in cui è stato richiesto l’annullamento del DM 1° luglio 2014 e non della singola decisione di pertinenza.
Il 28 giugno 2016 il TAR del Lazio ha emesso propria sentenza nei fatti disponendo l’annullamento del DM che ha prodotto un sostanziale blocco del sistema, a partire dalle procedure in atto per l’erogazione dei saldi 2015 e degli acconti 2016 ed il rischio di un ristorno delle somme percepite per il 2015. L’intervenuta sospensiva del Consiglio di Stato, che ha accolto l’immediato ricorso del MiBACT, ha evitato che la situazione precipitasse sbloccando così l’attività amministrativa che ha ripreso l’erogazione di saldi e acconti e calendarizzato l’attività delle Commissioni Consultive di settore.
Evitata con sollievo una situazione drammatica, definita “sfascio” in un precedente comunicato e riferita chiaramente alle sole conseguenze della sentenza, AGIS e Federvivo ribadiscono con fermezza e coerenza la necessità di un confronto con il Parlamento, il Governo, la Direzione Generale, affinché, alla luce delle positività del DM 1° luglio 2014 ma anche delle criticità emerse, si possa procedere verso un nuovo strumento di legge che promuova una nuova visione dell’essere aziende culturali e la loro competitività.
Nel frattempo, numerosi esponenti e istituzioni dello spettacolo dal vivo italiano, hanno sottoscritto spontaneamente un appello (pubblicato di seguito) di condivisione delle posizioni sin qui espresse, chiedendo ad AGIS e Federvivo di sottoporlo all’attenzione del MiBACT.
Esprimiamo la nostra profonda soddisfazione per la sospensiva urgente concessa al Mibact dal Consiglio di Stato all’esecutività della sentenza del TAR Lazio sul D. M. 1 luglio 2014 e diamo atto al Governo di aver operato con tempestività ed efficacia per risolvere una drammatica impasse che rischiava di bloccare tutto il sistema italiano dello spettacolo dal vivo.
Sottolineiamo che la riforma introdotta dal Ministro Franceschini nel 2014 ha portato rinnovamento in un mondo ingessato da regole immobili da troppi anni e che, in nome della storicità di diritti acquisiti, finivano spesso per privilegiare realtà invecchiate nell’inazione e nella incapacità a rinnovarsi.
Alcune modifiche sono già state introdotte e si stava lavorando a un ulteriore importante adeguamento attraverso un dibattito costruttivo, facendo tesoro di questo primo anno e mezzo di concreta applicazione.
Certamente cambiare vuol dire selezionare. Il prezzo iniziale di ogni riforma è un po’ di impopolarità presso chi, a torto o a ragione, vede modificate le sue prospettive imprenditoriali.
La riforma ha almeno introdotto una più corretta classificazione delle categorie sia per la Prosa che per la Musica e la Danza senza trascurare la Promozione e la Distribuzione; ha introdotto criteri di oggettività nella valutazione dei risultati, premiando l’incremento del pubblico, delle giornate di lavoro (in particolare di quelle dei giovani al di sotto dei trentacinque anni), favorendo quindi l’accesso alle professioni dello spettacolo dal vivo di generazioni da anni emarginate o addirittura escluse dalla dignità del lavoro anche attraverso i criteri della continuità artistica; ha offerto al pubblico la crescita qualitativa delle imprese di spettacolo chiamate a privilegiare la presenza sul proprio palcoscenico; ha introdotto inoltre un sistema comparativo fra i soggetti appartenenti alla medesima categoria, sistema che prima non esisteva.
Vorremmo ribadire che non è vero che “l’ossessione dell’oggettività” ha penalizzato l’importantissimo criterio del giudizio di qualità: la valutazione artistica infatti influisce per il 30% a comporre il punteggio finale complessivo e bisogna riconoscere che la proposta iniziale del Mibact prevedeva per questa voce una percentuale del 40%, ridotta su richiesta degli operatori. Auspichiamo si possa tornare a quella proposta.
È utile ricordare la forza dei numeri: rispetto a 840 soggetti che hanno presentato domanda per il triennio, il 75% ha avuto un aumento di contributo rispetto al passato. Se nel nostro paese è davvero il momento di profonde e radicali riforme, deve continuare con determinazione e costanza il confronto già avviato fra categorie dello spettacolo e istituzioni, nella prospettiva di un continuo miglioramento delle regole che, nell’interesse comune, possa pervenire a una sua forma definitiva con un Codice dello Spettacolo.
È importante non rimettere in discussione le riforme quando finalmente arrivano.
Hanno firmato l’appello
Marco Calvalcoli
Bulgari Maite Carpio
Fabio Chertich
Squarzina Silvia Danesi
Vincenti Goldenart
Maurizio Gugnetti
Gianni Gualberto Morelembaum
Federico Segni
Laura Tibaldi De Filippo
La Società dei Concerti, Milano
Ente Musicale Società Aquilana dei Concerti B. Barattelli, L’Aquila
Camerata Musicale Barese, Bari
Orchestra Sinfonica, Savona
I Solisti Veneti, Padova
Harmonia Novissima, Avezzano
Orchestra Sinfonica Rossini, Pesaro
Ente Concerti, Pesaro
Cooperativa Emilia Romagna Concerti, Ravenna
Società del Teatro e della Musica L.Barbara, Pescara
Associazione Artistico Musicale Nino Rota, Brindisi
Associazione Benedetto Marcello, Teramo
Fano Jazz Network soc. coop., Fano
Collegium Musicum, Bari
Associazione Omaggio all’Umbria, Foligno
Coro Polifonico di Ruda, Udine
Ente Concerti Alba Pani Passino, Oristano
Associazione Ghislierimusica, Pavia
Accademia Musicale Pescarese, Pescara
Balletto del Sud, Lecce
Attori Under 35:

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