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Timestamp: 2020-08-15 14:40:58+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 22604 del 27/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22604 del 27/09/2017
Cassazione civile, sez. I, 27/09/2017, (ud. 12/07/2017, dep.27/09/2017), n. 22604
sul ricorso iscritto al n. 4325/2014 R.G. proposto da:
rappresentata e difesa dagli avv.ti Giorgio Villani, Renato Villani
e Maurizio Cecconi, con domicilio eletto presso lo studio di
quest’ultimo in Roma, via Ugo De Carolis n. 34/B giusta procura a
RI.INVEST S.R.L., rappresentata e difesa dagli avv.ti Giovanni Cuomo
Ulloa e Gabriele Pafundi, con domicilio eletto presso lo studio di
quest’ultimo in Roma, viale Giulio Cesare n. 14/4 sc. A giusta
avverso la sentenza della Corte di appello di Genova n. 241/13
depositata il 19 febbraio 2013.
1. La Corte di appello di Genova ha parzialmente accolto l’appello proposto da RI.INVEST S.R.L. condannando BANCA CARIGE S.P.A. – CASSA DI RISPARMIO DI GENOVA E IMPERIA a restituire all’appellante la somma di Euro 323.543,70 oltre accessori.
2. Il giudice di appello ha ritenuto che, non essendovi prova che sul conto corrente assistito da apertura di credito fossero state effettuate operazioni di rientro da sconfinamenti non autorizzati, la prescrizione del diritto del correntista di contestare il saldo non poteva ritenersi maturata e per l’effetto, attesa la illegittimità della capitalizzazione trimestrale dei soli interessi a debito del correntista, la banca doveva essere condannata alla restituzione della differenza calcolata dal ctu sulla base della corretta capitalizzazione annuale.
3. Avverso tale sentenza BANCA CARIGE S.P.A. – CASSA DI RISPARMIO DI GENOVA E IMPERIA ricorre con un motivo resistito da RI.INVEST S.R.L. con controricorso.
1. Il ricorso lamenta “Violazione dell’art. 1194 c.c., della compensazione impropria e/o dell’elisione automatica delle partite contabili – artt. 1241 c.c. e segg., dell’art. 1828 c.c. e dell’art. 1853 c.c., in relazione all’art. 360, comma 1, n. 3. Omesso esame di un fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti in relazione all’applicazione dell’art. 7 del contratto di conto e dell’art. 4 del contratto di apertura di credito corrente (art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5)”.
deducendo l’erroneità della sentenza nella parte in cui ha escluso il criterio di imputazione previsto dall’art. 1194 c.c., contrattualmente previsto, e ha pertanto negato la spettanza degli interessi passivi trimestrali che invece erano dovuti per la parte non anatocistica.
2. Il ricorso è infondato. La sentenza impugnata ha applicato correttamente l’insegnamento di questa Corte secondo cui il principio di cui all’art. 1194 c.c., in forza del quale ogni pagamento deve essere imputato prima agli interessi e poi al capitale salvo un diverso accordo con il creditore, postula che il credito sia liquido ed esigibile, atteso che solo questo, per sua natura, produce interessi ex art. 1282 c.c., sicchè è inapplicabile al rapporto di conto corrente bancario, nella cui struttura unitaria le operazioni di prelievo e versamento non integrano distinti ed autonomi rapporti di debito e credito reciproci tra banca e cliente per i quali, nel corso dello svolgimento del rapporto, si possa configurare un credito della banca rispetto a cui il pagamento del cliente debba essere imputato agli interessi. Il suddetto principio è, tuttavia, utilizzabile se al conto acceda un’apertura di credito, ex art. 1842 c.c., ove il correntista abbia effettuato versamenti o su conto cd. scoperto, destinati a coprire un passivo eccedente i limiti dell’accreditamento, o su conto in passivo a cui non acceda l’apertura di credito (Cass. Sez. 1, Sentenza n. 10941 del 26/05/2016). Nella specie l’affermazione della sentenza di appello che le rimesse sul conto non abbiano mai avuto natura solutoria ma solo ripristinatoria della provvista non è oggetto di censura da parte della banca. Ne consegue che l’art. 1194 c.c., non è applicabile alla fattispecie.
La Corte rigetta il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento in favore della controricorrente delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 8.000,00 per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200,00 ed agli accessori di legge.

References: Sentenza 
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 art. 1282
 art. 1842
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