Source: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?qid=1447676747869&uri=CELEX:02009R0810-20131018
Timestamp: 2018-11-15 03:01:15+00:00

Document:
EUR-Lex - 02009R0810-20131018 - EN - EUR-Lex
EUR-Lex - 02009R0810-20131018 - EN
Document 02009R0810-20131018
Regolamento (CE) n . 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 luglio 2009 che istituisce un codice comunitario dei visti (codice dei visti)
ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2009/810/2013-10-18
2009R0810 — IT — 18.10.2013 — 003.001
(GU L 243, 15.9.2009, p.1)
REGOLAMENTO (UE) N. 977/2011 DELLA COMMISSIONE del 3 ottobre 2011
REGOLAMENTO (UE) N. 154/2012 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 15 febbraio 2012
REGOLAMENTO (UE) N. 610/2013 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 giugno 2013
Rettifica, GU L 154, 6.6.2013, pag. 10 (810/2009)
deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato ( 1 ),
Conformemente all’articolo 61 del trattato, la creazione di uno spazio in cui le persone possano circolare liberamente dovrebbe essere accompagnata da misure in materia di controlli alle frontiere esterne, asilo e immigrazione.
Ai sensi dell’articolo 62, paragrafo 2, del trattato, le misure relative all’attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri definiscono le regole in materia di visti relativi ai soggiorni previsti di durata non superiore a tre mesi, che comprendono le procedure e condizioni per il rilascio dei visti da parte degli Stati membri.
Per quanto riguarda la politica in materia di visti, la costituzione di un «corpus normativo comune», soprattutto tramite il consolidamento e lo sviluppo dell’acquis [le disposizioni pertinenti della convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen del 14 giugno 1985 ( 2 ) e l’istruzione consolare comune ( 3 )], è uno degli elementi fondamentali per «sviluppare ulteriormente la politica comune in materia di visti quale parte di un sistema multistrato inteso a facilitare i viaggi legittimi e a combattere l’immigrazione clandestina tramite un’ulteriore armonizzazione delle legislazioni nazionali e delle prassi per il trattamento delle domande di visto presso le rappresentanze consolari locali», come indicato nel programma dell’Aia: rafforzamento della libertà, della sicurezza e della giustizia nell’Unione europea ( 4 ).
È opportuno che gli Stati membri siano presenti o rappresentati, ai fini del rilascio dei visti, in tutti i paesi terzi i cui cittadini sono soggetti all’obbligo di visto. Gli Stati membri che non hanno un proprio consolato in un dato paese terzo o in una parte specifica di un dato paese terzo dovrebbero adoperarsi per concludere accordi di rappresentanza per evitare uno sforzo sproporzionato da parte dei richiedenti il visto per avere accesso ad un consolato.
È necessario stabilire delle norme sul transito dalle zone internazionali degli aeroporti per combattere l’immigrazione illegale. I cittadini dei paesi terzi figuranti su un elenco comune dovrebbero così essere in possesso di un visto di transito aeroportuale. Tuttavia, in casi urgenti di afflusso massiccio di immigrati illegali, gli Stati membri dovrebbero essere autorizzati a imporre tale obbligo ai cittadini di paesi terzi diversi da quelli che figurano nell’elenco comune. Le decisioni individuali degli Stati membri dovrebbero essere riesaminate su base annuale.
È opportuno che le modalità d’accoglienza dei richiedenti siano stabilite nel pieno rispetto della dignità umana. Il trattamento delle domande di visto dovrebbe avvenire in modo professionale e rispettoso ed essere proporzionato agli obiettivi perseguiti.
Gli Stati membri dovrebbero garantire che la qualità del servizio offerto al pubblico sia elevata e conforme a corrette prassi amministrative. Dovrebbero stanziare personale preparato in numero adeguato e risorse sufficienti al fine di agevolare il più possibile la procedura di domanda del visto. Gli Stati membri dovrebbero garantire che il principio «una tantum» sia applicato a tutti i richiedenti.
Purché talune condizioni siano soddisfatte, i visti per ingressi multipli dovrebbero essere rilasciati al fine di ridurre gli oneri amministrativi dei consolati degli Stati membri e agevolare lo spostamento rapido di chi viaggia frequentemente o regolarmente. I richiedenti noti al consolato per integrità e affidabilità dovrebbero per quanto possibile beneficiare di una procedura semplificata.
Considerata la registrazione degli identificatori biometrici nel sistema di informazione visti (VIS) istituito dal regolamento (CE) n. 767/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008, concernente il sistema di informazione visti (VIS) e lo scambio di dati tra Stati membri sui visti per soggiorni di breve durata (regolamento VIS) ( 5 ), la presentazione di persona del richiedente — almeno per la prima domanda — dovrebbe essere un requisito fondamentale per la domanda del visto.
Per agevolare la procedura di domanda di visto relativa alle domande successive, dovrebbe essere possibile copiare le impronte digitali da quelle inserite per la prima volta nel VIS entro un periodo di cinquantanove mesi. Trascorso tale periodo di tempo, le impronte digitali dovrebbero essere nuovamente rilevate.
Qualsiasi documento, dato o identificatore biometrico che uno Stato membro riceve nell’ambito della procedura di domanda del visto è considerato un documento consolare ai sensi della Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari, del 24 aprile 1963, ed è trattato in modo appropriato.
La direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati ( 6 ), si applica al trattamento dei dati personali da parte degli Stati membri in applicazione del presente regolamento.
Per agevolare la procedura dovrebbero essere previste varie forme di cooperazione quali la rappresentanza limitata, la coubicazione, i centri comuni per la presentazione delle domande di visto, il ricorso a consoli onorari e la cooperazione con fornitori esterni di servizi, che tengano conto in particolare delle norme sulla protezione dei dati di cui alla direttiva 95/46/CE. Conformemente alle condizioni stabilite nel presente regolamento, gli Stati membri dovrebbero stabilire il tipo di struttura organizzativa da adottare in ciascun paese terzo.
È necessario fissare modalità per le situazioni in cui uno Stato membro decida di cooperare con un fornitore esterno di servizi per la raccolta delle domande. Una decisione del genere è opportuna se, in particolari circostanze o per ragioni legate alle condizioni locali, la cooperazione con altri Stati membri in forma di rappresentanza, di rappresentanza limitata, di coubicazione o di un centro comune per la presentazione delle domande non risulta appropriata per lo Stato membro interessato. Dette modalità dovrebbero essere stabilite secondo i principi generali di rilascio dei visti e nel rispetto delle esigenze in materia di protezione dei dati di cui alla direttiva 95/46/CE. Si dovrebbe inoltre tener conto dell’esigenza di evitare il «visa shopping» al momento di stabilire e attuare modalità di questo genere.
Qualora uno Stato membro abbia deciso di cooperare con un fornitore esterno di servizi, dovrebbe mantenere la possibilità per tutti i richiedenti di presentare domande direttamente alle loro rappresentanze diplomatiche o consolari.
Lo Stato membro dovrebbe cooperare con un fornitore esterno di servizi sulla base di uno strumento giuridico che stabilisca con precisione le responsabilità dello stesso, nonché un accesso diretto e totale ai suoi locali, le informazioni da dare ai richiedenti, gli obblighi di riservatezza e le circostanze, le condizioni e le procedure per la sospensione o l’interruzione della cooperazione.
Il presente regolamento, consentendo agli Stati membri di cooperare con fornitori esterni di servizi per la raccolta delle domande e stabilendo nel contempo il principio «una tantum» per la presentazione delle domande, crea una deroga alla regola generale secondo cui un richiedente deve presentarsi di persona presso la rappresentanza diplomatica o consolare. Ciò lascia impregiudicata la possibilità di convocare il richiedente per un colloquio.
La cooperazione locale Schengen è fondamentale per l’applicazione armonizzata della politica comune in materia di visti e per una corretta valutazione dei rischi migratori e/o di sicurezza. Date le differenze nelle situazioni locali, l’applicazione operativa di particolari disposizioni legislative dovrebbe essere valutata fra le rappresentanze diplomatiche e consolari degli Stati membri nei singoli luoghi al fine di assicurare un’applicazione armonizzata delle disposizioni legislative per impedire il «visa shopping» e un trattamento diverso fra i richiedenti il visto.
I dati statistici sono un mezzo importante per monitorare i flussi migratori e possono servire come efficace strumento di gestione. È pertanto opportuno che questi dati siano compilati regolarmente in un formato comune.
Le misure necessarie per l’esecuzione del presente regolamento dovrebbero essere adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione ( 7 ).
In particolare, la Commissione dovrebbe avere il potere di adottare modifiche degli allegati del presente regolamento. Tali misure di portata generale e intese a modificare elementi non essenziali del presente regolamento, anche completandolo con nuovi elementi non essenziali, devono essere adottate secondo la procedura di regolamentazione con controllo di cui all’articolo 5 bis della decisione 1999/468/CE.
Per garantire l’applicazione armonizzata del presente regolamento a livello operativo, occorre formulare istruzioni sulle prassi e procedure che devono seguire gli Stati membri nel trattare le domande di visto.
Un sito Internet comune per i visti Schengen deve essere creato per migliorare la visibilità e l’immagine uniforme della politica comune in materia di visti. Siffatto sito servirà come mezzo per fornire al pubblico tutte le informazioni rilevanti in merito alle domande di visto.
Dovrebbero essere adottate misure adeguate per il controllo e la valutazione del presente regolamento.
Il regolamento VIS e il regolamento (CE) n. 562/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, che istituisce un codice comunitario relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen) ( 8 ), dovrebbero essere modificati per tenere conto delle disposizioni del presente regolamento.
Gli accordi bilaterali conclusi fra la Comunità e i paesi terzi ai fini della facilitazione del trattamento delle domande di visti possono derogare alle disposizioni del presente regolamento.
Quando uno Stato membro ospita i Giochi olimpici e paraolimpici, dovrebbe applicarsi un particolare regime che faciliti il rilascio dei visti ai membri della famiglia olimpica.
Poiché l’obiettivo del presente regolamento, vale a dire l’istituzione delle procedure e delle condizioni per il rilascio del visto di transito o per soggiorni previsti di non più di tre mesi su un periodo di sei mesi nel territorio degli Stati membri, non può essere realizzato in åmisura sufficiente dagli Stati membri e può dunque essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi sanciti in particolare dalla convenzione del Consiglio d’Europa per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Le condizioni riguardanti l’ingresso nel territorio degli Stati membri o il rilascio dei visti lasciano impregiudicate le norme vigenti in materia di riconoscimento della validità dei documenti di viaggio.
A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non partecipa all’adozione del presente regolamento e non è vincolata da esso, né è soggetta alla sua applicazione. Poiché il presente regolamento si basa sull’acquis di Schengen in applicazione delle disposizioni del titolo IV della parte terza del trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca decide, a norma dell’articolo 5 di detto protocollo, entro un periodo di sei mesi dalla data di adozione del presente regolamento, se intende recepirlo nel suo diritto interno.
Per quanto riguarda l’Islanda e la Norvegia, il presente regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen ai sensi dell’accordo concluso dal Consiglio dell’Unione europea con la Repubblica d’Islanda e il Regno di Norvegia sulla loro associazione all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen ( 9 ), che rientrano nel settore di cui all’articolo 1, lettera B, della decisione 1999/437/CE del Consiglio ( 10 ), relativa a talune modalità di applicazione di tale accordo.
È opportuno definire un regime per permettere a rappresentanti dell’Islanda e della Norvegia di essere associati ai lavori dei comitati che assistono la Commissione nell’esercizio delle sue competenze d’esecuzione ai sensi del presente regolamento. Tale regime è stato previsto nello scambio di lettere fra il Consiglio dell’Unione europea e l’Islanda e la Norvegia sui comitati che coadiuvano la Commissione europea nell’esercizio dei suoi poteri esecutivi ( 11 ), allegato al summenzionato accordo. La Commissione ha presentato al Consiglio un progetto di raccomandazione ai fini della negoziazione di tale regime.
Per quanto riguarda la Svizzera, il presente regolamento costituisce uno sviluppo dell’acquis di Schengen ai sensi dell’accordo tra l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera riguardante l’associazione di quest’ultima all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen ( 12 ), che rientrano nel settore di cui all’articolo 1, punto B, della decisione 1999/437/CE in combinato disposto con l’articolo 3 della decisione 2008/146/CE del Consiglio ( 13 ) relativa alla conclusione di detto accordo.
Per quanto riguarda il Liechtenstein, il presente regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen ai sensi del protocollo tra l’Unione europea, la Comunità europea, la Confederazione svizzera e il Principato del Liechtenstein sull’adesione del Principato del Liechtenstein all’accordo concluso tra l’Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera riguardante l’associazione della Confederazione svizzera all’attuazione, all’applicazione e allo sviluppo dell’acquis di Schengen, che rientrano nel settore di cui all’articolo 1, punto B della decisione 1999/437/CE, in combinato disposto con l’articolo 3 della decisione 2008/261/CE del Consiglio ( 14 ) sulla firma di detto protocollo.
Il presente regolamento costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell’acquis di Schengen a cui il Regno Unito non partecipa, ai sensi della decisione 2000/365/CE del Consiglio, del 29 maggio 2000, riguardante la richiesta del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord di partecipare ad alcune disposizioni dell’acquis di Schengen ( 15 ). Il Regno Unito non partecipa pertanto alla sua adozione e non è vincolato da esso o tenuto ad applicarlo.
Il presente regolamento costituisce uno sviluppo dell’acquis di Schengen a cui l’Irlanda non partecipa, ai sensi della decisione 2002/192/CE del Consiglio, del 28 febbraio 2002, riguardante la richiesta dell’Irlanda di partecipare ad alcune disposizioni dell’acquis di Schengen ( 16 ). L’Irlanda non partecipa pertanto alla sua adozione e non è vincolata da esso o tenuta ad applicarlo.
Il presente regolamento, a eccezione dell’articolo 3, costituisce un atto basato sull’acquis di Schengen o a esso altrimenti connesso ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 2, dell’atto di adesione del 2003 e ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 2, dell’atto di adesione del 2005,
1. Il presente regolamento fissa le procedure e le condizioni per il rilascio del visto di transito o per soggiorni previsti sul territorio degli Stati membri non superiori a 90 giorni su un periodo di 180 giorni.
2. Le disposizioni del presente regolamento si applicano ai cittadini di paesi terzi che devono essere in possesso di un visto all’atto dell’attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri in conformità del regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio, del 15 marzo 2001, che adotta l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all’atto dell’attraversamento delle frontiere esterne e l’elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono esenti da tale obbligo ( 17 ), fermi restando:
1) «cittadino di paesi terzi»: chi non è cittadino dell’Unione ai sensi dell’articolo 17, paragrafo 1, del trattato;
2) «visto»: autorizzazione rilasciata da uno Stato membro, necessaria ai fini:
3) «visto uniforme»: visto valido per l’intero territorio degli Stati membri;
4) «visto con validità territoriale limitata»: visto valido per il territorio di uno o più Stati membri ma non per tutti gli Stati membri;
5) «visto di transito aeroportuale»: visto valido per il transito nelle zone internazionali di transito di uno o più aeroporti degli Stati membri;
6) «visto adesivo»: formato uniforme per i visti quale definito dal regolamento (CE) n. 1683/95 del Consiglio, del 29 maggio 1995, che istituisce un modello uniforme per i visti ( 18 );
7) «documento di viaggio riconosciuto»: documento di viaggio riconosciuto da uno o più Stati membri ai fini dell’apposizione di visti;
8) «foglio separato per l’apposizione del visto»: modello uniforme di foglio utilizzabile per l’apposizione di un visto rilasciato dagli Stati membri a persone titolari di un documento di viaggio non riconosciuto dallo Stato membro che emette il foglio, ai sensi del regolamento (CE) n. 333/2002 del Consiglio, del 18 febbraio 2002, relativo ad un modello uniforme di foglio utilizzabile per l’apposizione di un visto rilasciato dagli Stati membri a persone titolari di un documento di viaggio non riconosciuto dallo Stato membro che emette il foglio ( 19 );
9) «consolato»: rappresentanza diplomatica o consolare di uno Stato membro, abilitata a rilasciare visti e diretta da un funzionario consolare di carriera, quale definita dalla convenzione di Vienna sulle relazioni consolari del 24 aprile 1963;
10) «domanda»: domanda di visto;
11) «intermediari commerciali»: agenzie amministrative private, società di trasporto o agenzie di viaggio (operatori turistici o venditori).
b) i cittadini di paesi terzi titolari di un titolo di soggiorno valido rilasciato da uno Stato membro che non partecipa all’adozione del presente regolamento o da uno Stato membro che non applica ancora pienamente le disposizioni dell’acquis di Schengen, o i cittadini di paesi terzi titolari di uno dei titoli di soggiorno validi menzionati nell’allegato V, rilasciati da Andorra, dal Canada, dal Giappone, da San Marino o dagli Stati Uniti d’America, che garantisca il ritorno incondizionato del titolare;
c) i cittadini di paesi terzi titolari di un visto valido per uno Stato membro che non partecipa all’adozione del presente regolamento, per uno Stato membro che non applica ancora pienamente le disposizioni dell’acquis di Schengen, o per il Canada, il Giappone o gli Stati Uniti d’America, quando si recano nel paese di rilascio o in un altro paese terzo, o quando, dopo aver utilizzato tale visto, ritornano dal paese di rilascio;
— una fotografia, scansionata o fatta al momento della domanda, e
— le sue impronte delle dieci dita prese a dita piatte, rilevate digitalmente.
5. Le impronte digitali sono rilevate conformemente alle norme ICAO e alla decisione 2006/648/CE della Commissione, del 22 settembre 2006, che stabilisce le specifiche tecniche in relazione alle norme sulle caratteristiche biometriche per lo sviluppo del Sistema informazione visti ( 20 ).
8. Nei casi di cui al paragrafo 7, va inserita nel VIS la menzione «non applicabile» a norma dell’articolo 8, paragrafo 5, del regolamento VIS.
2. I richiedenti i visti uniformi per più di due ingressi («ingressi multipli») devono dimostrare di possedere un’adeguata e valida assicurazione sanitaria di viaggio che copra il periodo del loro primo viaggio previsto.
3. L’assicurazione è valida per l’insieme del territorio degli Stati membri e copre il periodo complessivo di soggiorno o di transito previsto dell’interessato. La copertura minima ammonta a 30 000 EUR.
c) ricercatori di paesi terzi che si spostano a fini di ricerca scientifica ai sensi della raccomandazione 2005/761/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 settembre 2005, diretta a facilitare il rilascio, da parte degli Stati membri, di visti uniformi di soggiorno di breve durata per i ricercatori di paesi terzi che si spostano nella Comunità a fini di ricerca scientifica ( 21 );
— se la domanda è stata presentata entro il termine di cui all’articolo 9, paragrafo 1,
— se la domanda contiene gli elementi di cui all’articolo 10, paragrafo 3, lettere da a) a c),
— se sono stati rilevati i dati biometrici del richiedente, e
— se sono stati riscossi i diritti per i visti.
— segue le procedure di cui all’articolo 8 del regolamento VIS, e
— esamina ulteriormente la domanda.
— restituisce il modulo di domanda e tutti i documenti presentati dal richiedente,
— distrugge i dati biometrici raccolti,
— rimborsa i diritti per i visti, e
— non esamina la domanda.
Fermo restando l’articolo 12, lettera a), il periodo di validità del visto comprende una «franchigia» supplementare di quindici giorni.
b) quando, per motivi ritenuti giustificati dal consolato, è rilasciato un nuovo visto per un soggiorno durante lo stesso periodo di 180 giorni a un richiedente che, al di là di questo periodo di 180 giorni, ha già utilizzato un visto uniforme o un visto con validità territoriale limitata per un soggiorno di 90 giorni;
2. Fermo restando l’articolo 12, lettera a), il periodo di validità del visto comprende una «franchigia» supplementare di quindici giorni.
2. Gli Stati membri possono aggiungere menzioni nazionali nella zona «annotazioni» del visto adesivo, che non devono costituire doppioni delle diciture obbligatorie di cui all’allegato VII.
iv) abbia già soggiornato per 90 giorni nell’arco del periodo di 180 giorni in corso, sul territorio degli Stati membri in virtù di un visto uniforme o di un visto con validità territoriale limitata;
5. In caso di annullamento o revoca, è apposto sul visto il timbro «ANNULLATO» o «REVOCATO» e l’elemento otticamente variabile della vignetta visto, l’elemento di sicurezza «effetto immagine latente» e la scritta «visto» sono annullati cancellandoli.
1. La Commissione è assistita da un comitato («il comitato visti»).
f) le menzioni nazionali aggiuntive nella zona «annotazioni» del visto adesivo come previsto all’articolo 27, paragrafo 2;
«a) “visto uniforme” come definito all’articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (codice dei visti) ( 22 );
«c) “visto di transito aeroportuale” come definito all’articolo 2, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 810/2009;»
«d) “visto con validità territoriale limitata”, come definito all’articolo 2, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 810/2009;»
2) all’articolo 8, paragrafo 1, i termini «Non appena ricevuta la domanda» sono sostituiti dai seguenti:
«Quando la domanda è ricevibile a norma dell’articolo 19 del regolamento (CE) n. 810/2009»;
«Dati da inserire alla presentazione della domanda»;
«a) cognome, cognome alla nascita (precedente/i cognome/i), nome/i; data di nascita, luogo di nascita, paese di nascita, sesso;»
«g) Stato/i membro/i di destinazione e durata del soggiorno o del transito previsti;»
«h) scopo/i principale/i del viaggio;»
«i) data di arrivo nell’area Schengen e data di partenza dall’area Schengen previste;»
«j) Stato membro del primo ingresso;»
«k) indirizzo del domicilio del richiedente;»
viii) alla lettera l), i termini «della scuola» sono sostituiti dai termini: «dell’istituto di insegnamento»;
ix) alla lettera m), i termini «del padre e della madre» sono sostituiti dai termini «del titolare della potestà genitoriale o del tutore legale»;
«k) se del caso, informazioni indicanti che il visto adesivo è stato compilato a mano.»;
«Qualora l’autorità competente per i visti per conto di un altro Stato membro interrompa l’esame della domanda, aggiunge al fascicolo i seguenti dati:»;
«a) informazioni sullo stato della procedura, con l’indicazione che il visto è stato rifiutato e se tale autorità lo abbia rifiutato a nome di un altro Stato membro;»
«2. Nel fascicolo devono altresì figurare uno o più dei seguenti motivi che giustificano il rifiuto del visto:
d) non è fornita prova sufficiente che al richiedente non è stato possibile chiedere il visto anticipatamente, per giustificare la presentazione della domanda di visto alla frontiera;»
b) la richiesta di revoca del visto presentata dal titolare.»;
«1. Qualora sia adottata una decisione di proroga del periodo di validità e/o della durata del soggiorno per un visto rilasciato, l’autorità competente per i visti che ha prorogato il visto aggiunge al fascicolo i seguenti dati:»;
«d) numero di vignetta visto del visto prorogato;»
«g) zona geografica all’interno della quale il titolare del visto è autorizzato a spostarsi, se la validità territoriale del visto prorogato è diversa da quella del visto originario;»
9) all’articolo 15, paragrafo 1, i termini «proroga o riduzione della validità dei visti» sono sostituiti dai termini: «o proroga dei visti»;
«4) Stato membro del primo ingresso;»
«6) tipo di visto rilasciato;»
«11) scopo/i principale/i del viaggio;»
11) all’articolo 18, paragrafo 4, lettera c), all’articolo 19, paragrafo 2, lettera c), all’articolo 20, paragrafo 2, lettera d), all’articolo 22, paragrafo 2, lettera d), i termini «o ridotta» sono soppressi;
12) all’articolo 23, paragrafo 1, lettera d), il termine «ridotto» è soppresso.
«c) procederà all’annullamento o alla revoca dei visti, se del caso, in conformità delle condizioni di cui all’articolo 34 del regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un codice comunitario dei visti (il codice dei visti) ( 23 );
c) l’azione comune 96/197/GAI, del 4 marzo 1996, sul regime di transito aeroportuale ( 24 );
d) il regolamento (CE) n. 789/2001 del Consiglio, del 24 aprile 2001, che conferisce al Consiglio competenze esecutive per quanto concerne talune disposizioni dettagliate e modalità pratiche relative all’esame delle domande di visto ( 25 );
e) il regolamento (CE) n. 1091/2001 del Consiglio, del 28 maggio 2001, relativo alla libera circolazione dei titolari di un visto per soggiorno di lunga durata ( 26 );
f) il regolamento (CE) n. 415/2003 del Consiglio, del 27 febbraio 2003, relativo al rilascio di visti alla frontiera, compreso il rilascio di visti a marittimi in transito ( 27 );
g) l’articolo 2 del regolamento (CE) n. 390/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, recante modifica dell’istruzione consolare comune diretta alle rappresentanze diplomatiche e consolari di prima categoria in relazione all’introduzione di elementi biometrici e comprendente norme sull’organizzazione del ricevimento e del trattamento delle domande di visto ( 28 ).
— un invito del soggetto ospitante, se del caso,
— un documento fornito dalla struttura che fornisce alloggio o qualsiasi altro documento appropriato che indichi l’alloggio previsto;
— conferma della prenotazione per un viaggio organizzato o qualsiasi altro documento appropriato che indichi il programma di viaggio previsto,
— in caso di transito: visto o altra autorizzazione di ingresso nel paese terzo di destinazione; biglietti per il proseguimento del viaggio.
— inviti, carte di ingresso, iscrizioni o programmi indicanti ove possibile il nome dell’organizzazione ospitante e la durata del soggiorno, o qualsiasi altro documento appropriato che indichi lo scopo del viaggio.
— una lettera emessa da un’autorità del paese terzo interessato attestante che questi è membro della delegazione ufficiale in viaggio verso uno Stato membro per partecipare ai suddetti eventi, corredata di una copia dell’invito ufficiale.
— un documento ufficiale dell’istituto di cura attestante la necessità di cure mediche presso quell’istituto e la prova della sufficienza dei mezzi finanziari per pagare il costo delle cure mediche.
… visto … (1)
(1) Codice dello Stato membro che esamina la domanda. Sono utilizzati i codici quali illustrati all’allegato VII, punto 1.1.
(2) Data della domanda (otto cifre: xx giorno, xx mese, xxxx anno).
(3) Autorità che esamina la domanda di visto.
— Tarjeta provisional de estancia y de trabajo (permesso temporaneo di soggiorno e di lavoro) (bianco): rilasciato per lavori stagionali, per la durata del lavoro ma di validità sempre inferiore a sei mesi. Non è rinnovabile,
— Tarjeta de estancia y de trabajo (permesso di soggiorno e di lavoro) (bianco): rilasciato per sei mesi rinnovabile per un anno,
— Tarjeta de estancia (permesso di soggiorno) (bianco): rilasciato per sei mesi rinnovabile per un anno,
— Tarjeta temporal de residencia (permesso temporaneo di residenza) (rosa): rilasciato per un anno, rinnovabile due volte per lo stesso periodo,
— Tarjeta ordinaria de residencia (permesso ordinario di residenza) (giallo); è rilasciato per tre anni rinnovabile ogni volta per tre anni,
— Tarjeta privilegiada de residencia (permesso privilegiato di residenza) (verde): rilasciato per cinque anni rinnovabile ogni volta per cinque anni,
— Autorización de residencia (autorizzazione di residenza) (verde): rilasciata per un anno rinnovabile ogni volta per tre anni,
— Autorización temporal de residencia y de trabajo (autorizzazione temporanea di residenza e di lavoro) (rosa): rilasciata per due anni rinnovabile per due anni,
— Autorización ordinaria de residencia y de trabajo (autorizzazione ordinaria di residenza e di lavoro) (giallo): rilasciata per cinque anni,
— Autorización privilegiada de residencia y de trabajo (autorizzazione privilegiata di residenza e di lavoro) (verde): rilasciata per dieci anni rinnovabile per periodi della stessa durata.
— Permanent resident card («carta di residente permanente», tessera di plastica).
— Re-entry permit to Japan (autorizzazione al reingresso in Giappone).
— Permesso di soggiorno ordinario (validità illimitata),
— Permesso di soggiorno continuativo speciale (validità illimitata),
— Carta d’identità di San Marino (validità illimitata).
— Form I-551 permanent resident card (valido da due a dieci anni),
— Form I-551 Alien registration receipt card (valido da due a dieci anni),
— Form I-551 Alien registration receipt card (validità illimitata),
— Form I-327 Re-entry document (valido due anni — rilasciato a titolari di un I-551),
— Resident alien card (permesso di residenza per stranieri valido due o dieci anni o avente una validità illimitata. Questo documento è sufficiente soltanto se il soggiorno al di fuori degli Stati Uniti non è superiore a un anno),
— Permit to re-enter (permesso di reingresso valido due anni. Questo documento è sufficiente soltanto se il soggiorno al di fuori degli Stati Uniti non è superiore a due anni),
— Valid temporary residence stamp (timbro apposto su un passaporto in corso di validità, valido un anno a decorrere dalla data del rilascio).
1.1. Dicitura «VALIDO PER»
Se l’adesivo è utilizzato per il rilascio di un visto uniforme, tale dicitura sarà completata, nella lingua dello Stato membro di rilascio, con la menzione «Stati Schengen».
Se l’adesivo è utilizzato per il rilascio di un visto con validità territoriale limitata ai sensi dell’articolo 25, paragrafo 1, del presente regolamento, in corrispondenza della dicitura figura il nome dello o degli Stati membri al cui territorio è limitato il soggiorno del titolare del visto, nella lingua dello Stato membro di rilascio.
Se l’adesivo è utilizzato per il rilascio di un visto con validità territoriale limitata ai sensi dell’articolo 25, paragrafo 3, del presente regolamento, sono possibili le seguenti opzioni per i codici da inserire:
b) iscrizione della menzione «Stati Schengen», seguita tra parentesi dal segno meno e dai codici degli Stati membri per il territorio dei quali il visto non è valido.
c) qualora in corrispondenza della dicitura «valido per» non vi sia spazio sufficiente per iscrivere tutti i codici degli Stati membri che (non) riconoscono il documento di viaggio in questione, si riducono le dimensioni dei caratteri usati.
2. Dicitura «DA … A …»
Dopo la preposizione «DA» va indicata la data del primo giorno in cui è autorizzato l’ingresso del titolare del visto nel territorio per cui il visto è valido. Questa data comporterà:
— due cifre per il numero del giorno: la prima cifra è uno zero quando il numero si compone di unità;
— trattino di separazione orizzontale;
— due cifre per il mese: la prima cifra è uno zero quando il numero corrispondente al mese si compone di unità;
— due cifre per l’anno, corrispondenti alle ultime due cifre dell’anno.
Dopo la preposizione «A» si indicherà la data dell’ultimo giorno del periodo di soggiorno autorizzato, che sarà indicata con lo stesso sistema della data del primo giorno. L’uscita del titolare del visto dal territorio per cui il visto è valido dovrà avvenire entro la mezzanotte di tale giorno.
3. Dicitura «NUMERO DI INGRESSI»
Gli ingressi possono essere uno, due o molteplici senza doverne precisare il numero. Il numero di ingressi è indicato sull’adesivo a destra della dicitura, scrivendo «01» o «02» nel caso di uno o due ingressi, e l’abbreviazione «MULT» nel caso in cui si autorizzino più di due ingressi
4. Dicitura «DURATA DEL SOGGIORNO … GIORNI»
Nello spazio vuoto tra la dicitura «DURATA DEL SOGGIORNO» e la parola «GIORNI» si indicherà il numero di giorni autorizzati utilizzando due cifre, la prima delle quali è uno zero quando il numero dei giorni autorizzati si compone di unità.
Quando un visto è valido per più di sei mesi, la durata dei soggiorni è di 90 giorni su un periodo di 180 giorni.
5. Dicitura «RILASCIATO A … IL …»
Indica il nome del luogo in cui è ubicata l’autorità che rilascia il visto. La data di rilascio è indicata dopo «IL».
6. Dicitura «NUMERO DI PASSAPORTO»
7. Dicitura «TIPO DI VISTO»
visto di transito aeroportuale (di cui all’articolo 2, punto 5, del presente regolamento)
visto (di cui all’articolo 2, punto 2, del presente regolamento)
visto per soggiorno di lunga durata
8. Dicitura «COGNOME E NOME»
Sono inserite, nell’ordine, la prima parola di cui alla rubrica «cognome» e, di seguito, la prima parola di cui alla rubrica «nome» del documento di viaggio del titolare del visto. L’autorità di rilascio verifica se il cognome e il nome che figurano nel documento di viaggio e da iscrivere sia in questa dicitura sia nel campo di lettura automatica sono identici a quelli che figurano nella domanda di visto. Se il numero dei caratteri che compongono il cognome e il nome è superiore al numero di spazi disponibili, i caratteri in eccesso sono sostituiti con un punto (.).
a) Diciture obbligatorie da aggiungere nella zona «ANNOTAZIONI»
— Se il visto è rilasciato a nome di un altro Stato membro ai sensi dell’articolo 8, è aggiunta la seguente dicitura: «R/[Codice dello Stato membro rappresentato]».
— Se il visto è rilasciato ai fini del transito, è aggiunta la seguente dicitura: «TRANSITO».
— Se tutti i dati di cui all’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento VIS sono registrati nel sistema di informazione visti, è aggiunta la seguente dicitura: «VIS».
— Se nel sistema di informazione visti sono registrati soltanto i dati di cui alle lettere a) e b) dell’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento VIS, mentre i dati di cui alla lettera c) dello stesso paragrafo non sono stati raccolti poiché il rilevamento delle impronte digitali non era obbligatorio nella regione interessata, è aggiunta la seguente dicitura: «VIS 0».
b) Diciture nazionali nella zona «ANNOTAZIONI»
— canner, 300 «pixels per inch» (ppi) senza compressione,
— stampante a colori, 720 «dot per inch» (dpi) per la fotografia impressa.
Zona destinata alla lettura automatica
1o carattere: V
2o carattere: codice tipo di visto (A, C, o D)
Stato di rilascio
Codice alfabetico ICAO a 3 caratteri: BEL, CHE, CZE, DNK, D<<, EST, GRC, ESP, FRA, ITA, LVA, LTU, LUX, HUN, MLT, NLD, AUT, POL, PRT, SVN, SVK, FIN, SWE, ISL, NOR.
Il cognome dovrebbe essere separato dai nomi mediante due riempitivi (<<); singoli elementi del nome dovrebbero essere separati da un riempitivo (<); gli spazi inutilizzati dovrebbero essere completati con un riempitivo (<).
Numero del visto
È il numero stampato nell’angolo superiore destro della vignetta.
Questo carattere è il risultato di un calcolo complesso effettuato sulla zona precedente secondo un algoritmo definito dall’ICAO.
Cittadinanza del richiedente
Codifica alfabetica su 3 caratteri dell’ICAO.
La struttura è AAMMGG, ossia:
AA = anno (obbligatorio)
MM = mese o << se sconosciuto
DD = giorno o << se sconosciuto
F = femminile,
M = maschile,
< = non specificato.
Data scadenza validità del visto
a) Se VTL iscrivere la lettera T.
b) Se visto uniforme iscrivere il carattere riempitivo <.
1, 2 o M.
a) Soggiorno breve: numero di giorni iscritto nella zona di lettura visiva.
b) Soggiorno lungo: <<
3. Il timbro delle autorità di rilascio è apposto nella zona riservata alle «ANNOTAZIONI»; esso deve oltrepassare il visto adesivo sporgendo sopra la pagina del documento di viaggio.
«porto di uno Stato membro»: un porto che costituisce una frontiera esterna di uno Stato membro;
«aeroporto di uno Stato membro»: un aeroporto che costituisce una frontiera esterna di uno Stato membro.
— la compagnia o l’agente marittimo informa le autorità competenti nel porto dello Stato membro in cui è attraccata o attesa la nave dell’ingresso di marittimi soggetti all’obbligo del visto attraverso un aeroporto o una frontiera marittima o terrestre di uno Stato membro. La compagnia o l’agente marittimo firma una dichiarazione di garanzia (impegno di presa a carico) a beneficio di tali marittimi, secondo cui tutte le spese per il soggiorno e, se necessario, quelle per il rimpatrio del marittimo saranno coperte dalla compagnia stessa;
— dette autorità competenti procedono quanto prima possibile alla verifica dell’esattezza delle informazioni fornite dalla compagnia o dall’agente marittimo e verificano se sono soddisfatte le altre condizioni per l’ingresso nel territorio degli Stati membri. Si procede anche a una verifica dell’itinerario di viaggio nel territorio degli Stati membri sulla base, per esempio, dei biglietti (aerei);
— quando si prevede l’ingresso di marittimi attraverso un aeroporto di uno Stato membro, le autorità competenti del porto dello Stato membro informano le autorità competenti dell’aeroporto dello Stato membro d’ingresso, per mezzo di un modulo debitamente compilato relativo ai marittimi in transito soggetti all’obbligo del visto (quale figura alla parte 2) e trasmesso via fax, posta elettronica o altri mezzi, dei risultati della verifica e indicano se sulla base di ciò si può, in linea di principio, procedere al rilascio di un visto alla frontiera. Se l’ingresso è previsto attraverso una frontiera marittima o terrestre, le autorità competenti del valico di frontiera utilizzato dai marittimi per entrare nel territorio degli Stati membri sono informate secondo la stessa procedura;
— se l’esito della verifica delle informazioni a disposizione è positivo e corrisponde chiaramente a quanto il marittimo afferma o è in grado di dimostrare per mezzo di documenti, le autorità competenti dell’aeroporto dello Stato membro d’ingresso o di uscita possono rilasciare alla frontiera un visto che autorizza un soggiorno di durata corrispondente al tempo necessario ai fini del transito. In tal caso, inoltre, il documento di viaggio del marittimo viene munito di un timbro d’ingresso o di uscita dello Stato membro e consegnato al marittimo interessato.
— la compagnia o l’agente marittimo informa le autorità competenti in tale porto dello Stato membro dell’ingresso di marittimi soggetti all’obbligo del visto che sbarcano per fine ingaggio e che lasceranno il territorio degli Stati membri attraverso un aeroporto o una frontiera marittima o terrestre di uno Stato membro. La compagnia o l’agente marittimo firma una dichiarazione di garanzia (impegno di presa a carico) a beneficio di tali marittimi, secondo cui tutte le spese per il soggiorno e, se necessario, quelle per il rimpatrio del marittimo saranno coperte dalla compagnia stessa;
— le autorità competenti procedono quanto prima possibile alla verifica dell’esattezza delle informazioni fornite dalla compagnia o dall’agente marittimo e verificano se sono soddisfatte le altre condizioni per l’ingresso nel territorio degli Stati membri. Si procede anche a una verifica dell’itinerario di viaggio nel territorio degli Stati membri sulla base, per esempio, dei biglietti (aerei);
— se l’esito della verifica delle informazioni a disposizione è positivo, le autorità competenti possono rilasciare un visto che autorizza un soggiorno di durata corrispondente al tempo necessario ai fini del transito.
— la compagnia o l’agente marittimo informa le autorità competenti in tale porto dello Stato membro dell’ingresso di marittimi soggetti all’obbligo di visto che sbarcano per fine ingaggio e usciranno nuovamente dal territorio degli Stati membri attraverso un porto situato in un altro Stato membro. La compagnia o l’agente marittimo firma una dichiarazione di garanzia (impegno di presa a carico) a beneficio di tali marittimi, secondo cui tutte le spese per il soggiorno e, se necessario, quelle per il rimpatrio del marittimo saranno coperte dalla compagnia stessa;
— le autorità competenti procedono quanto prima possibile alla verifica dell’esattezza delle informazioni fornite dalla compagnia o dall’agente marittimo e verificano se sono soddisfatte le altre condizioni per l’ingresso nel territorio degli Stati membri. Nel quadro della verifica da effettuare esse si metteranno in contatto con le autorità competenti del porto dello Stato membro dal quale i marittimi usciranno nuovamente, via mare, dal territorio degli Stati membri. In tale contesto verrà controllato se la nave di arruolamento si trova già o è attesa in tale porto. Si procede inoltre a una verifica dell’itinerario di viaggio nel territorio degli Stati membri;
A. Cognome
B. Nomi
C. Cittadinanza
D. Rango/Grado
A. Luogo di nascita
B. Data di nascita
A. Numero del passaporto
B. Data di rilascio
C. Durata di validità
A. Numero del libretto per marittimi
Denominazione dell’agenzia marittima (persona o società che rappresenta in loco il proprietario della nave per tutte le questioni attinenti ai doveri del proprietario in materia di armamento della nave) al punto 5A e numero di telefono (e altri estremi quali numero di fax e indirizzo di posta elettronica) al punto 5B.
A. Denominazione della nave
B. Numero IMO (costituito da 7 cifre, è anche noto come «numero Lloyds»)
C. Bandiera (battuta dalla nave mercantile)
A. Data di arrivo della nave
B. Provenienza (porto) della nave
Il punto 7A riguarda la data di arrivo della nave nel porto in cui il marittimo deve imbarcarsi.
A. Data di partenza della nave
B. Destinazione della nave (prossimo porto)
9) La «destinazione finale» è la meta finale del viaggio del marittimo. Può trattarsi sia del porto in cui il marittimo s’imbarcherà che del paese in cui si recherà in caso di sbarco per fine ingaggio.
— per via elettronica in forma cifrata, o
— fisicamente, in modo protetto;
— se si tratta di dati trasmessi fisicamente, almeno una volta alla settimana,
— se si tratta di dati cifrati trasferiti per via elettronica, almeno alla fine del giorno della loro raccolta;
— riceva i richiedenti con cortesia,
— rispetti la dignità umana e l’integrità dei richiedenti,
— non ponga in atto discriminazioni nei confronti delle persone per motivi di sesso, razza od origine etnica, religione o convinzioni personali, disabilità, età od orientamento sessuale, e
— si attenga agli obblighi di riservatezza che vigono anche quando membri di detto personale cessano dalle loro funzioni o in seguito a sospensione o risoluzione dello strumento giuridico;
1. «organizzazioni responsabili», con riferimento alle misure volte a facilitare le procedure per la domanda e il rilascio dei visti ai membri della famiglia olimpica partecipanti ai Giochi olimpici e/o paraolimpici: le organizzazioni ufficiali, ai sensi della Carta olimpica, aventi il diritto di presentare al Comitato organizzatore dello Stato membro che ospita i Giochi olimpici e paraolimpici gli elenchi dei membri della famiglia olimpica per il rilascio delle tessere di accreditamento per i Giochi;
2. «membro della famiglia olimpica»: qualunque persona che sia membro del Comitato olimpico internazionale, del Comitato paraolimpico internazionale, delle federazioni internazionali, dei Comitati olimpici e paraolimpici nazionali, dei comitati organizzatori dei Giochi olimpici e delle associazioni nazionali, come gli atleti, i giudici/arbitri, gli allenatori e altri tecnici sportivi, il personale medico assegnato alle squadre o ai singoli atleti, i giornalisti accreditati dei media, gli alti dirigenti, i donatori, gli sponsor o altri invitati ufficiali, che accetti il dettato della Carta olimpica, agisca sotto il controllo e l’autorità suprema del Comitato olimpico internazionale, figuri negli elenchi delle organizzazioni responsabili e sia accreditata dal Comitato organizzatore dello Stato membro che ospita i Giochi olimpici e paraolimpici del [anno] come partecipante ai Giochi olimpici e/o paraolimpici del [anno];
3. «tessere olimpiche di accreditamento», rilasciate dal Comitato organizzatore dello Stato membro che ospita i Giochi olimpici e paraolimpici a norma della legislazione nazionale: uno o due documenti di sicurezza, uno per i Giochi olimpici e uno per i Giochi paraolimpici, ciascuno recante la fotografia del titolare, che definiscono l’identità del membro della famiglia olimpica e consentono l’accesso ai luoghi in cui si svolgono le gare e le altre manifestazioni previste per il periodo dei Giochi;
4. «periodo dei Giochi olimpici e paraolimpici»: il periodo durante il quale si svolgono i Giochi olimpici e il periodo durante il quale si svolgono i Giochi paraolimpici;
5. «Comitato organizzatore dello Stato membro che ospita i Giochi olimpici e paraolimpici»: il comitato costituito dallo Stato membro ospitante conformemente alle disposizioni nazionali per organizzare i Giochi olimpici e paraolimpici, che decide l’accreditamento dei membri della famiglia olimpica partecipanti a tali Giochi;
6. «servizi competenti per il rilascio dei visti»: i servizi preposti dallo Stato membro che ospita i Giochi olimpici e paraolimpici all’esame delle domande e al rilascio dei visti per i membri della famiglia olimpica.
1. Nello stabilire l’elenco delle persone selezionate per partecipare ai Giochi olimpici e/o paraolimpici, l’organizzazione responsabile può presentare, contestualmente alla domanda di rilascio della tessera olimpica di accreditamento per le persone selezionate, una domanda collettiva di visto per i membri della famiglia olimpica soggetti a obbligo di visto a norma del regolamento (CE) n. 539/2001, fatti salvi i casi in cui tali persone siano titolari di un permesso di soggiorno rilasciato da uno Stato membro o di un permesso di soggiorno rilasciato dal Regno Unito o dall’Irlanda conformemente alla direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri ( 29 ).
2. È rilasciato un visto di tipo uniforme, per ingressi multipli, che autorizza un soggiorno di non più di 90 giorni per il periodo dei Giochi olimpici e/o paraolimpici.
1. Il visto consta di due numeri apposti sulla tessera olimpica di accreditamento. Il primo è il numero del visto che, in caso di visto uniforme, si compone di sette (7) caratteri, sei (6) dei quali cifre, preceduti dalla lettera «C». In caso di visto con validità territoriale limitata, il numero si compone di otto (8) caratteri, sei (6) dei quali cifre, preceduti dalle lettere «XX ( 30 )». Il secondo numero è il numero del documento di viaggio dell’interessato.
— Totale di visti A richiesti (compresi visti A per ingressi multipli),
— Totale di visti A rilasciati (compresi visti A per ingressi multipli),
— Totale di visti A per ingressi multipli rilasciati,
— Totale di visti A non rilasciati (compresi visti A per ingressi multipli),
— Totale di visti C richiesti (compresi visti C per ingressi multipli),
— Totale di visti C rilasciati (compresi visti C per ingressi multipli),
— Totale di visti C per ingressi multipli rilasciati,
— Totale di visti C non rilasciati (compresi visti C per ingressi multipli),
— Totale di visti VTL rilasciati.
— I dati relativi all’intero anno precedente sono raccolti in un unico fascicolo,
— I dati sono forniti utilizzando il modello comune, fornito dalla Commissione,
— I dati, raggruppati per paese terzo, sono disponibili per le singole località in cui gli Stati membri interessati rilasciano visti,
— Per «non rilasciati» si intendono i dati relativi a visti respinti e a domande il cui esame è stato interrotto, come previsto all’articolo 8, paragrafo 2.
Qualora un dato non sia disponibile né pertinente per una particolare categoria e un paese terzo, gli Stati membri lasciano lo spazio vuoto [senza indicare «0» (zero), «N.A.» (non applicabile), né qualsiasi altro valore].
Disposizioni del presente regolamento
Disposizioni sostituite della convenzione Schengen (CAS), dell’istruzione consolare comune (ICC) o del comitato esecutivo Schengen (SCH/Com-ex)
ICC, parte I.1. Ambito di applicazione (CAS articoli 9 e 10)
ICC: parte I. 2. Definizioni e tipi di visti
ICC: parte IV, Base normativa
CAS: articolo 11, paragrafo 2, articolo 14, paragrafo 1, articolo 15, articolo 16
Azione comune 96/197/GAI, ICC, parte I. 2.1.1
ICC parte II 4. CAS, articolo 12, paragrafo 1, regolamento 415/2003
Stato membro competente per l’esame delle domande e per le decisioni in merito
ICC, parte II 1.1, lettere a) e b), CAS articolo12, paragrafo 2
ICC, parte II, 1.1 e 3
ICC, allegato 13, nota (articolo 10, paragrafo 1)
ICC, parte III 1.1.
ICC, parte III 2, lettera a), CAS, articolo 13, paragrafi 1 e 2
ICC, parte III 1.2, lettere a) e b)
ICC, parte III.2, lettera b), e V.1.4, Com-ex (98) 57
ICC, parte VII, 4 e allegato 12
ICC, parte VII, 1.7
ICC, parte III.4 e parte V.1.
ICC, parte II, 2.3 e parte V, 2.3, lettere da a) a d)
ICC, parte V 2.1 (secondo trattino), 2.2, ICC
ICC, parte V, 2,1
ICC, parte V, 3, allegato 14, CAS, articolo 11, paragrafo 2, articolo 14, paragrafo 1, e articolo 16
ICC, parte I, 2.1.1 — Azione comune 96/197/GAI
ICC, parte I, 2.1, ultima frase
Com-ex (93) 24 e allegato 14 dell’ICC
Regolamento (CE) n. 415/2003
Visti rilasciati alle frontiere esterne a marittimi in transito
ICC, parte VII, 1-2-3
ICC, parte III.5
ICC, parte II, 1.2., parte VII, 1.6, commi 6, 7, 8 e 9
ICC, parte VIII, 5.2
SCH Com-ex (94) 25 e (98) 12
ICC, parte VIII, 1-3-4
Modulo armonizzato per la presentazione della domanda di visto
ICC, allegato 16
Parzialmente ICC, parte V, 1.4
ICC, allegato 3, parte I
ICC, allegato 3, parte III
ICC, parte VI, 1-4, allegato 10
Norme per il rilascio di visti alla frontiera ai marittimi in transito soggetti all’obbligo del visto
Regolamento (CE) n. 415/2003, allegati I e II
ICC, allegato 19
( 1 ) Parere del Parlamento europeo del 2 aprile 2009 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 25 giugno 2009.
( 2 ) GU L 239 del 22.9.2000, pag. 19.
( 3 ) GU C 326 del 22.12.2005, pag. 1.
( 4 ) GU C 53 del 3.3.2005, pag. 1.
( 5 ) GU L 218 del 13.8.2008, pag. 60.
( 6 ) GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
( 7 ) GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
( 8 ) GU L 105 del 13.4.2006, pag. 1.
( 9 ) GU L 176 del 10.7.1999, pag. 36.
( 10 ) GU L 176 del 10.7.1999, pag. 31.
( 11 ) GU L 176 del 10.7.1999, pag. 53.
( 12 ) GU L 53 del 27.2.2008, pag. 52.
( 13 ) GU L 53 del 27.2.2008, pag. 1.
( 14 ) GU L 83 del 26.3.2008, pag. 3.
( 15 ) GU L 131 dell’1.6.2000, pag. 43.
( 16 ) GU L 64 del 7.3.2002, pag. 20.
( 17 ) GU L 81 del 21.3.2001, pag. 1.
( 18 ) GU L 164 del 14.7.1995, pag. 1.
( 19 ) GU L 53 del 23.2.2002, pag.4.
( 20 ) GU L 267 del 27.9.2006, pag. 41.
( 21 ) GU L 289 del 3.11.2005, pag. 23.
( 22 ) GU L 243 del 15.9.2009, pag. 1»;
( 23 ) GU L 243 del 15.9.2009, pag. 1»;
( 24 ) GU L 63 del 13.3.1996, pag. 8.
( 25 ) GU L 116 del 26.4.2001, pag. 2.
( 26 ) GU L 150 del 6.6.2001, pag. 4.
( 27 ) GU L 64 del 7.3.2003, pag. 1.
( 28 ) GU L 131 del 28.5.2009, pag. 1.
( 29 ) GU L 158 del 30.4.2004, pag. 77.
( 30 ) Riferimento al codice ISO dello Stato membro organizzatore.

References: articolo 11
 articolo 14
 articolo 15
 articolo 16
 articolo 12
 articolo12
 articolo 13
 articolo 11
 articolo 14
 articolo 16