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Timestamp: 2020-04-07 02:12:57+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 3239 del 07/02/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 3239 del 07/02/2017
Cassazione civile, sez. II, 07/02/2017, (ud. 20/12/2016, dep.07/02/2017), n. 3239
M.M.T. (OMISSIS), M.S. (OMISSIS),
M.A., M.D.R. (OMISSIS), MU.SA. (OMISSIS),
M.F.G. (OMISSIS), elettivamente domiciliati in ROMA,
VIA GIROLAMO DA CARPI 65, presso lo studio dell’avvocato ANDREA
PIETROPAOLO, rappresentati e difesi dall’avvocato LEONARDO SALVATORE
C.C., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FERRARI 12,
difesa dall’avvocato MARIA LIMARDO;
C.F., C.M.G., elettivamente domiciliati
in ROMA, VIA GIANGIACOMO PORRO 8, presso lo studio dell’avvocato
SIMONA CAPRIOLO, rappresentati e difesi dall’avvocato MARCELLO
DOMENICO COLLOCA;
avverso la sentenza n. 1262/2011 della CORTE D’APPELLO di CATANZARO,
uditi gli Avvocati LIMARDO Caterina difensore di C.C. che
ha chiesto il rigetto del ricorso, COLLOCA Marcello D. difensore dei
1 Per quanto ancora interessa in questa sede, la Corte d’Appello di Catanzaro, con sentenza 2.12.2011, accogliendo l’impugnazione proposta da C.C. (erede di C.G.) contro Cr.Co. (ed in contraddittorio degli altri eredi), in riforma della sentenza di primo grado ha ridotto a 1/3 la misura della contribuzione degli eredi C. alle spese di rifacimento della terrazza a livello di loro proprietà sovrastante l’appartamento della Cr. sito nel fabbricato in (OMISSIS). La Corte territoriale ha motivato la sua decisione richiamando il principio dell’art. 1126 c.c., e dunque ha ritenuto che la Cr. debba contribuire per i rimanenti 2/3 quale proprietaria dell’immobile sottostante alla terrazza.
1 Con il primo motivo i ricorrenti lamentano falsa applicazione dell’art. 1126 c.c., rilevando che la terrazza non è di proprietà comune, ma di proprietà esclusiva degli eredi C. perchè, a differenza del solaio intermedio, non solo funge da copertura all’immobile sottostante, ma serve anche da affaccio all’appartamento dei predetti: da ciò consegue che le spese delle parti di terrazzo avulse dalla funzione di copertura (parapetti, ringhiere, ecc.) restano a carico di chi proprietario esclusivo. Secondo i ricorrenti, quindi, il principio dell’art. 1126 c.c., si applica solo per le spese relative al solaio e quindi la Corte d’Appello ha errato nel porre le spese della terrazza in proporzione tra le parti.
Il motivo è inammissibile per difetto di specificità perchè dà per scontato che siano state addebitate alla Cr. anche le spese per ringhiere e parapetti senza però assolutamente dimostrarlo: nel ricorso infatti non si fornisce alcun elemento che possa sorreggere l’affermazione dei ricorrenti.
Ciò posto, in materia di ripartizione delle spese di manutenzione di lastrici solari e terrazze a livello che provocano danni da infiltrazioni agli immobili sottostanti, le sezioni unite hanno di recente affermato che in tema di condominio negli edifici, qualora l’uso del lastrico solare (o della terrazza a livello) non sia comune a tutti i condomini, dei danni da infiltrazioni nell’appartamento sottostante rispondono sia il proprietario, o l’usuario esclusivo, quale custode del bene ai sensi dell’art. 2051 c.c., sia il condominio in forza degli obblighi inerenti l’adozione dei controlli necessari alla conservazione delle parti comuni incombenti sull’amministratore ex art. 1130 c.c., comma 1, n. 4, nonchè sull’assemblea dei condomini ex art. 1135 c.c., comma 1, n. 4, tenuta a provvedere alle opere di manutenzione straordinaria; il concorso di tali responsabilità va di norma risolto, salva la rigorosa prova contraria della specifica imputabilità soggettiva del danno, secondo i criteri di cui all’art. 1126 c.c., che pone le spese di riparazione o di ricostruzione per un terzo a carico del proprietario o dell’usuario esclusivo del lastrico (o della terrazza) e per i restanti due terzi a carico del condominio (v. Sez. U, Sentenza n. 9449 del 10/05/2016 Rv. 639821).
Ebbene, nel caso in esame, la Corte d’Appello di Catanzaro ha applicato seccamente la regola dell’art. 1126 c.c., ma non si è posta il preliminare problema di verificare, sulla scorta degli accertamenti peritali e delle altre risultanze processuali, l’imputabilità soggettiva del danno, e cioè di stabilire se le cause del crollo fossero ascrivibili ad un concorso di responsabilità dei due proprietari interessati oppure a fatto esclusivo del titolare del diritto di uso esclusivo della terrazza stessa che, come pure precisato dalle sezioni unite, ne è anche il custode, con tutti i doveri di cui all’art. 2051 c.c..
L’indagine era assolutamente decisiva perchè solo in caso di risposta positiva al primo quesito si sarebbe rivelata giuridicamente corretta la conclusione di applicare la regola del riparto di cui all’art. 1126 c.c..

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1130
 art. 1135
 Sentenza