Source: http://www.apfornovo.it/regolamento/
Timestamp: 2019-01-22 23:07:00+00:00

Document:
REGOLAMENTO – Assistenza Pubblica – Croce Verde Fornovese
Art. 1 – CONOSCENZA DELLO STATUTO E DEL REGOLAMENTO
È preciso dovere di ogni socio conoscere tutti gli articoli del presente regolamento e dello statuto dell’associazione. La mancata conoscenza dello statuto e del regolamento non giustifica un’eventuale mancanza o inadempienza.
I soci che intendono aderire all’Assistenza Pubblica Croce Verde Fornovese saranno suddivisi, secondo il loro modo di parteciparvi, nelle seguenti categorie:
Sono coloro che, accettati a seguito di domanda scritta su apposito modulo (vedi allegato 1), si impegnano volontariamente e spontaneamente, senza pretesa di compenso per la prestazione della loro opera, per gli scopi dell’associazione in conformità dello statuto e del presente regolamento.
Il socio attivo gode di una copertura assicurativa che lo tutela nell’espletamento del servizio in caso di infortunio e di responsabilità civile.
I soci attivi si distinguono in:
Soci attivi soccorritori: sono coloro i quali hanno frequentato con esito positivo i corsi previsti dalle normative vigenti e che svolgono servizi in emergenza /urgenza in ambulanza e con automedica (M.S.A.)
Soci attivi non soccorritori: sono coloro i quali hanno frequentato con esito positivo i corsi previsti dalle normative vigenti svolgono servizi di trasporto in ambulanza e gli addetti al centralino.
Sono altresì annoverati fra i soci attivi ma esonerati dal frequentare i corsi gli addetti agli uffici, gli addetti ai servizi sociali e gli addetti alle attività ludico-ricreative e di propaganda.
Sono coloro che, accettati a seguito di domanda scritta su apposito modulo (vedi allegato 2), versano una quota associativa annuale deliberata dall’assemblea dei soci, hanno diritto di voto e di partecipare alla vita associativa, fatti salvo i limiti previsti dallo statuto e dal presente regolamento.
Sono coloro che si sono distinti per particolari meriti, attività o servizi eccezionali svolti a beneficio dell’associazione, senza chiedere alcun compenso. Sono esonerati dal versamento della quota associativa, godono degli stessi diritti dei soci sostenitori.
Art. 3 – NORME DI IDONEITA’ E AMMISSIONE DEI SOCI ATTIVI
L’aspirante socio attivo deve aver compiuto il quattordicesimo anno di età e non aver superato il settantesimo anno, con eccezione degli addetti al centralino e alle attività ludico – ricreative e di propaganda per i quali il limite è fissato ad anni settantacinque
Gli aspiranti soci attivi, a seguito dell’accettazione della domanda da parte del Consiglio Direttivo, vengono ammessi al corso di primo soccorso.
Coloro i quali intendano svolgere servizio di emergenza è necessario presentare un certificato di sana e robusta costituzione rilasciato dal medico curante.
I soci attivi si impegnano ad eseguire i servizi con disciplina e correttezza e, in particolare, ad osservare il segreto su quanto è venuto a loro conoscenza nell’espletamento dei servizi prestati o in conseguenza di questi.
Art. 4 – NORME PER L’ABILITAZIONE DEL SOCIO ATTIVO
Con la presentazione della domanda di iscrizione l’aspirante socio attivo si assume (ad eccezione degli esonerati), l’obbligo di frequentare tutte le lezioni del corso teorico-pratico di preparazione al trasporto infermi (per gli aspiranti volontari trasporto, vedi allegato 3),frequentate tutte le lezioni del corso e svolte le ore di affiancamento previste, sentito il parere della direzione sanitaria, il direttore del personale consegnerà al neo socio la tessera di socio attivo, la divisa ed il badge.
Successivamente con le modalità previste dagli allegati il volontario potrà accedere al corso per soccorritori in ambulanza (vedi allegato 3/b), per l’abilitazione al soccorso in automedica (MSA), (vedi allegato 3/c,) i corsi saranno impostati seguendo l’iter formativo predisposto dalla direzione sanitaria in conformità alle linee guida di ANPAS e Regione Emilia Romagna.
Il socio attivo si impegna per il futuro a frequentare tutti i corsi di aggiornamento e mantenimento previsti dalla normativa vigente.
Art. 5 – PRESENZA E ASSENZE DEI SOCI ATTIVI
Nel caso di indisponibilità superiore ai trenta giorni sarà necessario presentare una comunicazione scritta al direttore del personale.
In caso di assenze superiori ai sei mesi il socio attivo dovrà obbligatoriamente ripetere il corso teorico-pratico; in caso di assenze superiori ai dodici mesi non giustificate il socio attivo decade d’ufficio.
Tutti i volontari, per non creare disservizio, sono tenuti ad essere estremamente puntuali per l’inizio del turno. Coloro che disertano il turno concordato o disattendono in tutto o in parte il contenuto del presente articolo, sono passibili di provvedimenti disciplinari. I turni di servizio saranno preventivamente esposti in sede.
Art. 6 – PARTE PRATICA DEL SERVIZIO
All’inizio del turno sarà necessario:
Avvalendosi delle check-list in dotazione ad ogni mezzo assicurarsi che sia disponibile tutto quanto necessita, segnalando al capoturno le eventuali carenze e provvedendo, per quanto possibile, a reintegrare personalmente il materiale mancante;
Collaborare al mantenimento della pulizia della sede;
Componenti dell’equipaggio.
Tutti gli incarichi affidati sono modificabili solamente per esigenze di servizio.
È un socio attivo che abbia compiuto ventuno anni di età e che abbia almeno due anni di esperienza; dovrà partecipare a periodici incontri formativi per i capiturno e partecipare alle riunioni appositamente convocate in modo da essere costantemente aggiornato.
Coordina e dispone per l’uscita dei mezzi e decide la composizione degli equipaggi;
Risponde al direttore del personale del comportamento dei singoli volontari in servizio e si accerta che sia provveduto a quanto disposto ai punti a), b), c) e d) del presente articolo, verifica che i volontari in servizio indossino la divisa regolamentare con particolare attenzione ai D.P.I.
Ha la completa responsabilità del turno e potrà farsi sostituire per validi motivi, tale sostituzione dovrà essere effettuata avvalendosi di un socio attivo di fiducia, fermo restando che la responsabilità del turno rimane al responsabile incaricato;
Oltre ad avere la responsabilità della centrale radio telefonica, dovrà sorvegliare che tale apparecchiatura sia utilizzata esclusivamente per motivi di servizio;
Deve riferire per iscritto ai direttori dei vari settori dell’associazione le eventuali mancanze rilevate ed ogni altra osservazione utile al buon funzionamento, nonché trasmettere ai diretti interessati i messaggi a loro indirizzati curandosi che questi siano leggibili, chiari, datati e firmati;
Deve prendere visione del registro delle consegne, nel quale saranno inseriti i verbali del consiglio direttivo ed eventuali comunicazioni riguardanti il servizio dai direttori di settore;
Farà le consegne al capoturno successivo o al suo sostituto, trasmettendogli le notizie necessarie per la prosecuzione del servizio;
Sovraintende, a fine turno, alla chiusura della cassa relativa al tesseramento e alle offerte;
Gli è tassativamente vietato rilasciare informazioni telefoniche (dati personali e numeri di telefono) sia sui soci sia sui servizi.
ADDETTO AL CENTRALINO.
Il centralinista occupa un ruolo chiave nell’organizzazione del servizio sanitario, in quanto fulcro tra gli operatori, i volontari e l’utenza.
Le responsabilità e i compiti del centralinista sono:
Verifica dello stato di servizio e passaggio consegne con il centralinista smontante;
Verifica delle apparecchiatura radio – telefoniche e del locale del centralino;
Risponde al telefono e segue i servizi in modo da essere costantemente aggiornato sulla posizione dei mezzi;
In caso di chiamata di emergenza deve prendere nota con estrema cura sotto la propria responsabilità di tutti i dati che gli vengono comunicati dalla CO e ne consegna copia all’autista;
Mantiene il centralino sempre presidiato facendosi eventualmente sostituire da un socio pari qualificato;
Mantiene il locale del centralino in ordine e sgombero da estranei;
Riscuote le offerte, le quote soci e convenzionati ai trasporti, rilasciando regolare tessera e/o ricevuta;
Laddove siano presenti incassi, a fine turno deve consegnarli al tesoriere, o depositarli nella apposita cassetta allo stesso intestata;
Compila le schede di prenotazione ove richieste, seguendo le linee guida interne;
Annota tutte le telefonate in arrivo e le inoltra, se possibile, ai diretti destinatari.
Gli autisti si dividono in tre categorie:
1) AUTISTI DEI MEZZI PER SERVIZI SOCIALI.
Sono coloro in possesso della patente di tipo B o superiore che abbiano acquisito l’autorizzazione alla guida dei mezzi adibiti ai servizi sociali a seguito del corso sui presidi in dotazione.
Al raggiungimento del settantesimo anno di età è previsto il riesame dell’idoneità alla guida da parte della commissione autisti e del direttore sanitario, idoneità che sarà rinnovabile annualmente.
2) AUTISTI DI AMBULANZA PER SERVIZI ORDINARI. (Trasporto)
Possono diventare autisti di questo tipo coloro in possesso della patente di tipo B o superiore che abbiano compiuto il ventunesimo anno d’età e che abbiano conseguito la patente da almeno tre anni. Inoltre, è necessaria la qualifica di socio attivo – volontario trasporto da almeno 1(uno) anno.
L’iter formativo è improntato alle linee guida predisposte dalla associazione, da ANPAS e dalla Regione Emilia Romagna (vedi allegato 4)
Per mantenere la qualifica di autista di ambulanza per servizi ordinari è obbligatorio frequentare i corsi di aggiornamento e mantenimento previsti; in difetto, si perde la qualifica e si passa alla qualifica inferiore (punto 1).
3) AUTISTA DI AMBULANZA IN EMERGENZA/URGENZA.
Per acquisire la qualifica di autista di ambulanza di emergenza / urgenza è necessario avere l’abilitazione di soccorritore da almeno un anno e essere in possesso della qualifica di autista per trasporti ordinari, per essere abilitato alla guida dei M.S.A. oltre alle abilitazioni suddette l’autista deve essere abilitato soccorritore M.S.A. L’iter formativo è improntato alle linee guida predisposte dalla associazione da ANPAS e dalla Regione Emilia Romagna (vedi allegato 4/B).
COMPITI DELL’AUTISTA.
L’autista ha l’obbligo di:
Eseguire sotto la propria responsabilità tutti gli accertamenti di competenza circa l’efficienza meccanica ed elettrica del mezzo.
Provvedere al rifornimento di carburanti e lubrificanti.
Compilare la check list giornaliera di sua competenza.
In caso di anomalie, apportare le inefficienze rilevate nell’apposito registro e darne tempestiva comunicazione al direttore tecnico.
Rispettare scrupolosamente le norme del codice della strada, curando la sicurezza dell’equipaggio durante il servizio. In particolare, la guida delle ambulanze deve essere calma e sicura, specialmente nel caso di servizi urgenti, tenendo sempre conto delle esigenze del trasportato e delle indicazioni date dal capo equipaggio.
Mantenere i contatti radio/telefonici (salvo diverse disposizioni del capo equipaggio dovute a ragioni operative).
Collaborare nelle operazioni di trasporto e/o di soccorso.
Aggiornarsi sulle attrezzature e metodiche di lavoro specifiche dell’autista e sanitarie in genere, seguendo gli aggiornamenti e i mantenimenti previsti.
CAPO EQUIPAGGIO.
È responsabile delle decisioni tecniche e organizzative da prendere durante lo svolgimento del servizio.
Effettua una corretta gestione del servizio, sia esso di emergenza, ordinario o altro.
Verifica l’ordine e il decoro dell’equipaggio.
Mantiene e usa correttamente l’attrezzatura.
Esegue la check list insieme al resto dell’equipaggio.
Controlla e provvede alla pulizia della cellula sanitaria dell’ambulanza, coadiuvato dal resto dell’equipaggio.
Rispetta e fa rispettare le norme igieniche al fine di tutelare la propria salute, quella dell’equipaggio e del trasportato.
Durante l’effettuazione del servizio presta completa assistenza al paziente seguendo le linee guida previste o le indicazioni del medico, se presente.
A servizio ultimato deve completare il terminale dati, e i moduli di servizio, facendone partecipi anche gli altri componenti dell’equipaggio.
Recupera l’attrezzatura che viene momentaneamente lasciata presso il pronto soccorso.
Si aggiorna sulle attrezzature e metodiche di lavoro seguendo gli aggiornamenti e i mantenimenti previsti dalle linee guida predisposte dalla associazione da ANPAS e dalla Regione Emilia Romagna.
VOLONTARIO TRASPORTO – SOCCORRITORE – SOCCORRITORE IN ADDESTRAMENTO
Deve collaborare e seguire le indicazioni del capo equipaggio.
Coadiuva con il resto dell’equipaggio per il mantenimento dell’ordine e della pulizia della cellula sanitaria e delle attrezzature dell’ambulanza.
Ha l’obbligo di curare la propria formazione seguendo i corsi di aggiornamento e mantenimento previsti dalla associazione, da ANPAS e dalla Regione Emilia Romagna.
MODALITÀ DI SERVIZIO.
Il socio attivo, in servizio di prelievo di un paziente presso un ente ospedaliero o altro luogo, ne assume la responsabilità dal momento del prelevamento al momento in cui è affidato al personale dell’ente di destinazione o ai familiari. Agli interventi di primo soccorso (urgenza) non potranno partecipare soci attivi che non abbiamo compiuto il diciottesimo anno d’età, ridotti ad anni 16 previa autorizzazione del Presidente in accordo con i genitori o con chi ne esercita la responsabilità genitoriale.
Per eventuali offerte e/o pagamenti ricevuti durante il servizio è fatto obbligo di rilasciare regolare ricevuta, utilizzando l’apposito blocco in dotazione su ogni mezzo. Tali somme saranno consegnate al capoturno, che provvederà ad inviarle alla tesoreria.
Tutti i volontari in turno indosseranno la divisa stabilita, nonché il tesserino di riconoscimento. L’abbigliamento dovrà essere idoneo e consono al servizio, in particolare andranno indossati tutti i dispositivi di protezione individuale (DPI). La divisa può essere comunque modificata con delibera del consiglio direttivo, qualora intervengano necessità organizzative o disposizioni di ordine superiore.
È fatto divieto di indossare la divisa al di fuori delle ore di servizio, fatta eccezione per il tragitto abitazione – sede e sede – abitazione.
Ciascun consegnatario dovrà conservare il vestiario in dotazione con cura e riconsegnarlo a richiesta dell’associazione o di propria iniziativa in caso di risoluzione del rapporto con la stessa. Per quanto riguarda le calzature antinfortunistiche, si chiede al volontario un contributo pari a circa il cinquanta per cento del valore del capo, in quanto non sarà oggetto di restituzione.
La normale usura del vestiario dovuta a causa del servizio permette la sostituzione; laddove invece sia dovuta a negligenza, poca cura o scarsa pulizia sarà oggetto di rivalsa dell’associazione nei confronti del consegnatario, il quale dovrà risarcirne il danno.
La divisa è parte integrante della rappresentatività dell’associazione; la trascuratezza nell’indossarla e le mancanze sopra descritte sono lesive del buon nome dell’associazione e quindi perseguibili disciplinarmente.
Iniziare o lasciarsi coinvolgere in qualsiasi discussione con l’utenza;
Fare o animare discussioni durante il servizio; qualora insorgessero divergenze o vi fossero reclami e proteste, l’interessato o gli interessati dovranno inoltrare un rapporto con specifica dell’accaduto al capoturno o al direttore di settore;
Eseguire prestazioni mediche o infermieristiche (ad esempio iniezioni intramuscolari), l’esposizione di presunte diagnosi, suggerire l’uso di farmaci;
Ricevere compensi personali per i trasporti effettuati.
L’assoluta discrezione sui servizi prestati e il rispetto delle normative sulla riservatezza;
Rispettare durante lo svolgimento del proprio servizio i protocolli della Centrale Operativa 118.
Tutti i volontari sono tenuti al rispetto dei locali della sede e delle attrezzature a disposizione.
I volontari di turno non dovranno allontanarsi per nessun motivo dalla sede fino all’arrivo della sostituzione o del cambio, salvo autorizzazione del capoturno.
Al socio di turno è richiesto, durante l’espletamento del servizio, un comportamento corretto, lo stesso si richiede ai soci che sostano nei locali della sede.
Tutti i soci presenti in sede hanno l’obbligo morale di partecipare a tutte le operazioni legate al mantenimento dell’igiene dei locali e delle pertinenze dell’associazione, nonché a tutte le attività inerenti alla vita associativa e in caso di necessità, di eseguire tutti i servizi richiesti dal capoturno.
Ogni volontario è tenuto al massimo rispetto degli altri volontari e dei dipendenti e deve rivolgersi ai pazienti ed ai famigliari con delicatezza, rispetto, educazione e pazienza, utilizzando sempre un linguaggio moderato e consono, anche nelle richieste di collaborazione.
Il volontario deve astenersi dal comunicare qualsiasi diagnosi medica.
Non è consentito prendere iniziative di qualsiasi genere a nome della Croce Verde Fornovese senza esplicita preventiva autorizzazione del presidente o del consiglio direttivo.
Tutti i volontari si impegnano a tenere anche nella vita civile un comportamento tale da non compromettere la credibilità ed il buon nome della associazione e dei suoi componenti.
Art. 8 – NORME ED ORGANI DISCIPLINARI
Coloro che con il loro comportamento creano danno e pregiudizio in qualsiasi modo e maniera alla vita e al buon nome dell’associazione, sono sottoposti a giudizio del consiglio direttivo il quale, prima di adottare provvedimenti, deve ascoltare il socio in merito alla questione. In caso di inosservanza delle suddette norme e di quelle specificate agli articoli 5 e 7 in relazione alla gravità delle stesse, potrà essere applicato uno dei seguenti provvedimenti:
I provvedimenti presi devono essere evidenziati sulla scheda personale. In caso di espulsione di un socio attivo lo stesso non potrà più presentare domanda di ammissione all’associazione per nessuno ordine dei soci.
In caso di dimissione o allontanamento, l’ex socio è tenuto a restituire la tessera e quant’altro abbia avuto in dotazione.
Gli organi sociali con potere normativo e disciplinare sono:
Il collegio dei probiviri (Art.28 dello statuto)
Art. 9 – ORGANISMI DI GESTIONE
E’ responsabile della piena osservanza dello statuto e del presente regolamento e vigila su tutto l’andamento dell’associazione.
E’ eletto dai soci con votazione e rimane in carica tre anni.
Elegge al suo interno il presidente, il vice-presidente, il segretario, il direttore amministrativo, il direttore del personale, il direttore tecnico e nel caso che non venga eletto fra i consiglieri alcun medico o che eventualmente non ne accetti l’incarico, sceglie il direttore sanitario, ed ha facoltà di indicare competenze specifiche per altri consiglieri, ratifica le proposte dei collaboratori scelti dai direttori
E’ convocato dal Presidente, con avviso personale ai membri, con un preavviso di giorni 10: l’avviso di convocazione deve anche essere esposto presso le sedi dell’associazione e deve contenere data, luogo, ora della seduta e ordine del giorno.
È facoltà dei soci proporre al consiglio, in forma scritta, suggerimenti utili al buon funzionamento dell’attività.
Nel caso in cui il direttore sanitario non sia un socio, alle riunioni ha diritto di parola ma non di voto
Alle sedute del consiglio possono partecipare tutti i soci, tranne che nella eventuale parte di seduta a porte chiuse.
La giunta esecutiva disimpegna gli ordinari affari amministrativi, esegue i deliberati del consiglio, sorveglia l’andamento di tutti i servizi. In caso d’urgenza può deliberare con i poteri del consiglio direttivo, salvo ratifica dello stesso.
È formata dai seguenti componenti: il presidente, il vice presidente, il segretario, il direttore amministrativo, il direttore del personale, direttore tecnico e il direttore sanitario. Quest’ultimo, se non socio, ha diritto di parola ma non di voto.
Può essere convocata dal presidente anche con un solo giorno di preavviso e la riunione è ritenuta valida quando intervengono almeno tre dei suoi componenti aventi diritto di voto.
I consiglieri in turno o presenti in sede, devono tenere un comportamento di particolare serietà ed efficienza tale da servire di riferimento ai soci. I consiglieri ai quali il consiglio ha attribuito un incarico, si trovano nella impossibilità di assolverlo per un periodo limitato nel tempo ma continuativo, hanno l’obbligo di delegare tale incarico ad un altro socio, che sarà proposto al consiglio direttivo, il quale, dopo aver preso atto dell’impossibilità momentanea del consigliere ed approvata la sostituzione, ne darà avviso ai soci. I consiglieri che disattendono agli incarichi volontariamente assunti, senza aver delegato alcuno in sostituzione, saranno automaticamente richiamati dal consiglio direttivo che valuterà le motivazioni e i danni causati, valutando la possibilità di sostituzione del consigliere non attento ai bisogni dell’associazione.
I consiglieri hanno l’obbligo di essere presenti a tutte le riunioni del consiglio direttivo; dopo la terza assenza consecutiva non giustificata, il consiglio può disporne la decadenza procedendo alla sostituzione
Il PRESIDENTE ha la legale rappresentanza dell’associazione, può stare in giudizio per la tutela degli interessi morali e materiali dell’associazione, può nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive. Sottoscrive tutti gli atti e contratti stipulati dall’associazione e riscuote, nell’interesse dell’ente, somme da terzi, rilasciando quietanza liberatoria, firma mandati e ordini di pagamento, assegni, bonifici ed ogni altro titolo di debito e impegna validamente l’associazione nei confronti di istituti di credito pubblici o privati. Se autorizzato dal consiglio può delegare in parte o interamente i propri poteri al vice presidente od altro membro del consiglio stesso. Si occupa dei rapporti con gli enti pubblici e privati, con le autorità, con l’ANPAS e con la stampa.
IL VICEPRESIDENTE sostituisce il presidente in ogni sua attribuzione ogni qualvolta questi sia impedito all’esercizio delle proprie funzioni. Il solo intervento del vicepresidente costituisce per i terzi prova dell’impedimento del presidente. Si occupa dell’organizzazione delle feste e della promozione del volontariato.
È a capo del gruppo di protezione civile (vedi art.14), gestisce i soci attivi aderenti al gruppo e i relativi mezzi e materiali. Rappresenta l’associazione ai vari livelli di Protezione Civile. Riferisce, in ordinaria amministrazione, al consiglio direttivo, in emergenza solamente al presidente e, ai fini organizzativi e assicurativi comunicherà l’elenco dei volontari inviati in emergenza al direttore del personale. Può dotarsi di uno staff di collaboratori.
IL SEGRETARIO svolge la funzione di verbalizzazione delle adunanze dell’assemblea, del consiglio direttivo e coadiuva il presidente e il consiglio direttivo nell’esplicazione delle attività esecutive che si rendano necessarie o opportune per il funzionamento dell’amministrazione dell’associazione. Cura la tenuta dei libri verbali delle assemblee, del consiglio direttivo nonché del libro degli aderenti all’associazione. Predispone, gestisce e mantiene l’archivio storico dell’associazione. Assolve ai compiti di segreteria organizzativa di supporto all’ufficio di presidenza. Compila i punteggi per la premiazione dei militi e li sottopone al consiglio direttivo per l’approvazione. Può farsi assistere da uno staff di segreteria.
IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO è il tesoriere dell’associazione ed è nominato dal consiglio direttivo, scelto fra i consiglieri. Cura la gestione della cassa dell’associazione e ne tiene la contabilità, effettua le fatturazioni, le relative verifiche, controlla la tenuta dei libri contabili, predispone dal punto di vista contabile, il bilancio consuntivo e quello preventivo, accompagnandoli da idonee relazioni contabili. Mantiene l’archivio amministrativo e contabile, autorizza preventivamente le spese tenendo conto delle deliberazioni consiliari e delle dinamiche finanziare dell’associazione. E’ quindi responsabile dell’amministrazione, dei pagamenti, dei rendiconti amministrativi e del patrimonio dell’associazione. Nelle sue funzioni può farsi assistere da uno staff amministrativo.
IL DIRETTORE TECNICO è nominato dal consiglio direttivo, scelto fra i consiglieri. È colui che collabora con il tesoriere nella tenuta del patrimonio dell’associazione e lo coadiuva nella compilazione degli inventari. Si occupa della manutenzione e dell’avvicendamento degli automezzi in dotazione all’associazione. Fornisce al direttore ammnistrativo i documenti necessari alla gestione contabile dei mezzi assistendolo nel reperimento dei preventivi di spesa da sottoporre all’autorizzazione del consiglio. Si occupa degli apparati radio siti nelle sedi e sulle ambulanze e della funzionalità del ponte radio.
Si occupa del magazzino, delle attrezzature per le feste sociali e per le varie manifestazioni. Si occupa dei lavori tecnici, della manutenzione dei fabbricati, degli immobili e dell’area circostante nonché delle provviste, delle macchine distributrici, delle donazioni alimentari. Custodisce le divise e tutto il guardaroba concordandone le modalità di uso con il direttore del personale. Può dotarsi di uno staff di collaboratori.
Il DIRETTORE SANITARIO, è nominato dal consiglio direttivo, rimane in carica tre anni, ed è rieleggibile. Può anche essere membro del consiglio stesso. Ha il compito di sovrintendere alla formazione dei soci attivi, ha la possibilità di consultare il medico curante del socio attivo qualora siano da accertare le caratteristiche di idoneità del socio; tali informazioni saranno a lui riservate.
Si occupa di tutte le attrezzature sanitarie e svolge funzioni ispettive sull’uso e la manutenzione del materiale sanitario, propone al consiglio direttivo acquisti di attrezzature e materiale sanitario, ed esprime ogni qual volta occorra, il proprio parere per argomenti inerenti la sua competenza. Per l’assolvimento del suo incarico sceglie dei collaboratori la cui nomina è ratificata dal consiglio direttivo. Il direttore sanitario se non membro del consiglio direttivo, è invitato alle riunioni dello stesso, con diritto di intervento. Il consiglio direttivo potrà nominare un vice direttore sanitario nel caso in cui un socio, in possesso dei requisiti previsti (laurea in medicina e chirurgia), si renda disponibile a ricoprire tale incarico.
IL DIRETTORE DEL PERSONALE, viene nominato dal consiglio direttivo, scelto fra i consiglieri. Ha il compito di seguire e armonizzare le attività operative dell’associazione e di controllare che gli articoli dello statuto e del regolamento dell’associazione siano osservati da tutti i soci attivi. E’ responsabile dell’organizzazione dell’associazione, organizza i turni e gli avvicendamenti. Si occupa della gestione di tutti i servizi svolti dall’associazione di cui ne riceve i verbali. Collabora con il direttore sanitario e il suo staff per ciò che concerne il percorso formativo dei soci attivi. Riceve le denunce relative al comportamento dei soci attivi e ne dà notizia al presidente. Coordina la partecipazione di rappresentanza a manifestazioni sanitarie e non. Coadiuva il segretario nella compilazione dei punteggi per la premiazione dei militi. Per assolvere alle sue funzioni ha la facoltà di avvalersi di uno staff di coordinamento. Ogni titolare di incarico dovrà prevedere un proprio riferimento che si occupi della delegazione.
Art. 11- ORGANISMI DI CONTROLLO
COLLEGIO DEI SINDACI REVISORI DEI CONTI (ART.26 DELLO STATUTO)
Il Collegio dei Revisori dei Conti è composto da tre membri effettivi e da due supplenti. Dura in carica tre anni ed i suoi componenti, che possono essere scelti anche tra i soci, sono rieleggibili. Nella prima riunione dopo la nomina da parte dell’assemblea, il collegio dei revisori dei conti, elegge al proprio interno il presidente. L’incarico di revisore è incompatibile con la carica di consigliere. Il collegio dei revisori dei conti, almeno trimestralmente verifica la regolare tenuta delle scritture contabili e lo stato di cassa dell’associazione, verifica il bilancio consuntivo predisposto dal Consiglio Direttivo ed esprime il parere su quello preventivo redigendo una relazione da presentare all’assemblea dei soci. Delle proprie riunioni il collegio dei revisori dei conti redige un verbale da trascrivere in apposito libro. In caso di rinuncia o di decadenza di un revisore, subentrano i supplenti in ordine di età anagrafica. I nuovi revisori scadono insieme a quelli in carica. In caso di sostituzione del presidente dei revisori, la presidenza è assunta, fino alla scadenza del collegio dal revisore anagraficamente più anziano.
PROBI VIRI (ART. 28 DELLO STATUTO)
Nella prima riunione dopo la nomina da parte dell’Assemblea, il Collegio dei Probiviri elegge nel proprio seno il Presidente. I membri del collegio sono incompatibili con la carica di consigliere, delle proprie decisioni il collegio redige un verbale da trascrivere in apposito libro, in casi di rinuncia o di decadenza di un membro del collegio subentrano i supplenti in ordine di età anagrafica, i nuovi membri scadono insieme a quelli in carica. In caso di sostituzione del presidente del collegio la presidenza è assunta, fino alla scadenza dal membro anagraficamente più anziano.
Art. 12 – GRUPPO RICREATIVO
E’ disciplinato da apposito regolamento, approvato dal consiglio direttivo.
Sono disciplinate da apposito regolamento, approvato dalla assemblea degli associati
Art. 14 – GRUPPO PROTEZIONE CIVILE
Per espletare servizi di pubblica calamità è costituito un apposito gruppo di protezione civile.
E’ formato da soci attivi anche non sanitari appositamente formati e addestrati, in conformità alle linee guida della associazione, di ANPAS e della Regione Emilia Romagna.
Essi devono partecipare alle periodiche esercitazioni organizzate dall’associazione o da altri enti preposti
Al gruppo possono aderire tutti i soci attivi dell’associazione purché di buona costituzione fisica e che diano la loro disponibilità alle richieste di intervento.
Art. 15 – PREMIAZIONI E RICONOSCIMENTI
Il sistema adottato dall’associazione in materia di premiazioni segue due diversi criteri:
Le premiazioni vengono effettuate in modo solenne tutti gli anni.
Ai volontari vengono conteggiate le ore di servizio svolte. Il primo riconoscimento viene assegnato al raggiungimento di mille ore, al raggiungimento delle ulteriori mille ore, con cadenza progressiva, saranno assegnati ulteriori riconoscimenti (es.: al raggiungimento delle 2.000, delle 3.000 e via di seguito).
Il riconoscimento rilasciato consiste in un attestato riportante il numero di ore effettuate.
Il primo riconoscimento di anzianità viene assegnato al raggiungimento del decimo anno di servizio ininterrotto, i successivi riconoscimenti vengono assegnati con cadenza decennale fino al trentesimo anno e con cadenza quinquennale i successivi.
Il riconoscimento rilasciato consiste in una targa recante l’anzianità raggiunta
Il consiglio direttivo in particolari occasioni e/o per particolari meriti può assegnare “motuproprio” benemerenze.
Per quanto non previsto dal presente regolamento la competenza è del consiglio direttivo
Il presente regolamento è stato approvato dalla assemblea degli associati in data 20 maggio 2015

References: Art. 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 8

Art. 9
 art.14

Art. 11

Art. 12

Art. 14

Art. 15