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Timestamp: 2020-01-23 07:27:04+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 12750 del 19/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12750 del 19/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/05/2017, (ud. 12/01/2017, dep.19/05/2017), n. 12750
sul ricorso 8282-2016 proposto da:
P.T., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA G. NICOTERA, 29,
presso lo studio dell’avvocato SALVATORE TERRIBILE, rappresentata e
difesa dall’avvocato SAVIRIO VERNA, giusta procura in calce al
UNIPOLSAI ASSICURAZIONI SPA già denominata FONDIARIA – SAI SPA,
quale incorporante di UNIPOL ASSICURAZIONI SPA, elettivamente
domiciliata in ROMA, VIALE B. BUOZZI 53, presso lo studio
dell’avvocato CLAUDIO RUSSO, che la rappresenta e difende;
avverso la sentenza n. 509/2013 del GIUDICE 191 PACE di ALTAMURA,
partecipata del 12/01/2017 dal Consigliere Dott PELLECCHIA.
1. P.T. convenne in giudizio la Fondiaria Sai per sentirla condannare al pagamento in proprio favore della somma di 3.600 Euro a titolo di risarcimento per lesioni personali conseguenti a sinistro stradale occorsole mentre viaggiava come trasportata a bordo dell’autovettura di proprietà di F.V. e assicurata con la società convenuta.
Il Giudice di pace rigettò la domanda attorea.
2. Il Tribunale di Bari, quale Giudice dell’Appello, con ordinanza ex art. 348 bis c.p.c. depositata in cancelleria il 16 settembre 2015, ha dichiarato inammissibile l’appello.
3. P.T. propone ricorso in cassazione, con un motivo, avverso l’ordinanza 348 bis c.p.c., del Tribunale di Bari, emessa in data 16 settembre 2015, depositata in pari data e notificata il 22 settembre 2015, nonchè avverso la sentenza n. 509 del Giudice di Pace di Altamura depositata il 5 novembre 2015.
3.1. Resiste con controricorso Unipolsai Assicurazioni s.p.a..
4. E’ stata depositata in cancelleria ai sensi dell’art. 380 – bis c.p.c., e regolarmente notificata ai difensori delle parti, la proposta di inammissibilità del ricorso. La ricorrente non ha presentato memoria.
6. Il ricorso è inammissibile, perchè proposto fuori dai termini previsti dagli artt. 325 e 326 c.p.c.. Infatti è la stessa ricorrente che nel ricorso (pag. 1) afferma che l’ordinanza è stata “notificata in data 22 settembre 2015” mentre il ricorso è stato notificato dal punto di vista del ricorrente il 16 marzo 2016, oltre il termine breve ex art. 325 c.p.c..
Il motivo di ricorso, comunque, sarebbe ugualmente inammissibile perchè generico.
7. Pertanto, ai sensi degli artt. 380 – bis e 385 c.p.c., il ricorso va dichiarato inammissibile. Le spese seguono la soccombenza.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento in favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 2.700,00, per compensi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15 per cento, agli esborsi liquidati in Euro 200, ed agli accessori di legge.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del citato art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 348
 sentenza 
 art. 325
 art. 13
 art. 1
 art. 13