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Timestamp: 2020-04-09 00:51:36+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 9085 del 02/04/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9085 del 02/04/2019
Cassazione civile sez. VI, 02/04/2019, (ud. 22/02/2019, dep. 02/04/2019), n.9085
sul ricorso 23003-2018 proposto da:
A.D.S.D., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
VIRGINIO JACOUCCI 8, presso lo studio dell’avvocato MICHELE
MIRAGLIA, rappresentato e difeso dall’avvocato GIANPAOLO CARRETTA;
Il Tribunale di Potenza, con decreto n. 1037/2018, ha respinto il ricorso proposto da A.D.S.D., nato in Senegal, avverso il provvedimento di diniego della protezione internazionale, sia in relazione al riconoscimento dello status di rifugiato, sia in relazione al riconoscimento della protezione sussidiaria ed umanitaria.
In particolare, il Tribunale ha rilevato che il racconto del richiedente (essere scappato dal Paese di origine per paura di essere ammazzato, a seguito della conversione al cristianesimo) risultava poco credibile e comunque, ai fini della chiesta protezione sussidiaria, l’area geografica del Senegal di provenienza del richiedente non risultava caratterizzata da violenza indiscriminata sui civili; neppure sussistevano i presupposti per il riconoscimento della protezione umanitaria, avendo il richiedente abbandonato il proprio paese d’origine esclusivamente per il desiderio di trovare migliori condizioni di vita e di lavoro.
Avverso il suddetto decreto, A.D.S.D. propone ricorso per cassazione, affidato a due (plurimi) motivi, nei confronti del Ministero dell’Interno (che non svolge attività difensiva).
2. Il ricorrente lamenta, con il primo motivo, sia l’omesso esame, ex art. 360 c.p.c., n. 5, di fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti, sia la violazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, degli artt. 1, 3 e 5 Cost., degli artt. 2,3,6,10 e 11Cost., degli artt. 2,3 e 5 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo, non avendo il Tribunale, pedissequamente riportandosi alle valutazioni della Commissione territoriale, accuratamente vagliato sia il racconto del richiedente, del tutto circostanziato e verosimile (con riguardo alla concreta possibilità di subire minacce, ritorsioni o danno grave alla propria incolumità a causa della recente conversione al cristianesimo) sia la situazione di instabilità politico-istituzionale del Senegal; con il secondo motivo, il ricorrente lamenta poi sia l’omesso esame, ex art. 360 c.p.c., n. 5, di fatto decisivo oggetto di discussione tra le parti, sia la violazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, del D.Lgs. n. 251 del 1997, del D.Lgs. n. 286 del 1998, art. 5, comma 6, in relazione alla ritenuta insussistenza dei presupposti per il riconoscimento della protezione sussidiaria o umanitaria.
Questa Corte (Cass., n. 16925 del 2018; Cass. n. 28862 del 2018) ha infatti chiarito che: “in materia di protezione internazionale, l’accertamento del giudice di merito deve innanzitutto avere ad oggetto la credibilità soggettiva della versione del richiedente circa l’esposizione a rischio grave alla vita o alla persona. Qualora le dichiarazioni siano giudicate inattendibili alla stregua degli indicatori di genuinità soggettiva di cui al D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, non occorre procedere ad un approfondimento istruttorio officioso circa la prospettata situazione persecutoria nel Paese di origine”, salvo, ma non è questo il caso, che la mancanza di veridicità derivi esclusivamente dall’impossibilità di fornire riscontri probatori. Nella specie, infatti, la valutazione di non credibilità, ai fini della richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato, risulta operata in conformità con la menzionata disposizione, essendo stato ritenuto il racconto inattendibile, perchè inverosimile e contraddittorio.
E tale apprezzamento attiene al giudizio di fatto e non è qui ulteriormente valutabile.
Il giudice di merito si è soffermato sulla situazione dell’area di provenienza del ricorrente (Senegal), e, sulla base dei resoconti ufficiali acquisiti, ha escluso che nell’area geografica da cui il richiedente proveniva ricorresse una situazione di violenza generalizzata.
Il Tribunale ha ritenuto indimostrato il racconto del ricorrente in ordine ad una situazione personale specifica di minaccia grave alla vita o alla persona ed ha rilevato altresì che non fosse stata neppure allegata una situazione di conflitto armato interno in Senegal, idoneo a dar luogo ad una situazione di violenza indiscriminata necessaria per il riconoscimento della protezione sussidiaria.
Tale giudizio è sorretto da una valutazione di totale inattendibilità di quanto dedotto, che, essendo adeguatamente motivata, non è censurabile in questa sede, implicando accertamenti di merito che sono per loro natura estranei al giudizio di legittimità (Cass.2858/2018).

References: Sentenza 
 art. 360
 art. 360
 art. 360
 art. 360
 art. 5
 Cass. 
 art. 3