Source: http://www.dirittosuweb.com/aree/rubriche/record.asp?idrecord=950&cat=10
Timestamp: 2019-08-19 22:36:35+00:00

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Non è necessario che il pericolo - cagionabile da un fatto naturale o da un atto umano - sia inevitabile, né che non dipenda da una (pregressa) azione del contraente che lo subisce[7], o che il comportamento di quest’ultimo presenti caratteri di proporzionalità con il pericolo a cui (lui o un terzo) è sottoposto.
Il contratto concluso in “stato di bisogno” (rescissione per lesione - art. 1448, c.c.).
La difficile situazione economica – purché, come detto, in rapporto di causalità con l’atto vantaggioso per l’altro contraente - può anche essere familiare[16], o ricollegarsi alla mancanza di un bene che non sia denaro, quando tale mancanza comporti anche un danno di carattere patrimoniale: in sostanza lo stato di bisogno va rapportato al bene (necessità di denaro liquido o altra cosa oggetto della controprestazione) che il soggetto ha mirato a conseguire con il contratto[17].
L’azione di rescissione si prescrive in un anno dalla conclusione del contratto[33]: la rescindibilità non può essere opposta in via di eccezione quando è prescritta. Il termine annuale di prescrizione deve essere coordinato con la regola generale – ex art. 2935, c.c. - che fa decorrere ogni termine di prescrizione solo dal momento in cui il diritto può essere fatto valere, e non è pertanto applicabile ai contratti sottoposti a condizione sospensiva, per i quali il termine decorrerà solo dalla verificazione dell’evento da cui dipendono gli effetti del contratto e, per la rescissione del contratto concluso in stato di pericolo, dalla concreta operatività delle condizioni inique che, con l’azione di rescissione, si vogliono rimuovere[34].
Qualora la parte che ha stipulato il contratto in stato di pericolo o di bisogno chieda la rescissione del contratto, l’altro contraente può evitarla offrendo una modificazione - non necessariamente pecuniaria - del contratto sufficiente per ricondurlo ad equità. L’offerta di modifica del contratto è un atto unilaterale recettizio, per gli effetti del quale non rileva la volontà del contraente che ha subito il danno: essa costituisce una dichiarazione di volontà negoziale che può essere formulata anche con domanda giudiziale[39].
[4] Cfr. Cass. Civ., 04/08/60, n. 2293, in Mass. Giur. It., 1960.
[6] Cfr. Cass. Civ., 14/07/54, n. 2471, in Mass. Giur. It., 1954.
[10] Cfr. Cass. Civ., Sez. II, 05/09/91, n. 9374, in Mass. Giur. It., 1991; Cass. Civ., Sez. Lavoro, 20/11/90, n. 11179, in Notiz. Giur. Lav., 1991.
[27] Cass. Civ., Sez. I, 31/05/86, n. 3694, in Mass. Giur. It., 1986; Cass. Civ., 09/04/80, n. 2286, in Mass. Giur. It., 1980; Tribunale di Milano, 27/02/92, in Giur. It., 1992, I,2, 601, con nota di Cagnasso.

References: art. 1448
 art. 2935
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