Source: https://lawbrary.ch/en/browser/LBCR/952_0__1/?plang=it
Timestamp: 2020-07-04 14:02:04+00:00

Document:
Lawbrary | LBCR - Legge federale sulle banche e le casse di risparmio
Sfera d'applicazione(1 - 2)
Autorizzazione a esercitare l'attività (3 - 3)
Fondi propri, liquidità e altre prescrizioni sulla gestione (4 - 5)
Presentazione dei conti(6 - 6)
Banche di rilevanza sistemica(7 - 10)
Capitale supplementare(11 - 14)
Depositi a risparmio e valori depositati (15 - 16)
Vigilanza e verifica (18 - 19)
Vigilanza (23 - 24)
Misure in caso di rischio d'insolvenza(25 - 32)
Fallimento di banche insolventi (fallimento di banche)(33 - 37)
Garanzia dei depositi(37 - 37)
Averi non rivendicati(37 - 37)
Responsabilità e disposizioni penali (38 - 51)
Disposizioni transitorie e finali(52 - 56)
Disposizioni finali della modifica del 21 marzo 1971
Disposizioni finali della modifica del 18 marzo 1994
Disposizioni finali della modifica del 22 aprile 1999
Disposizioni finali della modifica del 17 dicembre 2004
Disposizione transitoria della modifica del 30 settembre 2011
Disposizione transitoria della modifica del 22 marzo 2013
dell'8 novembre 1934 (Stato 1° gennaio 2019)
visti gli articoli 34ter, 64 e 64bis della Costituzione federale2; visto il messaggio del Consiglio federale del 2 febbraio 1934,
Capo primo: Sfera d'applicazione
1La pre­sen­te leg­ge si ap­pli­ca al­le ban­che, ai ban­chie­ri pri­va­ti (dit­te in­di­vi­dua­li, so­cie­tà in no­me col­let­ti­vo e so­cie­tà in ac­co­man­di­ta) e al­le cas­se di ri­spar­mio, qui di se­gui­to de­si­gna­te tut­te col no­me di ban­che.
2Le per­so­ne fi­si­che e giu­ri­di­che che non sot­to­stan­no al­la pre­sen­te leg­ge non so­no le­git­ti­ma­te ad ac­cet­ta­re de­po­si­ti del pub­bli­co a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le. Il Con­si­glio fe­de­ra­le può pre­ve­de­re ec­ce­zio­ni, pur­ché la pro­te­zio­ne dei de­po­si­tan­ti sia ga­ran­ti­ta. L'emis­sio­ne di pre­sti­ti non è con­si­de­ra­ta ac­cet­ta­zio­ne di de­po­si­ti del pub­bli­co a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le.2
3Non sog­giac­cio­no al­la leg­ge, se­gna­ta­men­te:
gli agen­ti e le dit­te di bor­sa che eser­ci­ta­no sol­tan­to ne­go­zio di car­te­va­lo­ri e ope­ra­zio­ni di­ret­ta­men­te con­nes­se, ma non at­ti­vi­tà ban­ca­ria;
gli am­mi­ni­stra­to­ri di be­ni, i no­tai e gli agen­ti d'af­fa­ri che si li­mi­ta­no ad am­mi­ni­stra­re i ca­pi­ta­li dei lo­ro clien­ti, sen­za eser­ci­ta­re un'at­ti­vi­tà ban­ca­ria.
4Le espres­sio­ni «ban­ca» o «ban­chie­re», iso­la­te o in una pa­ro­la com­po­sta, pos­so­no es­se­re uti­liz­za­te nel­la dit­ta, nel­la de­si­gna­zio­ne del­lo sco­po so­cia­le e nel­la pub­bli­ci­tà d'af­fa­ri sol­tan­to da­gli isti­tu­ti che han­no ri­ce­vu­to un'au­to­riz­za­zio­ne co­me ban­che dall'Au­to­ri­tà fe­de­ra­le di vi­gi­lan­za sui mer­ca­ti fi­nan­zia­ri (FIN­MA). È fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 2 ca­po­ver­so 3.3
5La Ban­ca na­zio­na­le sviz­ze­ra e le cen­tra­li d'emis­sio­ne di ob­bli­ga­zio­ni fon­dia­rie sog­giac­cio­no al­la pre­sen­te leg­ge sol­tan­to in quan­to que­st'ul­ti­ma lo di­spon­ga espli­ci­ta­men­te.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF dell'11 mar. 1971, in vi­go­re dal 1° lug. 1971 (RU 1971 809 825 art. 1; FF 1970 I 885).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 1° feb. 1995 (RU 1995 246; FF 1993 I 609). Ve­di an­che le di­sp. fin. del­la mod. del 18 mar. 1994 (RU 1995 246) al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
1 In­tro­dot­to dal n. II 5 dell'all. al­la L del 3 ott. 2003 sul­la Ban­ca na­zio­na­le (RU 2004 1985; FF 2002 5413). Abro­ga­to dal n. 10 dell'all. al­la L del 19 giu. 2015 sull'in­fra­strut­tu­ra fi­nan­zia­ria, con ef­fet­to dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5339; FF 2014 6445).
Art. 1a Banche
È con­si­de­ra­to ban­ca chiun­que ope­ra so­prat­tut­to nel set­to­re fi­nan­zia­rio e:
ac­cet­ta a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le de­po­si­ti del pub­bli­co per un im­por­to su­pe­rio­re a 100 mi­lio­ni di fran­chi o si pre­sta pub­bli­ca­men­te a ta­le sco­po;
ac­cet­ta a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le de­po­si­ti del pub­bli­co per un im­por­to in­fe­rio­re o pa­ri a 100 mi­lio­ni di fran­chi, o si pre­sta pub­bli­ca­men­te a ta­le sco­po, e in­ve­ste ta­li de­po­si­ti o cor­ri­spon­de in­te­res­si su­gli stes­si; o
si ri­fi­nan­zia in mi­su­ra ri­le­van­te pres­so più ban­che non par­te­ci­pan­ti in mo­do de­ter­mi­nan­te al suo ca­pi­ta­le, al fi­ne di fi­nan­zia­re, per con­to pro­prio e in un mo­do qual­sia­si, un nu­me­ro in­de­ter­mi­na­to di per­so­ne o im­pre­se con le qua­li non co­sti­tui­sce un'uni­tà eco­no­mi­ca.
1 In­tro­dot­to dal n. II 14 dell'all. al­la L del 15 giu. 2018 su­gli isti­tu­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 5247; FF 2015 7293).
Art. 1b Promovimento dell'innovazione
1Le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te leg­ge si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia al­le per­so­ne che ope­ra­no so­prat­tut­to nel set­to­re fi­nan­zia­rio e:
ac­cet­ta­no a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le de­po­si­ti del pub­bli­co per un im­por­to in­fe­rio­re o pa­ri a 100 mi­lio­ni di fran­chi o si pre­sta­no pub­bli­ca­men­te a ta­le sco­po; e
non in­ve­sto­no ta­li de­po­si­ti né cor­ri­spon­do­no in­te­res­si su­gli stes­si.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le può ade­gua­re l'im­por­to di cui al ca­po­ver­so 1 te­nen­do con­to del­la com­pe­ti­ti­vi­tà e del po­ten­zia­le di in­no­va­zio­ne del­la piaz­za fi­nan­zia­ria sviz­ze­ra.
3Le per­so­ne di cui al ca­po­ver­so 1 de­vo­no in par­ti­co­la­re:
de­li­mi­ta­re esat­ta­men­te la sfe­ra de­gli af­fa­ri e pre­ve­de­re una or­ga­niz­za­zio­ne pro­por­zio­na­ta all'im­por­tan­za de­gli stes­si;
di­spor­re di una ge­stio­ne dei ri­schi ade­gua­ta e di un con­trol­lo in­ter­no ef­fi­ca­ce, ta­li da ga­ran­ti­re in par­ti­co­la­re il ri­spet­to del­le pre­scri­zio­ni le­ga­li e del­le di­ret­ti­ve in­ter­ne dell'im­pre­sa (con­for­mi­tà al­le nor­me);
di­spor­re di ri­sor­se fi­nan­zia­rie ade­gua­te;
as­si­cu­ra­re che le per­so­ne in­ca­ri­ca­te dell'am­mi­ni­stra­zio­ne e di­re­zio­ne go­do­no di una buo­na re­pu­ta­zio­ne e of­fro­no la ga­ran­zia di un'at­ti­vi­tà inec­ce­pi­bi­le.
4So­no fat­te sal­ve le se­guen­ti di­spo­si­zio­ni:
la pre­sen­ta­zio­ne dei con­ti del­le per­so­ne di cui al ca­po­ver­so 1 è ret­ta esclu­si­va­men­te dal­le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni2;
le per­so­ne di cui al ca­po­ver­so 1 fan­no ve­ri­fi­ca­re il lo­ro con­to an­nua­le ed even­tual­men­te il lo­ro con­to di grup­po se­con­do le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni, di cui tut­ta­via non è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 727a ca­po­ver­si 2-5;
le per­so­ne di cui al ca­po­ver­so 1 in­ca­ri­ca­no una so­cie­tà di au­dit abi­li­ta­ta dall'Au­to­ri­tà fe­de­ra­le di sor­ve­glian­za dei re­vi­so­ri con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 9a ca­po­ver­so 1 o 4bis del­la leg­ge del 16 di­cem­bre 20053 sui re­vi­so­ri di ef­fet­tua­re una ve­ri­fi­ca con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 24 del­la leg­ge del 22 giu­gno 20074 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri;
ai de­po­si­ti pres­so le per­so­ne di cui al ca­po­ver­so 1 non si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni sui de­po­si­ti pri­vi­le­gia­ti (art. 37a) e sul pa­ga­men­to im­me­dia­to (art. 37b); i de­po­si­tan­ti van­no in­for­ma­ti di ta­le fat­to pri­ma di ef­fet­tua­re il de­po­si­to.
5In ca­si par­ti­co­la­ri la FIN­MA può di­chia­ra­re ap­pli­ca­bi­li i ca­po­ver­si 1-4 an­che al­le per­so­ne che ac­cet­ta­no a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le de­po­si­ti del pub­bli­co per un im­por­to su­pe­rio­re a 100 mi­lio­ni di fran­chi, o si pre­sta­no pub­bli­ca­men­te per ta­le sco­po, e non in­ve­sto­no ta­li de­po­si­ti né cor­ri­spon­do­no in­te­res­si su­gli stes­si, sem­pre che la pro­te­zio­ne dei clien­ti sia ga­ran­ti­ta me­dian­te mi­su­re par­ti­co­la­ri.
6Se il va­lo­re so­glia di 100 mi­lio­ni di fran­chi è su­pe­ra­to, ciò va no­ti­fi­ca­to al­la FIN­MA en­tro 10 gior­ni; en­tro 90 gior­ni va pre­sen­ta­ta una do­man­da di au­to­riz­za­zio­ne se­con­do l'ar­ti­co­lo 1a. È fat­to sal­vo il ca­po­ver­so 5.
1Le di­spo­si­zio­ni del­la pre­sen­te leg­ge si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia:
al­le suc­cur­sa­li isti­tui­te in Sviz­ze­ra da ban­che este­re;
ai rap­pre­sen­tan­ti de­si­gna­ti in Sviz­ze­ra da ta­li ban­che.2
2La FIN­MA3 ema­na le op­por­tu­ne di­spo­si­zio­ni. Es­sa può, se­gna­ta­men­te, esi­ge­re che i sud­det­ti uf­fi­ci sia­no suf­fi­cien­te­men­te do­ta­ti di ca­pi­ta­li e chie­de­re che sia­no pre­sta­te ga­ran­zie.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le è au­to­riz­za­to a con­clu­de­re trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li fon­da­ti sul prin­ci­pio del mu­tuo ri­co­no­sci­men­to di nor­ma­ti­ve equi­va­len­ti del­le at­ti­vi­tà ban­ca­rie e di mi­su­re equi­va­len­ti nel set­to­re del­la vi­gi­lan­za sul­le ban­che, i qua­li pre­ve­da­no che le ban­che de­gli Sta­ti con­traen­ti pos­so­no apri­re una suc­cur­sa­le o una rap­pre­sen­tan­za sen­za l'au­to­riz­za­zio­ne del­la FIN­MA.4
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
3 Nuo­va espres­sio­ne giu­sta il n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625). Di det­ta mod. è te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994 (RU 1995 246; FF 1993 I 609). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
1Sot­to­stan­no ai ca­pi un­di­ce­si­mo e do­di­ce­si­mo del­la pre­sen­te leg­ge, sem­pre che nel qua­dro del­la vi­gi­lan­za sul sin­go­lo isti­tu­to non sog­giac­cia­no al­la com­pe­ten­za del­la FIN­MA in ma­te­ria di fal­li­men­to:
le so­cie­tà ma­dri di un grup­po fi­nan­zia­rio o di un con­glo­me­ra­to fi­nan­zia­rio aven­ti se­de in Sviz­ze­ra;
le so­cie­tà del grup­po con se­de in Sviz­ze­ra che svol­go­no fun­zio­ni im­por­tan­ti per le at­ti­vi­tà sog­get­te ad au­to­riz­za­zio­ne (so­cie­tà del grup­po im­por­tan­ti).
1 In­tro­dot­to dal n. 10 dell'all. al­la L del 19 giu. 2015 sull'in­fra­strut­tu­ra fi­nan­zia­ria, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5339; FF 2014 6445).
Capo secondo: Autorizzazione a esercitare l'attività
1La ban­ca, per ini­zia­re la pro­pria at­ti­vi­tà, de­ve aver ot­te­nu­to l'au­to­riz­za­zio­ne del­la FIN­MA; es­sa non può es­se­re iscrit­ta nel re­gi­stro di com­mer­cio pri­ma d'aver­la ot­te­nu­ta.
2L'au­to­riz­za­zio­ne è con­ces­sa se:
la ban­ca de­li­mi­ta esat­ta­men­te, in sta­tu­ti, con­trat­ti di so­cie­tà e re­go­la­men­ti, la sfe­ra de­gli af­fa­ri e pre­ve­de una or­ga­niz­za­zio­ne pro­por­zio­na­ta all'im­por­tan­za de­gli af­fa­ri; es­sa de­ve, quan­do lo sco­po azien­da­le o l'im­por­tan­za de­gli af­fa­ri lo esi­ga, isti­tui­re or­ga­ni per la di­re­zio­ne, da una par­te, e or­ga­ni per la di­re­zio­ne su­pe­rio­re, la vi­gi­lan­za e il con­trol­lo, dall'al­tra, co­me an­che de­ter­mi­na­re le sin­go­le at­tri­bu­zio­ni in mo­do da ga­ran­ti­re un'ef­fi­ca­ce vi­gi­lan­za sul­la ge­stio­ne;
la ban­ca for­ni­sce la pro­va che il ca­pi­ta­le mi­ni­mo sta­bi­li­to dal Con­si­glio fe­de­ra­le è in­te­ra­men­te li­be­ra­to;
le per­so­ne in­ca­ri­ca­te dell'am­mi­ni­stra­zio­ne e di­re­zio­ne del­la ban­ca go­do­no di ot­ti­ma re­pu­ta­zio­ne e ga­ran­ti­sco­no un'at­ti­vi­tà ir­re­pren­si­bi­le;
c.bis3le per­so­ne fi­si­che e giu­ri­di­che che par­te­ci­pa­no di­ret­ta­men­te o in­di­ret­ta­men­te al­la ban­ca con al­me­no il 10 per cen­to del ca­pi­ta­le o dei di­rit­ti di vo­to o pos­so­no in­fluen­za­re no­te­vol­men­te in al­tro mo­do la ge­stio­ne del­la ban­ca (par­te­ci­pa­zio­ne qua­li­fi­ca­ta), de­vo­no for­ni­re la ga­ran­zia che ta­le in­flus­so non vie­ne eser­ci­ta­to a dan­no di una ge­stio­ne sa­na e pru­den­te;
d.4 le per­so­ne in­ca­ri­ca­te del­la di­re­zio­ne del­la ban­ca so­no do­mi­ci­lia­te in un luo­go che con­sen­ta di eser­ci­ta­re la ge­stio­ne ef­fet­ti­va e di as­su­mer­ne le re­spon­sa­bi­li­tà.
3La ban­ca sot­to­po­ne al­la FIN­MA lo sta­tu­to, i con­trat­ti di so­cie­tà e i re­go­la­men­ti e l'in­for­ma di tut­te le mo­di­fi­ca­zio­ni ul­te­rio­ri in quan­to con­cer­no­no lo sco­po azien­da­le, l'at­ti­vi­tà dell'isti­tu­to, il ca­pi­ta­le so­cia­le o l'or­ga­niz­za­zio­ne in­ter­na. Le mo­di­fi­ca­zio­ni pos­so­no es­se­re iscrit­te nel re­gi­stro di com­mer­cio sol­tan­to do­po l'ap­pro­va­zio­ne del­la FIN­MA.
5Pri­ma di ac­qui­sta­re o di alie­na­re di­ret­ta­men­te o in­di­ret­ta­men­te una par­te­ci­pa­zio­ne qua­li­fi­ca­ta ai sen­si del ca­po­ver­so 2 let­te­ra cbis in una ban­ca or­ga­niz­za­ta se­con­do il di­rit­to sviz­ze­ro, tut­te le per­so­ne fi­si­che e giu­ri­di­che de­vo­no in­for­mar­ne la FIN­MA. L'ob­bli­go di in­for­ma­zio­ne è da­to an­che se una si­mi­le par­te­ci­pa­zio­ne qua­li­fi­ca­ta vie­ne au­men­ta­ta o ri­dot­ta, nel sen­so che es­sa su­pe­ra o scen­de al di­sot­to del­la so­glia del 20, 33 o 50 per cen­to del ca­pi­ta­le.6
6La ban­ca an­nun­cia ap­pe­na ne ha co­no­scen­za, ma al­me­no una vol­ta all'an­no, le per­so­ne che adem­pio­no le esi­gen­ze del ca­po­ver­so 5.7
7Le ban­che or­ga­niz­za­te se­con­do il di­rit­to sviz­ze­ro in­for­ma­no la FIN­MA pri­ma di apri­re all'este­ro una fi­lia­le, una suc­cur­sa­le, un'agen­zia o una rap­pre­sen­tan­za.8
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 1° feb. 1995 (RU 1995 246; FF 1993 I 609).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 1° feb. 1995 (RU 1995 246; FF 1993 I 609). Ve­di an­che le di­sp. fin. del­la mod. del 18 mar. 1994 (RU 1995 246) al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
4 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 1° feb. 1995 (RU 1995 246; FF 1993 I 609). Ve­di an­che le di­sp. fin. del­la mod. del 18 mar. 1994 (RU 1995 246) al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
5 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, con ef­fet­to dal 1° feb. 1995 (RU 1995 246; FF 1993 I 609).
6 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 1° feb. 1995 (RU 1995 246; FF 1993 I 609).
7 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 1° feb. 1995 (RU 1995 246; FF 1993 I 609). Ve­di an­che le di­sp. fin. del­la mod. del 18 mar. 1994 (RU 1995 246) al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
8 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 1° feb. 1995 (RU 1995 246; FF 1993 I 609).
È con­si­de­ra­ta ban­ca can­to­na­le ogni ban­ca co­sti­tui­ta in for­ma di isti­tu­to o di so­cie­tà ano­ni­ma me­dian­te un at­to le­gi­sla­ti­vo can­to­na­le. Il Can­to­ne de­ve de­te­ne­re una par­te­ci­pa­zio­ne su­pe­rio­re a un ter­zo del ca­pi­ta­le e di­spor­re di più di un ter­zo dei di­rit­ti di vo­to. Può ga­ran­ti­re in­te­gral­men­te o in par­te gli im­pe­gni del­la ban­ca.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994 (RU 1995 246; FF 1993 I 609). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 22 apr. 1999, in vi­go­re dal 1° ott. 1999 (RU 1999 2405; FF 1998 3007 ). Ve­di an­che le di­sp. fin. di det­ta mod. al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
Se una ban­ca fa par­te di un grup­po fi­nan­zia­rio o di un con­glo­me­ra­to fi­nan­zia­rio, la FIN­MA può su­bor­di­na­re il ri­la­scio dell'au­to­riz­za­zio­ne all'esi­sten­za di una sor­ve­glian­za con­so­li­da­ta ade­gua­ta da par­te di un'au­to­ri­tà di sor­ve­glian­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri.
1 In­tro­dot­to dal n. II 6 dell'all. al­la LF del 17 dic. 2004 sul­la sor­ve­glian­za de­gli as­si­cu­ra­to­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2006 (RU 2005 5269; FF 2003 3233).
1Due o più im­pre­se so­no con­si­de­ra­te grup­po fi­nan­zia­rio se:
al­me­no una è at­ti­va co­me ban­ca o com­mer­cian­te di va­lo­ri mo­bi­lia­ri;
ope­ra­no pre­va­len­te­men­te nel set­to­re fi­nan­zia­rio; e
for­ma­no un'uni­tà eco­no­mi­ca o a cau­sa di al­tre cir­co­stan­ze si può pre­su­me­re che una o più im­pre­se sot­to­po­ste al­la sor­ve­glian­za in­di­vi­dua­le so­no giu­ri­di­ca­men­te ob­bli­ga­te o di fat­to co­stret­te a so­ste­ne­re al­tre so­cie­tà del grup­po.
2È con­si­de­ra­to con­glo­me­ra­to fi­nan­zia­rio do­mi­na­to dal set­to­re ban­ca­rio o da quel­lo del com­mer­cio di va­lo­ri mo­bi­lia­ri un grup­po fi­nan­zia­rio ai sen­si del ca­po­ver­so 1 che ope­ra pre­va­len­te­men­te nel set­to­re ban­ca­rio o in quel­lo del com­mer­cio dei va­lo­ri mo­bi­lia­ri e com­pren­de al­me­no un'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne di no­te­vo­le im­por­tan­za eco­no­mi­ca.
1La FIN­MA può as­sog­get­ta­re al­la sor­ve­glian­za di grup­pi o di con­glo­me­ra­ti un grup­po fi­nan­zia­rio o un con­glo­me­ra­to fi­nan­zia­rio do­mi­na­to dal set­to­re ban­ca­rio o da quel­lo del com­mer­cio di va­lo­ri mo­bi­lia­ri se es­so:
ge­sti­sce in Sviz­ze­ra una ban­ca or­ga­niz­za­ta se­con­do il di­rit­to sviz­ze­ro o un com­mer­cian­te di va­lo­ri im­mo­bi­lia­ri; op­pu­re
è ef­fet­ti­va­men­te di­ret­to a par­ti­re dal­la Sviz­ze­ra.
2Se al­tre au­to­ri­tà este­re ri­ven­di­ca­no con­tem­po­ra­nea­men­te la sor­ve­glian­za in­te­gra­le o par­zia­le del grup­po fi­nan­zia­rio o del con­glo­me­ra­to fi­nan­zia­rio, la FIN­MA, sal­va­guar­dan­do le sue com­pe­ten­ze, si ac­cor­da con ta­li au­to­ri­tà sul­le com­pe­ten­ze, le mo­da­li­tà e l'og­get­to del­la sor­ve­glian­za di grup­pi o di con­glo­me­ra­ti. Pri­ma di pro­nun­ciar­si, con­sul­ta le im­pre­se del grup­po fi­nan­zia­rio o del con­glo­me­ra­to fi­nan­zia­rio in­cor­po­ra­te in Sviz­ze­ra.2
1La sor­ve­glian­za di grup­pi da par­te del­la FIN­MA è eser­ci­ta­ta a ti­to­lo com­ple­men­ta­re ri­spet­to al­la sor­ve­glian­za in­di­vi­dua­le di una ban­ca.
2La sor­ve­glian­za di con­glo­me­ra­ti da par­te del­la FIN­MA è eser­ci­ta­ta a ti­to­lo com­ple­men­ta­re ri­spet­to al­la sor­ve­glian­za in­di­vi­dua­le di una ban­ca o di un'im­pre­sa di as­si­cu­ra­zio­ne e ri­spet­to al­la sor­ve­glian­za di grup­pi fi­nan­zia­ri o as­si­cu­ra­ti­vi da par­te del­le au­to­ri­tà di sor­ve­glian­za com­pe­ten­ti nel ca­so spe­ci­fi­co.
1Le per­so­ne in­ca­ri­ca­te del­la ge­stio­ne, da un la­to, e quel­le re­spon­sa­bi­li del­la di­re­zio­ne ge­ne­ra­le, del­la sor­ve­glian­za e del con­trol­lo del grup­po fi­nan­zia­rio o del con­glo­me­ra­to fi­nan­zia­rio, dall'al­tra, de­vo­no go­de­re di buo­na re­pu­ta­zio­ne e of­fri­re ga­ran­zia di un'at­ti­vi­tà ir­re­pren­si­bi­le.
2Il grup­po fi­nan­zia­rio o il con­glo­me­ra­to fi­nan­zia­rio dev'es­se­re or­ga­niz­za­to in mo­do da es­se­re in gra­do, in par­ti­co­la­re, di in­di­vi­dua­re, li­mi­ta­re e con­trol­la­re tut­ti i ri­schi es­sen­zia­li.
1La FIN­MA è au­to­riz­za­ta a ema­na­re, per i grup­pi fi­nan­zia­ri, pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti i fon­di pro­pri, la li­qui­di­tà, la ri­par­ti­zio­ne dei ri­schi, le po­ste ri­schio in­ter­ne al grup­po e la con­ta­bi­li­tà.
2La FIN­MA è au­to­riz­za­ta a ema­na­re, per i con­glo­me­ra­ti fi­nan­zia­ri do­mi­na­ti dal set­to­re ban­ca­rio o da quel­lo del com­mer­cio di va­lo­ri mo­bi­lia­ri, pre­scri­zio­ni con­cer­nen­ti i fon­di pro­pri, la li­qui­di­tà, la ri­par­ti­zio­ne dei ri­schi, le po­ste ri­schio in­ter­ne al grup­po e la con­ta­bi­li­tà op­pu­re a sta­bi­lir­le nel sin­go­lo ca­so. Per quan­to con­cer­ne i fon­di pro­pri ne­ces­sa­ri, es­sa con­si­de­ra le re­go­le vi­gen­ti nel set­to­re fi­nan­zia­rio e as­si­cu­ra­ti­vo non­ché l'im­por­tan­za re­la­ti­va dei due set­to­ri all'in­ter­no del con­glo­me­ra­to fi­nan­zia­rio e i ri­schi con­nes­si.
1 In­tro­dot­to dal n. II 6 dell'all. al­la LF del 17 dic. 2004 sul­la sor­ve­glian­za de­gli as­si­cu­ra­to­ri (RU 2005 5269; FF 2003 3233). Abro­ga­to dal n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, con ef­fet­to dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
1La FIN­MA può inol­tre fa­re di­pen­de­re dal­le se­guen­ti con­di­zio­ni l'isti­tu­zio­ne di una ban­ca che, or­ga­niz­za­ta se­con­do il di­rit­to sviz­ze­ro, è non­di­me­no do­mi­na­ta da stra­nie­ri, co­me an­che l'au­to­riz­za­zio­ne per l'isti­tu­zio­ne di una suc­cur­sa­le e per la de­si­gna­zio­ne di un rap­pre­sen­tan­te per­ma­nen­te di una ban­ca stra­nie­ra:2
ga­ran­zia del­la re­ci­pro­ci­tà da par­te de­gli Sta­ti nei qua­li han­no do­mi­ci­lio o se­de gli stra­nie­ri che de­ten­go­no par­te­ci­pa­zio­ni qua­li­fi­ca­te, sem­pre che non vi si op­pon­ga­no ob­bli­ghi in­ter­na­zio­na­li di di­ver­so te­no­re;
im­pie­go di una dit­ta che non fac­cia ri­fe­ri­men­to al ca­rat­te­re sviz­ze­ro del­la ban­ca né lo la­sci pre­su­me­re;
1bisSe una ban­ca fa par­te di un grup­po fi­nan­zia­rio o di un con­glo­me­ra­to fi­nan­zia­rio, la FIN­MA può su­bor­di­na­re il ri­la­scio dell'au­to­riz­za­zio­ne al con­sen­so del­le com­pe­ten­ti au­to­ri­tà di sor­ve­glian­za este­re.5
2La ban­ca de­ve da­re in­for­ma­zio­ni al­la Ban­ca na­zio­na­le sviz­ze­ra, quan­to al­la sfe­ra d'af­fa­ri e ai rap­por­ti con l'este­ro.
3Le di­spo­si­zio­ni del ca­po­ver­so 1 si ap­pli­ca­no al­la ban­ca or­ga­niz­za­ta se­con­do il di­rit­to sviz­ze­ro le cui par­te­ci­pa­zio­ni qua­li­fi­ca­te stra­nie­re, di­ret­te o in­di­ret­te, am­mon­ta­no a più del­la me­tà dei di­rit­ti di vo­to6 op­pu­re a quel­la do­mi­na­ta in al­tro mo­do da stra­nie­ri.7 Si con­si­de­ra­no stra­nie­re:
le per­so­ne fi­si­che che non han­no né la cit­ta­di­nan­za sviz­ze­ra né il per­mes­so di re­si­den­za in Sviz­ze­ra;
le per­so­ne giu­ri­di­che o le so­cie­tà di per­so­ne che han­no se­de all'este­ro o che, se han­no se­de in Sviz­ze­ra, do­mi­na­te da­gli stra­nie­ri di cui al­la let­te­ra a.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF dell'11 mar. 1971, in vi­go­re dal 1° lug. 1971 (RU 1971 809 825 art. 1; FF 1970 I 885).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° lug. 1995 (RU 1995 2109; FF 1994 IV 923).
4 Abro­ga­ta dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, con ef­fet­to dal 1° feb. 1995 (RU 1995 246; FF 1993 I 609).
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 16 dic. 1994 (RU 1995 2109; FF 1994 IV 923). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 6 dell'all. al­la LF del 17 dic. 2004 sul­la sor­ve­glian­za de­gli as­si­cu­ra­to­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2006 (RU 2005 5269; FF 2003 3233).
6 Te­sto ret­ti­fi­ca­to dal­la CdR dell'AF (art. 33 LRC; RU 1974 1051).
7 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 1° feb. 1995 (RU 1995 246; FF 1993 I 609).
1Le ban­che pas­sa­te in do­mi­nio stra­nie­ro de­vo­no sol­le­ci­ta­re una au­to­riz­za­zio­ne sup­ple­ti­va, con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 3bis.
2È ne­ces­sa­ria una nuo­va au­to­riz­za­zio­ne com­ple­ti­va qua­lo­ra, in una ban­ca sot­to do­mi­nio stra­nie­ro, vi sia­no mo­di­fi­ca­zio­ni nel­la com­po­si­zio­ne de­gli stra­nie­ri con par­te­ci­pa­zio­ni qua­li­fi­ca­te.2
3I mem­bri dell'am­mi­ni­stra­zio­ne e del­la di­re­zio­ne del­la ban­ca de­vo­no in­for­ma­re la FIN­MA di tut­ti i fat­ti che in­du­co­no a pre­su­me­re un do­mi­nio stra­nie­ro nel­la ban­ca o una mo­di­fi­ca­zio­ne nel­la com­po­si­zio­ne de­gli stra­nie­ri con par­te­ci­pa­zio­ni qua­li­fi­ca­te.3
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° lug. 1995 (RU 1995 2109; FF 1994 IV 923).
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le può di­chia­ra­re nei trat­ta­ti in­ter­na­zio­na­li che le esi­gen­ze par­ti­co­la­ri di au­to­riz­za­zio­ne con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 3bis e 3ter non so­no in par­te ap­pli­ca­bi­li se cit­ta­di­ni di uno Sta­to con­traen­te o per­so­ne giu­ri­di­che con se­de in uno Sta­to con­traen­te crea­no una ban­ca or­ga­niz­za­ta se­con­do il di­rit­to sviz­ze­ro, la ri­le­va­no o vi ac­qui­sta­no una par­te­ci­pa­zio­ne qua­li­fi­ca­ta. Fat­te sal­ve le nor­me in­ter­na­zio­na­li con­tra­rie, es­so può su­bor­di­na­re la sua de­ci­sio­ne al­la con­ces­sio­ne del­la re­ci­pro­ci­tà da par­te dell'al­tro Sta­to con­traen­te.
2Le di­spo­si­zio­ni men­zio­na­te so­no ap­pli­ca­bi­li se la per­so­na giu­ri­di­ca è a sua vol­ta do­mi­na­ta di­ret­ta­men­te o in­di­ret­ta­men­te da cit­ta­di­ni di uno Sta­to ter­zo e da per­so­ne giu­ri­di­che con se­de in uno Sta­to ter­zo.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, in vi­go­re dal 1° feb. 1995 (RU 1995 246; FF 1993 I 609).
Capo terzo: Fondi propri, liquidità e altre prescrizioni sulla gestione
1Le ban­che de­vo­no di­spor­re, su ba­se in­di­vi­dua­le e con­so­li­da­ta, di fon­di pro­pri e li­qui­di­tà ade­gua­ti.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le de­fi­ni­sce gli ele­men­ti dei fon­di pro­pri e del­le li­qui­di­tà. Sta­bi­li­sce le esi­gen­ze mi­ni­me te­nen­do con­to del ge­ne­re di at­ti­vi­tà e dei ri­schi. La FIN­MA è au­to­riz­za­ta a ema­na­re pre­scri­zio­ni di ese­cu­zio­ne.
3In ca­si par­ti­co­la­ri la FIN­MA può al­le­via­re o ina­spri­re le esi­gen­ze mi­ni­me.
4La par­te­ci­pa­zio­ne qua­li­fi­ca­ta di una ban­ca in un'im­pre­sa estra­nea al suo set­to­re fi­nan­zia­rio o as­si­cu­ra­ti­vo non de­ve su­pe­ra­re il 15 per cen­to dei suoi fon­di pro­pri. L'im­por­to to­ta­le di que­ste par­te­ci­pa­zio­ni non de­ve su­pe­ra­re il 60 per cen­to dei fon­di pro­pri. Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na le ec­ce­zio­ni.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 5 dell'all. al­la L del 3 ott. 2003 sul­la Ban­ca na­zio­na­le, in vi­go­re dal 1° gen. 2005 (RU 2004 1985; FF 2002 5413).
1I pre­sti­ti e le an­ti­ci­pa­zio­ni con­ces­si da una ban­ca a sin­go­li clien­ti co­me an­che le par­te­ci­pa­zio­ni a sin­go­le im­pre­se de­vo­no es­se­re pro­por­zio­na­ti ai fon­di pro­pri.
2Il re­go­la­men­to d'ese­cu­zio­ne sta­bi­li­sce ta­le pro­por­zio­ne, te­nu­to con­to dei pre­sti­ti e del­le an­ti­ci­pa­zio­ni a cor­po­ra­zio­ni di di­rit­to pub­bli­co e del ti­po di co­per­tu­ra.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF dell'11 mar. 1971, in vi­go­re dal 1° lug. 1971 (RU 1971 809 825 art. 1; FF 1970 I 885). Ve­di an­che le di­sp. fin. del­la mod. del 18 mar. 1994 (RU 1995 246) al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
2 Abro­ga­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994, con ef­fet­to dal 1° feb. 1995 (RU 1995 246; FF 1993 I 609).
Le ban­che de­vo­no aste­ner­si, in Sviz­ze­ra o all'este­ro, dal fa­re una pub­bli­ci­tà fal­la­ce o in­si­sten­te, osten­tan­do la lo­ro se­de in Sviz­ze­ra o le isti­tu­zio­ni sviz­ze­re.
1Le ban­che so­no au­to­riz­za­te a co­mu­ni­ca­re al­le lo­ro so­cie­tà ma­dri, a lo­ro vol­ta sot­to­po­ste al­la vi­gi­lan­za da par­te di un'au­to­ri­tà di sor­ve­glian­za sul­le ban­che o sui mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, le in­for­ma­zio­ni e i do­cu­men­ti non ac­ces­si­bi­li al pub­bli­co e ne­ces­sa­ri al­la vi­gi­lan­za su ba­se con­so­li­da­ta, al­le se­guen­ti con­di­zio­ni:
le in­for­ma­zio­ni so­no uti­liz­za­te uni­ca­men­te a sco­pi di con­trol­lo in­ter­no o di vi­gi­lan­za di­ret­ta sul­le ban­che o su al­tri me­dia­to­ri fi­nan­zia­ri sot­to­po­sti al re­gi­me d'au­to­riz­za­zio­ne2;
la so­cie­tà ma­dre e l'au­to­ri­tà com­pe­ten­te in ma­te­ria di vi­gi­lan­za su ba­se con­so­li­da­ta so­no vin­co­la­te dal se­gre­to pro­fes­sio­na­le o dal se­gre­to d'uf­fi­cio;
le in­for­ma­zio­ni pos­so­no es­se­re tra­smes­se a ter­zi sol­tan­to pre­via au­to­riz­za­zio­ne del­la ban­ca o in vir­tù di un'au­to­riz­za­zio­ne ge­ne­ra­le san­ci­ta da un trat­ta­to in­ter­na­zio­na­le.
2Se la co­mu­ni­ca­zio­ne di in­for­ma­zio­ni ai sen­si del ca­po­ver­so 1 è po­sta in for­se, le ban­che pos­so­no ri­chie­de­re dal­la FIN­MA una de­ci­sio­ne che au­to­riz­zi o vie­ti det­ta co­mu­ni­ca­zio­ne.
2 Te­sto ret­ti­fi­ca­to dal­la CdR dell'AF (art. 33 LRC; RU 1974 1051).
1 Abro­ga­to dal n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, con ef­fet­to dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
Capo quarto: Presentazione dei conti
1Le ban­che de­vo­no al­le­sti­re per ogni eser­ci­zio un rap­por­to di ge­stio­ne; que­sto si com­po­ne di:
il con­to an­nua­le;
la re­la­zio­ne an­nua­le;
il con­to di grup­po.
2Le ban­che de­vo­no al­le­sti­re al­me­no se­me­stral­men­te una chiu­su­ra in­ter­me­dia.
3Il rap­por­to di ge­stio­ne e la chiu­su­ra in­ter­me­dia de­vo­no es­se­re al­le­sti­ti con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni del ti­to­lo tren­te­si­mo­se­con­do del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni1, al­la pre­sen­te leg­ge e al­le ri­spet­ti­ve di­spo­si­zio­ni di ese­cu­zio­ne.
4In si­tua­zio­ni straor­di­na­rie, il Con­si­glio fe­de­ra­le può pre­ve­de­re de­ro­ghe al ca­po­ver­so 3.
Art. 6a Pubblicità
1Il rap­por­to di ge­stio­ne dev'es­se­re re­so ac­ces­si­bi­le al pub­bli­co.
2Le chiu­su­re in­ter­me­die de­vo­no es­se­re re­se ac­ces­si­bi­li al pub­bli­co in quan­to lo pre­ve­da­no le di­spo­si­zio­ni di ese­cu­zio­ne del­la pre­sen­te leg­ge.
3I ca­po­ver­si 1 e 2 non si ap­pli­ca­no ai ban­chie­ri pri­va­ti che non si ri­vol­go­no al pub­bli­co per rac­co­glie­re de­po­si­ti di ca­pi­ta­li. È fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 958e ca­po­ver­so 2 del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni1.
1Il Con­si­glio fe­de­ra­le ema­na di­spo­si­zio­ni di ese­cu­zio­ne con­cer­nen­ti la for­ma, il con­te­nu­to e la pub­bli­ca­zio­ne dei rap­por­ti di ge­stio­ne e del­le chiu­su­re in­ter­me­die.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le può de­ro­ga­re al­le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni1 con­cer­nen­ti la con­ta­bi­li­tà com­mer­cia­le e la pre­sen­ta­zio­ne dei con­ti se le par­ti­co­la­ri­tà dell'at­ti­vi­tà ban­ca­ria o la pro­te­zio­ne dei cre­di­to­ri lo giu­sti­fi­ca­no e la si­tua­zio­ne eco­no­mi­ca è espo­sta in mo­do equi­va­len­te.
3Il Con­si­glio fe­de­ra­le può au­to­riz­za­re la FIN­MA a ema­na­re di­spo­si­zio­ni di ese­cu­zio­ne ne­gli am­bi­ti di por­ta­ta ri­dot­ta, se­gna­ta­men­te ne­gli am­bi­ti pre­va­len­te-men­te tec­ni­ci.
4Al­le con­di­zio­ni di cui al ca­po­ver­so 2, la FIN­MA può li­mi­ta­re l'uti­liz­za­zio­ne in am­bi­to ban­ca­rio del­le nor­me con­ta­bi­li ri­co­no­sciu­te dal Con­si­glio fe­de­ra­le.
Capo quinto: Banche di rilevanza sistemica
Art. 7 Definizione e scopo
1Per ban­che di ri­le­van­za si­ste­mi­ca s'in­ten­do­no ban­che, grup­pi fi­nan­zia­ri e con­glo­me­ra­ti fi­nan­zia­ri do­mi­na­ti dal set­to­re ban­ca­rio il cui dis­se­sto dan­neg­ge­reb­be no­te­vol­men­te l'eco­no­mia sviz­ze­ra e il si­ste­ma fi­nan­zia­rio sviz­ze­ro.
2Con­giun­ta­men­te al­le di­spo­si­zio­ni di di­rit­to ban­ca­rio ge­ne­ral­men­te ap­pli­ca­bi­li, le di­spo­si­zio­ni del pre­sen­te ca­po per­se­guo­no lo sco­po di ri­dur­re ul­te­rior­men­te i ri­schi che le ban­che di ri­le­van­za si­ste­mi­ca co­sti­tui­sco­no per la sta­bi­li­tà del si­ste­ma fi­nan­zia­rio sviz­ze­ro, di as­si­cu­ra­re il man­te­ni­men­to del­le fun­zio­ni im­por­tan­ti dal pun­to di vi­sta eco­no­mi­co e di evi­ta­re l'ero­ga­zio­ne di aiu­ti sta­ta­li.
Art. 8 Criteri e determinazione della rilevanza sistemica
1Si con­si­de­ra ab­bia­no ri­le­van­za si­ste­mi­ca le fun­zio­ni ir­ri­nun­cia­bi­li per l'eco­no­mia sviz­ze­ra e non so­sti­tui­bi­li a bre­ve ter­mi­ne. So­no se­gna­ta­men­te fun­zio­ni di ri­le­van­za si­ste­mi­ca le ope­ra­zio­ni di de­po­si­to e di cre­di­to a li­vel­lo na­zio­na­le non­ché il traf­fi­co dei pa­ga­men­ti.
2La ri­le­van­za si­ste­mi­ca di una ban­ca è sta­bi­li­ta in fun­zio­ne del­le sue di­men­sio­ni, del­la sua in­ter­di­pen­den­za con il si­ste­ma fi­nan­zia­rio e con l'eco­no­mia, non­ché del­la so­sti­tui­bi­li­tà a bre­ve ter­mi­ne dei ser­vi­zi da es­sa for­ni­ti. So­no de­ter­mi­nan­ti in par­ti­co­la­re i se­guen­ti cri­te­ri:
la quo­ta di mer­ca­to de­te­nu­ta nell'am­bi­to del­le fun­zio­ni di ri­le­van­za si­ste­mi­ca ai sen­si del ca­po­ver­so 1;
l'im­por­to dei de­po­si­ti ga­ran­ti­ti se­con­do l'ar­ti­co­lo 37h ca­po­ver­so 1 ec­ce­den­te l'im­por­to mas­si­mo di cui all'ar­ti­co­lo 37h ca­po­ver­so 3 let­te­ra b;
il rap­por­to tra il to­ta­le di bi­lan­cio del­la ban­ca e il pro­dot­to in­ter­no lor­do an­nuo del­la Sviz­ze­ra;
il pro­fi­lo di ri­schio del­la ban­ca, de­ter­mi­na­to dal mo­del­lo azien­da­le, dal­la strut­tu­ra del bi­lan­cio, dal­la qua­li­tà de­gli at­ti­vi, dal­la li­qui­di­tà e dal gra­do d'in­de­bi­ta­men­to.
3Do­po aver con­sul­ta­to la FIN­MA, la Ban­ca na­zio­na­le sviz­ze­ra (Ban­ca na­zio­na­le) de­si­gna me­dian­te de­ci­sio­ne le ban­che di ri­le­van­za si­ste­mi­ca e le lo­ro fun­zio­ni di ri­le­van­za si­ste­mi­ca.
Art. 9 Esigenze particolari
1Le ban­che di ri­le­van­za si­ste­mi­ca de­vo­no sod­di­sfa­re esi­gen­ze par­ti­co­la­ri. L'esten­sio­ne e il con­te­nu­to di det­te esi­gen­ze di­pen­do­no dal gra­do di ri­le­van­za si­ste­mi­ca del­la ban­ca in­te­res­sa­ta. Que­ste esi­gen­ze de­vo­no es­se­re pro­por­zio­na­te, de­vo­no pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne le lo­ro ri­per­cus­sio­ni sul­la ban­ca in­te­res­sa­ta e sul­la con­cor­ren­za e de­vo­no te­ne­re con­to de­gli stan­dard ri­co­no­sciu­ti a li­vel­lo in­ter­na­zio­na­le.
2Le ban­che di ri­le­van­za si­ste­mi­ca de­vo­no in par­ti­co­la­re:
di­spor­re di fon­di pro­pri che, se­gna­ta­men­te:
ga­ran­ti­sca­no, te­nu­to con­to del­le esi­gen­ze le­ga­li, una mag­gio­re ca­pa­ci­tà di as­sor­bi­re per­di­te ri­spet­to al­le ban­che che non han­no ri­le­van­za si­ste­mi­ca,
con­tri­bui­sca­no in mi­su­ra so­stan­zia­le, in ca­so di ri­schio d'in­sol­ven­za, a man­te­ne­re le fun­zio­ni di ri­le­van­za si­ste­mi­ca,
le in­ci­ti­no a li­mi­ta­re il lo­ro gra­do di ri­le­van­za si­ste­mi­ca e a mi­glio­ra­re le lo­ro pos­si­bi­li­tà di ri­sa­na­men­to e li­qui­da­zio­ne in Sviz­ze­ra e all'este­ro,
sia­no com­mi­su­ra­ti agli at­ti­vi pon­de­ra­ti in fun­zio­ne del ri­schio, da un la­to, e agli at­ti­vi non pon­de­ra­ti in fun­zio­ne del ri­schio, che pos­so­no com­pren­de­re an­che ope­ra­zio­ni fuo­ri bi­lan­cio, dall'al­tro;
di­spor­re di li­qui­di­tà che ga­ran­ti­sca­no lo­ro una mi­glio­re ca­pa­ci­tà di as­sor­bi­re for­ti oscil­la­zio­ni di li­qui­di­tà ri­spet­to al­le ban­che che non han­no ri­le­van­za si­ste­mi­ca, in mo­do da riu­sci­re a ri­spet­ta­re i pro­pri ob­bli­ghi di pa­ga­men­to an­che in una si­tua­zio­ne ec­ce­zio­nal­men­te dif­fi­ci­le;
ri­par­ti­re i ri­schi in mo­do ta­le da li­mi­ta­re i ri­schi di con­tro­par­te e la con­cen­tra­zio­ne di ri­schi;
pre­ve­de­re una pia­ni­fi­ca­zio­ne d'emer­gen­za a li­vel­lo di strut­tu­ra, in­fra­strut­tu­ra, con­du­zio­ne, con­trol­lo e flus­si di ca­pi­ta­le e di li­qui­di­tà in­ter­ni al grup­po che pos­sa es­se­re at­tua­ta im­me­dia­ta­men­te e che ga­ran­ti­sca, in ca­so di ri­schio d'in­sol­ven­za, il man­te­ni­men­to del­le sue fun­zio­ni di ri­le­van­za si­ste­mi­ca.
Art. 10 Applicazione alla singola banca
1Do­po aver con­sul­ta­to la Ban­ca na­zio­na­le, la FIN­MA sta­bi­li­sce me­dian­te de­ci­sio­ne le esi­gen­ze par­ti­co­la­ri di cui all'ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2 let­te­re a-c che la ban­ca di ri­le­van­za si­ste­mi­ca de­ve sod­di­sfa­re. Es­sa in­for­ma il pub­bli­co sul­le gran­di li­nee del­la de­ci­sio­ne e sull'os­ser­van­za di quan­to ivi di­spo­sto.
2La ban­ca di ri­le­van­za si­ste­mi­ca de­ve pro­va­re di sod­di­sfa­re le esi­gen­ze par­ti­co­la­ri di cui all'ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2 let­te­ra d e di es­se­re in gra­do di man­te­ne­re le fun­zio­ni di ri­le­van­za si­ste­mi­ca in ca­so di ri­schio d'in­sol­ven­za. Se la ban­ca non pro­du­ce ta­le pro­va, la FIN­MA or­di­na le mi­su­re ne­ces­sa­rie.
3Nel­lo sta­bi­li­re le esi­gen­ze re­la­ti­ve ai fon­di pro­pri di cui all'ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2 let­te­ra a, la FIN­MA con­ce­de age­vo­la­zio­ni in quan­to la ban­ca mi­glio­ri le sue pos­si­bi­li­tà di ri­sa­na­men­to e li­qui­da­zio­ne in Sviz­ze­ra e all'este­ro in mi­su­ra su­pe­rio­re al­le esi­gen­ze di cui all'ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2 let­te­ra d.
4Do­po aver con­sul­ta­to la Ban­ca na­zio­na­le e la FIN­MA, il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na:
le esi­gen­ze par­ti­co­la­ri di cui all'ar­ti­co­lo 9 ca­po­ver­so 2;
i cri­te­ri di va­lu­ta­zio­ne del­la pro­va di cui al ca­po­ver­so 2;
le mi­su­re che può or­di­na­re la FIN­MA nel ca­so in cui non ven­ga pro­dot­ta la pro­va di cui al ca­po­ver­so 2.1
1 Ve­di an­che la di­sp. trans. del­la mod. del 30 set. 2011 al­la fi­ne del pre­sen­te te­sto.
Art. 10a Misure concernenti le retribuzioni
1Se, mal­gra­do l'at­tua­zio­ne del­le esi­gen­ze par­ti­co­la­ri, a una ban­ca di ri­le­van­za si­ste­mi­ca op­pu­re al­la sua so­cie­tà ma­dre è ac­cor­da­to un aiu­to sta­ta­le di­ret­to o in­di­ret­to con fon­di del­la Con­fe­de­ra­zio­ne, il Con­si­glio fe­de­ra­le or­di­na con­te­stual­men­te, per la du­ra­ta di ta­le so­ste­gno, mi­su­re con­cer­nen­ti le re­tri­bu­zio­ni.
2Te­nu­to con­to del­la si­tua­zio­ne eco­no­mi­ca del­la ban­ca e del so­ste­gno ac­cor­da­to, il Con­si­glio fe­de­ra­le può in par­ti­co­la­re:
vie­ta­re del tut­to o in par­te il ver­sa­men­to di re­tri­bu­zio­ni va­ria­bi­li;
or­di­na­re ade­gua­men­ti del si­ste­ma di re­tri­bu­zio­ne.
3Le ban­che di ri­le­van­za si­ste­mi­ca e le lo­ro so­cie­tà ma­dri han­no l'ob­bli­go di pre­ve­de­re nei lo­ro si­ste­mi di re­tri­bu­zio­ne una ri­ser­va vin­co­lan­te che con­sen­te di li­mi­ta­re il di­rit­to al­la re­tri­bu­zio­ne va­ria­bi­le qua­lo­ra sia ac­cor­da­to un so­ste­gno sta­ta­le ai sen­si del pre­sen­te ar­ti­co­lo.
Capo sesto: Capitale supplementare
1Nei lo­ro sta­tu­ti le ban­che e le so­cie­tà ma­dri di grup­pi fi­nan­zia­ri e di con­glo­me­ra­ti fi­nan­zia­ri do­mi­na­ti dal set­to­re ban­ca­rio la cui for­ma giu­ri­di­ca con­sen­te l'emis­sio­ne di azio­ni o di ca­pi­ta­le di par­te­ci­pa­zio­ne pos­so­no:
au­to­riz­za­re il con­si­glio d'am­mi­ni­stra­zio­ne ad au­men­ta­re il ca­pi­ta­le azio­na­rio o il ca­pi­ta­le di par­te­ci­pa­zio­ne (ca­pi­ta­le di ri­ser­va);
pre­ve­de­re, per il ca­so in cui si ve­ri­fi­chi un even­to de­ter­mi­nan­te, un au­men­to del ca­pi­ta­le azio­na­rio o del ca­pi­ta­le di par­te­ci­pa­zio­ne me­dian­te con­ver­sio­ne di pre­sti­ti ob­bli­ga­to­ria­men­te con­ver­ti­bi­li (ca­pi­ta­le con­ver­ti­bi­le).
2A pre­scin­de­re dal­la lo­ro for­ma giu­ri­di­ca, le ban­che e le so­cie­tà ma­dri di grup­pi fi­nan­zia­ri e di con­glo­me­ra­ti fi­nan­zia­ri do­mi­na­ti dal set­to­re ban­ca­rio pos­so­no pre­ve­de­re nel­le con­di­zio­ni di emis­sio­ne di pre­sti­ti che i cre­di­to­ri ri­nun­ci­no ai cre­di­ti nel ca­so in cui si ve­ri­fi­chi un even­to de­ter­mi­nan­te (pre­sti­ti con ri­nun­cia al cre­di­to).
3Il ca­pi­ta­le sup­ple­men­ta­re ai sen­si dei ca­po­ver­si 1 e 2 può es­se­re crea­to sol­tan­to per raf­for­za­re la ba­se di ca­pi­ta­le pro­prio non­ché per pre­ve­ni­re o su­pe­ra­re una cri­si del­la ban­ca.
4Il ca­pi­ta­le rac­col­to con­for­me­men­te al­le di­spo­si­zio­ni del pre­sen­te ca­po me­dian­te l'emis­sio­ne di pre­sti­ti ob­bli­ga­to­ria­men­te con­ver­ti­bi­li o di pre­sti­ti con ri­nun­cia al cre­di­to può es­se­re com­pu­ta­to nei fon­di pro­pri ri­chie­sti, nel­la mi­su­ra in cui lo con­sen­ta­no la pre­sen­te leg­ge e le re­la­ti­ve di­spo­si­zio­ni d'ese­cu­zio­ne. Il com­pu­to pre­sup­po­ne l'ap­pro­va­zio­ne del­le con­di­zio­ni di emis­sio­ne da par­te del­la FIN­MA.
1Me­dian­te mo­di­fi­ca del­lo sta­tu­to, l'as­sem­blea ge­ne­ra­le può au­to­riz­za­re il con­si­glio d'am­mi­ni­stra­zio­ne ad au­men­ta­re il ca­pi­ta­le azio­na­rio o di par­te­ci­pa­zio­ne. Lo sta­tu­to in­di­ca l'am­mon­ta­re no­mi­na­le dell'au­men­to di ca­pi­ta­le a cui può pro­ce­de­re il con­si­glio d'am­mi­ni­stra­zio­ne.
2Per gra­vi mo­ti­vi, il con­si­glio d'am­mi­ni­stra­zio­ne può sop­pri­me­re il di­rit­to di op­zio­ne de­gli azio­ni­sti o dei par­te­ci­pan­ti, se­gna­ta­men­te se que­sto con­sen­te il col­lo­ca­men­to ra­pi­do e sem­pli­ce del­le azio­ni o dei buo­ni di par­te­ci­pa­zio­ne. In tal ca­so le nuo­ve azio­ni o i nuo­vi buo­ni di par­te­ci­pa­zio­ne so­no emes­si al­le con­di­zio­ni di mer­ca­to. I di­sag­gi so­no am­mes­si per quan­to rien­tri­no nell'in­te­res­se del­la so­cie­tà nel­la pro­spet­ti­va di un col­lo­ca­men­to ra­pi­do e com­ple­to del­le azio­ni o dei buo­ni di par­te­ci­pa­zio­ne.
3Per il re­sto, si ap­pli­ca­no le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni1 sull'au­men­to au­to­riz­za­to del ca­pi­ta­le, ec­ce­zion fat­ta per le se­guen­ti:
ar­ti­co­lo 651 ca­po­ver­si 1 e 2 (li­mi­ta­zio­ni tem­po­ra­li e ine­ren­ti all'am­mon­ta­re dell'au­men­to au­to­riz­za­to del ca­pi­ta­le);
ar­ti­co­lo 652b ca­po­ver­so 2 (gra­vi mo­ti­vi che giu­sti­fi­ca­no la sop­pres­sio­ne del di­rit­to d'op­zio­ne);
ar­ti­co­lo 652d (au­men­to me­dian­te ca­pi­ta­le pro­prio);
ar­ti­co­lo 656b ca­po­ver­si 1 e 4 (li­mi­ta­zio­ni ine­ren­ti all'am­mon­ta­re dell'au­men­to au­to­riz­za­to del ca­pi­ta­le di par­te­ci­pa­zio­ne).
1L'as­sem­blea ge­ne­ra­le può de­li­be­ra­re un au­men­to con­di­zio­na­le del ca­pi­ta­le azio­na­rio o del ca­pi­ta­le di par­te­ci­pa­zio­ne sta­bi­len­do nel­lo sta­tu­to che i cre­di­ti de­ri­van­ti da pre­sti­ti ob­bli­ga­to­ria­men­te con­ver­ti­bi­li so­no con­ver­ti­ti in azio­ni o in buo­ni di par­te­ci­pa­zio­ne nel ca­so in cui si ve­ri­fi­chi un even­to de­ter­mi­nan­te.
2L'as­sem­blea ge­ne­ra­le può li­mi­ta­re nel­lo sta­tu­to l'am­mon­ta­re no­mi­na­le dell'au­men­to con­di­zio­na­le del ca­pi­ta­le. Es­sa sta­bi­li­sce nel­lo sta­tu­to:
il nu­me­ro, il ti­po e il va­lo­re no­mi­na­le del­le azio­ni e dei buo­ni di par­te­ci­pa­zio­ne;
i cri­te­ri se­con­do i qua­li va cal­co­la­to il prez­zo d'emis­sio­ne;
la sop­pres­sio­ne del di­rit­to d'op­zio­ne de­gli azio­ni­sti e dei par­te­ci­pan­ti;
la li­mi­ta­zio­ne del­la tra­sfe­ri­bi­li­tà del­le nuo­ve azio­ni no­mi­na­ti­ve e dei nuo­vi buo­ni di par­te­ci­pa­zio­ne no­mi­na­ti­vi.
3Il con­si­glio d'am­mi­ni­stra­zio­ne è abi­li­ta­to, nel li­mi­ti sta­bi­li­ti dal­le di­spo­si­zio­ni sta­tu­ta­rie, a emet­te­re pre­sti­ti ob­bli­ga­to­ria­men­te con­ver­ti­bi­li. Sem­pre che lo sta­tu­to non pre­ve­da al­tri­men­ti, il con­si­glio d'am­mi­ni­stra­zio­ne sta­bi­li­sce:
l'even­tua­le sud­di­vi­sio­ne in più pre­sti­ti o in di­ver­se par­ti;
l'even­to de­ter­mi­nan­te o, in ca­so di sud­di­vi­sio­ne in par­ti, gli even­ti de­ter­mi­nan­ti;
il prez­zo di emis­sio­ne o le re­go­le per de­fi­nir­lo;
il rap­por­to di con­ver­sio­ne o le re­go­le per de­fi­nir­lo.
4I pre­sti­ti ob­bli­ga­to­ria­men­te con­ver­ti­bi­li so­no of­fer­ti in sot­to­scri­zio­ne agli azio­ni­sti e ai par­te­ci­pan­ti pro­por­zio­nal­men­te al­la lo­ro par­te­ci­pa­zio­ne. Se i pre­sti­ti ob­bli­ga­to­ria­men­te con­ver­ti­bi­li so­no emes­si al­le con­di­zio­ni di mer­ca­to o con un di­sag­gio ne­ces­sa­rio a ga­ran­ti­re un col­lo­ca­men­to ra­pi­do e com­ple­to, l'as­sem­blea ge­ne­ra­le può esclu­de­re il di­rit­to pre­fe­ren­zia­le di sot­to­scri­zio­ne de­gli azio­ni­sti e dei par­te­ci­pan­ti.
5Se si ve­ri­fi­ca l'even­to de­ter­mi­nan­te per la con­ver­sio­ne, il con­si­glio d'am­mi­ni­stra­zio­ne lo at­te­sta im­me­dia­ta­men­te con at­to pub­bli­co. Que­sto men­zio­na il nu­me­ro, l'am­mon­ta­re no­mi­na­le e il ti­po di azio­ni e buo­ni di par­te­ci­pa­zio­ni emes­si, il nuo­vo sta­to del ca­pi­ta­le azio­na­rio e di par­te­ci­pa­zio­ne non­ché i ne­ces­sa­ri ade­gua­men­ti del­lo sta­tu­to.
6La de­li­be­ra­zio­ne del con­si­glio di am­mi­ni­stra­zio­ne va no­ti­fi­ca­ta sen­za in­du­gio al re­gi­stro di com­mer­cio. Il bloc­co del re­gi­stro è esclu­so.
7Il ca­pi­ta­le azio­na­rio e il ca­pi­ta­le di par­te­ci­pa­zio­ne au­men­ta­no all'at­to del­la de­li­be­ra­zio­ne del con­si­glio d'am­mi­ni­stra­zio­ne. Nel con­tem­po si estin­guo­no i cre­di­ti de­ri­van­ti dai pre­sti­ti ob­bli­ga­to­ria­men­te con­ver­ti­bi­li.
8Le di­spo­si­zio­ni del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni1 sull'au­men­to con­di­zio­na­le del ca­pi­ta­le non si ap­pli­ca­no, ec­ce­zion fat­ta per le se­guen­ti:
ar­ti­co­lo 653a ca­po­ver­so 2 (con­fe­ri­men­to mi­ni­mo);
ar­ti­co­lo 653d ca­po­ver­so 2 (tu­te­la dei ti­to­la­ri di un di­rit­to di con­ver­sio­ne o d'op­zio­ne);
ar­ti­co­lo 653i (abro­ga­zio­ne).
1 Abro­ga­to dal n. 11 dell'all. al­la L del 3 ott. 2003 sul­la fu­sio­ne, con ef­fet­to dal 1° lug. 2004 (RU 2004 2617; FF 2000 3765).
Capo settimo: Depositi a risparmio e valori depositati
1I de­po­si­ti de­si­gna­ti con l'espres­sio­ne «ri­spar­mio»1 in qua­lun­que com­bi­na­zio­ne di pa­ro­le pos­so­no es­se­re ac­cet­ta­ti sol­tan­to dal­le ban­che che pub­bli­ca­no i lo­ro con­ti. Tut­te le al­tre im­pre­se non so­no le­git­ti­ma­te ad ac­cet­ta­re de­po­si­ti a ri­spar­mio e non han­no il di­rit­to di uti­liz­za­re l'espres­sio­ne «ri­spar­mio» nel­la ra­gio­ne so­cia­le, nel­la de­si­gna­zio­ne del­lo sco­po so­cia­le e nel­la pub­bli­ci­tà d'af­fa­ri in re­la­zio­ne con i de­po­si­ti ef­fet­tua­ti pres­so di lo­ro.2
2 e 3 ...3
1 Te­sto ret­ti­fi­ca­to dal­la CdR dell'AF (art. 33 LRC; RU 1974 1051).
3 Abro­ga­ti dal n. 17 dell'all. del­la LF del 16 dic. 1994, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
Per va­lo­ri de­po­si­ta­ti ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 37d del­la leg­ge si in­ten­do­no:2
le co­se mo­bi­li e i ti­to­li de­po­si­ta­ti dai clien­ti;
le co­se mo­bi­li, i ti­to­li e i cre­di­ti che la ban­ca de­tie­ne a ti­to­lo fi­du­cia­rio per con­to dei clien­ti de­po­nen­ti;
le pre­te­se ten­den­ti a for­ni­tu­re da par­te di ter­zi, di cui la ban­ca può di­spor­re li­be­ra­men­te, de­ri­van­ti da ope­ra­zio­ni in con­tan­ti, da ope­ra­zio­ni a ter­mi­ne sca­du­te, da ope­ra­zio­ni di co­per­tu­ra o da ope­ra­zio­ni per con­to dei clien­ti de­po­nen­ti.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 17 dell'all. del­la LF del 16 dic. 1994, in vi­go­re dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 3 ott. 2003, in vi­go­re dal 1° lug. 2004 (RU 2004 2767; FF 2002 7175).
Capo ottavo: …
1 Abro­ga­to dal n. 5 dell'all. al­la L del 3 ott. 2008 sui ti­to­li con­ta­bi­li, con ef­fet­to dal 1° gen. 2010 (RU 2009 3577; FF 2006 8533).
Capo nono: Vigilanza e verifica
1Le ban­che, i grup­pi fi­nan­zia­ri e i con­glo­me­ra­ti fi­nan­zia­ri in­ca­ri­ca­no una so­cie­tà di au­dit abi­li­ta­ta dall'Au­to­ri­tà fe­de­ra­le di sor­ve­glian­za dei re­vi­so­ri con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 9a ca­po­ver­so 1 del­la leg­ge del 16 di­cem­bre 20052 sui re­vi­so­ri di ef­fet­tua­re una ve­ri­fi­ca con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 24 del­la leg­ge del 22 giu­gno 20073 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri.
2Le ban­che, i grup­pi fi­nan­zia­ri e i con­glo­me­ra­ti fi­nan­zia­ri de­vo­no sot­to­por­re il lo­ro con­to an­nua­le ed even­tual­men­te il lo­ro con­to di grup­po al­la ve­ri­fi­ca di un'im­pre­sa di re­vi­sio­ne sot­to sor­ve­glian­za sta­ta­le se­con­do i prin­ci­pi del­la re­vi­sio­ne or­di­na­ria del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni4.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 5 dell'all. al­la L del 20 giu. 2014 (Con­cen­tra­zio­ne del­la sor­ve­glian­za sul­le im­pre­se di re­vi­sio­ne e sul­le so­cie­tà di au­dit), in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 4073; FF 2013 5901).
1 Abro­ga­ti dal n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, con ef­fet­to dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
Capo decimo: Vigilanza
La FIN­MA può ef­fet­tua­re ve­ri­fi­che di­ret­te pres­so ban­che, grup­pi ban­ca­ri e con­glo­me­ra­ti fi­nan­zia­ri se ciò è ne­ces­sa­rio in con­si­de­ra­zio­ne del­la lo­ro im­por­tan­za eco­no­mi­ca, del­la com­ples­si­tà del­la fat­ti­spe­cie da chia­ri­re o per il col­lau­do di mo­del­li in­ter­ni.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
1Se una ban­ca de­le­ga fun­zio­ni im­por­tan­ti ad al­tre per­so­ne fi­si­che o giu­ri­di­che, ta­li per­so­ne so­no sot­to­po­ste all'ob­bli­go d'in­for­ma­zio­ne e di no­ti­fi­ca di cui all'ar­ti­co­lo 29 del­la leg­ge del 22 giu­gno 20072 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri.
2La FIN­MA può ef­fet­tua­re in ogni mo­men­to ve­ri­fi­che su que­ste per­so­ne.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF dell'11 mar. 1971 (RU 1971 809; FF 1970 I 885). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 10 dell'all. al­la L del 19 giu. 2015 sull'in­fra­strut­tu­ra fi­nan­zia­ria, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5339; FF 2014 6445).
Ai fi­ni dell'ese­cu­zio­ne dell'ar­ti­co­lo 3 ca­po­ver­si 2 let­te­ra cbise 5 del­la pre­sen­te leg­ge, la FIN­MA può in par­ti­co­la­re so­spen­de­re il di­rit­to di vo­to vin­co­la­to al­le azio­ni o al­le quo­te di un azio­ni­sta o di un so­cio aven­te una par­te­ci­pa­zio­ne qua­li­fi­ca­ta.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF dell'11 mar. 1971 (RU 1971 809; FF 1970 I 885). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF dell'11 mar. 1971 (RU 1971 809; FF 1970 I 885). Abro­ga­to dal n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, con ef­fet­to dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
1La re­vo­ca, da par­te del­la FIN­MA, dell'au­to­riz­za­zio­ne d'eser­ci­zio a una ban­ca de­ter­mi­na lo scio­gli­men­to del­le per­so­ne giu­ri­di­che e del­le so­cie­tà in no­me col­let­ti­vo e in ac­co­man­di­ta e la ra­dia­zio­ne dal re­gi­stro di com­mer­cio del­le dit­te in­di­vi­dua­li. La FIN­MA de­si­gna il li­qui­da­to­re e ne sor­ve­glia l'at­ti­vi­tà.
2So­no fat­te sal­ve le mi­su­re di cui al ca­po un­di­ce­si­mo.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 1994 (RU 1995 246; FF 1993 I 609). Abro­ga­to dal n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, con ef­fet­to dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 22 apr. 1999 (RU 1999 2405; FF 1998 3007). Abro­ga­to dal n. 10 dell'all. al­la L del 19 giu. 2015 sull'in­fra­strut­tu­ra fi­nan­zia­ria, con ef­fet­to dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5339; FF 2014 6445).
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2003 (RU 2004 2767; FF 2002 7175). Abro­ga­to dal n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, con ef­fet­to dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
2Nel­le pro­ce­du­re pre­vi­ste nei ca­pi un­di­ce­si­mo e do­di­ce­si­mo del­la pre­sen­te leg­ge i cre­di­to­ri e i pro­prie­ta­ri di una ban­ca, di una so­cie­tà ma­dre o di una so­cie­tà del grup­po im­por­tan­te di cui all'ar­ti­co­lo 2bis pos­so­no in­ter­por­re ri­cor­so so­lo con­tro l'omo­lo­ga­zio­ne del pia­no di ri­sa­na­men­to e con­tro at­ti di rea­liz­za­zio­ne. In que­ste pro­ce­du­re è esclu­so il ri­cor­so se­con­do l'ar­ti­co­lo 17 del­la leg­ge fe­de­ra­le dell'11 apri­le 18893 sul­la ese­cu­zio­ne e sul fal­li­men­to (LEF).4
3I ri­cor­si in­ter­po­sti nel­le pro­ce­du­re pre­vi­ste nei ca­pi un­di­ce­si­mo e do­di­ce­si­mo non han­no ef­fet­to so­spen­si­vo. Il giu­di­ce dell'istru­zio­ne può, su do­man­da, ac­cor­da­re l'ef­fet­to so­spen­si­vo. La con­ces­sio­ne dell'ef­fet­to so­spen­si­vo è esclu­sa per ri­cor­si in­ter­po­sti con­tro l'omo­lo­ga­zio­ne del pia­no di ri­sa­na­men­to.5
4In ca­so di ac­co­gli­men­to del ri­cor­so di un cre­di­to­re o di un pro­prie­ta­rio con­tro l'omo­lo­ga­zio­ne del pia­no di ri­sa­na­men­to, il giu­di­ce può uni­ca­men­te ac­cor­da­re un'in­den­ni­tà.6
2 Abro­ga­to dal n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, con ef­fet­to dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 3 ott. 2003 (RU 2004 2767 2776; FF 2002 7175). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 10 dell'all. al­la L del 19 giu. 2015 sull'in­fra­strut­tu­ra fi­nan­zia­ria, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5339; FF 2014 6445).
5 In­tro­dot­to dal n. I 16 dell'O dell'AF del 20 dic. 2006 che ade­gua ta­lu­ni at­ti nor­ma­ti­vi al­le di­spo­si­zio­ni del­la L sul Tri­bu­na­le fe­de­ra­le e del­la L sul Tri­bu­na­le am­mi­ni­stra­ti­vo fe­de­ra­le (RU 2006 5599; FF 2006 7109). Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 30 set. 2011 (Raf­for­za­men­to del­la sta­bi­li­tà nel set­to­re fi­nan­zia­rio), in vi­go­re dal 1° mar. 2012 (RU 2012 811; FF 2011 4211).
6 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 30 set. 2011 (Raf­for­za­men­to del­la sta­bi­li­tà nel set­to­re fi­nan­zia­rio), in vi­go­re dal 1° apr. 2012 (RU 2012 811; FF 2011 4211).
Capo undicesimo: Misure in caso di rischio d'insolvenza
1Se vi so­no fon­da­ti ti­mo­ri che una ban­ca pre­sen­ti un'ec­ce­den­za di de­bi­ti o se­ri pro­ble­mi di li­qui­di­tà o se es­sa non adem­pie le pre­scri­zio­ni re­la­ti­ve ai fon­di pro­pri al­la sca­den­za del ter­mi­ne fis­sa­to dal­la FIN­MA, que­st'ul­ti­ma può or­di­na­re:
mi­su­re di pro­te­zio­ne con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 26;
una pro­ce­du­ra di ri­sa­na­men­to con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 28-32;
il fal­li­men­to1 del­la ban­ca (fal­li­men­to del­la ban­ca) con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 33-37g.
2Le mi­su­re di pro­te­zio­ne pos­so­no es­se­re or­di­na­te in­di­pen­den­te­men­te o in re­la­zio­ne a un ri­sa­na­men­to o a un fal­li­men­to.
3Le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti la pro­ce­du­ra con­cor­da­ta­ria (art. 293-336 LEF2), la mo­ra­to­ria nel di­rit­to del­la so­cie­tà ano­ni­ma (art. 725-725a del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni73) e l'av­vi­so al giu­di­ce (art. 729b cpv. 2 del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni4) non so­no ap­pli­ca­bi­li al­le ban­che.
4Gli or­di­ni del­la FIN­MA ri­guar­da­no l'in­te­ro pa­tri­mo­nio del­la ban­ca, con at­ti­vi e pas­si­vi, e le re­la­zio­ni con­trat­tua­li, si tro­vi­no es­si in Sviz­ze­ra o all'este­ro.5
1 Nuo­vo espr. giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 2011 (Ga­ran­zia dei de­po­si­ti), in vi­go­re dal 1° set. 2011 (RU 2011 3919; FF 2010 3513). Di det­ta mod. é te­nu­to con­to in tut­to il pre­sen­te te­sto.
4 Ora: art. 728c cpv. 3.
5 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 2011 (Ga­ran­zia dei de­po­si­ti), in vi­go­re dal 1° set. 2011 (RU 2011 3919; FF 2010 3513).
Art. 26 Misure di protezione
1La FIN­MA può de­ci­de­re mi­su­re di pro­te­zio­ne; in par­ti­co­la­re può:1
im­par­ti­re istru­zio­ni agli or­ga­ni del­la ban­ca;
de­si­gna­re un in­ca­ri­ca­to dell'in­chie­sta;
pri­va­re gli or­ga­ni del­la fa­col­tà di rap­pre­sen­tan­za o re­vo­car­li;
re­vo­ca­re la so­cie­tà di au­dit se­con­do la pre­sen­te leg­ge o l'uf­fi­cio di re­vi­sio­ne se­con­do il CO;
li­mi­ta­re l'at­ti­vi­tà ope­ra­ti­va del­la ban­ca;
vie­ta­re al­la ban­ca di ef­fet­tua­re ver­sa­men­ti, di ac­cet­ta­re pa­ga­men­ti o di ef­fet­tua­re tran­sa­zio­ni di va­lo­ri mo­bi­lia­ri;
chiu­de­re la ban­ca;
con­ce­de­re una mo­ra­to­ria e una pro­ro­ga del­le sca­den­ze, tran­ne che per i cre­di­ti co­per­ti da pe­gno del­le cen­tra­li di emis­sio­ne di ob­bli­ga­zio­ni fon­dia­rie.
2La FIN­MA prov­ve­de a una pub­bli­ca­zio­ne ade­gua­ta del­le mi­su­re se è ne­ces­sa­rio per at­tuar­le o per pro­teg­ge­re ter­zi.
3 Se la FIN­MA non de­ci­de al­tri­men­ti cir­ca il cor­so de­gli in­te­res­si, una mo­ra­to­ria ha gli ef­fet­ti pre­vi­sti nell'ar­ti­co­lo 297 LEF3.
Art. 27 Prevalenza degli accordi di compensazione, di valorizzazione e di trasferimento
1Ri­man­go­no im­pre­giu­di­ca­ti da tut­ti gli or­di­ni di cui ai ca­pi un­di­ce­si­mo e do­di­ce­si­mo del­la pre­sen­te leg­ge gli ac­cor­di con­clu­si in pre­ce­den­za e ri­guar­dan­ti:
la rea­liz­za­zio­ne me­dian­te trat­ta­ti­ve pri­va­te di ga­ran­zie sot­to for­ma di va­lo­ri mo­bi­lia­ri o di al­tri stru­men­ti fi­nan­zia­ri il cui va­lo­re è og­get­ti­va­men­te de­ter­mi­na­bi­le;
il tra­sfe­ri­men­to di cre­di­ti e ob­bli­ga­zio­ni, non­ché di ga­ran­zie sot­to for­ma di va­lo­ri mo­bi­lia­ri o di al­tri stru­men­ti fi­nan­zia­ri il cui va­lo­re è og­get­ti­va­men­te de­ter­mi­na­bi­le.
2È fat­to sal­vo l'ar­ti­co­lo 30a.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 10 dell'all. al­la L del 19 giu. 2015 sull'in­fra­strut­tu­ra fi­nan­zia­ria, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5339; FF 2014 6445).
Art. 28 Procedura di risanamento
1Se vi so­no buo­ne pro­spet­ti­ve di ri­sa­na­men­to del­la ban­ca o di con­ti­nua­zio­ne di sin­go­li ser­vi­zi ban­ca­ri, la FIN­MA può av­via­re una pro­ce­du­ra di ri­sa­na­men­to.
2Es­sa ema­na le de­ci­sio­ni e le di­spo­si­zio­ni ne­ces­sa­rie all'ese­cu­zio­ne del­la pro­ce­du­ra di ri­sa­na­men­to.
3Può in­ca­ri­ca­re una per­so­na (in­ca­ri­ca­to del ri­sa­na­men­to) di ela­bo­ra­re un pia­no di ri­sa­na­men­to.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 2011 (Ga­ran­zia dei de­po­si­ti), in vi­go­re dal 1° set. 2011 (RU 2011 3919; FF 2010 3513).
Art. 29 Risanamento della banca
In ca­so di ri­sa­na­men­to del­la ban­ca il pia­no di ri­sa­na­men­to de­ve ga­ran­ti­re che, ese­gui­to il ri­sa­na­men­to, la ban­ca adem­pia le con­di­zio­ni di au­to­riz­za­zio­ne e le al­tre di­spo­si­zio­ni le­ga­li.
Art. 30 Continuazione di servizi bancari
1Il pia­no di ri­sa­na­men­to può pre­ve­de­re la con­ti­nua­zio­ne di sin­go­li ser­vi­zi ban­ca­ri a pre­scin­de­re dal­la so­prav­vi­ven­za del­la ban­ca in­te­res­sa­ta.
2Es­so può in par­ti­co­la­re pre­ve­de­re che il pa­tri­mo­nio o par­te del pa­tri­mo­nio del­la ban­ca, con at­ti­vi e pas­si­vi, e le re­la­zio­ni con­trat­tua­li sia­no tra­sfe­ri­ti ad al­tri sog­get­ti di di­rit­to o a una ban­ca tran­si­to­ria.
3In ca­so di tra­sfe­ri­men­to del­le re­la­zio­ni con­trat­tua­li, del pa­tri­mo­nio del­la ban­ca o di par­te di es­so, l'as­sun­to­re su­ben­tra al po­sto del­la ban­ca do­po l'omo­lo­ga­zio­ne del pia­no di ri­sa­na­men­to. La leg­ge del 3 ot­to­bre 20032 sul­la fu­sio­ne non è ap­pli­ca­bi­le.3
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 30 set. 2011 (Raf­for­za­men­to del­la sta­bi­li­tà nel set­to­re fi­nan­zia­rio), in vi­go­re dal 1° mar. 2012 (RU 2012 811; FF 2011 4211).
Art. 30a Differimento della disdetta di contratti
1Con la di­spo­si­zio­ne o l'ap­pro­va­zio­ne di mi­su­re con­for­me­men­te al pre­sen­te ca­po la FIN­MA può dif­fe­ri­re:
la di­sdet­ta di con­trat­ti e l'eser­ci­zio dei di­rit­ti di di­sdet­ta;
l'eser­ci­zio di di­rit­ti di com­pen­sa­zio­ne, va­lo­riz­za­zio­ne e tra­sfe­ri­men­to se­con­do l'ar­ti­co­lo 27.
2Il dif­fe­ri­men­to può es­se­re di­spo­sto sol­tan­to se la di­sdet­ta o l'eser­ci­zio dei di­rit­ti di cui al ca­po­ver­so 1 so­no mo­ti­va­ti dal­le mi­su­re.
3Il dif­fe­ri­men­to può es­se­re di­spo­sto al mas­si­mo per due gior­ni la­vo­ra­ti­vi. La FIN­MA sta­bi­li­sce l'ini­zio e la fi­ne del dif­fe­ri­men­to.
4Il dif­fe­ri­men­to è esclu­so o de­ca­de se la di­sdet­ta o l'eser­ci­zio di un di­rit­to di cui al ca­po­ver­so 1:
non so­no le­ga­ti al­le mi­su­re; e
so­no ri­con­du­ci­bi­li al com­por­ta­men­to del­la ban­ca in pro­ce­du­ra di in­sol­ven­za o del sog­get­to di di­rit­to che ri­pren­de in­te­gral­men­te o par­zial­men­te i con­trat­ti.
5Se al­la fi­ne del dif­fe­ri­men­to le con­di­zio­ni di au­to­riz­za­zio­ne e le al­tre di­spo­si­zio­ni le­ga­li so­no ri­spet­ta­te, il con­trat­to ri­ma­ne in vi­go­re e i di­rit­ti di cui al ca­po­ver­so 1 le­ga­ti al­le mi­su­re non pos­so­no più es­se­re eser­ci­ta­ti.
Art. 31 Omologazione del piano di risanamento
1La FIN­MA omo­lo­ga il pia­no di ri­sa­na­men­to se­gna­ta­men­te se es­so:
si fon­da su una va­lu­ta­zio­ne pru­den­te de­gli at­ti­vi del­la ban­ca;
po­ne pre­su­mi­bil­men­te i cre­di­to­ri in una po­si­zio­ne mi­glio­re ri­spet­to al­la di­chia­ra­zio­ne im­me­dia­ta del fal­li­men­to del­la ban­ca;
tie­ne con­to del­la prio­ri­tà de­gli in­te­res­si dei cre­di­to­ri ri­spet­to a quel­li dei pro­prie­ta­ri, non­ché del gra­do dei cre­di­to­ri;
tie­ne ade­gua­ta­men­te con­to dei le­ga­mi giu­ri­di­ci o eco­no­mi­ci tra gli at­ti­vi, i pas­si­vi e le re­la­zio­ni con­trat­tua­li.
2L'ac­cor­do dell'as­sem­blea ge­ne­ra­le del­la ban­ca non è ne­ces­sa­rio.
3Se l'in­sol­ven­za del­la ban­ca non può es­se­re al­tri­men­ti eli­mi­na­ta, il pia­no di ri­sa­na­men­to può pre­ve­de­re, tu­te­lan­do i di­rit­ti dei cre­di­to­ri di cui al ca­po­ver­so 1, la ri­du­zio­ne del ca­pi­ta­le pro­prio esi­sten­te e la co­sti­tu­zio­ne di nuo­vo ca­pi­ta­le pro­prio, la con­ver­sio­ne di ca­pi­ta­le di ter­zi in ca­pi­ta­le pro­prio non­ché la ri­du­zio­ne dei cre­di­ti.3
4La FIN­MA ren­de no­ti i prin­ci­pi del pia­no di ri­sa­na­men­to.4
2 In­tro­dot­ta dal n. I del­la LF del 30 set. 2011 (Raf­for­za­men­to del­la sta­bi­li­tà nel set­to­re fi­nan­zia­rio), in vi­go­re dal 1° mar. 2012 (RU 2012 811; FF 2011 4211).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 10 dell'all. al­la L del 19 giu. 2015 sull'in­fra­strut­tu­ra fi­nan­zia­ria, in vi­go­re dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5339; FF 2014 6445).
4 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 30 set. 2011 (Raf­for­za­men­to del­la sta­bi­li­tà nel set­to­re fi­nan­zia­rio), in vi­go­re dal 1° mar. 2012 (RU 2012 811; FF 2011 4211).
Art. 31a Rifiuto del piano di risanamento
1Se il pia­no di ri­sa­na­men­to pre­ve­de un'in­ge­ren­za nei di­rit­ti dei cre­di­to­ri, la FIN­MA im­par­ti­sce ai cre­di­to­ri, al più tar­di all'at­to del­la sua omo­lo­ga­zio­ne, un ter­mi­ne en­tro il qua­le es­si pos­so­no ri­fiu­tar­lo.
2Se i cre­di­to­ri che rap­pre­sen­ta­no più del­la me­tà dell'am­mon­ta­re com­ples­si­vo dei cre­di­ti al­li­bra­ti rien­tran­ti nel­la ter­za clas­se se­con­do l'ar­ti­co­lo 219 ca­po­ver­so 4 LEF2 ri­fiu­ta­no il pia­no di ri­sa­na­men­to, la FIN­MA or­di­na il fal­li­men­to con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 33-37g.
3Il pre­sen­te ar­ti­co­lo non si ap­pli­ca al ri­sa­na­men­to di una ban­ca di ri­le­van­za si­ste­mi­ca.3
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 2011 (Ga­ran­zia dei de­po­si­ti), in vi­go­re dal 1° set. 2011 (RU 2011 3919; FF 2010 3513).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 30 set. 2011 (Raf­for­za­men­to del­la sta­bi­li­tà nel set­to­re fi­nan­zia­rio), in vi­go­re dal 1° mar. 2012 (RU 2012 811; FF 2011 4211).
Art. 31b Compensazione
1Se gli at­ti­vi, i pas­si­vi e le re­la­zio­ni con­trat­tua­li so­no tra­sfe­ri­ti sol­tan­to in par­te a un al­tro sog­get­to giu­ri­di­co o a una ban­ca tran­si­to­ria, la FIN­MA di­spo­ne una lo­ro va­lu­ta­zio­ne in­di­pen­den­te.
2La FIN­MA di­sci­pli­na la com­pen­sa­zio­ne fra i sog­get­ti giu­ri­di­ci in­te­res­sa­ti e com­ple­ta il pia­no di ri­sa­na­men­to in un'ap­pen­di­ce
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 30 set. 2011 (Raf­for­za­men­to del­la sta­bi­li­tà nel set­to­re fi­nan­zia­rio), in vi­go­re dal 1° mar. 2012 (RU 2012 811; FF 2011 4211).
Art. 32 Esercizio di pretese
1Non ap­pe­na la FIN­MA ha omo­lo­ga­to il pia­no di ri­sa­na­men­to, la ban­ca ha il di­rit­to di do­man­da­re la re­vo­ca­zio­ne di ne­go­zi giu­ri­di­ci con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 285-292 LEF1.
2Se il pia­no di ri­sa­na­men­to esclu­de per la ban­ca il di­rit­to di do­man­da­re la re­vo­ca­zio­ne di ne­go­zi giu­ri­di­ci con­for­me­men­te al ca­po­ver­so 1, ta­le re­vo­ca­zio­ne può es­se­re chie­sta da ogni cre­di­to­re nel­la mi­su­ra in cui il pia­no di ri­sa­na­men­to at­ten­ti ai suoi di­rit­ti.
2bisLa re­vo­ca­zio­ne se­con­do gli ar­ti­co­li 285-292 LEF è esclu­sa nei con­fron­ti di at­ti giu­ri­di­ci ef­fet­tua­ti in ese­cu­zio­ne di un pia­no di ri­sa­na­men­to omo­lo­ga­to dal­la FIN­MA.2
3Per il cal­co­lo dei ter­mi­ni con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 286-288 LEF è de­ter­mi­nan­te il mo­men­to dell'omo­lo­ga­zio­ne del pia­no di ri­sa­na­men­to. Se la FIN­MA ha pre­ce­den­te­men­te de­ci­so una mi­su­ra di pro­te­zio­ne con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 26 ca­po­ver­so 1 let­te­re e-h, fa sta­to il mo­men­to dell'ema­na­zio­ne di que­sta de­ci­sio­ne.
3bisIl di­rit­to di do­man­da­re la re­vo­ca­zio­ne si pre­scri­ve in due an­ni dall'omo­lo­ga­zio­ne del pia­no di ri­sa­na­men­to.3
4Per l'eser­ci­zio di pre­te­se fon­da­te sul­la re­spon­sa­bi­li­tà con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 39, i ca­po­ver­si 1 e 2 si ap­pli­ca­no per ana­lo­gia.
2 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 30 set. 2011 (Raf­for­za­men­to del­la sta­bi­li­tà nel set­to­re fi­nan­zia­rio), in vi­go­re dal 1° mar. 2012 (RU 2012 811; FF 2011 4211).
3 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 18 mar. 2011 (Ga­ran­zia dei de­po­si­ti), in vi­go­re dal 1° set. 2011 (RU 2011 3919; FF 2010 3513).
Capo dodicesimo: Fallimento di banche insolventi (fallimento di banche)
Art. 33 Ordine di fallimento e nomina dei liquidatori del fallimento
1Se non vi è al­cu­na pro­spet­ti­va di ri­sa­na­men­to o se il ri­sa­na­men­to è fal­li­to, la FIN­MA re­vo­ca al­la ban­ca l'au­to­riz­za­zio­ne a eser­ci­ta­re, or­di­na il fal­li­men­to e lo ren­de pub­bli­ca­men­te no­to.
2La FIN­MA no­mi­na uno o più li­qui­da­to­ri del fal­li­men­to. Es­si sot­to­stan­no al­la sua vi­gi­lan­za e su ri­chie­sta le fan­no rap­por­to.
3I li­qui­da­to­ri del fal­li­men­to in­for­ma­no i cre­di­to­ri al­me­no una vol­ta l'an­no sul­lo sta­to del­la pro­ce­du­ra.
Art. 34 Effetti e svolgimento
1L'or­di­ne di fal­li­men­to ha gli ef­fet­ti di una di­chia­ra­zio­ne di fal­li­men­to se­con­do gli ar­ti­co­li 197-220 LEF1.
2Fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni se­guen­ti, il fal­li­men­to de­ve es­se­re ef­fet­tua­to con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 221-270 LEF.
Art. 35 Assemblea dei creditori e comitato dei creditori
di in­di­re un'as­sem­blea dei cre­di­to­ri, de­fi­nir­ne le com­pe­ten­ze e fis­sa­re i quo­rum del­le pre­sen­ze e dei vo­ti ne­ces­sa­ri per le de­li­be­ra­zio­ni;
di isti­tui­re un co­mi­ta­to dei cre­di­to­ri e de­fi­nir­ne la com­po­si­zio­ne e le com­pe­ten­ze.
Art. 36 Trattamento dei crediti; graduatoria
1Nel­la for­ma­zio­ne del­la gra­dua­to­ria, i cre­di­ti al­li­bra­ti so­no con­si­de­ra­ti in­si­nua­ti.
2Per quan­to sia ne­ces­sa­rio per tu­te­la­re i lo­ro di­rit­ti, i cre­di­to­ri pos­so­no pren­de­re vi­sio­ne del­la gra­dua­to­ria; al ri­guar­do de­ve es­se­re sal­va­guar­da­to nel­la mi­su­ra del pos­si­bi­le il se­gre­to pro­fes­sio­na­le se­con­do l'ar­ti­co­lo 47.
Art. 37 Impegni assunti con le misure di protezione
Gli im­pe­gni che la ban­ca ha le­git­ti­ma­men­te as­sun­to per la du­ra­ta del­le mi­su­re di cui all'ar­ti­co­lo 26 ca­po­ver­so 1 let­te­re e-h so­no sod­di­sfat­ti, in ca­so di fal­li­men­to, pri­ma di tut­ti gli al­tri.
Art. 37a Depositi privilegiati
1I de­po­si­ti a no­me del de­po­si­tan­te, in­clu­se le ob­bli­ga­zio­ni di cas­sa de­po­si­ta­te pres­so una ban­ca a no­me del de­po­si­tan­te, so­no col­lo­ca­ti, si­no all'im­por­to mas­si­mo di 100 000 fran­chi per cre­di­to­re, nel­la se­con­da clas­se se­con­do l'ar­ti­co­lo 219 ca­po­ver­so 4 LEF2.
2Il Con­si­glio fe­de­ra­le può ade­gua­re l'im­por­to mas­si­mo di cui al ca­po­ver­so 1 al­la sva­lu­ta­zio­ne mo­ne­ta­ria.
3I de­po­si­ti pres­so im­pre­se che ope­ra­no in qua­li­tà di ban­che sen­za au­to­riz­za­zio­ne da par­te del­la FIN­MA non so­no pri­vi­le­gia­ti.
4Qua­lo­ra più per­so­ne sia­no ti­to­la­ri di un cre­di­to, il pri­vi­le­gio può es­se­re eser­ci­ta­to una so­la vol­ta.
5I cre­di­ti del­le fon­da­zio­ni ban­ca­rie ri­co­no­sciu­te co­me isti­tu­ti di pre­vi­den­za se­con­do l'ar­ti­co­lo 82 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 25 giu­gno 19823 sul­la pre­vi­den­za pro­fes­sio­na­le per la vec­chia­ia, i su­per­sti­ti e l'in­va­li­di­tà, e i cre­di­ti del­le fon­da­zio­ni di li­be­ro pas­sag­gio ri­co­no­sciu­te co­me isti­tu­ti di li­be­ro pas­sag­gio se­con­do la leg­ge del 17 di­cem­bre 19934 sul li­be­ro pas­sag­gio so­no con­si­de­ra­ti de­po­si­ti dei sin­go­li in­te­sta­ta­ri del­la pre­vi­den­za e dei sin­go­li as­si­cu­ra­ti. Es­si so­no pri­vi­le­gia­ti si­no all'im­por­to mas­si­mo fis­sa­to nel ca­po­ver­so 1, in­di­pen­den­te­men­te da­gli al­tri de­po­si­ti dei sin­go­li in­te­sta­ta­ri del­la pre­vi­den­za e dei sin­go­li as­si­cu­ra­ti.
6Le ban­che de­vo­no de­te­ne­re co­stan­te­men­te cre­di­ti co­per­ti in Sviz­ze­ra o al­tri at­ti­vi si­tua­ti in Sviz­ze­ra in ra­gio­ne del 125 per cen­to dei lo­ro de­po­si­ti pri­vi­le­gia­ti. La FIN­MA può au­men­ta­re que­sta quo­ta; in ca­si giu­sti­fi­ca­ti può con­ce­de­re de­ro­ghe, in par­ti­co­la­re agli isti­tu­ti che, a cau­sa del­la strut­tu­ra del­le lo­ro at­ti­vi­tà, di­spon­go­no di una co­per­tu­ra equi­va­len­te.
Art. 37b Pagamento immediato
1I de­po­si­ti pri­vi­le­gia­ti ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 37a ca­po­ver­so 1 ven­go­no pa­ga­ti im­me­dia­ta­men­te, fuo­ri dal­la gra­dua­to­ria ed esclu­den­do qual­sia­si com­pen­sa­zio­ne, con gli at­ti­vi li­qui­di di­spo­ni­bi­li.
2La FIN­MA fis­sa nei sin­go­li ca­si l'im­por­to mas­si­mo dei de­po­si­ti pa­ga­bi­li im­me­dia­ta­men­te. Es­sa tie­ne con­to dell'or­di­ne de­gli al­tri cre­di­to­ri se­con­do l'ar­ti­co­lo 219 LEF2.
1 Abro­ga­to da n. I del­la LF del 18 mar. 2011 (Ga­ran­zia dei de­po­si­ti), con ef­fet­to dal 1° set. 2011 (RU 2011 3919; FF 2010 3513).
Art. 37d Separazione di valori depositati
I va­lo­ri de­po­si­ta­ti di cui all'ar­ti­co­lo 16 so­no se­pa­ra­ti dal­la mas­sa con­for­me­men­te agli ar­ti­co­li 17 e 18 del­la leg­ge del 3 ot­to­bre 20082 sui ti­to­li con­ta­bi­li. In ca­so di sot­to­do­ta­zio­ne si ap­pli­ca l'ar­ti­co­lo 19 del­la leg­ge 3 ot­to­bre 2008 sui ti­to­li con­ta­bi­li.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 5 dell'all. al­la L del 3 ott. 2008 sui ti­to­li con­ta­bi­li, in vi­go­re dal 1° gen. 2010 (RU 2009 3577; FF 2006 8533).
Art. 37e Ripartizione e chiusura della procedura
2Do­po la ri­par­ti­zio­ne, i li­qui­da­to­ri del fal­li­men­to pre­sen­ta­no un rap­por­to fi­na­le al­la FIN­MA.
3La FIN­MA pren­de le di­spo­si­zio­ni ne­ces­sa­rie per chiu­de­re la pro­ce­du­ra. Ren­de pub­bli­ca­men­te no­ta la chiu­su­ra.
Art. 37f Coordinamento con le procedure estere
1Se la ban­ca è og­get­to di una pro­ce­du­ra di ese­cu­zio­ne for­za­ta an­che all'este­ro, la FIN­MA coor­di­na il fal­li­men­to del­la ban­ca per quan­to pos­si­bi­le con i com­pe­ten­ti or­ga­ni este­ri.
2Se un cre­di­to­re è già sta­to par­zial­men­te ta­ci­ta­to in una pro­ce­du­ra este­ra con­nes­sa al fal­li­men­to del­la ban­ca, ta­le par­te, de­dot­te le spe­se, è im­pu­ta­ta al di­vi­den­do che gli spet­ta nel­la pro­ce­du­ra sviz­ze­ra.
Art. 37g Riconoscimento di decreti di fallimento e di misure esteri
1La FIN­MA de­ci­de in me­ri­to al ri­co­no­sci­men­to di de­cre­ti di fal­li­men­to e di mi­su­re di in­sol­ven­za pro­nun­cia­ti all'este­ro nei con­fron­ti di ban­che.
2La FIN­MA può, sen­za che sia ese­gui­ta una pro­ce­du­ra in Sviz­ze­ra, met­te­re a di­spo­si­zio­ne del­la mas­sa di in­sol­ven­za este­ra il pa­tri­mo­nio si­tua­to in Sviz­ze­ra, se nel­la pro­ce­du­ra este­ra di in­sol­ven­za:
i cre­di­ti ga­ran­ti­ti da pe­gno e i cre­di­ti pri­vi­le­gia­ti, ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 219 LEF2, di cre­di­to­ri do­mi­ci­lia­ti in Sviz­ze­ra so­no trat­ta­ti in ma­nie­ra equi­va­len­te; e
gli al­tri cre­di­ti di cre­di­to­ri do­mi­ci­lia­ti in Sviz­ze­ra so­no pre­si ade­gua­ta­men­te in con­si­de­ra­zio­ne.
3Es­sa può ri­co­no­sce­re an­che de­cre­ti di fal­li­men­to e mi­su­re pro­nun­cia­ti nel­lo Sta­to in cui la ban­ca ha la sua se­de ef­fet­ti­va.
4Se per il pa­tri­mo­nio si­tua­to in Sviz­ze­ra vie­ne ese­gui­ta una pro­ce­du­ra in Sviz­ze­ra, nel­la gra­dua­to­ria pos­so­no es­se­re men­zio­na­ti an­che cre­di­to­ri del­la ter­za clas­se se­con­do l'ar­ti­co­lo 219 ca­po­ver­so 4 LEF e cre­di­to­ri do­mi­ci­lia­ti all'este­ro.
4bisSe la ban­ca ha una suc­cur­sa­le in Sviz­ze­ra, la pro­ce­du­ra se­con­do l'ar­ti­co­lo 50 ca­po­ver­so 1 LEF è am­mis­si­bi­le fin­ché la gra­dua­to­ria se­con­do l'ar­ti­co­lo 172 del­la leg­ge fe­de­ra­le del 18 di­cem­bre 19873 sul di­rit­to in­ter­na­zio­na­le pri­va­to (LDIP) non è de­fi­ni­ti­va.4
5Per il ri­ma­nen­te si ap­pli­ca­no gli ar­ti­co­li 166-175 LDIP.5
4 In­tro­dot­to dal n. 2 dell'all. al­la LF del 16 mar. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3263; FF 2017 3531).
5 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. 2 dell'all. al­la LF del 16 mar. 2018, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 3263; FF 2017 3531).
Capo tredicesimo: Garanzia dei depositi
Art. 37h Principio
1Le ban­che si im­pe­gna­no a ga­ran­ti­re i de­po­si­ti pri­vi­le­gia­ti di cui all'ar­ti­co­lo 37a ca­po­ver­so 1 pres­so le suc­cur­sa­li sviz­ze­re. Le ban­che che pos­sie­do­no ta­li de­po­si­ti so­no ob­bli­ga­te ad ade­ri­re a tal fi­ne all'au­to­di­sci­pli­na del­le ban­che.1
2L'au­to­di­sci­pli­na de­ve es­se­re ap­pro­va­ta dal­la FIN­MA.
3L'au­to­di­sci­pli­na è ap­pro­va­ta se:
as­si­cu­ra il pa­ga­men­to dei de­po­si­ti ga­ran­ti­ti en­tro 20 gior­ni la­vo­ra­ti­vi dal ri­ce­vi­men­to del­la co­mu­ni­ca­zio­ne con­cer­nen­te la de­ci­sio­ne di mi­su­re se­con­do l'ar­ti­co­lo 26 ca­po­ver­so 1 let­te­re e-h o del fal­li­men­to se­con­do gli ar­ti­co­li 33-37g;
pre­ve­de un im­por­to mas­si­mo di 6 mi­liar­di di fran­chi per tut­ti gli im­pe­gni con­tri­bu­ti­vi in so­spe­so;
as­si­cu­ra che ogni ban­ca ten­ga, per la me­tà dei suoi im­pe­gni con­tri­bu­ti­vi, una li­qui­di­tà co­stan­te che su­pe­ra la li­qui­di­tà le­ga­le.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le può ade­gua­re l'im­por­to di cui al ca­po­ver­so 3 let­te­ra b se par­ti­co­la­ri cir­co­stan­ze lo esi­go­no.
5Se l'au­to­di­sci­pli­na non sod­di­sfa le con­di­zio­ni di cui ai ca­po­ver­si 1-3, il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na la ga­ran­zia dei de­po­si­ti in un'or­di­nan­za. Sta­bi­li­sce in par­ti­co­la­re il re­spon­sa­bi­le del­la ga­ran­zia dei de­po­si­ti e fis­sa i con­tri­bu­ti del­le ban­che.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 2011 (Ga­ran­zia dei de­po­si­ti), in vi­go­re dal 1° set. 2011 (RU 2011 3919; FF 2010 3513).
3 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 18 mar. 2011 (Ga­ran­zia dei de­po­si­ti), in vi­go­re dal 1° set. 2011 (RU 2011 3919; FF 2010 3513).
Art. 37i Attivazione della garanzia dei depositi
1Se ha or­di­na­to una mi­su­ra di pro­te­zio­ne ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 26 ca­po­ver­so 1 let­te­re e-h o il fal­li­men­to ai sen­si dell'ar­ti­co­lo 33, la FIN­MA ne dà co­mu­ni­ca­zio­ne al re­spon­sa­bi­le del­la ga­ran­zia dei de­po­si­ti e lo in­for­ma sul fab­bi­so­gno di pre­sta­zio­ni per il pa­ga­men­to dei de­po­si­ti ga­ran­ti­ti.
2En­tro 20 gior­ni la­vo­ra­ti­vi dal ri­ce­vi­men­to del­la co­mu­ni­ca­zio­ne, il re­spon­sa­bi­le del­la ga­ran­zia dei de­po­si­ti met­te l'im­por­to cor­ri­spon­den­te a di­spo­si­zio­ne dell'in­ca­ri­ca­to dell'in­chie­sta, dell'in­ca­ri­ca­to del ri­sa­na­men­to o del li­qui­da­to­re del fal­li­men­to in­di­ca­to nel­la de­ci­sio­ne del­la FIN­MA.
3In ca­so di mi­su­ra di pro­te­zio­ne, la FIN­MA può dif­fe­ri­re la co­mu­ni­ca­zio­ne fin­ché:
vi so­no buo­ne pro­spet­ti­ve che la mi­su­ra di pro­te­zio­ne sia abro­ga­ta en­tro bre­ve ter­mi­ne; op­pu­re
i de­po­si­ti ga­ran­ti­ti non so­no in­te­res­sa­ti dal­la mi­su­ra di pro­te­zio­ne.
4Il ter­mi­ne di cui al ca­po­ver­so 2 è in­ter­rot­to se e fin­ché la mi­su­ra di pro­te­zio­ne or­di­na­ta o il fal­li­men­to non so­no ese­cu­ti­vi.
Art. 37j Modo di procedere e cessione legale
1L'in­ca­ri­ca­to dell'in­chie­sta, l'in­ca­ri­ca­to del ri­sa­na­men­to o il li­qui­da­to­re del fal­li­men­to de­si­gna­to dal­la FIN­MA pa­ga i de­po­si­ti ga­ran­ti­ti ai de­po­si­tan­ti.
2Il pa­ga­men­to dei de­po­si­ti ga­ran­ti­ti è ef­fet­tua­to con l'esclu­sio­ne di qual­sia­si com­pen­sa­zio­ne.
3I de­po­si­tan­ti non han­no al­cu­na pre­te­sa di­ret­ta nei con­fron­ti del re­spon­sa­bi­le del­la ga­ran­zia dei de­po­si­ti.
4Il re­spon­sa­bi­le del­la ga­ran­zia dei de­po­si­ti su­ben­tra nei di­rit­ti dei de­po­si­tan­ti in mi­su­ra cor­ri­spon­den­te ai pa­ga­men­ti.
Art. 37k Scambio di dati
1La FIN­MA met­te a di­spo­si­zio­ne del re­spon­sa­bi­le del­la ga­ran­zia dei de­po­si­ti i da­ti ne­ces­sa­ri al­la tu­te­la dei suoi com­pi­ti.
2Il re­spon­sa­bi­le del­la ga­ran­zia dei de­po­si­ti for­ni­sce tut­te le in­for­ma­zio­ni al­la FIN­MA, non­ché all'in­ca­ri­ca­to dell'in­chie­sta, all'in­ca­ri­ca­to del ri­sa­na­men­to o al li­qui­da­to­re del fal­li­men­to e tra­smet­te lo­ro tut­ti i do­cu­men­ti ne­ces­sa­ri all'at­tua­zio­ne del­la ga­ran­zia dei de­po­si­ti.
Capo tredicesimo a: Averi non rivendicati
Art. 37l Trasferimento
1Una ban­ca può tra­sfe­ri­re ave­ri non ri­ven­di­ca­ti a un'al­tra ban­ca sen­za il con­sen­so dei cre­di­to­ri.
2Il tra­sfe­ri­men­to ne­ces­si­ta di un con­trat­to scrit­to tra la ban­ca tra­sfe­ren­te e la ban­ca as­sun­tri­ce.
3Nell'am­bi­to del fal­li­men­to di una ban­ca i li­qui­da­to­ri del fal­li­men­to rap­pre­sen­ta­no nei con­fron­ti dei ter­zi gli in­te­res­si dei cre­di­to­ri de­gli ave­ri non ri­ven­di­ca­ti.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le sta­bi­li­sce in qua­le mo­men­to gli ave­ri so­no con­si­de­ra­ti non ri­ven­di­ca­ti.
1 In­tro­dot­to dal n. I del­la LF del 22 mar. 2013 (Ave­ri non ri­ven­di­ca­ti), in vi­go­re dal 1° gen. 2015 (RU 2014 1267; FF 2010 6629).
Art. 37m Liquidazione
1Le ban­che li­qui­da­no gli ave­ri non ri­ven­di­ca­ti do­po 50 an­ni, se gli aven­ti di­rit­to non si ma­ni­fe­sta­no no­no­stan­te pre­via pub­bli­ca­zio­ne. La li­qui­da­zio­ne di ave­ri non ri­ven­di­ca­ti non su­pe­rio­ri a 500 fran­chi può av­ve­ni­re sen­za pre­via pub­bli­ca­zio­ne.
2Le pre­te­se de­gli aven­ti di­rit­to si estin­guo­no con la li­qui­da­zio­ne.
3Il ri­ca­va­to del­la li­qui­da­zio­ne è de­vo­lu­to al­la Con­fe­de­ra­zio­ne.
4Il Con­si­glio fe­de­ra­le di­sci­pli­na i det­ta­gli del­la pub­bli­ca­zio­ne e del­la li­qui­da­zio­ne de­gli ave­ri non ri­ven­di­ca­ti.
Capo quattordicesimo: Responsabilità e disposizioni penali
1Per i ban­chie­ri pri­va­ti la re­spon­sa­bi­li­tà ci­vi­le è ret­ta dal CO2.
2Al­le al­tre ban­che è ap­pli­ca­bi­le l'ar­ti­co­lo 39.
La re­spon­sa­bi­li­tà dei fon­da­to­ri di una ban­ca, de­gli or­ga­ni di ge­stio­ne, di­re­zio­ne ge­ne­ra­le, vi­gi­lan­za e con­trol­lo co­me pu­re dei li­qui­da­to­ri no­mi­na­ti dal­la ban­ca è ret­ta dal­le di­spo­si­zio­ni del di­rit­to del­la so­cie­tà ano­ni­ma (art. 752-760 del Co­di­ce del­le ob­bli­ga­zio­ni2).
Art. 40 a 45
1 Abro­ga­ti dal n. I del­la LF del 3 ott. 2003, con ef­fet­to dal 1° lug. 2004 (RU 2004 2767; FF 2002 7175).
ac­cet­ta in­de­bi­ta­men­te de­po­si­ti del pub­bli­co o de­po­si­ti a ri­spar­mio;
non tie­ne re­go­lar­men­te i li­bri o non con­ser­va con­for­me­men­te al­le pre­scri­zio­ni i li­bri e i do­cu­men­ti giu­sti­fi­ca­ti­vi;
non al­le­sti­sce e non pub­bli­ca il con­to an­nua­le o il bi­lan­cio in­ter­me­dio con­for­me­men­te all'ar­ti­co­lo 6.
2 Abro­ga­to dal n. 10 dell'all. al­la L del 19 giu. 2015 sull'in­fra­strut­tu­ra fi­nan­zia­ria, con ef­fet­to dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5339; FF 2014 6445).
ri­ve­la un se­gre­to che gli è con­fi­da­to o di cui ha no­ti­zia nel­la sua qua­li­tà di mem­bro di un or­ga­no, im­pie­ga­to, man­da­ta­rio o li­qui­da­to­re di una ban­ca o di una per­so­na di cui all'ar­ti­co­lo 1b, o di mem­bro di un or­ga­no o im­pie­ga­to di una so­cie­tà di au­dit;
ov­ve­ro ten­ta di in­dur­re a sif­fat­ta vio­la­zio­ne del se­gre­to pro­fes­sio­na­le;
5So­no fat­te sal­ve le di­spo­si­zio­ni del­le le­gi­sla­zio­ni fe­de­ra­li e can­to­na­li sull'ob­bli­go di da­re in­for­ma­zio­ni all'au­to­ri­tà e di te­sti­mo­nia­re in giu­di­zio.
2 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. II 14 dell'all. al­la L del 15 giu. 2018 su­gli isti­tu­ti fi­nan­zia­ri, in vi­go­re dal 1° gen. 2019 (RU 2018 5247; FF 2015 7293).
3 In­tro­dot­ta dal n. I 2 del­la LF del 12 dic. 2014 sull'esten­sio­ne del­la pu­ni­bi­li­tà del­la vio­la­zio­ne del se­gre­to pro­fes­sio­na­le, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1535; FF 2014 5347 5357).
4 In­tro­dot­to dal n. I 2 del­la LF del 12 dic. 2014 sull'esten­sio­ne del­la pu­ni­bi­li­tà del­la vio­la­zio­ne del se­gre­to pro­fes­sio­na­le, in vi­go­re dal 1° lug. 2015 (RU 2015 1535; FF 2014 5347 5357).
5 Abro­ga­to dal n. 10 dell'all. al­la L del 19 giu. 2015 sull'in­fra­strut­tu­ra fi­nan­zia­ria, con ef­fet­to dal 1° gen. 2016 (RU 2015 5339; FF 2014 6445).
usa in­de­bi­ta­men­te nel­la dit­ta, nel­la de­si­gna­zio­ne del­lo sco­po dell'azien­da o nel­la pub­bli­ci­tà l'espres­sio­ne «ban­ca», «ban­chie­re» o «ri­spar­mio»;
omet­te di for­ni­re al­la FIN­MA le co­mu­ni­ca­zio­ni pre­scrit­te;
pub­bli­ciz­za l'ac­cet­ta­zio­ne di de­po­si­ti del pub­bli­co e di de­po­si­ti a ri­spar­mio sen­za di­spor­re dell'au­to­riz­za­zio­ne le­ga­le ne­ces­sa­ria.
1 In­tro­dot­to dal n. 22 dell'all. al DPA (RU 1974 1857; FF 1971 I 727). Abro­ga­to dal n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, con ef­fet­to dal 1° gen. 2009 (RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
1 Abro­ga­to dal n. 15 dell'all. al­la LF del 22 giu. 2007 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri, con ef­fet­to dal 1° gen. 2009 ((RU 2008 5207 5205; FF 2006 2625).
Capo quindicesimo: Disposizioni transitorie e finali
Al più tar­di tre an­ni do­po l'en­tra­ta in vi­go­re dei ca­pi quin­to e se­sto del­la mo­di­fi­ca del 30 set­tem­bre 2011, e in se­gui­to ogni due an­ni, il Con­si­glio fe­de­ra­le esa­mi­na le di­spo­si­zio­ni in­te­res­sa­te pa­ra­go­nan­do la lo­ro at­tua­zio­ne con quel­la del­le nor­me in­ter­na­zio­na­li cor­ri­spon­den­ti all'este­ro. Es­so ne ri­fe­ri­sce all'As­sem­blea fe­de­ra­le e pre­sen­ta gli even­tua­li bi­so­gni di mo­di­fi­ca di leg­gi e di or­di­nan­ze.
1 Nuo­vo te­sto giu­sta il n. I del­la LF del 30 set. 2011 (Raf­for­za­men­to del­la sta­bi­li­tà nel set­to­re fi­nan­zia­rio), in vi­go­re dal 1° mar. 2012 (RU 2012 811; FF 2011 4211).
Al più tar­di tre an­ni do­po l'en­tra­ta in vi­go­re del­la mo­di­fi­ca del 15 giu­gno 2018 il Con­si­glio fe­de­ra­le esa­mi­na le di­spo­si­zio­ni in­te­res­sa­te pa­ra­go­nan­do­le con gli obiet­ti­vi in ma­te­ria di vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri se­con­do la leg­ge del 22 giu­gno 20072 sul­la vi­gi­lan­za dei mer­ca­ti fi­nan­zia­ri. Ne ri­fe­ri­sce all'As­sem­blea fe­de­ra­le e pre­sen­ta gli in­ter­ven­ti le­gi­sla­ti­vi ne­ces­sa­ri.
1Con l'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge so­no abro­ga­ti:
le di­spo­si­zio­ni can­to­na­li sul­le ban­che, ad ec­ce­zio­ne di quel­le che si ri­fe­ri­sco­no al­le ban­che can­to­na­li, le di­spo­si­zio­ni che di­sci­pli­na­no il com­mer­cio, a ti­to­lo pro­fes­sio­na­le, del­le car­te­va­lo­ri, co­me an­che le di­spo­si­zio­ni con­cer­nen­ti la vi­gi­lan­za sul ri­spet­to del­le nor­me di di­rit­to can­to­na­le con­tro gli abu­si in ma­te­ria d'in­te­res­se;
l'ar­ti­co­lo 57 del ti­to­lo fi­na­le del Co­di­ce ci­vi­le sviz­ze­ro2.
2Le di­spo­si­zio­ni can­to­na­li sul pri­vi­le­gio le­ga­le in fa­vo­re dei de­po­si­ti a ri­spar­mio ces­sa­no di es­se­re va­li­de se, en­tro tre an­ni a con­ta­re dall'en­tra­ta in vi­go­re del­la pre­sen­te leg­ge, non so­no sta­te so­sti­tui­te da nuo­ve di­spo­si­zio­ni che sia­no con­for­mi agli ar­ti­co­li 15 e 16.
1 Abro­ga­to dal n. 17 dell'all. del­la LF del 16 dic. 1994, con ef­fet­to dal 1° gen. 1997 (RU 1995 1227; FF 1991 III 1).
1 Abro­ga­to dal n. I del­la LF dell'11 mar. 1971, con ef­fet­to dal 1° lug. 1971 (RU 1971 809 825 art. 1; FF 1970 I 885).
Il Con­si­glio fe­de­ra­le fis­sa il gior­no in cui la pre­sen­te leg­ge en­tra in vi­go­re ed ema­na le di­spo­si­zio­ni ne­ces­sa­rie per la sua ese­cu­zio­ne.
LFINMA Loi sur l'Au

References: art. 1

Art. 1

Art. 1
 art. 1
 art. 1

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 10
 art. 728

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 30

Art. 31

Art. 31

Art. 31

Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 37

Art. 37

Art. 37

Art. 37

Art. 37

Art. 37

Art. 37

Art. 37

Art. 37

Art. 37

Art. 37

Art. 37

Art. 40
 art. 1