Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2018-0394_IT.html
Timestamp: 2019-08-22 23:45:02+00:00

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Ciclo del documento : A8-0394/2018
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sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla messa in opera e al funzionamento del nome di dominio di primo livello .eu e che abroga il regolamento (CE) n. 733/2002 e il regolamento (CE) n. 874/2004 della Commissione
Relatore: Fredrick Federley
– vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2018)0231),
– visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 172 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0170/2018),
– visto il parere del Comitato delle regioni del ...,
– vista la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A8-0394/2018),
(1 bis) La rapida evoluzione del mercato dei domini di primo livello (TLD) e il panorama digitale dinamico necessitano di un ambiente normativo flessibile e adeguato alle esigenze future. Lo scopo del dominio TLD .eu è, attraverso la buona gestione, di contribuire a rafforzare l'identità dell'Unione e promuovere i valori dell'Unione quali il multilinguismo, il rispetto della riservatezza e della sicurezza degli utenti, il rispetto dei diritti umani nonché le priorità online.
(2 bis) Il TLD .eu è l'ottavo principale dominio di primo livello geografico (ccTLD) del mondo con oltre 3,8 milioni di registrazioni nel 2017. Il TLD .eu è utilizzato dalle istituzioni, agenzie e organismi dell'Unione, anche per i loro progetti e iniziative.
(4) Il TLD .eu dovrebbe offrire un nesso chiaramente identificabile con l'Unione e con il mercato europeo. Esso dovrebbe inoltre consentire alle imprese, alle organizzazioni e alle persone fisiche dell'Unione di registrare un nome di dominio sotto il TLD .eu. Ai cittadini dell'Unione dovrebbe essere consentito di registrare un nome di dominio .eu, a prescindere dal loro luogo di residenza.
(4) Il TLD .eu, in quanto nome di dominio specifico per l'Unione costituito da un'etichetta chiara e facilmente riconoscibile, dovrebbe offrire un nesso chiaramente identificabile con l'Unione e con il mercato europeo, nonché un'identità online dell'Unione, creando una forte identità per il mercato unico digitale, nel rispetto del diritto e delle norme commerciali dell'Unione. Esso dovrebbe inoltre consentire alle imprese e alle organizzazioni stabilite all'interno dell'Unione o all'interno dello Spazio economico europeo (SEE), e alle persone fisiche che sono residenti di uno Stato membro o di un paese terzo membro del SEE di registrare un nome di dominio sotto il TLD .eu. Ai cittadini dell'Unione dovrebbe essere consentito di registrare un nome di dominio TLD .eu, a prescindere dal loro luogo di residenza. L'esistenza di tale dominio è un elemento importante dell'identità europea e i suoi utenti sono responsabili del suo uso corretto.
(5) I nomi di dominio nel TLD .eu dovrebbero essere assegnati alle parti ammesse in funzione della disponibilità.
(5) I nomi di dominio nel TLD .eu dovrebbero essere assegnati a un prezzo ragionevole alle parti ammesse in funzione della disponibilità.
(5 bis) La Commissione dovrebbe valutare il ruolo potenziale dell'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) nella registrazione dei nomi di dominio TLD .eu, al fine di fornire ai richiedenti di un marchio dell'Unione europea o di un disegno e modello comunitario registrato (DMC) l'assegnazione dei TLD .eu applicabili ai loro marchi o modelli, in funzione delle disponibilità. Tale valutazione dovrebbe altresì includere altre misure o agenzie che potrebbero intervenire per evitare registrazioni speculative e abusive (cybersquatting) e facilitare procedure amministrative semplici, in particolare per le piccole e medie imprese (PMI).
(9) La Commissione dovrebbe, sulla base di una procedura di selezione aperta, trasparente e non discriminatoria, designare un registro per il TLD .eu. È opportuno che la Commissione stipuli con il Registro selezionato un contratto che dovrebbe comprendere i principi e le procedure dettagliati applicabili al Registro per l'organizzazione, l'amministrazione e la gestione del TLD .eu. Tale contratto dovrebbe avere una validità limitata nel tempo ed essere rinnovabile.
(9) La Commissione dovrebbe, sulla base di una procedura di selezione aperta, trasparente e non discriminatoria, tenendo conto dell'efficienza sotto il profilo dei costi e della semplicità amministrativa, designare un registro per il TLD .eu. Al fine di stabilire i criteri per la designazione di un registro e una procedura di selezione aperta, trasparente e non discriminatoria per tale designazione, alla Commissione dovrebbe essere delegato il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, e che tali consultazioni siano condotte nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 20161 bis. In particolare, al fine di garantire una partecipazione paritaria alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione degli atti delegati.
(9 bis) È opportuno che la Commissione stipuli con il registro selezionato un contratto che dovrebbe comprendere i principi e le procedure dettagliati applicabili al registro per l'organizzazione, l'amministrazione e la gestione del TLD .eu. Tale contratto dovrebbe avere una durata stabilita ed essere rinnovabile.
(22) La Commissione dovrebbe effettuare una valutazione dell'efficacia e del funzionamento del TLD .eu. Tale valutazione dovrebbe tenere conto delle pratiche di lavoro del registro designato e della pertinenza dei suoi compiti.
(22) La Commissione dovrebbe effettuare una valutazione dell'efficacia e del funzionamento del TLD .eu. Tale valutazione dovrebbe tenere conto delle pratiche di lavoro del registro designato e della pertinenza dei suoi compiti. La Commissione dovrebbe inoltre presentare, ogni tre anni, una relazione sul funzionamento del nome TLD .eu.
-1. Il presente regolamento è inteso a sostenere il mercato unico digitale, costruendo un'identità europea online e incoraggiando le attività transfrontaliere online, promuovendo la competitività del nome TLD .eu.
a) "registro": l'entità alla quale sono affidate l'organizzazione, l'amministrazione e la gestione del TLD .eu, compresa la manutenzione dei corrispondenti database e dei servizi di interrogazione pubblici (public query services) ad essi associati, la registrazione dei nomi di dominio, il funzionamento del registro dei nomi di dominio, il funzionamento dei server del registro nomi di dominio di primo livello e la distribuzione dei file di zona relativi ai domini di primo livello;
a) "registro": l'entità alla quale sono affidate l'organizzazione, l'amministrazione e la gestione del TLD .eu, compresa la manutenzione dei corrispondenti database e dei servizi di interrogazione pubblici (public query services) ad essi associati, la registrazione dei nomi di dominio, il funzionamento del registro dei nomi di dominio, il funzionamento dei server del registro nomi di dominio di primo livello e la distribuzione dei file di zona relativi ai domini di primo livello, se del caso;
I TLD hanno fatto ricorso a restrizioni della distribuzione dei file di zona relativi ai domini di primo livello come misura di sicurezza e tale flessibilità deve essere mantenuta evitando di imporre un obbligo.
Articolo 3 – comma 1 – punto ii
ii) una persona fisica residente in uno Stato membro che non sia cittadino dell'Unione; o
ii) un cittadino di un paese terzo, residente in uno Stato membro o in un paese terzo membro del SEE;
Articolo 3 – comma 1 – punto iii
iii) un'impresa stabilita all'interno dell'Unione; o
iii) un'impresa stabilita in uno Stato membro o in un paese terzo membro del SEE;
Articolo 3 – comma 1 – punto iv
iv) un'organizzazione stabilita all'interno dell'Unione, fatta salva l'applicazione del diritto nazionale.
iv) un'organizzazione stabilita in uno Stato membro o in un paese terzo membro del SEE, fatta salva l'applicazione del diritto nazionale.
3. Il registro può revocare un nome di dominio di propria iniziativa, e senza ricorrere ad una procedura di risoluzione extragiudiziale delle controversie, per i seguenti motivi:
3. Il registro può revocare o sospendere un nome di dominio di propria iniziativa, e senza ricorrere ad una procedura di risoluzione extragiudiziale delle controversie, per i seguenti motivi:
Articolo 4 – paragrafo 4 – parte introduttiva
4. Un nome di dominio può anche essere revocato e, ove necessario, trasferito successivamente ad un'altra parte, a seguito di una procedura giudiziaria o di un'opportuna risoluzione extragiudiziale delle controversie, qualora tale nome sia identico o presenti analogie tali da poter essere confuso con un nome oggetto di un diritto stabilito dal diritto internazionale o dell'Unione, e qualora:
4. Un nome di dominio può anche essere revocato e, ove necessario, trasferito successivamente ad un'altra parte, a seguito di una procedura giudiziaria o di un'opportuna risoluzione extragiudiziale delle controversie, qualora tale nome sia identico o presenti analogie tali da poter essere confuso con un nome oggetto di un diritto stabilito dal diritto internazionale o dell'Unione. Un nome di dominio può essere revocato qualora:
Articolo 4 – paragrafo 4 – comma 1 bis (nuovo)
Previa consultazione con la Commissione e il Gruppo consultivo multipartecipativo .eu a norma dell'articolo 14, paragrafo 3, lettera c bis), il registro adotta politiche trasparenti e prevedibili per garantire la pronta identificazioni di eventuali registrazioni di cui al presente paragrafo, primo comma, lettere a) o b). A tal fine il registro coopera, se del caso, con le autorità di contrasto e le squadre nazionali di pronto intervento informatico (CERT).
5. Qualora il tribunale di uno Stato membro giudichi un nome di dominio diffamatorio, razzista o contrario all'ordine pubblico, il registro lo blocca non appena gli viene notificata la decisione del tribunale e tale nome di dominio è revocato previa notifica della decisione definitiva del tribunale. Il registro blocca qualsiasi futura registrazione dei nomi oggetto di tale ordinanza del tribunale per l'intero periodo di validità della stessa.
5. Qualora il tribunale di uno Stato membro giudichi un nome di dominio diffamatorio, razzista o contrario all'ordine pubblico o alla pubblica sicurezza, o esso risulti tale in base al diritto unionale o nazionale, il registro lo blocca non appena gli viene notificata la decisione del tribunale. Non appena gli viene notificata la decisione del tribunale, il registro revoca il nome di dominio.
In deroga al primo paragrafo, il nome di dominio non è bloccato dal registro se la decisione del tribunale è rilevante ai fini dell'esecuzione di un atto di esecuzione o una decisione del Consiglio adottata a norma dell'articolo 5 del regolamento .../... [sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri, 2018/0136 (COD)]. Il nome di dominio è revocato dal registro previa notifica della decisione definitiva del tribunale.
Il registro blocca qualsiasi futura registrazione dei nomi di dominio oggetto di tale ordinanza del tribunale per l'intero periodo di validità della stessa.
5 bis. I nomi di dominio registrati nel dominio TLD .eu possono essere trasferiti esclusivamente a soggetti legittimati a registrare nomi di dominio TLD .eu.
1. La registrazione dei nomi di dominio è effettuata utilizzando tutti i caratteri alfabetici delle lingue ufficiali dell'Unione, in conformità alle norme internazionali disponibili, come consentito dai pertinenti protocolli dei nomi di dominio internazionalizzati (IDN).
1. La registrazione dei nomi di dominio è effettuata utilizzando tutti i caratteri delle lingue ufficiali dell'Unione, in conformità alle norme internazionali disponibili, come consentito dai pertinenti protocolli dei nomi di dominio internazionalizzati (IDN).
b) possono essere registrati o riservati solo sotto un dominio di secondo livello dagli Stati membri. Tali nomi di dominio devono essere limitati a termini relativi a concetti geografici e/o geopolitici generalmente riconosciuti che interessano l'organizzazione politica o territoriale degli Stati membri.
b) possono essere registrati o riservati solo a un dominio di secondo livello dagli Stati membri. Tali nomi di dominio sono limitati a termini relativi a concetti geografici e/o geopolitici generalmente riconosciuti che interessano l'organizzazione politica o territoriale degli Stati membri.
1. La Commissione stabilisce i criteri e la procedura per la designazione del registro mediante atti di esecuzione. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura di esame di cui all'articolo 17, paragrafo 2.
1. La Commissione adotta atti delegati a norma dell'articolo 17 bis, a integrazione del presente regolamento, che definiscono i criteri e la procedura per la designazione del registro, e criteri che stabiliscono i requisiti minimi per circostanze diverse da quelle definite all'articolo 4, in cui il registro blocca, sospende o revoca un nome di dominio, al fine di tutelare i valori dell'Unione, quali il multilinguismo, il rispetto della riservatezza e della sicurezza degli utenti e il rispetto dei diritti umani.
3. La Commissione stipula un contratto con il registro designato. Tale contratto specifica le regole, le politiche e le procedure per la prestazione dei servizi da parte del registro e le condizioni secondo cui la Commissione supervisiona l'organizzazione, l'amministrazione e la gestione del TLD .eu da parte del registro. Il contratto è limitato nel tempo e rinnovabile e comprende i principi e le procedure relativi al funzionamento del TLD .eu stabiliti in base all'articolo 11.
3. La Commissione stipula un contratto con il registro designato. Tale contratto specifica le regole, le politiche e le procedure per la prestazione dei servizi da parte del registro e le condizioni secondo cui la Commissione supervisiona l'organizzazione, l'amministrazione e la gestione del TLD .eu da parte del registro. Il contratto è limitato nel tempo e rinnovabile e comprende i principi e le procedure relativi al funzionamento del TLD .eu stabiliti in base agli articoli 10 e 11 del presente regolamento.
Articolo 10 – comma 1 – lettera -a (nuova)
-a) promuove il TLD .eu in tutta l'Unione e nei paesi terzi al fine di garantire la sua competitività;
a) rispetta le regole, le politiche e le procedure stabilite nel presente regolamento e il contratto di cui all'articolo 8, paragrafo 3;
a) rispetta le regole, le politiche e le procedure stabilite nel presente regolamento e il contratto di cui all'articolo 8, paragrafo 3, e in particolare il diritto dell'Unione in materia di protezione dei dati;
b) organizza, amministra e gestisce il TLD .eu secondo criteri di interesse pubblico e conformemente ai principi di qualità, efficienza, affidabilità, trasparenza, accessibilità e non discriminazione e garantendo condizioni di concorrenza leale;
b) organizza, amministra e gestisce il TLD .eu secondo criteri di interesse pubblico;
Articolo 10 – comma 1 – lettera b bis (nuova)
b bis) in tutti gli aspetti dell'amministrazione e della gestione del TLD .eu, garantisce qualità elevata, trasparenza, prevedibilità, affidabilità, accessibilità, efficienza, non discriminazione, condizioni di concorrenza leale e l'applicazione di misure di tutela dei consumatori per un nome di dominio TLD .eu;
Articolo 10 – comma 1 – lettera i
i) promuove gli obiettivi dell'Unione in materia di governance di internet;
i) promuove gli obiettivi dell'Unione in materia di governance di internet, tra l'altro partecipando a forum internazionali;
Articolo 10 – comma 1 – lettera k
k) si sottopone a sue spese a una verifica da parte di un organismo indipendente almeno ogni due anni, al fine di certificare la conformità alle disposizioni del presente regolamento, e ne invia i risultati alla Commissione;
Articolo 11 – comma 1 – parte introduttiva
Il contratto, stipulato tra la Commissione e il registro designato in conformità all'articolo 8, paragrafo 3, contiene i principi e le procedure riguardanti il funzionamento del TLD .eu, in conformità al presente regolamento, compresi i seguenti elementi:
1. Il contratto, stipulato tra la Commissione e il registro designato in conformità all'articolo 8, paragrafo 3, contiene i principi e le procedure riguardanti il funzionamento del TLD .eu, in conformità al presente regolamento, compresi i seguenti elementi:
Articolo 11 – comma 1 – lettera b
b) i requisiti e le procedure per le richieste di registrazione e la politica in materia di verifica dei dati dei registranti e delle registrazioni speculative dei nomi di dominio;
b) i requisiti e le procedure per le richieste di registrazione, i sistemi per verificare che i criteri per la registrazione siano rispettati, inclusa la verifica dell'identità dei registranti, dei dati e delle registrazioni speculative dei nomi di dominio;
Articolo 11 – comma 1 – lettera f
f) le misure tecniche e organizzative volte a consentire alle autorità competenti di accedere ai dati nel registro ai fini della prevenzione, dell'accertamento, dell'indagine e del perseguimento di reati, come stabilito dal diritto nazionale o dell'UE;
f) le misure tecniche e organizzative volte a consentire alle autorità competenti di accedere ai dati nel registro ai fini della prevenzione, dell'accertamento, dell'indagine e del perseguimento di reati, come stabilito dal diritto nazionale o dell'UE secondo i controlli e gli equilibri adeguati;
1 bis. Tuttavia, le misure di cui al paragrafo 1, lettera f), previste dal diritto nazionale, non sono applicate se sono pertinenti ai fini di un atto di esecuzione o una decisione del Consiglio adottata a norma dell'articolo 5 del regolamento .../... [sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri, 2018/0136 (COD)]. Tale misura può essere utilizzata sulla base di una decisione definitiva di un tribunale o altra azione amministrativa definitiva.
1. Il registro istituisce e gestisce un database WHOIS al fine di fornire informazioni di registrazione precise e aggiornate circa i nomi di dominio sotto il TLD .eu.
1. Il registro istituisce e gestisce, con dovuta diligenza, un database WHOIS al fine di fornire informazioni di registrazione precise e aggiornate circa i nomi di dominio sotto il TLD .eu.
2. Il database WHOIS contiene informazioni - pertinenti e non eccessive rispetto alla finalità del database - circa i punti di contatto che amministrano i nomi di dominio sotto il TLD .eu e i titolari dei nomi di dominio. Qualora il titolare di un nome di dominio sia una persona fisica, le informazioni da rendere accessibili al pubblico sono soggette al consenso del titolare del nome di dominio ai sensi del regolamento 2016/679.
2. Il database WHOIS contiene informazioni pertinenti, in conformità del regolamento (UE) 2016/679. In particolare, le informazioni raccolte non sono eccessive rispetto alla finalità del database - circa i punti di contatto che amministrano i nomi di dominio sotto il TLD .eu e i titolari dei nomi di dominio. Qualora il titolare di un nome di dominio sia una persona fisica, le informazioni da rendere accessibili al pubblico sono soggette al consenso del titolare del nome di dominio ai sensi del regolamento 2016/679.
4. La Commissione può, se del caso, consultare i portatori di interessi e richiedere la consulenza di esperti in merito ai risultati delle attività di supervisione di cui al presente articolo e alle modalità per migliorare l'organizzazione, l'amministrazione e la gestione del TLD .eu da parte del registro.
4. La Commissione può, se del caso, consultare il Gruppo consultivo multipartecipativo .eu e altri portatori di interessi e richiedere la consulenza di esperti in merito ai risultati delle attività di supervisione di cui al presente articolo e alle modalità per migliorare l'organizzazione, l'amministrazione e la gestione del TLD .eu da parte del registro.
1. Si istituisce un Consiglio multipartecipativo .eu al fine di fornire consulenza alla Commissione in merito all'attuazione del presente regolamento.
1. Si istituisce un Gruppo consultivo multipartecipativo .eu al fine di fornire consulenza alla Commissione in merito all'attuazione del presente regolamento. La Commissione tiene in debita considerazione qualsiasi raccomandazione o suggerimento fornito dal Gruppo consultivo multipartecipativo .eu nell'attuazione di tutti gli aspetti del presente regolamento.
2. Il Consiglio multipartecipativo .eu è costituito da rappresentanti del settore privato, della comunità tecnica, degli Stati membri e delle organizzazioni internazionali, della società civile e del mondo accademico ed è nominato dalla Commissione in base a una procedura aperta e trasparente.
2. Il Gruppo consultivo multipartecipativo .eu è costituito da rappresentanti del settore privato, della comunità tecnica, degli Stati membri e delle organizzazioni internazionali, della società civile e del mondo accademico ed è nominato dalla Commissione in base a una procedura aperta e trasparente, tenendo in massimo conto il principio di parità di genere.
Articolo 14 – paragrafo 3 – parte introduttiva
3. Il Consiglio multipartecipativo .eu svolge i seguenti compiti:
3. Il Gruppo consultivo multipartecipativo .eu svolge i seguenti compiti:
Articolo 14 – paragrafo 3 – lettera b
b) fornisce pareri in materia di gestione, organizzazione e amministrazione del TLD .eu;
b) fornisce pareri in materia di gestione, organizzazione e amministrazione del TLD .eu, comprese le questioni relative alla cibersicurezza e alla protezione dei dati;
Articolo 14 – paragrafo 3 – lettera c
c) fornisce consulenza alla Commissione in materia di monitoraggio e supervisione del registro.
c) fornisce consulenza alla Commissione in materia di monitoraggio e supervisione del registro, in particolare per quanto riguarda la verifica di cui all'articolo 10, lettera k).
Articolo 14 – paragrafo 3 – lettera c bis (nuova)
c bis) fornisce consulenza alla Commissione in merito alle migliori prassi per quanto concerne le politiche e le misure che le consentono di individuare nomi di dominio registrati dal titolare senza averne il diritto o un interesse legittimo nel nome e nomi di dominio utilizzati in cattiva fede, nonché ove necessario prendere adeguati provvedimenti al riguardo, anche in cooperazione con agenzie di contrasto e le CERT.
1. Entro cinque anni dalla data di applicazione del presente regolamento, e successivamente ogni tre anni, la Commissione valuta l'attuazione, l'efficacia e il funzionamento del TLD .eu.
1. Entro tre anni dalla data di applicazione del presente regolamento, e successivamente ogni tre anni, la Commissione valuta l'attuazione, l'efficacia e il funzionamento del TLD .eu, sulla base in particolare delle informazioni fornite dal registro a norma dell'articolo 10, lettera k).
1 bis. La Commissione valuta, entro ... [inserire la data: tre anni a partire dalla data di applicazione del presente regolamento], il ruolo del presente regolamento nel prevenire l'accaparramento dei nomi di dominio (cybersquatting) e nel fornire procedure amministrative semplici, in particolare per le PMI. Valuta altresì l'eventuale ruolo dell'EUIPO e di altre agenzie dell'Unione nella registrazione di nomi TLD .eu e, se del caso, intraprende azioni appropriate, ad esempio proponendo misure legislative adeguate.
2. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione contenente i risultati della valutazione di cui al paragrafo 1.
2. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione contenente i risultati della valutazione di cui ai paragrafi 1 e 1 bis corredandoli, se del caso, di opportune proposte legislative.
1. Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 8, paragrafo 1, è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.
2. Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 8, paragrafo 1, è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere da ... [data di entrata in vigore del presente regolamento]. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
3. La delega di potere di cui all'articolo 8, paragrafo 1, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
6. L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 1, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo sia il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
La nuova proposta sul dominio di primo livello .eu (TLD .eu) pubblicata dalla Commissione il 24 aprile 2018 è intesa ad abrogare le normative in vigore. Nonostante il dominio TLD .eu continui a funzionare correttamente, il quadro giuridico che lo disciplina deve essere adeguato ad un contesto e un mercato online in evoluzione.
In linea con gli obiettivi della strategia per il mercato unico digitale, la presente iniziativa è volta a garantire che un TLD che ha funzionato relativamente bene continui a farlo in futuro, onde garantire che i benefici ad esso collegati possano raggiungere il maggior numero possibile di cittadini nel prossimo futuro.
Il relatore accoglie con favore la proposta e condivide l'obiettivo di stare al passo con la rapida evoluzione del mercato TLD e con un panorama digitale dinamico, che necessitano di un ambiente normativo flessibile e adeguato alle esigenze future.
L'esistenza di un nome di dominio specifico per l'Unione è molto importante per l'identità online dell'UE. Il relatore è del parere che si tratti di un'opportunità per le istituzioni, le imprese e i cittadini di avere la possibilità di accedere a un TLD .eu. Essi potranno infatti essere facilmente identificati come parte della comunità dell'UE che condivide lo stesso insieme di norme e valori.
La proposta stabilisce i principi generali della registrazione del nome di dominio di primo livello .eu. Ne definisce i criteri di ammissibilità, le condizioni generali di registrazione e di revoca dei nomi di dominio, le lingue, il diritto applicabile e la giurisdizione competente, le procedure per la riserva dei nomi di dominio da parte del registro, della Commissione e degli Stati membri e le procedure di accreditamento per i registrar.
Registro: le disposizioni riguardano la designazione del registro da parte della Commissione, le sue caratteristiche e i suoi obblighi fondamentali. La proposta stabilisce inoltre un elenco di principi e procedure relativi al funzionamento del TLD .eu da includere nel contratto con il registro.
Pur sostenendo i principi generali, il relatore intende sostenere la promozione di valori dell'UE quali il multilinguismo, il rispetto della riservatezza e della sicurezza degli utenti, la tutela dei consumatori e i diritti umani. Specie per quanto riguarda la questione della tutela dello Stato di diritto, il relatore suggerisce salvaguardie aggiuntive.
Il relatore auspica inoltre un migliore controllo da parte del Parlamento europeo sulla definizione dei criteri e della procedura per la designazione del registro mediante atti delegati.
Attuazione e funzionamento del nome di dominio di primo livello “.eu”

References: Articolo 3

Articolo 3

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 4

Articolo 10

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Articolo 11

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Articolo 14

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