Source: http://www.iusetnorma.it/costituzione_statuti/statuti/molise.asp
Timestamp: 2019-04-20 00:17:52+00:00

Document:
Statuto Regione Molise - Ius et Norma
STATUTI REGIONALI - MOLISE
TITOLO I — Principi
TITOLO II — La partecipazione popolare
TITOLO III — Gli organi della Regione
Capo I — Organi della Regione
Capo II — Il Consiglio regionale
Capo III - Il Presidente della Regione e la Giunta regionale
2.3.2011 – EDIZIONE 1142 STRAORDINARIA – N. 7 – PARTE PRIMA
TITOLO IV — Leggi e regolamenti regionali
Capo I - Qualità e sistematicità delle leggi
Capo II - Formazione delle leggi
TITOLO V — Ordinamento amministrativo
Art. 53 Enti, agenzie e società regionali
TITOLO VI — Programmazione, finanza, bilancio,demanio e patrimonio
Art. 57 Documento di programmazione economica e finanziaria
Art. 58 Legge finanziaria
Art. 59 Bilancio regionale
Art. 60 Rendiconto generale
Art. 61 Comitato di controllo contabile
Art. 62 Atti contabili degli enti dipendenti
Art. 63 Servizio di tesoreria
TITOLO VII — Rapporti con le autonomie locali
Art. 64 La Regione e il sistema delle autonomie
Art. 65 Organizzazione delle funzioni amministrative a livello locale
Art. 66 Il Consiglio delle autonomie locali
TITOLO VIII — Rapporti con l’Unione europea e rapporti con gli altri Stati e con enti territoriali interni ad altri Stati
Art. 67 Rapporti con l’Unione europea e rapporti con gli altri Stati e con enti territoriali interni ad altri Stati
TITOLO IX — Organi di consultazione e di garanzia
Art. 68 Consiglio regionale dell’economia e del lavoro
Art. 69 Consulta statutaria
TITOLO X — Disposizioni finali e transitorie
Art. 70 Revisioni statutarie
1. Il Molise è Regione autonoma nell’unità e indivisibilità della Repubblica italiana e nell’ambito dell’Unione europea.
Esercita funzioni e poteri propri secondo i principi fissati nella Costituzione.
2. La Regione Molise è costituita dai territori delle province di Campobasso e Isernia e dalle comunità che vi risiedono.
1. La Regione si fonda sui valori della democrazia repubblicana, dei diritti dell’uomo e dello sviluppo sostenibile.
Si ispira ai principi di libertà, di uguaglianza, di solidarietà e di sussidiarietà e si adopera per il radicamento nelle coscienze del valore universale della pace. Riconosce i valori delle sue tradizioni cristiane e civili.
1. La Regione promuove i processi di sviluppo economico e la funzione sociale dell’attività economica. Garantisce uno sviluppo equilibrato consentendo la crescita economica delle aree interne e contrastandone lo spopolamento.
Si adopera per rimuovere le cause che impediscono l’attuazione del diritto al lavoro delle donne e degli uomini o che ostacolano la piena integrazione degli immigrati e delle persone svantaggiate nel mondo del lavoro.
Orienta la propria legislazione in materia di sviluppo economico prevedendo misure atte a prevenire il fenomeno del lavoro irregolare ed a favorirne l’emersione.
4. A pena di inammissibilità i requisiti referendari devono indicare, in caso di abrogazione parziale, le partizioni interne del provvedimento delle quali si propone l’abrogazione:
1. Il Consiglio regionale si compone di trentuno consiglieri e del Presidente della Giunta regionale, salvo quanto stabilito dalla legge elettorale per agevolare, ove necessario, la formazione di maggioranze stabili ed assicurare la rappresentanza delle minoranze.
1. Il Consiglio regionale esercita la potestà legislativa attribuita alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi, determina l’indirizzo politico generale, indirizza e controlla l’azione politica, amministrativa e programmatoria della Regione, delibera gli atti di intervento della Regione nella programmazione nazionale
h) stabilire con legge le linee essenziali dell’organizzazione delle funzioni amministrative nell’ambito del sistema Regione — Autonomie locali;
p) partecipare, con proprie deliberazioni formulanti indirizzi per la Giunta regionale, alla formazione degli atti normativi dell’Unione europea;
4, il Consiglio si dota di strumenti organizzativi per esercitare efficacemente la funzione di controllo, per valutare gli effetti delle politiche e per verificare il raggiungimento dei risultati previsti.
3. Le sedute del Consiglio regionale sono pubbliche, fatti salvi i casi previsti dai regolamento interno.
3. Le risorse necessarie per il funzionamento del Consiglio sono previste in un’unica unità previsionale del bilancio della Regione.
2. Il regolamento interno stabilisce il numero minimo di consiglieri occorrente per costituire un gruppo, garantendo comunque il diritto di costituire un gruppo per ciascuna lista che abbia espressa almeno un consigliere alle elezioni regionali.
6. La Conferenza dei presidenti dei gruppi collabora con ii Presidente del Consiglio regionale per l’organizzazione dei lavori dell’Assemblea e delle commissioni.
1. Al Consiglio regionale è riservata la convalida dell’elezione dei propri componenti, secondo la legge e le norme del suo regolamento interno,
3. L’elezione del Presidente ha luogo a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio regionale. Dopo la seconda votazione è sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti. Dalla quinta votazione è sufficiente la maggioranza relativa dei voti espressi, In caso di parità di voti, si procede ad una votazione di ballottaggio ed è proclamato eletto il consigliere che ha ottenuto il maggior numero di voti o, in caso di parità, il più anziano di età.
9. Subito dopo la costituzione dell’Ufficio di presidenza i consiglieri regionali sono assegnati alle commissioni permanenti, al Comitato per la legislazione ed alla Giunta per le elezioni istituiti a norma del presente Statuto e delregolamento interno.
6. Entro gli stessi termini gli atti relativi agli argomenti da trattare sono messi a, disposizione dei consiglieri.
6. I pareri e le osservazioni dei Comitato per la legislazione non sono vincolanti. Le commissioni ne trasmettono il testo all’Assemblea in allegato alle relazioni. I regolamenti approvati dalla Giunta regionale ne fanno menzione nelle premesse.
II Presidente della Regione e la Giunta regionale
3. Il Presidente può nominare, tra i consiglieri regionali in carica, un Sottosegretario alla Presidenza che collabora con il Presidente e, sotto la sua direzione, mantiene i rapporti con il Consiglio, con gli assessori, con le strutture regionali e con organismi pubblici e privati, svolgendo altresì specifici compiti eventualmente assegnatigli. Il Sottosegretario partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni della Giunta regionale.
4. Il Presidente della Giunta presenta annualmente al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione del programma.
2. La Giunta è composta dal Presidente e da un numero massimo di otto assessori, tra i quali il vicepresidente.
5. La Giunta regionale delibera con l’intervento della maggioranza dei suoi componenti ed a maggioranza dei presenti.
8. La legge regionale stabilisce le indennità ed i rimborsi per i componenti della Giunta regionale e per il suo Presidente, nonché per il Sottosegretario, con riferimento al trattamento previsto per i consiglieri regionali.
1. In ogni momento, il Consiglio regionale può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta regionale, mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti ed approvata per appello nominale a maggioranza assoluta dei componenti. La mozione di sfiducia non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla presentazione:
1. Le leggi sono strumento di espressione e di attuazione della volontà politica regionale, Esse devono essere chiare nella forma, omogenee ed organiche nei contenuti, funzionali al raggiungimento degli obiettivi ai quali sono dirette.
1. Il Consiglio regionale esercita nelle materie di competenza regionale la funzione legislativa nelle forme previstedal presente Statuto e dal suo regolamento interno.
2. In caso di inosservanza del termine assegnato per l’esame preliminare, il Presidente del Consiglio, su richiesta del proponente, iscrive la proposta di legge all’ordine del giorno della prima seduta del Consiglio regionale successiva alla richiesta. Le proposte di legge di iniziativa popolare sono comunque iscritte all’ordine dei giorno della prima seduta del Consiglio successiva alla scadenza del termine di quattro mesi dalla loro assegnazione alla commissione competente. In entrambi i casi predetti la proposta viene esaminata dai Consiglio previa relazione della competente commissione anche espressa oralmente.
3. Le proposte di legge. dichiarate urgenti sono discusse con precedenza sulle altre, escluse quelle già dichiarate urgenti.
1. La Regione esercita l’autonomia finanziaria di entrata e di spesa in armonia con la Costituzione e nel rispetto della pari autonomia degli enti locali e dei principi stabiliti dallo Stato per il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.
2. La Regione acquisisce risorse finanziarie dalle seguenti fonti:
a) tributi propri;
b) compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibili al suo territorio;
c) trasferimenti dallo Stato;
d) trasferimenti dall’Unione europea;
e) proventi derivanti dalla vendita di beni e servizi, da tariffe e contributi e da sanzioni;
f) redditi derivanti dal patrimonio regionale;
g) eventuali altri contributi e proventi.
3. La Regione ricorre all’indebitamento solo per finanziare spese di investimento e risponde essa soltanto dei debiti contratti.
4. La Regione istituisce e disciplina con legge i tributi propri.
1. La Regione, in coerenza con il piano regionale di sviluppo, realizza la programmazione economica e finanziaria tramite i seguenti atti:
a) il documento annuale di programmazione economica e finanziaria;
d) il bilancio pluriennale;
e) altri atti previsti dalla legge regionale.
2. La legge di contabilità regionale disciplina gli strumenti di programmazione di cui al comma 1.
1. Il documento di programmazione economica e finanziaria definisce, su base annuale, il programma pluriennale di impiego delle risorse finanziarie regionali per il raggiungimento di obiettivi determinati.
2. Il documento è presentato al Consiglio regionale per l’esame e l’approvazione, secondo le modalità e i termini stabiliti dalla legge regionale.
1. La Regione approva annualmente la legge finanziaria. La legge finanziaria è approvata nella stessa sessione di approvazione del bilancio annuale e pluriennale.
2. La Giunta regionale può presentare al Consiglio regionale per l’approvazione una o più proposte di legge collegate alla manovra finanziaria annuale.
5. Il Consiglio regionale approva con legge, entro il 30 giugno di ogni anno, l’assestamento di bilancio.
1. Il rendiconto generale è approvato con legge regionale entro il 30 giugno dell’anno successivo all’esercizio cui si riferisce.
Comitato di controllo contabile
1. Nella seduta in cui il Presidente comunica la composizione della Giunta regionale ed il programma di governo, il Consiglio regionale elegge, tra i consiglieri, i tre componenti del Comitato di controllo contabile, assicurando comunque la rappresentanza della minoranza.
2. I tre componenti del Comitato di controllo contabile eleggono il Presidente.
3. L’ufficio di componente del Comitato di controllo contabile è incompatibile con la carica di componente della Giunta regionale e di componente dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale.
4. Il Comitato di controllo contabile riferisce ai Consiglio regionale sulla gestione del patrimonio immobiliare, sulla gestione del bilancio e sul rendiconto generale.
5. La legge regionale che stabilisce le norme sull’amministrazione del patrimonio e sulla contabilità regionale disciplina altresì le modalità di esercizio delle funzioni del Comitato di controllo contabile, gli atti ed i procedimenti per i quali è richiesto l’intervento del Comitato.
6. Il Comitato di controllo contabile si avvale della collaborazione degli uffici consiliari e di esperti esterni.
1. E’ istituito il Consiglio delle autonomie locali, organo di consultazione sulle politiche regionali concernenti il sistema delle autonomie locali, l’organizzazione delle funzioni amministrative a livello locale e lo sviluppo socioeconomico regionale. Il Consiglio delle autonomie locali esercita l’iniziativa legislativa dinanzi al Consiglio regionale limitatamente agli interventi che riguardano il conferimento e l’organizzazione di funzioni amministrative a livello locale e l’organizzazione di servizi pubblici.
c) tre sindaci eletti dai sindaci dei Comuni di ciascuna provincia;
d) due presidenti di comunità montana, uno per ciascun ambito provinciale.
3. Alle elezioni dei tre sindaci per ciascuna provincia non partecipano i sindaci dei Comuni capoluogo di provincia.
4. Il Consiglio delle autonomie locali disciplina con regolamento la sua organizzazione interna e il suo funzionamento.
5. Il Consiglio delle autonomie locali è obbligatoriamente sentito dal Consiglio regionale e dalla Giunta regionale sui progetti di legge, di regolamento e di atto a contenuto generale concernenti:
6. Il Consiglio delle autonomie locali può essere sentito altresì ogni qualvolta il Consiglio regionale, la Giunta regionale o il suo Presidente ne ravvisino la necessità.
7. La legge regionale stabilisce le modalità e i tempi con i quali si svolgono le consultazioni tra gli organi regionali e il Consiglio delle autonomie locali, nonché i criteri e le procedure per l’elezione dei componenti del Consiglio.
RAPPORTI CON L’UNIONE EUROPEA E RAPPORTI CON ALTRI STATI E CON ENTI TERRITORIALI INTERNI AD ALTRI STATI
4. Con legge regionale sono stabiliti modalità e tempi per l’approvazione dell’annuale legge comunitaria regionale.
La legge comunitaria, nei casi in cui deferisce al regolamento regionale l’attuazione degli atti dell’Unione europea, ne stabilisce i criteri e i principi direttivi.
1. La legge regionale istituisce e disciplina la Consulta statutaria quale organo di garanzia della corretta applicazione del presente Statuto,
5. Le pronunce della Consulta sono immediatamente pubblicate nel Bollettino ufficiale della Regione e sono comunicate ai Presidente del Consiglio regionale e al Presidente della Giunta i quali, ciascuno nell’ambito delle proprie funzioni, promuovono idonee iniziative per l’eventuale adeguamento.
1. Il Consiglio regionale provvede ad adeguare il proprio regolamento interno al presente Statuto entro tre mesi dalla sua entrata in vigore. Sino all’adeguamento continuano ad essere applicate le vigenti norme regolamentari in quanto compatibili con il presente Statuto.
2. Le disposizioni del presente Statuto sulla composizione numerica del Consiglio regionale si applicano a decorrere dalla legislatura successiva a quella di entrata in vigore del presente Statuto.
3. Gli organi della Regione in carica alla data di entrata in vigore del presente Statuto continuano ad esercitare le loro funzioni sino all’insediamento degli organi rinnovati a seguito di nuove elezioni. Il Collegio dei revisori dei conti in carica assume la denominazione e le funzioni del Comitato di controllo contabile. Le commissioni consiliari
permanenti operanti alla data di entrata in vigore del presente Statuto restano in carica sino alla loro eventuale rinnovazione conseguente all’entrata in vigore del nuovo regolamento interno. Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento interno è costituito il Comitato per la legislazione.
4. Sino all’entrata in vigore della legge regionale di disciplina del Consiglio delle autonomie locali ed al conseguente insediamento, le funzioni consultive dello stesso sono svolte dalla Conferenza regionale delle autonomie locali costituita ai sensi della legge regionale 29 settembre 1999, n.34.
5. Sino all’entrata in vigore della legge regionale che stabilisce le indennità ed i rimborsi per il Sottosegretario, allo stesso, se nominato, spettano il trattamento ed il supporto di diretta collaborazione previsti per i componenti della Giunta regionale.
6. Sino alla prima applicazione della legge elettorale regionale il numero dei componenti del Consiglio regionale può essere aumentato ai sensi dell’articolo 15, tredicesimo comma, numeri 6, 7 e 8, e quattordicesimo comma, della legge 17 febbraio 1968, n. 108, così come modificata dalla legge 23 febbraio 1995, n. 43, e dell’articolo 5, comma 1, della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1.
1. Il presente Statuto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione, conseguente alla promulgazione,nel Bollettino ufficiale della Regione.
che il testo delle presente deliberazione legislativa è conforme a quello deliberato dall’Assemblea in seduta del 22 febbraio 2011.
Campobasso, 25 febbraio 2011
Entro tre mesi dalla data di pubblicazione della presente deliberazione legislativa, almeno un cinquantesimo degli elettori della regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale possono chiedere che si proceda a referendum popolare, a norma dell’articolo 123, terzo comma, della Costituzione e della legge regionale 24 ottobre 2005, n. 36.

References: Art. 53

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 65

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70