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Timestamp: 2020-06-03 19:58:59+00:00

Document:
0.916.111.312
Ernährungshilfe-Übereinkommen vom 25. April 2012
Convention du 25 avril 2012 relative à l’assistance alimentaire
Convenzione del 25 aprile 2012 sull’assistenza alimentare
Art. 2 Principi di assistenza alimentare
Art. 3 Relazione con gli accordi dell’OMC
Art. 4 Paese ammissibile, popolazioni vulnerabili ammissibil...
Art. 5 Impegno
Art. 6 Rapporti annuali e scambio di informazioni
Art. 7 Comitato per l’assistenza alimentare
Art. 8 Presidente e vicepresidente del Comitato
Art. 9 Sessioni ufficiali e riunioni informali
Art. 10 Segretariato
Art. 12 Firma e ratifica, accettazione o approvazione
Art. 13 Adesione
Art. 14 Notifica di applicazione provvisoria
Art. 16 Procedura di valutazione e di emendamento
Art. 17 Recesso e fine
Art. 19 Testi facenti fede
Campo d’applicazione il 4 luglio 2017
Convenzione sull’assistenza alimentare
Conclusa a Londra il 25 aprile 2012
Ratificata dalla Svizzera con strumento depositato il 10 ottobre 2012
(Stato 4 luglio 2017)
Le Parti della presente Convenzione,
confermando il loro impegno continuativo nei riguardi delle finalità tuttora valide della Convenzione sull’aiuto alimentare del 19991 volte a contribuire alla sicurezza alimentare nel mondo e a migliorare la capacità della comunità internazionale di far fronte a situazioni di emergenza alimentare e di sopperire al fabbisogno alimentare dei Paesi in via di sviluppo;
desiderose di migliorare l’efficacia, l’efficienza e la qualità dell’assistenza alimentare destinata a preservare la vita e ad alleviare le sofferenze delle popolazioni più vulnerabili soprattutto nelle situazioni di emergenza, rafforzando la cooperazione e il coordinamento internazionali, segnatamente tra le Parti e le parti interessate;
riconoscendo che le popolazioni vulnerabili hanno fabbisogni alimentari e nutrizionali particolari;
affermando che spetta agli Stati assumere la responsabilità primaria di garantire la propria sicurezza alimentare nazionale e, di conseguenza, di provvedere alla realizzazione progressiva del diritto a un’alimentazione adeguata come enunciato nelle Linee guida volontarie per sostenere la concretizzazione progressiva del diritto ad un’alimentazione adeguata nel contesto della sicurezza alimentare nazionale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), adottate dal Consiglio della FAO nel novembre 2004;
incoraggiando i governi dei Paesi che soffrono d’insicurezza alimentare a elaborare e ad attuare strategie nazionali intese ad affrontare le ragioni profonde di tale insicurezza mediante l’adozione di misure a lungo termine nonché a garantire collegamenti adeguati tra le attività di aiuto, recupero e sviluppo;
tenendo conto del diritto umanitario internazionale e dei principi umanitari fondamentali di umanità, imparzialità, neutralità e indipendenza;
tenendo conto dei Principi e buone prassi del donatore umanitario approvati a Stoccolma il 17 giugno 2003;
riconoscendo che le Parti seguono le loro politiche in materia di concessione di assistenza alimentare nelle situazioni di emergenza e di non emergenza;
considerando il Piano d’azione del Vertice mondiale dell’alimentazione adottato a Roma nel 1996 nonché i cinque Principi di Roma per una sicurezza alimentare globale sostenibile enunciati nella Dichiarazione del Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare del 2009 e soprattutto l’impegno di raggiungere la sicurezza alimentare in tutto il mondo e lo sforzo costante volto a ridurre la povertà e a debellare la fame, ribadito dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nella sua Dichiarazione del Millennio;
considerando gli impegni presi dai Paesi donatori e beneficiari per migliorare l’efficacia dell’aiuto allo sviluppo mediante l’applicazione dei principi enunciati nella Dichiarazione di Parigi sull’efficacia dell’aiuto allo sviluppo dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) adottata nel 2005;
determinate ad agire conformemente ai loro obblighi derivanti dall’appartenenza all’Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e soprattutto a tutte le discipline dell’OMC in materia di aiuto alimentare,
1 [RU 2002 4109, 2003 290 3232, 2005 2597, 2007 3349, 2008 3763, 2009 5385, 2010 3171, 2011 3313]
La presente Convenzione si propone come finalità di salvare delle vite, di ridurre la fame nonché di migliorare la sicurezza alimentare e la situazione nutrizionale delle popolazioni più vulnerabili:
sopperendo al fabbisogno alimentare e nutrizionale delle popolazioni più vulnerabili mediante impegni assunti dalle Parti intesi a fornire un’assistenza alimentare che faciliti l’accesso ad alimenti adeguati, sicuri e nutrienti e ne favorisca il consumo;
garantendo che l’assistenza alimentare fornita alle popolazioni più vulnerabili sia appropriata, tempestiva, efficace, efficiente e basata sul fabbisogno e su principi condivisi;
facilitando lo scambio di informazioni, la cooperazione e il coordinamento e offrendo un forum di discussione inteso a migliorare l’impiego efficace, efficiente e coerente delle risorse delle Parti per sopperire al fabbisogno.
Le Parti, nel procurare e fornire assistenza alimentare alle popolazioni più vulnerabili, dovrebbero rispettare sempre i principi seguenti:
principi generali di assistenza alimentare:
fornire assistenza alimentare soltanto quando rappresenta il mezzo più efficace e appropriato per sopperire al fabbisogno alimentare o nutrizionale delle popolazioni più vulnerabili,
fornire assistenza alimentare tenendo conto degli obiettivi di recupero e di sviluppo a lungo termine dei Paesi beneficiari sostenendo, ove opportuno, l’obiettivo più ampio di conseguire la sicurezza alimentare,
fornire assistenza alimentare in un modo che protegga i mezzi di sostentamento e rafforzi l’autonomia e la resilienza delle popolazioni vulnerabili e delle collettività locali, che prevenga e attenui le crisi di sicurezza alimentare e consenta di prepararsi a fronteggiarle,
fornire assistenza alimentare in un modo che permetta di evitare la dipendenza e di ridurre al minimo l’impatto negativo diretto e indiretto sui beneficiari e su altre persone,
fornire assistenza alimentare in un modo che non incida negativamente sulla produzione locale, sulle condizioni di mercato, sulle strutture di commercializzazione e sugli scambi o sui prezzi dei beni di prima necessità per le popolazioni vulnerabili,
fornire assistenza alimentare, ove possibile, esclusivamente sotto forma di doni;
principi di un’assistenza alimentare efficace:
al fine di aumentare l’importo disponibile per finanziare l’assistenza alimentare destinata alle popolazioni vulnerabili e di promuovere l’efficienza, ridurre il più possibile i costi connessi,
cercare attivamente di cooperare, coordinare e scambiare informazioni per migliorare l’efficacia e l’efficienza dei programmi di assistenza alimentare e la coerenza tra l’assistenza alimentare e i settori e gli strumenti di politica correlati,
acquistare gli alimenti e gli altri componenti dell’assistenza alimentare sui mercati locali o regionali, ove possibile e appropriato,
fornire in misura crescente un’assistenza alimentare svincolata in contanti, ove sia possibile e risponda al fabbisogno,
monetizzare l’aiuto alimentare unicamente se un fabbisogno preciso lo giustifica e per migliorare la sicurezza alimentare delle popolazioni vulnerabili; basare la monetizzazione su un’analisi di mercato oggettiva e trasparente ed evitare malversazioni commerciali,
fare in modo che l’assistenza alimentare non venga usata per promuovere gli obiettivi di sviluppo dei mercati delle Parti,
evitare il più possibile la riesportazione dell’aiuto alimentare, se non per prevenire una situazione di emergenza o per reagirvi; riesportare l’aiuto alimentare unicamente in modo da evitare malversazioni commerciali,
(viii) riconoscere, se del caso, che spetta alle autorità competenti o alle parti interessate assumere il compito e la responsabilità principali di organizzare, coordinare e attuare le operazioni di assistenza alimentare;
principi relativi alla fornitura dell’assistenza alimentare:
destinare l’assistenza alimentare in funzione del fabbisogno alimentare e nutrizionale delle popolazioni più vulnerabili,
coinvolgere i beneficiari, e se del caso le altre parti interessate, nella valutazione del loro fabbisogno e nella concezione, attuazione, controllo e valutazione dell’assistenza alimentare,
fornire un’assistenza alimentare che sia conforme alle norme applicabili in materia di sicurezza sanitaria e di qualità e che rispetti le abitudini alimentari locali e culturali nonché il fabbisogno nutrizionale dei beneficiari,
rispettare la dignità dei beneficiari dell’assistenza alimentare;
principi di responsabilità in materia di assistenza alimentare:
adottare misure precise e adeguate per rafforzare la responsabilità e la trasparenza delle politiche, dei programmi e delle operazioni di assistenza alimentare,
monitorare, valutare e comunicare, a intervalli regolari e in modo trasparente, i risultati e l’impatto delle attività di assistenza alimentare per sviluppare maggiormente la buona prassi e massimizzarne l’efficacia.
La presente Convenzione non ha l’effetto di derogare agli obblighi esistenti o futuri che si applicano tra le Parti nell’ambito dell’OMC. In caso di conflitto tra detti obblighi e la presente Convenzione, prevalgono i primi. La presente Convenzione non pregiudica le posizioni che una Parte può adottare nell’ambito di negoziati in seno all’OMC.
Art. 4 Paese ammissibile, popolazioni vulnerabili ammissibili, prodotti ammissibili, attività ammissibili e costi connessi
1. Per «Paese ammissibile» si intende ogni Paese iscritto nell’elenco dei beneficiari degli aiuti pubblici allo sviluppo stabilito dal Comitato di aiuto allo sviluppo (CAS) dell’OCSE od ogni altro Paese designato nelle norme relative alla procedura e all’attuazione.
2. Per «popolazioni vulnerabili ammissibili» si intendono popolazioni vulnerabili di ogni Paese ammissibile.
3. Per «prodotti ammissibili» si intendono prodotti destinati al consumo umano che sono conformi alle politiche e alle disposizioni legislative nazionali pertinenti del Paese in cui si svolgono le operazioni, comprese, se del caso, le norme internazionali applicabili in materia di sicurezza sanitaria e di qualità degli alimenti nonché prodotti che contribuiscono a soddisfare il fabbisogno alimentare e a proteggere i mezzi di sussistenza nelle situazioni di emergenza e di recupero rapido. L’elenco dei prodotti ammissibili è disponibile nelle norme relative alla procedura e all’attuazione.
4. Le attività ammissibili per adempiere l’impegno annuale minimo di una Parte ai sensi dell’articolo 5 sono conformi all’articolo 1 e comprendono almeno le seguenti attività:
la fornitura e la distribuzione di prodotti ammissibili;
la fornitura di fondi in contanti e di buoni per l’acquisto di alimentari;
interventi nutrizionali.
Queste attività ammissibili sono descritte in modo più dettagliato nelle norme relative alla procedura e all’attuazione.
5. I costi connessi ammissibili per l’esecuzione dell’impegno annuale minimo di una Parte ai sensi dell’articolo 5 sono conformi all’articolo 1 e sono limitati ai costi collegati direttamente alla prestazione delle attività ammissibili, come precisato nelle norme relative alla procedura e all’attuazione.
1. Per raggiungere gli obiettivi della presente Convenzione, ogni Parte accetta di assumere un impegno annuale in materia di assistenza alimentare, stabilito in conformità alle proprie leggi e ai propri regolamenti. L’impegno assunto da ciascuna Parte è chiamato «impegno annuale minimo».
2. L’impegno annuale minimo è espresso in termini di valore o di quantità, come precisano le norme relative alla procedura e all’attuazione. Per esprimere il proprio impegno, una Parte può utilizzare un valore o una quantità minimi oppure una combinazione di entrambi.
3. Gli impegni annuali minimi in termini di valore possono essere espressi nella valuta scelta dalla Parte. Gli impegni annuali minimi in termini di quantità possono essere espressi in tonnellate di equivalente cereali o in altre unità di misura precisate nelle norme relative alla procedura e all’attuazione.
4. Ogni Parte notifica al segretariato il suo impegno annuale minimo iniziale il più presto possibile e al più tardi sei mesi dopo l’entrata in vigore della presente Convenzione o entro tre mesi dalla sua adesione alla presente Convenzione.
5. Ogni Parte notifica al segretariato qualsiasi cambiamento relativo al suo impegno annuale minimo per gli anni successivi al più tardi il quindici dicembre dell’anno che precede il cambiamento.
6. Il segretariato comunica al più presto, e in ogni caso entro il primo gennaio di ogni anno, l’aggiornamento degli impegni annuali minimi a tutte le Parti.
7. I contributi destinati ad adempiere gli impegni annuali minimi dovranno essere versati, ove possibile, esclusivamente sotto forma di doni. Per quanto riguarda l’assistenza alimentare presa in considerazione per realizzare l’impegno assunto da una Parte, almeno l’80 per cento dell’assistenza destinata ai Paesi ammissibili e alle popolazioni vulnerabili ammissibili è versata esclusivamente sotto forma di doni, come precisano le norme relative alla procedura e all’attuazione. Nella misura del possibile le Parti si sforzeranno di superare progressivamente questa percentuale. I contributi che non sono versati esclusivamente sotto forma di doni dovranno essere indicati nel rapporto annuale di ciascuna Parte.
8. Le Parti si impegnano a effettuare tutte le operazioni di assistenza alimentare oggetto della presente Convenzione in modo da evitare qualsiasi interferenza con le normali strutture della produzione e degli scambi internazionali.
9. Le Parti devono garantire che la fornitura di assistenza alimentare non sia collegata direttamente o indirettamente, in modo formale o informale, esplicitamente o implicitamente, a esportazioni commerciali di prodotti agricoli o di altri beni e servizi verso i Paesi beneficiari.
10. Per adempiere il proprio impegno annuale minimo, indipendentemente dal fatto che sia espresso in termini di valore o di quantità, una Parte verserà contributi che sono conformi alla presente Convenzione e consistono in fondi destinati a finanziare i prodotti e le attività ammissibili nonché i costi connessi, ai sensi dell’articolo 4 e come precisato nelle norme relative alla procedura e all’attuazione.
11. I contributi versati per adempiere l’impegno annuale minimo assunto ai sensi della presente Convenzione possono essere destinati unicamente a Paesi o popolazioni vulnerabili ammissibili, ai sensi dell’articolo 4 e come precisato nelle norme relative alla procedura e all’attuazione.
12. I contributi delle Parti possono essere erogati in forma bilaterale, tramite organizzazioni intergovernative, altri organismi internazionali o altri partner che operano nell’ambito dell’assistenza alimentare, ma non tramite le altre Parti.
13. Ogni Parte si impegna per adempiere il suo impegno annuale minimo. Se una Parte non vi riesce per un determinato anno, descrive le circostanze che hanno causato l’inadempimento nel suo rapporto annuale per l’anno in questione. La quota rimasta scoperta è aggiunta all’impegno annuale minimo della Parte per l’anno successivo, sempre che il Comitato istituito in virtù dell’articolo 7 non decida altrimenti o che circostanze straordinarie giustifichino di non farlo.
14. Se il contributo di una Parte supera il suo impegno annuale minimo, la percentuale eccedente, fino a concorrenza del cinque per cento del suo impegno annuale minimo, può essere calcolata a titolo di impegno della Parte per l’anno successivo.
1. Entro i novanta giorni successivi alla fine dell’anno civile ogni Parte presenta al segretariato, conformemente alle norme relative alla procedura e all’attuazione, un rapporto annuale che precisa come ha adempiuto il suo impegno annuale minimo assunto ai sensi della presente Convenzione.
2. Il rapporto annuale contiene una sezione argomentativa che può includere informazioni sul modo in cui le politiche, i programmi e le operazioni della Parte in materia di assistenza alimentare contribuiscono ad attuare gli obiettivi e i principi della presente Convenzione.
3. Le Parti dovrebbero, su una base di continuità, scambiare informazioni sulle rispettive politiche e i programmi in materia di assistenza alimentare nonché sui risultati delle loro valutazioni di dette politiche e programmi.
1. È istituito un Comitato per l’assistenza alimentare («Comitato») composto da tutte le Parti della presente Convenzione.
2. Il Comitato prende le decisioni in occasione delle sue sessioni ufficiali ed espleta le funzioni necessarie per attuare le disposizioni della presente Convenzione conformemente ai principi e agli obiettivi della medesima.
3. Il Comitato adotta le sue norme relative alla procedura; può inoltre adottare norme che precisano le disposizioni della presente Convenzione per garantirne la corretta attuazione. Il documento FAC(11/12)1 – 25 aprile 2012 del comitato per l’aiuto alimentare istituito dalla Convenzione sull’aiuto alimentare del 1999 funge da normativa iniziale relativa alla procedura e all’attuazione per la presente Convenzione. Il Comitato può successivamente decidere di modificare queste norme relative alla procedura e all’attuazione.
4. Il Comitato adotta le proprie decisioni consensualmente, vale a dire che nessuna Parte si è opposta formalmente alle decisioni proposte dal Comitato su una questione discussa durante una sessione ufficiale. Un’opposizione formale può essere espressa durante la sessione ufficiale o entro i trenta giorni successivi alla distribuzione del verbale della sessione ufficiale contenente le decisioni proposte.
5. Per ogni anno il segretariato prepara all’attenzione del Comitato un rapporto sommario redatto, adottato e pubblicato conformemente alle norme relative alla procedura e all’attuazione.
6. Il Comitato dovrebbe fungere da forum di discussione tra le Parti per quanto concerne le questioni relative all’assistenza alimentare quali la necessità di ottenere impegni di natura finanziaria adeguati e tempestivi per sopperire al fabbisogno alimentare e nutrizionale soprattutto in situazioni di emergenza o di crisi specifiche. Il Comitato dovrebbe facilitare lo scambio e la divulgazione di informazioni con le altre parti interessate, che può consultare e alle quali può chiedere informazioni per supportare i suoi dibattiti.
7. Ogni Parte designa un rappresentante al quale il segretariato invia i pareri e le altre comunicazioni.
1. Nell’ultima sessione ufficiale di ogni anno il Comitato designa un presidente e un vicepresidente per l’anno successivo.
2. Il presidente ha i compiti seguenti:
approvare l’ordine del giorno provvisorio di ciascuna sessione ufficiale o riunione informale;
presiedere le sessioni ufficiali o le riunioni informali;
aprire e chiudere ogni sessione ufficiale o riunione informale;
sottoporre per approvazione al Comitato l’ordine del giorno provvisorio all’inizio di ciascuna sessione ufficiale o riunione informale;
dirigere i dibattiti e assicurare l’osservanza delle norme relative alla procedura e all’attuazione;
accordare il diritto di parola alle Parti;
deliberare sulle eventuali mozioni d’ordine conformemente alle norme relative alla procedura e all’attuazione applicabili;
rivolgere domande e annunciare le decisioni.
3. In caso di assenza del presidente a una sessione ufficiale o a una riunione informale o a parte di esse o in caso di impossibilità temporanea dello stesso a esercitare le proprie funzioni, il vicepresidente lo sostituisce. In caso di assenza sia del presidente che del vicepresidente, il Comitato designa un presidente ad interim.
4. Se, per qualunque motivo, il presidente è impossibilitato a esercitare ulteriormente il proprio incarico, il vicepresidente gli subentra nell’ufficio sino alla fine dell’anno in corso.
1. Il Comitato tiene sessioni ufficiali e riunioni informali conformemente alle norme relative alla procedura e all’attuazione.
2. Il Comitato tiene almeno una sessione ufficiale all’anno.
3. Il Comitato tiene sessioni ufficiali e riunioni informali supplementari su richiesta del presidente o di almeno tre delle Parti.
4. Il Comitato può invitare ad assistere alle sue sedute ufficiali o alle sue riunioni informali osservatori e parti interessate importanti che desiderano discutere questioni particolari in relazione all’assistenza alimentare, conformemente alle norme relative alla procedura e all’attuazione.
5. Il Comitato si riunisce in un luogo stabilito conformemente alle norme relative alla procedura e all’attuazione.
6. L’ordine del giorno delle sessioni ufficiali e delle riunioni informali è stabilito conformemente alle norme relative alla procedura e all’attuazione.
7. Il verbale di una sessione ufficiale, che comprende tutte le decisioni proposte dal Comitato, è distribuito entro i trenta giorni successivi alla sessione in questione.
1. Il Comitato designa un segretariato e si avvale dei suoi servizi, conformemente alle norme relative alla procedura e all’attuazione. Il Comitato chiede al Consiglio internazionale dei cereali (CIC) che il segretariato di quest’ultimo funga inizialmente da segretariato del Comitato.
2. Il segretariato assolve le funzioni enunciate nella presente Convenzione e nelle norme relative alla procedura e all’attuazione, si occupa dei compiti amministrativi, comprese l’elaborazione e la distribuzione della documentazione e dei rapporti, ed esercita le altre funzioni identificate dal Comitato.
Il Comitato si adopera per comporre ogni controversia insorta fra le Parti relativa all’interpretazione o all’applicazione della presente Convenzione o delle norme relative alla procedura e all’attuazione, compreso ogni presunto inadempimento degli obblighi menzionati nella presente Convenzione.
La presente Convenzione è aperta alla firma dell’Argentina, dell’Australia, della Repubblica d’Austria, del Regno del Belgio, della Repubblica di Bulgaria, del Canada, della Repubblica di Croazia, della Repubblica di Cipro, della Repubblica Ceca, del Regno di Danimarca, dell’Unione europea, della Repubblica d’Estonia, della Repubblica di Finlandia, della Repubblica francese, della Repubblica federale di Germania, della Repubblica Ellenica, dell’Ungheria, dell’Irlanda, della Repubblica italiana, del Giappone, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di Lituania, del Granducato di Lussemburgo, della Repubblica di Malta, del Regno dei Paesi Bassi, del Regno di Norvegia, della Repubblica di Polonia, della Repubblica Portoghese, della Romania, della Repubblica Slovacca, della Repubblica di Slovenia, del Regno di Spagna, del Regno di Svezia, della Confederazione Svizzera, del Regno Unito di Gran Bretagna e dell’Irlanda del Nord nonché degli Stati Uniti d’America, presso la sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite a New York dall’11 giugno 2012 al 31 dicembre 2012. La presente Convenzione è sottoposta alla ratifica, all’accettazione o all’approvazione di ciascun firmatario. Gli strumenti di ratifica, di accettazione o di approvazione sono depositati presso il depositario.
1. Ciascuno degli Stati menzionati nell’articolo 12 che non abbia firmato la presente Convenzione prima della conclusione del periodo di firma o l’Unione europea, nel caso in cui non l’abbia firmata entro detto termine, può aderire alla presente Convenzione in qualsiasi momento successivo a tale periodo. Gli strumenti di adesione sono depositati presso il depositario.
2. Una volta entrata in vigore conformemente all’articolo 15, la presente Convenzione è aperta all’adesione di qualsiasi Stato diverso da quelli elencati nell’articolo 12 o territorio doganale a sé stante dotato di piena autonomia nella gestione delle proprie relazioni commerciali esterne giudicato ammissibile per decisione del Comitato. Gli strumenti di adesione sono depositati presso il depositario.
Ciascuno degli Stati menzionati nell’articolo 12, o l’Unione europea, che intenda ratificare, accettare o approvare la presente Convenzione o aderirvi, o ciascuno Stato o territorio doganale a sé stante giudicato ammissibile all’adesione per decisione del Comitato conformemente all’articolo 13 paragrafo 2, ma che non ha ancora depositato il suo strumento, può depositare in qualsiasi momento una notifica di applicazione provvisoria della presente Convenzione presso il depositario. La Convenzione si applica provvisoriamente a questo Stato, territorio doganale a sé stante o all’Unione europea a partire dalla data di deposito della sua notifica.
1. La presente Convenzione entra in vigore il 1° gennaio 2013 a condizione che, entro il 30 novembre 2012, cinque firmatari abbiano depositato strumenti di ratifica, di accettazione o di approvazione.
2. Qualora la presente Convenzione non entri in vigore conformemente al paragrafo 1, i firmatari della presente Convenzione che avranno depositato strumenti di ratifica, di accettazione o di approvazione, come pure gli Stati o l’Unione europea che avranno depositato strumenti di adesione conformemente all’articolo 13 paragrafo 1, potranno decidere all’unanimità che essa entrerà in vigore fra di essi.
3. Qualora uno Stato, un territorio doganale a sé stante o l’Unione europea ratifichi, accetti, approvi la presente Convenzione o vi aderisca dopo la sua entrata in vigore, la presente Convenzione entra in vigore alla data in cui è stato depositato il suo strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione.
1. In qualsiasi momento dopo l’entrata in vigore della presente Convenzione una Parte può proporre di valutarne la rilevanza o di emendarla. Ogni proposta di emendamento è comunicata dal segretariato a tutte le Parti almeno con sei mesi di anticipo ed è discussa nella sessione ufficiale del Comitato successiva alla scadenza di questo termine di preavviso.
2. Ogni proposta di emendamento della presente Convenzione è adottata con decisione del Comitato. Il segretariato comunica a tutte le Parti e al depositario ogni proposta di emendamento adottata dal Comitato. Il depositario comunica ogni emendamento adottato a tutte le Parti.
3. La notifica di accettazione di un emendamento è inviata al depositario. L’emendamento adottato entra in vigore per le Parti che hanno inviato la suddetta notifica novanta giorni dopo la data in cui il depositario ha ricevuto le notifiche di almeno quattro quinti del numero di Parti della presente Convenzione alla data di adozione della proposta di emendamento da parte del Comitato. L’emendamento entra in vigore per qualsiasi altra Parte novanta giorni dopo che questa ha depositato la sua notifica presso il depositario. Il Comitato può decidere che venga utilizzata una soglia diversa per il numero di notifiche richieste allo scopo di far scattare l’entrata in vigore di uno specifico emendamento. Il segretariato comunica questa decisione a tutte le Parti e al depositario.
1. Ciascuna Parte può ritirarsi dalla presente Convenzione alla fine di un anno notificando per iscritto il suo recesso al depositario e al Comitato almeno novanta giorni prima della fine dell’anno in questione. La Parte non sarà tuttavia dispensata dal suo impegno annuale minimo o dai suoi obblighi relativi alla stesura dei rapporti che ha contratto ai sensi della presente Convenzione quando ne era Parte e che non ha assolto prima della fine dell’anno in questione.
2. Ciascuna Parte può proporre di porre fine alla presente Convenzione in qualsiasi momento dalla sua entrata in vigore. Tale proposta è comunicata per scritto al segretariato che la trasmette a tutte le Parti almeno sei mesi prima che sia sottoposta all’esame del Comitato.
1. Il segretario generale delle Nazioni Unite è designato depositario della presente Convenzione.
2. Il depositario riceve notifica di ogni firma, ratifica, accettazione, approvazione e notifica di applicazione provvisoria della presente Convenzione nonché di ogni adesione alla medesima e informa tutte le Parti e tutti i firmatari in merito alle notifiche ricevute.
I testi originali della presente Convenzione, le cui versioni in lingua francese e inglese fanno ugualmente fede, sono depositati presso il segretario generale delle Nazioni Unite.
In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno firmato la presente Convenzione.
Fatto a Londra, il 25 aprile 2012.
Campo d’applicazione il 4 luglio 20172
a La Conv. non si applica né alla Groenlandia né alle Isole Faeröer.
RU 2012 7487
1 Il testo originale francese é pubblicato sotto lo stesso numero nell’ediz. franc. della presente Raccolta.
2RU 2012 7487, 2014 1229 e 2017 3733. Una versione aggiornata del campo d’applicazione è pubblicata sul sito Internet del DFAE (www.dfae.admin.ch/trattati).
Abgeschlossen in London am 25. April 2012
Schweizerische Ratifikationsurkunde hinterlegt am 10. Oktober 2012
In Kraft getreten für die Schweiz am 1. Januar 2013
(Stand am 4. Juli 2017)
In Bestätigung ihres fortgesetzten Engagements für die weiter gültigen Ziele des Nahrungsmittelhilfe-Übereinkommens von 19991, einen Beitrag zur weltweiten Ernährungssicherheit zu leisten und die Fähigkeit der internationalen Gemeinschaft zu verbessern, auf akute Nahrungsmittelkrisen und sonstige Ernährungsbedürfnisse von Entwicklungsländern zu reagieren;
In dem Bestreben, die Wirksamkeit, Effizienz und Qualität der Nahrungsmittelhilfe als Instrument zur Rettung von Leben und zur Linderung der Leiden der vulnerabelsten Bevölkerungsgruppen, vor allem in Notsituationen, zu verbessern, indem die internationale Zusammenarbeit und Koordination, insbesondere zwischen den Vertragsparteien und Interessenträgern, gestärkt wird;
In dem Bewusstsein, dass die vulnerabelsten Bevölkerungsgruppen besondere Nahrungsmittel- und Nährstoffbedürfnisse haben;
In Bekräftigung der Tatsache, dass in erster Linie die Staaten selbst verantwortlich sind für ihre eigene nationale Ernährungssicherheit und damit für die schrittweise Verwirklichung des Rechts auf angemessene Nahrung, wie es in den im November 2004 vom Rat der Ernährungs- und Landwirtschaftsorganisation der Vereinten Nationen (FAO) verabschiedeten Freiwilligen Leitlinien der FAO für die Umsetzung des Rechts auf angemessene Nahrung im Rahmen der nationalen Ernährungssicherheit festgeschrieben wurde;
In Ermutigung der Regierungen von Ländern mit unsicherer Ernährungslage, landeseigene Strategien zu entwickeln und umzusetzen, die die Ursachen der Ernährungsunsicherheit mit langfristigen Massnahmen angehen und eine geeignete Verflechtung von Hilfs-, Wiederaufbau- und Entwicklungstätigkeiten sicherstellen;
Unter Hinweis auf das humanitäre Völkerrecht und die humanitären Grundsätze der Menschlichkeit, Unparteilichkeit, Neutralität und Unabhängigkeit;
Unter Hinweis auf die am 17. Juni 2003 in Stockholm beschlossenen «Grundsätze und bewährte Verfahren für die humanitäre Hilfe»;
In der Erkenntnis, dass die Vertragsparteien über eigene Strategien bei der Bereitstellung von Nahrungsmittelhilfe in Notfall- und Nicht-Notfall-Situationen verfügen;
Eingedenk des 1996 in Rom verabschiedeten Aktionsplans des Welternährungsgipfels sowie der in der Erklärung des Welternährungsgipfels zur Ernährungssicherheit von 2009 formulierten «Fünf Grundsätze von Rom für eine nachhaltige weltweite Ernährungssicherheit» und besonders der Verpflichtung, in allen Ländern Ernährungssicherheit zu erreichen und die Anstrengungen zur Verringerung der Armut und zur Ausrottung des Hungers fortzusetzen, die in der Millenniums-Erklärung der Generalversammlung der Vereinten Nationen bekräftigt wurde;
Eingedenk der von Geber- und Empfängerländern eingegangenen Verpflichtungen zur Erhöhung der Wirksamkeit der Entwicklungszusammenarbeit durch Anwendung der Grundsätze der 2005 verabschiedeten Pariser Erklärung über die Wirksamkeit der Entwicklungszusammenarbeit der Organisation für wirtschaftliche Zusammenarbeit und Entwicklung (OECD);
Entschlossen, in Einklang mit ihren im Rahmen der Welthandelsorganisation (WTO) eingegangenen Verpflichtungen, insbesondere den WTO-Regelungen für Nahrungsmittelhilfe, zu handeln;
1 [AS 2002 4109, 2003 290 3232, 2005 2597, 2007 3349, 2008 3763, 2009 5385, 2010 3171, 2011 3313]
Zweck dieses Übereinkommens ist es, Leben zu retten, den Hunger zu reduzieren, die Ernährungssicherheit zu erhöhen und den Ernährungszustand der vulnerabelsten Bevölkerungsgruppen zu verbessern, indem:
auf die Ernährungs- und Nährstoffbedürfnisse der vulnerabelsten Bevölkerungsgruppen eingegangen wird, indem die Vertragsparteien sich verpflichten, Ernährungshilfe bereitzustellen, durch die der Zugang zu und der Verzehr von angemessenen, sicheren und nährstoffreichen Nahrungsmittel besser sichergestellt werden;
sichergestellt wird, dass die für die vulnerabelsten Bevölkerungsgruppen bereitgestellte Ernährungshilfe angemessen, rechtzeitig verfügbar, wirksam, effizient und bedarfsorientiert ist und sich auf gemeinsame Grundsätze stützt;
der Informationsaustausch, die Zusammenarbeit und die Koordination erleichtert werden und ein Diskussionsforum geschaffen wird, damit die Ressourcen der Vertragsparteien wirksamer, effizienter und kohärenter zur Deckung der Bedürfnisse eingesetzt werden können.
Art. 2 Grundsätze der Ernährungshilfe
Die Vertragsparteien sollen bei der Bereitstellung und Lieferung von Ernährungshilfe an die vulnerabelsten Bevölkerungsgruppen jederzeit folgende Grundsätze einhalten:
Allgemeine Grundsätze der Ernährungshilfe:
Ernährungshilfe soll nur dann geleistet werden, wenn dies das effizienteste und geeignetste Mittel zur Deckung des Nahrungsmittel- und Nährstoffbedürfnisse der vulnerabelsten Bevölkerungsgruppen ist.
Bei der Bereitstellung von Ernährungshilfe sind die langfristigen Aufbau- und Entwicklungsziele der Empfängerländer zu berücksichtigen und das globalere Ziel der Erreichung der Ernährungssicherheit zu unterstützen, wann immer dies angemessen ist.
Ernährungshilfe ist so zu leisten, dass die Existenzgrundlage der vulnerabelsten Bevölkerungsgruppen und der lokalen Bevölkerung geschützt und deren Eigenständigkeit und Widerstandsfähigkeit gestärkt wird und Ernährungssicherheitskrisen verhindert, antizipiert, abgefedert und bewältigt werden können.
Ernährungshilfe ist so zu leisten, dass Abhängigkeiten vermieden und direkte und indirekte negative Auswirkungen auf die Empfänger und weitere Kreise möglichst gering gehalten werden.
Ernährungshilfe ist so zu leisten, dass die Produktion, Marktbedingungen, Vermarktungsstrukturen und der kommerzielle Handel oder die Preise für lebenswichtige Güter vor Ort für die vulnerabelsten Bevölkerungsgruppen nicht nachteilig beeinflusst werden.
Nahrungsmittelhilfe ist soweit als möglich in Form von Schenkungen zu leisten.
Grundsätze einer effektiven Ernährungshilfe:
Um den verfügbaren Betrag für Ernährungshilfe zugunsten der vulnerabelsten Bevölkerungsgruppen zu steigern und die Effizienz zu fördern, sind die Nebenkosten möglichst gering zu halten.
Die Wirksamkeit und Effizienz der Ernährungshilfeprogramme sowie die Kohärenz zwischen Ernährungshilfe und verwandten Politikfeldern und -instrumenten sind durch aktives Bemühen um Zusammenarbeit, Koordination und Informationsaustausch zu verbessern.
Nahrungsmittel und weitere Komponenten der Ernährungshilfe sind, wann immer möglich und angebracht, durch Käufe vor Ort oder in der Region zu beschaffen.
Wenn immer möglich und in Abhängigkeit des Bedarfs ist zunehmend ungebundene, Bargeld-basierte Ernährungshilfe bereitzustellen.
Nahrungsmittelhilfe soll nur im Falle einer nachweisbaren Notwendigkeit monetisiert werden, und um die Ernährungssicherheit gefährdeter Bevölkerungsgruppen zu verbessern; die Monetisierung ist auf eine transparente und objektive Marktanalyse abzustützen und eine Handelsverschiebung ist zu vermeiden.
Es ist sicherzustellen, dass die Ernährungshilfe nicht zur Förderung der Marktentwicklungsziele der Vertragsparteien dient.
Die Wiederausfuhr von Nahrungsmittelhilfe ist so weit wie möglich zu vermeiden, ausser es kann dadurch einer Notsituation vorgebeugt oder begegnet werden. Die Wiederausfuhr von Nahrungsmittelhilfe hat so zu erfolgen, dass eine Handelsverschiebung vermieden wird.
(viii) Gegebenenfalls ist anzuerkennen, dass die primäre Rolle und Verantwortung für die Organisation, Koordination und Durchführung der Ernährungshilfe bei den einschlägigen Behörden oder Akteuren liegt.
Grundsätze für die Bereitstellung von Ernährungshilfe:
Die Ernährungshilfe ist auf den Nahrungsmittel- und Nährstoffbedarf der vulnerabelsten Bevölkerungsgruppen auszurichten.
Die Empfänger, und gegebenenfalls weitere einschlägige Akteure, sind in die Bedarfsermittlung sowie in die Ausarbeitung, Umsetzung, Überwachung und Evaluierung der Ernährungshilfe miteinzubeziehen.
Die bereitgestellte Ernährungshilfe hat den geltenden Sicherheits- und Qualitätsstandards zu entsprechen und die kulturellen und lokalen Ernährungsgewohnheiten sowie die Nährstoffbedürfnisse der Empfänger zu respektieren.
Die Würde der Ernährungshilfeempfänger ist zu wahren.
Grundsätze der Rechenschaftspflicht für Ernährungshilfe:
Es sind gezielte und geeignete Massnahmen zur Stärkung der Verantwortlichkeit und der Transparenz im Bereich der Ernährungshilfepolitiken, -programmen und -aktivitäten zu treffen.
Die Ergebnisse und Auswirkungen der Ernährungshilfeaktivitäten sind regelmässig und in transparenter Weise zu überwachen, zu bewerten und zu kommunizieren, um die Entwicklung bewährter Praktiken weiter zu fördern und deren Effektivität zu optimieren.
Art. 3 Verhältnis zu WTO-Abkommen
Dieses Übereinkommen beeinträchtigt in keiner Weise bestehende oder künftige Verpflichtungen, die im Rahmen der WTO zwischen den Vertragsparteien gelten. Im Falle eines Konflikts zwischen solchen Verpflichtungen und diesem Übereinkommen sind Erstere anwendbar. Keine Bestimmung dieses Übereinkommens ist ein Präjudiz für allfällige Positionen, die eine Vertragspartei im Rahmen etwaiger WTO-Verhandlungen einnehmen kann.
Art. 4 Förderfähiges Land, Förderfähige vulnerable Bevölkerungsgruppen, Anrechenbare Erzeugnisse, Anrechenbare Aktivitäten und Nebenkosten
1. «Förderfähiges Land» bedeutet jedes Land, das auf der vom OECD-Ausschuss für Entwicklungshilfe (DAC) erstellten Liste der Empfänger öffentlicher Entwicklungshilfe aufgeführt ist, sowie jedes andere in den Verfahrens- und Durchführungsregeln bezeichnete Land.
2. «Förderfähige vulnerable Bevölkerungsgruppen» sind die vulnerabelsten Bevölkerungsgruppen in jedem Förderfähigen Land.
3. «Anrechenbare Erzeugnisse» sind Erzeugnisse zur menschlichen Ernährung, die den relevanten staatlichen Politiken und Vorschriften des Einsatzlandes entsprechen, einschliesslich gegebenenfalls der geltenden internationalen Lebensmittelsicherheits- und Qualitätsstandards, sowie Erzeugnisse, die zur Gewährleistung einer ausreichenden Nahrungsmittelversorgung und zum Schutz der Lebensgrundlagen in Not- und Soforthilfesituationen beitragen. Die Liste mit den Anrechenbaren Erzeugnissen ist in den Verfahrens- und Durchführungsregeln enthalten.
4. Anrechenbare Aktivitäten zur Erfüllung der jährlichen Mindestverpflichtung der Vertragsparteien nach Artikel 5 stehen mit Artikel 1 in Einklang und umfassen mindestens folgende Aktivitäten:
die Bereitstellung und Verteilung von Anrechenbaren Erzeugnissen;
die Bereitstellung von Bargeld und Gutscheinen; und
Ernährungstherapeutische Massnahmen.
Diese Anrechenbaren Aktivitäten sind in den Verfahrens- und Durchführungsregeln weitergehend ausgeführt.
5. Anrechenbare Nebenkosten zur Erfüllung der jährlichen Mindestverpflichtung einer Vertragspartei gemäss Artikel 5 stehen mit Artikel 1 in Einklang und beschränken sich auf unmittelbar mit der Erbringung von Anrechenbaren Aktivitäten anfallende Kosten, wie dies in den Verfahrens- und Durchführungsregeln weitergehend ausgeführt ist.
Art. 5 Verpflichtung
1. Zur Erreichung der Ziele dieses Übereinkommens verpflichtet sich jede Vertragspartei zu einem jährlichen Ernährungshilfe-Engagement gemäss ihren innerstaatlichen Gesetzen und sonstigen Vorschriften. Die Verpflichtung jeder Vertragspartei wird als deren «jährliche Mindestverpflichtung» bezeichnet.
2. Die jährliche Mindestverpflichtung wird, wie in den Verfahrens- und Durchführungsregeln weitergehend ausgeführt, als Wert oder als Menge angegeben. Eine Vertragspartei kann ihre Verpflichtung entweder als Mindestwert oder als Mindestmenge oder als eine Kombination von beidem angeben.
3. Eine wertmässig definierte jährliche Mindestverpflichtung kann in der von der Vertragspartei gewählten Währung angegeben werden. Eine mengenmässig definierte jährliche Mindestverpflichtung kann in Tonnen Weizen-Äquivalent oder in einer anderen Masseinheit angegeben werden, die in den Verfahrens- und Durchführungsregeln aufgeführt ist.
4. Jede Vertragspartei teilt dem Sekretariat ihre erste jährliche Mindestverpflichtung so bald wie möglich, spätestens jedoch sechs Monate nach dem Inkrafttreten dieses Übereinkommens bzw. innerhalb von drei Monaten nach ihrem Beitritt zu diesem Übereinkommen mit.
5. Jede Vertragspartei setzt das Sekretariat von jeglicher Änderung ihrer jährlichen Mindestverpflichtung in den darauffolgenden Jahren spätestens am fünfzehnten Dezember des Jahres vor der geplanten Änderung in Kenntnis.
6. Das Sekretariat teilt den neuesten Stand der jährlichen Mindestverpflichtung sämtlichen Vertragsparteien so rasch wie möglich, spätestens aber am ersten Januar jedes Jahres mit.
7. Die Beiträge zur Erfüllung der jährlichen Mindestverpflichtungen sind soweit als möglich in Form von Schenkungen zu erbringen. Für die zur Erfüllung der Verpflichtung einer Vertragspartei anzurechnende Ernährungshilfe gilt, dass mindestens 80 % der Beiträge an Unterstützungsberechtigte Länder und Unterstützungsberechtigte Schwächste Bevölkerungsgruppen, wie dies in den Verfahrens- und Durchführungsregeln weiter ausgeführt ist, in Form von Schenkungen zu erfolgen haben. Die Vertragsparteien bemühen sich, diesen Prozentsatz nach Möglichkeit allmählich zu erhöhen. Jede Vertragspartei sollte Rechenschaft über Beiträge ablegen, die nicht in Form von Schenkungen getätigt werden.
8. Die Vertragsparteien verpflichten sich, bei allen Massnahmen der Ernährungshilfe im Rahmen dieses Übereinkommens schädigende Eingriffe in die normalen Produktionsstrukturen und den internationalen kommerziellen Handel zu vermeiden.
9. Die Vertragsparteien stellen sicher, dass die Bereitstellung von Ernährungshilfe nicht direkt oder indirekt, formell oder informell, explizit oder implizit an kommerzielle Ausfuhren von landwirtschaftlichen Erzeugnissen oder anderen Waren und Dienstleistungen in die Empfängerländer gebunden ist.
10. Um ihre jährliche Mindestverpflichtung zu erfüllen, unabhängig davon, ob wert- oder mengenmässig definiert, stellt jede Vertragspartei Beiträge bereit, die mit diesem Übereinkommen in Einklang stehen und die zur Finanzierung der in Artikel 4 genannten und in den Verfahrens- und Durchführungsregeln näher bezeichneten Anrechenbaren Erzeugnissen und Aktivitäten sowie Nebenkosten verwendet werden.
11. Die Beiträge zur Erfüllung der jährlichen Mindestverpflichtung nach diesem Übereinkommen dürfen ausschliesslich für die in Artikel 4 genannten und in den Verfahrens- und Durchführungsregeln näher bezeichneten Förderfähigen Länder oder Förderfähigen Schwächsten Bevölkerungsgruppen verwendet werden.
12. Die Leistungen der Vertragsparteien können bilateral, über zwischenstaatliche oder andere internationale Organisationen oder über andere Ernährungshilfe-Partner, nicht jedoch durch andere Vertragsparteien erbracht werden.
13. Jede Vertragspartei unternimmt alle Anstrengungen, um ihre jährliche Mindestverpflichtung zu erfüllen. Ist eine Vertragspartei nicht in der Lage, ihre jährliche Mindestverpflichtung in einem bestimmten Jahr zu erfüllen, sind die Gründe dieses Versäumnisses in ihrem Jahresbericht für das entsprechende Jahr zu erläutern. Der Fehlbetrag oder die Fehlmengen werden zur jährlichen Mindestverpflichtung dieser Vertragspartei im Folgejahr hinzugefügt, es sei denn, der nach Artikel 7 eingesetzte Ausschuss beschliesst etwas anderes oder es gibt aussergewöhnliche Umstände, die es rechtfertigen, dies nicht zu tun.
14. Übersteigen die Beiträge einer Vertragspartei deren jährliche Mindestverpflichtung, kann der Überschuss, höchstens jedoch 5 % der jährlichen Mindestverpflichtung, den Beiträgen der Vertragspartei für das Folgejahr angerechnet werden.
Art. 6 Jährliche Berichterstattung und Informationsaustausch
1. Innerhalb von neunzig Tagen nach Ende des Kalenderjahres legt jede Vertragspartei dem Sekretariat einen Jahresbericht nach Massgabe der Verfahrens- und Durchführungsregeln vor, der Auskunft darüber gibt, wie sie die jährliche Mindestverpflichtung nach diesem Übereinkommen erfüllt hat.
2. Dieser Jahresbericht enthält einen erläuternden Teil, der Informationen darüber enthalten kann, wie die Politiken, die Programme und die Massnahmen der Vertragspartei für die Ernährungshilfe zur Erfüllung der Ziele und Grundsätze dieses Übereinkommens beitragen.
3. Die Vertragsparteien sollen regelmässig Informationen über ihre Ernährungshilfepolitiken und -programme sowie die Ergebnisse ihrer Evaluierung dieser Politiken und Programme austauschen.
Art. 7 Ernährungshilfe-Ausschuss
1. Es wird ein Ernährungshilfe-Ausschuss (im Folgenden «Ausschuss») eingesetzt, dem alle Vertragsparteien dieses Übereinkommens angehören.
2. Der Ausschuss fasst Beschlüsse an seinen formellen Sitzungen und nimmt die Aufgaben wahr, die zur Umsetzung dieses Übereinkommens in Einklang mit dessen Zielen und Grundsätzen notwendig sind.
3. Der Ausschuss gibt sich eigene Verfahrensregeln; er kann zudem die Bestimmungen dieses Übereinkommens weiter ausführen, um dessen ordentliche Durchführung zu gewährleisten. Das Dokument FAC(11/12)1 – 25. April 2012 des Nahrungsmittelhilfe-Ausschusses des Nahrungsmittelhilfe-Übereinkommens, 1999, enthält die anfänglichen Verfahrens- und Durchführungsregeln zu diesem Übereinkommen. Der Ausschuss kann in der Folge beschliessen, diese Verfahrens- und Durchführungsregeln zu ändern.
4. Die Beschlüsse des Ausschusses werden einvernehmlich gefasst, d.h. dass keine Vertragspartei formellen Einspruch gegen einen vorgeschlagenen Beschluss des Ausschusses zu einer an einer formellen Sitzung erörterten Angelegenheit einlegt. Formeller Einspruch kann entweder an der formellen Sitzung oder innerhalb von dreissig Tagen nach Verteilung des Sitzungsprotokolls, in welchem der entsprechende Beschlussvorschlag festgehalten ist, erhoben werden.
5. Für jedes Jahr legt das Sekretariat dem Ausschuss einen zusammenfassenden Bericht vor, der nach Massgabe der Verfahrens- und Durchführungsregeln erarbeitet, verabschiedet und veröffentlicht wird.
6. Der Ausschuss soll den Vertragsparteien als Diskussionsplattform für Themen im Zusammenhang mit der Ernährungshilfe dienen, wie z.B. die Notwendigkeit, für Nahrungs- und Nährstoffbedürfnisse, vor allem in spezifischen Not- und Krisenlagen, geeignete und zeitgerechte Verpflichtungen für Hilfsmittel zu mobilisieren. Er soll den Austausch von Informationen mit und die Verbreitung von Informationen an andere Akteure erleichtern und, um seine Diskussionen zu unterstützen, diese konsultieren sowie Informationen von ihnen einholen.
7. Jede Vertragspartei benennt einen Vertreter, dem Ankündigungen und andere Mitteilungen des Sekretariates übermittelt werden.
Art. 8 Vorsitzender und stellvertretender Vorsitzender des Ausschusses
1. An der letzten formellen Sitzung jedes Jahres bestimmt der Ausschuss einen Vorsitzenden und einen stellvertretenden Vorsitzenden für das folgende Jahr.
2. Der Vorsitzende nimmt folgende Aufgaben wahr:
Er billigt den Entwurf der Tagesordnung für jede formelle Sitzung und jedes informelle Treffen.
Er leitet die formellen Sitzungen und informellen Treffen.
Er erklärt jede formelle Sitzung und jedes informelle Treffen für eröffnet und für geschlossen.
Er unterbreitet dem Ausschuss zu Beginn jeder formellen Sitzung und jedes informellen Treffens den Entwurf der Tagesordnung zur Annahme.
Er leitet die Diskussionen und sorgt für die Einhaltung der Verfahrens- und Durchführungsregeln.
Er erteilt den Vertragsparteien das Wort.
Er entscheidet im Einklang mit den einschlägigen Verfahrens- und Durchführungsregeln über Verfahrensfragen.
Er formuliert Fragen und verkündet Beschlüsse.
3. Kann der Vorsitzende an einer formellen Sitzung oder einem informellen Treffen oder einem Teil davon nicht teilnehmen oder ist er vorübergehend nicht in der Lage, das Amt des Vorsitzenden auszuüben, so nimmt der stellvertretende Vorsitzende die Aufgaben des Vorsitzenden wahr. In Abwesenheit des Vorsitzenden und des stellvertretenden Vorsitzenden ernennt der Ausschuss einen vorübergehenden Vorsitzenden.
4. Kann der Vorsitzende, aus welchen Gründen auch immer, das Amt des Vorsitzenden nicht mehr ausüben, so amtiert der stellvertretende Vorsitzende bis Ende Jahr als Vorsitzender.
Art. 9 Formelle Sitzungen und informelle Treffen
1. Der Ausschuss hält formelle Sitzungen und informelle Treffen gemäss den Verfahrens- und Durchführungsregeln ab.
2. Der Ausschuss tritt mindestens einmal jährlich zu einer formellen Sitzung zusammen.
3. Der Ausschuss hält auf Antrag des Vorsitzenden oder auf Antrag von mindestens drei Vertragsparteien weitere formelle Sitzungen und informelle Treffen ab.
4. Der Ausschuss kann in Einklang mit den Verfahrens- und Durchführungsregeln zu seinen formellen Sitzungen und informellen Treffen Beobachter und relevante Akteure einladen, die bestimmte Themen im Zusammenhang mit der Ernährungshilfe erörtern möchten.
5. Der Ausschuss tritt an einem nach den Verfahrens- und Durchführungsregeln zu bestimmenden Ort zusammen.
6. Die Tagesordnung für formelle Sitzungen und informelle Treffen wird nach Massgabe der Verfahrens- und Durchführungsregeln erstellt.
7. Das Protokoll einer formellen Sitzung, welches sämtliche vorgeschlagenen Beschlüsse des Ausschusses enthält, wird innerhalb von dreissig Tagen nach der formellen Sitzung übermittelt.
Art. 10 Sekretariat
1. Der Ausschuss bestimmt ein Sekretariat und beansprucht dessen Dienstleistungen nach Massgabe der Verfahrens- und Durchführungsregeln. Der Ausschuss ersucht den Internationalen Getreiderat (IGC), dass dessen Sekretariat als erstes Sekretariat des Ausschusses handeln möge.
2. Das Sekretariat nimmt die Aufgaben wahr, die in diesem Übereinkommen sowie in den Verfahrens- und Durchführungsregeln festgelegt sind, erledigt alle Verwaltungsaufgaben, einschliesslich der Bearbeitung und Verteilung von Unterlagen und Berichten, und führt sonstige vom Ausschuss geforderte Funktionen aus.
Art. 11 Streitbeilegung
Der Ausschuss bemüht sich, etwaige Streitigkeiten zwischen den Vertragsparteien über die Auslegung oder Anwendung dieses Übereinkommens oder der Verfahrens- und Durchführungsregeln, einschliesslich des Vorwurfs von Versäumnissen gegenüber den Verpflichtungen aus diesem Übereinkommen, beizulegen.
Art. 12 Unterzeichnung und Ratifikation, Annahme oder Genehmigung
Dieses Übereinkommen liegt vom 11. Juni 2012 bis 31. Dezember 2012 am Hauptsitz der Vereinten Nationen in New York für Argentinien, Australien, die Republik Österreich, das Königreich Belgien, die Republik Bulgarien, Kanada, die Republik Kroatien, die Republik Zypern, die Tschechische Republik, das Königreich Dänemark, die Europäische Union, die Republik Estland, die Republik Finnland, die Französische Republik, die Bundesrepublik Deutschland, die Republik Griechenland, Ungarn, Irland, die Republik Italien, Japan, die Republik Lettland, die Republik Litauen, das Grossherzogtum Luxemburg, die Republik Malta, das Königreich der Niederlande, das Königreich Norwegen, die Republik Polen, die Portugiesische Republik, Rumänien, die Slowakische Republik, die Republik Slowenien, das Königreich Spanien, das Königreich Schweden, die Schweizerische Eidgenossenschaft, das Vereinigte Königreich Grossbritannien und Nordirland sowie für die Vereinigten Staaten von Amerika zur Unterzeichnung auf. Dieses Übereinkommen bedarf der Ratifikation, Annahme oder Genehmigung durch jeden Unterzeichner. Die Ratifikations-, Annahme- oder Genehmigungsurkunden werden beim Depositar hinterlegt.
Art. 13 Beitritt
1. Dieses Übereinkommen steht den in Artikel 12 bezeichneten Staaten, die das Übereinkommen nicht bis zum Ablauf der Unterzeichnungsfrist unterzeichnet haben, und der Europäischen Union, falls sie bis dahin nicht unterzeichnet hat, nach diesem Zeitraum zum Beitritt offen. Die Beitrittsurkunden werden beim Depositar hinterlegt.
2. Sobald dieses Übereinkommen nach Artikel 15 in Kraft getreten ist, kann ihm jeder in Artikel 12 nicht genannte Staat oder jedes gesonderte Zollgebiet, das in der Wahrnehmung seiner Aussenhandelsbeziehungen volle Handlungsfreiheit besitzt und durch Beschluss des Ausschusses als beitrittsfähig gilt, beitreten. Die Beitrittsurkunden werden beim Depositar hinterlegt.
Art. 14 Notifikation der Vorläufigen Anwendung
Jeder in Artikel 12 bezeichnete Staat und die Europäische Union, der/die dieses Übereinkommen ratifizieren, annehmen, genehmigen oder diesem beitreten will, sowie jeder/jedes nach Artikel 13 Absatz 2 durch Beschluss des Ausschusses als beitrittsfähig geltende/r Staat oder gesonderte Zollgebiet, der/das seine Urkunde noch nicht hinterlegt hat, kann beim Depositar jederzeit eine Notifikation über die vorläufige Anwendung dieses Übereinkommens hinterlegen. Das Übereinkommen tritt für solche Staaten, gesonderten Zollgebiete oder die Europäische Union mit dem Datum der Hinterlegung ihrer Notifikation vorläufig in Kraft.
1. Dieses Übereinkommen tritt am 1. Januar 2013 in Kraft, wenn bis am 30. November 2012 fünf Unterzeichnerstaaten ihre Ratifikations-, Annahme-, oder Genehmigungsurkunden hinterlegt haben.
2. Tritt dieses Übereinkommen nicht nach Absatz 1 in Kraft, so können die Unterzeichnerstaaten, die ihre Ratifikations-, Annahme-, oder Genehmigungsurkunde hinterlegt haben, sowie die Staaten oder die Europäische Union, die eine Beitrittsurkunde nach Artikel 13 Absatz 1 hinterlegt haben, einstimmig beschliessen, dass es zwischen ihnen in Kraft tritt.
3. Für alle Staaten, gesonderten Zollgebiete oder die Europäische Union, die das Übereinkommen ratifizieren, annehmen oder genehmigen bzw. ihm beitreten, nachdem das Übereinkommen in Kraft getreten ist, tritt das Übereinkommen mit dem Datum der Hinterlegung ihrer Ratifikations-, Annahme-, Genehmigungs-, oder Beitrittsurkunde in Kraft.
Art. 16 Überprüfungs- und Änderungsverfahren
1. Jede Vertragspartei kann jederzeit nach Inkrafttreten dieses Übereinkommens eine Überprüfung der Zweckdienlichkeit dieses Übereinkommens verlangen oder Änderungen vorschlagen. Jeder Änderungsvorschlag wird vom Sekretariat mindestens sechs Monate bevor er an der nächsten formellen Sitzung des Ausschusses nach Ablauf der Kündigungsfrist beraten wird den Vertragsparteien mitgeteilt.
2. Änderungsvorschläge zu diesem Übereinkommen werden mit Beschluss des Ausschusses angenommen. Das Sekretariat setzt alle Vertragsparteien und den Depositar über die vom Ausschuss angenommenen Änderungsvorschläge in Kenntnis. Der Depositar teilt den Vertragsparteien jede angenommene Änderung mit.
3. Die Notifikation über die Zustimmung zu einer Änderung ist dem Depositar zu übermitteln. Die beschlossene Änderung tritt für diejenigen Vertragsparteien, die eine solche Notifikation übermittelt haben, 90 Tage nach dem Zeitpunkt in Kraft, zu dem mindestens vier Fünftel der zum Zeitpunkt der Verabschiedung des Änderungsvorschlags durch den Ausschuss bestehenden Vertragsparteien ihre Notifikation über die Annahme der Änderung beim Depositar hinterlegt haben. Für jede andere Vertragspartei tritt die Änderung 90 Tage nach dem Zeitpunkt in Kraft, an dem sie ihre Notifikation beim Depositar hinterlegt hat. Der Ausschuss kann beschliessen, dass für das Inkrafttreten einer bestimmten Änderung eine andere Mindestanzahl an Notifikationen erforderlich ist. Das Sekretariat setzt alle Vertragsparteien und den Depositar über einen solchen Beschluss in Kenntnis.
Art. 17 Rücktritt und Ausserkrafttreten
1. Eine Vertragspartei kann am Ende jedes Jahres durch ein mindestens 90 Tage vor Ablauf dieses Jahres an den Depositar und an den Ausschuss gerichtetes Austrittsschreiben von diesem Übereinkommen zurücktreten. Sie wird dadurch nicht von ihrer jährlichen Mindestverpflichtung und von der Berichterstattungspflicht aus diesem Übereinkommen befreit, die bis zum Ende des betreffenden Jahres noch nicht erfüllt sind.
2. Jede Vertragspartei kann jederzeit nach Inkrafttreten dieses Übereinkommens dessen Ausserkraftsetzung vorschlagen. Ein solcher Vorschlag ist dem Sekretariat schriftlich mitzuteilen und wird von diesem mindestens sechs Monate, bevor der Ausschuss darüber berät, den Vertragsparteien übermittelt.
Art. 18 Depositar
1. Der Generalsekretär der Vereinten Nationen wird zum Depositar dieses Übereinkommens bestimmt.
2. Der Depositar ist über jede Unterzeichnung, Ratifikation, Annahme, Genehmigung und Notifikation der vorläufigen Anwendung sowie über jeden Beitritt zu diesem Übereinkommen zu unterrichten und informiert alle Vertragsparteien und Unterzeichnerstaaten über die erhaltenen Mitteilungen.
Art. 19 Verbindliche Wortlaute
Die Urschriften dieses Übereinkommens, dessen englischer und französischer Wortlaut gleichermassen verbindlich ist, werden beim Generalsekretär der Vereinten Nationen hinterlegt.
Geschehen zu London am 25. April 2012.
Geltungsbereich am 4. Juli 20172
a Das Übereinkommen gilt nicht für Grönland und die Färöer.
AS 2012 7487
2AS 2012 7487, 2014 1229 und 2017 3733. Eine aktualisierte Fassung des Geltungsbereiches findet sich auf der Internetseite des EDA (www.eda.admin.ch/vertraege).
Convention relative à l’assistance alimentaire
Conclue à Londres le 25 avril 2012
Instrument de ratification déposé par la Suisse le 10 octobre 2012
(Etat le 4 juillet 2017)
confirmant leur engagement continu à l’égard des objectifs toujours valables de la Convention relative à l’aide alimentaire de 19991, visant à contribuer à la sécurité alimentaire mondiale et à améliorer la capacité de la communauté internationale à répondre aux situations d’urgence alimentaire et aux autres besoins alimentaires des pays en développement,
souhaitant améliorer l’efficacité, l’efficience et la qualité de l’assistance alimentaire destinée à préserver la vie et à alléger les souffrances des populations les plus vulnérables, en particulier dans les situations d’urgence, en renforçant la coopération et la coordination internationales, notamment entre les Parties et les parties prenantes,
reconnaissant que les populations vulnérables ont des besoins alimentaires et nutritionnels particuliers,
affirmant que c’est aux États qu’incombe la responsabilité première d’assurer leur propre sécurité alimentaire nationale et, par conséquent, la concrétisation progressive du droit à une alimentation adéquate énoncé dans les Directives volontaires à l’appui de la concrétisation progressive du droit à une alimentation adéquate dans le contexte de la sécurité alimentaire nationale de l’Organisation des Nations Unies pour l’alimentation et l’agriculture (FAO), adoptées par le Conseil de la FAO en novembre 2004,
encourageant les gouvernements des pays qui souffrent d’insécurité alimentaire à élaborer et à mettre en oeuvre des stratégies nationales destinées à s’attaquer aux causes profondes de cette insécurité au moyen de mesures à long terme, ainsi qu’à assurer des liens adéquats entre les activités de secours, de redressement et de développement,
se référant au droit international humanitaire et aux principes humanitaires fondamentaux que sont l’humanité, l’impartialité, la neutralité et l’indépendance,
se référant aux Principes et bonnes pratiques pour l’aide humanitaire, approuvés à Stockholm le 17 juin 2003,
reconnaissant que les Parties ont leurs propres politiques en matière d’octroi d’assistance alimentaire dans les situations urgentes et non-urgentes,
considérant le Plan d’action du Sommet mondial de l’alimentation adopté à Rome en 1996, ainsi que les cinq Principes de Rome pour une sécurité alimentaire mondiale durable énoncés dans la Déclaration du Sommet mondial sur la sécurité alimentaire de 2009, et en particulier l’engagement de parvenir à la sécurité alimentaire à l’échelle mondiale et l’effort continu pour réduire la pauvreté et éradiquer la faim, qui a été réaffirmé par l’Assemblée générale des Nations Unies dans sa Déclaration du Millénaire,
considérant les engagements pris par les pays donateurs et bénéficiaires en vue d’améliorer l’efficacité de l’aide au développement en appliquant les principes énoncés dans la Déclaration de Paris sur l’efficacité de l’aide au développement de l’Organisation de coopération et de développement économiques (OCDE) adoptée en 2005,
déterminées à agir conformément à leurs obligations dans le cadre de l’Organisation mondiale du commerce (OMC), en particulier à toute discipline de l’OMC en matière d’aide alimentaire,
1 [RO 2002 4109, 2003 290 3232, 2005 2597, 2007 3349, 2008 3763, 2009 5385, 2010 3171, 2011 2213]
La présente Convention a pour objectifs de sauver des vies, de réduire la faim ainsi que d’améliorer la sécurité alimentaire et l’état nutritionnel des populations les plus vulnérables en:
répondant aux besoins alimentaires et nutritionnels des populations les plus vulnérables au moyen des engagements pris par les Parties de fournir une assistance alimentaire qui améliore l’accès à des aliments adéquats, sûrs et nutritifs, et qui en favorise la consommation;
faisant en sorte que l’assistance alimentaire fournie aux populations les plus vulnérables soit adaptée, opportune, efficace, efficiente et fondée sur les besoins et des principes communs;
facilitant l’échange d’information, la coopération et la coordination, de même qu’en offrant un forum aux débats en vue d’améliorer l’utilisation efficace, efficiente et cohérente des ressources des Parties pour répondre aux besoins.
Art. 2 Principes d’assistance alimentaire
Les Parties devraient toujours respecter les principes qui suivent lorsqu’elles fournissent et livrent une assistance alimentaire aux populations les plus vulnérables:
principes généraux d’assistance alimentaire:
fournir une assistance alimentaire seulement lorsqu’il s’agit du moyen le plus efficace et le mieux adapté pour répondre aux besoins alimentaires ou nutritionnels des populations les plus vulnérables,
fournir une assistance alimentaire en tenant compte des objectifs de réhabilitation et de développement à long terme des pays bénéficiaires, tout en soutenant l’objectif plus large d’assurer la sécurité alimentaire, lorsque cela est approprié,
fournir une assistance alimentaire d’une manière qui protège les moyens de subsistance et renforce l’autonomie et la résilience des populations vulnérables et des collectivités locales, qui prévient et atténue les crises de sécurité alimentaire, et qui permet de se préparer et de réagir à celles-ci,
fournir une assistance alimentaire d’une façon qui permet d’éviter la dépendance et de réduire au minimum l’impact négatif direct et indirect sur les bénéficiaires et toute autre personne,
fournir une assistance alimentaire d’une façon qui n’entraîne pas d’effets défavorables sur la production locale, les conditions de marché, les structures de commercialisation et le commerce, ou sur le prix des biens de première nécessité pour les populations vulnérables,
fournir une aide alimentaire exclusivement sous forme de dons, lorsque cela est possible;
principes d’une assistance alimentaire efficace:
dans le but d’accroître la somme disponible pour financer l’assistance alimentaire destinée aux populations vulnérables et de promouvoir l’efficience, réduire autant que possible les coûts associés,
chercher activement à coopérer, à coordonner et à échanger l’information pour améliorer l’efficacité et l’efficience des programmes d’assistance alimentaire ainsi que la cohérence entre l’assistance alimentaire et les domaines et instruments de politique connexes,
acheter les aliments et les autres composantes de l’assistance alimentaire sur les marchés locaux ou régionaux, lorsque cela est possible et approprié,
fournir de plus en plus une assistance alimentaire déliée en espèces, lorsque cela est possible et correspond aux besoins,
monétiser l’aide alimentaire seulement lorsqu’un besoin précis le justifie, et pour améliorer la sécurité alimentaire des populations vulnérables; fonder la monétisation sur une analyse objective et transparente du marché et éviter tout détournement commercial,
faire en sorte que l’assistance alimentaire ne soit pas utilisée pour promouvoir les objectifs de développement des marchés des Parties,
éviter dans la plus large mesure possible la réexportation de l’aide alimentaire, sauf pour prévenir une situation d’urgence ou pour y réagir; réexporter l’aide alimentaire seulement d’une manière qui permet d’éviter tout détournement commercial,
reconnaître, s’il y a lieu, que c’est aux autorités compétentes ou aux parties prenantes concernées qu’incombent la tâche et la responsabilité premières d’organiser, de coordonner et de mettre en oeuvre les opérations d’assistance alimentaire;
principes relatifs à la fourniture de l’assistance alimentaire:
cibler l’assistance alimentaire en fonction des besoins alimentaires et nutritionnels des populations les plus vulnérables,
faire participer les bénéficiaires, et les autres parties prenantes concernées s’il y a lieu, à l’évaluation des besoins des bénéficiaires ainsi qu’à la conception, à la mise en oeuvre, à la surveillance et à l’évaluation de l’assistance alimentaire,
fournir une assistance alimentaire qui satisfait aux normes applicables en matière de sécurité sanitaire et de qualité, et qui respecte les habitudes alimentaires locales et culturelles ainsi que les besoins nutritionnels des bénéficiaires,
respecter la dignité des bénéficiaires de l’assistance alimentaire;
principes de responsabilisation en matière d’assistance alimentaire:
prendre des mesures précises et adéquates pour renforcer la responsabilisation et la transparence des politiques, des programmes et des opérations d’assistance alimentaire,
surveiller, évaluer et communiquer, sur une base régulière et transparente, les résultats et l’impact des activités d’assistance alimentaire afin de développer davantage les pratiques exemplaires et de maximiser leur efficacité.
Art. 3 Relation avec les accords de l’OMC
La présente Convention n’a pas pour effet de déroger aux obligations existantes ou futures qui s’appliquent entre les Parties dans le cadre de l’OMC. En cas de conflit entre de telles obligations et la présente Convention, les premières l’emportent. La présente Convention est sans préjudice des positions qu’une Partie peut adopter dans le cadre de négociations au sein de l’OMC.
Art. 4 Pays admissible, populations vulnérables admissibles, produits admissibles, activités admissibles et coûts associés
1. L’expression «pays admissible» s’entend de tout pays inscrit sur la Liste des bénéficiaires de l’aide publique au développement établie par le Comité d’aide au développement (CAD) de l’OCDE, ou de tout autre pays désigné dans les Règles de procédure et de mise en oeuvre.
2. L’expression «populations vulnérables admissibles» s’entend des populations vulnérables de tout pays admissible.
3. L’expression «produits admissibles» s’entend des produits destinés à la consommation humaine qui sont conformes aux politiques et aux dispositions législatives nationales pertinentes du pays où se déroulent les opérations, y compris, le cas échéant, aux normes internationales applicables en matière de sécurité sanitaire et de qualité des aliments, ainsi que des produits qui contribuent à la satisfaction des besoins alimentaires et à la protection des moyens de subsistance dans les situations d’urgence et de redressement rapide. La liste des produits admissibles est fournie dans les Règles de procédure et de mise en oeuvre.
4. Les activités admissibles aux fins de l’exécution de l’engagement annuel minimum d’une Partie conformément à l’art. 5 sont conformes à l’article premier et comprennent au moins les activités suivantes:
la fourniture et la distribution de produits admissibles;
la fourniture de fonds en espèces et de bons d’achat alimentaire;
des interventions nutritionnelles.
Ces activités admissibles sont décrites de manière plus détaillée dans les Règles de procédure et de mise en oeuvre.
5. Les coûts associés admissibles aux fins de l’exécution de l’engagement annuel minimum d’une Partie conformément à l’art. 5 sont conformes à l’article premier et sont limités aux coûts directement liés à la prestation des activités admissibles, comme le précisent les Règles de procédure et de mise en oeuvre.
Art. 5 Engagement
1. Pour atteindre les objectifs de la présente Convention, chaque Partie accepte de prendre un engagement annuel en matière d’assistance alimentaire, établi en conformité avec ses lois et règlements. L’engagement pris par chaque Partie est appelé «engagement annuel minimum».
2. L’engagement annuel minimum est exprimé en termes de valeur ou de quantité, comme le précisent les Règles de procédure et de mise en oeuvre. Pour exprimer son engagement, une Partie peut utiliser une valeur ou une quantité minimales, ou encore une combinaison de ces deux éléments.
3. Les engagements annuels minima exprimés en termes de valeur peuvent être libellés dans la devise choisie par la Partie. Les engagements annuels minima exprimés en termes de quantité peuvent être fixés en tonnes d’équivalent céréales ou autres unités de mesure précisées dans les Règles de procédure et de mise en oeuvre.
4. Chaque Partie avise le Secrétariat de son engagement annuel minimum initial le plus rapidement possible et au plus tard six mois suivant l’entrée en vigueur de la présente Convention, ou dans les trois mois suivant son adhésion à la présente Convention.
5. Chaque Partie avise le Secrétariat de tout changement de son engagement annuel minimum pour les années subséquentes au plus tard le quinze décembre de l’année qui précède le changement.
6. Le Secrétariat communique les engagements annuels minima à jour à toutes les Parties le plus rapidement possible et au plus tard le premier jour de janvier de chaque année.
7. Les contributions destinées à remplir les engagements annuels minima devraient être faites exclusivement sous forme de dons, lorsque cela est possible. En ce qui concerne l’assistance alimentaire comptée pour l’exécution de l’engagement d’une Partie, au minimum 80 pour cent de l’assistance destinée aux pays admissibles et aux populations vulnérables admissibles, comme le précisent les Règles de procédure et de mise en oeuvre, est versée exclusivement sous forme de dons. Dans la mesure du possible, les Parties s’efforcent de dépasser progressivement ce pourcentage. Les contributions qui ne sont pas faites exclusivement sous forme de dons devraient être indiquées dans le rapport annuel de chaque Partie.
8. Les Parties s’engagent à effectuer toutes leurs transactions d’assistance alimentaire au titre de la présente Convention de manière à éviter tout préjudice à la structure normale de production et du commerce international.
9. Les Parties font en sorte que l’octroi de l’assistance alimentaire ne soit pas lié directement ou indirectement, officiellement ou officieusement, de manière expresse ou tacite, à des exportations commerciales de produits agricoles ou autres marchandises et services à destination des pays bénéficiaires.
10. Pour remplir son engagement annuel minimum, qu’il soit exprimé en termes de valeur ou de quantité, une Partie fait des contributions qui sont conformes à la présente Convention et qui consistent en des fonds destinés à financer les produits admissibles, les activités admissibles et les coûts associés, au sens de l’art. 4 et comme le précisent les Règles de procédure et de mise en oeuvre.
11. Les contributions faites pour remplir l’engagement annuel minimum pris au titre de la présente Convention ne peuvent être dirigées que vers des pays admissibles ou des populations vulnérables admissibles, au sens de l’art. 4 et comme le précisent les Règles de procédure et de mise en oeuvre.
12. Les contributions des Parties peuvent être faites de manière bilatérale, par l’intermédiaire d’organisations intergouvernementales, d’autres organisations internationales ou d’autres partenaires en matière d’assistance alimentaire, à l’exclusion toutefois des autres Parties.
13. Chaque Partie s’efforce de remplir son engagement annuel minimum. Si une Partie n’est pas en mesure de remplir son engagement annuel minimum pour une année donnée, elle décrit les circonstances de ce manquement dans son rapport annuel pour l’année concernée. La quotité non réalisée est ajoutée à l’engagement annuel minimum de la Partie pour l’année suivante, à moins que le Comité institué en vertu de l’art. 7 n’en décide autrement ou que des circonstances extraordinaires justifient de ne pas le faire.
14. Si la contribution d’une Partie dépasse l’engagement annuel minimum de celle—ci, la quotité excédentaire, jusqu’à concurrence de cinq pour cent de son engagement annuel minimum, peut être réputée faite au titre de l’engagement de la Partie pour l’année suivante.
Art. 6 Rapports annuels et échange d’information
1. Dans les 90 jours suivant la fin de l’année civile, chaque Partie présente au Secrétariat, conformément aux Règles de procédure et de mise en oeuvre, un rapport annuel qui précise comment elle a rempli l’engagement annuel minimum pris au titre de la présente Convention.
2. Ce rapport annuel contient une partie narrative qui peut comprendre des renseignements sur la façon dont les politiques, les programmes et les opérations de la Partie en matière d’assistance alimentaire contribuent aux objectifs et aux principes de la présente Convention.
3. Les Parties devraient, sur une base continue, échanger de l’information sur leurs politiques et programmes en matière d’assistance alimentaire ainsi que sur les résultats de leurs évaluations de ces politiques et programmes.
Art. 7 Comité de l’assistance alimentaire
1. Il est institué un Comité de l’assistance alimentaire (le «Comité»), composé de toutes les Parties à la présente Convention.
2. Le Comité prend les décisions lors de ses sessions officielles et exerce les fonctions nécessaires à l’application des dispositions de la présente Convention conformément aux principes et objectifs de celle-ci.
3. Le Comité adopte ses règles de procédure; il peut également adopter des règles explicitant les dispositions de la présente Convention afin d’en assurer la bonne mise en oeuvre. Le document FAC(11/12)1 – 25 avril 2012 du Comité de l’aide alimentaire institué par la Convention relative à l’aide alimentaire de 1999 sert de Règles de procédure et de mise en oeuvre initiales pour la présente Convention. Le Comité peut ultérieurement décider de modifier ces Règles de procédure et de mise en oeuvre.
4. Le Comité prend ses décisions par consensus, ce qui signifie qu’aucune Partie n’a exprimé d’opposition formelle à l’égard de la proposition de décision du Comité sur une question débattue lors d’une session officielle. Une opposition formelle peut être exprimée lors de la session officielle ou dans les trente jours suivant la distribution du compte rendu de session officielle contenant les propositions de décisions concernées.
5. Pour chacune des années, le Secrétariat prépare à l’intention du Comité un rapport sommaire qui est rédigé, adopté et publié conformément aux Règles de procédure et de mise en oeuvre.
6. Le Comité devrait servir de forum aux débats entre les Parties concernant les questions relatives à l’assistance alimentaire, telles que la nécessité d’obtenir des engagements adéquats et opportuns en matière de ressources pour répondre aux besoins alimentaires et nutritionnels, en particulier dans des situations d’urgence ou de crise particulières. Il devrait faciliter l’échange d’information avec les autres parties prenantes et sa diffusion auprès de celles-ci, et consulter ces parties prenantes et en recevoir de l’information pour alimenter ses débats.
7. Chaque Partie désigne un représentant chargé de recevoir les avis et autres communications du Secrétariat.
Art. 8 Président et vice-président du Comité
1. Au cours de la dernière session officielle de chaque année, le Comité désigne un président et un vice-président pour l’année suivante.
2. Le président exerce les fonctions suivantes:
approuver le projet d’ordre du jour de chaque session officielle ou réunion informelle;
présider les sessions officielles ou les réunions informelles;
prononcer l’ouverture et la clôture de chaque session officielle ou réunion informelle;
soumettre, au début de chaque session officielle ou réunion informelle, le projet d’ordre du jour à l’approbation du Comité;
diriger les débats et assurer le respect des Règles de procédure et de mise en oeuvre;
donner la parole aux Parties;
statuer sur toute motion d’ordre conformément aux Règles de procédure et de mise en oeuvre applicables;
poser des questions et annoncer les décisions.
3. Si le président s’absente pendant une session officielle ou une réunion informelle ou une partie d’une telle session ou réunion, ou s’il est momentanément empêché de remplir les fonctions de président, le vice-président le remplace. En l’absence du président et du vice-président, le Comité désigne un président temporaire.
4. Si, pour une raison quelconque, le président ne peut continuer à remplir ses fonctions, il est remplacé par le vice-président jusqu’à la fin de l’année en cours.
Art. 9 Sessions officielles et réunions informelles
1. Le Comité tient des sessions officielles et réunions informelles conformément aux Règles de procédure et de mise en oeuvre.
2. Le Comité tient au moins une session officielle par année.
3. Le Comité tient des sessions officielles et des réunions informelles additionnelles à la demande du président ou d’au moins trois Parties.
4. Le Comité peut inviter des observateurs et des parties prenantes concernées qui souhaitent discuter de questions particulières en rapport avec l’assistance alimentaire à assister à ses sessions officielles ou à ses réunions informelles conformément aux Règles de procédure et de mise en oeuvre.
5. Le Comité se réunit à l’endroit déterminé conformément aux Règles de procédure et de mise en oeuvre.
6. L’ordre du jour des sessions officielles et des réunions informelles est établi conformément aux Règles de procédure et de mise en oeuvre.
7. Le compte rendu d’une session officielle, qui comprend toutes les propositions de décisions du Comité, est distribué dans les trente jours suivant la session en question.
Art. 10 Secrétariat
1. Le Comité désigne un Secrétariat et fait appel à ses services, conformément aux Règles de procédure et de mise en oeuvre. Le Comité demande au Conseil international des céréales (CIC) que le Secrétariat de celui-ci agisse en tant que Secrétariat initial du Comité.
2. Le Secrétariat exerce les fonctions énoncées dans la présente Convention et dans les Règles de procédure et de mise en oeuvre, il s’occupe des tâches administratives, y compris du traitement et de la distribution de la documentation et des rapports, et exerce les autres fonctions identifiées par le Comité.
Art. 11 Résolution des différends
Le Comité s’efforce de résoudre tout différend entre les Parties concernant l’interprétation ou la mise en oeuvre de la présente Convention ou des Règles de procédure et de mise en oeuvre, y compris toute allégation de non-respect des obligations énoncées dans la présente Convention.
Art. 12 Signature et ratification, acceptation ou approbation
La présente Convention sera ouverte à la signature de l’Argentine, de l’Australie, de la République d’Autriche, du Royaume de Belgique, de la République de Bulgarie, du Canada, de la République de Croatie, de la République de Chypre, de la République tchèque, du Royaume de Danemark, de l’Union européenne, de la République d’Estonie, de la République de Finlande, de la République française, de la République fédérale d’Allemagne, de la République hellénique, de la Hongrie, de l’Irlande, de la République italienne, du Japon, de la République de Lettonie, de la République de Lituanie, du Grand-Duché de Luxembourg, de la République de Malte, du Royaume des Pays-Bas, du Royaume de Norvège, de la République de Pologne, de la République portugaise, de la Roumanie, de la République slovaque, de la République de Slovénie, du Royaume d’Espagne, du Royaume de Suède, de la Confédération suisse, du Royaume-Uni de Grande-Bretagne et d’Irlande du Nord ainsi que des États-Unis d’Amérique, au Siège de l’Organisation des Nations Unies à New York, du 11 juin 2012 au 31 décembre 2012. La présente Convention est soumise à la ratification, à l’acceptation ou à l’approbation de chaque signataire. Les instruments de ratification, d’acceptation ou d’approbation sont déposés auprès du dépositaire.
Art. 13 Adhésion
1. Tout État mentionné à l’art. 12 qui n’a pas signé la présente Convention avant la clôture de la période de signature, ou l’Union européenne si elle ne l’a pas signée dans ce délai, peut adhérer à la présente Convention en tout temps après la fin de cette période. Les instruments d’adhésion sont déposés auprès du dépositaire.
2. Une fois entrée en vigueur conformément à l’art. 15, la présente Convention sera ouverte à l’adhésion de tout État qui n’est pas mentionné à l’art. 12, ou de tout territoire douanier distinct jouissant d’une entière autonomie dans la conduite de ses relations commerciales extérieures qui est jugé admissible par décision du Comité. Les instruments d’adhésion sont déposés auprès du dépositaire.
Art. 14 Notification d’application à titre provisoire
Tout État mentionné à l’art. 12, ou l’Union européenne, qui entend ratifier, accepter ou approuver la présente Convention ou y adhérer, ou tout État ou territoire douanier distinct jugé admissible à l’adhésion par décision du Comité conformément à l’art. 13, par. 2, mais qui n’a pas encore déposé son instrument, peut, en tout temps, déposer une notification d’application à titre provisoire de la présente Convention auprès du dépositaire. La Convention s’applique à titre provisoire à cet État, à ce territoire douanier distinct ou à l’Union européenne à partir de la date du dépôt de sa notification.
1. La présente Convention entrera en vigueur le 1er janvier 2013 si, au 30 novembre 2012, cinq signataires ont déposé des instruments de ratification, d’acceptation ou d’approbation.
2. Si la présente Convention n’entre pas en vigueur conformément au par. 1, les signataires de la présente Convention qui auront déposé des instruments de ratification, d’acceptation ou d’approbation, ainsi que les États ou l’Union européenne qui auront déposé des instruments d’adhésion conformément à l’art. 13, par. 1, pourront décider unanimement qu’elle entrera en vigueur entre eux.
3. Lorsqu’un État, un territoire douanier distinct ou l’Union européenne ratifie, accepte, approuve la présente Convention ou adhère à celle-ci après son entrée en vigueur, la présente Convention entre en vigueur à son égard à la date du dépôt de son instrument de ratification, d’acceptation, d’approbation ou d’adhésion.
Art. 16 Procédure d’évaluation et d’amendement
1. À tout moment après l’entrée en vigueur de la présente Convention, une Partie peut proposer une évaluation de la pertinence de la présente Convention ou proposer des amendements à celle-ci. Toute proposition d’amendement est communiquée par le Secrétariat à toutes les Parties au moins six mois à l’avance, et elle est débattue à la session officielle du Comité qui suit l’expiration de ce délai de préavis.
2. Toute proposition d’amendement de la présente Convention est adoptée par décision du Comité. Le Secrétariat communique à toutes les Parties et au dépositaire toute proposition d’amendement adoptée par le Comité. Le dépositaire communique tout amendement adopté à toutes les Parties.
3. La notification d’acceptation d’un amendement est envoyée au dépositaire. L’amendement adopté entre en vigueur, à l’égard des Parties qui ont envoyé cette notification, 90 jours après la date à laquelle le dépositaire a reçu les notifications de Parties représentant au moins quatre cinquièmes du nombre des Parties à la présente Convention à la date de l’adoption de la proposition d’amendement par le Comité. L’amendement entre en vigueur à l’égard de toute autre Partie 90 jours après que celle-ci a déposé sa notification auprès du dépositaire. Le Comité peut décider qu’un seuil différent soit utilisé pour le nombre de notifications requises afin de déclencher l’entrée en vigueur d’un amendement donné. Le Secrétariat communique cette décision à toutes les Parties et au dépositaire.
Art. 17 Retrait et fin
1. Toute Partie peut se retirer de la présente Convention à la fin de toute année en notifiant son retrait par écrit au dépositaire et au Comité au moins 90 jours avant la fin de l’année en question. Cette Partie n’est pas de ce fait libérée de son engagement annuel minimum ou des obligations en matière de rapports qu’elle a contractés au titre de la présente Convention alors qu’elle était une Partie à celle-ci et qui n’ont pas été exécutés avant la fin de l’année en question.
2. À tout moment après l’entrée en vigueur de la présente Convention, une Partie peut proposer qu’il y soit mis fin. Cette proposition est communiquée par écrit au Secrétariat, qui la transmet à toutes les Parties au moins six mois avant qu’elle ne soit soumise à l’examen du Comité.
Art. 18 Dépositaire
1. Le Secrétaire général des Nations Unies est désigné comme dépositaire de la présente Convention.
2. Le dépositaire reçoit notification de toute signature, ratification, acceptation, approbation et notification d’application à titre provisoire de la présente Convention, ainsi que de toute adhésion à celle-ci, et il informe toutes les Parties et tous les signataires des notifications reçues.
Art. 19 Textes faisant foi
Les textes originaux de la présente Convention, dont les versions en langues française et anglaise font également foi, sont déposés auprès du Secrétaire général des Nations Unies.
Fait à Londres, le 25 avril 2012.
Champ d’application le 4 juillet 20171
a La Convention ne s’appliquera ni au Groenland ni aux îles Féroé.
RO 2012 7487
1RO 2012 7487, 2014 1229, 2017 3733. Une version du champ d’application mise à jour est publiée sur le site web du DFAE (www.dfae.admin.ch/traites).

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 16

Art. 17

Art. 19

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Art. 5

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Art. 8

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Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

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Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19