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GLI INTERESSI ANATOCISTICI. ASPETTI OPERATIVI.
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Valerio Sacco
1 GLI INTERESSI ANATOCISTICI. ASPETTI OPERATIVI. SOMMARIO: 1. Premessa. 2. Contratto di conto corrente 3. Descrizione dell estratto-conto Descrizione del riassunto a scalare Le modalità di calcolo degli interessi da parte della banca Formula per il calcolo degli interessi. 7. Approccio seguito nel ricalcalo degli interessi contestati alla banca. 8. La tecnica di ricalcolo degli interessi con capitalizzazione annuale La tecnica di ricalcolo degli interessi senza capitalizzazione. 10. Conclusioni. 1. Premessa. Con le sentenze n. 2374, n e n del 1999 la Corte di Cassazione si è posta in contrasto con le pronunce del ventennio precedente e ha dichiarato illegittime le clausole bancarie anatocistiche. Tali clausole, inserite nei contratti bancari e basate sulla capitalizzazione degli interessi (che, pertanto, diventano capitale produttivo di interessi) e su un differente computo degli interessi passivi a favore delle banche (capitalizzazione trimestrale) rispetto agli interessi attivi a favore del cliente (capitalizzazione annuale), sono da ritenersi nulle. Sino ad allora le banche, confortate dall orientamento giurisprudenziale, avevano rivendicato la legittimità della capitalizzazione trimestrale degli interessi sostenendo che la consuetudine bancaria di inserire le relative clausole nei contratti sarebbe stata l espressione di quegli usi contrari di cui all art c.c. e, quindi, avrebbe legittimato l anatocismo. Il revirement della giurisprudenza, avvenuto nella primavera del 1999, è fondato sull affermazione che gli usi contrari di cui all art sono da ricondursi ad usi normativi veri e propri, i quali presuppongono la convinzione delle parti e il desiderio, per entrambe, di adeguarsi ad una consuetudine; non possono, pertanto, riconoscersi nella prassi bancaria. L imposizione da parte delle banche di clausole anatocistiche alla clientela quale condizione per l accesso al sistema creditizio configura, infatti, un mero uso negoziale: il cliente accetta le condizioni contrattuali senza contrattazione consapevole, ma sapendo che è l unica possibilità per accedere al sistema creditizio 1 ( regola del prendere o lasciare, secondo una definizione delle Sezioni Unite 2 ). 1 Cass. 16 marzo 1999, n. 2374, per cui la previsione dell anatocismo è acconsentita da parte dei clienti «in quanto compresa nei moduli predisposti dagli istituti di credito, insuscettibili di negoziazione 12 Sempre nel 1999 il D. Lgs n. 342 del 4 agosto (cd. decreto salva-banche ) ha cercato di realizzare una sorta di sanatoria per i maggiori ed illegittimi - interessi passivi calcolati nel periodo anteriore all entrata in vigore della delibera del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio prevista all art. 25, comma 2 del D. Lgs. stesso; tale delibera avrebbe dovuto disciplinare modalità e criteri di determinazione degli interessi bancari. Secondo quanto disposto dal decreto n. 342 del 1999, per il periodo precedente all entrata in vigore della prevista delibera del CICR, gli interessi sarebbero stati calcolati dalle banche in applicazione di clausole anatocistiche da ritenersi valide ed efficaci e, di conseguenza, non avrebbero potuto formare oggetto di azioni giudiziarie volte alla ripetizione dell indebito. In seguito, la delibera del Comitato Interministeriale per il Credito ed il Risparmio del 9 febbraio 2000 ha disciplinato, come previsto, le modalità di calcolo degli interessi sui conti correnti bancari. In particolare, l art. 2 della delibera prevede che le Banche debbano stabilire contrattualmente la medesima periodicità per il calcolo degli interessi attivi e passivi e non pone, peraltro, alcun limite alla scelta della periodicità stessa. Il trattamento analogo previsto sia per gli interessi debitori sia per quelli creditori sarebbe, dal punto di vista delle banche, la condizione di validità per le clausole anatocistiche previste nei contratti bancari in corso all epoca e successivi. La capitalizzazione è invece preclusa, all art. 3 della delibera, agli interessi maturati sul saldo risultante dalla definitiva chiusura del conto corrente. La delibera del CICR ha previsto, inoltre, che le banche dovessero adeguare le condizioni contrattuali previste nei contratti stipulati anteriormente alla data di entrata in vigore della delibera stessa (22 aprile 2000) entro il 30 giugno 2000, con effetti dal 1 luglio 2000, legittimando da quella data secondo l orientamento delle banche e di parte della dottrina 3 l anatocismo. Altra parte della dottrina 4 sostiene, al contrario, che individuale e la cui sottoscrizione costituisce al tempo stesso presupposto indefettibile per acceder ai servizi bancari». 2 Cass. S.U. 4 novembre 2004, n S. SCOTTI CAMUZZI, Guida al Diritto, n. 28, Milano, 2005, p. 110 e ss., il quale ritiene che «i contratti fra la banca e il cliente, stipulati o modificati/integrati dopo l entrata in vigore della nuova normativa possono contenere, se formulata con il rispetto delle regole dettate dalla deliberazione del Cicr, una valida clausola anatocistica: questa legittimerà gli interessi bancari anatocistici a far data, come dispone la delibera del Cicr, dal 1 luglio 2000»; N. SALANITRO, Banca Borsa Titoli di Credito, Vol. LVII, 23 tale delibera abbia negato l esistenza di un anteriore uso normativo e non abbia affatto sancito la legittimazione delle clausole anatocistiche. La questione relativa alla legittimità degli interessi anatocistici sui contratti stipulati dopo il 22 aprile 2000 o sui contratti in corso a tale data, ma integrati e modificati secondo le prescrizioni della delibera CICR rimane, pertanto, ancora aperta. Per gli interessi anatocistici percepiti dalle banche prima dell entrata in vigore della delibera, nel limite della prescrizione ordinaria decennale di cui all art c.c., si è avuta, al contrario, una soluzione con la sentenza della Corte Costituzionale n. 425 del 17 ottobre Tale sentenza ha dichiarato, infatti, illegittimo il D.Lgs n. 342 del 1999, rendendo, di conseguenza, possibili le azioni di ripetizione di indebito volte alla restituzione delle somme illegittimamente percepite dalle banche negli anni passati. Tale orientamento è stato ribadito, inoltre, dalla sentenza della Cassazione a Sezioni Unite n del 4 novembre 2004: il cliente della Banca è, pertanto, legittimato a promuovere azione giudiziale volta ad ottenere il rimborso degli interessi anatocistici pregressi e della maggiore commissione di massimo scoperto conseguente alla capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi. 2. Contratto di conto corrente bancario. Con il contratto di conto corrente bancario, denominato anche conto corrente di corrispondenza, la Banca fornisce al proprio cliente il servizio di cassa, ovvero assume il mandato di compiere per conto del correntista ed in seguito ad un suo ordine, pagamenti e riscossioni, prelevando ed accreditando in virtù di un deposito di denaro. Supplemento al n. 4/04, Milano, p. 20, il quale sostiene che «con riguardo ai rapporti bancari in conto corrente successivi a detta delibera, il problema dell ammissibilità degli interessi anatocistici è stato spostato dal legislatore sul piano delle condizioni generali di contratto, subordinandone la legittimità all osservanza di un criterio di reciprocità»; F. P. NICITA, Banche e clienti. Questioni attuali, Milano, 2005, p. 84, per il quale «la capitalizzazione degli interessi rimane possibile anche in via trimestrale, purché venga assicurata la medesima periodicità sia per gli interessi attivi che per quelli passivi». 4 B. INZITARI, Banca Borsa Titoli di Credito, Vol. LVIII, Nuova serie Luglio Agosto 2005, Milano, p. 442, secondo il quale «l intervento del legislatore da un lato ha confermato la definitiva scomparsa di ogni rilevanza degli usi e dall altro non ha fatto venir meno il divieto di capitalizzazione degli interessi di cui all art c.c, con conseguente inefficacia delle clausole anatocistiche tuttora praticate contra legem dalle banche». 34 La stipulazione di un contratto di conto corrente passa attraverso diverse fasi. Si ha l identificazione del soggetto intenzionato ad aprire il conto corrente, in seguito si ha la sottoscrizione del contratto redatto in forma scritta (una copia dello stesso viene consegnata al cliente), nel quale sono indicate le condizioni economiche applicate, il deposito della firma dell intestatario o degli intestatari del conto corrente ed infine, se previsto, viene effettuato il versamento di una somma di denaro. Nel caso vi siano più intestatari, il contratto stabilisce se gli stessi possano operare a firme disgiunte oppure a firme congiunte; in quest ultimo caso per effettuare qualsiasi operazione è necessaria la firma di tutti i cointestatari del conto corrente. La banca quale mandataria è tenuta ad eseguire quanto il cliente le ordina; le operazioni di pagamento, ovvero di addebito di determinate somme di denaro, presuppongono la presenza di fondi sul conto corrente, garantita con versamenti periodici del correntista oppure con la disponibilità di una determinata somma di denaro assicurata dalla banca al cliente. Il saldo del conto corrente di corrispondenza può presentare una posizione di credito (saldo attivo) oppure una posizione di debito (saldo negativo) del cliente. Le operazioni di accredito e di addebito sul conto corrente sono la conseguenza di versamenti o prelevamenti effettuati in contante o con assegni, prelevamenti attraverso l utilizzo del Bancomat, domiciliazione del pagamento delle utenze, ordini di pagamento o di riscossione, sconto di effetti attivi bancari, operazioni con titoli e divise, movimentazioni esclusivamente contabili fra conti correnti differenti. Il correntista può disporre in qualsiasi momento del saldo di conto corrente risultante a suo credito, salvo il rispetto di un eventuale preavviso prescritto contrattualmente. Tale saldo viene portato a nuovo in seguito alla chiusura del conto che avviene alla fine di ogni anno. Nel conto corrente di corrispondenza si possono avere tre tipologie di saldo. Le operazioni di accredito o di addebito di un determinato periodo di tempo indipendentemente dalla valuta determinano il cosiddetto saldo contabile. Il saldo per valuta (o saldo liquido) è, invece, dato dalla somma algebrica di tutte le operazioni maturate, con esclusione delle operazioni con valuta posteriore rispetto alla data in cui si provvede a determinare il saldo. Il saldo disponibile rappresenta invece l importo di cui il correntista può liberamente disporre ad una determinata data, e si ottiene stornando dal saldo per valuta le operazioni di accredito per le quali la banca deve ancora 45 verificare l esito (assegni bancari o circolari accreditati con riserva di verifica e salvo buon fine). Periodicamente vengono liquidate sul conto le competenze, le quali possono formare oggetto di negoziazione fra correntista e banca. Fra queste, accanto agli interessi ed alle spese di gestione, il contratto di conto corrente può prevedere la commissione di massimo scoperto che viene calcolata, secondo differenti criteri e applicando una percentuale negoziabile, sul saldo negativo di maggiore importo del periodo di riferimento Descrizione dell estratto-conto. La documentazione di calcolo degli interessi inviata periodicamente dalla banca si compone di due documenti distinti: l estratto-conto vero e proprio e il riassunto a scalare. Nel presente paragrafo si illustrerà, in dettaglio, il contenuto dell estratto conto, mentre nel paragrafo successivo si esaminerà il contenuto del riassunto a scalare. L estratto conto è un documento contabile che, oltre a contenere l indicazione delle generalità della banca e del correntista, riporta l elencazione delle operazioni poste in essere nel periodo di tempo considerato (mese o trimestre) e l indicazione della data nella quale le operazioni sono state poste in essere e della valuta assegnata dalla banca. Tale documento si intende approvato da parte del cliente se non è contestato entro sessanta giorni dalla ricezione. A titolo esemplificativo, un estratto conto potrebbe avere la forma di seguito illustrata: Data Valuta Movimenti dare Movimenti avere Descrizione delle operazioni 31/1/ ,00 Saldo iniziale 15/2/ /2/ ,00 Prelevamento bancomat 5 In attuazione delle norme sulla trasparenza bancaria e delle istruzioni di vigilanza della Banca d Italia entrate in vigore il 1 ottobre 2003, le banche devono mettere a disposizione avvisi con indicazione dei diritti e degli strumenti di tutela del cliente e fogli informativi con indicazione delle condizioni economiche e delle principali condizioni contrattuali. 56 17/2/ /2/ ,00 Pagamento utenze 22/2/ /2/ ,00 Versamento assegno 26/2/ /2/ ,00 Pagamento con assegno 28/2/ /2/ ,00 Bonifico 28/2/ /2/2005 6,00 Competenze liquidazione 506,00 Saldo finale Data: giorno in cui il correntista ha effettuato l operazione; Valuta: data dalla quale decorrono gli interessi; Movimenti dare: colonna che indica gli addebiti sul conto corrente dovuti a prelevamenti e pagamenti con assegni, bonifici, bancomat, utenze domiciliate, ecc.; Movimenti avere: colonna che indica gli accrediti sul conto corrente per versamenti con assegni, bonifici, ecc.; Descrizione dell operazione: colonna che descrive il tipo di operazione di accredito o di addebito. Il saldo iniziale apre l estratto conto e corrisponde esattamente al saldo finale ovvero alla chiusura dell estratto conto precedente. La movimentazione del conto corrente descritta quale competenze liquidazione è costituita dalla somma algebrica tra interessi attivi e passivi, commissioni di massimo scoperto e spese bancarie; a seconda delle circostanze può essere a credito oppure a debito. Ai sensi del Testo Unico bancario, eventuali variazioni sfavorevoli nelle condizioni contrattuali devono essere comunicate al cliente, il quale ha diritto di recesso senza penalità; parte della giurisprudenza ritiene che tali modificazioni debbano avere un giustificato motivo e lo stesso debba essere debitamente comunicato al cliente Descrizione del riassunto a scalare. L estratto conto è corredato dal riassunto a scalare, o staffa, quando viene inviato in concomitanza con la liquidazione periodica del conto o con la sua estinzione. 6 Trib. Roma 21 gennaio 2000, in Foro it., 2000, I, p7 In tale documento i saldi in valuta delle singole operazioni sono ordinati cronologicamente e sugli stessi vengono calcolati, a seconda che il conto corrente presenti un saldo passivo o attivo, gli interessi debitori e creditori. A titolo esemplificativo, un riassunto a scalare è così strutturato: Valuta Saldi per valuta Giorni Numeri debitori Numeri creditori 800, ,00 15/2/ , ,00 25/2/ , ,00 26/2/ , ,00 28/2/ ,00 0 Saldo finale 506, , ,00 Valuta: la colonna riporta le date di valuta delle operazioni indicate nell estratto conto; Saldi per valuta: in tale colonna sono indicati i saldi che si sono formati ponendo le operazioni in ordine di valuta; Giorni: numero di giorni in cui il saldo per valuta è rimasto invariato; Numeri debitori: ogni numero debitore si ottiene moltiplicando il saldo negativo per il numero di giorni in cui il conto è stato con quel saldo di valuta. I numeri debitori servono per calcolare gli interessi passivi dovuti alla banca; Numeri creditori: analogamente, ogni numero creditore si ottiene moltiplicando il saldo positivo per il numero dei giorni in cui il saldo è rimasto invariato. I numeri creditori servono per calcolare gli interessi attivi che la banca deve al cliente. Fra le ordinarie operazioni svolte sul conto corrente di corrispondenza, alcune presentano peculiarità in relazione alla possibile discrasia fra la data di valuta e la data di effettuazione delle operazioni. Infatti possono sussistere alcune partite, cosiddette postergate, che sono inserite nell estratto conto, ma non nel riassunto scalare corrispondente, poichè la valuta delle stesse scade posteriormente alla data di liquidazione dell estratto conto. Le partite antergate, al contrario, vengono eseguite in seguito alla periodica riapertura del conto, ma hanno una valuta che ricade nel periodo precedente. Tale circostanza determina una rettifica nel calcolo degli interessi del periodo interessato, che viene evidenziata nello scalare interessi del periodo successivo. 78 5. Le modalità di calcolo degli interessi da parte della banca. Gli interessi costituiscono un obbligazione accessoria e di natura omogenea rispetto all obbligazione principale (utilizzo di capitale altrui) e consistono in un corrispettivo periodico calcolato proporzionalmente sul capitale altrui utilizzato. Gli interessi, siano essi moratori, corrispettivi o compensativi, hanno un fondamento autonomo rispetto all obbligazione principale e, di conseguenza, possono essere attribuiti solo su espressa domanda della parte, che ne indichi la fonte e la misura 7. Nella pratica gli istituti di credito hanno sempre applicato le disposizioni contrattuali predisposte dall ABI (Associazione Bancaria Italiana) denominate Norme bancarie uniformi (NUB), le quali nella vecchia formulazione dell art. 7 prevedevano che il tasso di interesse dovesse essere determinato sulla base di «condizioni usualmente praticate sulla piazza». Tale clausola uso piazza ha perso la sua rilevanza con la L. n. 154 del 17 febbraio 1992 (Norme per la trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari), con il D.Lg. n 385 del 1 settembre 1993 (Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), nonchè con il provvedimento della Banca d Italia del 25 luglio 2003 in vigore dal 1 ottobre 2003, i quali hanno introdotto l obbligo per la banca di indicare i tassi di interesse con precisione e di prevedere con apposita clausola la possibilità di variare i tassi di interesse in senso sfavorevole per il cliente. Sulla validità della clausola uso piazza per i contratti conclusi nel periodo precedente all entrata in vigore della normativa sulla trasparenza bancaria la giurisprudenza è divisa 8. La Banca d Italia, inoltre, con il provvedimento n. 12 del 3 dicembre 1994, ha imposto numerose modifiche alle NUB in vigore; ha affermato in tale occasione che le NUB costituiscono una mera traccia priva di ogni valore vincolante. A seguito di tale intervento, l ABI ha diffuso le circolari 28 dicembre 1994 e 3 febbraio 1995, richiamate nella circolare del 25 febbraio , nelle quali ha riconosciuto la natura meramente 7 F. P. NICITA, op. cit., p. 67.; Cass. 7 aprile 1987, n. 3364, Giur. it. Mass., Sulla nullità della clausola si veda Pret. Torino 4 giugno 1994, in Banca, borsa, 1996, II, p. 585; sulla validità della clausola si veda Cass. 6 dicembre 2002, n , in Guida al diritto, 2003, 9, p. 57.e Cass. 28 marzo 2002, n 4490, in Arch. civ., 2003, p Circolare n. LG/000906, «Contratti bancari Condizioni generali relative al rapporto banca-cliente Contratto di finanziamento fondiario stipulato in atto unico e Capitolato di patti e condizioni generali». 89 indicativa delle NUB 10. La nuova formulazione dell art. 7 delle NBU prevede che gli interessi sono riconosciuti al correntista o dallo stesso corrisposti nella misura pattuita ed indicata nel modello allegato e producono a loro volta interessi nella stessa misura. Il riepilogo di calcolo degli interessi attivi e passivi da parte della banca è contenuto nell ultima parte dell estratto conto, in appositi prospetti che individuano per i numeri debitori e per i numeri creditori il tasso di interesse corrispondente, con relativa decorrenza. A titolo esemplificativo, i riepiloghi possono essere così strutturati: INTERESSI ATTIVI Decorrenza Tasso Numeri Interessi 15/2/2005 0,075% ,00 2,466 25/2/2005 1,100% 5.500,00 16,576 Totale 19,042 Ritenuta (27%) - 5,141 Totale 13,901 INTERESSI PASSIVI Decorrenza Tasso Numeri Interessi 15/2/2005 0,085% 3.300,00 0,768 Totale 0,768 Il calcolo degli interessi procede secondo il seguente iter: 1) come illustrato nel paragrafo precedente, la banca individua i saldi per valuta e il numero dei giorni in cui tali saldi sono rimasti invariati; 2) in seguito, ciascun saldo negativo o positivo viene moltiplicato per il numero dei giorni corrispondenti (come visto, i risultati di questo prodotto vengono comunemente denominati numeri debitori o numeri creditori ); 3) si procede con la somma di tutti i numeri creditori e di tutti i numeri debitori del trimestre; 10 C. M. TARDIVO, Banca Borsa Titoli di Credito, Vol. LVIII, Settembre Ottobre 2005, pp10 4) vengono determinati gli interessi attivi e passivi eseguendo il seguente calcolo: totale dei numeri creditori (debitori) del trimestre * tasso interesse : 365 ricordando che gli interessi attivi sono accreditati al netto della ritenuta fiscale. 6. Formula per il calcolo degli interessi. Il corretto calcolo degli interessi attivi e passivi maturati sulle giacenze di un conto corrente bancario passa attraverso la seguente formula finanziaria. La periodica giacenza di conto corrente, che rimane o meno invariata per uno o più giorni, costituisce un capitale e su tale capitale maturano gli interessi di competenza 11. La formula per il calcolo degli stessi è la seguente: I = (C x g x i) : 365 ove: I = interesse annuo C = capitale g = numero di giorni in cui il capitale rimane invariato i = tasso di interesse che è dovuto sul capitale Il calcolo operato dalla banca è basato su tale formula, la quale viene sdoppiata creando una complicazione spesso di non facile lettura per il correntista. Infatti, come visto nel paragrafo precedente, il calcolo della banca passa attraverso la determinazione dei numeri debitori e dei numeri creditori, eseguendo raggruppamenti e moltiplicazioni che altro non sono se non lo scorporo, dalla formula precedente, del prodotto fra i fattori C e g. Ipotizzando un saldo di conto corrente (C) pari a (-/+) , invariato per un anno, ad un tasso di interesse del 4% e riprendendo la formula precedente, avremo un interesse annuo di 400: I = (-/+) x 365 x 4% : «Gli interessi sono le prestazioni pecuniarie percentuali e periodiche dovute da chi utilizza un capitale altrui o ne ritarda il pagamento», C. M. BIANCA, Diritto civile, IV. L obbligazione, Milano, 1990, p. 174; per una ulteriore definizione di interessi si veda anche F. FERRARA, Il Fallimento, Milano, 1989, p11 I = (-/+) 400 La banca, invece, procederà con la determinazione dei numeri debitori (nd) oppure creditori (nc): C x g = (-/+) x 365 = (-/+) = nd (nc) Solo in un secondo tempo tale prodotto verrà riconciliato con la formula originaria e avremo: nd (nc) * i : 365 ovvero (come esposto nel par. 5): totale dei numeri creditori (debitori) del trimestre * tasso interesse : 365 e quindi: x 4% : 365 = 400 che altro non è se non: C x g x i : 365 = I 7. Approccio seguito nel ricalcolo degli interessi contestati alla banca. L azione di ripetizione rivolta alla banca è basata sul calcolo corretto degli interessi passivi dovuti dal correntista alla banca per gli anni pregressi. Come visto, la delibera del C.I.C.R. del 9 febbraio 2000 prevede che contrattualmente debba essere stabilita la medesima periodicità agli interessi attivi e passivi con effetti dal 1 luglio 2000; secondo l orientamento delle banche e di parte della dottrina, sarebbero legittimi gli interessi anatocistici successivi al 1 luglio 2000 se calcolati secondo le prescrizioni di cui all art. 2 della delibera. Altra parte della dottrina ritiene, al contrario, che anche con il rispetto delle necessarie prescrizioni, l azione di ripetizione sia legittima poichè la delibera C.I.C.R. non fa venire meno il divieto di capitalizzazione degli interessi. Pertanto, accogliendo l interpretazione più favorevole per il correntista che promuove l azione di ripetizione, la stessa deve interessare sia gli interessi percepiti dalle banche prima del 1 luglio 2000, sia quelli percepiti dalle stesse successivamente. Occorre ora stabilire come tali interessi debbono essere ricalcolati. Sulla questione la giurisprudenza non è univoca 12 : da un lato c è chi sostiene che non debba 12 F. P. NICITA, op. cit., p12 essere applicata alcuna forma di capitalizzazione 13, dall altro c è chi ammette la capitalizzazione trimestrale degli interessi 14 ; in posizione intermedia parte della giurisprudenza ritiene applicabile la capitalizzazione annuale 15. Quest ultimo orientamento è il più diffuso e fonda la propria affermazione sulla struttura del contratto di conto corrente bancario. Il cliente, infatti, da un periodo all altro non chiude il vecchio conto per riaprirne uno nuovo sul quale depositare il saldo di fine periodo, costituito da capitale ed interessi; quindi non realizza o non fa realizzare alla banca gli interessi maturati; pertanto, una forma seppur attenuata di capitalizzazione deve essere riconosciuta 16. Determinato il periodo sul quale ricalcolare gli interessi indebitamente percepiti, occorre stabilire in quale misura gli stessi debbano essere rideterminati. Innanzi tutto l art c.c. prevede che il tasso di interesse debba essere quello legale se le parti correntista e banca non ne hanno determinato la misura e, inoltre, che siano ammissibili tassi d interesse superiori a quello legale esclusivamente se stabilito in forma scritta. Inoltre, secondo l orientamento delle sentenze n /1998, n. 5286/2000 e n /2000 della Corte di Cassazione in relazione all applicazione della L. 108/96 (Disposizioni in materia di usura), i tassi di interesse pattuiti in misura superiore al tasso di usura, se relativi a rapporti cliente-banca non ancora conclusi nel momento di entrata in vigore della legge anti-usura, sono da considerarsi non legittimi e di conseguenza il tasso applicabile è nullo. Di conseguenza, ai fini della richiesta alla banca di restituzione di interessi indebitamente percepiti, occorre procedere nel modo seguente: 1) verificare quale sia il lasso di tempo considerato, ricordando che il termine di prescrizione per le azioni di ripetizione è di dieci anni; 2) verificare se vi siano o meno pattuizioni scritte del correntista con la banca: se vi sono è legittima l applicazione di un tasso di interesse superiore a quello legale; in caso contrario si applicherà il tasso legale; 13 Trib. Brindisi 13 maggio 2002, in Giur. Merito, 2003, p Trib. Napoli 11 ottobre 2002, in Giur. Merito, 2002, p. 901; App. Torino 14 febbraio 2002, in Giur. Merito, 2003, p Trib. Torino 14 novembre 2002, in Giur. Merito, 2003, p. 243; Trib. Roma 8 novembre 2002, ivi, 2003, p. 244; Trib. Milano 4 luglio 2002, ivi, 2003, p F. P. NICITA, op. cit., p13 3) verificare se il tasso eventualmente pattuito (ricalcolato secondo le indicazioni fornite dall UIC) sia superiore al tasso soglia (o tasso usuraio): in tale caso non si applicherà alcun tasso di interesse. CON PATTUIZIONE SCRITTA Interesse convenzionale tasso usuraio Calcoli senza interesse Interesse convenzionale tasso usuraio Calcoli con interesse convenzionale e capitalizzazione annuale (o senza capitalizzazione) SENZA PATTUIZIONE SCRITTA Tasso applicato tasso usuraio Calcoli senza interesse Tasso applicato tasso usuraio Calcoli con interesse legale e capitalizzazione annuale (o senza capitalizzazione) Con riferimento alla verifica di una eventuale violazione della Legge n. 108/96, occorre calcolare il Tasso Effettivo Globale applicato dalla banca per ciascun trimestre, secondo le indicazioni fornite alle stesse dall Ufficio Italiano dei Cambi 17 per la rilevazione dei tassi effettivi globali medi praticati dal sistema finanziario in relazione a categorie omogenee di operazioni di finanziamento. Il T.E.G. si calcola applicando la seguente formula: interessi x oneri x 100 T.E.G. = numeri debitori accordato ove, secondo le indicazioni dell UIC: interessi = sono dati dalle competenze di pertinenza del trimestre di riferimento, ivi incluse quelle derivanti da maggiorazioni di tasso applicate in occasione di sconfinamenti rispetto al finanziamento accordato, in funzione del tasso di interesse annuo applicato; numeri debitori = sono dati dal prodotto tra capitali e interessi ; oneri = comprendono le commissioni, le remunerazioni a qualsiasi titolo e le spese collegate all erogazione del credito, escluse imposte e tasse; sono comprese le spese di chiusura o di liquidazione addebitate con cadenza periodica e le spese previste 17 Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18/2/14 contrattualmente connesse con le operazioni di finanziamento, mentre le spese addebitate con cadenza annuale vanno ripartite sui quattro trimestri di competenza; accordato = è il limite massimo, nel trimestre di riferimento, del finanziamento concesso dalla banca al cliente e dallo stesso direttamente utilizzabile. Calcolato il T.E.G., occorrerà confrontarlo con il limite indicato dalla legge, ovvero con il Tasso Effettivo Globale Medio, aumentato della metà, rilevato trimestralmente dal Ministero del Tesoro e pubblicato sulla G.U. In altri termini occorrerà verificare se il T.E.G. trimestralmente applicato dalla banca sia superiore al tasso soglia, calcolato nel modo seguente: T.E.G.M. Tasso soglia = T.E.G.M Se dovesse verificarsi il superamento del tasso soglia, il tasso applicato dalla banca sarà usuraio e, pertanto, non verrà applicato alcun tasso di interesse nel ricalcolo effettuato dal correntista ai fini dell azione di ripetizione 18. Inoltre, ai sensi dell art. 4 della Legge n. 154 del 17 febbraio 1992 (Norme per la trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari), entrata in vigore l 8/7/1992, sia nel caso in cui le pattuizioni con la banca prevedano tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per il cliente rispetto a quelle pubblicizzate ai sensi dell art. 2 della stessa Legge, sia nel caso in cui le medesime pattuizioni facciano richiamo agli usi, i tassi utilizzati nel ricalcolo saranno quelli previsti dal successivo art. 5 della stessa Legge (nonchè dall art. 117, comma 7 del Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia). Ovvero, occorrerà applicare il tasso nominale minimo e il tasso nominale massimo dei BOT, o altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro del Tesoro, emessi nei 12 mesi precedenti la conclusione del contratto rispettivamente per le operazioni attive e per quelle passive. Per quanto riguarda la commissione di massimo scoperto, la stessa sarà determinata secondo le previsioni contrattuali; qualora queste non sussistano, ma la banca abbia dato adeguata pubblicità ai sensi del citato D. Lgs. n. 385/1993, la 18 Ai sensi dell art. 644 c.p. è da ritenersi comunque usuraio il tasso che, pur inferiore al tasso soglia, sia sproporzionato rispetto alla prestazione offerta o sia stato determinato conoscendo lo stato di difficoltà economica o finanziaria del correntista. 1415 commissione di massimo scoperto sarà determinata secondo le condizioni pubblicizzate. Nel caso in cui non sussistano pattuizioni scritte con il correntista e neppure la banca abbia rispettato le prescrizioni del Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, non sarà dovuta alcuna commissione sul massimo saldo passivo del cliente correntista. 8. La tecnica di ricalcolo degli interessi con capitalizzazione annuale. Per ricalcolare gli interessi passivi effettuando una capitalizzazione annuale, anzichè trimestrale, occorre depurare il saldo progressivamente indicato negli estratti conto dall addebito degli interessi passivi applicati dalla Banca, sostituendoli con quelli computati al tasso ritenuto di volta in volta applicabile con cadenza annuale, calcolando gli interessi passivi sulla base dei numeri debitori che risultano dal riassunto a scalare. Le staffe indicano però saldi per valuta comprensivi degli interessi passivi che sono stati di volta in volta addebitati dalla Banca ed è, pertanto, necessario rettificare i numeri debitori dei riassunti a scalare, perchè all inizio di ciascun trimestre il saldo debitore da utilizzare è inferiore a quello indicato nell estratto conto, essendosi progressivamente accumulato un differenziale di interessi passivi, a causa del diverso - e inferiore - tasso da applicare e della diversa periodicità di capitalizzazione. Di conseguenza, nel calcolare gli interessi dovuti con capitalizzazione annuale, i numeri debitori devono essere ridotti, di trimestre in trimestre, in misura pari al prodotto tra: (a) il differenziale degli interessi passivi accumulato all inizio del trimestre e (b) il numero dei giorni dello stesso trimestre, calcolando soltanto alla fine di ogni anno gli interessi al tasso di volta in volta applicabile sul cumulo dei numeri debitori rettificati di ciascun trimestre. A titolo esemplificativo nella Tabella 1 sono riportati i calcoli per un anno effettuati per un conto corrente senza tasso convenzionale. Il coefficiente di cui sopra (a) è contenuto nella colonna differenza progressiva che è costituita dalla differenza progressiva fra le competenze di ciascun trimestre precedente calcolate dalla banca (e comprensive degli interessi anatocistici) e le stesse competenze calcolate secondo il criterio della capitalizzazione annuale e quindi, in definitiva, dal differenziale di interessi passivi; il coefficiente (b) è contenuto nella colonna giorni ; la colonna rettifica numeri debitori esprime il risultato del prodotto 1516 fra i due coefficienti (quest ultimo deve essere diviso per 1000 nel caso in cui la banca abbia espresso i numeri debitori in migliaia). Solo alla fine dell anno vengono calcolati gli interessi passivi e attivi, applicando ai numeri debitori di ciascun trimestre il tasso di interesse legale e ai numeri creditori di ciascun trimestre il tasso applicato dalla banca. Nella casella differenziale competenze emerge quanto indebitamente percepito dalla banca nel periodo considerato. 9. La tecnica di ricalcolo degli interessi senza capitalizzazione. Allo stesso modo, nel calcolare gli interessi dovuti senza capitalizzazione, i numeri debitori devono essere ridotti, di trimestre in trimestre, in misura pari al prodotto tra: (a) il differenziale degli interessi passivi accumulato all inizio del trimestre e (b) il numero dei giorni dello stesso trimestre (dividendo per 1000 nel caso in cui la banca abbia espresso i numeri debitori in migliaia), calcolando peraltro soltanto alla fine del periodo in cui è stato intrattenuto il rapporto gli interessi al tasso di volta in volta applicabile sul cumulo dei numeri debitori rettificati di ciascun trimestre. Nella Tabella 2 sono riportati a titolo esemplificativo i calcoli sul medesimo conto corrente esaminato nella Tabella 1. Nel caso in esame, però, gli interessi passivi e attivi sono calcolati esclusivamente alla fine del rapporto con la banca, applicando ai numeri debitori di ciascun trimestre il tasso legale e ai numeri creditori di ciascun trimestre il tasso applicato dalla banca. Analogamente alla Tabella 1, nella casella differenziale competenze emerge quando indebitamente percepito dalla banca nel periodo considerato. 10. Conclusioni. Secondo l orientamento della dottrina più favorevole per il correntista, è possibile chiedere il rimborso degli interessi percepiti dalla banca in applicazione di clausole anatocistiche sia per il periodo precedente all entrata in vigore della delibera del CICR del 2000, sia per il periodo successivo, indipendentemente dalla medesima periodicità di capitalizzazione degli interessi attivi e passivi. Unico limite all azione di ripetizione del cliente correntista è quello previsto dall art c.c., ovvero il limite della prescrizione ordinaria decennale. 1617 E opportuno l esperimento di un tentativo di conciliazione con la banca interessata, alla quale può essere inviata una lettera raccomandata, utile anche per interrompere la prescrizione decennale. In assenza di un positivo riscontro da parte della banca, occorre proporre l azione di ripetizione al Tribunale competente, al fine di ottenere la condanna della banca alla restituzione di quanto indebitamente percepito. Possono essere formulate, nell interesse del cliente, sia una richiesta di rimborso che non preveda alcuna forma di capitalizzazione, sia una richiesta fondata sulla capitalizzazione annuale degli interessi, secondo l orientamento che si sta maggiormente affermando. 17 Vedere altro
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