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Timestamp: 2016-10-27 10:54:33+00:00

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Materiali per l esame di economia e statistica
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1 Donato Speroni Materiali per l esame di economia e statistica Ifg Urbino Corso Da utilizzare unitamente ai powerpoint reperibili su Materiali Speroni 12 Prima parte: Imprese, società, mercati La Società per azioni in Italia: caratteristiche e composizione. Nell ordinamento italiano la Società per azioni è disciplinata dagli articoli del Codice civile. È il modello classico a cui solitamente si ispirano le società di capitali, cioè le imprese di medie e grandi dimensioni che operano nei settori produttivi e che conferiscono all elemento del capitale una prevalenza normativa rispetto ai soci (elemento soggettivo), che appunto partecipano al capitale sociale attraverso la sottoscrizione di azioni. Le caratteristiche fondamentali della S.p.a sono: autonomia patrimoniale perfetta, ossia limitazione della responsabilità dei soci solo nel limite del capitale sociale sottoscritto; partecipazione al capitale sociale con la sottoscrizione di azioni per un minimo di euro; versamento del 25% dei conferimenti in denaro presso una banca; conferimenti sia in denaro che in natura; iscrizione della società nel registro delle imprese; rigida divisione dei poteri tra i diversi organi; Che differenza c è tra una società di capitali e una società di persone? E quali sono i tipi più importanti di società di capitali? La società, intesa a livello economico, è un impresa collettiva. Esistono due grandi categorie di società, di persone o di capitali. Sono due le società di persone più comuni: la società in nome collettivo (S.n.c) e la Società in accomandita semplice (S.a.s). Mentre nella prima, la S.n.c., tutti i soci rispondono illimitatamente col loro patrimonio, nella S.a.s, c è una differenziazione dei ruoli. I soci nella società ad accomandita semplice si dividono tra accomandanti e in accomandatari. Solo quest ultimi rispondono illimitatamente con il loro patrimonio e possono amministrare la società, gli accomandanti invece rispondono solo del patrimonio conferito. Nelle società di capitali invece i soci rispondono, il più delle volte, solo per il capitale conferito. La responsabilità di comportamenti scorretti (fallimento, bancarotta ecc.) ricade sugli amministratori e sul loro patrimonio. Tra i tipi di società di capitali, la società per azioni e quella a responsabilità limitata sono le più diffuse. La società per azioni (S.p.a.), prevede appunto che la società sia divisa in azioni. e Il capitale minimo è di euro. Le azioni delle spa possono essere quotate in Borsa se le società soddisfano una serie di requisiti. Nella società a responsabilità limitata (S.r.l.), la società è divisa in quote, e il capitale minimo deve essere di euro, una somma molto più modesta rispetto al minimo investimento della S.p.a. Un caso particolare è rappresentato dalla società in accomandita per azioni (Sapa) che si differenzia dalla società per azioni per la presenza di due categorie di soci: accomandanti e accomandatari. Materiali Speroni 23 Gli accomandatari fungono anche da amministratori della società e possono mantenere la carica in modo permanente. Questo, se da un lato rende illimitata la responsabilità dei soci accomandatari, dall altro spesso fungono da vere e proprie casseforti di famiglia, poiché il duplice ruolo preserva la stabilità della gestione Che ruolo hanno in una società per azioni l assemblea degli azionisti, il consiglio di amministrazione e l amministratore delegato? E che differenza c è tra direttore generale e amministratore delegato? Gli organi di cui si compone una Società per azioni sono tre: l assemblea dei soci, l organo amministrativo e il collegio sindacale. L assemblea dei soci si distingue in generale (hanno diritto di intervento tutti i soci) e speciale (intervengono solo i soci detentori di particolari tipologie di azioni). Inoltre, in base alle competenze svolte, si distingue anche in ordinaria e straordinaria. La prima ha la competenza sull approvazione del bilancio di esercizio, sulla nomina e revoca degli amministratori e dei sindaci e sull azione di responsabilità degli stessi, sul compenso di tali organi, se non espressamente determinato dallo statuto. La seconda, invece, delibera in merito alle modifiche statutarie, quando questa competenza non è per statuto rimandata ad altri organi, e sull emissione delle obbligazioni convertibili in azioni. L assemblea dei soci viene convocata dagli amministratori o dal consiglio di gestione ad eccezione di determinate ipotesi di convocazione obbligatoria come l approvazione del bilancio, che avviene annualmente. L organo amministrativo, nel modello tradizionale di S.p.a., può essere rappresentato da un amministratore unico o da un consiglio di amministrazione. Il consiglio di amministrazione ha il compito di gestire la società e la rappresenta per tutti gli atti compiuti in nome della stessa. Gli amministratori possono essere anche non soci e il numero (fisso o variabile) è generalmente indicato nello statuto della società, nel caso in cui non venga specificato dallo statuto decide l assemblea dei soci. L amministratore o gli amministratori durano in carica tre anni e sono rieleggibili, tranne diversa disposizione statutaria. I membri del Cda hanno il compito di gestire la società, convocare l assemblea dei soci, redigere il bilancio, che deve poi essere presentato all assemblea per l approvazione, attuare le delibere dell assemblea, tenere i libri contabili e rappresentare la società all estero. Il collegio sindacale: è un organo di controllo che, a seguito della riforma del diritto societario, esercita il controllo contabile esclusivamente nelle società che non fanno ricorso al mercato del capitale di rischio. Inoltre, ha il compito di vigilare sulla corretta gestione della società e vari controlli in ordine alle attività svolte dall assemblea e dagli amministratori. Nella Società per azioni hanno una grande importanza anche l amministratore delegato e il direttore generale. L Ad è un componente del Cda a cui il consiglio stesso, se consentito dallo statuto o permesso dall assemblea dei soci, può delegare una parte dei propri poteri. Il consiglio di amministrazione determina il contenuto, i limiti e le eventuali modalità di esercizio della delega, può impartire direttive agli organi delegati e avocare a sé operazioni rientranti nella delega. L Ad ha il compito di verificare che l assetto organizzativo, amministrativo e contabile sia adeguato alla natura e alle dimensioni dell impresa. Inoltre, deve informare il consiglio di amministrazione e il collegio sindacale (con la periodicità fissata dallo statuto e in ogni caso almeno ogni sei mesi) sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo per dimensioni o caratteristiche effettuate dalla società o dalle sue controllate. Tra i compiti che, invece, non possono essere delegati all Ad c è la redazione del bilancio di esercizio, la facoltà di aumentare il capitale sociale, la redazione del progetto di fusione con altre società o del progetto di scissione della società, gli adempimenti relativi alla riduzione del capitale sociale per perdite. Materiali Speroni 34 Il titolo di direttore generale è, invece, attribuito a un manager, di solito un dirigente, con autorità e responsabilità estesa all intera organizzazione. In Italia questa figura di solito non corrisponde al capo d azienda (che è in realtà l amministratore delegato), ma ha un ruolo paragonabile al chief operating officer anglosassone (COO), una figura con responsabilità di coordinamento e ottimizzazione di tutte le attività operative e progettuali dell azienda, con il compito di renderle più efficaci e funzionali agli obiettivi aziendali. Il direttore generale è un sottoposto dell amministratore delegato. Che cosa è il valore aggiunto? Come si ripartisce quello prodotto da un impresa? Il valore aggiunto è la differenza tra il valore della produzione di beni e servizi (output) e i costi sostenuti (input) dalle singole unità produttive per l acquisto di ciò che serve per produrre tali beni e servizi. Rappresenta quindi il valore che i fattori produttivi utilizzati dall impresa, capitale e lavoro, hanno aggiunto ai beni primari acquistati dall esterno per ottenere il prodotto finito. Il valore aggiunto di una impresa va a remunerare i fattori che concorrono alla sua produzione: il lavoro, attraverso il salario, il capitale preso a prestito attraverso gli interessi sul debito, I proprietari di beni naturali dell azienda (immobili in affitto, concessioni ecc.) attraverso le rendite I detentori di capitale attraverso il profitto, cioè l utile ripartito tra i soci al netto delle imposte Il management attraverso forme miste tra salario e profitti Che differenza c è tra azioni e obbligazioni? E come si guadagna o si perde su questi titoli? Le azioni e le obbligazioni sono due diverse tipologie di investimenti. L azione (in inglese equity) un titolo rappresentativo di una quota della propriet di una societ, quindi acquistando azioni si diventa titolari di quote che rappresentano parti del capitale sociale e si partecipa cos sia agli utili che alle perdite della societ. E si concorre pro quota alle decisioni attraverso l assemblea degli azionisti. Un'obbligazione, invece, (in inglese bond) un titolo di debito emesso da una societ o da enti pubblici che attribuisce a chi la possiede il diritto al rimborso del capitale prestato all'emittente alla scadenza, pi un ulteriore interesse su quella somma. Un'obbligazione tipica sono, ad esempio, i titoli di Stato. In pratica quando si acquista un obbligazione si presta del capitale ad una societ per un periodo di tempo determinato, durante il quale vengono percepiti degli interessi. L'acquisto di un azione, a fronte di rendimenti potenzialmente maggiori, quindi generalmente pi rischiosa di un obbligazione, in quanto il suo valore maggiormente legato all andamento economico ed alle prospettive di crescita della societ emittente. Le azioni si dividono in - ORDINARIE quando rappresentano una frazione del capitale della societ con diritto di voto e agli utili proquota. - PRIVILEGIATE quando hanno la precedenza nella ripartizione degli utili, di solito, per con alcuni limiti al diritto di voto nelle assemblee ordinarie. - PREFERENZIALI quando hanno il pieno diritto di voto Materiali Speroni 45 - AZIONI DI RISPARMIO, obbligazioni convertibili: sono forme ibride tra azione e obbligazione Come si guadagna con le azioni: - Attraverso la variazione del prezzo tra il momento dell'acquisto e quello della vendita: si realizza cio una Plusvalenza, ma un guadagno soggetto a forti oscillazioni, l'operazione ad esempio pu chiudersi con una Minusvalenza - Attraverso gli earnings, cio il pagamento annuale del dividendo, cio dell'aliquota di utile. - Il P/e, Price/earnings, uno degli indici pi significativi Come si guadagna con le obbligazioni: Comprando obbligazioni il risparmiatore diventa creditore della società che le ha emesse e acquista il diritto a riavere indietro il capitale prestato, nel termine e alle condizioni stabilite dall emittente. Con cadenza periodica (trimestrale, semestrale o annuale) è previsto il pagamento degli interessi, calcolati in base a tasso fisso oppure variabile. Il tasso di interesse di solito è tanto più alto quanto più lunga è la durata delle obbligazioni. I pagamenti periodici degli interessi si dicono cedole perché in origine per poterli riscuotere era necessario staccare uno scontrino compreso nel certificato dell obbligazione. Vi sono anche obbligazioni senza cedola. In questo caso il rendimento sarà dato dalla differenza tra la somma rimborsata alla scadenza e il prezzo, più basso, pagato all atto della sottoscrizione del titolo. Si può guadagnare o perdere sulle obbligazioni anche comprandole o vendendole sul mercato secondario, cioè non al momento della loro emissione ma successivamente attraverso un intermediario finanziario. Prendiamo l esempio di una società A che emette una obbligazione decennale x del valore di 100 al tasso annuo del 5%. Se la tengo, incasserò 5 ogni anno e 100 alla scadenza. Tuttavia: 1) Supponiamo che insorgano dubbi sulla solvibilità di A. L obbligazione X diventa un junk bond, un titolo spazzatura. Il mercato è disposto a riacquistarlo solo al valore, supponiamo, di 70. Se mi trovo nella necessità di vendere, avrò perso 30. Ma se lo compro sul mercato secondario a 70 e A contrariamente ai timori mantiene gli impegni, non solo alla fine avrò guadagnato 30, ma avrò anche un obbligazione che mi rende annualmente 5 su un capitale investito di 70, cioè il 7%. 2) Supponiamo invece che io debba vendere anticipatamente x, in un mercato che non remunera più le buone obbligazioni al 5% bensì al 10%: un mercato nel quale il denaro costa più caro. Il potenziale acquirente vorrà dalla mia obbligazione un rendimento del 10%. Ma invece x rende il 5 e quindi al massimo l acquirente sarà disposto a pagarla molto meno (il prezzo effettivo dipende anche da quanto manca alla scadenza) e io perderò la differenza. Facciamo il caso inverso: in un mercato che remunera solo il 2% (il costo del denaro si è abbassato) la mia obbligazione è diventata preziosa, perché rende l equivalente di una nuova obbligazione da 250. Ovviamente questi sono casi limite, per spiegarsi meglio. Qual è la differenza tra stato patrimoniale e conto economico? E che cosa è il budget? Stato patrimoniale, conto economico e il bilancio preventivo sono gli strumenti di controllo della programmazione di un azienda. Materiali Speroni 56 Stato patrimoniale e conto economico sono i due documenti che articolano il bilancio che deve essere stilato e approvato dall assemblea dei soci. Lo stato patrimoniale è una fotografia, un istantanea dei beni che l impresa possiede in un determinato momento, solitamente al 31 dicembre di ogni anno. All attivo si troveranno, per esempio, le disponibilità monetarie e finanziarie, i crediti, gli immobilizzi netti cioè il valore effettivo degli impianti. Al passivo ci sarà il capitale proprio (cioè quello conferito dai soci), i debiti, eventuali accantonamenti su rischi di perdite. Tramite questo documento è possibile verificare quali sono le fonti di capitale e quali sono gli investimenti dell impresa. Nel conto economico, invece, è il film delle entrate e delle uscite nel corso di un determinato periodo di tempo, normalmente l anno di esercizio. Vengono riportati i costi e gli oneri sostenuti dall azienda per acquistare i prodotti necessari per la sua attività, le quote di ammortamento impianti relative a quell anno e i ricavi ottenuti. Entrambi si concludono con un utile o una perdita che deve essere uguale per stato patrimoniale e conto economico. La differenza tra i due documenti sta nel fatto che nello stato patrimoniale l utile o la perdita si ricava dalla differenza tra l attivo (beni mobili e immobili, crediti, disponibilità liquide, investimenti) e il passivo (debiti, mutui, fondi d ammortamento, capitale netto). Nel conto economico invece la differenza è data dai costi (acquisti, spese di amministrazione, servizi industriali, costi dell affitto, costi del personale) e dai ricavi (ricavi dalle vendite delle merci o da prestazioni). il budget (bilancio di previsione) è un documento contabile, a cui generalmente sono tenuti a redazione enti pubblici e privati, in cui vengono stabiliti in via preventiva gli atti di previsione relativi ad un futuro bilancio, al fine di conseguire un determinato risultato. Esso rientra tra gli strumenti fondamentali di programmazione e controllo dell'attività economica. Rappresenta una forma di programmazione aziendale: vengono stabiliti in via preventiva (ovvero sulla base di un previsione futura) gli atti, le spese e i costi relativi ad un futuro bilancio per arrivare ad un risultato stabilito. Che cosa sono gli ammortamenti? E il cash flow? Per ammortamento si intende un procedimento volto a gestire un investimento aziendale pluriennale all interno di un bilancio d impresa. Tramite l ammortamento, disciplinato dall articolo 2426 del Codice civile, l azienda può ripartire il costo di un bene tra tutti gli anni del suo esercizio. Si tratta dunque di un deprezzamento produttivo, che consente appunto di frastagliare la spesa in tutto il periodo di durata del bene. La ripartizione è infatti effettuata in un numero di quote pari agli anni di previsto utilizzo, per poi inserirle nei rispettivi bilanci annuali. Un esempio pratico: se un impresa ha acquistato un macchinario, utilizzabile per tre anni, a euro, ogni anno per tre anni l azienda registrerà un costo di 500 euro per il suddetto macchinario. Questo è l ammortamento costante o lineare, calcolato sul valore d acquisto, ma esiste anche l ammortamento degressivo, che viene calcolato sul valore contabile netto. L ammortamento di un bene come constatazione contabile della perdita di valore del bene stesso, dovuta a usura o progresso tecnologico, prende il nome di ammortamento economico. Esiste un secondo tipo di ammortamento, detto finanziario, che non riguarda più i beni ma piuttosto i prestiti e consiste nella ripartizione della restituzione di una somma di denaro al legittimo proprietario in un determinato arco di tempo. Il cash flow (o flusso di cassa) è la somma degli utili e degli ammortamenti all interno di un azienda. Indica la liquidità effettivamente disponibile per nuove iniziative perché derivante dai profitti reinvestiti (gli utili) o dagli accantonamenti effettuati a fronte del deprezzamento degli investimenti già effettuati. Materiali Speroni 67 Seconda parte: Politica economica Quali sono gli strumenti della politica monetaria? La POLITICA MONETARIA è l insieme degli interventi che le Autorità monetarie pongono in essere per influire sulla quantità di moneta in circolazione e sul costo del denaro, al fine di favorire la realizzazione di obiettivi di più ampia portata quali la stabilità dei prezzi, la piena occupazione, la bilancia dei pagamenti la crescita del reddito ecc.(obiettivi finali). L obiettivo primario del SEBC (Sistema Europeo delle Banche Centrali) e, quindi della Banca Centrale Europea è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Alla Federal Reserve statunitense, invece, è attribuito anche l obiettivo della piena occupazione. Al fine di monitorare il percorso per raggiungere degli obiettivi finali, le Banche Centrali fissano generalmente obiettivi intermedi, che consentono di verificare se si sta effettivamente procedendo sul sentiero giusto o sono necessari interventi correttivi. Ad es: per favorire la crescita del reddito e dell occupazione (ob. finali) si può agire sulla quantità di moneta in circolazione e sulla struttura dei tassi d interesse (ob. Intermedi).A loro volta gli obiettivi intermedi possono essere raggiunti attraverso obiettivi operativi, cioè variabili su cui la Banca centrale mantiene un rigido controllo e sono manovrabili nel breve periodo (variazione della base monetaria delle banche e tassi di interesse a brevissimo tempo che influenzano direttamente la struttura dei tassi d interesse e l equilibrio del mercato finanziario). Gli obiettivi operativi, infine, possono essere realizzati attraverso specifici STRUMENTI. Gli STRUMENTI DELLA POLITICA MONETARIA si distinguono in: -DIRETTI : le Autorità monetarie intervengono direttamente tramite provvedimenti amministrativi aventi ad oggetto, ad esempio, limiti all espansione dei prestiti o alla remunerazione dei depositi o l obbligo di investire parte dei depositi in titoli -INDIRETTI : le Autorità modificano l equilibrio della base monetaria (circolante e depositi delle banche) attraverso: LA MANOVRA DELLA RISERVA OBBLIGATORIA: La riserva obbligatoria è un istituto con cui si impone alle banche di detenere una percentuale k delle loro passività depositato presso la Banca centrale. Se la Banca centrale innanlza la riserva obbligatoria, la banca potrà erogare meno prestiti, il moltiplicatore bancario sarà minore, la quantità di moneta a disposizione del sistema diminuirà. LE OPERAZIONI DI MERCATO APERTO: Se la Banca centrale acquista titoli di Stato, non al momento della emissione, ma sul mercato. In questo modo immette nel sistema ulteriore moneta. Se invece vende titoli che aveva in deposito diminuisce la quantità di moneta in circolazione. LE VARIAZIONI DEL TASSO DI SCONTO: Modificando il tasso al quale la Banca centrale presta il denaro alle altre banche si modifica tutta la scaletta dei tassi. Se aumenta il tasso, il denaro costerà di più agli investitori, e quindi si faranno meno investimenti, frenando l attività economica. Al tempo stesso un aumento del tasso può richiamare capitali internazionali, rendendo quella valuta più attraente rispetto alle altre. LA MORAL SUASION : Il Governatore della Banca centrale (che tra l altro esercita il potere di vigilanza sulle banche) ha anche la possibilità di inffluire sui comportamenti degli istituti di credito suggerendo per esempio maggiore o minore prudenza nella erogazione dei prestiti. Materiali Speroni 78 In che modo la Banca centrale crea o distrugge moneta? CANALE ESTERO: mediante il saldo della bilancia dei pagamenti: un saldo positivo genera un incremento in seguito alla conversione della valuta estera nella moneta nazionale; l opposto accade nel caso di saldo negativo. CANALE TESORO: Può impattare sul volume della base monetaria per il tramite dell emissione diretta di biglietti e monete. Con l abolizione del finanziamento da parte della BC (divorzio Bnkitalia/Tesoro), non è più possibile influire sulla base monetaria con operazioni di copertura del fabbisogno finanziario. Ma con le operazioni di mercato aperto (acquisto vendita di Bot) incide sulla quantità di moneta, facendola crescere se acquista e diminuire se vende. CANALE SISTEMA BANCARIO: crea moneta allorché ricorre alle operazioni di rifinanziamento da parte della Banca centrale. Crea o distrugge moneta, come spiegato sopra, attraverso l obbligo della riserva obbligatoria. La quantità di moneta e la misura di M3 La moneta, stock di beni che possono essere usati per effettuare delle transazioni, ha tre funzioni: riserva di valore (ha cioè la capacità di trasferire il potere d acquisto dal presente al futuro), unità di conto (con cui si esprimono i prezzi), mezzo di scambio (per l estrema facilità con cui può esser cambiata con altri beni). Essendo lo stock di attività utilizzabili per regolare le transazioni, la quantità di tale moneta è la quantità di tali attività. È costituita non solo da banconote (circolante), ma anche da titoli di credito trasformabili facilmente in liquidità (i cosiddetti depositi a vista, ossia i fondi che gli individui detengono in forma liquida sui conti correnti). Quattro sono le misure delle moneta (aggregati monetari) calcolate dalla Federal Reserve: il circolante, M1, M2, M3. M1 è un aggregato monetario ristretto che comprende il contante e i pagamenti a vista, ossia i saldi che possono essere immediatamente convertiti in banconote e monete e usati per i pagamenti. M2 è un aggregato che, oltre a contante e pagamenti a vista (M1), comprende i depositi con scadenza fino a due anni e i depositi rimborsabili con preavviso fino a tre anni. Per calcolare M3 è necessario aggiungere a M2 alcuni strumenti forniti dalle banche centrali, dagli istituti di credito e da altri enti finanziari come i fondi di finanziamento monetario. In particolare la Bce tiene sotto controllo M3, e regola tassi e aumento della quantità di moneta con l obiettivo di contenere l inflazione mediamente vicina ma al disotto del 2%. L obbiettivo dichiarato della crescita di M3 è il 4,5% ma è stato spesso superato. In altre aree monetarie però si sta immettendo molta più moneta per rispondere alla crisi (quantitative easing). IL MOLTIPLICATORE BANCARIO Le banche sono degli intermediari finanziari, delle istituzioni che ricevono fondi dagli individui e dalle imprese e li usano per accordare prestiti e acquistare titoli. Le loro attività sono le azioni e le obbligazioni che possiedono e i prestiti che hanno concesso (che rappresentano il 70% delle attività del sistema bancario). Invece, nel concetto di passività rientrano i fondi che ricavano dagli individui e dalle imprese. E queste passività sono moneta, ossia il valore dei depositi in conto corrente. Materiali Speroni 89 La moneta, se detenuta da questi intermediari finanziari, ha la capacità di innescare un particolare processo di moltiplicazione chiamato moltiplicatore bancario. Vediamo nello specifico di cosa si tratta. Abbiamo detto che le banche si distinguono tra gli intermediari finanziari perché le loro passività (i depositi dei clienti) sono costituite da moneta che, pur essendo a disposizione dei correntisti, rimane in possesso dell ente bancario. Quest ultimo, contando sul fatto che i depositari non ritireranno contemporaneamente l intero ammontare che hanno sul proprio conto, può usarne una parte per erogare prestiti ad altri clienti. Ed è così facendo che si crea moneta perché, a sua volta, chi ottiene il prestito userà quel denaro per depositarlo a sua volta in banca o per effettuare dei pagamenti in favore di un altro soggetto economico che lo accantonerà, almeno in parte, sul suo conto corrente. E questo processo si ripeterà ancora e ancora. La misura della creazione complessiva di moneta da parte del sistema bancario può essere calcolata se si conoscono la quota di moneta che le banche usano per concedere prestiti e onorare prontamente le richieste di prelievo dei depositari (la cosiddetta riserva libera) e quella fetta di ricchezza depositata che le banche devono obbligatoriamente tenere da parte (la riserva obbligatoria). L ammontare di questa riserva, che deve essere versato presso la banca centrale, è stabilito dalla Bce ed è proporzionale al volume dei depositi. Passiamo a un esempio concreto: se le banche, tenendo presente riserva libera e obbligatoria, trattengono il 20% dell ammontare dei depositi e danno in prestito l 80%, la decisione di un cliente di depositare frutterà un espansione complessiva dei depositi di ben euro. 1/K=1/0,2=5 K: riserva che abbiamo assunto essere del 20% C: deposito iniziale D: ammontare complessivo depositi (1-k): nuovo deposito D=1/kC In che cosa consiste il divorzio attuato in Italia tra Tesoro e Banca Centrale? Nel luglio del 1981 ha inizio, con un asta dei Bot, una nuova politica monetaria che prevede una sorta di separazione dei beni tra il Tesoro e la Banca d Italia. Quest ultima fu esentata dal garantire in asta il collocamento integrale dei titoli offerti dal Tesoro. Il termine divorzio fu utilizzato dall allora ministro del Tesoro, Beniamino Andreatta, per sottolineare il carattere di rottura rispetto al passato. e anche perché da quel momento la Banca centrale ebbe una sua autonomia nel determinare gli obiettivi di politica monetaria, mentre in passato un famoso governatore, Guido Carli aveva dichiarato che sarebbe stato un atto sedizioso non soddisfare le richieste del Tesoro. Il divorzio contribuì a combattere l inflazione a due cifre degli anni 80. ma spinse il Governo a ricorrere sempre più al mercato per le sue esigenze di finanziamento, aumentando così il debito pubblico. Materiali Speroni 910 Legge di bilancio e pareggio di bilancio nell articolo 81 della Costituzione italiana L articolo 81 della Costituzione italiana regolamenta l amministrazione del bilancio dello stato, che è il documento contabile contenente il registro dell attività finanziaria, diviso in entrate e spese. Fino alle riforme introdotte nel 2012, la Costituzione vietava la possibilità di imporre nuove tasse o tributi con la legge di approvazione di bilancio. Il 18 Aprile 2012 è stato approvata dal Senato la norma che introduce il pareggio di bilancio nella Costituzione. Con questa riforma il governo può inoltre approvare nuove spese o tributi e inserirle nella legge di bilancio. L articolo 81 quindi, oltre a disciplinare la gestione del bilancio dello stato, rende obbligatorio il pareggio di bilancio al fine di porre un freno alla crescita del debito pubblico. In pratica il ricorso all indebitamento non è escluso ma è vincolato a particolari contesti economici: devono esserci garanzie precise di copertura futura delle spese e deve essere approvato da entrambe le camere a maggioranza assoluta. Parallelamente alla modifica dell articolo 81 sono state cambiate anche le leggi 97, 117 e 119. Con questa riforma è stata data maggiore autonomia di spesa agli enti locali purché venga rispettato il principio costituzionale del pareggio di bilancio. Va letto in questo senso anche la possibilità data ai poteri locali di stabilire nuove imposte, così da equilibrare il proprio bilancio e non interferire con l articolo 81. Ecco il testo completo del nuovo art. 81: «Lo Stato assicura l equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Il ricorso all indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali. Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte. Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei principî definiti con legge costituzionale.» Qual è il percorso annuale di approvazione della politica di bilancio dello Stato? Il percorso annuale di approvazione della politica di bilancio è disciplinato dalla legge 196/2009 emendata dalla legge 39/2011. Gli strumenti della programmazione di bilancio così delineati dalla legge di contabilità sono: il Documento di economia e finanza (DEF, ex DFP), presentato annualmente dal Governo alle Camere entro il 10 aprile, espone il quadro della programmazione economico finanziaria su base almeno triennale, recando al suo interno lo schema di Programma di stabilità e lo schema del Programma Nazionale di riforma, documenti da presentare alle Istituzioni comunitarie entro il 30 aprile; Materiali Speroni 10 Vedere altro
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