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Timestamp: 2017-06-26 19:06:39+00:00

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Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 4 gennaio 2017, n. 95 – Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sezione I civile, sentenza 4 gennaio 2017, n. 95	By Avv. Renato D'Isa on 11 gennaio 2017	• ( Lascia un commento )
L’opposizione a precetto, con la quale si contesta alla parte istante il diritto di procedere ad esecuzione forzata quando questa non è ancora iniziata, rientra, come tutte le cause di opposizione al processo esecutivo, tra i procedimenti ai quali non si applica, neppure con riguardo ai termini relativi ai giudizi di impugnazione, la sospensione dei termini processuali durante il periodo feriale, ai sensi degli artt. 3 della legge 7 ottobre 1969, n. 742 e 92 dell’ordinamento giudiziario. Quanto alle opposizioni a precetto, tuttavia, la sospensione torna ad essere applicabile: – quando si discuta soltanto dell’esistenza o meno del diritto del creditore di promuovere l’azione esecutiva al solo fine del riparto delle spese del processo; – quando l’attore opponente chieda la condanna della controparte al pagamento di una somma di danaro; – quando il giudice di primo grado dichiari inefficace il precetto, pronunciando sulla domanda esperita in via riconvenzionale dall’opposto, e poi, in grado d’appello, sia impugnata e si discuta soltanto di tale ultima pronuncia; – quando nel giudizio di opposizione all’esecuzione sia eccepito dal debitore esecutato un controcredito ed esso sia contestato dal creditore procedente, se il valore del controcredito non eccede quello del credito per cui si procede, il cumulo di cause (quella di opposizione e quella di accertamento del controcredito) non resta soggetto alla sospensione dei termini per il periodo feriale, mentre, se il controcredito sia eccedente, opera la sospensione cui è soggetta la causa di opposizione all’esecuzione
sentenza 4 gennaio 2017, n. 95 Svolgimento del processo § 1. – Con sentenza del 9 luglio 2004 il Tribunale di Napoli ha accolto l’opposizione al precetto (intimato in forza di sentenza della Corte d’appello di Napoli numero 1929 del 1994) di pagamento dell’importo di Lire 3.039.040, con accessori e spese, proposta da P.G. e D.S.A. nei confronti di C.A. , C.V. e C.R. , condannando queste ultime al rimborso, quali soccombenti, in favore degli opponenti, delle spese di lite liquidate in Euro 1200,00, oltre Iva, C.p.a. e rimborso forfettario nella misura del 10%.
Motivi della decisione § 4. – Il ricorso contiene quattro motivi.
P.Q.M. dichiara inammissibile il ricorso; nulla per le spese.
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