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Timestamp: 2017-10-21 03:12:04+00:00

Document:
Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: 2017
2010 IL MISTERO DEI DUE VERBALI AL CIMITERO DI ISOLA DELLE FEMMINE DAVI' ROSARIA E GIOVANNA RISO MADRE INV... by Pino Ciampolillo on Scribd
2010 15 APRILE ARCHIVIAZIONE FERNANDO SESTITO GIUDICE PROCEDIMENTO CONTRO RISO GIOVANNA MOGLIE DI BILLECI ORAZIO ABUSIVISMO AL CIMITERO
2010 15 APRILE ARCHIVIAZIONE FERNANDO SESTITO GIUDICE PROCEDIMENTO CONTRO RISO GIOVANNA MOGLIE DI BILLECI O... by Pino Ciampolillo on Scribd
2010 13 GENNAIO MERCOLEDI ORE 11 15 CIMITERO CHIUSO 1° VERBALE INTIMA DAVI ROSARIA 4 MAGGIO 60 FIGLIA DI RISO GIOVANNA MOGLIE BILLECI ORAZIO SEQUESTRO CAPPELLA GENITILIZIA
2010 13 GENNAIO MERCOLEDI ORE 11 15 CIMITERO CHIUSO 1° VERBALE INTIMA DAVI ROSARIA 4 MAGGIO 60 FIGLIA DI... by Pino Ciampolillo on Scribd
2010 13 GENNAIO MERCOLEDI CIMITERO CHIUSO 2° VERBALE FIRMATO A CASA RISO GIOVANNA 9 8 1926 INVALIDA SEQUESTRO CAPPELLA GENITILIZIA SUOCERA BILLECI ORAZIO DAVI ROSARIA
2010 13 GENNAIO MERCOLEDI CIMITERO CHIUSO 2° VERBALE FIRMATO A CASA RISO GIOVANNA 9 8 1926 INVALIDA S... by Pino Ciampolillo on Scribd
DICHIARAZIONE A VERBALE DEL SINDACO SIGNOR STEFANO BOLOGNA AL CONSIGLIO COMUNALE DEL 5 OTTOBRE CHE RIVELA LE MOTIVAZIONI DELL'INEFFICIENZA DELLA MACCHINA BUROCRATICA AMMINISTRATIVA DEL COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE
https://drive.google.com/file/d/0B5sK2PuWwE5ibzBLdHB5a2VXa1U/view?usp=sharing
2010 IL MISTERO DEI DUE VERBALI AL CIMITERO DI ISOLA DELLE FEMMINE DAVI' ROSARIA E GIOVANNA RISO MADRE INVALIDA ALONGI, BOLOGNA, BRUNO FRANCO, CIMITERO, DAVI ROSARIA, GIAMBRUNO, LE JENE, LI MUTI, MANNINO, MINAFRA, PACI ROCCO, Peloso, RANDAZZO, RAPPA ING ROCCO, REQUISIZIONE LOCULI, RINO CASCIO, RISO GIOVANNA, TRIBOTO, VENTIMIGLIA,
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SINDACO DI ISOLA DELLE FEMMINE STEFANO BOLOGNA AFFIDAMENTO DIRETTO SERVIZIO FUNEBRE LI MUTI A FIGLIA DI SU... by Giuseppe on Scribd
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Isola delle Femmine Città della Donna: Addio a Gianna Franco, anima del teatro torinese
E' stata fondatrice del Gran Serraglio, sua la prima idea dello Juvarra
di ALESSANDRA VINDROLA
Instancabile organizzatrice, capace di raccogliere attorno alle sue idee persone altrettanto appassionate, "donna di teatro" prima di tutto ma anche curiosa di temi apparentemente lontani come la scienza, la psicologia, la medicina alternativa: è morta oggi Gianna Franco, una delle anime dell'ex Teatro Juvarra.
Gianna Franco, nata a Torino nel 1951, laureata in psicologia, ha fondato nel 1971, con Mariano Meli, Richi Ferrero e gli attori della compagnia sperimentale Zoo di Michelangelo Pistoletto, il Gran Serraglio, una delle compagnie storiche del teatro di ricerca italiano. Nel 1985, assieme a Ferrero, divenuto nel frattempo suo marito, fonda "Il Magnifico Atelier”, gigantesca struttura industriale dove si allestiscono le installazioni di teatro urbano, si progettano e si costruiscono le scenografie per realtà esterne, come il Teatro Regio di Torino e il Museo della Scala di Milano.
Da lei viene la spinta a occupare gli spazi del teatro Artigianelli, proprietà dei padri Giuseppini, e farne la casa del Teatro Juvarra e del Café Procope, di cui affidò la direzione a Sergio Martin, divenuto poi suo compagno di vita e da cui ha avuto un figlio.
Quando lo Juvarra fu chiuso, Gianna Franco non si diede per vinta e immaginò una nuova casa del teatro al Rettilario, nell'ex zoo di Torino: un progetto purtroppo mai andato in porto.
http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/09/30/news/addio_a_gianna_franco_anima_del_teatro_torinese-176965393/
da La Repubblica del 08-03-1990
Prende il via allo Juvarra la rassegna "Follia a teatro"
Spunta dietro al sipario la passione della mente
Si comincia stasera con "La doppia vita di Anna O." Il contributo negato dell'assessorato alla Sanità
Il progetto "Follia a teatro" prende il via questa sera al teatro Juvarra con La doppia vita di Anna 0. della cooperativa Tne di Bologna, spettacolo scritto e diretto da Luigi Gozzi e ispirato a un caso psicanalitico irrisolto. La proposta viene dalla compagnia Granserraglio, e nasce da un'idea della sua presidente, Gianna Franco, grande appassionata delle tematiche psicanalitiche e dei nessi che legano il teatro con quelle che Freud definiva "le passioni della mente".
Le tecniche di concentrazione, di immedesimazione e di finzione che si esprimono nei seminari teatrali attoriali, si legge nella presentazione del progetto, sono oggi utilizzate sia in psichiatria che in psicanalisi poiché consentono risultati terapeutici di grande interesse nel percorso di riappropriazione dell'io disturbato. E non è un caso che il maggior esponente della psicanalisi italiana, Cesare Musatti, abbia scritto per il teatro tre lavori ispirati a problematiche psicanalitiche. Una conferma di come il fatto teatrale possa riprodurre nel rapporto attore-spettatore condizioni simili ai meccanismi che regolano il rapporto tra analista e paziente. "Follia a teatro" si presenta in forma ridotta rispetto alle ambizioni iniziali. Infatti è venuto a mancare, a poche settimane dall'inizio, un concreto contributo economico da parte dell'Assessorato per la Sanità della Regione Piemonte. Questo spiega l'assenza del gruppo Stalker, che da molti anni agisce all'interno degli ex Ospedali Psichiatrici di Collegno e di Grugliasco, una vera autorità in materia dei rapporti tra teatro e malattia mentale, tra "diversi" e "normali". Mancherà anche Michele di Mauro, che insieme al regista milanese Roberto Petrolini avrebbe dovuto coordinare un seminario della durata di alcuni mesi da cui sarebbe poi nato uno spettacolo. Resta immutata tuttavia la struttura portante del progetto: tre spettacoli e altrettanti dibattiti ai quali parteciperanno numerosi esponenti delle varie tendenze e scuole che compongono il variegato mondo della psicanalisi, della psichiatria e della psicoterapia.
Dopo La doppia vita di Anna 0., in scena fino all'11, sarà riproposto Ella di Herbert Achternbush, produzione '89 del Granserraglio per la regia di Richi Ferrero. E infine, solo per un giorno, il 27 marzo, sarà presentato Nemico mio -anagramma di manicomio- di e con Dario D'Ambrosi. Autore e attore molto stimato e rappresentato negli Stati Uniti, fondatore del "Teatro Patologico", D'Ambrosi sostiene che esistono strettissime parentele fra il malato di mente e l'attore, affetti entrambi da un'identica schizofrenia che confonde il piano di realtà e irrealtà, costringendo gli uni e gli altri a identità irreali e immaginarie. Tra i partecipanti ai dibattiti che seguiranno ogni prima, Nico Casagrande, uno dei sei componenti del gruppo di Basaglia; Pier Maria Furlan, che rappresenta invece la psichiatria tradizionale; Giovanni Rissone, vice-presidente di "Psichiatria democratica"; Roberto Beneduce, esponente della scuola napoletana; Paolo Henry ed Eugenio Calvi, presidente dell'albo degli psicologi recentemente fondato in Italia.
Claudia Apostolo
Quando il palcoscenico diventa un laboratorio
La doppia vita di Anna 0., Ella e l'uomo di Nemico mio che saluta tutti prima di una sua impossibile e onirica gita al mare, saranno l'occasione di un incontro-dibattito che si svolgerà al termine di ogni debutto delle tre piéces.
"Sul palcoscenico - spiega Gianna Franco, presidente del Granserraglio - compariranno i protagonisti di quel teatro che è anche la follia: psicanalisti, psichiatri, psicologi per confrontarsi col pubblico. Il teatro è inteso come esempio, testimonianza, indispensabile laboratorio d'analisi e lente d'ingrandimento delle ragioni della follia".
"Mettiamo in scena l'affannoso e tragico regno del disagio mentale in un complesso disegno che va dagli aspetti di schizofrenia, alle varie forme di nevrosi ed isteria, alla terapia mancata".
"Crediamo quindi - aggiunge Gianna Franco - che il nostro lavoro teatrale possa essere messo a disposizione del pubblico e che, tramite la presenza di operatori specifici nel cameo delle malattie mentali, si possa condurre quel confronto che è contributo all'approfondimento del problema. Ciascuna rappresentazione, dunque, sarà argomento di studio sui differenti metodi terapeutici. Registi, attori, pubblico e "addetti ai lavori" saranno coinvolti in questo teatro-verità. Non per nulla il dibattiti hanno un unico tema: "Follia e verità"".
"Il fatto teatrale - prosegue Gianni Franco - riproduce nel rapporto attore-spettatore condizioni simili ai meccanismi tipici del rapporto analista-paziente".
Agli spettacoli che proseguiranno a sipario chiuso partecipano, fra gli altri, Nico Casagrande, Paolo Henry, Pier Maria Furlan, Giovanni Rissone, Roberto Beneduce, Antonio Avagnina, Giovanni Callegari, Eugenio Calvi, Giovanni Castaldi, Giancarlo Ricci, Valeria La Via e Riccardo Vasconi.
http://www.giovannirissone.it/manager-sanita-pubblica-emergenza-rassegna-stampa/giovanni-rissone-19900308LaRepubblica.htm
FRANCA GIANNA,GRANSERRAGLIO,RICHI FERRERO,MELI MARIANO,GIANNI MILANO,TORINO,TEATRO,ANNA CUCULO,CLAUDIO BONDIOLI,GIAMPAOLO BODO,DARIO TUCCI,,EZIO VERNA,MAURIZIO CAVAGLIA ,JUVARRA
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Nuova Isola delle Femmine: SENTENZA TAR PUBBLICAZIONE SUI BLOGS N. 09841/2017...
sul ricorso numero di registro generale 9284 del 2016, proposto da:
Codacons, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dagli avvocati Carlo Rienzi e Gino Giuliano, con domicilio eletto presso l’Ufficio legale nazionale Codacons in Roma, v.le Mazzini, 73, come da procura in atti;
Corecom Lazio, Consiglio Regionale del Lazio, Fieg - Federazione Italiana Editori Giornali, Facebook, Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Lazio, blog “Roma Fa Schifo” in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore non costituiti in giudizio;
Autorita' per le Garanzie nelle Comunicazioni, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall'Avvocatura Generale Dello Stato, presso cui è domiciliata in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Roma Capitale, in persona del Sindacop.t., rappresentata e difesa dall'avvocato Fiammetta Lorenzetti, con domicilio eletto presso l’Avvocatura Comunale in Roma, via Tempio di Giove 21, come da procura in atti;
della nota del 1.06.2016 con la quale è stato affermato che il sito www.romafaschifo.com non è soggetto agli obblighi di iscrizione al ROC di cui alla delibera 666/08/cons dell’Agcom nonché per l’accertamento del silenzio inadempimento sul monitoraggio dell'attività del blog di cui sopra
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Agcom e di Roma Capitale;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 5 luglio 2017 il consigliere Achille Sinatra e uditi per le parti i difensori l'Avv. G. Villani in sostituzione dell'Avv. C. Rienzi e l'Avvocato dello Stato G. Galluzzo;
1. – Con il ricorso in esame, spedito a notifica il 28-29 luglio 2016, notificato il 2 agosto 2016 e depositato il 10 agosto 2016, l’Associazione CODACONS chiede l’annullamento della nota del CORECOM del Lazio datata 1° giugno 2016, recante la risposta all’istanza dell’Associazione volta a conoscere le generalità del proprietario del sito internet denominato “www.romafaschifo.com”.
Mediante detta nota il CORECOM ha reso noto che il sito in questione non risulta iscritto nel Registro degli Operatori della Comunicazione istituito dalla deliberazione n. 666/08/CONS dell’Agcom, e che non è tenuto al rispetto dei relativi obblighi.
2. – Con due motivi di ricorso il CODACONS denunzia la violazione dell’art. 3 bis del decreto legislativo n. 63 del 2012, di cui afferma l’applicabilità anche ai “blog”, con richiesta di sollevare la questione di legittimità costituzionale di tale norma alla luce degli articoli 3, 11 e 117 Cost. (primo motivo), nonchè la violazione dei principi comunitari di eguaglianza e non discriminazione (secondo motivo).
Con il terzo motivo, inoltre, il CODACONS chiede l’accertamento del silenzio inadempimento che l’Autorità Garante delle Comunicazioni, la Federazione Italiana Editori di Giornali e la Polizia Postale avrebbero illegittimamente serbato sulle istanze della ricorrente datate 3 maggio 2016 e 10 maggio 2016, con le quali l’Associazione invitava e diffidava “le Autorità indicate in epigrafe a monitorare l’attività del suddetto blog e, tenendo conto del rilievo e dell’influenza che questo ha assunto negli ultimi anni presso la collettività, verificare che esso assuma e mantengano (sic) quei profili di trasparenza e indipendenza tali da assicurare un buon servizio alla Città di Roma”.
3. – Con ordinanza n. 10929\16 del 4 novembre 2016 il Collegio, ritenuto che, ai sensi dell’art. 32 comma primo c.p.a., in caso di cumulo di azioni da trattare con riti diversi occorra seguire il rito ordinario, ha disposto la cancellazione del ricorso dal ruolo della camera di consiglio e la sua iscrizione nel ruolo ordinario.
4. - L’Agcom ed il CORECOM, evocati in giudizio, si sono costituiti, resistendo al ricorso con memoria, nella quale hanno evidenziato che la vicenda oggetto del presente giudizio è scaturita da un esposto indirizzato dal CODACONS alla Polizia Postale, contenente il medesimo quesito poi rivolto anche al CORECOM, e che, in quella circostanza, era stata condotta una istruttoria dalla quale era emerso che “www.romafaschifo.it” non sarebbe una testata giornalistica –come tale soggetta ai relativi obblighi-, bensì un “blog” nel quale chiunque lo desideri può esprimere la propria opinione in merito a questioni e problemi che riguardano la Città di Roma.
5. –L’Associazione ricorrente ha depositato due memorie.
In particolare, nella seconda di esse, ha replicato alle affermazioni delle Amministrazioni resistenti, sostenendo che la qualità di testata giornalistica di un dato sito internet deriverebbe non già dalla denominazione che il medesimo si è attribuito (qui, ad esempio, di “blog”), bensì dall’effettiva natura dei contenuti che vi sono pubblicati.
Ha poi ribadito una precedente istanza istruttoria relativa agli atti inerenti l’indagine svolta dalla Polizia Postale.
6. – In occasione della pubblica udienza del 5 luglio 2017 il ricorso è stato posto in decisione.
In via preliminare, va ravvisata la astratta legitimatio ad causam della Associazione ricorrente, intesa quale titolarità del potere di promuovere un giudizio in ordine al rapporto sostanziale dedotto, secondo la prospettazione della parte.
Invero, l’art. 2.3.9 dello Statuto del CODACONS, prodotto in giudizio (doc. 7 di parte ricorrente) afferma che tra gli scopi dell’Associazione vi è quello di perseguire una “migliore qualità della vita” dei cittadini consumatori “in un habitat che esalti la storia e la cultura del Paese”; nozione che certamente include a pieno titolo l’interesse generale e diffuso (che in tal modo si soggettivizza quale interesse collettivo) degli abitanti della città di Roma, ai quali è rivolto il “blog” in questione, che fornisce informazioni sulla vita politica e sociale della Capitale che il Codacons ritiene (pag. 2 del ricorso) non obiettiva.
7. – I tre motivi volti all’annullamento della nota impugnata, con le correlate questioni di legittimità costituzionale dell’art. 3-bis del D.L. n. 63 del 2012 (inserito dall'articolo 1, comma 1, della L.16 luglio 2012, n. 103, in sede di conversione) che la ricorrente chiede di sollevare, sono infondati, e per comodità espositiva possono essere trattati congiuntamente.
La norma in questione prevede, al primo comma, che “Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e successive modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62, e ad esse non si applicano le disposizioni di cui alla delibera dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del 26 novembre 2008, e successive modificazioni”.
A dire della ricorrente questa norma si applicherebbe anche ai “blogs”, nei casi in cui, per il loro contenuto sostanziale, essi possano essere definiti quali testate editoriali; una contraria interpretazione della norma lederebbe i principi enunciati dagli articoli 3, 11 e 117 I comma della Costituzione e gli articoli 2 e 6 del Trattato istitutivo dell’Unione Europea in punto di parità di trattamento e non discriminazione.
8. – Queste prospettazioni, rispettivamente principale e subordinata, non possono essere condivise.
Non v’è infatti ragione per discostarsi dall’insegnamento della S. C. circa la nozione di testata giornalistica, dalla quale emerge che il “blog” oggetto del presente giudizio non può essere ricompreso in tale accezione.
Afferma costantemente la Corte di cassazione (prevalentemente in sede penale, ai fini della sussistenza del reato di diffamazione a mezzo stampa) che, per distinguere tra una testata giornalistica telematica e altre forme di manifestazione del pensiero presenti in rete, quali forum, blog, newsletter, newsgroup, mailing list e social network, occorre avere riguardo ad alcuni parametri di tipo ontologico o strutturale e ad altri di tipo teleologico (ovvero attinente agli scopi della pubblicazione).
In particolare, “la struttura è "costituita dalla "testata", che è l'elemento che lo identifica, e dalla periodicità regolare delle pubblicazioni (quotidiano, settimanale, mensile), mentre "la finalità si concretizza nella raccolta, nel commento e nell'analisi critica di notizie legate all'attualità (cronaca, economia, costume, politica) e dirette al pubblico, perchè ne abbia conoscenza e ne assuma consapevolezza nella libera formazione della propria opinione” (Cassazione penale, sez. V, 25/02/2016, n. 12536).
E, in questo quadro, il sito qualificabile come vera e propria testata giornalistica è soggetto ad una serie di adempimenti (quali l'obbligo di registrazione e la guida ad opera di un direttore responsabile, giornalista professionista o pubblicista) funzionali, da un lato a individuare le responsabilità (civili, penali, amministrative) collegate alle pubblicazioni, e, d’altro lato, a rendere operative le corrispondenti garanzie costituzionali ".
In particolare, tale giurisprudenza qualifica il “blog” "una sorta di agenda personale aperta e presente in rete, contenente diversi argomenti ordinati cronologicamente".
9. – Nel caso in esame, è possibile ravvisare nel sito in questione il requisito di carattere teleologico, in quanto, dalla documentazione in atti, emerge la finalità di divulgare e scambiare informazioni e commenti selle attuali condizioni sociali e politiche in cui versa la Città di Roma.
Ma non è certo possibile individuare (anche in assenza di allegazioni di sorta sul punto da parte della ricorrente) il requisito strutturale legato alla periodicità delle pubblicazioni, ed alla loro stessa “necessarietà”; nel senso che esse bene potrebbero cessare in qualsiasi momento, anche perché non effettuate da persone professionalmente qualificate per l’attività pubblicistica né da un soggetto strutturato come testata giornalistica.
Così che al sito in questione non è attinente la tutela costituzionale assicurata dal comma terzo dell'art. 21 Cost. alla stampa.
Essa, infatti, secondo l’insegnamento della S. C., si applica al giornale o al periodico pubblicato, in via esclusiva o meno, con mezzo telematico, quando possieda i medesimi tratti caratterizzanti del giornale o periodico tradizionale su supporto cartaceo e quindi sia caratterizzato da una testata, diffuso o aggiornato con regolarità, organizzato in una struttura con un direttore responsabile, una redazione e un editore registrato presso il registro degli operatori della comunicazione, finalizzata all'attività professionale di informazione diretta al pubblico, cioè di raccolta, commento e divulgazione di notizie di attualità e di informazioni da parte di soggetti professionalmente qualificati (Cassazione civile sez. un. 18 novembre 2016 n. 23469).
Ed invero, mentre il rispetto della normativa in materia di editoria, invocata dalla Associazione ricorrente, attiene all’esercizio del diritto di cronaca e ai suoi limiti, la pubblicazione di fatti ed opinioni su di un “blog”, anche se ricorrente nel tempo, risulta legata al più generale principio di libera manifestazione del pensiero “con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” (art. 21 primo comma Cost).
10. – A tanto consegue l’irrilevanza e la manifesta infondatezza delle questioni di costituzionalità e di compatibilità comunitaria prospettate in ricorso a carico dell’art. 3-bis del decreto legge n. 63 del 2012, che il CODACONS afferma sussistenti non già sotto il profilo attivo della tutela apprestata alla libertà di espressione di cui gode la testata (o comunque il sito da cui gli autori manifestano il proprio pensiero), bensì sotto il profilo dei diritti dei destinatari dei messaggi espressi.
In particolare, l’Associazione ricorrente chiede che il Collegio solevi la questione di legittimità costituzionale dell’art. 3-bis del decreto legge n. 63 del 2012 (Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni) rispetto ai parametri costituiti dall’art. 3 Cost. (per disparità di trattamento fra i “blogs”, non soggetti a registrazione in Tribunale né nel Registro Operatori di telecomunicazioni tenuto da Agcom, e le testate editoriali, che invece a tali obblighi sono soggette), nonché rispetto agli articoli 11 e 117 Cost. (in relazione agli obblighi assunti dalla Repubblica rispetto all’ordinamento dell’Unione Europea, ed in particolare rispetto agli articoli 2 e 6 del Trattato, che affermano, anch’essi, il principio di eguaglianza e parità di trattamento).
Il Registro degli Operatori di telecomunicazioni, secondo il regolamento approvato dall’Agcom con deliberazione n. 666/08/Cons, per quanto qui interessa vede obbligati all’iscrizione, tra gli altri, “i soggetti esercenti l’editoria elettronica: 1) i soggetti che pubblicano in modalità elettronica testate diffuse al pubblico con periodicità quotidiana, e quelli equiparati di cui all’articolo 18, comma 1, della legge 5 agosto 1981, n. 416, che pubblicano più di dodici numeri l’anno; 2) gli altri editori che pubblicano in modalità elettronica testate con periodicità non quotidiana, ivi compresi i soggetti che gestiscono siti internet per la pubblicazione degli avvisi di vendita di cui all’art. 490 c.p.c. così come previsto dal decreto del Ministero della giustizia del 31 ottobre 2006” (art. 2, comma primo, lettera i).
Tanto premesso, le prospettate questioni di legittimità costituzionale si presentano manifestamente infondate proprio a causa della (su evidenziata) non comparabilità della testata giornalistica strutturata come tale rispetto ad un semplice e spontaneo “blog” presente sulla rete internet, quale risulta essere quello in esame.
La detta non comparabilità deriva proprio dal carattere -qualificante- della periodicità, che risulta assente per il “blog”, e che è, invece, dato imprescindibile, anche secondo la su riportata norma regolamentare, per ottenere l’iscrizione nel Registro.
11. – Va respinto anche il motivo che si concreta in una impugnazione del silenzio-inadempimento che sarebbe stato serbato nell’occasione dal CORECOM, in quanto la nota del 1° giugno 2016 contiene una compiuta e motivata risposta (sebbene negativa) all’istanza conoscitiva dell’Associazione ricorrente.
12. – In conclusione, il ricorso è infondato, e va respinto.
Le spese possono essere compensate, attesa la peculiarità della questione legata alla relativa novità del mezzo di diffusione oggetto dell’istanza della ricorrente.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza) respinge il ricorso in epigrafe.
Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 5 luglio 2017 con l'intervento dei magistrati:
Gabriella De Michele, Presidente
Silvio Lomazzi, Consigliere
Achille Sinatra, Consigliere, Estensore
Gabriella De Michele
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=OPQJCWG7WXK7VGMUZAHSLXE2XI&q=
Art. 3 bis del decreto legislativo n. 63 del 2012
Semplificazioni per periodici web di piccole dimensioni
1.  Le  testate  periodiche  realizzate  unicamente   su   supporto
informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i
cui editori non abbiano fatto domanda di  provvidenze,  contributi  o
agevolazioni pubbliche e che conseguano  ricavi  annui  da  attivita'
editoriale non superiori a  100.000  euro,  non  sono  soggette  agli
obblighi stabiliti dall'articolo 5 della legge 8  febbraio  1948,  n.
47, dall'articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416,  e  successive
modificazioni, e dall'articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62,  e
ad esse non  si  applicano  le  disposizioni  di  cui  alla  delibera
dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni n. 666/08/CONS del
26 novembre 2008, e successive modificazioni.
2. Ai fini del comma 1 per ricavi annui da attivita' editoriale  si
intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e  vendita  in  qualsiasi
forma, ivi compresa l'offerta di singoli contenuti  a  pagamento,  da
pubblicita'  e  sponsorizzazioni,  da  contratti  e  convenzioni  con
soggetti pubblici e privati. ))
- Si  riporta  il  testo  dell'art.  5  della  legge  8
febbraio 1948, n. 47, recante «Disposizioni sulla  stampa»,
n. 43:
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 20  febbraio  1948,
«Art. 5 (Registrazione). - Nessun giornale o  periodico
pubblicazione deve effettuarsi.
puo' essere pubblicato se non sia stato  registrato  presso
la cancelleria del tribunale, nella cui  circoscrizione  la
Per la registrazione occorre che siano depositati nella
dalla quale risultino il nome e  il  domicilio  di  essi  e
1) una dichiarazione,  con  le  firme  autenticate  del
proprietario e del direttore o vice direttore responsabile,
della persona  che  esercita  l'impresa  giornalistica,  se
3) un documento da cui risulti  l'iscrizione  nell'albo
questa e' diversa dal proprietario, nonche' il titolo e  la
natura della pubblicazione;
2) i documenti comprovanti il  possesso  dei  requisiti
indicati negli articoli 3 e 4;
dei giornalisti, nei casi in cui questa sia richiesta dalle
delegato,   verificata   la   regolarita'   dei   documenti
leggi sull'ordinamento professionale;
4) copia dell'atto di costituzione o dello statuto,  se
proprietario e' una persona giuridica.
Il  presidente  del  tribunale  o  un  giudice  da  lui
presentati, ordina, entro quindici giorni, l'iscrizione del
provvidenze  per  l'editoria»,  pubblicata  nella  Gazzetta
giornale o periodico  in  apposito  registro  tenuto  dalla
cancelleria.
Il registro e' pubblico.».
- Si riporta il testo dell'art. 1 della legge 5  agosto
1981, n. 416, recante «Disciplina delle imprese editrici  e
Ufficiale del 6 agosto 1981, n. 215:
azioni, in accomandita per azioni  o  cooperativa,  il  cui
«Art. 1  (Titolarita'  delle  imprese).  -  L'esercizio
dell'impresa editrice di giornali quotidiani  e'  riservato
alle persone  fisiche,  nonche'  alle  societa'  costituite
nella  forma  della  societa'  in   nome   collettivo,   in
accomandita  semplice,  a  responsabilita'  limitata,   per
Agli  effetti  della  presente  legge  le  societa'  in
oggetto  comprenda   l'attivita'   editoriale,   esercitata
attraverso qualunque mezzo e con qualunque supporto,  anche
elettronico,  l'attivita'  tipografica,  radiotelevisiva  o
comunque attinente all'informazione e  alla  comunicazione,
nonche' le attivita' connesse funzionalmente e direttamente
a queste ultime.
collettivo,  in  accomandita  semplice  o  a   societa'   a
accomandita semplice debbono in ogni caso essere costituite
soltanto da persone fisiche.
Quando l'impresa e' costituita in forma di societa' per
azioni, in  accomandita  per  azioni  o  a  responsabilita'
limitata, le azioni aventi  diritto  di  voto  o  le  quote
devono essere intestate a persone fisiche, societa' in nome
sia intestata a persone fisiche o a  societa'  direttamente
prevalente   partecipazione   pubblica.   E'   escluso   il
trasferimento per semplice girata di dette azioni.
Le azioni aventi diritto di voto  o  le  quote  sociali
possono  essere  intestate  a  societa'  per   azioni,   in
accomandita  per  azioni  o  a  responsabilita'   limitata,
purche' la partecipazione di controllo  di  dette  societa'
1, comma 6, lettera a), n. 5), della legge 31 luglio  1997,
controllate da persone  fisiche.  Ai  fini  della  presente
disposizione, il controllo e' definito ai  sensi  dell'art.
2359 del  codice  civile,  nonche'  dell'ottavo  comma  del
presente articolo.  Il  venire  meno  di  dette  condizioni
comporta  la  cancellazione  d'ufficio   dell'impresa   dal
registro degli operatori di comunicazione di  cui  all'art.
n. 249.
a) sia assicurata, attraverso comunicazioni al Servizio
Le azioni o quote  di  societa'  editrici  intestate  a
soggetti diversi da quelli di cui ai due  commi  precedenti
da data anteriore  all'entrata  in  vigore  della  presente
legge ed il cui valore sia inferiore alla meta'  di  quelle
aventi diritto di voto nelle assemblee ordinarie  ai  sensi
dell'art.  2368  del  codice   civile,   possono   rimanere
intestate a tali soggetti a condizione che:
editrice, di aver provveduto a notificare ai loro  titolari
dell'editoria, la conoscenza  della  proprieta'  diretta  o
indiretta di tali azioni o quote, in modo da consentire  di
individuare le persone fisiche o  le  societa'  per  azioni
quotate in borsa o  gli  enti  morali  che  direttamente  o
indirettamente ne detengono la proprieta' o il controllo;
b)  sia  data  dimostrazione,  da  parte   del   legale
rappresentante  della  societa'  che   esercita   l'impresa
comma sia intestata a societa' fiduciarie, il requisito ivi
l'interdizione dal diritto di voto nelle assemblee sociali,
ordinarie e straordinarie, della societa' stessa e di  aver
provveduto nelle forme  prescritte  ad  informare  di  tale
interdizione tutti i soci;
c) rimanga immutato l'assetto proprietario di cui  alla
lettera a) del presente comma, salvo che ricorra  l'ipotesi
di cui al precedente quarto comma.
Qualora la partecipazione di controllo di cui al quarto
comma 6, lettera a), numero 5), della legge 31 luglio 1997,
previsto del controllo diretto  o  indiretto  da  parte  di
persone fisiche  si  intende  riferito  ai  fiducianti,  in
quanto soggetti  effettivamente  titolari  delle  azioni  o
quote medesime. In  tal  caso  la  societa'  fiduciaria  e'
tenuta, ai fini  del  presente  articolo,  a  comunicare  i
nominativi dei fiducianti  all'Autorita'  per  le  garanzie
nelle comunicazioni ai fini e per gli effetti dell'art.  1,
c)  qualora   l'impresa   sia   costituita   in   forma
Le imprese di cui ai commi  precedenti  sono  tenute  a
comunicare, al servizio dell'editoria di cui  all'art.  10,
per la iscrizione sul registro di cui all'art. 11:
a) le dichiarazioni di cessazione  delle  pubblicazioni
nonche' i trasferimenti di testata, entro  le  ventiquattro
ore successive;
b) i contratti di affitto o di gestione della azienda o
di cessione in uso della testata, entro trenta giorni dalla
stipula;
alle quali sono  intestate  le  azioni  o  le  quote  della
societaria, l'elenco dei soci titolari con il numero  delle
azioni o l'entita' delle quote da essi  possedute,  nonche'
degli eventuali aventi diritto di intervenire all'assemblea
che approva il bilancio della societa', entro trenta giorni
dalla data dell'assemblea stessa;
d) nei casi in cui l'impresa e' costituita in forma  di
societa' per  azioni  o  in  accomandita  per  azioni  o  a
responsabilita' limitata, l'elenco dei soci delle  societa'
societa' controllata ed  al  servizio  dell'editoria  entro
societa'  che  esercita  l'impresa  giornalistica  o  delle
societa'  che  comunque  la  controllano   direttamente   o
indirettamente, nonche' il numero delle azioni o  l'entita'
delle quote da essi possedute.
Le persone fisiche e le societa'  che  controllano  una
societa' editrice di giornali quotidiani, anche  attraverso
intestazione fiduciaria delle azioni o delle  quote  o  per
interposta persona, devono darne comunicazione scritta alla
trenta  giorni  dal  fatto  o  dal  negozio  che  determina
editrice  con  quella  di  altre  imprese   ai   fini   del
l'acquisizione  del  controllo.  Costituisce  controllo  la
sussistenza dei rapporti configurati  come  tali  nell'art.
2359 del codice civile. Si ritiene esistente,  salvo  prova
contraria, l'influenza dominante prevista dal  primo  comma
dell'art. 2359 del codice civile quando ricorrano  rapporti
di carattere finanziario o organizzativo che consentono:
a) la comunicazione degli utili o delle perdite; ovvero
b)  il  coordinamento   della   gestione   dell'impresa
perseguimento di uno scopo comune o ai fini di limitare  la
imprese editrici nonche' dei direttori delle testate edite.
concorrenza tra le imprese stesse; ovvero
c)  una  distribuzione  degli  utili  o  delle  perdite
diversa, quanto ai soggetti o alla misura,  da  quella  che
sarebbe avvenuta in assenza dei rapporti stessi; ovvero
d) l'attribuzione di poteri maggiori rispetto a  quelli
derivanti dal numero delle azioni o delle quote  possedute;
e)  l'attribuzione  a  soggetti   diversi   da   quelli
legittimati in  base  all'assetto  proprietario  di  poteri
nella scelta degli amministratori  e  dei  dirigenti  delle
sindacali indicati nel comma precedente  devono  depositare
I partiti politici rappresentati in almeno un ramo  del
Parlamento e le associazioni  sindacali  rappresentate  nel
Consiglio nazionale  dell'economia  e  del  lavoro  possono
intestare  fiduciariamente,   con   deliberazione   assunta
secondo i rispettivi statuti,  le  azioni  o  le  quote  di
societa' editrici di giornali quotidiani o periodici  e  di
societa'  intestatarie  di  azioni  o  quote  di   societa'
editrici di giornali quotidiani o periodici.
In tal caso,  i  partiti  politici  o  le  associazioni
al registro nazionale  della  stampa  di  cui  all'art.  11
dell'art.  5  del  decreto-legge  8  aprile  1974,  n.  95,
documentazione  autenticata  delle   delibere   concernenti
l'intestazione fiduciaria, accompagnata dalla dichiarazione
di accettazione rilasciata dai soggetti nei  cui  confronti
l'intestazione stessa viene effettuata.
Quando una societa' a prevalente partecipazione statale
o un ente pubblico vengono, a qualsiasi titolo, in possesso
di  azioni  o  quote  di  societa'  editrici  di   giornali
quotidiani,  ne  devono  dare  immediata  comunicazione  al
servizio dell'editoria.
Sono puniti con  le  pene  stabilite  nel  sesto  comma
convertito in  legge,  con  modificazioni,  dalla  legge  7
costituire, acquistare o acquisire nuove partecipazioni  in
giugno 1974, n. 216,  gli  amministratori  che  violano  le
disposizioni  dei  commi  precedenti.  Le  stesse  pene  si
applicano agli amministratori  delle  societa'  alle  quali
sono intestate le azioni o  le  quote  della  societa'  che
esercita  l'impresa  giornalistica  o  delle  societa'  che
comunque la controllano direttamente o indirettamente,  che
non  trasmettano  alle   imprese   editrici   di   giornali
quotidiani l'elenco dei propri soci.
Dalla data di entrata in vigore della  presente  legge,
gli enti pubblici e le societa' a prevalente partecipazione
statale, nonche' quelle da esse  controllate,  non  possono
sono ammessi all'esercizio  dell'impresa  medesima  solo  a
aziende editoriali di  giornali  o  di  periodici  che  non
abbiano esclusivo carattere tecnico inerente  all'attivita'
dell'ente o della societa'.
A tutti gli effetti della presente legge e' considerata
impresa editoriale anche  l'impresa  che  gestisce  testate
giornalistiche in  forza  di  contratti  di  affitto  o  di
affidamento in gestione.
I soggetti di  cui  al  primo  comma  sono  ammessi  ad
esercitare l'attivita' d'impresa ivi descritta solo  se  in
possesso della cittadinanza di uno Stato membro dell'Unione
europea o, in caso di societa', se aventi sede in  uno  dei
predetti Stati. I soggetti non aventi il predetto requisito
666/08/CONS) e'  pubblicata  nella  Gazzetta  Ufficiale  31
condizione che lo Stato di cui sono cittadini  applichi  un
trattamento di effettiva reciprocita'. Sono fatte salve  le
disposizioni derivanti da accordi internazionali.».
- Per il riferimento alla legge 7 marzo  2001,  n.  62,
art. 16, si veda nei riferimenti normativi all'art. 3.
- La delibera 26 novembre 2008, n. 666/08/CONS, emanata
dall'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, recante
«Regolamento per l'organizzazione e la tenuta del  Registro
degli  operatori  di   comunicazione»   (deliberazione   n.
http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2012/07/20/12A08154/sg
http://www.romafaschifo.com/2017/09/la-sentenza-storica-del-tar-favore-di.html
SENTENZA TAR PUBBLICAZIONE SUI BLOGS N. 09841/2017 REG.PROV.COLL N. 09284/2016 REG.RIC
BLOG,ANZA', BOLOGNA.ISOLA DELLE FEMMINE,CIAMPOLILLO, CODACONS, Diffamazione, DIRITTO DI PUBBLICAZIONE, FACEBOOK, POLIZIA POSTALE DECRETO 63 2012 ART 3 BIS., SENTENZA TAR
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References: SENTENZA 

Art. 3

art. 16

SENTENZA 
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