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Timestamp: 2020-05-27 07:29:31+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25977 del 16/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25977 del 16/12/2016
Cassazione civile, sez. un., 16/12/2016, (ud. 15/11/2016, dep.16/12/2016), n. 25977
sul ricorso 28997-2015 proposto da:
P.L., elettivamente domiciliata in ROMA, presso LA
avvocati PIERINA CARRATU’ e COSTANTINO ANTONIO MONTESANTO, per
avverso la sentenza n. 5136/2014 del TRIBUNALE di SALERNO, depositata
il 31/10/2014;
15/11/2016 dal Consigliere Dott. ANGELINA MARIA PERRINO;
udito l’Avvocato Paolo GRASSO per l’Avvocatura Generale dello Stato;
1.- Infondato è il primo motivo di ricorso, col quale l’Agenzia lamenta, ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, la violazione dell’art. 132 c.p.c. in ragione della motivazione meramente apparente della sentenza impugnata.
Queste sezioni unite hanno già chiarito che la mancanza della motivazione – in cui si risolve l’apparenza di essa – si configura quando la motivazione manchi del tutto, nel senso che alla premessa dell’oggetto del decidere risultante dallo svolgimento del processo segue l’enunciazione della decisione senza alcuna argomentazione, oppure la motivazione formalmente esista come parte del documento, ma le sue argomentazioni siano svolte in modo talmente contraddittorio da non permettere di individuarla, cioè di riconoscerla come giustificazione del decisum (Cass., sez.un., n. 8053/14 e n. 19881/14).
2.- La questione sottoposta alle sezioni unite col secondo motivo, col quale l’Agenzia si duole della violazione e falsa applicazione degli art. 1 e 81 c.p.c., degli art. 1180 e 2033 c.c. e del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2, è volta a verificare se sussista la giurisdizione del giudice ordinario oppure la giurisdizione del giudice tributario rispetto all’azione di rimborso di un’imposta pagata in luogo di altri.
Giova precisare al riguardo che la deduzione della controricorrente relativa alla propria qualità di distrattaria delle spese è rimasta relegata al rango di mera asserzione, perchè non sorretta dalla riproduzione degli atti dai quali rilevare tale qualità; laddove emerge dalla riproduzione degli avvisi di liquidazione in ricorso che la pretesa tributaria è stata rivolta alle sole parti del giudizio.
3.- Queste sezioni unite hanno reiteratamente stabilito (n. 21893/09; n. 25931/11) che, in tema di rimborso di tributi, spettano al giudice tributario i procedimenti nei quali il diritto del contribuente sia contestato dall’erario, mentre sono devoluti al giudice ordinario soltanto quelli in cui non residuino questioni circa l’esistenza dell’obbligazione, il quantum della restituzione e le modalità della sua esecuzione, attesa la riserva alle commissioni tributarie, disposta dal D.Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546, art. 2 di tutte le cause di cognizione aventi ad oggetto tributi.
3.1.- Ciò in quanto, hanno ulteriormente precisato (da ultimo, Cass., sez.un., n. 19069/16), il diritto al rimborso di un tributo non dovuto – compreso tra quelli elencati nel D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 2 – non si può svolgere secondo il modello dell’indebito di diritto comune, dovendo osservarsi le regole del riparto di giurisdizione e la speciale disciplina processuale prevista dalle singole leggi d’imposta e dalla legge sul contenzioso tributario. Disciplina, in base alla quale le controversie in materia di rimborso di tributi sono devolute allo stesso giudice cui è conferita giurisdizione sul rapporto tributario controverso.
Ed è appunto la configurabilità di un indebito tributario, dato dall’assenza dell’obbligazione di versamento dell’imposta, con le ricadute sul piano della giurisdizione, che l’Agenzia evoca a fondamento della propria censura: il che esclude la fondatezza dell’eccezione d’inammissibilità proposta dalla controricorrente sul piano della pretesa novità della prospettazione del ricorso per cassazione rispetto a quella formulata in primo grado. P.L. riconosce difatti che l’Agenzia ha sempre contestato la giurisdizione ordinaria sostenendo che la ripetizione dell’indebito in materia tributaria debba essere devoluta alle Commissioni tributarie.
4.- Nella vicenda in esame, le parti non dubitano che la procuratrice degli attori riusciti vittoriosi, pagando l’imposta di registro per loro conto, abbia estinto l’obbligazione tributaria; nè dubitano che i soggetti passivi dell’obbligazione tributaria siano le parti del giudizio dal quale i clienti della procuratrice sono usciti vittoriosi.
Indubbiamente, allora, come sostiene il giudice d’appello, la controricorrente è “il soggetto cui è legalmente riferibile il pagamento”; ma ciò non conduce ad affermare la sussistenza della giurisdizione ordinaria.
4.1.- Conviene sottolineare, secondo quanto già rimarcato dalla Corte (Cass., sez. un., n. 9946/09; conf., n. 2060/10), che l’adempimento spontaneo di un’obbligazione da parte del terzo, ai sensi dell’art. 1180 c.c., determina l’estinzione dell’obbligazione, anche contro la volontà del creditore, ma non attribuisce automaticamente al terzo un titolo per agire direttamente nei confronti del debitore, non essendo in tal caso configurabili nè la surrogazione per volontà del creditore, prevista dall’art. 1201 c.c., nè quella per volontà del debitore, prevista dall’art. 1202 c.c., nè quella legale di cui all’art. 1203 c.c., n. 3, la quale presuppone che il terzo che adempie sia tenuto con altri o per altri al pagamento del debito.
La consapevolezza da parte del terzo di adempiere un debito altrui esclude altresì la surrogazione legale di cui all’art. 1203 c.c., n. 5 e art. 2036 c.c., comma 3, la quale, postulando che il pagamento sia riconducibile all’indebito soggettivo ex latere solventis, ma non sussistano le condizioni per la ripetizione, presuppone nel terzo la coscienza e la volontà di adempiere un debito proprio.
4.2.- Nessun indebito di diritto comune è quindi ravvisabile; il che esclude la sussistenza dei presupposti per radicare la giurisdizione del giudice ordinario, anzichè di quello tributario, sussistendo contestazione sia sull’esistenza del debito da rimborso, sia sulle modalità e sulle procedure per ottenerlo.
5.- Ne deriva la cassazione della sentenza, in quanto deve essere affermata la giurisdizione tributaria.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 sentenza 
 art. 1
 art. 1180
 art. 2
 art. 2
 art. 2
 art. 2036