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Timestamp: 2019-08-26 08:49:17+00:00

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Coltellino svizzero: è arma impropria?
Coltellino svizzero: è arma?
11 Febbraio 2019 | Autore: Maura Corrado
Il coltellino svizzero è potenzialmente idoneo a trasformarsi in un’arma impropria. È lecito portarselo dietro? Come utilizzarlo legalmente? Quando diventa uno strumento offensivo?
Qualche tempo fa è balzata agli onori della cronaca la storia di un ragazzo fermato ad un posto di blocco dalla polizia stradale per un banale controllo e punito con un decreto penale di condanna a 23.000,00 euro, in sostituzione dei tre mesi di arresto inizialmente stabiliti, per essere stato trovato in possesso di un coltellino svizzero multiuso. Il coltellino, precisamente, era stato rinvenuto dalla polizia stradale nel marsupio del ragazzo fermato. Ora, per molti è del tutto naturale avere con sé un coltellino multiuso come i coltellini svizzeri portati in tasca, nella borsa o persino in bella vista. Ad esempio, c’è chi li utilizza come portachiavi e sul mercato se ne trovano di vari tipi, colorati oppure forniti da più strumenti. E poi c’è chi li porta con sé, magari nel portaoggetti dell’auto, non si sa mai per qualunque necessità dovesse capitare. E c’è anche chi lo tiene appeso alla cintura per estetica, come se si trattasse di un piccolo gioiello o di un oggetto indicativo della versatilità di chi lo porta con sè. Insomma, il suo utilizzo è abbastanza comune. Ma quello che non si sa, però, è che si tratta di un comportamento non sempre lecito. Ma perché? Perché per la legge il coltellino svizzero è arma. E come tutte le armi ha necessità che la normativa ne disciplini il trasporto e l’utilizzo, in maniera tale che queste operazioni avvengano nel rispetto della vita degli altri. Ma allora: in quale occasione la legge ne consente il trasporto? Sono necessari dei permessi o delle autorizzazioni? Facciamo, dunque, chiarezza sull’argomento.
1 Coltellino multiuso: è lecito portarselo dietro?
2 Armi improprie: quali sono?
3 Armi improprie: quando le si può portare con sé?
4 Coltellino multiuso: quando diventa un’arma impropria?
Coltellino multiuso: è lecito portarselo dietro?
Se vai a fare un pic-nic e sei abituato a portare con te il coltellino multiuso perché ne fai sempre utilizzo, commetti un illecito oppure no? In verità, il fatto che il coltellino multiuso, oltre alla lama piccola, contenga altri piccoli utensili come forbice, cacciavite, cavatappi o perforatore, che sono di uso comune potrebbe far pensare che non ci sono problemi. Ed, invece, ciò non ne legittima in modo automatico il trasporto. Anche se hai un portachiavi come coltellino svizzero non è detto che ti sia consentito perciò solo consentito il trasporto. Questo proprio perché il coltellino multiuso è costituito da svariati altri strumenti che sono tutti potenzialmente idonei a trasformarsi in un’arma impropria [1], andando, quindi ben oltre il fine originario per cui sono stati creati.
Il coltellino svizzero è solo uno degli esempi di quelli che la legge chiama armi improprie ed in relazione alle quali la normativa dispone dei limiti di trasporto. Questo al fine dichiarato di evitare la verificazione dei tipici pericoli che possono derivare dall’uso di questi attrezzi, capaci di causare ferite e di uccidere. Rientra, infatti, nella conoscenza comune a tutti gli uomini che un cacciavite (contenuto generalmente nel coltellino svizzero) possa ferire o, addirittura, causare la morte di una persona se il contatto tra gli stessi avvenisse in modo violento e se la ferita fosse inferta ad organi vitali. E, quindi, se tieni abitualmente un coltello multiuso in auto devi sapere che ciò facendo tu rischi una condanna penale e l’obbligo di pagare molto denaro come ammenda, perché stai trasgredendo la legge. Vediamo insieme perché è quando, invece, non si rischia di trasgredire la legge.
Armi improprie: quali sono?
La legge che si occupa specificamente delle armi (cd. legge di settore) è chiara nell’affermare che sono considerati armi gli strumenti da punta e da taglio la cui destinazione naturale è l’offesa alla persona (come pugnali, stiletti e simili) [2]. Al contrario, non sono considerate armi gli strumenti da punta e da taglio che, pur potendo occasionalmente servire all’offesa, hanno una specifica e diversa destinazione: ad esempio, gli strumenti da lavoro e quelli destinati ad uso domestico, agricolo, scientifico, sportivo, industriale.
Alla domanda se strumenti di tal genere possono essere portati con sé, è sempre la legge che stabilisce che non possono essere portati fuori della propria abitazione armi, mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente -più conosciuto come manganello-, noccoliere -più noto come tirapugni. In linea generale, la normativa fa la distinzione tra:
– armi proprie, come in generale le armi da fuoco, pistole e fucili ad esempio, oppure le cd. armi bianche come spade, storditori elettrici, pugnali o bombolette spray irritanti (famosa, quella al peperoncino);
– armi improprie, cioè oggetti che non nascono per arrecare un danno ma che sono facilmente utilizzabili a questo scopo come coltelli, anche quelli multiuso, forbici ecc. Quindi, per arma impropria si intende uno strumento atto ad offendere ma che, a differenza di un’arma comune od arma propria, non ne ha lo scopo tipico. E rientrano nella categoria delle armi improprie diversi oggetti in grado di arrecare lesioni come le armi contundenti, ma anche mazze, tubi, catene, bulloni, sfere metalliche, martelli, spranghe, coltelli.
Ora, da un lato, è risaputo da tutti che non è possibile portare con sé delle armi proprie perché sono necessarie delle precise autorizzazioni (come, essere possessore di un porto d’armi) o richiedono delle specifiche qualità (ad esempio, l’appartenere alle forze dell’ordine). Dall’altro lato, non è così comune sapere che anche alcuni oggetti di uso comune non possono essere portati al di fuori delle proprie abitazioni. Questo è il caso delle armi improprie e, tra esse, del caso specifico del coltellino svizzero.
Armi improprie: quando le si può portare con sé?
Questi strumenti possono essere portati fuori dall’abitazione quando ciò sia giustificato da particolari esigenze [3]. Ad esempio, se Tizio sta andando nel bosco a tagliare della legna, è lecito che porti in auto un’accetta. Allo stesso modo, se Caio sta andando da un amico a riparargli un tubo che cola, è lecito che si porti dietro un cacciavite, quale strumento di lavoro. Così come è sempre lecito il porto dello stesso coltello quando si va a caccia oppure se si è deciso di fare una escursione in montagna.
Ma allora quale tipo di motivazione può giustificare il trasporto di armi improprie? Solo una necessità specifica, legata a ciò che si è programmato di andare a fare e non, invece una necessità generica oppure astratta. Questo significa che non basta dire “Porto il coltellino multiuso perché potrebbe servirmi” perché ciò possa essere lecito ma “Porto il coltellino multiuso perché devo andare a caccia e mi serve di sicuro”.
Non solo: tale giustificato motivo del porto di oggetti di questo genere non ricorre ogni qualvolta il nostro ipotetico Tizio abbia bisogno per una ragione X o Y del coltellino o del cacciavite (ad esempio, “Mi serve per aggiustare la cassa dello stereo in macchina). Le sue particolari esigenze devono essere perfettamente corrispondenti a regole comportamentali lecite, considerata anche la natura dell’oggetto, le modalità in cui si verificano i fatti, le condizioni soggettive del portatore, i luoghi in cui l’oggetto deve essere usato, la sua normale funzione [4].
In conclusione, se pratichi pesca sott’acqua e devi portare con te il coltello da pesca subacquea sulla spiaggia, ti è vietato dalla legge? Oppure, se sei uno chef e devi portare ogni giorno i tuoi personali attrezzi da lavoro, come i coltelli, sino al ristorante, se lo fai trasgredisci la legge? La risposta, alla luce di quanto sin qui detto, è negativa a determinate condizioni. Ad esempio, se sei chef puoi portare i tuoi coltelli fuori dalla tua abitazione solo se le stesse sono traportate nel percorso più breve, e preferibilmente senza soste, tra la tua casa ed il posto di lavoro e sempre che il relativo uso sia quello lavorativo. E se sei subacqueo, la finalità dell’uso del coltello da pesca deve essere sempre quella di catturare od uccidere i pesci e nessuna altra.
Coltellino multiuso: quando diventa un’arma impropria?
Da quanto appena esposto è evidente che non importa se nella tua auto o nello zaino hai un coltello multiuso antico od un coltello multiuso a batteria: la regola uguale per tutte le tipologie di questo oggetto è che non sempre è possibile portarne uno con te. Inoltre, sulla base di quanto appena detto se ne deduce che anche un bicchiere di vetro diventa strumento atto ad offendere ed è da considerare un’arma, che se utilizzata potrebbe giustificare l’applicazione delle circostanze aggravanti previste nel codice penale [5].
Quindi, il porto di un oggetto non destinato – per sua natura – ad offendere, diventa illecito quando viene meno il collegamento immediato con la sua funzione, divenendo, così, arma impropria. Nell’esempio del coltellino multiuso, la sanzione è quella dell’arresto da sei mesi a due anni e dell’ammenda da 1.000,00 a 10.000,00 euro. Come dire diversamente: beccare una multa da dieci mila euro per aver portato con sé, senza necessità effettiva, un coltellino svizzero, sarebbe indicativo di una giornata andata davvero male. Inoltre, c’è da considerare anche che se il relativo trasporto è avvenuto in occasione di riunioni pubbliche, le sanzioni sono inasprite potendo arrivare anche a 3 anni di arresto ed a 20.000,00 euro di ammenda.
Ma, per quello che qui ci interessa, è necessario solo sapere che il trasporto di qualsiasi oggetto atto ad offendere – e di cui il possesso non può essere giustificato da una valida ragione – viene considerato reato. Quindi, ad esempio, basta avere con noi un bel cacciavite e non essere in grado di giustificarne la presenza in tasca per essere accusati di porto abusivo di armi. Si pensi al caso di chi viene trovato con un martello nella tasca mentre sta entrando in tribunale o in un campo di calcio.
In teoria, se non svolgiamo un lavoro particolare che ci impone di attrezzarci con determinati strumenti, quali coltelli, roncole, catene varie, cacciaviti, e non siamo in orario di lavoro e non stiamo per utilizzare per il nostro lavoro tali strumenti, noi semplici cittadini non possiamo portarci addosso nemmeno un paio di forbici da asilo con punte arrotondate.
[1] Secondo quanto previsto dalla l. n. 110, del 18 aprile 1975.
[2] Art. 45, disp. att. T.U.L.P.S.
[3] Art. 4, l. n. 110, del 18 aprile 1975.
[4] Cass, sez. I Pen., sent. n. 7331, del 14.02.2013.
[5] Art. 585, co. 2, cod. pen.
Corte di Cassazione, Sez. I Penale
Sentenza 14 febbraio 2013, n. 7331
Con sentenza del 20/12/2011, la Corte di appello di Catanzaro confermava la sentenza del Tribunale di Lamezia Terme che aveva dichiarato (OMISSIS) della contravvenzione di cui alla Legge n. 110 del 1975, articolo 4, e, previa concessione delle attenuanti generiche, lo aveva condannato alla pena di giorni venti di arresto ed euro 100,00 di ammenda, con i benefici di legge.
Il reato era stato contestato in relazione al rinvenimento da parte dei Carabinieri di un coltello nell’autovettura dell’imputato. La Corte rilevava che il coltello era stato trovato in ora notturna e in zona isolata in un vano allocato tra i sedili anteriori e, quindi, immediatamente disponibile per il conducente. L’imputato aveva giustificato l’agitazione osservata dai militari con la sua necessita’ di assumere una bustina di medicinale: ma cio’ era inverosimile, in quanto egli era appena uscito da una pizzeria, dove avrebbe potuto assumerla e tenendo conto che, nell’autovettura, non era stato rinvenuto liquido per sciogliere la medicina; la Corte riteneva, poi, irragionevole la giustificazione addotta dell’utilizzo del coltello per collegare la cassa anteriore mal funzionante allo stereo; riteneva, ancora, che la funzionalità multiuso del coltello non ne legittimava il porto ingiustificato fuori dall’abitazione.
Secondo la Corte, trattandosi di arma da punta e da taglio, non era concedibile l’attenuante del caso di lieve entità.
Ricorre per cassazione (OMISSIS), deducendo l’erronea applicazione della legge penale e la mancanza di motivazione.
La Corte territoriale aveva confermato in maniera acritica la sentenza di primo grado, evidenziando lo stato di agitazione dell’imputato all’atto del controllo dei Carabinieri, stato che derivava dalla necessita’ di assumere un medicinale, e ritenendo inverosimile la giustificazione addotta dall’imputato per la presenza del coltello nel vano portaoggetti dell’autovettura (necessita’ di collegare la cassa mal funzionante dell’automezzo con lo stereo): in realtà, trattandosi di coltellino multiuso, lo stesso veniva portato nel mezzo non per uno scopo preciso, ma per l’utilità che poteva avere nel corso della giornata, cosicché il giustificato motivo e’ insito nella natura stessa dello strumento.
Il ricorrente segnalava che la Corte avrebbe potuto riconoscere l’attenuante di lieve entità, attesa la natura dell’arma e avrebbe dovuto, comunque, assolvere l’imputato, quanto meno ai sensi dell’articolo 530 c.p.p., comma 2.
Il motivo attinente il vizio di motivazione e’ manifestamente infondato: la Corte ha esaminato tutte le circostanze del fatto, le giustificazioni addotte dall’imputato e i motivi di appello, esprimendo le sue valutazioni con motivazione del tutto logica e in nessun modo contraddittoria rispetto ad altri atti del processo.
Altrettanto infondata e’ la tesi secondo cui, poiche’ il coltello portato fuori dall’abitazione era un coltellino “multiuso”, la giustificazione per il porto e’ insita nella natura dell’oggetto, utilizzandolo il possessore a seconda delle necessita’ che si presentano: si tratta di coltello per il cui porto la legge non formula alcuna eccezione al divieto, salvo il caso di giustificato motivo.
Il motivo, però, non può essere astratto e generico; infatti il “giustificato motivo” del porto degli oggetti di cui al Legge 18 aprile 1975, n. 110, articolo 4, comma 2, ricorre solo quando particolari esigenze dell’agente siano perfettamente corrispondenti a regole comportamentali lecite relazionate alla natura dell’oggetto, alle modalità di verificazione del fatto, alle condizioni soggettive del portatore, ai luoghi dell’accadimento, alla normale funzione dell’oggetto, (da ultimo Sez. 1, n. 4498 del 14/01/2008 – dep. 29/01/2008, Genepro, Rv. 238946).
Fondato è, invece, il motivo attinente la mancata concessione dell’attenuante del fatto di lieve entità, provvedimento che la Corte territoriale motiva solo in punto di diritto.
Questa Corte ha affermato ripetutamente che la circostanza attenuante di cui alla Legge 18 aprile 1975, n. 110, articolo 4, comma 3, e’ applicabile al porto di tutte le armi improprie, indicate nel secondo comma del citato articolo 4, posto che tali armi sono comprese nella espressione “oggetti atti ad offendere”. (Sez. 1, n. 12915 del 01/03/2012 – dep. 05/04/2012, P.G. in proc. Corso, Rv. 252272; Sez. U, n. 861 del 27/11/1982 – dep. 01/02/1983, Paola Andrea, Rv. 157193).
Si e’, infatti, osservato che la Legge n. 110 del 1975, pur modificando profondamente la regolamentazione delle armi, ha tuttavia lasciato inalterata la tradizionale distinzione tra armi proprie da un lato – quelle cioe’ da sparo e tutte le altre la cui destinazione naturale e’ l’offesa alla persona – e armi improprie dall’altro, costituite da oggetti che, pur avendo una diversa e specifica destinazione, possono tuttavia servire, per caratteristiche strutturali o in dipendenza di determinate circostanze di tempo o di luogo, per l’offesa delle persone.
La stessa legge ha anche operato, in questa summa divisio, un ampliamento della nozione delle predette due categorie, comprendendo in quella di armi proprie, di cui all’articolo 4, comma 1, non solo gli strumenti da punta o da taglio la cui destinazione naturale e’ l’offesa alla persona (Regio Decreto n. 635 del 1940, articolo 45, che ha approvato il regolamento per l’esecuzione del cit. Testo Unico n. 773 del 1931 delle leggi di pubblica sicurezza), ma anche mazze ferrate o bastoni ferrati, sfollagente e noccoliere, e nella nozione di armi improprie contemplate dall’articolo 4, comma 2, non solo i bastoni muniti di puntale e gli strumenti da punta o da taglio atti a offendere (articolo 45, comma 2, reg. citato), ma anche mazze, tubi, catene, fionde, bulloni, sfere metalliche e qualsiasi altro strumento, non considerato espressamente come arma da punta o da taglio, “chiaramente utilizzabile, per le circostanze di tempo e di luogo, per l’offesa alla persona”.
In tal modo le due specie di strumenti diversi indicate nell’articolo 4, comma 2 sono ricomprese nell’unica categoria di armi improprie, perchè sia l’una che l’altra contemplano oggetti o strumenti solo occasionalmente offensivi per la persona.
Pertanto l’attenuante di cui all’articolo 4, comma 3 e’ applicabile a tutte le armi improprie indicate nel comma 2 dello stesso articolo, e non ai soli oggetti atti a offendere.
La sentenza impugnata deve, quindi, essere annullata con rinvio limitatamente all’attenuante del fatto di lieve entità: resta comunque affidato al giudice di merito l’accertamento in concreto della sussistenza dei presupposti giustificativi dell’attenuante in discorso, alla luce delle caratteristiche dell’oggetto.
Annulla la sentenza impugnata limitatamente all’attenuante del fatto di lieve entita’ e rinvia per nuovo giudizio sul punto ad altra sezione della Corte di appello di Catanzaro; dichiara inammissibile nel resto il ricorso.
Pietro Meucci ha detto:
24/06/2017 alle 23:47
Leggi idiote, fatte da idioti per sudditi idioti.
Intanto i delinquenti se ne vanno tranquilli a giro con mitragliatrici e bombe a mano.
20/09/2017 alle 11:07
Come tristemente noto anche un camion, un furgone o un’auto possono diventare armi improprie, capaci di compiere addirittura stragi! Quella del coltellino svizzero mi sembra proprio una grande idiozia! Perché potrebbe si, servire, per ogni evenienza. Ah già… dimenticavo che siamo in Italia.
Alex Trask ha detto:
08/10/2017 alle 17:51
Onestamente mi pare una legge abbastanza stupida, visto che io posso LEGALMENTE portarmi in macchina ben altro…non per dire ma se dovessi fare del male a qualcuno non vado ad utilizzare il coltellino svizzero di 5 cm che alla prima coltellata mi sfugge di mano e mi taglio pure, ma magari la leva del crick che ho LEGALEMENTE in macchina ed è molto più pericolosa.
Non sto dicendo che chiunque dovrebbe potersi portare dietro quello che vuole ma un conto è un coltellino svizzero un altro è un coltello da combattimento o da sopravvivenza con 10cm di lama.
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References: Art. 45
 Art. 4
 Art. 585

Sentenza 
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