Source: http://www.arisassociazione.it/ufficio-economico/incontri-e-documentazione/97-incontri-e-documentazione.html
Timestamp: 2017-06-22 14:11:35+00:00

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UESG	25 Giugno 2015	Incontri e Documentazione	eHealth Conference, Roma 18-19 novembre 2014: casi concreti di innovazione in sanità con gli Associati Aris
Si terrà il 18 e 19 novembre a Roma la eHealth Conference alla quale ARIS collabora quale organizzatore portando alcuni casi di eccellenza degli Associati relativamente alla sala operatoria ibrida, al servizio di ingegneria clinica e alla gestione degli acquisti come evidenziato nel programma che potete scaricare direttamente dal link sotto. Tutti gli Associati sono invitati, la partecipazione è gratuita. Nel programma sono disponibili tutte le informazioni per l’iscrizione e la possibilità, per chi si iscrive per tempo, di accedere ai crediti ECM e CFP.
Le novita’ degli ultimi mesi sugli acquisti di beni e servizi
“Le novita’ degli ultimi mesi sugli acquisti di beni e servizi” che si terrà il 17 settembre a Bologna è un seminario sul D.L. 66 del 2014, la Direttiva “Concessioni” n.23/14/UE, la Direttiva Appalti n.24/2014 sulla quale interverrà il Dr. Sergio Santoro (Presidente di Sezione Consiglio di Stato), il D.L. n.90 del 2014 convertito con L. 114 del 2014 trattato dal Dr. Alessandro Cacciari (Consigliere Tar Toscana) che offrirà la possibilità di un confronti diretto con gli esperti della materia grazie allo spazio riservato alla discussione.
Sebbene la normativa di riferimento sia prevalentemente pubblica, vi sono diversi aspetti di interesse anche per le strutture private accreditate e non sia per l’attualità obblighi di trasparenza, risparmio, centralizzazione, gare e appalti, standard qualitativi, project financing nei servizi, dialogo tecnico sia in ottica prospettica per gli impatti che l’organizzazione del servizio sanitario gestito direttamente dalle amministrazioni centrali e regionali avrà anche in termini di ulteriori requisiti per le strutture private accredite.
Grazie alla partnership realizzata dall’Ufficio Economico-Servizi di Aris con la Scuola Nazionale Servizi gli Associati Aris possono partecipare al seminario al costo di 180€+IVA anziché 300€+IVA.
Il programma e il modulo di iscrizione sono allegati alla presente comunicazione e si possono scaricare direttamente.
Modulo iscrizione per Aris
Pogramma 17 settembre 2014
Piano di Risk Management (PARM) Di seguito a questo testo potete scaricare la determinazione del 1 aprile 2014 n. G04112, con la quale la Regione Lazio ha approvato le “Linee di indirizzo regionali per la stesura del Piano di Risk Management (PARM): Gestione del rischio clinico e delle infezioni correlate all’assistenza”.
Sono stati quindi stabiliti gli obiettivi strategici, gli strumenti di valutazione, le azioni minime da effettuare, gli indicatori di processo e i report da stilare.
Determinazione del 1 aprile 2014 n.G04112
ARIS-UESG- Piano di Risk Management_Regione Lazio
Dal prossimo 6 giugno scatterà l’obbligo della fatturazione elettronica nei rapporti tra fornitori e Pubblica Amministrazione. Nella pratica, a decorrere dal prossimo 6 giugno, Ministeri, Agenzie Fiscali ed Enti nazionali di previdenza non potranno più accettare fatture emesse o trasmesse in forma cartacea. Inoltre, a partire dai 3 mesi successivi, la P.A. non potrà più procedere ad alcun pagamento, neppure parziale, per fatture emesse in formato non elettronico. L’obbligo scatterà dal 6 giugno 2015 per tutti gli altri soggetti della P.A. con esclusione di quelli locali. Per essere pronti in tempo a queste scadenze ed approfondire gli aspetti normativi e tecnici legati alla fatturazione e alla firma elettronica e alla relativa dematerializzazione dei documenti inerenti si terrà il 15 maggio a Padova, l’11 giugno a Roma e il 16 ottobre a Milano il workshop “in-formativo” di mezza giornata di cui il programma in allegato sotto e in sintesi di seguito:
• Fatturazione elettronica per la PA: come funziona, come si fa.
• Firma remota: la scadenza del 25 luglio 2014. Sarete in regola? Venite a scoprirlo.
• Firma grafometrica: tutto quello che dovreste sapere (e che raramente vi dicono)
• Firma elettronica avanzata: un anno di esperienza sul campo
• Conservazione digitale: le nuove regole, cosa è cambiato
• Gestione documentale: strumenti e progetti innovativi Timbro digitale o glifo digitale?
• Regolamento europeo: identità digitale, firma digitale. Cosa cambia.
Un aiuto per chi deve affrontare o è già impegnato nel passaggio dalla carta al digitale”
Workshop sulla Dematerializzazione
Offerta Associati Aris
ISI INAIL 2013 – INCENTIVI ALLE IMPRESE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO E L’IMPLEMENTAZIONE DEI MODELLI ORGANIZZATIVI 231
Il 13 dicembre 2013 è stato pubblicato sulla G.U.R.I. l’Avviso Pubblico 2013 per Incentivi INAIL alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di Salute e Sicurezza sul Lavoro. L’obiettivo del Bando è incentivaer le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Possono essere presentati progetti di investimento e progetti per l’adozione di Modelli Organizzativi e di Responsabilità Sociale. Le domande dovranno essere presentate nel periodo dal 21 gennaio 2014 fino alle ore 18 dell’8 aprile 2014. Trovate tutte le informazioni nell’allegato qui scaricabile. Scarica l’allegato
Ufficio Economico Servizi e Gestionale —————————————–
L’ “auto-assicurazione” ovvero la gestione del rischio in proprio: casi ed esperienze
La gestione in auto-assicurazione della responsabilità civile sanitaria presenta molti elementi di complessità ed è quindi nata l’esigenza, confermata anche da alcuni Associati durante i precedenti incontri curati dall’Ufficio economico-servizi e gestionale sui diversi aspetti della materia, di realizzare un incontro di condivisione delle esperienze e di alcune delle migliori pratiche in materia attuate proprio tra gli Associati. L’incontro si terrà Venerdì 28 febbraio p.v. presso la sede nazionale Aris in Largo della Sanità Militare 60 a Roma. La partecipazione è gratuita semplicemente iscrivendosi tramite mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Benvenuti sono i contributi di ciascun Associato e Federato, sia alla discussione stimolata dai casi, sia tramite documentazione che verrà messa agli atti o con un’eventuale breve illustrazione del proprio caso che si potrà inserire nel programma nella disponibilità di tempo. Scarica il programma
Il 17 febbraio alle ore 10 presso l’Aula Magna della Scuola Germanica a Roma in Via Aurelia 397-403 si svolgerà il workshop di presentazione delle nuove tecnologie tedesche alla presenza dei principali esperti italiani di tutto il comparto della salute, imprese, associazioni, stampa specializzata e strutture ospedaliere pubbliche e private. Ulteriori informazioni su www.tecnologietedesche.it
Responsabilità Medica: criticità, opportunità e soluzioni
Si terrà a Verona il 14 febbraio p.v. organizzato da Federsanità-ANCI con il patrocinio del Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni (SISMLA) il convegno sul complesso tema della responsabilità medica. La partecipazione è gratuita previa iscrizione e consente agli avvocati l’acquisizione di n. 6 crediti formativi. Aprirà i lavori il Sindaco di Verona e interverranno il Presidente di Federsanità e Direttore Generale dell’Istituto Superiore della Sanità, Angelo Lino del Favero, l’assessore alla Sanità del Veneto, Luca Coletto, il Direttore Generale della La Direzione generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del Servizio sanitario del Ministero della Salute, Dr. Giovanni Leonardi, il Direttore dell’Agenas, Fulvio Moirano, il Presidente della III Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione Dr. Giovanni Battista Petti, il Segretario Nazionale del del SISMLA, Dr. Raffaele Zinno, il Dr. Paolo Crea, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte dei Conti, e il Presidente del Tar Veneto, Dr. Bruno Amoroso, il Prof. Avv. Giovanni Gallone della Sapienza.
Introduce e modera l’Avv. Callipari, Presidente dell’Osservatorio sulla Responsabilità Medica http:// osservatorioresponsabilitamedica.net/statuto/
Scarica il Programma e i riferimenti di iscrizione
Seminario DECalogo
Si terrà il 13 febbraio prossimo a Bologna il seminario sulle competenze, gli strumenti e il ruolo per un appalto “virtuoso” del Direttore nell’esecuzione degli appalti di servizi e forniture. Organizzato dalla Scuola Nazionale Servizi, sulla base dell’accordo con Aris attraverso l’Ufficio Economico-Servizi e Gestionale, la quota di partecipazione per gli Associati Aris è agevolata indicando “Associato Aris” nel modulo di iscrizione scaricabile sotto. “Scarica il programma del seminario DEC”
“Modulo Iscrizione Seminario”
L’importanza dell’HTA. I corsi ALTEMS
“L’evoluzione tecnologica, la scarsità di risorse, la crescita dei mezzi d’informazione e le scelte di politica sanitaria da parte dei decisori hanno creato naturalmente la base per lo sviluppo di metodologie per la valutazione delle tecnologie sanitarie. Di conseguenza l’importanza e la necessità delle valutazioni delle tecnologie sanitarie rendono rilevante un’adeguata preparazione che Aris promuove, tramite l’Ufficio Formazione su segnalazione e valutazione dell’Ufficio Economico-Servizi e Gestionale, con i seguenti 2 percorsi formativi di ALTEMS dell’Università Cattolica:
– Corso di Perfezionamento in Valutazione delle tecnologie e degli interventi in sanità – a distanza, le cui iscrizioni scadono il 7 febbraio pv (a differenza di quanto riportato nella brochure);
– Master universitario di II livello in Valutazione e gestione delle tecnologie sanitarie, per il quale sono riaperte le iscrizioni fino al 10 febbraio pv.
Le brochure relative ad entrambi i corsi sono sotto scaricabili.
Corso di perfezionamento Valutazione delle tecnologie e degli interventi in sanità
Corso Valutazione e gestione tecnologie sanitarie
Per entrambi i corsi maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell’ALTEMS http://altems.unicatt.it
Per il Master universitario di II livello in Valutazione e gestione delle tecnologie sanitarie, poiché le lezioni iniziano il 17 febbraio pv, al fine di consentire agli eventuali candidati di potersi immatricolare entro la prima settimana di lezione (17-21 febbraio), la documentazione da presentare per la richiesta di ammissione al master dovrà essere anticipata per email alla Dr.ssa Simona Serafini – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure spedita tramite Raccomandata1 entro il 10 febbraio all’indirizzo specificato nella sezione “Modalità di ammissione del Master” ( http://altems.unicatt.it/altems-valutazione-e-gestione-delle-tecnologie-sanitarie-modalita-di-ammissione-1405).
Nel 2012 sono stati erogati 10.257.796 ricoveri ospedalieri (contro i 10.749.246 dell’anno precedente), corrispondenti ad un totale di 66.707.607 giornate (nel 2011 erano 69.417.699).
E’ quanto si legge nel Rapporto annuale sull’attività di ricovero ospedaliero – SDO 2012 uscito ieri 16 gennaio, realizzato dall’Ufficio VI della Direzione generale della Programmazione sanitaria del Ministero della Salute che può essere scaricato completo di tabelle al link http://www.salute.gov.it/SDO 2012
Si osserva come il numero complessivo di ricoveri e giornate erogati sia in diminuzione a partire dal 2005. Rispetto al 2011, il numero complessivo di ricoveri ordinari per acuti si riduce da 7.043.070 a 6.837.823 (-2,9%), con una corrispondente diminuzione delle giornate di ricovero da 47.963.625 a 46.422.668 (-3,2%); il numero di cicli di day hospital effettuati si riduceda 2.828.910 a 2.538.561 (-10,3%).
L’attività totale per acuti passa da 9.879.863 unità nel 2011 a 9.384.071 nel 2012, con una riduzione di circa il 5%. La composizione dell’attività per acuti mostra nel 2012 una riduzione del day hospital dal 28,7% al 27,1% del totale.
La degenza media per acuti si mantiene pressoché costante da diversi anni, intorno al valore di 6,7-6,8 giorni, mentre per le degenza medie per riabilitazione e per lungodegenza si osserva un decremento a partire dal 2009.
Rispetto al 2011, il tasso di ospedalizzazione per acuti per l’anno 2012 in Italia si riduce da 110 a 108 dimissioni per 1.000 abitanti in regime ordinario e a poco meno di 42 cicli di day hospital per 1.000 abitanti; si osserva, inoltre, una discreta variabilità regionale.
L’Indice Comparativo di Performance (ICP) e l’Indice di Case-Mix (ICM) sono due indicatori tipicamente utilizzati per la valutazione della complessità e dell’efficienza degli erogatori, in particolar modo se letti congiuntamente.
Il capitolo 4 è dedicato all’analisi della qualità, dell’efficacia, dell’appropriatezza clinica e organizzativa dell’assistenza ospedaliera.
Fra gli indicatori di appropriatezza organizzativa troviamo la percentuale di dimissioni da reparti chirurgici con DRG medico, la percentuale di ricoveri diurni di tipo diagnostico con DRG medico, la percentuale di ricoveri brevi con DRG medico e la percentuale di ricoveri oltre-soglia con DRG medico in pazienti anziani. La riduzione dei valori di tutti gli indicatori rispetto al 2011 descrive una tendenza al miglioramento dell’appropriatezza. È interessante sottolineare la stretta correlazione fra il ricorso inappropriato alle strutture ospedaliere e l’inadeguatezza del livello territoriale: questi stessi indicatori, pertanto, possono fornire indicazioni non solo sul corretto uso del setting ospedaliero, ma anche, indirettamente, sulla capacità assistenziale degli altri Livelli di Assistenza.
Sono stati presi in considerazione alcuni tassi di ospedalizzazione per le condizioni cliniche quali:
il diabete non controllato, il diabete con complicanze, l’insufficienza cardiaca, l’asma nell’adulto, le malattie polmonari croniche ostruttive, l’influenza nell’anziano le patologie correlate all’alcol
Valori più bassi delineano una migliore efficienza dell’assistenza sanitaria nel suo complesso, sia come efficacia dei servizi territoriali, sia come ridotta inappropriatezza del ricorso all’ospedalizzazione. Il confronto con il rapporto SDO 2011 evidenzia una riduzione dei valori soprattutto per le malattie polmonari croniche, il diabete non controllato ed il diabete con complicanze, l’asma nell’adulto e l’influenza nell’anziano, le patologie correlate all’alcol.
Nel Rapporto SDO 2012 viene poi fornita una descrizione dettagliata dell’attività ospedaliera erogata per i DRG a rischio di inappropriatezza se erogati in Regime di ricovero ordinario (la lista dei DRG a rischio inappropriatezza è definita nel Patto per la Salute 2010-2012). Le prestazioni afferenti ai suddetti DRG sono in corso di trasferimento in regime diurno o anche in regime ambulatoriale, dove possono essere più efficientemente erogate, con minor aggravio di risorse per il Sistema Sanitario Nazionale. In particolare, 50 DRG a rischio inappropriatezza presentano un aumento della quota di day hospital rispetto all’anno precedente. È interessante notare che dei restanti 58 DRG, ulteriori 50, pur presentando una quota di day hospital inferiore rispetto al 2011, sono caratterizzati da una consistente riduzione del volume di ricoveri ordinari: in media la riduzione è di circa nove punti percentuali, con punte che arrivano a -13%, -16% e -18%. Complessivamente, quindi, si osserva una significativa deospedalizzazione, con un miglioramento dell’appropriatezza organizzativa e dell’efficienza nell’uso delle risorse ospedaliere.
Il Rapporto annuale sull’attività ospedaliera per l’anno 2012 si presenta ulteriormente arricchito rispertto allo scorso anno, con sei tavole nuove ed altrettante tavole ampliate per una più ricca e puntuale analisi del fenomeno dell’ospedalizzazione in Italia.
La banca dati SDO 2012 è caratterizzata da un elevato livello di completezza della rilevazione, superiore al 99,5% per gli istituti pubblici e privati accreditati; complessivamente le schede pervenute ammontano a 10.259.780 unità, con una diminuzione di circa il 4,6% rispetto all’anno precedente.
La qualità della compilazione è ulteriormente migliorata rispetto all’anno precedente: il numero complessivo di errori si riduce da 12.387.798 nel 2011 a 7.693.650 nel 2012, con una diminuzione di poco più del 40%. La distribuzione degli errori migliora significativamente, infatti il numero di schede senza errori aumenta da 3.600.580 (33,5% sul totale delle schede pervenute nel 2011) a 5.177.626 unità (50,5% sul totale delle schede pervenute nel 2012): più della metà delle schede pervenute sono prive di errori.
Si è tenuta a Roma il 17 e 18 dicembre u.s. la VI Conferenza nazionale sui dispositivi medici. Molto importante il Primo Rapporto sui consumi di dispositivi medici relativo al 2012, primo del suo genere, in Europa, e la cui presentazione e l’intero rapporto potete scaricare dai links in fondo all’articolo. Non solo, l’evento ha analizzato i diversi e complessi aspetti, tecnico/normativi, che tratteggeranno lo scenario di riferimento dei prossimi anni. Quest’ultimo sarà caratterizzato dalla recente approvazione, da parte del Parlamento UE, dei nuovi regolamenti. Negli anni si è andato ad affermare, sempre più, il ruolo della tecnologia che ha prodotto un sensibile miglioramento della efficacia e della qualità delle prestazioni, della sicurezza dei dispositivi medici ma, al contempo, una crescente pressione di monitoraggio istituzionale.
L’apertura della Conferenza è stata anticipata dall’organizzazione di un workshop tecnico/formativo con al centro l’importante tema delle segnalazioni, da parte degli operatori sanitari, nel sistema di vigilanza. La precoce individuazione del rischio associato all’utilizzo dei dispositivi medici è una strategia necessaria per migliorare la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari. È pertanto essenziale poter disporre di tempestive comunicazioni sui nuovi segnali oltre che di strumenti che consentano un’applicazione omogenea e puntuale delle azioni correttive prescritte. In tale contesto è importante che tutto il personale sanitario coinvolto nella gestione dei dispositivi medici sia correttamente informato e aggiornato circa le disposizioni, nazionali e regionali, riguardanti tali prodotti.
E’ seguita l’inaugurazione nella quale il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, oltre a portare i saluti ha caratterizzato le proprie conclusioni ponendo in luce la necessità di superare l’approccio che negli ultimi anni ha caratterizzato tutte le politiche adottate nel settore, contrassegnate dal carattere di urgenza e da conseguenti indiscriminati tagli lineari che hanno prodotto profondi effetti negativi. Non solo, il Ministro ha insistito sul ruolo di un management competente ed efficace come leva per la prossima azione del Governo orientata a rendere sostenibile il Servizio sanitario pubblico ma anche a garantire la sostenibilità dell’importantissimo indotto industriale della sanità ed, in particolare, del comparto dei dispositivi medici.
La giornata è proseguita con sessioni dedicate al costituito sistema di monitoraggio dei consumi quale strumento di analisi e valutazione economica e di performance ed al tema del public procurement come leva per l’innovazione. La prima descrivendo le caratteristiche e gli obiettivi del sistema di monitoraggio che punta alla mappatura di tutti gli acquisti dei prodotti biomedicali. La seconda sessione introducendo il tema del public procurement, area di attività economica delle aziende pubbliche particolarmente rilevante. E tale lo potrà essere in ambito sanitario solo se ci sarà la capacità dei decisori politici e del management pubblico di riorientare i comportamenti verso principi e valori, in grado di rappresentare una opportunità di sviluppo e di innovazione. Sono state analizzate le diverse esperienze adottate in ambito nazionale ed internazionale.
La seconda giornata ha posto al centro i diversi aspetti legati ai concetti di innovazione e sostenibilità del sistema. In tale contesto, il ruolo che i dispositivi medici rivestono per il livello d’innovazione offerto alle strutture ospedaliere e per la prevenzione e la tutela della salute dei cittadini è sempre più importante. Nonostante ciò si osserva che il mercato italiano delle tecnologie in sanità ha subito una netta contrazione nell’arco dell’ultimo biennio. E a soffrirne sono soprattutto le imprese più esposte sul mercato italiano e meno presenti sui mercati internazionali in forte crescita. In particolare si sottolinea come ormai la spesa sanitaria italiana è notevolmente inferiore a quella degli altri Paesi dell’EU: l’ulteriore perdurare della recessione implicherebbe un allontanamento irreparabile della Sanità italiana dagli standard Europei. Da ciò si evince che la questione prioritaria è far ripartire l’economia ovvero, nel caso specifico, come coniugare la riduzione della spesa pubblica con politiche industriali capaci di incentivare lo sviluppo e l’innovazione.
In tale scenario, si ha la netta percezione che il settore delle tecnologie sanitarie, e in particolare dei dispositivi medici, sia un’area da favorire per incentivare tale sviluppo. Basti pensare che questo settore si segnala tra quelli in grado di creare le migliori e più frequenti occasioni propedeutiche alla creazione di vera innovazione. Si determina, quindi, la necessità di pensare a nuovi meccanismi di governo, con la consapevolezza che non possono essere mutuati “sic et simpliciter” dal settore farmaceutico. Come anche è necessario evitare di ripercorrere strade che rischiano di deprimere ulteriormente le opportunità di sviluppo industriale e quindi la crescita del Paese. Sarà necessario, in particolare, adottare tutte quelle iniziative in grado di migliorare la capacità del Servizio sanitario di selezionare medical devices e tecnologie elettromedicali in relazione al reale valore generato nel sistema.
Tra gli approcci disponibili assume particolare importanza quello dell’Health Technology Assessment (HTA) tema che è stato al centro del dibattito della prima sessione del 18 dicembre. In particolare, si è posto l’accento sull’importanza di dare tempestiva attuazione alle direttive comunitarie, che prevedono procedure più strutturate per la valutazione dei dispositivi medici, in modo che sia promosso l’uso di dispositivi costo-efficaci. In tale contesto prende forma la decisione assunta dalla Commissione europea di dare vita alla nuova Rete in tema di Hta allo scopo di incoraggiare e sostenere la cooperazione a livello scientifico tra le autorità nazionali responsabili Hta.
Nello scenario descritto è stato sottolineato il ruolo ricoperto dal Ministero della Salute come centrale. L’istituzione, infatti, non solo è impegnata a svolgere una funzione di “regolazione” in questo settore ma ha la consapevolezza che sia strategico assumere nel sistema una posizione di guida rispetto all’esigenza di definire le priorità – fissate di concerto con le Regioni – per una puntuale valutazione delle diverse opzioni disponibili ponendosi al centro delle diverse istanze regionali e di quelle degli stakeholder coinvolti (pazienti, cittadini ed industria).
Da ultima si è discusso su un tema che sta avendo impatto su tutti gli ambiti della nostra vita, anche quello sanitario: lo sviluppo delle applicazioni informatiche dedicate ai dispositivi di tipo mobile, quali smartphone e tablet, e quello della rete internet. Si dibatterà come queste possono modificare il consolidato rapporto tra i diversi utenti, in particolare, tra il medico e paziente. Sono stati analizzati gli scenari che si aprono in Italia dopo la presa di posizione della Fda che ha recentemente varato regole più severe per le App mediche la cui immissione in commercio sarà subordinata al controllo e all’approvazione della stessa Agenzia.
L’Fda nello specifico ha emanato delle linee guida rivolte agli sviluppatori di applicazioni e gadget di mobile health per smartphone e tablet. Nel mirino del provvedimento quella piccola percentuale di App che, in caso di malfunzionamento, potrebbe causare danni ai pazienti, ossia i sistemi, già presenti sul mercato, in grado di trasformare smartphone e tablet in veri e propri dispositivi medici, come strumenti per elettrocardiogrammi o per ultrasuoni. Si comprende, allora, come sarà fondamentale, anche per i contenuti web, sviluppare un servizio di certificazione di qualità che sia in grado di discernere le fonti affidabili da quelle non affidabili. Ma, come sempre, alle criticità si accompagnano le opportunità in special modo il settore dell’ e–health. Prime fra tutte lo sviluppo della cartella clinica elettronica in grado di contenere tutte le informazioni sensibili sullo stato di salute di ognuno di noi, informazioni rese immediatamente accessibili al sanitario che ci assiste e prontamente aggiornabili.
Altro aspetto di estrema importanza è stato il protagonista dell’ultima sessione della Conferenza: cioè quello che collega l’innovazione al riconoscimento tariffario. Un legame indissolubile specialmente in un settore che si caratterizza per il suo alto livello di innovazione e di eterogeneità. La politica sin qui adottata, infatti, operando tagli lineari sulle forniture e, introducendo il tetto di spesa, di fatto hanno prodotto tutto, tranne che riconoscere la diversità del contributo dei singoli prodotti alla generazione del valore per la salute dei pazienti. In questo comparto, non tutti i prodotti possono essere inclusi e standardizzati in categorie simili con il solo obiettivo di razionalizzare. Il processo che si dovrà dibattere dovrà, necessariamente, tenere conto delle diverse specificità ed adottare uno specifico percorso che coinvolga tutte le parti interessate.
Tutte le presentazioni, in pdf o video, degli interventi e temi sopra indicati si possono scaricare o vedere al link: http://www.forumdispositivimedici.it/atti_congressuali.asp
Consumi dispositivi medici 2012 Presentazione 17 dicembre 2013
Primo rapporto sulla spesa rilevata di consumi di dispositivi medici 2012
Dedalus, azienda partner di Aris ha organizzato una giornata di approfondimento sul tema:
CARTELLA CLINICA ELETTRONICA E DEMATERIALIZZAZIONE DEI DOCUMENTI SANITARI: NOVITA’ LEGISLATIVE, LINEE GUIDA E PROPOSTE DI DEDALUS SPA Roma, 10 settembre 2013 – dalle ore 10.00 alle ore 13.00
La Cartella Clinica Elettronica e le possibilità di dematerializzazione introdotte dalla Legge n.221 del 17 dicembre 2012 I vantaggi della dematerializzazione e della documentazione elettronica: maggiore fruibilità e accessibilità dei documenti, risparmio di spazi e materiali. Come gestire un regime misto della documentazione nel rispetto della legge. La firma grafometrica per la gestione dei documenti clinici (diario, consensi, firme dei pazienti): uno strumento di semplificazione e risparmio in ambito autorizzativo, clinico e amministrativo. Le nuove regole tecniche sulle firme elettroniche e digitali pubblicate in G.U. il 21 maggio 2013: applicabilità e semplificazioni per la Sanità. Strumenti e dispositivi per raccogliere la firma digitale e la firma grafometrica. Le proposte software di Dedalus per la cartella clinica elettronica.
La partecipazione all’incontro è gratuita previa conferma da inviare via fax al numero 06 7009300 o via e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. compilando il coupon allegato.”
scarica l’allegato ———————————————–
Bonifici e addebiti secondo standard SEPA
Il Regolamento UE del 14 marzo 2012 ha stabilito che, entro il 1° febbraio 2014, all’interno dell’area dell’euro i bonifici e gli addebiti diretti dovranno essere resi conformi agli standard SEPA: la migrazione alla SEPA End Date entra ora in una fase cruciale. Maggiori info su: http://www.comunicati-stampa.net/com/cs-205440/
Invito gratuito al Convegno Sepa dell’11 luglio 2013 da scaricare in allegato.
Seminario ARIS 26 giugno 2013: Gestione finanziaria delle strutture socio-sanitarie, redazione e certificazione dei bilanci
Si è svolto il 26 giugno u.s. presso la sede nazionale Aris, dopo quello del 21 marzo a Milano (di cui riportato sempre in questa sezione del portale Aris) il Seminario in oggetto curato dall’Ufficio Economico Servizi e Gestionale dell’Aris in coordinamento con l’Ufficio Formazione e la collaborazione dell’Aris Lazio. Il seminario ha tratto 2 argomenti di stringente contingenza: 1) il tema della gestione dei flussi finanziari e dell’impatto oramai quotidiano sulla gestione e sul futuro degli equilibri delle strutture; 2) quello della redazione di un bilancio dell’attività socio-sanitaria, separato dalle rimanenti attività della congregazione, e della sua certificazione che sarà sicuramente uno degli aspetti che le strutture socio-sanitarie, almeno quelle accreditate, si troveranno ad affrontare a breve per richiesta delle singole Regioni. E’ un percorso che a ciascuna struttura richiederà qualche tempo ed è per questo che riteniamo necessario cominciare ad affrontarlo da subito. La Regione Lombardia è stata la prima a deliberare in questo senso (si veda la delibera n. IX/3856 del 25 luglio 2012), ma le altre regioni non tarderanno. Allo stesso tempo il tema della rappresentazione civilistica del bilancio e la sua certificabilità ha già assunto primaria importanza nei rapporti verso le istituzioni finanziarie. L’Ufficio Economico-Servizi e Gestionale sta anche avviando con alcuni istituti finanziari un tavolo di lavoro per favorire la comprensione della rappresentazione della specificità dell’attività socio-sanitaria e la sua rappresentazione nei Bilanci.
Le presentazioni complete del Seminario sono scaricabili qui sotto
AITI_ARIS Roma 26 giugno 2013
CREDEMFACTOR_ARIS 26 GIUGNO 2013
KPMG_Corrado_ARIS 26.06.2013
KPMG_De Negri_ARIS 26.06.13
KPMG_Mariani_ARIS 26.06.13
KPMG_Verbo_ARIS 26.06.2013
Colpa esclusa se il sanitario si attiene alle linee guida: Corte di Cassazione-IV Sez. Penale- Sentenza n. 16237/2013
La Corte di cassazione, con la sentenza n. 16237 del 9 aprile 2013, fornisce importanti chiarimenti in materia di colpa medica, anche alla luce della recente disposizione introdotta dall’articolo 3 della Legge n. 189/2012, con la quale è stata operata una parziale abolizione della fattispecie di omicidio colposo, con l’esclusione della colpa lieve nel caso in cui il sanitario si attenga alle linee guida e alle buone pratiche terapeutiche. Secondo la Suprema corte, in particolare, “alla stregua della nuova legge, le linee guida accreditate operano come direttiva scientifica per l’esercente le professioni sanitarie”; così, l’osservanza di queste linee guida costituisce uno scudo protettivo contro istanze punitive che non trovino la loro giustificazione nella necessità di sanzionare penalmente errori gravi commessi nel processo di adeguamento del sapere codificato alle peculiarità contingenti. Questa disciplina – precisa la Corte – “trova il suo terreno di elezione nell’ambito dell’imperizia”. In ogni caso, la colpa avrà connotati di gravità solo qualora l’erronea conformazione all’approccio terapeutico risulti “marcatamente distante dalle necessità di adeguamento alle peculiarità della malattia, al suo sviluppo, alle condizioni del paziente”.
notizia_decisione_2_2013
Sentenza 16237_2013_parte1
Sentenza 16237_2013_parte2
Redazione e Certificazione del Bilancio, Outsourcing dell’Ingegneria Clinica, Aggiornamento linee guida Inail per la Sicurezza
Si allegano gli articoli relativi agli argomenti citati nel titolo e curati dall’Ufficio e pubblicati nel 2° numero di Aris Sanità distribuito a giugno 2013
Aggiornamento Guida Inail per la SicurezzaIng – Salvatore Buffo Outsourcing Ingegneria Clinica Primavera Marco Matthey
Redazione e Certificazione Bilancio Ernst&Young AndreaChieffalo
Seminario ARIS: Gestione finanziaria delle strutture socio-sanitarie e certificabilità dei bilanci
Si è svolto il 21 marzo u.s. presso la Casa di Cura S.Camillo a Milano il Seminario in oggetto curato dall’Ufficio Economico Servizi e Gestionale dell’Aris. Anche nelle strutture socio-sanitarie l’aspetto finanziario è da tempo diventato aspetto essenziale della gestione, sebbene l’evidenza incontrovertibile è recente. E nella gestione finanziaria è fondamentale il mix degli strumenti finanziari che si usano i quali a loro volta determinano la struttura finanziaria dello Stato Patrimoniale che già nel medio periodo possono determinare la solidità o meno di una struttura socio-sanitaria, gli strumenti tecnico-gestionali per pianificare, monitorare e gestire l’intero ciclo economico e monetario dove rilevanza fondamentale hanno i flussi di cassa. Senza la conoscenza e l’utilizzo degli adeguati strumenti finanziari e di quelli di controllo e gestione dei flussi finanziari è di fatto non possibile governare questi aspetti. Allo stesso tempo il tema della rappresentazione civilistica del bilancio e la sua certificabilità ha già assunto primaria importanza nei rapporti verso le istituzioni finanziarie e diventerà la norma anche nei rapporti con le Regioni in tema di requisiti per le strutture accredite. La prima regione a rendere obbligatorio tale requisito con delibera n. IX/3856 del 25 luglio 2012 è stata la Lombardia, ma seguiranno anche le altre in tempi diversi. L’Ufficio Economico-Servizi e Gestionale sta anche avviando con alcuni istituti finanziari un tavolo di lavoro per favorire la comprensione della rappresentazione della specificità dell’attività socio-sanitaria e la sua rappresentazione nei Bilanci. Le presentazioni complete del Seminario sono scaricabili qui sotto
Presentazione Gruppo Credem_ARIS 21 marzo 2013
CREDEMFACTOR_ARIS 21 MARZO 2013
Gestione Finanziaria_AITI_ARIS 21 marzo 2013
Presentazione Bilanci e Certificabilità_ErnstYoung_ARIS 21 marzo 2013
Accreditamento delle Strutture socio-sanitarie
Cliccare ai links sotto per scaricare articolo in materia pubblicato sul n.1 del 2013 di Aris Sanità e check-list per il monitoraggio ai fini del miglioramento integrato degli standard
Articolo accreditamento strutture socio-sanitarie
Check-list monitoraggio ai fini del miglioramento integrato degli standard
Assicurazioni, tutela della salute, spending review: chi paga? di Nevio Boscariol
Tra i problemi principali e attuali del sistema sanitario, quello della sicurezza del paziente e del rischio clinico derivante dalla pratica medica e dalle prestazioni sanitarie ha oramai superato i livelli di sostenibilità e sarebbe necessario trovare urgentemente la “quadratura” tra quelle che Giuseppe De Rita, Presidente del Censis, ha definito “responsabilità multiple”: responsabilità del medico e delle strutture sanitarie pubbliche e private, delle assicurazioni nell’assunzione del trasferimento del rischio,responsabilità della tutela della sicurezza del paziente garantita dalla costituzione, dalle leggi e da una normativa che troppo spesso delega ai giudici l’interpretazione delle singole situazioni con il risultato di non garantire la coerenza e l’omogeneità delle valutazioni e allontanare dalla ricerca e dall’adozione di standard condivisi di sicurezza -come di fatto confermato da un recente intervento del Dr. Blaiotta, Giudice della competente IV Sezione della Corte di Cassazione-, responsabilità degli avvocati nella giusta difesa dei casi reali di medical malpractice, responsabilità delle assicurazioni.
E’ dai tempi dell’Harvard Study del 1984 che si è acquisita la coscienza dell’alta incidenza dei danni e del rischio clinico derivante dall’ospedalizzazione, confermata dal più recente “To err is human: building a safer health system” del 1999, e successivi sviluppi, sugli errori medici negli Stati Uniti. Risulta evidente che la complessità della pratica medica e della gestione delle strutture sanitarie fa sì che nell’errore possono sovrapporsi fattori individuali e organizzativi, diretta e/o indiretta responsabilità dell’operatore sanitario, ma che alcuni eventi possono provocare danni pur in presenza della massima diligenza dell’operatore sanitario, o addirittura avvenire nel tentativo di salvare una vita in interventi con poco probabilità di riuscita. Inoltre, si deve tener conto che la garanzia della sicurezza del paziente all’interno di una struttura ospedaliera non si riferisce solo alla specifica prestazione, ma va dalle infezioni nosocomiali, cioè ospedaliere, che costituiscono ancora un’alta percentuale dei sinistri al corretto funzionamento e utilizzo dei dispositivi medici e di ogni tecnologia medica, dal “ciclo del farmaco” dalla prescrizione alla somministrazione all’utilizzo dei materiali consumabili, fino ad aspetti più semplici, ma a volte altrettanto dannosi, come per es. una caduta.
Come si può vedere il risk management in sanità abbraccia molti e multiformi aspetti di una realtà complessa le cui valutazioni -nella letteratura scientifica internazionale e nelle diverse aree in cui si è sviluppato che includono anche l’Health Technology Assessment- si estendono alle implicazioni economiche, sociali ed etiche a livello micro, strutture sanitarie, e macro, sistema sanitario, fornendo indicazione per una scelta consapevole delle politiche sanitarie in relazione agli obiettivi.
Allo stesso modo è un dato di fatto che vi sia stato negli ultimi anni un aumento delle denunce per malpractice medica in Italia, ma anche per es. in Germania e altre paesi del Mediterraneo, compreso tra il 200% e il 500%. Minore, ma pur sempre significativo, in Gran Bretagna e Svezia con oltre il 50%. Parimenti il valore medio del risarcimento è continuato a salire arrivando, su 34.000 mila denunce, cioè 1,5 per posto letto, a 28.000 € medio che equivale a 2.700 € circa a posto letto e a 4.700 € circa per medico. Non solo, il costo amministrativo medio di ogni causa che dura diversi anni è pari a 26.000 €. Questi dati sono stati citati dalla vice-presidente ANIA, l’Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici, Maria Bianca Farina, nel suo intervento.
Le cause di tale fenomeno sono state individuate da Aldo Minucci, Presidente Ania in:
1) deciso aumento degli importi dei risarcimenti riconosciuti dai tribunali, in particolare per i danni non patrimoniali; 2) l’ampliamento dei diritti e dei casi da risarcire da parte della giurisprudenza; 3) una maggiore attenzione dei pazienti alla qualità e ai risultati delle cure ricevute, in parte favorita da alcuni fornitori di servizi di tutela dei danneggiati.
Vanno aggiunte le con-cause, come De Rita fa notare, il cambiamento nei seguenti fattori culturali:
a) il rapporto medico-assistito -n.d.r. che è un rapporto contrattuale- che ora è basato, a differenza che in passato, su una fiducia revocabile; b) il rapporto della persona/assistito nei confronti della propria salute il quale si informa spesso anche su Internet arrivando ad auto-diagnosticarsi e auto-prescriversi; c) il rapporto del cittadino nei confronti della propria identità e persona che da un aspetto puramente qualitativo si è trasferita ad una stima quantitativa;
L’azione combinata degli elementi sopra menzionati ha portato, da diversi anni e cosa nota agli addetti ai lavori:
1) ad un rapporto sinistri/premi di copertura dei rischi non sostenibile, che nel 2010 è stato pari al 142% per la responsabilità civile dei medici e al 159% le strutture sanitarie (alle quali preferibilmente i giudici attribuiscono l’obbligo di risarcimento). I dati dal 2002 sono riportati nella presentazione di Maria Bianca Farina scaricabile dal link al fondo di questo articolo; 2) alla diffusione del “fenomeno della cosiddetta ”medicina difensiva” che determina la prescrizione di esami diagnostici inappropriati al solo scopo di evitare responsabilita’ civili, con gravi conseguenze sia sulla salute dei cittadini, sia sull’aumento delle liste di attesa e dei costi a carico delle aziende sanitarie”, come recita il Decreto Balduzzi.
Secondo il Presidente ANIA Aldo Minucci esistono misure utili per mitigare il rischio di malpractice medica, contenere il livello dei costi e incrementare la disponibilità di coperture assicurative, e queste sono:
– la costituzione di organismi indipendenti che rilevino e analizzino gli errori medici e i cosiddetti “quasi errori” evidenziati volontariamente dagli operatori sanitari. Sulla base dei dati e delle informazioni ricevute, gli organismi indipendenti possono formulare raccomandazioni, linee guida e “processi tipo” al fine di evitare gli errori più frequenti; – l’inserimento della figura del risk manager in tutte le strutture erogatrici di servizi sanitari; – lo sviluppo di processi formativi per i medici e per gli operatori sanitari per la prevenzione dei casi di malpractice e per la minimizzazione degli eventuali danni, nonché la formulazione di appropriati standard di comunicazione tra medico e paziente al fine di garantire una corretta informazione sui rischi degli interventi sanitari; – la costituzione di fondi pubblici, che coprano le tipologie di rischio non assicurabili o difficilmente assicurabili dal mercato assicurativo nazionale ed internazionale (ad esempio, infezioni diffuse, categorie professionali ad alto rischio, rischi “tarati”). Una seconda serie di utili misure implicano modifiche dell’attuale sistema giuridico e riguardano: – la rivisitazione del concetto di responsabilità, per esempio, attraverso la previsione di protocolli di comportamento medico-sanitario che, se correttamente seguiti, esimano gli operatori dalla responsabilità; – la standardizzazione dei criteri di valutazione dei danni con l’introduzione di tabelle di valutazione del danno biologico e la definizione di eventuali limiti ai danni non patrimoniali; – il contenimento del ricorso alla giustizia ordinaria tramite meccanismi alternativi di risoluzione del contenzioso o la disincentivazione delle richieste infondate. Con riferimento al decreto legge 13 settembre 2012, n. 158 coordinato con la Legge di conversione 8 novembre 2012, n. 189 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale 10 novembre 2012, n. 263, cosidetto Decreto Balduzzi, “testimonia la volontà del legislatore di affrontare il problema della medical malpractice e in tal senso è un segnale importante” “La Legge presenta aspetti positivi ma – continua Minucci – non contiene disposizioni in grado di incidere in maniera efficace sul costo dei risarcimenti, elemento questo che è alla base del rialzo dei prezzi delle coperture assicurative.” Leggendo nel dettaglio le principali norme previste dal testo di Legge, Minucci osserva quanto segue: “a) esonero da responsabilità penale in caso di rispetto di “bestpractices” Secondo l’art. 3, comma 1 del testo in questione, il medico che – nella sua attività – si attenga a linee guida e a buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. La norma precisa che, in tali casi, resta fermo l’obbligo di cui all’art. 2043 del codice civile ma il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto di tale condotta. Per effetto di questa disposizione, mentre l’applicazione delle linee guida e delle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica comporta un’ esclusione ex lege della responsabilità penale per colpa lieve, sul piano civilistico – l’unico in relazione al quale opera la copertura assicurativa – non viene invece apportata alcuna sostanziale modifica agli attuali profili di responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie con le conseguenti ricadute sull’invarianza del costo dei risarcimenti. b) adozione di misure di risk management
L’art. 3 bis prevede che le aziende sanitarie studino e adottino misure per gestire i rischi, prevenire il contenzioso e ridurre gli oneri assicurativi. La disposizione, in sé, è positiva, poiché mira a diffondere strumenti e procedure di risk management, necessari per un maggiore controllo dei rischi – dunque dei costi – connessi allo svolgimento delle attività sanitarie. Tuttavia, l’articolo prevede che tutto ciò avvenga “senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Siamo preoccupati che questo depotenzi sostanzialmente la portata della disposizione. Risulta difficile, infatti, immaginare che si possa svolgere una rigorosa attività di risk management senza risorse e investimenti adeguati. Siamo consapevoli degli attuali vincoli di finanza pubblica ma, forse, il legislatore, con l’obiettivo di affrontare un problema serio e complesso, avrebbe dovuto fare uno sforzo maggiore, assegnando risorse adeguate a questo tipo di attività. c) fondo speciale, tabelle, regime bonus/malus Il comma 2 dell’art. 3, infine, prevede l’emanazione – entro il 30 giugno 2013 -, con Decreto del Presidente della Repubblica, di una serie di misure, tra le quali: la costituzione di un Fondo speciale che garantisca idonea copertura assicurativa agli esercenti professioni sanitarie sulla base di definite categorie di rischio professionale. Il principio sottostante alla previsione è condivisibile: laddove il rischio raggiunga livelli particolarmente elevati, l’attività dell’assicuratore privato incontra limiti ben precisi e, pertanto, è necessario l’intervento dello Stato.” Tuttavia, Minucci ritiene che le modalità di finanziamento del Fondo previsto dalla legge non siano condivisibili e dice: “- da un lato, infatti, è previsto che il Fondo sia alimentato da un contributo dei professionisti che ne facciano espressa richiesta, in misura definita in sede di contrattazione collettiva. Dall’altro, da un ulteriore contributo a carico delle imprese assicuratrici, in misura non superiore al 4% dei premi incassati per il rischio medico-professionale che si ripercuoterebbe, giocoforza, sul costo delle polizze assicurative. Il Fondo, secondo noi invece, dovrebbe essere finanziato in parte dai medici e in parte da coloro che usufruiscono delle specifiche prestazioni sanitarie in modo simile a quanto previsto per il contributo previdenziale gravante sulle parcelle di alcune categorie professionali;l’applicazione delle tabelle previste dal Codice delle Assicurazioni in materia di r.c. auto per il risarcimento del danno biologico conseguente all’esercizio della professione sanitaria. Anche in questo caso, è positivo il passo verso una maggiore standardizzazione dei risarcimenti, ma teniamo presente che il rischio di un ritardo nell’emanazione di una legislazione secondaria applicativa è molto elevato. Siamo ancora in attesa, infatti, della pubblicazione – a ormai sette anni di distanza dalla loro previsione – delle tabelle per le lesioni gravi nel settore r.c. auto; i contratti assicurativi dovranno, infine, prevedere clausole di bonus/malus, ossia variazioni in aumento o in diminuzione del premio in relazione al verificarsi o meno dei sinistri. Anche tale norma appare criticabile posto che le imprese già stabiliscono le proprie prassi assuntive e prezzi anche sulla base della sinistrosità degli assicurati. Si tratta, comunque, di una misura che interferisce con la libertà di offerta da parte delle imprese e che, quindi, sarebbe stato meglio lasciare al libero agire delle forze del mercato.” La Vice-Presidente ANIA, Maria Bianca Farina, facendo riferimento alle best practices internazionali, sottolinea in particolare di prestare attenzione al sistema scandinavo e a quello francese i quali entrambi prevedono l’obbligatorietà della copertura assicurativa per privati e strutture pubbliche, e un fondo di garanzia per la copertura di sinistri causati da soggetti non assicurati o assicurati con impresa insolvente -n.d.r. casi verificatisi anche in Italia-. Inoltre, entrambi i sistemi prevedono forme di aiuto nel caso di mancanza di ottenimento di copertura assicurativa: nel caso scandinavo attraverso l’emissione di polizze a valere sul Fondo per conto delle Compagnie, mentre nel caso francese attraverso l’obbligo a contrarre imposto da un Bureau de Tarification alle assicurazioni. Infine, il modello francese prevede un risarcimento senza ricerca della colpa per specifiche casistiche senza la ricerca della colpa -per es. nel caso di malattie da farmaci. Elemento utile si trova anche nella normativa e pratica tedesca: l’obbligatorio ricorso preventivo a camera di conciliazione prima dell’avvio della procedura giudiziale per medical malpractice.
Come noto, la conciliazione obbligatoria è stata recentemente realizzata in modo poco avveduto anche in Italia, e naufragata proprio in questo novembre per sentenza della Corte Costituzionale “per eccesso di delega dell’istituto della mediazione obbligatoria”; occasione persa per aggiungere da subito un tassello importante verso una soluzione del problema della sostenibilità economica di questa “quadratura delle responsabilità multiple”.
Cruciale è proprio l’aspetto della sostenibilità economica dell’equilibrio tra giusto diritto del cittadino alla garanzia di sicurezza nella tutela della salute e condizioni di realizzazione della prestazione sanitaria che per poter a sua volta essere svolta secondo i protocolli più idonei per garantire tale sicurezza ha bisogno per adeguarsi di investimenti in qualità, formazione, tecnologia. Investimenti che alla luce delle recenti spending review sembrano difficilmente realizzabili a meno che non si “liberino” dagli attuali budget risorse meno efficientemente impiegate: azione necessaria di complessa realizzazione. Non vi sono alternative, altrimenti finiremo per pagare l’intero conto ancora una volta come cittadini sia sotto il profilo economico sia nella tutela effettiva della salute.
La soluzione non può che essere trovata con il contributo di tutti gli stakeholders del mondo sanitario: operatori della sanità a vario titolo, sistema legale/giudiziario, associazioni dei cittadini, industria assicurativa e Stato/legislatore che comprende il Ministero della Salute. Si auspica che il tavolo di lavoro così composto possa rapidamente portare risultati concreti.
Nell’attesa di una soluzione concerta e condivisa, l’Ufficio Economico Servizi e Gestionale ha realizzato per la seconda volta per gli Associati ARIS una Polizza Quadro per l’R.C.T. e l’R.C.O. che permette a tutti di poter accedere alle coperture relative.
La documentazione completa relativa ai dati e alle posizioni dell’ANIA sopra presentate oltre all’intero articolo sopra si possono trovare allegate di seguito:
Intervento Presidente Ania_Aldo Minucci
Dalle Ragioni di tutti ad una soluzione condivisa_Maria Bianca Farina
Convegno_Salute_e_malpractice_-_Intervento_Adolfo_Bertani_presidente_CINEAS
Sole 24 Ore___Rischio_clinicox_ANIA_Legge_Balduzzi_da_aggiornare
FIRSTonline___Assicurazioni_tutela_della_salutex_spending_review_chi_paga
Mediazione obbligatoria non più obbligatoria
La recente sentenza con la quale la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale per eccesso di delega dell’istituto della mediazione obbligatoria interesserà direttamente anche il settore sanitario; l’articolo 5, comma primo, del D. Lgs. N. 28/2010 individua infatti anche le richieste di risarcimento relative ad episodi di malpractice sanitaria fra le materie per le quali il tentativo di mediazione è (rectius, era) condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Fra le conseguenze di maggior rilevanza della pronuncia della Corte: A) il convenuto non potrà più eccepire l’improcedibilità della domanda presentata in violazione dell’art. 5 del Decreto, né il giudice rilevarla d’ufficio; B) rientrerà nella piena discrezionalità del soggetto che intenda proporre una domanda giudiziale la scelta di avviare un procedimento di mediazione, sopportando i relativi costi, ovvero procedere direttamente all’instaurazione del giudizio dinanzi all’autorità giudiziaria; C) tutti i procedimenti di mediazione avviati o da avviare devono essere considerati come facoltativi, con applicazione del relativo regime.
In considerazione della pronuncia della Corte (la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è attesa a breve) – ed in assenza di possibili interventi sull’argomento da parte del legislatore ordinario – è senza dubbio opportuno che le strutture sanitarie (sia assicurate che “autoassicurate”) pongano da subito in essere accorgimenti finalizzati ad una più attenta gestione delle richieste di risarcimento, nell’ottica di una puntuale attività di loss adjust .
Avv. Paolo Alessandro Magnani (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), esperto di Diritto delle Assicurazioni e della Responsabilità Sanitaria
———————————————————- FOCUS GESTIONALE di Nevio Boscariol Responsabile Ufficio Economico-Servizi Aris
I principali 4 aspetti strategici per la sanità nei prossimi anni. Dal Rapporto Huron Sebbene l’attenzione delle precedenti settimane e delle prossime è concentrata sui pesanti effetti della Spending Review e sugli scenari estremamente critici della sanità privata religiosa all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, le strutture socio-sanitarie che vogliono continuare, con coraggio e competenza, la loro attività dovranno comunque tener conto di alcuni aspetti fondamentali, che ritengo valgano mutatis mutandis per tutti i settori, e che sono emersi in modo sinteticamente definito e concreto dal recente rapporto dell’Huron Consulting Group “Leading Through Transformation: Top Healthcare CEO’s Perspectives on the Future of Healthcare” -Guidare attraverso il cambiamento: la prospettiva sul futuro dell’healthcare dai migliori Amministratori nel mondo della sanità-. Il Rapporto sintetizza le opinioni emerse dall’Huron Healthcare CEO Forum nel quale si sono discusse le priorità strategiche del settore nei prossimi anni. Pur facendo i dovuti distinguo tra i 2 diversi sistemi sanitari e i diversi contesti istituzionali, normativi e di dinamiche economico-finanziarie e sociali, entrambi i sistemi, come tutti gli altri sistemi sanitari nazionali, devono fare i conti con risorse limitate e in decrescita progressiva almeno per qualche anno ancora che obbligano a gestire managerialmente e con una nuova visione e approccio strategico per sopravvivere e continuare ad esercitare la propria attività. Si legge infatti nel rapporto: “L’immensa portata delle sfide operative e finanziarie che gli amministratori del settore dell’healthcare si trovano ad affrontare sono di quelle da spaventare gli amministratori di qualsiasi settore” e continua dicendo “e tuttavia, gli amministratori dell’healthcare in ogni luogo del paese stanno affrontando la sfida, considerando e sviluppando attentamente soluzioni che definiranno il futuro del settore”.
Allo stesso modo, non si può che concordare sugli aspetti strategici sintetizzati nel Rapporto sopra menzionato, pur con la necessità di contestualizzarli nella nostra realtà:
1. Spostamento del focus dal “dal volume al valore” e quindi alla qualità; 2. Cambiamento del modello di realizzazione della prestazione in accordo con il punto 1) e quindi re-immaginare il “chi, cosa, quando, dove e come” in relazione alla propria missione, al proprio impatto nel sociale, al riconoscimento dello stesso nel pubblico nella più larga accezione di società e non solo di Stato e alla qualità. 3. Organizzazione in cui le risorse multidisciplinari lavorano in modo integrato, efficace ed efficiente e direi facendo percepire la missione che ci si è dati attraverso la prestazione (rielaborazione al contesto organizzativo di chi scrive) 4. Contenimento dei costi focalizzando l’attenzione su quanto genera valore-aggiunto in modo sostenibile in un contesto in cui si passa da un modello basato su un margine sulla prestazione ad un modello basato su budget tutto inclusivo; Sfide molto difficili, con grandi criticità da affrontare in uno scenario di incertezza, ma che potrebbero essere l’opportunità per le strutture sanitarie religiose di trovare un nuovo modello di presenza in questo settore che incarni la missione originaria nella gestione dell’healthcare per una presenza che continui anche nel futuro. Il rapporto si può scaricare dal link sotto a questo articolo.
HuronHealthcare_2011_CEOFORUM_report_
Consorzio Aurora Telecomunicazioni
Il consorzio Aurora Telecomunicazioni offre la competenza di un gruppo affiatato di aziende certificate, in grado di intervenire su tutto il territorio nazionale nell’ambito dell’implementazione e collaudo di qualsiasi sistema tecnologico di Telecomunicazioni e Information Technology. Siamo in grado di operare a prezzi concorrenziali e qualità sia nella realtà piccole che in quelle grandi.
Nel dettaglio i nostri principali servizi sono: Sistemi di telecomunicazioni radio di media e grossa capacità Progettazione e Realizzazione Reti Wireless (Wi-Fi) e centralini VOIP Impianti di supervisione, telesorveglianza e videocontrollo su tecnologia IP PDH – SDH per telefonia, trasmissione dati, teleoperazioni e telecontrolli Sistemi radiotelefonici cellulari GSM, GPRS, UMTS
Per contattarci: Aurora Telecomunicazioni – Via Torri Bianche, 3 – Vimercate (MB) Telefono: +39/039-6858481 – Contatto: sig. Adriano De Maria
Dal Rapporto ICT in SANITA': i risultati del Rapporto dell’Osservatorio del Politecnico di Milano
L’Osservatorio ICT in Sanità, giunto alla quinta edizione, si pone l’obiettivo di analizzare e promuovere il ruolo delle ICT a supporto del miglioramento e dell’innovazione dei processi della Sanità italiana, con il fine ultimo di costituire un punto di riferimento permanente per i decision maker – in particolare per la Direzione Strategica, i Chief Information Officer, gli attori e le Istituzioni che operano nel settore sanitario – affinché possano sfruttare il potenziale innovativo di queste tecnologie. La Ricerca di quest’anno si è basata su un’analisi empirica che, attraverso Survey e studi di caso, ha coinvolto oltre 350 tra CIO, Direttori Generali, Direttori Amministrativi, Direttori Sanitari, Referenti Regionali e 637 Medici di Medicina Generale e 1001 Cittadini, statisticamente rappresentativi della popolazione italiana. Emerge che gli ambiti di un sistema efficace di Virtual Health possono essere ricondotti a nove aree fondamentali. Sette di questi ambiti godono già oggi di una certa popolarità tra i decisori e, nono- stante la crisi generalizzata degli investimenti, stanno attirando crescenti risorse economiche:
1. Cartella Clinica Elettronica (+13% di incremento previsto per il budget dedicato nel 2012): già da anni è tra i principali ambiti di investimento per gran parte delle strutture sanitarie italiane per i benefici ottenibili sia in termini di efficacia che di efficienza dei processi interni. L’adozione e la corretta implementazione di sistemi di Cartella Clinica Elettronica (CCE) tra loro integrabili è oggi oggetto di forte attenzione anche da par- te delle Regioni e del Governo per i rilevanti impatti a livello di sistema complessivo. Di qui lo sviluppo e l’emanazione di linee guida portato avanti da alcune Regioni, con l’obiettivo di accelerare l’adozione e supportare le aziende nell’adottare scelte tecnologiche coerenti e anticipare e gestire i cambiamenti organizzativi richiesti nel modo di lavorare degli operatori sanitari.
2. Cloud Computing (+88%): rappresenta per oltre due terzi dei CIO intervistati una grande opportunità per ridurre i costi di gestione, gli investimenti e i tempi di adozione di soluzioni ICT. Le esperienze in atto sono tuttavia ancora limitate, sia sul fronte delle soluzioni infrastrutturali che di quelle applicative. Le problematiche che limitano lo sviluppo sono legate a timori relativi agli aspetti di sicurezza, tutela dei dati e continuità del servizio (aspetti già affrontati però in altri settori, da cui la Sanità potrebbe mutuare so- luzioni e processi di riferimento), ma ancora di più alla mancanza di soluzioni di “shared service”, che potrebbero essere efficacemente offerte a livello regionale e nazionale con effetti positivi in termini di riduzione dei costi e consolidamento del patrimonio applicativo/infrastrutturale.
3. Sistemi per la Dematerializzazione (+89%): la veloce ed efficace diffusione di sistemi per la gestione documentale e la conservazione sostitutiva rappresenta una delle “sfide” principali per l’innovazione in Sanità, sia perché in grado di razionalizzare processi e risorse interne, sia in quanto prerequisito essenziale per lo sviluppo di altri ambiti di innovazione, come ad esempio la CCE, il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), i referti online e l’e-prescription. Tale diffusione, benché crescente, risulta ancora frenata da problematiche legate a una na- turale diffidenza nell’abbandonare lo strumento cartaceo (soprattutto quando sottoscrit- to), a una non ancora sviluppata conoscenza della normativa di riferimento (in particolare quella introdotta dal nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale, CAD), e alla necessità di gestire un profondo cambiamento in termini di re-ingegnerizzazione dei processi.
4. Gestione informatizzata dei farmaci (+64%): si tratta di un ambito importantissimo, non solo per gli impatti in termini di efficienza e controllo dei costi, ma soprattutto per gli aspetti legati alla riduzione del rischio clinico. Con riferimento a quest’ultimo si potreb- bero infatti contenere gli errori sia nelle fasi di prescrizione e allestimento della terapia (ad esempio tramite la standardizzazione di alcune attività e il controllo automatico della completezza e correttezza delle informazioni inserite) sia in quelle di preparazione e somministrazione del farmaco (ad esempio grazie all’introduzione di controlli auto- matici e verifiche incrociate durante lo svolgimento del workflow di processo).
5. Servizi digitali al Cittadino (+46%): sebbene il 59% dei membri della Direzione Strategica li ritenga strumenti fondamentali per consentire un maggior coinvolgimento ed empo- werment del cittadino, tali servizi sono ancora poco sfruttati dalle strutture sanitarie, che ad oggi si orientano prevalentemente su servizi informativi (91%) e di accesso ai dati sanitari personali da parte del paziente (63%). Meno diffusi i servizi self services (preno- tazione/annullamento/pagamento online delle prestazioni) e di supporto alle relazioni (web form, FAQ, chat, forum, blog, wiki, social network, community, ecc.).
6. Mobile Health (+36%): per la metà dei membri della Direzione Strategica e per gran parte dei CIO questi servizi hanno il potenziale di trasformare il volto delle strutture sanitarie, eliminando barriere spazio-temporali alla radicalmente i processi interni (CCE mobile, RFId tracking, ecc.), l’accessibilità dei ser- vizi e delle informazioni sanitarie da parte dei cittadini (prenotazione e pagamento delle prestazioni, download dei referti, ecc.), l’assistenza e la cura ai pazienti in remoto (Tele-monitoraggio, Tele-diagnosi, ecc.) e la collaborazione e lo sviluppo della conoscenza fra gli operatori sanitari (scambio di second opinion, Tele-formazione, ecc.).
7. Sistemi di Business Intelligence e Clinical Governance (+25%): sono considerati dal 90% dei membri della Direzione Strategica importantissimi per supportare sia le decisioni relative al controllo di gestione e alla pianificazione delle risorse, che quelle relative alla gestione clinica, con particolare impatto sulla gestione del rischio. La reale applicazione, tuttavia, è frenata dalla necessità di avere dati omogenei da trattare e adeguate competenze interne finalizzate alla realizzazione di nuovi modelli decisionali. A fianco di questi ambiti del Virtual Health che, pur con significative barriere nella loro diffusione e integrazione a livello di sistema, sono riconosciuti come fondamentali dalla maggior parte dei decisori delle strutture sanitarie e attirano crescenti risorse, ve ne sono altri due che, sebbene altrettanto interessanti a livello di sistema, risultano ad oggi decisamente più immaturi, come testimoniano i bassi livelli di diffusione e di investimenti previsti:
8. Fascicolo Sanitario Elettronico: la realizzazione sistematica del FSE darebbe risparmi stimabili nell’ordine dei 2,2 miliardi di €6; tuttavia, la governance di tali soluzioni richiede un approccio sistemico che solo poche Regioni sono state in grado di promuovere attraverso specifici progetti.
9. Soluzioni per la medicina sul territorio e l’Assistenza Domiciliare: con l’invecchiamento demografico e la crescita dell’incidenza delle cronicità tali sistemi sono destinati a svolgere un ruolo fondamentale per abilitare e rendere sostenibili modelli di continuità della cura, favorendo l’integrazione tra i diversi professionisti intra ed extra ospedalieri e tra i diversi livelli di assistenza, soprattutto tra ospedale e territorio.
Di seguito trovate una tabella riassuntiva delle analisi che evidenzia per l’ICT gli ambiti di investimento principali e loro maturità. Un’ampia sintesi del rapporto si può trovare si trova nel documento allegato Va sottolineato che a livello di governance, la responsabilità dell’innovazione ICT risulta spesso frammentata e ciò ne limita l’efficacia e le sinergie.
Exposanità, Bologna 16-19 maggio: come parteciparvi gratuitamente
Anche quest’anno si tiene a Bologna Exposanità, la “Mostra internazionale al servizio della Sanità e Salute”. Sia la parte espositiva, sia le iniziative culturali di supporto, offrono un consistente contributo in tal senso a quanti, dell’area tecnica, amministrativa e gestionale, sono preposti a progettare le nuove strutture e a gestire l’esistente. Le diverse aree tematiche sono presentate al link: http://www.senaf.it/Expo-Sanita-area-visitatori/aree-tematiche/107/it/325/aree-tematiche-di-exposanita
Segnaliamo inoltre 2 aspetti estremamente interessanti che vi verranno trattati e cioè: lo Stato di salute della sanità italiana http://www.senaf.it/Expo-Sanita-area-stampa/dettaglio-comunicato/107/it/1296 e il confronto internazionale dei sistemi sanitari http://www.senaf.it/Expo-Sanita-area-stampa/dettaglio-comunicato/107/it/1289
Per quanto riguarda invece il supporto informatico e la gestione documentale Credemtel, azienda del Gruppo Credem convenzionata con Aris, presenterà le proprie soluzioni e un ingresso omaggio agli Associati Aris che ne facciano richiesta attraverso il modulo allegato.
Seminario Green Public Procurement – Bologna il 17 Maggio 2012
Il 17 maggio a Bologna, presso il Savoia Regency Hotel si terrà un seminario sul Green Public Procurement organizzato da Scuola Nazionale Servizi e da Afidamp Fed, con il patrocinio di Fise/Anip, Legacoop Servizi e TAIIS. Con il termine “Green Public Procurement” o “Appalti Verdi” si intende l’inserimento di criteri ambientali nelle procedure d’acquisto di beni e servizi e nella realizzazione di opere da parte della Pubblica Amministrazione. Il Piano d’Azione Nazionale del Ministero dell’Ambiente individua un set di criteri ambientali “minimi” (CAM) per ciascuna tipologia di acquisto. Il seminario si propone di fornire agli operatori di settore e agli enti pubblici un supporto operativo finalizzato alla predisposizione e alla risposta ai c.d. “Bandi verdi” del settore multiservizi. La seconda parte del seminario sarà dedicata ad un botta e risposta sui temi più caldi riguardanti i CAM delle pulizie. Il costo di partecipazione al seminario, comprensivo del pranzo, è di Euro 150. Le imprese associate a Legacoop Servizi, Fise, Anseb ed Angem, ma che non sono socie della Scuola avranno uno sconto di € 50 a partecipante. Per i Soci della Scuola Nazionale Servizi, di Afidamp e per i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni e dei soci ARIS il seminario è gratuito.
Programma Modulo di Partecipazione Gratuita
Sanità e assicurazioni: la proposta dei broker per la tutela del cittadino
Si è tenuto giovedì 29 marzo 2012 a Roma, presso l’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis, il Convegno Nazionale Aiba (Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni): “Sanità pubblica e assicurazioni: la proposta dei broker per la tutela del cittadino”. Sebbene il focus fosse sulla sanità pubblica, alcuni degli interventi hanno elementi di interesse anche per quella privata sia nella descrizione e informazione sulla dolente situazione attuale della responsabilità civile in sanità dalla parte delle assicurazioni per le quali è intervenuto il Direttore Generale dell’ANIA, Dr. Garonna, sia per il confronto con il contesto europeo nella cosidetta, con termine di accezione negativa, Medical Malpractice. In allegato trovate: 1) il Dossier RC Sanitaria in Italia presentato dall’ANIA; 2) Il contesto italiano descritto dall’AIBA, comprensivo, in modo schematico, dei riferimenti normativi e delle attività che si stanno portando avanti da parte del mondo delle Assicurazioni per affrontare il problema; 3) Il contesto europeo descritto ai fine della proposta della Consap per il settore pubblico che ha anche riflessi per il privato
INNOVAZIONI IN SANITA’ NEI SERVIZI DI FACILITY MANAGEMENT e un caso applicativo relativa all’Area Vasta Sud-Est della Toscana
Alberto Ferri ,presidente della Scuola Nazionale Servizi ( www.scuolanazionaleservizi.it ) : Ingegnere, ha maturato pluridecennale esperienza nella direzione di Imprese di Servizi Esternalizzati di Facility Management
Quando nel 2007 mi occupavo da Dirigente d’Azienda di servizi ausiliari, i cosidetti servizi di Facility Management ,ovvero i servizi non core /non caratteristici di un Ente o di un’Impresa, mi sono dovuto occupare di un servizio Global Service che l’Impresa che rappresentavo forniva ad una Azienda Sanitaria. I servizi compresi nel Global Service comprendevano le Pulizie Professionali, la Ristorazione per degenti e personale ospedaliero, lavanderia ,reception,movimentazioni interne , manutenzioni impiantistiche ed edili . Un complesso di servizi ognuno dei quali con una propria specificità ,da fornire globalmente con l’obiettivo di conseguire sinergie. Me ne sono occupato dal momento che, dopo l’avvio del servizio a seguito di gara pubblica con capitolato predisposto dall’Ente, sono iniziati i dissidi fra il personale dell’ente preposto al controllo del rispetto del contratto ed i Tecnici dell’ Impresa preposti al loro governo. Il contratto era importante non solo perché ogni impegno va rispettato, ma anche perché la formula del Global Service era quella che a mio avviso avrebbe potuto conseguire risparmi ed avrebbe dovuto essere sperimen- tata fino in fondo. Peraltro il Global Service non aveva mantenuto sino a quel momento le aspettative che aveva creato nei committenti: Semplificare le procedure di gara e consentire rapporti costruttivi ai fini del costo e della qualità dei servizi appaltati, con l’Impresa aggiudicataria. Decidemmo perciò di coinvolgere la vicina Università di Udine nell’analisi dei problemi per individuare soluzioni utili non solo per il contratto in oggetto , ma più in generale per gli appalti ed i contratti riguardanti i servizi di facility management. E’ nato in questo modo l’Open Facility Management (facility management perto) ovvero un modello per il governo in partnership dei servizi ausiliari. Rimando alla pubblicazione citata a piè di pagina per comprenderne meglio le potenzialità , limitandomi a riepilogare gli elementi costitutivi : * a) un tavolo di Partnership costituito da tutti gli interlocutori sia da parte del committente che da parte dell’impresa ,che abbiano responsabilità relative al contratto. b) un sistema di misurazione condiviso delle prestazioni dell’impresa Gli attori del tavolo di partnership hanno diretta responsabilità dei risultati conseguiti e sono tenuti a rendicontare tutti gli ostacoli che derivassero dalla formulazione attuale del capitolato e del contratto. In tal modo , in vista del rinnovo dell’appalto saranno note tutte le migliorie da apportare in fase di gara per consentire al tavolo di partnership di ottenere i migliori risultati qualitativi in rapporto al prezzo. Il modello consente dunque una vera e propria partnership ,ovvero una collaborazione che punta a migliorare continuamente e a gestire in flessibilità ogni nuova esigenza del committente. I due strumenti di cui sopra consentono ai quadri operativi di assumersi le responsabilità che loro competono ,alleviando i livelli direzionali dei problemi quotidiani e fornendo loro le informazioni per migliorare i successivi contratti in una logica di “apertura” per consentire migliorie durantela gestione del contratto ed evitando i blocchi dovuti a capitolati e/o contratti imprecisi o non bene formulati. Ciò perché la riformulazione degli stessi avverrà a seguito del lavoro di coloro che operano sul campo. Naturalmente le cose non sono così semplici ! Ma così funzionano ! Funzionano perché vengono assegnate responsabilità ed autorità ai vari livelli sia per il committente che per l’impresa, coerenti con il bisogno di ottenere una erogazione di servizi in linea con quelli richiesti e con il bisogno eliminare le rigidità contrattuali. Dunque invece di avere conflitti fra committente ed impresa che si protraggono durante tutto il periodo contrattuale,periodo nel quale i primiattori non sono i tecnici ma gli avvocati, si realizza una collaborazione con regole definite e condivise che producono miglioramenti inizialmente sui servizi in essere, riducendo i conflitti, e successivamente su capitolato e contratto per il successivo appalto. Inoltre vengono forniti strumenti adeguati. Strumento molto importante è il sistema di misurazione dei servizi. A tale proposito, ritrovandomi sul finire dell’anno 2008 alla fine del mio percorso lavorativo in azienda, mi sono poi occupato in qualità di amministratore della allora neonata “Fondazione Scuola Nazionale Servizi ” ,di studiare un sistema di misurazione dei servizi che fosse valido per ogni committente che si occupasse di Sanità. E’ così nata la ” Pagella dei Servizi ” :un metodo in grado di misurare il rapporto Qualità/Prezzo di un determinato servizio di facility management , ideato da un collega ed amico, esperto di Ristorazione Collettiva. Preciso che la qualità è misurata sia Tecnicamente che in rapporto alla soddisfazione dei cittadini e che quest’ultima parte è rilevata da parte di Cittadinanza Attiva ovvero da parte dell’Associazione di rappresentanza dei cittadini presente negli ospedali col ” Tribunale del Malato”. La Pagella è già stata sperimentata nella Ristorazione Ospedaliera e condivisa da Anmdo ( l’associazione dei medici di Direzione Ospedaliera). E’ ora in sperimentazione per le Pulizie Professionali e per Le Manutenzioni Impiantistiche. Ritengo sia uno strumento utile per più attori : a)in primo luogo può essere uno strumento scientifico adottabile daidirigenti delle singole Aziende Sanitarie per realizzare uno screening periodico di valutazione sullo stato dei servizi ausiliari esternalizzati. Uno screening da comunicare agli stake holder del territorio e per dialogare con gli stessi. b)in secondo luogo può consentire ai livelli istituzionali di confrontare il livello dei servizi erogati su Ospedali confrontabili ed individuare azioni di miglioramento su quelli che si posizionano diversamente rispetto al migliore in campo. c)infine le imprese potrebbero misurare congiuntamente ai committenti i risultati per raggiungere il miglio rapporto qualità/prezzo, chiedendo di poter ripartire in quota parte i miglioramenti economici ottenuti in più rispetto ad obiettivi base.
Certo, coloro che si possono sentire oggetto di misurazione ,si possono sentire a disagio ! Ma non devono sentirsi a disagio perché lo strumento serve a individuare le azioni di miglioramento dal momento di adozione dello strumento in poi. Non serve indagare sul passato perché vi assicuro è praticamente impossibile individuare le eventuali responsabilità ed in molti casi non vi è responsabilità attribuibile , perché i sistemi organizzativi non favoriscono la caccia agli sprechi che si annidano e si accumulano fra i servizi. Sia i sistemi organizzativi dei Committenti che delle Imprese. Con l’Open Facility Management si crea un sistema che accomuna cliente e fornitore in una comune battaglia contro il nemico comune: gli sprechi!
Pagella dei servizi Toscana area vasta sud
Scheda pagella servizi
E.P.R. 2012 (Electronic Patient Record)
Il 27 marzo 2012 si tiene al Centro Congressi Humanitas di Milano, l’ottava edizione dell’E.P.R. 2012 organizzato da IIR Italy, Istituto Internazionale di Ricerca, è il principale Convegno italiano sulla gestione efficace e informatizzata dei dati clinici negli Ospedali e nelle Strutture Sanitarie e l’unico business meeting focalizzato sulle cartelle elettroniche e i sistemi informativi in sanità, con molte testimonianze operative. Per gli Associati, Aris con Dedalus hanno riservato attraverso IIR una tariffa scontata quasi del 50% sulla partecipazione al Convegno. Trovate il programma del Convegno con i relatori, l’invito e il modulo di iscrizione a tariffa agevolata.
In sintesi i contenuti principali dell’EPR 2012:
I benefici dell’EPR in termini di efficienza I primi risultati e i primi bilanci Gli sviluppi informatici e le soluzioni attualmente presenti sul mercato Le strategie organizzative adottate per un’efficace integrazione dei dati nella Cartella Clinica Elettronica Approfondimenti tecnici operativi per la gestione delle diverse fasi di implementazione del progetto In che modo rendere i progetti EPR effettivi strumenti di efficienza attraverso – un’evoluzione dei sistemi informativi una revisione gestionale-organizzativa un’alfabetizzazione informatica del personale Come rispettare gli obblighi di Privacy previsti dalla legge In che modo gestire l’impatto dell’EPR sull’organizzazione Aziendale e sui compiti Patient Summary Il Fascicolo Sanitario Elettronico Personale
EPR 2012_Cartelle Elettroniche e Sistemi Informativi in Sanità
EPR Aris
Iscrizione agevolata Aris
Rapporto Censis: quale futuro per le risorse in sanità? quale sanità dopo i tagli?
La tutela della salute è da sempre una priorità per gli italiani, e la spesa sanitaria pubblica e privata ha sicuramente dato un contributo importante al nostro benessere.
Oggi, al tempo della crisi e del contenimento dei budget pubblici, come cambia il rapporto con la nostra salute e come cambia il Servizio sanitario? È possibile migliorare qualità, appropriatezza, efficacia dei servizi sanitari mentre gli effetti dei tagli diventano visibili in tante regioni?
Fare il punto su questi aspetti è oggi un passaggio decisivo per capire su quale sanità potremo contare in futuro ed è stato l’oggetto del Forum sulla Ricerca Biomedica tenutosi oggi 15 marzo a Roma, nel corso del quale è stata presentata ed illustrata la ricerca del Censis in allegato.
In sintesi: – Più spesa privata, meno qualità dei servizi: cosa resta dopo i tagli in sanità – Spesa pubblica sempre meno adeguata ai bisogni sanitari dei cittadini, spesa privata sempre più alta
30,6 miliardi di euro la spesa di tasca propria dei cittadini per la salute (+8% nel periodo di crisi 2007-2010). Giù del 3,5% la spesa pubblica per i farmaci, su del 10,7% quella privata. Potrebbe arrivare una stangata dai ticket su farmaci, diagnostica, specialistica, pronto soccorso: 4 miliardi di euro. E per il 31,7% degli italiani è peggiorata la qualità del Servizio sanitario negli ultimi due anni.
LA SOSTENIBILITA’ DEI SISTEMI SANITARI REGIONALI SaniMod-Reg 2012-2030
Questo lavoro è il primo di una serie che CeRM, http://www.cermlab.it/, dedica alla proiezione della spesa sanitaria pubblica a carico del Servizio Sanitario Regionale. Partendo dai profili di spesa tariffaria pro-capite per fascia di età delle Regioni benchmark, di fonte Ministero della Salute, si costruiscono i profili di spesa pro-capite calibrati sulla spesa effettivamente transitata sul conto di tesoreria, così come risultante dalla Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese.
SaniMod-Reg 2012-2030 unisce quattro lavori importanti per il dibattito di policy. Quattro aspetti che per la prima volta si ritrovano affrontati assieme e correlati: ” – Il benchmarking tra Sistemi Sanitari Regionali (“Ssr”) e l’individuazione degli standard nei profili di spesa pro-capite per fasce di età delle Regioni più virtuose; ” – Le proiezioni a medio-lungo termine della spesa standard e della spesa lorda delle inefficienze; ” – Le proiezioni a medio-lungo termine del finanziamento, secondo l’ipotesi che a regime tutte le Regioni (incluse quelle a statuto speciale) concorrano alla copertura integrale della spesa standard con una quota omogenea del loro Pil (“egual sacrifico proporzionale”); ” – La quantificazione dettagliata, sia in percentuale del Pil che in Euro assoluti, di: spesa regionale standard e lorda delle inefficienze; concorso al finanziamento da parte di ciascuna Regione; flussi di redistribuzione territoriale che derivano dalla combinazione della regola di standardizzazione della spesa e della regola di finanziamento.
Le Sintesi e l’Indice dello studio possono essere scaricati direttamente dai link al termine dell’articolo, mentre la pubblicazione completa la potete scaricare dal link breve http://db.tt/bqLhMq12
sommario esteso
copertina indice
Garante Privacy: “Più tutele per gli utenti di social network, blog e forum dedicati alla salute” (20 febbraio 2012)
Prevista per i siti l’avvertenza di rischio. Più tutele per chi è iscritto a social network dedicati alla salute, partecipa a blog e a forum di discussione o segue siti web che si occupano esclusivamente di tematiche sanitarie. Da oggi in poi i gestori di questi siti saranno tenuti a fornire agli utenti una specifica “avvertenza”, che informi sui rischi di esporsi in rete con la propria patologia. É quanto stabiliscono le “Linee guida” per i siti web dedicati alla salute (che non riguardano comunque i servizi di assistenza sanitaria on line e la telemedicina) varate dal Garante privacy e pubblicata oggi sulla G.U.
Leggi il comunicato stampa http:// www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1871652 (sopra e di seguito riprodotto integralmente) o Consulta le linee guida http:// www.garanteprivacy.it/garante/doc.jsp?ID=1871652
Comunicato stampa del 20 febbraio 2012
Il ricorso sempre più crescente alla rete da parte di persone che, nell’ambio di siti web, blog, forum, social network si scambiano informazioni, inviano commenti, chiedono consigli o consulenze, presenta, insieme ad un innegabile vantaggio per gli utenti, anche potenziali rischi connessi alla pubblicazione e alla diffusione on line dei dati relativi alla loro salute. In base alle Linee guida del Garante, i gestori di siti, blog, forum, social network dedicati a tematiche relative alla salute, che prevedano o meno la registrazione degli utenti, dovranno inserire nella loro home page una specifica “avvertenza di rischio”, il cui scopo sarà quello di richiamare l’attenzione sui rischi connessi al fatto di rendersi identificabili sul web in relazione alla propria patologia. E questo anche alla luce della possibilità che tali informazioni possano essere indicizzate dai motori di ricerca generalisti o conosciuti dalla generalità degli utenti Internet e non dai soli iscritti al sito. L’utente, così avvisato, potrà fare attenzione e decidere in modo più consapevole se inserire o meno dati personali (es. nome, cognome e-mail etc.) che possano rivelare, anche indirettamente, la propria identità o quella di terzi, così come se pubblicare foto o video che consentano di rendere identificabili persone e luoghi. L’utente sarà invitato a dare conferma di aver preso visione dell’ “avvertenza di rischio”, barrando un’apposita casella. I siti che prevedono la registrazione saranno tenuti anche ad informare gli utenti sugli scopi per i quali i dati sono richiesti, sulle modalità del loro trattamento, sui tempi di conservazione, sul diritto di cancellare, aggiornare, rettificare o integrare i dati così raccolti, come previsto dal Codice privacy. Il Garante ha stabilito, infine, che i dati raccolti dai gestori dei siti dovranno essere protetti da rigorose misure di sicurezza, dovranno restare riservati e non essere comunicati o diffusi a terzi, e dovranno essere trattati solo da personale autorizzato.
Libro Bianco della Sanità
E’ stato presentato a Roma il 6 dicembre u.s. e pochi giorni fa all’Università Cattolica del Sacro Cuore sempre a Roma, il “Libro Bianco sulla Buona Sanità” che vuole essere la testimonianza della variegata virtuosità innescata dal processo di aziendalizzazione nel settore sanitario. Esso nasce dalla raccolta delle migliori esperienze realizzate nelle Aziende sanitarie della Penisola, cui è seguito un modello di valutazione dei singoli progetti che permettesse una lettura scevra da tentazioni autoreferenziali. Le “buone pratiche” rilevate lanciano adesso la sfida del trasferimento e della condivisione di conoscenze e strumenti che hanno dato prova di andare incontro tanto alle legittime aspettative degli utenti quanto alla razionalizzazione delle risorse imprescindibile per l’Italia e il Sistema Sanitario di questo scorcio 2011. Il Libro Bianco risponde a un duplice obiettivo: stimolare la comune adesione a modelli appropriati ed efficienti e al contempo contrastare sul piano comunicativo la percezione di una sanità connotata esclusivamente da casi di mal-practice.
Trovate la documentazione completa e scaricabile dell’evento su sito della Fiaso www.fiaso.it cliccando su Dossier Eventi
Massimizzazione dei vantaggi della virtualizzazione e del consolidamento nelle aziende di medie dimensioni con storage di rete
Le aziende di medie dimensioni applicano sempre più i concetti gemelli di virtualizzazione e consolidamento negli ambienti IT per migliorare le performance e aumentare l’efficienza. Un migliore coordinamento delle risorse può tradursi in una maggiore competitività a fronte di costi inferiori. Benchè sia il punto di partenza per qualunque iniziativa di consolidamento, la virtualizzazione dei server deve essere accompagnata da un processo completo di virtualizzazione e consolidamento dell’infrastruttura IT. Il coordinamento delle risorse storage è la parte essenziale di qualunque processo di virtualizzazione e consolidamento di successo e produce enormi vantaggi.
Conclusione Incontri di Formazione sul Rischio Clinico 2011
Si è concluso il primo dicembre a Milano, presso la CdC San Camillo il ciclo degli incontri di formazione sulla gestione del Rischio Clinico che l’ARIS ha organizzato gratuitamente per gli Associati vista l’attuale criticità sulla materia. La documentazione relativa è stata inviata a tutti i partecipanti e viene messa a disposizione degli Associati in quest’area http://www.arisassociazione.it/incontri_e_documenti.html delle Attività dell’Ufficio Economico Servizi e Gestionale, insieme ad altri documenti su benchmark e linee guida.
La partecipazione è stata numerosa, oltre 150 partecipanti totali, molto attiva durante gli incontri e diverse le manifestazioni della volontà di approfondire ulteriormente gli argomenti; segnale che il tema è molto sentito e necessita di essere affrontato sotto tutti gli aspetti all’interno degli istituti Associati. Seguiranno nel 2012 degli ulteriori incontri di approfondimento e pratica sui diversi temi affrontati di cui verrete prontamente informati, con l’obiettivo di proporre metodologie per migliorare, oltre alle competenze tecniche (Technical Skills) necessarie, anche una serie di competenze Non-Tecniche (Non Technical Skills – NTS), fondamentali per raggiungere i migliori risultati, a partire dal Consenso Informato attraverso la gestione operativa e strutturale fino alla gestione e manutenzione dei dispositivi medici e degli aspetti connessione all’alimentazione e agli apparecchi e impianti relativi. Come potete leggere nell’articolo dei Comandanti Cassan e Zanovello a pag. 42 nel numero di Dicembre 2011 di Aris Sanità, queste sono definite come le abilità cognitive e sociali, complementari a quelle tecniche, che garantiscono e realizzano una pratica professionale sicura ed efficiente. Come sempre il corretto operato della risorsa umana rimane fondamentale nella gestione e pratica, anche quando ci sono regole e protocolli, e tecnologie innovative ed efficaci. Sempre nel numero di Dicembre 2011 di Aris Sanità trovate a pag. 14 l’articolo dell’Avv. Natale Callipari sul Consenso Informato e a pag. 66 quello sull’HACCP della Dr.ssa Mauti. Per gli Associati che desiderassero ricevere il materiale presentato negli incontri Vi chiedo cortesemente di inviare richiesta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Per chi nel frattempo volesse approfondire l’argomento delle Checklist, si consiglia la lettura di “Checklist. Come far andare meglio le cose” di Atul Gawande, il medico che ha compilato per l’Organizzazione Mondiale della Sanità le 19 attività essenziali da svolgere in ospedale che hanno ridotto di oltre un terzo le morti e le complicazioni post-operatorie. Lo potete trovare su http://www.ibs.it/code/9788806205676/checklist-come-fare/gawande-atul.html e altri siti oppure in libreria.
Anticipiamo che per il primo trimestre 2012 sono previsti un workshop sul Fund-Raising con un incontro diretto con gli operatori telefonici anche per la raccolta via sms, sulla gestione finanziaria delle aziende socio-sanitarie private e un webinar, seminario online, con Adobe che ha creato il Pdf, lo standard de facto a livello internazionale del documento, su documentazione elettronica e de materializzazione.
OSSERVATORIO PERMANENTE DEDICATO ALLE TEMATICHE DEL FACILITY MANAGEMENT
L’Osservatorio è stato costituito nel 2010 ed è gestito da Gesti.Tec, Istituito all’interno del Dipartimento BEST di cui è responsabile il Prof. Oliviero Tronconi. Si occupa dei molteplici aspetti che caratterizzano oggi le dinamiche del settore immobiliare. Puo? contare sul contributo di circa 20 persone tra ricercatori, professori a contratto, dottori di ricerca, tecnici di laboratorio e collaboratori alla ricerca del Politecnico. Le attivita? sono sviluppate su commessa e/o in collaborazione con interlocutori interni ed esterni all’ambito accademico (ministeri, pubbliche amministrazioni, imprese, societa?, enti pubblici e privati, centri di ricerca, societa? di servizi, associazioni di categoria, istituti di credito, ecc).
Il laboratorio Gesti.Tec promuove e organizza convegni, mostre e conferenze con la partecipazione di operatori del settore.
Nel 2011 si è occupato di analizzare attraverso un’indagine di tipo qualitativo i criteri e le modalita? con cui i grandi Gruppi Ospedalieri afferenti al settore della Sanità privata gestiscono il proprio patrimonio immobiliare, con particolare riferimento alle procedure di acquisto, di gestione e di controllo dei servizi riconducibili all’area del Facility Management.
Lo studio è stato sponsorizzato dalla Manutencoop S.p.A.
L’Ufficio Economico Servizi e Gestionale dell’ARIS è stato chiamato a partecipare alla tavola rotonda di presentazione dei risultati dell’analisi, al quale erano presenti anche alcuni rappresentanti degli Associati Aris e ora mette a disposizione degli stessi gli aspetti rilevanti nella presentazione allegata che si può scaricare.
Per ogni ulteriore informazione contattare il Dr. Nevio Boscariol in sede Aris oppure via mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Scarica l’allegata presentazione
Primo incontro: Rischio Clinico
Iniziati gli incontri di formazione sul Rischio Clinico, curati dall’Ufficio Economico Servizi e Gestionale dell’ARIS. Il primo, sul Consenso Informato in Sanità, ha riunito, nella sede Nazionale dell’Associazione a Roma, i rappresentanti di diverse realtà del Centro-Sud, dagli ospedali ai centri di riabilitazione alle RSA. Anche queste ultime, infatti, cominciano a dover affrontare problematiche di questo tipo, specie in quei casi in cui l’assistito evidenzia perdita di capacità cognitiva.
Come evidenziato da Natale Callipari, uno degli esperti ai quali è stato affidato il corso, il rapporto tra struttura sanitaria-medico e paziente, considerato nella sua totalità di persona e cittadino, è di tipo contrattuale e come tale implica una serie di obblighi maggiori rispetto a quando la giurisprudenza ne considerava la natura extra-contrattuale.
In questa fattispecie, il consenso informato diventa parte integrante della prestazione sanitaria e, come tale, deve garantire una completa ed adeguata informazione. Questo implica il dover tenere conto delle peculiari caratteristiche psicologiche, culturali della persona, e dei tempi differenti della malattia, avendo la certezza che tutte le informazioni fornite siano state adeguatamente comprese.
Queste linee generali di comportamento sono state approfondite da Daniela Andriolo, la quale ha esposto nel concreto le modalità di un corretto Consenso Informato, pur nella mancanza di una specifica normativa di riferimento, portando all’esame degli intervenuti alcuni casi affrontati dalla giurisprudenza in materia. A Paolo Alessandro Magnani il compito di delineare gli elementi essenziali della gestione del rischio sotto il profilo assicurativo e la conseguente trattativa con le Assicurazioni. In particolar modo è stato sottolineato come il mercato assicurativo sia attualmente negativo nei confronti della responsabilità civile in sanità. Le numerose domande e casi concreti esposti dai presenti hanno dato modo di chiarire e focalizzare alcune specificità delle nostre strutture e di singole situazioni locali, consentendo di fornire indicazioni utili.
Il medesimo incontro per il Centro-Nord si terrà dalle 10 alle 17 il 19 ottobre pv a Milano presso il San Camillo, in Via Mauro Macchi 5. Adesioni ancora aperte danno la possibilità di confermare la propria partecipazione entro venerdì 14 ottobre a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Per ogni chiarimento e/o informazione su queste tematiche, anche relative a coperture assicurative, rivolgersi a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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