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Timestamp: 2016-12-09 11:38:32+00:00

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1 2 Rivista dottrina e giurisprudenza commentata Direzione scientiica: Filippo Annunziata, Paoloefisio Corrias, Fulvio Cortese, Matteo De Poli, Raffaele Di Raimo, Aldo Angelo Dolmetta, Alberto Gallarati, Raffaele Lener, Paola Lucantoni, Alberto Lupoi, Daniele Maffeis, Elisabetta Piras, MaddalenaRabitti, Filippo Sartori, Maddalena Semeraro, Antonella Sciarrone Alibrandi Direzione esecutiva: Alberto Gallarati, Paola Lucantoni, Elisabetta Piras, Francesco Quarta, Maddalena Semeraro Comitato editoriale: Francesco Auteliano, Jacopo Crivellaro, Stefano Daprà, Massimo Mazzola, Manila Orlando, Andrea Marangoni, Carlo Mignone, Edoardo Rulli, Francesco Scarfò, Stefania Stanca. Gli articoli pubblicati in questa rivista sono stati sottoposti a valutazione da parte di due revisori con il sistema del doppio cieco.3 L usura della legge e l usura della Banca d Italia: nella mora riemerge il simulacro dell omogeneità. La rilevazione statistica e la verifica dell art. 644 c.c.: finalità accostate ma non identiche. 1 SOMMARIO: - 1. Introduzione: gli interessi di mora e la soglia d usura ABF e Banca d Italia: allineati nelle modalità, discosti nei risultati La verifica ex art. 644 c.p. e la rilevazione statistica del TEGM: il simulacro dell omogeneità La mora e il rischio di credito Le soglie d usura e l échelle de perroquet La soglia della mora nei conti correnti: lo scoperto di conto Il credito in extra-fido: un ulteriore criticità per la verifica dell usura La rimozione delle soglie d usura: aspettando che la banca d Italia favorisca la concorrenza Considerazioni finali. 1. Introduzione: gli interessi di mora e la soglia d usura. E ormai da tempo assodato che anche gli interessi di mora, ancorché non concorrano a determinare il TEGM, sono soggetti al rispetto delle soglie d usura 1. 1 Non v è ragione per escluderne l applicabilità anche nell ipotesi di assunzione dell obbligazione di corrispondere interessi moratori risultati di gran lunga eccedenti lo stesso tasso soglia: va rilevato, infatti, che la legge 108 del 1996 ha individuato un unico criterio ai fini dell accertamento del carattere usurario degli interessi (la formulazione dell art. 1, 3 comma, ha valore assoluto in tal senso) e che nel sistema era già presente un principio di omogeneità di trattamento degli interessi, pur nella diversità di funzione, come emerge anche dall art. 1224, 1 comma, del codice civile, nella parte in cui prevede che se prima della mora erano dovuti interessi in misura superiore a quella legale gli interessi moratori sono dovuti nella stessa misura. Il ritardo colpevole, poi, non giustifica di per sé il permanere della validità di un obbligazione così onerosa e contraria al principio generale posto dalla legge (Cassazione n. 5286/00). L art. 1, comma 1, D.L. 394/00, di interpretazione autentica dell art. 644 c.p., riconduce alla nozione di interessi usurari quelli convenuti a qualsiasi titolo e la relazione governativa che accompagna il decreto fa esplicito riferimento a ogni tipologia di interesse, sia esso corrispettivo, compensativo o moratorio. La Corte costituzionale, chiamata ad esprimersi nei giudizi di legittimità costituzionale sollevati dalla legge n. 24/01 (Interpretazione autentica della legge 108/96), ha precisato, in un obiter dictum, che: Va in ogni caso osservato ed il rilievo appare in sé decisivo che il riferimento, contenuto nell art. 1, comma 1, del decreto-legge n. 394 del 2000, agli interessi "a qualunque titolo convenuti" rende plausibile senza necessità di specifica motivazione l assunto, del resto fatto proprio anche dal giudice di legittimità, secondo cui il tasso soglia riguarderebbe anche gli interessi moratori. (Corte Cost. n. 29/02). Da ultimo, anche l art. 2 bis del D.L. 29/11/08, n. 185 convertito in legge 28/1/09 n.2 non opera alcuna distinzione con riferimento alla natura degli interessi quando, al comma 2, prevede: Gli interessi, le commissioni e le provvigioni derivanti dalle clausole, comunque denominate, che prevedono una remunerazione, a favore della banca, dipendente dall effettiva durata dell utilizzazione dei fondi da parte del cliente, dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono comunque rilevanti ai fini dell applicazione dell articolo 1815 del codice civile, dell articolo 644 del codice penale e degli articoli 2 e 3 della legge 7 marzo 1996, n Il principio è stato più recentemente ribadito dalla Cassazione Sez. I, n. 350/13 che ha precisato che ai fini dell applicazione dell art. 644 c.p. e dell art c.c. comma 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalle legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori.. La sentenza della Cassazione 350/13 non prende in considerazione alcuna la rilevazione campionaria sul tasso mora effettuata dalla Banca d Italia nel 01, né il diverso criterio di valutazione della mora indicato dalla stessa, trattandosi di un mutuo concesso in epoca precedente la menzionata rilevazione. La verifica dell usura è stata accertata facendo esclusivo riferimento alla soglia riveniente dal TEGM pubblicato dal D.M. del Tesoro relativo al II trimestre 98: con il criterio successivamente suggerito dalla Banca d Italia, a seguito della rilevazione campionaria del 01, l usura non sarebbe emersa. Ma questa circostanza non sarebbe del tutto trascurabile se si ritenesse che la maggiorazione di 2,1 punti della mora rilevata nella menzionata indagine non è un prezzo di mercato che muta nel tempo, ma una penale suscettibile di un apprezzabile stabilità nel tempo, applicata sia precedentemente che successivamente alla rilevazione 2. Per gli interessi di mora si è creata una situazione simile a quella delle CMS prima del 10, escluse dal TEG e menzionate a parte nei decreti ministeriali 3. Nell ambito della rilevazione del tasso medio di mercato, ai fini dell individuazione delle soglie d usura, il tasso di mora non viene ricompreso nel calcolo, né costituisce una Categoria a sé, distinta dalle altre che caratterizzano il panorama del credito: la legge consente la distinzione in categorie per le operazioni di credito, non 2 Il caso esaminato dalla Cassazione riguardava un mutuo concesso ad un tasso corrispettivo del 10,50% ed un tasso di mora maggiorato di 3 punti (13,50%): il tasso medio di mercato, previsto dal D.M. 23/2/98, era pari all 8,29% (soglia d usura 12,435%). La Corte d Appello aveva ritenuto che la maggiorazione del 3% prevista per il caso di mora non poteva essere presa in considerazione, data la sua diversa natura, nella determinazione del tasso usurario. Parte ricorrente aveva dedotto il contrasto con quanto previsto dal D.M. 27/3/98 in quanto doveva tenersi conto della prevista maggiorazione di 3 punti in caso di mora. Al riguardo la Suprema Corte ha stabilito: La stessa censura (sub b), invece, è fondata in relazione al tasso usurario perché dalla trascrizione dell atto di appello risulta che parte ricorrente aveva specificamente censurato il calcolo del tasso pattuito in raffronto con il tasso soglia senza tenere conto della maggiorazione di tre punti a titolo di mora, laddove, invece, ai fini dell applicazione dell art. 644 c.p., e dell art c.c., comma 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Cass , N. 350; Cfr. anche Cass. 11/1/13, n. 602 e 603). Come si può desumere dalle circostanze rappresentate, il tasso corrispettivo risulta inferiore al tasso soglia vigente e la maggiorazione della mora, pari a 3 punti, risulterebbe inferiore al valore di 3,15 punti che si otterrebbe seguendo il criterio suggerito dall ABI e fatto proprio dalla Banca d Italia considerando la maggiorazione di 2,1 punti rilevata nell indagine campionaria del 2001/02, aumentata del 50%. 3 Pur nella sostanziale differenza riconducibile alla circostanza che le CMS avrebbero dovuto essere ricomprese nel calcolo del TEG risultando oneri ricorrenti che si aggiungono ordinariamente agli interessi, mentre la mora, facendo riferimento ad una fase patologica del rapporto, non può essere ricompresa nel calcolo del TEG funzionale alla rilevazione del tasso medio fisiologico di mercato. 24 per la natura degli interessi, e la rilevazione del TEGM è rivolta a cogliere la fisiologia, non la patologia del fenomeno. Tuttavia da oltre un decennio i decreti ministeriali, nella medesima opacità che ha contraddistinto l evidenza a latere delle CMS 4, continuano a menzionare l indagine campionaria 5, curata dalla Banca d Italia nel 2001, che aveva accertato per la mora un tasso collocato 2,1 punti al di sopra del tasso medio corrispettivo rilevato per il complesso del campione esaminato 6. Sin dalla prima comparsa nel decreto ministeriale del marzo 03, ad oltre sei anni dalla legge, il richiamo alla rilevazione campionaria ha determinato confusione e scetticismo, apparendo come un tardo rimedio alla discrasia insorta fra la norma di legge, che assume una portata assoluta, indifferente alla natura dell interesse percetto, e le Istruzioni della Banca d Italia, che dovendo perseguire la rilevazione statistica di un dato fisiologico di mercato, escludono espressamente la mora. Le Istruzioni sono tuttavia nel contempo gravate dall art. 3 comma 2 dei decreti ministeriali di pubblicazione del TEGM, che dispone che gli intermediari, al fine di verificare il rispetto del limite d usura, si attengono ai criteri di calcolo delle istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull usura emanate dalla Banca d Italia. Nella circostanza, non potendo gli intermediari seguire pedissequamente il dettato ministeriale, la Banca d Italia ha creduto opportuno, analogamente alla CMS, integrare la norma predisponendo, con l indagine campionaria del 2001, uno specifico riferimento per la mora 7. D altra parte il MEF, più che sentire come dispone la 4 La giustificazione a suo tempo espressa dalla Banca d Italia nella Circolare n del 1/10/96 appare alquanto anodina: analogamente a quanto avviene in Francia, ove vige una normativa sull usura che ha ispirato la legge 108/96, la commissione di massimo scoperto è oggetto di autonoma rilevazione. 5 Il Decreto ministeriale del 25 marzo 2003 riporta nella Nota Metodologica: Rilevazione degli interessi di mora La Banca d Italia e l Ufficio italiano dei cambi hanno proceduto a una rilevazione statistica riguardante la misura media degli interessi di mora stabiliti contrattualmente. Alla rilevazione è stato interessato un campione di banche e di società finanziarie individuato sulla base della distribuzione territoriale e della ripartizione tra le categorie istituzionali. In relazione ai contratti accesi nel terzo trimestre del 2001 sono state verificate le condizioni previste contrattualmente; per le aperture di credito in conto corrente sono state rilevate le condizioni previste nei casi di revoca del fido per tutte le operazioni in essere. In relazione al complesso delle operazioni, il valore della maggiorazione percentuale media è stato posto a confronto con il tasso medio rilevato. Esigenze di trasparenza avrebbero richiesto maggiori informazioni sul campionamento effettuato dalla Banca d Italia. 6 Art. 3, 4 comma: I tassi effettivi globali medi di cui all art. 1, comma 1, del presente decreto non sono comprensivi degli interessi di mora contrattualmente previsti per i casi di ritardato pagamento. L indagine statistica condotta nel 2001 ai fini conoscitivi dalla Banca d Italia e dall Ufficio italiano dei cambi ha rilevato che, con riferimento al complesso delle operazioni facenti capo al campione di intermediari considerato, la maggiorazione stabilita contrattualmente per i casi di ritardato pagamento è mediamente pari a 2,1 punti percentuali.. 7 Il campionamento curato dalla Banca d Italia ha evidenziato un tasso medio di mora del 2,1%. La rilevazione - : riferita al III trimestre 01, curata nel corso del 02 e comunicata nel II trimestre 03 presenta una marcata opacità: non si dispone infatti di alcuna informazione di 3 legge è apparso aderire alle indicazioni della Banca d Italia riportando in decreto la risultanza del campionamento sulla mora senza null altro aggiungere, rimettendo in tal modo alla valutazione degli intermediari l uso che a tale dato poteva darsi. Il singolare riferimento nei decreti ministeriali alla rilevazione campionaria dei tassi di mora del 2001 ha creato il destro per un diverso trattamento degli stessi rispetto ai tassi corrispettivi. L ABI, dopo l indagine sui tassi mora richiamata dal decreto ministeriale, in una lettera circolare indirizzata alle associate (n. 4681/2003), sulla base di prime autorevoli interpretazioni della dottrina 8, aveva suggerito, per la mora, l adozione di un sofisticato criterio, successivamente mutuato dalla Banca d Italia per la CMS con la Circolare del 2/12/05: soglia per la mora pari alla somma del tasso medio di mercato, individuato dalla Banca d Italia per gli interessi corrispettivi, e della maggiorazione di 2,1 punti percentuali, il tutto aumentato del 50% (ora 25% + 4 punti). Questo criterio ha ora incontrato l avallo della Banca d Italia, la quale solo nella recente comunicazione del 3 luglio 2013 ha espresso chiaramente le finalità implicite della rilevazione campionaria della mora, riportata sistematicamente, negli ultimi dieci anni, in tutti i decreti ministeriali di pubblicazione delle soglie d usura. L indicazione dell ABI, accolta all unisono dalla Banca d Italia, non risulta essere stata adottata dagli intermediari più prudenti, che hanno prestato maggiore attenzione alle pronunce nel frattempo espresse dalla Cassazione e dalla Corte Costituzionale. Valutando opportunamente il rischio legale che ne può derivare, gli intermediari, per lo più, mantengono la mora entro la soglie pubblicate dal MEF per le distinte Categorie di credito, senza alcuna maggiorazione 9. D altra parte non è dettaglio sulle modalità e criteri di rilevazione ed elaborazione dei dati. Il campionamento presenterebbe la stessa incongruenza che ha caratterizzato la rilevazione della CMS la cui media (semplice) era rilevata esclusivamente sulle operazione che prevedevano tale onere e non sull intero universo campionato (Cfr. nota 39 a pag. 33). 8 Il riferimento è al parere della prof.ssa Severino di Benedetto che non ha incontrato alcun seguito in dottrina. In tale parere viene affrontata anche l eventualità che la maggiorazione della mora superi il valore di 2,1 punti maggiorato del 50%, cioè 3,15 punti, e si sostiene che la circostanza non è sufficiente a configurare l usura se l interesse corrispettivo, incrementato del maggior margine di mora, rimane comunque inferiore alla soglia d usura maggiorata di 3,15 punti. Tale costrutto verrà integralmente ripreso e proposto dalla Banca d Italia per le CMS nella Circolare 2/12/05, svelando lo spirito con il quale vengono gestite le Istruzioni della Banca d Italia: L atteggiamento manifestato appare conforme alla tradizionale propensione della Banca d Italia a trovare elementi di giustificazione ed eventualmente di razionalizzazione delle prassi troppo spesso unilateralmente applicate dagli istituti di credito piuttosto che a contrastare pratiche contrattuali talora dissonanti con la disciplina dei contratti bancari. E per la verità è singolare che la Banca d Italia nell affrontare in modo diretto la questione della CMS, non prenda posizione, nemmeno di sfuggita, sul primo problema che la legge n. 108/96 (alla quale costantemente si richiama alla lettera) pone quale profilo prioritario, e cioè che questa commissione di massimo scoperto costituisce, in realtà, una remunerazione del credito concesso al cliente della banca.. (P. Dagna, Profili civilistici dell usura, pag. 403, CEDAM, 2008). 9 Nel prevedere tassi di mora compresi entro i limiti d usura pubblicati per la Categoria di appartenenza, vengono altresì incluse, in particolare per i mutui, clausole di salvaguardia che mantengono comunque la misura degli interessi di mora entro i limiti fissati dalla legge 108/96. Né appare fondata la richiesta di sospensione, per quanto concerne il dedotto su- 45 questa la sola circostanza nella quale le banche si sono discostate cautelativamente dalle indicazioni della Banca d Italia 10, per non incorrere in quell aggiramento della norma penale che impone alla legge e non alla Banca d Italia di stabilire il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, sancito dalla Cassazione Penale n.46669/11 per le CMS. Il rilievo appare quasi naḯf,: l art. 2 comma 4 della legge 108/96 prevede che il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari è stabilito nel tasso medio risultante dall ultima rilevazione pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale non nel tasso riveniente dalla maggiorazione che autonomamente la Banca d Italia ha voluto rilevare, in termini campionari, sulla base di criteri che non si conoscono, dopo oltre cinque anni dal varo della legge. Non vi sono altri tassi medi pubblicati in Gazzetta oltre ai valori del TEGM, non è pubblicato un tasso medio per la mora, non è stato mai esplicitato in Gazzetta o nei Decreti del MEF che per la mora dovesse essere considerata la maggiorazione di 2,1 punti, aggiungendola al tasso medio di rilevazione e maggiorando il tutto del 50%. Né tanto meno con il provvedimento legislativo del 11, che ha sostanzialmente ampliato lo spread dal 50% al 25% più quattro punti, si è fatto menzione ad alcuna soglia per la mora 11 : prima della recente comunicazione del 3 luglio 2013 della Banca d Italia, solo le autorevoli interpretazioperamento del tasso soglia, atteso che il contratto di mutuo che disciplina il rapporto tra le parti esplicitamente, sul punto, all art. 4 contiene che la misura di tali interessi non potrà mai essere superiore al limite fissato ai sensi dell art. 2 co. 4 della l. 7/3/96 n. 108, dovendosi intendere, in caso di teorico superamento di detto limite, che la loro misura sia pari al limite medesimo. (Tribunale Napoli, M. Cacace,8/1/14). Un atteggiamento analogo tengono le banche, nel richiedere un tasso di mora non superiore alla soglia pubblicata, nella precisazione del credito delle procedure esecutive e concorsuali. 10 In sede di applicazione delle nuove Istruzioni 09 della Banca d Italia, con riferimento al periodo transitorio, buona parte delle banche ha dimostrato una maggiore avvedutezza e cautela di quanto suggerito dalla Banca d Itala. Nel passaggio dalle CMS alle commissioni sostitutive di affidamento e di scoperto, le Istruzioni del 09, in maniera alquanto incauta, riportano: Si ritiene opportuno precisare che le nuove istruzioni prevedono che fino al (periodo transitorio) restano pertanto esclusi dal calcolo del TEG per la verifica del limite di cui al punto precedente (ma vanno inclusi nel TEG per l invio delle segnalazioni alla Banca d Italia): a) la CMS e gli oneri applicati in sostituzione della stessa, come previsto dalla legge 2 del 2009; b) gli oneri applicati alla clientela per i passaggi a debito di conti non affidati, fino a concorrenza delle spese addebitate ai clienti per la liquidazione trimestrale dei conti affidati; c) gli oneri assicurativi imposti per legge direttamente a carico del cliente (anche per il tramite dell intermediario). Tale opinione appare confliggere, oltre che con la ratio della legge usura (L. 108/1996), con l art 2 bis della stessa legge 28/1/2009, n. 2, che prevede che il limite previsto dal terzo comma dell art. 644 del codice penale, oltre il quale gli interessi sono usurari, resta regolato dalla disciplina vigente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto fino a che la rilevazione del tasso effettivo globale medio non verrà effettuata tenendo conto delle nuove disposizioni e quindi gli oneri applicati in sostituzione delle CMS non potevano che essere ricompresi nel calcolo del TEG. 11 Vista la difficile situazione economica, nella quale si registra un più elevato tasso di morosità, il legislatore avrebbe dovuto manifestare una più attenta sensibilità al riguardo, quanto meno lasciando invariata la maggiorazione che, invece, risulterebbe ridotta (dal 50% al 25%) nel criterio indicato dalla Banca d Italia. 5 ni dell ABI avevano dato un indicazione similare (non del tutto identica). Se questa balzana lettura avesse acquisito in dottrina e in giurisprudenza una qualche forma di credito, si sarebbe reiterato sulla mora quanto accaduto per la CMS. Non si vede come possa prevedersi una specifica soglia per gli interessi di mora senza porsi in contrasto con il dettato normativo che dispone la soglia per il tasso di interesse, a qualunque titolo convenuto, sia esso corrispettivo, compensativo o moratorio: come detto, la diversificazione del tasso soglia, prevista dalla legge per le differenti categorie, è riferita alla natura del credito, non dell interesse, e alla fisiologia, non alla patologia, del fenomeno. Creando con il riferimento ad una generica rilevazione campionaria, non prevista da alcuna norma di legge un ulteriore spread di penalizzazione entro una diversa e più elevata soglia, ancor prima di ravvisare la ricorrenza dell usura concreta 12, si verrebbe a contraddire la logica della rilevazione del valore medio fisiologico del credito come punto di riferimento al quale ancorare lo spread di variazione consentito dalla legge stessa. Se si inseguono i diversi gradi di patologia con differenti tassi soglia si innesca un ascesa che vanifica lo spirito stesso della legge. Il rafforzativo sono sempre usurari riportato nel menzionato passaggio dell art. 2, comma 4, della legge 108/96, non sembra ammettere deroghe: ogni patologia deve essere comunque ricompresa nello spread fissato dalla legge rispetto al tasso medio di mercato, inteso quest ultimo come un tasso ordinario, fisiologico. 12 Nella fattispecie considerata il maggior tasso risulterebbe di fatto subito: la situazione di difficoltà economica che si configura nella circostanza, incide sulla libera determinazione a contrarre e condiziona l accettazione della sproporzione delle prestazioni del cliente: Per quel che concerne la tutela penale, la pattuizione strumentale di interessi moratori di importo elevato può rientrare nell ambito della fattispecie di usura prevista dal 3 comma dell art. 644 c.p. (la c.d. usura residuale) che in questo caso potrebbe trovare applicazione molto più frequentemente di quanto si è ipotizzato all atto della sua introduzione ( ) l interpretazione logica conduce a ritenere che la norma debba applicarsi anche ad ipotesi in cui il tasso fissato dai contraenti è superiore al limite di legge. Il caso degli interessi moratori pattuiti ad un tasso eccessivo ed altresì superiori ad un determinato tasso-soglia si attaglia perfettamente a questa eventualità, proprio perché si è visto come gli interessi moratori esulino tendenzialmente dal sistema delle rilevazioni trimestrali (Giudice Fabrizio Vanorio della Procura della Repubblica di Palermo, Atti della relazione, I reati dell usura: la struttura della fattispecie, le tecniche d indagine ed i rapporti fra autorità inquirenti e le banche, tenuto al Seminario organizzato da ABI e Consiglio Superiore della Magistratura in Roma nei giorni 1-2 marzo 2005). D altra parte la norma non esprime un principio dicotomico assoluto condizionato al TEGM di rilevazione. Di suo, il TEGM propone un alto grado di rigidità: come ha rilevato dottrina autorevole, non può approvarsi che, se il tasso c.d. soglia è del 20%, chi ha pattuito un interesse del 20,01% perde tutto e chi ha pattuito un interesse del 19,90% possa conservalo tutto. Da quest angolo visuale, l articolazione complessiva del sistema vigente si preoccupa di colmare il gap: più il carico economico si avvicina alla linea di confine e meno occorrono ulteriori elementi di fattispecie perché la sproporzione risulti in concreto rilevante. In un certo senso, il nostro sistema attuale propone un continuum: la prossimità alla soglia propone il rischio dell operazione (A.A. Dolmetta, Trasparenza dei prodotti bancari. Regole, Ed. Zanichelli, 2013). 66 Se si crea una Categoria per la patologia con una propria specifica soglia, viene meno il riferimento al tasso ordinario e si vanifica lo spirito della legge, privandola dell inderogabilità implicita nella formulazione sono sempre usurari. La Banca d Italia con le sue indicazioni, che esondano l ambito proprio della funzione che solo indirettamente le viene assegnata, e che vengono passivamente recepite nei decreti del MEF, presta forme di soccorso agli intermediari che si pongono in contraddizione con la legge 108/96 e le pronunce della Suprema Corte, contribuendo a creare quelle zone grigie che, prima della sentenza della Cassazione Pen. n /11, hanno seriamente pregiudicato la determinatezza e tassatività della norma 13. Gli stessi controlli di vigilanza risultano di fatto edulcorati, risultando informati alle indicazioni dell Istituto in luogo di quelle rivenienti dalla Suprema Corte. Con l inusuale chiarimento del 3/07/13, la Banca d Italia appare voler interpretare e integrare la Sentenza ultima della Superiore Corte n. 350/13 in tema di mora. Nel chiarimento si puntualizza: i) i tassi soglia non sono fissati dalla Banca d Italia ma determinati da un automatismo stabilito dalla legge, a partire dai tassi medi di mercato rilevati trimestralmente dalla Banca d Italia e pubblicati dal Ministero dell Economia e delle Finanze; ii) la verifica dell usurarietà dei tassi applicati ai singoli contratti e le conseguenti valutazioni, sotto l aspetto civile e penale, sono rimesse all Autorità giudiziaria; iii) la Banca d Italia, attraverso le Istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi globali medi ai sensi della legge sull usura e i connessi chiarimenti pubblicati sul sito, fornisce agli intermediari i criteri tecnici da seguire per segnalare in modo corretto e omogeneo i TEG applicati, utilizzati per l individuazione delle soglie trimestrali. I Decreti ministeriali che aggiornano i tassi soglia dispongono che gli intermediari verifichino l usurarietà dei tassi applicati sui singoli contratti sulla base degli stessi criteri tecnici; iv) le Istruzioni della Banca d Italia sono costantemente aggiornate per tener conto dell evoluzione della normativa in tema di contratti bancari e dell innovazione finanziaria. Tali Istruzioni possono costituire una metodologia di riferimento per la valutazione dei casi concreti condotta dalla magistratura ma non ne vincolano le decisioni. L Istituto Centrale appare voler ricondurre ad un automatismo di legge quella gestione dei tassi d usura esercitata attraverso le categorie di credito, le FAQ e, non da ultimo, questa nuova comunicazione a chiarimento. Le Istruzioni della Banca d Italia, si ribadisce, vengono costantemente aggiornate per tener conto dell evoluzione del mercato creditizio; vengono all uopo richiamati, accanto alle Istruzioni, i connessi chiarimenti pubblicati sul sito i quali hanno assunto la singo- 13 Per fatti risalenti agli anni precedenti, il Gip del Tribunale di Caltagirone (dott. M. Gennaro, sentenza 21/6/12), non ha ritenuto di procedere non perché il fatto non costituisce reato, bensì per insussistenza dei fatti. Nella circostanza, il Gip nel considerare le incertezze e le diverse metodologie di inserimento delle CMS ha ritenuto che non si vede in quale modo sia possibile, in un sistema siffatto, tener conto a posteriori della CMS nel calcolo del tasso usurario senza violare irrimediabilmente il principio di tassatività dell illecito penale, principio com è noto direttamente ritraibile dall art. 25 Cost.. 7 lare funzione di modifica interpretativa delle Istruzioni 14. Con buona pace della riserva di legge, se tali Istruzioni e i connessi chiarimenti a norma dell art. 3, comma 2 dei Decreti Ministeriali oltre che per la rilevazione del TEGM, dovessero essere impiegati per la verifica del limite d usura. Dopo la pronuncia espressa dalla Cassazione Pen. n /11, ancor più stridente appare la circostanza che prima vengano richiamati i decreti ministeriali che dispongono la verifica dell usura con gli stessi criteri tecnici riportati nelle Istruzioni per la rilevazione del TEGM, per poi dover rilevare che tali criteri non vincolano le decisioni della magistratura. Per attenuare questa discrasia la Banca d Italia dovrebbe osservare una stretta aderenza all art. 644 c.p. per non incorrere nuovamente nella censura della Cassazione, evitando, tra l altro, interventi creativi di campionatura non specificatamente previsti dalla norma. Con il menzionato disposto ministeriale per nulla ricompreso nei margini delegati dalla legge 108/96, che assegna al MEF, sentita la Banca d Italia, esclusivamente il compito di rilevare il tasso medio di mercato si continua, con caparbietà, a voler riportare i criteri e il tasso da impiegare per il rispetto dell art. 644 c.p. ai criteri e al tasso appositamente ideati dalla Banca d Italia per la rilevazione del tasso medio di mercato (TEGM): risultando le finalità diverse seppur accostate, si viene a perpetrare l ambigua incongruenza nella quale si è già incorsi con la CMS, esclusa nella rilevazione del TEGM e ricompresa nella verifica del rispetto della soglia d usura. Colmando l incongruenza della mora con una posticcia rilevazione campionaria, priva di alcun supporto normativo. Per la mora come per altre fattispecie che vengono escluse dalla rilevazione del TEGM, quali crediti in sofferenza, revocati, ecc. (cfr. paragrafo B2 delle Istruzioni) il disposto dell art. 3, comma 2 dei menzionati decreti ministeriali si pone in palese contraddizione con il dettato dell art. 644 c.p.. Questa circostanza non può sfuggire ai vertici bancari che, depositari del presidio della norma penale, sono chiamati, nella loro peculiare diligenza professionale, a cogliere la priorità della legge e comunque adottare comportamenti di cautela quand anche esistesse un mero dubbio. Nei principi stabiliti dalla Suprema Corte (II Sez. Pen. n /10, II Sez. Pen. n /10, II Sez. Pen. n /11), sia per i criteri di aggregazione sia per i criteri di inclusione, il TEG indicato dalla Banca d Italia per la rilevazione statistica del tasso medio di mercato costituisce un punto di riferimento solo nella misura in cui risulti coerente e congruente con il dettato dell art. 644 c.p.. La copertura del menzionato decreto ministeriale è stata ridimensionata dalla Cassazione Pen. n /11 che ha ricondotto le indicazioni della Banca d Italia e, di riflesso, il disposto ministeriale, in un alveo propriamente subordinato alla norma di legge; la pronuncia della Cassazione è perentoria, ponendo un solido presidio alla tassatività della norma: Le circolari o direttive, ove illegittime e in vio- 14 In maniera alquanto impropria e singolare, con le FAQ del 1 dicembre 10 si è modificato, con decorrenza dal trimestre di rilevazione ottobre-dicembre 2010, il criterio di annualizzazione previsto dalle Istruzioni. La modifica, rimuovendo in parte l annualizzazione, ha risvolti economici apprezzabili, risulta priva di fondamento logico-finanziario e si pone in contrasto con il dettato dell art. 644 c.p. che, ancorché interessi, oneri e spese siano calcolati trimestralmente, pone il riferimento al tasso effettivo annuo. 87 lazione di legge, non hanno efficacia vincolante per gli istituti bancari sottoposti alla vigilanza della Banca d Italia, neppure quale mezzo di interpretazione. Il principio fissato dalla Cassazione viene trovando immediato riscontro nella giurisprudenza ordinaria: E evidente pertanto che le suddette Istruzioni della Banca d Italia non abbiano alcuna efficacia precettiva nei confronti del Giudice nell ambito del suo accertamento del TEG applicato alla singola operazione, né debbano essere osservate dagli operatori finanziari allorquando stabiliscono il tasso di interesse di un determinato rapporto, e ciò sia perché non sono appunto finalizzate a stabilire il TEG del singolo caso, ma a richiedere agli intermediari dati da fornire al Ministero del Tesoro per stabilire il TEGM da osservarsi per il trimestre successivo, sia perché disposizioni certo non suscettibili di derogare alla legge ed in particolare la prescrizione di cui all art. 644 c.p. in materia di componenti da considerarsi al fine della determinazione del tasso effettivo globale praticato. Il TEG applicato alla singola operazione va accertato dal Giudice unicamente sulla base dell art. 644 c.p. che prevede che per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito e, ove presenti, di eventuali disposizioni di legge aventi pari forza; non hanno alcuna efficacia a tale fine le istruzioni impartite dalla Banca d Italia per rilevare il TEGM, sia perché non rivolte, come si è detto, a stabilire il tasso globale effettivo di una certa singola operazione, sia perché non aventi comunque, neppure in astratto, portata derogatoria né integratrice della norma di cui sopra, nella parte in cui indica come calcolare il tasso effettivo globale. (Corte d Appello Torino, 20/12/2013, Rel.: F. La Marca, Pres.: L. Grimaldi) 15. Dopo le difformi indicazioni della Banca d Italia in tema di CMS, che hanno per lungo tempo seriamente pregiudicato l applicazione dei limiti d usura, la Cassazione, con il perentorio disvalore espresso per le circolari e direttive della Banca d Italia, ha voluto riaffermare la gerarchia delle fonti normative, onde evitare il ripetersi di difformi interventi e/o interpretazioni, che possano pregiudicare la determinatezza e tassatività della norma. Si può ritenere che, con le precisazioni in tema di responsabilità e professionalità dell operatore bancario fornite dalla Cassazione, in presenza dell elemento oggettivo non rimangano spazi di copertura alle indicazioni della Banca d Italia che possano far escludere l elemento soggettivo. Il precedente della CMS non si può replicare: la Cassazione ha stabilito principi che escludono un ulteriore scollamento dell usura oggettiva da quella soggettiva; con la diligenza e professionalità richiesta ai vertici bancari non si può trascurare il principio di determinatezza e tassatività della norma penale ricondotto esclusivamente all art. 644 c.p., che non può essere pregiudicato dalle interpretazioni normative offerte dalla Banca d Italia. Quali che siano le Istruzioni, e ancor più le modifiche apportate dalle FAQ, la trasposizione delle indicazioni della Banca d Italia, dalla rilevazione del tasso medio di mercato alla verifica del rispetto delle soglie d usura, rimane subordinata alla 15 Cfr. anche Corte d Appello Cagliari 26/3/14; Tribunale di Roma 23/1/14; Corte d Appello Milano 22/8/13; Tribunale Brindisi 9/8/12; Tribunale Pordenone 7/3/12; Tribunale Alba 18/12/10. In senso contrario Tribunale di Torino, dott.ssa M. Giusta, 17/2/14, n. 1244; Tribunale Ferrara, dott. A. Rizzieri, 21/5/14, n prescrizione dell art. 644 c.p. Con questa incontrovertibile evidenza si scontrano quei comportamenti opportunistici degli intermediari, che ricercano copertura nelle ambiguità insite nella norma amministrativa. 2. ABF e Banca d Italia: allineati nelle modalità, discosti nei risultati. Nell ambito delle precisazioni di contorno al chiarimento del 3/7/13 la Banca d Italia assume una propria posizione in merito agli interessi di mora: In ogni caso, anche gli interessi di mora sono soggetti alla normativa anti-usura. Per evitare il confronto tra tassi disomogenei (TEG applicato al singolo cliente, comprensivo della mora effettivamente pagata, e tasso soglia che esclude la mora), i Decreti trimestrali riportano i risultati di un indagine per cui la maggiorazione stabilita contrattualmente per i casi di ritardato pagamento è mediamente pari a 2,1 punti percentuali. In assenza di una previsione legislativa che determini una specifica soglia in presenza di interessi moratori, la Banca d Italia adotta, nei suoi controlli sulle procedure degli intermediari, il criterio in base al quale i TEG medi pubblicati sono aumentati di 2,1 punti per poi determinare la soglia su tale importo. 16. La Banca d Italia, nella rilevazione campionaria curata con riferimento al III trimestre 01, non ha rilevato la media del tasso di mora, bensì la maggiorazione media del tasso di mora rispetto al tasso corrispettivo: solo con la recente comunicazione del 3/7/13 si è esplicitamente indicato il riferimento alla soglia per la mora, reiterando il medesimo criterio della CMS soglia. Ma né al MEF, né tanto meno alla Banca d Italia è consentita dal disposto penale una discrezionalità di tale portata. Né la funzione di presidio al corretto svolgimento del rapporto di credito, assegnata alla mora, può giustificare una specifica soglia d usura, distinta da quella rilevata per la Categoria del credito di riferimento. Nel menzionato chiarimento, si prospetta un imprescindibile esigenza di omogeneità di confronto per ricondurre le modalità di calcolo e i criteri di inclusione previsti dall art. 644 c.p. alle modalità e criteri adottati dalla Banca d Italia nella rilevazione statistica del TEGM e alle integrazioni operate per un verso con le CMS, per l altro con la mora 17. Con questo passaggio logico si è realizzata, per lungo tempo sino alla nota pronuncia della Cassazione Pen. n /11, un indebita gestione amministrativa del presidio penale. Si mira a fondere il criterio di verifica dell art. 644 c.p. al criterio di rilevazione del valore medio di mercato, rimettendolo alle scelte della Banca d Italia che, ispirate da una marcata connotazione soggettiva, hanno subordinato e condizionato alla più generale politica del credito la gestione delle soglie d usura, attraverso 16 Aumentando i TEG medi di 2,1 punti, l effetto della penale sulla soglia si commisura a 3,15 punti (con lo spread del 50%). In considerazione della natura di penale della maggiorazione, si poteva, secondo taluni, applicarla direttamente alla soglia, senza alcun incremento del 50% (ora 25%). 17 La sentenza della Cassazione Pen. n /11 ha ritenuto, nelle circostanze esaminate, incensurabile il riferimento dei giudici di merito alla CMS soglia nella verifica dell usura, ma nelle due precedenti sentenze della Cassazione Pen. n /10 e n /10, il giudice di merito aveva fatto riferimento, per la metodologia di verifica dell usura, alla usuale formula del TAEG. 108 l individuazione delle categorie di credito, le scelte della formula di calcolo e i criteri di inclusione delle commissioni, oneri e spese. La Banca d Italia sembra restia ad uniformarsi al disposto di legge se, dopo la creazione della CMS soglia, nonostante il richiamo della Cassazione Pen. n /11, torna a proporre una Mora soglia, determinata attraverso un identica metodologia. La posizione sull omogeneità di confronto è ripresa e sostenuta dall ABF: Tornando alla fisiologia dei mercati concorrenziali è da osservare che il criterio della soglia individuata di tempo in tempo mediante rilevazioni di mercato esige che i metodi di calcolo degli interessi convenzionali effettivi ed i metodi di rilevazione della media di mercato siano perfettamente coincidenti. Ogni anche piccola discrasia infatti si pone in contraddizione logica con la ratio della disciplina dell usura. Del resto, la Banca d Italia ha da tempo colto questo aspetto e perciò rende pubblici e quindi trasparenti i metodi mediante i quali perviene a calcolare i tassi medi rispetto alle diverse tipologie di credito, consentendo quindi di svolgere confronti perfettamente simmetrici con i tassi convenzionali effettivi previsti dai singoli contratti.. (Decisione n. 77/14 del Collegio di Coordinamento). Più recentemente il Collegio di Coordinamento dell Arbitro Bancario e Finanziario (ABF 19/3/14), sulla base della carenza di omogeneità del confronto, perviene alla radicale soluzione di escludere gli interessi di mora dal rispetto del tasso soglia: non essendo i tassi di mora oggetto di rilevazione, si esclude l ipotesi che i tassi soglia rilevati con riferimento al TEGM possano costituire un limite anche all esigibilità di interessi moratori. Nella decisione dell ABF si disconosce la possibilità di impiegare la rilevazione campionaria del 2001 curata dalla Banca d Italia ai fini della verifica dell usura, ma si riconosce l esigenza della perfetta simmetria tra i costi che intervengono nel rapporto creditizio e quelli censiti nella rilevazione statistica impiegata per l individuazione del tasso soglia: Così come sarebbe palesemente scorretto confrontare gli interessi pattiziamente convenuti per una data operazione di credito con i tassi soglia di una diversa tipologia di operazione creditizia, così come sarebbe palesemente scorretto calcolare nel costo del credito convenzionalmente pattuito gli addebiti a titolo di imposte, altrettanto scorretto risulta calcolare nel costo del credito pattuito i tassi moratori che non sono presi in considerazione ai fini della individuazione dei tassi soglia, perché in tutti i casi si tratta di fare applicazione del medesimo principio di simmetria. Conclusivamente afferma il Collegio si deve ribadire che non possono essere assoggettati alla disciplina relativa agli interessi usurari elementi di costo del credito che non siano contemplati nel calcolo dei tassi soglia A sostegno della tesi sopra riportata, il Collegio di Roma, in una successiva decisione dell 11/4/14, richiama anche l art. 19, 2 e 3 paragrafo, della direttiva 2008/48/CE che stabilisce: 2. Al fine di calcolare il tasso annuo effettivo globale, si determina il costo totale del credito al consumatore, ad eccezione di eventuali penali che il consumatore sia tenuto a pagare per la mancata esecuzione di uno qualsiasi degli obblighi stabiliti nel contratto di credito e delle spese, diverse dal prezzo d acquisto, che competono al consumatore all atto dell acquisto, in contanti o a credito, di merci o di servizi. 3. Il calcolo del tasso annuo effettivo globale è fondato sull ipotesi che il contratto di credito rimarrà valido per il periodo di 11 Con l omogeneità del confronto si mira a presidiare le scelte adottate dalla Banca d Italia. Dalla mancata inclusione della mora nella rilevazione del TEGM l ABF fa discendere l inapplicabilità alla stessa dell art. 644 c.p.. Si riconosce nel contempo all art c.c. il presidio all eventuale riduzione di penali eccessive, non escludendo l applicazione dell art c.c. nel caso si configuri l aggiramento delle disposizioni delle soglie d usura 19. Non si può trascurare la funzione anche remunerativa che accosta gli interessi di mora agli interessi corrispettivi. L art c.c., nel consentire gli interessi moratori anche nel caso in cui il creditore non ha subito alcun danno, valorizza negli stessi il vantaggio derivante al debitore dalla disponibilità della somma finanziata. D altra parte la distinzione fra interessi corrispettivi e moratori risulta attenuata nelle stesse pronunce della giurisprudenza: gli interessi corrispettivi su di una somma di denaro decorrono dalla data in cui il relativo credito abbia acquistato carattere di liquidità ed esigibilità, a nulla rilevando ogni eventuale indagine sulla colpevolezza del ritardo nell inadempimento da parte del debitore, e senza che il creditore sia tenuto ad alcun atto di costituzione in mora, trovando l obbligazione da interessi corrispettivi il proprio giuridico fondamento nella sola esigibilità della somma, e rappresentando la relativa decorrenza una conseguenza automatica del ritardo subito dal creditore nel godimento di quanto dovutogli 20. L istituto della mora, nell evoluzione del mercato creditizio, è stato affiancato da strumenti di più marcata deterrenza al corretto rispetto degli impegni finanziari assunti. Per l operatore economico il pagamento della mora comporta riflessi assai più modesti di quelli rivenienti dalla segnalazione alla Centrale dei Rischi. I presidi all insolvenza hanno subito nel tempo una diversa evoluzione. A differenza delle transazioni commerciali, nel mercato creditizio un significativo ruolo di presidio ad tempo convenuto e che il creditore e il consumatore adempiranno ai loro obblighi nei termini ed entro le date convenuti nel contratto di credito. Da questo il Collegio fa discendere la negazione in linea di principio che il tasso degli interessi moratori sia suscettibile di determinare il superamento del limite imperativamente posto dall art. 644, 3 comma c.p. e dell art. 4, 2 comma, della legge 108/96. La Direttiva relativa ai contratti di credito ai consumatori riferisce il TAEG agli aspetti informativi che devono essere riportati in contratto e correttamente indica il costo del credito (TAEG) comprensivo per altro delle imposte - che ordinariamente verrà posto a carico del consumatore e, distintamente, il tasso degli interessi in caso di ritardi di pagamento e le eventuali penali. La Direttiva regola circostanze e finalità diverse, rivolte a fornire ex ante una corretta rappresentazione dei costi: appare del tutto inconferente far discendere dalla Direttiva il principio che per il tasso di mora non si possa determinare il superamento della soglia. La normativa sull usura risponde a principi più stringenti: non ammette deroghe che possano, come in passato, costituire canali di elusione. 19 La riduzione equitativa ai sensi dell art c.c. risulta più confacente alle sole singole ipotesi di clausola penale inserita consensualmente dalle parti contrattuali che li legano, mentre mal si concilia con l enorme mole di contratti negoziati nel mercato del credito, ma in realtà predisposti unilateralmente dalle banche e dagli intermediari autorizzati. Tali rapporti contrattuali, invero, necessitano di paletti certi, predetermiῒῒῒti e quindi facilmente conoscibili da tutti i contraenti, al fine di evitare effetti di distorsione al regolare andamento del mercato del credito. (M.N. Mizzau, Interessi moratori e relativo tasso soglia, in I contratti bancari, a cura di Cesare Maria Bianca, Dike, 2013). 20 Cass. 18 luglio 2002, n ; Cfr. anche Cass. 16 aprile 1991, n9 un più stringente rispetto degli impegni assunti nei confronti dell intermediario bancario è assunto oggi dalla Centrale dei Rischi. Le peculiari e dettagliate informazioni contenute in quest ultima, nel loro costante e tempestivo aggiornamento, offrono diverse e più pregnanti opportunità di prevenzione e di tempestiva reazione allo stato di crisi finanziaria. La segnalazione di morosità espressa dalla Centrale dei Rischi, alla quale gli operatori economici vengono mostrando una crescente attenzione per le ripercussioni immediate sulle loro disponibilità di credito, costituisce un presidio molto più stringente e selettivo di un aumento del costo del credito. L operatore economico, che si trova già in fase di decozione, viene presidiato già in sede di erogazione del credito. Ancorché agli interessi di mora tramite una maggiorazione sul tasso corrispettivo, spesso distintamente esplicitata in contratto venga dall ordinamento assegnata anche una funzione sanzionatoria all inadempimento del debitore, ciò non di meno, come stabilisce la Cassazione n. 5286/00, il ritardo colpevole non può giustificare un obbligazione eccessivamente onerosa e contraria al principio generale posto dalla legge. Proprio la combinazione, negli interessi di mora, di una componente remunerativa e una componente sanzionatoria e le agevoli circostanze di elusione che si creerebbero in contratti predisposti unilateralmente dall intermediario, hanno sospinto l assimilazione degli interessi di mora ai corrispettivi, nel rispetto dei limiti di soglia. D altra parte non si può trascurare che storicamente gli interessi di mora hanno costituito il canale privilegiato nella pratica dell usura. Non appare giustificata una deroga ai limiti d usura, specifica per gli interessi di mora, giustificata dalla presenza dei presidi posti dall art c.c. e 1344 c.c. Né questa può essere dedotta dalla circostanza che gli interessi di mora non sono ricompresi nei costi rilevati per la determinazione del TEGM. Con lo stesso principio di omogeneità di confronto, senza che possa intervenire alcun altro presidio, risulterebbero esclusi dall applicazione del 644 c.p. i crediti revocati, i crediti in sofferenza e le altre forme creditizie previste al punto B2 delle Istruzioni della Banca d Italia, che non vengono ricompresi nella determinazione del TEGM Dalla rilevazione ministeriale del TEGM restano escluse tredici tipologie di operazioni (Sezione I B2. Operazioni escluse): per es., posizioni classificate in sofferenza, operazioni a tasso agevolato, ecc.). Benché riconducibili alle categorie omogenee individuate negli appositi decreti annuali, esse sono escluse per ragioni facilmente intuibili (e giustificate) alla stregua della ratio sottesa a una soglia di usurarietà legata alle condizioni di mercato: come spiega la nota metodologica dei decreti ministeriali, non sono incluse nella rilevazione alcune fattispecie di operazioni condotte a tassi che non riflettono le condizioni del mercato (ad es. operazioni a tassi agevolati in virtù di provvedimenti legislativi). A tali operazioni non potranno allora applicarsi le soglie dedotte dai decreti trimestrali per le diverse categorie cui sono riconducibili: lo preclude la logica prima ancora della legalità. Né le medesime soglie potranno essere utilizzate analogicamente, in quanto a parte il divieto previsto dall art. 14 Disp. Prel. C.c. (e 25, co. 2, Cost.) proprio le ragioni che ne hanno determinato l esclusione dalle relative categorie non consentono certo un assimilazione a queste ultime ai fini dell individuazione di una soglia (Cfr. anche V. Bellacosa, voce Usura, in Dig. Disc. Pen. vol. XV, Torino, 1999,156). (P. Capoti, Usura presunta nel credito bancario e usura 13 Ancor più, verrebbe vanificato il portato della legge 108/96 e l applicazione della sanzione prevista dall art c.c. 2 comma, per il periodo dal 1997 al 2010, per tutti i rapporti di credito concessi in conto, in cui l applicazione della Commissione di Massimo Scoperto, non ricompresa nel TEGM, abbia condotto a debordi delle soglie. E infatti, l ABF, con precedente pronuncia, aveva già escluso la CMS dalla verifica dell usura, motivando: è da rilevare che il Collegio non può condividere l assunto che nel calcolo del tasso soglia rilevante ai fini della normativa sull usura si debbano includere anche gli oneri commissionali anche anteriormente alla entrata in vigore della legge di conversione del d.l. 29 novembre 2008, n Sotto questo profilo il richiamo alla sentenza della Corte di Cassazione n /10 non appare pertinente atteso l inequivoco tenore letterale della disposizione contenuta nell art. 2-bis, comma 2, l. n. 2/2009, il quale fa decorrere tale inclusione dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del d.l. 29 novembre 2008, n Prima di allora, dunque, il calcolo dei tassi soglia non comprendeva quanto corrisposto a titolo di commissione di massimo scoperto 22. L ABF nella decisione assunta si discosta significativamente dalle pronunce espresse dalla Cassazione Pen. n.12028/10 e n /11. La Cassazione Penale n /11 precisa: La Banca d Italia solo dall agosto 2009, in applicazione di tale nuova normativa (D.L. 29/11/08, n. 185, art. 2 bis, comma 1, convertito nella l. 28/1/09, n. 2) ha emanato le nuove istruzioni per la rilevazione dei tassi globali medi ai sensi della legge sull usura, ricomprendendo nel calcolo delle varie voci la commissione di massimo scoperto, correggendo una prassi amministrativa difforme.. Con ciò la Cassazione non intendeva certo disapplicare le soglie d usura al periodo precedente il L algoritmo impiegato nella valutazione del Tribunale di Palmi, riesaminata dalla Cassazione Pen /11, utilizzava il criterio della CMS soglia, mentre l algoritmo fatto proprio dal Gup di Ascoli Piceno nella sentenza esaminata dalla Cassazione Pen. n /10 faceva riferimento alla ordinaria formula del TAEG, ricomprendendo nella stessa le CMS. In entrambe le sentenze non si è ritenuta inapplicabile alla fattispecie esaminata la soglia d usura, né si è esclusa la CMS dalla verifica. La sentenza della Cassazione n.46669/11 precisa: anche la CMS deve essere tenuta in considerazione quale fattore potenzialmente produttivo di usura, essendo rilevanti ai fini della determinazione del tasso usurario, tutti gli oneri che l utente sopporta in relazione all utilizzo del credito, indipendentemente dalle istruzioni o direttive della Banca d Italia.... Il termine indipendentemente lascia trasparire chiaramente la distinzione e separazione della verifica dell usura dalla rilevazione statistica del tasso medio di mercato. Lo stesso principio di omogeneità potrebbe sostenersi per le spese di assicurazione e/o per gli altri oneri, prima esclusi e solo da ultimo ricompresi nel calcolo del TEGM con le Istruzioni 09, con un indubbia vanificazione del presidio d usura per il periodo sino a tutto il 09. della legalità penale, in Riv. Trim. Dir. Pen. Econ. 2007, 631 ss.; Il delitto di usura bancaria, Università degli Studi di Padova, 2009). 22 Decisione n del 27 novembre 2013, Collegio di Milano. 1410 Si disapplica l art. 644 c.p., non perché manchi l atto amministrativo di completamento della norma penale, ma perché il criterio di rilevazione del tasso medio di mercato, posto a base dello stesso atto amministrativo si discosta dal criterio di verifica dell usura dell art. 644 c.p.. Con questo principio la tassatività e determinatezza della norma viene ricondotta alle scelte discrezionali effettuate dalla Banca d Italia con le Istruzioni per la rilevazione del TEGM, con le FAQ di chiarimento e con la rilevazione a latere della mora. Fuori dai criteri di inclusione del calcolo del TEGM fissati dalla Banca d Italia non vi sarebbe soglia, la norma risulterebbe inapplicabile per indeterminatezza del confronto. Il principio di omogeneità nei termini esposti condurrebbe a smantellare significativamente il presidio all usura posto dalla legge: le vicende della CMS ne forniscono un evidenza. Lo stesso principio di aderenza alle Istruzioni della Banca d Italia, per la verifica dell usura, condurrebbe ad impiegare diversi metodi di calcolo del tasso, annualizzando gli oneri solo dal 10, disattendendo per i tredici anni precedenti il concetto di tasso effettivo, sancito dalla legge 108/96 e definito univocamente dai Babilonesi ai giorni nostri in ogni manuale di matematica 23. Aspetto ancor più rilevante, una stretta applicazione del principio fissato dall ABF lascerebbe inapplicabili le soglie d usura alle diverse forme di finanziamento nelle quali non interviene l intermediario bancario, ivi comprese quelle previste dalla legge 231/02: anche le forme criminali di usura, impiegando di norma modalità discoste dalle ordinarie categorie bancarie, risulterebbero prive della stretta simmetria con le soglie rivenienti dalla rilevazione della Banca d Italia 24. Assai labili appaiono le argomentazioni del Collegio a sostegno della stretta omogeneità fra criteri di rilevazione statistica ai fini del TEGM e criteri di verifica delle soglie d usura. In una precedente decisione (n. 77/2014) il Collegio di Coordi- 23 Nessuna edulcorazione del TEG è prevista dalla normativa francese alla quale si è ispirata la legge 108/96, risultando il calcolo effettuato con l ordinaria formula del tasso effettivo di interesse, nel quale sono ricompresi tutti i costi relativi al credito, applicato all importo effettivamente utilizzato e non a quello accordato inizialmente. Nella tabella dei tassi soglia, pubblicata dalla Banca di Francia si riporta espressamente: Pour apprécier le caractère usuraire du taux effectiv global (TEG) d un découvert en compte ou d un pret permanent, le montant à prendre en considération est celui du crédit effectivement utilisé. 24 Per tali forme di finanziamento si fa, di regola, riferimento alla Categoria residuale degli altri finanziamenti. In merito agli interessi di mora previsti dalla legge 231/02 per le transazioni commerciali, questi vengono parametrati al saggio di interesse del principale strumento di finanziamento della BCE, maggiorato di otto punti. La legge lascia altresì nella disponibilità delle parti di convenire un tasso di mora superiore. Per i limiti d usura, facendo riferimento alla Categoria residuale degli Altri finanziamenti alla quale tale tasso può essere raffrontato, il parametro di riferimento fissato dalla legge risulterà di regola inferiore e l eventuale diversa pattuizione delle parti dovrà necessariamente rispettare i limiti dell art. 644 c.p.. In presenza di un difetto di coordinamento fra le due norme, autorevole dottrina ritiene che: in considerazione della natura imperativa delle norme in tema di usura, qualora il tasso di interesse stabilito dalle parti, in misura pari o addirittura inferiore a quello di cui all art. 5 del D. Lgs. 231/02 fosse contrastante con la disciplina di cui alla legge n. 108 del 1996, non potrebbe non essere considerato illecito, sia sotto il profilo penalistico che sotto quello civilistico (V. Pandolfini, Il nuovo tasso di interesse legale per i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (art. 5 D. Lgs. N. 231/2002), in GI, 2003) 15 namento aveva osservato che: Rilevare periodicamente il livello medio dei tassi significa non solo ammettere che il tasso di interesse possa variare nel tempo, ma significa anche che il livello dei tassi di mercato non è mai predicabile come eccessivo, ingiusto o altro; in quanto viene assunto come il punto di equilibrio tra i prenditori e i prestatori di denaro quando operano in un mercato regolamentato ed in situazione di concorrenza. ( ) Si deve quindi assumere che la finalità perseguita dalla normativa che considera l usura un illecito sia civile che penale ma considera usurari solo i tassi che superano una data soglia variabile nel tempo e basata su rilevazioni di mercato, sia quella di evitare discriminazioni mediante le quali alcuni individui, o gruppi, accedono al credito a condizioni fortemente deteriori rispetto ad una media di mercato. ( ) per arrivare al principio: il criterio della soglia individuata di tempo in tempo mediante rilevazioni di mercato esige che i metodi di calcolo degli interessi convenzionali effettivi ed i metodi di rilevazione della media di mercato siano perfettamente coincidenti. Di riflesso, secondo il Collegio di Coordinamento dell ABF, o vengono impiegati per la verifica del rispetto delle soglie d usura i criteri che la Banca d Italia ha discrezionalmente adottato per la rilevazione del valore medio di mercato, o rimane inapplicato il presidio all usura. La specifica ed esclusiva argomentazione prospettata dal Collegio non appare reggere per la mora un vaglio di concretezza. Non risulta affatto dicotomica la distinzione fra interessi corrispettivi e interessi di mora. La Cassazione non ha previsto, come fatto per le CMS (Cass. n /10), l inclusione della mora nel TEG di rilevazione (Cass. n. 350/13), ma ne ha stabilito l assoggettamento alle soglie ed ha precisato che la legge n. 108 del 1996 ha individuato un unico criterio ai fini dell accertamento del carattere usurario degli interessi (la formulazione dell art. 1, 3 comma, ha valore assoluto in tal senso) e che nel sistema era già presente un principio di omogeneità di trattamento degli interessi, pur nella diversità di funzione, come emerge anche dall art. 1224, 1 comma, cod. civ., nella parte in cui prevede che se prima della mora erano dovuti interessi in misura superiore a quella legale, gli interessi moratori sono dovuti nella stessa misura. Per le finalità di presidio dell usura, non ha alcun senso prevedere una specifica soglia d usura per il costo del credito in una fase di patologia: non è questo lo spirito della legge che ha voluto ancorare all ordinario tasso di mercato il margine entro il quale ricomprendere ogni forma di patologia; il costo di quest ultima, nella sua ricorrenza eventuale, è già compreso, come rischio, nel diverso tasso corrispettivo richiesto dall intermediario sulla base del merito di credito del prenditore. La presenza di una circostanza di patologia, alla quale è associato un incremento del rischio, viene riconosciuta anche dall ABF (Collegio di coordinamento 19/3/14) che ricomprende nella maggiorazione del tasso di mora la funzione di copertura del maggior rischio in cui incorre il rapporto: E anche da considerare la diversa intensità del rischio creditorio sottesa alla determinazione della misura degli interessi corrispettivi da un lato e degli interessi moratori dall altro. Infatti la prima misura incorpora il presupposto della puntualità nei pagamenti dovuti, mentre la seconda incorpora l incertezza relativa al momento della solutio, posto che il soddisfacimento delle ragioni creditorie non è più affidato alla fisiologica esecuzione del contratto, ma ai rimedi che assistono il creditore deluso, il quale può anche rimane- 1611 re tale per sempre. Da ciò deriva la necessità logica di differenziare la misura dei due tipi di interessi. Anche in questa lettura tuttavia non si giustifica che, in caso di inadempimento, per il tasso preconcordato, remunerativo del maggior rischio di insolvenza, debba prevedersi una diversa e più elevata soglia d usura. La legge prevede la rilevazione di un dato fisiologico di mercato: i costi che si discostano dall ordinario sono da ricomprendere nello spread previsto dalla legge La verifica ex art. 644 c.p. e la rilevazione statistica del TEGM: il simulacro dell omogeneità. L art. 644 c.p. individua con precisione cosa ricomprendere nel valore dell interesse da raffrontare con il limite di usura. Ai fini dell usurarietà, il concetto di interesse si discosta dal senso ordinario e civilistico del termine, risultando assimilato al costo, onnicomprensivo di ogni forma di onere e spesa, a qualsiasi titolo, che accompagna l erogazione del credito: l unica eccezione prevista è data dalle imposte e tasse, da riversare all Amministrazione finanziaria. La Banca d Italia non può intervenire in alcun modo nella determinazione del tasso da porre in confronto con la soglia d usura, non avendone la funzione, né le è stato attribuito alcunché dalla legge 108/96 che, anche per la rilevazione, demanda questo compito al MEF. Le legge dispone un procedimento per pervenire alla fissazione del tasso soglia che non prevede neanche l automatica assunzione dei dati rilevati dalla Banca d Italia: quest ultima assolve una funzione semplicemente consultiva ed è previsto altresì anche un eventuale correttivo, riferito al tasso ufficiale di sconto, per pervenire all indicazione del tasso soglia. Anche al MEF la legge n. 108/96 demanda esclusivamente la rilevazione trimestrale del tasso effettivo globale medio (TEGM) comprensivo di commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse riferito ad anno, degli interessi praticati dalle banche e dagli intermediari. Nello spirito del- 25 Mentre non appare conforme alla legge prevedere una soglia per l eventualità estrema della mora, tanto più riferita ad un campionamento una tantum non contemplato dalla norma, la Banca d Italia potrebbe valorizzare la condizione di mora riportata frequentemente nei contratti. L art. 644 c.p. prevede che Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito.. La presenza di una condizione sospensiva rappresenta un onere per il cliente che è valorizzabile alla stregua di un opzione. Come per i finanziamenti in presenza di un cap o un floor la relativa valorizzazione entra nella determinazione del rendimento effettivo, così una valorizzazione della condizione di mora potrebbe essere ricompresa nel calcolo del TEGM, considerando la probabilità di insolvenza alla scadenza posta in rapporto alla penalizzazione che tale condizione comporta. Tale operazione presenta qualche complessità ma risulterebbe coerente con il disposto di legge risultando la mora una condizione frequente nei contratti bancari, la presenza della quale risulta a tutti gli effetti un onere. In tal modo tecnicamente la maggiorazione di mora entrerebbe nel calcolo del TEGM solo per la percentuale di ricorrenza statistica. In altri termini, se la probabilità di insolvenza alla scadenza, per una determinata classe di rischio, è pari al 10%, il valore della maggiorazione del 2,1 punti rilevata dalla Banca d Italia nella rilevazione campionaria verrebbe ricompresa nel TEGM per 0,21 punti (rapportato al periodo del finanziamento). 17 la legge si persegue l individuazione del tasso fisiologico di mercato, costituito dalla media dei tassi ordinariamente impiegati dagli intermediari finanziari. Il legislatore ha ritenuto opportuno adottare un parametro di riferimento flessibile, sinergico ed endogeno al mercato degli stessi operatori tenuti al rispetto della soglia. Alla determinazione di tale valore sintetico di riferimento (TEGM) non possono concorrere tipologie di crediti e elementi di costo che, discostandosi dall ordinario per motivi particolari o di patologia, altererebbero il normale prezzo del credito applicato alla clientela 26. Per altro il concetto di fotografia, più volte richiamato dalla Cassazione, impone una metodologia di calcolo informata ad una chiara e trasparente oggettività. Dal tasso medio di mercato si diparte poi lo spread (25% più quattro punti, 50% prima del D.L. 70/11) entro il quale ricomprendere la remunerazione per i peculiari aspetti di patologia e rischio insiti nello specifico finanziamento: oltre la soglia si ritiene la criticità eccessiva e l erogazione del credito inefficiente e usuraria 27. Nella misura in cui il TEGM incorporasse elementi di patologia, diversi dall ordinario margine di rischio di credito, indurrebbe una falsa rappresentazione del mercato e un indebita lievitazione del tasso di riferimento. La patologia si differenzia dalla norma per il venir meno del carattere di ordinarietà: lo spread dal tasso medio di mercato praticato dall intermediario esprime la misura del livello di maggior rischio assumibile. Nella fattispecie patologica entrano elementi ulteriori, non compresi nell ordinario margine fisiologico: proprio la misura economica del maggior rischio, che nella verifica deve trovare spazio nello spread, consente di apprezzare lo scostamento dall ordinario e la presenza o meno dell usura. Ponendo all interno del tasso medio di riferimento elementi di patologia, che fuoriescono dall ordinario, si vanificherebbe il presidio all usura, in quanto, anziché contenere i tassi anomali, limitandoli e tenendoli accostati a quelli ordinari di mercato, si verrebbe ad indurre un accostamento del tasso fisiologico a quello patologico. Assai articolate risultano le Istruzioni, adottate dalla Banca d Italia, per la rilevazione e calcolo dei tassi medi di mercato, rappresentativi delle condizioni vigenti nel trimestre di riferimento. La rilevazione circoscrive l ambito di osservazione, per ciascuna Categoria, alle operazioni ordinarie e correnti del trimestre. Per gli oneri e le spese, il criterio adottato è quello di ricomprendere le spese ordinariamente ricorrenti nell operazione e di escludere le spese e gli oneri connessi ad eventi di patologia del credito 28. Taluni oneri (CMS, mora, spese di assicurazione ecc..) non sono stati inizialmente compresi nella rilevazione del TEGM in quanto sono stati 26 In analogia a quando, ad esempio, per rilevare il colesterolo fisiologicamente presente nel sangue di una data popolazione, si escludono i soggetti affetti da particolare patologie, che possono alterare l indicazione del valore medio fisiologico. 27 Anche entro la soglia, nel caso di abuso delle condizioni di difficoltà economica o finanziaria, ricorrendo le condizioni previste nella seconda parte del comma 3 dell art. 644 c.p., si ha usura (concreta). 28 Gli interessi di mora sono esclusi dalla rilevazione del TEG in quanto riferiti a situazioni di deterioramento del rapporto e a casi di inadempimento, che normalmente determinano un inasprimento delle condizioni economiche inizialmente applicate. L eventuale inclusione degli interessi di mora nel TEG andrebbe ad innalzare le soglie applicabili ai rapporti normali, lasciando margini per ingiustificati incrementi nell onerosità del finanziamento. (Resoconto della consultazione sulla disciplina in materia di usura, Banca d Italia, 2009). 1812 ritenuti non ricorrenti ordinariamente nella formazione del prezzo del credito, ma questo non significa che non debbano essere ricompresi nella verifica del rispetto della soglia d usura: detti oneri non sono avulsi dal credito e proprio su di essi si appunta spesso il debordo della soglia d usura. Con le Istruzioni del 09, la Banca d Italia, oltre alla CMS, ha ricompreso nel calcolo del TEGM anche altre spese prima escluse: si può presumibilmente ritenere che tali spese prima applicate occasionalmente, sono divenute negli anni 00, come le CMS 29, ricorrenti ordinariamente nelle operazioni di credito. La rilevazione del TEGM ha una finalità statistica sua propria, volta a cogliere un dato medio di mercato: le stesse Istruzioni della Banca d Italia parlano di obbligo di segnalazione per la rilevazione ai fini statistici. I valori del TEG segnalati dalle banche che, adeguatamente aggregati, vanno a comporre il TEGM pubblicato trimestralmente dal MEF, devono rispettare criteri e modalità di calcolo coerenti con tale finalità. La verifica del rispetto della soglia d usura concerne una diversa finalità e un distinto processo di calcolo. La rilevazione statistica ricomprende l operatività ordinaria, la verifica dell usura ricomprende tutto, ordinario e patologico. I criteri di rilevazione statistica sono fissati dalla Banca d Italia, quello di verifica è unico ed è fissato dalla legge. Sul piano tecnico-scientifico si possono elaborare più metodologie ed algoritmi per conseguire una corretta rilevazione del valore medio di mercato, in funzione dello scopo che la media stessa deve assolvere nel tempo, coerentemente con l evoluzione del mercato 30. Al contrario la rilevazione del costo del credito, nel chiaro ambito normativo disposto dall art. 644 c.p., non lascia spazio a formule e criteri diversi da quelli indicati dalla norma. Vanno tenute distinte le finalità e i criteri indicati dal comma 4 dell art. 644 c.p., dalle finalità e criteri metodologici indicati dalla Banca d Italia nelle Istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo medio globale. D altra parte il criterio stabilito dall art. 644 c.p. non può essere soggetto alle modifiche e deroghe riportate nelle Istruzioni, date dalla Banca d Italia agli intermediari finanziari per le segnalazioni statistiche dei TEG impiegati per la determinazione del tasso medio di mercato (TEGM). La Banca d Italia, in più edizioni successive, ha rivisitato le Istruzioni, modificando le poste rientranti nel TEG impiegato nella determinazione del TEGM e aggiustando la formula di calcolo impiegata nella rilevazione, accompagnando in tal modo i mutamenti intervenuti nel tempo 29 Inizialmente l incidenza dei costi indotti dalla CMS, limitata alla Categoria delle Aperture di credito, era modesta. Il dato censito dalla Banca d Italia, nella rilevazione dei tassi ai fini della determinazione del TEGM rileva solo la lievitazione intervenuta nell aliquota, non il livello di diffusione della sua applicazione: dalla Categoria delle Aperture di credito, si è estesa successivamente alle Categorie delle Anticipazioni e del Factoring. Dal 96, anno per il quale non è noto il dato statistico, la CMS si è estesa sino all 84% dei rapporti di conto corrente nel dicembre 08. (Banca d Italia, Risultati della rilevazione sulle commissioni applicate dalle banche su affidamenti e scoperti di conto, 13 febbraio 2010). 30 La Banca d Italia, ad esempio, nell aggregare i dati statistici rilevati presso gli intermediari finanziari, ha ritenuto di impiegare la media aritmetica semplice. La media aritmetica ponderata poteva costituire una corretta metodologia alternativa, che avrebbe maggiormente valorizzato l importo relativo a ciascun credito, fornendo un valore medio di mercato tendenzialmente più basso, che avrebbe portato a calmierare in termini più incidenti gli importi di credito più bassi. 19 nella fisiologia del mercato 31. Oltre all ultimo intervento che, cogliendo lo spunto dalle indicazioni della legge n. 2/09, ha modificato sostanzialmente sia i criteri di inclusione che la metodologia di calcolo del TEG 32, nelle otto versioni precedenti sono state apportate variazioni e precisazioni agli oneri da considerare nel calcolo del TEG. La determinazione del valore medio fisiologico di mercato può ben comportare nel tempo delle modifiche nei criteri di rilevazione statistica per cogliere i mutamenti che intervengono nelle condizioni ordinariamente praticate dagli intermediari. Tali aggiustamenti non possono comportare modifica alcuna nei criteri di calcolo e di inclusione dei costi nel tasso impiegato per la verifica dell usura: quest ultimo, determinato dal principio disposto dall art. 644 c.p., rimane immutato nel tempo, né tanto meno, essendo rimasto immutato il portato dell art. 644 c.p., potrebbero rimanere altrettanto immutate le Istruzioni della Banca d Italia. Non è trascurabile la circostanza che la rilevazione del TEG disposta dalle Istruzioni della Banca d Italia è rivolta sostanzialmente ad individuare il tasso medio praticato dal mercato, non necessariamente quello pattuito contrattualmente: La rilevazione svolta dalla Banca d Italia sui tassi effettivi globali medi distingue due tipologie di crediti: - per i finanziamenti a utilizzo flessibile sono rilevati i TEG praticati nel trimestre per tutti i conti in essere anche se si tratta di contratti stipulati in precedenza. Le forme tecniche che ricadono in questa fattispecie sono le aperture di credito in conto corrente, gli anticipi su crediti e sconto di portafoglio commerciale, il factoring e il credito revolving. - per i finanziamenti con un piano di ammortamento predefinito (credito personale, credito finalizzato, leasing, mutui, prestiti contro cessione del quinto e della pensione, altri finanziamenti) viene rilevato il TEG relativo ai nuovi contratti stipulati nel trimestre. Per questa tipologia di crediti la verifica sul rispetto delle soglie è compiuta solo al momento della stipula del contratto, in cui la misura degli interessi è stabilita. 33. I due valori tasso medio di mercato e tasso contrattualmente pattuito in contratto da sottoporre a verifica ancora una volta, sono accostati, non coincidenti Dal 96 ad oggi si sono succedute 9 versioni delle Istruzioni per la rilevazione dei tassi di interesse ai fini della determinazione delle soglie d usura, dal 98 pubblicate anche nella Gazzetta Ufficiale: 30 settembre 1996, 1 luglio 1997, 21 aprile 1998, 1 ottobre 1998 (G.U. n. 228 del 30/9/98), 2 agosto 1999 (G.U. n. 196 del 21/8/99), 30 luglio 2001 (G.U. n. 195 del 23/8/01), 23 dicembre 2002 (G.U. n. 5 dell 8/1/03), 17 marzo 2006 (G.U. n. 74 del 29/3/06), 12 agosto 2009 (G.U. n. 200 del 29/8/09). 32 Nelle Istruzioni del 09, oltre ad estendere le spese da includere nel TEG, la Banca d Italia ha modificato anche la formula di calcolo, annualizzando anche le commissioni, oneri e spese, rimuovendo la vistosa anomalia della precedente formula, che aveva dato la stura, negli anni 00, ad una proliferazione di oneri e spese: addebiti per 100, se imputati trimestralmente a titolo di oneri e spese incidevano nella formula per 100, se imputati a titolo di interessi incidevano per Comunicazione della Banca d Italia 3 luglio Per i finanziamenti ad utilizzo flessibile può, con l esercizio dello ius variandi (art. 118 TUB), al momento della comunicazione unilaterale, configurarsi una pattuizione originaria che, a pena di nullità, soggiace al rispetto delle soglie d usura. Ma l esercizio dello ius va- 2013 La verifica dell usura riguarda sostanzialmente, ancorché non esclusivamente, le condizioni pattuite contrattualmente 35. L offerta, per un apertura di credito, di un tasso debordante la soglia d usura non rientra nella segnalazione prevista dalle Istruzioni, che censisce i tassi praticati, non quelli offerti; se tale offerta trovasse applicazione nelle condizioni praticate non potrebbe rientrare nella (successiva) segnalazione per la determinazione della media di mercato: il sistema informatico dovrebbe rifiutare il dato, segnalando la distonia; se invece fosse, in fase applicativa, sottoposta a cimatura, la segnalazione risulterebbe regolare, ma si configurerebbe egualmente usura, in quanto riportata in contratto. L apparente distonia fra quanto indicato nelle Istruzioni e quanto inequivocabilmente disposto dal 4 comma dell art. 644 c.p. trova spiegazione nel diverso ruolo svolto dalla rilevazione statistica del tasso effettivo globale medio e dalla verifica del rispetto della soglia d usura. Si possono condividere o non condividere la formula e i criteri che, nella funzione rimessale dalla legge 108/96, attraverso il MEF, sono stati impiegati dalla Banca d Italia per la rilevazione del tasso effettivo medio globale di mercato (TEGM), ma non si possono confondere con questi i perentori, inequivocabili e assai più semplici termini di determinazione del tasso effettivo globale stabiliti dall art. 644 c.p.. La Banca d Italia, nella discrezionalità tecnica che le deriva, attraverso il MEF, dalla legge 108/96, deve impiegare il modello di rilevazione statistica che meglio accosti la rilevazione del tasso medio di mercato al tasso previsto dall art. 644 c.p. I criteri di rilevazione dovrebbero essere informati a principi di estrema oggettività e trasparenza per non inficiare il compito affidatole, tramite il MEF, dalla legge. Le scelte tecniche operate dalla Banca d Italia appaiono, invece, pervase da significative carenze di oggettività, che, nell equivoco fra rilevazione statistica e verifica, sono state rivolte a condizionare la rilevazione del TEGM ad esigenze di salvaguardia dei comportamenti degli intermediari, in una prospettiva più generale di gestione del credito. Ben si comprende che la Banca d Italia sia protesa a rafforzare la stabilità dell intermediario, oltre che a favorire il più ampio afflusso di credito all impresa e al consumatore: quest ultimo, tuttavia, potrebbe trovare limitazioni e razionamenti in situazioni e circostanze nelle quali le soglie d usura impedissero un adeguata copertura dei rischi assunti dall intermediario. Rimane concettualmente distinta l operazione di verifica del rispetto della soglia che ciascuna banca effettua sui tassi attivi applicati alla clientela, dall operazione di riandi, anche se frequente, non è sistematico: i criteri che presiedono la rilevazione della Banca d Italia si accostano ma non si sovrappongono ai criteri di verifica del rispetto della soglia d usura. 35 Perciò, il Ministero del Tesoro (ed ora dell Economia e delle Finanze), incaricato dalla legge di rilevare trimestralmente il tasso effettivo globale medio.., riferito ad anno, degli interessi praticati dalle banche (art. 2, comma 1 l. n. 108/96), e per esso la Banca d Italia, che si fa inviare i flussi elettronici dei dati delle banche operanti in Italia, avrebbe dovuto farsi inviare da queste ultime i tassi praticati in ogni trimestre soltanto per i rapporti di nuova accensione o per cui fosse intervenuta modifica contrattuale del tasso, perché come già detto non avrebbero dovuto rivestire importanza i tassi a loro tempo convenuti sui rapporti vecchi che, per definizione, non sono quelli praticati nel trimestre di riferimento, ma quelli praticati in epoca antecedente. (V. Tavormina, Banche e tassi usurari: il diritto rovesciato., I contratti n. 1, 2014) 21 rilevazione del TEG che la banca segnala trimestralmente alla Banca d Italia, sulla base delle Istruzioni da questa impartite per la rilevazione del TEGM. La prima non può che rimanere immutata, nelle modalità e poste da considerare, rimanendo vincolata al dettato dell art. 644 c.p., la seconda deve necessariamente seguire i dettami della Banca d Italia; quanto previsto dall art. 3, comma 2, dei D.M. del MEF non può certo sovrapporsi e sostituirsi all art. 644 c.p. I criteri di formazione dei due tassi risultano accostati, ma rimangono distinti e separati: non è stabilito dalla legge alcun criterio di omogeneità, né questa può semplicisticamente essere dedotta dalla circostanza che la legge 108/96 indica, per la rilevazione del TEGM, la stessa terminologia commissioni, remunerazione a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, utilizzata per l accertamento del tasso usurario. L art. 1, comma 1, della legge 108/96 afferma: Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito.. L art. 2 comma 1, afferma poi: Il Ministro del Tesoro, sentiti la Banca d Italia e l Ufficio Italiano dei Cambi, rileva trimestralmente il tasso effettivo globale medio, comprensivo di commissioni, di remunerazione a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse,. Il primo aggregato è riferito alla pattuizione contrattuale, il secondo aggregato è riferito all ordinario uso di mercato. Le due distinte prospettazioni presentano notevoli ambiti di prossimità, che tuttavia non si risolvono in una piena identità. Non si può trascurare questa sostanziale differenza ed escludere, con l ABF, ogni piccola discrasia nei criteri di inclusione e di calcolo, per assicurare una perfetta coincidenza con i criteri di rilevazione: questo assunto, quando non è un irriflesso pregiudizio, appare un improponibile lettura che sottrae alla norma penale il presidio oggettivo per rimetterlo alla discrezionalità dell Organo Amministrativo: ( ) il procedimento per la determinazione dei tassi soglia analiticamente descritto dal legislatore della riforma, esclude, per puntualità di riferimenti, qualsiasi elusione del principio di riserva di legge in materia penale, nulla essendo lasciato a scelte di opportunità o a valutazioni non fondate su rigorosi criteri tecnici: al contrario, è proprio la linea di obiettivizzazione del fatto tipico che ora caratterizza la figura descritta dall art. 644 cod. pen. a rendere la fattispecie senz altro esente da quelle perplessità di insufficiente determinatezza che, in passato, erano state adombrate al suo riguardo. 36. La formula e i criteri di inclusione forniti dalla Banca d Italia nelle Istruzioni per la rilevazione del TEGM, congiuntamente alla presenza, a latere nei decreti ministeriali, di indicazioni per le CMS e per gli interessi di mora, hanno determinato confusione ed ambiguità, inducendo comportamenti non pienamente uniformi e coerenti con il dettato normativo. L equivocità e confusione è stata sostanzialmente determinata dalla circostanza che i decreti del MEF discostandosi dalla funzione loro assegnata dalla legge hanno accostato i due concetti di tasso sopra esposti, riportando all art. 3, comma 2: Le banche e gli intermediari finanziari, al fine di verificare il rispetto del limite di 36 Cass. Pen. 18 marzo 2003, n14 cui all art. 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108, si attengono ai criteri di calcolo delle istruzioni per la rilevazione del tasso effettivo globale medio ai sensi della legge sull usura emanate dalla Banca d Italia.. Con ciò prefigurando, per il principio di incorporazione della norma extra-penale nel precetto, un apprezzabile discrasia: i menzionati criteri di calcolo, estesi ai criteri di inclusione e trasposti dal processo di rilevazione statistica al processo di verifica, appaiono, per più aspetti, in conflitto con il dettato letterale dell art. 644 c.p.. L art. 644 c.p. non può subire nove letture diverse a seconda dei cambiamenti disposti dalla Banca d Italia per la rilevazione del tasso medio di mercato, che per altro risultano discostarsi apprezzabilmente dai termini oggettivi assegnati dalla legge. Questo ha colto la Cassazione Pen. n /11, che ha inviato un primo fermo segnale di difformità riferito alle CMS, che potrebbe non rimanere isolato, risultando perpetrarsi interventi che esulano dagli stretti compiti oggettivi assegnati dalla legge 108/96 all Organo Amministrativo. La circostanza che i decreti del MEF, nel demandare alla Banca d Italia la rilevazione del TEGM, prevedano all art. 3 che le banche impieghino i criteri di calcolo del TEG, oltre che per la segnalazione ai fini del TEGM, anche per la propria verifica di rispetto della soglia d usura esteso dall algoritmo di calcolo ai costi da ricomprendere nello stesso viola il principio della riserva di legge in materia penale, esondando dagli aspetti compiutamente definiti nell articolata struttura della legge 108/96. Costituisce una mirata e preordinata forzatura il passaggio logico, diffusamente sostenuto dalle parti interessate, di ritenere che, non essendo la mora compresa nella determinazione del TEGM, non debba neanche essere compresa nel calcolo del tasso per la verifica dell usura, né si può richiamare a giustificazione un imprescindibile esigenza di omogeneità di confronto, non prevista in alcun punto dalla legge. Il legislatore poteva, come in ordinamenti di altri paesi, riferire la soglia ad un parametro fisso, o all Euribor o altro parametro del mercato finanziario: ha privilegiato un più stretto riferimento endogeno alle specifiche categorie di credito. Da qui far discendere che, così come la Banca d Italia, nella discrezionalità tecnica che le compete, determina il parametro di riferimento (TEGM), nei medesimi termini vada curata altresì la verifica dell usura, appare contraddire il principio di tassatività e determinatezza che l ordinamento riconduce alla norma penale, la quale, nella sua formulazione, è chiara ed inequivocabile, sia nella modalità di calcolo (TAEG), sia nei criteri di inclusione 37. La norma di cui all art. 644 c.p. è una norma parzialmente in bianco in quanto per determinare il contenuto del precetto ha bisogno di un valore, la determinazione del TEGM, non certo i criteri di calcolo e di inclusione stabiliti dalla Banca 37 La legge 108/96 fa espresso riferimento al tasso effettivo globale. riferito ad anno e la sua determinazione non è dissimile da quella prevista dall art. 121 del TUB, che alla lettera m) prevede tasso annuo effettivo globale o TAEG indica il costo totale del credito per il consumatore espresso in percentuale annua dell importo totale del credito (in quest ultimo vengono ricomprese anche imposte e tasse, espressamente escluse dall art. 644 c.p.). 23 d Italia. Rilevato il TEGM e pubblicate le soglie, appaiono inconferenti le modalità di rilevazione: la norma penale è completata. Né tanto più si può riproporre per la mora l analogo e specioso algoritmo di calcolo suggerito dalla Banca d Italia per la CMS nella Circolare del 2/12/05, otto anni dopo il varo della legge, travisando sostanzialmente il portato dell art. 644 c.p. 38 Secondo lo schema suggerito dalla Banca d Italia per le CMS, si veniva ad introdurre surrettiziamente, per una medesima operazione, oltre ad un tasso soglia, distinto per classi di importo e per Categoria, una Commissione soglia (valore medio indicato in decreto + 50%), rilevata con una metodologia del tutto singolare e senza distinzione alcuna di Categoria (importo, durata, rischio e garanzia) Da un interrogazione del 20/12/06 ( Amendola e Fluvi), presso la VI Commissione permanente, si evince che la menzionata Circolare fu disposta a seguito di una richiesta del MEF sollecitata a questo dall ABI di precisare, in una Circolare della Banca d Italia, la metodologia di calcolo utilizzata per determinare la commissione di massimo scoperto soglia. Le indicazioni riportate nella Circolare, tuttavia, non sono state riprese in alcun decreto del Ministero dell Economia e delle Finanze. Appare assai singolare che, dopo otto anni dalla legge, palesandosi sempre più il rischio penale della precaria interpretazione escludente le CMS dal TEG, sia stata la Banca d Italia ad essere invitata a fornire un interpretazione ad un precetto penale, coniugando impropriamente la parziale delega in bianco rimessa dalla legge all organo amministrativo con il prestigio e la moral suasion che storicamente caratterizza l Istituto Centrale. Con tali aspetti di contorno la Circolare prestava il fianco ad una solida protezione dal reato d usura: pur riportando la CMS nell alveo della verifica dell usura mutuando lo schema tecnico già proposto dall ABI per la mora ne edulcorava apprezzabilmente la portata, con la previsione della distinta soglia e del sistema di compensazione fra il margine di esubero della Commissione e il margine disponibile di interesse entro il limite di soglia. Risultando l intervento del tutto estraneo al proprio ambito funzionale e non potendo assumere una veste dispositiva, veniva espresso come un indicazione dettata dall esigenza di fornire una possibile soluzione interpretativa ai dubbi espressi dall autorità giudiziaria e da altri organismi ma che tuttavia non era in ogni caso vincolante ai fini dell interpretazione della legge 108/96. All indicazione dell Istituto Centrale è seguita una generale acquiescenza da parte del sistema bancario che si è, per lo più, prontamente adeguato ai criteri suggeriti. Un analogo e sollecito adeguamento non si è riscontrato successivamente, quando il Governatore Draghi, nella Relazione annuale, ha espresso l avviso: Abbiamo già in passato richiamato l attenzione sulla commissione di massimo scoperto, un istituto poco difendibile sul piano della trasparenza. Va sostituita, dove la natura del rapporto di credito lo richieda, con una commissione commisurata alla dimensione del fido accordato, come avviene in altri paesi. Una simile innovazione richiede un complesso adattamento della prassi delle banche. Essa però dovrebbe essere avviata con decisione, proponendo il cambiamento ai nuovi clienti, anche per evitare il rischio che la questione sia risolta con gli strumenti imperativi della legge. (Cfr.: Criteri e modalità di determinazione del tasso d usura: ambiguità e contraddizioni. R. Marcelli in assoctu.it). Non sono valse le grida del Governatore: si è reso necessario il provvedimento legislativo n. 2/09 e quello successivo n. 214/11, per ricondurre a regola comportamenti per lungo tempo difformi da fondamentali principi di trasparenza e causalità sanciti dall ordinamento giuridico. 39 Le Istruzioni della Banca d Italia prevedevano, sino al 09, che fosse calcolata la media aritmetica semplice della percentuale della commissione di massimo scoperto, da calco- 2415 Si è reso necessario attendere tredici anni prima che, con un intervento legislativo a chiarimento e tre successive sentenze della Suprema Corte (II Sez. Pen. n /10, II Sez. Pen. n /10, II Sez. Pen. n /11), si pervenisse a includere la CMS nel corretto rispetto dell art. 644 c.p. 40. Un analoga intrusione surrettizia connotata dalle medesime incongruenze metodologiche si vuole ora effettuare con la rilevazione campionaria della mora. lare, con le modalità indicate al punto C5 (sul massimo scoperto), nei casi in cui essa è stata effettivamente applicata. In altri termini il valore della CMS rilevato in un unico valore per le Categorie Apertura di credito, Anticipazione e Factoring si riferiva ad un aggregato di operazioni diverso da quello impiegato per i rispettivi interessi, in quanto dal calcolo della media dell aliquota delle Commissioni venivano escluse le operazioni della Categoria alle quali non era applicata la CMS. Se la CMS avesse assunto già nel 96 una veste fisiologica ricorrente più diffusamente nelle operazioni di credito delle Categorie interessate si sarebbe dovuto più correttamente ricomprendere nella media delle CMS tutte le operazioni, comprese quelle con CMS nulla, per non distorcere la finalità di rilevare il costo medio del credito. La media impiegata, invece, non indica il costo mediamente applicato alle Categorie interessate, bensì rileva un aspetto più particolare, cioè la CMS mediamente applicata alla sotto-categoria delle operazioni alle quali è stata applicata la CMS, un indicatore di scarsa utilità pratica ed informativa nell ambito della rilevazione del TEGM. Così rilevata, l aliquota media della CMS può risultare apprezzabilmente più alta dell effettiva incidenza media sul credito compreso nelle Categorie interessate, soprattutto se l applicazione della CMS non è estesa ad un ampia compagine di operazioni. Escludere dal calcolo della media le operazioni nelle quali la Commissione non viene addebitata risulta matematicamente del tutto equivalente a comprenderle con CMS pari alla media stessa. Di conseguenza, rispetto all intera Categoria, la media così rilevata viene a sovrastimare l incidenza della CMS. Per dirla con Trilussa: se su dieci soggetti, cinque mangiano un pollo e cinque non ne mangiano, per la statistica i soggetti censiti hanno mangiato mediamente mezzo pollo, per la Banca d Italia hanno mangiato un pollo intero. La rilevazione del valore del TEGM sull intero aggregato delle operazioni delle Categorie e la rilevazione, a parte, della CMS media, limitatamente al sotto-aggregato delle operazioni che presentano un valore positivo della CMS stessa, rende del tutto incoerente, dal punto di vista logico e tecnico, l algoritmo di calcolo che verrà proposto successivamente con la Circolare del 2/12/05. Se la CMS e gli interessi non hanno la stessa base di riferimento, risultano prive di senso le forme di compensazione fra debordi della prima e margini dei secondi previste nella Circolare: avendo escluso le operazioni per le quali il costo della CMS è nullo, l algoritmo proposto conduce ad un impropria sopravvalutazione della soglia. 40 Questa condotta equivoca e ingiustificata della Banca d Italia e del Ministero del Tesoro, poi divenuto MEF, ha rappresentato per anni una palese violazione dell art. 644 comma 4 c.p. e dell art. 2 comma 1 della legge 108/96, leggi di rango primario, che non potevano essere derogate da atti amministrativi contenenti normativa di rango subordinato alla legge. Ha inoltre dato la stura a interpretazioni elusive del contenuto dispositivo del comma 3 dell art. 644 c.p., oltre a giustificare in molti casi l insussistenza del delitto di usura bancaria per mancanza dell elemento psicologico del reato.. (Flavio Cusani, La relazione Banca cliente, Ed. Direkta, 2011) La mora e il rischio di credito. Appare opportuno approfondire le ragioni di coerenza logico-finanziaria che sottendono l art. 644 c.p. e i principi di determinazione del tasso medio di mercato. La remunerazione del denaro assume, di regola, valori crescenti con il rischio dell impiego 41 : l intermediario interponendosi fra risparmiatore ed imprenditore si fa carico del rischio e della selezione delle imprese meritevoli di finanziamento. Risultando le risorse finanziarie limitate, queste vengono allocate privilegiando le iniziative più affidabili, suscettibili di conseguire risultati economici in grado di coprire compiutamente i fattori della produzione, ivi compresa la remunerazione del capitale impiegato. L interesse percepito dall intermediario, oltre ai costi del servizio, deve remunerare adeguatamente il risparmio raccolto e coprire i rischi assunti, così che i costi dei finanziamenti con esito negativo vengono di fatto spalmati proporzionalmente sui finanziamenti aventi un esito positivo 42. La moderazione del costo è pertanto riposta in una corretta allocazione del credito, in grado di discriminare efficientemente le iniziative economiche e massimizzare il rapporto rendimento/rischio. Si tende a privilegiare gli impieghi a minor rischio per i quali un minor interesse è sufficiente a coprire e stabilizzare i costi del servizio prestato. 41 Il rischio di credito è commisurato all eventualità che la controparte contrattuale non onori gli obblighi di natura finanziaria causando una perdita per la controparte creditrice. Questa è l eventualità estrema riferita al caso in cui il debitore si rende insolvente. Ma una perdita di valore della posizione creditoria può derivare anche da un deterioramento delle condizioni economico-finanziarie del debitore da cui dipende la capacità di far fronte agli impegni finanziari, pur non divenendo insolvente. In questo senso è ricompresa nel rischio di credito anche una variazione inattesa del valore del credito. Esistono quindi distinte gradualità del rischio di credito che ricomprendono sia l eventualità in cui la perdita creditizia si manifesti con l insolvenza del debitore (default), sia il caso in cui la variazione del valore dell esposizione derivi dal deterioramento del merito creditizio della controparte, rimanendo l insolvenza un evento estremo. Il tasso di impiego, oltre ai costi del servizio comprensivi della remunerazione del capitale di vigilanza e del margine di profitto, è determinato secondo la nota formula: (1+i) = (1+r) x (1-PD) + PD x (1+r) x (1-LGD) Dove: i = tasso medio di raccolta; r = tasso di impiego; PD = probabilità di default; LGD = perdita in caso di default. 42 In generale una probabilità media di inadempienza intorno al 5% era ritenuta, prima dell attuale crisi, alta: in tale circostanza, volendo assicurare il completo recupero di capitale, interessi e margine di intermediazione, si renderebbe opportuno un premio al rischio di circa 5 6%. Ma è soprattutto nei confronti dei clienti che, per l assenza di fonti certe di reddito o di garanzie, presentano una più alta probabilità di non essere in grado di rimborsare il credito, che il meccanismo dei tassi soglia provoca effetti perversi. Quando la probabilità media di inadempienza di un portafoglio si colloca su livelli molto alti, ad esempio, del 5 per cento (un prestito ogni 20 non viene rimborsato), si è in presenza di un mercato che può funzionare in termini economici, ma che è di fatto messo al bando dalla legge 108. Il premio per il rischio che una banca dovrebbe applicare su 20 prestiti di durata annuale e di eguali dimensioni per recuperare la perdita totale del capitale e degli interessi su uno di essi è infatti di circa 6 punti percentuali; uno scostamento di 6 punti dalla media diventa illegittimo se il tasso medio scende sotto il 12 per cento. (G. Carosio, Vice direttore Generale della Banca d Italia, intervento in Commissione permanente giustizia, sul tema Prevenzione dell usura e evoluzione dei mercati creditizi, 27 marzo 2007). 2616 Nel mercato del credito i tassi praticati dagli intermediari si distribuiscono secondo il merito di credito assegnato al prenditore di fondi al momento dell erogazione/rinnovo (finanziamenti a termine) o in via continuativa (finanziamenti a revoca). Al crescere del rischio del prenditore e/o dell iniziativa finanziata crescerà il tasso richiesto. La legge pone un limite alla remunerazione del denaro, sia per evitare che il costo del denaro venga a comprimere eccessivamente la remunerazione degli altri fattori produttivi, sia per favorire l allocazione delle risorse finanziarie verso impieghi meno rischiosi e più stabili, contemperando tuttavia l esigenza di non precludere iniziative imprenditoriali che per la loro originalità ed innovazione comportano un rischio più alto del capitale impiegato nell iniziativa stessa. In un libero mercato del credito limitazioni amministrative ai tassi del credito risulterebbero inefficienti e controproducenti sul piano del razionamento del credito 43 : le soglie d usura risulterebbero ridondanti in quanto gli effetti virtuosi della concorrenza esplicherebbero autonomamente l azione di calmierare il costo del credito, allineando efficientemente i tassi praticati ai costi e ai rischi stimati in una corretta classificazione del merito di credito, sospingendo ai margini gli intermediari meno efficienti. In presenza di vischiosità di mercato, forme di cartello e situazioni di oligopolio, che ostacolano la concorrenza, i tassi praticati dagli intermediari tendono a cogliere rendite di posizione, elevandosi oltre la copertura del rischio, sino ad erodere significativamente l utilità marginale del prenditore di fondi. In assenza di una libera concorrenza, l allocazione efficiente del credito viene significativamente compromessa. In tali circostanze la presenza di soglie d usura limita l aggressività opportunistica dell intermediario che frequentemente è posto, nei confronti del prenditore dei fondi, in una posizione di dominanza. La soglia d usura costituisce un valido presidio a tutela del consumatore e della miriade di micro-imprese per le quali il credito bancario costituisce l unica alternativa di finanziamento. Per talune categorie di credito, meno esposte alla concorrenza, il tasso soglia rilevato trimestralmente nella modalità endogena stabilita dalla legge 108/96 può tuttavia assumere una funzione di riferimento per la fissazione dei tassi nel trimestre successivo, così da determinare una lievitazione del tasso soglia indotta unicamente dalla politica di accostamento dei tassi praticati a quelli soglia (échelle de perroquet) Alternativamente e/o congiuntamente potrebbe risultare alterata la distribuzione dei tassi in funzione dell affidabilità della clientela; i maggiori premi delle iniziative a più alto rischio, impediti dal vincolo della soglia, verrebbero ridistribuiti sui tassi delle rimanenti iniziative della classe. 44 Per contro, il sistema di parametrazione delle soglie ai valori di mercato ha in sé elementi di auto-equilibrio: un accumulo di operazioni accostate al limite di soglia indicatore, in talune circostanze, di prossimità del razionamento del credito più facilmente favorisce l innalzamento della soglia stessa. L effetto tuttavia risulta più modesto per tassi bassi e si attenua ulteriormente se la Categoria è meno omogenea e le differenze territoriali e settoriali disperdono i tassi all interno della Categoria stessa. 27 L esperienza francese di rimozione parziale delle soglie non può essere sic et simpliciter trasposta in Italia: i margini di concorrenza presentano, in buona parte del mercato del credito nazionale, apprezzabili carenze. L esperienza italiana mostra che, in assenza di un efficiente concorrenza, la trasparenza e l informazione rimangono armi spuntate: senza un rigido presidio normativo, si va incontro a fenomeni di abuso di posizione privilegiata e/o dominante. Per evitare un eccessivo effetto di razionamento del credito derivante da una soglia che non consentirebbe una piena copertura delle iniziative più rischiose a differenza della normativa francese, quella italiana ha previsto i limiti d usura su un più ampio numero di categorie, prevedendo altresì uno spread più alto, al 50% del valore medio, innalzato ulteriormente nel maggio 2011 al 25% più quattro punti 45. Ponendo un limite alla remunerazione del denaro si vengono implicitamente ad escludere quelle iniziative il cui rischio, vuoi per la natura dell impresa, vuoi per la precarietà dei fattori produttivi che intervengono, risulta eccessivo. L intermediario potrà allocare le risorse raccolte selezionando le iniziative che gli consentono, entro il limite di remunerazione fissato dalla legge, di coprire adeguatamente costi, rischi e servizio prestato: lo spread sul tasso medio di mercato fissato dalle legge 108/96 rappresenta l arco di maggior rischio assumibile rispetto ad un ordinario impiego della medesima Categoria di credito. La distribuzione dei tassi fra i vari prenditori assumerà forme diverse, in funzione della tipologia di credito, dell eventuale presenza di garanzie, della fase ciclica del mercato, ecc. In un dato momento, per una determinata Categoria di credito, i prenditori di fondi si distribuiranno (numericamente) fra un valore minimo del tasso, collocato poco sopra l Euribor/Eurirs (prossimo al costo della raccolta) ed un valore massimo del tasso, pari alla soglia d usura. Il valore medio del tasso praticato suddivide i prenditori di fondi in due parti: una prima metà, alla quale viene concesso credito ad un tasso inferiore alla media ed una seconda metà alla quale viene concesso credito a tassi via via crescenti sopra il tasso medio sino al tasso soglia. Al valore medio del tasso corrisponde un merito di credito ordinario, il baricentro al quale fa riferimento la legge 108/96. Ciascuna classe di merito di credito dei prenditori di fondi viene dall intermediario, per una medesima operazione, caricata di un tasso diverso, più alto o più basso del valore medio, in funzione del valore atteso degli insoluti della classe. Per i tassi superiori alla media, l intermediario ha valutato una criticità del credito superiore, per la quale è necessario che il prenditore di fondi corrisponda una maggiorazione di interesse idonea a colmare le più fre- 45 Un tasso soglia unico per l intero universo avrebbe richiesto uno spread sul tasso medio ben superiore, per non escludere forme diffuse di credito, inducendo un limite assai lasco per talune forme di credito e assai rigido per altre. La previsione di categorie (e classi di importo) omogenee, n. 25 al momento, ciascuna con un proprio tasso medio di riferimento, nel ridurre apprezzabilmente la dispersione intorno alla media, consente di comprendere entro lo spread disposto dalla legge 108/96 la fisiologica generalità delle operazioni della Categoria. Nel corso del 2010, prima dell intervento modificativo operato dal legislatore con il D.L. n. 70/11, i Tassi Effettivi Globali Medi si distribuivano dal 2,68% per la Categoria dei mutui a tasso variabile, al 17,39% per le categorie del credito revolving, con un rapporto superiore a 1:6. Con l allargamento dello spread, introdotto dal D.L. n. 70/11, i tassi più bassi sono lievitati sino ad oltre il doppio e il rapporto è sceso a 1:3. 2817 quenti ricorrenze di insolvenze che statisticamente presenta la classe di merito in cui è posto. L intermediario, all atto dell erogazione del credito, valuta il rischio che va ad assumere e questo rischio deve trovare completa copertura entro il margine di variazione, dal tasso di raccolta maggiorato dei costi, alla soglia prevista per la specifica Categoria di credito. I crediti con rischi implicanti un tasso superiore alla soglia risultano rigettati. Se poi il finanziamento concesso, successivamente all erogazione, viene a deteriorarsi sino all insolvenza, l intermediario risulterà coperto dalla maggiorazione applicata all intero aggregato di creditori posti nella medesima classe stimata congruente statisticamente con il rischio di insolvenza assegnato al prenditore di fondi. La legge 108/96, nel prevedere distinte soglie d usura per categorie omogenee di credito, ha voluto prendere in considerazione il rischio oggettivamente presente in ciascuna tipologia di credito: nel mutuo ipotecario, ad esempio, il rischio si presenta assai inferiore alle aperture di credito e parallelamente la soglia d usura risulta apprezzabilmente più bassa. Lo spread (25% + 4 punti) dal tasso ordinario è rivolto a coprire il maggior rischio che il cliente e/o l iniziativa presenta rispetto al rischio di un ordinaria operazione di credito della Categoria di riferimento. Risultano conseguentemente finanziabili le iniziative il cui rischio risulta coperto entro il limite del tasso soglia. Se, all interno di ciascuna Categoria di credito si distinguesse la clientela e/o le iniziative nelle classi di rating A, B, C, prevedendo una specifica soglia d usura per ciascuna classe, si aggirerebbe la norma alzando l asticella dell usura al crescere del rischio all interno di una medesima categoria di credito. La distinzione di soglia può essere riferita alla natura oggettiva del rischio insito nella tipologia di credito, mai al rischio associato al cliente e/o all iniziativa finanziata che, invece, deve essere compreso entro lo spread previsto dalla norma. E questo il fondamentale discrimine implicito nella classificazione delle operazioni per categorie omogenee, disposto dalla legge 108/96. La mora interviene in un momento successivo all erogazione: a parte temporanei e modesti ritardi nei pagamenti, la mora è un significativo indicatore di deterioramento del credito. Porre la mora in una diversa Categoria, con limite di soglia più alto, equivale ad addossare, una seconda volta, sul prenditore di fondi le conseguenze di quel rischio che l intermediario ha già valutato e spesato originariamente nel tasso corrispettivo richiesto. Separando dal credito ordinario il credito in mora e prevedendo per quest ultimo un più alto tasso soglia si opera una distinzione che la legge non consente. Nel credito in mora non si configura una diversa Categoria di credito ma un credito che salvo i casi di momentanee ed impreviste carenze di liquidità si presenta deteriorato, in un momento successivo all erogazione. Non si ravvisa alcuna natura oggettiva della tipologia di credito diversa dallo scadimento del merito di credito. L obbligazione originatasi con il mutuo o con il finanziamento in conto è unica e alla stessa vanno congiuntamente riferiti i costi corrispettivi e moratori senza discriminazione alcuna fra la fase fisiologica e quella patologica. Alla mora non corrisponde alcuna erogazione, ma esclusivamente un cambiamento nel piano di rimborso, con un tasso diverso: si conviene, in altri termini, che il credito erogato possa seguire, entro i limiti e le modalità contrattualmente stabiliti, un piano di ammortamen- 29 to più ampio nel tempo nel quale, per una parte o tutto il capitale erogato, ai tassi corrispettivi seguono i tassi di mora. La morosità alla scadenza non determina un nuovo credito, ma più semplicemente una modifica del piano di rientro, a condizioni modificate. Non è concepibile una soglia della mora distinta da quella del tasso corrispettivo: il credito è unico e, in caso di inadempimento, al tasso corrispettivo sul capitale ancora in scadenza si accompagna il tasso di mora sulle rate scadute il cui pagamento risulta differito nel tempo. Sotto questo aspetto, la penale insita nella maggiorazione del tasso di mora rispetto al tasso corrispettivo non è dissimile dalle spese di incasso e legali che vengono incluse nella verifica dell usura. Per il limite d usura la norma fa esplicito riferimento al tasso effettivo annuo (TAEG), riferito al credito erogato, riconoscendo implicitamente il computo di interessi su interessi nei finanziamenti al di sopra del breve termine, prassi ordinariamente impiegata sul mercato finanziario. E riconosciuto il computo, non il pagamento di interessi su interessi: nei mutui viene di regola indicato sia il tasso effettivo (TAEG), ricomprendente capitalizzazione, oneri e spese, sia il corrispondente tasso semplice (TAN), pagato alle singole scadenze, congiuntamente agli oneri e spese, ma è il tasso effettivo che deve essere comparato alla soglia d usura. La legge non consente la previsione contrattuale di un tasso effettivo debordante la soglia, neanche in via eventuale; tutte le ipotesi contrattualmente previste devono soggiacere ai limiti di legge: diversamente si creerebbero agevoli canali di elusione. Non ha alcun senso il semplice confronto della mora con la soglia d usura. Il tasso di mora costituisce un tasso semplice, riferito alla rata e/o al capitale scaduto, mentre quello che, al momento pattizio, occorre riferire alla soglia è il tasso effettivo annuo del credito erogato, sia nello scenario di pieno rispetto del piano di ammortamento convenuto, sia in ogni possibile scenario alternativo nel quale a seguito dell inadempimento ad una o più scadenze, con l applicazione del maggiore interesse di mora e il mutamento nel piano di rimborso si modifica conseguentemente il tasso effettivo annuo del credito erogato 46. Nella circostanza indicata, il tasso effettivo annuo risultante dai ritardati pagamenti sarà la combinazione ponderata dei tassi corrispettivi e tassi di mora convenuti. Si può mostrare che la mora, che si cumula nel tempo in capitalizzazione semplice, entro margini dipendenti dal tasso corrispettivo, della durata del finanziamento e dalla modalità di ammortamento, può ben estendersi moderatamente oltre il tasso soglia senza pregiudicare il fermo presidio della soglia d usura, posto al rendimento effettivo del credito concesso, comprensivo sia degli interessi corri- 46 Considerato che nel tasso effettivo si vengono sostanzialmente a fondere sia il tasso corrispettivo che quello moratorio, non vi è dubbio alcuno che, più che l Ordinanza del Tribunale di Milano (L. Cosentini, 28/1/14, in Ex Parte Creditoris) che limita la nullità conseguente all usura alla clausola moratoria, appare corretta la pronuncia della Corte d Appello di Venezia (Sez. III Civ., Presid. G. Silvestre, 18/2/ 13, n. 342) che fa discendere dall usurarietà degli interessi la nullità e, tout court, la non debenza di alcun interesse, sia esso corrispettivo che moratorio. 3018 spettivi sia degli eventuali interessi moratori nei quali può incorrere il mutuatario nel piano di rimborso del finanziamento ricevuto 47. Nel contratto si prevede un tasso diverso e alternativo per differenti ipotesi, fissando una misura dell interesse più elevata ove il rapporto entri in una condizione di patologia, cioè il mutuatario, non risultando in condizioni di rispettare i termini contrattuali, apporti implicitamente una modifica al piano di ammortamento, alla quale corrisponde un innalzamento del rendimento effettivo riconosciuto al mutuante sul credito originariamente erogato. Risulta incongruente prevedere, per il credito originariamente erogato, prima l ordinaria soglia della Categoria di appartenenza del credito e successivamente una soglia più elevata al verificarsi della patologia, anziché ricomprendere quest ultima nello spread connesso al valore medio relativo alla Categoria di riferimento: si pretenderebbe misurare un tasso medio della patologia sul quale stabilire un limite d usura più elevato in un momento successivo all erogazione. In presenza di morosità alla scadenza, di riflesso al maggior rischio emerso nel mancato pagamento verrebbe alzata l asticella di riferimento e il tasso risulterebbe significativamente innalzato proprio quando il prenditore, in difficoltà economico-finanziarie, non dispone di liquidità né di finanziamenti alternativi. Lo spread dal tasso medio di mercato rilevato dalla Banca d Italia, nello spirito della legge, è volto a coprire ogni componente di patologia del rapporto creditizio. L intermediario bancario, con il tasso medio copre i costi di raccolta, struttura, organizzazione e il rischio ordinario del credito, oltre al margine di profitto; con il differenziale fra il valore medio del tasso fisiologico e il margine superiore della soglia d usura può compiutamente ammortizzare i rischi eccedenti l ordinario, le relative sofferenze, con i nocumenti che da queste statisticamente derivano, stimati all atto dell erogazione. Il legislatore, nel ricomprendere entro la soglia d usura gli interessi, commissioni e spese inerenti al credito, a qualunque titolo percepiti, non ha necessariamente disconosciuto la diversa funzione degli interessi di mora e degli interessi corrispettivi, né ha inteso precludere una penale nel caso di mancato pagamento. Ha voluto invece porre, all atto dell erogazione, un limite superiore perentorio, entro il quale ricomprendere tutti i costi del credito, relativi ad ogni criticità e/o patologia presente e eventuale. In questo si qualifica il presidio all usura. Se il tasso praticato dall intermediario si colloca nell intorno del valore medio di mercato, vi sono ampi margini per una maggiorazione della mora 48. Se, invece, il tasso praticato si colloca a ridosso della soglia d usura, già sconta il rischio di insoluto alla scadenza; l intermediario non incontra ulteriori costi oltre quelli il cui rischio è già statisticamente coperto dal tasso corrispettivo più elevato. Nulla impedisce all intermediario di limitare le iniziative finanziate entro un tasso corrispettivo che consenta altresì un adeguata mora a presidio di comportamenti opportunistici di inadempimento alla scadenza. La soglia d usura, ancor più nel valore ampliato dal D.L. 13 maggio 2011 n. 70, convertito nella legge 106/11 si colloca su un limite apprezzabilmente discosto dal valore medio, che rappresenta appunto l interesse usualmente richiesto dal mercato. Ricomprendendo la penale della mora nel limite di soglia, si rimette all intermediario la gestione completa dello spread da aggiungere al valore medio rilevato, così che possa nella sua discrezionalità stabilire con riferimento al margine necessario a coprire il maggior rischio di credito quanto ricomprendere nel tasso corrispettivo e quanto porre a deterrente di facili comportamenti di inadempimento. Se sceglie di applicare un tasso corrispettivo a ridosso della soglia, già sconta la maggiore eventualità che alla scadenza il pagamento non venga onorato: il danno eventuale è già compreso statisticamente nel maggior tasso corrispettivo richiesto. D altra parte l evento di morosità, quando non è imputabile ad occasionalità a priori imprevedibili, è riconducibile ad una valutazione fallace dei flussi di cassa da parte del cliente ma deriva altresì da una concessione di credito basata su una fallace istruttoria dell intermediario, che ha stimato attendibile e capiente il business plan del cliente. Se l intermediario ha correttamente esperito la valutazione del merito di credito, il connesso rischio di insolvenza e il corrispondente tasso di copertura, la percentuale di inadempimenti a cui va incontro non apporta un danno ulteriore oltre quello previsto nel tasso corrispettivo. La mora ha una funzione di deterrenza e il beneficio economico che ne deriva all intermediario eventuale solo nel singolo caso, ma statisticamente stimabile nella globalità della clientela integra la copertura del rischio precedentemente stabilito, facendo lievitare più rapidamente il costo del credito nel caso in cui l insolvenza si protragga 49. Salvo le occasionali e momentanee carenze di liquidità, la mora interviene più incisivamente in uno stato di patologia che, se protratto a lungo, pregiudica la stessa possibilità di recupero dell equilibrio economico-finanziario. Prevedendo un apposita Categoria per il credito in mora, con una soglia più alta, si tradisce lo spirito della norma alzando l asticella del confronto e realizzando lo stesso effetto di un allargamento dello spread. Per altro, si favorirebbe un meccanismo di lievitazione del tasso oltre l ordinaria soglia proprio quando, in presenza di uno stato di difficoltà finanziaria, la dominanza dell intermediario diviene massima, non avendo l operatore economico altra scelta che subire la condizione sospensiva prevista nel contratto di adesione sottoscritto inizialmente. Creando una Categoria surrettizia per la mora, risulterebbe agevolmente favorita, ancor più di quanto sperimentato con le CMS 50, una serie di successivi rialzi del relativo tasso medio e di riflesso del tasso soglia (échelle de perroquet). L aggregato dei costi da inserire nella verifica dell usura deve esaustivamente ricomprendere ogni onere sopportato per l erogazione del credito, fisiologico e pa- 47 Cfr. R. Marcelli, La mora e l usura: criteri di calcolo, 2014, in 48 E sempre più frequente nei contratti di finanziamento la previsione di un tasso mora pari alla soglia d usura, che si pone a ben quattro punti più il 25% sopra il tasso medio di mercato Poiché la condizione contrattuale di mora è un onere, seppur eventuale, posto a carico del cliente, una sua valorizzazione potrebbe essere ricompresa nella rilevazione del TEGM (cfr. nota n. 23). 50 La CMS rilevata dalla Banca d Italia, in presenza di tassi flettenti, è lievitata da un minimo di 0,615 del 98 ad un massimo di 1,26 nel19 tologico, salvo le imposte e tasse. Va da sé che un rigido criterio di equiparazione, nella formula e nel contenuto, alla metodologia impiegata dalla Banca d Italia per la rilevazione dei valori medi di mercato conduce inevitabilmente a travisare i dettami e le finalità perseguite dalla legge n. 108/ Le posizioni espresse dalla Banca d Italia e dall ABF in merito ad una imprescindibile omogeneità e simmetria fra i criteri di rilevazione e di verifica dell usura palesano una rigida stereotipia 52. Con la prospettata omogeneità dei 51 Ovviamente, rilevato che l individuazione di ciò che deve essere incluso nella determinazione del tasso soglia discende direttamente dalla legge (art. 644 c.p.), non può che rilevarsi l irrilevanza ai fini della decisione in merito al superamento del tasso soglia del cambiamento delle istruzioni della Banca d Italia, le quali in effetti devono essere considerate meramente esplicative del dettato normativo (che nel corso degli ultimi 3-4 anni non è minimamente cambiato), di tal che alle stesse non è certamente consentito di apporvi deroghe, ed analoghe considerazioni devono svolgersi con riferimento alle norme transitorie emanate. A voler intendere diversamente (e quindi a volere attribuire alla Banca d Italia il potere discrezionale di decidere quale onere debba essere conteggiato e quale meno), infatti, si dovrebbe concludere che la Banca d Italia svolge non un ruolo meramente tecnico nell ausilio al Ministero del Tesoro nell individuazione del tasso soglia come delineato dal legislatore, ma un ruolo in senso lato politico e prelegislativo, con annesso potere di determinare addirittura quando (con il mutamento delle istruzioni e con la disciplina transitoria introdotta) la stessa condotta possa essere considerata illecita, il che anche in considerazione del principio di legalità e di riserva di legge che informano la materia penalistica, non è ammissibile. Infatti, a tal riguardo era stato precedentemente detto che in materia di usura, l eccezione di incostituzionalità sollevata in relazione al combinato disposto dell art. 644, comma 3, c.p. e dell art. 2 della L. 7 marzo 1996, n. 108 per contrasto con l art. 25 Cost., sotto il profilo che le predette norme, nel rimettere ad organi amministrativi la determinazione del tasso soglia, oltre il quale si configura uno degli elementi soggettivi del delitto di usura, violerebbe il principio della riserva di legge in materia penale, è manifestamente infondata (La Corte ha affermato che il principio della riserva di legge non viene violata dato che la citata legge indica in modo analitico il procedimento da seguire per determinare i tassi soglia, affidando al Ministero del Tesoro solo il limitato compito di fotografare l andamento dei tassi finanziari, secondo rigorosi criteri tecnici) (Cass. Pen. Sez. II, 18/3/03, n ). Ne consegue, pertanto, che, almeno al fine dell individuazione dell elemento oggettivo del reato d usura, le Istruzioni della Banca d Italia non assumono carattere vincolante per il giudice, il quale conserva sempre il potere di sindacare la correttezza e la conformità delle predette istruzioni al dettato legislativo, istruzioni che del resto assolvono fondamentalmente alla più limitata funzione di fornire dei dati statistici al Ministero del Tesoro sulla base di comunicazioni omogenee ricevute dagli operatori creditizi, e nulla più.. (Tribunale Ordinario di Alba, Sez. I, Giudice Martinat, 15/12/10 n. 660). Ciò che discende dalla legge (art. 644 c.p.) è ciò che deve essere incluso nel tasso di interesse (per la verifica del rispetto), non ciò che deve essere incluso nel tasso soglia: il riferimento riportato in sentenza è presumibilmente dovuto ad un refuso. 52 Le decisioni dell Arbitro hanno difeso l orientamento assunto dalla Vigilanza in materia. Qualche volta anche a oltranza, se così si può dire. E il caso del Collegio Napoli, n. 1364/2010 (massimata in n ), la quale ha tenuto ad affermare, da un lato, che le imprese non possono non conformarsi alle indicazioni della Vigilanza; dall altro, che occorre seguire le indicazioni della medesima perché, altrimenti, si finisce con il comparare dati non omogenei. Entrambi i rilievi si manifestano alquanto avventurosi. In effetti, la Banca d Italia 33 diversi principi di calcolo e di inclusione, si verrebbe illegittimamente a traslare la tassatività dell art. 644 c.p. nella tassatività delle Istruzioni impiegate dalla Banca d Italia per la rilevazione del tasso medio di mercato. La norma non riserva affatto compiti creativi alla pubblica amministrazione, affidando a questa margini di discrezionalità che invaderebbero direttamente l area penale riservata alla legge ordinario 53 ; non lascia margini, né nei criteri di calcolo che non abbisognano di alcuna definizione in quanto di comune impiego in materia finanziaria, né nei criteri di inclusione per i quali il principio stabilito dall art. 644 c.p. rimane chiaro ed ineludibile. Per altro come rileva De Poli 54 il TEGM indicato dal MEF, una volta che sia fatto oggetto di pubblicazione nella G.U., costituisce pienamente ed esclusivamente il necessario ed unico tertium comparationis per il giudice, posto che, ai sensi della l. 108/96, art. 2 comma 4, il limite previsto dal comma 3 dell art. 644 c.p., oltre il quale gli interessi sono sempre usurari, è stabilito nel tasso medio risultante dall ultima rilevazione pubblicata nella G.U. ai sensi del comma 1 relativamente alle categorie di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato della metà (ora aumentato di un quarto, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali). Di riflesso il giudice deve considerare quale misura di riferimento al fine di valutare l usurarietà dell agire bancario solo il TEGM, non essendo autorizzato ad effettuare altri confronti. I calcoli e i criteri di determinazione del TEGM rimangono fuori dalla pubblicazione delle soglie: il valore del TEGM, una volta pubblicato nel decreto ministeriale, acquisisce una sua autonomia, realizzando il completamento della norma penale. Tale aspetto viene ripreso e sviluppato in una recente sentenza della Corte d Appello di Torino: Per chiarezza, va innanzitutto evidenziato che le Istruzioni della Banca d Italia, di cui si discute nella presente causa, non sono dettate al fine di indicare in generale come debba essere conteggiato il TEG, ossia il tasso effettivo globale applicato dalla banca sulla singola operazione con il cliente, ma sono rivolte alle banche e agli operatori finanziari per rilevare il TEGM, ossia il tasso effettivo globale medio applicato per operazioni omogenee in un determinato periodo, sulla base del quale il competente Ministero dell Economia e delle Finanze emana trimestralmente un decreto nel quale indica appunto il TEGM e il conseguente tasso soglia ai fini dell usura.. La Corte che nella circostanza era stata chiamata a valutare l inclusione della polizza assicurativa nel calcolo del TEG 55, ritenuta non cornon potrebbe vietare alle banche di tenere comportamenti più prudenti delle sue indicazioni, né risulta, del resto, che lo abbia fatto. Quanto al confronto tra dati non omogenei, la petizione di principio del ragionamento della decisione si mostra evidente: in effetti, la decisione proprio non spiega la ragione per cui il dato zoppo dovrebbe essere quello della legge e non già quello della Banca d Italia. (A.A. Dolmetta, Trasparenza dei prodotti bancari. Regole. Ed Zanichelli, 2013). 53 Cass. Pen. Sez. II, n / Costo del denaro, commissioni di massimo scoperto ed usura, in Nuova giur. Civ. comm., 2008, UU, Anche per le spese relative a forme di assicurazione che accompagnano l erogazione del credito, serie perplessità insorgono nel criterio di inclusione indicato dalla Banca d Italia. Nelle Nota Metodologica di accompagno al D. M. 24/12/09 e nelle FAQ si indica un criterio di calcolo che appare finanziariamente scorretto. In particolare nella FAQ del novembre 10 3420 retta in quanto elemento di disomogeneità con la determinazione del TEGM ha osservato: va rilevato che la usurarietà o meno di un TEG, da effettuarsi mediante il procedimento di comparazione con il tasso soglia di cui al D.M. relativo al periodo interessato, è strettamente ancorata ad un parametro di natura oggettiva, costituito appunto da quanto pubblicato con D.M. sulla Gazzetta Ufficiale; in altre parole la norma integratrice della fattispecie penale di cui all art. 644 c.p., con riflessi anche civilistici, è costituita dall art. 2 della L. 108/96 e quest ultima fa esclusivo riferimento al dato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale per il periodo di riferimento a cura del Ministero. ( ) il procedimento per pervenire alla fissazione del tasso soglia trimestrale con D.M. del Tesoro, non prevede l automatica assunzione dei dati rilevati dalla Banca d Italia, la quale ha funzione semplicemente consultiva al pari dell U.I.C., ed inoltre stabilisce anche un correttivo, riferito al tasso ufficiale di sconto, per pervenire alla indicazione del tasso soglia. Non può dunque effettuarsi una automatica equiparazione fra le risultanze delle rilevazioni della Banca d Italia e il TEGM, sia dal punto di vista formale, atteso che quest ultimo è stabilito con D.M. del Tesoro solo sentita la Banca d Italia, sia dal punto di vista sostanziale perché la norma prevede comunque ipotesi di correttivi da apportarsi dal ministero competente. Non può quindi ritenersi corretto il rilievo dell appellante circa il fatto che la comparazione, ai fini dell accertamento del superamento del tasso soglia, debba essere effettuata fra il TEG e il TEGM rilevato dalla Banca d Italia; la comparazione va invece condotta fra il TEG e il tasso soglia fissato per il periodo indicato con D.M. pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, alla cui determinazione certo concorrono le rilevazioni della Banca d Italia ma che non costituiscono esse stesse il secondo termine di paragone, con conseguente irrilevanza del loro eventuale illegittimo procedimento di formazione. La sentenza conclude: In ogni caso l integrazione dell art. 644 c.p. norma penale in bianco non viene effettuata certamente, ai sensi della L. 108/1996, dalle Istruzioni della Banca d Italia via via emanate nel tempo ma, per il tramite dell art. 2 della citata legge, dalla rilevazione pubblicata trimestralmente sulla Gazzetta Ufficiale con D.M. del Ministero del Tesoro. 56. Risulta pretestuoso sollevare un principio di non contraddizione per pretendere la perfetta omogeneità dei criteri di verifica con i criteri di rilevazione del TEGM. Le alla domanda: Per i contratti di leasing, in considerazione della difficoltà di stima degli oneri assicurativi per furto ed incendio relativi all intera durata del contratto, è stato stabilito che il calcolo del TEG debba tenere conto unicamente del premio assicurativo noto relativo al primo anno (cfr. Nota Metodologica allegata al DM del 24/12/09). Tale disposizione è applicabile anche a finanziamenti diversi dal leasing che prevedano il pagamento di premi assicurativi con cadenza periodica? si è fornita la risposta: Si, anche per le altre categorie di finanziamento va incluso nel TEG il premio assicurativo per furto e incendio relativo unicamente al primo anno (ad esempio in caso di polizza su auto acquistata tramite credito finalizzato o di polizza incendio per un immobile acquistato tramite mutuo). Se l impegno alla copertura assicurativa è esteso all intero periodo del contratto di finanziamento, la difficoltà di stima dei futuri premi annuali di assicurazione non sembra una ragionevole motivazione per escluderli. 56 Corte d Appello Torino, 20/12/2013, Rel.: F. La Marca, Pres.: L. Grimaldi; Cfr. anche Trib. Pordenone, P. Toffolo, 7 marzo 2012, in il caso.it; Trib. Ferrara, Sangiuolo, 6/8/12 n. 1040; Trib. Taranto, G. Coccioli, 25/10/12 e da ultimo Trib. Padova 14/3/14 E. Bellavitis, in Dirittobancario.it. 35 voci di costo non incluse nella rilevazione rimangono spesate entro il margine consentito dalla legge (25% + 4 punti). In tal senso, entro tale margine vanno ricomprese le CMS sino al provvedimento legislativo che ne ha obbligato l inclusione tra i costi oggetto della rilevazione della Banca d Italia: in termini analoghi vanno intesi gli altri costi in primis le spese di assicurazione prima escluse e poi incluse nelle ultime Istruzioni del 09. Certamente motivi di equità e contiguità concettuale suggeriscono un accostamento del TEG impiegato per la rilevazione statistica del tasso medio di sistema (TEGM) al tasso impiegato per l applicazione dell art. 644 c.p., non certamente il viceversa. Non è previsto alcun criterio di omogeneità, che risulterebbe impraticabile oltre che illogico, non potendosi condizionare le finalità dell art. 644 c.p. alle finalità di rilevazione del TEGM. Né la rilevazione campionaria del 01 sugli interessi di mora può essere intesa come un integrazione per ricondurre i criteri tecnici di verifica a quelli di rilevazione statistica, trascurando che i primi, quelli di verifica, ubbidiscono ai principi fissati dall art. 644 c.p. e spetta eventualmente ai secondi omogenizzarsi ai primi: il viceversa configurerebbe un ulteriore aspetto di gestione dell usura che la riserva di legge non consente 57. Occorre tenere separati i due criteri, funzionali a obiettivi accostati ma non sovrapponibili, senza pretese di assoluta omogeneità che non trovano ragione nella natura delle diverse finalità perseguite; l intermediario può darsi criteri funzionali e coerenti con l art. 644 c.p. nel rispetto delle soglie vigenti, rimanendo al tempo stesso ligio alle Istruzioni della Banca d Italia nella segnalazione dei tassi per la rilevazione del valore medio di mercato (TEGM). E una falsa immagine il letto di Procuste che gli intermediari avanzano nel prospettare l obbligo di soggiacere alle disposizioni impartite dall Organo di Vigilanza. Non si tratta di discostarsi dalle direttive dell Organo di Vigilanza, alle quali fa riferimento l art. 3, comma 2 dei Decreti ministeriali di pubblicazione delle soglie d usura. Nulla impedisce all intermediario 57 Non sembra lecito desumere che debba essere esteso agli interessi moratori, per i quali è stata effettuata solo un indagine statistica, lo stesso criterio stabilito per i corrispettivi dalla legge, che ha espressamente previsto di aumentare della metà i tassi medi risultanti dall ultima rilevazione pubblicata nella gazzetta ufficiale. L applicazione analogica, al di fuori di un espressa statuizione di legge, farebbe si che l individuazione del limite oltre il quale dovrebbe essere ritenuto sempre sussistere il reato, sarebbe rimessa a una semplice rilevazione, condotta per finalità dichiaratamente diverse e certo inidonee a riempire di contenuto la fattispecie delittuosa dell usura riguardo agli interessi di mora. Infatti, le rilevazioni debbono avvenire con cadenza trimestrale per la conseguente pubblicazione nella gazzetta ufficiale, affinché ai contratti che saranno stipulati nel trimestre successivo siano applicati tassi d interesse nel rispetto dei limiti vigenti. Tutto ciò non avviene per la rilevazione una tantum effettuata per i moratori, che, dunque, non sono oggetto di adeguamento nel tempo. Inoltre, si ricorda che differente è il campione delle operazioni prese in esame: la base di calcolo dei dati da segnalare è costituita, infatti, da tutti i rapporti intrattenuti, riguardo alle aperture di credito in conto corrente, ai finanziamenti per anticipi su crediti, documenti e sconto di portafoglio commerciale, al credito revolving e al factoring; invece, per le altre operazioni segnatamente per i mutui si tiene conto solo dei nuovi rapporti accesi nel trimestre di riferimento. 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References: art. 644
 art. 644
 art. 1
 art. 1224
 art. 1
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 articolo 1815
 articolo 644
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 art. 3
 Art. 3
 art. 1
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 art. 25
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 sentenza 
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 Art. 2
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 Sentenza 
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 SENTENZA 
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 art.1
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 art.700
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 art. 3
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