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Timestamp: 2019-09-21 23:52:22+00:00

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LAVORO IN SOMMINISTRAZIONE: IPOTESI DI ACCORDO 10/9/2013
Sottoscritta, il 10/9/2013, tra ASSOLAVORO, NIDIL-CGIL, FELSA-CISL e UILTEMP, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL del 24/7/2008. L’ipotesi sarà sottoposta alle valutazioni degli organi dirigenti delle parti stipulanti e delle assemblee dei lavoratori che si terranno nei luoghi di lavori nei prossimi giorni.
Il nuovo accordo, che mira a:
– rafforzare le relazioni sindacali come base imprescindibile della crescita del settore rafforzando le articolazioni territoriali;
– consolidare, rafforzare e innovare la bilateralità nelle sue articolazioni;
– creare un sistema welfare sempre più inclusivo;
ha previsto alcune novità, tra le quali si segnalano le seguenti:
L’attuale sistema obbligatorio di trasformazione a tempo indeterminato, previsto dall’art. 43 del CCNL 24/7/2008, viene sostituito con un sistema incentivante.
A fronte di un contratto di somministrazione a tempo determinato viene riconosciuto un incentivo di 750,00 euro alla Agenzia che assume il lavoratore a tempo indeterminato, indipendentemente si tratti di assunzione ab initio o trasformazione. Tale incentivo viene erogato trascorsi 12 mesi dall’assunzione e successivamente riconosciuto ogni 12 mesi fino ad un massimo di 36 mesi dalla data di assunzione a tempo indeterminato.
Le risorse sono rese disponibili dalla bilateralità fino a copertura di un massimo di 1000 nuove assunzioni a tempo indeterminato ogni anno solare.
In via transitoria le previsioni di cui all’art. 43 del CCNL 24/7/2008, si applicano ai lavoratori in somministrazione che abbiano maturato 24 mesi continuativi o 30 cumulativi alla data del 30/9/2012.
E’ vietato il licenziamento per i 12 mesi successivi all’assunzione a tempo indeterminato, comprensivi della prevista procedura per mancanza di occasioni di lavoro e fatte salve le ipotesi di giusta causa o giustificato motivo soggettivo, solo per i lavoratori per i quali sia stato percepito \ l’incentivo normativo.
Si conferma, come sistema di calcolo generale obbligatorio, il principio della paga oraria con il metodo del “divisore unico”, come individuato dal CCNL del 24/7/2008, principio che vale per tutti i lavoratori sia a tempo determinato che a tempo indeterminato.
Al fine di garantire un’adeguata trasparenza ed equiparazione con i dipendenti degli utilizzatori, alle ApL è consentito poter applicare, in alternativa al sistema della paga oraria con divisore unico, il metodo della retribuzione mensilizzata (ovvero la modalità di calcolo applicato dall’utilizzatore). Tale modalità potrà quindi essere utilizzata al fine di rendere omogenee le buste paga dei somministrati con quelle dell’utilizzatore.
Una volta effettuata, tale scelta di metodo di calcolo diventa definitiva e non opzionabile volta per volta per ogni singolo utilizzatore.
La retribuzione dei lavoratori viene quindi determinata in misura fissa mensile sulla base delle tabelle retributive dei diversi CCNL degli utilizzatori integrate da accordi collettivi territoriali, aziendali o individuali.
Il criterio generale di calcolo prevede l’utilizzo del divisore giornaliero dell’utilizzatore 26.
Per tutti i lavoratori gli scatti di anzianità sono erogati in conformità al raggiungimento dei periodi di maturazione previsti dal CCNL dell’utilizzatore anche nei casi di missioni rinnovate nell’arco di 15 giorni. Il periodo previsto per la maturazione degli scatti di anzianità è riportato sul contratto di assunzione del lavoratore.
L’ipotesi di accordo prevede che in caso di trasformazione del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato il periodo di prova non deve essere apposto e che esso viene elevato a 30 giorni di calendario nel caso di missioni che prevedano un contratto di assunzione pari o superiore a 12 mesi.
Per agevolare l’utilizzo della somministrazione di lavoro in alcuni settori che maggiormente necessitano di rapporti di lavoro compatibili con le reali esigenze delle aziende utilizzatrici, si sperimenta una modalità propria di utilizzo del contratto di somministrazione a tempo determinato. n via sperimentale vengono individuati i settori del Turismo, GDO, Logistica, Alimentare, Agricoltura, TLC e Servizi alla Persona.
Pertanto si dispone che possono essere stipulati contratti di lavoro a tempo determinato, della durata minima di 3 mesi, garantendo al lavoratore una retribuzione minima pari al 25% su base mensile dell’orario di lavoro normale (a tempo pieno) applicato presso l’azienda utilizzatrice nel rispetto del principio di parità di trattamento retributivo.
Le ore eccedenti il monte ore minimo garantito rappresentano lavoro supplementare fino a concorrenza del normale orario di lavoro a tempo pieno applicato nell’azienda utilizzatrice: tale lavoro supplementare non è soggetto a maggiorazioni e non prevede per il lavoratore alcun obbligo di disponibilità alla chiamata dell’Agenzia. La retribuzione corrisposta per il lavoro supplementare matura tutti gli istituti di legge al pari dell’ora ordinaria.
Le ore eccedenti il lavoro supplementare rappresentano lavoro straordinario e sono soggette a tutte le maggiorazioni previste per tale istituto dal contratto collettivo effettivamente applicato nell’azienda utilizzatrice.
L’apprendista viene assunto a tempo indeterminato dall’Agenzia mediante un contratto di apprendistato professionalizzante, svolto secondo un percorso formativo eseguito presso il medesimo utilizzatore e redatto in forma scritta, sulla base di quanto previsto in materia dal Testo Unico sull’apprendistato e con specifico riferimento a quanto previsto dall’art. 23 del CCNL 24/7/2008.
La retribuzione, l’inquadramento e l’orario di lavoro dell’apprendista sono disciplinati dalle norme del contratto collettivo applicato dall’impresa utilizzatrice, in armonia con le disposizioni legislative e contrattuali vigenti in materia.
IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CCNL DEI LAVORATORI IN SOMMINISTRAZIONE
Con le disposizioni in materia di “Concentrazione della riscossione nell’accertamento” è stato introdotto il principio di esecutività degli avvisi di accertamento ai fini delle imposte sui redditi, dell’IRAP e dell’IVA, nonché dei connessi provvedimenti di irrogazione delle sanzioni, attraverso la previsione dell’intimazione di pagamento contenuta nei medesimi atti.
La norma, introdotta con lo scopo di semplificare e velocizzare le procedure di riscossione, stabilisce che l’intimazione ad adempiere al pagamento (che conferisce esecutività agli atti) è altresì contenuta negli atti successivi, da notificare al contribuente, in tutti i casi in cui siano rideterminati gli importi dovuti in base ai predetti avvisi di accertamento ed ai connessi provvedimenti di irrogazione delle sanzioni.
Si tratta, in particolare, delle ipotesi di accertamento con adesione, di conciliazione giudiziale o del pagamento in pendenza del processo, per i quali è prevista la rideterminazione delle somme originariamente accertate e la specifica notifica degli atti conseguenti.
In questi casi è possibile frazionare il pagamento delle somme dovute, ma è altresì previsto che in caso di mancato pagamento anche di una sola delle rate diverse dalla prima entro il termine di pagamento della rata successiva è applicata la sanzione prevista dall’articolo 13 del decreto legislativo n. 471/1997 (30 per cento dell’imposta), in misura doppia sul residuo importo dovuto a titolo di tributo.
Per consentire il versamento, tramite modello F24, della predetta sanzione, irrogata per decadenza dalla rateazione, l’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 57/E del 16 settembre 2013, ha istituito i seguenti codici tributo:
9475 Sanzione per decadenza da rateazione relativa ai tributi erariali – art. 29, c.1, lett.a)-dl n. 78/2010 Non compilare AAAA
9476 Sanzione per decadenza da rateazione relativa all’addizionale comunale all’IRPEF – art. 29, c.1, lett.a)-dl n. 78/2010 Codice Ente Locale AAAA
9477 Sanzione per decadenza da rateazione relativa all’addizionale regionale all’IRPEF – art. 29, c.1, lett.a)-dl n. 78/2010 Codice Regione AAAA
9478 Sanzione per decadenza da rateazione relativa all’IRAP – art. 29, c.1, lett.a)-dl n. 78/2010 Codice Regione AAAA
Ai fini del corretto versamento delle somme dovute, i suddetti codici tributo devono essere esposti nella sezione “ERARIO” del modello F24 e la compilazione deve essere completata con l’indicazione del “codice ufficio” e del “codice atto”, riportati nell’atto di irrogazione sanzioni emesso dall’Agenzia delle Entrate.
L’imprenditore che gonfia in dichiarazione lo stipendio dei dipendenti non risponde del reato di dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di documenti falsi, ma piuttosto, del diverso reato di dichiarazione fraudolenta mediante artifici (Corte di Cassazione – Sentenza n. 36900/2013).
Nell’ambito di un procedimento penale per il reato di evasione fiscale mediante dichiarazione fraudolenta, il Giudice d’appello aveva confermato la condanna a carico dell’amministratore della società, evidenziando che a fronte di un rapporto di lavoro esistente, la differenza tra l’importo indicato in busta paga e quello inferiore effettivamente corrisposto, determina una fittizia indicazione di voci passive ed una decurtazione della base imponibile, con conseguente evasione d’imposta. In tale contesto, sottolinea il giudice, le buste paga indicanti la corresponsione al dipendente di un compenso superiore a quello effettivamente versato costituitscono documenti attestanti “operazioni parzialmente inesistenti”.
L’amministratore della società ha impugnato la decisione rilevando la mancanza di correlazione tra fatto contestato e fatto accertato, poiché gli era stata contestata la contabilizzazione di costi per prestazioni di lavoro inesistenti (mai ricevute e mai pagate), mentre si trattava di costi del lavoro effettivamente rispondenti alle prestazioni effettuate dai dipendenti, ma pagati solo parzialmente. La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i motivi del ricorso.
I giudici della Suprema Corte hanno evidenziato che per integrare l’utilizzazione fraudolenta in dichiarazione di documenti per operazioni inesistenti è richiesto che le stesse siano inesistenti dal punto di vista oggettivo, ossia che vi sia “diversità, totale o parziale, tra costi indicati e costi sostenuti”. In tal senso dunque, le fatture o i documenti contabilizzati devono fare riferimento ad operazioni in tutto o in parte inesistenti o che indicano i corrispettivi o l’imposta sul valore aggiunto in misura superiore a quella reale ovvero che riferiscono l’operazione a soggetti diversi da quelli effettivi. In altri termini è indispensabile che la documentazione fraudolenta sia stata emessa a fronte di operazioni non realmente effettuate.
Nel caso in esame risulta accertato che la prestazione di lavoro è stata realmente effettuata, per cui si pone il problema della corretta qualificazione del fatto, che secondo i giudici di legittimità sarebbe riconducibile al diverso reato di dichiarazione fraudolenta mediante artifici.
Secondo la Corte di Cassazione, quindi, non può ravvisarsi nella condotta del datore di lavoro che contabilizza buste paga in misura superiore a quanto effettivamente corrisposto ai dipendenti, il reato di dichiarazione fraudolenta per l’indicazione di “elementi passivi fittizi”.
Per attività intra moenia, i medici pagano l’Irap solo in caso di esplicito accordo
13 settembre 2013 Di RSS TeleConsul Editore S.p.A.
13 SETT 2013 La traslazione convenzionale dell’onere economico dell’Irap a carico dei medici per attività svolta all’interno dell’azienda ospedaliera deve essere esplicitamente prevista in via contrattuale. A stabilirlo è la Corte di Cassazione con la sentenza del 12 settembre 2013, n. 20917.
Fermo restando che il soggetto passivo dell’Irap resta l’azienda ospedaliera, solo in presenza di una relativa clausola di traslazione dell’Irap all’interno dell’accordo integrativo aziendale, l’onere economico del tributo può essere trasferito a carico dei medici.
La Corte di Cassazione, di fatto, rigetta il ricorso dell’Azienda Ospedaliera di Crema contro la pronuncia del Tribunale di Crema che aveva dichiarato l’illegittimità della trattenuta a titolo di Irap operata dalla predetta azienda sui compensi erogati a numerosi dirigenti/dottori sanitari, proprio in virtù del fatto che la traslazione operata dall’azienda sanitaria in questione non si basava su di una esplicita clausola di traslazione dell’Irap. Infatti, l’accordo integrativo aziendale dell’area medica non prevedeva in maniera esplicita la traslazione dell’imposta a carico dei medici ma prevedeva che “sulla quota restante dei compensi dovuti per attività intra moenia sarebbero state applicate le imposte di legge”.
Pertanto, secondo la Corte di cassazione, il riferimento “all’applicazione delle imposte di legge” non costituisce una clausola di traslazione dell’imposta, ma evoca oggettivamente l’adempimento di un obbligo legislativo e non di uno convenzionale.
FIRMATA L’IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CCNL LEGNO INDUSTRIA
Sottoscritta, il giorno 11/9/2013, tra FEDERLEGNOARREDO e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dipendenti delle Aziende operanti nei settori Legno, Sughero, Mobile ed Arredamento e Boschivi e Forestali, valido per il periodo 1/4/2013 – 31/3/2016
Aumenti retributivi e arretrati
Si prevede, come da tabella, un aumento salariale pari ad 86,00 euro al parametro 100, diviso in tre tranches: 24,00 euro dall’1/4/2013; 30,00 euro dall’1/4/2014; 32,00 euro dall’1/4/2015.
1.a Tranche 1/4/2013
2.a Tranche 1/4/2014
3.a Tranche 1/4/2015
AD3 210 180,60 50,40 63,00 67,20
AD2 205 176,30 49,20 61,50 65,60
AD1 195 167,70 46,80 58,50 62,40
AC5 185 159,10 44,40 55,50 59,20
AC4 170 146,20 40,80 51,00 54,40
AC3 – AC2 – AS4 155 133,30 37,20 46,50 49,60
AS3 147,5 126,85 35,40 44,25 47,20
AC1 – AS2 140 120,40 33,60 42,00 44,80
AE4 – AS1 134 115,24 32,16 40,20 42,88
AE3 126,5 108,79 30,36 37,95 40,48
AE2 119 102,34 28,56 35,70 38,08
AE1 100 86,00 24,00 30,00 32,00
Gli aumenti retributivi relativi alle mensilità di aprile, maggio, giugno, luglio e agosto verranno corrisposti con le seguenti modalità:
– 1 mensilità con la retribuzione del mese di ottobre 2013
– 1 mensilità con la retribuzione di novembre 2013
– 3 mensilità con la retribuzione di maggio 2014.
Pertanto i nuovi minimi retributivi alle scadenze indicate sono i seguenti:
AD3 210 1.671,03 1.734,03 1.801,23
AD2 205 1632,30 1.693,80 1.759,40
AD1 195 1552,12 1.610,62 1.673,02
AC5 185 1.472,52 1.528,02 1.587,22
AC4 170 1.353,20 1.404,20 1.458,60
AC3 – AC2 – AS4 155 1.233,52 1.280,32 1.329,92
AS3 147,5 1.174,65 1.218,90 1.266,10
AC1 – AS2 140 1.114,41 1.156,41 1.201,21
AE4 – AS1 134 1.066,52 1.106,72 1.149,60
AE3 126,5 1.006,80 1.044,75 1.085,23
AE2 119 947,10 982,80 1.020,88
AE1 100 796,07 826,07 858,07
Hanno diritto al suddetto elemento i lavoratori dipendenti da aziende prive di contrattazione di secondo livello e che non percepiscono altri trattamenti economici individuali o collettivi, in aggiunta a quanto spettante per il CCNL, pari o superiori a detto elemento e fino a concorrenza dello stesso.
A decorrere dall’1/9/2013, l’elemento di garanzia retributivo sarà pari a Euro 13,00 lordi mensili per 12 mensilità.
Tali importi sono considerati omnicomprensivi di tutti gli istituti contrattuali e/o di legge diretti e indiretti in quanto le parti ne hanno tenuto conto in sede di quantificazione. Inoltre sono esclusi dagli elementi utili al calcolo del trattamento di fine rapporto.
Nuovi regimi di orario
Si prevede la possibilità di nuovi regimi di orario per l’intera azienda o parte di essa, caratterizzati da articolazioni dell’orario su base settimanale, diverse da quelle contrattuali, previo accordo con le RSU o, in loro mancanza, con le organizzazioni sindacali territoriali. Le ore prestate oltre il normale orario di lavoro settimanale non costituiscono prestazioni straordinarie e quelle dopo la 43ma ora settimanale, saranno compensate con una maggiorazione pari al 10%.
Nel nuovo accordo si stabilisce che il numero dei lavoratori che può essere occupato con le suddette tipologie di contratto, non potrà superare il 25% (calcolato su base semestrale) dei lavoratori occupati a tempo determinato. Le percentuali possono essere elevate con accordo aziendale tra le RSU o, in loro mancanza, con le organizzazioni sindacali territoriali.
Alla normativa sull’apprendistato introdotta con il verbale di accordo del 19/4/2012 per l’attuazione del D.Lgs. n. 167/2011, è stata aggiunta la disposizione secondo la quale l’assunzione di nuovi apprendisti è subordinata alla prosecuzione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, nei trentasei mesi precedenti la nuova assunzione, di almeno il 50 per cento degli apprendisti dipendenti dallo stesso datore di lavoro. Dal computo della predetta percentuale sono esclusi i rapporti cessati per recesso durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa.
Per le aziende che occupano alle loro dipendenze un numero di lavoratori inferiore a dieci unità la percentuale del comma precedente è ridotta al 30%.
Possono essere assunti con il contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, i soggetti che abbiano compiuto i quindici anni e fino al compimento del venticinquesimo anno di età.
La durata del contratto è determinata in considerazione della qualifica o del diploma da conseguire e non può essere in ogni caso superiore a tre anni.
Qualora l’apprendista dopo il raggiungimento della qualifica professionale proseguisse l’iter formativo con la frequenza del corso annuale per il conseguimento del diploma quadriennale regionale, il contratto di apprendistato verrà prolungato di un anno.
Il numero delle ore annue di formazione sarà quello definito dalle delibere assunte dalle Regioni, dalle Province autonome di Trento e Bolzano o dalla Conferenza Stato/Regioni.
L’apprendista verrà inquadrato rispetto alla qualifica da conseguire.
Il trattamento economico durante l’apprendistato è determinato dalle seguenti percentuali:
Primi 12 mesi 65%
Successivi 12 mesi 70%
Successivi 12 mesi 75%
Eventuali successivi 12 mesi 85%
Con decorrenza 1/1/2013 le aliquote contributive paritetiche a carico dell’azienda e del lavoratore vengono fissate nella misura del 1,30%.
Con decorrenza dall’1/1/2014 le aliquote a carico delle aziende saranno dell’1,40%; con decorrenza dall’1/1/2015 dell’1,60% e dall’1/1/2016 saranno dell’1,80%; rimangono invariate le aliquote a carico degli iscritti.
I componenti dell’assemblea di Arco potranno disporre annualmente di 8 ore di permessi retribuiti per la partecipazione alle assemblee.
Le parti concordano che il Fondo individuato per la Sanità integrativa è ALTEA fondo intersettoriale costituito fra FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL.
Le parti impegnano gli Organi dirigenti di Altea e di Arco a verificare, nel caso in cui il Fondo Previdenziale Arco venisse abilitato a svolgere anche la funzione di Fondo Sanitario, l’unificazione dei due Enti.
Nel frattempo le Parti impegnano gli Organi dirigenti di Altea e di Arco a integrare, nel pieno e completo rispetto nella normativa vigente, le attività, l’organizzazione e le strutture dei due Fondi per realizzare economie di scala.
A valere dal primo settembre 2013, il Fondo Altea potrà raccogliere le adesioni dei lavoratori; la modulistica necessaria dovrà essere approvata dalle parti firmatarie del presente contratto.
La contribuzione per gli iscritti al fondo Altea sarà di Euro 10,00 per 12 mensilità a carico delle aziende.
La contribuzione decorrerà dal primo gennaio 2014.
Lo statuto e il regolamento del Fondo Altea definiranno i metodi e i criteri necessari.

References: art. 29
 art. 29
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 Sentenza 
 sentenza