Source: http://www.studiocarugnoecimarelli.it/news/archives/01-2014
Timestamp: 2018-05-27 08:07:07+00:00

Document:
L'emendamento che salva (per ora) i Tribunali Abruzzesi.
In arrivo il nuovo processo civile.
E’ in dirittura d’arrivo la riforma che snellirà la giustizia civile. Dopo il passaggio in consiglio dei ministri avvenuto prima di Natale, il Guardasigilli Annamaria Cancellieri l’ha illustrata in aula: in Italia sono 5.257.693 i giudizi pendenti in campo civile. Numeri incompatibili con la potenzialità della macchina giudiziaria. E’ perciò in arrivo la legge che smaltirà i processi. Non senza polemiche: si tratta di misure che di fatto comprimono il diritto alla difesa e introducono sentenze con motivazioni solo per chi paga. Il cittadino otterrà infatti solo il dispositivo. Se vorrà sapere il perché della decisione dovrà anticipare parte delle spese dell’appello (il contributo unificato per il secondo grado): da 37 a 450 euro.
CHI PERDE SPENDE DI PIU’ - Per fare cassa la riforma castiga gli avvocati perdenti: potranno essere condannati in solido col cliente per “lite temeraria”
Quindi, proseguendo nell’esame del decreto, troviamo la possibilità per il giudice di appello di ricollegarsi alle conclusioni del suo predecessore in primo grado, il quale, peraltro, vedrà una più massiccia presenza dei giudici monocratici per quelle vertenze di non particolare gravità.
In aggiunta, il ddl prevede la possibilità di una mora che il giudice può infliggere al condannato, il quale si troverà costretto a versare la “multa” finché non avrà esaudito le disposizioni presenti nel dispositivo della sentenza emessa.
In ottica di mediazione, poi, viene consentito che, per processi di particolare complessità tecnica, si proceda a una perizia volta a quantificare l’ammontare del danno denunciato, una procedura che, però, rischia di appesantire il carico e di rallentare l’iter giudiziale.
Pos obbligatorio per gli Avvocati - come funziona.
Scatta l’obbligo del Pos per professionisti e quindi l’obbligo di accettare pagamenti con bancomat e carte di credito ( moneta tracciabile) per avvocati, commercialisti, notai, ecc dal 28 marzo 2014 e per operazioni superiori a 30 euro. Fino al 30 giugno 2014 però un obbligo limitato solo a chi fattura più di 200mila euro all’anno.
Il decreto interministeriale 24 gennaio 2014 «Definizioni e ambito di applicazione dei pagamenti mediante carte di debito» è stato, infatti, pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale” n. 21 del 27 gennaio 2014 e diventerà operativo decorsi 60 giorni. Ci saranno poi altri 90 giorni di tempo per adottare, con un altro decreto, quindi entro il 26 giugno 2014, nuove soglie e nuovi limiti minimi di fatturato, con la possibilità anche di inserire altri strumenti di pagamento elettronico anche mobile. Il provvedimento attua l'articolo 15 comma 4 del Dl 179 del 2012, stabilendone importi minimi, modalità e termini dell'obbligo.
Obbligo Pos professionisti: quando scatta
Il decreto in questione recepisce le ultime novità per quanto riguarda l’obbligo Pos professionisti, prevedendo che l’obbligo di accettare pagamenti effettuati attraverso carte di debito si applica a tutti i pagamenti di importo superiore a 30 euro, per l’acquisto di prodotti o la prestazione di servizi. Tuttavia si precisa che in sede di prima applicazione, e fino al 30 giugno 2014, l’obbligo si applica limitatamente ai pagamenti effettuati a favore di professionisti che, per lo svolgimento di attività di vendita di prodotti e prestazione di servizi, producano un fatturato dell’anno precedente a quello nel corso del quale è effettuato il pagamento superiore a 200mila euro.
Non sono previste specifiche sanzioni in caso di mancato adeguamento, tuttavia i tempi stretti previsti dal decreto impongono comunque a professionisti e imprese di iniziare da subito le verifiche con le banche, anche sui costi, per attivare il sistema di pagamento elettronico.
Rinvio decreto prossimo
Si rinvia comunque a successivo decreto, da emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per l’individuazione delle nuove soglie e nuovi limiti minimi di fatturato, nonché l’estensione degli obblighi ad ulteriori strumenti di pagamento elettronici anche con tecnologie mobile.
Il decreto chiarisce poi che per carta di debito si intende lo strumento di pagamento che consente al titolare di effettuare transazioni presso un esercente abilitato all'accettazione della medesima carta, emessa da un istituto di credito, previo deposito di fondi in via anticipata da parte dell'utilizzatore, che non finanzia l'acquisto ma consente l'addebito in tempo reale. Il riferimento sembra essere dunque al bancomat ma potrebbero rientrarvi anche le carte prepagate, anche se prive di un conto corrente dedicato.
Per circuito, chiarisce sempre il decreto, invece, si intende la piattaforma costituita dal complesso di regole e procedure che consentono di effettuare e ricevere pagamenti attraverso l'utilizzo di una determinata carta di pagamento.
Terminale evoluto di accettazione multipla: terminale POS con tecnologia di accettazione multipla ovvero che consente l'accettazione di strumenti di pagamento tramite diverse tecnologie, in aggiunta a quella "a banda magnetica" o a "microchip".
Certificato di agibilita' essenziale per la compravendita.
La Corte di Cassazione, seconda sezione con sentenza n. 629 del 14 gennaio 2014 ha stabilito che
il mancato rilascio del certificato di abitabilità dell’immobile da parte del futuro venditore costituisce inadempimento contrattuale che giustifica il recesso dell’acquirente dal contratto preliminare.
“Nella vendita di immobile destinato ad abitazione, il certificato di abitabilità costituisce requisito giuridico essenziale del bene compravenduto poiché vale a incidere sull’attitudine del bene stesso ad assolvere la sua funzione economico – sociale, assicurandone il legittimo godimento e la commerciabilità. Pertanto, il mancato rilascio della licenza di abitabilità integra inadempimento del venditore per consegna di aliud pro alio, adducibile da parte del compratore in via di eccezione, ai sensi dell’articolo 1460 cod. civ.”
Ne consegue pertanto che la parte acquirente non è obbligata a presentarsi dinanzi al notaio per la stipula del contratto definitivo e recedendo dal compromesso potrà ottenere la restituzione del doppio della caparra versata.
La manipolazione silenziosa.
Reportage tratto dal sito del Centro Studi Abusi Psicologici.
(http://www.cesap.net/archivio2/books/item/la-manipolazione-affettiva-nella-coppia-riconoscere-ed-affrontare-il-cattivo-partner)
La Manipolazione Affettiva nella Coppia Riconoscere ed affrontare Il cattivo partner.
Perverso narcisista. Così l’hanno definito lo psicanalista Pascal Couderc e Pascale Chapaux-Morelli, scrittrice e presidente dell’Associazione di aiuto alle vittime di violenza psicologica. Nel loro volume La manipolazione affettiva nella coppia. Riconoscere ed affrontare il cattivo partner (Edizioni Psiconline), i due autori “smascherano” un profilo psicologico che si nasconde quasi sempre dietro un’apparenza di tutt’altro tenore. Il perverso narcisista infatti è spesso insospettabile, capace di mostrarsi seducente e premuroso mentre dietro la maschera è subdolo e spietato. Schematizzando, si può dire che è colui che mette in atto una sistematica manipolazione all’interno della coppia (le statistiche dicono che ad attuarla è quasi sempre l’uomo nei confronti della donna), per modellare a suo piacere la personalità del partner, creandogli una dipendenza affettiva che pesa nella vita quotidiana, minandone l’autostima e conducendolo a poco a poco alla sudditanza, all’apatia, alla depressione.
Ne abbiamo parlato con l’autrice Pascale Chapaux-Morelli, che lavora tra Italia e Francia e su questo tema coordina iniziative, counseling psicologico e gruppi di parola.
Nel libro parlate di due tipi di manipolazione psicologica, una più innocua e quasi sempre presente nella coppia, e una patologica e molto rischiosa. Può riassumerle brevemente?
Tutti cerchiamo, in certi momenti, di ottenere qualcosa di più dal partner, di indurlo a questa o a un’altra azione. In queste occasioni mettiamo in atto una manipolazione che è però abbastanza innocua, in quanto occasionale, sporadica, superficiale e soprattutto rinunciabile. Siamo cioè in un contesto non dannoso per entrambi, tanto più se il potere è gestito in alternanza dall’uno e dall’altra. Quando invece la manipolazione è sistematica, frutto di una tattica ben rodata, quando mina a diminuire o addirittura distruggere l’altro, quando è l’unica procedura contemplata, allora non è più innocente né innocua: avviene ai danni (psicologici) del partner che la subisce.
È possibile indicare in quali casi la tendenza di un partner a prevaricare silenziosamente l’a ltro rischia di sconfinare in un atteggiamento da perverso narcisista?
Non si diventa perverso narcisista per caso, o all’improvviso. Tuttavia, come accade per molte patologie, anche questa può emergere in modo lampante in determinate occasioni: ad esempio, le donne che si rivolgono alla nostra associazione raccontano spesso che il vero carattere del compagno è emerso subito dopo il matrimonio, alla nascita di un figlio o in un momento di difficoltà professionale del partner: insomma, sia quando il manipolatore si trova in una situazione di instabilità, sia quando si sente ormai sicuro della “presa”, con la donna ormai “ prigioniera” della relazione. A quel punto la seduzione non serve più, e l’ambiguità del carattere perverso diventa più visibile. Spesso poi questi individui cambiano atteggiamento da un giorno all’a ltro, lasciando la partner nello sgomento completo.
Anche per gli avvocati prestiti artigiancassa.
Ciò consentirà agli AVVOCATI di usufruire, nella richiesta di finanziamenti, della prestazione di GARANZIA alla Banca fornita dal Fondo Centrale di Garanzia per le PMI.
Una importante innovazione prevista dall’art. 8, comma 12 bis, del D.l. 70/2011 che aveva esteso ai professionisti la possibilità di divenire soci dei CONFIDI per usufruire delle relative prestazioni di garanzia nel settore del Credito.
E' la conclusione di un percorso attivato dal Legislatore a seguito della raccomandazione n. 2003/361/CE del 06/05/2003 che aveva introdotto – a decorrere dal 01/01/2005 – la nuova definizione di PMI secondo cui: “viene considerata impresa ogni entità a prescindere dalla forma giuridica rivestita che eserciti un’attività economica”.
Il dettato normativo consente, dunque, ora anche agli AVVOCATI di costituire o aderire ad un CONFIDI e tramite quest’ultimo accedere alla garanzia rilasciata dal Fondo Centrale.
Tale garanzia, essendo di natura pubblica, è eligibile dalle Banche ai fini di Basilea 3 e va ad integrare o supplire l’assenza o l’insufficienza della garanzia rilasciata dal professionista. E’ da tenere presente che questa novità assume particolare rilievo per gli Avvocati in quanto facilita la possibilità di superare il credit crunch che, ormai, caratterizza il rapporto del professionista con la Banca.
Una disponibilità piena ed immediata, in tal senso, è stata offerta dalla CONFARTIGIANATO che ha messo a disposizione il suo storico CONFIDI di riferimento.
Valutata la positività dell’offerta, è stata sottoscritta una specifica convenzione che consentirà di essere operativi in tempi brevissimi per
finanziamenti (liquidità, ristrutturazione, acquisto beni, anticipo fatture), necessari allo sviluppo della professione.
Peraltro l’Artigiancassa ha predisposto un “service” per veicolare la controgaranzia dal Confidi al Fondo Centrale “per portafogli di richieste”, consentendo un ancora più facile accesso al Fondo che ha procedure informatiche abbastanza complesse.
Anche se con la separazione non è stato disposto il mantenimento la moglie lo puo' ottenere con il divorzio.
Secondo una recente sentenza della Cassazione non conta quanto avviene durante la separazione. Infatti anche se in sede di separazione la corresponsione dell’assegno non era stata prevista.
Cio' pero' solo se si verificano determinate circostanze ben precise.
Se il marito ha una posizione economica più agiata, rispetto alla moglie, è tenuto a versare l’assegno divorzile all’ex.
La Cassazione infatti con una recente sentenza ( Cass. sent. n. 1163 del 21.01.2014) ha espresso il principio di colmare la disparità economica.
Con la separazione, il giudice dispone in favore del coniuge assegnatario dei figli il concorso al mantenimento degli stessi.
Mentre il mantenimento per i figli deve essere sempre corrisposto, anche in caso di disoccupazione del padre (salvo rarissimi casi), la moglie ha diritto all’assegno solo nel caso in cui non abbia la possibilità di mantenere, con i propri redditi, lo stesso tenore di vita che aveva durante il matrimonio.
Questo regime economico veniva spesso quasi pedissequamente trasferito alle condizioni divorzili.
Secondo la redcente sentenza della Cassazione però pur non avendo avanzato la richiesta di mantenimento in sede di separazione, la moglie puo' chiederla successivamente, ossia con il giudizio di divorzio.
Per fare ciò è necessario che vi sia una sproporzione economica tra i coniugi tale da non far godere alla moglie lo stesso tenore di vita avuto durante il matrimonio.
Sanatoria Equitalia. In cosa consiste.
La legge di stabilità 2014 prevede la possibilità di definire i debiti verso l’agente della riscossione, pagando per intero l’importo dovuto a titolo di sorte capitale e sanzioni e risparmiando invece sulla somma dovuta a titolo di interessi non solo per gli interessi di mora (che maturano dopo la notifica della cartella di pagamento), ma anche quelli per ritardata iscrizione a ruolo (che maturano dalla data in cui è scaduto l’obbligo di pagamento iniziale).
Per cartelle più vecchie, quindi, la riduzione potrebbe essere interessante.
Restano invece dovuti l’aggio di riscossione e le eventuali spese per procedure esecutive o cautelari attivate dall’agente della riscossione.
Il nuovo beneficio si applica a tutte le cartelle ricevute sino ad oggi dagli italiani, o meglio ai ruoli consegnati all’agente della riscossione fino al 31 ottobre 2013, siano essi ordinari o straordinari. Restano escluse solo le ultimissime cartelle che ancora non sono state neanche notificate. Non vi sono neppure discriminazioni in ordine alla natura del debito, che può quindi essere tributario o non (ad esempio multe stradali, canoni, ecc.).
In pratica, i morosi che accetteranno questa possibilità offerta dalla legge, potranno pagare imposte e sanzioni, senza però gli onerosi interessi. Il pagamento, però, dovrà avvenire entro la fine di febbraio 2014. Rispetto, quindi, alla prima formulazione dell’emendamento, la nuova versione del testo prevede il pagamento delle sanzioni che prima, invece, dovevano essere scontate.
Gli interessi saranno quindi completamente azzerati per “rottamare” le vecchie cartelle esattoriali di Equitalia. I contribuenti potranno sanare la loro posizione pagando solo il 100% dell’imposta delle sanzioni.
Sono inoltre dovute le somme spettanti all’agente come compenso della riscossione. Questo significa che il debitore non dovrà versare solo l‘aggio di riscossione, ridotto all’8% a partire dal primo gennaio scorso, ma anche il rimborso delle spese eventualmente sostenute dall’agente di Equitalia, a titolo ad esempio di notifica della cartella di pagamento o di iscrizione del fermo amministrativo.
Il risparmio è rappresentato dagli interessi maturati dopo la notifica della cartella di pagamento o dopo l’affidamento del carico da parte dell’ente impositore.
Restano escluse dalla rottamazione le somme dovute per sentenze di condanna della Corte dei conti.
In caso di accertamenti esecutivi, non è chiaro se la data cui si deve guardare è quella dell’effettiva trasmissione del carico all’agente della riscossione ovvero quella in cui l’affidamento si considera per legge avvenuto.
Sono invece senz’altro escluse le pretese riguardanti i tributi comunitari (dazi e Iva) nonché le somme derivanti da sentenze di condanna della Corte dei Conti.
Quanto alle modalità operative, l’intera procedura sarà attivata e gestita dall’agente della riscossione.
Allo scopo di beneficiare della definizione, il debitore deve versare in un’unica soluzione l’intero importo dovuto entro il 28 febbraio 2014. Non ci sarà possibilità di pagare a rate.
Per aderire al bonus bisognerà attivarsi presso Equitalia al relativo sportello dell’Agente della riscossione, dove bisognerà richiedere un estratto di ruolo da cui si evincano le iscrizioni a ruolo. In questo modo si potrà individuare le cartelle e gli atti che potranno essere oggetto di rottamazione.
Non è prevista alcuna comunicazione, da parte dell’agente della riscossione, tramite l’invio di un avviso al debitore con cui lo informa della possibilità di valersi del bonus. Sarà quest’ultimo, quindi, che dovrà verificare la propria posizione e valutare la possibilità di sanatoria. L’unica comunicazione da parte dell’agente della riscossione è quella “postuma” che questi deve fare entro la fine di giugno 2014 per informare il debitore dell’avvenuta estinzione del debito.
La riscossione dei carichi definibili è sospesa fino al 15 marzo 2014. Fino alla medesima data è sospesa anche la decorrenza dei termini di prescrizione del debito.
Per gestire la rottamazione delle cartelle, la riscossione e i termini di prescrizione restano sospesi fino al 15 marzo 2014. La definizione agevolata si applica anche agli avvisi di accertamento esecutivo.
Con successivo decreto delle Finanze sarà approvato il modello di comunicazione da inviare e saranno dettate le modalità attuative della disciplina in esame.
Non risponde di appropriazione indebita l'assicurato che trattenga la somma liquidata in proprio favore dalla compagnia assicuratrice, a titolo di rifusione delle spese legali, e che rifiuti di consegnarle al proprio avvocato.
Al riguardo, deve rilevarsi, in primo luogo, che la Suprema Corte (Cass., sez. II, 25 maggio 2011, n. 25344) ha statuito, in caso analogo, che “non integra il delitto di appropriazione indebita la condotta della parte vincitrice di una causa civile che trattenga la somma liquidata in proprio favore dal giudice civile a titolo di refusione delle spese legali, rifiutando di consegnarla al proprio avvocato che la reclami come propria. Ciò in quanto le spese legali sono liquidate in sentenza in favore della parte vincitrice e non del professionista che l’assiste, il quale può farsi pagare direttamente dal cliente in virtù del rapporto di mandato che li lega, ed indipendentemente dalla liquidazione che il giudice effettua in sentenza”.
Negli stessi termini si è espressa la giurisprudenza di merito più recente (cfr. Corte di Appello di Catanzaro 4 aprile 2012), secondo la quale “Non ricorre il reato di appropriazione indebita quando il cliente si appropria di somme pagategli dall’assicurazione a titolo di ristoro del danno e di copertura delle spese legali, appartenendo il denaro all'assicurato che può attribuirgli qualunque destinazione in quanto non vi è presente alcun vincolo di destinazione, pur rimanendo lo stesso obbligato verso il suo legale di fiducia, senza che quest'ultimo abbia titolo per vantare una legittima pretesa su tale somma.”

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 Cass. 
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