Source: https://renatodisa.com/2017/10/11/corte-di-cassazione-sezioni-unite-penali-sentenza-5-settembre-2017-n-40076-sorveglianza-speciale-e-linosservanza-delle-prescrizioni-generiche-di-vivere-onestamente-e/
Timestamp: 2018-08-14 18:21:13+00:00

Document:
Corte di Cassazione, sezioni unite penali, sentenza 5 settembre 2017, n. 40076. Sorveglianza speciale e l'inosservanza delle prescrizioni generiche di “vivere onestamente” e “rispettare le leggi” da parte del soggetto sottoposto alla sorveglianza - Avvocato Renato D'Isa
Home/Cassazione penale 2017, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Unite/Corte di Cassazione, sezioni unite penali, sentenza 5 settembre 2017, n. 40076. Sorveglianza speciale e l’inosservanza delle prescrizioni generiche di “vivere onestamente” e “rispettare le leggi” da parte del soggetto sottoposto alla sorveglianza
La Corte ha, inoltre, escluso l’indeterminatezza della prescrizione di “rispettare le leggi”, in quanto la stessa si riferisce al dovere imposto al sottoposto alla misura preventiva di rispettare “tutte le norme a contenuto precettivo, che impongano, cioe’, di tenere o di non tenere una certa condotta; non soltanto le norme penali, dunque, ma qualsiasi disposizione la cui inosservanza sia indice della gia’ accertata pericolosita’”. Ad avviso della Corte, il carattere generale di tale obbligo, di per se’ riguardante tutta la collettivita’, da un lato, non determina la genericita’ del contenuto della prescrizione in esame e, dall’altro, conferma l’esigenza di prescriverne il rispetto alle persone nei cui confronti e’ stato formulato, con le garanzie proprie della giurisdizione, il giudizio di grave pericolosita’ sociale.
7.1. Peraltro, questa giurisprudenza e’ stata ripresa e sviluppata recentemente dalle Sezioni Unite che, chiamate a risolvere la questione se la mancata esibizione, a richiesta dell’autorita’ di pubblica sicurezza, della carta precettiva che il sorvegliato speciale deve portare con se’ integri la contravvenzione o il delitto contemplati nella Decreto Legislativo n. 1423 del 1956, articolo 9 (ora Decreto Legislativo n. 159 del 2011, articolo 75, commi 1 e 2) oppure la contravvenzione prevista dall’articolo 650 c.p., si sono sforzate di individuare la “specificita’” caratterizzante gli obblighi e le prescrizioni la cui violazione puo’ configurare il reato in esame: si e’ cosi’ affermato che con l’obbligo si impone al destinatario un aliquid facere o non facere, mentre con la prescrizione si prevede un quomodo facere, nel senso che presuppone un obbligo, precisandone le modalita’ di adempimento (Sez. U, n. 32923 del 29/05/2014, Sinigaglia). Tale distinzione, seppure riferita a violazioni che il legislatore ha equiparato quoad poenam, ha consentito alle Sezioni Unite di poter affermare, che non tutte le violazioni delle prescrizioni generiche previste dalla Decreto Legislativo n. 1423 del 1956, articolo 5 sono idonee ad integrare la condotta punibile ai sensi dell’articolo 9 della stessa legge, ma solo quelle che si risolvono “nella vanificazione sostanziale della misura imposta”, ricollegandosi cosi’ a quel filone giurisprudenziale cui si e’ fatto prima riferimento.
7.3. Nel presente procedimento tali opzioni interpretative sono state in parte utilizzate dalla Procura generale presso questa Corte che, nella memoria depositata, ha valorizzato i contenuti della sentenza Sinigaglia, assieme agli approdi della giurisprudenza costituzionale: si sostiene che per le prescrizioni c.d. generiche il riferimento vada fatto alle norme precettive, alla cui violazione l’ordinamento “ricolleghi l’applicazione di una sanzione penale o di una rilevante sanzione amministrativa (che superi la soglia riservata alle piu’ banali infrazioni)”; in tali casi, le condotte devianti poste in essere dal sorvegliato speciale saranno perseguite e sanzionate “come segno eloquente della sua posizione di soggetto persistentemente e pervicacemente pericoloso per la societa’”, purche’ abbiano concretamente manifestato la volonta’ di sottrarsi alle misure destinate ad elidere la sua potenziale pericolosita’.
8. Con questa decisione i giudici di Strasburgo, investiti della questione relativa alla conformita’ della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno agli articoli 5, 6 e 13 CEDU, nonche’ all’articolo 2 Prot. 4 CEDU, hanno espresso un giudizio fortemente critico sulla “qualita’” della L. n. 1423 del 1956, giudizio che, necessariamente, si estende al Decreto Legislativo n. 159 del 2011, nella misura in cui questo recepisce i contenuti fondamentali della disciplina originaria.
D’altra parte, la Corte costituzionale, anticipando il concetto di “prevedibilita’” della legge espresso dalla giurisprudenza europea, ha chiarito che la sufficiente determinazione della fattispecie penale e’ funzionale tanto al principio di separazione dei poteri, quanto a quello di riserva di legge in materia penale (poiche’ evita che il giudice assuma un ruolo creativo nell’individuare il confine tra cio’ che e’ lecito e cio’ che non lo e’), assicurando, al contempo, la libera determinazione dell’individuo, cui consente di conoscere le conseguenze giuridico-penali del proprio agire (sent. n. 364 del 1988). In sostanza il principio di determinatezza, implicitamente ricavabile dall’articolo 25 Cost., comma 2, e’ in funzione della “riconoscibilita’ ed intelligibilita’ del precetto penale in difetto dei quali la liberta’ e sicurezza giuridica dei cittadini sarebbero pregiudicate” (sent. n. 185 del 1992).
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2017-10-11T14:41:57+00:0011 ottobre 2017|Cassazione penale 2017, Corte di Cassazione, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze, Sezioni Unite|0 Commenti

References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 9
 articolo 75
 articolo 5
 sentenza