Source: http://www.ateneoweb.com/notizie-lavoro/stranieri-tassa-sui-permessi-di-soggiorno-illegittima-risarcire-chi-ha-pagato-ordinanza-del-tribunale-di-milano.html
Timestamp: 2016-12-08 02:08:52+00:00

Document:
Stranieri - Tassa sui permessi di soggiorno illegittima - Risarcire chi ha pagato - Ordinanza del Tribunale di Milano
Dopo l'intervento della Corte di Giustizia europea del 2 settembre 2015, che ha ritenuto in contrasto con il diritto dell'Unione una normativa nazionale che impone ai cittadini di paesi terzi che chiedono il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno di pagare un contributo di importo variabile tra 80,00 e 200,00 euro, in quanto siffatto contributo è sproporzionato rispetto alla finalità perseguita; la sentenza del TAR del Lazio del 24 maggio 2016, che ha parzialmente annullato il decreto ministeriale 6 ottobre 2011, segnatamente nei suoi articolo 1, comma 1, articolo 2 commi 1 e 2, nella parte in cui si riferiscono al citato articolo 1 comma 1 e articolo 3 nella sua interezza; come se non bastasse, è arrivata anche una Ordinanza del Tribunale di Milano del 8 luglio 2016, ma dal Governo e dai competenti Ministeri dell'Interno e delle Finanze ancora silenzio assoluto.
L'Ordinanza della Prima Sezione civile del Tribunale di Milano del 8 luglio 2016 ha, in sostanza, condannato per discriminazione la Presidenza del Consiglio e i Ministeri dell'Interno e dell'Economia e delle Finanze e ha ordinato loro di risarcire sei immigrati e di pagare le spese processuali.
Il giudice del Tribunale di Milano, richiamando le sentenza della Corte di Giustizia europea e del TAR del Lazio, ricorda che le disposizioni che determinano la misura del contributo per il rilascio ed il rinnovo del permesso di soggiorno, nei limiti indicati dal decreto ministeriale del 6 ottobre 2011, sono del tutto "illegittime" e anche "discriminatorie".
"I ricorrenti - si legge nell'Ordinanza - sono stati discriminati per motivi di nazionalità atteso che gli stessi, in quanto stranieri richiedenti il rinnovo del permesso di soggiorno, per ottenere il permesso di soggiorno, sono costretti a pagare una somma notevolmente superiore a quella pagata dagli italiani per usufruire di prestazioni dal contenuto analogo. Il costo del permesso è infatti circa otto volte più elevato del costo per il rilascio di una carta d'identità nazionale".
Accertata la discriminazione, il giudice ha anche deciso, quindi, che ai sei ricorrenti andavano restituite le somme versate ingiustamente e, per calcolarle, ha sottratto a quello che avevano pagato i 27,50 euro previsti quando presentarono la domanda (ora 30,46 euro) per la stampa del permesso. Avranno quindi indietro, a seconda dei casi, 145 o 245 euro ciascuno.
E tutti gli altri che hanno pagato ingiustamente? Devono tutti presentare ricorso? Attendiamo!
Ricordiamo infine, che in data 10 luglio 2016, è stata presentata una Interrogazione a risposta scritta 4-13447, presentato da GUERINI Giuseppe, con la quale si sollecitano i competenti Ministeri ad assumere iniziative mediante l'adozione di una circolare o di altro atto di indirizzo idoneo a chiarire che l'effetto pratico della sentenza 6095/2016 del Tar del Lazio è di rendere inoperante il meccanismo di esazione del «contributo per il rilascio e per il rinnovo dei permessi di soggiorno» previsto in via normativa dall'articolo 5, comma 2-ter del decreto legislativo n. 286 del 1998.
Allo stesso tempo si chiede se siano inoltre allo studio iniziative normative legislativi o procedure amministrative per facilitare la restituzione di quanto illegittimamente versato a titolo di contributo per il permesso di soggiorno dal 1o gennaio 2012 (data di entrata in vigore del decreto ministeriale poi annullato).
Nell'interrogazione viene evidenziato il fatto che, nonostante le citate chiare e autorevoli pronunce giurisdizionali, "risulta agli interroganti che in molti casi e in molti contesti territoriali il contributo in parola continui ad essere normalmente preteso, che nessuna richiesta di rimborso sia stata accolta, e che non siano state diramate istruzioni operative idonee a garantire l'effettivo rispetto delle sentenze pronunciate in sede europea e nazionale; risulterebbe addirittura che alcune Questure abbiano diffuso comunicati in cui affermano che le istanze di rinnovo del permesso di soggiorno non corredate dal pagamento del contributo verranno lasciate in sospeso o addirittura rigettate, in attuazione di talune circolari ministeriali risalenti ai primi mesi del 2012; risulta, infine, che diversi uffici postali «suggeriscano» ai cittadini stranieri di pagare comunque il contributo, nonostante la declaratoria di illegittimità del contributo medesimo sia ormai un fatto notorio".
Per scaricare il testo dell'Ordinanza del Tribunale di Milano clicca qui.
Per scaricare il testo dell'Interrogazione parlamentare clicca qui.	Fonte: http://www.tuttocamere.it
TAG: tassa permesso di soggiorno
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