Source: https://www.ediesseonline.it/prodotto/anno-lxvii-2016-2/
Timestamp: 2019-01-17 05:02:21+00:00

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ANNO LXVII – 2016 – 2 – Ediesse
La titolarità del potere disciplinare negli atenei >
La cd. «riforma Brunetta» ha profondamente modificato le regole del potere disciplinare nel lavoro pubblico. L’avvio della suddetta riforma è stato dato all’inizio dell’anno 2009 con la legge 4 marzo 2009, n. 15. L'autore analizza le peculiarità del potere disciplinare negli atenei universitari
Scritto da: Luca Busico
Uguaglianza, parità e non discriminazione nel diritto dell’Unione europea (Parte I) >
È finito il tempo dei patti di sindacato. Intervento eteronomo e autonomia individuale nel Jobs Act II >
Il saggio si propone di effettuare una prima riflessione sul rapporto fra legge e contrattazione nella disciplina del contratto di lavoro subordinato, come modificata dal d.lgs. n. 81/2015, attuativo della legge delega n. 183/2014. La valutazione delle novità normative porta alla conclusione che il potenziamento dell’autonomia individuale spesso si traduce in un aumento della discrezionalità del datore di lavoro nella gestione del rapporto, ancora una volta accompagnato dalla continua riduzione del ruolo assegnato all’autonomia sindacale
«Il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune di rapporto di lavoro»? >
Il saggio analizza uno degli ultimi decreti attuativi del cd. Jobs Act, mettendo in luce come il gioco delle convenienze tra contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti e le altre figure di lavoro caratterizzate dalla temporaneità del vincolo (quali, in particolare: il contratto a termine, la somministrazione di lavoro e il lavoro accessorio) non sia in realtà sbilanciato a favore del primo, come invece affermato dallo stesso decreto n. 81/2015.
La flessibilità funzionale e i poteri del datore di lavoro. Prime considerazioni sui decreti attuativi del Jobs Act e sul lavor >
Il saggio mostra come le recenti riforme legislative, pur ampliando i poteri del datore di lavoro, non introducono un equilibrio qualitativamente diverso tra gli opposti interessi di cui sono portatori il datore di lavoro e il lavoratore. Attraverso l’analisi dei nuovi regimi, in particolare l'introduzione degli strumenti di lavoro, la variazione delle mansioni, tempo di lavoro nel part-time e il possibile intervento su smart working, l’A. evidenzia come l’intervento legislativo si risolva in un aggiustamento della disciplina previgente e non esprima una precisa linea di politica del diritto
Game over o rilancio? La contrattazione della flessibilità dopo il Jobs Act >
Giudice del lavoro e recenti riforme: considerazioni sparse >
Introduzione. >
Ricordo di Gina Turatto >
Un ricordo di Gina Turatto.
Incentivazione al proseguimento del rapporto di lavoro fino a settant’anni: chi, come e perché >
uali soggetti possono avvalersi dell’incentivazione alla prosecuzione del rapporto fino a settant’anni, introdotta dall’art. 24, comma 4, d.l. n. 201/2011? Quali sono le modalità per avvalersene e a quali finalità si ispira? È a tali interrogativi che rispondono le sezioni unite della Corte di Cassazione nella sentenza n. 17589 del 4 settembre 2015. L’acceso dibattito giurisprudenziale sulla norma de qua, però, non accenna a sopirsi, come dimostra la pronuncia del Tribunale di Roma del 6 ottobre 2015, che, pur aderendo all’interpretazione della Suprema Corte, risolve in maniera opposta
Rappresentatività e comunicazioni sindacali nel trasferimento d’impresa: il contratto gestionale non basta >
È davvero «improponibile» nel rito Fornero la domanda di tutela ex art. 8, l. n. 604/1966? >
La Suprema Corte, con la sentenza n. 16662/2015, ha affermato che la domanda di tutela ex art. 8, l. n. 604/1966, spiegata in via subordinata a quella di tutela ex art. 18, l. n. 300/1970, è sempre «improponibile» nel rito Fornero, con conseguente necessità per il giudice di provvedere su di essa con una decisione in rito. Tale conclusione mal si concilia con esigenze di economia processuale e appare porsi in contrasto, da una parte, con consolidati orientamenti interpretativi, e, dall’altra parte, con le recenti affermazioni delle Sezioni Unite in materia di modificabilità della domanda
Scritto da: Matteo Maria Mutarelli
La trasformazione unilaterale del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale a iniziativa del datore di lavoro ... >
La prescrizione dei crediti di lavoro dopo la cd. Legge Fornero e il cd. Jobs Act >
Il termine quinquennale di prescrizione dei crediti retributivi si calcola a ritroso a partire dal 18 luglio 2012, data di entrata in vigore della cd. legge Fornero, per quel che concerne le istanze creditorie avanzate da prestatori di lavoro alle dipendenze di una impresa rientrante nel campo di applicazione dell’art. 18 St. lav. e i cui rapporti, ancora in essere al momento del giudizio, siano sorti anteriormente all’entrata in vigore della l. n. 92/2012. Ne deriva che il decorso della prescrizione è impedito a far data dal 18 luglio 2012.
Configurabilità del carattere ritorsivo nel licenziamento ingiustificato >
L’elemento fondante del licenziamento ritorsivo non è la reazione in sé del datore di lavoro, come espressione legittima del potere disciplinare nei confronti di un dipendente, ma il motivo illecito posto a base del provvedimento espulsivo, che viene celato sotto forma di atto legittimo. Per aversi un licenziamento ritorsivo è, in ogni caso, necessario che il motivo pretesamene illecito (cioè contrario ai casi espressamente previsti dalla legge, pur suscettibili di interpretazione estensiva, all'ordine pubblico ed al buon costume) sia stato l’unico determinante.
Sui limiti dell’obbligo di repechage >
Scritto da: Francesco Saverio Giordano
I limiti del potere giudiziale in materia di conversione delle sanzioni disciplinari >
In caso di accertamento della legittimità del un provvedimento disciplinare irrogato al lavoratore subordinato, è precluso al giudice di merito intervenire sull’entità della sanzione, seppure sollecitato dallo stesso titolare del potere disciplinare, dovendosi egli limitare a verificare il rispetto del principio di proporzionalità ex art. 2106 c.c. al fine di convalidare o annullare la sanzione eccessiva. E’ quanto affermato nella pronuncia in esame dalla Corte di Cassazione e confermato dalla Corte d’appello in una sentenza adesiva.
Lavoratori stranieri e diritto agli assegni per il nucleo familiare anche per i componenti non presenti in Italia >
Pensioni e part-time: regimi previdenziali e prospettive antidiscriminatorie nella giurisprudenza multilivello >
Salario minimo legale e appalti pubblici: il caso Regiopost >
Il commento al caso RegioPost offre l'occasione per indagare il tema delle clausole sociali negli appalti pubblici alla luce della Direttiva 2004/18 e quindi per verificare se la chiave di lettura adottata dalla Corte di Giustizia nel caso Ruffert ha perso consistenza, per fare spazio ad interpretazioni più aperte e socialmente orientate o, diversamente, è destinata ad influenzare anche in futuro le pronunce giurisprudenziali sul delicato tema del contemperamento tra le istanze del mercato e la tutela dei diritto sociali fondamentali.
Scritto da: Vania Brino
La riservatezza del lavoratore fra innovazioni legislative e giurisprudenza nazionale ed europea >
L’A. analizza due decisioni recenti in materia di controlli a distanza rese dalla Cassazione e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e, alla luce della giurisprudenza nazionale ed europea, oltre che dei principi espressi dall’Autorità Garante della Privacy, esamina la disciplina introdotta dall’art. 23 d.lgs. n. 151 del 2015 e la sua idoneità a risolvere i contrasti giurisprudenziali sulla legittimità dei controlli cd. difensivi e a consentire, a determinate condizioni, controllo a distanza sulla prestazione lavorativa.
Fondazioni lirico-sinfoniche e contratti di lavoro a termine >
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo periodo gennaio 2015 - gennaio 2016 >
Scritto da: Elena Sychenko
Osservatorio sul lavoro pubblico
Lavoro pubblico periodo agosto 2015 - aprile 2016 >
Premessa. La riforma del lavoro pubblico: una «nuova» trama regolativa e i primi (provvisori) tasselli. La riforma Madia: un nuovo punto di partenza per la riforma del lavoro pubblico?. L’ipotesi di contratto per la definizione dei nuovi comparti di contrattazione collettiva. Misurazione e valutazione delle performance: varato il d.P.R. sulle funzioni del dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri. La riforma Renzi-Madia e l’alta dirigenza delle amministrazioni sanitarie: questioni e riflessioni, etc.
Risarcimento "comunitario" integrale, dissuasione e danni punitivi >
Scritto da: Alberto Guarisio
Lavoratori stranieri e diritto agli assegni per il nucleo familiare anche per i componenti non residenti in Italia >
L’ordinanza del Tribunale di Brescia -emessa a seguito di ricorso ex art. 28 D.lgs. n. 150/2011 e art. 44 TU immigrazione- è una delle prime decisioni a riconosce in favore dei cittadini stranieri soggiornanti di lungo periodo il diritto agli assegni per il nucleo familiare anche se i loro familiari non sono presenti sul territorio nazionale.
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea periodo luglio 2015 - marzo 2016 >
L'exceptio inadimplenti del lavoratore a fronte della violazione degli obblighi di sicurezza >
La sentenza in commento affronta il tema della applicabilità della eccezione di inadempimento in caso di inadempienza del datore di lavoro alla normativa in tema di sicurezza sul lavoro e riconosce, senza particolari approfondimenti, il diritto del lavoratore di rifiutare la prestazione. L’A., dopo aver richiamato i precedenti giurisprudenziali e averne constatato una certa lacunosità, richiama i risultati essenziali dell’elaborazione dottrinale sul tema sia in campo civilistico che in campo giuslavoristico.
Il lavoratore part-timer: occupato o disoccupato parziale? >
La sentenza in commento ripropone l’interrogativo se il lavoratore part timer possa essere considerato parzialmente occupato ovvero parzialmente disoccupato nella prospettiva della tutela da accordargli nel mercato, con riferimento alle politiche attive e passive del lavoro. I giudici di legittimità offrono lo spunto per rispondere al quesito utilizzando non solo un criterio ermeneutico conforme al dettato costituzionale e all'ordinamento dell'Unione europea ma anche un’interpretazione storico evolutiva, perfettamente compatibile con il lavoro a tempo parziale, che fa emergere il favor.

References: sentenza 
 art. 8
 sentenza 
 art. 8
 art. 18
 art. 2106
 sentenza 
 art. 28
 art. 44
 sentenza 
 sentenza