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Timestamp: 2018-01-20 09:17:33+00:00

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La fusione di società costituisce la più completa forma di evoluzione e aggregazione di compagini sociali determinando la confluenza di più organismi in un unico centro di imputazione (che subentra in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi degli enti fusi o incorporati e ne prosegue l’attività). Qualora nel corso di un giudizio civile una delle parti sia coinvolta in operazioni di fusione, stante l’assenza di indicazioni normative espresse, occorre verificare se, e a quali condizioni, il subingresso dell’ente risultante dalla fusione (o quello incorporante) produce effetti giuridicamente rilevanti sul piano processuale. Accertato che la disciplina invocabile deve essere quella che più di ogni altra assicura piena tutela alla parte che assiste al trasferimento del diritto, oltre che la tempestività della pronuncia, la ricerca è compiuta analizzando le dinamiche processuali scaturenti dalla modificazione soggettiva intervenuta lite pendente: l’identificazione delle norme in astratto richiamabili e le ripercussioni che l’applicazione di esse determina consente, in seconda battuta, di individuare l’orientamento che più risponde alle esigenze di tutela testé menzionate.
LA FUSIONE DI SOCIETÀ: NATURA GIURIDICA E NORME PROCESSUALI APPLICABILI
La natura giuridica della fusione
1. La fusione di società ex artt. 2501 c.c. e ss.: la consacrazione normativa del principio di continuità dei rapporti giuridici
2. La ricostruzione della natura giuridica dell’operazione
3. La teoria tradizionale in virtù della quale la fusione realizza una successione universale corrispondente, o comunque assimilabile, alla successione universale mortis causa…
4. …e i suoi risvolti processuali
5. La ricostruzione dell’istituto come successione per atto tra vivi che non presuppone, bensì determina l’estinzione delle società coinvolte
6. L’orientamento secondo cui la fusione rappresenta una vicenda meramente evolutivo-modificativa dello stesso soggetto, senza comportare l’estinzione della società incorporata (o la creazione di un nuovo soggetto di diritto nell’ipotesi di fusione paritaria)
7. La teoria intermedia che intravede nell’operazione la sintesi tra continuità ed estinzione
8. Una recente ricostruzione: l’inquadrabilità della fusione tra le ipotesi di successione a titolo universale inter vivos
9. La natura giuridica della fusione alla luce delle modifiche intervenute ad opera del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6
10. L’attesa svolta della giurisprudenza
11. La valenza innovativa dell’art. 2504 bis c.c.: l’intervento chiarificatore delle Sezioni Unite
12. Le analogie con l’istituto della trasformazione: alcuni rilievi critici
13. La tesi accolta: la fusione quale fenomeno estintivo, determinato dal formale venir meno» dell’ente, cui segue quello successorio in virtù del quale il soggetto unificato subentra a titolo universale in tutte le
situazioni giuridicamente rilevanti ascrivibili alle società che si fondono
Fusioni internazionali e disciplina applicabile
1. Le fusioni transnazionali quali strumenti di espansione e di cooperazione nei mercati internazionali: le iniziative legislative comunitarie che ne incentivano il ricorso
2. L’implicito riconoscimento della legittimità della fusione transfrontaliera nella disciplina contenuta nell’art. 25 della legge 31 maggio 1995, n. 218
3. Fusioni comunitarie tra compagnie di assicurazioni: la regolamentazione offerta dal legislatore nazionale
4. Segue… la riforma del diritto societario e l’introduzione di un pleonastico art. 2507 c.c.
5. Il Regolamento CE 2157/2001 relativo allo statuto della Società Europea
6. La parificazione tra fusioni interne e fusioni transnazionali quale obiettivo primario delle istituzioni comunitarie nella sentenza Sevic e nella decima direttiva. Alcune considerazioni in ordine agli effetti ipso iure prodotti dall’operazione
7. Il recepimento nazionale della cd. decima direttiva: un’occasione persa
8. Segue… il coordinamento tra le disposizioni contenute nell’art. 25, comma 3, l. 218/1995 e quelle dettate dal d.lg.108/08
9. La direttiva 2011/35/UE relativa alle fusioni delle società per azioni ed il consolidamento del principio secondo cui l’operazione determina il trasferimento universale dell’intero patrimonio attivo e passivo della società incorporata alla società incorporante e l’estinzione senza liquidazione dell’ente incorporato
10. La risoluzione del 13 giugno 2017 e la direttiva 2017/1132/UE, relativa ad alcuni aspetti del diritto societario
LA DISCIPLINA PROCESSUALE DEL TRASFERIMENTO LITE PENDENTE DELLA SITUAZIONE GIURIDICA SOSTANZIALE
2. La successione nel processo quale conseguenza dell’avvicendamento nella titolarità del diritto fatto valere in giudizio
3. Successione nel processo e successione nel diritto controverso
4. La rilevanza che assume nel processo il “titolo” del trasferimento
Cenni storici. La regolamentazione del fenomeno successorio
dal diritto classico al codice di procedura civile del 1940
1. Le esperienze offerte dal diritto romano: la translatio iudicii quale conseguenza della morte o della capitis deminutio della parte
2. Segue… il divieto di trasferimento della res litigiosa nel diritto classico
3. Il § 265 della Z.P.O. tedesca del 1877-1898 e l’analogo § 234 della C.P.O. austriaca del 1895
4. Le conseguenze processuali scaturenti dalla morte, dal cangiamento di stato o dalla cessazione delle funzioni di una delle parti del giudizio prima della promulgazione del codice di procedura civile del 1940-1942 nei codici preunitari
5. Segue… il codice del 1865 del Regno d’Italia
6. La regolamentazione del fenomeno successorio a titolo universale mortis causa nel codice del 1940-1942. Dai lavori preparatori al progetto definitivo Solmi
7. Il codice del 1940: l’inserimento delle norme in tema di successione tra le disposizioni generali
L’individuazione dell’ambito oggettivo del giudizio
e del rapporto sul quale, successivamente al verificarsi
della successione a titolo universale o particolare,
1. L’oggetto della successione. Le tesi cd. processualistiche che negano la natura sostanziale del fenomeno di cui agli artt. 110 e 111 c.p.c.: dalla teoria della «modificazione della lite» a quella della c.d. «successione processuale» in virtù della quale la successione nel diritto controverso si risolve in un trasferimento del diritto al provvedimento di merito
2. Segue… l’orientamento secondo cui l’oggetto della successione è solo la situazione giuridica sostanziale, non potendo il diritto controverso – in quanto ancora sub iudice – essere suscettibile di trasferimento
3. L’incidenza dell’avvicendamento soggettivo intervenuto in corso di giudizio
4. La Zivilprozessordnung tedesca del 1877: la genesi delle teorie dell’irrilevanza e della rilevanza
5. L’interpretazione letterale del § 256 della Z.P.O. e la Irrelevanztheorie
6. La Relevanztheorie e l’assoluta incidenza che la vicenda traslativa assume nel corso del processo pendente
7. Il mutamento dell’oggetto del giudizio in corso tra i corollari della teoria della rilevanza. Il dante causa nelle vesti di sostituto processuale
8. I poteri processuali e le eccezioni spendibili dalle parti in causa
9. L’impossibilità di invocare la figura della sostituzione processuale se l’evento successorio non è fatto constare in giudizio
10. La continuazione del processo sul rapporto originario o su quello del successore
11. La teoria secondo cui l’oggetto del giudizio, fino a che non sia pronunciata la sentenza conclusiva del processo, rimane il medesimo e coincide con la situazione giuridica ascrivibile alla parte che è venuta
meno o al dante causa
12. Il tentativo di affrontare l’indagine muovendo da una prospettiva differente. L’identità del rapporto giuridico prima e dopo la successione: l’individuazione di un principio valevole sia per la successione a titolo universale, sia per quella a titolo particolare
13. Profili ricostruttivi
Il problema dell’estensione al successore del risultato
del processo e la questione attinente alla esatta qualificazione
del “diritto controverso” di cui all’art. 111 c.p.c.
1. Gli effetti che la sentenza conclusiva del giudizio è idonea a spiegare nei confronti del successore
2. L’estensione al successore a titolo universale degli effetti della sentenza
3. L’analisi della questione dalla prospettiva dell’art. 111 c.p.c.: la possibilità di desumere l’ambito di applicazione della disposizione muovendo dalla esatta qualificazione del “diritto controverso”
4. Il problema del coordinamento tra la disposizione contenuta nell’ultimo comma dell’art. 111 c.p.c. e le norme sulla trascrizione
5. La delimitazione della nozione di diritto controverso e la teoria delle distinctiones. Il concetto di Sachlegitimation
6. La perfetta identità sussistente tra il diritto controverso, l’oggetto del processo e la situazione legittimante
7. Le conseguenze che discendono da siffatta impostazione. Le ipotesi in cui il trasferimento non altera la legittimazione delle parti nel giudizio in corso
8. Segue… sulla natura dell’azione diretta all’esecuzione in forma specifica dell’obbligo di stipulare una vendita ai sensi dell’art. 2932 c.c.
9. La definizione “processuale” di diritto controverso: la teoria secondo cui si ha successione nel diritto al provvedimento di merito e suoi risvolti applicativi
10. I limiti posti dalla teoria delle distinctiones
11. La ricostruzione dei confini soggettivi di efficacia del giudicato civile
12. Segue… la posizione assunta dalla giurisprudenza di legittimità
13. Segue… efficacia riflessa della sentenza e corretto bilanciamento tra valori in gioco
14. L’interpretazione dell’art. 111 c.p.c. nell’ottica dell’efficienza del sistema
15. La posizione del terzo avente causa in ossequio ai dogmi delle distinctiones
16. La lettura costituzionalmente orientata offerta dalla giurisprudenza di legittimità
LA SUCCESSIONE NEL PROCESSO E LE VICENDE
CHE COINVOLGONO GLI ENTI COLLETTIVI
1. Il peculiare atteggiarsi del fenomeno successorio in relazione agli enti
2. L’essenza unitaria del fenomeno successorio
3. Le categorizzazioni compiute dalla dottrina ed il tentativo di risalire alla disciplina processuale applicabile previa verifica della sussistenza degli elementi costitutivi delle fattispecie di cui agli artt. 110 e 111 c.p.c.
4. L’estinzione dell’ente quale conseguenza della cancellazione dal registro delle imprese. Alla tesi che propugna l’interpretazione estensiva dell’art. 110 c.p.c. si contrappone quella che suggerisce di assimilare l’ipotesi in esame alla fattispecie contemplata dall’art. 111, comma 2, c.p.c. sussistendo sia l’elemento dell’estinzione sia quello della successione a titolo particolare
4.1. L’atteggiamento della giurisprudenza
5. La natura traslativo-successoria o modificativo-organizzativa della scissione di società. Le soluzioni prospettabili in considerazione del carattere totale o parziale dell’operazione
6. Il trasferimento d’azienda quale figura tipica di successione a titolo particolare per atto tra vivi
7. Vicende evolutive non costituenti successione: la trasformazione di società
LA RILEVANZA DELLA FUSIONE NEL PROCESSO
Qualificazione giuridica della fusione
e disposizioni codicistiche in concreto applicabili
2. Applicabilità delle norme dettate in tema di successione nel processo o nel diritto controverso: i risvolti processuali delle ricostruzioni offerte
3. Fusione ante causam e proposizione della domanda: nullità o mera irregolarità? La necessità di attribuire rilevanza decisiva alle risultanze del registro delle imprese
4. La notifica dell’atto introduttivo del giudizio. Il problema del raggiungimento dello scopo dell’atto
La compatibilità dell’istituto dell’interruzione del processo
con le vicende che interessano gli enti collettivi
1. Fusione tra enti ed interruzione del processo
2. Alcuni recenti orientamenti dottrinali secondo cui la fusione non determina la paralisi dell’iter processuale
3. Il problema dell’invocabilità della disciplina di cui all’art. 299 c.p.c. in relazione agli enti: la tesi accolta
4. La ratio dell’interruzione del processo
5. La disciplina applicabile in relazione agli enti. Alcune doverose precisazioni in ordine alla “volontarietà” dell’evento estintivo o modificativo
6. Le conferme alla tesi della non applicabilità delle norme dettate in tema di interruzione offerte dal dato normativo
7. Il principio della ragionevole durata del processo
8. Interruzione del processo e fenomeni successori degli enti pubblici
L’analisi dei risvolti processuali derivanti dall’applicazione
dei diversi orientamenti prospettati
1. La fusione quale fenomeno successorio: le norme applicabili
2. Gli effetti della successione sul rapporto processuale pendente
3. Segue… l’oggetto dell’indagine
4. Il subingresso del successore quale riflesso sul piano processuale della successione perfezionatasi sul piano sostanziale. La teoria tradizionale
4.1. La ricomposizione della bilateralità della lite per effetto della spontanea costituzione del successore a titolo universale
5. La prova della legitimatio ad causam
6. La costituzione dell’ente successore: i limiti di carattere temporale
7. La prosecuzione del giudizio nell’ipotesi in cui l’avvicendamento soggettivo non venga allegato in giudizio
8. Il rinvio alla disciplina del trasferimento a titolo derivativo e particolare
9. La costituzione dell’ente risultante dalla fusione nella prospettiva dell’art. 111 c.p.c.
10. Segue… l’intervento in giudizio della parte in senso sostanziale
11. Modalità del subingresso: il rispetto delle forme prescritte dall’art. 267 c.p.c.
12. I limiti di carattere temporale
13. Segue… il termine finale
14. La chiamata in causa dell’ente risultante dalla fusione
15. Le conseguenze del subingresso: l’acquisto del nuovo ente della qualità di parte
16. Effetti sostanziali e processuali della domanda
17. I poteri dell’ente successore
18. Segue… profili ricostruttivi
19. Un’ipotesi particolare: la contumacia dell’ente incorporato
La mancata allegazione in giudizio dell’avvicendamento soggettivo intercorso
lite pendente: validità ed efficacia delle attività poste in essere delle parti originarie
1. La prosecuzione tra le parti originarie: la sorte degli atti compiuti dopo la successione, ma prima dell’intervento o della chiamata in giudizio dell’ente successore
2. Gli atti di disposizione del diritto controverso. Due orientamenti a confronto
3. Segue… la conciliazione giudiziale
4. Alcune considerazioni in relazione alla fattispecie in esame
5. Segue... i principi invocabili indipendentemente dalla qualificazione giuridica della fusione
7. Segue… la confessione e il giuramento
8. La sorte della procura rilasciata dall’ente-parte originaria al difensore e l’atteggiamento - non sempre coerente - della giurisprudenza
9. Profili ricostruttivi
10. Segue… l’operatività del principio dell’ultrattività del mandato in relazione ai giudizi di gravame
11. La disciplina invocabile in tema di spese
Mutamento di soggettività dell’ente e giudizi di gravame
1. Le problematiche attinenti alla legittimazione attiva e passiva all’impugnazione
2. Il raffronto tra le conseguenze processuali scaturenti dall’applicazione delle disposizioni dettate in tema di successione
3. L’ipotesi in cui è l’ente successore a proporre o a ricevere impugnazione
4. La legittimazione attiva e passiva all’impugnazione della società fusa. Una proposta interpretativa che muove dalla sostanziale unitarietà del processo nei suoi vari gradi
5. Il subingresso dell’ente risultante dalla fusione
6. Impugnazione proposta da chi non sia stato parte del giudizio di primo grado: l’onere di fornire la prova della legitimatio ad causam
7. La disciplina invocabile con riferimento alla trasformazione di società: le analogie rintracciabili
8. Notificazione dell’atto di impugnazione: la legittimazione alla ricezione della notificazione della sentenza
9. La disciplina invocabile allorché la fusione si sia perfezionata successivamente alla pubblicazione della sentenza
10. La legittimazione dell’ente successore ad impugnare la sentenza con l’opposizione di terzo. Alcune brevi considerazioni
L’OPPOSIZIONE DEI CREDITORI ALLA FUSIONE
1. La tutela apprestata dalle disposizioni codicistiche ai creditori sociali: la conferma del carattere universale della successione
2. La natura del procedimento di opposizione e di autorizzazione alla fusione e le modalità di proposizione delle relative istanze. Differenti linee interpretative a confronto
3. Gli indici a sostegno della natura stragiudiziale dell’opposizione ex art. 2503 c.c.
4. I limiti delle ricostruzioni offerte
5. Il procedimento di autorizzazione alla fusione in pendenza di opposizione: il dibattito sulla qualificazione giuridica dell’istituto di cui all’art. 2445, comma 4, c.c.
6. Le dispute interpretative sviluppatesi all’indomani dell’entrata in vigore del rito societario. Il controverso ambito di applicazione del procedimento camerale di cui all’art. 33 del d.l. 17 gennaio 2003, n. 5
7. Segue… le soluzioni allora accolte
8. La disciplina applicabile all’indomani dell’abrogazione della disciplina camerale societaria. La non riconducibilità della autorizzazione alla fusione al genus dei procedimenti in camera di consiglio
9. Una diversa soluzione prospettabile: il ricorso alla tutela cautelare
10. Gli effetti dell’opposizione dei creditori sui processi pendenti
11. La successione nel processo nonostante l’opposizione: la fondatezza delle tesi giurisprudenziali e dottrinali avanzate in ordine alla validità e all’efficacia dell’atto di fusione iscritto in violazione delle prescrizioni
di cui all’art. 2503 c.c.
1. Sull’applicabilità degli artt. 10 e 11 della legge fallimentare. Il parallelismo tra fusione dell’ente e morte dell’imprenditore/cancellazione dal registro delle imprese
2. L’impossibilità di parificare la fusione di società al decesso dell’imprenditore alla luce del dettato normativo e della voluntas del legislatore di accordare la priorità agli interessi dell’impresa
3. Successione nelle obbligazioni e successione nell’insolvenza. Il fallimento dell’ente risultante dall’operazione
4. Segue… la competenza a pronunciare la sentenza dichiarativa di fallimento
5. Il ricorso della società sottoposta a procedure concorsuali ad operazioni di fusione alla luce della riforma societaria. La “rivalutazione” della fusione quale strumento di risanamento delle imprese in crisi
6. Il problema della compatibilità tra operazioni straordinarie e procedure concorsuali. Il definitivo superamento dei tradizionali dubbi nutriti in ordine alla strumentalità delle operazioni straordinarie rispetto alle finalità proprie delle procedure concorsuali anche a fini liquidatori
7. La fusione di società in esecuzione di concordato preventivo. Il coordinamento della disciplina civilistica della fusione con quella speciale contenuta nella legge fallimentare: alcune questioni applicative di non pronta soluzione
8. Segue… le tutele apprestate ai creditori. Il concorso tra l’art. 2503 c.c. ed i rimedi previsti dalla disciplina concorsuale: la preferenza accordata alla soluzione più garantista
9. L’esperibilità dell’azione revocatoria fallimentare avverso l’atto di fusione. Il difficile coordinamento tra la disciplina di cui all’art. 67 l. fall. ed il principio dell’irretrattabilità degli effetti della fusione
10. Gli atti solutori compiuti dalla società incorporata in occasione del fallimento dell’ente incorporante. Le indicazioni dottrinali e giurisprudenziali offerte in ordine alla esperibilità del rimedio revocatorio
11. Profili ricostruttivi. La prova dell’insolvenza della società poi incorporata e della scientia decoctionis da parte dell’accipiens: i diversi scenari ipotizzabili
12. La “trasmissibilità” della scientia decoctionis

References: art. 2507
 sentenza 
 § 265
 § 234
 § 256
 sentenza 
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 sentenza

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 sentenza 
 art. 2503
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