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Master Universitario di II Livello Introduzione al Diritto Tributario Professionale IV EDIZIONE 2008/2009. a cura di. - PDF
Master Universitario di II Livello Introduzione al Diritto Tributario Professionale IV EDIZIONE 2008/2009. a cura di.
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1 Master Universitario di II Livello Introduzione al Diritto Tributario Professionale IV EDIZIONE 2008/2009 LA FISCALITA IMMOBILIARE a cura di Giuseppe Gargiulo dottore commercialista e revisore contabile in Roma
2 Sommario 1. Immobili ed imposte sui redditi Premessa Redditi fondiari: terreni e fabbricati Redditi diversi di natura immobiliare Gli immobili nel reddito d impresa 2. Il nuovo regime Iva/Registro delle principali operazioni immobiliari. 3. Norme di contrasto all evasione nel settore immobiliare. 4. Disciplina delle società non operative 5. La fiscalità delle società Immobiliari e scelte di convenienza 6. Fondi Immobiliari 2
3 Immobili ed imposte sui redditi
4 1. PREMESSA E noto che il TUIR non contiene una definizione generale ed unitaria di reddito imponibile. In esso vengono, invece, definite e disciplinate le singole categorie di reddito (art. 6). In particolare, i redditi prodotti dagli immobili possono rientrare, a seconda delle circostanze che andremo ad analizzare, tra le seguenti categorie: q Redditi fondiari : per gli immobili (terreni e fabbricati) posseduti al fuori dell esercizio di impresa (da parte di persone fisiche, enti non commerciali, società semplici e società ed enti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia); gli immobili posseduti dalle c.d. società commerciali danno, invece, luogo sempre a redditi d impresa. q Redditi diversi : ad esempio, le plusvalenze relative ad immobili posseduti al fuori dell esercizio di impresa (da parte di persone fisiche, enti non commerciali, società semplici e società ed enti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia). q Redditi d impresa : per gli immobili posseduti nell esercizio di impresa (in base al principio della c.d. forza di attrazione del reddito d impresa ) ovvero reddito di lavoro autonomo per quelli strumentali all esercizio di di arti e professioni. 4
5 2. I REDDITI FONDIARI : PROFILI INTRODUTTIVI I «redditi fondiari» soni i redditi inerenti a terreni e fabbricati situati nel territorio dello Stato (art. 25), che sono iscritti (o sono iscrivibili) in catasto con attribuzione di rendita. La caratteristica dei redditi fondiari è quella di essere determinati, in via generale (e salvo quanto si dirà con riferimento ai fabbricati locati), sulla base delle rendite risultanti dal Catasto, le quali esprimono non il reddito effettivo ma una mera stima del reddito medio-normale ritraibile dall immobile. Dal punto di vista soggettivo, sono suscettibili di produrre redditi fondiari solo gliimmobiliposseduti da : da persone fisiche e società semplici (soggetti IRPEF) al di fuori dell esercizio di una attività d impresa, da enti non commerciali (soggetti IRES) al fuori dell esercizio di un attività di impresa, nonché dagli gli enti e le società non residenti privi di stabile organizzazione d impresa in Italia (soggetti IRES). Gli immobili posseduti nell esercizio di impresa (individuale o societaria ) invece non danno luogo a redditi fondiari ma a partecipano alla formazione del reddito d impresa (c.d. forza di attrazione al reddito d impresa) con i criteri che andremo ad esaminare nel prosieguo. 5
6 2. I REDDITI FONDIARI : PROFILI INTRODUTTIVI (segue) I redditi fondiari si dividono a loro volta in: redditi dei terreni (che si dividono in redditi dominicali e redditi agrari), e redditi dei fabbricati A tale distinzione corrisponde un catasto dei terreni (o catasto rurale) ed un catasto dei fabbricati (o catasto urbano). Le unità immobiliari sono iscritte al catasto, con assegnazione di categoria, classe e rendita. I terreni sono iscritti in catasto a mezzo di particelle (ossia porzioni contigue di terreno, aventi medesima qualità e classe, a cui è attribuita una certa rendita c.d. classamento) e sono individuati e misurati con mappe planimetriche collegate a punti trigonometrici. Il reddito catastale (sia dei terreni sia dei fabbricati) è un reddito medio-ordinario che viene attribuito - in base a determinati parametri di estimo fissati dal legislatore - a ciascun immobile al momento della sua iscrizione nel Catasto (che avviene sulla base di una procedura automatizzata telematica DOCFA). Il reddito catastale non è quindi il reddito effettivo ritratto dall immobile ma una stima del reddito medio-normale ritraibile dall immobile. Sulla legittimità costituzionale dell'attuale sistema catastale si è espressa favorevolmente la Corte costituzionale n. 229/1985 (pubblicata in Rass. Trib., 1986, II, 699, con nota di D'AMATI, Profili costituzionali del catasto). 6
7 2. I REDDITI FONDIARI: PROFILI INTRODUTTIVI (segue) La rendita catastale attribuita agli immobili (fabbricati e terreni) tiene conto forfettariamente dei costi relativi alla produzione del reddito medio-normale ritraibile dall 'immobile (esprimendo quindi un reddito netto). L'imputazione del reddito fondiario al periodo d'imposta deve avvenire proporzionalmente alla durata del possesso del bene. Ne discende che, in caso di mutamenti di titolarità dell'immobile (sia terreno che fabbricato) nel corso dell'anno, il reddito fondiario viene imputato ai diversi titolari in base alladurata del rispettivoperiodo di possesso. In caso di contitolarità di diritti reali dello stesso tipo sul medesimo immobile (es. comproprietà), ciascuno dei titolari dovrà imputarsi una parte del reddito fondiario proporzionale alla sua quota. In caso di contitolarità di diritti reali di tipo diverso (ad es. nuda proprietà e usufrutto) sul medesimo immobile, il reddito è in linea di principio attribuito al titolare del diritto realeche attribuisceil possesso (nella specie l'usufrutto). In caso di immobili dati in locazione, l'imputazione a periodo dei canoni avviene in proporzione alla relativa maturazione, e la mancata riscossione è rilevante solo in ipotesi limitate (conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità con attribuzione di credito d imposta) Il criterio di collegamento per stabilire se i redditi fondiari dei «non residenti» si considerano prodotti in Italia è basato sulla localizzazione dell'immobile nel territorio dello Stato (art. 20 lett. a). 7
8 2. I REDDITI FONDIARI: REDDITI DEI TERRENI I redditi dei terreni si dividono in: a) reddito dominicale (è il reddito medio ordinario imputato al proprietario o al titolare di altro diritto reale sul fondo ed esprime il reddito medio ordinario ritraibile dalla semplice possesso del fondo (a prescindere dalla attività svolta) b) reddito agrario (è il reddito medio normale ritraibile dall esercizio sul fondo di una attività agricola) Con riferimento ai redditi inerenti ai terreni occorre precisare, in primo luogo, che, per dare luogo a reddito fondiario (nelle sue due componenti dominicale e agrario ), essi devono essere atti alla produzione agricola. La suddetta qualificazione risulta dal catasto rilievo la destinazione urbanistica del terreno). (e non assume, a tal fine, alcun 8
9 2. I REDDITI FONDIARI: REDDITI DEI TERRENI Non si considerano, pertanto, produttivi di reddito fondiario (vedi art. 27, comma 2) in quanto non atti alla produzione agricola : a) i terreni adibiti a pertinenza di fabbricati urbani (es. giardini, parcheggi ed autorimesse (i quali non producono reddito fondiario autonomo, concorrendo alla stima della rendita del fabbricato di cui costituiscono pertinenza) e quelli destinati a pubblici servizi gratuiti b) terreni (che ancorché potenzialmente atti alla produzione agricola) che risultano concessi in affitto per usi non agricoli (es. terreni agricoli adibiti ad attività di rimessaggio, campeggio, riserva di caccia, cava, etc.). Il canone di locazione di questi terreni dà luogo, infatti, a «redditi diversi» ai sensi dell'art. 67 lett. e), mentre l'esercizio diretto di tali attività da parte del proprietario del terreno darà luogo a reddito d'impresa. c) terreni relativi a società di forma commerciale e quelli relativi ad imprese commerciali individuali che concorrono a formare sempre reddito d impresa secondo le regole che andremo a vedere (che variano per i terreni-merce, i terreni-strumentali ed i terreni-patrimonio ). 9
10 2. I REDDITI FONDIAR I: REDDITI DEI TERRENI (segue) Il reddito catastale attribuito al terreno ricomprende anche quello di eventuali costruzioni rurali esistenti su di esso, destinate ad esempio ad abitazione dei coltivatori, alla custodia del bestiame o degli attrezzi etc. Tali fabbricati c.d. «rurali» non danno perciò luogo ad un reddito fondiario autonomo (art. 39), né sono soggetti ad ICI, a condizione che siano effettivamente adibiti agli usi agricoli consentiti. Con l'art. 1 comma 5 della legge 26 giugno 1990 n. 165 è stato disposto l'inserimento nel catasto dei fabbricati anche degli immobili rurali, allo scopo di tener sotto controllo un patrimonio immobiliare frequentemente utilizzato per usi non agricoli. Si segnala che con il collegato alla Finanziaria 2008 sono stati riformulati, in modo per alcuni versi più stringente, i requisiti per la ruralità fiscale dei fabbricati (sulla base anche dei chiarimenti già forniti dalla Agenzia del Territorio nella Circ. n. 7 del ). 10
11 2. I REDDITI FONDIARI: REDDITI DEI TERRENI (segue) I redditi fondiari relativi ai terreni agricoli sono sempre determinati (a differenza di quelli relativi ai fabbricati) in base alla rendita catastale, anche se dati in affitto a terzi per usi agricoli, con la conseguenza che il canone di locazione del fondo rustico effettivo percepito dal proprietario non sarà mai tassato in capo a quest ultimo in modo analitico (il quale sarà assoggettato ad imposizione solo sul reddito dominicale, a meno che il canone percepito non sia inferiore a quest ultimo per via di regimi legali di determinazione del canone, nel qual caso quest ultimo prende il posto del reddito dominicale ai sensi dell art. 29, comma 1). Il canone di affitto in questione non sarà deducibile per il conduttore del fondo agricolo (il quale sarà assoggettato ad imposizione su base catastale sul reddito agrario ). 11
12 2. I REDDITI FONDIARI: REDDITI DEI TERRENI (segue) Il CATASTO TERRENI contiene la descrizione topografica di ciascun terreno, con l'indicazione della sua classe appartenenza e del reddito medio annuo da ciascuno di essi ritraibile (rendita). Ai fini della formazione del catasto vengono effettuate sia operazioni geometrico-topografiche, sia operazioni economiche o di stima tendenti ad attribuire al terreno un reddito medio-ordinario, basato sulla produzione agricola da esso ritraibile a seconda del genere di coltivazione su di esso praticata. Al fine di consentire l aggiornamento delle risultanze catastali, il contribuente ha l'obbligo di comunicare eventuali variazioni d'uso (alle quali dovrà attenersi dopo averle effettuate anche prima che l'ufficio catastale provveda materialmente ad annotare la variazione nei registri). 12
13 2. I REDDITI FONDIARI: REDDITI DEI TERRENI (segue) Eventuali aumenti del reddito potenziale, per miglioramento della qualità di coltura e della classe dei terreni, devono essere dichiarati al catasto, ai sensi dell'art. 27 comma 2, e la nuova rendita deve essere applicata a partire dall'esercizio successivo. Se il contribuente ha adottato coltivazioni meno redditizie, ha l'onere di segnalarlo (art. 27 comma 3); lo stesso accade per eventuali perdite per mancata coltivazione ed eventi naturali (come siccità, inondazioni, incendi, grandinate, etc.), nel qual caso a seconda del tipo di evento il reddito fondiario viene eliminato o ridotto (artt. 28 e 32). Con il Decreto Bersani-Visco e poi anche con la Finanziaria 2008 sono state introdotte delle norme relative al c.d. riclassamento automatico dei terreni che sono oggetto di istanze (o comunicazioni) relative alla richiesta di contributi agricoli di fonte comunitaria (in base ad un procedimento che vede coinvolte l AGEA e l Agenzia del Territorio). Le nuove rendite così attribuite (salvo il diritto di ricorso) sono efficaci, a seguito di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, dalla data in cui è stata presentata all AGEA la dichiarazione relativa all uso dei suoli. 13
14 2. I REDDITI FONDIARI: REDDITI DEI TERRENI (segue) II reddito catastale dei terreni agricoli si divide, come già detto, in: una quota denominata reddito dominicale, attribuita al proprietario o al titolare di altro diritto reale di godimento sul terreno agricolo (es. enfiteusi, usufrutto, che attribuiscono il possesso del fondo agricolo) a fronte del reddito ritraibile dal medesimo, senza esercitare direttamente alcuna attività agricola; una seconda quota, denominata reddito agrario (art. 29) è invece attribuita (art. 30) a chi coltiva il terreno, anche in base a un contratto di affitto (diritto personale di godimento, che attribuisce la mera detenzione ). Esso esprime la parte del reddito medio normale dei terreni imputabile all esercizio di una attività agricola, nei limiti delle potenzialità del terreno. Entrambe le componenti del reddito catastale del terreno (dominicale ed agrario) saranno ovviamente attribuite allo stesso proprietario (o titolare di altro diritto reale di godimento, es. usufruttuario) ove questi eserciti direttamente o tramite dipendenti (braccianti) l'attività agricola sul terreno. 14
15 2. I REDDITI FONDIARI: I REDDITI AGRARIO E REDDITO D IMPRESA DEI TERRENI - CONFINI TRA REDDITO Come sottolineato in precedenza, il «reddito agrario» esprime il reddito medio - ordinario dell'imprenditore agricolo, determinato secondo un criterio forfettario catastale, distinguendosi, quindi, dall'ordinaria tassazione analitica dell'impresa commerciale, basata sui costi e i ricavi effettivi. Esso esprime, quindi, il reddito medio normale ritraibile dallo svolgimento di una attività agricola sul fondo, nei limiti delle potenzialità del terreno stesso. Onde assicurare un collegamento tra potenzialità produttiva del terreno e reddito agrario determinato su tariffe d estimo catastali ed evitare, per contro, l applicazione di questi criteri forfettari anche ad attività d impresa o attività agricole non dipendenti dal terreno, nei cui confronti le stime catastali basate sulla produttività intrinseca del fondo agricolo non avrebbero significato, occorre stabilire, ai fini fiscali, un confine tra reddito agrario e reddito d'impresa (es. attività di rivendita o trasformazione di prodotti agricoli non rivenienti dal fondo). 15
16 2. I REDDITI FONDIARI: I REDDITI DEI TERRENI - CONFINI TRA REDDITO AGRARIO E REDDITO D IMPRESA (segue) Per quanto riguarda l attività di pura coltivazione del fondo e la selvicoltura, essendo in rapporto diretto con il terreno, non presenta i rischi suddetti, e dà luogo comunque a reddito agrario, anche se effettuata con tecniche moderne o sofisticate, come la coltivazione in serra. Quando la superficie produttiva è aumentata attraverso scaffalature o altri supporti, il reddito catastale è aumentato nella stessa proporzione (ad esempio se la superficie è stata aumentata dal 10 percento anche il reddito catastale sarà aumentato in modo corrispondente, secondo l'art. 56-bis comma 1), fermo restando che la superficie a ciò adibita non può eccedere il doppio della superficie del terreno sui cui la produzione insiste. Danno luogo a reddito agrario anche le attività connesse alla coltivazione dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti agricoli rientranti nelle categorie individuate con decreto ministeriale, purché siano ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del terreno medesimo. 16
17 2. I REDDITI FONDIARI: I REDDITI DEI TERRENI - CONFINI TRA REDDITO AGRARIO E REDDITO D IMPRESA (segue) Riguardo alla nozione di attività agricola, deve inoltre osservarsi che le modifiche apportate dal legislatore al concetto civilistico di impresa agricola (si veda il nuovo art del c.c.), ormai basata sulla nozione di sfruttamento di un ciclo biologico, e non più sullo sfruttamento del solo terreno, hanno indotto anche il legislatore tributario a modificare la originaria formulazione dell art. 33 lett. c, del TUIR (secondo cui la trasformazione e la commercializzazione davano luogo a reddito fondiario solo se avevano ad oggetto beni ottenibili, per almeno la metà, dal terreno, e rientravano inoltre nell'«esercizio normale dell'agricoltura»). A seguito della riforma del concetto civilistico di attività agricola, danno luogo a reddito agrario, ai fini fiscali, anche le attività agricole, caratterizzate dal «ciclo biologico», e insistenti su un terreno agricolo, purché aventi le caratteristiche indicate con appositi regolamenti. Tutte le attività in esame sono quindi state assoggettate alle varie forfetizzazioni previste nell'art. 56-bis del TUIR. 17
18 2. I REDDITI FONDIARI: I REDDITI AGRARIO E REDDITO D IMPRESA DEI TERRENI - CONFINI TRA REDDITO La determinazione catastale del reddito agrario (derivante da attività di coltivazione, sfruttamento di un ciclo biologico ed allevamento) si sostituisce, quindi, al reddito effettivo e rende irrilevanti gli effettivi ricavi della coltivazione, come pure le altre componenti positive del reddito comunque connesse all'attività agricola. Si pensi ad esempio alle plusvalenze per cessione di beni strumentali ovvero i contributi CEE di sostegno alla produzione agricola, agli interessi attivi e agli altri proventi derivanti dall'utilizzazione occasionale delle attrezzature. D'altro canto sono irrilevanti i costi effettivi per acquisti di scorte, sementi, salari ai braccianti, ammortamenti del macchinario, interessi passivi ( i quali tuttavia sono deducibili quali oneri deducibili dal reddito complessivo IRPEF dell agricoltore). 18
19 2. I REDDITI FONDIARI: I REDDITI DEI TERRENI - CONFINI TRA REDDITO AGRARIO E REDDITO D IMPRESA (segue) Per quanto riguarda l'attività di allevamento, essa dà luogo a reddito agrario nei limiti del numero di capi alimentabili con mangimi astrattamente ottenibili per almeno un quarto dal terreno (art. 32 lett. b); tale numero di capi è stabilito con decreto del ministero delle finanze di concerto col ministero dell'agricoltura. L'attività eccedente tali limiti non darà luogo a reddito agrario, ma a reddito d'impresa determinabile, tuttavia, non a costi e ricavi effettivi ma secondo criteri forfettari, basati sul numero dei capi allevati (analogamente alle produzioni vegetali su superfici eccedenti). E salva l opzione per il regime ordinario a costi e ricavi effettivi. L allevatore può quindi essere titolare di due categorie di reddito: reddito agrario e reddito d impresa (per la parte eccedente). 19
20 2. I REDDITI FONDIARI : I REDDITI DEI FABBRICATI Il redditi dei fabbricati (art. 36) è quello medio-ordinario ritraibile da ciascuna unità immobiliare urbana, intesa come costruzione stabile o porzione di essa suscettibile di reddito autonomo e comprensiva dell area occupata e di quelle pertinenziali. Tali redditi catastali sono attribuiti soltanto a chi possiede il bene a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale di godimento. In caso di coesistenza di due diritti reali sullo stesso immobile il reddito deve essere dichiarato dal titolare del diritto che attribuisce il possesso (inteso in senso giuridico ai sensi degli artt e seguenti del c.c.) dell'immobile; ad esempio, nel caso di immobile gravato da usufrutto, il reddito dovrà essere dichiarato dall'usufruttuario e non dal titolare della nuda proprietà. Dato che né la locazione né il comodato attribuiscono il possesso del bene (ma la mera detenzione), gli immobili dati in comodato (gratuito) a terzi danno luogo comunque a un reddito catastale per il proprietario, mentre le sublocazioni danno luogo (in capo al sub-locatore) a «redditi diversi». Ugualmente costituiscono redditi diversi (art. 67 lett. h) i proventi derivanti dalla cessione dell'usufrutto sul fabbricato, attraverso il quale, altrimenti, si sarebbe potuta aggirare la determinazione del reddito attraverso il canone di locazione (se maggiore della rendita) 20
21 2. I REDDITI FONDIARI : I REDDITI DEI FABBRICATI (segue) Anche i redditi dei fabbricati sono basati sulle rendite catastali calcolate in base alle tariffe d estimo. L'attuale sistema di calcolo della rendita si basa sul numero dei vani catastali dell'appartamento, a ciascuno dei quali corrisponde un reddito, attribuito a ciascun comune; il calcolo, relativamente alle abitazioni, è basato sulla attribuzione di un valore predeterminato per ogni «vano catastale» (sostanzialmente il numero delle stanze, variabile in base alla città, alla classe catastale e alla categoria; questo procedimento rileva anche per il calcolo dell'ici e della base imponibili ai fini delle imposte di registro, successioni). Il reddito fondiario dei fabbricati non ancora accatastati dovrà essere stimato in base alle caratteristiche di immobili similari censiti (art. 37 comma 4) a partire, per gli immobili di nuova costruzione, dalla data in cui il fabbricato è divenuto atto all'uso cui è destinato (art. 37). Costituisce reddito fondiario anche il reddito figurativo dei fabbricati utilizzati direttamente dal titolare (ossia non affittati), ad eccezione dell'immobile utilizzato come abitazione principale (c.d. «prima casa»), escluso dal reddito imponibile grazie alla deduzione di cui all'art. 10 comma 3-bis. Per le abitazioni, diverse dalla prima casa, se non affittate, la rendita catastale è aumentata di 1/3 (art. 41) 21
22 2. I REDDITI FONDIARI: I REDDITI DEI FABBRICATI Come anticipato, i casi di divergenza tra il reddito catastale e quello effettivamente ritratto dall'immobile sono regolati, per i fabbricati, diversamente da quanto previsto per i terreni. Infatti, per i fabbricati locati si tassa se superiore alla rendita catastale il canone di locazione pattuito, ridotto del 15% a titolo di forfettizzazione delle spese di manutenzione, riparazione etc. (art. 37 comma 4-bis). La non percezione dei canoni pattuiti rileva solo al momento di convalida di un procedimento di sfratto per morosità, nel qua caso spetta un credito d imposta per l IRPEF versata sui canoni di cui si sia accertato giudizialmente l effettivo mancato pagamento. 22
23 3. I REDDITI DIVERSI DI NATURA IMMOBILIARE Generano redditi diversi di natura immobiliare (art. 67 TUIR) A) I redditi di immobili situati all'estero (art. 67 lette. f), che si determinano infatti con riferimento all'eventuale valutazione catastale estera (art. 70 comma 2)). Si è detto infatti, a proposito dei redditi fondiari, che il particolare sistema catastale per essi previsto è applicabile solo per i fabbricati siti nel territorio dello Stato. B) I redditi immobiliari non determinabili catastalmente (art. 67 lett. e), come ad esempio quelli dei terreni locati per uso non agricolo ma imprenditoriale (es. attività di campeggi, rimessaggi, poligoni di tiro, circuiti di motocross, etc.). C) I proventi derivanti dalla concessione in usufrutto o in sublocazione di immobili, previsti dalla prima parte dell'art. 67 lett. H. In questi casi manca, per dare luogo a reddito fondiario, il possesso dell'immobile a titolo di proprietà o altro diritto reale. Nel caso della concessione in usufrutto il contribuente resta, infatti, titolare della nuda proprietà che non attribuisce il possesso, spettante invece all'usufruttuario; nel caso della sub-locazione il contribuente (sub-locatore) è invece titolare di un diritto personale di godimento (che attribuisce, com'è noto, la detenzione e non il possesso). 23
24 3. I REDDITI DIVERSI DI NATURA IMMOBILIARE (segue) D) le plusvalenze costituenti reddito diverso, indicate alle lett. a), b) e c) dell'art. 67, tra le quali vi rientrano quelle su immobili non destinati ad abitazione principale del contribuente ove la vendita avvenga entro cinque anni dall'acquisto (mentre sono non imponibili le vendite ultraquinquennali), nonché quelle da attività lottizzazione di terreni e cessione dei relativi terreni o degli edifici su di essi costruiti (a prescindere dal numero di anni dall acquisto), e le da cessione di aree suscettibili (al momento della cessione medesima) di utilizzazione edificatoria (art. 67 lett. b). Sono tassate anche le cessioni di immobili pervenuti per donazione. Le plusvalenze sono determinate dall'art. 68, in via generale ( e salve alcune regole specifiche) in base alla differenza tra importo ricavato e prezzo di acquisto. Lo stesso articolo regolamenta in base al principio di cassa l'imputazione al periodo d'imposta dei proventi in esame; l'ipotesi di dilazione del corrispettivo è affrontata stabilendo che al compenso percepito nel periodo d'imposta deve essere contrapposta una quota parte percentuale dei rispettivi costi. 24
25 3. I REDDITI DIVERSI DI NATURA IMMOBILIARE (segue) Nell ambito dei redditi diversi costituiscono plusvalenze imponibili anche quelle derivanti da cessioni di immobili pervenuti per donazione, ove l acquisto da parte del donante dell immobile sia avvenuto entro cinque anni dal momento della vendita da parte del donatario. Il donante subentra nel costo di acquisto o costruzione del donatario ai fini del calcolo della plusvalenza. 25
26 3. I REDDITI DIVERSI DI NATURA IMMOBILIARE (segue) - RIVALUTAZIONE DEL COSTO FISCALE DEI TEERENI POSSEDUTI FUORI DALL ESERCIZIO D IMPRESA Si segnala che nel corso degli ultimi anni diverse leggi (da ultimo la legge la Finanziaria per 2008) hanno concesso la possibilità di procedere alla rideterminazione del costo fiscale dei terreni posseduti, alla data del 1 gennaio 2008, al di fuori dell esercizio d impresa, i quali se ceduti sono suscettibili di generare plusvalenze costituenti redditi diversi. A tal fine si doveva procedere a far redigere una relazione giurata di stima del terreno entro un determinato termine (ma comunque prima della vendita del terreno) e sul relativo valore di perizia si doveva pagare (in una unica soluzione o in tre rate annuali) una imposta sostitutiva del 4%. Il valore così rivalutatato costituisce il nuovo costo fiscale di partenza ai fini del calcolo delle successive plusvalenze. Soggetti ammessi: persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e società non residenti prive di s.o. in Italia. 26
27 4. GLI IMMOBILI NEL REDDITO D IMPRESA (E DI LAVORO AUTONOMO) I redditi derivanti da immobili (fabbricati e terreni) posseduti da imprenditori commerciali individuali o da società commerciali non generano mai redditi fondiari ma danno luogo a reddito di impresa (ex. artt. 43, 65 ed 81 del TUIR). Infatti, in base al principio di attrazione al reddito d'impresa, tutti i redditi degli immobili appartenenti a società commerciali, o relativi ad imprese commerciali individuali, concorrono a formare il reddito d'impresa e non sono tassati autonomamente come redditi fondiari. Per quanto riguarda i terreni agricoli posseduti da società di persone di forma commerciale (s.n.c. e s.a.s.), società a responsabilità limitata (s.r.l.) e società cooperative, anche se utilizzati per svolgere attività agricola, essi danno luogo ai fini fiscali a reddito d impresa (a costi e ricavi effettivi), ma se utilizzati direttamente per lo svolgimento di attività agricola; se le suddette società rivestono la qualifica di società agricole ai sensi dell art. 2 del D. Lgs 24 marzo 2004, n. 99, vi è la possibilità di optare in luogo della tassazione a costi e ricavi effettivi (secondo le regole fiscali del reddito d impresa) - per l imposizione secondo le regole dei redditi fondiari (ex. art. 1, c. 1093, L.296/2006). 27
28 4. GLI IMMOBILI (segue) NEL REDDITO D IMPRESA (E DI LAVORO AUTONOMO) Al riguardo, è opportuno ricordare che in base all art. 65 TUIR i «beni relativi all'impresa» sono identificati come segue: a) sono automaticamente «relativi all'impresa» tutti i beni (mobili ed immobili) appartenenti a società commerciali (spa, sapa, srl, snc, sas) b) per le imprese individuali, i beni «relativi all'impresa» si distinguono dal resto dei beni «personali» dell'imprenditore (costituenti il c.d. «patrimonio privato») secondo criteri basati in parte sulla natura dei beni ed in parte sulla volontà dell'imprenditore. In particolare, i beni mobili, le materie prime, le merci e i beni strumentali (diversi dagli immobili) si considerano comunque relativi all'impresa (art. 65 comma 1), indipendentemente dalla volontà dell'imprenditore. Gli immobili posseduti dall'imprenditore commerciale individuale, persino se direttamente utilizzati per l'esercizio dell'impresa (es. negozio), possono essere esclusi dal regime dei beni d impresa semplicemente non indicandoli nell'inventario dei beni dell impresa. L'imprenditore può comunque optare per l'inclusione di tali beni tra quelli relativi all'impresa, indicandoli con questa qualifica nell'inventario redatto e vidimato ai sensi dell art c.c ( o nei registri i Iva o beni ammortizzabili se in semplificata). 28
29 4. GLI IMMOBILI (segue) NEL REDDITO D IMPRESA (E DI LAVORO AUTONOMO) Il passaggio del bene immobile dalla sfera privata a quella d impresa pone il problema della sua valutazione ai fini fiscali. Art. 65, c. 3-bis, del TUIR disciplina solo il caso dei beni immobili che si configurino come strumentali (per natura o destinazione), facendo riferimento al costo di acquisto o produzione (maggiorato del 3% per anno intercorso). Non ci sono disposizioni sugli immobili costituenti beni-merce e su quelli costituenti beni patrimonio (non strumentali). Dovrebbe applicarsi la regola del valore normale, ma essa applicata senza correttivi - si presta a rischi di arbitraggi fiscali (salti d imposta) atteso che potrebbe consentire di non tassare plusvalenze maturate su tali beni fuori dal regime dei beni d impresa, che ove ceduti a terzi a titolo oneroso sarebbero state altrimenti imponibili come redditi diversi (si pensi ad esempio ad un terreno edificabile destinato alla lottizzazione, costruzione e vendita che viene immesso senza pagare tasse nel regime dei beni d impresa rivalutato al suo valore normale ). In tali casi si dovrebbe dare preferenza al criterio del costo. 29
30 4. GLI IMMOBILI (segue) NEL REDDITO D IMPRESA (E DI LAVORO AUTONOMO) Gli immobili posseduti nell esercizio di impresa (che non generano reddito fondiario) si distinguono in: beni-merce alla cui produzione e scambio è diretta l attività di impresa (si pensi alle società di costruzioni ed alle società di compravendita immobiliare) che concorrono a formare il reddito d impresa a costi, ricavi e rimanenze (nel bilancio sono classificati tra le rimanenze incluse nell attivo circolante per i soggetti non IAS ovvero nell attivo corrente per i soggetti IAS); beni diversi dai beni merce (strumentali e non strumentali anche detti beni patrimoniali ), che possono generare plusvalenze e/o minusvalenze (ove venduti), ammortamenti (ove strumentali ed ammortizzabili) e ricavi da locazione (ove locati a terzi). In bilancio sono classificati tra le immobilizzazioni per i soggetti non IAS ovvero tra le attività non correnti per i soggetti IAS 30

References: art. 27
 art. 29
 art. 33
 art. 2
 art. 1
 art. 65
 Art. 65