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COMUNE DI VENTOTENE PROVINCIA DI LATINA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI - PDF
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Silvio Fabiani
1 COMUNE DI VENTOTENE PROVINCIA DI LATINA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 3 del
2 CAPO I Art.1 Art.2 Art.3 Art.4 PRINCIPI GENERALI Oggetto del Regolamento. Tipologie di controlli interni. Finalità del sistema di controlli interni. Soggetti del sistema dei controlli interni. CAPO II Art.5 Art.6 CONTROLLO DI REGOLARITA Fasi del controllo di regolarità amministrativa. Fasi del controllo di regolarità contabile. CAPO III Art.7 Art.8 Art.9 Art.10 Art.11 CONTROLLO DI GESTIONE Definizione del controllo di gestione. Elementi base del controllo di gestione. La struttura delle responsabilità per il controllo di gestione. Il processo di funzionamento del controllo di gestione. La struttura tecnico-contabile del controllo di gestione. CAPO IV Art.12 CONTROLLO SUGLI EQUILIBRI FINNANZIARI Disciplina sul controllo degli equilibri finanziari. CAPO V Art.13 GESTIONE ASSOCIATA Gestione associata dei controlli interni. CAPO VI Art.14 Art.15 DISPOSIZIONI COMUNI E FINALI La valutazione. Entrata in vigore. 2
3 CAPO I PRINCIPI GENERALI Art. 1 Oggetto del Regolamento 1. Il presente regolamento disciplina i controlli interni del Comune di Ventotene. 2. Le varie forme di controllo interno sono gestite in modo integrato. 3. Le attività di controllo interno producono report che sono inviati alla giunta ed al consiglio e, ove previsto dalla normativa, alla Corte dei Conti. Tali report sono pubblicati sul sito internet dell ente. 4. Ai fini dell applicazione degli artt. 147 e seguenti del D. Lgs. 267/2000, questo Comune conta una popolazione residente al censimento 2011 di 692 abitanti. Art. 2 Tipologie di controlli interni 1. Il sistema dei controlli interni è articolato in: a) controllo di regolarità amministrativa; b) controllo di regolarità contabile; c) controllo di gestione; 2. Al sistema dei controlli interni si deve aggiungere l attività di valutazione dei responsabili titolari di posizione organizzativa. Tale attività è direttamente connessa con il sistema dei controlli interni con le modalità previste nel presente regolamento. 3. Il sistema dei controlli interni costituisce strumento di supporto nella prevenzione del fenomeno della corruzione. Le modalità sono disciplinate nel piano anticorruzione, di cui alla legge n. 190/2012. In ogni caso, le attività che saranno individuate a maggiore rischio di corruzione sono impegnate a trasmettere informazioni aggiuntive al controllo interno. 4. Gli esiti del controllo interno sono utilizzati ai fini della redazione della dichiarazione di inizio e fine mandato del sindaco. Art. 3 Finalità del sistema dei controlli interni 1. Il sistema dei controlli interni è diretto a: verificare l efficacia, l efficienza e l economicità dell azione amministrativa, al fine di ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi correttivi, il rapporto tra obiettivi e azioni realizzate, nonché tra risorse impiegate e risultati (controllo di gestione); monitorare la legittimità, la regolarità e la correttezza dell azione amministrativa (controllo di regolarità amministrativa e contabile); garantire il costante controllo degli equilibri finanziari della gestione di competenza, della gestione dei residui e della gestione di cassa, anche ai fini della realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica determinati dal patto di stabilità interno, mediante l attività di coordinamento e di vigilanza da parte del responsabile del servizio finanziario, nonché l attività di controllo da parte dei responsabili dei servizi (controllo sugli equilibri finanziari); Art. 4 Soggetti del sistema dei controlli interni 1. Partecipano all organizzazione del sistema dei controlli interni il segretario dell ente, i responsabili dei servizi, il nucleo di valutazione ed il revisore dei conti. Gli esiti dei controlli interni sono trasmessi al sindaco. 3
4 CAPO II CONTROLLO DI REGOLARITÀ Art. 5 Fasi del controllo di regolarità amministrativa 1. Il controllo di regolarità amministrativa si realizza nella fase preventiva alla adozione delle deliberazioni e determinazioni e nella fase successiva alla adozione di tutti gli atti amministrativi. 2. Nella fase preventiva della formazione delle deliberazioni esso si concretizza nel rilascio del parere di regolarità tecnica. Il controllo di regolarità amministrativa verifica la conformità della proposta di deliberazione ai criteri ed alle regole tecniche specifiche, il rispetto della normativa di settore e dei principi di carattere generale dell ordinamento, nonché dei principi di buona amministrazione ed opportunità ed infine del collegamento con gli obiettivi dell ente. Tale verifica viene effettuata sia sul merito che sul rispetto delle procedure. Esso è riportato nella parte motiva della deliberazione. 3. La giunta ed il consiglio possono discostarsi dalle risultanze del parere di regolarità tecnica sulla base di argomentate motivazioni. 4. Nella fase successiva all adozione degli atti amministrativi esso è svolto dal segretario. Il controllo di regolarità amministrativa viene esercitato sulle determinazioni, sui contratti e sugli altri atti adottati dai responsabili di servizio. Ha come oggetto la verifica del rispetto della normativa di settore e dei principi di carattere generale dell ordinamento, nonché del collegamento con gli obiettivi dell Ente. 5. Il controllo di regolarità amministrativa viene effettuato sul 10% del totale degli atti adottati da ogni responsabile di servizio. Tali atti sono scelti in modo casuale dal segretario stesso. Per gli atti oggetto della verifica successiva viene misurato anche il rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi. 6. Il segretario predispone un rapporto che viene trasmesso ai responsabili di servizio, al revisore dei conti, al nucleo di valutazione, che ne tiene conto ai fini della valutazione, ed al Sindaco. Esso contiene, oltre alle risultanze dell esame delle attività, le direttive a cui i responsabili di servizio devono attenersi nell adozione degli atti amministrativi. Dei suoi esiti si tiene conto nella valutazione dei responsabili di servizio. 7. Una parte del rapporto è dedicata in modo specifico agli esiti delle verifiche per le attività che sono state individuate a rischio di corruzione. In esso viene, in aggiunta a quanto previsto per le altre attività, misurato il rispetto dei tempi di conclusione dei procedimenti amministrativi. Art. 6 Fasi del controllo di regolarità contabile 1. Il controllo di regolarità contabile è svolto dal responsabile del servizio finanziario. Egli verifica la regolarità contabile dell attività amministrativa con il visto ed il parere di regolarità contabile. 2. Con il visto di regolarità contabile sulle determinazioni e con il parere di regolarità contabile sulle deliberazioni il responsabile del servizio finanziario verifica in particolare: a) la disponibilità dello stanziamento di bilancio e la corretta imputazione; b) l esistenza del presupposto dal quale sorge il diritto dell obbligazione; c) l esistenza dell impegno di spesa regolarmente assunto; d) la conformità alle norme fiscali; e) il rispetto delle competenze proprie dei soggetti dell Ente; 4
5 f) il rispetto dell ordinamento contabile degli enti locali e delle norme del regolamento di contabilità; g) la mancanza di conseguenze negative sugli equilibri di bilancio e sul patto di stabilità; h) l accertamento dell entrata; i) la copertura nel bilancio pluriennale; l) la regolarità della documentazione; m) gli equilibri finanziari complessivi della gestione e dei vincoli di finanza pubblica 3. La giunta ed il consiglio possono discostarsi dalle risultanze del parere di regolarità contabile sulla base di argomentate motivazioni e con la espressa indicazione del giudizio positivo del collegio dei revisori dei conti. 4. Al controllo di regolarità contabile partecipa il revisore dei conti, che verifica le attività di controllo svolte dal responsabile del servizio finanziario e verifica inoltre il 10% dei provvedimenti adottati dai singoli responsabili. Il revisore riassume in un report annuale le risultanze della loro attività. Tale report è trasmesso al sindaco, al segretario, ai responsabili ed al nucleo di valutazione che ne tiene conto ai fini della valutazione. CAPO III CONTROLLO DI GESTIONE Art. 7 Definizione del controllo di gestione 1. Il controllo di gestione è un processo attraverso il quale l Amministrazione si assicura che le risorse vengano acquisite ed impiegate con efficienza ed efficacia nel perseguimento degli obiettivi dell organizzazione. Art. 8 Elementi base del controllo di gestione 1. Gli elementi che costituiscono il controllo di gestione sono: la struttura delle responsabilità; il processo di funzionamento; la struttura tecnico-contabile. Art. 9 La struttura delle responsabilità per il controllo di gestione 1. La struttura delle responsabilità per il controllo di gestione è la disarticolazione della struttura organizzativa dell Ente in centri di responsabilità. 2. Il centro di responsabilità è un unità organizzativa che, sotto la guida del responsabile del settore, governa autonomamente risorse finanziarie, umane e patrimoniali per ottenere risultati in termini di obiettivi, di livelli di attività, di efficacia, di efficienza e di economicità. Art. 10 Il processo di funzionamento del controllo di gestione 1. Il processo di funzionamento del controllo di gestione è il processo circolare della programmazione e controllo riguardante la fase della programmazione, della realizzazione, del controllo e delle eventuali azioni correttive da realizzare. Tale processo coincide con il ciclo di gestione delle performance che si articola nelle seguenti fasi: definizione e assegnazione degli obiettivi che si intendono raggiungere, dei valori attesi di risultato e dei rispettivi indicatori; 5
6 collegamento tra gli obiettivi e l allocazione delle risorse; monitoraggio in corso di esercizio e attivazione di eventuali interventi correttivi; misurazione e valutazione della performance, organizzativa e individuale; utilizzo dei sistemi premianti, secondo criteri di valorizzazione del merito; rendicontazione dei risultati all organo di indirizzo politico-amministrativo, ai vertici dell amministrazione, nonché ai competenti organi esterni, ai cittadini, ai soggetti interessati, agli utenti e ai destinatari dei servizi. Art. 11 La struttura tecnico-contabile del controllo di gestione 1. La struttura tecnico contabile del controllo di gestione è costituita: dagli strumenti di programmazione; dalla struttura dei centri di costo; da un sistema di indicatori e di reportistica. 2. Gli strumenti di programmazione permettono la definizione e l assegnazione degli obiettivi che l Amministrazione intende raggiungere, dei valori attesi di risultato, dei rispettivi indicatori e il collegamento tra gli obiettivi e l allocazione delle risorse. Gli strumenti di programmazione operativa sono i seguenti: attribuzione delle risorse, approvato annualmente dalla Giunta, contenente le risorse e gli obiettivi assegnati ai singoli responsabili ed implementato in modo da soddisfare i requisiti del piano delle performance con le strategie dell Amministrazione e la loro traduzione in obiettivi operativi; 3. La struttura dei centri di costo è la disarticolazione delle unità operative e dei servizi in funzione delle esigenze conoscitive di determinazione sistematica dei costi/ricavi e dei fattori quantitativi ad essi afferenti. La contabilità analitica è l insieme delle determinazioni economicoquantitative necessarie per l alimentazione dei centri di costo. 4. Il sistema di indicatori riguarda le seguenti tipologie: di risultato, che rappresentano i risultati che l Amministrazione si aspetta dalla realizzazione degli obiettivi; di erogazione, che rappresentano i prodotti realizzati dai vari servizi; di efficacia, distinguibili in: o quantitativa, rappresentante il rapporto fra la quantità di domanda di servizio richiesta e la quantità di servizio erogata; o qualitativa, rappresentante la qualità strutturale del servizio e/o la qualità percepita dal cittadino del servizio; o sociale, rappresentante l impatto sul territorio dell obiettivo realizzato/servizio erogato; di efficienza, che rappresentano il rapporto fra la quantità del servizio erogato e le risorse necessarie per erogarlo; di economicità, che rappresentano il grado di copertura dei costi del servizio con i ricavi propri e/o da trasferimenti. 5. Il sistema di reportistica formalizza gli esiti del monitoraggio in corso e a fine d esercizio, realizzato dai soggetti coinvolti nel sistema dei controlli interni, e costituisce la base per la programmazione e realizzazione di eventuali interventi correttivi. I destinatari della reportistica in funzione dell analiticità delle informazione sono il Sindaco, il segretario generale, i singoli responsabili, nonché il Nucleo di Valutazione ed il revisore dei conti. 6. La misurazione e la valutazione della performance, organizzativa e individuale e l utilizzo dei sistemi premianti, secondo criteri di valorizzazione del merito, e la relativa reportistica avvengono secondo le modalità previste specificatamente nel Regolamento di Organizzazione degli Uffici e Servizi. 6
7 CAPO IV CONTROLLO SUGLI EQUILIBRI FINANZIARI Art. 12 Disciplina del controllo sugli equilibri finanziari 1. La disciplina del controllo sugli equilibri finanziari è contenuta nel regolamento di contabilità. Esso si estende anche alle conseguenze sul bilancio dell ente della gestione società partecipate non quotate. 2. I suoi esiti sono utilizzati dal Nucleo di valutazione ai fini della valutazione delle attività dei responsabili. CAPO V GESTIONE ASSOCIATA Art. 13 Gestione associata dei controlli interni 1. Le forme di controllo interno possono essere svolte anche in modo associato sulla base di convenzioni di cui all articolo 30 del D.Lgs. n. 267/ La responsabilità per tutte le forme di controllo interno rimane in capo al soggetto che ad esso presiede per ogni singolo ente. 3. Le convenzioni disciplinano, in particolare, le modalità di effettuazione delle varie forme di controllo interno e le procedure attraverso cui viene garantito il confronto tra i dati emersi nei singoli enti. CAPO VI DISPOSIZIONI COMUNI E FINALI Art. 14 La valutazione 1. Gli esiti delle varie forme di controllo interno sono trasmesse al Nucleo di Valutazione affinché ne tenga conto nella valutazione dei responsabili, sulla base della metodologia utilizzata dall ente. Art. 15 Entrata in vigore 1. Il presente regolamento entra in vigore decorsi 15 giorni dalla data in cui è diventata esecutiva la deliberazione di approvazione. 7
REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI SUGLI ATTI AMMINISTRATIVI
REGOLAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI SUGLI ATTI AMMINISTRATIVI Art. 1 - Oggetto del regolamento e riferimenti normativi 1. Il presente regolamento disciplina gli strumenti e le modalità applicative del sistema

References: Art.1
 Art.2
 Art.3
 Art.4
 Art.5
 Art.6
 Art.7
 Art.8
 Art.9
 Art.10
 Art.11
 Art.12
 Art.13
 Art.14
 Art.15
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 articolo 30
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 1