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Timestamp: 2020-04-09 14:32:13+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 6864 del 24/03/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6864 del 24/03/2011
Cassazione civile sez. trib., 24/03/2011, (ud. 23/02/2011, dep. 24/03/2011), n.6864
elettivamente domiciliata in Roma, Via dei Portoghesi n, 12, presso
C.M., elettivamente domiciliata in Roma, Via Monte Zebio
n. 1, presso l’avv. Roberto Guidi, rappresentata e difesa dall’avv.
TONI Franco, giusta delega in atti;
Puglia n. 100/07/07, depositata il 18 giugno 2008.
“1. L’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione avverso la sentenza della Commissione tributaria regionale della Puglia n. 100/07/07, depositata il 18 giugno 2008, con la quale, accogliendo l’appello di C.M., è stata affermata l’illegittimità dell’avviso di recupero del credito d’imposta per investimenti nelle aree svantaggiate, di cui alla L. n. 388 del 2000, art. 8, emesso a seguito della tardiva comunicazione prevista, a pena di decadenza dal beneficio, dalla L. n. 289 del 2002, art. 62 (c.d. modello CVS).
Il giudice a quo ha ritenuto che la normativa anzidetta viola i principi dello Statuto del contribuente.
2. Il ricorso, con il quale si censura l’anzidetta ratio decidendi, appare manifestamente fondato, avendo questa Corte già affermato, con orientamento ormai consolidato, che, in tema di contributi concessi sotto forma di credito d’imposta dalla L. 23 dicembre 2000, n. 388, art. 8, per l’effettuazione di nuovi investimenti nelle aree svantaggiate del Paese, l’inosservanza del termine – inizialmente individuato nel 31 gennaio 2003 dal D.L. 12 novembre 2002, n. 253, art. 1, comma 1, lett. a), n. 2, e poi definitivamente fissato al 28 febbraio 2003 dalla L. 27 dicembre 2002, n. 289, art. 62, comma 1, lett. e) – entro il quale i soggetti che hanno conseguito il diritto al contributo anteriormente alla data dell’8 luglio 2002 devono comunicare all’Agenzia delle entrate i dati occorrenti per la ricognizione degli investimenti realizzati, nonchè quelli ulteriori eventualmente stabiliti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, comporta la decadenza dal beneficio, non assumendo alcun rilievo la circostanza che il provvedimento del Direttore sia stato emesso in data tale da non consentire al contribuente di disporre, rispetto alla predetta scadenza, del termine di sessanta giorni previsto dalla L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 3, comma 2 (c.d. Statuto del contribuente) per le norme che introducono adempimenti tributari, in quanto l’interessato è stato posto nella situazione giuridica oggettiva di conoscibilità della scadenza del termine per adempiere il suo onere di comunicazione fin dal 13 novembre 2002, data di pubblicazione del D.L. n. 253 del 2002, ed il predetto termine legale non è comunque superabile con una diversa previsione temporale di natura amministrativa (Cass. n. 19627 del 2009; in senso conforme Cass. nn. 3578 e 16442 del 2009, 19127 del 2010).
Si è anche precisato, proprio con riferimento alla disciplina de qua, che le norme della L. 27 luglio 2000, n. 212 (c.d. Statuto del contribuente), emanate in attuazione degli artt. 3, 23, 53 e 97 Cost., e qualificate espressamente come principi generali dell’ordinamento tributario, sono, in alcuni casi, idonee a prescrivere specifici obblighi a carico dell’Amministrazione finanziaria e costituiscono, in quanto espressione di principi già immanenti nell’ordinamento, criteri guida per il giudice nell’interpretazione delle norme tributarie (anche anteriori), ma non hanno rango superiore alla legge ordinaria; conseguentemente, non possono fungere da norme parametro di costituzionalità, nè consentire la disapplicazione della norma tributaria in asserito contrasto con le stesse (Cass. n. 8254 del 2009).
che la contribuente ha proposto ricorso incidentale sul punto della compensazione delle spese disposta dal giudice d’appello, per cui i ricorsi vanno preliminarmente riuniti ex art. 335 c.p.c.;
che il Collegio, a seguito della discussione in Camera di consiglio, condivide i motivi in fatto e in diritto esposti nella relazione e, pertanto, riaffermati i principi di diritto sopra richiamati, il ricorso principale va accolto, la sentenza impugnata deve essere cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa va decisa nel merito, con il rigetto del ricorso introduttivo della contribuente;
che sussistono giusti motivi, in considerazione dell’epoca in cui si è formata la giurisprudenza sopra citata, per disporre la compensazione delle spese dell’intero giudizio, restando conseguentemente assorbito il ricorso incidentale.
Accoglie il ricorso principale, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo della contribuente. Compensa le spese dell’intero giudizio. Dichiara assorbito il ricorso incidentale.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 art. 62
 art. 8
 art. 1
 art. 62
 art. 3
 Cass. 
 art. 335
 sentenza 
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