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Timestamp: 2020-01-20 15:10:20+00:00

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Vacanza rovinata e danni non patrimoniali: articolata sentenza del Giudice di Pace di Salerno
Sulla risarcibilità dei danni non patrimoniali (compreso il danno da vacanza rovinata), anche a seguito delle ultime sentenza della Suprema Corte. - Photo courtesy of Spataro
13.07.2009 - pag. 69217
Si sottopone all’attenzione dei lettori una recente pronuncia del Giudice di Pace di Salerno, dr. Luigi Vingiani, in tema di ‘vacanza rovinata’.
La decisione menzionata merita attenzione in quanto il dr. Vingiani, prendendo spunto dalla particolare situazione in cui è incorso un utente disabile, che una volta giunto nell’Hotel prenotato non aveva ritrovato la camera di albergo idonea ad ospitare una persona con handicap, approfondisce il tema della risarcibilità dei danni non patrimoniali (compreso il danno da vacanza rovinata), anche a seguito delle ultime sentenza della Suprema Corte.
Ed invero, il Giudice sottolinea che “…allo stato si può condividere quell’orientamento dottrinario secondo cui il danno ex art. 2059 cod. civ. – nella lettura data dalle SS.UU. dell’11 novembre 2008 (cfr. Cass. civ., Sez. Un., 11 novembre 2008, n. 26972, 26973, 26974, 26975) – rappresenta una categoria unitaria di nocumento ove racchiusi tutti i pregiudizi cd. esistenziali, i quali si caratterizzano per l’assenza di risvolti reddituali, incidendo sulla persona in quanto tale.
Il giudice deve, poi, anche valutare la gravità dell’offesa che si vuole sanzionare in via risarcitoria.
La suddetta gravità dell’offesa costituisce requisito ulteriore per l'ammissione a risarcimento dei danni non patrimoniali alla persona conseguenti alla lesione di diritti costituzionali inviolabili.
Il danno esistenziale non più autonomo, ma rientrante nell’ambito del danno non patrimoniale di cui all’art. 2059 c.c. può essere risarcito solo allorché, alternativamente:
In tal caso l’onere della prova grava sul danneggiato e la liquidazione, se il danno è provato nell’an, può essere fatta ex art.. 1226 C.C anche equitativamente tramite presunzioni.”
dr.ssa Daniela Calabrese
Il Giudice di Pace, avv. Luigi Vingiani, ha emesso la seguente
nella causa civile iscritta al n. 2691 del Ruolo Generale Affari Civili dell’anno 2007
..., rappresentato e difeso dall’avvocato ... con studio in Salerno alla via S. ... n. 119 giusto mandato a margine dell'atto di citazione
...., in persona del legale rapp.te pro tempore, con sede legale in ... rappresentata e difesa dall’avv. ... del foro di Napoli e domiciliata in Salerno alla via Generale Diaz, 69 presso lo studio dell’avv.to ... giusta procura generali alle liti
AGENZIA VIAGGI ...., in persona del legale rapp.te p.t., con sede legale in Salerno alla via ..., rappresentata e difesa dall’avv. ... ed elettivamente domiciliata in Salerno alla via F. ... n. 7 giusto mandato a margine della comparsa di costituzione e risposta
CONCLUSIONI: Come da verbali di causa e comparse in atti
Con atto di citazione ritualmente notificato, il sig. ... conveniva in giudizio, innanzi al Giudice di Pace di Salerno, la ... S.L., in persona legale rappresentante p.t., per dichiarare l’inadempimento agli obblighi contrattuali della convenuta assunti con la vendita del pacchetto turistico cd. ‘tutto compreso’ acquistato, per il costo complessivo di euro 456,00, in data 3.05.2006 al 10.05.06 ed avente ad oggetto un soggiorno in Parigi presso l’Hotel ... e comprensivo anche di volo di andata e ritorno. L’attore, affetto di grave handicap, lamentava che una volta giunto nell’Hotel prenotato non aveva ritrovato la camera di albergo idonea ad ospitare una persona disabile. Seppure l’hotel ... aveva proposto all’attore, dopo varie lamentele, una soluzione alternativa alla camera prenotata, anche la camera del secondo albergo era comunque inadeguata ad accogliere un portatore di handicap.
L’attrice, quindi, concludeva per la condanna della convenuta alla restituzione di quanto versato a titolo di acquisto del pacchetto turistico oltre il risarcimento di tutti i danni, patrimoniali e non patrimoniali, subiti entro i limiti della competenza per valore e con vittoria di spese, diritti ed onorari, con attribuzione.
All’udienza di prima comparizione, regolarmente citata, si costituiva la ... S.L.. Il procuratore della ... S.L., nell’eccepire la circostanza che la convenuta non è un tour operator ma una società di intermediazione tra le agenzie e gli alberghi, concludeva per il rigetto della domanda attorea, atteso che non vi è responsabilità per inadempimento contrattuale.
Nelle more del giudizio, l’attore chiedeva ed otteneva di chiamare in causa l’Agenzia Viaggi ..., la quale si costituiva ed eccepiva la propria carenza di legittimazione passiva atteso che svolge un’attività di intermediazione e di vendita di servizi già predisposti da altri. Concludeva quindi per la dichiarazione di carenza di legittimazione passiva, e comunque per il rigetto della domanda attorea o, in subordine, in caso di accoglimento della domanda attorea, per la condanna della sola ... s.l..
Veniva espletata prova testimoniale, diretta e contraria, e precisate le conclusioni delle parti, la causa veniva assegnata a sentenza in data 2.02.09, con termine per note.
Le legittimazioni delle parti sono provate per tabulas essendo prodotte in giudizio documenti attestanti l’esistenza del rapporto dedotto dall’attore e, comunque, la documentazione prodotta dall’istante non è stata mai espressamente negata dal convenuto e dall’agenzia di viaggi.
La domanda attorea risulta fondata e va accolta.
Questo Giudice osserva che, per la presente controversia, occorre fare riferimento alla normativa contenuta nel Codice del Consumo (decreto legislativo 206/2005) che agli artt. 82 e ss. disciplina i viaggi, le vacanze ed i circuiti tutto compreso. In particolare, il menzionato Codice del Consumo statuisce in ordine i cosiddetti pacchetti turistici, intendendo per tali quelli che hanno ad oggetto almeno due delle seguenti prestazioni: a) trasporto; b) alloggio; c) altri servizi turistici non accessori ai primi (ad es. vitto, visite guidate a musei, attività ricreative, corsi di lingua o di pratica sportiva). Ulteriori presupposti applicativi sono, poi, che il viaggio abbia durata superiore alle ventiquattro ore, ovvero si estenda per un periodo di tempo comprendente almeno una notte, e che il prezzo per le prestazioni contrattuali abbia carattere forfettario considerata la unitarietà del pacchetto, unitarietà che non è compromessa dalla eventuale separata fatturazione dei vari elementi che la compongono e che è anzi enfatizzata dall'uso del termine vendita riferito al pacchetto oggetto dello scambio.
Quanto, invece, all'ambito soggettivo di applicazione del citato decreto, lo stesso chiarisce che il pacchetto deve essere venduto o proposto dall'organizzatore o dal venditore, definendosi il primo come colui che...“realizza la combinazione degli elementi di cui all'art. precedente e si obbliga in nome proprio e verso corrispettivo forfettario a procurare a terzi pacchetti turistici, che può poi vendere egli stesso - nel qual caso ricorre la figura dell'organizzazione venditore - ovvero può far vendere a terzi, assumendo quindi il solo ruolo di organizzatore”; individuandosi, invece, il secondo in colui che ... “vende, o si obbliga a procurare pacchetti turistici realizzati ai sensi dell'art. 2 verso un corrispettivo forfettario.”
Viene, inoltre, definito come consumatore chi “acquista il pacchetto, ma anche chi subentra nel contratto quale cessionario del pacchetto o la persona da nominare per conto della quale altri si è impegnato ad acquistare il pacchetto senza remunerazione.”
In applicazione di tali principi, allora, ne consegue che alcun dubbio può sussistere che, nella specie, la proposta di compravendita di pacchetto/servizio turistico sottoscritta dall’attore debba considerarsi, in ragione del suo complessivo contenuto (prefissata combinazione di trasporto, alloggio ed altri servizi), come proposta di acquisto di pacchetto turistico, che, una volta accettata dalla Agenzia Viaggi (venditrice) e dalla ... (organizzatore), è stata disciplinata dal Codice del Consumo.
Ciò posto, deve ancora evidenziarsi, che quest'ultimo, tra l'altro, prevede: a) che il contratto di vendita di pacchetti turistici è redatto in forma scritta ed in termini chiari e precisi: il primo requisito non è previsto a pena di nullità, onde deve escludersi che integri elemento essenziale del contratto, mentre la chiarezza e la precisione sono funzionali alla esigenza di informare adeguatamente il consumatore e risolvere dubbi interpretativi, conformemente a quanto previsto in via generale dall'art. 1370 c.c. nei contratti di serie ed a quanto più specificamente previsto dall'art. 1469 quater c.c. nei contratti del consumatore; b) che il contratto di vendita di pacchetto turistico contiene gli elementi specificamente indicati dall'art. 7; c) che le trattative che precedono la conclusione del contratto devono consentire una adeguata informazione del consumatore per evitare errori negoziali o quell'effetto sorpresa che spesso deriva dalla stipulazione di contratti di serie unilateralmente predisposti.
Tanto premesso, questo Giudice sottolinea che non vi è contestazione tra le parti circa l'avvenuto acquisto, da parte dell’attore, presso ...srl di un pacchetto turistico predisposto dalla ... (cfr. contratto acquisto pacchetto) presso l’Hotel... in Parigi per il periodo 3.05.06-10.05.06 per la cifra complessiva di euro 456,00.
Il Codice del Consumo, poi, stabilisce che in caso di mancato o inesatto adempimento delle obbligazioni assunte, anche attraverso altri prestatori di servizi (su cui hanno poi diritto di rivalsa), con la vendita del pacchetto turistico (compreso anche il volo di andata e ritorno), l’organizzatore ed il venditore “sono tenuti al risarcimento del danno, secondo le rispettive responsabilità, se non provano che il mancato o inesatto adempimento è stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa a loro non imputabile” (formula che riproduce il disposto di cui all’art. 1218 c.c). L’organizzatore ed il venditore non rispondono, invece, “quando la mancata o inesatta esecuzione del contratto è imputabile al consumatore o è dipesa dal fatto di un terzo a carattere imprevedibile o inevitabile ovvero da un caso fortuito o di forza maggiore”, pur essendo comunque tenuti ad apprestare “con sollecitudine” ogni rimedio utile al soccorso del consumatore al fine di consentirgli la prosecuzione del viaggio.
In sostanza è il contraente forte-imprenditore (organizzatore e agenzia di viaggi), di cui è allegato e dedotto, nell’atto introduttivo del giudizio, l’inadempimento (camera per disabile prenotata e non ritrovata in loco), che deve fornire adeguata prova contraria, come, in generale, peraltro affermato dalla Corte di Cassazione Sezioni Unite in una recente pronuncia (n. 13533/2001), risolvendo un contrasto giurisprudenziale (a favore C.C. 7027/2001, C.C. 11629/1999, C.C. 10446/1994): “in tema di prova dell’inadempimento di un’obbligazione, il creditore che agisca per la risoluzione contrattuale, per il risarcimento del danno ovvero per l’adempimento - salvo che si tratti di obbligazioni negative – deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto ed il relativo termine di scadenza, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre il debitore convenuto è gravato dall’onere della prova del fatto estintivo dell’altrui pretesa, costituito dall’avvenuto adempimento, ed uguale criterio di riparto deve ritenersi applicabile al caso in cui il debitore convenuto per l’adempimento, la risoluzione o il risarcimento del danno si avvalga dell’eccezione di inadempimento ex art.1460 c.c., risultando in tal caso invertiti i ruoli delle parti in lite”.
In difetto quindi di valida prova contraria offerta dalla convenuta e dalla chiamata in causa, va affermata pertanto la loro responsabilità solidale.
In ordine al danno patrimoniale risarcibile, questo Giudice ritiene equo liquidarlo in euro 456,00, oltre interessi dal fatto e fino all’effettivo soddisfo.
In ordine al danno non patrimoniale risarcibile, viene innanzitutto in discussione il riconoscimento all’attore del diritto al risarcimento, oltre che del c.d. “danno da vacanza rovinata”, determinato dal disagio o stress sopportato a causa dell’inesatta esecuzione della prestazione promessa, ove sia stato leso irrimediabilmente o compromesso l’interesse al pieno godimento di un periodo di vacanza, organizzato come occasione di svago e/o di riposo, conforme alle aspettative anche le lesioni ai valori costituzionalmente garantiti.
Nel caso che ci occupa, l’attore ha chiesto la condanna della convenuta, unitamente alla chiamata in causa, anche al pagamento del risarcimento dei danni non patrimoniali, oltre che di quello da vacanza rovinata, causati all’attore per l’illegittimo comportamento tenuto e per la palese violazione delle norme di correttezza e buona fede a cui erano tenuti nella conclusione e nell’adempimento del contratto.
Il risarcimento dei danni, secondo i principi generali, può essere riconosciuto in tutti quei casi in cui sussistano le seguenti condizioni: ingiustizia del danno secondo i parametri dell’art. 2043 c.c.; nesso di causalità tra comportamento lesivo e danno che deve tradursi in un giudizio di proporzionalità ed adeguatezza tra il fatto illecito e la conseguenze dannose; consecutività temporale tra comportamento lesivo e danno (cfr. Trib. Milano 21/10/1999). Tutte queste condizioni possono essere ravvisate nel caso di specie che, incidendo sull’esplicazione delle normali attività connesse, non solo con i rapporti lavorativi, ma anche sociali e familiari, può essere ricondotto sia al danno alla vita di relazione che al danno alla serenità familiare.
Quando il danneggiato chiede il risarcimento del danno non patrimoniale la domanda va cioè intesa come estesa a tutti gli aspetti di cui tale ampia categoria sì compone, nella quale vanno d'altro canto riassorbite le plurime voci di danno nel corso degli anni dalla giurisprudenza elaborate proprio per sfuggire agli an­gusti limiti della suindicata restrittiva interpreta­zione dell'art. 2059 cc.
La domanda di risarcimento del danno non patrimo­niale in termini generali formulata non può essere in­fatti limitata alla considerazione meramente di alcuni dei medesimi, con esclusione di altri (cfr. Cass., 24/2/2006, n. 4184; Cass., 26/2/2003, n. 28 69, con ri­ferimento in particolare al danno biologico), una tale limitazione essendo invero rimessa, in ossequio al principio della domanda, alla previa scelta del danneg­giato, che si limiti a far valere solamente alcuna del le tre suindicate voci che tale categoria integrano (v. Cass., 28/7/2005, n. 1583; Cass., 7/12/2004, n. 22987. Con riferimento alla richiesta di risarcimento del dan­no morale, nel senso che essa non possa intendersi come limitata alla sola sofferenza psichica transeunte ma debba considerarsi quale «sinonimo'' della locuzione «danno non patrimoniale», v. peraltro Cass., 15/7/2005, n. 15022).
Il danno esistenziale non più autonomo, ma rientrante nell’ambito del danno non patrimoniale di cui all’art. 2059 c.c. può essere risarcito solo allorché, alternativamente
Riconosciuta l’esistenza del danno morale come danno non patrimoniale, precisato che detto danno è poi suscettibile di liquidazione equitativa ex artt. 1226 e 2056 c.c., deve accertarsi se nella fattispecie ricorrano le suindicate condizioni per la liquidazione nell’ambito del danno non patrimoniale ex art.2059 c.c. del danno da c.d. "emotional distress” o più' semplicemente da c.d. "vacanza rovinata".
Nella fattispecie che ci occupa è evidente, oltre l’inadempimento contrattuale delle convenute e della chiamata in causa, anche la violazione di posizioni tutelate dall’ordinamento.
Nel caso in esame, il fatto della illegittimità del comportamento della convenuta e della chiamata in causa, dell’ansia e dai disagi provati dall’attore negli hotel ove avrebbe dovuto soggiornare dove nessuno lo confortava, la perdita di giorni di agognata vacanza consente di risalire al fatto ulteriore del peggioramento della qualità dell'esistenza.
In definitiva va acclarata la risarcibilità del danno non patrimoniale (voce danno esistenziale) , anche in assenza di ipotesi di reato, in primo luogo proprio in ossequio alla prevista liquidabilità di "qualunque pregiudizio" derivante dall’ inadempimento dell'operatore turistico ai sensi dell’art.13 Convenzione dì Bruxelles del 23.4.1970 e della violazione del diritto alla normale qualità della vita ovvero alla libera estrinsecazione della personalità , diritto tutelato dall’art.2 della Costituzione ed in secondo luogo, può ritenersi che all’esito dell’istruttoria espletata sia stata dimostrata la gravità , la serietà e la durata della lesione nonché la rilevanza delle conseguenze sopra descritte, e che sia stato oltrepassato il limite della normale tollerabilità.
Ritiene questo giudicante che il danno non patrimoniale sofferto dall’attore (nella sua valutazione unitaria) vada quantificato complessivamente ed equitativamente nella misura di euro 500,00.
Va quindi dichiarata la esclusiva responsabilità della convenuta, ...., nonché della Agenzia ..., in persona dei rispettivi legali rapp.ti p.t., nel verificarsi dei danni, patrimoniali e non, per cui è causa, stante la colpevolezza per non aver tenuto un comportamento idoneo alle circostanze e per la violazione delle norme di correttezza e buona fede nell’adempimento di un contratto .
All’importo complessivo di Euro 956,00 [di cui Euro 456,00 a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali, ed Euro 500,00 a titolo di risarcimento danni non patrimoniali] devono aggiungersi gli interessi al tasso legale diretti a coprire ed a compensare l'ulteriore pregiudizio costituito dal mancato godimento dei frutti di un bene. Tali interessi, dato questo loro fondamento, decorrono dal fatto e fino all’effettivo soddisfo.
Il Giudice di Pace di Salerno, avv. Luigi Vingiani, ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione disattesa, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da ... nei confronti della ...I. e ... srl così provvede:
1.Accerta l’inadempimento della .... e ...l, in persona dei rispettivi legali rapp.ti p.t., in merito ai fatti di cui in narrativa e la causazione dei disagi e disservizi lamentati dall’attore.
2.Per l’effetto, condanna, ... e ..., in persona dei rispettivi legali rapp.ti p.t., in solido tra loro, al pagamento in favore dell’attore , della somma complessiva di Euro 956,00 [di cui Euro 456,00 a titolo di risarcimento dei danni patrimoniali, ed Euro 500,00 a titolo di risarcimento danni non patrimoniali] . Il tutto con gli interessi legali dal fatto all’effettivo soddisfo.
3.Condanna la ... e ..., in persona dei rispettivi legali rapp.ti p.t., in solido tra loro, al pagamento delle spese processuali che vengono liquidate in complessivi euro 650,00, di cui euro 100,00 per spese, euro 300,00 per diritti ed euro 250,00 per onorario, oltre 12,50% rimborso forfettario, iva e cpa come per legge, con attribuzione all’avvocato costituito antistatario.
Così deciso in Salerno, in data 9 luglio 2009.
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