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Timestamp: 2020-08-08 17:14:27+00:00

Document:
ordinamento penitenziario | 17 Aprile 2020
Padre anziano, malato e impossibilitato a recarsi in carcere: ‘permesso’ per il figlio detenuto
Plausibile la richiesta presentata da un detenuto. Censurata la valutazione compiuta dal Tribunale di sorveglianza e centrata sull’assenza di un pericolo di vita per l’anziano genitore. Per i Giudici della Cassazione, invece, la situazione vissuta dal detenuto è riconducibile alla presenza di un evento familiare di eccezionale gravità, costituito dalla situazione di estrema difficoltà per il genitore, impossibilitato a recarsi in carcere per effettuare i periodici colloqui con il figlio.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 12343/20; depositata il 16 aprile)
ordinamento penitenziario | 03 Aprile 2020
In tema di procedimento camerale davanti al Tribunale di sorveglianza, la Cassazione ha affermato che «non si può porre a carico del condannato e della sua difesa l’omessa trasmissione al Tribunale di sorveglianza degli atti relativi al suddetto subprocedimento svoltosi davanti al Magistrato di sorveglianza che ha adottato il provvedimento provvisorio in vista della decisione definitiva da parte dell’organo collegiale».
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 11232/20; depositata il 2 aprile)
ordinamento penitenziario | 24 Marzo 2020
La valutazione della meritevolezza del beneficio della liberazione anticipata
Scopo principale del beneficio della liberazione anticipata è quello di consentire un più efficace reinserimento del condannato nella società, qualora abbia dato prova di partecipazione all’opera di rieducazione.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 10518/20; depositata il 23 marzo)
Respinta definitivamente la richiesta presentata dall’uomo. Per i Giudici non ci si trova di fronte ad un “evento familiare di particolare gravità”.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 10541/20; depositata il 23 marzo)
“Con permesso…”, la Cassazione si pronuncia sui requisiti richiesti dall’art. 4-bis ord.pen. in tema di permesso
La Suprema Corte di Cassazione (con sentenza n. 10551/20, depositata il 23 marzo) si pronuncia sui requisiti richiesti, in tema di permessi premio, dall’art. 4-bis ord.pen., dopo la nota pronuncia della Corte Costituzionale.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 10551/20; depositata il 23 marzo)
ordinamento penitenziario | 16 Marzo 2020
La preclusione della detenzione domiciliare per i reati più gravi viola la Costituzione?
Il soggetto interessato dalla preclusione della detenzione domiciliare per la particolare gravità dei reati commessi non è solo l’autore di un determinato reato ma, in ciascun caso concreto, è persona dalla pericolosità non contenibile attraverso i presìdi tipici.
(Corte Costituzionale, sentenza n. 50/20; depositata il 13 marzo)
ordinamento penitenziario | 03 Marzo 2020
Atti sessuali con un minorenne: niente detenzione domiciliare nonostante gli 86 anni di età
Respinta definitiva la richiesta presentata da un anziano detenuto. Confermato il carcere, dove l’uomo dovrà rimanere fino alla fine del 2022. Irrilevante il dato anagrafico da solo per giustificare la detenzione domiciliare.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 8585/20; depositata il 3 marzo)
ordinamento penitenziario | 27 Febbraio 2020
È costituzionalmente illegittimo l’art. 1, comma 6, lett. b), della legge 9 gennaio 2019, n. 3, in quanto interpretato nel senso che le modificazioni introdotte all’art. 4-bis, comma 1, ord. pen. si applichino anche ai condannati che abbiano commesso il fatto anteriormente all’entrata in vigore della l. n. 3/2019, in riferimento alla disciplina delle misure alternative alla detenzione, della liberazione condizionale e del divieto di sospensione dell’ordine di esecuzione previsto dall’art. 656, comma 9, lett. a), c.p.p..
(Corte Costituzionale, sentenza n. 32/20; depositata il 26 febbraio)
ordinamento penitenziario | 19 Febbraio 2020
In caso di sospensione condizionale della pena subordinata al pagamento della somma liquidata a titolo di risarcimento del danno, il termine a disposizione dell’imputato, qualora non sia stato fissato dalla sentenza, coincide con quello del passaggio in giudicato della stessa trattandosi di obbligazione pecuniaria immediatamente esigibile.
(Corte di Cassazione, sez. I Penale, sentenza n. 6368/20; depositata il 18 febbraio)
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