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Timestamp: 2019-07-24 08:41:31+00:00

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Home La riforma del Terzo Settore ETS - ENTE DEL TERZO SETTORE La qualifica di Ets
L’ente del terzo settore (Ets) è una delle principali novità della riforma. Si tratta di una nuova qualifica giuridica costituita per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, senza scopo di lucro (nel caso delle imprese sociali, con deroghe alla distribuzione degli utili), mediante lo svolgimento in via esclusiva o principale di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità, o di produzione o scambio di beni o servizi. Si tratta di enti privati, con o senza personalità giuridica, iscritti nel registro unico nazionale del terzo settore (Runts).
La qualifica di Ets è facoltativa, ma è requisito fondamentale per entrare nel nuovo sistema del “terzo settore” che consente di accedere a una serie di agevolazioni fiscali (con alcune differenze per le imprese sociali) e prevede anche il rispetto di nuove regole di controllo e di funzionamento.
Per diventare Ets è necessario iscriversi al registro nazionale del terzo settore, avendone i requisiti richiesti e, se necessario, adeguando lo statuto al codice del terzo settore entro il 3 agosto 2019. In caso di estinzione o scioglimento, gli Ets sono obbligati a devolvere il patrimonio. Possono anche costituire un patrimonio per uno specifico affare.
Possono essere Ets:
ente filantropico (sia fondazioni che associazioni)
impresa sociale (inclusa la cooperativa sociale)
associazione (riconosciuta o meno)
fondazione (esclusa quella di origine bancaria)
altri enti di natura privata (escluse le società) che operano senza scopo di lucro, svolgono attività di interesse generale e sono iscritti nel registro unico nazionale del terzo settore (Runts). In questo senso è importante notare che la categoria giuridica dell’Ets rappresenta una “porta aperta” della normativa a tutte le nuove modalità organizzative che dovessero sorgere nella pratica.
Gli enti esclusi dalla riforma sono:
amministrazioni pubbliche (istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello stato a ordinamento autonomo, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli istituti autonomi case popolari, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale, come ad esempio l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni e le agenzie governative);
formazioni e associazioni politiche;
enti sottoposti a direzione e coordinamento o controllati dai suddetti enti.
Nello specifico, per direzione si intende l’imposizione della volontà del capogruppo, in sostituzione della volontà controllata.
Per coordinamento si fa riferimento all’influenza sulle azioni delle controllate per impedire attività confliggenti.
Per esercitare controllo, infine, si deve avere:
la maggioranza di voti in assemblea ordinaria
influenza dominante per voti in assemblea ordinaria
influenza dominante per vincoli contrattuali.
La nuova normativa non si applica alle fondazioni di origine bancaria che sono normate dalla relativa legge.
Nota: L’attuale normativa elimina la qualifica fiscale di Onlus.
ENTI CIVILMENTE RICONOSCIUTI
Gli enti religiosi dotati di personalità giuridica riconosciuta dallo stato italiano, se decidono di iscriversi al Runts, sono sottoposti a un regime speciale all’interno del codice del terzo settore. Comprendono sia gli enti cattolici che quelli derivanti da altre confessioni religiose.
I primi sono nello specifico diocesi, parrocchie, istituti universitari, accademie, collegi e altri istituti ecclesiastici e religiosi o per la formazione nelle discipline ecclesiastiche, chiese aperte al culto pubblico, santuari, fabbricerie, associazioni religiose (istituti religiosi e società di vita apostolica), confraternite, associazioni pubbliche di fedeli, fondazioni di culto, l’istituto centrale per il sostentamento del clero e gli istituti diocesani e interdiocesani per il sostentamento del clero.
A questi enti si applicano le norme del codice ma devono costituire un “ramo” destinato alle attività di interesse generale previste dalla norma.
dotarsi di un regolamento, in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, che recepisca le norme del codice, depositato nel registro unico nazionale del terzo settore;
costituire un patrimonio destinato a queste attività;
distinguere le scritture contabili.
Per quanto riguarda le attività diverse, si applicano le disposizioni fiscali previste dal Testo unico delle imposte sui redditi. Gli enti religiosi non sono obbligati a riportare l’indicazione di ente del terzo settore o Ets nella denominazione.
ASSOCIAZIONI SPORTIVO DILETTANTISTICHE (ASD)
Le Asd che scelgono, pur avendo i requisiti soggettivi, di non iscriversi al Runts, fanno riferimento alla normativa precedente che rimane in vigore e che prevede differenti trattamenti fiscali. Le Asd possono essere iscritte contemporaneamente sia al registro del Coni che al Runts.
Le Ong riconosciute idonee dalla legge 48 del 1987 e poi inserite nell'elenco delle organizzazioni della società civile (Osc) secondo la legge 125 del 2014, secondo la riforma sono iscritte al Runts, previo aggiornamento dello statuto. Le Ong possono essere iscritte contemporaneamente al registro del Maeci e al Runts.
Le Ong riconosciute idonee dalla legge 48 del 1987 e poi inserite nell'elenco delle organizzazioni della società civile (Osc) secondo la legge 125 del 2014, se desiderano essere iscritte al Runts, debbono provvedere all’adeguamento dello statuto a quanto previsto dal codice del terzo settore. Le Ong possono essere iscritte contemporaneamente sia al registro della Aics (Agenzia italiana cooperazione sviluppo) sia al Runts.
Anche se sottoposti a direzione e coordinamento da amministrazione pubblica, possono essere Ets anche i soggetti costituiti come Odv operanti della Protezione civile.
CORPI VOLONTARI DEI VIGILI DEL FUOCO DELLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E DI BOLZANO E DELLA REGIONE AUTONOMA DELLA VALLE D'AOSTA
Nonostante siano sottoposti al controllo dell’amministrazione pubblica, possono essere Ets.
COOPERATIVA SOCIALE E CONSORZI
Pur essendo Ets, fanno riferimento alla relativa disciplina delle cooperative sociali.
SOCIETÀ DI MUTUO SOCCORSO, ASSOCIAZIONI ANTI USURA, BANDE E FILODRAMMATICHE, ENTI DI MICROCREDITO
Pur essendo Ets, rimangono disciplinati dalle relative leggi.
In base alle attività generali svolte, altri Ets possono essere sottoposti a normative specifiche.
Obbligo di iscrizione al registro unico nazionale, previo adeguamento dello statuto al codice del terzo settore.
La denominazione sociale deve contenere l’indicazione di ente del terzo settore o l’acronimo Ets e deve essere usata negli atti, nella corrispondenza e nelle comunicazioni al pubblico. La denominazione Ets può essere sostituita nei casi in cui è possibile aggiungere le locuzioni Odv, Aps, impresa sociale o ente filantropico.
Vietata la distribuzione anche indiretta, di utili ed avanzi di gestione, fondi e riserve comunque denominate a fondatori, associati, lavoratori e collaboratori, amministratori ed altri componenti degli organi sociali, anche nel caso di recesso o di ogni altra ipotesi di scioglimento individuale del rapporto associativo. Per le imprese sociali il divieto è attenuato.
È vietato l’uso dell’indicazione ente del terzo settore o dell’acronimo Ets o di locuzioni equivalenti o ingannevoli da parte di soggetti diversi dagli enti del terzo settore. L’utilizzo illegittimo dell’indicazione di ente del terzo settore, di associazione di promozione sociale, di organizzazione di volontariato o ente filantropico oppure i corrispondenti acronimi, Ets, Aps e Odv, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 2.500 euro a 10.000 euro. Se l’utilizzo è finalizzato ad ottenere l’erogazione di denaro o di altre utilità da parte di terzi, la sanzione è raddoppiata.
Gli Ets sono obbligati a tenere i libri sociali e il bilancio d’esercizio o rendiconto (a seconda del tipo di ente). L’obbligo di bilancio sociale è riservato agli enti del terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate superiori a 1 milione di euro. Gli Ets con ricavi, rendite, proventi o entrate superiori a 100mila euro annui devono pubblicare sul proprio sito internet o su quello della rete associativa a cui aderiscono, emolumenti, compensi o corrispettivi attribuiti a qualsiasi titolo ai componenti degli organi di amministrazione e di controllo, ai dirigenti e agli associati.
La norma introduce una nuova qualifica giuridica, l’Ets, che ricomprende quelle preesistenti. Un ente ha comunque la possibilità di specializzarsi e diventare una delle nuove Odv, Aps, imprese sociali, ente filantropico, ecc.
Vengono introdotte le reti associative, finora assenti nel panorama giuridico italiano e spariscono le Onlus, organizzazioni non lucrative di utilità sociale, che dovranno scegliere se iscriversi o meno al Runts.
Viene rinnovata l’impresa sociale, che comprende – con alcune differenze – le cooperative sociali. Le imprese sociali possono essere costituite in forme diverse, anche di società, e hanno una limitata deroga nella redistribuzione degli utili e hanno accesso a una serie di agevolazioni fiscali.
Decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 “Codice del terzo settore”: art. 4, art. 8, comma 2, art. 12, art. 89, art. 91, comma 3, art. 99 comma 2, art. 101, comma 2
Articoli da 10 a 29 del Decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460 “Riordino della disciplina tributaria degli enti non commerciali e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”, fatto salvo l'articolo 13, commi 2, 3 e 4
Gli Ets saranno ufficialmente riconosciuti dopo l’attivazione del Registro unico nazionale del terzo settore ma organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, Onlus, imprese sociali e bande musicali possono adeguare i propri statuti entro il 30 giugno 2020 utilizzando le maggioranze semplificate.
Agli enti già esistenti prima della entrata in vigore del codice del terzo settore (3 agosto 2017) continuano ad applicarsi le norme preesistenti. Agli enti costituiti dopo si applicano già le nuove norme.

References: art. 4
 art. 8
 art. 12
 art. 89
 art. 91
 art. 99
 art. 101