Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-11965-del-10-06-2016
Timestamp: 2020-08-11 23:00:02+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 11965 del 10/06/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 11965 del 10/06/2016
Cassazione civile sez. trib., 10/06/2016, (ud. 18/05/2016, dep. 10/06/2016), n.11965
sul ricorso 8067/2014 proposto da:
COMUNE DI CEFALU’ in persona del Sindaco pro tempore, elettivamente
domiciliato in ROMA VIA NOMENTANA 251, presso lo studio
dell’avvocato GIUSEPPE GRILLO, rappresentato e difeso dall’avvocato
PASQUALE DI PAOLA giusta delega in calce;
EREDI DI G.D.G. DI P.D.G. SAS in
domiciliati in ROMA VIA DEGLI SCIPIONI 110, presso lo studio
dell’avvocato CARMELA MIGLIAZZO, rappresentati e difesi
dall’avvocato ROBERTO CORSELLO giusta delega in calce;
avverso la sentenza n. 207/2013 della COMM. TRIB. REG. di PALERMO,
udito per il ricorrente l’Avvocato DI PAOLA che ha chiesto
l’accoglimento e deposita Sent. della CTR SICILIA di PALERMO Sez. 3
n. 4464/15 del 21/10/2015;
udito per i controricorrenti l’Avvocato CORSELLO che ha chiesto il
Il Comune di Cefalù aveva notificato alla società Eredi di G.D.G. di P.D.G. s.a.s. un avviso di pagamento relativo alla Tarsu dovuta per l’anno 2008 chiedendo il pagamento della somma complessiva di Euro 68.767,00.
Il Comune di Cefalù propose appello avverso la sentenza davanti alla Commissione Tributaria Regionale della Sicilia la quale, pur ritenendo pienamente ammissibile la diversificazione delle tariffe tra esercizi alberghieri e locali adibiti a uso abitazione, confermò la sentenza di primo grado in quanto il disposto aumento tariffario era illegittimo per eccesso di potere sotto il profilo della carenza di motivazione.
Avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Sicilia ha proposto ricorso per cassazione il Comune di Cefalù con un motivo e la società contribuente ha resistito con controricorso.
Con unico motivo di ricorso il Comune di Cefalù lamenta violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 68, comma 2, in riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, perchè il giudice di appello ha ritenuto illegittima l’applicazione di tariffe differenziate agli immobili adibiti ad alberghi rispetto a quelli adibiti a civile abitazione in assenza di motivazione.
comunale dell’ente locale che prevede una differenziazione tra civile abitazione ed esercizio alberghiero questa Corte ha affermato che (Sez. 5, Sentenza n. 7044 del 26/03/2014): “In tema di tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, non è configurabile alcun obbligo di motivazione della Delib. comunale di determinazione della tariffa di cui del D.Lgs. 15 novembre 1993, n. 507, art. 65, poichè la stessa, al pari di qualsiasi atto amministrativo a contenuto generale o collettivo, si rivolge ad una pluralità indistinta, anche se determinabile “ex post”, di destinatari, occupanti o detentori, attuali o futuri, di locali ed aree tassabili” (Sul punto anche si è pronunciata anche Cass. n. 22804 del 2006, ord. n. 26132 del 2011).
Per quanto sopra il ricorso deve essere accolto. La sentenza impugnata deve essere cassata senza rinvio e la causa può essere decisa nel merito ex art. 384 c.p.c., non richiedendo ulteriori accertamenti in punto di fatto, con rigetto del ricorso introduttivo.
Ricorrono giusti motivi per compensare fra le parti le spese dei gradi del giudizio di merito, stante l’evolversi della vicenda processuale, mentre le spese del giudizio di legittimità vanno poste a carico della società stante la soccombenza.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, rigetta il ricorso introduttivo. Compensa le spese dei gradi merito e condanna la società Eredi di G.D.G. di P.D.G. s.a.s. al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che si liquidano in Euro 7.200,00 complessivamente oltre spese accessorie come per legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 68
 Sentenza 
 art. 65
 Cass. 
 sentenza 
 art. 384
 sentenza