Source: http://puntavanti.org/statuto/
Timestamp: 2019-07-20 14:38:14+00:00

Document:
Statuto - Associazione Puntavanti
Il presente statuto modifica il precedente con le variazioni approvate una per una e poi nel loro insieme nell’assemblea straordinaria di puntavanti in data 18 gennaio 2015
DENOMINAZIONE – DURATA – SCOPO – AMBITO DI OPERATIVITÀ, SEDE LEGALE ED ARTICOLAZIONE TERRITORIALE
Art. 3 – Ambito di operatività, sede legale, articolazione territoriale
Art. 4 – Condizioni di ammissibilità all’associazione e categorie di soci
Art. 5 – Modalità di ammissione dei soci all’associazione
Art. 6 – Doveri dei soci, sanzioni e recesso
RISORSE ECONOMICHE – CONTRIBUTI ASSOCIATIVI – INTRASMISSIBILITÀ DEI CONTRIBUTI E DELLA QUALIFICA DI ASSOCIATO – DIVIETO DISTRIBUZIONI UTILI E CAPITALE – ALTRE NORME CONTABILI-FINANZIARIE
Art. 8 – Risorse economiche e contributi associativi
Art. 9 – Intrasmissibilità della qualifica di associato e dei diritti sui contributi associativi. divieto distribuzioni utili e capitale.
Art. 10 – Altre norme contabili-finanziarie
Art. 13 – Compiti dell’assemblea dei soci
Art. 14 – Consiglio direttivo provinciale
Art. 15 – Compiti del consiglio direttivo provinciale
Art. 17 – Consiglio di garanzia provinciale
Art. 18 – Tesoreria provinciale
Art. 19 – Consiglio esecutivo provinciale
Art. 21 – Norme finali e transitorie
È costituita l’Associazione “puntavanti” trattasi di una libera Associazione di fatto con durata illimitata nel tempo e senza scopo di lucro, regolata a norma degli, art. 36 e segg. del codice civile, nonché del presente Statuto e del regolamento interno da adottarsi da parte dell’Assemblea dei Soci in occasione della seduta di insediamento
L’Associazione “puntavanti” ha finalità culturale e di promozione sociale, avversa al contempo ogni forma di ingiustizia.
L’associazione ha sede legale temporanea in Arceto di Scandiano (RE), in via Caraffa n°2. Eventuali futuri spostamenti di sede non comporteranno l’ obbligo di modificare lo statuto.
L’associazione opera in modo organizzato per favorire:
informazione, idee, elaborazioni teoriche, partecipazione, impegno civico e politico, pratiche non violente in ambito sociale, economico, culturale e secondo ottiche non formalisticamente ideologizzate, bensì realistiche, praticabili, utili, attuali e costantemente risignificabili.
L’Associazione “puntavanti” dichiara come propri principali riferimenti culturali fondanti e come specifiche linee guida operative i temi generali sottoindicati:
– i temi della cultura, della comunicazione, della formazione e del sapere come strategiche risorse etiche, democratiche ed economiche per i territori;
– il tema della laicità, intesa come riconoscimento dell’autonomia, dell’integrità e della libertà personale;
– il tema della valorizzazione delle pari opportunità e del merito;
– il tema dello sviluppo rinnovabile nel rispetto dell’ambiente, della salute e della consapevolezza della cultura del limite;
– il tema del binomio diritti/lavoro;
– i temi della legalità e della sicurezza intese come certezza del diritto e dei doveri;
-i temi della solidarietà e della corresponsabilità;
– il tema delle autonomie locali, anche in una prospettiva globale europea e l’apertura al civismo ed alla partecipazione attiva dei singoli cittadini alla vita pubblica.
L’Associazione non ha pregiudiziali (né politiche, né sindacali) se non verso quelle posizioni che, apertamente o meno, risultano avverse ai valori della Costituzione, della Resistenza, della Democrazia, dell’Educazione Civica ovvero che risultano discriminatorie dei cittadini in ragione del loro sesso, della loro razza, della loro religione, o della loro scelta di ateismo, nonchè delle loro opinioni politiche e delle loro specifiche condizioni sociali ed economiche.
Per il perseguimento del proprio scopo, l’Associazione potrà fra l’altro:
– avvalersi delle competenze dei propri associati;
– organizzare seminari, incontri , tavole rotonde, conferenze, su temi di interesse specifico;
– curare e gestire un portale internet come luogo di incontro e scambio di informazioni;
– promuovere studi, ricerche e collaborazioni attinenti ai propri fini;
– aderire ad associazioni od enti aventi scopo analogo al proprio;
– attuare forme di collaborazione con altri enti (pubblici o privati), nonché affiliarsi ad altri enti ed organizzazioni , purché non abbiano scopo di lucro;
– pubblicare strumenti di informazione;
– istituire sedi sia a livello locale, sia a livello sovralocale;
– mettere in atto ogni altra iniziativa organizzativa ritenuta opportuna per il raggiungimento delle proprie finalità fondanti, tramite azioni e risultati precisi.
Ambito di operatività – Sede legale – articolazione territoriale
L’ambito di operatività della Associazione sarà primariamente localizzato nell’ambito della Provincia di Reggio Emilia, salvo futuribili sviluppi.
L’Associazione “puntavanti” ammette l’istituzione di sedi decentrate (intese come libere aggregazioni di cittadini desiderosi di perseguire le finalità associative, anche con specifiche connotazioni tematiche , se compatibili con quelle individuate in seno all’atto costitutivo), purchè costituite da almeno dieci iscritti; dette sedi decentrate saranno funzionalmente autonome (anche contabilmente) e potranno coesistere anche nell’ambito della stessa realtà comunale.
In particolare, al fine dell’apertura delle sedi decentrate sarà necessario farne motivata richiesta scritta tramite modulo prestabilito, indicando una denominazione peculiare che in ogni caso deve includere la dicitura “puntavanti”. Detta richiesta dovrà essere sottoscritta da parte di almeno dieci associati (fatto salvo eventuali eccezioni individuate in seno all’adottando regolamento interno). L’istanza in parola deve essere inoltrata al Presidente, che provvede a trasmetterla al Consiglio Direttivo Provinciale, in uno al parere obbligatorio (ma non vincolante) del Consiglio di Garanzia. Il provvedimento deve essere ratificato dal Consiglio Direttivo Provinciale entro 30 giorni dall’inoltro della domanda al Presidente. L’efficacia di detta ratifica sarà in ogni caso subordinata all’ottenimento del codice fiscale di riferimento da parte delle singole sedi decentrate istanti, che devono attivarsi per la relativa richiesta entro 15 giorni dalla ratifica in parola.
In ogni caso, le sedi decentrate, ancorché dotate di autonomia decisionale, fiscale e contabile, devono avere cura di rispettare armonicamente i fini associativi fondanti ed i loro iscritti soggiacciono, fra l’altro, agli obblighi ed ai poteri sanzionatori di cui al successivo art. 6.
L’adottando regolamento interno meglio disciplinerà l’attribuzione e l’esercizio dei poteri negoziali e contrattuali nei confronti dei terzi, onde circoscrivere i profili di responsabilità dei singoli soci, tenuto comunque conto delle vigenti disposizione di legge.
Ove, nel corso del tempo, una sede decentrata si ritrovasse costituita da un numero di iscritti inferiore al limite minimo consentito (vale a dire, dieci aderenti), l’attività della stessa potrà essere procrastinata al massimo per sei mesi, trascorsi i quali, se la soglia minima di iscritti non venisse ripristinata, il Consiglio Direttivo Provinciale dovrà senz’altro deliberarne la chiusura, dandone notizia a tutti i Soci dell’Associazione, nei modi indicati in seno all’adottando regolamento che pure ne disciplinerà le operazioni consequenziali.
È comunque ovviamente ammessa la successiva apertura di una nuova sede decentrata che subentra a quella cessata, in ossequio alle modalità in precedenza spiegate.
Ulteriori ipotesi di cessazione delle sedi decentrate tutte riconducibili a gravi violazioni della normativa di riferimento (anche statutaria), verranno tassativamente contemplate dall’adottando regolamento interno, che avrà cura anche di esplicitare le relative procedure.
Resta il fatto che le sedi decentrate, pur nell’ambito della spiegata autonomia, non possono in alcun modo ed ad alcun titolo vincolare o rappresentare l’Associazione nel suo insieme, utilizzarne il nome e l’adottando simbolo senza espressa autorizzazione, secondo il meccanismo che verrà individuato in seno all’adottando regolamento interno.
Condizioni di ammissibilità all’associazione e categorie di soci
L’Associazione “puntavanti” è offerta a tutti coloro che, interessati alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividono lo spirito e gli ideali ed è aperta a tutti coloro che ne vogliano apportare il loro contributo.
L’adesione all’Associazione è compatibile con l’eventuale iscrizione a partiti politici, fermo restando quanto indicato al precedente art. 2.
In particolare, i Soci si dividono nelle seguenti categorie:
– Soci ordinari: persone fisiche maggiorenni che si impegnano a contribuire operativamente alla vita associativa e versare, per tutta la permanenza del vincolo associativo, la quota annuale stabilita dal Consiglio Direttivo Provinciale di anno in anno;
– Soci onorari: persone fisiche maggiorenni che abbiano contribuito in maniera determinante, con la loro opera od il loro sostegno ideale ovvero economico alla costituzione ed allo sviluppo dell’associazione. Hanno carattere permanente e sono esonerati dal versamento di quote annuali. Anche nei loro confronti è comunque fatta salva l’eventuale applicazione delle sanzioni (ivi compresa l’espulsione) di cui al successivo art. 6:
– Soci sostenitori: possono anche essere minorenni (ma con età di almeno 16 anni) e possano partecipare alla vita associativa, prendendo parte a specifiche iniziative, previo benestare del Presidente dell’Associazione. Non hanno diritto di voto.
I nominativi dei soci ordinari e di quelli onorari dovranno essere raccolti in apposito Libro, nel rispetto della normativa in tema privacy; il tutto, secondo le indicazioni che verranno stabilite nell’adottando regolamento interno. Il trattamento dei dati che si rendesse necessario in relazione ai soci sostenitori, avverrà sempre nello scrupoloso rispetto della normativa vigente in tema di privacy.
Modalità di ammissione dei soci all’associazione
L’ammissione dei Soci ordinari è deliberata dal Consiglio Direttivo Provinciale, su domanda scritta indirizzata al Presidente che provvede a trasmetterla al Consiglio stesso. Detta domanda è redatta su apposita modulistica/scheda conforme a quanto stabilito dall’adottando regolamento interno e nel rispetto della normativa vigente in tema di privacy.
La domanda di ammissione può essere trasmessa sinanco per il tramite della sede decentrata.
La ratifica o meno da parte del Consiglio Direttivo Provinciale deve intervenire entro 30 giorni da quello dell’inoltro dell’istanza di ammissione al Presidente.
L’ammissione di eventuali Soci onorari compete al Consiglio Direttivo Provinciale, dietro proposta scritta che all’uopo pervenga (anche per il tramite delle sedi decentrate) al Presidente che provvede a trasmetterla al Consiglio stesso. Detta proposta è redatta su apposito modello conforme a quanto stabilito dall’adottando regolamento interno. Il Consiglio Direttivo Provinciale provvede entro 30 giorni da quello dell’inoltro della proposta al Presidente.
Doveri dei soci, sanzioni e recesso
Tutti i Soci (anche onorari) sono tenuti a rispettare le norme del presente Statuto e dell’adottando regolamento interno, oltre che le determinazioni assunte dagli organi direttivi all’uopo preposti. In caso di comportamento difforme, allorché rechi pregiudizio al perseguimento dei fini o al fondo comune dell’Associazione, il Consiglio di Garanzia Provinciale dovrà intervenire ed applicare, a seguito di approfondita istruttoria, le seguenti sanzioni: richiamo, diffida, espulsione della Associazione. La graduazione della sanzioni verrà stabilita per il tramite dell’adottando regolamento interno. Sono comunque ovviamente fatte salve le azioni giurisdizionali del caso da esperire nei confronti del socio responsabile, anche per i danni tutti eventualmente arrecati all’Associazione.
Il socio (anche sostenitore o onorario) che intende recedere dall’Associazione dovrà darne comunicazione scritta al Presidente della sede decentrata alla quale appartiene o al Presidente dell’Associazione stessa; ove non sia specificato diversamente nella suindicata comunicazione, l’effetto del recesso sarà immediato e irrevocabile.
Ciò vale anche per il Presidente ed il Tesoriere Provinciale i quali dovranno indirizzare le proprie dimissioni al Consiglio di Garanzia Provinciale, che provvederà a nominare tra i propri componenti un reggente la carica di riferimento fino alle elezioni del caso, da svolgersi con le modalità e le tempistiche previste dallo Statuto e dal Regolamento.
I Soci ordinari e onorari, in regola con il tesseramento vigente, hanno diritto di voto in seno all’Assemblea, anche in relazione all’approvazione e alle modificazioni dello Statuto e dei regolamenti.
I soci sostenitori hanno diritto di partecipare alla vita associativa, prendendo parte a specifiche iniziative, senza avere tuttavia la possibilità di esprimere il loro voto.
Risorse economiche e contributi associativi
Le risorse economiche dell’Associazione sono primariamente costituite dai contributi degli associati. Inoltre, possono essere costituite da:
– eventuali beni mobili ed immobili, comunque acquisiti;
– eventuali donazioni e lasciti o erogazioni liberali;
– eventuali rimborsi;
– eventuali attività marginali di carattere economico e produttivo di natura civica e sociale (es. crowdfunding);
– eventuali altri tipi di entrate purché ammessi dalla legge e purchè funzionalmente destinati allo svolgimento dell’attività dell’Associazione stessa.
I contributi degli aderenti sono costituiti dalle quote di associazione annuale, stabilite dal Consiglio Direttivo Provinciale di anno in anno, ai sensi dell’art. 4, oltre che da eventuali contributi straordinari stabiliti dall’Assemblea dei Soci.
I contributi versati dagli associati, ove riscossi direttamente dalle sedi decentrate, devono essere tempestivamente trasferiti (entro e non oltre 30 giorni) al Tesoriere Provinciale nella misura non inferiore al 50% (al netto degli oneri di iscrizione).
Il contributo associativo per l’anno 2009 è stabilito in un minimo di Euro 10,00 (diconsi dieci/00).
Intrasmissibilità della qualifica di associato e dei diritti sui contributi associativi. Divieto distribuzioni utili e capitale
La qualifica di associato nonché i diritti sulle quote e contributi associativi non sono trasmissibili, né rivalutabili e neppure ripetibili, sia in caso di scioglimento del singolo rapporto associativo, sia in caso di scioglimento dell’Associazione.
Altre norme contabili-finanziarie
Il bilancio preventivo e consuntivo dell’Associazione redatto dalla Tesoreria Provinciale deve essere approvato dall’Assemblea ordinaria ogni anno entro il mese di aprile. Esso deve essere reso pubblico (con le modalità indicate dal regolamento interno da adottarsi da parte dell’Assemblea dei Soci in occasione del proprio insediamento), entro i 15 giorni precedenti la seduta per poter essere consultato da ogni associato.
Le sedi decentrate per il tramite del proprio tesoriere all’uopo incaricato, a loro volta devono aver cura di predisporre annualmente una propria prima nota contabile sia di preventivo che di consuntivo e comunicarla tempestivamente (entro i termini contemplati dall’adottando regolamento interno) alla Tesoreria Provinciale, affinché essa possa tenerne conto nella redazione del bilancio. A sua volta, la Tesoreria Provinciale avrà cura di trasmettere le prime note delle diverse sedi decentrate al Consiglio di Garanzia Provinciale per conoscenza.
Tale Consiglio formulerà le osservazioni del caso ed avrà cura di trasmetterle alle sedi decentrate stesse.
L’adottando regolamento interno stabilirà anche le specifiche ipotesi ed i limiti entro cui potranno essere versati e/o richiesti dalla Tesoreria Provinciale, dietro parere obbligatorio e non vincolante del Consiglio di Garanzia Provinciale, eventuali contribuzioni in favore e/o nei confronti delle sedi decentrate ai meri fini di perseguire gli scopi associativi.
Quanto alle deliberazioni delle spese che si renderanno necessarie per la gestione dell’Associazione (ivi comprese quelle di pertinenza delle sedi decentrate), le stesse, specie ove di importo superiore ad Euro cento/oo, dovranno essere ponderate in forza dei criteri di buona economia ed amministrazione, come meglio si espliciteranno in sede dell’adottando regolamento interno.
– il Consiglio Direttivo Provinciale;
– il Consiglio di Garanzia Provinciale;
– il Tesoriere Provinciale coadiuvato da due collaboratori alla Tesoreria Provinciale;
– il Consiglio Esecutivo Provinciale;
Quanto all’articolazione territoriale dell’Associazione, le sedi decentrate a loro volta, devono munirsi di un Direttivo, composto da almeno un Presidente, un Tesoriere, un Garante, un Responsabile della Comunicazione e un Responsabile dell’Organizzazione. Le specifiche funzioni e competenze ed i precipui diritti e doveri dei singoli membri di tale direttivo, fermo restando quanto previsto dal presente Statuto, saranno precisati dall’adottando regolamento interno, con esplicitazione sinanco delle conseguenti rispettive responsabilità.
Tutti gli organi dell’Associazione restano in carica per tre anni e sono rinnovabili per altri tre. Non è possibile ricoprire cariche direttive associative per più di due mandati, salvo eventuali deroghe che verranno dettagliate nel regolamento interno.
In ogni caso, l’adottando regolamento interno individuerà le ipotesi ed i limiti entro cui gli associati eletti e/o nominati alle cariche associative potranno, fra l’altro, assentarsi dalle stesse.
Detto regolamento dovrà altresì specificare i meccanismi di sostituzione delle cariche associative, ove necessario.
Gli organi dell’Associazione provvedono a lasciare documentazione dei provvedimenti e/o atti adottati e dei pareri resi, oltre che a redigere il processo verbale di qualsivoglia seduta collegiale.
Tale documentazione potrà essere consultabile dagli associati unicamente presso le sedi di riferimento.
In ogni caso, a qualsivoglia associato compete solo il rimborso delle spese varie, regolarmente documentate.
L’Assemblea dei Soci è il momento fondamentale di confronto, atto ad assicurare una corretta gestione dell’Associazione ed è composta dai Soci ordinari e onorari, i quali hanno diritto di voto.
Sono ammessi i soci sostenitori che non hanno diritto di voto; sono altresì ammessi semplici uditori, ancorché non associati, purché l’intervento venga previamente autorizzato dal Presidente dell’Associazione. Detti uditori non hanno mai diritto di voto.
L’Assemblea è convocata una volta all’anno, in via ordinaria dal Presidente dell’Associazione; fatta salva, una specifica convocazione ordinaria che ogni tre anni il Presidente deve avere cura di effettuare, al fine di agevolare la verifica degli obiettivi e dei contenuti associativi (c.d. “plenaria triennale”), di favorire l’accertamento della necessità di provvedere all’eventuale rinnovo delle cariche associative, oltre che di verificare l’opportunità di discutere di eventuali modifiche statutarie, nel rispetto dei quorum che verranno meglio definiti in sede regolamentare; in via straordinaria, invece, l’assemblea è convocata allorché si renda necessario e sia richiesta dal Presidente dell’Associazione, dai due terzi del Consiglio Direttivo Provinciale, dal Consiglio di Garanzia Provinciale (quest’ultimo esclusivamente per ragioni afferenti alle sue funzioni statutarie) o da almeno due terzi degli associati, nei casi individuati dall’adottando regolamento interno.
In prima convocazione, l’Assemblea ordinaria è validamente costituita se è presente la maggioranza dei Soci e delibera validamente con la maggioranza dei presenti; in seconda convocazione, la validità della delibera presa a maggioranza prescinde dal numero dei presenti.
L’assemblea straordinaria delibera in prima convocazione con la presenza e il voto favorevole della maggioranza semplice dei soci ed in seconda convocazione è validamente costituita e delibera sempre con la sola maggioranza semplice dei presenti.
La convocazione va fatta con le modalità determinate in seno al regolamento interno, da adottarsi da parte dell’Assemblea dei soci in occasione della seduta di insediamento.
Delle delibere assembleari deve essere data pubblicità con le modalità determinate in seno all’adottando regolamento interno.
L’Assemblea ordinaria ha, fra l’altro, i seguenti compiti:
– elegge a voto palese, ed in forza di proposte che ciascun associato può presentare, il Presidente dell’Associazione, il Consiglio Direttivo Provinciale, il Consiglio di Garanzia Provinciale e il Tesoriere Provinciale: le modalità procedurali delle precitate elezioni saranno analiticamente dettagliate in sede regolamentare;
– nell’ambito delle finalità associative, elabora proposte tramite l’organizzazione di gruppi di lavoro tematici;
– fornisce indicazioni per le linee generali della programmazione delle iniziative associative.
L’Assemblea straordinaria delibera, fra l’altro, sulle modifiche dello Statuto e del regolamento interno, in ordine alla determinazione di eventuali contributi straordinari e circa l’eventuale scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del fondo comune residuo.
Negli specifici casi in precedenza espressamente indicati, l’assemblea delibera anche in seconda convocazione con la maggioranza semplice dei presenti risultanti regolarmente tesserati per l’anno in corso al momento delle deliberazioni in oggetto.
Il Consiglio Direttivo Provinciale è composto da un numero di membri, eletti dall’Assemblea fra i propri componenti, che non può essere complessivamente superiore a cinquanta; il Presidente dell’Associazione ne fa parte di diritto e lo presiede.
Consiglio direttivo provinciale e consiglio esecutivo provinciale possono essere composti dagli stessi associati .
Il Consiglio Direttivo Provinciale si riunisce mediamente una volta al mese ed è convocato:
– dal Presidente dell’Associazione;
– da almeno due terzi dei componenti del direttivo stesso, su richiesta motivata e scritta;
– da almeno il 30% dei soci ordinari e onorari dell’Associazione, su richiesta motivata e scritta.
La validità delle deliberazioni del Consiglio Direttivo Provinciale è subordinata al voto favorevole della maggioranza dei componenti presenti (purché sia rappresentato il quorum costitutivo minimo indispensabile, vale a dire la maggioranza dei componenti del Consiglio stesso)
Il Presidente ha facoltà di farsi sostituire da uno degli altri componenti del Direttivo all’uopo dallo stesso designato, nei soli casi individuati dall’adottando regolamento interno.
Di ogni riunione deve essere redatto verbale da rendere pubblico secondo le modalità indicate per il tramite di regolamento interno, da adottarsi da parte dell’Assemblea dei Soci in occasione della seduta di insediamento.
Anche i membri del Consiglio Direttivo Provinciale svolgono la loro attività gratuitamente e durano in carica 3 anni.
Il Consiglio Direttivo Provinciale può essere revocato soltanto a seguito di delibera insindacabile assunta dall’Assemblea dei Soci con la maggioranza dei 2/3 dei suoi componenti.
Compiti del consiglio direttivo provinciale
Rientrano fra i compiti del Consiglio Direttivo Provinciale:
– la predisposizione di atti da sottoporre all’assemblea;
– la formalizzazione di proposte per la gestione dell’Associazione;
– il monitoraggio delle iniziative in corso e l’individuazione di strumenti per la loro divulgazione;
– l’indicazione di obiettivi e compiti da assegnare periodicamente al Consiglio Esecutivo Provinciale, oltre che la verifica dei risultati dallo stesso conseguiti;
– la determinazione dell’importo dei contributi ordinari annuali da versarsi da parte dei soci ordinari:
– l’individuazione ed il mutamento della sede legale dell’Associazione;
– la ratifica del provvedimento dell’apertura di sedi decentrate, ai sensi e per gli effetti del precedente art. 3 ed in ossequio a quanto contemplato in seno all’adottando regolamento interno;
– l’ammissione dei soci ordinari e di eventuali soci onorari, ai sensi e per gli effetti del precedente art. 5;
– la cessazione delle sedi decentrate, nei casi di cui all’art. 3 e fatto salvo quant’altro contemplato nell’adottando regolamento interno.
Il presidente dell’associazione è eletto dall’ assemblea dei soci a maggioranza semplice; ogni socio può candidarsi o essere candidato da altri soci al ruolo di presidente o ad altre cariche associative.
Definisce eventuali delegazioni rappresentative dell’associazione nel rapporto con altri soggetti organizzati.
Egli convoca in via ordinaria l’Assemblea dei Soci ed inoltre convoca e presiede il Consiglio Direttivo Provinciale.
A seguito della sua elezione, il Presidente, in occasione della prima seduta del Consiglio Direttivo Provinciale, indica e nomina i componenti del Consiglio Esecutivo Provinciale, individuati tra i membri del Consiglio Direttivo Provinciale, tenuto conto delle rispettive attitudini, competenze e disponibilità, comunque nel rispetto delle esigenze di vita familiari e lavorative degli stessi.
Il Presidente dell’Associazione può ricoprire al contempo anche il ruolo di Presidente di una sede decentrata.
Il Presidente può essere revocato soltanto a seguito di delibera insindacabile assunta dall’Assemblea con la maggioranza di 2/3 dei soci.
Conferisce ai Soci procura speciale per la rappresentanza dell’Associazione e per il compimento di determinati atti in sua vece, nei casi espressamente individuati dall’adottando regolamento interno.
Resta il fatto che, in relazione all’attività negoziale e contrattuale, la responsabilità personale e solidale prevista dall’art. 38, co. 2, c.c. per colui che agisce in nome e per conto dell’Associazione non è collegata alla mera titolarità della rappresentanza dell’ente medesimo, bensì all’attività negoziale concretamente svolta per conto di essa.
In ogni caso, si ribadisce che l’adottando regolamento interno meglio disciplinerà l’attribuzione e l’esercizio dei poteri negoziali e contrattuali nei confronti dei terzi, onde circoscrivere i profili di responsabilità dei singoli soci, tenuto comunque conto delle vigenti disposizioni di legge.
Consiglio di garanzia provinciale
Il Consiglio di Garanzia Provinciale presiede al corretto svolgimento ed alla trasparenza della vita associativa ed all’applicazione dello Statuto e del regolamento interno.
Esso è composto da tre soci, uno dei quali facenti le veci del coordinatore del consiglio di garanzia eletti dall’assemblea a maggioranza semplice; dura in carica tre anni non possono farvi parte il Presidente dell’associazione e il Tesoriere.
In caso di dimissioni del coordinatore il presidente dell’associazione proporrà all’assemblea un sostituto.
Il Consiglio di Garanzia Provinciale ha funzioni di revisore dei conti, sì che verifica periodicamente la regolarità formale e sostanziale della contabilità dell’Associazione, redigendo apposita relazione da allegare al bilancio preventivo e consuntivo redatto dalla Tesoreria Provinciale.
Al Consiglio di Garanzia Provinciale compete altresì l’applicazione di eventuali sanzioni ai soci, ai sensi e per gli effetti del precedente art. 6.
Il Consiglio di Garanzia Provinciale, che si riunisce di norma una volta al mese, può essere revocato soltanto dall’Assemblea dei Soci con delibera insindacabile assunta con la maggioranza dei 2/3 dei suoi componenti.
In ipotesi di dimissioni anche di uno solo dei componenti il Consiglio in parola, il Presidente convoca l’Assemblea straordinaria per le elezioni del caso.
Il Tesoriere Provinciale è eletto dall’Assemblea dei Soci, dura in carica tre anni e può essere revocato soltanto a seguito di delibera insindacabile assunta dall’Assemblea stessa con la maggioranza di 2/3 dei soci.
A seguito dell’elezione, il Tesoriere Provinciale nomina due coadiutori alla Tesoreria Provinciale che non possono fare parte del Consiglio Direttivo Provinciale o del Consiglio di Garanzia Provinciale. Non può essere coadiutore neppure il Presidente dell’Associazione, a contrario degli altri membri del Consiglio Esecutivo Provinciale.
A seguito dell’elezione, il tesoriere provinciale nomina due coadiutori alla tesoreria provinciale; non possono essere coadiutore nè il Presidente dell’associazione né il Presidente del Collegio di garanzia.
In caso di dimissioni del tesoriere il presidente dell’associazione proporrà all’assemblea un sostituto.
Il principale compito della Tesoreria Provinciale è la redazione del bilancio consuntivo e preventivo di cui al precedente art. 9.
È rimesso all’adottando regolamento interno l’analitica specificazione degli altri compiti attribuiti ai componenti della Tesoreria Provinciale.
Consiglio esecutivo provinciale
Il Consiglio Esecutivo Provinciale è composto da non meno cinque componenti (nominati ai sensi e per gli effetti del precedente art. 16), ivi compreso il Presidente dell’Associazione che lo presiede.
Partecipano in qualità di invitati permanenti con diritto di voto il tesoriere provinciale (o un suo coadiutore dallo stesso delegato con comunicazione al Presidente) e il coordinatore del consiglio di garanzia provinciale (o un suo coadiutore dallo stesso delegato con comunicazione al presidente). La validità delle deliberazioni del Consiglio Esecutivo Provinciale è subordinata al voto favorevole della maggioranza dei componenti (che rappresenta anche il quorum costitutivo minimo indispensabile).
Il Presidente ha facoltà di farsi sostituire da uno degli altri componenti all’uopo dallo stesso designato, nei soli casi individuati dall’adottando regolamento interno.
Tranne il tesoriere provinciale e il coordinatore del collegio di garanzia ( le cui rimozioni sono regolate agli art. 17 e 18) , i componenti del consiglio esecutivo possono essere rimossi:
– direttamente dal presidente dell’associazione
– dall’assemblea dei soci su proposta del presidente
– sinanco autonomamente dalla stessa assemblea degli associati con delibera insindacabile assunta con la maggioranza dei 2/3 dei suoi componenti.
Il principale compito del Consiglio Esecutivo Provinciale, che si riunisce mediamente almeno una volta al mese, è quella di dare attuazione alle indicazioni impartite dal Consiglio Direttivo Provinciale.
È rimesso all’adottando regolamento interno l’analitica specificazione degli altri compiti attribuiti al Consiglio Esecutivo Provinciale.
Di ogni riunione del consiglio provinciale esecutivo provinciale deve essere redatto verbale.
Per quanto non previsto dal presente statuto valgono le norme di legge vigenti in materia (sinanco in ambito di tutela della privacy e della riservatezza), oltre che le norme regolamentari che verranno all’uopo adottate.
Il Presidente Provinciale pro tempore, in uno al Garante Provinciale pro tempore ed al Tesoriere Provinciale pro tempore, all’uopo transitoriamente designati sino alla prima seduta di insediamento dell’Assemblea dei Soci, avranno cura di redigere il regolamento interno dell’Associazione da sottoporre al vaglio dell’Assemblea stessa, ai sensi e per gli effetti dell’art. 12. Detto regolamento, oltre a dare attuazione a quanto contemplato nel presente Statuto, dovrà in particolare assicurare il buon funzionamento dell’Associazione ed il corretto e progressivo sviluppo delle relazioni tra associati, nonché di quelle tra l’Ente di fatto e gli altri interlocutori esterni.
In occasione della prima seduta di insediamento dell’Assemblea dei Soci verrà approvato il simbolo che identificherà l’Associazione.
Nella fase transitoria, la legale rappresentanza dell’Associazione è del Presidente Provinciale p.t., fatto salvo in ogni caso quanto previsto dall’art. 38 c.c..
In occasione della seduta di insediamento dell’Assemblea dei Soci, è in facoltà della stessa apportare le modifiche ritenute più opportune al presente Statuto, con le maggioranze di cui all’art. 13.
Arceto di Scandiano (RE), 18.01.2015

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 21
 art. 36
 art. 6
 art. 2
 art. 6
 art. 3
 art. 5
 art. 6
 art. 9
 art. 16
 art. 17