Source: https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-quinto/titolo-x/capo-i/sezione-i/art2596.html?utm_source=internal&utm_medium=link&utm_campaign=articolo&utm_content=nav_art_prec_dispositivo
Timestamp: 2019-11-14 06:50:45+00:00

Document:
Tu sei qui: Fonti > Codice civile > LIBRO QUINTO - Del lavoro > Titolo X - Della disciplina della concorrenza e dei consorzi > Capo I - Della disciplina della concorrenza > Sezione I - Disposizioni generali > Articolo 2596
Dispositivo dell'art. 2596 Codice civile
Il patto che limita la concorrenza deve essere provato per iscritto [1341, 2725] (1). Esso è valido se circoscritto ad una determinata zona o ad una determinata attività, e non può eccedere la durata di cinque anni [1379].
Se la durata del patto non è determinata o è stabilita per un periodo superiore a cinque anni, il patto è valido per la durata di un quinquennio [2125, 2557] (2).
(1) La forma scritta è prescritta ad probationem.
(2) Al pari dell'art. 2596 anche l'art. 81 del Trattato Cee vieta le intese tra imprese che abbiano come oggetto o effetto quello di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza nel mercato comune.
La norma disciplina il patto di non concorrenza, ponendo un limite alla libertà di iniziativa economica. Si concreta una violazione della norma quando l'obbligato intraprenda un'attività economica nell'ambito dello stesso mercato in cui opera l'imprenditore, idonea a rivolgersi alla clientele di quest'ultimo, offrendo servizi, se pur diversi, comunque idonei a soddisfare l'esigenza della domanda.
Spiegazione dell'art. 2596 Codice civile
L'intento perseguito dalla norma in commento di impedire eccessive restrizioni alla liberta di iniziativa economica tutela, seppure in misura modesta, anche il mercato nelle sue effettive strutture (Corte cost. n. 223/1982).
E nullo, in quanto contrastante con l'ordine pubblico costituzionale, il patto di non concorrenza diretto, non gia a limitare l'iniziativa economica privata altrui, ma a precludere in assoluto ad una parte la possibilita di impiegare la propria capacita professionale nel settore economico di riferimento.
La clausola di esclusiva inserita in un contratto di somministrazione, non e soggetta al limite di durata quinquennale previsto dalla norma per gli accordi limitativi della concorrenza, a meno che non possa qualificarsi come un autonomo patto, nel qual caso pero il limite temporale di validita del patto di non concorrenza non si estende alla durata del contratto di somministrazione. Le limitazioni alla concorrenza sono sottoposte al limite temporale quinquennale soltanto quando siano stipulate come pattuizioni a se stanti, autonome e distinte da un rapporto contrattuale corrente tra le parti, mentre il limite non si applica quando tra il patto ed il contratto sussiste un collegamento causale in modo che il primo adempia alla stessa funzione economica del secondo.
Massime relative all'art. 2596 Codice civile
Cass. civ. n. 7141/2013
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 7141 del 21 marzo 2013)
Cass. civ. n. 813/2011
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 813 del 14 gennaio 2011)
Cass. civ. n. 988/2004
Esiste violazione del patto di non concorrenza disciplinato dall'art. 2596 c.c. quando l'obbligato intraprenda un'attività economica nell'ambito dello stesso mercato in cui opera l'imprenditore, che sia idonea a rivolgersi alla clientela immediata di questi, offrendo servizi che, pur non identici, siano parimenti idonei a soddisfare l'esigenza sottesa alla domanda che la clientela chiede di soddisfare. (In applicazione di tale principio di diritto, la S.C: ha ritenuto che avesse violato il patto di non concorrenza il soggetto che, già amministratore di una società di ristorazione, aveva assunto analoga carica societaria in una società di commercializzazione di buoni pasto).
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 988 del 21 gennaio 2004)
Cass. civ. n. 8251/1995
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 8251 del 28 luglio 1995)
Cass. civ. n. 6707/1992
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 6707 del 2 giugno 1992)
relative all'articolo 2596 Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 2596 Codice civile - Limiti contrattuali della concorrenza | Quesito Q20112685
martedì 08/03/2011 - Lazio
Salve, vi scrivo a seguito della proposta fattami dal mio futuro datore di lavoro: egli mi sta insegnando un lavoro di tipo manuale (car wrapping - applicazione pellicole su auto) per il quale sarò subordinato a lui (quindi, penso si tratti di una equiparazione al ruolo di operaio). Egli mi ha posto la condizione, per essere assunto, di sottoscrivere un patto in cui mi impegno a non esercitare tale professione per 4 anni una volta cessato il rapporto di lavoro; mi è stato detto di fare riferimento all'art 2125 del cc, in cui ho visto che anche i non dirigenti possono essere sottoposti a tale patto. Ora mi chiedo: nel mio caso il patto risulterebbe nullo:
1-per me che sarò operaio, se viene imposta una durata superiore a 3 anni?
2-se non è riportato il corrispettivo spettante a mio favore?
3-se non è riportato l'oggetto, il luogo o il tempo? E in che casi non sarebbe valido?
Vi ringrazio anticipatamente e vi porgo i miei più cordiali saluti”
Il patto accessorio di non concorrenza implicante la limitazione dell'attività lavorativa dopo la cessazione del rapporto di lavoro subordinato è regolato dall'art. 2125 del c.c., mentre ai lavoratori autonomi si applica l'art. 2596 del c.c.. Per il caso specifico le condizioni di validità si ricavano dal disposto dell'art. 2125 del c.c.: il patto deve rivestire la forma scritta ad substantiam, cioè a pena di nullità ex art. 1350 del c.c. n. 13, e deve prevedere un corrispettivo predeterminato nel suo ammontare, che sia congruo rispetto al sacrificio richiesto al lavoratore; conseguentemente, viola detta norma la previsione del pagamento di un corrispettivo durante il rapporto di lavoro, in quanto la stessa, da un lato, introduce una variabile legata alla durata del rapporto di lavoro che conferisce al patto un'elemento di aleatorietà e, dall'altro, finisce di fatto per attribuire a tale corrispettivo la funzione di premiare la fedeltà del lavoratore anzichè quella di compensarlo per il sacrificio derivante dalla stipulazione del patto. Deve inoltre, ritenersi nullo se la sua ampiezza sia tale, in ragione del tipo di attività vietata e della sua estensione territoriale, da comportare una drastica limitazione della libertà della capacità lavorativa e professionale del lavoratore tenuto conto della specifica professionalità da questi acquisita.
Oggetto, tempo e luogo costituiscono, ciascuna, condictio sine qua non per la validità del patto.
Per quanto riguarda il limite temporale, non trattandosi nel caso di specie, di mansioni riconducibili all’attività dirigenziale, la durata massima è di tre anni, sempre ai sensi di quanto disposto dall'art. 2125 c.c..

References: Articolo 2596

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
 sentenza 
 Articolo 2596
 art. 1350