Source: https://renatodisa.com/2016/02/19/corte-di-cassazione-sezione-vi-sentenza-28-gennaio-2016-n-3741/
Timestamp: 2018-12-13 02:21:17+00:00

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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 28 gennaio 2016, n. 3741. L’omesso versamento dell’assegno di mantenimento ha natura permanente e la prescrizione decorre dalla sua cessazione. Il reato di cui all’art. 570 c.p. ha natura permanente e la sua consumazione si protrae unitariamente per tutto il periodo in cui perdura l'omesso adempimento, con la conseguenza che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla cessazione della permanenza, coincidente col sopraggiunto pagamento o con l'accertamento della responsabilità nel giudizio di primo grado. Inoltre, qualora, ai fini di escludere la responsabilità penale, venga eccepita l’incapacità economica dell’imputato, questa deve essere assoluta, sì da integrare una situazione di persistente, oggettiva e incolpevole indisponibilità di introiti. - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 28 gennaio 2016, n. 3741. L’omesso versamento dell’assegno di mantenimento ha natura permanente e la prescrizione decorre dalla sua cessazione. Il reato di cui all’art. 570 c.p. ha natura permanente e la sua consumazione si protrae unitariamente per tutto il periodo in cui perdura l’omesso adempimento, con la conseguenza che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla cessazione della permanenza, coincidente col sopraggiunto pagamento o con l’accertamento della responsabilità nel giudizio di primo grado. Inoltre, qualora, ai fini di escludere la responsabilità penale, venga eccepita l’incapacità economica dell’imputato, questa deve essere assoluta, sì da integrare una situazione di persistente, oggettiva e incolpevole indisponibilità di introiti.
1. Con sentenza in data 25.02.2014, la Corte di Appello di Napoli confermava la sentenza con cui il precedente 17.06.2010 il Tribunale di S. Maria C.V. – sezione di Carinola aveva dichiarato (OMISSIS) colpevole del contestato reato di cui all’articolo 570 c.p. – per essersi sottratto agli obblighi inerenti alla propria qualita’ di coniuge, non versando alla moglie separata, (OMISSIS), la somma destinata al suo mantenimento, inizialmente pari ad euro 361,00 mensili e di poi ridotta, a far tempo dal (OMISSIS), ad euro 160,00 – per l’effetto condannandolo, con le concesse attenuanti generiche ed il beneficio della sospensione condizionale, alla pena di giustizia di mesi due di reclusione ed euro 69,00 di multa, nonche’ al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separato giudizio, in favore della costituita parte civile, cui era assegnata la provvisionale di euro 500,00.
2. Avverso la menzionata pronuncia il difensore di fiducia del (OMISSIS), avv. (OMISSIS), interponeva tempestivo ricorso, sulla scorta di un unico motivo con cui deduceva “violazione dell’articolo 606, comma 1, lettera b) ed e), per inosservanza o erronea applicazione della legge penale in relazione agli articoli 570 e 157 e 158 c.p. e articolo 125 c.p.p. e per mancanza o manifesta illogicita’ della motivazione”. Tanto in ragione della omessa considerazione, da parte della Corte territoriale:
1. Nulla quaestio per cio’ che concerne la natura di reato permanente propria della fattispecie per cui e’ processo – sulla quale conviene, del resto, lo stesso ricorrente – essendo solo il caso di precisare che, proprio perche’ tale, la sua consumazione “si protrae unitariamente per tutto il periodo in cui perdura l’omesso adempimento, con la conseguenza che, anche con riferimento alla fase iniziale della condotta illecita, il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla cessazione della permanenza, coincidente con il sopraggiunto pagamento o con l’accertamento della responsabilita’ nel giudizio di primo grado” (cosi’ Cass. Sez. 6 , sent. n. 51499 del 4-19.12.2013, Rv. 258504; adde anche Cass. Sez. 6 , sent. n. 33220 del 22-28.07.2015, Rv. 264429).
2. Non maggior fondamento riveste la doglianza relativa all’omesso apprezzamento, da parte della Corte territoriale – e, a monte, da parte, del primo giudice – della prova, pur asseritamente fornita, della sopravvenuta impossibilita’ economica del (OMISSIS), onde il contrario convincimento dei giudici di merito sarebbe frutto – come gia’ si e’ avuto modo di rilevare – unicamente di “una semplice deduzione priva di motivazione adeguata” v. sopra, punti b) e c).
Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 4 luglio 2016, n....

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 articolo 125
 Cass. Sez. 
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