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Timestamp: 2017-03-24 21:50:48+00:00

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Interventi della Provincia per il sostegno dell'economia e della nuova imprenditorialità locale, femminile e giovanile. Aiuti per i servizi alle imprese, alle reti d'impresa, all'innovazione e all'internazionalizzazione. Modificazioni della legge sulla programmazione provinciale
2.1.3. - Foreste
1.6.4. - Programmazione, statistica e informatica: art. 8 bis
1.8.3. - Tributi: art. 10 bis
2.6. - Commercio: art. 7
2.8. - Lavoro: articoli 22 bis e 24 undecies
4.8.3. - Inquinamento: art. 4
Disegno di legge n. 32/XII di iniziativa giuntale
1 - FinalitàCapo
II - Aiuti finanziariSezione
I - Disposizioni sugli aiutiArt.
2 - Beneficiari degli aiutiArt.
3 - Aiuti per investimenti
fissiArt.
4 - Interventi per la promozione di misure di protezione
ambientaleArt.
5 - Aiuti per la promozione della ricerca e
6 - Prestiti partecipativiArt.
7 - Aiuti per l'internazionalizzazione delle
impreseArt.
7 bis - Aiuti per la collaborazione tra scuole e
8 - Aiuti specifici per la nuova
imprenditorialitàArt.
8 bis - Aiuti per il riequilibrio
9 - Misure di interventoArt.
10 - TipologieArt.
10 bis - Agevolazioni
sull'IRAPArt.
11 - Aiuti specifici per risanamento, ristrutturazione o
riconversioneArt.
11 bis - Aiuti alle piccole imprese di autotrasporto per la
cessazione dell'attivitàSezione
II - Presentazione e valutazione delle
domandeArt.
12 - Presentazione delle
13 - Procedura automaticaArt.
14 - Procedura valutativa14
bis - Procedura negozialeArt.
15 - Istruttoria da parte di enti di garanzia o enti
creditiziArt.
15 bis - Comitato per gli incentivi alle impreseSezione
III - Obblighi, sanzioni e
verificheArt.
16 - Obblighi dei richiedenti e
controlliArt.
17 - RevocheArt.
18 - omissisCapo
III - Interventi di sistemaSezione
I - Ricerca, studi e
promozioneArt.
19 - Diffusione della ricerca
scientificaArt.
19 bis - Misure per favorire l'inserimento dei ricercatori nelle
20 - Premi di specializzazione e di
aggiornamentoArt.
21 - Progetti di formazione e servizi per la nuova
22 - Azioni positive per l'imprenditoria femminile e
giovanileArt.
22 bis - Qualità della presenza dei lavoratori e delle
lavoratrici nel mondo dell'economiaArt.
23 - Iniziative per il sostegno delle imprese sui
mercatiArt.
24 - Promozione e qualificazione delle attività
economicheArt.
24.1 - Finanziamento di borse di studio per promuovere nuove idee
imprenditorialiArt.
24.2 - Attività di informazione e promozione degli strumenti di
interventoArt.
24 bis - Sostegno
all'innovazioneSezione
I bis - Servizi alle imprese e
retiArt.
24 ter - Ambito di
applicazioneArt.
24 quater - Aiuti alla nuova imprenditorialità femminile e
24 quinquies - Aiuti alle imprese per servizi di consulenzaArt.
24 sexies - Aiuti alle imprese per servizi a favore
dell'internazionalizzazioneArt.
24 septies - Aiuti alle piccole imprese innovative in fase di
avviamentoArt.
24 octies - Aiuti per l'attività
consortileArt.
24 novies - Aiuti per le reti
d'impresaArt.
24 decies - Aiuti per diritti di proprietà
industrialeArt.
24 undecies - Aiuti per la conciliazione famiglia -
lavoroArt.
24 duodecies - Aiuti per il passaggio generazionaleArt.
24 terdecies - Aiuti alle imprese per servizi di assistenza
tecnicaSezione
I ter - Promozione dei
distrettiArt.
24 quater decies - DistrettiArt.
24 quindecies - Altre forme
distrettualiSezione
II - Aree, immobili e infrastrutture per attività
25 - Interventi per areeArt.
26 - Dichiarazioni di pubblica utilità, urgenza e
indifferibilitàArt.
27 - Modi di acquisizioneArt.
28 - Cessione e gestione di
opereArt.
29 - Vincolo di destinazione e divieto di
subcessioneArt.
31 - Prezzo di cessione delle
areeArt.
32 - Obblighi contrattualiArt.
33 - Disposizioni per gli interventi effettuati tramite le
società Trentino sviluppo s.p.a. e Tecnofin strutture
s.p.a.Art.
34 - Interventi per impianti
tecnologiciArt.
34 bis - Istituzione del fondo per la finanza d'impresa e
disposizioni per il sostegno di progetti integrati a favore del sistema delle
34 ter - Istituzione del fondo per le agevolazioni a sostegno dell'economiaSezione
II bis - Interventi per favorire l'attività di garanzia
collettiva fidiArt.
34 ter 1 - Disposizioni per l'utilizzo di fondi regionali per la
costituzione di fondi di rotazione ad alimentazione mista per favorire
l'accesso al credito da parte delle
34 quater - Interventi in favore dell'attività di garanzia
34 quinquies - Affidamento dell'erogazione di
contributiCapo
IV - Delibera di esecuzione e disposizioni transitorie e
35 - Criteri e modalità per l'applicazione della
leggeArt.
35 bis - Misure straordinarie per la ripresa
economicaArt.
36 - Clausola di
salvaguardiaArt.
36 bis - Informazioni sull'attuazione della
leggeeArt.
37 - Disposizioni transitorieArt.
38 - Abrogazioni di leggi
provincialiArt.
38 bis - omissisArt.
40 - Agevolazioni previste da leggi dello
StatoArt.
40 bis - Disposizione di coordinamentoCapo
V - Patti territorialiArt.
41 - omissisCapo
VI - omissisCapo
finanziarieArt.
43 - omissisTabella
A - Tabella C - omissisNOTE
Legge provinciale 13 dicembre 1999, n. 6 (1)
Interventi della Provincia per il sostegno dell'economia e
della nuova imprenditorialità locale, femminile e giovanile. Aiuti per i
servizi alle imprese, alle reti d'impresa, all'innovazione e
all'internazionalizzazione. Modificazioni della legge
sulla programmazione provinciale (2)
(b.u. 21 dicembre 1999, n. 56, suppl. n. 1)
1. In sintonia con gli indirizzi e i criteri stabiliti dal
programma di sviluppo, la Provincia autonoma di Trento, riconoscendo il pari
valore di tutti i settori economici, promuove in modo armonico il
consolidamento e la crescita del sistema economico, valorizzandone le risorse
locali e favorendo uno sviluppo locale ecosostenibile, ispirandosi alle
a) l'affermazione e il riconoscimento del ruolo sociale
dell'impresa anche attraverso la diffusione di un'educazione imprenditoriale
nel sistema scolastico e formativo nonché il perseguimento della qualità delle
formule imprenditoriali;
b) l'integrazione settoriale e intersettoriale;
c) il riequilibrio territoriale, in armonia con il rispetto
e la valorizzazione dell'ambiente e delle sue risorse nonché con la mitigazione
e l'adattamento ai cambiamenti climatici;
d) l'internazionalizzazione del sistema economico, con
particolare attenzione ai mercati a elevato potenziale di crescita e di
g) l'incremento e il consolidamento della produttività
h) lo sviluppo di forme solidaristiche nel mercato del
i) la diffusione di servizi a sostegno dell'innovazione, dello
sviluppo internazionale, della qualità delle piccole e medie imprese e del
j) la creazione di reti d'impresa e lo sviluppo di
k) il rafforzamento dell'imprenditorialità femminile e
l) il miglioramento delle condizioni occupazionali e della
conciliazione famiglia - lavoro;
m) la partecipazione dei lavoratori alle decisioni aziendali
riguardanti la sicurezza, la qualità e la produttività del lavoro.
2. La promozione del consolidamento e della crescita del
sistema economico avviene tramite:
a) interventi di sistema volti alla creazione di un ambiente
economico favorevole allo sviluppo, incluse iniziative per favorire
l'acquisizione di competenze imprenditoriali e di conoscenze volte a sviluppare
l'autoimprenditorialità nei giovani;
b) aiuti finanziari alle imprese.
3. Salvo i casi espressamente previsti, continuano ad
applicarsi a favore del settore agricolo esclusivamente le leggi provinciali
4. è fatta
salva la disciplina comunitaria in materia di aiuti di Stato prevista sia in
generale che per i settori sensibili (3).
Disposizioni sugli aiuti
1. Gli interventi previsti da questa legge sono destinati al
sostegno delle piccole, delle medie e delle grandi imprese operanti in
2. Salvo diversa indicazione, possono beneficiare degli aiuti
previsti dalla presente legge le piccole e medie imprese, nonché le
microimprese, rispondenti alla definizione di cui alla disciplina comunitaria.
3. Le grandi imprese possono beneficiare degli aiuti previsti
da questa legge senza necessità di notifica e approvazione del caso specifico,
ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 3, del Trattato CE, salvo che specifiche
disposizioni comunitarie la impongano, quando gli aiuti rientrino in quelli
concedibili a titolo di "de minimis" o quando riguardano interventi
per la protezione ambientale, o il risparmio energetico o lo sviluppo di fonti
di energia rinnovabili, o il sostegno della ricerca e dello sviluppo. Negli
altri casi le grandi imprese possono beneficiare degli aiuti previsti da questa
legge, previa notifica e approvazione del caso specifico ai sensi dell'articolo
88, paragrafo 3, del Trattato CE, solo qualora l'agevolazione risulti
necessaria per la permanenza sul mercato, in termini concorrenziali, ovvero per
la salvaguardia dell'occupazione. Le grandi imprese possono altresì beneficiare
degli aiuti di cui all'articolo 11.
3 bis. Possono beneficiare degli aiuti previsti da questa legge
solo le piccole, medie e grandi imprese in regola con le assunzioni
obbligatorie previste dall'articolo 3 della legge 12 marzo 1999, n. 68 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili).
3 ter. Gli interventi di cui al comma 1 non devono produrre
effetti distorsivi della concorrenza del mercato provinciale in cui sono
concessi (4).
1. Possono essere agevolati gli investimenti fissi relativi a
terreni, fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature, brevetti e
infrastrutture (5).
Interventi per la promozione di misure di protezione
1. Nel quadro degli aiuti previsti dall'articolo 3, possono
essere agevolati gli investimenti finalizzati a:
sviluppo di tecnologie ecologicamente efficienti, in particolare di quelle
dirette al risparmio e all'utilizzazione razionale di energia e di risorse naturali;
prevenzione e la riduzione delle emissioni aeriformi, dei reflui, dei rifiuti e
degli altri fattori di inquinamento;
c) il riciclaggio, il recupero e il riutilizzo delle
sostanze e dei rifiuti di cui alla lettera b);
trattamento finale delle sostanze e dei rifiuti di cui alla lettera b), per
l'adeguamento a norme ambientali obbligatorie ovvero per l'osservanza di
standard ambientali più rigorosi;
risanamento di siti industriali inquinati, purché sia garantita la destinazione
produttiva di tali siti, in osservanza della normativa concernente la bonifica
dei siti inquinati.
1 bis. Nel rispetto delle disposizioni dell'Unione europea in
materia di aiuti di Stato possono essere ammessi ad agevolazione, inoltre, gli
investimenti effettuati in caso di trasferimento di imprese dettato da motivi
di tutela o di prevenzione ambientale che comporti la realizzazione di un nuovo
stabilimento, detratti i proventi della vendita del compendio originario e
altri benefici derivanti dal trasferimento. Nel caso di trasferimento di
impresa conseguente a piani di riassetto urbanistico o a provvedimenti di
valorizzazione ambientale sono ammissibili, inoltre, le spese funzionali alla
rilocalizzazione (6).
Aiuti per la promozione della ricerca e sviluppo
1. Possono essere agevolate le spese per la realizzazione di
interventi di ricerca applicata, compresa la ricerca industriale e le attività
di sviluppo sperimentale, come definite dalla Commissione europea. Per le
domande esaminate nell'ambito delle procedure valutativa e negoziale previste
dagli articoli 14 e 14 bis le spese ammissibili sono individuate nel rispetto
di quanto previsto dalla disciplina della Commissione europea e sulla base del
parere di congruità tecnico-scientifica e di validità economico-finanziaria
delle iniziative, reso dal comitato per la ricerca e
l'innovazione previsto dall'articolo 22 bis della legge
provinciale 2 agosto 2005, n. 14 (legge provinciale sulla ricerca), integrato dai
componenti del comitato per gli incentivi alle imprese ai sensi dell'articolo 5,
comma 5, lettera c), del decreto del
Presidente della Provincia 28 marzo 2014, n. 4-6/Leg recante il Secondo regolamento stralcio di attuazione
dell'articolo 38, comma 4, della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell'autonomia del
Trentino), concernente la disciplina degli organi collegiali. Per le
domande esaminate nell'ambito della procedura automatica prevista dall'articolo
13 le spese ammissibili sono individuate sulla base di una perizia asseverata
di un professionista competente in materia, iscritto al relativo albo
professionale, attestante la congruità e l'inerenza delle spese alle tipologie
1 bis. L'attività di ricerca agevolata ai sensi del comma 1 deve
assicurare ricadute economiche e sociali positive nel territorio provinciale;
le modalità di attuazione di questo vincolo sono stabilite dalla deliberazione
prevista dall'articolo 35.
1 ter. omissis
1 quater. Il vincolo previsto dal comma 1 bis non trova
applicazione per i progetti presentati da soggetti con personalità giuridica
che, per prioritarie finalità statutarie, siano impegnati senza fini di lucro
in attività di ricerca sul territorio provinciale, purché tali progetti
presentino caratteristiche di eccellenza dal punto di vista scientifico e
tecnologico ed i loro risultati siano trasferibili ad iniziative
imprenditoriali per accrescere la competitività del sistema economico provinciale.
2. Per la realizzazione di specifiche ricerche commissionate
a soggetti di ricerca pubblici e privati le piccole e medie imprese possono
beneficiare di contributi nella misura prevista per le fattispecie della
ricerca applicata. Possono essere agevolate sia le ricerche di carattere
applicativo sia il trasferimento delle conoscenze e delle innovazioni
scientifiche. Inoltre è ammesso il contributo alle spese sostenute per
risolvere i problemi delle metodologie riguardanti i processi produttivi delle
singole imprese o per applicare a detti processi i risultati di ricerca
2 bis. Nel caso di aiuti corrisposti per sostenere progetti in
attuazione di accordi tra la Provincia e lo Stato, altri Stati o enti
territoriali, con deliberazione della Giunta provinciale possono essere
definite procedure di valutazione, di concessione e di erogazione anche in
deroga a quanto previsto da questa legge, per garantire la coerenza delle
procedure con l'accordo raggiunto. La deliberazione può anche prevedere che la
valutazione dei progetti sia svolta dal comitato per gli incentivi alle imprese
o che gli organi di valutazione a tal fine costituiti siano integrati con
componenti del comitato o con esperti nominati da esso.
2 ter. Gli aiuti previsti da quest'articolo sono concessi anche
alle imprese operanti nel settore agricolo, nel rispetto delle disposizioni
dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato (7).
1. L’adeguata patrimonializzazione delle piccole e medie
imprese è perseguita mediante la concessione di contributi in conto capitale
finalizzati all'abbattimento del costo dei finanziamenti assunti dall'impresa a
fronte di processi di incremento dei mezzi propri.
2. Per i fini di cui al comma 1 si considerano incrementi di
mezzi propri anche gli aumenti delle riserve indivisibili.
Aiuti per l'internazionalizzazione delle imprese
1. Per favorire l'internazionalizzazione delle imprese verso
paesi non appartenenti all'Unione europea e per promuovere i servizi turistici all'esterno
dell'Unione europea possono essere concessi aiuti, anche sotto forma di buoni,
alle piccole e medie imprese, a cooperative e consorzi costituiti da piccole e
medie imprese, anche operanti nel settore agricolo, nel rispetto delle
disposizioni dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato e, sulla base di
appositi criteri approvati dalla Giunta provinciale e notificati, anche a
grandi imprese, a fronte di oneri derivanti da:
a) prima partecipazione a fiere o esposizioni, anche
all'interno dell'Unione europea; per le successive partecipazioni gli aiuti
sono concessi nei limiti previsti dalla normativa dell'Unione europea in
materia di aiuti d'importanza minore (de minimis);
b) azioni di commercializzazione di sistema, relativamente
agli oneri sostenuti da cooperative e consorzi per la realizzazione di servizi
a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese associate o relativamente
agli oneri sostenuti dalle piccole e medie imprese per la partecipazione a
missioni estere e a fiere internazionali coordinate da enti istituzionali o da
cooperative o consorzi, costituiti da piccole e medie imprese;
c) realizzazione di progetti imprenditoriali di
2. La Provincia promuove e valorizza sinergie tra le azioni e
i progetti previsti dal comma 1 e i progetti di solidarietà internazionale
sostenuti dalla Provincia nelle medesime aree geografiche di intervento, ai
sensi della legge provinciale 17 marzo 1988, n. 10
(Sostegno alla cooperazione per lo sviluppo), e della legge
provinciale 15 marzo 2005, n. 4 (legge provinciale sulla solidarietà
internazionale) (8).
1. La Provincia promuove e sostiene la collaborazione tra le
imprese e le istituzioni scolastiche e formative per la realizzazione di
modalità di apprendimento in alternanza fra scuola e lavoro, in base a quanto
stabilito dalla legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5 (legge
provinciale sulla scuola).
2. Per l'attuazione delle azioni previste dal comma 1 la Giunta provinciale, nell'ambito della deliberazione di cui all'articolo 35, dispone opportuni
ordini di priorità o il riconoscimento di maggiorazioni degli aiuti previsti da
questa legge (9).
Aiuti specifici per la nuova imprenditorialità
1. Oltre agli aiuti previsti da questa sezione, alle piccole
imprese di nuova costituzione promosse da neoimprenditori la Provincia può concedere contributi, fino a un importo massimo di 50.000 euro, a copertura dei
costi di avviamento sostenuti fino a cinque anni a decorrere dalla costituzione
dell'impresa. Per l'imprenditorialità giovanile e femminile si applica
l'articolo 24 quater.
1 bis. La Giunta provinciale approva le disposizioni attuative
di quest'articolo, individuando in particolare l'intensità dell'aiuto e i costi
di avviamento ammessi a contributo.
2. La Giunta provinciale prevede appositi fondi di garanzia
per l'ottenimento di finanziamenti o di garanzie a favore delle imprese di
nuova costituzione promosse da neoimprenditori ai sensi dell'articolo 34
3. Si intendono per imprese di nuova costituzione ai sensi
dei commi 1 e 2 quelle costituite, alla data di presentazione della domanda, da
un periodo di tempo massimo individuato dalla deliberazione prevista
dall'articolo 35, comunque non superiore a dodici mesi.
Aiuti per il riequilibrio territoriale
1. Per favorire il riequilibrio territoriale la Provincia sostiene e incentiva gli investimenti fissi sostenuti dalle imprese operanti in
zone montane caratterizzate da marginalità socio-economica. Queste finalità
sono perseguite mediante la concessione di maggiorazioni di aiuto, nel rispetto
dell'intensità massima stabilita dalla disciplina dell'Unione europea in
materia di aiuti di Stato, secondo quanto stabilito dalla deliberazione
prevista dall'articolo 35; in alternativa tali aiuti possono essere concessi
nei limiti degli aiuti di importanza minore (de minimis), anche in misura
superiore alle soglie ordinarie.
2. La Provincia sostiene la realizzazione di iniziative
innovative e creative nell'ambito della montagna, in particolare nei settori
tradizionali e in quelli connessi con la moderna fruizione della montagna
relativi al settore agroalimentare, all'intrattenimento, allo sport e al tempo
libero nonché al benessere (11).
1. Le misure degli aiuti finanziari sono determinate dalla
2. Gli aiuti sono concessi nei limiti consentiti dalla
normativa dell’Unione europea sugli aiuti di Stato, tenendo anche conto della
regola del "de minimis".
3. Ai fini del riequilibrio territoriale la misura massima
delle agevolazioni concedibili è aumentata, per le imprese aventi sede in zone
montane caratterizzate da marginalità socio-economica, fino al 15 per cento
oltre le misure massime previste in equivalente sovvenzione netta, sulla base
dei criteri stabiliti con apposita deliberazione della Giunta provinciale, da
notificare alla Commissione europea.
4. omissis 5. Per investimenti aziendali promossi da microimprese svolgenti
attività che non formano oggetto di scambi tra gli Stati membri possono essere
concessi contributi fino al 40 per cento della spesa.
6. L’intensità di aiuto per la ricerca, su conforme parere
degli esperti di cui all'articolo 5, comma 1, in ordine alla sussistenza delle condizioni individuate dalla deliberazione di cui all'articolo
35, può essere elevata fino al 20 per cento dell’investimento in caso di
insuccesso della ricerca.
7. Gli aiuti di cui all'articolo 7 sono determinati nella
misura massima del 50 per cento del costo sostenuto a fronte degli oneri
indicati dallo stesso articolo.
8. Gli aiuti di questa legge non sono cumulabili con altri
benefici relativi allo stesso bene, servizio o iniziativa, salvo diverse
indicazioni di legge o della deliberazione di cui all'articolo 35.
8 bis. Le modifiche alle misure degli aiuti finanziari possono
essere applicate, nei casi stabiliti dalla deliberazione di cui all'articolo 35
e su richiesta dei beneficiari, anche alle domande di agevolazione presentate e
non ancora definite alla data di entrata in vigore delle modifiche stesse (12)
1. Gli aiuti finanziari possono assumere le seguenti
a) contributi in conto capitale, in una o più soluzioni;
b) contributi in conto canoni per operazioni di leasing;
b bis) contributi in conto interessi;
b ter) agevolazioni di natura fiscale, nei limiti consentiti
dallo Statuto speciale.
1 bis. Per favorire il migliore equilibrio delle fonti di copertura
delle iniziative agevolate e per facilitare l'accesso al credito delle imprese,
nei casi individuati dalla Giunta provinciale possono essere concessi aiuti combinando
le tipologie previste dal comma 1, lettere a) e b bis), e la modalità di intervento
prevista dall'articolo 34 bis, comma 2, lettera b bis) (13).
Agevolazioni sull'IRAP
1. La legge finanziaria provinciale può individuare specifiche
agevolazioni relative all'imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), nei
limiti previsti dall'articolo 73 dello Statuto speciale e nel rispetto
della normativa dell'Unione europea e degli orientamenti giurisprudenziali della
Corte di giustizia dell'Unione europea, a favore dei beneficiari indicati nell'articolo
Aiuti specifici per risanamento, ristrutturazione o
1. Al fine di garantire posti di lavoro, la Provincia può altresì concedere specifici aiuti finalizzati al salvataggio e alla
ristrutturazione in conformità alle disposizioni comunitarie e nei limiti
fissati dalla Commissione europea, sulla base di un piano di risanamento,
ristrutturazione o riconversione. La concessione degli aiuti è subordinata alla
notifica e alla approvazione del progetto ai sensi dell'articolo 88, paragrafo
3, del Trattato CE.
Aiuti alle piccole imprese di autotrasporto per la cessazione
1. Per razionalizzare l'offerta di autotrasporto e favorire
la ricollocazione professionale dei titolari delle piccole imprese di
autotrasporto la Provincia può concedere specifici aiuti, nei limiti previsti
dalla normativa comunitaria in materia di aiuti d'importanza minore (de
minimis), alle imprese di autotrasporto con meno di nove dipendenti che cessano
l'attività, direttamente o indirettamente, e che hanno i seguenti requisiti:
a) iscrizione all'albo degli autotrasportatori della
b) possesso di almeno un autoveicolo di massa complessiva
superiore a 11,5 tonnellate.
2. La Giunta provinciale stabilisce i criteri e i limiti per
la concessione degli aiuti previsti dal comma 1, nel limite massimo di 40.000
euro per ogni impresa. La Provincia informa i titolari delle imprese di cui al
comma 1 del carattere di de minimis dell'aiuto facendo riferimento al
regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre 2006, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea serie L 379 del 28 dicembre 2006, o alla normativa comunitaria successivamente intervenuta in materia (15).
2 bis. Per le finalità indicate dal comma 1 la Provincia sostiene l'aggregazione aziendale nell'autotrasporto attraverso la concessione di
contributi riferiti al capitale sociale sottoscritto da imprese o imprenditori
che cessano la loro attività per costituire società in cui confluisce il
patrimonio aziendale cessato, nel rispetto delle seguenti condizioni:
a) costituzione di una nuova società che svolga l'attività
di autotrasporto e sia regolarmente iscritta all'albo degli autotrasportatori
della provincia di Trento;
b) costituzione della nuova società da parte di almeno due
imprese che conferiscano il proprio patrimonio aziendale cessando l'attività
diretta, anche per effetto di operazioni di fusione.
2 ter. La Giunta provinciale individua i criteri per la
concessione alla nuova società del contributo previsto dal comma 2 bis, nel
rispetto della normativa comunitaria in materia di aiuti d'importanza minore
(de minimis), fino a un massimo del 50 per cento del capitale sociale
sottoscritto dalle imprese conferite nella nuova società.
3. La Provincia, con apposita convenzione, può affidare la
concessione degli aiuti previsti dai commi 1 e 2 bis ai consorzi di garanzia
collettiva fidi presenti in provincia di Trento (16).
1. Le domande relative agli aiuti o agli interventi previsti
da questa legge sono presentate presso la struttura provinciale competente; se la Giunta provinciale si avvale della facoltà di affidare loro l'istruttoria o l'anticipazione,
le domande sono presentate presso gli enti di garanzia o gli enti creditizi.
2. Le domande sono esaminate secondo procedure di tipo automatico,
valutativo o negoziale. La procedura automatica, che può essere limitata ad alcune
tipologie di iniziative, si applica a spese di importo inferiore a una soglia determinata
dalla Giunta provinciale e relative a lavori o attività sostenuti dopo la presentazione
della domanda. Nel caso di aiuti concessi nel rispetto della disciplina comunitaria
in materia di aiuti d'importanza minore (de minimis), o sulla base di criteri e
modalità autorizzati dalla Commissione europea, la Giunta provinciale può stabilire di applicare la procedura automatica anche ad aiuti relativi
a spese sostenute prima della presentazione della domanda, purché non oltre i
diciotto mesi precedenti. La procedura valutativa si applica a spese di importo
superiore alla soglia determinata per la procedura automatica e relative a lavori
o attività sostenuti dopo la presentazione della domanda. In ogni caso si applica
la procedura valutativa per le iniziative previste dagli articoli 4 e 6. La
procedura negoziale si applica a spese per investimenti di importo superiore a
una soglia determinata dalla Giunta provinciale, a spese relative a un
complesso integrato di interventi finalizzati allo sviluppo di aree
territoriali delimitate o a specifici settori produttivi, a spese per
investimenti in relazione agli assi strategici individuati dagli strumenti
della programmazione provinciale. Questa procedura si applica per gli
investimenti e gli interventi realizzati da una sola impresa o da un gruppo di
imprese nell'ambito di forme di programmazione concertata. Si applica in ogni
caso la procedura negoziale per gli interventi previsti dall'articolo 34 bis,
commi 4 e 4 bis.
2 bis. omissis (17)
1. Le fattispecie di domande per ottenere la concessione
delle agevolazioni con procedura automatica sono individuate dai criteri e
modalità per l'applicazione di questa legge previsti dall'articolo 35. I
medesimi criteri individuano il limite massimo di spesa ammissibile, le misure
di contributo spettanti, le modalità di presentazione delle domande nonché la
relativa documentazione ispirata alla massima semplicità e che consenta, ove
possibile, l'utilizzo di dichiarazioni sostitutive di certificazione o
3. Il soggetto competente a svolgere l'istruttoria accerta
esclusivamente la completezza e la regolarità delle dichiarazioni e di quanto
previsto dal comma 1, secondo l'ordine cronologico di presentazione, e verifica
l'ammissibilità delle spese.
5. Quando la procedura automatica è effettuata dalla
Provincia, essa provvede alla concessione e all'erogazione dell’aiuto
finanziario. Quando l’istruttoria è affidata agli enti di garanzia o a enti
creditizi si applica l’articolo 15 (18).
1. Le domande soggette a procedura valutativa sono esaminate
sotto il profilo tecnico-amministrativo che concerne: la verifica della
sussistenza dei requisiti per l’ammissibilità delle iniziative ai benefici di
legge, la congruità tecnico-amministrativa della spesa, la validità e
l’idoneità dell’iniziativa sotto il profilo economico-finanziario, l’entità del
contributo spettante.
1 bis. I criteri e modalità di cui all'articolo 35, anche in
deroga ai profili d'esame indicati al comma 1, individuano disposizioni
semplificate per la presentazione e per l'analisi delle domande in relazione a
spese o ad aiuti finanziari non superiori a determinate soglie.
2. Se la procedura è effettuata direttamente dall'amministrazione
la Provincia può affidare la valutazione dei profili economico-finanziari e della
congruità delle spese previste a soggetti esterni, nel rispetto del capo I bis della
legge provinciale 19 luglio 1990, n. 23 (legge sui contratti
e sui beni provinciali).
2 bis. La Provincia, fatte salve le competenze del comitato per
gli incentivi alle imprese previsto dall'articolo 15 bis, può affidare a
Trentino sviluppo s.p.a., ai fini della concessione o dell'erogazione dei
contributi, l'esame delle domande sotto il profilo tecnico-amministrativo ai
sensi del comma 1. A tal fine i rapporti tra la Provincia e Trentino sviluppo s.p.a. sono definiti nell'ambito della convenzione prevista
dall'articolo 33, comma 3.
4. Le domande esaminate ai sensi del presente articolo non
sono soggette ai pareri di cui all'articolo 55 della legge
provinciale 10 settembre 1993, n. 26 (Norme in materia di lavori pubblici di interesse
provinciale e per la trasparenza negli appalti), come da ultimo modificato
dall’articolo 30 della legge provinciale 3 febbraio 1995, n. 1.
4 bis. Ai fini della valutazione dell'idoneità dell'iniziativa sotto
il profilo economico-finanziario la Giunta provinciale, con le deliberazioni previste
dall'articolo 35, stabilisce i casi nei quali l'impresa può far valere:
a) la valutazione positiva effettuata da parte di un istituto
creditizio o di una società di leasing per l'erogazione di un finanziamento riferito
all'investimento oggetto della domanda di contributo;
b) l'attivazione di processi di incremento dei mezzi propri secondo
la tipologia dei prestiti partecipativi previsti dall'articolo 6 di questa legge.
4 ter. La Giunta provinciale, con le deliberazioni previste dall'articolo
35, stabilisce i casi e i limiti per la presentazione di domande integrative, purché
relative a superi di spesa rispetto alla domanda originaria sostenuti dopo la data
della stessa ma prima della domanda integrativa (19).
1. Le tipologie di iniziative soggette a procedura negoziale
sono definite dalle deliberazioni previste dall'articolo 35, che stabiliscono
in particolare le modalità di coinvolgimento delle parti sociali, i requisiti
di accesso a tale procedura e le tipologie di impegni cui i soggetti beneficiari
2. L'attività istruttoria è condotta sulla base dei criteri e
dei principi fissati per la procedura valutativa. Con deliberazione della
Giunta provinciale sono definiti i vincoli a carico del beneficiario, che
tengono conto delle ragioni di interesse pubblico connesse all'iniziativa (20).
Istruttoria da parte di enti di garanzia o enti
1. La Provincia, nel rispetto della normativa che disciplina l'attività
contrattuale e previa stipula di apposite convenzioni, può affidare:
a) ai confidi operanti in provincia di Trento che svolgono attività
di garanzia collettiva dei fidi nel rispetto dell'articolo 13 del decreto-legge
30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per
la correzione dell'andamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, o loro consorzi l'intera attività istruttoria,
o parte di essa, connessa alla procedura, sia di tipo automatico che valutativo,
in relazione alla concessione dei contributi, alla loro erogazione e al controllo
del rispetto degli obblighi da parte dei beneficiari, con l'obbligo di segnalare
alla Provincia le violazioni comportanti revoca o altre sanzioni, per i rispettivi
settori economici di riferimento;
b) ad enti creditizi l'intera attività istruttoria, o parte di
essa, connessa alla procedura valutativa prevista dall'articolo 14, in relazione alla concessione dei contributi e alla loro erogazione;
c) agli enti creditizi ai quali sono richiesti i finanziamenti
l'intera attività istruttoria, o parte di essa, connessa alla procedura per la concessione
degli aiuti finanziari previsti dall'articolo 10, comma 1, lettera b bis), e alla
2. Le convenzioni, senza oneri a carico della Provincia, stabiliscono
i rapporti organizzativi e finanziari e possono prevedere la possibilità di imputare
un costo di istruttoria a carico dei soggetti beneficiari del contributo.
3. La Giunta è autorizzata ad assegnare annualmente agli enti
di cui al comma 1, lettere a) e b), somme da utilizzare per l'erogazione, a
titolo di anticipazione, degli aiuti finanziari previsti da questa legge.
4. La Giunta provinciale è autorizzata ad assegnare agli enti
convenzionati le somme da utilizzare, congiuntamente ai mezzi eventualmente
reperiti dall'ente, per concedere i finanziamenti di cui all'articolo 6, comma
5. Gli enti affidatari assumono piena e esclusiva
responsabilità dell'istruttoria delle valutazioni e degli accertamenti
effettuati e devono assicurare adeguati servizi di informazione e assistenza in
ordine alla normativa sugli aiuti finanziari ricevuti in concessione, anche in
collaborazione con le associazioni di categoria.
6. Gli enti affidatari provvedono alla gestione e
all’utilizzo delle somme assegnate secondo criteri, modalità e direttive
stabilite dalla Giunta provinciale, anche per quanto concerne il rispetto dei
principi posti dalla legge provinciale 30 novembre 1992, n. 23
amministrativo), come da ultimo modificata dall'articolo 15 della legge provinciale 27 agosto 1999, n. 3.
7. La Provincia, anche con unico provvedimento, concede o nega
i contributi, sulla base di un elenco predisposto dall’ente affidatario
contenente gli elementi indispensabili per l'adozione del provvedimento
concessorio, come individuati dalla Giunta provinciale. L’amministrazione
verifica in tale occasione il solo possesso dei requisiti soggettivi dei
beneficiari e il rispetto delle misure di agevolazione e delle soglie
8. Le convenzioni devono prevedere una durata non inferiore a
un anno, e sono rinnovabili annualmente alla scadenza, salvo disdetta di una
delle parti con preavviso di almeno sei mesi.
9. La Provincia autonoma di Trento può disporre controlli a
campione per verificare la correttezza delle procedure adottate dall'ente
concessionario. Qualora dal controllo emergano errori od omissioni imputabili
all'ente, a carico dello stesso possono essere poste penali o, in casi di
accertata falsità dei documenti, può essere revocata la concessione. I
contributi indebitamente anticipati, maggiorati degli interessi legali, sono
recuperati dalla Provincia a norma dell'articolo 51 della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7 (Norme in
Trento), come sostituito dall'articolo 1 della legge
provinciale 9 settembre 1996, n. 8. Nel caso in cui il soggetto beneficiario
non provveda alla restituzione e l'erogazione indebita sia dovuta a errori
dell'ente concessionario, il recupero è effettuato in capo all'ente medesimo.
Le somme recuperate sono introitate nel bilancio della Provincia.
10. L’ente affidatario deve consentire verifiche puntuali a
campione anche sulle singole pratiche e mettere a disposizione della Provincia
i fascicoli delle pratiche oggetto di eventuale ricorso o contestazione, o
comunque ritenute necessarie dall’amministrazione.
10 bis. omissis (21)
1. È istituito il comitato per gli incentivi alle imprese, quale
organo tecnico-consultivo della Giunta provinciale in materia di incentivi alle
7. omissis (22)
Obblighi, sanzioni e verifiche
Obblighi dei richiedenti e controlli
1. La concessione delle agevolazioni di questa legge comporta
l’obbligo di non alienare, cedere o comunque distogliere dalla loro
destinazione i beni per i quali le agevolazioni sono state concesse per periodi
da stabilire, a seconda delle fattispecie, tra un minimo di 3 e un massimo di
10 anni. Per i beni mobili il periodo di vincolo, comunque, dev'essere
inferiore a quello stabilito per gli immobili. 2. Possono essere fissati obblighi e vincoli che si ritengano
necessari o opportuni in base agli obiettivi prefissi anche in aggiunta a
quelli indicati al comma 1, nonché in relazione a interventi di aiuto per
azioni diverse dall’investimento in beni. Se gli obblighi e i vincoli fissati
ai sensi di questo comma riguardano i livelli occupazionali, il mantenimento e
l'aumento degli stessi deve essere assicurato dall'impresa beneficiaria applicando
ai propri dipendenti i contratti previsti dal comma 6, lettera c).
2 bis. Inoltre possono essere previsti specifici obblighi a
carico dei soggetti beneficiari tenendo conto dei comportamenti fiscali e del
versamento dei tributi in relazione all'attività svolta nel territorio
3. Il trasferimento totale o parziale dell'azienda, la
trasformazione, la fusione e la scissione societaria non comportano violazione
degli obblighi previsti dal comma 1. I contributi non ancora liquidati sono
corrisposti al soggetto subentrante a condizione che quest'ultimo continui a
esercitare l'impresa e assuma gli obblighi previsti da quest'articolo.
3 ter. L'affitto dell'azienda non comporta violazione degli obblighi
previsti dal comma 1 se il relativo contratto è stipulato dopo un periodo di almeno
tre anni dalla decorrenza dei vincoli previsti dal comma 1, o se è stipulato nell'ambito
di procedure concorsuali, o in attuazione di strumenti alternativi di risoluzione
delle crisi di impresa, o tra società controllanti o controllate, ai sensi dell'articolo
2359, primo comma, numero 1), del codice civile, o tra aziende di proprietà dei
medesimi soggetti. In ogni caso l'affittuario deve continuare a esercitare l'impresa.
Se sono rispettate le condizioni di questo comma e gli obblighi previsti per il
beneficiario da questo articolo, i contributi non ancora liquidati continuano a
essere corrisposti al beneficiario.
3 quater. La cessione di beni immobili agevolati o il mancato
inserimento dei beni immobili agevolati nel patrimonio aziendale del soggetto
subentrante o dell'affittuario a seguito delle operazioni indicate nei commi 3
e 3 ter non comportano violazione degli obblighi previsti dal comma 1 se sono
rispettate le seguenti condizioni:
a) la cessione dei beni immobili o le modificazioni
soggettive indicate nei commi 3 e 3 ter sono convenute tra società controllanti
o controllate, ai sensi dell'articolo 2359, primo comma, numero 1), del codice
civile, o tra società controllate dal medesimo soggetto che controlla la
società cedente;
b) il bene immobile agevolato continua a essere destinato
all'esercizio dell'attività d'impresa in relazione alla quale è stata concessa
l'agevolazione.
4. Gli obblighi si intendono comunque osservati anche in caso
di sostituzione dei beni mobili oggetto di aiuto finanziario con beni aventi
caratteristiche riconducibili ai primi.
5. Ove sussistano giustificati motivi, su richiesta
dell’interessato, può essere disposto il venir meno totale o parziale degli
obblighi oppure la loro ridefinizione con la procedura prevista dall'articolo
14 bis. Possono essere stabiliti, in proposito, criteri di massima
differenziati per settore economico.
6. I soggetti richiedenti le agevolazioni, all'atto della
presentazione della domanda, devono allegare una dichiarazione di conoscenza in
ordine agli obblighi di cui ai commi 1 e 2, nonché ai seguenti: a) accettazione
di ogni controllo sull'effettiva destinazione del contributo concesso e sul
rispetto degli obblighi di cui ai commi 1 e 2;
comunicazione alla struttura o all'ente competente di qualsiasi modificazione
soggettiva o oggettiva rilevante ai fini della concessione dell'agevolazione o
ai fini del mantenimento della stessa;
nei confronti dei propri dipendenti dei contratti collettivi e accordi
nazionali e provinciali stipulati fra le organizzazioni sindacali dei
lavoratori e dei datori di lavoro e della garanzia delle libertà sindacali,
nonché dell'osservanza delle leggi in materia di lavoro, previdenza e assistenza
e delle disposizioni in materia di tutela della salute e dell'integrità fisica
d) messa a
disposizione della Provincia, su richiesta, dei dati concernenti la situazione
economico-finanziaria, fino a tre anni successivi all'erogazione dell'aiuto.
7. Il controllo sul rispetto degli obblighi di cui ai commi
1, 2 e 6 viene effettuato dalla struttura o dall’ente che cura l’istruttoria (23).
1. In caso di inosservanza degli obblighi stabiliti
dall’articolo 16 o dalle disposizioni attuative della legge si provvede alla
revoca totale o parziale o alla riduzione dei contributi. In caso di recupero
le somme erogate sono maggiorate degli interessi legali.
2. La revoca dei contributi disposta ai sensi del comma 1 è
graduata in relazione alla durata e alla gravità dell'infrazione.
3. Nel caso in cui il contributo o l'anticipazione siano
stati ottenuti sulla base di dichiarazioni non veritiere, l'agevolazione è
revocata per la parte del beneficio ottenuta sulla base di tali dichiarazioni.
Ferma restando l'applicazione delle eventuali sanzioni penali previste dalla
vigente legislazione statale, resta esclusa l'applicazione di ulteriori
4. Al recupero delle agevolazioni si provvede a norma
dell’articolo 51 della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7
autonoma di Trento), come sostituito dall’articolo 1 della legge provinciale 9 settembre 1996, n. 8. Le somme recuperate e
le relative maggiorazioni sono introitate nel bilancio della Provincia (24).
Ricerca, studi e promozione
Diffusione della ricerca scientifica
1. Al fine di favorire una migliore conoscenza e
collaborazione tra gli istituti di ricerca operanti in ambito provinciale e le
imprese locali, la Provincia promuove, mediante l'assunzione totale o parziale
dei relativi oneri, l'assegnazione temporanea di ricercatori e tecnici di
ricerca degli istituti in questione presso le imprese locali.
2. La collaborazione del ricercatore o del tecnico presso
l'impresa deve avvenire in modo tale da consentire la realizzazione della
duplice finalità di formazione professionale del ricercatore o del tecnico
assegnato e di contestuale acquisizione di assistenza tecnica, per servizi di
natura tecnologica, a favore dell'impresa.
3. Nel caso in cui l'istituto di ricerca non abbia sede sul
territorio provinciale l'assunzione degli oneri da parte della Provincia è
ridotta alla metà (26).
Misure per favorire l'inserimento dei ricercatori
1. Per promuovere l'inserimento in azienda di personale
altamente qualificato la Provincia, nel rispetto delle disposizioni dell'Unione
europea in materia di aiuti di Stato, può concedere alle imprese operanti in
provincia e per attività ricadenti sul territorio provinciale contributi
finanziari per l'assunzione, anche a tempo indeterminato, di ricercatori e
tecnici di ricerca provenienti da organismi di ricerca e istituti accademici. La Giunta provinciale definisce le spese ammissibili, i criteri e le modalità per la concessione
dei contributi (27).
Premi di specializzazione e di aggiornamento
1. Allo scopo di migliorare e elevare il livello di qualità
dei servizi e del management aziendale, la Provincia istituisce, anche in collaborazione con imprese e con università, enti e istituti di ricerca, premi di
specializzazione o di aggiornamento, fino a un massimo di 50.000.000 di lire
ciascuno, a favore di diplomati, laureati o laureandi, anche al fine di
agevolare il loro inserimento in aziende situate nel territorio provinciale.
Progetti di formazione e servizi per la nuova
1. La Giunta provinciale promuove progetti specifici di
formazione e qualificazione imprenditoriale di tipo manageriale, funzionali a
singole iniziative da realizzare a favore di soggetti che intendono avviare per
la prima volta un’impresa, nonché delle imprese esistenti delle quali divengono
titolari, a qualsiasi titolo, soggetti in precedenza non imprenditori, con
priorità per i soggetti di età inferiori ai 40 anni. Tali progetti possono
comprendere l'affiancamento di imprese leader di settore, ovvero di esperti e
di società di consulenza di comprovata esperienza aziendale, detto tutoraggio.
2. La Giunta provinciale assicura un servizio di informazione
e di orientamento per i soggetti di cui al comma 1. Tale servizio comprende in
sulle agevolazioni previste dalla normativa comunitaria, statale e provinciale
nei diversi settori economici;
nei rapporti con le pubbliche amministrazioni presso cui debbono essere
richiesti atti e provvedimenti connessi in qualsiasi modo all'attività da
c) assistenza tecnica alla progettazione. Art. 22
Azioni positive per l'imprenditoria femminile e giovanile
1. La Provincia, tramite l'Agenzia del lavoro, adotta azioni positive
a) favorire la creazione e lo sviluppo dell'imprenditoria femminile
e giovanile, anche in forma cooperativa, in tutti i settori produttivi, dei servizi
e delle professioni;
b) promuovere la formazione imprenditoriale e la qualificazione
professionale delle donne imprenditrici e dei giovani imprenditori;
c) agevolare l'accesso al credito per le imprese a conduzione
o a prevalente partecipazione femminile o giovanile;
d) favorire la qualificazione imprenditoriale e la gestione delle
imprese familiari da parte delle donne;
e) favorire il passaggio generazionale nelle imprese;
f) promuovere la presenza delle imprese a conduzione o a prevalente
partecipazione femminile o giovanile nei comparti innovativi dell'economia provinciale
Qualità della presenza dei lavoratori e delle lavoratrici
1. La Provincia promuove la sottoscrizione di protocolli e intese
tra le parti sociali finalizzati al riconoscimento del principio della responsabilità
sociale d'impresa, alla partecipazione dei lavoratori alle scelte organizzative
aziendali, all'affermazione del principio di uguaglianza di genere nelle imprese
e di flessibile organizzazione dell'attività produttiva in relazione alle esigenze
di conciliazione della vita familiare e professionale. La Giunta provinciale con la deliberazione prevista dall'articolo 35 individua le modalità per agevolare
le imprese che uniformino la loro attività a questi principi (29).
Iniziative per il sostegno delle imprese sui mercati
1. Per promuovere l'affermazione dei beni prodotti e dei
servizi prestati dalle imprese trentine sui mercati interni e esterni al
mercato comune europeo, la Provincia può concludere accordi di programma con lo
Stato o altri enti pubblici nonché realizzare, direttamente o avvalendosi
dell'opera di enti o soggetti rappresentativi dei settori economici
provinciali, iniziative e progetti riguardanti:
a) inchieste,
studi e rilevazioni di interesse generale tendenti alla migliore conoscenza
delle condizioni della produzione, delle dinamiche del mercato e del
comportamento del consumatore;
b) informazione,
promozione, pubblicità, realizzazione e partecipazione a esposizioni, fiere e
manifestazioni per la valorizzazione dei beni e dei servizi delle imprese
trentine;
c) tutela e
promozione dell'immagine dei prodotti trentini.
2. Le iniziative e i progetti possono essere realizzati
direttamente dagli enti o soggetti rappresentativi di cui al comma 1. In tal caso la Giunta provinciale determina i criteri e le modalità di assegnazione dei
finanziamenti (30).
Promozione e qualificazione delle attività economiche
1. La Giunta provinciale è autorizzata a promuovere nuove iniziative economiche, mediante la
ricerca di imprenditori interessati e l'assistenza tecnica agli stessi
imprenditori, nonché la divulgazione delle opportunità offerte dal territorio
trentino e dal sistema economico locale. La Provincia, inoltre, sostiene
progetti volti al rafforzamento e alla qualificazione delle piccole
imprese e, in genere, dell’imprenditorialità locale, femminile e giovanile, nonché
alla promozione e al supporto alla realizzazione di distretti tecnologici o di
poli d'innovazione, comunque denominati.
1 bis. Tra le iniziative di cui al comma 1 sono compresi i premi
volti alla presentazione di idee e progetti innovativi finalizzati anche alla
nascita di nuove imprese sul territorio provinciale, concessi anche tramite
Trentino sviluppo s.p.a. Sono inoltre comprese attività di informazione, di
facilitazione e di animazione territoriale, a supporto dei processi di pianificazione
territoriale e di programmazione dello sviluppo promossi dalle comunità e dai
comuni, per favorire nuove iniziative imprenditoriali e opportunità
occupazionali, con particolare riguardo ad ambiti innovativi e a vocazione
sociale. A tal fine la Provincia può mettere a disposizione della società
personale con idonea professionalità.
2. Le altre iniziative di cui agli articoli 19, 20 e 21 sono
realizzate tramite strutture provinciali o soggetti pubblici o privati. I
rapporti tra la Provincia autonoma di Trento e i soggetti in questione sono
disciplinati da apposita convenzione, con la quale può essere disposta anche la
messa a disposizione di personale provinciale.
2 bis. La Provincia è autorizzata a concedere contributi
straordinari per gli investimenti d'impianto e le spese di funzionamento a
soggetti, costituiti in qualsiasi forma, preposti a promuovere e supportare
l'attivazione sul territorio provinciale di distretti tecnologici o di poli
d'innovazione, comunque denominati. Inoltre la Provincia è autorizzata a concedere contributi per le medesime spese per promuovere
l'aggregazione di soggetti per le attività di ricerca, innovazione e
trasferimento tecnologico, anche al fine di favorire l'integrazione settoriale
e la costituzione di reti d'impresa. Per valutare la congruità
tecnico-amministrativa dell'iniziativa e l'entità della spesa ammissibile il
servizio competente può avvalersi del comitato per
la ricerca e l'innovazione previsto dall'articolo 22 bis della legge
provinciale sulla ricerca,
del comitato per gli incentivi alle imprese, di Trentino sviluppo s.p.a. o di
enti creditizi.
2 ter. La Provincia, anche tramite l'Agenzia per lo sviluppo
s.p.a., può assegnare premi a favore di piccole e medie imprese per sostenere i
processi volti all'ottenimento di brevetti europei e internazionali. A tal fine
possono essere utilizzate le risorse stanziate sul fondo previsto dall'articolo
33, comma 1, lettera a).
2 quater. La Giunta provinciale stabilisce con deliberazione i
criteri e le modalità per l'applicazione dei commi 2 bis e 2 ter (31).
Finanziamento di borse di studio per promuovere nuove idee
1. La Provincia può finanziare, anche attraverso l'accesso a fondi
europei, borse di studio o assegni di ricerca della durata massima di due anni assegnate
dall'Università degli studi di Trento, dalle istituzioni scolastiche e formative
provinciali e paritarie del secondo ciclo operanti sul territorio provinciale che
comprendono nei piani di studio discipline economiche, dalle fondazioni previste
dall'articolo 33, comma 1, lettera b), della legge
provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell'autonomia
del Trentino), per promuovere nuove idee imprenditoriali proposte da studenti che
stanno per acquisire o hanno acquisito da non più di sei mesi il relativo titolo
di studio, o da ricercatori o dottori di ricerca di età non superiore a trentacinque
anni impiegati presso organismi di ricerca operanti nel territorio provinciale.
La Giunta provinciale stabilisce con deliberazione, previo parere della competente
commissione permanente del Consiglio provinciale, i criteri e le modalità per l'applicazione
di questo comma (32).
Attività di informazione e promozione degli strumenti di
1. Per sostenere lo sviluppo e la qualificazione delle imprese
trentine, la Provincia promuove l'informazione e la diffusione degli strumenti e
delle misure di aiuto previsti da questa legge nonché degli interventi promossi
nell'ambito di programmi o azioni d'interesse europeo anche per favorire l'internazionalizzazione,
la collaborazione e la cooperazione tra le imprese operanti in Europa.
2. La Provincia promuove l'istituzione di sportelli territoriali
di informazione per la messa a disposizione degli strumenti di intervento previsti
da questa legge e per favorire l'imprenditoria femminile e giovanile, anche attraverso
il coinvolgimento di Trentino sviluppo s.p.a., dei comuni, singoli o associati,
delle associazioni di categoria, di istituti bancari, di organismi di ricerca, di
istituti di formazione superiore operanti nel territorio provinciale (33).
2. Per promuovere la diffusione di iniziative imprenditoriali
nei settori innovativi o ad alta tecnologia la Provincia può concedere contributi per il pagamento dei costi di avviamento ai soggetti che
intendono avviare una nuova impresa sul territorio provinciale, comprese le
attività dedicate allo sviluppo dei risultati delle ricerche di ricercatori e
tecnologi di organismi di ricerca e le ricerche finalizzate allo sfruttamento imprenditoriale
di brevetti industriali. La Giunta provinciale stabilisce con propria
deliberazione le spese ammissibili, i criteri e le modalità di concessione dei
contributi, nel rispetto delle disposizioni dell'Unione europea in materia di
2 bis. I contributi previsti da quest'articolo in favore del
settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione sono concessi
a) iniziative potenzialmente in grado di garantire la
valorizzazione del capitale investito attraverso l'immissione sul mercato di
prodotti o servizi;
b) iniziative potenzialmente in grado di garantire lo
svolgimento delle prevalenti attività attinenti la ricerca e lo sviluppo di
prodotti o servizi nell'ambito del territorio trentino;
c) iniziative coerenti con gli ambiti di attività
determinati dall'Istituto europeo di innovazione e tecnologia, istituito dal
regolamento (CE) n. 294/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 marzo 2008, in quanto coerenti con le indicazioni strategiche della Provincia.
3. omissis (34)
Servizi alle imprese e reti (35)
1. Salvo diversa indicazione, possono beneficiare degli aiuti
previsti da questa sezione i soggetti indicati nell'articolo 2 nonché, per gli interventi
previsti dagli articoli 24 quater, commi 3 bis e 6, 24 quinquies, 24 sexies e 24
octies, anche le imprese operanti nel settore agricolo nel rispetto delle disposizioni
dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato.
2. Possono beneficiare dei contributi previsti dall'articolo 24
quinquies in relazione ai costi di servizi di consulenza acquisiti per realizzare
le iniziative previste dal comma 1, lettera d), del medesimo articolo anche le grandi
imprese nel rispetto della normativa dell'Unione europea in materia di aiuti d'importanza
minore (de minimis).
3. Ai fini degli aiuti previsti da questa sezione, la Provincia riconosce esclusivamente i servizi di consulenza prestati direttamente da soggetti in
possesso di una specifica qualificazione in relazione all'oggetto della consulenza.
4. Con la deliberazione prevista dall'articolo 35 la Giunta provinciale può individuare le modalità per incentivare la fruizione dei servizi individuati
da questa sezione da parte dei beneficiari, attraverso il coinvolgimento delle associazioni
maggiormente rappresentative delle categorie economiche o di loro società di servizi,
nonché delle società e dei consorzi promotori di centri per l'innovazione (36).
1. La Provincia promuove, anche attraverso il concorso con fondi
europei, la nascita e sostiene le piccole imprese di nuova costituzione a partecipazione
femminile o giovanile, anche mediante rilevamento di attività preesistente.
2. Ai fini di questo articolo si considerano imprese di nuova
costituzione quelle costituite o rilevate entro i termini indicati dall'articolo
8, comma 3; inoltre, si considerano imprese a partecipazione femminile o giovanile:
a) le imprese individuali di donne o le società di proprietà
per almeno il 51 per cento di donne e in cui le donne rappresentano la maggioranza
all'interno degli organi di amministrazione;
b) le imprese individuali di proprietà di giovani di età non
superiore a trentacinque anni o le società di proprietà per almeno il 51 per cento
di giovani di età non superiore a trentacinque anni e in cui i giovani di età non
superiore a trentacinque anni rappresentano la maggioranza all'interno degli organi
3. Per le finalità del comma 1 e nel rispetto della
disciplina europea in materia di aiuti di Stato, alle piccole imprese di nuova
costituzione a partecipazione femminile e giovanile possono essere concessi
contributi, fino a un importo massimo di 50.000 euro, a copertura dei costi di
avviamento indicati nella deliberazione prevista dal comma 5 bis e sostenuti fino
a cinque anni dalla costituzione dell'impresa.
3 bis. In relazione alle piccole imprese agricole di nuova
costituzione a partecipazione femminile possono essere concessi contributi in
conto capitale entro i limiti stabiliti dalla normativa comunitaria in materia
di aiuti de minimis nel settore della produzione dei prodotti agricoli a
copertura dei costi di avviamento indicati nella
deliberazione prevista dal comma 5 bis sostenuti fino a cinque anni dalla
costituzione dell'impresa. I contributi concessi in base a questo comma non
possono essere cumulati con altri aiuti di Stato, né con contributi finanziari
forniti dagli Stati membri in relazione agli stessi costi ammissibili.
5 bis. La Giunta provinciale approva con propria deliberazione
le disposizioni attuative di quest'articolo individuando, in particolare, l'intensità
dell'aiuto e i costi di avviamento ammessi ai fini dei contributi previsti dai
commi 3 e 3 bis.
6. La Provincia può concedere aiuti alle imprese indicate nel
comma 1 per i servizi di consulenza individuati con deliberazione della Giunta
provinciale, in conformità all'articolo 18 del regolamento (UE) n. 651/2014 e
in misura non superiore al 50 per cento delle spese ammesse.
7. Alle imprese che presentano entrambi i requisiti previsti dal
comma 2, lettere a) e b), l'agevolazione prevista
dal comma 6 è concessa nella misura massima ivi prevista (37).
24 quinquies
1. Per sostenere la competitività delle piccole e medie imprese
possono essere ammessi ad agevolazione i costi di servizi di consulenza acquisiti
all'esterno dell'azienda per:
a) l'innovazione di prodotto, anche
attraverso il design di prodotto e il design dei servizi, e di processo nonché,
in generale, l'innovazione nelle strategie anche organizzative dell'impresa, compresa
quella volta a conseguire la certificazione prevista dall'articolo 11 della legge provinciale 2 marzo 2011, n. 1 (legge provinciale
sul benessere familiare);
b) l'introduzione in azienda di tecniche di organizzazione e
di sviluppo delle attività d'impresa orientate al miglioramento della produttività
e ispirate al principio della qualità totale dell'impresa e del lavoro;
c) la certificazione dei sistemi di qualità aziendale, del prodotto,
della compatibilità ambientale ed etica nonché dei sistemi di gestione per la salute
e sicurezza sui posti di lavoro;
d) la realizzazione di iniziative pilota promosse anche congiuntamente
da più imprese destinate all'adozione di buone pratiche di prevenzione e riduzione
di rifiuti e il conseguimento di standard operativi certificati di maggior tutela
e) la realizzazione di indagini di mercato, la progettazione
di piani di marketing operativo e strategico, l'analisi dei canali distributivi,
del posizionamento aziendale e del prodotto, la segmentazione di mercato e la progettazione
di siti internet per la promozione e per la commercializzazione telematica di beni
e servizi nonché lo studio e la progettazione di campagne pubblicitarie, esclusi
i costi di produzione o di acquisto di spazi pubblicitari;
f) la diffusione dell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione
e delle telecomunicazioni nelle strutture organizzative aziendali che privilegiano
l'utilizzo di software libero e open source, i formati di dati standard aperti e
i protocolli di comunicazione e scambio dati standard aperti;
g) la realizzazione di progetti di aggregazione su base contrattuale
previsti dall'articolo 3, comma 4 ter, del decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5 (Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi, nonché disposizioni
in materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario),
h) le attività di messa in efficienza energetica dei processi
produttivi, la diagnosi energetica e la predisposizione di contratti di risparmio
i) ulteriori servizi di natura strategica necessari all'impresa
per intraprendere percorsi di discontinuità rispetto alla situazione precedente
in termini organizzativi, produttivi o di mercato.
2. Per i fini del comma 1 possono essere concessi contributi in
conto capitale fino al 50 per cento della spesa ammissibile (38).
Aiuti alle imprese per servizi a favore dell'internazionalizzazione
1. Per accrescere la proiezione internazionale dell'economia provinciale,
rafforzare gli investimenti e la penetrazione commerciale all'estero delle piccole
e medie imprese e incrementare il numero delle imprese che esportano stabilmente
possono essere ammessi ad agevolazione i costi di servizi di consulenza specialistica
acquisiti all'esterno dell'azienda destinati a rafforzare l'economia provinciale,
con i criteri e le modalità stabiliti dalla deliberazione prevista dall'articolo
35. L'agevolazione può essere concessa nella misura massima del 50 per cento, anche
sotto forma di buoni e tramite l'indizione di specifici bandi, nel rispetto dei
limiti stabiliti dalle disposizioni dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato.
1 bis. Per gli scopi del comma 1 la Provincia sostiene la formazione di capitale umano destinato a progetti di espansione o
rafforzamento all'estero presentati da parte di grandi, medie e piccole imprese
trentine. A tal fine può essere concesso un contributo nella misura massima del
40 per cento dei costi sostenuti, per non più di tre anni, per l'assunzione a
tempo indeterminato di nuovo personale di età non superiore a trentacinque anni
in possesso di laurea o di diploma di scuola media superiore accompagnato, in
quest'ultimo caso, da un'esperienza lavorativa di almeno tre anni, inviato
all'estero per operare presso unità locali dell'impresa richiedente o presso
altre imprese estere con le quali l'impresa richiedente è legata da accordi
commerciali o produttivi formalizzati giuridicamente. La misura massima del
contributo è elevata al 50 per cento dei costi sostenuti nel caso di assunzioni
mediante contratto di apprendistato di alta formazione e di ricerca, o di
proroga del contratto stesso. Questi contributi sono concessi ai sensi della
normativa dell'Unione europea in materia di aiuti d'importanza minore (de
1 ter. Per i fini previsti da questo articolo, la Provincia può agevolare, ai sensi dell'articolo 24 quinquies, comma 1, lettera c), anche le
spese per ottenere le certificazioni e le omologazioni richieste nei Paesi dove
l'impresa esporta i prodotti, secondo i limiti, i criteri e le modalità
stabiliti dalla deliberazione prevista dall'articolo 35 (39).
Aiuti alle piccole imprese innovative in fase di
1. In conformità al regolamento (UE) n. 651/2014, possono
essere concessi contributi in conto capitale, anche in forma di voucher, fino a
800.000 euro alle piccole imprese innovative in fase di avviamento.
2. La Giunta provinciale approva, con deliberazione prevista
dall'articolo 35, le disposizioni attuative di quest'articolo individuando in
particolare l'intensità degli aiuti, le procedure di accesso, le modalità di
concessione ed erogazione degli aiuti e le spese ammissibili (40).
Aiuti per l'attività consortile
1. Per favorire la costituzione di reti d'impresa stabili possono
essere concessi contributi per la costituzione e l'attività di consorzi e di società
consortili finalizzate all'esercizio delle seguenti attività:
a) lo svolgimento di programmi di ricerca scientifica, tecnologica,
di sperimentazione tecnica;
b) l'assistenza e consulenza per il miglioramento e il controllo
della qualità e la prestazione delle relative garanzie;
c) la creazione di marchi di qualità e il coordinamento della
produzione degli associati;
d) la gestione di centri di elaborazione dati contabili o di
altri servizi in comune;
e) la promozione dell'attività di vendita attraverso l'organizzazione
e la partecipazione a manifestazioni fieristiche, lo svolgimento di azioni pubblicitarie,
lo svolgimento di studi e ricerche di mercato;
f) l'acquisizione di ordinativi e l'immissione nel mercato dei
prodotti dei consorziati;
g) le altre attività che si collegano alle iniziative indicate
nelle lettere da a) a f).
2. Per accedere ai contributi i consorzi e le società consortili
devono essere costituiti da almeno tre imprese e avere un fondo consortile o un
capitale sociale non inferiore a quindicimila euro. La quota consortile sottoscritta
da ciascuna impresa non può superare un terzo del fondo consortile o del capitale
sociale, con l'esclusione degli apporti in natura.
3. I consorzi e le società consortili non possono distribuire
utili o avanzi di esercizio di ogni genere e sotto qualsiasi forma alle imprese
consorziate, neppure in caso di scioglimento del consorzio o della società consortile.
Il divieto deve risultare da un'espressa disposizione dello statuto.
4. Per le finalità del comma 1 la Provincia può concedere contributi in misura non superiore all'entità o agli incrementi del fondo
consortile o del capitale sociale sottoscritto ed effettivamente versato, con l'esclusione
degli apporti in natura. Questi contributi sono concessi ai sensi della normativa
dell'Unione europea in materia di aiuti d'importanza minore (de minimis).
5. La concessione dei contributi previsti dal comma 4 comporta
l'obbligo di mantenere la continuità dell'attività consortile per un minimo di cinque
anni; in caso di inosservanza del predetto obbligo il contributo è revocato con
il recupero delle somme erogate, maggiorate degli interessi legali (41).
Aiuti per le reti d'impresa
1. Allo scopo di sostenere le aggregazioni tra imprese, anche
transregionali e transnazionali, sono concesse agevolazioni per promuovere la stipulazione
di contratti di rete, come definiti dall'articolo 3, comma 4 ter, del decreto-legge
n. 5 del 2009, convertito dalla legge n. 33 del 2009.
2. Per favorire la nascita delle aggregazioni, in favore dell'organo
comune possono essere accordati per l'esecuzione del contratto di rete contributi
a) fino al 30 per cento delle spese legali, amministrative e
di consulenza effettivamente sostenute per giungere alla sottoscrizione del contratto
b) fino al 50 per cento del valore di costituzione della quota
di fondo patrimoniale comune destinata a:
1) formazione del personale impegnato nel progetto di
rete e assunzione di personale destinato a progetti di internazionalizzazione
della rete ai sensi dell'articolo 24 sexies, comma 1 bis;
2) acquisto di hardware e software necessari alla realizzazione
del progetto di rete;
3) acquisizione di brevetti e diritti di utilizzazione
di tecnologie da sfruttare nell'ambito del progetto di rete;
4) interventi di promozione e di commercializzazione da
sviluppare nell'ambito del progetto di rete;
5) acquisizione di consulenze esterne specialistiche finalizzate
alla promozione e allo sviluppo del progetto di rete incluse quelle relative a progetti
3. Per accedere alle misure di agevolazione previste da questo
articolo il contratto di rete deve risultare regolarmente iscritto nel registro
delle imprese presso la Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
4. I contributi previsti da questo articolo sono concessi ai sensi
della normativa dell'Unione europea in materia di aiuti d'importanza minore (de
minimis) (42).
Aiuti per diritti di proprietà industriale
essere concessi contributi in conto capitale alle piccole e medie imprese per
l'ottenimento, la convalida e la difesa di brevetti, con un'intensità di aiuto
non superiore al 50 per cento delle spese ammissibili.
2. La Giunta provinciale approva le disposizioni attuative di
quest'articolo, individuando in particolare l'intensità degli aiuti, le
procedure di accesso, le modalità di concessione ed erogazione degli aiuti e le
spese ammissibili (43).
Aiuti per la conciliazione famiglia - lavoro
1. La Provincia promuove la conciliazione famiglia - lavoro, anche
attraverso la concessione di aiuti alle imprese per la realizzazione delle seguenti
a) progetti di articolazione organizzativa dell'attività lavorativa
volti a consentire la flessibilità dell'orario e dell'organizzazione del lavoro;
b) programmi e azioni volti a favorire il reinserimento nell'attività
lavorativa dopo un periodo di congedo parentale;
c) altre iniziative o progetti di servizi innovativi volti alla
conciliazione famiglia - lavoro, compresi quelli diretti all'istituzione, al mantenimento
e alla diffusione di servizi di prossimità interaziendali previsti dall'articolo
12 della legge provinciale sul benessere familiare.
2. L'aiuto può essere concesso nella misura massima del 50 per
cento dei costi ammissibili, nel rispetto della normativa dell'Unione europea in
materia di aiuti d'importanza minore (de minimis), previo parere dell'Agenzia provinciale
per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili che valuta la coerenza dell'iniziativa
rispetto alle finalità della legge provinciale
sul benessere familiare.
Nella graduazione della misura prevista da questo articolo è assicurato un maggiore
livello di intervento qualora le iniziative riguardino disabili, persone non autosufficienti
e minori con età inferiore a dodici anni (44).
24 duodecies
1. Per promuovere la conservazione del patrimonio di conoscenza
delle imprese, la Provincia concede aiuti a sostegno del riassetto organizzativo
e societario delle imprese a carattere familiare in fase di passaggio generazionale,
secondo quanto previsto da questo articolo.
2. Per le finalità del comma 1, nel rispetto della normativa dell'Unione
europea in materia di aiuti d'importanza minore (de minimis), possono essere concessi
di consulenza necessarie al riassetto organizzativo e societario dell'impresa;
b) fino al 50 per cento delle spese di consulenza per l'attività
di formazione e di tutoraggio delle figure professionali destinate a condurre l'azienda
in seguito al passaggio generazionale e per l'attività di pianificazione strategica.
3. Con la deliberazione prevista dall'articolo 35 sono definiti
i requisiti per l'individuazione delle piccole imprese a gestione familiare e le
condizioni per l'accesso agli interventi previsti da questo articolo (45).
Art. 24 terdecies
1. Per sviluppare i processi di ammodernamento del tessuto imprenditoriale
la Provincia può concedere contributi, sulla base dei criteri stabiliti con deliberazione
della Giunta provinciale e nel rispetto delle disposizioni dell'Unione europea in
materia di aiuti di Stato, a centri di assistenza tecnica alle imprese costituiti,
anche in forma consortile o in collaborazione con altri soggetti interessati, dalle
associazioni di categoria maggiormente rappresentative del rispettivo settore a
livello provinciale, nonché da distretti tecnologici o poli d'innovazione, comunque
denominati, per lo svolgimento a favore delle imprese di attività di assistenza
tecnica e di formazione e aggiornamento in materia di innovazione tecnologica e
organizzativa, gestione economica e finanziaria d'impresa, accesso ai finanziamenti
anche dell'Unione europea, sicurezza e tutela dei consumatori, tutela dell'ambiente,
igiene e sicurezza sul lavoro e in altre materie eventualmente previste dal loro
statuto, nonché di attività finalizzate alla certificazione di qualità delle aziende
Promozione dei distretti (47)
24 quater decies
1. Per il conseguimento delle finalità previste dall'articolo
1, comma 1, lettere b) e j), la Provincia riconosce e promuove l'aggregazione
delle imprese in distretti, finalizzati a sviluppare una progettualità
strategica in conformità agli obiettivi della programmazione, volta a
rafforzare la competitività, l'innovazione, l'internazionalizzazione e la
crescita del tessuto economico, anche sul piano occupazionale, attraverso lo
sviluppo di interazioni rivolte alla condivisione di risorse e conoscenze.
2. Per i fini di questa legge, per distretti s'intendono le
aggregazioni d'imprese secondo legami di affinità tematico-settoriale e
territoriale, operanti su specifiche filiere produttive o in filiere correlate
rilevanti per l'economia provinciale, e aperte alla libera adesione delle
imprese di tutti i settori economici e di altri enti pubblici e privati.
3. A sostegno dello sviluppo distrettuale la Provincia promuove:
a) specifici interventi, sia nella forma di incentivi alle
imprese, sia attraverso la promozione di azioni, progetti e servizi,
finalizzati allo sviluppo della competitività, dell'innovazione e
dell'internazionalizzazione delle aziende aderenti, alla sostenibilità
ambientale, nonché, ove necessario, alla riconversione produttiva e
occupazionale del distretto;
b) lo sviluppo della responsabilità sociale d'impresa da
realizzarsi anche attraverso codici etici liberamente assunti dalle imprese
aderenti, in coerenza con quanto stabilito dalla legge
provinciale 17 giugno 2010, n. 13 (Promozione e sviluppo dell'economia
solidale e della responsabilità sociale delle imprese);
c) la qualità delle relazioni industriali finalizzate a
favorire la partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale, la stabilità dei
rapporti di lavoro e l'emersione del lavoro irregolare, nonché a contrastare la
discriminazione sui luoghi di lavoro, nel quadro degli interventi previsti
dall'articolo 22 bis.
4. I criteri d'individuazione dei distretti nonché gli
interventi di sostegno agli stessi sono stabiliti dalla deliberazione prevista
dall'articolo 35, anche attraverso il riconoscimento di ordini di priorità o di
maggiorazioni di agevolazione alle imprese aderenti ai distretti medesimi.
5. Gli interventi per la realizzazione delle iniziative di
sviluppo dei distretti previste dal comma 3 sono realizzati nel rispetto delle
disposizioni dell'Unione europea in materia di aiuti di Stato (48).
Art. 24 quindecies
Altre forme distrettuali
1. Secondo le modalità previste dall'articolo 24 quater
decies, la Provincia promuove e sostiene:
a) l'attivazione di uno o più distretti dell'innovazione e
delle alte tecnologie, in grado di attrarre risorse umane e finanziarie e di
sviluppare aggregazioni tra imprese, università ed enti di ricerca, idonee a
consolidare attraverso l'innovazione, il trasferimento di tecnologie e lo
scambio di conoscenze, la competitività del tessuto produttivo locale e
b) lo sviluppo dei distretti artigianali, quali ambiti di
crescita economica e occupazionale, nonché di promozione e di coordinamento
delle iniziative locali finalizzate al rafforzamento della competitività del
settore artigiano (49).
Aree, immobili e infrastrutture per attività economiche
Interventi per aree
1. La Provincia, i comuni e le società alle quali partecipano
i comuni e eventualmente altri enti pubblici, anche unitamente a
soggetti privati, acquisiscono o acquisiscono e apprestano, o eventualmente
apprestano, aree e strutture per attività economiche, in armonia con gli
strumenti urbanistici in vigore.
1 bis. La Provincia, inoltre, può apprestare aree di proprietà
dei soggetti di cui al comma 1 o di altri soggetti, anche privati, su loro
richiesta e con loro assenso sul progetto di apprestamento; l'apprestamento può
essere parzialmente realizzato anche dai suddetti proprietari. Gli interventi
di apprestamento sono regolati da una convenzione che prevede il rimborso alla
Provincia o ai soggetti proprietari delle spese sostenute nei limiti stabiliti
dalla deliberazione di cui all'articolo 35, nel rispetto della normativa
1 ter. La Provincia può altresì acquisire, ai sensi
dell'articolo 27, le aree necessarie per la realizzazione della viabilità
interna, comprensiva delle relative opere di urbanizzazione, idonea a garantire
o a migliorare l'accesso ai lotti dove sia prevista la realizzazione di
infrastrutture per l'insediamento di attività economiche, purché tale viabilità
sia prevista dai piani regolatori o dagli strumenti urbanistici ad essi
subordinati. L'avvio della procedura espropriativa deve essere preceduto da
specifiche convenzioni con tutti i proprietari dei fondi al cui servizio si
pongono le opere di viabilità, che prevedono l'assunzione da parte dei medesimi
proprietari degli obblighi di cui agli articoli 29 e 32. Qualora la
realizzazione della predetta viabilità interna lo richieda, la Provincia, per quanto strettamente necessario a tal fine, e prescindendo dalla sottoscrizione
della predetta convenzione, è autorizzata altresì a espropriare le aree
necessarie sulle quali siano già realizzati insediamenti produttivi, anche in
deroga a quanto previsto dal comma 1, secondo periodo, dell'articolo 27. La
viabilità interna realizzata secondo quanto disposto dal presente comma è
trasferita ai comuni ai sensi dell'articolo 28.
1 quater. omissis
1 quinquies. La Provincia può realizzare, nel rispetto della
disciplina europea in materia di aiuti di stato, la viabilità di collegamento
tra un'area produttiva esistente e la rete stradale pubblica, comprese le
necessarie opere di urbanizzazione, se sussistono accertati problemi di
sicurezza della viabilità esistente. A tal fine acquisisce i terreni necessari
ai sensi della legge provinciale 19 febbraio 1993, n. 6
(legge provinciale sugli espropri). L'intervento realizzato ai sensi di questo
comma non richiede la stipulazione delle convenzioni con i proprietari previste
dal comma 1 ter. La viabilità realizzata secondo quanto disposto da questo
comma è trasferita ai comuni ai sensi dell'articolo 28.
2. Le tipologie di attività economiche per le quali possono
essere realizzate le attività di cui al comma 1 sono individuate nella
deliberazione di cui all'articolo 35.
3. Le aree e le strutture acquisite ai sensi di questa
sezione, o comunque già di proprietà dei soggetti di cui al comma 1, possono
essere cedute in proprietà ad imprese. Sulle medesime aree può inoltre essere
costituito il diritto di superficie. In quest'ultimo caso, allo scadere del
termine, le aree possono essere cedute in proprietà all'impresa assegnataria, a
condizione che siano stati osservati tutti gli obblighi derivanti dalla legge e
dal contratto. Le superfici delle aree da assegnare in proprietà o mediante
costituzione del diritto di superficie sono determinate tenendo conto dei
settori di attività, delle caratteristiche delle aziende e del numero dei
lavoratori occupati. Le strutture di cui alla presente sezione possono inoltre
essere utilizzate mediante la stipulazione di contratti di locazione.
3 bis. L'assegnazione delle
aree e delle strutture è disposta nel rispetto dei criteri e delle modalità
indicati nella deliberazione della Giunta provinciale di cui all'articolo 35
che, tra l'altro, stabilisce:
pubblicazione dell'avviso di assegnazione;
b) i termini di
c) le priorità e le
modalità del confronto tra gli aspiranti assegnatari nel caso di domande
concorrenti sul medesimo lotto o su una stessa struttura.
4. La Provincia può alienare le aree e le strutture, o costituire
il diritto di superficie sulle medesime, a comuni, consorzi di comuni, aziende
speciali da essi costituite, a altri enti pubblici o a società di servizi,
anche a titolo gratuito, quando esse siano necessarie per lo svolgimento di
servizi pubblici ovvero qualora costituiscano sfrido o appendice non
direttamente utilizzabile per attività produttive. In questo caso non si
applicano gli obblighi previsti dall'articolo 32.
5. Per attuare gli interventi previsti dal presente articolo
i soggetti indicati possono:
a) acquisire
terreni o strutture produttive dismesse, provvedendo all'eventuale
ristrutturazione delle opere o costruzioni;
b) sistemare
terreni mediante l'esecuzione delle opere e la realizzazione dei servizi
necessari per la loro utilizzazione, compresi gli stralci relativi a
insediamenti di singole unità aziendali, o dei servizi di interesse generale;
c) costruire,
ricostruire o sistemare strade, elettrodotti, raccordi ferroviari, acquedotti,
gasdotti, reti di comunicazione, reti di fognatura principali e relativi
impianti di trattamento nonché aree di deposito di scarti o sottoprodotti o
fanghi di risulta di processi di depurazione (50).
Dichiarazioni di pubblica utilità, urgenza e
1. L'adozione da parte della Provincia e dei comuni dei piani
di acquisizione delle aree o dei progetti delle opere di cui alla presente
sezione equivale alla dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e
indifferibilità degli interventi.
1. Per l'acquisizione delle aree si applicano le norme di cui
alla legge provinciale 19 febbraio 1993, n. 6 (Norme sulla
espropriazione per pubblica utilità), come da ultimo modificata dall'articolo
27 della legge provinciale 27 agosto 1999, n. 3. Fatto salvo
quanto disposto dall'articolo 25, comma 1 ter, tale procedura non può essere
iniziata qualora l'area sia di proprietà di un'impresa che ivi mantenga insediamenti
produttivi compatibili con la pianificazione urbanistica ovvero abbia ivi
attivato lavori di costruzione di strutture produttive a seguito di regolare
concessione edilizia. Rimane comunque salva la possibilità di ricorrere alla
procedura espropriativa necessaria alla realizzazione delle opere previste nei
progetti di apprestamento (51).
2. Quando l'acquisizione rivesta carattere di urgenza e
ricorrano speciali circostanze è autorizzato l'acquisto a trattativa privata.
In tal caso il prezzo di acquisto non può essere superiore all'indennità di
espropriazione, stabilita a tal fine dal servizio provinciale delle
espropriazioni, aumentata del 50 per cento.
3. Al fine di ottenere una più razionale utilizzazione delle
aree di sua proprietà destinate ad attività economiche, la Provincia può permutarle, anche con conguagli in denaro, con altre aree aventi la stessa
destinazione appartenenti a soggetti pubblici o privati. In tal caso alle aree
cedute non si applicano i vincoli dell'articolo 29 e gli obblighi dell'articolo
Cessione e gestione di opere
1. La Provincia può cedere con apposito provvedimento, anche
a titolo gratuito, previo assenso del soggetto interessato, a comuni o altri
enti pubblici, società di servizi, consorzi di imprese di manutenzione o di
gestione delle infrastrutture, le parti di aree destinate a servizi comuni,
nonché le infrastrutture speciali realizzate. Le infrastrutture speciali
realizzate dalla Provincia possono inoltre essere date in gestione ai medesimi
2. Le strade, unitamente
alle aree di pertinenza, realizzate dalla Provincia ai sensi di questa sezione,
salvo che siano classificate come provinciali, sono cedute ai comuni a titolo
gratuito con apposito provvedimento. Tale provvedimento costituisce titolo per
l'intavolazione del diritto di proprietà a favore dei comuni (52).
Vincolo di destinazione e divieto di subcessione
1. Le aree di cui alla presente sezione sono soggette a
vincolo di destinazione a attività compatibili con la destinazione
urbanisticamente prevista al momento della cessione in proprietà o della
costituzione del diritto di superficie per un periodo di venti anni. Il
vincolo, costituito nell'atto di vendita, o di costituzione del diritto di
superficie, viene annotato nel libro fondiario e decorre dalla data di
stipulazione del contratto. Se gli enti indicati nell'articolo 25, anche
tramite l'Agenzia per lo sviluppo s.p.a., acquistano o realizzano immobili da
dare in locazione finanziaria, il vincolo sulle aree decorre dalla data di
sottoscrizione del contratto ma viene annotato nel libro fondiario al momento
del riscatto del bene da parte del locatario.
1 bis. La cancellazione del vincolo e della relativa annotazione
tavolare può essere autorizzata dalla Provincia, previa richiesta da parte
dell'impresa nei confronti della quale, prima della scadenza del periodo
previsto al comma 1, siano venuti meno gli obblighi di realizzazione dei
progetti insediativi e occupazionali dalla stessa assunti. La cancellazione del
vincolo e della relativa annotazione tavolare non può in ogni caso essere
autorizzata prima della decorrenza di dodici anni dalla data di stipulazione
2. Il vincolo può essere revocato o modificato con apposito
provvedimento della Provincia in relazione a sopravvenute modificazioni
negli strumenti urbanistici in vigore e per motivi di preminente interesse
3. Per la durata del vincolo di destinazione le aree non
possono essere trasferite per atto tra vivi, a pena di nullità, salvo
preventivo benestare della Provincia. Tale divieto è annotato nel libro
4. Il benestare della Provincia è subordinato all'assunzione,
da parte dell'impresa subentrante, dell'impegno a rispettare il vincolo di destinazione
e gli obblighi definiti ai sensi dell'articolo 32.
4 bis. Il benestare
della Provincia previsto da questo articolo e da analoghe previgenti
disposizioni provinciali e regionali può essere concesso anche nel caso di
trasferimento a terzi non esercenti le attività previste dal comma 1 qualora il
medesimo trasferimento sia funzionale alla regolarizzazione di confini ovvero
riguardi l'alienazione a soggetti confinanti di porzioni di terreno di entità
minimale rispetto all'area apprestata.
5. Nei casi di costituzione in società di ditte individuali o
di società in via di trasformazione, il benestare non è necessario qualora
nell'atto costitutivo o di trasformazione venga espressamente confermato
l'impegno al rispetto del vincolo di destinazione e degli obblighi assunti
originariamente ai sensi dell'articolo 32.
6. Le imprese che hanno acquisito la proprietà di aree
disciplinate in questa sezione, o che hanno ottenuto su di esse un diritto di
superficie, possono, per la realizzazione degli impianti aziendali o per
finanziare la propria attività, stipulare contratti di locazione finanziaria
aventi a oggetto le aree in questione, previa acquisizione del benestare della
Provincia nel quale si specificano, in particolare, gli obblighi della società
di locazione finanziaria.
7. Nel caso in cui per la cessione in proprietà delle aree di
cui alla presente sezione, o per la costituzione sulle stesse aree del diritto
di superficie, il corrispettivo corrisponda al valore di mercato, si applica il
solo vincolo di cui al comma 1 per un periodo di venti anni (53).
Prezzo di cessione delle aree
1. Il prezzo per l'alienazione delle aree o per la
costituzione del diritto di superficie di cui a questa sezione corrisponde al valore
di mercato. Tale prezzo può essere ridotto, nel rispetto della normativa
comunitaria, nella misura massima del 25 per cento. In tale ultimo caso si
applicano anche il vincolo di cui al comma 1 dell'articolo 29, nonché gli
obblighi di cui all'articolo 32.
2. Per la concessione del diritto di superficie l'impresa
deve versare ai soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 25 un corrispettivo
determinato in relazione al valore di cessione di cui al comma 1 e alla durata
1. Negli atti di vendita o di costituzione del diritto di
superficie delle aree a prezzo agevolato, previsti dalla presente sezione, la Provincia o gli altri soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 25, prevedono, mediante
apposite clausole, che l'acquirente o il concessionario si assumano obblighi
modalità e i tempi per la realizzazione dei progetti insediativi;
livelli occupazionali da raggiungere o mantenere nelle fasi di entrata in
2. A ogni impegno assunto dall'impresa beneficiaria deve
corrispondere una sanzione per i casi di inadempimento. Tuttavia la Provincia o gli altri soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 25, su domanda dell'impresa,
possono modificare i suddetti impegni per comprovate cause obiettive non
imputabili a fatto dell'acquirente o per dimostrati motivi di ordine
strutturale e organizzativo dell'impresa tendenti a una maggiore produttività o
all'acquisizione di nuovi processi tecnologici.
3. Per i casi di inadempimento grave o di cessazione di
attività da più di due anni i soggetti di cui al comma 1 dell'articolo 25 hanno
il diritto di ottenere la restituzione totale o parziale dell'area, ivi
comprese le opere lì esistenti, fatta salva la corresponsione di un indennizzo
rapportato al valore di costruzione delle opere realizzate. Negli stessi casi è
prevista l'estinzione del diritto di superficie (55).
Disposizioni per gli interventi effettuati tramite le
società Trentino sviluppo s.p.a. e Tecnofin strutture s.p.a.
1. La Provincia può disporre a favore di Trentino sviluppo s.p.a.:
a) il finanziamento di un fondo da utilizzare per
l'acquisizione della disponibilità, del diritto di opzione all'acquisto o della
titolarità - anche in comproprietà con enti locali, con imprese e con i
consorzi di cui all'articolo 8 - per la realizzazione o la ristrutturazione di
aree, di immobili e dei relativi impianti generali, arredi e attrezzature, da
destinare ad attività economiche. Fra queste attività sono comprese le
strutture destinate allo svolgimento di manifestazioni fieristiche e attività
connesse, gli impianti a fune a servizio di attività turistiche, gli impianti
tecnologici a carattere ambientale. Il fondo è usato anche per interventi di
manutenzione straordinaria o di rifacimento parziale o totale degli immobili
acquisiti, nonché per l'assunzione di partecipazioni, anche in forma di
finanziamenti da soci e prestiti obbligazionari o di garanzie fideiussorie,
funzionali al sostegno di iniziative economiche anche esterne al territorio
provinciale, purché d'interesse per l'economia trentina;
a bis) il finanziamento, nell'ambito del fondo previsto dalla
lettera a) e con le modalità stabilite da quest'articolo, delle attività
previste dagli articoli 5 e 6 della legge
provinciale 11 giugno 2002, n. 8 (legge provinciale sulla promozione
turistica); nella convenzione prevista nel comma 3 dell'articolo 6 della legge provinciale sulla promozione turistica è
espressamente prevista l'esclusione di finanziamenti per azioni di marketing
territoriale legate a concorsi di bellezza;
a ter) il finanziamento, nell'ambito del fondo previsto dalla
previste dagli articoli 20, 21, 24, 24 bis e 25 di questa legge, dall'articolo
17, comma 2, della legge provinciale 1 agosto 2002, n. 11 (legge
provinciale sull'artigianato 2002), dall'articolo 25 della legge provinciale sulla ricerca 2005,
dall'articolo 23 della legge provinciale 24 ottobre 2006, n. 7
(legge provinciale sulle cave 2006), dall'articolo
10 della legge provinciale 31 maggio 2012, n. 10 (Interventi urgenti per favorire la crescita e la
competitività del Trentino) e dall'articolo 21, comma 4, della legge
provinciale 3 ottobre 2007, n. 15 (legge provinciale sulle attività culturali 2007),
nonché degli aiuti concessi nel caso di affidamento alla società delle relative
funzioni ai sensi dell'articolo 33, comma 9 bis, della legge
provinciale n. 3 del 2006;
b) la cessione a titolo oneroso di aree e immobili, o di
loro quote, da destinare a attività economiche; il ricavato della cessione è
versato al fondo di cui alla lettera a);
b bis) il conferimento a titolo gratuito a Trentino sviluppo
s.p.a. di aree e immobili, o di loro quote, e di impianti tecnologici, da acquisire
al fondo previsto dalla lettera a) per essere destinati alle iniziative
indicate nella lettera a), nel comma 6 e nell'articolo 34.
1 bis. Allo scopo di incrementare la disponibilità del fondo di
cui al comma 1, Trentino sviluppo s.p.a. può assumere finanziamenti e procedere
alla cessione di attivi disposta secondo criteri e modalità stabiliti dalla
1 ter. La Provincia può alienare le aree acquisite e le strutture
realizzate o in corso di realizzazione da Trentino sviluppo s.p.a. ai sensi dell'articolo
25, comma 1 quater. In tal caso le somme derivanti dalle cessioni affluiscono al
fondo previsto dal comma 1, lettera a), al netto dei relativi oneri fiscali.
1 quater. A titolo di corrispettivo per l'acquisizione del
diritto di opzione all'acquisto di cui al comma 1, lettera a), Trentino
sviluppo s.p.a. può acquisire idonea garanzia su esposizioni finanziarie delle
imprese cedenti il diritto medesimo, per conto delle stesse, integrando i fondi
rischi costituiti presso gli enti di garanzia, fino ad un massimo del 10 per
cento del valore dell'immobile da acquistare.
2. La Giunta provinciale, sentita la competente commissione
permanente del Consiglio provinciale, approva gli indirizzi che regolano i
criteri e le modalità per la gestione dei beni e delle attività da parte di
Trentino sviluppo s.p.a. Gli indirizzi prevedono che la società realizzi gli
interventi sulla base di un'analisi preventiva che dimostri le ricadute
complessive delle iniziative nonché, nei casi previsti dal comma 1, lettera a),
e dall'articolo 34, comma 1, l'equilibrio economico-finanziario prospettico e
la redditività delle medesime iniziative; per questi ultimi casi gli indirizzi
dispongono che la società continui ad operare secondo quanto previsto dagli
articoli 14 e 14 bis, anche specificandone le procedure.
2 bis. Trentino sviluppo s.p.a. effettua gli interventi sulla
base di un piano triennale, aggiornabile annualmente, predisposto dalla
società, anche per singole sezioni, e approvato dalla Giunta provinciale. La Giunta provinciale, con propria deliberazione, può richiedere alla società la realizzazione
di interventi urgenti e straordinari per le ricadute economiche e sociali, non
ricompresi nel piano, secondo quanto previsto dalla convenzione; in tal caso il
piano degli interventi è conseguentemente aggiornato.
3. I rapporti tra la Provincia e Trentino sviluppo s.p.a. sono regolati da una convenzione che stabilisce, in particolare:
modalità di amministrazione del fondo previsto dal
comma 1, lettera a), e delle sue eventuali sezioni, da effettuare con
separata contabilità, e gli obblighi di informazione e di rendicontazione nei
confronti della Provincia;
a bis) i criteri per il finanziamento del fondo previsto dal
comma 1, lettera a), e delle sue eventuali sezioni;
modalità per la richiesta, da parte della Provincia, di specifici interventi,
rilevanti per lo sviluppo economico e per la salvaguardia dell'occupazione, che
la società è tenuta a realizzare, in quanto possibile, con le modalità ritenute
più opportune per una diligente gestione del fondo;
c) i criteri
e le modalità per determinare le condizioni di disposizione dei beni;
modalità di assunzione a carico del fondo di eventuali spese di custodia,
manutenzione e gestione delle aree e degli immobili;
modalità e le procedure di affidamento dei lavori per la realizzazione di
immobili, tenendo conto dell'entità dei lavori;
e bis) nel caso di affidamento delle relative funzioni ai sensi
dell'articolo 33, comma 9 bis, della legge
provinciale n. 3 del 2006,
le procedure per la concessione dei contributi previsti da questa legge e le
modalità per la loro erogazione, nonché gli elementi da comunicare alla
Provincia per l'adozione del provvedimento concessorio.
4. I lavori realizzati da Trentino sviluppo s.p.a., sono
soggetti al parere preventivo del comitato tecnico amministrativo dei lavori
pubblici e della protezione civile, di cui all'articolo 55 della legge provinciale 10 settembre 1993, n. 26 (Norme in
materia di lavori pubblici di interesse provinciale e per la trasparenza negli
appalti), come da ultimo modificato dall'articolo 30 della legge provinciale 3 febbraio 1995, n. 1, nei limiti previsti da
5. Gli interessi netti maturati sulla gestione del fondo di
cui al comma 1, lettera a), e le somme derivanti dalla concessione in proprietà
o in locazione, anche finanziaria, degli immobili affluiscono al fondo stesso,
così come le somme derivanti dalle cessioni del patrimonio di cui al comma 7.
6. Le aree, gli immobili e gli impianti possono essere
ceduti, a un prezzo non inferiore al 20 per cento di quello di mercato, ovvero
locati a enti pubblici per lo svolgimento di finalità istituzionali; in
alternativa, al fine di recuperare risorse, trascorsi tre anni dalla data di
acquisto o di realizzazione possono essere destinati a un uso diverso da quello
economico. Le somme recuperate affluiscono al fondo di cui al comma 1, lettera
7. Le modalità di gestione previste dagli indirizzi fissati
dalla Giunta provinciale si applicano anche al patrimonio acquisito dalla
società Tecnofin strutture s.p.a. con i finanziamenti impegnati prima
dell'entrata in vigore della presente legge, ai sensi dell'articolo 10
(Disposizioni per gli interventi immobiliari da destinare alle attività
produttive) della legge provinciale 16 agosto 1983, n. 26, come
da ultimo modificato dall'articolo 35 della legge
provinciale 7 luglio 1997, n. 10.
7 bis. omissis
7 ter. Nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti
di Stato, Trentino sviluppo s.p.a. può agevolare le imprese insediate negli
immobili di sua proprietà, o dei quali ha la disponibilità, richiedendo loro un
importo inferiore al valore di mercato quale corrispettivo del contratto di
locazione o di prestazione di servizi.
8 bis. I beni acquisiti con il fondo previsto da quest'articolo da
Trentino sviluppo s.p.a. possono essere conferiti dalla Giunta provinciale, in tutto
o in parte, al capitale sociale di Trentino sviluppo s.p.a.; i predetti beni sono
utilizzati nel rispetto degli indirizzi della Giunta provinciale e della convenzione.
8 ter. Se Trentino sviluppo s.p.a. ricorre al mercato per il reperimento
delle risorse necessarie al finanziamento dei piani di investimento, ai sensi di
quest'articolo, la società stessa è autorizzata a impegnare i canoni di locazione
relativi ai beni concessi in affitto o in leasing a garanzia dei finanziamenti assunti.
La Provincia assicura a Trentino sviluppo s.p.a., anche attraverso le necessarie
integrazioni al fondo previsto da quest'articolo, flussi annui di finanziamento
idonei a consentire, unitamente ai canoni e proventi dei beni, la copertura delle
operazioni finanziarie anche relative o conseguenti alle cessioni degli attivi
ai sensi del comma 1 bis. La convenzione prevista dal medesimo articolo stabilisce
modalità e criteri per l'attuazione di questo comma (56).
Interventi per impianti tecnologici
1. La Provincia può disporre che quote del fondo di cui
all'articolo 33 vengano riservate per l’acquisto, la realizzazione, la
ristrutturazione o la gestione di impianti tecnologici da destinare, tramite
cessione, locazione anche finanziaria o prestazione di servizi, alle attività
economiche interessate.
2. Nel quadro della disciplina stabilita dalle leggi in
materia di tutela dell'ambiente dagli inquinamenti, la Agenzia per lo sviluppo s.p.a. può stipulare accordi per l'installazione o per la gestione di
impianti di depurazione con soggetti pubblici o privati, anche consorziati.
Detti accordi specificano le modalità organizzative per l'installazione o la
gestione dell'impiantistica depurativa, ivi compreso l'eventuale affido di
dotazioni strumentali, le tipologie di utenza, le tariffe da applicare agli
utenti, nonché eventuali concorsi finanziari per il ripiano dei costi non
coperti dalle tariffe mediante il fondo di cui al comma 1, in conformità agli indirizzi stabiliti dalla Provincia. Le autorizzazioni previste dalla normativa
provinciale e statale per l'installazione o l'esercizio degli impianti
depurativi di cui al presente comma sono accordate al soggetto affidatario del
servizio depurativo (57).
Istituzione del fondo per la finanza d'impresa e
1. Per sostenere il miglioramento della struttura finanziaria
e l'innovazione dei modelli di finanza delle imprese è istituito il fondo per
la finanza d'impresa.
2. Il fondo è alimentato da appositi stanziamenti sul
bilancio provinciale ed è utilizzato per le seguenti finalità:
a) concessione di garanzie su finanziamenti, di
controgaranzie e cogaranzie ai sensi dell'articolo 34 quater;
b) partecipazione al capitale delle imprese, anche
attraverso banche o società sottoposte alla vigilanza della Banca d'Italia,
nonché attraverso fondi d'investimento, altre forme di finanza strutturata;
b bis) in ogni caso la costituzione di fondi di rotazione;
c) concessione dei contributi previsti dall'articolo 6;
d) interventi compensativi delle quote di trattamento di
fine rapporto devoluti dalle imprese a enti previdenziali o fondi ai sensi di
specifiche disposizioni di legge, da attuare tramite gli enti indicati
nell'articolo 34 quater;
e) erogazione di finanziamenti destinati alla copertura
degli oneri per i servizi finalizzati alla fruizione degli interventi del
f) contributi previsti dall'articolo 34 quater, comma 2;
f bis) contributi per l'abbattimento in misura non superiore al
50 per cento degli oneri sostenuti dalle imprese per l'assicurazione dei rischi
su crediti commerciali.
3. Con propria deliberazione la Giunta provinciale determina la ripartizione delle risorse assegnate al fondo tra le diverse
finalità. La deliberazione prevista dall'articolo 35 individua i criteri e le
modalità per l'attuazione di quest'articolo.
4. Gli interventi a favore delle imprese a carico del fondo,
riconosciuti nel rispetto della normativa comunitaria, nonché gli altri aiuti
previsti dalla presente legge e dalla legge
provinciale 12 luglio 1993, n. 17 (Servizi alle imprese), possono essere
concessi per il tramite o a favore di consorzi, società consortili e società
cooperative anche per la realizzazione d'iniziative dei propri soci, quando
esse siano finalizzate all'attuazione di progetti integrati d'interesse
generale, che consentano il miglioramento dello stato dei servizi e delle
infrastrutture funzionali all'attività economica attraverso l'attivazione
congiunta di risorse pubbliche e private. Nel caso in cui i contributi siano
concessi direttamente a favore dei consorzi e società predetti, gli stessi
rispondono degli obblighi connessi alle agevolazioni.
4 bis. Gli interventi di cui al comma 4 possono essere concessi
anche alle imprese che promuovono la costituzione di centri polivalenti
d'impresa, con l'obiettivo di sviluppare tecnologie, ricerche, reti d'impresa
ed economie di aggregazione. In tali casi la Giunta provinciale, su domanda, può derogare agli obblighi e ai vincoli di cui alla presente sezione, stabilendo,
in luogo di questi ultimi, nuovi obblighi relativi all'entità degli
investimenti da realizzare o ai livelli occupazionali da raggiungere e
mantenere da parte delle imprese promotrici o del soggetto gestore del centro.
5. Gli atti autorizzatori necessari all'attuazione dei
progetti integrati di cui al comma 4 sono adottati mediante conferenze di
servizi. La Giunta provinciale, inoltre, è autorizzata a utilizzare personale
dell'amministrazione provinciale, su base volontaria, nonché enti strumentali
dell'amministrazione o altri soggetti esterni, con onere a carico del fondo,
per lo sviluppo e il coordinamento dei progetti, compresa la cura dei rapporti
con la pubblica amministrazione e la promozione di sistemi antinfortunistici
innovativi (58).
Istituzione del fondo per le agevolazioni a sostegno
1. Per migliorare l'efficacia delle misure di sostegno al
consolidamento e alla crescita del sistema economico, all'innovazione, alla
nuova imprenditorialità, all'internazionalizzazione delle imprese, al risparmio
energetico e all'utilizzazione delle fonti alternative di energia è istituito
il fondo per le agevolazioni a sostegno dell'economia.
2. Nel fondo confluiscono le risorse autorizzate ai sensi degli
articoli 3, 4, 7, 8, 11 e della sezione I bis di questo capo, nonché degli articoli
6 e 6 bis della legge provinciale n. 35 del 1988 e
dell'articolo 14 della legge provinciale 4 ottobre 2012, n. 20
(legge provinciale sull'energia), assicurando la continuità degli interventi previsti
2 bis. Accedono al fondo anche le domande di agevolazione presentate
ai sensi della legge provinciale 29 maggio 1980, n. 14
(legge provinciale sul risparmio energetico), fino a che essa è efficace, ai
sensi dell'articolo 39 della legge
provinciale sull'energia.
A queste domande si applica la legge
provinciale sul risparmio energetico nel testo vigente prima dell'abrogazione
disposta dall'articolo 36 della legge
provinciale sull'energia;
la legge provinciale sul risparmio energetico continua
a disciplinare i rapporti sorti e gli impegni di spesa assunti in base ad essa
anche dopo la sua cessazione di efficacia.
3. Le agevolazioni sono concesse ai sensi della legislazione
provinciale di settore. Ai fini della programmazione delle risorse la Giunta provinciale ripartisce il fondo in relazione alle diverse finalità (59).
Interventi per favorire l'attività di garanzia
collettiva fidi (60)
Art. 34 ter 1
Disposizioni per l'utilizzo di fondi regionali per la
l'accesso al credito da parte delle imprese
1. La Provincia può destinare risorse al finanziamento di
fondi di rotazione finalizzati a sostenere gli investimenti e la gestione delle
imprese, comprese quelle turistiche e alberghiere, nel rispetto della
disciplina europea. I fondi sono gestiti da istituti bancari o da società di locazione finanziaria convenzionati
con la Provincia che si impegnino ad alimentare tali fondi con risorse proprie
secondo quanto previsto dalla delibera di cui al comma 3. I trasferimenti di
somme ai fondi di rotazione sono disposti alla conclusione positiva
dell'istruttoria relativa alle pratiche di finanziamento delle imprese, circa
il rispetto di quanto previsto dalla deliberazione ai sensi della lettera a)
1 bis. La Giunta provinciale, nel rispetto della normativa che
disciplina l'attività contrattuale, può affidare lo svolgimento
dell'istruttoria per la concessione dei finanziamenti previsti da
quest'articolo ai soggetti gestori dei fondi di rotazione e agli altri soggetti
previsti da questa legge ai quali possono essere affidate le funzioni relative
alla concessione di contributi.
2. Per i fini del comma 1 può essere utilizzata una quota
delle risorse assegnate dalla Regione a valere sul fondo regionale individuato
dall'articolo 1 (Sviluppo del territorio) della legge regionale 13 dicembre 2012, n. 8.
3. La Giunta provinciale, con propria deliberazione previo
parere della competente commissione permanente del Consiglio provinciale che si
esprime entro dieci giorni, prevede le condizioni, i criteri e le modalità per
l'attuazione di quest'articolo, fra cui, in particolare:
a) i criteri per la concessione dei sostegni alle imprese a
valere sui fondi di rotazione;
b) i contenuti essenziali della convenzione tra la Provincia e i gestori dei fondi di rotazione, comprese le modalità di definizione dei tassi
per la regolazione delle operazioni e le garanzie da richiedere ai soggetti
c) le condizioni e le garanzie per l'erogazione del
finanziamento ai richiedenti;
d) le modalità di amministrazione dei fondi di rotazione, da
effettuare con separata contabilità.
4. I finanziamenti alle imprese disciplinati da
quest'articolo sono cumulabili con le altre agevolazioni previste da questa
legge nei limiti di quanto stabilito dalla deliberazione prevista dal comma 3 (61).
Interventi in favore dell'attività di garanzia
1. Allo scopo di favorire l'accesso al credito delle imprese,
la Provincia promuove lo sviluppo dei confidi presenti in provincia di Trento
che svolgono attività di garanzia collettiva dei fidi, nel rispetto
dell'articolo 13 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell'andamento dei conti
pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.
2. Per le finalità del comma 1 la Provincia concede alle imprese aderenti ai confidi un contributo a titolo di "de
minimis" fino a un massimo di 3.000 euro per ogni quota sociale
sottoscritta, destinato all'abbattimento del sovrapprezzo. Il contributo è
corrisposto direttamente al confidi in nome e per conto di ciascun aderente e
non può in ogni caso essere restituito all'impresa in caso di recesso dal confidi.
2 bis. Per le finalità del comma 1 la Provincia concede alle imprese un contributo a titolo di "de minimis" pari al 75 per
cento della commissione richiesta dall'ente per la concessione della garanzia. Il
contributo è corrisposto direttamente al confidi in nome e per conto di ciascun
3. Per garantire un patrimonio adeguato per la concessione di
garanzie agli associati a fronte di operazioni di credito, di leasing, di
factoring o di altri prodotti finanziari o fidejussori innovativi alle imprese
associate, la Provincia concede agli enti di garanzia finanziamenti, nei limiti
della disciplina comunitaria, destinati:
a) alla costituzione e all'integrazione dei fondi rischi;
b) a programmi di consolidamento, di aggregazione o di
creazione di reti, realizzati tra confidi;
b bis) alla costituzione e all'integrazione di appositi fondi per
agevolare il finanziamento di specifiche iniziative o categorie di soggetti, con
particolare riferimento alle piccole imprese di nuova costituzione, all'imprenditoria
femminile e all'incremento del capitale di rischio nelle imprese anche attraverso
i processi d'incremento dei mezzi propri di cui all'articolo 6.
4. Per l'accesso agli interventi previsti da quest'articolo
gli enti di garanzia devono:
a) riservare alla Giunta provinciale la nomina di almeno un componente
nel consiglio di amministrazione; uno dei componenti nominato dalla Giunta provinciale
nel consiglio di amministrazione fa parte del comitato esecutivo, ove tale organo
sia previsto dallo statuto;
b) non distribuire tra i soci, durante la vita del confidi,
le riserve, incluse quelle relative alla concessione degli interventi di cui ai
commi 2 e 3, e non remunerare il capitale a un tasso superiore a quello legale;
c) restituire alla Provincia, in caso di scioglimento,
quanto residua nel bilancio dell'ente delle somme concesse ai sensi dei commi 2
e 3. Non rientrano fra le ipotesi di scioglimento le operazioni di
5. Con le deliberazioni previste dall'articolo 35 la Giunta provinciale stabilisce i criteri e le modalità di applicazione di quest'articolo,
tenendo conto delle istruzioni fornite dalla Banca d'Italia in materia
d'intermediari finanziari, prevedendo in particolare:
a) le condizioni di ammissibilità e di graduazione degli
b) le modalità e i termini di presentazione delle domande
per l'accesso agli interventi;
b bis) le condizioni e le modalità per l'assunzione di oneri a carico
dei fondi previsti dal comma 3, lettera b bis) (62).
Affidamento dell'erogazione di contributi
1. Con convenzione, nel rispetto di quanto previsto dalla
legislazione provinciale e comunitaria che disciplina l'attività contrattuale, la Provincia può affidare agli enti di garanzia l'erogazione di contributi già concessi dalla
Provincia medesima (63).
Delibera di esecuzione e disposizioni transitorie e finali
1. La Giunta provinciale, ispirandosi ai principi di semplificazione
amministrativa previsti dall'articolo 19 (Riduzione degli oneri amministrativi a
carico delle imprese) della legge provinciale 27 dicembre 2010, n. 27,
stabilisce, con una o più deliberazioni, i criteri e le modalità per l'applicazione
di questa legge e in particolare determina:
b) le tipologie di aiuti finanziari in relazione agli interventi
disciplinati dalla legge e le eventuali incompatibilità tra i diversi aiuti e i
benefici previsti dalla legislazione vigente, prevedendo e disciplinando in ogni
caso il divieto di cumulo tra gli aiuti previsti da questa legge e i benefici stabiliti
ai sensi dell'articolo 10 bis;
c) le soglie e le misure di aiuto, eventualmente differenziate
in rapporto alle tipologie di aiuto, alle priorità di intervento, alle zone di diverso
sviluppo socio-economico o al settore di appartenenza;
d) le tipologie di soggetti ammissibili ad agevolazione;
e) gli investimenti, i servizi e le spese ammissibili, individuando
quali investimenti possono essere agevolati se realizzati su suolo pubblico o in
assenza del titolo di proprietà, nonché i casi e i criteri per considerare tra le
spese ammissibili i costi documentati dell'istruttoria per la concessione del contributo;
f) le condizioni per il riconoscimento della maggiorazione dell'aiuto
prevista per il caso di esito negativo della ricerca;
g) i premi di specializzazione e di aggiornamento a favore della
dirigenza aziendale e di giovani in procinto di inserirsi nelle imprese;
h) i casi in cui la cessione delle aree prevista dall'articolo
31 avviene con la riduzione del prezzo nella misura prevista dal medesimo articolo
o a prezzo di mercato;
i) le specifiche disposizioni volte a promuovere il completamento
del sistema di offerta turistica locale, quale risultante a seguito della chiusura
di patti territoriali;
j) le modalità di funzionamento del fondo per la finanza d'impresa,
anche attraverso l'affidamento agli enti di garanzia o a società controllate dalla
Provincia di specifici compiti o attività, secondo i principi individuati dall'articolo
k) le disposizioni attuative degli interventi in favore dell'attività
di garanzia collettiva fidi previsti dall'articolo 34 quater;
l) eventuali limiti minimi e massimi e di significatività della
m) le modalità di costituzione dei fondi di rotazione e le relative
n) le modalità di corresponsione degli interventi, assicurando
comunque l'equivalenza finanziaria fra le medesime tipologie di contributi accordati
in un'unica soluzione piuttosto che in più soluzioni;
o) le modalità di presentazione delle domande e le procedure
di istruttoria e di erogazione delle agevolazioni;
p) il periodo di validità delle domande non accolte per l'esaurirsi
delle disponibilità finanziarie nei singoli esercizi di riferimento, comunque non
oltre il primo esercizio successivo a quello iniziale di completamento dell'istruttoria;
r) gli obblighi e i vincoli in capo ai beneficiari delle agevolazioni,
le circostanze totalmente o parzialmente esimenti dalla loro osservanza, le modalità
e la decorrenza delle revoche;
s) le eventuali disposizioni attuative inerenti i prestatori
di servizio previste dall'articolo 24 ter, comma 3;
t) ogni ulteriore elemento necessario per l'attuazione di questa
1 bis. La deliberazione può prevedere criteri e modalità per la
concessione delle agevolazioni previste da questa legge a favore di imprese
operanti in Trentino tenendo conto dei comportamenti fiscali, anche con
riferimento al versamento dei tributi in relazione all'attività svolta nel
2. Le deliberazioni sono adottate in armonia con il programma
di sviluppo provinciale e con il programma pluriennale della ricerca previsto dalla
legge provinciale sulla ricerca, salvo casi
particolari e urgenti di rilevante interesse per lo sviluppo industriale e per l'occupazione.
3. Le proposte di deliberazione sono inviate alla Camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura di Trento e alle organizzazioni sindacali dei
lavoratori e degli imprenditori, che possono far pervenire le proprie osservazioni
entro trenta giorni dal ricevimento. Ad avvenuta acquisizione dei pareri, o trascorso
inutilmente il termine, le proposte di deliberazione vengono inviate alla competente
commissione permanente del Consiglio provinciale, che può far pervenire le proprie
osservazioni entro trenta giorni dal ricevimento, trascorsi inutilmente i quali
la Giunta provinciale adotta comunque le deliberazioni.
4. Per modificare le deliberazioni, relativamente ai contenuti
stabiliti dal comma 1, lettere n), o), p), r) e t), e per adeguarle alle disposizioni
dell'Unione europea, si prescinde dalla procedura disciplinata dal comma 3.
5. Le deliberazioni sono pubblicate nel Bollettino ufficiale della
Regione (64).
Misure straordinarie per la ripresa economica
1. Per sostenere la ripresa economica, la Giunta provinciale stabilisce con deliberazione i casi e le condizioni per agevolare con procedura
automatica gli investimenti fissi previsti dall'articolo 3, applicando le aliquote
agevolative straordinarie individuate nell'ambito delle misure anticrisi previste
dall'articolo 1, comma 1, lettera b), della legge
provinciale 28 marzo 2009, n. 2. Questo comma si applica con riferimento agli
investimenti realizzati tra il 1° gennaio 2011 e i ventiquattro mesi successivi
alla data di entrata in vigore di questo articolo.
2. Per la prima adozione della deliberazione prevista dal comma
1, la Giunta provinciale trasmette un documento preliminare alla competente commissione
permanente del Consiglio provinciale, che formula le proprie osservazioni entro
trenta giorni dall'invio; resta ferma la procedura prevista dall'articolo 35 per
l'adozione della deliberazione (65).
1. Gli effetti delle disposizioni contenute nella presente
legge che introducono misure qualificabili come aiuti di Stato ai sensi
dell'ordinamento comunitario e che non siano state preventivamente autorizzate
al momento della sua entrata in vigore decorrono dal giorno in cui la Commissione europea abbia adottato o sia giustificato ritenere che abbia adottato una
decisione di autorizzazione ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato.
Informazioni sull'attuazione della leggee
1. Ogni due anni la Giunta provinciale presenta alla
competente commissione permanente del Consiglio una relazione sull'attuazione
di questa legge, che riguarda, in particolare:
a) il quadro degli interventi e delle iniziative;
b) il grado dell'efficacia delle politiche di incentivazione
sulla base di indicatori predeterminati anche avvalendosi di istituti universitari
e di ricerca;
c) le risorse stanziate ed erogate, nonché il numero e la tipologia
dei beneficiari, per favorire l'innovazione e l'internazionalizzazione delle imprese,
il rafforzamento dell'imprenditorialità femminile e giovanile, il riequilibrio territoriale;
d) le eventuali criticità emerse in sede di attuazione della
1 bis. Entro il 28 febbraio di ogni anno, la Giunta provinciale presenta alla competente commissione permanente del Consiglio provinciale
una relazione che illustra le iniziative realizzate nel corso dell'anno
precedente da Patrimonio del Trentino s.p.a. e da Trentino sviluppo s.p.a. a
supporto dell'economia locale, in particolare nei settori industriale,
fieristico, termale e turistico, evidenziando complessivamente anche i benefici
generali e collettivi derivanti dagli interventi.
2. Per favorire la conoscibilità e la trasparenza degli interventi
a favore delle imprese, la Provincia fornisce annualmente al Consiglio provinciale
i dati aggregati per ciascun settore economico relativi alle concessioni degli aiuti
previsti da questa legge.
3. La competente commissione permanente del Consiglio
provinciale, tenendo conto delle criticità emerse, può chiedere alla Giunta
approfondimenti o specificazioni, in base ai dati e alle informazioni già a
disposizione della Provincia; inoltre può suggerire di rivedere l'impostazione
delle relazioni successive o di rinviare la loro presentazione (66).
1. La Giunta provinciale adotta la deliberazione di cui
all'articolo 35 entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge.
2. Le disposizioni di cui ai capi II e III hanno effetto
dalla data indicata nella prima deliberazione di attuazione adottata ai sensi
dell'articolo 35.
3. Per le domande di agevolazione presentate prima della data
di cui al comma 2 rimangono applicabili, ancorché abrogate, le disposizioni di
cui all'articolo 38, commi 1 e 2.
4. Le disposizioni di cui agli articoli 16 e 17 si applicano,
su richiesta dei beneficiari, anche ai rapporti sorti e non ancora esauriti in
relazione alle agevolazioni di cui alle leggi provinciali indicate all'articolo
5. Le domande di agevolazione di cui al comma 3 e per le
quali non siano stati adottati i relativi provvedimenti di concessione possono
comunque essere esaminate ai sensi della presente legge qualora intervenga una
domanda in tal senso da parte dell'interessato. In tal caso le domande devono
essere integrate con la documentazione richiesta.
6. Ove necessario la Giunta provinciale propone l'adeguamento delle convenzioni esistenti, salva la possibilità di avvalersi della
7. Le disposizioni vigenti prima della data di cui al comma 2
continuano a disciplinare i rapporti sorti e gli impegni di spesa assunti in
base ad esse.
7 bis. Ove siano decorsi venticinque anni dalla data di
iscrizione del vincolo di destinazione relativo ad aree apprestate dalla
Provincia, o con l'intervento finanziario della stessa, sulla base di leggi
regionali e provinciali antecedenti all'entrata in vigore della legge provinciale 3 aprile 1981, n. 4, la Provincia medesima, su richiesta dell'interessato, con apposito provvedimento, consente la
cancellazione dei predetti vincoli. A seguito della cancellazione dei vincoli
non devono più essere richiesti alla Provincia i nulla osta o gli assensi
comunque denominati previsti dalla medesima normativa per il trasferimento
delle predette aree (67).
Abrogazioni di leggi provinciali
1. Dalla data di entrata in vigore di questa legge sono
a) legge provinciale 3 aprile 1981, n. 4 (Provvedimenti
b) legge provinciale 3 agosto 1987, n. 13 (Interventi
per lo sviluppo e la qualificazione dell'artigianato), come da ultimo
modificata dalla legge provinciale 9 settembre 1996, n. 8;
c) legge provinciale 23 gennaio 1975, n. 14 (Interventi
per favorire l'esportazione di prodotti delle piccole e medie aziende operanti
nella provincia, associate in cooperative), come da ultimo modificata dalla legge provinciale 18 aprile 1988, n. 15;
d) legge provinciale 2 settembre 1978, n. 35 (Disciplina
e promozione delle fiere, mostre ed esposizioni nel territorio della provincia
ed ulteriori interventi per l'incremento delle attività commerciali), come da
ultimo modificata dalla legge provinciale 12 settembre 1994, n. 4, ad
esclusione del capo I del titolo I (68);
e) legge provinciale 4 settembre 1978, n. 36 (Promozione
della commercializzazione dei prodotti trentini), come da ultimo modificata
dalla legge provinciale 23 agosto 1993, n. 18;
f) legge provinciale 17 maggio 1991, n. 8 (Nuove norme in
materia di agevolazioni al settore commerciale e modifiche a disposizioni
concernenti la disciplina del commercio), come da ultimo modificata dalla legge provinciale 13 novembre 1998, n. 15 , escluso il
g) legge provinciale 18 novembre 1988, n. 36 (Interventi
provinciali per lo sviluppo dell'economia cooperativa), come da ultimo
modificata dalla legge provinciale 8 settembre 1997, n. 13;
h) legge provinciale 22 agosto 1988, n. 27 (Interventi
per la riqualificazione ed il potenziamento della ricettività alberghiera),
come da ultimo modificata dalla legge
provinciale 11 settembre 1998, n. 10, escluso l'articolo 13;
i) articolo
18, comma 1, lettera a) e comma 2 della legge
provinciale 13 dicembre 1990, n. 33 (Disciplina della ricezione turistica
all'aperto e modifiche a disposizioni provinciali in materia di impatto
ambientale, zone svantaggiate, esercizi alberghieri, campionati del mondo di
sci nordico e attività idrotermali);
j) articolo
6 della legge provinciale 18 febbraio 1988, n. 6 (Interventi
per il settore minerario nel Trentino), come modificato dall'articolo 6 della legge provinciale 11 marzo 1993, n. 7;
k) legge provinciale 8 aprile 1991, n. 7 (Provvedimenti in materia
di armonizzazione dello sviluppo produttivo agli obiettivi ambientali e di
tutela della qualità e dell'ambiente di lavoro), escluso l'articolo 9;
l) articoli
da 1 a 4 della legge provinciale 23 agosto 1993, n. 18
(Criteri generali per le politiche di incentivazione alle attività economiche,
adeguamenti delle leggi provinciali di settore e nuova disciplina degli organismi
2. Dalla data di entrata in vigore di questa legge, inoltre,
41, 42 e 44, in materia di agevolazioni agli esercizi turistici, della legge provinciale 14 settembre 1979, n. 8;
58, 63, 64, 70, 71 e 72, in materia di agevolazioni al commercio e agli
esercizi turistici, della legge provinciale 10 aprile 1980, n. 8;
c) articolo
16 (Ammissione ad interventi provinciali delle società consortili) della legge provinciale 25 gennaio 1982, n. 3;
d) articolo 6, in materia di gestione delle terme demaniali di Levico - Vetriolo e Roncegno, della legge provinciale 21 agosto 1982, n. 14;
10 (Disposizioni per gli interventi immobiliari da destinare alle attività
provinciale 7 luglio 1997, n. 10;
5 e 11, in materia di agevolazioni nei settori economici, della legge provinciale 25 febbraio 1985, n. 3;
g) articolo 6, in materia di agevolazioni al commercio, della legge provinciale 19 agosto 1985, n. 13;
h) articoli 10
e 12, comma 3, in materia di agevolazioni nei settori del commercio e
dell'energia, della legge provinciale 10 marzo 1986, n. 7;
i) articolo 8, in materia di agevolazioni al commercio, della legge provinciale 19 gennaio 1988, n. 4;
17 (Aperture di credito a favore del Mediocredito) della legge provinciale 18 settembre 1989, n. 7, come da
ultimo modificato dall'articolo 18 della legge
provinciale 3 febbraio 1995, n. 1;
k) articolo 11, in materia di agevolazioni nei settori economici, della legge
provinciale 12 marzo 1990, n. 8;
l) articolo 18, in materia di agevolazioni all'industria, della legge
provinciale 28 gennaio 1991, n. 2;
m) articolo 8, in materia di agevolazioni alle imprese di autotrasporto, della legge
provinciale 16 ottobre 1992, n. 19;
n) articolo 31
e articolo 35, comma 1, in materia di agevolazioni all'industria e agli
esercizi turistici, della legge provinciale 12 settembre 1994, n. 4;
o) articolo 61, in materia di contributi all'artigianato, della legge
provinciale 3 febbraio 1995, n. 1.
p) articolo 22, in materia di agevolazioni per la cooperazione, della legge
q) articolo 60, in materia di agevolazioni al commercio, della legge
provinciale 2 febbraio 1996, n. 1;
r) articolo 15, in materia di istruttoria per le agevolazioni nei settori economici, della legge provinciale 3 febbraio 1997, n. 2 (69).
1. La Provincia autonoma di Trento può altresì concedere le
provvidenze di cui alla legge 28 novembre 1965, n. 1329 (Provvedimenti per l’acquisto di nuove macchine utensili), come da ultimo modificata dalla legge 24 novembre 1981, n. 689 nonché all'articolo 13 (Misure fiscali a sostegno
dell'innovazione nelle imprese industriali) del decreto legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e all'articolo 9, relativo a contributi a favore delle cooperative e consorzi garanzia fidi, del
decreto legge 1 ottobre 1982, n. 697, convertito dalla legge 29 novembre 1982, n. 887. Resta fermo, ove previsto, il divieto di cumulo di aiuti
pubblici per le medesime iniziative (72).
2. La Giunta provinciale stabilisce con propria deliberazione
criteri e modalità per l'attuazione, anche a livello organizzativo, delle norme
1. A decorrere dal 27 giugno 2007 i rinvii all'"Agenzia per lo sviluppo s.p.a." contenuti nella normativa provinciale s'intendono
riferiti a "Trentino sviluppo s.p.a." (73).
A - Tabella C
titolo breve "legge provinciale sugli incentivi alle imprese", individuato dall'allegato A della l.p.
n. 16 del 2008.
Per alcune disposizioni transitorie connesse alle modificazioni apportate alla
legge qui annotata dalla l.p. n. 12 del 2011 vedi gli articoli 42 e 43 di quest'ultima legge.
Vedi inoltre l'art. 36, comma 10 della l.p.
(2) Titolo così sostituito dall'art. 1 della l.p. 1 agosto 2011, n. 12. (3) Articolo
così modificato dall'art. 71 della l.p.
27 dicembre 2010, n. 27, dall'art. 2 della l.p.
1 agosto 2011, n. 12, dall'art. 6 della l.p. 15 maggio 2013, n. 9 e dall'art. 1 della l.p.
1 luglio 2013, n. 14. Vedi anche l'art. 26 della l.p. 9 agosto 2013, n. 16.
così modificato dall'art. 3 della l.p.
1 agosto 2011, n. 12 e dall'art. 36 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1.
così sostituito dall'art. 35 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2,
modificato dall'art. 46 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19
e dall'art. 4 della l.p. 1 agosto 2011, n. 12. Per la sua attuazione vedi la deliberazione
della giunta provinciale 7 settembre 2012, n. 1911 (b.u. 2 ottobre 2012, n. 40, suppl. n. 1), modificata dalle deliberazioni 9 novembre 2012, n. 2424 (b.u. 27 novembre 2012, n. 48, suppl. n. 1), 14 dicembre 2012, n. 2814 (b.u. 29 gennaio 2013, n. 5), 1 luglio 2013, n. 1343, 28 luglio 2014, n. 1280, 18 maggio 2015, n. 809, 28 settembre 2015, n. 1644, 22 aprile 2016, n. 616 e 2 novembre 2016, n. 1886. Vedi anche la deliberazione della giunta
provinciale 10 agosto 2015, n. 1342 e l'art. 5 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3.
aggiunto dall'art. 5 della l.p.
1 agosto 2011, n. 12.
così modificato dall'art. 24 della l.p. 11 marzo
2005, n. 3,
dall'art. 26 della l.p. 2 agosto 2005, n. 14, dall'art. 71, comma 2 della l.p.
27 dicembre 2010, n. 27 (per una disposizione transitoria connessa a
questa modificazione vedi lo stesso art. 71, comma 15), dall'art. 9
della l.p. 31 maggio 2012, n. 10, dall'art. 35 della l.p. 27 dicembre
2012, n. 25, dall'art. 30 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1, dall'art. 62 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14 e dall'art. 39
20. Per la sua attuazione
vedi la deliberazione della giunta provinciale 21 dicembre 2007, n. 3028
(b.u. 15 aprile 2008, n. 16, suppl. n. 1), modificativa della deliberazione 22
dicembre 2005, n. 2828 (non pubblicata) e modificata dalle deliberazioni 3
aprile 2009, n. 749 (b.u. 12 maggio 2009,
n. 20, suppl. n. 2), 23 aprile 2010, n. 951 (non pubblicata), 30 luglio 2010,
n. 1780 (non pubblicata), 25 febbraio 2011, n. 349 (b.u. 8 marzo 2011,
n. 10), 18 novembre 2011, n. 2455 (b.u. 6 dicembre 2011, n. 49), 23 dicembre
2011, n. 2903 (b.u. 10 gennaio 2011, n. 2), 23 marzo 2012, n. 587 (b.u. 3
aprile 2012, n. 14), 9 novembre 2012, n. 2424 (b.u. 27 novembre 2012, n. 48, suppl.
n. 1) e 2 novembre 2015, n. 1928; nonché la deliberazione della giunta
provinciale 30 dicembre 2011, n. 3048 (non pubblicata), modificata dalle deliberazioni
2 marzo 2012, n. 382 (non pubblicata), 27 luglio 2012, n. 1635 (non pubblicata),
1 luglio 2013, n. 1343, 30 dicembre 2013, n. 2778, 18 maggio 2015, n. 809 e 2
novembre 2016, n. 1886. Vedi anche la deliberazione della giunta provinciale 10
agosto 2015, n. 1342, 26 febbraio 2016, n. 216 e l'art. 17 della legge provinciale sull'energia.
già modificato dall'art. 39 della l.p. 29 dicembre 2005, n. 20
(vedi anche l'art. 19 di quest'ultima legge), dall'art. 71 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27,
così sostituito dall'art. 6 della l.p. 1 agosto 2011, n. 12
e modificato dall'art. 35 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25.
Per la sua attuazione vedi la deliberazione della giunta provinciale 2 marzo 2012, n. 380 (b.u. 13 marzo 2012, n. 11), prorogata dalla deliberazione 21 febbraio 2014, n. 235, e la deliberazione 9 novembre 2012, n. 2424 (b.u. 27 novembre 2012, n. 48, suppl. n. 1), modificata dalle deliberazioni 27 dicembre 2012, n. 2947 (b.u. 22 gennaio 2013, n. 4), 1 luglio 2013, n. 1343, 28 luglio 2014, n. 1280, 18 maggio 2015,n. 809, 22 aprile 2016, n. 616 e 2 novembre 2016, n.
aggiunto dall'art. 6 della l.p. 15 maggio 2013, n. 9.
(10) Articolo così modificato dall'art. 62 della l.p.
e dall'art. 39 della l.p. 29 dicembre 2016, n. 20. Per la sua attuazione vedi la deliberazione della giunta
provinciale 28 settembre 2015. n. 1644, modificata dalla deliberazione 26 febbraio 2016, n. 216, e - in relazione ad essa - la deliberazione 2 novembre 2016, n.
1886. Vedi anche l'art. 37, comma 3 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11.
(11) Articolo aggiunto dall'art. 7 della l.p. 1 agosto 2011, n. 12.
(12) Articolo così modificato dall'art. 112,
comma 1 della l.p. 24 luglio 2008, n. 10 (per una disposizione transitoria connessa a
questa modificazione vedi il comma 2 dello stesso art. 112) e dall'art. 25 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16.
così modificato dall'art. 39 della l.p. 29 dicembre 2005, n. 20,
dall'art. 71 della l.p.
27 dicembre 2010, n. 27 e dall'art. 8 della l.p. 1 agosto 2011, n. 12.
(14) Articolo aggiunto dall'art. 9 della l.p.
la deliberazione della giunta provinciale 28 luglio 2014, n. 1279.
(16) Articolo aggiunto dall'art. 58 della
l.p. 12 settembre 2008, n. 16,
e così modificato dall'art. 35 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2.
così modificato dall'art. 24 della l.p. 11 marzo 2005, n. 3,
dall'art. 46, comma 2 della l.p.
28 dicembre 2009, n. 19 (per una disposizione transitoria connessa a
questa modificazione vedi il comma 13 dello stesso art. 46), dall'art. 71, comma 5 della l.p.
questa modificazione vedi il comma 16 dello stesso art. 71) e dall'art. 62 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14.
così modificato dall'art. 24 della l.p. 11 marzo 2005, n. 3.
dall'art. 112, comma 1 della l.p. 24 luglio 2008, n. 10
(per una disposizione transitoria connessa a questa modificazione vedi il comma
3 dello stesso art. 112), dagli articoli 12 e 25 della l.p. 12 settembre 2008, n. 16
(per una disposizione transitoria connessa a queste modificazioni vedi il comma
4 dell'art. 25 della l.p.
n. 16 del 2008 ), dall'art. 46 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19 e dall'art. 71
della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27.
aggiunto dall'art. 71, comma 7 della l.p.
27 dicembre 2010, n. 27 (per una disposizione transitoria connessa vedi
il comma 16 dello stesso art. 71).
dall'art. 39 della l.p. 29 dicembre 2005, n. 20, dall'art. 35
della l.p. 28 marzo 2009, n. 2, dall'art. 46, comma 4 della l.p.
questa modificazione vedi il comma 15 dello stesso art. 46), dall'art. 10 della
l.p. 1 agosto 2011, n. 12
e dall'art. 6 della l.p. 15 maggio 2013, n. 9. Vedi anche l'art. 41 della l.p. n. 20 del 2005 e l'art. 37, comma 2 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11.
aggiunto dall'art. 46 della l.p.
28 dicembre 2009, n. 19, così modificato dall'art. 71, comma 8 della l.p.
questa modificazione vedi il comma 16 dello stesso art. 71), dall'art. 11 della
l.p. 1 agosto 2011, n. 12, dall'art. 2 della l.p.
1 luglio 2013, n. 14 e dall'art. 6 del d.p.p. 28 marzo 2014, n. 4-6/Leg,
che ha abrogato tutti i suoi commi, fatta eccezione per il comma 1, ai sensi
dell'art. 38, comma 4 della l.p. 16 giugno 2006, n. 3
(per una disposizione transitoria connessa a quest'ultima modificazione vedi
l'art. 21, comma 2 del d.p.p. n. 4-6/Leg del 2014). Per la disciplina del comitato vedi ora lo stesso art. 6
del d.p.p. n. 4-6/Leg del 2014.
così modificato dall'art. 29 della l.p. 1 agosto 2003, n. 5,
dall'art. 24 della l.p. 11 marzo 2005, n. 3 (per una
disposizione transitoria relativa a questa modificazione vedi l'art. 35, comma
11 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11), dall'art. 71, comma 9 della l.p.
questa modificazione vedi lo stesso art. 71, comma 17), dall'art. 12 della l.p.
1 agosto 2011, n. 12, dall'art. 44 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18,
dall'art. 36 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1 e dall'art. 62 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14. Vedi anche l'art. 35,
comma 10 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2, che si sarebbe
potuto formulare come integrazione testuale di quest'articolo, e l'art. 44,
commi 4 e 6 della l.p.
27 dicembre 2011, n. 18.
così modificato dall'art. 24, comma 7 della l.p.
11 marzo 2005, n. 3.
Per una disposizione transitoria connessa alle modificazioni vedi lo stesso
art. 24, comma 16.
(25) Articolo abrogato dall'art. 13
della l.p. 1 agosto 2011, n. 12.
(26) Per la sua attuazione vedi la deliberazione
della giunta provinciale 30 dicembre 2011, n. 3048 (non pubblicata), modificata dalle deliberazioni 2 marzo 2012, n. 382 (non pubblicata; in relazione ad essa
vedi la deliberazione 26 febbraio 2016, n. 216), 27 luglio 2012, n. 1635 (non pubblicata), 1 luglio 2013, n. 1343, 30 dicembre 2013, n. 2778, 18 maggio 2015, n. 809 e 2 novembre 2016, n. 1886.
(27) Articolo
aggiunto dall'art. 71 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27.
Per la sua attuazione vedi la deliberazione della giunta provinciale 30 dicembre 2011, n. 3048 (non pubblicata), modificata dalle deliberazioni 2 marzo 2012, n. 382 (non pubblicata; in relazione ad essa vedi la deliberazione 26 febbraio 2016, n. 216), 27 luglio 2012, n. 1635 (non pubblicata), 1 luglio 2013, n. 1343, 30 dicembre 2013, n. 2778, 18 maggio 2015, n. 809 e 2 novembre 2016, n. 1886.
(28) Articolo così sostituito dall'art.
14 della l.p. 1 agosto 2011, n. 12.
(29) Articolo aggiunto dall'art. 15 della l.p. 1 agosto 2011, n. 12.
così modificato dall'art. 9 della l.p. 25 luglio 2002, n. 9.
Per la sua attuazione vedi la deliberazione
della giunta provinciale 21 dicembre 2007, n. 3028 (b.u. 15 aprile 2008, n. 16, suppl. n. 1), modificativa della deliberazione 22 dicembre 2005, n. 2828 (non pubblicata) e modificata dalle deliberazioni 3 aprile 2009, n. 749 (b.u. 12 maggio 2009, n. 20, suppl. n. 2), 23 aprile 2010, n. 951 (non pubblicata), 30 luglio 2010, n. 1780 (non pubblicata), 25 febbraio 2011, n. 349 (b.u. 8 marzo 2011, n. 10), 18 novembre 2011, n. 2455 (b.u. 6 dicembre 2011, n. 49), 23 dicembre 2011, n. 2903 (b.u. 10 gennaio 2011, n. 2), 23 marzo 2012, n. 587 (b.u. 3 aprile 2012, n. 14), 9 novembre 2012, n. 2424 (b.u. 27 novembre 2012, n. 48, suppl. n. 1) e 2 novembre 2015, n. 1928. Vedi anche l'art. 19 della l.p. 29 dicembre 2005, n. 20.
così modificato dall'art. 35 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11
(per una disposizione sull'efficacia di questa modifica vedi lo stesso art. 35,
comma 12), dall'art. 32 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23,
dall'art. 25 della l.p.
12 settembre 2008, n. 16, dall'art. 71, comma 11 della l.p.
questa modifica vedi lo stesso art. 71, comma 15), dall'art. 16 della l.p.
1 agosto 2011, n. 12, dall'art. 35 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25, dall'art.
30 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1 e dall'art. 62 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14. L'articolo avrebbe
subito un'ulteriore modificazione da parte dall'art. 46, comma 6 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19: ma prima di
diventare efficace (in seguito all'approvazione della deliberazione della
giunta provinciale 28 ottobre 2011, n. 2269, secondo quanto previsto dal comma
stesso) questa modificazione è stata superata dalle successive modificazioni
dell'articolo qui annotato. Per l'attuazione del comma 2 bis vedi la
deliberazione della giunta provinciale 3 agosto 2012, n. 1675 (b.u. 9 aprile 2013, n. 15).
(32) Articolo aggiunto dall'art. 17
(33) Articolo aggiunto dall'art. 18
aggiunto dall'art. 32, comma 2 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23,
così modificato dall'art. 46 della l.p.
28 dicembre 2009, n. 19, dall'art. 71 della l.p.
27 dicembre 2010, n. 27, dall'art. 3 della l.p.
1 luglio 2013, n. 14, dall'art. 36 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1 e dall'art. 62 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14. Vedi anche il comma 7
dell'art. 32 della l.p. n. 23 del 2007 e l'art. 23 della l.p. 2 agosto 2005, n. 14. Per l’attuazione del comma 2 vedi le deliberazioni della
giunta provinciale 16 settembre 2013, n. 1922, 4 agosto 2014, n. 1346 e 29 dicembre 2014, n. 2402.
(35) Sezione aggiunta dall'art.
19 della l.p. 1 agosto 2011, n. 12.
(36) Articolo
aggiunto dall'art. 19 della l.p.
1 agosto 2011, n. 12 e così modificato dall'art. 35 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25.
aggiunto dall'art. 20 della l.p. 1 agosto 2011, n. 12,
così modificato dall'art. 35 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25,
dall'art. 27 della l.p. 9 agosto 2013, n. 16, dall'art. 36, comma 4 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1 (per una disposizione transitoria relativa a
questa modificazione vedi lo stesso art. 36, comma 9), dall'art. 62 della
l.p. 30 dicembre 2014, n. 14 e dall'art. 39 della l.p. 29 dicembre 2016, n. 20. Per la sua
attuazione vedi la deliberazione della giunta provinciale 28 settembre 2015, n.
1644, modificata dalla deliberazione 26 febbraio 2016, n. 216, e - in relazione ad essa - la deliberazione 2 novembre 2016, n. 1886.
(38) Articolo
aggiunto dall'art. 21 della l.p. 1 agosto 2011, n. 12
e così modificato dall'art. 39 della l.p. 29 dicembre 2016, n.
20. Per la sua attuazione vedi la deliberazione
della giunta provinciale 1 luglio 2013, n. 1342, modificata dalle deliberazioni 28 luglio 2014, n. 1280 e 18 maggio 2015, n. 809.
aggiunto dall'art. 22 della l.p. 1 agosto 2011, n. 12,
così modificato dall'art. 9 della l.p.
31 maggio 2012, n. 10,
dall'art. 35 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25
e dall'art. 36 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1. Per la sua attuazione
vedi la deliberazione della giunta provinciale 9 novembre 2012, n. 2424 (b.u. 27 novembre 2012, n. 48, suppl. n. 1), modificata dalle deliberazioni 27 dicembre 2012, n. 2947 (b.u. 22 gennaio 2013, n. 4), 1 luglio 2013, n. 1343, 28 luglio 2014, n. 1280, 18 maggio 2015, n. 809, 22
aprile 2016, n. 616 e 2 novembre 2016, n. 1886.
1 agosto 2011, n. 12 e così sostituito dall'art. 62 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14.
aggiunto dall'art. 24 della l.p.
1 agosto 2011, n. 12. Per la sua attuazione vedi la deliberazione della giunta
provinciale 1 luglio 2013, n. 1342.
aggiunto dall'art. 25 della l.p.
1 agosto 2011, n. 12 e così modificato dall'art. 9 della l.p. 31 maggio 2012, n. 10. Per la sua attuazione
vedi la deliberazione della giunta provinciale 1 luglio 2013, n. 1342.
aggiunto dall'art. 26 della l.p.
(44) Articolo
aggiunto dall'art. 27 della l.p.
(45) Articolo
aggiunto dall'art. 28 della l.p.
1 agosto 2011, n. 12. Per la sua attuazione vedi la deliberazione della giunta provinciale
2 marzo 2012, n. 382 (non pubblicata; in relazione ad essa vedi la
deliberazione 26 febbraio 2016, n. 216), modificata dalle deliberazioni 7 settembre 2012, n. 1911 (b.u. 2 ottobre 2012, n. 40, suppl. n. 1; nel b.u. 9 ottobre 2012, n. 41, inoltre, è pubblicato un testo coordinato dei criteri contenuti
nella deliberazione n. 382 del 2012, come modificata da questa deliberazione) e
1 luglio 2013, n. 1343.
(46) Articolo
aggiunto dall'art. 29 della l.p.
provinciale 1 luglio 2013, n. 1341.
(47) Sezione
aggiunta dall'art. 4 della l.p.
1 luglio 2013, n. 14.
(48) Articolo
(49) Articolo
aggiunto dall'art. 6 della l.p.
(50) Articolo
così modificato dall'art. 52 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1,
dall'art. 15 della l.p. 12 maggio 2004, n. 4, dall'art. 24,
comma 8 della l.p. 11 marzo 2005, n. 3 (per una
disposizione transitoria relativa a questa modificazione vedi lo stesso art.
24, comma 15), dall'art. 27 della l.p.
9 agosto 2013, n. 16 e dall'art. 62
(51) Comma
così modificato dall'art. 52 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1
e dall'art. 24 della l.p. 11 marzo 2005, n. 3.
(52) Articolo
(53) Articolo
dall'art. 35 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11, dall'art. 36
della l.p. 22 aprile 2014, n. 1 e dall'art. 39 della l.p. 29 dicembre 2016, n. 20 (per una disposizione transitoria
connessa a quest'ultima modificazione vedi lo stesso art. 39, comma 9).
(54) Articolo
abrogato dall'art. 24 della l.p. 11 marzo 2005, n. 3.
(55) Comma così modificato dall'art. 35 della l.p.
Per una disposizione transitoria connessa a questa modificazione vedi il comma
10 dello stesso art. 35. Vedi anche l'art. 35, comma 10 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2., che si sarebbe potuto
formulare come integrazione testuale di quest'articolo.
(56) Articolo
dall'art. 15 della l.p. 12 maggio 2004, n. 4, dall'art. 24
della l.p. 11 marzo 2005, n. 3, dall'art. 32 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23 (nell'inserire
queste modificazioni s'è precisata una lacuna sull'individuazione delle parti
modificate), dall'art. 112 della l.p. 24 luglio 2008, n. 10,
dall'art. 35 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2, dall'art. 46 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19, dall'art. 44 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18,
dall'art. 35 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25, dall'art. 27 della l.p. 9 agosto 2013, n. 16,
dall'art. 36 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1, dall'art. 62,
commi da 21 a 26 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14 (per una
disposizione transitoria connessa a queste ultime modificazioni vedi lo stesso
art. 62, comma 28) e dall'art. 39 della l.p. 29 dicembre 2016, n.
20. Vedi anche l'art. 25 della l.p.
2 agosto 2005, n. 14
e l'art. 68 bis, comma 4 ter del d.p.g.p. 26 gennaio 1987, n. 1-41/Legisl.
(57) Articolo
dall'art. 35 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2 e dall'art. 39 della l.p. 29 dicembre 2016, n. 20.
(58) Articolo aggiunto dall'art. 35 della l.p.
(per una disposizione sulla sua efficacia vedi il comma 12 dello stesso art. 35;
per un'ulteriore disposizione transitoria vedi il comma 13 del medesimo
articolo), così modificato dall'art. 32 della l.p.
21 dicembre 2007, n. 23,
dall'art. 35 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2, dall'art. 46 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19 e dall'art. 71 della l.p. 27 dicembre 2010, n. 27. Vedi
anche gli articoli 26 e 27 della l.p.
12 settembre 2008, n. 16.
(59) Articolo aggiunto dall'art. 35 della l.p.
29 dicembre 2006, n. 11,
così modificato e dall'art. 35 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2,
dall'art. 46 della l.p.
27 dicembre 2010, n. 27, dall'art. 30 della l.p.
1 agosto 2011, n. 12 e dall'art. 35 della l.p. 27 dicembre 2012, n. 25.
(60) Sezione aggiunta dall'art. 35 della l.p.
(61) Articolo
aggiunto dall'art. 6 della l.p. 15 maggio 2013, n. 9
e così modificato dall'art. 36 della l.p. 22 aprile 2014, n. 1. Per la sua attuazione
vedi la deliberazione della giunta provinciale 11 ottobre 2013, n. 2168. Vedi anche l'art. 15 bis, comma 4 della legge provinciale
(62) Articolo aggiunto dall'art. 35 della l.p.
(per una disposizione sulla sua efficacia vedi il comma 12 dello stesso art. 35)
e così modificato dall'art. 46 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19.
Per la sua attuazione vedi le deliberazioni della giunta provinciale 16 novembre 2012, n. 2470 (b.u. 29 gennaio 2013, n. 5) e
5 agosto 2016, n. 1315.
(63) Articolo aggiunto dall'art. 35 della l.p.
(64) Articolo
già modificato dall'art. 52 della l.p. 19 febbraio 2002, n. 1,
dall'art. 24 della l.p. 11 marzo 2005, n. 3, dall'art. 26
della l.p. 2 agosto 2005, n. 14, dall'art. 39 della l.p. 29 dicembre 2005, n. 20, dall'art. 35 della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11, dall'art. 32 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23, dall'art. 35 della l.p. 28 marzo 2009, n. 2, dall'art. 46 della l.p. 28 dicembre 2009, n. 19,
così sostituito dall'art. 31 della l.p. 1 agosto 2011, n. 12,
modificato dall'art. 44 della l.p. 27 dicembre 2011, n. 18 e
dall'art. 6 del d.p.p. 28 marzo 2014, n. 4-6/Leg, che ha
abrogato la lettera q) del comma 1 ai sensi dell'art. 38, comma 4 della l.p. 16 giugno 2006, n. 3. Vedi però l'art. 29
della l.p. 10 febbraio 2005, n. 1.
Per la sua attuazione, oltre alle deliberazioni relative a
singoli articoli e ricordate in nota ad essi, vedi la seguente congerie di
deliberazioni della giunta provinciale:
a) 22 dicembre 2005, n. 2804 (b.u. 7 febbraio 2006, n.
6, suppl. n. 1; nel b.u. 9 ottobre 2012, n. 41, inoltre, è pubblicato un testo
coordinato dei criteri contenuti in questa deliberazione, come modificata dalle
deliberazioni n. 2943 del 2006, n. 3025 del 2007, n. 161 del 2008, n. 1368,
2616 e 3341 del 2009, n. 661 e 2465 del 2010, n. 1372 del 2011, n. 1351, 1635 e
1911 del 2012), modificata dalle deliberazioni 30 giugno 2006, n. 1353 (b.u. 22
agosto 2006, n. 34, suppl. n. 1), 17 novembre 2006, n. 2429 (b.u. 6 febbraio
2007, n. 6, suppl. n. 1), 29 dicembre 2006, n. 2943 (b.u. 13 marzo 2007, n. 11),
21 dicembre 2007, n. 3024, n. 3025, n. 3027, n. 3031 e 1 febbraio 2008, n. 161
(tutte in b.u. 15 aprile 2008, n. 16, suppl. n. 1), 23 maggio 2008, n. 1303
(b.u. 7 agosto 2012, n. 32), 19 settembre 2008, n. 2373 (b.u. 28 ottobre 2008,
n. 44), 27 febbraio 2009, n. 369, 6 marzo 2009, n. 455 e n. 456 (tutte in b.u.
14 aprile 2009, n. 16, suppl. n. 1), 3 aprile 2009, n. 746 (b.u. 12 maggio 2009, n. 20, suppl. n. 2), 22
maggio 2009, n. 1216 (b.u. 30 giugno 2009, n. 27, suppl. n. 2) - a sua volta
modificata dalla deliberazione 18 giugno 2009, n. 1519 (b.u. 4 agosto 2009, n.
32) -, 5 giugno 2009, n. 1368 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32), 28 agosto 2009, n.
2110 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32), 23 ottobre 2009, n. 2550 (b.u. 7 agosto 2012,
n. 32), 30 ottobre 2009, n. 2616 (b.u. 29 dicembre 2009, n. 53) - a sua volta
modificata dalle deliberazioni 23 aprile 2010, n. 935 (b.u. 7 agosto 2012, n.
32), 17 giugno 2010, n. 1464 (b.u. 3 agosto 2010, n. 31), 14 dicembre
2011, n. 2742 (b.u. 7 febbraio 2012, n. 6), 1 luglio 2013, n. 1343 e 28 luglio
2014, n. 1280 -, 22 dicembre 2009, n. 3220
(b.u. 26 gennaio 2010, n. 4), 30 dicembre 2009, n. 3341 (b.u. 7 agosto 2012, n.
32), 26 marzo 2010, n. 661 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32), 2 luglio 2010, n. 1566
(b.u. 7 agosto 2012, n. 32), 29 ottobre 2010, n. 2465 (b.u. 7 agosto 2012, n.
32), 24 giugno 2011, n. 1372 (b.u. 16 agosto 2011, n. 33) - a sua volta
modificata dalla deliberazione 7 settembre 2012, n. 1911 (b.u. 2 ottobre 2012,
n. 40, suppl. n. 1) - 24 giugno 2011, n. 1373 (b.u. 16 agosto 2011, n. 33), 22
giugno 2012, n. 1351 (non pubblicata), 27 luglio 2012, n. 1635 (non pubblicata),
7 settembre 2012, n. 1911 (b.u. 2 ottobre 2012, n. 40, suppl. n. 1), 1 luglio
2013, n. 1343, 18 maggio 2015, n. 809 e 28 settembre 2015, n. 1644 (modificata
dalla deliberazione 26 febbraio 2016, n. 216); vedi anche la deliberazione
della giunta provinciale 23 aprile 2010, n. 917 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32);
b) 9 giugno 2006, n. 1160 (b.u. 4 luglio 2006, n. 27);
c) 28 luglio 2006, n. 1543 (b.u. 16 agosto 2006, n. 33);
d) 21 dicembre 2007, n. 3029 (b.u. 15 aprile 2008, n. 16, suppl. n. 1), modificata dalle deliberazioni 19 settembre 2008, n. 2353 (b.u. 7 ottobre 2008, n. 41), 3 aprile 2009, n. 751 (b.u. 12 maggio 2009, n. 20, suppl. n. 2), 30 dicembre 2009, n. 3341 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32), 23 aprile 2010, n. 952 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32), 2 luglio 2010, n. 1566 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32), 29 ottobre 2010, n. 2465 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32), 24 giugno 2011, n. 1372 (b.u. 16 agosto 2011, n. 33) - a sua volta modificata dalla deliberazione 7 settembre 2012, n. 1911 (b.u. 2 ottobre 2012, n. 40, suppl. n. 1) - e 2 marzo 2012, n. 382 (non pubblicata; in relazione ad essa vedi la deliberazione 26 febbraio 2016, n. 216); vedi anche le deliberazioni della giunta provinciale 5 giugno 2009, n. 1368 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32) e 23 aprile 2010, n. 935 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32);
e) 21 dicembre 2007, n. 3032 (b.u. 15 aprile 2008, n. 16, suppl. n. 1), modificata dalle deliberazioni 7 novembre 2008, n. 3019 (b.u. 20 gennaio 2009, n. 4), 3 aprile 2009, n. 753 (b.u. 12 maggio 2009, n. 20, suppl. n. 2), 30 dicembre 2009, n. 3341 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32), 2 luglio 2010, n. 1566 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32) e 24 giugno 2011, n. 1372 (b.u. 16 agosto 2011, n. 33) - quest'ultima modificata, a sua volta, dalla deliberazione 7 settembre 2012, n. 1911 (b.u. 2 ottobre 2012, n. 40, suppl. n. 1) -; vedi anche le deliberazioni della
giunta provinciale 5 giugno 2009, n. 1368 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32) e 29 ottobre 2010, n. 2465 (b.u. 7 agosto 2012, n. 32), quest'ultima modificata dalla deliberazione 1 luglio 2013, n. 1343;
f) 19 settembre 2008, n. 2366 (b.u. 28 ottobre 2008, n. 44);
g) 27 novembre 2009, n. 2877 (b.u. 26 gennaio 2010, n. 4);
h) 9 luglio 2010, n. 1630 (b.u. 7 settembre 2010, n. 36), modificata dalla deliberazione 23 settembre 2011, n. 2024 (b.u. 7 febbraio 2012, n. 6);
i) 6 maggio 2015, n. 718, modificata dalle deliberazioni 10 agosto 2015, n. 1342 e 22 aprile 2016, n. 616.
(65) Articolo
aggiunto dall'art. 32 della l.p.
(66) Articolo
aggiunto dall'art. 33 della l.p.
1 agosto 2011, n. 12, così modificato dall'art. 17 della l.p. 28 marzo 2013, n. 5 e dall'art.
62 della l.p. 30 dicembre 2014, n. 14.
(67) Comma aggiunto dall'art. 52 della l.p.
19 febbraio 2002, n. 1.
La deliberazione della giunta provinciale 20 ottobre 2000, n. 2607 (b.u. 7 novembre 2000, n. 46, suppl. n. 2) ha stabilito nel 1° gennaio 2001 la data di
cui al comma 2; per gli articoli 5, 7, 23, 33 e 34, però, l'ha stabilita nel 27 novembre 2000, mentre per gli articoli 21 e 24 l'ha stabilita nella data di entrata in vigore della presente legge. Ai sensi del comma 3 si deve intendere che le
abrogazioni previste dall'art. 38, in realtà, decorrono dal 1° gennaio 2001.
(68) Lettera
così modificata dall'art. 24 della l.p. 20 marzo 2000, n. 3.
(69) Articolo
così rettificato dall'art. 1 della l.p. 19 giugno 2000, n. 7.
(70) Articolo aggiunto, in via di rettifica, dall'art. 1 della l.p. 19 giugno 2000, n. 7, e modificativo
dell'art. 3 della l.p. 20 gennaio 1987, n. 3.
(71) Articolo
abrogato dall'art. 36 della legge provinciale sull'energia.
(72) Comma
così modificato dall'art. 18 della l.p. 22 marzo 2001, n. 3. Vedi anche l'art. 37, comma 3
della l.p. 29 dicembre 2006, n. 11.
(73) Articolo
aggiunto dall'art. 32 della l.p. 21 dicembre 2007, n. 23.
(74) Articolo
modificativo dell'art. 5 e aggiuntivo dell'art. 12 ter alla l.p. 8 luglio 1996, n. 4. Quest'ultimo articolo, inoltre, abroga l'art. 3 ter della l.p. 4 agosto 1986, n. 21, gli articoli 5 e 6 della l.p. 23 novembre 1998, n. 17, il capo IV del titolo II della l.p. 7 aprile 1992, n. 14.
(75) Capo
abrogato dall'art. 34 della l.p. 1 agosto 2011, n. 12.
(76) Disposizioni
(77) Disposizioni
testo aggiornato al 2 novembre 2016 deliberazione modificativa di altre deliberazioni, che s'intrecciano in maniera confusa
testo aggiornato al 5 agosto 2016 nuova deliberazione attuativa dell'art. 34 quater
testo aggiornato al 22 aprile 2016 deliberazione modificativa di altre deliberazioni, che s'intrecciano in maniera confusa
testo aggiornato al 26 febbraio 2016 deliberazione modificativa e interpretativa di altre deliberazioni, che s'intrecciano in maniera confusa
testo aggiornato al 20 novembre 2015 testo aggiornato al 2 novembre 2015 modificata deliberazione attuativa degli articoli 5 e 23
testo aggiornato al 28 settembre 2015 nuova deliberazione attuativa degli articoli 8 e 24 quater; modificate deliberazioni attuative degli articoli 3 e 35
testo aggiornato al 10 agosto 2015 modificata deliberazione attuativa dell'art. 35
testo aggiornato al 18 maggio 2015 modificate deliberazioni attuative degli articoli 3, 5, 7, 19, 19 bis, 24 quinquies, 24 sexies e 35
testo aggiornato al 6 maggio 2015 nuove deliberazione attuativa
testo aggiornato al 1 gennaio 2015 modificati gli articoli 5, 8, 12, 16, 24, 24 bis, 24 quater, 25, 33, 36 bis; sostituiti gli articoli 24 septies e 24 decies
testo aggiornato al 29 dicembre 2014 testo aggiornato al 4 agosto 2014 nuova deliberazione attuativa dell'art. 24 bis
testo aggiornato al 28 luglio 2014 nuova deliberazione attuativa dell'art. 11 bis e modificate deliberazioni attuative degli articoli 3, 7, 24 quinquies, 24 sexies e 35
testo aggiornato al 25 aprile 2014 modificati gli articoli 2, 5, 16, 24, 24 bis, 24 quater, 24 sexies, 29, 33 e 34 ter 1
testo aggiornato al 2 aprile 2014 modificati gli articoli 15 bis e 35
testo aggiornato al 21 febbraio 2014 testo aggiornato al 30 dicembre 2013 modificata deliberazione attuativa degli articoli 5, 9 e 19 bis
testo aggiornato al 11 ottobre 2013 deliberazione attuativa dell'art. 34 ter 1
testo aggiornato al 14 agosto 2013 modificati gli articoli 24 quater, 25 e 33
testo aggiornato al 17 luglio 2013 modificati gli articoli 1, 15 bis e 24 bis; aggiunta la sezione I ter del capo III e gli articoli 24 quater decies e 24 quindecies
testo aggiornato al 1 luglio 2013 testo aggiornato al 16 maggio 2013 modificati gli articoli 1 e 15; introdotti gli articoli 7 bis e 34 ter 1
testo aggiornato al 17 aprile 2013 testo aggiornato al 9 aprile 2013 nuova deliberazione attuativa dell'art. 24
testo aggiornato al 29 gennaio 2013 nuova deliberazione attuativa dell'art. 35
testo aggiornato al 22 gennaio 2013 modificata deliberazione attuativa degli articoli 7 e 35
testo aggiornato al 28 dicembre 2012 modificati gli articoli 5, 7, 24, 24 ter, 24 quater, 24 sexies, 33 e 34 ter
testo aggiornato al 27 novembre 2012 nuova deliberazione attuativa degli articoli 7 e 24 sexies e modificativa di deliberazioni attuative dell'art. 35
testo aggiornato al 19 ottobre 2012 testo aggiornato al 9 ottobre 2012 testo aggiornato al 2 ottobre 2012 nuova deliberazione attuativa dell'art. 35
testo aggiornato al 7 agosto 2012 modificate deliberazioni attuative dell'art. 35
testo aggiornato al 2 giugno 2012 modificati gli articoli 5, 24 sexies e 24 novies
testo aggiornato al 3 aprile 2012 modificata una deliberazione attuativa dell'art. 35
testo aggiornato al 13 marzo 2012 nuova deliberazione attuativa dell'art. 7
testo aggiornato al 7 febbraio 2012 testo aggiornato al 10 gennaio 2012 testo aggiornato al 29 dicembre 2011 modificati gli articoli 16, 33 e 35
testo aggiornato al 6 dicembre 2011 modificata una deliberazione attuativa dell'art. 35
testo aggiornato al 28 ottobre 2011 testo aggiornato al 16 agosto 2011 testo aggiornato al 10 agosto 2011 testo aggiornato al 8 marzo 2011 testo aggiornato al 29 dicembre 2010 testo aggiornato al 7 settembre 2010 testo aggiornato al 3 agosto 2010 testo aggiornato al 26 marzo 2010 testo aggiornato al 26 gennaio 2010 testo aggiornato al 30 dicembre 2009 testo aggiornato al 29 dicembre 2009 testo aggiornato al 4 agosto 2009 testo aggiornato al 12 maggio 2009 testo aggiornato al 21 aprile 2009 testo aggiornato al 14 aprile 2009 testo aggiornato al 31 marzo 2009 testo aggiornato al 20 gennaio 2009 testo aggiornato al 28 ottobre 2008 testo aggiornato al 7 ottobre 2008 testo aggiornato al 17 settembre 2008 testo aggiornato al 20 agosto 2008 testo aggiornato al 15 aprile 2008 testo aggiornato al 28 dicembre 2007 testo aggiornato al 13 marzo 2007 testo aggiornato al 20 febbraio 2007 testo aggiornato al 6 febbraio 2007 testo aggiornato al 3 gennaio 2007 testo aggiornato al 22 agosto 2006 testo aggiornato al 16 agosto 2006 testo aggiornato al 4 luglio 2006 testo aggiornato al 10 febbraio 2006 testo aggiornato al 7 febbraio 2006 testo aggiornato al 4 gennaio 2006 testo aggiornato al 20 settembre 2005 testo aggiornato al 6 settembre 2005 testo aggiornato al 24 agosto 2005 testo aggiornato al 26 luglio 2005 testo aggiornato al 16 marzo 2005 testo aggiornato al 16 febbraio 2005 testo aggiornato al 28 settembre 2004 testo aggiornato al 19 maggio 2004 testo aggiornato al 16 dicembre 2003 testo aggiornato al 6 agosto 2003 testo aggiornato al 25 marzo 2003 testo aggiornato al 7 agosto 2002 testo aggiornato al 27 febbraio 2002 testo aggiornato al 20 novembre 2001 testo aggiornato al 4 luglio 2001 testo aggiornato al 28 marzo 2001 testo aggiornato al 7 novembre 2000 testo aggiornato al 29 marzo 2000 testo aggiornato al 5 gennaio 2000 testo aggiornato al 30 giugno 1999 Pagine visitate Legge provinciale 13 dicembre 1999, n. 6

References: art. 8
 art. 10
 art. 7
 art. 4
 Art. 22

Art. 24

Art. 24

Art. 34
 articolo
18
 articolo
6
 articolo
16
 articolo 6
 articolo 6
 articolo 8
 articolo 11
 articolo 18
 articolo 8
 articolo 31
 articolo 35
 articolo 61
 articolo 22
 articolo 60
 articolo 15
 art. 71
 art. 112
 art. 46
 art. 71
 art. 112
 art. 71
 art. 46
 art. 71
 art. 6
 art. 71

art. 24
 art. 35
 art. 71
 art. 36
 art.
24
 art. 39
 art. 35

art. 62
 art. 35
 art. 35