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Timestamp: 2020-02-18 22:27:42+00:00

Document:
Chimici - Gomma, Industria: CCNL, 11 giugno 1988
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Data firma: 11 giugno 1988
Validità: 01.06.1988 - 31.05.1991
Parti: Assogomma, Airp, Unione nazionale tra le associazioni dei trasformatori di materie plastiche - Confindustria, Intersind e Filcea-Cgil, Flerica-Cisl, Uilcid-Uil,
Settori: Chimici, Gomma, Industria
Titolo I Relazioni industriali
Titolo II Investimenti e occupazione
Titolo III Decentramento produttivo
Titolo IV Mobilità
Titolo V Addestramento e formazione professionale
Titolo VI Organizzazione del lavoro
Titolo VII Previdenza integrativa
Titolo VIII Inscindibilità delle disposizioni contrattuali
Art. 1 - Assunzione - documenti - residenza e domicilio
Art. 2 - Disciplina dell’apprendistato e del contratto a termine
A - Apprendistato
B - Contratto a termine
Art. 5 - Cumulo di mansioni
Art. 6 - Passaggio di mansioni
Art. 7 - Passaggi di qualifica
Art. 9 - Lavoro a tempo parziale
Art. 10 - Disposizioni per i lavoratori addetti a mansioni discontinue o mansioni di semplice attesa o custodia
Art. 11 - Lavoro supplementare, straordinario, notturno, festivo ed a turni: maggiorazioni
Art. 12 - Turnisti a ciclo continuo
Art. 13 - Computo delle maggiorazioni per il lavoro a turni
Art. 17 - Trattamento economico minimo
Art. 19 - Divisione orario
Art. 20 - Elementi della retribuzione
Art. 21 - Corresponsione della retribuzione
Art. 22 - Reclami sulla retribuzione
Art. 23 - Lavoro a cottimo
Art. 24 - Scatti di anzianità
Art. 25 - Compenso sostitutivo del cottimo e di altri incentivi
Art. 26 - Premio di produzione
Art. 28 - Mantenimento delle maggiorazioni per lavoro a turni
Art. 29 - Indennità speciali
Art. 30 - Quadri
Art. 31 - Trattenute per risarcimento danni
Art. 32 - Trasferta
Art. 34 - Interruzione del lavoro e recupero delle ore di lavoro perdute
Art. 35 - Trattamento in caso di sospensione o di riduzione dell’orario di lavoro
Art. 36 - Permessi di entrata e di uscita
Art. 37 - Aspettativa
Art. 38 - Congedo matrimoniale
Art. 39 - Servizio militare
Art. 40 - Infortunio e malattie professionali Art. 41 - Trattamento in caso di malattia o di infortunio
Art. 42 - Trattamento in caso di gravidanza e puerperio
Art. 44 - Lavoro a domicilio
Art. 45 - Appalti
Art. 46 - Prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali
Art. 47 - Diritto allo studio e facilitazioni particolari per lavoratori studenti
Art. 48 - Abiti da lavoro
Art. 49 - Lavoro delle donne e dei minori
Art. 50 - Reclami e controversie
Art. 51 - Inizio e fine del lavoro
Art. 52 - Consegna e conservazione utensili e materiali
Art. 53 - Visita di inventario e di controllo
Art. 54 - Assenze
Art. 55 - Rapporti in azienda
Art. 57 - Multe e sospensioni
Art. 58 - Licenziamento per mancanze
Art. 59 - Restituzione documenti di lavoro - Certificato di lavoro
Art. 60 - Preavviso
Art. 61 - Trattamento di fine rapporto - TFR
Art. 62 - Previdenza
Art. 63 - Indennità in caso di morte
Art. 64 - Cessione, trasformazione e trapasso di azienda
A) Consiglio di fabbrica
B) Commissioni interne e delegato d’impresa
Art. 66 - Assemblee
Art. 67 - Affissioni
Art. 68 - Permessi per cariche sindacali
Art. 69 - Aspettativa per cariche pubbliche e sindacali
Art. 70 - Versamento dei contributi sindacali
Art. 71 - Fondo di solidarietà
Art. 72 - Abrogazione dei precedenti contratti-opzione
Art. 74 - Piccole aziende
Art. 75 - Distribuzione del contratto ed esclusiva di stampa
Allegato 1 - Valore limite di concentrazione atmosferica per sostanze chimiche negli ambienti di lavoro adottati dall’American Conference of Governmental Industrial Hygienists (Acgih) per l’anno 1987/1988
Allegato 2 - Valori limite di esposizione al rumore e al carico termico negli ambienti di lavoro indicati dal Comitato tecnico dell’Enpi
Appendice 1 - Accordo interconfederale del 22 gennaio 1983
Appendice 2 - Accordo interconfederale dell'8 maggio 1986
Appendice 3 - Legge 20 maggio 1970, n. 300 Norme sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori della liberta sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme di collocamento
Appendice 4 - Legge 30 dicembre 1971, n. 1204 Tutela delle lavoratrici madri
Appendice 5 - Legge 9 dicembre 1977, n. 903 Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro
Appendice 6 - Legge 29 maggio 1982, n. 297 Disciplina del trattamento di fine rapporto e norme in materia pensionistica
Appendice 7 - Legge 13 maggio 1985, n. 190 Sui quadri
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori addetti all’industria della gomma, cavi elettrici ed affini e addetti all’industria delle materie plastiche
Addì 11 giugno 1988, in Roma tra l’Associazione nazionale fra le industrie della gomma, cavi elettrici ed affini "Assogomma", l’Associazione italiana ricostruttori pneumatici "Airp", l’Unione nazionale tra le associazioni dei trasformatori di materie plastiche, con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana, l’Associazione sindacale Intersind e la Filcea-Cgil, la Flerica-Cisl, la Uilcid-Uil, con la partecipazione di una delegazione composta dai rappresentanti delle strutture Regionali, Comprensoriali e dei CdF delle Aziende del settore; si è stipulato il presente CCNL da valere per i dipendenti delle aziende associate all’Associazione Nazionale fra le Industrie della Gomma, Cavi elettrici e Affini, all’Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici, all’Unione Nazionale Industrie Materie Plastiche ed all’Associazione Sindacale Intersind.
1) Le parti firmatarie, in relazione a quanto stabilito dall’accordo interconfederale 8 maggio 1986 in tema di realizzazione di condizioni di efficienza e competitività delle aziende, anche quale premessa indispensabile per favorire l’occupazione, riconoscono l’opportunità di sviluppare relazioni industriali adeguate e tali da consentire comportamenti coerenti con gli obiettivi di cui sopra e con quanto stabilito dal presente contratto.
2) Pertanto, ferme restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità delle Organizzazioni imprenditoriali e di quelle dei lavoratori, le parti firmatarie valuteranno, con la periodicità richiesta dai problemi in discussione e le cadenze che si riterrà opportuno individuare, le tematiche suscettibili di incidere sensibilmente sulla situazione complessiva del settore, sia in termini di occasioni positive e di sviluppo che di fattori di criticità.
3) In particolare saranno valutati:
- l’andamento del mercato nazionale e internazionale nonché, sulla base dei dati complessivi sulle previsioni degli investimenti, le prospettive produttive del settore con le eventuali articolazioni riguardanti i comparti di specializzazione più significativi e gli effetti sulla occupazione di tali prospettive con particolare riguardo al Mezzogiorno;
- le problematiche occupazionali eventualmente poste dalla introduzione di nuove tecnologie di processo;
- le tematiche della sicurezza e dell’ecologia anche con riferimento ai rapporti con le Istituzioni;
- l’andamento dell’occupazione giovanile dell’intero settore e in particolare del Mezzogiorno, in rapporto all’accordo interconfederale dell’8 maggio 1986 sui contratti di formazione e lavoro nonché l’andamento dell’occupazione femminile del settore, in particolare nel Mezzogiorno, con le relative possibili azioni positive in linea con le disposizioni legislative che dovessero essere emanate sulla base della Raccomandazione CEE 1984 nonché con quanto stabilito dall’attuale legislazione in tema di parità uomo-donna;
- le possibilità di intervento nei confronti degli organi governativi interessati per un sempre maggiore raccordo tra le esigenze delle industrie e del mondo del lavoro con le infrastrutture esistenti. Ciò con particolare riguardo ai problemi della scuola, della formazione professionale dei giovani, della riqualificazione dei lavoratori interessati a processi di ristrutturazione, riconversione e ammodernamento tecnologico;
4) Qualora se ne ravvisasse la necessità, le parti firmatarie, previ eventuali raccordi con le rispettive strutture locali, valuteranno, in termini disaggregati per regioni:
- sulla base dei dati complessivi annuali sulle previsioni degli investimenti, le prospettive produttive settoriali, nonché i relativi effetti sull’occupazione;
- l’andamento dell’occupazione giovanile e femminile.
Chiarimento a verbale per l’Associazione Sindacale Intersind
Le parti si danno atto che il sistema di relazioni industriali previsto per il livello nazionale diverrà operante qualora si determinino le condizioni oggettive di praticabilità e, comunque, l’Intersind e la Filcea-Cgil, la Flerica-Cisl e la Uilcid-Uil, considerata l’opportunità di evitare qualunque sovrapposizione delle disposizioni del presente contratto con quelle, del tutto autonome, contenute nei Protocolli Iri 16 luglio 1986 ed Efim 29 settembre 1986, e stante l’autonoma valenza di questi nel solo ambito delle relazioni industriali, si danno reciprocamente atto che le norme previste nella parte prima del presente contratto potranno essere invocate e applicate solo quando non siano operanti, per le stesse materie e con gli stessi soggetti, i citati Protocolli Iri ed Efim e successive eventuali modifiche, fermo restando che, in caso di controversia, le procedure da applicare saranno individuate secondo le norme di garanzia negli stessi Protocolli.
1) Le Parti, ferme restando l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le prerogative proprie degli imprenditori e quelle delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, convengono di porre in atto le seguenti procedure.
Paragrafo A
2) Annualmente, in uno specifico incontro le Associazioni imprenditoriali nazionali firmatarie forniranno alla Fulc nazionale dati in ordine:
a) alle prevedibili prospettive produttive e degli investimenti complessivi, articolati per singoli comparti produttivi;
b) all’occupazione del settore, distinta per sesso e fasce di età;
3) Nel corso dell’incontro le Parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti di cui al punto a) relativamente all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche e ambientali.
4) A richiesta della Fulc, si darà luogo ad un incontro, a livello nazionale, per verificare le realizzazioni, nell’area nazionale, relativamente alle previsioni di investimenti ed agli effetti di cui al precedente comma.
Paragrafo B
5) Annualmente, a livello regionale, le Associazioni degli industriali firmatarie forniranno ai Sindacati dei lavoratori dati in ordine:
a) alle prospettive degli investimenti complessivi rientranti nell’area territoriale di competenza;
c) all’occupazione del settore, distinta per sesso e fasce d’età, nonché informazioni complessive sul ricorso alle disposizioni in favore dell’occupazione giovanile e sullo stato di applicazione della legge 9 dicembre 1977, n. 903 (parità uomo-donna);
e) alla natura delle attività produttive conferite a terzi.
6) A richiesta delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, si darà luogo ad un incontro, a livello regionale, tra le Organizzazioni sindacali stesse e le Associazioni degli industriali firmatarie per verificare le realizzazioni, nell’area regionale, relativamente alle previsioni di investimenti ed agli effetti di cui al precedente comma.
7) Annualmente, qualora le Parti stipulanti individuino aree provinciali o comprensoriali con una significativa concentrazione di aziende che esercitino produzioni omogenee, le Associazioni industriali imprenditoriali forniranno ai Sindacati dei lavoratori i dati di cui al precedente paragrafo B, per la specifica area individuata.
Paragrafo D
8) Annualmente, in occasione di uno specifico incontro promosso dalle Associazioni imprenditoriali nazionali firmatarie, i gruppi industriali, individuabili nei complessi produttivi con più stabilimenti situati nel territorio nazionale ed aventi rilevante influenza nel settore, porteranno a conoscenza della Fulc:
a) le prevedibili prospettive produttive nonché i dati previsionali di investimenti per nuovi insediamenti produttivi, potenziamenti o trasformazioni di quelli esistenti;
c) il numero degli addetti distinti per sesso e fasce d’età;
e) l’introduzione di innovazioni tecnologiche che abbiano significativi riflessi sui livelli occupazionali.
La cadenza di questa informativa sarà condizionata dall’insorgenza dei fatti che la giustificano;
f) le informazioni sulle problematiche occupazionali conseguenti a situazioni di crisi aziendale e di ristrutturazione produttiva, con riferimento alla normativa di cui al Titolo IV del presente contratto nonché una distinzione per fasce professionali omogenee dei lavoratori interessati.
La cadenza di quest' ultima informativa sarà condizionata dall’insorgenza dei fatti che la giustificano.
9) Nel corso dell’incontro le Parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti relativamente all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche ed ambientali, assicurando la necessaria riservatezza.
10) A richiesta della Fulc, si darà luogo ad un incontro, a livello nazionale, tra il gruppo e la Fulc, presso le Associazioni imprenditoriali nazionali firmatarie, per verificare le realizzazioni, nel contesto nazionale, relativamente alle previsioni di investimenti ed agli effetti di cui al comma precedente. La verifica nell’ambito delle realtà di fabbrica avverrà con la medesima procedura, in appositi incontri tra le Parti, con l’intervento della Direzione aziendale e del Consiglio di fabbrica.
Paragrafo E
11) Annualmente, le imprese caratterizzate da un solo stabilimento con più di 230 dipendenti porteranno a conoscenza dei Sindacati locali dei lavoratori:
a) le prevedibili prospettive produttive nonché i dati previsionali di investimenti produttivi, potenziamenti o trasformazioni di quelli esistenti;
f) nelle situazioni di crisi aziendale e di ristrutturazione produttiva, informazioni sulle problematiche occupazionali conseguenti, con riferimento alla normativa di cui al Titolo IV del presente contratto, nonché una distinzione per fasce professionali omogenee dei lavoratori interessati.
12) Nel corso dell’incontro le Parti effettueranno un esame congiunto degli effetti degli investimenti relativamente all’occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche ed ambientali, assicurando la necessaria riservatezza.
13) L’informativa e la verifica avverranno con la medesima procedura di cui al paragrafo B in un apposito incontro tra le Parti, con l’intervento del Consiglio di fabbrica.
Paragrafo F
14) Per le imprese caratterizzate da un solo stabilimento con un numero di dipendenti compreso tra 230 e 150, le competenti Associazioni degli industriali forniranno annualmente per iscritto alla Fulc e, per conoscenza, ai Consigli di fabbrica le informazioni di cui al precedente punto c) del precedente paragrafo.
Paragrafo G
15) I problemi dell’occupazione femminile formeranno oggetto di esame in occasione degli incontri di cui ai punti precedenti. Ove tali problemi assumano notevole rilevanza, si terrà conto al fine di concorrere alla loro soluzione delle possibilità tecniche e legali di adibire le donne a lavorazioni tradizionalmente affidate a uomini, compatibilmente con le esigenze organizzative e con le possibilità di formazione professionale.
16) Dati aggregati relativi alla formazione professionale del personale femminile verranno forniti in occasione degli incontri di cui al paragrafo B.
1) Le aziende con più di 150 dipendenti informeranno preventivamente i Consigli di fabbrica su eventuali casi di scorporo di attività del proprio ciclo produttivo e ciò per consentire alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori la conoscenza delle conseguenze sui livelli occupazionali nel territorio.
2) Le Organizzazioni imprenditoriali firmatarie, in occasione degli incontri di cui al paragrafo B del Titolo II "Investimenti e occupazione", forniranno informazioni sulle dimensioni occupazionali del fenomeno e sulla sua natura.
1) Le Parti convengono nel riconoscere all’addestramento ampio rilievo ai fini della crescita professionale dei lavoratori e del miglioramento della produttività.
2) In questo quadro si colloca l’impegno all’esame dei programmi aziendali di addestramento dei lavoratori nei casi di riqualificazione.
3) Le aziende informeranno il CdF sui programmi di formazione che saranno promossi sulla base delle proprie esigenze di aggiornamento delle capacità professionali dei lavoratori.
4) A livello regionale, in occasione dell’incontro di cui al quinto comma del Titolo II "Investimenti e occupazione", verranno fornite informazioni sull’utilizzo dei fondi pubblici per i programmi di formazione.
5) Ai livelli di cui ai paragrafi B e C del Titolo II "Investimenti e occupazione", saranno fornite informazioni aggregate sui programmi di formazione professionale.
1) Le Parti dichiarano che lo sviluppo della produttività tecnico-economica costituisce un obiettivo il cui raggiungimento è condizione per lo sviluppo della competitività sui mercati internazionali.
2) Tale obiettivo va perseguito anche attraverso un miglior uso di tutte le risorse tecniche ed umane, un più razionale utilizzo degli impianti e la valorizzazione professionale dei lavoratori interessati. Esso può essere realizzato mediante la ricerca e l’introduzione di nuove forme organizzative del ciclo produttivo, che possono prevedere l’accorpamento di più mansioni - senza peraltro escluderne le singole effettuazioni - e mediante fasi di lavoro di gruppo.
3) I sistemi di rotazione eventualmente adottati in tale ambito dovranno comprendere mansioni appartenenti a non più di due livelli contigui.
4) Le nuove forme di organizzazione del lavoro sulla base degli indirizzi sopra indicati avranno carattere sperimentale e reversibile.
5) L’esame di tutte le questioni connesse verrà effettuato con il Consiglio di fabbrica, fermi restando tutti i diritti di contrattazione sulle condizioni di lavoro definiti dal presente contratto; la consultazione dovrà esaurirsi entro il termine massimo di 2 mesi, ridotti alla metà per le aziende minori di 150 dipendenti.
6) Nel corso delle fasi sperimentali potranno essere individuate nuove figure professionali che, in caso di esito positivo delle sperimentazioni medesime e della definitiva adozione delle nuove formule organizzative, saranno inquadrate nella scala classificatoria sulla base delle declaratorie contrattuali e utilizzando per analogia i profili esistenti.
7) L’azienda adotterà definitivamente il sistema sperimentato, compresa l’eventuale rotazione, dopo un esame dei risultati con il Consiglio di fabbrica, eventualmente assistito da delegati dei lavoratori direttamente interessati.
8) In relazione a quanto stabilito al paragrafo G del Titolo II "Investimenti e occupazione" ed alla "Dichiarazione a verbale" all’art. 49 e nel rispetto della legge n. 903/1977, le Parti convengono sulla opportunità di utilizzare anche la ricerca di nuove forme di organizzazione del lavoro, al fine di superare le divisioni professionali fra lavori tradizionalmente maschili e lavori tradizionalmente femminili.
Nell’ambito delle nuove forme di organizzazione del lavoro, il lavoratore addetto a mansioni di livello superiore acquisirà tale livello quando abbia effettivamente svolto le mansioni superiori per 400 ore nell’arco di 6 mesi. Si terrà conto a tale fine anche del periodo sperimentale, a condizione che la nuova forma organizzativa sia stata adottata in via definitiva.
Paragrafo A - Apprendistato
1) Per la disciplina dell’apprendistato si fa riferimento alle disposizioni di legge in materia.
4) La durata dell’apprendistato, in funzione del titolo d’istruzione in possesso degli apprendisti, è riportato nella tabella in calce.
5) Ai fini della durata dell’apprendistato i periodi di servizio prestati presso altra azienda del medesimo comparto produttivo vengono cumulati a tutti gli effetti purché essi non siano separati l’uno dall’altro da interruzioni superiori ad un anno.
6) Gli apprendisti, ad eccezione di quelli classificati al punto A) della tabella in calce, dovranno seguire i corsi di istruzione complementare per tre ore di ciascuna settimana.
13) Per quanto non contemplato dalle disposizioni di legge e dal presente articolo, valgono per gli apprendisti le norme previste dal presente contratto in quanto applicabili.
Titolo di studio Durata
A) licenza di istituto professionale pubblico 12 mesi
B) licenza di scuola tecnica o di scuola professionale o di scuola d’arte o ammissione al 3° anno di ist. tecnico industriale o titolo equipollente 2 anni e 6 mesi
C) licenza di avviamento professionale o di scuola media inferiore o ammissione al 4° anno di scuola d’arte o titolo equipollente 3 anni
Paragrafo B - Contratto a termine
14) Il contratto a tempo determinato è disciplinato dalla legge n. 230/62 e dall’art. 8-bis della legge n. 79/83.
15) Ferma restando la possibilità di ricorso al contratto a termine ai sensi delle disposizioni sopra citate, nonché tutte le possibilità previste dai vari istituti contrattuali in materia di utilizzazione della prestazione, l’apposizione di un termine di durata al contratto è consentita, ai sensi e per gli effetti dell’art. 23, primo comma, della legge 28 febbraio 1987, n. 56, nelle seguenti ipotesi:
a) per sostituzione di lavoratori in aspettativa, o temporaneamente inidonei a svolgere le mansioni assegnate;
b) per lavorazioni connesse ad esigenze di carattere stagionale o indotte dall’attività di altri settori;
c) per l’esecuzione di un’opera o di un servizio definito o predeterminato nel tempo non avente carattere straordinario o occasionale;
d) punte di intensa attività derivanti da commesse, da maggiori richieste di mercato e da ordinativi eccezionali, non prevedibili e cui non sia possibile sopperire con il normale organico.
16) Il numero dei lavoratori che possono essere occupati con il contratto a termine nelle ipotesi sopra indicate è pari al 10% del numero dei lavoratori occupati a tempo indeterminato nelle unità produttive con più di 50 dipendenti.
17) Nelle unità produttive con un numero di dipendenti inferiore a quello sopra indicato è comunque consentita la stipulazione di almeno 6 contratti a termine.
19) Sono fatte salve le eventuali diverse pattuizioni definite a livello territoriale in applicazione della suindicata legge 28 febbraio 1987, n. 56.
1) Premesso che la durata massima dell’orario normale è disciplinata dalle norme di legge e che nulla viene innovato a tali disposizioni, la durata settimanale dell’orario normale del singolo lavoratore è fissata in 40 ore, normalmente concentrate in cinque giorni, dal lunedì al venerdì. Fermo restando quanto previsto dai successivi commi del presente articolo, distribuzioni dell’orario di lavoro diverse da quelle di cui sopra saranno contrattate a livello aziendale.
2) Nelle situazioni di organizzazione dell’attività lavorativa continuativamente programmata su base annua per 17 o più turni settimanali:
- l’orario normale dei lavoratori turnisti interessati è convenzionalmente pari a 224 giornate lavorative di 8 ore, calcolate su base annua al lordo della riduzione di orario di cui al successivo paragrafo C, tenendo conto dei riposi corrispondenti ai sabati e alle domeniche, della riduzione dell’orario e dei giorni di riposo stabiliti ai successivi commi diciassettesimo e diciottesimo, delle festività di cui all’art. 15 nonché di 20 giorni di ferie; al riguardo a livello aziendale, potranno essere attuati bilanciamenti sui calendari a base pluriennale;
- le modalità operative per la distribuzione delle giornate lavorative annue dei turnisti interessati sono contrattate a livello aziendale. Gli eventuali scostamenti saranno tempestivamente portati a conoscenza del Consiglio di fabbrica.
3) In relazione alla esigenza di una rigorosa attuazione dell’orario contrattuale di lavoro, le Parti si danno atto che gli organici devono consentire il godimento delle ferie e dei riposi settimanali, tenendo conto altresì dell’assenteismo medio per morbilità, infortuni e altre assenze retribuite.
Per i lavoratori soggetti alle deroghe ed eccezioni della legge sul riposo domenicale e settimanale, lo spostamento del giorno destinato al riposo settimanale deve essere preavvertito non più tardi del 4° giorno antecedente a quello predeterminato per il riposo stesso; in caso contrario, il lavoro disposto in tale giorno darà luogo al trattamento stabilito per lavoro festivo e straordinario festivo.
8) Il ricorso al lavoro supplementare e straordinario è consentito in situazioni di necessità imprescindibili, indifferibili, di durata temporanea e tali da non ammettere correlativi dimensionamenti di organico; rientrano in tali ipotesi le necessità di far fronte ad esigenze di mercato legate a situazioni di punta, a commesse con vincolanti termini di consegna, ad eccezionali ordinativi in esportazione, a momentanee difficoltà di produzione determinate da innovazioni tecniche in corso su prodotti o processi, le necessità di salvaguardare l’efficienza produttiva degli impianti e di far fronte ad adempimenti amministrativi o di legge concentrati in particolari momenti dell’anno. Le esigenze di cui sopra saranno comunicate tempestivamente al Consiglio di fabbrica.
9) Al di là di quanto previsto dal precedente comma, eventuali ipotesi di lavoro supplementare e straordinario saranno contrattate preventivamente tra la direzione aziendale ed il Consiglio di fabbrica. In tal caso - ferma restando la corresponsione delle maggiorazioni contrattualmente stabilite - le prestazioni straordinarie saranno compensate da corrispondenti riposi, possibilmente collegati con quelli settimanali o infrasettimanali, mentre l’eventuale recupero mediante riposi delle ore supplementari formerà oggetto della contrattazione con il Consiglio di fabbrica.
10) La Direzione aziendale comunicherà mensilmente al Consiglio di fabbrica i dati a consuntivo per servizio o reparto e gli elementi di obiettiva giustificazione del ricorso al lavoro supplementare e straordinario nelle ipotesi di cui al precedente ottavo comma.
13) Per le lavorazioni a ciclo continuo e per quelle continuativamente programmate su base annua per 17 o più turni settimanali l’orario settimanale di 40 ore potrà essere realizzato anche attraverso turni plurisettimanali con riposi compensativi.
14) A fronte di esigenze aziendali comportanti variazioni dell’intensità lavorativa in determinati periodi dell’anno, l’orario normale di lavoro di cui al primo comma del presente articolo può essere realizzato anche come media su un arco di più settimane. A tal fine le aziende interessate attueranno, previa contrattazione delle modalità operative da effettuarsi anche tenendo conto delle informazioni sulle previsioni produttive di mercato di cui alla Parte Prima - titolo II, programmi tendenzialmente annuali comprendenti settimane con prestazioni lavorative superiori alle 40 ore, anche su 6 giorni, e settimane a prestazioni lavorative inferiori a tale limite, anche su 4 giorni; tali programmi potranno anche riguardare singoli reparti o lavorazioni.
15) Gli scostamenti dal programma definito saranno tempestivamente portati a conoscenza del Consiglio di fabbrica.
24) Fermo restando quanto stabilito al nono comma del presente articolo, il lavoratore può esimersi dall’effettuare il lavoro supplementare, straordinario, notturno e festivo soltanto per giustificati motivi individuali di impedimento. Il lavoro supplementare e straordinario, nonché il lavoro festivo dovranno essere disposti ed autorizzati dalla Direzione aziendale.
25) I lavoratori non possono esimersi, tranne nei casi di forza maggiore, dall’effettuare turni avvicendati giornalieri e presteranno la loro opera nel turno per essi stabilito.
26) Nei turni regolari periodici il lavoratore del turno smontante non può abbandonare il lavoro senza prima aver avuto la sostituzione del lavoratore del turno montante, fermo restando il diritto alle maggiorazioni stabilite per il lavoro supplementare o straordinario.
1) Nelle situazioni di organizzazione dell’attività lavorativa aziendale continuativamente programmata su base annua per 16 turni settimanali ovvero per 1 o 2 turni giornalieri su più di 5 giorni la settimana, le modalità operative per la distribuzione delle giornate lavorative saranno contrattate a livello aziendale.
3) L’azienda, prima di definire la collocazione delle eventuali ferie collettive e l’effettuazione dei riposi aggiuntivi, valuterà con il consiglio di fabbrica le problematiche relative, alla luce delle rispettive esigenze.
1) Per i lavoratori addetti a lavori discontinui o a mansioni di semplice attesa o custodia, l’orario normale di lavoro non può superare le 10 ore giornaliere o le 60 ore settimanali previste dai vigenti accordi interconfederali in materia, salvo le eccezioni di cui agli accordi medesimi.
2) La durata dell’orario normale del singolo lavoratore è fissata in:
7) Nell’ipotesi che per il lavoro supplementare si addivenga contrattualmente al recupero, si applicherà la norma di cui al nono comma dell’art. 8 nel senso che per le ore prestate verrà corrisposta la sola maggiorazione del 18 per cento, risultando le ore stesse compensate dalla retribuzione dei corrispondenti riposi.
8) Ai minori che lavorano in squadre avvicendate, la mezz’ora di riposo prevista dalle vigenti disposizioni di legge dovrà essere retribuita, ma in tal caso resta assorbita la maggiorazione prevista per i turni diurni dal primo comma, punto 8, del presente articolo.
1) Come previsto dalla relativa legge 22 febbraio 1934, n. 370, e fatto salvo quanto disposto per i minori, il riposo settimanale cadrà normalmente in domenica, potendosi far godere il riposo in altro giorno della settimana soltanto nei casi previsti dalla legge stessa.
2) Nei casi in cui, disposizioni di legge permettendo, il riposo settimanale non venga concesso nel giorno prestabilito, resta fermo che al personale compete il riposo compensativo.
9) Non è ammessa la rinuncia o la non concessione delle ferie, ed in caso di giustificato impedimento il mancato godimento delle ferie deve essere compensato con una indennità sostitutiva corrispondente alla retribuzione di fatto dovuta per le giornate di ferie non godute, calcolata nella misura della retribuzione in atto al momento della liquidazione (indennità di contingenza compresa).
1) Ferme restando le norme di legge in materia, l’effettuazione del lavoro a cottimo, sia individuale che collettivo, è disciplinata dalle norme che seguono.
5) La tabella di cottimo (o tariffa), da affiggere nei luoghi di lavoro o consegnare ai lavoratori, dovrà contenere le seguenti indicazioni:
6) L’analisi della lavorazione nelle singole operazioni e l’elaborazione completa della tabella (o tariffa), compresi i tempi parziali o gli elementi equivalenti, sarà a disposizione dei delegati del Consiglio di fabbrica di cui al successivo paragrafo C, che ne potranno prendere visione, fermo restando l’obbligo di riservatezza sulle informazioni acquisite.
7) Nei casi di emissione e di revisione di tabella (o tariffa) l’azienda ne darà preventiva comunicazione ai lavoratori interessati e ai delegati del Consiglio di fabbrica di cui al decimo comma.
10) Presso ogni stabilimento, il Consiglio di fabbrica nomina propri delegati in materia di cottimi, nel numero di 3 per gli stabilimenti fino a 3.000 dipendenti, 6 per gli stabilimenti con oltre 3.000 dipendenti e fino a 9.000 dipendenti e 9 per oltre 9.000 dipendenti. Questi delegati rappresenteranno i lavoratori nelle controversie relative alle tabelle (o tariffe di cottimo).
11) Delegati dei lavoratori direttamente interessati alla singola tabella (o tariffa) controversa e da essi designati di volta in volta nel proprio ambito, in numero proporzionale alla loro consistenza e comunque non superiore a 6, parteciperanno alle discussioni unitamente ai delegati del Consiglio di fabbrica di cui al precedente comma.
12) Nell’espletamento del loro compito, i delegati del Consiglio di fabbrica di cui al decimo comma potranno effettuare tutti gli accertamenti che riterranno necessari.
13) Essi svolgeranno i loro compiti durante l’orario di lavoro, con il riconoscimento della retribuzione di fatto.
14) Identiche condizioni verranno adottate per i lavoratori di cui al secondo comma, limitatamente al periodo di discussione delle loro tabelle.
4) È ammesso, per tutti i lavoratori, il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute per cause di forza maggiore o per le interruzioni di lavoro concordate fra le Organizzazioni sindacali periferiche di categoria, purché esso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno, e si effettui entro i 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l’interruzione.
1) A meno che non vi sia un esplicito permesso, non è consentito che un lavoratore entri o si trattenga nello stabilimento in ore non comprese nel suo orario di lavoro.
2) Il lavoratore licenziato o sospeso non può entrare nello stabilimento se non è autorizzato dalla Direzione.
3) Durante le ore di lavoro nessun lavoratore può lasciare lo stabilimento se non abbia avuto apposita autorizzazione, che deve richiedere al suo superiore immediato; in tal caso al lavoratore compete la retribuzione del lavoro effettivamente prestato.
Art. 40 - Infortunio e malattie professionali
1) In materia si richiamano le disposizioni di legge, sia per quanto concerne gli obblighi dell’assistenza e soccorso che per quanto concerne gli obblighi assicurativi.
2) L’infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione dell’attività lavorativa, deve essere denunciato immediatamente dal lavoratore al proprio superiore diretto perché possano essere prestate le previste cure di pronto soccorso ed effettuate le denunce di legge.
3) Qualora durante il lavoro il lavoratore avverta disturbi che ritenga attribuibili all’azione nociva delle sostanze adoperate o prodotte nell’ambiente di lavoro, dovrà immediatamente avvertirne il proprio superiore diretto perché questi ne informi la Direzione per i provvedimenti del caso.
6) I lavoratori, trattenuti oltre il normale orario per prestare la loro opera di assistenza o soccorso, nel caso di infortunio di altri lavoratori, devono essere retribuiti per il tempo trascorso a tale fine nello stabilimento.
1) Per il trattamento normativo ed economico in caso di gravidanza e puerperio valgono le vigenti disposizioni di legge sulla tutela fisica ed economica delle lavoratrici madri.
All’atto della presentazione del certificato di gravidanza, al termine stabilito dalle vigenti disposizioni di legge, l’azienda deve provvedere a spostare la lavoratrice, alla quale siano corrisposte le indennità stabilite negli accordi riportati in calce all’art. 43, ad altre lavorazioni che non siano quelle previste dai predetti accordi, mantenendo peraltro alla lavoratrice, ma limitatamente al periodo antecedente al parto, l’indennità da essa percepita ai sensi degli accordi stessi.
1) Le Parti concordano sulla necessità di eliminare le condizioni ambientali nocive e di tenere sotto controllo la rumorosità negli ambienti di lavoro.
2) Non sono ammesse lavorazioni nelle quali gli agenti chimici superino i limiti massimi (MAC) stabiliti dalla "American Conference Governmental Industrial Hygienist' s" e gli agenti fisici quelli già proposti dal Comitato tecnico dell’Enpi, secondo i criteri indicati dagli stessi enti. I valori limite ACGIH e le proposte Enpi sono allegati al presente contratto e verranno aggiornati in relazione ai mutamenti ad essi apportati dai predetti Enti, in modo da disporre sempre delle più aggiornate conoscenze scientifiche acquisite in materia di tutela della salute dei lavoratori.
3) Nel caso che dal Servizio sanitario nazionale o dal Ministero competente venissero emanate con efficacia cogente nuovi specifici valori limite, gli stessi saranno recepiti contrattualmente in sostituzione di quelli vigenti. Nel caso di valori limite raccomandati dalla CEE, le Parti stipulanti si incontreranno per concordarne il recepimento, sempre in sostituzione di quelle vigenti.
4) Con riferimento a quanto previsto dall’art. 20, lettera d), della legge 23 dicembre 1978, n. 833, le aziende comunicheranno al Consiglio di fabbrica l’elenco qualitativo ed informazioni, possibilmente tramite scheda, sulle caratteristiche tossicologiche delle sostanze, anche non comprese nelle tabelle MAC, che possano venire a contatto dei lavoratori sotto forma di gas, vapori e polveri e che presentino rischi specifici desunti dalla normativa in vigore e dalle conoscenze scientifiche ufficiali. Tale elenco sarà aggiornato annualmente.
5) Le aziende porteranno a conoscenza del Consiglio di fabbrica:
- eventuali sostanze contenute nei residui di lavorazione, qualora abbiano accidentalmente determinato inquinamento negli scarichi accertato dai competenti organi di controllo, ciò in relazione a necessità di fermata di impianti per adeguamento alle norme di legge;
- informazioni sui sistemi di allarme ed i mezzi di intervento previsti all’interno dello stabilimento;
- informazioni sui sistemi di sicurezza e di pronto intervento per le sostanze trasportate, che, in base alla normativa vigente, necessitino di tali precauzioni.
6) Il Consiglio di fabbrica è tenuto alla massima riservatezza per la tutela del segreto industriale.
7) Il Consiglio di fabbrica ricerca le cause che hanno determinato la situazione ambientale nella quale siano superati i limiti massimi di cui sopra, contratta le misure per la loro eliminazione e formula proposte per l’informazione e la sensibilizzazione dei lavoratori sulla sicurezza, l’igiene e le problematiche dell’ambiente di lavoro, anche con l’utilizzo delle 150 ore di diritto allo studio secondo quanto previsto al paragrafo B) dell’art. 47.
8) Il Consiglio di fabbrica ricerca altresì e contratta con la Direzione aziendale le misure da adottare per migliorare le condizioni ambientali nocive o particolarmente gravose, e che comportino pericolo per l’integrità psico-fisica dei lavoratori.
9) Delegati dei lavoratori del gruppo direttamente esposto alle specifiche condizioni ambientali in discussione, e da esso designati di volta in volta nel proprio ambito, in numero proporzionale alla consistenza del gruppo stesso e comunque non superiore a sei, partecipano alla discussione in uno con il Consiglio di fabbrica, con il riconoscimento della retribuzione di fatto, in quanto la discussione medesima si svolga in orario di lavoro.
10) Il Consiglio di fabbrica partecipa al costante aggiornamento dei registri dei dati ambientali e biostatici e dei libretti di rischio di cui al successivo comma diciassettesimo.
11) Qualora l’adozione di sostanziali modifiche agli impianti al fine di migliorare l’ambiente di lavoro e la sicurezza imponesse la fermata totale o parziale degli stessi, l’azienda provvederà ad utilizzare i lavoratori interessati in altre attività all’interno dello stabilimento e, ove ciò non fosse possibile, ad esaminare con il Consiglio di fabbrica soluzioni alternative.
12) Le aziende ed il Consiglio di fabbrica potranno concordare, ogni qual volta se ne ravvisi congiuntamente l’esigenza, l’effettuazione di indagini ed accertamenti sull’ambiente di lavoro da affidarsi in relazione a quanto previsto dall’art. 20, ultimo comma, della legge 833/1978 ai servizi di igiene ambientale e medicina del lavoro delle Unità sanitarie locali o, in alternativa, ad Enti specializzati di diritto pubblico scelti di comune accordo.
13) I medici e tecnici di cui sopra sono tenuti al segreto sulle tecnologie e tecniche di produzione di cui vengono a conoscenza.
14) Gli oneri per il complesso degli interventi effettuati dagli Enti di cui al dodicesimo comma, poiché congiuntamente designati, e quelli per la tenuta delle registrazioni sono a carico dell’azienda.
15) I risultati delle rilevazioni di cui sopra formeranno oggetto di valutazione nel corso della discussione tra Direzione aziendale e Consiglio di fabbrica.
16) Delle discussioni intervenute tra la Direzione aziendale e il Consiglio di fabbrica sui risultati delle rilevazioni di cui sopra, nonché in quelle relative agli incontri di cui ai precedenti commi, a richiesta di una delle Parti, sarà redatto un verbale che riporterà le rispettive opinioni espresse in proposito da entrambe le Parti e le conclusioni raggiunte. Copia del verbale potrà essere affissa nei reparti interessati.
17) Vengono istituiti:
a) il registro dei dati ambientali, tenuto ed aggiornato a cura dell’azienda. In esso saranno annotati, per ogni reparto, i risultati delle rilevazioni riguardanti fattori ambientali fisici e chimici, i quali possano determinare situazioni di nocività e particolare gravosità; le singole registrazioni saranno affisse nei reparti interessati;
b) il registro dei dati biostatistici, tenuto ed aggiornato a cura dell’azienda. In esso saranno annotati, per ogni reparto, i risultati statistici delle visite mediche e degli esami periodici obbligatori, nonché le assenze per infortunio, malattia professionale e malattia comune; il registro sarà tenuto a disposizione del Consiglio di fabbrica e dei lavoratori;
c) il libretto sanitario personale e di rischio tenuto ed aggiornato a cura dei servizi sanitari di fabbrica, con vincolo di segreto professionale. In tale libretto saranno annotati i risultati delle visite mediche di assunzione e periodiche e degli eventuali esami clinici, i dati relativi agli infortuni ed alle malattie professionali nonché, in sezioni separate, le risultanze del registro di cui alla lettera a) relative agli ambienti in cui ciascun lavoratore abbia svolto la sua attività. Il libretto sanitario personale, per quanto riguarda il personale femminile, sarà integrato da tutti i dati relativi al concepimento, aborto, gravidanza, sterilità, fertilità, parto e salute del bambino, equilibrio ormonale, patologia dell’apparato genitale e del seno. Tali dati saranno forniti e aggiornati sulla base di certificazioni prodotte dalla lavoratrice e rilasciate dalle Unità sanitarie locali o dai consultori o dal medico curante.
Il lavoratore o il medico curante da lui autorizzato, possono prendere visione e chiedere in ogni momento estratti o copia del libretto sanitario, rivolgendosi a chi lo detiene.
All’atto della risoluzione del rapporto di lavoro, il libretto sarà consegnato al lavoratore;
d) scheda di sicurezza per gli impianti sottoposti a particolari rischi di esplosione, alta infiammabilità, scoppio e di emissione eccezionale di sostanze pericolose di cui al DM 17 dicembre 1977 e successive modifiche. La scheda dovrà contenere i seguenti dati:
- fasi di rischio della lavorazione;
- dispositivi finalizzati alla sicurezza dell’impianto;
- mezzi di prevenzione e loro ubicazione;
- mezzi di protezione individuali e collettivi e loro ubicazione;
- interventi sull’impianto in caso di emergenza.
Per gli impianti contenenti sostanze nocive o pericolose suscettibili di venire in contatto con l’uomo:
- proprietà chimico-fisiche delle sostanze;
- classificazione di pericolosità ai sensi del DM 17 dicembre 1977 e successive modifiche.
18) Le Parti si impegnano a ricercare, in sede di attuazione della riforma sanitaria, in quanto tendente, tra l’altro, al potenziamento della medicina preventiva, gli strumenti idonei ad assecondare, sul piano aziendale, le finalità della riforma stessa e si danno atto altresì che quanto previsto nel presente articolo attua il disposto dell’art. 9 della legge 20 maggio 1970, n. 300.
19) Inoltre, nell’ambito delle riunioni di cui alla prima parte del presente contratto, le parti firmatarie si incontreranno a livello nazionale per:
- affrontare le tematiche riguardanti l’immissione in atmosfera, gli scarichi idrici, i rifiuti solidi sulla base degli elementi complessivi disponibili;
- esaminare la possibilità di individuare idonee e adeguate soluzioni a diffuse situazioni di rischio eventualmente emerse. Ciò anche in relazione ad indagini e iniziative che fossero promosse dalle istituzioni preposte;
- esaminare le proposte di legge e le iniziative di carattere normativo di interesse per il settore che venissero avanzate in Italia o nell’ambito della CEE, sia in tema di sicurezza ambientale che di igiene del lavoro. Ciò con particolare riguardo alla possibilità di individuare linee di indirizzo comune che servano da orientamento per gli organismi legislativi o amministrativi;
esaminare le problematiche eventualmente poste dal recepimento in legge della direttiva CEE n. 86/188 riguardante la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da esposizione al rumore durante il lavoro;
- esaminare la possibilità di realizzare un modello unico per la scheda delle caratteristiche di impianto di cui alla lettera d) del comma 17;
- esaminare le problematiche relative alle sostanze cancerogene e mutagene, tenendo conto sia delle risultanze dei lavori delle commissioni di studio ufficialmente costituite e degli istituti previsti dalla legge di riforma sanitaria, sia delle valutazioni di Enti di ricerca scientifica di indiscussa competenza (IARC, Comitato Scientifico Centrale per l’esame della tossicità ed ecotossicità dei composti della CEE, Commissione cancerogenesi e mutagenesi, National Cancer Institut, EPA, NIOSH, OSHA);
- individuare consensualmente linee di indirizzo che servano di orientamento per quanti sono istituzionalmente chiamati ad operare su materie riguardanti le problematiche ambientali-ecologiche di interesse per i settori rappresentati.
20) In occasione dell’installazione di nuovi complessi industriali le relative caratteristiche, per quanto riguarda l’ambiente di lavoro, saranno previamente esaminate con le Organizzazioni sindacali, nel pieno rispetto del segreto industriale.
Restano salvi gli accordi aziendali, in atto, in quanto complessivamente più favorevoli.
1) Le disposizioni degli accordi riportati in calce - con gli importi unificati e stabiliti in cifra fissa - riguardanti le lavorazioni nocive o svolgentisi in condizioni ambientali particolarmente gravose, resteranno in vigore dove non siano state ancora definite le intese aziendali per la realizzazione dell’articolo di cui sopra ed in quanto permangano in atto le condizioni ambientali che ne avevano determinato la corresponsione (salvo comunque l’art. 3 degli accordi medesimi).
2) L’importo delle indennità ancora in atto previste dai medesimi accordi, al momento del venir meno delle condizioni richieste per il loro riconoscimento, sarà conservato "ad personam", a ciascun lavoratore interessato, nella misura media effettivamente percepita nell’arco delle ore retribuite dell’ultimo anno. Tale importo sarà conguagliabile con eventuali emolumenti comunque denominati - non generalizzati all’intera categoria contrattuale cui appartiene la mansione svolta - che gli interessati vengano a percepire nei posti di lavoro che ricoprono o vadano a ricoprire.
1) Le aziende informeranno annualmente, a richiesta, il Consiglio di fabbrica su eventuali casi di ricorso al lavoro a domicilio, con specificazione del numero dei lavoratori interessati. Ciò per consentire alle Organizzazioni sindacali dei lavoratori la conoscenza delle conseguenze sui livelli occupazionali nel territorio, fermo restando il disposto della legge 18 dicembre 1973, n. 877.
2) Dati aggregati sul ricorso al lavoro a domicilio, con specificazione del numero medio dei lavoratori interessati, verranno forniti dalle Associazioni imprenditoriali firmatarie in occasione degli incontri di cui al paragrafo B del titolo "Investimenti e occupazione" della Parte Prima.
1) Sono esclusi dagli appalti i lavori svolti in azienda direttamente pertinenti le attività di trasformazione proprie dell’azienda stessa, nonché quelli di manutenzione ordinaria continuativa, riferite all’attività produttiva, ad eccezione di quelle che necessariamente debbono essere svolte al di fuori dei normali turni di lavoro.
2) Allo scopo di consentire una più efficace tutela dei lavoratori per quanto concerne il rispetto degli obblighi previsti in materia di prestazione di lavoro, le aziende inseriranno nei contratti di appalto apposite clausole che vincolino le imprese appaltatrici all’osservanza degli obblighi ad esse derivanti dalle norme di legge in materia assicurativa, previdenziale, d’igiene e sicurezza del lavoro nonché dei rispettivi contratti di lavoro.
3) I lavoratori di aziende appaltatrici operanti in azienda possono fruire, con opportune intese tra azienda appaltante e azienda appaltatrice, dei servizi di mensa, degli spogliatoi e dei servizi sanitari di emergenza.
4) Le disposizioni di cui ai precedenti commi non si applicano nei confronti delle aziende fino a 60 operai.
5) Dati aggregati sulla natura delle attività conferite in appalto verranno forniti alle Organizzazioni sindacali in occasione degli incontri di cui al paragrafo B del titolo "Investimenti e occupazione" della Parte Prima.
6) I gruppi industriali e le imprese, di cui rispettivamente ai paragrafi D ed E del titolo "Investimenti e occupazione" della Parte Prima, forniranno annualmente, a consuntivo, il dato medio del numero dei lavoratori delle ditte appaltatrici che hanno prestato la propria attività all’interno delle unità produttive.
Resta escluso dal divieto di appalto la manutenzione degli impianti detenuti in locazione finanziaria.
1) La prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali ed il rispetto delle relative norme di legge e di quelle a tal fine emanate dagli organi competenti, costituiscono un preciso dovere dell’azienda e dei lavoratori.
2) In particolare l’azienda:
a) può sottoporre il lavoratore a visita medica al momento dell’assunzione, al fine di accertarne preventivamente l’idoneità alla mansione che gli viene affidata o successivamente quando lo ritenga opportuno;
b) sottopone - in ottemperanza alle vigenti disposizioni di legge, ove lo ritenga opportuno, o quando i singoli interessati lo richiedano - i lavoratori addetti alle lavorazioni considerate nocive (anche se non comprese fra quelle considerate strettamente tali dalla legge) a periodiche visite mediche;
c) è tenuta a dotare i lavoratori dei mezzi di difesa necessari contro l’azione di agenti che, per la loro specifica natura, possono riuscire nocivi alla salute del lavoratore nell’esercizio delle sue mansioni. Tali mezzi protettivi di uso personale, come: zoccoli, maschere, guanti, occhiali, stivali di gomma, ecc. sono forniti a cura e carico dell’azienda, sono assegnati in dotazione per tutta la durata del lavoro e devono essere mantenuti in istato di efficienza;
d) deve disporre che i lavoratori addetti a reparti ove si svolgono lavorazioni di sostanze nocive, consumino i pasti fuori dai reparti stessi, in locale adatto.
3) Da parte sua il lavoratore è tenuto all’osservanza scrupolosa delle prescrizioni che, nell’osservanza della legge, gli verranno impartite dall’azienda, per la tutela della sua salute; in particolare è tenuto a servirsi dei mezzi protettivi fornitigli dall’azienda soltanto durante il lavoro, curando altresì la perfetta conservazione dei mezzi stessi.
4) L’azienda curerà che gli indumenti dei lavoratori siano custoditi in appositi armadietti, da sottoporre a periodica disinfestazione.
5) Ove motivi di igiene lo esigano, le aziende provvederanno all’istituzione di bagni a doccia di cui i lavoratori possano usufruire al termine del lavoro.
1) Ai lavoratori di nuova assunzione di cui ai Gruppi 2) e 3) dell’art. 4, le aziende forniranno gratuitamente, in uso, un abito da lavoro all’atto della conferma in servizio, provvedendo pure gratuitamente di anno in anno alla sostituzione dello stesso.
2) Per quanto concerne i lavoratori di cui al Gruppo 1) dell’art. 4 l’abito da lavoro verrà fornito ai soli tecnici di stabilimento o laboratorio.
3) Per i lavoratori addetti a lavorazioni che arrechino facile deterioramento al vestiario, o che ne richiedano uno speciale, l’azienda provvederà a quanto sopra fornendo uno o più abiti all’anno nella misura resa necessaria dal grado di usura determinato dalle lavorazioni stesse, tenendo presente anche la necessità di assicurare l’efficienza degli abiti agli effetti della sicurezza e dell’igiene sul lavoro.
4) A titolo indicativo rientrano nel trattamento di cui sopra i lavoratori addetti alla produzione o manipolazione o impiego di solventi e di sostanze corrosive o caustiche (quali ad es.: solfuro di carbonio, soda caustica, acidi, sali di piombo, ecc.) oppure i lavoratori addetti a lavorazioni molto sporchevoli o di rapida usura degli abiti, quali ad es.: preparazione e manipolazione di soluzioni di gomma, sterlingatura, catramatura, bitumatura, verniciatura, paraffinatura a caldo, cernita cascami, ecc. oppure gli addetti alle presse o ai mescolatori, sempreché tali lavorazioni risultino effettivamente sporchevoli, oppure per i lavoratori il cui vestiario sia soggetto ad usura per contatto o per proiezione di sostanze ad elevate temperature, come avviene, ad esempio, per i lavoratori addetti ai forni di fusione metalli, alle caldaie generatrici di vapore a carbone o nafta, ecc., per i saldatori, oppure per i lavoratori addetti al carico e scarico a spalla, o al carico e trasporto di sostanze sporchevoli come nerofumo e carbone, ecc.
5) Ai lavoratori addetti ai servizi ausiliari, e che per le mansioni loro attribuite si trovino saltuariamente nelle condizioni suaccennate, dovrà pure essere fornito gratuitamente l’abito da lavoro, tenendo conto, agli effetti del numero di ricambi, del grado di esposizione agli agenti deterioranti.
6) Ai lavoratori che esplicano continuamente la loro attività in condizioni del tutto particolari od esposti alle intemperie, dovranno essere singolarmente forniti quegli indumenti speciali che saranno più appropriati alle specifiche condizioni di lavoro.
7) Quando invece le suddette condizioni si verificassero saltuariamente, anche se non ripetutamente, l’assegnazione di tali indumenti potrà essere fatta a mezzo di dotazione di reparto.
8) Ai lavoratori addetti a lavori particolarmente imbrattanti l’azienda deve assicurare la possibilità del ricambio dell’abito durante il lavoro.
Per il lavoro delle donne e dei minori si fa rinvio alle disposizioni delle relative leggi.
Le Parti, in conformità con quanto stabilito al quarto comma dell’art. 1 della legge 9 dicembre 1977, n. 903 che prevede eventuali deroghe alle disposizioni contenute nell’articolo stesso per mansioni di lavoro particolarmente pesanti per il personale femminile, convengono, in relazione alla eterogeneità dei settori ed al fatto che i fattori di pesantezza sono legati alle attuali concrete situazioni aziendali, di carattere tecnico-organizzativo, di rinviare l’individuazione delle mansioni stesse a livello aziendale o anche territoriale purché per situazioni omogenee.
1) I reclami dei lavoratori potranno essere presentati dagli interessati o direttamente, o attraverso il Consiglio di fabbrica. L’esame delle controversie verrà effettuato in azienda con il Consiglio di fabbrica.
2) In caso di mancato accordo fra le Parti, il reclamo o la controversia saranno sottoposti all’esame delle competenti Associazioni sindacali, per il tentativo di conciliazione.
3) Le controversie collettive per l’interpretazione o l’applicazione del presente contratto saranno deferite, a seconda della loro natura, all’esame delle competenti Organizzazioni sindacali.
1) Per provvedersi degli utensili e del materiale occorrente, il lavoratore deve fare richiesta al suo superiore diretto.
2) Egli è responsabile degli utensili che riceve in regolare consegna […]
4) È preciso obbligo del lavoratore di conservare in buono stato le macchine e gli attrezzi, gli utensili, gli armadietti, i disegni ed in genere tutto quanto è a lui affidato.
5) D’altra parte il lavoratore deve essere messo in grado di conservare quanto consegnatogli; in caso contrario ha diritto di declinare la propria responsabilità informandone tempestivamente, però, la Direzione dell’azienda.
6) Il lavoratore risponderà delle perdite e degli eventuali danni agli oggetti in questione che siano imputabili a sua colpa e negligenza; il relativo ammontare verrà trattenuto sulla retribuzione con le norme di cui all’art. 31.
7) Il lavoratore non può apportare alcuna modifica agli oggetti affidatigli senza l’autorizzazione del superiore diretto. Qualunque variazione da lui fatta arbitrariamente dà diritto all’azienda di rivalersi per i danni di tempo e di materiale subiti.
1) I rapporti tra i lavoratori ai diversi livelli di responsabilità nella organizzazione aziendale saranno improntati a reciproca correttezza.
2) Nell’esecuzione del lavoro, il lavoratore dipende dai rispettivi superiori, come previsto dall’organizzazione aziendale.
3) L’azienda avrà cura di mettere i lavoratori a conoscenza dell’organizzazione tecnica e disciplinare di fabbrica e di reparto, in modo da evitare possibili equivoci circa le persone alle quali, oltre che al superiore diretto, ciascun lavoratore è tenuto ad obbedire ed a rivolgersi in caso di necessità.
4) In particolare il lavoratore deve:
b) dedicare attività assidua e diligente al disbrigo delle mansioni assegnategli osservando le disposizioni del presente contratto nonché quelle impartite dai superiori;
d) avere cura dei locali, dei mobili, macchinari e strumenti a lui affidati.
1) Le infrazioni disciplinari alle norme del presente contratto potranno essere punite, a seconda della gravità delle mancanze, con i provvedimenti seguenti:
b) multa fino all’importo di 3 ore di paga ed indennità di contingenza;
c) ammonizione scritta;
d) sospensione dal lavoro fino a 3 giorni.
2) Le Organizzazioni sindacali periferiche di categoria possono stipulare, su richiesta delle singole aziende, accordi modificativi del presente articolo al fine di elevare il minimo di durata della sospensione prevista alla lettera d).
1) Incorre nel provvedimento della multa e della sospensione il lavoratore:
a) che non si presenti al lavoro come previsto dall’art. 54 o abbandoni il proprio posto di lavoro senza giustificato motivo;
i) che si trovi in condizioni di evidente ubriachezza.
2) La multa verrà applicata per le mancanze di minor rilievo; la sospensione per quelle di maggior rilievo.
1) Il licenziamento con immediata rescissione del rapporto di lavoro può essere inflitto, con la perdita dell’indennità di preavviso, al lavoratore che commetta gravi infrazioni alla disciplina o alla diligenza nel lavoro o che provochi all’azienda grave nocumento morale o materiale, o che compia azioni delittuose in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro.
2) In via esemplificativa, ricadono sotto questo provvedimento le seguenti infrazioni:
b) recidiva al divieto di fumare di cui al punto d) dell’art. 57, sempreché la infrazione non costituisca pregiudizio gravemente colposo al verificarsi di incidenti;
m) recidiva nella mancanza di cui al punto f) dell’art. 57;
n) trascuratezza dell’adempimento degli obblighi contrattuali e di regolamento interno, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di cui all’art. 57;
1) Le aziende prendono atto che le Organizzazioni dei lavoratori firmatarie dichiarano:
a) di voler affidare, nelle singole unità produttive con almeno 15 dipendenti, al Consiglio di fabbrica, in quanto unitariamente costituito, la rappresentanza sindacale dei lavoratori, nonché tutti i compiti di tutela e la funzione di agente contrattuale per le materie proprie del livello aziendale;
b) che nel Consiglio di fabbrica, composto soltanto da lavoratori in forza alle unità produttive, si identificano unitariamente le Rappresentanze sindacali aziendali di cui alla legge 20 maggio 1970, n. 300.
2) Per i rapporti con la Direzione aziendale, il Consiglio di fabbrica, fermi restando i propri poteri decisionali e di indirizzo, si avvale di una struttura esecutiva all’uopo costituita nel suo ambito. I nominativi dei componenti di questa struttura - il cui numero potrà essere al massimo di 30 per le unità maggiori - verranno comunicati per iscritto alla Direzione a cura del Consiglio di fabbrica, tramite le Organizzazioni sindacali provinciali.
3) La predetta comunicazione sarà fatta pervenire alla Direzione aziendale per il tramite delle Associazioni territoriali dei datori di lavoro.
4) Nell’esercizio dei suoi compiti, la predetta struttura esecutiva, potrà farsi assistere da altri delegati componenti il Consiglio di fabbrica e/o da lavoratori dei reparti interessati, in relazione alle materie in discussione.
5) Per l’espletamento dei propri compiti e funzioni di cui al punto a) del primo comma il Consiglio di fabbrica può disporre di permessi retribuiti per un monte annuo di due ore per ogni dipendente in forza presso l’unità produttiva.
6) Tali permessi assorbono quelli spettanti ai dirigenti della Rappresentanza sindacale aziendale a norma dell’art. 23 della legge n. 300 nonché quelli sinora concessi, per consuetudine, alla Commissione Interna.
7) Del monte ore di cui sopra potranno essere ammessi a beneficiare anche i lavoratori non facenti parte del Consiglio di fabbrica, ma chiamati ad affiancare la struttura esecutiva nell’esercizio dei compiti ad essa affidati.
10) Per i compiti delle Commissioni interne si richiama la disciplina interconfederale in materia.
11) Per le imprese da 5 a 40 dipendenti sono confermate le norme previste dall’accordo interconfederale 18 aprile 1966 inerenti il delegato di impresa, i suoi compiti e la relativa tutela.
1) Nelle singole unità produttive che occupino più di 15 dipendenti, potranno essere promosse dal Consiglio di fabbrica assemblee del personale in forza presso l’unità medesima, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro.
2) Tali assemblee saranno tenute in luoghi idonei posti a disposizione dall’azienda nell’unità produttiva o, in caso di impossibilità, nelle immediate vicinanze, fuori dagli ambienti dove si svolge l’attività lavorativa.
8) Lo svolgimento delle assemblee, durante l’orario di lavoro, è limitato a 10 ore all’anno [...]
9) Ove dette assemblee riguardino gruppi di lavoratori, potranno aver luogo durante l’orario di lavoro quando non impediscano la normale attività dei lavoratori ad esse non interessati.
10) Il diritto di assemblea viene esteso alle unità produttive con almeno 10 dipendenti e per un numero massimo di 8 ore annue retribuite. In tal caso le assemblee potranno essere promosse unitariamente dalle organizzazioni dei lavoratori firmatarie del presente contratto.
11) Tali assemblee saranno tenute, ove possibile, all’interno dell’azienda.
1) Le Direzioni aziendali consentiranno al Consiglio di fabbrica ed ai Sindacati provinciali di categoria aderenti alle Organizzazioni firmatarie del presente contratto di far affiggere, in apposito albo, comunicazioni firmate dai responsabili e inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.
2) Le copie delle comunicazioni di cui sopra dovranno essere tempestivamente inoltrate alla Direzione aziendale.
Per le piccole aziende industriali che occupano non più di 25 operai si conviene che, attraverso accordi da stipularsi fra le competenti Organizzazioni sindacali provinciali, si potrà addivenire a temperamenti che valgano a limitare l’onere di qualche istituto contrattuale.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 17

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31

Art. 32

Art. 34

Art. 35

Art. 36

Art. 37

Art. 38

Art. 39

Art. 40
 Art. 41

Art. 42

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 50

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 57

Art. 58

Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 62

Art. 63

Art. 64

Art. 66

Art. 67

Art. 68

Art. 69

Art. 70

Art. 71

Art. 72

Art. 74

Art. 75

Art. 40