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1 P R O V I N C I A D I V I C E N Z A AREA SERVIZI AL CITTADINO E AL TERRITORIO SETTORE AMBIENTE E TERRITORIO SERVIZIO ACQUA SUOLO RIFIUTI Partita IVA e Codice Fiscale: Domicilio fiscale: Palazzo Godi - Nievo, Contrà Gazzolle VICENZA Uffici: Palazzo Franceschini Folco, Contrà S. Marco VICENZA Indirizzo di posta elettronica certificata: N Registro 108 / Servizio Suolo Rifiuti / 13 del 10/07/2013 Prot. n OGGETTO: Ditta DE BIASI SRL con sede legale e operativa in via Strada Marosticana 172/U in Comune di Vicenza; D.lgs 152/2006 e s.m.i.; D.M e s.m.i.. PREMESSO CHE Variazione dell'iscrizione al Registro Provinciale delle Imprese che effettuano attività di recupero rifiuti in regime semplificato al numero 2/2007. IL DIRIGENTE 1) la ditta DE BIASI SRL con sede legale e operativa in via Strada Marosticana 172/U in Comune di Vicenza, a seguito di comunicazione resa ai sensi dell'art. 216 del D.lgs. 152/2006, risulta iscritta al Registro Provinciale delle Imprese che effettuano attività di recupero rifiuti in regime semplificato al numero 2/2007, e con rinnovo ultimo del con provvedimento n. 22/Servizio Suolo Rifiuti/11 prot. n , per le attività di cui ai punti 3.1 (R13), 3.1 (R13 R4), 3.2 (R13), 3.2 (R13 R4), 3.5 (R13), 5.1 (R13), 5.2 (R13), 5.6 (R13), 5.7 (R13), 5.8 (R13) e 5.19 (R13) del D.M.A e s.m.i., con validità fino al ; 2) con nota del acquisita agli atti di questo Servizio il 15/02/2013 con prot. n è stata recepita la comunicazione presentata dalla ditta DE BIASI SRL, inerente la variazione del lay out dell'impianto di recupero rifiuti non pericolosi presso la sede operativa di via Marosticana, n. 172/U in Comune di Vicenza, con le seguenti modifiche: inserimento di una linea di selezione manuale per i rifiuti della tipologia 3.2 dell'allegato 1 suball. 1 al D.M. 05/02/1998 e s.m.i.; ridistribuzione delle aree dei rifiuti in messa in riserva; rinuncia alle tipologie 5.1 e 5.2 dell'allegato 1 suball. 1 al D.M. 05/02/1998 e s.m.i.; 3) in data con prot. n il presente Servizio ha comunicato l avvio di procedimento ai sensi della L. 241/90 e ha informato il Comune di Vicenza, competente dal punto di vista urbanistico, edilizio ed igienico sanitario, in merito alla variazione dell attività di recupero rifiuti in oggetto e ha richiesto alla ditta integrazioni alla documentazione presentata; 4) con nota del , acquisita agli atti con prot. n /2013 la ditta DE BIASI SRL ha presentato le integrazioni richieste. Provincia di Vicenza - Area Servizi al cittadino e al territorio Responsabile del Procedimento: Dott. Ing. Piccoli Alberto / Settore Ambiente e Territtorio - Servizio Acqua Suolo Rifiuti Referente: Dott. Ivano Zaghetto 0444/ Contrà San Marco, /908220
2 CONSIDERATO che la ditta risulta aver prestato per l'attività in oggetto una polizza fidejussoria (Polizza n ) emessa dalla società Elba Assicurazioni S.p.A. per un massimale di ,00 e una polizza per la Responsabilità Civile Inquinamento n con la società Allianz S.p.A. per un massimale di ,00 ; DATO ATTO RITENUTO che la comunicazione di cui sopra è stata effettuata per le attività di cui ai punti 3.1 (R13), 3.1 (R13 R4), 3.2 (R13), 3.2 (R13 R4), 3.5 (R13), 5.6 (R13), 5.7 (R13), 5.8 (R13) e 5.19 (R13) dell allegato 1 suballegato 1 del D.M.A e s.m.i.. che, per le attività di cui ai punti 3.1, 3.2, 3.5, 5.6, 5.7, 5.8 e 5.19 oggetto di comunicazione, secondo quanto riportato nella documentazione sopraccitata, l attività della ditta è rispondente a quanto previsto dalla normativa tecnica di settore e pertanto sussistono i presupposti per il rinnovo dell Iscrizione al Registro Provinciale delle Imprese che effettuano attività di recupero rifiuti in regime semplificato. VISTAl attestazione del versamento dei diritti di iscrizione per l anno 2013 come determinati dal decreto ministeriale n. 350 del 21 luglio 1998 per la somma di 258,23 per l iscrizione alla classe 4; VISTOil D.M.A successive modificazioni ed integrazioni; VISTOil D.lgs. 152/2006 e successive modificazioni ed integrazioni; VISTAla L.R. 3/2000 e successive modificazioni ed integrazioni; VISTAla nota della Giunta della Regione Veneto del con prot. n. 3088/31100; VISTAla Delibera di Giunta Regionale n del Indirizzi operativi in ordine alla corretta applicazione della disciplina concernente le procedure semplificate di recupero ai sensi degli articoli del D.Lgs152/ Modello concernente la Comunicazione per l esercizio dell attività di recupero rifiuti non pericolosi in procedura semplificata ; VISTAla D.G.R.V. n del e s.m.i.; VISTOil Piano di Tutela delle Acque approvato con delibera del Consiglio Regionale del Veneto n. 107 del e pubblicato nel BUR della Regione Veneto n. 100 del 08/12/2009 e ss.mm.ii.; VISTAla Delibera di Giunta Provinciale n. 19 di Registro e n di Protocollo del ; VISTI l art. 19 (sulle competenze della Provincia) e l art. 107 (sulle funzioni e responsabilità della dirigenza) del D.lgs. n. 267/2000 (T.U. delle leggi sull ordinamento degli EE.LL.); VISTOlo Statuto Provinciale, adottato con Deliberazione Consiliare del , nn /92 ed entrato in vigore il ; VISTOil Decreto del Commissario Straordinario n. 22 del di conferimento degli incarichi dirigenziali. MODIFICA
3 l iscrizione al Registro Provinciale delle Imprese che effettuano attività di recupero rifiuti in regime semplificato al numero 2/2007 della ditta DE BIASI SRL con sede legale e operativa in via Strada Marosticana, 172/U in Comune di Vicenza, per le seguenti operazioni: Tipologia di cui al D.M. 5/02/98, all. 1, suball Q.tà max. di messa in riserva per tipologia (t) 108,5 SOLA MESSA IN RISERVA, RIFIUTI DESTINATI AD ALTRI IMPIANTI DI RECUPERO 157,5 PER RIFIUTI RECUPERATI NELLO STESSO IMPIANTO 40 SOLA MESSA IN RISERVA, RIFIUTI DESTINATI AD ALTRI IMPIANTI DI RECUPERO 297,5 PER RIFIUTI RECUPERATI NELLO STESSO IMPIANTO Q.tà max. trattata all impianto per tipologia (t/anno) Attività di recupero Paragrafo D.M. 05/02/ c Sigla R (All. C parte IV D.Lgs. 152/06) R R13 R c R13 R4 Codice C.E.R ###### ###### R ###### , R , R , R , R R ###### ###### ###### Resta inteso che il quantitativo massimo dei rifiuti per le tipologie in messa in riserva, funzionale all attività di recupero condotta nello stesso impianto è pari a 455 tonnellate (tipologia 3.1 e 3.2). La capacità massima di rifiuti stoccabili nell impianto relativa alle tipologie di rifiuti per le quali viene effettuata la sola messa in riserva è pari a 484,5 tonnellate (tipologia 3.1, 3.2, 3.5, 5.6, 5.7, 5.8 e 5.19). La capacità massima di rifiuti prodotti dall'attività e gestiti in deposito temporaneo ai sensi dell'art. 183 lett. bb) del D.lgs 152/2006 e s.m.i. è pari a 13 tonnellate, di cui 11,40 tonnellate di rifiuti non pericolosi e 1,60 tonnellate di rifiuti pericolosi. INFORMA CHE
4 1. Le attività di cui sopra dovranno essere condotte nel rispetto delle norme di cui al Decreto Legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni e secondo le condizioni tecniche previste dal D.M e di quanto comunicato dalla ditta con nota del acquisita agli atti con prot. n /2013 e con nota del acquisita agli atti con prot. n / Per le tipologie 3.1 e 3.2 le caratteristiche delle materie prime secondarie prodotte dall attività di recupero rifiuti in oggetto dovranno corrispondere ai requisiti del punto c e c dell Allegato 1 suballegato 1 del D.M e s.m.i.. 3. La presente iscrizione al Registro Provinciale delle Imprese che effettuano attività di recupero rifiuti in regime semplificato scade in data Per garantire la continuità per l esercizio dell attività, si invita la ditta a presentare la comunicazione di rinnovo alla Provincia e in copia al Comune e ad Arpav sei mesi prima della data di scadenza sopra indicata, cioè entro il Le garanzie finanziarie dovranno essere mantenute aggiornate secondo quanto previsto dalla DGRV n del così come modificata dalla DGRV n. 346 del , in particolare la ditta dovrà trasmettere periodicamente copia delle quietanze dei versamenti dei premi qualora le polizze fossero annuali. 5. In adempimento alle norme richiamate la ditta è obbligata: a) al versamento entro il 30 aprile di ogni anno del diritto di iscrizione previsto dall art. 3 del D.M. 350/98; in caso di mancato o ritardato versamento l iscrizione si intende sospesa e la ditta non è legittimata ad esercitare l attività; b) a rinnovare la comunicazione ogni 5 anni e, comunque, in caso di modifica sostanziale delle operazioni di recupero; c) il titolare dell impianto di recupero è tenuto a verificare la conformità del rifiuto conferito alle prescrizioni ed alle condizioni di esercizio stabilite dal D.M e s.m.i. per la specifica attività svolta; d) ad adeguarsi a quanto previsto dagli articoli 188-bis, 188-ter, 189 e 190 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.; e) nel caso di una eventuale variazione della ragione sociale il legale rappresentate è tenuto a: - comunicare preventivamente la variazione prevista congiuntamente alla richiesta di variazione dell'iscrizione in essere, aggiornando le schede della modulistica nelle quali vanno indicati i dati riferiti all'impresa; - a trasmettere tempestivamente, a mezzo posta elettronica certificata: copia dell'atto notarile attestante l'avvenuta variazione sociale della ditta; le garanzie finanziarie aggiornate con la nuova ragione sociale; f) nel caso di un eventuale cambio del legale rappresentante: - il legale rappresentate in carica è tenuto a comunicare preventivamente la variazione prevista; - il nuovo legale rappresentante è tenuto a presentare, ai sensi dell art. 47 D.P.R n. 445, la dichiarazione di conformità dell'attività di recupero e la dichiarazione del possesso dei requisiti soggettivi previsti dall'art. 10 del D.M e s.m.i.;
5 - il nuovo legale rappresentante è tenuto altresì a controfirmare e presentare le schede in cui vi è l obbligo nella modulistica vigente di apporre la firma del Titolare/Legale Rappresentante; g) al rispetto delle norme in materia di sicurezza, igiene degli ambienti di lavoro, emissioni in atmosfera e scarichi idrici; h) dove necessario, in base a quanto espressamente previsto dai punti del D.M oggetto dell attività, la ditta deve altresì verificare la non pericolosità dei rifiuti in ingresso con codici a specchio, così come individuati nell Allegato C alla GUIDA AL NUOVO ELENCO DEI RIFIUTI CER 2002 Regolamento di attuazione della Decisione della Commissione 2000/532/CE e successive modifiche ed integrazioni ; 8. In base a quanto espressamente previsto dai punti del D.M , il campionamento e le analisi sono effettuate a cura del titolare dell impianto ove i rifiuti sono prodotti almeno in occasione del primo conferimento all impianto di recupero e, successivamente, ogni 24 mesi e, comunque, ogni volta che intervengano modifiche sostanziali nel processo di produzione; i referti analitici dovranno essere conservati presso l impianto a disposizione delle autorità di controllo. 9. L attività dovrà essere condotta esclusivamente all interno dell area individuata nella comunicazione nonché con i sistemi e gli impianti indicati nella stessa (il lay-out dell impianto dovrà essere quello allegato alla nota del acquisita agli atti il con prot. n ). 10. Sui rifiuti in sola messa in riserva non potrà essere effettuata alcuna operazione di cernita, selezione, frantumazione ecc I rifiuti per cui la ditta effettua unicamente l operazione R13 non potranno provenire da altri impianti legittimati ad effettuare a loro volta l operazione R13 in quanto non è ammissibile il passaggio di rifiuti tra più siti che effettuano unicamente l operazione di messa in riserva R13. La ditta è inoltre tenuta a destinare i rifiuti per cui effettua solo l attività R13 ad impianti che effettuano l attività di recupero da R1 a R12, escludendo quindi la possibilità di essere inviati ad ulteriori impianti che operino esclusivamente la messa in riserva. I titoli legittimanti l attività di recupero degli impianti a cui la ditta invia i rifiuti per i quali effettua esclusivamente l attività di messa in riserva, dovranno essere tenuti a disposizione delle autorità di controllo. 12. Lo stoccaggio dei rifiuti prodotti dall attività di recupero (R 4) dovrà essere effettuato nel rispetto di quanto previsto all art. 183, lettera bb) del D.Lgs. n.152/2006 e s.m.i.; tali rifiuti dovranno essere classificati con un codice CER del capitolo 19, cioè come rifiuti prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti. 13. Nell'impianto devono essere distinte le aree di stoccaggio dei rifiuti da quelle utilizzate per lo stoccaggio delle materie prime. Deve essere distinto il settore per il conferimento da quello di messa in riserva. La superficie dedicata al conferimento deve avere dimensioni tali da consentire un'agevole movimentazione dei mezzi e delle attrezzature in ingresso ed in uscita. Il settore della messa in riserva deve essere organizzato in aree distinte per ciascuna tipologia di rifiuto ed opportunamente separate, così come risulta dalla planimetria allegata alla comunicazione. 14. Le zone di deposito dei rifiuti, dovranno essere distinte per tipologie omogenee contrassegnate con apposita segnaletica, riportante la tipologia stessa e/o il CER di appartenenza. Devono
6 essere adottate tutte le cautele per impedire la formazione degli odori e la dispersione di aerosol e di polveri. 15. Qualora la messa in riserva non venga effettuata per rifiuti individuati dallo stesso codice CER, ma per tipologia così come individuata dai diversi punti del D.M , cioè raggruppando rifiuti con codici diversi, l allontanamento ad altri impianti legittimati dovrà essere effettuato con un codice della categoria La ditta deve essere in possesso delle autorizzazioni, concessioni, nulla osta ed altri atti di assenso, comunque denominati, in materia edilizia, urbanistica, di igiene dell ambiente, rumore e quant altro, la cui acquisizione sia necessaria in base alla legge vigente ai fini dell attività. 17. L iscrizione in procedura semplificata non prevede i medesimi effetti sostitutivi del provvedimento di approvazione del progetto di cui all art. 208 del D.Lgs. n.152/2006, che sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali, e non costituisce variante allo strumento urbanistico. 18. La ditta dovrà adeguare la gestione delle acque meteoriche di dilavamento dei piazzali nei termini e nelle modalità stabiliti dall'art. 39, comma 6 1 delle Norme Tecniche del Piano di Tutela Acque, approvato ai sensi dell'art. 121 del D. Lgs. n. 152/2006 con Deliberazione del Consiglio Regionale n. 107 del 05 novembre 2009, BUR n. 100 del 08/12/2009, successivamente modificato ed integrato con varie Deliberazioni regionali 2. Si precisa che sulla base dell art. 35, comma 3 della L.R. n. 3 del resta di competenza comunale la vigilanza sull attività edilizia connessa all esecuzione delle opere relative agli impianti di smaltimento e recupero di rifiuti e l adozione di ogni provvedimento connesso. La presente iscrizione viene trasmessa in originale alla Ditta e a mezzo PEC al Comune di Vicenza e al Dipartimento Provinciale dell ARPAV. Contro il presente atto può essere proposto ricorso giurisdizionale al T.A.R. del Veneto o, in alternativa, ricorso straordinario al Capo dello Stato, rispettivamente entro 60 e 120 giorni dalla notifica. Il Dirigente del Settore Ambiente e Territorio F.to Dott. Angelo Macchia Firma autografa sostituita dall indicazione a stampa, ai sensi e per gli effetti dell art. 3, comma 2 del Decreto Legislativo, n. 39/ I titolari degli insediamenti, delle infrastrutture e degli stabilimenti esistenti, soggetti agli obblighi previsti dai commi 1 e 3, devono predisporre un piano di adeguamento entro tre anni dalla data di pubblicazione della deliberazione di approvazione del Piano, che deve garantire la realizzazione di quanto previsto al presente articolo entro il 31/12/ Con Deliberazione della Giunta Regionale n. 80 del 27 gennaio 2011, BUR n. 14 del 15/02/2011, sono state approvate le Linee Guida Applicative delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque, con Deliberazione della Giunta Regionale n. 842 del 15 maggio 2012, BUR n. 43 del 5 giugno 2012, sono state modificate le Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque e successivamente con Deliberazione della Giunta Regionale n del 28 agosto 2012, BUR n. 75 del 11 settembre 2012, sono state definite delle precisazioni su alcuni aspetti delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano di Tutela delle Acque.

References: provvedimento n. 
 art. 19
 art. 107
 art. 3
 art. 47
 art. 183
 art. 208
 art. 35
 art. 3