Source: http://patrimoniosos.it/rsol.php?op=getlaw&id=878
Timestamp: 2018-10-22 11:53:23+00:00

Document:
Gazzetta Ufficiale - 3ª Serie Speciale - Regioni n. 7 del 24-02-2007
REGIONE SARDEGNA Pag. 23 (Pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Sardegna n. 32 del 26 settembre 2006)
1. La Regione autonoma della Sardegna persegue la tutela, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale della Sardegna quale fattore di crescita civile, sociale, economica e significativa componente della civilta' e dell'identita' del popolo sardo, nonche' della sua specialita' nel contesto delle culture regionali del Mediterraneo ed europee.
2. La Regione, per le finalita' di cui al comma 1, favorisce l'integrazione delle funzioni e dei compiti concernenti la tutela, la valorizzazione, la fruizione dei beni culturali e il coordinamento degli interventi anche in armonia con le politiche di governo del territorio, di tutela del paesaggio, dell'istruzione, della ricerca, del turismo e promuove l'organizzazione di un sistema regionale di istituti e luoghi della cultura, nonche' la qualita' dei relativi servizi e attivita'.
3. La Regione promuove e valorizza l'arte contemporanea sostenendo la ricerca e la sperimentazione artistica, nonche' l'incremento del patrimonio pubblico d'arte contemporanea anche in applicazione della legge 29 luglio 1949, n. 717 (Norme per l'arte negli edifici pubblici).
a) le attivita' di valorizzazione e di fruizione dei beni e degli istituti e luoghi della cultura, di cui ai commi 1 e 2 dell'Art. 101 del decreto legislativo 16 gennaio 2004, n. 42, non appartenenti allo Stato o dei quali sia stata trasferita la disponibilita', assicurando, nel rispetto dell'autonomia degli enti locali e dei compiti e delle funzioni ad essi conferiti ai sensi dell'Art. 77 della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9, condizioni omogenee di efficace gestione;
b) l'esercizio delle funzioni programmatorie e amministrative relative ai musei, compresi quelli dedicati ai temi dell'emigrazione, ai parchi archeologici, agli ecomusei, alle biblioteche e agli archivi storici di ente locale e di interesse locale.
a) cooperazione, coordinamento e sviluppo delle progettualita' comuni fra soggetti pubblici e privati;
c) qualita' dei progetti e delle azioni attuative;
d) sostegno all'attivita' di ricerca e riconoscimento dell'autonomia tecnico-scientifica degli istituti della cultura;
e) promozione di rapporti tra produzione e fruizione culturale, sviluppo del territorio e orientamento sociale ed economico all'innovazione e alla conoscenza.
Art. 3. Rapporti con lo Stato, gli enti locali, l'Universita', le istituzioni
di ricerca e di cultura e i soggetti privati
1. Per le finalita' della presente legge la Regione opera congiuntamente con gli enti locali, promuove ogni intesa con lo Stato, con soggetti pubblici e privati, secondo i principi di leale collaborazione e di sussidiarieta', nonche' forme di consultazione, informazione e coordinamento con le istituzioni universitarie, di ricerca e di cultura.
2. La Regione promuove atti di coordinamento, di intesa e di accordo con lo Stato che possano accrescere il livello di integrazione nell'esercizio delle funzioni relative ai beni, agli istituti e ai luoghi della cultura, particolarmente ai seguenti fini:
b) organizzazione, integrazione e sviluppo delle attivita' di fruizione degli istituti e dei luoghi della cultura, compresi quelli appartenenti allo Stato, nonche' attribuzione della disponibilita' e della gestione di istituti e luoghi della cultura statali al sistema regionale e locale, ai sensi dell'Art. 102 del decreto legislativo n. 42 del 2004;
c) organizzazione, integrazione e sviluppo delle attivita' di valorizzazione dei beni culturali di appartenenza pubblica, ai sensi dell'Art. 112 del decreto legislativo n. 42 del 2004;
e) istituzione, con il concorso del Centro di restauro e conservazione dei beni culturali della Soprintendenza per i beni archeologici per le province di Sassari e Nuoro con sede a Li Punti (Sassari), delle universita' e di altri soggetti pubblici e privati, di un Centro di ricerca e conservazione dei beni culturali, avente anche funzioni di scuola di alta formazione e studio per l'insegnamento del restauro, ai sensi dei commi 9 e 11 dell'Art. 29 del decreto legislativo n. 42 del 2004.
4. La Regione, mediante le procedure previste dalla legge regionale 17 gennaio 2005, n. 1, garantisce la partecipazione degli enti locali alla definizione di obiettivi e piani regionali, al processo di elaborazione delle proprie proposte ai fini di cui alla lettera c) del comma 2, agli accordi su base regionale, ai sensi dell'Art. 112 del decreto legislativo n. 42 del 2004, e determina indirizzi generali sulle attivita' di fruizione e di valorizzazione affinche' siano assicurate condizioni omogenee di efficace gestione nel territorio regionale.
5. La Regione promuove l'elaborazione di programmi comuni con universita', istituzioni di ricerca e di cultura e altri soggetti pubblici e privati; puo' partecipare a fondazioni, associazioni, comitati e altri organismi di carattere culturale sulla base di progetti definiti in applicazione dei principi di sussidiarieta', differenziazione, adeguatezza e di congruita' dimensionale, tecnica e gestionale.
1. La Regione esercita le funzioni di tutela e valorizzazione dei beni culturali ad essa attribuite dalla Costituzione, dalle intese ai sensi del comma 3 dell'Art. 118 della Costituzione, dall'Art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, dallo statuto speciale per la Sardegna e successive norme di attuazione, dal decreto legislativo n. 42 del 2004 e le funzioni di indirizzo, coordinamento, programmazione generale e valutazione in materia di beni, istituti e luoghi della cultura degli enti locali o ad essi affidati; in particolare:
a) predispone il Piano regionale per i beni culturali, gli istituti e i luoghi della cultura, di cui all'Art. 7;
b) promuove, d'intesa e in concorso con gli organi statali competenti, con gli enti locali e con i titolari di istituti e di luoghi della cultura, nonche' con altri soggetti pubblici e privati, il censimento, l'inventariazione e la catalogazione dei beni culturali e lo sviluppo delle relative banche dati regionali, favorendo l'interoperabilita' tra i diversi sistemi informatizzati;
c) coopera con il Ministero per i beni e le attivita' culturali e con i soggetti proprietari in ordine alla tutela di beni mobili e immobili degli enti locali o di interesse locale, o comunque inclusi nei musei, nei parchi archeologici, negli ecomusei e nelle altre strutture degli enti locali o di interesse locale, sottoposti a tutela o destinatari di contributi finanziari, diretti e indiretti, della Regione;
d) promuove e coordina progetti per la valorizzazione dei beni culturali, l'organizzazione delle connesse attivita', l'allargamento delle capacita' e delle competenze di fruizione culturale;
e) promuove e coordina progetti per la valorizzazione dell'arte contemporanea e ne favorisce la catalogazione;
f) promuove e coordina interventi di restauro dei beni culturali sulla base di metodologie definite d'intesa con gli organi statali competenti, ai sensi dell'Art. 29 del decreto legislativo n. 42 del 2004;
g) collabora alle azioni per il recupero dei beni culturali trafugati e acquista beni culturali anche attraverso l'esercizio del diritto di prelazione;
h) promuove, d'intesa con gli organi statali competenti, con le Universita' e gli istituti di ricerca, interventi di ricerca archeologica e paleontologica nel territorio della Sardegna;
i) esprime il parere per l'esportazione di opere d'arte, di cui al comma 7 dell'Art. 68 del decreto legislativo n. 42 del 2004;
m) predispone e aggiorna l'Albo regionale degli istituti e dei luoghi della cultura, di cui all'Art. 19;
n) determina, con il concorso degli organi statali competenti e delle organizzazioni professionali, gli standard di qualita' dei servizi degli istituti e dei luoghi della cultura, di cui al comma 4 dell'Art. 1, e ne verifica periodicamente la sussistenza;
o) contribuisce alla definizione di linee di indirizzo e di standard tecnici concernenti l'intervento pubblico in tema di beni culturali a livello nazionale e predispone, nel rispetto delle competenze statali, le linee guida per i profili professionali e i percorsi formativi del personale degli istituti e dei luoghi della cultura e promuove la formazione e l'aggiornamento degli operatori;
p) coordina la rilevazione dei dati sugli istituti e luoghi della cultura, i loro servizi, attivita' ed utenti;
q) promuove la ricerca di soluzioni innovative per il coordinamento e la qualita' della gestione del patrimonio e dell'offerta culturale sul territorio;
s) promuove azioni e accordi diretti all'integrazione sociale e multiculturale e allo sviluppo delle collezioni bibliografiche e documentarie e di servizi bibliotecari rivolti alle fasce di utenti svantaggiati;
t) cura lo sviluppo e l'inserimento delle attivita' e dei servizi degli istituti e dei luoghi della cultura della Sardegna nel contesto europeo ed extraeuropeo, favorendo la collaborazione e la cooperazione, la circolazione delle persone e delle idee e gli scambi professionali;
u) esercita le funzioni che le sono attribuite da norme di attuazione statutaria.
2. La Regione, previa intesa con lo Stato, ai sensi del comma 3 dell'Art. 118 della Costituzione, esercita i compiti e le funzioni di soprintendenza regionale dei beni culturali, fatte salve le competenze trasferite con il decreto del Presidente della Repubblica n. 480 del 1975.
3. La Regione e gli enti locali, nei rispettivi ambiti di competenza, possono stipulare, anche mediante la partecipazione finanziaria agli oneri di gestione, convenzioni o accordi con soggetti pubblici e privati titolari di istituti della cultura o di raccolte museali o bibliografiche e documentarie di riconosciuto interesse culturale, qualora la rilevanza del patrimonio o dei servizi sia tale da concorrere allo sviluppo del sistema regionale; le convenzioni e gli accordi riguardano la partecipazione a specifiche iniziative e comportano l'obbligo, per tali soggetti, di garantire l'accesso pubblico al proprio patrimonio e ai relativi servizi culturali.
1. Le province concorrono alla valorizzazione e assicurano la fruizione dei beni culturali della Sardegna ed esercitano i compiti e le funzioni indicati al comma 1 dell'Art. 77 della legge regionale n. 9 del 2006; in particolare, nel rispetto degli indirizzi regionali:
b) approvano, sulla base delle proposte dei comuni singoli o associati, il piano provinciale di cui all'Art. 8, suddiviso per singoli settori d'intervento;
c) garantiscono il buon funzionamento e la fruizione degli istituti e dei luoghi della cultura di cui hanno titolarita' o loro affidati;
d) curano il monitoraggio sui servizi e le attivita' degli istituti e dei luoghi della cultura operanti in ambito provinciale;
e) promuovono la didattica dei beni culturali mediante progetti definiti con gli operatori del settore, le istituzioni scolastiche e universitarie e realizzano attivita' di promozione del patrimonio culturale anche a fini di turismo culturale;
f) coordinano e pubblicano un calendario trimestrale e annuale delle attivita' degli istituti e dei luoghi della cultura organizzate in ambito provinciale e lo trasmettono alla Regione.
2. Le province erogano annualmente contributi propri e regionali agli istituti e ai luoghi della cultura di ente locale e d'interesse locale e ai sistemi museali e bibliotecari operanti nell'ambito provinciale sulla base dei criteri indicati nel Piano regionale di cui all'Art. 7. In particolare erogano ai comuni singoli o associati del proprio territorio contributi per:
a) la costituzione, il funzionamento e l'incremento delle biblioteche e degli archivi storici di ente locale;
d) il funzionamento dei centri e delle istituzioni bibliografiche private di cui al comma 1 dell'Art. 36 del decreto del Presidente della Repubblica 19 giugno 1979, n. 348.
4. La Regione esercita il potere sostitutivo ai sensi dell'Art. 9 della legge regionale n. 9 del 2006.
1. I comuni sono i primi custodi dei valori della cultura e dell'identita' locale e operano per la conservazione del patrimonio di memorie e tradizioni della comunita' regionale e delle singole comunita' della Sardegna.
2. I comuni concorrono alla valorizzazione e assicurano la fruizione dei beni culturali della Sardegna ed esercitano le funzioni indicate al comma 2 dell'Art. 77 della legge regionale n. 9 del 2006 e quelle non espressamente riservate dalla legislazione vigente allo Stato, alla Regione o alle province; provvedono in particolare:
a) in concorso con le province, all'elaborazione dei piani provinciali di cui all'Art. 8;
b) singolarmente o in maniera associata, alla gestione e alla valorizzazione delle attivita' e dei servizi degli istituti e dei luoghi della cultura di cui hanno titolarita' o loro affidati;
c) alla cura e alla conservazione delle aree e dei parchi archeologici e dei complessi monumentali di loro titolarita' o loro affidati, anche attraverso la realizzazione di interventi di prevenzione, manutenzione e restauro secondo metodologie concordate con la Regione e con gli organi statali competenti;
d) all'integrazione degli istituti e dei luoghi della cultura di loro titolarita' o loro affidati, nei sistemi museali e bibliotecari e alla collaborazione con le istituzioni scolastiche e universitarie e con le associazioni culturali e sociali presenti sul territorio;
e) all'organizzazione di forme di servizio diffuso di lettura, accompagnamento alla fruizione e all'informazione sul proprio territorio;
f) al monitoraggio sui servizi e le attivita' degli istituti e dei luoghi della cultura operanti in ambito locale.
Art. 7. Piano regionale per i beni culturali, gli istituti e i luoghi della
1. La Regione, in coerenza con le finalita' e i principi della presente legge e con gli indirizzi del Piano regionale di sviluppo, elabora il Piano regionale per i beni culturali, gli istituti e i luoghi della cultura, di seguito denominato Piano regionale, sulla base delle proposte e dei programmi degli enti locali. In sede di prima applicazione le proposte degli enti locali, elaborate dalle province d'intesa con i comuni singoli o associati, sono trasmesse alla Regione entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge; successivamente le proposte sono inserite nei programmi annuali provinciali di cui all'Art. 8.
2. Il Piano regionale e' approvato dalla giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale competente, previo il parere obbligatorio e non vincolante della competente commissione consiliare e nonche' previa intesa in sede di conferenza permanente Regione-enti locali ai sensi dell'Art. 13 della legge regionale n. 1 del 2005. Il Piano ha, di norma, durata triennale e puo' essere aggiornato prima della scadenza con le medesime procedure.
3. Il Piano regionale contiene gli obiettivi e le priorita' strategiche, nonche' le relative linee di intervento; in particolare prevede:
a) la ripartizione delle risorse per la programmazione degli interventi per i beni, gli istituti e i luoghi della cultura, compresa la quota da trasferire agli enti locali e la definizione dei criteri per l'assegnazione dei contributi regionali;
b) gli standard minimi di qualita' dei servizi e delle dotazioni degli istituti e dei luoghi della cultura necessari per ottenere il riconoscimento regionale, nonche' i criteri per l'istituzione di musei, parchi archeologici, ecomusei, biblioteche e archivi storici, tenuto conto delle esigenze di differenziazione e di equilibrio territoriale dell'offerta culturale, nonche' di sostenibilita' culturale del progetto;
c) le metodologie e gli standard definiti a livello nazionale e internazionale che i musei, i parchi archeologici, gli ecomusei, le biblioteche e gli archivi storici devono adottare per l'inventariazione e la catalogazione;
d) i requisiti professionali del personale da impiegare nei musei, nei parchi archeologici, negli ecomusei, nelle biblioteche e negli archivi storici;
e) le linee dell'intervento regionale per la conservazione dei beni culturali, per la ricerca archeologica e paleontologica e per l'arte contemporanea;
f) gli orientamenti per la realizzazione delle attivita' didattiche, scientifiche e culturali, di promozione della lettura e di accompagnamento alla fruizione;
g) le direttive per la redazione di statuti e regolamenti, nonche' le forme di intesa e di cooperazione tra gli enti locali e gli altri soggetti pubblici, privati ed ecclesiastici;
i) i criteri per la valutazione di efficienza ed efficacia di utilizzo delle risorse da parte degli enti beneficiari, in conformita' alle priorita' strategiche e agli obiettivi stabiliti;
4. Il Piano regionale e' predisposto entro nove mesi dall'entrata in vigore della presente legge ed attuato tramite programmi annuali approvati dalla giunta regionale.
1. Coerentemente con gli obiettivi e gli indirizzi del Piano regionale di cui all'Art. 7, d'intesa con i comuni singoli o associati e sentiti i responsabili dei musei, dei parchi archeologici, degli ecomusei, delle biblioteche e degli archivi storici di ente locale e di interesse locale del proprio territorio, la provincia approva il piano provinciale degli interventi per i beni culturali e gli istituti e i luoghi della cultura, di seguito denominato piano provinciale.
2. Il piano provinciale, di norma di durata triennale, e i relativi programmi annuali di attuazione, specificano i progetti e le iniziative della provincia e dei comuni, singoli o associati, con indicazione delle relative risorse e stabiliscono, inoltre, le modalita' di richiesta dell'intervento provinciale, i criteri e le priorita' per la concessione, l'erogazione, la revoca dei contributi e i termini di presentazione delle richieste.
3. La provincia, entro il mese di ottobre, trasmette alla Regione una relazione sull'attuazione del programma annuale del piano provinciale e sui risultati del relativo monitoraggio.
M u s e i
1. Il museo e' un'istituzione permanente aperta al pubblico, che, in armonia con i principi sanciti dall'Art. 9 della Costituzione, acquisisce, conserva, ordina ed espone beni culturali, salvaguardando e portando a conoscenza dei cittadini testimonianze di cultura materiali e immateriali, a fini di studio, di educazione e di diletto.
2. Ai fini della presente legge sono equiparati ai musei di ente locale o di interesse locale le raccolte museali, comprese quelle relative ai temi dell'emigrazione, le aree e i parchi archeologici, i complessi monumentali, gli ecomusei, i siti di interesse naturalistico e i beni mobili e immobili, di proprieta' pubblica e privata, che rivestono particolare interesse e che possono essere funzionalmente integrati nell'organizzazione museale regionale.
b) assicurare la fruizione pubblica e la valorizzazione delle collezioni, anche tramite l'organizzazione di mostre e altre attivita' culturali;
d) svolgere attivita' didattica e di accompagnamento alla fruizione, anche in rapporto con le istituzioni scolastiche;
e) sviluppare programmi di studio e di ricerca a partire dalle proprie raccolte, anche in collaborazione con Universita' e centri di ricerca;
h) attivare rapporti con l'imprenditoria locale per creare un'offerta coordinata di servizi aggiuntivi e realizzare iniziative congiunte di valorizzazione e promozione.
4. I musei assolvono ai propri compiti mediante personale professionalmente qualificato, si dotano di un proprio statuto o regolamento approvato dagli organi competenti e provvedono alla rilevazione dei dati sui propri servizi, attivita' e utenti.
1. Il parco archeologico e' un ambito territoriale caratterizzato dalla presenza di importanti testimonianze archelogiche, insieme a valori storici, paesaggistici o ambientali, organizzato e gestito per assicurarne la fruizione e la valorizzazione a fini scientifici e culturali. Sono equiparati ai parchi archeologici i complessi monumentali e, in particolare, santuari, chiese campestri, luoghi di culto, torri e sistemi di difesa costiera, edificati anche in epoche diverse e che, con il tempo, hanno acquisito per la Sardegna, come insieme, una autonoma rilevanza artistica, storica ed etnoantropologica.
a) perseguire la conservazione e la salvaguardia degli interessi storico-archeologici e paesaggistico-ambientali;
c) svolgere attivita' didattica e di accompagnamento alla fruizione;
d) promuovere progetti educativi relativi all'archeologia, alla storia, alla cultura locale, all'ambiente e al paesaggio, rivolti prioritariamente alle istituzioni scolastiche;
h) attivare rapporti con l'imprenditoria locale per creare un'offerta coordinata di servizi aggiuntivi e realizzare iniziative congiunte di valorizzazione e promozione, anche con i musei e le biblioteche locali;
i) favorire l'inserimento della propria offerta culturale nei programmi di marketing e di valorizzazione territoriale promossi dai sistemi turistici locali;
l) coordinare la propria attivita' con i progetti integrati di sviluppo locale promossi nel territorio da soggetti pubblici e privati.
3. I parchi archeologici assolvono ai propri compiti mediante personale professionalmente qualificato, si dotano di un proprio statuto o regolamento approvato dagli organi competenti e provvedono alla rilevazione dei dati sui propri servizi, attivita' e utenti.
4. I parchi archeologici sono istituiti dalla giunta regionale su proposta delle amministrazioni locali interessate, sentite le soprintendenze competenti, secondo i criteri definiti nel Piano regionale di cui all'Art. 7 il perimetro del parco puo' subire variazioni in aumento qualora lo richiedano nuove scoperte archeologiche o ritrovamenti di reperti.
5. Il parco archeologico, in funzione della sua gestione, puo' essere suddiviso in zone assoggettate a prescrizioni differenziate, nel rispetto comunque delle previsioni del Piano paesaggistico regionale, e si articola in:
a) zona archeologica, ossia l'area su cui insistono i beni (monumenti, insiemi architettonici ed emergenze d'interesse archeologico);
b) zona ambientale e paesaggistica, comprendente l'area di rispetto intorno alla zona archeologica e idonea a garantire l'inserimento e la conservazione dei valori paesaggistici del contesto in cui la zona archeologica e' inserita;
c) zona naturale attrezzata, comprendente le aree residue del parco in cui possono essere attrezzati servizi ad uso esclusivamente scientifico, culturale, ricreativo e turistico ai fini di valorizzazione e fruizione dell'area archeologica e di accoglienza dei visitatori.
6. L'istituzione dei parchi archeologici e' condizionata al possesso preliminare dei seguenti requisiti:
7. La Regione favorisce il coinvolgimento di piu' comuni nei cui territori siano presenti beni di cui al comma 1, al fine di realizzare modalita' integrate di gestione e valorizzazione.
8. I parchi archeologici sono funzionalmente integrati nell'organizzazione museale regionale.
E c o m u s e i
1. L'ecomuseo e' un'istituzione culturale volta a rappresentare, valorizzare e comunicare al pubblico i caratteri, il paesaggio, la memoria e l'identita' di un territorio e della popolazione che vi e' storicamente insediata, anche al fine di orientarne lo sviluppo futuro in una logica di sostenibilita', responsabilita' e partecipazione dei soggetti pubblici e privati e della comunita' locale in senso lato.
a) documentare e conservare la memoria storica del territorio nelle sue manifestazioni materiali ed immateriali, attraverso la salvaguardia e la ricostruzione di edifici e ambienti secondo i criteri dell'edilizia tradizionale e nel rispetto di un corretto rapporto tra consumo e rinnovamento delle risorse, nonche' attraverso il recupero di strumenti, saperi e pratiche tradizionali, anche nella prospettiva di proporre al mercato turistico servizi, attivita' e produzioni locali sostenibili e a basso impatto ambientale;
c) promuovere e realizzare attivita' di ricerca e progetti educativi relativi all'ambiente e alla cultura locale, rivolti prioritariamente alle istituzioni scolastiche;
e) cooperare con ecomusei di altre realta' territoriali;
f) favorire l'inserimento dell'offerta ecomuseale nei programmi di marketing e di valorizzazione territoriale promossi dai sistemi turistici locali;
g) coordinare la propria attivita' con i progetti integrati di sviluppo locale promossi nel territorio da soggetti pubblici e privati.
3. Gli ecomusei svolgono il ruolo di catalizzatori dei processi di valorizzazione condivisa dei territori e dei loro patrimoni e delle reti di relazioni locali, attraverso il coinvolgimento delle comunita', delle istituzioni culturali e scolastiche e delle associazioni del territorio.
4. Gli ecomusei assolvono ai propri compiti mediante personale professionalmente qualificato, si dotano di un proprio statuto o regolamento approvato dagli organi competenti e provvedono alla rilevazione dei dati sui propri servizi, attivita' e utenti.
d) partecipazione attiva dei residenti al progetto e ampio coinvolgimento delle realta' economiche locali.
6. L'istituzione degli ecomusei e' promossa da comuni singoli o associati.
7. Ogni ecomuseo ha una propria denominazione e un proprio marchio esclusivo, coerente graficamente con il sistema di identita' visiva del patrimonio culturale di cui al comma 4 dell'Art. 18.
1. La Regione promuove il sistema museale della Sardegna quale organizzazione di rete rivolta a favorire sul territorio regionale la fruizione dei beni culturali e la qualita' dei servizi di conservazione, gestione e valorizzazione ai fini della conoscenza del patrimonio culturale da parte dei residenti e della promozione del turismo culturale.
2. Il sistema museale della Sardegna adotta la cooperazione come base dello sviluppo programmato dei servizi e delle attivita' e si articola su base territoriale. Aderiscono al sistema museale della Sardegna, purche' provvisti degli standard minimi di qualita' dei servizi e delle dotazioni definiti dal piano regionale di cui all'Art. 7, i musei regionali, ossia quelli promossi dalla Regione con la partecipazione di enti pubblici o privati e di istituzioni scientifiche e di ricerca, i musei di ente locale, i parchi archeologici, gli ecomusei e i sistemi museali territoriali; vi possono aderire, previe le opportune intese e purche' provvisti degli standard minimi di qualita' dei servizi e delle dotazioni definiti dal piano regionale di cui all'Art. 7, musei pubblici e privati, di qualsiasi natura giuridica e titolarita' istituzionale, presenti nel territorio.
3. I sistemi museali sono aggregazioni di musei e costituiscono lo strumento per mezzo del quale gli enti locali attuano la cooperazione e l'integrazione dell'offerta culturale, la qualificazione e lo sviluppo dei servizi, promuovono la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico dei loro territori.
b) cooperare con il sistema informativo regionale e assicurare la circolazione delle informazioni, nonche' la divulgazione degli studi e delle ricerche;
d) promuovere le attivita' comuni di tutela e di valorizzazione del patrimonio culturale;
e) raccogliere ed elaborare le rilevazioni sui servizi, sulle attivita' e sugli utenti dei musei associati e trasmetterle alle province;
5. I sistemi museali sono istituiti sulla base di un accordo formale di cooperazione tra enti e il loro funzionamento e' regolato da un atto approvato dagli enti titolari e redatto in armonia con i principi e le finalita' della presente legge; gli accordi formali per l'istituzione dei sistemi devono prevedere:
a) l'ambito territoriale e la struttura organizzativa;
e) la composizione e le attribuzioni degli organi di gestione e di rappresentanza;
e) le modalita' di finanziamento e di riparto degli oneri.
6. I musei possono istituire altre forme di collaborazione attraverso reti regionali tematiche, con particolare riguardo all'istituzione della rete museale dell'emigrazione. I sistemi museali territoriali e le reti tematiche sono riconosciuti dalla Regione, su proposta degli enti locali interessati. Possono aderire ai sistemi museali territoriali o alle reti tematiche, previe le opportune intese e purche' provvisti degli standard minimi di qualita' dei servizi e delle dotazioni definiti dal piano regionale di cui all'Art. 7, musei pubblici e privati, o istituti e luoghi della cultura equiparati di qualsiasi natura giuridica e titolarita'.
Rete museale dell'emigrazione
1. La rete museale dell'emigrazione ha lo scopo di conservare, documentare e diffondere la conoscenza della cultura e dei valori identitari degli emigrati sardi, di rafforzare la coscienza di appartenenza alle loro radici culturali e storiche, di realizzare la maggiore integrazione possibile fra la comunita' regionale e la comunita' dei sardi nel mondo.
2. La rete museale dell'emigrazione e' formata da ogni museo che conservi, anche in sezioni a cio' dedicate, testimonianze documentarie sulle diverse comunita' di sardi emigrati; ad essa concorrono, con i propri materiali, le sezioni di storia locale delle biblioteche e gli archivi storici.
3. La rete museale dell'emigrazione attiva rapporti di collaborazione con il Ministero degli esteri, con universita', istituzioni e associazioni culturali italiane e straniere, pubbliche e private, ambasciate, associazioni imprenditoriali e sindacali e di studiosi.
1. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge e' istituito l'osservatorio regionale dei musei, organismo tecnico scientifico con funzione consultiva e propositiva nei confronti della giunta regionale riguardo alla stesura del piano regionale di cui all'Art. 7 e alla sua attuazione, nonche' alla quanta culturale e scientifica del sistema museale della Sardegna e all'istituzione di nuovi musei, parchi archeologici ed ecomusei.
2. L'osservatorio e' istituito con decreto dell'assessore regionale competente ed e' composto da:
c) un rappresentante dei musei di proprieta' privata aderenti al sistema museale regionale, designato dai titolari dei musei di proprieta' privata;
f) un rappresentante dell'International council of museums (ICOM) operante nel territorio regionale, designato dal presidente dell'ICOM Italia o dal presidente regionale;
h) il dirigente del Servizio beni culturali dell'assessorato regionale competente.
Possono far parte dell'osservatorio, previo accordo con l'ente di appartenenza, un rappresentante dei musei statali e uno delle soprintendenze archeologiche, designati dalla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna e un rappresentante delle due universita' della Sardegna, designato dai rettori tra i docenti di riconosciuta e documentata competenza in materia di beni culturali e paesaggistici.
3. I membri dell'osservatorio, alla prima seduta, eleggono un presidente. L'osservatorio resta in carica per la durata della legislatura, si riunisce almeno due volte l'anno, su convocazione del suo presidente. Le funzioni di segreteria dell'osservatorio sono svolte da un funzionario dell'assessorato competente.
4. Entro il mese di ottobre di ciascun anno, l'osservatorio presenta all'assessore regionale competente la relazione annuale sullo stato del sistema museale della Sardegna ed esprime, anche con il concorso di esperti esterni di riconosciuta competenza nazionale ed internazionale, una valutazione sull'efficienza ed efficacia di utilizzo delle risorse erogate nel precedente anno; le risultanze di tale valutazione costituiscono un elemento informativo rilevante ai fini della ripartizione per gli anni successivi dei finanziamenti di cui all'Art. 21.
5. Ai componenti dell'osservatorio regionale dei musei sono attribuiti le indennita' e i rimborsi previsti dalla legge regionale 22 giugno 1987, n. 27.
Biblioteche e archivi storici degli enti territoriali
1. La biblioteca e' una struttura informativa permanente, aperta al pubblico, che fornisce accesso alla conoscenza e all'informazione, accresce le proprie raccolte, le organizza e ne promuove lo sviluppo in funzione delle esigenze dei propri utenti e della crescita culturale e sociale della comunita' di riferimento in una prospettiva multiculturale.
2. L'archivio storico e' una struttura permanente preposta alla raccolta e alla conservazione della documentazione originale di interesse storico della comunita' locale; a tal fine provvede alla sua adeguata valorizzazione e conservazione, all'ordinamento e all'inventariazione, ne promuove l'utilizzazione scientifica e l'uso pubblico nel rispetto dei principi di tutela della riservatezza previsti dalla legislazione vigente.
3. Ai fini della presente legge sono equiparati alle biblioteche gli archivi storici, le fototeche, le fonoteche, le videoteche, le mediateche e altri centri di documentazione e informazione comunque denominati, nonche' le strutture rivolte a favorire l'accesso alla conoscenza e all'informazione, ove queste possano essere funzionalmente integrate nell'organizzazione del sistema bibliotecario della Sardegna.
f) fornire assistenza agli utenti per la ricerca e l'acquisizione di informazioni e documenti;
h) curare il reperimento e l'organizzazione della documentazione locale al fine di valorizzare e far conoscere il patrimonio culturale della Sardegna a partire dalle proprie raccolte, anche in collaborazione con universita', istituti e centri di ricerca;
5. Le biblioteche assolvono ai propri compiti mediante personale professionalmente qualificato, si dotano di un proprio statuto o regolamento approvato dagli organi competenti e provvedono alla rilevazione, almeno annuale, dei dati sui propri servizi, attivita' e utenti.
6. I servizi delle biblioteche e degli archivi storici sono gratuiti; possono essere a carico degli utenti le spese sostenute per l'erogazione di particolari servizi, aggiuntivi a quelli di base, che per loro natura, funzionamento o tipo di fornitura, comportino costi supplementari anche connessi all'utilizzazione di tecnologie.
1. La Regione promuove il sistema bibliotecario della Sardegna quale organizzazione di rete rivolta a favorire il conseguimento sul territorio regionale, a costi ottimali, degli obiettivi di acquisizione, conservazione e diffusione del patrimonio librario e documentario e la qualita' dei servizi al pubblico.
2. Il sistema bibliotecario della Sardegna si ispira ai principi espressi nel manifesto UNESCO per le biblioteche pubbliche, adotta la cooperazione territoriale come base dello sviluppo programmato dei servizi e si articola su base territoriale. Aderiscono al sistema bibliotecario della Sardegna, purche' provvisti degli standard minimi di qualita' dei servizi e delle dotazioni definiti dal Piano regionale di cui all'Art. 7, le biblioteche regionali, le biblioteche di aziende o enti regionali, le biblioteche di ente e di interesse locale, i sistemi bibliotecari territoriali. Vi possono aderire, previe le opportune intese e purche' provviste degli standard minimi di qualita' dei servizi e delle dotazioni definiti dal piano regionale, le biblioteche statali e le biblioteche di proprieta' di soggetti pubblici e privati presenti nel territorio. v 3. I sistemi bibliotecari territoriali sono aggregazioni di biblioteche e costituiscono lo strumento mediante il quale gli enti locali attuano la cooperazione bibliotecaria, la valorizzazione delle risorse, la qualita' e lo sviluppo dei servizi.
b) pianificare l'incremento coordinato delle collezioni, anche attraverso forme di acquisto centralizzate, ed elaborare protocolli per la gestione delle collezioni, per la revisione e lo scarto dei documenti, per l'uniformita' delle procedure amministrative;
c) attivare la catalogazione partecipata e la manutenzione del catalogo, nonche' organizzare e gestire il prestito interbibliotecario favorendo la piu' ampia circolazione dei documenti;
d) organizzare attivita' coordinate di promozione della lettura e dei servizi bibliotecari;
e) svolgere attivita' di assistenza biblioteconomica e tecnologica alle biblioteche associate;
f) raccogliere ed elaborare annualmente le rilevazioni dei dati su servizi, attivita' e utenti delle biblioteche associate e trasmetterle alle province;
g) collaborare con strutture e servizi sociali, culturali e scolastici del territorio incentivando in particolare l'integrazione delle biblioteche scolastiche, singole o organizzate in reti;
5. I sistemi bibliotecari sono istituiti sulla base di un accordo formale di cooperazione anche tra enti o biblioteche di uno stesso ente, ovvero entrambi. Sono regolati da un atto approvato dagli enti titolari, elaborato in armonia con i principi e le finalita' della presente legge; tali accordi devono prevedere:
f) le modalita' di finanziamento e di riparto degli oneri.
6. I sistemi bibliotecari, istituiti in aree territorialmente omogenee, sono riconosciuti dalla Regione, sentiti gli enti locali interessati. Ai sistemi bibliotecari possono aderire, purche' provviste degli standard minimi di qualita' dei servizi e delle dotazioni definiti dal piano regionale di cui all'Art. 7, biblioteche pubbliche e private, di qualsiasi natura giuridica e titolarita' istituzionale, presenti nel territorio.
1. Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge e' istituito l'osservatorio regionale delle biblioteche, organismo tecnico scientifico con funzione consultiva e propositiva nei confronti della giunta regionale riguardo alla stesura del piano regionale di cui all'Art. 7, alla sua attuazione e alla qualita' culturale e scientifica del Sistema bibliotecario della Sardegna e alla istituzione di nuove biblioteche e archivi storici.
f) un rappresentante dell'associazione italiana biblioteche designato dal presidente regionale dell'associazione;
h) i dirigenti del servizio beni librari dell'assessorato regionale competente e della biblioteca regionale.
Possono far parte dell'osservatorio, previo accordo con l'ente di appartenenza, un rappresentante delle biblioteche e degli archivi statali designato dal Ministero per i beni e le attivita' culturali, un responsabile dei sistemi bibliotecari, se formalmente istituiti, delle due universita' della Sardegna da queste designato e un rappresentante delle biblioteche scolastiche designato dalla direzione scolastica regionale.
3. I membri dell'osservatorio, alla prima seduta, eleggono il presidente. L'osservatorio resta in carica per la durata della legislatura e si riunisce almeno due volte l'anno su convocazione del suo presidente. Le funzioni di segreteria dell'osservatorio sono svolte da un funzionario dell'assessorato regionale competente.
4. Entro il mese di ottobre di ciascun anno l'osservatorio presenta all'assessore regionale competente la relazione annuale sullo stato del sistema bibliotecario della Sardegna ed esprime, anche con il concorso di esperti esterni di riconosciuta competenza nazionale ed internazionale, una valutazione sull'efficienza ed efficacia di utilizzo delle risorse erogate nel precedente anno; le risultanze ditale valutazione costituiscono un elemento informativo rilevante ai fini della ripartizione, per gli anni successivi, dei finanziamenti di cui all'Art. 21.
5. Ai componenti dell'osservatorio regionale delle biblioteche sono attribuiti le indennita' e i rimborsi previsti dalla legge regionale n. 27 del 1987.
1. La Regione, per l'espletamento delle funzioni previste dalla lettera b) del comma 1 dell'Art. 4, organizza, gestisce e aggiorna un sistema informativo del patrimonio culturale della Sardegna, con la finalita' di rilevare i dati utili alla conoscenza dei beni culturali e del paesaggio e del loro stato di conservazione, di raccogliere e valorizzare il patrimonio di conoscenze gia' esistenti sul territorio favorendo la collaborazione e lo scambio reciproco con lo Stato, gli enti locali, le universita' e altri istituti e soggetti pubblici e privati, nonche' di assicurare la messa in rete dell'offerta culturale e di contribuire ai sistemi informativi nazionali; in particolare, la Regione organizza, gestisce e aggiorna:
2. Il sistema informativo del patrimonio culturale della Sardegna contribuisce a garantire la pubblicita' e la trasparenza dell'intervento pubblico sui beni culturali e sul paesaggio e consente l'accesso ai dati nei limiti previsti dalla legislazione vigente.
3. La Regione concorre con lo Stato, le altre regioni e con istituti e soggetti pubblici e privati alla definizione di metodologie comuni per la raccolta, lo scambio, l'accesso e l'elaborazione dei dati catalografici nonche' per l'integrazione delle reti nel campo dei beni culturali e del paesaggio.
4. La Regione, per promuovere il patrimonio culturale della Sardegna, istituisce un sistema di identita' visiva le cui caratteristiche e modalita' di utilizzo sono determinate dalla giunta regionale.
Albo regionale degli istituti e dei luoghi della cultura
1. Con provvedimento della giunta regionale e successivo decreto dell'assessore regionale competente e' istituito l'albo regionale degli istituti e dei luoghi della cultura che abbiano ottenuto il riconoscimento regionale sulla base dei requisiti minimi di qualita' dei servizi e delle dotazioni indicati nel piano regionale di cui all'Art. 7. L'albo, predisposto dall'assessorato competente, e' suddiviso per settori ed aggiornato annualmente.
1. La Regione, anche in concorso con enti pubblici territoriali, interviene con contributi annuali a sostegno delle attivita' di enti e istituzioni culturali e scientifiche di particolare importanza presenti in ambito regionale. Ai fini dell'ottenimento del contributo regionale gli enti e le istituzioni culturali devono:
a) essere stati istituiti con legge della Regione e svolgere i compiti stabiliti dalla stessa legge, oppure essere in possesso di personalita' giuridica;
b) essere costituiti e svolgere un'attivita' continuativa da almeno cinque anni;
c) disporre di una sede adeguata e di attrezzature idonee per lo svolgimento delle proprie attivita';
e) promuovere e svolgere in modo continuativo attivita' di ricerca e di elaborazione documentata e fruibile, realizzata anche attraverso seminari permanenti, corsi, concorsi, convegni, mostre, premi letterari e altre manifestazioni di valore culturale e scientifico;
f) svolgere e fornire servizi di accertato valore collegati alla propria attivita' di ricerca;
g) pubblicare i risultati della propria attivita' culturale e scientifica;
h) predisporre e attuare programmi triennali di attivita';
i) documentare l'attivita' svolta nel triennio precedente la richiesta di contributo, nonche' presentare i relativi rendiconti annuali approvati dagli organi statutari competenti.
2. Gli enti e le istituzioni che operano sulle medesime tematiche devono coordinare tra loro la programmazione e lo svolgimento delle attivita'.
3. Per le finalita' di cui al comma 1 la Regione istituisce un fondo unico la cui articolazione e' definita con decreto dell'assessore regionale competente sulla base del parere di una apposita commissione scientifica costituita da tre esperti di riconosciuta e documentata competenza nazionale ed internazionale, nominati dal consiglio regionale con voto limitato a uno, ed incaricata dell'accertamento dei requisiti di cui al comma 1 e della valutazione delle attivita' programmate e realizzate. La commissione dura in carica per l'intera legislatura; ai componenti della commissione sono attribuiti le indennita' e i rimborsi previsti dalla legge regionale n. 27 del 1987.
4. In sede di prima applicazione gli enti e le istituzioni culturali e scientifiche gia' finanziati con leggi regionali devono conseguire i requisiti di cui al comma 1 entro quindici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
5. La Regione, attraverso apposito capitolo di bilancio, puo' concorrere con contributi annuali all'organizzazione di manifestazioni celebrative di figure di protagonisti della storia e della cultura della Sardegna.
1. La Regione persegue le finalita' della presente legge attraverso interventi finanziari annuali per:
a) la gestione e l'incremento del catalogo regionale dei beni archeologici, artistici, storici ed etnoantropologici, nonche' la gestione e l'aggiornamento del sistema informativo e la promozione del patrimonio culturale della Sardegna;
b) il funzionamento dei musei regionali, dell'Istituto superiore regionale etnografico di cui all'Art. 16 della legge regionale 5 luglio 1972, n. 26, e della Fondazione Costantino Nivola di cui all'Art. 6 della legge regionale 31 luglio 1990, n. 35;
e) l'acquisizione di beni culturali anche in via di prelazione;
f) l'acquisizione di opere d'arte contemporanea da destinare ai musei regionali e di ente locale; l'organizzazione di manifestazioni artistiche e culturali di interesse regionale, nazionale e internazionale; gli scambi internazionali e le residenze di artisti;
g) le convenzioni e gli accordi di cui al comma 3 dell'Art. 4;
h) la formazione e l'aggiornamento degli operatori dei musei, dei parchi archeologici e degli ecomusei;
i) l'istituzione e il consolidamento di distretti culturali;
l) la gestione e l'incremento del Catalogo regionale dei beni librari e documentari; la catalogazione di materiale documentario moderno ed antico; la gestione e l'aggiornamento del sistema informativo dedicato ai beni librari;
m) progetti di promozione della lettura e festival letterari d'interesse regionale, nazionale e internazionale;
n) l'esercizio dei compiti di soprintendenza di beni librari;
o) il funzionamento della biblioteca e dell'archivio storico dell'amministrazione regionale;
p) il funzionamento del centro per i servizi culturali societa' umanitaria di cui alla legge regionale 15 giugno 1978, n. 37, e della relativa biblioteca, con sede a Cagliari;
q) la formazione e l'aggiornamento degli operatori delle biblioteche e degli archivi storici;
r) il sostegno alle attivita' di enti e istituzioni culturali e scientifiche di particolare importanza in ambito regionale;
s) l'organizzazione di manifestazioni celebrative di figure di protagonisti della storia e della cultura della Sardegna;
u) ogni altro intervento di livello regionale rivolto al perseguimento delle finalita' della presente legge.
2. La Regione persegue le finalita' di cui alla presente legge anche attraverso trasferimenti di risorse ordinarie alle province da destinarsi, in base agli indirizzi del piano regionale di cui all'Art. 7, per:
a) la costituzione, il funzionamento e l'incremento dei musei di ente locale e di interesse locale;
d) la costituzione, il funzionamento e l'incremento delle biblioteche di ente locale;
f) la gestione dei servizi relativi a biblioteche e archivi storici di ente locale e d'interesse locale;
g) il funzionamento dei centri e delle istituzioni bibliografiche private di cui al comma 1 dell'Art. 36 del decreto del Presidente della Repubblica n. 348 del 1979;
h) il funzionamento dei centri per i servizi culturali UNLA e Societa' umanitaria di cui alla legge regionale n. 37 del 1978, e delle relative biblioteche, con sede ad Alghero, Carbonia, Iglesias, Macomer e Oristano.
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge, valutati in euro 28.297.000 per l'anno 2006, in euro 29.996.000 per l'anno 2007 e in euro 29.036.000 per l'anno 2008 e successivi, si fa fronte come segue:
a) quanto a euro 28.297.000 per l'anno 2006, a euro 24.996.000 per l'anno 2007 e a euro 24.036.000 per l'anno 2008 e successivi, con le risorse gia' destinate agli interventi previsti dalle leggi regionali di cui si dispone l'abrogazione con l'Art. 23, iscritte in conto delle UPB S11.025, S11.027, S1l.033, S11.034, Sll.042 e S11.052;
2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2006-2008 sono introdotte le seguenti variazioni: in diminuzione:
03 - Programmazione:
UPB S03.006:
Fondo per i nuovi oneri legislativi di parte corrente: =====================================================================
2006 | euro ===================================================================== 2007 |euro 5.000.000 2008 |euro 5.000.000
mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 8 della tabella A allegata alla legge 24 febbraio 2006, n. 1 (finanziaria 2006). in aumento:
04 - Enti locali:
UPB S04.019:
Trasferimenti agli enti locali - parte corrente: =====================================================================
2006 | euro ===================================================================== 2007 |euro 2.370.000 2008 |euro 2.370.000
11 - Pubblica istruzione:
UPB S11.025:
Tutela, conservazione e valorizzazione dei beni culturali: =====================================================================
2006 | euro ===================================================================== 2007 |euro 1.660.000 2008 |euro 1.660.000
UPB S11.027:
Investimenti per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali: =====================================================================
2006 | euro ===================================================================== 2007 |euro 350.000 2008 |euro 350.000
Interventi a favore delle biblioteche e per la promozione della lettura: =====================================================================
2006 | euro ===================================================================== 2007 |euro 260.000 2008 |euro 260.000
Interventi per attivita' e manifestazioni culturali e di spettacolo: =====================================================================
2006 | euro ===================================================================== 2007 |euro 360.000 2008 |euro 360.000
4. Le spese per l'attuazionedella presente legge gravano sulle citate UPB, di cui ai commi 1 e 2, del bilancio della Regione per gli anni 2006-2008 e su quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
1. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge sono abrogate le seguenti disposizioni e leggi regionali:
a) legge regionale 24 novembre 1950, n. 64 (Erogazione di contributi per la costituzione, il riordinamento e l'incremento delle biblioteche dipendenti da enti locali);
b) articoli 1, 2 e 3 e commi 1, 2, 7 e 8 dell'Art. 4 della legge regionale 7 febbraio 1958, n. 1 (Disposizioni per i musei degli enti locali, lo sviluppo delle ricerche archeologiche ed il finanziameto di opere urgenti per la conservazione dei monumenti);
c) legge regionale 20 giugno 1979, n. 49 (Modifiche alla legge regionale 7 febbraio 1958, n. 1, gia' modificata con legge regionale 14 gennaio 1969, n. 2, recante disposizioni per i musei degli enti locali, lo sviluppo delle ricerche archeologiche ed il finanziamento di opere urgenti per la conservazione dei monumenti);
d) lettere e) ed f) del comma 6 dell'Art. 92, comma 7 dell'Art. 110 e Art. 113 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11 (legge finanziaria 1988);
e) Art. 81 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18 (legge finanziaria 1989);
f) comma 1 dell'Art. 20 e commi 2 e 6 dell'Art. 80 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 (legge finanziaria 1990);
g) comma 2 dell'Art. 29 e Art. 86 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6 (legge finanziaria 1992);
h) Art. 1 della legge regionale 8 luglio 1993, n. 30 (Disposizioni varie in tuateria di attivita' culturali e sociali);
l) comma 5 dell'Art. 50 e Art. 51 della legge regionale 7 aprile 1995, n. 6 (legge finanziaria 1995);
m) Art. 55 della legge regionale 15 febbraio 1996, n. 9 (legge finanziaria 1996);
n) comma 6 dell'Art. 39 della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11 (legge finanziaria 1998);
o) Art. 29 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1 (legge finanziaria 1999);
p) Art. 38 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 (legge finanziaria 2000);
q) commi 14, 15 e 16 dell'Art. 4 della legge regionale 24 aprile 2001, n. 6 (legge finanziaria 2001);
r) commi 3, 9, 10, 11, 12, 13 e 15 dell'Art. 26 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (legge finanziaria 2002);
s) lettere a), b) e c) del comma 4 dell'Art. 13 della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (legge finanziaria 2003).
1. Il completamento dei procedimenti amministrativi in corso al momento dell'entrata in vigore della presente legge e' effettuato ai sensi delle preesistenti norme di riferimento.
Cagliari, 20 settembre 2006

References: Art. 3

Art. 7
 Art. 113
 Art. 81
 Art. 86
 Art. 1
 Art. 51
 Art. 55
 Art. 29
 Art. 38