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Timestamp: 2020-08-03 18:23:08+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 21138 del 07/08/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21138 del 07/08/2019
Cassazione civile sez. I, 07/08/2019, (ud. 21/06/2019, dep. 07/08/2019), n.21138
sul ricorso 28717/2018 proposto da:
S.H., domiciliato in Roma, presso la cancelleria della
Froldi, giusta procura in atti;
Avverso sentenza della CORTE D’APPELLO DI ANCONA, depositata il
11/04/2018;
1. – S.H. ricorre per due mezzi, nei confronti del Ministero dell’interno, contro la sentenza dell’11 aprile 2018 con cui la Corte d’appello di Ancona ha respinto l’appello avverso ordinanza del locale Tribunale che aveva disatteso l’opposizione al provvedimento con cui la competente Commissione territoriale aveva respinto la sua domanda di protezione internazionale o umanitaria.
2. – Non spiega difese l’amministrazione intimata.
1. – Il primo motivo denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 3, comma 5, censurando la sentenza impugnata per avere il giudice di merito mancato di ottemperare al proprio dovere di cooperazione istruttoria.
Il secondo motivo denuncia violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 251 del 2007, censurando la sentenza impugnata laddove aveva ritenuto che la mera osservazione di una situazione di violazione dei diritti inviolabili dell’uomo nel paese di origine, che non si riverberasse specificamente sul richiedente, non poteva essere ritenuta sufficiente per il riconoscimento della protezione.
2. – Non ricorre l’esigenza di disporre la rinnovazione della notificazione del ricorso, indirizzata alla questura di Macerata ((OMISSIS)), profilandosi l’inammissibilità del ricorso (da ult. Cass. 18 aprile 2019, n. 10839).
3.1. – L’inammissibilità discende dalla complessiva fattura del ricorso ed in particolare dalla violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 6.
Nel caso in esame i motivi trovano fondamento sulle dichiarazioni rese dal richiedente in sede di audizione dinanzi alla commissione territoriale, senza che il documento sia stato localizzato.
3.2. – In ogni caso, ciascuno dei due motivi è inammissibile.
3.2.1. – Il primo motivo è inammissibile perchè la Corte territoriale ha confermato la statuizione del primo giudice il quale aveva ritenuto non credibile il racconto della propria vicenda offerto dal richiedente (“il racconto dello S. è connotato da genericità tale da non consentire di poter ricavare da esso la prova della militanza politica del partito di opposizione (OMISSIS), avendo l’istante fornito generiche informazioni sulla sua natura e sulle attività svolte”), di guisa che, a fronte di una narrazione non credibile, neppure sussisteva l’invocato dovere di cooperazione istruttoria (Cass. 31 maggio 2018, n. 14006; Cass. 31 maggio 2018, n. 13858).
3.2.2. – Il secondo motivo è inammissibile.
La Corte territoriale ha rigettato la domanda di protezione sussidiaria, in relazione alla fattispecie contemplata dal D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. c) osservando gradatamente: a) che il racconto del richiedente non era credibile; b) che il richiedente non aveva nemmeno dedotto di essersi rivolto alle autorità locali; c) che nelle fonti internazionali citate dall’appellante non si rinveniva l’esistenza di una situazione di violenza indiscriminata o di conflitto armato.
Il ricorrente ha impugnato tale statuizione dolendosi dell’affermazione della Corte d’appello secondo cui la situazione di violazione dei diritti inviolabili dell’uomo nel paese di origine, tale da non riverberarsi specificamente sul richiedente, non potrebbe essere ritenuta sufficiente per il riconoscimento della protezione sussidiaria: affermazione che nella sentenza impugnata non c’è affatto, giacchè, come si è detto, la Corte d’appello ha ritenuto una cosa totalmente diversa, ossia che “non si rinviene… nelle fonti internazionali citate dall’appellante l’esistenza di una situazione di violenza indiscriminata o situazione di conflitto armato interno”.
La censura prescinde dunque integralmente dalla ratio decidendi posta a sostegno della decisione impugnata.
dichiara inammissibile il ricorso, dando atto, ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, che non sussistono i presupposti per il versamento, a carico della parte ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 3
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 14
 sentenza 
 art. 13
 art. 13