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Timestamp: 2019-02-19 02:39:15+00:00

Document:
Decreto del Presidente della Repubblica 19/03/1956 n° 0303
Decreto del Presidente della Repubblica n° 303 del 19/03/1956
Doc. 456C0303.900 di Origine Nazionale
pubblicato/a su : Gazz. Uff. Suppl. Ordin. n° 105 del 30/04/1956
Capo I - Campo di applicazione.
Art. 3. DEFINIZIONE DI LAVORATORE SUBORDINATO. -
Capo II - Obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti, dei preposti e dei lavoratori.
Art. 4. OBBLIGHI DEI DATORI DI LAVORO, DEI DIRIGENTI E DEI PREPOSTI. -
Art. 5. OBBLIGHI DEI LAVORATORI. -
Capo I - Ambienti di lavoro.
Art. 6. ALTEZZA, CUBATURA E SUPERFICIE. -
Art. 7. PAVIMENTI, MURI, SOFFITTE, FINESTRE E LUCERNARI DEI LOCALI SCALE E MARCIAPIEDI MOBILI, BANCHINA E RAMPE DI CARICO. -
Art. 8. LOCALI SOTTERRANEI. -
Art. 9. AREAZIONE DEI LUOGHI DI LAVORO CHIUSI. -
Art. 10. ILLUMINAZIONE NATURALE E ARTIFICIALE DEI LUOGHI DI LAVORO. -
Art. 11. TEMPERATURA DEI LOCALI. -
Art. 12. APPARECCHI DI RISCALDAMENTO. -
Art. 13. UMIDITÀ. -
Art. 14. LOCALI DI RIPOSO. -
Art. 15. PULIZIA DEI LOCALI. -
Art. 16. SISTEMAZIONE DEI TERRENI SCOPERTI DIPENDENTI DAI LOCALI DI LAVORO. -
Art. 17. DEPOSITI DI IMMONDIZIE, DI RIFIUTI E DI MATERIALI INSALUBRI. -
Capo II - Difesa dagli agenti nocivi.
Art. 18. DIFESA DALLE SOSTANZE NOCIVE. -
Art. 19. SEPARAZIONE DEI LAVORI NOCIVI. -
Art. 20. DIFESA DELL'ARIA DAGLI INQUINAMENTI CON PRODOTTI NOCIVI.-
Art. 21. DIFESA CONTRO LE POLVERI. -
Art. 22. DIFESA DALLE RADIAZIONI NOCIVE. -
Art. 23. DIFESA CONTRO LE RADIAZIONI IONIZZANTI. -
Art. 24. RUMORI E SCUOTIMENTI. -
Art. 25. LAVORI IN AMBIENTI SOSPETTI DI INQUINAMENTO. -
Art. 26. MEZZI PERSONALI DI PROTEZIONE. -
Capo III - Servizi sanitari.
Art. 27. PRONTO SOCCORSO. -
Art. 28. PACCHETTO DI MEDICAZIONE. -
Art. 29. CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO. -
Art. 30. CAMERA DI MEDICAZIONE. -
Art. 31. DECENTRAMENTO DEL PRONTO SOCCORSO. -
Art. 33. VISITE MEDICHE. -
Capo IV - Servizi igienico-assistenziali.
Art. 36. ACQUA. -
Art. 37. DOCCE. -
Art. 38. DOCCE. -
Art. 39. GABINETTI E LAVABI. -
Art. 40. SPOGLIATOI E ARMADI PER IL VESTIARIO. -
Art. 41. REFETTORIO. -
Art. 42. CONSERVAZIONE VIVANDE E SOMMINISTRAZIONE BEVANDE. -
Art. 43. LOCALI DI RICOVERO E DI RIPOSO. -
Art. 44. DORMITORI STABILI. -
Art. 45. DORMITORI DI FORTUNA. -
Art. 46. DORMITORI TEMPORANEI. -
Art. 47. PULIZIA DELLE INSTALLAZIONI IGIENICO-ASSISTENZIALI. -
Capo V - Nuovi impianti.
Art. 48. NOTIFICHE ALL'ISPETTORATO DEL LAVORO. -
Art. 49. AZIENDE E LAVORI SOGGETTI AL PRESENTE TITOLO. -
Art. 50. ABITAZIONI E DORMITORI. -
Art. 51. DORMITORI TEMPORANEI. -
Art. 52. ACQUA. -
Art. 53. ACQUAI E LATRINE. --
Art. 54. STALLE E CONCIMAIE. -
Art. 55. LOCALI SOTTERRANEI. -
Art. 56. MEZZI DI PRONTO SOCCORSO E DI PROFILASSI. -
Art. 58. CONTRAVVENZIONI COMMESSE DAI DATORI DI LAVORO E DAI DIRIGENTI. -
Art. 59. CONTRAVVENZIONI COMMESSE DAI PREPOSTI. -
Art. 60. CONTRAVVENZIONI COMMESSE DAI LAVORATORI. -
Capo I - Deroghe.
Art. 61. DEROGHE DI CARATTERE GENERALE. -
Art. 62. DEROGHE PARTICOLARI. -
Capo II - Applicazione delle norme.
Art. 63. VIGILANZA. -
Art. 64. ISPEZIONI. -
Art. 65. PRESCRIZIONI. -
Art. 66. RICORSI. -
Art. 67. CONTRAVVENZIONI. -
Art. 68. COORDINAMENTO DELLA VIGILANZA. -
Art. 69. COORDINAMENTO CON LE DISPOSIZIONI SPECIALI VIGENTI IN MATERIA
Art. 70. DECORRENZA. -
Per un immediato riscontro delle modifiche introdotte dal D.Lgs. 242/96 le stesse sono evidenziate in grassetto corsivo
Titolo II: la denominazione del titolo è stata così sostituita dall'art. 33, comma 4 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626.
Art. 6: l'articolo è stato dapprima modificato dall'art. 33, comma 5 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626; successivamente è stato sostituito dall'art. 16, comma 4 del D.Lgs. 242/96.
Art. 7: l'articolo è stato dapprima sostituito, titolo compreso, dall'art. 33, comma 9 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626; successivamente è stato modificato dall'art. 16, comma 5 del D.Lgs. 242/96.
Art. 9: l'articolo è stato così sostituito, titolo compreso, dall'art. 33, comma 6 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626; successivamente il comma 1 è stato modificato dall'art. 16, comma 6 del D.Lgs. 242/96.
Art. 10: l'articolo è stato dapprima sostituito, titolo compreso, dall'art. 33, comma 8 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626; successivamente il comma 1 è stato sostituito dall'art. 16, comma 7 del D.Lgs. 242/96.
Art. 11: l'articolo è stato così sostituito, titolo compreso, dall'art. 33, comma 7 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626.
Art. 14: l'articolo è stato così sostituito, titolo compreso, dall'art. 33, comma 10 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626.
Art. 20: l'articolo è stato così modificato dall'art. 36, comma 7 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626; successivamente il comma terzo è stato soppresso dall'art. 17, comma 1 del D.Lgs. 242/96..
Art. 37: è stato dapprima sostituito, titolo compreso, dall'art. 33, comma 12 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626; successivamente è stato sostituito dall'art. 16, comma 8 del D.Lgs. 242/96.
Art. 38: è stato abrogato dall'art. 16, comma 9 del D.Lgs. 242/96.
Art. 39: è stato dapprima sostituito, titolo compreso, dall'art. 33, comma 12 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626; successivamente è stato sostituito dall'art. 16, comma 10 del D.Lgs. 242/96.
Art. 40: l'articolo è stato così sostituito dall'art. 33, comma 11 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626.
Il D.P.R. 303/1956 è stato emanato in base all'autorizzazione contenuta nella legge 12 febbraio 1955, n. 51; successivamente il comma 2 è stato modificato dall'art. 16, comma 11 del D.Lgs. 242/96.
Il testo è conforme alle rettifiche contenute nell'avviso pubblicato nella Gazz. Uff. 11 giugno 1956, n. 142.
La misura delle ammende è stata elevata di cinque volte ai sensi dall'art. 113, comma 2, della L. 24 novembre 1981, n. 689. Le sanzioni sono escluse dalla depenalizzazione in base all'art. 32, commi 1 e 2, della L. 24 novembre 1981, n. 689.
In base all'art. 27 del Codice penale le pene proporzionali non hanno limite massimo.
Art. 48: cfr. la Circolare (Min. Lavoro) 2 febbraio 1971, n. 144.
Art. 58, comma 1: il comma è stato così modificato dall'art. 26, comma 16 del D. Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758; successivamente le lettere a), b), c) sono state sostituite dall'art. 16, comma 12 del D.Lgs. 242/96..
Art. 59, comma 1: il comma è stato così modificato dall'art. 26, comma 17 del D. Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758; successivamente le lettere a), b) sono state modificate dall'art. 16, comma 13 del D.Lgs. 242/96.
Art. 60, comma 1: il comma è stato così modificato dall'art. 26, comma 18 del D. Lgs. 19 dicembre 1994, n. 758; successivamente la lettera b) è stata modificata dall'art. 16, comma 14 del D.Lgs. 242/96.
Allegato: le voci 11 (piombo) e 49 (rumori) della tabella delle lavorazioni sono state soppresse dall'art. 59 del D. Lgs. 15 agosto 1991, n. 277.Le voci da 1 a 44 e 47 sono state abrogate dall'art. 5 del D.Lgs. 2 febbraio 2002, n. 25.
Le norme del presente decreto non si applicano ai lavori a bordo delle navi mercantili e a bordo degli aeromobili, nonché all'esercizio delle miniere, delle cave e delle torbiere .
Sono escluse altresì le imprese industriali e commerciali gestite direttamente dal titolare col solo aiuto dei membri della famiglia con lui conviventi e le aziende agricole indicate nel secondo comma dell'art. 49.
Art. 3. DEFINIZIONE DI LAVORATORE SUBORDINATO.
Sempre agli effetti dell'art. 1 sono equiparati ai lavoratori subordinati i soci di società e di enti in genere cooperativi, anche di fatto, i quali prestino la loro attività per conto delle società o degli enti stessi.
Art. 4. OBBLIGHI DEI DATORI DI LAVORO, DEI DIRIGENTI E DEI PREPOSTI.
I datori di lavoro, i dirigenti e i preposti i quali esercitano, dirigono o sovraintendono alle attività indicate all'art. 1, devono, nell'ambito delle rispettive attribuzioni e competenze:
d) disporre ed esigere che i singoli lavoratori osservino le norme di igiene ed usino i mezzi di protezione messi a loro disposizione .
Art. 6. ALTEZZA, CUBATURA E SUPERFICIE.
1. I limiti minimi per altezza, cubatura e superficie dei locali chiusi destinati o da destinarsi al lavoro nelle aziende industriali che occupano più di 5 lavoratori, e in ogni caso in quelle che eseguono le lavorazioni indicate nell'articolo 33, sono i seguenti:
2. I valori relativi alla cubatura e alla superficie si intendono lordi, cioè senza deduzione dei mobili, macchine e impianti fissi.
5. Per i locali destinati o da destinarsi a uffici, indipendentemente dal tipo di azienda, e per quelli delle aziende commerciali, i limiti di altezza sono quelli individuati dalla normativa urbanistica vigente.
Art. 7.PAVIMENTI, MURI, SOFFITTI, FINESTRE E LUCERNARI DEI LOCALI SCALE E MARCIAPIEDI MOBILI, BANCHINA E RAMPE DI CARICO. -
1. A meno che non sia richiesto diversamente dalle necessità della lavorazione, è vietato adibire a lavori continuativi i locali chiusi [...] che non rispondono alle condizioni seguenti:
6. Le pareti trasparenti o traslucide, in particolare le pareti completamente vetrate, nei locali o nelle vicinanze dei posti di lavoro e delle vie di circolazione, devono essere chiaramente segnalate e costituite da materiali di sicurezzafino all'altezza di 1 metro dal pavimento, ovvero essere separate dai posti di lavoro e dalle vie di circolazione succitati in modo tale che i lavoratori non possono entrare in contatto con le pareti nè rimanere feriti qualora esse vadano in frantumi. Nel caso in cui vengano utilizzati materiali di sicurezza fino all'altezza di 1 metro dal pavimento, tale altezza è elevata quando ciò è necessario in relazione al rischio che i lavoratori rimangano feriti qualora esse vadano in frantumi.
8. Le finestre e i lucernari devono essere concepiti congiuntamente con l'attrezzatura o dotati di dispositivi i quali consentano la loro pulitura senza rischi per i lavoratori che effettuano tale lavoro nonché per i lavoratori presenti nell'edificio e intorno a esso.
12. Le banchine di carico devono disporre di almeno una uscita. Ove sia tecnicamente possibile, le banchine di carico che superano m 25,0 di lunghezza devono disporre di una uscita a ciascuna estremità.
13-bis. Le disposizioni di cui ai commi 10, 11, 12 e 13 sono altresì applicabili alle vie di circolazione principali sul terreno dell'impresa, alle vie di circolazione che portano a posti di lavoro fissi, alle vie di circolazione utilizzate per la regolare manutenzione e sorveglianza degli impianti dell'impresa, nonchè alle banchine di carico.
Art. 8. LOCALI SOTTERRANEI.
In deroga alle disposizioni del precedente comma, possono essere destinati al lavoro locali sotterranei o semisotterranei, quando ricorrano particolari esigenze tecniche. In tali casi si deve provvedere con mezzi idonei alla aereazione, alla illuminazione ed alla protezione contro l'umidità.
L'Ispettorato del lavoro, d'intesa con l'ufficiale sanitario, può consentire l'uso dei locali sotterranei e semisotterranei anche per altre lavorazioni per le quali non ricorrono le esigenze tecniche, quando dette lavorazioni non diano luogo ad emanazioni nocive e non espongano i lavoratori a temperature eccessive, sempreché siano rispettate le altre norme del presente decreto e sia provveduto, con mezzi idonei, alla aereazione, alla illuminazione ed alla protezione contro l'umidità.
4. Qualsiasi sedimento o sporcizia che potrebbe comportare un pericolo immediato per la salute dei lavoratori dovuto all'inquinamento dell'aria respirata deve essere eliminato rapidamente.».
1. A meno che non sia richiesto diversamente dalle necessità delle lavorazioni e salvo che non si tratti di locali sotterranei, i luoghi di lavoro devono disporre di sufficiente luce naturale. In ogni caso, tutti i predetti locali e luoghi di lavoro devono essere dotati di dispositivi che consentono una illuminazione artificiale adeguata per salvaguardare la sicurezza, la salute e il benessere dei lavoratori
3. I luoghi di lavoro nei quali i lavoratori sono particolarmente esposti a rischi in caso di guasto dell'illuminazione artificiale, devono disporre di una illuminazione di sicurezza di sufficiente intensità.
Nel giudizio sulla temperatura adeguata per i lavoratori si deve tener conto della influenza che possono esercitare sopra di essi il grado di umidità e il movimento dell'aria concomitanti.
Quando non é conveniente modificare la temperatura di tutto l'ambiente, si deve provvedere alla difesa dei lavoratori contro le temperature troppo alte o troppo basse mediante misure tecniche localizzate o mezzi personali di protezione".
Art. 12. APPARECCHI DI RISCALDAMENTO.
Art. 13. UMIDITÀ.
Art. 15. PULIZIA DEI LOCALI.
Art. 16. SISTEMAZIONE DEI TERRENI SCOPERTI DIPENDENTI DAI LOCALI DI LAVORO.
Art. 17. DEPOSITI DI IMMONDIZIE, DI RIFIUTI E DI MATERIALI INSALUBRI.
Art. 18. DIFESA DALLE SOSTANZE NOCIVE.
I recipienti devono portare una scritta che ne indichi il contenuto ed avere le indicazioni e i contrassegni di cui all'art. 355 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, numero 547 .
Art. 19. SEPARAZIONE DEI LAVORI NOCIVI.
Art. 20. DIFESA DELL'ARIA DAGLI INQUINAMENTI CON PRODOTTI NOCIVI.
Nei lavori nei quali si svolgono gas o vapori irrespirabili o tossici od infiammabili, ed in quelli nei quali si sviluppano normalmente odori o fumi di qualunque specie il datore di lavoro deve adottare provvedimenti atti ad impedirne o a ridurne, per quanto è possibile, lo sviluppo e la diffusione.
Un'attrezzatura di lavoro che comporta pericoli dovuti ad emanazione di gas, vapori o liquidi ovvero ad emissioni di polvere, deve essere munita di appropriati dispositivi di ritenuta ovvero di estrazione vicino alla fonte corrispondente a tali pericoli.
Art. 21. DIFESA CONTRO LE POLVERI.
Art. 22. DIFESA DALLE RADIAZIONI NOCIVE.
Art. 23. DIFESA CONTRO LE RADIAZIONI IONIZZANTI.
Art. 24. RUMORI E SCUOTIMENTI.
Art. 25. LAVORI IN AMBIENTI SOSPETTI DI INQUINAMENTO.
Art. 26. MEZZI PERSONALI DI PROTEZIONE.
Art. 27. PRONTO SOCCORSO.
Art. 28. PACCHETTO DI MEDICAZIONE.
Art. 29. CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO.
Art. 30. CAMERA DI MEDICAZIONE.
Art. 31. DECENTRAMENTO DEL PRONTO SOCCORSO.
Art. 33. VISITE MEDICHE.
L'Ispettorato del lavoro [(v. ora, Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle Unità sanitarie locali: ex art. 21 della L. 23 dicembre 1978, n. 833]può prescrivere la esecuzione di particolari esami medici, integrativi della visita, quando li ritenga indispensabili per l'accertamento delle condizioni fisiche dei lavoratori.
I lavoratori occupati nella stessa azienda in lavorazioni diverse da quelle indicate nella tabella, quando esse siano eseguite nello stesso ambiente di lavoro ed espongano, a giudizio dell'Ispettorato del lavoro [(v. ora, Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle Unità sanitarie locali: ex art. 21 della L. 23 dicembre 1978, n. 833], a rischi della medesima natura, devono essere sottoposti alle visite mediche previste dall'articolo precedente.
Il datore di lavoro può essere autorizzato dall'Ispettorato del lavoro [(v. ora, Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle Unità sanitarie locali: ex art. 21 della L. 23 dicembre 1978, n. 833] a far eseguire le visite mediche periodiche a intervalli più lunghi di quelli prescritti nella tabella allegata, ma non superiori al doppio del periodo indicato, quando i provvedimenti adottati nella azienda siano tali da diminuire notevolmente i periodi igienici della lavorazione.
Art. 36. ACQUA.
Per la provvista, per la conservazione e per la distribuzione dell'acqua devono osservarsi le norme igieniche atte ad evitarne l'inquinamento e ad impedire la diffusione di malattie.
1. Docce sufficienti ed appropriate devono essere messe a disposizione dei lavoratori quando il tipo di attività o la salubrità lo esigano.
Art. 38. DOCCE.
Art. 41. REFETTORIO.
Art. 42. CONSERVAZIONE VIVANDE E SOMMINISTRAZIONE BEVANDE.
Art. 43. LOCALI DI RICOVERO E DI RIPOSO.
Art. 44. DORMITORI STABILI.
Art. 45. DORMITORI DI FORTUNA.
Per i lavori in aperta campagna, lontano dalle abitazioni, quando i lavoratori debbono pernottare sul luogo, il datore di lavoro deve loro fornire dormitori capaci di difenderli efficacemente contro gli agenti atmosferici.
Nel caso che la durata dei lavori non superi i 15 giorni nella stagione fredda ed i 30 giorni nelle altre stagioni, possono essere destinate ad uso di dormitorio costruzioni di fortuna costruite in tutto o in parte di legno o di altri materiali idonei ovvero tende, a condizione che siano ben difese dall'umidità del suolo e dagli agenti atmosferici.
Art. 46. DORMITORI TEMPORANEI.
Le costruzioni per dormitorio devono rispondere alle condizioni seguenti:
b) essere sollevate dal terreno, oppure basate sopra terreno bene asciutto e sistemato in guisa da non permettere né la penetrazione dell'acqua nelle costruzioni, né il ristagno di essa in una zona del raggio di almeno 30 metri attorno;
La superficie dei dormitori non può essere inferiore a 3,50 mq per persona.
Art. 47. PULIZIA DELLE INSTALLAZIONI IGIENICO-ASSISTENZIALI.
Art. 48. NOTIFICHE ALL'ISPETTORATO DEL LAVORO.
Art. 49. AZIENDE E LAVORI SOGGETTI AL PRESENTE TITOLO.
Art. 50. ABITAZIONI E DORMITORI.
Ferme restando le disposizioni relative alle condizioni di abitabilità delle case rurali, contenute nel testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265 , è vietato di adibire ad abitazioni di lavoratori stabili o a dormitorio di lavoratori assunti per lavori stagionali di carattere periodico:
Art. 51. DORMITORI TEMPORANEI.
Art. 52. ACQUA.
Art. 53. ACQUAI E LATRINE.
Art. 54. STALLE E CONCIMAIE.
Art. 55. LOCALI SOTTERRANEI.
Art. 56. MEZZI DI PRONTO SOCCORSO E DI PROFILASSI.
Nelle attività concernenti il diserbamento, la distruzione dei parassiti delle piante, dei semi e degli animali, la distruzione dei topi o di altri animali nocivi, nonché in quelle concernenti la prevenzione e la cura delle malattie infettive del bestiame e le disinfezioni da eseguire nei luoghi e sugli oggetti infetti ed, in genere, nei lavori in cui si adoperano o si producono sostanze asfissianti, tossiche, infettanti o comunque nocive alla salute dei lavoratori, devono essere osservate le disposizioni contenute nell'articolo 18.
Art. 58. CONTRAVVENZIONI COMMESSE DAI DATORI DI LAVORO E DAI DIRIGENTI.
a) con l'arresto da tre mesi a sei mesi o con l'ammenda da lire tre milioni a lire otto milioni per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 4, comma 1, lettera c); 6, commi 1 e 3; 7, commi 1, 2, 3, 4, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13; 8; 9, commi 1, 2 e 4; 10, commi 1, 2 e 3; 13; 18, primo, terzo e quarto comma; 20; 21, primo, secondo, terzo, quarto e quinto comma; 22; 23, primo e terzo comma; 25; 52. Alle stesse penalità soggiaciono i datori di lavoro e i dirigenti che non osservano le prescrizioni rilasciate dall'organo di vigilanza ai sensi degli articoli 6, comma 4; 21, sesto e settimo comma;
b) con l'arresto da due a quattro mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 4, comma primo, lettera b); 10, comma 4; 11; 12; 14, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 7; 16; 17, primo comma; 18, secondo comma; 19; 24; 28; 29; 30; 36; 37; 39; 40; 41, primo e secondo comma; 43; 44; 45; 46; 47, primo comma; 48, primo e secondo comma; 50, primo comma; 51, primo comma; 53; 55; 65, secondo comma. Alle stesse penalità soggiaciono i datori di lavoro e i dirigenti che non osservano le prescrizioni rilasciate dall'organo di vigilanza ai sensi degli articoli 14, comma 6, 31, terzo comma; 48, terzo comma; 51, secondo comma;
c) con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda da lire cinquecentomila a lire due milioni per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 4, comma 1, lettera d); 7, comma 5; 9, comma 3; 15; 31, secondo comma; 32, 42, primo e secondo comma; 54, primo, secondo, terzo, quarto e quinto comma; 56. Alle stesse penalità soggiaciono i datori di lavoro ed i dirigenti che non osservano le prescrizioni rilasciate dall'organo di vigilanza ai sensi degli articoli 31, primo e secondo comma; 33, terzo comma..
d) con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda fino a lire 2 milioni per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 26, 33, primo comma e 34.
Art. 59. CONTRAVVENZIONI COMMESSE DAI PREPOSTI.
a) con l'arresto da uno a tre mesi o con l'ammenda da lire un milione a lire quattro milioni per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 4 lettera b), 9 commi 1, 2, 4,11, 13, 18 primo, terzo e quarto comma, 20 secondo comma, 21 terzo e quarto comma, 25;
b) con l'arresto fino a due mesi o con l'ammenda fino a lire due milioni per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 4 lettera d), 9, comma 3, 18 secondo comma, 36 secondo comma, [....], 50 primo comma.
Art. 60. CONTRAVVENZIONI COMMESSE DAI LAVORATORI.
a) con l'arresto fino ad un mese o con l'ammenda da lire trecentomila a lire un milionecinquecentomila per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 5 lettera d), 20 secondo comma, 21 terzo comma, 47 secondo comma;
b) con l'arresto fino a quindici giorni o con l'ammenda da lire duecentomila a lire ottocentomila per l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 5 lettera a), b) e c), [....], 41 quarto comma .
Art. 61. DEROGHE DI CARATTERE GENERALE.
Art. 62. DEROGHE PARTICOLARI.
Art. 63. VIGILANZA.
Art. 64. ISPEZIONI.
Art. 65. PRESCRIZIONI.
Art. 66. RICORSI.
Le disposizioni impartite da gli ispettori del lavoro in materia di igiene del lavoro sono esecutive.
Art. 67. CONTRAVVENZIONI.
Art. 68. COORDINAMENTO DELLA VIGILANZA.
Art. 69. COORDINAMENTO CON LE DISPOSIZIONI SPECIALI VIGENTI INMATERIA.
A decorrere da tale data il regolamento generale per igiene del lavoro, approvato con regio decreto 14 aprile 1927, n. 530, è abrogato.
Tabella delle lavorazioni per le quali vige l'obbligo delle visite mediche preventive e periodiche (art. 33 del Decreto)
Causa del rischio Lavorazioni o categorie di lavoratori Periodo visite
1 - 44. [....].
45. Radio, raggi X e sostanze radioattive Lavoratori addetti:
b) alle lavorazioni che implicano l'uso di radio, raggi X e sostanze radioattive Trimestrale e visita immediata quando l'operaio denunci o presenti segni patologici sospetti
46. Radiazioni ultraviolette e infrarosse Lavoratori addetti:
a) alle applicazioni industriali dei raggi ultravioletti e infrarossi; Semestrale e visita immediata quando l'operaio denunci o presenti segni patologici sospetti
b) alla saldatura ad arco. Id.
47. [....].
48. Vibrazioni e scuotimenti Lavoratori che impiegano utensili ad aria compressa o ad asse flessibile. Annuale
49. [....].
50. Ferro (ossido) Lavoratori addetti ai laminatoi di ferro e di acciaio, in quanto esposti alla inalazione di polvere di ossido di ferro. Annuale
51. Polveri di zolfo [1] Lavoratori addetti alla macinazione e alla raffinazione dello zolfo. Annuale
52. Polveri di talco [1] Lavoratori addetti:
a) alla produzione e alla lavorazione del talco; Annuale
b) alla talcatura nella lavorazione della gomma. Id.
53. Polveri di cotone, lino, canapa e juta Lavoratori addetti:
a) alla apertura, battitura, cardatura e pulitura delle fibre di cotone, canapa, lino e juta; Annuale
b) alla filatura e tessitura della canapa e della juta. Id.
54. Anchilostomiasi Lavori nelle gallerie, nelle fornaci di laterizi. Annuale e quando l'operaio denunci o presenti sintomi sospetti di infestione
55. Carbonchio e morva Lavoratori addetti:
a) alle infermerie per animali; Annuale e quando l'operaio denunci o presenti sintomi sospetti di infezione
b) ai macelli; Id.
c) alle sardigne; Id.
d) alla concia delle pelli; Id.
e) alla lavorazione del crine; Id.
f) alla raccolta e alla lavorazione dei residui animali per la fabbricazione di concimi, di colla e di altri prodotti industriali. Id.
56. Leptospirosi a) Lavori nelle fogne e nei canali;
b) lavori di bonifica in terreni paludosi. Annuale e immediata quando l'operaio denunci o presenti sintomi sospetti di infestione
57. Tubercolosi, sifilide ed altre malattie trasmissibili Soffiatura del vetro con mezzi non meccanici (in quanto implichi l'uso di canne promisque). Ogni 15 giorni ed ogni volta che l'operaio riprenda il lavoro dopo una assenza superiore a 5 giorni
[1] I controlli sanitari sono limitati ai lavoratori esposti all'inalazione di dette polveri, quando esse siano esenti da silice, in quanto per le lavorazioni che comportano la inalazione di polveri silicee provvedono le norme contenute nella legge 12 aprile 1943, n. 455, sulla assicurazione obbligatoria contro la silicosi e l'asbestosi.

References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

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Art. 27

Art. 28

Art. 29

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Art. 31

Art. 33

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