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Timestamp: 2020-04-02 10:30:30+00:00

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Relazione tecnica del Piano Comunale di Classificazione Acustica | Sistema Informativo Territoriale
Relazione tecnica del Piano Comunale di Classificazione Acustica
Ai sensi dell'Art. n. 5 della Legge Regionale n. 89 del 1.12.1998.
La normativa finalizzata alla prevenzione e al contenimento dei fenomeni di inquinamento sonoro ha conosciuto una rapida evoluzione nell'ultimo decennio, collegata prevalentemente al processo di trasposizione nell'ordinamento nazionale di una cospicua serie di norme di fonte comunitaria.
L'Italia ha provveduto a dare attuazione alle direttive adottate dagli organi comunitari in materia, dapprima attraverso l'emanazione di decreti ministeriali e, successivamente, mediante lo strumento della "legge comunitaria" previsto dalla L. 9 marzo 1989, n. 86, a cui ha fatto seguito il D.P.C.M. 01.03.1991.
La Regione Toscana, con propria delibera di Giunta n. 488 del 25.01.1993, ha adottato delle "linee guida".
In data 26.10.1995 è stata emanata la Legge Quadro n. 447 sull'inquinamento acustico che ha individuato le competenze dei diversi soggetti pubblici ed ha assegnato ai Comuni il compito di procedere alla classificazione acustica del loro territorio (Art.6) e, se reso necessario dal superamento dei limiti di rumore, all'adozione di piani di risanamento (Art.7).
Questo compito dei Comuni necessitava, per essere espletato, di un'apposita Legislazione Regionale (Art. 4).
Il D.P.C.M. 14/11/1997 ha successivamente stabilito la "Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore" rappresentati nelle seguenti tabelle:
Tabella B: Valori limite di emissione - Leq in dB (A) (art.2)
Diurno (06.00-22.00)
Notturno (22.00-06.00)
Tabella C: Valori limite assoluti di immissione - Leq in dB (A) (art.3)
Tabella D: Valori di qualità - Leq in dB (A) (art.7)
La Legge Quadro n. 447/95, fissava il termine del 30.12.1996 per l'emanazione da parte delle Regioni, dei criteri necessari ai Comuni per procedere alla classificazione del proprio territorio.
Di fatto, ad oggi, la Regione Toscana ha legiferato in tale senso con legge regionale n. 89 del 1/12/1998 "Norme in materia di inquinamento acustico" e con Delib. G.R.T. n. 8 del 5/7/1999 " Definizione dei criteri e degli indirizzi della pianificazione degli enti locali ai sensi dell'Art. 2 della L.R. n. 89/98 norme in materia di inquinamento acustico".
In base alla citata normativa il Comune di Siena ha condotto lo studio per la classificazione del territorio, percorrendo le seguenti fasi:
Analisi del P.R.G. vigente e relative varianti.
Analisi dei vincoli territoriali (paesaggistici, storici, idrogeologici, archeologici).
Verifica della corrispondenza tra destinazioni urbanistiche e destinazioni d'uso effettive, attuali e future.
Analisi statistica per unità territoriali, della popolazione, delle attività commerciali e artigianali.
Individuazione delle localizzazioni particolari, quali zone industriali, ospedali, scuole, parchi, aree per spettacoli viaggianti.
Individuazione della viabilità urbana a più alta intensità di traffico.
Individuazione di strade di grande comunicazione e delle linee ferroviarie.
Analisi delle indagini fonometriche effettuate dall'ARPAT.
Aggregazione per zone omogenee delle unità territoriali e sovrapposizione della rete viaria a maggiore intensità di traffico.
Verifica della compatibilità acustica tra aree contigue.
Formulazione del progetto di zonizzazione.
I dati presi in considerazione per condurre lo studio sono stati quelli delle sezioni di censimento ISTAT 1991, quelli delle attività commerciali e artigianali e quelli sui flussi di traffico, forniti dagli uffici competenti del Comune di Siena.
Nel valutare la densità di popolazione si è tenuto conto della seguente parametrazione riferita ai residenti;
zone a bassa densità di popolazione (< 50 ab./ha)
zona a media densità di popolazione (50-200 ab./ha)
zone ad alta densità di popolazione (> 200 ab./ha)
Inoltre valutando la specificità di Siena, è stato assunto ad ulteriore parametro relativo alla popolazione l'alta presenza di flussi turistici e di studenti universitari fuori sede.
Per il commercio e per l'artigianato si è valutato il rapporto tra numero di esercizi ed abitanti.
Infine, per le strade sono state utilizzate le seguenti fasce di flusso, calcolate sul numero dei veicoli/ora contati nei periodi di massima intensità.
Strade a traffico locale (0-50 veicoli/ora)
Strade a traffico di attraversamento di media intensità (50-500 veicoli/ora)
Strade a traffico di attraversamento e di scorrimento a forte intensità (>500 veicoli/ora).
Per ciascun parametro sono stati acquisiti gradi di variabilità previsti nei "criteri ed indirizzi della pianificazione degli Enti locali" formulati dalla Giunta Regionale Toscana con Delibera n. 8 del 05.07.1999, riportati nella seguente tabella:
Traffico locale Limitata presenza di attività commerciali Assenza di attività industriali e artigianali Assenza di strade di grande comunicazione, linee ferroviarie, aree portuali Bassa densità di popolazione Bassa presenza 5 corrispondenze o compatibilità solo con media densità di popolazione
Traffico veicolare locale o di attraversamento Presenza di attività commerciali e uffici Limitata presenza di attività artigianali e assenza di attività industriali Assenza di strade di grande comunicazione, linee ferroviarie, aree portuali Media densità di popolazione Media presenza Tutti i casi non ricadenti nelle Classi II e IV
Intenso traffico veicolare Elevata presenza di attività commerciali e uffici Presenza di attività artigianali, limitata presenza di piccole industrie Presenza di strade di grande comunica- zione, linee ferroviarie, aree portuali Alta densità di popolazione Alta presenza Almeno 3 corrispondenze o presenza di strade di grande comunicazione linee ferroviarie, aree portuali
Alle strade urbane a forte intensità di traffico in considerazione del fatto che gli spostamenti veicolari costituiscono in esse la caratteristica precipua dell'attività umana, è stata attribuita la classe IV limitata al fronte strada o estesa su una fascia di rispetto dai 50 ai 100 ml.
D'altra parte alcune di queste strade sono destinate ad essere spostate nella classe III per gli effetti delle politiche sulla viabilità e sulla sosta intraprese da tempo dall'Amministrazione Comunale.
Per le aree ferroviarie si è fatto riferimento ai regolamenti di disciplina previsti dall'art. 11 della Legge 447/95 del quale al momento è stato emanato il solo D.P.R. 18/11/1998 n. 459 "Regolamento recante norme di esecuzione dell'art. 11 l. 447/95 in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario" pubblicato sulla G.U. n. 2 del 4/1/99, con le previste fasce di rispetto, inserendo comunque queste aree in IV classe, con estensione di 100 ml. per lato dalle linee.
Altre due scelte importanti sono state quelle di non applicare la classe VI a causa dell'assenza di aree esclusivamente industriali (che escludono la presenza di abitazioni) e di considerare le zone costruite del centro storico come un'unità omogenea, distinguendo solo le valli agricole e ortive che fanno parte integrante del centro storico stesso ed altre aree verdi.
Secondo quanto previsto dall'Art. n. 6 della L.R. si è evitato, dovunque è stato possibile, il contatto diretto di aree con valori di qualità superiori a 5 dB(A) di livello sonoro continuo equivalente.
Per giungere alla proposta finale lo schema di zonizzazione è stato sottoposto ad una procedura di verifica e ottimizzazione che ha coinvolto i Settori Assetto del Territorio, Lavori Pubblici, Polizia, Ambiente, Sicurezza Sociale, Attività Economiche del Comune di Siena, l'ARPAT (Sezione Provinciale di Siena) e il Dipartimento di prevenzione dell'ASL 7.
(Rappresentazione grafica: Tav. n. 1 scala 1: 10000 e Tav. n. 2 scala 1:2000)
colore verde chiaro, tratteggio piccoli punti bassa densità
Valori limite di emissione Leq in dB(A) (art.2) D/45 N/35
Valori limite assoluti di immissione Leq in dB(A) (art.3) D/50 N/40
Valori di qualità Leq in dB (A) (art.7) D/47 N/37
Zona V1 (in parte) Art. 189 delle N.T.A. del P.R.G. destinazione parco bosco "Lecceto" ;
Zona V2 (tutta) Art. 189 delle N.T.A. del P.R.G. destinazione parco bosco "Belcaro" comprendente anche una fascia di zona agricola;
Zona V3 (tutta) Art. 189 delle N.T.A. del P.R.G. destinazione oasi faunistica "valle del Bolgione", comprendente anche una fascia di zona agricola;
colore verde scuro, tratteggio punti grossi alta densità
Valori limite di emissione Leq in dB(A) D/50 N/40
Valori limite assoluti di immissione Leq in dB(A) D/55 N/45
Valori di qualità Leq in dB D/52 N/42
Le porzioni più interne delle valli agricole e ortive del centro storico;
Zona Sh "Le Scotte" (tutta) Art. 166 delle N.T.A. del P.R.G. destinazione servizi ospedalieri e sanitari " Nuovo Policlinico Le Scotte";
Zona V "Arbia Bozzone" (in parte) Art. 96 delle N.T.A. del P.R.G. destinazione Parco "Fluviale" a confine con il Comune di Castelnuovo Berardenga;
Zona Sc* Cimitero Laterino (tutta) Art. 172 delle N.T.A. del P.R.G.;
Zona Sc* Cimitero della Misericordia (tutta) Art. 172 delle N.T.A. del P.R.G. e zona Sh* Ospedale Sanatoriale (tutta) Art. 172 delle N.T.A. del P.R.G.;
Fasce di zone agricole di perimetrazione ai parchi V1, V2, V3, classificati nella già citata classe I.
Zona Sa* Campansi (tutta) Art. 172 delle N.T.A. del P.R.G.
colore giallo, tratteggio linee orizzontali bassa densità
Valori limite di emissione Leq in dB(A) D/55 N/45
Valori limite assoluti di immissione Leq in dB(A) D/60 N/50
Valori di qualità Leq in dB D/57 N/47
Tutte le zone "A" agricole in generale Art. 139 delle N.T.A. del P.R.G. sia che si trovino nella campagna, nella periferia o nel centro storico, aventi caratteristiche tali e che non siano inserite in altre classi.
Le porzioni più esterne delle valli agricole e ortive interne del centro storico e la parte degli edifici su di esse affacciati.
Il Prato di S. Agostino, il parco di Villa Rubini, una porzione dell'area verde compresa fra Via degli Orti e il Vicolo degli Orbachi.
Tutti i quartieri esterni al centro storico ad esclusione delle aree inserite in altre classi.
Tutto il Centro Storico dentro la città murata Art. 112 delle N.T.A. del P.R.G. (vedi Tav. n. 2 scala 1:2000) ad esclusione delle vie inserite in altre Classi.
I parchi attrezzati che, per motivi ubicazionali non sono stati inseriti in classe I o in classe II.
colore arancione, linee verticali alta densità
AREE DI INTENSA ATTIVITA' UMANA
Valori limite di emissione Leq in dB(A) D/60 N/50
Valori limite assoluti di immissione Leq in dB(A) D/65 N/55
Valori di qualità Leq in dB D/62 N/52
Le zone costruite del centro storico ad esclusione delle parti degli edifici affacciate sulle porzioni più esterne delle valli agricole e ortive.
Con una estensione di ml. 100 per lato, la linea ferroviaria Firenze - Chiusi- Grosseto, la tangenziale Siena - Firenze - Grosseto - Arezzo, la nuova Cassia Sud previsto dal P.R.G., la variante Renaccio - Ruffolo anch'essa prevista dal P.R.G.
Con una estensione di 50 ml. per lato la Cassia Sud, la S.S. 73 Ponente, la S.S. 73 Levante lo svincolo della superstrada Siena-Acquacalda, Via di Pescaia, Via Massetana Romana, Via Aretina, Via B. Peruzzi, Via Don Minzoni, Viale Sardegna, Viale Sclavo, Via G. Mazzini, Viale Bracci fino all'ingresso del Fast Park, Via Lombardi, Via Fiorentina, Viale Cavour, Viale V. Emanuele, Via B. Montluc, Via Diaz, Via n. Sauro, Via n. Bixio, Via Massetana, Strada dei Tufi, la Strada "Fiume" prevista dal P.R.G.
Con un'estensione limitata al fronte strada, Via C. Cittadini, Via B. Tolomei, Via R. da Capua, Via Banchi, Via delle Province, Via E. Piccolomini, Via Roma fino allo slargo dell'ex Ospedale S. Niccolò, Via G. Gigli, Via D. Beccafumi, Via Garibaldi fino all'incrocio con Via Pian d'Ovile, Via Pian d'Ovile, Via S. Martini, Via L. Memmi, Via L. Maitani, Viale V. Veneto, Viale XXV Aprile, Viale XXIV Maggio, Viale dei Mille, Viale Curtatone, Via F. Tozzi, Via R. Franci, Via L. Cadorna, Via P.A. Mattioli e Via Fontanella fino all'ingresso e all'uscita del parcheggio Il Campo.
L'area del P.N. 5.4 (Cerchiaia Bassa).
Una fascia perimetrale di 150 ML. alla cava di Monsindoli situata a Sud del territorio Comunale; una fascia perimetrale di 200 ml. all'impianto lavorazione inerti di "Caspreno" situato ad Est del territorio comunale al confine con il Comune di Castelnuovo Berardenga; una fascia perimetrale di 100 (200 ml. alle zone industriali e artigianali di Isola d'Arbia Art. 125 delle N.T.A. del P.R.G. e di Renaccio St Art. 171 delle N.T.A. e I3A art. 128 delle N.T.A.
colore rosso, tratteggio incrociato bassa densità
Valori limite di emissione Leq in dB(A) D/65 N/55
Valori limite assoluti di immissione Leq in dB(A) D/70 N/60La Regione Toscana, con propria delibera di Giunta n. 488 del 25.01.1993, ha adottato delle "linee guida".
Tutta la zona produttiva di larghezza variabile 100 ( 400 ML. che va dal Viale Toselli ai Due Ponti fino al Ruffolo escluso, seguendo parallelamente il percorso della Ferrovia Siena - Chiusi - Grosseto. Tutto il territorio citato è perimetrato da una fascia di classe IV di 200 ML.;
Tutta la zona produttiva di larghezza 200 ML. che va dalla Colonna S. Marco fino alla fine del nuovo insediamento produttivo di Cerchiaia parallelamente al percorso della tangenziale Siena - Firenze - Grosseto. Tutto il territorio citato è perimetrato da una fascia di classe IV di 100 ( 200 ML.;
La zona industriale e artigianale di Isola d'Arbia Art.. 125 delle N.T.A. del P.R.G., la zona industriale di "St Renaccio" Art. 171 delle N.T.A. e la zona I3A art. 128 delle N.T.A.;
La zona della Cava di Monsindoli di dimensioni 500 ML. per 300 ML. situata a sud del territorio comunale.
La zona di lavorazione degli inerti in loc. "Caspreno" di forma triangolare dimensioni 300 ML. ( 150 ML. situata ad est del territorio comunale a confine con il comune di Castelnuovo Berardenga.
Gli edifici scolastici, sono stati censiti e catalogati in un elaborato indipendente allegato al P.C.C.A. consistente in n. 43 planimetrie fascicolate in scala 1:2.000, con individuata la classe di appartenenza e il riferimento numerico citato nella planimetria generale del piano scala 1: 10.000. In tutti i casi in cui non è stato possibile, per cause oggettive di ubicazione degli edifici, applicare la classe I si è individuata la classe più bassa in rapporto a quella della zona adiacente e comunque mai superiore alla classe II.
Nei casi in cui si è determinata l'adiacenza di edifici scolastici a zone appartenenti a classe non contigua si procederà a piani di risanamento così come stabilito dagli artt. 6 e 8 della L.R. 89/1999.
Lo stesso rilievo, catalogazione e fascicolazione è stato eseguito per le aree destinate a spettacolo a carattere temporaneo, ovvero mobile, ovvero all'aperto, ai sensi dell'Art. n.2 comma n. 2, lettera B della L.R. n. 89/1998. Le aree censite sono 7, evidenziate in un elaborato indipendente in scala 1:2.000 e con riferimenti numerici evidenziati nella planimetria generale del piano scala 1:10.000. In data 17/2/1999 con Delib. n. 89 di G.M. l'Amministrazione del Comune di Siena aveva già censito tali aree che sono state recepite nel P.C.C.A. in oggetto.
Queste zone non ricadono all'interno delle classi I e II e i loro limiti acustici sono definiti dalla apposita delibera di G.C. che regola l'installazione e l'attività degli spettacoli viaggianti. Il limite di immissione indicato è di 70 dB in orario di esercizio.
Per quanto concerne le cave, le zone estrattive, o le zone di riporto, la classificazione in classe V è da ritenersi una classificazione temporanea ed è vigente solo nel caso in cui siano state rilasciate le autorizzazione e siano stati emessi atti unilaterali da parte dell'Amministrazione del Comune di Siena.
Per le aree militari, fatto salvo che sono soggette ai limiti di zona previsti dalla zonizzazione acustica, la Legge n. 447/95 art. 11 comma 3 prevede altresì che "la prevenzione e il contenimento acustico nelle aree esclusivamente interessate da installazioni militari e nelle attività delle Forze Armate sono definiti mediante specifici accordi dai comitati misti paritetici di cui all'art. 3 della Legge 34/12/1976 n. 898 e successive modificazioni". Dopo la dismissione tali aree vengono classificate in base alla destinazione d'uso prevista dal P.R.G. vigente.
La zonizzazione acustica del territorio è la premessa necessaria per avviare il Piano di Risanamento acustico, dove si presentano condizioni non conformi ai valori previsti dalla Legge.
A seguito della adozione e relativa approvazione del P.C.C.A. l'Amministrazione Comunale provvederà alla stesura di apposito regolamento per la realizzazione dei relativi piani di risanamento acustici, articolati in una Relazione tecnica e in Norme Tecniche di Attuazione.
Provvederà inoltre sempre mediante approvazione di apposito regolamento:
alla elencazione della "documentazione di impatto acustico (DO.IM.A) che dovrà attestare la conformità alle prescrizioni contenute nel P.C.C.A. considerando gli effetti indotti sul clima acustico esistente all'atto del suo rilevamento, dello stato di fatto e degli interventi previsti dalla pianificazione comunale, di cui alla Delib. G.R.T. n. 788 del 13/7/1999;
alla elencazione della "documentazione di valutazione previsionale di clima acustico" (D.P.C.A.) di cui alla Delib. G.R.T. n. 788 del 13/7/1999;
alla elencazione delle sanzioni e dei provvedimenti amministrativi in analogia a quanto disposto dall 'art. 10 comma 2 della l. 447/95;
all'aggiornamento della zonizzazione acustica con adozione di varianti specifiche o generali al P.R.G. e approvazione dei P.P. attuativi del P.R.G. limitatamente alle porzioni di territorio disciplinate dagli stessi.
Gli elaborati finali del P.C.C.A. sono i seguenti:
Tav. n. 1 generale del Piano scala 1:10.000
Tav. n. 2 di dettaglio del Centro Storico scala 1:2.000
Fascicolo aree scolastiche scala 1:2.000
Fascicolo aree a spettacolo temporaneo ovvero mobile ovvero all'aperto scala 1:2.000
Per tutto quanto sopra non contemplato si fa esplicito riferimento alla normativa seguente:
Legge n. 447 del 26/10/1995 "Legge quadro sull' inquinamento acustico"
Legge Regionale n. 89 del 1/12/1998 "Norme in materia di inquinamento acustico"
D.P.C.M. del 14/11/1997 "Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore"
Delib. G.R.T. n. 8 del 5/7/1999 "Criteri e indirizzi per la redazione dei P.C.C.A."
Delib. G.R.T. n. 788 del 13/7/1999 "Definizione dei criteri per la redazione della document. di impatto acustico (DO.IM.A.) e della relazione previsionale di clima acustico (D.P.C.A.).

References: Art. 189
 Art. 189
 Art. 189
 Art. 166
 Art. 96
 Art. 172
 Art. 172
 Art. 172
 Art. 172
 Art. 139
 Art. 112
 Art. 125
 Art. 171
 art. 128
 Art. 171
 art. 128
 art. 11