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Timestamp: 2017-12-14 02:35:14+00:00

Document:
Oggi � stato ascoltato un luminare in materia, l�anatomo-patologo specialista cardiologo dell�universit� di Padova Prof. Gaetano Tiene al fine di �commentare� la foto del cuore di Federico http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/2008/11/24/il-cuore/
� deposizione di Anne Marie (uno dei testimoni oculari) resa in incidente probatorio del 16 giugno 2006 http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/2008/09/15/testimone-oculare/
Inviato da: mande il Marted�, 13-Gen-2009, 14:40
Inviato da: punkreas il Venerd�, 30-Gen-2009, 16:44
Inviato da: punkreas il Mercoled�, 25-Feb-2009, 15:45
Inviato da: punkreas il Marted�, 14-Apr-2009, 22:09
Inviato da: vulcani84 il Mercoled�, 15-Apr-2009, 11:25
ma chi cristo se ne frega di come si ammanetta una persona? cio� c'era anche un motivo per arrestarlo??
Inviato da: Flagstone PUNK il Mercoled�, 15-Apr-2009, 14:44
Inviato da: punkreas il Mercoled�, 17-Giu-2009, 23:50
Inviato da: Flagstone PUNK il Gioved�, 18-Giu-2009, 12:44
Inviato da: vulcani84 il Venerd�, 19-Giu-2009, 12:01
Inviato da: Flagstone PUNK il Venerd�, 19-Giu-2009, 12:54
Inviato da: Sythebest il Venerd�, 19-Giu-2009, 13:35
Inviato da: Pierz il Venerd�, 19-Giu-2009, 13:40
avevo letto sul Venerd� di repubblica di un fumetto su aldrovandi, ma non ricordo autori-editore-titolo e non trovo pi� il venerd�... se qualcuno li sa linki, please
Inviato da: punkreas il Venerd�, 19-Giu-2009, 17:31
Subito dopo la condanna, una delegazione degli amici di Federico si recher� in Viminale per consegnare le adesioni alla RICHIESTA DI SOSPENSIONE dei 4 agenti della Polizia di Stato.
E' INDISPENSABILE FRIMARSI CON NOME E COGNOME, l'indicazione della residenza � facoltativa.
Inviato da: punkreas il Venerd�, 19-Giu-2009, 17:33
QUOTE (Pierz @ Venerd�, 19-Giu-2009, 12:40)
sempre sul faccia libro c'� questa pagina
Inviato da: vulcani84 il Venerd�, 19-Giu-2009, 17:48
pierz � questo?
si anch'io l'ho letto e ho salvato la pagina ,lo prender� quasi sicuramente
Inviato da: punkreas il Luned�, 06-Lug-2009, 00:43
Tre anni e otto mesi di galera: � la richiesta del pubblico ministero. �Anche se come padre darei l' ergastolo ai quattro poliziotti che hanno picchiato a morte mio figlio mentre chiedeva aiuto, sono fiero che in Italia ancora esistano magistrati cos�. Lino Aldrovandi mastica lacrime e parole.
Sua moglie Patrizia prova a darsi forza: �Qualunque pena sarebbe troppo poco rispetto a quello che � successo a Federico, 18 anni, incensurato e ammazzato di botte. Tuttavia, oggi ho capito che avremo giustizia�. I quattro sono seduti a tre metri e non sanno dove mettere le mani e gli occhi. Enzo Pontani � quello biondo, sembra il pi� sicuro di s� ma forse � una finta. Paolo Forlani prova a sorridere. Luca Pollastri, il piccoletto, ha occhiaie lunghe. Lei, Monica Segatto� uno spettro. Tutori della legge alla sbarra. Per quattro ore e mezza hanno ascoltato il pm Nicola Proto, toga a sghimbescio su jeans e giacca blu, ricostruire l' alba terribile del 25 settembre 2005, quando Federico Aldrovandi venne fermato, manganellato, ammanettato per mezz' ora perch� aveva dato in escandescenze, urlava e aveva preso sostanze (eroina, ketamina e alcol) dopo essere tornato da una discoteca a Bologna. Nell' aula, la voce del magistrato � una lama di ghiaccio. �Federico aveva solo diciott' anni, e se non avesse incontrato i quattro imputati oggi ne avrebbe ventidue. C' era proprio bisogno di picchiarlo in quattro con i manganelli, mentre diceva �basta� e �aiutatemi�? Era necessario colpirlo anche quando si trovava a terra, e poi prenderlo a calci, e immobilizzarlo in posizione prona mentre non riuscivaa respirare?�.
La madre guarda gli imputati che guardano nel vuoto. Pena e orrore scivolano lungo le pareti foderate in legno dell' aula B, un luogo piccolo dove manca l' aria, per� � per altri motivi che manca. Per l' angoscia di sentire le testimonianze che parlano dei quattro poliziotti �scattati come formiche addosso al ragazzo, li ho visti tutti sopra di lui, senza fermarsi, lo tempestavano con i piedi, lo bastonavano in testa finch� lui non si muoveva pi��. Manca l' aria quando si scopre che due manganelli su quattro si spezzarono, addirittura, e poi si cerc� di farli sparire per mezza giornata, non l' unico tentativo di insabbiamento: questo ricostruisce il pubblico ministero. Manca l' aria quando si parla dell' ematoma dentro il cuore di Federico e della sua probabile asfissia, e della voce che si spegneva mentre implorata aiuto, e degli infermieri della Croce Rossa che quando arrivano - chiamati in ritardo dai poliziotti- lo trovano gi� morto,e soprattutto a pancia in gi�: chi viene ammanettato cos�, pu� soffocare.
Manca l' aria quando viene citata la testimonianza di uno degli imputati, Enzo Pontani, che disse: �Abbiamo preso gli sfollagentee abbiamo dovuto bastonare di brutto per mezz' ora�. O quando si ricorda come la poliziotta Segatto si accorse delle luci nelle case vicine, e lo fece notare ai colleghi: �Moderate, che ci sono le luci accese�. Il pubblico ministero incalza, soppesa le molte e contrastanti perizie, riannoda i fili: �Abbiamo motivo di ritenere che Federico mor� per una serie di concause: per asfissia posturale in un fisico debilitato da droga e agitazione, anche se lui non era un tossico, e per asfissia meccanica dovuta a compressione del torace. Chiedeva aiuto, diceva basta, rantolava:i quattro imputati non potevano non accorgersi che stava morendo, eppure non lo aiutarono ma lo picchiarono. Una reazione totalmente sproporzionata alla situazione�. Questo ha portato all' accusa di eccesso colposo che provoc� l' omicidio colposo. �Nell' impianto accusatorio non mancano le contraddizioni� sostiene Giovanni Trombini, uno degli avvocati della difesa. �Nelle nostre repliche avremo molto da dire�. Il6 luglio la sentenza. Anche un solo giorno di condanna significherebbe che in una maledetta mattina d' autunno, quattro �servitori dello Stato� hanno ucciso o contribuito a uccidere un ragazzino. -
Inviato da: Flagstone PUNK il Luned�, 06-Lug-2009, 11:37
Inviato da: vulcani84 il Luned�, 06-Lug-2009, 19:46
Inchiesta e processo hanno visto come parte fondamentale la famiglia Aldrovandi, la mamma Patrizia Moretti e il pap� Lino, in prima linea per chiedere la verit�, prima con il blog su Kataweb aperto nel gennaio 2006 e diventato uno dei pi� cliccati in Italia, poi lungo l'inchiesta e il processo, scanditi dalle perizie, dalla raccolta delle testimonianze, dalla ricostruzione faticosa delle cause della morte di Federico.
Il pm Nicola Proto aveva chiesto condanne per tre anni e otto mesi a ciascuno dei quattro agenti. L'accusa � di aver ecceduto nel loro intervento, di non aver raccolto le richieste di aiuto del ragazzo, di aver infierito su di lui in una colluttazione imprudente usando i manganelli che poi si sono rotti. La parte civile, (Gamberini, Del Mercato, Anselmo e Venturi) ha ricostruito sotto quattro angolazioni diverse le difficolt� per raggiungere non la verit� ma il processo stesso, sostenendo che la morte di Federico sia addebitabile alla colluttazione con gli agenti (nel corso della quale si ruppero due manganelli) e all'ammanettamento del giovane a pancia in gi� con le mani dietro la schiena. Posizione che, secondo i loro consulenti, avrebbe causato un'asfissia posturale. A questa causa va aggiunta la tesi di un cardiopatologo dell'Universit� di Padova, il professor Thiene, secondo il quale il cuore avrebbe subito un arresto dopo aver ricevuto un colpo violento.
Per la difesa (Pellegrini, Vecchi, Bordoni, Trombini) l'agitazione del ragazzo quella mattina, prima e durante l'intervento di polizia, era dovuta all'effetto di sostanze assunte la notte prima al Link di Bologna con gli amici. Sostanze che lo avrebbe portato a uno scompenso di ossigeno durante la colluttazione. Tutte le difese hanno chiesto l'assoluzione piena degli imputati, che agirono rispettando le regole e il modus operandi previsto per interventi di contenimenti di persone fuori controllo (uso dei manganelli, metodo di ammanettamento e di contenzione o pressione sul corpo). Ancora oggi, tuttavia, nonostante l'intervento di oltre 15 tra i pi� affermati e riconosciuti esperti italiani (medico-legali, tossicologi, anestesiologi, cardiopatologi) non si � arrivati a chiarire con certezza le cause della morte.
Inviato da: brunello il Luned�, 06-Lug-2009, 20:26
Giustizia � fatta, seppur minima..
Inviato da: vulcani84 il Luned�, 06-Lug-2009, 20:30
ma visto come va la giustizia in italia su certe cose � gi� qualcosa!
Inviato da: Flagstone PUNK il Luned�, 06-Lug-2009, 20:47
Inviato da: skizO il Gioved�, 09-Lug-2009, 12:59
Inviato da: MiloRamone il Luned�, 26-Ott-2009, 15:45
La trasmissione Un Giorno in pretura di questa sdettimana tratter� il caso di Federico
Inviato da: skizO il Marted�, 27-Ott-2009, 00:05
Da sabato 31 ottobre 2009, alle 23,45, �Un giorno in Pretura� dedica 4 puntate al processo che ha giudicato e condannato i responsabili della morte di Federico !
nbsp;http://www.carta.org/campagne/diritti+ci�
Al padre avevano parlato di infarto� mi ricorda il malore che avevano attribuito a Federico.
Chi ha spezzato la schiena a Stefano Cucchi? Chi l�ha picchiato? Chi l�ha lasciato senza cibo e cure da solo sotto un lenzuolo?
Sua madre mi ha detto che in vita pesava 43 chili. Alla morte 37. Un�enormit� per una corporatura cos� esile.
Troppe domande senza risposta. Solo una certezza: stava bene prima che lo arrestassero. Pochi giorni ed � morto.
Spero e auguro alla sua famiglia di trovare verit� e giustizia. Gli saremo sempre vicini d�ora in poi.
per stefano di l� non ho commentato ma le mie idee a riguardo sono come quelle per federico. VERGOGNA.
"Il film sulla storia di Federico Aldrovandi di Filippo Vendemmiati "E' stato morto un ragazzo" presentato alla Mostra del Cinema di Venezia ripercorre l'emblematico caso giudiziario e giornalistico legato alla morte del giovane. Un film non contro un'istituzione, ma a difesa... dei diritti dei cittadini, per la trasparenza dello stato e per evitare che in futuro in Italia possano accadere altre morti assurde come quella di Federico. Un film importante, ed � per questo che riteniamo altrettanto importante che la Rai decida di trasmetterlo!" E' l'appello lanciato a Venezia dal portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti.
Inviato da: vulcani84 il Marted�, 12-Ott-2010, 22:23
Lo Stato ha riconosciuto un risarcimento alla famiglia di Federico Aldrovandi, il ragazzo morto a Ferrara durante un controllo di polizia il 25 settembre 2005. � stato raggiunto due giorni fa l�accordo per la
�Sono soddisfatto dal punto di vista professionale, si tratta di una ammissione di responsabilit� di indubbia valenza - ha spiegato uno dei legali della famiglia, Fabio Anselmo, ricordando che il ministero dell�Interno non era mai stato citato come responsabile civile - ma anche dispiaciuto dal punto di vista umano, avrei voluto essere in appello. Per� capisco la fatica della famiglia per tutta questa battaglia�. Ma - ha assicurato - il pap� e la mamma di Federico, Lino Aldrovandi e Patrizia Moretti, saranno comunque in aula in appello. Le responsabilit� penali restano ovviamente in capo agli imputati.
I quattro poliziotti di pattuglia quella mattina sono stati condannati in primo grado per eccesso colposo in omicidio colposo, e altri tre loro colleghi sono stati condannati per il depistaggio delle indagini (per un quarto il processo � ancora in corso).
�Oggi si pu� iniziare a parlare di pacificazione� ha detto Anselmo, ricordando che la famiglia di Federico non ha mai avuto un atteggiamento di contrapposizione nei confronti della polizia, ma ha solo lottato perch� fosse ristabilita la verit� su quanto gli era accaduto.
�In prima fila alla proiezione ferrarese del film �� stato morto un ragazzo� del giornalista Filippo Vendemmiati sulla vicenda di Federico c�era il questore - ha detto Anselmo - e anche lo stesso Manganelli � stato molto vicino alla madre�. �L�associazione delle vittime delle forze dell�ordine che stiamo fondando - ha concluso - nasce per aiutare chi si trova in situazioni simili ed � in difficolt�. Lo scopo � chiedere aiuto allo Stato affich� non lasci solo chi si trova in queste situazioni�.
La mamma di Federico: � un altro passo �� un altro passo: una tragedia cos� non si chiuder� mai, Federico non ce lo restituir� mai nessuno, ma l�importante � che la sua memoria sia quella giusta. Quello che mi interessava era far sapere quello che � successo, e questo � un obiettivo raggiunto�.
Patrizia Moretti, la mamma di Federico Aldrovandi, commenta cos� il risarcimento di 2 milioni di euro riconosciuto dallo Stato alla sua famiglia per la morte del ragazzo, avvenuta a Ferrara durante un controllo di polizia il 25 settembre 2005. Le motivazioni della sentenza di condanna di primo grado, che hanno accertato le responsabilit� dei quattro poliziotti coinvolti nell�intervento degenerato in pestaggio che caus� la morte del giovane, per la famiglia sono chiare, anche se parteciper� comunque al processo di appello. Il decreto con l�accordo tra le parti, spiega uno dei legali della famiglia, Fabio Anselmo, � gi� stato firmato dal ministero dell�Interno e prevede che la famiglia non si costituisca pi� parte civile nei procedimenti ancora aperti. �Non � solo una questione economica, ma un segnale importante - spiega ancora la mamma di Federico - dopo una battaglia durissima, che lo Stato stesso si faccia portavoce, promuova un avvicinamento alla famiglia, � una bella cosa�.
Per il legale c�� la soddisfazione professionale �per un� ammissione di responsabilit� di indubbia valenza� ma anche il rammarico dal punto di vista umano di non essere parte in appello. �La famiglia � stremata da cinque anni di feroci battaglie - commenta Anselmo - � soddisfatta dalla sentenza di primo grado che vedr� una sicura conferma dell�impianto in secondo grado, cerca di voltare pagina�. Se si � arrivati a questo punto, � comunque perch� la famiglia di Federico non si � mai fermata davanti alla ricostruzione ufficiale dei fatti, raccogliendo anche tramite un blog divenuto tra i pi� cliccati in Italia, prove e testimonianze su quello che era veramente avvenuto quella sera.
Per la mamma di Federico Aldrovandi, la ricerca della verit� continuer� in sede penale, ma anche al di fuori delle aule dei tribunali. �La nostra idea � costituire una associazione - spiega ancora Patrizia Moretti - affinch� fatti come questi non si ripetano mai pi�: l�idea ci � venuta lo scorso 25 settembre, nel quinto anniversario della morte di mio figlio. Il nostro � uno scopo propositivo - conclude la mamma - lo Stato ci ha dato una grande risposta, vorrei questa fosse una strada da seguire�.
Inviato da: vulcani84 il Luned�, 22-Nov-2010, 18:45
La mamma di Aldrovandi: �Ecco cosa avrei detto a Vieni via con me�
La replica di Maroni a Saviano cancella l�intervento di Patrizia Moretti. Riportiamo gli elenchi che avrebbe dovuto leggere in diretta.
federico aldrovandi vivo La mamma di Aldrovandi: Ecco cosa avrei detto a Vieni via con meIl caso Saviano-Maroni, scoppiato una settimana fa dopo il monologo dell�autore di Gomorra e che ha scatenato le ire del partito del Nord, accusato dallo scrittore di interloquire con la �Ndrangheta, ha avuto ripercussioni sulle successive puntate della trasmissione condotta da Fabio Fazio e dallo stesso Saviano. Cos� succede che l�intervento del ministro degli Interni, che nei giorni scorsi aveva chiesto ed ottenuto il diritto di replica alle parole scomode dello scrittore, causer� un cambio nella scaletta della terza puntata in onda stasera.
I DUE ELENCHI � Viene annullato cos� l�intervento della mamma di Federico Aldrovandi, il ragazzo ferrarese ucciso nel 2005, all�et� di 18 anni per mano di quattro poliziotti, condannati nel 2009 a 3 anni e sei mesi di reclusione. �Purtroppo � ha annunciato la signora Patrizia Moretti nei giorni scorsi � il prossimo 22 novembre non parteciper� a Vieni via con me. I primi contatti precedono la prima trasmissione, si erano gi� definiti quasi completamente poi, oggi, � cambiata l�impostazione della prossima puntata e quindi non sono pi� in scaletta. Certo mi dispiace, era una grande occasione, ma non cala di una virgola la mia ammirazione sconfinata per Saviano, la stima per Fazio e la redazione�. La mamma di Federico � ce lo ha segnalato RedStripe � avrebbe dovuto leggere due elenchi. Quello delle offese ricevute da Federico �per il solo fatto di essere morto per mano di quattro poliziotti� e quello delle persone che si sono mostrate vicine alla famiglia persone �manifestando il loro senso civico, l�esigenza umana e sociale di trasparenza e di giustizia�. Li riportiamo qui di seguito.
Inviato da: Flagstone PUNK il Marted�, 23-Nov-2010, 00:06
Inviato da: vulcani84 il Marted�, 23-Nov-2010, 19:46
Inviato da: vulcani84 il Mercoled�, 13-Apr-2011, 11:30
Patrizia Moretti sar� processata il 1 marzo 2012 con l�accusa di diffamazione verso la pm Mariaemanuela Guerra per le critiche che fece alle prime indagini condotte dal magistrato sulla morte del figlio. A giudizio anche giornalisti e direttore della Nuova Ferrara
Il dolore ce l'ha dentro, e se lo tiene stretto. La rabbia invece la getta fuori con le lacrime che si asciuga, uscendo dal tribunale, e con parole misurate che non vuol pi� tenere a freno: �Non avrei mai immaginato di ritrovarmi imputata dopo la morte di mio figlio�.
�Ma come hanno voluto fare il processo a Federico indagando su di lui solo sulla droga, ora lo faremo al magistrato che mi ha denunciato, la dottoressa Guerra�. A 6 anni dalla morte del figlio, dopo processi, sentenze e veleni come vittima di una delle tragedie umane e giudiziarie pi� impensabili, Patrizia Moretti da ieri � imputata di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del pm Mariaemanuela Guerra. E' stato il gup Villani del tribunale di Mantova a decidere, con una udienza lampo, che lei, il direttore della Nuova Ferrara e due giornalisti (uno di loro a processo nonostante non abbia scritto nessuno degli articoli incriminati e chiamato in causa dalla procura perch� comunque avrebbe collaborato alla stesura o il suo nome potrebbe essere uno pseudonimo) dovranno presentarsi in tribunale il 1 marzo 2012.
�Sono da oggi imputata - ha spiegato la Moretti - per aver criticato il modo con cui vennero fatte le prime indagini sulla morte di mio figlio. I giudici hanno deciso per il processo, lo faremo, andando fino in fondo, senza scorciatoie e nemmeno remissioni di querele�. All'udienza velocissima, il pm Fabrizio Celenza aveva rinnovato la richiesta di rinvio a giudizio, nonostante le difese della Moretti e del giornale avessero prodotto copiosa documentazione su tutte le sentenze del caso Aldrovandi, Aldrovandi bis che contengono le dichiarazioni di altri magistrati ferraresi che si sono occupati di questi casi e di atti del Csm che aveva valutato l'operato della pm Guerra sul mancato sopralluogo il giorno della morte di Federico in via Ippodromo, il 25 settembre 2005. �Il processo non ci spaventa, sar� la stessa dottoressa Guerra il nostro principale teste a discarico� ha detto l'avvocato Fabio Anselmo, difensore della Moretti.
Il legale nella sua arringa ha fatto anche un accostamento singolare: le stesse affermazioni critiche sulle indagini della pm Guerra per cui ora � a processo la Moretti - ha riferito - sono le stesse, e pi� dirette, riproposte nel docu-film sul caso Aldrovandi di Filippo Vendemmiati, giornalista pluri-premiato in tutta Italia e che l'8 maggio prossimo sar� premiato dal presidente della Repubblica Napolitano, per la sua opera di denuncia. �Un filmato che non � stato querelato�, ha spiegato al giudice il legale: �Perch� allora la Nuova Ferrara s� e altri no?�.
Il difensore della Nuova Ferrara, Arrigo Gianolio ha sottolineato al giudice �che un magistrato dovrebbe avere sempre equilibrio e che in questa vicenda purtroppo mi pare sia mancato�.
�E' assurdo tutto questo - ha commentato Patrizia Moretti -. A pensarci bene non ho ancora capito per quale motivo debba sostenere un processo come imputata. Solo per aver criticato come mio diritto l'operato del magistrato che si occup� della prima parte dell'inchiesta sulla morte di mio figlio: si � trattato di critiche che ho potuto fare solo dopo aver appreso nuovi fatti da inchieste e processi condotti da altri magistrati a Ferrara�. �Voglio ricordare - conclude - che questa inchiesta era stata condotta da un altro magistrato, il pm Nicola Proto che ha portato a processo e fatto condannare i quattro poliziotti per la morte di mio figlio�.
Inviato da: punkreas il Mercoled�, 31-Ago-2011, 13:08
Caso Aldrovandi, i giudici di Appello: �La Questura ordin� di manipolare la verit��
Bologna: in 233 pagine viene motivata la sentenza che ha confermato la condanna dei quattro poliziotti: "Fu omicidio colposo, il ragazzo colpito con violenza gratuita, senza nessuna regola". Poi i riferimenti ai superiori degli agenti e al primo pm che si occup� del caso
�Non avere voluto squarciare il velo della cortina di manipolazioni delle fonti di prova, tessuta sin dalle prime ore di quel 25 settembre 2005, getta una luce negativa sulla loro personalit��. � una sentenza che sembra accompagnare la condanna penale a una morale.
Sono 233 pagine la cui lettura � un pugno nello stomaco per chi ha sempre chiesto verit� e giustizia sulla morte di Federico Aldrovandi. E i giudici della corte di appello di Bologna, che lo scorso 10 luglio hanno confermato per i quattro poliziotti la condanna di primo grado a tre anni e mezzo per omicidio colposo, non fa sconti.
E non solo per quanto riguarda le responsabilit� affibbiate a Paolo Forlani, Enzo Pontani, Monica Segatto e Luca Pollastri per la colluttazione che port� alla morte il ragazzo di 18 anni, ma anche per quanto concerne il comportamento di parte della questura di Ferrara, protagonista di �attivit� di falsificazione e distorsione dei dati probatori poste in essere sin dalle prime ore successive all�uccisione di Aldrovandi�.
Il giudice Daniela Magagnoli non si fa remore di definire �manipolazioni� quelle �ordite dai superiori� dei quattro agenti. Manipolazioni che per� non escludono la responsabilit� degli imputati, che anzi, proprio perch� �pubblici ufficiali, privi di precedenti disciplinari, sono portatori di un ben diverso onere di lealt� e correttezza processuale rispetto ad un imputato �comune� e avrebbero dovuto portare un contributo di verit��.
Di pi�. �Lo stesso �onorevole stato di servizio� dei quattro ben lungi dal costituire un elemento attenuante, connota negativamente la loro condotta, improntata alla violenza ingiustificata prima e alla dissimulazione del vero poi, comportamenti che non hanno evidentemente trovato freno nello stato di servizio sino a quel momento immacolato�.
I giudici di secondo grado non risparmiano nemmeno la pm Mariaemauela Guerra, il primo magistrato incaricato del caso (e che ha querelato la madre di Federico e alcuni giornalisti per presunta diffamazione aggravata nei suoi confronti), parlando di �indagini preliminari iniziate nella sostanza vari mesi dopo i fatti e in seguito alla sostituzione del primo sostituto procuratore�.
� una seconda rivincita per Patrizia Moretti, che rimarca come �questa sentenza sottolinea chiaramente quanto sia stata importante l�opera di depistaggio attuata in fase di indagine. La questura di Ferrara ha avuto una parte importante nell�indagine e nel processo, nel quale abbiamo assistito a testimonianze false, inattendibili, lacunose, fuorvianti, come riconosce la corte d�appello�.
Diventa quasi secondario allora per la madre del giovane ricordare come i giudici descrivono il comportamento degli agenti, che hanno �scelto di porre in essere un�azione di contenimento e di repressione non necessaria nei confronti di un soggetto che aveva invece bisogno di trattamento terapeutico�.
Difficile per� parlare di aspetto �secondario� se si scorrono le ultime pagine delle motivazioni, che descrivono come i poliziotti misero in atto una �manovra di arresto, contenimento e immobilizzazione condotta con estrema violenza e con modalit� scorrette e lesive, quasi i quattro volessero �punire� Aldrovandi per il comportamento aggressivo tenuto nel corso della prima colluttazione�.
Il film di quel 25 settembre non � finito. La Corte continua deplorando l�intervento che �si stava trasformando in un autentico pestaggio�, in una accettazione di �violenza gratuita, assolutamente vietata dalle regole�.
Il caso Aldrovandi per� non finir� qui. Le difese hanno gi� annunciato il ricorso in Cassazione. E in un eventuale terzo grado di giudizio la linea sar� quella dell�appello: �Non viene chiarito � spiega l�avvocato Bordoni � quale comportamento alternativo i quattro imputati avrebbero dovuto porre in essere in quelle condizioni (alle 6 di mattina, in strada, contro un ragazzo di 80 chili alterato) e fino a quando non si accerter� chi gravava sul corpo di Federico e da chi � stata esercitata la pressione letifera, non si potr� attribuire una responsabilit��.
Forse per� all�avvocato Bordoni hanno gi� risposto i giudici di appello: �Le immagini di Aldrovandi sono agli atti e sostenere cose diverse non � possibile�.
Inviato da: vulcani84 il Mercoled�, 31-Ago-2011, 19:44
QUOTE (punkreas @ Mercoled�, 31-Ago-2011, 13:08)
Inviato da: vulcani84 il Mercoled�, 30-Gen-2013, 19:23
Lo ha stabilito il Tribunale di sorveglianza di Bologna, in merito alla pena residua di sei mesi: fra le motivazioni, la violazione dei protocolli di intervento e la mancanza di pentimento. La difesa aveva chiesto l'affidamento ai servizi sociali o, in subordine, i domiciliari. Il quarto agente sar� giudicato a febbraio. La madre di Federico: "Segnale di civilt�, ora lo Stato si dissoci da loro". Candidato bolognese di Fratelli d'Italia: "Sentenza choc, subito la clemenza"
Carcere per tre dei poliziotti condannati per la morte di Aldrovandi Federico Aldrovandi mor� all'alba del 25 settembre 2005, a Ferrara, durante un intervento della polizia
Il Tribunale di sorveglianza di Bologna ha decretato il carcere per tre dei quattro poliziotti - Paolo Forlani, Monica Segatto e Luca Pollastri - condannati definitivamente per omicidio colposo nel giugno scorso dalla Cassazione per la morte di Federico Aldrovandi, all'alba del 25 settembre 2005, a Ferrara. "Un segnale di civilt�" per la mamma di Federico, Patrizia Moretti, che ora spera che "li licenzino dalla polizia. Questo paese non li merita". Il quarto poliziotto - Enzo Pontani - sar� giudicato a fine febbraio.
Il Tribunale presieduto dal giudice Francesco Maisto ha dunque respinto il ricorso degli avvocati che chiedevano l'affidamento in prova ai servizi sociali per il periodo di sei mesi, pari al residuo di pena dopo che tre anni sono stati condonati a causa dell'indulto. Gli avvocati in subordine chiedevano gli arresti domiciliari ma anche questa richiesta � stata respinta, mentre
� stata accolta la richiesta del procuratore generale Miranda Bambace che in una durissima requisitoria ha chiesto la pena massima del carcere per sei mesi.
Un'altra valutazione del Tribunale riconduce al comportamento degli agenti dopo i fatti e cio� che mai i poliziotti hanno dimostrato dispiacere o pentimento per la morte del giovane e, anzi, nella requisitoria del pg � stata riportata la cronologia degli atteggiamenti assunti da uno di essi, Forlani, che anche ha insultato la madre di
La madre: "Giustizia per Federico". ''Un altro passo nella direzione giusta e un altro pochino di giustizia che arriva per Federico'', commenta la madre del 18enne, Patrizia Moretti. ''Credo - ha aggiunto parlando con l'Ansa - che il carcere sia una cosa giusta. Chi ha ucciso una persona merita la pena maggiore''. L'auspicio, ora, � ''che lo Stato si dissoci da loro. La Polizia non li merita, nessuno di noi li merita".
Sel, Vendola: "Introdurre reato di tortura". "Alla famiglia di Aldrovandi un grande abbraccio: da loro in questi anni gesti e parole di grande dignita'. Ora il nuovo Parlamento che verr� faccia diventare reato la tortura anche in Italia", scrive Nichi Vendola, presidente di Sel.
Sulla stessa linea Valentina Cuppi, di Sel Bologna: "Bene la decisione del tribunale di sorveglianza di Bologna sul carcere per tre dei quattro poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi, ma Patrizia Moretti ha ragione, non basta. Perch� sei mesi di reclusione non sono proporzionati alla colpa commessa - un omicidio compiuto vestendo la divisa - e perch� fino ad ora i tre poliziotti sono stati solo sospesi dalle Forze dell'Ordine. Stiamo parlando di tre membri delle forze dell'ordine che hanno ucciso un ragazzo vestendo la divisa e che peraltro non si sono mai pentiti. Non possono continuare a far parte di un corpo di polizia che ha come prima funzione quella di tutelare i cittadini e farli sentire al sicuro. La risposta che ci sentiamo di dare alla mamma di Federico Aldrovrandi e alle 10 richieste di Amnesty International per l'Agenda per i diritti umani � la garanzia del nostro impegno per l'istituzione del reato di tortura in Italia. Un provvedimento improcrastinabile di cui discuteremo in due dibattiti pubblici proprio con Patrizia Moretti".
Candidato Fratelli d'Italia: "Sentenza choc, subito la clemenza". Accoglie la pronuncia del tribunale come "una vergogna senza precedenti" Massimiliano Mazzanti, esponente del movimento di destra Fratelli d'Italia. "Un ufficio giudiziario, con una sentenza che odora di politica, decide che tre poliziotti, condannati per omicidio colposo a seguito di eccesso colposo nell'esercizio delle loro funzioni d'istituto, vengano sbattuti in galera, a scontare per di pi� un residuo di pena. Tre poliziotti in galera per un semestre di pena residuale, quando si chiede di liberare galeotti e spacciatori con la scusa che gli istituti di pena scoppierebbero. E' una vergogna senza precedenti", attacca Massimiliano Mazzanti, capolista al Senato di Fratelli d'Italia. "Mi adoperer� per un'immediata petizione per ottenere subito un provvedimento di clemenza per degli agenti che, se hanno sbagliato, hanno sbagliato nello sforzo non facile di garantire sicurezza e ordine nelle nostre strade".
Il sindacato: "Bisogno di vendetta". "Prendiamo atto che in Italia tre poliziotti imputati per eccesso colposo sono ritenuti talmente tanto pericolosi da dover essere rinchiusi in una cella, e la cosa rappresenter� certamente un buon esempio...". E' il commento di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia. "Sappiamo che questa decisione � estremamente funzionale il bisogno di vendetta dei protagonisti di questa drammatica storia, che comunque per avere piena soddisfazione pretendono che i colleghi perdano pure il posto di lavoro, anche se questo non � previsto da alcuna norma. Sappiamo che � funzionale anche alle campagne d'odio e denigrazione delle forze dell'ordine che, per qualche incredibile motivo, in mezzo a ruberie e abusi d'ogni genere, hanno vinto la poltrona dei cattivi dell'anno in questo strano Paese. Sappiamo che � funzionale a chi sull'emotivit� scatenata dalle vicende umane altrui ci marcia e ci racimola consensi, lettori, ascoltatori, candidature. Ma sappiamo, altrettanto concretamente, che � funzionale pure alla crescita esponenziale delle ansie e dei patemi che accompagnano ogni giorno di pi� tutti i poliziotti che scendono in strada con uno stato d'animo facilmente immaginabile".
Inviato da: vulcani84 il Mercoled�, 27-Mar-2013, 18:34
Il sindaco Tagliani chiede si spostarsi di poche decine di metri: �Cos� sembra una provocazione�. E scoppia un diverbio
Sembrava ci fosse il sole a Ferrara. Ma le nubi della rabbia e del dolore hanno offuscato la giornata di Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi, che quando ha aperto le finestre del suo ufficio, ci ha trovato sotto una ventina di poliziotti del Coisp. Il motivo? Un presidio in solidariet� ai quattro poliziotti condannati in via definitiva per la morte di Federico il 25 settembre 2005.
IL PRESIDIO -Stupore e rabbia, dopo che marted� Moretti � stata assolta nella causa di diffamazione contro Mariaemanuela Guerra, la pm di turno quando fu ucciso il diciottenne ferrarese. E mercoled� mattina, appunto, la manifestazione di sindacato di polizia nella piazza del Comune. Bandiere e manifesti di solidariet� in piazza Savonarola davanti agli uffici del Comune dove lavora la madre di Federico.
IL SINDACO -Il sindaco, Tiziano Tagliani, non ha perso tempo e subito � sceso chiedendo ai rappresentanti delle forze dell'ordine di spostarsi una decina di metri pi� in l�. �Se fate la manifestazione sotto le finestre della mamma di Federico sembra una provocazione�, ha detto Tagliani. E scoppia il diverbio con l'eurodeputato di Fli Potito Salatto: �Lei ha autorizzato il presidio�. E non si sono mossi.
LA FOTO - Alla fine Patrizia Moretti � scesa dal suo ufficio con in mano una gigantografia del figlio fatta in obitorio. �Speravo di non dovere mai essere costretta a mostrare ancora in pubblico quella foto�, ha detto la donna. Prima i manifestanti le hanno voltato le spalle. Poi si sono allontanati. E il sole era scomparso.
Inviato da: vulcani84 il Gioved�, 28-Mar-2013, 14:53
Madre querela e respinge "la loro solidariet�"
Dopo il presidio di Ferrara sotto l'ufficio della donna, il segretario Coisp si � scusato con la madre del giovane morto dopo essere stato fermato dalla polizia. Sdegnata la donna: "Solo ipocrisia"
12:50 - All'indomani del sit-in del Coisp a Ferrara in segno di solidariet� ai 4 agenti condannati per l'omicidio di Federico Aldrovandi, interviene il segretario dello stesso sindacato di polizia. "Siamo vittime di un'allucinante strumentalizzazione", afferma Franco Maccari. Dicendosi solidale con la madre della vittima, spiega che il sit-in verteva sul trattamento dei condannati. "Respingo la solidariet� ipocrita", replica la madre che sporge querela.
Coisp: "Sentenza atipica per i 4 poliziotti" - Il segretario generale Coisp, Franco Maccari, parlando della madre della giovane vittima, afferma che "ha tutto il diritto di esprimere il suo dispiacere e soprattutto il suo dolore". Poi spiega il motivo del sit-in del gruppo di poliziotti aderenti al suo sindacato in piazza Savonarola a Ferrara, sotto le finestre dell'ufficio di Patrizia Moretti, madre del ragazzo morto e dipendente comunale. "Noi stiamo portando avanti da un mese un tentativo di dialogo su un aspetto procedurale che non c'entra niente con la vicenda, su cui c'� una sentenza confermata in Cassazione che, seppure si pu� non condividere, va rispettata da tutti. Discutiamo sul fatto che in Italia chi deve scontare meno di un anno di carcere viene affidato ai servizi sociali e va agli arresti domiciliari, tranne quei 4 poliziotti", precisa Maccari.
Manifestazione autorizzata da una settimana - Il Coisp ribadisce di "aver chiesto la piazza principale di Ferrara una settimana fa a sindaco, questore e prefetto: "Non l'avremmo mai fatta l� se avessi saputo anche lontanamente che ci lavorava lei. Abbiamo poi mandato a dire 'signora ci scusi' tramite un'altra persona, l'abbiamo detto tramite questore e prefetto, ma non ha voluto parlarmi". Maccari nega anche che il gruppo abbia voltato le spalle a Patrizia Moretti.
La madre: "Sanno benissimo che lavoro l�" - La madre di Federico, che si dice anche umanamente confortata dai molti messaggi che le sono giunti, a cominciare dal ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, ribatte tuttavia: "Sanno benissimo che lavoro l�. Ed era una manifestazione nei confronti delle istituzioni che mi hanno sempre sostenuta".
"Usano il nome di mio figlio per cercare notoriet�" - "Stanno usando il nome di mio figlio per cercare notoriet�, celebrit�. Se � cos� l'hanno avuta, adesso basta, mi lascino in pace e lascino in pace la memoria di mio figlio. Non so che cosa vogliono dimostrare, non so che cosa cerchino da noi. Non ho nessuna voglia di parlare con loro".
Coisp querelato per diffamazione - Fabio Anselmo, avvocato della madre di Federico Aldrovandi, ha querelato per diffamazione il segretario del Coisp, Franco Maccari, e il senatore Alberto Balboni. Per Anselmo � intollerabile l'accusa alla madre di aver mostrato ieri una foto modificata del figlio morto.
Inviato da: vulcani84 il Gioved�, 28-Mar-2013, 20:58
Crescono di ora in ora le adesioni al presidio in solidariet� con la famiglia Aldrovandi, domani dalle 18 alle 20.30, in piazza Savonarola a Ferrara. A organizzarlo � il Comitato �Verit� per Aldro� su spinta di decine di cittadini ferraresi indignati dalla vergognosa provocazione messa in scena ieri da una ventina di poliziotti del Coisp, sindacato poliziesco schierato a destra, arrivati a manifestare sotto le finestre dell�ufficio dove lavora Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldrovandi. Sulla vicenda oggi SeL ha presentato un�interrogazione parlamentare al ministro Cancelieri, di cui oggi � paradossalmente � lo stesso Coisp chiede le dimissioni. Sempre SeL ha poi annunciato la volont� di far approvare quanto prima, in Parlamento, una legge contro la tortura, ad oggi totalmente assente nel nostro paese nonostante le apposite convenzioni internazionali che l�Italia ha firmato lasciandole poi lettera morta. Gi� oggi, davanti la Questura di Padova, c�� stato un primo presidio, organizzato dal collettivo universitario Crack.
Intanto Anonymous ha abbattuto i due siti internet di riferimento del Coisp. �Salve, servi dello Stato � scrivono gli attivisti di Anonymous in un post sul loro blog intitolato �#OpCoisp � TANGO DOWN�, dove ricordano tutte le vittime di malapolizia � apprendiamo dell�ennesima dimostrazione di vilt� alla quale avete dato adito. Non dimenticheremo chi � caduto per mano di vili assassini asserviti al potere, lo strazio delle madri e dei padri che chiedono giustizia e rispetto. Le loro urla e le loro lacrime sono anche le nostre e a loro ci stringiamo, con la promessa di utilizzare tutte le armi in nostro possesso per indagare sulle morti impunite, per fare luce laddove lo Stato complice vuole imporre il silenzio�.
Sempre oggi il segretario nazionale Coisp, Maccari, ha cercato di mettere una pezza esprimendo �solidariet�� a Patrizia Moretti, che ha per� rifiutato l�ipocrita presa di posizione denunciando invece l�uomo e il suo sodale, il senatore Pdl Alberto Balboni,per diffamazione, e annunciando un�altra possibile denuncia, questa volta per stalking: �Maccari � ha detto la mamma di Aldro � sa benissimo che da un mese un furgone del Coisp con manifesti e bandiere gira tutta la citt� di Ferrara, stazionando di fronte al comune di Ferrara, con gli stessi slogan di ieri. Inoltre � arrivato a sostenere che la foto di mio figlio, massacrato di botte, fosse un fotomontaggio�.
In piazza a Ferrara, domani, ci saranno anche gli ultras del Brescia 1911, che sulla scorta dell�analoga violenza subita da Paolo Scaroni da tempo esprimono con striscioni e contatti diretti la loro solidariet� alla famiglia di Aldro.
Dal caso Aldrovandi a quello di Giuseppe Uva, da uno scempio all�altro. Lucia, la sorella di Giuseppe Uva, l�uomo morto nel giugno del 2008 all�ospedale di Varese dopo essere stato fermato dai carabinieri, � indagata dalla Procura di Varese per diffamazione e istigazione a disobbedire alle leggi, a causa di una sua intervista rilasciata alla trasmissione televisiva Le Iene e alcuni commenti comparsi su Facebook. Nel frattempo il processo per punire i colpevoli dell�omicidio di Giuseppe, pestato in caserma e poi deceduto in ospedale dove arriv� con i segni evidenti di un massacro che non risparmi� nemmeno i suoi organi genitali, rischia concretamente, a sei anni dai fatti, di finire in prescrizione.
Inviato da: metiu il Gioved�, 28-Mar-2013, 22:13
Inviato da: Clash314 il Gioved�, 28-Mar-2013, 23:11
Inviato da: vulcani84 il Venerd�, 29-Mar-2013, 15:39
Aldrovandi, il Coisp: �Politica ipocrita. La Cancellieri parla a sproposito: vada a casa�
Secondo il sindacato che ieri ha manifestato davanti all'ufficio della moglie del giovane ucciso nel 2005 le critiche sono state "ingiuste, infondate e strumentali, rivolte a gente che svolge il proprio lavoro e tiene fede al proprio ruolo". Il ministro risponde: "Parole in libert�, le mele marce pagheranno"
La politica � �ipocrita� il ministro dell�Interno Annamaria Cancellieri parla �a sproposito� ed � �ora che vada a casa�. Cos� il Coisp, il sindacato che ha manifestato a Ferrara, davanti all�ufficio della madre di Federico Aldrovandi, risponde alle accuse che vengono definite �ingiuste, infondate e strumentali rivolte ieri a gente che svolge il proprio lavoro e tiene fede al proprio ruolo�. La nota � firmata dal segretario del Coisp, Franco Maccari. Patrizia Moretti, la madre di Aldrovandi, ha peraltro deciso che quereler� lo stesso Maccari che aveva sostenuto che la foto che ritrae il ragazzo morto � un fotomontaggio.
Non si � fatta attendere la reazione della Cancellieri. �Non vale nemmeno la pena di soffermarsi� sulla richiesta di dimissioni perch� �sono parole in libert��, ha detto al Tg3. �Dobbiamo punire i poliziotti che sbagliano, ma anche premiare i tantissimi che ogni giorno fanno il loro dovere da veri servitori dello Stato�. E ha aggiunto: �Bisogna lavorare perch� le mele marce vadano via, ma la polizia � un corpo sano�. Alla mamma di Federico �voglio invece dire che le siamo vicini, comprendiamo il suo dolore e ha tutto il nostro affetto, comprensione e sincera solidariet�. Farei qualunque cosa per alleviare il suo dolore, ma purtroppo non si pu� tornare indietro. Siamo con lei�.
Prima della risposta del ministro all�Interno, la stessa Moretti aveva risposto al Coisp. �Direi che la loro terminologia li qualifica � dice all�Andkronos � Continua l�arroganza, se la prendono con tutti, con le istituzioni oltre che con le famiglie delle vittime, mi chiedo che gente sia�. A questo punto serve un passo in pi�, secondo la mamma di Federico. �Le istituzioni prendano una posizione al di l� della solidariet� � scandisce � Io non so se sanzioni disciplinari siano in questo caso lo strumento giusto, di certo lo sono per i 4 agenti condannati per la morte di mio figlio, ma credo che le istituzioni non possano tollerare oltre quella che per per noi � una tortura costante, direi quasi uno stalking, visto che il Coisp gira da un mese con il suo camper a Ferrara� per esprimere solidariet� a poliziotti condannati in via definitiva dopo 3 gradi di giudizio. �Mi hanno chiamato diversi questori, quello di Ferrara e il suo predecessore che adesso � a Catania � aggiunge � il capo della Polizia Marangoni e anche tanti poliziotti che mi hanno detto di non sentirsi rappresentati da quanto fatto dal Coisp, mi hanno detto che si dovrebbero vergognare�.
Ma le parole del Coisp hanno suscitato le proteste di diverse forze politiche di centrodestra. �Faccio appello all�intelligenza e alla sensibilit� sempre dimostrata dal ministro Cancellieri � dice la senatrice del Pdl Anna Cinzia Bonfrisco - La vicenda della manifestazione sotto le finestre della signora Aldrovandi va intesa come un atto fortemente intimidatorio nei confronti di una donna che ha gi� pagato un prezzo troppo alto. Il ministro Cancellieri faccia sentire la vicinanza delle istituzioni democratiche a questa mamma e al ricordo di suo figlio, sulla cui morte la giustizia si � gi� espressa con chiarezza�. Ma alla madre di Aldrovandi arriva la solidariet� anche di Fratelli d�Italia, con Giorgia Meloni e Edmondo Cirielli.
Maccari nel comunicato scrive che �nell�assordante silenzio generale nessun altro ha trovato dentro di s� la coerenza, il tempo, la voglia di affrontare questioni trascurate, piaghe che devono essere curate. Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani e Monica Segatto sono quattro poliziotti italiani che non hanno �voluto� fare del male a Federico Aldrovandi, come accertato anche in quelle sentenze che mai, mai e poi mai abbiamo contestato o non rispettato�. Il Coisp si rivolge innanzitutto agli �illustri colleghi sindacalisti che non possono fare sindacato solo quando � comodo, solo con chi gli fa simpatia e non rischia di compromettere utili rapporti politici, solo se non lede imponenti potentati che non osano mettere a rischio nell�interesse dei colleghi, tradendo completamente il proprio mandato, e sputando su chi � nella pi� seria delle difficolt��.
Secondo Maccari le critiche al Coisp sono arrivati �perch� abbiamo fatto notare che i colleghi condannati per colpa e solo per colpa non dovrebbero stare in carcere considerato che � la stessa legge a stabilirlo; perch� abbiamo osato dire le cose come stanno, che non si riesce a occuparsi seriamente di creare le migliori condizioni perch� drammi come quello di Ferrara non si ripetano; perch� abbiamo reagito all�unico irresponsabile risultato di tanta sofferenza: bollare gli appartenenti alle forze dell�ordine come potenziali torturatori, da marchiare come bestie perch� non sono in grado di svolgere il proprio lavoro�. Maccari si chiede: �Perch� nessuno osa mai parlare delle troppe volte che i poliziotti vengono aggrediti e massacrati senza che si lavori onestamente per cambiare cose che possono e devono essere cambiate? Perch�? La verit� � che una politica ipocrita, tecnici superficiali e voltagabbana, e sindacati che se ne restano accuratamente e vergognosamente al riparo da discussioni difficili e scomode non fanno che aggravare lo stato di migliaia di uomini e donne che non hanno microfoni a cui parlare�.
�Siamo profondamente colpiti � dice ancora Maccari � dalla superficialit� dei tanti che hanno emesso spietati giudizi senza avere la pi� pallida idea di come fossero andate veramente le cose in quella piazza di Ferrara. Prima fra tutti il Ministro, Annamaria Cancellieri che senza preoccuparsi ha parlato a sproposito di offese a una famiglia e una madre che noi rispettiamo totalmente. Forse il ministro non ha pi� tempo, voglia e forza necessari per svolgere con la dovuta accortezza il proprio ruolo ed � decisamente tempo che vada a casa�. Il Coisp ribadisce infine che non sapeva che Patrizia Morettilavorasse in Comune, �circostanza a noi del tutto sconosciuta� e attacca chi ha �strumentalizzato� un�iniziativa �ampiamente pubblicizzata in anticipo� e che rientra in un �intero mese di attivit��. �E� troppo facile � conclude Maccari � trovare belle e comode parole dall�alto di certe poltrone, pretendere di tutto dagli appartenenti alle forze dell�ordine e poi, quando qualcosa va male, scaricare quattro colleghi lasciati alla lapidazione�.
A questo si aggiunge la protesta della segreteria Nord Italia del Consap, altro sindacato di polizia che dice di ritenere �veramente vergognoso e mortificante assistere alle difese d�ufficio da parte di ex capi della polizia che ancora tutt�oggi rivestono importanti ruoli anche di Governo, sulla delicata questione Aldrovandi, oggi alla ribalta di tute le notizie, mentre in silenzio assistono alla porcheria del l�assegnazione di ulteriore gettito di ore di straordinario per i burocrati del ministero, lasciando in mutante i poliziotti che lottano contro la criminalit� organizzata! La Consap non ci sta e lancia l�allarme!�.
ma perch� invece di fare la guerra tra ipocriti non ammettono come la pensano veramente?
Inviato da: vulcani84 il Venerd�, 29-Mar-2013, 21:35
Aldrovandi, 4000 in piazza a Ferrara: �Chi uccide non indossi pi� la divisa�
�Sono meravigliata, questa solidariet� � enorme, e non � per me ma per Federico. Questa citt� vuole bene a Federico�. Patrizia Moretti si fa largo tra le oltre 4 mila persone che sono scese in piazza Savonarola a Ferrara per manifestare il proprio sdegno dopo l�ennesimo affronto del sindacato di polizia Coisp sulla morte del figlio Federico Aldrovandi.
�Chiediamo che chi uccida venga espulso dalla polizia, non indossi pi� la divisa�, ha spiegato la Moretti ai cronisti, �Ho appena visto il questore insieme al prefetto. Non possono venire ad una manifestazione del genere, ma ci hanno dimostrato la loro vicinanza e il loro calore. Ho comunque invitato quella polizia che si dissocia della provocazioni dei colleghi del Coisp ad essere presente a fianco a noi. Anche il loro sdegno pu� darci la forza di cambiare�.
I manifestanti, alcuni giunti anche da fuori Ferrara, sono arrivati da viale Cavour e da piazza Duomo per poi ritrovarsi proprio in piazza Savonarola dove il sindacato Coisp aveva inscenato un sit-in con tanto di striscione riferito ai quattro colleghi colpevoli dell�omicidio di Aldrovandi (�La giustizia non � uguale per tutti�). Ora al posto del camper ora c�� uno striscione �Stop the Coisp � Verit� e giustizia per Federico Aldrovandi�.
Assieme alla famiglia Aldrovandi, in mezzo alla folla, anche Ilaria Cucchi, Domenica Ferulli e Lucia Uva. Quasi invisibile, perch� non vicinissima, la presenza di polizia e carabinieri. Ai lati al corteo soltanto qualche agente della municipale. Lino Aldrovandi, pap� del ragazzo ucciso � intervenuto al megafono: �Siate equilibrati nelle vostre vite, vogliate bene ai vostri figli, loro non devono morire senza motivo�.
Inviato da: vulcani84 il Marted�, 30-Lug-2013, 18:33
Aldrovandi, tornano liberi tre degli agenti condannati. Il sindacato: �Bentornati�
Scatta il fine pena per Paolo Forlani e Luca Pollastri, due dei quattro poliziotti in carcere per la morte di Federico Aldrovandi, il diciottenne morto il 25 settembre 2005 a Ferrara. Monica Segatto agli arresti domiciliari torner� in libert� nei prossimi giorni. A fine agosto sar� il turno di Enzo Pontani. Il Coisp: "E' un giorno speciale. Colleghi trattati come criminali incalliti"
Tornano liberi tre dei quattro agenti condannati per il caso Aldrovandi. E il primo commento � quello di Franco Maccari, segretario generale del Coisp, Sindacato Indipendente di polizia: �Domani 29 luglio sar� un giorno speciale. Non solo perch� finalmente torneranno completamente liberi i colleghi travolti dalla drammatica vicenda, ma anche perch� registreremo il primo caso in Italia di condannati per mera colpa che scontano fino all�ultimo secondo della loro pena non in libert�. Finalmente la storia ha trovato qualcuno a cui far sentire tutta la severit� della legge che diventa spietatezza; quando si deve rispondere all�onda emotiva che si leva dalla piazza ed alla voglia di vendetta di qualcuno che evidentemente conta pi� degli altri�.
Scatta il fine pena per Paolo Forlani e Luca Pollastri, due dei quattro agenti di polizia in carcere per la morte di Federico Aldrovandi, il diciottenne morto il 25 settembre 2005 a Ferrara durante una colluttazione con gli agenti che lo fermarono, poi condannati a 3 anni e 6 mesi per eccesso colposo nell�omicidio colposo del ragazzo. I due agenti stavano scontando, loro in carcere mentre gli altri due colleghi Monica Segatto ed Enzo Pontani ai domiciliari, i sei mesi di pena residua, dopo l� applicazione e lo sconto dell�indulto alla pena base. Dunque dopo le pratiche di rito, con le notifiche dell�ordine di scarcerazione, per il fine pena, usciranno dal carcere dell�Arginone Luca Pollastri e Paolo Forlani. Monica Segatto � da tempo agli arresti domiciliari (anche per lei comunque scatter� il fine pena in questi giorni) mentre per Pontani, la cui condanna esecutiva e la conseguente carcerazione scatt� quasi un mese dopo gli altri, per un cavillo tecnico, la libert� arriver� a fine agosto.
Con il fine pena si esaurisce la fase penale (processi, condanne e pene) del caso Aldrovandi, mentre restano ancora da applicare le sanzioni amministrative decise dal ministero degli Interni con il provvedimento disciplinare a carico dei quattro agenti, che prevedeva la sospensione di sei mesi dal servizio. Per i quattro agenti � ancora pendente il giudizio davanti alla Corte dei Conti dell�Emilia-Romagna, poich� la procura regionale della magistratura contabile contesta ai quattro poliziotti un�ipotesi di danno patrimoniale per il risarcimento che il ministero dell�Interno ha pagato ai familiari del giovane ferrarese: una cifra che si avvicina ai due milioni di euro motivata dai danni materiali e di immagine che vi sarebbero stati per la polizia e l�istituzione.
�Rimane�, ha continuato Franco Maccari, �e rimarr� sempre, come monito per tutti gli altri appartenenti alle Forze dell�Ordine, il trattamento da criminali incalliti riservato ai colleghi�, aggiunge Maccari, �gli unici entrati in carcere in Italia per scontare una condanna subita per una contestazione colposa negli ultimi 40 anni�. Maccari ha stigmatizzato il trattamento subito dagli agenti �a fronte di indegne concessioni di agevolazioni e trattamenti benevoli quando non di favore a criminali veri� mettendo l�accento sulle �storture di un sistema che sembra governato dai media invece che dalle leggi, un sistema in cui il boss dei boss Provenzano pu� lasciare il carcere duro (anche se le sue condizioni non cambieranno di fatto perch� rester� semplicemente affidato alle cure mediche come gi� �) perch� non ce ne sarebbero pi� i presupposti, ma quattro Poliziotti possono essere tenuti in carcere anche se non ce ne sono i presupposti�.
Molestie, diffamazione e stalking. Sono questi i capi di accusa che con ogni probabilit� dovr� fronteggiare il sindacato di polizia Coisp (sul piano civile) e il suo segretario generale Franco Maccari (sul lato penale), dopo le sue ultime dichiarazioni in cui criticava con decisione il comportamento di Patrizia Moretti, la madre di Federico Aldrovandi. �Sarebbe ora di smetterla di trincerarsi dietro al dolore del lutto per infierire sugli altri senza argomentazioni valide�, scriveva Maccari, aggiungendo che il dolore di una madre �non significa che lei possa continuare a sparare a zero senza controllo basandosi su argomentazioni fasulle� e ipotizzando fini politici per chi negli anni ha appoggiato la lotta degli Aldrovandi.
Ora per� sembra che, proprio come affermava la Moretti pochi giorni fa, le decine di querele sporte dal sindacato di polizia verso i suoi sostenitori possano cominciare �a tornare indietro�. Fabio Anselmo, legale della famiglia Aldrovandi, sta infatti studiando in questi giorni una nuova denuncia a Maccari e al Coisp, con capi di imputazione di maggiore gravit� rispetto alla semplice diffamazione. A causa della �continuit� e ripetitivit� di queste molestie� � infatti ipotizzabile secondo Anselmo un�accusa per stalking, un comportamento tale cio� da creare uno stato di continua ansia, paura o disagio in un�altra persona. �� vero � conferma l�avvocato -, stiamo studiando questa ipotesi. Riteniamo che non ci sia motivo al mondo per attaccare Patrizia e non capiamo il perch� di questi continui attacchi. La faccenda ormai � chiusa: i poliziotti sono stati condannati, hanno scontato la pena e Patrizia si � ritirata a vita privata e non vuole pi� essere al centro dell�attenzione. Ma questi attacchi periodici sono sempre diretti a lei e sono privi di qualsiasi giustificazione o pretesto: Patrizia viene additata come nemico numero uno delle forze dell�ordine e le viene impedito di tornare a condurre una vita serena�.
Un comportamento che per Anselmo � reso ancora pi� inaccettabile perch� il Coisp esulerebbe completamente dalla sua vera funzione: �Un sindacato deve fare il suo lavoro e il caso Aldrovandi non ha nulla di sindacale, e inquadrarlo in quella logica vorrebbe dire che i poliziotti normalmente si comportano sempre come i quattro condannati per la morte di Federico, ma sappiamo che non � cos�. Non si capisce qual�� la ragione di questi attacchi personali a una madre a cui � stato portato via un figlio, ma non la si pu� descrivere come una sorta di venditrice sulla base di un�attivit� politica che non fa e che ha sempre rifiutato di fare�.
Nelle ultime ore anche Lino Aldrovandi, padre di Federico, ha pubblicato un amaro post in risposta alle dichiarazioni di Maccari, in cui chiede agli amici �di non offendere nessuno, per non far sentire vittima �chi non lo �, altrimenti non se ne uscirebbe pi��, e in cui ricorda il diverso atteggiamento tenuto dall�ex capo della polizia Antonio Manganelli, che in passato si era recato di persona a chiedere scusa ai genitori del ragazzo ucciso. �Io non so � scrive Aldrovandi � cosa animi tali impulsi cos� astiosi per continuare a difendere l�indifendibile infierendo sulla salute delle persone� In un certo senso questo protrarsi� lo vedo come un buttar fumo negli occhi. Le istituzioni sane e le persone normali lo hanno capito standoci sempre accanto. I tre gradi di giudizio hanno dato ragione infatti, con argomentazione valide, alle istituzioni sane e ai cittadini normali. � un dolore purtroppo che non ha fine . Mi hanno ucciso un figlio, l�unica vera vittima di questa disgustosa e violenta storia, e continuano a farlo bastonandoci e soffocandoci con il dolore. Confido nel buon senso e nell�equilibrio di �chi� importante� potr� fare per mettere una parola fine a questa disonorante storia, e mi viene in mente il bell�incontro di due anni fa con il capo della polizia Manganelli che chiese scusa a Federico e che purtroppo anche lui maledettamente ci ha lasciato. Questo per consentirci, insieme anche a chi come poliziotto ha capito�, di ricordare in pace e per quel residuo di serenit� rimastaci� un ragazzino ucciso senza una ragione una maledetta ed infame domenica mattina. Il �colore� non c�entra sig. Maccari, e il figlio non era il suo�.
Inviato da: vulcani84 il Mercoled�, 22-Gen-2014, 18:22
Patrizia Moretti: sappiamo che i poliziotti dovrebbero tornare a lavoro tra gennaio e febbraio, ma dal ministero nessuno dice nulla. E aggiunge: la radiazione sarebbe prevista anche per il disonore alla divisa. Ma l'avvocato di Forlani nega: "Il mio assistito � in cura"
Mamma Aldrovandi: gli agenti tornano in servizio, il Viminale taceBOLOGNA - I poliziotti condannati per la morte di Federico Aldrovandi stanno tornando in servizio dopo aver scontato sei mesi di detenzione e il periodo di sospensione. E la famiglia del ragazzo ucciso a Ferrara, che da sempre ne chiede la radiazione, non � stata contattata per esserne informata dalla Polizia o dal ministero dell'Interno. Lo ha spiegato all'Ansa la madre, Patrizia Moretti, che alla domanda se una chiamata se l'aspettava risponde: "Beh, effettivamente s�".
"Conoscenza diretta non ne abbiamo - spiega Moretti riguardo al fatto se i quattro siano gi� tornati al lavoro - sappiamo che i tempi sono questi, tra fine gennaio e inizio febbraio, ma in realt� le notizie le ho pi� dai giornalisti che non dalla fonte. Con i nostri avvocati avevamo fatto una richiesta di accesso agli atti presso i vertici della polizia per vedere i loro provvedimenti disciplinari, ma ci � stata negata. Perch�, ci hanno detto che ai sensi di legge non siamo diretti interessati".
E la donna ribadisce che, invece, una comunicazione in questo senso se la sarebbe aspettata. "L'ultimo ministro con cui abbiamo parlato era Cancellieri. Allora era ministro dell'Interno. Si era in parte impegnata a seguire attentamente la vicenda, poi ha cambiato ministero... Il problema � che cambia politico e non c'� pi� modo di proseguire il dialogo e non hai pi� un interlocutore". Nemmeno i quattro agenti hanno provato a contattare la famiglia, spiega Moretti, che aggiunge: "Mai, mai assolutamente".
Quanto al fatto che non sia possibile la radiazione dalla polizia per condanne per reati colposi, la madre di Federico ribadisce quanto lei e il padre, Lino Aldrovandi, hanno sempre sostenuto: "In tutte le sentenze che si sono succedute, in particolare la prima, hanno sancito che non � stato possibile arrivare ad una pena maggiore a causa degli insabbiamenti dei colleghi. Io ho letto il regolamento della polizia - rimarca -: la radiazione anche � prevista per il disonore alla divisa. E questo per me � alto tradimento. Basta leggerle le cose, basta volerle applicare, per me gli appigli ci sono. Ma forse non vogliono farlo". "Qui non ci siamo solo noi - � la sua conclusione - ma � una questione che riguarda tutti, riguarda quello che decide di fare una istituzione di fronte ad una condanna per omicidio".
In serata � arrivata la smentita del legale di uno dei quattro agenti. Paolo Forlani, spiega l'avvocato Gabriele Bordoni, non torner� per il momento in servizio, perch� da tempo in cura per una patologia seria, una "nevrosi reattiva", dovuta "alle vicende del processo e a tutto quello che ha vissuto, con grande dolore, anche per la morte del ragazzo".
Inviato da: vulcani84 il Mercoled�, 30-Apr-2014, 11:22
Cassazione nel 2012 li condann� per eccesso colposo in omicidio colposo a tre anni e sei mesi, tre anni dei quali coperti dall'indulto
"E' terrificante - ha commentato - mi si rivolta lo stomaco". Il gesto del Sap � stato decisamente criticato dal governo e dal capo della polizia. Il premier Matteo Renzi ha telefonato in serata alla madre di Federico per esprimerle solidariet� per "l'indegna vicenda". "Gli applausi - ha detto il ministro dell'interno Angelino Alfano - sono un gesto gravissimo e inaccettabile che offende la memoria di un ragazzo che non c'� pi� e rinnova il dolore della sua famiglia. Applausi che danneggiano la polizia e il suo prestigio". Lo stesso capo dello polizia Alessandro Pansa ha espresso "vicinanza e solidariet�" alla madre di Federico Aldrovandi "non riconoscendosi in alcun modo in comportamenti che trova gravemente offensivi nei confronti della famiglia Aldrovandi e della societ� civile che crede nell'operato delle donne e degli uomini della polizia".
In serata il neosegretario generale del Sap Gianni Tonelli ha replicato a queste critiche: "L'onorabilit� della Polizia di Stato � stata irrimediabilmente vilipesa e - ha affermato - solo una operazione di verit� sar� in grado di riscattare il danno patito. Alla stessa stregua i nostri colleghi, ingiustamente condannati, hanno patito un danno infinito". A far scattare l'ovazione dei delegati del Sap la presenza, nella sessione pomeridiana del Congresso, degli agenti Paolo Forlani, Luca Pollastri e Enzo Pontani, condannati dalla Corte di Cassazione il 21 giugno 2012 per eccesso colposo in omicidio colposo a tre anni e sei mesi, tre anni dei quali coperti dall' indulto. Oltre ai tre poliziotti presenti all'assise riminese, nel caso Aldrovandi era coinvolta anche un'altra poliziotta, Monica Segatto: i quattro hanno trascorso alcuni mesi in carcere. "E' terrificante, mi si rivolta lo stomaco - ha reagito la madre del giovane raggiunta dall'ANSA -: cosa significa? Che si sostiene chi uccide un ragazzo in strada? Chi ammazza i nostri figli? E' estremamente pericoloso".
Il Sap, ha poi sottolineato Moretti sulla sua pagina Facebook, "applaude a lungo i condannati per l'omicidio di mio figlio. Provo ribrezzo per tutte quelle mani. Pansa era l�?", ha domandato riferendosi al Capo della Polizia che, ospite del congresso nella mattinata, aveva per� lasciato Rimini gi� da diverse ore. Diversi i commenti negativi sugli applausi a Rimini sui social network, sia sulla pagina della mamma di Federico Aldrovandi, sia su Twitter, segnati con l'hashtag #vialadivisa, nome di un movimento che, lo scorso 15 febbraio a Ferrara aveva chiesto, nel corso di una manifestazione, la radiazione degli agenti coinvolti nella vicenda. Sul versante politico, Sel, attraverso il coordinatore nazionale, Nicola Fratoianni, ha definito "gli applausi agli assassini di Federico Aldrovandi agghiaccianti e inaccettabili. Chi applaude quegli agenti applaude ad un crimine vergognoso e non � certo degno di vestire una divisa. Non si pu� accettare che chi � chiamato a garantire la sicurezza dei cittadini possa compiere gesti terribili come quello di oggi''. Per Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, "inaccettabile l'ovazione che il congresso del Sap ha voluto dedicare agli agenti condannati per l'omicidio Aldrovandi".
Inviato da: Animale Notturno il Mercoled�, 23-Set-2015, 19:27
Ferrara, all'alba del 25 settembre 2005 muore un ragazzo di 18 anni dopo un controllo di polizia. Quattro agenti vengono condannati in via definitiva. Se il caso giudiziario � chiuso, restano l'assenza e il dolore. E la battaglia della famiglia perch� non accada mai pi�.
25 settembre 2005: diciotto anni, due mesi, otto giorni aveva Federico Aldrovandi la notte in cui mor� in seguito a un fermo di polizia. 21 giugno 2012: a quasi sette anni di distanza, poco meno di 81 mesi dopo, la Cassazione condannava in via definitiva quattro agenti della polizia di Stato per "eccesso colposo in omicidio colposo". In mezzo a queste due date il travaglio di una famiglia - e di una citt� intera - alla ricerca della verit�. Un risultato importante. Ma che non esaurir� la scia di dolore per chi ha perso Federico.
Il caso di Federico Aldrovandi � emblematico. E' avvenuto prima della tragedia di Stefano Cucchi, e prima anche del dramma di Giuseppe Uva. E' emerso lentamente: sembrava, all'inizio, la morte - ugualmente incomprensibile, ingiusta e sbagliata - di un ragazzo dopo una notte di bravate. Ha invece assunto contorni pi� drammatici e inquietanti. Non � possibile sapere che ne sarebbe stato di questo giovane se quella notte non avesse incrociato sulla sua strada i quattro agenti condannati. Quel che oggi � certo, dopo tre gradi di giudizio, � proprio quel che � accaduto, di chi sono le responsabilit� e chi � stato chiamato a pagare per aver provocato la morte di un ragazzo di 18 anni appena compiuti.
Sono le istantanee, a volte, a fare la storia, e a dipingere una storia. Scavando nei ricordi mediatici appare una fotografia di Federico al mare, alcuni anni prima della tragedia: gli occhi dolci di bambino, un fisico ancora da farsi. Poi ce n'� un'altra pi� recente, in cui il viso ha gi� i contorni pi� paffuti, e la somiglianza con la madre Patrizia � impressionante. Poi c'� una foto terribile, quanto quella delle gambe pelle e ossa o della schiena massacrata di Stefano Cucchi. E' un'immagine in cui Federico pare assopito. Ma ha il volto in parte tumefatto, e attorno ai capelli mossi, un'aureola di sangue: cos� appariva Aldrovandi all'obitorio. L'immagine nell'immagine � lo scatto che testimonia un'altra circostanza. Quando la madre di Federico, Patrizia Moretti, fu attaccata da un sindacato di polizia, proprio sotto le finestre del suo ufficio, al Comune di Ferrara. Scese le scale e srotol� davanti a tutti un manifesto che ritraeva quel volto e quel sangue.
Federico � morto dieci anni fa e non possiamo sapere che volto avrebbe oggi, un uomo di 28 anni, probabilmente con qualche sogno realizzato e altri stipati in un cassetto. Federico Aldrovandi � morto all'alba del 25 settembre 2005, a pochi passi da casa, nella sua Ferrara. Ne hanno parlato i giornali, sono stati scritti libri, fumetti, e un documentario dal titolo emblematico: "E' stato morto un ragazzo". Una storia che non smette di essere attuale, anche a dieci anni di distanza. Con una famiglia, una citt� e un Paese intero che non vogliono dimenticare.

References: Articolo21
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