Source: http://fabiomastrorosa.postilla.it/2009/11/26/danni-da-fumo-chi-paga/
Timestamp: 2018-04-23 19:20:59+00:00

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Danni da fumo. Chi paga? - Postilla
Postilla » Generale » Il Blog di Fabio Mastrorosa » Responsabilità civile » Danni da fumo. Chi paga?
E’ ormai di alcuni anni fa la sentenza – che in breve tempo ha letteralmente fatto “il giro del mondo” – con la quale una nota società produttrice di tabacco (la Philip Morris Corporate Services) veniva condannata a risarcire i danni a favore di un fumatore di sigarette prodotte dalla società medesima.
La condanna si fondava sul fatto che la produttrice di tabacco non aveva reso nota la dannosità del prodotto.
Da allora su qualunque pacchetto di sigarette, sigari e quant’altro si rinvengono avvertimenti del tipo “il fumo provoca il cancro”; “il fumo nuoce gravemente alla salute” et similia.
Proprio sulla scorta della predetta sentenza nel “Bel Paese” si è cominciato ad assistere al vero e proprio “proliferare” di cause incardinate dai fumatori al fine di vedersi risarcire, appunto, i c.d. danni da fumo.
Segnalo al riguardo una recente sentenza, del Tribunale di Roma (sent. 4 aprile 2008 n. 7242) in occasione della quale, tra l’altro, è stata affrontata la vexata quaestio della natura della attività di produzione e commercializzazione di sigarette: l’attività di produzione e commercializzazione di sigarette è configurabile come attività pericolosa ex art. 2050 c.c.?
Trattasi di una questione sulla quale la giurisprudenza si è divisa, ed evidentemente continua a dividersi posto che il Tribunale di Roma, in contrasto con la sent. della Corte d’Appello richiamata dagli attori (sent. 7/3/2005 n. 1015) afferma quanto segue: “… non sembra possibile configurare l’attività di produzione e commercializzazione di sigarette come attività pericolosa ex art. 2050 c.c., non rinvenendosi in essa il carattere della pericolosità intrinseca (come è noto non è l’uso, bensì l’abuso di sigarette che può nuocere alla salute), e non potendosi considerare pericolosi i mezzi adoperati nel corso del suo esercizio (manca, infatti, con riferimento alle sigarette, una normativa ad hoc relativa al ciclo produttivo e distributivo, normativa introdotta dal Legislatore in altri settori: materie infiammabili, gas in bombole, emoderivati) …”.
Si ritiene – e non solo a parere di chi scrive – che di fatto codesto sia l’orientamento maggiormente condivisibile e ciò anche in considerazione delle difficoltà che si incontrerebbero per far scattare una responsabilità ex art. 2050 c.c..
Conformemente a quanto stabilito dalla giurisprudenza, infatti, la responsabilità ex art. 2050 c.c. potrebbe essere affermata solo laddove vi fosse un’errata composizione chimica del prodotto, diversa, cioè, da quella risultante dall’esposizione contenuta nel pacchetto di sigarette o nella scatola di sigari venduta.
Attendiamo eventuali ulteriori sviluppi di tale questione!
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Un commento a “Danni da fumo. Chi paga?”
Scritto il 26-11-2009 alle ore 11:49
Ciao Fabio, molto interessante il tema del tuo post!
Volevo segnalarti – ma probabilmente l’hai già “vista” – una ulteriore sentenza record USA con risarcimento record da 300 milioni di dollari a carico della Philip Morris.
Qui tre link che rimandano alla notizia di pochissimi giorni fa:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=81212&sez=HOME_NELMONDO
http://www.ilgiornale.it/esteri/philip_morris_maxirisarcimento_300_milioni/fumo-philip_morris-risarcimento-donna-sedia_rotelle-enfisema/20-11-2009/articolo-id=400598-page=0-comments=1
http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE5AJ0TP20091120

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 2050
 art. 2050
 art. 2050
 art. 2050
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