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Timestamp: 2020-04-09 20:42:17+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 9083 del 02/04/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 9083 del 02/04/2019
Cassazione civile sez. VI, 02/04/2019, (ud. 22/02/2019, dep. 02/04/2019), n.9083
sul ricorso 22521-2018 proposto da:
A.B., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA TORINO 7,
presso lo studio dell’avvocato LAURA BARBERIO, rappresentata e
difesa dall’avvocato GIAN LUCA VITALE;
DELLA PROTEZIONE INTERNAZIONALE DI TORINO, in persona del Ministro
avverso il decreto del TRIBUNALE di TORINO, depositato il 14/06/2018;
partecipata del 22/02/2019 dal Consigliere Relatore Dott. IOFRIDA
Il Tribunale di Torino, con decreto n. 25/2018, depositato il 14/06/2018, ha respinto la richiesta di protezione internazionale di A.B., nata in Nigeria, di etnia cristiana, a seguito di diniego della competente Commissione Territoriale, rilevando che la vicenda personale narrata dalla richiedente (essere stata costretta a lasciare il proprio Paese, per sottrarsi alle pressioni rivolte a farla aderire ad una setta), risultava priva di intrinseca credibilità, con conseguente insussistenza dei presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato e della protezione sussidiaria, ai sensi del D.Lgs. n. 251 del 2007, art. 14, lett. a) e b), mentre non risultava fondata la richiesta di riconoscimento della protezione sussidiaria, nell’ipotesi di cui all’art. 14, lett. c), ed umanitaria.
In particolare, il Tribunale, in via preliminare, ha respinto l’istanza della ricorrente di fissazione dell’udienza di comparizione delle parti, in quanto, pur non essendo disponibile la videoregistrazione dell’audizione dell’interessata dinanzi alla Commissione, vi era in atti il verbale di trascrizione della stessa, redatto ai sensi del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 14, del tutto equipollente.
Avverso il suddetto decreto, A.B. propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, nei confronti del Ministero dell’Interno (che resiste con controricorso).
1. La ricorrente lamenta, con il primo motivo, la violazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35 bis, commi 10 e 11, lett. a), avendo il Tribunale disatteso l’istanza di fissazione dell’udienza, stante la non disponibilità della videoregistrazione davanti la commissione; con il secondo motivo, si denuncia poi la violazione, ex art. 360 c.p.c., n. 3, del D.Lgs. n. 286 del 1998, artt. 5 e 19 e del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 8 e art. 32, comma 3, sia, ex art. 369 c.p.c., n. 5, l’omessa valutazione dello stato di gravidanza, in relazione alla richiesta, subordinata, di riconoscimento della protezione umanitaria.
2. La prima censura è fondata, con assorbimento delle restanti. Questa Corte (Cass. n. 17717/2018), con orientamento cui questo Collegio intende dare continuità, ha, di recente, affermato che “nel giudizio di impugnazione della decisione della Commissione territoriale innanzi all’autorità giudiziaria, in caso di mancanza della videoregistrazione del colloquio, il giudice deve necessariamente fissare l’udienza per la comparizione delle parti, configurandosi, in difetto, la nullità del decreto con il quale viene deciso il ricorso, per violazione del principio del contraddittorio”, in quanto “tale interpretazione è resa evidente non solo dalla lettura, in combinato disposto, del D.Lgs. n. 25 del 2008, art. 35-bis, commi 10 ed 11, che distinguono, rispettivamente, i casi in cui il giudice può fissare discrezionalmente l’udienza, da quelli in cui egli deve necessariamente fissarla, ma anche dalla valutazione delle intenzioni del legislatore che ha previsto la videoregistrazione quale elemento centrale del procedimento, per consentire al giudice di valutare il colloquio con il richiedente in tutti i suoi risvolti, inclusi quelli non verbali, anche in ragione della natura camerale non partecipata della fase giurisdizionale”.
3. Per tutto quanto sopra esposto, in accoglimento del primo motivo del ricorso, assorbiti i restanti, va cassato il decreto impugnato, con rinvio al Tribunale di Torino, in diversa composizione II giudice del rinvio provvederà anche alla liquidazione delle spese del presente giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il primo motivo del ricorso, assorbiti i restanti, cassa il decreto impugnato, con rinvio, anche in punto di spese del presente giudizio di legittimità, al Tribunale di Torino in diversa composizione.

References: Sentenza 
 art. 14
 art. 14
 art. 360
 art. 35
 art. 360
 art. 8
 art. 32
 art. 369
 art. 35