Source: http://www2.consiglio.regione.abruzzo.it/affassweb/LEGGI%20Regionali%20HTML/Regolamento/Testo_Regolamento.asp
Timestamp: 2019-02-18 06:15:04+00:00

Document:
Il previgente Regolamento interno per i lavori del Consiglio - Versione stampabile
Il previgente
Regolamento interno per i lavori del Consiglio regionale dell'Abruzzo
(approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 56/3 del 9 febbraio 1977, è stato abrogato dall'art. 163 del nuovo Regolamento, salvo quanto previsto dall'art. 162 del medesimo nuovo Regolamento)
Articolo 1 - Assunzione delle funzioni dei consiglieri regionali
Articolo 2 - Prima convocazione del Consiglio
Articolo 3 - Presidenza della prima seduta del Consiglio
Articolo 4 - Opzioni
Articolo 5 - Adempimenti preliminari del Consiglio
CAPO II - DEL PRESIDENTE E DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA
Articolo 6 - Elezione del Presidente
Articolo 7 - Elezione dei vice Presidenti e dei Segretari
Articolo 8 - Scrutatori
Articolo 9 - Prorogatio dell'Ufficio di Presidenza
Articolo 10 - Revoca del Presidente del Consiglio
Articolo 11 - Attribuzioni del Presidente
Articolo 12 - Attribuzioni dei vice Presidenti
Articolo 13 - Attribuzioni dei segretari
Articolo 14 - Attribuzioni dell'Ufficio di Presidenza
CAPO III - DELLA GIUNTA PER IL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
Articolo 15 - Composizione della Giunta per il Regolamento
Articolo 16 - Attribuzioni
Articolo 17 - Approvazione e pubblicazione del Regolamento
CAPO IV - CONVALIDA ED ANNULLAMENTO DELLE ELEZIONI - DECADENZA, DIMISSIONI E SOSTITUZIONE DEI CONSIGLIERI
Articolo 18 - Giunta delle elezioni
Articolo 19 - Convalida ed annullamento
Articolo 20 - Decadenza per sopraggiunta causa di ineleggibilità
Articolo 21 - Incompatibilità
Articolo 22 - Dimissioni
Articolo 23 - Sostituzione
CAPO V - DEI GRUPPI CONSILIARI
Articolo 24 - Costituzione dei gruppi
Articolo 24/bis - Incompatibilità di incarichi
CAPO VI - DELLE COMMISSIONI PERMANENTI E SPECIALI
Articolo 25 - Composizione delle Commissioni permanenti
Articolo 26 - Competenza delle Commissioni
Articolo 27 - Costituzione delle Commissioni
Articolo 28 - Funzioni del Presidente, del vice Presidente e del Segretario
Articolo 29 - Commissioni speciali
Articolo 29/bis - Estensione normativa alle Commissioni
CAPO VII - DELLE SEDUTE DEL CONSIGLIO
Articolo 30 - Convocazione
Articolo 31 - Convocazione straordinaria
Articolo 32 - Organizzazione dei lavori del Consiglio
Articolo 33 - Modifiche al calendario
Articolo 34 - Formazione dell'ordine del giorno
Articolo 35 - Inversione dell'ordine del giorno
Articolo 36 - Argomenti non iscritti all'ordine del giorno
Articolo 37 - Pubblicità delle sedute
Articolo 38 - Seduta segreta
Articolo 39 - Processo verbale
Articolo 40 - Approvazione del processo verbale
Articolo 41 - Comunicazioni all'inizio delle sedute
Articolo 42 - Obbligo di presenza
Articolo 43 - Partecipazione alle sedute dei membri della Giunta
CAPO VIII - DELL'ORDINE DELLE SEDUTE
Articolo 44 - Poteri di polizia
Articolo 45 - Disciplina delle sedute
Articolo 46 - Tumulto in Aula
Articolo 47 - Offese
Articolo 48 - Ammissione del pubblico
CAPO IX - DELLE LEGGI, DEI REGOLAMENTI E DEI PROVVEDIMENTI
Articolo 49 - Iniziativa legislativa ed amministrativa
Articolo 50 - Presentazione dei progetti e delle proposte di provvedimenti amministrativi
Articolo 51 - Urgenza
Articolo 52 - Assegnazione
Articolo 53 - Ritiro
CAPO X - DELLE SEDUTE E DELLA DISCUSSIONE IN COMMISSIONE
Articolo 54 - Convocazione delle Commissioni
Articolo 55 - Formazione dell'ordine del giorno
Articolo 56 - Pareri
Articolo 57 - Progetti di legge e provvedimenti amministrativi implicanti entrate o spese
Articolo 58 - Conflitti di competenza
Articolo 59 - Abbinamento
Articolo 60 - Svolgimento della discussione
Articolo 61 - Procedure di consultazione
Articolo 62 - Termini per la presentazione delle relazioni al Consiglio
CAPO XI - DELLA DISCUSSIONE IN CONSIGLIO
Sezione I - Discussione progetti di legge
Articolo 63 - Iscrizione a parlare e modalità di intervento
Articolo 64 - Durata degli interventi
Articolo 65 - Questioni pregiudiziali e sospensive
Articolo 66 - Questioni incidentali
Articolo 66/bis - Sospensione dei lavori
Articolo 66/ter - Restituzione provvedimenti alla competente commissione consiliare
Articolo 66/quater - Rinvio provvedimenti
Articolo 67 - Richiami del Presidente all'argomento e ai limiti della discussione
Articolo 68 - Fatto personale
Articolo 69 - Ordine degli interventi
Articolo 70 - Chiusura anticipata della discussione generale
Articolo 71 - Ordini del giorno di non passaggio all'esame degli articoli
Articolo 72 - Discussione degli articoli
Articolo 73 - Proposta di stralcio
Articolo 74 - Presentazione degli articoli aggiuntivi e degli emendamenti
Articolo 75 - Dichiarazioni di voto
Articolo 76 - Votazione degli articoli e degli emendamenti
Articolo 77 - Ordini del giorno
Articolo 78 - Dichiarazione di improponibilità e di inammissibilità
Articolo 79 - Correzioni di forma
Articolo 80 - Votazione finale
Articolo 81 - Dichiarazione d'urgenza
Articolo 81/bis - Promulgazione e pubblicazione leggi regionali
Sezione II - Procedure speciali
Articolo 82 - Revisione dello Statuto
Articolo 83 - Approvazione del bilancio regionale
Articolo 84 - Esercizio provvisorio
Articolo 85 - Discussione sulle comunicazioni del Presidente della Giunta
Sezione III - Esame dei provvedimenti amministrativi
Articolo 87 - Discussione dei provvedimenti amministrativi
Articolo 89 - Esame delle delibere della Giunta
Articolo 90 - Proposte e pareri della Regione
Articolo 91 - Norme di rinvio
CAPO XII - DELLE DELIBERAZIONI
Articolo 92 - Numero legale
Articolo 93 - Verifica del numero legale
Articolo 94 - Maggioranza per l'approvazione
Articolo 95 - Norme di votazione
Articolo 96 - Svolgimento delle votazioni per appello nominale e a scrutinio segreto
Articolo 97 - Rinnovazione delle votazioni
Articolo 98 - Proclamazione del risultato delle votazioni e cancellazione dei provvedimenti
CAPO XIII - ELEZIONE, REVOCA E DIMISSIONI DELLA GIUNTA
Articolo 99 - Elezione della Giunta
Articolo 100 - Revoca della Giunta
Articolo 101 - Dimissioni della Giunta
Articolo 102 - Invito a sostituire la Giunta
CAPO XIV - ELEZIONE O DESIGNAZIONE DI PERSONE
Articolo 103 - Elezioni di delegati o rappresentanti della Regione
CAPO XV - PROCEDURE DI INFORMAZIONE, DI INDIRIZZO, DI CONTROLLO E DI PARTECIPAZIONE
Articolo 104 - Indagini conoscitive
Articolo 105 - Commissioni d'inchiesta
Articolo 106 - Commissione di vigilanza
Articolo 107 - Delle delegazioni
Articolo 108 - Mozioni
Articolo 109 - Data della discussione della mozione
Articolo 110 - Discussione della mozione
Articolo 111 - Votazione della mozione
Articolo 112 - Mozione di revoca del Presidente del Consiglio
Articolo 113 - Interrogazioni
Articolo 113/bis - Interrogazioni a risposta immediata (Question time)
Articolo 114 - Interpellanze
Articolo 114/bis - Seduta straordinaria per interrogazioni e interpellanze
Articolo 115 - Tempi di svolgimento delle interpellanze e interrogazioni
Articolo 116 - Risposta in Commissione
Articolo 117 - Risoluzioni
Articolo 118 - Interrogazioni dei Comuni e delle Province
Articolo 119 - Petizioni
Assunzione delle funzioni dei consiglieri regionali
I consiglieri entrano nel pieno esercizio delle proprie funzioni ed acquistano i diritti e le prerogative inerenti alla carica, all'atto della proclamazione.
Prima convocazione del Consiglio
Il Consiglio regionale tiene la sua prima seduta il primo giorno non festivo della terza settimana successiva alla proclamazione degli eletti, su convocazione del Presidente del Consiglio regionale uscente il quale vi provvede almeno cinque giorni prima della data fissata per la seduta.
Qualora il Presidente del Consiglio uscente non provveda nel termine prescritto, l'iniziativa della convocazione spetta a ciascun consigliere che vi provvede per il tramite della Segreteria del Consiglio.
Gli avvisi di convocazione devono contenere oltre l'indicazione dell'ordine del giorno, anche quella del nome del consigliere che ha assunto l'iniziativa e sono diramati dalla Segreteria del Consiglio il giorno stesso della richiesta.
L'avviso di convocazione è affisso all'albo del Palazzo del Consiglio.
Presidenza della prima seduta del Consiglio
Nella prima seduta dopo l'elezione, il Consiglio è presieduto provvisoriamente dal consigliere più anziano di età tra i presenti. I due consiglieri più giovani fungono da segretari.
Il Presidente provvisorio, prima di indire le votazioni per l'elezione dell'Ufficio di Presidenza, dà comunicazione al Consiglio delle opzioni e proclama eletto per le circoscrizioni non optate, il candidato della stessa lista che ha ottenuto, dopo l'ultimo degli eletti, il maggior numero di voti.
Ai fini del precedente comma, il consigliere che sia eletto in più circoscrizioni comunica per iscritto alla Segreteria del Consiglio regionale, entro il giorno precedente a quello fissato per la prima seduta del Consiglio, la circoscrizione per la quale intende optare.
Nel caso che il consigliere ometta di comunicare l'opzione, il Presidente procede al sorteggio in apertura di seduta e provvede alla surrogazione.
Adempimenti preliminari del Consiglio
Costituito l'Ufficio provvisorio di Presidenza, il Consiglio procede all'elezione del Presidente del Consiglio regionale.
Del Presidente e dell'Ufficio di Presidenza
L'elezione del Presidente ha luogo a scrutinio segreto, a maggioranza dei due terzi dei componenti dell'Assemblea.
Dopo il terzo scrutinio è sufficiente per l'elezione la maggioranza assoluta dei componenti dell'Assemblea.
Eletto il Presidente, si procede all'elezione a scrutinio segreto dei due vice Presidenti e dei due Segretari con votazioni separate.
Per garantire la rappresentanza della minoranza il Presidente promuove le opportune intese tra i gruppi.
Ciascun consigliere scrive sulla scheda un solo nome.
Sono eletti coloro che al primo scrutinio hanno ottenuto il maggior numero dei voti.
In caso di elezione suppletiva, si procede con le modalità di cui ai commi precedenti.
Lo spoglio delle schede per l'elezione del Presidente è compiuto - in seduta - dall'Ufficio provvisorio di Presidenza.
Lo spoglio delle schede per l'elezione dei vice Presidenti e dei segretari è fatto dal Presidente eletto coadiuvato dai due segretari provvisori.
Prorogatio dell'Ufficio di Presidenza
Al termine della legislatura l'Ufficio di Presidenza resta in carica fino alla prima riunione del nuovo Consiglio regionale.
Il Presidente del Consiglio può essere revocato mediante mozione motivata presentata e votata a termini dell'art. 112.
Il Presidente rappresenta il Consiglio regionale e sovrintende all'attività di tutti i suoi Organi ed Uffici.
Convoca e presiede il Consiglio, ne apre e chiude la seduta, dirige e modera la discussione, assicura l'ordine e l'osservanza del Regolamento. Concede la facoltà di parlare, pone questioni, stabilisce l'ordine delle votazioni e ne annuncia il risultato.
Attesta l'avvenuta approvazione dei progetti di legge e dei provvedimenti amministrativi.
Garantisce il buon andamento dei lavori delle Commissioni e le convoca nei casi previsti dal presente Regolamento.
Convoca e presiede l'Ufficio di Presidenza e sovrintende alle funzioni ad esso attribuite assicurando il buon andamento dell'amministrazione interna del Consiglio.
Convoca e presiede la conferenza dei capigruppo.
Esercita tutte le altre attribuzioni conferitegli dallo Statuto e dalle leggi e dai regolamenti.
Le decisioni adottate dal Presidente sono soggette ad appello solo nei casi espressamente previsti dal presente Regolamento.
I vice Presidenti collaborano con il Presidente per il buon funzionamento degli Uffici del Consiglio e lo sostituiscono in caso di assenza o impedimento.
Fra i due vice Presidenti precede quello che nell'elezione alla carica ha riportato il maggior numero dei voti e, in caso di parità, il più anziano di età.
I vice Presidenti adempiono a quelle funzioni che vengono loro delegate dal Presidente.
I segretari a turno assistono in modo continuativo ai lavori dell'Assemblea prendendo posto nel banco della Presidenza.
Essi sovrintendono alla redazione del processo verbale e ne danno lettura nella successiva seduta, se richiesta; tengono nota, secondo l'ordine, dei consiglieri che hanno chiesto la parola; fanno gli appelli, danno lettura delle proposte e dei documenti; tengono nota, quando occorre, dei singoli voti, coadiuvano il Presidente nelle operazioni di scrutinio, verificano il testo dei progetti di legge e di quanto altro sia deliberato dal Consiglio; concorrono al buon andamento dei lavori secondo le disposizioni del Presidente.
In caso di necessità, il Presidente invita ad assumere temporaneamente le funzioni di segretario il consigliere più giovane fra i presenti in Aula.
Attribuzioni dell'Ufficio di Presidenza
a) provvede alle attività di informazione, di consultazione, di studio, di organizzazione utile per favorire lo svolgimento delle funzioni delle Commissioni e del Consiglio;
b) redige il progetto di bilancio preventivo e il conto consuntivo del Consiglio predisposti secondo le norme della legge di contabilità;
c) amministra, a norma della legge di contabilità, i fondi annualmente stanziati nello stato di previsione della spesa del Consiglio;
d) assicura ai gruppi la disponibilità dei servizi e delibera i relativi contributi finanziari, in conformità della legge regionale;
e) provvede che sia assicurato ad ogni consigliere il libero esercizio del suo mandato e ne tutela le prerogative, fatte salve le attribuzioni del Presidente in materia di osservanza del Regolamento;
f) accerta la regolarità delle richieste di istituzione di Commissioni d'inchiesta a norma del secondo comma dell'art. 27 dello Statuto;
g) riferisce, secondo le norme del Capo IV, sulla convalida dell'elezione dei consiglieri;
h) decide sugli eventuali reclami circa la costituzione dei gruppi e delle Commissioni;
i) delibera su tutte le altre questioni che ad esso siano deferite dal Presidente ed esercita le altre funzioni attribuitegli dallo Statuto, dalle leggi o dai regolamenti e dal Consiglio.
Per la validità delle deliberazioni è necessaria la presenza di almeno tre membri, compreso il Presidente o il vice Presidente che lo sostituisce a norma dell'art. 12.
Della Giunta per il Regolamento del Consiglio
Articolo 15 [1]
Composizione della Giunta per il Regolamento
La Giunta per il Regolamento è costituita con decreto del Presidente del Consiglio, ha carattere permanente ed è composta da un rappresentante di ciascun gruppo politico, nominato dal rispettivo capogruppo.
L'ufficio di Presidenza della Giunta per il Regolamento è eletto secondo le procedure di cui al successivo art. 27.
Le funzioni del Presidente, del vice Presidente e del Segretario sono regolate dal successivo art. 28.
Al fine di garantire il voto plurimo, a ciascun rappresentante dei gruppi è attribuito un numero di voti proporzionato alla consistenza del gruppo di appartenenza.
Articolo 16 [2]
La Giunta per il Regolamento, d'intesa con l'Ufficio di Presidenza:
a) propone all'Assemblea le modificazioni e le aggiunte al Regolamento che l'esperienza dimostri necessarie;
b) esprime all'Assemblea, per le definitive determinazioni, il parere sulle questioni relative all'interpretazione del Regolamento che siano ad essa deferite dal Presidente del Consiglio o richieste dai singoli consiglieri;
c) esamina e riferisce all'Assemblea sulle proposte di modifica o di aggiunta al Regolamento presentate dai consiglieri.
Approvazione e pubblicazione del Regolamento
I progetti di modifica o di aggiunta al presente Regolamento, esaminati dalla Giunta per il Regolamento e i pareri da essa espressi a norma dell'articolo precedente, sono discussi dal Consiglio secondo le norme di cui al Cap. XI.
Essi sono approvati a maggioranza assoluta dai componenti il Consiglio.
Le relative deliberazioni sono pubblicate nel Bollettino Ufficiale della Regione. [3]
Convalida ed annullamento delle elezioni - Decadenza, dimissioni e sostituzione dei consiglieri
Ai fini dei procedimenti previsti dal presente capo l'Ufficio di Presidenza assume la qualifica e le funzioni di Giunta delle elezioni.
Convalida ed annullamento
All'inizio di ogni legislatura, subito dopo la sua costituzione, la Giunta delle elezioni verifica le condizioni di eleggibilità dei singoli consiglieri, previste dalla legge, e propone al Consiglio la convalida di quei consiglieri nei confronti dei quali abbia accertato non sussistano cause di ineleggibilità.
Qualora per un consigliere sussista qualcuna delle cause di ineleggibilità previste dalla legge, la Giunta delle elezioni, sulla base degli elementi acquisiti, propone al Consiglio di non procedere alla convalida.
La Giunta deve presentare le proprie proposte entro trenta giorni dalla sua costituzione. Il Consiglio delibera entro i successivi trenta giorni.
La delibera deve essere, nel giorno successivo, depositata presso la Segreteria del Consiglio per l'immediata pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione e per la notificazione, entro cinque giorni a coloro la cui elezione sia stata convalidata.
Decadenza per sopraggiunta causa di ineleggibilità
Quando risulti alla Giunta delle elezioni che un consigliere, successivamente alle elezioni, sia venuto a trovarsi in una delle condizioni previste dalla legge come causa di ineleggibilità, essa ne riferisce al Consiglio entro trenta giorni, proponendo, sulla base degli elementi acquisiti, le conseguenti decisioni a norma di legge.
Il Consiglio delibera nei trenta giorni successivi.
La deliberazione è pubblicata e notificata, a norma dell'ultimo comma dell'articolo precedente, a colui che sia stato dichiarato decaduto.
Ai fini dell'accertamento di eventuali incompatibilità col mandato consiliare, entro trenta giorni dalla proclamazione i consiglieri sono tenuti a comunicare alla Giunta delle elezioni le cariche e gli uffici da essi ricoperti.
Analoga dichiarazione sono tenuti a trasmettere per le cariche ed uffici che vengono successivamente a ricoprire.
Qualora alla Giunta delle elezioni risulti che per un consigliere sussistano condizioni di incompatibilità, ne delibera la contestazione all'interessato.
Qualora ritenga non sussistere cause di incompatibilità ad essa denunciate, la Giunta ne dà comunicazione al Consiglio il quale, sentito un oratore a favore e uno contro, delibera se si debba procedere o meno alla contestazione.
La deliberazione di contestazione è notificata al consigliere entro cinque giorni a cura del Presidente del Consiglio.
Nel termine di dieci giorni dal ricevimento della contestazione il consigliere interessato può presentare per iscritto alla Giunta delle elezioni le sue controdeduzioni.
Entro i dieci giorni successivi il Consiglio delibera su relazione della Giunta delle elezioni.
Ove il Consiglio ritenga sussistente la causa di incompatibilità, il Presidente del Consiglio invita immediatamente il consigliere ad optare tra il mandato consiliare e l'incarico che ricopre.
L'opzione per il mandato consiliare è valida se sia accompagnata dalla dichiarazione di dimissioni dalla carica riconosciuta incompatibile e vi sia effettiva astensione dalle funzioni inerenti alla carica stessa; la dichiarazione di dimissioni viene trasmessa dal Presidente del Consiglio all'ente o ufficio competenti ad accettarla.
Qualora il consigliere non provveda ad optare entro quindici giorni dalla comunicazione del Presidente, il Consiglio regionale lo dichiara decaduto nella prima seduta successiva alla scadenza del termine previsto dal presente comma.
La deliberazione è pubblicata e notificata a norma dell'art. 19.
Qualora un consigliere presenti le proprie dimissioni, il Presidente ne dà comunicazione al Consiglio nella prima seduta successiva alla presentazione.
Se le dimissioni sono determinate da incompatibilità con altra carica per la quale il consigliere ha optato, il Consiglio ne prende atto.
In ogni altro caso, il Presidente ne pone in votazione l'accettazione; in caso di rigetto, ove il consigliere insiste, il Consiglio ne prende atto.
In caso di morte, di mancata convalida delle elezioni, di decadenza, di dimissioni, il Presidente proclama eletto il candidato che la Giunta delle elezioni abbia accertato essere colui che nella stessa lista e circoscrizione segue immediatamente l'ultimo eletto.
Quando a seguito di una sentenza o di una decisione di un organo giurisdizionale si sia proceduto alla sostituzione di un consigliere, il Presidente provvede all'insediamento di chi ne ha diritto in conformità alla sentenza o alla decisione.
In ogni caso il Consiglio procede poi alla convalida a norma dell'art. 19.
Entro 20 giorni dalla proclamazione o dalla nomina i consiglieri sono tenuti a comunicare per iscritto alla Presidenza del Consiglio regionale, l'adesione al gruppo consiliare del quale intendono far parte. Ogni gruppo può essere costituito da uno o più consiglieri eletti nelle liste regionali collegate al Presidente della Giunta regionale e al candidato Presidente che ha conseguito un numero di voti validi immediatamente inferiore a quello del Presidente eletto, nonché da uno o più consiglieri che rappresentino un partito organizzato il quale abbia presentato nelle elezioni regionali candidature in tutte le circoscrizioni della Regione. [3 bis]
I gruppi possono essere costituiti anche da un solo consigliere, purché trovino corrispondenza in uno dei due rami del Parlamento italiano ovvero siano rappresentati in seno al Parlamento europeo. [4]
Ciascun gruppo procede alla nomina di un capogruppo e del suo vice, il quale, in caso di assenza o di impedimento svolgerà tutte le funzioni assegnate al capogruppo, e ne dà comunicazione al Presidente del Consiglio. [5]
I consiglieri, i quali non abbiano fatto la dichiarazione di cui al comma precedente o non possano costituire un gruppo, sono assegnati al gruppo misto.
Articolo 24/bis [6]
Incompatibilità di incarichi
Gli incarichi di capogruppo, di componente l'Ufficio di Presidenza e di Presidente di Commissione consiliare permanente, speciale e di inchiesta, nonché della Commissione di vigilanza e di componente la Giunta regionale, sono incompatibili tra loro.
Nei casi in cui il gruppo è composto da un unico soggetto, l'incarico di capogruppo è compatibile con uno solo degli altri incarichi previsti nel precedente comma. Si deroga nei casi in cui la composizione dei gruppi è tale da rendere obbligatoria l'attribuzione di più incarichi ad uno stesso componente. E' comunque incompatibile il doppio incarico di presidente di Commissioni permanenti e speciali.
Delle Commissioni permanenti e speciali
Ciascun consigliere, esclusi il Presidente del Consiglio, il Presidente e i componenti della Giunta regionale, deve essere assegnato almeno ad una Commissione.
Ciascun gruppo consiliare, subito dopo la costituzione, designa i propri componenti nelle Commissioni permanenti, dandone comunicazione immediata al Presidente del Consiglio.
Il Presidente del Consiglio, sulla base delle proposte dei gruppi, assegna alle Commissioni i consiglieri.
In caso di mancata designazione provvede l'Ufficio di Presidenza.
Al fine di garantire l'adozione del voto plurimo, ai sensi dell'art. 26 dello Statuto, a ciascun consigliere è attribuito un numero di voti proporzionato alla consistenza del gruppo di appartenenza.
Ciascun consigliere ha il diritto di farsi rappresentare da altro consigliere del medesimo gruppo, già facente parte della stessa o di altre Commissioni, previa comunicazione al Presidente della Commissione. In caso di impedimento la comunicazione di sostituzione può essere effettuata dal gruppo di appartenenza. Nessun consigliere può ricevere più di una delega. [7]
Il numero legale è presunto purché siano presenti almeno tre membri della Commissione. Ciascun consigliere, componente la Commissione, o da esso delegato ai sensi del VI comma, può chiedere la verifica. In tal caso il quorum si intende raggiunto se è presente la maggioranza assoluta dei voti assegnati. [8]
Ogni consigliere può partecipare senza diritto di voto a sedute delle Commissioni alle quali non appartiene.
Articolo 26 [9]
Le Commissioni permanenti sono in numero di sei ed hanno competenza, rispettivamente, sulle seguenti materie:
Bilancio - Programmazione - Finanze - Demanio e Patrimonio - Cassa e Contabilità - Affari Generali - Credito regionale - Professioni - Comunicazione;
Circoscrizioni Locali - Ordinamento Uffici Regionali - Enti Regionali, Locali e di autonomia funzionale - Lavori Pubblici - Protezione civile - Urbanistica - Beni ambientali - Parchi e riserve - Risorse idriche;
Agricoltura e Foreste - Alimentazione - Zootecnia - Credito fondiario e agrario - Caccia e Pesca;
Industria - Commercio - Artigianato - Formazione professionale - Lavoro - Ecologia - Energia - Ricerca tecnologica per i settori produttivi - Trasporti - Turismo;
Sanità - Sicurezza Sociale e del lavoro (Assistenza pubblica e privata; Assistenza scolastica; etc.) - Previdenza - Istruzione - Musei e Biblioteche -Beni culturali - Problemi Gioventù - Sport - Pari Opportunità;
Rapporti con l'Unione europea - Riforma Trattati dell'Unione - Recepimento produzione legislativa comunitaria - Attuazione e promozione di politiche comunitarie - Monitoraggio dell'utilizzazione delle risorse comunitarie.
E' istituita, altresì, una Commissione di vigilanza a carattere permanente, nella quale sono rappresentati tutti i gruppi consiliari, con le attribuzioni, funzioni e poteri di cui al successivo art. 106.
Il Presidente del Consiglio convoca ciascuna Commissione permanente per la nomina del Presidente, del vice Presidente e del Segretario.
Nella prima seduta, presiede il consigliere più anziano di età e funge da segretario il più giovane.
La Commissione procede con un'unica votazione a scrutinio segreto all'elezione del Presidente e del vice Presidente. Ciascun consigliere scrive sulla scheda un solo nome.
Sono eletti rispettivamente Presidente e vice Presidente, coloro che nell'ordine riportano il maggior numero di voti.
Con votazione separata si procede all'elezione del Segretario.
Dell'avvenuta costituzione delle Commissioni il Presidente del Consiglio dà comunicazione all'Assemblea nella prima seduta utile.
Funzioni del Presidente, del vice Presidente e del Segretario
Il Presidente della Commissione la rappresenta, la convoca formulandone l'ordine del giorno, ne presiede le sedute.
Il Segretario verifica i risultati delle votazioni e sovrintende alla redazione del processo verbale.
Articolo 29 [10]
Il Consiglio può istituire Commissioni speciali per l'esame di particolari problemi in materie che non rientrano nella specifica competenza di alcuna delle Commissioni permanenti individuate nell'art. 26.
Il Presidente procede alla costituzione sulla base della designazione dei gruppi e nel rispetto del criterio della proporzionalità.
Per la costituzione ed il funzionamento delle Commissioni speciali si applicano le disposizioni relative alle Commissioni permanenti.
Articolo 29/bis [11]
Estensione normativa alle Commissioni
I lavori delle Commissioni permanenti, speciali e di inchiesta, nonché quelli della Commissione di vigilanza, si svolgono nel rispetto delle norme riportate nel presente Regolamento.
Articolo 30 [12]
Il Consiglio è convocato dal Presidente con avviso scritto, spedito a domicilio a ciascun consigliere almeno cinque giorni prima di quello fissato per l'inizio della sessione.
L'ordine del giorno è formulato dal Presidente, sentito l'Ufficio di Presidenza.
In caso di particolare urgenza ed indipendentemente dal calendario delle sessioni, il Consiglio regionale può essere convocato con preavviso telegrafico ai consiglieri regionali spedito almeno 48 ore prima.
L'ordine del giorno è pubblicato nell'albo del Consiglio regionale nei termini di cui ai commi primo e quarto.
Il Consiglio è periodicamente convocato dal Presidente per la trattazione esclusiva delle problematiche relative ai rapporti con l'Unione Europea, al raccordo delle rispettive legislazioni, alle direttive ed ai programmi comunitari ed agli accordi internazionali.
Nel calendario dei lavori è fissata la data, di norma a cadenza semestrale, della seduta sui temi dell'Unione europea e delle relazioni internazionali.
Articolo 31 [13]
Nei periodi di aggiornamento dei lavori del Consiglio regionale, il Presidente ha l'obbligo di convocare il Consiglio quando gli viene fatta richiesta dal Presidente della Giunta regionale o da 1/4 dei consiglieri.
La richiesta di convocazione deve sempre indicare gli argomenti da iscrivere all'ordine del giorno e deve essere accompagnata da uno o più documenti, afferenti gli argomenti di cui si chiede l'iscrizione, da porre in discussione in Aula. Nel corso della seduta possono, comunque, essere presentati altri documenti inerenti gli argomenti in discussione.
La seduta è riservata esclusivamente agli oggetti per i quali si è richiesta la convocazione straordinaria.
I singoli documenti presentati vengono illustrati da un presentatore, per non più di venti minuti. Sugli stessi possono intervenire, per non più di dieci minuti, un rappresentante per gruppo e quindi vengono posti ai voti singolarmente, senza facoltà di dichiarazione di voto.
La riunione del Consiglio deve avvenire entro quindici giorni dalla data in cui è pervenuta alla Presidenza la richiesta e deve essere disposta entro cinque giorni dal ricevimento della richiesta.
Ove il Presidente non provveda nei termini previsti, la convocazione è disposta dall'Ufficio di Presidenza ed in difetto da uno dei richiedenti, per il tramite del responsabile della Segreteria del Consiglio regionale, il quale vi provvede con le modalità di cui agli ultimi due commi dell'art. 2.
Ove gli pervenga da parte del Commissario di Governo comunicazione dell'invito del Governo al Consiglio a sostituire la Giunta regionale o il suo Presidente, a norma del primo comma dell'art. 126 della Costituzione, il Presidente provvede a convocare il Consiglio in modo che la riunione avvenga entro i dieci giorni dalla richiesta.
Articolo 32 [14]
Il Presidente convoca periodicamente la conferenza dei capigruppo, cui partecipano anche i componenti l'Ufficio di Presidenza, per predisporre il calendario dei lavori del Consiglio e delle Commissioni.
Il calendario dei lavori è rivolto a determinare l'ordine di priorità ed i tempi di discussione dei provvedimenti.
La Giunta regionale, informata del giorno e dell'ora della conferenza, può farvi intervenire un suo rappresentante.
Alla conferenza possono essere invitati, per essere sentiti, i Presidenti delle Commissioni permanenti.
La conferenza discute sulla base di uno schema formato dal Presidente, tenendo presenti le richieste avanzate dai gruppi e dalla Giunta, nonché le eventuali segnalazioni di singoli consiglieri.
Il calendario è adottato a maggioranza dei 3/4 dei voti assegnati. Ciascun capogruppo dispone di un numero di voti pari alla consistenza del gruppo che rappresenta con esclusione del voto, attribuito, se presente, a ciascun componente l'Ufficio di Presidenza.
Il calendario è comunicato dal Presidente al Consiglio e diventa per esso impegnativo se non sorge opposizione all'atto dell'annuncio.
In caso di opposizione, il Consiglio, sentito un oratore a favore ed uno contro, delibera a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati sull'adozione del calendario stesso.
Gli interventi non possono protrarsi oltre i cinque minuti e non sono consentite dichiarazioni di voto.
Qualora in sede di conferenza dei capigruppo non si raggiunga la maggioranza dei 3/4, ovvero il Consiglio non adotti il calendario predisposto dalla conferenza, il Presidente convoca nuovamente la conferenza per la settimana successiva.
Fino a quando non viene adottato un calendario dei lavori, si procede a norma dell'ultimo comma dell'art. 34.
Il calendario può essere modificato dal Presidente del Consiglio soltanto per inserirvi argomenti che, per disposizione di legge o di regolamento, debbono essere discussi e votati in una data ricadente nel periodo considerato dal calendario stesso.
Il Consiglio può inoltre deliberare, al termine di ogni seduta, su proposta del Presidente o di tre consiglieri, in relazione a situazioni sopravvenute ed urgenti, di iscrivere nuovi argomenti nel calendario, stabilendo, se necessario, di tenere sedute supplementari per la loro trattazione.
La deliberazione è adottata, sentiti non più di un oratore per gruppo, a maggioranza dei componenti il Consiglio.
I progetti di legge o di regolamento ovvero le proposte di provvedimento amministrativo non possono essere iscritti all'ordine del giorno dal Consiglio senza la relazione della competente Commissione. E' fatto salvo il caso previsto dal quarto comma dell'art. 62.
Quando vi è un calendario dei lavori adottato a norma degli artt. 32 e 33, l'ordine del giorno, è formato dal Presidente in conformità alle priorità stabilite nel calendario stesso.
In mancanza di un calendario dei lavori, l'ordine del giorno è formato dal Presidente, sentito l'Ufficio di Presidenza.
Articolo 35 [15]
Nel corso della seduta ciascun consigliere può formulare proposta motivata di un diverso ordine di discussione di un argomento iscritto all'ordine del giorno.
La proposta, sentito un oratore contro ed uno a favore, è posta ai voti senza facoltà di dichiarazione di voto.
Gli interventi non possono protrarsi oltre i cinque minuti e la decisione non può essere modificata nel corso della stessa seduta.
Articolo 36 [16]
Argomenti non iscritti all'ordine del giorno
Salvo quanto previsto dagli artt. 118 e 119, per discutere e deliberare su materia non iscritta all'ordine del giorno, occorre una delibera del Consiglio, adottata a maggioranza dei consiglieri assegnati.
La proposta relativa può essere presentata soltanto all'inizio della seduta o quando si stia per passare ad altro punto dell'ordine del giorno o quando la discussione sia stata sospesa e comunque non oltre due ore dall'inizio della seduta.
Sulla stessa intervengono un oratore a favore ed uno contro per un tempo non superiore a cinque minuti. La proposta viene quindi posta ai voti senza facoltà di dichiarazione di voto.
Le sedute del Consiglio sono pubbliche.
Di ogni seduta viene redatto un processo verbale ed un resoconto integrale.
Periodicamente viene inoltre redatto l'ordine del giorno generale del Consiglio comprendente l'elenco dei progetti e delle proposte pendenti dinanzi al Consiglio, già esaminati dalle Commissioni competenti, con l'indicazione della fase di esame.
Il Consiglio può decidere di riunirsi in seduta segreta, su proposta del Presidente del Consiglio o su richiesta del Presidente della Giunta o di un quinto dei consiglieri quando ricorrono gravi motivi riguardanti persone o il libero esercizio delle funzioni o altre ragioni di riservatezza.
Il processo verbale è redatto da un funzionario della Segreteria del Consiglio.
Il processo verbale deve contenere i nominativi degli interventi alla seduta, gli argomenti discussi, i risultati delle votazioni, le dichiarazioni di voto o di astensione, le decisioni assunte.
Approvazione del processo verbale
All'inizio della seduta il Presidente sottopone all'Assemblea l'approvazione del processo verbale della seduta precedente; a richiesta ne dispone la lettura. Quando non vi siano osservazioni il processo verbale si intende approvato.
Se è richiesta una votazione, questa ha luogo per procedimento elettronico o per alzata di mano.
Sul processo verbale non è concessa la parola se non per fatto personale, per chiarire o correggere il proprio pensiero espresso nella seduta precedente o per rilevare errori materiali.
[...............] [17]
Articolo 41 [18]
Comunicazioni all'inizio delle sedute
Il Presidente, dopo l'approvazione del processo verbale di cui all'articolo precedente:
- comunica le domande di congedo;
- annuncia le risposte della Giunta regionale alle interrogazioni con richiesta di risposta scritta;
- annuncia i progetti di legge e di regolamento presentati alla Presidenza;
- dà notizia delle eventuali impugnazioni della Giunta regionale avverso le leggi dello Stato o di altre Regioni, di quelle del Governo avverso le leggi già approvate dal Consiglio, nonché delle deliberazioni del Parlamento e delle sentenze della Corte Costituzionale in ordine alle leggi della Regione.
Articolo 42 [19]
Nessun consigliere può astenersi dall'intervenire alle sedute se non per i seguenti documentati motivi:
- partecipazione, debitamente autorizzata dall'Ufficio di Presidenza, se Consigliere, o dalla Giunta regionale, se componente della stessa Giunta, a convegni e manifestazioni strettamente connessi all'espletamento del mandato o per l'espletamento di incarichi ricevuti, con atto formale, della Giunta regionale o dell'Ufficio di Presidenza, secondo le rispettive competenze;
- motivi di forza maggiore accertati dal Presidente del Consiglio o dal Presidente della Giunta, secondo le rispettive competenze;
- congedi parientali.
Le assenze, con le relative motivazioni, vengono comunicate dal Presidente del Consiglio all'inizio dei lavori della seduta cui si riferiscono.
I consiglieri che sono impegnati fuori sede per incarico avuto con atto formale dalla Giunta o dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio, sono scomputati, ai soli fini della verifica del numero legale, dal totale dei consiglieri assegnati.
Articolo 43 [20]
Partecipazione alle sedute dei membri della Giunta
I componenti la Giunta regionale hanno l'obbligo di partecipare alle sedute del Consiglio e, se richiesti, a quelle delle Commissioni permanenti o speciali alle quali, comunque, hanno sempre diritto ad intervenire.
I componenti la Giunta regionale hanno diritto di parola, ogni volta che la richiedono, al fine di dare delucidazioni e chiarimenti circa l'oggetto in discussione a nome della Giunta.
I componenti la Giunta regionale non eletti hanno l'obbligo di intervenire alle sedute del Consiglio e, se richiesti, delle Commissioni permanenti e speciale, senza diritto di voto.
Hanno, inoltre, facoltà di intervento, al pari e con le stesse modalità degli altri componenti la Giunta, nella discussione ed esame di disegni di legge, di atti amministrativi, nonché di documenti politici afferenti materie di loro competenza.
Nell'Aula del Consiglio vi sono posti riservati ai componenti la Giunta regionale.
Dell'ordine delle sedute
I poteri necessari per il mantenimento dell'ordine delle sedute sono esercitati dal Presidente in nome del Consiglio.
Se un consigliere pronuncia parole sconvenienti oppure turba col suo contegno la libertà delle discussioni o l'ordine della seduta, il Presidente lo richiama pronunciandone nome e cognome.
Il consigliere richiamato all'ordine, qualora intenda dare spiegazioni del suo atto o delle sue espressioni può avere la parola al termine della seduta o anche subito a giudizio del Presidente.
Dopo un secondo richiamo all'ordine nella stessa seduta o qualora un consigliere, non tenendo conto di un precedente richiamo, provochi tumulti o disordini nell'Aula o passi ad ingiurie, minacce o a vie di fatto, il Presidente può disporre l'esclusione del consigliere dall'Aula per il resto della seduta.
Se il consigliere si rifiuta di ottemperare all'invito del Presidente di lasciare l'Aula, il Presidente sospende la seduta.
In casi particolarmente gravi o quando il consigliere si sia rifiutato di ottemperare all'invito di lasciare l'Aula, l'Ufficio di Presidenza, su proposta del Presidente, può disporre la censura con interdizione di partecipare ai lavori consiliari per due o tre sedute.
Le decisioni adottate dall'Ufficio di Presidenza sono comunicate al Consiglio, ma in nessun caso possono essere oggetto di discussione.
In caso di tumulto il Presidente sospende la seduta o, secondo l'opportunità, la toglie. In questo ultimo caso il Consiglio si intende convocato d'ufficio, con lo stesso ordine del giorno, il giorno seguente non festivo alla stessa ora di convocazione della seduta che è stata tolta.
Quando nel corso di una discussione un consigliere sia accusato di fatti che ledono la sua onorabilità, egli può chiedere al Presidente di nominare un Comitato di tre consiglieri che giudichi la fondatezza dell'accusa.
Al Comitato può essere assegnato un termine per presentare le sue conclusioni al Consiglio, il quale ne prende atto senza dibattito né votazione.
Nessuna persona estranea al Consiglio od ai servizi relativi può introdursi nell'Aula del Consiglio.
Il pubblico può assistere alle sedute del Consiglio in appositi spazi ad esso riservati.
L'Ufficio di Presidenza stabilisce con ordini di servizio le modalità di ammissione del pubblico.
Durante la seduta, le persone ammesse devono assistere compostamente, in silenzio, astenendosi da ogni segno di approvazione o disapprovazione.
Non sono ammessi scambi di parola o altre comunicazioni dei consiglieri con il pubblico.
I commessi, in seguito all'ordine del Presidente, fanno uscire immediatamente chiunque turbi l'ordine.
Il Presidente, in caso di disordini, può ordinare che siano sgombrati gli spazi riservati al pubblico.
Iniziativa delle leggi, dei regolamenti e dei provvedimenti amministrativi
Iniziativa legislativa ed amministrativa
A norma dello Statuto e nei limiti da esso previsti, sono legittimati alla presentazione di progetti di legge o di regolamento o di proposte di provvedimento amministrativo ciascun consigliere, la Giunta regionale, i singoli Consigli provinciali, i Consigli comunali in numero non inferiore a cinque, gli elettori della Regione in numero non inferiore a cinquemila.
L'iniziativa delle leggi e dei regolamenti regionali si esercita mediante la presentazione dei progetti redatti in articoli, accompagnati da una relazione illustrativa. I progetti privi di relazione sono irricevibili.
L'iniziativa di provvedimenti amministrativi di competenza del Consiglio si esercita mediante la presentazione di proposte provviste di motivazione.
I progetti di legge e le proposte di provvedimento amministrativo che comportino spese a carico del bilancio regionale devono indicare i mezzi per farvi fronte.
Nella stesura dei progetti di legge e delle proposte di provvedimenti amministrativi i Consiglieri possono farsi assistere dall'Ufficio legislativo regionale
Presentazione dei progetti e delle proposte di provvedimenti amministrativi
I progetti di legge e di regolamento e le proposte di provvedimenti amministrativi di cui all'articolo precedente sono presentati alla Presidenza del Consiglio.
Il Presidente verificatane la proponibilità e l'ammissibilità ne dà comunicazione al Consiglio, di norma nella prima seduta successiva alla presentazione.
Il testo dei progetti di legge e regolamenti e delle proposte di provvedimenti amministrativi, contrassegnati rispettivamente con numero progressivo è messo a disposizione dei Consiglieri presso la Segreteria del Consiglio dopo l'annuncio in Aula. [21]
La Giunta regionale o 1/4 dei componenti del Consiglio, possono chiedere che un progetto di legge o di regolamento ovvero una proposta di provvedimento amministrativo siano dichiarati urgenti. L'Assemblea decide.
I progetti di legge o di regolamento e le proposte di provvedimento amministrativo sono dal Presidente del Consiglio assegnati per l'esame preliminare alle competenti Commissioni permanenti o a Commissioni speciali.
Quando un progetto o una proposta concerne materia di merito di più Commissioni, il Presidente del Consiglio lo assegna alla Commissione a competenza prevalente o a Commissioni riunite. [22]
Le sedute delle Commissioni riunite sono presiedute dal Presidente più anziano di età. Ciascun consigliere esprime i voti di cui è portatore nella propria Commissione. I voti portati da un consigliere che faccia parte di entrambe le Commissioni vanno sommati. [23]
Articolo 53 [24]
Il Presidente della Giunta regionale o, in sua assenza, il vice Presidente, possono comunicare al Presidente del Consiglio regionale il ritiro di un progetto di legge o di regolamento o di proposta di provvedimento amministrativo presentati dalla Giunta medesima.
Stessa facoltà è data ai consiglieri regionali proponenti di un disegno di legge o di regolamento o di atto amministrativo.
Il Presidente del Consiglio ne dà comunicazione all'Assemblea nella prima seduta utile.
Il Consiglio regionale ne prende atto ed il provvedimento è cancellato dall'ordine del giorno.
La comunicazione può aver luogo fino a che non sia indetta la votazione per l'approvazione finale del provvedimento da parte del Consiglio regionale.
Per i progetti di legge presentati da Consigli provinciali o da Consigli comunali o da elettori della Regione, a norma dell'art. 49 dello Statuto regionale, non è ammesso ritiro da parte dei proponenti.
Delle sedute e della discussione in commissione
Il Presidente della Commissione la convoca formandone l'ordine del giorno in conformità al calendario fissato dalla conferenza dei capigruppo a norma dell'art. 32.
In carenza di detto calendario il Presidente forma l'ordine del giorno sentito l'Ufficio di Presidenza della Commissione. [25]
I provvedimenti di iniziativa consiliare vanno comunque iscritti all'ordine del giorno entro trenta giorni dalla loro assegnazione. [26]
Le Commissioni non possono essere convocate in giorni non previsti dal calendario salvo quanto stabilito nell'ultimo comma del presente articolo.
Gli avvisi di convocazione devono essere diramati almeno cinque giorni prima della riunione, insieme all'ordine del giorno da trattare.
L'ordine del giorno di ogni seduta di Commissione viene affisso all'albo della Regione. Nello stesso albo deve essere sempre affisso l'ordine del giorno generale delle Commissioni regolarmente aggiornato.
Ove il Presidente della Commissione sia impedito o non provveda alla convocazione della Commissione nei giorni stabiliti dal calendario dei lavori e per le materie in esso indicate, la Commissione è convocata dal vice Presidente.
In deroga a quanto previsto nei primi due commi del presente articolo, il Presidente del Consiglio, quando gli sia richiesta, può autorizzare la convocazione di una o più Commissioni in giorni non compresi nel calendario, fissandone, ove occorre, l'ordine del giorno. Dà notizia di tali iniziative al Consiglio nella prima seduta utile.
Per assicurare l'attuazione del calendario dei lavori di cui all'art. 32, il Presidente del Consiglio può richiedere l'iscrizione di determinati argomenti all'ordine del giorno di una Commissione. In difetto, può convocare la Commissione fissandone l'ordine del giorno.
Il Presidente della Commissione predispone periodicamente il programma degli argomenti contenente anche quelli non compresi nel calendario.
Se il Presidente del Consiglio all'atto dell'assegnazione di un progetto di legge o di regolamento ovvero di proposta di provvedimento amministrativo ad una Commissione ed anche successivamente ritenga utile acquisire il parere di altra Commissione, può richiederlo.
La Commissione interpellata per il parere lo esprime, di norma, nel termine di quindici giorni, e di otto in caso di urgenza, a decorrere dal giorno dell'assegnazione della richiesta.
L'espressione o l'acquisizione di un parere può essere anche richiesta dalle Commissioni sui progetti o proposte assegnati; il Presidente del Consiglio decide sulla richiesta.
Non sono consentite proroghe se non in casi eccezionali ed in seguito ad autorizzazione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio.
Se i predetti termini scadono senza che il parere sia pervenuto, la Commissione competente per il merito, può proseguire nell'esame.
La Commissione delibera esprimendo parere favorevole o contrario, o favorevole con osservazioni.
Nella relazione della Commissione competente per il merito è sempre data notizia al Consiglio del parere espresso dalla Commissione consultata.
Progetti di legge e provvedimenti amministrativi implicanti entrate o spese
I progetti di legge e di regolamento e le proposte di provvedimenti amministrativi, implicanti entrate o spese o minori entrate, sono distribuiti contemporaneamente alla Commissione competente al cui esame sono stati deferiti e alla Commissione Bilancio e Affari Generali per il parere di ordine finanziario.
Se la Commissione competente introduce in un progetto disposizioni che importino nuove o maggiori entrate, nuove o maggiori spese, deve trasmettere il testo alla Commissione Bilancio e Affari Generali per il parere di competenza.
Dal giorno dell'invio decorrono nuovamente i termini di cui al secondo comma dell'articolo precedente.
Il parere espresso dalla Commissione Bilancio e Affari Generali è sempre allegato alla relazione scritta per il Consiglio.
La Commissione di merito non può concludere l'esame degli atti di cui al primo comma senza avere preventivamente considerato il parere della Commissione Bilancio.
Qualsiasi questione di competenza sorta tra due o più Commissioni è deferita al Presidente del Consiglio per la decisione.
Questi, se lo ritiene necessario, può sottoporre la questione alla Giunta per il Regolamento.
Se ad una Commissione sono assegnati più progetti di legge o di regolamento, ovvero più proposte di provvedimento amministrativo identiche o vertenti su materia identica, l'esame deve essere abbinato.
Dopo l'esame preliminare dei progetti abbinati, la Commissione delibera di scegliere un testo base per l'esame degli articoli ovvero di redigere un testo unificato.
L'esame abbinato é in facoltà della Commissione in caso di progetti o proposte connessi per materia.
La discussione è introdotta dal Presidente della Commissione o da un relatore da lui incaricato.
Prosegue con gli interventi dei commissari secondo le iscrizioni a parlare. Ciascun intervento non può superare i venti minuti.
Dopo la replica del relatore od eventuale intervento del rappresentante della Giunta regionale si passa all'esame del testo.
Le votazioni sono fatte per alzata di mano.
Nella discussione in Commissione non sono ammesse la questione pregiudiziale, quella sospensiva, l'ordine del giorno di non passaggio agli articoli, nonché ogni altra richiesta procedurale che impedisca alla Commissione di riferire al Consiglio.
Non sono proponibili ordini del giorno.
Quando sorga dissenso sull'interpretazione del Regolamento; il Presidente della Commissione è tenuto a informare il Presidente del Consiglio che decide, sentita, se lo ritiene necessario la Giunta per il Regolamento.
Al termine dell'esame, la Commissione nomina un relatore incaricato di redigere la relazione scritta e di sostenere la discussione dinanzi al Consiglio. Ciascun gruppo dissenziente può designare un proprio relatore di minoranza.
Le Commissioni possono chiedere al Presidente del Consiglio di invitare la Giunta a fornire chiarimenti o informazioni per gli affari di loro competenza.
Possono altresì chiedergli di invitare la Giunta a disporre che dagli Uffici e dagli Enti sottoposti a controllo regionale siano forniti, anche mediante l'intervento personale alle sedute di singoli funzionari ed amministratori, notizie ed elementi di carattere amministrativo o tecnico occorrenti per integrare l'informazione sui provvedimenti legislativi e amministrativi ad esse assegnati.
Le Commissioni hanno inoltre facoltà, previa intesa con il Presidente del Consiglio, di consultare in ordine ai provvedimenti assegnati alla propria competenza gli enti e le associazioni di cui all'art. 68 dello Statuto.
Possono altresì chiedere all'Ufficio di Presidenza di avvalersi della collaborazione di esperti.
Nell'esame dei progetti di legge o di proposte di provvedimento amministrativo di iniziativa popolare, ovvero dei Consigli comunali o di un Consiglio provinciale, a norma degli artt. 49 e 50 dello Statuto, le competenti Commissioni possono ammettere rispettivamente i primi tre sottoscrittori o una delegazione di non più di tre membri per l'illustrazione dei progetti o delle proposte.
Termini per la presentazione delle relazioni al Consiglio
Le relazioni delle Commissioni devono essere presentate alla Presidenza del Consiglio nel termine massimo di cinquanta giorni dall'assegnazione.
Detto termine è ridotto alla metà per i progetti di cui è stata dichiarata l'urgenza.
Il Presidente del Consiglio può, in relazione al calendario dei lavori del Consiglio, assegnare alla Commissione un termine per la presentazione delle relazioni inferiore a quelli previsti dal primo e secondo comma.
Scaduti i termini fissati dai commi precedenti, il progetto o la proposta, su richiesta del proponente o di un capogruppo, viene iscritto all'ordine del giorno del Consiglio senza relazione.
Il Consiglio, su richiesta della Commissione, può fissare un termine ulteriore non superiore a quello assegnato e non prorogabile.
La relazione per la maggioranza e, se presentate, quelle di minoranza sono distribuite almeno ventiquattro ore prima che si apra la discussione tranne che, per motivi d'urgenza, il Consiglio autorizzi la relazione orale.
Della discussione in Consiglio
Discussione progetti di legge
Articolo 63 [27]
Iscrizione a parlare e modalità di intervento
I consiglieri che intendono parlare in una discussione, devono iscriversi presso la Presidenza prima dell'inizio della trattazione dell'argomento e vengono iscritti secondo l'ordine della presentazione della richiesta.
Il consigliere che sull'argomento intende dissociarsi dalla posizione del proprio gruppo, può sempre chiedere la parola per esprimere il suo dissenso.
E' consentito lo scambio di turno tra i consiglieri presenti dandone comunicazione tempestiva alla Presidenza. Se un consigliere chiamato dal Presidente non risulta presente, si intende che abbia rinunciato a parlare. Nessuno può parlare se il Presidente non ne abbia concessa la facoltà. Gli oratori parlano dal proprio banco, in piedi.
Ciascun consigliere può parlare una sola volta nella stessa discussione tranne che: per dichiarazione di voto, per fatto personale, per richiami al Regolamento, per l'ordine delle votazioni, per questioni pregiudiziali o sospensive e comunque per questioni incidentali.
Coloro che intendono fare dichiarazioni, comunicazioni o richieste al Consiglio su argomenti non iscritti all'ordine del giorno, debbono preventivamente informare per iscritto il Presidente dell'oggetto dei loro interventi e possono parlare soltanto se abbiano ottenuto espressa autorizzazione e per un tempo non superiore a dieci minuti. Su di esse non si apre discussione.
I componenti della Giunta intervengono nella discussione in rappresentanza della Giunta stessa, a meno che non dichiarino di intervenire per il proprio gruppo o a titolo personale.
In tale seconda ipotesi la richiesta di iscrizione a parlare segue le modalità previste dal primo comma.
Articolo 64 [28]
La durata degli interventi non può eccedere:
a) i venti minuti per la discussione delle linee generali del provvedimento;
b) i cinque minuti per la discussione di ciascun articolo o per l'illustrazione di emendamenti.
Nessun discorso può essere interrotto per la sua continuazione ad altra seduta.
Articolo 65 [29]
La questione pregiudiziale, quella cioè che un dato argomento non si debba discutere, e la questione sospensiva, quella cioè che la discussione debba essere rinviata al verificarsi di scadenze determinate, possono essere proposte da un consigliere prima che abbia inizio la discussione generale e da almeno tre consiglieri quando la discussione generale sia iniziata.
Esse sono illustrate da un presentatore per un tempo non superiore a cinque minuti.
La questione è discussa prima che inizi o continui la discussione generale che, comunque, non può proseguire prima che la questione sia stata respinta.
Possono prendere la parola, per non più di cinque minuti, un oratore a favore ed uno contro.
Chiusa la discussione, il Consiglio decide con unica votazione sulle questioni pregiudiziali sollevate per motivi di illegittimità e poi, con altra unica votazione, sulle questioni pregiudiziali sollevate per motivi di merito.
In caso di concorso di più questioni sospensive con diversa scadenza, ha luogo un'unica discussione; il Consiglio decide con unica votazione sull'accoglimento della sospensiva e poi, se questa è approvata, sulla sua scadenza.
Nel concorso di una questione sospensiva con una pregiudiziale, è posta in votazione prima quest'ultima. Se è accolta, la sospensiva cade, se è respinta può essere votata la sospensiva.
Nelle votazioni di cui ai commi precedenti non sono consentite dichiarazioni di voto.
La questione pregiudiziale e quella sospensiva non sono ammesse nei confronti degli articoli e degli emendamenti.
Le questioni fondate su espressi richiami al Regolamento, all'ordine del giorno, all'ordine dei lavori o alla priorità delle votazioni, hanno la precedenza sulla questione principale e ne fanno sospendere la discussione.
Il richiamo al Regolamento è formulato indicando la norma regolamentare che si assume essere violata ed il contenuto della violazione.
Sui richiami possono parlare, dopo il proponente, soltanto un oratore contro e uno a favore, per non più di dieci minuti ciascuno.
Decide il Presidente, salvo che questi chiami a decidere il Consiglio. La votazione avviene per procedimento elettronico o per alzata di mano.
Articolo 66/bis [30]
Il Presidente della Giunta regionale o, in sua assenza il vice Presidente, un capogruppo o tre consiglieri regionali possono avanzare richiesta motivata di sospensione dei lavori.
Il Presidente, sentito un consigliere a favore ed uno contro, la pone ai voti, fissando, se approvata, l'ora della ripresa dei lavori.
Non sono consentite dichiarazioni di voto.
Gli interventi non possono protrarsi oltre i cinque minuti.
Articolo 66/ter [31]
Restituzione provvedimenti alla competente Commissione consiliare
Il Presidente della Giunta regionale o, in sua assenza il vice Presidente, il relatore, un capogruppo o almeno tre consiglieri possono avanzare richiesta motivata di restituzione di un provvedimento alla competente Commissione consiliare.
In assenza di osservazioni, la richiesta si intende approvata.
In caso contrario, il Presidente, sentito un consigliere a favore ed uno contro, la pone ai voti, senza facoltà di dichiarazioni di voto.
Gli interventi non possono superare i cinque minuti.
Articolo 66/quater [32]
Rinvio provvedimenti
Il Presidente della Giunta regionale o, in sua assenza il vice Presidente, o un capogruppo o tre consiglieri, possono avanzare richiesta motivata di rinvio alla successiva seduta dell'esame di uno o più provvedimenti iscritti all'ordine del giorno.
La richiesta, sentito un intervento a favore ed uno contro per un tempo non superiore a cinque minuti, è posta ai voti. Per tale votazione non è concessa la parola per dichiarazione di voto.
Richiami del Presidente all'argomento e ai limiti della discussione
Il Presidente invita il consigliere che si allontani dall'argomento in discussione o che superi il limite di tempo stabilito, ad attenervisi.
Se il consigliere non ottempera all'invito, il Presidente, dopo un secondo invito, gli toglie la parola.
Qualora un consigliere ritenga che siano stati espressi giudizi negativi sulla propria condotta o che gli siano state attribuite opinioni diverse da quelle espresse, può chiedere la parola per fatto personale, indicandone l'oggetto al Presidente.
Il Presidente, se ritiene sussistente il fatto, può concedergli la parola subito o al termine della seduta. Nel caso non la conceda e l'interessato insista, decide il Consiglio, senza discussione.
Articolo 69 [33]
L'esame in Consiglio dei progetti di legge ha inizio con la discussione generale.
Essa consiste, di norma, negli interventi sulle linee generali del progetto da parte del relatore, o dei relatori di maggioranza e di minoranza, e del rappresentante della Giunta.
Nel caso in cui la Commissione sia stata autorizzata a riferire oralmente a norma dell'ultimo comma dell'art. 62, la discussione generale ha inizio con l'intervento del relatore.
Se uno o più consiglieri ne fanno richiesta, dopo la relazione, segue la discussione ai sensi e con le modalità di cui al primo comma dell'art. 63.
Il Presidente, a conclusione della discussione generale, concede la parola al relatore ed al rappresentante della Giunta, senza possibilità di ulteriori interventi da parte degli oratori intervenuti o di altri consiglieri.
Chiusura anticipata della discussione generale
Se almeno cinque consiglieri chiedono la chiusura della discussione, il Presidente pone ai voti la richiesta; se vi è opposizione accorda prima la parola ad un oratore contro e ad uno a favore per non oltre cinque minuti ciascuno.
La chiusura della discussione non può essere richiesta se non sono trascorse almeno quattro [34] ore di effettivo dibattito dall'inizio della discussione stessa.
Prima che si apra la discussione generale o nel corso di essa, uno o più consiglieri possono presentare un ordine del giorno diretto ad impedire il passaggio all'esame degli articoli.
L'ordine del giorno è presentato per iscritto al Presidente ed è illustrato dal proponente o da uno dei proponenti per un tempo non eccedente i dieci minuti. In caso di chiusura anticipata della discussione generale ai sensi dell'art. 70, al proponente che non abbia potuto illustrare il proprio ordine del giorno è concessa la facoltà di svolgerlo per non più di dieci minuti.
L'ordine del giorno è votato al termine della discussione generale.
Se il Consiglio delibera il non passaggio agli articoli, il provvedimento si intende respinto ed è cancellato dall'ordine del giorno del Consiglio.
Se non vi è opposizione a norma dell'articolo precedente, alla discussione generale segue quella dei singoli articoli. Questa verte sul testo predisposto dalla competente Commissione, salvo quanto previsto dal quarto comma dell'art. 62.
La discussione di ciascun articolo comprende anche l'illustrazione degli emendamenti ad esso proposti.
Su proposta della competente Commissione o di un singolo consigliere, il Consiglio può deliberare che uno o più articoli o disposizioni contenuti in un progetto di legge siano da esso stralciati, quando siano suscettibili di costituire un'autonoma normativa.
Presentazione degli articoli aggiuntivi e degli emendamenti
Articoli aggiuntivi ed emendamenti possono essere proposti da ciascun consigliere e dalla Giunta.
Gli articoli aggiuntivi e gli emendamenti debbono essere presentati almeno ventiquattro [35] ore prima della seduta nella quale saranno discussi gli articoli a cui si riferiscono, salvo che la discussione si svolga ai sensi dell'art. 36, nel qual caso gli articoli aggiuntivi o gli emendamenti possono essere presentati anche nel corso della discussione stessa.
Se proposti da almeno tre consiglieri o dalla Giunta, possono essere presentati anche nel corso della seduta.
Gli emendamenti a emendamenti sono presentati prima della fine della discussione sull'articolo cui si riferiscono.
Il relatore e il rappresentante della Giunta esprimono il loro parere sugli emendamenti prima che siano posti in votazione.
Chi ritira un emendamento ha diritto di esporne la ragione per un tempo non eccedente i cinque minuti. Un emendamento ritirato dal proponente può essere fatto proprio da altri.
Prima della votazione di un articolo o di un emendamento, è data facoltà a ciascun consigliere di dichiarare soltanto se favorevole o contrario oppure se si astiene dalla votazione.
Prima della votazione finale di un progetto di legge, un consigliere per ciascun gruppo può fare una dichiarazione di voto a nome del gruppo per un tempo non superiore a cinque minuti.
Eguale facoltà è riconosciuta ai consiglieri che intendono dissociarsi dalle posizioni assunte dal proprio gruppo.
La votazione si fa sugli emendamenti proposti e poi sull'intero articolo.
Quando sono presentati solamente emendamenti interamente soppressivi, si pone ai voti il mantenimento del testo che gli emendamenti intendono sopprimere.
Qualora siano presentati più emendamenti di diverso contenuto ad uno stesso testo, essi sono posti in votazione nel seguente ordine: prima quelli interamente soppressivi, poi quelli parzialmente soppressivi, quindi quelli modificativi e infine quelli aggiuntivi. Gli emendamenti ad un emendamento sono votati prima di quelli principali.
Articolo 77 [36]
Nel corso della discussione possono essere presentati e svolti, per non più di dieci minuti, ordini del giorno che servano di istruzione in relazione all'applicazione della legge in esame.
Essi devono riferirsi a singoli articoli o alla legge nel suo complesso e sono posti in votazione, senza dichiarazione di voto, dopo l'approvazione dell'ultimo articolo, ma prima della votazione finale.
Non possono essere presentati ordini del giorno che riproducano emendamenti o articoli aggiuntivi respinti. In tal caso il Presidente oppone la preclusione.
Su di essi possono intervenire, per non più di cinque minuti, un oratore a favore ed uno contro.
Sono improponibili ordini del giorno, emendamenti e proposte che siano estranei all'oggetto della discussione o siano formulati in termini sconvenienti.
Sono inammissibili ordini del giorno, emendamenti e proposte in contrasto con deliberazioni già adottate dal Consiglio sull'argomento nel corso della discussione.
Il Presidente, data lettura dell'ordine del giorno, dell'emendamento o della proposta, decide.
Se il proponente insiste e il Presidente ritiene opportuno consultare l'Assemblea, questa decide senza discussione.
Prima della votazione finale, i relatori, la Giunta o un consigliere possono richiamare l'attenzione del Consiglio sopra le correzioni di forma che il progetto richiede e proporre le conseguenti modificazioni sulle quali il Consiglio delibera.
Il Presidente del Consiglio può essere autorizzato al coordinamento formale del testo approvato.
Dopo la votazione degli articoli e degli eventuali ordini del giorno, ha luogo la votazione finale del progetto di legge.
Qualora il progetto di legge consista in un solo articolo e non siano presentati articoli aggiuntivi, si procede direttamente, dopo la votazione degli emendamenti, alla votazione finale.
Articolo 81 [37]
Quando per una legge venga presentata proposta di dichiarazione d'urgenza per gli effetti previsti dall'art. 127, secondo comma, della Costituzione, il Presidente la pone ai voti dopo la votazione finale del progetto di legge.
Della dichiarazione d'urgenza è fatta espressa menzione nella comunicazione al Commissario di Governo.
Articolo 81/bis [38]
Promulgazione e pubblicazione leggi regionali
Il Presidente del Consiglio regionale invia al Presidente della Giunta regionale per la loro promulgazione le leggi deliberate dal Consiglio stesso.
Il Presidente della Giunta regionale promulga le leggi entro i termini di dieci giorni e provvede all'immediata loro pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.
Per la decorrenza dei termini di cui al presente articolo non si tiene conto delle domeniche ed altri giorni festivi ufficialmente riconosciuti come da disposizioni di legge in vigore.
I progetti di legge di revisione dello Statuto sono assegnati ad una Commissione speciale formata a norma dell'art. 29.
Nella votazione finale del progetto è richiesta per l'approvazione la maggioranza prevista dall'art. 74 dello Statuto.
Approvazione del bilancio regionale
I progetti di legge recanti rispettivamente il bilancio di previsione ed il conto consuntivo della Regione ed i documenti ad essi allegati, a norma degli artt. 61 e 62 dello Statuto, sono assegnati alla Commissione Bilancio e, per il parere sulla parte di rispettiva competenza, alle altre Commissioni permanenti. Queste esprimono il parere entro il dieci novembre.
Nei successivi quindici giorni, la Commissione Bilancio conclude l'esame congiunto del bilancio di previsione, del conto consuntivo e dei documenti di politica economica regionale con le modalità di cui all'art. 59.
Entro cinque giorni dalla presentazione della relazione o dalla scadenza del termine di cui al comma precedente, i disegni di legge sono iscritti all'ordine del giorno del Consiglio con precedenza su ogni altro affare.
Per la discussione si applicano le norme di cui al Capo XI. Non sono tuttavia ammesse pregiudiziali e sospensive né ordini del giorno di non passaggio agli articoli.
I bilanci sono approvati a maggioranza dei consiglieri assegnati.
Il disegno di legge di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio è esaminato dalla Commissione Bilancio e quindi dal Consiglio secondo la procedura ordinaria.
Si applicano le disposizioni di cui agli ultimi due commi dell'articolo precedente.
L'esercizio provvisorio non può essere autorizzato per un periodo superiore ai tre mesi. L'autorizzazione è accordata per dodicesimi del progetto di bilancio già presentato al Consiglio e non ancora approvato.
Articolo 85 [39]
Il Presidente della Giunta regionale può fare comunicazioni al Consiglio ogni qualvolta lo reputi necessario.
Egli può chiedere, a termini dell'art. 31, la convocazione del Consiglio se questo ha aggiornato i lavori.
Sulle comunicazioni si apre la discussione, qualora ne facciano richiesta almeno cinque consiglieri.
Nel corso della discussione ciascun consigliere può presentare ed illustrare, per non più di dieci minuti, un ordine del giorno relativo all'oggetto della discussione: esso è votato, sentito un oratore a favore ed uno contro, al termine della discussione stessa.
Gli interventi non possono protrarsi per oltre cinque minuti, né sono consentite dichiarazioni di voto.
Al fine di consentire il più ampio approfondimento delle problematiche suscitate dai rapporti internazionali e con l'Unione europea, il Presidente della Giunta invia al Presidente del Consiglio una specifica comunicazione trimestrale in materia.
Articolo 86 [40]
Esame dei provvedimenti amministrativi
Discussione dei provvedimenti amministrativi
L'esame preliminare dei provvedimenti amministrativi di competenza del Consiglio è effettuato dalla Commissione competente per materia, la quale riferisce sulla legittimità e sul merito del provvedimento e predispone lo schema della deliberazione da sottoporre all'approvazione del Consiglio.
La discussione in Consiglio ha inizio con la parola data al relatore.
La discussione e la votazione vertono, di norma, sull'intero testo.
Cinque consiglieri possono chiedere che la discussione avvenga per parti separate del testo. In tal caso possono essere posti in votazione separata la motivazione ed il dispositivo del provvedimento o parti del provvedimento stesso.
Sono ammessi ordini del giorno di non passaggio alla votazione a norma dell'art. 71.
Per gli emendamenti si applicano le norme previste per i progetti di legge.
I provvedimenti amministrativi deliberati dal Consiglio possono, per specifiche ragioni di urgenza che ne rendano indilazionabile l'esecuzione, essere dichiarati immediatamente eseguibili a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.
Articolo 88 [41]
Esame delle delibere della Giunta
La Giunta trasmette al Presidente del Consiglio lo schema di delibera da sottoporre al parere preventivo delle Commissioni consiliari, a norma dell'art. 26 dello Statuto, e il Presidente del Consiglio l'assegna alla Commissione competente per materia.
La Commissione esprime il proprio parere entro trenta giorni dall'assegnazione, salvo che il Presidente del Consiglio non consenta una proroga.
Proposte e pareri della Regione
Le proposte e i pareri della Regione sugli indirizzi generali e di settore della programmazione nazionale, gli altri pareri di interesse generale richiesti dagli organi costituzionali della Repubblica, nonché i pareri di cui agli artt. 132 e 133 della Costituzione, sono predisposti dalla competente Commissione permanente.
A tal fine la Commissione può esperire procedure di consultazione a norma dell'art. 61.
La Commissione riferisce al Consiglio entro il termine posto dal Presidente all'atto dell'assegnazione, salvo proroga.
Per quanto non previsto dalle sezioni II e III del presente Capo XI, si applicano le disposizioni del Capo X e della prima sezione del presente Capo.
Le deliberazioni del Consiglio non sono valide se non è presente la maggioranza dei consiglieri assegnati.
Articolo 93 [42]
Il numero legale è sempre presunto.
La verifica del numero legale è disposta dal Presidente in caso di votazione su richiesta di almeno tre consiglieri.
La richiesta della verifica del numero legale può anche essere fatta da un solo capogruppo.
I richiedenti la verifica del numero legale sono considerati presenti agli effetti della verifica stessa.
Se manca il numero legale, il Presidente può sospendere la seduta rinviandola ad altra ora dello stesso giorno o toglierla riconvocando il Consiglio a domicilio.
La sospensione non può essere inferiore a quindici minuti.
Per particolari esigenze, può riconvocare il Consiglio per il giorno successivo non festivo alla stessa ora di convocazione della seduta che è stata tolta con lo stesso ordine del giorno e senza necessità di avviso ai consiglieri.
Dopo la terza verifica, se persiste la mancanza del numero legale, la seduta è tolta.
La mancanza del numero legale non determina presunzione di mancanza dello stesso dopo la ripresa della seduta sospesa ai sensi del quinto comma.
Maggioranza per l'approvazione
Le deliberazioni sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo i casi per i quali sia espressamente prevista una diversa maggioranza.
Ai fini del comma precedente sono considerati presenti coloro che esprimono voto favorevole o contrario o di astensione.
Articolo 95 [43]
Tutte le votazioni hanno luogo con voto palese, salvo quelle riguardanti persone, che sono effettuate mediante voto segreto.
Le votazioni a scrutinio palese sono di norma effettuate su indicazione del Presidente con il sistema elettronico o per alzata di mano.
Sono effettuate per appello nominale, oltre che nei casi indicati dallo Statuto e dal Regolamento, quando lo richiedono un Capogruppo o almeno quattro Consiglieri regionali.
La votazione segreta ha, altresì, luogo quando ne facciano richiesta due Capigruppo o almeno dieci consiglieri presenti in Aula.
Nel concorso delle due richieste, di cui ai precedenti commi, il voto segreto prevale su quello per appello nominale.
I Consiglieri o i Capigruppo che sottoscrivono la richiesta di voto per appello nominale o di voto segreto devono essere presenti in Aula e comunque sono computati tra i consiglieri presenti.
Svolgimento delle votazioni per appello nominale e a scrutinio segreto
La votazione per appello nominale ha inizio dopo che il Presidente ha indicato il significato del «si», e del «no».
All'appello si procede per ordine alfabetico.
Il consigliere esprime ad alta voce il suo voto; i segretari prendono nota del voto espresso e delle dichiarazioni di astensione.
Nello scrutinio segreto i voti sono espressi deponendo nelle urne palline di due diversi colori ovvero, se si tratta di elezioni, apposita scheda.
Rinnovazione delle votazioni
La votazione non può essere interrotta e non è più concessa la parola fino alla proclamazione del voto, salvo che per segnalare irregolarità nella votazione.
Quando si verifichino irregolarità, il Presidente, apprezzate le circostanze, può annullare la votazione e disporre che sia immediatamente ripetuta.
Proclamazione del risultato delle votazioni e cancellazione dei provvedimenti dall'ordine del giorno
Il Presidente proclama il risultato delle votazioni con la formula "il Consiglio approva" o "il Consiglio non approva".
I provvedimenti approvati o respinti dal Consiglio sono cancellati dall'ordine del giorno. In caso di abbinamento, con l'approvazione del testo base o del testo unificato, i progetti o le proposte abbinate sono dal Presidente dichiarati assorbiti e conseguentemente cancellati dall'ordine del giorno.
Elezione, revoca e dimissioni della Giunta
Entro dieci giorni dalla prima seduta del Consiglio o dall'accettazione delle dimissioni o dalla revoca dell'intera Giunta, il Presidente convoca la conferenza dei Capigruppo per concordare i tempi di presentazione, discussione e votazione dei documenti politico-programmatici.
I documenti politico-programmatici, sottoscritti da un gruppo o da almeno tre consiglieri, sono presentati al Presidente del Consiglio.
La discussione ha inizio con l'illustrazione dei documenti da parte di uno dei rispettivi proponenti.
Ciascun consigliere può intervenire nella discussione.
Al termine della discussione i proponenti possono introdurre nei propri documenti rispettivamente le modifiche e le aggiunte che reputino opportune in relazione a problemi emersi nel corso della discussione.
A tal fine il Presidente può sospendere la seduta.
Alla ripresa della seduta il Presidente dispone che sia data lettura dei testi emendati e comunica l'eventuale ritiro dei documenti inizialmente proposti. Si passa quindi alla votazione dei documenti a scrutinio palese. Il Consiglio procede successivamente all'elezione del Presidente e dei componenti della Giunta secondo la procedura prevista dai commi 3°, 4° e 5° dell'art. 39 dello Statuto.
Il Presidente della Giunta, la Giunta o i singoli componenti di essa sono revocati mediante mozione motivata e sottoscritta da almeno 1/4 dei consiglieri ed approvata dal Consiglio con votazione per appello nominale.
La mozione di revoca è presentata al Presidente che ne dà immediata comunicazione al Consiglio e al Presidente della Giunta.
La mozione è discussa non prima di dieci e non oltre venti giorni dalla sua presentazione.
Non si dà luogo alla discussione o votazione della mozione di revoca se prima vengano rassegnate le dimissioni da parte del Presidente della Giunta o della Giunta o dei componenti interessati. In tal caso si applica il secondo comma dell'art. 101.
Le dimissioni del Presidente della Giunta e dei singoli componenti sono presentate al Presidente del Consiglio il quale ne informa il Consiglio stesso nella prima seduta.
Le dimissioni hanno effetto dal momento della presa d'atto da parte del Consiglio.
Invito a sostituire la Giunta
Quando il Consiglio è convocato ai sensi dell'ultimo comma dell'art. 31, il Presidente dà lettura, all'inizio della seduta, dell'invito del Governo a sostituire il Presidente della Giunta o la Giunta stessa a norma dell'art. 126 della Costituzione.
Ciascun consigliere può intervenire nella discussione. Questa si conclude con la votazione per appello nominale di un ordine del giorno sull'invito del Governo.
Il Presidente convoca il Consiglio per l'elezione della nuova Giunta o del suo nuovo Presidente entro cinque giorni dalla data di approvazione dell'ordine del giorno di cui al precedente comma.
Elezione o designazione di persone
Elezioni di delegati o rappresentanti della Regione
Ogni volta che il Consiglio regionale debba procedere ad elezione di membri di collegi ovvero di delegati o rappresentanti della Regione, ciascun consigliere scrive su apposite schede i nomi di due terzi delle persone da eleggere quante volte sia chiamato a votare per un numero superiore a due; scrive sulla scheda un solo nome quante volte sia chiamato a votare per uno o due membri o delegati o rappresentanti.
Salvo espressa disposizione di legge o di regolamento, si intendono eletti candidati che al primo scrutinio ottengano il maggior numero di voti. Qualora più candidati abbiano conseguito egual numero di voti, si procede al ballottaggio tra di essi.
La procedura di cui ai commi precedenti si applica, in quanto possibile, nelle eventuali elezioni suppletive.
Procedure di informazione, di indirizzo, di controllo e di partecipazione
Nelle materie di loro competenza le Commissioni possono disporre, d'intesa con l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, indagini conoscitive intese ad acquisire notizie, informazioni e documentazioni; l'intesa dell'Ufficio di Presidenza non è necessaria quando l'indagine sia richiesta dal Consiglio regionale.
Le Commissioni predispongono un dettagliato programma finanziario ed operativo dell'indagine da effettuare, programma che è sottoposto all'approvazione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Nell'ambito del programma approvato, le Commissioni possono effettuare l'indagine con le modalità da esso stabilite; i contatti occorrenti vengono tenuti dal Presidente della Commissione.
Le sedute delle Commissioni dedicate allo svolgimento di indagini conoscitive possono svolgersi anche fuori della sede del Consiglio regionale.
Terminata l'indagine, la Commissione formula le proprie conclusioni e i documenti sono trasmessi all'Ufficio di Presidenza, che ne cura la distribuzione a tutti i consiglieri.
Tutte le spese relative allo svolgimento delle indagini sono a carico del bilancio del Consiglio regionale.
Articolo 105 [44]
Il Consiglio può deliberare, a norma dell'art. 27 dello Statuto, inchieste su materie di competenza regionale.
A tal fine ciascun consigliere può presentare una proposta d'inchiesta, redatta in articoli, che è sottoposta all'approvazione del Consiglio regionale.
Nella proposta sono indicati l'oggetto dell'inchiesta e la durata della Commissione che deve procedervi.
Nello svolgimento dell'inchiesta, la Commissione può esigere dagli Uffici della Regione, nonché dagli enti ed istituti da essa dipendenti, l'esibizione di documenti e richiedere ed ottenere informazioni senza il vincolo del segreto d'ufficio.
Può altresì invitare qualsiasi persona in grado di fornire informazioni utili all'inchiesta.
Quando da 1/3 dei consiglieri assegnati alla Regione sia fatta motivata richiesta di istituzione di una Commissione d'inchiesta, il Consiglio vi provvede entro un mese dalla richiesta sempre che l'Ufficio di Presidenza abbia riscontrato che la materia è di competenza della Regione.
La Commissione è nominata dal Presidente, con le stesse modalità previste per le Commissioni permanenti.
Dell'istituzione della Commissione e dell'oggetto dell'inchiesta è data notizia nel Bollettino Ufficiale della Regione.
A conclusione delle sue indagini, la Commissione presenta al Consiglio una relazione che viene illustrata, per non più di 1cinque minuti dal Presidente o suo delegato. Il Consiglio prende atto, senza discussione, dell'avvenuta presentazione della relazione.
La Commissione di vigilanza:
a) verifica la corrispondenza dell'attività amministrativa della Giunta, degli enti ed uffici sottoposti alla Regione, alle linee generali e speciali approvate dal Consiglio regionale e presenta, a tale fine, una relazione semestrale al Consiglio;
b) riferisce sull'esercizio delle funzioni amministrative delegate, vigilando sulla conformità alle direttive fondamentali fissate dalla legge di delega, segnalando, se del caso, la necessità della revoca ai sensi del quarto comma dell'art. 10 dello Statuto;
c) esprime parere sui progetti di legge di revoca della delega delle funzioni amministrative alle Province, ai Comuni e agli altri enti di cui all'art. 10 dello Statuto;
d) presenta, entro il quindici ottobre di ogni anno, una relazione sull'attuazione del programma e dei piani regionali, nonché sugli enti e sulle aziende dipendenti dalla Regione.
Sulla sua attività la Commissione riferisce con proprie relazioni al Consiglio ogni qualvolta lo ritenga necessario.
Il Consiglio discute le relazioni della Commissione nella prima seduta utile e, comunque, non oltre un mese dalla data di presentazione.
Per consentire lo svolgimento dei compiti della Commissione, il Presidente della Giunta regionale trasmette al Presidente della Commissione di vigilanza l'elenco delle deliberazioni adottate in ogni seduta di Giunta e, ogni sei mesi, una relazione sull'attività amministrativa della Giunta, nonché sulle linee generali dell'attività prevista per il semestre successivo.
Egualmente dovranno comportarsi gli enti e le aziende dipendenti dalla Regione, nonché gli enti locali cui sia stato delegato l'esercizio di funzioni amministrative dalla Regione.
La Commissione, anche su richiesta di un singolo consigliere, può richiedere alla Giunta, agli enti ed alle aziende dipendenti dalla Regione, agli enti locali, per le attività di rispettiva competenza, la documentazione necessaria allo svolgimento della propria attività, convocando, se necessario, i responsabili politici e gli amministratori che hanno svolto attività amministrativa sottoposta a vigilanza. Può chiedere, altresì, ai rappresentanti della Giunta di riferire, anche per iscritto, in merito all'esecuzione di leggi e regolamenti ed all'attuazione data a mozioni ed ordini del giorno approvati dal Consiglio.
La Commissione può recarsi, dandone comunicazione all'Ufficio di Presidenza, in sede diversa da quella del Consiglio o disporre l'invio di propri componenti, laddove lo richiedano le esigenze della propria attività ed il più efficiente svolgimento della propria funzione.
Nell'esercizio della funzione di vigilanza, la Commissione non può emanare direttive agli Uffici, o procedere ad imputazione di responsabilità o sindacare l'attività di organi, enti e uffici fuori delle relazioni di cui ai commi precedenti.
La Commissione di vigilanza, inoltre, esamina gli atti contabili dell'Ufficio di Presidenza, trasmette eventuali osservazioni alla Presidenza del Consiglio e, in caso di persistente dissenso, riferisce al Consiglio regionale.
Le relazioni che la Commissione presenta al Consiglio sono pubblicate e trasmesse ai soggetti la cui attività è sottoposta a vigilanza.
Delle delegazioni
Le delegazioni che siano espressione di organi di associazioni sindacali o di categoria o, comunque, rappresentanze di enti o persone giuridiche, possono rivolgere richiesta al Presidente per essere sentite su materie di competenza del Consiglio.
Il Presidente farà conoscere, in tempo utile, il giorno, l'ora e il luogo in cui riceverà la delegazione.
Il Presidente potrà delegare un membro dell'Ufficio di Presidenza o il Presidente della Commissione competente per materia a ricevere la delegazione.
In tal caso il Presidente deve essere immediatamente informato su quanto ha formato oggetto del colloquio.
Nel corso di una seduta del Consiglio, nessuna delegazione, per qualsiasi motivo, potrà essere ricevuta.
Il Presidente del Consiglio regionale informa la Conferenza dei Capigruppo su quanto ha formato oggetto del colloquio con una delegazione e, ove lo ritenga opportuno, ne informa la Commissione competente o il Consiglio.
In caso di comunicazione all'Assemblea è ammesso un intervento di non oltre dieci minuti da parte di un rappresentante di ogni gruppo.
Ciascun consigliere può presentare una mozione al fine di promuovere una deliberazione del Consiglio su un determinato argomento.
Le mozioni sono presentate al Presidente del Consiglio che ne trasmette il testo alla Giunta e ai Capigruppo consiliari e ne dà comunicazione al Consiglio nella seduta successiva alla presentazione.
Data della discussione della mozione
Quando uno dei proponenti la mozione lo richieda, il Consiglio, sentiti un rappresentante della Giunta e non più di due consiglieri, uno a favore e uno contro, fissa la data della discussione, stabilendo di tenere, se necessario, seduta supplementare ai sensi del secondo comma dell'art. 33.
Articolo 110 [45]
Discussione della mozione
La discussione ha inizio con l'illustrazione, per non più di quindici minuti, della mozione da parte di uno dei proponenti e prosegue con gli interventi di un oratore a favore ed uno contro della durata non superiore ai cinque minuti.
A giudizio del Presidente più mozioni relative a fatti ed argomenti identici o strettamente connessi possono formare oggetto di una discussione unica. In tal caso l'illustrazione avviene ad opera di un proponente per ciascuna mozione.
Al momento della votazione della mozione e dei relativi emendamenti non è data facoltà di interventi per dichiarazione di voto.
Al testo di una mozione possono essere presentati emendamenti anche nel corso delle sedute.
Essi sono votati secondo la procedura stabilita nell'art. 76.
Mozione di revoca del Presidente del Consiglio
La mozione di revoca del Presidente del Consiglio di cui all'art. 10 deve essere motivata e sottoscritta da almeno 1/4 dei componenti l'Assemblea.
La mozione è discussa entro cinque giorni dalla sua presentazione.
Dopo la sua illustrazione da parte di uno dei proponenti, ciascun consigliere può intervenire nella discussione secondo l'ordine di iscrizione.
Al termine degli interventi si passa alla votazione.
La votazione ha luogo per appello nominale.
La mozione è approvata se ricorrono le condizioni indicate al quarto comma dell'art. 19 dello Statuto.
Articolo 113 [46]
Ciascun consigliere può interrogare la Giunta su fatti e questioni che ne investano la competenza.
L'interrogazione consiste nella domanda se un fatto sia vero o se un'informazione sia esatta.
L'interrogazione è posta per iscritto ed è presentata al Presidente del Consiglio, il quale ne accerta, prima dell'annuncio, l'ammissibilità a termini dei commi precedenti.
La Giunta ha facoltà di rispondere immediatamente all'atto dell'annuncio o può differire la risposta ad altra seduta e comunque non oltre trenta giorni dalla ricezione dell'interrogazione stessa.
Dopo la risposta del rappresentante della Giunta, che non può superare i dieci minuti, l'interrogante può replicare per non più di tre minuti per dichiarare se sia o no soddisfatto.
L'interrogazione si intende ritirata se l'interrogante non è presente quando giunge il suo turno.
Ad interrogazioni relative a fatti o questioni identiche o strettamente connesse può essere data unica risposta.
Nel presentare un'interrogazione, il consigliere può dichiarare se intende avere risposta scritta.
Il Presidente della Giunta o altro membro da lui incaricato comunica per iscritto la risposta al Presidente del Consiglio.
Il testo della risposta è subito trasmesso all'interrogante ed è pubblicato in allegato al resoconto stenografico della seduta in cui ne è dato annunzio al Consiglio.
Articolo 113/bis [47]
L'interrogazione a risposta immediata consiste in una sola domanda, formulata in modo sintetico e chiaro, concernente un argomento di rilevanza generale connotato da particolare urgenza o attualità politica.
La seduta per lo svolgimento di interrogazioni a risposta immediata, per la durata massima di un'ora, ha luogo di norma il primo martedì del mese alle ore 15,00 e sono tenuti a partecipare il Presidente della Giunta regionale o gli Assessori appositamente delegati; se la quantità delle interrogazioni lo richiede, il Presidente del Consiglio può decidere una seconda seduta il terzo martedì del mese.
L'interrogazione è presentata al Presidente del Consiglio regionale, per il tramite del Capogruppo, inderogabilmente entro le ore 12,00 del mercoledì precedente la seduta per la trattazione.
Ove il subentrare di fatti nuovi determini le condizioni per ulteriori immediate interrogazioni, il Presidente del Consiglio potrà ammetterle, nel numero massimo di due, purché presentate per il tramite del Capogruppo, entro le ore 10,00 del lunedì precedente la seduta per la trattazione; in tal caso, ove presenti, sono sottratte alla trattazione un uguale numero di interrogazioni presentate dal medesimo gruppo consiliare.
Il Presidente del Consiglio, scaduto il termine ordinario per la presentazione delle interrogazioni a risposta immediata, sentito l'Ufficio di Presidenza in apposita seduta alla quale è invitato a partecipare il Presidente della Giunta o un Componente di questa, delegato allo scopo, forma l'ordine del giorno, iscrivendovi le interrogazioni nel numero massimo di 10, avendo cura di assicurare la partecipazione di tutti i gruppi, tenuto anche conto della loro consistenza numerica.
Il Presidente del Consiglio almeno 24 ore prima della seduta invia al Presidente della Giunta e a tutti i Consiglieri, l'elenco definitivo delle interrogazioni ammesse alla trattazione ai sensi del presente articolo.
Il presentatore dell'interrogazione ha facoltà di illustrarla per non più di due minuti; il Presidente della Giunta regionale o il Componente di questa, delegato allo scopo, risponde per non più di tre minuti, l'interrogante ha diritto di replica per non più di un minuto.
Quando sia previsto che la risposta venga data dal Presidente della Giunta, il tema deve essere riferito alle competenze eventualmente riservatesi nell'attribuzione delle deleghe o rientrare nell'ambito di quelle di cui all'articolo 121, comma 4, della Costituzione.
La trattazione delle interrogazioni a risposta immediata esclude la possibilità della loro rinnovazione in seduta ordinaria.
Alla seduta sono ammesse le riprese televisive e la trasmissione in diretta dei lavori secondo modalità previste in apposita disposizione del Presidente del Consiglio. Al riguardo possono essere stipulate particolari convenzioni con le reti televisive pubbliche e private che coprono l'intero territorio regionale.
Articolo 114 [48]
L'interpellanza consiste nella domanda, redatta per iscritto, circa i motivi e gli intendimenti della condotta della Giunta in questioni che riguardino determinati aspetti della sua attività.
Le interpellanze sono presentate al Presidente del Consiglio, il quale ne comunica il testo al Presidente della Giunta e ai capigruppo consiliari.
La Giunta ha facoltà di rispondere immediatamente all'atto dell'annuncio o può differire la risposta ad altra data e comunque non oltre i trenta giorni dalla ricezione dell'interpellanza stessa.
Chi ha presentato l'interpellanza ha il diritto di svolgerla per non più di cinque minuti e, dopo le dichiarazioni della Giunta, di esporre per non più di cinque minuti le ragioni per le quali egli sia o no soddisfatto delle risposte avute.
Qualora il Presidente lo disponga, le interpellanze relative a fatti e argomenti identici, o strettamente connessi, possono essere svolte contemporaneamente.
Articolo 114/bis [49]
Seduta straordinaria per interrogazioni e interpellanze
Il Presidente, nell'intento di consentire il rispetto dei termini previsti per la discussione in Aula delle interrogazioni e delle interpellanze, convoca, in seduta straordinaria, il Consiglio iscrivendo all'ordine del giorno i predetti documenti in ordine cronologico di presentazione ed in numero compatibile con la durata della riunione.
L'iscrizione è fatta in deroga a quanto disposto dall'art. 115, terzo comma, e la convocazione deve essere inviata almeno dieci giorni prima della riunione del Consiglio.
Tempi di svolgimento delle interpellanze e interrogazioni
In ciascuna seduta almeno i primi quaranta minuti sono dedicati allo svolgimento delle interrogazioni ed interpellanze, seguendo l'ordine di presentazione.
Trascorso il tempo indicato dal precedente comma, il Presidente rinvia le interrogazioni e le interpellanze non svolte alle sedute successive.
Non può essere posta all'ordine del giorno della stessa seduta più di un'interrogazione o interpellanza presentata dallo stesso consigliere.
La Giunta può dichiarare di non poter rispondere, indicandone il motivo. Se dichiara di dover differire la risposta, precisa in quale giorno, entro il termine di un mese, è disposta a rispondere.
Nel presentare un'interrogazione o un'interpellanza, il consigliere può dichiarare che intende avere risposta in Commissione.
In tal caso il Presidente del Consiglio trasmette l'interrogazione al Presidente della Commissione competente per materia e ne dà comunicazione alla Giunta.
L'interrogazione o interpellanza è iscritta all'ordine del giorno della prima seduta della Commissione, trascorso il termine di quindici giorni dalla presentazione. Si applicano, in Commissione, le norme di cui agli artt. 117 e 118.
Il Consiglio esprime voti, richieste e giudizi in ordine a fatti o avvenimenti di interesse nazionale o regionale mediante una risoluzione.
A tal fine, ciascun consigliere può presentare per iscritto una proposta di risoluzione. Se il Presidente, su richiesta del proponente, ne riconosce l'urgenza, la risoluzione può essere votata al termine della seduta in cui è presentata.
Possono parlare un oratore contro e uno a favore per non oltre dieci minuti ciascuno.
Nel corso della votazione della risoluzione non sono concessi interventi per dichiarazione di voto. [50]
Interrogazioni dei Comuni e delle Province
I Comuni, le Province e gli altri soggetti indicati nell'art. 68 dello Statuto possono presentare per iscritto interrogazioni al Consiglio.
L'Ufficio di Presidenza provvede, alla risposta per iscritto, acquisiti, secondo il caso, il parere della Giunta o della competente Commissione consiliare, dandone notizia al Consiglio regionale nella seduta successiva.
Il Presidente trasmette alla competente Commissione le petizioni dei cittadini residenti nella Regione e i voti dei Consigli comunali e provinciali e degli altri soggetti indicati nell'art. 68 dello Statuto.
Se la petizione o il voto ha attinenza con un provvedimento già assegnato alla Commissione, questa la esamina congiuntamente e ne riferisce al Consiglio con un'unica relazione. Degli altri casi l'esame può concludersi con una risoluzione diretta a interessare la Giunta alle necessità esposte nella petizione o nel voto.]
[1] articolo così sostituito dalla delibera n° 104/4 del 22.7.2003.
[2] articolo così sostituito dalla delibera n° 104/4 del 22.7.2003.
[3] comma così sostituito dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[3 bis] comma così sostituito dalla delibera n° 3/5 del 21.6.2005
[4] comma aggiunto dalla delibera n° 25/2 del 30.7.1991 e modificato dalla delibera n° 44/17 del 17.12.1996.
[5] comma così sostituito dalla delibera n° 96/11 del 22.9.1998.
[6] articolo aggiunto dalla delibera n° 44/17 del 17.12.1996 e modificato dalla delibera n° 51/6 dell'8.3.1997.
[7] comma così sostituito dalla delibera n° 11/9 del 17.10.1995
[8] periodo aggiunto dalla delibera n° 11/9 del 17.10.1995
[9] articolo così sostituito dalla delibera n° 104/4 del 22.7.2003.
[10] articolo così sostituito dalla delibera n° 104/4 del 22.7.2003.
[11] articolo aggiunto dalla delibera n° 44/17 del 17.12.1996
[12] articolo così sostituito dalla delibera n° 104/4 del 22.7.2003.
[13] articolo così sostituito dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[14] articolo così sostituito dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[15] articolo così sostituito dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[16] articolo così sostituito dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[17] comma abrogato dalla delibera n° 44/17 del 17.12.1996.
[18] articolo così modificato dalla delibera n° 52/3 del 4.12.2001
[19] articolo così sostituito dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[20] articolo così sostituito dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[21] comma così sostituito dalla delibera n° 77/10 del 27.1.1998
[22] comma così modificato dalla delibera n° 23/3 del 27.2.1996
[23] comma così modificato dalla delibera n° 23/3 del 27.2.1996
[24] articolo così modificato dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[25] comma aggiunto dalla delibera n° 122/25 del 3.10.1989
[26] comma aggiunto dalla delibera n° 122/25 del 3.10.1989
[27] articolo così modificato dalla delibera n. 35/2 del 27.3.2001
[28] articolo così modificato dalla delibera n° 44/17 del 17.12.96
[29] articolo così modificato dalla delibera 35/2 del 27.3.2001
[30] articolo aggiunto dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[31] articolo aggiunto dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[32] articolo aggiunto dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[33] articolo così sostituito dalla delibera n°35/2 del 27.3.2001
[34] parola così sostituita dalla delibera n° 44/17 del 17.12.1996
[35] parola così sostituita dalla delibera n° 77/10 del 27.1.1998
[36] articolo così modificato dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[37] articolo così modificato dalla delibera n° 52/3 del 4.12.2001
[38] articolo aggiunto dalla delibera n° 52/3 del 4.12.2001
[39] articolo così sostituito dalla delibera n° 104/4 del 22.7.2003.
[40] articolo soppresso dalla delibera n° 52/3 del 4.12.2001
[41] articolo già sostituito dalla delibera n° 44/17 del 17.12.1996 e soppresso dalla delibera n° 52/3 del 4.12.2001
[42] articolo così modificato dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[43] articolo così modificato dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[44] articolo così modificato dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[45] articolo così sostituito dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[46] articolo così sostituito dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[47] articolo aggiunto dalla delibera n° 104/4 del 22.7.2003
[48] articolo così sostituito dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[49] articolo aggiunto dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001
[50] articolo così sostituito dalla delibera n° 35/2 del 27.3.2001

References: Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 23

Articolo 24

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 26

Articolo 27

Articolo 28

Articolo 29

Articolo 29

Articolo 30

Articolo 31

Articolo 32

Articolo 33

Articolo 34

Articolo 35

Articolo 36

Articolo 37

Articolo 38

Articolo 39

Articolo 40

Articolo 41

Articolo 42

Articolo 43

Articolo 44

Articolo 45

Articolo 46

Articolo 47

Articolo 48

Articolo 49

Articolo 50

Articolo 51

Articolo 52

Articolo 53

Articolo 54

Articolo 55

Articolo 56

Articolo 57

Articolo 58

Articolo 59

Articolo 60

Articolo 61

Articolo 62

Articolo 63

Articolo 64

Articolo 65

Articolo 66

Articolo 66

Articolo 66

Articolo 66

Articolo 67

Articolo 68

Articolo 69

Articolo 70

Articolo 71

Articolo 72

Articolo 73

Articolo 74

Articolo 75

Articolo 76

Articolo 77

Articolo 78

Articolo 79

Articolo 80

Articolo 81

Articolo 81

Articolo 82

Articolo 83

Articolo 84

Articolo 85

Articolo 87

Articolo 89

Articolo 90

Articolo 91

Articolo 92

Articolo 93

Articolo 94

Articolo 95

Articolo 96

Articolo 97

Articolo 98

Articolo 99

Articolo 100

Articolo 101

Articolo 102

Articolo 103

Articolo 104

Articolo 105

Articolo 106

Articolo 107

Articolo 108

Articolo 109

Articolo 110

Articolo 111

Articolo 112

Articolo 113

Articolo 113

Articolo 114

Articolo 114

Articolo 115

Articolo 116

Articolo 117

Articolo 118

Articolo 119

Articolo 15
 art. 27
 art. 28

Articolo 16
 sentenza 
 sentenza 

Articolo 24

Articolo 26
 art. 106

Articolo 29

Articolo 29

Articolo 30

Articolo 31

Articolo 32

Articolo 35

Articolo 36

Articolo 41

Articolo 42

Articolo 43

Articolo 53

Articolo 63

Articolo 64

Articolo 65

Articolo 66

Articolo 66

Articolo 66

Articolo 69

Articolo 77

Articolo 81

Articolo 81

Articolo 85

Articolo 86

Articolo 88

Articolo 93

Articolo 95

Articolo 105

Articolo 110

Articolo 113

Articolo 113

Articolo 114

Articolo 114