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Timestamp: 2019-05-24 07:55:49+00:00

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ISTORES | Aug 2014 | Jun 2014
Lilio Giannecchini: "Per un furto di libri storici l’inchiesta dura da 2 anni"
27/07/14 20:35 Archiviato in: Informazione
Per un furto di libri storici l’inchiesta dura da 2 anni
Lilio Giannecchini, accusato di essersi appropriato di documenti della Resistenza sostiene la sua innocenza, ma non può difendersi in tribunale per gravi ritardi
Lilio Giannecchini: è accusato di furto ma il processo non si fa
LUCCA. Per un presunto furto di libri e documenti storici che appartengono al periodo della Resistenza le indagini vanno avanti da quasi due anni. Neanche si trattasse di un affare di Stato e nonostante il codice di procedura penale preveda che il pm debba chiedere il rinvio a giudizio o disporre l’archiviazione in un periodo massimo di 18 mesi fatta salva la deroga sino a due anni per reati gravissimi come l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Protagonista della singolare vicenda è il partigiano Lilio Giannecchini, 89 anni, difeso dall’avvocato Fernando Fenili, e al centro di un’infinita querelle legata al ruolo ricoperto per anni nell’Istituto Storico della Resistenza. Lui si professa innocente e vuole dimostrarlo in un pubblico dibattimento, ma dopo 24 mesi non solo non c’è il processo, ma i libri e i documenti che sostiene, a torto o a ragione, essere suoi sono ancora sotto sequestro e affidati in custodia giudiziaria proprio all’ente (l’Istituto Storico della Resistenza) che ha presentato un esposto-denuncia in procura (era il 18 settembre 2012) nei suoi confronti.
Furto aggravato. Stando all’accusa, l’allora direttore pro tempore dell’Istituto Storico della Resistenza, Giannecchini «al fine di trarne profitto si impossessava di documenti e libri dell’Istituto Storico della Provincia del quale era stato direttore per molti anni apponendo il proprio timbro su numerosi libri e documenti in modo da far apparire come propri, beni in realtà ricevuti quale legale rappresentante dell’istituto. Inoltre, cessato dalla carica di direttore, previa effrazione della porta d’ingresso dov’era depositato il patrimonio librario e se ne impossessava». Con la denuncia il magistrato faceva sequestrare dalla pg il cosiddetto «Archivio Giannecchini-Toscano» che si trovava nei locali del Museo Storico della Liberazione del Comune.
La difesa all’attacco. Oggi quell’archivio è stato spostato al centro culturale Agorà e affidato in custodia all’attuale presidente dell’Istituto Storico della Resistenza. L’avvocato Fenili, al di là della terza istanza di archiviazione della posizione processuale del suo assistito per mancanze di prove, chiede l’immediato dissequestro dei libri in quanto mancano le ragioni cautelari del provvedimento: «Quei libri sono di Giannecchini e vogliono toglierglieli senza fare un processo di merito - dice il legale -. Una situazione assolutamente paradossale. Mi riservo di proporre istanza di avocazione del fascicolo al procuratore presso la Corte d’Appello di Firenze. È assurdo che per una vicenda di basso profilo si debba perdere tutto questo tempo violando le norme più elementari del diritto. Mi chiedo perché i denuncianti non abbiamo indicato in modo dettagliato i titoli dei testi e dei documenti che sarebbero stati sottratti all’Istituto». (l.t.)
Il Tirreno, ed.ne di Lucca pag. IV di domenica 27 luglio 2014
L'Associazione Ideali e Valori ed il suo Presidente Bruno Rossi piangono la scomparsa di Lilio Giannecchini
27/07/14 10:33 Archiviato in: Informazione
70°anniversario della Liberazione di Lucca e delle stragi nazifasciste dell'estate 1944
17/07/14 12:22 Archiviato in: Informazione
Ai membri del Comitato per la celebrazione del 70°anniversario della Liberazione di Lucca
C/O Comune di Lucca
e p.c. al Presidente, agli Assessori, al Presidente del Consiglio ed ai Consiglieri dell'Amministrazione Provinciale di Lucca
e p.c. al Sindaco, agli Assessori, al Presidente del Consiglio ed Consiglieri Comunali dei Comuni di ALTOPASCIO, BAGNI DI LUCCA, BARGA, BORGO A MOZZANO, CAMAIORE, CAMPORGIANO, CAPANNORI, CAREGGINE, CASTELNUOVO DI GARFAGNANA, CASTIGLIONE DI GARFAGNANA, COREGLIA ANTELMINELLI, FABBRICHE DI VALLICO, FORTE DEI MARMI, FOSCIANDORA, GALLICANO, GIUNCUGNANO, LUCCA, MASSAROSA, MINUCCIANO, MOLAZZANA, MONTECARLO, PESCAGLIA, PIAZZA AL SERCHIO, PIETRASANTA, PIEVE FOSCIANA, PORCARI, SAN ROMANO IN GARFAGNANA, SERAVEZZA, SILLANO, STAZZEMA, VAGLI SOTTO, VERGEMOLI, VIAREGGIO, VILLA BASILICA, VILLA COLLEMANDINA
Lucca, lì 17 luglio 2014
Come Presidente del Comitato a Difesa dell'Istituto Storico di Lucca, già membro del Direttivo dell'Istituto storico della Resistenza fino alla esautorazione del Direttore Lilio Giannecchini, avvenuta contro ogni regola, sulla base di un pretestuoso processo intentato allo stesso sulla base di notizie giornalistiche, culminate in un processo da cui lo stesso Giannecchini è uscito assolto con formula piena, pongo all'attenzione di questo Comitato l'esclusione del Giannecchini dalle celebrazioni della Liberazione di Lucca e della memoria delle stragi nazifasciste dell'estate 1944, culminate nell'eccidio della Farneta.
Ricordo a voi tutti che Giannecchini ha contribuito in maniera determinante a mantenere in vita la memoria di questi eventi, curando personalmente la raccolta dei documenti e la ricostruzione degli stessi episodi. In particolare ha curato l'apposizione di targhe e cippi in quasi tutte le località legate agli eventi e, per quel che riguarda la Liberazione di Lucca, ha ricostruito l'episodio, determinante per la salvezza di Lucca, del passaggio di quattro giovani partigiani, che sfuggendo a pattuglia tedesca, aveva informato gli Alleati che Lucca poteva considerarsi sostanzialmente sgombera da truppa tedesca in grado di contrastare l'avanzata, per la quale quindi non era più necessaria compiere il bombardamento previsto dagli Alleati.
Di questi giovani egli ha rintracciato i nomi, perpetuando la memoria, ed all'unico sopravvissuto, su sollecitazione di Giannecchini, l'allora Sindaco di Lucca Mauro Favilla aveva offerto il riconoscimento del Comune. A complemento di quanto detto si invia la richiesta d'intervento l'intervento al Consiglio Comunale Congiunto del 5 settembre 2013. D'altra parte aveva già ottenuto, nel 2006, dall'allora Presidente della Provincia, Andrea Tagliasacchi, l'ambito riconoscimento della Pantera d'Oro all'ISTORES da lui diretto “per l’impegno e la dedizione profusi negli studi storici e nell’attualizzazione del significato della resistenza e della guerra di liberazione come base essenziale dell’identità storica del territorio lucchese”.
Quanto poi alla vicenda di Don Aldo Mei è stato il Giannecchini a raccogliere il Giannecchini a raccogliere e custodirne le memorie, sottraendole all'abbandono ed all'oblio, senza ricevere nemmeno un cenno di gratitudine o ringraziamento pubblico.
Infine per la vicenda della strage della Farneta Giannecchini ha fornito tutto il materia e l'appoggio dell'Istituto Storico della Resistenza di Lucca al prof. Nicola Laganà, che ha prodotto un pregevole volume sulla vicenda, la cui pubblicazione (qualcuno "Purtoppo sul nido d'implumi il nibbio fece sua preda", edito dall'ISTORES di Lucca).
Per quanto sopra esposto chiedo fermamente che questo Comitato contatti Lilio Giannecchini, che al momento giace gravemente infermo presso l'ospedale civile S. Luca di Lucca.
Chiedo anche ai Consiglieri Comunali e Provinciali del territorio lucchese, interessati alle vicende storiche di quegli anni, di formulare un Ordine del Giorno che dia un riconoscimento tangibile ad uno degli ultimi protagonisti della lotta di Liberazione.
Carteggio Neri Serneri vs. Lilio Giannecchini
02/07/14 20:05 Archiviato in: Informazione
Da: "Lilio Giannecchini - \"Toscano\""
Data: 02 luglio 2014 19.57.01 GMT+02.00
Oggetto: Re: R: R: Assoluzione completa di Lilio Giannecchini
Esimio prof. Simone,
l'incipit della sua mail del 1 luglio 2014 -"o chi per lei"- mi offre l'occasione per tuffarmi nella letteratura della Resistenza: la mia risposta a questa provocazione è quella riferita da Primo Levi -"e chi per me, se non io". Segue anche la restante parte della frase "e se non ora quando?". Ella, professore, nel suo primo capoverso, probabilmente scritto in stato d'ira, e pertanto anche gravato da errori grammaticali ("la nota lettera e che tale uso dei documenti a lui affidati da parte di un direttore di un istituto della Resistenza era riprovevole"), afferma cose di nessun rilievo logico e morale. Tra l'altro la frase "Resta integra la contrarietà di quell’uso" è scritta in pessimo italiano, l'integrità non può essere invocata per il termine "uso", quanto al codice deontologico da lei invocato sarebbe opportuno che ella ne avesse conoscenza e che le norme di detto codice fossero per l'appunto codificate e non ipotizzate da una mente incline ad elucubrazioni di comodo. Ed a ben pensare questo suo modus operandi è stato ben all'origine del nostro contenzioso personale: qual era il codice deontologico cui si ispirava quando si è messo a leggere notizie riportate nella cronaca locale di Lucca e quando si è sostituito al Presidente dell'ISTORES di Firenze alla riunione della Consiglio Generale dell'INSMLI del 17/10/2010? E, proseguendo, quali norme di regolamento ha rispettato ponendo, al di fuori dell'ordine del giorno della riunione, la questione "Giannecchini"?
Quanto alla vicenda catanese che la riguarda è vero che essa non ha connessione con la conduzione dell'Istituto della Resistenza (quale e sulla base di quale funzione?), ma la lettura del dispositivo della sentenza del TAR Siciliano N. 01562/2014 che ha condannato il Rettore dell'Università di Catania a risarcire le spese ed i danni al ricorrente dott. Scirè, essenzialmente dovuti alla cattiva gestione del concorso da parte della commissione da lei presieduta, per manifesta "illegittima attribuzione alla controinteressata del punteggio", infatti nella sentenza si legge che "3. Premesso ciò, il Collegio ritiene che alcune affermazioni e conclusioni espresse dalla commissione giudicatrice sulla congruenza del curriculum della controinteressata con il settore scientifico-disciplinare per il quale è stata bandita la procedura appaiano palesemente illogiche nei termini di seguito precisati".
La sua conclusione "La sospensiva cui fa riferimento non interrompeva la selezione pubblica, ma la sospendeva per venti giorni affinché la commissione esplicitasse ulteriormente le proprie valutazioni e infatti essa si concluse con l’assunzione della vincitrice. Dunque l’ordinanza non accoglieva la sospensiva chiesta dal ricorrente." è mal riposta: la sentenza finale è stata di condanna dell'operato della sua commissione e di lei come Presidente, nè da menar vanto del fatto che "Infine, i commissari non siamo (sic!) stati condannati a risarcire i danni " perchè suo argomentare corrisponde ad un ulteriore beffa per il Rettore dell'Università di Catania, che aveva riposto nella commissione ed in lei la sua fiducia, a questo punto chiaramente mal posta. Spero per lei e per le sue finanze che non vengano rintracciate nelle vostre operazioni elementi di rilievo penale. In ogni caso l'etica da rispettare da parte di un personaggio del suo rilievo imporrebbe una pausa di riflessione e di pentimento, cui non dovrebbe essere estraneo l'abbandono della carica da lei ricoperta nell'ISTORES di Firenze. Infatti il disprezzo per le regole da rispettare fa parte di un comportamento non consono ad un rappresentante di quella Resistenza, per la quale ella di certo non ha combattuto, intraprendendo invece un combattimento ad armi ineguali contro un vecchio rappresentante combattente della Resistenza, quale io sono.
Con stima proporzionale ai suoi meriti
Vice-comandante della Brigata Oreste
Il giorno 01/lug/2014, alle ore 16.44, Simone Neri Serneri ha scritto:
Egregio Signor Giannecchini o chi per Lei,
s’intende che i documenti che allega mi sono noti e mi permetto di precisare semplicemente:
1. L’invito a suo tempo rivoltole dall’Insmli prescindeva da ogni rilievo penale e soltanto ed esaustivamente si basava sul fatto acclarato che Lei aveva scritto la nota lettera e che tale uso dei documenti a lui affidati da parte di un direttore di un istituto della Resistenza era riprovevole. L’esito della sua vicenda penale peraltro non ha smentito la lettera e il suo contenuto, ma solo la rilevanza penale. Resta integra la contrarietà di quell’uso al codice deontologico e alle opportunità di chi gestisce un archivio.
2. La vicenda catanese che mi riguarda non ha alcuna connessione con la conduzione dell’Istituto della Resistenza e non ha alcun profilo penale. La sospensiva cui fa riferimento non interrompeva la selezione pubblica, ma la sospendeva per venti giorni affinché la commissione esplicitasse ulteriormente le proprie valutazioni e infatti essa si concluse con l’assunzione della vincitrice. Dunque l’ordinanza non accoglieva la sospensiva chiesta dal ricorrente.
3. Infine, i commissari non siamo stati condannati a risarcire i danni – anche perché non sono parte in giudizio – e dunque eviti di affermare ciò che non corrisponde a verità.
Da: Lilio Giannecchini - Toscano [mailto:toscano.brigataoreste@gmail.com]
Inviato: lunedì 30 giugno 2014 18:45
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Oggetto: Re: R: Assoluzione completa di Lilio Giannecchini
nel caso che non le fosse ancora pervenuta, attento com'è a leggere solo le cronache locali di altre provincie ed a sminuire il senso ed il contenuto dell'inchiesta giudiziaria di cui, quella che riguarda me fasulla, e quella che riguarda lei ancora in corso nella documentazione, ma attualmente conclusa le trasmetto la Sentenza Tribunale del TAR Catania del 29/05/2014, circa l'operato della Commissione presieduta dal prof. Neri Serneri
<http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Catania/Sezione%203/2012/201200485/Provvedimenti/201401562_01.XML>
Nella sentenza si legge che: "Con Ordinanza n. 306/2012 la Sezione ha accolto la domanda di sospensione cautelare rilevando “consistenti profili di fumus in relazione alla dedotta incongruenza nella valutazione dei titoli della controinteressata, avuto riguardo in particolare all’analitica previsione di cui all'allegato B del DM 29.07.2011 336, art. 11/A3: Storia contemporanea”, ordinando alla commissione il riesame degli atti attraverso un’analitica valutazione di ciascun titolo."
Per la cronaca il testo dell'ordinanza n. 306 del 22/03/2012 con cui il TAR Catania "accoglie la domanda di sospensione dei provvedimenti impugnati, nei sensi e nei termini di cui alla parte motiva" , disponibile al link <http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Catania/Sezione%203/2012/201200485/Provvedimenti/201200306_05.XML>, contraddice la sua ricostruzione dei fatti.
"Università Catania, concorso docente Storia: vince architetto. Il Tar: incongruenza nella valutazione dei titoli"
<http://www.giurdanella.it/2012/06/02/universita-catania-concorso-docente-storia-vince-architetto-il-tar-incongruenza-nella/>
A questo punto penso che ella abbia in animo, berlusconescamente, di aspettare qualche altro grado di giudizio ... Per ora il suo operato è stato condannato e coloro che hanno riposto la loro fiducia in lei (Rettore Univ. di Catania) sono stati condannati a risarcire spese di giudizio e danni. Questa informazioni è per lei ed i suoi sodali: io al suo posto rassegnerei le dimissioni dall'ISTORES di Firenze in nome dei principi da lei sostenuti, a torto, nei miei confronti.
Non penso che lei e Silingardi abbiate possibilità di replicare a questa nota, ma non me ne dolgo.

References: sentenza 
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 art. 11