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Timestamp: 2020-07-06 19:50:56+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18993 del 27/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18993 del 27/09/2016
Cassazione civile sez. III, 27/09/2016, (ud. 05/07/2016, dep. 27/09/2016), n.18993
sul ricorso 5187/2014 proposto da:
B.R., L.M., elettivamente domiciliati in ROMA,
VIA CARDINAL DE LUCA 22, presso lo studio dell’avvocato VINCENZO
D’ISIDORO, che li rappresenta e difende giusta procura speciale in
R.A., elettivamente domiciliato in ROMA, P.LE CLODIO 22,
presso lo studio dell’avvocato ILARIA SARTORI, rappresentato e
difeso dall’avvocato SILVANA SINIGAGLIA giusta procura speciale in
B.M., B.R., L.M.;
avverso la sentenza n. 1758/2013 della CORTE D’APPELLO di BARI,
depositata il 13/12/2013;
udito l’Avvocato VINCENZO D’ISIDORO;
SERVELLO Gianfranco, che ha concluso per l’estinzione per rinuncia.
Con sentenza depositata il 13 dicembre 2013, la Corte di appello di Bari ha confermato la decisione di primo grado che, accogliendo la domanda proposta da R.A., ha dichiarato la simulazione del contratto con il quale B.M.T., debitrice del R. per l’importo di 400 milioni di Lire, ha venduto al fratello B.R. ed alla cognata L.M. il diritto di usufrutto su un appartamento sito in (OMISSIS).
Avverso detta sentenza propongono ricorso B.R. e L.M. con due motivi.
B.R. e L.M. hanno depositato atto di rinunzia al ricorso notificato al R..
R.A. ha depositato tardivamente atto di accettazione della rinunzia in cancelleria il giorno 5 luglio 2016 alle ore 12,45, quando l’udienza pubblica si era già conclusa.
B.R. e L.M. hanno depositato atto di rinunzia notificato, ma non tempestivamente accettato dal resistente.
A norma dell’art. 390 c.p.c., u.c., l’atto di rinuncia al ricorso per cassazione deve essere notificato alle parti costituite o comunicato agli avvocati delle stesse, che vi appongono il visto; ne consegue che, in difetto di tali requisiti, l’atto di rinuncia non è idoneo a determinare l’estinzione del processo, ma, poichè è indicativo del venir meno dell’interesse al ricorso, ne determina comunque la inammissibilità. Cass. S.U, sent. n. 3876 del 18/02/2010.
Risulta, quindi, cessato l’interesse della parte ricorrente alla decisione della presente controversia ed il giudizio deve essere dichiarato inammissibile.
Deve comunque provvedersi sulle spese del giudizio di cassazione e tenendo conto dell’art. 92 c.p.c., applicabile ratione temporis, giusti motivi impongono la compensazione delle spese.
Non deve disporsi il pagamento del doppio contributo.
Infatti n tema di impugnazioni, la “ratio” del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, nel testo introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, che pone a carico del ricorrente rimasto soccombente l’obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, va individuata nella finalità di scoraggiare le impugnazioni dilatorie o pretestuose, sicchè tale meccanismo sanzionatorio si applica per l’inammissibilità originaria del gravame (nella specie, ricorso per cassazione) ma non per quella sopravvenuta (nella specie, per sopravvenuto difetto di interesse). Cass., Ordinanza n. 13636 del 02/07/2015.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso e compensa le spese fra le parti.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 13
 art. 1