Source: http://consigliocomunale.comune.venezia.it/?pag=atti_verb_588
Timestamp: 2019-08-20 10:23:07+00:00

Document:
LOCATELLI : alle ore 16.39 apre ai lavori della Commissione , riscontrando il numero legale , da lettura dell'ordine del giorno : Discussione dell'interpellanza nr. d'ordine 726 (nr. prot. 74) con oggetto "Situazione di VERITAS S.p.a. - Valutazioni di opportunità in relazione alla posizione del Direttore Generale.", inviata da Ottavio Serena e dell'interpellanza nr. d'ordine 729 (nr. prot. 79) con oggetto "Situazione di AMES S.p.a. Licenziamento del Direttore .", inviata da Ottavio Serena.
SERENA: attenendosi a quanto riportato nell'interpellanza numero 726 ne fa lettura dei contenuti :nel corso degli ultimi mesi i mass media hanno diffuso la notizia di un sistema fraudolento di mazzette che avrebbe condizionato alcuni appalti dell'Azienda partecipata Veritas S.p.A., in un giro di affari definito, dagli organi di stampa, milionario;il Direttore Generale di Veritas è stato definito in un articolo di stampa (“Corriere del Veneto” del 16 marzo u.s., in allegato 2) come “...il manager più quotato della galassia comunale di Venezia...”;secondo i Magistrati della Procura che procede e gli investigatori della Guardia di Finanza (si legge nel già menzionato articolo), l’attuale Direttore Generale “...si sarebbe infatti macchiato del reato di abuso di ufficio... Con più atti costituenti attuazione di un unitario disegno criminoso, nella qualità di direttore generale, nello svolgimento del proprio servizio, intenzionalmente consentiva al suo dirigente ….. …… a operare a favore della ……… con svariati affidamenti diretti, tra il 2012 e il 2014” (articolo di stampa delle testate Nuova Venezia-Mattino di Padova-Tribuna di Treviso del 16 marzo u.s., in allegato 3);- queste notizie, seppure emerse in una fase del procedimento, quello delle indagini preliminari, dove non è possibile parlare di colpevoli e/o di responsabilità penali, segnano, in modo indelebile, la governance della Società, controllata dal Comune di Venezia, evidenziando alcuni aspetti che appaiono meritevoli di considerazione, sia per quanto riguarda il “costo tributario/economico” addebitato ai Veneziani, sia per quanto riguarda il livello dei servizi erogati alla luce dei tributi pagati, come in tutti i casi di maladministration
non può che preoccupare ulteriormente la circostanza che tali indagini sono note da diversi mesi, precisamente dal luglio 2015, senza che nessuno abbia reso pubbliche le motivazioni che sostengono l’assenza di qualsivoglia intervento da parte della Giunta, anche alla luce del discredito che ne è derivato e, soprattutto, che ne potrebbe derivare in futuro, con riflessi sull’intero sistema di gestione delle partecipazioni comunali; nonostante le notizie relative ai risultati delle indagini, il Direttore Generale, per quanto dallo stesso dichiarato alla stampa , solo nel corso del 2017 avrebbe iniziato ad esaminare gli affidamenti da lui avallati negli anni precedenti: “ora li stiamo esaminando uno per uno” (articolo di stampa del 17 marzo u.s. del quotidiano Corriere del Veneto, in allegato 4) o come riportato testualmente nell'articolo del Gazzettino del 16 marzo u.s. “Li sto esaminando, uno per uno” (allegato 5), a testimoniare che non vi fosse un adeguato sistema di controlli interni e di audit sulle partecipate e sulle loro attività, come più volte rimarcato da questi esponenti;la gestione delle società partecipate è già oggetto di attenzione anche a livello nazionale, dato che lo stesso Presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffale Cantone, in data 7 giugno 2016, durante un'audizione presso la Camera dei Deputati così si espresse “... Tuttavia non si può sottacere che alcune modalità di gestione di alcune società partecipate hanno destato particolare preoccupazione nel corso degli anni. Molte perplessità hanno suscitato fino ad oggi le modalità di reclutamento del personale e i criteri utilizzati per selezionare i componenti dei Consigli di Amministrazione delle società stesse…”;il Comune di Venezia detiene il 50,32% della compagine sociale della società VERITAS – Veneziana Energia Risorse Idriche Territorio Ambiente Servizi S.p.A. 5ed ha quindi sufficiente autorità e facoltà di provvedere in merito alla questione; stante la situazione descritta in forma riassuntiva, appare emergere una governance non adeguata da parte dei diversi attori che avevano il ruolo, ai diversi livelli, di organizzare un adeguato sistema di controlli, di presidiare la correttezza delle attività pubbliche svolte, di dimostrare che tutto quello che era possibile fare era stato fatto, mentre le stesse dichiarazioni del Direttore Generale e il silenzio della Giunta dimostrano l’esatto contrario;secondo l’orientamento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, la partecipazione pubblica in una società comporta una responsabilità a monte del rappresentante dell’Ente, per le decisioni societarie assunte che riguardano risorse pubbliche, così che vi è l’obbligo e non più la mera facoltà di procedere giudizialmente nei confronti degli organi societari, di fronte ad un comportamento contra legem o anche soltanto collusivo." In conclusione riporta quanto già scritto nella interpellanza con la richiesta di " un'indicazione in relazione alla necessaria assunzione di responsabilità rispetto alle azioni, una contabile e l’altra civilistica (artt. 2393, 2393 bis e 2476 c.c.) da proporre nei confronti degli amministratori e dirigenti della società pubblica, per i gravi danni patrimoniali e all’immagine, provocati alla Città di Venezia.".
SCARPA R. : ribadisce che da quanto emerso e riportato dagli organi di stampa e data la gravità del fatto ricorda che ci si aspettava un intervento tempestivo. Pur considerando di non dover entrare in merito di una sentenza giuridica rimarca la necessità di affrontare le questioni interne del Comune di Venezia e di assumere un maggior controllo di quanto accaduto e nel verificare la regolarità procedurale di quanto accaduto.
ZUIN nel ricordare l'esistenza di un organismo di vigilanza ed in attesa dei risultati che saranno espressi da tale organismo indipedente che verificherà quali procedure attuare in merito alal questione e prosegue nel leggere un documento che illustra la cronologia degli avvenimenti con : RISPOSTA ALL'INTERPELLANZA N. 726/2017 presentata dal consigliere Ottavio Serena.
Veritas S.p.A. veniva a conoscenza, a seguito di notifica di provvedimento di perquisizione e
sequestro notificato dalla Procura della Repubblica di Venezia il giorno 8 luglio 2015, di una
indagine penale, rubricata al RGNR 9506/14, relativa ad alcuni fatti e comportamenti ritenuti
penalmenterilevanti, asseritamente integranti i reati di corruzione, turbata libertà degli incanti,
attività di gestione dei rifiuti non autorizzato di rifiuti ed abuso d’ufficio, ascritti ad un dirigente
dell’azienda (precisamente il Direttore Commerciale Smaltimenti Bonifiche Discariche di Gruppo
dott. Claudio Ghezzo), che era inoltre componente del Consiglio di Amministrazione delle società
Ecoprogetto Venezia S.r.l. ed Eco-Ricicli Veritas S.r.l. (società controllate da Veritas S.p.A.), ed ad
altri soggetti di aziende fornitrici di Veritas e delle aziende del gruppo, di alcuni servizi di trasporto,
In considerazione di quanto sopra si rammenta che il dirigente interessato,nell’immediatezza dei fatti, comunicava di autosospendere i propri incarichi dirigenziali connessi
alla posizione ricoperta in azienda e nelle altre società del gruppo, con rinuncia alle relative
deleghe e procure sottoscrivendo, a tal fine, anche formalmente avanti a notaio, tali rinunce in
data 14 luglio u.s. e che egli altresì rassegnava le proprie dimissioni da componente dei Consigli di
Amministrazione delle Società del Gruppo dove era stato nominato.
La società provvedeva tra l’altro ad adottare atti di rilevanza interna, a scopo cautelativo,
disponendo altresì il nuovo assetto della macrostruttura, in esito anche alla autosospensione da
parte del dirigente interessato dei propri incarichi dirigenziali connessi alla posizione ricoperta in
azienda, con rinuncia alle relative deleghe e procure.
Veritas S.p.A. e le società del gruppo interessate, in qualità di parte offesa, già a fine luglio
2015 avevano nominato un avvocato penalista per poter monitorare da vicino lo sviluppo
dell’inchiesta.Successivamente, in data 14 marzo 2017, Veritas spa apprendeva da notizie di stampa
pubblicate su fonte aperte, che il 10 marzo 2017 il Giudice delle Indagini Preliminari (GIP) del
Tribunale di Venezia, su conforme richiesta del Pubblico Ministero titolare dell’indagine, aveva
emesso ordinanza di applicazione di misure cautelari personali e reali in particolare nei confronti
del sopra citato dirigente e di altri soggetti indagati.
Dalle informazioni disponibili emergeva, inoltre, che nella succitata ordinanza risultava
prospettato dalla Procura della Repubblica il reato di abuso di ufficio, di cui all’art. 323 c.p., nei
confronti del Direttore Generale, che, però, il GIP riteneva insussistente.
A seguito delle misure cautelari personali e reali disposte dal GIP, che prevedevano la
misura della custodia cautelare in carcere del dirigente aziendale, il Consiglio di Amministrazione
della società, con propria deliberazione in data 14 marzo 2017, provvedeva a sospendere
cautelativamente il dirigente interessato, senza retribuzione, con effetto immediato.
Del procedimento di cui sopra, e dei fatti come ivi rappresentati, per quanto in sua
conoscenza, la società Veritas S.p.A. aveva già provveduto ad informare l’Organismo di Vigilanza, ilResponsabile della prevenzione della corruzione, il Consiglio di Amministrazione ed i Comuni
Azionisti.Si evidenzia altresì, che l’Organismo di vigilanza di Veritas S.p.A., per quanto emerso, nonriteneva che le ipotesi di reato contestate potessero essere commesse nell’interesse o a vantaggio
della società.In data 10 maggio 2017 la Procura della Repubblica depositava avviso di conclusione diindagini preliminari, ai sensi dell’art. 415 bis c.p.p. e, successivamente, in data 11 luglio 2017
veniva notificato a Veritas, in uno con la richiesta di rinvio a giudizio della Procura della Repubblicadepositata il 30 giugno 2017, decreto di fissazione dell’udienza preliminare avanti il Giudice perl’Udienza Preliminare (GUP) per il giorno 28 luglio 2017 per alcuni dei soggetti indagati, tra i quali il dott. Ghezzo, e per due società fornitrici di Veritas S.p.A. e di altre società del gruppo.Quanto alla posizione del Direttore Generale, invece, a seguito di estrazione di copia degli
atti del procedimento, avvenuta immediatamente dopo la notifica del decreto di fissazione
dell’udienza preliminare, in quanto in essa non compariva il nominativo del dottor Razzini,
emergeva che il Pubblico Ministero con atto di data 26 giugno 2017 ne aveva chiesto l’archiviazione al GIP, ritenendo insostenibile l’accusa nei suoi confronti.Con il medesimo atto il PM chiedeva altresì l’archiviazione del procedimento ancherelativamente ad alcuni fatti contestati al dirigente aziendale sopracitato, con riferimento ai reati di abuso di ufficio e di gestione abusiva di rifiuti.Il procedimento penale suddetto si è concluso per quanto concerne il dott. Ghezzo Claudio
con sentenza n. 955 del 08/08/2017 di applicazione della pena su richiesta ex art. 444 c.p.p., così
come per alcuni altri fornitori coinvolti, con sentenza n. 954 del 08/08/2017 di applicazione della
pena su richiesta ex art. 444 c.p.p..Si segnala che in data 10 agosto 2017 il dirigente interessato ha presentato le proprie dimissioni che sono divenute efficaci con decorrenza dall’11 agosto 2017. Quanto al prospettato reato di abuso di ufficio di cui all’art. 323 c.p., ipotizzato nei confronti
del Direttore Generale, per il quale è stata richiesta l’archiviazione da parte del Pubblico Ministero
in data 26 giugno 2017 e si è in attesa del relativo provvedimento del GIP.
Il Consiglio di Amministrazione di Veritas S.p.A., anche a tutela dell’immagine aziendale ed
a ristoro degli eventuali danni anche non patrimoniali subiti, ha deciso di avviare le opportune
azioni risarcitorie nei confronti di tutti i soggetti che sono risultati o che risulteranno aver causato
un danno alla società.
SCARPA R. Nel tralasciare quanto riguarda il piano giuridico, le notizie riportate dai giornali e le varie dichiarazione rilasciate agli organi di stampa , ribadisce che non sono state chiarite le modalità di chi ha autorizzato le azioni accadute e a chi attribuire la responsabilità delle procedure adottate e che non si e' riscontreato alcun intervento in merito da parte della Amministrazione.
SERENA: conferma la perplessità nel riscontrare come non siano state determinate le responsabilità gerarchiche di quanto avvenuto e che era necessario promuovere delle azioni in merito , per quanto riguarda la parte finale dell'intervento letto dall'assessore Zuin si ritiene vi siano ritenute soddisfacenti . Infine ricorda la necessità di comprendere al meglio gli audit (è una valutazione indipendente volta a ottenere prove, relativamente a un determinato oggetto, e valutarle con obiettività, al fine di stabilire in quale misura i criteri prefissati siano stati soddisfatti o meno) e comprendere cosa esattamente sono e come divulgarli.
SCANO: entra in merito ad un inciso giuridico e considerando ininfluente di come siano state poste le gare di appalto e che sulla questione delle forniture vi era un unico esacutore e ciò legittima il fatto che non serva fare una gara, rientrando tra quei servizi definiti infulgibili che consentono di acquistare beni e servizi senza bandire una gara , pur ricordando che vi possono essere delel criticità in merito con il rischio di legarsi in modo improprio e o antieconomico di alcune azione che vengono attuate.
ZUIN: ribadisce quanto già menzionato che esiste un organismo interno il quale una volta espresso , previsto dalla legge , consentirà alla Amministrazione di intraprendere di intraprendere le decisioni piu' opportune. Ricorda che la questione riguarda azioni che comprendono 44 Comuni operativi all'inteno di Veritas.
CROVATO: afferma che essendoci un organismo di vigilanza che sta indaganto in merito alal questione non ritiene che la Commissione debba operare di una questione che e' in trattazione da parte della Magistratura e ritiene che debba esserci rispetto nei confronti del Direttore Generale di Veritas nel mentra l'iter giudiziario non si sia acora concluso.
SERENA: ricorda che e' dall'inizio dei lavori di Commissione che non si vuole entrare nel merito delle ziani della magistratura , propone anche un ritiro della stessa interpellanza ma ribadisce ritiene necessario conoscere e comprendere quanto accade dentro una società del Comune ed il bisogno di verificare cosa succede all'interno di essa. In conclusione si ritiene soddisfatto pur restando in fiduciosa attesa di quanto potrebbe comunque accadere.
LOCATELLI nel ringraziare prosegue con la discussione dell'interpellanza nr. d'ordine 729 (nr. prot. 79) con oggetto "Situazione di AMES S.p.a. Licenziamento del Direttore .", inviata da Ottavio Serena a formulare le proprie dichiarazioni.
SERENA: nel presentare il documento relativo alla interpellanza 729 ribadisce il proprio stupore per quanto riguarda la gestione delle farmacia AMES e da quantpo riportato da alcvune testate giornalistiche ma evidenzia , come riportato nel documento "...Tutto ciò ancora a testimoniare che non vi è un adeguato sistema di controlli interni e di audit sulle partecipate e sulle loro attività, come tante volte rimarcato da questi esponenti.Si ribadisce che occorre una chiara assunzione di responsabilità sulle azioni di prevenzione e di trasparenza delle attività aziendali". Ed in particolare
"dare una completa informazione al Consiglio Comunale su quanto verificatosi, con precisi dati di fatto e azioni consequenziali avviate, in date che al momento sono sconosciute, con particolare riguardo agli aspetti prima indicati nell'articolato di questa interpellanza; sollecitare codesta Amministrazione a voler adottare un adeguato sistema di trasparenza sulle decisioni rilevanti come azionista delle società controllate e/o partecipate;stigmatizzare questo modo di comunicare, attraverso i media, notizie che andrebbero presentate, e soprattutto discusse, in Consiglio Comunale per fornire a tutte le voci della città la possibilità, e siamo a ripeterlo ancora una volta, di intervenire sul sistema dei controlli verso quei comportamenti che non hanno rilievo penale (nessuno chiede alla GIUNTA di sostituirsi alle Forze di polizia e alla Magistratura), ma che sono sintomatici di un "amministrare" certamente disallineato rispetto a quello utilizzato da ciascuno di noi per la nostra gestione domestica;voler porre in essere, da parte di codesta Amministrazione, uniformi modalità di comportamento per casi analoghi, affinché i media, estremamente preziosi nel fornire la completa e corretta informazione ai cittadini, non vengano, di fatto, utilizzati come un surrogato del Consiglio Comunale, giusto per poter dire che un'informazione è stata fornita. "
ZUIN: in risposta all'interpellanza nr 729/2017 presentata dal Consigliere Ottavio Serena, afferma
che gli eventi oggetto dell'interpellanza si riferiscono all'attacco hackeristico subito dalla
Società che ha portato alla perdita di una parte dell'archivio informatico della Società e al grave
inadempimento del fornitore dei farmaci delle farmacie gestite da AMES.
Sotto tale aspetto il fornitore per un verso non ha rispettato gli ordini ricevuti dalle farmacie
sotto il profilo della quantità, qualità e tempi di consegna; per l'altro ha affidato l'esecuzione delle
proprie prestazioni o comunque di parte di esse a una impresa terza, in spregio al contratto di
appalto affidato con gara e alla disciplina vigente nel settore di appalti pubblici; il tutto per importi
Alla luce di tali circostanze, la Società si è determinata:
• in data 14 marzo 2017 a richiedere al Sig.Lugato informazioni sull'attacco hackeristico;
segnatamente è stato chiesto di "relazionare in maniera dettagliata e precisa, relativamente
alle azioni da Lei poste in essere per la salvaguardia e buona operatività di tale settore sia
in qualità di responsabile gerarchico che come amministratore di sistema".
• Sempre in data 14 marzo sono state chieste informazioni sulla gestione dell'appalto delle
forniture; è stato chiesto di "relazionare in maniera dettagliata e precisa, relativamente alle
azioni da Lei poste in essere in merito al contratto di fornitura dei farmaco e parafarmaco,
di cui alla gara del luglio 2013" nonche "su chi abbia autorizzato una tale gestione del
rapporto contrattuale di fornitura dei farmaci, dandomi contemporaneamente informazioni
dulla situazione dello stato delle forniture, degli ordini delle giacenze di magazzino nonchè
degli ordini ricevuti e inevasi"
• in data 23 marzo il Direttore con apposite note, contestava ogni addebito invocando peraltro
giustificazioni di vario genere che coinvolgevano presumibilmente responsabilità di soggetti
subordinati, nonchè riferiva di aver operato correttamente nei confronti dell'Amministratore
• in data 31 marzo 2017 la Società formulava una contestazione disciplinare ex art.7 dello
Statuto dei Lavoratori del seguente tenore:
- "di non aver posto in essere tutte le azioni necessarie per salvaguardare il sistema, pur
avendo i poteri di spesa necessarie e sufficienti a effettuare qualsiasi portata, l'Azienda
perdesse, com'è successo, tutti i dati, personali e sensibili, di cui si era assunta la
responsabilità della conservazione".
-"Quando invece al contratto di fornitura di farmaco e parafarmaco (Lotti A e B) di cui
alla gara del luglio 2013, Lei nell'altra raccomandata del 23 marzo 2017, ha affermato
di non essere a conoscenza di alcun subappalto o subcontratto, da parte di CTF in
favore di CEF, nella consegna dei farmaci. Eppure, mi riferisce altresì di sapere che
"nel corso del 2016 parte delle consegne di farmaci da parte CEF". Ancora, Lei risulta
come destinatario, anche per conoscenza, di tutta la corrispondenza intercorsa tra
l'Uffico Commerciale, i direttori delle farmacie ed i rappresentanti di CTF nella quale
emerge in materia inconfutabile l'esecuzione sempre crescente delle o parte delle,
prestazioni contrattuali affidate a CTF da parte di CEF, senza autorizzazione
Afferma anche di essere stato a conoscenza dell'inadempimento della Società
appaltatrice CTF reiterato nel tempo, cosiccome risulta dalla corrispondenza dei
dipendenti a Lei indirizzata.
In riferimento a tutto quanto sopra, Le contestiamo, altresì, che, in qualità di superiore
gerarchico,non ha sovrainteso e supervisionato alle attività dei suoi sottoposti".
In data 10 Aprile 2017 il Direttore ancora una volta attribuiva ogni responsabilità ai propri
subordinati e affermava di aver rispettato i propri doveri verso l'Amministratore Unico.
La Società, anche alla luce delle risposte e dei chiarimenti resi, riteneva essere venuto meno
in modo definitivo il rapporto fiduciario con il Direttore colchè cessava con effetto immediato il
rapporto di lavoro; la Società si è attivata quanto prima ritenendo non più prorogabile ogni rapporto
con il Direttore.
La Società quindi trasmetteva la lettera di licenziamento del seguente tenore: "considerando
che, in ragione della gravità dei fatti addebitati nel procedimento disciplinare è venuto meno, in
materia irreversibile, il vincolo fiduciario che necessariamente deve sussistere nell'ambito del
rapporto di lavoro subordinato, a maggior ragione se dirigenziale come nel Suo caso, Le viene
comminata la sanzione del licenziamento per giusta causa ai sensi e per gli effetti dell'art. 2119
cod.civ."
LOCATELLI : richiede una sospensione dei lavori di Commisisone alla ore 17.30. Alle ore 17.32 riprende dando parola al consigliere Pellicani.
PELLICANI: nel prendere atto della risposta dell'assessore, ricorda che il licenziamento di un direttore generela debba ritenrsi un fatto molto grave senza conoscere a fondo i fatti e ritiene opportuno comprendere se nel caso degli episodi avvenuti di hackeraggio saranno svolti atti specifici in merito. Inoltre auspica procedimenti di monitoraggio ed unlteriori approfondimenti in una successiva commissione.
SCANO chiede quale tipo di rapporto esiteva tra il direttore generale e l'amministratore unico delegato e come mai non e' avvenuta una verifica in merito.
LOCATELLI: ricorda che le azioni dell'organismo di vigilanza indaga su rapporti all'interno della azienda e al fine di monitorare in vari ambiti al fine di attuare delle indagini che consentono di conoscere quanto esattamente accade. Chiede sei proponenti l'interpellanza si ritengano soddisfatti dalla discussione.
SCARPA R: dichiarando la propria soddisfazione, evidenzia una contraddizione tra il metodo assunto nei confronti di Ames e quanto riportato predcedentemente alla questione Veritas , una discrasia anche per il procedimento attuato dalla stessa Amministrazione.
ZUIN: ricorda che il problema è riuscire a verificare se c'è un tempestiva azione e pur se in situazioni diverse ricorda che avviene un controllo ed il problema e' che a volte sfuggono alcune situazioni.
SERENA: dichiara la propria soddisfazione e chiede se nel merito della questione sia stata informata la Corte dei Conti.
ZUIN : dichiara che non e' avvenuto.
LOCATELLI : ritendo soddisfatti dalla discussione avvenuta chiude i lavori alle ore 17.41.
Pubblicato il 01-10-2018 ore 12:34
Ultima modifica 01-10-2018 ore 12:34

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 art. 444
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