Source: https://studiolegalemeiecalcaterra.wordpress.com/2007/05/23/la-richiesta-di-ingiunzione-nella-procedura-di-sfratto/
Timestamp: 2018-05-21 13:04:55+00:00

Document:
La richiesta di ingiunzione nella procedura di sfratto «Studio Legale Mei & Calcaterra Studio Legale Mei & Calcaterra
28 Responses to La richiesta di ingiunzione nella procedura di sfratto
maggio 23, 2007 alle 3:37 pm
[…] anche…..La richiesta di ingiunzione nella procedura di sfratto […]
luglio 12, 2007 alle 12:21 pm
E’ stata data disdetta correttamente per dicembre ad un inquilino ultra 65enne. Per ottenere la proroga o la sospensione per 18 mesi cosa bisogna fare? Bisogna rispondere alla lettera di disdetta entro i 60 gg? Non bisogna rispondere, aspettare l’intimazione successiva e presentarsi all’udienza di convalida adducendo la volontà di avvalersi dei termini (più in là possibile) di proroga o sospensione?
Grazie per la preziosissima risposta.
luglio 12, 2007 alle 12:57 pm
Bisognerebbe capire bene innanzitutto se si tratta di disdetta per morosità o per finita locazione. Non riusciamo a comprendere neppure se si tratta di semplice comunicazione di disdetta ovvero se sia già stato iniziato un procedimento di sfratto. Avremmo bisogno di qualche elemento in più per poter rispondere.
se il condutore non compare nell’udienza, non ha patrimonio per pagare le canoni, anche in sede di esecuzione forzata, e ha gia’ lasciato la casa sin da prima, che si puo’ fare?
luglio 23, 2007 alle 7:31 am
Se il conduttore non ha patrimonio da aggredire in sede di esecuzione forzata, purtroppo, non c’è via per recuperare i canoni. Se eventualmente questi svolge lavoro dipendente potrà eseguirsi un pignoramento presso il datore di lavoro del quinto dello stipendio. Altrimenti, bisognerà verificare se vi siano dei beni da aggredire o se questi entrino a far parte del patrimonio del conduttore nei periodi a seguire, facendo tuttavia in modo da evitare che il diritto del locatore non cada in prescrizione per il decorso del tempo.
novembre 20, 2007 alle 4:32 pm
se il conduttore in seguito a convalida dello sfratto lascia l’immobile, come si può fare, se non si conosce il nuovo indirizzo, la notifica del decreto ingiuntivo e del precetto per i canoni scaduti? Il decreto ingiuntivo è stato emesso contestualmente all’ordinanza di rilascio
novembre 21, 2007 alle 10:46 am
Dovrà chiedere al suo avvocato di fare le necessarie ricerche presso il comune. Il comune presso il quale il conduttore era residente comunicherà il nominativo del comune nel quale il conduttore risulta emigrato. Contattato questo, si conoscerà l’indirizzo di residenza attuale
enrico ferrandu ha detto:
dicembre 30, 2007 alle 5:10 pm
da poco sono stato delegato da mia nonna a gestore i suoi interessi in merito ad un immobile commerciale che da 12 anni è affittato allo stesso canone e allo stesso inquilino che non hai mai pagato le spese accessorie. Pertanto, dopo aver constato che non posso aumentargli il canone perche non ho avvisato l inquilino 1 anno prima posso solo rinnovare il contratto tacitamente con i previsti aumenti istat e chiedergli le spese accessorie degli ultimi 2 anni (condominio). Cosi ho fatto. Ho, infatti, spedito all’inquilino una raccomandata con ricevuta di ritorno indicandogli le spese e gli interessi. Inoltre, ho inviato contestualmente una bozza del nuovo contratto per i prossimi 6 anni. A distanza di un mese, non ho ricevuto nessuna risposta! come mi devo comportare. Il contratto scade il 31 dicembre, l’inquilino non ha dato risposta. quando diventa moroso? se è moroso posso mandarlo via? se si in quanto tempo? grazie della vostra gentile collaborazione.
gennaio 9, 2008 alle 11:44 am
Occorrerebbe visionare il contratto. In ogni caso l’inquilino diventa moroso al primo mancato pagamento del canone. Per lo sfratto per morosità i tempi variano da città a città. In ogni caso, la procedura per correttezza andrebbe preceduta da lettera di sollecito di pagamento dei canoni scaduti
febbraio 17, 2008 alle 12:28 am
SE INVECE LO SFRATTO PER MOROSITA’ E’ STATO RICHIESTO SUL PAGAMENTO IN NERO? PARADOSSALE MA E’ SUCCESSO..
ESISTENZA DI CONTRATTO REGISTRATO (DISCONOSCIUTO DAL LOCATORE, PER ALTRO DA LUI REGISTRATO! CHE NE HA PRESENTATO UNO NON REGISTRATO)CON PAGAMENTO DEL NERO (PAGAMENTO TOTALE NERO&BIANCO),VIA BONIFICO.
IL CONDUTTORE NON PAGA PIU’ IL NERO ED IL LOCATORE LO PORTA IN GIUDIZIO PER IL PAGAMENTO DEL NERO (CHE E’ DIVENTATO BIANCO, GRAZIE AI BONIFICI, SOSTIENE!)…
maggio 5, 2008 alle 8:14 pm
E se invece vi è stata intimazione di pagamento di alcune mensilità dopo che già vi è stata emissione di sfratto..i conduttori hanno già liberato l’immobile e risiedono altrove..il locatore può eventualmente rivalersi sul quinto dello stipendio?credo di si..ma in ogni caso potreste dirmi quale sarebbe la procedura prima di esperire tale strumento?occorre ingiunzione del giudice?..(premetto in ogni caso che il locatore abbia già trattenuto presso di sè la caparra iniziale di due mensilità)..
quali sono i tempi per far sì che i diritti del locatore possano cadere in prescrizione?
maggio 7, 2008 alle 12:34 pm
Certo che occorre provvedimento del giudice e sulla base di questo potrà scegliere di esperire il pignoramento anche sulle retribuzioni dell’inquilino.
maggio 15, 2008 alle 10:34 am
ho avuto lo sfratto per morosità, c’è un ufficio o un centro dove mi possono spiegare meglio il tutto…adesso mi è arrivata la famosa raccomandata verde, che però non ho ritirato perchè momentaneamente non sono a casa, e ho un’udienza, mi devo presentare con un avvocato?non ho mai avuto problemi simili e non so proprio come comportarmi!!!aiuto
Può rivolgersi al Sunia, che è il sindacato degli inquilini. In ogni caso, è bene che all’udienza si presenti o per saldare le mensilità arretrate o per presentare un’eventuale opposizione, qualora ce ne siano i presupposti. Le consiglio di rivolgersi ad un legale per avere l’assistenza necessaria in giudizio.
luglio 8, 2008 alle 4:23 pm
Ho fatto entrare 2 anni fà in una casa di mia proprietà 2 fratelli ma tra un rinvio e l’altro non abbiamo mai fatto un contratto (cosa di cui me ne assumo la responsabilità)…ora sono un paio di mesi che cerco di regolarizzare la cosa ma loro non ne vogliono sapere giocando al ribasso ogni volta che sembra ci troviamo d’accordo.Nel frattempo non mi pagano piu nemmeno le utenze…come posso uscire da questa situazione precisando che sono pronto a pagare quanto previsto dalla legge?
agosto 5, 2008 alle 7:27 am
Maggio 9th, 2008 by vincenzo
vincenzo-Arruzza
Indirizzo ( senza dimora a torino da tre anni e mezzo)
avvocato chiedo se a parer suo è giusto che mentre si concilia dal Giudice di pace l’ Agenzia della Casa chiede al Comune Ente Proprietario dell’alloggio il sollecito dello sgombero senza comunicare che sta conciliando dal giudice con l’inquilino.a parer mio è un’ingiustizia
oggi per questo motivo,vedi cronistoria.il mio cronistoria dello sfratto : vincenzo arruzza
Da oltre tre anni sfrattato da una casa popolare , per mezzo di un’ordinanza emessa dallo stesso Comune, inizialmente avevo fiducia che il comune di Torino riguardasse la mia posizione,credendo se si avessero avuto riscontri in tempi brevi,nel contempo dormivo nella mia vettura nello stesso cortile da dove venni sfrattato (a distanza di quel giorno e fino a quando mi denunciarono per occupazione del cortile,oggi tre anni e mezzoin tutto). a nota al comune (ente proprietario del cortile avevo segnalato che ero posto nel cortile ,ulteriore beffa)quattro giorni dopo lo sgombero,produssi istanza di ricorso al dirigente che a sua volta aveva emesso il provvedimento.tale dirigente al silenzio assenso-silenzio rigetto risponde verbalmente dopo due anni e mezzo.nel contempo costei usa tutte le informazioni a mio carico (al tempo segnalate all’ Uff. Rapporti con la Cittadinanza),premetto che anni prima lo sgombero mi ero recato più volte negli uffici e dei rapporti con il cittadino,e dell’assessorato casa,costero non mi ha mai ricevuto,oggigiorno ho notato che questo Dirigente era al corrente di tutta la mia situazione,ha addirittura vagliato anche le doglianze che sollevai al tempo c/s l’uff. rapporti con la cittadinanza allo stesso assessorato casa del comune ho sostenuto parecchi appuntamenti dopo lo sfratto (si notava che alle mie richieste non vi era risposta esauriente di quanto cercavo di far capire che non è stato dato ricontro al diritto leggittimo al contradditorio,inoltre notavo che le risposte date ,dal funzionario dell’ass.casa,erano in contrasto con le normative vigenti,motivo per cui si instaurava disfiducia nei confronti di costei) .oggi deduco vuoi per mia inadempienza,vuoi per una scarsa informazione dai servizi pubblici interessati, mi ero rivolto all’urp -comune di torino, all’ufficio rapporti con la cittadinanza stesso comune, all’ufficio dell’assessorato erp (edilizia res.pubblica) infine avevo anche convocato l’ente gestore c/o la camera del commercio al fine di conciliare, il gestore rifiuta la conciliazione, non avendo altra scelta mi rivolgo al Giudice di Pace a questo punto 20 giorni prima dell’udienza vengo sfrattato tramite ord. emessa dal Comune,oggi dopo tre anni che dormo nella mia macchina, dove mi risulta che gli abitanti della zona hanno telefonato più volte ai vigili urbani, segnalando che vi era un essere umano che dormiva la notte in questa vettura il vicinato mi ha visto per anni,gli stessi si sono ricordati che esistevo,e ogni tanto segnalavano ai vigili l’episodio gli stessi vigili venivano di notte a verificare ,tante sere mi hanno svegliato con il fascio di luce della lampada,a tale riguardo chiedo giustificazioni all’assessorato con richiesta di visura dei miei documenti inerenti il mio caso si limitano dal comune a rispondere su mia richiesta si è impiegato tutto questo tempo perchè il sottoscritto non si è servito dei servizi sociali.inoltre si tiene a precisare che dopo ulteriori richieste non sono stato convocato a tutt’oggi per la visura e stesura atti al fine di concludere tale incongruenza.Dal comune si deve ringraziare che non esiste l’ind. di posta elettronica uff. urp Procura della Repubblica in quanto avevo piacere di darme atto, ma ariscontro della visura documentazione a mio carico se emerge vizio di illeggittimità c’è sempre tempo. qualcuno può darmi una mano se può ,o se ha avuto un’esperienza analoga lo ringrazio.oggi a distanza di tre anni dò alcune deduzioni: dal comune assessorato casa mi viene proposta una soluzione provvisoria con contratto privato, dopo due anni e mezzo che dormivo per la strada ossia nella mia vettura,premetto che erano due anni che mi rivolgevo a tale assessorato,la contrattazione doveva essere stipulata con l’ente comune proprietario della monocamera il gestore delegato( ente l’atc di torino), per tale soluzione il funzionario si giustificava:viste le sue condizioni,abbiamo pensato di assegnarle questo alloggetto in attesa che venga emesso il bando per le case popolari 2008,inteso come deterrente,in primo luogo accetto,dopo aver visto la monocamera,era in condizioni pietose ho rifiutato.da quel giorno il comune non vuole più ricevermi.oggi deduco:carmela anni 5 per avere una casa popolare tramite i servizi sociali;M.V. anni 6 per avere una casa idem;v.g. invalido al 100% oltre tre anni;a.c idem,proposto in anticipo dai servizi sociali a gennaio 2009 le daranno una casa ,oggi vive in casa alloggio per un anno,dopo tre anni che viveva per dormitori.
Postato Venerdì, 9Maggio 2008 alle 12:15 pm da arruzza vincenzo
Lettera aperta al sindaco di Torino ( da spedirespedita via e-mail il 15/05/08 h 16.50 )
Da: vincenzo.arruzza@alice.it Inviato: gio 15/05/2008 16.45
agosto 12, 2008 alle 8:00 am
vincenzo arruzza il mio non è uno sfratto ma,un’ord. dell’assessore erp basato su morosità colpevole come da legge reg.piemonte n. 46/95 art 19 ,Dice:
Agosto 12, 2008 alle 7:53 am
http://www.giustamm.it/new_2005/ART_2017.htm
agosto 26, 2008 alle 7:01 am
i danni da protratta occupaz. nelle locazioni abitative
Sto procedendo allo sfratto di un inquilino per morosità. Vorrei sapere se, oltre ai canoni, mi spetta un indennizzo per i danni subiti.
Nella quasi totalità dei casi, il rilascio dei locali – da parte del conduttore – non coincide con la data di scadenza del contratto. Il locatore, per riottenere la disponibilità del proprio immobile, è infatti costretto ad attivare il procedimento giudiziale di sfratto o di licenza per finita locazione, con ulteriore protrazione dei tempi di rilascio, grazie ai provvedimenti di “blocco degli sfratti”. D’altra parte, anche negli sfratti per morosità – di regola esentati dal blocco – il conduttore ritarda comunque la riconsegna dei locali, fino all’intervento dell’Ufficiale Giudiziario munito di Forza Pubblica. Di qui l’interesse a fare il punto della situazione, in ordine agli obblighi economici del conduttore, nel periodo di protratta e illegittima occupazione dei locali dopo la scadenza del contratto o dopo la sua risoluzione per finita locazione o per morosità.La materia è regolata dall’articolo 1591 Codice Civile, per il quale “il conduttore in mora a restituire la cosa è tenuto a dare al locatore il corrispettivo fino alla riconsegna, salvo l’obbligo di risarcire il maggior danno”.Nelle finite locazioni, l’obbligo di risarcire il maggior danno, di cui alla norma richiamata, ha visto restringersi nel tempo il proprio raggio di operatività, per effetto di una incessante legislazione speciale, che talvolta ha esonerato del tutto il conduttore dal risarcimento del danno, e più spesso, ne ha predeterminato l’ammontare. Tali normative speciali sono state peraltro vagliate dalla Corte Costituzionale che, in termini generali e di principio, ne ha dichiarato l’illegittimità. E così, per esempio, l’articolo 2 del Decreto Legge 25 settembre 1987, numero 393, sia pure dettato in tema di locazioni ad uso diverso dall’abitativo – per il quale “il conduttore, per il periodo di occupazione dell’immobile intercorso fra la data di scadenza del regime transitorio previsto dalla Legge 27 luglio 1978, numero 392, e successive modificazioni ed integrazioni, e la data fissata giudizialmente per il rilascio ovvero la data di stipulazione del nuovo contratto…..non è tenuto a corrispondere al locatore alcun aumento di canone…., né il risarcimento del danno, ai sensi dell’articolo 1591 del Codice Civile” – è stato dichiarato incostituzionale dalla sentenza 1 aprile 1992, numero 149 della Consulta. Quest’ultima ha dichiarato l’illegittimità della norma, nella parte in cui esonera il conduttore da responsabilità per i danni cagionati al locatore dal ritardo nella restituzione dell’immobile, senza escludere il caso di comprovata insussistenza della difficoltà per il conduttore di reperire altro immobile idoneo. Si legge, nella sentenza richiamata, che la norma evidenzia “un limite di legittimità costituzionale….Caratteristica dei valori (o principi) costituzionali soggetti a bilanciamento è la non predeterminabilità in assoluto, una volta per tutte, dei loro rapporti reciproci di sovra o sott’ordinazione. La prevalenza dell’uno sull’altro, quando il bilanciamento non sia rimesso per caso al giudice, ma sia operato dalla legge nella forma di una norma astratta, deve essere collegata a determinate condizioni tipiche, come effetto giuridico alla propria fattispecie”.Successivamente alla richiamata pronuncia della Corte Costituzionale, l’articolo 1 bis del Decreto Legge 30 dicembre 1988, numero 551 ha tuttavia disposto che durante il periodo di sospensione dell’esecuzione, il conduttore era tenuto a corrispondere, ai sensi dell’articolo 1591 Codice Civile, una somma mensile pari all’ammontare del canone di locazione dovuto alla cessazione del contratto – cui dovevano applicarsi gli aggiornamenti ISTAT – maggiorato del 20%.In seguito, l’articolo 6, comma 6, Legge 431/98 – che disciplina attualmente le locazioni abitative dopo il 31 dicembre 1998 – è tornato nuovamente a predeterminare l’ammontare del risarcimento dovuto dal conduttore, stabilendo che in caso di ritardata consegna dell’immobile, il conduttore è tenuto solo alla corresponsione di una somma mensile pari all’ammontare del canone dovuto alla data di cessazione del contratto, oltre agli aggiornamenti ISTAT maturandi e al pagamento delle spese e oneri accessori. A titolo di “maggior danno”, ex articolo 1591 Codice Civile, il conduttore era solo tenuto alla corresponsione di una maggiorazione del canone pari al 20%, per tutta la durata della sospensione dell’esecuzione dello sfratto e fino all’effettivo rilascio dei locali. Sul richiamato articolo 6 Legge 431/98 è nuovamente intervenuta la sentenza della Corte Costituzionale 482/2000, riconoscendo la legittimità della norma solo ove avesse avuto efficacia temporanea e transitoria. In particolare, con la richiamata sentenza 9 novembre 2000, numero 482, la Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 6, comma 6, Legge 431/98, nella parte in cui esime il conduttore dall’obbligo di risarcire il maggior danno, ai sensi dell’articolo 1591 Codice Civile, anche nel periodo successivo alla scadenza del termine della esecuzione stabilito dalla Legge 431/98 e di quello fissato giudizialmente per il rilascio, puntualizzando che “il Legislatore del 1998, nella già rilevata finalità di agevolare la transizione al nuovo regime locativo, ha disposto la sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio durante il periodo di centottanta giorni dall’entrata in vigore della legge, quantificando correlativamente l’importo delle somme dovute dal conduttore nel detto periodo e negli altri periodi di sospensione dell’esecuzione, di cui all’articolo 11, comma quarto, del Decreto Legge numero 9 del 1982 e all’articolo 3 del Decreto Legge numero 551 del 1988. Le due misure, consistenti nella sospensione dell’esecuzione e nella determinazione del quantum, sono dunque strettamente connesse, in quanto alla sospensione ex lege dell’esecuzione corrisponde, quale previsione altrettanto eccezionale e temporanea, la determinazione parimenti ex lege dell’indennità relativa allo stesso periodo”.Ciò nonostante, la disposizione di cui all’articolo 6, comma 6, Legge 431/98 – con la predeterminazione del danno, nella misura del 20% – è stata sostanzialmente ribadita dalla successiva legislazione speciale in tema di proroga degli sfratti per finita locazione, con rimaneggiamento delle ipotesi già previste dal richiamato articolo 6 Legge 431/98 (inquilini assoggettati a procedure esecutive di sfratto che hanno nel nucleo familiare ultrasessantacinquenni, o handicappati gravi, e che non dispongano di altra abitazione o di redditi sufficienti ad accedere all’affitto di una nuova casa – si veda esemplificativamente l’art. 80 Decreto Legge 388/2000 -). In tema, sia pure in termini strettamente transitori e, in ragione del perdurante stato di emergenza del mercato locatizio, si vedano da ultimo anche la Legge 8 febbraio 2007, numero 9 e il Decreto Legge 31 dicembre 2007, numero 248.In particolare, l’articolo 1, comma 4, della Legge 8 febbraio 2007, numero 9, ha disposto che “per tutto il periodo di sospensione dell’esecuzione ai sensi dei commi 1 e 3 del presente articolo il conduttore corrisponde al locatore la maggiorazione prevista dall’articolo 6, comma 6, Legge 9 dicembre 1998, numero 431”. La medesima disposizione è stata, alla scadenza, riproposta dall’articolo 22 ter del Decreto Legge 31 dicembre 2007, numero 248, che ha sospeso le esecuzioni per rilascio relative agli immobili adibiti ad uso abitativo, sino al 15 ottobre 2008.Volendo schematicamente riassumere l’iter storico della normazione speciale, si può allora concludere che la maggiorazione del 20% del canone sostituisce il risarcimento del maggior danno ex articolo 1591 Codice Civile: a) per tutto il periodo di non esecuzione dei provvedimenti di rilascio in regime di graduazione prefettizia, di cui all’articolo 3, Legge 61/1989, che andava dal 1° maggio 1989 al 30 dicembre 1998; b) per tutto il periodo di sospensione dell’esecuzione ex articolo 6, comma 1, Legge 431/98 e cioè dal 30 dicembre 1998 al 28 giugno 1999; c) per tutto il periodo in cui l’esecuzione era rimasta sospesa in seguito all’istanza del conduttore di rifissazione della data di sloggio, ai sensi dei commi 3 e 4, dello stesso articolo 6 Legge 431/98; d) per tutti i periodi di sospensione degli sfratti di cui all’articolo 80, Legge 23 dicembre 2000, numero 388; al Decreto Legge 2 luglio 2001, numero 247; al Decreto Legge 27 dicembre 2001, numero 450; al Decreto Legge 20 giugno 2002, numero 122; al Decreto Legge 24 giugno 2003, numero 147; al Decreto Legge 13 settembre 2004, numero 240; al Decreto Legge 27 maggio 2005, numero 86; al Decreto Legge 1 febbraio 2006, numero 23; alla Legge 8 febbraio 2007, numero 9 e infine al Decreto Legge 31 dicembre 2007, numero 248.Matteo RezzonicoNEGLI SFRATTI PER MOROSITA’ LA MANCATA TEMPESTIVA RICONSEGNA COMPORTA IL RISARCIMENTO PIENO DEL DANNOFuori dagli ambiti applicativi delle sopra richiamate norme speciali e relativamente alle risoluzioni per inadempimento e in particolare per morosità, la giurisprudenza è costante nel ritenere che “la responsabilità del conduttore per danni da ritardata restituzione della cosa locata, a norma dell’articolo 1591 Codice Civile, ha natura contrattuale….Essa ha origine dal venire meno del diritto del conduttore alla detenzione e al godimento della cosa locata che, nell’ipotesi di cessazione del contratto per scadenza del termine, va ricondotto alla scadenza legale o convenzionale, mentre nell’ipotesi di cessazione anticipata dovuta alla pronuncia di risoluzione per inadempimento, va ricondotto alla data della domanda di risoluzione, per effetto della quale, il conduttore deve ritenersi costituito in mora per il rilascio della cosa” (Cassazione 13 marzo 1995, numero 2910).Circa i parametri per il calcolo del maggior danno, la giurisprudenza ha avuto anche modo di pronunciarsi sull’applicabilità tout court dell’articolo 1591 Codice Civile, con la precisazione che il semplice protrarsi dell’occupazione abusiva dell’immobile non costituisce di per sé un danno calcolabile nella differenza tra il canone contrattualmente convenuto e quello locativo di mercato, posto che “la condanna del conduttore in mora nella restituzione dell’immobile locato al risarcimento del maggior danno a norma dell’articolo 1591 Codice Civile, esige la prova specifica dell’esistenza di tale danno e del suo concreto ammontare ed il relativo onere incombe al locatore, il quale deve fornire idonea dimostrazione che, a causa del ritardo nella restituzione della cosa, il suo patrimonio ha subito una diminuzione – ravvisabile nella circostanza di non aver potuto affittare a canone più elevato, o vendere l’immobile a condizioni vantaggiose e dimostrabile attraverso la prova di ben precise proposte di affitto o di acquisto, ovvero di altri propositi di utilizzazione” (Cassazione 29 settembre 2007, numero 20589 e Cassazione 28 gennaio 2002, numero 993).
agosto 29, 2008 alle 11:56 am
; ; alle 15/05/2008 16.45 Il messaggio è stato visualizzato nel computer del destinatario alle 20/05/2008 14.26 –
vincenzo segue:
agosto 29, 2008 alle 9:18 pm
salve la mia inquilina mi chiede 3 mesi di proroga come mi devo comportare si deve registrare da qualche parte c’è qualche modulo particolare non devo concedere i tre mesi di proroga mi aiutate grazie
settembre 15, 2008 alle 6:43 pm
Notificata citazione in giudizio per convalida di sfratto per morosità, l’inquilino aveva già da qualche giorno restituito l’immobile. Decaduta la necessità della convalida di sfratto, è ancora possibile ottenere nella medesima udienza il decreto ingiuntivo contestualmente richiesto (art. 658 c.p.c.) o il ricorso di conclude?
settembre 16, 2008 alle 1:36 pm
Nella medesima udienza è possibile ottenere decreto ingiuntivo che è stato contestualmente richiesto.
aprile 20, 2009 alle 8:27 am
se un appartamento aggiudicato in un asta risulta ufficialmente occupato da conduttore moroso da due anni(e con contratto nullo inquanto associato alla locazione anche di un locale commerciale), ma nello stato di fatto vuoto, come è meglio procedere? introdursi magari trovando la porta aperta è violazione di domicilio? Grazie anticipatamente per i chiarimenti.
ottobre 16, 2009 alle 12:16 am
per motivi di lavoro mi sono trasferito negli USA, all’incirca un’anno fa, lasciando mio padre nell’appartamento affittato a mio nome.
Durante l’anno mio padre mi disse che tutti gli affitti erano stati pagati e che non mi dovevo preoccupare di nulla, ma in realtà dopo un anno, siccome non sarei ritornato in Italia per un altro anno, ho voluto contattare il proprietario di casa per avvisarlo del mio ritardo nel rientro in casa. Lui mi ha riferito che mio padre non pagava l’affitto da nove mesi e che aveva iniziato la procedura di sfratto a mio carico. La situazione sembrava davvero nera, quando mi sono offerto di pagare ratealmente le spese di affitto arretrate, ma ponendo per iscritto (raccomandata con ricevuta di ritorno), che estinguevo il contratto d’affitto con il proprietario di casa e che mio padre era un abusivo in quell’appartamento. Ho pagato 1500 euro e quello che è successo è questo:
1. Il proprietario di casa non ha mai consegnato quella carta che gli ho spedito al suo avvocato;
2. Avvocato, il quale ha proceduto in due udienze a convalidare lo sfratto per morosità, quando (ho parlato con lui personalmente dopo la sentenza, peraltro che non ha neppure menzionato durante il nostro incontro), proponendo un accordo economico per evitare la morosità e soprattutto il decreto ingiuntivo.
Ora, mi trovo che per colpa di mio padre sono stato sfrattato. Sto pagando il debito, ma non so se il proprietario di casa e il suo avvocato si stiano prendendo gioco della mia buona fede.
1. devo pagare il debito dal primo mese non pagato alla data della sentenza o finchè mio padre continua a risiedere nell’appartamento?
2. vivendo in maniera stabile negli USA (ho doppia cittadinanza), ricevendo il decreto ingiuntivo, qualora non pagassi, possono venire a recuperare i capitali anche negli Stati Uniti? e in che modo?
aprile 8, 2010 alle 12:51 pm
buona sera,Non riesco a individuare le risposte su altri commenti analoghi,ma alla scadenza del termine di grazia(90gg.)se non si è riusciti a saldare il debito di morosità,o solo in parte,quanto tempo può passare prima che si debba lasciare l’immobile?
giugno 14, 2010 alle 2:13 pm
salve.kiedo a voi un parere.grazie.da circa otto anni vivo in una casa in fitto senza un contratto regolare pagando 800.00 euro mensili adesso il padrone di casa una persona per me non buona pretende un aumento istat di 100 euro..ora opponendomi non gli sto pagando piu il fitto entro ottobre vado via una nuova casa lui ora ha detto che mandera uno sfratto con decreto ingiuntivo,ma cosa succede ora?non mi ha rilasciato mai una ricevuta eppure son stata sempre precisa son invalida al 73×100.e mi sto angosciando con questa cosa..non mi xsento piu bene pero’ posso lasciare questa casadsolo entro ottobre..gia ne ho presa una altra con regolare contratto scritto.ce la faro?percke non sopporto piu questo essere di umo essendo vedova.vi prego rispondetemi vi lascio email.d.visaggio@libero.it ah un ultima cosa ho kiesto sempre un contratto anzi mi e arrivata la planimetria per la nettezza urbana da porrtare al comuna ma lui mi ha vietatpo di andarci.risp grazie
salve,mi trovo in questa situazione:
ho affittato un locale ad uso commerciale di ristorante pizzeria,con regolare contratto d’affitto dove veniva indicato che per i primi tre mesi il canone era ridotto ad un terzo dell’importo mensile e che successivamente si sarebbe pagato l’importo intero.
al momento i conduttori mancano al pagamento di parte di due mesi e di due mesi interi.
ho scritto a loro gia due lettere di sollecito di pagamento,(raccomandate con ricevute di ritorno),ora che cosa devo fare per fare rispettare il contratto? per ottenere uno sfratto esecutivo che tempistiche ci sono? qual’è la procedura?
elisa maccacaro ha detto:
novembre 23, 2012 alle 2:00 pm
buongiorno, mi trovo davanti una situazione assai strana.
un conoscente stipula un primo contratto di locazione di immobile ad uso abitativo e alla scadenza un successivo contratto.
poco dopo la stipula del secondo contratto l’inquilino smette di pagare i canoni.
controllando gli estratti conto il locatore scopre che l’inquilino non gli ha pagato nemmeno alcuni canoni del primo contratto
decide quindi di sfrattare l’inquilino moroso e di ottenere l’ingiunzione di pagamento per i canoni non pagati
la domanda è: può chiedere nello stesso atto sia i canoni relativi al secondo contratto che quelli residui del primo oppure solo quelli del secondo contratto e per quelli relativi al primo contratto dovrà agire separatamente?
i due contratti si sono succeduti senza soluzione di continuità.

References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 1591
 articolo 6
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 6
 articolo 1591
 articolo 6
 articolo 6
 sentenza