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Timestamp: 2019-12-12 00:28:34+00:00

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Corte di Cassazione ordinanza n. 30737 depositata il 26 novembre 2019 - Oggetto di revocatoria può essere anche un'aspettativa di credito e/o un credito litigioso, quindi un credito difettante dei caratteri della certezza, della liquidità e della esigibilità - Studio Cerbone
Corte di Cassazione ordinanza n. 30737 depositata il 26 novembre 2019 – Oggetto di revocatoria può essere anche un’aspettativa di credito e/o un credito litigioso, quindi un credito difettante dei caratteri della certezza, della liquidità e della esigibilità
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Corte di Cassazione ordinanza n. 30737 depositata il 26 novembre 2019
P.T. ricorre, avvalendosi di due motivi, per la cassazione della sentenza n. 11831/2017 della Corte d’Appello de L’Aquila, pubblicata il 10 ottobre 2017.
Propone ricorso incidentale F.T.. Ader – Agenzia delle entrate – Riscossione si costituisce al fine di partecipare all’udienza di discussione di cui all’art. 370, comma 1, c.p.c.
Il ricorrente espone in fatto di essere stato convenuto in giudizio, insieme con il padre, nel luglio 2014 da Equitalia Centro S.p.a., ora Agenzia delle entrate – Riscossione, che, affermandosi creditrice della somma di euro 3.334.208,24 per debiti erariali maturati negli anni 2007-2008, ma accertati nel 2012, intendeva ottenere la declaratoria di inefficacia ex art. 2901 c.c. dell’atto con cui, nel 2009, aveva acquistato dal padre F.T. alcune unità immobiliari facenti parte del Condominio L.S. in Pescara.
La sentenza veniva impugnata autonomamente da P.T. e F.T., innanzi alla Corte d’Appello di Pescara, la quale, riuniti i due procedimenti, con la sentenza oggetto dell’odierno ricorso, respingeva il gravame e condannava gli appellanti in solido al pagamento delle spese di giudizio.
In particolare, il giudice adito riconosceva la legittimazione attiva dell’ADER, benché fosse ente abilitato alla riscossione e non anche all’imposizione, ai sensi della l. n. 311/2004, che aveva abilitato il concessionario della riscossione tributaria a promuovere con ogni azione la tutela del credito.
Ricorso principale di P.T.
1. Con il primo motivo il ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione di norme di diritto, ex art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., e l’illegittimità costituzionale dell’art. 10 bis della l. n. 311/04 in relazione all’Art. 3 Cost., sulla scorta del quale la Corte territoriale aveva ritenuto legittimata all’esercizio dell’azione revocatoria l’ADER.
Il giudice a quo, infatti, aveva fatto leva sulla ratio della l. n. 311/2014, volta a superare il principio della netta separazione tra titolarità del credito e titolarità dell’azione esecutiva, vigente nell’ordinamento tributario, mediante l’attribuzione di specifici poteri all’ente incaricato della riscossione, senza i quali solo il creditore effettivo, cioè l’ente pubblico che aveva provveduto alla formazione del ruolo, avrebbe potuto esercitare le azioni cautelari e conservative del credito.
— in primo luogo perché genericamente dedotta: il ricorrente si limita a dedurre un astratto allentamento delle tutele costituzionali, ma la sospettata violazione dei parametri costituzionali viene ad essere fondata sul mero presupposto di fatto costituito dalla deroga al diritto comune, in assenza di alcuno sforzo argomentativo volto a negare la giustificatezza di una differenziazione normativa, atteso che il principio di eguaglianza non vieta in assoluto trattamenti differenziati, ma solo quelli che risultino irragionevoli ed inadeguati rispetto al fine perseguito; né diversa considerazione merita l’assunta incompatibilità dell’art. 10 bis della l. n. 311/2005 con i principi della legittimazione processuale, anche questa genericamente formulata, vieppiù considerando che relativamente alla conformazione degli istituti processuali il legislatore fruisce di ampia discrezionalità (Cass.18/04/2019, n. 97); per finire nessun riferimento è rivolto all’eventuale inadeguatezza della tutela garantita dall’art. 17 dello statuto del contribuente che estende l’applicabilità delle norme contenute nelle precedenti disposizioni anche all’operato dei “soggetti che rivestono la qualifica di concessionari e di organi indiretti dell’amministrazione finanziaria, ivi compresi i soggetti che esercitano l’attività di accertamento, liquidazione e riscossione di tributi di qualunque natura”.
— in secondo luogo, perché non tiene conto che i connotati di specialità dell’assetto normativo del sistema esecutivo a tutela delle entrate tributarie è passato indenne attraverso varie censure di incostituzionalità, sull’assunto che tale specialità sia funzionale all’esigenza di pronta e sicura realizzazione del credito fiscale, non derivando da ciò la violazione del diritto di difesa del contribuente (cfr. ad es. Corte cost. 20/11/2000, n. 455).
2. Con il secondo motivo il ricorrente deduce la violazione e falsa applicazione di norme di diritto ex art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c. per mancata applicazione dell’art. 2901, comma 1, n. 2, c.c.
La tesi è che la Corte d’Appello abbia erroneamente individuato il momento della insorgenza del credito fiscale, il quale era diventato certo, liquido ed esigibile, solo con l’avviso di accertamento del 2012, e, di conseguenza, non si sia pronunciata in merito alla partecipati° fraudis, necessaria, ai sensi dell’art.2901 c.c., essendo l’atto dispositivo anteriore rispetto al sorgere del credito.
Pertanto, la Corte territoriale ha fatto corretta applicazione dell’orientamento di questa Corte, anche di recente ribadito da Cass.09/04/2019, n. 9798.
Non vi sono nelle prospettazioni del ricorrente argomenti atti a mettere in discussione tale, peraltro, corretto assunto, essendosi P.T. limitato ad affermare assertivamente che, essendo stato l’avviso di accertamento notificato soltanto nel 2012, il quel momento il credito era diventato certo, liquido ed esigibile.
Ricorso incidentale di F.T.
5. Le spese tra il ricorrente principale e quello incidentale sono compensate. 5. Si dà atto che ricorrono i presupposti processuali per porre a carico di entrambi i ricorrenti l’obbligo del pagamento del doppio del contributo unificato.
La Corte rigetta il ricorso principale e quello incidentale. Compensa le spese tra i due ricorrenti. Ai sensi dell’art. 13, comma 1 quater del d.p.r. 115 del 2002, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente principale e di quello incidentale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 bis dello stesso articolo 13

References: sentenza 
 art. 2901
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 360
 articolo 13