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Timestamp: 2020-07-02 16:02:53+00:00

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Massima: Il giudice, considerata la condotta dell'ente pubblico che non ha preso parte alla mediazione demandata e neppure valutato la proposta ex art. 185 bis cpc, nonostante vi erano elevate probabilità di un accordo che avrebbe comportato un minor esborso da parte dell’ente territoriale...(Continua a leggere)
Massima: Il giudice, considerata la condotta dell'ente pubblico che non ha preso parte alla mediazione demandata e neppure valutato la proposta ex art. 185 bis cpc, nonostante vi erano elevate probabilità di un accordo che avrebbe comportato un minor esborso da parte dell’ente territoriale rispetto a quello che contiene la sentenza, e che ponevano l’ente nella condizione di poter pervenire ad una conciliazione in totale sicurezza e senza il timore di addebiti (contabili) per le scelte discrezionali ad essa afferenti, condanna l'ente ex art. 96 III° cpc ed al contributo unificato, e manda gii atti alla Procura Generale della Corte dei Conti in ordine alla possibile sussistenza di fattispecie di danno erariale.
Progetto Roma - Proposta 185 bis e mediazione demandata
Tags: Danno erariale, Roma
Tribunale di Roma, sentenza 25.05.2020 - Est. Moriconi
Massima: La quantificazione della condanna ex art. 96 comma 3 cpc, nei confronti della Pubblica Amministrazione assente ingiustificata nella mediazione demantata deve essere rapportata : a) allo stato soggettivo del responsabile, perché il dolo e la cosciente volontarietà della condotta censu...(Continua a leggere)
Massima: La quantificazione della condanna ex art. 96 comma 3 cpc, nei confronti della Pubblica Amministrazione assente ingiustificata nella mediazione demantata deve essere rapportata : a) allo stato soggettivo del responsabile, perché il dolo e la cosciente volontarietà della condotta censurabile ex art. 96 co.III° è più grave della colpa; b) alla qualifica ed alle caratteristiche del responsabile, persona fisica o giuridica che sia, ed alla sua maggiore o minore capacità anche in termini organizzativi, di preparazione professionale, culturale, tecnica, di assumere condotte consapevoli; c) alla forza ed al potere economico del responsabile, che secondo le circostanze può risultare avere abusato con la sua azione o la sua resistenza, del giudizio, dei suoi tempi e del modo di gestirlo; c) alla necessità che in relazione alle caratteristiche del soggetto responsabile, ed in particolare alla sua capacità patrimoniale, la condanna ex art.96 co III° cpc costituisca un efficace deterrente ed una sanzione significativa ed avvertibile. Nei confronti di un'amministrazione pubblica tale provvedimento acquista maggiore efficacia, tale da essere in grado di sensibilizzare direttamente il funzionario responsabile e quello titolare del rapporto organico, se accompagnato dalla trasmissione degli atti all'Organo competente (Procura Generale della Corte dei Conti) per l'accertamento del danno erariale (in questo caso commisurabile quanto meno alla somma per la quale viene emessa condanna ex art. 96 co. III° cpc ed al contributo unificato), incombente che, valutata ogni circostanza, devesi senz'altro adottare in questo caso. Per la concreta determinazione della somma si ritiene di adottare, quale valido ed obiettivo parametro di riferimento, una somma di ammontare multiplo (in questo caso triplo) di quella liquidata a titolo di sorte.
Tags: Condanna ex art.96 cpc, Contratti bancari, Corte di Cassazione, Danno erariale, Enti Pubblici, Roma
Tribunale di Roma, ordinanza 02.03.2020 - Est. Moriconi
Massima: In mediazione è richiesta l'effettiva partecipazione al procedimento di mediazione demandata, laddove per effettiva si richiede che le parti non si fermino alla sessione informativa e che oltre agli avvocati difensori siano presenti le parti personalmente; e che la mancata partecipazion...(Continua a leggere)
Massima: In mediazione è richiesta l'effettiva partecipazione al procedimento di mediazione demandata, laddove per effettiva si richiede che le parti non si fermino alla sessione informativa e che oltre agli avvocati difensori siano presenti le parti personalmente; e che la mancata partecipazione (ovvero l'irrituale partecipazione) senza giustificato motivo al procedimento di mediazione demandata dal giudice oltre a poter attingere alla stessa procedibilità della domanda, è in ogni caso comportamento valutabile nel merito della causa. Ed inoltre consente l’applicazione dell’art. 96 III° cpc (norma applicata dal Giudice nel caso di ingiustificata mancata partecipazione al procedimento di mediazione, come da costante giurisprudenza, edita anche on line. Alla luce di quanto emerso allo stato degli atti, il giudice può indicare alle parti un range su cui avviare un tavolo negoziale
Tags: Condanna ex art.96 cpc, Demandata pura (comma 2), Effettivo svolgimento, Mancata partecipazione, Partecipazione personale, Roma
Massima: Le parti devono depositare una mediazione presso un organismo che va scelto accuratamente, in base a comprovate caratteristiche di competenza e professionalità, necessarie affinché il percorso conciliativo venga utilmente svolto, con il vantaggio di poter pervenire rapidamente ad una...(Continua a leggere)
Massima: Le parti devono depositare una mediazione presso un organismo che va scelto accuratamente, in base a comprovate caratteristiche di competenza e professionalità, necessarie affinché il percorso conciliativo venga utilmente svolto, con il vantaggio di poter pervenire rapidamente ad una conclusione, per tutte le parti vantaggiosa, anche da punto di vista economico e fiscale (cfr. art.17 e 20 del decr.legisl.4.3.2010 n.28), della controversia in atto. Va inoltre riaffermato che ai sensi e per l'effetto del secondo comma dell'art.5 decr.lgsl.28/2010 come modificato dal D.L.69/2013 è richiesta l'effettiva partecipazione al procedimento di mediazione demandata, laddove per effettiva si richiede che le parti non si fermino alla sessione informativa e che oltre agli avvocati difensori siano presenti le parti personalmente
Tribunale di Roma, sentenza 20.01.2020 - Est. Moriconi
Massima: La condotta dell’Ospedale che pur in presenza di chiare circostanze che imponevano a tutta evidenza di dismettere una posizione processuale di ostinata pregiudiziale e pervicace resistenza, ha scelto deliberatamente quanto ingiustificatamente di protrarre la lite, rifiutando il percorso conc...(Continua a leggere)
Massima: La condotta dell’Ospedale che pur in presenza di chiare circostanze che imponevano a tutta evidenza di dismettere una posizione processuale di ostinata pregiudiziale e pervicace resistenza, ha scelto deliberatamente quanto ingiustificatamente di protrarre la lite, rifiutando il percorso conciliativo con motivazioni inconsistenti, va condannato ai sensi dell’art. 96 comma 3 cpc. L’ammontare della somma deve essere rapportato allo stato soggettivo del responsabile che ha rifiutato irragionevolmente ogni ipotesi conciliativa; alla qualifica ed alle caratteristiche del responsabile, persona fisica o giuridica che sia, ed alla sua maggiore o minore capacità anche in termini organizzativi, di preparazione professionale, culturale, tecnica, di assumere condotte consapevoli; ed alla forza ed al potere economico del responsabile, e quindi alla necessità che in relazione alle caratteristiche del soggetto responsabile, costituisca un efficace deterrente ed una sanzione significativa ed avvertibile. Per la concreta determinazione della somma si ritiene di adottare, quale valido obiettivo ed equo parametro di riferimento, una somma di ammontare pari all’ammontare dei compensi per le quali vi è condanna.
Tags: Condanna ex art.96 cpc, Condotta in mediazione condanna alle spese processuali, Danno erariale, Enti Pubblici, Proposta del giudice ex art. 185 bis cpc, Roma
Tribunale di Velletri, sentenza 05.01.2020 - Est. Colangelo
Massima: La mancata partecipazione della Banca convenuta dinanzi all’organismo di mediazione, nonché la sua resistenza in giudizio che imposto di attivare all’attore contribuisce ulteriormente a determinare la responsabilità della stessa ad una responsabilità ex art. 9...(Continua a leggere)
Massima: La mancata partecipazione della Banca convenuta dinanzi all’organismo di mediazione, nonché la sua resistenza in giudizio che imposto di attivare all’attore contribuisce ulteriormente a determinare la responsabilità della stessa ad una responsabilità ex art. 96 cpc. Si versa senz’altro, in una situazione di coscienza della infondatezza della domanda e delle tesi sostenute, ovvero di difetto della normale diligenza per l’acquisizione di detta consapevolezza, che, secondo l’indirizzo della S.C, integra gli estremi dell’elemento soggettivo di cui all’art. 96 Cpc (tra le molte, Cassazione 9060/03). Ai fini della liquidazione del danno questa ben può essere effettuata in applicazione dei medesimi parametri che la giurisprudenza utilizza in caso di applicazione della c.d. «legge Pinto» che nel caso in questione può essere determinata in euro 20.000.
Colangelo Maurizio
Tags: Condanna ex art.96 cpc, Mancata partecipazione, Sanzioni
Tribunale di Roma, sentenza 19.12.2019 - Est. Moriconi
Massima: Sussiste responsabilità aggravata (ex art. 96 comma 3 cpc) per l’ente pubblico che decide di non aderire alla proposta del Giudice e non partecipare alla mediazione demandata, preferendo resistere ad oltranza pur in presenza di chiare circostanze che imponevano in tutta evidenza di di...(Continua a leggere)
Massima: Sussiste responsabilità aggravata (ex art. 96 comma 3 cpc) per l’ente pubblico che decide di non aderire alla proposta del Giudice e non partecipare alla mediazione demandata, preferendo resistere ad oltranza pur in presenza di chiare circostanze che imponevano in tutta evidenza di dismettere quella deliberata posizione processuale di ostinata pregiudiziale e irragionevole resistenza. L’ammontare della sanzione ex art. 96 cpc deve essere rapportato : a) allo stato soggettivo del responsabile (in questo caso vi è stata la volontaria scelta di resistenza sia alla proposta del giudice, che all’invio in mediazione demandata che è un ordine, non un invito - con abuso del processo, una condotta assolutamente pretestuosa e irragionevole); b) alla qualifica ed alle caratteristiche del responsabile (in questo caso persona giuridica dotata di elevata capacità organizzativa e dotazione tecnica, ben in grado volendo, di assumere condotte consapevoli); c) alla necessità che in relazione alle caratteristiche del soggetto responsabile, costituisca un efficace deterrente ed una sanzione significativa ed avvertibile (in questo caso si tratta di un Ente Pubblico con elevata capacità finanziaria e patrimoniale) d) ad ogni altra peculiare e specifica caratteristica della fattispecie esaminata. Per la concreta determinazione della somma il giudice ritiene di adottare il parametro di riferimento delle spese legali, (compensi) liquidate anche in multiplo.
Tags: Condanna ex art.96 cpc, Danno erariale, Demandata pura (comma 2), Enti Pubblici, Improcedibilità del giudizio, Mancata partecipazione, Proposta del giudice, Roma, Sanzioni
Tribunale di Verona, sentenza 26.11.2019 - Est. Vaccari
Massima: In mediazione la parte può partecipare al procedimento di mediazione anche tramite il proprio difensore, purché a questi sia conferita una procura speciale, e tale indirizzo è stato avallato di recente dalla Suprema Corte che, con la recentissima sentenza del 27 marzo 2019, n....(Continua a leggere)
Massima: In mediazione la parte può partecipare al procedimento di mediazione anche tramite il proprio difensore, purché a questi sia conferita una procura speciale, e tale indirizzo è stato avallato di recente dalla Suprema Corte che, con la recentissima sentenza del 27 marzo 2019, n. 8473, ha anche precisato che tale procura speciale deve avere carattere sostanziale. Quanto poi alla forma di tale atto deve ritenersi che sia quella prescritta per il negozio che il rappresentante è chiamato a concludere, secondo la regola generale di cui all’art. 1392 c.c.. La conseguenza della partecipazione di una parte alla mediazione tramite un rappresentante privo di procura avente le predette caratteristiche è stata parificata dalla Suprema Corte (Cass. 7 marzo 2019, n. 8473 e Cass. 18068 del 5 luglio 201 n. 18068) a quella della mancata partecipazione, non essendo stata ammessa la possibilità di una sua rinnovazione o sanatoria a posteriori, ed è quella della improcedibilità della domanda giudiziale.
Tags: Improcedibilità del giudizio, Mancata partecipazione, Procura e delega in mediazione, Sanzioni, Verona
Tribunale di Roma, ordinanza 18.11.2019 - Est. Moriconi
Massima: La mediazione va depositata presso un organismo di mediazione che va scelto accuratamente, in base a comprovate caratteristiche di competenza e professionalità, necessarie affinché il percorso conciliativo venga utilmente svolto. In mediazione è richiesta l'effettiva par...(Continua a leggere)
Massima: La mediazione va depositata presso un organismo di mediazione che va scelto accuratamente, in base a comprovate caratteristiche di competenza e professionalità, necessarie affinché il percorso conciliativo venga utilmente svolto. In mediazione è richiesta l'effettiva partecipazione al procedimento senza che le parti si fermino alla sessione informativa e che oltre agli avvocati difensori siano presenti le parti personalmente. La mancata partecipazione (ovvero l'irrituale partecipazione) senza giustificato motivo rileva ai fini della stessa procedibilità della domanda, è in ogni caso comportamento valutabile nel merito della causa e consente l’applicazione dell’art. 96 III° cpc
Tags: Improcedibilità del giudizio, Mancata partecipazione, Pubblica amministrazione, Roma, Sanzioni

References: art. 185
 art. 185
 art. 96
 sentenza 
 art. 96
 art. 96
 art. 96
 art.96
 art. 96
 art.96
 art.96
 art.17
 sentenza 
 art.96
 art. 185
 sentenza 
 art. 9
 art. 96
 art.96
 sentenza 
 art. 96
 art. 96
 art. 96
 art.96
 sentenza 
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 Cass.