Source: http://cristo-re.eu/FORMAZ%20ARG%20STAMPA%20CONDANNA%20MILLS%20CONFERMA%20CORRUZIONE.htm
Timestamp: 2018-11-20 08:18:33+00:00

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Il legale dell'avvocato inglese: "Decisione ingiusta, ricorreremo in Cassazione"
La Corte d'Appello di Milano ha disposto la sospensione, in via provvisoria, della esecutività del verdetto
la Finivest È stata condannata a risarcire 750 milioni di euro alla Cir
Lodo Mondadori, il Csm promuove il giudice Mesiano (14 ottobre 2009)
Fininvest, ricorso per sospendere il maxi-assegno da 750 milioni (5 ottobre 2009)
Sentenza Cir-Fininvest: "Berlusconi corresponsabile della vicenda corruttiva" (5 ottobre 2009)
MILANO - Lodo Mondadori, si ferma tutto. La Corte d'Appello di Milano ha disposto la sospensione provvisoria della esecutività della sentenza con cui la Finivest è stata condannata a risarcire 750 milioni di euro alla Cir. Lo ha deciso il presidente della Seconda Sezione della Corte d'Appello, con provvedimento inaudita altera parte (senza aver ascoltato il parere dell'altra parte in causa), fissando inoltre al 1° dicembre l'udienza in Camera di Consiglio per la decisione definitiva sulla istanza di sospensione presentata dalla holding della famiglia Berlusconi. La sentenza che condanna Fininvest al maxi-risarcimento era stata emessa dal giudice Raimondo Mesiano il 3 ottobre.
Mentre i legali di Mills annunciano il ricorso in Cassazione, comincia la corsa contro il tempo per evitare la prescrizione. Per l'avvocato inglese questa scatta nell'aprile del 2010 perchè nel 2000 ebbe la disponibilità dei 600mila dollari ritenuti prezzo della corruzione. Secondo la Corte d'appello, che anche in questo ha accolto le tesi dell'accusa, non decorre da prima che deponesse nei due processi 'incriminati', nel '97 e nel '98, cosa questa che renderebbe il reato "abbondantemente prescritto". I giudici, proprio per permettere una sentenza definitiva il prima possibile, entro 15 giorni renderanno note le ragioni del verdetto e da quel momento gli avvocati di Mills avranno 30 giorni per presentare ricorso. Anche nel caso di una condanna in via definitiva, grazie all'indulto, Mills non andrà in carcere.
Provvedimento motivato dalla "elevatissima entità della condanna"
Lodo Mondadori, sentenza sospesa in via provvisoria
Il giudice Raimondo Mesiano
MILANO - La Corte d'Appello di Milano ha disposto la sospensione, in via provvisoria, dell'esecutività della sentenza con la quale la Finivest è stata condannata a risarcire 750 milioni di euro alla Cir per la vicenda del Lodo Mondadori. Lo ha reso noto la stessa Fininvest. La Corte ha inoltre fissato all'1 dicembre l'udienza in Camera di Consiglio per la decisione definitiva sulla istanza di sospensione presentata da Fininvest.
Il presidente della Seconda sezione civile della Corte d'appello di Milano ha disposto provvisoriamente la sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza per via della "elevatissima entità della condanna" e della "onerosità dell'eventuale procedimento di ripetizione in caso di accoglimento parziale dell'appello".
Il provvedimento, informa il gruppo del Biscione, è stato disposto "inaudita altera parte" (senza aver sentito la controparte). La sentenza che condanna Fininvest al maxi-risarcimento era stata emessa dal giudice Raimondo Mesiano lo scorso 3 ottobre.
I difensori della Cir, gli avvocati Vincenzo Roppo ed Elisabetta Rubini, "prendono atto del provvedimento con cui il Presidente della Seconda Sezione della Corte d'Appello, su richiesta di Fininvest e in assenza di contraddittorio, ha sospeso l'efficacia esecutiva della sentenza di primo grado e si preparano all'udienza del 1 dicembre prossimo, in cui la questione sarà riesaminata e discussa nel contraddittorio delle parti", si legge in una nota.
La Fininvest aveva presentato ricorso il 22 ottobre. Gli avvocati della società, Romano Vaccarella, Giorgio De Nova, Achille Saletti, Giuseppe Lombardi e Fabio Lepri, hanno contestato "l'illogicità e la contraddittorietà di questa sentenza".
Caso Mills, la Corte d'appello conferma la sentenza di condanna
I giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Milano hanno confermato la condanna a 4 anni e mezzo per il legale inglese David Mills imputato di corruzione in atti giudiziari. Mills, come in primo grado, è stato ritenuto colpevole di aver ricevuto 600 mila dollari per testimoniare il falso in due processi a carico di Silvio Berlusconi, quello su 'All Iberian' e quello sulle tangenti ad uomini della Guardia di Finanza.
"È una decisione che mette a dura prova la buona fede dello stato di diritto". Così Alessio Lanzi, uno dei difensori di David Mills, commenta la sentenza. "Il mio non può che essere un commento amaro - aggiunge Lanzi - noi comunque andremo in Cassazione, ma quelle di oggi sono decisioni che fanno riflettere e che piacciono".
I giudici della seconda sezione della Corte d'appello di Milano hanno confermato anche il risarcimento alla presidenza del consiglio, costituitasi parte civile, pari a 250 mila euro. Nello stesso processo era imputato anche Silvio Berlusconi ma la posizione del premier era stata stralciata in conseguenza del lodo Alfano, riguardante le più alte cariche dello Stato e il dibattimento a suo carico era stato sospeso. Dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della consulta, il dibattimento a carico di Berlusconi ricomincerà, anche se davanti a un altro collegio rispetto a quello presieduto da Nicoletta Gandus, che aveva condannato Mills. Questo collegio, infatti, è incompatibile, e di conseguenza si dovrà tenere una apposita udienza nella quale i giudici presieduti da Gandus si spoglieranno del processo che sarà assegnato ad altri giudici. Difficile prevedere i tempi entro i quali ricomincerà il dibattimento per il premier.
La difesa di Mills ha sostenuto fino all'ultimo che quel versamento di 600mila dollari non è mai esistito. Altro terreno di scontro è stata la prescrizione: per il sostituto Pg Laura Bertolè Viale, il "momento consumativo" del reato è da collocarsi nel febbraio del 2000, quando la somma entrò nella disponibilità di Mills. In questo caso la prescrizione cadrebbe nel 2010. Per la difesa, che ha chiesto comunque l'assoluzione, il reato, se accaduto, si sarebbe consumato in una fase precedente alle dichiarazioni di Mills del '97-'98 e sarebbe, quindi, "abbondantemente prescritto".
Nei giorni scorsi, Mills in un'intervista, aveva detto: "Sarebbe illogico che uno sia condannato e l'altro assolto; uno colpevole e l'altro innocente. Siccome io so che il dottor Berlusconi non c'entra assolutamente niente in questa cosa, non vedo come possa essere condannato".
Mills, le difese: "Berlusconi teste in aula". Ma il vero obiettivo è la prescrizione
"Chiediamo l’assoluzione nel merito, per non aver commesso il fatto, di David Mills. E in subordine, per intervenuta prescrizione". Alla fine di un’arringa durata sei ore, alle quattro del pomeriggio, l’avvocato Federico Cecconi, stoico, meccanico e determinato nello smontare pezzo dopo pezzo prove già confermate da una sentenza di primo grado, pronuncia la parolina magica su cui gli avvocati del premier hanno puntato la fiche che risolverebbe tanti problemi. Non solo per Mills. Soprattutto per Silvio Berlusconi, ex coimputato dell’avvocato architetto del comparto estero della Fininvest (Fininvest group B), poi stralciato per l’arrivo del Lodo Alfano e ora di nuovo imputato, in un dibattimento che deve ancora riprendere, con l’accusa di corruzione in atti giudiziari. L’aula della seconda sezione d’appello al primo piano del palazzo di giustizia di Milano è piccola e non troppo affollata, fredda, spesso saltano la luce e i microfoni e sononecessariunpaio di traslochi prima di far decollare l’udienza. Sembra un processo qualunque ma in realtà gli avvocati del premier seguono con attenzione massima quello che accade qua. Il processo d’appello contro David Mills potrebbe chiudersi già martedì 27 con la conferma della condanna (4 anni e sei mesi) come ha chiesto il pg Laura Bertolè Viale. Ci potrebbe essere anche la riapertura del dibattimento dove le difese vogliono il premier teste in aula ("e non sembri una provocazione"). Ma l’obiettivo è il colpo di scena, possibile, e si chiama prescrizione. Conviene partire da qui. Anche se, conclude Cecconi dopo aver vivisezionato conti correnti e movimenti delle società off shore, "è impossibile dire che Mills sia stato corrotto da Berlusconi e non fu né reticente nè falso (nei processi All Iberian e tangenti alla guardia di finanza, ndr)". E i 600 mila dollari che Mills avrebbe ricevuto da Fininvest "affinché – è scritto nelle motivazioni della sentenza di primo grado - affermasse il falso sul ruolo di Berlusconi nella struttura di società off shore creata da Mills fuori bilancio e utilizzata per attività illegali", non è dimostrato da nessuna parte che siano stati versati da Fininvest per questo motivo.
"TRIBUNALE POCO ATTENTO"
Più volte l’avvocato attacca il tribunale per "la scarsa sobrietà nell’analisi delle prove". Ma il massimo è stato quando "il tribunale ha deciso in modo molto singolare di far decorrere la consumazione del reato di corruzione, non dal momento in cui quel denaro è stato ricevuto ma dal momento in cui è stato disponibile e quindi speso". La differenza è sostanziale: la disponibilità dei 600 mila dollari è dimostrata "da due lettere del27 aprile e del6 maggio1998 che dimostranocomela gestione delle attività principali del conto Struie fossero a partire da queste date gestite da Mills uti dominus ". Così stando le cose, grazie alla legge Cirielli che nel 2005 ha accorciato i tempi della prescrizione dei reati, il delitto di cui è accusato Mills è prescritto "da maggio 2008". Idemquello per cui è accusato Berlusconi. Il pg Viale non perde una battuta, spesso scrolla la testa. L’accusa ha prove regine: le 11 confessioni, in tempi diversi, di Mills davanti ai pm di Milano; la lettera del 2004, scoperta dal pm De Pasquale, in cui Mills spiegava ai fiscalisti inglesi l’origine di quei 600 mila dollari avuti "per ringraziamento". Infine l’utilizzo di parte di quei soldi per acquistare la casa della moglie. Era il 4 febbraio 2000. Solo in questo momento, e non prima, per l’accusa, si consumail reato. In questo caso la mannaia della prescrizione scatta tra aprile e maggio 2010. Per Berlusconi nell’agosto 2011. Una data di cui Ghedini non vuole nemmeno sentir parlare.
L'avvocato britannico David Mills in un'immagine d'archivio (Ansa)
Il processo a Berlusconi sui diritti tv riprende il 16 novembre
Caso Mills, i legali di Berlusconi: "Faremo ricorso in Cassazione"
I giudici della Corte d'appello di Milano hanno confermato la condanna di David Mills a 4 anni e 6 mesi per corruzione in atti giudiziari. Mills, secondo l'accusa, sarebbe stato "comprato" con 600mila dollari da Silvio Berlusconi per dire il falso o essere reticente in due processi a carico del fondatore della Fininvest.
I giudici della seconda sezione della Corte d'appello di Milano hanno confermato anche il risarcimento alla presidenza del consiglio, costituitasi parte civile, pari a 250 mila euro.
Nello stesso processo era imputato anche Silvio Berlusconi ma la posizione del premier era stata stralciata in conseguenza del lodo Alfano, riguardante le più alte cariche dello Stato e il dibattimento a suo carico era stato sospeso.
Dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della consulta, il dibattimento a carico di Berlusconi ricomincerà, anche se davanti a un altro collegio rispetto a quello presieduto da Nicoletta Gandus, che aveva condannato Mills. Questo collegio, infatti, è incompatibile, e di conseguenza si dovrà tenere una apposita udienza nella quale i giudici presieduti da Gandus 'si spoglieranno' del processo che sarà assegnato ad altri giudici.
I legali di Mills: c'è ancora la Cassazione. "Non è finita qui c'è ancora la Cassazione e noi riteniamo di avere elementi forti per riformare la sentenza". Lo dice Federico Cecconi, uno dei legali di David Mills a commento della sentenza che ha confermato la condanna a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari. I difensori aspettano il deposito delle motivazioni che avverrà entro quindici giorni a partire da oggi, dal momento che i giudici leggendo il dispositivo non hanno indicato alcun termine.
Poi le difese avranno 30 giorni per ricorrere in Cassazione.
Insomma, comincia la grande corsa per evitare la prescrizione. I fatti al centro del processo infatti per Mills scadono nei primi giorni di aprile del prossimo anno.
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È stato fissato per il 16 novembre e non per il 3, come era stato dichiarato in ambienti giudiziari, il processo milanese sui diritti Tv che vede, tra gli imputati, Silvio Berlusconi. Il procedimento era stato sospeso nel settembre dello scorso anno in attesa che la Corte costituzionale decidesse sulla legittimitá del Lodo Alfano.
La settimana scorsa, dopo la decisione della consulta di bocciare la legge, gli atti relativi ai processi milanesi con imputato il premier sono stati rispediti nel capoluogo lombado. Il procedimento riprenderà quindi il 16 novembre per tutti gli imputati, davanti al Collegio presieduto dal giudice Edoardo D'Avossa.

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