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PROTOCOLLO D INTESA REGIONE CAMPANIA COMANDO REGIONALE CAMPANIA DELLA GUARDIA DI FINANZA - PDF
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1 PROTOCOLLO D INTESA TRA REGIONE CAMPANIA E COMANDO REGIONALE CAMPANIA DELLA GUARDIA DI FINANZA AI FINI DEL COORDINAMENTO DEI CONTROLLI E DELLO SCAMBIO DI INFORMAZIONI IN MATERIA DI FINANZIAMENTI DEI FONDI STRUTTURALI COMUNITARI NAPOLI,
2 L anno duemiladodici, il giorno del mese di presso la sede della Giunta Regionale della Campania in via Santa Lucia, 81 la Regione Campania, in persona del Presidente On.le Stefano Caldoro il Comando Regionale Campania della Guardia di Finanza, rappresentata dal Comandante Regionale Campania, Gen. D. Giuseppe Mango: PREMESSO CHE al fine di consentire il recupero delle somme indebitamente corrisposte in seguito ad abusi o negligenze nell ambito del finanziamento delle politiche strutturali (Regolamento CE n. 1828/2006), di assolvere l obbligo, in capo ad ogni Stato membro dell Unione, d immediata comunicazione alla Commissione delle irregolarità accertate e di favorire ogni opportuna sinergia nell espletamento delle attività di controllo di rispettiva competenza, in data 19 marzo 2002 è stato sottoscritto, tra la Regione Campania e il Comando Regionale Campania della Guardia di Finanza, un apposito Protocollo d intesa; TENUTO CONTO CHE in data 03 novembre 2006, presso gli uffici della Prefettura di Napoli, è stato siglato il Patto per la sicurezza di Napoli e delle città della Provincia tra il Ministro dell Interno, il Presidente della Regione Campania, il Presidente della Provincia di Napoli ed il Sindaco di Napoli; con la Deliberazione n del 30 novembre 2006 la Giunta Regionale della Campania ha disposto di assumere e far proprio il Patto e di provvedere all attuazione dei progetti ivi previsti, compreso quello relativo al sostegno delle azioni per l aggiornamento del Protocollo d Intesa stipulato con la Guardia di Finanza in data 19 marzo 2002, finalizzato al controllo delle frodi comunitarie mediante l acquisizione di dotazioni telematiche ed informatiche e sviluppo di appositi strumenti; in tale ambito la Regione Campania, dal maggio 2010, ha reso pienamente fruibile ai Reparti del Corpo l accesso al proprio sistema informativo SMILE, al momento limitato ai dati relativi al Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (F.E.S.R.) - Piano Operativo Regionale (P.O.R.) ; Vista la legge 23 aprile 1959, n. 189 di ordinamento della Guardia di Finanza, che riconosce al Corpo compiti di vigilanza, nei limiti stabiliti dalle singole leggi, sull osservanza delle disposizioni di interesse politico-economico; Visto il Decreto Legislativo 19 marzo 2001, n. 68 che attribuisce alla Guardia di Finanza la competenza generale in materia economica e finanziaria a tutela del bilancio pubblico, delle Regioni, degli Enti Locali e dell'unione Europea, demandando al Corpo compiti di prevenzione, ricerca e repressione delle violazioni, tra l altro, in materia di uscite del bilancio dell'unione Europea, di risorse e mezzi finanziari pubblici impiegati a fronte di uscite del bilancio pubblico, nonché di programmi pubblici di spesa e di ogni altro interesse economico-finanziario nazionale o dell'unione Europea; Visto il Regolamento (EURATOM/CE) n. 2988/95 del 18 dicembre 1995 relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità; Vista la Legge 21 dicembre 1999, n. 526 e la Legge 3 febbraio 2003, n. 14 recanti disposizioni per l adempimento di obblighi derivanti dall appartenenza dell Italia alle Comunità Europee; Visto il Regolamento (EURATOM/CE) n. 2185/96 dell 11 novembre 1996 relativo ai controlli ed alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità Europee contro le frodi ed altre irregolarità; Visto il Regolamento della Commissione (CE) n. 1681/94 dell 11 luglio 1994 sulle irregolarità e recupero delle somme indebitamente pagate nell ambito del finanziamento delle politiche strutturali, nonché sull organizzazione di un sistema d informazione in questo settore; 1
3 Visto il Regolamento (CE) n. 448/2001 del 2 marzo 2001 recante modalità di applicazione del Regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio per quanto riguarda la procedura relativa alle rettifiche finanziarie dei contributi concessi nell ambito dei fondi strutturali; Visto il Regolamento (CE) n. 2035/2005 del 12 dicembre 2005 che modifica il Regolamento (CE) n. 1681/94 relativo alle irregolarità e al recupero delle somme indebitamente pagate nell ambito del finanziamento delle politiche strutturali, nonché organizzazione di un sistema d informazione in questo settore; Visto il Regolamento del Consiglio (CE) n. 1698/2005 del 20 settembre 2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR); Visto il Regolamento della Commissione (CE) n. 1974/2006 del 15 dicembre 2006 recante disposizioni di applicazione del Regolamento del Consiglio (CE) n. 1698/2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR); Visto il Regolamento della Commissione (UE) n. 65/2001 del 27 gennaio 2011 che stabilisce modalità di applicazione del Regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio per quanto riguarda l attuazione delle procedure di controllo e della condizionalità per le misure di sostegno dello sviluppo rurale; Visti i Regolamenti (CE) n. 1083/2006 dell'11 luglio 2006 recante disposizioni generali sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), sul Fondo Sociale Europeo (FSE) e sul Fondo di Coesione e nn. 1080/2006, 1081/2006 e 1084/2006 che ne stabiliscono le rispettive discipline; Visto il Regolamento (CE) n. 1828/2006 dell 8 dicembre 2006 che stabilisce le modalità di applicazione del Regolamento (CE) n. 1083/2006; Visto il Regolamento (CE) n. 1198/2006 riguardante il Fondo Europeo Pesca (FEP) sugli aiuti per la riconversione della pesca e per il fermo biologico ed il Regolamento (CE) n. 498/2007 che ne stabilisce le modalità di applicazione; Vista la Circolare Interministeriale di indirizzo del 12 ottobre 2007, pubblicata in Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 240 del 15 ottobre 2007, recante le modalità di comunicazione alla Commissione Europea delle irregolarità e frodi a danno del bilancio comunitario; Vista la Circolare n del 30 dicembre 2006 del Comando Generale della Guardia di Finanza che individua quali nuovi referenti locali per l attuazione dei protocolli d intesa in materia di fondi strutturali, siglati tra i Comandi Regionali del Corpo e le Regioni, i Comandanti Provinciali; Vista la direttiva 95/46/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 ottobre 1995 relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati; Visto il Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 Codice in materia di protezione dei dati personali; CONSIDERATO, IN PARTICOLARE, CHE: gli artt. 2, paragrafo 1, e 8, paragrafo 2, del Regolamento (EURATOM/CE) n. 2988/95 del 18 dicembre 1995, dispongono che i controlli devono avere carattere effettivo, proporzionato e dissuasivo e debbono essere adeguati alle specificità di ciascun settore, tenendo conto delle prassi e delle strutture esistenti negli Stati membri; alla luce delle modifiche legislative e regolamentari intervenute e delle procedure telematiche nel frattempo adottate, anche in ragione del contenuto della citata Deliberazione n del 30 novembre 2006 della Giunta Regionale della Campania, è volontà comune procedere all aggiornamento del citato Protocollo d Intesa del 19 marzo 2002, adeguandolo nel 2
4 contenuto ed estendendone la portata a tutte le diverse misure dei Programmi Operativi Regionali attualmente in essere ed a quelli di futura realizzazione; TANTO PREMESSO, SI CONVIENE QUANTO SEGUE art. 1 (Oggetto) Il presente Protocollo d Intesa regola le attività di collaborazione tra la Guardia di Finanza e la Regione Campania, nel rispetto delle competenze istituzionali assegnate dall ordinamento vigente, al fine di migliorare l efficacia complessiva dei controlli in materia di finanziamenti alle politiche strutturali e di coesione dell Unione Europea. art. 2 (Linee programmatiche) 1. La Guardia di Finanza, coerentemente con gli obiettivi indicati in premessa, svilupperà l attività di collaborazione, principalmente, utilizzando le risultanze del sistema informativo, acquisito nell ambito del citato Patto per la sicurezza, denominato Progetto NEAPOLIS Sistema d Analisi Investigativa che, attraverso l analisi e l incrocio dei dati in possesso delle due Amministrazioni, rafforza il sistema di monitoraggio, sorveglianza e controllo dei Programmi attualmente in essere e di quelli di futura realizzazione, migliorandone l efficacia e l efficienza. 2. La Regione Campania s impegna a garantire il pieno accesso alle banche-dati dei beneficiari dei finanziamenti comunitari nella versione più aggiornata, comunicandone, di volta in volta, eventuali ampliamenti e migliorie, fornendo, inoltre, ogni possibile ausilio tecnico in caso di difficoltà nella connessione o nella fruibilità dei dati. 3. La Guardia di Finanza potrà formulare, attraverso il Comando Regionale Campania, eventuali proposte di implementazione del sistema di ricerca ed acquisizione delle informazioni contenute nelle predette banche-dati, anche su proposta dei dipendenti Comandi Provinciali. La Regione Campania si impegna a valutarne la fattibilità, compatibilmente con le proprie risorse tecniche ed esigenze organizzative. 4. La Regione Campania, ai sensi delle norme vigenti, rende disponibili gli atti e le notizie inerenti alla concessione dei finanziamenti ed all attuazione dei progetti cofinanziati con le risorse tratte dai diversi Obiettivi Operativi dei POR attualmente in essere e di quelli di futura realizzazione. 5. La Regione Campania, al fine di evitare la sovrapposizione e/o la reiterazione dei controlli sugli stessi soggetti, s impegna a trasmettere l elenco dei beneficiari dei cofinanziamenti soggetti ai controlli previsti dalle vigenti disposizioni nazionali e comunitarie, individuati a seguito del campionamento effettuato sui progetti delle programmazioni attualmente in essere e di quelle di futura realizzazione. 6. La Regione Campania provvede a segnalare, quando ravvisabili, i fatti che possono configurarsi come violazioni tributarie, rilevati a causa o nell esercizio delle proprie funzioni di vigilanza e controllo, al Comando Provinciale della Guardia di Finanza territorialmente competente i cui recapiti e referenti saranno comunicati e periodicamente aggiornati a cura del Comando Regionale Campania della Guardia di Finanza fornendo l eventuale documentazione atta a comprovare tali fatti, ai sensi dell art. 36, ultimo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e dell art. 2, ultimo comma, del decreto legislativo 19 marzo 2001 n La Guardia di Finanza, per evitare la sovrapposizione di controlli presso gli stessi soggetti, s impegna a comunicare tempestivamente l avvio di accessi, ispezioni e verifiche nei confronti di soggetti beneficiari di cofinanziamenti gestiti dalla Regione Campania, eseguiti ai sensi e per gli effetti dell art. 30 della Legge 21 dicembre 1999, n. 526 e del Decreto Legislativo 30 giugno 2001, n
5 8. La Guardia di Finanza, nel caso in cui rilevi fattispecie penalmente rilevanti d interesse ai fini del presente Protocollo, s impegna previo nulla osta dell Autorità Giudiziaria a comunicare alla Regione Campania le generalità delle persone fisiche e giuridiche coinvolte ai fini dell avvio delle procedure di recupero dei finanziamenti indebiti. 9. La Guardia di Finanza, qualora accerti violazioni di natura amministrativa, s impegna a darne comunicazione alla Regione Campania indicando anche le disposizioni violate, la natura e l entità della spesa, il momento o il periodo in cui è stata commessa l irregolarità, le modalità di perpetrazione dell infrazione, la possibilità di recupero, la data in cui è stata accertata la violazione, l identità delle persone fisiche e giuridiche implicate. 10. Le parti s impegnano, nel rispetto delle reciproche attribuzioni, ad intrattenere un rapporto di puntuale e fattiva collaborazione tale da evitare duplicazioni ed appesantimenti nell attività di controllo; in particolare, la Regione Campania può richiedere alla Guardia di Finanza di sviluppare gli accertamenti e le investigazioni tipiche di polizia economica e finanziaria a tutela del bilancio dello Stato e dell Unione Europea, nei casi in cui dai controlli finanziari emergano profili indicativi di possibili collegamenti con fenomeni di rilevanza penale. art. 3 (Criteri di attuazione) Per la Regione Campania, il referente è da individuarsi nel Dirigente responsabile della struttura interessata. Per la Guardia di Finanza, i referenti sono da individuarsi: per l attuazione, nei Comandanti Provinciali di Napoli, Salerno, Avellino, Benevento e Caserta, in ragione del domicilio fiscale dei soggetti richiedenti/beneficiari dei finanziamenti; per eventuali problematiche applicative, anche di natura tecnica, nel Comando Regionale Campania Ufficio Operazioni. I recapiti ed i nominativi dei referenti saranno comunicati e periodicamente aggiornati a cura delle Parti. art. 4 (Azioni comuni) La Guardia di Finanza e la Regione Campania, attraverso i propri referenti, potranno di concerto definire ed attuare, nell esercizio e nel rispetto delle diverse competenze, azioni comuni finalizzate al contrasto delle irregolarità in materia di fondi comunitari, nonché forme particolari di collaborazione operativa che, nell ambito delle rispettive attività istituzionali, consentano di massimizzare l efficacia di intervento, nel settore, di entrambe le Amministrazioni; art. 5 (Tutela della riservatezza) Le parti sono tenute ad osservare il riserbo nei confronti di qualsiasi persona non autorizzata, per quanto riguarda fatti, informazioni, cognizioni, documenti od oggetti di cui fossero venuti a conoscenza o che gli fossero stati comunicati in virtù del presente protocollo d intesa ai sensi del Decreto Legislativo n. 196/2003. Tale impegno cesserà solo nel caso in cui fatti, informazioni, documenti od oggetti siano o divengano di pubblico dominio. Tutti i documenti e le informazioni che le parti metteranno a disposizione nell'ambito dell'attuazione dell accordo dovranno essere considerati rigorosamente riservati e le parti non potranno in alcun modo cedere a terzi non autorizzati i suddetti documenti e/o informazioni. art. 6 (Profili didattici e formativi) La Guardia di Finanza e la Regione Campania sviluppano, eventualmente, ogni utile iniziativa diretta alla formazione ed alla specializzazione del personale impiegato nell attività ispettiva di competenza, per favorire lo scambio di esperienze maturate nei vari settori dei fondi strutturali. 4
6 art. 7 (Aspetti amministrativi e logistici) La Regione Campania può finanziare progetti specifici, al fine di potenziare le strutture operative e le dotazioni tecnologiche a supporto dell attività della Guardia di Finanza nel peculiare settore. art. 8 (Integrazioni e modifiche) Il presente Protocollo potrà essere integrato e modificato di comune accordo fra le parti firmatarie, alla luce di nuove disposizioni normative o di ulteriori aspetti che potranno emergere nel corso della collaborazione, nonché dell esigenza di meglio definire o precisare strumenti e modalità della collaborazione stessa. art. 9 (Rapporti con gli organi di informazione) I rapporti con gli organi di informazione, in ordine all attività di collaborazione disciplinata dal presente protocollo, saranno curati di comune accordo in modo da assicurare la piena valorizzazione delle scelte operate. art. 10 (Periodo di validità) Il presente Protocollo di Intesa ha la durata di 5 (cinque) anni a decorrere dalla data di sottoscrizione e si rinnova tacitamente, salvo recesso di una delle parti. Le parti possono esercitare le facoltà di recesso unilaterale in ogni momento, previa comunicazione formale alle controparti. Il recesso ha efficacia decorsi 90 giorni dalla notificazione della comunicazione stessa. per la Guardia di Finanza Il Comandante Regionale Campania (Gen. Div. Giuseppe MANGO) per la Regione Campania Il Presidente (On.le Stefano CALDORO) 5

References: art. 1
 art. 2
 art. 36
 art. 2
 art. 30
 art. 3
 art. 4
 art. 5
 art. 6
 art. 7
 art. 8
 art. 9
 art. 10