Source: http://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/articolo?urndoc=urn:nir:regione.toscana:legge:2011-12-27;66&pr=idx,0;artic,1;articparziale,0
Timestamp: 2018-09-23 14:51:38+00:00

Document:
- Aumento dell'aliquota addizionale regionale IRPEF (52)
Articolo abrogato con l.r. 27 dicembre 2012, n. 77, art. 6.
- Misure per la riorganizzazione della spesa regionale
- Riorganizzazione della spesa regionale
1. La Giunta regionale completa, entro il 30 giugno 2012, il primo ciclo di interventi per la riorganizzazione della spesa regionale attraverso attività di revisione della spesa, intese come metodologie sistematiche di analisi e valutazione della spesa pubblica, volte alla sua riqualificazione e all'incremento della sua efficacia ed efficienza.
2. La Giunta regionale con propri atti:
a) definisce i criteri metodologici e operativi per l'effettuazione delle attività di revisione della spesa;
b) individua i soggetti idonei a fornire alla Giunta il supporto tecnico-scientifico necessario per l'elaborazione dei criteri di cui alla lettera a);
c) fornisce agli uffici gli indirizzi organizzativi necessari e i tempi per la realizzazione delle attività;
d) definisce i tempi e le modalità per l'estensione delle attività di revisione della spesa agli enti dipendenti e alle aziende sanitarie.
- Limitazioni delle assunzioni per l’anno 2012
1. Per l’anno 2012 è fatto divieto all’amministrazione regionale di procedere al reclutamento di personale a tempo indeterminato. E’ fatta eccezione per le assunzioni obbligatorie per legge e per le mobilità di personale tra il Consiglio Regionale e la Giunta Regionale e tra la Regione, gli enti dipendenti e le aziende sanitarie della Toscana.
2. Nel rispetto dell’autonomia sancita dalla legge regionale 5 febbraio 2008, n. 4 (Autonomia dell'Assemblea legislativa regionale), è fatta altresì eccezione per le assunzioni derivanti dal completamento dell’attuazione del piano occupazionale dell’anno 2011 del Consiglio Regionale, fatte salve le ulteriori determinazioni in merito che potranno comunque essere assunte.
3. Per l’anno 2012 l’amministrazione regionale può effettuare esclusivamente le assunzioni a tempo determinato cofinanziate dall’Unione europea, dallo Stato o da soggetti pubblici o privati.
4. Oltre a quelle di cui al comma 3 sono consentite per il Consiglio Regionale le assunzioni a tempo determinato necessarie per lo svolgimento di nuove attività o funzioni derivanti da leggi statali o regionali e relativi atti applicativi, anche di natura convenzionale.
5. Fermi restando gli obiettivi di cui all’articolo 2, commi 5 e 5 bis, della l.r. 65/2010 , le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 trovano applicazione anche nei confronti degli enti dipendenti della Regione, fatte salve le assunzioni volte alla sostituzione delle figure professionali tecniche infungibili, espressamente autorizzate dalla Giunta regionale.
6. All’estensione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 3 agli anni 2013 e 2014 si provvederà con apposito intervento normativo, sulla base degli esiti della relativa applicazione per l’anno 2012.
7. Abrogato. (66)
Comma abrogato con l.r. 30 dicembre 2014, n.90, art.60.
- Istituzione del collegio dei revisori dei conti della Regione Toscana
1. E' istituito il collegio dei revisori dei conti della Regione Toscana, in attuazione dell' articolo 14, comma 1, lettera e), del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 .
2. Il collegio è disciplinato con legge regionale, da approvare entro il 30 aprile 2012, che prevede il parere obbligatorio del collegio stesso sulle proposte di legge di bilancio, di variazione di bilancio e di rendiconto e relativi allegati. La legge stabilisce le ulteriori funzioni del collegio e le disposizioni di nomina e di funzionamento.
- Disposizioni relative agli enti dipendenti e alle società in house della Regione
- Modifiche all’articolo 2 della l.r. 65/2010 (1)
1. Il comma 2 dell’articolo 2 della legge regionale 29 dicembre 2010, n. 65 (Legge finanziaria per l’anno 2011), è sostituito dal seguente:
"2. Ai fini degli obiettivi di cui al comma 1, la Giunta regionale può impartire con propria deliberazione specifici indirizzi.".
2. Dopo il comma 5 bis dell’articolo 2 della l.r. 65/2010 è aggiunto il seguente:
"5 ter.Nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di cui ai commi 5 o 5 bis, l’organo di amministrazione, nell’ambito della relazione al bilancio di esercizio, ne illustra dettagliatamente le motivazioni ed indica le misure che intende adottare per recuperare tale scostamento nell’anno successivo a quello in cui si è manifestato.".
- Sostituzione dell’articolo 4 della l.r. 65/2010 (1)
1. L’articolo 4 della l.r. 65/2010 è sostituito dal seguente:
"Art. 4 - Disposizioni per la redazione dei bilanci
1) i collegamenti tra le attività programmate nell'esercizio e le previsioni economiche contenute nel bilancio e, a consuntivo, tra le attività realizzate nell’esercizio ed i valori economici e patrimoniali contenuti nel bilancio di esercizio;
2) le scelte metodologiche adottate per la stima dei costi relativi alle attività da realizzare a favore della Regione ed a favore di altri soggetti pubblici e privati e la corrispondente rappresentazione dei costi sostenuti a consuntivo;
3) le misure individuate in attuazione dell’articolo 2, i risultati raggiunti in termini di contenimento dei costi di funzionamento e di miglioramento dell’efficienza nella gestione;
4) nel caso di risultato di esercizio negativo, le misure per il raggiungimento del pareggio di
3. Con le direttive di cui al comma 1, sono inoltre individuati a carico degli enti dipendenti specifici obblighi informativi infrannuali, compresa la predisposizione nel corso dell’anno di almeno un
bilancio pre-consuntivo.
4. Qualora nel corso dell’anno le attività degli enti dipendenti vengano integrate o modificate con nuove attività, l’assegnazione di ulteriori finanziamenti a carico del bilancio regionale è approvata dalla Giunta regionale sulla base di una relazione predisposta dall’organo di amministrazione contenente l’indicazione degli effetti che tali nuove attività producono sull’equilibrio economico e patrimoniale dell’ente rappresentato nel bilancio preventivo e nel piano degli investimenti.".
- Modifiche all’articolo 5 della l.r. 65/2010 (1)
1. Dopo il comma 1 dell’articolo 5 della l.r. 65/2010 è aggiunto il seguente:
"1 bis. La Giunta regionale, nell’ambito delle direttive di cui all’articolo 4, individua le informazioni derivanti dal sistema di contabilità analitica che gli enti dipendenti sono tenuti a comunicare ai fini dell’attività di indirizzo, coordinamento e controllo della Regione.".
- Modifiche all’articolo 6 della l.r. 65/2010
1. Il comma 3 dell’articolo 6 della l.r. 65/2010 è abrogato.
- Modifiche all'articolo 7 della l.r. 65/2010 (1)
1. Nella rubrica dell'articolo 7 della l.r. 65/2010 le parole:
"Monitoraggio e valutazione."
2. I commi 1, 2, 3 e 6 dell'articolo 7 della l.r. 65/2010 sono abrogati.
- Modifiche all’articolo 9 della l.r. 65/2010 (1)
1. Al comma 1 bis dell’articolo 9 della l.r. 65/2010 le parole:
"della Regione e degli enti dipendenti"
"della Regione, degli enti dipendenti e delle società in house"
- Inserimento dell’articolo 11 bis nella l.r. 65/2010 (1)
1. Dopo l’articolo 11 della l.r. 65/2010 è inserito il seguente:
"Art. 11 bis - Disposizioni per la redazione dei bilanci ed obblighi informativi delle società in house
1. Alle società in house della Regione si applicano le norme e le direttive stabilite per gli enti dipendenti dagli articoli 4 e 5.”.
- Approvazione dei bilanci preventivi. Adeguamento delle leggi istitutive di enti e agenzie regionali
- Modifiche all'articolo 19 della l.r. 59/1996 (2)
Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 29 luglio 1996, n. 59.
1. Al comma 1 dell'articolo 19 della legge regionale 29 luglio 1996, n. 59 (Ordinamento dell’IRPET) le parole "
2.631.894,34
2.906.394,34
2. Al comma 3 dell'articolo 19 della l.r. 59/1996 le parole: "
" e le parole: “
- Norma finanziaria(32)
Articolo abrogato con l.r. 14 luglio 2012, n. 35, art. 8.
- Modifiche all'articolo 7 della l.r. 6/2000 (3)
1. Al comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 28 gennaio 2000, n. 6 (Costituzione dell’Agenzia di Promozione Economica della Toscana "APET"), le parole: "
2. Al comma 3 dell'articolo 7 della l.r. 6/2000, le parole "
, nonché la situazione economica dell'A.P.E.T
." sono sostituite dalle seguenti: "
ed evidenzia i rapporti tra le attività previste e le previsioni economiche rappresentate nel bilancio preventivo.
- Modifiche all'articolo 31 della l.r. 30/2009 (4)
Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 22 giugno 2009, n. 30.
1. Al comma 1 dell'articolo 31 della legge regionale 22 giugno 2009, n. 30 (Nuova disciplina dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana "ARPAT"), le parole: "
- Modifiche all'articolo 14 della l.r. 39/2009 (5)
Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 17 luglio 2009, n. 39.
1. Al comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale 17 luglio 2009, n. 39 (Nuova disciplina del consorzio Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile - LAMMA), le parole: "
- Disposizioni di riordino e razionalizzazione organizzativa
- Riordino di ARTEA - Modifiche alla legge regionale 19 novembre 1999, n. 60 (Agenzia regionale toscana per le erogazioni in agricoltura)
- Inserimento del Capo I nella l.r. 60/1999 (6)
Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 19 novembre 1999, n. 60.
1. Prima dell’articolo 1 della legge regionale 19 novembre 1999, n. 60 (Agenzia regionale Toscana per le erogazioni in agricoltura) è inserito il capo I - Oggetto e competenze.
- Modifiche all’articolo 1 della l.r. 60/1999 (6)
1. Il comma 2 dell’articolo 1 della l.r. 60/1999 è sostituito dal seguente:
"2. L’ARTEA ha personalità giuridica pubblica ed è dotata di autonomia amministrativa, organizzativa, contabile, patrimoniale.".
- Sostituzione dell’articolo 2 della l.r. 60/1999 (6)
1. L’articolo 2 della l.r. 60/1999 è sostituito dal seguente:
"Art. 2 - Competenze
1. L’ARTEA svolge per la Regione Toscana le funzioni di organismo pagatore ai sensi dell’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio, del 21 giugno 2005 relativo al finanziamento della politica agricola comune.
a) gestione dell’anagrafe regionale delle aziende agricole di cui all’articolo 3 della legge regionale 8
marzo 2000, n. 23 (Istituzione dell’anagrafe regionale delle aziende agricole, norme per la semplificazione dei procedimenti amministrativi ed altre norme in materia di agricoltura) e dei procedimenti amministrativi ad essa strettamente connessi;
b) pagamento di programmi regionali e comunitari in agricoltura sulla base di quanto stabilito negli
strumenti di programmazione di cui all’articolo 10 e nei documenti di attuazione di cui all’articolo 10
ter della legge regionale 11 agosto 1999, n. 49 (Norme in materia di programmazione regionale);
c) organismo intermedio di programmi regionali e comunitari diversi da quelli di cui al comma 1 e
comma 2, lettera b), secondo quanto stabilito negli strumenti di programmazione di cui all’articolo 10 e nei documenti di attuazione di cui all’articolo 10 ter della l.r. 49/1999.".
- Inserimento del Capo II nella l.r. 60/1999 (6)
1. Dopo l’articolo 2 della l.r. 60/1999 è inserito il capo II - Funzioni di organismo pagatore.
- Sostituzione dell’articolo 3 della l.r. 60/1999 (6)
1. L’articolo 3 della l.r. 60/1999 è sostituito dal seguente:
"Art. 3 - Funzioni di organismo pagatore
1. L’ARTEA svolge le funzioni di cui all'articolo 2, comma 1, nel rispetto del regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione, del 21 giugno 2006 recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1290/2005 del Consiglio per quanto riguarda il riconoscimento degli organismi pagatori e di altri organismi e la liquidazione dei conti del FEAGA e del FEASR e delle linee direttrici impartite dalla Commissione europea. In particolare l'ARTEA provvede:
a) all'autorizzazione e controllo dei pagamenti;
d) al raccordo operativo con l'organismo di coordinamento anche per la comunicazione alla Commissione europea relativamente alle informazioni istituzionali previste dai regolamenti comunitari;
e) all’attuazione di altri adempimenti previsti dalla normativa comunitaria in raccordo con le autorità nazionali competenti.
2. L'autorizzazione e controllo dei pagamenti è finalizzata a determinare l'importo che deve essere pagato al richiedente sulla base della relativa attività istruttoria e comprende i controlli amministrativi ed in loco.
3. L'esecuzione dei pagamenti è finalizzata ad erogare al richiedente l’importo autorizzato.
4. La contabilizzazione dei pagamenti è finalizzata alla registrazione, in formato elettronico, di tutti i pagamenti effettuati nei conti dell'ARTEA ed alla preparazione di sintesi periodiche di spesa, ivi incluse le dichiarazioni mensili, trimestrali e annuali destinate alla Commissione europea.
5. Il raccordo operativo con l'organismo di coordinamento consiste nel fornire allo stesso, ai sensi dell'articolo 3, comma 5, del d.lgs. 165/1999, tutte le informazioni occorrenti per le comunicazioni alla Commissione europea previste dalla normativa comunitaria in materia.
6. Il raccordo con le autorità nazionali competenti consiste nell'inoltro delle richieste di anticipazioni di spesa, nonché delle relative rendicontazioni periodiche e annuali e di quanto altro previsto dalla normativa comunitaria.".
- Sostituzione dell’articolo 4 della l.r. 60/1999 (6)
1. L’articolo 4 della l.r. 60/1999 è sostituito dal seguente:
"Art. 4 - Controlli nell’esercizio della funzione di organismo pagatore
1. L’ARTEA mette in atto le procedure idonee ad assicurare la verifica della conformità delle domande alle condizioni richieste per la concessione degli aiuti. Le procedure sono eseguite con metodi di controllo amministrativo e a campione nel rispetto delle normative comunitarie.
2. Il controllo amministrativo, che include anche controlli incrociati, prevede la verifica di tutti gli
elementi che giustificano i pagamenti ai soggetti richiedenti. Il controllo si svolge anche attraverso un confronto con i dati del sistema informativo regionale avvalendosi dei servizi forniti dall’Agenzia
per le erogazioni in agricoltura (AGEA) e dal sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 30 aprile 1998, n. 173 (Disposizioni in materia di contenimento dei costi di produzione e per il rafforzamento strutturale delle imprese agricole, a norma dell’articolo 55, commi 14 e 15 della l. 27 dicembre 1997 n. 449).
3. I sistemi informativi sono adeguatamente protetti, anche garantendo il rispetto delle prescrizioni di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali).
5. L’ARTEA, in caso di accertamento di irregolarità, applica quanto previsto dalle disposizioni comunitarie in materia e, qualora sia stato percepito indebitamente un aiuto, procede al recupero delle somme già corrisposte, secondo i criteri previsti dalla normativa comunitaria. L’ARTEA applica altresì tutte le sanzioni previste dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale.
6. L’ARTEA pone in essere attività di monitoraggio tese a verificare l’applicazione di regolamenti, orientamenti, procedure e l’attività svolta da soggetti esterni.".
- Modifiche all’articolo 5 della l.r. 60/1999 (6)
"3. L'ARTEA può delegare la funzione di autorizzazione ai pagamenti di cui all'articolo 3 ed i relativi controlli di cui all'articolo 4, per le tipologie di spesa relative al programma di sviluppo rurale e per quelle che comportano investimenti, agli enti locali territoriali che la esercitano nel rispetto delle condizioni previste dal punto 1, lettera c) dell'allegato al reg. (CE) 885/2006. Per lo svolgimento delle funzioni suddette, previa stipula di apposite convenzioni, gli uffici degli enti locali sono collegati al sistema informatico-gestionale dell'ARTEA, al sistema informativo regionale e al SIAN di cui al d.lgs. 173/1998.".
- Inserimento dell’articolo 6 bis nella l.r. 60/1999 (6)
1. Dopo l’articolo 6 della l.r. 60/1999 è inserito il seguente:
"Art. 6 bis - Rapporto con enti locali e altri soggetti
1. Nei casi in cui le funzioni procedimentali propedeutiche alla funzione di autorizzazione al pagamento siano svolte da soggetti diversi dall’ARTEA, la Giunta regionale, sentita l’ARTEA, adotta specifiche disposizioni per lo svolgimento delle suddette funzioni.
2. I soggetti che, ai sensi della normativa regionale vigente, svolgono le funzioni procedimentali propedeutiche alla funzione di autorizzazione al pagamento, sono tenuti a:
a) operare sulla base delle disposizioni regionali di cui al comma 1;
b) inserire gli esiti delle operazioni effettuate nel sistema informativo dell’ARTEA e contestualmente attestare il rispetto delle procedure.".
- Inserimento del capo III nella l.r. 60/1999 (6)
1. Prima dell’articolo 7 della l.r. 60/1999 è inserito il capo III - Disposizioni generali.
- Modifiche all’articolo 7 della l.r. 60/1999 (6)
1. Alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 7 della l.r. 60/1999 le parole: “
2. Alla lettera a) del comma 2 dell’articolo 7 della l.r. 60/1999 le parole: “
3. La lettera e) del comma 2 dell’articolo 7 della l.r. 60/1999 è sostituita dalla seguente:
e) individua, su proposta del Direttore, le risorse umane da destinare all’ARTEA nell’ambito della dotazione organica complessiva della Giunta regionale;
4. La lettera f) del comma 2 dell’articolo 7 della l.r. 60/1999 è abrogata.
- Modifiche all’articolo 9 della l.r. 60/1999 (6)
1. Il comma 1 dell’articolo 9 della l.r. 60/1999 è sostituito dal seguente:
"1. Il Direttore dell’ARTEA è nominato dal Presidente della Giunta regionale, nel rispetto di quanto previsto dalla legge regionale 8 febbraio 2008, n. 5 (Norme in materia di nomine e designazioni e di rinnovo degli organi amministrativi di competenza della Regione), fra soggetti di età non superiore ai sessantacinque anni in possesso di idonea laurea magistrale, o equivalente, e di comprovata esperienza manageriale almeno quinquennale o, in alternativa, con documentata esperienza almeno quinquennale di direzione amministrativa, tecnica o gestionale in strutture pubbliche o private di rilevanti dimensioni."
2. Al comma 4 dell’articolo 9 della l.r. 60/1999 la parola: "
- Sostituzione dell’articolo 10 della l.r. 60/1999 (6)
1. L’articolo 10 della l.r. 60/1999 è sostituito dal seguente:
a) rappresenta legalmente l’ARTEA e ne cura la gestione tecnica e amministrativa;
b) adotta gli atti organizzativi generali nel rispetto di quanto previsto nell’articolo 14 e propone alla Giunta regionale la quantificazione delle risorse umane da destinare ad ARTEA;
c) costituisce e modifica le strutture interne, nomina e revoca i responsabili nell’ambito di uno specifico stanziamento determinato e assegnato dalla Giunta regionale;
d) assegna ai settori gli obiettivi e le risorse umane necessarie;
e) adotta ogni altro provvedimento in materia di gestione del personale e di utilizzo delle risorse finanziarie, e propone ogni ulteriore iniziativa per la realizzazione dei compiti di cui all’articolo 2;
f) adotta il regolamento di amministrazione e contabilità;
g) adotta per ciascuna tipologia di erogazione finanziaria specifici manuali procedimentali in applicazione della normativa comunitaria;
h) adotta tutti gli ulteriori atti necessari alla gestione delle attività dell’ARTEA.
- Modifiche all’articolo 11 della l.r. 60/1999 (6)
1. Nel comma 3 dell’articolo 11 della l.r. 60/1999 le parole "
del FEOGA sezione garanzia
2. Nel comma 6 dell’articolo 11 della l.r. 60/1999 le parole "
a carico del FEOGA sezione garanzia
- Abrogazione dell’articolo 12 della l.r. 60/1999
1. L’articolo 12 della l.r. 60/1999 è abrogato.
- Sostituzione dell’articolo 13 della l.r. 60/1999 (6)
1. L’articolo 13 della l.r. 60/1999 è sostituito dal seguente:
"Art. 13 - Personale
1. Il personale assegnato ad ARTEA appartiene al ruolo organico della Giunta regionale.
2. Per la gestione di programmi comunitari e nazionali, l’ARTEA può chiedere alla Giunta regionale l’assunzione di personale a tempo determinato, nell’ambito della gestione dei fondi pertinenti ai suddetti programmi.".
- Sostituzione dell’articolo 14 della l.r. 60/1999 (6)
1. L’articolo 14 della l.r. 60/1999 è sostituito dal seguente:
"Art. 14 - Struttura dell’ARTEA
1. L’organizzazione interna dell’ARTEA è strutturata in modo da garantire che le funzioni di cui all'articolo 3, comma 1, lettere a), b) e c), siano svolte in articolazioni e livelli di responsabilità opportunamente distinti.
2. L’ARTEA dispone di una unità organizzativa indipendente che riferisce direttamente al direttore per lo svolgimento di attività di controllo interno delle funzioni di organismo pagatore.
3. L’ARTEA assicura la gestione del sistema informativo attraverso unità organizzative distinte.".
- Inserimento dell’articolo 14 bis nella l.r. 60/1999 (6)
1. Dopo l’articolo 14 della l.r. 60/1999 è inserito il seguente:
"Art. 14 bis - Sistema informativo
1. Per lo svolgimento delle proprie funzioni, l’ARTEA si avvale di un proprio sistema informativo che fa parte del sistema informativo regionale (SIR) ed è conforme alle disposizioni e agli standard di cui alla legge regionale 5 ottobre 2009, n. 54 (Istituzione del sistema informativo e del sistema statistico regionale. Misure per il coordinamento delle infrastrutture e dei servizi per lo sviluppo della società dell’informazione e della conoscenza).".
- Sostituzione dell’articolo 15 della l.r. 60/1999 (6)
1. L’articolo 15 della l.r. 60/1999 è sostituito dal seguente:
"Art. 15 - Bilancio, contabilità e certificazione
1. L’esercizio amministrativo dell’ARTEA inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre del medesimo anno.
2. Il direttore adotta:
a) il bilancio preventivo economico, entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello cui si riferisce;
b) il bilancio di esercizio entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferisce.
3. Gli atti di cui al comma 2 sono inviati, entro cinque giorni dalla loro adozione, alla Giunta regionale, che:
a) approva il bilancio preventivo economico entro sessanta giorni, acquisito il parere del Consiglio regionale;
b) trasmette il bilancio di esercizio al Consiglio regionale, che lo approva entro sessanta giorni dal ricevimento.
4. Il bilancio preventivo economico è adottato in conformità allo schema approvato dalla Giunta
regionale e traduce in termini economici il programma delle attività e il piano triennale degli
investimenti ad esso allegati.
5. Il bilancio di esercizio si compone dello stato patrimoniale, del conto economico e della nota integrativa, per la cui redazione si applicano gli articoli 2423 e seguenti del codice civile, in quanto compatibili. La struttura del bilancio di esercizio si conforma allo schema deliberato dalla Giunta regionale, che comprende allegati illustrativi della gestione finanziaria aggregati secondo le disposizioni sul consolidamento dei conti del settore pubblico allargato.
6. L’ARTEA, contestualmente al bilancio di esercizio, invia annualmente alla Giunta regionale una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente, sull'andamento della gestione e sulla situazione dei fondi ad essa assegnati in gestione, e provvede a fornire alla Regione le informative richieste.
7. L’ARTEA provvede all’acquisizione di forniture e servizi ed alla esecuzione dei lavori secondo la normativa vigente in materia.
8. I conti annuali riferiti all'attività di organismo pagatore per le spese a carico dei fondi comunitari sono certificati ai sensi dell’articolo 13 del d. lgs. 165/1999.".
- Sostituzione dell’articolo 16 della l.r. 60/1999 (6)
1. L’articolo 16 della l.r. 60/1999 è sostituito dal seguente:
"Art. 16 - Gestione delle risorse finanziarie
1. Le entrate dell’ARTEA sono determinate:
a) dalle somme di provenienza dall’Unione europea (UE) per il finanziamento o il cofinanziamento del funzionamento degli organismi pagatori e dai rimborsi forfettari da parte dei fondi comunitari;
b) dalle risorse assegnate ai sensi dell’articolo 6, comma 4, del d.lgs. 165/1999;
c) dal contributo ordinario assegnato dalla Regione per l’esercizio delle funzioni svolte ai sensi dell’articolo 2;
d) da ogni altro contributo o provento ricevuto, ivi compresi i proventi patrimoniali, i lasciti e le donazioni.
2. Non costituiscono entrate ai sensi del comma 1, lettera a), le assegnazioni a carico del bilancio regionale, dello Stato o della UE destinate ad essere erogate a terzi a titolo di aiuto, relative a contributi previsti da regolamenti comunitari, nell’ambito delle funzioni previste dall’articolo 2, comma 1. Le somme per la gestione degli aiuti comunitari sono gestite su un conto infruttifero intestato all’ARTEA con la dizione "Aiuti comunitari" da tenersi presso la propria tesoreria. Tali somme, così identificate, costituiscono patrimonio distinto a tutti gli effetti da quello dell’ARTEA.
3. I fondi attribuiti dalla Regione per lo svolgimento delle funzioni di cui all’articolo 2, comma 2, destinati ad essere erogati a terzi a titolo di aiuto/contributo non costituiscono entrate dell’ARTEA e sono gestiti su conti fruttiferi da tenersi presso la tesoreria.
4. L’ARTEA individua, ai sensi del d.lgs. 163/2006, un istituto bancario per l’attività di tesoreria relativa al pagamento dei premi e contributi, nonché alla gestione delle spese di funzionamento.
5. L’ARTEA stipula con l’istituto bancario, individuato ai sensi del comma 4, la convenzione di cui all’articolo 47 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia).".
- Sostituzione dell’articolo 17 della l.r. 60/1999 (6)
1. L’articolo 17 della l.r. 60/1999 è sostituito dal seguente:
Art. 17 - Regolamento di amministrazione e contabilità
1. Il regolamento di amministrazione e contabilità dell’ARTEA è approvato dalla Giunta regionale e
definisce i criteri e le modalità per il funzionamento dell’ARTEA.
2. Il regolamento prevede la separazione tra gestione dei fondi comunitari e gestione di fondi nazionali o regionali e si conforma alla normativa comunitaria prevista per gli organismi pagatori.
- Sostituzione dell’articolo 20 della l.r. 60/1999 (6)
1. L’articolo 20 della l.r. 60/1999 è sostituito dal seguente:
1. Il contributo annuale è determinato, a partire dall’anno 2012 in euro 1.276.000,00, ed è aggiornato annualmente con legge di bilancio.
2. All’onere di cui al comma 1, si fa fronte con gli stanziamenti dell’unità previsionale di base (UPB) 721 "Gestione corrente – Spese correnti" del bilancio di previsione 2012 e pluriennale a legislazione vigente 2012 – 2014.
3. Le spese relative al personale che, ai sensi dell’articolo 38, comma 1, della legge regionale dicembre 2011 n. 66 (Legge finanziaria per l’anno 2012), è trasferito nel ruolo organico della Giunta regionale, ammontano a euro 3.784.000,00 per ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014, e trovano copertura nell'ambito degli stanziamenti della UPB 711 "Funzionamento della struttura regionale – Spese correnti" del bilancio di previsione 2012 e pluriennale a legislazione vigente 2012 – 2014.
- Revisione dell'ordinamento contabile degli enti parco. Modifiche alla legge regionale 16 marzo 1994, n. 24 (Istituzione degli enti parco per la gestione dei parchi regionali della Maremma e di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli. Soppressione dei relativi consorzi) e alla legge regionale 11 agosto 1997, n. 65 (Istituzione dell’Ente per la gestione del "Parco Regionale delle Alpi Apuane". Soppressione del relativo Consorzio)
- Modifiche all'articolo 3 della l.r. 24/1994 (70)
- Modifiche all'articolo 6 della l.r. 24/1994 (70)
- Sostituzione dell'articolo 8 della l.r. 24/1994 (70)
- Modifiche all’articolo 11 della l.r. 24/1994 (70)
- Modifiche all'articolo 22 della l.r. 24/1994 (70)
- Modifiche all'articolo 26 della l.r. 24/1994 (7)
Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 16 marzo 1994, n. 24.
1. Nella rubrica dell'articolo 26 della l.r. 24/1994 la parola "
2. Al comma 2 dell’articolo 26 della l.r. 24/1994 le parole: "
ai sensi dell’articolo 11 della legge regionale 16 maggio 1991, n. 20,
3. Il comma 3 dell'articolo 26 della l.r. 24/1994 è sostituito dal seguente:
3. Gli enti gestiscono la propria attività secondo le norme in materia di contratti stabilite dalla legge regionale 13 luglio 2007, n. 38 (Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro) e, in quanto applicabili, secondo le norme in materia di patrimonio stabilite dalla legge regionale 27 dicembre 2004, n. 77 (Demanio e patrimonio della Regione Toscana. Modifiche alla legge regionale 21 marzo 2000, n. 39 "Legge forestale della Toscana"). In particolare l’Ente Parco Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli gestisce i beni della Tenuta di San Rossore, di proprietà della Regione Toscana, secondo le norme, della legge 8 aprile 1999, n. 87 ("Disposizioni relative alla tenuta di San Rossore), della legge regionale 17 marzo 2000, n. 24 (Disposizioni per la gestione della Tenuta di San Rossore e per il funzionamento del Comitato di Presidenza) e della l.r. 77/2004.
- Inserimento dell'articolo 26 bis nella l.r. 24/1994 (70)
- Modifiche all'articolo 3 della l.r. 65/1997 (70)
- Modifiche all'articolo 6 della l.r. 65/1997 (70)
- Sostituzione dell'articolo 8 della l.r. 65/1997 (70)
- Modifiche all’articolo 10 della l.r. 65/1997 (70)
- Modifiche all'articolo 12 della l.r. 65/1997 (70)
- Modifiche all'articolo 23 della l.r. 65/1997 (70)
- Inserimento dell'articolo 23 ter nella l.r. 65/1997 (70)
1. Gli enti parco continuano ad adottare le norme in materia di contabilità previgenti all’entrata in vigore della presente legge fino al 31 dicembre 2013, fermo restando il rispetto, anche nel periodo transitorio, dei termini e delle procedure stabilite per l’adozione e per l’approvazione dei bilanci di cui all'articolo 26 bis della l.r. 24/1994 e all'articolo 23 ter della l.r. 65/1997 , inseriti dalla presente legge.
2. Nel periodo transitorio le informazioni di cui all’articolo 4, comma 2 della l.r. 65/2010 , come modificato dalla presente legge, si intendono riferite per gli enti parco alle corrispondenti voci di spesa.
3. Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge il Consiglio procede alla nomina del Collegio unico regionale dei revisori, e dalla data di tale nomina i collegi dei revisori in carica presso gli enti-parco cessano dalle loro funzioni.
- Modifiche alla legge regionale 21 maggio 2008, n. 28 (Acquisizione della partecipazione azionaria nella società Sviluppo Italia Toscana S.c.p.a. e trasformazione nella società Sviluppo Toscana S.p.A)
- Modifiche all'articolo 4 della l.r. 28/2008 (9)
Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 21 maggio 2008, n. 28.
1. Al comma 1 dell’articolo 4 della legge regionale 21 maggio 2008, n. 28 (Acquisizione della partecipazione azionaria nella società Sviluppo Italia Toscana S.c.p.a. e trasformazione nella società Sviluppo Toscana S.p.A), dopo le parole "
" sono inserite le seguenti: ",
e può prevedere eventuali proiezioni pluriennali in presenza di attività o servizi che eccedono l’annualità di riferimento
- Modifiche alla legge regionale 5 agosto 2010 n. 47 (Disposizioni transitorie in materia di organi dei consorzi di bonifica)
- Modifiche all’articolo 1 della l.r. 47/2010 (10)
Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 5 agosto 2010, n. 47.
1. Al comma 1 dell’articolo 1 della legge regionale 5 agosto 2010, n. 47 (Disposizioni transitorie in materia di organi dei consorzi di bonifica), le parole: "
- Modifiche all’articolo 2 della l.r. 47/2010
1. Al comma 1 dell’articolo 2 della l.r. 47/2010 le parole: "
2. Al comma 2 dell’articolo 2 della l.r. 47/2010 le parole: "
- Modifiche all’articolo 4 della l.r. 47/2010 (10)
1. Il comma 2 dell’articolo 4 della l.r. 47/2010 è sostituito dal seguente:
2. Fermo restando quanto stabilito al comma 2 bis, i commissari straordinari adottano gli atti di straordinaria amministrazione solo se necessari e urgenti nel caso in cui la loro mancata adozione determini un pregiudizio per il consorzio.
2. Dopo il comma 2 dell’articolo 4 della l.r. 47/2010 è inserito il seguente:
2 bis. La Giunta regionale, sentite le province, stabilisce con deliberazione indirizzi operativi volti alla individuazione degli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione e definisce altresì gli atti di straordinaria amministrazione che devono essere adottati dai commissari straordinari previa acquisizione della autorizzazione della stessa Giunta regionale, che provvede al rilascio sentita la
provincia territorialmente interessata.
- Proroga della gestione commissariale dell'Azienda agricola di Alberese. Modifiche alla legge regionale 30 ottobre 2010, n. 55 (Disposizioni in materia di permanenza in carica degli organi di alcuni enti e organismi regionali)
- Modifiche all’articolo 2 della l.r. 55/2010 (11)
1. Nel comma 1 dell’articolo 2 della legge regionale 30 ottobre 2010, n. 55 (Disposizioni in materia di permanenza in carica degli organi di alcuni enti e organismi regionali) la parola "
- Riduzione della spesa relativa a organismi collegiali e monocratici nell'ambito del sistema regionale
- Modifiche alla legge regionale 7 maggio 1985, n. 59 (Norme per il riassetto del Consorzio Zona Industriale Apuana ai sensi dell' art. 65 del d.p.r. 616/1977 )
- Modifiche all’articolo 8 della l.r. 59/1985 (12)
Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 7 maggio 1985, n. 59.
1. La lettera a) del comma 2 dell’articolo 8 della legge regionale 7 maggio 1985, n. 59 (Norme per il riassetto del Consorzio Zona Industriale Apuana ai sensi dell'art. 65 del d.p.r. 616/1977), è sostituita dalla seguente:
a) le attribuzioni e le modalità di funzionamento e di definizione degli emolumenti degli organi;
2. La lettera d) del comma 2 dell’articolo 8 della l.r. 59/1985 è sostituita dalla seguente:
d) le modalità per consentire ai soggetti di cui all’articolo 2, di aderire al Consorzio e di recedere dallo stesso.".
- Modifiche all’articolo 12 della l.r. 59/1985 (12)
1. Dopo il comma 2 dell’articolo 12 della l.r. 59/1985 è inserito il seguente:
2 bis. Il programma di attività e il piano di ripartizione dei contributi sono sottoposti a revisione, con le modalità di cui all’articolo 9, in caso di recesso da parte di uno o più consorziati.
1. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge lo statuto del Consorzio Zona Industriale Apuana è adeguato alle disposizioni degli articoli 59 e 60.
2. Entro il medesimo termine di cui al comma 1, gli organi del Consorzio provvedono alle riduzioni delle indennità e degli emolumenti per essi stabiliti, in attuazione dell’articolo 6, commi 1 e 3, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 .
- Modifiche all’articolo 2 della l.r. 67/1993 (13)
Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 6 settembre 1993, n. 67.
1. Al comma 11 dell'articolo 2 della legge regionale 6 settembre 1993, n. 67 (Norme in materia di trasporto di persone mediante servizio di taxi e servizio di noleggio), le parole: "
- Modifiche all’articolo 6 della l.r. 67/1993 (13)
1. Al comma 12 dell'articolo 6 della l.r. 67/1993 le parole: "
- Modifiche all’articolo 3 della l.r. 49/1995 (14)
Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 11 aprile 1995, n. 49.
1. Al comma 7 dell’articolo 3 della legge regionale 11 aprile 1995, n. 49 (Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale), le parole: "
euro 61,00 lordi
- Modifiche all’articolo 3 della l.r. 83/1995 (15)
1. La lettera c) del comma 1 dell’articolo 3 della legge regionale 27 luglio 1995, n. 83 (Istituzione dell'Azienda Regionale Agricola di Alberese), è abrogata.
- Modifiche all'articolo 5 della l.r. 83/1995 (15)
1. Al comma 2 dell'articolo 5 della l.r. 83/1995, le parole: "
- Modifiche all’articolo 9 della l.r. 83/1995 (15)
1. Al comma 1 dell’articolo 9 della l.r. 83/1995 le parole "
dell’amministratore, dei membri del collegio dei revisori e del comitato consultivo
dell’amministratore e dei membri del collegio dei revisori
- Modifiche all’articolo 10 della l.r. 83/1995 (15)
1. Nell’alinea del comma 1 dell’articolo 10 della l.r. 83/1995 le parole: "l’amministratore, i revisori e il comitato consultivo" sono sostituite dalle seguenti: "l’amministratore e i revisori".
2. La lettera d) del comma 1 dell’articolo 10 della l.r. 83/1995 è abrogata.
- Modifiche all’articolo 11 della l.r. 83/1995 (15)
1. Al comma 2 dell’articolo 11 della l.r. 83/1995 le parole: "
e dei pareri del Comitato consultivo
2. Al comma 3 dell’articolo 11 della l.r. 83/1995 le parole: "
- Abrogazione degli articoli 12 e 12 bis della l.r. 83/1995
1. Gli articoli 12 e 12 bis della l.r. 83/1995 sono abrogati.
- Modifiche alla legge regionale 5 aprile 2004, n. 21 (Disciplina dei distretti rurali)
- Modifiche all’articolo 4 della l.r. 21/2004 (72)
- Modifiche alla legge regionale 29 giugno 2006, n. 26 (Istituzione delle commissioni ai sensi dell' articolo 137 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 "Codice dei beni culturali e del paesaggio", come modificato dal decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 157 e disciplina del procedimento per la dichiarazione di notevole interesse pubblico di immobili ed aree di particolare pregio paesaggistico)
- Modifiche all’articolo 5 della l.r. 26/2006 (17)
Articolo abrogato con l.r. 6 giugno 2012, n. 26, art. 8.
1. Dopo il comma 7 dell’articolo 5 della legge regionale 29 giugno 2006, n. 26 (Istituzione delle commissioni ai sensi dell'articolo 137 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 "Codice dei beni culturali e del paesaggio", come modificato dal decreto legislativo 24 marzo 2006, n. 157 e disciplina del procedimento per la dichiarazione di notevole interesse pubblico di immobili ed aree di particolare pregio paesaggistico), è aggiunto il seguente:
7 bis. La partecipazione alle sedute della commissione è gratuita.
- Abrogazione dell’articolo 6 della l.r. 26/2006
1. L’articolo 6 della l.r. 26/2006 è abrogato.
- Revisione delle procedure di iscrizione delle imprese artigiane al registro delle imprese. Modifiche alla legge regionale 22 ottobre 2008, n. 53 (Norme in materia di artigianato)
- Sostituzione del titolo della l.r. 53/2008 (18)
Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 22 ottobre 2008, n. 53.
1. Il titolo della legge regionale 22 ottobre 2008, n. 53 (Norme in materia di artigianato), è sostituito dal seguente: "
Norme in materia di artigianato e semplificazione degli adempimenti amministrativi a carico delle imprese artigiane
- Modifiche all’articolo 3 della l.r. 53/2008 (18)
1. La lettera a) del comma 1 dell’articolo 3 della l.r. 53/2008 è sostituita dalla seguente:
a) all’annotazione delle imprese artigiane nella sezione speciale del registro delle imprese secondo le modalità previste al capo IV della presente legge;
2. Le lettere b) ed e) del comma 1 dell’articolo 3 della l.r. 53/2008 sono abrogate.
- Modifiche all’articolo 7 della l.r. 53/2008 (18)
1. Il comma 3 dell’articolo 7 della l.r. 53/2008 è sostituito dal seguente:
3. Nessuna impresa può adottare, quale ditta o insegna o marchio, una denominazione in cui ricorrano riferimenti all'artigianato se non è annotata come artigiana nella sezione speciale del registro delle imprese. Lo stesso divieto vale per i consorzi e le società consortili fra imprese.
2. Il comma 4 dell’articolo 7 della l.r. 53/2008 è abrogato.
- Modifiche all’articolo 8 della l.r. 53/2008 (18)
1. Ai commi 1, 2, 3 e 4 dell’articolo 8 della l.r. 53/2008 le parole "
iscritti in separata sezione dell’albo artigiani
annotati come imprese artigiane nella sezione
speciale del registro delle imprese
2. Il comma 5 dell’articolo 8 della l.r. 53/2008 è abrogato.
- Modifiche all'articolo 12 della l.r. 53/2008 (18)
1. 1. Dopo il comma 8 dell'articolo 12 della l.r. 53/2008 è aggiunto il seguente:
8 bis. Ai sensi e per gli effetti della legge regionale 2 dicembre 2005, n. 63 (Disciplina della rappresentanza e difesa in giudizio della Regione Toscana e degli enti dipendenti. Attribuzioni dell'Avvocatura regionale), la rappresentanza processuale e la difesa in giudizio della Commissione regionale per l'artigianato spettano all'Avvocatura regionale, salvo quanto previsto dall'articolo 3, comma 2, della stessa l.r. 63/2005.
- Sostituzione della rubrica del Capo IV della l.r. 53/2008 (18)
1. La rubrica del capo IV della l.r. 53/2008 è sostituita dalla seguente: "
Annotazione delle imprese artigiane nella sezione speciale del registro delle imprese
- Modifiche all’articolo 13 della l.r. 53/2008 (18)
1. La rubrica dell'articolo 13 della l.r. 53/2008 è sostituita dalla seguente: "Annotazione delle imprese artigiane nella sezione speciale del registro delle imprese".
2. Il comma 1 dell’articolo 13 della l.r. 53/2008 è sostituito dal seguente:
1. Le imprese aventi i requisiti di cui agli articoli 5, 6, 7, 8, 9 e 10, sono tenute a dichiarare il possesso dei requisiti ai fini dell’annotazione nella sezione speciale del registro delle imprese. Fanno eccezione le imprese di cui all'articolo 7, comma 2, lettera d), per le quali la dichiarazione è facoltativa.
3. Il comma 2 dell’articolo 13 della l.r. 53/2008 è abrogato.
4. All’alinea del comma 3 dell’articolo 13 della l.r. 53/2008 le parole: "
L’iscrizione all’albo artigiani
L’annotazione nella sezione speciale del registro delle imprese come artigiana
5. Il comma 4 dell’articolo 13 della l.r. 53/2008 è abrogato.
6. Il comma 5 dell'articolo 13 della l.r. 53/2008 è sostituito dal seguente:
5. Il possesso dei requisiti artigiani è attestato dall’annotazione nella sezione speciale artigiani, nell'ambito della certificazione del registro delle imprese, secondo quanto previsto dall'articolo 2, comma 3, del decreto Presidente della Repubblica 14 dicembre 1999, n. 558 (Regolamento recante norme per la semplificazione della disciplina in materia di registro delle imprese, nonché per la semplificazione dei procedimenti relativi alla denuncia di inizio di attività e per la domanda di iscrizione all'albo delle imprese artigiane o al registro delle imprese per particolari categorie di attività soggette alla verifica di determinati requisiti tecnici "numeri 94-97-98 dell'allegato 1 della l. 15 marzo 1997, n. 59").
7. Al comma 6 dell’articolo 13 della l.r. 53/2008 le parole: "l’iscrizione all’albo artigiani" sono sostituite dalle seguenti: "l’annotazione come artigiana".
8. Il comma 7 dell’articolo 13 della l.r. 53/2008 è abrogato.
9. Il comma 9 dell’articolo 13 della l.r. 53/2008 è sostituito dal seguente:
9. Le CCIAA mettono a disposizione della Regione a titolo gratuito i dati relativi alle imprese artigiane contenuti nella sezione speciale del registro delle imprese."
- Modifiche all'articolo 14 della l.r. 53/2008 (18)
1. La rubrica dell'articolo 14 della l.r. 53/2008 è sostituita dalla seguente: "
Comunicazione unica al
2. Il comma 1 dell'articolo 14 della l.r. 53/2008 è sostituito dal seguente:
1. Ai fini dell'avvio dell'attività d'impresa artigiana, il titolare della stessa presenta alla CCIAA nel cui territorio è ubicata la sede operativa principale dell'impresa, una dichiarazione attestante il
possesso dei relativi requisiti, mediante la comunicazione unica per la nascita dell'impresa di cui all'articolo 9 del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7 (Misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche, la nascita di nuove imprese, la valorizzazione dell'istruzione tecnico professionale e la rottamazione di autoveicoli). La dichiarazione determina l'annotazione nella sezione speciale del registro delle imprese, con decorrenza dalla data di presentazione della comunicazione."
3. I commi 2 e 3 dell'articolo 14 della l.r. 53/2008 sono abrogati.
4. Il comma 5 dell'articolo 14 della l.r. 53/2008 è sostituito dal seguente:
5. La CCIAA adotta gli eventuali provvedimenti di cancellazione delle annotazioni entro il termine di novanta giorni dalla data di presentazione della comunicazione. Tale termine è sospeso per trenta giorni al fine di garantire eventuali integrazioni della documentazione.
5. Al comma 6 dell’articolo 14 della l.r. 53/2008 dopo le parole: "
e di variazione
6. Al comma 7 dell’articolo 14 della l.r. 53/2008 dopo le parole: "
7. Dopo il comma 7 dell'articolo 14 della l.r. 53/2008 è aggiunto il seguente:
7 bis. Qualora, a seguito di accertamenti o verifiche ispettive emergano gli elementi per l'iscrizione alla gestione di cui all'articolo 9 bis, comma 4, del d.l. 7/2007 la CCIAA è tenuta ad iscrivere l'impresa nella sezione speciale del registro delle imprese con decorrenza immediata, fatte salve le disposizioni di cui ai commi 4, 5, 6 e 7. I provvedimenti di variazione o di cancellazione adottati per mancanza dei requisiti tecnico-professionali non pregiudicano l'obbligo contributivo per il periodo di esercizio effettivo dell'attività.
- Modifica all'articolo 15 della l.r. 53/2008 (18)
1. Il comma 2 dell'articolo 15 della l.r. 53/2008 è sostituito dal seguente:
2. L'impresa è tenuta a dichiarare, entro trenta giorni, i fatti che determinano la perdita dei requisiti per l'annotazione artigiana nella sezione speciale del registro delle imprese. Non è richiesta la dichiarazione nel caso in cui venga richiesta contestualmente la cancellazione dal registro delle imprese o denunciata la cessazione dell'attività al repertorio economico amministrativo, purché i requisiti dell'annotazione siano venuti meno in conseguenza dello stesso fatto o evento.
- Abrogazione dell'articolo 16 della l.r. 53/2008
1. L'articolo 16 della l.r. 53/2008 è abrogato.
- Modifiche all'articolo 17 della l.r. 53/2008 (18)
1. Al comma 1 dell'articolo 17 della l.r. 53/2008 le parole. "
l'iscrizione all'albo artigiani
l'annotazione artigiana nella sezione speciale del registro delle imprese
2. Il comma 2 dell’articolo 17 della l.r. 53/2008 è sostituito dal seguente:
2. Chiunque ometta o ritardi la comunicazione dell’avvenuta perdita dei requisiti artigiani è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 250,00 ad euro 2.500,00.
3. Al comma 3 dell’articolo 17 della l.r. 53/2008 dopo la parola: "
o ritardi
4. Al comma 4 dell'articolo 17 della l.r. 53/2008 la parola: "
5. Dopo il comma 4 dell'articolo 17 della l.r. 53/2008 è inserito il seguente:
4 bis. Chiunque adotti, quale ditta o insegna o marchio, in violazione dell’articolo 7, comma 3, una denominazione in cui ricorrano riferimenti all'artigianato laddove manchi l’annotazione artigiana nella sezione speciale del registro delle imprese è punito con la sanzione amministrativa da euro 500,00 ad euro 2.500,00.
- Modifiche all'articolo 26 della l.r. 53/2008 (18)
1. La lettera a) del comma 1 dell'articolo 26 della l.r. 53/2008 è sostituita dalla seguente:
a) le modalità di annotazione e cancellazione delle imprese artigiane dalla sezione speciale del registro delle imprese;"
- Sostituzione dell'articolo 27 della l.r. 53/2008 (18)
1. L'articolo 27 della l.r. 53/2008 è sostituito dal seguente:
1. Agli oneri derivanti per il funzionamento della segreteria della CRAT, di cui all’articolo 12, stimati in euro 45.000,00 per ciascuno degli anni 2012, 2013, 2014, si fa fronte con le risorse iscritte
nell’unità previsionale di base (UPB) 543 "Interventi, incentivi e servizi per lo sviluppo delle imprese artigiane – Spese correnti" del bilancio di previsione 2012 e pluriennale 2012 – 2014.
- Norme transitorie. Efficacia differita
1. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale approva il regolamento di modifica del regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 7 ottobre 2009, n. 55/R (Regolamento di attuazione della legge regionale 22 ottobre 2008 n. 53 ), concernente quanto stabilito dall'articolo 26, comma 1, lettera a) della l.r. 53/2008 , come modificato dalla presente legge.
2. Le disposizioni di cui al presente capo si applicano dalla data di entrata in vigore delle modifiche al d.p.g.r. 55/R/2008 adottate ai sensi del comma 1.
3. Gli effetti economici delle convenzioni in essere per la tenuta dell'albo artigiani cessano in ogni caso a far data dal 1° gennaio 2012.
4. Al fine di garantire la piena funzionalità del sistema, la Giunta regionale trasmette annualmente al Consiglio regionale il monitoraggio sull’attuazione delle disposizioni di cui al presente capo VI.
- Modifiche alla legge regionale 7 febbraio 2005, n. 28 (Codice del commercio. Testo Unico in materia di commercio in sede fissa, su aree pubbliche, somministrazioni di alimenti e bevande, vendita della stampa quotidiana e periodica e distribuzione di carburanti)
- Sostituzione dell’articolo 80 della l.r. 28/2005 (19)
Il testo dell'articolo è riportato in modifica alla l.r. 7 febbraio 2005, n. 28.
La Corte costituzionale con sentenza n. 27 del 22 febbraio 2013 si è espressa dichiarando l'illegittimità costituzionale dell'articolo 80 della legge della Regione Toscana 7 febbraio 2005, n. 28, come sostituito dall'articolo 88 della legge della Regione Toscana 27 dicembre 2011, n. 66. Si è espressa dichiarando altresì l'illegittimità costituzionale dell'articolo 81, comma 1, della legge della Regione Toscana n. 28 del 2005, come sostituito dall'articolo 89 della legge regionale n. 66 del 2011.
1. L’articolo 80 della l.r. 28/2005 della legge regionale 7 febbraio 2005, n. 28 (Codice del commercio. Testo Unico in materia di commercio in sede fissa, su aree pubbliche, somministrazioni di alimenti e bevande, vendita della stampa quotidiana e periodica e distribuzione di carburanti), è sostituito dal seguente:
Art. 80 - Orari degli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa
1. Gli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa possono restare aperti al pubblico fino a un massimo di tredici ore giornaliere. Il comune può limitare l’esercizio dell’attività in orario notturno per ragioni di prevalente interesse pubblico.
2. Previa concertazione con le organizzazioni di categoria delle imprese del commercio, dei lavoratori dipendenti, delle associazioni dei consumatori e delle altre parti sociali interessate individuate dal comune, maggiormente rappresentative, il comune può consentire agli esercizi di derogare al limite di tredici ore giornaliere di cui al comma 1, tenendo conto di quanto previsto dalla legge regionale 22 luglio 1998, n. 38 (Governo del tempo e dello spazio urbano e
pianificazione degli orari della città).
3. Per garantire idonei livelli di servizio nei periodi di minore e in quelli di maggiore afflusso dell’utenza, il comune può stabilire programmi di apertura obbligatoria per turno.
4. Gli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa, salvo quanto previsto ai commi 5, 6, 8 e 9, osservano la chiusura domenicale e festiva.
5. Gli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa possono derogare all'obbligo di chiusura
domenicale e festiva di cui al comma 4, nelle domeniche e festività del mese di dicembre.
6. Previa concertazione con le organizzazioni e associazioni di cui al comma 2, il comune può consentire l'apertura domenicale e festiva degli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa in deroga a quanto previsto al comma 4, coordinandosi con i comuni vicini e nel rispetto della l.r. 38/1998.
7. Gli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa osservano la chiusura nelle festività del: 1° gennaio, Pasqua, lunedì dell'Angelo, 25 aprile, 1° maggio, 15 agosto, 25 e 26 dicembre.
9. Gli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa del settore alimentare devono garantire una giornata di apertura al pubblico in caso di più di due festività consecutive.
- Modifiche all’articolo 81 della l.r 28/2005 (19)
1. Il comma 1 dell’articolo 81 della l.r. 28/2005 è sostituito dal seguente:
“1. Gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande determinano gli orari di apertura e chiusura al pubblico entro limiti che il comune stabilisce previa concertazione con le organizzazioni imprenditoriali del commercio e del turismo, le organizzazioni sindacali dei lavoratori del settore e le associazioni dei consumatori, maggiormente rappresentative”.
2. Il comma 2 dell’articolo 81 della l.r. 28/2005 è abrogato.
- Disposizioni in materia di ISEE
- Compartecipazione degli utenti al costo delle prestazioni sanitarie, sociosanitarie e sociali. Accesso agevolato ai servizi pubblici locali
1. Gli utenti dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali partecipano finanziariamente ai costi delle prestazioni richieste. Il Consiglio regionale procede con apposita legge alla ricognizione dei servizi soggetti a compartecipazione nel rispetto della normativa statale di riferimento.
2. La quota di compartecipazione al costo delle prestazioni è determinata in misura proporzionale alla situazione economica del richiedente, valutata esclusivamente sulla base dello strumento dell'indicatore della situazione economica equivalente (ISEE), di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (Definizioni di criteri unificati di valutazione della situazione economica dei soggetti che richiedono prestazioni sociali agevolate, a norma dell' articolo 59, comma 51 della l. 27 dicembre 1997, n. 449 ).
3. L’accesso alle agevolazioni previste dai sistemi tariffari dei servizi pubblici locali è subordinato, oltre che al possesso di specifici requisiti soggettivi, alla situazione economica del richiedente valutata con lo strumento dell’ISEE di cui al comma 2.
4. Il valore ISEE è determinato sulla base della relativa attestazione, rilasciata ai sensi dell’ articolo 4 del d.lgs. 109/1998 . Agli utenti non provvisti di attestazione ISEE è applicata la quota di compartecipazione più elevata al costo dei servizi di cui al comma 1 e, nei casi di cui al comma 3, non sono riconosciute agevolazioni.
5. La Regione, per quanto attiene i servizi sanitari e socio-sanitari e gli enti locali, erogatori dei servizi, nell’ambito della loro autonomia e delle disponibilità dei rispettivi bilanci, determinano le fasce di reddito in relazione al valore ISEE e definiscono le corrispondenti misure di contribuzione o condizioni di agevolazione.
6. Ai fini del presente articolo, rimangono esentati dalla valutazione ISEE le persone facenti parte dei progetti di vita indipendente. La Regione garantisce la continuità dei progetti di vita indipendente, revocabili solo nel caso di cessazione della condizione prevista per l’accesso al progetto.
7. Le disposizioni del presente articolo sono attuate nel rispetto della normativa statale emanata in materia ai sensi dell’articolo 117, commi secondo e terzo, della Costituzione.
- Acquisizione dati ai fini del controllo sull’ISEE
1. La Regione può stipulare apposite convenzioni con le amministrazioni pubbliche per acquisire, in via telematica, i dati e le informazioni personali, anche in forma disaggregata, che le stesse detengono per obblighi istituzionali, al fine di ridurre gli adempimenti dei cittadini e delle imprese e rafforzare il contrasto alle evasioni e alle frodi fiscali e contributive, nonché per accertare il diritto e la misura delle prestazioni previdenziali, assistenziali e di sostegno al reddito.
- Azioni di semplificazione e miglioramento del sistema
1. La Regione promuove intese e accordi con le associazioni rappresentative degli enti locali, l’Istituto Nazionale della Previdenza sociale (INPS), gli altri enti pubblici coinvolti, le organizzazioni sindacali, al fine di:
a) semplificare gli adempimenti dell’utenza e la gestione amministrativa dei servizi, attraverso un’uniforme applicazione dell’ISEE sul territorio regionale;
b) sviluppare strategie comuni volte a rendere più incisive ed efficaci le attività di controllo poste in essere dalle amministrazioni.
2. L’accordo di cui al comma 1, disciplina le modalità di acquisizione dei dati inerenti l'indicatore della situazione economica equivalente determinato dall’INPS, nel rispetto dei principi di necessità, pertinenza e non eccedenza di cui agli articoli 3 e 11 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali). Tali dati, tramite l’infrastruttura tecnica regionale del sistema tessera sanitaria-carta nazionale dei servizi (TS-CNS), sono resi disponibili agli enti erogatori dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali per la definizione della quota di compartecipazione al costo delle prestazioni da parte del cittadino.
3. La Regione promuove inoltre un confronto con gli enti locali, gli altri soggetti istituzionali coinvolti e le parti sociali, volto ad elaborare alcuni correttivi al metodo ISEE che consentano di ottimizzarne l’efficacia e l’equità sociale, e favorisce le azioni volte al recepimento degli stessi in sede di revisione della normativa nazionale di disciplina della materia.
- Emergenza sociale
- Fondo sociale regionale ed emergenza sociale
1. In relazione alla progressiva riduzione del Fondo nazionale delle politiche sociali e agli effetti della crisi economica, la Regione Toscana si impegna a garantire al territorio, per il sostegno degli interventi e dei servizi sociali, anche per l’anno 2012 lo stesso ammontare delle risorse regionali stanziate nell’anno 2011 per un importo di euro 17.500.000,00, ed individua risorse aggiuntive pari a euro 3.800.000,00 per fare fronte a emergenze sociali e alla progressiva realizzazione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali .
2. La Regione Toscana si impegna, inoltre, a mantenere il sostegno alla locazione abitativa attraverso la previsione di risorse regionali aggiuntive per l'anno 2012, pari a euro 6.000.000,00.
3. Agli oneri di cui al comma 1, pari ad euro 21.300.000,00 per l'anno 2012, si fa fronte con le risorse iscritte alla UPB 231 "Azioni di base dei servizi sociali – spese correnti” del bilancio di previsione 2012 e agli oneri di cui al comma 2, pari ad euro 6.000.000,00 per l'anno 2012, si fa fronte con le risorse iscritte alla UPB 213 “Sostegno alla locazione abitativa - Spese correnti” del bilancio di previsione 2012.
- Interventi a favore delle persone in situazioni di disabilità
a) finanziamento da parte della Regione delle proposte di progetto approvate nei piani sanitari e sociali integrati regionali, ai sensi dell’articolo 5, comma 2 bis, della legge regionale 9 settembre 1991 n. 47 (Norme sull’eliminazione delle barriere architettoniche);
b) adozione, da parte degli enti richiedenti, dei piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche o dei programmi di adeguamento di cui all’articolo 9 della l.r. 47/1991 ;
4. Agli oneri di cui al comma 1, pari ad euro 3.000.000,00 per l’anno 2012, si fa fronte con le risorse iscritte all’UPB 222 "Investimenti in ambito sociale - Spese di investimento" del bilancio di previsione 2012.
- Contributo straordinario di solidarietà
1. E’ assegnato un contributo straordinario una tantum pari ad euro 20.000,00, a titolo di manifestazione di solidarietà da parte della Regione Toscana, a ciascuna famiglia di militari residenti in Toscana e deceduti in missione militare all’estero durante l’anno 2011.
2. Possono presentare domanda il coniuge ed i figli ed, in mancanza di questi, gli ascendenti fino al primo grado ed, in mancanza di questi, i fratelli e le sorelle.
3. Ai fini della presente disposizione, è equiparato al coniuge, in assenza di questo, il convivente in rapporto di coppia non sancito da matrimonio, come individuato da dichiarazione resa ai sensi dell’ articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa).
4. All’onere di spesa di cui al comma 1, pari a complessivi euro 60.000,00 si fa fronte mediante lo stanziamento iscritto nella UPB 1111 "Interventi a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata – Spese correnti" del bilancio di previsione 2012.
- Riordino della disciplina dell'edilizia residenziale pubblica
1. La Giunta regionale, ai fine di perseguire, nell’ambito delle politiche per la casa, la razionalizzazione dei costi per la gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, salvaguardando l’applicazione di criteri di equità sociale, presenta al Consiglio regionale, entro il 2012, una revisione della normativa in materia di edilizia residenziale pubblica, avente ad oggetto:
a) il riordino e la razionalizzazione del sistema organizzativo per la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica;
b) la ridefinizione della disciplina dell’assegnazione, gestione e determinazione del canone di locazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
- Interventi di valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare non strumentale delle aziende sanitarie
2. Le direttive regionali sono finalizzate a garantire una migliore efficienza e redditività delle operazioni di dismissione. Per il perseguimento di finalità di interesse generale le direttive possono disporre la destinazione dei beni a finalità sociali o di pubblico servizio.
3. Tra le modalità di valorizzazione e dismissione, le direttive regionali possono prevedere il ricorso a fondi immobiliari chiusi, anche promossi dalla Regione con le procedure di cui alla legge regionale 20 gennaio 1999, n. 2 (Interventi della Regione in materia di fondi immobiliari chiusi), con finalità di valorizzazione o dismissione del patrimonio immobiliare pubblico e di sviluppo di iniziative di edilizia residenziale sociale, ai sensi della vigente normativa nazionale. In conformità a quanto previsto dalla l.r. 2/1999 , a tali fondi possono essere conferiti beni anche da parte della Regione e degli enti locali, nonché capitali finalizzati ad assicurare la sostenibilità degli interventi di edilizia residenziale sociale. Possono inoltre essere conferiti, oltre che beni immobili del patrimonio disponibile e diritti reali sugli stessi, anche diritti di concessione o d’uso su beni appartenenti al demanio ed al patrimonio indisponibile.
4. Ove la destinazione funzionale dei beni oggetto di conferimento nei fondi di cui al comma 3, promossi dalla Regione, sia conseguita tramite accordo di programma, si applicano le disposizioni di cui al Capo II, Sezione II della l.r. 35/2011 .
- Riordino e riqualificazione della rete assistenziale attraverso la programmazione di area vasta
- Informativa al Consiglio regionale
1. La Giunta regionale si impegna a presentare alla commissione consiliare competente, entro il mese di febbraio di ogni anno, gli indirizzi e le eventuali iniziative di razionalizzazione del servizio sanitario regionale diretti a garantire la qualità, la sicurezza e la sostenibilità economica del sistema sanitario.
- Modifiche all'articolo 9 della l.r. 40/2005 (23)
1. Dopo il comma 1 dell'articolo 9 della legge regionale 24 febbraio 2005, n. 40 (Disciplina del servizio sanitario regionale), è inserito il seguente:
1 bis. Al fine di perseguire l'appropriatezza degli interventi, l'integrazione dei servizi assistenziali in
rete e l'ottimizzazione delle risorse, la Regione Toscana promuove:
a) l'attivazione, in via sperimentale, di dipartimenti interaziendali, a carattere gestionale, al fine di favorire l'interscambio dei professionisti sui percorsi assistenziali ed il condiviso ed ottimale utilizzo
delle strutture e delle attrezzature;
b) la revisione delle strutture organizzative complesse delle aziende ospedaliero universitarie sulla base delle soglie minime di attività attualmente previste;
c) la revisione, nel rispetto delle necessarie relazioni sindacali, dell'offerta complessiva dei percorsi assistenziali, determinando soglie, volumi e parametri di qualità e sicurezza;
d) le iniziative di riorganizzazione a livello di area vasta, oltre che per gli obiettivi predetti, per consentire il raggiungimento della sostenibilità economica anche di area vasta;
e) la revisione del sistema di valutazione dei direttori generali anche in merito agli obiettivi di area vasta;
f) la valorizzazione della governance tra le istituzioni.
2. Al comma 2 dell'articolo 9 della l.r. 40/2005, le parole: "di cui al comma 1" sono sostituite dalle seguenti: "di cui ai commi 1 e 1 bis".
3. Dopo il comma 4 dell'articolo 9 della l.r. 40/2005 è inserito il seguente:
"4 bis. Il coordinatore del comitato di area vasta effettua il coordinamento delle attività del comitato con particolare riferimento:
a) alla programmazione, a livello di area vasta, degli atti di competenza, con particolare riferimento alle scelte di sviluppo organizzativo compresi i modelli organizzativi che favoriscano la gestione interaziendale di funzioni, strutture ed attrezzature ed il rapporto con il privato accreditato, nonché l'implementazione di procedure innovative e l'utilizzo di tecnologie nuove o ad alto costo;
b) all'attuazione e al monitoraggio degli atti di cui alla lettera a);
c) al coordinamento dell'offerta complessiva dei percorsi assistenziali, con particolare riferimento all'applicazione di soglie, volumi e parametri di qualità e sicurezza;
d) al compito di garantire la valutazione economica integrata dei risultati aziendali e del connesso impiego di risorse, con obiettivi economici e di governo clinico, con particolare riferimento ai risultati di esito ed alla appropriatezza, anche attraverso la sperimentazione del consolidamento dei bilanci a livello di area vasta;
e) al compito di individuare e governare gli obiettivi formativi di area vasta, garantendo percorsi integrati sul territorio.
- Modifiche all’articolo 100 della l.r. 40/2005 (23)
1. Al comma 1 dell'articolo 100 della l.r. 40/2005, dopo le parole: "
", sono inserite le seguenti: ",
degli enti del servizio sanitario regionale e delle società della salute
- Modifiche all'articolo 101 della l.r. 40/2005 (23)
1. Al comma 5 dell'articolo 101 della l.r. 40/2005, dopo le parole: "
pubblici del servizio sanitario nazionale
- Ruolo degli ESTAV
1. Nell’ambito delle competenze ed attribuzioni, di cui agli articoli 101 e 101 bis della l.r. 40/2005 , i servizi tecnico-amministrativi di area vasta (ESTAV) assolvono le funzioni di supporto alla programmazione di area vasta, realizzando un adeguato raccordo fra la programmazione regionale e la programmazione interaziendale.
2. Per le finalità di cui al comma 1, la Regione promuove:
a) l’implementazione delle funzioni demandate agli ESTAV, ai sensi degli articoli 101 e 101 bis della l.r. 40/2005 , anche in merito alla integrazione socio-sanitaria;
b) il coordinamento dei diversi ESTAV, anche mediante l’istituzione della figura di un coordinatore, al fine di garantire l'interscambio e l’ottimizzazione delle risorse, nonché la realizzazione di gare regionali, che favoriscano la specializzazione dei diversi ESTAV in ragione delle diverse categorie merceologiche;
c) la definizione da parte di ciascun ESTAV dei piani di sviluppo annuali e dei relativi budget economici e degli investimenti in materia di Information and Communication Technology (ICT) per le aziende dell’area vasta di competenza, sulla base degli indirizzi e delle linee di programmazione regionali.
3. Il coordinatore di cui al comma 2, lettera b), individuato dal Presidente della Giunta regionale tra i direttori generali degli ESTAV, è tenuto a presentare entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, un piano di ottimizzazione dei processi e delle risorse di pertinenza degli ESTAV.
- Misure per il contenimento della spesa tramite la razionalizzazione organizzativa
1. Gli enti e le aziende del servizio sanitario regionale adottano misure di riduzione delle spese, in linea con le previsioni già contenute nella l.r. 65/2010 , ed in particolare procedono all’adozione di misure per il contenimento della spesa per il personale che, in conformità a quanto sancito dall’ articolo 2, comma 71, della legge 3 dicembre 2009, n. 191 . (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato "legge finanziaria 2010") e fermo restando quanto disposto dal comma 73 del medesimo articolo, siano idonee a garantire che la spesa stessa non superi il corrispondente ammontare dell’anno 2004 diminuito dell’1,4 per cento.
2. Al fine di cui al comma 1, si considerano anche le spese per il personale con rapporto di lavoro a tempo determinato, con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, o che presta servizio con altre forme di rapporto di lavoro flessibile o con convenzioni.
3. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al comma 2, le spese per il personale sono considerate al netto:
b) per l'anno 2012, delle spese derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro intervenuti successivamente all'anno 2004.
4. Sono comunque fatte salve, e devono essere escluse sia per l'anno 2004 sia l'anno 2012, le spese di personale totalmente a carico di finanziamenti comunitari o privati, nonché le spese relative alle assunzioni a tempo determinato e ai contratti di collaborazione coordinata e continuativa per l'attuazione di progetti di ricerca finanziati ai sensi dell' articolo 12-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell' articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 421 ).
5. Per le finalità di cui al presente articolo, ed anche a fini compensativi fra aziende, sono favoriti accordi per la mobilità interaziendale del personale, anche tra aziende di area vasta diversa da quella di appartenenza.
- Innovazione, riorganizzazione e semplificazioni dei servizi
1. La Regione favorisce, l’innovazione, la riorganizzazione, la semplificazione e l' appropriatezza dei servizi ospedalieri, sia inerenti le attività di ricovero, sia inerenti la specialistica, e dei servizi territoriali, in particolare della residenzialità e dell’assistenza domiciliare, nonché dei servizi di riabilitazione e completa la riorganizzazione dei trasporti sanitari e socio-sanitari.
2. Nell’ambito degli obiettivi di innovazione, riorganizzazione, semplificazione e appropriatezza organizzativa, di cui al comma 1, in merito ai dipartimenti di prevenzione, sono promosse azioni orientate alla rivisitazione del fabbisogno, alla riconversione dell’offerta e all’introduzione di attività sperimentali, anche finalizzate alla semplificazione su scala regionale dei sistemi di qualità.
3. Fermo restando quanto previsto al comma 1, le necessarie iniziative in sede contrattuale e negoziale sono assunte nei limiti delle risorse disponibili e, comunque, non oltre la spesa sostenuta nell’anno 2010 per le singole iniziative, ridotta del 4 per cento.
- Indennità degli incarichi direzionali del servizio sanitario regionale
1. In attuazione del generale principio di contenimento della spesa l'indennità corrisposta, alla data di entrata in vigore della presente legge, ai direttori generali, ai direttori amministrativi ed ai direttori sanitari delle aziende e degli enti del servizio sanitario regionale è ridotta nella misura del 5 per cento per la parte eccedente i 90.000,00deuro lordi annui.
3. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai contratti in essere, a decorrere dalla entrata in vigore della presente legge.
- Budget economici farmaceutica e dispositivi medici
1. Al fine di garantire il generale principio di contenimento della spesa e di appropriatezza prescrittiva, la Regione definisce nell’ambito della programmazione dei costi degli enti ed aziende del servizio sanitario regionale, specifici budget economici per la farmaceutica ospedaliera e territoriale, nonché per i dispositivi medici.
2. Il rispetto dei budget economici di cui al comma 1, è considerato obiettivo vincolante e imprescindibile nell’ambito del sistema di valutazione dei direttori generali delle aziende sanitarie.
3. Per i farmaci e i dispositivi medici l’obiettivo di contenimento della spesa per l’anno 2012, tenuto conto anche delle ottimizzazioni procedurali e prescrittive, di cui all’articolo 14 della l.r. 65/2010 è fissato in una percentuale pari al 7 per cento di riduzione della spesa relativa all'anno 2011.
4. I dispositivi medici che, nel corso di una gara espletata secondo la tipologia della procedura aperta, non sono stati offerti, pur possedendo i requisiti richiesti nel capitolato, non possono essere acquisiti dagli enti del servizio sanitario regionale con la modalità della procedura negoziata nei due anni successivi alla data di aggiudicazione della procedura stessa.
5. I dispositivi medici di nuova introduzione sul mercato, che non si configurano come affiancamenti o sostituzioni alle stesse condizioni economiche di quelli originariamente aggiudicati, possono essere acquisiti dalle aziende sanitarie soltanto previa formale approvazione da parte della direzione sanitaria e generale della azienda sentito il parere della commissione per dispositivi medici aziendale o di area vasta, ove esistenti.
6. Nel perseguimento degli obiettivi di appropriatezza prescrittiva e standardizzazione dell’offerta, a parità di risultato terapeutico ed omogeneizzazione dei prodotti di consumo, la Regione disciplina le modalità per garantire ricerca, innovazione e sperimentazione dei nuovi prodotti, disciplinando i requisiti e le condizioni in presenza dei quali esse possono essere svolte.
- Governo della domanda e definizione dei budget aziendali inerenti le cure territoriali
1. La Regione promuove l’appropriatezza prescrittiva e il contenimento della spesa anche attraverso il governo della domanda, attuato mediante specifici accordi integrativi regionali con la medicina convenzionata;
2. Attraverso gli accordi di cui al comma 1 sono definiti, nell’ambito della programmazione dei costi degli enti ed aziende del servizio sanitario regionale, specifici budget aziendali relativi ai consumi di prestazioni diagnostiche e specialistiche.
3. Le economie conseguenti al rispetto dei budget di cui al comma 2, sono impiegate anche per iniziative tese a favorire lo sviluppo delle cure territoriali.
1. Al fine di sostenere il rinnovamento del patrimonio strutturale e strumentale delle aziende sanitarie, fermo restando, per gli anni 2012 e 2013, quanto sancito dall’articolo 16 della l.r. 65/2010 , è autorizzata la concessione di un contributo complessivo di euro 150.000.000,00 (62)
Parola così sostituita con l.r. 24 dicembre 2013, n. 77, art. 39.
3. Agli oneri di cui al comma 1 si fa fronte per euro 148.473.000,00 con gli stanziamenti dell’UPB 245 “Strutture e tecnologie sanitarie – Spese di investimento” e per euro 1.527.000,00 con gli stanziamenti dell’UPB 246 “Organizzazione del sistema sanitario – Spese di investimento” del bilancio di previsione 2014.(64)
Comma così sostituito con l.r. 24 dicembre 2013, n. 77, art. 39.
1. Allo scopo di accelerare la realizzazione e il completamento del patrimonio strutturale e strumentale nel settore sanitario, la Regione, fermo restando, per gli anni 2012 e 2013, quanto sancito dall’articolo 16 della l.r. 65/2010 , istituisce per l’anno 2014 un fondo per l’erogazione di anticipazioni fino alla concorrenza di euro 4.740.593,27 (63)
Parola così sostituita con l.r. 24 dicembre 2013, n. 77, art. 40.
6. La Giunta regionale per l’anno 2014 presenta alla commissione consiliare competente una relazione che illustra gli interventi attuati tramite il fondo.
7. All'onere di spesa di cui al comma 1, si fa fronte, con contestuale pari previsione di entrata e di spesa, mediante lo stanziamento iscritto, per la parte entrata, nella UPB n. 461 "Riscossione di crediti" e per la spesa, nella UPB n. 245 "Strutture e tecnologie sanitarie – Spese di investimento" del bilancio pluriennale a legislazione vigente 2012-2014, annualità 2014.
- Modifiche all'articolo 39 della l.r. 40/2005 (23)
1. Alla lettera c) del comma 9 bis dell'articolo 39 della l.r. 40/2005 la parola: "
- Modifiche all'articolo 40 della l.r. 40/2005 (23)
3. Nelle aziende unità sanitarie locali, nel cui territorio sono presenti zone in cui non è costituita la società della salute, lo statuto aziendale di cui all’articolo 50, può prevedere che il direttore sia coadiuvato da un direttore dei servizi sociali con compiti di direzione e di coordinamento delle attività di cui all’articolo 3 septies del decreto delegato.
- Modifiche all'articolo 71 decies della l.r. 40/2005 (23)
1. Al comma 6 dell'articolo 71 decies della l.r. 40/2005 le parole: "
pari al 10 per cento
non superiore al 10 per cento
- Modifiche all'articolo 82 septies decies della l.r. 40/2005 (23)
1. Il comma 1 dell'articolo 82 septies decies della l.r. 40/2005 è sostituito dal seguente:
1. Il bilancio preventivo economico annuale e il bilancio pluriennale sono adottati dal direttore dell'ARS entro il 30 novembre dell'anno precedente a quello di riferimento e trasmessi alla Giunta regionale, che li approva entro sessanta giorni, acquisito il parere del Consiglio regionale."
1. La disposizione di cui all'articolo 39, comma 9 bis, lettera c) della l.r. 40/2005 , come modificata dall'articolo 128, si applica anche agli incarichi in essere alla data di entrata in vigore della presente legge.
- Proroga dei piani e programmi regionali
1. I piani e programmi regionali attuativi del programma regionale di sviluppo (PRS) 2006 – 2010 sono prorogati sino all’entrata in vigore dei piani e programmi attuativi delle strategie di intervento e degli indirizzi per le politiche regionali individuati dal PRS 2011 – 2015.
2. Nel corso del periodo di proroga degli strumenti di programmazione, in coerenza con quanto previsto nel PRS 2011 – 2015 e in particolare per l’attuazione del progetto integrato di sviluppo (PIS) relativo ai distretti tecnologici regionali, il Consiglio regionale può disporre la partecipazione della Regione a società al fine di assicurare una governance regionale di centri di eccellenza, aventi sede in Toscana, nell'ambito delle tecnologie ferroviarie, per l’alta velocità e la sicurezza delle reti.
3. La partecipazione di cui al comma 2, può essere disposta con apposita deliberazione avente i contenuti previsti dall’articolo 9, comma 1, della legge regionale 28 aprile 2008, n. 20 (Disciplina della partecipazione regionale a società, associazioni, fondazioni e altri organismi di diritto privato, ai sensi dell’articolo 51, comma 1 dello Statuto. Norme in materia di componenti degli organi amministrativi delle società a partecipazione regionale).
2 bis. Nel rispetto di quanto stabilito dal regolamento di cui al comma 2 ter, gli enti locali delle aree geotermiche, previa stipula di apposita intesa tra gli stessi, destinano le risorse di cui al comma 2 a progetti di investimenti finalizzati agli obiettivi indicati all’articolo 16, comma 9, del d.lgs. 22/2010 e volti in particolare a:

References: art. 6
 art.60
 articolo 14
 art. 8

Art. 17
 art. 65
 articolo 137
 art. 8
 sentenza 

Art. 80
 articolo 59
 articolo 4
 articolo 47
 articolo 2
 articolo 12
 articolo 1
 art. 39
 art. 39
 art. 40