Source: https://renatodisa.com/2017/07/12/consiglio-di-stato-sezione-v-sentenza-30-giugno-2017-n-3178/
Timestamp: 2017-08-22 22:42:20+00:00

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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 30 giugno 2017, n. 3178 – Avvocato Renato D'Isa
Nelle procedure ad evidenza pubblica, preordinate all’affidamento di un appalto pubblico, l’omessa dichiarazione da parte del soggetto tenutovi, di tutte le condanne penali eventualmente riportate, anche se attinenti a reati diversi da quelli contemplati nell’art. 38, comma 1, lett. c), D.Lgs. 12/4/2006, n. 163, comporta l’esclusione dalla gara del concorrente a cui è riferibile la lacuna senza possibilità che questa possa essere sanata attraverso il soccorso istruttorio, il quale non può essere utilizzato per sopperire a dichiarazioni (riguardanti elementi essenziali) radicalmente mancanti, ma soltanto per chiarire o completare dichiarazioni o documenti già comunque acquisiti agli atti di gara.
sentenza 30 giugno 2017, n. 3178
De. s.p.a. e Gi. Pu. & Figli s.r.l., in persona dei rispettivi rappresentanti legali in carica, ciascuna in proprio e quale mandataria la prima e mandante la seconda, della costituenda ATI fra le medesime, rappresentate e difese dagli avvocati An. Cl. e Ge. Ro. No., con domicilio eletto presso lo studio del primo, in Roma, via (…);
Ac. Pu. s.p.a., in persona del legale rappresentante in carica, rappresentata e difesa dall’avvocato Pi. Ba., con domicilio eletto presso lo studio Placidi, in Roma, via (…);
Re. Co. St. So. Co. a r.l. (in proprio e quale mandataria della costituenda ATI con la At. s.p.a.) e CO. s.p.a. in persona dei rispettivi rappresentanti legali in carica, rappresentate e difese dagli avvocati Ar. Ca. e Fr. Va., con domicilio eletto presso lo studio del primo, in Roma, piazza (…);
Costruzioni Ba. s.p.a., HM. s.r.l., HM. Infrastrutture s.r.l. e Et. s.r.l., in persona dei rispettivi rappresentanti legali in carica, non costituite in giudizio;
Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’Ac. Pu. s.p.a., del Re. Co. St. So. Co. a r.l., della CO. s.p.a. del Commissario straordinario per la progettazione l’affidamento e la realizzazione dei lavori relativi al “Potenziamento dell’impianto di depurazione di Bari ovest” e della Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 8 giugno 2017 il Cons. Alessandro Maggio e uditi per le parti gli avvocati Cl., Va., No. e Ba., nonché l’avvocato dello Stato Pa..
La Ac. Pu. s.p.a. ha indetto una procedura aperta per l’affidamento dell’appalto integrato concernente la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori di potenziamento dell’impianto di depurazione a servizio dell’agglomerato di Bari ovest.
All’esito della procedura, la gara è stata aggiudicata al RTI con a capo la Co. St. Re. So. Co. a r.l..
La De. s.p.a. e la Gi. Pu. & Figli s.r.l., che avevano partecipato alla selezione in costituenda ATI fra loro, classificandosi al secondo posto, hanno ritenuto l’aggiudicazione illegittima per cui l’hanno impugnata davanti al TAR Puglia – Bari, il quale con sentenza 7/7/2016, n. 891, ha respinto il ricorso e conseguentemente dichiarato improcedibile l’impugnazione incidentale proposta dalla Co. St. Re. So. Co. a r.l. e dalla CO. s.p.a., impresa designata per l’esecuzione della commessa.
Avverso la sentenza hanno proposto appello la De. e la Gi. Pu. & Figli.
Per resistere al gravame si sono costituiti in giudizio la Ac. Pu., il Commissario straordinario per la progettazione l’affidamento e la realizzazione dei lavori relativi al “Potenziamento dell’impianto di depurazione di Bari ovest”, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la
Co. St. Re. So. Co. e la CO..
Difatti, nel caso di specie, diversamente da quello affrontato dal giudice eurounitario, la presenza di ulteriori concorrenti non investiti dalle censure prospettate col ricorso principale, non avrebbe consentito alla De. e alla Gi. Pu. & Figli di soddisfare l’interesse strumentale alla ripetizione della gara.
“La disamina della questione processuale così sollevata esige una sintetica ricognizione delle regole cristallizzate dalla giurisprudenza nazionale ed europea in merito al problema dell’ordine di esame del ricorso principale e di quello incidentale nelle controversie relative all’aggiudicazione di appalti pubblici.
3.9- Alle considerazioni che precedono consegue l’affermazione del principio, del tutto compatibile con la formulazione della regola contenuta nella sentenza c.d. Puligienica, per cui l’esame del ricorso principale (a fronte della proposizione di un ricorso incidentale “escludente”) è doverosa, a prescindere dal numero delle imprese che hanno partecipato alla gara, quando l’accoglimento dello stesso produce, come effetto conformativo, un vantaggio, anche mediato e strumentale, per il ricorrente principale, tale dovendosi intendere anche quello al successivo riesame, in via di autotutela, delle offerte affette dal medesimo vizio riscontrato con la sentenza di accoglimento, mentre resta compatibile con il diritto europeo sull’effettività della tutela in subiecta materia una regola nazionale che impedisce l’esame del ricorso principale nelle ipotesi in cui dal suo accoglimento il ricorrente principale non ricavi, con assoluta certezza, alcuna utilità (neanche in via mediata e strumentale) ” (cfr, in termini, anche Cons. Stato, III, 6 febbraio 2017, n. 517).
Con la prima doglianza la Re. Co. St. So. Co. e la CO. deducono che la costituenda ATI fra la De. e la Gi. Pu. & Figli avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara in quanto i legali rappresentanti della Su. It. s.p.a., e della So. – So. Fi. In. s.p.a., in liquidazione, uniche socie, rispettivamente, della De. e della Gi. Pu. & Figli, non avrebbero reso le dichiarazioni di cui all’art. 38, comma 1, lett. b) e c), del D. Lgs. 12/4/2016 n. 163.
Con recente sentenza che il Collegio condivide, questa Sezione ha affermato che: “non è ragionevole ed anche priva di razionale giustificazioni la limitazione della verifica sui reati ex art. 38 del D. Lgs. n. 163 del 2006 solo con riguardo al socio unico persona fisica o al socio di maggioranza persona fisica per le società con meno di quattro soci, atteso che la garanzia di moralità del concorrente che partecipa a un appalto pubblico non può limitarsi al socio persona fisica, ma deve interessare anche il socio persona giuridica per il quale il controllo ha più ragione di essere, trattandosi di società collegate in cui potrebbero annidarsi fenomeni di irregolarità elusive degli obiettivi di trasparenza perseguiti.
In caso contrario, verrebbe violato il principio della par condicio dei concorrenti in quanto una società concorrente con socio unico o socio di maggioranza che sia persona fisica sarebbe soggetto alla dichiarazione e non invece un concorrente che sia persona giuridica” (Cons. Stato, Sez. V, 23/6/2016, n. 2813).
Nel caso di specie, è incontroverso che rappresentanti legali e direttori tecnici della Su. It. s.p.a., e della So. – So. Fi. In. s.p.a., in liquidazione, non abbiano presentato la dichiarazione di cui all’art. 38, comma 1, lett. c), richiesta dal paragrafo 14.25, punto 3, del disciplinare di gara, ma, comunque, necessaria, per pacifica giurisprudenza, anche in caso di assenza di una specifica previsione in tal senso nella lex specialis della procedura, atteso che il comma 2 del medesimo articolo 38, introduce un vincolo dichiarativo ex lege che integra automaticamente eventuali carenze della disciplina di gara (Cons. Stato, A.P. 7/6/2012, n. 21; Sez. V, 12/10/2016, n. 4219).
Condanna in solido le appellanti principali al pagamento delle spese processuali in favore della parte appellata costituita dalla Re. Co. St. So. Co. e dalla CO., liquidandole forfettariamente in complessivi € 10.000/00 (diecimila), oltre accessori di legge. Compensa le suddette spese nei confronti delle restanti parti appellate.
Con tag:art. 38 c. 1 lett. c) del D.Lgs. 163/06,D.Lgs. n. 163 del 2006

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 art. 38
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