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Timestamp: 2017-10-22 22:59:53+00:00

Document:
legge urbanistica n.1150 del 1942
www.softwareparadiso.it software, servizi, informazioni sull'edilizia e la casa Legge urbanistica (Legge 17 agosto 1942, n.1150)
Art. 2 - Competenza consultiva del Consiglio superiore dei lavori pubblici (soppresse)
Art. 3 - Istituzione delle Sezioni urbanistiche compartimentali (omissis)
Art.10 - Approvazione del piano generale
Art.11 - Durata ed effetti del piano generale
Art.12 - Piani regolatori generali intercomunali
Art.13 - Contenuti dei piani particolareggiati
Art.14 - Compilazione dei piani particolareggiati
Art.15 - Pubblicazione dei piani particolareggiati. Opposizioni
Art.16 - Approvazione dei piani particolareggiati
Art.17 - Validità dei piani particolareggiati
Art.18 - Espropriabilità delle aree urbane
Art.19 - (omissis)
Art.20 - Sistemazioni edilizie a carico dei privati. Procedura coattiva
Art.21 - Attribuzione ai privati di aree già pubbliche
Art.22 - Rettifica di confini
Art.23 - Comparti edificatori
Art.24 - Aree private destinate alla formazione di vie e piazze
Art.25 - Vincolo su aree sistemate a giardini privati
Art.26 - Sospensione o demolizione di opere difformi dal piano regolatore
Art.27 - (omissis)
Art.28 - Lottizzazione di aree
Art.29 - Conformità delle costruzioni statali alle prescrizioni del piano regolatore comunale
Art.30 - Approvazione del piano finanziario
Art.31 - Licenza edilizia - Responsabilità comune del committente e dell'assuntore dei lavori
Art.32 - Licenza edilizia - Responsabilità comune del committente e dell'assuntore dei lavori
Art.33 - Contenuto dei regolamenti edilizi comunali
Art.34 - Programma di fabbricazione per i Comuni sprovvisti di piano regolatore (omissis)
Art.35 - Termine per uniformare i regolamenti edilizi comunali alle norme della presente legge (omissis)
Art.36 - Approvazione dei regolamenti edilizi comunali (omissis)
Art.37 - Rinvio alla legge generale sulle espropriazioni per pubblica utilità
Art.38 - Valutazione dell'indennità per le aree urbane espropriabili
Art.39 - Lavori di miglioramento eseguiti dopo l’approvazione del piano particolareggiato
Art.40 - Oneri e vincoli non indennizzabili
Art.41 - Sanzioni penali
Art.41 bis -
Art.41 ter -
Art.41 quater -
Art.41 quinquies -
Art.41 sexies -
Art.41 septies -
Art.41 octies -
Art.42 - Validità dei piani regolatori precedentemente approvati (omissis)
Art.43 - Servizi tecnici comunali o consorziali
Art.44 - Norme integrative e di esecuzione della legge
Art.45 - (omissis) Altre pagine inerenti sul sito:
legge n.167/1962 (aree per l'edilizia economica e popolare)
Legge 17 agosto 1942, n. 1150 LEGGE URBANISTICA (tra parentesi gli articoli della legge n. 765 del 1967)
(competenze soppresse dall'articolo 52 del decreto legislativo n. 112 del 1998)
(funzioni e pareri soppressi dall'articolo 52 del decreto legislativo n. 112 del 1998)
3. I piani, elaborati d’intesa con le altre Amministrazioni interessate e previo parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici (parere soppresso - n.d.r.), sono approvati per decreto reale su proposta del ministro per i lavori pubblici (ora con deliberazione della Giunta Regionale - n.d.r.), di concerto col ministro per le comunicazioni, quando interessino impianti ferroviari, e con il Ministro per i trasporti e l’aviazione civile, ed il Ministro per l’industria, commercio e artigianato.
4. Il decreto di approvazione viene pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica (ora sul Bollettino Ufficiale della regione - n.d.r.), ed allo scopo di dare ordine e disciplina anche alla attività privata, un esemplare del piano approvato deve essere depositato, a libera visione del pubblico, presso ogni Comune, il cui territorisia compreso, in tutto o in parte, nell’ambito del piano medesimo.
2. Con lo stesso decreto di approvazione possono essere apportate al piano, su parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici (parere soppresso - n.d.r.) e sentito il Comune, le modifiche che non comportino sostanziali innovazioni, tali cioè da mutare le caratteristiche essenziali del piano stesso ed i criteri di impostazione, le modifiche conseguenti all’accoglimento di osservazioni presentate al piano ed accettate con deliberazione del Consiglio comunale, nonché quelle che siano riconosciute indispensabili per assicurare:
3. I piani particolareggiati nei quali siano comprese cose immobili soggette alla legge 1° giugno 1939, n. 1089 (ora Titolo I del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 - n.d.r.), sulla tutela delle cose di interesse artistico o storico, e alla legge 29 giugno 1939, n. 1497 (ora Titolo II del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490 - n.d.r.), sulla protezione delle bellezze naturali, sono preventivamente sottoposti alla competente Soprintendenza ovvero al Ministero della pubblica istruzione quando sono approvati con decreto del ministro per i lavori pubblici.
1. Quando siano eseguite, senza la licenza di costruzione o in contrasto con questa, opere non rispondenti alle prescrizioni del piano regolatore, del programma di fabbricazione o dalle norme del regolamento edilizio, il ministro per i lavori pubblici, per i Comuni capoluoghi di Provincia, o il provveditore regionale alle opere pubbliche, per gli altri Comuni, possono disporre la sospensione o la demolizione delle opere, ove il Comune non provveda nel termine all’uopo fissato i provvedimenti di demolizione sono emessi, previo parere rispettivamente del Consiglio superiore dei lavori pubblici e del Comitato tecnico amministrativo, entro cinque anni dalla dichiarazione di abitabilità o di agibilità e per le opere eseguite prima dell’entrata in vigore della presente legge entro cinque anni da quest’ultima data.
2. I provvedimenti di sospensione o di demolizione sono notificati a mezzo dell’ufficiale giudiziario, nelle forme e con le modalità previste dal codice di procedura civile, al titolare della licenza o in mancanza di questa al proprietario della costruzione, nonché al direttore dei lavori ed al titolare dell’impresa che li ha eseguiti o li sta eseguendo e comunicati all’amministrazione comunale.
4. I provvedimenti di sospensione e di demolizione vengono resi noti al pubblico mediante affissione nell’albo pretorio del Comune.
5. Con il provvedimento che dispone la modifica delle costruzioni, la rimessa in pristino o la demolizione delle opere è assegnato un termine entro il quale il trasgressore deve procedere, a sue spese e senza pregiudizio delle sanzioni penali, all’esecuzione del provvedimento stesso. Scaduto inutilmente tale termine, il ministro per i lavori pubblici, o il provveditore regionale alle opere pubbliche nel caso di cui al primo comma del presente articolo, dispone l’esecuzione in danno dei lavori.
6. Le spese relative all’esecuzione in danno sono riscosse con le norme stabilite dal testo unico sulla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, approvato con R.D. 14 aprile 1910, n. 639. Al pagamento delle spese sono solidalmente obbligati il committente, il titolare dell’impresa che ha eseguito i lavori e il direttore dei lavori qualora non abbia contestata ai detti soggetti e comunicata al Comune la non conformità delle opere alla licenza edilizia.
1. Chiunque intenda nell’ambito del territorio comunale eseguire nuove costruzioni, ampliare, modificare o demolire quelle esistenti ovvero procedere all’esecuzione di opere di urbanizzazione del terreno, deve chiedere apposita licenza al sindaco.
2. Per le opere da eseguire su terreni demaniali, compreso il demanio marittimo, ad eccezione delle opere destinate alla difesa nazionale, compete all’Amministrazione dei lavori pubblici, d’intesa con le Amministrazioni interessate e sentito il Comune, accertare che le opere stesse non siano in contrasto con le prescrizioni del piano regolatore generale o del regolamento edilizio vigente nel territorio comunale in cui esse ricadono.
4. (abrogato dall'articolo 18, comma decimo, della legge n. 47 del 1985)
5. La concessione della licenza è comunque e in ogni caso subordinata alla esistenza delle opere di urbanizzazione primaria o alla previsione da parte dei Comuni dell’attuazione delle stesse nel successivo triennio o all’impegno dei privati di procedere alla attuazione delle medesime contemporaneamente alle costruzioni oggetto della licenza.
6. Le determinazioni del sindaco sulle domande di licenza di costruzione devono essere notificate all’interessato non oltre 60 giorni dalla data di ricevimento delle domande stesse o da quella di presentazione di documenti aggiuntivi richiesti dal sindaco.
7. Scaduto tale termine senza che il sindaco si sia pronunciato, l’interessato ha il diritto di ricorrere contro il silenzio-rifiuto.
8. Dell’avvenuto rilascio della licenza edilizia viene data notizia al pubblico mediante affissione nell’albo pretorio, con la specificazione del titolare e della località nella quale la costruzione deve essere eseguita. L’affissione non fa decorrere i termini per l’impugnativa.
10. La licenza edilizia non può avere validità superiore ad un anno; qualora entro tale termine i lavori non siano stati iniziati l’interessato dovrà presentare istanza diretta ad ottenere il rinnovo della licenza.
11. L’entrata in vigore di nuove previsioni urbanistiche comporta la decadenza delle licenze in contrasto con le previsioni stesse, salvo che i relativi lavori siano stati iniziati e vengano completati entro il termine di tre anni dalla data di inizio.
12. Il committente titolare della licenza, il direttore dei lavori e l’assuntore dei lavori sono responsabili di ogni inosservanza così delle norme generali di legge e di regolamento come delle modalità esecutive che siano fissate nella licenza edilizia.
(sostituito dalle disposizioni del capo I della legge 28 febbraio 1985, n. 47, ai sensi dell'articolo 2 di quest'ultima)
1. I Comuni debbono con regolamento edilizio provvedere, in armonia con le disposizioni contenute nella presente legge e nel testo unico delle leggi sanitaria approvato con R.D. 27 luglio 1934, n. 1265, a dettare norme precipuamente sulle seguenti materie, tenendo, se ne sia il caso, distinte quelle riguardanti il nucleo edilizio esistente da quelle riguardanti la zona di ampliamento e il restante territorio comunale :
8) l’aspetto dei fabbricati e il decoro dei servizi ed impianti che interessano l’estetica dell’edilizia urbana (tabelle stradali, mostre e affissi pubblicitari, impianti igienici di uso pubblico, ecc ).
13) le cautele da osservare a garanzia della pubblica incolumità per l’esecuzione delle opere edilizie per l’occupazione del suolo pubblico, per i lavori nel pubblico sottosuolo, per le ribalte che si aprono nei luoghi di pubblico passaggio, ecc;
14) la vigilanza sull’esecuzione dei lavori per assicurare la osservanza delle disposizioni delle leggi e dei regolamenti.
2. Qualora non sia possibile procedere alla restituzione in pristino ovvero alla demolizione delle opere eseguite senza la licenza di costruzione o in contrasto con questa, si applica in via amministrativa una sanzione pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti abusivamente eseguite, valutato dall’ufficio tecnico erariale.
1. I professionisti incaricati della redazione di un piano regolatore generale o di un programma di fabbricazione possono, fino alla approvazione del piano regolatore generale o del programma di fabbricazione, assumere nell’ambito del territorio del Comune interessato soltanto incarichi di progettazione di opere ed impianti pubblici.
1. Fatte salve le sanzioni di cui agli articoli 32 e 41, le opere iniziate dopo l’entrata in vigore della presente legge, senza la licenza o in contrasto con la stessa, ovvero sulla base di licenza successivamente annullata, non beneficiano delle agevolazioni fiscali previste dalle norme vigenti, né di contributi o altre provvidenze dello Stato o di enti pubblici. Il contrasto deve riguardare violazioni di altezza, distacchi, cubatura o superficie coperta che eccedano per singola unità immobiliare il due per cento delle misure prescritte, ovvero il mancato rispetto delle destinazioni e degli allineamenti indicati nel programma di fabbricazione, nel piano regolatore generale e nei piani particolareggiati di esecuzione.
2. E’ fatto obbligo al Comune di segnalare all’Intendenza di finanza entro tre mesi dall’ultimazione dei lavori o dalla richiesta della licenza di abitabilità o di agibilità, ovvero dall’annullamento della licenza, ogni inosservanza alla presente legge comportante la decadenza di cui al comma precedente.
3. Il diritto dell’Amministrazione finanziaria a recuperare le imposte dovute in misura ordinaria per effetto della decadenza stabilita dal presente articolo si prescrive col decorso di tre anni dalla data di ricezione, da parte della Intendenza di finanza, della segnalazione del Comune.
3. Le superfici coperte dagli edifici e dai complessi produttivi non possono superare un terzo dell’area di proprietà.
5. Qualora l’agglomerato urbano rivesta carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale sono consentite esclusivamente opere di consolidamento o restauro, senza alterazioni di volumi. Le aree libere sono inedificabili fino all’approvazione del piano regolatore generale.
7. Le disposizioni di cui ai commi primo, secondo, terzo, quarto e sesto hanno applicazione dopo un anno dall’entrata in vigore della presente legge. Le licenze edilizie rilasciate nel medesimo periodo non sono prorogabili e le costruzioni devono essere ultimate entro due anni dalla data di inizio dei lavori.
9. I limiti e i rapporti previsti dal precedente comma sono definiti per zone territoriali omogenee, con decreto del Ministero per i lavori pubblici di concerto con quello per l’interno, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici. In sede di prima applicazione della presente legge, tale decreto viene emanato entro sei mesi dall’entrata in vigore della medesima.
(l'articolo 2 della legge n. 122 del 1989 ha così sostituito la misura di "un metro quadrato per ogni venti metri cubi")
(si veda sul punto la circolare del ministero LL.PP. n. 3210 del 1967)

References: Art. 2

Art. 3

Art.10

Art.11

Art.12

Art.13

Art.14

Art.15

Art.16

Art.17

Art.18

Art.19

Art.20

Art.21

Art.22

Art.23

Art.24

Art.25

Art.26

Art.27

Art.28

Art.29

Art.30

Art.31

Art.32

Art.33

Art.34

Art.35

Art.36

Art.37

Art.38

Art.39

Art.40

Art.41

Art.41

Art.41

Art.41

Art.41

Art.41

Art.41

Art.41

Art.42

Art.43

Art.44

Art.45