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Timestamp: 2020-05-25 08:23:55+00:00

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SICUREZZA SUL LAVORO Archives - OrgNumeri Srl: salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
LE 6 REGOLE D’ORO PER PROTEGGERE L’AZIENDA DAL RISCHIO COVID-2019
In questi giorni tutte le aziende per poter rimane operative hanno l’obbligo di applicare il ” Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” del 14/03/2020.
In questi giorni in cui ORG NUMERI ha attivato i protocolli anti-contagio presso i nostri clienti e dal confronto con gli enti di controllo e le aziende stesse abbiamo individuato 6 regole d’oro fondamentali da applicare per poter garantire un sistema di misure efficace al contrasto della diffusione del virus Covid-2019 negli ambienti di lavoro. Si precisa che non sono le uniche misure da applicare ma risultano esser quelle più significative ed impattanti nella lotta contro il Covid-2019.
1.DISTANZA TRA LE PERSONE DI ALMENO 1 METRO (PRINCIPIO DROPLET). Come tutti sappiamo questa è una delle regole base da rispettare per ridurre i contagi ovvero ridurre le relazione inter-personali e garantire una distanza di sicurezza. Questo prassi comportamentale deve esser affrontata attraverso:
l’impiego di cartellonistica di richiamo del principio del droplet esposta nei punti a rischio contatto (es. ingresso azienda, locali con possibile presenza di assembramenti, sale riunioni, magazzini e punti di consegna/ritiro ecc…);
consegna di opuscoli informativi ai lavoratori, visitatori e ditte esterne;
delimitazione visiva nei reparti e negli uffici della distanza minima attraverso strisce adesive.
Si ricorda che nel caso di mancato rispetto di tale regole base le strade sono: DPI specifici (ovvero mascherine protettive, guanti monouso ed indumenti protettivi) o schermi divisori (esempio – schermi in plexiglass da sanificare regolarmente). Si ricorda che la verifica del rispetto di tale principio è fondamentale per garantire le condizioni di sicurezza degli operatori specialmente negli ambienti produttivi dove l’impiego di soluzioni alternative como lo smart-working non risulta applicabile.
2.PRESENZA DI SOLUZIONI IDROALCOLICHE PER LAVAGGIO DELLE MANI. Siamo tutti consapevoli che uno dei comportamenti più efficaci per ridurre la diffusione del virus è lavarsi correttamente le mani con sapone. Ma questo in azienda, seppur vivamente consigliato dai numerosi cartelli che sono affissi nelle bacheche aziendali, non è sempre possibile. Per questo la presenza a lato della postazione di lavoro o nelle vicinanze di un punto gel è fondamentale per garantire la corretta profilassi igienica nel tempo. I consigli sono:
Identificare i punti con soluzioni gel idroalcoliche con idonea cartellonistica;
Affiggere le corrette istruzioni per l’applicazione del gel sulle mani;
Per ogni ambiente di lavoro (ufficio e reparto) garantire almeno n. 1 punto gel;
Garantire sempre un punto gel presso la zona di accesso dell’ufficio/stabilimento per il personale in ingresso.
Attenzione: il gel deve avere delle caratteristiche specifiche (SOLUZIONE IDROALCOLICA): la stessa OMS ci fornisce la ricetta e le caratteristiche che deve avere (Scarica qui la linea guida in inglese per la preparazione del liquido detergente).
3. PRESENZA DI PRODOTTI DISINFETTANTI A BASE DI CLORO O ALCOL PER LA PULIZIA DI SUPERFICI: altro aspetto è la PULIZIA GIORNALIERA e la SANIFICAZIONE PERIODICA. Deve esser garantito un approccio metodologico corretto alla pulizia e sanificazione definendo bene cosa pulire, quando pulirlo, come pulirlo e con che prodotto. I prodotti per avere caratteristiche disinfettanti devono avere all’interno o cloro (di solito ipoclorito di sodio al 0,1% minimo) o alcol (di solito etanolo al 70%). Per questo bisogna definire con il personale esterno o interno incaricato delle pulizie dei protocolli specifici che permettano di “aumentare” il livello di sanificazione di tutti gli ambienti di lavoro, senza dimenticarsi che anche gli addetti dovranno contribuire sanificando regolarmente le loro postazioni di lavoro (tablet, schermi, tastiere, telefoni, PC, stampanti ecc..) e attrezzature di lavoro (utensili manuali, carrelli elevatori, macchine con pulsantiere, veicoli aziendali ecc..) con gli opportuni DPI (attenzione sono sostanze chimiche che necessitano protezione!).
Garantire punti con disinfettanti a disposizione degli operatori con schede tecniche/sicurezza;
Implementare una istruzione per la corretta sanificazione e pulizia e circa l’uso corretto dei prodotti (con formazione specifica del personale);
Redigere un piano interno di pulizia e sanificazione (ambienti ed attrezzature di lavoro!);
Registrare la pulizia quotidiana e la sanificazione periodica (consigliato).
4. PRESENZA DI CARTELLONISTICA INFORMATIVA: senza esagerare ma l’uso del cartello e dell’avviso essendo principalmente una lotta che si gioca sui comportamenti individuali è fondamentale. I cartelli non vanno messi in forma indiscriminata ma privilegiando i punti strategici ovvero:
Cartello corretto igienizzazione mani presso i servizi igienici;
Cartello corretto uso gel con soluzioni idroalcoliche presso punti gel;
Cartello indicazioni da rispettare presso docce e spogliatoi;
Cartello indicazioni da rispettare presso locali adibiti a pause (area relax) /mensa / refettori;
Cartello indicazioni presso Ingresso/Uscita addetti;
Cartello divieto di accesso in aree non autorizzate (aree chiuse con divieto di accesso).
5. FORNIRE INFORMAZIONI SUI CORRETTI COMPORTAMENTI DA TENERE RELATIVAMENTE ALL’EMERGENZA COVID-2019: tutti i lavoratori devono esser informati sulle corrette prassi comportamentali e regole da rispettare. Per questo motivo devono esser diffusi il più possibile e visibili negli idonei punti (es. bacheche aziendali, aree di ingresso ed attesa) i comportamenti da tenere. Come esempio si riportano i principali:
Decalogo Ministero della Salute ;
Informativa ISS gestione rifiuti;
Informativa ISS gestione ambiente chiusi;
6. CONSEGNARE MATERIALE INFORMATIVO RELATIVO ALL’EMERGENZA COVID-2019: non basta solo esporre le informative ma è necessario anche consegnarle ai lavoratori possibilmente spiegandone il contenuto. Si consiglia sempre di garantire:
Evidenza Opuscolo informativo completo consegnato ai lavoratori;
Evidenza avvenuta consegna tramite verbale specifico con firme;
Esposizione in bacheca delle buone prassi e procedura interna anti-contagio;
Come ORG NUMERI Srl consigliamo a tutte le aziende di dotarsi di una propria procedura interna anti-contagio condivisa con il Comitato di Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo, sottoscritta da Datore di Lavoro, Delegati Sicurezza, RLS/RSU, RSPP e Medico Competente e di compilare una check-list di verifica corretta applicazione a cadenza periodica.
La procedura interna anti-contagio ovviamente deve recepire quanto previsto nel protocollo di intesa del 14/03/2020 ma deve anche chiarire la gestione delle specifiche aree aziendali (ad esempio l’area di carico/scarico con presenza di autisti), la gestione dei DPI ed eventuali rifiuti, i piani interni di sanificazione, le regole interne specifiche e modalità di organizzazione interna aziendale, gestione corretta dei dati nel rispetto della privacy ecc…
In questi giorni difficili è necessario definire come non mai in forma chiara, precisa e soprattutto condivisa quali sono le regole da applicare per tutti e tracciare la linea rossa oltre la quale bisogna fermarsi: solo così saremo in grado di superare questa sfida e ripartire insieme!
–>LE 6 REGOLE D’ORO PER CONTENERE IL RISCHIO DA CONTAGIO COVID-2019 IN AZIENDA<–
20 Marzo 2020 /da Federico Uliana
https://www.orgnumeri.com/wp-content/uploads/Esperienza-ORG/photo-1513381958995-63fd0b0c8246.jpg 267 400 Federico Uliana https://www.orgnumeri.com/wp-content/uploads/2019/02/Logo-ORG-NUMERI.png Federico Uliana2020-03-20 11:53:162020-03-24 19:22:49LE 6 REGOLE D'ORO PER PROTEGGERE L'AZIENDA DAL RISCHIO COVID-2019
La notizia è stata anticipata anche dal Governo nei giorni scorsi: a seguito della videoconferenza tra il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, i ministri competenti e le rappresentanze sindacali e di categoria si era già parlato di un percorso per redigere linee guida uniformi che assicurino la massima tutela della salute dei lavoratori e le necessarie condizioni di sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, con specifico riferimento all’emergenza sanitaria in atto, sulla base delle indicazioni formulate dal Ministero della Salute sulla gestione del rischio Covid-19 nei luoghi di lavoro, su suggerimento del comitato tecnico-scientifico.
Ulteriormente il Governo precisa che “Le aziende che avranno necessità di tempo per adeguarsi a queste misure di cautela potranno sospendere o ridurre le loro attività per alcuni giorni approfittandone per sanificare le aree. Sarà consentito il ricorso agli ammortizzatori sociali. Il governo, nella consapevolezza dello sforzo considerevole che stanno compiendo i lavoratori, ha il dovere morale e giuridico di garantire loro condizioni di massima sicurezza”.
Sul sito del Sole 24 ore si parla di un protocollo con indicazioni operative per le aziende, per attuare in modo uniforme su tutto il territorio nazionale le prescrizioni del legislatore e dell’Autorità sanitaria.
E ancora, linee guida su aspetti come l’informazione (l’obbligo di rimanere a casa in presenza di febbre oltre 37,5), l’ accesso di dipendenti e fornitori (il controllo della temperatura, gli autisti devono rimanere a bordo dei propri mezzi), l’adeguata pulizia dei locali (delle postazioni di lavoro, delle aree comuni), le precauzioni igieniche (detergenti per le mani), i dispositivi di protezione (mascherine idonee), la gestione degli spazi comuni (accessi contingentati). Inoltre bisogna scaglionare gli orari di ingresso e uscita, se non si può ricorrere ai collegamenti a distanza, la partecipazione alle riunioni va ridotta al minimo.
Fonte: EPC – INSic
14 Marzo 2020 /da Federico Uliana
https://www.orgnumeri.com/wp-content/uploads/News/5110757_1009_operai_mascherine_1.jpg 339 620 Federico Uliana https://www.orgnumeri.com/wp-content/uploads/2019/02/Logo-ORG-NUMERI.png Federico Uliana2020-03-14 12:06:042020-03-14 12:08:42Emergenza Covid-19: firmato protocollo per la salute e sicurezza dei lavoratori
EMERGENZA COVID-2019: ulteriori precisazione della Regione Veneto in merito alla sorveglianza sanitaria
Si comunica che in data 13/03/2020 la Regione Veneto ha aggiornato le proprie indicazioni relative all’emergenza Covid-2019 da adottare negli ambienti di lavoro non sanitari (versione 06 del 13/03/2020)
Le nuove indicazioni precisano che sebbene la sorveglianza sanitaria oggi non sia stata oggetto di nessuna deroga nella normativa nazionale, le visite mediche periodiche possono essere differite per il tempo strettamente necessario e limitato al persistere delle misure restrittive volte a contenere al massimo la diffusione dell’epidemia di COVID-19.
Vanno comunque garantite le attività di sorveglianza sanitaria necessarie ad esprimere il giudizio di idoneità alla mansione nei casi non prorogabili, quali:
visite mediche pre-assuntive,
visite mediche preventive,
visite mediche a richiesta del lavoratore e
visite mediche per rientro dopo assenza per motivi di salute superiore a 60 giorni continuativi.
Alla ripresa dell’attività ordinaria, la programmazione delle visite mediche dovrà necessariamente privilegiare quelle differite.
D’altra parte, si evidenzia che il numero delle visite periodiche dei lavoratori effettivamente in servizio dovrebbe essere già ridotto al minimo indispensabile, considerate le misure di restrizione disposte a livello nazionale, l’incentivazione di ferie, congedi e altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva, nonché la sospensione delle attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione.
INDICAZIONI REGIONE VENETO - AMBIENTI DI LAVORO NON SANITARI - EMERGENZA COVID-2019 - versione 06
13 Marzo 2020 /da Luca Pasato
https://www.orgnumeri.com/wp-content/uploads/2020/03/Nuove-indicazioni-regione-veneto-1.jpg 320 640 Luca Pasato https://www.orgnumeri.com/wp-content/uploads/2019/02/Logo-ORG-NUMERI.png Luca Pasato2020-03-13 19:17:242020-03-20 12:49:34EMERGENZA COVID-2019: ulteriori precisazione della Regione Veneto in merito alla sorveglianza sanitaria
NUOVE INDICAZIONI OPERATIVE PER LA TUTELA DEGLI AMBIENTI DI LAVORO NON SANITARI – REGIONE VENETO – EMERGENZA COVID-2019
Si comunica che in data 12/03/2020 la Regione Veneto ha rilasciato un aggiornamento delle indicazioni relative all’emergenza Covid-2019 da adottare negli ambienti di lavoro non sanitari (versione 05 del 12/03/2020) con recepimento del DPCM del 11/03/2020.
Tra i vari aspetti trattati segnaliamo la seguente indicazione relativa ai corsi di aggiornamento obbligatori di legge in scadenza in questi giorni:
Per quanto concerne la sanificazione di ambienti di lavoro NON FREQUENTATI da casi di COVID-19:
Per la pulizia di ambienti non frequentati da casi di COVID-19, è sufficiente procedere alle pulizie ordinarie degli ambienti con i comuni detergenti, avendo cura di pulire con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente (es. muri, porte, finestre, superfici dei servizi igienici).
Si raccomanda, in caso di affidamento a terzi di servizi di pulizia, di estendere le indicazioni sopra riportate ad eventuali imprese appaltatrici e/o lavoratori autonomi.
Ricordiamo che ai sensi DPCM 11/03/2020 art. 7 per le aziende che proseguono con l’attività lavorativa è raccomandato:
utilizzare al massima la modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
attivare un protocollo interno di gestione anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
effettuare una analisi interna dei reparti/dipartimenti aziendali non essenziali (sospensione delle attività dei reparti non indispensabili alla produzione);
incentivare un piano interno idoneo di sanificazione degli ambienti di lavoro.
INDICAZIONI REGIONE VENETO - AMBIENTI DI LAVORO NON SANITARI - EMERGENZA COVID-2019
13 Marzo 2020 /da Federico Uliana
https://www.orgnumeri.com/wp-content/uploads/News/images-2.jpg 170 296 Federico Uliana https://www.orgnumeri.com/wp-content/uploads/2019/02/Logo-ORG-NUMERI.png Federico Uliana2020-03-13 12:28:342020-03-13 12:31:58NUOVE INDICAZIONI OPERATIVE PER LA TUTELA DEGLI AMBIENTI DI LAVORO NON SANITARI - REGIONE VENETO - EMERGENZA COVID-2019
MISURE IN MATERIA DI CONTENIMENTO E GESTIONE DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS
In seguito alle recenti notizie relative alla diffusione nel territorio italiano del CoronaVirus vi invitiamo a seguire le indicazioni contenute nell’Ordinanza contingibile urgente n.1 del 23/02/2020 da parte del Ministero della Salute d’intesa con il presidente della Regione Veneto.
Nello specifico ORG numeri Srl, attenendosi alle misure riportate nell’art. 1, comma 2, lett. b), dell’Ordinanza sopra citata, ha sospeso i corsi formativi fino a tutto il 01 marzo 2020.
Invitiamo inoltre a consultare Comunicazione del Ministero della Salute del 03/02/2020, la quale contiene indicazioni per operatori dei servizi/esercizi a contatto con il pubblico. Alla fine della stessa comunicazione è riportata la seguente frase: “Si invitano i Datori di lavoro a diffondere le presenti informazioni a tutto il personale dipendente”.
Per completezza, si allegano i poster pubblicati dal Ministero della Salute:
CoronaVirus, dieci comportamenti utili
Per ulteriori informazioni ed aggiornamenti si rinvia alle fonti ufficiali del Ministero della Salute e della Regione di appartenenza:
NOTE IN CASO SI PRESENTINO I SINTOMI TIPICI DEL CORONAVIRUS
Non bisogna recarsi al pronto soccorso o presso l’ambulatorio del proprio medico di famiglia, ma bisogna far riferimento ai numeri di emergenza, alcuni appositamente istituiti e dedicati all’emergenza in corso.
800462340 – Numero verde attivato dalla Regione Veneto per assistere e informare i cittadini sui comportamenti da tenere da parte delle persone che temono di essere entrate in contatto con virus.
1500 – Linea verde a livello nazionale del Ministero della Salute.
112 – Numero delle emergenze.
Rimaniamo a disposizione per un eventuale confronto in merito.
24 Febbraio 2020 /da Federico Uliana
https://www.orgnumeri.com/wp-content/uploads/2020/02/Cattura.png 419 978 Federico Uliana https://www.orgnumeri.com/wp-content/uploads/2019/02/Logo-ORG-NUMERI.png Federico Uliana2020-02-24 17:16:192020-02-24 17:41:25MISURE IN MATERIA DI CONTENIMENTO E GESTIONE DELL'EMERGENZA CORONAVIRUS
LA NON RESPONSABILITA’ DI UN DIRIGENTE SENZA POTERE DI INTERVENTO
Quando nell’ambito dello stesso organismo si può riscontrare la presenza di più figure di garanti l’individuazione della responsabilità penale passa anche attraverso una accurata analisi delle diverse sfere di competenza gestionale ed organizzativa all’interno di ciascuna istituzione, atteso che, oltre alle categorie giuridiche, sono importanti i ruoli concretamente esercitati da ciascuno. E’ quanto emerge dalla lettura di questa sentenza della Corte di Cassazione chiamata a decidere su di un ricorso presentato da un dirigente di una struttura pubblica munito di delega agli “interventi ed adeguamenti strutturali, manutenzione di uffici e impianti” condannato nei due primi gradi di giudizio perché ritenuto responsabile delle lesioni gravi subite da un lavoratore dipendente che durante le operazioni di carico delle merci è caduto all’indietro da una banchina sulla quale si trovava essendo questa priva delle protezioni contro la caduta dall’alto. In tema di reati omissivi colposi, ha precisato la suprema Corte, richiamando un principio più volte dalla stessa espresso in precedenza, la responsabilità per un infortunio sul lavoro fra le varie figure garanti della sicurezza in azienda deve essere fatta accertando in concreto la reale titolarità del potere-dovere di gestione della fonte di pericolo che ha portato alla lesione. Nel caso in esame la Cassazione, proprio in applicazione del principio sopraindicato, ha provveduto ad annullare la sentenza di condanna emessa nei confronti del dirigente nei due primi gradi di giudizio in quanto dal documento di delega con il quale era stata attribuita allo stesso la responsabilità sulla manutenzione di uffici e impianti, era emerso che questi non disponeva di autonomi poteri di intervento e di scelta degli interventi da effettuare; non disponeva quindi di una autonomia decisionale in quanto il relativo potere di spesa doveva essere esercitato in accordo con un piano degli interventi definiti dal datore di lavoro. Essendo quindi soggetto a deliberazioni assunte da altre persone non rivestiva pertanto, secondo la suprema Corte, alcuna posizione di garanzia.
Il fatto, la condanna e il ricorso per cassazione
La Corte di Appello ha confermata la sentenza emessa dal Tribunale che ha ritenuto il dirigente di un Centro Meccanizzazione Postale (CMP) delle P.I. Spa responsabile del reato di cui all’art. 590, comma 3 del codice penale per avere cagionato a un dipendente lesioni personali gravi, consistenti in frattura pluriframmentaria alla gamba destra guarita in 387 giorni.
Il dipendente, impiegato nel reparto “ricevimento/invio” con la mansione di addetto allo scarico e al carico delle merci, si trovava sotto una pensilina in corrispondenza della banchina di carico e stava provvedendo al carico di “roller” (carrelli con struttura “a gabbia”, contenenti plichi da recapitare) su un camion, quando, tirando all’indietro uno dei carrelli e non essendosi accorto della fine della banchina, cadeva all’indietro, finendo sul piazzale sottostante. Il carrello, bloccato dalle cinghie, non cadeva sul lavoratore ma ne investiva le gambe. All’epoca dei fatti, l’imputato rivestiva l’incarico di responsabile di un’area del Centro con delega conferita per assicurare la rispondenza dei luoghi di lavoro alle disposizioni normative vigenti, con poteri di spesa nell’ambito di un budget approvato annualmente dall’azienda.
I Giudici del merito avevano ritenuto sussistere il profilo di colpa contestato e ravvisato nella violazione, da parte dell’imputato, degli artt. 63 comma 1 e 64 comma 1, lett. a) del D. Lgs. n. 81/2008, non avendo garantito che la banchina di carico fosse tale da assicurare i lavoratori dal rischio di caduta, in particolare non avendola dotata di barriere di protezione. Il Giudice del Tribunale, in particolare, aveva osservato che, indipendentemente dalla condotta non ortodossa della persona offesa, vi era un concreto rischio di caduta dal bordo della banchina, assai prossimo allo spazio di manovra a disposizione, in considerazione della configurazione dei luoghi, del tipo di manovra da compiere col carrello, del peso delle merci e della limitatezza dello spazio a disposizione e aveva ritenuto, altresì, che l’eventuale distrazione del lavoratore non poteva esimere da colpa l’imputato.
Avverso la sentenza di appello l’imputato, a mezzo del difensore, ha ricorso per cassazione adducendo delle motivazioni. Con un primo motivo il ricorrente ha osservato che la sentenza impugnata aveva utilizzato un unico dato probatorio, costituito dalle dichiarazioni di un teste che non erano state affatto valutate dalla sentenza di primo grado e che, comunque, erano state contraddette da altre dichiarazioni testimoniali quanto alla ricostruzione del fatto storico, del tutto diversa da quella ritenuta in sentenza. Nell’assumere quale unico riferimento probatorio tale testimonianza, la Corte di Appello, secondo l’imputato, aveva considerata la situazione che si verificava solitamente sulla banchina in esame durante le operazioni di carico e non la reale situazione nel momento in cui era accaduto l’infortunio. La caduta del lavoratore, infatti, si era verificata quando la banchina era ormai del tutto sgombra, visto che la persona offesa stava movimentando l’ultimo dei carrelli da caricare sui furgoni postali, diversamente da quanto aveva sostenuto il teste che nella sua deposizione aveva evidenziato che la responsabilità era da addebitare unicamente al lavoratore infortunato che aveva sbagliato nell’andare indietro.
Come seconda motivazione il ricorrente ha eccepito una erronea applicazione degli artt. 40 e 41 del codice penale nonché degli artt. 63 e 64 e dell’Allegato IV, punti 1.3.13 e 1.3.14 del D. Lgs. n. 81/2008, con riferimento all’individuazione dell’omessa installazione delle barriere protettive sui bordi della banchina quale causa dell’evento che si era verificato. Diversamente da quanto assunto nelle sentenze di merito, infatti, il combinato disposto dei punti 1.3.13 e 1.3.14 del D. Lgs. n. 81/2008 prevede unicamente che le banchine di carico debbano “offrire una sicurezza tale da evitare che i lavoratori possano cadere”, atteso che laddove il citato decreto reputi unica misura idonea ad eliminare o mitigare il rischio di caduta contempla esplicitamente l’installazione di balaustre. Una “banchina di carico” come quella su cui si è verificato l’infortunio occorso, ha precisato il ricorrente, non è altro che una particolare specie di luogo di lavoro rientrante nel più ampio genere dei “piani di caricamento”, per i quali la norma prevede l’installazione di protezioni “su tutti i lati aperti” soltanto se l’altezza è superiore ai 2 metri mentre nel caso in esame, l’altezza era inferiore. Peraltro, anche se fossero state apposte le balaustre, ha aggiunto il ricorrente, le stesse non avrebbero evitato la caduta del lavoratore. Il ricorrente, come ulteriore motivazione, ha messo altresì in evidenza la sua concreta posizione di garanzia rivestita nell’ambito della struttura organizzativa della società e il tenore della delega conferitagli dal datore di lavoro. I Giudici si erano infatti limitati a tenere conto della delega senza considerare che il suo reale contenuto andava ricavato dagli ulteriori elementi acquisiti e in particolare dalla valutazione espressa dall’ispettore della ASL intervenuto ad effettuare le indagini che aveva attribuito esclusivamente al datore di lavoro e ad un’altra dirigente da questi delegata (coimputata non appellante) le omissioni dagli stessi reputate penalmente rilevanti.
Il ricorso è stato ritenuto fondato dalla Corte di Cassazione. “In tema di reati omissivi colposi”, ha sostenuto la stessa, “la posizione di garanzia – che può essere generata da investitura formale o dall’esercizio di fatto delle funzioni tipiche delle diverse figure di garante – deve essere individuata accertando in concreto la effettiva titolarità del potere-dovere di protezione dello specifico bene giuridico che necessita di protezione, e di gestione della specifica fonte di pericolo di lesione di tale bene, alla luce delle specifiche circostanze in cui si è verificato il sinistro”.
La suprema Corte ha inoltre richiamato quanto dalla stessa ampiamente illustrato in numerose precedenti sentenze e cioè il tema dell’individuazione delle diverse posizioni di garanzia nell’ambito del sistema prevenzionistico della sicurezza del lavoro. La giurisprudenza, ha ribadito la stessa, ha ampiamente illustrato come si articoli, nel sistema della sicurezza del lavoro, la posizione di garanzia, come essa debba essere definita in linea di principio e come debba essere riconosciuta in concreto con riguardo all’organizzazione aziendale. La materia della individuazione delle posizioni di garanzia è stata parzialmente disciplinata sin dai primi atti normativi del settore ed è stata infine unitariamente trattata nel Testo Unico sulla sicurezza del lavoro di cui al D. Lgs. n. 81/2008. Il sistema prevenzionistico, ha aggiunto la Sez. IV, è tradizionalmente fondato su diverse figure di garanti che incarnano distinte funzioni e diversi livelli di responsabilità organizzativa e gestionale quali il datore di lavoro, il dirigente e il preposto. Per queste due ultime figure, in particolare, occorre tenere conto, da un lato, dei poteri gerarchici e funzionali che costituiscono la base e il limite della responsabilità; e dall’altro, del ruolo di vigilanza e controllo. Si può dire, in breve, che si tratta di soggetti la cui sfera di responsabilità è conformata sui poteri di gestione e controllo di cui concretamente dispongono.
Nell’ambito dello stesso organismo, ha sostenuto ancora la Sez. IV, può quindi riscontrarsi la presenza di più figure di garanti per cui l’individuazione della responsabilità penale passa anche attraverso una accurata analisi delle diverse sfere di competenza gestionale ed organizzativa all’interno di ciascuna istituzione, atteso che, oltre alle categorie giuridiche, rilevano, in particolare, i concreti ruoli esercitati da ciascuno sulla base dei quali si declina la categoria giuridica della posizione di garanzia. La centralità dell’idea di rischio emerge con particolare incisività nel contesto della sicurezza del lavoro, pur esistendo diverse aree di rischio e, parallelamente, distinte sfere di responsabilità che quel rischio sono chiamate a governare. Si può, quindi, affermare che garante è il soggetto che gestisce il rischio. Riconosciuta quindi la sfera di rischio come area che designa l’ambito in cui si esplica l’obbligo di governare le situazioni pericolose che conforma l’obbligo del garante, ne discende altresì la necessità di individuare concretamente la figura istituzionale che può essere razionalmente chiamata a governare il rischio medesimo e la persona fisica che incarna concretamente quel ruolo. Applicando i menzionati principi al caso in esame e ricordando che l’imputazione del ricorrente era stata elevata anche nei confronti di un altro dirigente munito di delega alla sicurezza, è emerso, secondo la Corte di Cassazione, che l’imputato non disponeva di autonomi poteri di intervento e di scelta degli interventi da effettuare e dunque, non disponeva di autonomia decisionale in quanto il relativo potere di spesa doveva essere esercitato in accordo con il Piano degli interventi definiti dal datore di lavoro. Egli, in definitiva, era un organo tecnico con funzioni distinte da quelle dell’unico delegato alla sicurezza ed era soggetto a deliberazioni assunte da altre persone non rivestendo così alcuna posizione di garanzia. Non ravviandosi in conclusione alcuna violazione di cautele ascrivibili all’imputato la Corte di Cassazione ha di conseguenza annullata la sentenza impugnata senza rinvio per non avere l’imputato stesso commesso il fatto.
9 Febbraio 2020 /da Federico Uliana
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References: art. 7
 sentenza 
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