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Timestamp: 2019-02-19 23:44:14+00:00

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20 dicembre 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Calabria - Sentenza n. 372/2017 (PDF,823KB) 20 dicembre 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Calabria - Sentenza n. 372/2017 (PDF,823KB) in Nuova Finestra
La Sezione ha affermato che, nell’ipotesi di mancata realizzazione o, comunque, inutilizzabilità di un’opera pubblica, deve essere affermata la concorrente responsabilità del direttore dei lavori e del responsabile del procedimento, in quanto gli stessi sono tenuti a garantire e a controllare la corretta realizzazione dell’opera e la messa a disposizione in favore della collettività. In particolare, la Sezione ha precisato che, in tali fattispecie, la decorrenza del termine di prescrizione deve essere individuata nel momento in cui la condotta viene scoperta in tutte le sue componenti, oggettive e soggettive, coincidente, nel caso di specie, con la data di emissione del decreto di convalida del sequestro preventivo dei luoghi disposto per la particolare pericolosità della medesima opera pubblica.
20 dicembre 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Calabria - Sentenza n. 352/2017 (PDF,473KB) 20 dicembre 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Calabria - Sentenza n. 352/2017 (PDF,473KB) in Nuova Finestra
La Sezione ha precisato che, nell’ipotesi di esercizio dell’azione revocatoria successivo a sentenza di condanna per responsabilità amministrativa, permane la legittimazione a promuovere l’azione revocatoria da parte del Procuratore presso la Corte dei conti (ancorché congiuntamente a quella dell’ente pubblico danneggiato) e, conseguentemente, la giurisdizione contabile.
19 novembre 2017 – Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia – Sentenza n. 181/2017 (PDF,283KB) 19 novembre 2017 – Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia – Sentenza n. 181/2017 (PDF,283KB) in Nuova Finestra
Con la sentenza n° 181 del 19 dicembre 2017 è stato definito il giudizio instaurato nei confronti del responsabile dell’Ufficio contratti della società EXPO 2015 per i danni erariali (patrimoniale, diretto e all’immagine) dallo stesso arrecati in sede di appalto integrato per la progettazione esecutiva e dell'esecuzione dei lavori di realizzazione delle Architetture di Servizio di EXPO 2015, nonché di altre procedure di gara. La Sezione ha definito il giudizio celebrato con rito abbreviato e con la relativa sentenza ha escluso che la modalità di definizione dei predetti giudizi, di cui all’art. 130 del c.g.c., possa ricondursi ad una fattispecie di cessazione della materia del contendere o, comunque, ad un’ipotesi di estinzione del giudizio non tipicamente prevista, affermando che, al riguardo, deve dunque ritenersi contemplata dal legislatore una specifica modalità di “definizione alternativa del giudizio”, come si desume dalla lettera e dalle finalità dell’art. 130, comma 1, del c.g.c.
L’istanza di revocazione è ammissibile nei casi tassativi previsti dalla legge non essendo un ulteriore grado di giudizio. L’omesso esame di una memoria difensiva può costituire “errore di fatto” (art. 395, n. 4 c.p.c.), a condizione che la parte dimostri sia l’omesso esame sia la valenza decisiva dell’atto defensionale nel condurre il Giudice ad una decisione diversa da quella adottata.
16 maggio 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia - Sentenza n. 74/2017 (PDF,376KB) 16 maggio 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia - Sentenza n. 74/2017 (PDF,376KB) in Nuova Finestra
Con la sentenza n° 74 del 16 maggio 2017 la Sezione, nell’esaminare la domanda attrice, fondata sull’assunto che il convenuto, medico di medicina generale in rapporto di convenzione con il Servizio sanitario nazionale, avrebbe causato all’erario un danno prescrivendo ai propri pazienti farmaci a carico del suddetto S.S.N. in violazione della normativa vigente, pur reputando di confermare il proprio orientamento favorevole a riconoscere, in fattispecie quali quella sottoposta al proprio esame con la predetta domanda, l’operatività della prescrizione, ha ritenuto che il convenuto, in base alle specifiche considerazioni e valutazioni di merito scaturite dall’esame della particolare fattispecie in esame, risultava pianamente esente da responsabilità amministrativa. In proposito la Sezione ha richiamato i principi valorizzati dalla giurisprudenza, anche di questa Corte, circa la prevalenza della “ragione più liquida”, la quale comporta che occorre dare priorità alla ragione più evidente, più pronta, più piana, che conduca ad una decisione indipendentemente dal fatto che essa riguardi il rito o il merito.
17 febbraio 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia - Sentenza n. 14/2017 (PDF,861KB) 17 febbraio 2017 - Sezione Giurisdizionale per la regione Lombardia - Sentenza n. 14/2017 (PDF,861KB) in Nuova Finestra
Con la sentenza n° 14 del 17 febbraio 2017 la Sezione ha affrontato le questioni relative alla perseguibilità del danno erariale arrecato da un convenuto, docente universitario ordinario a tempo pieno, nonché, contemporaneamente, medico in rapporto di lavoro esclusivo in regime intramoenia con funzioni assistenziali (e direttore di struttura complessa) presso un’Azienda Ospedaliera. Con tale sentenza la Sezione ha affermato che la violazione delle disposizioni in materia di incompatibilità non trova giustificazioni, scusanti o esimenti sotto alcun profilo, con la conseguenza che l’indebita percezione dell’indennità di esclusiva e degli altri emolumenti corrisposti in assenza dei presupposti di legge, comporta, come per qualsiasi indebito, la restituzione integrale di quanto introitato, al netto, dal dipendente pubblico che ha svolto attività extra lavorative retribuite in assenza di autorizzazione del datore di lavoro pubblico.

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