Source: http://notedimarcogrondacci.blogspot.com/2014/09/la-tutela-normativa-contro-le-emissioni.html
Timestamp: 2017-08-21 00:54:24+00:00

Document:
Note di Grondacci : La tutela normativa contro le emissioni rumorose ferroviarie
IL RISCHIO RUMORE SULLA SALUTE
Il rapporto finale del progetto “Linee guida sul rumore notturno per l’Europa” è il risultato del lavoro di revisione della letteratura scientifica di un gruppo di esperti scelti tra 17 istituzioni di 12 Paesi europei. Il progetto è stato avviato nel 2003 dall’Ufficio Regionale per l’Europa dell’Oms e co-sponsorizzato dall’Unione Europea.
Questi limiti di natura scientifica non vengono tenuti in adeguata considerazione dai limiti di legge sulle emissioni rumorose. Infatti ad esempio per le immissioni rumorose il limite notturno (anche per la aree più protette[1] ) è di 40 decibel!
LE DEFINIZIONI PRINCIPALI IN MATERIA DI DISCIPLINA DELLE EMISSIONI RUMOROSE
Valori limite di emissione: “il valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente sonora , misurato in prossimità della sorgente stessa;”
Valori limite di immissione il valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno, misurato in prossimità dei ricettori. I valori limite di immissione sono distinti in :
* valori limite di immissione assoluti determinati con riferimento al livello equivalente di rumore ambientale
*valori limite di immissione differenziali determinati con riferimento alla differenza tra il livello equivalente di rumore ambientale ed il rumore residuo;
Valori di attenzione: “il valore di rumore che segnala la presenza di un potenziale rischio per la salute umana o per l’ambiente;”
Valori di qualità : “i valori di rumore da conseguire nel breve, nel medio e nel lungo periodo con le tecnologie e le metodiche di risanamento disponibili, per realizzare gli obiettivi di tutela previsti dalla legge 447/1995. Sono i valori da applicare attraverso le zoonizzazioni dei territori comunali (art. 6.1 lettera a) secondo i criteri delle Regioni.
Limite di emissione: valore massimo di rumore che può essere emesso da una sorgente.
Limite di immissione: è suddiviso in assoluto e differenziale. Valore massimo di rumore che può essere immesso da una o più sorgenti sonore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno.
NORMATIVA RUMORE DA FERROVERIE
La normativa di riferimento è il Decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1998, n. 459 (Regolamento recante norme di esecuzione dell'articolo 11 della legge 26 ottobre 1995,
n. 447, in materia di inquinamento acustico derivante da traffico ferroviario.
Le disposizioni questo decreto si applicano:
a) alle infrastrutture esistenti, alle loro varianti ed alle infrastrutture di nuova realizzazione in
affiancamento a quelle esistenti;
sono escluse tranvie e funicolari
Non si applicano, se non in parte, i limiti della normativa tecnica generale sul rumore: Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14/11/1997
FASCIA DI PERTINENZA DA BINARI (articolo 3 DPR 459/1998)
A partire dalla mezzeria dei binari esterni e per ciascun lato sono fissate fasce territoriali di
pertinenza delle infrastrutture della larghezza di:
la fascia è di metri 250 per le infrastrutture ESISTENTI. Tale fascia viene suddivisa in due parti: la prima, più vicina all'infrastruttura, della larghezza di m 100, denominata FASCIA A; la seconda, più distante dall'infrastruttura, della larghezza di m 150, denominata FASCIA B;
All’interno della fascia di pertinenza delle infrastrutture esistenti i valori limite assoluti di immissione del rumore prodotto dall'infrastruttura sono i seguenti:
Nella fascia suddetta i limiti di immissione sono superiori a quelli generali ex Dpcm del 1997, si veda la seguente tabella:
DPCM DEL 1997 Tabella C: valori limite assoluti di immissione - Leq in dB (A) (art. 3)
Invece fuori della fascia di pertinenza i valori di immissione restano quelli della tabella C dpcm del 1997 sopra riportata.
Il rispetto dei valori previsti nella Fascia di Pertinenza e, al di fuori della fascia di pertinenza, il rispetto dei valori stabiliti nella tabella C del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 novembre 1997:
è verificato con misure sugli interi periodi di riferimento diurno e notturno, in facciata degli edifici ad 1 m dalla stessa ed in corrispondenza dei punti di maggiore esposizione, ovvero in corrispondenza di altri ricettori.
SE I VALORI SOPRA RIPORTATI NON RAGGIUNGIBILI PER RAGIONI TECNICHE O ANCHE PER PARTICOLARI RISCHI AMBIENTALI PRESENTI ANCHE DI TIPO CUMULATIVO CON ALTRE FONTI RUMOROSE
…ovvero qualora in base a Valutazioni tecniche, economiche o di carattere ambientale si evidenzi l'opportunità di procedere ad interventi diretti sui ricettori, deve essere assicurato il rispetto dei seguenti limiti:
c) 45 dB(A) Leq diurno per le scuole
Si tratta di valori nettamente inferiori a quelli previsti, vedi sopra, per le Fasce di Pertinenza e fuori delle Fasce.
I valori di cui sopra sono misurati al centro della stanza, a finestre chiuse, con il microfono posto all'altezza di 1,5 m dal pavimento
Ma per applicare questi Valori Speciali occorreva attivare una commissione a livello ministeriale con il coinvolgimento delle Regioni. Tale Commissione è stata abolita dalla legge 116/2014. I compiti di valutazione della Commissione sono stati trasferiti al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare nell'ambito delle competenze relative all'approvazione dei piani degli interventi di contenimento ed abbattimento del rumore prodotto nell'esercizio delle infrastrutture dei trasporti, per le infrastrutture esistenti, ed alla Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA e VAS, per le infrastrutture di nuova realizzazione. Dall'attuazione della presente disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In questa nuova procedura non sono più previste le Regioni.
PIANO RISANAMENTO PER INFRASTRUTTURE ESISTENTI
In via prioritaria l'attività di risanamento, dal rumore prodotto dalla infrastruttura ferroviaria, dovrà essere attuata:
All'interno della intera fascia di pertinenza per scuole, ospedali, case di cura e case di riposo e, all'interno della fascia A, per tutti gli altri ricettori, con:
1. piani pluriennali per il contenimento delle emissioni sonore
2. piani di gestori infrastrutture ferroviarie
All'esterno della fascia A, le rimanenti attività di risanamento saranno armonizzate con i Piani di Risanamento Acustico Comunali di cui all'articolo 7 della legge 26 ottobre 1995, n. 447, in attuazione degli stessi.
I Piani del Gestore delle Infrastrutture devono indicare tempi di adeguamento, modalità e costi e sono obbligati ad impegnare, in via ordinaria, una quota fissa non inferiore al 5 per cento dei fondi di bilancio previsti per le attività di manutenzione una quota fissa non inferiore al 7 per cento dei fondi di bilancio previsti per le attività di manutenzione[2] e di potenziamento delle infrastrutture stesse per l'adozione di interventi di contenimento ed abbattimento del rumore
LA NORMATIVA EUROPEA SULLA QUALITà DEI MATERIALI ROTABILI PER RIDURRE L’INQUNAMENTO DA RUMORE DALLE INFRASTRUTTURE FERROVIARIE
Si veda il Decreto Legislativo 8 ottobre 2010, n.191 (Attuazione della direttiva 2008/57/CE e 2009/131/CE relativa all'interoperabilità del sistema ferroviario comunitario). In particolare secondo l’allegato III di questo Decreto Legislativo: si afferma che costituiscono requisiti essenziali nell’esercizio dei servizi ferroviari:
“….1.4.4. L'esercizio del sistema ferroviario deve rispettare la normativa esistente in materia di rumore.
1.4.5. L'esercizio del sistema ferroviario non deve provocare nel suolo un livello di vibrazioni inaccettabile per le attività e l'ambiente attraversato nelle vicinanze dell'infrastruttura e in stato normale di manutenzione.”
Successivamente la Direttiva 2014/38/UE della Commissione del 10 marzo 2014
ha modificato il suddetto allegato III della direttiva 2008/57/CE, sostituendo il punto 1.4.4. con il seguente: “La progettazione e l’esercizio del sistema ferroviario non devono portare ad un livello inammissibile di rumore da esso emesso nelle aree in prossimità delle infrastrutture ferroviarie.”
Decisione della Commissione del 29 aprile 2004 che determina i parametri fondamentali delle specifiche tecniche di interoperabilità riguardanti i sottosistemi «Rumore», «Carri merci» e «Applicazioni telematiche per il trasporto merci» di cui alla direttiva 2001/16/CE (GUE n. 193/L del 1/6/2004)
La direttiva 2001/16/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2001 disciplina la interoperabilità del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale .
In particolare e tra le altre questioni la presente decisione (rettificata in GUE n 193/L del 1/6/2004 ) disciplina le caratteristiche tecniche dei carri merci e i limiti di emissioni dei locomotori in materia di rumore .
Decisione della Commissione del 28 luglio 2006 relativa alla specifica tecnica di interoperabilità per il sottosistema «Materiale rotabile — carri merci» del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale (GUE n. 344/L del 8/12/2006) Decisione della Commissione dell'11 agosto 2006 relativa alla specifica tecnica di interoperabilità per il sottosistema «Esercizio e gestione del traffico» del sistema ferroviario transeuropeo convenzionale (GUE n. 359/L del 18/12/2006)
Le due Decisioni Stabiliscono tra l’altro specifiche tecniche in relazione ai seguenti obiettivi:
• I materiali utilizzati nei treni e nelle infrastrutture devono evitare l’emissione di fumi o di gas nocivi e pericolosi per l’ambiente, soprattutto in caso di incendio.
• Il materiale rotabile e i sistemi di alimentazione di energia devono essere progettati e realizzati per essere compatibili, in materia elettromagnetica, con gli impianti, le apparecchiature e le reti pubbliche o private con cui rischiano di interferire.
• L’esercizio del sistema ferroviario europeo convenzionale deve rispettare i livelli regolamentari in materia di Rumore .
• L’esercizio del sistema ferroviario europeo convenzionale non deve provocare nel suolo un livello di vibrazioni inaccettabile per le attività e l’ambiente attraversato nelle vicinanze dell’infrastruttura e in stato normale di manutenzione.
La Agenzia Regionale per la protezione ambientale della Toscana ha firmato una Convenzione con la Regione per valutare, attraverso apposite campagne svolte con adeguate strumentazioni, la rugosità delle rotarie per la identificazione di possibili interventi antirumore sulle stesse.
LA RECENTE EVOLUZIONE DELLA NORMATIVA SUL RUMORE
Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 194 (Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale - GUE n. 222 del 23-9-2005)
Ambito di applicazione (articolo 2)
Gli obblighi del presente DLgs in particolare sui descrittori acustici, ,le mappe acustiche e i piani di azione si riferiscono, tra gli altri anche all’ asse ferroviario principale, inteso come una infrastruttura ferrovia su cui transitano ogni anno più di 30.000 treni;
Secondo la lettera p comma 1 articolo 2 del dlgs per mappa acustica strategica si intende una mappa finalizzata alla determinazione dell’esposizione globale al rumore in una certa zona a causa di varie sorgenti di rumore ovvero alla definizione di previsioni generali per tale zona ,
Devono essere elaborate dalle autorità indicate dalle Regioni e inviate a queste ultime ( insieme con le informazioni dell’allegato 6) entro 30/6/2007. Tale scadenza vale anche degli assi ferroviari principali su cui transitano più di 60.000 convogli all'anno.
Entro il 30/6/2012 per gli altri agglomerati quali infrastruttura ferrovia su cui transitano ogni anno più di 30.000 treni.
Hanno la finalità di gestire i problemi di inquinamento acustico ed i relativi, effetti compresa, se necessario, la sua riduzione.
entro 18/7/2008 assi ferroviari principali su cui transitano più di 60.000 convogli all'anno
entro il 18/7/2013 infrastruttura ferrovia su cui transitano ogni anno più di 30.000 treni.
Requisiti minimi dei piani d'azione Allegato 5 (art. 4, comma 5)
I suddetti piani di azione recepiscono e aggiornano i piani di contenimento e di abbattimento del rumore prodotto per lo svolgimento dei servizi pubblici di trasporto ed i piani comunali di risanamento acustico ed i piani regionali triennali di intervento per la bonifica dall'inquinamento acustico
LE MISURE DI RISANAMENTO ACUSTICO: DOVE COLLOCARE I PANNELLI FONOASSORBENTI SECONDO IL CONSIGLIO DI STATO
Secondo la recentissima sentenza del Consiglio di Stato 9 gennaio 2014, n. 35:
“ Scegliere di applicare una barriera acustica sul ricettore del rumore anziché sulla sorgente dello stesso solo per ragioni di tipo economico, è irragionevole e sproporzionato.”
Secondo la sentenza in esame per limitare il rumore ferroviario la barriera fonoassorbente non può essere collocata sulla abitazione (anche se adibita ad albergo). Secondo i principi della vigente normativa, sopra esaminata (legge 26 ottobre 1995, n. 447 e Dpr 459/1998), nell’adottare misure di mitigazione da rumore occorre seguire una scala gerarchica intervenendo preliminarmente, laddove possibile, sulla sorgente del rumore. Scegliere dove applicare la misura di mitigazione del rumore non deve tenere conto solo del costo economico dell'intervento ma, nei limiti di ragionevolezza e proporzionalità, degli effetti e della incidenza sugli interessi potenzialmente lesi da quell'inquinamento. Poiché la priorità è stata disattesa senza alcuna plausibile motivazione, la scelta progettuale adottata risulta illegittima.
IL DISTURBO DA RUMORE
A prescindere da quanto sopra riportato qualsiasi emissione rumorosa se superano la normale tollerabilità, definita dalla giurisprudenza della Cassazione, costituisce disturbo[3] contro il quale sono attivabili alcune norme generali del codice penale e civile che però negli ultimi anni, in palese contrasto con la suddetta giurisprudenza, sono stati fortemente depotenziati dal legislatore.
In generale la legge 67/2014 esclude dalla depenalizzazione i reati relativi alla materia ambientale, tranne proprio quello sopra citato ex articolo 659 del Codice: disturbo delle persone da emissioni rumorose.
Il reato che si vuole trasformare in un semplice illecito amministrativo recita: “Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 309.
Questa depenalizzazione si inserisce in una strategia normativa in atto da tempo volta a depotenziare gli strumenti di repressione penali e civili nella lotta contro l’inquinamento da rumore, un esempio in questo senso è stato il depotenziamento del concetto di “normale tollerabilità” di un emissione sonora ed aereiforme ex articolo 844 Codice Civile.
Il depotenziamento del concetto di normale tollerabilità delle emissioni rumorose
La legge 13/2009 all’articolo 6ter, afferma che nell'accertare la normale tollerabilità delle immissioni e delle emissioni acustiche, ai sensi dell'articolo844 del codice civile, sono fatte salve in ogni caso le disposizioni di legge e di regolamento vigenti che disciplinano specifiche sorgenti e la priorità di un determinato uso. E’ indiscutibile come obiettivo di questa legge era, ed è, quello di aggirare un certo indirizzo della giurisprudenza ordinaria secondo il quale è intollerabile , ai sensi dell’articolo 844 del Codice Civile, quel rumore che supera di 3 decibel il rumore di fondo. Infatti al posto di questo limite restrittivo per le attività industriali (ad esempio) si applicheranno i limiti più permissivi della normativa quadro sul rumore[1]. L’’impostazione espressa dalla norma introdotta con la legge di conversione ora esaminata era già stata avanzata in un disegno di legge del 2005 si leggeva nella relazione di presentazione che introducendo la concezione più permissiva suddetta si sarebbe garantito che “Le nostre imprese, già provate dal continuo duro confronto con concorrenza e mercato, potranno così avere una tranquillità e una certezza nel loro operare quotidiano”. La tranquillità del cittadino/residente non è pervenuta!
Questa impostazione formalistica (si ha inquinamento da rumore solo se si superano i limiti di legge) e permissiva ( i valori di riferimento sono ben maggiore dei 3 decibel indicati dalla giurisprudenza, vedi sopra) è in palese contrasto con un indirizzo prevalente della stessa Cassazione in sede civile che, intervenendo sui poteri di regolamentazione comunali in materia di inquinamento acustico, afferma che, pur nel rispetto dei limiti di emissione sonora della legislazione statale , ciò : “non impedisce tuttavia ai comuni di adottare una più specifica regolamentazione dell’emissione e dell’immissione dei rumori nel loro territorio, la quale, nel rispetto dei vincoli derivanti dalla legge 447/95, prenda in considerazione, non già il dato oggettivo del superamento di una certa soglia di rumorosità considerato, per presunzione iuris et de iure, come generativo di un fenomeno di inquinamento acustico, a prescindere dall’accertamento dell’effettiva lesione del complesso di valori indicati nell’articolo 1, comma 1, lettera a), della legge ma i concreti effetti negativi provocati dall’impiego di determinate sorgenti sonore sulle occupazioni o sul riposo della persone, e quindi sulla tranquillità pubblica o privata” (Cassazione Sezione prima civile – 12 giugno-1 settembre 2006, n. 18953 , vedi anche Cassazione 15081/03).
Il contrasto della nuova legge delega con gli indirizzi della Cassazione Penale
La nuova legge che stiamo qui esaminando prosegue in questa azione di demolizione degli strumenti legali di tutela dei cittadini contro l’inquinamento da rumore.
Si depenalizza un reato, quello ex articolo 659 del codice penale (senza distinguere tra le due ipotesi di reato distinte tra il primo ed il secondo comma vedi il testo all’inizio del presente post), che la giurisprudenza della Cassazione penale ha sempre considerato, nella versione primo comma dell’articolo 659, norma di chiusura nella tutela contro il rumore. Chiusura nel senso che tale reato integrava la fattispecie di disturbo della quiete dei cittadini quando non erano sufficienti i limiti di legge che come è noto sono superiori ai limiti fissati dalla Organizzazione Mondiale della Sanità soprattutto nella notte[2]. In particolare l’OMS raccomanda che la popolazione non dovrebbe essere esposta a livelli superiori ai 30 decibel durante la notte, considerata la soglia massima per proteggere i cittadini, compresi i gruppi più vulnerabili, invece laattuale normativa che comunque anche nelle aree particolarmente protette , nel periodo notturno, prevede valori sempre superiori ai 35 decibel .
Non a caso la più recente normativa di derivazione comunitaria (lettera h) comma 1 articolo 2 del Decreto Legislativo 194/2005 attuazione direttiva quadro sul rumore ambiente, non pienamente attuata nel nostro Paese al di la della lettera della legge) ha introdotto il concetto di fastidio per il quale si intende: “la misura in cui, sulla base di indagini sul campo e di simulazioni, il rumore risulta sgradevole a una comunità di persone”.
Un esempio di fastidio così inteso, cioè a prescindere dai limiti di legge delle emissioni sonore recepite dall’orecchio umano, sono sicuramente le attività portuali che impattano sui quartieri est della città di Spezia.
Ebbene secondo al giurisprudenza della Cassazione penale l’introduzione della legislazione specialistica sulla tutela dal rumore non ha mai abrogato la norma del codice penale qui esaminata e che ora si vuole depenalizzare con la legge delega del Parlamento. Questo perché secondo la Cassazione l’articolo 659 del codice penale e la legge sul rumore hanno: ” …..obiettivi e struttura diversi: giacché mentre l’una (quella del Cp) mira a colpire gli affétti negativi della rumorosità in funzione della tutela della tranquillità pubblica, postulando che l’uno di strumenti sonori abbia arrecato, alla luce di tutto le circostanze del caso specifico, un effettivo disturbo alle occupazioni e al riposo della persone; l’altra (quella della legge 447/95), essendo diretta unicamente a stabilire i limiti di rumorosità della sorgenti sonore, oltre i quali deva ritenersi sussistente l’inquinamento acustico, prende in considerazione solo il superamento di un certo valore soglia, a prescindere dall’accertamento delle concrete potenzialità lesive del medesimo” (Cassazione penale, 443/01; 2316/98 - ). A conferma di questa interpretazione anche recente autorevole dottrina secondo cui relativamente ai due commi dell’articolo 659 occorre distinguerne le finalità: “in particolare, mentre la fattispecie di cui al primo comma ipone che vengano accertati sempre gli effetti negativi prodotti dalla rumorosità proprio perché tale previsione è volta a tutelare principalmente la quiete e la tranquillità pubblica, quella di cui al secondo comma si manifesta ogni qualvolta si superino semplicemente i limiti di tollerabilità consentiti, indipendentemente dall’esame degli effetti negativi prodotti” (Ferrara, Sandulli - Trattato di diritto dell’ambiente tomo II pag. 761 ed. Giuffrè 2014).
Peraltro sulla possibile depenalizzazione della fattispecie di reato di cui all’articolo 659 la Cassazione più recentemente aveva chiarito che solo con riferimento alla fattispecie del secondo comma dell’articolo 659 si poteva parlare di parziale depenalizzazione, in forza del principio di specialità di cui all'art. 9 della legge n. 689 del 1981 (legge sulla depenalizzazione), laddove si accerti la perfetta identità fattuale della violazione contestata ai sensi della menzionata norma del codice penale e di quella sanzionata solo in via amministrativa (superamento dei limiti di emissioni sonore), a norma della legge quadro sul rumore: legge n. 447/1955. (Cass. Penale Sez. I n. 33072 del 5 settembre 2011)
Infatti precisa la Cassazione: “ Secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, l'art. 659 cod. pen. prevede due autonome fattispecie contravvenzionali: il reato di cui al primo comma -disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone- richiede l'accertamento che i rumori superino la normale tollerabilità ed investano un numero indeterminato di persone, disturbando le loro occupazioni o il riposo; mentre quello previsto dal secondo comma -esercizio di professione o mestiere rumoroso- prescinde dalla verificazione del disturbo, essendo tale evento presunto "iuris et de iure" ogni volta che l'esercizio del mestiere rumoroso si verifichi fuori dal limiti di tempo, di spazio e di modo imposti dalla legge, dai regolamenti o da altri provvedimenti adottati dalle competenti autorità” (vedi tra le molte, Sez. 1, n. 532 del 28/09/1994; Sez. 1, n. 4820 del 17/12/1998).
Conclusioni sul disturbo da rumore
Ancora una volta con un tecnicismo giuridico si depotenziano gli strumenti legali di tutela della salute dei cittadini, in particolare con riferimento al concetto di raggiungimento della quiete notturna l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avuto modo di affermare in un suo importante report (vedi nota 2 presente post) del 2009:
“La revisione delle evidenze scientifiche disponibili ha portato il gruppo di lavoro a queste conclusioni:
1. il sonno è una necessità biologica e il sonno disturbato è associato a numerosi effetti avversi;
2. ci sono sufficienti evidenze degli effetti biologici del rumore durante il sonno, fra cui: aumento del battito cardiaco, eccitazione, cambiamenti di fase del sonno, alterazioni ormonali e risvegli improvvisi;
3. ci sono sufficienti evidenze che l’esposizione al rumore notturno induce a riportare disturbi del sonno, aumento dell’uso di medicinali, aumento dei movimenti del corpo e insonnia;
4. i disturbi del sonno hanno un impatto sulla salute futura e sul benessere generale della persona;
5. ci sono limitate evidenze che il cattivo sonno provochi stanchezza cronica, incidenti e ridotte performance lavorative e intellettive;
6. ci sono limitate evidenze che i rumori notturni provochino condizioni cliniche come malattie cardiovascolari, depressione e altri disturbi mentali. Questi effetti, ancora poco indagati, sembrano tuttavia plausibili;
7. i bambini, gli anziani, le donne incinte e i lavoratori a turno sono le categorie più vulnerabili al rumore notturno e quindi più a rischio.”
[1] scuole, ospedali, case di cura e case di riposo
[2] Comma così modificato dall'art. 60 della L. n. 448/1998
[3] Il rumore ambientale e’ costituito dall’insieme del rumore residuo (livello di continuo equivalente di pressione sonora ponderato A che si rileva quando si escludono le specifiche sorgenti disturbanti) e da quello prodotto dalle specifiche sorgenti disturbanti

References: articolo 2
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 659
 articolo 844
 articolo 659
 articolo 2