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Timestamp: 2020-02-22 14:18:10+00:00

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Camera.it - Europa e Estero - Osservatorio sulle sentenze della Corte EDU - Sentenze - Anno 2007
67785/01
Quattrone - in materia di espropriazione, che constata: la violazione dell'art. 1 del Protocollo n. 1 della CEDU relativo alla protezione della proprietà, poiché l’espropriazione indiretta si pone in contrasto con il principio di legalità, non assicurando un sufficiente grado di certezza giuridica. Constata inoltre la violazione dell’art. 6 par. 1 CEDU, per eccessiva durata del processo. Tale violazione persiste anche all’esito di concessione di riparazione ex lege n. 89/2001, sia perché la somma accordata in quella sede rappresenta solo il 20% dell’importo che sarebbe stato concesso dalla Corte EDU, sia perché la stessa somma è stata erogata con ritardo da parte dello Stato, la cui lentezza nell’amministrazione della giustizia costituisce una pratica incompatibile con la CEDU. Il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
Morea ed altri - in materia di espropriazione, che constata la violazione dell'art. 1 del Protocollo n. 1 della CEDU relativo alla protezione della proprietà, poiché l’espropriazione indiretta si pone in contrasto con il principio di legalità, non assicurando un sufficiente grado di certezza giuridica.
25701/03
Kollcaku - in materia di giudizio contumaciale, che constata la violazione dell’art. 6, par. 1 e 3 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo, poiché al condannato in contumacia, del quale non era provata la volontà di sottrarsi alla giustizia o l’inequivoca rinuncia al diritto a comparire in giudizio, l’ordinamento non aveva offerto la possibilità di chiedere che un altro giudice statuisse nuovamente, nel rispetto del diritto alla difesa, sul merito della imputazione. Quando un soggetto è condannato all’esito di un procedimento svolto in violazione dell’art. 6 CEDU, un nuovo processo o la riapertura del precedente a domanda dell’interessato rappresentano in via di principio il mezzo appropriato di riparazione della violazione constatata. Tuttavia, le misure specifiche di riparazione che lo Stato deve adottare dipendono dalle circostanze della fattispecie e lo Stato è libero di scegliere i mezzi per conformarsi all’obbligo di porre il condannato in una situazione equivalente a quella che vi sarebbe stata in mancanza di violazioni della CEDU.
43662/98
Scordino ed altri - in materia di espropriazione. Liquida,ai sensi dell’art. 41 CEDU, l’equa soddisfazione per la violazione dell’art. 1, Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, già constatata con sentenza del 17 maggio 2007, concedendo, quanto ai danni materiali, una somma pari al valore attuale del fondo espropriato aumentata del plus valore apportato dalla costruzione di opere, nonché, quanto ai danni morali, una somma per la frustrazione derivante dallo spossessamento illegale. Dichiara l’esigenza dell’adozione da parte dello Stato di misure strutturali per rimediare alla disfunzione dell’ordinamento italiano derivante dalla violazione seriale del principio di legalità causata dall’espropriazione indiretta. Le misure devono: evitare che il sistema della CEDU sia compromesso da un gran numero di ricorsi derivanti dallo stesso problema; consentire una riparazione adeguata a tutti i soggetti lesi da tale violazione; prevenire la violazione stessa, non consentendo l’occupazione di fondi in mancanza sia di un progetto e di un provvedimento di espropriazione regolamente adottati, sia dello stanziamento di risorse per un indennizzo rapido ed adeguato del proprietario; avere tenore dissuasivo e consentire l’individuazione di responsabilità delle violazioni; rendere possibile in concreto la restitutio in integrum dei fondi illegittimamente espropriati, prevedendo, in caso di oggettiva impossibilità di restituzione, la corresponsione di una somma pari al valore attuale del bene ed un risarcimento delle perdite subite.
46794/99
Panarisi - in materia di intercettazioni telefoniche e ambientali e di utilizzazione di dichiarazioni rese nel corso di indagini preliminari da imputato in procedimento connesso non ripetute in udienza. Dichiara non sussistente la violazione: dell’art. 8 CEDU, relativo al diritto al rispetto della vita privata e familiare, in quanto le intercettazioni erano fondate su base legale, avevano realizzato un’ingerenza nella vita privata necessaria in una società democratica essendo state mezzo principale di investigazione e, infine, l’imputato aveva avuto la facoltà di avvalersi dei rimedi giuridici interni per contestarle. Dichiara non sussistente la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo, poiché le dichiarazioni non ripetute in udienza non avevano costituito per il giudice nazionale né il solo elemento di prova, né elemento determinante sul quale fondare la condanna.
41040/98
Acciardi e Campagna - in materia di cancellazione della causa dal ruolo, per intervenuto accordo tra le parti giudicato equo dalla Corte, relativamente ad una controversia in materia di espropriazioni.Con sentenza 2 maggio 2005 la Corte EDU aveva accertato la violazione dell’art. 1 Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, avendo ritenuto contrastante con il principio di legalità l’espropriazione indiretta subita dal ricorrente.
77606/01
Paudicio in materia di tutela della proprietà in caso di abusi edilizi. Constata la violazione dell’art. 1, Prot. n. 1, relativo alla protezione della proprietà, subita dal proprietario di un immobile situato in prossimità di costruzione abusiva. La violazione sussiste qualora le autorità municipali non si conformino alla pronuncia giudiziaria che, in via definitiva, abbia accertato una violazione di regole urbanistiche e abbia emesso ordine di demolizione. Il rifiuto di conformarsi a tale ordine costituisce ingerenza dello Stato, priva di base legale, sul diritto di proprietà e contrasta con il principio di preminenza del diritto, che implica il dovere delle autorità statali di conformarsi al giudicato e agli atti amministrativi definitivi ed esecutori.
26740/02
Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani – in materia di obblighi di dichiarazione di appartenenza ad associazioni. Constata la violazione dell’ art. 14 in combinazione con l’art.11 CEDU, relativi, rispettivamente, alla libertà di riunione e associazione e al divieto di discriminazione, in relazione a legge regionale che prevede l’obbligo, per i candidati a funzioni pubbliche, di dichiarare l’eventuale appartenenza ad associazioni massoniche o, comunque, segrete. La violazione sussiste perché la differenza di trattamento derivante da tale legge tra membri di associazioni massoniche o segrete e membri delle altre associazioni è priva di oggettiva e ragionevole giustificazione.
Gianni e altri – di cancellazione della causa dal ruolo, per intervenuto accordo tra le parti giudicato equo dalla Corte, relativamente ad una controversia in materia di espropriazioni. Con sentenza 30 marzo 2006 la Corte EDU aveva accertato la violazione dell’art. 1 Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, avendo ritenuto contrastante con il principio di legalità l’espropriazione indiretta subita dal ricorrente.
14626/03
Delle Cave e Corrado – in materia di ragionevole durata del processo. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001 considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 10% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU. Sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva e tale ritardo può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
64111/00
Dominici cancellazione della causa dal ruolo, per intervenuto accordo tra le parti giudicato equo dalla Corte, relativamente ad una controversia in materia di espropriazioni . Con sentenza 15 novembre 2005 la Corte aveva accertato la violazione dell?art. 1 Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, avendo ritenuto contrastante con il principio di legalità l' espropriazione indiretta subita dal ricorrente.
20236/02
Capone cancellazione della causa dal ruolo, per intervenuto accordo tra le parti giudicato equo dalla Corte, relativamente ad una controversia in materia di espropriazioni Con sentenza 6 dicembre 2005 la Corte aveva accertato la violazione dell' art. 1 Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, avendo ritenuto contrastante con il principio di legalità l' espropriazione indiretta subita dal ricorrente.
6683/03
Falzarano e Balletta – in materia di fallimento. Constata la violazione degli articoli 8 e 13 CEDU, relativi, rispettivamente, al diritto al rispetto della vita privata e familiare, sotto il profilo della libertà di corrispondenza, e al diritto ad un ricorso effettivo, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
19321/03
Pititto – in materia di giudizio contumaciale. Constata la violazione dell’art. 6, par. 1 e 3 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo, poiché al condannato in contumacia, del quale non era provata la volontà di sottrarsi alla giustizia o l’ inequivoca rinuncia al diritto a comparire in giudizio, l’ordinamento non aveva offerto la possibilità di chiedere che un altro giudice statuisse nuovamente, nel rispetto del diritto alla difesa, sul merito della imputazione. Quando un soggetto è condannato all’esito di un procedimento svolto in violazione dell’art. 6 CEDU, un nuovo processo o la riapertura del precedente a domanda dell’interessato rappresentano in via di principio il mezzo appropriato di riparazione della violazione constatata.
10756/02
Gallucci – in materia di fallimento. Constata la violazione dell’articolo 8, 6 par. 1, 1 Prot. n. 1, 2 Prot. n. 4, e 13 CEDU, relativi, rispettivamente, al diritto al rispetto della vita privata e familiare, sotto il profilo della libertà di corrispondenza, e al diritto ad un equo processo, alla protezione della proprietà, alla libertà di circolazione e al diritto ad un ricorso effettivo con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
27654/03
Gianvito – in materia di fallimento. Constata la violazione degli articoli 8 e 13 CEDU, relativi, rispettivamente, al diritto al rispetto della vita privata e familiare, sotto il profilo della libertà di corrispondenza, e al diritto ad un ricorso effettivo, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
26570/04
Della Vecchia – in materia di fallimento. Constata la violazione degli articoli 8 e 13 CEDU, relativi, rispettivamente, al diritto al rispetto della vita privata e familiare e al diritto ad un ricorso effettivo con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
10347/02
Di Ieso – in materia di fallimento. Constata la violazione degli articoli 8, 6 par. 1 CEDU e dell’art. 1 Prot. n. 1, relativi, rispettivamente, al diritto al rispetto della vita privata e familiare, ad un equo processo ed alla protezione della proprietà con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
16508/04
Naranjo Hurtado – in materia di detenzione.Constata la violazione dell’art. 5, par. 4 CEDU, relativo al diritto alla libertà ed alla sicurezza in riferimento al diritto di ogni persona privata della libertà personale ad ottenere in tempi brevi una pronuncia del tribunale sulla legittimità della propria detenzione.
62155/00
Provide s.r.l. – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, qualora non sia stata concessa alcuna somma a titolo di equa riparazione.
56300/00
Fascini – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, qualora la misura dell’equa riparazione concessa sia insufficiente; sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva: in tal caso non vi è obbligo per il ricorrente di previo esperimento di azione esecutiva ai sensi dell’art. 35 CEDU; il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
56293/00
G.M. – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, qualora la misura dell’equa riparazione concessa sia insufficiente; sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva: in tal caso non vi è obbligo per il ricorrente di previo esperimento di azione esecutiva ai sensi dell’art. 35 CEDU; il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
56301/00
Lorenzo Campana – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 26% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU. Sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva: in tal caso non vi è obbligo per il ricorrente di previo esperimento di azione esecutiva ai sensi dell’art. 35 CEDU; il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
62154/00
Prati – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 23% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU. Sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva: in tal caso non vi è obbligo per il ricorrente di previo esperimento di azione esecutiva ai sensi dell’art. 35 CEDU; il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
62157/00
Locatelli – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 17% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU. Sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva: in tal caso non vi è obbligo per il ricorrente di previo esperimento di azione esecutiva ai sensi dell’art. 35 CEDU;il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
62158/00
Bertossi e Martinelli – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 29% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU. Sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva: in tal caso non vi è obbligo per il ricorrente di previo esperimento di azione esecutiva ai sensi dell’art. 35 CEDU; il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione
62265/00
Gregori – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 45% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU.
64888/01
Civitillo – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, qualora la misura dell’equa riparazione concessa sia insufficiente.
64889/01
Concetta Parrella – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 21% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU.
66418/01
Ceruti – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 19% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU. Sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva: in tal caso non vi è obbligo per il ricorrente di previo esperimento di azione esecutiva ai sensi dell’art. 35 CEDU; il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
66419/01
Martinelli e Dotti – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa pari, rispettivamente, al 21% e al 26% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU. Sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva: in tal caso non vi è obbligo per il ricorrente di previo esperimento di azione esecutiva ai sensi dell’art. 35 CEDU; il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
30278/04
Ormanni –in materia di diffamazione a mezzo stampa. Constata la violazione dell’articolo 10 CEDU relativo al diritto alla libertà di espressione in relazione a condanna per diffamazione a mezzo stampa di un giornalista, non sussistendo nella fattispecie i presupposti stabiliti dalla Convenzione per una legittima ingerenza dello Stato nella libera manifestazione del pensiero: infatti, le espressioni ritenute diffamanti dal giudice nazionale avevano una corrispondenza sufficientemente stretta con i fatti accaduti, che erano di interesse generale in quanto concernenti il funzionamento della giustizia; inoltre, al soggetto che si era ritenuto leso da tali espressioni lo stesso giornale che le aveva pubblicate aveva dato la possibilità di esporre la propria versione dei fatti.
22697/04
Morselli – in materia di fallimento. Constata la violazione dell’art. 8 CEDU, relativo al diritto al rispetto della vita privata e familiare con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
6870/03
Vitiello – in materia di tutela della proprietà in caso di abusi edilizi. Constata la violazione dell’art. 1, Prot. n. 1, relativo alla protezione della proprietà, subita dal proprietario di un immobile situato in prossimità di costruzione abusiva. La violazione sussiste qualora le autorità municipali non si conformino alla pronuncia giudiziaria che, in via definitiva, abbia accertato una violazione di regole urbanistiche e abbia emesso ordine di demolizione. Il rifiuto di conformarsi a tale ordine costituisce ingerenza dello Stato sul diritto di proprietà priva di base legale e contrasta con il principio di preminenza del diritto, che implica il dovere delle autorità statali di conformarsi al giudicato e agli atti amministrativi definitivi ed esecutori.
43663/98
Mason e altri – in materia di protezione della proprietà. Facendo seguito alla sentenza del 17 maggio 2005 che constatava la violazione dell’art. 1, Prot. n. 1, CEDU, con riferimento al ritardo nell’erogazione e alla quantificazione dell’indennizzo di esproprio, pronuncia sull’equa soddisfazione, disponendo per il risarcimento dei danni morali e materiali, oltre alle spese di giudizio ai sensi dell’art. 41 CEDU. Nella valutazione dei danni materiali si tiene conto della differenza tra il valore del fondo al tempo dell’espropriazione, determinato equitativamente e l’indennizzo di esproprio ricevuto in sede nazionale, più indicizzazione e interessi.
13611/04
Maugeri – in materia di fallimento. Constata la violazione degli artt. 8 e 13 CEDU, relativi rispettivamente al diritto al rispetto della vita privata e familiare e al diritto ad un ricorso effettivo, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
22689/04
Scorziello – in materia di fallimento. Constata la violazione dell’art. 8 CEDU relativo al diritto al rispetto della vita privata e familiare, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
23901/03
Gragnano – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 10% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU. Sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva; il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
26041/04
Casotti – in materia di fallimento. Constata la violazione dell’art. 8 CEDU, relativo al diritto al rispetto della vita privata e familiare con riferimento a procedura, fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
52578/99
Spadaro – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 20,5% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU. Sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva; il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
39638/04
Abbatiello – in materia di fallimento. Constata la violazione degli artt. 8 e 13 CEDU, relativi rispettivamente al diritto al rispetto della vita privata e familiare e al diritto ad un ricorso effettivo, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
43458/04
Scasserra – in materia di fallimento. Constata la violazione degli artt. 8 e 13 CEDU, relativi rispettivamente al diritto al rispetto della vita privata e familiare e al diritto ad un ricorso effettivo, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
62876/00
Istituto diocesano per il sostentamento del clero – cancellazione della causa dal ruolo, per intervenuto accordo tra le parti giudicato equo dalla Corte, relativamente ad una controversia in materia di espropriazioni. Con sentenza 17 novembre 2005 la Corte aveva accertato la violazione dell’art. 1 Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, avendo ritenuto contrastante con il principio di legalità l’espropriazione indiretta subita dal ricorrente.
45836/99
Capone e Centrella – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, qualora non sia stata concessa alcuna somma a titolo di equa riparazione.
4910/04
La Fazia – in materia di fallimento. Constata la violazione dell’art. 3 del Protocollo n. 1 CEDU, relativo al diritto a libere elezioni, dell’art. 8 CEDU, relativo al diritto al rispetto della vita privata e familiare e dell’art. 13 CEDU, relativo al diritto ad un ricorso effettivo, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
Votto – in materia di fallimento. Constata la violazione degli artt. 8 e 13 CEDU, relativi rispettivamente al diritto al rispetto della vita privata e familiare e al diritto ad un ricorso effettivo, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
64215/01
De Trana – in materia di ritardo nell’esecuzione di provvedimenti giudiziari. Constata la violazione degli artt. 6 par. 1 CEDU e 1 del Protocollo n. 1 CEDU, relativi rispettivamente al diritto ad un equo processo e alla protezione della proprietà. L’omissione delle competenti autorità nazionali di conformarsi ad un’ordinanza adottata ai sensi dell’art. 186 quater c.p.c. che stabiliva un credito di privati nei confronti dello Stato, protratta per circa venti anni e nonostante l’avvio di più procedure esecutive da parte dei creditori, costituisce violazione della Convenzione poichè il diritto all’esecuzione di decisioni giudiziarie è un aspetto del diritto di accesso alla giustizia. Tale omissione costituisce, inoltre violazione del diritto alla protezione della proprietà perché i crediti, se sufficientemente determinati e non contestati possono costituire « bene » ai sensi dell’art. 1, Prot. n. 1.l
4733/04
Renato Votto – in materia di fallimento. Constata la violazione degli artt. 8 e 13 CEDU, relativi, rispettivamente al diritto al rispetto della vita privata e familiare e al diritto ad un ricorso effettivo, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
14893/03
San Germano e De Falco – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 24% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU. Sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva; il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
38823/04
Di Crosta – in materia di fallimento. Constata la violazione degli art. 8 e 13 CEDU, relativi rispettivamente al diritto al rispetto della vita privata e familiare, sotto il profilo della libertà di corrispondenza, e al diritto ad un ricorso effettivo, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
29222/03
Grasso – in materia di fallimento. Constata la violazione degli art. 8 e 13 CEDU, relativi rispettivamente al diritto al rispetto della vita privata e familiare, sotto il profilo della libertà di corrispondenza, e al diritto ad un ricorso effettivo, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006..
15011/03
Giovanna e Giuseppe Rinaldi – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 17% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU. Sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva; il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
17712/03
Melegari – in materia di fallimento. Constata la violazione degli artt. 8 e 13 CEDU e dell’art. 3, Prot. n. 1 CEDU, relativi rispettivamente al diritto al rispetto della vita privata e familiare, sotto il profilo della libertà di corrispondenza, al diritto ad un ricorso effettivo ed al diritto a libere elezioni, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
15000/03
De Riggi e Telese – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 17% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU. Sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva; il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
13404/04
Federici – in materia di fallimento. Constata la violazione dell’art. 8 CEDU relativo al diritto al rispetto della vita privata e familiare, sotto il profilo della libertà di corrispondenza, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
35783/03
Cresci – in materia di fallimento. Constata la violazione degli art. 8 e 13 CEDU, relativi rispettivamente al diritto al rispetto della vita privata e familiare, sotto il profilo della libertà di corrispondenza, e al diritto ad un ricorso effettivo, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
399/02
Bocellari e Rizza in materia di pubblicità dei processi. Constata la violazione dell’art. 6, par. 1 CEDU, relativo al diritto ad un processo equo in relazione a procedimento svolto ai sensi dell’art. 4, comma sesto, della legge n. 1423 del 1956, in materia di applicazione di misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità, cui provvede il tribunale in camera di consiglio: ai fini di un equo processo, è essenziale che al soggetto interessato dal procedimento venga almeno offerta la possibilità di sollecitare una pubblica udienza.
35771/03
Esposito – in materia di fallimento. Constata la violazione degli art. 8 e 13 CEDU, relativi rispettivamente al diritto al rispetto della vita privata e familiare, sotto il profilo della libertà di corrispondenza, e al diritto ad un ricorso effettivo, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006..
58295/00
Zagaria in materia di colloqui tra imputato e difensore. Constata la violazione del combinato disposto de5ll’art. 6, par. 3, in combinazione con l’art. 6, par. 1, quando all’imputato che segue il proprio processo in videoconferenza non è assicurata la possibilità, coessenziale all’equità del processo, di comunicare in via confidenziale con il proprio difensore, nel momento in cui in giudizio si discute il merito dell’imputazione e vengono prodotte le prove.
35795/02
Asciutto – in materia di detenzione in regime di applicazione dell’art. 41-bis della legge n. 354 del 1975. Constata la violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un equo processo, sotto il profilo del diritto all’esame nel merito dei ricorsi, in conseguenza del sistematico ritardo, rispetto al termine legale di 10 giorni, nella decisione giudiziaria dei ricorsi avverso i provvedimenti applicativi del regime di detenzione speciale: la sistematicità di tali ritardi ha portato all’annullamento dell’impatto delle pronunce giudiziarie sui successivi provvedimenti di detenzione speciale che di tali pronunce non hanno tenuto conto. - in materia di controllo della corrispondenza ai sensi dell’art. 18 della legge n. 354 del 1975. Constata la violazione dell’art. 8 CEDU, relativo al diritto al rispetto della vita privata e familiare, poiché il controllo esercitato sulla corrispondenza ai sensi dell’art. 18 della legge n. 354 del 1975, nel testo previgente alle modifiche introdotte con la legge n. 95 del 2004, contrasta con il principio di legalità, non essendo stabilite motivazioni e durata delle misure di controllo, né risultando sufficientemente chiara l’estensione e le modalità di esercizio del relativo potere di controllo.
60395/00
Papalia – in materia di detenzione in regime di applicazione dell’art. 41-bis della legge n. 354 del 1975. Constata la violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un equo processo, sotto il profilo del diritto all’esame nel merito dei ricorsi avverso i provvedimenti in materia di detenzione speciale. Infatti la dichiarazione di irricevibilità dei ricorsi per difetto di interesse in conseguenza del decorso del termine legale di 10 giorni per la loro decisione, viola il diritto ad una pronuncia nel merito, annullando l’impatto delle pronunce giudiziarie sui successivi provvedimenti di detenzione speciale. - in materia di controllo della corrispondenza ai sensi dell’art. 18 della legge n. 354 del 1975. Constata la violazione dell’art. 8 CEDU,relativo al diritto al rispetto della vita privata e familiare, poiché il controllo esercitato sulla corrispondenza ai sensi dell’art. 18 della legge n. 354 del 1975, nel testo previgente alle modifiche introdotte con la legge n. 95 del 2004, contrasta con il principio di legalità.
36818/97
Pasculli – in materia di espropriazioni. Ai sensi dell’art. 41 CEDU, determina l’equa riparazione per la violazione dell’art. 1 Prot. n. 1 CEDU, relativo alla protezione della proprietà, già constatata con sentenza del 17 maggio 2005, per il contrasto dell’espropriazione indiretta con il principio di legalità. La liquidazione del danno materiale tiene conto del valore attuale del fondo e delle perdite subite, valutate in relazione al potenziale del fondo stesso, calcolato sulla base del costo di costruzione degli immobili eretti sul medesimo fondo dall’espropriante.
32747/02
Tangredi – in materia di durata dei processi: constata la violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, considerata l’insufficienza dell’equa riparazione concessa, pari al 25,8% di quella che sarebbe stata accordata dalla Corte EDU. Sussiste violazione anche per il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine dalla data in cui la pronuncia che l’ha stabilita è divenuta definitiva: in tal caso non vi è obbligo per il ricorrente di previo esperimento di azione esecutiva ai sensi dell’art. 35 CEDU; il ritardo nell’erogazione dell’equa riparazione ex lege n. 89 del 2001 oltre un ragionevole termine può determinare una frustrazione suscettibile di dar luogo ad una voce supplementare di danno in sede di applicazione dell’art. 41 CEDU.
25575/04
Drassich -in materia di diritto alla difesa. Constata la violazione del combinato disposto dell’art. 6 CEDU, paragrafi 1 e 3, lett. a e b, relativo al diritto ad un equo processo, sotto il profilo del diritto dell’imputato di essere informato della natura e dei motivi dell’accusa formulata a proprio carico e del diritto di disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la difesa. Tale violazione è derivata dalla riqualificazione giuridica, con sentenza della Corte di cassazione, del fatto reato, rispetto alla qualificazione nei precedenti gradi di giudizio. In caso di violazione del diritto ad un equo processo, il mezzo appropriato di riparazione della violazione è costituto, in via di principio, dalla riapertura o dal rinnovo del processo ad istanza dell’interessato.
14448/03
Bertolini – in materia di fallimento. Constata la violazione degli artt. 6, par. 1, 8, 13 CEDU e degli artt. 1 Prot. n. 1 e 2 Prot. n. 4 CEDU, relativi rispettivamente al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, al diritto al rispetto della vita privata e familiare, sotto il profilo della libertà di corrispondenza, al diritto ad un ricorso effettivo, alla protezione della proprietà privata e alla libertà di circolazione, con riferimento a procedura fallimentare anteriore all’entrata in vigore del decreto legislativo n. 5 del 2006.
20191/03
Aragosa – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6 CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata, anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001, qualora non sia stata concessa alcuna somma a titolo di equa riparazione.
39933/03
Buonfardieci – in materia di durata dei processi. Constata la violazione dell’art. 6, par. 1, CEDU, relativo al diritto ad un equo processo sotto il profilo della ragionevole durata anche all’esito di procedimento ex lege n. 89 del 2001.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 14
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 art. 8
 art. 8
 art. 8
 art. 8
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