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Timestamp: 2017-06-28 01:57:11+00:00

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Terra Equa. Festival del commercio equo e dell'economia solidale in Emilia-Romagna: La legge regionale
La legge Regionale 26/2009
LEGGE REGIONALE 29 dicembre 2009, n. 26 LR-ER-2009-26
Bollettino Ufficiale n. 226 del 29 dicembre 2009
1. La Regione, in coerenza con i principi di democrazia, uguaglianza, giustizia e solidarietà di cui all'articolo 2, comma 1, dello Statuto regionale, riconosce la funzione rilevante del commercio equo e solidale nella promozione in Emilia-Romagna dei valori di giustizia sociale ed economica, dello sviluppo sostenibile e di un modello produttivo fondato sulla cooperazione e sul rispetto per le persone e per l'ambiente.
3. La Regione sostiene, anche economicamente, iniziative finalizzate al perseguimento degli obiettivi di cui al
1. Il commercio equo e solidale è caratterizzato da un approccio alternativo al commercio internazionale
tradizionale, finalizzato ad ottenere una maggiore equità nelle relazioni economiche internazionali attraverso
migliori condizioni commerciali e sociali per i produttori ed i lavoratori dei paesi in via di sviluppo.
2. Il commercio equo e solidale promuove una relazione paritaria tra tutti i soggetti coinvolti nella catena di
commercializzazione, favorendo:
a) il pagamento al produttore di un prezzo equo e concordato, che gli garantisca un livello di vita adeguato e
dignitoso;
1. Ai fini della presente legge sono soggetti del commercio equo e solidale gli enti non aventi scopo di lucro,
organizzati in forma collettiva e democratica, che operano in forma stabile sul territorio regionale, appartenenti ad una delle seguenti categorie:
b) dagli enti che promuovono ed organizzano il settore a livello nazionale, quali AGICES (Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale), e a livello regionale.
1. Ai fini della presente legge i prodotti del commercio equo e solidale possiedono almeno una delle seguenti
Art. 5Interventi per la diffusione del commercio equo e solidale1. La Regione, per il conseguimento delle finalità e degli obiettivi previsti all'articolo 1:
a) promuove iniziative divulgative e di sensibilizzazione, mirate a diffondere la realtà del commercio equo e
solidale e ad accrescere nei consumatori la consapevolezza degli effetti delle proprie scelte di consumo, in
particolare delle ricadute sociali ed ambientali derivanti dalla produzione e commercializzazione del prodotto;
b) promuove specifiche azioni educative nelle scuole, finalizzate a conoscere le problematiche connesse alle
implicazioni delle scelte di consumo, stimolando una riflessione sul consumo consapevole e sulle opportunità
offerte dai prodotti del commercio equo e solidale;
2. I Comuni con oltre 50 mila abitanti possono istituire, con le modalità previste all'articolo 6 della legge regionale 25 giugno 1999, n. 12 (Norme per la disciplina del commercio su aree pubbliche in attuazione del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114), mercati e fiere su aree pubbliche aventi come merceologia prevalente o esclusiva i prodotti del commercio equo e solidale.
Art. 6Giornata regionale del commercio equo e solidale1. La Regione, al fine di promuovere la conoscenza e la diffusione del commercio equo e solidale, promuove e sostiene, con specifici contributi alle organizzazioni e agli enti di cui all'articolo 3, comma 1, le giornate del
commercio equo e solidale, quale momento di incontro tra la comunità emiliano-romagnola e la realtà del
Art. 7Disposizioni attuative1. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale definisce:
a) i criteri e le modalità attuative degli specifici interventi di cui all'articolo 5, comma 1, lettera f), ed all'articolo 6;
c) i requisiti che devono possedere i soggetti del commercio equo e solidale beneficiari degli aiuti di cui alla
presente legge, nonché le modalità di individuazione dei medesimi soggetti, come previsto dall'articolo 3, comma 3.
Art. 8Clausola valutativa1. L'Assemblea legislativa esercita il controllo sull'attuazione della presente legge e ne valuta i risultati ottenuti. A tal fine la Giunta regionale, trascorsi due anni dall'entrata in vigore della legge e con successiva periodicità biennale, presenta alla Commissione assembleare competente una relazione sui seguenti aspetti:
a) lo stato di attuazione degli interventi previsti dagli articoli 5 e 6, evidenziando i risultati raggiunti e le eventuali criticità riscontrate;
b) le tipologie dei soggetti beneficiari, le risorse stanziate ed erogate per i contributi di cui all'articolo 5.
2. Le competenti strutture dell'Assemblea e della Giunta si raccordano per la migliore realizzazione del
monitoraggio e per la valutazione congiunta dell'impatto che le iniziative assunte hanno avuto sull'andamento dei consumi di prodotti del commercio equo e solidale nel territorio regionale.
Art. 9Disposizioni in materia di aiuti di Stato1. Tutte le agevolazioni previste dalla presente legge sono concesse nel rispetto dei limiti stabiliti per gli aiuti di importanza minore (de minimis) in applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato CE.
Art. 10Trattamento dei dati personali 1. Le operazioni di diffusione e comunicazione derivanti dall'applicazione della presente legge sono oggetto di disciplina con atto di natura regolamentare.
Art. 11Disposizioni finanziarie
1. Agli oneri derivanti dall'attuazione della presente legge si fa fronte con i fondi annualmente stanziati nelle unità previsionali di base e relativi capitoli del bilancio regionale con riferimento alle leggi di spesa settoriali vigenti, che verranno dotati della necessaria disponibilità ai sensi di quanto disposto dall'articolo 37 della legge regionale 15 novembre 2001, n. 40 (Ordinamento contabile della Regione Emilia-Romagna, abrogazione delle L.R. 6 luglio 1977, n. 31 e 27 marzo 1972, n. 4).
2. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle iniziative di cui all'articolo 5, comma 1, lettera f), e all'articolo 6 della presente legge, si fa fronte mediante l'istituzione di apposite unità previsionali di base e relativi capitoli, che verranno dotati della necessaria disponibilità ai sensi di quanto disposto dall'articolo 37 della legge regionale n. 40 del 2001.

References: Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11