Source: https://renatodisa.com/2014/10/01/consiglio-di-stato-sezione-iv-sentenza-22-settembre-2014-n-4731-il-potere-di-pianificazione-urbanistica-del-territorio-la-cui-attribuzione-e-conformazione-normativa-e-costituzionalmente-conferit/
Timestamp: 2018-11-19 11:53:35+00:00

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Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 22 settembre 2014, n. 4731. Il potere di pianificazione urbanistica del territorio, la cui attribuzione e conformazione normativa è costituzionalmente conferita alla potestà legislativa concorrente dello Stato e delle Regioni, ai sensi dell'art. 117, comma 3°, Cost. ed il cui esercizio è normalmente attribuito, pur nel contesto di ulteriori livelli ed ambiti di pianificazione, al Comune, non è limitato alla individuazione delle destinazioni delle zone del territorio comunale, ed in particolare alla possibilità e limiti edificatori delle stesse. Infatti, tale potere di pianificazione deve intendersi in relazione ad un concetto di urbanistica che non è limitato solo alla disciplina coordinata della edificazione dei suoli ma che, per mezzo della disciplina dell'utilizzo delle aree, realizzi anche finalità economico - sociali della comunità locale nel quadro di rispetto e positiva attuazione di valori costituzionalmente tutelati. Tali finalità sono peraltro desumibili fin dalla legge 17 agosto 1942 n. 1150, che individua il contenuto della "disciplina urbanistica e dei suoi scopi", non solo nell'"assetto ed incremento edilizio" dell'abitato, ma anche nello "sviluppo urbanistico in genere nel territorio della Repubblica" - Avvocato Renato D'Isa
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 22 settembre 2014, n. 4731. Il potere di pianificazione urbanistica del territorio, la cui attribuzione e conformazione normativa è costituzionalmente conferita alla potestà legislativa concorrente dello Stato e delle Regioni, ai sensi dell’art. 117, comma 3°, Cost. ed il cui esercizio è normalmente attribuito, pur nel contesto di ulteriori livelli ed ambiti di pianificazione, al Comune, non è limitato alla individuazione delle destinazioni delle zone del territorio comunale, ed in particolare alla possibilità e limiti edificatori delle stesse. Infatti, tale potere di pianificazione deve intendersi in relazione ad un concetto di urbanistica che non è limitato solo alla disciplina coordinata della edificazione dei suoli ma che, per mezzo della disciplina dell’utilizzo delle aree, realizzi anche finalità economico – sociali della comunità locale nel quadro di rispetto e positiva attuazione di valori costituzionalmente tutelati. Tali finalità sono peraltro desumibili fin dalla legge 17 agosto 1942 n. 1150, che individua il contenuto della “disciplina urbanistica e dei suoi scopi”, non solo nell'”assetto ed incremento edilizio” dell’abitato, ma anche nello “sviluppo urbanistico in genere nel territorio della Repubblica”
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sentenza 22 settembre 2014, n. 4731
sul ricorso numero di registro generale 10069 del 2005, proposto da:
Fa.Ma. e Fa.Ca., rappresentati e difesi dagli avv. Cu.Ci., An.Ro., con domicilio eletto presso An.Ro. in Roma, via (…);
Regione Calabria, rappresentato e difeso dall’avv. Do.Gu., con domicilio eletto presso Gi.To. in Roma, viale (…);
Comune di Scalea, rappresentato e difeso dagli avv. Gu.Pu., Gi.Es., con domicilio eletto presso Gi.Es. in Roma, via (…) ed altri (…);
quanto al ricorso n. 10069 del 2005:
della sentenza del T.A.R. Calabria – Catanzaro :sezione I n. 00681/2005, resa tra le parti, concernente approvazione del Piano regolatore generale di Scalea
quanto al ricorso n. 6582 del 2011:
della sentenza del T.A.R. Calabria – Catanzaro :sezione I n. 00031/2011, resa tra le parti, concernente cessazione validità schema convenzione e piano lottizzazione insediamento residenziale “la bruca”
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Regione Calabria e di Comune di Scalea;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 17 giugno 2014 il Cons. Oberdan Forlenza e uditi per le parti gli avvocati Ci. ed altri (…);
1. Con l’appello r.g. n. 10069/2005, i signori Fr.Ma. e Ma.Fa. impugnano la sentenza 26 aprile 2005 n. 681, con la quale il TAR per la Calabria, sez. I di Catanzaro, ha respinto il ricorso da loro proposto avverso gli atti di approvazione del Piano regolatore generale del Comune di Scalea, nella parte in cui questo conferisce ad un terreno di loro proprietà una destinazione in parte agrituristica (zona E1), in parte aeroportuale (zona F), in parte agricola (zona E), in luogo della precedente destinazione ad espansione turistica (zona CT5 con indice di fabbricabilità 0,80 mc/mq).
a) error in iudicando, poiché “la scelta dell’amministrazione di sopprimere le zone di espansione turistica e di sacrificare diritti e/o legittime aspettative ormai venutesi a creare in capo ai signori Fazio risulta priva di qualsiasi motivazione”. Ciò alla luce del fatto che gli appellanti “a seguito dell’approvazione del piano di lottizzazione con delibera del Consiglio Comunale di Scalea n. 49 del 22 ottobre 1983 e dello schema di convenzione sottoscritto dagli stessi signori Fa. e siglato dal Sindaco hanno acquisito diritti soggettivi (o quantomeno legittime aspettative)”; in definitiva “il piano di lottizzazione è stato autorizzato dal Sindaco nel momento in cui ha apposto la propria firma”;
d) error in iudicando, poiché vi è illogicità delle scelte urbanistiche “non in linea con le esigenze di sviluppo socio economico delle zone dell’alto tirreno cosentino, di cui invece avrebbe tenuto conto il piano di coordinamento territoriale predisposto dalla Provincia, né con lo sviluppo demografico di Scalea” (v., in part., pagg. 19 – 20 appello);
Si è costituito in giudizio il Comune di Scalea che, con memoria del 13 maggio 2014, ha preliminarmente eccepito l’inammissibilità e/o improcedibilità per sopravvenuto difetto di interesse a seguito della mancata impugnazione del PSC adottato dal Consiglio comunale di Scalea con delibera n. 1/2009. Ha comunque concluso richiedendo il rigetto dell’appello, stante la sua infondatezza.
2. Con l’ulteriore appello n. 6582/2011 r.g., i signori Fazio impugnano la sentenza 12 gennaio 2011 n. 31, con la quale il TAR per la Calabria, sez. I, ha rigettato il ricorso proposto avverso la deliberazione 14 novembre 1994 n. 61, con la quale il Consiglio comunale di Scalea ha dichiarato cessata la validità dello schema di convenzione, nonché del relativo piano di lottizzazione per un insediamento residenziale, già assentito ai germani Fazio.
– “l’amministrazione, dopo avere approvato un piano di lottizzazione e prima della stipula della relativa convenzione, (può) rivedere le proprie determinazioni pianificatorie sulla medesima area (e quindi, conseguentemente, decidere di non stipulare più la convenzione di lottizzazione); ciò discende dalla natura meramente programmatoria del piano di lottizzazione che è, di per sé, inidoneo a far sorgere in capo ai privati aspettative giuridicamente qualificate”;
a1) error in iudicando; travisamento, poiché i signori Fazio “hanno acquisito diritti soggettivi (o quanto meno legittime aspettative) in ordine alla costruzione di un insediamento residenziale in loc. La Bruca”, che “non possono essere ignorati con un colpo di spugna e senza alcuna motivazione”. Peraltro, il piano di lottizzazione era stato autorizzato dal Sindaco “nel momento in cui ha apposto la propria firma”. Inoltre, se l’amministrazione comunale ha agito in autotutela, avrebbe dovuto comunicare l’avvio del procedimento ai privati;
c1) error in iudicando, poiché “l’accordo contrattuale intercorso tra l’amministrazione comunale e i fratelli Fazio ha cristallizzato un rapporto giuridico di natura contrattuale vincolante per entrambe le parti e che ha determinato un reale affidamento nel privato”, di modo che, ai fini dell’attuazione, sono irrilevanti successive modificazioni normative eventualmente intervenute.
Si è costituito in giudizio il Comune di Scalea, che ha concluso per il rigetto dell’appello, stante la sua infondatezza.
4. Il Collegio ritiene di poter prescindere dalla eccezione di improcedibilità dell’appello n. 10069/2005, formulata dal Comune di Scalea – ed avverso la quale gli appellanti hanno controdedotto con memoria del 20 maggio 2014, assumendo che il nuovo Piano strutturale adottato avrebbe natura programmatica e non prescrittiva – poiché ambedue i ricorsi in appello sono infondati nel merito.
Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale – Sezione Quarta – definitivamente pronunciando sugli appelli proposti da Fazio Francesco Maria e Fazio Maria Caterina (nn. 10069/2005 e 6582/2011 r.g.), riunisce gli appelli e li rigetta, e, per l’effetto, conferma le sentenze impugnate.
Condanna gli appellanti, in solido, al pagamento delle spese, diritti ed onorari di giudizio, in favore del Comune di Scalea e della Regione Calabria, che liquida, in favore di ciascuno di essi, in Euro 1.500,00 (millecinquecento/00), oltre accessori come per legge.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2014-10-01T18:22:57+00:001 ottobre 2014|Consiglio di Stato, Consiglio di Stato 2014, Diritto Amministrativo, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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