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Timestamp: 2020-04-02 04:34:27+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 14046 del 06/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 14046 del 06/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 06/06/2017, (ud. 04/05/2017, dep.06/06/2017), n. 14046
sul ricorso 13663/2016 proposto da:
dall’avvocato RAFFAELLA LUPO;
SO.GET SPA;
avverso la sentenza n. 11069/45/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
Con ricorso in Cassazione affidato a un unico motivo, nei cui confronti il concessionario della riscossione non ha spiegato difese scritte, il contribuente impugnava la sentenza della CTR della Campania, relativa all’impugnativa di un avviso d’accertamento in tema d’ICI per il 2007, lamentando la violazione delle norme in tema di notifica degli atti impositivi, in quanto, erroneamente la CTR aveva ritenuto l’atto d’appello inammissibile, perchè notificato a mezzo di agenzia di poste private, in quanto il D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 16, comma 3, prevede anche la possibilità di “consegna diretta” dell’atto all’impiegato del Ministero delle Finanze o dell’ente locale che ne rilascia ricevuta sulla copia.
Secondo l’orientamento di questa Corte, “In tema di contenzioso tributario, la notifica a mezzo posta del ricorso introduttivo del giudizio tributario effettuata mediante un servizio gestito da un licenziatario privato deve ritenersi inesistente, e come tale non suscettibile di sanatoria, atteso che il D.Lgs. n. 261 del 1999, art. 4, comma 1, lett. a), che ha liberalizzato i servizi postali, stabilisce che per esigenze di ordine pubblico sono comunque affidati in via esclusiva alle Poste Italiane s.p.a. le notificazioni a mezzo posta degli atti giudiziari di cui alla L. n. 890 del 1982, tra cui vanno annoverate quelle degli atti tributari sostanziali e processuali” (Cass. ord. n. 19467/16, 15347/15, 27021/14, ord. n. 2262/13, 3932/11, 11095/08, 20440/06, contra Cass. n. 2922/15, non condivisa dal Collegio, in quanto del tutto marginale nel panorama giurisprudenziale).
La sentenza impugnata è palesemente difforme da tale principio di diritto e merita, dunque, cassazione. Inoltre, la tesi che le notifiche a mezzo corrieri privati sarebbero legittime, visto che è consentita la “consegna diretta”, dal D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 16, comma 3, è priva di pregio, in quanto, nell’ipotesi di consegna dell’atto “a mani” dell’impiegato addetto, la ricevuta rilasciata da quest’ultimo, per la qualifica rivestita di addetto alla ricezione dell’ente, e per il timbro apposto proveniente dall’ente stesso, è sicuramente una garanzia di fidefacienza, come modello previsto per legge. La mancata costituzione del concessionario della riscossione, esonera il Collegio dal provvedere sulle spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 16
 art. 4
 Cass. 
 sentenza 
 art. 16