Source: http://www.coopfirenze.it/statuto
Timestamp: 2017-07-24 12:57:37+00:00

Document:
Lo Statuto e il regolamento trasparenza della cooperativa Unicoop Firenze sc
Approvato con assemblea
generale del 6 giugno 2015.
vigore dal 1° gennaio 2016.
1. È costituita con sede in Firenze una società
cooperativa di consumatori, sotto la denominazione
di “UNICOOP FIRENZE società cooperativa”,
in sigla “Unicoop Firenze sc”.
2. La cooperativa avrà durata fino al 30 Giugno
2068, prorogabile con deliberazione dell’assemblea
3. La cooperativa aderisce ad una associazione
nazionale di rappresentanza, coerente con lo scopo
e l’oggetto sociale del presente statuto.
4. La cooperativa persegue la funzione sociale, lo
scopo e i principi mutualistici senza fini di speculazione
privata previsti dall’art. 45 della Costituzione
5. Si conforma inoltre ai principi dell’Alleanza
Cooperativa Internazionale e si ispira alla Carta
dei Valori delle cooperative di consumatori.
6. La cooperativa ricerca il più ampio dialogo
operativo con la società civile, segnatamente con
le organizzazioni imprenditoriali e sindacali e le
a) fornire ai consumatori, soci e non, beni e servizi
di buona qualità alle migliori condizioni possibili;
b) salvaguardare gli interessi dei consumatori,
la loro salute e sicurezza anche accrescendone e
migliorandone l’informazione e l’educazione attraverso
apposite iniziative;
c) stimolare lo spirito di previdenza e di risparmio
d) collaborare allo sviluppo e alla diffusione del
movimento cooperativo, contribuendo al rafforzamento
della mutualità anche attraverso il sostegno
di attività di ricerca e formazione nel settore
e) contribuire a tutelare l’ambiente;
f) stimolare e diffondere l’attività solidaristica
anche con iniziative a favore dei Paesi in via di
a) all’acquisto, produzione, manipolazione, trasformazione
di generi alimentari e non per la
vendita a soci e terzi in negozi al dettaglio - ed
eventualmente anche in esercizi di somministrazione
- ricercando con i fornitori accordi per
il rispetto di standard di qualità e sicurezza dei
prodotti nonché di tutela ambientale, che essa
intende controllare avvalendosi di strutture e organismi
b) ad organizzare servizi accessori e complementari
c) alla gestione di magazzini per la vendita all’ingrosso
a cooperative di consumo ed altri soggetti
non in confl itto con gli interessi sociali, a maggior
3. Con riferimento all’attività mutualistica e alla
realizzazione degli interessi dei soci, nel rispetto
del principio di parità di trattamento, la cooperativa
a) effettuare vantaggiose offerte riservate esclusivamente
ai soci ed ai loro familiari;
b) ripartire i ristorni secondo i criteri stabiliti dal
c) tutelare il risparmio dei soci attraverso la raccolta
di prestiti, esclusivamente finalizzata al conseguimento
dell’oggetto sociale e disciplinata da
apposito regolamento. È categoricamente vietata
la raccolta del risparmio tra il pubblico;
d) assicurare una idonea informazione sull’attività
sociale ed attivare la partecipazione democratica
dei soci alla vita della cooperativa, segnatamente
attraverso le assemblee separate e le sezioni soci;
e) promuovere, mediante apposite iniziative e
servizi permanenti, lo svolgimento di attività culturali,
ricreative ed in genere socialmente utili a favore dei soci e delle loro famiglie.
4. Per l’attuazione degli scopi sociali la cooperativa
può stipulare contratti e compiere tutte le
operazioni e tutti gli atti utili.
5. Sempre al fine di meglio conseguire l’oggetto
sociale, la cooperativa può assumere interessenze
e partecipazioni in altre società cooperative,
aderire ad enti ed organismi economici anche
con scopi consortili o fideiussori, costituire o assumere
partecipazioni in società di qualsiasi tipo,
anche indirettamente utili a facilitare il conseguimento
6. Per l’attuazione degli scopi solidaristici la cooperativa
può costituire o partecipare allo sviluppo
di Organizzazioni o Enti il cui scopo è volto al
conseguimento di finalità di solidarietà sociale.
7. La cooperativa svolge la propria attività anche
1. Il numero dei soci è illimitato e non potrà mai
essere inferiore a cinquanta.
2. Possono essere soci:
a) tutti i consumatori aventi capacità di agire che
non esercitino in proprio imprese in concorrenza
con quelle esercitate dalla società e che non svolgano
attività dichiaratamente o manifestamente
in contrasto con gli scopi economici e sociali della
b) altre cooperative, società di mutuo soccorso,
istituti di educazione, di beneficenza, di assistenza,
ospedali, opere pie ed altri enti, purché provvisti
3. L’aspirante socio dovrà presentare al consiglio
di gestione domanda scritta contenente le seguenti
a) per le persone fisiche: nome, cognome, residenza
o domicilio luogo e data di nascita, cittadinanza;
b) per le persone giuridiche: denominazione, ragione
sociale, sede legale e posta elettronica certificata;
c) dichiarazione di non esercitare in proprio attività
in concorrenza con quelle della società;
d) quota che intende sottoscrivere entro i limiti
e) dichiarazione di attenersi allo statuto sociale,
ai regolamenti interni e alle deliberazioni adottate
4. La domanda di ammissione presentata dai
soggetti di cui alla lettera b) del comma 2 dovrà
essere sottoscritta dal legale rappresentante,
dovrà contenere quanto previsto dal comma 3.
del presente articolo ed essere corredata da copia
dello statuto e dall’estratto della deliberazione
con la quale l’organo sociale competente ha deciso
di richiedere l’ammissione a socio, nonché
di obbligarsi a versare la quota che intende sottoscrivere
e di accettare lo statuto, i regolamenti e
le deliberazioni adottate dagli organi sociali della
5. Il consiglio di gestione provvede motivatamente
sulla domanda con apposita deliberazione da
comunicarsi all’interessato nei successivi sessanta
6. L’accoglimento avrà efficacia solo dopo che la
relativa deliberazione sia stata trascritta nel libro
soci: il che avrà luogo solo dopo che il richiedente
ammesso abbia effettuato il versamento della
quota sottoscritta e sempreché vi provveda nei
tempi e nei termini indicati nella comunicazione
di accoglimento.
7. Nella relazione al bilancio il consiglio di gestione
espone le determinazioni assunte in tema di
ammissione di nuovi soci e ne illustra le ragioni.
ARTICOLO 4 - Misure di trasparenza
1. La cooperativa attraverso il proprio sito web
a) il bilancio d’esercizio annuale nella sua versione
b) i rapporti relativi agli sconti a loro esclusivamente
applicati, per gruppi di prodotti, dai quali si
deduce la quota media dello sconto, l’ammontare
totale e il numero dei soci che ne hanno beneficiato;
c) il resoconto delle iniziative assunte dalla cooperativa
in favore dei soci e i relativi costi;
d) il resoconto delle iniziative assunte dalla cooperativa
in favore della comunità e i relativi costi.
2. Tali informazioni saranno disponibili ai soci
anche attraverso corner informatici istituiti nei
principali punti di vendita ovvero tramite il periodico
sociale (house organ).
3. Le modalità attuative relative al presente articolo
sono disciplinate con regolamento.
ARTICOLO 5 - Obblighi dei soci
b) all’osservanza dello statuto sociale, dei regolamenti
interni e delle deli berazioni adottate dagli
c) a comunicare tempestivamente con mezzi
idonei ad assicurare la prova dell’avvenuto ricevimento
ogni variazione di indirizzo e ogni notizia
rilevante ai fini del rapporto sociale.
2. I soci altresì partecipano alla vita sociale e cooperano
con i loro acquisti di beni e servizi offerti
dai negozi cooperativi all’attuazione dello scambio
mutualistico ed all’incremento dell’attività sociale.
ARTICOLO 6 - Scioglimento del rapporto
1. Lo scioglimento del rapporto sociale nei confronti
dei singoli soci può verificarsi per recesso,
esclusione, morte o estinzione (se trattasi di socio
di cui al precedente art. 3 comma 2 lett. b).
2. Ove pervenga notizia che la morte o l’estinzione
del socio non sono state comunicate alla
cooperativa il consiglio di gestione accerta con
apposita deliberazione l’avvenuto scioglimento
del rapporto e ne dà le opportune comunicazioni.
1. Il recesso è ammesso in ogni tempo:
(i) nei casi previsti dal primo comma dell’art.
2437 del codice civile;
(ii) nel caso in cui il socio trasferisca la propria
residenza all’estero o, se in Italia, in un
comune ricadente nel territorio di una provincia
nella quale non venga a quel
momento svolta l’attività sociale;
(iii) in ogni altro caso a condizione che al momento
del ricevimento del preavviso (che
dovrà essere di almeno novanta giorni) siano
già completamente decorsi almeno due
anni dalla data di effettiva ammissione di
cui al precedente art. 3.6.
2. La volontà di esercitare il recesso deve essere
comunicata in modo inequivoco tramite posta
elettronica certificata ovvero lettera raccomandata
di efficacia ricettizia da indirizzare nella sede
legale della cooperativa. Ricevuta la domanda di
recesso il consiglio di gestione, entro i successivi
60 giorni, valutata la sussistenza dei presupposti
previsti dalla legge o dallo statuto, determina in
merito con apposita deliberazione da comunicare
al socio nei successivi quindici giorni.
3. In caso di accoglimento della domanda il recesso
ha effetto dalla data in cui è stata ricevuta la
comunicazione della relativa deliberazione.
1. L’esclusione comporta (fatto salvo quanto previsto
dal successivo art. 9) la perdita dei diritti spettanti
al socio e opera nei confronti dei soci che:
a) siano stati dichiarati interdetti, o inabilitati
anche temporaneamente, o siano decaduti per la
perdita di una o più delle condizioni previste per
b) non abbiano ottemperato alle disposizioni
dello statuto sociale, dei regolamenti interni e
c) senza giustificato motivo, e pur dopo formale
sollecitazione e diffida, non effettuino entro
il termine loro fissato dal consiglio di gestione i
versamenti stabiliti nell’articolo 5 o il pagamento
di altri loro even tuali debiti verso la cooperativa a
qualsiasi altro titolo;
d) non abbiano tempestivamente comunicato,
con mezzi idonei ad assicurare la prova dell’avvenuto
ricevimento, il cambio di indirizzo effettivo
e/o eletto (come accertato tramite verifica postale);
e) in qualunque modo arrechino un danno materiale
o morale alla cooperativa;
f) se rientranti nelle categorie di cui al precedente
art. 3.2 lett. b), siano posti in liquidazione
(anche coatta) o siano sottoposti o abbiano fatto
ricorso a procedure concorsuali.
2. Ai sensi dell’art. 5 del Decreto del Ministro
dello Sviluppo Economico del 18 settembre 2014,
è altresì escluso il socio che, nel corso dell’esercizio
sociale precedente:
- non ha partecipato ad almeno una riunione
dell’assemblea ordinaria, straordinaria o
consultiva o del consiglio della sezione soci;
- né abbia acquistato beni o servizi;
- né abbia intrattenuto con la cooperativa rapporti
finanziari, quali il prestito sociale.
3. La deliberazione di esclusione è adottata dal
consiglio di gestione e deve essere comunicata
all’ex socio nei successivi trenta giorni.
4. Le modalità attuative relative al presente articolo
ARTICOLO 9 - Liquidazione e rimborso della quota
1. In caso di morte o estinzione la quota viene
liquidata nei confronti degli aventi diritto sulla
base del bilancio dell’esercizio dell’anno in cui si
sono verificati tali avvenimenti ed è rimborsata
entro centottanta giorni dalla data di approvazione
di detto bilancio.
2. In caso di recesso o esclusione la quota viene
base del bilancio dell’esercizio dell’anno in cui il
consiglio di gestione ha adottato la relativa deliberazione
ed è rimborsata entro centottanta giorni
dalla data di approvazione di detto bilancio. Titolo III - Capitale sociale - Gestione sociale - Bilancio
ARTICOLO 10 - Capitale sociale
1. Il capitale sociale è variabile ed è costituito da
un numero di quote individuali corrispondente
al numero comples sivo dei soci.
ARTICOLO 11 - Quote
1. Le quote sono solo nominative e i soci non
possono trasferirne la proprietà o altro diritto reale,
sottoporle a pegno o costituirvi altro vincolo
o diritto a favore di terzi.
ARTICOLO 12 - Bilancio
1. Il bilancio comprende l’esercizio sociale dal
primo gennaio al trentuno dicembre di ogni
anno e deve essere approvato dal consiglio di sorveglianza,
sentito il parere delle assemblee consultive
delle sezioni soci di cui all’art. 26.
2. La relazione al bilancio di esercizio del consiglio
di gestione indica i criteri seguiti nella
gestione sociale in funzione delle finalità statutarie
ed in particolare per il conseguimento dello
scopo mutualistico, nonché la condizione di
prevalenza dell’attività svolta in favore dei soci.
ARTICOLO 13 - Ristorni
1. L’assemblea può deliberare, su proposta del
consiglio di sorveglianza, sentito il consiglio di
gestione, la restituzione, a titolo di ristorno, di parte del prezzo pagato da ogni singolo socio per
gli acquisti di beni effettuati nell’anno, al cui volume
l’entità del ristorno è commisurata.
2. La cooperativa riporta separatamente nel
bilancio, in funzione del ristorno, i dati relativi
all’attività svolta con i soci.
3. Le somme complessive restituibili ai soci a
titolo di ristorno non possono eccedere l’avanzo
di gestione che la cooperativa ha conseguito
nell’anno dall’attività svolta con i soci, al quale
devono essere rapportate.
4. L’assemblea può deliberare la distribuzione
del ristorno, in tutto o in parte, mediante aumento
della singola quota.
ARTICOLO 14 - Destinazione degli utili
1. L’utile di esercizio risultante dal bilancio sarà
destinato dall’assemblea ordinaria dei soci come
a) per almeno il 30% al fondo di riserva legale;
b) per la quota stabilita dalla legge al fondo mutualistico
per la promozione e lo sviluppo della
c) l’eventuale residuo, a discrezione dell’assemblea:
(i) una quota per rivalutazione del capitale sociale
in misura non superiore al massimo consentito
dalle leggi speciali per le cooperative;
(ii) una quota per dividendo al capitale sociale
effettivamente versato, in misura non superiore
a quanto previsto dal successivo art. 15;
(iii) una quota al fondo di riserva straordinaria.
1. È vietato distribuire i dividendi in misura superiore
all’interesse massimo dei buoni postali
fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto
al capitale effettivamente versato.
2. È vietato remunerare strumenti finanziari, da
chiunque sottoscritti, in misura superiore a due
punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi.
1. E’ vietato distribuire le riserve, sotto qualsiasi
forma, fra i soci durante la vita sociale.
1. In caso di scioglimento della cooperativa l’intero
patrimonio sociale (dedotto soltanto il capitale
sociale effettivamente versato e rivalutato e i
di videndi eventualmente maturati) sarà devoluto
ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo
1. Le clausole mutualistiche di cui agli articoli 15,
16 e 17 sono inderogabili e devono essere osservate:
la loro modifica o soppressione è deliberata
dall’assemblea straordinaria con la maggioranza
dei due terzi dei soci rappresentati dai delegati
presenti eletti dalle assemblee separate.
Titolo V - Assemblee
1. Le assemblee sono ordinarie e straordinarie; esse
devono essere precedute dalle assemblee separate.
2. Le assemblee sono convocate dal consiglio
di gestione, previa comunicazione al presidente
del consiglio di sorveglianza, almeno una volta
all’anno entro il termine di centoventi giorni
dalla chiusura dell’esercizio sociale. Ricorrendo i presupposti di legge e comunque qualora abbiano
luogo le assemblee separate, l’assemblea è
convocata entro centottanta giorni dalla chiusura
dell’esercizio sociale; in tal caso il consiglio di
gestione segnala nella relazione prevista dall’art.
2428 cod. civ. le ragioni della dilazione. La convocazione
ha luogo mediante avviso contenente
l’ordine del giorno, il luogo - che può anche essere
in un comune diverso da quello ove la società ha
sede, purché in Italia - la data e l’ora di prima e
seconda convocazione, con intervallo di almeno
3. L’avviso deve essere esposto in tutti i punti di
vendita della cooperativa, pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale della Repubblica Italiana e comunicato
anche attraverso il sito internet della cooperativa
almeno quindici giorni prima di quello
fissato per la prima convocazione della prima
assemblea separata.
4. Fermi i poteri di convocazione statuiti da disposizioni
di legge o di questo statuto, le assemblee
possono essere convocate anche dal consiglio
di sorveglianza, previa comunicazione al presidente
del consiglio di gestione.
5. Il consiglio di gestione o il consiglio di sorveglianza
potranno, a loro discrezione, usare
qualunque altra forma di pubblicità in aggiunta
a quelle obbligatorie stabilite dalla legge e dal presente
a) delibera sulla destinazione degli utili e sugli
eventuali ristorni;
b) nomina e revoca i componenti del consiglio di
sorveglianza, nonché il suo presidente;
c) nell’anno precedente la scadenza del consiglio
di sorveglianza, su proposta del detto organo in carica,
determina il numero dei componenti del consiglio
di sorveglianza per i tre successivi esercizi;
d) nell’anno precedente la scadenza del consiglio
di sorveglianza, nomina, su proposta del detto
organo in carica, la commissione elettorale e il
relativo presidente (che restano in carica per i tre
esercizi successivi alla nomina).La commissione elettorale procede alla formazione,
sotto la guida e il coordinamento del presidente,
della lista dei candidati al consiglio di sorveglianza
e all’eventuale sostituzione di quelli in carica,
come disciplinato da apposito regolamento. I
componenti della commissione elettorale devono
essere scelti fra i soci della cooperativa che siano
iscritti nel libro soci da almeno 8 anni, con comprovati
requisiti di onestà e onorabilità nonché
con comprovata esperienza maturata all’interno
della cooperativa o dei consigli delle sezioni soci
o che godano di riconosciuto prestigio nel mondo
e) sentito il consiglio di sorveglianza, nomina il
soggetto cui è affidato l’incarico di effettuare la revisione
legale dei conti e provvede alla sua revoca;
f) determina il compenso per i componenti del
consiglio di sorveglianza e del presidente nonché
il corrispettivo spettante al soggetto cui è demandata
la revisione legale dei conti;
g) approva i regolamenti che determinano le modalità
di elezione degli organi sociali nonché ogni
altro regolamento che le venga proposto;
h) potrà deliberare sulle responsabilità del consiglio
i) approva il bilancio qualora lo richieda almeno
un terzo dei componenti il consiglio di sorveglianza;
j) delibera sugli altri oggetti attribuiti alla sua
competenza dalla legge o dallo statuto.
2. L’assemblea straordinaria delibera sulle modificazioni dello statuto, salvo quanto disposto
dal successivo art. 31 lettera j), sulla pro roga della
durata, sullo scioglimento anticipato della cooperativa,
sulla nomina, sostituzione e poteri dei
liquidatori (scegliendoli preferibilmente fra i soci)
e su ogni altra materia attribuita dalla legge alla
3. Fermo il diritto di intervento in assemblea
ordinaria e straordinaria, i soci hanno anche il
diritto a far pervenire alla cooperativa, anteriormente
allo svolgimento dell’assemblea generale
ordinaria e straordinaria, domande sui temi indicati
all’ordine del giorno. Il consiglio di gestione
è tenuto a rispondere a tali domande prima
dell’assemblea generale ordinaria e straordinaria
o durante il suo svolgimento.
Le modalità e i tempi di accoglimento delle domande
nonché di risposta alle stesse da parte della
cooperativa sono disciplinate con regolamento.
ARTICOLO 21 - Votazioni
1. L’assemblea generale si compone dei delegati
espressi dalle assemblee separate ma possono
assistervi anche i soci non delegati che abbiano
partecipato a queste ultime.
sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente
costituita quando siano presenti tanti delegati
eletti nelle assemblee separate che rappresentino
la metà più uno dei soci della cooperativa. In
seconda convocazione l’assemblea generale è regolarmente
costituita qualunque sia il numero
dei delegati intervenuti.
3. Sia in prima che in seconda convocazione,
l’assemblea generale delibera validamente con il
voto favorevole della maggioranza dei soci rappresentati
dai delegati presenti, salvo quanto previsto
dal precedente art. 18. Il voto è palese e si
esercita per alzata di mano.
4. L’assemblea generale è presieduta dal presidente
5. L’assemblea generale nomina un segretario
fra i membri del consiglio di sorveglianza e due
6. Il presidente accerta l’identità e la legittimazione
dei delegati presenti, verifica la regolarità
della costituzione dell’assemblea generale, ne disciplina
lo svolgimento ed accerta il risultato delle
votazioni delle assemblee separate su ciascun
7. Le deliberazioni devono constare da verbale
8. Il verbale delle assemblee straordinarie deve
essere redatto dal notaio.
9. Le deliberazioni dell’assemblea generale non
conformi alla legge o al presente statuto possono
essere impugnate ai sensi dell’art. 2377 c.c. anche
dai soci assenti, dissenzienti, astenuti nelle
assemblee separate solo a condizione che, senza i
voti espressi dai delegati nelle assemblee separate
irregolarmente tenute venga meno la maggioranza
richiesta per la validità della deliberazione.
ARTICOLO 22 - Assemblee separate
1. Il consiglio di gestione, previa comunicazione
al presidente del consiglio di sorveglianza, convoca
le assemblee separate (art. 2540 c.c.) con il
medesimo avviso dell’assemblea generale, contenente
le stesse materie che vi verranno trattate, il
luogo, la data e l’ora della prima e della seconda
convocazione, con intervallo di almeno ventiquattro
ore, nonché l’elezione dei delegati alla
predetta assemblea generale.
2. In ogni provincia in cui la cooperativa svolge
la propria attività deve essere tenuta almeno una
3. Le assemblee separate possono essere convocate
anche in date diverse l’una dall’altra, purché
tutte almeno otto giorni prima della data in cui è
stata convocata l’assemblea generale.
5. In prima convocazione l’assemblea separata è
validamente costituita se è presente o rappresentata
non meno della metà più uno dei soci aventi
diritto al voto; in seconda convocazione qualunque sia il numero dei presenti.
6. Hanno diritto al voto nelle assemblee separate
i soci che risultino iscritti nel libro soci da almeno
7. Ogni socio persona fisica o persona giuridica
ha un solo voto qualunque sia l’ammontare della
quota posseduta.
8. Il socio persona fisica può farsi rappresentare
nell’assemblea mediante delega scritta da altro
socio avente diritto al voto, che non sia membro
del consiglio di sorveglianza né membro del consiglio
di gestione o dipendente della cooperativa
o da società da essa controllate; ogni socio può
rappresentare non più di cinque soci con deleghe
sepa rate per ognuno di essi.
9. Le deleghe debbono essere menzionate nel
verbale dell’assemblea e conservate fra gli atti sociali.
10. La delega non può essere rilasciata in bianco e
deve contenere il nome del rappresentante.
11. La delega è sempre revocabile nonostante
ogni patto contrario.
12. Gli enti di cui alla lettera b) del comma 2.
dell’articolo 3 partecipano alle assemblee a mezzo
dei loro rispettivi rappresentanti. La rappresentanza
potrà essere conferita sia al rappresentante
di altro ente socio sia ad altro socio persona
fisica, e dovrà ri sultare da estratto della deliberazione
del rispettivo organo sociale competente
da consegnare al presidente dell’assemblea e da
conservare fra gli atti sociali.
13. Le assemblee separate sono presiedute da un
14. L’assemblea elegge due scrutatori ed un segretario,
scelto fra i soci presenti, il quale redige il
verbale sottoscritto da lui stesso e dal presidente,
dal quale constino le deliberazioni assembleari.
15. Il presidente accerta l’identità e la legittimazione
dei presenti, verifica la regolare costituzione
dell’assemblea, ne disciplina lo svolgimento ed
accerta il risultato delle votazioni da riportare nel
predetto verbale.
16. Il voto è palese e si esercita per alzata di mano.
17. Ciascuna assemblea separata elegge, tra i
soci, un proprio delegato; elegge altresì un delegato
supplente in sostituzione di quello effettivo
eventualmente impossibilitato a partecipare
all’assemblea generale. Ogni delegato è portatore
all’assemblea generale dei voti favorevoli, contrari
ed astenuti espressi su ciascuna deliberazione
dall’assemblea separata medesima ed è vincolato
ad esprimere il voto nell’assemblea generale secondo
il mandato ricevuto dall’assemblea separata
18. I soci che hanno partecipato all’assemblea
separata hanno facoltà di assistere all’assemblea
19. Le deliberazioni delle assemblee separate non
possono essere impugnate autonomamente da
quelle della assemblea generale cui sono preordinate.
1. Al fine di mantenere vivo e di consolidare tra
i soci il vincolo associativo proprio dell’organizzazione
cooperativa, di instaurare e coltivare
rapporti organici tra gli organi sociali della cooperativa
e la collegialità dei soci, di sti molare
un attivo interessamento ed una democratica
partecipazione dei soci alla vita dell’impresa cooperativa,
in particolare alla for mazione dei suoi
programmi preventivi di attività, di rendere i soci
partecipi degli scopi di propaganda coope rativa,
di orientamento e di educazione dei consumatori,
di adesione dei nuovi soci e di ogni altra iniziativa
che tale collaborazione richiede, nonché di
fa cilitare la convocazione e lo svolgimento delle
assemblee se parate, i soci della cooperativa sono
raggruppati in Sezioni Soci che costi tuiscono
unità organiche del corpo sociale.
1. Ciascuna sezione comprende un numero di
soci non inferiore a 4500, residenti nel territorio
delimitato dal consiglio di sorveglianza.
2. I soci di una sezione che si riducano ad un
numero minore di 4500 sa ranno dal consiglio di
sorveglianza assegnati ad una sezione confinante.
1. Per ogni sezione soci può essere tenuto dal consiglio
di sezione nei modi di legge, in aggiunta ai
libri sociali obbligatori:
- il libro soci di sezione nel quale devono essere
riportate e trascritte per ogni socio della sezione
le medesime indicazioni ed annotazioni prescritte
per il libro normale dei soci, del quale costituiscono
un particolare;
- il libro delle riunioni e delle deliberazioni delle
assemblee di sezione.
- realizzano le attività sociali da loro annualmente
stabilite con autonomia di spesa nell’ambito
del budget predisposto dal consiglio di gestione
e approvato dal consiglio di sorveglianza;
- hanno la rappresentanza sociale nel proprio
- hanno facoltà di proposta relativamente alla
gestione dei punti di vendita del loro territorio.
1. Le assemblee delle sezioni soci possono essere
convocate per esprimere al consiglio di sorveglianza
pareri relativi all’attività della cooperativa
nelle località di competenza delle sezioni stesse,
ed in tal caso assumono la funzione di assemblee
2. Le assemblee consultive forniscono parere obbligatorio
non vincolante prima dell’approvazione
del bilancio di esercizio da parte del consiglio
3. Le assemblee di cui ai commi precedenti sono
convocate dal presidente del consiglio di sezione,
sentito preventivamente il presidente del consiglio
di sorveglianza per concordare l’ordine del
giorno. In assenza del presidente del consiglio di
sezione soci l’assemblea potrà essere convocata
dal presidente del consiglio di sorveglianza.
4. Le convocazioni previste dai commi precedenti
sono effettuate con avviso affisso, almeno
otto giorni prima della data di convocazione, nei
punti di vendita delle località di competenza della
5. Hanno diritto di assistere all’assemblea di sezione
e di partecipare alle sue discussioni anche i
1. I soci di ciascuna sezione eleggono un proprio
consiglio. Le modalità elettive, i compiti del consiglio,
il numero dei suoi membri e in genere l’ordinamento
delle sezioni ed il loro funzionamento
sono disciplinati da appositi regolamenti.
1. Il consiglio generale delle sezioni soci - costituito
dall’insieme di tutti i componenti dei consigli
di sezione soci - deve essere convocato dal
consiglio di sorveglianza almeno una volta l’anno,
per essere informato circa l’intera attività svolta
nel primo semestre dell’esercizio.
2. Al fine di raccogliere indicazioni, suggerimenti
e pareri, il consiglio di sorveglianza può altresì
consultare il consiglio generale delle sezioni soci
ogniqualvolta lo ritenga opportuno.
3. Il consiglio generale delle sezioni soci è convocato
dal presidente del consiglio di sorveglianza
mediante comunicazione a ciascun consigliere delle sezioni soci in forma di lettera, e-mail, fax,
o altro idoneo mezzo, non meno di cinque giorni
prima di quello fissato per la riunione.
1. Il consiglio di gestione è costituito da un numero
di componenti non inferiore a cinque né superiore
2. La maggioranza dei componenti del consiglio
di gestione deve essere scelta fra i soci.
3. I componenti del consiglio di gestione non
possono far parte del consiglio di sorveglianza
e restano in carica per un periodo consistente in
tre esercizi, con scadenza alla data della riunione
del consiglio di sorveglianza convocato per l’approvazione
del bilancio relativo all’ultimo esercizio
della loro carica e sono sempre rieleggibili.
Tuttavia, quando l’ultimo esercizio della carica
del consiglio di gestione coincide con l’ultimo
esercizio della carica del consiglio di sorveglianza,
il nuovo consiglio di gestione verrà nominato
nella prima riunione del consiglio di sorveglianza
successiva al suo rinnovo da parte dell’assemblea.
Sino alla nomina rimangono in carica in regime
di prorogatio i componenti del consiglio di gestione
uscenti con pienezza di poteri.
4. I componenti del consiglio di gestione sono
revocabili dal consiglio di sorveglianza in qualunque
momento così come, senza necessità di
giusta causa, sono revocabili (e/o attribuibili ad
altri membri del consiglio di gestione) una o più
deleghe con correlato potere di rappresentanza
eventualmente loro attribuite (ivi comprese le cariche
di presidente e/o vice presidente).
5. Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare
uno o più componenti del consiglio di gestione il
consiglio di sorveglianza provvede senza indugio
alla loro sostituzione. I consiglieri così nominati
scadono insieme a quelli in carica all’atto della
loro nomina. Qualora sia rispettato il numero minimo
di cui al primo comma, il consiglio di sorveglianza
può tuttavia limitarsi a prendere atto
della cessazione dei componenti del consiglio di
gestione e non provvedere alla loro sostituzione.
6. Anche fuori dei casi previsti dal precedente
comma, il consiglio di sorveglianza può ridurre il
numero dei componenti del consiglio di gestione
in qualunque momento, purché sia rispettato il
numero minimo di cui al primo comma di questo
7. Ove il numero dei componenti del consiglio
di gestione sia stato determinato in misura inferiore
a quella massima prevista dallo statuto, il
consiglio di sorveglianza può aumentare, in qualunque
momento, il numero dei componenti del
consiglio di gestione. I consiglieri così nominati
ARTICOLO 30 - Convocazione e sedute
1. Il consiglio di gestione è convocato dal presidente
di regola al meno una volta al mese ed ogniqualvolta
il presidente stesso lo ritenga ne cessario,
oppure quando ne venga avanzata richiesta,
contenente l’indicazione delle materie da trattare,
dalla maggioranza dei suoi componenti.
2. L’avviso di convocazione, contenente gli argomenti
da trattare, è fatto a mezzo di lettera, email,
fax od altro idoneo mezzo, non meno di due
giorni prima della riunione e, nei casi urgenti, in
modo che i componenti del consiglio di gestione
siano informati almeno un giorno prima della
riunione. Di tale avviso deve essere data notizia
anche ai membri del consiglio di sorveglianza.
3. Il presidente coordina i lavori del consiglio e
provvede affinché vengano fornite ai consiglieri
adeguate e tempestive informazioni sulle materie
iscritte all’ordine del giorno, fermo restando
che i consiglieri sono comunque tenuti ad agire in modo informato e che ciascuno di essi può richiedere
ai soggetti competenti o addetti di fornire
in consiglio le opportune informazioni e/o
4. Le riunioni sono valide quando vi intervenga
la maggioranza dei consiglieri in carica e le deliberazioni
sono prese a maggioranza assoluta di
voti dei consiglieri presenti. Le votazioni sono palesi
e, a parità di voti, prevale il voto del presidente.
5. Le riunioni del consiglio potranno essere tenute
anche con il metodo della audio o videoconferenza
a condizione che risulti garantita l’identificazione dei partecipanti e la possibilità degli
stessi di intervenire attivamente nel dibattito e
purché siano assicurati i diritti di partecipazione
costituiti dalla scelta di un luogo di riunione,
nel quale saranno presenti almeno il presidente
ed il segretario, dalla esatta identificazione delle
persone legittimate a partecipare ai lavori, dalla
possibilità di intervenire oralmente su tutti gli argomenti
e di poter esaminare, ricevere e trasmettere
1. La gestione della cooperativa spetta esclusivamente
al consiglio di gestione che compie le operazioni
necessarie per l’attuazione dell’oggetto
sociale e, in particolare:
b. formula proposte al consiglio di sorveglianza
sugli indirizzi generali, programmatici e strategici;
c. predispone i piani industriali, finanziari e il
budget, in conformità agli indirizzi generali, programmatici
e strategici deliberati dal consiglio di
d. sovrintende all’attuazione di tutte le decisioni
strategiche e straordinarie;
e. realizza gli strumenti di pianificazione e controllo
f. sviluppa e implementa adeguati sistemi di gestione
g. redige e trasmette al consiglio di sorveglianza
il progetto di bilancio e la proposta di convocazione
delle assemblee separate;
h. delibera sulle domande di ammissione a socio
e di recesso, nonché sulle esclusioni e sulle altre
cause di scioglimento del rapporto sociale tenendo
aggiornato il libro soci;
i. indica nella relazione sulla gestione i criteri
specificamente seguiti nella gestione sociale per
il conseguimento dello scopo mutualistico, documenta
la condizione di prevalenza nella nota
integrativa al bilancio e illustra nella relazione al
bilancio le determinazioni assunte nell’ammissione
dei nuovi soci;
k. riferisce al consiglio di sorveglianza circa
l’intera attività svolta nel primo semestre dell’esercizio.
Fornisce inoltre con periodicità almeno
mensile informazioni sul generale andamento
della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione
nonché sulle operazioni di maggior rilievo, per le
loro dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla
società o da sue controllate;
l. nomina i rappresentanti della cooperativa in
consorzi, società e altre forme associative finalizzate
alla gestione di centri o parchi commerciali
nei quali è presente la cooperativa medesima;
m. può individuare (scegliendoli fra i consiglieri
stessi, i dirigenti e gli altri dipendenti della cooperativa)
institori (questi ultimi anche in relazione a
determinati settori) così come può, stabi lendone
poteri, limiti e compensi, affidare anche a terzi
incarichi per determinati affari, atti o categorie
2. Il consiglio di gestione, per il tramite del consiglio
di sorveglianza:
a) è tenuto a richiedere pareri, alle sezioni soci
o al consiglio generale delle sezioni soci, prima
dell’approvazione del budget della cooperativa predisposto dallo stesso consiglio di gestione,
sulle previsioni del medesimo che riguardino
iniziative commerciali destinate ai soci o, più in
generale, benefici destinati a questi ultimi;
b) potrà motivatamente non accogliere i pareri
come sopra espressi.
Le modalità attuative relative al presente comma
1. Il presidente del consiglio di gestione:
a) coordina l’attività del consiglio;
b) cura i rapporti con il presidente del consiglio
di sorveglianza;
c) può riscuotere somme di ogni natura o a qualsiasi
titolo provenienti da soggetti pubblici o privati
rilasciandone liberatorie quietanze;
d) può ricorrere, impugnare, resistere, e comunque
agire davanti a qualsiasi autorità amministrativa,
tributaria e, giurisdizionale in qualsiasi
grado e/o collegio arbitrale (anche irrituale) nominando,
se occorra, arbitri, arbitratori, avvocati,
com mercialisti, ragionieri, ingegneri, geometri e
consulenti e/o periti di qualsiasi genere.
2. In caso di assenza o di impedimento del presidente
tutte le sue funzioni (compresa quella di
rappresentanza) spettano al vice presidente (o
ciascuno dei vice presidenti secondo la ripartizione
disciplinata dal consiglio di sorveglianza al
momento della loro nomina).
Titolo VIII - Rappresentanza
ARTICOLO 33 - Poteri di rappresentanza
1. La rappresentanza della cooperativa spetta al
presidente del consiglio di gestione che la assume
anche - in caso di loro assenza o impedimento -
per le particolari materie per le quali il potere di
rappresentanza sia stato attribuito direttamente
dal consiglio di sorveglianza a consiglieri delegati.
2. Nei confronti dei terzi la firma del vice presidente
(o di uno dei vice presidenti) costituisce
prova dell’assenza o dell’impedimento del presidente.
3. Il presidente del consiglio di gestione delega la
rappresentanza ai soggetti individuati dal consiglio
di gestione ai sensi del precedente art. 31
comma 1 lettera m) se e nei limiti disciplinati
dalla relativa deliberazione.
4. Il presidente del consiglio di gestione anche
fuori dai casi disciplinati nel precedente comma
3, per il compimento di determinati atti può attribuire
con speciale procura il potere di rappresentanza
a consiglieri che non siano muniti di
delega nella materia interessata dalla procura, a
dipendenti della società o a terzi.
5. I consiglieri delegati con poteri di rappresentanza
possono, nell’ambito delle materie loro delegate,
attribuire a dipendenti della cooperativa
addetti alle predette materie procure institorie
e/o speciali per il compimento di determinati atti
o categorie di atti.
Titolo IX - Consiglio di sorveglianza
ARTICOLO 34 - Composizione e compensi
1. Il consiglio di sorveglianza si compone di un
numero di consiglieri non inferiore a venticinque
e non superiore a quarantacinque. L’assemblea
nomina altresì due supplenti.
2. I componenti del consiglio di sorveglianza
restano in carica per tre esercizi. Essi sono sempre
rieleggibili e cessano dall’incarico alla data
dell’assemblea generale successiva all’ultimo dei
3. Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare
uno o più componenti del consiglio di sorveglianza,
subentrano i componenti supplenti in ordine di anzianità fintanto che l’assemblea non avrà
provveduto alla loro sostituzione ai sensi di legge.
4. Almeno un componente effettivo deve essere
scelto fra revisori legali iscritti nell’apposito registro.
5. I componenti del consiglio di sorveglianza
non possono far parte del consiglio di gestione né
intrattenere con la società o con società controllate
rapporti di lavoro di alcun tipo.
6. Il consiglio di sorveglianza sceglie al suo interno
un vice presidente per i casi di assenza o
7. Il consiglio di sorveglianza è convocato dal
suo presidente di norma una volta al mese, oppure
quando ne venga avanzata richiesta (che dovrà
contenere la specifica indicazione delle materie
da trattare) da almeno un terzo dei suoi componenti
o da cinque consigli di sezione soci.
8. L’avviso di convocazione, contenente gli argomenti
fax o altro idoneo mezzo, non meno di due
giorni prima di quello fissato per la riunione e,
nei casi urgenti, in modo che i consiglieri siano
informati almeno un giorno prima.
9. Le riunioni del consiglio potranno essere tenute
anche mediante audio o videoconferenza, a
condizione che risulti garantita l’identificazione
dei partecipanti e la possibilità degli stessi di intervenire
nel dibattito e purché siano assicurati i
diritti di partecipazione costituiti dalla scelta di
un luogo di riunione, nel quale saranno presenti
almeno il presidente ed il segretario, dalla esatta
identificazione delle persone legittimate a partecipare
ai lavori, dalla possibilità di intervenire
oralmente su tutti gli argomenti e di poter esaminare,
ricevere e trasmettere documenti.
10. Le riunioni sono valide quando vi intervenga
la maggioranza dei consiglieri e le deliberazioni
sono prese a maggioranza assoluta di consiglieri
presenti. Le votazioni sono palesi e, a parità di
voti, prevale il voto del presidente.
11. I componenti del consiglio di sorveglianza, oltre
al rimborso delle spese sostenute in ragione
del loro ufficio, hanno diritto ad un compenso per
l’opera svolta, che viene determinato per l’intero
periodo di carica dall’assemblea all’atto della loro
12. Fermo restando quanto previsto dall’art. 20
primo comma lett. f), il consiglio di sorveglianza
stabilisce i compensi per i consiglieri a cui siano
attribuiti particolari incarichi, poteri o funzioni
dallo statuto o dal consiglio di sorveglianza stesso.
ARTICOLO 35 - Competenze
1. Il consiglio di sorveglianza:
a) nomina e revoca i componenti e il presidente
del consiglio di gestione e può individuare deleghe
operative da affidare a uno o più dei consiglieri
nominati, con correlato potere di rappresentanza
esterna. Sceglie altresì fra consiglieri di
gestione nominati uno o più vice presidenti con
funzioni di sostituzione del presidente in caso di
sua assenza o impedimento (e laddove scelga più
vice presidenti ne individua per settore le funzioni
di rappresentanza vicaria);
b) stabilisce il compenso dei consiglieri di gestione;
c) delibera in ordine alla responsabilità dei componenti
d) delibera in merito all’adesione della cooperativa
ad una associazione nazionale di rappresentanza,
coerente con lo scopo e l’oggetto sociale del
e) propone all’assemblea ordinaria, nell’anno
precedente la scadenza del consiglio di sorveglianza,
il numero dei componenti del consiglio
f) propone all’assemblea ordinaria, nell’anno
g) approva il bilancio di esercizio e, ove redatto, il
bilancio consolidato, dopo aver acquisito il parere
obbligatorio non vincolante delle assemblee consultive
delle sezioni soci;
h) indica coloro che devono svolgere la funzione
di presidente delle assemblee separate, nonché
un loro sostituto;
i) vigila sull’osservanza della legge e del presente
statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione
ed in particolare sull’adeguatezza
adottato dalla società e sul suo concreto
j) riferisce per iscritto almeno una volta all’anno
all’assemblea sull’attività di vigilanza svolta e sulle
omissioni e sui fatti censurabili eventualmente
k) delibera in ordine alle operazioni strategiche;
l) delibera gli indirizzi generali, programmatici
m) approva i piani industriali, finanziari e il budget
predisposti dal consiglio di gestione;
n) indica i fabbisogni annuali necessari per lo
svolgimento delle attività istituzionali, sociali e
o) delibera la costituzione, l’accorpamento e la
cancellazione delle sezioni soci, definendone il
territorio geografico di competenza, in accordo
con quanto previsto dal presente statuto e dagli
appositi regolamenti;
p) delibera, sentito il parere del consiglio di gestione,
in merito alla fusione per incorporazione
di società possedute per almeno il novanta per
cento del capitale;
q) delibera in ordine alle nomine alle cariche
sociali previste nelle società partecipate e organizzazioni
ed enti, a esclusione di quelle espressamente
demandate al consiglio di gestione;
r) ha inoltre facoltà di istituire comitati ovvero
commissioni con specifiche funzioni consultive o
di istruttoria delle funzioni di controllo;
s) esercita ogni altro potere previsto dalla normativa
vigente o dallo Statuto.
2. Nella riunione del consiglio di sorveglianza
convocata per l’approvazione del bilancio
d’esercizio, un terzo dei componenti di questo
può chiedere che tale bilancio venga approvato
3. Tutti i componenti del consiglio di sorveglianza
sono tenuti a partecipare alle assemblee generali.
ARTICOLO 36 - Presidente
b) presiede l’assemblea generale dei delegati dei
soci, assicurandone il corretto svolgimento;
c) presiede il consiglio generale delle sezioni soci,
assicurandone il corretto svolgimento;
d) propone al consiglio di sorveglianza l’articolazione
e) intrattiene i necessari e opportuni rapporti
con il consiglio di gestione tramite il suo presidente;
f) presidia la comunicazione sociale in relazione
alla missione e al ruolo sociale della cooperativa;
g) presidia le attività sociali che rientrano nella
missione della cooperativa e promuove i rapporti
istituzionali con i soci;
h) promuove e cura i rapporti istituzionali con il
Movimento Cooperativo, con il Mondo Associativo
e con le Istituzioni Pubbliche in relazione alla
missione della cooperativa;
i) convoca il consiglio generale delle sezioni soci
mediante avviso contenente l’indicazione del
giorno, dell’ora e del luogo della riunione e l’elenco
2. In caso di assenza o di impedimento del presidente,
tutte le sue funzioni spettano al vicepresidente.
1. La revisione legale dei conti è esercitata da un
revisore legale dei conti o da una società di revisione
legale iscritti nell’apposito registro.
2. L’assemblea della cooperativa, sentito il consiglio
di sorveglianza, conferisce l’incarico, che
ha una durata di tre esercizi, e determina il corrispettivo
spettante al revisore o alla società di
revisione per l’intero periodo.
1. Il soggetto al quale è attribuita la revisione legale
a) verifica, almeno ogni tre mesi, la regolare tenuta
della contabilità sociale e la corretta rilevazione
dei fatti di gestione nelle scritture contabili;
b) verifica altresì che il bilancio di esercizio e il
bilancio consolidato, ove redatto, corrispondano
alle risultanze delle scritture contabili e degli accertamenti
eseguiti e che siano conformi alle norme
c) esprime con apposita relazione un giudizio
sul bilancio di esercizio e sul bilancio consolidato,
2. Il soggetto che esercita la revisione legale dei
conti può chiedere al consiglio di gestione documenti
e notizie utili alla revisione e può procedere
ad ispezioni.
3. Il consiglio di sorveglianza e il soggetto incaricato
della revisione legale dei conti si scambiano
tempestivamente le informazioni rilevanti per
l’espletamento dei rispettivi compiti.
Titolo XI - Presidente onorario
ARTICOLO 39 - Nomina e attribuzioni
1. L’assemblea ordinaria dei soci di cui al precedente
art. 20 potrà, su proposta del consiglio di
sorveglianza, nominare un presidente onorario
determinandone la durata (che non potrà essere
inferiore a quella delle cariche sociali) e scegliendolo
fra personalità che godano di riconosciuto
prestigio nel mondo cooperativo e che abbiano contribuito in modo rilevante allo sviluppo e
all’affermazione della cooperativa.
2. La carica di presidente onorario (fatto salvo
l’affidamento di eventuali incarichi di cui al precedente
art. 31 comma 1 lett. m) è incompatibile
con ogni carica sociale e/o con ogni tipo di rapporto
di lavoro subordinato corrente con la cooperativa.
3. Il presidente onorario non avrà (fatte salve
eventuali procure di cui al precedente articolo 33)
la rappresentanza della società ma avrà facoltà di
partecipare senza diritto di voto al consiglio di
gestione ivi esprimendo - ove lo desideri - opinioni
e pareri non vincolanti.
ARTICOLO 40 - Efficacia delle previsioni statutarie
Le previsioni contenute nel presente statuto prevalgono,
qualora contrastanti, con quanto contenuto
nei regolamenti in vigore, con facoltà per il
consiglio di sorveglianza di procedere a formalizzare
dette modifiche/integrazioni.
Le modifiche allo statuto, approvate con assemblea
generale del 6 giugno 2015 entreranno in
vigore il 1° gennaio 2016.
Regolamento trasparenza, informazione e partecipazione dei soci all'attività della cooperativa
Approvato con assemblea ordinaria dei delegati del 6 giugno 2015.
In vigore dal 1° gennaio 2016.
Art. 1 - MISURE DI TRASPARENZA
1. In attuazione di quanto previsto all’art. 4 dello Statuto, la cooperativa attraverso il proprio sito web mette a disposizione dei propri soci, entro novanta (90) giorni dall’approvazione del bilancio:
a) Il bilancio d’esercizio annuale nella sua versione completa.
b) I rapporti relativi agli sconti, con riferimento ai 12 mesi dell’esercizio sociale, applicati esclusivamente ai soci, per gruppi di prodotti dai quali si deduce la quota media dello sconto, l’ammontare totale e il numero dei soci che ne hanno beneficiato.
c) Il resoconto delle iniziative assunte dalla cooperativa in favore dei soci, con riferimento ai 12 mesi dell’esercizio sociale, ed i relativi costi diretti. In tale ambito avranno rilievo le attività riconducibili alla partecipazione, formazione e coinvolgimento alla vita della cooperativa dei soci anche con riguardo ai consigli di sezione soci; nonché le attività svolte più genericamente a favore dei soci per attività educative, culturali o di solidarietà.
d) Il resoconto delle iniziative assunte dalla cooperativa in favore della comunità, con riferimento ai 12 mesi dell’esercizio sociale, ed i relativi costi diretti. In tale ambito avranno rilievo le attività riconducibili all’attività di solidarietà, di educazione, di impegno sull’ambiente e sull’ecologia e ove rilevante la politica complessiva dei prezzi praticata dalla cooperativa in favore della comunità. 2. Spetta al consiglio di gestione determinare, ogni anno con apposita deliberazione e di concerto con il consiglio di sorveglianza, le informazioni che rientrano nella fattispecie di cui al comma 1. lettere b), c) e d) nonché le modalità e la struttura dei relativi resoconti e/o rapporti.
3. Le informazioni previste al comma 1. saranno disponibili entro novanta (90) giorni dall’approvazione del bilancio, su appositi corner informatici ( individuati con delibera del consiglio di gestione, sentito il consiglio di sorveglianza).
4. Il consiglio di gestione potrà altresì deliberare, sentito il consiglio di sorveglianza, la pubblicazione di una o più delle informazioni di cui al presente articolo in via alternativa o integrativa sul periodico sociale (house organ).
5. I soci potranno comunicare con la cooperativa, su quanto previsto dal presente articolo, con le modalità indicate negli appositi corner informatici.
Art. 2 - PARTECIPAZIONE ALLE ASSEMBLEE
Secondo quanto previsto dall’articolo 20 dello Statuto i soci potranno far pervenire, entro e non oltre 8 giorni antecedenti l’assemblea generale, al seguente indirizzo PEC: unicoopfirenze@pec.unicoopfirenze.coop.it o presso la sede legale della cooperativa con lettera raccomandata con efficacia recettizia, domande pertinenti l’ordine del giorno dell’assemblea con precisa indicazione, con riferimento al socio scrivente di:
Indirizzo Posta Elettronica (o PEC se disponibile)
Qualora le domande pervengano alla cooperativa entro e non oltre 8 giorni prima dell’assemblea separata di pertinenza del socio scrivente, le risposte saranno fornite verbalmente nel corso dell’assemblea separata stessa.
Per le domande che non rispettano i termini di cui sopra, ma che pervengono alla cooperativa entro e non oltre 8 giorni dall’assemblea generale, le risposte saranno fornite verbalmente nel corso dell’assemblea generale stessa. In alternativa, la cooperativa si riserva di rispondere, prima dell’assemblea generale in forma scritta ed al singolo socio che le ha poste, alle domande così pervenute.
Art. 3 - ESCLUSIONE DEL SOCIO
1. Sulla base di quanto previsto al comma 2 dell’art. 8 dello statuto, il consiglio di gestione entro centoventi (120) giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale verifica i soci da escludere ed assume le relative deliberazioni.
2. Con riferimento a quanto previsto all’art. 8 dello statuto, deliberata l’esclusione, verrà disattivata la tessera socio corrispondente. Ove venga proposta l’opposizione ai sensi dell’art 2533 del codice civile, il socio escluso potrà chiedere al consiglio di gestione, motivatamente, la riattivazione temporanea fino all’esito del giudizio.
Sulla domanda si pronuncia il consiglio di gestione.
3. Sessanta giorni prima della chiusura di ogni esercizio sociale, il consiglio di gestione invia ai soci, potenzialmente rientranti al 30 settembre di ciascun anno nella casistica di esclusione di cui al comma 2 dell’art. 8 dello statuto, una comunicazione, all’ultimo indirizzo disponibile, sul verificarsi della condizione d’esclusione qualora ne permangano i presupposti fino alla data della chiusura del medesimo esercizio sociale.
Art. 4 - PARTECIPAZIONE E SCAMBIO MUTUALISTICO
1. Ai sensi di quanto previsto nell’art. 31 dello statuto il consiglio di gestione per il tramite del consiglio di sorveglianza, è tenuto a richiedere pareri, alle sezioni soci o al consiglio generale delle sezioni soci, prima dell’approvazione del budget della cooperativa predisposto dal consiglio di gestione stesso sui contenuti ivi previsti che riguardino iniziative commerciali destinate ai soci, o più in generale, benefici destinati a questi ultimi.
2. Il consiglio di gestione, sentito il consiglio di sorveglianza, individua le previsioni contenute nel budget di cui al comma 1 del presente articolo e le sottopone alle sezioni soci o al consiglio generale delle sezioni soci affinché possano esprimere i pareri di cui all’art. 31 dello statuto, prima della riunione del consiglio di sorveglianza convocata per l’approvazione del budget stesso.
Scarica la versione PDF (233 KB) Regolamento trasparenza
Scarica la versione PDF (300 KB) OPERAZIONE TRASPARENZA E BILANCIO 2016

References: ARTICOLO 4

ARTICOLO 5

ARTICOLO 6
 art. 3
 art. 3
 art. 9

art. 3

ARTICOLO 9

ARTICOLO 10

ARTICOLO 11

ARTICOLO 12

ARTICOLO 13

ARTICOLO 14
 art. 15
 art. 31

ARTICOLO 21
 art. 18

ARTICOLO 22

ARTICOLO 30

ARTICOLO 33
 art. 31

ARTICOLO 34

ARTICOLO 35

ARTICOLO 36

ARTICOLO 39

art. 20

art. 31
 articolo 33

ARTICOLO 40

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4