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Timestamp: 2018-10-24 02:36:24+00:00

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Corte di Cassazione, sentenza 9 giugno 2011, n. 12690. Sono risarcibili, in via equitativa, i danni futuri consistenti nelle spese che la vittima di un incidente stradale dovrà sostenere per cure ed assistenza - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, sentenza 9 giugno 2011, n. 12690. Sono risarcibili, in via equitativa, i danni futuri consistenti nelle spese che la vittima di un incidente stradale dovrà sostenere per cure ed assistenza
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Corte di Cassazione – Sezione III civile – Sentenza 9 giugno 2011, n. 12690. Sono risarcibili, in via equitativa, i danni futuri consistenti nelle spese che la vittima di un incidente stradale dovrà sostenere per cure ed assistenza
Sono risarcibili i danni futuri consistenti nelle spese che la vittima di un incidente stradale dovrà sostenere per cure ed assistenza tutte le volte in cui il giudice accerti – dandone adeguatamente conto nella motivazione – che tali spese, la cui liquidazione andrà necessariamente operata in via equitativa, saranno sostenute secondo una ragionevole e fondata attendibilità
Sentenza 9 giugno 2011, n. 12690
3.1 Tale impianto motivazionale, corretto sul piano logico e giuridico, resiste alle critiche formulate in ricorso. Contrariamente a quanto sostengono i ricorrenti, infatti, l’affermazione secondo cui il danno non patrimoniale, anche quando sia determinato dalla lesione di diritti inviolabili della persona, costituisce una conseguenza che deve essere allegata e provata da chi ne pretende il ristoro (confr. Cass. civ. sez. un. 11 novembre 2008, n. 26972; Cass. civ. 8 ottobre 2007, n. 20987), è costante nella giurisprudenza di questa Corte, ove l’approdo ermeneutico viene argomentato con l’assunto che l’evocazione di fattispecie di danno in re ipsa, snaturerebbe la stessa funzione del risarcimento, che verrebbe concesso non già a seguito dell’effettivo accertamento di un danno, ma quale pena privata per un comportamento lesivo (Cass. sez. un. n. 26972/2008, cit.).
4. Con il terzo mezzo gli impugnanti deducono violazione dell’art. 2043 cod. civ. con riferimento al rigetto della domanda volta ad ottenere il ristoro delle spese mediche che essi saranno chiamati a sostenere in futuro in conseguenza dell’evento lesivo. Il diniego del giudice di merito, argomentato sull’assunto che, trattandosi di spese mediche future, non era possibile una previsione attendibile circa il loro ammontare, in ragione anche della estrema genericità della valutazione formulata sul punto dal consulente tecnico, sarebbe, secondo i deducenti, in contrasto con l’accertata gravità delle lesioni subite dall’infortunata, implicante la sostanziale certezza della necessità di ulteriori, futuri esborsi per fronteggiare il peggioramento, nel tempo, delle sue condizioni fisiche.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2011-08-30T19:05:49+00:0030 agosto 2011|Cassazione civile 2011, Diritto Civile e Procedura Civile, Illecito aquiliano (o extracontrattuale), Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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