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Timestamp: 2020-08-08 08:18:35+00:00

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Risarcimento danni. Divieto di frazionamento della domanda (A. Esposito)
Venerdì 21 Dicembre 2012 13:00	Anna Esposito
Nella sentenza in esame il Giudice di Pace, seguendo l'orientamento della Suprema Corte, ha affermato che, in caso di danni a cose ed alla persona subite dallo stesso soggetto, in conseguenza di un unico incidente stradale, non è possibile proporre, neppure previa espressa riserva di agire in separata sede, due distinte domande atteso che una condotta frazionata non è consentita dall'ordinamento che le rifiuta protezione per la violazione di precetti costituzionali e valori costituzionalizzati, concretizzandosi, la proposizione della seconda domanda, in un abuso della tutela processuale, in una condotta lesiva del principio di correttezza e buona fede nonchè nella violazione della finalità deflattiva insita nella norma costituzionale dell'articolo 111 per il paradosso esistente tra la moltiplicazione dei processi e la possibile limitazione della relativa durata (Giudice di Pace di Ottaviano - sentenza 28 giugno 2012).
Il Giudice di Pace di Ottaviano, avvocato Anna Esposito, ha pronunciato , la seguente
nella causa civile iscritta al numero 3456 / 11 del Ruolo Generale degli affari contenziosi avente ad oggetto:
risarcimento danni derivante dalla circolazione di veicoli, -vertente
BBB Mmm nato a <…> (SA) il <…>, C.F.: <…>, elettivamente domiciliato in San Giuseppe Vesuviano, alla <…>, nello studio dell'avvocato Uuu AAA, che lo difende e lo rappresenta in virtù di procura a margine dell'atto di citazione in giudizio; ATTORE
Fondiaria Sai Assicurazioni S.p.A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, difesa e rappresentata dall'avvocato Llll TTT in virtù di procura in calce alla copia notificata dell'atto di citazione in giudizio, elettivamente domiciliata in <…>, alla Via <…>, nello studio dell'avvocato Rrr MMM; CONVENUTA
NONCHÉ LA
Società GGG s.r.l., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con sede in Napoli, alla Via <…>; CONVENUTA CONTUMACE
All'udienza del 18 giugno 2012, le parti concludevano come da relativo verbale.
Preliminarmente rileva osservare che non si è proceduto alla redazione dello svolgimento del processo, in puntuale applicazione della norma dettata dall'articolo 132, c.p.c., .come novellato dall'articolo 45, comma 17, della legge numero 69 del 18 giugno 2009, entrata in vigore il 4 luglio 2009, con applicazione immediata anche ai giudizi pendenti in primo grado, ai sensi dell'articolo 58, 2° comma, della citata legge.
Passando a esaminare le ragioni di diritto della decisione rileva osservare che va dichiarata la contumacia della GGG s.r.l., ritualmente citata e non costituitasi in giudizio.
Rileva, altresì, osservare che va dichiarata la proponibilità della domanda avendo il BBB Mmm documentalmente provato di aver ottemperato all'onere previsto dalle disposizioni vigenti in subiecta materia, mediante lettera spedita a mezzo del servizio postale in raccomandazione e con avviso di ricevimento e di aver lasciato decorrere, per la instaurazione del presente giudizio, lo spatium deliberandi previsto dalla medesima normativa.
Parimenti sono da ritenere sussistenti la rispettiva legittimatio ad causam delle parti (condizione dell'azione) , nonché la loro rispettiva titolarità del rapporto sostanziale dedotto in giudizio ( questione di merito ), provate dalla documentazione ritualmente prodotta e dalla prova testimoniale.
Destituita di fondamento giuridico è l'eccezione di nullità della citazione, formulata dalla convenuta S.p.A.. subito osservandosi che l'atto di vocatio in ius contiene tutti i requisiti previsti dall'articolo 318 c.p.c. e l'oggetto della domanda risulta chiaro e determinato. Sul punto rileva osservare che nel giudizio dinanzi al giudice di pace il contenuto dell’atto di citazione è disciplinato dal citato articolo 318 c.p.c., il quale prescrive che il medesimo deve contenere l'indicazione del giudice, delle parti, l'esposizione dei fatti e l'indicazione dell'oggetto e deve ritenersi nullo solo nel caso in cui dall'esame complessivo dell'atto non sia identificabile o risulti sommariamente incerto il bene giuridico al cui conseguimento tende l'azione proposta ( Cass. n. 8074 del 4 giugno 2002).
Va, pertanto, disattesa l'eccezione de qua.
Nel merito, la domanda proposta dal BBB Mmm tendente al risarcimento dei danni per le lesioni personali che lo stesso assume di aver sofferto, va rigettata.
Sul punto la Suprema Corte, con la sentenza n. 28286 del 22 dicembre 2011, ha affermato il principio, condiviso da questo giudice, secondo il quale la parcellizzazione della tutela processuale dell'azione extracontrattuale per i danni materiali e personali da circolazione stradale, quando le conseguenze dannose derivanti dal fatto si sono puntualmente e definitivamente verificate, si risolve in un abuso della tutela giurisdizionale.
La Suprema Corte ha affermato che anche in questo caso esiste una controparte ( il danneggiante) i cui interessi meritano una equilibrata tutela, senza consentirne alterazioni ad opera del danneggiato — creditore, con il prolungamento e i costi ulteriori di una inutile duplicazione dell'azione processuale per i danni conseguenti a un unico fatto illecito. Ed ha aggiunto che una tale disarticolazione dell'unico rapporto sostanziale nascente dallo stesso fatto illecito, oltre a essere lesiva del generale dovere di correttezza e buona fede, con l'aggravamento della posizione del danneggiante — debitore, per essere attuata con e attraverso il processo, si risolve anche in un abuso dello strumento processuale. Con la violazione anche della finalità deflattiva insita nella norma costituzionale dell'articolo 111 per il paradosso esistente tra la moltiplicazione dei processi e la possibile limitazione della relativa durata.
La Suprema Corte, nel mutare il precedente orientamento, secondo il quale era possibile far valere ulteriori danni in un autonomo giudizio, previa espressa riserva di agire in separata sede, ha affermato che una condotta frazionata non è consentita dall'ordinamento che le rifiuta protezione per la violazione di precetti costituzionali e valori costituzionalizzati, concretizzandosi, in questo caso, la proposizione della seconda domanda, in un abuso della tutela processuale, ostativa al suo esame.
In aderenza all'or rievocato orientamento della Suprema Corte, nella fattispecie ora in rassegna, dagli atti emerge che al momento della proposizione della domanda davanti al primo giudice, l'odierno attore era pienamente consapevole anche dei danni personali conseguenti al fatto illecito. Invero, i criteri identificativi della domanda sono gli stessi, il rapporto è identico, il fatto illecito generatore del danno è unico e le sue conseguenze dannose si erano definitivamente verificate, sia in rapporto alle conseguenze materiali, sia a quelle personali, delle quali l'originario attore chiedeva il risarcimento, subito avvertendosi che l'unico certificato medico prodotto dal BBB Mmm a sostegno della sua posizione processuale nel giudizio ora in trattazione davanti a questo giudice è costituito dal referto distinto dal numero 02682 / 09 del 17 settembre 2009, redatto in sede di pronto soccorso, dai sanitari del Presidio Ospedaliero di Sarno. Per le caratteristiche del caso in esame, in cui il danno derivante dall'unico fatto illecito riferito alle cose e alla persona si era già verificato nella sua completezza, il consentire un uso parcellizzato della tutela processuale colliderebbe con i principi ricordati, nel mutato e attuale assetto dei valori costituzionali cui deve necessariamente ispirarsi anche il processo civile.
In tale situazione non è giustificabile la disarticolazione della tutela giurisdizionale richiesta mediante la proposizione di distinte domande.
Per i superiori rilievi, la domanda tendente al risarcimento dei danni per le lesioni personali che il BBB Mmm assume di aver sofferto nel sinistro stradale verificatosi il 17 settembre 2009. per il quale è stata già pronunciata una sentenza per il risarcimento dei danni a cose sofferte dallo stesso BBB, in qualità di proprietario dell’ autocarro Fiat Doblò targato BX65 I PS, va rigettata. La particolarità delle questioni trattate alla luce della novità giurisprudenziale e la decisione adottata impongono la compensazione delle spese di giudizio.
Il Giudice di Pace di Ottaviano, avvocato Anna Esposito, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta dal BBB Mmm nei confronti della GGG s.r.l., in persona del suo legale rappresentante pro tempore e della S.p.A. Fondiaria Sai Assicurazioni, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, ogni altra domanda ed eccezione disattese, così provvede:
1) dichiara la contumacia della GGG s.r.l.;
2) rigetta la domanda;
3) compensa tra le parti le spese processuali.
Così deciso in Ottaviano il 28 giugno 2012
Avv. Anna Esposito
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Confessio soli confitenti nocet.

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