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Timestamp: 2017-01-17 07:10:22+00:00

Document:
Disposizioni finanziarie e fiscali urgenti in materia di riscossione,
razionalizzazione del sistema di formazione del costo dei prodotti farmaceutici, adempimenti ed adeguamenti comunitari,
cartolarizzazioni, valorizzazione del patrimonio e finanziamento delle
GU 90 del 17/04/2002
15.06.2002, n. 112 ed eventuali successive modifiche]
Art. 1. - Ristrutturazione delle procedure di versamento e di riscossione
1. Nell'articolo 21 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
dopo il comma 2 è inserito il seguente: "2-bis. Con convenzione, fermi restando i termini fissati
dai commi 1 e 2,
può essere stabilito che:
a) entro il secondo giorno lavorativo successivo a quello di
ricevimento della delega, la banca comunica alla struttura di gestione l'importo presuntivo delle somme che
verserà ai sensi del comma 1;
b) entro il terzo giorno lavorativo successivo a quello di
ricevimento della delega, la banca versa almeno l'80% delle predette somme.".
2. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro
dell'economia e delle finanze sono stabilite modalità di riscossione, che prevedano anche sistemi di rateazione e di
compensazione di entrate anche di natura non tributaria, anche degli enti
territoriali, o non erariale.
Art. 2. - Concentrazione del versamento delle imposte dirette in un termine unico
1. L'articolo 17 del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435,
"Art. 17 (Razionalizzazione dei termini di versamento). - 1. Il
versamento del saldo dovuto con riferimento alla dichiarazione dei redditi ed a quella dell'imposta regionale sulle
attività produttive da parte delle persone fisiche e delle società o associazioni di cui
all'articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
compresa quella unificata, è effettuato entro il 20 giugno dell'anno di presentazione della dichiarazione stessa. Il versamento del saldo
dovuto in base alla dichiarazione relativa all'imposta sul reddito delle persone giuridiche ed a quella dell'imposta regionale sulle
attività produttive, compresa quella unificata, è effettuato entro il giorno 20 del sesto mese successivo a quello di chiusura del
periodo d'imposta. I soggetti che in base a disposizioni di legge approvano il bilancio oltre il termine di quattro mesi dalla chiusura
dell'esercizio, versano il saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all'imposta sul reddito delle persone giuridiche ed a quella
dell'imposta regionale sulle attività produttive, compresa quella unificata, entro il giorno 20 del mese successivo a quello di
approvazione del bilancio. Se il bilancio non è approvato nel termine stabilito, in base alle disposizioni di legge di cui al
precedente periodo, il versamento è comunque effettuato entro il giorno 20 del mese successivo a quello di scadenza del termine
2. I versamenti di cui al comma 1 possono essere effettuati entro
il trentesimo giorno successivo ai termini ivi previsti, maggiorando le somme da versare dello 0,40 per cento a titolo di interesse
3. I versamenti di acconto dell'imposta sul reddito delle persone
fisiche e dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche dovuti ai sensi della legge 23 marzo 1977, n. 97, e successive modificazioni,
nonché quelli relativi all'imposta regionale sulle attività produttive, sono effettuati in due rate salvo che il versamento da
effettuare alla scadenza della prima rata non superi euro 103. Il quaranta per cento dell'acconto dovuto
è versato alla scadenza della prima rata e il residuo importo alla scadenza della seconda. Il
versamento dell'acconto è effettuato, rispettivamente:
a) per la prima rata, nel termine previsto per il versamento del
saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all'anno d'imposta precedente;
b) per la seconda rata, nel mese di novembre, ad eccezione di
quella dovuta dai soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche e all'imposta regionale sulle
attività produttive il cui periodo d'imposta non coincide con l'anno solare, che effettuano il
versamento di tale rata entro l'ultimo giorno dell'undicesimo mese dello stesso periodo d'imposta.".
Art. 3. - Razionalizzazione del sistema dei costi dei prodotti farmaceutici
1. Il prezzo di vendita al pubblico dei medicinali di cui alla
lettera a) dell'articolo 8, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, ivi compresi quelli previsti dal decreto del Ministro della
salute 4 dicembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 33 dell'8 febbraio 2002,
è ridotto, fino al 31 dicembre 2002, del cinque per cento al netto dell'IVA.
2. Sono esclusi dalla riduzione del prezzo di cui al comma 1 i
medicinali emoderivati estrattivi e da DNA ricombinante nonchè i medicinali da DNA ricombinante inseriti nell'allegato 2 al decreto del Ministro
della sanità 22 dicembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 7 del 10 gennaio 2001, e i farmaci il cui
prezzo di vendita al pubblico è inferiore a cinque euro.
3. Alle imprese farmaceutiche titolari dell'autorizzazione
all'immissione in commercio di medicinali, è consentito di organizzare o contribuire a realizzare mediante finanziamenti anche
indiretti all'estero per gli anni 2002 e 2003 congressi, convegni o riunioni ai sensi dell'articolo 12 del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 541, nella misura massima del cinquanta per cento di quelli notificati al Ministero della salute nell'anno 2001 o
autorizzati ai sensi del comma 7 del citato articolo 12.
4. La spesa delle imprese farmaceutiche per la organizzazione,
partecipazione e il finanziamento anche indiretto di convegni, congressi, seminari o riunioni
di cui al comma 3 per gli esercizi 2002 e 2003 non
potrà eccedere il cinquanta per cento delle spese sostenute e documentate per il medesimo fine nell'esercizio 2001.
5. Per le imprese farmaceutiche di nuova costituzione le stesse
spese non potranno comunque eccedere l'8% del fatturato annuo.
6. Il rapporto percentuale tra il fatturato globale dell'anno 2002
e la differenza tra la spesa sostenuta dalla singola impresa farmaceutica per la organizzazione, la partecipazione e il
finanziamento anche indiretto di convegni, congressi, seminari o riunioni di cui al comma
3 per l'anno 2002 e la stessa spesa relativa all'anno 2001,
comporterà, a decorrere dal 1 gennaio 2003, la riduzione percentuale di pari
entità del prezzo di vendita al pubblico dei medicinali di cui al comma 1.
7. Sono precluse la organizzazione e la partecipazione a congressi,
convegni o riunioni eccedenti la percentuale di cui al comma 3, fatti salvi quelli
già regolarmente notificati o autorizzati dal Ministro della salute alla data di entrata in vigore del presente decreto.
8. Al fine di adeguare progressivamente la durata della copertura
brevettuale complementare a quella prevista dalla normativa comunitaria le disposizioni di cui alla legge 19 ottobre 1991, n.
349, ed al regolamento (CEE) n. 1768/1992 del Consiglio, del 18 giugno 1992, trovano attuazione attraverso una riduzione della
"protezione complementare" pari a sei mesi per ogni anno
solare, a decorrere dal 1 gennaio 2004, fino al completo
allineamento alla normativa europea. Le aziende che intendono produrre
specialità farmaceutiche al di fuori della copertura brevettuale possono avviare la procedura di registrazione del
prodotto contenente il principio attivo in anticipo di un anno rispetto alla scadenza della copertura brevettuale complementare del
8-bis. E' consentito a soggetti terzi che intendano produrre per l' esportazione principi attivi coperti dai certificati complementari di
protezione di cui all'articolo 4 della legge 19 ottobre 1991, n. 349, nonchè all'articolo 4-bis del regio decreto 29 giugno 1939, n. 1127,
introdotto dall'articolo 1 della citata legge n. 349 del 1991, di avviare con i titolari dei certificati suddetti, presso il Ministero
delle attività produttive, una procedura per il rilascio di licenze volontarie a titolo oneroso nel rispetto della legislazione vigente
8-ter. Le licenze di cui al comma 8-bis sono comunque valide unicamente per l'esportazione verso Paesi nei quali la protezione
brevettuale dei relativi principi attivi sia scaduta, ivi compreso l'eventuale certificato complementare di protezione, e in
conformità alle normative vigenti nei Paesi di destinazione.
8-quater. Entro quarantacinque giorni dalia data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro delle
attività produttive, sentiti i settori interessati, definisce i criteri di funzionamento della procedura di cui al comma 8-bis
9. A partire dal 1 gennaio 2003 le confezioni dei farmaci, ad esclusione di quelli di cui all'articolo 3, comma 1,
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 539, debbono
riportare sulle confezioni e sulle istruzioni, nonché nelle forme consentite di
pubblicità, dopo l'indicazione del marchio, la sigla classificativa internazionale corrispondente alla denominazione comune internazionale cosiddetta
"anatomico-terapeutico-chimica" (ATC), seguita dal corrispondente nome chimico del prodotto. La denominazione commerciale - se presente
- deve essere stampata al di sotto di sigla e della denominazione chimica in corpo
uguale a quello
del nome chimico;
sino ad esaurimento delle scorte è consentita la vendita di confezioni che riportino la sola denominazione commerciale solo se
confezionate prima del 1 novembre 2002.
9-bis. Il collegio sindacale delle aziende sanitarie e delle aziende ospedaliere segnala periodicamente al direttore generale
dell'azienda, al presidente della regione e al Ministero dell'economia e delle finanze gli eventuali scostamenti della spesa
effettuata rispetto ai livelli programmati nei documenti contabili vigenti di finanza pubblica. II direttore generale dell'azienda
dà comunicazione dei provvedimenti adottati per assicurare il rispetto dei limiti di spesa previsti.
9-ter. Le deliberazioni della Commissione unica del farmaco concernenti riclassificazione dei farmaci ovvero nuove ammissioni
alla rimborsabilità, con effetto dal 1 giugno 2002, sono approvate con decreto del Ministro della salute, sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Al decreto
è allegata una relazione tecnica, verificata dal Ministero dell'economia e delle finanze -
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, avente ad oggetto gli effetti finanziari dello stesso. In particolare la relazione
tecnica attesta che dalle deliberazioni non derivano oneri maggiori rispetto ai livelli di spesa programmati nei documenti contabili
vigenti di finanza pubblica nonché, in particolare, rispetto a quelli definiti nell'accordo tra Governo, regioni e province autonome
dell'8 agosto 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 6 settembre 2001. I decreti di approvazione sono trasmessi alla Corte
dei conti per la relativa registrazione.
Art. 4. - Concorso delle regioni al rispetto degli obiettivi di finanze pubblica
1. Le disposizioni di cui all'articolo 40 della legge 28 dicembre
2001, n. 448, concernenti taluni obblighi a carico delle regioni e delle province autonome per l'anno 2001, funzionali al rispetto degli
obiettivi di finanza pubblica, sono estese anche agli anni 2002, 2003 e 2004, intendendosi quale livello di finanziamento da ripristinarsi
nel caso di inadempimento da parte delle medesime, quello considerato dall'accordo tra Governo, regioni e province autonome del 3
agosto 2000, come integrato dall'articolo 85, comma 6, della legge 23
dicembre 2000, n. 388, rivalutato per i predetti anni, secondo le percentuali stabilite dall'articolo
85, comma 8, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
Art. 4-bis - Finanziamento della spesa
1. Alla definitiva copertura delle maggiori occorrenze finanziarie del
Servizio sanitario nazionale per gli anni 2000 e 2001 si fa fronte, in
conformità all'accordo tra Governo, regioni e province autonome sancito l'8 agosto 2001 dalla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, come segue:
a) quanto a euro 1.394.433.627,55 per l'anno 2000 e quanto a euro
3.412.747.189,18 per l'anno 2001 con oneri a carico del bilancio dello Stato;
b) per l'importo residuo, con oneri a carico delle regioni e delle
province autonome, che vi provvedono con propri mezzi di bilancio, inclusi, limitatamente all'anno 2000, quelli eventualmente derivanti
da operazioni di indebitamento.
a) l'importo di euro 156.486.440,42 a titolo di acconto del disavanzo
provvisorio registrato in sede di accertamento della massa attiva e passiva relativa alla gestione liquidatoria dell'azienda
universitaria Policlinico Umberto I a tutto il 31 dicembre 1999, che residua dopo l'assegnazione della quota parte di risorse attribuite
alla regione Lazio, ai sensi del decreto di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 19 febbraio 2001, n. 17, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 marzo 2001, n. 129;
b) l'importo di euro 205.033.388,94 a titolo di ripiano dei disavanzi
dell'azienda ospedaliera Policlinico Umberto I, per gli anni 2000 e 2001, in
conformità all'accordo di cui al comma 1.
3. Le regioni Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono al finanziamento dei loro
disavanzi ai sensi della normativa vigente. Non si applica il disposto di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto-legge 2 marzo
1989, n. 65, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 aprile 1989, n. 155.
a) per l'anno 2000, secondo i criteri utilizzati per il riparto del
Fondo sanitario nazionale per il medesimo anno;
b) per l'anno 2001, secondo la proposta delle regioni di cui alla
riunione della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano del 17 gennaio
5. I presidenti delle regioni Sicilia e Sardegna comunicano ai Ministeri della salute e dell'economia e delle finanze le quote del
finanziamento della spesa sanitaria posta a proprio carico nonchè la completa utilizzazione di dette quote.
a) ad erogare alle regioni, a titolo di acconto delle somme spettanti
ai sensi del comma 4 per il ripiano dei disavanzi di parte corrente degli anni 2000 e 2001, gli importi indicati rispettivamente nelle
colonne 3 e 4 della tabella A allegata al presente decreto; la liquidazione del saldo per l'anno 2000
è subordinata alla comunicazione da parte dei presidenti delle regioni dell'avvenuta
assunzione dei provvedimenti a copertura della quota di ripiano del residuo disavanzo posta a loro carico; per l'anno 2001,
è subordinata al rispetto degli impegni indicati al punto 19 dell'accordo di cui al comma 1;
b) ad erogare alla regione Lazio, a titolo di acconto delle somme
spettanti, ai sensi del comma 2, lettera a), per la parziale copertura del disavanzo a tutto il 31 dicembre 1999, l'importo
indicato nella colonna 6 della tabella A allegata al presente decreto; il saldo
è erogato sulla base del definitivo accertamento della massa attiva e passiva dell'azienda universitaria Policlinico
Umberto I da parte del commissario liquidatore;
c) ad erogare alla regione Lazio 1' intero importo di cui al comma 2,
lettera b), indicato nella colonna 7 della tabella A allegata al presente decreto, a titolo di ripiano dei disavanzi dell'azienda
ospedaliera Policlinico Umberto I per gli anni 2000 e 2001.
7. Qualora l'erogazione dell'acconto abbia determinato a favore di una regione un importo superiore a quello spettante ai sensi del
comma 4, l'eccedenza è posta in detrazione in occasione del riparto del Fondo sanitario nazionale a qualunque titolo spettante alle
regioni e contestualmente riassegnata a favore delle regioni per le finalità del presente decreto.
8. Alla copertura degli oneri a carico dello Stato derivanti dall'attuazione dei commi da 1 a 7, pari a complessivi curo
5.168.700.646,09, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2002-2004,
nell'ambito dell'unità previsionale di base di conto capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero dell'economia e
delle finanze per l'anno 2002, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero della salute. 17 Ministro
dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
9. I residui crediti dei cessati enti ospedalieri, accertati dalle regioni e dalle province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi
dell'articolo 10, comma 1, e dell'articolo 11, comma 1, del decreto-legge 19 settembre 1987, n. 382, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1987, n. 456, restano acquisiti ai bilanci delle aziende sanitarie in cui sono confluiti i predetti
enti ospedalieri, per essere utilizzati per spese d'investimento. Le somme assegnate alle regioni e alle province autonome di Trento e di
Bolzano ai sensi dell'articolo 10, comma 2, del citato decreto-legge n. 382 del 1987, rimaste inutilizzate, sono dalle medesime regioni e
province autonome destinate alle spese d'investimento delle aziende sanitarie. Le somme assegnate alle
unità sanitarie locali ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto-legge 25 gennaio 1985, n. 8,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 marzo 1985, n. 103, rimaste inutilizzate, restano acquisite alle gestioni liquidatone
delle soppresse unità sanitarie locali.
10. Per le attività di valutazione, in relazione alle risorse definite, dei fattori scientifici, tecnologici ed economici relativi
alla definizione e all' aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza e delle prestazioni in essi contenute,
è istituita una apposita commissione, nominata e presieduta dal Ministro della salute
e composta da quattordici esperti titolari e da altrettanti supplenti, di cui un titolare ed un supplente designati dal Ministro
dell'economia e delle finanze e sette titolari e altrettanti supplenti designati dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e
delle province autonome di Trento e di Bolzano. La commissione, che può articolarsi in sottocommissioni, dura in carica tre anni; i
componenti possono essere confermati una sola volta. Su richiesta della maggioranza dei componenti, alle riunioni della commissione
possono essere invitati, per fornire le proprie valutazioni, esperti esterni competenti nelle specifiche materie di volta in volta
trattate. Alle riunioni della commissione partecipano il direttore della competente direzione generale del Ministero della salute,
presso la quale è incardinata la segreteria dell'organo collegiale, e il direttore dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali. Alle
deliberazioni della commissione è data attuazione con decreto di natura non regolamentare del Ministro della salute, di concerto con
il Ministro dell'economia e delle finanze, da trasmettere alla Corte dei conti per la relativa
Art. 5. - Adempimenti comunitari iniziali a seguito di condanna per aiuti di Stato
1. In attuazione della decisione della Commissione delle
Comunità europee dell'11 dicembre 2001, relativa al regime di aiuti di Stato che l'Italia ha reso disponibile in favore delle banche, ed in attesa
della definizione dei ricorsi promossi contro la medesima decisione innanzi alle
autorità giudiziarie dell'Unione europea, il regime delle agevolazioni rese disponibili in favore delle banche in forza
della legge 23 dicembre 1998, n. 461, e, conseguentemente, degli articoli 16, commi 3 e 5, 22, comma 1, 23, comma 1, e 24, comma 1,
del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153, è sospeso a decorrere dal periodo d'imposta per il quale, alla data di entrata in
vigore del presente decreto, è ancora aperto il termine per la presentazione della relativa dichiarazione dei redditi. E'
analogamente sospeso il regime di agevolazione reso disponibile in forza dell'articolo 27, comma 2, del citato decreto legislativo n.
153 del 1999, nella misura in cui la duplice operazione costituita dall'attribuzione delle quote di partecipazione al capitale della
Banca d'Italia alla società conferitaria e dal successivo trasferimento alla fondazione produca effetti sul bilancio della
società conferitaria. I periodi d'imposta per i quali operano tali sospensioni, ivi incluso il periodo di imposta 2001, non sono
computati ai fini della consecutività di cui all'articolo 22, comma 1, del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153.
Resta fermo quanto disposto dalia citata legge n. 461 del 1998 e dal medesimo
decreto legislativo n. 153 del 1999, in tema di fondazioni, in ragione del loro regime giuridico
privatistico, speciale rispetto a quello delle altre fondazioni, in quanto ordinato per legge in
funzione: a) della loro particolare operatività, inclusa la
possibilità di partecipare al capitale della Banca d'Italia; b) della struttura organizzativa, basata sulla previsione di organi
obbligatori e su uno specifico regime di requisiti di
professionalità, di onorabilità e di incompatibilità; c) dei criteri obbligatori di gestione del patrimonio e di dismissione dei
cespiti; d) della facoltà di emettere titoli di debito convertibili o con opzioni di acquisto; e) dei vincoli di
economicità della gestione e di separazione patrimoniale; f} dei vincoli di
destinazione del reddito, delle riserve e degli accantonamenti; g) delle speciali norme in materia di
contabilità e di vigilanza; h) del criterio secondo cui le norme del codice civile si applicano alle
fondazioni bancarie solo in via residuale e in quanto compatibili. La disposizione: di cui al precedente periodo costituisce norma di
interpretazione autentica della legge 23 dicembre 1998, n. 461, e del decreto legislativo 17 maggio 1999, n.
2. Le somme recuperate ai sensi del presente articolo sono versate
in apposita contabilità speciale di tesoreria. Con successivo decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono stabilite le
modalità contabili di acquisizione delle relative somme.
Art. 6. - Progressivo adeguamento ai principi comunitari del regime tributario delle
1. L'articolo 12 della legge 16 dicembre 1977, n. 904,
non si applica alla quota del 10 per cento degli utili netti annuali destinati alla riserva minima obbligatoria.
2. Le somme di cui all'articolo 3, comma 2, lettera b), della legge
3 aprile 2001, n. 142, e all'articolo 12 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, destinate ad aumento del capitale sociale, non concorrono a formare il reddito imponibile ai
fini delle imposte sui redditi e il valore della produzione netta dei soci. Le stesse somme, se imponibili al momento della loro
attribuzione, sono soggette ad imposta secondo la disciplina dell'articolo 7, comma 3, della legge 31 gennaio 1992, n. 59. Le
disposizioni del presente comma si applicano a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2001.
3. Sugli interessi corrisposti dalle
società cooperative e loro consorzi che non soddisfano i requisiti della definizione di
piccole e micro imprese di cui alla raccomandazione 2003/361/CE della
Commissione, del 6 maggio 2003, ai propri soci persone fisiche residenti
nel territorio dello Stato, relativamente ai prestiti erogati alle condizioni
stabilite dall'articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 601, si applica una ritenuta a titolo di imposta nella misura
del 20 per cento.
4. In attesa di un più compiuto riordino del trattamento
tributario delle società cooperative e loro consorzi, in coerenza con la generale riforma della disciplina delle
società cooperative di cui al titolo VI del libro V del codice civile, per i due periodi
d'imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2001:
a) l'articolo 12 della legge 16 dicembre 1977, n. 904, salvo
quanto previsto dal comma 1, si applica al 39 per cento della rimanente quota degli utili netti annuali destinati a riserva
indivisibile;
b) per le cooperative agricole e della piccola pesca e loro
consorzi la quota di cui alla lettera a) è elevata al 60 per cento;
c) non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 10,
limitatamente alle precedenti lettere a) e b), e 11 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601; per le
cooperative di produzione e di lavoro e loro consorzi resta ferma l'applicazione del predetto articolo 11 relativamente al reddito
imponibile derivante dall'indeducibilità dell'imposta regionale sulle
5. Per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31
dicembre 2001, l'acconto dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche dovuto dalle
società cooperative e loro consorzi è calcolato, in base alle disposizioni della legge 23 marzo 1977, n.
97, assumendo come imposta del periodo precedente quella che si sarebbe applicata in
conformità alle disposizioni del comma 4.
6. Le disposizioni del presente articolo si applicano alle
cooperative e loro consorzi soggetti alla disciplina di cui alla legge 31 gennaio 1992, n. 59, ad eccezione dei commi 4 e 5 che non si
applicano alle cooperative e loro consorzi di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381. In ogni caso, le disposizioni del presente
articolo non si applicano alle società cooperative di garanzia collettiva fidi di primo e secondo grado e loro consorzi, previste
dagli articoli 29 e 30 della legge 5 ottobre 1991, n. 317, iscritte nell'apposita sezione dell'elenco previsto dall'articolo 106 del
unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385.
Art. 7. - Patrimonio dello Stato S.p.a.
1. Per la valorizzazione, gestione ed alienazione del patrimonio
dello Stato e nel rispetto dei
requisiti e delle finalità propri dei beni pubblici
è istituita una società per azioni, che assume la denominazione di "Patrimonio dello Stato
3. Le azioni sono attribuite al Ministero dell'economia e delle
finanze. Il Ministero può trasferire a titolo gratuito la totalità delle azioni, o parte di esse,
società di cui il Ministero detenga direttamente l'intero capitale sociale.
4. La società opera secondo gli indirizzi strategici stabiliti dal
Ministero, previa definizione da parte del CIPE delle direttive di
5. L'approvazione dello statuto e la nomina dei componenti degli
organi sociali previsti dallo statuto stesso sono effettuati dalla prima assemblea, che il Ministro dell'economia e delle finanze
convoca entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente provvedimento.
6. Il rapporto di lavoro del personale dipendente della
società è disciplinato dalle norme di diritto privato e dalla contrattazione
7. La pubblicazione del presente decreto tiene luogo degli
adempimenti in materia di costituzione di società per azioni previsti dalle vigenti disposizioni.
8. Gli atti posti in essere in attuazione del presente articolo per
la costituzione della società sono esclusi da ogni tributo o diritto.
9. All'onere derivante dal presente articolo, pari a 1.000.000 di
euro, si provvede per l'anno 2002, mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
2002-2004, nell'ambito dell'unità previsionale di base di conto capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze per l'anno 2002, utilizzando per 1.000.000 di euro l'accantonamento relativo al Ministero medesimo. Il
Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
10. Alla Patrimonio dello Stato S.p.a. possono essere trasferiti
diritti pieni o parziali sui beni immobili facenti parte del patrimonio disponibile e indisponibile dello Stato, sui beni immobili
facenti parte del demanio dello Stato e comunque sugli altri beni compresi nel conto generale del patrimonio dello Stato di cui
all'articolo 14 del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, ovvero ogni altro diritto costituito
a favore dello Stato.
Modalità e valori di trasferimento e di iscrizione dei beni nel bilancio della
società sono definiti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, anche in deroga agli articoli 2254,
2342 e seguenti, del codice civile. Il trasferimento può essere operato con le
modalità e per gli effetti previsti dall'articolo 3, commi 1, 16, 17, 18 e 19, del decreto-legge 25 settembre 2001, n.
351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, escluse le norme
concernenti la garanzia per vizi e per evizione previste dal citato comma 19. Il trasferimento di beni di particolare valore artistico e
storico è effettuato di intesa con il Ministro per i beni e le attività culturali. Il trasferimento non modifica il regime
giuridico, previsto dagli articoli 823 e 829, primo comma, del codice civile, dei beni demaniali trasferiti. Restano comunque fermi i
vincoli gravanti sui beni trasferiti e, sino al termine di scadenza prevista nel titolo, i diritti di godimento spettanti a terzi.
10-bis. Il comma 4 dell'articolo 24 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni,
"4. Con riferimento agli immobili utilizzati dalie Amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, e dalle Agenzie di cui al
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, appartenenti ai demanio o comunque in uso gratuito, il Ministro dell'economia e delle finanze,
con uno o più decreti aventi natura non regolamentare, individua singoli beni o categorie di beni per i quali, a decorrere dal Io
gennaio dell'anno successivo, è dovuto un canone d'uso determinato con i decreti stessi con riferimento ai fitti di mercato dei beni
11. La società può effettuare operazioni di
cartolarizzazione, alle quali si applicano le disposizioni contenute nel decreto-legge
25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410.
12. I beni della Patrimonio dello Stato S.p.a possono essere
trasferiti esclusivamente a titolo oneroso alla società di cui all'articolo 8 con le modalità previste al comma 10.
12-bis. Il conto consuntivo, economico e patrimoniale, della Patrimonio dello Stato S.p.a.
è allegato, ogni anno, al rendiconto generale dello Stato. Un apposito allegato al rendiconto generale
dello Stato contiene il conto consolidato della gestione di bilancio statale e della gestione della Patrimonio dello Stato
1. La Cassa depositi e prestiti è autorizzata a costituire, anche
con atto unilaterale, una società finanziaria per azioni denominata "Infrastrutture
S.p.a."; non si applicano le disposizioni dell'articolo 2362 del codice civile. La
società ha sede a Roma. Il capitale
iniziale è pari a euro 1 milione, da versare interamente all'atto della costituzione; i successivi aumenti del capitale sono
determinati con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze e possono essere sottoscritti dalla Cassa depositi e prestiti, anche
a valere sulla cartolarizzazione di una parte dei propri crediti, individuati tenendo conto dei principi di convenienza economica e di
salvaguardia delle finalità di interesse pubblico della Cassa stessa. Le azioni della
società non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi; ne è ammesso il trasferimento con la preventiva
autorizzazione del Ministro dell'economia e delle finanze.
2. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
può essere disposta
la garanzia dello Stato per i titoli e i finanziamenti di cui al comma 5, per gli strumenti derivati impiegati dalla
società, nonché per le garanzie di cui al comma 3. Tale garanzia
è elencata nell'allegato allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze di cui all'articolo 13 della
legge 5 agosto 1978, n. 458.
3. La società, in via sussidiaria rispetto ai finanziamenti
concessi da banche e altri intermediari finanziari:
a) finanzia sotto qualsiasi forma le infrastrutture e le grandi
purché suscettibili di utilizzazione economica;
b) concede finanziamenti sotto qualsiasi forma finalizzati ad
investimenti per lo sviluppo economico. Inoltre, la società concede garanzie per le
finalità di cui alle lettere a) e b). La società può altresì assumere partecipazioni,
che non dovranno essere di maggioranza ne comunque di controllo ai sensi dell'articolo 2359
del codice civile, detenere immobili e esercitare
ogni attività strumentale, connessa o accessoria ai suoi compiti istituzionali.
Per lo svolgimento di tali
attività la società può altresì acquisire quote azionarie di società già partecipate dalla Cassa
depositi e prestiti operanti nel settore delle infrastrutture. E' preclusa alla
società la raccolta di fondi a vista e la negoziazione per conto terzi di strumenti finanziari.
4. Con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle
finanze sono formulate le linee direttrici per l'operatività della società. I finanziamenti di cui al comma 3, lettera
a), possono essere concessi
anche per il tramite di banche e altre istituzioni finanziarie. I finanziamenti sono a medio e lungo termine, salva diversa e motivata
determinazione dell'organo amministrativo della società. I finanziamenti di cui al comma 3, lettera b), sono concessi per il tramite di banche, altre
istituzioni finanziarie ovvero sono messi a disposizione di soggetti istituzionalmente deputati al sostegno dello sviluppo
economico. La società può destinare i propri beni e i diritti relativi a una o
più operazioni di finanziamento al soddisfacimento dei diritti dei portatori dei titoli e dei concedenti i finanziamenti di cui al
comma 5. I beni e i diritti così destinati costituiscono patrimonio separato a tutti gli effetti da quello della
società e da quelli relativi alle altre operazioni. Dalla data dell'emissione dei titoli
da parte della società o della concessione dei finanziamenti da essa assunti, su ciascun patrimonio separato non sono ammesse azioni da
parte di qualsiasi creditore diverso dai portatori dei titoli emessi ovvero dai concedenti i finanziamenti. Delle obbligazioni nei
confronti dei portatori dei titoli e dei concedenti i finanziamenti, nonché di ogni altro creditore nell'ambito di ciascuna operazione,
risponde esclusivamente il patrimonio separato con i beni e i diritti destinati. Per ciascuna operazione
può essere nominato un rappresentante comune dei portatori dei titoli, il quale ne cura gli
interessi e in loro rappresentanza esclusiva esercita i poteri stabiliti in sede di nomina e approva le modificazioni delle
condizioni dell'operazione. Le cessioni di beni in favore della società da parte dello Stato, degli enti pubblici non territoriali e
di società interamente controllate dallo Stato sono operate con le modalità di cui
ai commi 10 e 12 dell'articolo 7. Restano ferme le competenze in materia di gestione di beni demaniali attribuite agli enti locali
dalle norme vigenti. Si applicano ai
finanziamenti di cui al comma 3 le disposizioni di cui all'articolo 42, commi 3 e 4, del testo unico delle leggi in materia
bancaria e creditizia, di cui decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385.
5. La società raccoglie la provvista necessaria mediante
l'emissione di titoli e l'assunzione di finanziamenti. I titoli sono strumenti finanziari e agli stessi si applicano le disposizioni del
di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.
58. L'organo amministrativo delibera sull'emissione e le caratteristiche dei titoli.
Alla società si applicano il comma 2 dell'articolo 5 della legge 30 aprile 1999, n. 130, e le
disposizioni contenute nel titolo V del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1
settembre 1993, n. 385, ad esclusione dell'articolo 106, commi 2, 3, lettere b) e c), e 4,
nonchè le corrispondenti norme sanzionatorie previste dal titolo VIII del medesimo testo unico. La
società si iscrive nell'elenco speciale di cui all'articolo 107, comma 1, del
citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993. La Banca d'Italia, tenuto conto dei compiti istituzionali della
società e delle linee direttrici formulate dal Ministro dell'economia e delle finanze ai sensi del comma 4, adotta i provvedimenti specifici nei
confronti, della società in materia di vigilanza prudenziale e comunicazioni alla Banca
6. Con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze sono
regolati la composizione del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale della
società e la durata in carica dei rispettivi membri. E' ammessa la delega dei poteri dell'organo
amministrativo a un comitato esecutivo o a uno o più dei suoi membri.
7. Lo statuto della società è approvato con decreto del Ministro
8. Il bilancio della società è redatto secondo le disposizioni
applicabili relative ai soggetti operanti nel settore finanziario.
9. Gli utili netti della società sono destinati a riserva se non
altrimenti determinato dall'organo amministrativo della società.
10. Ai titoli e ai finanziamenti di cui al comma 5 si applica lo
stesso trattamento previsto nell'articolo 2, comma 5, del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410. Le cessioni a qualsiasi titolo in favore della
società, le operazioni di provvista, quelle di finanziamento, nonché quelle relative a
strumenti finanziari derivati, e tutti i provvedimenti, atti, contratti, trasferimenti, prestazioni e
formalità inerenti alle cessioni e operazioni medesime, alla loro esecuzione, modificazione
ed estinzione, alle garanzie di qualunque tipo da chiunque e in qualsiasi momento prestate e alle loro eventuali
surroghe, sostituzioni, postergazioni, frazionamenti e cancellazioni anche parziali (ivi incluse le cessioni di credito stipulate in relazione a
tali operazioni e le cessioni, anche parziali, dei crediti e dei contratti ad esse relativi), sono esenti dall'imposta di registro,
dall'imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale e da ogni altra imposta indiretta,
nonché ogni altro tributo o diritto. Non si applica la ritenuta prevista dai commi 2 e 3 dell'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica
29 settembre 1973, n.
600, sugli interessi e altri proventi dei conti correnti bancari della
società. Ciascun patrimonio separato di cui al comma 4 non è soggetto alle imposte sui redditi
né all'imposta regionale sulle attività produttive. Sono esclusi dall'applicazione dell'imposta sul
valore aggiunto i trasferimenti di immobili alla società e le locazioni in favore di amministrazioni dello Stato, enti pubblici
territoriali e altri soggetti pubblici.
11. La società è posta sotto la vigilanza del Ministero
dell'economia e delle finanze, che può adottare, ove la situazione lo richieda, provvedimenti specifici nei confronti della
società al fine di assicurare che i comportamenti operativi della stessa siano
conformi alla legge, alle disposizioni attuative, nonché allo statuto, e siano coerenti con le linee strategiche indicate nei
decreti di cui al primo periodo del comma 4. 12. La società non può sciogliersi se non per legge.
12-bis. Resta fermo quanto previsto dalla vigente disciplina
sostanziale in materia di infrastrutture.
Art. 9. - Disposizioni in materia di privatizzazione, liquidazione e
finanziamento di enti pubblici e di società interamente controllate dallo Stato,
nonché di cartolarizzazione di immobili
1. Il termine previsto dall'articolo 2, comma 2, del decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 419, per la privatizzazione, trasformazione e fusione degli enti pubblici indicati nella tabella A
del predetto decreto legislativo, è differito al 31 dicembre 2002, fatta salva, comunque, la
possibilità di applicare anche ai predetti enti quanto previsto dagli articoli 28 e 29 della legge 28 dicembre
a) i loro immobili possono essere alienati con le modalità previste
al capo 1 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410. I relativi
decreti dirigenziali sono adottati dal Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. I
proventi delle vendite degli immobili ed ogni altra somma derivata e derivante dalla liquidazione sono versati all'entrata del bilancio
b) il personale finora adibito alle procedure di liquidazione
previste dalla citata legge n. 1404 del 1956 è destinato prioritariamente ad altre
attività istituzionali del Ministero dell'economia e delle finanze;
c) ferma restando la titolarità, in capo al Ministero dell'economia
e delle finanze, dei rapporti giuridici attivi e passivi, la gestione della liquidazione
nonché del contenzioso può essere da questo affidata ad una società, direttamente o indirettamente controllata
dallo Stato, scelta in deroga alle norme di contabilità generale dello Stato. La
società può avvalersi anche
dell'assistenza, della rappresentanza e della difesa in giudizio dell'Avvocatura dello Stato
alle stesse condizioni e con le stesse modalità con le quali se ne avvalgono, ai sensi della normativa vigente, le Amministrazioni dello
Stato. È, altresì, facoltà
della società di procedere alla revoca dei mandati già conferiti. La società esercita ogni potere finora attribuito all'Ispettorato generale per la liquidazione degli enti disciolti del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. Sulla base di criteri di efficacia ed
economicità e al fine di eliminare il contenzioso pendente, evitando l'instaurazione di nuove cause, la
società può compiere qualsiasi atto di diritto privato, ivi incluse transazioni relative a rapporti concernenti differenti procedure di
liquidazione, cessioni di aziende, cessioni di crediti in blocco pro soluto e rinunce a domande giudiziali. Sulle transazioni la
società può chiedere il parere all'Avvocatura dello Stato. La società può anche rinunciare a crediti al di fuori delle ipotesi previste dai
terzo comma dell'articolo 9 della citata legge n. 1404 del 1956. In base ad una apposita convenzione, sono disciplinati i rapporti con il
Ministero dell'economia e delle finanze e, in particolare, il compenso spettante alla
società, i profili contabili del rapporto, nonché le modalità di rendicontazione e di controllo.
1-ter. Il Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, con provvedimento da emanare
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, individua le liquidazioni
gravemente deficitarie per le quali si fa luogo alla liquidazione coatta amministrativa ovvero le liquidazioni per le quali
è comunque opportuno che la gestione liquidatoria resti distinta. Per queste
liquidazioni lo Stato risponde delle passività nei limiti dell'attivo della singola liquidazione. Nelle more della
individuazione della società di cui alla lettera c) del comma 1-bis, l'Ispettorato generale per la liquidazione degli enti disciolti del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato prosegue le procedure di liquidazione con i poteri previsti dal terzo, quarto e
quinto periodo della medesima lettera c) del comma 1-bis.
1-quater. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, sono approvate le nuove dotazioni organiche del personale del Ministero
dell'economia e delle finanze. 1-quinquies. Nella citata legge n. 1404 del 1956 sono abrogati:
1-sexies. Agli oneri derivanti dal comma 1-bis, lettera c), del presente articolo, determinati nella misura massima di 1,5 milioni di
curo annui a decorrere dall'anno 2002, sì provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione dei
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2002, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero
2. Al pagamento dei creditori dell'EFIM in liquidazione coatta
amministrativa e delle società in liquidazione coatta amministrativa interamente possedute, direttamente o
indirettamente dall'EFIM continua ad applicarsi la garanzia
dello Stato prevista dall'articolo 5 del decreto-legge 19 dicembre 1992, n. 487, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 febbraio
1993, n. 33, e successive modificazioni. 3. Al fine di favorire il processo di
ricapitalizzazione, funzionale al raggiungimento degli obiettivi previsti nel piano
biennale 2002-2003, il Ministero dell'economia e delle finanze è autorizzato a sottoscrivere nell'anno 2002 un aumento di capitale
della società Alitalia S.p.a. nella misura massima di 893,29 milioni di euro, in aggiunta a quanto
già previsto dall'articolo 1, comma 4, della legge 18 giugno 1998, n. 194.
4. All'onere derivante dal comma 3 si provvede per l'anno 2002,
quanto a 250 milioni di euro mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa recata dall'articolo 50, comma 1,
lettera c), della legge 23 dicembre 1998, n. 448; quanto a 550 milioni di euro mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'articoli 5 della legge 16 aprile 1987, n. 183, e quanto a 93,290 milioni di euro mediante
corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2002-2004, nell'ambito
dell'unità previsionale di base di conto capitale "Fondo speciale" dello stato di previsione del
Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2002, utilizzando per 40,822 milioni di euro l'accantonamento relativo al Ministero
medesimo e per 52,468 milioni di euro l'accantonamento relativo al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio. Il Ministro
4-bis. All'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, sono apportate le seguenti modificazioni:
a} al comma 5, dopo il secondo periodo, è inserito il seguente: "La
vendita si considera frazionata esclusivamente nel caso in cui ciascuna
unità immobiliare sia offerta in vendita singolarmente a condizioni specificatamente riferite a tale
unità";
b) dopo il comma 7, è inserito il seguente: "7-bis. Ai conduttori delle
unità immobiliari ad uso diverso da quello residenziale, nell'ipotesi di vendita in blocco, spetta il
diritto di opzione all'acquisto a mezzo di mandato collettivo, a condizione che questo sia conferito dai conduttori che rappresentino
il 100 per cento delle unità facenti parte del blocco oggetto di vendita. Il prezzo di acquisto
è quello risultante all'esito della procedura competitiva. Le modalità ed i termini di esercizio del
diritto di opzione stabilito dal presente comma sono determinati con i decreti di cui al comma
5. All'articolo 6 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, il comma 3-bis
"3-bis. Alle cessioni ed ai conferimenti ai fondi di investimento
immobiliare istituiti ai sensi degli articoli 37 del testo unico
delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n.
58, e 14-bis della legge 25 gennaio
1994, n. 86, si applica l'articolo 37-bis del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600. Ai conferimenti di beni ai medesimi fondi non si applicano, in ogni caso, le disposizioni del
decreto legislativo 8 ottobre 1997, n. 358.".
1. Per ciascuno degli anni 2002, 2003 e 2004, le maggiori entrate
recate dal presente decreto, ad esclusione di quelle provenienti dall'articolo 5, pari a milioni di euro 210,1 per il 2002, 264,7 per
il 2003 e 257,6 per il 2004, sono destinate alle finalità di cui all'articolo 1, comma 6, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
- Verona, 13 ore fa	Analisi convenienza tra Regime Ordinario, dei Minimi e Forfetario 2017
- Roma, 13 ore fa	Ricorso contro un avviso di accertamento in materia di TIA (Tariffa Igiene Ambientale)
- Giaveno, 14 ore fa	Analisi di convenienza IRI/IRPEF 2017
- Ponte A Egola, 14 ore fa	Fatturazione commerciale forfetari 2017
- Cordenons, 14 ore fa	Lettera ai clienti Imprese minori in contabilità semplificata; regime di cassa dal 1° gennaio 2017
- Milano, 14 ore fa	Fatturazione Commerciale 2017
- Cordenons, 14 ore fa	Rapporto riepilogativo delle attività svolte dal Professionista delegato alla vendita
- Torino, 15 ore fa	Rivalutazione beni d'impresa 2015 (Societa' di Capitali)
- Gorgonzola, 17 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Arcore, 17 ore fa	Lettera ai clienti Imprese minori in contabilità semplificata; regime di cassa dal 1° gennaio 2017
- Milano, 17 ore fa	Analisi di convenienza IRI/IRPEF 2017
- Verolanuova, 19 ore fa	Modello di ricorso contro avviso di accertamento sintetico/redditometro completo di mediazione/reclamo ex art. 17 bis D.Lgs n. 546/1992
- Paterno`, 19 ore fa	Lavoro autonomo: dal netto al lordo (redditi 2016)
- Milano, 20 ore fa	Lettera ai clienti Imprese minori in contabilità semplificata; regime di cassa dal 1° gennaio 2017
- Vibo Valentia, 20 ore fa	Fatturazione Commerciale 2017
- Cordenons, 20 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Roma , 20 ore fa	Analisi convenienza tra Regime Ordinario, dei Minimi e Forfetario 2017
- Ancona, 21 ore fa	Rottamazione cartelle esattoriali 2016
- Alfonsine, 22 ore fa	Analisi convenienza tra Regime Ordinario, dei Minimi e Forfetario 2017
- Lanciano, 22 ore fa	Analisi convenienza tra Regime Ordinario, dei Minimi e Forfetario 2017
- Conselice, 23 ore fa	Analisi convenienza tra Regime Ordinario, dei Minimi e Forfetario 2017
- Bari, 7 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3
 articolo 12

Art. 4

Art. 4

Art. 5

Art. 6
 articolo 11

Art. 7

Art. 9
 art. 17