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Timestamp: 2019-04-24 23:55:13+00:00

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ANNO LIX – 2008 – N3 – Ediesse
ANNO LIX - 2008 - N3
La disciplina del socio lavoratore tra vera e falsa cooperazione >
1. Specialità del lavoro associato in cooperativa o assimilazione agli altri rapporti di lavoro e, in particolare, al rapporto di lavoro subordinato? Inquadramento giuridico e fenomenologia della cooperazione. — 2. Il percorso di indagine: un ap- proccio interdisciplinare. — 3. L’articolo 45 della Costituzione: la «funzione sociale» della cooperazione e il binomio tutela-controllo. — 4. La cooperazione nella discipli- na codicistica e nella legislazione speciale.
Scritto da: Lucio Imberti
Guido Trioni - Il contratto di Agenzia (artt. 1742-1753) - Bologna - Zanichelli - 2007 >
Da qualche anno si discute del tradizionale mancato inserimento del la- voro autonomo nell’orizzonte del Diritto del lavoro. Questo dibattito risul- ta essere sterile fino a quando gli studiosi giuslavoristi non si mettano a stu- diare con le categorie proprie del Diritto del lavoro le varie forme di lavoro autonomo. A dire il vero il contratto di agenzia è ormai da tempo acquisito nel patrimonio del Diritto del lavoro.
Scritto da: Mario Napoli
Le fonti del Diritto del lavoro >
1. Inquadramento del tema. — 2. La legge: evoluzione dei modelli normativi. — 2.1. La legislazione sociale. — 2.2. Il codice civile. — 2.3. Il modello costituzionale. — 2.4. La legislazione di tutela delle fasce deboli. — 2.5. Lo Statuto dei lavoratori. — 2.6. La legislazione della flessibilità. — 2.7. Le fonti comunita- rie. — 2.8. Le fonti subnazionali: le leggi regionali. — 3. La contrattazione collet- tiva. — 3.1. Gli accordi interconfederali e i protocolli triangolari. — 3.2. I con- tratti nazionali di lavoro. — 3.3. La contrattazione aziendale e decentrata...
Scritto da: Luigi Mariucci.
La non concorrenza nel contratto di agenzia >
1. Sintesi per princìpi. — 2. L’obbligo di «fedeltà» durante il rapporto. — 3. L’obbligo di fedeltà anche dopo la cessazione. — 4. La scarsa efficacia di fatto di non concorrenza. — 5. Concorrenza sleale per violazione del patto di non con- correnza. — 6. Lo «storno» di agenti. — 7. Giurisdizione italiana verso lo stranie- ro Ce. — 8. Rito del lavoro.
Scritto da: Michele Miscione
Sull’ampliamento dei confini dell’azione di regresso dell’Inail >
Il T.U. 30 giugno 1965, n. 1124, prevede una particolare disciplina per la regola- mentazione della responsabilità civile del datore di lavoro per l’infortunio sul lavoro oc- corso a un suo dipendente nel complesso formato dagli artt. 10, 11 e 112. Si tratta di una disciplina speciale che esclude l’applicabilità in materia delle contrastanti norme ci- vilistiche. L’art. 10 T.U. pone alla base di tale sistema l’esonero del datore di lavoro dal- la responsabilità civile per gli infortuni sul lavoro.
Indennità di buonuscita e retribuzione computabile >
La sentenza del Tribunale di Milano appare idonea a risolvere in modo soddisfacente, e del tutto coerente al dettato legislativo, la questione delle modalità di determinazione delle indennità terminative del personale postale dopo la privatizzazione della preesistente azienda statale, iniziata con la trasformazione in ente pubblico economico con d.l. n. 487/1993 (convertito in legge n. 71/1994) e successivamente completata con l’attuale assetto quale Società per azioni.
Scritto da: Giovanni Ventura
La Corte di Cassazione e la qualificazione del rapporto di lavoro >
L’attività di commesso in un negozio di abbigliamento: riflessioni sul metodo interpretativo — L’originalità delle conclusioni cui perviene la Suprema Corte nella sentenza in commento si apprezza sia sul piano del metodo, sia nel merito dell’interpretazione proposta, anche se la fattispecie concreta è alquanto ordinaria. Il Tribunale di Catanzaro accertava l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato in relazione all’attività di commesso svolta in un negozio di abbigliamento.
Scritto da: Maria Dolores Ferrara
Appalto, trasferimento d’azienda e contratto di inserimento per sole donne: un esempio, mal riuscito, di law shopping? >
1. - Fatto - La sentenza si segnala per 3 ragioni: la prima perché precisa che le tutele codicistiche in tema di trasferimento d’azienda non sono derogabili quando l’obbligo di assumere il personale dipendente dal precedente appaltatore sia stabilito al di fuori delle ipotesi tassative previste dall’art. 29, c. 3 dlgs. n. 276/03; la seconda perché ritiene nullo per mancanza di causa (non di forma) il contratto di inserimento al lavoro privo della indicazione specifica del progetto; ...
L’assenteismo tra rimedi vecchi e nuovi >
1. - La sentenza annotata ribadisce un principio affermato dalla Cassazione in varie occasioni: poiché la previsione della conservazione del posto di lavoro, in caso di malattia del lavoratore, unica o discontinua, sino al limite temporale indicato dalla legge, dalla contrattazione collettiva, dagli usi o dal giudice, ha carattere di specialità e di deroga rispetto alla normativa sul licenziamento e sulla impossibilità sopravvenuta della prestazione, tale ultima normativa non può trovare applicazione per il solo fatto della malattia o delle malattie del lavoratore, ...
Carattere paradigmatico della giurisprudenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee in materia di libera circolazione >
La sentenza in epigrafe, al di là della molteplicità dei casi trattati e delle numerose normative esaminate, nazionali e internazionali, che determinano un’inevitabile difficile lettura, si colloca in realtà nel tradizionale alveo tracciato da decenni dalla giurisprudenza della Corte in materia di libera circolazione dei lavoratori.
Riflessioni sulla risarcibilità del danno non patrimoniale da ritardata erogazione dell’indennizzo ex lege n. 210/92 >
La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, nega il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale conseguente alla ritardata corresponsione dell’indennizzo ex lege n. 210/92.
Scritto da: Alessandra Lupi
Danno da perdita di chance per mancata promozione nei concorsi interni della p.a. >
1. - Danno da perdita di chance — Sia nella pronuncia della Corte d’Appello di Salerno che in quella del Tribunale di Genova viene preso in esame uno degli aspetti più dibattuti del regime del rapporto di lavoro (soprattutto dei pubblici dipendenti) degli ultimi anni, ossia la problematica del danno da perdita di chance di promozione. Tale tipologia di danno si sostanzia nella diminuzione delle possibilità di conseguimento dell’obiettivo prefisso, nel caso di specie la promozione, e si caratterizza per l’incognita della sua realizzazione.
Trasferimento d’azienda, beni immateriali e successione negli appalti >
Introduzione — Con la sentenza in epigrafe, il giudice di prima istanza, riconoscendo nel caso esaminato la sussistenza di un’ipotesi di trasferimento d’azienda, riconosce l’applicabilità della disciplina di cui all’art. 2112 cod. civ. quando il mutamento nella titolarità di un’attività economica organizzata comporti un passaggio di beni immateriali che risultino funzionalmente e autonomamente idonei allo svolgimento di un’attività imprenditoriale.
Scritto da: Annamaria Lucarelli
La preesistenza è requisito necessario del ramo d’azienda per legittimarne il trasferimento >
1. - La recentissima giurisprudenza di merito, pronunciatasi in materia di trasferimento d’azienda, ha delimitato correttamente i confini della fattispecie «trasferimento di ramo di azienda», affermando la necessaria e imprescindibile sussistenza dei requisiti dell’autonomia funzionale e della preesistenza del ramo stesso, quale struttura che deve conservare nel trasferimento la propria identità.
Licenziamento del dirigente e nozione di giustificatezza >
Con ricorso al giudice del lavoro il sig. N. M. esponeva di essere stato assunto dalla società Ias con la qualifica di dirigente e che, successivamente, la società aveva assunto un direttore generale; conseguenza di ciò erano stati il mantenimento solo formale delle funzioni dirigenziali e la sottoposizione gerarchica al direttore generale. Aggiungeva che gli erano state contestate per iscritto una serie di infrazioni e irregolarità e che, malgrado avesse presentato le proprie giustificazioni, la società aveva provveduto al licenziamento.
Il punto sull’applicabilità dell’art. 36 Cost. al lavoro nelle pubbliche amministrazioni >
Giurisprudenza ordinaria e amministrativa a confronto— La sentenza in commento chiude il cerchio tracciato dalla composita giurisprudenza pregressa in ordine alla dibattuta applicazione del principio costituzionale della cd. giusta retribuzione nel rapporto di lavoro pubblico.
Quando si confrontano divieto di discriminazioni di genere e limiti di altezza nelle assunzioni >
1. — Il caso in questione e il quadro normativo in cui si inserisce— Torna all’esame della magistratura il caso del rifiuto di assunzione di una donna per ragioni legate alla sua statura. Nella questione al vaglio della Suprema Corte, la candidata, superate le se- lezioni previste, veniva esclusa dal novero degli aspiranti all’impiego per essere di altez- za inferiore (metri 1,53) a quella indistintamente richiesta per uomini e donne (metri 1,55) dal decreto ministeriale n. 88/1999.
Scritto da: Lara Lazzeroni
Forma ed effetti della revoca del licenziamento e della sua accettazione >
La vicenda — La sentenza che qui si commenta affronta lo «spinoso» tema della revoca del licenziamento intimato e dell’accettazione della stessa da parte del lavoratore. Nel caso di specie una società in amministrazione straordinaria procedeva al licenziamento collettivo di parte dei propri dipendenti, con conseguente avvio della procedura di mobilità, e stipulava, nel frattempo, un contratto di vendita di parte del complesso aziendale con un’altra società, alle dipendenze della quale passava il restante personale.
Scritto da: Federica Roccato
Trasferimento d’azienda, elusione dell’operare dell’art. 18 Stat. lav. e frode alla legge >
In modo ineccepibile la sentenza della Suprema Corte è ritornata sul problema della frode alla legge in tema di trasferimento di azienda, in una ipotesi invero particolare, nel- la quale, secondo l’accertamento del giudice di secondo grado (che ha resistito alle cen- sure proposte), in una complessa e articolata serie di trasferimenti di un ramo di azienda commerciale si sarebbe inserito un datore di lavoro che, per le sue caratteristiche struttu- rali, non era sottoposto all’operare dell’art. 18 Stat. lav.
Fine lavoro nelle costruzioni edili e licenziamenti collettivi >
1. — Il caso di specie— La Corte d’Appello di Roma, riformando la decisione del Tribunale di Rieti, dichiarava inefficaci i licenziamenti comunicati dalla società di costruzioni ad altri undici appellanti con lettere del 12 gennaio 1999; condannava la società, nel frattempo posta in liquidazione e in concordato preventivo, a reintegrare i lavoratori e a corrispondere, a titolo di risarcimento del danno, l’equivalente delle retri- buzioni dalla data del licenziamento a quella della reintegrazione.
Inottemperanza all’ordine di reintegra e danni risarcibili >
I fatti di causa — La sentenza in commento permette di svolgere alcune riflessioni sul tema del risarcimento dei danni derivanti dalla ritardata esecuzione dell’ordine di reintegrazione, con particolare riferimento alla configurabilità di danni ulteriori, specie da dequalificazione professionale.
Scritto da: Marta Vendramin
Il danno da ritardata assunzione: prova e criteri di liquidazione >
Alcuni spunti di riflessione emergono dalla pronuncia della Suprema Corte in esame, sia in rito, sia in diritto. Oggetto del contendere tra le parti è il diritto al risarcimento del danno derivante da ritardata assunzione alle dipendenze di una pubblica amministrazione (d’ora in poi p.a.). Il caso giudiziario riguarda l’azione proposta da un lavoratore, nel dicembre 1994, per ottenere la condanna dell’ente – proprio datore di lavoro – al risarcimento dei danni subiti a causa dell’illegittimo ritardo con il quale si era proceduto alla relativa assunzione.
Scritto da: Cristiana Corbo
1. Assegno sociale e computabilità nei redditi della rendita Inail. — 2. Contributi per periodi di lavoro in Svizzera e interpretazione autentica. — 3. Contributi per tecnici laureati. — 4. Invalidi civili e requisiti reddituali. — 5. Prescrizione dei ratei pensionistici pubblici.
Il lavoro delle «telefoniste» e gli indici della subordinazione >
Sentenza assurta a particolare notorietà nella stampa quotidiana perché, secondo alcune informazioni rese in via immediata, avrebbe riguardato il complesso e cruciale problema della natura giuridica del rapporto di lavoro degli addetti ai call center, per i quali come è noto sono state emanate alcune importanti circolari del Ministero del lavoro e della previdenza sociale in materia di attività di vigilanza e indicazioni operative con riferimento alle collaborazioni coordinate e continuativenella modalità a progetto di cui agli artt. 61 ss. del d.lgs. n. 276/2003
Le decisioni nel trimestre aprile-giugno 2008: rapporto di lavoro >
1. Legittima l’esclusione dei pubblici dipendenti dal diritto alla retribuzione per le festività coincidenti con la domenica di cui all’art. 5, legge n. 260/49. — 2. Illegittimità costituzionale anche dello spoiling system dei dirigenti pubblici introdotto dal d.l. n. 262/2006. — 3. Discrezionalità del legislatore nel determinare i criteri di inquadramento e di progressione in carriera per il Corpo dei Vigili del Fuoco.

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 sentenza 
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