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Timestamp: 2016-12-05 12:34:55+00:00

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Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 - Art. 88-148
[ art. 1-87 ] [ art. 149-226 ] [ art. 227-275 ]
Art. 88. Disciplina applicabile agli uffici ed al
All'ordinamento degli uffici e del personale degli enti locali, ivi compresi i
dirigenti ed i segretari comunali e provinciali, si applicano le disposizioni
del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n.29,e successive modificazioni ed
integrazioni, e le altre disposizioni di legge in materia di organizzazione e
lavoro nelle pubbliche amministrazioni nonché quelle contenute nel presente
locali disciplinano, con propri regolamenti, in conformità allo statuto,
l'ordinamento generale degli uffici e dei servizi, in base a criteri di
2. La potestà regolamentare degli enti locali si
esercita, tenendo conto di quanto demandato alla contrattazione collettiva
nazionale, nelle seguenti materie:
a) responsabilità giuridiche attinenti ai singoli
operatori nell'espletamento delle procedure amministrative;
b) organi, uffici, modi di conferimento della
titolarità dei medesimi;
c) principi fondamentali di organizzazione degli
d) procedimenti di selezione per l'accesso al lavoro e
di avviamento al lavoro;
e) ruoli, dotazioni organiche e loro consistenza
f) garanzia della libertà di insegnamento ed autonomia
professionale nello svolgimento dell'attività didattica, scientifica e di
g) disciplina della responsabilità e delle
incompatibilità tra impiego nelle pubbliche amministrazioni ed altre attività
e casi di divieto di cumulo di impieghi e incarichi pubblici.
3. I regolamenti di cui al comma 1, nella definizione
delle procedure per le assunzioni, fanno riferimento ai principi fissati
dall'articolo 36 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive
4. In mancanza di disciplina regolamentare
sull'ordinamento degli uffici e dei servizi o per la parte non disciplinata
dalla stessa, si applica la procedura di reclutamento prevista dal decreto del
5. Gli enti locali, nel rispetto dei principi fissati
dal presente testo unico, provvedono alla rideterminazione delle proprie
dotazioni organiche, nonché all'organizzazione e gestione del personale
nell'ambito della propria autonomia normativa ed organizzativa con i soli limiti
derivanti dalle proprie capacità di bilancio e dalle esigenze di esercizio
delle funzioni, dei servizi e dei compiti loro attribuiti. Restano salve le
disposizioni dettate dalla normativa concernente gli enti locali dissestati e
6. Nell'ambito delle leggi, nonché dei regolamenti di
cui al comma 1, le determinazioni per l'organizzazione degli uffici e le misure
inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro sono assunte dai soggetti preposti
alla gestione con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro.
Art. 90 - Uffici di supporto agli organi di
regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi può prevedere la
costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, del presidente
della provincia, della giunta o degli assessori, per l'esercizio delle funzioni
di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da
dipendenti dell'ente, ovvero, salvo che per gli enti dissestati o
strutturalmente deficitari, da collaboratori assunti con contratto a tempo
determinato, i quali, se dipendenti da una pubblica amministrazione, sono
collocati in aspettativa senza assegni.
2. Al personale assunto con contratto di lavoro
subordinato a tempo determinato si applica il contratto collettivo nazionale di
lavoro del personale degli enti locali.
3. Con provvedimento motivato della giunta, al
personale di cui al comma 2 il trattamento economico accessorio previsto dai
contratti collettivi può essere sostituito da un unico emolumento comprensivo
dei compensi per il lavoro straordinario, per la produttività collettiva e per
la qualità della prestazione individuale.
locali adeguano i propri ordinamenti ai principi di funzionalità e di
ottimizzazione delle risorse per il migliore funzionamento dei servizi
compatibilmente con le disponibilità finanziarie e di bilancio. Gli organi di
vertice delle amministrazioni locali sono tenuti alla programmazione triennale
del fabbisogno di personale, comprensivo delle unità di cui alla legge 12 marzo
1999, n. 68, finalizzata alla riduzione programmata delle spese del personale.
2. Gli enti locali, ai quali non si applicano
discipline autorizzatorie delle assunzioni, programmano le proprie politiche di
assunzioni adeguandosi ai principi di riduzione complessiva della spesa di
personale, in particolare per nuove assunzioni, di cui ai commi 2 bis, 3, 3 bis
e 3 ter dell'articolo 39 del decreto legislativo 27 dicembre 1997, n. 449, per
quanto applicabili, realizzabili anche mediante l'incremento della quota di
personale ad orario ridotto o con altre tipologie contrattuali flessibili nel
quadro delle assunzioni compatibili con gli obiettivi della programmazione e
giustificate dai processi di riordino o di trasferimento di funzioni e
3. Gli enti locali che non versino nelle situazioni
strutturalmente deficitarie possono prevedere concorsi interamente riservati al
personale dipendente, solo in relazione a particolari profili o figure
professionali caratterizzati da una professionalità acquisita esclusivamente
all'interno dell'ente.
4. Per gli enti locali le graduatorie concorsuali
rimangono efficaci per un termine di tre anni dalla data di pubblicazione per
l'eventuale copertura dei posti che si venissero a rendere successivamente
vacanti e disponibili, fatta eccezione per i posti istituiti o trasformati
successivamente all'indizione del concorso medesimo.
Art. 92 - Rapporti di lavoro a tempo
determinato e a tempo parziale
1. Gli enti locali possono costituire rapporti di
lavoro a tempo parziale e a tempo determinato, pieno o parziale, nel rispetto
della disciplina vigente in materia. I dipendenti degli enti locali a tempo
parziale, purché autorizzati dall'amministrazione di appartenenza, possono
prestare attività lavorativa presso altri enti.
2. Nei comuni interessati da mutamenti demografici
stagionali in relazione a flussi turistici o a particolari manifestazioni anche
a carattere periodico, al fine di assicurare il mantenimento di adeguati livelli
quantitativi e qualitativi dei servizi pubblici, il regolamento può prevedere
particolari modalità di selezione per l'assunzione del personale a tempo
determinato per esigenze temporanee o stagionali, secondo criteri di rapidità e
trasparenza ed escludendo ogni forma di discriminazione. Si applicano, in ogni
caso, le disposizioni dei commi 7 e 8 dell'articolo 36 del decreto legislativo 3
febbraio 1993 n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni.
1. Per gli
amministratori e per il personale degli enti locali si osservano le disposizioni
vigenti in materia di responsabilità degli impiegati civili dello Stato.
2. Il tesoriere ed ogni altro agente contabile che
abbia maneggio di pubblico denaro o sia incaricato della gestione dei beni degli
enti locali, nonché coloro che si ingeriscano negli incarichi attribuiti a
detti agenti devono rendere il conto della loro gestione e sono soggetti alla
giurisdizione della Corte dei conti secondo le norme e le procedure previste
3. Gli agenti contabili degli enti locali, salvo che la
Corte dei conti lo richieda, non sono tenuti alla trasmissione della
documentazione occorrente per il giudizio di conto di cui all'articolo 74 del
regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, ed agli articoli 44 e seguenti del
regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214.
4. L'azione di responsabilità si prescrive in cinque
anni dalla commissione del fatto La responsabilità nei confronti degli
amministratori e dei dipendenti dei comuni e delle province è personale e non
si estende agli eredi salvo il caso in cui vi sia stato illecito arricchimento
del dante causa e conseguente illecito arricchimento degli eredi stessi.
ricorra alcuna delle condizioni di cui alle lettere a), b), c), d) ed e) del
comma 1 dell'articolo 58 nonché alle lettere a), b) e c) del comma 1
dell'articolo 59 nei confronti del personale dipendente delle amministrazioni
locali, compresi gli enti ivi indicati, si fa luogo alla immediata sospensione
dell'interessato dalla funzione o dall'ufficio ricoperti. La sospensione è
disposta dal responsabile dell'ufficio secondo la specifica competenza, con le
modalità e procedure previste dai rispettivi ordinamenti. A tal fine i
provvedimenti emanati dal giudice sono comunicati, a cura della cancelleria del
tribunale o della segreteria del pubblico ministero, ai responsabili delle
amministrazioni o enti locali indicati nelle predette disposizioni.
2. Al personale dipendente di cui al comma precedente
si applicano altresì le disposizioni del comma 5 dell'articolo 58 e del comma 6
dell'articolo 59 previa attivazione del procedimento disciplinare.
dell'interno aggiorna periodicamente, sentiti l'Associazione nazionale comuni
italiani (Anci), l'Unione delle province d'Italia (Upi) e l'Unione nazionale
comuni, comunità enti montani (Uncem), i dati del censimento generale del
personale in servizio presso gli enti locali.
2. Resta ferma la disciplina sulla banca dati sulle
dotazioni organiche degli enti locali prevista dall'articolo 16 ter del decreto
legge 18 gennaio 1993, n. 8, convertito con modificazioni dalla legge 19 marzo
conseguire risparmi di spese e recuperi di efficienza nei tempi dei procedimenti
amministrativi i consigli e le giunte, secondo le rispettive competenze, con
provvedimento da emanare entro sei mesi dall'inizio di ogni esercizio
finanziario, individuano i comitati, le commissioni, i consigli ed ogni altro
organo collegiale con funzioni amministrative ritenuti indispensabili per la
realizzazione dei fini istituzionali dell'amministrazione o dell'ente
interessato. Gli organismi non identificati come indispensabili sono soppressi a
decorrere dal mese successivo all'emanazione del provvedimento. Le relative
funzioni sono attribuite all'ufficio che riveste preminente competenza nella
1. Il comune e
la provincia hanno un segretario titolare dipendente dall'Agenzia autonoma per
la gestione dell'albo dei segretari comunali e provinciali, di cui all'articolo
102 e iscritto all'albo di cui all'articolo 98.
2. Il segretario comunale e provinciale svolge compiti
di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico-amministrativa nei
confronti degli organi dell'ente in ordine alla conformità dell'azione
3. Il sindaco e il presidente della provincia, ove si
avvalgano della facoltà prevista dal comma 1 dell'articolo 108, contestualmente
al provvedimento di nomina del direttore generale disciplinano, secondo
l'ordinamento dell'ente e nel rispetto dei loro distinti ed autonomi ruoli, i
rapporti tra il segretario ed il direttore generale.
4. Il segretario sovrintende allo svolgimento delle
funzioni dei dirigenti e ne coordina l'attività, salvo quando ai sensi e per
gli effetti del comma 1 dell'articolo 108 il sindaco e il presidente della
a) partecipa con funzioni consultive, referenti e di
assistenza alle riunioni del consiglio e della giunta e ne cura la
b) esprime il parere di cui all'articolo 49, in
relazione alle sue competenze, nel caso in cui l'ente non abbia responsabili dei
c) può rogare tutti i contratti nei quali l'ente è
parte ed autenticare scritture private ed atti unilaterali nell'interesse
d) esercita ogni altra funzione attribuitagli dallo
statuto o dai regolamenti, o conferitagli dal sindaco o dal presidente della
e) esercita le funzioni di direttore generale
nell'ipotesi prevista dall'articolo 108 comma 4.
5. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei
servizi, può prevedere un vicesegretario per coadiuvare il segretario e
sostituirlo nei casi di vacanza, assenza o impedimento.
6. Il rapporto di lavoro dei segretari comunali e
provinciali è disciplinato dai contratti collettivi ai sensi del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29 e successive modificazioni ed integrazioni.
1. L'albo nazionale dei segretari comunali e
provinciali, al quale si accede per concorso, è articolato in sezioni
2. Il numero complessivo degli iscritti all'albo non
può essere superiore al numero dei comuni e delle province ridotto del numero
delle sedi unificate, maggiorato di una percentuale determinata ogni due anni
dal consiglio di amministrazione dell'Agenzia di cui all'articolo 102 e
funzionale all'esigenza di garantire una adeguata opportunità di scelta da
parte dei sindaci e dei presidenti di provincia.
3. I comuni possono stipulare convenzioni per l'ufficio
di segretario comunale comunicandone l'avvenuta costituzione alla Sezione
regionale dell'Agenzia.
4. L'iscrizione all'albo è subordinata al possesso
dell'abilitazione concessa dalla Scuola superiore per la formazione e la
specializzazione dei dirigenti della pubblica amministrazione locale ovvero
dalla sezione autonoma della Scuola superiore dell'amministrazione dell'interno.
5. Al relativo corso si accede mediante concorso
nazionale a cui possono partecipare i laureati in giurisprudenza, scienze
politiche, economia.
1. Il sindaco e
il presidente della provincia nominano il segretario, che dipende funzionalmente
dal capo dell'amministrazione, scegliendolo tra gli iscritti all'albo di cui
all'articolo 98.
2. Salvo quanto disposto dall'articolo 100, la nomina
ha durata corrispondente a quella del mandato del sindaco o del presidente della
provincia che lo ha nominato. Il segretario cessa automaticamente dall'incarico
con la cessazione del mandato del sindaco e del presidente della provincia,
continuando ad esercitare le funzioni sino alla nomina del nuovo segretario.
3. La nomina è disposta non prima di sessanta giorni e
non oltre centoventi giorni dalla data di insediamento del sindaco e del
presidente della provincia, decorsi i quali il segretario è confermato.
può essere revocato con provvedimento motivato del sindaco o del presidente
della provincia, previa deliberazione della giunta, per violazione dei doveri
comunale o provinciale non confermato, revocato o comunque privo di incarico è
collocato in posizione di disponibilità per la durata massima di due anni.
2. Durante il periodo di disponibilità rimane iscritto
all'albo ed è posto a disposizione dell'Agenzia autonoma di cui all'articolo
102 per le attività dell'Agenzia stessa o per l'attività di consulenza,
nonché per incarichi di supplenza e di reggenza, ovvero per l'espletamento di
funzioni corrispondenti alla qualifica rivestita presso altre amministrazioni
pubbliche che lo richiedano con oneri a carico dell'ente presso cui presta
servizio. Per il periodo di disponibilità al segretario compete il trattamento
economico in godimento in relazione agli incarichi conferiti.
3. Nel caso di collocamento in disponibilità per
mancato raggiungimento di risultati imputabile al segretario oppure motivato da
gravi e ricorrenti violazioni dei doveri d'ufficio, allo stesso, salva diversa
sanzione, compete il trattamento economico tabellare spettante per la sua
qualifica detratti i compensi percepiti a titolo di indennità per
l'espletamento degli incarichi di cui al comma 2.
4. Decorsi due anni senza che abbia preso servizio
in qualità di titolare in altra sede il segretario viene collocato d'ufficio in
mobilità presso altre pubbliche amministrazioni nella piena salvaguardia della
posizione giuridica ed economica.
Art. 102 - Agenzia autonoma per la gestione
dell'albo dei segretari comunali e provinciali
1. E' istituita
provinciali, avente personalità giuridica di diritto pubblico e sottoposta alla
vigilanza del Ministero dell'Interno.
2. L'Agenzia è gestita da un consiglio di
amministrazione, nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
e composto da due sindaci nominati dall'Anci, da un presidente di provincia
designato dall'Upi, da tre segretari comunali e provinciali eletti tra gli
iscritti all'albo e da due esperti designati dalla Conferenza Stato-città e
autonomie locali. Il consiglio elegge nel proprio seno un presidente e un
3. Con la stessa composizione e con le stesse modalità
sono costituiti i consigli di amministrazione delle sezioni regionali.
4. L'Agenzia, con deliberazione del consiglio nazionale
di amministrazione, può adeguare la dotazione organica in relazione alle
esigenze di funzionamento, entro i limiti derivanti dalle disponibilità di
5. All' Agenzia è attribuito un fondo finanziario di
mobilità a carico degli enti locali, disciplinato dal regolamento di cui
all'articolo 103, percentualmente determinato sul trattamento economico del
segretario dell'ente, graduato in rapporto alla dimensione dell'ente, e definito
in sede di accordo contrattuale.
6. Per il proprio funzionamento e per quello della
Scuola superiore per la formazione e la specializzazione dei dirigenti della
pubblica amministrazione locale l'Agenzia si avvale del fondo di mobilità di
cui al comma 5 a cui sono attribuiti i proventi dei diritti di segreteria di cui
all'articolo 42 della legge 8 giugno 1962, n. 604, e successive modificazioni.
Art. 103 - Organizzazione e funzionamento
dell'Agenzia autonoma
previsto dal presente testo unico, sono disciplinati con regolamento, emanato ai
sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta
del Ministro competente, sentite le organizzazioni sindacali e le rappresentanze
degli enti locali, l'organizzazione, il funzionamento e l'ordinamento contabile
dell'Agenzia, l'amministrazione dell'albo e la sua articolazione in sezioni e in
fasce professionali, le modalità di svolgimento dei concorsi per l'iscrizione
all'albo, il passaggio tra le fasce professionali, il procedimento disciplinare
e le modalità di utilizzazione dei segretari non chiamati a ricoprire sedi di
2. Il regolamento si conforma ai seguenti principi e
a) reclutamento del personale da destinare all'Agenzia
mediante utilizzo delle procedure in materia di mobilità, ricorrendo
prioritariamente, anche in deroga alle disposizioni dell'ordinamento speciale,
al personale dell'amministrazione civile dell'interno, utilizzando anche
l'istituto del comando o del fuori ruolo;
b) previsione di un esame di idoneità per l'iscrizione
all'albo riservato ai frequentatori dei corsi promossi dalla Scuola superiore
per la formazione e la specializzazione dei dirigenti della pubblica
amministrazione locale ovvero dalla sezione autonoma della Scuola superiore
dell'amministrazione dell'interno;
c) disciplina dell'ordinamento contabile dell'Agenzia
anche in deroga alle disposizioni sulla contabilità generale dello Stato, fermo
restando l'obbligo di sottoporre il rendiconto della gestione finanziaria al
d) utilizzazione in via prioritaria dei segretari non
chiamati a ricoprire sedi di segreteria per le esigenze dell'Agenzia e per
incarichi di supplenza e di reggenza, ovvero per l'espletamento di funzioni
corrispondenti alla qualifica rivestita presso altre amministrazioni pubbliche
con oneri retributivi a loro carico.
Art. 104 - Scuola superiore della pubblica
amministrazione locale e scuole regionali e interregionali
L'organizzazione, il funzionamento e l'ordinamento contabile della Scuola
superiore per la formazione e la specializzazione dei dirigenti della pubblica
amministrazione locale e delle scuole di cui al comma 2 sono disciplinati con
regolamento, determinando i criteri per l'eventuale stipula di convenzioni per
l'attività formativa anche in sede decentrata con istituti, enti, società di
2. L'Agenzia istituisce scuole regionali ed
interregionali per la formazione e la specializzazione dei segretari comunali e
provinciali e dei dirigenti della pubblica amministrazione locale ovvero può
avvalersi, previa convenzione, della sezione autonoma della Scuola superiore
dell'amministrazione dell'interno.
1. Le regioni a
statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano disciplinano le
materie di cui al presente capo con propria legislazione.
2. Nel territorio della regione Trentino - Alto Adige,
fino all'emanazione di apposita legge regionale, rimane ferma l'applicazione del
titolo VI della legge 11 marzo 1972, n. 118.
1. Fino alla
stipulazione di una diversa disciplina del contratto collettivo nazionale di
lavoro resta ferma la classificazione dei comuni e delle province ai fini
dell'assegnazione del segretario prevista dalle tabelle A e B allegate al
decreto del Presidente della Repubblica 23 giugno 1972, n. 749.
2. I segretari già iscritti alla sezione speciale
dell'albo ai sensi dell'articolo 17, comma 82, della legge 15 maggio 1997, n.
127 e trasferiti presso altre pubbliche amministrazioni, permangono nel ruolo
statale e mantengono ad esaurimento qualifica e trattamento economico
pensionabile in godimento.
3. Ai fini dell'attuazione della legge 8 marzo 1999, n.
50, i segretari comunali di cui all'articolo 18, comma 14, del decreto del
Presidente della Repubblica 4 dicembre 1997, n. 465, o all'articolo 39, comma
22, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, possono essere collocati o mantenuti
in posizione di fuori ruolo con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, anche dopo il trasferimento alle amministrazioni di destinazione e con
effetto dalla data di entrata in vigore della citata legge n. 50 del 1999. Gli
oneri relativi al trattamento economico, fondamentale ed accessorio, dei
predetti dipendenti rimangono a carico dell'Agenzia autonoma per la gestione
dell'albo dei segretari comunali fino alla data del trasferimento alle
amministrazioni di destinazione; successivamente sono a queste imputate.
Analogamente si provvede, con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con
il Ministro per la funzione pubblica, per i segretari comunali in servizio
presso il Ministero dell'interno ai sensi dell'articolo 34, comma 2, del decreto
del Presidente della Repubblica 4 dicembre 1997, n. 465.
Art. 107. Funzioni e responsabilità della
1. Spetta ai
dirigenti la direzione degli uffici e dei servizi secondo i criteri e le norme
dettati dagli statuti e dai regolamenti. Questi si uniformano al principio per
cui i poteri di indirizzo e di controllo politico- amministrativo spettano agli
organi di governo, mentre la gestione amministrativa, finanziaria e tecnica è
2. Spettano ai dirigenti tutti i compiti, compresa
l'adozione degli atti e provvedimenti amministrativi che impegnano
l'amministrazione verso l'esterno, non ricompresi espressamente dalla legge o
dallo statuto tra le funzioni di indirizzo e controllo politico- amministrativo
degli organi di governo dell'ente o non rientranti tra le funzioni del
segretario o del direttore generale, di cui rispettivamente agli articoli 97 e
3. Sono attribuiti ai dirigenti tutti i compiti di
attuazione degli obiettivi e dei programmi definiti con gli atti di indirizzo
adottati dai medesimi organi, tra i quali in particolare, secondo le modalità
stabilite dallo statuto o dai regolamenti dell'ente:
a) la presidenza delle commissioni di gara e di
b) la responsabilità delle procedure d'appalto e di
d) gli atti di gestione finanziaria, ivi compresa
e) gli atti di amministrazione e gestione del
f) i provvedimenti di autorizzazione, concessione o
analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di
natura discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai
regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le autorizzazioni e le
g) tutti i provvedimenti di sospensione dei lavori,
abbattimento e riduzione in pristino di competenza comunale, nonché i poteri di
vigilanza edilizia e di irrogazione delle sanzioni amministrative previsti dalla
vigente legislazione statale e regionale in materia di prevenzione e repressione
dell'abusivismo edilizio e paesaggistico-ambientale;
h) le attestazioni, certificazioni, comunicazioni,
diffide, verbali, autenticazioni, legalizzazioni ed ogni altro atto costituente
i) gli atti ad essi attribuiti dallo statuto e dai
regolamenti o, in base a questi, delegati dal sindaco.
4. Le attribuzioni dei dirigenti, in applicazione del
principio di cui all'articolo 1, comma 4, possono essere derogate soltanto
espressamente e ad opera di specifiche disposizioni legislative.
5. A decorrere dalla data di entrata in vigore del
presente testo unico, le disposizioni che conferiscono agli organi di cui al
capo I titolo III l'adozione di atti di gestione e di atti o provvedimenti
amministrativi, si intendono nel senso che la relativa competenza spetta ai
dirigenti, salvo quanto previsto dall'articolo 50, comma 3, e dall'articolo 54.
6. I dirigenti sono direttamente responsabili, in via
esclusiva, in relazione agli obiettivi dell'ente, della correttezza
amministrativa, della efficienza e dei risultati della gestione.
7. Alla valutazione dei dirigenti degli enti locali si
applicano i principi contenuti nell'articolo 5, commi 1 e 2, del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 286, secondo le modalità previste dall'articolo
147 del presente testo unico.
nei comuni con popolazione superiore ai 15.000 abitanti e il presidente della
provincia, previa deliberazione della giunta comunale o provinciale, possono
nominare un direttore generale, al di fuori della dotazione organica e con
contratto a tempo determinato, e secondo criteri stabiliti dal regolamento di
organizzazione degli uffici e dei servizi, che provvede ad attuare gli indirizzi
e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell'ente, secondo le
direttive impartite dal sindaco o dal presidente della provincia, e che
sovrintende alla gestione dell'ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia
ed efficienza. Compete in particolare al direttore generale la predisposizione
del piano dettagliato di obiettivi previsto dall'articolo 197, comma 2 lettera
a), nonché la proposta di piano esecutivo di gestione previsto dall'articolo
169. A tali fini, al direttore generale rispondono, nell'esercizio delle
funzioni loro assegnate, i dirigenti dell'ente, ad eccezione del segretario del
2. Il direttore generale è revocato dal sindaco o dal
presidente della provincia, previa deliberazione della giunta comunale o
provinciale. La durata dell'incarico non può eccedere quella del mandato del
sindaco o del presidente della provincia.
3. Nei comuni con popolazione inferiore ai 15.000
abitanti è consentito procedere alla nomina del direttore generale previa
stipula di convenzione tra comuni le cui popolazioni assommate raggiungano i
15.000 abitanti. In tal caso il direttore generale dovrà provvedere anche alla
gestione coordinata o unitaria dei servizi tra i comuni interessati.
4. Quando non risultino stipulate le convenzioni
previste dal comma 3 e in ogni altro caso in cui il direttore generale non sia
stato nominato, le relative funzioni possono essere conferite dal sindaco o dal
presidente della provincia al segretario.
1. Gli incarichi
dirigenziali sono conferiti a tempo determinato, ai sensi dell'articolo 50,
comma 10,con provvedimento motivato e con le modalità fissate dal regolamento
sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, secondo criteri di competenza
professionale, in relazione agli obiettivi indicati nel programma amministrativo
del sindaco o del presidente della provincia e sono revocati in caso di
inosservanza delle direttive del sindaco o del presidente della provincia, della
giunta o dell'assessore di riferimento, o in caso di mancato raggiungimento al
termine di ciascun anno finanziario degli obiettivi assegnati nel piano
esecutivo di gestione previsto dall'articolo 169 o per responsabilità
particolarmente grave o reiterata e negli altri casi disciplinati dai contratti
collettivi di lavoro. L'attribuzione degli incarichi può prescindere dalla
precedente assegnazione di funzioni di direzione a seguito di concorsi.
2. Nei comuni privi di personale di qualifica
dirigenziale le funzioni di cui all'articolo 107, commi 2 e 3, fatta salva
l'applicazione dell'articolo 97, comma 4, lettera d), possono essere attribuite,
a seguito di provvedimento motivato del sindaco, ai responsabili degli uffici o
dei servizi, indipendentemente dalla loro qualifica funzionale, anche in deroga
a ogni diversa disposizione.
può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli
uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire
mediante contratto a tempo determinato di diritto pubblico o, eccezionalmente e
con deliberazione motivata, di diritto privato, fermi restando i requisiti
richiesti dalla qualifica da ricoprire.
2. Il regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei
servizi, negli enti in cui è prevista la dirigenza, stabilisce i limiti, i
criteri e le modalità con cui possono essere stipulati, al di fuori della
dotazione organica, contratti a tempo determinato per i dirigenti e le alte
specializzazioni, fermi restando i requisiti richiesti per la qualifica da
ricoprire. Tali contratti sono stipulati in misura complessivamente non
superiore al 5 per cento del totale della dotazione organica della dirigenza e
dell'area direttiva e comunque per almeno una unità. Negli altri enti, il
regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi stabilisce i limiti, i
dotazione organica, solo in assenza di professionalità analoghe presenti
all'interno dell'ente, contratti a tempo determinato di dirigenti, alte
specializzazioni o funzionari dell'area direttiva, fermi restando i requisiti
richiesti per la qualifica da ricoprire. Tali contratti sono stipulati in misura
complessivamente non superiore al 5 per cento della dotazione organica
dell'ente, o ad una unità negli enti con una dotazione organica inferiore alle
3. I contratti di cui ai precedenti commi non possono
avere durata superiore al mandato elettivo del sindaco o del presidente della
provincia in carica. Il trattamento economico, equivalente a quello previsto dai
vigenti contratti collettivi nazionali e decentrati per il personale degli enti
locali, può essere integrato, con provvedimento motivato della giunta, da una
indennità ad personam, commisurata alla specifica qualificazione professionale
e culturale, anche in considerazione della temporaneità del rapporto e delle
condizioni di mercato relative alle specifiche competenze professionali. Il
trattamento economico e l'eventuale indennità ad personam sono definiti in
stretta correlazione con il bilancio dell'ente e non vanno imputati al costo
contrattuale e del personale.
4. Il contratto a tempo determinato è risolto di
diritto nel caso in cui l'ente locale dichiari il dissesto o venga a trovarsi
nelle situazioni strutturalmente deficitarie.
5. Il rapporto di impiego del dipendente di una
pubblica amministrazione è risolto di diritto con effetto dalla data di
decorrenza del contratto stipulato con l'ente locale ai sensi del comma 2.
L'amministrazione di provenienza dispone, subordinatamente alla vacanza del
posto in organico o dalla data in cui la vacanza si verifica, la riassunzione
del dipendente qualora lo stesso ne faccia richiesta entro i 30 giorni
successivi alla cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato o alla
data di disponibilità del posto in organico.
6. Per obiettivi determinati e con convenzioni a
termine, il regolamento può prevedere collaborazioni esterne ad alto contenuto
Art. 111 - Adeguamento della disciplina della
locali, tenendo conto delle proprie peculiarità, nell'esercizio della propria
potestà statutaria e regolamentare, adeguano lo statuto ed il regolamento ai
principi del presente capo e del capo II del decreto legislativo del 3 febbraio
1993, n.29, e successive modificazioni ed integrazioni.
Art. 112. Servizi pubblici locali
locali, nell'ambito delle rispettive competenze, provvedono alla gestione dei
servizi pubblici che abbiano per oggetto produzione di beni ed attività rivolte
a realizzare fini sociali e a promuovere lo sviluppo economico e civile delle
[2.] [abrogato]
3. Ai servizi pubblici locali si applica il capo III
del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, relativo alla qualità dei
servizi pubblici locali e carte dei servizi.
Art. 113 - Gestione delle reti ed erogazione dei servizi pubblici
locali di rilevanza economica
1. Le disposizioni del presente articolo che disciplinano le modalità di
gestione ed affidamento dei servizi pubblici locali concernono la tutela della
concorrenza e sono inderogabili ed integrative delle discipline di settore.
Restano ferme le altre disposizioni di settore e quelle di attuazione di
specifiche normative comunitarie. Restano esclusi dal campo di applicazione del
presente articolo i settori disciplinati dai decreti legislativi 16 marzo 1999,
3. Le discipline di settore stabiliscono i casi nei quali l'attività
di gestione delle reti e degli impianti destinati alla produzione dei servizi pubblici locali di cui al comma 1 può essere separata da quella di
erogazione degli stessi. È, in ogni caso, garantito l'accesso alle reti a tutti i soggetti legittimati all'erogazione dei relativi servizi.
4. Qualora sia separata dall'attività di erogazione dei servizi, per
la gestione delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali gli enti locali, anche in forma associata, si avvalgono:
capitali con la
partecipazione totalitaria di
capitale pubblico cui può essere affidata direttamente tale
attività, a
condizione che gli enti
pubblici titolari del capitale sociale esercitino sulla società un
esercitato sui propri servizi e che la società realizzi la parte più
attività con lente o gli enti pubblici che la controllano; b) di imprese idonee, da individuare mediante procedure ad
5. Lerogazione del servizio avviene secondo le discipline di settore
della normativa dellUnione europea, con conferimento della titolarità
a) a società di capitali individuate attraverso lespletamento di gare
ad evidenza pubblica;
b) a società a capitale misto pubblico privato nelle quali il socio
privato venga
scelto attraverso lespletamento di gare con procedure ad evidenza
pubblica che abbiano
dato garanzia di rispetto delle norme interne e comunitarie in materia
secondo le linee di indirizzo emanate dalle autorità competenti
attraverso provvedimenti o
circolari specifiche;
c) a società a capitale interamente pubblico a condizione che lente o
controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che la società realizzi la parte più
attività con lente o gli enti pubblici che la controllano.
5-bis. Le normative di settore, al fine di superare assetti
monopolistici, possono introdurre regole che assicurino
concorrenzialità nella gestione dei servizi da esse disciplinati
prevedendo, nel rispetto delle disposizioni di cui al comma 5, criteri di
gradualità nella scelta della modalità di conferimento
integrata con l'erogazione dei servizi, non sia stata affidata con gara ad evidenza pubblica, i soggetti gestori di cui ai precedenti
commi provvedono all'esecuzione dei lavori comunque connessi alla gestione della rete esclusivamente mediante contratti di appalto o di
concessione di lavori pubblici, aggiudicati a seguito di procedure di evidenza pubblica, ovvero in economia nei limiti di cui all'articolo
24 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e all'articolo 143 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 21
dicembre 1999, n. 554. Qualora la gestione della rete, separata o integrata con la gestione dei servizi, sia stata affidata con
procedure di gara, il soggetto gestore può realizzare direttamente i lavori connessi alla gestione della rete,
purché qualificato ai
sensi della normativa vigente e purché la gara espletata abbia avuto ad oggetto sia la gestione del servizio relativo alla rete, sia
l'esecuzione dei lavori connessi. Qualora, invece, la gara abbia avuto ad oggetto esclusivamente la gestione del servizio relativo
alla rete, il gestore deve appaltare i lavori a terzi con le procedure ad evidenza pubblica previste dalla legislazione
6. Non sono ammesse a partecipare alle gare di cui al comma 5 le
società che, in Italia o all'estero, gestiscono a qualunque titolo servizi pubblici locali in virtù di un affidamento diretto, di una procedura non ad
evidenza pubblica, o a seguito dei relativi rinnovi; tale divieto si estende alle società controllate o collegate, alle loro controllanti,
nonché alle società controllate o collegate con queste ultime. Sono parimenti esclusi i soggetti di cui al comma 4.
7. La gara di cui al comma 5 è indetta nel rispetto degli standard
qualitativi, quantitativi, ambientali, di equa distribuzione sul territorio e di sicurezza definiti dalla competente Autorità di settore o, in mancanza
di essa, dagli enti locali. La gara è aggiudicata sulla base del migliore livello di qualità e sicurezza e delle condizioni economiche e di
prestazione del servizio, dei piani di investimento per lo sviluppo e il potenziamento delle reti e degli impianti, per il loro rinnovo e
manutenzione, nonché dei contenuti di innovazione tecnologica e gestionale. Tali elementi fanno parte integrante del contratto di servizio.
presente comma devono considerarsi integrative delle discipline di settore.
8. Qualora sia economicamente più vantaggioso, è consentito
l'affidamento contestuale con gara di una pluralità di servizi pubblici locali diversi da quelli di trasporto collettivo. In questo caso, la durata
dell'affidamento, unica per tutti i servizi, non può essere superiore alla media calcolata sulla base della durata degli affidamenti indicata dalle
discipline di settore.
successiva gara di affidamento, le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali di proprietà degli enti locali o delle società di cui al comma
13 sono assegnati al nuovo gestore. Sono, inoltre, assegnati al nuovo gestore le reti o loro porzioni, gli impianti e le altre dotazioni
realizzate, in attuazione dei piani di investimento di cui al comma 7, dal gestore uscente. A quest'ultimo è dovuto da parte del nuovo gestore un
indennizzo pari al valore dei beni non ancora ammortizzati, il cui ammontare è indicato nel bando di gara.
10. È vietata ogni forma di differenziazione nel trattamento dei
gestori di pubblico servizio in ordine al regime tributario, nonché alla concessione da chiunque dovuta di contribuzioni o agevolazioni per la
servizio e con le società di gestione delle reti e degli impianti sono regolati da contratti di servizio, allegati ai capitolati di gara, che
dovranno prevedere i livelli dei servizi da garantire e adeguati strumenti di verifica del rispetto dei livelli previsti.
partecipazione nelle società erogatrici di servizi. Tale cessione non comporta effetti sulla durata delle concessioni e degli affidamenti in
essere mediante procedure ad evidenza pubblica da rinnovarsi alla scadenza
del periodo di affidamento.
13. Gli enti
locali, anche in
forma associata, nei casi in cui non sia vietato dalle normative di
settore, possono conferire la proprietà delle reti, degli impianti, e delle altre
dotazioni patrimoniali a società a
capitale interamente pubblico, che è incedibile. Tali
società pongono le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali a disposizione dei gestori incaricati della gestione del servizio o, ove
prevista la gestione separata della rete, dei gestori di quest'ultima, a fronte di un canone stabilito dalla competente Autorità di settore, ove
prevista, o dagli enti locali. Alla società suddetta gli enti locali possono anche assegnare, ai sensi della lettera a) del comma 4, la gestione
delle reti, nonché il compito di espletare le gare di cui al comma 5.
14. Fermo restando quanto disposto dal comma 3, se le reti, gli
impianti e le altre dotazioni patrimoniali per la gestione dei servizi di cui al comma 1 sono di proprietà di soggetti diversi dagli enti locali,
questi possono essere autorizzati a gestire i servizi o loro segmenti, a condizione che siano rispettati gli standard di cui al comma 7 e siano
praticate tariffe non superiori alla media regionale, salvo che le discipline di carattere settoriale o le relative Autorità dispongano
diversamente. Tra le parti è in ogni caso stipulato, ai sensi del comma 11, un contratto di servizio in cui sono definite, tra l'altro, le misure di
coordinamento con gli eventuali altri gestori.
regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano, se incompatibili con le attribuzioni previste dallo statuto e dalle
15-bis. Nel caso in cui le disposizioni previste per i singoli settori
non stabiliscano un
congruo periodo di transizione, ai fini dellattuazione delle
disposizioni previste nel presente articolo, le concessioni rilasciate con procedure diverse
dallevidenza pubblica
cessano comunque entro e non oltre la data del 31 dicembre 2006,
relativamente al solo servizio idrico integrato al 31 dicembre 2007, senza necessità di
apposita deliberazione dellente affidante. Sono escluse dalla
cessazione le concessioni affidate a società a capitale misto pubblico privato nelle quali il
socio privato sia stato
scelto mediante procedure ad evidenza pubblica che abbiano dato garanzia di rispetto
delle norme interne e comunitarie in materia di concorrenza, nonché quelle affidate a
società a capitale interamente pubblico a condizione che gli enti
pubblici titolari del
capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello
esercitato sui propri
servizi e che la società realizzi la parte più importante della propria
attività con lente o gli enti pubblici che la controllano. Sono
escluse dalla cessazione le concessioni affidate alla data del 1° ottobre 2003 a
società già quotate in borsa e a quelle da esse
direttamente partecipate a tale data a condizione che siano concessionarie esclusive del servizio,
nonché a società
originariamente a capitale interamente pubblico che entro la stessa data abbiano provveduto a collocare sul mercato quote di capitale
attraverso procedure ad evidenza pubblica, ma, in entrambe le ipotesi indicate, le concessioni cessano comunque allo spirare del termine
equivalente a quello della durata media delle concessioni aggiudicate nello stesso settore a seguito di procedure di evidenza pubblica,
salva la possibilità di determinare caso per caso la cessazione in una data successiva qualora la stessa risulti proporzionata ai tempi
di recupero di particolari investimenti effettuati da parte del gestore.
15-ter. Il termine del
relativamente al solo servizio idrico integrato al 31 dicembre 2007,
di cui al comma 15-bis, può essere differito ad una data
successiva, previo accordo, raggiunto caso per caso, con la Commissione europea,
alle condizioni sotto indicate:
a) nel caso in cui, almeno dodici mesi prima dello scadere del suddetto termine
si dia luogo, mediante una o più fusioni, alla costituzione di una nuova
società capace di servire un bacino di utenza complessivamente non inferiore a
due volte quello originariamente servito dalla società maggiore; in questa
ipotesi il differimento non può comunque essere superiore ad un anno;
b) nel caso in cui, entro il termine di cui alla lettera a), un'impresa
affidataria, anche a seguito di una o più fusioni, si trovi ad operare in un
ambito corrispondente almeno all'intero territorio provinciale ovvero a quello
ottimale, laddove previsto dalle norme vigenti; in questa ipotesi il
differimento non può comunque essere superiore a due anni.
15-quater. A decorrere dal 1° gennaio 2007 si applica il divieto
di cui al comma 6, salvo nei casi in cui si tratti dell'espletamento delle prime gare aventi ad oggetto i servizi forniti dalle
partecipanti alla gara stessa. Con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni, sentite le Autorità indipendenti del settore e la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, il Governo definisce le condizioni per l'ammissione alle gare di imprese estere, o di imprese
italiane che abbiano avuto all'estero la gestione del servizio senza ricorrere a procedure di evidenza pubblica, a condizione che, nel
primo caso, sia fatto salvo il principio di reciprocità e siano garantiti tempi certi per l'effettiva apertura dei relativi
Art. 113-bis. - Gestione dei servizi pubblici locali privi di
rilevanza economica 1. Ferme restando le disposizioni previste per i singoli settori, i servizi pubblici locali privi di rilevanza
economica sono gestiti mediante affidamento diretto a:
c) società a capitale interamente pubblico a condizione che gli enti
pubblici titolari
del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a
quello esercitato sui
propri servizi e che la società realizzi la parte più importante della
propria attività con lente
o gli enti pubblici che la controllano.
2. È consentita la gestione in economia quando, per le modeste
dimensioni o per le caratteristiche del servizio, non sia opportuno procedere ad affidamento ai soggetti di cui al comma 1.
3. Gli enti locali possono procedere all'affidamento diretto dei
servizi culturali e del tempo libero anche ad associazioni e fondazioni da loro costituite o partecipate.
5. I rapporti tra gli enti locali ed i soggetti erogatori dei
servizi di cui al presente articolo sono regolati da contratti di
speciale è ente strumentale dell'ente locale dotato di personalità giuridica,
di autonomia imprenditoriale e di proprio statuto, approvato dal consiglio
comunale o provinciale.
2. L'istituzione è organismo strumentale dell'ente
locale per l'esercizio di servizi sociali, dotato di autonomia gestionale.
consiglio di amministrazione, il presidente e il direttore, al quale compete la
responsabilità gestionale. Le modalità di nomina e revoca degli amministratori
sono stabilite dallo statuto dell'ente locale.
attività a criteri di efficacia, efficienza ed economicità ed hanno l'obbligo
del pareggio di bilancio da perseguire attraverso l'equilibrio dei costi e dei
ricavi, compresi i trasferimenti.
funzionamento delle aziende speciali sono disciplinati dal proprio statuto e dai
regolamenti; quelli delle istituzioni sono disciplinati dallo statuto e dai
regolamenti dell'ente locale da cui dipendono.
5-bis. A decorrere dall'anno 2013, le aziende speciali e le
istituzioni sono assoggettate al patto di stabilità interno secondo le modalità definite con decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze, di concerto con i Ministri dell'interno e per gli affari regionali, il turismo e lo sport, sentita la Conferenza
ed autonomie locali, da emanare entro il 30 ottobre 2012. A tal fine, le aziende speciali e le istituzioni si iscrivono e depositano i
propri bilanci al registro delle imprese o nel repertorio delle notizie economico-amministrative della camera di commercio,
industria, artigianato e agricoltura del proprio territorio entro il 31 maggio di ciascun anno.
L'Unioncamere trasmette al Ministero
predette aziende speciali e istituzioni ed i relativi dati di bilancio. Alle aziende speciali ed alle istituzioni si applicano le
disposizioni del codice di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, nonché
le disposizioni che stabiliscono, a carico degli enti
retributiva o indennitaria e per consulenze anche degli
amministratori; obblighi e limiti alla partecipazione societaria degli enti locali. Gli enti locali vigilano sull'osservanza del
aziende speciali e istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali ed educativi, culturali e
determina le finalità e gli indirizzi; approva gli atti fondamentali; esercita
la vigilanza; verifica i risultati della gestione; provvede alla copertura degli
esercita le sue funzioni anche nei confronti delle istituzioni. Lo statuto
dell'azienda speciale prevede un apposito organo di revisione, nonché forme
autonome di verifica della gestione.
8. Ai fini di cui al comma 6 sono fondamentali i
seguenti atti da sottoporre all'approvazione del Consiglio Comunale:
a) il piano-programma, comprendente un contratto di
servizio che disciplini i rapporti tra ente locale ed azienda speciale;
b) i bilanci economici di previsione pluriennale ed
Art. 115 - Trasformazione delle aziende speciali
1. I comuni, le
province e gli altri enti locali possono, per atto unilaterale, trasformare le
aziende speciali in società di capitali, di cui possono restare azionisti unici per un periodo comunque non
superiore a due anni dalla trasformazione. Il capitale iniziale di tali società
è determinato dalla deliberazione di trasformazione in misura non inferiore al
fondo di dotazione delle aziende speciali risultante dall'ultimo bilancio di
esercizio approvato e comunque in misura non inferiore all'importo minimo
richiesto per la costituzione delle società medesime. L'eventuale residuo del
patrimonio netto conferito è imputato a riserve e fondi, mantenendo ove
possibile le denominazioni e le destinazioni previste nel bilancio delle aziende
originarie. Le società conservano tutti i diritti e gli obblighi anteriori alla
trasformazione e subentrano pertanto in tutti i rapporti attivi e passivi delle
aziende originarie.
2. La deliberazione di trasformazione tiene luogo di
tutti gli adempimenti in materia di costituzione delle società previsti dalla
normativa vigente, ferma l'applicazione delle disposizioni degli articoli 2330,
commi terzo e quarto, e 2330-bis del codice civile.
3. Ai fini della definitiva determinazione dei valori
patrimoniali conferiti, entro tre mesi dalla costituzione delle società, gli
amministratori devono richiedere a un esperto designato dal presidente del
tribunale una relazione giurata ai sensi e per gli effetti dell'articolo 2343,
primo comma, del codice civile. Entro sei mesi dal ricevimento di tale relazione
gli amministratori e i sindaci determinano i valori definitivi di conferimento
dopo avere controllato le valutazioni contenute nella relazione stessa e, se
sussistono fondati motivi, aver proceduto alla revisione della stima. Fino a
quando i valori di conferimento non sono stati determinati in via definitiva le
azioni delle società sono inalienabili.
4. Le società di cui al comma 1 possono essere
costituite anche ai fini dell'applicazione delle norme di cui al decreto-legge
31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio
1994, n. 474.
6. Il conferimento e l'assegnazione dei beni degli enti
locali e delle aziende speciali alle società di cui al comma 1 sono esenti da
imposizioni fiscali, dirette e indirette, statali e regionali.
7. La deliberazione di cui al comma 1 può anche
prevedere la scissione dell'azienda speciale e la destinazione a società di
nuova costituzione di un ramo aziendale di questa. Si applicano, in tal caso,
per quanto compatibili, le disposizioni di cui ai commi da 1 a 6 del presente
articolo nonché agli articoli 2504-septies e 2504-decies del codice civile.
7-ter. Alla privatizzazione di enti ed aziende delle regioni a
statuto ordinario e ad autonomia speciale, fermo restando quanto
stabilito dalla legislazione regionale in materia, si applicano le
disposizioni di cui ai precedenti commi. Delle obbligazioni sorte
anteriormente alla costituzione delle società di capitali di cui al
comma 1 rispondono in ogni caso le regioni.
Art. 116 - Società per azioni con partecipazione
minoritaria di enti locali
locali possono, per l'esercizio di servizi pubblici di cui all'articolo 113-bis e per la realizzazione delle
opere necessarie al corretto svolgimento del servizio nonché per la
realizzazione di infrastrutture ed altre opere di interesse pubblico, che non
rientrino, ai sensi della vigente legislazione statale e regionale, nelle
competenze istituzionali di altri enti, costituire apposite società per azioni
senza il vincolo della proprietà pubblica maggioritaria anche in deroga a
disposizioni di legge specifiche. Gli enti interessati provvedono alla scelta
dei soci privati e all'eventuale collocazione dei titoli azionari sul mercato
con procedure di evidenza pubblica. L'atto costitutivo delle società deve
prevedere l'obbligo dell'ente pubblico di nominare uno o più amministratori e
sindaci. Nel caso di servizi pubblici locali una quota delle azioni può essere
destinata all'azionariato diffuso e resta comunque sul mercato.
2. La costituzione di società miste con la
partecipazione non maggioritaria degli enti locali è disciplinata da apposito
regolamento adottato ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto legge 31
gennaio 1995, n. 26, convertito, con modificazioni dalla legge 29 marzo 1995, n.
95, e successive modifiche e integrazioni.
3. Per la realizzazione delle opere di qualunque
importo si applicano le norme vigenti di recepimento delle direttive comunitarie
4. Fino al secondo esercizio successivo a quello
dell'entrata in funzione dell'opera, l'ente locale partecipante potrà
rilasciare garanzia fidejussoria agli istituti mutuanti in misura non superiore
alla propria quota di partecipazione alla società di cui al presente articolo.
5. Per i conferimenti di aziende, di complessi
aziendali o di rami di essi e di ogni altro bene effettuati dai soggetti di cui
al comma 1, anche per la costituzione con atto unilaterale delle società di cui
al medesimo comma, si applicano le disposizioni dell'articolo 7, commi 1 e 2,
della legge 30 luglio 1990, n. 218, e successive modificazioni.
interessati approvano le tariffe dei servizi pubblici in misura tale da
assicurare l'equilibrio economico-finanziario dell'investimento e della connessa
gestione. I criteri per il calcolo della tariffa relativa ai servizi stessi sono
a) la corrispondenza tra costi e ricavi in modo da
assicurare la integrale copertura dei costi, ivi compresi gli oneri di
b) l'equilibrato rapporto tra i finanziamenti raccolti
ed il capitale investito;
c) l'entità dei costi di gestione delle opere, tenendo
conto anche degli investimenti e della qualità del servizio;
d) l'adeguatezza della remunerazione del capitale
investito, coerente con le prevalenti condizioni di mercato.
2. La tariffa costituisce il corrispettivo dei servizi
pubblici; essa è determinata e adeguata ogni anno dai soggetti proprietari,
attraverso contratti di programma di durata poliennale, nel rispetto del
disciplinare e dello statuto conseguenti ai modelli organizzativi prescelti.
3. Qualora i servizi siano gestiti da soggetti diversi
dall'ente pubblico per effetto di particolari convenzioni e concessioni
dell'ente o per effetto del modello organizzativo di società mista, la tariffa
è riscossa dal soggetto che gestisce i servizi pubblici.
1. I trasferimenti di beni mobili ed immobili
effettuati dai comuni, dalle province e dai consorzi fra tali enti a favore di
aziende speciali o di società di capitali di cui al comma 13 dell'articolo 113 sono esenti, senza limiti di valore, dalle imposte di bollo, di
registro, di incremento di valore, ipotecarie, catastali e da ogni altra
imposta, spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie o natura. Gli onorari
previsti per i periti designati dal tribunale per la redazione della stima di
cui all'articolo 2343 del codice civile, nonché gli onorari previsti per i
notai incaricati della redazione degli atti conseguenti ai trasferimenti, sono
ridotti alla metà.
2. Le disposizioni previste nel comma 1 si applicano
anche ai trasferimenti ed alle retrocessioni di aziende, di complessi aziendali
o di rami di essi posti in essere nell'ambito di procedure di liquidazione di
aziende municipali e provinciali o di aziende speciali, adottate a norma delle
disposizioni vigenti in materia di revoca del servizio e di liquidazione di
aziende speciali, qualora dette procedure siano connesse o funzionali alla
contestuale o successiva costituzione di società per azioni, aventi per oggetto
lo svolgimento del medesimo servizio pubblico in precedenza svolto dalle aziende
soppresse, purché i beni, i diritti, le aziende o rami di aziende trasferiti o
retrocessi vengano effettivamente conferiti nella costituenda società per
azioni. Le stesse disposizioni si applicano altresì ai conferimenti di aziende,
di complessi aziendali o di rami di essi da parte delle province e dei comuni in
sede di costituzione o trasformazione dei consorzi in aziende speciali e
consortili ai sensi degli articoli 31 e 274 comma 4, per la costituzione di
società per azioni ai sensi dell'articolo 116, ovvero per la costituzione,
anche mediante atto unilaterale, da parte di enti locali, di società per azioni
al fine di dismetterne le partecipazioni ai sensi del decreto-legge 31 maggio
1994, n. 332, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474,
Art. 119 - Contratti di sponsorizzazione, accordi
di collaborazione e convenzioni
applicazione dell'articolo 43 della legge 27 dicembre 1997 n. 449, al fine di
favorire una migliore qualità dei servizi prestati, i comuni, le province e gli
altri enti locali indicati nel presente testo unico, possono stipulare contratti
di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione, nonché convenzioni con
soggetti pubblici o privati diretti a fornire consulenze o servizi aggiuntivi.
metropolitane e i comuni, anche con la partecipazione della provincia e della
regione, possono costituire società per azioni per progettare e realizzare
interventi di trasformazione urbana, in attuazione degli strumenti urbanistici
vigenti. A tal fine le deliberazioni dovranno in ogni caso prevedere che gli
azionisti privati delle società per azioni siano scelti tramite procedura di
preventiva acquisizione delle aree interessate dall'intervento, alla
trasformazione e alla commercializzazione delle stesse. Le acquisizioni possono
avvenire consensualmente o tramite ricorso alle procedure di esproprio da parte
3. Le aree interessate dall'intervento di
trasformazione sono individuate con delibera del consiglio comunale.
L'individuazione delle aree di intervento equivale a dichiarazione di pubblica
utilità, anche per le aree non interessate da opere pubbliche. Le aree di
proprietà degli enti locali interessate dall'intervento possono essere
attribuite alla società a titolo di concessione.
4. I rapporti tra gli enti locali azionisti e la
società per azioni di trasformazione urbana sono disciplinati da una
convenzione contenente, a pena di nullità, gli obblighi e i diritti delle
[Art. 121] [abrogato]
1. Restano salve
le competenze dei comuni e delle province in materia di lavori socialmente
utili, previste dall'articolo 4, commi 6, 7 e 8, del decreto legge 31 gennaio
1995, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 marzo 1995, n. 95, e
Art. 123 . Norma transitoria
1. Resta fermo
l'obbligo per gli enti locali di adeguare l'ordinamento delle aziende speciali
alle disposizioni di cui all'articolo 114; gli enti locali iscrivono per gli
effetti di cui al primo comma dell'articolo 2331 del codice civile, le aziende
speciali nel registro delle imprese.
2. Restano salvi gli effetti degli atti e dei contratti
che le medesime aziende speciali hanno posto in essere anteriormente alla data
di attuazione del registro delle imprese, di cui all'articolo 8 della legge 29
deliberazioni del comune e della provincia sono pubblicate mediante affissione
all'albo pretorio, nella sede dell'ente, per quindici giorni consecutivi, salvo
2. Tutte le deliberazioni degli altri enti locali sono
pubblicate mediante affissione all'albo pretorio del comune ove ha sede l'ente,
per quindici giorni consecutivi, salvo specifiche disposizioni.
Art. 125 - Comunicazione delle deliberazioni
1. Contestualmente all'affissione all'albo le
deliberazioni adottate dalla giunta sono trasmesse in elenco ai capigruppo
consiliari; i relativi testi sono messi a disposizione dei consiglieri nelle
forme stabilite dallo statuto o dal regolamento.
Art. 126 - Deliberazioni soggette in via
necessaria al controllo preventivo di legittimità
preventivo di legittimità di cui all'articolo 130 della Costituzione sugli atti
degli enti locali si esercita esclusivamente sugli statuti dell'ente, sui
regolamenti di competenza del consiglio, esclusi quelli attinenti all'autonomia
organizzativa e contabile dello stesso consiglio, sui bilanci annuali e
pluriennali e relative variazioni, adottate o ratificate dal consiglio, sul
rendiconto della gestione, secondo le disposizioni del presente testo unico.
2. Il controllo preventivo di legittimità si estende
anche agli atti delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza.
deliberazioni della giunta e del consiglio sono sottoposte al controllo, nei
limiti delle illegittimità denunziate, quando un quarto dei consiglieri
provinciali o un quarto dei consiglieri nei comuni con popolazione superiore a
15.000 abitanti ovvero un quinto dei consiglieri nei comuni con popolazione sino
a 15.000 abitanti ne facciano richiesta scritta e motivata con l'indicazione
delle norme violate, entro dieci giorni dall'affissione all'albo pretorio,
quando le deliberazioni stesse riguardino:
a) appalti e affidamento di servizi o forniture di
importo superiore alla soglia di rilievo comunitario;
2. Nei casi previsti dal comma 1, il controllo è
esercitato dal comitato regionale di controllo ovvero, se istituito, dal
difensore civico comunale o provinciale. L'organo che procede al controllo, se
ritiene che la deliberazione sia illegittima, ne da comunicazione all'ente,
entro quindici giorni dalla richiesta, e lo invita ad eliminare i vizi
riscontrati. In tal caso, se l'ente non ritiene di modificare la delibera, essa
acquista efficacia se viene confermata con il voto favorevole della maggioranza
assoluta dei componenti il consiglio.
3. La giunta può altresì sottoporre al controllo
preventivo di legittimità dell'organo regionale di controllo ogni altra
deliberazione dell'ente secondo le modalità di cui all'articolo 133 .
l'esercizio del controllo di legittimità è istituito, con decreto del
presidente della giunta regionale, il comitato regionale di controllo sugli atti
dei comuni e delle province.
2. Sono disciplinate con legge regionale l'elezione, a
maggioranza qualificata dei componenti del comitato regionale di controllo di
cui all'articolo 130, comma 1 lettera a) e comma 2 prima parte , la tempestiva
sostituzione degli stessi in caso di morte, dimissioni, decadenza per reiterate
assenze ingiustificate o incompatibilità sopravvenuta, nonché per la supplenza
3. La legge regionale può articolare il comitato in
sezioni per territorio o per materia, salvaguardando con forme opportune
l'unitarietà di indirizzo. A tal fine la regione, in collaborazione con gli
uffici del comitato, cura la pubblicazione periodica delle principali decisioni
del comitato regionale di controllo con le relative motivazioni di riferimento.
4. Le pronunce degli organi di controllo previsti nel
presente capo sono provvedimenti definitivi.
5. I componenti dei comitati regionali di controllo
sono personalmente e solidalmente responsabili nei confronti degli enti locali
per i danni a questi arrecati con dolo o colpa grave nell'esercizio delle loro
Art. 129 - Servizi di consulenza del comitato
regionale di controllo
1. Possono
essere attivati nell'ambito dei comitati regionali di controllo servizi di
consulenza ai quali gli enti locali possono rivolgersi al fine di ottenere
preventivi elementi valutativi in ordine all'adozione di atti o provvedimenti di
particolare complessità o che attengano ad aspetti nuovi dell'attività
deliberativa. La regione disciplina con propria normativa le modalità
organizzative e di espletamento dei servizi di consulenza.
1. Il comitato regionale di controllo e ogni sua
eventuale sezione sono composti:
a) da quattro esperti eletti dal consiglio regionale,
1) uno iscritto da almeno dieci anni nell'albo degli
avvocati, scelto in una terna proposta dal competente ordine professionale;
2) uno iscritto da almeno dieci anni all'albo dei
dottori commercialisti o dei ragionieri, scelto in una terna proposta dai
3) uno scelto tra chi abbia ricoperto complessivamente
per almeno cinque anni la carica di sindaco, di presidente della provincia, di
consigliere regionale o di parlamentare nazionale, ovvero tra i funzionari
statali, regionali o degli enti locali in quiescenza, con qualifica non
inferiore a dirigente od equiparata;
4) uno scelto tra i magistrati o gli avvocati dello
Stato in quiescenza, o tra i professori di ruolo di università in materie
giuridiche ed amministrative ovvero tra i segretari comunali o provinciali in
b) da un esperto designato dal commissario del Governo
scelto fra funzionari dell'Amministrazione civile dell'interno in servizio nelle
2. Il consiglio regionale elegge non più di due
componenti supplenti aventi i requisiti di cui alla lettera a) del comma 1; un
terzo supplente, avente i requisiti di cui alla lettera b) del comma 1, è
designato dal commissario del Governo.
3. In caso di assenza od impedimento dei componenti
effettivi, di cui rispettivamente alle lettere a) e b) del comma 1, intervengono
alle sedute i componenti supplenti, eletti o designati per la stessa categoria.
4. Il comitato ed ogni sua sezione eleggono nel proprio
seno il presidente ed un vicepresidente scelti tra i componenti eletti dal
6. Il comitato e le sezioni sono rinnovati
integralmente a seguito di nuove elezioni del consiglio regionale, nonché
quando si dimetta contemporaneamente la maggioranza dei rispettivi componenti.
7. Il presidente ed il vicepresidente del comitato, se
dipendenti pubblici, sono collocati fuori ruolo; se dipendenti privati, sono
8. Ai componenti del comitato si applicano le norme
relative ai permessi ed alle aspettative previsti per gli amministratori locali.
Art.131 - Incompatibilità ed ineleggibilità
1. Non possono
essere eletti e non possono far parte dei comitati regionali di controllo:
c) gli amministratori di enti locali o di altri enti
soggetti a controllo del comitato, nonché coloro che abbiano ricoperto tali
cariche nell'anno precedente alla costituzione del medesimo comitato;
d) coloro che si trovano nelle condizioni di
ineleggibilità alle cariche di cui alle lettere b) e c), con esclusione dei
magistrati e dei funzionari dello Stato;
e) i dipendenti ed i contabili della regione e degli
enti locali sottoposti al controllo del comitato nonché i dipendenti dei
f) i componenti di altro comitato regionale di
controllo o delle sezioni di esso;
g) coloro che prestano attività di consulenza o di
collaborazione presso la regione o enti sottoposti al controllo regionale;
h) coloro che ricoprono incarichi direttivi o esecutivi
nei partiti a livello provinciale, regionale o nazionale, nonché coloro che
abbiano ricoperto tali incarichi nell'anno precedente alla costituzione del
Art.132 - Funzionamento del comitato
funzionamento dei comitati regionali di controllo e delle loro sezioni, le
indennità da attribuire ai componenti, le funzioni del presidente e del
vicepresidente, le forme di pubblicità della attività dei comitati e di
consultazione delle decisioni, nonché il rilascio di copie di esse sono
disciplinati dalla legge regionale.
2. Le spese per il funzionamento dei comitati regionali
di controllo e dei loro uffici, nonché la corresponsione di un'indennità di
carica ai componenti sono a carico della regione.
3. La regione provvede alle strutture serventi del
comitato regionale di controllo ispirandosi ai principi dell'adeguatezza
funzionale e dell'autonomia dell'organo.
Art. 133 - Modalità del controllo preventivo di
di legittimità comporta la verifica della conformità dell'atto alle norme
vigenti ed alle norme statutarie specificamente indicate nel provvedimento di
annullamento, per quanto riguarda la competenza, la forma e la procedura, e
rimanendo esclusa ogni diversa valutazione dell'interesse pubblico perseguito.
Nell'esame del bilancio preventivo e del rendiconto della gestione il controllo
di legittimità comprende la coerenza interna degli atti e la corrispondenza dei
dati contabili con quelli delle deliberazioni, nonché con i documenti
giustificativi allegati alle stesse.
2. Il comitato regionale di controllo, entro dieci
giorni dalla ricezione degli atti di cui all'articolo 126, comma 1 può disporre
l'audizione dei rappresentanti dell'ente deliberante o può richiedere, per una
sola volta, chiarimenti o elementi integrativi di giudizio in forma scritta. In
tal caso il termine per l'esercizio del controllo viene sospeso e riprende a
decorrere dalla data della trasmissione dei chiarimenti o elementi integrativi o
dell'audizione dei rappresentanti.
3. Il comitato può indicare all'ente interessato le
modificazioni da apportare alle risultanze del rendiconto della gestione con
4. Nel caso di mancata adozione delle modificazioni
entro il termine di cui al comma 3, o di annullamento della deliberazione di
adozione del rendiconto della gestione da parte del comitato di controllo,
questo provvede alla nomina di uno o più commissari per la redazione del conto
5. Non può essere riesaminato il provvedimento
sottoposto a controllo nel caso di annullamento in sede giurisdizionale di una
decisione negativa di controllo.
deliberazione soggetta al controllo necessario di legittimità deve essere
trasmessa a pena di decadenza entro il quinto giorno successivo all'adozione.
Essa diventa esecutiva se entro 30 giorni dalla trasmissione della stessa il
comitato regionale di controllo non trasmetta all'ente interessato un
provvedimento motivato di annullamento. Le deliberazioni diventano comunque
esecutive qualora prima del decorso dello stesso termine il comitato regionale
di controllo dia comunicazione di non aver riscontrato vizi di legittimità.
2. Nel caso delle deliberazioni soggette a controllo
eventuale la richiesta di controllo sospende l'esecutività delle stesse fino
all'avvenuto esito del controllo.
3. Le deliberazioni non soggette a controllo necessario
o non sottoposte a controllo eventuale diventano esecutive dopo il decimo giorno
dalla loro pubblicazione.
4. Nel caso di urgenza le deliberazioni del consiglio o
della giunta possono essere dichiarate immediatamente eseguibili con il voto
espresso dalla maggioranza dei componenti.
Art. 135 - Comunicazione deliberazioni al
1. Il prefetto,
nell'esercizio dei poteri conferitigli dalla legge o a lui delegati dal Ministro
dell'interno, ai sensi dell'articolo 2, comma 2-quater, del decreto-legge 29
ottobre 1991, n. 345, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre
1991, n. 410 e successive modificazioni ed integrazioni, qualora ritenga, sulla
base di fondati elementi comunque acquisiti, che esistano tentativi di
infiltrazioni di tipo mafioso nelle attività riguardanti appalti, concessioni,
subappalti, cottimi, noli a caldo o contratti similari per la realizzazione di
opere e di lavori pubblici, ovvero quando sia necessario assicurare il regolare
svolgimento delle attività delle pubbliche amministrazioni, richiede ai
competenti organi statali e regionali gli interventi di controllo e sostitutivi
2. Ai medesimi fini indicati nel comma 1 il prefetto
può chiedere che siano sottoposte al controllo preventivo di legittimità le
deliberazioni degli enti locali relative ad acquisti, alienazioni, appalti ed in
generale a tutti i contratti, con le modalità e i termini previsti
dall'articolo 133, comma 1. Le predette deliberazioni sono comunicate al
prefetto contestualmente all'affissione all'albo.
Art. 136 - Poteri sostitutivi per omissione o
ritardo di atti obbligatori
1. Qualora gli enti locali, sebbene invitati a
provvedere entro congruo termine, ritardino o omettano di compiere atti
obbligatori per legge, si provvede a mezzo di commissario ad acta nominato dal
difensore civico regionale, ove costituito, ovvero dal comitato regionale di
controllo. Il commissario ad acta provvede entro sessanta giorni dal
riferimento alle funzioni e ai compiti spettanti agli enti locali, in caso di
accertata inattività che comporti inadempimento agli obblighi derivanti
dall'appartenenza alla Unione europea o pericolo di grave pregiudizio agli
interessi nazionali, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro competente per materia, assegna all'ente inadempiente un congruo
2. Decorso inutilmente tale termine, il Consiglio dei
Ministri, sentito il soggetto inadempiente, nomina un commissario che provvede
in via sostitutiva.
3. In casi di assoluta urgenza, non si applica la
procedura di cui al comma 1 e il Consiglio dei Ministri può adottare il
provvedimento di cui al comma 2, su proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di concerto con il Ministro competente. Il provvedimento in tal modo
adottato ha immediata esecuzione ed è immediatamente comunicato alla Conferenza
Stato-città e autonomie locali allargata ai rappresentanti delle comunità
montane, che ne può chiedere il riesame, nei termini e con gli effetti previsti
dall'articolo 8, comma 3, della legge 15 marzo 1997, n. 59.
4. Restano ferme le disposizioni in materia di poteri
sostitutivi previste dalla legislazione vigente.
applicazione dell'articolo 2, comma 3, lettera p, della legge 23 agosto 1988, n.
400, il Governo, a tutela dell'unità dell'ordinamento, con decreto del
Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su
proposta del Ministro dell'interno, ha facoltà, in qualunque tempo, di
annullare, d'ufficio o su denunzia, sentito il Consiglio di Stato, gli atti
degli enti locali viziati da illegittimità.
1. Ai pareri
obbligatori delle amministrazioni statali, anche ad ordinamento autonomo, delle
regioni e di ogni altro ente sottoposto a tutela statale, regionale e
subregionale, prescritti da qualsiasi norma avente forza di legge ai fini della
programmazione, progettazione ed esecuzione di opere pubbliche o di altre
attività degli enti locali, si applicano le disposizioni dell'articolo 16 della
legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche ed integrazioni, salvo
disposizioni del presente capo si applicano anche agli altri enti di cui
all'articolo 2, compresi i consorzi cui partecipano enti locali, con esclusione
di quelli che gestiscono attività aventi rilevanza economica ed imprenditoriale
e, ove previsto dallo statuto, dei consorzi per la gestione dei servizi sociali,
intendendosi sostituiti alla giunta e al consiglio del comune o della provincia
i corrispondenti organi di governo.
Art. 141. Scioglimento e sospensione dei consigli
comunali e provinciali vengono sciolti con decreto del Presidente della
a) quando compiano atti contrari alla Costituzione o
per gravi e persistenti violazioni di legge, nonché per gravi motivi di ordine
b) quando non possa essere assicurato il normale
funzionamento degli organi e dei servizi per le seguenti cause:
1) impedimento permanente, rimozione, decadenza,
2) dimissioni del sindaco o del presidente della
3) cessazione dalla carica per dimissioni contestuali,
ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al
protocollo dell'ente, della metà più uno dei membri assegnati, non computando
a tal fine il sindaco o il presidente della provincia;
4) riduzione dell'organo assembleare per impossibilità
di surroga alla metà dei componenti del consiglio;
2. Nella ipotesi di cui alla lettera c) del comma 1,
trascorso il termine entro il quale il bilancio deve essere approvato senza che
sia stato predisposto dalla giunta il relativo schema, l'organo regionale di
controllo nomina un commissario affinché lo predisponga d'ufficio per
sottoporlo al consiglio. In tal caso e comunque quando il consiglio non abbia
approvato nei termini di legge lo schema di bilancio predisposto dalla giunta,
l'organo regionale di controllo assegna al consiglio, con lettera notificata ai
singoli consiglieri, un termine non superiore a 20 giorni per la sua
approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario,
all'amministrazione inadempiente. Del provvedimento sostitutivo è data
comunicazione al prefetto che inizia la procedura per lo scioglimento del
2-bis. Nell'ipotesi di
cui alla lettera c-bis) del comma 1, trascorso il termine entro il quale gli
strumenti urbanistici devono essere adottati, la regione segnala al prefetto gli
enti inadempienti. Il prefetto invita gli enti che non abbiano provveduto ad
adempiere all'obbligo nel termine di quattro mesi. A tal fine gli enti locali
possono attivare gli interventi, anche sostitutivi, previsti dallo statuto
secondo criteri di neutralità, di sussidiarietà e di adeguatezza. Decorso
infruttuosamente il termine di quattro mesi, il prefetto inizia la procedura per
lo scioglimento del consiglio.
3. Nei casi diversi da quelli previsti dal numero 1)
della lettera b) del comma 1, con il decreto di scioglimento si provvede alla
nomina di un commissario, che esercita le attribuzioni conferitegli con il
4. Il rinnovo del consiglio nelle ipotesi di
scioglimento deve coincidere con il primo turno elettorale utile previsto dalla
scioglimento continuano ad esercitare, fino alla nomina dei successori, gli
incarichi esterni loro eventualmente attribuiti.
6. Al decreto di scioglimento è allegata la relazione
del Ministro contenente i motivi del provvedimento; dell'adozione del decreto di
scioglimento è data immediata comunicazione al parlamento. Il decreto è
pubblicato nella "Gazzetta Ufficiale" della Repubblica italiana.
7. Iniziata la procedura di cui ai commi precedenti ed
in attesa del decreto di scioglimento, il prefetto, per motivi di grave e
urgente necessità, può sospendere, per un periodo comunque non superiore a
novanta giorni, i consigli comunali e provinciali e nominare un commissario per
la provvisoria amministrazione dell'ente.
8. Ove non diversamente previsto dalle leggi regionali
le disposizioni di cui al presente articolo si applicano, in quanto compatibili,
agli altri enti locali di cui all'articolo 2, comma 1 ed ai consorzi tra enti
locali. Il relativo provvedimento di scioglimento degli organi comunque
denominati degli enti locali di cui al presente comma è disposto con decreto
Art. 142 - Rimozione e sospensione di
1. Con decreto
del Ministro dell'interno il sindaco, il presidente della provincia, i
presidenti dei consorzi e delle comunità montane, i componenti dei consigli e
delle giunte, i presidenti dei consigli circoscrizionali possono essere rimossi
quando compiano atti contrari alla Costituzione o per gravi e persistenti
violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico.
2. In attesa del decreto, il prefetto può sospendere
gli amministratori di cui al comma 1 qualora sussistano motivi di grave e
urgente necessità.
3. Sono fatte salve le disposizioni dettate dagli
articoli 58 e 59.
Art. 143 Scioglimento dei consigli comunali e
provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo
1. Fuori dei
casi previsti dall'articolo 141, i consigli comunali e provinciali sono sciolti
quando, anche a seguito di accertamenti effettuati a norma dell'articolo 59,
comma 7, emergono elementi su collegamenti diretti o indiretti degli
amministratori con la criminalità organizzata o su forme di condizionamento
degli amministratori stessi, che compromettono la libera determinazione degli
organi elettivi e il buon andamento delle amministrazioni comunali e
provinciali, nonché il regolare funzionamento dei servizi alle stesse affidati
ovvero che risultano tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo
stato della sicurezza pubblica. Lo scioglimento del consiglio comunale o
provinciale comporta la cessazione dalla carica di consigliere, di sindaco, di
presidente della provincia e di componente delle rispettive giunte, anche se
diversamente disposto dalle leggi vigenti in materia di ordinamento e
funzionamento degli organi predetti, nonché di ogni altro incarico comunque
connesso alle cariche ricoperte.
2. Lo scioglimento è disposto con decreto del
Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'interno, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri. Il provvedimento di scioglimento
deliberato dal Consiglio dei Ministri è trasmesso al Presidente della
Repubblica per l'emanazione del decreto ed è contestualmente trasmesso alle
Camere. Il procedimento è avviato dal prefetto della provincia con una
relazione che tiene anche conto di elementi eventualmente acquisiti con i poteri
delegati dal Ministro dell'interno ai sensi dell'articolo 2, comma 2-quater del
decreto-legge 29 ottobre 1991, n. 345, convertito, con modificazioni, dalla
legge 30 dicembre 1991, n. 410 e successive modificazioni ed integrazioni. Nei
casi in cui per i fatti oggetto degli accertamenti di cui al comma 1 o per
eventi connessi sia pendente procedimento penale, il prefetto può richiedere
preventivamente informazioni al procuratore della repubblica competente, il
quale, in deroga all'articolo 329 del codice di procedura penale, comunica tutte
le informazioni che non ritiene debbano rimanere segrete per le esigenze del
3. Il decreto di scioglimento conserva i suoi effetti
per un periodo da dodici a diciotto mesi prorogabili fino ad un massimo di
ventiquattro mesi in casi eccezionali, dandone comunicazione alle commissioni
parlamentari competenti, al fine di assicurare il buon andamento delle
amministrazioni e il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati. Il
decreto di scioglimento, con allegata la relazione del Ministro, è pubblicato
4. Il provvedimento con il quale si dispone l'eventuale
proroga della durata dello scioglimento a norma del comma 3 è adottato non
oltre il cinquantesimo giorno antecedente la data fissata per lo svolgimento
delle elezioni relative al rinnovo degli organi. Si osservano le procedure e le
modalità stabilite dal comma 2 del presente articolo.
5. Quando ricorrono motivi di urgente necessità, il
prefetto, in attesa del decreto di scioglimento, sospende gli organi dalla
carica ricoperta, nonché da ogni altro incarico ad essa connesso, assicurando
la provvisoria amministrazione dell'ente mediante invio di commissari. La
sospensione non può eccedere la durata di 60 giorni e il termine del decreto di
cui al comma 3 decorre dalla data del provvedimento di sospensione.
6. Si fa luogo comunque allo scioglimento degli organi
a norma del presente articolo quando sussistono le condizioni indicate nel comma
1, ancorché ricorrano le situazioni previste dall'articolo 141.
Art. 144 - Commissione straordinaria e Comitato
di sostegno e monitoraggio
decreto di scioglimento di cui all'articolo 143 è nominata una commissione
straordinaria per la gestione dell'ente, la quale esercita le attribuzioni che
le sono conferite con il decreto stesso. La commissione è composta di tre
membri scelti tra funzionari dello Stato, in servizio o in quiescenza, e tra
magistrati della giurisdizione ordinaria o amministrativa in quiescenza. La
commissione rimane in carica fino allo svolgimento del primo turno elettorale
2. Presso il Ministero dell'interno è istituito, con
personale della amministrazione, un comitato di sostegno e di monitoraggio
dell'azione delle commissioni straordinarie di cui al comma 1 e dei comuni
riportati a gestione ordinaria.
3. Con decreto del Ministro dell'interno, adottato a
norma dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
determinate le modalità di organizzazione e funzionamento della commissione
straordinaria per l'esercizio delle attribuzioni ad essa conferite, le modalità
di pubblicizzazione degli atti adottati dalla commissione stessa, nonché le
modalità di organizzazione e funzionamento del comitato di cui al comma 2.
Art. 145. Gestione straordinaria
1. Quando in
relazione alle situazioni indicate nel comma 1 dell'articolo 143 sussiste la
necessità di assicurare il regolare funzionamento dei servizi degli enti nei
cui confronti è stato disposto lo scioglimento, il prefetto, su richiesta della
commissione straordinaria di cui al comma 1 dell'articolo 144, può disporre,
anche in deroga alle norme vigenti, l'assegnazione in via temporanea, in
posizione di comando o distacco, di personale amministrativo e tecnico di
amministrazioni ed enti pubblici, previa intesa con gli stessi, ove occorra
anche in posizione di sovraordinazione. Al personale assegnato spetta un
compenso mensile lordo proporzionato alle prestazioni da rendere, stabilito dal
prefetto in misura non superiore al 50 per cento del compenso spettante a
ciascuno dei componenti della commissione straordinaria, nonché, ove dovuto, il
trattamento economico di missione stabilito dalla legge per i dipendenti dello
Stato in relazione alla qualifica funzionale posseduta nell'amministrazione di
appartenenza. Tali competenze sono a carico dello Stato e sono corrisposte dalla
prefettura, sulla base di idonea documentazione giustificativa, sugli
accreditamenti emessi, in deroga alle vigenti disposizioni di legge, dal
Ministero dell'interno. La prefettura, in caso di ritardo nell'emissione degli
accreditamenti è autorizzata a prelevare le somme occorrenti sui fondi in
genere della contabilità speciale. Per il personale non dipendente dalle
amministrazioni centrali o periferiche dello Stato, la prefettura provvede al
rimborso al datore di lavoro dello stipendio lordo, per la parte
proporzionalmente corrispondente alla durata delle prestazioni rese. Agli oneri
derivanti dalla presente disposizione si provvede con una quota parte del 10 per
cento delle somme di denaro confiscate ai sensi della legge 31 maggio 1965, n.
575, e successive modificazioni, nonché del ricavato delle vendite disposte a
norma dell'articolo 4, commi 4 e 6, del decreto-.legge. 14 giugno 1989, n. 230,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 1989, n. 282, relative ai
beni mobili o immobili ed ai beni costituiti in azienda confiscati ai sensi
della medesima legge n. 575 del 1965. Alla scadenza del periodo di assegnazione,
la commissione straordinaria potrà rilasciare, sulla base della valutazione
dell'attività prestata dal personale assegnato, apposita certificazione di
lodevole servizio che costituisce titolo valutabile ai fini della progressione
di carriera e nei concorsi interni e pubblici nelle amministrazioni dello Stato,
delle regioni e degli enti locali.
2. Per far fronte a situazioni di gravi disservizi e
per avviare la sollecita realizzazione di opere pubbliche indifferibili, la
commissione straordinaria di cui al comma 1 dell'articolo 144, entro il termine
di sessanta giorni dall'insediamento, adotta un piano di priorità degli
interventi, anche con riferimento a progetti già approvati e non eseguiti. Gli
atti relativi devono essere nuovamente approvati dalla commissione
straordinaria. La relativa deliberazione, esecutiva a norma di legge, è inviata
entro dieci giorni al prefetto il quale, sentito il comitato provinciale della
pubblica amministrazione opportunamente integrato con i rappresentanti di uffici
tecnici delle amministrazioni statali, regionali o locali, trasmette gli atti
all'amministrazione regionale territorialmente competente per il tramite del
commissario del Governo, o alla Cassa depositi e prestiti, che provvedono alla
dichiarazione di priorità di accesso ai contributi e finanziamenti a carico
degli stanziamenti comunque destinati agli investimenti degli enti locali. Le
disposizioni del presente comma si applicano ai predetti enti anche in deroga
alla disciplina sugli enti locali dissestati, limitatamente agli importi
totalmente ammortizzabili con contributi statali o regionali ad essi
effettivamente assegnati.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano,
a far tempo dalla data di insediamento degli organi e fino alla scadenza del
mandato elettivo, anche alle amministrazioni comunali e provinciali, i cui
organi siano rinnovati al termine del periodo di scioglimento disposto ai sensi
del comma 1 dell'articolo 143.
4. Nei casi in cui lo scioglimento è disposto anche
con riferimento a situazioni di infiltrazione o di condizionamento di tipo
mafioso, connesse all'aggiudicazione di appalti di opere o di lavori pubblici o
di pubbliche forniture, ovvero l'affidamento in concessione di servizi pubblici
locali, la commissione straordinaria di cui al comma 1 dell'articolo 144 procede
alle necessarie verifiche con i poteri del collegio degli ispettori di cui
all'articolo 14 del decreto-.legge. 13 maggio 1991, n. 152, convertito, con
modificazioni, dalla legge 12 luglio 1991, n. 203. A conclusione degli
accertamenti, la commissione straordinaria adotta tutti i provvedimenti ritenuti
necessari e può disporre d'autorità la revoca delle deliberazioni già
adottate, in qualunque momento e fase della procedura contrattuale, o la
rescissione del contratto già concluso.
5. Ferme restando le forme di partecipazione popolare
previste dagli statuti in attuazione dell'articolo 8, comma 3, la commissione
straordinaria di cui al comma 1 dell'articolo 144, allo scopo di acquisire ogni
utile elemento di conoscenza e valutazione in ordine a rilevanti questioni di
interesse generale si avvale, anche mediante forme di consultazione diretta,
dell'apporto di rappresentanti delle forze politiche in ambito locale, dell'Anci,
dell'Upi, delle organizzazioni di volontariato e di altri organismi locali
particolarmente interessati alle questioni da trattare.
disposizioni di cui agli articoli 143, 144, 145 si applicano anche agli altri
enti locali di cui all'articolo 2, comma 1, nonché ai consorzi di comuni e
province, agli organi comunque denominati delle aziende sanitarie locali ed
ospedaliere, alle aziende speciali dei comuni e delle province e ai consigli
circoscrizionali, in quanto compatibili con i relativi ordinamenti.
2. Il Ministro dell'interno presenta al Parlamento una
relazione semestrale sull'attività svolta dalla gestione straordinaria dei
singoli comuni.
Art. 147. Tipologia dei controlli interni
locali, nell'ambito della loro autonomia normativa ed organizzativa, individuano
strumenti e metodologie adeguati a:
a) garantire attraverso il controllo di regolarità
amministrativa e contabile, la legittimità, regolarità e correttezza
b) verificare, attraverso il controllo di gestione,
l'efficacia, efficienza ed economicità dell'azione amministrativa, al fine di
ottimizzare, anche mediante tempestivi interventi di correzione, il rapporto tra
c) valutare le prestazioni del personale con qualifica
d) valutare l'adeguatezza delle scelte compiute in sede
di attuazione dei piani, programmi ed altri strumenti di determinazione
dell'indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti e
2. I controlli interni sono ordinati secondo il
principio della distinzione tra funzioni di indirizzo e compiti di gestione,
quale risulta dagli articoli 3, comma 1, lettere b) e c), e 14 del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni ed integrazioni.
3. L'organizzazione dei controlli interni è effettuata
dagli enti locali anche in deroga agli altri principi di cui all'articolo 1,
comma 2 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286.
4. Per l'effettuazione dei controlli di cui al comma 1,
più enti locali possono istituire uffici unici, mediante convenzione che ne
regoli le modalità di costituzione e di funzionamento.
5. Nell'ambito dei comitati provinciali per la pubblica
amministrazione, d'intesa con le province, sono istituite apposite strutture di
consulenza e supporto, delle quali possono avvalersi gli enti locali per
l'esercizio dei controlli previsti dal decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
286. A tal fine, i predetti comitati possono essere integrati con esperti nelle
materie di pertinenza.
Art. 148. Controllo della Corte dei Conti
1. La Corte dei
Conti esercita il controllo sulla gestione degli enti locali, ai sensi delle
disposizioni di cui alla legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni
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- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale del Consiglio di Amministrazione per la nomina dell’amministratore delegato (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale del consiglio di amministrazione di S.R.L. - Adeguamento o no alle risultanze degli studi di settore
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per la nomina del Consiglio di Amministrazione
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per l’approvazione del bilancio (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. irregolarmente costituita per mancanza del numero legale (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per la distribuzione di dividendi (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per la nomina dell’amministratore unico (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per la nomina di amministratori con poteri disgiunti (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per rettifica di verbale precedente assemblea recante un errore materiale (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per la ratifica dell’operato dell’organo amministrativo (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per deliberare la revoca dell’amministratore unico (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per la revoca dei sindaci incorsi in gravi irregolarità art. 2400, comma 2, del Codice Civile (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per autorizzare gli amministratori all’utilizzo dell’auto propria e per rimborso spese (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	Verbale di assemblea di S.r.l. per la sostituzione di un sindaco decaduto (modello personalizzabile)
- Sant`agata Di Militello, 29 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.

References: Art. 88
 art. 1
 art. 149
 art. 227

Art. 88

Art. 90

Art. 92

Art. 102

Art. 103

Art. 104

Art. 107

Art. 111

Art. 112

Art. 113

Art. 113

Art. 115

Art. 116

Art. 119

Art. 123

Art. 125

Art. 126

Art. 129

Art.131

Art.132

Art. 133

Art. 135

Art. 136

Art. 141

Art. 142

Art. 143

Art. 144

Art. 145

Art. 147

Art. 148
 art. 2400