Source: https://abbatescianni.eu/it/eventi.asp
Timestamp: 2020-07-15 02:36:32+00:00

Document:
Abbatescianni interviene al Convegno in tema di "Mobilità internazionale" organizzato dallo Studio francese DELSOL Avocats
L'evento si terrà a Lione il 14 giugno 2019. Pubblichiamo di seguito la locandina dell'evento, disponibile anche al seguente indirizzo: cliquez ici.
Conférence-débats internationale 2019
Par Maître Camille ROUSSET
Echanger entre experts et ouvrir les discussions à l’ensemble des clients susceptibles d’être intéressés par le thème choisi. Cette année, le thème choisi est celui de la mobilité avec, en outre, la présentation d’une actualité récente en Italie et en Angleterre.
La mobilité internationale est au cœur de la préoccupation des clients, principalement les groupes à dimension communautaire et internationale pour valoriser la mobilité de leurs salariés en garantissant une protection sociale pour les intéressés et leur famille.
Il convient ainsi de distinguer les règles communautaires, des conventions internationales bilatérales dans l’hypothèse du détachement et de l’expatriation. La mobilité internationale implique également de comprendre les enjeux en droit du travail dans l’hypothèse d’une mise à disposition ouvrant notamment un droit à réintégration à l’issue de l’achèvement de la mission à l’étranger.
Toutes ces mesures seront exposées lors de cette conférence-débats.
La conférence sera aussi l’occasion de présenter l’actualité juridique des pays intervenants avec nos correspondants (Cabinet ABBATESCIANNI, Cabinet BONELLI EREDE PAPPALARDO, Cabinet TOFFFOLETTO (Italie), Cabinet TELLES (Portugal), Cabinet ELS ESSEX (Angleterre)
Date : 14 juin 2019 (8h30-13h), suivi d'un cocktail déjeunatoire
IBA (International Annual Conference)
Dall’8 al 12 ottobre si è tenuta a Roma l’Annual Conference di IBA (International Bar Association).
All’evento, che ha portato nella capitale più di seimila avvocati provenienti da tutto il mondo, ha preso parte l’Avvocato Giovanni Izzo, managing partner di Abbatescianni Studio Legale e Tributario.
Il finanziamento del contenzioso. Uno strumento utile per ridurre il rischio nelle controversie nazionali e transfrontaliere
APA – Associazione Professionisti d’Affari, di cui è Presidente l’avv. Vincenzo Lena, sarà Partner alla conferenza di Lugano del 11 gennaio 2019 organizzata dalla Camera di Commercio Svizzera in Italia avente a oggetto il finanziamento del contenzioso come strumento utile per ridurre il rischio nelle controversie nazionali e transfrontaliere.
L’avv. Marco Pistis sarà tra i relatori con un approfondimento sul finanziamento delle controversie nelle procedure fallimentari in Italia.
Per iscrizioni vedere allegato
56° International Young Lawyers' Congress organizzato da AIJA
L’avvocato Giovanni Patti ha partecipato al 56° International Young Lawyers' Congress organizzato da AIJA a Bruxelles, nel corso del quale ha discusso, insieme a colleghi provenienti da tutto il mondo, di processi di integrazione e globalizzazione nel settore dell’automotive.
La gestione del contenzioso nel fallimento
APA - Associazione Professionisti d’Affari, di cui è Presidente l’avv. Vincenzo Lena, organizza il convegno “La Gestione del Contenzioso nel Fallimento”, che si terrà a Torino il 3 ottobre 2018.
L'avv. Marco Pistis sarà tra i relatori.
Il convegno, accreditato presso l’Ordine degli Avvocati e l’Ordine dei Commercialisti, tratterà le tematiche relative alla gestione del contenzioso nel fallimento dal punto di vista sia del legale della procedura sia degli organi della procedura (Curatore e Giudice Delegato), toccando altresì il tema del finanziamento del contenzioso nel fallimento.
Per iscriversi od ottenere ulteriori informazioni è possibile inviare una e-mail a info@assopa.org.
Lo Studio di Torino ospita una studentessa di giurisprudenza dell'Università di Nottingham
Lo studio di Torino ha ospitato una studentessa di giurisprudenza dell'Università di Nottingham (Regno Unito) per una breve esperienza di lavoro. L'alunna ha proficuamente contribuito allo svolgimento di ricerche in tema di diritto societario comparato e compliance privacy, arricchendo il proprio bagaglio di competenze grazie alla collaborazione con professionisti operanti in sistema legale di stampo continentale. Continua il programma "Alleanza Scuola-Lavoro"
Half-Year Conference di AIJA
L’Avvocato Giovanni Patti ha partecipato all’Half-Year Conference di AIJA (Association Internationale des Jeunes Avocats). Il congresso ha trattato i temi della corporate governance e lo sviluppo del rapporto tra in-house counsel e legali esterni.
Spring Congress ABA - SIL
L’Avvocato Giovanni Izzo ha partecipato allo spring congress dell’ABA–SIL, l’American Bar Association – Section of International Law, tenutosi dal 17 al 21 aprile a New York.
Orgogliosi di essere a Dublino per dare il benvenuto in Acuta Legal Alliance allo studio Hayes Solicitors
L'avv. Giovanni Izzo ha partecipato, presso gli uffici dello Studio Luzellance di Parigi, alla riunione di Acuta, l'alleanza internazionale di studi legali indipendenti, nata dalla collaborazione tra professionisti statiunitensi, francesi, italiani, britannici e spagnoli. Il meeting parigino è stato l'occasione per confermare la crescita del team con l'ingresso dello studio Hayes di Dublino.
Programma "Alternanza Scuola-Lavoro"
Continua il nostro impegno nel programma “Alternanza scuola - lavoro”: Anche quest’anno abbiamo ospitato negli uffici romani gli studenti del liceo classico Tasso, i quali hanno avuto l’occasione di sperimentare la realtà lavorativa di uno studio legale affiancando i professionisti nelle loro attività quotidiane.
IR Global Italian Inaugural Meeting - Il primo meeting dei membri italiani di IR Global
La Ristrutturazione aziendale come ultima chance di creare valore
Il convegno tratterà le tematiche relative alla riforma del concordato preventivo.
La prima parte sarà dedicata al tema della riforma, la seconda riguarderà le esperienze maturate da professionisti operanti nel settore.
Finanziamento del contenzioso. Analisi e nuove prospettive del Third - Party Funding
Decennale APA - Associazione Professionisti d'Affari
Il 28 settembre 2016 alle ore 18.00, si è tenuto presso la Camera di Commercio Svizzera di Milano, l'evento in occasione del decennale di APA - Associazione Professionisti d'Affari, di cui è Presidente l'avvocato Marco Pistis.
APA - Associazione Professionisti d’Affari (www.assopa.org), è un ente associativo, senza scopo di lucro, che si dedica all’approfondimento della consulenza legale, amministrativa, contabile, gestionale e fiscale rivolta all’impresa, promuovendo la condivisione e l’integrazione delle esperienze e delle conoscenze maturate in tali ambiti dai singoli professionisti nello svolgimento delle proprie attività.
Sono soci di APA avvocati, commercialisti e notai e tutti i loro alter ego aziendali: legali interni, direttori finanziari e amministrativi, controller, ecc.
L’associazione ha organizzato numerosi convegni, su temi di interesse per tutti i professionisti che lavorano con le imprese, a cui hanno partecipato relatori di grande prestigio.
Aperitivo Abbatescianni - ELA 2016
Abbatescianni Studio Legale e Tributario ha organizzato presso la sede di Roma un aperitivo a cui sono stati invitati i membri italiani di ELA (European Lawyers' Association).
Nel corso dell'evento l'avvocato Girolamo Abbatescianni ha trattato il tema “Le clausole di conciliazione in ambito arbitrale”.
ELA Newsletter October 2016
Spazio Itinerante #1 DELPHINE VALLI ecstatic motion un progetto a cura di Elisabetta Giovagnoni con un testo critico di Raffaele Gavarro
12 maggio - 24 giugno 2016
VIA MONTE GIORDANO 36 - ROMA
FINISSAGE GIOVEDÌ 24 GIUGNO ORE 18
dal lunedì al venerdì 15,00-19,00 o su appuntamento
A due anni di distanza dalla creazione del format di mostre “Affittasi/Vendesi”, Arteealtro arricchisce il suo programma espositivo con una nuova iniziativa, Spazio Itinerante, ovvero una serie di mostre organizzate, in alternanza a quelle di “Affittasi/Vendesi“, in spazi connotati da una loro esistenza e che per l’occasione si trasformano in vere e proprie gallerie d'arte.
Dal 12 maggio al 24 giugno ci sarà la prima mostra del nuovo format: la personale ecstatic motion di Delphine Valli a due anni da quella organizzata con “Affittasi/Vendesi” in un appartamento in affitto a via Bruxelles.
Per questo primo appuntamento, Spazio Itinerante si sposta a Palazzo Taverna, in uno dei più suggestivi palazzi storici della capitale, nel cuore del centro storico di Roma. Ad ospitare la mostra, è infatti la nuova sede romana di Abbatescianni, studio legale e tributario internazionale, tra i cui partner vi è un appassionato amante dell'arte, che mi ha inaspettatamente e generosamente proposto questo prestigioso spazio: un grande appartamento interamente affrescato, a me peraltro particolarmente caro perché scrigno di miei tanti ricordi d’infanzia. Non uno spazio in vendita o affitto dunque, ma un luogo di lavoro e potenzialmente di destinazione di opere d’arte.
I lavori plastici, i disegni e gli scatti fotografici di Delphine Valli si presentano come contrappunti spaziali e si sovrappongono alla struttura professionale e storica del luogo, con accordi incidentali e non, come avviene in musica quando in una composizione sono presenti linee melodiche indipendenti che si combinano tra di loro. Alcune delle opere sono state realizzate appositamente per gli spazi dello studio, altre invece sono il risultato di una rigenerazione di elementi che sono alla base del linguaggio di Delphine. Tra i disegni, gli scatti e gli elementi geometrici tridimensionali si crea così, attraverso la teoria di stanze che si aprono le une nelle altre, uno strano e soprattutto imprevedibile percorso narrativo.
La mostra sarà accompagnata da un testo critico di Raffaele Gavarro, e da una mia memoria sul luogo.
Spazio Itinerante, come “Affittasi/Vendesi”, sancisce ancora una volta la mia determinazione nel portare avanti il progetto di gallerista nomade senza sede fissa, come fossi una chiocciola con le cose che amo sulle spalle, felice di riempire gli spazi disponibili in giro per il mondo. Elisabetta Giovagnoni
Abbatescianni Studio Legale e Tributario, in collaborazione con Assolombarda, ha organizzaro un incontro formativo sul tema del''arbitrato nazionale e internazionale.
Ha partecipato come relatore l'avvocato Girolamo Abbatescianni.
Riguardo all'arbitrato "nazionale" si è discusso su quando sia conveniente l'inserimento della clausola arbitrale, su come vada effettuata la scelta del regolamento arbitrale, dei costi e delle tempistiche.
Per quanto concerne l'arbitrato "internazionale" sono stati trattati i temi della scelta della sede dell'arbitrato e dell'istituzione arbitrale, dei costi della procedura e dei fondi specializzati nel finanziamento dei contenziosi, dell'impugnazione e dell'esecuzione del lodo, dei sistemi alternativi per la risoluzione delle controversie.
Abbatescianni Studio Legale e Tributario, in collaborazione con gli studi Centore di Genova e Margara e Associati di Casale Monferrato, ha organizzato un convegno sul tema "La Crisi dell'Impresa" presso la sede di Vercelli di Confindustria.
Nel corso del convegno si sono analizzati i diversi ambiti coinvolti e gli strumenti per la risoluzione delle crisi. Si sono approfonditi il temi del concordato preventivo e del ruolo dell'attestatore nelle procedure. Si è, inoltre, analizzato un caso pratico di soluzione di una crisi di impresa attraverso lo strumento del concordato preventivo in continuità.
Hanno partecipato come relatori gli avvocati Eugenia Gargale, Marco Pistis, Vincenzo Lena e i dottori commercialisti Marco Andrea Centore e Fabio Margara.
Il convegno è stato accreditato dall'Ordine degli Avvocati e dall'Ordine dei Commercialisti di Vercelli.
L'Impatto della Mini Riforma della Giustizia sulle Imprese
Abbatescianni Studio Legale e Tributario ha organizzato, in collaborazione con l'AIGI (Associazione Italiana Giuristi di Impresa), presso l'Unione Industriale di Torino, un seminario sul tema dell'impatto della mini riforma della giustizia sulle imprese.
Nel corso dell'evento sono stati approfondite le fattispecie introdotte e/o modificate dal decreto legge 132/2014 e dalla legge di conversione 162/2014 e sono stati trattati i seguenti argomenti: (i) modifica al regime della compensazione delle spese, (ii) passaggio dal rito ordinario al rito sommario, (iii) ritardo nei pagamenti, (iv) l’esecuzione, (v) conciliazione con l’assistenza degli avvocati, (vi) decisioni delle cause pendenti mediante il trasferimento in sede arbitrale forense.
Hanno partecipato all’evento, in qualità di relatori, l’avvocato Marco Pistis e l’avvocato Vincenzo Lena.
Il decreto legge 10 settembre 2014, n. 132, convertito con modificazioni in legge 10 novembre 2014 n. 162 ed entrato in vigore l’11 novembre 2014, ha introdotto alcune misure di degiurisdizionalizzazione atte alla definizione dell'arretrato in materia di processo civile.
Istituti presentati nel corso del seminario:
Il regime della compensazione delle spese;
Il Passaggio dal rito ordinario al rito sommario;
Il Ritardo nei pagamenti;
La conciliazione con l’assistenza degli avvocati;
La decisione delle cause pendenti mediante il trasferimento in sede arbitrale forense.
1. Il regime della compensazione delle spese.
Il disposto dell’articolo 92 c.p.c. viene modificato al secondo comma con la previsione che “se vi è soccombenza reciproca ovvero nel caso di assoluta novità della questione trattata o mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti, il giudice può compensare, parzialmente o per intero, le spese tra le parti”.
La ratio della novella è quella “di disincentivare l’abuso del processo”.
Il legislatore ha voluto nuovamente limitare la facoltà del giudice di compensare le spese di lite, visto che nonostante le modifiche restrittive introdotte negli ultimi anni, nella pratica si continuava a fare larghissimo uso del potere discrezionale di compensazione delle spese processuali, con conseguente incentivo alla lite, posto che la soccombenza non veniva giustamente penalizzata.
Fino alla riforma del 2005 i "giusti motivi" idonei alla compensazione erano stati, infatti, intesi dalla giurisprudenza alla stregua di un potere rimesso alla discrezionalità del giudice di merito, perfino senza necessità di motivazione, tesi sconfessata soltanto con dalle Sezioni Unite con la sent. n. 20598/2008.
Perciò, l’art. 2, co. 1, lett. a), della l. 28 dicembre 2005, n. 263, aveva sancito che i suddetti motivi dovessero essere "esplicitamente indicati nella motivazione".
L’art. 45 della l. 18 giugno 2009, n. 69, ha poi sostituito questa espressione, prevedendo la possibilità di compensazione solo allorché concorrano e siano specificate in motivazione "gravi ed eccezionali ragioni".
Anche questa limitazione è parsa insufficiente al legislatore, che ha ulteriormente ristretto la possibilità di compensare le spese di lite.
Ora, con le ultime modifiche, oltre che nell’ipotesi di soccombenza reciproca, il potere di cui al comma 2 dell’art. 92 potrà, infatti, essere esercitato solo "nel caso di assoluta novità della questione trattata o mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti".
Si evidenzia che l’aggettivo “assoluta” e la precisazione che il mutamento giurisprudenziale deve concernere i punti decisivi, sono stati inseriti in sede di conversione del D.L. n. 132/2014.
Si evidenzia tuttavia come, nei confronti del litigante ostinato, non sia credibile un effetto deterrente della versione finale di questa norma maggiore rispetto alla versione del 2009 (vedi: Nuove riforme per il processo civile: il d.l. n. 132/2014 – a cura di Antonio Carratta e Pasquale D’ascola).
E’ facile prevedere che maggiore oggetto di approfondimento sarà d’ora in poi il tema della "soccombenza reciproca", restando dubbio se si possa configurare tale ipotesi allorché vi sia stato accoglimento parziale, sotto il profilo meramente quantitativo, riguardante una domanda articolata in unico capo.
2. Il Passaggio dal rito ordinario al rito sommario.
La riforma ha introdotto ex novo l’articolo 183 bis (Passaggio dal rito ordinario al rito sommario di cognizione) che recita:
“Nelle cause in cui il tribunale giudica in composizione monocratica, il giudice nell'udienza di trattazione, valutata la complessità della lite e dell'istruzione probatoria, può disporre, previo contraddittorio anche mediante trattazione scritta, con ordinanza non impugnabile, che si proceda a norma dell'articolo 702-ter e invita le parti ad indicare, a pena di decadenza, nella stessa udienza i mezzi di prova, ivi compresi i documenti, di cui intendono avvalersi e la relativa prova contraria. Se richiesto, può fissare una nuova udienza e termine perentorio non superiore a quindici giorni per l'indicazione dei mezzi di prova e produzioni documentali e termine perentorio di ulteriori dieci giorni per le sole indicazioni di prova contraria”
I primi commenti della dottrina non sono positivi (vedi: Nuove riforme per il processo civile: il d.l. n. 132/2014 – a cura di Antonio Carratta e Pasquale D’ascola) in quanto il meccanismo introdotto finisce con il riprodurre il meccanismo ordinario, salvo una modesta accelerazione della tempistica.
Poiché il rito sommario è caratterizzato dalla essenzialità delle forme, è da ritenere che la trasformazione in senso sommario sia possibile solo nei processi più semplici. Non a caso il giudice può darvi corso "valutata la complessità della lite e dell’istruzione probatoria".
L’ordinanza di mutamento di rito va disposta all’udienza di trattazione, che coincide con la prima udienza; essa dovrebbe servire sostanzialmente a evitare il triplo scambio di scritti difensivi possibile ai sensi dell’art. 183, 6° co., c.p.c.
Tuttavia, la singolare possibilità accordata alle parti di interloquire con memoria scritta sull’opportunità di convertire il rito e, successivamente, il potere-dovere del giudice di accordare loro un termine per deposito di memorie e documenti, con repliche a prova contraria, finisce con il riprodurre il meccanismo ordinario, salvo una modesta accelerazione della tempistica.
Infatti non manca nel codice la possibilità di una decisione rapida, mediante la rimessione a precisazione delle conclusioni quando la causa è matura per la decisione senza bisogno di assunzione dei mezzi di prova (art. 187, co. 1) e mediante la decisione a seguito di trattazione orale ex art. 281 sexies.
Assai "oscura" è poi la previsione della possibilità per il giudice di fissare una nuova udienza e concedere alle parti i termini perentori per lo scambio di una memoria per le prove dirette ed una per le prove contrarie. Non si comprende, dal testo legislativo, se la concessione delle memorie è necessariamente legata alla fissazione di nuova udienza, oppure se possa avvenire anche all'esito di quella stessa udienza ex art. 183 in cui viene disposto il mutamento di rito; né a quali incombenti esattamente sarebbe destinata la nuova udienza che potrà essere fissata (e ferma comunque la inopportunità di una nuova udienza - magari a distanza di vari mesi - che in concreto potrebbe ridursi a mera comparizione dei difensori per sentirsi assegnare i termini per le due memorie istruttorie).
Inoltre i difensori "prudenti" dovranno presentarsi all'udienza ex art. 183 con già "in tasca" le istanze di prova costituenda ed i documenti necessari all'istruzione della causa: la disposizione, infatti, consente al giudice di chiedere ai difensori di indicare i mezzi di prova di cui intendono avvalersi già nel corso dell'udienza di trattazione ex art. 183, in un momento in cui ancora potrebbe non essere ben chiaro al difensore quali prove si rendano davvero necessarie (che molto dipendono anche dal comportamento di non contestazione dell'avversario, che si renderà evidente nella I memoria ex art. 183, comma 6, c.p.c.), e quali ha, in concreto, a disposizione.
Il rischio di decadenze - certo non sempre "rimproverabili", ma comunque "imputabili" e dunque inidonee a consentire la rimessione in termini - è assai elevato.
Quanto alla formulazione di prova contraria (magari costituenda) "in presa diretta", essa è a dir poco diabolica. Senza contare poi che lo strumento così predisposto risulterà difficilmente utilizzabile anche per il giudicante: l'atto di citazione e la comparsa di risposta non devono necessariamente contenere l'indicazione dei mezzi di prova di cui la parte vorrà avvalersi, sì che non sempre il giudice potrà valutare se la causa necessiti di una istruzione secondo le forme piane e distese del rito ordinario, o ad essa possano bene attagliarsi le forme del rito sommario. (Cfr. Leggi d’Italia – dottrina - 4. I defatiganti interventi minimi, nondimeno molesti, sui Libri I e II del codice di rito: l'art. 183- bis)
3. Il Ritardo nei pagamenti.
L’articolo 1284 c.c. è stato modificato con l’introduzione di un nuovo comma che recita: “Se le parti non ne hanno determinato la misura, da quando ha inizio un procedimento di cognizione il saggio degli interessi legali è pari a quello previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali. La disposizione del quarto comma si applica anche all’atto con cui si promuove il procedimento arbitrale.”
Il testo del presente comma, prima della conversione in legge del D.L. n. 132/2014, era il seguente: "Se le parti non ne hanno determinato la misura, da quando ha inizio un procedimento di cognizione il saggio degli interessi legali è pari a quello previsto dalla legislazione speciale relativa ai ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.".
Tale previsione, in mancanza di determinazione convenzionale del saggio, eleva la misura degli interessi legali sui crediti litigiosi parificandolo a quello previsto dalla legislazione speciale in materia di ritardo nei pagamenti delle transazioni giudiziali. Per il semestre 1° luglio – 31 dicembre 2014 lo stesso è stato pari all'8,15% (come si evince dal Comunicato del Ministero dell’Economia e delle Finanze pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 167/2014) . In sede di conversione è stata specificata la decorrenza di tali interessi «dal momento di introduzione della domanda giudiziale» ovvero dalla pendenza della lite, come individuata dall’art. 39 c.p.c. Anche questa disposizione è destinata ad entrare in vigore decorsi 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione.
4. L’esecuzione.
In merito all’istituto dell’esecuzione le novità, tra l’altro, riguardano:
Ricerca con modalità telematiche dei beni da pignorare, mediante l’introduzione del nuovo articolo 492 bis c.p.c..
Con tale autorizzazione il Presidente del Tribunale o un giudice da lui delegato dispone che l’ufficiale giudiziario acceda mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle Pubbliche Amministrazioni o alle quali le stesse possono accedere e, in particolare, nell’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, nel pubblico registro automobilistico e in quelle degli enti previdenziali, "per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti". Al termine delle operazioni di consultazione delle banche dati, l’ufficiale giudiziario redige un unico processo verbale nel quale indica tutte le banche dati interrogate e gli esiti della consultazione.
In caso di esito fruttuoso della ricerca, l’ufficiale giudiziario procede al pignoramento con modalità differenti a seconda dei beni rinvenuti. Nel caso gli stessi non si trovino in luoghi rientranti nella sua competenza sarà il creditore, debitamente informato, a doversi attivare presso l’ufficiale giudiziario competente.
L’intervento in materia di ricerca dei beni da pignorare è volto a migliorare l’efficienza dei procedimenti di esecuzione mobiliare presso il debitore e presso terzi in linea con i sistemi ordinamentali di altri Paesi europei. La strada seguita è quella dell’implementazione dei poteri di ricerca dei beni dell’ufficiale giudiziario, colmando l’asimmetria informativa esistente tra i creditori e il debitore in merito agli assetti patrimoniali appartenenti a quest’ultimo.
Infruttuosità dell’esecuzione, mediante l’introduzione dell’ 164-bis disp. att. c.p.c..
Il nuovo art. 164 bis disp. att. c.p.c. prevede che si proceda (anche d’ufficio) alla chiusura anticipata del processo esecutivo, quando risulti "che non è più possibile conseguire un ragionevole soddisfacimento delle pretese dei creditori, anche tenuto conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo". L’obiettivo è di evitare di tenere in vita processi esecutivi, che, per varie ragioni obiettive, si rivelino di scarsa utilità per i creditori, i quali, però, sarebbero costretti, di fatto, a subire la chiusura «anticipata» disposta dal giudice dell’esecuzione sulla base della sua valutazione discrezionale e il conseguente venir meno degli effetti del pignoramento.
Nella valutazione concreta di tale fattispecie di chiusura anticipata del processo esecutivo per infruttuosità si terrà conto dei costi necessari per la prosecuzione della procedura, delle probabilità di liquidazione del bene e del presumibile valore di realizzo.
Entrambe le nuove disposizioni si applicano solo ai processi esecutivi iniziati a decorrere dal trentesimo giorno successivo all’entrata in vigore della legge di conversione del D.L.
5. La conciliazione con l’assistenza degli avvocati.
L’articolo 2 della legge di conversione del 10 novembre 2014 n. 162, prevede la convenzione di negoziazione assistita da uno o piu' avvocati che e' costituita da un accordo mediante il quale le parti convengono di cooperare in buona fede e con lealta' per risolvere in via amichevole la controversia tramite l'assistenza di avvocati iscritti all'albo anche ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96. Tale convenzione deve essere redatta in forma scritta a pena di nullità.
il termine concordato dalle parti per l’espletamento della procedura, in ogni caso non inferiore a un mese e non superiore a tre mesi, prorogabile per ulteriori trenta giorni su accordo delle parti;
l’oggetto della controversia, che non deve riguardare diritti indisponibili o vertere in materia di diritto del lavoro.
In alcune specifiche ipotesi la "negoziazione assistita" è prevista come condizione di procedibilità, assumendo, di fatto, la stessa funzione del preventivo esperimento della procedura di mediazione di cui all’art. 5, co. 1 bis, del d.lgs. 28/2010 (come si evince, indirettamente, dal 1° co. dell’art. 3).
La relativa eccezione può essere sollevata, anche d’ufficio, non oltre la prima udienza. Di conseguenza il giudice assegnerà un termine di 15 giorni per la comunicazione dell’invito e l’udienza successiva non prima di un mese (rinvio all’art. 2, comma 3). Un uguale rinvio sarà concesso in caso la procedura sia sì cominciata ma non conclusa.
L’esperimento della procedura non preclude la concessione di provvedimenti urgenti e cautelari, né la trascrizione della domanda giudiziale.
La condizione di procedibilità si intende comunque avverata «se l'invito non è seguito da adesione o è seguito da rifiuto entro trenta giorni dalla sua ricezione ovvero quando è decorso il periodo di tempo» fissato dalle parti.
L'esperimento del procedimento di negoziazione assistita è condizione di procedibilità della domanda giudiziale:
per le controversie in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti;
per le controversie aventi ad oggetto una domanda di pagamento a qualsiasi titolo di somme non eccedenti cinquantamila euro (fuori dai casi della mediazione obbligatoria).
Tuttavia, la previsione va interpretata unitamente alle diverse clausole di specialità contemplate dal medesimo art. 3. In particolare, riguardo alle azioni di condanna, il comma 1 fa salve le previsioni dell’art. 5, comma 1-bis del d.lgs. n. 28/2010, ossia quelle collegate a materie per le quali debba obbligatoriamente esperirsi il procedimento di mediazione. La medesima diposizione sancisce l’esclusione delle «controversie concernenti obbligazioni contrattuali derivanti da contratti conclusi tra professionisti e consumatori».
Vanno, poi, escluse dal novero tutte le controversie in cui la parte può stare in giudizio personalmente (comma 7).
L’esperimento della negoziazione non è necessario:
nei procedimenti di CTU preventiva ex art. 696-bis c.p.c.;
Le parti devono individuare la durata massima della procedura, la quale non può essere inferiore ad un mese né superiore tre mesi, termine prorogabile su intesa delle parti per ulteriori trenta giorni (art. 2, comma 2, lett. b).
La soluzione negoziale della lite raggiunta deve essere conclusa in forma scritta; gli avvocati la sottoscrivono, ne garantiscono la conformità «alle norme imperative ed all’ordine pubblico» e certificano le sottoscrizioni apposte dalle parti sotto la propria responsabilità. L’accordo concluso costituisce titolo esecutivo e titolo per l’iscrizione della ipoteca giudiziale senza bisogno di alcun procedimento di omologazione giudiziaria (art. 5).
La disposizione descritta è destinata ad entrare in vigore decorsi 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione (art. 3, comma 8).
Obblighi, doveri deontologici e garanzie dell’avvocato.
Le disposizioni del Capo II introducono tre prescrizioni deontologiche per gli avvocati:
"informare il cliente all'atto del conferimento dell'incarico della possibilità (n.d.r.: o dell’obbligo) di ricorrere alla convenzione di negoziazione assistita" (art. 2, comma 7);
"comportarsi con lealtà e di tenere riservate le informazioni ricevute" (art. 9, comma 4-bis);
il divieto di assistere la parte nell’impugnare l’accordo alla cui redazione si è partecipato (art. 5, comma 4).
L’art. 9 prevede un’incompatibilità tra l’aver assistito le parti nel corso della procedura di negoziazione assistita e l’ufficio di arbitro in relazione a controversie aventi il medesimo oggetto od oggetto connesso.
Gli avvocati (come pure le parti e chiunque partecipi al procedimento) non possono essere chiamati a testimoniare sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nel corso della procedura e ai medesimi si applicano le norme sul segreto professionale (art. 200 c.p.p.) e si estendono le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell'articolo 103 del codice di procedura penale in quanto applicabili (garanzie di libertà del difensore).
L’avvocato è altresì esentato dagli obblighi di segnalazione previsti dalla normativa antiriciclaggio (d.lgs. n. 231/2007) con riferimento alle informazioni che riceve dall’assistito od ottiene riguardo allo stesso nel corso della procedura (art. 10). La previsione appare in linea con quanto a suo tempo osservato circa la cd. esimente dell’esame della posizione giuridica del cliente dall’obbligo di segnalazione, il cui ambito materiale corrisponde all’intera area della consulenza ed assistenza legale stragiudiziale.
L’art. 11 prevede che gli avvocati trasmettano al COA (di sede nel luogo di raggiungimento dell’accordo) gli accordi di negoziazione conclusi.
Spetta al Consiglio nazionale forense provvedere al monitoraggio delle procedure di negoziazione assistita, sulla base dei dati forniti dai Consigli dell’ordine, e trasmettere i relativi dati al Ministero della giustizia.
Di conseguenza, il Ministro della giustizia trasmetterà alle Camere, con cadenza annuale, una relazione sullo stato di attuazione delle disposizioni in materia di negoziazione assistita distinguendo i dati per tipologia di controversia, unitamente ai dati relativi alle controversie iscritte a ruolo nell'anno di riferimento, a loro volta distinti per tipologia (art. 11, comma 2-bis).
6. La decisione delle cause pendenti mediante il trasferimento in sede arbitrale forense.
Il Capo I del d.l. n. 132/2014 contiene disposizioni che riguardano la possibilità il trasferimento in sede arbitrale delle cause pendenti davanti al Tribunale (in composizione monocratica o collegiale; davanti alle sezioni ordinarie o a quelle specializzate) o in grado d’appello (davanti al Tribunale o alla Corte d’appello) e no assunte in decisione al momento dell’entrata in vigore della nuova disposizione (13 settembre 2014). Ciò evidentemente al fine di ridurre (o meglio: sperare di ridurre) l’«arretrato» esistente, ovvero le cause pendenti davanti ai giudici statali
L’articolo 1 della legge di conversione del 10 novembre 2014 n. 162, prevede che nelle cause civili dinanzi al tribunale o in grado d'appello pendenti alla data di entrata in vigore del decreto, che non hanno ad oggetto diritti indisponibili e che non vertono in materia di lavoro, previdenza e assistenza sociale, nelle quali la causa non e' stata assunta in decisione, le parti, con istanza congiunta, possono richiedere di promuovere un procedimento arbitrale a norma delle disposizioni contenute nel titolo VIII del libro IV del codice di procedura civile.
Il giudice dispone la trasmissione del fascicolo al presidente del Consiglio dell’ordine del circondario in cui ha sede il tribunale ovvero la corte di appello per la nomina di:
1) un collegio arbitrale: per le controversie di valore superiore ad euro 100.000
2) un arbitro: ove le parti lo decidano concordemente, per le controversie di valore inferiore ad euro 100.000
Gli arbitri sono individuati, concordemente dalle parti o dal presidente del Consiglio dell'ordine, tra gli avvocati iscritti da almeno cinque anni nell'albo dell'ordine circondariale che non hanno subito negli ultimi cinque anni condanne definitive comportanti la sospensione dall'albo e che, prima della trasmissione del fascicolo, hanno reso una dichiarazione di disponibilità al Consiglio stesso. Con decreto regolamentare del Ministro della giustizia, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, sono stabiliti i criteri per l'assegnazione degli arbitrati tra i quali, in particolare, le competenze professionali dell'arbitro, anche in relazione alle ragioni del contendere e alla materia oggetto della controversia, nonché' il principio della rotazione nell'assegnazione degli incarichi, prevedendo altresì sistemi di designazione automatica.
La funzione di consigliere dell'ordine e l'incarico arbitrale sono incompatibili. Tale incompatibilità si estende anche per i consiglieri uscenti per una intera consiliatura successiva alla conclusione del loro mandato.
Quando la trasmissione a norma del comma 2 è disposta in grado d'appello e il procedimento arbitrale non si conclude con la pronuncia del lodo entro centoventi giorni dall'accettazione della nomina del collegio arbitrale, il processo deve essere riassunto entro il termine perentorio dei successivi sessanta giorni. E' in facoltà degli arbitri, previo accordo tra le parti, richiedere che il termine per il deposito del lodo sia prorogato di ulteriori trenta giorni. Quando il processo è riassunto il lodo non può essere più pronunciato.
Seminario "Investire in Italia": la convenienza per le imprese brasiliane di investire in Nord Italia nei settori della logistica e delle biotecnologie applicate sia all'ambito agroalimentare che a quello medico-farmaceutico
Seminario "Investire in Italia": la convenienza per le imprese brasiliane di investire in Nord Italia nei settori della logistica e delle biotecnologie applicate sia all'ambito agroalimentare che a quello medico-farmaceutico.
San Paolo, Brasile - 25 Novembre 2014
Sulla scorta dei recenti accordi di collaborazione economica, commerciale e industriale tra l’Italia e il Brasile e nell’ottica di creare più intensi legami tra il sistema imprenditoriale lombardo e quello brasiliano è stato organizzato a San Paolo, per il 25 novembre 2014, un seminario tecnico rivolto ad un numero limitato di imprenditori di aziende brasiliane dei settori della logistica e delle biotecnologie e con l’intento di far conoscere a queste imprese straniere le opportunità ed i vantaggi di penetrare nel mercato europeo attraverso il Nord Italia, nello specifico la Lombardia.
L’evento è organizzato dagli Studi legali Abbatescianni Studio Legale e Tributario di Milano e Guarnera Advogados di San Paolo unitamente ad Invest in Lombardy (l’entità regionale responsabile per l’attrazione di investimenti esteri in Lombardia) ed è patrocinato dall’Ambasciata di Italia a Brasilia, da ITALCAM (la Camera di Commercio, Industria e Agricoltura italo-brasiliana di San Paolo) e da FIESP (la Federazione degli industriali dello Stato di San Paolo).
Abbatescianni con la Scuola Superiore Sant'Anna nella robotica
4 dicembre 2013 - 11 gennaio 2014
Un motivato intento filantropico ha spinto Abbatescianni Studio Legale e Tributario a promuovere nel tempo, sul territorio italiano, alcuni eventi di alto valore scientifico.
Con il medesimo spirito, grazie ad un sodalizio con il Prof. Massimo Bergamasco, Direttore del Laboratorio di Robotica Percettiva della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, è maturata l’idea di realizzare una mostra dal titolo “Robotica e ambienti virtuali: oltre i confini della percezione”.
La mostra, curata dal team di ricerca del Prof. Bergamasco e realizzata anche con la collaborazione di Abbatescianni Studio Legale e Tributario, verrà ospitata dalla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani” di Viareggio (nota anche come GAMC) dal 14 dicembre 2013 all’11 gennaio 2014.
Il Laboratorio di Robotica Percettiva opera nei settori della robotica e degli ambienti virtuali da più di 20 anni e si propone, con questa mostra, di presentare al pubblico alcune tra le sue più interessanti realizzazioni tecnologiche; l’intento è quello di gettare un ponte tra il presente, rappresentato dalle magnifiche opere d’arte contemporanea ospitate dalla GAMC ed il futuro, delineato dalle suddette tecnologie.
Il Concordato Preventivo in Continuità
Abbatescianni Studio Legale e Tributario ha organizzato il convegno dal tema "Il Concordato Preventivo in Continuità" di cui sono stati trattati si agli aspetti giuridici che i risvolti pratici.
Sono intervenuti come relatori gli avvocati Girolamo Abbatescianni, Marco Pistis e Vincenzo Lena.
Percer le voile social: une approche pratique
La situation économique actuelle est telle que de nombreuses entreprises sont en difficulté.
Combien de fois lorsqu’ils tentent de poursuivre une entreprise, sous quelque forme juridique qu’elle soit, pour des factures non payées, les fournisseurs se trouvent face à une société en faillite, dépourvue d’actifs.
Ils se trouvent alors désarmés face au principe, commun à plusieurs systèmes juridictionnels, de la personnalité morale des sociétés de capitaux, distincte de celle de leurs actionnaires, qui leur interdit d’aller rechercher leur responsabilité pour les dettes de leur entreprise.
AIJA M&A Academy - Concludere l'affare
Questioni chiave, suggerimenti e tattiche per le operazioni di M&A e la redazione dello Share Purchase Agreement.
Abbatescianni Studio Legale e Tributario, in collaborazione con l'AIJA (Associazione internazionale dei giovani avvocati), organizza il primo seminario della M&A Academy dell'AIJA che si terrà il 25 e 26 ottobre 2012 a Milano presso l'Hotel Cusani.
Nel corso del seminario saranno affrontati gli aspetti pratici delle operazioni di M&A transnazionali e particolare attenzione sarà dedicata alle varie fasi della negoziazione dello SPA.
Il seminario vuole fornire ai partecipanti suggerimenti e strumenti efficaci da utilizzare nel corso dell'attività professionale attraverso l'analisi delle singole clausole che compongono un contratto di fusione o acquisizione. Una sessione sarà, inoltre, dedicata alle tecniche di esposizione al pubblico.
Il seminario sarà valido ai fini della formazione continua obbligatoria.

References: art. 281
 art. 183
 art. 183
 art. 183
 art. 183
 articolo 492
 art. 164
 art. 3
 art. 696