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Timestamp: 2019-03-22 20:40:39+00:00

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Nei concorsi scolastici è valido il servizio svolto negli istituti paritari a tempo indeterminato - Obiettivo Scuola
Nei concorsi scolastici è valido il servizio svolto negli istituti paritari a tempo indeterminato
Il TAR Lazio con sentenza in forma semplificata (ex art. 60 cod. proc. amm) del 26 giugno 2018 pubblicata il 25 luglio 2018 si è pronunciato sul ricorso promosso da una docente partecipante al concorso Ddg n.105 del 23 /2/2016 avverso la mancata valutazione del servizio a tempo indeterminato svolto dalla ricorrente negli istituti paritari.
Com'è noto, la Tabella A allegata al D.M. n.94 del 23/2/2016 “Tabella dei titoli valutabili" non prevedeva la valutazione del servizio svolto a tempo indeterminato presso tali istituti (limitandone la valutazione soltanto al servizio svolto a tempo determinato).
Il TAR Lazio rileva come siffatto <<mancato riconoscimento del punteggio per il servizio prestato, nella specie a tempo indeterminato, in istituti scolastici paritari, appaiono in linea generale illegittimi poiché confliggenti col principio di pariordinazione dell’attività di insegnamento svolta presso istituti statali e istituti paritari sancito dell’art. 2, co.2, d.l. 3 luglio 2001, n.255 convertito con L. n. 333/2001 che stabilisce che “I servizi di insegnamento prestati dal 1° settembre 2000 nelle scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, sono valutati nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali”>>.
Inoltre appare illegittimo discriminare tra servizio a tempo determinato e servizio a tempo indeterminato in quanto, <<in linea del resto con la giurisprudenza già espressa dalla Sezione (cfr. T.A.R. Lazio – Roma, Sez. III bis, 11/1/2018, n. 98; T.A.R. Lazio – Roma, Sez. III bis 6/2/2018 n.3692), l’opzione amministrativa di valutare ai fini del punteggio sub specie di titoli di servizio, solo quello svolto a tempo determinato presso istituti privati paritari e non quello prestato negli stessi istituti ma a tempo indeterminato, atteso che l’art. 400 commi 1, 14 e 15 del d.lgs. n. 297/1994 oltre a non operare alcuna discriminazione tra il servizio svolto presso istituti statali e quello espletato presso istituti scolastici paritari, non circoscrive, sia per la prima che per la seconda fattispecie, il servizio valutabile a fini concorsuali solo a quello prestato a tempo determinato>>.
Il TAR Lazio quindi ordina che la presente Sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa con conseguente attribuzione anche del punteggio relativo al servizio svolto con contratti a tempo indeterminato negli istituti paritari.
Di seguito il testo completo della sentenza:
N. 08415/2018 REG.PROV.COLL.
N. 06055/2018 REG.RIC.
sul ricorso numero di registro generale 6055 del 2018, proposto da
Veronica Pulvirenti, rappresentata e difesa dall'avvocato Fabio Rossi, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Marco Selvaggi in Roma, via Nomentana 76;
Ministero dell'Istruzione dell'Universita' e della Ricerca, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato ex lege in Roma, via dei Portoghesi, 12;
Direzione Generale per il personale Scolastico, Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, Commissione Esaminatrice Concorso personale Docente indetto con Ddg n.105 del 23 /2/2016, non costituiti in giudizio;
Alessandra Moncada, Erika Clemente non costituite in giudizio;
previa sospensione,
- del decreto U.S.R. Sicilia prot. MIUR.AOODRSI.REG.UFF. n. 5574 del 7/3/2018 e dell' allegata “graduatoria generale di merito rettificata”, di pari data, relativi al concorso per personale docente indetto con il Decreto del Direttore Generale per il Personale Scolastico n.105 del 23 febbraio 2016 finalizzato al reclutamento del personale docente per posti comuni dell'organico dell'autonomia nella scuola dell'infanzia e primaria, nella parte in cui sono stati sottratti alla ricorrente punti 2,10 per il servizio a tempo indeterminato dalla stessa svolto presso istituti paritari (già riconosciuti in occasione delle precedenti pubblicazioni della graduatoria per il personale docente della scuola dell'infanzia);
- dei verbali e/o decreti della Commissione e/o dell'USR Sicilia (di data ed estremi non noti) relativi all'attribuzione del punteggio per titoli alla ricorrente, nella parte in cui non viene valutato il servizio a tempo indeterminato svolto dalla ricorrente negli istituti paritari;
- ove necessario, della Tabella A allegata al D.M. n.94 del 23/2/2016 (“Tabella dei titoli valutabili nei concorsi per titoli ed esami per l'accesso ai ruoli del personale docente della scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, nonché del personale docente per il sostegno agli alunni con disabilità, e ripartizione dei relativi punteggi”, nella parte in cui non prevede espressamente il riconoscimento del servizio a tempo indeterminato prestato negli istituti scolastici paritari o, comunque, ove interpretata nel senso di escludere la valutazione del medesimo servizio;
- ove necessario, dell'art. 8 del bando di concorso (D.D.G. n.105/2016) nella parte in cui prevede l'applicazione della suddetta Tabella A di valutazione allegata al D.M. n.94/2016;
- nonché, ove necessario, dell'Avviso MIUR del 24/3/2016 contenente “Errata corrige alla faq. n.14)” con la quale si erano fornite indicazioni circa la piena valutabilità, tra i titoli concorsuali, del servizio a tempo indeterminato svolto negli istituti paritari;
- di ogni ulteriore atto presupposto, successivo, consequenziale o, comunque connesso ai suddetti atti impugnati.
Relatore nella Camera di consiglio del giorno 26 giugno 2018 il dott. Alfonso Graziano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Premesso che la ricorrente impugna il decreto dell’U.S.R. Sicilia prot n. 5574 del 7/3/2018 e l’allegata “graduatoria generale di merito rettificata”, relativi al concorso per personale docente indetto con il decreto del Direttore generale per il personale scolastico n.105 del 23 febbraio 2016 nella parte in cui con i citati provvedimenti le sono stati sottratti punti 2,10 per il servizio a tempo indeterminato dalla stessa svolto presso istituti paritari;
rilevato in punto documentale che la ricorrente prova di aver svolto servizio a tempo indeterminato presso scuola dell’infanzia paritaria mediante dichiarazione del 23.10.2017 del legale rappresentante della Life Società Cooperativa Sociale ONLUS con sede in Motta S. Anastasia (CT) e gestore della Scuola dell’Infanzia Paritaria “Baby Jungle” (All. 9 della produzione del ricorso) lamentando che le sono stati riconosciuti solo punti 3,50 per titoli di servizio di cui al punto D.D.1. della impugnata Tabella A allegata al DM 94/2016, a fronte dei 5,60 precedentemente attribuiti, con conseguente detrazione di punti 2,10 (0,70 punti per ogni anno di servizio) relativamente ai tre anni di servizio a tempo indeterminato (2009/10; 2010/11; 2011/12) svolti dalla ricorrente nell’istituto scolastico paritario suindicato;
ritenuto che siffatta sottrazione e/o mancato riconoscimento del punteggio (nella specie punti 2,1) per il servizio prestato, nella specie a tempo indeterminato, in istituti scolastici paritari, appaiono in linea generale illegittimi poiché confliggenti col principio di pariordinazione dell’attività di insegnamento svolta presso istituti statali e istituti paritari sancito dell’art. 2, co.2, d.l. 3 luglio 2001, n.255 convertito con L. n. 333/2001 che stabilisce che “I servizi di insegnamento prestati dal 1° settembre 2000 nelle scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62, sono valutati nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali”;
reputato infatti che la riportata norma, benché dettata per l’integrazione a regime delle graduatorie permanenti del personale docente e in particolare per l’inserimento in esse e per l’aggiornamento del punteggio del personale già inserito, è espressione di un canone di parità di trattamento dell’attività di insegnamento prestata in scuole statali e in scuole paritarie onde riconoscere integralmente il servizio prestato in istituti paritari dal 1.9.2000, agli aspiranti all’assunzione negli istituti statali (ragion per cui, come si è di recente condivisibilmente affermato, la norma “non può essere applicata alla fattispecie che riguarda la disciplina della mobilità del personale statale, in servizio e già assunto a tempo indeterminato, ai fini dei trasferimenti su domanda dell'interessato”: Tribunale Roma, Sez. lav.,13 marzo 2018 n. 1880);
considerato infatti al riguardo che, avendo il legislatore previsto tale riconoscimento ai fini dell’aggiornamento del punteggio nel graduatorie permanenti, esso non può essere escluso nel concorrere a formare il punteggio complessivo che lo stesso docente consegua in esito ad una procedura concorsuale parimenti finalizzata all’assunzione negli istituti scolastici statali ed, anzi, strumento di elezione, in ossequio all’art. 97,co. 3 della Costituzione, per l’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e l’ingresso nei ruoli dello Stato;
opinato, invero, che sarebbe altrimenti illogico e irragionevole (e contrario quindi in via diretta al principio di ragionevolezza interna della Legge insito nell’art. 3 della Costituzione) riconoscere integralmente il servizio prestato presso istituti scolastici paritari dal 1° settembre 2000 solo ai fini dell’aggiornamento del punteggio posseduto da un docente iscritto in una graduatoria permanente e non anche ai fini della formazione, mercé anche il medesimo punteggio maturato per aver prestato servizio in istituto paritario dalla indicata data, del punteggio complessivo che il docente sia in grado di acquisire all’esito di una procedura concorsuale previo superamento della stessa e valutazione delle relative prove;
militando, infatti, a sostegno dell’interpretazione estensiva dal Collegio qui sostenuta, la medesimezza del fine dei procedimenti de quibus (aggiornamento, a termini dell’art. 2, co. 2 primo periodo, d.l. n. 255/2001, del proprio punteggio in graduatoria permanente, da un lato e concorso a posti di personale docente dall’altro), fine che è l’assunzione in servizio presso istituti scolastici statali, nonché la medesimezza dell’oggetto o strumento dell’incremento, ossia il punteggio relativo al servizio prestato negli istituti paritari e costituente nella procedura concorsuale la parte del punteggio afferente ai titoli di servizio;
fermo restando il principio, già enunciato dalla Sezione, secondo cui “L'art. 2 comma 2, d.l. 3 luglio 2001 n. 255, convertito nella l. 20 agosto 2001 n. 333, stabilisce espressamente che solo i servizi di insegnamento prestati dal 1 settembre 2000 nelle scuole paritarie, quali definite dalla l. 10 marzo 2000 n. 62, siano valutati nella stessa misura prevista per il servizio prestato nelle scuole statali, assumendo quindi e semmai rilievo l'assenza di distinzione nella natura del datore di lavoro soltanto a partire da quella data e non per i servizi prestati prima, in cui invece sussisteva la differenziazione tra scuola pubblica e scuola privata e correlato tipo di rapporto/datore di lavoro.” (T.A.R. Lazio - Roma, Sez. III Bis,17 aprile 2014 n. 4144);
reputata più in particolare illegittima, in linea del resto con la giurisprudenza già espressa dalla Sezione (cfr. T.A.R. Lazio – Roma, Sez. III bis, 11/1/2018, n. 98; T.A.R. Lazio – Roma, Sez. III bis 6/2/2018 n.3692), l’opzione amministrativa di valutare ai fini del punteggio sub specie di titoli di servizio, solo quello svolto a tempo determinato presso istituti privati paritari e non quello prestato negli stessi istituti ma a tempo indeterminato, atteso che l’art. 400 commi 1, 14 e 15 del d.lgs. n. 297/1994 oltre a non operare alcuna discriminazione tra il servizio svolto presso istituti statali e quello espletato presso istituti scolastici paritari, non circoscrive, sia per la prima che per la seconda fattispecie, il servizio valutabile a fini concorsuali solo a quello prestato a tempo determinato;
osservato che, anzi, l’attività di servizio svolta a tempo indeterminato in istituti scolastici paritari, al pari del resto di quella della stessa tipologia contrattuale svolta presso istituti scolastici statali, è verosimilmente indice di più radicata esperienza, maggiormente quindi arricchendo il bagaglio di conoscenze e professionalità del docente, che, veicolando le stesse nell’istituzione scolastica pubblica per via del superamento del concorso e dell’utile collocazione in graduatoria, può in essa conferirle a tutto beneficio della scuola pubblica;
accertato che la notifica del ricorso in trattazione è avvenuta il 3 maggio 2018 (anche alle controinteressate) per cui è abbondantemente decorso alla data dell’odierna Camera di consiglio, il termine dilatorio di giorni 20 di cui all’art. 60, c.p.a.;
ritenuto pertanto il ricorso fondato e suscettibile di essere definito nel merito con sentenza in forma semplificata (ex art. 60 c.p.a., previo avviso dato alle parti costituite) di accoglimento con annullamento dei provvedimenti impugnati nella parte in cui sono stati con essi in quanto provvedimenti ed atti della procedura concorsuale sostenuta dalla signora Pulvirenti Veronica (compresi i verbali della Commissione e l’atto di approvazione della graduatoria in partibus quibus) o per il tramite di essi quali atti generali (compresi l'Avviso MIUR del 24/3/2016 contenente “Errata corrige alla Faq. n.14 e la Tabella A allegata al D.M. n.94 del 23/2/2016 ,“Tabella dei titoli valutabili nei concorsi per titoli ed esami per l'accesso ai ruoli del personale docente della scuola dell'infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado, nonché del personale docente per il sostegno agli alunni con disabilità, e ripartizione dei relativi punteggi”, nella parte in cui non prevede espressamente il riconoscimento del servizio a tempo indeterminato prestato negli istituti scolastici paritari ) sottratti, non valutati o non riconosciuti alla ricorrente punti 2,1 per il servizio a tempo indeterminato dalla stessa svolto presso istituti paritari;
precisato che all’annullamento disposto con la presente Sentenza consegue l’obbligo dell’U.S.R. Sicilia di rettificare il punteggio complessivo attribuito alla ricorrente sommando ad esso punti 2,10 per il servizio a tempo indeterminato dalla stessa svolto presso istituti paritari e di adottare i conseguenziali atti afferenti alla graduatoria finale;
valutato che le spese di lite debbano seguire il principio della soccombenza nella misura liquidata in dispositivo.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo Accoglie e per l’effetto Annulla gli atti e i provvedimenti impugnati, nei sensi e per gli effetti conformativi di cui in motivazione.
Condanna il resistente MIUR a corrispondere alla ricorrente le spese di lite, che liquida il € 1.500,00 (millecinquecento) oltre contributo spese generali del 15%, IVA e CNAP.
Così deciso in Roma nella Camera di consiglio del giorno 26 giugno 2018 con l'intervento dei Magistrati:
Alfonso Graziano Riccardo Savoia

References: sentenza 
 art. 60
 Sentenza 
e contrario
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 art. 60
 Sentenza