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2.1 Ai fini di quanto disciplinato nel presente atto di indirizzo e coordinamento si intende per: - PDF
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Carla Di Giacomo
1 Allegato 1) Atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile ai sensi dell art. 6 della legge regionale 2 marzo 2009, n. 2; dell articolo 16 della legge regionale 24 marzo 2000, n. 20. Premessa Il presente atto di indirizzo e coordinamento per la prevenzione delle cadute dall alto nei lavori in quota nei cantieri edili e di ingegneria civile è stato redatto tenendo conto della normativa vigente in materia di tutela e sicurezza nei luoghi di lavoro e in materia edilizia e in particolare : - D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81; - D. Lgs. 4 dicembre 1992, n. 475; - LR 24 marzo 2000, n. 20; - LR 25 novembre 2002, n. 31; - LR 21 ottobre 2004, n. 23; - LR 2 marzo 2009, n. 2; - LR 26 novembre 2010, n. 11; - LR 30 luglio 2013, n Finalità 1.1 In attuazione a quanto disciplinato all art. 6 della legge regionale 2/2009 Tutela e sicurezza del lavoro nei cantieri edili e di ingegneria civile, il presente atto di indirizzo e coordinamento introduce l obbligo d installazione dei dispositivi permanenti di ancoraggio, sulle coperture e sulle ampie e/o continue pareti a specchio, degli edifici, con lo scopo di ridurre i rischi d infortunio in occasione di accesso, transito, esecuzione di lavori futuri. 1.2 L installazione dei dispositivi di ancoraggio di cui al punto precedente non esonera il committente dei lavori ed il datore di lavoro dell impresa esecutrice dalla valutazione dei rischi tenendo conto della priorità dell utilizzo delle misure di protezione collettive rispetto a quelle individuali ai sensi dell art. 15 del D.Lgs. 81/ I dispositivi di ancoraggio installati sono un elemento del sistema di protezione contro le cadute dall alto che prevede sempre l utilizzo da parte del lavoratore di un Dispositivo di Protezione Individuale (DPI) contro le cadute dall alto. Tali DPI, ai sensi del D.Lgs 475/1992, appartengono alla terza categoria ed in ottemperanza all art. 77 comma 4, lettera h) e comma 5 lettera a) del D.Lgs. 81/2008 è obbligatorio informare, formare ed addestrare coloro che ne fanno uso. 2. Definizioni 2.1 Ai fini di quanto disciplinato nel presente atto di indirizzo e coordinamento si intende per: a) ampie e/o continue pareti a specchio: estese pareti vetrate di tamponatura dell edificio; b) accesso alla copertura: punto sulla copertura raggiungibile mediante un percorso, in grado di consentire il trasferimento in sicurezza di un operatore e di eventuali materiali ed utensili da lavoro; c) ancoraggio strutturale: elemento o gli elementi fissati in modo permanente ad una struttura, a cui si può applicare un dispositivo di ancoraggio o un dispositivo di protezione individuale. d) copertura: delimitazione superiore dell involucro esterno costituita da una struttura portante e da un manto di copertura, finalizzata alla protezione dello stesso dagli agenti atmosferici; e) copertura portante: copertura con capacità portante sufficiente a sostenere i carichi di esercizio così come definito dal D.M. Infrastrutture 14 gennaio 2008 Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni ; f) copertura non portante: copertura con capacità portante insufficiente a sostenere i carichi di esercizio così come definito dal D.M. Infrastrutture 14 gennaio 2008 Approvazione delle nuove norme tecniche per le costruzioni in relazione alla tipologia strutturale (es. vetroresina, solette costituite da tavelloni in cotto) o alle condizioni di degrado (es. strutture in legno in cattivo stato di conservazione);
2 g) copertura praticabile: copertura sulla quale è possibile l'accesso ed il transito di persone, anche con attrezzature portatili, senza predisposizione di particolari mezzi e/o misure di sicurezza, in quanto non sussistono rischi di caduta di persone e/o di cose dall alto né rischi di scivolamento in condizioni normali (UNI 8088); h) copertura non praticabile: copertura sulla quale non è possibile l'accesso e il transito di persone senza predisposizione di particolari mezzi e/o misure di sicurezza contro il pericolo di caduta di persone e/o cose dall'alto e contro i rischi di scivolamento (UNI 8088). i) dispositivo di ancoraggio: elemento o serie di elementi o componenti contenenti uno o più punti di ancoraggio (UNI EN 795); l) dispositivo di protezione individuale (DPI) contro le cadute dall alto: dispositivo atto ad assicurare una persona ad un punto di ancoraggio in modo da prevenire o arrestare una caduta dall alto in condizioni di sicurezza (UNI EN 363); m) Elaborato tecnico: documento contenente indicazioni progettuali, prescrizioni tecniche, certificazioni di conformità e quanto altro è necessario ai fini della prevenzione e della protezione dai rischi per la caduta dall alto a cui sono esposti i soggetti che eseguono lavori riguardanti la copertura nonché quelli riguardanti le facciate con ampie e/o continue pareti a specchio. n) gancio di sicurezza da tetto: elemento da costruzione posto sulla superficie una copertura per assicurare le persone e per fissare carichi; o) involucro esterno: struttura perimetrale di tamponamento dell edificio finalizzata alla protezione dello stesso dagli agenti atmosferici; p) linea di ancoraggio: linea flessibile tra ancoraggi strutturali a cui si può applicare il dispositivo di protezione individuale contro le cadute dall alto; q) percorso di accesso alla copertura: tragitto/i che un operatore deve compiere internamente od esternamente al fabbricato per raggiungere il punto di accesso alla copertura; r) punto di ancoraggio: elemento a cui il dispositivo di protezione individuale può essere applicato dopo l installazione del dispositivo di ancoraggio (UNI EN 795); s) sistema di protezione contro le cadute dall alto: sistema conforme all art. 115 del DLgs. 81/08; t) sistema di arresto caduta: dispositivo di protezione individuale contro le cadute dall alto comprendente un dispositivo di presa per il corpo (imbracatura) e un sottosistema di collegamento (assorbitore di energia e cordino) ad un punto di ancoraggio sicuro, destinati ad arrestare le cadute (UNI EN 363). u) tirante d aria: distanza minima, misurata in verticale, necessaria ad arrestare in sicurezza un lavoratore in un sistema di arresto caduta. v) transito ed esecuzione di lavori sulla copertura: possibilità di spostamento e di lavoro in sicurezza su tutta la superficie delle coperture. 3. Ambito di applicazione 3.1. Il presente atto di indirizzo e coordinamento si applica agli edifici pubblici e privati quando si intendono realizzare: - interventi di nuova costruzione; - interventi riguardanti l involucro esterno (pareti esterne perimetrali e/o coperture) di edifici esistenti assoggettati a regime abilitativo, di cui all art. 9 della L.R. 30 luglio 2013, n. 15 (Semplificazione della disciplina edilizia). Nel caso di opere pubbliche, di cui alla lettera b) dell art 10 della predetta legge, i predetti interventi, saranno approvati previo accertamento di conformità alle prescrizioni delle norme e dei piani urbanistici ed edilizi ai sensi del D.P.R. n. 383/94 e successive modifiche. - interventi riguardanti l involucro esterno (pareti esterne e/o coperture) di edifici esistenti non assoggettati a titolo abilitativo ma ad obbligo di comunicazione con Notifica Preliminare ai sensi dell art. 99 del D.Lgs. 81/2008.
3 A titolo esemplificativo la Notifica preliminare è dovuta quando ricorra uno delle seguenti tipologie: TIPO PIÙ IMPRESE ESECUTRICI LAVORI>200 UOMINI/GIORNO UNA SOLA IMPRESA ESECUTRICE UNA IMPRESA ESECUTRICE E SUCCESSIVE PIÙ IMPRESE NOTIFICA PRELIMINARE SI SI SI 3.2 Per i casi di sanatoria di interventi che riguardano l involucro esterno di un edificio esistente (pareti esterne perimetrali e/o coperture) realizzati sine titulo, ovvero in difformità del titolo abilitativo, ex art. 36 Accertamento di conformità, del T.U. 6 giugno 2001, n. 380 (testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), l istanza deve includere, nella documentazione prevista, anche l Elaborato tecnico. Qualora nell istanza di sanatoria siano richiesti nuovi interventi, nell ambito degli interventi riguardanti l involucro esterno di un edificio (pareti esterne e/o coperture), alla documentazione già prevista deve essere allegata una dichiarazione di impegno alla progettazione e installazione prima del termine dei lavori, dei dispositivi di ancoraggio fissi e in tal caso l Elaborato tecnico, deve essere depositato presso lo Sportello Unico per l Edilizia (SUE) entro la fine dei lavori. 3.3 Sono escluse dall ambito di applicazione del presente atto di indirizzo e coordinamento: - le coperture completamente portanti poste ad un altezza inferiore ai 2,00 m, calcolati a partire dal filo di gronda rispetto ad un piano stabile; - le coperture completamente portanti dotate di parapetto perimetrale continuo e completo alto almeno 1 m; - le ampie e/o continue pareti a specchio esterne degli edifici per la cui manutenzione siano installati dispositivi permanenti per l utilizzo di attrezzature/strutture di protezione collettiva (ponti sospesi, piattaforme di lavoro auto sollevanti o altro). 4. Adempimenti 4.1 Per i casi di cui al punto precedente 3.1 il proprietario dell edificio o il committente dei lavori, provvede: a) per gli interventi soggetti a regime abilitativo o a conformità nella prevista documentazione da allegare, ai sensi di quanto disciplinato dalla Legge Regionale n. 15/2013 e dall art. 19 della L. 241/1990, ad includere una dichiarazione di impegno alla progettazione ed alla installazione prima del termine dei lavori dei dispositivi di ancoraggio permanenti nonché al deposito, entro la fine dei lavori, presso lo Sportello Unico per l Edilizia (SUE) dell Elaborato Tecnico dei dispositivi di ancoraggio, di cui al successivo punto 7, d ora in avanti citato come Elaborato Tecnico, b) per gli interventi soggetti alla sola presentazione della Notifica Preliminare, contestualmente agli adempimenti previsti per la stessa, trasmette allo Sportello Unico per l Edilizia (SUE), una dichiarazione di impegno alla progettazione ed alla installazione dei dispositivi di ancoraggio permanenti, nonché al deposito, entro la fine dei lavori, presso lo Sportello unico per l edilizia, dell Elaborato Tecnico di cui al successivo punto Ai sensi dell art. 4, comma 2, lettera b) della Legge Regionale n. 11 del 26 novembre 2010, Disposizioni per la promozione della legalità e della semplificazione nel settore edile e delle costruzioni a committenza pubblica e privata, la Notifica Preliminare potrà essere redatta e trasmessa per via telematica. 4.3 Nel caso l edificio sia sottoposto a tutela da parte della Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio, ai sensi dell art. 21, comma 4 e 5 e dell art. 22 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell articolo 10 della Legge Regionale 6 luglio 2002, n. 137), o a tutele derivanti da normativa comunale il proprietario dell edificio o il committente dei lavori deve acquisire preventivamente, alla realizzazione delle opere, le necessarie autorizzazioni degli enti preposti alla tutela da inserire nell Elaborato tecnico. 4.4 La mancata presentazione allo Sportello Unico per l Edilizia (SUE) della dichiarazione di impegno di cui al precedente punto 4.1 lettera a) costituisce causa ostativa al rilascio del Permesso di Costruire, impedisce altresì l utile decorso del termine di efficacia della Denuncia di Inizio Attività e per quanto riguarda la SCIA costituisce motivo valido per lo Sportello Unico per l Edilizia (SUE) per adottare motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell attività ai sensi dell art. 19 della L 241/ In caso di interventi realizzati in difformità ai suddetti titoli abilitativi edilizi si applica quanto previsto dall art. 45 della L.R. 30 luglio 2013, n. 15 (Modifiche all art. 17 (Accertamento di conformità) delle legge regionale n. 23 del 2004).
4 4.6 Nei casi di cui al punto 5.1 lettera b), la mancata presentazione della dichiarazione di impegno da trasmettere allo Sportello Unico per l Edilizia (SUE) costituisce, per la stessa, motivo valido per adottare i provvedimenti di divieto di prosecuzione dei lavori. 4.7 L Elaborato tecnico costituisce parte integrante del fascicolo del fabbricato di cui all art. 24 della L.R. 30 luglio 2013, n. 15, nei casi in cui quest ultimo sia previsto. 4.8 L Elaborato tecnico deve essere consegnato al proprietario dell immobile o ad altro soggetto avente titolo. 4.9 Il proprietario dell immobile o altro soggetto avente titolo in occasione di interventi successivi sulle coperture e sulle ampie e/o continue pareti a specchio dell edificio deve mettere a disposizione l Elaborato tecnico ai soggetti interessati L Elaborato tecnico deve essere aggiornato in caso di interventi strutturali che riguardano le coperture e le ampie e/o continue pareti a specchio dell edificio. 5. Idoneità del dispositivo di ancoraggio 5.1 I dispositivi di ancoraggio permanenti realizzati prima dell entrata in vigore del presente atto di indirizzo e coordinamento, risultano conformi alle disposizioni del presente atto di indirizzo se corredati da: a) relazione di calcolo di idoneità del supporto; b) certificazioni del produttore dei dispositivi di ancoraggio; c) dichiarazione di corretta installazione dell installatore; d) manuale d uso; e) programma di manutenzione. Nel caso non siano disponibili tali documenti ovvero siano disponibili solo in parte, il dispositivo di ancoraggio permanente è conforme alle disposizioni del presente atto di indirizzo se corredato da una relazione tecnica di progetto completa dei documenti mancanti, a firma di un tecnico professionista abilitato come previsto dalla normativa vigente. 5.2 La mancata documentazione del dispositivo di ancoraggio permanente di cui al punto precedente comporta la sua non idoneità all uso. Qualora ricorrano le condizioni di intervento sull edificio di cui al punto 3.1 trovano applicazione gli obblighi previsti dal presente atto di indirizzo e coordinamento. 6. Elaborato Tecnico dei dispositivi di ancoraggio 6.1 L Elaborato tecnico deve essere redatto a cura di un tecnico abilitato. 6.2 L Elaborato tecnico deve contenere: f) le soluzioni progettuali con evidenza del rispetto delle misure preventive e protettive di cui al successivo punto 7; g) gli elaborati grafici (planimetrie, prospetti, sezioni, ecc.) in scala adeguata in cui siano indicati i percorsi, gli accessi, le misure di sicurezza e i sistemi di arresto di caduta a tutela della persone che accedono, transitano e operano sulla copertura; h) fotografie; d) relazione di calcolo di idoneità del supporto; e) certificazioni del produttore dei dispositivi di ancoraggio; f) dichiarazione di corretta installazione dell installatore; g) manuale d uso; h) programma di manutenzione. 7. Misure preventive e protettive 7.1 Il presente punto disciplina le misure preventive e protettive, per i successivi interventi sulle coperture e le ampie e/o continue pareti a specchio degli edifici, finalizzate a mettere in sicurezza: a) il percorso di accesso alla copertura e all ampie e/o continue pareti a specchio; b) l accesso alla copertura e all ampie e/o continue pareti a specchio; c) il transito e l esecuzione dei lavori.
5 7.2 In riferimento al punto 7.1 si precisa che: i percorsi e gli accessi devono essere di tipo permanente il transito e l esecuzione dei lavori devono essere garantiti attraverso elementi protettivi permanenti. 7.3 Nei casi in cui non sia possibile adottare le suddette misure di tipo permanente, nell Elaborato tecnico, devono essere specificate le motivazioni in base alle quali tali misure risultano non realizzabili. Devono altresì essere progettate e documentate le misure di tipo provvisorio previste in sostituzione. 7.4 Le misure preventive e protettive devono soddisfare le seguenti prescrizioni generali: a) Percorsi di accesso I percorsi di accesso alla copertura devono essere tali da consentire il passaggio di operatori, dei loro utensili da lavoro e di materiali in condizioni di sicurezza. Lungo l intero sviluppo dei percorsi è necessario che: a.1) gli ostacoli fissi, che per ragioni tecniche non possono essere eliminati, siano chiaramente segnalati e, se del caso, protetti in modo da non costituire pericolo; a.2) sia garantita una illuminazione di almeno venti lux; a.3) sia nota la portata massima degli elementi costituenti il percorso a.4) la larghezza del percorso non sia inferiore a 0,60 m per il solo transito dell operatore. b) Accessi alla copertura La copertura deve essere dotata almeno di un accesso, interno od esterno, in grado di garantire il passaggio ed il trasferimento di un operatore e di materiali ed utensili in condizioni di sicurezza. Nel caso di accesso interno, lo stesso deve possedere le seguenti caratteristiche: b.1) se costituito da una apertura verticale la larghezza minima deve essere di 0,70 m ed l altezza minima deve essere di 1,20 m; b.2) se costituito da una apertura orizzontale od inclinata il dimensionamento deve essere stabilito sui prevedibili ingombri di materiali ed utensili da trasportare; se di forma rettangolare, il lato inferiore libero di passaggio deve essere almeno 0,70 m e comunque di superficie non inferiore a 0,50 m 2 ; c) Transito ed esecuzione dei lavori sulle coperture Il transito sulle coperture deve garantire, a partire dal punto di accesso, il passaggio e la sosta/esecuzione dei lavori in sicurezza mediante elementi protettivi, quali: c.1) parapetti; c.2) linee di ancoraggio; c.3) dispositivi di ancoraggio; c.4) passerelle o andatoie per il transito di persone e materiali; c.5) reti di sicurezza; c.6) impalcati; c.7) ganci di sicurezza da tetto. Eventuali parti della copertura non portanti con rischio di sfondamento della superficie di calpestio devono essere adeguatamente protette e qualora non sia tecnicamente possibile devono essere espressamente segnalate come rischio residuo all interno dell Elaborato tecnico. 7.5 L impiego di ganci di sicurezza da tetto è consentito solo per brevi spostamenti o laddove le linee di ancoraggio risultino non installabili per le caratteristiche strutturali delle coperture. 8. Disposizioni di adeguamento del Regolamento Urbanistico Edilizio 8.1 Le disposizioni contenute nel presente atto di indirizzo e coordinamento acquisteranno efficacia decorsi sei mesi dalla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione.
I Quaderni del RUE I Quaderni del RUE N. 10.1/2014 Città di Castel San Giovanni Provincia di Piacenza Settore IV: Sviluppo Urbano PREVENZIONE DELLE CADUTE DALL ALTO NEI LAVORI IN QUOTA NEI CANTIERI EDILI

References: art. 6
 articolo 16
 art. 6
 art. 15
 art. 77
 art. 115
 art. 9
 art. 99
 art. 36
 art. 19
 art. 4
 art. 21
 art. 22
 articolo 10
 art. 19
 art. 45
 art. 17
 art. 24