Source: http://documenti.camera.it/leg18/dossier/testi/AT020.htm?_1566727028538
Timestamp: 2019-10-22 04:09:44+00:00

Document:
Camera dei deputati Dossier AT020.html
Titolo: Gli esiti del Consiglio dell'UE Affari generali (CAG) - Bruxelles, 18 luglio 2019
Serie: Documentazione per le Commissioni - Attività dell'Unione europea Numero: 20
Organi della Camera: I Affari costituzionali, II Giustizia, III Affari esteri, V Bilancio, VIII Ambiente, X Attività produttive, XIV Unione Europea
Numero Camera: 20
Codice del dossier: AT020
Serie: Documentazione per le Commissioni - Attività dell'Unione europea
Gli esiti del Consiglio dell'UE Affari generali (CAG) - Bruxelles, 18 luglio 2019
|Priorità della presidenza finlandese|Quadro finanziario pluriennale 2021-2027|Attuazione dell'Agenda strategica 2019-2024|Rafforzamento dello Stato di diritto nell'UE|Stato di diritto in Polonia|Varie|
Nel Consiglio "Affari generali" (CAG) del 18 luglio 2019 in particolare:
si è svolta una presentazione sulle priorità della Presidenza finlandese;
si è tenuta un'informativa della Presidenza in merito ai piani relativi ai negoziati sul Quadro finanziario pluriennale 2021-2027;
si è proceduto a uno scambio di opinioni sull'attuazione della nuova Agenda strategica 2019-2024;
è stata presentata, da parte della Commissione europea, la nuova comunicazione relativa al rafforzamento dello Stato di diritto nell'UE e si è fatto il punto della situazione sullo Stato di diritto in Polonia.
Inoltre, il Consiglio CAG si è occupato di altri dossier concernenti le seguenti materie: affari esteri, commercio, affari economici e finanziari, giustizia e affari interni e trasporti.
Il Consiglio Affari generali si riunisce una volta al mese ed è composto essenzialmente dai Ministri degli affari europei degli Stati membri; vi partecipa abitualmente anche il commissario responsabile delle relazioni interistituzionali, a seconda degli argomenti trattati. Ha il compito di garantire la coerenza dei lavori di tutte le formazioni del Consiglio dell'UE, prepara e assicura il seguito delle riunioni del Consiglio europeo ed è responsabile di una serie di settori strategici trasversali, tra cui l'allargamento dell'UE e i negoziati di adesione, l'adozione del quadro finanziario pluriennale, la politica di coesione, questioni concernenti l'assetto istituzionale dell'UE. Inoltre, i Ministri si riuniscono nel formato UE-27 al Consiglio Affari generali (Articolo 50) per discutere le questioni relative alla Brexit.
Priorità della presidenza finlandese
Si è svolta una presentazione sulle priorità della Presidenza finlandese.
Per quanto riguarda, nello specifico, le priorità del CAG durante la Presidenza finlandese, esse dovrebbero riguardare i temi seguenti:
Quadro finanziario pluriennale 2021-2027;
minacce ibride.
Si ricorda che la Finlandia ha assunto la presidenza del Consiglio dell'UE del secondo semestre del 2019 (dal 1° luglio al 31 dicembre 2019). Secondo quanto riportato dal sito ufficiale della Presidenza finlandese, le priorità della stessa riguarderanno quattro pilastri (rafforzare i valori comuni e lo stato di diritto; rendere l'UE più competitiva e socialmente inclusiva; rafforzare la posizione dell'UE come leader globale nell'azione per il clima; proteggere la sicurezza dei cittadini nel suo complesso). Oltre alla priorità articolate nei suddetti quattro pilastri, la Presidenza finlandese intende impegnarsi anche in riferimento alla gestione del fenomeno migratorio e ai negoziati sul QFP 2021-2027. Inoltre, la Presidenza finlandese dovrà integrare le nuove priorità dell' Agenda strategica 2019-2024 nei lavori del Consiglio, gestire la transizione al prossimo ciclo legislativo e sviluppare relazioni con i nuovi attori istituzionali.
La Presidenza finlandese ha informato i Ministri in merito ai suoi piani concernenti i negoziati sul Quadro finanziario pluriennale ( QFP) 2021-2027.
Si ricorda che il Consiglio europeo del 20 e 21 giugno 2019 ha invitato la Presidenza finlandese a proseguire i lavori e a sviluppare lo schema di negoziato presentato il 14 giugno 2019 dalla Presidenza rumena . Su tale base, infatti, il Consiglio europeo ha deciso di procedere a uno scambio di opinioni nell'ottobre 2019, con l'obiettivo di raggiungere un accordo prima della fine dell'anno.
Si precisa, tuttavia, che il Governo italiano ha ritenuto non adeguato il suddetto schema di negoziato per il seguito del negoziato.
La Presidenza finlandese ha informato i Ministri che proseguirà le discussioni tematiche a livello tecnico in luglio e settembre e che gli incontri bilaterali a livello ministeriale si svolgeranno prima della riunione del CAG del 16 settembre 2019. N el frattempo, la Presidenza ha preparato un questionario per le delegazioni a cui rispondere durante la pausa estiva. Infine, la Presidenza ha informato i Ministri che, parallelamente, cercherà di compiere i maggiori progressi possibili nei negoziati sulle proposte settoriali .
Si ricorda che il 2 maggio 2018 la Commissione europea ha presentato un pacchetto di misure nelle quali si delinea il prossimo quadro finanziario pluriennale dell'UE per il periodo 2021-2027, predisposto per un'UE a 27 Stati membri, in considerazione del recesso del Regno Unito. Le proposte prevedono, tra l'altro, una nuova ripartizione delle risorse, una serie di innovazioni al fine di accrescere la flessibilità del QFP e prefigurano parziali modifiche per quanto concerne le fonti attraverso le quali viene alimentato il bilancio dell'UE.
Si tratta dei seguenti atti: COM(2018)321 e COM(2018)322 relative al quadro finanziario pluriennale; COM(2018)323 concernente l' accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria; COM(2018)324 concernente i rischi finanziari connessi a carenze generalizzate negli Stati membri riguardanti lo stato di diritto; COM(2018)325, 326 e 327 relative al sistema delle risorse proprie dell'UE.
Il quadro delineato dal pacchetto sul QFP - integrato dalle proposte concernenti i futuri programmi di spesa settoriali - prevede, per i sette anni del ciclo di programmazione, stanziamenti pari a 1.135 miliardi di euro a prezzi costanti in termini di impegni ( 1.279 miliardi espressi in prezzi correnti, tenendo conto di un tasso di inflazione fisso annuo del 2%), pari all' 1,11% del reddito nazionale lordo dell'UE-27 ( RNL), che si traducono in 1.105 miliardi di euro a prezzi costanti in termini di pagamenti ( 1.246 miliardi a prezzi correnti), ovvero l' 1,08% del RNL dell'UE-27. Tenendo conto dell' integrazione all'interno del bilancio UE del Fondo europeo di sviluppo (corrispondente allo 0,03% del RNL, e che nell'attuale QFP è collocato fuori bilancio), l'ordine di grandezza del nuovo QFP (1,11% del RNL) sarebbe in linea con quello dell'attuale bilancio pluriennale (1,13% del RNL).
La Commissione europea ha proposto di innalzare gli attuali livelli di finanziamento in settori considerati prioritari e ad alto valore aggiunto europeo (ricerca, innovazione e agenda digitale, giovani, migrazione e gestione delle frontiere, difesa e sicurezza interna, azione esterna, clima e ambiente) e, parallelamente, ha prefigurato, a titolo compensativo, alcuni risparmi, soprattutto per quanto riguarda i finanziamenti complessivi a favore della politica agricola comune ( PAC) e della politica di coesione che subirebbero una riduzione di risorse.
Il 14 novembre 2018 il Parlamento europeo ha approvato la "Relazione interlocutoria sul quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 – posizione del Parlamento in vista di un accordo", con la quale ha ribadito la propria posizione ufficiale secondo cui il livello del QFP 2021-2027 dovrebbe essere fissato a 1.324,1 miliardi di euro a prezzi 2018, che rappresenterebbe l'1,3% dell'RNL dell'UE-27.
I negoziati in Consiglio sono invece particolarmente complessi. Innanzitutto, circa la tempistica, la Presidenza finlandese intende adoperarsi, come richiesto anche dalla Commissione europea, per finalizzare i negoziati del Consiglio nell'autunno 2019. Per quanto riguarda l'ammontare complessivo del bilancio, si registra una netta divisione fra gli Stati membri che insistono per un bilancio sostenibile (tra cui vi sarebbero Austria, Danimarca, Paesi Bassi, Germania e Svezia), che non vada oltre l'1% dell'RNL dei 27 Stati membri e che finanzi le nuove priorità e i settori che possono supportare maggiormente la competitività europea tramite maggiori tagli alle politiche tradizionali, come PAC e coesione, e gli Stati membri (tra cui vi sarebbero, in particolare, Estonia, Grecia, Italia, Lituania, Lettonia, Polonia, Portogallo, Slovacchia e Ungheria) che, invece, ritengono insufficiente il livello generale di ambizione espresso dalla Commissione europea e chiedono risorse sufficienti per finanziare non solo le nuove priorità (migrazioni, difesa, sicurezza) e i settori fondamentali per la competitività dell'UE (ricerca e innovazione, infrastrutture, spazio, digitale), ma anche le politiche tradizionali (politica agricola comune (PAC) e politica di coesione), mantenendo le dotazioni di queste ultime al livello dell'attuale QFP 2014-2020. La Finlandia è per ricondurre la dotazione complessiva del QFP 2021-2027 all'1,06% del PIL europeo (a metà strada, dunque, fra l'1,11% proposto dalla Commissione europea e l'1% preteso dai Paesi che insistono per un bilancio sostenibile). Tra le altre questioni, si registrano in particolare differenze di posizioni in tema di: risorse proprie, in particolare sull'introduzione di nuove risorse proprie diverse da quelle proposte dalla Commissione europea, come la tassa sulle transazioni finanziarie (FTT) e la web tax diretta a colpire i profitti delle grandi compagnie del web o alcune ipotizzate più di recente come l'imposta legata al mercato unico (Single Market Levy) o la proposta di dazi legati alle emissioni di CO2 (Border Carbon Adjustments BCAs); tempistica della cessazione delle correzioni legate al rebate britannico; risorse per le politiche tradizionali; allocazione delle risorse nella politica di coesione; condizionalità macroeconomica.
Attuazione dell'Agenda strategica 2019-2024
Il Consiglio ha proceduto a uno scambio di opinioni sull' attuazione della nuova Agenda strategica 2019-2024 - che è stata adottata dal Consiglio europeo del 20 e 21 giugno 2019 - il cui obiettivo è orientare i lavori delle istituzioni nei prossimi cinque anni, incentrandoli su quattro priorità principali:
1. proteggere i cittadini e le libertà;
2. sviluppare una base economica forte e vivace;
3. costruire un'Europa verde, equa, sociale e a impatto climatico zero;
4. promuovere gli interessi e i valori europei sulla scena mondiale.
La Presidenza finlandese dovrà integrare le nuove priorità dell'Agenda strategica 2019-2024 nei lavori del Consiglio; i Ministri hanno, pertanto, discusso di come ciò possa essere fatto al meglio, tenendo conto delle sfide multidimensionali e delle opportunità future, e di come organizzare i metodi di lavoro del Consiglio e integrare ulteriormente i principi trasversali dell'Agenda strategica, come la trasparenza.
La discussione si è basata su un Documento di riflessione della Presidenza che, tra l'altro, ha fornito un calendario di massima delle varie formazioni del Consiglio che si occuperanno di esaminare le diverse tematiche riportate nell'Agenda. Durante il dibattito, i Ministri hanno sottolineato in particolare l'importanza di ottenere risultati tangibili, di rispondere alle aspettative dei cittadini e di una comunicazione chiara e attiva.
Il CAG dovrebbe tornare sull'attuazione dell'Agenda strategica in ottobre e in dicembre, mentre il Consiglio europeo dovrebbe discutere del seguito all'Agenda strategica nella sua riunione del 17 e 18 ottobre 2019.
Rafforzamento dello Stato di diritto nell'UE
Il Consiglio dell'UE ha approvato le modalità standard per le audizioni nell'ambito della procedura ex articolo 7, paragrafo 1, del Trattato sull'Unione europea TUE (meccanismo di tutela dello Stato di diritto e degli altri valori fondanti l'UE).
Lo Stato di diritto è inserito, all'articolo 2 del Trattato sull'Unione europea (TUE), tra i valori fondanti dell'Unione. Esso garantisce che tutti i pubblici poteri agiscano sempre entro i limiti fissati dalla legge, conformemente ai valori della democrazia e ai diritti fondamentali, e sotto il controllo di un giudice indipendente e imparziale. Tale concetto include, tra l'altro, i seguenti principi: legalità, certezza del diritto, divieto di esercizio arbitrario del potere esecutivo, tutela giurisdizionale effettiva da parte di organi indipendenti e imparziali, anche per quanto riguarda il rispetto dei diritti fondamentali; separazione dei poteri.
Il più significativo strumento a livello UE d i tutela di tali principi (riconosciuti e sviluppati giurisprudenzialmente dalla Corte di giustizia dell'UE e dalla Corte europea dei diritti dell'uomo) è costituito dalla procedura di cui all'articolo 7 del TUE, in base alla quale lo Stato membro che abbia violato lo Stato di diritto (o altro valore fondante l'UE ai sensi dell'articolo 2 TUE) può essere sanzionato con la sospensione dei suoi diritti derivanti dall'applicazione dei Trattati, compreso il diritto di voto in seno al Consiglio. Sono attualmente oggetto di procedura ex articolo 7 TUE per violazione dello Stato di diritto la Polonia (vedi infra) e l'Ungheria.
Inoltre, la Commissione europea ha presentato la nuova comunicazione del 17 luglio 2019 relativa al rafforzamento dello Stato di diritto nell'UE, che fa seguito a un'altra comunicazione che era stata presentata il 3 aprile 2019.
Le iniziative contenute nella comunicazione sono raggruppate attorno a tre pilastri: promozione di una cultura dello Stato di diritto (tra l'altro, mediante il dialogo con la società civile e il rafforzamento della cooperazione con il Consiglio d'Europa e con altre organizzazioni internazionali, così come con le reti giudiziarie e i Parlamenti nazionali); prevenzione dei problemi (in particolare, prevedendo l'istituzione di un ciclo di esame dello Stato di diritto, comprendente una relazione annuale sullo Stato di diritto con informazioni su tutti gli Stati membri dell'UE); risposta efficace alle relative violazioni (con particolare riferimento a un approccio strategico nei confronti dei procedimenti di infrazione che coinvolga maggiormente la Corte di giustizia dell'UE, nonché invitando Parlamento europeo e Consiglio a riflettere su un approccio collettivo, caratterizzato da chiare norme procedurali, da applicare alla gestione dei casi di violazione di cui all'articolo 7 del Trattato sull'Unione europea).
Il Consiglio ha fatto il punto della situazione sullo Stato di diritto in Polonia a seguito della sentenza della Corte di giustizia dell'UE riguardo alla legge sulla Corte suprema della Polonia.
Una serie di provvedimenti normativi adottati in Polonia, tra l'altro, con particolare riguardo al settore della giustizia (ritenuti particolarmente critici per l'indipendenza della magistratura sia ordinaria che suprema), hanno indotto la Comissione europea ad avviare, nel gennaio del 2016, un dialogo con il Governo polacco ai sensi del quadro sullo Stato di diritto, e ad attivare quindi, il 20 dicembre 2017, la procedura citata ex articolo 7, paragrafo 1, del TUE.
In tale contesto, la Commissione europea ha altresì avviato una serie di procedure di infrazione nei confronti della Polonia, tra le quali la n. 2017/2121 del 2 luglio 2018, concernente la normativa polacca sull' abbassamento dell' età per il pensionamento dei giudici della Corte suprema, che prevede, tra l'altro il potere discrezionale del Presidente della Repubblica di prorogare la funzione giudiziaria attiva di tali magistrati. La Commissione europea ritiene che tale normativa sia lesiva del principio di indipendenza della magistratura, in particolare nell'aspetto dell' inamovibilità dei giudici, e che la Polonia venga quindi meno agli obblighi assunti con l'articolo 19, paragrafo 1, del TUE (recante, tra l'altro, il principio della tutela giurisdizionale effettiva) in combinato disposto con l'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale). Nel solco della procedura di infrazione, la Commissione europea ha adito la Corte di giustizia dell'UE ai fini dell'accertamento di tale inadempimento del diritto dell'UE, chiedendo altresì alla Corte di ordinare misure cautelari intese a ripristinare la situazione della Corte suprema polacca antecedente alla entrata in vigore della normariva contestata. La Corte ha accolto - con ordinanza del 18 dicembe 2018 - la domanda di provvedimenti provvisori della Commissione europea (fino alla pronuncia della sentenza della causa), e successivamente accertato , con sentenza del 24 giugno 2019, che la Polonia è venuta meno agli obblighi a essa incombenti ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 1, TUE citato.
I Ministri si sono occupati anche di altre tematiche . Di seguito, una panoramica sulle principali deliberazioni adottate, divise per materia.
Il Consiglio ha approvato l'adozione della dichiarazione del Forum regionale dell'ASEAN (ARF) sulla prevenzione e il contrasto del terrorismo e dell' estremismo violento e l'adozione della dichiarazione ministeriale UE-ASEAN sulla cooperazione in materia di cibersicurezza.
Entrambe le dichiarazioni dovrebbero essere adottate a Bangkok, in Thailandia, in occasione della riunione del Forum regionale dell'ASEAN del 2 agosto 2019.
Inoltre, il Consiglio ha adottato una decisione che autorizza la firma e la conclusione dell' Accordo tra l' UE e il Governo della Repubblica socialista del Vietnam che istituisce un quadro per la partecipazione del Vietnam alle operazioni dell'UE di gestione delle crisi.
L'Accordo dovrebbe essere firmato ad Hanoi il 5 agosto 2019.
Infine, il Consiglio ha aggiunto cinque persone all'elenco delle persone responsabili o complici di azioni o politiche che minacciano la pace, la sicurezza o la stabilità del Mali.
Con riferimento al l' Accordo in forma di scambio di lettere tra l'Unione europea e l' Ucraina che modifica le preferenze commerciali per le carni di pollame e le preparazioni derivate previste dall'accordo di associazione tra l'Unione europea e la Comunità europea dell'energia atomica e i loro Stati membri, da una parte, e l'Ucraina, dall'altra, il Consiglio ha adottato una decisione relativa alla firma e all'applicazione provvisoria e una decisione relativa alla conclusione .
Il Consiglio ha, altresì, adottato una decisione relativa alla posizione da adottare, a nome dell'UE, in sede di comitato misto istituito dall'Accordo UE-Giappone per un partenariato economico riguardo alla compilazione dell'elenco degli arbitri.
Il Consiglio ha adottato una decisione che modifica il Protocollo sullo Statuto della Banca europea per gli investimenti. La decisione aumenta il capitale sottoscritto di Polonia e Romania e modifica le disposizioni sulla nomina dei membri supplenti del Consiglio di amministrazione.
Il Consiglio ha selezionato Jurgen Ebner come vicedirettore esecutivo di Europol.
Il Consiglio ha adottato un orientamento generale sulla decisione che autorizza l'Italia a negoziare e concludere un accordo sul trasporto con la Svizzera con riguardo al cabotaggio nell'ambito del trasporto internazionale a mezzo autobus. Ha adottato, altresì, un orientamento generale sulla decisione che autorizza la Germania a modificare un accordo sul trasporto con la Svizzera con riguardo al cabotaggio nell'ambito del trasporto internazionale a mezzo autobus.
Inoltre, il Consiglio ha approvato una decisione relativa alla firma e all'applicazione provvisoria dell' Accordo di wet lease tra gli Stati Uniti d'America, l'UE, l'Islanda e il Regno di Norvegia. Infine, il Consiglio ha approvato il testo di una serie di documenti che saranno presentati dalla Finlandia a nome dell'UE e dei suoi Stati membri alla 40esima Assemblea dell'Organizzazione dell'aviazione civile internazionale (ICAO), che si terrà dal 26 settembre al 4 ottobre 2019 a Montreal.

References: articolo 7
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 sentenza 
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