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Timestamp: 2020-07-09 12:08:08+00:00

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Sono mai stati messi al rogo Ebrei dalla Chiesa? – Amici Domenicani
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Sono mai stati messi al rogo Ebrei dalla Chiesa?
Grazie Padre. La prego di pregare per me.
Sì, purtroppo sono stati messi anche al rogo. La storia lo documenta.
Tuttavia non solo ebrei, ma anche altre persone furono messe al rogo. Tra i martiri cristiani va ricordato san Policarpo, la cui festa si celebra il 23 febbraio.
Anche Santa Giovanna d’Arco fu messa al rogo.
L’inquisizione cattolica e anche civile (anche gli stati avevano le loro Inquisizioni) prevedeva il rogo per determinate pene.
In Gran Bretagna era previsto il rogo nei casi di tradimento al re.
Purtroppo anche oggi da alcune popolazioni è praticato il rogo.
Per gli ebrei va detto che la Chiesa non aveva diretta giurisdizione su di loro. Erano gli stati, che però erano stati cristiani, a condannarli a morte.
2. Ma per la vicenda degli ebrei ecco che cosa si legge in un testo serio di Storia della Chiesa:
“1. Per la società cristiana e per lo stato cristiano gli ebrei erano un elemento estraneo, non assimilabile; si vedeva in essi un «popolo nemico», nella loro religione una «dottrina reproba e blasfema». Già i primi imperatori cristiani, a cominciare da Costantino, li sottoposero a restrizioni legali, in modo speciale vietarono loro di tenere schiavi cristiani e di contrarre matrimonio con una donna cristiana (Costanzo 339), li esclusero dal servizio nell’esercito (Onorio 404) e da ogni pubblico ufficio (Teodosio II 438). Gli ebrei potevano passare liberamente al cristianesimo, però solo raramente si avevano conversioni sincere. L’imperatore Giustiniano confermò e in parte aggravò le leggi antiebraiche dei suoi antecessori; il suo codice rimase normativo per tutto il medioevo ed oltre.
In generale si concedeva agli ebrei tolleranza in campo religioso, ma non si concedeva loro un pieno godimento dei diritti civili; come molti sinodi e papi avevano dichiarato, essi erano un «popolo condannato eternamente a servire». Gli ebrei erano obbligati a portare un vestito speciale che li manifestasse come tali, nelle città dell’Europa meridionale dovevano abitare in quartieri separati (ghetto), non potevano tenere alle loro dipendenze servi cristiani, né potevano prestare testimonianza contro un cristiano, rivestire pubblici uffici, ecc. Anche nell’impero germanico gli ebrei furono sentiti come un corpo estraneo, il cui trattamento si regolava secondo le norme del diritto germanico a proposito degli stranieri. Dal tempo degli imperatori svevi essi furono annoverati nel rango dei «servi della camera regia»: pagando un’apposita tassa essi entravano sotto la protezione degli imperatori.
Mediante il commercio lucroso e il prestito di denaro a interesse (spesso molto elevato), cosa vietata ai cristiani (cfr. § 102,2), molti ebrei riuscirono ad accumulare ricchezze e potenza. L’usura opprimente che essi esercitavano fu la causa principale delle persecuzioni che a più riprese scoppiarono contro di loro nei vari tempi, specialmente nell’epoca delle crociate. In occasione della prima e della seconda crociata (1095-96; 1146-47) molti di questi «uccisori di Cristo» furono trucidati dalle truppe senza freno. Gli appelli di s. Bernardo e di parecchi papi, dal secolo 12° al 16°, in favore di questi disgraziati e le proteste contro la costrizione fisica e morale esercitata perché si facessero battezzare non ebbero sempre effetto. Qua e là gli ebrei venivano scacciati da città e da territori, tuttavia per lo più essi riuscivano in qualche modo a ritornarvi. Essi ebbero da soffrire assai quando la «morte nera», cioè la peste bubbonica di origine indiana, negli anni 1348-50 devastò terribilmente una grande parte d’Europa. Dietro l’accusa di aver provocato l’epidemia con l’avvelenare le fontane, gli ebrei in molte città, dall’Alsazia all’Austria, furono barbaramente uccisi, per lo più arsi al rogo. Nei secoli dal 12° al 15° fu sollevato spesso contro individui ebrei il sospetto e l’accusa di aver vilipeso crocifissi, profanato ostie, ucciso bambini cristiani a scopi rituali (superstizione del sacrificio cruento), e sulla base di queste accuse parecchi vennero processati e giustiziati. Dal secolo 13° in poi si procedette aspramente anche contro il Talmud e altri libri ebraici anticristiani (cfr. § 155,4). Solo con l’umanesimo e specialmente poi con l’illuminismo si giunse a una emancipazione degli ebrei e a un loro pieno sviluppo economico.
2. Particolarmente grave era la situazione in Spagna, dove gli ebrei erano molto numerosi fin dall’antichità ed erano odiati per la loro sfrenata sete di guadagno. I re visigoti nel secolo 7° cercarono di costringerli alla conversione con gravi pressioni. Durante la dominazione araba (vol. II § 84, 1) la loro situazione si cambiò nuovamente in meglio; molti ebrei divennero ricchi e influenti; la scienza degli ebrei a Cordova e in altre città gareggiava con quella degli arabi. Ma nell’anno 1391 in Castiglia, Aragona e Catalogna scoppiò una grande persecuzione antiebraica; in molti casi fu lasciata loro soltanto la scelta fra la morte e il battesimo. Naturalmente fra i «marranos» o «nuovi cristiani», come furono chiamati questi ebrei battezzati a forza, pochissime conversioni furono sincere e complete; appena la pressione esteriore si allentava molti di essi tornavano alla religione dei loro padri, apertamente o in segreto. Nonostante questo però non pochi furono guadagnati al cristianesimo anche con mezzi pacifici. Per un fecondo lavoro missionario fra gli ebrei si distinse specialmente il domenicano s. Vincenzo Ferrer (1350-1419). Egli fu uno dei massimi predicatori del suo tempo; con la sua ardente parola di penitenza commosse la cristianità, non solo nella sua patria spagnuola, ma anche in Francia, nell’Italia settentrionale, nella Savoia e nella Svizzera, guidò numerose schiere di flagellanti (cfr. § 152, 3) e nel grande scisma esplicò anche un’azione politico-ecclesiastica a favore dei papi di Avignone (cfr. § 141, 2142, 3)” (K. Bhilmaeyer – H. Tuechle, Storia della Chiesa III, § 150).
Nella speranza che questa non debba più accadere da nessuna parte e sotto nessun pretesto, ti auguro ogni bene, ti assicuro il mio ricordo al Signore ti benedico.
Di Padre Angelo Bellon op|2016-11-12T15:00:00+02:0012 Novembre 2016|Un sacerdote risponde - Varie - Storia|

References: § 102
 § 155
 § 84
 § 152
 § 141
 § 150