Source: https://archeologiprofessionisti.wordpress.com/category/comunicati/
Timestamp: 2017-10-23 08:06:28+00:00

Document:
Comunicati | CNAP - Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti
Pubblicato su 2016, ANA, ANCPL Legacoop, API-MiBACT, ArcheoImprese, Archeologi, Archeologia, Assotecnici, CIA, CNAP, CNR, Comunicati, Consulte Archeologia, Coordinamento, FAP, FAS, FINCO Cultura, Libero, Mario Giordano, Mi Riconosci, MiBACT, nazionale, professione, SAMI
#ricorsoMIBACT Comunicato congiunto CNAP, FAP, CIA, ANA
Come certamente saprete il Mibact ha bandito un concorso per 500 posti da funzionario di fascia F1, le cui prove inizieranno alla fine del mese di luglio 2016: di questi 500 posti, 90 sono per funzionari archeologi.
Le associazioni professionali hanno già espresso nei mesi scorsi le proprie perplessità sulle modalità di reclutamento del concorso: non è in gioco tanto o solo il diritto dei singoli professionisti di vedere riconosciuti i propri titoli professionali e la propria esperienza, ma
esiste anche un diritto collettivo dei cittadini di avere i migliori funzionari possibili, scelti con criteri che premino le reali capacità e l’esperienza che i professionisti hanno maturato in tanti anni di lavoro al di fuori del Mibact.
Per questo motivo abbiamo scelto di presentare ricorso contro i criteri di selezione e di assegnazione dei punteggi previsti dal bando di concorso, in una logica di collaborazione tra associazioni professionali che dimostra come l’intera categoria sia unita in questi casi e come i criteri scelti dal Mibact per la selezione del personale che dovrà poi lavorare al suo interno, siano lesivi di un’intera categoria e non solo di pochi.
Per questo abbiamo deciso di convergere tutti sul ricorso che già l’Associazione Nazionale Archeologi ha lanciato da qualche settimana, un ricorso che non chiede l’annullamento o il blocco del concorso, che significherebbe non espletarlo e rinunciare al primo concorso da
funzionario da 8 anni a questa parte, ma che mira a ridiscutere i punteggi assegnati dal bando e a riaprire i termini di presentazione dei titoli professionali, includendo anche i titoli acquisiti fuori dalla Pubblica Amministrazione.
Per questo Vi invitiamo a partecipare, più siamo, più la nostra voce è forte.
Per partecipare al ricorso Vi invitiamo a inviare il modulo di procura disponibile all’indirizzo
https://www.produzionidalbasso.com/media/projects/11307/files/media.docx, e inviarlo compilato a ricorso@archeologi.org oppure a info@archeologi-italiani.it, archeologiprofessionisti.cnap@gmail.com, faparcheologi@gmail.com entro e non oltre venerdì 15 luglio.
Queste le linee su cui verrà presentato il ricorso:
1) la diversa valutazione fra il titolo di dottore di ricerca (20 punti) e il diploma di scuola di specializzazione (15 punti), benché tali titoli siano sempre stati equiparati con uguale punteggio in tutti i concorsi nazionali per l’accesso al pubblico impiego (Concorso MiBAC 2008 per Funzionario, per esempio). Si ricorda che nel Nuovo Codice degli Appalti Pubblici (D.Lgs. 18.04.2016, n. 50, art. 25, co. 1), come già nel Codice precedente (D.Lgs. 12.04.2006, n. 163, art. 95, co. 1), per l’espletamento della “Verifica preventiva dell’interesse archeologico”, attività di tutela del patrimonio archeologico nazionale che il MiBACT, in collaborazione con gli archeologi liberi professionisti, è obbligato a svolgere quotidianamente, non è fatta alcuna distinzione di valutazione tra i due titoli/post-lauream/, poiché il legislatore li considera, a ragione, equipollenti: “i soggetti in possesso di diploma di laurea e specializzazione in archeologia o di dottorato di ricerca in archeologia”;
2) inserimento, tra i titoli di servizio, delle attività di tirocinio svolte presso il MiBACT, benché la Legge e una sentenza del TAR (Sentenza TAR N. 11011/2014 REG.PROV.COLL. N.02155/2014 <tel:02155/2014>REG.RIC.) neghino esplicitamente l’equiparazione delle
attività di stage all’attività lavorativa, tra l’altro con un punteggio eccezionalmente alto (6 mesi di tirocinio valgono più di 2 anni di esperienza professionale e sono pari al punteggio massimo attribuibile per pubblicazioni e meriti scientifici). Inoltre, l’esperienza formativa, acquisita mediante l’attività di tirocinio, sopra regolamentata, presso il Ministero, costituisce il risultato di una selezione pubblica con imposto limite d’età;
3) la sopravvalutazione dei titoli di servizio rispetto agli altri titoli attestanti competenze ed esperienze professionali;
4) la sostanziale impossibilità di far valere l’esperienza professionale maturata in attività lavorative specificamente riferite al profilo di archeologo, qualora essa non sia inquadrabile in un rapporto contrattuale diretto con la pubblica amministrazione ai sensi del art. 1
comma 2 dgls 165/2001: nel bando in oggetto, non sono esplicitati i criteri di valutazione dei titoli di studio, delle pubblicazioni e delle esperienze professionali, per i quali si lascia ampia manovra discrezionale alle commissioni esaminatrici. Infatti la dicitura “fino a
un massimo di punti” deve necessariamente prevedere preliminarmente una specifica attribuzione di punteggio per ogni singola attività oggetto di valutazione;
5) La reiterazione da parte della commissione RIPAM nell’ignorare le modalità di valutazione del punteggio finale, utile alla graduatoria, attraverso il calcolo della*media dei voti (e non della somma come da bando) conseguiti nelle prove scritte e del punteggio attribuito alla
valutazione dei titoli e della valutazione ottenuta nella prova orale, come stabiliscono diverse sentenze del CDS (sentenze Consiglio di Stato N. 2417/2002; 8081/2004; N.397/2010; N. 6135/2011; N. 4922/2013);
6) Nell’art. 6 (Preselezione) e nell’art. 7 (Prova scritta teorica) del bando in oggetto, la lingua inglese è imposta quale unica lingua straniera nell’ambito delle diverse prove d’esame, costituendo criterio discriminatorio per l’accesso al concorso. L’esclusività della lingua
inglese lede i principi di uguaglianza e imparzialità (artt. 3, 4, 51 della Costituzione della Repubblica Italiana, D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487); l’inglese non è la lingua ufficiale dell’Italia né dell’Unione Europea (Regolamento n. 1/1958 del Consiglio d’Europa) e tale problematica è stata oggetto di diversi interventi da parte della Corte di Giustizia Europea, tra cui la sentenza del 27 novembre 2012 Repubblica italiana c/Commissione [C-566/2010].
Si ricorda che per aderire al ricorso è necessario versare la quota di 60 € se si è soci di una delle associazioni e 120 € se non si è soci di alcuna delle associazioni.
Si ricorda, inoltre, che sino alla mezzanotte di domenica 10 luglio si può utilizzare la piattaforma di crowdfuning già predisposta dall’Associazione Nazionale Archeologi (https://www.produzionidalbasso.com/project/ricorso-avverso-e-per-lannullamento-del-bando-di-concorso-ripam-mibact-funzionari-archeologi-del-19-maggio-2016/).
Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti
Federazione Archeologi Professionisti
Pubblicato su 2016, 500 funzionari MiBACT, adesione, ANA, Archeologi, Archeologia, CIA, CNAP, Comunicati, concorso, confederazione, FAP, MiBACT, professione, professionisti, ricorso
Tag: Archeologi, Archeologi Professionisti, archeologia, Associazioni, CIA, CNAP, Concorso 500 funzionari, FAP, professione, ricorso MiBACT
Coordinamento degli archeologi italiani
Mercoledì 11 Maggio si è svolto l’ultimo incontro del tavolo per la costituzione del coordinamento degli archeologi italiani.
I presenti (Grazia Semeraro – Consulta Universitaria per l’Archeologia del Mondo Classico; Andrea Cardarelli – Consulta di Preistoria; Laura Torsellini – CNAP; Francesco Mele – FAP; Alessandro Pintucci – CIA; Salvo Barrano (con mandato specifico) e Walter Grossi – ANA; Claudio Calastri – Archeoimprese; Giovanni Rivaroli – CNA; Anna Danzi – Finco; Giuliano Volpe – SAMI e coordinatore; Giulia Facchin) si sono tutti rammaricati dell’assenza, vista l’indisponibilità di Assotecnici, della componente ministeriale, elemento dell’archeologia italiana che tutti ritengono fondamentale.
Per rimanere aperti alla più ampia rappresentanza possibile, il tavolo ha deciso di costituirsi nei prossimi mesi attraverso una scrittura privata, con un’assemblea costituita dal legale rappresentante (o persona di volta in volta da lui delegata) di ognuna delle associazioni che abbiano partecipato alla nascita del coordinamento e una giunta composta da un rappresentante delle quattro macro-aree rappresentate dal coordinamento (ricerca, professione, imprese, ministero), più un portavoce che saranno eletti dall’assemblea.
Il coordinamento quindi si configura come una sorta di federazione di associazioni già esistenti e per esservi rappresentati sarà necessario iscriversi ad una delle associazioni fondatrici oppure, a costituzione avvenuta, sarà necessario chiedere alla propria associazione di aderire al coordinamento.
Nelle prossime settimane sarà quindi stesa una bozza di statuto che verrà sottoposta alle varie associazioni fondatrici per essere perfezionata e approvata nella prossima assemblea.
Con i nostri colleghi Professionisti, del Ministero e del mondo accademico stiamo trovando un terreno comune di discussione ed elaborazione per far nascere un coordinamento che renda davvero più forti, coesi e rappresentati tutti gli archeologi italiani.
Pubblicato su Archeologi, Archeologia, CNAP, Comunicati, confederazione, Coordinamento, nazionale, professione, professionisti, Università
Tag: ArcheoImprese, Archeologi, Archeologi Professionisti, archeologia, Associazioni, CIA, CNA Professioni, CNAP, Comunicato, comunicato stampa, Consulte Universitarie Archeologi, Coordinamento Archeologi Italiani, FAP, Funzionari Archeologi MiBACT
Il primo incontro istituzionale del Coordinamento unico degli Archeologi Italiani
Ieri 11 Marzo 2016 il Ministro On. Dario Franceschini ha incontrato una delegazione del Coordinamento unico degli Archeologi Italiani, al quale partecipano attivamente. In rappresentanza di CNAP e delle associazioni dei professionisti c’era nostra socia e membro del direttivo Laura Torsellini.
Nel pomeriggio di ieri il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo On. Franceschini ha ricevuto una delegazione del costituendo coordinamento degli archeologi italiani, in rappresentanza delle differenti componenti della professione, firmatari del documento elaborato dopo l’incontro nazionale del 19 Febbraio a Firenze-TourismA: per le università Sauro Gelichi e Andrea Cardarelli, per le associazioni professionali Salvo Barrano e Laura Torsellini, Vincenzo D’Ercole per il pubblico impiego-MiBACT, Rita Auriemma per gli enti locali, Claudio Calastri per le imprese del settore.
È stato presentato al Ministro il percorso verso la costituzione di un coordinamento degli archeologi, riunitisi prima a Paestum nel novembre 2015 e a Firenze lo scorso Febbraio.
Sono stati trattati i differenti punti della lettera aperta al Ministro, inviata il 23 febbraio scorso, dopo l’iniziativa pubblica di Firenze.
I rappresentanti dell’Università hanno espresso l’esigenza di un maggiore coinvolgimento delle consulte universitarie nella definizione della struttura del nascente Istituto Centrale per l’Archeologia, chiedendo al Ministro di evitare quanto già successo per la Scuola del Patrimonio.
È stato inoltre posto il tema delle concessioni di scavo che, così come formulate attualmente dal Codice dei Beni Culturali e dalle successive farraginose Circolari Ministeriali, limitano fortemente la ricerca. A tal proposito hanno suggerito di procedere a una revisione dell’art. 88 del Codice, che attualmente riserva al solo Ministero la ricerca archeologica.
Pur nell’apprezzare l’introduzione dell’autonomia gestionale e scientifica per i musei statali, è stata segnalata anche la necessità di garantire il mantenimento di un rapporto vivo tra le istituzioni museali e il territorio.
Il rappresentante del Pubblico Impiego-MiBACT ha poi chiesto al Ministro la possibilità di sperimentare la riforma in alcuni territori, in particolare quelli attualmente privi di un soprintendente archeologo, sollecitando al contempo l’istituzione di un osservatorio che monitori l’effettiva applicazione della riforma e raccolga le segnalazioni rispetto alle principali criticità, proponendo appositi correttivi.
I rappresentanti delle Associazioni Professionali hanno sollecitato l’emanazione del decreto ministeriale per la definizione dei requisiti d’iscrizione agli elenchi dei professionisti dei beni culturali, i cui termini indicati nella stessa L. 110/2014, sono scaduti nel febbraio 2015, avviando le audizioni e acquisendo i pareri previsti dall’art. 2, co. 2 della stessa legge.
Hanno, inoltre, chiesto un impegno sulla rapida pubblicazione delle linee guida per l’archeologia preventiva, sottolineando la necessità che queste recepiscano gli artt. 245 e 248 del Regolamento del Codice degli Appalti (DPR 207/2010), preservando così il ruolo degli archeologi nella progettazione, direzione tecnica e collaudo degli interventi archeologici.
Il rappresentante delle imprese ha chiesto di scongiurare l’accorpamento delle fasi dell’archeologia preventiva previste dagli artt. 96a e 96b del Codice degli Appalti, per favorire la qualità e l’affidabilità della progettazione preliminare. Ha inoltre invitato il Ministro a sollecitare gli uffici per la redazione di un capitolato unico standard da parte delle stazioni appaltanti e delle soprintendenze per gli interventi archeologici.
Ha espresso, infine, preoccupazione per il meccanismo di deroga al processo di esecuzione dell’archeologia preventiva, (art. 25/comma 15) che, potendo esser avocata dalla Presidenza del Consiglio, rischia di diventare uno strumento di interferenza politica nelle decisioni tecniche.
Dopo aver ascoltato i rappresentanti, nell’esprimere apprezzamento per il processo in atto che va nella direzione di costituire un interlocutore per tutte le questioni relative all’archeologia, il Ministro ha rassicurato i presenti sulla confluenza degli articoli 96a e 96b nell’unico articolo 25 del nuovo Codice degli Appalti, spiegando che si tratta semplicemente di un accorpamento formale dovuto alla necessità di presentare un testo finale più snello, ma che l’indirizzo è quello di recepire in tutto la sostanza del Codice precedente, garantendo la sequenza delle fasi. Ha inoltre puntualizzato che il meccanismo di deroga alle procedure di archeologia preventiva previsto al comma 15 dell’art. 25 del nuovo codice è sì previsto in caso di tempistiche previsionalmente troppo lunghe, ma solo per casi eccezionali e non per categorie di opere pubbliche.
Ha poi fornito disponibilità rispetto a forme di monitoraggio sull’applicazione della riforma per recepire le principali criticità che emergeranno e porre rimedio con correttivi mirati. Ha inoltre garantito attenzione rispetto al tema degli archivi, concordando sull’opportunità di favorirne la digitalizzazione e il libero accesso, ritenendo al contempo interessante la proposta di un monitoraggio a larga scala del territorio su base satellitare.
In merito alla definizione dei requisiti professionisti previsti dalla L. 110/2014, da emanare con apposito decreto, il Ministro ha fornito massime garanzie, impegnandosi all’emanazione entro l’estate. Allo stesso modo si è impegnato a sollecitare la pubblicazione delle linee guida relative all’Archeologia Preventiva, affermando di considerare prezioso il contributo del mondo degli archeologi rappresentato dal costituendo coordinamento.
A tal proposito il Ministro si è detto interessato all’ipotesi di formulare un unico schema di capitolato per le imprese appaltanti e per le Soprintendenze, relativo ai lavori in archeologia e valido in tutta Italia.
Ha poi spiegato la sua visione a proposito degli scopi della Scuola Nazionale del Patrimonio e dell’Istituto Centrale per l’Archeologia.
La Scuola Nazionale del Patrimonio sarà un ente ministeriale, la cui attività si svolgerà successivamente alla formazione universitaria (master, specializzazione e dottorato) e avrà due percorsi, uno dedicato all’internazionalizzazione, cioè alla formazione di studiosi da tutto il mondo, nel quadro di accordi bilaterali tra Italia e altri Paesi, e l’altro pensato per la formazione dei dirigenti del Ministero, come ad esempio i futuri Soprintendenti unici.
Anche l’Istituto Centrale per l’Archeologia sarà un ente totalmente ministeriale, sul modello di ISCR e Opificio delle Pietre Dure, che supporterà le Soprintendenze ed è stato pensato per valorizzare l’eccellenza delle competenze italiane in campo archeologico in vista delle nuove soprintendenze uniche. Verrà istituito a breve, ma il Ministro ne definirà struttura e modalità dopo un ampia consultazione con il mondo degli specialisti del settore.
Quanto alle concessioni di scavo, che saranno oggetto di una riunione del Consiglio Superiore Beni Culturali e Paesaggistici, ha espresso piena disponibilità a esaminare e eventualmente a rivedere le norme che regolano questo istituto e ha garantito il suo impegno per la libertà di ricerca, purché entro regole certe di tutela del patrimonio archeologico e rigorosi sistemi di valutazione della qualità scientifica. Ha, infine, ribadito la sua volontà di favorire una sistematica collaborazione tra MiBACT e MIUR, anche con l’ambizioso progetto dei cd. ‘policlinici dei beni culturali’.
Pubblicato su 2016, Archeologi, Archeologia, CNAP, Comunicati, Coordinamento, Dario Franceschini, definizione, MiBACT, Ministro, professione, professionisti, Tourisma, Università
Tag: ArcheoImprese, Archeologi, Archeologi Professionisti, archeologia, Associazioni, CNA Professioni, CNAP, Comunicato, Dario Franceschini, Laura Torsellini, MiBACT, Ministro, professione, Riconoscimento Professione, università
Coordinamento degli Archeologi Italiani: Lettera aperta al Ministro Franceschini
Egr. Signor Ministro On. Dario Franceschini,
venerdì 19 febbraio si è tenuto, nell’ambito del Salone Internazionale dell’Archeologia 2016 di Firenze (TourismA), una tavola rotonda promossa dal coordinamento delle associazioni degli archeologi italiani e presieduta dal prof. Giuliano Volpe dal titolo “Formazione Ricerca Tutela Professione”, che ha visto la partecipazione delle molteplici componenti del mondo archeologico italiano, con interventi di docenti universitari e ricercatori, di esponenti delle associazioni professionali e delle imprese, di dirigenti e funzionari del MiBACT.
L’incontro ha rappresentato una tappa di pubblico confronto in vista della creazione di un soggetto associativo che rappresenti in forma federata le molte migliaia di archeologi che operano nei diversi settori della disciplina.
Nel corso dell’incontro sono stati affrontati i principali temi legati al mondo dell’archeologia e della professione dell’archeologo: dalla formazione universitaria alla libertà della ricerca, dal libero accesso ai dati a scopo di ricerca fino alla migliore organizzazione delle strutture pubbliche di tutela, dall’archeologia preventiva ai musei e parchi archeologici, dalle missioni archeologiche all’estero alla scuola di Atene.
E’ stato un momento importante di confronto nel corso del quale sono emerse, seppure con differenti accentuazioni e sottolineature derivanti dalle diverse visioni e dalle criticità che ciascuno dei settori rappresentati riscontra, elementi di forte preoccupazione per lo stato attuale e per il destino della disciplina archeologica tutta, nelle sue diverse declinazioni.
Tutti hanno manifestato la necessità di un radicale cambiamento che, senza disperdere il patrimonio di esperienze, sviluppi ulteriormente la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico, fugando i timori per ogni rischio di un loro depotenziamento e marginalizzazione.
In particolare sono state sottolineate le perduranti carenze normative circa la regolamentazione di tutto il settore professionale, i pericolosi contraccolpi che deriverebbero dal paventato stralcio delle norme riguardanti la procedura di verifica preventiva dell’interesse archeologico dal nuovo Codice degli Appalti, la profonda preoccupazione nei confronti dei provvedimenti di riforma del MiBACT, per l’elaborazione dei quali è mancato un confronto serio e costruttivo con tutti i soggetti interessati, in cui si sarebbero potuti dibattere tutti quegli aspetti che potrebbero generare pesanti conseguenze in ordine alla efficacia dell’azione di tutela esercitata dagli Uffici periferici del Ministero. Si è inoltre ribadita forte preoccupazione nei confronti di quanto previsto dalla Legge 124/2015 (cd. Madia) in materia di silenzio-assenso, riorganizzazione della conferenza dei servizi, coordinamento territoriale da parte delle Prefetture. In una fase di grandi cambiamenti, auspichiamo un più stretto e sistematico rapporto di dialogo e collaborazione con il mondo dell’università, della ricerca, dei professionisti, delle imprese e del MIBACT.
Ed è con spirito costruttivo che si ritiene necessario e urgente sottoporre alla Sua attenzione le seguenti richieste:
Scongiurare il rischio di un drastico depotenziamento dell’istituto dell’archeologia preventiva, evitando lo stralcio degli artt. 95-96 del nuovo Codice degli Appalti. Qualora si optasse per il trasferimento dell’istituto nel Codice dei Beni Culturali, si evidenzia come necessario l’inserimento all’interno del nuovo Codice degli Appalti di una norma transitoria in grado di evitare pesanti danni al patrimonio archeologico del Paese, nonchè consistenti incrementi di tempi e costi nel processo di realizzazione delle opere pubbliche. In vista dell’abrogazione dell’attuale Codice degli Appalti (Dlgs. 163/2006) e del relativo regolamento (D.P.R. 207/2010) sarà altrettanto necessario prevedere il mantenimento degli articoli di cui al capo II del D.P.R. 207/2010 (progettazione, direzione tecnica e collaudo dei lavori riguardanti i beni del patrimonio culturale) ed in particolare gli artt. 245 e 248 (progettazione, direzione tecnica e collaudo dello scavo archeologico). I testi di tali articoli potrebbero essere accolti nelle Linee Guida sull’archeologia preventiva (previste all’art. 96, co. 6 del Dlgs. 163/2006 e nuovamente sollecitate dall’art. 26, co. 4 del Decreto Legge 12/09/2014 n° 133 – c.d. Sblocca Italia), di cui si richiede l’immediata emanazione.
Preso atto del percorso di avanzamento del D. M. 23 gennaio 2016 n. 44, avviare una riflessione sulla procedura di attuazione della riforma del MiBACT, che consenta una maggiore partecipazione e condivisione da parte dell’intero mondo archeologico, e contestualmente istituire un tavolo tecnico di valutazione e discussione in merito alle prospettive generali e alle specifiche ricadute di carattere tecnico e logistico-organizzativo. Si sottolinea con forza la necessità di una discussione formalmente istituita allo scopo di valutare e monitorare risultati e criticità della sperimentazione della riforma.
Avviare nel più breve tempo possibile l’iter per la formulazione, l’approvazione e l’adozione di un regolamento di attuazione della Legge 110/2014 in materia di professionisti dei Beni Culturali, convocando al più presto le audizioni e acquisendo i pareri previsti dall’art. 2, co. 2 della stessa legge.
Condividere con l’intero mondo archeologico contenuti e finalità degli annunciati Istituto Centrale per l’Archeologia e Scuola Nazionale del Patrimonio.
Rivedere drasticamente le attuali farraginose procedure relative alle concessioni di scavo, all’accesso ai dati e alla libera circolazione, in attuazione degli artt. 9 e 33 della Costituzione della Repubblica.
Versione approvata dal tavolo di coordinamento degli archeologi italiani nella riunione del 24 febbraio 2016 presso il Collegio Romano
ANCPL Legacoop
API-MIBACT
Archeoimprese – Associazione delle imprese archeologiche italiane
CIA – Confederazione Italiana Archeologi
Consulta Universitaria di Preistoria e Protostoria
Consulta Universitaria del Mondo Classico
Consulta Universitaria per le Archeologie Postclassiche
FAP- Federazione Archeologi Professionisti
SAMI- Società Archeologi Medievisti Italiani
Pubblicato su 2016, Archeologi, Archeologia, CNAP, Comunicati, confederazione, Firenze, Funzionari, MiBACT, professione, professionisti, Tourisma, Tourisma2016, Università
Tag: Archeologi Professionisti, archeologia, CNAP, Comunicato, Coordinamento Archeologi Italiani, professione, ProfessioneArcheologo, Tourisma2016
Volontariato e Archeologia professionale. I Bandi per il Giubileo straordinario e per i 60 Esperti del patrimonio culturale
È stato pubblicato dal MiBACT, durante il periodo natalizio, il bando per il Giubileo Straordinario della Misericordia (http://www.beniculturali.it/…/C…/2015/visualizza_asset.html…).
Questo prevede una selezione che favorisce chi ha già lavorato con gli enti coinvolti e/o è stato impegnato in progetti con gli stessi obiettivi e, tra gli enti coinvolti ci sono la Croce Rossa Italiana, Caritas, l’Università La Sapienza di Roma e il MiBACT stesso; inoltre la procedura di selezione dà alla valutazione dei titoli più di un terzo del punteggio possibile totale.
Nel progetto “Archeologia in Cammino” si dichiara esplicitamente che il ricorso ai volontari del Servizio Civile Nazionale fa fronte “alla ancora insufficiente offerta e varietà e al modesto numero di eventi legati alla promozione della cultura archeologica e all’insufficiente sostegno divulgativo” della Soprintendenza del Colosseo di Roma.
Si cercano quindi persone esperte nella divulgazione archeologica, che abbiano avuto rapporti più prolungati possibile con la Soprintendenza stessa o con l’Università, per la “realizzazione di pubblicazioni di ausilio alle visite dei luoghi della cultura, realizzazione di opuscoli informativi e di supporti audiovisivi, disponibili in italiano e in lingua, per le aree solitamente chiuse al pubblico e sui percorsi turistici meno conosciuti, distribuiti presso gli operatori turistici locali, per caratterizzare e diffondere il patrimonio in occasione di eventi culturali”. Altresì per la “realizzazione di eventi di diffusione incontri e seminari, che coinvolgeranno sia turisti che popolazione della Città e giovani studenti delle scuole delle Università presenti sul territorio, presso enti locali e istituti scolastici ed Università per costruire un sostegno partecipato della comunità alla promozione culturale”. Infine per la “organizzazione di visite guidate gratuite per aree difficilmente accessibili o solitamente chiuse al pubblico, per turisti ed utenti della Città, da realizzarsi sia in italiano che in lingua”. Si chiede a queste persone altamente qualificate di prestare servizio volontario per un compenso di poco più di 400 euro mensili e di farlo essendo tenuti “al rispetto dell’orario di servizio nonché al rispetto delle condizioni riguardanti gli eventuali obblighi di pernottamento, o di altra natura, connessi al progetto medesimo. L’interruzione del servizio senza giustificato motivo, prima della scadenza prevista, comporta l’impossibilità di partecipare per il futuro alla realizzazione di nuovi progetti di servizio civile nazionale, nonché la decadenza dai benefici eventualmente previsti dallo specifico progetto eil mancato rilascio dell’attestato di svolgimento del servizio”.
Si dimostra, quindi, ancora una volta, il disconoscimento degli sforzi che chiunque voglia esercitare la professione dell’archeologo deve affrontare: sforzi economici, di tempo e di impiego delle proprie risorse intellettuali e fisiche.
A maggior ragione, questo bando favorirà candidati che abbiano avuto un lungo rapporto con il Ministero, la Soprintendenza e con l’Università.
Questo atteggiamento, quando è proprio del Ministero che dovrebbe incarnare gli interessi della Cultura e, in questo caso particolare, dell’Archeologia, ferisce e colpisce profondamente tutta la categoria, in particolare quella dei professionisti, ma anche tutti coloro che da anni si sforzano, con enormi sacrifici, di non abbandonare la strada della ricerca e della tutela presso gli enti pubblici e ministeriali, come Università e Soprintendenze.
Riteniamo che la voce della categoria tutta dovrebbe levarsi nitida contro questo atteggiamento.
E’ un atteggiamento che sembra assecondare certe irresponsabili dichiarazioni secondo cui studiare con impegno e qualificarsi a pieni voti per poter esercitare la professione a cui si ambisce sia inutile, o addirittura dannoso ai fini proprio dell’esercizio di una professione e del trovare un impiego remunerato. Un atteggiamento che, quindi, danneggerà, nel lungo periodo, proprio gli enti che attualmente sembrano avallarlo senza riserve.
Infine, un’ultima considerazione sul Bando per la procedura di selezione di 60 Esperti del patrimonio culturale da assumere a tempo determinato per 9 mesi (http://www.beniculturali.it/…/visualizza_asset.html_1090564…). Innanzitutto il limite di 40 anni è discriminate e può essere soggetto a ricorso, visto che è stato abolito dalla Corte di Giustizia UE, sez. II, sentenza 13/11/2014 n° C-416/13. Già dal 2000, con la Direttiva 2000/78/CE del 27 novembre 2000, l’Unione Europea vietava la discriminazione nei concorsi pubblici basata sull’età. Inoltre è poca chiara l’equiparazione dei master biennali alla specializzazione come punteggio, senza prendere in considerazione il fatto che i master sono di I livello, aperti a coloro che hanno una laurea triennale, e di II livello, per coloro che hanno una laurea magistrale. E non tutti i master di II livello hanno la durata di 2 anni, dunque vengono equiparati master di defferenti livelli, in base alla durata! Nel concorso del 2008 a funzionario si poteva accedere se in possesso di Specializzazione e Dottorato, dunque equiparati, ma in questo caso non hanno lo stesso peso, in un bando cui si accede per titoli. Questo dimostra la confusione nel redigere questi bandi, che nasce dalla mancanza di tutela di una professione misconociuta dal Ministero con cui opera.
Pubblicato su #nocostozero, 2015, 2016, 60 esperti cultura, Archeologi, Archeologia, CNAP, Comunicati, confederazione, cultura, formazione, Funzionari, Giubileo Straordinario, MiBACT, professione, professionisti, Servizio Civile, Volontariato
Tag: Archeologi Professionisti, CNAP, Funzionari, Giubileo, MiBCACT, professione, Riconoscimento Professione
Comunicato congiunto del Coordinamento Archeologi Italiani
Gli archeologi italiani operanti nelle università, nel CNR, nel Mibact e nelle libere professioni esprimono ferma contrarietà all’individuazione della laurea triennale quale titolo di ammissione al prossimo concorso per 500 funzionari tecnici-scientifici del MiBACT, così come previsto da un emendamento alla Legge di Stabilità approvato lo scorso 13 novembre in Commissione Bilancio del Senato.
Le attività di ricerca, tutela, valorizzazione, fruizione, comunicazione, musealizzazione, pianificazione territoriale e tutti gli altri ambiti nei quali si svolgono le attività della moderna ricerca archeologica richiedono, infatti, un alto livello di competenze e un elevato bagaglio di conoscenze specialistiche e di esperienze incompatibili con il primo livello universitario, destinato a fornire una formazione di base di carattere generale.
Prevedere la semplice laurea triennale come requisito di accesso sarebbe irresponsabile e genererebbe un’incomprensibile svalutazione delle competenze fornite dalla formazione magistrale (Laurea Magistrale in Archeologia) e dalla formazione post lauream (Scuole di Specializzazione e Dottorato di Ricerca).
Gli archeologi italiani fanno appello al Parlamento e al Ministro Dario Franceschini affinché la selezione di funzionari prevista dalla Legge di Stabilità premi le competenze, la formazione specialistica universitaria e l’esperienza professionale sul campo.
Chiedono, inoltre, al MiBACT di cogliere l’occasione per mettere ordine nel caos attualmente esistente nei profili professionali e nei relativi requisiti, in collaborazione con il MIUR e le consulte universitarie e con le associazioni professionali.
Associazione delle imprese di archeologia (Archeoimprese), Associazione Nazionale Archeologi (ANA), Associazione Nazionale Cooperative di Produzione e Lavoro (ANCPL Legacoop), Assotecnici, Confassociazioni Beni e Professioni Culturali, Confederazione Italiana Archeologi (CIA), Confederazione Nazionale Archeologi Professionisti (CNAP), Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), Consulta universitaria di Archeologia del Mondo Classico, Consulta universitaria di Archeologia Post-Classica, Consulta universitaria di Preistoria e Protostoria, Consulta universitaria di Topografia, Coordinamento Archeologi CNA, Federazione Archeologi Professionisti (FAP), Federazione Archeologi Subacquei (FAS), FINCO Cultura, SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani
Pubblicato su Archeologi, CNAP, Comunicati, confederazione, nazionale, professione, professionisti
Pubblicato su #nocostozero, Archeologi, Archeologia, CNAP, Comunicati, confederazione, cultura, nazionale, professione, professionisti, Protesta, Roma, Servizio Civile, Volontariato
Tag: Servizio civile, Volontariato
Comunicato stampa su modifiche al DPR 30 Ottobre 2013
Pubblicato il 21 dicembre 2013 | Immagine
Comunicato stampa sul DPR 30 Ottobre 2013
Pubblicato il 12 dicembre 2013 | Immagine
Per iscriverti a CNAP, inviaci all'indirizzo email archeologiprofessionisti.cnap@gmail.com il modulo di iscrizione compilato, insieme al tuo curriculum vitae completo di data e firma e alla copia firmata di un documento di identità.
I Consulenti CNAP
Per chiedere aiuto ai nostri consulenti, contattali ai seguenti indirizzi e-mail:

References: art. 25
 art. 95
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 articolo 25
 sentenza