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Timestamp: 2019-04-24 18:39:28+00:00

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742.1 (Revocabilità dei provvedimenti) - Foroeuropeo Rivista Giuridica Online
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742.1 (Revocabilità dei provvedimenti)
Codice di procedura civile Libro Quarto: DEI PROCEDIMENTI SPECIALI Titolo II: DEI PROCEDIMENTI IN MATERIA DI FAMIGLIA E DI STATO DELLE PERSONE Capo I: DELLA SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI Capo II: DELL'INTERDIZIONE, DELL'INABILITAZIONE E DELL'AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO (1) Capo III: DISPOSIZIONI RELATIVE ALL'ASSENZA E ALLA DICHIARAZIONE DI MORTE PRESUNTA Capo IV: DISPOSIZIONI RELATIVE AI MINORI, AGLI INTERDETTI E AGLI INABILITATI Capo V: DEI RAPPORTI PATRIMONIALI TRA I CONIUGI Capo VI: DISPOSIZIONI COMUNI AI PROCEDIMENTI IN CAMERA DI CONSIGLIO 742. (Revocabilità dei provvedimenti)
Art. 742. (Revocabilità dei provvedimenti)
Natura - Provvedimento di volontaria giurisdizione - Conseguenze - Ricorribilità per cassazione ex art. 111 Cost. - Esclusione - Limiti - Fondamento - Fattispecie. Il provvedimento con cui l'autorità giudiziaria nomina, ex art. 1105, comma 4, c.c., un amministratore della cosa comune, al fine di supplire all'inerzia dei partecipanti alla comunione, ha natura di atto di giurisdizione volontaria, perciò privo di carattere decisorio o definitivo, in quanto revocabile e reclamabile ai sensi degli artt. 739, 742 e 742-bis c.p.c. e, conseguentemente, non ricorribile per cassazione ex art. 111, comma 7, Cost., salvo che il provvedimento, travalicando i limiti previsti per la sua emanazione, abbia risolto in sede di volontaria giurisdizione una controversia su diritti soggettivi. (Nella specie, la S.C. ha dichiarato inammissibile il ricorso con il quale si lamentava l'irregolare costituzione del contraddittorio nel giudizio di reclamo innanzi alla corte di appello, in virtù delle concrete modalità di notifica dell'atto introduttivo di detta fase processuale). Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Ordinanza n. 15548 del 22/06/2017 ...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 13820 del 06/07/2016
Eredità beneficiata - Decreto di autorizzazione alla vendita dei beni erri - Ricorso straordinario per cassazione - Inammissibilità - Fondamento. In tema di eredità con beneficio d'inventario, il decreto con cui il tribunale, accertata la difficoltà dei coeredi di completare la liquidazione, autorizzi la vendita concorsuale non è impugnabile con ricorso straordinario per cassazione, in quanto, pur riguardando posizioni di diritto soggettivo, tale decreto chiude un procedimento non contenzioso, privo di vero e proprio contraddittorio, senza statuire su dette posizioni in via decisoria e definitiva. Corte di Cassazione Sez. 6 - 2, Sentenza n. 13820 del 06/07/2016 ...
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - in genere – Sez. 6 - 2, Sentenza n. 13820 del 06/07/2016
Eredità beneficiata - Decreto di autorizzazione alla vendita dei beni ereditari - Ricorso straordinario per cassazione - Inammissibilità - Fondamento. In tema di eredità con beneficio d'inventario, il decreto con cui il tribunale, accertata la difficoltà dei coeredi di completare la liquidazione, autorizzi la vendita concorsuale non è impugnabile con ricorso straordinario per cassazione, in quanto, pur riguardando posizioni di diritto soggettivo, tale decreto chiude un procedimento non contenzioso, privo di vero e proprio contraddittorio, senza statuire su dette posizioni in via decisoria e definitiva. Sez. 6 - 2, Sentenza n. 13820 del 06/07/2016 ...
Concordato preventivo - effetti - esecuzione del concordato – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7591 del 15/04/2016
Commissario liquidatore - Decreto di liquidazione del compenso - Natura giurisdizionale - Revocabilità - Esclusione. Il decreto con il quale il tribunale quantifica il compenso al commissario liquidatore nell'ambito della procedura di concordato preventivo ha natura giurisdizionale e non è revocabile. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7591 del 15/04/2016 ...
Fallimento ed altre procedure concorsuali - concordato preventivo - effetti - esecuzione del concordato – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 7591 del 15/04/2016
Impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - in genere – Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20132 del 24/09/2014
Istanza di proroga del termine per la liquidazione dell'eredità - Provvedimento di rigetto - Ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Inammissibilità - Fondamento. In tema di accettazione con beneficio d'inventario, il decreto con cui il tribunale rigetta l'istanza di proroga del termine ex art. 500 cod. civ. per completare la procedura di liquidazione non è impugnabile con ricorso per cassazione a norma dell'art. 111 Cost., in quanto, pur riguardando posizioni di diritto soggettivo, chiude un procedimento di tipo non contenzioso privo di un vero e proprio contraddittorio e non statuisce in via decisoria e definitiva attesa la sua revocabilità e modificabilità alla stregua dell'art. 742 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 20132 del 24/09/2014 ...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - in genere - domanda di attribuzione di una quota di t.f.r. dell'ex coniuge - decreto della corte d'appello reso su reclamo - revocabilità o modificabilità ex art. 742 cod. proc. civ. - esclusione - successivo ricorso per cassazione su decreto comunque emesso - inammissibilità. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 30200 del 30/12/2011 Il decreto della corte d'appello, emesso in un procedimento contenzioso avente ad oggetto l'attribuzione di una quota di T.F.R., ai sensi dell'art. 12 bis della legge 1º dicembre 1970, n. 898, ha valore di sentenza ed è idoneo a passare in giudicato, onde non è revocabile ai sensi dell'art. 742 cod. proc. civ. - norma che riguarda i soli procedimenti di volontaria giurisdizione e che si riferisce proprio ai decreti conclusivi di tali procedimenti ma privi del carattere di decisorietà - essendo impugnabile, qualora ne sussistano i presupposti, con l'azione di revocazione di cui all'art. 395 cod. proc. civ. Ne consegue che è inammissibile il ricorso per cassazione proposto avverso il decreto in tal caso emesso dalla corte d'appello su ricorso ex art. 742 cod. proc. civ.. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 30200 del 30/12/2011 ...
impugnazioni civili - cassazione (ricorso per) - provvedimenti dei giudici ordinari (impugnabilità) - in genere - certalex - Provvedimento provvisorio ed urgente di affidamento del figlio naturale ex art.317bis cod.civ. - Reclamo - Decreto della corte d'appello accoglimento - Ricorribilità in cassazione ex art.111Cost. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 23578 del 20/11/2010 giurisdizione volontaria - provvedimenti - impugnazioni e reclami - in genere - certalex - Provvedimento di affidamento del figlio naturale ex art.317 bis cod.civ. - Reclamo - Decreto della Corte d'appello di accoglimento del reclamo - Ricorribilità in cassazione ex art.111 Cost - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 23578 del 20/11/2010 La pronuncia della Corte d'Appello, sezione minorenni, riguardante un provvedimento provvisorio ed urgente, emerso, in corso di procedimento, in tema di affidamento del figlio naturale ai sensi dell'art. 317 bis cod. civ. non è ricorribile per cassazione ai sensi dell'art. 111, settimo comma, Cost. attesa la natura strumentale e il carattere revocabile di tale provvedimento che non vengono meno neanche quando l'oggetto delle censure del ricorrente riguardi la lesione di situazioni aventi rilievo processuale, quali espressione del diritto di azione, ed in particolare del diritto al riesame da parte di un giudice diverso, in quanto la pronunzia sull'osservanza delle norme che regolano il processo, disciplinando i presupposti, i modi e i tempi con i quali la domanda può essere portata all'esame del giudice ha necessariamente la medesima natura dell'atto giurisdizionale cui il processo è preordinato e, pertanto, non può avere autonoma valenza di provvedimento decisorio e definitivo, se di tali caratteri quell'atto sia privo della problematica processuale. Corte di Cassazione Sez. 6 - 1, Ordinanza n. 23578 del 20/11/2010 ...
giurisdizione volontaria - provvedimenti - impugnazioni e reclami - in genere - Provvedimenti in sede di volontaria giurisdizione ai sensi degli artt. 317 bis, 330,332,333 cod. civ. o dell'art.4, secondo comma, legge n.184 del 1983 - Ricorribilità in cassazione ex art. 111 Cost. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11756 del 14/05/2010 capacità della persona fisica - potestà dei genitori - decadenza - in genere - Provvedimenti in sede di volontaria giurisdizione ai sensi degli artt. 317 bis, 330, 332, 333 cod. civ. o dell'art. 4, secondo comma, legge n. 184 del 1983 - Ricorribilità in cassazione ex art. 111 Cost. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11756 del 14/05/2010 I provvedimenti, emessi in sede di volontaria giurisdizione, che limitino o escludano la potestà dei genitori naturali ai sensi dell'art. 317-bis cod. civ., che pronuncino la decadenza dalla potestà sui figli o la reintegrazione in essa, ai sensi degli artt. 330 e 332 cod. civ., che dettino disposizioni per ovviare ad una condotta dei genitori pregiudizievole ai figli, ai sensi dell'art. 333 cod. civ., o che dispongano l'affidamento contemplato dall'art. 4, secondo comma, della legge 4 maggio 1983, n. 184, in quanto privi dei caratteri della decisorietà e definitività in senso sostanziale, non sono impugnabili con il ricorso straordinario per cassazione di cui all'art. 111, settimo comma, Cost. neppure se il ricorrente lamenti la lesione di situazioni aventi rilievo processuale, quali espressione del diritto di azione (nella specie, la mancanza del parere del P.M. e la mancata audizione dei genitori), in quanto la pronunzia sull'osservanza delle norme che regolano il processo, disciplinando i presupposti, i modi e i tempi con i quali la domanda può essere portata all'esame del giudice, ha necessariamente la medesima natura dell'atto giurisdizionale cui il processo è preordinato e, pertanto, non può avere autonoma valenza di provvedimento decisorio e definitivo, se di tali caratteri quell'atto sia privo, stante la natura strumentale della problematica processuale e la sua idoneità a costituire oggetto di dibattito soltanto nella sede, e nei limiti, in cui sia aperta o possa essere riaperta la discussione sul merito. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 11756 del 14/05/2010 ...
successioni "mortis causa" - disposizioni generali - accettazione dell'eredità - con beneficio di inventario - modalità - inventario - Redazione - Proroga dei termini - Richiesta - Rigetto - Impugnabilità con ricorso per cassazione ex art. 111 Cost. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2721 del 08/02/2010 In tema di accettazione di eredità con beneficio di inventario, il decreto con il quale il tribunale rigetta l'istanza di proroga del termine per la redazione dell'inventario non è impugnabile con ricorso per cassazione a norma dell'art. 111 Cost., in quanto, pur riguardando posizioni di diritto soggettivo, esso chiude un procedimento di tipo non contenzioso privo di un vero e proprio contraddittorio e non statuisce in via decisoria e definitiva su dette posizioni, stante la sua revocabilità e modificabilità alla stregua dell'art. 742 cod. proc. civ. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 2721 del 08/02/2010 ...
Provvedimenti in sede di volontaria giurisdizione ai sensi degli artt.317bis, 330, 333 cod.civ. - Incidenza sul diritto processuale al riesame della decisione del primo giudice - Ricorribilità in Cassazione ex art.111Cost. - Esclusione - Fondamento. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16984 del 01/08/2007 Quando il provvedimento impugnato sia privo dei caratteri della decisorietà e definitività in senso sostanziale (come nel caso di provvedimenti emessi in sede di volontaria giurisdizione, che disciplinino, limitino, escludano o ripristinino la potestà dei genitori naturali ai sensi degli artt.317 bis , 330,332,333 cod.civ.), il ricorso straordinario per cassazione di cui all'art.111 settimo comma, Cost. non è ammissibile neppure se il ricorrente lamenti la lesione di situazioni aventi rilievo processuale, quali espressione del diritto di azione, posto che la situazione strumentale in tal modo prospettata non assume certo una rilevanza sostanziale di decisorietà e definitività, che manca radicalmente in quella finale per la quale il ricorso straordinario non viene accordato. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 16984 del 01/08/2007 ...
Creditore errio - Richiesta al pretore di fissazione di un termine per il rendiconto e la liquidazione delle attività ex artt. 496 e 500 cod. civ. - Rigetto dell'istanza - Reclamo al tribunale - Rigetto del reclamo - Ricorso per cassazione avverso il provvedimento del tribunale - Ammissibilità - Esclusione. In tema di eredità giacente, il rigetto, da parte del pretore, della richiesta di fissazione di un termine per il rendiconto e per la liquidazione delle attività (artt. 496 e 500 cod. civ.) può essere impugnato, sotto forma di reclamo, al competente tribunale, mentre la successiva decisione di rigetto del tribunale stesso non è impugnabile con il rimedio straordinario del ricorso per cassazione ex art. 111 Cost., poiché l'ordinanza emessa dall'organo collegiale è inidonea (in quanto non destinata ad incidere su diritti soggettivi) a produrre effetti di diritto sostanziale e processuale, riguardando soltanto la mancata fissazione di un termine per il rendiconto e la liquidazione di attività, senza determinare alcuna ipotesi di incapienza per il creditore istante, ed è altresì inidonea a passare in cosa giudicata, attesane la medesima natura (non decisoria) del provvedimento pretorile di volontaria giurisdizione, con conseguente facoltà, per l'interessato, di ricorrere nuovamente al giudice per chiedere un altro provvedimento di fissazione del termine. Corte di Cassazione Sez. 2, Sentenza n. 3244 del 27/03/1998 ...
Minore età - giudice tutelare - competenza territoriale - camera di consiglio - volontaria giurisdizione - competenza territoriale - domicilio delle parti. Camera di consiglio – Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3322 del 29/12/1960
Provvedimento di volontaria giurisdizione - presunzione di legittimità - contestazioni - onere della prova - fattispecie. Domicilio, residenza e dimora - residenza - domicilio - differenza. Camera di consiglio - provvedimento di volontaria giurisdizione - revoca o modifica - negozi conclusi dai terzi - rispetto - condizioni - buona fede - estremi. Camera di consiglio - provvedimento di volontaria giurisdizione - terzo - nozione - tutela della buona fede - estremi. Camera di consiglio - provvedimento - incompetenza del giudice - inopponibilità ai terzi. Competente ad autorizzare il genitore, esercente la patria potestà, che intenda procedere a divisioni nell'interesse dei figli minori, è il giudice tutelare del luogo in cui i minori hanno il domicilio legale (art. 45 cod.civ.), e cioè il giudice del luogo del domicilio del padre. Giudice competente ad emettere il provvedimento di volontaria giurisdizione è, salva diversa espressa designazione della legge, quello del domicilio delle parti nell'interesse delle quali S'invoca il provvedimento. La presunzione di legittimità sorregge i provvedimenti emessi in materia di volontaria giurisdizione; pertanto, spetta a colui che contesti tale legittimità, sostenendo l'Invalidità del provvedimento perché emessa da giudice territorialmente incompetente, dimostrare che manchi il presupposto della Competenza territoriale di detto giudice. Mentre il domicilio è nel luogo in cui la persona ha stabilito la Sede principale dei suoi affari e interessi, la residenza è nel luogo in cui la persona ha la sua dimore abituale; pertanto, mentre la residenza si ricollega al concetto di una dimora della persona in un dato luogo, avente carattere di relativa stabilità e durata, e riguarda il fatto della sua presenza abituale in un determinato luogo, il domicilio prescinde dal fatto della dimora o della presenza della persona in un luogo, in quanto esso, pur riposando su un elemento di fatto, costituito dall'avere la persona stabilito in un luogo la Sede principale dei suoi affari ed interessi, consiste in una relazione tra la persona e detto luogo, essenzialmente ed anche soltanto giuridica, caratterizzata dalla volontà della persona di stabilire in quel luogo la Sede generale delle sue relazioni e dei suoi interessi. A norma dell'art. 742 cod.proc.civ. la revoca, la modificazione e la dichiarazione di Invalidità dei provvedimenti di volontaria giurisdizione non incidono sui diritti acquistati dai terzi, in base ai negozi autorizzati dai provvedimenti stessi, quando i terzi siano in buona fede. Ad escludere la buona fede del terzo non basta l'omesso accertamento dei vizi da cui l'atto sia inficiato, ma occorre la conoscenza dei vizi stessi. L'ignoranza del vizio, infatti, ancorché dipenda da colpa grave, importa sempre buona fede, e non rileva che lo stato d'ignoranza del vizio avrebbe potuto essere eliminato usando una diligenza anche minima. Colui che contrae con persona, che dispone di un provvedimento autorizzativo di volontaria giurisdizione, ed acquista da questa diritti, è terzo rispetto al provvedimento di autorizzazione, al quale è rimasto estraneo. In caso di revoca, di modificazione o di dichiarazione di Invalidità di detto provvedimento autorizzativo il terzo può invocare la sua buona fede, cioè la ignoranza del vizio o della causa di revoca o modificazione, a norma dell'art. 742 cod.proc.civ., sempre che il negozio da lui concluso sia anteriore alla revoca, modificazione o dichiarazione di Invalidità del provvedimento di volontaria giurisdizione. Il principio, stabilito dall'art. 741 cod.proc.civ. circa la inopponibilità ai terzi acquirenti di buona fede della revoca o della modificazione dei provvedimenti di volontaria giurisdizione, si applica anche alle ipotesi di Invalidità dei provvedimenti medesimi per incompetenza del giudice. Corte di Cassazione Sez. 1, Sentenza n. 3322 del 29/12/1960 ...

References: Art. 742
 art. 111
 art. 1105
 art. 111
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 Sentenza 
 art. 111
 art. 500
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 art. 742
 Sentenza 
 sentenza 
 art. 742
 Sentenza 
 art.317
 art.111
 art.317
 art.111
 art. 111
 Sentenza 
 art. 111
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 art. 111
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 art.111
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 art. 111
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