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Timestamp: 2019-11-13 12:47:37+00:00

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Home Senza Categoria La Valenza indiziaria della sentenza c.d. “di patteggiamento” nel licenziamento disciplinare: possibilità per il lavoratore di articolare mezzi di prova per contestare i gravi indizi di colpevolezza.
Tags: giudicato penale, lavoro, licenziamento, patteggiamento, procedimento disciplinare, tutela del lavoratore
2. Nell’ipotesi in cui una disposizione di un contratto collettivo faccia riferimento alla sentenza penale di condanna passata in giudicato, ben può il giudice di merito, nell’interpretare la volontà delle parti collettive espressa nella clausola contrattuale, ritenere che le parti contrattuali, nell’usare l’espressione “sentenza di condanna”, si siano ispirati al comune sentire che a questa associa la sentenza c.d. “di patteggiamento” ex art. 444 c.p.p., atteso che in tal caso l’imputato non nega la propria responsabilità, ma esonera l’accusa dall’onere della relativa prova in cambio di una riduzione di pena. Con ciò facendo chiarezza sull’eventuale interpretazione delle disposizioni previste sul punto dai CCNL.
Da ultimo, la Suprema Corte precisa, a tutela della posizione del lavoratore, che la sentenza di applicazione di pena a richiesta dell’imputato, c.d. di patteggiamento, “ha valenza indiziaria in ordine ai fatti addebitati, consentendo la possibilità per il lavoratore di articolare mezzi di prova per contestare i gravi indizi di colpevolezza che sono a fondamento della c.d. sentenza di patteggiamento”, semprechè le difese tendano all’accertamento di elementi di fatto che non contrastino con il giudicato penale.
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References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 444
 sentenza 
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