Source: https://www.exeo.it/site/d_NewsList.asp?whichpage=1&SortField=&SortDir=&IDCatN=171
Timestamp: 2018-10-18 14:30:44+00:00

Document:
L'esperimento della preventiva procedura amministrativa di cui L. n. 203 del 1982, artt. 5 e 46 è condizione di proponibilità dell'azione di risoluzione del contratto agrario per grave inadempimento del concessionario, anche nei confronti dei chiamati successivamente in causa a seguito di integrazione del contraddittorio.
In tema di rapporti agrari, uno degli elementi essenziali del contratto di affitto di fondo rustico è il corrispettivo, in danaro o in utilità di altra natura. Esso deve risultare periodico, certo o almeno determinabile, di norma correlato al valore di godimento del bene per realizzare una tendenziale equivalenza tra le due prestazioni, ed avere carattere anche di obbligatorietà, in quanto deve trovare causa nell'adempimento di un obbligo dell'affittuario e fonte nel contratto di affitto
Regole processuali in materia di agricoltura
Nelle controversie agrarie deve essere sempre designata, come giudice di rinvio, la stessa sezione specializzata agraria che ha reso la sentenza cassata, stante l'assoluta inderogabilità della competenza delle sezioni agrarie sia ratlone materiae che ratione loci, giustificata con l'esigenza di assicurare alle parti un organo meglio adatto, per la sua composizione, a valutare la situazione agricola del luogo, in rapporto alla natura dei terreni e delle colture e alle consuetudini della zona.
In relazione a un contratto di affitto di fondo rustico, se sia intervenuta una transazione, la competenza del giudice ordinario è configurabile solo nell'ipotesi in cui, essendo fuori discussione la validità di tale contratto, le parti controvertono sulla sua esecuzione od a questioni connesse; ove, invece, venga in discussione la perdurante esistenza e validità del rapporto agrario o la stessa validità della transazione la competenza appartiene alla sezione specializzata agraria.
In tema di contratti agrari, la L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 2, che stabilisce la durata per i contratti "in corso" alla data di entrata in vigore della legge, con decorrenza da tale ultima data, va interpretato nel senso che esso si applica indistintamente a tutti i contratti ancora non scaduti, a prescindere dal fatto che la durata fosse stata prevista in un contratto stipulato con l'assistenza delle associazioni sindacali di categoria ai sensi della L. 11 febbraio 1971, n. 11, ...
Contratto agrario di affitto
Poiché in materia di contratti conclusi dalla P.A. la stipulazione deve aver luogo, a pena di nullità, in forma scritta, con conseguente esclusione della possibilità di ipotizzare una rinnovazione tacita per facta concludentia del contratto, è escluso che, pur dopo l'entrata in vigore della L. 3 maggio 1982, n. 203, art. 41, la quale ha deformalizzato i contratti di affitto a coltivatore diretto, anche se ultranovennali, rendendoli a forma libera, possa ritenersi concluso ...
Prelazione e riscatto agrario
Presupposto per il riconoscimento del diritto alla prelazione agraria, ai sensi della L. n. 590 del 1965, art. 8 non è la modalità di esercizio dell'attività di coltivazione, ma il tipo di contratto stipulato tra le parti, sicché la prelazione è esclusa con riguardo ad un rapporto insorto come affitto a non coltivatore diretto.
Contratto agrario di soccida
Premesso che il "conferimento" del bestiame contraddistingue il contratto di soccida in tutti i suoi diversi sottotipi negoziali (soccida "semplice", ex art. 2171 c.c., in cui il bestiame è conferito dal soccidante; soccida "paniaria" ex art. 2182 c.c., in cui il bestiame è conferito "da entrambi i contraenti nelle proporzioni convenute"; soccida "con conferimento di pascolo" ex art. 2186 c.c., in cui il bestiame è conferito da ...
Il compendio montano
l’istituto del compendio montano, cronologicamente anteriore rispetto a quello generale, trova la propria applicazione esclusivamente per i terreni siti nelle zone montane
Compendio unico: i requisiti soggettivi
la disciplina prevista in tema di compendio unico avente portata generale prevede un regime fiscale agevolato per l’acquisto ed il trasferimento di terreni agricoli e relative pertinenze (ivi compresi i fabbricati) a favore di chi si impegni a costituire il compendio e a coltivarlo o condurlo
La qualifica di coltivatore diretto
Una prima enunciazione della stessa deve rinvenirsi nel codice civile, ove l’art. 2083, dopo aver fornito la nozione di «piccolo imprenditore», accomuna questi agli altri soggetti che svolgono un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia, fra cui il coltivatore diretto
La qualifica di imprenditore agricolo professionale
Nella sua formulazione originaria, il d.lgs. 99/2004 subito dopo la definizione dei requisiti reddituali previsti per lo IAP, stabiliva quale fosse il reddito qualificante a tali fini, espressamente espungendo dal computo del reddito globale da lavoro le pensioni di ogni genere, gli assegni ad esse equiparati, le indennità e le somme percepite per l’espletamento di cariche pubbliche, ovvero in società, associazioni ed altri enti operanti nel settore agricolo.
Le società agricole IAP
Ai sensi dell’art. 1, comma 3, del d.lgs. 99/2004, come modificato dal d.lgs. 101/2005[14] – per quanto attiene alla normativa nazionale e sempre nell’ambito tributario e previdenziale della disciplina qui al vaglio – sono considerate imprenditori agricoli professionali le società di persone, cooperative e di capitali, anche a scopo consortile, che siano in possesso di taluni requisiti.
Le società di coltivazione diretta
le società di coltivazione diretta prese in esame devono rispettivamente individuarsi: nelle società agricole di persone con almeno un socio coltivatore diretto; nelle società agricole di capitali con almeno un amministratore coltivatore diretto, nonché nelle società agricole cooperative con almeno un amministratore socio coltivatore diretto.
Compendio unico: Il tempo della sussistenza dei requisiti soggettivi
L’unico requisito richiesto dal Legislatore, ai fini dell’applicabilità del predetto regime fiscale agevolato, consiste dal duplice impegno dell’acquirente a costituire il compendio unico e a coltivarlo e condurlo in qualità di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale per un periodo di almeno dieci anni dal trasferimento. Mentre nulla è specificato circa la necessaria sussistenza delle qualifiche di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale.
Il mancato conseguimento dei requisiti soggettivi ai fini del compendio unico: effetti sul vincolo
si tratta di comprendere cosa accada nel caso in cui l’acquirente – che abbia proceduto alla costituzione del compendio medesimo, con relativa trascrizione del vincolo – non abbia conseguito la qualifica di imprenditore agricolo professionale ovvero di coltivatore diretto[35].
I beni costituibili in compendio unico
risulta evidente come siano costituibili in compendio unico i terreni. Del resto, tale scontata affermazione pareva desumersi dalla stessa definizione di compendio quale contenuta nel primo comma del citato art. 5-bis, ove è detto che «per compendio unico si intende l’estensione di terreno necessaria al raggiungimento del livello minimo di redditività determinato dai piani regionali di sviluppo rurale
L’estensione di terreno necessaria alla costituzione del compendio unico
Si pone il problema di comprendere quale possa essere la superficie necessaria ai fini della costituzione del compendio unico ed, in secondo luogo, se tale superficie, in assenza di un’espressa disciplina regionale, debba qualificarsi quale soglia massima da raggiungere e non oltrepassare ovvero quale soglia minima, non essendo configurabile alcun limite massimo
La funzionalità dei fondi quale presupposto per la costituibilità del compendio unico
ai fini della costituzione del compendio unico, il solo requisito cui occorre fare riferimento è quello della funzionalità dei fondi – intendendo quest’ultima quale idoneità degli stessi a consentire una razionale conduzione dell’impresa – non essendo invece necessario che gli stessi siano fra loro confinanti.
Compendio unico: l'accertamento dei reguisiti oggettivi
La disciplina di cui al d.lgs. 228/2001, come modificata ed integrata dai d.lgs. 99/2004 e 101/2005, nulla dispone quanto al soggetto o all’organo cui demandare la valutazione e l’attestazione circa la sussistenza dei requisiti oggettivi sopra indicati, limitandosi a rinviare quanto in oggetto alle previsioni della normativa regionale.
L’atto costitutivo del compendio unico
la costituzione del compendio unico avviene «con dichiarazione resa dalla parte acquirente o cessionaria nell’atto di acquisto o di trasferimento»; mentre ai sensi dei commi 11-quater e 4, rispettivamente, «la costituzione di compendio unico può avvenire anche in riferimento a terreni agricoli e relative pertinenze già di proprietà della parte, mediante dichiarazione unilaterale del proprietario resa innanzi a notaio nelle forme dell’atto pubblico»

References: sentenza 
 art. 2
 art. 41
 art. 8
 art. 2171
 art. 2182
 art. 2186
 art. 5