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Timestamp: 2019-02-20 08:18:10+00:00

Document:
Codice civile (Estratti)
Testo coordinato ed aggiornato con le recenti riforme introdotte con il D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361, la Legge 22 giugno 2000, n. 192, il D.P.R. 3 novembre 2000, n. 396, la Legge 24 novembre 2000, n. 340, la Legge 28 marzo 2001, n. 149, la Legge 4 aprile 2001, n. 154, il D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 228, il D.Lgs. 30 maggio 2002, n. 113, il D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, la Legge 6 novembre 2003, n. 304, la Legge 9 gennaio 2004, n. 6, la Legge 24 dicembre 2004, n. 313, il D.L. 14 marzo 2005, n. 35, la Legge 8 luglio 2005, n. 137, la Legge 28 dicembre 2005, n. 263, la Legge 8 febbraio 2006, n. 54, la Legge 14 febbraio 2006, n. 55, il Decreto Legislativo 1 ottobre 2007, n. 159, il D.Lgs. 4 agosto 2008, n. 142 e il D.Lgs. 3 novembre 2008, n. 173, la legge 15 luglio 2009, n. 94.
Art. 116. Matrimonio dello straniero nella Repubblica
Lo straniero che vuole contrarre matrimonio nella Repubblica deve presentare all'ufficiale dello stato civile una dichiarazione dell'autorità competente del proprio paese, dalla quale risulti che giusta le leggi a cui è sottoposto nulla osta al matrimonio, nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano. (1)
(1) Le parole "nonché un documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano" sono state inserite dall'art. 1, comma 15, della legge 15 luglio 2009, n. 94.
Il matrimonio contratto con violazione degli artt. 86, 87 e 88 può essere impugnato dai coniugi, dagli ascendenti prossimi, dal pubblico ministero e da tutti coloro che abbiano per impugnarlo un interesse legittimo e attuale.
Art. 143. Diritti e doveri reciproci dei coniugi
Art. 143-bis. Cognome della moglie
Art. 143-ter. (1) Cittadinanza della moglie
La moglie conserva la cittadinanza italiana, salvo sua espressa rinunzia, anche se per effetto del matrimonio o del mutamento di cittadinanza da parte del marito assume una cittadinanza straniera.
Art. 145. Intervento del giudice
Art. 146. Allontanamento dalla residenza familiare
Art. 147. Doveri verso i figli
Art. 148. Concorso negli oneri
Art. 157. Cessazione degli effetti della separazione
Le stesse disposizioni si applicano ai minori ricoverati in un istituto di pubblica assistenza o assistiti da questo per il mantenimento, l'educazione o la rieducazione, ovvero in stato di abbandono materiale o morale.
Art. 402. Poteri tutelari spettanti agli istituti di assistenza.
L'istituto di pubblica assistenza esercita i poteri tutelari sul minore ricoverato o assistito, secondo le norme del titolo X, capo I di questo libro, fino a quando non si provveda alla nomina di un tutore, e in tutti i casi nei quali l'esercizio della patria potestà o della tutela sia impedito. Resta salva la facoltà del giudice tutelare di deferire la tutela all'ente di assistenza o all'ospizio, ovvero di nominare un tutore a norma dell'articolo 354.
Art. 403. Intervento della pubblica autorità a favore dei minori.
Libro III - Della proprietà
I beni che fanno parte del demanio pubblico sono inalienabili e non possono formare oggetto di diritti a favore dei terzi (1145), se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi che li riguardano (30 ss., 694 ss. c.n.).
Spetta all'autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà sia di procedere in via amministrativa, sia di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà (948 ss.) e del possesso (1168 ss.) regolati dal presente codice.

References: Art. 116

Art. 143

Art. 143

Art. 143

Art. 145

Art. 146

Art. 147

Art. 148

Art. 157

Art. 402

Art. 403