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1 Lezioni dEuropa, Bologna 19 gennaio 2013 Cristina Travagliati Verso il 2014: il cammino della nuova politica di coesione. - ppt scaricare
PubblicatoColombo Zanella
Presentazione sul tema: "1 Lezioni dEuropa, Bologna 19 gennaio 2013 Cristina Travagliati Verso il 2014: il cammino della nuova politica di coesione."— Transcript della presentazione:
1 Lezioni dEuropa, Bologna 19 gennaio 2013 Cristina Travagliati Verso il 2014: il cammino della nuova politica di coesione 2
Trattato di Lisbona Art.174 Rapporto Barca Strategia UE 2020 Quinta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale Risultati della consultazione pubblica Quadro finanziario pluriennale Proposte di Regolamento per la Politica di Coesione IL QUADRO DI RIFERIMENTO Lezioni dEuropa 3
3 STRATEGIA E UROPA 2020: T RE PRIORITÀ PER LA CRESCITA 1) Crescita Intelligente Una crescita basata sulla conoscenza e sullinnovazione – Innovazione – Istruzione – Società digitale 2) Crescita inclusiva Una società inclusiva con alti tassi di occupazione – Occupazione – Competenze – Lotta alla povertà 3 ) Crescita sostenibile Crescita verde: uneconomia competitiva e sostenibile – Lotta al cambiamento climatico – Energia pulita ed efficiente – Competitività Lezioni dEuropa 4
4 E UROPA 2020 I 5 obiettivi che l'UE è chiamata a raggiungere entro il Occupazione : innalzamento al 75% del tasso di occupazione (per la fascia di età compresa tra i 20 e i 64 anni) 2. R&S: aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo al 3% del PIL dell'UE 3. Cambiamenti climatici/energia : riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al % del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili aumento del 20% dell'efficienza energetica 4. Istruzione: riduzione degli abbandoni scolastici al di sotto del 10% aumento al 40% dei 30-34enni con un'istruzione universitaria 5. Povertà/emarginazione: almeno 20 milioni di persone a rischio o in situazione di povertà ed emarginazione in meno Lezioni dEuropa 5
Trattato di Lisbona Art.174 Rapporto Barca Strategia UE 2020 Quinta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale Risultati della consultazione pubblica Quadro finanziario pluriennale Proposte di Regolamento per la Politica di Coesione IL QUADRO DI RIFERIMENTO Lezioni dEuropa 6
6 C ONSULTAZIONE PUBBLICA nswers_en.cfm Risultati della consultazione pubblica Lezioni dEuropa 7
Trattato di Lisbona Art.174 Rapporto Barca Strategia UE 2020 Quinta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale Risultati della consultazione pubblica Quadro finanziario pluriennale Proposte di Regolamento per la Politica di Coesione IL QUADRO DI RIFERIMENTO Lezioni dEuropa 8
8 PROPOSTE LEGISLATIVE CE Proposta di regolamento concernenti il FESR e lobiettivo Investimenti a favore crescita e occupazione - COM(2011)614 Proposta di regolamento concernenti il FSE - COM(2011)607 Proposta di regolamento riguardante il FC - COM(2011)612 Proposta di regolamento cooperazione territoriale - COM(2011)611 Regolamento Generale Fondi Strutturali - COM 2011(615) Proposta di regolamento recante disposizioni comuni sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), sul Fondo Sociale Europeo (FSE), sul Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), sul Fondo Europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), sul Fondo di Coesione (FC) disposizioni generali sul FESR, FSE, FC Lezioni dEuropa 9
9 N UOVA A RCHITETTURA NOVITA Concentrazione su due obiettivi Non più obiettivi di tipo territoriale ma tematico Sostituzione del regime transitorio con una nuova categoria intermedia di regioni Lezioni dEuropa OBIETTIVI Realizzare gli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva Concentrazione sui risultati Ottimizzare l'incidenza dei finanziamenti dell'UE 10
10 N UOVA A RCHITETTURA T RE CATEGORIE DI REGIONI (art 82 Reg. Gen) Meno sviluppate In transizione Più sviluppate Lezioni dEuropa Zone di cooperazione transfrontaliera, transnazionale ed interregionale (art. 3 CTE) Investimenti per crescita e occupazione D UE OBIETTIVI A REE AMMISSIBILI Cooperazione Territoriale Europea 11
11 C OPERTURA GEOGRAFICA T RE CATEGORIE DI REGIONI Regioni in ritardo di sviluppo (PIL pro capite < 75% della media UE) Regioni in transizione (PIL pro capite > 75% < 90%) Regioni più sviluppate (PIL pro capite > 90%) Perché una nuova categoria per regioni in transizione? Sistema più semplice e più giusto Rende la transizione tra le regioni meno e più sviluppate più morbida Lezioni dEuropa 12
12 Lezioni dEuropa 13
13 PROGRAMMAZIONE _en.htm _en.htm ZONE ELIGIBILI Lezioni dEuropa 14
14 Stanziamento di bilancio (in %) Popolazione coperta (in milioni) Regioni/SM meno sviluppatiRegioni di transizioneRegioni più sviluppate Regioni meno sviluppate163.5 Regioni di transizione36.4 Regioni più sviluppate55,4 Cooperazione territoriale europea 11.8 Fondo di coesione¹70.7 Regioni ultraperiferiche e aree scarsamente popolate 0.9 Totale mld euro338.9 ¹ 10 miliardi di euro del Fondo di coesione saranno destinati al meccanismo per collegare l'Europa (Connecting Europe Facility) 15
15 TENDENZA NELLA DOTAZIONE DEI FONDI STRUTTURALI Lezioni dEuropa 16
16 Proposta del Quadro finanziario pluriennale Proposta del Quadro finanziario pluriennale Lezioni dEuropa 17
O BIETTIVI 1. Rafforzare l'approccio strategico 2. Migliorare l'efficacia e la performance 3. Semplificare l'attuazione 4. Rafforzare la gestione finanziaria 17 Lezioni dEuropa 18
18 R AFFORZARE L ' APPROCCIO STRATEGICO 5 fondi del QSC: FERS, FSE, FEASR, FC, FEAMP perseguono obiettivi strategici complementari Regolamento Generale Fondi Strutturali - COM 2011(615) Proposta di regolamento recante: disposizioni comuni sul Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), sul Fondo Sociale Europeo (FSE), sul Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR), sul Fondo Europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), sul Fondo di Coesione (FC) disposizioni generali sul FESR, FSE, FC Lezioni dEuropa 19
19 Disposizioni comuni tutti fondi Principio generale; Obiettivi tematici; Quadro strategico comune, Contratto di partenariato e Programmi operativi; Condizionalità e performance; Sviluppo locale; Strumenti finanziari; Monitoraggio, Informazione (Reporting), Valutazione; Ammissibilità della spesa; Sistemi di gestione e controllo Disposizioni della Politica di Coesione per FESR, FSE, FC. Missioni e obiettivi; Ammissibilità; Risorse finanziarie; Progetti prioritari; Piano dazione congiunto; Informazione e comunicazione; Tassi di cofinanziamento; Specifiche delle disposizioni comuni in particolare sui sistemi di gestione e controllo. R EGOLAMENTO GENERALE : C ONTENUTO Lezioni dEuropa 20
20 1. Rafforzare ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico; 2. Migliorare laccesso alle Tecnologie dellInformazione e Comunicazione; 3. Migliorare la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo (FESR) e il settore della pesca e acquacoltura (FEP); 4. Supportare il cambiamento verso uneconomia a basse emissioni in tutti i settori; 5. Promuovere ladattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi; 6. Proteggere lambiente e promuovere lefficienza energetica; 7. Promuovere il trasporto sostenibile e rimuovere le strozzature nelle infrastrutture di trasporto principali; 8. Promozione delloccupazione e supporto alla mobilità occupazionale; 9. Promuovere linclusione sociale e lotta alla povertà; 10. Investire nelleducazione, capacità e apprendimento permanente; 11. Migliorare la capacità istituzionale, e una pubblica amministrazione efficiente OBIETTIVI TEMATICI (art. 9 Reg. Gen) 21
21 1. Rafforzare ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico; 2. Migliorare laccesso alle Tecnologie dellInformazione e Comunicazione; 3. Migliorare la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo (FESR) e il settore della pesca e acquacoltura (FEP); 4. Supportare il cambiamento verso uneconomia a basse emissioni in tutti i settori e promuovere i trasporti sostenibili; 5. Promuovere ladattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi; 6. Preservare e proteggere lambiente e promuovere lefficienza energetica ; 7. Promuovere il trasporto sostenibile e rimuovere le strozzature nelle infrastrutture di trasporto principali e colmare i collegamenti transfrontalieri; 8. Promozione delloccupazione e supporto alla mobilità occupazionale; 9. Promuovere linclusione sociale e lotta alla povertà; 10. Investire nelleducazione, formazione, inclusa la formazione vocazionale, capacità e apprendimento permanente; 11. Migliorare la capacità istituzionale, e una pubblica amministrazione efficiente e promuovere il rafforzamento della capacità dei partner rilevanti. OBIETTIVI TEMATICI: MODIFICHE PE 22
22 A TTORI COINVOLTI : UE Lezioni dEuropa Livello UE STRATEGIA UE 2020 Livello UE 11 Obiettivi tematici (art 9 Reg) Livello UE QUADRO STRATEGICO COMUNE (QSC) Fornisce una direzione strategica chiara al processo di programmazione a livello di Stati membri e di regioni. Il quadro strategico comune dovrebbe agevolare il coordinamento settoriale e territoriale dell'intervento dell'Unione nell'ambito dei Fondi del QSC e con altre politiche e strumenti dell'Unione rilevanti. Il quadro strategico comune dovrebbe pertanto stabilire i principali settori di intervento, le sfide territoriali cui rispondere, gli obiettivi strategici, i settori prioritari per le attività di cooperazione, i meccanismi di coordinamento e i meccanismi per garantire la coerenza con le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione. 23
23 A TTORI COINVOLTI : STATI MEMBRI Livello SM CONTRATTO DI PARTENARIATO (art. 13) (Preparato dallo SM per il periodo tra il 01/01/2014 e 31/12/2020 in collaborazione con partner, trasmesso alla CE entro 3 mesi dall'adozione del QSC ( PE: 6 mesi entrata in vigore reg. ) e adottato dalla CE entro 6 mesi dalla sua presentazione Livello SM PROGRAMMI DEL QSC (art. 23) Elaborati dagli SM o da un'autorità designata, presentati unitamente al CP ( PE: entro 3 mesi adozione del CP) - e accompagnati dalla valutazione ex-ante La CE valuta i programmi e formula osservazioni entro 3 mesi ( PE: 2 mesi ) dalla presentazione; il programma è approvato entro 6 mesi (PE: 5 mesi ) dalla presentazione ufficiale. 24
24 Articolo 5 – Partenariato e governance a più livelli 1. Ogni Stato membro organizza, rispettivamente per il contratto di partenariato e per ciascun programma, un partenariato con i seguenti partner: o le autorità regionali, locali, cittadine e le altre autorità pubbliche competenti; o le parti economiche e sociali; e o gli organismi che rappresentano la società civile, compresi i partner ambientali, le organizzazioni non governative e gli organismi di promozione della parità e della non discriminazione. 2. Conformemente al sistema della governance a più livelli, gli Stati membri associano i partner alle attività di preparazione dei contratti di partenariato e delle relazioni sullo stato di attuazione, nonché alle attività di preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione dei programmi. I partner partecipano ai comitati di sorveglianza dei programmi. 3. È conferito alla Commissione il potere di adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 142 per stabilire un codice europeo di condotta che definisca gli obiettivi e i criteri per sostenere l'attuazione del partenariato e agevolare lo scambio di informazioni, esperienze, risultati e buone pratiche fra gli Stati membri. 4. Per ciascun Fondo del QSC la Commissione consulta, almeno una volta l'anno, le organizzazioni che rappresentano i partner a livello di Unione in merito all'esecuzione dell'intervento dei Fondi del QSC. PARTENARIATO E GOVERNANCE Lezioni dEuropa 25
25 CONTRATTO DI PARTENARIATO – MODIFICHE DEL PE ART. 5§1 1. Ogni Stato membro organizza, rispettivamente per il contratto di partenariato e per ciascun programma, un partenariato con i seguenti partner: o le autorità regionali, locali, cittadine e le altre autorità pubbliche competenti; o le parti economiche e sociali; e o gli organismi che rappresentano la società civile, compresi i partner ambientali, le organizzazioni non governative e gli organismi di promozione della parità e della non discriminazione. Ogni Stato membro organizza, rispettivamente per il contratto di partenariato e per ciascun programma, un partenariato in accordo con le competenti autorità regionali e locali. Gli Stati membri e le rispettive autorità regionali e locali collaborano con i seguenti partner: autorità pubbliche competenti diverse da quelle di cui sopra; e le parti economiche e sociali; e gli organismi rilevanti che rappresentano la società civile, compresi i partner ambientali, le organizzazioni non governative tra cui quelle che promuovono linclusione sociale e attive nelle aree della cultura, educazione e gioventù, e gli organismi di promozione della parità di genere e della non discriminazione; Le chiese e le comunità religiose attive nelle aree della cooperazione transnazionale, educazione, cultura e inclusione sociale. Lezioni dEuropa 26
26 2.Conformemente al sistema della governance a più livelli, gli Stati membri associano i partner alle attività di preparazione dei contratti di partenariato e delle relazioni sullo stato di attuazione, nonché alle attività di preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione dei programmi. I partner partecipano ai comitati di sorveglianza dei programmi. 2. Conformemente al sistema della governance a più livelli e in linea con laccordo di partenariato di cui sopra, gli Stati membri associano i partner in tutte le fasi delle attività di preparazione dei contratti di partenariato e delle relazioni sullo stato di attuazione, in tutte le fasi dell attività di preparazione, attuazione, sorveglianza e valutazione dei programmi. I partner partecipano ai comitati di sorveglianza dei programmi. CONTRATTO DI PARTENARIATO – MODIFICHE DEL PE ART. 5§2 Lezioni dEuropa 27
27 ADOZIONE E MODIFICA DEL CP Articolo La CE adotta una decisione, mediante atti di esecuzione, che approva il contratto di partenariato entro sei mesi dalla sua presentazione da parte dello Stato membro, a condizione che le eventuali osservazioni da essa formulate siano state adeguatamente recepite. Il contratto di partenariato non entra in vigore prima del 1° gennaio Articolo La Commissione adotta una decisione, mediante atti di esecuzione, che approva il contratto di partenariato entro sei mesi dalla sua presentazione da parte dello Stato membro, a condizione che le eventuali osservazioni da essa formulate siano state adeguatamente recepite. Le autorità regionali e locali ai sensi dellArt. 5.1 possono, entro questo periodo, notificare alla Commissione se non sono stati correttamente implementati degli aspetti significativi del partenariato. Il contratto di partenariato non entra in vigore prima del 1° gennaio Lezioni dEuropa 28
28 Il contratto di partenariato è soggetto ad una consultazione pubblica prima di essere presentato alla Commissione per approvazione ( NUOVO EMENDAMENTO DEL PE) CONTRATTO DI PARTENARIATO ART 13 § 3NUOVO Lezioni dEuropa 29
29 MIGLIORARE LEFFICACIA E LA PERFORMANCE LE CONDIZIONALITA Condizionalità ex ante : condizioni che devono essere soddisfatte quale prerequisito per l'erogazione dei fondi Condizionalità ex post:possono dar luogo, a seconda delle performance dimostrate nel raggiungimento dei target prestabiliti, all'attribuzione di una riserva di premialità (per la quale sarà accantonato il 5% delle risorse per Fondo e per SM) ovvero alla sospensione dei fondi assegnati Condizionalità macroeconomica : per garantire che l'efficacia dei finanziamenti non sia compromessa da politiche macrofinanziarie inadeguate, la CE allinea la politica di coesione alle nuove misure del Patto di Stabilità e Crescita Lezioni dEuropa 30
30 CONDIZIONALITA EX-ANTE Articolo 17 Per ciascun Fondo del QSC sono definite condizionalità ex ante nelle norme specifiche di ciascun Fondo. Gli Stati membri accertano che le condizionalità ex ante applicabili siano soddisfatte. Se le condizionalità ex ante non sono soddisfatte alla data di trasmissione del contratto di partenariato, gli Stati membri includono nel contratto di partenariato una sintesi delle azioni da intraprendere a livello nazionale e regionale e il relativo calendario di attuazione per garantire l'adempimento di tali condizionalità entro due anni dall'adozione del contratto di partenariato oppure, se precedente, entro il 31 dicembre Gli Stati membri stabiliscono le azioni dettagliate per conformarsi alle condizionalità ex ante, compreso il relativo calendario di attuazione, nei programmi pertinenti. La Commissione valuta le informazioni fornite in merito all'adempimento delle condizionalità ex ante nell'ambito della valutazione del contratto di partenariato e dei programmi. Quando adotta un programma, la Commissione può decidere di sospendere del tutto o in parte i pagamenti intermedi nell'ambito del programma in attesa che siano adeguatamente completate le azioni volte a soddisfare una condizionalità ex ante. Il mancato completamento delle azioni volte a soddisfare una condizionalità ex ante entro il termine fissato nel programma costituisce un motivo per la sospensione dei pagamenti da parte della Commissione. Lezioni dEuropa 31
31 CONDIZIONALITA EX-ANTE Modifiche del PE Articolo 17 Condizionalità ex ante Per ciascun Fondo del QSC sono definite condizionalità ex ante nelle norme specifiche di ciascun Fondo. Articolo 17 Condizionalità ex ante Per ciascun Fondo del QSC sono definite condizionalità ex ante nelle norme specifiche di ciascun Fondo. Le condizionalità ex ante si applicano solo laddove queste abbiano un legame diretto e un reale impatto sulla effettiva implementazione dei Fondi coperti dal Regolamento che detta le disposizioni comuni a tutti i fondi. Lezioni dEuropa 32
32 CONDIZIONALITA EX-POST Quadro di performance QUADRO DI PERFORMANCE Il CP e i PO dovranno indicare un quadro di riferimento dei risultati nel quale indicare le tappe fondamentali per il conseguimento degli obiettivi di ciascuna priorità per gli anni 2016 e 2018 VERIFICA DELLA PERFORMANCE Nel 2017 e 2019 in base alle informazioni presentate dallo SM la CE effettua una verifica RISERVA DI PERFORMANCE 5% di tutti gli stanziamenti nazionali assegnata nel 2019 In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi: Raccomandazione della CE Possibile sospensioni dei pagamenti intermedi o rettifiche finanziarie alla priorità Lezioni dEuropa 33
33 RISERVA DI EFFICACIA E EFFICIENZA Articolo 18 Il 5% delle risorse assegnate a ciascun Fondo del QSC e a ciascuno Stato membro, fatta eccezione per le risorse assegnate all'obiettivo "Coesione territoriale europea" e al titolo V del regolamento FEAMP, costituisce una riserva di efficacia ed efficienza da ripartire conformemente all'articolo 20. Lezioni dEuropa MODIFICA del PE = SOPPRESSIONE 34
34 Articolo 20 Ripartizione della riserva di efficacia ed efficienza 1.Qualora la verifica dei risultati effettuata nel 2017 riveli che nell'ambito di una priorità di un programma non siano state conseguite le tappe fondamentali previste per il 2016, la Commissione rivolge raccomandazioni allo Stato membro interessato. 2.Sulla base della verifica effettuata nel 2019, la Commissione adotta una decisione, mediante atti di esecuzione, che stabilisce per ciascun Fondo del QSC e ciascuno Stato membro i programmi e le priorità per i quali sono state raggiunte le tappe fondamentali. Lo stato membro propone l'attribuzione della riserva di efficacia ed efficienza ai programmi e alle priorità di cui alla decisione della Commissione. La Commissione approva la modifica dei programmi interessati conformemente all'articolo 26. Qualora uno Stato membro non fornisca le informazioni di cui all'articolo 46, paragrafi 2 e 3, la riserva di efficacia ed efficienza per i programmi o per la priorità o le priorità interessate non viene assegnata. 3.Qualora una verifica dei risultati dimostri che una priorità non ha conseguito le tappe fondamentali stabilite nel quadro di riferimento dei risultati, la Commissione può sospendere del tutto o in parte un pagamento intermedio relativo a una priorità di un programma conformemente alla procedura stabilita nelle norme specifiche di ciascun Fondo. 4.Se la Commissione constata, sulla base dell'esame del rapporto finale di esecuzione del programma, una grave inadempienza in relazione al conseguimento degli obiettivi stabiliti nel quadro di riferimento dei risultati, essa può applicare rettifiche finanziarie relative alle priorità interessate conformemente alle norme specifiche di ciascun Fondo. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati a norma dell'articolo 142 per stabilire i criteri e la metodologia per determinare il livello di rettifica finanziaria da applicare.. Articolo 20 Ripartizione della riserva di efficacia ed efficienza 1.Qualora la verifica dei risultati effettuata nel 2017 riveli che nell'ambito di una priorità di un programma non siano state conseguite le tappe fondamentali previste per il 2016, la Commissione rivolge raccomandazioni allo Stato membro interessato. 2.Sulla base della verifica effettuata nel 2019, la Commissione adotta una decisione, mediante atti di esecuzione, che stabilisce per ciascun Fondo del QSC e ciascuno Stato membro i programmi e le priorità per i quali sono state raggiunte le tappe fondamentali. 3.Qualora una verifica dei risultati dimostri che una priorità non ha conseguito le tappe fondamentali stabilite nel quadro di riferimento dei risultati la Commissione chiede allo SM di modificare i programmi in questione. Se lo SM non risponde positivamente entro tre mesi, la Commissione può sospendere del tutto o in parte un pagamento intermedio relativo a una priorità di un programma conformemente alla procedura stabilita nelle norme specifiche di ciascun Fondo. La sospensione è revocata non appena lo SM intraprende le azioni necessarie.. RIPARTIZIONE RISERVA DI EFFICACIA ED EFFICIENZA MODIFICHE DEL PE Lezioni dEuropa 35
35 CONDIZIONALITA MACROECONOMICA Obiettivo: Stabilire un legame più stretto tra la politica di coesione e governance economica dellUE La CE richiede la modifica del CP e PO a sostegno delle raccomandazioni del Consiglio volte ad affrontare gli squilibri macroeconomici Se uno SM non prende provvedimenti efficaci nel quadro del processo di governance economica, la CE può sospendere in tutto o in parte i pagamenti e gli impegni Lezioni dEuropa 36
36 CONDIZIONALITA MACROECONOMICA POSIZIONE DEL PARLAMENTO Lezioni dEuropa Regioni non sono responsabili per il mancato rispetto delle condizioni poste nellambito delle azioni per la convergenza macroeconomica tra gli Stati membri, responsabilità imputabile al governo centrale POSIZIONE DEL PARLAMENTO = SOPPRESSIONE 37
37 EMENDAMENTO DEL PE SULLA GOLDEN RULE Nuovo emendamento Le spese strutturali, pubbliche o assimilabili, sostenute dalla amministrazioni pubbliche a titolo di cofinanziamento degli investimenti attivati nellambito del QSC saranno dedotte dal calcolo del deficit strutturale. Lezioni dEuropa 38
38 FOCUS TEMATICI Lezioni dEuropa FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE FONDO SOCIALE EUROPEO COOPERAZIONE TERRITORIALE 39
39 FONDO EUROPEO DI SVILUPPO REGIONALE Lezioni dEuropa Il FESR sostiene lo sviluppo regionale e locale cofinanziando investimenti nei seguenti campi: R&S e innovazione, cambiamento climatico e ambiente, sostegno alle PMI, servizi di interesse economico generale, infrastrutture per le telecomunicazioni, l'energia e i trasporti, sanità, istruzione e infrastrutture sociali, sviluppo urbano sostenibile. 40
40 FESR E MODIFICHE DEL PE Articolo 3 Ambito del sostegno del FESR Il FESR sostiene: investimenti produttivi che contribuiscono alla creazione e al mantenimento di posti di lavoro sostenibili, principalmente tramite aiuti diretti a investimenti in micro imprese e piccole e medie imprese (PMI), imprese che operano nell'economia sociale; investimenti in infrastrutture sostenibili che forniscono servizi di base ai cittadini nei settori dell'energia, dell'ambiente, turismo sotenibile, dei trasporti e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC); investimenti in infrastrutture sociali, sanitarie, culturali, turistiche ed educative; lo sviluppo del potenziale endogeno promuovendo lo sviluppo regionale e locale, la ricerca e l'innovazione. Nelle regioni più sviluppate il FESR non sostiene investimenti in infrastrutture che forniscono servizi di base ai cittadini nei settori dell'ambiente, dei trasporti e delle TIC. (SOPPRESSO) 41
41 Regioni meno sviluppate Regioni più sviluppate e regioni di transizione CONCENTRAZIONE DEGLI INVESTIMENTI NEL FERS Flessibilità – regioni diverse hanno esigenze diverse Disposizioni specifiche per le ex regioni dell'obiettivo convergenza Ricerca e innovazioneEfficienza energetica e energia rinnovabileCompetitività delle PMI Lezioni dEuropa 42
42 Lezioni dEuropa Regioni più sviluppate e regioni in transizione: almeno l'80% del totale delle risorse del FESR è destinato a 4 obiettivi tematici dei quali 3 devono essere RST & Inn, PMI, Green economy almeno il 20% 22% del totale delle risorse Green economy Regioni in transizione almeno il 60% del totale delle risorse del FESR è destinato a 4 obiettivi tematici dei quali 3 devono essere RST & Inn, PMI, Green economy almeno il 22% del totale delle risorse Green economy Regioni meno sviluppate: almeno il 50% del totale delle risorse del FESR a livello nazionale è destinato a a 4 obiettivi tematici dei quali 3 devono essere RST & Inn, PMI, Green economy almeno il 6% 12% del totale delle risorse Green economy CONCENTRAZIONE TEMATICA E MODIFICHE DEL PE 43
43 FONDO SOCIALE EUROPEO Lezioni dEuropa Espressione della solidarietà europea Investire nelle persone e nei sistemi (10 milioni di destinatari nel 2010) Essenziale contributo a Europa 2020 Contribuisce a 3 dei 5 obiettivi principali (occupazione, istruzione, riduzione della povertà) Investimento sul Capitale Umano 44
44 SCOPO FSE Lezioni dEuropa 18 Priorità dinvestimento su 4 obiettivi tematici Promuovere loccupazione e la mobilità del lavoro Promuovere linclusione sociale e combattere la povertà Investire nelle capacità e nella formazione continua Migliorare la capacità istituzionale per una PA efficiente Contributo agli altri obiettivi tematici Sostenere uneconomia sostenibile per lambiente Rafforzare ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione Migliorare le tecnologie dellinformazione e della communicazione Migliorare la competitività delle PMI 45
45 Quota dell'FSE nell'ambito del bilancio della politica di coesione Rispetto al totale dello stanziamento dei fondi strutturali (FESR e FSE), la quota relativa all'FSE sarà pari a: 25% nelle regioni meno sviluppate 40% nelle regioni di transizione 52% nelle regioni più sviluppate 46
46 FSE – CONCENTRAZIONE TEMATICA REGIONI MENO SVILUPPATE 60% budget su 4 priorità REGIONI PIU SVILUPPATE 80% budget su 4 priorità REGIONI IN TRANSIZIONE 70% budget su 4 priorità 20% budget dello Stato membro per linclusione sociale - riduzione della povertà Lezioni dEuropa 47
47 FSE – CONCENTRAZIONE TEMATICA MODIFICA DEL PARLAMENTO Le priorità di investimento possono aumentare da 4 a 6 in tutte le categorie di regioni in risposta ad esigenze specifiche a condizione che le priorità di investimento siano identificate dopo aver consultato le parti di cui allart 5 Reg. Gen. Lezioni dEuropa 48
48 COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA Lezioni dEuropa NOVITA Regolamento distinto: la CTE diventa il secondo obiettivo della politica di coesione Aumento delle risorse finanziarie (+30%) – 11.8 mld euro Maggiore concentrazione tematica: possono essere selezionati la max 4 obiettivi tematici per i PO transfrontalieri e transnazionali (PE 5) Possibilità di supportare le strategie macroregionali e di bacino marittimo (per la cooperazione transnazionale) Gestione semplificata dei programmi (fusione autorità di gestione e di certificazione) 49
49 COOPERAZIONE TERRITORIALE EUROPEA Lezioni dEuropa Risorse assegnate: 3,5% delle risorse globali disponibili – MODIFICA PE: 7% COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA (73,2% risorse) Finanzia progetti sui due lati di un confine COOPERAZIONE TRANSNAZIONALE (20,7% risorse) Finanzia progetti in aree geografiche più estese COOPERAZIONE INTERREGIONALE (5,9% risorse) Promuove la condivisione delle migliori pratiche in materia di innovazione, efficienza energetica, sviluppo urbano e altri settori 50
50 Lezioni dEuropa OBIETTIVI ITALIA EUROPA 2020 OBIETTIVI UE 2020Obiettivo nazionale 2020 Situazione Italia 2011/12 TASSO DI OCCUPAZIONE67-69%61.2% INVESTIMENTI E RICERCA1.53%1.26% EFFICIENZA ENERGETICA13.40%6.8% RIDURRE EMISSIONI CO213%3% FONTI RINNOVABILI17%10.3% ABBANDONO SCOLASTICO15-16%18,2% ISTRUZIONE SUPERIORE26-27%20.3% RIDUZIONE POVERTA2.2 milioni24.7% 51
51 RACCOMANDAZIONI DEL CONSIGLIO Lezioni dEuropa « Le sfide più urgenti per lItalia consistono nel rilanciare il proprio percorso in termini di crescita sostenibile e competitività complessiva, ridurre le disparità regionali e promuovere loccupazione. Tali obiettivi possono essere ottenuti in particolare attraverso la promozione di un ambiente favorevole allinnovazione delle imprese; la realizzazione dinfrastrutture performanti e la gestione efficiente delle risorse naturali; un aumento della partecipazione del capitale umano al mercato del lavoro, in particolare dei giovani, un forte incremento della produttività, efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione ». 52
52 Lezioni dEuropa TASSO DI ASSORBIMENTO DEI FONDI AL 12/12/2012 53
53 Lezioni dEuropa GRAZIE DELLATTENZIONE Cristina Travagliati Scaricare ppt "1 Lezioni dEuropa, Bologna 19 gennaio 2013 Cristina Travagliati Verso il 2014: il cammino della nuova politica di coesione."
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References: Art.174
 Art.174
 Art.174
 Articolo 5
 ART. 5
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 § 3
 Articolo 17
 Articolo 17
 Articolo 17
 Articolo 18
 Articolo 20
 Articolo 20
 Articolo 3