Source: https://www.scribd.com/document/106749204/PIANO-REGOLATORE-GEBNERALE-relazione-schema-di-massima
Timestamp: 2020-01-25 22:36:19+00:00

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anno 2012 - in consiglio comunale è stato presentato lo schema di massima del nuovo piano regolatore generale.
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Provincia di Agrigento SCHEMA DI MASSIMA PIANO REGOLATORE GENERALE
RELAZIONE E PRESENTAZIONE
Progettazione Ufficio Tecnico Comunale Responsabile: Arch. Giuseppe Gueli Collaboratori: arch. Angelo Lupo, Geom. Pietro Argento e CAD System
1. ELENCO DEGLI ELABORATI Lo schema di massima del P.R.G. composto dai seguenti elaborati: 1 Elenco degli elaborati 1.1 Premessa 1.2 Relazione generale sullo stato di fatto 1.3 Joppolo Giancaxio nella corografia regionale scala 1:350.000 1.4 Il territorio comunale scala 1:10.000 1.5 Il centro urbano scala 1:2.000 1.6 Carta dei vincoli 2 Dati demografici 2.1 La condizione demografica 2.2 La situazione della popolazione e delle abitazioni 2.3 Impatto sull ambiente 2.4 La consistenza dell edilizia 2.5 Lo stato dell edilizia 2.6 Infrastrutture 3 L economia locale 3.1 Attivit Commerciali e artigianali 3.2 Mobilit 3.3 Risorse idriche 4 Pianificazione 4.1 Relazione generale pianificazione 4.2 Assetto territoriale scala 1:10.000
1.1 PREMESSA Il presente studio rappresenta lo schema di massima del progetto di PRG che costituir la base per la rielaborazione totale del piano del comune di Joppolo Giancaxio, approvato con D.A. n 1493 del 28/09/1992. Lo schema di massima stato redatto dall Ufficio Tecnico Comunale il cui responsabile l Arch. Giuseppe Gueli, incaricato con determinazione sindacale n03 del 02/01/2012, con la collaborazione dell arch. Angelo Lupo, del Geom. Pietro Argento e per la parte graficoinformatica, della Cad System.
aerofotogrammetriche realizzate e fornite dall Assessorato Regionale del Territorio e dell Ambiente, aggiornate avvalendosi della collaborazione della Cad System, appositamente per la redazione del piano, e precisamente: - cartografia generale del territorio scala 1:10.000 - cartografia del centro abitato scala 1:2.000 - cartografia con P.R.G. attualmente vigente scala 1:2.000 e 1:10.000 - cartografia catastale scala 1:2.000
1.2 RELAZIONE GENERALE SULLO STATO DI FATTO (Notizie tratte dal sito istituzionale del Comune) Il territorio Il Comune di Joppolo Giancaxio sorge alla sinistra del fiume Akragas sulla sommit di un colle contornato da due profondi valloni, a 275 m. s.l.m., ad una distanza di circa 14 km. dal capoluogo. Il territorio ha una estensione di 1.910 Ha. con una popolazione di 1.243 abitanti, ha caratteristiche economiche di piccolo centro agricolo. La struttura economica si fonda prevalentemente sul settore primario, con produzione di uva, olive, cereali, legumi e il rinomato melone giallo. Il suo territorio confina, a brevissima distanza, con i territori dei comuni di Raffadali, Aragona, Santa Elisabetta ed Agrigento. Questa realt di fondamentale importanza. Infatti l analisi dei fenomeni economici Joppolesi risulterebbe poco significativa, se non si tenesse degli influssi e delle interrelazioni che scaturiscono dal contatto con l economia dei paesi limitrofi.
Storia Come per tanti altri paesi, difficile trovare una data in cui collocare la fondazione. Sicuramente sorse nel XVII secolo, quando sotto l'auspicio dei baroni e signori di terre, venne attuata la colonizzazione dell'interno della Sicilia. Con la costituzione di un nuovo centro i signori acquisivano tanti voti in Parlamento, quanti erano i nuovi territori con vassallaggio infeudati. Si attribuisce al 1696 la data di fondazione di Joppolo Giancaxio ad opera di Calogero Gabriele Colonna, Duca di Cesar, il quale nei suoi feudi di Giancascio e Realturco eresse il casale. Non si pu negare per l'esistenza di nuclei di abitanti in quelle terre gi in periodi pi lontani; alcuni storiografi infatti fanno risalire tali insediamenti al periodo arabo, basandosi sull'etimologia, forse orientale, dei due feudi nei quali fu eretto il Paese. Realturco proverrebbe da Rahal (= villaggio, terra, casale) mentre Giancaxio da Jan e cscr (= castello) cio Castello di Gianni. Il nome Joppolo si pensa sia un omaggio del Duca di Cesar alla moglie Rosalia Joppolo e tale tesi convalidata dal fatto che esiste in Calabria un altro paese chiamato Joppolo, in ex possedimenti di tale famiglia nobile. Al suo nascere, il nuovo paese fu popolato da 305 abitanti, secondo il primo censo statistico dei libri regi, fra vassalli e coloni attirati dai paesi vicini. E per tal modo il Colonna acquist il titolo di Barone di Joppolo. L'economia era basata sull'agricoltura, alle dipendenze del Duca, attraverso il sistema del bracciantato, allora molto numeroso. Le terre venivano concesse a censo o in gabella ; in tal modo i contadini autonomi spesso divenivano degli schiavi del Gabellato o del Campiere quando non riuscivano, a causa dell'annata, a pagare quanto dovuto. Con la fine della feudalit Joppolo venne costituito in Comune autonomo, ma perse tale autonomia nel 1827 e venne declassato a borgata di Aragona, per diventare nel 1892 borgata di Raffadali, perch pi vicino a questo centro e, infine, nel 1926, forse per interessamento dell'ultimo Duca, ritorn ad essere Comune autonomo. Dopo la Seconda Guerra Mondiale vigeva ancora l'organizzazione legata alle infrastrutture parassitarie della vecchia economia agricola: Guardie Campestri, Campieri, Soprastanti, Gabelloti e tutta quanta l'organizzazione che vegetava nel feudo, continu ad impedire, con le consorterie politiche, lo sviluppo di Joppolo e l'emancipazione del contadino col possesso della terra.
Il Movimento Contadino Joppolese, partecip attivamente alla lotta per l'occupazione delle e, in prima istanza, riusc ad ottenere dei risultati positivi con lo spezzettamento del latifondo e l'attribuzione di quote di terreno in propriet. In seguito per la famiglia Colonna riconquist i propri possedimenti e li rivendette ai precedenti campieri e gabelloti. I contadini allora furono costretti ad abbandonare il paese alla ricerca di una fonte di guadagno. Cominci il fenomeno della fuga dalle campagne e della emigrazione in massa verso i paesi del nord Europa e d'oltre Oceano. La popolazione attuale, circa 1.240 abitanti con una leggera prevalenza femminile, segue un andamento che si rivela decrescente. Appare elevata l'incidenza degli anziani che rappresentano il 39% della popolazione, il 21% costituito da bambini e ragazzi, il 40% da persone in et lavorativa. Un numero cos esiguo di forza attiva spiegabile se si tiene conto della scarsa presenza di attivit lavorative o di servizi nell'ambito del terziario, idonei ad assorbire mano d'opera. L'economia si basa sull'agricoltura, esercitata con mezzi di tipo tradizionale e con culture poco produttive e quindi non in grado di consentire l'evoluzione economica della popolazione. Molto praticata la coltura cerealicola che non consente di percepire dei redditi soddisfacenti. Si tratta di una agricoltura assistita con contributi della Regione dello Stato o della Comunit Europea. Le attivit Socio-culturali hanno avuto, recentemente, un notevole sviluppo: L'attivit di assistenza agli anziani, La presenza di una fornita biblioteca comunale, Le attrezzature del Centro Sociale, Il campo Sportivo, La Piazza, centro di aggregazione e di sviluppo di attivit culturali e ricreative che coinvolgono tutta la popolazione e anche persone provenienti dai paesi vicini. I costumi e la tradizione sono legati essenzialmente all'attivit religiosa. Archeologia A circa 2 Km. dal centro abitato, nel punto detto Spoto , scavando la terra si trovano alcuni resti di qualche vecchia abitazione mentre nella zona di Realturco sono stati rinvenuti dei resti che dimostrano, in quelle parti, l'esistenza di un casale chiamato Rahal-Turk. Nella parte grecale del paese nel punto detto "poggio del Carmine", esisteva una chiesa ove venivano sepolti i nostri antenati . detta chiesa fu demolita in seguito alla costruzione del cimitero 4
comunale. Nella Chiesa Madre si seppellivano i morti privilegiati infatti esiste una lapide del D. C. Colonna morto nel 1841. Ai piedi dell'incantevole Rocca del Duca , sorge il Castello o meglio il Palazzo ducale di Joppolo, costruito dalla famiglia colonna intorno al '700 e modificato strutturalmente intorno all'800. Detto Palazzo occupa una superficie di circa 2.000; al pianterreno troviamo le scuderie, la casa del custode, il magazzino ove veniva conservato il frumento; al primo piano tre grandi stanze; al secondo piano il salone, la sala da pranzo, le camere da letto con i relativi mobili del '700; all'esterno troviamo un bellissimo giardino; all'interno del giardino, infine, troviamo la splendida Cappella costruita intorno al 1880, stile trecentesco. Sotto la Cappella stata allestita una cripta all'interno della quale sono conservate le spoglie dei duchi di Cesar. La rupe calcarea alta circa 60 metri mentre la base misura circa 300 metri in circonferenza. Detta rupe comoda da salire; ospita i resti di una necropoli dell'et del bronzo ed la casa di uccelli notturni e diurni.
2. DATI DEMOGRAFICI 2.1 LA CONDIZIONE DEMOGRAFICA ED ABITATIVA Da parte degli abitanti di Joppolo, si sono avuti vari tipi di emigrazione. La prima ebbe inizio verso il 1890, quando si partiva verso gli Stati Uniti in cerca di fortuna. Ma in America si trovarono di fronte alla difficolt di ambientarsi ed integrarsi nel paese ospite. Verso il 1900 era di moda emigrare verso la Tunisia o verso altri centri della Sicilia stessa. Nel secondo dopoguerra, considerata l impossibilit di andare negli USA, si emigra verso il Venezuela ed in seguito verso il Canada. Intorno al 1960 arriva l ondata delle emigrazioni europee. Nelle emigrazioni europee scompare la prospettiva delle fortuna per un disegno pi definito. Si cambia residenza per andare a vivere altrove, dove si potr stare meglio; cos si emigra in Germania, nel Belgio o in Francia. Alla fine degli anni 90 si emigra ancora, ma stavolta non si va in Germania, in Francia o addirittura negli USA. Si emigra nel nord Italia.
2.2 LA SITUAZIONE DELLA POPOLAZIONE E DELLE ABITAZIONI (Censimenti della popolazione e delle abitazioni) Andamento della popolazione 1861 1871 1111 1209 1991 1996 1460 1405 1881 1342 2001 1286 1901 1911 1822 2071 2002 2003 1289 1259 1921 1927 2004 1237 1931 1936 1951 1961 1971 1981 2264 2103 2439 1947 1504 1665 2005 2006 2007 2008 2009 2010 1240 1220 1230 1236 1229 1247 1988 1531 2011 1243
Andam e nto de lla popolazione
0 1861 1871 1881 1901 1911 1921 1931 1936 1951 1961 1971 1981 1988 1991 1996 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Andamento delle Famiglie 1991 1996 603 562 2001 559 2002 2003 586 572 2004 562 2005 2006 2007 2008 2009 2010 563 554 559 618 561 569 2011 578
Andam e nto de lle fam iglie
520 1991 1996 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Censimento delle abitazioni Anno 1961 Abitazioni occupate Abitazioni non occupate Totale Abitazioni Anno 1971 Abitazioni occupate Abitazioni non occupate Totale Abitazioni Anno 1981 Abitazioni occupate Abitazioni non occupate Totale Abitazioni Anno 2001 Abitazioni occupate Abitazioni non occupate Totale Abitazioni Anno 2011 Abitazioni occupate Abitazioni non occupate Totale Abitazioni
485 Stanze occupate 67 Stanze non occupate 552 Totale Stanze
1226 125 1351
448 Stanze occupate 191 Stanze non occupate 639 Totale Stanze 507 Stanze occupate 185 Stanze non occupate 692 Totale Stanze
1104 319 1423 1211 252 1463
565 Stanze occupate 528 Stanze non occupate 1093 Totale Stanze
2224 1690 3914
686 Stanze occupate 661 Stanze non occupate 1347 Totale Stanze
2401 2313 4714
Abitazioni occupate e non occupate
800 700 600 500 400 300 200 100 0 1961 1971 1981 anni 2001 2011 Abitazioni occupate Abitazioni non occupate
Stanze occupate e non occupate
3000 2500 2000 1500 1000 500 0 1961 1971 1981 anni 2001 2011 Stanze occupate Stanze non occupate
Distribuzione della popolazione e Situazione degli alloggi Popolazione residente: Centro 70% Piano corsa 20% Borsellino 8% Aree agricole 2% Alloggi non occupati: Centro 80% Piano corsa 15% Borsellino 5% Aree agricole 0%
Popolazione re s ide nte
Centro Piano corsa Borsellino Aree agricole 70%
Alloggi non occupati
Alloggi non occupati: Centro Piano corsa Borsellino
2.3 IMPATTO SULL AMBIENTE
Anno 1961 Densit demografica 1,02 ab/ha Densit urbana Tasso di motorizzazione Indice di ruralit
0,79 ab/ha
0,87 ab/ha
0,80 ab/ha
0,64 ab/ha 264,3 ab/ha
0,64 ab/ha 264,3 ab/ha 52,8 % 64,6 %
2.4 CONSISTENZA EDILIZIA Il maggior numero di edifici a due piani, distribuiti in maniera pressoch uniforme lungo tutto il centro urbano; si riscontrano anche pochi edifici con tre, quattro elevazioni principalmente nella zona di Piano Corsa. Nel complesso circa l 80% della superficie fondiaria occupata da edifici a due o a tre elevazioni; mentre gli edifici ad una elevazione occupano circa il 15%. Il rimante 5% occupato da edifici oltre tre elevazioni.
Consistenza edilizia
edifici ad una elevazione edifici a due o a tre elevazioni edifici oltre tre elevazioni
2.5 STATO DELL EDILIZIA Lo stato dei manufatti edilizi costituenti la struttura del centro abitato, a seguito di rilievi effettuati recentemente, per valutare la vulnerabilit degli edifici privati, risultato secondo la seguente classificazione: circa il 30% delle abitazioni stato d circa il 40% delle abitazioni stato d circa il 20% delle abitazioni stato d circa il 10% delle abitazioni stato d uso buono (principalmente Piano Corsa) uso mediocre uso scarse uso pessime
Stato de ll'e dilizia
10% 30% 20% st ato d uso buono st ato d uso mediocre st ato d uso scarse st ato d uso pessime
2.6 INFRASTRUTTURE Attrezzature sociali Municipio mq.600 Caserma dei carabinieri mq.700 oltre mq.900 di piazzale Centro sociale mq.300 con sala polifunzionale mq.200 e biblioteca mq.100 Centro di aggregazione giovanile mq.500 oltre mq.900 di piazzale Fabbricato dell Arco da adibire a museo della civilt contadina mq.150 Fabbricato comunale da adibire in parte a centro diurno per anziani mq.150 Cimitero comunale Attrezzature scolastiche Scuola materna ed elementare mq.660 Scuola media, attualmente ubicata nel centro sociale mq.150 Attrezzature ricreative e sportive Parco urbano mq.30.000 Giardino pubblico denominato la villetta mq.1.500 Giardino pubblico municipio mq.200 Giardino pubblico Piano Corsa mq.850 Campo di calcio m.50 x m.100, dotato di spogliatoi e servizi di mq.200, con annesso campo di calcetto mq.1.800 Campo di bocce mq.200 Giardino proveniente da lottizzazione in via Romano Colonna mq.300 Aree per verde attrezzato e parcheggio proveniente da programmi costruttivi e lottizzazione Piano Corsa Attrezzature ricettive Castello Duca di Cesar attivit ricettiva di iniziativa privata Fabbricati comunali da adibire ad attivit ricettive (corso Umberto) mq.150 (via Torino) mq.150 Attrezzature sanitarie Posto di guardia medica mq.250 Attrezzature assistenziali religiose La chiesa Madre mq.300 con annesso oratorio mq.200 La scuola materna mq.400 + mq.800 area esterna La Chiesa del Perpetuo Soccorso (Piano Corsa) mq.50
Attrezzature tecniche Impianto di depurazione e rete fognante Serbatoio idrico di C/da Curiale da mc.5.000, Serbatoio idrico di via Tunisi da mc.450 e Rete idrica N3 abbeveratoi comunali Centro Comunale di Raccolta in comodato d uso gratuito alla GE.S.A. AG2 Isola ecologica di via Kennedy in comodato d uso gratuito alla GE.S.A. AG2 Ex discarica in C/da Cinti inserita nell Anagrafe dei siti contaminati Centrale di riduzione del gas C/da Valentino e rete di distribuzione del gas della SNAM Dall analisi sopra riportata appare evidente la carenza di strutture. Manca un impianto di depurazione e rete fognaria nella zona Borsellino Manca un serbatoio di distribuzione idrica della zona Borsellino Manca l impianto di pubblica illuminazione nella zona Borsellino e in altre zone periferiche del centro abitato Manca una struttura poliambualtoriale Le attrezzature scolastiche e sportive devono essere ampliante ed adeguate Il parco urbano deve essere completato Non esistono attrezzature ricettive se non di iniziativa privata
3. L ECONOMIA LOCALE Il settore trainante dell economia joppolese il settore primario dell'agricoltura, malgrado le problematiche proprie del settore. Il settore dell industria edile non ha mai rappresentato un settore trainante dell economia locale come in altre realt economiche vicine, ma tale sviluppo stato strettamente legato al boom edilizio verificatosi in quegli anni, pertanto oggi risulta essere per vari motivi in crisi. Un comparto del settore secondario, costituito della produzione di beni e servizi, costituito dall artigianato e dal commercio presente sia in settori tradizionali che in settori innovativi ed appare avviarsi ad uno sviluppo notevole. Oggi si pu rilevare la presenza sul mercato di aziende commerciali che si sono sviluppate a tal punto da essere competitive rispetto a corrispondenti aziende delle vicine citt nonch ad attirare flussi di clientela da tutta la provincia provocando indubbi benefici economici indotti su tutta la struttura economica del paese.
L economia Joppolese pu sintetizzarsi, in termini percentuali, come di seguito: Agricoltura Commercio Artigianato Servizi 50% 30% 10% 5% Attivit agricole Commercio Attivit produttive Servizi
n14 n19 n 5 Imprese artigiane n9 n 4
50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% Agricoltura Com m ercio Artigianato Servizi
20 18 16 14 12 10 8 6 4 2 0 Attivit agricole Commercio Attivit produttive Servizi
3.1 ATTIVITA COMMERCIALI Le attivit commerciali si trovano concentrate nel centro abitato principalmente lungo il corso Umberto 1. Le attivit di dimensioni extraurbane si trovano in C/da Borsellino, lungo la S.S.118 che collega Raffadali e gli altri centri viciniori con Agrigento.
3.2 MOBILITA Il territorio di Joppolo Giancaxio attraversato a dalla S.S.118 Agrigentina-Corleonese. Il centro abitato collegato alla S.S.118, tramite al S.p. n18. La S.S.118 un itinerario prevalentemente commerciale che collega i paesi interessati della zona. Le vie di penetrazione alle zone agricole e di collegamento tra il centro cittadino e gli altri centri della zona, esistenti all interno del territorio, raggiungono in modo abbastanza ramificato l intero territorio e i centri limitrofi, ma il loro stato d uso per la maggior parte pessimo. La trama viaria del centro abitato rimasta in gran parte quella sorta spontaneamente per esigenze orografiche del sito senza subire interventi determinanti nelle varie epoche. Il nucleo principale costituito dal corso Umberto 1, (piazza Matrice). La trama stradale segue un orientamento prevalente Est-Ovest e Nord-Sud ed costituita da vie di limitato sviluppo.
3.3 RISORSE IDRICHE L approvvigionamento idrico assicurato tramite l acquedotto del Voltano, oggi confluito in Girgenti acque, che alimenta il serbatoio di C/da Curiale e di via Tunisi. La rete idrica stata realizzata intorno al 1996 e assicura la distribuzione idrica all intero abitato con una dotazione sufficiente a garantire un turno di distribuzione ogni tre giorni. Nel periodo estivo, in coincidenza con l aumento della popolazione, si creano frequenti disservizi.
4.1 RELAZIONE GENERALE Il Piano Vigente Il Comune di Joppolo Giancaxio dotato di un P.R.G. con norme di attuazione e Regolamento Edilizio, redatto dall Arch. Francesco Vecchio, approvato con Decreto dell Assessore Regionale Territorio ed Ambiente n1493/92 del 28/09/1992. Con D.A.R.T.A. del 24/07/2000 stata approvata una variante relativa alle Norme Tecniche di Attuazione del P.R.G. di Joppolo Giancaxio, relativamente al punto 4 della zona B 0 modificandolo come segue: sono ammessi solamente infissi in legno con persiane ed infissi in alluminio preverniciato con persiane nei colori bianco verde e marrone .
Il territorio comunale, secondo il P.R.G. come sopra approvato, suddiviso nelle seguenti zone: - Zona territoriale omogenea A (Le parti territoriali interessate da agglomerati urbani con caratteristiche artistiche e di particolare interesse ambientale e le aree circostanti che possono considerarsi integranti). - Zona territoriale omogenea B (Le parti del territorio con densit territoriale maggiore di 1,2 mc/mq e superficie maggiore di 1/8, suddivise in B0 zone totalmente edificate B1 zone totalmente o
caratterizzate da edifici di particolare interesse ambientale;
parzialmente edificate, entro i limiti previsti dall art.2 del D.M. 02/04/68; B2 zone di completamento caratterizzate da intenso abusivismo). - Zona territoriale omogenea C (Zone destinate ai nuovi complessi insediativi, del tipo residenziale attrezzato, suddivise in C1 zone residenziali attrezzate di interesse privato, C2 zone residenziali attrezzate di interesse privato, C3 zone residenziali attrezzate di iniziativa comunale, C4 zone a residenza stagionale); - Zona territoriale omogenea D (Zone destinate a insediamenti per impianti Industriali o ad essi assimilati, suddivise in D1 zone specificamente industriali; zone D2 zone
destinate ad attivit artigianali e a piccole industrie non nocive e a depositi commerciali e servizi); - Zona E (verde agricolo, le parti del territorio destinate all uso agricolo suddivise in Er Rimboschimento; Epu Verde pubblico; Erl Fascia di rispetto);
- Zone F suddivise in zone del verde pubblico; zone delle attrezzature scolastiche e di interesse comune; aree a parcheggio; zone per il verde attrezzato per il gioco e lo sport; zone a servizi; verde di rispetto.
RICOGNIZIONE DEL SISTEMA DEI VINCOLI E PRESCRIZIONI DI NATURA AMBIENTALE E TERRITORIALE Il territorio di Joppolo Giancaxio risulta soggetto ad un regime vincolistico abbastanza complesso, visualizzato nella tavola 1.6. La situazione vincolistica discende sia dall applicazione di disposizioni di legge nazionali e/o regionali sia dalla emanazione di specifici provvedimenti amministrativi, a tutela di interessi di varia natura: paesaggistica, ambientale, di igiene pubblica, di sicurezza del traffico, ecc. Si riporta di seguito l elenco dettagliato dei vincoli e delle prescrizioni esistenti.
- Vincolo a tutela dei beni paesaggistici, ambientali ed architettonici Codice dei BB. CC. AA. (ex legge n1497/1939 490/1999) Risultano vincolati le fasce di rispetto dei torrenti, zone di interesse archeologico, zone con vincolo di rimboschimento, aree individuate e sottoposte a tutela del P.T.P. della Provincia di Agrigento, come visualizzati nella tavola vincolistica allegata. legge n431/1985 - D.Lgs n
- Vincolo a tutela delle cose di interesse artistico e storico Con Decreto D.D.S. n772 del 23/05/2011 dell Assessorato BB. CC. AA. e successivo D.D.S. n3064 del 29/12/2011 di rettifica, stata dichiarata di interesse culturale, ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, la Residenza della famiglia Colonna Duchi di Cesar .
- Vincolo delle aree boscate (Legge n16/1996, come modificata dalla L.R. n13/1999 e dalla L.R. n6/2001) Limiti di edificazione nei boschi e nelle relative fasce di rispetto.
- Fasce di rispetto stradale (art.26 D.P.R. n495/92 - D.Lgs.n285/92 Nuovo Codice della Strada e s.m.i.)
Il territorio di Joppolo Giancaxio risulta, nella parte bassa del territorio a confine con i comuni di Agrigento e Raffadali, attraversato dal tracciato della S.S. 118 Agrigentina-Corleonese, per una lunghezza di circa 2,5 km. Tale strada, ai sensi dell art.16, comma 1 lett.b) del D.Lgs. n285/92 Nuovo Codice
della Strada, appartiene alla rete delle Strade Statali ed identificata come strada di tipo C , con la conseguente apposizione di un vincolo di m.30.
- Fascia di rispetto cimiteriale (art.338 T.U.LL.S. n1265/1934, art.57 Regolamento n285 del 10/09/1990) Con Deliberazione del Consiglio Comunale n42 del 09/10/1998 la fascia di rispetto cimiteriale di Joppolo Giancaxio di m.200, a seguito di conferenza di servizi, stata ridotta a m.100.
- Fascia di rispetto impianto di trattamento dei reflui (art.46 L.R. n27/86) Il Comune di Joppolo Giancaxio risulta dotato di un impianto di trattamento dei reflui per un carico previsto inferiore a 2.000 abitanti equivalenti, in conformit al disposto dell art.9 della medesima L.R. n27/86, l effluente depurato e ricondotto entro i limiti fissati dalla tabella 3 della L.R. n27/86, viene immesso in corpo idrico ricettore superficiale. Tenuto conto delle caratteristiche sopra riportate, ai sensi dell art.8 della L.R. n27/6, il sistema di depurazione dei reflui della fognatura pubblica comunale classificato di secondo livello. Pertanto, ai sensi dell art.46 della L.R. n27/86, tenuto conto dei requisiti dell impianto di depurazione (di secondo livello), la larghezza della fascia di rispetto, con vincolo assoluto di inedificabilit circostante l'area dell'impianto di depurazione di m.50.
- Vincolo idrogeologico (R.D. n3267 del 30/12/1923). Una considerevole porzione del territorio comunale risulta sottoposta al vincolo idrogeologico ai sensi dell art.1 cap.1 tit.1 del R.D. n3267 del 30/12/1923; in forza di tale vincolo qualsiasi attivit edilizia e di trasformazione subordinata al nulla osta dell Ispettorato forestale.
- Vincolo sismico (L.n64/74 - L.n1086/71 e relative norme tecniche) L intero territorio vincolato sismicamente, ci determina limitazioni nella attivit edilizia ed urbanistica; - Pericolosit geologica ed esondazione (art.130 della L.R. n6 del 03/05/2001) Risultano sottoposte a vincolo, per ragioni connesse alla pericolosit idrogeologica ed al conseguente stato di rischio per la popolazione e per le urbanizzazioni, varie porzioni del territorio comunale. Tali vincoli, discendenti dall approvazione del Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico (PAI) del Fiume S. Leone e Area territoriale intermedia tra i bacini del Fiume S. Leone e del Fiume Naro, con Decreto del Presidente della Regione n272 del 02/07/2007 e successive attivit di aggiornamento dell Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente comunicate con note n1644 del 21/03/2011 e n33645 del 19/05/2011, sono visualizzati in specifiche cartografie alla scala 1:10.000.
- S.I.C. Maccalube di Aragona Elenco dei siti di importanza comunitaria e delle zone di protezione speciali (Z.P.S.), individuati ai sensi delle direttive n92/43/CEE e n79/409/CEE, pubblicato sulla G.U.R.S. n57 del 15/12/2000.
- Le leggi ed i regolamenti che fissano distanze minime delle costruzioni a protezione di infrastrutture pubbliche, quali le strade, i luoghi strategici, etc.
Lo schema di massima del P.R.G. del Comune di Joppolo Giancaxio dovr pertanto tenere conto del sistema vincolistico sopra descritto, tra i quali particolarmente condizionanti sono stati quelli derivanti dallo stato di diritto. Saranno recepite altres nel piano: - le previsioni planivolumetriche contenute nei Piani di lottizzazione approvati in corso di attuazione;
- i progetti di opere pubbliche approvati dalla Amministrazione o programmati, in conformit e/o in variante al PRG, inserite nel piano triennale vigente, redatti in vari momenti su indicazioni dell Amministrazione comunale: 1) Discarica per inerti 2) Ristrutturazione impianto di depurazione 3) Completamento campo sportivo 4) Realizzazione campo da tennis 5) Completamento Parco urbano 6) Piano per le infrastrutture produttive 7) Realizzazione zona artigianale 8) Realizzazione zona industriale 9) Costruzione serbatoio idrico in C/da Borsellino 10) Opere di urbanizzazione a servizio case popolari 11) Strada esterna Joppolo Giancaxio Raffadali (C/da Rina)
12) Strada esterna Joppolo Giancaxio via Terrasi (via Italia) 13) Strada esterna Joppolo Giancaxio S.S. 118 via Terrasi (via Europa) 14) Strada esterna Joppolo Giancaxio 15) Strada esterna Joppolo Giancaxio Raffadali (C/da Cinti) Raffadali (C/da Cinti ex discarica) Passo Aragona
16) Trasformazione in rotabile strada Joppolo Giancaxio
17) Strada di collegamento Joppolo Giancaxio S. Elisabetta 18) Collegamento Montefamoso - Passo Aragona 19) Strada di collegamento tra Joppolo e la zona industriale di Agrigento (ospedale) 20) Completamento strada di collegamento Firriato S.S. 118 2 lotto (discarica inerti)
- le strutture carenti di cui al punto 2.6
Conformemente con le normative specifiche, lo schema di piano deve tenere nella massima considerazione le previsioni urbanistiche di destinazione in atto vigenti nonch i relativi diritti acquisiti dai proprietari dei suoli, apportando modifiche solamente dove la loro conferma risultasse incompatibile con il raggiungimento di accertati e documentati obiettivi di pubblico interesse. I vincoli preordinati alla espropriazione del P.R.G., da tempo decaduti per il trascorso periodo di validit, saranno riproposti e confermati, solamente nel caso di imprescindibili esigenze di interesse pubblico. 19
LE DIRETTIVE Il Consiglio Comunale, con atto deliberativo n21 del 27/07/2011, ha adottato le direttive generali da osservarsi per la redazione del PRG, secondo quanto stabilito dal comma 7dell art.3 della L.R. n15 del 30/04/1991. Nelle direttive proposte dall U.T.C. e approvate dal C.C., dopo un analisi territoriale, storica ed economica interessante il territorio comunale, vengono espresse le seguenti indicazioni:
richiesto un dimensionamento per un arco di tempo ventennale, delle aree residenziali e produttive basato su fenomeni reali, indagato approfonditamente, evitando in particolare lo schematico e burocratico rapporto abitanti/vani e cubatura pro-capite di 80-100 mc.
Per quanto riguarda le aree per residenze permanenti: a) Studiare l evoluzione della popolazione sia per abitanti che per famiglie; b) Determinare il soddisfacimento abitativo nel rapporto famiglia/alloggio e non vano/abitante; c) Determinare la dimensione media degli alloggi in funzione della situazione attuale e delle linee evolutive; d) Studiare l andamento del mercato immobiliare al fine di tenere conto delle esigenze edificatorie per come si manifestano nella concretezza della realt economica.
Per quanto riguarda le aree per residenze stagionali; a) Studiare la situazione del mercato, del reddito delle famiglie locali, delle esigenze del mercato extra-comunale con tendenza turistica.
Per quanto riguarda le aree produttive: a) Studiare le linee di condizione di iniziative produttive locali attraverso un complesso di indicazioni specifiche.
In generale il dimensionamento del piano dovr essere effettuato in modo da consentire una gestione ragionevolmente elastica e la ottimizzazione di fenomeni di rarefazione dell offerta di aree, cui si connetterebbero fenomeni di aumento dei prezzi.
ZONIZZAZIONE DEL P.R.G. ex D.M. 02/04/68 ZONA A La delimitazione dovr riferirsi alla presenza di valori storici effettivi sia edilizi che urbanistici, da determinarsi con criteri scientifici. sulla base di analisi storico-urbanistiche e delle trasformazioni fisiche che si sono verificate dal dopo-guerra ad oggi.
ZONZ B0 dovr comprendere le zone del centro abitato totalmente edificate caratterizzate da edifici di particolare interesse ambientale. Le zone libere interne, sia pubbliche che private, dovranno essere totalmente salvaguardate.
Per le zone A e B0 , dato il carattere di centro storico minore, si ritiene che non si abbia necessit di ricorrere ad un futuro P.P.di R. e pertanto deve essere organizzata una normativa che consenta il rilascio delle singole concessioni per eventuali ristrutturazioni, demolizioni e ricostruzioni, accorpamenti, sopraelevazioni, uso dei materiali e dei colori, la localizzazione dei servizi. Ovviamente tale normativa dovr essere opportunamente dettagliata e tale da determinare il rispetto delle prescrizioni legislative vigenti.
ZONA B1 Dovr essere limitata alle zone di completamento e di ricucitura del tessuto urbano, da determinarsi nella misura conforme alle prescrizioni del D.M. 02/04/68. L indice di cubatura sar il massimo consentito dalla legge. Le zone libere interne dovranno essere salvaguardate il pi possibile, cercando, nel contempo, di garantire i proprietari di quelle aree che hanno avuto il merito di non avere edificato abusivamente. In questa zona dovranno essere reperite ed individuate le aree per le attrezzature pubbliche mancanti, anche per le carenze della zona A e B0 , in modo che si possa procedere al rilascio di singole concessioni senza l esigenza di ricorrere a strumenti attuativi. Per le attrezzature delle zone A e B0 , si dovranno prendere in considerazione anche edifici idonei allo scopo. La viabilit delle zone B dovr essere prevista in modo da soddisfare le esigenze, senza ricorso ad ulteriori pianificazioni. Nelle zone B0 e B1 dovr essere prevista la possibilit di realizzare programmi costruttivi, per l insediamento di edilizia economica e popolare di iniziativa pubblica e privata, che contemplino il recupero di fabbricati fatiscenti.
ZONA C Dovranno essere studiate limitate zone C ad indice di edificabilit di medio valore, in modo da realizzare un espansione omogenea del centro urbano. Si dovranno 21
individuare delle zone gi servite da rete viaria, idrica, elettrica e telefonica, da trasformare ad edilizia abitativa a limitata densit. Dovranno essere particolarmente curate le prescrizioni esecutive al fine di ottenere una strumentazione urbanistica che consenta una ordinata edificazione basata sulle singole concessioni. In aggiunta dovr essere prevista una zona di utilizzazione turistica, nonch una zona per le residenze stagionali sia dei residenti che di famiglie non residenti, studiando le tendenze che oggi al riguardo si manifestano. In questa zona deve essere prevista la possibilit di costruzione di attrezzature turistico-ricettive.
ZONA D Dovr essere condotto un attento studio sull artigianato, sull attivit commerciale e la piccola industria in modo da valutare se le aree assegnate a questo tipo di attivit, in gran parte inattuate, possono soddisfare il fabbisogno relativo ad un decennio. Si dovranno studiare altres i motivi per cui tali aree sono rimaste in gran parte inattuate e, se del caso prevedere la possibilit di una pianificazione flessibile anche in aree diverse, al fine del massimo sfruttamento, da parte dei privati, di tutti gli strumenti di programmazione comunitaria.
ZONA E In relazione alla vocazione produttiva del territorio agricolo, la zona E sar suddivisa in zone nelle quali saranno consentite edificabilit differenziate a seconda delle esigenze. Non dovranno essere trascurate le possibilit offerte dall'agriturismo e dovranno essere individuate le attivit di trasformazione dei prodotti agricoli. Dovr essere valutata la possibilit di favorire interventi di conversione colturale, come ad esempio installazione di serre; tutto ci in stretta correlazione con le risultanze e le eventuali indicazioni dello studio agro-forestale. Particolare attenzione dovr essere posta per un organico e concertato sfruttamento del PSR 2007/2013, sia da parte pubblica che da parte privata.
ZONA F Attrezzature pubbliche. Tutte attrezzature dovranno essere localizzate tenendo conto dei raggi d influenza e della accessibilit dalla viabilit esistente o prevista. Dovranno essere dimensionate sulla base del disposto del D.M. 02/04/68, tenendo altres conto delle esigenze desunte da specifiche analisi. Pertanto se da un lato dovr farsi una previsione di attrezzature in grado di soddisfare le esigenze reali dei cittadini, dall'altro lato 22
saranno evitati, i sovradimensionamenti che si tradurrebbero in eccesso di costi di urbanizzazione. Dovr altres essere curata la netta distinzione tra attrezzature strettamente a servizio dei residenti, da quelle di carattere generale, soprattutto ai fini della corresponsione degli oneri di urbanizzazione secondo il disposto della L.R. n15/91. In tale ottica dovranno essere inserite le opere programmate nel territorio, facenti parte del programma triennale delle opere pubbliche, chiedendo l'inserimento nel P.R.G.
INFRASTRUTTURE LINEARI Infrastrutture viarie extra-urbane: dovr essere individuata la rete viaria esistente, anche nella sua componente rurale, dovr esserne eseguita la classificazione sia dal punto di vista funzionale che geometrico e, in relazione all assetto complessivo del territorio, dovr essere pianificato l assetto futuro della viabilit, considerando soprattutto come evoluzione del sistema esistente, pi che come invenzione di un nuovo schema. In tal senso la previsione di nuove strade deve scaturire soltanto da imprescindibili esigenze. Viabilit Urbana: Si ritiene che la rete stradale assumer un carattere definitivo e dettagliato solo per le aree interessate alle Prescrizioni stesse, mentre per le altre aree interessate di espansione le previsioni di viabilit saranno limitate al massimo, procedendosi nel futuro al dettagliamento in sede di strumenti attuativi. Anche per la viabilit dovranno essere nettamente distinte, ai fini degli oneri di urbanizzazione, le strade a carattere strettamente residenziale, da quelle a carattere generale. Sottoservizi: nel P.R.G. dovranno essere riportati sia il PARF vigente che le attrezzature per l'approvvigionamento e la distribuzione idrica, prevedendo la loro armonizzazione con le previsioni complesse. COMMERCIO Lo strumento urbanistico generale ed attuativo dovr individuare: a) le aree da destinare agli insediamenti commerciali ed, in particolare, le aree in cui possono essere consentiti gli insediamenti di medie e grandi strutture di vendita al dettaglio; b) le aree da destinare a mercati su aree pubbliche di tipo giornaliero, periodico o fisso; c) i limiti cui sono sottoposti gli insediamenti commerciali in relazione alla tutela dei beni artistici, culturali, ambientali e dell'arredo urbano, nonch i limiti ai quali sono sottoposte le imprese commerciali nei centri storici e nelle localit di particolare interesse artistico e naturale; 23
d) i vincoli di natura urbanistica ed in particolare quelli inerenti la disponibilit di spazi pubblici o di uso pubblico e le quantit minime di spazi per parcheggi relativi alle medie e grandi strutture di vendita, secondo gli indirizzi per gli insediamenti delle attivit commerciali riferiti ai diversi ambiti territoriali di cui alla L.R. della L.R. 22/12/1999, n28 e s.m.i., con particolare riferimento al D.P.R.S. del 11/07/2000 e s.m.i.
PREVISIONI ECONOMICHE Il P.R.G. dovr contenere lo studio delle previsioni di massima delle occorrenze finanziarie per la sua realizzazione, nonch la giustificazione della economicit degli investimenti proposti, che per le pi importanti opere potr assumere il carattere dell analisi costi-benefici con metodologia semplificata.
CARATTERISTICHE DELLA NORMATIVA La normativa del P.R.G. dovr avere i caratteri della chiarezza e precisione dispositiva, dovr contenere tutti i collegamenti con la legislazione pertinente, dovr chiarire tutti gli aspetti procedurali e le competenze in modo da risultare applicabile in modo semplice ed inequivoco.
PRESCRIZIONI ESECUTIVE Sotto il profilo tecnico dovranno essere elaborate a livello di progetto di massima, per definire bene l assetto di dettaglio del territorio e per consentire un oculato calcolo dei costi di urbanizzazione. Sotto il profilo urbanistico dovranno prevedere tipologie di insediamento per quanto possibile, in sintonia con i metodi tradizionali. Sotto il profilo economico dovranno valutare accuratamente e senza sprechi i costi delle opere di urbanizzazione e delle aree da espropriare per le opere di urbanizzazione primaria e secondaria. Sotto il profilo economico-normativo dovranno comprendere l elaborato di corresponsione dei contributi di urbanizzazione, distinto per zone e sotto zone, in proporzione alle volumetrie costruibili (art.4 comma 2 L.R.n15/91) e dovranno regolamentare lo scomputo previsto dall art. 4 comma 3 della predetta legge.
Si qui le direttive approvate dal consiglio comunale. Partendo da queste premesse e dallo stato di attuazione del P.R.G. vigente, nel rispetto dei vincoli presenti sul territorio, il progetto di massima deve definire le scelte urbanistiche che costituiranno i diversi sistemi edilizi, oltre le attrezzature, da individuare nel territorio comunale e cio: 1) - Il sistema edilizio urbano 2) Il sistema edilizio di espansione 3) - Il sistema edilizio dei quartieri esterni 4) - Il sistema edilizio delle attivit produttive.
Il sistema edilizio urbano (la zona A e le zone B ), sulla base dello stato attuale cos come oggi definito, secondo i dati statistici, le documentazioni e le cartografie storiche, pu essere riproposto, eventualmente da approfondire con ulteriori studi, prima delle perimetrazioni definitive in sede di stesura del P.R.G. In queste aree, caratterizzate da particolare stato di abbandono e degrado, al fine del loro recupero, potranno essere insediati programmi costruttivi per la realizzazione di edilizia popolare e di cooperative edilizie, normate in fase di definizione del P.R.G. con appositi piani di recupero per individuare le zone ed i fabbricati da sottoporre a tale scopo.
Il sistema edilizio di espansione, in base al calcolo sommario del fabbisogno di nuovi alloggi di seguito riportato, non subir incrementi rispetto a quello esistente, a meno di limitatissime nuove aree dovute ad aggiustamenti conseguenti alla rimodulazioni di aree vincolate o di completamento di aree gi lottizzate. D altro canto saranno rivisti gli indici di edificazione delle diverse zone C , con parametri decrescenti man mano che ci si allontana dal centro, in modo da avere una densit edilizia limitata in prossimit della campagna.
Il sistema edilizio della zona Piano Corsa, della zona Borsellino e delle zone turistico residenziali, sar sostanzialmente riconfermato secondo le previsioni del vecchio piano oggi vigente, con alcune variazioni discendenti: - dall analisi dello stato di attuazione conseguenti alla morfologia dei luoghi e rinviando al progetto esecutivo una pianificazione di dettaglio pi puntuale; - da nuove strategie di sviluppo dell economia locale, con la previsione della creazione di aree turistico-residenziali-stagionali in localit particolarmente vocate quali la C/da BorsellinoChianti e la C/da Cinti, in prossimit della zona di espansione del Comune di Santa Elisabetta. 25
Il sistema delle attivit produttive, tenendo conto anche delle esigenze emerse in occasione dell incontro avuto con vari operatori, imprenditori e professionisti e tecnici operanti nella zona, viene riconfermato seguendo le previsioni della passata pianificazione, in quanto in gran parte inattuata, (a tal proposito necessario approfondire lo studio per comprendere le cause della inedificazione, se devono essere cio ascrivibili alla inidoneit del sito o ad altro) e proponendo una pianificazione dinamica, basata su esigenze reali e contingenti per evitare per quanto possibile, la sperequazione urbanistica, rinviando alla pianificazione definitiva, uno studio pi approfondito, al fine di rilanciare l economia di Joppolo Giancaxio. A tal proposito si ritiene di prevedere, tra l altro, delle aree specifiche per l insediamento di piani P.I.P. di iniziativa degli operatori economici, nonch prevedere la possibilit di insediamento di piccole attivit commerciali ed artigianali, purch non inquinanti, nocive o rumorose, nelle zone di espansione turistico residenziali, con specifiche norme di attuazione. Per non onerare oltre misura i proprietari della aree per insediamenti produttive lungo la S.S.118, si potr limitare la previsione di aree a quelle effettivamente sfruttabili, deducendo la fascia dei m.30 di rispetto dalla S.S.118. Tale limitazione dovr per essere studiata approfonditamente, nella stesura del progetto di P.R.G., con l ausilio della cartografia catastale al fine di non penalizzare alcuni proprietari a scapito di altri.
DIMENSIONAMENTO DI MASSIMA Il calcolo del fabbisogno abitativo viene effettuato, in questa fase, in termini di dimensionamento di massima lasciando alla fase progettuale il calcolo analitico, su dati stabilizzati provenienti dai dati censuari effettivi ed ufficiali del censimento 2011. Bisogna altres considerare nel calcolo, un fenomeno abbastanza consistente, che si registrato negli ultimi anni, rappresentato da migrazioni di abitanti provenienti dai centri limitrofi pi grandi, principalmente da Agrigento, che si sono stabiliti nel territorio del comune di Joppolo Giancaxio anche se non ufficialmente ivi residenti.
Il calcolo della popolazione e delle famiglie, per il dimensionamento di massima del piano di Joppolo Giancaxio e le proiezioni sul numero futuro delle famiglie, non risulta complesso in quanto l andamento demografico prossoch lineare e non sono necessarie indagini statistiche pi complesse.
Aree per residenze permanenti: Come precedentemente affermato e specificamente nelle direttive impartite dal consiglio comunale necessario studiare l evoluzione della popolazione sia per abitanti che per famiglie al fine di determinare il soddisfacimento abitativo nel rapporto famiglia/alloggio e non vano/abitante. Pertanto, considerando che l andamento di crescita demografica lineare si possono ipotizzare ritmi di crescita della popolazione e delle famiglie come nello schema seguente, considerando anche il fenomeno rappresentato da migrazioni di abitanti provenienti dai centri limitrofi pi grandi, principalmente da Agrigento, che si sono stabiliti nel territorio del comune di Joppolo Giancaxio anche se non ufficialmente ivi residenti quantificabili, secondo una stima abbastanza cautelativa, in 150 unit nell arco di vent anni: Famiglie e popolazione: proiezione al 2021 e 2031
Anni Popolazione Famiglie 2001 1286 559 2002 1289 586 2003 2004 2005 2006 2007 2008 1259 1237 1240 1220 1230 1236 572 562 563 554 559 618 2009 1229 561 2010 2011 2021 1247 1243 1275 569 578 609 2031 1350 640
Famiglie e popolazione al 2031
1600 1400 1200 1000 800 600 400 200 0 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2021 2031 Famiglie Popolazione
Come detto, facendo corrispondere ad ogni nuova famiglia una abitazione, si calcola un fabbisogno di 71 abitazioni nel ventennio in programma (640-569).
Il fabbisogno di nuove residenze stabili potrebbe essere assorbito in parte dalla conversione e recupero di parte del patrimonio edilizio residenziale, gi esistente e oggi non occupato, del Centro Abitato, di Piano Corsa e Borsellino. Si inserisce in questo quadro la possibilit di
realizzare programmi costruttivi per la costruzione di alloggi di edilizia economica e popolare o di cooperative edilizie, recuperando immobili del centro abitato, facenti parte del tessuto urbano oggi degradato ed abbandonato. Dalle tabelle di cui al cap.2.2 si evince che il 70% della popolazione concentrata nel centro urbano, il 20% a Piano Corsa e il 10% tra Borsellino e le aree agricole. Ipotizzando, come ragionevole pensare, che tali percentuali rimarranno pressoch stabili nei prossimi venti anni, lo schema di massima dovr prevedere di insediare l aumento fisiologico di popolazione e quello proveniente da migrazioni da comuni limitrofi, secondo le percentuali di cui sopra e soddisfacendo le nuove esigenze abitative, da un lato urbanizzando nuove aree in ampliamento del centro urbano esistente; dall altro con una consistente riconversione del patrimonio edilizio esistente sia del Centro abitato che di Piano Corsa e Borsellino. La popolazione che risieder nel Centro Urbano nel 2031 sar: - 945 abitanti (1350x70%) con un incremento, rispetto al 2011, di 72 abitanti (945-873). - 448 famiglie (640x70%), con un incremento di abitazioni pari a 50 (448-398). La popolazione che risieder a Piano Corsa nel 2031 sar: - 270 abitanti (1350x20%) con un incremento, rispetto al 2011, di 21 abitanti (270-249). - 128 famiglie (640x20%), con un incremento di abitazioni pari a 14 (128-114). La popolazione restante che risieder in C/da Borsellino e zone agricole nel 2031, sar: - 135 abitanti (1350x10%) con un incremento, rispetto al 2011, di 10 abitanti (135-125). - 64 famiglie (640x10%), con un incremento di abitazioni pari a 7 (64-57).
Nella considerazione che il nuovo piano dovr garantire la migliore utilizzazione del patrimonio esistente, si stima che la domanda di sostituzione del tessuto degradato e/o abbandonato del centro urbano, verr riassorbita, per una percentuale pari ad almeno il 50%, dal riuso e recupero del patrimonio edilizio esistente. Il fabbisogno di edilizia residenziale rimanente che emerger nell arco di un ventennio, dovr essere soddisfatto nelle nuove zone di espansione e di completamento dell area urbana.
Secondo i moderni standards abitativi, viene determinata la dimensione media degli alloggi, in funzione della situazione attuale e delle linee evolutive, come costituito da un volume medio di mc.640, compresi spazi accessori, condominiali e servizi. Pertanto si pu conclusivamente fissare il dimensionamento per aree residenziali permanenti pari a 50/2 + 14 + 7 = 46 x 640 = mc.29.440.
Aree per residenze stagionali: Per quanto riguarda le residenze stagionali si ritiene di dovere rivedere la superficie dimensionale prevista dal vecchio P.R.G. e rimasta in gran parte inattuata, probabilmente per la grande dimensione del lotto minimo e per la morfologia del terreno, (a tal proposito si ribadisce quanto gi detto per le arre produttive e cio occorre approfondire lo studio per comprendere le cause della inedificazione), prevedendo il ridimensionamento della zona turistico residenziale della zona Borsellino e la creazione di aree turistico-residenziali stagionali in localit particolarmente vocate quali la C/da Borsellino-Chianti e la C/da Cinti in prossimit della zona di espansione del Comune di Santa Elisabetta.
Aree per attivit produttive: I criteri di valutazione del dimensionamento e i criteri di scelta della collocazione della aree da destinare ad attivit produttive, discendono da un lato dall evoluzione dei fabbisogni di ciascun settore produttivo: commercio, artigianato e piccola industria e settore terziario e dall altro dai programmi di sviluppo territoriali e legati ad una dimensione a pi larga scala (provinciale, regionale, nazionale ed europea). L operazione molto complessa e progettualmente presenta grandi difficolt, infatti il corretto dimensionamento dipende dalla diretta correlazione tra pianificazione territoriale, programmazione e sviluppo economico che, se applicati correttamente e gradualmente, garantiscono, nell arco di validit temporale del piano, la corretta attuazione delle aree destinate alle attivit produttive ed un conseguente sviluppo economico per il territorio. chiaro che in un periodo di grande crisi economica e in prossimit dell uscita della Regione Siciliana dall Obiettivo uno degli aiuti comunitari, non possibile garantire programmi di sviluppo economici e strategie di obiettivo per ogni singolo settore. Per la valutazione del fabbisogno e collocazione di aree per attivit produttive si far riferimento, sulla base delle precedenti considerazioni, alla previsione degli addetti operanti nei singoli settori, con una proiezione al 2031. I dati relativi alle imprese, istituzioni ed unit locali, operanti nei vari settori nel territorio comunale, sono stati desunti dai censimento ISTAT secondo la seguente tabella:
Censimenti ISTAT 1951 - 2001
Anno Unit locali Addetti alle unit locali 1951
Dati relativi alle imprese
1961 1971 1981 1991 1996 2001
La proiezione del numero di addetti al 2031, considerata la scarsit di dati a disposizione, stata effettuata in maniera molto prudenziale, sulla base di esperienze precedenti e sull'ipotesi di uno sviluppo economico favorito dall'uscita dalla crisi economica europea.
Il calcolo effettuato permette di ipotizzare un numero degli addetti, proiettato al 2031, pari al valore di 260 addetti. Pertanto considerata una superficie convenzionale lorda per addetto a mq.300 si ottiene il fabbisogno di aree per attivit produttive pari a (260 x 300) = 8 ettari circa.
LO SCHEMA DI MASSIMA Lo schema di PRG suddivide il territorio comunale di Joppolo Giancaxio nelle seguenti zone e ambiti che risultano delimitati nell elaborato 4.2, alla scala 1:10.000: a) zona A ; b) zone B , distinte nelle sottozone B0 e B1 ; c) zone C, distinte nelle sottozone C1 , C2 , C3 ; d) zona D ; e) zone E di verde agricolo; f) zone F di attrezzature di interesse generale; g) servizi della residenza; h) viabilit. La zona A e B0 (centro storico) Come sopra specificato, per le zone A e B0 , lo schema di massima ripercorre in linea di massima la perimetrazione del vecchio piano che individuava quella parte del territorio che riveste interesse storico, architettonico e paesaggistico per la presenza del castello e della rocca che lo sovrasta con relativo parco che domina l intera valle sottostante, nonch la piccola parte del tessuto urbano che riveste un minimo di interesse storico ed ambientale per la presenza di costruzioni di interesse storico, quali in fabbricato dell Arco, e l impianto urbanistico storico. Considerato che il piano deve prevedere le aree da destinare a mercati su aree pubbliche di tipo giornaliero, periodico o fisso, si riconferma la zona della piazza (corso Umberto 1) per lo svolgimento del mercato settimanale prevedendo nel piano i limiti cui sottoporre gli insediamenti commerciali in relazione alla tutela dei beni artistici, culturali, ambientali e dell'arredo urbano, nonch i limiti ai quali sono sottoposte le imprese commerciali nei centri storici e nelle localit di particolare interesse artistico e naturale.
Zona di completamento B1 Parte del vecchio abitato che pur non avendo pregio particolare, ha un carattere unitario con la zona B0, dove si potr intervenire con edilizia di recupero, ristrutturazione, demolizione e ricostruzione e nuove realizzazioni, secondo i parametri delle zone B , nonch la parte di territorio interessata da espansione in contrada Piano Corsa , caratterizzata da
un edificazione in parte abusiva ed altre zone dove l edificazione ha oggi raggiunto i limiti stabiliti dall art.3 del D.M. 02/04/1968, per essere classificata zona B . In queste zone esistono aree libere che possono essere utilizzate per la creazione di servizi.
In tutte le zone B potranno essere allocati programmi costruttivi per la realizzazione di alloggi popolari o di edilizia sociale in genere, recuperando parti del tessuto urbano degradato e/o abbandonato, secondo piani di recupero da individuare e normare in sede di definizione del piano.
Le aree di espansione urbana Sono le aree, localizzate nelle immediate adiacenze della citt consolidata, destinate a soddisfare le esigenze di nuova edilizia abitativa stabile. Sono dimensionate per una popolazione complessiva di circa 360 abitanti ed occupano una superficie territoriale di circa 9 ettari, suddivisa in diversi comparti, distribuiti prevalentemente a sud e a nord dell abitato. In queste aree vengono fatte salve le lottizzazioni approvate e non ancora completamente attuate, anche se scadute, e le lottizzazioni per cui non stata ancora stipulata la convenzione con il comune. Zona di espansione C1 Il comparto di superficie pari a circa 4,0 ettari localizzato a sud ed gi parzialmente interessato da edilizia residenziale esistente. Tale zonizzazione, unitamente alla zona omogenea B1 di Piano Corsa, consentir di dare completezza edilizia ed urbanistica al disegno della citt. All interno di tali zone potr prevedersi anche il soddisfacimento delle esigenze di edilizia sociale. Il lotto minimo delle zone C , considerata la parcellizzazione catastale, sar quanto pi contenuto possibile.
Zona di espansione C2 Il comparto pi esteso, di superficie pari a 5,1 ettari, posta ai limiti delle zone B risulta gi parzialmente interessato da edilizia residenziale esistente nonch da iniziative di edilizia residenziale pubblica. Sar caratterizzata da densit territoriale di tipo estensivo. In questa zona viene fatta salva la lottizzazione presentata, in data 15/03/2012 prot.n1085, dalla Cooperativa Edilizia XI Settembre con sede in Agrigento in via Atenea n38, su un appezzamento di terreno in C/da Curiale in catasto al foglio 6 particelle 570 e 598, per la realizzazione di n12 alloggi di edilizia sociale. Il piano di lottizzazione suddetto ha ottenuto il parere favorevole, ai sensi dell art.13 della legge n64/74, dell Ufficio del Genio Civile di Agrigento n1702 prot.n206848 del 01/06/2012; Il parere favorevole della A.S.P. di Agrigento Referente Igiene Pubblica di Joppolo Giancaxio prot.n72 del 13/06/2012 ed il parere favorevole da parte dell U.T.C.
Zona di espansione C3 caratterizzata da edilizia di tipo stagionale e per la ricettivit turistica. stata riproposta la delimitazione delle zona Borsellino prevista dal vecchio P.R.G., ridisegnando la perimetrazione per eliminare zone non edificabili (torrenti, valloni, etc.) ed in pi sono state previste zone di edilizia residenziale stagionale in aree particolarmente vocate (C/da Cinti in prossimit delle aree urbanizzate del Comune di santa Elisabetta, C/da Chianti-Borsellino) dove l esistenza di viabilit e servizi permette l urbanizzazione senza eccessivi oneri per la parte pubblica e privata. In tali zone le norme di attuazione prevederanno parametri pi dettagliati e procedure pi snelle, al fine di potere consentire agli utenti, un attuazione concreta e certa. In alcune di queste zone, pi prossime alla S.S.118, si preveder la possibilit di insediare attivit commerciali artigianali non nocive inquinanti o rumorose.
Le zone per le attivit produttive Lo sviluppo economico di Joppolo Giancaxio, nei prossimi anni, certamente dovr essere incentivato non solo per permettere lo sviluppo naturale che potranno avere le attivit produttive locali sorte spontaneamente e oggi consolidate, ma anche nella considerazione del fenomeno che si sta verificando ultimamente e cio quello della delocalizzazione di attivit artigianali e commerciali provenienti da centri vicini molto pi grandi. Fenomeno particolarmente favorito dalla posizione delle aree produttive ubicate lungo la S.S. 118 e dalla vicinanza e raggiungibilit da centri limitrofi. chiaro che tali esigenze devono trovare, nello strumento urbanistico, adeguate possibilit di sviluppo e di localizzazione. Lo schema di massima del piano prevede pertanto la localizzazione di aree destinate alle attivit produttive caratterizzate da previsioni urbanistiche della massima flessibilit, necessarie in un settore dove le logiche imprenditoriali sono estremamente mutevoli. (Per un imprenditore pi facile scegliere una zona artigianale diversa e di pi facile attuazione, che non restare bloccato, possibilmente per anni, da pastoie burocratiche macchinose).
commerciale D
Si prevede un unica zona dell estensione complessiva di circa 8 ettari, ubicata lungo la S.S.118, che comprende anche gli ambiti gi interessati dalle attivit produttive esistenti. All'interno di tale zona sono consentiti in particolare: edifici ed impianti per attivit piccolo-industriali, artigianali e commerciali di qualsiasi natura purch non nocive ed inquinanti, ai sensi del D.M. 23/12/1976 e s.m.i. 33
In queste aree saranno ammessi gli insediamenti commerciali di medie e grandi strutture di vendita al dettaglio. Le norme di attuazione prevederanno i vincoli di natura urbanistica ed in particolare quelli inerenti la disponibilit di spazi pubblici o di uso pubblico e le quantit minime di spazi per parcheggi relativi alle medie e grandi strutture di vendita, secondo gli indirizzi per gli insediamenti delle attivit commerciali riferiti ai diversi ambiti territoriali di cui alla L.R. della L.R. 22/12/1999, n28 e s.m.i., con particolare riferimento al D.P.R.S. del 11/07/2000 e s.m.i. In queste zone sar altres possibile l insediamento di piani P.I.P., di iniziativa degli operatori economici, secondo quanto previsto dall'art.18 della L.R. n71/78.
Il verde agricolo Il territorio di Joppolo Giancaxio caratterizzato da una morfologia collinare che conserva il carattere agricolo e non interessato da processi di urbanizzazione, a parte qualche limitata zona in prossimit del centro abitato.
Zona E Tutta la superficie residuale del territorio di Joppolo Giancaxio, cio quella non interessata dalle zonizzazioni sopra descritte, destinata all uso agricolo, con possibilit di edificazione strettamente limitata all attivit agraria.
Le aree a rischio idrogeologico Le parti del territorio comunale ed anche del centro abitato, legate ad una condizione di grave rischio connesso sostanzialmente all assetto geomorfologico ed idrogeologico dei terreni, evidenziate nel vigente P.A.I. come soggette a rischio, saranno soggette ad un regime normativo particolarmente severo che esclude la possibilit di qualsiasi trasformazione urbanistica. Tali aree sono tutte riportate negli elaborati allegate al P.A.I. Bacino del fiume S. Leone, approvato con Decreto Presidenziale del 02/07/2007 e s.m.i.
Le attrezzature ed i servizi Tutte attrezzature sono state localizzate tenendo conto dei raggi d influenza e della accessibilit dalla viabilit esistente o prevista. Sono state dimensionate sulla base del disposto del D.M. 02/04/68, secondo i calcoli riportati nelle tabelle seguenti, curando la netta distinzione tra attrezzature strettamente a servizio dei residenti, da quelle di carattere generale. 34
Sono state altres inserite le seguenti opere programmate nel territorio, facenti parte del programma triennale delle opere pubbliche: 1)Discarica per inerti 2)Ristrutturazione impianto di depurazione 3)Completamento campo sportivo 4)Realizzazione campo da tennis 5)Completamento Parco urbano 6)Piano per le infrastrutture produttive 7)Realizzazione zona artigianale 8)Realizzazione zona industriale 9)Costruzione serbatoio idrico in C/da Borsellino 10) Opere di urbanizzazione a servizio case popolari 11) Strada esterna Joppolo Giancaxio Raffadali (C/da Rina)
17) Strada di collegamento Joppolo Giancaxio S. Elisabetta 18) Collegamento Montefamoso - Passo Aragona 19)Strada Manicalunga - Borsellino 20) Strada di collegamento tra Joppolo e la zona industriale di Agrigento (ospedale) 21) Completamento strada di collegamento Joppolo- Firriato - S.S. 118 (discarica inerti) ed inoltre le attrezzature carenti di cui al punto 2.6
La mobilit Nella tavola riferita alla pianificazione riportato lo schema gerarchico della viabilit di collegamento del territorio comunale e di collegamento con i centri vicini, esistente e di previsione nell elenco di cui al punto precedente. Con tale previsione si dovrebbe superare il problema pi pressante per la mobilit che interessa il comune di Joppolo Giancaxio e cio dell attraversamento dei mezzi pesanti del centro cittadino
Dati dimensionali dello schema di massima Nelle tabelle seguenti vengono riportati i principali dati metrici e dimensionali del progetto di piano e precisamente i dati relativi alle diverse zone territoriali omogenee e la verifica degli standard di cui al D.M. 02/04/1968.
Le aree residenziali Lo schema di piano prevede di insediare una popolazione residente complessiva di 1.350 abitanti al 2031, dei quali 945, pari al 70%, concentrati nell area urbana e i restanti 405 distribuiti tra Piano Corsa, Borsellino e nel territorio agricolo. Per soddisfare le esigenze di tale popolazione, oltre a procedere al recupero del patrimonio edilizio esistente attualmente inutilizzato o utilizzato stagionalmente, occorrer realizzare una ulteriore nuova volumetria residenziale, che stata quantificata in mc.29.440. La volumetria necessaria per lo sviluppo di piano, valutata in mc.29.440, potr essere ubicata per una cubatura di circa mc.18.500, nelle zone C di espansione urbana e per una cubatura pari a circa mc.11.000, all'interno delle zone di completamento del centro urbano (zone B). Considerato che il comune di Joppolo Giancaxio non obbligato alla redazione di piani per edilizia economica si ritiene che una percentuale compresa tra il 40% ed il 70%, possa essere destinata alle esigenze della edilizia residenziale pubblica. Dati metrici e di dimensionamento delle zone residenziali
Z.T.O. Sup. totale Ha. Sup. occupata Ha. Sup. Libera Ha. Volumetria residenziale totale mc. Volumetria residenziale esistente mc. Volumetria residenziale prevista mc. Volume pro capite mc./ab. Fattore di utilizzazione Capacit insediativa teorica (ab.)
A-B0 B1 C1-C2 Totale
5,0 14,8 9,2 29,0
5,0 13,5 2,7 21,2
0,0 1,3 6,5 7,8
50.000 175.000 40.000 265.000
50.000 135.000 18.900 203.900
recupero 40.000 21.100 61.100
160 160 110
219 765 363 1347
Considerato che nelle direttive che il Consiglio Comunale ha impartito, richiesto un dimensionamento per un arco di tempo ventennale, delle aree residenziali e produttive basato su fenomeni reali, indagato approfonditamente, evitando in particolare lo schematico e burocratico rapporto abitanti/vani e cubatura pro-capite di 80-100 mc., per quanto riguarda le aree per residenze permanenti stata studiata un evoluzione della popolazione sia per abitanti che per famiglie, determinando il soddisfacimento abitativo nel rapporto famiglia/alloggio e non vano/abitante; stata determinata la dimensione media degli alloggi in funzione della situazione attuale e delle linee evolutive, assumendo come capacit insediativa il valore di 36
160 mc./ab nelle zone A e B e 110 mc./ab nelle zone C, distinguendo all interno di tali valori, oltre la volumetria per la residenza, anche la dotazione necessaria per spazi accessori, per magazzini e garage e per i servizi della residenza di cui all'art.3 del D.M. 02/04/1968. Il fattore di utilizzazione prevede una quota fisiologica di alloggi inutilizzati nel centro abitato pari a circa il 30%.
Nel dimensionamento di massima, al capitolo aree per residenze permanenti, era stato calcolato un fabbisogno di edilizia abitativa pari a mc.29.440, compreso il 50% di recupero di edilizia inutilizzata. Pertanto, comprendendo l altro 50% di edilizia inutilizzata e con un fattore di utilizzazione del 70%, si ottiene all'incirca la volumetria di mc.61.100 prevista nella superiore tabella Nel calcolo dei dati metrici e dimensionamento delle zone residenziali, non sono state considerate le zone C3 in quanto destinate a residenze stagionali e turistico-residenziali, con la possibilit di collocazione di attivit commerciali e produttive non inquinanti o rumorose, capaci quindi di attrarre, con una corretta politica di gestione del territorio e di iniziative incentivanti, popolazione ed attivit imprenditoriali esterne alla popolazione residente.
Prescrizioni esecutive Considerato che nel piano regolatore generale devono essere previste le prescrizioni esecutive per soddisfare il fabbisogno di un decennio, si ritiene, in ossequio alle direttive impartite dal consiglio comunale, di prevedere la localizzazione delle prescrizioni esecutive, di cui all art.3 della L.R. n15/91, nella Z.T.O. B0 al fine di studiare in maniera pi approfondita e regolare con apposite norme di attuazione, le parti del tessuto urbano degradato e/o abbandonato da recuperare, dove potere localizzare i piani di recupero per la realizzazione di programmi costruttivi finalizzati alla costruzione di alloggi popolari o di edilizia sociale in genere. Le prescrizioni per il fabbisogno rimanente per arrivare al decennio, dovranno essere previste nelle Z.T.O. C1 e/o C2 .
Le aree per attivit produttive A seguito degli studi effettuati riferiti alle attivit produttive e alle aree specifiche previste dalla vecchia pianificazione, rimaste in gran parte inattuale, si giunti alla conclusione di prevedere un unica zona dove potere insediare le attivit artigianali e di piccola industria purch non nocive o rumorose e le attivit commerciali, Le attivit commerciali relative alle medie e grandi strutture di vendita potranno essere realizzate in tutta la zona D , sia per la 37
naturale vocazione della zona, sia per ottemperare a quanto indicato dall art.15 del D.P.R.S. 11/07/2000: al fine di contrastare il formarsi di rendite di posizione, il numero delle aree individuate per l insediamento di medie e grandi strutture di vendita dovr comunque essere sempre superiore al numero delle strutture distributive effettivamente attivabili .
La superficie destinata alle attivit produttive misura complessivamente circa 8 ettari ed dislocata nella parte bassa del territorio, in prossimit delle arterie di collegamento con i grossi centri limitrofi. A questa si aggiunge la possibilit offerta dalla possibilit di insediare attivit nelle zone C3 .
Standards urbanistici Nella tabella sotto riportata vengono sintetizzate le previsioni del progetto di piano riferite alle attrezzature residenziali di interesse locale, di cui all'art.3 del D.M. 02/04/1968.
Distribuzione territoriale Zona superficie
Indice territoriale previsto Volume massimo
densit 12 mq./ab.
Dotazione di progetto Esistente mq. I S Epu 1.660 1.655 790 P
A B0 B1 C1 C2 C3
ab./Ha mc./mq. mq. mc. n Compresi Compresi 25.221 = in B0 in B0
mq. 2.628 9.180
Densit territoriale Reperita nel progetto nell ambito Ab.x160/Sup. della zona Ab.x110/Sup. I S Epu P mc./mq. = 4.000 8.700 1.324 415 1.020 0,70 0,82 = 0,44 =
23.352 148.274 40.367
50.000 219 5 175.000 765 Compresi Compresi 1,5
in C2 in C2
45 52 =
51.392 0,8 40.000 170.921 0,3 = Totale I = attrezzature per l istruzione
363 39 4.356 3.960 = = 1.347 16.164 2.624 9.940 S = attrezzature di interesse comune
4.105 210 1.182 4.000 14.100 Epu = spazi pubblici attrezzati a parco, gioco e sport
2.759 P = parcheggi
Tra gli standard urbanistici non sono state conteggiate le aree verdi boscate in prossimit del centro (Parco Urbano). Lo standard di riferimento complessivo per il territorio comunale di 12 mq/ab., trattandosi di comune con popolazione inferiore a 10.000 abitanti. La verifica del centro abitato stata condotta riferendosi ad una popolazione di 1.350 abitanti al 2031. Lo standard raggiunto pari a mq.38.920/1.350 = 28,83 mq. per abitante, superando di gran lunga la quantit minima per abitante prescritta. Alle quantit di cui sopra dovranno essere aggiunte le aree per servizi relative alle opere di urbanizzazione da prevedere all interno delle zone C del piano, dove si operer tramite lottizzazioni, nelle misura di 12 mq./ab. di attrezzature e servizi per la collettivit.
L Ufficio del Piano
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References: art.2
 art.16
 art.57
 art.9
 art.8
 art.46
 art.1
 art.3
 art. 4
 art.3
 art.13
 art.3
 art.15