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Timestamp: 2019-09-17 00:17:59+00:00

Document:
Giurisprudenza - CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 24 novembre 2016, n. 23989
Crediti d'imposta per società di persone - Bonus assunzioni - Non previsto per il datore di lavoro che viola le norme sulla sicurezza
L'Agenzia delle Entrate impugna la sentenza n. 80/08/10 della Commissione tributaria regionale della Toscana, pronunciata in data 18/6/2010 e depositata il 24/9/2010, che ebbe a respingere l'appello dell'Agenzia delle Entrate di Borgo San Lorenzo e, conseguentemente, a confermare la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Firenze n. 142 del 21/04/2005 che aveva accolto il ricorso proposto dalla contribuente, così affermando la dichiarata illegittimità dell'avviso di recupero del credito d'imposta, previsto dalla L. n. 388 del 2000, art. 7, e fruito dalla Calzaturificio S. s.a.s. di L.B. & C., con sede in Scarperia (FI), per gli anni 2001-2002-2003, in ragione dell'incremento occupazionale, sul rilievo che la revoca dell'agevolazione viene disposta qualora vengano accertate violazioni per le quali sono state irrogate sanzioni di importo superiore ad euro 2.528,28 e che siffatto limite è previsto anche per le violazioni concernenti la normativa sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
Il ricorso è affidato ad un unico motivo, cui esiste con controricorso il Calzaturificio S. s.a.s. di B.M. & C. (già Calzaturificio S. s.a.s. di L.B. & C.).
Con un unico motivo di doglianza l'Agenzia delle Entrate deduce, ai sensi dell'art. 360 n. 3, c.p.c., violazione e falsa applicazione dell'art. 7 D.Lgs. n. 380 del 2000 e dell'art. 9 D.Lgs. n. 388 del 2001, ed assume che, in base al disposto della L. n. 388 del 2000, art. 7, comma 7, le violazioni accertate in materia di salute e sicurezza dei lavoratori costituiscono causa di revoca dell'agevolazione in ogni caso, a prescindere dall'importo della sanzione irrogata, casi nei quali si prescinde dall'entità della sanzione (superiore a L. 5.000.000, ora € 2.582,28).
Ne discende che una corretta lettura della norma impone di ritenere che il superamento dell'importo di Euro 2.582,28 sia contemplato al primo periodo della L. n. 388 del 2000, art. 7, comma 7, per le sole violazioni non formali alla normativa fiscale e contributiva in tema di lavoro dipendente, avuto riguardo alle fattispecie di cui all'incipit della disposizione e non anche, per quel che qui interessa, alle violazioni alla normativa sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, in ordine alle quali si prescinde dall'entità della sanzione, anche se trattasi di accertate violazioni formali, in quanto ciò appare "conforme alla ratio di coniugare la politica incentivante verso le imprese che assumono nuovi dipendenti con la necessità di garantire un livello non minore di tutela per l'incolumità psicofisica del luogo di lavoro" (Cass. Sez. 5, n. 6367 del 2014; Cass. Sez. 5, ordinanza, n. 22860 del 2011). Il ricorso va pertanto accolto, la sentenza impugnata va cassata con rinvio alla Commissione tributaria regionale della Toscana, altra Sezione, che avuto riguardo a quanto sopra esposto rinnoverà il giudizio e deciderà nel merito.
Accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata con rinvio ad altra Sezione della Commissione tributaria regionale della Toscana, anche per la liquidazione delle spese del presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 7
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 Cass. Sez. 
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