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Timestamp: 2013-12-05 19:55:57+00:00

Document:
EUR-Lex - 32002R2371 - IT
GU L 358del 31.12.2002, pagg. 59–80 (ES, DA, DE, EL, EN, FR, IT, NL, PT, FI, SV)
edizione speciale in lingua ceca: capitolo 04 tomo 05 pag. 460 - 481
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edizione speciale in lingua bulgare: capitolo 04 tomo 06 pag. 237 - 258
edizione speciale in lingua romena: capitolo 04 tomo 06 pag. 237 - 258
edizione speciale in lingua croata capitolo 04 tomo 003 pag. 38 - 59
di entrata in vigore: 01/01/2003; entrata in vigore vedi art. 36
proposta Commissione; Com ? (Com if it refers to doc. type, otherwise Com.) 2002/0185 Def GU C 203 E DU 27/08/2002
procedura di consultazione parere Parlamento europeo; reso 05/12/2002
31976R0101 abrogazione 31992R3760 abrogazione 52002PC0185 approvazione Modificato da:
rettificato da 32002R2371R(01) rettificato da 32002R2371R(02) rettificato da 32002R2371R(03) rettificato da 32002R2371R(04) rettificato da 32002R2371R(05) rettificato da 32002R2371R(06) derogato da 32004R0639 deroga articolo 13 dal 01/01/2003
derogato da 32004R1242 deroga articolo 11.2 dal 01/05/2004
derogato da 32004R1242 deroga articolo 11.4 dal 01/05/2004
derogato da 32004R1242 deroga articolo 12 dal 01/05/2004
derogato da 32004R1242 deroga articolo 13.2 dal 01/05/2004
derogato da 32007R0783 deroga articolo 11.2 dal 01/01/2007
derogato da 32007R0783 deroga articolo 11.4 dal 01/01/2007
derogato da 32007R0783 deroga articolo 12 dal 01/01/2007
modificato da 32007R0865 sostituzione articolo 11 dal 27/07/2007
modificato da 32007R0865 sostituzione articolo 13 dal 27/07/2007
modificato da 32009R1224 sostituzione articolo 21 dal 01/01/2010
modificato da 32009R1224 sospensione articolo 22 dal 01/01/2010
modificato da 32009R1224 sospensione articolo 23 dal 01/01/2010
modificato da 32009R1224 sospensione articolo 24 dal 01/01/2010
modificato da 32009R1224 sospensione articolo 25 dal 01/01/2010
modificato da 32009R1224 sospensione articolo 26 dal 01/01/2010
modificato da 32009R1224 sospensione articolo 27 dal 01/01/2010
modificato da 32009R1224 sospensione articolo 28 dal 01/01/2010
modificato da 12012JN03/05 modifica allegato I dal 01/07/2013
modificato da 32012R1152 sostituzione articolo 17.2 L1 dal 01/01/2013
modifica proposta da 52008PC0721 modifica proposta da 52011PC0425 abrogazione modifica proposta da 52012PC0277 Atto interessato dalla pronuncia:
N1PT6 Confermato da 62003CJ0091 articolo 23.1 Ricorso per inadempimento 62007CA0556 articolo 23.2 Ricorso per inadempimento 62007CA0556 articolo 24 Ricorso per inadempimento 62007CA0556 articolo 25.1 Ricorso per inadempimento 62007CA0556 articolo 25.2 Ricorso per inadempimento 62007CA0556 A23P1 Ricorso per inadempimento 62007CJ0556 A23P2 Ricorso per inadempimento 62007CJ0556 A24 Ricorso per inadempimento 62007CJ0556 A25P1 Ricorso per inadempimento 62007CJ0556 A25P2 Ricorso per inadempimento 62007CJ0556 articolo 23.1 constatazione di inadempimento richiesta da 62007CN0556 articolo 23.2 constatazione di inadempimento richiesta da 62007CN0556 articolo 24 constatazione di inadempimento richiesta da 62007CN0556 articolo 25.1 constatazione di inadempimento richiesta da 62007CN0556 articolo 25.2 constatazione di inadempimento richiesta da 62007CN0556 articolo 23 Ricorso per inadempimento 62008CA0232 A23 Ricorso per inadempimento 62008CJ0232 articolo 23 constatazione di inadempimento richiesta da 62008CN0232 articolo 7 Interpretato da 62009CA0221 A07P2 Dichiarato valido 62009CJ0221 articolo 7.1 interpretazione richiesta da 62009CN0221 Atti citati:
32001R0366 Seleziona l'insieme dei documenti che citano il presente documento
(1) Il regolamento (CEE) n. 3760/92 del Consiglio(3) istituisce un regime comunitario della pesca e dell'acquacoltura. A norma di questo regolamento il Consiglio decide in merito ad eventuali adeguamenti entro il 31 dicembre 2002.
(2) Il campo d'applicazione della politica comune della pesca è esteso alla conservazione, gestione e sfruttamento delle risorse acquatiche vive e all'acquacoltura così come alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura laddove tali attività sono realizzate nel territorio degli Stati membri o nelle acque comunitarie ovvero da parte di pescherecci comunitari o di cittadini degli Stati membri, tenendo presenti le disposizioni dell'articolo 117 della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, fatta salva la responsabilità primaria dello Stato di bandiera.
(3) A fronte del progressivo esaurimento di numerosi stock ittici è necessario potenziare la politica comune della pesca per garantire la redditività a lungo termine del settore della pesca mediante uno sfruttamento sostenibile delle risorse acquatiche vive basato su pareri scientifici attendibili e sull'approccio precauzionale che si fonda sulle stesse considerazioni del principio precauzionale di cui all'articolo 174 del trattato.
(4) La politica comune della pesca dovrebbe perseguire pertanto l'obiettivo di garantire uno sfruttamento sostenibile delle risorse acquatiche vive e dell'acquacoltura nell'ambito di uno sviluppo sostenibile, tenendo conto in modo equilibrato degli aspetti ambientali, economici e sociali.
(5) Occorre che la gestione della politica comune della pesca s'ispiri al principio di buona "governance" e che le misure adottate siano compatibili tra di loro e coerenti con le altre politiche comunitarie.
(6) Per conseguire più efficacemente l'obiettivo di uno sfruttamento sostenibile è opportuno adottare una strategia pluriennale di gestione della pesca che preveda piani di gestione pluriennali per gli stock che si trovano ai limiti biologici di sicurezza o al di sopra di tali limiti. L'adozione di piani di ricostituzione pluriennali costituisce una priorità assoluta per gli stock scesi al di sotto dei limiti biologici di sicurezza. Per tali stock può essere necessario decidere, in base ai pareri scientifici, forti riduzioni dello sforzo di pesca.
(7) Occorre che questi piani pluriennali stabiliscano gli obiettivi per uno sfruttamento sostenibile degli stock interessati, prevedano le norme di sfruttamento che fissano le modalità per il calcolo delle limitazioni annue delle catture e/o dello sforzo di pesca e stabiliscano altre misure di gestione specifiche, tenendo in considerazione anche l'impatto su altre specie.
(8) Il contenuto dei piani pluriennali dovrebbe essere commisurato con lo stato di conservazione degli stock, l'urgenza della loro ricostituzione e le caratteristiche di tali stock nonché le attività di pesca con le quali sono catturati.
(9) Lo sfruttamento sostenibile degli stock per i quali non è stato adottato alcun piano pluriennale va garantito mediante la definizione di limiti di cattura e/o di sforzo.
(10) È necessario prevedere l'adozione di misure di emergenza da parte degli Stati membri o della Commissione qualora le attività di pesca comportino un grave rischio per la conservazione delle risorse o per l'ecosistema marino tale da richiedere un intervento immediato.
(11) È opportuno autorizzare gli Stati membri ad adottare, nella rispettiva zona delle 12 miglia nautiche, misure di conservazione e di gestione applicabili a tutti i pescherecci purché le misure adottate, qualora si applichino ai pescherecci di altri Stati membri, non siano discriminatorie e siano state oggetto di una consultazione preliminare e purché la Comunità non abbia adottato misure specifiche di conservazione e di gestione per tale zona.
(12) Occorre ridimensionare la flotta comunitaria per adeguarla alle risorse disponibili e adottare provvedimenti specifici per conseguire tale obiettivo, compresa la determinazione di livelli di riferimento da non superare per la capacità di pesca, una misura comunitaria speciale di aiuto alla demolizione dei pescherecci e regimi nazionali di entrata e di uscita.
(13) È necessario che ogni Stato membro tenga un registro nazionale dei pescherecci e che tale registro sia a disposizione della Commissione, per poter controllare le dimensioni delle flotte nazionali.
(14) Le norme in vigore, che limitano l'accesso alle risorse nella zona delle 12 miglia nautiche degli Stati membri, hanno funzionato adeguatamente favorendo la conservazione con la limitazione dello sforzo di pesca nella parte più sensibile delle acque comunitarie e preservando le attività di pesca tradizionali dalle quali dipende in larga misura lo sviluppo sociale ed economico di talune comunità costiere. È pertanto opportuno continuare ad applicarle fino al 31 dicembre 2012.
(15) Sebbene sia opportuno mantenere per il momento le altre restrizioni in materia di accesso contenute nella legislazione comunitaria, esse debbono essere riconsiderate per verificare se sono necessarie ai fini di una pesca sostenibile.
(16) Considerata la precaria situazione economica del settore della pesca e il grado di dipendenza dalla pesca di alcune comunità costiere è necessario garantire la stabilità relativa delle attività di pesca ripartendo le possibilità di pesca fra gli Stati membri, con l'assegnazione a ciascuno di loro di una quota prevedibile degli stock.
(17) La stabilità, d'altro canto, vista la situazione biologica temporanea degli stock, dovrebbe salvaguardare le particolari esigenze delle regioni in cui le popolazioni locali sono particolarmente dipendenti dalla pesca e dalle attività connesse, conformemente a quanto deciso dal Consiglio nella risoluzione del 3 novembre 1976, concernente taluni aspetti esterni dell'istituzione nella Comunità, a decorrere dal 1o gennaio 1977, di una zona di pesca che si estende fino a 200 miglia(4), in particolare nell'allegato VII.
(18) Pertanto il concetto di stabilità relativa dovrebbe essere inteso in tal senso.
(19) Nell'intento di garantire l'effettiva attuazione della politica comune della pesca è necessario rafforzare il sistema comunitario di controllo e di esecuzione per la pesca, definendo con maggiore chiarezza la ripartizione di competenze tra le autorità degli Stati membri e la Commissione. A tal fine occorre inserire nel presente regolamento le principali disposizioni in materia di controllo, d'ispezione e di esecuzione delle norme della politica comune della pesca, una parte delle quali è già contenuta nel regolamento (CEE) n. 2847/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca(5). Tale regolamento deve restare in vigore fino a quando saranno state adottate tutte le necessarie modalità di applicazione.
(20) Le disposizioni in materia di controllo, ispezione ed esecuzione riguardano, da un lato, gli obblighi dei comandanti dei pescherecci e degli operatori della catena di commercializzazione, e dall'altro, la definizione precisa delle competenze degli Stati membri e della Commissione.
(21) Qualora uno Stato membro abbia superato le possibilità di pesca ad esso assegnate, è opportuno che la Comunità possa imporgli detrazioni delle possibilità di pesca. Se è accertato che un altro Stato membro ha subito un danno a seguito del superamento delle possibilità di pesca da parte dello Stato membro, le detrazioni dovrebbero essere assegnate, interamente o in parte, a tale Stato membro.
(22) È necessario imporre agli Stati membri l'obbligo di adottare misure immediate per porre fine a violazioni gravi, secondo la definizione del regolamento (CE) n. 1447/1999 del Consiglio, del 24 giugno 1999, recante l'elenco dei comportamenti che violano gravemente le norme della politica comune della pesca(6).
(23) È opportuno che la Commissione sia in grado di adottare misure preventive immediate qualora si sia constatato che le attività di pesca possono costituire una seria minaccia per la conservazione delle risorse acquatiche vive.
(24) È necessario conferire alla Commissione i poteri necessari affinché possa assolvere al proprio obbligo di controllare e valutare l'attuazione della politica comune della pesca da parte degli Stati membri.
(25) Occorre rafforzare la cooperazione e il coordinamento tra le varie autorità competenti per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, in particolare mediante lo scambio di ispettori nazionali, obbligando gli Stati membri a considerare i rapporti d'ispezione redatti dagli ispettori comunitari, dagli ispettori di un altro Stato membro o dagli ispettori della Commissione equivalenti ai propri rapporti d'ispezione ai fini dell'accertamento dei fatti.
(26) Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento sono adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione(7).
(27) Per contribuire alla realizzazione degli obiettivi della politica comune della pesca occorre istituire consigli consultivi regionali affinché questa politica possa avvalersi delle conoscenze e dell'esperienza dei pescatori interessati e di altre parti in gioco, tenendo conto delle diverse situazioni nelle acque comunitarie.
(28) Per garantire che la politica comune della pesca possa beneficiare dei pareri scientifici, tecnici ed economici più attendibili, è opportuno che la Commissione sia assistita da un apposito comitato.
(29) È necessario e opportuno adottare norme in materia di conservazione e di sfruttamento delle risorse acquatiche vive, nell'intento di conseguire l'obiettivo fondamentale di uno sfruttamento sostenibile di queste risorse. Conformemente al principio di proporzionalità sancito dall'articolo 5 del trattato il presente regolamento non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento di tale obiettivo.
(30) A fronte del numero e dell'entità delle modifiche da apportare, è opportuno abrogare il regolamento (CEE) n. 3760/92 del Consiglio. è inoltre opportuno abrogare il regolamento (CEE) n. 101/76 del Consiglio, del 19 gennaio 1976, relativo all'attuazione di una politica comune delle strutture nel settore della pesca(8), che non contiene più disposizioni di rilievo,
CAPITOLO I CAMPO D'APPLICAZIONE E OBIETTIVI
a) la conservazione, la gestione e lo sfruttamento delle risorse acquatiche vive;
b) il contenimento dell'impatto ambientale della pesca;
c) le condizioni di accesso alle acque e alle risorse;
d) la politica strutturale e la gestione della capacità della flotta;
e) il controllo e l'esecuzione;
g) l'organizzazione comune dei mercati;
h) le relazioni internazionali.
2. La politica comune della pesca si ispira ai seguenti principi di buona "governance":
a) chiara definizione delle competenze a livello comunitario, nazionale e locale;
b) procedure decisionali basate su pareri scientifici attendibili che forniscano risultati tempestivi;
c) ampio coinvolgimento dei diretti interessati in tutte le fasi di questa politica, dalla sua elaborazione fino all'attuazione;
d) coerenza con le altre politiche comunitarie, in particolare la politica ambientale, sociale, regionale, di sviluppo, di tutela sanitaria e di protezione dei consumatori.
a) "acque comunitarie": le acque poste sotto la sovranità o giurisdizione degli Stati membri, ad eccezione delle acque adiacenti ai territori di cui all'allegato II del trattato;
b) "risorse acquatiche vive": le specie acquatiche marine vive disponibili e accessibili, comprese le specie anadrome o catadrome durante la loro vita in mare;
c) "peschereccio": qualsiasi nave attrezzata per lo sfruttamento commerciale delle risorse acquatiche vive;
d) "peschereccio comunitario": un peschereccio battente bandiera di uno Stato membro e immatricolato nella Comunità;
e) "sfruttamento sostenibile": lo sfruttamento di uno stock in condizioni tali che il suo sfruttamento futuro non sia compromesso e che non si ripercuota negativamente sugli ecosistemi marini;
f) "tasso di mortalità per pesca": la percentuale di catture di uno stock in un determinato periodo rispetto alla media dello stock pescabile durante tale periodo;
g) "stock": una risorsa acquatica che vive in una determinata zona di gestione;
h) "sforzo di pesca": il prodotto della capacità e dell'attività di un peschereccio; per un gruppo di navi, è costituito dalla somma dello sforzo di pesca di tutte le navi del gruppo;
i) "approccio precauzionale di gestione della pesca": la mancanza di dati scientifici adeguati non deve giustificare il rinvio o la mancata adozione di misure di gestione per la conservazione delle specie bersaglio, delle specie associate o delle specie dipendenti, nonché delle specie non bersaglio e del relativo habitat;
j) "valori di riferimento limite": i valori dei parametri relativi alla popolazione di stock ittici (quali la biomassa o il tasso di mortalità per pesca) che dovrebbero essere evitati in quanto associati a dinamiche sconosciute della popolazione, collasso degli stock o ripopolamento indebolito;
k) "valori di riferimento per la conservazione": i valori dei parametri relativi alla popolazione degli stock ittici (quali la biomassa o il tasso di mortalità per pesca) utilizzati nella gestione della pesca, ad esempio rispetto ad un livello accettabile di rischio biologico o al livello desiderato di resa;
l) "limiti biologici di sicurezza": gli indicatori dello stato di uno stock o del suo sfruttamento entro i quali il rischio di superare alcuni valori di riferimento limite è basso;
m) "limite di cattura": un limite quantitativo per gli sbarchi di uno stock o gruppi di stock durante un certo periodo a meno che non sia altrimenti stabilito nella normativa comunitaria;
n) "capacità di pesca": la stazza di una nave in GT e la sua potenza motrice in kW, secondo le definizioni contenute negli articoli 4 e 5 del regolamento (CEE) n. 2930/86 del Consiglio(9). Per alcuni tipi di attività di pesca, la capacità può essere definita dal Consiglio utilizzando, ad esempio, il numero e/o dimensioni degli attrezzi di pesca della nave;
o) "uscita dalla flotta": la radiazione di una nave da pesca dal registro della flotta peschereccia di uno Stato membro, a condizione che sia rispettato l'articolo 15, paragrafo 1;
p) "entrata nella flotta": la registrazione nel registro della flotta peschereccia di uno Stato membro di una nave da pesca;
q) "possibilità di pesca": un diritto di pesca quantificato;
r) "possibilità di pesca comunitarie": le possibilità di pesca disponibili per la Comunità nelle zone di pesca comunitarie, cui è aggiunto il totale delle possibilità di pesca per la Comunità al di fuori delle zone di pesca comunitarie e dalle quali sono detratte le possibilità di pesca assegnate ai paesi terzi.
CAPITOLO II CONSERVAZIONE E SOSTENIBILITÀ
a) l'adozione dei piani di ricostituzione di cui all'articolo 5;
b) l'adozione dei piani di gestione di cui all'articolo 6;
c) la definizione di obiettivi per uno sfruttamento sostenibile degli stock;
d) la limitazione delle catture;
e) la fissazione del numero e del tipo di pescherecci autorizzati ad operare;
f) il contenimento dello sforzo di pesca;
g) l'adozione di misure tecniche, tra cui:
i) misure relative alla struttura degli attrezzi da pesca, al numero e alla dimensione degli attrezzi di pesca detenuti a bordo, alle modalità del loro impiego e alla composizione delle catture che possono essere tenute a bordo durante la pesca con tali attrezzi;
ii) la definizione delle zone e/o dei periodi nei quali le attività di pesca sono vietate o sottoposte a restrizioni, ivi compreso per la tutela delle zone di deposito delle uova e delle zone "nursery";
iii) la taglia minima degli individui che possono essere tenuti a bordo e/o sbarcati;
iv) misure specifiche volte a ridurre l'impatto delle attività di pesca sugli ecosistemi marini e sulle specie non bersaglio;
h) l'introduzione di incentivi, anche economici, al fine di promuovere una pesca più selettiva o con scarso impatto;
i) l'attuazione di progetti pilota su tipi alternativi di tecniche di gestione della pesca.
a) entità della popolazione e/o;
b) rendimenti a lungo termine e/o;
c) tasso di mortalità per la pesca e/o;
d) stabilità delle catture.
d) l'impatto economico delle misure sulla attività di pesca interessate.
a) si applichino unicamente alle navi da pesca che battono la bandiera dello Stato membro interessato registrate nella Comunità o, nel caso delle attività di pesca che non sono condotte da una nave da pesca, a persone stabilite nello Stato membro interessato;
b) siano compatibili con gli obiettivi di cui all'articolo 2, paragrafo 1, e perlomeno non altrettanto vincolanti della normativa comunitaria vigente.
CAPITOLO III ADEGUAMENTO DELLA CAPACITÀ DI PESCA
3. Il ritiro di una nave dalla flotta cofinanziato con aiuti pubblici è consentito solamente se preceduto dal ritiro della licenza di pesca, quale è definita al regolamento (CE) n. 3690/93 del Consiglio(10), ed eventualmente dei permessi di pesca, quali sono definiti nei rispettivi regolamenti. La capacità corrispondente alla licenza e, se del caso, ai permessi di pesca per le attività di pesca interessate non può essere sostituita.
I livelli di riferimento corrispondono alla somma degli obiettivi dei programmi di orientamento pluriennali 1997-2002 stabiliti per il 31 dicembre 2002 relativamente ad ogni segmento, in applicazione della decisione 97/143/CE del Consiglio(11).
i) di una capacità almeno identica per l'entrata di nuove navi di stazza pari o inferiore a 100 GT, ovvero
ii) di una capacità pari almeno a 1,35 volte tale capacità per l'entrata di nuove navi di stazza superiore a 100 GT.
1. L'assistenza finanziaria comunitaria prevista dal regolamento (CE) n. 2792/1999 del Consiglio, del 17 dicembre 1999, che definisce modalità e condizioni delle azioni strutturali nel settore della pesca(12), fatti salvi i fondi per la demolizione dei pescherecci, può essere concessa esclusivamente se uno Stato membro si è conformato alle disposizioni di cui agli articoli 11, 13 e 15 del presente regolamento e ha fornito le informazioni richieste ai sensi del regolamento (CE) n. 2792/1999 del Consiglio e del regolamento (CE) n. 366/2001 della Commissione(13).
CAPITOLO IV NORME IN MATERIA DI ACCESSO ALLE ACQUE E ALLE RISORSE
CAPITOLO V SISTEMA COMUNITARIO DI CONTROLLO E DI ESECUZIONE
a) il peschereccio ha a bordo la licenza di pesca ed eventualmente il permesso di pesca;
b) a bordo del peschereccio è installato un sistema funzionante che consente di localizzare e individuare la nave mediante sistemi di controllo a distanza. Tale requisito si applica alle navi di lunghezza superiore a 18 metri fuori tutto a decorrere dal 1o gennaio 2004 ed alle navi di lunghezza superiore a 15 metri fuori tutto a decorrere dal 1o gennaio 2005;
c) il comandante registra e comunica tempestivamente le informazioni relative alle attività di pesca, compresi gli sbarchi e i trasbordi. Copia delle registrazioni è messa a disposizione delle autorità. Il Consiglio deciderà nel 2004 riguardo all'obbligo di trasmettere tali registrazioni per via elettronica. Per valutare la tecnologia da utilizzare, gli Stati membri, in collaborazione con la Commissione, realizzano progetti pilota anteriormente al 1o giugno 2004;
d) il comandante accetta la presenza a bordo di ispettori e coopera con loro; ove sia previsto un sistema di osservatori, il comandante accetta inoltre la presenza a bordo di osservatori e collabora con loro;
e) il comandante rispetta le condizioni e le restrizioni relative a sbarchi, trasbordi, operazioni di pesca in comune, attrezzi da pesca, reti e marcatura e identificazione delle navi.
a) i prodotti della pesca sono venduti esclusivamente da una nave da pesca ad acquirenti registrati o a centri d'asta registrati;
b) l'acquirente di prodotti della pesca da una nave da pesca alla prima vendita è registrato presso le autorità;
c) l'acquirente di prodotti della pesca alla prima vendita presenta alle autorità le fatture o note di vendita, tranne qualora la vendita avvenga presso un centro d'asta registrato che è tenuto a presentare le fatture o le note di vendita alle autorità;
d) tutti i prodotti della pesca sbarcati o importati nella Comunità per i quali non sono state presentate alle autorità né fatture né note di vendita e che sono trasportati in un luogo diverso da quello di sbarco o d'importazione sono accompagnati, fino al momento della prima vendita, da un documento redatto dal trasportatore;
e) i responsabili dei locali o dei veicoli di trasporto accettano la presenza di ispettori e collaborano con loro;
f) qualora sia stata stabilita una taglia minima per una determinata specie gli operatori responsabili della vendita, del magazzinaggio o del trasporto debbono poter comprovare l'origine geografica dei prodotti.
a) controlli sul posto e ispezioni sui pescherecci, nei locali di imprese e di altri organismi le cui attività rientrano nella politica comune della pesca;
b) avvistamenti dei pescherecci;
c) indagini e procedure giudiziarie per perseguire le infrazioni e relative sanzioni conformemente all'articolo 25;
d) misure di prevenzione conformemente all'articolo 25, paragrafo 5;
e) fatta salva la responsabilità primaria dello Stato di bandiera, misure atte a prevenire il coinvolgimento dei propri cittadini in attività di pesca che non rispettano le misure di conservazione e gestione applicabili.
a) pene pecuniarie;
b) il sequestro di attrezzi e catture vietati;
c) il sequestro della nave;
d) l'immobilizzazione temporanea della nave;
e) la sospensione della licenza;
f) il ritiro della licenza.
a) l'attuazione e l'applicazione di queste norme da parte degli Stati membri e delle competenti autorità nazionali;
b) la conformità alle norme delle procedure amministrative nazionali, nonché delle attività di ispezione e sorveglianza;
c) l'esistenza della documentazione richiesta e la sua conformità alle norme vigenti;
d) le condizioni in cui gli Stati membri svolgono le attività di controllo e di esecuzione.
a) previa autorizzazione dello Stato membro costiero interessato oppure
b) laddove sia stato adottato un programma di controllo specifico, conformemente all'articolo 34 quater del regolamento (CEE) n. 2847/93.
CAPITOLO VI PROCEDURE DECISIONALI E CONSULTAZIONE
a) presentare alla Commissione o allo Stato membro interessato, di propria iniziativa o su richiesta della Commissione o di uno Stato membro, raccomandazioni e suggerimenti su aspetti relativi alla gestione della pesca;
b) informare la Commissione o lo Stato membro interessato in merito ai problemi di attuazione delle norme comunitarie e presentare alla Commissione o allo Stato membro interessato raccomandazioni e suggerimenti per affrontare tali problemi;
c) svolgere qualsiasi altra attività necessaria per l'espletamento delle loro funzioni.
Da 59° 30' N - 5° 45' O, a 59° 30' N - 3° 45' O,
Da 61° 00' N - 3° 00' O a 61° 00' N - 0° 00' O
Da 61° 00' N - 0° 00' O a 59° 30' N - 0° 00' O,
Da 59° 30' N - 0° 00' O a 59° 30' N - 1° 00' O,
Da 59° 30' N - 1° 00' O a 59° 00' N - 1° 00' O,
Da 59° 00' N - 1° 00' O a 59° 00' N - 2° 00' O,
Da 59° 00' N - 2° 00' O a 58° 30' N - 2° 00' O,
Da 58° 30' N - 2° 00' O a 58° 30' N - 3° 00' O,
Da 58° 30' N -3° 00' O alla costa orientale della Scozia alla latitudine 58° 30' N.

References: art. 36
 articolo 13
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 12
 articolo 13
 articolo 11
 articolo 11
 articolo 12
 articolo 11
 articolo 13
 articolo 21
 articolo 22
 articolo 23
 articolo 24
 articolo 25
 articolo 26
 articolo 27
 articolo 28
 articolo 17
 articolo 23
 articolo 23
 articolo 24
 articolo 25
 articolo 25
 articolo 23
 articolo 23
 articolo 24
 articolo 25
 articolo 25
 articolo 23
 articolo 23
 articolo 7
 articolo 7