Source: http://www.isaonline.it/mag/RD267-1942.html
Timestamp: 2019-02-18 16:07:27+00:00

Document:
Articolo 1 - Imprese soggette al fallimento e al concordato preventivo.
Articolo 2 - Liquidazione coatta amministrativa e fallimento.
Articolo 3 - Liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo e amministrazione controllata.
Articolo 4 - Rinvio a leggi speciali.
Articolo 5 - Stato d'insolvenza.
Articolo 6 - Iniziativa per la dichiarazione di fallimento.
Articolo 7.- Iniziativa del pubblico ministero.
Articolo 9 - Competenza.
Articolo 10 - Fallimento dell'imprenditore che ha cessato l'esercizio dell'impresa.
Articolo 11 - Fallimento dell'imprenditore defunto.
Articolo 12 - Morte del fallito.
Articolo 13 - Obbligo di trasmissione dell'elenco dei protesti.
Articolo 14.- Obbligo dell'imprenditore che chiede il proprio fallimento.
Articolo 15 – Istruttoria prefallimentare.
Articolo 16.- Sentenza dichiarativa di fallimento.
Articolo 17. - Comunicazione e pubblicazione della sentenza dichiarativa di fallimento.
Articolo 18 - Appello.
Articolo 19 – Sospensione della liquidazione dell’attivo.
Articolo 20 - Morte del fallito durante il giudizio di opposizione.
Articolo 21 - Revoca della dichiarazione di fallimento
Articolo 22. - Gravami contro il provvedimento che respinge l'istanza di fallimento
Articolo 23 - Poteri del tribunale fallimentare.
Articolo 24 - Competenza del tribunale fallimentare.
Articolo 25 - Poteri del giudice delegato
Articolo 26. - Reclamo contro i decreti del giudice delegato e del tribunale.
Articolo 27. – Nomina del curatore.
Articolo 28. - Requisiti per la nomina a curatore.
Articolo 29.- Accettazione del curatore.
Articolo 30 - Qualità di pubblico ufficiale.
Articolo 31 – Gestione della procedura.
Articolo 32 - Esercizio delle attribuzioni del curatore.
Articolo 33 - Relazione al giudice.
Articolo 34 - Deposito delle somme riscosse.
Articolo 35 - Integrazione dei poteri del curatore.
Articolo 36 - Reclamo contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori.
Articolo 36-bis – Termini processuali
Articolo 37. - Revoca del curatore.
Articolo 37-bis – Sostituzione del curatore e del comitato dei creditori
Articolo 38. - Responsabilità del curatore.
Articolo 39. - Compenso del curatore.
Articolo 40 - Nomina del comitato.
Articolo 41 - Funzioni del comitato.
Articolo 42 - Beni del fallito
Articolo 43 - Rapporti processuali.
Articolo 44 - Atti compiuti dal fallito dopo la dichiarazione di fallimento.
Articolo 45 - Formalità eseguite dopo la dichiarazione di fallimento.
Articolo 46 - Beni non compresi nel fallimento.
Articolo 47 - Alimenti al fallito e alla famiglia.
Articolo 48 - Corrispondenza diretta al fallito.
Articolo 49 – Obblighi del fallito.
Articolo 50 - Pubblico registro dei falliti.
Articolo 51 - Divieto di azioni esecutive e cautelari individuali.
Articolo 52 - Concorso dei creditori.
Articolo 53 - Creditori muniti di pegno o privilegio su mobili.
Articolo 54.- Diritto dei creditori privilegiati nella ripartizione dell'attivo.
Articolo 55.- Effetti del fallimento sui debiti pecuniari.
Articolo 56. - Compensazione in sede di fallimento.
Articolo 57. - Crediti infruttiferi.
Articolo 58. - Obbligazioni e titoli di debito.
Articolo 59. - Crediti non pecuniari.
Articolo 60. - Rendita perpetua e rendita vitalizia.
Articolo 61. - Creditore di più coobbligati solidali.
Articolo 62. - Creditore di più coobbligati solidali parzialmente soddisfatto.
Articolo 63. - Coobbligato o fideiussore del fallito con diritto di garanzia.
Articolo 64 - Atti a titolo gratuito.
Articolo 65 - Pagamenti.
Articolo 66 - Azione revocatoria ordinaria.
Articolo 67 - Atti a titolo oneroso, pagamenti, garanzie.
Articolo 67-bis (Patrimoni destinati ad uno specifico affare).
Articolo 68 - Pagamento di cambiale scaduta.
Articolo 69 - Atti compiuti tra coniugi.
Articolo 69-bis – Decadenza dall’azione e computo dei termini
Articolo 70 - Beni acquistati dal coniuge del fallito.
Articolo 71 - Effetti della revocazione.
Articolo 72 - Rapporti pendenti.
Articolo 72-bis (Contratti relativi ad immobili da costruire).
Articolo 72-ter (Effetti sui finanziamenti destinati ad uno specifico affare).
Articolo 72-quater (Locazione finanziaria).
Articolo 73 - Vendita con riserva di proprietà.
Articolo 74 - Contratti ad esecuzione continuata o periodica.
Articolo 75 - Restituzione di cose non pagate.
Articolo 76 - Contratto di borsa a termine.
Articolo 77 - Associazione in partecipazione.
Articolo 78 - Conto corrente, mandato, commissione.
Articolo 79 - Contratto di affitto d'azienda.
Articolo 80 - Contratto di locazione di immobili.
Articolo 80-bis (Contratto di affitto d'azienda).
Articolo 81 - Contratto di appalto.
Articolo 82 - Contratto di assicurazione.
Articolo 83 - Contratto di edizione.
Articolo 83-bis (Clausola arbitrale).
Articolo 84 - Dei sigilli.
Articolo 85 - Apposizione dei sigilli da parte del giudice di pace.
Articolo 86 – Consegna del denaro, titoli, scritture contabili e di altra documentazione.
Articolo 87 - Inventario.
Articolo 87-bis – Inventario su altri beni
Articolo 88. - Presa in consegna dei beni del fallito da parte del curatore.
Articolo 89 - Elenchi dei creditori e dei titolari di diritti reali mobiliari e bilancio.
Articolo 90 – Fascicolo della procedura.
Articolo 91 - Anticipazioni delle spese dall'erario.
Articolo 92 - Avviso ai creditori ed agli altri interessati.
Articolo 93.- Domanda di ammissione al passivo.
Articolo 94.- Effetti della domanda.
Articolo 95.- Progetto di stato passivo e udienza di discussione.
Articolo 96. - Formazione ed esecutivita' dello stato passivo.
Articolo 97. - Comunicazione dell'esito del procedimento di accertamento del passivo.
Articolo 98. - Impugnazioni.
Articolo 99. - Procedimento.
Articolo 100. - Impugnazione dei crediti ammessi.
Articolo 101. - Domande tardive di crediti.
Articolo 102. - Previsione di insufficiente realizzo.
Articolo 103. - Procedimenti relativi a domande di rivendica e restituzione
Articolo 104 – Esercizio provvisorio dell’impresa del fallito.
Articolo 104-bis – Affitto dell’azienda o di rami dell’azienda
Articolo 104-ter – Programma di liquidazione
Articolo 105 – Vendita dell’azienda, di rami, di beni e rapporti in blocco.
SEZIONE II - DELLA VENDITA DEI BENI MOBILI
Articolo 106 – Vendita dei crediti, dei diritti e delle quote, delle azioni, mandato a riscuotere.
SEZIONE III - DELLA VENDITA DEI BENI IMMOBILI
Articolo 107 – Modalità delle vendite.
Articolo 108 – Poteri del giudice delegato.
Articolo 108-bis – Modalità della vendita di navi, galleggianti ed aeromobili
Articolo 108-ter – Modalità della vendita di diritti sulle opere dell’ingegno; sulle invenzioni industriali; sui marchi
Articolo 109 - Procedimento di distribuzione della somma ricavata.
Articolo 110 - Procedimento di ripartizione.
Articolo 111.- Ordine di distribuzione delle somme.
Articolo 111-bis (Disciplina dei crediti prededucibili).
Articolo 111-ter (Conti speciali).
Articolo 111-quater (Crediti assistiti da prelazione).
Articolo 112 - Partecipazione dei creditori ammessi tardivamente.
Articolo 113 - Ripartizioni parziali.
Articolo 113-bis – Scioglimento delle ammissioni con riserva
Articolo 114 - Restituzione di somme riscosse.
Articolo 115 - Pagamento ai creditori.
Articolo 116. Rendiconto del curatore.
Articolo 117 - Ripartizione finale.
Articolo 118 - Casi di chiusura.
Articolo 119 - Decreto di chiusura.
Articolo 120 - Effetti della chiusura.
Articolo 121 - Casi di riapertura del fallimento.
Articolo 122 - Concorso dei vecchi e nuovi creditori.
Articolo 123 - Effetti della riapertura sugli atti pregiudizievoli ai creditori.
Articolo 124 - Proposta di concordato.
Articolo 125 - Esame della proposta e comunicazione ai creditori.
Articolo 126. - Concordato nel caso di numerosi creditori.
Articolo 127 - Voto nel concordato.
Articolo 128 - Approvazione del concordato.
Articolo 129 - Giudizio di omologazione.
Articolo 130.- Efficacia del decreto.
Articolo 131 - Reclamo.
Articolo 132 - Intervento del pubblico ministero.
Articolo 133 - Spese per omologazione.
Articolo 134 - Rendiconto del curatore.
Articolo 135 - Effetti del concordato.
Articolo 136. - Esecuzione del concordato.
Articolo 137.- Risoluzione del concordato.
Articolo 138. - Annullamento del concordato.
Articolo 139 - Provvedimenti conseguiti alla riapertura.
Articolo 140 - Gli effetti della riapertura.
Articolo 141 - Nuova proposta di concordato.
CAPO IX - DELLA RIABILITAZIONE CIVILE
Articolo 142 - Esdebitazione.
Articolo 143 – Procedimento di esdebitazione.
Articolo 144 - Esdebitazione per i crediti concorsuali non concorrenti.
Articolo 145 - Condanne penali che ostano alla riabilitazione.
Articolo 146 - Amministratori, direttori generali, componenti degli organi di controllo, liquidatori e soci di società a responsabilità limitata.
Articolo 147 - Società con soci a responsabilità illimitata.
Articolo 148 - Fallimento della società e dei soci.
Articolo 149 - Fallimento dei soci.
Articolo 150 - Versamenti dei soci a responsabilità limitata.
Articolo 151 - Fallimento di societa' a responsabilita' limitata: polizza assicurativa e fideiussione bancaria.
Articolo 152. - Proposta di concordato.
Articolo 153 - Effetti del concordato della società.
Articolo 154 - Concordato particolare del socio.
Articolo 155 – Patrimoni dedicati ad uno specifico affare.
Articolo 156 – Patrimonio destinato incapiente; violazione delle regole di separatezza.
Articolo 157 - Accertamento del passivo.
Articolo 158 - Domande di rivendicazione, restituzione e separazione di cose mobili.
Articolo 159 - Concordato.
TITOLO III - DELL'AMMISSIONE ALLA PROCEDURA DI CONCORDATO PREVENTIVO e degli accordi di risrutturazione
CAPO I - DELL'AMMINISTRAZIONE ALLA PROCEDURA DI CONCORDATO PREVENTIVO
Articolo 160 - Condizioni per l'ammissione alla procedura.
Articolo 161 - Domanda di concordato.
Articolo 162 - Inammissibilità della proposta.
Articolo 163 - Ammissione alla procedura e proposte concorrenti.
Articolo 163-bis - Offerte concorrenti
Articolo 164 - Decreti del giudice delegato.
Articolo 165 - Commissario giudiziale.
Articolo 166 - Pubblicità del decreto.
Articolo 167 - Amministrazione dei beni durante la procedura.
Articolo 168 - Effetti della presentazione del ricorso.
Articolo 169 - Norme applicabili.
Articolo 169-bis - Contratti pendenti.
Articolo 170 - Scritture contabili.
Articolo 171 - Convocazione dei creditori.
Articolo 172 - Operazioni e relazione del commissario.
Articolo 173 - Revoca dell'ammissione al concordato e dichiarazione del fallimento nel corso della procedura.
Articolo 174 - Adunanza dei creditori.
Articolo 175 - Discussione della proposta di concordato.
Articolo 176 - Ammissione provvisoria dei crediti contestati.
Articolo 177 - Maggioranza per l'approvazione del concordato.
Articolo 178 - Adesioni alla proposta di concordato.
Articolo 179 - Mancata approvazione del concordato.
Articolo 180 - Giudizio di omologazione.
Articolo 181 - Sentenza di omologazione.
Articolo 182 - Cessioni.
Articolo 182-bis. (Accordi di ristrutturazione dei debiti
Articolo 182-ter. Trattamento dei crediti tributari e contributivi.
Articolo 183 - Reclamo.
Articolo 184 - Effetti del concordato per i creditori.
Articolo 185 - Esecuzione del concordato.
Articolo 186 - Risoluzione e annullamento del concordato.
Articolo 187 - Domanda di ammissione alla procedura.
Articolo 188 - Ammissione alla procedura.
Articolo 189 - Adunanza dei creditori.
Articolo 190 - Provvedimenti del giudice delegato.
Articolo 191 - Poteri di gestione del commissario giudiziale.
Articolo 192 - Relazioni dell'amministrazione e revoca dell'amministrazione controllata.
Articolo 193 - Fine dell'amministrazione controllata.
Articolo 194.- Norme applicabili.
Articolo 195. - Accertamento giudiziario dello stato d'insolvenza anteriore alla liquidazione coatta amministrativa.
Articolo 196 - Concorso fra fallimento e liquidazione coatta amministrativa.
Articolo 197 - Provvedimento di liquidazione.
Articolo 198 - Organi della liquidazione amministrativa.
Articolo 199 - Responsabilità del commissario liquidatore.
Articolo 200 - Effetti del provvedimento di liquidazione per l'impresa.
Articolo 201 - Effetti della liquidazione per i creditori e sui rapporti giuridici preesistenti.
Articolo 202. - Accertamento giudiziario dello stato d'insolvenza.
Articolo 203 - Effetti dell'accertamento giudiziario dello stato d'insolvenza.
Articolo 204 - Commissario liquidatore.
Articolo 205 - Relazione del commissario.
Articolo 206. - Poteri del commissario.
Articolo 207 - Comunicazione ai creditori e ai terzi.
Articolo 208 - Domande dei creditori e dei terzi.
Articolo 209 - Formazione dello stato passivo.
Articolo 210 - Liquidazione dell'attivo.
Articolo 211 - Società con responsabilità sussidiaria limitata o illimitata dei soci.
Articolo 212 - Ripartizione dell'attivo.
Articolo 213. - Chiusura della liquidazione.
Articolo 214 - Concordato.
Articolo 215 - Risoluzione e annullamento del concordato.
Articolo 216 - Bancarotta fraudolenta.
Articolo 217 - Bancarotta semplice.
Articolo 218 - Ricorso abusivo al credito.
Articolo 219 - Circostanze aggravanti e circostanza attenuante.
Articolo 220 - Denuncia di creditori inesistenti e altre inosservanze da parte del fallito.
Articolo 221 - Fallimento con procedimento sommario.
Articolo 222 - Fallimento delle società in nome collettivo e in accomandita semplice.
Articolo 223 - Fatti di bancarotta fraudolenta.
Articolo 224 - Fatti di bancarotta semplice.
Articolo 225 - Ricorso abusivo al credito.
Articolo 226 - Denuncia di crediti inesistenti.
Articolo 227 - Reati dell'institore.
Articolo 228 - Interesse privato del curatore negli atti del fallimento.
Articolo 229 - Accettazione di retribuzione non dovuta.
Articolo 230 - Omessa consegna o deposito di cose del fallimento.
Articolo 231 - Coadiutori del curatore.
Articolo 232 - Domande di ammissione di crediti simulati o distrazioni senza concorso col fallito.
Articolo 233 - Mercato di voto.
Articolo 234 - Esercizio abusivo di attività commerciale.
Articolo 235 - Omessa trasmissione dell'elenco dei protesti cambiari.
CAPO III - DISPOSIZIONI APPLICABILI NEL CASO DI CONCORDATO PREVENTIVO, DI AMMINISTRAZIONE CONTROLLATA E DI LIQUIDAZIONE COATTA AMMINISTRATIVA
Articolo 236 - Concordato preventivo e amministrazione controllata.
Articolo 237 - Liquidazione coatta amministrativa.
Articolo 238 - Esercizio dell'azione penale per reati in materia di fallimento.
Articolo 239 - Mandato di cattura.
Articolo 240 - Costituzione di parte civile.
Articolo 241 - Riabilitazione.
Articolo 242 - Disposizione generale.
Articolo 243 - Rappresentante degli eredi.
Articolo 244 - Sentenza dichiarativa di fallimento.
Articolo 245 - Deposito delle somme riscosse.
Articolo 246 - Provvedimenti del giudice delegato.
Articolo 247 - Delegazione dei creditori.
Articolo 248 - Esercizio provvisorio.
Articolo 249 - Giudizi di retrodatazione.
Articolo 250 - Accertamento del passivo.
Articolo 251 - Domande tardive e istanze di revocazione.
Articolo 252 - Liquidazione dell'attivo.
Articolo 253 - Ripartizione dell'attivo.
Articolo 254 - Rendiconto del curatore.
Articolo 255 - Concordato.
Articolo 256 - Riabilitazione civile.
Articolo 257 - Azione di responsabilità contro gli amministratori.
Articolo 258 - Versamenti dei soci.
Articolo 259 - Piccoli fallimenti.
Articolo 260 - Concordato preventivo.
Articolo 261 - Liquidazione coatta amministrativa.
Articolo 262 - Iscrizione nel registro delle imprese.
Articolo 263 - Ruolo degli amministratori giudiziari.
Articolo 264 - Istituto di credito.
Articolo 265 - Norma di rinvio.
Articolo 266 - Disposizioni abrogate.
2) quando l'insolvenza risulta dalla segnalazione proveniente dal giudice che l'abbia rilevata nel corso di un procedimento civile. (Articolo così sostituito dall’art. 5 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
L'imprenditore che chiede il proprio fallimento deve depositare presso la cancelleria del tribunale le scritture contabili e fiscali obbligatorie concernenti i tre esercizi precedenti ovvero l'intera esistenza dell'impresa, se questa ha avuto una minore durata. Deve inoltre depositare uno stato particolareggiato ed estimativo delle sue attivita', l'elenco nominativo dei creditori e l'indicazione dei rispettivi crediti, l'indicazione dei ricavi lordi per ciascuno degli ultimi tre esercizi, l'elenco nominativo di coloro che vantano diritti reali e personali su cose in suo possesso e l'indicazione delle cose stesse e del titolo da cui sorge il diritto. (Articolo così modificato dall’art. 2 del DLgs n. 169 del 12-9-2007)
La sentenza produce i suoi effetti dalla data della pubblicazione ai sensi dell'articolo 133, primo comma, del codice di procedura civile. Gli effetti nei riguardi dei terzi si producono dalla data di iscrizione della sentenza nel registro delle imprese ai sensi dell'articolo 17, secondo comma. (Articolo così sostituito dall’art. 2 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Entro il giorno successivo al deposito in cancelleria, la sentenza che dichiara il fallimento e' notificata, su richiesta del cancelliere, ai sensi dell'articolo 137 del codice di procedura civile al debitore, eventualmente presso il domicilio eletto nel corso del procedimento previsto dall'articolo 15, ed e' comunicata per estratto, ai sensi dell'articolo 136 del codice di procedura civile, al pubblico ministero, al curatore ed al richiedente il fallimento. L'estratto deve contenere il nome del debitore, il nome del curatore, il dispositivo e la data del deposito della sentenza. (Comma così modificato dall’art. 2 del DLgs 169 del 12-9-2007)
A tale fine, il cancelliere, entro il termine di cui al primo comma, trasmette, anche per via telematica, l'estratto della sentenza all'ufficio del registro delle imprese indicato nel comma precedente. (Articolo così sostituito dall’art. 15 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
I termini di cui agli articoli 10 e 11 si computano con riferimento al decreto della corte d'appello. (Articolo così sostituito dall’art. 19 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006 e poi modificato dall’art. 2 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Entro trenta giorni dall'udienza di comparizione delle parti, il collegio provvede con decreto motivato, con il quale conferma, modifica o revoca il provvedimento reclamato. (Articolo così sostituito dall’art. 3 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Articolo 27. - Nomina del curatore.
Il curatore e' nominato con la sentenza di fallimento, o in caso di sostituzione o di revoca, con decreto del tribunale. (Articolo così sostituito dall’art. 24 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
c) coloro che abbiano svolto funzioni di amministrazione, direzione e controllo in societa' per azioni, dando prova di adeguate capacità imprenditoriali e purche' non sia intervenuta nei loro confronti dichiarazione di fallimento.
Comma abrogato (Abrogato dall’art. 3 del DLgs 169 del 12-9-2007).
Non possono essere nominati curatore il coniuge, i parenti e gli affini entro il quarto grado del fallito, i creditori di questo e chi ha concorso al dissesto dell'impresa, nonche' chiunque si trovi in conflitto di interessi con il fallimento. (Comma così modificato dall’art. 5 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Il curatore e' nominato tenuto conto delle risultanze dei rapporti riepilogativi di cui all'articolo 33, quinto comma. (Comma aggiunto dall’art. 5 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
E' istituito presso il Ministero della giustizia un registro nazionale nel quale confluiscono i provvedimenti di nomina dei curatori, dei commissari giudiziali e dei liquidatori giudiziali. Nel registro vengono altresi' annotati i provvedimenti di chiusura del fallimento e di omologazione del concordato, nonche' l'ammontare dell'attivo e del passivo delle procedure chiuse. Il registro e' tenuto con modalita' informatiche ed e' accessibile al pubblico. (Comma aggiunto dall’art. 5 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Il curatore deve, entro i due giorni successivi alla partecipazione della sua nomina, far pervenire al giudice delegato la propria accettazione. (Comma così modificato dall’art. 26 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Articolo 33 - Relazione al giudice e rapporti riepilogativi.
(Rubrica così modificata dall’art. 3 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Il curatore, entro sessanta giorni dalla dichiarazione di fallimento, deve presentare al giudice delegato una relazione particolareggiata sulle cause e circostanze del fallimento, sulla diligenza spiegata dal fallito nell'esercizio dell'impresa, sulla responsabilità del fallito o di altri e su quanto può interessare anche ai fini delle indagini preliminari in sede penale. (Comma così modificato dall’art. 3 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Il curatore deve inoltre indicare gli atti del fallito gia' impugnati dai creditori, nonche' quelli che egli intende impugnare.
Il giudice delegato puo' chiedere al curatore una relazione sommaria anche prima del termine suddetto. (Comma così sostituito dall’art. 29 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Se si tratta di societa', la relazione deve esporre i fatti accertati e le informazioni raccolte sulla responsabilita' degli amministratori e degli organi di controllo, dei soci e, eventualmente, di estranei alla societa'. (Comma così sostituito dall’art. 29 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Il giudice delegato ordina il deposito della relazione in cancelleria, disponendo la segretazione delle parti relative alla responsabilita' penale del fallito e di terzi ed alle azioni che il curatore intende proporre qualora possano comportare l'adozione di provvedimenti cautelari, nonche' alle circostanze estranee agli interessi della procedura e che investano la sfera personale del fallito. Copia della relazione, nel suo testo integrale, e' trasmessa al pubblico ministero. Nello stesso termine altra copia del rapporto, assieme alle eventuali osservazioni, e' trasmessa a mezzo posta elettronica certificata ai creditori e ai titolari di diritti sui beni. (Comma così modificato dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Il curatore, ogni sei mesi successivi alla presentazione della relazione di cui al primo comma, redige altresi' un rapporto riepilogativo delle attivita' svolte, con indicazione di tutte le informazioni raccolte dopo la prima relazione, accompagnato dal conto della sua gestione. Copia del rapporto e' trasmessa al comitato dei creditori, unitamente agli estratti conto dei depositi postali o bancari relativi al periodo. Il comitato dei creditori o ciascuno dei suoi componenti possono formulare osservazioni scritte. Altra copia del rapporto e' trasmessa, assieme alle eventuali osservazioni, per via telematica all'ufficio del registro delle imprese, nei quindici giorni successivi alla scadenza del termine per il deposito delle osservazioni nella cancelleria del tribunale. (Comma così sostituito dall’art. 29 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Articolo 35. - Integrazione dei poteri del curatore.
Nel richiedere l'autorizzazione del comitato dei creditori, il curatore formula le proprie conclusioni anche sulla convenienza della proposta. (Comma inserito dall’art. 3 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Se gli atti suddetti sono di valore superiore a cinquantamila euro e in ogni caso per le transazioni, il curatore ne informa previamente il giudice delegato, salvo che gli stessi siano gia' stati autorizzati dal medesimo ai sensi dell'articolo 104-ter comma ottavo. (Comma così modificato dall’art. 3 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Il limite di cui al secondo comma puo' essere adeguato con decreto del Ministro della giustizia. (Articolo così sostituito dall’art. 31 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Articolo 36. - Reclamo contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori
Se e' accolto il reclamo concernente un comportamento omissivo del curatore, questi e' tenuto a dare esecuzione al provvedimento della autorita' giudiziaria. Se e' accolto il reclamo concernente un comportamento omissivo del comitato dei creditori, il giudice delegato provvede in sostituzione di quest'ultimo con l'accoglimento del reclamo. (Articolo così sostituito dall’art. 32 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Il tribunale provvede con decreto motivato, sentiti il curatore e il comitato dei creditori. (Comma così sostituito dall’art. 34 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Contro il decreto di revoca o di rigetto dell'istanza di revoca, e' ammesso reclamo alla corte di appello ai sensi dell'articolo 26; il reclamo non sospende l'efficacia del decreto. (Comma aggiunto dall’art. 34 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Il curatore adempie ai doveri del proprio ufficio, imposti dalla legge o derivanti dal piano di liquidazione approvato, con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico. Egli deve tenere un registro preventivamente vidimato da almeno un componente del comitato dei creditori, e annotarvi giorno per giorno le operazioni relative alla sua amministrazione (Comma così sostituito dall’art. 36 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Durante il fallimento l'azione di responsabilità contro il curatore revocato è proposta dal nuovo curatore, previa autorizzazione del giudice delegato, ovvero del comitato dei creditori. (Comma così modificato dall’art. 36 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Il curatore che cessa dal suo ufficio, anche durante il fallimento, deve rendere il conto della gestione a norma dell'Articolo 116.
Il compenso e le spese dovuti al curatore, anche se il fallimento si chiude con concordato, sono liquidati ad istanza del curatore con decreto del tribunale non soggetto a reclamo, su relazione del giudice delegato, secondo le norme stabilite con decreto del Ministro della giustizia. (Comma così modificato dall’art. 37 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
La liquidazione del compenso è fatta dopo l'approvazione del rendiconto e, se del caso, dopo l'esecuzione del concordato. in facoltà del tribunale di accordare al curatore acconti sul compenso per giustificati motivi.
Se nell'incarico si sono succeduti piu' curatori, il compenso e' stabilito secondo criteri di proporzionalita' ed e' liquidato, in ogni caso, al termine della procedura, salvi eventuali acconti. Salvo che non ricorrano giustificati motivi, ogni acconto liquidato dal tribunale deve essere preceduto dalla presentazione di un progetto di ripartizione parziale. (Comma così modificato dall’art. 5 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Nessun compenso, oltre quello liquidato dal tribunale, può essere preteso dal curatore, nemmeno per rimborso di spese. Le promesse e i pagamenti fatti contro questo divieto sono nulli, ed è sempre ammessa la ripetizione di ciò che è stato pagato, indipendentemente dall'esercizio dell'azione penale. (Comma così modificato dall’art. 37 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Articolo 42 - Beni del fallito.
Il curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori, puo' rinunciare ad acquisire i beni che pervengono al fallito durante la procedura fallimentare qualora i costi da sostenere per il loro acquisto e la loro conservazione risultino superiori al presumibile valore di realizzo dei beni stessi. (Comma aggiunto dall’art. 40 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Fermo quanto previsto dall'articolo 42, secondo comma, sono acquisite al fallimento tutte le utilita' che il fallito consegue nel corso della procedura per effetto degli atti di cui al primo e secondo comma. (Comma aggiunto dall’art. 42 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
3) i frutti derivanti dall'usufrutto legale sui beni dei figli, i beni costituiti in fondo patrimoniale e i frutti di essi, salvo quanto e' disposto dall'articolo 170 del codice civile; (Numero così sostituito dall’art. 43 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
4) soppresso (Numero soppresso dall’art. 43 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
I limiti previsti nel primo comma, n. 2), sono fissati con decreto motivato del giudice delegato che deve tener conto della condizione personale del fallito e di quella della sua famiglia. (Comma così sostituito dall’art. 43 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Se al fallito vengono a mancare i mezzi di sussistenza, il giudice delegato, sentiti il curatore ed il comitato dei creditori, può concedergli un sussidio a titolo di alimenti per lui e per la famiglia. (Comma così modificato dall’art. 44 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Abrogato (Articolo abrogato dall’art. 47 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Salvo diversa disposizione della legge, dal giorno della dichiarazione di fallimento nessuna azione individuale esecutiva o cautelare, anche per crediti maturati durante il fallimento, puo' essere iniziata o proseguita sui beni compresi nel fallimento. (Articolo così sostituito dall’art. 48 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Ogni credito, anche se munito di diritto di prelazione o trattato ai sensi dell'articolo 111, primo comma, n. 1), nonche' ogni diritto reale o personale, mobiliare o immobiliare, deve essere accertato secondo le norme stabilite dal Capo V, salvo diverse disposizioni della legge. (Comma così sostituito dall’art. 49 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Le disposizioni del secondo comma si applicano anche ai crediti esentati dal divieto di cui all'articolo 51. (Comma aggiunto dall’art. 4 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Per essere autorizzato alla vendita il creditore fa istanza al giudice delegato, il quale, sentiti il curatore e il comitato dei creditori, stabilisce con decreto il tempo della vendita, determinandone le modalita' a norma dell'articolo 107. (Comma così modificato dall’art. 4 del DLgs 169 del 12-9-2007)
L'estensione del diritto di prelazione agli interessi e' regolata dagli articoli 2749, 2788 e 2855, commi secondo e terzo, del codice civile, intendendosi equiparata la dichiarazione di fallimento all'atto di pignoramento. Per i crediti assistiti da privilegio generale, il decorso degli interessi cessa alla data del deposito del progetto di riparto nel quale il credito e' soddisfatto anche se parzialmente. (Comma così sostituito dall’art. 50 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
I crediti condizionali partecipano al concorso a norma degli articoli 96, 113 e 113-bis. (Comma così sostituito dall’art. 51 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Sono compresi tra i crediti condizionali quelli che non possono farsi valere contro il fallito, se non previa escussione di un obbligato principale.
I crediti derivanti da obbligazioni e da altri titoli di debito sono ammessi al passivo per il loro valore nominale detratti i rimborsi gia' effettuati; se e' previsto un premio da estrarre a sorte, il suo valore attualizzato viene distribuito tra tutti i titoli che hanno diritto al sorteggio. (Articolo così sostituito dall’art. 52 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Se nel passivo del fallimento sono compresi crediti per rendita perpetua, questa è riscattata a norma dell'articolo 1866 del codice civile.
I beni oggetto degli atti di cui al primo comma sono acquisiti al patrimonio del fallimento mediante trascrizione della sentenza dichiarativa di fallimento. Nel caso di cui al presente articolo ogni interessato puo' proporre reclamo avverso la trascrizione a norma dell'articolo 36. (Comma aggiunto dall’art. 6 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modif. da legge 132-2015)
Articolo 67. Atti a titolo oneroso, pagamenti, garanzie
c) le vendite ed i preliminari di vendita trascritti ai sensi dell'articolo 2645-bis del codice civile, i cui effetti non siano cessati ai sensi del comma terzo della suddetta disposizione, conclusi a giusto prezzo ed aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo, destinati a costituire l'abitazione principale dell'acquirente o di suoi parenti e affini entro il terzo grado, ovvero immobili ad uso non abitativo destinati a costituire la sede principale dell'attivita' di impresa dell'acquirente, purche' alla data di dichiarazione di fallimento tale attivita' sia effettivamente esercitata ovvero siano stati compiuti investimenti per darvi inizio; (Lettera così modificata dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012).
d) gli atti, i pagamenti e le garanzie concesse su beni del debitore purche' posti in essere in esecuzione di un piano che appaia idoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoria dell'impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione finanziaria; un professionista indipendente designato dal debitore, iscritto nel registro dei revisori legali ed in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 28, lettere a) e b) deve attestare la veridicita' dei dati aziendali e la fattibilita' del piano; il professionista e' indipendente quando non e' legato all'impresa e a coloro che hanno interesse all'operazione di risanamento da rapporti di natura personale o professionale tali da comprometterne l'indipendenza di giudizio; in ogni caso, il professionista deve essere in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 2399 del codice civile e non deve, neanche per il tramite di soggetti con i quali e' unito in associazione professionale, avere prestato negli ultimi cinque anni attivita' di lavoro subordinato o autonomo in favore del debitore ovvero partecipato agli organi di amministrazione o di controllo; il piano puo' essere pubblicato nel registro delle imprese su richiesta del debitore; (Lettera così sostituita dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012).
e) gli atti, i pagamenti e le garanzie posti in essere in esecuzione del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata, nonché dell'accordo omologato ai sensi dell'articolo 182-bis, nonche' gli atti, i pagamenti e le garanzie legalmente posti in essere dopo il deposito del ricorso di cui all'articolo 161; (Lettera così modificata dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012).
Le disposizioni di questo articolo non si applicano all'istituto di emissione, alle operazioni di credito su pegno e di credito fondiario; sono salve le disposizioni delle leggi speciali. (Articolo così sostituito dall'articolo 2 del D.L. 14 marzo 2005, n. 35)
Art. 67-bis (Patrimoni destinati ad uno specifico affare).
Gli atti che incidono su un patrimonio destinato ad uno specifico affare previsto dall'articolo 2447-bis, primo comma, lettera a) del codice civile, sono revocabili quando pregiudicano il patrimonio della societa'. Il presupposto soggettivo dell'azione e' costituito dalla conoscenza dello stato d'insolvenza della societa'. (Articolo aggiunto dall’art. 53 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
(Atti compiuti tra i coniugi)
Gli atti previsti dall'articolo 67, compiuti tra coniugi nel tempo in cui il fallito esercitava un'impresa commerciale e quelli a titolo gratuito compiuti tra coniugi piu' di due anni prima della dichiarazione di fallimento, ma nel tempo in cui il fallito esercitava un'impresa commerciale sono revocati se il coniuge non prova che ignorava lo stato d'insolvenza del coniuge fallito. (Articolo così sostituito dall’art. 54 del DLgs 5 del 9-1-2006).
Nel caso in cui alla domanda di concordato preventivo segua la dichiarazione di fallimento, i termini di cui agli articoli 64, 65, 67, primo e secondo comma, e 69 decorrono dalla data di pubblicazione della domanda di concordato nel registro delle imprese. (Comma aggiunto dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012,conv. con modif. da L. 7 agosto 2012, n. 134)
Se un contratto e' ancora ineseguito o non compiutamente eseguito da entrambe le parti quando, nei confronti di una di esse, e' dichiarato il fallimento, l'esecuzione del contratto, fatte salve le diverse disposizioni della presente Sezione, rimane sospesa fino a quando il curatore, con l'autorizzazione del comitato dei creditori, dichiara di subentrare nel contratto in luogo del fallito, assumendo tutti i relativi obblighi, ovvero di sciogliersi dal medesimo, salvo che, nei contratti ad effetti reali, sia gia' avvenuto il trasferimento del diritto. (Comma così modificato dall’art. 4 del DLgs 169 del 12-9-2007)
In caso di scioglimento, il contraente ha diritto di far valere nel passivo il credito conseguente al mancato adempimento, senza che gli sia dovuto risarcimento del danno. (Comma così modificato dall’art. 4 del DLgs 169 del 12-9-2007)
In caso di scioglimento del contratto preliminare di vendita immobiliare trascritto ai sensi dell'articolo 2645-bis del codice civile, l'acquirente ha diritto di far valere il proprio credito nel passivo, senza che gli sia dovuto il risarcimento del danno e gode del privilegio di cui all'articolo 2775-bis del codice civile a condizione che gli effetti della trascrizione del contratto preliminare non siano cessati anteriormente alla data della dichiarazione di fallimento ovvero un immobile ad uso non abitativo destinato a costituire la sede principale dell'attivita' di impresa dell'acquirente. (Comma così modificato dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. in Legge 134 del 7-8-2012).
Le disposizioni di cui al primo comma non si applicano al contratto preliminare di vendita trascritto ai sensi dell'articolo 2645-bis del codice civile avente ad oggetto un immobile ad uso abitativo destinato a costituire l'abitazione principale dell'acquirente o di suoi parenti ed affini entro il terzo grado. (Comma aggiunto dall’art. 4 del DLgs 169 del 12-9-2007)
(Articolo così sostituito dall’art. 57 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Art. 72-bis (Contratti relativi ad immobili da costruire).
I contratti di cui all'articolo 5 del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122 si sciolgono se, prima che il curatore comunichi la scelta tra esecuzione o scioglimento, l'acquirente abbia escusso la fideiussione a garanzia della restituzione di quanto versato al costruttore, dandone altresi' comunicazione al curatore. In ogni caso, la fideiussione non puo' essere escussa dopo che il curatore ha comunicato di voler dare esecuzione al contratto. (Articolo così sostituito dall’art. 4 del DLgs 169 del 12-9-2007).
Art. 72-ter (Effetti sui finanziamenti destinati ad uno specifico affare).
Qualora, nel caso di cui al primo comma, non si verifichi alcuna delle ipotesi previste nel secondo e nel terzo comma, si applica l'articolo 2447-decies, sesto comma, del codice civile. (Articolo aggiunto dall’art. 59 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Art. 72-quater (Locazione finanziaria).
In caso di scioglimento del contratto, il concedente ha diritto alla restituzione del bene ed e' tenuto a versare alla curatela l'eventuale differenza fra la maggiore somma ricavata dalla vendita o da altra collocazione del bene stesso avvenute a valori di mercato rispetto al credito residuo in linea capitale; per le somme gia' riscosse si applica l'articolo 67, terzo comma, lettera a). (Comma così modificato dall’art. 4 del DLgs 169 del 12-9-2007)
In caso di fallimento delle societa' autorizzate alla concessione di finanziamenti sotto forma di locazione finanziaria, il contratto prosegue; l'utilizzatore conserva la facolta' di acquistare, alla scadenza del contratto, la proprieta' del bene, previo pagamento dei canoni e del prezzo pattuito. (Articolo aggiunto dall’art. 59 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Il fallimento del venditore non e' causa di scioglimento del contratto. (Articolo così sostituito dall’art. 4 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Se il curatore subentra in un contratto ad esecuzione continuata o periodica deve pagare integralmente il prezzo anche delle consegne gia' avvenute o dei servizi gia' erogati.. (Articolo così sostituito dall’art. 4 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Il contratto di borsa a termine, se il termine scade dopo la dichiarazione di fallimento di uno dei contraenti, si scioglie alla data della dichiarazione di fallimento. (Comma così modificato dall’art. 62 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
La differenza fra il prezzo contrattuale e il valore delle cose o dei titoli alla data di dichiarazione di fallimento è versata nel fallimento se il fallito risulta in credito, o è ammessa al passivo del fallimento nel caso contrario.
L’associato è tenuto al versamento della parte ancora dovuta nei limiti delle perdite che sono a suo carico. (Comma così modificato dall’art. 63 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Se il curatore del fallimento del mandante subentra nel contratto, il credito del mandatario e' trattato a norma dell'articolo 111, primo comma, n. 1), per l'attivita' compiuta dopo il fallimento. (Articolo così sostituito dall’art. 64 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Il fallimento non e' causa di scioglimento del contratto di affitto d'azienda, ma entrambe le parti possono recedere entro sessanta giorni, corrispondendo alla controparte un equo indennizzo, che, nel dissenso tra le parti, e' determinato dal giudice delegato, sentiti gli interessati. L'indennizzo dovuto dalla curatela e' regolato dall'articolo 111, n. 1. (Articolo così sostituito dall’art. 4 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Il credito per l'indennizzo e' soddisfatto in prededuzione ai sensi dell'articolo 111, n. 1 con il privilegio dell'articolo 2764 del codice civile. (Articolo così sostituito dall’art. 4 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Art. 80-bis (Contratto di affitto d'azienda).
Il fallimento non e' causa di scioglimento del contratto di affitto d'azienda, ma entrambe le parti possono recedere entro sessanta giorni, corrispondendo alla controparte un equo indennizzo, che, nel dissenso tra le parti, e' determinato dal giudice delegato, sentiti gli interessati. L'indennizzo dovuto dalla curatela e' regolato dell'articolo 111, primo comma, n. 1). (Articolo abrogato dall’art. 4 del DLgs 169 del 12-9-2007).
Nel caso di fallimento dell'appaltatore, il rapporto contrattuale si scioglie se la considerazione della qualita' soggettiva e' stata un motivo determinante del contratto, salvo che il committente non consenta, comunque, la prosecuzione del rapporto. Sono salve le norme relative al contratto di appalto per le opere pubbliche. (Articolo così sostituito dall’art. 68 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Art. 83-bis (Clausola arbitrale).
Se il contratto in cui e' contenuta una clausola compromissoria e' sciolto a norma delle disposizioni della presente sezione, il procedimento arbitrale pendente non puo' essere proseguito. (Articolo aggiunto dall’art. 69 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Se il fallito possiede immobili o altri beni soggetti a pubblica registrazione, il curatore notifica un estratto della sentenza dichiarativa di fallimento ai competenti uffici, perché sia trascritto nei pubblici registri. (Comma così modificato dall’art. 5 del DLgs 169 del 12-9-2007)
La domanda di ammissione al passivo di un credito, di restituzione o rivendicazione di beni mobili e immobili, si propone con ricorso da trasmettere a norma del comma seguente almeno trenta giorni prima dell'udienza fissata per l'esame dello stato passivo. (Comma così sostituito dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Il ricorso puo' essere sottoscritto anche personalmente dalla parte ed e' formato ai sensi degli articoli 21, comma 2, ovvero 22, comma 3, del decreto legislativo 7 marzo 2005 n. 82, e successive modificazioni, e nel termine stabilito dal primo comma, e' trasmesso all'indirizzo di posta elettronica certificata del curatore indicato nell'avviso di cui all'articolo 92, unitamente ai documenti di cui al successivo sesto comma. (Comma così sostituito dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
4) l'eventuale indicazione di un titolo di prelazione, nonche' la descrizione del bene sul quale la prelazione si esercita, se questa ha carattere speciale; (Numero così modificato dall’art. 6 del DLgs 169 del 12-9-2007)
5) l'indicazione dell'indirizzo di posta elettronica certificata, al quale ricevere tutte le comunicazioni relative alla procedura, le cui variazioni e' onere comunicare al curatore. (Numero così sostituito dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Se e' omessa l'indicazione di cui al terzo comma, n. 5), nonche' nei casi di mancata consegna del messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al destinatario si applica l'articolo 31-bis, secondo comma. (Comma così sostituito dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
I documenti non presentati con la domanda devono essere depositati, a pena di decadenza, almeno quindici giorni prima dell'udienza fissata per l'esame dello stato passivo. (Questo settimo comma è stato abrogato dall’art. 6 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Con la domanda di restituzione o rivendicazione, il terzo puo' chiedere la sospensione della liquidazione dei beni oggetto della domanda.
Il giudice ad istanza della parte puo' disporre che il cancelliere prenda copia dei titoli al portatore o all'ordine presentati e li restituisca con l'annotazione dell'avvenuta domanda di ammissione al passivo. (Articolo così sostituito dall’art. 78 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
La domanda di cui all'articolo 93 produce gli effetti della domanda giudiziale per tutto il corso del fallimento. (Articolo così sostituito dall’art. 79 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Il curatore deposita il progetto di stato passivo corredato dalle relative domande nella cancelleria del tribunale almeno quindici giorni prima dell'udienza fissata per l'esame dello stato passivo e nello stesso termine lo trasmette ai creditori e ai titolari di diritti sui beni all'indirizzo indicato nella domanda di ammissione al passivo. I creditori, i titolari di diritti sui beni ed il fallito possono esaminare il progetto e presentare al curatore, con le modalita' indicate dall'articolo 93, secondo comma, osservazioni scritte e documenti integrativi fino a cinque giorni prima dell'udienza. (Comma così sostituito dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
All'udienza fissata per l'esame dello stato passivo, il giudice delegato, anche in assenza delle parti, decide su ciascuna domanda, nei limiti delle conclusioni formulate ed avuto riguardo alle eccezioni del curatore, a quelle rilevabili d'ufficio ed a quelle formulate dagli altri interessati. Il giudice delegato puo' procedere ad atti di istruzione su richiesta delle parti, compatibilmente con le esigenze di speditezza del procedimento. In relazione al numero dei creditori e alla entita' del passivo, il giudice delegato puo' stabilire che l'udienza sia svolta in via telematica con modalita' idonee a salvaguardare il contraddittorio e l'effettiva partecipazione dei creditori, anche utilizzando le strutture informatiche messe a disposizione della procedura da soggetti terzi. (Comma così modificato dall’art. 6 del DL 59-2016, conv. con modif. da L. 119-2016)
Delle operazioni si redige processo verbale. (Articolo così sostituito dall’art. 80 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Il giudice delegato, con decreto succintamente motivato, accoglie in tutto o in parte ovvero respinge o dichiara inammissibile la domanda proposta ai sensi dell'articolo 93. La dichiarazione di inammissibilita' della domanda non ne preclude la successiva riproposizione. (Comma così modificato dall’art. 6 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Secondo comma (Comma abrogato dall’art. 6 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Il decreto che rende esecutivo lo stato passivo e le decisioni assunte dal tribunale all'esito dei giudizi di cui all'articolo 99, producono effetti soltanto ai fini del concorso. (Articolo così sostituito dall’art. 81 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Il curatore, immediatamente dopo la dichiarazione di esecutivita' dello stato passivo, ne da' comunicazione trasmettendo una copia a tutti i ricorrenti, informandoli del diritto di proporre opposizione in caso di mancato accoglimento della domanda. (Articolo così sostituito dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Con la revocazione il curatore, il creditore o il titolare di diritti su beni mobili o immobili, decorsi i termini per la proposizione della opposizione o della impugnazione, possono chiedere che il provvedimento di accoglimento o di rigetto vengano revocati se si scopre che essi sono stati determinati da falsita', dolo, errore essenziale di fatto o dalla mancata conoscenza di documenti decisivi che non sono stati prodotti tempestivamente per causa non imputabile.
La revocazione e' proposta nei confronti del creditore concorrente, la cui domanda e' stata accolta, ovvero nei confronti del curatore quando la domanda e' stata respinta. Nel primo caso, al procedimento partecipa il curatore.
Gli errori materiali contenuti nello stato passivo sono corretti con decreto del giudice delegato su istanza del creditore o del curatore, sentito il curatore o la parte interessata. (Articolo così sostituito dall’art. 83 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Il decreto e' comunicato dalla cancelleria alle parti che, nei successivi trenta giorni, possono proporre ricorso per cassazione. (Articolo così sostituito dall’art. 6 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Abrogato (Articolo abrogato dall’art. 85 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Le domande di ammissione al passivo di un credito, di restituzione o rivendicazione di beni mobili e immobili, trasmesse al curatore oltre il termine di trenta giorni prima dell'udienza fissata per la verifica del passivo e non oltre quello di dodici mesi dal deposito del decreto di esecutivita' dello stato passivo sono considerate tardive; in caso di particolare complessita' della procedura, il tribunale, con la sentenza che dichiara il fallimento, puo' prorogare quest'ultimo termine fino a diciotto mesi. (Comma così modificato dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Il procedimento di accertamento delle domande tardive si svolge nelle stesse forme di cui all'articolo 95. Il giudice delegato fissa per l'esame delle domande tardive un'udienza ogni quattro mesi, salvo che sussistano motivi d'urgenza. Il curatore da' avviso a coloro che hanno presentato la domanda, della data dell'udienza. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli da 93 a 99. (Comma così modificato dall’art. 6 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Decorso il termine di cui al primo comma, e comunque fino a quando non siano esaurite tutte le ripartizioni dell'attivo fallimentare, le domande tardive sono ammissibili se l'istante prova che il ritardo e' dipeso da causa a lui non imputabile. (Articolo così sostituito dall’art. 86 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Il tribunale, con decreto motivato da adottarsi prima dell'udienza per l'esame dello stato passivo, su istanza del curatore depositata almeno venti giorni prima dell'udienza stessa, corredata da una relazione sulle prospettive della liquidazione, e dal parere del comitato dei creditori, sentito il fallito, dispone non farsi luogo al procedimento di accertamento del passivo relativamente ai crediti concorsuali se risulta che non puo' essere acquisito attivo da distribuire ad alcuno dei creditori che abbiano chiesto l'ammissione al passivo, salva la soddisfazione dei crediti prededucibili e delle spese di procedura. (Comma così modificato dall’art. 6 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Le disposizioni di cui al primo comma si applicano, in quanto compatibili, ove la condizione di insufficiente realizzo emerge successivamente alla verifica dello stato passivo. (Comma così sostituito dall’art. 6 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Il curatore comunica il decreto di cui al primo comma trasmettendone copia ai creditori che abbiano presentato domanda di ammissione al passivo ai sensi degli articoli 93 e 101, i quali, nei quindici giorni successivi, possono presentare reclamo alla corte di appello, che provvede con decreto in camera di consiglio, sentito il reclamante, il curatore, il comitato dei creditori ed il fallito. (Comma così modificato dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
(Articolo così sostituito dall’art. 87 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Sono salve le disposizioni dell'articolo 1706 del codice civile. (Comma aggiunto dall’art. 6 del DLgs 169 del 12-9-2007)
(Articolo così sostituito dall’art. 88 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
1) per il pagamento dei crediti prededucibili; (Numero così sostituito dall’art. 99 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Sono considerati crediti prededucibili quelli cosi' qualificati da una specifica disposizione di legge, e quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali di cui alla presente legge; tali crediti sono soddisfatti con preferenza ai sensi del primo comma n. 1). (Comma così modificato dall’art. 8 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Art. 111-bis (Disciplina dei crediti prededucibili).
I crediti prededucibili devono essere accertati con le modalita' di cui al capo V, con esclusione di quelli non contestati per collocazione e ammontare, anche se sorti durante l'esercizio provvisorio, e di quelli sorti a seguito di provvedimenti di liquidazione di compensi dei soggetti nominati ai sensi dell'articolo 25; in questo ultimo caso, se contestati, devono essere accertati con il procedimento di cui all'articolo 26.
Secondo comma (Comma abrogato dall’art. 8 del DLgs 169 del 12-9-2007).
I crediti prededucibili vanno soddisfatti per il capitale, le spese e gli interessi con il ricavato della liquidazione del patrimonio mobiliare e immobiliare, tenuto conto delle rispettive cause di prelazione, con esclusione di quanto ricavato dalla liquidazione dei beni oggetto di pegno ed ipoteca per la parte destinata ai creditori garantiti. Il corso degli interessi cessa al momento del pagamento. (Comma così modificato dall’art. 8 del DLgs 169 del 12-9-2007)
I crediti prededucibili sorti nel corso del fallimento che sono liquidi, esigibili e non contestati per collocazione e per ammontare, possono essere soddisfatti ai di fuori del procedimento di riparto se l'attivo e' presumibilmente sufficiente a soddisfare tutti i titolari di tali crediti. Il pagamento deve essere autorizzato dal comitato dei creditori ovvero dal giudice delegato. (Comma così modificato dall’art. 8 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Se l'attivo e' insufficiente, la distribuzione deve avvenire secondo i criteri della graduazione e della proporzionalita', conformemente all'ordine assegnato dalla legge. (Articolo aggiunto dall’art. 100 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Art. 111-ter (Conti speciali).
La massa liquida attiva immobiliare e' costituita dalle somme ricavate dalla liquidazione dei beni immobili, come definiti dall'articolo 812 del codice civile, e dei loro frutti e pertinenze, nonche' dalla quota proporzionale di interessi attivi liquidati sui depositi delle relative somme.
Il curatore deve tenere un conto autonomo delle vendite dei singoli beni immobili oggetto di privilegio speciale e di ipoteca e dei singoli beni mobili o gruppo di mobili oggetto di pegno e privilegio speciale, con analitica indicazione delle entrate e delle uscite di carattere specifico e della quota di quelle di carattere generale imputabili a ciascun bene o gruppo di beni secondo un criterio proporzionale. (Articolo aggiunto dall’art. 100 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Art. 111-quater (Crediti assistiti da prelazione).
I crediti garantiti da ipoteca e pegno e quelli assistiti da privilegio speciale hanno diritto di prelazione per il capitale, le spese e gli interessi, nei limiti di cui agli articoli 54 e 55, sul prezzo ricavato dai beni vincolati alla loro garanzia. (Articolo aggiunto dall’art. 100 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Compiuta la liquidazione dell'attivo e prima del riparto finale, nonche' in ogni caso in cui cessa dalle funzioni, il curatore presenta al giudice delegato l'esposizione analitica delle operazioni contabili e della attivita' di gestione della procedura.
Il giudice ordina il deposito del conto in cancelleria e fissa l'udienza che non puo' essere tenuta prima che siano decorsi quindici giorni dalla comunicazione del rendiconto a tutti i creditori. (Comma così sostituito dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Dell'avvenuto deposito e della fissazione dell'udienza il curatore da' immediata comunicazione ai creditori ammessi al passivo, a coloro che hanno proposto opposizione, ai creditori in prededuzione non soddisfatti, con posta elettronica certificata, inviando loro copia del rendiconto ed avvisandoli che possono presentare eventuali osservazioni o contestazioni fino a cinque giorni prima dell'udienza con le modalita' di cui all'articolo 93, secondo comma. Al fallito, se non e' possibile procedere alla comunicazione con modalita' telematica, il rendiconto e la data dell'udienza sono comunicati mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. (Comma così sostituito dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Se all'udienza stabilita non sorgono contestazioni o su queste viene raggiunto un accordo, il giudice approva il conto con decreto; altrimenti, fissa l'udienza innanzi al collegio che provvede in camera di consiglio. (Articolo così sostituito dall’art. 106 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Il giudice delegato, nel rispetto delle cause di prelazione, puo' disporre che a singoli creditori che vi consentono siano assegnati, in luogo delle somme agli stessi spettanti, crediti di imposta del fallito non ancora rimborsati.
Per i creditori che non si presentano o sono irreperibili le somme dovute sono nuovamente depositate presso l'ufficio postale o la banca gia' indicati ai sensi dell'articolo 34. Decorsi cinque anni dal deposito, le somme non riscosse dagli aventi diritto e i relativi interessi, se non richieste da altri creditori, rimasti insoddisfatti, sono versate a cura del depositario all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, ad apposita unita' previsionale di base dello stato di previsione del Ministero della giustizia.
Il giudice, anche se e' intervenuta l'esdebitazione del fallito, omessa ogni formalita' non essenziale al contraddittorio, su ricorso dei creditori rimasti insoddisfatti che abbiano presentato la richiesta di cui al quarto comma, dispone la distribuzione delle somme non riscosse in base all'articolo 111 fra i soli richiedenti. (Articolo così sostituito dall’art. 107 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
La proposta di concordato puo' essere presentata da uno o piu' creditori o da un terzo, anche prima del decreto che rende esecutivo lo stato passivo, purche' sia stata tenuta la contabilita' ed i dati risultanti da essa e le altre notizie disponibili consentano al curatore di predisporre un elenco provvisorio dei creditori del fallito da sottoporre all'approvazione del giudice delegato. Essa non puo' essere presentata dal fallito, da societa' cui egli partecipi o da societa' sottoposte a comune controllo se non dopo il decorso di un anno dalla dichiarazione di fallimento e purche' non siano decorsi due anni dal decreto che rende esecutivo lo stato passivo. (Comma così sostituito dall’art. 9 del DLgs 169 del 12-9-2007)
La proposta puo' prevedere che i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, non vengano soddisfatti integralmente, purche' il piano ne preveda la soddisfazione in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione indicato nella relazione giurata di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d) designato dal tribunale. Il trattamento stabilito per ciascuna classe non puo' avere l'effetto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione. (Comma così sostituito dall’art. 9 del DLgs 169 del 12-9-2007)
La proposta presentata da uno o piu' creditori o da un terzo puo' prevedere la cessione, oltre che dei beni compresi nell'attivo fallimentare, anche delle azioni di pertinenza della massa, purche' autorizzate dal giudice delegato, con specifica indicazione dell'oggetto e del fondamento della pretesa. Il proponente puo' limitare gli impegni assunti con il concordato ai soli creditori ammessi al passivo, anche provvisoriamente, e a quelli che hanno proposto opposizione allo stato passivo o domanda di ammissione tardiva al tempo della proposta. In tale caso, verso gli altri creditori continua a rispondere il fallito, fermo quanto disposto dagli articoli 142 e seguenti in caso di esdebitazione. (Comma così modificato dall’art. 9 del DLgs 169 del 12-9-2007)
(Articolo così sostituito dall’art. 114 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Ove le comunicazioni siano dirette ad un rilevante numero di destinatari, il giudice delegato puo' autorizzare il curatore a dare notizia della proposta di concordato, anziche' con comunicazione ai singoli creditori, mediante pubblicazione del testo integrale della medesima su uno o piu' quotidiani a diffusione nazionale o locale. (Articolo così sostituito dall’art. 116 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Quando il decreto di omologazione diventa definitivo, il curatore rende conto della gestione ai sensi dell'articolo 116 ed il tribunale dichiara chiuso il fallimento. (Articolo così sostituito dall’art. 120 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)..
Dopo la omologazione del concordato il giudice delegato, il curatore e il comitato dei creditori ne sorvegliano l'adempimento, secondo le modalità stabilite nel decreto di omologazione. (Comma così modificato dall’art. 123 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Accertata la completa esecuzione del concordato, il giudice delegato ordina lo svincolo delle cauzioni e la cancellazione delle ipoteche iscritte a garanzia e adotta ogni misura idonea per il conseguimento delle finalita' del concordato. (Comma così sostituito dall’art. 123 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Il provvedimento è pubblicato ed affisso ai sensi dell'articolo 17. Le spese sono a carico del debitore.
Non possono proporre istanza di risoluzione i creditori del fallito verso cui il terzo, ai sensi dell'articolo 124, non abbia assunto responsabilita' per effetto del concordato. (Articolo così sostituito dall’art. 9 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Il ricorso per l'annullamento deve proporsi nel termine di sei mesi dalla scoperta del dolo e, in ogni caso, non oltre due anni dalla scadenza del termine fissato per l'ultimo adempimento previsto nel concordato. (Articolo così sostituito dall’art. 9 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Nei fallimenti di societa' a responsabilita' limitata il giudice, ricorrendone i presupposti, puo' autorizzare il curatore ad escutere la polizza assicurativa o la fideiussione bancaria rilasciata ai sensi dell'articolo 2464, quarto e sesto comma, dei codice civile. (Articolo così sostituito dall’art. 134 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
In ogni caso, la decisione o la deliberazione di cui alla lettera b), del secondo comma deve risultare da verbale redatto da notaio ed e' depositata ed iscritta nel registro delle imprese a norma dell'articolo 2436 del codice civile. (Comma così sostituito dall’art. 135 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Articolo 160 - Presupposti per l'ammissione alla procedura.
(Rubrica così modificata dall’art. 12 del DLgs 169 del 12-9-2007)
La proposta puo' prevedere che i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, non vengano soddisfatti integralmente, purche' il piano ne preveda la soddisfazione in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione indicato nella relazione giurata di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d). Il trattamento stabilito per ciascuna classe non puo' avere l'effetto di alterare l'ordine delle cause legittime di prelazione. (Comma inserito dall’art. 12 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Ai fini di cui al primo comma per stato di crisi si intende anche lo stato di insolvenza. (Comma aggiunto dall’art. 36 del D-L 273 del 30-12-2005, conv. da legge 51 del 2006)
In ogni caso la proposta di concordato deve assicurare il pagamento di almeno il venti per cento dell'ammontare dei crediti chirografari. La disposizione di cui al presente comma non si applica al concordato con continuita' aziendale di cui all'articolo 186-bis. (Comma aggiunto dall’art. 4 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
(Articolo così sostituito dall'articolo 2 del D.L. 14 marzo 2005, n. 35.)
e) un piano contenente la descrizione analitica delle modalita' e dei tempi di adempimento della proposta; in ogni caso, la proposta deve indicare l'utilita' specificamente individuata ed economicamente valutabile che il proponente si obbliga ad assicurare a ciascun creditore. (Comma aggiunto dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. Legge 134 del 7-8-2012 e poi così modificato dall’art. 4 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni).
Il piano e la documentazione di cui ai commi precedenti devono essere accompagnati dalla relazione di un professionista, designato dal debitore, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d), che attesti la veridicita' dei dati aziendali e la fattibilita' del piano medesimo. Analoga relazione deve essere presentata nel caso di modifiche sostanziali della proposta o del piano. (Comma così modificato dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012).
Per la società la domanda deve essere approvata e sottoscritta a norma dell'articolo 152 .
La domanda di concordato e' comunicata al pubblico ministero ed e' pubblicata, a cura del cancelliere, nel registro delle imprese entro il giorno successivo al deposito in cancelleria. Al pubblico ministero e' trasmessa altresi' copia degli atti e documenti depositati a norma del secondo e del terzo comma, nonche' copia della relazione del commissario giudiziale prevista dall'articolo 172. (Comma aggiunto dall’art. 12 del DLgs 169 del 12-9-2007 e così modificato dall’art. 4 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
L'imprenditore puo' depositare il ricorso contenente la domanda di concordato unitamente ai bilanci relativi agli ultimi tre esercizi e all'elenco nominativo dei creditori con l'indicazione dei rispettivi crediti, riservandosi di presentare la proposta, il piano e la documentazione di cui ai commi secondo e terzo entro un termine fissato dal giudice, compreso fra sessanta e centoventi giorni e prorogabile, in presenza di giustificati motivi, di non oltre sessanta giorni. Nello stesso termine, in alternativa e con conservazione sino all'omologazione degli effetti prodotti dal ricorso, il debitore puo' depositare domanda ai sensi dell'articolo 182-bis, primo comma. In mancanza, si applica l'articolo 162, commi secondo e terzo. Con decreto motivato che fissa il termine di cui al primo periodo, il tribunale puo' nominare il commissario giudiziale di cui all'articolo 163, secondo comma, n. 3; si applica l'articolo 170, secondo comma. Il commissario giudiziale, quando accerta che il debitore ha posto in essere una delle condotte previste dall'articolo 173, deve riferirne immediatamente al tribunale che, nelle forme del procedimento di cui all'articolo 15 e verificata la sussistenza delle condotte stesse, puo', con decreto, dichiarare improcedibile la domanda e, su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, accertati i presupposti di cui agli articoli 1 e 5, dichiara il fallimento del debitore con contestuale sentenza reclamabile a norma dell'articolo 18. (Comma aggiunto dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. in Legge 134 del 7-8-2012 e così modificato dall’art. 82 del DL 69 del 2013).
Dopo il deposito del ricorso e fino al decreto di cui all'articolo 163 il debitore puo' compiere gli atti urgenti di straordinaria amministrazione previa autorizzazione del tribunale, il quale puo' assumere sommarie informazioni e deve acquisire il parere del commissario giudiziale, se nominato. Nello stesso periodo e a decorrere dallo stesso termine il debitore puo' altresi' compiere gli atti di ordinaria amministrazione. I crediti di terzi eventualmente sorti per effetto degli atti legalmente compiuti dal debitore sono prededucibili ai sensi dell'articolo 111. (Comma aggiunto dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. in Legge 134 del 7-8-2012 e così modificato dall’art. 82 del DL 69 del 2013).
Con il decreto che fissa il termine di cui al sesto comma, primo periodo, il tribunale deve disporre gli obblighi informativi periodici, anche relativi alla gestione finanziaria dell'impresa e all'attivita' compiuta ai fini della predisposizione della proposta e del piano, che il debitore deve assolvere, con periodicita' almeno mensile e sotto la vigilanza del commissario giudiziale se nominato, sino alla scadenza del termine fissato. Il debitore, con periodicita' mensile, deposita una situazione finanziaria dell'impresa che, entro il giorno successivo, e' pubblicata nel registro delle imprese a cura del cancelliere. In caso di violazione di tali obblighi, si applica l'articolo 162, commi secondo e terzo. Quando risulta che l'attivita' compiuta dal debitore e' manifestamente inidonea alla predisposizione della proposta e del piano, il tribunale, anche d'ufficio, sentito il debitore e il commissario giudiziale se nominato, abbrevia il termine fissato con il decreto di cui al sesto comma, primo periodo. Il tribunale puo' in ogni momento sentire i creditori. (Comma così sostituito dall’art. 82 del DL 69 del 2013)
La domanda di cui al sesto comma e' inammissibile quando il debitore, nei due anni precedenti, ha presentato altra domanda ai sensi del medesimo comma alla quale non abbia fatto seguito l'ammissione alla procedura di concordato preventivo o l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti. (Comma aggiunto dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. in Legge 134 del 7-8-2012).
Fermo restando quanto disposto dall'articolo 22, primo comma, quando pende il procedimento per la dichiarazione di fallimento il termine di cui al sesto comma del presente articolo e' di sessanta giorni, prorogabili, in presenza di giustificati motivi, di non oltre sessanta giorni. (Comma aggiunto dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012).
(Articolo così sostituito dall’art. 2 del DL 35 del 14 marzo 2005, convertito dalla Legge 80-2005)
Contro la sentenza che dichiara il fallimento e' proponibile reclamo a norma dell'articolo 18. Con il reclamo possono farsi valere anche motivi attinenti all'ammissibilita' della proposta di concordato. (Articolo così sostituito dall’art. 12 del DLgs 169 del 12-9-2007)
(Rubrica così modificata dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Il tribunale, ove non abbia provveduto a norma dell'articolo 162, commi primo e secondo, con decreto non soggetto a reclamo, dichiara aperta la procedura di concordato preventivo; ove siano previste diverse classi di creditori, il tribunale provvede analogamente previa valutazione della correttezza dei criteri di formazione delle diverse classi. (Comma così modificato dall’art. 12 del DLgs 169 del 12-9-2007)
2) ordina la convocazione dei creditori non oltre centoventi giorni dalla data del provvedimento e stabilisce il termine per la comunicazione di questo ai creditori; (Numero così modificato dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
2-bis) in relazione al numero dei creditori e alla entità del passivo, puo' stabilire che l'adunanza sia svolta in via telematica con modalita' idonee a salvaguardare il contraddittorio e l'effettiva partecipazione dei creditori, anche utilizzando le strutture informatiche messe a disposizione della procedura da soggetti terzi (Comma aggiunto dall’art. 6 del DL 59-2016, conv. con modif. da L. 119-2016)
4) stabilisce il termine non superiore a quindici giorni entro il quale il ricorrente deve depositare nella cancelleria del tribunale la somma pari al 50 per cento delle spese che si presumono necessarie per l'intera procedura, ovvero la diversa minor somma, non inferiore al 20 per cento di tali spese, che sia determinata dal giudice. Su proposta del commissario giudiziale, il giudice delegato puo' disporre che le somme riscosse vengano investite secondo quanto previsto dall'articolo 34, primo comma. (Numero così modificato dall’art. 12 del DLgs 169 del 12-9-2007)
4-bis) ordina al ricorrente di consegnare al commissario giudiziale entro sette giorni copia informatica o su supporto analogico delle scritture contabili e fiscali obbligatorie. (Numero aggiunto dall’art. 4 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Qualora non sia eseguito il deposito prescritto, il commissario giudiziale provvede a norma dell'articolo 173, primo comma. (Comma così modificato dall’art. 12 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Uno o piu' creditori che, anche per effetto di acquisti successivi alla presentazione della domanda di cui all'articolo 161, rappresentano almeno il dieci per cento dei crediti risultanti dalla situazione patrimoniale depositata ai sensi dell'articolo 161, secondo comma, lettera a), possono presentare una proposta concorrente di concordato preventivo e il relativo piano non oltre trenta giorni prima dell'adunanza dei creditori. Ai fini del computo della percentuale del dieci per cento, non si considerano i crediti della societa' che controlla la societa' debitrice, delle societa' da questa controllate e di quelle sottoposte a comune controllo. La relazione di cui al comma terzo dell'articolo 161 puo' essere limitata alla fattibilita' del piano per gli aspetti che non siano gia' oggetto di verifica da parte del commissario giudiziale, e puo' essere omessa qualora non ve ne siano. Comma aggiunto dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Le proposte di concordato concorrenti non sono ammissibili se nella relazione di cui all'articolo 161, terzo comma, il professionista attesta che la proposta di concordato del debitore assicura il pagamento di almeno il quaranta per cento dell'ammontare dei crediti chirografari o, nel caso di concordato con continuita' aziendale di cui all'articolo 186-bis, di almeno il trenta per cento dell'ammontare dei crediti chirografari. La proposta puo' prevedere l'intervento di terzi e, se il debitore ha la forma di societa' per azioni o a responsabilita' limitata, puo' prevedere un aumento di capitale della societa' con esclusione o limitazione del diritto d'opzione. Comma aggiunto dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
I creditori che presentano una proposta di concordato concorrente hanno diritto di voto sulla medesima solo se collocati in una autonoma classe. Comma aggiunto dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Qualora la proposta concorrente preveda diverse classi di creditori essa, prima di essere comunicata ai creditori ai sensi del secondo comma dell'articolo 171, deve essere sottoposta al giudizio del tribunale che verifica la correttezza dei criteri di formazione delle diverse classi. (Comma aggiunto dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
(Articolo così sostituito dall’art. 2 del DL 35 del 14 marzo 2005, convertito da Legge 80-2005)
Art. 163-bis - Offerte concorrenti.
Quando il piano di concordato di cui all'articolo 161, secondo comma, lettera e), comprende una offerta da parte di un soggetto gia' individuato avente ad oggetto il trasferimento in suo favore, anche prima dell'omologazione, verso un corrispettivo in denaro o comunque a titolo oneroso dell'azienda o di uno o piu' rami d'azienda o di specifici beni, il tribunale dispone la ricerca di interessati all'acquisto disponendo l'apertura di un procedimento competitivo a norma delle disposizioni previste dal secondo comma del presente articolo. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche quando il debitore ha stipulato un contratto che comunque abbia la finalita' del trasferimento non immediato dell'azienda, del ramo d'azienda o di specifici beni.
Il decreto che dispone l'apertura del procedimento competitivo stabilisce le modalita' di presentazione di offerte irrevocabili, prevedendo che ne sia assicurata in ogni caso la comparabilita', i requisiti di partecipazione degli offerenti, le forme e i tempi di accesso alle informazioni rilevanti, gli eventuali limiti al loro utilizzo e le modalita' con cui il commissario deve fornirle a coloro che ne fanno richiesta, la data dell'udienza per l'esame delle offerte, le modalita' di svolgimento della procedura competitiva, le garanzie che devono essere prestate dagli offerenti e le forme di pubblicita' del decreto. Con il medesimo decreto e' in ogni caso disposta la pubblicita' sul portale delle vendite pubbliche di cui all'articolo 490 del codice di procedura civile ed e' stabilito l'aumento minimo del corrispettivo di cui al primo comma del presente articolo che le offerte devono prevedere.
L'offerta di cui al primo comma diviene irrevocabile dal momento in cui viene modificata l'offerta in conformita' a quanto previsto dal decreto di cui al presente comma e viene prestata la garanzia stabilita con il medesimo decreto. Le offerte, da presentarsi in forma segreta, non sono efficaci se non conformi a quanto previsto dal decreto e, in ogni caso, quando sottoposte a condizione.
La disciplina del presente articolo si applica, in quanto compatibile, anche agli atti da autorizzare ai sensi dell'articolo 161, settimo comma, nonche' all'affitto di azienda o di uno o piu' rami di azienda. (Articolo aggiunto dall’art. 2 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
I decreti del giudice delegato sono soggetti a reclamo a norma dell'articolo 26. (Articolo così sostituito dall’art. 141 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Il commissario giudiziale fornisce ai creditori che ne fanno richiesta, valutata la congruita' della richiesta medesima e previa assunzione di opportuni obblighi di riservatezza, le informazioni utili per la presentazione di proposte concorrenti, sulla base delle scritture contabili e fiscali obbligatorie del debitore, nonche' ogni altra informazione rilevante in suo possesso. In ogni caso si applica il divieto di cui all'articolo 124, comma primo, ultimo periodo. (Comma aggiunto dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
La disciplina di cui al terzo comma si applica anche in caso di richieste, da parte di creditori o di terzi, di informazioni utili per la presentazione di offerte ai sensi dell'articolo 163-bis. (Comma aggiunto dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Il commissario giudiziale comunica senza ritardo al pubblico ministero i fatti che possono interessare ai fini delle indagini preliminari in sede penale e dei quali viene a conoscenza nello svolgimento delle sue funzioni. (Comma aggiunto dall’art. 4 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Il decreto e' pubblicato, a cura del cancelliere, a norma dell'articolo 17. Il tribunale puo', inoltre, disporne la pubblicazione in uno o piu' giornali, da esso indicati. (Comma così modificato dall’art. 12 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Se il debitore possiede beni immobili o altri beni soggetti a pubblica registrazione, si applica la disposizione dell'articolo 88, secondo comma. (Articolo così sostituito dall’art. 142 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Durante la procedura di concordato, il debitore conserva l'amministrazione dei suoi beni e l'esercizio dell'impresa, sotto la vigilanza del commissario giudiziale. (Comma così modificato dall’art. 143 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Con il decreto previsto dall'articolo 163 o con successivo decreto, il tribunale puo' stabilire un limite di valore al di sotto del quale non e' dovuta l'autorizzazione di cui al secondo comma. (Comma aggiunto dall’art. 143 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
Dalla data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, i creditori per titolo o causa anteriore non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive o cautelari sul patrimonio del debitore. (Comma così modificato dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012).
I creditori non possono acquistare diritti di prelazione con efficacia rispetto ai creditori concorrenti, salvo che vi sia autorizzazione del giudice nei casi previsti dall'articolo precedente. Le ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni che precedono la data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese sono inefficaci rispetto ai creditori anteriori al concordato. . (Comma così modificato dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012).
Si applicano, con riferimento alla data di presentazione della domanda di concordato, le disposizioni degli articoli 45, 55, 56, 57, 58, 59, 60, 61, 62, 63 (Articolo così modificato dall’art. 144 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006).
(Rubrica così modificata dall’art. 8 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Il debitore con il ricorso di cui all'articolo 161 o successivamente puo' chiedere che il Tribunale o, dopo il decreto di ammissione, il giudice delegato con decreto motivato sentito l'altro contraente, assunte, ove occorra, sommarie informazioni, lo autorizzi a sciogliersi dai contratti ancora ineseguiti o non compiutamente eseguiti alla data della presentazione del ricorso. Su richiesta del debitore puo' essere autorizzata la sospensione del contratto per non piu' di sessanta giorni, prorogabili una sola volta. Lo scioglimento o la sospensione del contratto hanno effetto dalla comunicazione del provvedimento autorizzativo all'altro contraente. (Comma così sostituito dall’art. 8 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
In tali casi, il contraente ha diritto ad un indennizzo equivalente al risarcimento del danno conseguente al mancato adempimento. Tale credito e' soddisfatto come credito anteriore al concordato, ferma restando la prededuzione del credito conseguente ad eventuali prestazioni eseguite legalmente e in conformita' agli accordi o agli usi negoziali, dopo la pubblicazione della domanda ai sensi dell'articolo 161, ferma restando la prededuzione del credito conseguente ad eventuali prestazioni eseguite legalmente e in conformita' agli accordi o agli usi negoziali, dopo la pubblicazione della domanda ai sensi dell'articolo 161. (Comma così modificato dall’art. 8 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
In caso di scioglimento del contratto di locazione finanziaria, il concedente ha diritto alla restituzione del bene ed e' tenuto a versare al debitore l'eventuale differenza fra la maggiore somma ricavata dalla vendita o da altra collocazione del bene stesso avvenute a valori di mercato rispetto al credito residuo in linea capitale. La somma versata al debitore a norma del periodo precedente e' acquisita alla procedura. Il concedente ha diritto di far valere verso il debitore un credito determinato nella differenza tra il credito vantato alla data del deposito della domanda e quanto ricavato dalla nuova allocazione del bene. Tale credito e' soddisfatto come credito anteriore al concordato. (Comma aggiunto dall’art. 8 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
(Articolo aggiunto dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012).
Il commissario giudiziale deve procedere alla verifica dell'elenco dei creditori e dei debitori con la scorta delle scritture contabili presentate a norma dell'Articolo 161, apportando le necessarie rettifiche.
Il commissario giudiziale provvede a comunicare ai creditori a mezzo posta elettronica certificata, se il relativo indirizzo del destinatario risulta dal registro delle imprese ovvero dall'Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti e, in ogni altro caso, a mezzo lettera raccomandata o telefax presso la sede dell'impresa o la residenza del creditore, un avviso contenente la data di convocazione dei creditori, la proposta del debitore, il decreto di ammissione, il suo indirizzo di posta elettronica certificata, l'invito ad indicare un indirizzo di posta elettronica certificata, le cui variazioni e' onere comunicare al commissario. Nello stesso avviso e' contenuto l'avvertimento di cui all'articolo 92, primo comma, n. 3). Tutte le successive comunicazioni ai creditori sono effettuate dal commissario a mezzo posta elettronica certificata. Quando, nel termine di quindici giorni dalla comunicazione dell'avviso, non e' comunicato l'indirizzo di cui all'invito previsto dal primo periodo e nei casi di mancata consegna del messaggio di posta elettronica certificata per cause imputabili al destinatario, esse si eseguono esclusivamente mediante deposito in cancelleria. Si applica l'articolo 31-bis, terzo comma, sostituendo al curatore il commissario giudiziale. (Comma così sostituito dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Quando la comunicazione prevista dal comma precedente è sommamente difficile per il rilevante numero dei creditori o per la difficoltà di identificarli tutti, il tribunale, sentito il commissario giudiziale, può dare l'autorizzazione prevista dall'articolo 126.
Se vi sono obbligazionisti, il termine previsto dall'articolo 163, primo comma, n. 2, deve essere raddoppiato.
Il commissario giudiziale redige l'inventario del patrimonio del debitore e una relazione particolareggiata sulle cause del dissesto, sulla condotta del debitore, sulle proposte di concordato e sulle garanzie offerte ai creditori, e la deposita in cancelleria almeno quarantacinque giorni prima dell'adunanza dei creditori. Nella relazione il commissario deve illustrare le utilita' che, in caso di fallimento, possono essere apportate dalle azioni risarcitorie, recuperatorie o revocatorie che potrebbero essere promosse nei confronti di terzi. Nello stesso termine la comunica a mezzo posta elettronica certificata a norma dell'articolo 171, secondo comma. (Comma così modificato dall’art. 3 e 4 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Qualora nel termine di cui al quarto comma dell'articolo 163 siano depositate proposte concorrenti, il commissario giudiziale riferisce in merito ad esse con relazione integrativa da depositare in cancelleria e comunicare ai creditori, con le modalita' di cui all'articolo 171, secondo comma, almeno dieci giorni prima dell'adunanza dei creditori. La relazione integrativa contiene, di regola, una particolareggiata comparazione tra tutte le proposte depositate. Le proposte di concordato, ivi compresa quella presentata dal debitore, possono essere modificate fino a quindici giorni prima dell'adunanza dei creditori. Analoga relazione integrativa viene redatta qualora emergano informazioni che i creditori devono conoscere ai fini dell'espressione del voto. (Comma aggiunto dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Il commissario giudiziale, se accerta che il debitore ha occultato o dissimulato parte dell'attivo, dolosamente omesso di denunciare uno o piu' crediti, esposto passivita' insussistenti o commesso altri atti di frode, deve riferirne immediatamente al tribunale, il quale apre d'ufficio il procedimento per la revoca dell'ammissione al concordato, dandone comunicazione al pubblico ministero e ai creditori. La comunicazione ai creditori e' eseguita dal commissario giudiziale a mezzo posta elettronica certificata ai sensi dell'articolo 171, secondo comma. (Comma così modificato dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Le disposizioni di cui al secondo comma si applicano anche se il debitore durante la procedura di concordato compie atti non autorizzati a norma dell'articolo 167 o comunque diretti a frodare le ragioni dei creditori, o se in qualunque momento risulta che mancano le condizioni prescritte per l'ammissibilita' del concordato. (Articolo così sostituito dall’art. 14 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Nell'adunanza dei creditori il commissario giudiziale illustra la sua relazione e le proposte definitive del debitore e quelle eventualmente presentate dai creditori ai sensi dell'articolo 163, comma quarto. (Comma così modificato dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
(2° comma soppresso dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Ciascun creditore puo' esporre le ragioni per le quali non ritiene ammissibili o convenienti le proposte di concordato e sollevare contestazioni sui crediti concorrenti. Il debitore puo' esporre le ragioni per le quali non ritiene ammissibili o fattibili le eventuali proposte concorrenti. Quando il tribunale ha disposto che l'adunanza sia svolta in via telematica, la discussione sulla proposta del debitore e sulle eventuali proposte concorrenti e' disciplinata con decreto, non soggetto a reclamo, reso dal giudice delegato almeno dieci giorni prima dell'adunanza. (Comma così modificato dall’art. 6 del DL 59-2016, conv. con modif. da L. 119-2016)
Sono sottoposte alla votazione dei creditori tutte le proposte presentate dal debitore e dai creditori, seguendo, per queste ultime, l'ordine temporale del loro deposito. (Comma aggiunto dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Il concordato e' approvato dai creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto. Ove siano previste diverse classi di creditori, il concordato e' approvato se tale maggioranza si verifica inoltre nel maggior numero di classi. Quando sono poste al voto piu' proposte di concordato ai sensi dell'articolo 175, quinto comma, si considera approvata la proposta che ha conseguito la maggioranza piu' elevata dei crediti ammessi al voto; in caso di parita', prevale quella del debitore o, in caso di parita' fra proposte di creditori, quella presentata per prima. Quando nessuna delle proposte concorrenti poste al voto sia stata approvata con le maggioranze di cui al primo e secondo periodo del presente comma, il giudice delegato, con decreto da adottare entro trenta giorni dal termine di cui al quarto comma dell'articolo 178, rimette al voto la sola proposta che ha conseguito la maggioranza relativa dei crediti ammessi al voto, fissando il termine per la comunicazione ai creditori e il termine a partire dal quale i creditori, nei venti giorni successivi, possono far pervenire il proprio voto con le modalita' previste dal predetto articolo. In ogni caso si applicano il primo e secondo periodo del presente comma. (Comma così modificato dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze il coniuge del debitore, i suoi parenti e affini fino al quarto grado, la societa' che controlla la societa' debitrice, le societa' da questa controllate e quelle sottoposte a comune controllo, nonche' i cessionari o aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno prima della proposta di concordato. (Comma così modificato dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
(Articolo così sostituito dall’art. 15 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Nel processo verbale dell'adunanza dei creditori sono inseriti i voti favorevoli e contrari dei creditori con l'indicazione nominativa dei votanti e dell'ammontare dei rispettivi crediti. E' altresi' inserita l'indicazione nominativa dei creditori che non hanno esercitato il voto e dell'ammontare dei loro crediti (Comma così modificato dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012).
Se nel giorno stabilito non è possibile compiere tutte le operazioni, la loro continuazione viene rimessa dal giudice ad un'udienza prossima, non oltre otto giorni, dandone comunicazione agli assenti. (Comma così modificato dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012).
I creditori che non hanno esercitato il voto possono far pervenire lo stesso per telegramma o per lettera o per telefax o per posta elettronica nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale. Le manifestazioni di voto sono annotate dal cancelliere in calce al verbale. (Comma così sostituito dall’art. 4 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Se nei termini stabiliti non si raggiungono le maggioranze richieste dal primo comma dell'articolo 177, il giudice delegato ne riferisce immediatamente al tribunale, che deve provvedere a norma dell'Articolo 162, secondo comma. (Comma così modificato dall’art. 16 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Quando il commissario giudiziario rileva, dopo l'approvazione del concordato, che sono mutate le condizioni di fattibilita' del piano, ne da' avviso ai creditori, i quali possono costituirsi nel giudizio di omologazione fino all'udienza di cui all'articolo 180 per modificare il voto (Comma aggiunto dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012)
Se sono state proposte opposizioni, il Tribunale assume i mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti di ufficio, anche delegando uno dei componenti del collegio. Nell'ipotesi di cui al secondo periodo del primo comma dell'articolo 177 se un creditore appartenente ad una classe dissenziente ovvero, nell'ipotesi di mancata formazione delle classi, i creditori dissenzienti che rappresentano il 20 per cento dei crediti ammessi al voto, contestano la convenienza della proposta, il tribunale puo' omologare il concordatoqualora ritenga che il credito possa risultare soddisfatto dal concordato in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili. (Comma così modificato dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. in Legge 134 del 7-8-2012)
Il tribunale, se respinge il concordato, su istanza del creditore o su richiesta del pubblico ministero, accertati i presupposti di cui gli articoli 1 e 5, dichiara il fallimento del debitore, con separata sentenza, emessa contestualmente al decreto. (Comma così modificato dall’art. 16 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Articolo 181 - Chiusura della procedura.
La procedura di concordato preventivo si chiude con il decreto di omologazione ai sensi dell'articolo 180. L'omologazione deve intervenire nel termine di nove mesi dalla presentazione del ricorso ai sensi dell'articolo 161; il termine può essere prorogato per una sola volta dal tribunale di sessanta giorni. (Comma così modificato dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
(Rubrica così sostituita dall’art. 2 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Se il concordato consiste nella cessione dei beni e non dispone diversamente, il tribunale nomina nel decreto di omologazione uno o più liquidatori e un comitato di tre o cinque creditori per assistere alla liquidazione e determina le altre modalità della liquidazione. In tal caso, il tribunale dispone che il liquidatore effettui la pubblicita' prevista dall'articolo 490, primo comma, del codice di procedura civile e fissa il termine entro cui la stessa deve essere eseguita. (Comma così modificato dall’art. 2 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Si applicano ai liquidatori gli articoli 28, 29, 37, 38, 39 e 116 in quanto compatibili. (Comma aggiunto dall’art. 16 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Si applicano al comitato dei creditori gli articoli 40 e 41 in quanto compatibili. Alla sostituzione dei membri del comitato provvede in ogni caso il tribunale. (Comma aggiunto dall’art. 16 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Le vendite di aziende e rami di aziende, beni immobili e altri beni iscritti in pubblici registri, nonche' le cessioni di attivita' e passivita' dell'azienda e di beni o rapporti giuridici individuali in blocco devono essere autorizzate dal comitato dei creditori. (Comma aggiunto dall’art. 16 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Alle vendite, alle cessioni e ai trasferimenti legalmente posti in essere dopo il deposito della domanda di concordato o in esecuzione di questo, si applicano gli articoli da 105 a 108-ter in quanto compatibili. La cancellazione delle iscrizioni relative ai diritti di prelazione, nonche' delle trascrizioni dei pignoramenti e dei sequestri conservativi e di ogni altro vincolo, sono effettuati su ordine del giudice, salvo diversa disposizione contenuta nel decreto di omologazione per gli atti a questa successivi. (Comma aggiunto dall’art. 16 del DLgs 169 del 12-9-2007 e poi così sostituito dall’art. 2 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Si applica l'articolo 33, quinto comma, primo, secondo e terzo periodo, sostituendo al curatore il liquidatore, che provvede con periodicita' semestrale dalla nomina. Quest'ultimo comunica a mezzo di posta elettronica certificata altra copia del rapporto al commissario giudiziale, che a sua volta lo comunica ai creditori a norma dell'articolo 171, secondo comma (Comma aggiunto dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Art. 182-bis. (Accordi di ristrutturazione dei debiti).
L'imprenditore in stato di crisi puo' domandare, depositando la documentazione di cui all'articolo 161, l'omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti, unitamente ad una relazione redatta da un professionista, designato dal debitore, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d) sulla veridicita' dei dati aziendali e sull'attuabilita' dell'accordo stesso con particolare riferimento alla sua idoneita' ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei nel rispetto dei seguenti termini:
b) entro centoventi giorni dalla scadenza, in caso di crediti non ancora scaduti alla data dell'omologazione. (Comma così sostituito dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. in Legge 134 del 7-8-2012)
Dalla data della pubblicazione e per sessanta giorni i creditori per titolo e causa anteriore a tale data non possono iniziare o proseguire azioni cautelari o esecutive sul patrimonio del debitore, ne' acquisire titoli di prelazione se non concordati. Si applica l'articolo 168, secondo comma. (Comma così modificato dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. in Legge 134 del 7-8-2012)
Entro trenta giorni dalla pubblicazione i creditori e ogni altro interessato possono proporre opposizione. Il tribunale, decise le opposizioni, procede all'omologazione in camera di consiglio con decreto motivato. Il decreto del tribunale e' reclamabile alla corte di appello ai sensi dell'articolo 183, in quanto applicabile, entro quindici giorni dalla sua pubblicazione nel registro delle imprese.
Il divieto di iniziare o proseguire le azioni cautelari o esecutive di cui al terzo comma può essere richiesto dall’imprenditore anche nel corso delle trattative e prima della formalizzazione dell’accordo di cui al presente articolo, depositando presso il tribunale competente ai sensi dell’articolo 9 la documentazione di cui all’articolo 161, primo e secondo comma, lettere a), b), c) e d) e una proposta di accordo corredata da una dichiarazione dell’imprenditore, avente valore di autocertificazione, attestante che sulla proposta sono in corso trattative con i creditori che rappresentano almeno il sessanta per cento dei crediti e da una dichiarazione del professionista avente i requisiti di cui all’articolo 67, terzo comma, lettera d), circa la idoneità della proposta, se accettata, ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori con i quali non sono in corso trattative o che hanno comunque negato la propria disponibilità a trattare. L’istanza di sospensione di cui al presente comma è pubblicata nel registro delle imprese e produce l’effetto del divieto di inizio o prosecuzione delle azioni esecutive e cautelari, nonché del divieto di acquisire titoli di prelazione, se non concordati, dalla pubblicazione. (Comma aggiunto dal DL 78 del 31 maggio 2010 e così modificato dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012)
Il tribunale, verificata la completezza della documentazione depositata, fissa con decreto l’udienza entro il termine di trenta giorni dal deposito dell’istanza di cui al sesto comma, disponendo la comunicazione ai creditori della documentazione stessa. Nel corso dell’udienza, riscontrata la sussistenza dei presupposti per pervenire a un accordo di ristrutturazione dei debiti con le maggioranze di cui al primo comma e delle condizioni per l’integrale pagamento dei creditori con i quali non sono in corso trattative o che hanno comunque negato la propria disponibilità a trattare, dispone con decreto motivato il divieto di iniziare o proseguire le azioni cautelari o esecutive e di acquisire titoli di prelazione se non concordati assegnando il termine di non oltre sessanta giorni per il deposito dell’accordo di ristrutturazione e della relazione redatta dal professionista a norma del primo comma. Il decreto del precedente periodo è reclamabile a norma del quinto comma in quanto applicabile. (Comma aggiunto dal DL 78 del 31 maggio 2010 e così modificato dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012))
A seguito del deposito dell’accordo di ristrutturazione dei debiti nei termini assegnati dal tribunale trovano applicazione le disposizioni di cui al secondo, terzo, quarto e quinto comma. (Comma aggiunto dal DL 78 del 31 maggio 2010)
A seguito del deposito di un accordo di ristrutturazione dei debiti nei termini assegnati dal tribunale trovano applicazione le disposizioni di cui al secondo, terzo, quarto e quinto comma. Se nel medesimo termine e' depositata una domanda di concordato preventivo, si conservano gli effetti di cui ai commi sesto e settimo. (Comma così sostituito dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. da Legge 134 del 7-8-2012))
(Articolo così sostituito dall’art. 16 del DLgs 169 del 12-9-2007)
(Trattamento dei crediti tributari e contributivi).
1. Con il piano di cui all'articolo 160 il debitore, esclusivamente mediante proposta presentata ai sensi del presente articolo, puo' proporre il pagamento, parziale o anche dilazionato, dei tributi e dei relativi accessori amministrati dalle agenzie fiscali, nonche' dei contributi amministrati dagli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie e dei relativi accessori, se il piano ne prevede la soddisfazione in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali sussiste la causa di prelazione, indicato nella relazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d). Se il credito tributario o contributivo e' assistito da privilegio, la percentuale, i tempi di pagamento e le eventuali garanzie non possono essere inferiori o meno vantaggiosi rispetto a quelli offerti ai creditori che hanno un grado di privilegio inferiore o a quelli che hanno una posizione giuridica e interessi economici omogenei a quelli delle agenzie e degli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie; se il credito tributario o contributivo ha natura chirografaria, il trattamento non puo' essere differenziato rispetto a quello degli altri creditori chirografari ovvero, nel caso di suddivisione in classi, dei creditori rispetto ai quali e' previsto un trattamento piu' favorevole. Nel caso in cui sia proposto il pagamento parziale di un credito tributario o contributivo privilegiato, la quota di credito degradata al chirografo deve essere inserita in un'apposita classe.
2. Ai fini della proposta di accordo sui crediti di natura fiscale, copia della domanda e della relativa documentazione, contestualmente al deposito presso il tribunale, deve essere presentata al competente agente della riscossione e all'ufficio competente sulla base dell'ultimo domicilio fiscale del debitore, unitamente alla copia delle dichiarazioni fiscali per le quali non e' pervenuto l'esito dei controlli automatici nonche' delle dichiarazioni integrative relative al periodo fino alla data di presentazione della domanda. L'agente della riscossione, non oltre trenta giorni dalla data della presentazione, deve trasmettere al debitore una certificazione attestante l'entita' del debito iscritto a ruolo scaduto o sospeso. L'ufficio, nello stesso termine, deve procedere alla liquidazione dei tributi risultanti dalle dichiarazioni e alla notifica dei relativi avvisi di irregolarita', unitamente a una certificazione attestante l'entita' del debito derivante da atti di accertamento, ancorche' non definitivi, per la parte non iscritta a ruolo, nonche' dai ruoli vistati, ma non ancora consegnati all'agente della riscossione. Dopo l'emissione del decreto di cui all'articolo 163, copia dell'avviso di irregolarita' e delle certificazioni deve essere trasmessa al commissario giudiziale per gli adempimenti previsti dagli articoli 171, primo comma, e 172. In particolare, per i tributi amministrati dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli, l'ufficio competente a ricevere copia della domanda con la relativa documentazione prevista al primo periodo, nonche' a rilasciare la certificazione di cui al terzo periodo, si identifica con l'ufficio che ha notificato al debitore gli atti di accertamento.
3. Relativamente al credito tributario complessivo, il voto sulla proposta concordataria e' espresso dall'ufficio, previo parere conforme della competente direzione regionale, in sede di adunanza dei creditori, ovvero nei modi previsti dall'articolo 178, quarto comma.
4. Il voto e' espresso dall'agente della riscossione limitatamente agli oneri di riscossione di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112.
5. Il debitore puo' effettuare la proposta di cui al comma 1 anche nell'ambito delle trattative che precedono la stipulazione dell'accordo di ristrutturazione di cui all'articolo 182-bis. In tali casi l'attestazione di cui al citato articolo 182-bis, primo comma, relativamente ai crediti fiscali deve inerire anche alla convenienza del trattamento proposto rispetto alle alternative concretamente praticabili; tale punto costituisce oggetto di specifica valutazione da parte del tribunale. La proposta di transazione fiscale, unitamente alla documentazione di cui all'articolo 161, e' depositata presso gli uffici indicati al comma 2 del presente articolo. Alla proposta di transazione deve altresi' essere allegata la dichiarazione sostitutiva, resa dal debitore o dal suo legale rappresentante ai sensi dell'articolo 47 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, che la documentazione di cui al periodo precedente rappresenta fedelmente e integralmente la situazione dell'impresa, con particolare riguardo alle poste attive del patrimonio. L'adesione alla proposta e' espressa, su parere conforme della competente direzione regionale, con la sottoscrizione dell'atto negoziale da parte del direttore dell'ufficio. L'atto e' sottoscritto anche dall'agente della riscossione in ordine al trattamento degli oneri di riscossione di cui all'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112. L'assenso cosi' espresso equivale a sottoscrizione dell'accordo di ristrutturazione.
6. La transazione fiscale conclusa nell'ambito dell'accordo di ristrutturazione di cui all'articolo 182-bis e' risolta di diritto se il debitore non esegue integralmente, entro novanta giorni dalle scadenze previste, i pagamenti dovuti alle Agenzie fiscali e agli enti gestori di forme di previdenza e assistenza obbligatorie (Articolo così sostituito dall’art. 1, comma 81 della Legge 232-2016)
Con lo stesso reclamo e' impugnabile la sentenza dichiarativa di fallimento, contestualmente emessa a norma dell'articolo 180, settimo comma. (Articolo così sostituito dall’art. 16 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Il concordato omologato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori alla pubblicazione nel registro delle imprese del ricorso di cui all'articolo 161. Tuttavia essi conservano impregiudicati i diritti contro i coobbligati, i fideiussori del debitore e gli obbligati in via di regresso. (Comma così modificato dall’art. 33 del DL 83 del 22-6-2012, conv. con modif. in Legge 134 del 7-8-2012)
Si applica il secondo comma dell'Articolo 136.
Il debitore e' tenuto a compiere ogni atto necessario a dare esecuzione alla proposta di concordato presentata da uno o piu' creditori, qualora sia stata approvata e omologata. (Comma aggiunto dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Nel caso in cui il commissario giudiziale rilevi che il debitore non sta provvedendo al compimento degli atti necessari a dare esecuzione alla suddetta proposta o ne sta ritardando il compimento, deve senza indugio riferirne al tribunale. Il tribunale, sentito il debitore, puo' attribuire al commissario giudiziale i poteri necessari a provvedere in luogo del debitore al compimento degli atti a questo richiesti. (Comma aggiunto dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Il soggetto che ha presentato la proposta di concordato approvata e omologata dai creditori puo' denunziare al tribunale i ritardi o le omissioni da parte del debitore, mediante ricorso al tribunale notificato al debitore e al commissario giudiziale, con il quale puo' chiedere al tribunale di attribuire al commissario giudiziale i poteri necessari a provvedere in luogo del debitore al compimento degli atti a questo richiesti. (Comma aggiunto dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Fermo restando il disposto dell'articolo 173, il tribunale, sentiti in camera di consiglio il debitore e il commissario giudiziale, puo' revocare l'organo amministrativo, se si tratta di societa', e nominare un amministratore giudiziario stabilendo la durata del suo incarico e attribuendogli il potere di compiere ogni atto necessario a dare esecuzione alla suddetta proposta, ivi inclusi, qualora tale proposta preveda un aumento del capitale sociale del debitore, la convocazione dell'assemblea straordinaria dei soci avente ad oggetto la delibera di tale aumento di capitale e l'esercizio del voto nella stessa. Quando e' stato nominato il liquidatore a norma dell'articolo 182, i compiti di amministratore giudiziario possono essere a lui attribuiti. (Comma aggiunto dall’art. 3 del DL 83 del 27-6-2015, conv. con modificazioni)
Si applicano le disposizioni degli articoli 137 e 138, in quanto compatibili, intendendosi sostituito al curatore il commissario giudiziale. (Articolo così sostituito dall’art. 17 del DLgs 169 del 12-9-2007)
(Titolo abrogato dall’art. 147 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006; sono altresì soppressi tutti i riferimenti all’amministrazione controllata contenuti nel presente decreto.)
Articolo 189 - Adunanza dei creditori
Accertamento giudiziario dello stato d'insolvenza anteriore alla liquidazione coatta amministrativa.
La sentenza e' comunicata entro tre giorni, a norma dell'articolo 136 del codice di procedura civile, all'autorita' competente perche' disponga la liquidazione o, se ne ritiene sussistenti i presupposti, l'avvio della risoluzione ai sensi del decreto di recepimento della direttiva 2014/59/UE. Essa e' inoltre notificata, affissa e resa pubblica nei modi e nei termini stabiliti per la sentenza dichiarativa di fallimento. (Comma così modificato dall’art. 100 del D Lgs 180 del 16-11-2015)
Contro la sentenza predetta puo' essere proposto reclamo da qualunque interessato, a norma degli articoli 18 e 19. (Comma così modificato dall’art. 18 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Le disposizioni di questo articolo non si applicano agli enti pubblici. (Articolo così sostituito dall’art. 148 del DLgs n. 5 del 9 gennaio 2006)
Articolo 196.- Concorso fra fallimento e liquidazione coatta amministrativa.
Art. 197. - (Provvedimento di liquidazione).
(Responsabilità del commissario liquidatore)
Articolo 200. - Effetti del provvedimento di liquidazione per l'impresa.
Articolo 201. - Effetti della liquidazione per i creditori e sui rapporti giuridici preesistenti.
Articolo 202.- Accertamento giudiziario dello stato d'insolvenza.
Se l'impresa al tempo in cui è stata ordinata la liquidazione, si trovava in stato d'insolvenza e questa non è stata preventivamente dichiarata a norma dell'Articolo 195, il tribunale del luogo dove l'impresa ha la sede principale, su ricorso del commissario liquidatore o su istanza del pubblico ministero, accerta tale stato con sentenza in camera di consiglio, anche se la liquidazione è stata disposta per insufficienza di attivo.
Si applicano le norme dell'Articolo 195, commi secondo, terzo, quarto, quinto e sesto.
Articolo 203. - Effetti dell'accertamento giudiziario dello stato d'insolvenza.
Accertato giudizialmente lo stato d'insolvenza a norma degli artt. 195 o 202, sono applicabili con effetto dalla data del provvedimento che ordina la liquidazione le disposizioni del titolo II, capo III, sezione III, anche nei riguardi dei soci a responsabilità illimitata (Comma così modificato dall'art. 99, DLgs 8 luglio 1999, n. 270).
(Commissario liquidatore)
(Relazione del commissario)
Il commissario e' dispensato dal formare il bilancio annuale, ma deve presentare alla fine di ogni semestre all'autorita' che vigila sulla liquidazione una relazione sulla situazione patrimoniale dell'impresa e sull'andamento della gestione accompagnata da un rapporto del comitato di sorveglianza. Nello stesso termine, copia della relazione e' trasmessa al comitato di sorveglianza, unitamente agli estratti conto dei depositi postali o bancari relativi al periodo. Il comitato di sorveglianza o ciascuno dei suoi componenti possono formulare osservazioni scritte. Altra copia della relazione e' trasmessa, assieme alle eventuali osservazioni, per via telematica all'ufficio del registro delle imprese ed e' trasmessa a mezzo di posta elettronica certificata ai creditori e ai titolari di diritti sui beni. (Comma così modificato dall’art. 17 del DL 179 del 18-10-2012, conv. con modif. da L. 221 del 17-12-2012)
(Poteri del commissario)
Per il compimento degli atti previsti dall'art. 35, in quanto siano di valore indeterminato o di valore superiore a lire cinquantamila, e per la continuazione dell'esercizio dell'impresa il commissario deve essere autorizzato dall'autorita' predetta, la quale provvede sentito il comitato di sorveglianza.
Per il compimento degli atti previsti dall'art. 35, in quanto siano di valore indeterminato o di valore superiore a lire 2 milioni e per la continuazione dell'esercizio dell'impresa il commissario deve essere autorizzato dall'autorità predetta, la quale provvede sentito il comitato di sorveglianza (Paragrafo così modificato dall'art. 4, legge 17 luglio 1975, n. 400).
Entro un mese dalla nomina il commissario comunica a ciascun creditore, a mezzo posta elettronica certificata, se il relativo indirizzo del destinatario risulta dal registro delle imprese ovvero dall'Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata delle imprese e dei professionisti e, in ogni altro caso, a mezzo lettera raccomandata o telefax presso la sede dell'impresa o la residenza del creditore, il suo indirizzo di posta elettronica certificata e le somme risultanti a credito di ciascuno secondo le scritture contabili e i documenti dell'impresa. Contestualmente il commissario invita i creditori ad indicare, entro il termine di cui al terzo comma, il loro indirizzo di posta elettronica certificata, con l'avvertimento sulle conseguenze di cui al quarto comma e relativo all'onere del creditore di comunicarne ogni variazione. La comunicazione s'intende fatta con riserva delle eventuali contestazioni. (Comma così sostituito dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Entro quindici giorni dal ricevimento della comunicazione i creditori e le altre persone indicate dal comma precedente possono far pervenire al commissario mediante posta elettronica certificata le loro osservazioni o istanze. (Comma così sostituito dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Tutte le successive comunicazioni sono effettuate dal commissario all'indirizzo di posta elettronica certificata indicato ai sensi del primo comma. In caso di mancata indicazione dell'indirizzo di posta elettronica certificata o di mancata comunicazione della variazione, ovvero nei casi di mancata consegna per cause imputabili al destinatario, esse si eseguono mediante deposito in cancelleria. Si applica l'articolo 31-bis, terzo comma, sostituendo al curatore il commissario liquidatore. (Comma aggiunto dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
(Domande dei creditori e dei terzi)
I creditori e le altre persone indicate nell'articolo precedente che non hanno ricevuto la comunicazione prevista dal predetto articolo possono chiedere mediante raccomandata, entro sessanta giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del provvedimento di liquidazione, il riconoscimento dei propri crediti e la restituzione dei loro beni, comunicando l'indirizzo di posta elettronica certificata. Si applica l'articolo 207, quarto comma. (Comma così modificato dall’art. 17 del DL 179 del 18-10-2012, conv. con modif. da L. 221 del 17-12-2012)
Articolo 209. - Formazione dello stato passivo.
Salvo che le leggi speciali stabiliscano un maggior termine, entro novanta giorni dalla data del provvedimento di liquidazione, il commissario forma l'elenco dei crediti ammessi o respinti e delle domande indicate nel secondo comma dell'articolo 207 accolte o respinte, e lo deposita nella cancelleria del luogo dove l'impresa ha la sede principale. Il commissario trasmette l'elenco dei crediti ammessi o respinti a coloro la cui pretesa non sia in tutto o in parte ammessa a mezzo posta elettronica certificata ai sensi dell'articolo 207, quarto comma. Col deposito in cancelleria l'elenco diventa esecutivo. (Comma così sostituito dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Le impugnazioni, le domande tardive di crediti e le domande di rivendica e di restituzione sono disciplinate dagli articoli 98, 99, 101 e 103, sostituiti al giudice delegato il giudice istruttore ed al curatore il commissario liquidatore. (Comma così sostituito dall’art. 18 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Terzo comma (Comma sostituito dal secondo ai sensi dell’art. 18 del DLgs 169 del 12-9-2007)
(Liquidazione dell'attivo)
Articolo 211. - Società con responsabilità sussidiaria limitata o illimitata dei soci.
Nella liquidazione di una società con responsabilità sussidiaria limitata o illimitata dei soci, il commissario liquidatore, dopo il deposito nella cancelleria del tribunale dell'elenco previsto dall'art. 209, comma primo, previa autorizzazione dell'autorità che vigila sulla liquidazione, può chiedere ai soci il versamento delle somme che egli ritiene necessarie per l'estinzione delle passività.
Si osservano per il rimanente le disposizioni dell'art. 151, sostituiti ai poteri del giudice delegato quelli del presidente del tribunale e al curatore il commissario liquidatore ed escluso il reclamo a norma dell'art. 26. (Articolo abrogato dall’art. 18 del DLgs 169 del 12-9-2007)
(Ripartizione dell'attivo)
Dell'avvenuto deposito, a cura del commissario liquidatore, e' data comunicazione ai creditori ammessi al passivo ed ai creditori prededucibili con le modalita' di cui all'articolo 207, quarto comma, ed e' data notizia mediante inserzione nella Gazzetta Ufficiale e nei giornali designati dall'autorita' che vigila sulla liquidazione. (Comma così modificato dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Decorso il termine senza che siano proposte contestazioni, il bilancio, il conto di gestione e il piano di riparto si intendono approvati, e il commissario provvede alle ripartizioni finali tra i creditori. Si applicano le norme dell'articolo 117, e se del caso degli articoli 2495 e 2496 del codice civile. (Articolo così sostituito dall’art. 18 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Articolo 214. - Concordato.
La proposta di concordato e' depositata nella cancelleria del tribunale col parere del commissario liquidatore e del comitato di sorveglianza, comunicata dal commissario a tutti i creditori ammessi al passivo con le modalita' di cui all'articolo 207, quarto comma, e pubblicata mediante inserzione nella Gazzetta Ufficiale e deposito presso l'ufficio del registro delle imprese. (Comma così modificato dall’art. 17 del DL 179 del 2012)
Il commissario liquidatore con l'assistenza del comitato di sorveglianza sorveglia l'esecuzione del concordato. (Articolo così sostituito dall’art. 18 del DLgs 169 del 12-9-2007)
Risolto o annullato il concordato, si riapre la liquidazione amministrativa e l'autorita' che vigila sulla liquidazione adotta i provvedimenti che ritiene necessari. (Articolo così sostituito dall’art. 18 del DLgs 169 del 12-9-2007)
3. Salve le altre pene accessorie di cui al libro I, titolo II, capo III, del codice penale, la condanna importa l'inabilitazione all'esercizio di un'impresa commerciale e l'incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa fino a tre anni. (Articolo così sostituito dall’art. 32 della legge 262 del 28-12-2005)
Nel caso di risoluzione, si applicano al commissario speciale di cui all'articolo 37 del decreto di recepimento della direttiva 2014/59/UE e alle persone che lo coadiuvano nell'amministrazione della procedura le disposizioni degli articoli 228, 229 e 230. (Comma aggiunto dall’art. 100 del DLgs 180 del 16-11-2015)
1. Il curatore, il commissario giudiziale, il commissario liquidatore e il commissario speciale di cui all'articolo 37 del decreto di recepimento della direttiva 2014/59/UE possono costituirsi parte civile nel procedimento penale per i reati preveduti nel presente titolo, anche contro il fallito.
2. I creditori possono costituirsi parte civile nel procedimento penale per bancarotta fraudolenta quando manca la costituzione del curatore, del commissario giudiziale, del commissario liquidatore o del commissario speciale di cui all'articolo 37 del decreto di recepimento della direttiva 2014/59/UE o quando intendono far valere un titolo di azione propria personale. (Articolo così sostituito dall’art. 100 del DLgs 180 del 16-11-2015)

References: Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16
 Sentenza 

Articolo 17
 sentenza 

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 23

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 26

Articolo 27

Articolo 28

Articolo 29

Articolo 30

Articolo 31

Articolo 32

Articolo 33

Articolo 34

Articolo 35

Articolo 36

Articolo 36

Articolo 37

Articolo 37

Articolo 38

Articolo 39

Articolo 40

Articolo 41

Articolo 42

Articolo 43

Articolo 44

Articolo 45

Articolo 46

Articolo 47

Articolo 48

Articolo 49

Articolo 50

Articolo 51

Articolo 52

Articolo 53

Articolo 54

Articolo 55

Articolo 56

Articolo 57

Articolo 58

Articolo 59

Articolo 60

Articolo 61

Articolo 62

Articolo 63

Articolo 64

Articolo 65

Articolo 66

Articolo 67

Articolo 67

Articolo 68

Articolo 69

Articolo 69

Articolo 70

Articolo 71

Articolo 72

Articolo 72

Articolo 72

Articolo 72

Articolo 73

Articolo 74

Articolo 75

Articolo 76

Articolo 77

Articolo 78

Articolo 79

Articolo 80

Articolo 80

Articolo 81

Articolo 82

Articolo 83

Articolo 83

Articolo 84

Articolo 85

Articolo 86

Articolo 87

Articolo 87

Articolo 88

Articolo 89

Articolo 90

Articolo 91

Articolo 92

Articolo 93

Articolo 94

Articolo 95

Articolo 96

Articolo 97

Articolo 98

Articolo 99

Articolo 100

Articolo 101

Articolo 102

Articolo 103

Articolo 104

Articolo 104

Articolo 104

Articolo 105

Articolo 106

Articolo 107

Articolo 108

Articolo 108

Articolo 108

Articolo 109

Articolo 110

Articolo 111

Articolo 111

Articolo 111

Articolo 111

Articolo 112

Articolo 113

Articolo 113

Articolo 114

Articolo 115

Articolo 116

Articolo 117

Articolo 118

Articolo 119

Articolo 120

Articolo 121

Articolo 122

Articolo 123

Articolo 124

Articolo 125

Articolo 126

Articolo 127

Articolo 128

Articolo 129

Articolo 130

Articolo 131

Articolo 132

Articolo 133

Articolo 134

Articolo 135

Articolo 136

Articolo 137

Articolo 138

Articolo 139

Articolo 140

Articolo 141

Articolo 142

Articolo 143

Articolo 144

Articolo 145

Articolo 146

Articolo 147

Articolo 148

Articolo 149

Articolo 150

Articolo 151

Articolo 152

Articolo 153

Articolo 154

Articolo 155

Articolo 156

Articolo 157

Articolo 158

Articolo 159

Articolo 160

Articolo 161

Articolo 162

Articolo 163

Articolo 163

Articolo 164

Articolo 165

Articolo 166

Articolo 167

Articolo 168

Articolo 169

Articolo 169

Articolo 170

Articolo 171

Articolo 172

Articolo 173

Articolo 174

Articolo 175

Articolo 176

Articolo 177

Articolo 178

Articolo 179

Articolo 180

Articolo 181
 Sentenza 

Articolo 182

Articolo 182

Articolo 182

Articolo 183

Articolo 184

Articolo 185

Articolo 186

Articolo 187

Articolo 188

Articolo 189

Articolo 190

Articolo 191

Articolo 192

Articolo 193

Articolo 194

Articolo 195

Articolo 196

Articolo 197

Articolo 198

Articolo 199

Articolo 200

Articolo 201

Articolo 202

Articolo 203

Articolo 204

Articolo 205

Articolo 206

Articolo 207

Articolo 208

Articolo 209

Articolo 210

Articolo 211

Articolo 212

Articolo 213

Articolo 214

Articolo 215

Articolo 216

Articolo 217

Articolo 218

Articolo 219

Articolo 220

Articolo 221

Articolo 222

Articolo 223

Articolo 224

Articolo 225

Articolo 226

Articolo 227

Articolo 228

Articolo 229

Articolo 230

Articolo 231

Articolo 232

Articolo 233

Articolo 234

Articolo 235

Articolo 236

Articolo 237

Articolo 238

Articolo 239

Articolo 240

Articolo 241

Articolo 242

Articolo 243

Articolo 244
 Sentenza 

Articolo 245

Articolo 246

Articolo 247

Articolo 248

Articolo 249

Articolo 250

Articolo 251

Articolo 252

Articolo 253

Articolo 254

Articolo 255

Articolo 256

Articolo 257

Articolo 258

Articolo 259

Articolo 260

Articolo 261

Articolo 262

Articolo 263

Articolo 264

Articolo 265

Articolo 266
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Articolo 27
 sentenza 

Articolo 33

Articolo 35

Articolo 36

Articolo 42
 sentenza 

Articolo 67

Art. 67

Art. 72

Art. 72

Art. 72

Art. 80

Art. 83
 sentenza 
 sentenza 

Art. 111

Art. 111

Art. 111

Articolo 160
 sentenza 
 sentenza 

Art. 163

Articolo 181

Art. 182
 articolo 182
 sentenza 

Articolo 189
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Articolo 196

Art. 197

Articolo 200

Articolo 201

Articolo 202
 sentenza 

Articolo 203

Articolo 209

Articolo 211

Articolo 214