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Timestamp: 2017-07-21 20:43:41+00:00

Document:
Dlgs 22/07
Decreto Legislativo 2 febbraio 2007, n. 22 "Attuazione della direttiva 2004/22/CE relativa agli strumenti di
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 64 del 17 marzo 2007 - Suppl. Ordinario
n.73/L
Vista la direttiva 2004/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
31 marzo 2004, relativa agli strumenti di misura
legge comunitaria 2004, ed in particolare gli articoli 1, commi 1, 3 e 4, 22, nonche'
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, recante
Vista la legge 6 febbraio 1996, n. 52, recante disposizioni per
legge comunitaria 1994;
nella riunione del 27 ottobre 2006;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei deputati
del 25 gennaio 2007;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro dello
sviluppo economico, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia e
il seguente decreto legislativo: Art. 1. Oggetto e campo di applicazione 1. Il presente decreto si applica ai dispositivi e ai sistemi con funzioni di misura
definiti agli allegati specifici concernenti i contatori dell'acqua (MI-001), i contatori
del gas e i dispositivi di conversione del volume (MI-002), i contatori di energia
elettrica attiva e trasformatori di misura (MI-003), i contatori di calore (MI-004), i
sistemi di misura per la misurazione continua e dinamica di quantità di liquidi diversi
dall'acqua (MI-005), gli strumenti per pesare a funzionamento automatico (MI-006), i
tassametri (MI-007), le misure materializzate (MI-008), gli strumenti di misura della
dimensione (MI-009) e gli analizzatori dei gas di scarico (MI-010).
2. Il presente decreto legislativo definisce i requisiti cui debbono conformarsi i
dispositivi e i sistemi di cui al comma 1 ai fini della loro commercializzazione e messa
in servizio per le funzioni di misura giustificate da motivi di interesse pubblico,
sanità pubblica, sicurezza pubblica, ordine pubblico, protezione dell'ambiente, tutela
dei consumatori, imposizione di tasse e di diritti e lealtà delle transazioni
commerciali. Art. 2. Definizioni 1. Ai fini del presente decreto legislativo s'intende per:
a) strumento di misura, ogni dispositivo o sistema con
funzioni di misura rientrante nell'articolo 1;
b) sottounità, un dispositivo hardware così denominato
negli allegati specifici, che funziona in modo indipendente e che costituisce uno
strumento di misura, unitamente:
1) ad altre sottounità, con cui e'
compatibile, ovvero
2) con uno strumento di misura con cui e'
c) controlli metrologici legali, i controlli per motivi di
interesse pubblico, sanità pubblica, sicurezza pubblica, ordine pubblico, protezione
dell'ambiente, imposizione di tasse e diritti, tutela dei consumatori e lealtà delle
transazioni commerciali, intesi a verificare che uno strumento di misura sia in grado di
svolgere le funzioni cui e' destinato;
d) fabbricante, la persona fisica o giuridica responsabile
della conformità dello strumento di misura al presente decreto, ai fini della
commercializzazione del medesimo col proprio nome o della messa in servizio del medesimo
per i propri scopi;
e) commercializzazione, la prima messa a disposizione, sul
mercato comunitario, a titolo oneroso o gratuito, di uno strumento destinato ad un utente
f) messa in servizio, la prima utilizzazione di uno
strumento destinato all'utente finale per i fini a cui esso e' destinato;
g) mandatario, una persona fisica o giuridica stabilita
nella Comunità autorizzata dal fabbricante, per iscritto, ad agire a suo nome per compiti
specifici ai sensi del presente decreto;
h) norma armonizzata, una specifica tecnica adottata dal
Comitato europeo di normalizzazione (CEN), dal Comitato europeo di normalizzazione
elettrotecnica (CENELEC), dall'Istituto europeo per le norme di telecomunicazione (ETSI)
ovvero da tutti questi organismi o da due di essi, a richiesta della Commissione europea,
ai sensi della direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno
1998, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle
dell'informazione, ed elaborata in conformità agli orientamenti generali concordati fra
la Commissione europea e gli organismi europei di normalizzazione;
i) documento normativo, un documento contenente specifiche
tecniche adottate dalla Organizzazione internazionale di metrologia legale (OIML), che e'
soggetto alla procedura di cui all'articolo 16, paragrafo 1, della direttiva 2004/22/CE. Art. 3. Applicabilità alle sottounità 1. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle sottounità di cui agli
allegati specifici che stabiliscono i requisiti essenziali ad essi relativi.
2. Le sottounità e gli strumenti di misura possono essere sottoposti a valutazioni
indipendenti e separate ai fini dell'accertamento della conformità. Art. 4. Requisiti essenziali e valutazione della conformità 1. Lo strumento di misura deve conformarsi ai requisiti essenziali di cui all'allegato
I e all'allegato specifico relativo allo strumento.
2. La conformità dello strumento di misura ai requisiti essenziali e' valutata
conformemente all'articolo 7.
3. Le informazioni di cui all'allegato I o agli allegati specifici dei singoli
strumenti sono fornite anche in lingua italiana, ai fini dell'utilizzo corretto degli
stessi strumenti. Art. 5. Marcatura di conformità 1. La conformità di uno strumento di misura a tutte le disposizioni del presente
decreto e' attestata dalla presenza, sul medesimo, della marcatura CE e della marcatura
metrologica supplementare secondo quanto specificato all'articolo 13.
2. La marcatura CE e la marcatura metrologica supplementare sono apposte dal
fabbricante o sotto la responsabilità di quest'ultimo. Se necessario, le marcature
possono essere apposte sullo strumento durante il processo di fabbricazione.
3. Sullo strumento di misura può essere apposta qualsiasi altra marcatura, a patto che
quest'ultima non riduca la visibilità e la leggibilità della marcatura CE e della
marcatura metrologica supplementare e non tragga in inganno terzi relativamente al
significato o alla forma delle marcature stesse.
4. Qualora lo strumento di misura sia sottoposto a misure adottate in base a direttive
comunitarie relative ad aspetti diversi e che prevedono l'apposizione della marcatura CE,
questa indica che lo strumento in questione si presume conforme anche a dette direttive.
In tale caso i riferimenti della pubblicazione di tali direttive nella Gazzetta
Ufficiale dell'Unione europea sono riportati nei documenti, nelle avvertenze o nelle
istruzioni prescritte da tali direttive e che accompagnano lo strumento di misura. Art. 6. Commercializzazione e messa in servizio 1. Gli strumenti di misura, disciplinati dal presente decreto, sono commercializzati e
messi in servizio, per le funzioni di misura di cui all'articolo 1, comma 2, solo se
muniti della marcatura CE e della marcatura metrologica supplementare di cui all'articolo
2. In occasione di fiere campionarie, esibizioni, dimostrazioni, e' consentita
l'esposizione di strumenti non conformi al disposto del presente decreto, purche' sia
indicato in modo chiaro e visibile che essi non sono conformi e che non possono essere
commercializzati o messi in servizio, per le funzioni di misura di cui all'articolo 1,
comma 2, finche' non saranno resi conformi. Art. 7. Valutazione della conformità 1. La valutazione della conformità di uno strumento di misura ai requisiti essenziali
ad esso applicabili e' effettuata utilizzando, a scelta del fabbricante, una delle
procedure di valutazione della conformità elencate nell'allegato specifico dello
strumento. Il fabbricante fornisce, se del caso, la documentazione tecnica per specifici
strumenti o gruppi di strumenti come stabilito nell'articolo 8.
2. I moduli di valutazione della conformità costituenti le procedure sono descritti
negli allegati da A ad H1 del presente decreto.
3. I documenti relativi alla accertata valutazione di conformità sono redatti nella
lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato membro in cui e' stabilito l'organismo
notificato che esegue tale valutazione di conformità, o in una lingua accettata da tale
organismo. Art. 8. Documentazione tecnica 1. La documentazione tecnica deve descrivere in modo intelligibile la progettazione, la
fabbricazione e il funzionamento dello strumento di misura e deve consentire di valutare
la conformità dello stesso ai requisiti fissati dal presente decreto.
2. La documentazione tecnica deve essere sufficientemente dettagliata per assicurare:
a) la definizione delle caratteristiche metrologiche;
b) la riproducibilità dei risultati delle misure degli
strumenti prodotti quando essi sono correttamente tarati avvalendosi degli opportuni mezzi
c) l'integrità dello strumento.
3. Ai fini della valutazione e dell'identificazione dello strumento, la documentazione
tecnica deve includere quanto segue:
b) gli schemi di progettazione e di fabbricazione, nonche' i
piani relativi a componenti, sottounità, circuiti;
c) le procedure di fabbricazione per garantire una produzione
d) se del caso, una descrizione dei dispositivi elettronici
con schemi, diagrammi, diagrammi di flusso dell'informazione del software logico e
generale che ne illustrino le caratteristiche e il funzionamento;
e) le descrizioni e le spiegazioni necessarie per comprendere
le lettere b), c) e d), compreso il funzionamento dello
f) un elenco delle norme o dei documenti normativi previsti
all'articolo 10, applicati in tutto o in parte;
g) le descrizioni delle soluzioni adottate per soddisfare i
requisiti essenziali qualora non siano state applicate le norme e i documenti normativi
previsti all'articolo 12;
i) i risultati delle prove pertinenti, ove necessario, per
dimostrare che lo strumento e' conforme a:
1) i requisiti del presente decreto in base
alle condizioni di funzionamento nominali dichiarate e ai disturbi ambientali specifici;
2) le specifiche di durata dei contatori del
gas, dell'acqua, di calore nonche' dei contatori di liquidi diversi dall'acqua;
l) gli attestati di esame CE del tipo o gli attestati di esame
CE del progetto per quanto concerne gli strumenti che contengono parti identiche a quelle
4. Il fabbricante specifica la posizione dei sigilli e delle marcature.
5. Il fabbricante indica, ove possibile, i requisiti di compatibilità con interfacce e
sottounità. Art. 9. Criteri per la notifica degli organismi 1. Con provvedimento del Ministero dello sviluppo economico sono riconosciuti gli
organismi nazionali notificati per espletare i compiti relativi ai moduli di valutazione
della conformità di cui all'articolo 7.
2. Gli organismi notificati rispettano i seguenti criteri:
a) l'organismo, il suo direttore e il personale coinvolto nei
compiti di valutazione della conformità non debbono essere progettisti, fabbricanti,
fornitori, installatori od utilizzatori degli strumenti di misura che debbono ispezionare,
ne' loro mandatari. Inoltre essi non debbono aver preso parte alla progettazione,
fabbricazione, commercializzazione o manutenzione degli strumenti in questione, ne'
rappresentare i soggetti impegnati in tali attività. I criteri di cui sopra non vietano
la possibilità di scambio di informazioni tecniche tra il fabbricante e l'organismo
notificato, a fini della valutazione della conformità;
b) l'organismo notificato deve offrire garanzie di autonomia,
di mancanza di conflitto di interesse nella sua partecipazione proprietaria e direzionale
da qualunque soggetto fabbricante, fornitore installatore od utilizzatore di strumenti di
misura che possano influenzare il loro giudizio o i risultati della valutazione della
conformità da essi effettuata. La retribuzione dell'organismo, del suo direttore e del
personale coinvolto non può essere correlata al numero dei compiti di valutazione di
conformità ed ai loro risultati;
c) le valutazioni della conformità sono effettuate con il
più elevato grado di integrità professionale e competenza tecnica in campo metrologico.
L'organismo può subappaltare compiti specifici solo previa verifica che il subcontraente
soddisfi i requisiti prescritti dal presente provvedimento. L'organismo deve conservare a
disposizione del Ministero dello sviluppo economico i documenti attestanti la valutazione
del subcontraente e che documentino le attività svolte da quest'ultimo ai sensi del
d) l'organismo deve disporre del personale e degli impianti
necessari ai compiti tecnici e amministrativi connessi alla valutazione della conformità.
L'organismo, inoltre, deve essere in grado di effettuare tutti i compiti di valutazione
della conformità per cui e' stato notificato, ferma restando la possibilità che i
medesimi compiti siano realizzati dall'organismo per conto e sotto la responsabilità
e) l'imparzialità dell'organismo, del direttore e del
personale deve essere garantita. L'organismo notificato deve prefissare il compenso,
forfetario e omnicomprensivo, per le procedure di valutazione di conformità
indipendentemente dai risultati e dai compiti svolti;
f) l'organismo, non pubblico, deve contrarre un'assicurazione
g) il direttore e il personale dell'organismo sono obbligati a
rispettare il segreto professionale per quanto riguarda tutte le informazioni ottenute nel
corso dell'esercizio delle loro funzioni, ai sensi del presente decreto, eccetto che nei
confronti del Ministero dello sviluppo economico che li ha designati.
3. Gli organismi designati di cui al presente articolo sono notificati agli altri Stati
membri e alla Commissione europea, unitamente ai numeri d'identificazione attribuiti dalla
stessa Commissione a tali organismi, al tipo o ai tipi di strumenti di misura per cui
ciascun organismo e' stato notificato e, se del caso, alla classe di accuratezza a cui
appartiene lo strumento, all'intervallo di misura, alla tecnologia di misura e ad ogni
altra caratteristica dello strumento che limiti la portata della notifica. Art. 10.
Modalità di richiesta di notifica 1. Gli organismi interessati alla notifica agli altri Stati membri e alla Commissione
inoltrano le richieste di designazione secondo le modalità riportate nell'allegato II al
presente decreto. Art. 11. Vigilanza sugli organismi 1. Il Ministero dello sviluppo economico:
a) verifica il possesso dei requisiti degli organismi di cui
b) procede a controlli periodici per accertare che l'organismo
continui a rispettare le condizioni alle quali e' stato notificato anche per mezzo di
organismi pubblici specificamente autorizzati;
c) ritira la notifica qualora constati che l'organismo in
questione non risponde più ai requisiti prescritti. Il ritiro della notifica e' disposto
con provvedimento motivato del Ministero dello sviluppo economico. Art. 12. Norme armonizzate e documenti normativi 1. Sono conformi ai requisiti essenziali di cui all'allegato I ed agli allegati da
MI-001 a MI-010, gli strumenti di misura che rispettano le norme tecniche europee
armonizzate ad essi relative i cui riferimenti sono stati pubblicati nella serie C della Gazzetta
Ufficiale dell'Unione europea. Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e'
pubblicato il riferimento alle norme sopra indicate o alle eventuali norme tecniche
nazionali equivalenti.
2. Sono ritenuti altresì conformi ai requisiti essenziali di cui all'allegato I e agli
allegati da MI-001 a MI-010, gli strumenti di misura che rispettano le parti
corrispondenti dei documenti normativi e degli elenchi adottati e individuati ai sensi
dell'articolo 16, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2004/22/CE. Nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana e' pubblicato il riferimento ai documenti
normativi di cui al presente comma.
3. Qualora uno strumento di misura rispetti solo in parte gli elementi delle norme o
dei documenti normativi di cui ai commi 1 e 2, e' ritenuto conforme ai soli requisiti
essenziali corrispondenti.
4. Il fabbricante può utilizzare qualsiasi soluzione tecnica conforme ai requisiti
essenziali di cui all'allegato I e agli allegati specifici da MI-001 a MI-010 e può
avvalersi della presunzione di conformita' di cui ai commi 1, 2 e 3, previa corretta
applicazione delle norme tecniche e documenti normativi di cui ai commi 1, 2 e 3.
5. Le pertinenti prove menzionate all'articolo 8, comma 3, lettera i), sono
soddisfatte se il corrispondente programma di prova e' stato svolto conformemente ai
documenti di cui al presente articolo e se i risultati delle prove garantiscono la
conformità ai requisiti essenziali. Art. 13. Marcature 1. La marcatura CE di cui all'articolo 5 e' costituita dalle iniziali CE secondo il
simbolo grafico riportato alla sezione I, lettera B), punto d),
dell'allegato della decisione 93/465/CEE. La marcatura CE non può essere di altezza
inferiore a 5 mm.
2. La marcatura metrologica supplementare e' costituita dalla lettera maiuscola M e
dalle ultime due cifre dell'anno di apposizione della marcatura, iscritti in un
rettangolo. L'altezza del rettangolo e' uguale all'altezza della marcatura CE. La
marcatura metrologica supplementare segue immediatamente la marcatura CE.
3. Qualora ciò sia previsto dalla procedura di valutazione della conformità, il
numero d'identificazione dell'organismo notificato di cui all'articolo 9 segue
immediatamente la marcatura CE e la marcatura metrologica supplementare.
4. Qualora uno strumento di misura consti di un insieme di dispositivi, che non siano
sottounità, che funzionano in modo congiunto, le marcature sono apposte sul dispositivo
principale dello strumento in questione.
5. Qualora uno strumento di misura sia di dimensioni troppo ridotte o sia troppo
sensibile per poter recare la marcatura CE e la marcatura metrologica supplementare, tali
marcature sono apposte sull'eventuale imballaggio e sui documenti di accompagnamento
richiesti dalla direttiva 2004/22/CE.
6. La marcatura CE e la marcatura metrologica supplementare sono indelebili. Il numero
d'identificazione dell'organismo notificato e' applicato in modo indelebile e non può
essere rimosso senza essere distrutto. Tutte le marcature sono chiaramente visibili o
facilmente accessibili. Art. 14. Vigilanza sul mercato 1. I soggetti individuati con successivo decreto ministeriale, diversi da quelli di cui
all'articolo 9, svolgono attività di vigilanza sul mercato.
2. Il Ministero dello sviluppo economico e' l'autorità competente per lo scambio di
informazioni con gli altri Stati membri e con la Commissione europea. Art. 15. Norma di rinvio 1. Alle procedure relative all'attività di notifica degli organismi di cui
all'articolo 9 ed a quelle di vigilanza sugli organismi stessi si applicano le
disposizioni dell'articolo 47 della legge 6 febbraio 1996, n. 52, recante disposizioni per
legge comunitaria 1994.
2. In sede di prima applicazione, il decreto di cui all'articolo 47, comma 4, della
predetta legge 6 febbraio 1996, n. 52, e' emanato entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto legislativo. Art. 16. Clausola di salvaguardia 1. Il Ministero dello sviluppo economico può vietare o limitare l'ulteriore
commercializzazione e utilizzazione di uno strumento di misura di uno specifico modello,
munito della marcatura CE e della marcatura metrologica supplementare, qualora non
soddisfino i requisiti essenziali relativi alle prestazioni metrologiche di cui al
presente decreto, anche se correttamente installati ed utilizzati conformemente alle
istruzioni del fabbricante, ed adotta tutte le misure appropriate per ritirare tali
strumenti dal mercato. Art. 17. Marcature apposte indebitamente 1. Fatto salvo l'articolo 16, qualora il Ministero dello sviluppo economico accerti che
la marcatura CE e la marcatura metrologica supplementare siano state apposte
indebitamente, assegna al fabbricante o al suo mandatario un termine per rendere lo
strumento indebitamente marcato conforme alle disposizioni del presente decreto relative
alla marcatura CE e alla marcatura metrologica supplementare, ordinando di porre termine
all'infrazione alle condizioni imposte dallo stesso Ministero.
2. Qualora la non conformità di cui al comma 1 persista, il Ministero adotta, sentito
il Comitato centrale metrico, tutti i provvedimenti necessari per limitare o vietare la
commercializzazione dello strumento in questione o per assicurarne il ritiro dal mercato,
ovvero vietare o limitare la sua utilizzazione ulteriore secondo quanto previsto
all'articolo 16. Art. 18. Cooperazione amministrativa 1. Gli organismi nazionali notificati trasmettono al Ministero dello sviluppo economico
- Direzione generale per l'armonizzazione del mercato e la tutela dei consumatori:
a) gli elenchi delle attestazioni di conformità rilasciati,
nonche' le revoche o i rifiuti delle attestazioni stesse; gli attestati di esame CE del
tipo o del progetto, compresi gli allegati rilasciati dagli organismi notificati ed i
supplementi, le modifiche ed i ritiri relativi agli attestati già rilasciati;
b) le approvazioni dei sistemi di qualità rilasciate dagli
organismi notificati ed informazioni sui sistemi di qualità rifiutati o ritirati.
2. Il Ministero dello sviluppo economico mette a disposizione degli organismi da esso
notificati tutte le informazioni necessarie relative agli attestati e alle approvazioni
dei sistemi di qualità. Art. 19. Aggiornamento e controlli successivi 1. All'aggiornamento e alla modifica delle disposizioni degli allegati si provvede con
decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Comitato centrale metrico.
2. Il Ministro dello sviluppo economico stabilisce, con uno o più decreti, i criteri
per l'esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti di misura
disciplinati dal presente decreto dopo la loro immissione in servizio. Art. 20. Sanzioni 1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque commercializza o mette in servizio
strumenti di misura utilizzati per le funzioni di cui all'articolo 1, comma 2, di cui agli
allegati da MI-001 a MI-010, privi della idonea marcatura CE e' punito con l'applicazione
della sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da 500 euro a 1500
euro per ciascuno strumento commercializzato e messo in servizio.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, gli organismi notificati che consentono
l'applicazione delle marcature di cui all'articolo 13 a strumenti di misura non conformi
alle disposizioni del presente decreto legislativo sono sottoposti alla medesima sanzione
3. I rapporti sulle violazioni di cui ai commi 1 e 2 sono presentati, ai sensi e per
gli effetti della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, al
Segretario generale della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura
competente per territorio. Art. 21. Abrogazioni 1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 22, a decorrere dalla data di entrata in
vigore del presente decreto sono abrogati i seguenti provvedimenti:
a) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
857, che recepisce la direttiva 71/318/CEE, del 26 luglio 1971, per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative ai contatori di volume di gas;
b) decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n.
736, che recepisce la direttiva 71/319/CEE, del 26 luglio 1971, per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative ai contatori di liquidi diversi dall'acqua;
c) decreto del Presidente della Repubblica 12 agosto 1982, n.
737, che recepisce la direttiva 71/348/CEE, del 12 ottobre 1971, per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative ai dispositivi accessori per contatori di
liquidi diversi dall'acqua;
d) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
864, che recepisce la direttiva 73/362/CEE, del 19 novembre 1973, per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative alle misure lineari materializzate;
e) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
854, che recepisce la direttiva 75/33/CEE, del 17 dicembre 1974, per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative ai contatori d'acqua fredda, per quanto
riguarda i contatori di cui all'allegato MI-001, contemplati dal presente decreto;
f) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
846, che recepisce la direttiva 75/410/CEE, del 24 giugno 1975, per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative agli strumenti per pesare totalizzatori
g) decreto del Presidente della Repubblica 10 settembre 1982,
n. 872, che recepisce la direttiva 76/891/CEE, del 4 novembre 1976, per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative ai contatori di energia elettrica;
h) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
866, che recepisce la direttiva 77/95/CEE, del 21 dicembre 1976, per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative ai tassametri;
i) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
856, che recepisce la direttiva 77/313/CEE, del 5 aprile 1977, per il ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri in materia di complessi di misurazione per liquidi diversi
dall'acqua;
l) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
834, che recepisce la direttiva 78/1031/CEE, del 5 dicembre 1978, per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative alle selezionatrici ponderali a
m) decreto del Presidente della Repubblica 23 agosto 1982, n.
855, che recepisce la direttiva 79/830/CEE, dell'11 settembre 1979, per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative ai contatori di acqua calda.
2. Sono abrogate le disposizioni del testo unico delle leggi metriche, approvato con
regio decreto 23 agosto 1890, n. 7088, e successive modificazioni, contrastanti o
incompatibili con il presente decreto. Art. 22. Disposizioni transitorie 1. La commercializzazione e la messa in servizio degli strumenti di misura sottoposti
ai controlli metrologici legali che soddisfino le norme applicabili anteriormente al 30
ottobre 2006 sono consentite fino alla scadenza della validità dell'omologazione di tali
strumenti. In caso di omologazione di validità indefinita, la commercializzazione e la
messa in servizio degli strumenti di misura sottoposti a controlli metrologici legali che
soddisfino le norme applicabili anteriormente al 30 ottobre 2006 sono consentite fino al
2. Per gli strumenti di misura per i quali sia stata presentata la domanda di
ammissione alla verifica ai sensi della normativa nazionale e comunitaria in vigore prima
del 30 ottobre 2006, il provvedimento di ammissione a verificazione metrica e alla
legalizzazione sarà rilasciato ai sensi della stessa normativa e comunque avrà validità
3. I dispositivi ed i sistemi di misura di cui all'articolo 1, comma 1, se utilizzati
per le funzioni di misura previste al comma 2 del medesimo articolo e per i quali la
normativa in vigore fino al 30 ottobre 2006 non prevede i controlli metrologici legali,
qualora già messi in servizio alla data di entrata in vigore del presente decreto,
potranno continuare ad essere utilizzati anche senza essere sottoposti a detti controlli,
purche' non rimossi dal luogo di
utilizzazione. Art. 23. Disposizioni finanziarie 1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per
la finanza pubblica. 2. Le pubbliche amministrazioni provvederanno alle attività previste
dal presente decreto con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a
legislazione vigente. Art. 24. Entrata in vigore 1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Allegati da I a H1
Allegati da MI-001 a MI-010

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24