Source: http://www.slideshare.net/mfioretti/2009-feltre-pluralismoinformatico
Timestamp: 2014-12-20 04:56:18+00:00

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The Family Guide to Digital Freedom, 2008 version
freelance author, trainer, researcher
il testo completo del mio intervento al Convegno di Feltre sulla Legge Regionale Veneta sul pluralismo informatico, Dettagli su http://mfioretti.com/it/feltre-formati-dei-file-pluralismo-informatico
La via maestra per il pluralismo informatico:
formati aperti per innovazione, libero
mercato e servizi pubblici più efficienti
2009/03/30 Feltre, BL
Pluralismo Informatico e Legge 19, 14/11/2008 Regione Veneto
Perché è importante il pluralismo informatico?
Cosa sono i formati dei file?
Alcuni formati critici nelle PA
Suggerimenti per trarre il meglio dalla nuova legge
Oltre i formati
Digistan.org (standard digitali liberi e aperti per una vera crescita in un'economia globale)
Progetto Eleutheros – approccio cattolico all'informatica
RULE (Run Up to date Linux Everywhere)
...e altre testate
Autore (Family Guide to Digital Freedom, http://digifreedom.net)
Home page e pubblicazioni: http://mfioretti.com
Perché contribuisce a notevoli risparmi di denaro pubblico
Perché crea occupazione in loco, basata su servizi non delocalizzabili!
Perché favorisce la libera concorrenza, ad armi davvero pari, fra aziende
vecchie, nuove, grandi e piccole
Perché tutte le PA hanno l'obbligo di:
Documentare pienamente il loro operato, anche attraverso i file, al minor costo possibile
Anche a lungo termine: “Digital information lasts forever—or five years, whichever
comes first” (Ensuring the Longevity of Digital Information”,www.clir.org/pubs/archives/ensuring.pdf)
E questi due obiettivi sono impossibili da garantire se esistono monopoli del software
Perché i formati dei file sono importanti?
Perché sono essenziali (a volte anche più del software libero) per:
“abbattere le barriere tecnologiche che ostacolano diffusione della conoscenza e
“contenere e razionalizzare la spesa pubblica”
Fonte: Legge regionale 14 novembre 2008, n. 19 Regione Veneto
Perché nel mondo moderno la tecnologia fa legislazione e quella
digitale lo fa proprio attraverso i formati
Perché i programmi software sono penne, i formati alfabeti:
Il progresso tecnico e culturale dal medioevo a oggi è stato possibile proprio perché, mentre
la scrittura si evolveva dalla penna d'oca a Internet, l'alfabeto rimaneva immutato e non
apparteneva a nessuno.
Se si usano solo formati liberi si limitano enormemente i danni oggi prodotti dal software
proprietario, a volte al punto da poterlo (finalmente) ignorare...
Domanda: come creiamo, visualizziamo e conserviamo le informazioni?
Risposta: combinando tre strumenti intrinsecamente molto diversi:
Supporto Fisico:
l'oggetto concreto che contiene materialmente le informazioni
l'insieme di regole con cui le informazioni sono salvate e
rimangono riconoscibili internamente al supporto fisico
gli strumenti usati per scrivere o leggere, rispettando le regole stabilite dal
formato, le informazioni contenute nel supporto fisico
Supporto, formato e interfaccia prima dell'elettronica
Stele di Rosetta,
2 o secolo A.C.
Geroglifici: simboli, ognuno con un significato ben preciso, predefinito e indipendente dal supporto fisico: carta, papiro, legno, pietra...
Qualsiasi strumento per scrivere (dalle penne d'oca a scalpelli e pezzi di carbone) e l'occhio umano!
Supporto, formato e interfaccia nell'elettronica analogica
Supporto = Formato
Supporto e formato sono fusi insieme: i fotogrammi possono essere impressi solo su un tipo di pellicola, in maniera incompatibile con altre cineprese o proiettori
Cinepresa e proiettore assolutamente inutilizzabili con qualsiasi altro tipo di nastro
NOTA: questo è il popolarissimo formato Super 8 mm per video amatoriale, introdotto sul mercato nel 1965 dalla Eastman Kodak e assai comune fino agli anni 80.
Supporto, formato e interfaccia digitali (finalmente!)
è il significato associato a ogni singola sequenza di bit:
ES: “01000001” significa “A”
Dischi rigidi, Cd e Dvd, schede fotografiche... ognuno è utilizzabile con molti tipi diversi di hardware
perché tutti contengono gli stessi bit, che possono rappresentare qualsiasi tipo d'informazione: testi, audio, video, modelli tridimensionali...
regola come ogni sequenza significativa di bit deve essere conservata ed etichettata:
<style:properties style:column­width="1.785cm"/>
<table:table­
cell><text:p>600000</text:p></table:table­cell>
Qualsiasi software che riconosca quel formato, indipendentemente
L'hardware su cui gira: computer, telefonini, decoder, server, console...
La sua licenza d'uso!
Cosa sono i formati dei file? (2)
Quasi sempre Supporto, Formato e Interfaccia possono
(e dovrebbero) essere indipendenti l'uno dagli altri!
Ignorare o violare questo principio causa una parte significativa dei
problemi e degli sprechi attualmente dovuti al software
I formati (cioè i contenitori dei nostri dati) vengono prima del
software (qualunque sia la sua licenza d'uso) e dovrebbero essere
Meno formati (ovviamente aperti!!!) si usano, più si difende il
pluralismo informatico!
Quando un formato di file è davvero aperto?
Caratteristiche non negoziabili che un formato e tutta la sua
documentazione devono avere per essere considerati standard aperti:
Lo standard è scritto, pubblicato e mantenuto da una organizzazione non a scopo di
lucro e il suo regolare aggiornamento avviene attraverso processi decisionali aperti
(consenso, voto a maggioranza, eccetera) noti e accessibili a tutte le parti
Lo standard è stato pubblicato integralmente, e tutte le sue specifiche sono
disponibili gratuitamente o a prezzo di costo. Chiunque deve avere il diritto di
copiarle, distribuirle e usarle gratuitamente o a un prezzo nominale.
Qualsiasi proprietà intellettuale (ad esempio brevetti) facente parte dell'intero
standard o di sue parti è resa irrevocabilmente disponibile senza alcun pagamento
di royalty.
Non ci sono vincoli o limiti sul riuso dello standard.
Fonte: European Interoperability Framework for Pan­European eGovernment Services v. 1.0, November, 2004 (http://xml.coverpages.org/IDA­EIF­Final10.pdf, traduzione non ufficiale)
Le guerre dei formati: Marte, 1976
"tutti i programmatori sono morti o irreperibili”
"non c'è alcun modo di riutilizzare i nastri originali”
20 luglio 1976:
il Viking Lander è la prima sonda spaziale a raggiungere ed esplorare la superficie di Marte
“poiché i file erano in un formato sconosciuto, [è stato necessario] ritrovarne tutte le copie stampate e assumere studenti per riscriver tutti i dati nel computer”
(www.cbsnews.com/stories/2003/01/21/tech/main537308.shtml)
Le guerre dei formati: 2008, il più costoso buco nero digitale della storia!
“Per colpa di software e formati di file in continuo cambiamento, molti dei dati che produciamo oggi potrebbero diventare inaccessibili, come persi in un buco nero”
Quanti? “Circa 369 exabyte, da archivi elettronici a dichiarazioni dei redditi, musica, fotografie...” (1 Exabyte = 1 seguito da 18 zeri)
Perdere quei dati “sarebbe come bruciare banconote, perché equivarrebbe a perdere gli enormi vantaggi economici ottenuti e ottenibili passando ad archivi digitali” Fonte: intervista a Jerome P. McDonough, assistente alla Graduate School of Library and Information Science, Università
dell'Illinois di Urbana-Champaign, Ottobre 2008 (http://news.illinois.edu/news/08/1027data.html)
Alcuni formati di file critici per le PA
Alcuni dei servizi in cui l'uso corretto dei formati e il
pluralismo informatico sono particolarmente importanti:
Le prossime pagine riassumono il problema dei formati e le opportunità presenti
in ognuno di questi campi, con esempi tratti (anche) dalle PA venete
DISCLAIMER – Precisazione obbligatoria
Alcune delle pagine che seguono contengono diversi esempi (alcuni positivi, altri meno) di
uso dei formati digitali e di pluralismo informatico in Pubbliche Amministrazioni Venete o
organizzazioni finanziate con fondi pubblici Veneti.
Gli esempi in questione sono stati individuati e scelti durante un'analisi assolutamente
parziale e non approfondita condotta via Internet. Di conseguenza:
nessuno di questi esempi è inteso come giudizio conclusivo (positivo o negativo) sulle
organizzazioni interessate o su tendenze generali, né potrebbe essere in alcun modo una
descrizione completa della loro attività
Tutti gli esempi sono forniti solo a titolo didattico, per illustrare principi generali, e come
spunti di riflessione sulle nuove attività che potranno o dovranno essere intraprese a
seguito dell'approvazione della Legge Regionale sul pluralismo informatico
Quanto ci costa non usare documenti elettronici?
Italia, 2007:
“Buona parte degli enti e delle aziende italiane deve fare i conti con costi ed inefficienze relative alla gestione del documento cartaceo, che arrivano a pesare tra il 3 e il 5% del Pil, con un impatto complessivo sul sistema Italia stimabile tra 42 e 70 miliardi di euro”
“L'adozione del documento digitale, al contrario, rende possibile identificare una serie di risparmi, derivanti dalla scomparsa dei costi di produzione, distribuzione, ricerca ed archiviazione del documento, che vanno dal 50­60% (per la fatturazione elettronica e la conservazione sostitutiva) al 90% (per la posta elettronica certificata)”
www.cameradicommercio.it/cdc/id_pagina/26/id_tema/x/id_cp/11/id_ui/1432/id_prov/x/id_ateco/x/t_p/Oss
ervatorio-permanente-sul-documento-digitale.htm
Premessa: cos'è l'XML, e perché è importante?
I formati binari sono quelle in cui tutti i dati sono codificati in sequenze di bit più compatte possibile, di struttura decisa arbitrariamente
Massimo risparmio di spazio e banda, massima difficoltà di decodifica senza specifiche (reverse engineering).
Tecnologia nata per creare linguaggi che facilitino lo scambio di informazioni, non il loro imprigionamento
Un file XML è semplice testo, simile all'XML
Decodificarlo e scrivere nuovi programmi che lo usino è immensamente più semplice che nel caso di formati binari complessi
Nonostante questo, in pratica un linguaggio XML può imprigionare le nostre informazioni tanto quanto quelli binari (vedi più avanti)
LA soluzione per i file da ufficio: OpenDocument (ODF)!
Formato XML Standard internazionale(ISO/IEC 26300:2006):
Alternativa a tutte le versioni dei formati .doc, .xls e .ppt di Microsoft Office!
Utilizzabile da chiunque senza brevetti, pagamento di diritti o altre restrizioni
Formato nativo di OpenOffice (utilizzabile su Linux, Mac OS,Windows)
Utilizzabile (installando plugin gratuiti) anche con Microsoft Office”
Completamente documentato e supportato dall'industria (www.odfalliance.org)
Privo di segreti, facile da utilizzare in qualsiasi programma
L'avversario (?): OpenXML di Microsoft
Specifica di oltre 6000 pagine, che richiederebbe molti anni di lavoro per avere supporto completo in programmi diversi da Microsoft Office
Ha ottenuto la stessa ratifica ISO di OpenOffice (obbligatoria per partecipare ad appalti governativi in molti paesi) ma solo al termine di polemiche senza precendenti nella storia ISO
A che scopo usarlo, se la stessa Microsoft sostiene che "ODF ha chiaramente vinto"? (Stuart McKee, Microsoft Technology Officer, giugno 2008) www.infoworld.com/article/08/06/19/Red_Hat_Summit_panel_Who_won_OOXML_battle_1.html
Possibile uso per OpenXML
Al momento attuale, se si eccettua l'inerzia degli utenti, non c'è alcuna ragione per conservare o
distribuire in formati OpenXML o Office 2007:
Documenti completamente nuovi
Versioni modificate di quasi tutti i documenti già esistenti
Il discorso è diverso se si tratta di conservare e mantenere accessibili documenti già esistenti che:
Sono disponibili solo nei vecchi formati binari di Microsoft
Non devono essere modificati o distribuiti, solo conservati come fonti
Devono rimanere completamente accessibili senza alcuna perdita di dati, metadati e
In casi del genere, OpenXML è, molto probabilmente, una soluzione migliore di ODF
I limiti dei filtri di conversione fra formati
I filtri di conversione Open Source per i formati proprietari non possono mai essere perfetti, sia
per la segretezza di quei formati sia perché essi vengono continuamente cambiati solo e proprio
per evitare che siano disponibili filtri perfetti!
In generale, i filtri possono provocare problemi non trascurabili e difficilmente individuabili
Nel caso di contenuti multimediali, molte operazioni di conversione possono degradarne la
qualità, indipendentemente dalle licenze di software e formati
Conservare file multimediali cambiandone periodicamente il formato è stato definito “tanto
sensato quanto conservare inalterato un Picasso ridipingendolo interamente ogni pochi anni”
(Fonte: BBC, www.cbsnews.com/stories/2003/01/21/tech/main537308.shtml)
Esempio dei limiti dei filtri Open Source
Provincia di Belluno: Accesso ai documenti legge 241/90
www.provincia.belluno.it/nqcontent.cfm?a_id=455&tt=belluno
La versione Word è uguale a quella PDF? Forse sì, forse no: proviamo ad
aprire le due versioni del modulo...
Esempio dei limiti dei filtri Open Source (2)
Versione PDF su Linux (Fedora 9)
Versione Word, OpenOffice 2.4 su Linux (Fedora 9)
La versione Word viene visualizzata con tre pagine, anziché due, e la riga con la firma non è
sulla stessa pagina dei paragrafi a cui si riferisce (con tutte le complicazioni legali del caso...)
Di chi è la colpa? Dei programmatori che non hanno informazioni sufficienti per decodificare
un file senza errori o del formato che è segreto e/o prigioniero di brevetti?
Perché non accontentarsi di RTF o PDF?
È una versione digitale della sola versione stampabile di un documento
Creata solo per visualizzazione di prodotti finiti, non adatta a lavoro in gruppo o distribuzione di
documenti che devono rimanere modificabili
Perde molti metadati (formule, controllo delle versioni...) che devono invece rimanere
completamente disponibili nei documenti ufficiali
Appartiene a Microsoft, che può modificarne specifiche o licenza in qualsiasi momento (e lo fa),
senza notifiche o autorizzazioni.
Anche se modificabile, non è XML, quindi non può essere elaborato e analizzato in dai computer
in maniera altrettanto efficiente
Quando e perché PDF non basta: un esempio da Belluno
(www.provincia.belluno.it/nqcontent.cfm?a_id=3837)
La versione PDF del foglio elettronico contenente il piano di gestione è leggibile
senza problemi su qualsiasi sistema operativo, ma questo è sufficiente ai cittadini?
Edemocracy = utilizzo dell'informatica per favorire la partecipazione ai processi
democratici e l'accesso all'informazione da parte dei cittadini);
Quando e perché PDF non basta: esempio da Belluno (2)
Provincia di Belluno, Piano Esecutivo di Gestione 2009
Versione PDF: per verificare di persona la
correttezza dei conti occorre rifarli a mano, oppure
copiare ogni singolo numero in un nuovo foglio
elettronico e ricreare a mano tutte le formule
Foglio elettronico priginale: per verificare di persona la
correttezza dei conti basta aprire il file e guardare quali
formule contiene. Se il formato del file è davvero aperto,
ovviamente...)
Sanità elettronica e formati dei dati: un problema mondiale
25 marzo 2009: Dubbi dei Medici USA sui Dati Sanitari Digitali
Il governo degli Stati Uniti ha intenzione di spendere 19 miliardi di dollari per incrementare l'uso
dei Fascicoli Sanitari Elettronici, ma gli ostacoli per un'adozione su larga scala si stanno facendo
Il problema non è solo creare delle cartelle cliniche digitali, ma soprattutto... riuscire a usarle in
maniera da ridurre effettivamente i costi!
Secondo una ricerca solo il 9% degli ospedali USA ha Fascicoli Sanitari Elettronici... “ma il fatto
che quei fascicoli esistano non significa affatto che vengano condivisi con altri ospedali o con i
medici di famiglia”
In un'intervista separata due esperti in informatica medica hanno dichiarato che spendere miliardi
di dollari per incentivare l'uso dei sistemi attualmente esistenti sarebbe uno sbaglio molto costoso
proprio perché questi sistemi sono “basati su standard proprietari che rendono assai difficile
cambiare fornitori o effettuare aggiornamenti”
Di conseguenza, “usare i fondi pubblici per consolidare queste tecnologie renderebbe molto
difficile rinnovare davvero il sistema sanitario”
Fonte:www.nytimes.com/2009/03/26/business/26health.html
Italia: il Tavolo di lavoro permanente per la Sanità Elettronica
Il TSE ha pubblicato una "Strategia Architetturale per la Sanità
Elettronica" basata su:
L'uso di standard aperti,che non solo garantisce gli investimenti,
ma è un prerequisito in un sistema, come quello della sanità
elettronica, che ha nell'interoperabilità il suo substrato chiave.
L'uso di standard aperti riguarda anche gli aspetti sintattici e
semantici (documenti e dati scambiati tra i sistemi).
NOTA BENE: non si parla di licenze software, ma solo di
formati, proprio perché i dati, cioè i formati, sono più importanti
dei programmi e vengono prima di loro
Fonti: www.sanitaelettronica.gov.it/xoops/
“Una precondizione fondamentale e abilitante alla corretta realizzazione di un
Fascicolo Sanitario Elettronico, è la possibilità dei sistemi informativi clinici e
diagnostici di produrre referti ed esami secondo formati standard (in questo
caso il formato CDA 2.0 di HL7 versione 3)”
Fonte: IL FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO, www.sanita.forumpa.it/documenti/0/200/290/294/eng_41.html
“l'uso di software proprietario vincola notevolmente l'utente al produttore sia in
termini di sviluppo, sia per ciò che riguarda i servizi. Una possibile alternativa
può essere rappresentata dallo sviluppo di documenti intelligenti, basati su
tecnologie e formati standard, come XML e HL7 CDA, spostando così il focus
dalle applicazioni ai documenti”
Fonte: CARTELLA CLINICA ELETTRONICA E REFERTAZIONE ON LINE,
www.sanita.forumpa.it/documenti/0/100/150/155/copertina.htm
(vedi nota nella pagina precedente)
“Il progetto muove dalla constatazione che molti Paesi europei
hanno sviluppato sistemi di archiviazione elettronica dei dati
sanitari ma che pochi di questi sistemi sono in grado di
comunicare tra loro.”
“A settembre 2008 partecipano al progetto italiano le 10 regioni
che al marzo 2008 erano al passo con le specifiche e i criteri di
partecipazione indicati dal Dipartimento: Friuli Venezia Giulia,
Veneto, Provincia autonoma di Trento, Lombardia , Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria, mentre
già si ha notizia di 3 Regioni che si aggiungeranno a breve.”
Fonte:http://sanita.forumpa.it/saperi/story/smart-open-services-in-italia-tra-le-regioni-e-leuropa
Esempi dalle PA Venete: Azienda Ospedaliera-ULSS 16 di Padova
Gestione documentale nella ULSS 16
“Repository dei dati clinici”
“Collettore dei documenti di sintesi sul paziente
prodotti in azienda e dalle strutture correlate con
l’azienda”
“Si inquadra in un’architettura di sistema
informativo basata sull’interoperabilità delle
Referti conservati in formato XML
Fonti: www.infocamere.it/osservatorio.htm e
www.infocamere.it/doc/denardi.ppt
Esempi dalle PA Venete: il Fascicolo Sanitario Elettronico a Treviso
“ogni cittadino trevigiano può accedere, da sabato 14 febbraio
2009, previo abbonamento, al proprio Libretto Sanitario
Elettronico... visualizzare l’archivio storico della propria
documentazione sanitaria, leggere, su un arco di tempo prescelto,
il diagramma dei valori selezionati, e scaricare i propri dati
sanitari in ogni luogo e in ogni momento”
“su un finanziamento iniziale di 500mila euro, è stato generato
risparmio per il triplo del valore dell’investimento iniziale.”
Fonti: www.ulss.tv.it/magnoliaPublic/azienda/sala-stampa/focus/focus-1.html,
www.pinobruno.it/?p=900
"Chi controlla le mappe controlla come le persone vedono il mondo
("Mapping Hacks",O'Reilly)
Un Sistema Informativo Territoriale (SIT) è qualsiasi combinazione di
database, software e hardware in grado di raccogliere, conservare, elaborare e
visualizzare informazioni legate a una posizione geografica, o con una
Un SIT permette a tutti i suoi utenti di analizzare e correlare, spesso in forma
di mappa a tema, tutte le informazioni contenute nel suo database
“A novembre 2006 il mercato mondiale di prodotti SIT sfiorava il miliardo di
dollari. Gli introiti da servizi, hardware e software in ambito SIT arrivano a
10 miliardi di dollari l'anno
(Fonte: www.ccwresearch.com.cn/en/research_text.asp?articleId=13937&Columnid=1008)
Usi dei sistemi informativi territoriali
Digitalizzazione di dati già esistenti:
Catasto, verde pubblico, reti fognarie, dei trasporti, energetiche, telecom
Censimenti e Servizi sociali, Cittadini con esigenze speciali (disabili, malati terminali, anziani)
Siti a rischio (zone sismiche, edifici pericolanti, discariche...)
Con tecnologie digitali che permettono:
grandi risparmi di spazio e denaro nella conservazione dei dati
analisi, preventivi, pianificazione e altri servizi possibili soltanto con le tecnologie di
indicizzazione, correlazione ed elaborazione rese disponibili dall'informatica
nonché (se Open Source): indipendenza da qualsiasi singolo fornitore, riuso di software e sviluppo
collaborativo, maggior facilità d'integrazione con altri sistemi
Le guerre dei formati: i signori dei SIT
Praticamente tutti i software SIT Open Source salvano i dati come testo
semplice o XML quindi scrivere filtri è molto facile
Ma molte organizzazioni (incluse Università e simili, che ottengono forti
sconti sulle licenze) pretendono di ricevere i file di progetti SIT nei formati
binari proprietari MXD di ESRI dai loro fornitori o consulenti
Il risultato?: “ESRI è riuscita a imprigionare quel segmento di mercato e
tutti quelli che da esso dipendono nel loro formato MXD. I software di ESRI
possono leggere quei file, ma non contengono alcuna funzione gratuita per
convertirli ad altri formati, costringendo chiunque voglia cambiare
programmi a ricreare a mano interi progetti SIT, strato per strato”
ArcView 3.X poteva salvare i file di progetto in formato ASCII (testo
semplice) e ArcView 8.X poteva convertire i suoi file al formato della
versione 3 ma “ESRI deve aver realizzato che questa era una via di fuga
dalla prigione MXD e ha rimosso quei filtri nelle versioni successive”
Fonte: Benjamin Ducke, Oxford Archaeology Consultant
SIT in Veneto e formati aperti (1)
Diversi siti SIT pubblici forniscono
effettivamente mappe e/o foto in
formati che hanno bisogno di plugin o
altri programmi ESRI o Autodesk che
non sono disponibili o funzionano solo
parzialmente se non si usa Internet
Explorer e/o Microsoft Windows
Nell'esempio, il Servizio ortofoto della
SIT in Veneto e formati aperti (2)
Altre amministrazioni sono già riuscite a mettere in piedi
servizi SIT utilizzabili da qualsiasi browser e sistema
25 febbraio 2009:l'Amministrazione Comunale di Montecchio Maggiore (VI) presenta
il nuovo portale per consultare tutta la cartografia relativa al Piano Regolatore
Generale, interamente realizzato con software Open Source e basato su formati aperti
Al momento “sono in fase di testing alcuni applicativi sviluppati internamente per la
localizzazione e archiviazione degli interventi di protezione civile, gestione energetica
del Comune, gestione delle idoneità di alloggio (basati su PHP, postgresql/postgis,
qgis e mapserver con pmapper). In fase di sviluppo anche una semplice applicazione
per recuperare dati da dispositivo GPS (da dare in dotazione ai mezzi di sgombero
neve)”
Fonte: Architetto Flavio Rigolon, Ufficio SIT di Montecchio Maggiore
Strade, ponti, edifici...: il feudo di AutoCad
AutoCAD è presente nell'85% delle aziende e scuole che
progettano o fabbricano qualcosa... è usato in
architettura, progettazione d'interni, edilizia, ingegneria,
urbanistica, impiantistica idraulica ed elettrica...
Negli anni 90 c'erano già più di due miliardi di progetti
privati e pubblici, da componenti meccanici a edifici e
ponti, nel formato proprietario DWG di AutoCAD
Quando nel 1988 dei concorrenti di AutoDesk hanno iniziato a produrre
software più economici basati su formati equivalenti, AutoDesk ha lanciato
campagne pubblicitarie centrate sul fatto che solo i loro prodotti erano in
grado di tenere i progetti già esistenti completamente accessibili
Fonte: www.opendesign.com/about/whtpaper/whynot.htm,
www.jidaw.com/certarticles/autocadcareer.htm,www.wikinvest.com/stock/Autodesk_(ADSK))
Autocad nelle PA italiane
Da: http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioConcorso.aspx?id=190638
“Bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, a tempo indeterminato a n. 1 posto di
assistente tecnico - operatore grafico CAD - Cat. C - per il Dipartimento
Interaziendale Area Tecnica”.
Le prove d’esame, ai sensi del suddetto decreto sono le seguenti:...Prova
pratica: elaborazione di un disegno con utilizzo programma autocad.
La nuova legge regionale del Veneto può
apportare grandi benefici: perché questo
accada è necessario tenere conto di alcuni
fattori e regolarsi di conseguenza in fase di
Regione Veneto - BANDO DI CONCORSO PUBBLICO, PER ESAMI, PER LA COPERTURA DI N. 2 POSTI A
TEMPO INDETERMINATO NELLA CATEGORIA B, POSIZIONE B3, PROFILO PROFESSIONALE
COLLABORATORE PROFESSIONALE AMMINISTRATIVO – VIDEOTERMINALISTA, INTERAMENTE
RISERVATO AI SOGGETTI DISABILI DI CUI ALL’ART. 1 DELLA LEGGE N. 68/1999. - In esecuzione della
deliberazione della Giunta Regionale n. 1623 del 17.06.2008
8. Titolo di studio:
attestato di qualificazione professionale almeno biennale con almeno 150 ore di
informatica svolte all’interno di tale percorso formativo; ovvero
8.2. possesso di un diploma quinquennale ad indirizzo informatico; ovvero
8.3. possesso di un qualsiasi altro diploma almeno biennale congiuntamente: ad un
corso legalmente riconosciuto di informatica o alla patente europea del computer...
PROVE E MATERIE D’ESAME - PROVA TEORICO PRATICA:
La prova teorico-pratica... consisterà nella copiatura ed elaborazione di un testo con
utilizzo di Microsoft Word e/o Microsoft Excel in ambiente Windows...
Fonte: www.regione.veneto.it/NR/rdonlyres/5EAD4CE5-77B5-4F49-8734-BC2F4F7DE910/0/BandoB3L68.pdf
Bollettino Ufﬁciale della Regione del Veneto n. 92 del 7 novembre 2008
Pag: 42: REGIONE DEL VENETO - Concorso pubblico, per titoli ed
esami, per n. 4 posti, a tempo indeterminato, dei quali n. 1 riservato ai
soggetti di cui all’art. 96, comma 3, della Lr n. 1/2008 da inquadrare nella
Categoria B, posizione B3, proﬁlo professionale collaboratore
professionale amministrativo.
Pag 45: La prova teorico-pratica... consisterà nella copiatura ed
elaborazione di un testo con utilizzo di Microsoft Word e/o Microsoft Excel
in ambiente Windows...
Prova Orale: ...Elementi di informatica di base, con riferimento ai software
applicativi più frequenti (es: Word, Excel, Outlook, Internet Explorer…)
Fonte: http://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/stampapdfburv.aspx?num=92&date=07/11/2008
Patente Europea del Computer (3)
Enaip Veneto - Centro di
accreditato www.enaip.veneto.it
“offre anche la possibilità di
accedere agli esami ECDL
(Patente europea del
computer)”
Fonte: www.regione.veneto.it/NR/rdonlyres/3A84549E-2604-461E-B8A4-37D8FC2A04E3/0/CFPVerona2008.pdf
Altre leggi regionali su software e formati liberi (elenco parziale)
Toscana, legge n. 1, 26 gennaio 2004:
Art. 4: “[I principi e le linee guida di tutte le azioni di e-government includono] l'uso, per tutte le informazioni
che devono essere disponibili al pubblico, di standard e formati di file aperti”
Emilia Romagna, legge
n. 11, 24 maggio 2004:
Art. 5: “Per garantire a tutti i cittadini la maggior libertà possibile d'accesso ai documenti pubblici, la regione
promuove attivamente l'uso di formati di file e database in formati non proprietari”
(traduzioni approssimate, originali su www.cesda.it/quadernidae/pdf/Pietrangelo_DAE2004.pdf)
Puglia: proposta presentata il 28 marzo 2009 alla Giornata del Software libero di Lecce
www.ossblog.it/post/4754/giornata-del-software-libero-a-lecce
Testo della proposta: www.salug.it/~fabioviola/pdf/proposta-198A-VIII.pdf
Campania: proposta di legge attualmente al vaglio del Consiglio per la votazione finale
(www.openmind05.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=36)
Basta l'Open Source per evitare guai e sprechi con i formati?
Molte degradazioni di file multimediali hanno ragioni tecniche intrinseche, non legali, e possono addirittura
avvenire anche quando non si cambia formato: i file JPEG modificati e risalvati in formato JPEG hanno
comunque qualità inferiore degli originali.
Anche se per cause diverse, si possono perdere dati, di fatto, anche con software Open Source, se un formato
non è documentato e si perde il codice sorgente del programma corrispondente:
Oltre che alla NASA, questo è effettivamente capitato agli Archivi di Stato Britannici
(http://news.bbc.co.uk/2/hi/technology/6265976.stm)
Che senso ha, fra programmi Open Source che non devono imprigionare i loro utenti, sprecare risorse per
scrivere filtri fra l'uno e l'altro se non è assolutamente indispensabile? Cfr http://digifreedom.net/node/56)
I limiti dei filtri di conversione fra formati (3)
L'unica soluzione accettabile è limitarsi (in ogni campo
dell'informatica):
Al minor numero possibile di formati
davvero aperti
indipendenti da qualsiasi singolo programma software (anche
Quando il formato più semplice è sufficiente: esempio da Belluno
Provincia di Belluno: dati Istat
scaricabili in formato .XLS, CSV o
La versione Excel non è scaricabile da Linux (“se vedi questo
messaggio, significa che il tuo browser non supporta i file Web archive o
che stai aprendo questo file con una versione di Excel anteriore al 2002
(XP)”)... e non serve affatto!
La versione CSV (testo
semplice) è utilizzabile senza
problemi da con qualsiasi
software, su qualsiasi sistema
operativo, consuma meno
spazio e banda e (in questo
caso) non causa alcuna perdita
Art 3.1: La Regione Veneto promuove e incentiva l'uso di
formati digitali aperti e non proprietari, per la documentazione
elettronica e le basi di dati
Accettare solo file OpenDocument in gare, appalti, concorsi, e
qualunque altro documento elettronico da ufficio che le PA hanno
bisogno di ricevere da cittadini e imprese
Pubblicare in rete, quando effettivamente serve, i documenti da
ufficio che devono essere completi di metadati e/o modificabili dai
cittadini solo in formato OpenDocument
Ricordare sempre che esistono filtri ODF gratuiti per MS Office e
validatori automatici di file in formato ODF
Art. 5.4.c: “promuovere attività di formazione e
informazione dirette alle amministrazioni locali e
alla PMI”
Formare correttamente = :
Finanziare di preferenza corsi ECDL con
Prevedere esplicitamente nei concorsi
pubblici prove d'esame con software libero
Art. 7.1: “La Giunta Regionale... approva un programma di
ricerca specifico per lo sviluppo di programmi per elaboratore da
rilasciare sotto licenza di software libero”
Ottimizzare i fondi: finanziare lo sviluppo di
software libero prima e soprattutto in quei
settori (es. CAD) dove le alternative non
sono ancora mature e/o non sono disponibili
Art. 5.4.a: “censire, aggiornare, gestire e pubblicizzare una
mappa delle richieste, delle competenze e delle esperienze
disponibili sul territorio”
Art. 5.4.d: “promuovere forme di coordinamento interregionale e
collaborazione”
Fare rete a tutti i livelli, continuamente:
Cfr leggi nelle altre regioni
Collaborare fra PA locali, fra regioni e PA centrale... per
praticare il riuso nel miglior modo possibile
Dematerializzare!
Perché porsi il problema del formato con cui pubblicare in
rete una richiesta di certificati quando con la carta
d'identità elettronica l'intera procedura potrebbe avvenire
Usare la tecnologia giusta nel modo giusto e più
semplice possibile:
Es: evitare macro inutili nei file da ufficio
Ridurre il numero dei formati, non delle applicazioni!
Aumentare l'interattività e la
partecipazione attiva dei cittadini nella
creazione e gestione dei dati
Cfr intervento a GFOSS Day 08)
Pubblicare i dati grezzi con licenze (es
Creative Commons o Gnu FDL) che
ne permettano il riuso
Seminario sui formati al LEM, Scuola S. Anna:
http://mfioretti.com/it/come­formati­dei­file­favoriscono­
innovazione­cittadinanza­attiva­mercati­davvero­liberi
Intervento sui SIT liberi per aumentare l'interazione con i cittadini, GFOSS 2008 – Vedi http://mfioretti.com
Possibili trappole in OpenDocument:
http://robertogaloppini.net/2007/04/01/file-format-hidden-traps-in-opendocument-or-any-other-open-standard-andhow-to-avoid-them/
Questa presentazione è disponibile (in formato
PDF e OpenDocument) su http://mfioretti.com
Per saperne di più su formati liberi, contattarmi e
condividere sviluppi interessanti:
Visitare http://mfioretti.com oppure
Scrivere a marco@digifreedom.net

References: Art. 4

Art. 5

Art. 5

Art. 7

Art. 5

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