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Timestamp: 2019-10-17 04:20:44+00:00

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La revoca giudiziale - Come si svolge ? - Condominio Legale
E’ possibile impugnare il decreto ?
E’ possibile farsi assistere da un avvocato?
Si ma non è obbligatoria, trattandosi di procedimento di volontaria giurisdizione, benché consigliata.
Che tipo di provvedimento emette il giudice ?
Il Tribunale provvede in Camera di Consiglio con decreto motivato dopo aver sentito l’amministratore.
Tale provvedimento analogamente a quelli resi sulla denuncia di irregolarità nella gestione di una società ex art. 2409 c.c. è privo di carattere di decisorietà, in quanto, nell’ambito di attribuzioni di volontaria giurisdizione rivolte alla tutela di interessi anche generali ed esercitare senza un vero e proprio contraddittorio, si risolvono in misure cautelari e provvisorie, e, pur coinvolgendo diritti soggettivi, non statuiscono su di essi a definizione di un conflitto tra parti contrapposte, né hanno attitudine ad acquistare autorità di cosa giudicato sostanziale.
La richiesta di rimozione dell’amministratore anche da parte di un singolo condòmino conferisce al rito in esame e ad al conseguente provvedimento giudiziale carattere di procedimento e di provvedimento tipicamente cautelari, non dissimile da quello previsto dall’art. 2409 c.c., il quale tratta l’ipotesi di “sospetto di gravi irregolarità” commesse da amministratori e sindaci delle società per azioni (ex multis, Cass. Civ. 20907/2004).
A chi spetta l’onere della prova ?
In un caso risolto dal Tribunale di Messina nel gennaio del 2013, alcuni condomini avevano presentato ricorso per la revoca dell’amministratore per una serie di motivi. Tra le varie cose lamentavano che l’amministratore non aveva messo a loro disposizione i documenti inerenti gli argomenti oggetto di discussione dell’assemblea condominiale.
In corso di giudizio, il condomino è stato chiamato a dimostrare che le sue richieste di visione della documentazione condominiale erano rimaste inevase unitamente alla consegna.
Secondo il giudice adito in ipotesi di revoca dell’amministratore di condominio su istanza di un condomino, il relativo procedimento si configura come un giudizio di risoluzione anticipata e definitiva del rapporto di mandato esistente tra tutti i condomini e l’amministratore: in tema di prova, pertanto, si applica il principio generale operante in materia di inadempimento di una obbligazione, secondo cui il condomino che agisca per la risoluzione del mandato intercorrente con l’amministratore deve soltanto provare la fonte (negoziale o legale) del suo diritto a conseguire dall’amministratore l’adempimento dell’obbligo gestorio, limitandosi alla mera allegazione della circostanza dell’inadempimento della controparte, mentre l’amministratore convenuto rimane gravato dell’onere della prova del fatto estintivo della pretesa di revoca, costituito dall’avvenuto adempimento ai suoi obblighi di gestione (Trib. Salerno 12 aprile 2011, il quale applica così – correttamente – il principio scolpito da Cass. Sez. Un. n. 13533/01) (Trib. Messina 22 gennaio 2013).
Come noto il Tribunale di Messina, ha ribadito che costituisce grave irregolarità, tale da determinare la revoca dell’incarico, il comportamento dell’amministratore di condominio che, richiestone da uno dei condomini, ometta per un lungo tempo e comunque al di là di un termine ragionevole di consegnare o di offrire in visione i documenti o di comunicare dati relativi alla gestione condominiale (Trib. Messina 22 gennaio 2013).
L’amministratore revocato può essere rinominato ?
Il sistema di legge riformato prevede una norma di chiusura di carattere decisamente sanzionatorio, poichè in caso di intervenuta revoca da parte dell’autorità giudiziaria, l’assemblea non può nominare nuovamente l’amministratore revocato (cfr. art. 1129, comma 13, c.c.).
Quali sono le parti del procedimento ?
Il giudizio, come noto, si svolge in camera di consiglio ed il provvedimento finale ha efficacia, ai sensi dell’art. 741 c.p.c., dalla data dell’inutile spirare del termine per la proposizione del reclamo.
Orbene, diversamente dal procedimento per la nomina, quella di revoca giudiziale dell’amministratore non deve essere svolto nel contraddittorio di tutti i condomini, posto che nella prima ipotesi il litisconsorzio necessario discende dalla diretta incidenza della determinazione giudiziale sull’amministrazione delle cose comuni (attraverso la designazione esterna del soggetto chiamato ad esercitare le attribuzioni ex art. 1130 c.c.), mentre, nel caso di revoca, l’intervento dell’autorità giudiziaria è rivolto alla mera rimozione dell’amministratore, senza incidere minimamente sulla facoltà dei condomini di designare in piena autonomia il nuovo amministratore (Cass.n. 1263/95): sicché essendo tale il principio affermato nella pronunzia in esame — non solo interessato e legittimato a contraddire è unicamente l’amministratore e non il condominio, il quale non è tenuto né ad autorizzare né a ratificare la residenza in giudizio dell’amministratore medesimo, trattandosi di ipotesi estranea a quelle previste negli art. 1130 e 1131 c.c., ma va per ciò stesso finanche esclusa l’ammissibilità di un intervento ad adiuvandum del condominio rispetto alla posizione del revocando amministratore (cfr. anche, in termini, Cass., Sez. II, 23 agosto 1999, n. 8837, cit.; Cass., Sez. II, 9 dicembre1995 n. 12636, in Giust. civ. Mass., 1997).
Se ritieni che il condominio in cui abiti sia gestito male, ed hai intenzione di proporre ricorso per ottenere la revoca dell’Amministratore, chiama il numero verde 800 97 30 78.
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References: art. 2409
 Cass. 
 Cass. Sez. 
 art. 1129
 art. 1130
 art. 1130