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Timestamp: 2019-09-21 13:04:43+00:00

Document:
PINARELLA DI MARINA DI RAVENNA RAVENNA 17.11.1943
Località Pinarella di Marina di Ravenna, Ravenna, Ravenna, Emilia-Romagna
Verso le 17.30 del 22 novembre in località Pinarella di Marina di Ravenna, a circa 800 metri dai Canottieri, sono sparati alcuni colpi alle spalle di una persona, ad una distanza di circa 30-40 centimetri.
Al fatto sono presenti anche alcuni soldati tedeschi che decidono di trasportare il ferito in ospedale per sottoporlo alle opportune cure. L’autore del ferimento è la spia fascista Silvano Samorè. Samorè è sulle tracce dei comunisti faentini per eliminarli così si oppone risolutamente alle intenzioni dei tedeschi sostenendo che l’uomo che ha ferito è una spia e un antifascista. Si tratta del ventinovenne Nino Cimatti, colpito da mandato di cattura per reato politico non ben precisato. Di professione lattaio, viveva a Faenza. Sapendo della “caccia all’uomo” compiuta dai fascisti faentini si era tenuto nascosto fino a quando il 22 novembre decide di recarsi a Ravenna in treno non sapendo che Samorè lo sta pedinando.
Estremi e note penali: Samoré Silvano, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver partecipato all’uccisione del patriota Cimatti Nino. Con sentenza del 23/07/46 la corte lo ritiene colpevole del reato ascrittogli in concorso delle attenuanti di cui l’art. 62 bis CP e lo condanna ad anni 30 di reclusione, alla libertà vigilata per anni cinque, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge, compresa la confisca totale dei beni. Dichiara condonato un terzo della pena detentiva di cui sopra.
Montevecchi Antonio e Zanelli Anselmo, accusati di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l’uccisione premeditata di Cimatti Nino. Con sentenza del 18/03/47 sono assolti dai reati loro ascritti per insufficienza di prove.
Santucci Ercole, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l'aver messo una taglia sul comunista Cimatti Nino. Con sentenza del 25/09/46 la corte lo assolve dall’imputazione a lui ascritta per non aver commesso il fatto e ordina la di lui immediata liberazione se non detenuto per altra causa.
Bravetti Spero, imputato di reato di collaborazionismo per aver [oltretutto] partecipato all’uccisione premeditata di Cimatti Nino. Con sentenza dell'1/10/1946 la corte non ha potuto accertare la sua presenza alla strage, ma ha accertato il suo ruolo di torturatore di Umberto Ricci. Pertanto lo giudica colpevole dei reati ascrittigli nei limiti sopra indicati, in concorso dell’attenuante di cui l’art. 62 bis CP e lo condanna alla pena di anni trenta di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge, dichiarando condonato un terzo di detta pena a sensi del DL 22.6.46 n.4. Ordina la confisca di tutti i beni del condannato. Sentenza Corte Cassazione 23.5.47 annulla e rinvia a Corte assise speciale Firenze.
Ultimo aggiornamento dei dati: 2016-06-04 09:25:22
Cimatti Nino, di 29 anni.
Antonio Montevecchi
Cognome Montevecchi
Note responsabile Montevecchi Antonio, imputato di procedimento
Note procedimento Montevecchi Antonio e Zanelli Anselmo, accusati di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l’uccisione premeditata di Cimatti Nino. Con sentenza del 18/03/47 sono assolti dai reati loro ascritti per insufficienza di prove.
Nome Ercole
Cognome Santucci
Note procedimento Santucci Ercole, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver messo una taglia sul comunista Cimatti Nino. Con sentenza del 25/09/46 la corte lo assolve dall’imputazione a lui ascritta per non aver commesso il fatto e ordina la di lui immediata liberazione se non detenuto per altra causa.
Silvano Samoré
Cognome Samoré
Note responsabile Samoré Silvano, imputato di procedimento. In merito all\'uccisione di Cimatti, Samoré si sarebbe opposto «a che fosse medicato adducendo che era una spia».
Note procedimento Samoré Silvano, accusato di reato di collaborazionismo partecipando a una serie di crimini tra cui l\'aver partecipato all’uccisione del patriota Cimatti Nino. Con sentenza del 23/07/46 la corte lo ritiene colpevole del reato ascrittogli in concorso delle attenuanti di cui l’art. 62 bis CP e lo condanna ad anni 30 di reclusione, alla libertà vigilata per anni cinque, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge, compresa la confisca totale dei beni. Dichiara condonato un terzo della pena detentiva di cui sopra. Sentenza Corte Cassazione 17.6.47 annulla e rinvia a Corte Assise speciale Pesaro.
Spero Bravetti
Nome Spero
Cognome Bravetti
Note procedimento Bravetti Spero, imputato di reato di collaborazionismo per aver [oltretutto] partecipato all’uccisione premeditata di Cimatti Nino. Con sentenza dell\'1/10/1946 la corte non ha potuto accertare la sua presenza alla strage, ma ha accertato il suo ruolo di torturatore di Umberto Ricci. Pertanto lo giudica colpevole dei reati ascrittigli nei limiti sopra indicati, in concorso dell’attenuante di cui l’art. 62 bis CP e lo condanna alla pena di anni trenta di reclusione, alle spese processuali e alle altre conseguenze di legge, dichiarando condonato un terzo di detta pena a sensi del DL 22.6.46 n.4. Ordina la confisca di tutti i beni del condannato. Sentenza Corte Cassazione 23.5.47 annulla e rinvia a Corte assise speciale Firenze.
E. Cavina, Crimini di guerra e violenza nazifascista nella provincia di Ravenna tra l'8 settembre 1943 e il 25 aprile 1945, tesi di dottorato di ricerca in Storia e Informatica - XVI Ciclo, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, a.a. 2003-2004, seconda parte p. 14.
ATRA, Sentenza Csa e Ca Sez. Speciale 1945-1947, sent. 18/03/47 n. 211 bis a carico di Antonio Montevecchi e Anselmo Zanelli; sent. 23/07/46 n. 126 a carico di Silvano Samorè; sent. 25/09/46 n. 138 a carico di Santucci Ercole; sent. 1/10/46 n. 141 a carico di Bravetti Spero
ISRECFO, A. Mambelli, Diario degli avvenimenti di Forlì e in parte di Romagna dal 1939 al 1945, diario dattiloscritto, p. 151.

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