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Impianti elettrici di cantiere - PDF
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1 a cura di Andrea Gulinelli Norme tecniche di riferimento Norma CEI 64-8, parte 7, Edizione VII Ambienti ed applicazioni particolari, Sezione Cantieri di costruzione e demolizione. Norma CEI 0-21, Edizione III: Regola tecnica di riferimento per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti BT delle imprese distributrici di energia elettrica. Paragrafo Prescrizioni particolari per impianti destinati a forniture temporanee. Norma CEI 0-16, Edizione IV: Regola tecnica di riferimento per la connessione di Utenti attivi e passivi alle reti AT e MT delle imprese distributrici di energia elettrica. Guida 64-17, Edizione Ec 1 marzo 2000: Guida allʼesecuzione degli impianti elettrici nei cantieri. Norma CEI EN (CEI ), Edizione : Sottostazioni prefabbricate ad alta tensione/bassa tensione. Norma CEI EN (CEI ), Edizione V1: Quadri per cantiere. Guida CEI 0-2: 2002: Guida per la definizione della documentazione di progetto degli impianti elettrici. Norma CEI EN (CEI 81-10/2), Edizione : Protezione contro i fulmini - Parte 2: Valutazione del rischio. Guida CEI 11-37, Edizione : Guida per l'esecuzione degli impianti di terra nei sistemi utilizzatori di energia alimentati a tensione maggiore di 1 kv. Guida CEI 64-14, Edizione : Guida alle verifiche degli impianti elettrici utilizzatori. Guida CEI 0-14, Edizione : Guida all'applicazione del DPR 462/01 relativo alla semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le 12 scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra degli impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi. Legislazione D.M. 22 gennaio 2008, n. 37: Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11- quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività dʼinstallazione degli impianti all'interno degli edifici. D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81: Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro. Delibera 29 dicembre ARG/elt 199/11: Disposizioni dellʼaeeg per lʼerogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dellʼenergia elettrica per il periodo di regolazione e disposizioni in materia di condizioni economiche per lʼerogazione del servizio di connessione (Allegato C - TIC). DPR 22 ottobre 2001, n. 462: Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia dʼinstallazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi. Installazione Impresa abilitata ai sensi del D.M. 37/08 e s.m.i. Tipologie dʼimpianti Alimentazione dalla rete pubblica alla tensione di 230 V F-N, se fornitura monofase, e 230/40V, se trifase + neutro, secondo il sistema TT. Limite di potenza impegnata: 100 kw. Ubicazione in posizione da concordare con lʼimpresa distributrice (generalmente, 23 nel luogo di utilizzazione della fornitura, ai confini dellʼarea di cantiere). Punto di connessione (PdC) di prelievo dellʼenergia coincidente con i morsetti di valle del contatore (misuratore dʼenergia - GM) dellʼimpresa distributrice. Lʼutente deve realizzare, a sua cura e spese, una cassetta di protezione del contatore (completa anche di relativo supporto, se lʼallacciamento è eseguito da linea in cavo sotterraneo), e prevedere un dispositivo di protezione e sezionamento (DG - Dispositivo Generale) immediatamente a valle del PdC. Per potenze > 100 kw, alimentazione dalla rete pubblica a MT (10 20 kv) trifase senza neutro, Sistema di distribuzione in BT generalmente di tipo TN a 230/400 V trifase da propria cabina di trasformazione MT. Lʼutente deve mettere a disposizione, a sua cura e spese, una cabina in container (o di tipo tradizionale) a tre locali: uno per la propria trasformazione MT/BT, completamente allestito di parte elettrica conforme alle Norme CEI EN , per la parte MT, e CEI EN 50532, per la parte BT; uno per i misuratori dʼenergia; uno da allestire a cura dellʼimpresa 34 distributrice. PdC di prelievo dellʼenergia presso il locale cabina messo a disposizione dellʼimpresa distributrice mediante cavo MT di proprietà dellʼutente. Sezionamento e protezione in testa allʼimpianto dellʼutente conforme alla Norma CEI Ubicazione sul confine dellʼarea di cantiere ovvero da strada aperta al pubblico praticabile in ogni ora del giorno e della notte. Per potenze installate non rilevanti e ubicazione del cantiere distante dalla rete pubblica di distribuzione, lʼalimentazione dellʼimpianto elettrico di cantiere può essere fornita da un gruppo elettrogeno monofase o trifase (Capitolo 551: Gruppi generatori di bassa tensione Norma CEI 64-8/5), esercito secondo il sistema TN e funzionante in isola. Progettazione Non richiesta per lʼalimentazione in BT dalla rete pubblica (è sufficiente un documento redatto dal Responsabile Tecnico dellʼimpresa installatrice). La progettazione, a cura di un professionista abilitato, può essere richiesta nei cantieri edili soggetti allʼobbligo della nomina del Coordinatore in fase di progettazione (D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81). 45 A cura di un professionista abilitato con produzione della documentazione di cui alla Guida CEI 0-2, nel caso che la fornitura di energia elettrica da parte del distributore sia effettuata in MT (per la sola la cabina di trasformazione MT/BT). La progettazione, come sopra detto, è richiesta anche per la protezione contro le scariche atmosferiche delle strutture di cantiere. Dichiarazione di conformità È sempre richiesta, ai sensi del DM n. 37/08. Parti costituenti lʼimpianto di distribuzione BT cavo di collegamento (GM DG); condutture (tipologia - dimensionamento - posa); quadri ASC (comando. sezionamento - protezione); prese a spina, avvolgitori e cordoni prolungatori; impianto di terra; protezione contro i fulmini. Cavo di collegamento (GM DG) Cavo di collegamento (articolo 3.6, Norma CEI 0-21). Tratto di cavo di proprietà e pertinenza dellʼutente che collega il contatore con il primo/i dispositivo/i di protezione contro le sovracorrenti dellʼutente (DG o max 3 DGL). 56 La protezione di tale cavo contro le sovracorrenti è di responsabilità dellʼutente. La protezione contro sovraccarico può essere svolta dai dispositivi posti a valle del medesimo cavo (DG, ovvero DGL) e deve essere: I z ΣI n dove: - I z : portata al limite termico del cavo di collegamento; - ΣI n : somma delle correnti nominali dei DGL. La protezione contro il cortocircuito del cavo di collegamento può essere omessa se il cavo stesso è: - di lunghezza non superiore a 3 m; - installato in modo da ridurre al minimo il rischio di cortocircuito; - non in vicinanza di materiale combustibile, né in impianti situati in luoghi a maggior rischio in caso dʼincendio o con pericolo di esplosione. In presenza dellʼinterruttore automatico del GM (forniture limitate, potenza impegnata o contrattuale < 30 kw), è possibile il suo utilizzo per la protezione del cavo di collegamento contro i cortocircuiti. Per la tipologia del cavo vedasi punto successivo. Corrente di cortocircuito massima nel PdC per il dimensionamento del DG: - 6 ka per le forniture monofase (se installato entro 3 m dal contatore); - 10 ka per le forniture trifase per utenti con potenza disponibile per la connessione fino a 33 kw; - 15 ka per le forniture trifase per utenti con potenza disponibile per la connessione superiore a 33 kw; - 6 ka per la corrente di cortocircuito fase-neutro nelle forniture trifase. 67 Condutture (tipologia - dimensionamento - posa) Designazione secondo CEI (HD361)) e tabella CEI UNEL Per la posa mobile, cioè soggetta a spostamenti, si usano cavi del tipo H07RN-F ovvero H07RN8-F, FG70K 0,6/1 kv e H07BQ-F, resistenti allʼabrasione e allʼacqua, comunque non con guaina isolata in PVC. Per la posa fissa possono essere impiegati cavi sia con conduttori flessibili (ad esempio, FG7OR-0,6/1 kv), sia con conduttori rigidi (ad esempio, FG7OR 0,6/1kV H07V-U). Per la realizzazione di eventuali tratti aerei (fra il DG e il quadro generale di cantiere) si usano cavi cordati a neutro portante (che presenta caratteristiche meccaniche adeguate a sostenere tutta la formazione, ad esempio del tipo 3 x ,6 mm 2 ARE4X, 0,6/1 kv, ecc.) o di tipo autoportante in rame. La scelta della sezione deve essere fatta in funzione: della portata (Norma CEI - UNEL 35024/1), della caduta di tensione (ΔU/U 4%, tabelle CEI/ UNEL 35023), della protezione dal sovraccarico e della protezione dal cortocircuito, secondo il Capitolo 5 della Norma CEI 64-8/5. I cavi non devono passare attraverso luoghi di transito di veicoli o pedoni; se non è possibile, deve essere assicurata una protezione speciale contro 78 i danneggiamenti meccanici e il contatto con i macchinari e le attività di cantiere. Posa a terra dei cavi (solo se muniti di guaina e con isolamento 0,6/1 kv) secondo la Norma CEI e, per i cavi aerei, secondo la Norma CEI Protezione meccanica dei cavi interrati; realizzata mediante profili in resina e/o cavidotti conformi alla Norma CEI EN (CEI 23-46), aventi resistenza a compressione espressa in newton (450 o 750), anche del tipo corrugato flessibile. Quadri ASC (comando - sezionamento - protezione) Conformi alle prescrizioni della Norma CEI EN (CEI ): Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT). Parte 4: Prescrizioni particolari per quadri per cantiere (ASC - Apparecchiature di Serie per Cantiere). Il DG deve essere adeguato alla corrente di cortocircuito massima nel PdC e rispondente alla Norma CEI EN (CEI 23-3/1) oppure alla Norma CEI EN (CEI 17-5) se adatto al sezionamento (cioè se riporta il simbolo ( ). In alternativa, può essere impiegato anche un interruttore di manovra/sezionatore combinato con fusibili (conforme alla Norma CEI EN ). Isolamento in grado di tenere le sovratensioni attese dalla rete pubblica (livello dʼisolamento con tenuta ad impulso pari ai valori definiti nella serie di Norme CEI EN 50470, equivalenti alla Categoria III e a frequenza industriale pari a V per 5 s, ai sensi della Norma CEI EN oppure alla CEI EN I quadri devono avere un dispositivo dʼinterruzione e sezionamento generale (che può coincidere con il DG) da utilizzare come comando di emergenza, quindi accessibile (Norma CEI 64-8, articolo ). Il dispositivo di sezionamento generale, quando utilizzato anche per lavori, deve essere lucchettato ovvero segregato entro il contenitore/armadio 89 chiuso a chiave, per impedire richiusure intempestive come prescritto dalla Norma CEI 11-27, articolo Ne consegue che: il comando dʼemergenza è realizzato con un apposito pulsante esterno al quadro (figura, parte a), nel quale il sezionamento generale, per evitare richiusure intempestive, è segregato dalla porta chiusa a chiave, oppure; 910 il comando di emergenza è affidato al DG in testa al circuito del quadro (figura, parte b), mentre per il sezionamento per lavori della linea di alimentazione del quadro secondario è previsto un apposito interruttore bloccabile mediante lucchetto nella posizione di aperto. In tal caso la porta è sempre apribile, in modo da poter accedere liberamente al comando dʼemergenza. Il disinserimento, poi, delle prese a spina consente il sezionamento anche delle restanti parti del circuito. Prese a spina e apparecchi utilizzatori mobili permanentemente connessi con I n 32 A: protezione con differenziali aventi I dn 30 ma o alimentazione mediante SELV o separazione elettrica con ciascuna presa a spina o apparecchio utilizzatore mobile alimentati da un trasformatore distinto o da un avvolgimento secondario separato di un trasformatore. Grado di protezione almeno IP44 con la porta chiusa e tutti i pannelli asportabili e le piastre di copertura montate. Fronte di comando allʼinterno di una portella, che può essere chiusa in tutte le direzioni dʼutilizzo: grado di protezione non inferiore a IP21; se la portella non può essere chiusa: grado IP44. Prese a spina, avvolgitori e cordoni prolungatori Prese a spina industriali con I n 16 A conformi alla Norma CEI EN (CEI 23-12/1). Devono essere abbinate a un interruttore, non obbligatoriamente interbloccato. Quelle per uso domestico (Norma CEI 23-50) sono impiegabili a condizione che siano protette, per installazione, contro gli urti, la penetrazione di liquidi e di corpi solidi (Norma CEI 64-8/7, articolo ). Prese a spina mobili: grado di protezione IP44, ma, in presenza di getti d'acqua o pozzanghere, grado IP67 (spine e prese provviste di ghiera). 1011 Avvolgicavo industriali, conformi alla Norma CEI EN (CEI 23-72). Cavi di tipo H07RN-F, sezioni: 2,5 mm 2 (I n = 16A); 6 mm 2 (I n = 32 A); 16 mm 2 (I n = 63 A). Protezione contro le sovracorrenti incorporata. Prolungatori: stesse prescrizioni degli avvolgicavo. Impianto di terra Per i cantieri alimentati in bassa tensione dalla rete pubblica, la tensione di contatto limite è 25 V (Norma CEI 64-8/7, articolo ). Il valore della resistenza totale [Ω] dellʼimpianto di terra (dispersori intenzionali + dispersori di fatto), nel caso di protezione contro i contatti indiretti mediante interruzione automatica del circuito, è data da (Norma CEI 64-8, articolo ): R T 25/I dn con: - I dn : corrente differenziale dʼintervento dellʼinterruttore differenziale generale. 1112 I valori conseguibili di R T per i dispersori sono espressi, in funzione della geometria disperdente e della resistività del terreno, dalle formule contenute nellʼallegato 54D (informativo) della Norma CEI 64-8/5. Protezione contro i fulmini Obbligatoria la valutazione del rischio (articolo 84 del D.Lgs. 81/08) delle strutture di cantiere quali: i ponteggi, le gru, i silos, ecc., da condursi secondo la Norma CEI EN (CEI 81-10/2): Protezione contro i fulmini. Valutazione del rischio. 1213 Il calcolo va affidato a un professionista iscritto allʼalbo secondo la specifica competenza richiesta (DM n. 37/08, articolo 1, comma 2, lettera a). - Individuazione delle strutture tra loro indipendenti. - Identificazione di tutte le perdite e relativi rischi: R 1 : Rischio di perdita di vite umane; R 2 : Rischio di perdita di servizio pubblico; R 3 : Rischio di perdita di patrimonio culturale insostituibile; R 4 : Rischio di perdita economica (struttura e suo contenuto) a discrezione del committente. - Determinazione del rischio effettivo e confronto con quello tollerabile. - Le strutture possono risultare autoprotette o non protette, in tal caso deve essere realizzato lʼimpianto di protezione contro le scariche atmosferiche. 13 Documenti analoghi
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 art. 8
 art. 8
 ART.67
 art. 256