Source: http://documenti.camera.it/leg18/resoconti/commissioni/bollettini/html/2018/07/24/0611/comunic.htm
Timestamp: 2020-05-28 13:21:18+00:00

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﻿Commissioni Riunite (VI e XI) - Comunicato delle Giunte e delle Commissioni - martedì 24 luglio 2018
Martedì 24 luglio 2018. — Presidenza della presidente della VI Commissione, Carla RUOCCO, indi del presidente della XI Commissione, Andrea GIACCONE. — Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze, Laura Castelli e Massimo Garavaglia, e il sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali, Claudio Cominardi.
Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 23 luglio scorso.
Carla RUOCCO, presidente, comunica che sono stati ritirati gli emendamenti Gebhard 1.202, 1.212, 1.213, 1.214, 2.32, 2.33, 2.34, 2.36, 2.37, 2.09, 2.010, 2.011, 2.012, 3.17, 3.04, 4.35.
Debora SERRACCHIANI (PD) chiede una breve sospensione della seduta per consentire ai gruppi di prendere visione degli emendamenti che sono stati ritirati. Ricorda, inoltre, che il suo gruppo ha inviato una lettera al Presidente della Camera in cui contesta la riammissione di alcune proposte emendative dichiarate inammissibili. Si tratta dell'emendamento Murelli 9.035, in materia di TV locali, e degli articoli aggiuntivi Gusmeroli 12.03 e 12.05, in materia di sigarette elettroniche. Ritiene, infatti, che le materie trattate da tali proposte emendative siano completamente Pag. 47estranee ai temi trattati dal provvedimento in esame.
Galeazzo BIGNAMI (FI) ricorda che anche il suo gruppo ha inviato una lettera al Presidente della Camera per contestare la riammissione degli articoli aggiuntivi Gusmeroli 12.03 e 12.05, in materia di sigarette elettroniche. Inoltre, segnala che, con la stessa lettera, il gruppo di Forza Italia ha chiesto la riammissione degli articoli aggiuntivi Carfagna 12.01, Giacomoni 12.06 e 12.07 e Porchietto 7.03.
Carla RUOCCO, presidente, preso atto delle questioni sollevate dai deputati Serracchiani e Bignami, ricorda che di esse si occuperà la Presidenza della Camera.
Debora SERRACCHIANI (PD) rinnova la richiesta di una breve sospensione della seduta per consentire a tutti i componenti delle Commissioni di prendere visione del fascicolo contenente le proposte emendative segnalate, che è stato appena distribuito.
Carla RUOCCO, presidente, accogliendo la richiesta della deputata Serracchiani, sospende la seduta.
La seduta, sospesa alle 11.35, è ripresa alle 11.44.
Andrea GIACCONE, presidente, avverte che il fascicolo degli emendamenti segnalati dai gruppi (vedi allegato 1) è a disposizione di colleghi e sarà allegato al resoconto della seduta odierna.
Davide TRIPIEDI (M5S), relatore per la XI Commissione, passando all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 5, esprime parere contrario sugli emendamenti Noja 5.5, Moretto 5.6, Tabacci 5.33, Moretto 5.8, Occhiuto 5.15 e 5.16, Benigni 5.7, Gelmini 5.14, Benamati 5.13, sugli identici emendamenti Zan 5.25 e De Luca 5.30, Fassina 5.3, De Luca 5.31, Tabacci 5.4, Moretto 5.20, Ungaro 5.42, sugli identici emendamenti Gelmini 5.68 e Benamati 5.41, Zan 5.47 ed Epifani 5.49. Propone l'accantonamento dell'emendamento Orrico 5.67. Esprime parere contrario sugli emendamenti Carrara 5.54 e 5.55, Tabacci 5.52, Carrara 5.66 e sull'articolo aggiuntivo Fregolent 5.03.
Il sottosegretario Davide CRIPPA esprime parere conforme a quello del relatore.
Gianluca BENAMATI (PD) coglie l'occasione dell'illustrazione dell'emendamento Noja 5.5 per spiegare la ratio generale che sta dietro a tutte le proposte emendative presentate dal gruppo del PD, segnalando che tali proposte emendative non vogliono essere strumentali, ma muovono critiche sul merito del provvedimento. Sottolinea che se l'obiettivo del Governo di scoraggiare la delocalizzazione delle imprese è condivisibile, lo stesso non può dirsi per i mezzi utilizzati. Ritiene, infatti, che il metodo punitivo che è alla base del decreto-legge rischia di provocare un danno non solo in termini di mancata attrazione di investimenti, ma anche per quanto riguarda il funzionamento di alcune aziende italiane che hanno una forte vocazione internazionale.
Ritiene, quindi, che occorra fare chiarezza su alcuni aspetti dell'articolato, anche specificando alcuni termini ampi e poco precisi utilizzati nel provvedimento. A tale proposito porta l'esempio dell'articolo 5, comma 1, in base al quale le imprese decadono dal beneficio qualora l'attività economica interessata dallo stesso o una sua parte venga delocalizzata in Stati non appartenenti all'Unione europea, segnalando che andrebbe meglio specificato cosa si intende per «una sua parte».
Concludendo, auspica che il Governo compia una ulteriore riflessione sulle proposte emendative presentate per giungere ad una migliore formulazione del testo del provvedimento, anche al fine di evitare eventuali contenziosi.
Gian Mario FRAGOMELI (PD), intervenendo sull'emendamento Noja 5.5, osserva che esso è diretto a meglio delineare la fattispecie genericamente indicata dal Pag. 48testo dell'articolo 5 con la definizione di contributi. Ciò allo scopo di evitare contrasti sia con la normativa europea sia con quella nazionale e l'ingenerarsi di contenziosi che potrebbero depotenziare la normativa, il cui fondamento condivide. Una migliore definizione degli aiuti che potrebbero essere revocati appare anche necessaria per evitare, come evidenziato anche dai soggetti auditi dalle Commissioni riunite, difficoltà di accesso al credito per gli imprenditori, e difficoltà nel concedere tali crediti da parte dei soggetti erogatori.
Andrea GIACCONE, presidente, invita i colleghi deputati a contenere il tempo degli interventi per permettere a tutti coloro che lo desiderano di intervenire.
Ettore Guglielmo EPIFANI (LeU), intervenendo sull'emendamento Noja 5.5, osserva che tutti gli emendamenti all'articolo 5 sono volti a meglio precisare l'ambito dell'intervento, allo scopo di renderlo efficace ed evitare i contenziosi che, inevitabilmente, saranno generati dalla vaghezza che attualmente caratterizza la disposizione, soprattutto con riferimento al rapporto tra contributi e soggetti erogatori. Pertanto, confermando la condivisione delle finalità del contrasto alle delocalizzazioni selvagge, invita il Governo e la maggioranza a meglio riflettere sulla opportunità di introdurre modifiche chiarificatrici.
Le Commissioni respingono l'emendamento Noja 5.5.
Massimo UNGARO (PD), intervenendo sull'emendamento Moretto 5.6, sottolinea che esso è volto al miglioramento del testo sotto il profilo dell'efficacia, concordando con la necessità, già affrontata dalla legge di stabilità 2014, di contrastare le delocalizzazioni selvagge. Ritiene, tuttavia, che sia necessario escludere dall'applicazione della disciplina proposta le PMI, sia per problemi di compatibilità con la normativa europea sia per evitare che si creino, di fatto, ostacoli ai processi di internazionalizzazione, dando segnali negativi agli investitori.
Gian Mario FRAGOMELI (PD), intervenendo sull'emendamento Moretto 5.6, ricorda che negli anni passati il legislatore ha avuto un occhio di riguardo per le PMI, la cui particolarità ritiene debba essere tenuta in conto anche dal provvedimento in esame. La mancata modifica della disposizione, infatti, rischia di impedire alle PMI di fare investimenti per la internazionalizzazione, confondendole con le imprese che nel passato hanno provocato crisi occupazionali, oggetto dei tanti tavoli di crisi presso il Ministero dello sviluppo economico, per avere delocalizzato le proprie attività all'estero, pur avendo goduto di benefici pubblici.
Andrea GIACCONE, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, pone in votazione l'emendamento Moretto 5.6.
Le Commissioni respingono l'emendamento Moretto 5.6.
Bruno TABACCI (Misto-+E-CD), intervenendo sul suo emendamento 5.33, ritiene che la mancata esclusione dall'applicazione della disciplina recata dall'articolo 5 alle PMI sia un errore gravissimo perché, confondendo le delocalizzazioni selvagge con i processi di internazionalizzazione, produrrà una gran mole di contenzioso che avrà conseguenze estremamente negative sull'intero mondo produttivo. Il suo emendamento, pertanto, intende limitare il più possibile tali effetti.
Le Commissioni respingono l'emendamento Tabacci 5.33.
Carlo FATUZZO (FI), intervenendo a titolo personale sull'emendamento Moretto 5.8 e condividendo la finalità di evitare le delocalizzazioni selvagge, esprime la sua preoccupazione sull'eventualità che, limitando oggi la libera circolazione delle imprese, in contrasto con i principi dell'Unione europea, si apra la strada, in Pag. 49futuro anche alla limitazione della libera circolazione delle persone.
Sara MORETTO (PD), intervenendo sul suo emendamento 5.8, sottolinea che esso intende migliorare il testo della disposizione. La lacunosità e ambiguità della norma recata dal provvedimento, infatti, mette in difficoltà le imprese che vogliono attenersi alle regole. In particolare, il suo emendamento è volto a precisare i contenuti della definizione di attività economica, utilizzata dal testo dell'articolo 5, che mal si attaglia alla estrema varietà e scarsa prevedibilità a priori con le quali essa è declinata dalle singole imprese.
Gian Mario FRAGOMELI (PD), intervenendo sull'emendamento Moretto 5.8, si dichiara preoccupato del pericolo di confondere la giusta esigenza di salvaguardare i livelli occupazionali con l'altrettanto condivisibile preoccupazione di impedire l'abuso dei benefici pubblici da parte delle imprese che delocalizzano. Un'errata politica industriale, infatti, non salvaguardando gli imprenditori, comporterà lo spostamento degli investimenti verso l'estero provocando, in tal modo, la riduzione dei livelli occupazionali. Auspica, pertanto, che il Governo accetti di semplificare e chiarire la normativa del decreto-legge, il cui intento di fondo è comunque condivisibile.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Moretto 5.8, Occhiuto 5.15, Occhiuto 5.16 e Benigni 5.7.
Galeazzo BIGNAMI (FI), intervenendo sull'emendamento Gelmini 5.14, osserva che esso, come quelli già respinti dalle Commissioni, è volto a rendere efficace la norma, condivisibile in linea di principio ma troppo ambigua perché si evitino contenziosi che, alla fine, impediranno il raggiungimento dell'obiettivo.
Le Commissioni respingono l'emendamento Gelmini 5.14.
Gianluca BENAMATI (PD), intervenendo sul proprio emendamento 5.13, ricorda, al pari dei colleghi che lo hanno preceduto, che il Partito democratico è fortemente contrario alle delocalizzazioni fatte con finalità di dumping, basate sul mancato rispetto delle norme che tutelano i lavoratori e l'ambiente. Ma una cosa è la delocalizzazione selvaggia e un'altra è l'internazionalizzazione. Venendo al merito dell'emendamento, esso si propone di chiarire i punti poco chiari del testo che, con riferimento agli iperammortamenti, rischiano di penalizzare le aziende italiane che operano abitualmente all'estero. Pertanto, allo scopo di trovare una soluzione che salvaguardi gli interessi del sistema produttivo italiano, chiede al Governo e alla maggioranza di acconsentire all'accantonamento della sua proposta emendativa per un'ulteriore riflessione.
Il sottosegretario Davide CRIPPA non ritiene di accogliere la richiesta di accantonamento avanzata dai presentatori dell'emendamento Benamati 5.13, osservando che se un'azienda vuole internazionalizzare lo può fare, ma laddove riceve contributi dallo Stato italiano il Governo ritiene giusto che mantenga la linea produttiva su suolo italiano.
Massimo UNGARO (PD) evidenzia come l'emendamento Benamati 5.13 sia volto ad apportare chiarezza ad una disposizione il cui obiettivo potrebbe anche ritenersi condivisibile. Un'azienda italiana che si affaccia su nuovi mercati e che quindi riceve nuovi ordini per la propria struttura produttiva, e che rimane in Italia, va aiutata, nella consapevolezza che l’export ha salvato l'economia del Paese.
Gianfranco LIBRANDI (PD) intervenendo sull'emendamento Benamati 5.13, osserva, da imprenditore che ben conosce le problematiche del settore, che imporre rigidità non giova a nessuno e che gli imprenditori italiani, come anche i loro dipendenti, non potranno che essere scontenti di fronte ad una legge che va contro le aziende. Le disposizioni in discussione Pag. 50dimostrano come non si sia capito affatto il mondo dell'economia e dell'imprenditoria italiana.
Gian Mario FRAGOMELI (PD), intervenendo sull'emendamento Benamati 5.13, ritiene che vadano distinti gli imprenditori illuminati, che in questi anni hanno saputo creare vantaggi competitivi per le loro aziende, ma anche per il sistema Paese, da coloro che hanno unicamente approfittato dei vantaggi loro concessi. Le aziende italiane devono rimanere competitive per riuscire a contrastare la concorrenza delle grandi multinazionali. Osserva che con la disposizione in esame si poteva intervenire in modo più puntuale; in questo modo, invece, si tagliano gli strumenti di competitività che le aziende hanno per competere, mandando un messaggio sbagliato al sistema produttivo italiano, che sta appena uscendo dalla crisi più difficile della storia economica del Paese.
Gianluca BENAMATI (PD) intervenendo sul proprio emendamento 5.13, esprime rammarico per il fatto che il Governo non abbia voluto riflettere sulle questioni sollevate. Evidenzia come si stiano trattando allo stesso modo le aziende che operano in modo scorretto da quelle che operano in modo corretto sul mercato internazionale. Il sistema produttivo italiano ha superato la crisi grazie alle imprese che hanno sostenuto la concorrenza, competendo sul mercato internazionale, certo non per merito di quelle che sono fuggite all'estero. Ritiene vada contro il buonsenso una norma che impedisce ad un'azienda di utilizzare i suoi beni, materiali o immateriali, in una filiale che ha sede all'estero.
Daniele MOSCHIONI (Lega) intervenendo sull'emendamento Benamati 5.13 ribadisce che un'azienda che compra un bene grazie al contributo dello Stato italiano deve utilizzarlo in Italia, per far lavorare i dipendenti italiani o che comunque lavorano sul suolo italiano. Ritiene offensive le dichiarazioni del collega Librandi, imprenditore come lui, e si dichiara stupito per l'atteggiamento di esponenti della sinistra, che storicamente ha sempre agito in difesa dei lavoratori.
Le Commissioni respingono l'emendamento Benamati 5.13.
Alessandro ZAN (PD), intervenendo sul proprio emendamento 5.25, ricorda che le piccole imprese costituiscono la linfa vitale del tessuto produttivo italiano e che parte consistente del loro fatturato risiede nelle esportazioni. Ricorda altresì che il piano Industria 4.0, voluto dal ministro Calenda, ha portato ad un grande sviluppo degli investimenti, nei macchinari ma soprattutto nella tecnologia digitale. Sottolinea come il sistema produttivo ormai rivesta una dimensione globale. Un'azienda italiana che abbia beneficiato dei fondi europei non si comprende a chi debba eventualmente restituire i contributi di cui ha beneficiato, se all'Italia o all'Unione europea. Ritiene infine che questo provvedimento sia caratterizzato da un'ottica miope, che avrà effetti a catena su tutto il sistema produttivo italiano, non solo sulle imprese, ma anche sui lavoratori.
Gianfranco LIBRANDI (PD), intervenendo sugli identici emendamenti Zan 5.25 e De Luca 5.30, con riferimento all'intervento del collega Moschioni, rammenta che sono certamente pochi gli imprenditori italiani che abbiano ricevuto contributi e che poi abbiano agito in maniera scorretta; sono piuttosto gli italiani a doversi ritenere offesi dal comportamento del partito della Lega, che si è appropriata di 48 milioni di euro che non le spettavano.
Silvia FREGOLENT (PD) intervenendo sugli identici emendamenti Zan 5.25 e De Luca 5.30, ricorda che il sistema produttivo italiano è costituito da piccole imprese, sviluppatesi grazie al piano Industria 4.0, attuato dal precedente Governo, che ha permesso loro di sviluppare tecnologie e di concorrere oggi alla pari sui mercati internazionali. Sottolinea come questo provvedimento, che tratta gli imprenditori Pag. 51onesti alla stregua di quelli disonesti, finirà per penalizzare le piccole e medie imprese italiane e tutta l'economia del Paese.
Gian Mario FRAGOMELI (PD) intervenendo sugli identici emendamenti Zan 5.25 e De Luca 5.30, osserva come il rischio presente nella norma sia di bloccare lo sviluppo del nostro sistema produttivo, portando avanti una sorta di progetto autarchico, come se l'Italia non facesse parte di un mercato globalizzato. In Lombardia e in Veneto vi sono tantissime aziende che hanno delocalizzato e che, grazie a queste delocalizzazioni, hanno potuto mantenere la produzione in Italia. Il testo del provvedimento sembra considerare tutti gli imprenditori che hanno delocalizzato, esportato e, grazie a questo, superato una difficile crisi economica, dei furbi che vanno puniti, senza alcuna distinzione.
Antonio VISCOMI (PD), riprendendo le considerazioni della collega Moretto nonché quelle del collega Fragomeli sul rischio di contenzioso, precisa che l'emendamento Zan 5.25, identico all'emendamento De Luca 5.30, è volto ad introdurre nel testo del provvedimento una necessaria precisazione terminologica. Rileva infatti che la definizione «attività economica» adottata nel provvedimento non ha un significato univoco e inequivoco, evidenziando come lo stesso codice civile si riferisca ad «attività economica organizzata», con ciò sottolineando la rilevanza attribuita alla struttura organizzativa. Da ultimo ricorda quanto della qualità di un testo giuridico dipenda dalla precisione delle specificazioni terminologiche utilizzate.
Nessun altro chiedendo di intervenire, le Commissioni respingono gli identici emendamenti Zan 5.25 e De Luca 5.30.
Carlo FATUZZO (FI) chiede di sapere quanti siano stati i voti a favore e quanti i voti contrari espressi nella precedente votazione.
Andrea GIACCONE, presidente, precisa che non è possibile accedere alla richiesta avanzata dal collega Fatuzzo, considerato che, diversamente dall'Assemblea, in Commissione non è prevista la registrazione dei voti.
Stefano FASSINA (LeU), nel condividere l'obiettivo generale dell'articolo 5, evidenzia tuttavia come la formulazione adottata dal Governo comporti non tanto conseguenze drammatiche per le imprese italiane, come paventato negli interventi precedenti, quanto piuttosto il rischio dell'irrilevanza. Ritiene infatti che l'articolo 5 si rivolga ad una porzione estremamente ristretta di imprese, vale a dire a quelle che hanno ricevuto aiuti di Stato e che hanno delocalizzato nei primi cinque anni dalla data di conclusione dell'iniziativa agevolata, ulteriormente ridotta per il fatto che viene esclusa dall'ambito di applicazione della norma la delocalizzazione nei mercati dell'Unione europea. A tale proposito ricorda che molte delle delocalizzazioni si verificano verso mercati dell'Unione europea, a motivo delle più favorevoli condizioni degli ordinamenti giuridici e di welfare. Sulla base di tali considerazioni, evidenzia che l'emendamento a sua prima firma 5.3 è volto a estendere l'ambito di applicazione della norma al mercato europeo allo scopo di dare una maggiore rilevanza alla disposizione in questione. Non comprendendo le ragioni del parere contrario, chiede al relatore e al Governo di accantonare l'emendamento in questione, ai fini di un supplemento di valutazione. Da ultimo rileva la necessità che i paventati rischi di contenzioso vengano affrontati, evidenziando come i trattati dell'Unione europea si fondino, oltre che sul principio della libertà di stabilimento, anche sul principio della coesione economica, sociale e territoriale.
Nessun altro chiedendo di intervenire, le Commissioni respingono l'emendamento Fassina 5.3.
Piero DE LUCA (PD) rileva in primo luogo che l'emendamento a sua prima firma 5.31 si pone l'obiettivo di ridurre l'irragionevolezza della disposizione recata dall'articolo 5, escludendo dall'ambito di Pag. 52applicazione le imprese che abbiano delocalizzato mantenendo inalterati o incrementando i livelli occupazionali delle sedi italiane. Ritiene infatti che la formulazione adottata dal Governo configuri una punizione ingiusta per gli imprenditori che espandono la propria attività senza danno per i lavoratori, con il risultato che le imprese italiane ridurranno gli investimenti. Rileva peraltro la necessità di coordinare il testo dell'articolo 5 con la disposizione recata dall'articolo 6, che prevede la sanzione per le imprese italiane che riducano i livelli occupazionali degli addetti oltre il 10 per cento del totale. Nel ricordare che il Partito democratico si è sempre posto l'obiettivo di tutelare la forza lavoro, ribadisce l'irragionevolezza della norma in questione.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti De Luca 5.31, Tabacci 5.4 e Moretto 5.20.
Massimo UNGARO (PD) precisa che l'emendamento a sua prima firma 5.42, come i precedenti emendamenti purtroppo respinti, è volto ad escludere dal sistema sanzionatorio previsto dall'articolo 5 le piccole e medie imprese, la cui tutela dovrebbe rappresentare un tema caro al Movimento 5 Stelle. Rileva infatti che l'attuale formulazione dell'articolo 5 penalizzerà in particolare le piccole e medie imprese italiane che, realizzando prodotti di qualità, si dovessero trovare nella condizione di aprire una sede estera, per accedere a nuovi mercati.
Nessun altro chiedendo di intervenire, le Commissioni respingono l'emendamento Ungaro 5.42.
Antonio VISCOMI (PD) rileva che gli identici emendamenti Gelmini 5.68 e Benamati 5.41 sono volti a differenziare le posizioni di coloro che utilizzano risorse dello Stato con intenti esclusivamente predatori rispetto agli imprenditori che delocalizzano per differenziare la produzione ed espandere la propria attività economica.
Gianluca BENAMATI (PD) rileva che l'emendamento a sua prima firma 5.41 configura un vero e proprio intervento di salvaguardia, considerato che la terminologia adottata dal provvedimento in questione rischia di aprire la via ad incertezze interpretative e a contenziosi. Sottolinea in particolare che l'espressione «beneficio» utilizzata dal Governo ha un'accezione troppo ampia, comprendendo varie fattispecie di aiuti, che vanno dal contributo in conto capitale, al contributo in conto interesse, al credito di imposta, fino alla garanzia sui beni. Pertanto, l'emendamento 5.41 è volto ad introdurre una precisazione terminologica, escludendo dall'ambito di applicazione della norma gli aiuti di Stato concessi sotto forma di garanzia alle piccole e medie imprese. Nel ribadire che il Partito democratico è ovviamente contro ogni comportamento scorretto, precisa che l'intervento emendativo in questione è volto invece, con spirito costruttivo, a salvaguardare gli imprenditori onesti, richiedendo pertanto un supplemento di valutazione da parte del relatore e del Governo.
Gian Mario FRAGOMELI (PD), nel ribadire la volontà del Partito democratico di contrastare i fenomeni scorretti di delocalizzazione, segnala l'esigenza di operare opportuni distinguo in materia, volti a tutelare gli investimenti degli imprenditori onesti e ad evitare di ostacolare i processi di internazionalizzazione delle imprese italiane. A tale proposito, ritenendo che le disposizioni del decreto-legge in esame configurino un intervento minimale, sottolinea come l'incertezza delle regole rappresenti l'ostacolo più grave per chi investe nel medio e nel lungo termine. Rileva da ultimo l'esigenza di introdurre una differenziazione di trattamento almeno per le piccole e medie imprese.
Davide TRIPIEDI (M5S), relatore, esprime la convinzione che l'eventuale approvazione degli identici emendamenti Gelmini 5.68 e Benamati 5.41 impedirebbe di sanzionare comportamenti scorretti come quelli di recente messi in atto dell'azienda Pag. 53K-flex che ha delocalizzato il proprio stabilimento produttivo in Polonia, con il conseguente licenziamento di 187 dei 247 dipendenti totali. Ritiene che tali lavoratori, ingiustamente licenziati, aspettino con ansia l'approvazione delle misure recate dall'articolo 5.
Gian Mario FRAGOMELI (PD), con riferimento alle considerazioni del relatore, precisa che non tutti gli imprenditori si comportano come i titolari della K-flex.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Gelmini 5.68 e Benamati 5.41.
Antonio VISCOMI (PD), intervenendo sull'emendamento Zan 5.47, osserva che esso propone unicità di tempi e uniche modalità di controllo e di sanzione, allo scopo di evitare che la pluralità di soggetti amministrativi coinvolti, con differenti tempi di intervento e differenti procedure, porti a disparità di trattamento e a mancanza di trasparenza.
Le Commissioni respingono l'emendamento Zan 5.47.
Alessandro ZAN (PD), nel segnalare al collega Tripiedi che il Partito democratico è stato sempre a fianco dei lavoratori, si dichiara perfettamente consapevole, anche per aver personalmente partecipato a molti tavoli di crisi, delle distorsioni del mercato operate dalle multinazionali, che delocalizzano senza alcuno scrupolo in paesi in cui il costo del lavoro è inferiore. Precisa altresì che è intenzione del Partito democratico evitare che il cosiddetto decreto dignità rappresenti un ostacolo alla crescita economica e all'internazionalizzazione delle piccole e medie imprese e al conseguente miglioramento delle condizioni lavorative dei loro dipendenti. Rileva che, con l'obiettivo di migliorare la qualità dell'impresa italiana, l'emendamento 5.49 è volto a garantire identità di trattamento per tutti i lavoratori addetti all'attività economica eventualmente delocalizzata.
Ettore Guglielmo EPIFANI (LeU), intervenendo sul proprio emendamento 5.49, ne illustra il contenuto, volto a riconoscere il trattamento di integrazione salariale ai lavoratori addetti all'unità produttiva o all'attività economica delocalizzata.
Le Commissioni respingono l'emendamento Epifani 5.49.
Carla RUOCCO, presidente, ricorda che l'emendamento Orrico 5.67 è stato accantonato.
Le Commissioni respingono quindi, con distinte votazioni, gli emendamenti Carrara 5.54 e 5.55.
Bruno TABACCI (Misto-+E-CD), intervenendo sul proprio emendamento 5.52, osserva che esso è volto ad escludere dall'applicazione delle disposizioni dell'articolo 5 le imprese controllate, per evitare di penalizzare una modalità di organizzazione produttiva che negli ultimi anni, specie nel Nordest, ha dato grandi prove di vitalità.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Tabacci 5.52 e Carrara 5.66.
Debora SERRACCHIANI (PD), in considerazione del fatto che l'emendamento Moretto 5.59, per un errore materiale, non è stato incluso tra gli emendamenti segnalati, chiede alla Presidenza di poterlo esaminare al posto dell'emendamento Benamati 6.4.
Carla RUOCCO, presidente, anche a nome del presidente della XI Commissione, accoglie la richiesta della deputata Serracchiani. Invita quindi i relatori ad esprimere il parere sull'emendamento Moretto 5.59.
Davide TRIPIEDI (M5S), relatore per la XI Commissione, anche a nome del relatore per la VI Commissione, propone l'accantonamento dell'emendamento Moretto 5.59.
Carla RUOCCO, presidente, dopo avere avvertito che l'emendamento Moretto 5.59 è da intendersi accantonato, avverte che si passa all'esame dell'articolo aggiuntivo Fregolent 5.0.3.
Massimo UNGARO (PD), intervenendo sull'articolo aggiuntivo Fregolent 5.0.3, rileva che esso mira a creare le condizioni favorevoli per gli investimenti stranieri in Italia, contrastando la linea sottesa al decreto-legge che, al contrario, appare scoraggiare l'ingresso di capitali stranieri.
Gianluca BENAMATI (PD), intervenendo sull'articolo aggiuntivo Fregolent 5.0.3, osserva che esso si basa sulla constatazione dell'accordo di tutte le parti politiche sulla necessità di incoraggiare gli imprenditori a tornare a produrre in Italia. Tale unità di intenti si è manifestata in occasione dell'inizio della discussione in Aula di una mozione in materia e la proposta emendativa in esame coglie l'occasione per affrontare la questione, oltretutto introducendo nel provvedimento un contrappeso, a suo avviso, necessario a bilanciare l'orientamento eccessivamente punitivo per le imprese del testo. Sollecita pertanto il Governo ad una riflessione, non cedendo alla tentazione di rinviare la trattazione di un tema così importante ad un'altra sede, giudicata più appropriata.
Gian Mario FRAGOMELI (PD), intervenendo sull'articolo aggiuntivo Fregolent 5.0.3 e richiamando quanto affermato dal collega Benamati, auspica il perseguimento di una politica industriale che favorisca gli investimenti anche dall'estero.
Mauro DEL BARBA (PD), intervenendo a sua volta sull'articolo aggiuntivo Fregolent 5.0.3, ritiene che una politica di attrazione dei capitali in Italia debba fare perno sull'ICE – Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, che già costituisce un valido punto di riferimento per le aziende italiane che operano all'estero e che potrebbe attivarsi efficacemente per ottenere che gli investimenti, ora in uscita, siano proficuamente rivolti nuovamente all'Italia. Una simile politica, inoltre, avrebbe positive e non trascurabili ricadute sul piano dell'occupazione.
Le Commissioni respingono l'articolo aggiuntivo Fregolent 5.0.3.
Carla RUOCCO, presidente, avverte che si passerà all'esame delle proposte emendative presentate agli articoli 7, 8, 10 e 13.
Giulio CENTEMERO (Lega), relatore per la VI Commissione, anche a nome del relatore per la XI Commissione, raccomanda l'approvazione dell'emendamento dei relatori 7.2 ed esprime parere contrario sul complesso delle altre proposte emendative presentate all'articolo 7. Passando all'articolo 8, propone l'accantonamento degli articoli aggiuntivi Baldelli 8.0.3 e 8.0.2 ed esprime parere contrario sulle restanti proposte emendative presentate all'articolo 8.
Giulio CENTEMERO (Lega), relatore per la VI Commissione, anche a nome del relatore per la XI Commissione, esprime parere contrario sul complesso delle proposte emendative presentate all'articolo 10 nonché su tutte quelle presentate all'articolo 13.
Il sottosegretario Davide CRIPPA esprime parere favorevole sull'emendamento 7.2 dei Relatori ed esprime parere conforme a quello dei relatori sul complesso delle proposte emendative riferite agli articoli 7, 8, 10 e 13.
Le Commissioni approvano l'emendamento 7.2 dei Relatori (vedi allegato 2).
Gian Mario FRAGOMELI (PD), intervenendo sul proprio emendamento 7.6, che riguarda anch'esso il tema della internazionalizzazione, segnala come si preveda la non applicabilità della disciplina del recupero dell'iperammortamento ai casi in cui i beni agevolati siano temporaneamente destinati a stabili organizzazioni Pag. 55all'estero di imprese residenti in Italia.
Gianluca BENAMATI (PD) interviene sull'emendamento Fragomeli 7.6, anche anticipando alcune riflessioni sui successivi identici emendamenti Gelmini 7.12 e Benamati 7.13. Ritiene che non si debbano punire le imprese italiane che, nell'ambito del loro piano industriale, intendono utilizzare i beni agevolati anche nelle loro sedi estere. Invita pertanto il Governo a riflettere sull'opportunità di prevedere discipline diverse in relazione a fattispecie diverse. È necessario, infatti, favorire i processi di internazionalizzazione che, richiesti dal mercato, sono necessari alle imprese per mantenersi in vita e per crescere.
Alessandro CATTANEO (FI) richiama l'attenzione del Governo sugli emendamenti Gelmini 7.9 e 7.12, che intendono salvaguardare le aziende che investono all'estero, abbandonando la logica punitiva che, al contrario, è stata a questo riguardo privilegiata.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Fragomeli 7.6, Carrara 7.8, gli identici emendamenti Gelmini 7.9 e Benamati 7.10, nonché gli identici emendamenti Gelmini 7.12 e Benamati 7.13.
Carla RUOCCO, presidente, avverte che le Commissioni passano all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 8 e rammenta che gli articoli aggiuntivi Baldelli 8.03 e 8.02 sono accantonati.
Simone BALDELLI (FI) intervenendo sull'accantonamento disposto dalla Presidenza sottolinea che gli articoli aggiuntivi a sua prima firma in materia di compensazione delle cartelle esattoriali in favore di imprese e professionisti, affrontano un tema che anche il Governo ha giudicato rilevante. Chiede quindi alla Presidenza se l'accantonamento preluda alla risoluzione delle problematiche sottese alle proposte emendative in oggetto.
La Sottosegretaria Laura CASTELLI conferma l'intenzione del Governo di procedere ad una riformulazione degli articoli aggiuntivi a prima firma Baldelli 8.03 e 8.02 al fine di individuare la soluzione più idonea per risolvere le problematiche evidenziate.
Simone BALDELLI (FI) auspica quindi che la riformulazione possa essere presentata dal Governo non appena possibile e comunque entro la giornata di domani al fine di poter affrontare la questione prima dell'esame del provvedimento in Assemblea.
Luca PASTORINO (LeU) intervenendo sull'articolo aggiuntivo 8.08 di cui è cofirmatario, chiede conto del parere contrario espresso dal Governo e se si tratti di una questione relativa alla copertura finanziaria delle misure ivi contenute.
Il Sottosegretario Davide CRIPPA conferma che gli articoli aggiuntivi in esame, prevedendo un ampliamento della platea dei beneficiari, comportano necessariamente un problema di copertura finanziaria. Pur giudicando la questione della compensazione delle cartelle esattoriali a favore di imprese e professionisti un tema di assoluto rilievo, ritiene che esso debba essere affrontato in altra sede.
Luca PASTORINO (LeU) dichiara di ritirare l'articolo aggiuntivo a sua prima firma 8.08 preannunciando la presentazione di un ordine del giorno in Assemblea avente contenuto analogo.
Marco OSNATO (FdI) intervenendo, in qualità di cofirmatario sull'articolo aggiuntivo 8.012, sottolinea come esso sia finalizzato ad una semplificazione amministrativa a favore delle imprese agricole che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi evitando altresì una disparità di trattamento fra imprese. Invita quindi il Governo a riesaminare il parere contrario già formulato chiedendo, in subordine, l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo in esame.
Debora SERRACCHIANI (PD) evidenzia come il tema affrontato dagli identici articoli aggiuntivi Gadda 8.06, Paolo Russo 8.09 e Ferro 8.012 in materia di credito d'imposta a favore delle imprese agricole sia di indubbia rilevanza. Si associa pertanto alla richiesta di ripensamento del parere contrario formulato dal Governo, ovvero propone l'accantonamento dell'articolo aggiuntivo Gadda 8.06.
Galeazzo BIGNAMI (FI) intervenendo sull'articolo aggiuntivo Paolo Russo 8.09 ne illustra le finalità, evidenziando come esso sia volto ad escludere una disparità di trattamento per le imprese agricole che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi.
Il Sottosegretario Davide CRIPPA chiarisce che gli articoli aggiuntivi in esame presentano un problema di copertura finanziaria in quanto diretti ad ampliare la platea dei beneficiari di un credito d'imposta. Pur giudicando di evidente rilevanza la questione posta nelle proposte emendative in discussione, chiede che in questa fase esse vengano ritirate dai rispettivi presentatori.
Le Commissioni respingono gli identici articoli aggiuntivi Gadda 8.06, Paolo Russo 8.09 e Ferro 8.012.
Carla RUOCCO, presidente avverte che la Commissione passa ora all'esame delle proposte emendative riferite all'articolo 10.
Massimo UNGARO (PD) chiede alla Presidenza di sospendere la seduta al fine di esaminare le tematiche disciplinate dall'articolo 10 in materia di redditometro, unitamente agli altri articoli che affrontano materie analoghe, allo scopo di consentire alle Commissioni un esame approfondito di tali questioni.
Marco LACARRA (PD) chiede alla Presidenza che sia rispettata l'organizzazione dei lavori concordata nella riunione dell'Ufficio di Presidenza svoltasi ieri, al fine di consentire ai deputati delle Commissioni di organizzare, al meglio, la propria presenza nelle sedute e di approfondire temi in discussione.
Alessandro ZAN (PD) evidenzia come la circostanza che all'articolo 10 sia stato presentato un numero limitato di proposte emendative non esclude il fatto che si tratti comunque di un tema assai rilevante che non può essere affrontato frettolosamente dalle Commissioni.
Carla RUOCCO, presidente, ricorda come nell'Ufficio di Presidenza di ieri sia stato previsto di concludere la seduta alle ore 14 prevedendo l'esame anche dell'articolo 10 e dell'articolo 13. Sebbene si siano appena superate le ore 14, invita i colleghi a procedere in ogni caso all'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 10 e 13, a cui corrispondono tre sole votazioni; ciò non rischia, a suo avviso, di compromettere un efficiente ed esaustivo svolgimento del dibattito sugli emendamenti riferiti agli articoli in discussione.
Debora SERRACCHIANI (PD) osserva come non si stia mettendo in discussione l'organizzazione dei lavori stabilita dall'Ufficio di Presidenza; evidenzia anzi come il suo gruppo abbia mostrato grande disponibilità nell'accogliere la richiesta di segnalare un numero assai limitato di emendamenti e di rispettare il calendario previsto per l'inizio della discussione in Assemblea. Date le circostanze chiede quindi di conoscere con chiarezza come si intenda proseguire nei lavori delle Commissioni nella giornata di oggi e di domani, e in particolare quale successione di articoli e di argomenti il Governo intenda affrontare.
Carla RUOCCO, presidente ricorda che la seduta delle Commissioni è iniziata con mezz'ora di ritardo a causa di un'importante riunione dei Presidenti delle Commissioni permanenti convocata dalla Presidenza della Camera. Ritiene quindi che si potrebbe posticipare di una ventina di minuti la conclusione dei lavori delle Commissioni, Pag. 57includendo l'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 10 e 13.
Mauro DEL BARBA (PD) intervenendo sull'ordine dei lavori, pur comprendendo i comprensibili disagi e ritardi nell'organizzazione delle sedute evidenzia, la massima disponibilità del Partito Democratico a tenere nella massima considerazione tali circostanze. Insiste ciò nonostante affinché sia rispettato il termine stabilito dagli Uffici di Presidenza per la conclusione della seduta antimeridiana delle Commissioni, anche al fine di consentire lo svolgimento di riunioni già programmate da parte dei gruppi.
Carla RUOCCO, presidente, preso atto dell'insistenza delle opposizioni, sospende la seduta delle Commissioni, che riprenderà alle 16.30 presso la sala del Mappamondo con l'esame delle proposte emendative riferite agli articoli 10, 13, 9 e 11.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia quindi il seguito dell'esame.
Martedì 24 luglio 2018. — Presidenza della presidente della VI Commissione, Carla RUOCCO, indi del presidente della XI Commissione, Andrea GIACCONE. — Intervengono i sottosegretari di Stato per il lavoro e le politiche sociali, Claudio Cominardi, per l'economia e le finanze, Laura Castelli e per lo sviluppo economico, Davide Crippa.
La seduta comincia alle 16.50.
Carla RUOCCO, presidente, avverte che il Governo è in procinto di presentare un nuovo emendamento sulla fatturazione elettronica delle cessioni di carburante. Dà quindi la parola al rappresentante del Governo per l'illustrazione dell'emendamento in questione.
La sottosegretaria Laura CASTELLI chiarisce che il Governo ha deciso di presentare un emendamento da inserire nel decreto-legge in esame, che trasfonde interamente il contenuto del decreto-legge in materia di fatturazione elettronica delle cessioni carburanti, approvato dal Senato senza modifiche.
Carlo FATUZZO (FI) chiede maggiori chiarimenti in ordine al contenuto del preannunciato emendamento del Governo.
La sottosegretaria Laura CASTELLI conferma che si tratta di una decisione politica del Governo di inserire il contenuto del provvedimento in materia di fatturazione elettronica all'interno del decreto-legge in esame, al fine di accelerarne l'approvazione da parte dei due rami del Parlamento.
Raffaele BARATTO (FI), intervenendo sul tema della fatturazione elettronica, ritiene opportuno sottolineare la necessità di un differimento dei termini al 2020 per le imprese che abbiano un fatturato al di sotto dei 20 milioni di euro, imprese che risultano già penalizzate nei rapporti con il sistema bancario.
Carla RUOCCO, presidente, precisa che, quando sarà effettivamente presentato l'emendamento da parte del Governo, verrà anche fissato il termine per la presentazione dei subemendamenti.
Claudio MANCINI (PD) dichiara il proprio stupore per questa decisione del Governo dal momento che la VI Commissione ha già incardinato il provvedimento in materia di fatturazione elettronica e che non risulta alcun atteggiamento ostruzionistico da parte delle opposizioni. Auspica pertanto che il testo sia quello attualmente Pag. 58in discussione presso la Commissione Finanze.
Walter RIZZETTO (FdI) chiede alla Presidenza quando sarà a disposizione dei commissari il testo dell'emendamento del Governo.
Carla RUOCCO, presidente, ribadisce che il testo dell'emendamento del Governo è in preparazione e che appena sarà formalizzato, verrà fissato il termine per la presentazione dei subemendamenti.
Per quanto concerne l'organizzazione dei lavori delle Commissioni, propone di proseguire la seduta fino alle ore 19 e attendere quindi le determinazioni della Conferenza dei presidenti di gruppo, chiarendo che potrebbe anche rendersi necessario proseguire con una seduta notturna.
Ricorda, infine, che i relatori e il Governo hanno già espresso i loro pareri sugli emendamenti riferiti all'articolo 10 nel corso della seduta antimeridiana.
Le Commissioni passano quindi all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 10, respingendo gli identici emendamenti Mandelli 10.9 e Rizzetto 10.12.
Claudio MANCINI (PD), intervenendo sul suo emendamento 10.10, ne illustra le finalità, chiarendo che esso è volto a garantire la vigenza del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 16 settembre 2015, nelle more dell'emanazione della nuova disciplina attuativa. Ne raccomanda quindi l'approvazione, segnalando al Governo l'importanza di tale intervento.
Le Commissioni respingono l'emendamento Mancini 10.10. Passano, quindi, all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 13.
Anna ASCANI (PD), intervenendo sul proprio emendamento 13.1, si dichiara profondamente contraria sulla scelta del Governo di sopprimere la riforma relativa alle attività sportive dilettantistiche, che prevedeva una serie di importanti agevolazioni fiscali a favore delle stesse in materia di IVA e IRES. Sottolinea come la riforma introdotta dalla legge di bilancio 2018 da parte del precedente Governo fosse una riforma innovativa, che garantiva investimenti privati nel settore e rilevanti garanzie occupazionali e previdenziali. Evidenzia che la scelta operata dall'attuale Governo favorisce in realtà il lavoro nero. Osserva altresì che le presunte difficoltà interpretative e attuative della citata riforma del 2018, evidenziate nella relazione illustrativa, potevano essere affrontate con una circolare interpretativa e che la suddetta riforma poteva essere evidentemente migliorata, invece che abrogata.
Giovanni CURRÒ (M5S) chiede alla presidenza l'attivazione della trasmissione a circuito chiuso dei lavori delle Commissioni.
Claudio MANCINI (PD), intervenendo a sostegno dell'emendamento Ascani 13.1, auspica uno sforzo argomentativo da parte del Governo a sostegno del parere contrario espresso, dal momento che le opposizioni stanno tenendo un atteggiamento di totale collaborazione nell'esame del decreto-legge.
Massimo UNGARO (PD), nel condividere le considerazioni svolte dalla collega Ascani, ribadisce come la scelta di abolire la riforma del settore delle attività sportive dilettantistiche riduca di fatto le garanzie per i numerosi lavoratori del settore.
Antonio VISCOMI (PD), intervenendo sugli identici emendamenti Ascani 13.1, Ungaro 13.3 e Rizzetto 13.4, sottolinea che l'articolo 13 finisce per abrogare una riforma che aveva introdotto importanti tutele previdenziali per i lavoratori del settore sportivo di carattere dilettantistico, Pag. 59per i quali erano state previste tipologie contrattuali ad hoc.
Marco OSNATO (FdI) dichiara il proprio voto favorevole sugli identici emendamenti Ascani 13.1, Ungaro 13.3 e Rizzetto 13.4.
Raffaele TOPO (PD) dichiara il proprio voto favorevole sugli identici emendamenti Ascani 13.1, Ungaro 13.3 e Rizzetto 13.4, evidenziando come l'articolo 13 contrasti palesemente con la finalità del provvedimento, che dovrebbe essere quella di tutelare la dignità dei lavoratori. Il ricorso al lavoro volontario è infatti del tutto insufficiente a garantire un'attività sportiva libera e accessibile a tutti.
Carlo FATUZZO (FI), intervenendo sugli identici emendamenti Ascani 13.1, Ungaro 13.3 e Rizzetto 13.4, si dichiara favorevole all'abrogazione dell'articolo 13, ritenendo inaccettabile l'eliminazione di tutele previdenziali per i lavoratori delle associazioni sportive dilettantistiche.
Silvia FREGOLENT (PD), intervenendo sugli identici emendamenti Ascani 13.1, Ungaro 13.3 e Rizzetto 13.4, ritiene che la riforma attuata nella precedente legislatura andasse nella giusta direzione, elevando le tutele del lavoro di coloro che si occupano di sport, anche a titolo amatoriale, al livello del resto d'Europa. Distinguere tra sport dilettantistico e sport professionistico reca danno ai lavoratori, ma anche ai cittadini e in particolar modo ai giovani.
La sottosegretaria Laura CASTELLI precisa che, pur comprendendo le ragioni delle opposizioni, il Governo attraverso l'articolo 13 ha compiuto una differente scelta politica.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Ascani 13.1, Ungaro 13.3 e Rizzetto 13.4.
Carla RUOCCO, presidente, comunica che il Presidente della Camera, con lettera in data odierna inviata a seguito delle note trasmessegli dai deputati Carfagna ed altri e Delrio, ha informato i Presidenti delle Commissioni riunite di non poter condividere le valutazioni effettuate sull'ammissibilità degli articoli aggiuntivi Murelli 9.035 e Gusmeroli 12.03 e 12.05, in quanto gli stessi non appaiono riconducibili né alle disposizioni oggetto del provvedimento, né alla problematica da esso affrontata, invitandoli altresì a tenere conto di queste considerazioni anche ai fini di ogni ulteriore, conseguente valutazione di competenza sul complesso degli emendamenti presentati, che la presidenza delle Commissioni riunite si riserva di affrontare.
Avverte pertanto che i citati articoli aggiuntivi devono ritenersi inammissibili e non saranno pertanto posti in votazione.
Elena MURELLI (Lega) sottolinea l'importanza del suo articolo aggiuntivo 9.035, ritenuto inammissibile, che, individuando nei livelli occupazionali il requisito per l'assegnazione delle risorse in favore delle emittenti televisive commerciali, è volto principalmente a combattere il precariato.
Carla RUOCCO, presidente, invita i colleghi a limitare i propri interventi alle proposte emendative oggetto di esame da parte delle Commissioni, evitando di soffermarsi su quelle giudicate inammissibili.
Debora SERRACCHIANI (PD), con riferimento alle precisazioni della collega Murelli, osserva che la valutazione di ammissibilità non entra nel merito delle proposte emendative, sul quale in questo caso si dichiara concorde, ma sulla attinenza alla materia del provvedimento in esame.
Le Commissioni passano, quindi, all'esame degli emendamenti riferiti all'articolo 9.
Carla RUOCCO, presidente, invita i relatori a esprimere il parere sulle proposte emendative riferite all'articolo 9.
Giulio CENTEMERO (Lega), relatore per la VI Commissione, con riferimento alle proposte emendative riferite all'articolo 9, esprime parere contrario sugli emendamenti Crosetto 9.2, Del Barba 9.3, Butti 9.30, Del Barba 9.8, Crosetto 9.16 e 9.17 e Rostan 9.31. Propone di accantonare gli emendamenti Massimo Enrico Baroni 9.12 e Bellucci 9.7. Raccomanda l'approvazione dell'emendamento 9.11 dei relatori. Propone altresì l'accantonamento dell'emendamento Mancini 9.19. Esprime parere contrario sugli identici emendamenti Martino 9.15, Fregolent 9.22 e Del Barba 9.32. Propone l'accantonamento dell'emendamento Pastorino 9.40. Esprime parere contrario sull'emendamento Giacomoni 9.50, sugli identici emendamenti Fregolent 9.25, Mandelli 9.43 e Tabacci 9.44, nonché sull'emendamento Martino 9.46, sugli identici emendamenti Bergamini 9.53, Tabacci 9.70 e Butti 9.72 e sull'emendamento Martino 9.54. Propone di accantonare l'emendamento Martino 9.55. Esprime parere contrario sugli emendamenti Martino 9.57, 9.71, 9.58, 9.51 e 9.52. Propone di accantonare il successivo emendamento Martino 9.56. Esprime parere contrario sull'emendamento Martino 9.60 e propone di accantonare l'emendamento Martino 9.61. Esprime parere contrario sugli emendamenti Fregolent 9.74, Bellucci 9.69, Braga 9.67, Fregolent 9.76, Butti 9.77, Fregolent 9.104, 9.116 e 9.110, Ascani 9.124, Braga 9.119, 9.120 e 9.121, Fregolent 9.122 e 9.123, Tabacci 9.127, Fregolent 9.128 e 9.125. Propone l'accantonamento dell'emendamento Francesco Silvestri 9.131. Esprime parere contrario sugli emendamenti Martino 9.133, Fregolent 9.135, sugli identici emendamenti Cattaneo 9.150 e Tabacci 9.151, sull'emendamento Fregolent 9.142 e sugli articoli aggiuntivi Rostan 9.01, Carnevali 9.06, 9.011 e 9.013, Bellucci 9.04, Fregolent 9.025, Carnevali 9.07, Fregolent 9.024 e 9.023. Propone di accantonare l'articolo aggiuntivo Carnevali 9.018. Esprime parere contrario sugli articoli aggiuntivi Fregolent 9.026, Carnevali 9.016 e 9.010, Ungaro 9.039, Bellucci 9.05 e 9.02, Carnevali 9.08, 9.09 e 9.012.
Il sottosegretario Davide CRIPPA esprime parere conforme a quello del relatore; propone quindi una riformulazione dell'emendamento Massimo Enrico Baroni 9.12 (vedi allegato 3).
Carla RUOCCO, presidente, sulla base delle proposte del relatore dispone l'accantonamento degli emendamenti Bellucci 9.7, Massimo Enrico Baroni 9.12, Mancini 9.19, Pastorino 9.40, Martino 9.55, 9.56 e 9.61, Francesco Silvestri 9.131, nonché dell'articolo aggiuntivo Carnevali 9.018.
Marco OSNATO (FdI) ritira l'emendamento Crosetto 9.2, di cui è cofirmatario, che ha una valenza puramente provocatoria, considerato il carattere punitivo dell'articolo 9. L'emendamento è volto infatti a sollecitare un maggiore pragmatismo da parte del Governo nell'affrontare la materia del contrasto della ludopatia.
Carlo FATUZZO (FI) chiede di fare proprio l'emendamento Crosetto 9.2 testé ritirato, manifestando la propria contrarietà ad utilizzare il divieto di pubblicità come unica forma di lotta al gioco d'azzardo. Manifestando la volontà di dare una mano a tutti i pensionati che dilapidano gran parte della loro pensione per tentare la fortuna, si augura che l'emendamento Crosetto 9.2 possa essere approvato introducendo in tal modo il divieto per tutti i giochi e le scommesse con vincite in denaro di qualunque tipologia. Preannuncia, in ogni caso, l'intenzione di continuare a lottare per salvare i giocatori.
Walter RIZZETTO (FdI) chiede di sottoscrivere l'emendamento Crosetto 9.2.
Le Commissioni respingono l'emendamento Crosetto 9.2.
Mauro DEL BARBA (PD) con riferimento all'emendamento a sua firma 9.3, nonché ad altri emendamenti a sua firma di analogo contenuto, precisa che l'articolo 9 affronta il tema del contrasto alla ludopatia in modo semplicistico, senza cogliere la complessità e la delicatezza del Pag. 61fenomeno. Rileva a tale proposito che il suddetto articolo introduce un divieto di pubblicità demagogico, senza riflettere sulle cause della diffusione del gioco d'azzardo né sui comportamenti virtuosi che potrebbero essere favoriti. L'obiettivo dell'emendamento 9.3 è quello di sollecitare una riflessione da parte del Governo e della maggioranza, rilevando che con un intervento più articolato si potrebbero recuperare risorse per contrastare il gioco dei minori.
Le Commissioni respingono l'emendamento Del Barba 9.3.
Marco OSNATO (FdI) illustra l'emendamento Butti 9.30, di cui è cofirmatario, che riformula il comma 1 dell'articolo 9, introducendo alcune misure di buon senso, tra le quali la limitazione alla diffusione di comunicazioni commerciali di giochi d'azzardo per i servizi media audiovisivi, sia in termini di percentuale sull'affollamento pubblicitario orario, sia in termini di fasce orarie. Rileva come il contrasto alla ludopatia non possa risolversi esclusivamente in divieti di pubblicità dei giochi d'azzardo, ritenendo necessari al contrario interventi educativi.
Massimo Enrico BARONI (M5S) constata con rammarico che alcuni colleghi che nella scorsa legislatura hanno condiviso le battaglie per il divieto totale di pubblicità dei giochi d'azzardo hanno sottoscritto l'emendamento Butti 9.30, che consente tale comunicazione commerciale tra le ore 23 e le ore 7. A tale proposito ricorda che durante l'esame del disegno di legge di delega fiscale, dopo che la Camera aveva approvato all'unanimità il divieto totale di pubblicità dei giochi d'azzardo, intervenne al Senato l'emendamento del senatore Nencini a vanificare tale impegno.
Walter RIZZETTO (FdI), ritenendo di essere chiamato in causa dal collega Baroni per aver sottoscritto l'emendamento Butti 9.30, conferma le lotte comuni in favore del divieto totale di pubblicità. Precisa tuttavia che l'emendamento da lui sottoscritto si prefigge di introdurre almeno un blando miglioramento rispetto al testo del Governo. Si dichiara comunque disponibile ad apporre la propria firma ad un emendamento del Governo o del relatore che si prefiggesse il divieto totale di pubblicità dei giochi d'azzardo.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Butti 9.30, Del Barba 9.8 e Crosetto 9.16.
Walter RIZZETTO (FdI) illustra l'emendamento Crosetto 9.17, di cui è cofirmatario, che introduce il divieto di pubblicità per diverse categorie di giochi d'azzardo caratterizzati da maggiore frequenza e ripetitività. Ribadisce la sua disponibilità a votare in senso favorevole ad una proposta del Governo e del relatore che introduca il divieto totale.
Claudio MANCINI (PD) sollecita il Governo a motivare il parere contrario espresso sull'emendamento Crosetto 9.17.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Crosetto 9.17 e Rostan 9.31.
Andrea GIACCONE, presidente, rammenta che l'emendamento Massimo Enrico Baroni 9.12, di cui il Governo ha proposto una riformulazione, è stato accantonato, così come l'emendamento Bellucci 9.7.
Silvia FREGOLENT (PD) chiede di sapere per quale motivo sull'emendamento Rostan 9.31, testé respinto, sia stato espresso parere contrario, mentre l'emendamento Bellucci 9.7, che reca un'analoga misura, sia stato invece accantonato.
Il sottosegretario Davide CRIPPA, considerato che l'emendamento Rostan 9.31, a differenza dell'emendamento Bellucci 9.7, non si limita a modificare la rubrica dell'articolo 9, ma interviene in più punti del medesimo articolo, non ritiene che tali emendamenti possano essere considerati di analogo contenuto. Pertanto, si è riservato Pag. 62una possibile riformulazione dell'emendamento Bellucci 9.7, che è riferito alla solo rubrica.
Silvia FREGOLENT (PD), nel rilevare che avrebbe potuto essere riformulato l'emendamento Rostan 9.31, sottolinea che l'intento della sua richiesta era quello di conoscere la logica adottata dai relatori e dal Governo per l'espressione dei pareri.
Le Commissioni approvano l'emendamento 9.11 dei relatori (vedi allegato 2).
Andrea GIACCONE, presidente, rammenta che l'emendamento Mancini 9.19 è stato accantonato.
Antonio MARTINO (FI), con riferimento al suo emendamento 9.15, nonché agli altri emendamenti a sua firma di analogo contenuto, rileva come l'intervento del Governo parta dall'erroneo presupposto che la pubblicità sia il vero male della ludopatia, arrivando a estendere il divieto anche alle sponsorizzazioni che invece possono consentire il reperimento di risorse finanziarie.
Silvia FREGOLENT (PD), nel dichiararsi d'accordo ad una regolamentazione della pubblicità dei giochi d'azzardo, rileva che le sponsorizzazioni rappresentano cosa diversa, considerato che le risorse da esse ricavate sono state utilizzate per il restauro di molti beni culturali a cominciare dalla Reggia di Venaria, che ha beneficiato di una quota di finanziamenti provenienti dal superenalotto. Ritiene, infatti, che le forme legali di sponsorizzazioni, lungi dall'incrementare il ricorso al gioco d'azzardo possano consentire di ricavare risorse necessarie.
Mauro DEL BARBA (PD), intervenendo sugli identici emendamenti Martino 9.15, Fregolent 9.22 e Del Barba 9.32, osserva che si tratta di proposte volte a mitigare il rigore eccessivo che, come ha già avuto modo di dire, è sotteso all'intero provvedimento. Invita, pertanto, il Governo a riflettere sulla necessità di adottare normative che distinguano tra sponsorizzazioni e pubblicità.
Massimo Enrico BARONI (M5S), intervenendo sugli identici emendamenti Martino 9.15, Fregolent 9.22 e Del Barba 9.32 e pur apprezzando le preoccupazioni della collega Fregolent, osserva che attualmente il divieto di organizzare eventi di gala in cui siano chiaramente esposti i loghi di case produttrici di sigarette non determina particolari problemi. Pertanto, non dovrebbe costituire un problema in futuro l'analogo divieto riguardante le aziende del gioco d'azzardo.
Antonio MARTINO (FI), intervenendo sugli identici emendamenti Martino 9.15, Fregolent 9.22 e Del Barba 9.32, osserva che si tratta di un divieto che si rivelerà inefficace, come dimostra il fatto che il numero dei fumatori non è diminuito nonostante il divieto di pubblicità delle sigarette.
Claudio MANCINI (PD), intervenendo sugli identici emendamenti Martino 9.15, Fregolent 9.22 e Del Barba 9.32, rileva che il collega Baroni travisa completamente il senso degli emendamenti presentati dal suo gruppo. Essi, infatti, sono volti ad escludere dal divieto di pubblicità le società che fanno sponsorizzazioni di attività di mecenatismo con giochi regolarmente autorizzati. Si tratta, infatti, non di pubblicità del gioco ma di pubblicità del marchio. Quelli presentati dal gruppo del Partito democratico non sono, pertanto, emendamenti ostruzionistici e su essi si aspetta un'interlocuzione con il Governo che spieghi nel merito le motivazioni del parere contrario.
Il sottosegretario Davide CRIPPA rileva che il Governo è contrario a lasciare maglie troppo larghe ad attività promozionali che possono essere gestite con finalità non condivisibili. A giudizio dell'Esecutivo, pertanto, le sponsorizzazioni basate sui giochi non sono meritevoli di sostegno, considerando anche l'impatto della ludopatia sui bilanci delle regioni.
Antonio MARTINO (FI) considera quanto testé affermato dal sottosegretario Crippa il segno del dilettantismo del Governo, in quanto equivale a vietare l'uso delle automobili allo scopo di prevenire gli incidenti.
Paolo ZANGRILLO (FI), intervenendo sugli identici emendamenti Martino 9.15, Fregolent 9.22 e Del Barba 9.32 e pur comprendendo le preoccupazioni del Governo, considera superficiale lo strumento del divieto di pubblicità scelto per centrare l'obiettivo di contrastare il gioco d'azzardo. Si tratta di un intervento meramente simbolico, ma che nei fatti si rileverà inefficace. Inoltre, intende rimarcare la contraddizione di coprire le minori entrate derivanti dal divieto di pubblicità con l'inasprimento del PREU sulle video lottery e le slot machine.
Bruno TABACCI (Misto-+E-CD), intervenendo sugli identici emendamenti Martino 9.15, Fregolent 9.22 e Del Barba 9.32, osserva che l'articolo 9 del decreto-legge è caratterizzato da una radicalità che desta sospetti. In primo luogo, a suo giudizio, la copertura delle mancate entrate fiscali avrebbe dovuto essere realizzata a valere sull'intero sistema del gioco, non solo sulle video lottery e le slot machine. Invece, le grandi società che gestiscono il gioco d'azzardo non sono state toccate. In secondo luogo, nella riformulazione proposta all'emendamento Baroni 9.12, si stupisce che non sia addirittura prevista la chiusura di programmi televisivi che consistono in giochi di azzardo e che inoltre ospitano messaggi pubblicitari relativi a giochi e scommesse, intervento che dovrebbe essere logica conseguenza dell'impostazione ideologica e punitiva che sembra animare il provvedimento in discussione. Si tratta, a suo giudizio, dell'ennesima dimostrazione di un Governo che fa il forte con i deboli e il debole con i forti.
Silvia FREGOLENT (PD), tornando ad intervenire sugli identici emendamenti Martino 9.15, Fregolent 9.22 e Del Barba 9.32, osserva che il Partito democratico, come dimostrano gli emendamenti presentati, è pronto a sostenere il Governo nel momento in cui sarà chiaro come intende raggiungere i suoi obiettivi. Infatti, il decreto-legge è contraddittorio rispetto ai fini che si propone, come dimostra la relazione tecnica che ammette l'inefficacia delle norme volte a limitare il gioco con le slot machine e, nello stesso tempo, analoga inefficacia ammette rispetto all'obiettivo di favorire il gioco legale a scapito di quello illegale. Proprio per tale inefficacia, la copertura è realizzata a valere sull'aumento della tassazione del gioco stesso.
Elena CARNEVALI (PD), intervenendo sugli identici emendamenti Martino 9.15, Fregolent 9.22 e Del Barba 9.32, ricorda il dibattito approfondito svolto in XII Commissione la scorsa legislatura, da cui era emerso che il punto su cui agire per giungere al cuore del problema è il numero delle slot machine e quello dei punti in cui sono poste. Su questo il decreto-legge non prevede alcun intervento. Giudica, pertanto, eccessivamente radicale il divieto di pubblicità e stigmatizza la contraddizione che la copertura del minor gettito sia posta a carico degli stessi giocatori che si dichiara, invece, di voler aiutare.
Alessandro CATTANEO (FI), dichiarandosi d'accordo con i colleghi che lo hanno preceduto, ricorda che da sindaco aveva chiesto a gran voce strumenti più efficaci per contrastare il gioco d'azzardo. Qualcosa a livello locale si è cominciato a fare, con l'approvazione di provvedimenti urbanistici, con i regolamenti di polizia locale, tutti finalizzati alla limitazione del numero delle sale gioco. Il divieto di pubblicità, da questo punto di vista, è completamente inefficace e, anzi, contribuirà ad aumentare il gioco illegale, anche se varrà come facile messaggio che può portare consenso alla maggioranza.
Francesco SILVESTRI (M5S), intendendo rispondere ai colleghi intervenuti, rileva, in primo luogo, che i giochi televisivi citati dal deputato Tabacci sono cosa Pag. 64diversa dalle scommesse. Quanto alla più volte predetta inefficacia del decreto-legge, vuole citare i dati di una recente ricerca promossa dalla Caritas Roma e dall'ospedale Bambino Gesù sulla diffusione del gioco d'azzardo tra gli adolescenti, da cui si evince che i maggiori veicoli di avvicinamento al gioco sono la pubblicità televisiva e la pubblicità on line. Infine, rispondendo a coloro che accusano il Governo di fare del divieto di pubblicità una bandiera, osserva che il gioco d'azzardo è un argomento di nicchia e chi critica il divieto sono gli stessi giocatori. Da ultimo, ricorda che la Relazione della Commissione antimafia relativa al 2017 restituisce la fotografia della crescita del gioco illegale, dietro al quale si nasconde la criminalità organizzata.
Virginio CAPARVI (Lega), giudicando disonesto intellettualmente chi ritiene il decreto-legge una bandiera senza effetti, rileva che il divieto di pubblicità costituisce uno strumento, certo non l'unico, per contrastare efficacemente il fenomeno del gioco d'azzardo.
Massimo UNGARO (PD), a sostegno di quanto affermato dai colleghi, cita la relazione tecnica, laddove precisa che lo spostamento dal gioco illegale a quello legale può essere ottenuto attraverso la pubblicità e le sponsorizzazioni.
Massimo Enrico BARONI (M5S), osserva che il giocato relativo ad AVP e slot machine non ha una crescita significativa rispetto ad altri settori. Inoltre, il Governo, per coprire le minori entrate, non mette le mani nelle tasche dei giocatori ma in quelle dei vincitori, pochissimi rispetto al numero dei giocatori. Infine, ricorda che quando il Partito democratico è andato al Governo la tassazione su AVP e slot machine era pari al 12,5 per cento, mentre ora questa ha raggiunto il 19 per cento, grazie ad aumenti votati sia dal PD sia dal M5S. Pertanto, si chiede perché la collega Carnevali si scandalizzi per un ulteriore aumento dello 0,25 per cento.
Antonio VISCOMI (PD), ricordando che sono in discussione gli identici emendamenti Martino 9.15, Fregolent 9.22 e Del Barba 9.32, rileva che essi richiedono la soppressione del secondo periodo del comma 1 dell'articolo 9 per evitare di coinvolgere nel divieto di pubblicità anche la sponsorizzazione, istituto ben diverso dalla pubblicità. Ricorda, infatti, ai colleghi della maggioranza che l'ansia regolatrice può produrre effetti perversi.
Raffaele TOPO (PD) osserva che il divieto di pubblicità del gioco, previsto dal decreto-legge, si pone in contraddizione con la politica della Commissione europea, che raccomanda il ricorso alla pubblicità per spostare il gioco dal settore illegale a quello legale. Inoltre, ricorda che per combattere il gioco d'azzardo ci sono altri strumenti, spesso adottati dagli enti locali, quali, ad esempio, la limitazione degli orari di gioco e del numero delle macchine, la limitazione delle giocate, la graduale dismissione degli impianti, specie di quelli posti in grandi esercizi commerciali.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Martino 9.15, Fregolent 9.22 e Del Barba 9.32.
Andrea GIACCONE, presidente, rammenta che l'emendamento Pastorino 9.40 è stato accantonato.
Sestino GIACOMONI (FI), intervenendo al fine di illustrare l'emendamento a sua prima firma 9.50, sottolinea come l'esclusione dal divieto di pubblicità delle lotterie a estrazione istantanea consentirebbe la sopravvivenza delle lotterie che fanno parte della tradizione italiana. Si dichiara ovviamente contrario al fenomeno del gioco d'azzardo e favorevole ad ogni misura che contrasti il fenomeno della ludopatia ma ritiene che il divieto di pubblicità possa, di fatto, favorire il gioco illegale.
Le Commissioni respingono l'emendamento Giacomoni 9.50.
Silvia FREGOLENT (PD) intervenendo sull'emendamento a sua prima firma 9.25 ne illustra le finalità giudicando eccessiva l'introduzione di un divieto generalizzato di pubblicità del gioco d'azzardo che ritiene possa avere conseguenze pericolose favorendo, in realtà, il gioco illegale. Ritiene pertanto che il Governo con tale scelta normativa si assuma una responsabilità rilevante.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli identici emendamenti Fregolent 9.25, Mandelli 9.43 e Tabacci 9.44, nonché l'emendamento Martino 9.46.
Marco OSNATO (FdI) interviene sull'emendamento Butti 9.72, in qualità di cofirmatario, evidenziando l'importanza di una disciplina delle campagne di comunicazione commerciale e di messaggi di avvertimento per le categorie dei giochi numerici a quota fissa e a totalizzatore nazionale quale ad esempio il gioco del Lotto e del Superenalotto.
Walter RIZZETTO (FdI) intervenendo a sostegno dell'emendamento Butti 9.72 invita il Governo ad un ulteriore riflessione sul contenuto di tale proposta emendativa che ripropone elementi di discussione lungamente dibattuti anche nella scorsa legislatura. A riguardo ritiene che l'emendamento in parola potrebbe essere opportunamente riformulato anche con riferimento al solo capoverso 1-novies.
Carmela BUCALO (FdI), sul tema del contrasto alla ludopatia sottolinea, in particolare, le conseguenze negative della pubblicità sui giovani soprattutto se fatta da calciatori o altri personaggi famosi dello spettacolo. Al riguardo ritiene che, nelle disposizioni dell'articolo 9, vi debba essere una previsione specifica in tal senso.
La sottosegretaria Laura CASTELLI nel riconoscere che gli emendamenti presentati sul tema del contrasto alla ludopatia sono assai articolati e pongono temi di indubbia rilevanza, chiarisce che il Governo ha espresso un parere contrario perché intenzionato ad affrontare tali delicate questioni con un intervento normativo a carattere organico. Pertanto propone ai firmatari degli emendamenti in esame la presentazione di un ordine del giorno che il Governo valuterà con la dovuta attenzione.
Walter RIZZETTO (FdI) ringrazia il Governo per le considerazioni svolte che, peraltro, non giudica affatto convincenti. Ritiene infatti che la presentazione di un ordine del giorno su tali complesse questioni rappresenti una soluzione del tutto inadeguata.
Al riguardo ritiene che il Governo debba assumersi una chiara responsabilità in ordine al parere contrario espresso e più in generale sottolinea come da parte dell'Esecutivo non stia emergendo una particolare apertura su nessun tema proposto dai gruppi parlamentari di opposizione. Insiste pertanto per la votazione dell'emendamento Butti 9.72 e dichiara che non presenterà un ordine del giorno in Assemblea sulla materia.
Silvia FREGOLENT (PD) si dichiara sconcertata per l'intervento svolto dalla sottosegretaria Castelli evidenziando come, pur in presenza di un decreto-legge dichiarato urgente, il Governo preannunci che, sulla materia del contrasto al gioco d'azzardo presenterà, in futuro, un provvedimento a carattere organico. Ricorda che sul fenomeno del gioco d'azzardo è stata sottoscritta un'intesa tra lo Stato e le regioni nonché dai comuni attualmente governati dal Movimento 5 Stelle e dal centro-destra, intesa che con tale intervento normativo viene di fatto sconfessata.
Giudica pertanto del tutto inaccettabile l'invito del Governo a presentare ordini del giorno sul tema del contrasto alla ludopatia, oggetto di una serie rilevante di emendamenti del gruppo del Partito democratico.
Maria Teresa BELLUCCI (FdI) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Butti 9.72 e stigmatizza il contenuto dell'intervento Pag. 66svolto dal Governo. Evidenzia come gli emendamenti sui quali è stato formulato un parere contrario prevedono in realtà importanti misure di prevenzione del fenomeno della ludopatia. A riguardo osserva che un serio confronto con l'opposizione dovrebbe prevedere una proficua collaborazione per migliorare i testi in esame qualora si condividano le finalità e vi sia una visione culturale comune. Evidenzia pertanto che con tale intervento normativo il Governo non voglia, in realtà, attuare un serio contrasto al fenomeno della ludopatia.
Chiara BRAGA (PD) stigmatizza l'atteggiamento del Governo che con le disposizioni recate dall'articolo 9 dichiara di voler contrastare il fenomeno della ludopatia ma non ritiene di prendere nella dovuta considerazione gli emendamenti presentati dall'opposizione che sono di buon senso e sui quali il Governo ha ritenuto di esprimere parere contrario. Ribadisce come con tale intervento normativo si renda inefficace l'Intesa raggiunta tra lo Stato, le regioni e gli enti locali.
Dichiara quindi di non comprendere le reali ragioni della contrarietà del Governo ad interventi migliorativi del testo e dichiara di sottoscrivere l'emendamento Tabacci 9.70 auspicando sul punto un ripensamento da parte del Governo.
Massimo UNGARO (PD) chiede di sottoscrivere l'emendamento Tabacci 9.70, costituendo a suo avviso la ludopatia un problema talmente rilevante da richiedere un approccio organico. L'Italia è il Paese europeo con il più alto numero di slot machine, e in media un cittadino italiano ogni anno spende 1.500 euro per il gioco d'azzardo, mentre solo 58 euro per libri. Invita quindi il Governo a recepire alcuni spunti di riflessione suggeriti dalle opposizioni.
Vincenza BRUNO BOSSIO (PD) chiede di sottoscrivere l'emendamento Tabacci 9.70, considerando il tema della ludopatia importante e di estrema urgenza, tale da essere affrontato senza indugio.
Mauro DEL BARBA (PD) chiede di sottoscrivere l'emendamento Tabacci 9.70, sottolineando come le misure recate dal provvedimento in esame siano completamente inefficaci. Vi è una totale mancanza di ascolto da parte del Governo, che contraddice se stesso e non interviene sulle cause che dichiara di voler combattere.
Bruno TABACCI (Misto-+E-CD) chiede al Governo se, in esito all'esame del provvedimento, si intenda porre la questione di fiducia; solo in questa prospettiva si può comprendere un così rigido atteggiamento di chiusura nei confronti delle istanze dell'opposizione, che in forma così netta non ha mai visto nella sua esperienza parlamentare.
Paolo ZANGRILLO (FI), intervenendo sull'emendamento Tabacci 9.70, sottolinea la volontà autentica di dialogare dimostrata dalle opposizioni, a fronte di un atteggiamento silente del Governo, che evidentemente non ha alcuna intenzione di confrontarsi su un tema così importante quale è quello della ludopatia.
Sestino GIACOMONI (FI) chiede di poter trasfondere il contenuto dell'articolo aggiuntivo Murelli 9.0.35 in un ordine del giorno da presentarsi in Assemblea.
Carla RUOCCO, presidente, ricorda che l'articolo aggiuntivo Murelli 9.0.35 è stato dichiarato inammissibile e che, in ogni caso, si tratta di questione che attiene alla fase di esame del provvedimento da parte dell'Assemblea.
Walter RIZZETTO (FdI) si dichiara disponibile a sottoscrivere un eventuale ordine del giorno presentato dal collega Giacomoni.
Debora SERRACCHIANI (PD) segnala che nella giornata odierna il Consiglio dei Ministri ha licenziato il decreto cosiddetto «milleproroghe» e che l'ordine del giorno può essere presentato in quella sede.
Giulio CENTEMERO (Lega) si dichiara d'accordo con la proposta del collega Giacomoni, ma non ritiene possibile l'inserimento delle disposizioni in questione nel decreto «milleproroghe», in quanto non contengono alcuna misura di proroga.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Bergamini 9.53, Tabacci 9.70 e Butti 9.72.
Carla RUOCCO, presidente, ricorda che gli emendamenti Martino 9.55, Martino 9.56 e Martino 9.61 sono stati accantonati.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Martino 9.54, Martino 9.57, Martino 9.71, Martino 9.58, Martino 9.51, Martino 9.52, Martino 9.60.
Silvia FREGOLENT (PD) intervenendo sull'emendamento Martino 9.74, osserva che esso è volto ad inasprire la sanzione per coloro che disattendono le disposizioni contenute nel decreto, aumentando il gettito per le casse dello Stato e colpendo più duramente coloro che fanno i furbi, pertanto non comprende perché il Governo abbia espresso parere contrario.
Il sottosegretario Davide CRIPPA dichiara che la sanzione prevista dalla norma rappresenta un punto di equilibrio.
Silvia FREGOLENT (PD) suggerisce che la posizione del Governo sia dovuta al timore di fare un torto ai commercianti.
Le Commissioni respingono l'emendamento Martino 9.74.
Maria Teresa BELLUCCI (FdI), chiede al Governo di rivedere il parere contrario espresso sul suo emendamento 9.69, con cui si chiede di destinare non il 5 bensì il 20 per cento delle sanzioni pecuniarie derivanti dall'inosservanza delle norme al Fondo per il contrasto al gioco d'azzardo patologico. Il Fondo versa, infatti, in condizioni difficili, avendo una dotazione irrisoria.
Elena CARNEVALI (PD) intervenendo sull'emendamento Bellucci 9.69, ricorda che nella precedente legislatura il Governo aveva aumentato il capitolo del welfare fino a 7,5 milioni di euro, mentre il centrodestra aveva ridotto a zero il Fondo nazionale per la non autosufficienza. In ogni legge di bilancio i Governi della precedente legislatura avevano stanziato 150 milioni l'anno per il contrasto al gioco d'azzardo.
Walter RIZZETTO (FdI) precisa che l'emendamento 9.69 della collega Bellucci chiede, come è stato fatto altre volte nella scorsa legislatura, un incremento del fondo per il contrasto al gioco d'azzardo patologico, attraverso l'aumento delle sanzioni amministrative pecuniarie. Rileva infatti l'insufficienza del fondo, che dovrebbe ammontare, all'incirca a 100 milioni di euro, considerato che i soggetti ludopatici in Italia sono oltre 12 mila. Segnala peraltro l'anomalia di uno Stato che da un lato finanzia la campagna contro la ludopatia e dall'altro guadagna dal gioco d'azzardo in maniera significativa. Chiede al Governo l'accantonamento dell'emendamento Bellucci 9.69 o in alternativa una sua eventuale riformulazione.
Alberto Luigi GUSMEROLI (Lega) precisa che se il Governo non riesce a reperire le risorse da destinare alle regioni per gli interventi necessari, a cominciare da quelli in agricoltura o quelli sugli inquilini morosi, ciò dipende dal fatto che i fondi del 2019 sono stati azzerati dal precedente Governo.
Silvia FREGOLENT (PD), con riferimento alle considerazione del collega Gusmeroli comprende la difficoltà dei colleghi a passare dalla fase della campagna elettorale alla fase governativa, considerato che non sono in grado di mantenere le belle promesse fatte agli italiani. Ritiene molto importante incrementare il fondo Pag. 68per il contrasto al gioco d'azzardo, come proposto dall'emendamento della collega Bellucci. Considerato che i relatori e il Governo hanno espresso parere contrario ne deduce che il decreto in esame è urgente per modo di dire e che la soluzione al grave problema della ludopatia è rinviata ad altra sede.
Le Commissioni respingono l'emendamento Bellucci 9.69.
Chiara BRAGA (PD) richiama l'attenzione sull'emendamento a sua firma 9.67 che intervenendo sul comma 2 dell'articolo 9 si prefigge di rendere graduali sanzioni applicate in particolare prevedendo la revoca della concessione in caso di reiterazione della violazione. Rileva che su questo punto si misura la reale volontà del Governo di contrastare la proliferazione delle forme di pubblicità al gioco d'azzardo, considerato che l'importo del 5 percento previsto per la sanzione amministrativa pecuniaria è poco incisivo se rapportato al giro d'affari del settore. Ritiene che, se a ciò si aggiunge l'ambiguità della disposizione circa il soggetto cui imputare la violazione, la sanzione risulti decisamente sopportabile per i responsabili. Evidenzia da ultimo che la serietà di un Governo si evince dalla capacità di fare una scelta difficile dichiarandosi pronti di arrivare anche alla revoca della concessione.
Antonio VISCOMI (PD) sottolinea come l'emendamento 9.67 della collega Braga, introducendo la proporzionalità della sanzione nonché il suo rafforzamento in caso di reiterazione, risulta assolutamente coerente con i principi dell'ordinamento nazionale.
Elena CARNEVALI (PD) chiede di sottoscrivere l'emendamento Braga 9.67, che per i suoi contenuti merita l'attenzione dei colleghi; ritiene infatti che non si stia facendo un buon servizio al Paese evitando di considerare la revoca della concessione in caso di reiterazione della violazione. Considerato il giro di affari nel settore della pubblicità al gioco d'azzardo, l'importo stabilito dal Governo rischia di essere facilmente sostenibile per i soggetti interessati non configurando pertanto alcun effetto deterrente.
Le Commissioni respingono l'emendamento Braga 9.67.
Silvia FREGOLENT (PD) illustra l'emendamento a sua prima firma 9.76 che è volto ad evitare la riduzione dell'importo della sanzione in caso di pagamento anticipato, come previsto dalle disposizioni di cui all'articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689. Considerato che è stato espresso parere contrario sia sull'emendamento 9.67 della collega Braga, testé respinto ritiene che il Governo abbia raggiunto un difficile equilibrio sulla questione, mostrandosi relativamente severo verso il gioco d'azzardo senza tuttavia intervenire sulle slot machine e sui comportamenti compulsivi.
Debora SERRACCHIANI (PD) raccomanda l'approvazione dell'emendamento 9.76 della collega Fregolent se si vuole intervenire in senso positivo nei confronti dei fenomeni della ludopatia .
Le Commissioni respingono l'emendamento Fregolent 9.76.
Carla RUOCCO, presidente, ricorda ai colleghi che, come preannunciato alla ripresa pomeridiana dei lavori, a conclusione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, convocata per le ore 20 della serata odierna, si terrà la riunione dell'Ufficio di Presidenza congiunto delle Commissioni VI e XI, al fine di concordare le modalità per il prosieguo dell'esame del provvedimento.
Propone pertanto di proseguire i lavori delle Commissioni sino alle ore 20.
Marco OSNATO (FdI) esprime perplessità circa il parere contrario espresso dal relatore e dal Governo sull'emendamento Pag. 69Butti 9.77 che al fine di realizzare un più efficace contrasto al gioco d'azzardo, demanda all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni l'individuazione di linee guida per un formato di pubblicità responsabile. Auspica pertanto un atteggiamento diverso da parte del Governo rispetto ad un emendamento che è innocuo dal punto di vista finanziario ma molto significativo nel merito.
Le Commissioni respingono l'emendamento Butti 9.77
Silvia FREGOLENT (PD) si dichiara sorpresa per il parere contrario espresso dal relatore e dal Governo sull'emendamento a sua prima firma 9.104 volto a favorire i comuni che hanno emanato ordinanze restrittive rispetto alla diffusione delle slot machine, destinando parte del fondo per il contrasto al gioco d'azzardo al finanziamento di progetti di sostegno ai soggetti ludopatici. Nel sottolineare che si tratta di un emendamento di assoluto buon senso oltre che trasversale, a favore di tutti i sindaci di tutti i comuni indipendentemente dalla loro collocazione politica, si domanda perché non si vogliano favorire le scelte coraggiose degli enti locali.
Elena CARNEVALI (PD) richiama l'attenzione dei colleghi e in particolare dei componenti del gruppo Movimento 5 Stelle, con il quale sono state condivise molto battaglie nella scorsa legislatura, sull'emendamento Fregolent 9.104 che non comporta oneri finanziari ma si prefigge una finalizzazione delle risorse a sostegno si progetti virtuosi degli enti locali. Approfittando dell'occasione per precisare che il precedente Governo nelle Leggi di stabilità a partire dal 2015 ha incrementato di 50 milioni di euro il fondo per il gioco d'azzardo patologico, ritiene incomprensibile la mancata disponibilità del Governo sull'emendamento in questione. Ricorda infatti che in presenza di risorse finanziarie inadeguate i servizi destinati a prendere in carico i soggetti ludopatici non sono messi nelle condizioni di favorirne il reinserimento sociale e lavorativo. Chiede pertanto al Sottosegretario Crippa di conoscere le ragioni del parere contrario del Governo.
Debora SERRACCHIANI (PD) nel concordare con le considerazioni delle colleghe che hanno ricordato l'importanza della politica di prossimità dei sindaci, segnala anche l'impegno profuso sul tema tanto dalla Conferenza Stato Regioni quanto dalla Conferenza Unificata.
Alessandro CATTANEO (FI) sottolinea che l'emendamento Fregolent 9.104 configura un intervento utile e di buon senso su un tema dirimente. Approfitta dell'occasione per ricordare altri emendamenti sostenuti dall'Anci tra i quali in particolare quelli volti a destinare agli Enti Locali gli importi delle sanzioni irrogate.
Massimo Enrico BARONI (M5S) è contrario all'emendamento Fregolent 9.104, in quanto scarica sulla spesa sociale ciò che rientra, al contrario, nella spesa sanitaria e, come tale, deve essere posto a carico delle Regioni. Ricorda, infatti, che la ludopatia è stata inserita nei livelli essenziali di accoglienza (LEA) e i pazienti, nell'ambito dei percorsi terapeutici di diagnosi e cura (PTDC), sono seguiti dal Servizio Sanitario regionale.
Roberto Paolo FERRARI (Lega) ricorda che, quando era sindaco, era riuscito a fare approvare nel 2011 un regolamento comunale per il contrasto al gioco d'azzardo. Stigmatizza, quindi, l'atteggiamento contraddittorio del Partito democratico che, dopo avere sostenuto l'utilità del divieto di pubblicità del gioco d'azzardo, si schiera solo ora con i sindaci per promuovere la lotta al gioco d'azzardo a livello locale.
Le Commissioni respingono l'emendamento Fregolent 9.104.
Carla RUOCCO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta. Rammenta che Pag. 70l'Ufficio di Presidenza congiunto delle Commissioni Finanze e Lavoro sarà convocato alle ore 20.45.
Martedì 24 luglio 2018. — Presidenza della presidente della VI Commissione, Carla RUOCCO. — Intervengono i sottosegretari di Stato per l'economia e le finanze, Laura Castelli e per lo sviluppo economico Davide Crippa.
La seduta comincia alle 21.30.
Carla RUOCCO, presidente, ricorda che i lavori riprendono con l'esame dell'emendamento Fregolent 9.113, sul quale chiede il parere del relatore e del Governo.
Giulio CENTEMERO (Lega), relatore per la VI Commissione, esprime parere contrario sull'emendamento Fregolent 9.113.
Il sottosegretario Davide CRIPPA esprime parere conforme al relatore.
Silvia FREGOLENT (PD), evidenzia come l'emendamento a sua prima firma 9.113, così come gli altri emendamenti sugli enti locali, è volto ad attribuire risorse finanziarie alle regioni che hanno introdotto provvedimenti restrittivi in tema di gioco d'azzardo. Con riferimento alle obiezioni rivoltele in precedenza su un supposto e improprio trasferimento della questione dall'ambito sanitario a quello sociale, si domanda le ragioni della contrarietà del Governo sull'emendamento in questione considerato che le regioni hanno la competenza in materia sanitaria e in particolare in tema di LEA e che la Conferenza Unificata ha attribuito agli enti locali il potere di affrontare la questione. Ritiene pertanto ingiusto rifiutarsi di premiare le regioni e gli enti locali che fanno scelte coraggiose. Da ultimo approfitta dell'occasione per precisare che il Partito democratico non ha presentato alcun emendamento in favore della pubblicità del gioco d'azzardo ma ha sottolineato l'opportunità di sfruttare le risorse derivanti dalle sponsorizzazioni legali.
Antonio VISCOMI (PD) ribadisce l'importanza dell'emendamento Fregolent 9.113 volto a premiare le regioni virtuose che hanno ridotto i punti di gioco, sottolineando in particolare l'obiettivo del «reinserimento sociale di persone con problematiche correlate al gioco d'azzardo patologico». Ritiene che un intervento volto al reinserimento dei soggetti ludopatici piuttosto che alla loro esclusiva ospedalizzazione sia coerente con il riferimento alla dignità evocata nel titolo del provvedimento in esame.
Gian Mario FRAGOMELI (PD) considera un vero peccato che non si colga il valore dell'emendamento Fregolent 9.113 che è volto a premiare gli interventi delle autonomie locali in favore dei soggetti deboli. Evidenziando come la cura della ludopatia non inizi e non finisca con l'ospedalizzazione del soggetto, richiedendo al contrario interventi sia sul versante della prevenzione che sul versante del reinserimento, sottolinea come proprio ai comuni faccia capo la dimensione sociale. Ritiene pertanto indispensabile dare una risposta significativa alle esigenze dei comuni, accogliendo l'emendamento in questione e correggendo l'errore commesso nella precedente votazione.
Marco LACARRA (PD) ritiene che l'emendamento Fregolent 9.113 sia perfettamente coerente con la ratio del decreto, dal momento che individua risorse finanziarie per favorire il reinserimento sociale dei ludopatici attraverso la promozione dell'assistenza fornita dai comuni. Evidenzia Pag. 71in modo particolare la scelta di premiare le regioni e gli enti locali che hanno messo in atto strategie contro il gioco d'azzardo, in linea con il grande lavoro svolto anche dalla Conferenza Unificata. Chiede pertanto alla maggioranza e al Governo di accogliere l'emendamento Fregolent 9.113, dimostrando di non avere un atteggiamento preclusivo verso le proposte dell'opposizione.
Walter RIZZETTO (FdI) si esprime in senso favorevole all'emendamento 9.113 della collega Fregolent che incrementa il fondo per il gioco d'azzardo patologico in favore delle regioni che abbiano realizzato la riduzione dei punti vendita di gioco sul proprio territorio. Ricorda che nel rispondere al question time dello scorso 4 luglio, il ministro della salute Giulia Grillo ha evidenziato la mancata assegnazione alle regioni delle risorse del Fondo, in conseguenza dell'accoglimento da parte del TAR del Lazio del ricorso di Codacons. Pertanto, in considerazione della difficoltà a contrastare la ludopatia, dell'insufficienza delle risorse finanziarie, nonché della loro mancata assegnazione e utilizzazione, chiede l'accantonamento dell'emendamento Fregolent 9.113 ai fini di un supplemento di valutazione.
Romina MURA (PD) chiede di apporre la firma all'emendamento Fregolent 9.113 di cui condivide l'impostazione. Manifesta il proprio stupore per il fatto che il Governo, nonostante dica di tenere in conto le richieste che vengono dal basso, rimanga cieco e sordo di fronte alle esigenze di enti locali che lavorano bene, che fanno rete, che operano in favore dei soggetti deboli. Con riguardo alle polemiche precedenti, sottolinea che l'approccio alle dipendenze non è più esclusivamente sanitario. Sollecita inoltre il Governo ad accogliere l'emendamento in questione, nonostante che la proposta venga dal Partito democratico, eventualmente avanzando una nuova formulazione del testo, allo scopo di dare un segnale chiaro ai territori.
Leonardo TARANTINO (Lega), in qualità di sindaco di una città che da anni combatte, senza risultati apprezzabili, contro il gioco d'azzardo, ritiene che la lotta alla ludopatia non possa essere vinta dagli enti locali ma richieda un'azione complessiva e organica e l'introduzione di una nuova normativa.
Francesca Anna RUGGIERO (M5S), con riferimento specifico all'esperienza della regione Puglia, che si è dotata dal 2013 di una legge contro il gioco d'azzardo tuttora non attuata e che, grazie agli emendamenti di esponenti del Movimento 5 Stelle ha incrementato la consistenza delle risorse finanziarie in materia, sottolinea la mancata utilizzazione degli strumenti già a disposizione nella lotta alla ludopatia.
Debora SERRACCHIANI (PD), nel precisare che l'intento del Partito democratico non è quello di istituire nuovi tavoli o nuovi osservatori, che possono talvolta risultare non utili, ricorda che l'emendamento Fregolent 9.113 si riferisce a realtà che hanno già ottenuto risultati con una significativa riduzione dei punti di vendita di gioco sul territorio. Con riferimento alle considerazioni del collega Tarantino, concorda sulla necessità di inserire l'intervento dei comuni in una cornice più ampia che a suo parere è rappresentata dal livello regionale. Ribadisce il fatto che laddove le leggi esistono e sono attuate le postazioni di gioco sono state ridotte. Da ultimo sottolinea che la materia avrebbe meritato un'azione organica invece di un singolo intervento in un decreto cosiddetto dignità che avrebbe dovuto occuparsi di altro.
Mauro DEL BARBA (PD), nel ritenersi stimolato da un dibattito che ha visto finalmente l'intervento nel merito di colleghi della maggioranza, sottolinea che l'emendamento Fregolent 9.113 si prefigge di valorizzare le iniziative positive già assunte in materia. Nel concordare sulla complessità del fenomeno, che i comuni non possono affrontare da soli, considera Pag. 72indispensabile realizzare una collaborazione fra tutti i livelli, ritenendo che neanche un intervento statale, peraltro caratterizzato da misure di bandiera, sia sufficiente a risolvere il problema.
Elena CARNEVALI (PD) rileva che l'emendamento Fregolent 9.113, volto a premiare coloro che hanno ottenuto risultati in tema di riduzione dei punti di gioco, si inserisce nel solco dell'azione dell'osservatorio per il contrasto e la diffusione del gioco d'azzardo, istituito con la legge di stabilità del 2015 presso il Ministero della salute e chiamato a definire le linee guida per interventi omogenei a livello nazionale. Con riferimento alle considerazioni svolte da alcuni colleghi prima della sospensione dei lavori, rileva quanto sia sbagliata una visione «medico-centrica» rispetto all'obiettivo di recuperare e reinserire i soggetti ludopatici. Pur non negando l'importanza delle competenze specialistiche dei diversi soggetti che operano nei SERT, sottolinea d'altra parte che rientra nelle competenze degli enti locali adottare ordinanze per ridurre i punti di gioco, considerato che dei 100 mila totali presenti sul territorio nazionale, oltre 60 mila sono concentrati tra bar e tabaccai.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Fregolent 9.113 e 9.116.
Silvia FREGOLENT (PD), intervenendo sul suo emendamento 9.110, volto all'incremento delle risorse del Fondo per il gioco d'azzardo patologico, chiede al Governo di motivare anche questo parere contrario, visto che si è già espresso contro le proposte per l'attribuzione di strumenti agli enti locali e visto che la sua proposta di vietare la pubblicità del gioco d'azzardo è un'arma spuntata, a fronte delle possibilità offerte ai giocatori dalle nuove tecnologie.
Il sottosegretario Davide CRIPPA osserva che il Partito democratico, quando era al Governo, non ha mai dato prova di volere seriamente impegnarsi sul tema né di volere cercare un accordo con le opposizioni.
Carla RUOCCO, presidente, prega i deputati di permettere al rappresentante del Governo di esprimere il suo pensiero, ponendo fine alle proteste.
Il sottosegretario Davide CRIPPA, riprendendo il suo intervento, motiva la contrarietà del Governo all'emendamento Fregolent 9.110 sia perché la copertura è realizzata con la soppressione dell'articolo 12 del decreto-legge sia perché si propone un rifinanziamento del Fondo già a decorrere dal 2018, con una tempistica non coerente con l'attuazione degli strumenti previsti dall'emendamento medesimo. Preannuncia, comunque, l'impegno del Governo ad affrontare il tema del rifinanziamento del Fondo in sede di legge di bilancio per il 2019.
Elena CARNEVALI (PD), rivendicando quanto fatto nel corso della passata legislatura dal Governo e dalla maggioranza, ricorda l'importanza dell'intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato-Regioni lo scorso settembre per il contrasto del gioco d'azzardo, frutto dell'accordo tra Governo centrale, regioni, e parti sociali.
Carla RUOCCO, presidente, chiede ai deputati di limitare i tempi dei loro interventi per permettere il rispetto della tempistica concordata in sede di Ufficio di presidenza.
Claudio MANCINI (PD) osserva che il richiamo della Presidente non gli consente di esprimersi in modo compiuto.
Carla RUOCCO, presidente, dopo avere ricordato che svolge la sua funzione attenendosi scrupolosamente alle regole, dà nuovamente la parola al deputato Mancini.
Claudio MANCINI (PD) ritiene che il Sottosegretario debba dimostrare maggiore rispetto per l'opposizione, anche se non condivide i contenuti degli emendamenti Pag. 73da questa presentati. In ogni caso, ricorda la necessità che ogni parere contrario sia debitamente motivato dal Governo.
Massimo Enrico BARONI (M5S), dopo avere letto il comunicato stampa del viceministro Beretta sull'intesa in seno alla Conferenza Stato-Regioni dello scorso settembre, osserva che da allora il decreto necessario alla attuazione di tale accordo non risulta essere stato emanato, ciò che dimostra che quelle dichiarazioni hanno dato avvio ad un vero e proprio balletto di ipocrisie, del quale stasera le colleghe del gruppo del PD appaiono, per così dire, le ’reginette’.
Carla RUOCCO, presidente, a seguito delle vive proteste provenienti dai banchi dell'opposizione, invita i colleghi alla calma e chiede all'onorevole Baroni di cessare il proprio intervento.
Nell'impossibilità di proseguire i lavori, sospende quindi la seduta.
La seduta, sospesa alle 22.20, è ripresa alle 22.30.
Carla RUOCCO presidente avverte che, come già preannunciato, il Governo ha presentato l'articolo aggiuntivo 11.07 che contiene le disposizioni del decreto-legge in materia di fatturazione elettronica per le cessioni di carburante approvato senza modifiche dal Senato; avverte altresì che i relatori hanno presentato l'emendamento 4.24 che modifica l'articolo 4 del provvedimento in esame.
Tali nuove proposte emendative sono a disposizione dei colleghi e saranno allegate al resoconto della seduta odierna (vedi allegato 4).
Avverte quindi che il termine per la presentazione dei subemendamenti è fissato alle ore 11 della giornata di domani.
Alessandro ZAN (PD) giudica ciò che è appena accaduto molto grave e l'intervento del collega Baroni un intervento misogino e sessista, che non può essere consentito.
Quanto all'emendamento Fregolent 9.110, ritiene che il Governo non possa motivare la contrarietà all'emendamento – volto ad incrementare il Fondo per il gioco d'azzardo patologico – sostenendo che esso dovrebbe essere inserito nel disegno di legge di bilancio anziché nell'ambito del presente decreto-legge. Invita quindi il Governo a riconoscere quanto di positivo è stato già fatto nella passata legislatura in tema di ludopatia, raccomandando l'approvazione dell'emendamento Fregolent 9.110.
Debora SERRACCHIANI (PD) chiede formalmente che il comportamento del collega Baroni venga censurato, convocando immediatamente l'Ufficio di presidenza delle Commissioni riunite. Sottolinea come il Governo ed in particolare l'intervento del Sottosegretario Davide Crippa non abbia aiutato un dialogo costruttivo tra maggioranza ed opposizione e un ordinato andamento dei lavori delle Commissioni. Ritiene quindi necessario recuperare un clima di rapporti civili nel rispetto dei ruoli e delle opinioni di tutti.
Carla RUOCCO presidente, dichiara di censurare l'intervento del collega Baroni così come qualunque forma di insulto e di mancanza di rispetto che travalichi il mero scambio di opinioni nel doveroso rispetto dei ruoli tra i rappresentanti di maggioranza ed opposizione. Evidenzia, peraltro, come il Partito democratico abbia attuato un atteggiamento di tipo ostruzionistico, come peraltro minacciato nel corso della riunione degli Uffici di presidenza congiunti.
Debora SERRACCHIANI (PD) intervenendo sull'ordine dei lavori, ribadisce come il gruppo del PD partecipi ai lavori delle Commissioni nel pieno rispetto delle regole che presidiano alla dialettica politica, senza venire meno, anche nei momenti dello scontro più duro, al rispetto reciproco, e senza porre in essere alcun comportamento di tipo ricattatorio.
Le Commissioni respingono l'emendamento Fregolent 9.110.
Elena CARNEVALI (PD) interviene sull'emendamento Ascani 9.124 evidenziando come esso sia finalizzato all'introduzione di un meccanismo di riconoscimento degli utenti maggiorenni degli apparecchi elettronici e l'individuazione degli utenti che scommettono importi eccessivamente elevati. Resta ovviamente da risolvere la questione del riconoscimento degli utenti minorenni, che in teoria non dovrebbero essere ammessi nelle sale da gioco.
Auspica pertanto che si possa procedere ad una riformulazione dell'emendamento in questione e che il Governo possa modificare il parere contrario precedentemente espresso.
Massimo UNGARO (PD) riferisce alcuni dati emersi da un'inchiesta svolta dalla rivista l'Espresso sul fenomeno delle ludopatia dalla quale emerge che circa il 47 per cento degli utenti sono utenti minorenni. Sottolinea quindi l'importanza di prevedere specifiche misure di prevenzione a favore di tale categoria di utenti, che rappresenta la fascia più debole.
Il Sottosegretario Davide CRIPPA dichiara la disponibilità del Governo a valutare una riformulazione dell'emendamento Ascani 9.124 circoscrivendo l'introduzione del meccanismo di riconoscimento degli utenti solo agli apparecchi elettronici. A tale fine propone l'accantonamento dell'emendamento in questione.
Elena CARNEVALI (PD) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Ascani 9.124 e di essere favorevole all'accantonamento auspicando che la riformulazione possa rimanere nel solco della citata intesa fra stato, Regioni ed enti locali ricordando che per le slot machine a controllo remoto si può prevedere il citato meccanismo di riconoscimento degli utenti.
Silvia FREGOLENT (PD) chiede alla presidenza di disporre l'accantonamento dell'emendamento 9.122 a sua prima firma in quanto di analogo contenuto all'emendamento Ascani 9.124.
Carla RUOCCO presidente, avverte che gli emendamenti Ascani 9.124 e Fregolent 9.122 devono ritenersi accantonati e che sono stati ritirati gli emendamenti Braga 9.120 e 9.121.
Romina MURA (PD) dichiara di sottoscrivere l'emendamento Braga 9.119 e ne l'illustra le finalità, evidenziando che esso prevede l'incremento dell'imposta unica per i giochi a distanza.
Debora SERRACCHIANI (PD) raccomanda l'approvazione dell'emendamento Braga 9.119.
Le Commissioni respingono l'emendamento Braga 9.119.
Silvia FREGOLENT (PD) chiede alla presidenza di disporre l'accantonamento dell'emendamento a sua prima firma 9.123.
Il Sottosegretario Davide CRIPPA non concorda con la richiesta di accantonamento appena formulata, non ritenendo l'emendamento in questione di contenuto analogo agli emendamenti precedentemente accantonati in materia di riconoscimento degli utenti degli apparecchi elettronici
Davide TRIPIEDI (M5S), relatore per la XI Commissione, anche a nome del relatore per la VI Commissione dichiara di non condividere la richiesta di accantonamento formulata dalla collega Fregolent sull'emendamento 9.123.
Le Commissioni, con distinte votazioni, respingono gli emendamenti Fregolent 9.123, Tabacci 9.127, Fregolent 9.128 e 9.125 nonché gli emendamenti Martino 9.133 e Fregolent 9.135.
Carla RUOCCO presidente avverte che l'emendamento Francesco Silvestri 9.131 è stato accantonato.
Alessandro CATTANEO (FI) intervenendo sull'emendamento 9.150 ne illustra Pag. 75le finalità evidenziando come esso sia finalizzato ad attivare la procedura di comunicazione alle istituzioni europee al fine di evitare l'insorgere di un notevole contenzioso; ne raccomanda quindi l'approvazione.
Elena CARNEVALI (PD) chiede di sottoscrivere l'emendamento Tabacci 9.151, sottolineando l'importanza di agire seguendo le normative comunitarie. La Commissione europea, infatti, ha emanato una raccomandazione concernente la pubblicità, che deve essere volta ad indirizzare i consumatori verso le reti di gioco controllate.
Le Commissioni respingono gli identici emendamenti Cattaneo 9.150 e Tabacci 9.151.
Silvia FREGOLENT (PD), interviene sul proprio emendamento 9.142, volto ad anticipare al 31 marzo 2019 anziché al 31 dicembre la dismissione delle slot machine, ritenendola una misura a suo avviso indispensabile se si vuole sconfiggere una dipendenza che affligge soprattutto la parte più debole della società, come i giovani e i pensionati.
Claudio MANCINI (PD) dichiara il proprio voto favorevole sull'emendamento Fregolent 9.142 e chiede al Governo cosa intenda fare per dar corso all'obiettivo della riduzione delle slot machine.
Le Commissioni respingono l'emendamento Fregolent 9.142.
Debora SERRACCHIANI (PD) chiede alla Presidenza di fare il punto sugli emendamenti accantonati riferiti all'articolo 9.
Carla RUOCCO, presidente, ricorda che sono state accantonate, con riferimento all'articolo 9, le seguenti proposte emendative: Baroni 9.12, Bellucci 9.7, Mancini 9.19, Pastorino 9.40, Martino 9.55, 9.56 e 9.61, Ascani 9.124, Fregolent 9.122, Francesco Silvestri 9.131 e Carnevali 9.0.18.
La seduta termina alle 23.10.
L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 21.05 alle 21.15.

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