Source: http://www.avvsamanthamendicino.it/maltrattamento-di-animali-e-corse-clandestine/
Timestamp: 2019-08-23 21:50:49+00:00

Document:
» Maltrattamento di animali e corse clandestine
Differenza tra associazione criminale e concorso di persone nel reato
Il caso di specie riguardava l’organizzazione di corse clandestine di cavalli (dunque, non autorizzate) per poter procedere alle scommesse sulle competizioni sportive degli animali.
Ebbene, oltre al reato di maltrattamento (1), per aver leso l’integrità fisica e/o la vita degli animali, agli imputati era stato contestato, in concorso col primo, il delitto di associazione per delinquere ex art. 416 c.p. (2).
Ricordiamo che la Cassazione già in passato era intervenuta (3) per precisare alcuni concetti afferenti al profilo soggettivo del reato di maltrattamento di animali, qualificandolo:
* a dolo specifico, nell’ipotesi in cui la condotta lesiva al’integrità e/od alla vita dell’animale dipendesse da ‘crudeltà’
* a dolo generico, allorquando la condotta fosse tenuta ‘senza necessità’.
Nella vicenda de qua era stato provato che gli imputato avevano obbligato ‘… gli animali a correre in condizioni non confacenti alle loro caratteristiche etologiche in guisa da metterne in pericolo l’incolumità…’ inoltre ‘… sottoponevano gli animali a stress psicofisici e fatiche incompatibili con le loro caratteristiche etologiche, sottoponendoli ad allenamenti massacranti, a vere e proprie sevizie – percosse mediante l’uso di bastoni e di caschi da motociclista – nonché ricorrendo al doping sistematico allo scopo di aumentare il rendimento fisico degli animali…’ (4).
Inoltre, aveva già avuto modo di manifestare l’elemento distintivo tra il delitto di associazione per delinquere e il concorso di persone nel reato continuato identificabile:
* nell’accordo criminoso che, nel concorso di persone, si realizza solo in via occasionale mentre nel reato associativo permane anche dopo la commissione del/dei reati;
* il nucleo del reato associativo, infatti, è rappresentato da un vero e proprio programma criminale che non si estingue con l’esecuzione di 1 o più reati e, dunque, l’allarme sociale è maggiore. Nella specie, è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere in relazione al reato di cui all’art. 416 c.p., associazione per delinquere finalizzata ai delitti di maltrattamento di animali e di competizioni non autorizzate di animali
Nel caso di specie si profilava anche il delitto dell’associazione criminale atteso che ‘… i raccordi e le intese tra i vari coindagati fanno emergere, a livello giudiziario, la condotta di associazione per delinquere contestata all’indagato che va al di là del mero concorso nei reati..’ ed inoltre tutta l’attività era precisamente organizzata ed addirittura divisa in ‘… tre diverse fasi: una prima fase ispettiva e di controllo del percorso di gara, rigorosamente sulle pubbliche vie, nell’ambito della quale alcuni soggetti avevano il compito di effettuare dei giri di ricognizione; una seconda fase di raduno presso il luogo di partenza degli spettatori interessati alla gara, i quali perfezionavano le scommesse sul vincitore; infine una terza fase, costituita dalla partenza dei cavalli all’orario prestabilito seguita da un corteo di motocicli disposti ad “U” in modo da accerchiare i quadrupedi e garantire che la gara volgesse al termine” (4).
Quindi, in modo indiscusso, si trattava di un reato associativo (e non un mero concorso di persone) che vedeva concorrere il reato di maltrattamento di animali con quello di organizzazione di competizioni non autorizzate tra animali che possono metterne in pericolo l’integrità fisica (art. 544 quinquies, I° co.,c.p.) e di scommesse sulle dette competizioni (art. 544 quinquies, III° co. c.p.).
(1) art. 544 ter c.p. ‘Chiunque, per crudeltà o senza necessità , cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro .
La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale’.
(2) art. 416 c.p. ‘Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti, coloro che promuovono o costituiscono ed organizzano l’associazione sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da tre a sette anni.
Se l’associazione è diretta a commettere taluno dei delitti di cui agli articoli 600, 601 e 602 , nonché all’articolo 12, comma 3 bis, del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, si applica la reclusione da cinque a quindici anni nei casi previsti dal primo comma e da quattro a nove anni nei casi previsti dal secondo comma.
Se l’associazione è diretta a commettere taluno dei delitti previsti dagli articoli 600 bis, 600 ter, 600 quater,600 quinquies, 609 bis, quando il fatto è commesso in danno di un minore di anni diciotto, 609 quater, 609 quinquies, 609 octies, quando il fatto è commesso in danno di un minore di anni diciotto, e 609 undicies, si applica la reclusione da quattro a otto anni nei casi previsti dal primo comma e la reclusione da due a sei anni nei casi previsti dal secondo comma
(3) Cass. Pen., sent. n. 44822/2007
(4) Cass. Pen., sent. n. 7671/2012
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Pubblicato in: Animali ed Ambiente
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References: art. 416
 art. 544
 art. 416
 Cass. 
 Cass. 
 art. 727