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Timestamp: 2018-06-17 23:36:57+00:00

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La disciplina dei veicoli abbandonati e dei veicoli fuori uso
Essi non assumono – nel momento storico in cui sono rinvenuti – per il solo fatto di essere in condizioni il cui stato di abbandono è ancora presunto e tutto da accertare, la qualifica di rifiuti, nella duplice e alternativa veste di veicoli fuori uso (CER 16 01 04*), o di veicoli fuori uso non contenenti liquidi né altre componenti pericolose (CER 16 01 06).
Per i veicoli de quibus, affinché possa dichiararsi lo status giuridico di rifiuto è necessario che:
Si configurino gli estremi della nozione di rifiuto, ai sensi dell’art. 183, comma 1, lett. a) del D. Lgs. 152/2006, che definisce rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi;
Si realizzi la classificazione di veicoli fuori uso ai sensi dell’art. 3, comma 2, D. Lgs. 209/2003:
Esso, infatti, si applica solo ai veicoli fuori uso, come definiti all’articolo 3, comma 1, lettera a), e ai relativi componenti e materiali, e dunque:
ai veicoli a motore appartenenti alle categorie M1 ed N1 di cui all’allegato II, parte A, della direttiva
Veicoli per il trasporto cose di massa superiore a 3,5 t.
Tricicli categoria L5;
«Gli organi di polizia stradale di cui all’art. 12 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, e successive modificazioni e integrazioni, allorché rinvengono su aree ad uso pubblico un veicolo … …».
«In relazione alla dizione “aree ad uso pubblico” contenuta nell’art. 1, comma 1, del D.M. n. 460 del 1999, si ritiene che la stessa coincida con la definizione di strada pubblica o privata destinata alla circolazione dei veicoli, dei pedoni e degli animali di cui all’art. 2 del Codice della strada. Pertanto, l’area ad uso pubblico che rileva ai fini dell’applicazione del D.M. n. 460 del 1999 è qualsiasi spazio aperto alla circolazione veicolare o pedonale».
Il secondo comma dell’articolo 1 introduce una presunzione di abbandono del veicolo trascorsi 60 giorni dalla avvenuta notifica del verbale di contestazione dello stato d’uso del mezzo, ovvero, in caso di non identificabilità del proprietario, dalla pubblicazione all’albo pretorio del verbale di rinvenimento del veicolo stesso, senza che il proprietario o altro avente diritto lo abbia reclamato.
Trascorsi i 60 giorni, il veicolo si considera cosa abbandonata ai sensi dell’articolo 923 del codice civile e suscettibile, come tale, di occupazione[1].
Dall’esame delle suddette disposizioni, si evince che il veicolo sottoposto alla disciplina di cui al D.M. n. 460 del 1999 può anche non essere un rifiuto essendo essenzialmente un bene nei confronti del quale bisogna accertare la situazione di abbandono al fine del conferimento ai centri di raccolta.
L’organo di polizia, quindi, riferisce al sindaco del ritrovamento e dell’avvenuto conferimento, ai sensi dell’articolo 927 e seguenti del codice civile[2].
Il sindaco, oltre alla pubblicazione di cui all’articolo 928 del codice civile[3], dispone, ove il proprietario del veicolo, quale risulta dai pubblici registri, sia identificabile, la notificazione allo stesso dell’invito a ritirarlo nel termine indicato nell’articolo 929 dello stesso codice[4], con l’esplicita avvertenza della perdita della proprietà in caso di omissione.
Nel caso in cui il veicolo, considerato rifiuto speciale, sia rinvenuto su area diversa da quella considerata ad uso pubblico ai sensi dell’art. 2 del Codice della strada (ad esempio, su area demaniale o privata), non potendosi applicare, per il conferimento ai centri raccolta, le disposizioni speciali dal D.M. n. 460 del 1999, ricorrono quelle generali contenute nell’art. 192 del D.Lgs. n. 152/2006 ovvero nell’articolo 13, comma 2 del D. Lgs 209/2003.
L’attività di raccolta e deposito di veicoli fuori uso in assenza della prescritta autorizzazione (ex art. 208 del D. Lgs. n. 152/2006 nel caso di autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, ovvero ex artt. 212 e 216nel caso delle procedure semplificate), configura il reato di cui all’art. 256, comma 1, del D. Lgs. n. 152/2006, sanzionato con:
1) la pena dell’arresto da tre mesi a un anno o con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro se si tratta di veicoli fuori uso non contenenti liquidi né altre componenti pericolose (CER 16 01 06);
2) la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro se si tratta di veicoli fuori uso (CER 16 01 04*).
L’attività di raccolta di veicoli fuori uso e di rottamazione, costituisce attività di gestione di rifiuti anche se finalizzata alla attività di autoriparatore, e se svolta in assenza di autorizzazione configura il reato di cui all’art. 51, comma primo, del D.Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22, atteso che anche a seguito della entrata in vigore del D.Lgs. 24 giugno 2003 n. 209, attuazione della Direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso, il centro di raccolta deve essere autorizzato alla stessa stregua dei soggetti che effettuino il trasporto destinato al centro stesso.
In tal caso l’art. 256, comma 3, punisce il reato de quo con la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da duemilaseicento euro a ventiseimila euro.
Ovvero con la pena dell’arresto da uno a tre anni e dell’ammenda da euro cinquemiladuecento a euro cinquantaduemila se la discarica è destinata, anche in parte, allo smaltimento di rifiuti pericolosi. Alla sentenza di condanna o alla sentenza emessa ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, consegue inoltre la confisca dell’area sulla quale è realizzata la discarica abusiva se di proprietà dell’autore o del compartecipe al reato.
[1] Art. 923 c.c. – Cose suscettibili di occupazione.
Le cose mobili che non sono di proprietà di alcuno si acquistano con l’occupazione.
Tali sono le cose abbandonate e gli animali che formano oggetto di caccia o di pesca
[2] Art. 927 c.c. – Cose ritrovate.
[3] Art. 928 c.c – Pubblicazione del ritrovamento.
[4] Art. 929 – Acquisto di proprietà della cosa.
Trascorso un anno dall’ultimo giorno della pubblicazione senza che si presenti il proprietario, la cosa o il suo prezzo, se le circostanze ne hanno richiesto la vendita, appartiene a chi l’ha trovata.
Articolo precedenteOnere della prova tendente a dimostrare il nesso di causalità tra la cosa e l’evento lesivo a causa della strada dissestata per la richiesta di risarcimento danni.
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References: art. 208
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 923
 Art. 927
 Art. 928
 Art. 929