Source: http://sinistra-e-ambiente-meda.blogspot.it/2013/07/
Timestamp: 2017-06-24 08:36:55+00:00

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Sinistra e Ambiente non può che ripartire dal punto in cui ci si era lasciati 8 mesi fa.
Lo facciamo consci che ancora una serie di pesanti problematiche gravano sulla nostra Città, problematiche che purtroppo, ritroviamo inalterate dopo i 6 mesi di "interregno" di Taveggia, se non addirittura aggravate rispetto a prima - vedi situazione del bilancio comunale.
Il nostro gruppo lavorerà continuando a considerarsi parte di una coalizione di maggioranza VOLUTA e DECISA dalla VOLONTA’ degli ELETTORI.
Lo faremo, ora come prima con le nostre sensibilità su tutela dell'ambiente, pedemontana e rischio diossina, stop al consumo di suolo, concretizzazione dell'idea di Parco Regionale della Brughiera, attenzione alle tematiche del sociale e dei diritti civili, difesa dei beni comuni, -acqua pubblica in primis- e rinnovando l'impegno per la modifica del regolamento comunale per aumentare trasparenza e partecipazione.
Lo faremo, chiedendo ancora (ora come allora) al PD, alla Giunta e al Sindaco, di instaurare quella collegialità che nella fase dei primi sei mesi precedenti la sentenza del TAR, è stata a nostro giudizio insufficiente se non mancante. Valuteremo strada facendo se questa nostra richiesta, unitamente a quella di un nostro maggior coinvolgimento nelle decisioni amministrative, verrà o meno tenuta in considerazione, rispettando così la volontà espressa dagli elettori della coalizione.
Da questo dipenderà il nostro atteggiamento in Consiglio Comunale, visto che come Sinistra e Ambiente intendiamo continuare ad avere un ruolo attivo sui temi per i quali ci siamo impegnati, in una coalizione, con gli elettori. Seguiremo con particolare impegno e con le nostre proposte l'avvio e la concretizzazione della VARIANTE al PGT, da attuare con una REVISIONE GENERALE DEL PGT che raccolga anche la nostra visione ambientalista.
Chiediamo sin d’ora massimo coinvolgimento, a partire dal lavoro da effettuare in Commissione Territorio e Ambiente, nella definizione e trattazione delle linee guida della variante al PGT. Proseguirà immutata anche la nostra attività nel coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, delle cui iniziative ci faremo anche promotori in questa assise, sull’annosa questione dell’autostrada Pedemontana, un infrastruttura che continuiamo a considerare inutile e dannosa, nonché sulla criticità dei terreni ancora contaminati da TCDD dove è previsto il transito autostradale. Su questo chiediamo attenzione e scambio informativo costante da parte dell’Amministrazione Comunale.
Colgo inoltre l'occasione per unirmi alla condanna degli indecenti e vergognosi insulti razzisti verso il Ministro della Repubblica Cècilie Kyenge. Insulti che non possono essere assimilati a volgari e sprovvedute battute, sia perchè pronunciati da chi ha un ruolo istituzionale - il Vicepresidente della Camera Calderoli della Lega Nord e altri suoi sodali- sia perchè frutto di una scuola di pensiero che ormai da troppo tempo, coscientemente, alimenta pregiudizi.
Controprova se ne avuta ieri sera (29/07/013) con la Ministra Kyenge presente a Cantù in Consiglio Comunale e con i due Consiglieri della Lega Nord che abbandonano l'aula in segno di mancato rispetto. Questa vergogna deve finire. La Ministra Kyenge è di colore ed è ITALIANA. Chi non riesce a capirlo, SE NE FACCIA UNA RAGIONE poichè la società multietnica e multiculturale è un dato di fatto.
Dalle delibere della Giunta Caimi, c'è invece comunicazione dell'affissione in albo pretorio della revoca della delibera n° 72 sulle intitolazioni di sale e spazi comunali su cui ci eravamo espressi anche su questo blog. Lo ricordiamo, era la delibera di Taveggia che con "frenesia intitolatoria" dedicava a figure religiose e figure riconducibili "all'identità di parte" una serie di luoghi atti allo svolgimento dell'attività di governo locale. Il tutto senza tener conto della LAICITA' e del ruolo ISTITUZIONALE dell'amministrazione. La revoca della delibera in oggetto (vedi sotto), è un atto che come gruppo di Sinistra e Ambiente condividiamo pienamente, anche nelle motivazioni, e la cui opportunità avevamo segnalato a Sindaco e Giunta.
Raccolta differenziata: il piano prevede l’obiettivo del 67% di raccolta differenziata entro il 2020 (oggi siamo poco sopra il 50%); interessante l’accenno all’individuazione di un modello omogeneo per il sistema di gestione del serivizio di raccolta, strumenti di governante (es: capitolato tipo) e strumenti economico finanziari…. Detti così vogliono dire tutto e niente… vedremo i dettagli a tempo debito. Impianti di incenerimento: molto interessante il seguente passaggio: “A fronte di un quantitativo totale di rifiuti urbani indifferenziati prodotto nel 2011 e pari a 2.386.857 tonnellate …, si registra un totale annuale di 2.408.731 tonnellate di rifiuti trattati presso gli inceneritori nel 2011*, e un quantitativo potenzialmente trattabile degli impianti attualmente esistenti stimabile in circa 2.521.600 tonnellate…”
Durante la seduta del Consiglio Provinciale di Giovedì 18 luglio 2013, l'Assessore Giordano ha risposto all’interrogazione n. 18/2013 a firma del Consigliere Ghioni avente ad oggetto: “Problema diossina nel tratto "B2" dell'autostrada Pedemontana”. E' l'interrogazione che Ghioni (PD) ha costruito sulla base di un rapporto collaborativo con INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE. La risposta dell'Ass. Giordano, oltre a riconoscere il ruolo PROPOSITIVO del coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE, alla cui attività si deve in buona parte la variante di modifica progettuale che ha risparmiato parte del Bosco delle Querce dallo sbancamento (soluzione per noi positiva ma ancora insufficiente rispetto alla globalità delle criticità), conferma in pieno le nostre preoccupazioni. Balzano all’evidenza alcuni fatti: è stata effettuata da parte di Strabag (per conto di APL) una campagna di rilevamenti ambientali (quelli da noi segnalati a luglio/agosto/settembre 012) ma SENZA IL COINVOLGIMENTO DI ARPA. E' un'ulteriore conferma dopo la risposta al question time alla Camera dei Deputati di Giugno di cui avevamo relazionato in precedenza;
APL non intende divulgare questi dati, se non DOPO la presentazione del progetto esecutivo validato. Ciò è molto grave, in quanto: 1) i dati analitici non sono certificati da ARPA e sono quindi "di parte";
la metodologia operativa (abbiamo assistito ad alcuni dei sondaggi ambientali allora eseguiti), qualora abbiano davvero ricercato diossine, è probabilmente fuori dai protocolli per la ricerca di TCDD visto e considerato che le sonde utilizzate erano raffreddate ad acqua, mentre i protocolli prevedono carotaggi a "secco". In aggiunta, i prelievi per l’analisi delle diossine devono essere effettuati con trivelle a mano o escavatore per caratterizzare i primi decimetri di sottosuolo, non le prime decine di metri come fatto, evidentemente con altra finalità. Ma ancor di più, qualora siano state effettuate le analisi e riscontrato il superamento dei limite di legge, per anche un solo parametro, non solo non è possibile tenere segreto il dato ma deve essere data tempestiva comunicazione (entro 24 ore) ai sensi degli artt. 242 e 304 d.lgs. 152/06. L’omissione costituisce reato penale. 2) stante l'iter scelto da APL è evidente che questi dati non influiranno sulle scelte progettuali dell'esecutivo.
Lo stesso Giordano dichiara che "saranno fatti successivamente anche ulteriori carotaggi e questi avverranno solo a valle della validazione del progetto esecutivo". Ora, se una zona dove deve passare l'autostrada, risulta essere contaminata, come possono analisi "a posteriori" modificare un progetto esecutivo che è l'ultimo passaggio prima dell'avvio dei lavori ? Giordano evidenzia un'altra cosa preoccupante e cioè che al momento l'unica figura in grado di convocare il Collegio di Vigilanza è il Presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni. Questo a causa di mancata assegnazione di deleghe. Così, mentre prima era il duo Formigoni/Cattaneo a condizionare fortemente l'attività del Collegio di Vigilanza, ora ci si trova catapultati in una vera TRAGICOMMEDIA ALL'ITALIANA: NON VI SONO INTERLOCUTORI CON CUI RAPPORTARSI, MA L'ITER REALIZZATIVO VA AVANTI LO STESSO, A PRESCINDERE. rispassGIORDANOintPedemDiox.pdf by Sinistra E Ambiente
interrogazione in Provincia di MB,
Riprendiamo un servizio di REPORTIME pubblicato anche su Corriere.it e postato anche sul blog degli amici di BRIANZACENTRALE, sullo SMALTIMENTO DEI RIFIUTI SPECIALI IN BRIANZA. Per leggere l'articolo originale cliccare qui.
Tra 'ndrangheta e politica, in Lombardia il rifiuto tossico cela interessi nascosti. La testimonianza di un ex dipendente di un'azienda di spurghi articolo di Adele Grossi, tratto da corriere.it
«A cominciare dagli spurghi prelevati dai tombini per strada o nei terreni privati con grosse pompe che dovrebbero aspirare lo scarico e invece buttano dentro altri rifiuti». Con questo metodo, in Lombardia, i
rifiuti speciali, anziché essere smaltiti, vengono regolarmente riversati nei tombini delle fognature. «Diecimila litri al giorno», racconta in base alla sua esperienza. «Fingi di ripulire le fosse biologiche del giardino di un condominio e ributti lo scarico nel pozzetto del giardino successivo».
C’è un business sull’ambiente, che in Lombardia è assai redditizio. Anche per la politica è difficile restarne fuori. Tutti gli assessori regionali all’Ambiente dal 1995 al 2010 sono finiti nei guai. In Brianza, l’illegalità è particolarmente diffusa, come dimostrato dall’indagine ‘Infinito’ della procura di Milano e come recentemente confermato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti in Lombardia. Quest’ultima parla di una vera e propria ‘Gomorra’ attiva sul territorio e aggiunge che «il
rischio di infiltrazioni criminali nel trattamento dei rifiuti è alimentato dal fatto che gli impianti di smaltimento sono sempre meno». Quando ci sono, chiudono. È quello che è successo a Monza, nel 2010. L’unica stazione di trattamento presente nella zona è stata fatta chiudere dalla Provincia perché individuata come la fonte degli odori insopportabili che da anni affliggono i residenti del quartiere San Rocco. Oggi quegli odori molesti ci sono ancora ma non si sa dove finiscano i rifiuti.
È certo che da quando hanno chiuso quell’impianto, le ditte di trasporto
dovrebbero percorrere in media 20-30 km per portare i rifiuti fuori provincia, spendendo di più. Molti gli indizi che lasciano pensare che qualcuno di loro continui indisturbato a scaricarli altrove.
ARPA chiede la CARATTERIZZAZIONE del suolo qualora, nelle ex zone B, si intenda edificare. Caratterizzazione significa analisi chimiche certificate alfine di rilevare se sia o meno presente DIOSSINA nel terreno ove si scaverà.
INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE docARPAedifzonaB.pdf by Sinistra E Ambiente
Edoardo Bai Medico ISDE Consulente scientifico di Legambiente Gianni Del Pero WWF Groane - Insieme in Rete
Paolo Butti Sindaco di Seveso Fabio Rivolta Assessore del Comune di Seveso
Giuseppe Caimi Sindaco di Meda MB Laura Barzaghi Cons. Regionale Partito Democratico
Il 10 LUGLIO 2013, 37° anniversario del disastro ICMESA, il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE ha promosso ed organizzato un' INIZIATIVA/CONFERENZA STAMPA presso la sala Polivalente del Centro Visite del Bosco delle Querce a tema: SEVESO – MEDA: 37 ANNI DOPO DI NUOVO IL RISCHIO DIOSSINA. In prima fila da sx, Caimi Sindaco di Meda, Butti, Sindaco di Seveso, Leuratti Ass. Barlassina, Rivolta Sindaco di LentateS/S
Sono intervenuti anche alcuni Consiglieri Regionali (Corbetta - M5S e Barzaghi - PD) firmatari della MOZIONE URGENTE non ammessa alla discussione in Consiglio Regionale e il Consigliere Provinciale del PD Elio Ghioni. I relatori al tavolo di Insieme in Rete: Bai, Del Pero, Colombo, Grassi
A fuoco la questione delle INDAGINI AMBIENTALI come da prescrizione Cipe n°3, l'anomalo iter progettuale della pedemontana, il black-out informativo da parte di APL e Regione Lombardia, il rispetto delle norme concernenti le zone ancora contaminate da TCDD e la necessità di una fascia di tutela o piano d'area nei PGT che impedisca le edificazioni a lato autostrada e la questione della viabilità territoriale. Gianmarco Corbetta Cons Reg. M5S
Più localmente, s'è trattata la proposta di AMPLIAMENTO del Bosco delle Querce, ora condivisa anche dalle amministrazioni di Butti e Caimi, sotto la cui giurisdizione ricade la gestione del Parco Naturale Regionale del Bosco delle Querce. Proposta e che ora può avere l'opportunità di iniziare l'iter per concretizzarla. Laura Barzaghi Cons. Reg. PD
INSIEME IN RETE, nel rispetto dei reciproci ruoli, pur mantenendo fermo il suo giudizio di inutilità dell'opera autostradale Pedemontana, intende continuare sulla strada del dialogo con il livello amministrativo locale, al fine di rafforzare le condivisioni sulle comuni preoccupazioni, rischio diossina, viabilità, compensazioni ambientali e identificare possibili azioni utili. N.B l'asta per la VENDITA delle quote pubbliche di SERRAVALLE è andata deserta. Vedi la cronaca in merito.
Ecco il comunicato elaborato da INSIEME IN RETE diffuso alla stampa, ai Sindaci e ai Consiglieri. SEVESO – MEDA 10 LUGLIO 1976 – 10 LUGLIO 2013.pdf by Sinistra E Ambiente
Il Cittadino sito web L’anniversario del disastro Icmesa A Seveso oggi si teme Pedemontana
10 luglio 1976, ore 12.30: una nuvola carica di diossina esce dall’Icmesa di Meda, al confine con Seveso. È l’incidente al reattore dell’industria chimica che innesca il disastro ambientale che segnerà il territorio e la cittadinanza, soprattutto quella più giovane.
E che oggi, a 37 anni di distanza, fa ancora paura. Non solo Seveso, ma
anche Meda, Cesano Maderno, Desio. Gli stessi Comuni interessati nel 2013 dal tracciato della Pedemontana. Ed è proprio questo l’aspetto su cui oggi si concentrano le istituzioni e le associazioni ambientaliste. Dopo il rinvio in Regione della mozione presentata dai consiglieri di minoranza su sollecitazione dei sindaci, decisi a chiedere chiarezza sulla correttezza dello sviluppo dei lavori (leggi la notizia).
L’anniversario - Per il 10 luglio il coordinamento ambientalista Insieme in Rete Per Uno Sviluppo Sostenibile, ha organizzato una conferenza stampa a partire dalle 11.30 nella sala polifunzionale del centro visite del Bosco delle Querce, in via Ada Negri. Presenti i sindaci del territorio. Il Bosco delle Querce è
il simbolo della rinascita dopo il disastro, quarantatré ettari nati dieci anni dopo il disastro per contenere le vasche col materiale contaminato dalla diossina e trasformati in parco regionale, a maggiore tutela per la salute. Alla fine di luglio del 1976, 676 abitanti di Seveso e 60 di Meda furono evacuati dalle loro case, 200 persone non vi rientrarono più.
Il 14 luglio - Domenica 14 luglio, all’interno
de “Le stagioni del parco”, il comitato per la brughiera briantea e il coordinamento Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile organizzano l’iniziativa: “il Bosco delle Querce: 37 anni fa l’incidente dell’I.C.M.E.S.A. e oggi il progetto dell’autostrada Pedemontana”, in collaborazione con il Parco regionale Bosco delle Querce Il ritrovo è previsto per le 9 al parcheggio in fondo a Via Ada Negri. Nel corso della mattina si svolgerà la visita guidata all’area naturalisita con la
presenza di un agronomo e una visita storico/ambientale nel parco, mentre la conclusione della giornata è prevista intorno alle 12.30.
Legambiente - «La storia si ripete: nel 1976 i
cittadini furono avvisati della gravità del pericolo solo otto giorni dopo l’incidente del gravissimo inquinamento a cui erano sottoposti, quando ormai le polveri tossiche si erano deposte al suolo - ricorda Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia, che all’epoca viveva nel cuore della zona inquinata - Fu così impossibile mettere in atto ogni possibile misura di prevenzione per evitare gli oltre 200 casi
di cloracne, oltre al rischio di malformazioni fetali e di tumori negli
adulti oggi descritti dagli studi retrospettivi. Nel 2013 invece si arriva a negare, contro ogni evidenza, l’urgenza di caratterizzare i suoli e di verificare il progetto di Pedemontana prima che la parola passi alle ruspe del più grande cantiere della Lombardia. Un comportamento di gravissima irresponsabilità istituzionale, contro il quale chiediamo ai sindaci di mantenere un atteggiamento di fermezza per
la tutela della salute, per evitare di dover sottoporre gli abitanti ad
una nuova emergenza sanitaria».
37 anni dal disastro Icmesa, per Seveso torna lo spettro diossina. Se ne è parlato nel corso di una conferenza stampa indetta da “Insieme in Rete per uno sviluppo sostenibile”, agglomerato di associazioni che hanno a cuore la sostenibilità e che chiedono a gran voce una revisione del progetto Pedemontana, l’autostrada di prossima costruzione che nel cosiddetto tratto B2 attraverserà i comuni interessati dal fenomeno diossina.
Attenzione focalizzata sulla rilevazione Arpa del 2003,
che ha rilevato tracce di diossine presenti nel sottosuolo. Hanno risposto presente le amministrazioni di Lentate sul Seveso, Barlassina, Seveso, Meda, Cesano Maderno e Desio, oltre ai consiglieri regionali Laura Barzaghi e Gianmarco Corbetta. Sul banco degli imputati, dopo l’interrogazione parlamentare dello scorso giugno, Regione Lombardia e il presidente del consiglio, Raffaele Cattaneo, che ha respinto la mozione presentata dai consiglieri lombardi del Movimento 5 Stelle, Pd e
della Lista Ambrosoli.
Restano dunque i dubbi di migliaia di cittadini,
che si chiedono a gran voce perché non siano stati resi pubblici gli esiti dei sondaggi ambientali e delle indagini geognostiche effettuate in prossimità del tracciato della futura autostrada già nel settembre 2012.
più triste per tutta la Brianza occidentale cittadini e istituzioni locali danno dunque un segnale compatto e auspicano l’apertura di un dialogo chiarificatore perché «il passato non torni e resti solo come monito per le generazioni future».
Durante la visita, saremo accompagnati dal Direttore del Parco, Massimiliano Fratter e dagli aderenti al coordinamento di Insieme in Rete. Pubblicato da
Con la Sentenza del Consiglio di Stato che accoglie il ricorso di Caimi, reinsediandolo nel ruolo di Sindaco e annullando il precedente pronunciamento del TAR a favore di Taveggia, a Meda si ritorna al Consiglio Comunale nell’iniziale composizione, (8 Consiglieri del PD, 1 di Sinistra e Ambiente, 1 dell'IdV, 1 del PdL, 3 della Lega, 1 di Meda per Tutti e 1 della Lista Buraschi). Sinistra e Ambiente torna quindi in Consiglio Comunale con il suo rappresentante Alberto Colombo ,eletto nella coalizione di maggioranza. Dunque il nostro gruppo lavorerà continuando a considerarsi parte di una coalizione di maggioranza VOLUTA e DECISA dalla VOLONTA’ degli ELETTORI.
Lo faremo, ora come prima con le nostre sensibilità su tutela dell'ambiente, pedemontana e rischio diossina, stop al consumo di suolo, concretizzazione dell'idea di Parco Regionale della Brughiera, attenzione alle tematiche del sociale e dei diritti civili. Lo faremo, chiedendo ancora al PD, alla Giunta e al Sindaco, di instaurare quella collegialità che nella fase dei primi sei mesi precedenti la sentenza del TAR, è stata a nostro giudizio insufficiente se non mancante, e valuteremo se il PD terrà o meno in considerazione la nostra richiesta di coinvolgimento nelle decisioni amministrative, rispettando così la volontà espressa dagli elettori della coalizione. Seguiremo con particolare impegno e con le nostre proposte l'avvio e la concretizzazione della VARIANTE al PGT, da attuare con una REVISIONE DEL PGT che raccolga anche la nostra visione ambientalista. Insomma, Sinistra e Ambiente proseguirà con immutata passione nella sua attività.
La comunicazione di reinsediamento del CC. comConsComMeda.PDF by Sinistra E Ambiente
Art de il Giornale di Seregno del 09/07/013 Pubblicato da
Una mozione che impegna la Giunta a: 1) superare "gradualmente ma in modi e tempi certi l'incenerimento dei rifiuti"; 2) ad intraprendere "ogni iniziativa di propria competenza affinché non
si realizzino progetti di ampliamento degli impianti di incenerimento attualmente esistenti in Lombardia, quali, a titolo di esempio, Desio, Dalmine, Brescia..."; 3) a verificare la fattibilità tecnico/economica della riconversione di
impianti di incenerimento obsoleti o non più in grado di rispettare i limiti di legge alle emissioni in moderni impianti di trattamento meccanico biologico.
Sulla questione del piano industriale di BEA e del Forno Inceneritore di Desio, ci siamo più volte espressi con un giudizio fortemente critico, vedi le nostre precedenti pubblicazioni: Post 1 Post 2
SERATA AD INVITI CON PRENOTAZIONE Diossina 2.0Seveso, dall'Icmesa alla PedemontanaMonologo Civile di Massimiliano Vergani
A volte basta un attimo per scordare una vita, ma alle volte non basta una vita per scordare un attimo.Jim Morrison
“Questa è una storia di fantasmi. Entità quasi indefinite e molto potenti.Questa è una storia di mezze verità. Cose mai svelate. Mostri.Questo è un film horror della peggior specie. Un film nel quale si conosce sin da subito l'assassino, manessuno, proprio nessuno, ha il coraggio di rivelarlo.Questa, in ogni caso, è una brutta faccenda. Che dura da quarant'anni”.
(MV) “Diossina 2.0” non è
l'ennesimo racconto sul disastro dell'esplosione dell'Icmesa di Seveso del 1976, ma racconta il “dietro le quinte” di una brutta vicenda, purtroppo tornata di stretta attualità in seguito al progetto dell'Autostrada Pedemontana lombarda, che dovrà passare sullo stesso territorio già martoriato molti anni fa.
Negli anni è stato scritto e detto tantissimo sul disastro di Seveso: libri, documentari, film, pure spettacoli teatrali. Molto è stato detto,
non tutto però. Nessuno ha mai messo in fila, in modo semplice, “raccontabile”, tutti i pezzi di un puzzle che trasferiscono una verità molto più oscura e inquietante di quella che è passata attraverso i mezzi di informazione.
Non è una vicenda locale, perché Seveso '76 è stato il più grave disastro industriale italiano della storia. Tristemente noto in tutto il
“Questa storia era dentro di me da tanti e tanti anni. L’ho marginalmente vissuta da bambino e quelle sensazioni, quei ricordi non mi hanno mai abbandonato. Cercavo un modo per raccontarla e ora credo di
averlo trovato”.
“La mia versione di questa brutta storia è scritta per essere ‘raccontata’, soprattutto ai più giovani, nell’arco di poco più di un’ora, quindi non approfondisce alcune delle tematiche pur importanti legate al disastro della diossina del 1976, che avrebbero sicuramente arricchito di drammaticità il testo, ma lo avrebbero reso meno fruibile,
meno incalzante. Ho scelto un taglio molto preciso, che lega il disastro di quasi quarant’ anni fa alla cronaca di questi giorni ed ho raccontato ciò che ho ritenuto più funzionale alla completa comprensione
di una vicenda per certi versi inquietante. Il mio è un ‘monologo civile’ che spero possa tener viva la memoria di ciò che è stato e che purtroppo ancora è. Dimenticare il passato è il peggior modo di andare incontro al futuro, e nel mio testo questo aspetto emerge in tutta la sua meschinità”.
Il 4/07/013 è stata pubblicata la Sentenza del Consiglio di Stato che, in data 04/06/013 s'era pronunciato in merito al ricorso 733 presentato da Caimi avverso la precedente sentenza del TAR che insediava Taveggia come Sindaco. Ora la Sentenza del Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Caimi, ripristina la precedente situazione, riassegnando diversamente i voti contestati: 3867 per la coalizione di Taveggia e 3868 quelli della coalizione di CentroSinistra .
Caimi ritorna Sindaco e la composizione del Consiglio Comunale muta nuovamente. Attendiamo di comprendere i tempi di esecuzione della sentenza che deve essere eseguita dall'autorità amministrativa. Vi aggiorneremo quanto prima.
Dopo l'attività di sensibilizzazione svolta sul territorio con i Sindaci della tratta B2 che ha portato alle lettere dei Sindaci, il coordinamento ambientalista INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE, ha lavorato con un gruppo di Consiglieri Regionali del Movimento Cinque Stelle (Gianmarco Corbetta) e del Partito Democratico (Laura Barzaghi, Enrico Brambilla, Jacopo Scandella, Fabio Pizzul, Carlo Borghetti) e condiviso con loro il testo di una Mozione sulla ormai nota questione autostrada Pedemontana e rischio TCDD (Diossina). Una mozione centrata sull'obbligo di ulteriori (e certificate da ARPA) analisi ambientali.
- A verificare l'opportunità di una revisione del progetto
dell'autostrada Pedemontana lombarda al fine di evitare il passaggio nelle aree
in cui si riscontrano concentrazioni di diossine eccedenti le concentrazioni
soglia di contaminazione;
Una modifica non di poco conto nel testo originale. Un sacrificio che abbiamo fatto per far si che della criticità DIOSSINA e sbancamenti di terreno contaminato, si inizi finalmente anche a parlarne in sede Istituzionale, chiedendo alla Regione Lombardia un ruolo responsabile che non ignori il rischio conseguente al futuro passaggio della pedemontana nelle zone contaminate da TCDD.
I Consiglieri del M5S, del PD e della Lista Ambrosoli insistono sull'urgenza. Sono più di 10 e quindi, come da regolamento, possono chiedere la votazione sull'inserimento nell'ODG e lo fanno.
Pedemontana e diossina, mozione Ma in Regione si sceglie il rinvio
L'allarme diossina nei terreni di Pedemontana. Milano - Nella loro mozione avevano chiesto attenzione in merito a un mega intervento, quello di Pedemontana, da realizzare su terreni inquinati dalla diossina nel 1976. Un impegno per: «verificare la correttezza d’esecuzione dell’opera attraverso un contraddittorio di validazione con l’Arpa, ma anche a provvedere alle necessarie tutele della salute pubblica e ambientale in caso di sbancamenti di aree inquinate da diossina non bonificate.» La mozione, presentata da un gruppo di Consiglieri Regionali del Movimento Cinque Stelle (Gianmarco Corbetta) e del Partito Democratico (Laura Barzaghi, Enrico Brambilla, Jacopo Scandella, Fabio Pizzul, Carlo Borghetti) che ha lavorato con il coordinamento ambientalista Insieme in rete per uno sviluppo sostenibile, è stata rinviata martedì al Pirellone: «Per Lega e Pdl non è una questione urgente - dice Laura Barzaghi (Pd), prima firmataria della mozione - invece l’urgenza c’è, eccome. La gente di Brianza ha bisogno di avere delle risposte, di sapere se e quando si farà la Pedemontana, cosa c’è sotto terra, se esiste un reale pericolo, se verranno fatte le bonifiche». Nella mozione veniva tra l’altro chiesto: «la bonifica delle aree che risultano inquinate e il corretto smaltimento delle terre contaminate in siti idonei a riceverle». artCitt06-07-013mozRegLomb by Sinistra E Ambiente
Sotto la locandina per l'escursione nella Brughiera prevista per: DOMENICA 7 LUGLIO 2013 CON RITROVO ALLE ORE 8.30 A CARIMATE (CO) PRESSO IL PARCHEGGIO DEL CAMPO SPORTIVO VIA PER SUBINAGO CURATA DA: Associazione ecologica "La Puska" - Lentate sul Seveso Comitato per il Parco Regionale della Brughiera. LA VALLE DELLA SERENZA Tra geologia e storia: l’orrido e la Serenza prima di confluire nel Seveso. Un viaggio nella storia geologica attraversando le epoche di glaciazione che hanno formato il pian-alto della Brughiera. Per maggiori informazioni sulle associazioni potete visitare i seguenti Link:http://www.lapuska.com/home.htmhttp://www.comitatoparcobrughiera.it/comunicazioni_e_contatti.htm

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