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Timestamp: 2019-10-23 05:44:22+00:00

Document:
SalvaSalva Capitolo_IV_L&amp;#39;esecutività_del_decreto_ingiuntivo per dopo
MODULO_A
Corte Di Cassazione n 14930 2011
Articolo Calabriautonomie 15-10-2011
Contenzioso Stato Regioni Davanti Alla Corte Costituzionale
Cosa giudicata formale
Contr Unif _2011
LESECUTIVITA DEL DECRETO INGIUNTIVO1
SOMMARIO: 1. Lesecutoriet del decreto ingiuntivo. In particolare la disciplina contemplata dallart. 647 c.p.c. 1.1. Segue: lefficacia del decreto ingiuntivo non opposto. - 2. Lesecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo: linee introduttive e limpianto previsto dallart. 642 c.p.c.- 2.1. Segue: la provvisoria esecuzione <<vincolata>>> e la tassativit delle ipotesi contemplate. 2.2. Segue: la prima ipotesi di concessione della provvisoria esecuzione <<discrezionale>>: il pericolo di grave pregiudizio nel ritardo. - 2.3. Segue: la seconda ipotesi di concessione della provvisoria esecuzione <<discrezionale>>: la documentazione sottoscritta dal debitore 3. Gli altri casi di provvisoria esecutivit ex lege. 4. I rimedi contro i provvedimenti sulla provvisoria esecutivit inaudita altera parte: la sospensione e la revoca.- 5. La concessione della provvisoria esecutivit ex art. 648 c.p.c. 6. Segue: il problema della provvisoria esecuzione parziale. - 7. Segue: strumenti di tutela nei confronti dellordinanza emessa ai sensi dellart. 648 c.p.c.- 8. Brevi osservazioni sulla sorte del provvedimento sulla provvisoria esecutivit dopo la sentenza sullopposizione.
1. Lesecutoriet del decreto contemplata dallart. 647 c.p.c.
ingiuntivo.
Come noto, il ricorso per decreto ingiuntivo preordinato alla creazione nel breve tempo di un titolo esecutivo. Per tale ragione, il legislatore ha individuato diversi meccanismi, che operando in momenti differenti nel corso del procedimento, consentono al decreto stesso di divenire titolo esecutivo, anche se, in alcuni casi (artt. 642 c.p.c. e 648 c.p.c.), solo in via provvisoria. Lattribuzione della efficacia esecutiva subordinata allemanazione da parte del giudice del decreto di esecutoriet2, per la cui disciplina necessario fare riferimento sia allart. 647 c.p.c. che allart. 654 c.p.c. Il primo stabilisce la sorte del decreto ingiuntivo non opposto, mentre il secondo si sofferma a regolare lefficacia esecutiva del decreto ingiuntivo al termine del giudizio di opposizione. Si discute in ordine alla natura del provvedimento de quo3. A mio sommesso avviso, come peraltro gi evidenziato nel capitolo III, possibile ascrivere al decreto di esecutoriet natura dichiarativa costitutiva4, rappresentando elemento necessario affinch il decreto ingiuntivo possa divenire titolo esecutivo.
Il presente contributo, con gli opportuni aggiornamenti e modifiche, destinato al Trattato sui procedimenti di cognizione, a cura di Cavallini, ed. Egea ed aggiornato a maggio 2012. 2 Come rileva la dottrina (DI ROSA, Il procedimento dingiunzione, 2008, Milano Assiago, p. 460) lesecutoriet nozione ordinatamente equiparata a quella di esecutivit. In linea generale, come noto, con il termine di esecutoriet si fa riferimento allattribuzione a un provvedimento giurisdizionale della efficacia di titolo esecutivo. E un concetto che riguarda il documento titolo idoneo a consentire il possessore legittimo dello stesso allesecuzione forzata sul patrimonio del debitore. Per unampia disamina si rimanda a FRANCO, Guida al procedimento di ingiunzione, Milano, 2009, p. 1978. 3 Si rimanda ai riferimenti contenuti nel capitolo III
La bont della menzionata conclusione deriva dalla stessa lettura dellart. 654 c.p.c., il quale, al comma 1 , parla di esecutoriet conferita con decreto5, a meno che la stessa non sia stata disposta con sentenza o ordinanza. Nonostante lassenza di una omonima dicitura nellart. 647 c.p.c., ragioni di coerenza logica prima che giuridica, fanno propendere per tale interpretazione. Affermare il contrario vorrebbe dire attribuire, ingiustificatamente, nature differenti al medesimo istituto giuridico. Inoltre, allo stesso non possibile attribuire efficacia n decisoria n definitiva; conseguentemente esso non impugnabile tramite ricorso per Cassazione6. Per quanto concerne il decreto di esecutoriet emesso ai sensi dellart. 647 c.p.c. sono necessarie alcune precisazioni. Giustamente, la giurisprudenza e la dottrina ritengono che il medesimo sia sindacabile nel giudizio di opposizione ordinaria7, se si accerta che la stessa sia stata proposta prima della scadenza del termine stabilito dallart. 641 c.p.c. oppure per mezzo dellopposizione tardiva; eventualit peraltro contemplata dallo stesso art. 647, comma 2 , 8 c.p.c. . Non ritengo invece che sia ammissibile nei confronti del medesimo n la revoca da parte dello stesso giudice che lo ha emesso, senza la previa instaurazione del giudizio di opposizione, n la possibilit di fare valere le doglianze in relazione a tale provvedimento in sede di opposizione allesecuzione. Non reputo neppure ammissibile la revoca9 per due ordini di ragioni: in primo luogo, lemanazione del provvedimento di esecutoriet costituisce, seppure non condizione come si avr modo di precisare, pur sempre attestazione dellacquisizione da parte dellaccertamento contenuto nel decreto ingiuntivo dellefficacia di giudicato; in secondo luogo nessuna norma attribuisce un simile potere al giudice che ha emanato il decreto.
GARBAGNATI, Il procedimento di ingiunzione, Milano, 1991, p. 123; VALITUTTI- DE STEFANO, Il decreto ingiuntivo e la fase di opposizione, Padova, 2008, p. 261 ss. Sul punto si rimanda alle osservazioni contenute nel capitolo III, riguardo alla disciplina dellart. 654 c.p.c.; in senso difforme: FRANCO, op. cit., p. 1986, il quale ascrive al medesimo pura natura dichiarativa. 5 In questo senso GARBAGNATI, op. cit., p. 124 6 Ex multis: Cass., 16 dicembre 1987, n. 9314, in Dejure; Cass., 15 dicembre 1982, n. 6908, ivi; 7 La giurisprudenza riconosce inoltre al giudice dellopposizione la possibilit di revocare la clausola di provvisoria esecuzione e conseguentemente disporre la cancellazione dellipoteca iscritta ai sensi dellart. 655 c.p.c. (cfr. Trib. Larino, ord., 24 giugno 2002, in Foro it., 2003, c. 285 ss, con nota di CEA). Inoltre, la giurisprudenza rileva che la questione di inammissibilit o improcedibilit dellopposizione per la mancata o tardiva costituzione dellopponente ha carattere pregiudiziale rispetto a ogni altra questione, inclusa quella di competenza, e pu essere rilevata anche dufficio dal giudice (Trib. Salerno, 27 gennaio 2011, Ipsoa; nello stesso senso anche Cass., 3 aprile 1990, n. 2707, in Dejure). 8 GARBAGNATI, op. cit., p. 124; CATALDI, Il procedimento monitorio e lopposizione a decreto ingiuntivo, Milano, 2006, p. 557. Cass., 15 giugno 1991, n. 6777, in Dejure; Cass., 16 dicembre 1987, in Rep. Foro it., voce <<Ingiunzione>>, n. 59; Cass., 15 dicembre 1982, n. 6908, cit.; 9 Nello stesso senso: Cass., 3 settembre 2009, n. 19119, in Dejure, la quale definisce il provvedimento di revoca del decreto di esecutoriet da parte dello stesso giudice che lo ha emesso come abnorme, poich non contemplato dallordinamento; DI ROSA, op. cit., p. 467; Contra: Cass., 16 gennaio 1982, n. 278, in Dejure, la quale afferma linammissibilit del ricorso per Cassazione avverso il provvedimento di revoca del decreto dichiarativo dellesecutoriet, ammettendo quindi implicitamente lammissibilit della revoca del medesimo; nello stesso senso, Trib. Torre Annunziata,16 maggio 2008, in Dir. e giur., 2010, p. 484 ss., con nota di TERESI
A mio parere non possibile neppure esperire avverso il provvedimento de quo lopposizione allesecuzione10, poich non questo il luogo in cui fare valere fatti che avrebbero potuto o dovuto essere sottoposti alla cognizione del giudice dellopposizione, anche esperita nella forma prevista dallart. 650 c.p.c. Concordo, invece, sulla possibilit di una sua riproposizione nel caso in cui la richiesta di esecutoriet sia stata rigettata dal giudice11. Affinch sia possibile lemanazione del provvedimento di esecutoriet, lart. 647 c.p.c. prevede che sia necessario che si configurino alternativamente due ipotesi: il difetto di opposizione nel termine e la mancata costituzione dellopponente12. Per quanto concerne la prima ipotesi, il legislatore si preoccupato di precisare che, qualora appaia probabile che lintimato non abbia avuto conoscenza del decreto, il giudice deve ordinare la rinnovazione della notificazione. In questo modo viene data la possibilit allingiunto di potersi opporre al decreto ingiuntivo prima che il medesimo divenga esecutivo. A mio sommesso avviso, come rileva anche parte della dottrina13, tale disposizione deve essere letta e compresa in correlazione con la previsione dellart. 650 c.p.c., la quale dispone lammissibilit della opposizione tardiva qualora la conoscenza dellingiunzione sia impedita da una irregolarit della notificazione, ovvero da caso fortuito o forza maggiore. La bont di una simile lettura deriva dalla ratio che caratterizza la previsione medesima, la quale non ha il fine di rimettere in termine un debitore colpevolmente inattivo, ma <<ha verosimilmente inteso impedire la immediata formazione di un titolo esecutivo a favore del ricorrente, qualora risulti, o appaia probabile che il decreto dingiunzione, nonostante la mancanza di opposizione da parte dellintimato, non abbia ancora acquistato autorit di cosa giudicata, essendo lintimato stesso presumibilmente legittimato, nel caso concreto, allopposizione tardiva ()>>14. Conseguentemente, la rinotificazione non pu mai operare nel caso in cui la stessa sia stata omessa del tutto15 o non sia stata eseguita nel rispetto delle previsioni
Contra: Cass., 3 settembre 2009, n. 19119, cit.; Trib. Torino, 5 aprile 2011, in Dejure; Trib., Roma, 16 luglio 2009, in Giur. merito, 2010, p. 694 ss., con nota di FAROLFI; Cass., 19 agosto 1969, n. 3015, in Foro it., 1971, c. 3033 ss. 11 Cass., 28 settembre 2006, n. 21046, in Dejure, 12 Di parere diverso tuttavia appare: Cass., 6 giugno 2006, n. 13252, in Giust. civ., 2007, p. 2869 ss, con nota di DI IORIO), ove si afferma che <<allorquando venga proposta lopposizione a decreto ingiuntivo intempestivamente e sia seguita la costituzione tempestiva oppure venga proposta tempestivamente, ma sia seguita da una costituzione tardiva dellopponente, non sussiste la possibilit della formazione da parte del creditore della richiesta ai sensi dellart. 647 c.p.c., che si deve intendere limitata o alla mancanza di opposizione o alla mancanza di costituzione dopo lopposizione>>. 13 GARBAGNATI, op. cit., p. 122; RONCO, Struttura e disciplina del rito monitorio, Torino, 2000, p. 325 ss. 14 GARBAGNATI, op. cit., p. 122. 15 Cfr. Trib. Roma, 26 ottobre 2000, in Giur. rom., 2001, p. 53, il quale ha stabilito che il termine per la notificazione del decreto ingiuntivo possa essere prorogato quando la stessa sia affetta da nullit, ma non quando non sia stata neppure tentata. In un simile caso il decreto ingiuntivo inefficace e va revocato, non rilevando che il giudice del monitorio abbia ritenuto di concedere espressamente un nuovo termine al ricorrente.
normative16. In tali circostanze infatti lingiunto potr ottenere la dichiarazione di inefficacia del decreto ingiuntivo ai sensi dellart. 644 c.p.c. 17 In relazione alla seconda ipotesi, la letteratura concorde nellequiparare la costituzione fuori termine dellopponente18 alla sua mancata costituzione, con la conseguente improcedibilit dellopposizione, non potendo essere utilmente riassunto19 il giudizio neppure prima che sia stato pronunciato il decreto di esecutoriet e indipendentemente dal fatto che il creditore opposto si sia o meno costituito nel termine a lui concesso20. Tuttavia tale equiparazione subisce una parziale deroga nel caso in cui il termine per lopposizione non sia ancora spirato21: infatti la giurisprudenza consente allopponente
In senso conforme CATALDI, op. cit., p. 234. Sul punto si rimanda alla disciplina prevista per lopposizione tardiva e alle osservazioni di RONCO, op. cit., p. 325 ss., in particolare nota 53. 17 Tuttavia, ha rilevata giustamente una parte della dottrina (RONCO, op. cit., p. 326, nota n. 54), che se il ricorrente provvede spontaneamente a effettuare una nuova notificazione secondo le formalit indicate dalla legge, lo stesso potr richiedere al giudice la dichiarazione di esecutoriet e ottenerla a meno che lingiunto non sollevi la violazione del termine prescritto dallart. 644 c.p.c. 18 La giurisprudenza ha rilevato che qualora lopponente non si costituisca e il creditore opposto, costituendosi, chieda il rigetto dellopposizione e lesecutoriet del decreto impugnato, il giudice dellopposizione deve dichiarare con sentenza definitiva limprocedibilit dellopposizione e lesecutoriet del decreto, con la condanna dellopponente alle spese processuali (Trib., Siracusa, 23 dicembre 1977, in Giur. tosc., 1980, p. 328, con nota di GARBAGNATI) 19 Cass., 8 marzo 2005, n. 5039, in Dir. e giust., 2005, p. 55 ss.; Cass., 22 giugno 1999, n. 6304, in Dejure; Cass., 27 febbraio 1980, n. 1375, in Dejure; Trib. Firenze, 3 novembre 1997, in Guida dir., 1998, n. 28, p. 74; Trib. Roma, 10 gennaio 1974, in Giur. it., 1975, p. 252, con nota di TARANTO. Nello stesso senso anche GARBAGNATI, op. cit., p. 172 ss.; CAPPONI VERDE, Profili del processo civile, Napoli, 2006, p. 284. Si deve altres rilevare che secondo linterpretazione oggi prevalente, la previsione contenuta nellart. 647 c.p.c. nel caso di costituzione tardiva dellopponente costituisce norma speciale propria del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, e come tale prevale sulle norme degli artt. 171 e 307 c.p.c.: non trover, quindi, applicazione listituto della riassunzione, indipendentemente dalla declaratoria di esecutivit del decreto (Cass., 3 marzo 2004, n. 4294, in Dir e giust., 2004, p. 122 ss.; Cass., 26 gennaio 2002, n. 849, in Giur. it., 2002, p.1627, con nota di DALMOTTO, Cass., 20 agosto 1992, n. 9684, in Dejure; Cass., 27 febbraio 1980, n, 1375, in Dejure; Trib. Roma, 11 marzo 1994, in Gius, 1994, p. 226; Pret. Catanzaro, 4 febbraio 1984, in Arch. civ., 1986, p. 85 ss.; App. Roma, 17 maggio 1977, in Foro it., 1978, I, c. 220 ss.; Trib. Roma, 10 gennaio 1974, cit.). Infine, una parte della dottrina, ponendosi in contrasto con la giurisprudenza prevalente (App. Roma, 17 maggio 1977, cit; Trib. Roma, 10 gennaio 1974, cit.) sostiene che la costituzione tardiva dellopponente, se non impedisce la improcedibilit dellopposizione, preclude la possibilit di ottenere la declaratoria dellesecutivit del decreto ingiuntivo, dovendo la stessa essere decisa in sede di giudizio di opposizione (sul punto si rimanda a VALITUTTI DE STEFANO, cit.,p. 386; GARBAGNATI, op. cit., p. 175 ss.). 20 In senso difforme: ANDRIOLI, Commento al c.p.c., IV, 1964, Napoli, p. 79 ss; MENEGHELLO La costituzione delle parti e la esecutoriet del decreto ingiuntivo opposto, in Riv. dir. proc., 1962, p. 358, che conferma Trib. Venezia, 7 dicembre 1996. 21 Corte cost., 6 febbraio 2002, n. 18, in Giur. it., 2002, p. 1806, con nota di CONTE, in Foro it., 2002, c. 1643 ss., con nota di CAPONI; in senso conforme, Cass., 1 dicembre 2004, n. 22502, in Dejure; Cass., 23 ottobre 2008, n. 25621, in Guida dir., 2009, 1, p. 75 ss., con nota di PISELLI, nella quale viene affermato che nel caso in cui sia intervenuta una seconda e tempestiva opposizione, seguita da regolare costituzione in giudizio, il giudice del giudizio di opposizione nel quale lopponente non si costituito o si costituito tardivamente, non pu dichiarare esecutivo il decreto ingiuntivo opposto, ma ove non possa o non ritenga di procedere alla riunione dei giudizi, ha lobbligo di limitarsi a dichiarare improcedibile lopposizione, non potendo decidere mai nel merito (sul punto si rimanda anche a Corte Cost., 12 aprile 2005, n. 154, in Foro it., 2006, c. 2677 con nota confermativa di CAPONI, la quale ha dichiarato manifestamente infondata la questione di legittimit costituzionale del combinato disposto degli artt. 645, comma 2 , 647 e 165 c. p.c. nella parte in cui non consente che il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo possa proseguire, qualora la mancata tempestiva costituzione dellopponente sia dipesa da caso fortuito o forza maggiore, sollevata con riferimento agli artt. 3, 24 e 111 Cost., per lasserita lesione del diritto di difesa, del diritto a un giusto processo e per la ritenuta disparit di trattamento rispetto al processo ordinario. Nello stesso senso anche
di riproporre lopposizione entro il termine fissato nel decreto ingiuntivo ai sensi dellart. 641 c.p.c. Naturalmente questa nuova opposizione dovr essere seguita da rituale e tempestiva costituzione in giudizio22. Incertezze si riscontrano, invece, nellindividuazione del termine a quo per la costituzione dellopponente a causa della evoluzione prima giurisprudenziale e poi normativa della disciplina delle notificazioni, la quale ha portato alla formulazione di differenti canoni relativamente al momento perfezionativo della stessa. Una parte della giurisprudenza ritiene che lo stesso decorra dalla data di notificazione dellatto al creditore opposto23, senza che vi sia la necessit di attendere per procedere, la restituzione delloriginale dellatto di opposizione notificato. A mio sommesso avviso, si tratta, in realt, di un falso problema, poich la stessa Corte Costituzionale ha avuto modo di affermare che il termine finale per la costituzione decorre dal perfezionamento della notifica al destinatario24, anche se il notificante pu compiere lattivit fin dalla consegna dellatto allufficiale giudiziario. Inoltre, qualora si sia proceduto alla iscrizione a ruolo in assenza delloriginale dellatto di opposizione comprovante la correttezza della notificazione, potr trovare applicazione, in virt del generale richiamo delle norme del procedimento ordinario contenuto nellart. 645 c.p.c., la disciplina dettata dallart. 291 c.p.c., che consente, in caso di nullit della notificazione, di rinnovarla, con salvezza di ogni decadenza25. Pertanto, qualora si configuri una delle ipotesi indicate dallart. 647 c.p.c., il creditore pu richiedere al giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo che ne dichiari la sua esecutoriet. In tale modo, il provvedimento dingiunzione diviene titolo esecutivo a tutti gli effetti e gode della agevolazione, gi vista durante lesame dellart. 654 c.p.c., di non dovere essere rinotificato per procedere a esecuzione forzata. Sar infatti sufficiente fare menzione nellatto di precetto del decreto di esecutoriet e della data di apposizione della formula esecutiva. Lo stesso costituisce inoltre titolo, ai sensi dellart. 655 c.p.c., per liscrizione di ipoteca giudiziale. Infine, una volta che il decreto venga dichiarato esecutivo ai sensi dellart. 647, comma 1 , c.p.c., lopposizione non potr pi n es sere proposta n proseguita. Allintimato rimarr la facolt di proporre opposizione tardiva, oppure di procedere allimpugnazione del decreto ingiuntivo ai sensi dellart. 656 c.p.c. 1.1. Segue: lefficacia del decreto ingiuntivo non opposto.
Corte Cost., 6 febbraio 2002, n. 18, in Foro it., 2002, c. 1643 ss., con nota di CAPONI, in Giur. it., 2002, p. 1806, con nota di CONTE. 22 Cfr. App. Milano, 12 novembre 2008, in Giur merito, 2009, p. 23434, con nota di BENNI DE SENA, nella quale si rileva la necessit che il secondo atto di opposizione sia diverso dal primo, poich altrimenti si finirebbe per sovrapporre un processo a un altro gi pendente a seguito della notifica dellatto di citazione. 23 Cass., 3 ottobre 1986, n. 5860, in Dejure; Cass., 8 marzo 2005, n. 5039, cit.; App. Milano, 28 marzo 2003, in Giur. it., 2003, p. 1382 ss. 24 Corte Cost., 2 aprile 2004, n. 107, in Giur. cost., 2004, p. 3269, con nota di BASILICO 25 Tuttavia, giusto rilevare che tale diposizione non offre, invece, una tutela al debitore opponente nel caso di inesistenza della notificazione.
Il decreto ingiuntivo non opposto26, oltre a costituire valido titolo per intraprendere lesecuzione forzata, produce, come gi accennato, una propria efficacia sul piano dellaccertamento del diritto in esso dedotto. Infatti, la formazione giudiziale del titolo porta inevitabilmente con s la creazione di un accertamento sulle ragioni che giustificano il titolo stesso27. Seppure il dettato normativo non offra, almeno espressamente, alcuna indicazione in merito, la giurisprudenza e la dottrina prevalenti sono concordi nellattribuire al medesimo lefficacia di cosa giudicata28. La bont di tale conclusione deriva da una serie di indici normativi: in primo luogo dalla previsione per lopponente di potere esperire lopposizione tardiva, qualora ricorrano i presupposti delineati dallart. 650 c.p.c.; in secondo luogo dalla facolt per il resistente di impugnare il decreto ingiuntivo dichiarato esecutivo, ai sensi dellart. 647 c.p.c., con la revocazione straordinaria o lopposizione di terzo revocatoria, cos come sancisce lart. 656 c.p.c., e, in terzo luogo, infine, dalla espressa indicazione tra i motivi di revocazione in grado di fondare limpugnativa del decreto ingiuntivo, quello del contrasto con una precedente sentenza passata in giudicato. Inoltre, i sostenitori di tale tesi negano qualunque rilevanza al fatto che a passare in giudicato non sia laccertamento contenuto in una sentenza, cos come prescrive lart. 2909 c.c., bens laccertamento contenuto in un decreto emesso al termine di una cognizione sommaria. Essi evidenziano che tale previsione non pu costituire elemento al fine di negare la correttezza della tesi indicata, alla luce della stessa previsione di cui allart. 702 quater c.p.c29. A parere di chi scrive, inoltre, una differente soluzione non sarebbe neppure contemplabile in virt del fatto che non possibile immaginare un accertamento privo della
Le osservazioni che seguono devono reputarsi applicabili anche al decreto ingiuntivo opposto con giudizio poi estinto o dichiarato inammissibile o improcedibile. 27 Nello stesso senso RONCO, op. cit., p. 343. 28 GARBAGNATI, op. cit., p. 5 ss.; VALITUTTI DE STEFANO, op. cit.,p. 199; PAJARDI, Il procedimento monitorio, Milano, 1991, p. 10 ss.; LUISO, Diritto processuale civile, IV, Milano, 2011, p. 136 ss; MONTELEONE, Diritto processuale civile, Padova, 2004, p. 1101; SCIACCHITANO, voce Ingiunzione (dir. proc. civ.), in Enc. dir., Milano, 1971, p. 518; MANDRIOLI, Diritto processuale civile, III, Torino, 2007, p. 54; Si rimandano anche alle osservazioni di LORENZETTO PESERICO, Opposizione a decreto ingiuntivo e competenza, in Riv. dir. civ., 1993, p. 766; NICOLETTI, Note sul procedimento ingiuntivo nel diritto positivo italiano, in Riv. trim. dir e proc. civ., 1975, p. 945 ss. in senso critico si rimanda a PROTO PISANI, Appunti sul giudicato civile e sui suoi limiti oggettivi, in Riv. dir. proc., 1990, p. 411 ss ARIETA, Le tutele sommarie, in Trattato di diritto processuale civile, Padova, 2010, p. 159. In giurisprudenza, ex multis: Cass., 6 settembre 2007, n. 18725, in Dejure; Cass., 24 marzo 2006, n. 6628, in Foro it. online; Cass., 19 luglio 2006, n. 16540, ivi; Cass., 12 maggio 2003, n. 7272, ivi; Cass., 13 febbraio 2002, n. 2083, in Giur. it., 2003, p. 243 ss.; Cass., 24 novembre 2000, n. 15178, in Giust. civ., 2001, p. 64 ss.; Cass., 13 giugno 2000, n. 8026, in Foro it online; Cass., 7 aprile 2000, n. 4426, ivi; Cass., 16 novembre 1998, n. 11549, ivi; Cass., 11 giugno 1998, n. 5801, in Giust. civ., 1999, p. 189 ss.; Cass., 20 aprile 1996, n. 3757, in Nuova giur. civ., comm., 1998, p. 272, con nota di CASSIANI PAOLINI e in Foro it., 1998, p. 1980 ss., con nota di CARIGLIA; Cass., 22 maggio 1987, n. 4647, in Dejure; nella giurisprudenza di merito, si ricordi, per esempio, Trib. Nola, 12 gennaio 2011, in Dejure 29 LUISO, op. cit. p. 137, il quale rileva che il decreto ingiuntivo emesso a seguito di un processo facoltativamente sommario per volont dello stesso debitore. Lo stesso, infatti, se avesse voluto, avrebbe potuto avere un processo a cognizione piena.
stabilit del giudicato; opinare diversamente vuole dire disconoscere lesistenza stessa dellaccertamento30. Date tali premesse, la conclusione ovvia: il decreto ingiuntivo non opposto acquista autorit di giudicato sostanziale31, sia in relazione al diritto in esso consacrato, sia in ordine ai soggetti che alloggetto, sicch non sar possibile il riesame del rapporto dedotto allinterno del decreto ingiuntivo in un successivo giudizio32, salvo naturalmente lo ius supervenies33. Conseguentemente, non possibile accogliere la tesi di coloro che sostengono che laccertamento contenuto nel decreto ingiuntivo non opposto abbia una valenza inferiore rispetto quello della sentenza34, poich se si condivide lidea che il decreto ingiuntivo non opposto produca cosa giudicata, non possibile apoditticamente limitare la sua portata. Inoltre, come osserva la dottrina35, la cosa giudicata in quanto tale deve misurarsi sempre con i nessi sostanziali fra i diritti. Riprova di tale assunto deriva dalla stessa previsione dellimpugnabilit del decreto ingiuntivo mediante opposizione di terzo, e cio da parte di un soggetto detentore di una situazione sostanziale dipendente da quella dedotta nel decreto ingiuntivo non opposto36. Giocoforza si deve reputare che lefficacia del giudicato si estenda a tutti gli antecedenti logici che hanno portato alla decisione. A una diversa conclusione, tuttavia, si deve approdare nel caso di accoglimento solo parziale della domanda monitoria37, in forza della espressa previsione contenuta
Per unampia disamina di tale affermazione si rimanda alle osservazioni di ZUCCONI GALLI FONSECA, Pregiudizialit e rinvio (Contributo allo studio dei limiti soggettivi dellaccertamento), Bologna, 2011, p. 191 ss. 31 Ritengo necessaria una precisazione: sostenere che il decreto ingiuntivo abbia la capacit di produrre la cosa giudicata nel caso in cui non venga opposto, non si pone in contrasto con la sua natura interinale e anticipatoria. Infatti, come ho avuto modo di precisare gi nel capitolo III, le menzionate caratteristiche risultano pienamente tangibili qualora venga proposto il giudizio di opposizione; diversamente, se il decreto ingiuntivo non venga opposto, cedono il passo alla specifica disciplina dettata in merito a questo rito, e cio quella delineata dagli artt. 647, 648 e 656 c.p.c. Si tratta come evidente scelta legislativa. 32 Inoltre, si deve osservare che in giurisprudenza, opinione prevalente che, date le caratteristiche del giudizio di opposizione, inteso come ulteriore sviluppo della fase monitoria, dalla mancata opposizione tempestiva o dallimprocedibilit della stessa derivi lefficacia di giudicato interno al decreto, rilevabile perci anche dufficio, in ogni stato e grado del processo (Cfr. VALITUTTI DE STEFANO, cit., p. 267; ex multis: Cass., 3 aprile 1990, n. 2707, in Dejure). 33 Cass., 13 giugno 2000, n. 8026, cit. 34 ANDRIOLI, Commento al c.p.c., Napoli, 1964, p. 113; CAPPONI, Il procedimento di ingiunzione, a cura di Capponi, Bologna, 2009, p. 706 ss.; TOMEI, voce Procedimento di ingiunzione, in Dig. It., disc. priv., sez. civ., XIV, Torino, 1996, p.568; secondo REDENTI, Diritto processuale civile, III, Milano, 1954, p. 26 ss., ora in REDENTI VELLANI, Diritto processuale civile, III, Milano, 1999, p. 91 ss., il decreto ingiuntivo non acquisterebbe autorit di cosa giudicata in senso sostanziale, ma darebbe luogo a una pi limitata preclusione pro-iudicato; RONCO, op. cit., p. 573 ss., il quale rileva che laccertamento contenuto nel decreto ingiuntivo avrebbe limiti meno estesi rispetto a una sentenza, in quanto si limita a impedire lemanazione di altri provvedimenti giudiziali che neghino lesistenza della prestazione per cui si pronunciata la condanna; CONSOLO, Spiegazioni di diritto processuale civile, Le tutele, I, Padova, 2006, p. 248 ss., anche se rileva che tale situazione problematica rispetto ai terzi; COMOGLIO-FERRI-TARUFFO, Lezioni sul processo civile, Bologna, 2011, p. 166 ss.; MONTESANO, Luci ed ombre in leggi e proposte di <<tutele differenziate>> nei processi civili, in Riv. dir. proc., 1979, p. 597 ss. In giurisprudenza, si rimanda a : Cass., 1 marzo 2006, n. 4510, in Giust. civ., 2006, p. 1157 ss., con nota di GIACALONE, CACCAVIELLO; in Corr. mer., 2006, p. 744 ss., con nota di TRAVAGLINO; in Giur. it., 2006, p. 2105, con nota di MAFFUCCINI; in Riv. dir. proc., 2007, p. 1047 ss., con nota di MARUFFI; Cass., 20 gennaio 1999, n. 499, in Dejure; Cass., 15 marzo 1999, n. 2304, ivi. 35 ZUCCONI GALLI FONSECA, Pregiudizialit e rinvio, cit., p. 184. 36 LUISO, op. cit., p. 137 ss.
nellart. 640 c.p.c. in tema di rigetto del decreto ingiuntivo, la cui applicazione, come peraltro affermato dalla suprema Corte, si estende anche al caso menzionato. Conseguentemente il decreto ingiuntivo acquista efficacia di cosa giudicata solo in relazione al diritto consacrato e non con riguardo alle domande o ai capi di domanda non accolti. Tale diversa interpretazione, oltre a derivare dallo stesso dettato normativo, lunica che consenta di ascrivere una vera tutela al creditore procedente, poich nella disciplina normativa non vi sono strumenti che consentano al medesimo di impugnare il provvedimento che abbia rigettato parzialmente lopposizione. Infatti la possibilit per lingiungente di fare valere le proprie ragioni in sede di giudizio di opposizione sempre subordinata alliniziativa del debitore di determinarne linstaurazione. Infine, reputo opportuno precisare che ladesione alla tesi de qua non incide in alcun modo sulla correttezza della regola generale sopra richiamata, poich nella ipotesi da ultimo analizzata sono soprattutto esigenze di tutela del creditore che determinano la necessit di una espressa deroga. Una volta qualificata lefficacia del decreto ingiuntivo non opposto, ci si deve domandare da quale momento tale effetto viene a prodursi. Non ha sicuramente pregio la tesi di coloro che sostengono che solo a seguito della pronuncia del decreto di esecutoriet38 possibile ricollegare al decreto ingiuntivo non opposto tale caratteristica. Seppure nelle precedenti pagine, si affermata la natura dichiarativa-costitutiva del medesimo, lo stesso non ha alcuna incidenza sul formarsi dellaccertamento, il quale esiste poich risultano configurati i presupposti previsti dalla legge, e quindi la mancata opposizione e la costituzione tardiva dellopponente. E necessario compiere inoltre ulteriori precisazioni sempre in relazione la momento in cui si forma il giudicato. Per quanto concerne la mancata opposizione, si deve affermare che lincontroverbilit dellaccertamento si verifica non al momento della scadenza del termine per proporre lopposizione ordinaria, ma nel momento in cui il decreto ingiuntivo non sia
Nello stesso senso: ANDRIOLI, op. cit., p. 49 ss.; GARBAGNATI, op. cit., p. 92; BALBI, voce Ingiunzione (procedimento di), in Enc. giur. Treccani, XVII, Roma, 1997, p. 8; VALITUTTI DE STEFANO, cit., p. 159; RONCO, op. cit., p. 296 ss.; contra: REDENTI VELLANI, op. cit., p. 87; SATTA, Comm.c.p.c., IV, Milano, 1968, p. 61. In giurisprudenza: Cass., 16 novembre 2006, n. 24373, in Nuov. Giur. civ. comm., 2007, p. 1026 ss., con nota di VOLPINO; Cass., 2 aprile 1987, n. 3188, in Foro it., 1998, c. 3341 ss.; Cass., 8 agosto 1997, n. 7400, in Giur. it., 1998, p. 889 ss., con nota di RONCO, ove si legge che il decreto ingiuntivo non opposto, relativo a una frazione di credito risultante da ununica fattura di maggiore importo, non sia idonea a rivestire, in un successivo giudizio di opposizione a un successivo decreto ottenuto per altra frazione dello stesso credito, forza e natura di giudicato (in senso conforme, Cass., 3 luglio 2008, n. 18205, in Dejure); Cass., 3 maggio 1974, n. 1224, in Rep. Foro it., 1974, voce <<Ingiunzione>>, n. 11 38 Cass., 13 marzo 2009, n. 6198, in Dejure; Cass., 26 marzo 2004, n. 6085, ivi; Tar. Lazio, sez. Latina, 18 marzo 1994, n. 300, in Foro amm., 1994, p. 1916; Tar. Liguria, 13 maggio 1991, n. 18, ivi, 1992, p. 139. Abbracciando tale tesi, la giurisprudenza ha quindi sostenuto che, in tema di fallimento, sia in opponibile alla massa dei creditori concorsuali il decreto ingiuntivo se non dichiarato esecutivo prima della sentenza dichiarativa di fallimento, viceversa se lo stesso stato dichiarato esecutivo ex art. 647 e passato in giudicato in data anteriore alla dichiarazione di fallimento, per mancata tempestiva opposizione o perch lopponente non si sia costituito, costituisce titolo per lammissione del lammissione del credito allo stato passivo (Cass., 31 ottobre 2007, n. 22959, in Dejure). In senso contrario GARBAGNATI, op. cit., p. 123.
pi impugnabile ai sensi dellart. 395, n. 5) c.p.c., espressamente richiamato dallart. 656 c.p.c.39 Invece, in relazione alla mancata costituzione nei termini, si deve rilevare che la coincidenza cronologica tra la scadenza del termine per la costituzione e il consolidamento della condanna monitoria, si ha unicamente nel caso in cui lopposizione non venga iscritta a ruolo. Diversamente, reputo, aderendo a quanto sostenuto da una parte della dottrina, che se il procedimento di opposizione si radica presso lufficio giudiziario, necessaria una pronuncia di improcedibilit della stessa e solo qualora contro la medesima siano stati esperiti tutti i mezzi di impugnazione, laccertamento del decreto ingiuntivo potr divenire incontrovertibile40. La qualit acquisita dal decreto ingiuntivo riverbera naturalmente i suoi effetti nella successiva fase esecutiva, ove non possono essere fatte valere eccezioni che dovevano essere sollevate esclusivamente nel giudizio di opposizione. Conseguentemente non ammissibile unopposizione allesecuzione, ai sensi dellart. 615 c.p.c., basata su fatti che avrebbero potuto o dovuto portarsi alla cognizione del giudice dellopposizione41. E quindi non possibile eccepire fatti estintivi, modificativi o impeditivi anteriori alla sua definitivit42. 2. Lesecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo: linee introduttive e limpianto previsto dallart. 642 c.p.c. La provvisoria esecuzione43 del decreto ingiuntivo pu qualificarsi come quellistituto che consente al decreto stesso di costituire titolo esecutivo ex art. 474, comma 1 , c.p.c. e titolo ipotecario ai sensi dellart. 655 c.p.c., sebbene sia ancora pendente il termine per lopposizione (art. 642 c.p.c.) o il giudizio di opposizione stesso (art. 648 c.p.c.). Gli artt. 642 e 648 c.p.c. disciplinano la provvisoria esecuzione c.d. <<ordinaria>> del decreto ingiuntivo, vale a dire quella prevista in linea generale dalle disposizioni sul procedimento monitorio. Tali ipotesi, tuttavia, non esauriscono tutti i casi di provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo. Le fattispecie delineate dagli articoli test menzionati si caratterizzano per il fatto che la provvisoria esecuzione deriva direttamente da un atto del giudice, il quale si coniuga con lingiunzione di pagamento o di consegna formulata ai sensi dellart. 641 c.p.c. Per tale motivo la dottrina parla di atto complesso44.
In questo senso RONCO, Struttura e disciplina del rito monitorio, cit., p. 593, ZANZUCCHI, Diritto processuale civile, II, Milano, 1962, p. 356 e 374. 40 RONCO, op. cit., p. 595. 41 Cass., 6 aprile 1981, n. 3258, in Dejure; Trib. Bari, 17 febbraio 2011, in giurisprudenzabarese.2011; Trib. Como, 29 ottobre 1996, in Riv. dir. proc., 1998, p. 297, con nota di RECCHIONI. 42 Inoltre si ritiene ammissibile lactio nullitatis solo nel caso di assoluta inesistenza del provvedimento monitorio (Cass., 3 maggio 1991, n. 4833, in Dejure) mentre non sar esperibile unazione di indebito arricchimento (sul punto si rimanda allampia disamina di VALITUTTI DE STEFANO, cit.,p. 270). Infine la giurisprudenza ammette la proposizione del ricorso per ottemperanza (Tar Liguria, 13 maggio 1991, n. 18, cit.; Tar Lazio, 3 luglio 2007, n. 5929, in Foro amm. Tar, 2007, p. 2493 ss.; Tar Puglia, 7 dicembre 2010, n. 4092, ivi, 2010, p. 4004 ss.; Tar Molise, 10 giugno 2006, n. 539, ivi, 2006, p. 2130 ss. 43 Sul punto si rimanda a CARPI, La provvisoria esecutivit della sentenza, Milano, 1979, passim. 44 VIGNERA, Sulla provvisoria esecutivit ex lege del decreto ingiuntivo, in www.judicium.it, par. 1.
Ma procediamo con ordine, partendo dalla disamina dellart. 642 c.p.c. Lart. 642 c.p.c, profondamente modificato in seguito alla legge del 28 dicembre 2005, n. 263, disciplina la provvisoria esecuzione inaudita altera parte. La norma stata da sempre oggetto di numerose critiche da parte della dottrina, le quali sono giunte sino a contestarne la sua legittimit costituzionale45, poich il grande privilegio concesso dal legislatore al creditore, non compensato da una effettiva tutela del debitore:46 infatti, sibbene lart. 649 c.p.c. attribuisca al giudice il potere di disporre la sospensione del provvedimento de quo, non concede al medesimo di disporre la revoca. Sul punto si dir nel proseguo. La norma prevede che la provvisoria esecuzione possa essere concessa, senza il preventivo contraddittorio delle parti, quando 1) essa si fonda su determinati atti, elencati dal comma 1 , dellart. 642 c.p.c., oppure 2) vi si a un grave pericolo nel ritardo dellesecuzione, o, infine, 3) lobbligazione sia comprovata da documentazione sottoscritta dal debitore, (comma 2 , art. 642 c.p.c.). In simili casi, il giudice, su istanza del ricorrente, ingiunge al debitore di pagare la somma o consegnare la cosa o le quantit di cose richieste, senza dilazione, fissando il termine previsto ai sensi dellart. 641 c.p.c. ai soli effetti dellopposizione. Inoltre, la norma prevede per tutte e tre le ipotesi test menzionate, la possibilit per il creditore, ai sensi dellart. 642 cpv, c.p.c., di ottenere la dispensa dal termine del precetto, previsto dallart. 482 c.p.c.47 Prescindendo da tale comune previsione, le tre ipotesi, come evidente, rispondono a una logica differente ai fini della concessione della provvisoria esecuzione. Infatti, mentre nel caso delineato dal comma 1 de llart. 642 c.p.c., il giudice ha il dovere di pronunciare la provvisoria esecutivit48, tanto che la dottrina parla di esecuzione provvisoria c.d. obbligatoria49, nelle ipotesi delineate dal comma 2 dellart. 64 2 c.p.c., il giudice gode di un potere discrezionale50 in merito alla sua concessione51. Numerosi sono inoltre i dubbi interpretativi che le ipotesi test menzionate determinano: in primo luogo ci si chiede se la elencazione degli atti compiuta nel comma 1 possa definirsi tassativa; in secondo luogo ci s i domanda se la discrezionalit che qualifica le ipotesi previste dal comma 2 , possa s pingere il giudice sino al punto di negare la concessione della provvisoria esecutivit nonostante che lo stesso accerti la
Sui dubbi di legittimit costituzionale della norma si rinviano alla osservazioni di SANZO, in Il procedimento dingiunzione, a cura di Capponi, cit., p. 366 e RONCO, op. cit., p. 271; CONTE, in Recenti riforme del processo civile, a cura di Chiarloni, II, Bologna, 2007, p. 1208 ss. In merito alla opportunit di una siffatta disposizione cfr. LIEBMAN, In tema di esecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo, in Riv. dir. proc., 1951, p. 80. 46 Sul punto si rimanda alle osservazioni del par. 4. 47 CATALDI, La provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo, Milano, 1999, p. 47 ss.; SANZO, op. cit., p. 390 ss. 48 Sul punto si rimanda alle osservazioni di ZUCCONI GALLI FONSECA, La provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 2009, p. 176 ss., la quale evidenzia che in una simile ipotesi il controllo del giudice esterno alla previsione normativa, quasi una mezza via fra lesecuzione ope legis ed esecutivit ope iudicis. 49 VIGNERA, op. cit., par. 1. 50 GARBAGNATI, op. cit., p. 114. 51 CATALDI, II procedimento monitorio e lopposizione a decreto ingiuntivo, cit., p. 213. In tale caso, il giudice, qualora lo reputa opportuno, pu imporre una cauzione, secondo le modalit previste dallart. 86 disp. att. c.p.c.
sussistenza del grave pericolo o della documentazione scritta; in terzo luogo ci si interroga sulla legittimit costituzionale della previsione derivante dallinnesto inserito nel comma 2 dalla legge n. 263/2005. Sono tutti interrogativi a cui si cercher di fornire una risposta nei seguenti paragrafi. In questa sede, appare, invece, opportuno risolvere un altro problema interpretativo, e cio lammissibilit, ai sensi dellart. 642 c.p.c., della concessione della provvisoria esecutivit parziale, qualora solo in relazione a una parte del credito vantato il ricorrente abbia fornito la prova richiesta dalla norma de qua. La risposta deve essere senzaltro positiva, sia alla luce dellassenza di un espresso divieto normativo in merito52 sia in virt della novella dellart. 648 c.p.c. 2.1. Segue: la provvisoria esecuzione <<vincolata>>> e la tassativit delle ipotesi contemplate. Il comma 1 dellart. 642 c.p.c. stabilisce che l esecutivit provvisoria concessa ai decreti fondati su cambiale, assegno bancario e circolare, certificato di liquidazione di borsa, atto ricevuto da notaio o altro pubblico ufficiale autorizzato. La ratio che sorregge tale disposizione deve essere ravvisata, come rileva la dottrina, nella natura <<speciale>> delle prove scritte su cui si fonda il ricorso monitorio, tanto che il legislatore ha reputato che le stesse fossero rivelatrici di una maggiore certezza del diritto azionato dal ricorrente53. Il nodo interpretativo centrale della previsione racchiuso nella individuazione della natura tassativa o meno dellelenco test richiamato. La dottrina maggioritaria54 concorde nel reputare che tale elencazione sia tassativa55; diversamente una parte della giurisprudenza56 ritiene che la portata della
Trib. Milano, 27 maggio 1991, in Giust. civ., 1991, p. 2816; RONCO, op. cit., pp. 300-301. GARBAGNATI, op. cit., p. 112. 54 GARBAGNATI, op. cit., p. 114; LEANZA-PARATORE, Il procedimento per decreto ingiuntivo, Torino, 2008, p. 93; SATTA, Comm. al c.p.c., IV, Milano, 1968, p. 63 ss, il quale rileva la generale tassativit dei casi, seppure rileva che la sia possibile un suo allargamento agli <<atti che siano gi per s stessi titoli esecutivi>> ; SANZO, op. cit., p. 369; RONCO, op. cit., p. 276; MANDRIOLI, Diritto processuale civile, III, Torino, 2007, p. 26, in particolare nota 36; BALBI, op. cit., p. 12; ARIETA, op. cit., p. 135 ss.; contra: FRANCO, op. cit., p. 241; CAPPONI VERDE, op. cit., p. 281; ritiene di essere cauto nellinterpretazione CATALDI, La provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo, cit., p. 18; ID., Il procedimento monitorio e lopposizione al decreto ingiuntivo, cit., p. 199; nello stesso senso mi pare anche ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 178 ss. 55 Tale assunto trovava prima della riforma la sua giustificazione in virt della forza esecutiva degli atti stragiudiziali contenuti nellelenco (RONCO, op. cit., p. 275). In seguito alla novella del 2005, la disparit tra la previsione di cui allart. 474 c.p.c. e lart. 642 c.p.c. venuta in parte meno, poich allatto ricevuto da notaio attribuita a oggi efficacia esecutiva. Tuttavia, il legislatore si dimenticato di annoverare tra gli atti idonei a fondare la provvisoria esecutivit la scrittura privata autenticata, pur essa rientrando nellelencazione di cui allart. 474 c.p.c. (cfr. sul punto: CARPI, Alcune osservazioni sulla riforma dellesecuzione per espropriazione forzata, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 2006, p. 220; LAZZARO-DE RENZIS, Il decreto ingiuntivo nella fase sommaria, Milano, 2007, p. 368; ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 178 ss. 56 Cass., 5 febbraio 1957, n. 431, in Rep. Foro it., 1961, voce <<Ingiunzione>>, n. 79-82; Cass., 20 luglio 1965, n. 1647, in Foro it., 1966, c. 325 ss.; Cass., 25 ottobre 1974, n. 3130, in Giust. civ., 1975, p. 255 ss.; Cass., 6 febbraio 1975, n. 438, in Foro it., 1976, I, p. 2474 ss.; Cass., 10 marzo 1980, n. 1579, in Giur. it., 1981, p. 1882 ss., con nota di MAFFICINI, nella quale si riconosce la natura di documento di fede privilegiata alla sentenza che contenga la condanna alla restituzione della somme pagate del fallito e revocate dal
norma sia estensibile anche ad atti non espressamente menzionati, quando, tuttavia, abbiano le identiche caratteristiche sostanziali. Seppure in linea generale condivisibile la chiusura della dottrina, reputo che in taluni casi sia opportuna lintroduzione di specifiche deroghe, specialmente nei confronti di quei particolari atti che sostanzialmente hanno la medesima valenza e autorevolezza di quelli elencati dal comma 1 , dellart. 642 c.p.c. La novella del 200557 costituisce conferma della correttezza dellopzione ermeneutica abbracciata, poich la stessa, introducendo la possibilit di richiedere la provvisoria esecutivit sulla base di una <<documentazione sottoscritta dal debitore>>, ha determinato un rilevante ampliamento delle ipotesi contenute nellart. 642 c.p.c. Inoltre, linterpretazione restrittiva dellelencazione potrebbe generare situazioni contraddittorie, come, per esempio, quella di ritenere la scrittura privata autenticata inidonea a fondare la richiesta di provvisoria esecutoriet del decreto ingiuntivo, seppure, al contempo, la stessa qualificata dallart. 474 c.p.c. come titolo esecutivo. Si potrebbe obiettare che sulla base della stessa58 sempre possibile richiedere la provvisoria esecutivit ai sensi dellart. 642, comma 2 , c.p.c.; tuttavia mi pare importante ricordare che annoverando la medesima nellipotesi delineate nel comma 1 , si eviterebbe di dovere soggiacere alla discrezionalit del giudice per la sua concessione. E evidente che specialmente ragioni di equit sostanziale devono condurre a una interpretazione estensiva della norma. Per la stessa ragione, si devono quindi reputare validi titoli per richiedere la provvisoria esecutivit ex art. 642, comma 1 , c.p.c., cos come rileva parte della 59 dottrina , le sentenze che revocando provvedimenti esecutivi, dimentichino di condannare esplicitamente alle restituzioni, oppure le sentenze60 che riportino la condanna solo in motivazione e non nel dispositivo. Per quanto concerne, invece, le ipotesi espressamente contemplate sono necessarie delle brevi precisazioni. Relativamente alla cambiale o lassegno, la cui producibilit consentita anche in 61 copia , la giurisprudenza ritiene che non possono legittimare lesecuzione se privi di un requisito di validit62, mentre si discute in relazione alla loro idoneit se prescritti63.
curatore, nella sola motivazione e non nel dispositivo; Trib. Piacenza, 3 ottobre 1994, in Foro it., 1995, c. 675 ss. 57 Infra par. 2.3. 58 Naturalmente affinch la scrittura privata autenticata possa costituire elemento per la concessione della provvisoria esecuzione, la stessa deve contenere, come oggetto diretto e immediato, <<la consacrazione convenzionale di un rapporto obbligatorio>> (cfr. Cass., 31 marzo 1967, n. 712, in Giur. it., 1968, c. 1380, con nota di GARBAGNATI). Ritengo che il medesimo valore possa essere riconosciuto anche alla scrittura privata verificata e alla scrittura giudizialmente riconosciuta in altro processo. In entrambe le ipotesi si ha un elevata certezza per quanto concerne la formazione del documento. 59 ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 180, la quale ritiene di estendere tale conclusione anche al decreto di liquidazione del compenso dellausiliario del giudice ex l. 319 maggio 2002, n. 115; nello stesso senso CATALDI, La provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo, cit., p. 26, il quale richiama ragioni di tutela del creditore. Contra: VALITUTTI DE STEFANO, op. cit.,p. 219. 60 Conclusione estensibile anche al lodo rituale. Per quanto concerne il lodo irrituale in senso negativo (Trib. Milano, 30 marzo 1982, in Giur. it., 1982, p. 579, con nota di GARBAGNATI; ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 181, la quale, invece, intravede una apertura per il biancosegno (contra: FRANCO, op. cit., p. 243; Trib. Milano, 30 marzo 1982, in Giur. it., 1982, p. 579, con nota di GARBAGNATI). 61 Cass., 19 settembre 2000, n. 12388, in Il Civilista, 2000, p. 50 s., con nota di PIANEZZE; Trib. Modena, 17 novembre 2010, in Dejure.
Indipendentemente dalla soluzione che si reputa di accogliere in relazione a questa ultima questione, si precisa che gli stessi saranno sempre idonei a fondare la richiesta ai sensi del comma 2 , art. 642, c.p.c. Non reputo invece che possano sorgere dubbi in relazione alla idoneit a fondare la richiesta di provvisoria esecutivit della cambiale non in regola con il bollo64. Per quanto riguarda latto ricevuto da notaio, esso in grado di fondare la richiesta di provvisoria esecuzione solo se abbia come oggetto immediato e diretto la consacrazione di un rapporto obbligatorio, cui la legge attribuisce un particolare grado di certezza, in relazione alla formazione dellatto produttivo del rapporto stesso65. Per siffatta ragione non possono essere considerati tali66 il verbale di vendita esattoriale67, il libretto di circolazione o il foglio complementare68, la polizza di carico69 e laccertamento da parte del curatore dellesistenza di determinate fatture70. Infine, fattispecie particolarissima quella del certificato di liquidazione di borsa, il quale, se da un lato non costituisce di per s un titolo esecutivo stragiudiziale, dallaltro rappresenta dal punto di vista probatorio una tipica scrittura proveniente da terzi71. 2.2. Segue: la prima ipotesi di concessione della provvisoria esecuzione <<discrezionale>>: il pericolo di grave pregiudizio nel ritardo. Lart. 642, comma 2 , c.p.c., prima parte, prevede il potere discrezionale del giudice di concedere lesecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo, qualora vi sia pericolo di un grave pregiudizio per il creditore derivante dal ritardare linizio della procedura esecutiva. La previsione ha prettamente un fine cautelare72, ma si discosta dai principi che presiedono la tutela cautelare stessa, primo fra tutti il rispetto del contraddittorio, il quale
GARBAGNATI, Il procedimento dingiunzione, cit., p. 116; ANDRIOLI, op. cit., p. 54;; CATALDI, La provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo, cit., p. 9. Per quanto concerne lassegno bancario la giurisprudenza ha escluso che possa essere concessa la provvisoria esecutivit se manca della data e del luogo di emissione (Cass., 19 giugno 1962, n. 1558, in Foro it., 1963, c. 122 ss.). 63 La dottrina maggioritaria conclude in senso positivo sul punto, poich la prescrizione rilevabile solo su eccezione di parte (CATALDI, La provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo, cit., p. 9 ss; RONCO, op. cit., p. 277; COLLA, Il decreto ingiuntivo, Padova, 2003, p. 236; in giurisprudenza App. Firenze, 14 giugno 1966, in Rep. Foro it., 1967, voce <<Ingiunzione>>, n. 54. 64 Cos, CONTE, La prova nel procedimento per decreto ingiuntivo e nellistanza di ingiunzione ex art. 186 ter, in Riv. dir. proc., 1999, p. 503, il quale rileva che la irregolarit del bollo della cambiale non inficia la richiesta ex art. 642. Sul punto si rimanda anche a ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit.,p. 182, la quale ricomprende anche i certificato di credito di cui agli artt. 44 e 45 r.d. 272/13, in materia di contratti di borsa, i verbali ispettivi degli enti previdenziali previsti dallart. 13, legge 11/86. 65 Si ritenuto rientrante in tale definizione le cartelle esattoriali di pagamento di tributi erariali sui beni immobili quietanzate e collegate con latto pubblico di acquisto della propriet (Pret. Nard, 31 dicembre 1968, in Giur. merito, 1968, p. 131 ss.). 66 Per unampia elencazione si rimanda a CATALDI, Il procedimento monitorio e lopposizione a decreto ingiuntivo, cit., p. 195. 67 Cass., 25 ottobre 1974, n. 3130, in Rep. Foro it., 1974, voce <<Ingiunzione>>, n. 58. 68 App. Firenze, 29 febbraio 1968, in Giur. tosc., 1968, p. 605. 69 Trib. Venezia, 20 febbraio 2003, in Dir mar., 2005, p. 1373 70 Trib. Milano, 10 marzo 1989, p. 356 ss. 71 Per una compiuta disamina RONCO, op. cit., p. 283; CONTE, op. cit., p. 492. 72 VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 223, il quale, giustamente, rileva che al medesimo non trovano applicazione le norme sul provvedimento cautelare uniforme.
subisce una deroga nella azione cautelare solo nel caso in cui lesperimento dello stesso sia in grado di frustare lattuazione del provvedimento medesimo. Nella fattispecie esaminata, invece, lassenza del contraddittorio costituisce la regola: infatti lart. 642, comma 2 , consente al c reditore, sulla base delle sole prospettazioni e giustificazioni documentali da egli stesso prodotte, di ottenere un provvedimento giudiziale che gli permetta di conseguire immediatamente e coattivamente la prestazione asserita come dovuta73. Inoltre leventuale ingiustizia, irritualit o inopportunit del provvedimento stesso possono essere fatte valere solo attraverso un giudizio a cognizione piena; mentre leventuale sospensione del provvedimento non attribuisce al debitore medesimo una vera tutela, poich non elimina gli atti di esecuzione gi compiuti. Per tali ragioni, la dottrina ha invitato, in pi occasione, a un uso cauto della menzionata disposizione74. Tenendo conto della potenziale <<pericolosit>> della previsione esaminata, senza tuttavia mai cadere nel rischio di privare il creditore della tutela attribuita dallo stesso ordinamento, a pare di chi scrive, devono essere risolti i vari nodi interpretativi. In primo luogo, affinch il pregiudizio possa qualificarsi come <<grave>> necessario che sia in grado di determinare un rilevante nocumento delle condizioni del creditore75, il quale deve tenere conto necessariamente delle condizioni del caso di specie. Pur sapendo di andare oltre il dettato normativo, reputo che valido ausilio per lesame della gravit possa derivare dai criteri esegetici individuati dallart. 700 c.p.c.76. Seppure lart. 700 c.p.c. qualifica il pregiudizio con tinte pi forti rispetto a quelle indicate nella disposizione in esame, considero che i criteri esegetici dello stesso possano comunque venire in soccorso allinterprete nel caso de quo, in ragione della modalit con cui il provvedimento monitorio viene adottato, e cio inaudita altera parte. Pertanto lingiungendo non posto nelle condizioni di interloquire n sul merito della pretesa avversaria, n sullesistenza del periculum affermato, n sulle circostanze che potrebbero paralizzare la richiesta. Proprio per queste ragioni, si crede nella bont della opzione ermeneutica indicata. Pertanto, possano assumere una rilevanza per la concessione del provvedimento de quo sia ragioni propriamente connesse alla posizione del debitore77 sia condizioni del creditore78, come per esempio il rischio di fallimento qualora lo stesso non riceva immediatamente la prestazione dovuta. Situazione non affatto pellegrina ai tempi odierni.
Sugli ulteriori elementi di diversit si rimanda a RONCO, op. cit., p. 290 ss. RONCO, op. cit., p. 291; LUISO, op. cit. p. 132; SANZO, op. cit., p. 384. 75 GARBAGNATI, op. cit., p. 118; ANDRIOLI, op. cit., p. 57; VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 220. Per questo motivo non si ravvisato questo elemento nel caso di semplice iscrizione di unipoteca giudiziale in base a un decreto ingiuntivo (Trib. Bergamo, 14 settembre 1965, in Banca, borsa, tit. cred., 1966, p. 473 ss.) 76 In senso contrario, VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 222; RONCO, op. cit., p. 292. Sul punto cfr. Pret. Roma, 17 luglio 1981, in Dir. lav., 1983, p. 138 ss. 77 E la posizione tradizionale: sul punto si rimanda ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p.188 e ai riferimenti dottrinali ivi contenuti. In giurisprudenza Trib. Venezia, 20 febbraio 2003, cit. 78 In tale senso anche ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 188; SANZO, op. cit., p. 383; PROTO PISANI, Il procedimento dingiunzione, in Riv. dir. proc. civ., 1987, p. 304 ss.; diff. CONTE, Commento critico allart. 642 c.p.c. novellato, in www.judicium.it, par. 7; ID., La prova nel procedimento per decreto ingiuntivo e nellistanza di ingiunzione ex art. 186 ter, cit., p. 506.
Inoltre, ritengo che nellesame della disposizione debba assumere rilievo anche leventuale natura della prestazione richiesta, come nel caso di deperibilit delle merci79 o la natura alimentare del credito80. A mio sommesso avviso, unitamente alle allegazioni comprovanti il periculum, nella fattispecie de qua costituisce elemento imprescindibile per la concessione della provvisoria esecutivit, la produzione di una opportuna documentazione in grado di offrire al giudice un sufficiente grado di persuasivit81 del diritto vantato dal procedente, nonostante lintroduzione nellart. 642 c.p.c. della ulteriore e specifica possibilit della <<documentazione sottoscritta dal debitore>>. La necessit di tale produzione qualificata82 deriva dallulteriore effetto che il creditore vuole realizzare, e cio di intraprendere lesecuzione forzata a danno del suo debitore senza la previa instaurazione del contraddittorio83; pertanto necessario che lo stesso fornisca la prova dellesistenza, o almeno della verosimiglianza, del diritto vantato84. Naturalmente, una volta che il giudice ritenga sussistenti i presupposti sopra delineati, avr lobbligo di concedere la provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo, a meno che dalla documentazione prodotta dal medesimo - circostanza che raramente potr configurarsi - emerga che la concessione della provvisoria esecutivit possa arrecare un grave e ingiusto danno al debitore85. 2.3. Segue: la seconda ipotesi di concessione della provvisoria esecuzione <<discrezionale>>: la documentazione sottoscritta dal debitore. La legge del 28 dicembre 2005, n. 26386 ha introdotto la possibilit per il giudice di potere concedere la provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo, qualora, a prescindere da ragioni di urgenza, il creditore sia in grado di produrre una documentazione sottoscritta dal debitore comprovante il diritto fatto valere tramite il ricorso monitorio. Lintervento del legislatore ha suscitato molte critiche da parte della dottrina87, la quale, oltre a rilevare la vaghezza e imprecisione88 dello stesso, ha contestato
ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 188; CONTE, Commento critico allart. 642 c.p.c. novellato, cit., par. 1; DI ROSA, op. cit., p. 172; CATALDI, La provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo, cit., p. 39. 80 RONCO, Procedimento per decreto ingiuntivo, in I procedimenti sommari e speciali, a cura di Chiarloni e Consolo, Torino, 2005, p. 267; ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p.188; SANZO, op. cit., p. 289; Pret. Termini Imerese-Polizzo, 3 dicembre 1996, in Giur. it., 1998, p. 54. 81 Nello stesso senso, COMOGLIO FERRI TARUFFO, Lezioni sul processo civile, II, Bologna, 2011, p. 154. 82 In tale senso anche Trib. Parma, 11 marzo 2004, in Giur. it., 1996, p. 653 ss. 83 Sul punto critica ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., pp.188-189. 84 Conforme: Trib. Alessandria, 13 maggio 1997, in Giur. it., 1998, p. 54 ss. 85 RONCO, Procedimento per decreto ingiuntivo,cit., p. 268. 86 La disposizione si applica ai procedimenti instaurati dopo il 1 marzo 2006, tuttavia tale principio deve essere coordinato con la speciale disciplina del procedimento monitorio, ai termini del quale la pendenza della lite si ha nel momento della notificazione del ricorso. Sul punto si rimanda a Cass., 1 ottobre 2007, n. 20596, in Giust. civ., 2007, p. 2686 ss. Per un esame della nuova disciplina si rimanda a CATALDI, Le modifiche dellart. 642, 2 co, c.p.c., ex l. 28.12 .2005, n. 263: considerazioni a prima lettura, in www.judicium.it. 87 CONTE, op. cit., par. 1. In senso favorevole, COMOGLIO-FERRI-TARUFFO, op. cit., p. 155. 88 SANZO, op. cit., p. 387.
lopportunit di una simile previsione e, in ultima analisi, anche la sua legittimit costituzionale89. A parere di chi scrive, non vi dubbio che linserimento di una simile ipotesi determini una ulteriore compressione del diritto di difesa del debitore, poich il creditore solo sulla base della produzione di una documentazione che egli stesso asserisce provenire dal debitore (si pensi, per esempio alla promessa di pagamento, alla ricognizione di debito), ha la possibilit di ottenere la concessione della provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo e, conseguentemente il potere di iniziare lesecuzione forzata e di procedere alla iscrizione di ipoteca, senza il previo instaurarsi di un valido contraddittorio con il debitore. Condividendo le critiche formulate dalla dottrina, e cercando di individuare indici normativi in grado di limitare la portata stessa della disposizione, si deve rilevare, che nel caso di specie, acquister un ruolo fondamentale sia il potere concesso al giudice di bilanciare gli interessi in gioco90, sia la necessit di consentire in via interpretativa, stante il silenzio normativo sul punto, la revoca della provvisoria esecuzione91. Solo in questo modo possibile garantire lequilibro del sistema. La norma individua due presupposti necessari affinch possa essere concessa la provvisoria esecutivit, e cio la produzione di una documentazione sottoscritta dal debitore e la capacit della stessa di comprovare il diritto vantato. Per quanto concerne il primo requisito92, si rileva che il legislatore avrebbe fatto una scelta migliore e pi precisa dal punto di vista giuridico se avesse evitato di fare riferimento alla <<documentazione>> e avesse semplicemente richiamato la produzione di un documento93. Inoltre, lutilizzo di questo sostantivo, porta a ritenere degna di pregio la tesi sostenuta da parte della dottrina, la quale evidenzia che, al fine di reputare integrato il primo presupposto, sarebbe anche sufficiente la produzione di una pluralit di documenti idonei a fornire la prova del fatto94 allegato. Proprio in relazione alla capacit della documentazione di offrire prova del diritto vantato, una giurisprudenza di merito95 ha affermato che la documentazione deve essere in grado di evitare qualunque genere di contestazione96.
Cfr. nota 45. ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p.182 ss., la quale invita a una interpretazione calmierata da esigenze di armonia del sistema. 91 VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 226 ss. Mette in evidenza lassenza di sistemi di equilibro, anche Trib. Milano, 12 dicembre 2006, in Giur. it., 2007, p. 2276 ss., con nota di USUELLI, la quale non ritiene che possa fondare la richiesta di provvisoria esecutivit ai sensi dellart. 642, comma 2 , seconda parte, c.p.c . la produzione di una dichiarazione contenuta in una accettazione di cessione di credito. 92 Per una graduazione nellintensit del valore dei documenti: VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 225 ss. 93 CANDIAN, voce Documento e documentazione, in Enc. dir., XIII, Milano, 1964, p. 579 ss.; IRTI, Il concetto giuridico di documento, in Riv. trim. dir e proc. civ., 1969, p. 484 ss.; PATTI, voce Documento, in Dig. disc. priv., sez. civ., VII, Torino, 1991, p. 1 ss.; CARNELUTTI, Documento e negozio giuridico, in Riv. dir. proc. civ., 1926, p. 181 ss. 94 Per tale ragione si dovrebbe reputare che sia idonea a dare la prova del diritto vantato la produzione del documento di trasporto firmato dal debitore che prenda in consegna il bene venduto insieme a altre circostanze. 95 Trib. Milano, 12 dicembre 2006, cit. 96 Cfr. VIGNERA, Considerazioni sul processo dingiunzione, in Riv. dir. proc., 2001, p. 188, il quale reputa che la prova scritta necessaria ai fini della concessione della provvisoria esecutivit sia quella ai sensi dellart. 2699 ss.
Tale assunto mi pare condivisibile, e come si gi indicato nel paragrafo precedente, deve costituire il presupposto indispensabile per la concessione della provvisoria esecutivit in entrambe le ipotesi contemplate dal comma 2, art. 642 c.p.c. Rientrano quindi, nella fattispecie contemplata nella norma in esame sicuramente le scritture private sottoscritte dal debitore, seppure in merito ad esse si pone il problema del disconoscimento che pu essere fatto valere solo nelleventuale giudizio di opposizione e il documento informatico, in regola con le previsioni contenute negli artt. 20, 21 del d.lgs. n. 82 del 200597. Infine, la dottrina98 si chiede se possano integrare il requisito della sottoscrizione anche le dichiarazioni di volont che non contengano formalmente la firma del debitore, come a esempio le deliberazioni assembleari che vincolano tutti i soci o i condomini, anche dissenzienti al di fuori del caso di cui allart. 63 disp. att. c.c. A mio sommesso avviso, la risposta deve essere positiva, poich reputo che il requisito della sottoscrizione richiesta dalla norma abbia come unico fine quello di potere individuare chiaramente la paternit del documento. Pertanto, qualora la stessa si possa desumere anche da altri dati, non vi ragione per negare una simile valenza al documento medesimo. 3. Gli altri casi di provvisoria esecutivit ex lege Brevemente si deve ricordare che lart. 642 c.p.c. non esaurisce i casi di provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo nella fase inaudita altera parte, poich come si gi anticipato, vi sono ipotesi99, regolate sia dal c.p.c., sia dalle leggi speciali o dal c.c., nelle quali lo stesso legislatore ad attribuire efficacia provvisoriamente esecutiva al
Sul punto si rinvia allampio esame di CONTE, in Recenti riforme del processo civile, cit., p. 1207 ss.; CATALDI, II procedimento monitorio e lopposizione a decreto ingiuntivo, cit., p. 210 ss.; ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 185 ss., la quale mette in evidenza che volendo adottare una interpretazione pi ampia possibile della norma si possa ritenere che rientrino nella norma in esame anche la posta elettronica semplice e finanche la trasmissione di short messages via telefono cellulare o lo scambio di consensi nelle c.d. chat line e la trasmissione via telefax. 98 ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 184 ss. 99 Tra i provvedimenti dingiunzione pi noti, si deve ricordare quelli previsti: 1) dallart. 611, comma 2 , c.p.c., relativamente alle spese dellesecuzione per consegna o rilascio; 2) dallart. 664, cpv, c.p.c. per i canoni di locazione dovuti dal conduttore moroso; 3) dallart. 669-septies, comma 3 , c.p.c. per le spese processuali in caso di provvedimento cautelare negativo; 4) dallart. 53, ultima parte, disp. att. c.p.c. per i compensi del custode e degli altri ausiliari del giudice; 5) dallart. 63, comma 1 , disp. att. c.c. p er i contributi condominiali (in relazione al quale si deve osservare che, come peraltro ha precisato la stessa giurisprudenza, Cass., 21 novembre 2000, n. 15017, in Foro it. online, se mancante dello stato di ripartizione potr fondare, costituisce lo stesso prova scritta per ottenere il decreto ingiuntivo); 6) dallart. 148, comma 3 , c.p.c. per i crediti di mantenimento dei figli; 7)dallart. 32, comma 4 , r.d. 28 aprile 1938, n. 1165 per le rate di affitto degli inquilini morosi agli istituti autonomi per le case popolari; 7) dallart. 168, comma 2 , d.p.r. 30 maggio 2002, n. 115 per le spettanze agli ausiliari del magistrato e per indennit di custodia; 8) lart. 1, comma 13 , d.l. 2 dicembre 1985, n. 688, in tema di pagamento per i crediti di enti previdenziali in materia di previdenza in materia di previdenza e assistenza obbligatorie; 9) lart. 3, comma 4 , l. 18 giugno 199 8, n. 192, per i crediti del subfornitore verso il committente; 10) dallart. 58, comma 2 , d.p.r. 26 aprile 1986, n. 131, per il recupero, nei confronti delle persone nel cui interesse stata richiesta la registrazione di un atto; 11) dallart. 4, comma 2 , d.l. 29 marzo 1993, n. 8 2, conv. nella l. 27 maggio 1993, n. 162, per i crediti delle imprese di autotrasporto per conto di terzi.
provvedimento del giudice. Si parla a tale proposito di provvisoria esecutivit <<originaria>>, poich la stessa rappresenta una qualit intrinseca del decreto100. Le ipotesi racchiuse in questa categoria sono varie ed eterogenee, alcune di esse fanno richiamo espressamente al procedimento monitorio ordinario, mentre altre, pur individuando uno schema similare a quello del giudizio ex art. 633 ss. c.p.c., si caratterizzano per proprie peculiarit. Tale distinguo ha condotto la dottrina101 a ritenere che in relazione al secondo caso non sia necessario alcun intervento da parte del giudice volto a fare acquisire al decreto stesso efficacia esecutiva, tanto che le parti hanno il potere di rivolgersi direttamente al cancelliere al fine del rilascio della formula esecutiva. 4. I rimedi contro i provvedimenti sulla provvisoria esecutivit inaudita altera parte: la sospensione e la revoca. Lart. 649 c.p.c. prevede la possibilit della sospensione della provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo concessa ai sensi dellart. 642 c.p.c.102 Affinch la previsione possa operare necessaria, oltre naturalmente lespressa richiesta dellopponente, la presenza di gravi motivi. Tale presupposto, il quale ricorda quello che alla base della richiesta di sospensione della provvisoria esecuzione delle sentenze, oggetto di varie interpretazioni. Secondo una parte degli autori, il menzionato requisito attiene al grave danno che il debitore potrebbe subire dalla esecuzione del decreto ingiuntivo103, mentre secondo altri, lo stesso deve essere esaminato esclusivamente in relazione alla fondatezza dell'opposizione104, divenendo quindi necessario verificare se la stessa si basi su prova scritta o di pronta soluzione.
Per unampia disamina si rimanda a SANZO, op. cit., p. 377 ss.; RONCO, Struttura e disciplina del rito monitorio, cit., p. 284 ss. 101 VIGNERA, Sulla provvisoria esecutivit ex lege del decreto ingiuntivo, passim, in particolare par. 3 e 6. 102 Sulla possibilit di estendere la previsione anche al provvisoria esecutivit emessa ai sensi dellart. 648 c.p.c, si rimanda al par. 7. 103 VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 461 ss., il quale si sofferma in modo particolare sul diverso modo di atteggiarsi del periculum; PAJARDI, op. cit., p. 107; in senso critico CEA, Spunti in tema di esecutoriet dei provvedimenti monitori, in Foro it., 2000, c. 3649 ss. 104 SANZO, op. cit., p. 412 ss.; RONCO, op. cit., p. 500 ss.; CATALDI, II procedimento monitorio e lopposizione a decreto ingiuntivo, cit., 474 ss.; CONSOLO, Dieci anni e sei riforme processuali, visti dal Corriere, 2004, p. 275 ss. In giurisprudenza: Trib. Modena, 16 gennaio 2012, in Dejure; Trib. Torino, 10 dicembre 2007, in Dejure, il quale considera che i presupposti ricordati possano operare alternativamente, nello tesso senso anche Trib. Catania, 31 agosto 1992, in Foro it., 1993, c. 584 ss., con nota di MONNINI ; mentre Pret. Termini Imerese Polizzi, 3 dicembre 1996, in Giur. it., 1998, p. 54 ss., evidenza il ruolo primario che riveste il motivo relativo alla fondatezza dellopposizione; Trib. Roma, 21 dicembre 2010, in www.ilcaso.it, listanza non pu essere intesa n come diretta ad un riesame della sussistenza dei presupposti per la concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo ex art. 642 c.p.c. n implicante la valutazione della ricorrenza, in negativo, dei presupposti previsti dallart. 648 c.p.c., poich i gravi motivi che condizionano la sospensione della provvisoria esecutivit devono concernere solo il pericolo che lesecuzione forzata del decreto ingiuntivo possa danneggiare in modo grave il debitore, con necessario riferimento, in ogni caso, alla probabile fondatezza dellopposizione.
Si discute inoltre, specialmente in giurisprudenza, se la sospensione possa basarsi sulla insussistenza dei presupposti indicati dall'art. 642 c.p.c105, oppure se possano assumere rilevanza esclusivamente circostanze successive alla sua concessione106. A parere di chi scrive, una corretta lettura della disposizione normativa necessita preliminarmente che la stessa sia coordinata con le previsioni degli artt. 642 e 648 c.p.c. Pertanto, per ragioni di razionalit del sistema, si deve reputare che la sospensione del provvedimento non possa essere adottata qualora allo stato risultino essere integrati107 comunque i presupposti per la richiesta di provvisoria esecutivit ex art. 648 c.p.c., anche qualora si accerti loriginaria inesistenza dei presupposti che avrebbero legittimato il provvedimento ai sensi dellart. 642 c.p.c. In una simile evenienza, specialmente per motivi di economia processuale, non possibile affermare che si possa procedere alla sospensione ex art. 649 c.p.c. e poi alla successiva concessione ai sensi dellart. 648 c.p.c. Inoltre, a mio sommesso avviso, stante il tenore della norma, non pu assumere alcuna rilevanza ai fini della richiesta di sospensione la mera affermazione dell'eventuale danno che l'esecuzione del decreto ingiuntivo potrebbe portare al patrimonio del debitore ingiunto, anche in relazione alle difficolt di ripetere dal creditore la somma o il bene oggetto dell'esecuzione, nel caso in cui l'opposizione si rilevasse fondata. Infatti, come rileva attenta dottrina108 , <<se l'istanza di sospensione non adduce elementi che rilevano la fondatezza dell'opposizione e l'infondatezza della pretesa creditoria, il pregiudizio al quale l'esecuzione forzata espone il patrimonio del debitore non di per s rilevante (...)>>. Pertanto, unico elemento indispensabile per la richiesta diviene, come evidente, l'accertamento del fumus boni iuris dell'opposizione. Quest'ultimo requisito priva di rilevanza ogni ulteriore elemento. Per potere formulare la richiesta di sospensione dellesecuzione, sufficiente che lopposizione sia stata notificata al creditore opposto109. La sua concessione110 disposta
GARBAGNATI, op. cit., p. 191; BALBI, op. cit., p. 13, RONCO, Struttura e disciplina del rito monitorio, cit., p. 500; Trib. Alessandria, 13 maggio 11 marzo 2004, in Giur. it., 2004, p. 2321 ss. con nota di ZIINO; Trib. Piacenza, 3 ottobre 1994, in Foro it., 1995, c. 675 ss.; Cass., 8 febbraio 1992, in Foro it. online. 106 Pret. Roma, 17 luglio 1981, in Dir. lav., 1983, p. 138 ss.; Trib. Napoli, 2 settembre 1997, in Gius, 1998, p. 1489 ss.; Trib. Latina, 20 febbraio 1996, in Giur. merito, 1996, p. 653 ss., in Foro it., 1996, c. 2339, con nota di SCARSELLI; Trib. Milano, 17 luglio 2008, cit.; il quale ritiene che la sospensione possa essere disposta nel caso di disconoscimento dellautenticit della sottoscrizione della scrittura posta a fondamento della richiesta di provvisoria esecutivit. Sul punto si rimanda anche a VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 459; contra: ARIETA, op. cit., p. 239. Per quanto riguarda eventuali vizi formali del decreto ingiuntivo, si rimanda alla disamina di SANZO, op. cit., p. 323. In giurisprudenza non si riscontrano uniformit di interpretazioni: Cass., 8 febbraio 1992, n. 1410, in Inf. prev., 1992, p. 942 ss.; Trib. Piacenza, 3 ottobre 1994, in Foro it., 1995, c. 675 ss.; Trib. Rovigo, 30 aprile 2004 e Trib. Ferrara, 9 agosto 2004, in Dir. Fall., 2005, p. 526 ss., con nota di LA ROCCA. 107 CATALDI, op. cit., p. 483; GARBAGNATI, op. cit., p. 192; BALBI, op. cit., p. 13; RONCO, op. cit., p. 500; Trib. Alessandria, 13 maggio 1997, in Giur. it., 1998, p. 54 ss.,. 108 CATALDI, Il procedimento monitorio e lopposizione a decreto ingiuntivo, cit., p. 484. 109 GARBAGNATI, op. cit., p. 191; PAJARDI, op. cit., p. 107; in giurisprudenza: Pret. Roma, 6 dicembre 1982, in Dir. lav., 1983, p. 138. 110 Lordinanza de qua ha natura di provvedimento interinale e non suscettibile di pregiudicare la sentenza di merito. Sul punto si rimanda a VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 457 e, in giurisprudenza, a Cass., 5 agosto 1997, n. 7211, in Dejure; Cass., 1 settembre 1997, n. 8330, in Rep. Foro it., 1997, voce <<Ingiunzione>>, n. 74; Corte cost., 17 giugno 1996, n. 200, in Foro it., 1997, c. 389 ss.)
con ordinanza dal giudice istruttore111, richiede necessariamente il previo contraddittorio tra le parti112 e pu essere anche concessa prima delludienza di trattazione ex art. 183 c.p.c.113, ma non oltre quella di precisazione delle conclusioni114. A mio sommesso avviso, stante il silenzio normativo, ammissibile comunque una sospensione solo parziale115 o limitata nel tempo cos come ha stabilito una giurisprudenza di merito116. Lordinanza di sospensione impedisce lesecuzione di ulteriori atti esecutivi, ma non incide su quelli gi compiuti o sulleventuale iscrizione ipotecaria117. In considerazione dellinequivocabile dettato normativo, non si reputa de iure condito, nonostante levidente disparit di trattamento che si viene a creare con la previsione di cui allart. 624 c.p.c.118, che il provvedimento di accoglimento della sospensione possa essere n modificabile n reclamabile in alcun modo119, ivi compreso il reclamo cautelare120, neppure se contenga la revoca dellesecuzione121. Ritengo invece, in virt del silenzio normativo sul punto, che sia riproponibile, qualora vi sia un mutamento delle circostanze, listanza in caso di rigetto122. Discussa infine la possibilit da parte dellopposto di prestare una cauzione al fine di evitare la sospensione123. Diversamente la dottrina esclude che la concessione della
Trib. Vercelli, 17 marzo 1993, in Foro it., 1994, c. 1225, con nota di MONNINI; anteriormente alla designazione del giudice istruttore, una parte della dottrina reputa che listanza vada formulata al presidente (BUCOLO, La sospensione dellesecuzione, I, Milano, 1975, p. 213; GARBAGNATI, op. cit., p. 191; ANDRIOLI, op. cit., p. 87; CARNELUTTI, Note in margine alle nuove leggi processuali, in Riv. dir. proc., 1947, p. 64 112 Contra: Trib. Roma, 27 novembre 2003, in Giur. merito, 2004, p. 699 ss.; Trib. Bologna, 9 ottobre 2002, inedita, con nota di PORCELLI, La sospensione della provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo anteriormente alla prima udienza di comparazione, in Riv. trim. dir e proc. civ., 2004, p. 1153 ss. si veda anche Corte cost., 28 luglio 1988, n. 936, in Dir. e prat. lav., 1988, p. 2754 ss. 113 PORCELLI, op. cit., p. 1162 ss.; ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 193. 114 Cos anche SANZO, op. cit., p. 426. 115 CATALDI, La provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo, cit., p. 198 ss. 116 Trib. Bologna, 12 giugno 1980, in Giur. it., 1980, p. 563 ss. 117 Proprio limpossibilit tipica dellordinanza di sospensione di non consentire leliminazione degli effetti esecutivi gi verificatesi del decreto ingiuntivo, conduce la dottrina e la giurisprudenza maggioritaria, a non includerla tra i provvedimenti cautelari. 118 Sul punto acutamente, ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 204. 119 Trib. Torino, 2 aprile 2010, in Giur. mer., 2011, p. 1585 ss. 120 PAJARDI, op. cit., p. 108; SANZO, op. cit., p. 427. Inoltre degna di nota la posizione critica di M. DE CRISTOFARO, Il nuovo processo civile <<competitivo>> secondo la l. n. 80/05, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 2006, p. 181, nota 19. In giurisprudenza, a titolo esemplificativo si ricorda: Cass., 18 gennaio 2005, n. 905, in Rep. Foro it., 2005, voce <<Ingiunzione>>, n. 54; Cass., 4 settembre 2004, n. 17915, ivi, voce <<Ingiunzione>>, n. 59; Cass. 14 luglio 1995, n. 548, ivi, 1995, voce <<Ingiunzione>>, n. 53; Cass., 25 febbraio 1995, n. 2173, in Dejure; in tema di reclamo cautelare Trib. Arezzo, 15 dicembre 2011, in Dejure; Trib. Arezzo, 28 luglio 1999, in Foro it., 2001, c. 2699; Trib. Venezia, 4 aprile 2000, ivi, c. 3644, con nota critica di CEA; Trib. Lamezia Terme, 29 marzo 1996, in Giur. merito, 1997, p. 284 ss.; Trib. Bologna, 2 maggio 1995, in Giur. merito, 1996, p. 436 ss. 121 Cass., 1 settembre 1997, n. 8330, cit.; Cass., 14 luglio 1995, n. 548, cit.; Trib. Vercelli, 17 marzo 1993, in Foro it., 1994, c. 1225 ss., con nota di MONNINI. 122 Nello stesso senso: FRANCO, op. cit., p. 1341 ss.; ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 205, la quale reputa sempre riproponibile listanza. In giurisprudenza: Trib. Fermo, 12 ottobre 2007, in Dir. lav. Marche, 2008, p. 321; Trib. Roma, 17 febbraio 2001, in Giust. civ., 2001, p. 2211; contra: Trib. Roma, 28 novembre 1989, in Foro it., 1990, c. 2101. 123 In senso favorevole PAJARDI, op. cit., p. 109, contra GARBAGNATI, op. cit., p. 192.
sospensione possa essere subordinata dal pagamento da parte del debitore di una cauzione124. La norma nulla dice, invece, in relazione alla possibilit della revoca da parte del giudice dellopposizione della clausola di provvisoria esecutivit concessa ai sensi dellart. 642 c.p.c., qualora, in sede di giudizio di opposizione, venga rilevata la sua erronea concessione da parte del giudice della fase inaudita altera parte e non vi sono, allo stato, motivi per fare persistere tale clausola125. Il problema, come gi evidenziato nelle pagini precedenti, ha una grande rilevanza pratica, poich la mera sospensione, a differenza della revoca, opera solo ex nunc, lasciando intatti gli atti esecutivi gi compiuti126 . Sul punto si aperto un accesso dibattito in dottrina e giurisprudenza. Secondo una prima interpretazione, avvallata anche delle pronunce del Giudice delle leggi127, non sarebbe ammissibile la revoca della clausola relativa alla provvisoria esecutivit128, poich il dettato normativo nulla prevede sul punto. Ad altra conclusione invece giunge unaltra opzione ermeneutica129, la quale reputa ammissibile lapplicabilit di
EBNER-FILADORO, Manuale del procedimento dingiunzione, Milano, 1985, p. 155; CATALDI, op. cit., p. 489; contra: Trib. Biella, 29 agosto 1955, in Giur. it., 1956, c. 38 ss. 125 Sul punto si cfr. Trib. Taranto, 27 dicembre 1983, in Giur. it., 1984, c. 595, il quale rileva in una simile fattispecie limpossibilit di ottenere un provvedimento durgenza. 126 Trib. Nocera Inferiore, 19 agosto 2005, in Dejure. In relazione alla iscrizione di ipoteca reputo di condividere la posizione di coloro che sostengono limpossibilit della sua cancellazione tramite un provvedimento di mera revoca, poich la medesima, ai sensi dellart. 2884 c.c., pu essere disposta solo con sentenza passata in giudicato o con altro provvedimento definitivo. Nello stesso senso: CONTE, Commento critico allart. 642 c.p.c. novellato, cit., par. 4; sembra propendere per unapertura ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 190; in senso favorevole: PROTO PISANI,Il nuovo art. 11 Cost. e il giusto processo civile, in Foro it., 2000, c. 246 ss.; sul tema si rimanda anche a CONSOLO, Lipoteca giudiziale ex art. 655 c.p.c.: un istituto davvero manifestamente in regola con gli artt. 3 e 24 Cost?, in Resp. civ. e prev., 1989, p. 560, in nota a Corte cost., 19 gennaio 1998, n. 37; in giurisprudenza a favore della cancellazione: Trib. Ancona, 18 febbraio 2003, in Foro it., 2003, c. 1589, con nota di CEA; mi pare anche Cass., 21 novembre 2006, n. 24746, in Nuova giur. civ., 2007, p. 1035, con nota di COMOGLIO. 127 La Corte costituzionale pi volte interpellata per giudicare la legittimit costituzionale della norma ha sempre espresso parere negativo, rilevando che la mancanza della previsione dellistituto della revoca non viola alcun principio costituzionale: Corte cost., 17 giugno 1996, n. 200, in Foro it., 1997, c. 389, ss, con nota di SCARSELLI; Corte cost., 30 aprile 1998, n. 151, in Giur. cost., 1998, p. 1147; Corte cost., 4 dicembre 2000, n. 546, in Foro it., 2001, c. 736 ss., con nota di CEA; Corte cost., 15 maggio 2001, n. 134, in Corr. giur., 2001, p. 814 ss., con nota di CONSOLO. 128 CARPI, La provvisoria esecutivit della sentenza, Milano, 1979, p. 181; ID., Linibitoria processuale, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 1975, p. 181; GARBAGNATI, op. cit., pp. 194-195; ANDRIOLI, op. cit., p. 89 ss.; TOMEI, op. cit., p. 578; mi pare anche BALBI, op. cit., p. 13; BUCOLO, Limiti ed interferenze tra lopposizione ad ingiunzione e lopposizione allesecuzione promossa a seguito di sospensione ex art. 649 c.p.c, in Giur. it., 1970, c. 789 ss.; MONTELEONE, voce Esc. provv.,in Dig. it., sez. civ. Agg., Torino, p. 369; MANDRIOLI, op. cit., p. 43; VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 464 ss. In giurisprudenza: Cass., 7 maggio 2002, n. 6546, in Rep. Foro it., 2002, voce <<Ingiunzione>>, n. 75; Cass., 3 maggio 1991, n. 4866, in Giur. it., 1992, p. 744; App. Bologna, 5 agosto 2005, in Giur. it., 2006, p. 1680 ss.; Trib. Piacenza, 3 ottobre 1994, in Foro it., 1995, p. 675; Trib. Cremona, 3 luglio 1981, in Banca, borsa tit. cred., 1982, p. 311 ss., con nota di SALANITRO; Trib. Torino, 2 aprile 2010, cit. 129 ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 190 ss.; VACCARELLA, SASSANI, <<Revoca>> e sospensione dellesecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo opposto, in Giur. it., 1995, p. 10 ss., i quali rilevano, tuttavia, linconsistenza della tesi, tra le differenze e le identit dei termini revoca e sospensione; PROTO PISANI, Lezioni di diritto processuale civili, Napoli, 2010, p. 560; ID, Il nuovo art. 111 Cost. e il giusto processo civile, in Foro it., 2000, c. 246 ss. RONCO, op. cit., p. 505 ss., il quale sarebbe favorevole allinserimento di tale previsione, ma, evidenza che de iure condito, non possibile una lettura in tale senso; nel medesimo senso, SANZO, op. cit., p. 433; CAPPONI VERDE, op. cit., p. 295 ss., i quali rilevano che il provvedimento de quo possa essere adottato sia prima dellinizio dellesecuzione sia a esecuzione intrapresa, anche se, stante
siffatto istituto. A sostegno di tale assunto si invocano una serie di indici130: lesigenza di parit delle armi tra le parti ai sensi dellart. 111 Cost.131; la pacifica ammissibilit della sospensione prima dellinizio dellesecuzione; la revocabilit della ordinanza disposta ai sensi dellart. 186 ter c.p.c. e da ultimo, alla luce della novella dellart. 642 c.p.c., la necessit di offrire una adeguata tutela al creditore in seguito al potenziamento delle ipotesi di provvisoria esecutivit inaudita altera parte. Infine, una parte della dottrina132 reputa che un valido ausilio per risolvere il menzionato problema possa derivare dalla nuova disciplina dellart. 624, comma 3 , c.p.c. A parere di chi scrive, indipendentemente dalla tesi che si reputa di abbracciare, evidente che il codice di rito in relazione alla fattispecie de qua contenga una rilevante lacuna. Pertanto, de iure condito, oltre allauspicio di un cambiamento di posizione da parte delle Corti supreme, reputo che, anche alla luce dellampliamento dei casi di provvisoria esecutivit inaudita altera parte, sia necessario procedere, come peraltro, gi sostenuto da una giurisprudenza di merito, a una <<lettura atecnica>> 133 dellart. 649 c.p.c., che consenta anche di reputare ammissibile la revoca della clausola di provvisoria esecutivit emessa ai sensi dellart. 642 c.p.c. opportuno precisare, tuttavia, che il giudice pu procedere alla revoca della clausola di provvisoria esecutivit solo nel caso in cui accerti concretamente che la concessione della medesima sia avvenuta in dispregio dei requisiti previsti dallart. 642 c.p.c. Ci al fine di evitare che si possa realizzare il timore evidenziato dai sostenitori della tesi contraria, e cio quello di continue modificazioni del patrimonio del debitore e del creditore. Non si pu sottacere, tuttavia, che il vero problema poi quello di individuare un mezzo di controllo sulla revoca, stante il silenzio normativo sul punto134.
il tenore della norma, non reputano possibile, ladozione di un vero e proprio provvedimento di revoca. In giurisprudenza si riscontra il parere favorevole delle corti di merito: Trib. Roma, 12 maggio 2006, in Giur. mer., 2006, p. 2642 ss, con nota di SICILIANO; Trib. Larino-Termoli, 24 giugno 2002, ivi, 2004, p. 699 ss.; Trb. Messina, 15 febbraio 2005, in Foro it., 2005, p. 1227; Trib. Ancona, 18 febbraio 2003, cit.; Trib. Verona, 7 maggio 2002, in Giur. mer., 2003, p. 48 ss.; Trib. Latina, 14 febbraio 2000, in Corr. giur., 2001, p. 811, con nota di CONSOLO; Trib. Arezzo, 28 luglio 1999, in Foro it., c. 2699 ss.; Trib Messina, 15 febbraio 2005, in Foro it., 2005, c. 1227 ss. Trib. Lecco, 27 luglio 1986, in Giur. merito, 1988, p. 79 ss., con nota di TOTO, che reputa revocabili solo le ordinanze di rigetto stante il tenore della norma; Trib. Alessandria, 23 dicembre 1994, in Giur. mer., 1995, p. 708 ss., con nota RICCARDI; Trib. Alessandria, 13 maggio 1997, in Giur. it., 1998, p. 54 ss., con nota di ZIINO; Trib. Rimini, 20 dicembre 1966, in Giust. civ., 1967, p. 1027 ss.; anche con riferimento a una revoca parziale, cfr., Trib. Roma, 27 novembre 2003, cit. 130 Gli indici sopra ricordati sono quelli, che a mio parere, appaiono pi convincenti per sostenere lammissibilit della revoca. Tuttavia si deve, per completezza, rilevare che la dottrina ha individuato anche degli ulteriori, come a esempio, la possibilit di giungere a tale conclusione in forza della previsione di cui allart. 669-sexies c.p.c. (SCARSELLI, Ancora sulla legittimit costituzionale dellirrevocabilit con ordinanza delle provvisoria esecutizione del decreto ingiuntivo, in Foro it., 1997, p. 389 ss.) 131 VIGNERA, Considerazioni sul processo dingiunzione, in Riv. dir. proc., 2001, p. 192; BALBI, op. cit., p. 3. 132 ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 193. 133 Trib. Alessandria, 13 maggio 1997, cit. Nello stesso senso, in dottrina, MONNINI, Art. 649 c.p.c.: interpretazioni vecchie e nuove circa lammissibilit della revoca della clausola di provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo, in Foro it., 1994, c. 1225 ss.; MUTARELLI, Allesame della Consulta il problema della revocabilit della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo, in Corr. giur., 1996, p. 569 ss.; RICCARDI, Revoca dellesecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo: art. 649 c.p.c. e principio di eguaglianza, in Giur. mer., 1995, p. 709; VIGNERA, Considerazioni sul processo dingiunzione (rilievi generali e profili istituzionali), cit., p. 194, il quale esclude categoricamente che il termine <<sospensione >> sia stato usato in modo tecnico; FURNO, La sospensione del processo esecutivo, Milano, 1953, p. 45 ss. 134 ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 193.
La concessione della provvisoria esecutivit ex art. 648 c.p.c.: i 5. presupposti Lart. 648 c.p.c. consente che lingiunzione non esecutiva ab origine, possa, al verificarsi di determinati presupposti, divenire titolo esecutivo, attribuendo quindi allopposto, nonostante, la pendenza del giudizio di opposizione, la possibilit di ottenere dallopponente quanto dovuto in virt dellaccertamento contenuto nel decreto ingiuntivo. Loperativit di siffatta previsione, come prevede il comma 1 , oltre a essere subordinata alla discrezionalit del giudice istruttore, condizionata al verificarsi alternativamente di due presupposti, e cio che le difese dellopponente non siano fondate su prova scritta o di pronta soluzione. Inoltre, il comma 2 , cos come modellato in seguit o allintervento della Consulta135, prevede che il giudice possa concedere la provvisoria esecutivit al decreto ingiuntivo, opposto, anche qualora il convenuto offra cauzione per lammontare delle eventuali restituzioni, spese e danni. Per quanto concerne propriamente i presupposti delineati dal comma 1 , della norma de qua, necessario rilevare che il riferimento al requisito della prova scritta deve essere inteso ai sensi degli artt. 2699 c.c. ss.136, quindi in base alle regole ordinarie. Conseguentemente, la prova scritta richiesta allopponente, al fine di evitare lesecutoriet del decreto ingiuntivo, non corrisponde alla c.d. prova <<attenuata>> richiesta alla sua controparte dallart. 634 c.p.c. per la concessione della ingiunzione, bens una prova qualificata137. Tale differenza, come logico dedurre, dipende essenzialmente dalla natura del procedimento e dal relativo accertamento che lo stesso destinato a produrre138. Ovviamente, se lopposizione si fonda sul disconoscimento della firma della documento prodotto nella fase inaudita altera parte, oppure sulla eccezione di nullit del contratto o sulla prescrizione, non potr essere concessa la provvisoria esecuzione del decreto opposto139. In relazione al secondo presupposto delineato dal comma 1 , si deve rilevare lesistenza di un contrasto nelle posizioni degli interpreti: secondo alcuni, infatti, la
Corte cost., 4 maggio 1984, n. 137, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 1985, p. 824 ss., con nota di MARZOCCHI; in Riv. dir. proc. 1985, p. 1, con nota di GARBAGNATI, in Foro it., 1984, c. 1775, con nota di PROTO PISANI, in Giur. it., 1985, c. 398, con nota di CONSOLO, in Nuov. l. civ. comm., 1985, p. 585, con nota di BALBI. 136 Per alcuni esempi di prove scritte si rimanda a VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 414 ss.; CATALDI, La provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo, cit., p.p. 96 ss.; RONCO, op. cit., p. 479 ss.; in giurisprudenza si rimanda a Trib Ancona, ord., 9 aprile 2005, in Riv. internet, 2005, p. 377 ss., la quale rileva che la corrispondenza intercorsa per fax ed e-mail pu costituire prova idonea a paralizzare le richiesta di provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo opposto ai sensi dellart. 648 c.p.c. Infine, in merito al disconoscimento della scrittura privata prodotta, si cfr. Corte cost., ord., 4 novembre 1987, n. 379, in Giur. cost., 1987, p. 2758, la quale ha dichiarato manifestamente inammissibile la questione del combinato disposto degli artt. 648, comma 1 , c.p.c. e 216, c omma 1 , c.p.c., nella parte in cui consente al Giu dice istruttore di concedere la provvisoria esecuzione al decreto ingiuntivo , anche nel caso in cui lopposizione sia fondata su prova scritta costituita da scrittura privata proveniente dal creditore ingiungente che labbia disconosciuta. 137 Cfr. Trib. Parma, 12 luglio 1983, in Riv. dir. proc., 1984, p. 376 ss. 138 In tal senso CATALDI,op. ult. cit.,p. 98. Invece non reputa che di per s si possa verificare una disparit di trattamento VERDE-CAPPONI, Profili del processo civile, Napoli, 2006, p. 292. 139 Cos anche CONTE, La prova nel procedimento per decreto ingiuntivo e nellistanza di ingiunzione ex art. 186 ter, in Riv. dir. proc., 1999, p. 515.
<<pronta soluzione>> deve essere riferita esclusivamente alla prova, secondo altri140, invece, deve riferirsi alla globalit dellopposizione141. A mio sommesso avviso, il concetto di <<pronta soluzione>> deve essere inteso, utilizzando le parole della dottrina142, <<in senso temporalmente relativo>>, poich lo stesso deve essere valutato prescindendo dalle disfunzioni del sistema giudiziario. Non si configura invece una pronta soluzione nel caso in cui la discussione della stessa, relativamente alla provvisoria esecutivit, possa avvenire in tempi veloci143, senza la necessit di dovere porre in essere una lunga o complessa istruttoria. Ci si pu verificare quando la decisione dipenda dallesame, per esempio, di fatti notori, pacifici144 oppure si basi essenzialmente sullesame di prove documentali145. Pare opportuno precisare che, come gi rilevato, la non pronta soluzione della fase di opposizione si pu verificare sia quando vi sia bisogno di istruire le difese del convenuto in senso sostanziale, ma anche quando vi sia la necessit di istruire la domanda principale146. Pertanto, evidente che la prova dei fatti costitutivi sia sempre una condizione indispensabile affinch possa scattare per il creditore la possibilit di anticipare lesecuzione forzata alla cognizione completa del merito147. Conseguentemente, anticipando le osservazioni che seguiranno, ai fini della concessione della provvisoria esecuzione del decreto ingiuntivo indispensabile prima di
Sul punto si cfr. RONCO, op. cit., p. 480, nota n. 13; GARBAGNATI, op. cit., p. 178 ss. PAJARDI, op. cit., p. 103; in giurisprudenza, Trib. Milano, ord., 1 o ttobre 1991, in Riv. dir. proc., 1993, p. 598 ss., con nota di GUARNIERI, Trib. Cagliari, ord., 29 aprile 1991 e ord., 15 aprile 1993, entrambe in Riv. giur. sarda, 1994, p. 360, con nota di ZUDDAS. 142 Lespressione di ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 195. Sul punto si cfr. SANZO, op. cit., p. 301 e VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., pp. 419-420; CATALDI, Il procedimento monitorio e lopposizione a decreto ingiuntivo, cit., p. 431, il quale rileva linconsistenza del distinguo, poich indipendentemente dalla soluzione che si reputa di abbracciare, la conclusione sostanziale non cambia <<dunque se la difesa che si fonda sulla carenza istruttoria del credito ingiunto - sia classificata come eccezione di pronta soluzione, e quindi come mancanza di un presupposto negativo dellopposizione per la concessione dellesecutivit provvisoria, o sia catalogata invece come difetto di un presupposto positivo del credito, sfornito della certezza necessaria di un accertamento sommario ma interno al giudizio di cognizione pendente conduce sicuramente al rigetto dellistanza proposta ai sensi dellart. 648 c.p.c.>>; CONTE, op. cit., p. 516. 143 Sul punto, VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 418 ss.; PROTO PISANI, Lezioni di diritto processuale civile, Napoli, 2010, p. 559. 144 GARBAGNATI, op. cit., p. 179. 145 Cfr. ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 195, la quale non reputa che ricorra questa possibilit nel caso in cui il giudizio deve essere sospeso per pregiudizialit. Cfr. Trib. Latina, ord., 20 febbraio 1996, in Foro it., 1996, c. 2339 ss. 146 Pertanto si deve ritenere che lesecuzione provvisoria vada negata allorch il giudice possa ritenere fondata lopposizione, senza necessit di dar luogo ad unistruzione probatoria. Sul punto cfr. GARBAGNATI, Il procedimento dingiunzione, cit., pp. 181-182; contra ANDRIOLI, op. cit., p. 84 ss. Cfr. sul punto: Trib. Bari, 5 aprile 2005, in www.giurisprudenzabarese.it., secondo la quale va concessa la provvisoria esecutivit del decreto opposto ai sensi dellart. 648, comma 1 , c .p.c., qualora lopponente abbia eccepito principalmente la illegittimit delle modalit di calcolo degli interessi passivi sul proprio conto corrente bancario, non essendo lopposizione fondata su prova scritta n di pronta soluzione. 147 Cos, VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 422 ss.; SCARSELLI, Brevi note in tema di art. 648, comma 1 , c.p.c. e di rapporti cronologici fra processo a cognizione piena ed esecuzione forzata, in Riv. trim. dir e proc. civ., 1990, p. 1378 ss.; RONCO, op. cit., p. 481 ss. e a p. 79, ove i legge che la concessione del provvedimento ai sensi dellart. 648 c.p.c. deve soggiacere agli stessi requisiti previste per le ordinanze anticipatorie di condanna; LUISO, op. cit. p. 146; VIGNERA, Considerazioni sul processo dingiunzione,cit., p. 185 ss.; COLLA, op. cit., p. 408 ss.
tutto procedere a una verifica dellesistenza almeno potenziale del diritto affermato dal creditore. Quanto ut supra precisato, consente di addentrarci in un altro problema sollevato dagli interpreti, e cio se i presupposti delineati dallart. 648, comma 1 , c.p.c. esauriscano i requisiti necessari per la concessione della provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo. Alcune pronunce della Consulta non pi recenti148, hanno ascritto al provvedimento de quo natura latu sensu cautelare, ritenendo che, oltre ai requisiti indicati, fossero necessari quelli tipici richiesti per la concessione del provvedimento cautelare, il fumus boni iuris149 e il periculum in mora150. A mio sommesso avviso, tale tesi non pu trovare accoglimento in virt del tenore della stessa norma. Questultima non fa alcun riferimento allesistenza di un eventuale grave pericolo ai fini della concessione della provvisoria esecutivit151. Argomentare in senso contrario, vorrebbe dire correre il rischio di consentire ladozione della ordinanza de qua anche in casi di pronta soluzione dellopposizione, o, viceversa, negarla quando lopponente offra prova scritta. Inoltre, il provvedimento concesso ai sensi dellart. 648 c.p.c., come si vedr, non pu essere soggetto ad alcun riesame; a differenza dei provvedimenti tipicamente cautelari.
Corte cost., 25 maggio 1989, n. 295, in Foro it., 1989, c. 2391 ss., con nota di PROTO PISANI, fortemente critico, poich rileva che il tema con cui si doveva misurare la Corte era quello o meno della legittimit o no della condanna con riserva delle eccezion non fondate su prova scritta o di pronta soluzione; Corte cost., 4 maggio 1984, n. 137, in Foro it., 1984, c. 1775 ss., con nota di PROTO PISANI; in Giust. civ., 1984, p. 2029 ss., con nota di CECCHELLA. Si verifica tuttavia un apparente cambiamento di rotta in Corte cost., 10 luglio 2007, n. 306, in www.cortecostituzionale.it, la quale considera il fumus dellopposto come mero elemento di comparazione rispetto ai requisiti delineati dallart. 648 c.p.c. In dottrina rileva limportanza del periculum in mora: FORNACIARI, La provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo opposto e lordinanza provvisoria del rilascio tra tutela cautelare e tutela giurisdizionale differenziata, in Riv. trim. dir e proc. civ., 1994, p. 1007 ss., il quale rileva che siffatta ricostruzione permette di risolvere agevolmente due situazioni che nella realt si potrebbero verificare, e cio, in primis, limpossibilit per lopponente di offrire una prova scritta o di pronta soluzione, e in secundis, il rischio pe lopposto di dovere subire un inversione dellonere della prova nel caso in cui lopponente neghi semplicemente lelemento costitutivo del credito. 149 La dottrina orientata in senso favorevole (cfr. nota 142). Per quanto concerne la giurisprudenza Trib. Torino, 21 febbraio 2007, in Corr. mer., 2007, p. 841 ss.; Trib. Salerno, 6 maggio 2004, in Giur. mer., 2004, p. 2444 ss.; Trib. Alessandria, 13 maggio 1997, in Giur. it., 1998, p. 54 ss.; Trib. Firenze, 2 agosto 1991, in Foro it., 1992, c. 1935, con nota di MONNINI; Trib. Roma, 7 agosto 1991, ivi, 1992, c. 1933 ss., con nota di MONNINI; Trib. Catania, 31 agosto 1992, in Rep. Foro it., 1993, voce <<Ingiunzione>>, n. 54. 150 In dottrina si dubita sulla necessit di valutare detto requisito (per tutti si rimanda a VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p.423 ss., in senso favorevole FORNACIARI, La provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo opposto e lordinanza provvisoria di rilascio tra tutela cautelare e tutela giurisdizionale differenziata, in Riv. trim. dir. e proc. civ., 1994, p. 1012 ss., il quale ritiene necessario individuare il periculum in mora per ragioni prettamente di ordine costituzionale; CAPONI MERLIN, Sulla reclamabilit delle ordinanze sulla provvisoria esecutoriet del decreto ingiuntivo ex art. 648 c.p.c., in Corr. giur., 2005, p. 705, ove Caponi afferma che nel caso delineato dallart. 648, comma 1 , c.p.c. non necessario procedere allindagine del periculum in mora in concreto da parte del giudice, poich tale valutazione gi stata compiuta in astratto dal legislatore al momento della previsione legislativa. Lo stesso comunque riconduce la previsione de qua nellmbito delle condanne con riserva. CONTE, La prova nel procedimento per decreto ingiuntivo e nellistanza di ingiunzione ex art. 186 ter, cit., p. 521, il quale rileva che lunico modo per ritenere doveroso lesame del periculum in mora nella concessione del provvedimento ex art. 648 c.p.c. quello di reputarlo in re ipsa nel ritardo) e anche nella giurisprudenza di merito si riscontra perplessit (Trib. Vercelli, 18 aprile 1991, in Foro it., 1991, c. 2535, Trib. S. Maria di Capua Vetere, 30 settembre 1999, Gius, 2000, p. 1373 ss.; Trib. Lucca, 17 marzo 1984, ivi, p. 1615 ss.; Pret. Vercelli, 25 novembre 1993, in Giur. it., 1994, p. 535, con nota di CAVALLINI, Trib. Catania, 31 agosto 1992, cit. 151 In tale senso BALBI, op. cit., p. 18.
Per di pi, la ratio sottesa alla disciplina dettata in merito alla provvisoria esecuzione, a parere di chi scrive, si pone in perfetta armonia, con quella che caratterizza lintero giudizio monitorio, e cio di consentire al creditore che dia prova delle proprie ragioni di potersi munire velocemente di un titolo esecutivo152. In questa ricostruzione il periculum in mora assume una rilevanza davvero marginale. Pertanto, a mio sommesso avviso, deve trovare accoglimento la tesi di coloro153 che, valorizzando la natura anticipatoria del provvedimento, lo qualifichino come uno dei pochi esempi di ordinanza di condanna con riserva contemplati nel nostro codice di rito. La bont di tale conclusione deriva da un lato dal fatto che, come peraltro risulta dallanalisi dei presupposti per la sua concessione, il provvedimento de quo pu essere adottato dal giudice solo qualora lo stesso acquisisca, rispetto alla situazione sostanziale a lui sottoposta, elementi, idonei a fare propendere, almeno allo stato dei fatti, per una futura pronuncia di rigetto dellopposizione, dallaltro dalla funzione propria della stessa ordinanza, e cio quella di anticipare gli effetti esecutivi derivanti dalla sentenza definitiva. Conseguentemente, il giudice nel momento in cui verifica lesistenza di uno dei requisiti contemplati dalla norma suddetta, deve altres procede alla verifica della esistenza del diritto fatto valere dallopposto. I problemi prospettati in relazione al comma 1 del la norma de qua si ripresentato con riferimento al comma 2 , nonostante lintervent o della Consulta. Infatti, ridotta la cauzione a mero presupposto aggiuntivo, il giudice sempre chiamato, a mio avviso, a procedere allesame degli elementi indicati nel comma 1 dellart. 648 c.p.c.154. Conseguentemente, lofferta della cauzione non pu costituire da sola elemento sufficiente a fare ottenere la provvisoria esecutivit al decreto ingiuntivo opposto. Non si pu tuttavia sottacere che, una parte della dottrina e della giurisprudenza155, reputa che la prestazione della cauzione possa, invece, costituire un elemento che, unitamente ad altre risultanze istruttorie, sia in grado di integrare il fumus delle ragione vantate dal creditore. Indipendentemente dalla tesi che si reputa di accogliere156, a mio avviso, non si deve mai dimenticare che, al fine di individuare la ratio della previsione menzionata, necessario rifarsi al dettato normativo, dal quale si presume chiaramente che la stessa svolge la funzione di garantire esclusivamente la restituzione di quanto la parte ingiunta abbia ingiustamente pagato, in caso di revoca del decreto ingiuntivo. Fattispecie che
PROTO PISANI, Appunti sulla tutela sommaria (note de iure condito e de iure condendo), in I processi speciali, in Studi offerti a Virgilio Andrioli dai suoi allievi, Napoli, 1979, p. 311 ss. 153 In tal senso, ex multis, SCARSELLI, op. cit., p. 1363 ss.; PROTO PISANI, op. cit., p. 559; VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 424; LUISO, op. cit. p. 146; CARRATTA, Profili sistematici della tutela anticipatoria, 1997, p. 152, a cui si rimanda per unampia disamina dellistituto, il quale peraltro reputa alla ordinanza de qua, stante il silenzio della legge, applicabile la previsione di cui allart. 653 c.p.c. in caso di estinzione del giudizio. 154 RONCO, op. cit., p. 485; GARBAGNATI, La dichiarazione di incostituzionalit dellart. 648, 2 comma, c.p.c., in Riv. dir. proc., 1985, p. 1 ss.; MARZOCCHI, Nuove prospettive in tema di decreto ingiuntivo: cauzione, esecuzione provvisoria e prestazioni professionale, in Riv. trim. dir e proc. civ., 1985, p. 834 ss.; VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 434 ss.; In senso contrario: VERDE-CAPPONI, op. cit., p. 291, i quali rilevano lautonomia del comma 2 rispetto al comma 1 e rep utano quindi possibile che la concessione della cauzione possa essere disposta dal giudice in assenza dei presupposti delineati dal comma 1 . 155 MARZOCCHI, op. cit., p. 834 ss.; CONSOLO, A proposito di una ingiunzione esecutiva su cauzione, in Giur. it., 1985, p. 402 ss.; PROTO PISANI, Il procedimento dingiunzione, cit., p. 304 ss.; Trib. Brescia, 18 dicembre 1986, in Riv. dir proc., 1987, p. 980 ss. 156 Interessanti spunti in CATALDI, La provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo, cit., pp. 150-151.
ricorrere nel caso in cui, per esempio, nota linsolvibilit del creditore opponente157. E quindi questo lmbito di autonoma operativit della norma menzionata. Si discute158, infine, sulla esistenza di un potere generale del giudice dellopposizione di imporre la cauzione nel momento in cui lo stesso chiamato a decidere in merito alla possibile concessione del provvedimento di provvisoria esecutivit, nonostante che lopposto non abbia manifestato alcuna disponibilit in tale senso159. A mio sommesso avviso, anche sulla base di una interpretazione solo letterale della norma, una simile eventualit deve essere esclusa160. Infine, alcune brevi battute in relazione al momento in cui pu essere richiesto e quindi emanato un simile provvedimento in corso di causa. Lart. 648 c.p.c. attribuisce la competenza a emanare il provvedimento de quo al giudice istruttore. Oggi, in virt della novella del 2005, non si discute pi sulla sua possibile concessione in sede di prima udienza161; semmai, alla luce del tenore letterale della norma, potrebbero sorgere dei dubbi sulla possibilit di una sua emanazione antecedentemente alla designazione del giudice istruttore162. A parere di chi scrive, sia a causa dellespresso riferimento al giudice istruttore che compare nella norma menzionata, sia per lassenza di rilevanza ai fini della pronuncia del periculum in mora, in linea generale, si pu concludere per linammissibilit della sua pronuncia prima della nomina del giudice istruttore163. Diversamente la provvisoria esecutivit pu essere sempre concessa nel corso del giudizio di opposizione sino al momento antecedente alludienza di precisazione delle conclusioni164. 6. Segue: il problema della provvisoria esecutivit parziale Lentrata in vigore del d.lgs. n. 9 ottobre 2002, n. 23, attuativo delle pi ampie esigenze manifestate dal legislatore comunitario nella direttiva 2000/35/Ce165, ha posto
Cass., 5 giugno 2007, n. 13069, in Dejure. Sul punto si rimanda specialmente alle osservazioni di RONCO, op. cit., p. 487 ss. 158 PROTO PISANI, op.cit., p. 304 ss.; VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 436. 159 VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 437. 160 Cos anche Trib. Rovereto, 6 aprile 2009, in Dejure. Sulle modalit della prestazione si rinvia a CATALDI, op. cit., p. 151 ss. 161 Prima in senso contrario, si ricorda: Trib. Salerno, 6 maggio 2004, in Giur. it., 1996, p. 2444; Trib. Milano, 20 luglio 1995, in Giur. it., 1996, c. 161, con nota di CONTE; Pret. Macerata, ord., 6 febbraio 1996, c. 2341 ss. e Giur. mer., 1996, p. 436 ss. 162 In senso favorevole: ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 197; CATALDI, op. cit., p. 66 ss.; SANZO, op. cit., p. 406; 163 Cos RONCO, Struttura e disciplina del rito monitorio, cit., p. 491; FRANCO, op. cit., p. 1563; critico, mi pare: VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 448 ss. 164 Sul punto ampliamente SANZO, op. cit., p. 406 ss. Cfr., Trib. Milano, 4 aprile 1997, in Giur. it., 1998, p. 945, in caso di sospensione del processo; Trib. Latina, 6 novembre 2002, in Giur. rom., 2003, p. 81 ss.; Trib. Verona, 22 aprile 2010, in Giur. mer., 2010, p. 2977 ss., ammette che il provvedimento di provvisoria esecuzione possa essere emanato anche nel caso di dichiarazione di interruzione del processo. 165 Sulla effettiva portata della Direttiva si rimanda alle osservazioni di VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 442; ZOPPELLARI, Le norme processuali del d.lgs. 9 ottobre 2001, n. 231 ed il nuovo articolo 648 c.p.c., in Studi in memoria di Angelo Bonsignori, I, Milano, 2004, p. 857 ss.
fine ai dubbi interpretativi166 relativi alla possibilit di potere richiedere la provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo relativamente a una sola parte della somma oggetto dellingiunzione. Oggi, infatti, lart. 648, comma 1 , c.p.c. ha intr odotto il dovere167 del giudice di concedere lesecuzione provvisoria del decreto ingiuntivo opposto, qualora il debitore non abbia contestato, nel merito, parte della somma portata nellingiunzione e al contempo lo stesso non abbia sollevato alcuna eccezione di rito. Tale introduzione non stata salutata con favore della dottrina168, la quale, seppure evidenziando il merito di avere posto la parola fine al dibattito giurisprudenziale sorto intorno a questa tematica, ha determinato la nascita di numerosi dubbi interpretativi, relativi, in primo luogo, ai presupposti in essa indicati, in secondo luogo alla necessit di coordinare tale previsione nel generale contesto dellart. 648 c.p.c. e, infine, in terzo luogo allesigenza di armonizzarla con gli altri strumenti di tutela del credito previsti allinterno del nostro processo civile169. Per quanto concerne i presupposti espressamente richiamati dalla novella, si devono ricordare i dubbi interpretativi sollevati dalla dottrina e dalla giurisprudenza in relazione al concetto di non contestazione: ci si chiede170, infatti, se per la sua corretta interpretazione sia necessario richiamare quanto contenuto nellart. 186 bis c.p.c. oppure sia opportuno abbracciare un concetto pi ampio fatto proprio nellmbito europeo da dove la stessa peraltro trae origine. Inoltre una parte degli interpreti reputa che la non contestazione che rileva in questa sede quella che si basa unicamente su prova scritta o di pronta soluzione171, dovendosi la seconda parte dellart. 648, comma 1 , c.p.c. 172 funzionalmente collegarsi alla prima in tema di esecutivit totale .
I fautori della tesi contraria rilevavano specialmente che era inammissibile la concessione dellesecuzione provvisoria per una somma minore di quella indicata nel decreto ingiuntivo, perch ci avrebbe comportato lesercizio da parte del giudice del potere, non attribuitogli, di sostituire o modificare il decreto (cfr., a titolo esemplificativo, Trib. Roma, 20 dicembre 1995, in Giur. mer., 1997, p. 762 ss., con nota di PICOZZA, Trib. Napoli, 20 maggio 1983, in Dir. giust., 1983, p. 605 ss.; in senso contrario: Trib. Milano, 12 marzo 1991, in Giust. civ., 1991, p. 2816 ss.; Trib. Roma, 26 aprile 1994, in Gius,1994, p. 172 ss.; Trib. Como, 17 aprile 1996, in Giur. it., 1996, p. 814 ss.; in dottrina a favore della ammissibilit, mi pare, RONCO, Struttura e disciplina del rito monitorio, cit., p. 493 ss., il quale, tuttavia, riteneva comunque ammissibile lordinanza ex art. 186 ter c.p.c.; GARBAGNATI, Il procedimento dingiunzione, cit., p. 183; CONTE, Provvisoria esecuzione (parziale) ex art. 648 c.p.c. tra disciplina dellart. 186 ter c.p.c. e regolamento di giurisdizione, in Riv. dir. proc., 1998, p. 523 ss. 167 AMEDEI, Le disposizioni processuali del d.lgs. 9 ottobre 2002, n. 231: la tutela degli interessi collettivi e le modifiche al procedimento di ingiunzione (seconda parte), in Riv. resp. civ. prev. 2003, p. 907; RONCO, Procedimento per decreto ingiuntivo, cit., p. 458. 168 E stato giustamente rilevato che lirrazionalit della previsione, poich la stessa richiede per lesecuzione parziale requisiti pi stringenti rispetto a quelli contemplati per lesecutivit parziale (AMEDEI, op. cit., p. 907 ss.). 169 ZOPPELLARI, op. cit., p. 868 ss.; ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 198 ss. 170 ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., pp. 198-199 171 In tale senso Trib. Palermo, ord., 10 dicembre 2002, in Dejure; Trib. Reggio Calabria, 13 dicembre 2004, ivi, in dottrina ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 199; AMEDEI, op. cit., p. 907 172 Contra: AMEDEI, op. cit., p. 907, il quale osserva la irrazionalit della scelta legislativa, la quale peraltro non ha risolto il pi grande problema della impossibilit di munire di esecuzione parziale il decreto ingiuntivo opposto, qualora vi sia stato un pagamento minimo dellimporto dovuto. In realt, tale situazione potrebbe determinare un reale pregiudizio solo nel caso di contestazione basata su prova scritta o di pronta soluzione (cfr. Trib. Belluno, 31 marzo 2004, in Foro it., 2006, c. 213, con nota di CEA). In un simile caso vi sarebbe una reale lesione del diritto del creditore opponente. Lunico modo per potere evitare una simile situazione abbracciare la tesi sostenuta da una parte della dottrina (ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 200; RONCO,
Questa ultima interpretazione quella che deve ritenersi corretta173, poich, in primo luogo, la menzionata previsione si trova nel pi ampio comma relativo alla esecutivit provvisoria in sede di opposizione, e, in secondo luogo, se si fosse trattato di due discipline distinte, il legislatore avrebbe espressamente previsto la non applicabilit dei criteri generali. Ci non avvenuto. Tuttavia, indipendentemente dalla opzione ermeneutica che si reputa di abbracciare, entrambe evidenziano come il legislatore abbia gravato il creditore opponente dellinspiegabile onere di dovere offrire una prova pi rigorosa al fine di ottenere una esecutivit parziale rispetto a quella necessaria per ottenere una totale. Per quanto concerne il secondo presupposto necessario procedere a delle precisazioni. La norma infatti prevede che, nonostante lassenza di alcuna contestazione del debito da parte dellopposto, non sia possibile concedere la provvisoria esecutivit parziale, qualora siano state sollevate delle eccezioni di rito, come per esempio il difetto di giurisdizione, di competenza del giudice che ha emesso il decreto ingiuntivo, di continenza o litispendenza174. Pertanto, stante il tenore letterale della previsione, sembrerebbe che, mentre possibile lesecuzione totale in presenza di vizi procedurali, non , invece, consentita, per quella parziale. Lunica interpretazione che sia idonea a garantire, per quello che possibile, razionalit alla disposizione175 quella di reputare che la presenza di vizi procedurali possa inibire il provvedimento de quo solo nel caso in cui a una sommaria valutazione del giudice questo possa risultare fondato. Altrimenti si consentirebbe il realizzarsi della assurda situazione che qualsiasi eccezione processuale delopposto, anche sollevata per meri fini dilatori, possa bloccare lesecutivit provvisoria parziale. Comunque, in un simile caso potrebbe essere disposta lesecutivit totale176. Le osservazioni compiute determinano il sorgere di due inevitabili interrogativi. Innanzitutto ci si deve chiedere se nel caso in cui non sussistano i specifici presupposti indicati per lesecutivit parziale e, invece, siano presenti solo quelli generali, il giudice possa concedere comunque la medesima e, inoltre, se possano operare le fattispecie previste dagli artt. 186 bis, ter e quater c.p.c. allinterno del giudizio di opposizione. Per quanto concerne il primo aspetto, stante il tenore della norma non reputo che la esecuzione provvisoria parziale possa operare in assenza dei requisiti speciali delineati nella norma. Opinare il contrario, seppure consente di risolvere agevolmente numerosi
op. cit., p. 461), la quale reputa sempre ammissibile lesecuzione parziale, anche in assenza della non contestazione e della presenza di vizi processuali, purch, naturalmente, lopposizione non sia fondata su prova scritta o di pronta soluzione. Si tratta di una interpretazione di grande pregio, idonea a risolvere i problemi applicativi derivanti dalla norma, ma che, a mio sommesso avviso, si scontra con il dettato normativo. 173 RONCO, Procedimento per decreto ingiuntivo, cit., p. 459, considera sufficiente ai fini dellintegrazione della non contestazione anche il mero silenzio. 174 ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 199, la quale evidenza come il legislatore abbia equiparato, con la disciplina dettata, il vizio processuale alla contestazione integrale, poich esso solo in grado di bloccare la provvisoria esecutivit. 175 Critico SANZO, op. cit., pp. 403 - 404. 176 Nello stesso senso ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 200.
interrogativi177, si scontra con il dettato normativo di segno opposto. Ritenere, infatti, che possa operare comunque la esecutivit parziale in assenza dei presupposti previsti, vorrebbe dire togliere totalmente di significato alla novella178. Non reputo che ci sia possibile. Al secondo profilo evidenziato, invece, ritengo che si possa offrire una risposta positiva179. La bont di tale conclusione deriva sia dallassenza di un espresso divieto in tale senso da parte del legislatore e dalla esplicita previsione contenuta nellart. 645 c.p.c., in virt della quale <<in seguito allopposizione il giudizio si svolge secondo le norme del procedimento ordinario davanti al giudice adito>>. Non vi sono quindi validi elementi per giungere a una diversa interpretazione. Unica eccezione a tale ammissibilit, a mio sommesso avviso, si potrebbe avere qualora il ricorso a dette ordinanze costituisca un mezzo per aggirare le regole che presiedono la concessione della provvisoria esecutivit nel procedimento dingiunzione. Diversamente, non considero che possa avere pregio la tesi di coloro che sostengono linammissibilit delle medesime, poich, nel caso di estinzione del giudizio di opposizione esisterebbero due titoli esecutivi diversi. In una simile evenienza ogni eventuale controversa pu essere risolta in sede di giudizio di esecuzione180. Unultima osservazione: la lettura offerta evidenzia come, in realt, lintroduzione della possibilit di esecuzione parziale costituisca solo una innovazione formale piuttosto che sostanziale, poich, difficilmente a causa dei gravosi presupposti potr trovare concreta attuazione181. Pertanto, de iure condendo, auspicabile un intervento armonizzatore da parte del legislatore.
In questo senso ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 200. Come nel caso ricordato poco sopra del rilievo dellesistenza del vizio processuale. 179 In dottrina e in giurisprudenza si riscontra un ampio dibattito, soprattutto in relazione allammissibilit delle ordinanze di cui agli artt. 186 bis, ter c.p.c. Diversamente meno problemi di ammissibilit determina lordinanza di cui allart. 186 quater c.p.c. (cfr. Cass., 24 marzo 2004, n. 5893, in Guida la dir., 2004, p. 95 ss.; CAMPESE, Lordinanza successiva alla chiusura dellistruzione di cui allart. 186 quater c.p.c., in Corr. giur., 1996, p. 109; CONTE, Appunti sullordinanza ex art. 186 quater c.p.c.: primi orientamenti, in Corr. giur., 1996, p. 111 ss.) In linea generale comunque si rimanda per la tesi favorevole a RONCO, op. cit., p. 460; CARRATTA, op. cit., p. 485 ss.; COLLA, op. cit., p. 424 ss., il quale reputa ammissibile tali ordinanza ad eccezione di quella prevista dallart. 186 ter c.p.c.; VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 471 ss.; CONTE, op. cit., p. 528; DI ROSA, op. cit., p. 415 ss.; Pret. Salerno, 26 novembre 1996, in Rep. Giur. it., 1997, voce <<Ingiunzione>>, n. 89; Trib., Milano, 4 aprile 1997, in Giur. it., 1998, p. 945 ss., con nota di CONTE;Trib. Roma, 20 dicembre 1995, in Giur. mer., 1997, p. 761, con nota di PICOZZA; Trib. Pistoia, ord., 12 ottobre 1994, in Foro it., 1995, c. 331 ss., con nota di CIVININI; Trib. Firenze, 21 luglio 194, in Foro it., 1995, c. 2589 ss.; Contra AMEDEI, op. cit., p. 904 ss.; In giurisprudenza a titolo esemplificativo ma non esaustivo: Trib. Biella, 14 febbraio 2000, in Giur. it., 200, p. 1194 ss.; Trib. Milano, 16 maggio 1995, in Foro it., 1995, c. 2588 ss.; Trib. Firenze, ord., 17 luglio 1998, in Giur. it., 1999, p. 2307 ss., con nota di DALMOTTO; Trib. Bologna, 14 ottobre 1994, in Riv. dir. proc., 1995, p. 1291, con nota di ROVERSI; Trib. Como, 14 aprile 1996, in Giur. it., 1996, p. 813, con nota di BELLI; Trib. Milano, 16 maggio 1995, in Foro it., 1995, c. 2588; 180 In questo senso si esprimono anche Trib. Ivrea, 5 novembre 2011, Dejure; Trib, Verona, 18 agosto 2003, in Giur. mer., 2004, p. 1118 ss.; Trib. Torre Annunziata, 19 luglio 2002, in Giur. mer., 2004, p. 37 ss; Trib. Torino, 4 febbraio 2011, in Dejure. 181 ZOPPELLARI, op. cit., p. 869 ss., il quale rileva che il legislatore interno ha travalicato il significato e la finalit stessa della normativa comunitaria. Essa, infatti, perseguiva il fine di fare in modo che ogni stato europeo avesse un procedimento che consentisse al creditore di munirsi velocemente di un titolo esecutivo.
7. Segue: strumenti di tutela nei confronti dellordinanza emessa ai sensi dellart. 648 c.p.c. I problemi gi evidenziati in relazione alla disciplina dei rimedi contro la provvisoria esecutivit del decreto ingiuntivo concesso inaudita altera parte si ripresentano sostanzialmente anche con riferimento allordinanza ex art. 648 c.p.c., poich, anche in questo caso, il legislatore definisce il provvedimento che dispone la concessione della provvisoria esecuzione non impugnabile. Inoltre, nel caso di specie, non neppure ammissibile la sospensione dellordinanza de qua182, come risulta chiaramente dallart. 649 c.p.c. La dottrina e la giurisprudenza, alla luce della previsione contenuta nellart. 648 c.p.c., sono concordi nel reputare inammissibile ogni forma di riesame da parte di altro giudice, compreso sia il ricorso straordinario per Cassazione, essendo lordinanza carente del requisito della definitivit183, sia quello cautelare ai sensi dellart. 669-terdecies c.p.c.184 Per quanto concerne propriamente questo ultimo provvedimento, la tesi negativa trova il suo fondamento in numerose ragioni sia ermeneutiche che sistematiche, tra le quali si possono ricordare specialmente, lassenza di natura cautelare del provvedimento de quo e la non riconducibilit del medesimo allinterno dellelencazione contenuta nellart. 669-quaterdecies c.p.c.185. La giurisprudenza non reputa ammissibile nei confronti del medesimo neppure la proposizione di una opposizione allesecuzione186e neanche che il provvedimento possa
In senso contrario RONCO, Struttura e disciplina del rito monitorio, cit., p. 498. GARBAGNATI, op. cit., p. 189; SATTA, op. cit., p. 92; ANDRIOLI, op. cit., p. 86. In giurisprudenza: Cass., 26 luglio 2004, n. 14051, in Rep. Foro it., voce <<Ingiunzione>>, n. 58; Cass., 20 novembre 2001, n. 14617, in Foro it. online; Cass., 13 marzo 1996, n. 2109, in Foro it.online; Cass., 30 dicembre 1994, n. 11324, in Rep. Foro it., 1994, voce <<Ingiunzione>>, n. 46; Cass., 2 marzo 1990, n. 1645, ivi, 1990, voce <<Ingiunzione>>, n. 46; Cass., 4 maggio 1982, n. 2743, in Foro it., 1982, c. 1255 ss.; Cass., 10 luglio 1990, n. 7200, in Arch. civ., 1990, p. 1127 ss.; Cass., 26 gennaio 1988, n. 675, in Dejure; 30 gennaio 1987, n. 880, in Dejure. Non assume alcuna rilevanza inoltre che per leventuale diniego o concessione del provvedimento ex art. 648 c.p.c. abbia dovuto conoscere di questioni di merito rilevanti (in tale senso FRANCO, op. cit., p. 1565). 184 Cfr., Trib. Parma, 23 giugno 2006, in Giur. it., 2007, p. 1478 ss., con nota di BIANCHINI; Trib. Lamezia Terme, 29 marzo 1996, in Giur. mer., 1997, p. 284; Trib. Roma, 8 maggio 1995, in Foro it., 1995, c. 2262 ss.; Trib. Bologna, 2 maggio 1995, in Giur. mer., 1996, p. 436; Trib. Lecce, 10 novembre 1993, in Foro it., 1994, c. 885. Neppure ammesso il regolamento di competenza. In giurisprudenza: Cass., 15 giugno 2006, n. 13765, in Foro it. online; Cass., 5 settembre 2002, n. 12949, ivi; Cass., 14 ottobre 1995, n. 10757, ivi; Cass., 9 febbraio 1994, n. 1344, in Giur. it,., p. 1141 ss. 185 Questi elementi non sono considerati decisivi da una parte della dottrina MERLIN, Sulla reclamabilit delle ordinanze sulla provvisoria esecutoriet del decreto ingiuntivo ex art. 648 c.p.c., in Corr. giur., 2005, p. 705 ss.,la quale propende in favore dellapplicabilit del reclamo cautelare in ragione delle identit di funzioni del provvedimento ex art. 648 c.p.c. e le misure cautelari. Diversamente Caponi (CAPONI, Sulla reclamabilit delle ordinanze sulla provvisoria esecutoriet del decreto ingiuntivo ex art. 648 c.p.c., in Corr. giur., 2005, p. 705 ss.), il quale propende per una sua applicazione solo al fine di evitare la dichiarazione di incostituzionalit della norma, rilevando che la valutazione relativa allesistenza del periculum in mora gi stata compiuta dal legislatore al momento della predisposizione della norma. Sul punto si rimanda alle note critiche di M. DE CRISTOFARO, op. cit., p. 171 ss.; OLIVIERI, Ancora qualche (brevissima) considerazione sulle norme del procedimento cautelare uniforma (e sulla reclamabilit dellinibitoria ex art. 283 c.p.c. e sullopposizione allesecuzione), in www.judicium.it; contra: DI ROSA, op. cit., p. 408. 186 Cass., 18 giugno 1991, n. 6893, in Rep. Foro it., 1991, voce <<Esecuzione in genere>>, n. 45.
essere modificato o revocato da parte dello stesso giudice che si pronunciato a norma dellart. 177, comma 2 , c.p.c. 187. Si deve, tuttavia, rilevare una apertura da parte degli interpreti188 della possibilit di ritenere riproponibile listanza ex art. 648 c.p.c. nel caso in cui la stessa venga rigettata189, poich linimpugnabilit riferita alla sola ipotesi di concessione della misura. Anche la Corte costituzionale190 investita della questione sotto il profilo della disuguaglianza rispetto alla disciplina dellart. 186 ter c.p.c. e del provvedimento di sospensione concesso ai sensi dellart. 624 c.p.c., ha escluso qualsiasi profilo di illegittimit in virt della differenza funzionale e di natura dei provvedimenti, nonostante che in altre occasioni abbai ribadito che ai fini della concessione dellordinanza de qua sia necessaria la verifica della sussistenza del periculum in mora191. Nonostante la evidente ingiustizia che una simile disciplina determina in danno in ultima analisi di entrambe le parti del giudizio, de iure condito, non sono visibili degli spiragli a favore di un possibile riesame del provvedimento emesso ai sensi dellart. 648 c.p.c. 8. Brevi osservazioni sulla sorte del provvedimento sulla provvisoria esecutivit dopo la sentenza sullopposizione. La disamina dellesecutivit del decreto ingiuntivo non pu che concludersi con brevi note relative alla sorte del provvedimento medesimo dopo lemanazione della sentenza sullopposizione192. Da un punto di vista logico, si dovrebbe affermare che la sentenza emessa al termine del giudizio di opposizione assorba e, quindi, sostituisca integralmente il provvedimento sulla provvisoria esecutivit. Questo principio, come noto, si scontra con la previsione contenuta nellart. 653, c.p.c., il quale solo in relazione allaccoglimento parziale e conseguentemente, come rilevano gli interpreti, anche a quello totale prevede espressamente loperare di questo meccanismo.
Trib. Bologna, 9 maggio 2006, in Dejure; Pret. Sarzana, 14 novembre 1985, in Giust. civ., 1986, p. 1511; Contra: Trib. Roma, 12 maggio 2006, in Giur. mer., 2006, p. 2642, con nota adesiva di SICILIANO; Trib. Roma, 27 novembre 2003, in Giur. mer., 2004, p. 699 ss.; In dottrina: FRANCO, op. cit., p. 1576. 188 In senso positivo: Trib. Latina, 16 febbraio 2002, in Il Mer., 2006, p. 47 ss.; Trib. Ravenna, 7 giugno 1991, in Arch. civ., 1992, p. 575 ss.; Trib. Lecco, 24 luglio 1986, in Giur. it., 1988, p. 126, con nota di TOTO, Trib. Torino, 11 maggio 1979, in Giur. it., 1980, p. 15 ss.; GARBAGNATI, op. cit., p. 189; RONCO, op. cit., p. 495 ss.;CONTE, Il procedimento per decreto ingiuntivo tra diritto di difesa e principio di eguaglianza (vecchie e nuove questioni di costituzionalit), in Riv. dir. proc. 1993, p. 1222 ss.; FRANCO, op. cit., p. 1563, poich in un simile caso alcuna turbativa o effetto il decreto ingiuntivo ha subito da un provvedimento di diniego. In senso dubitativo: Trib. Torino, 15 novembre 2006, in Giur. it., 2007, p. 2015 ss.; in senso negativo: Trib. Torino, 7 gennaio 2006, in Giur. it., 2007, p. 2015, Cass., 4 giugno 1969, n. 1962, in Foro it., 1969, c. 2351 ss.; SATTA, op. cit., p. 90; VALITUTTI DE STEFANO, op. cit., p. 449 ss.; ANDRIOLI, op. cit., p. 88. 189 In caso di rigetto sar possibile comunque la richiesta dellordinanza ex art. 816 quater c.p.c. 190 Corte cost., 8 marzo 1996, n. 65, in Giust. civ.,1996, p. 1226, nonch in Giur. cost., 1996, p. 642, in Foro it., 1996, c. 2338 ss., con nota di SCARSELLI; Corte cost., 18 ottobre 2002, in Giur. cost., 2002, p. 3227 ss.; Corte cost., 20 luglio 2007, n. 306, ivi, 2007, p. 4 ss. In senso difforme FRANCO, op. cit., p. 1580. 191 Cfr. nota 147. 192 Mi permetto di rinviare a GABELLINI, La sentenza di rigetto dellopposizione a decreto ingiuntivo, in Riv. trim. dir e proc. civ., 2012, p. 254 ss.
Per fornire una corretta risposta al quesito evidenziato, assume una grande importanza, individuare la natura della sentenza resa al termine del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. Per quanto concerne lipotesi maggiormente discussa in dottrina e in giurisprudenza, cio quella relativa alla sentenza di rigetto dellopposizione a decreto ingiuntivo, necessario richiamare le osservazioni contenute nel capitolo III, evidenziando nuovamente che lunica opzione ermeneutica che consenta di risolvere i problemi esegetici e pratici anche relativi alla sorte del provvedimento sulla provvisoria esecuzione sia quella di reputare che la sentenza resa al termine del giudizio di opposizione si sostituisca al decreto ingiuntivo <<impugnato>>. Infatti cos opinando, in relazione al problema qui analizzato, si potrebbe ritenere che leventuale provvisoria esecuzione concessa nel frattempo sia ex art. 642 c.p.c. che ex art. 648 c.p.c., venga assorbita, mentre leventuale sospensione ai sensi dellart. 649 c.p.c. sia caducata. Inoltre, tale opzione ermeneutica consente altres di ritenere applicabile alla sentenza di rigetto dellopposizione la disciplina dellinibitoria in appello (art. 283 c.p.c.), attribuendo pertanto al debitore una adeguata forma di tutela per prevenire lesecuzione nel more del giudizio di impugnazione193. Diversamente, qualora sia aderisse alla apposta tesi, e cio che solo il decreto ingiuntivo il provvedimento dotato di efficacia esecutiva, la provvisoria esecutivit precedentemente concessa resterebbe confermata mentre quella sospesa ai sensi dellart. 649 c.p.c. rivivrebbe. Inoltre, come rileva la giurisprudenza194, non sarebbe ammissibile listanza di inibitoria della sentenza di rigetto impugnata per carenza di interesse, poich avendo il provvedimento di rigetto valenza di mero accertamento, linibitoria stessa non potrebbe sortire alcun effetto utile per bloccare lesecuzione forzata, che sarebbe automaticamente possibile in base al decreto ingiuntivo, costituendo lunico titolo esecutivo idoneo per procedere allesecuzione195. Tale interpretazione deve quindi farsi carico di individuare un rimedio per lopponente-appellante, nel momento in cui il decreto ingiuntivo acquisti efficacia esecutiva con il rigetto, al fine di potere evitare lesecuzione nelle more del giudizio di impugnazione, cos come generalmente previsto allinterno del nostro ordinamento processuale. Lunica soluzione potrebbe essere quella di ritenere applicabile la disciplina prevista dallart. 649 c.p.c. 196
RONCO, op. cit., p. 519; In giurisprudenza: App. Roma, 9 aprile 2002, in Giur. rom., 2002, p. 292; App. Taranto, 17 gennaio 2003, Arch. civ., 2003, p. 1185; nonch la risalente App. Venezia, 23 dicembre 1952, in Rep. Foro it., 1953, voce <<Esecuzione provvisoria>> n. 27 e per esteso in Giur. it., 1953, c. 724 con nota adesiva di MASSARI. Una pronuncia recente afferma che tale disciplina possa trovare applicazione anche nel caso di sentenza di estinzione del giudizio di opposizione: App. Cagliari, 28 marzo 2010, in Giust. civ., 2011, p. 785 ss., con nota critica di TERRUSI. 194 App. Bologna, 25 agosto 2004, in Foro it., 2005, c. 546 ss., con nota critica di IMPAGNATIELLO; App. Venezia, 25 marzo 1999, in Giur. it., 1999, p. 1616 e in Riv. arb., 1999, p. 475 con nota di CONSOLO. 195 Contra: IMPAGNATIELLO, Provvisoria esecuzione senza inibitoria?, in Foro it., 2005, c. 546 ss.; CONSOLO, In tema di inibitoria in appello di sentenza che rigetta lopposizione monitoria, in Giur. it.,1996, p. 479 ss.; p. 480; RONCO, op. cit., p. 519. 196 Sul punto si rimanda alle osservazioni di ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 206, la quale reputa possibile lapplicazione dellart. 649 c.p.c. anche in sede di appello, non considerando ammissibile, giustamente, un provvedimento durgenza, poich andrebbe ad incidere su un precedente provvedimento giudiziale; CONSOLO, Alla ricerca di inibitoria, cit., p. 477; RONCO, op. cit., p. 513. Tuttavia, lapplicazione di questa norma incontra due ostacoli: in primo luogo essa risulta essere predisposta esclusivamente per il
Tuttavia, non si possano sottacere gli ostacoli che lapplicazione di tale norma incontra: in primo luogo la norma risulta essere predisposta esclusivamente per il giudizio di opposizione, mancando qualsiasi riferimento esplicito di una sua eventuale attuazione nel giudizio di appello; in secondo luogo, la previsione non potrebbe mai trovare applicazione qualora la provvisoria esecutivit sia concessa ai sensi dellart. 642 c.p.c., poich il dettato normativo stabilisce chiaramente che possa operare solo nel caso di esecuzione concessa ai sensi dellart. 648 c.p.c. 197 Diversamente, qualora si verifichi lestinzione del giudizio di opposizione, lart. 653, comma 1 , c.p.c. chiaro: il decreto ingiuntivo ch e non ne sia munito acquista efficacia esecutiva; conseguentemente qualora sia stato gi concesso il provvedimento di provvisoria esecuzione, questultimo si cristallizza198. Tale conclusione condivisibile, poich se le parti, con il loro comportamento, sia attivo che passivo, giungono allestinzione del giudizio di opposizione, devono anche assumersi i rischi connessi a tale libera scelta, e quindi lesecutivit del decreto ingiuntivo. Infine, per quanto concerne la sentenza di accoglimento parziale rectius totale - , il legislatore prevede espressamente, al comma 2 , dellart. 653, c.p.c., la sostituzione integrale della stessa al decreto ingiuntivo opposto. giocoforza quindi ritenere che la provvisoria esecuzione concessa venga meno, con efficacia ex tunc. Si potrebbe, tuttavia, porre il problema delleventuale danno che il creditore/opponente potrebbe subire in seguito estinzione del giudizio di esecuzione gi instaurato in forza del decreto ingiuntivo. Qualora la sentenza di accoglimento dellopposizione accerti unicamente la illegittimit del decreto ingiuntivo emesso, avendo la stessa natura di sentenza di accoglimento negativo199, non pu operare la disciplina prevista dallart. 283 c.p.c. Semmai, in una simile evenienza, concordando con le conclusioni di una parte della dottrina200, il creditore opponente, al fine di tutelare la propria posizione giuridica in attesa dellesito del giudizio di appello, potr richiedere lemissione di un provvedimento durgenza o di un sequestro conservativo. Diversamente se la sentenza di accoglimento contenga anche la condanna alla restituzione di quanto versamento nel frattempo, il creditore opponente sar legittimato a richiedere lapplicazione del rimedio previsto dallart. 283 c.p.c.
giudizio di opposizione; in secondo luogo, la disposizione non potrebbe trovare applicazione qualora la provvisoria esecutivit stata disposta ai sensi dellart. 642 c.p.c. (Contra: Trib. Roma, 21 febbraio 1953, in Foro it., 1953, c. 1035 ss.; Trib. Arezzo, 7 aprile 2005, in Dejure, le quali, invece reputano ammissibile detta applicazione). 197 Contra: Trib. Roma, 21 febbraio 1953, in Foro it., 1953, c. 1035 ss.; Trib. Arezzo, 7 aprile 2005, in Dejure. 198 MONTESANO, Sullesecutivit del decreto ingiuntivo ad opposizione estinta, in I processi speciali, in Studi offerti a Virgilio Andrioli dai suoi allievi, cit., p. 211 ss. 199 Trib. Bergamo, 20 ottobre 2005, in Giur. mer., 2004, p. 61. 200 Ampiamente ZUCCONI GALLI FONSECA, op. cit., p. 205 ss.
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