Source: https://renatodisa.com/corte-di-cassazione-sezione-vi-sentenza-20-giugno-2012-n-24575-in-tema-del-reato-di-maltrattamenti-in-famiglia/
Timestamp: 2019-02-20 17:43:20+00:00

Document:
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 20 giugno 2012, n. 24575. In tema del reato di maltrattamenti in famiglia - Renato D'Isa
Home Corte di Cassazione Cassazione penale 2012 Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 20 giugno 2012, n. 24575. In...
Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza 20 giugno 2012, n. 24575. In tema del reato di maltrattamenti in famiglia
1. Per la configurabilità del reato di maltrattamenti non occorre che lo stato di sofferenza e mortificazione inflitto alla persona offesa in regime di continuità temporale (abitualità) si colleghi in forma simmetrica a specifici contegni prepotenti e vessatori attuati nei suoi confronti dal soggetto agente, potendo quello stato derivare anche dal diffuso clima di afflizione, sofferenza e paura indotto nella vittima dall’imputato.
2. Il reato di maltrattamenti è un reato contro la famiglia, in particolare contro l’assistenza familiare, e il suo oggetto giuridico è costituito dai congiunti interessi dello Stato alla tutela della famiglia da comportamenti vessatori e violenti e dell’interesse delle persone facenti parte della famiglia alla difesa della propria incolumità fisica e psichica. E’ un reato proprio, potendo essere commesso soltanto da chi ricopra un “ruolo” nel contesto della famiglia (coniuge, genitore, figlio) o una posizione di “autorità” o peculiare “affidamento” nelle aggregazioni comunitarie assimilate alla famiglia dall’art. 572 c.p. (organismi di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, professione o arte).
3. Il reato di atti persecutori è un reato contro la persona e in particolare contro la libertà morale, che può essere commesso da chiunque con atti di minaccia o molestia “reiterati” (reato abituale) e che non presuppone l’esistenza di interrelazioni soggettive specifiche.
SENTENZA 20 giugno 2012, n.24575
1. Con sentenza del 6.7.2006 il Tribunale di Frosinone, all’esito di giudizio ordinario ha dichiarato A.F. colpevole dell’ascritto reato di maltrattamenti, commesso ad Alatri dal marzo 2004 fino al luglio 2005 in danno della moglie M.E.C., costituitasi parte civile. Per l’effetto il Tribunale ha condannato il F. alla pena, di due anni e dieci mesi di reclusione ed al risarcimento dei danni (da liquidarsi in separata sede) in favore della parte civile.
2. Contro la sentenza di appello ha proposto ricorso per cassazione il difensore dell’imputato, proponendo i seguenti motivi di censura.
3. L’impugnazione di A.F. deve essere dichiarata inammissibile per indeducibilità e manifesta infondatezza degli illustrati motivi di doglianza.
Corte di Cassazione, sezione II, sentenza del 5 opttobre 2012, n....
renatodisa - 31 Ottobre 2012

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

SENTENZA 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza