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Timestamp: 2019-12-08 08:47:03+00:00

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Detrazione lavoro dipendente 2018 - khamsinweb.com
23 Gennaio 2018 redapost 1148 Views
Le detrazioni fiscali per lavoro dipendente previste dal Testo unico sulle imposte sul reddito consentono ai lavoratori dipendenti (ma anche ai lavoratori con contratto co.co.co. ed ai percettori di altri redditi assimilati come ad esempio l’indennità di disoccupazione Naspi) di ridurre la pressione fiscale sul loro reddito semplicemente con lo status di lavoratore dipendente. L’ammontare della detrazione per lavoro dipendente spettante ai lavoratori in busta paga viene calcolato in rapporto ai giorni di detrazioni spettanti nel mese. Per quanto riguarda gli importi, la Legge di Bilancio 2018, così come quella del 2016 e del 2017, non ha apportato modifiche all’art. 13 del TUIR. Restano quindi in vigore le detrazioni introdotte già a partire dal 1 gennaio 2014.
Normativa detrazioni lavoro dipendente 2018.
a) 1.880 euro (fino al 31 dicembre 2013 era 1.840), se il reddito complessivo non supera 8.000 euro. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, l’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 1.380 euro;
c) 978 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 55.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 27.000 euro”.
La prima cosa da sapere è che le detrazioni per lavoro dipendente sono le stesse dall’anno 2014 in poi, pertanto non sono cambiate negli anni d’imposta dal 2014 al 2017 per effetto della varie Legge di Stabilità. Nella Legge di Bilancio 2018 non sono avvenute variazioni sulle detrazioni per lavoro dipendente.
L’ultima variazione della detrazione per lavoro dipendente è stata introdotta dal comma 127 dell’art. 1 della Legge n. 147 del 2013 (la Legge di Stabilità 2014) e quindi a partire dall’anno d’imposta 2014, quindi anche nel 2015, 2016, 2017 e per il 2018, le detrazioni per lavoro dipendente sono leggermente aumentate.
Con la legge di Stabilità, già dagli anni dal 2014 al 2017, ed ora anche nell’anno d’imposta 2018, sono state introdotte, dal comma 127 dell’art. 1 della Legge n. 147 del 2013, le seguenti modifiche alle detrazioni fiscali per lavoro dipendente
Calcolo detrazione per lavoro dipendente.
Quale è il reddito complessivo. Ai fini del calcolo dell’ammontare della detrazione per lavoro dipendente spettante, la norma fa riferimento al reddito complessivo del contribuente che richiede le detrazioni. Si ricorda che il reddito complessivo è costituito dalla somma dei redditi percepiti dalla persona, al lordo degli oneri deducibili, compreso il reddito imputabile all’unità immobiliare adibita ad abitazione principale alle relative pertinenze. Si ricorda che il reddito (rendita catastale) della casa adibita ad abitazione principale e delle sue pertinenze, va dichiarato tra i redditi dei fabbricati e sommato agli altri redditi eventualmente posseduti dal contribuente per la determinazione del reddito complessivo; quindi, ai sensi dell’articolo 10, comma 3-bis, del Tuir, dal reddito complessivo si sottrae l’importo della rendita catastale dell’abitazione principale e delle sue pertinenze, al fine di escludere detto reddito dalla base imponibile Irpef.
Con riferimento alla previsione del nuovo articolo 13, comma 1 già sopra descritta, in base alla quale le detrazioni per redditi di lavoro dipendente e assimilati vanno rapportate al periodo di lavoro nell’anno, secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle entrate con la circolare del 16/03/2007 n. 15 le circolari n. 326 del 1997 e n. 3 del 1998, relativamente sia ai rapporti di lavoro indeterminato che a quelli a tempo determinato, i giorni per i quali spetta la detrazione coincidono con quelli che hanno dato diritto alla retribuzione che è stata assoggettata a ritenuta.
Pertanto, nel numero di giorni relativamente ai quali va calcolata la detrazione si devono in ogni caso comprendere le festività, i riposi settimanali e gli altri giorni non lavorativi, mentre vanno sottratti i giorni per i quali non spetta alcuna retribuzione. Ai fini dell’attribuzione delle detrazioni per lavoro dipendente, l’anno deve essere sempre assunto come composto di 365 giorni, anche quando è bisestile.
Molti lavoratori, molti giovani apprendisti, molti tirocinanti e lavoratori precari che hanno due o più contratti di lavoro nell’anno solare tendono ad informarsi sui propri diritti alle detrazioni per lavoro dipendente, essendo difficoltoso interpretare nella propria busta paga o comunque nella Certificazione unica (CU ex modello CUD) il diritto alle detrazioni fiscali per lavoro dipendente e come funziona il relativo calcolo.
E’ importante sapere che proprio i contratti inferiori all’anno d’imposta (si pensi a chi ha avuto un contratto a tempo determinato o anche un contratto a tempo indeterminato iniziato o finito in corso d’anno) nonché la pluralità di contratti di lavoro nell’anno (due contratti a tempo determinato, due part-time nell’anno o contemporanei, un contratto di lavoro e la Naspi, ecc.), possono creare non pochi problemi ai lavoratori in qualità di contribuenti.
Come richiedere la detrazione minima? Attraverso il modulo detrazioni fiscali. In ogni caso spetta a prescindere dal risultato del calcolo di ragguaglio al periodo di spettanza nell’anno. Vi deve essere comunque almeno un giorno di lavoro.
Va precisato che, secondo quando stabilito dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 15 del 2007, queste detrazioni spettanti in caso di reddito complessivo non superiore a euro 8.000 nella misura di 690 euro per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato e di 1.380 euro per i rapporti a tempo determinato non devono essere rapportate al periodo di lavoro. Ne discende che le stesse non sono cumulabili tra loro né con quelle minime previste per i pensionati di cui ai commi 3 e 4 del nuovo articolo 12 né con quelle previste per i redditi diversi di cui al comma 5 dello stesso articolo 12 del Tuir.
La circolare precisa una cosa importante, che è anche in linea con il principio costituzionale contenuto nell’art. 53 della Costituzione (“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività”): Il contribuente che si trova nella possibilità astratta di fruire di più di una delle menzionate detrazioni minime, potrà scegliere di applicare quella favorevole.
Detrazione minima e rapporti inferiori all’anno. L’Agenzia delle entrate, con circ. n. 15/E/2007, precisa gli obblighi del sostituto d’imposta in relazione ai rapporti di lavoro inferiori all’anno. In particolare, l’Agenzia delle entrate ritiene che anche le detrazioni per i redditi non superiori ad euro 8.000, fissate nella misura minima di euro 690 e di euro 1380, rispettivamente, per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato e per quelli a tempo determinato, in via generale, debbano essere rapportate dal sostituto al periodo di lavoro nell’anno, in applicazione dell’art. 23 comma 2, lett. a), D.P.R. 600/1973. Naturalmente il percipiente potrà fruire della parte di detrazione eventualmente non goduta in sede di dichiarazione dei redditi ovvero, su richiesta, in sede di conguaglio.
Indennità sostitutive inps e detrazioni: l’Agenzia delle Entrate, con circ. n. 34/e/2008 ha precisato che le indennità sostitutive di reddito erogate dall’inps costituiscono reddito di lavoro dipendente se percepite in sostituzione di detto reddito. Poiché tali indennità sono erogate limitatamente al periodo di inattività del lavoratore e hanno, quindi, carattere temporaneo, si ritiene che, ai fini della determinazione dell’importo della detrazione minima spettante le stesse possano essere considerate come redditi inerenti a “rapporti di lavoro a tempo determinato”; conseguentemente, se il reddito complessivo non supera euro 8.000 la detrazione minima spettante non potrà essere inferiore a euro 1.380.
Detrazioni produzione reddito e collaborazioni a progetto: l’Agenzia delle Entrate, con circolare n. 58 del 18 giugno 2001 (par. 1.5) ha chiarito che ai fini del calcolo delle detrazioni fiscali per la produzione del reddito, quando si eroga il compenso al collaboratore nel periodo di imposta successivo a quello di maturazione occorre avere riguardo al periodo di lavoro cui il corrispettivo si riferisce ancorché quest’ultimo ricada in un periodo di imposta precedente.
Pertanto, ipotizzando un contratto di collaborazione a progetto con inizio il 1° giugno 2015 e termine il 31 dicembre 2015: qualora il committente eroghi il compenso nel corso del 2015, egli è tenuto a riconoscere le detrazioni di imposta in relazione al periodo di maturazione (ossia, 214 giorni relativi al periodo giugno-dicembre 2015) ma nella misura vigente al momento dell’erogazione medesima (quindi, detrazioni vigenti nel 2015); resta fermo il principio secondo cui, comunque, le detrazioni possono spettare nella misura massima di 365 giorni per ogni periodo d’imposta.
Sul punto l’agenzia delle entrate ha inoltre precisato che tra i giorni relativi ad anni precedenti per i quali spettano le detrazioni fiscali non vanno considerati quelli compresi in periodi di lavoro per i quali si è già fruito, in precedenza, delle medesime detrazioni.
Detrazione minima e bonus Renzi 80 euro.
Come abbiamo già detto, secondo quanto disciplinato dalla circolare n. 15 del 2007, “Le detrazioni spettanti in caso di reddito complessivo non superiore a euro 8.000 nella misura di 690 euro per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato e di 1.380 euro per i rapporti a tempo determinato non devono essere rapportate al periodo di lavoro. Ne discende che le stesse non sono cumulabili tra loro ne’ con quelle minime previste per i pensionati di cui ai commi 3 e 4 del nuovo articolo 12 ne’ con quelle previste per i redditi diversi di cui al comma 5 dello stesso articolo 12 del Tuir. Il contribuente che si trova nella possibilita’ astratta di fruire di più di una delle menzionate detrazioni minime, potrà scegliere di applicare quella favorevole“.
Da qualche anno è stato approvato un comma 1-bis all’art. 13 – Altre detrazioni del TUIR, che affianca alle detrazioni per lavoro dipendente di cui al comma 1 dell’art. 13, il cosiddetto e famoso Bonus Renzi di 80 euro, che si concretizza in un bonus di 960 euro annuali, da riparametrare su base mensile in base al numero di giorni di detrazioni per lavoro dipendente.
Ebbene, la normativa sul bonus di 80 euro contiene come requisito essenziale per il diritto al bonus di 80 euro, anche per un solo giorno di spettanza, che “l’imposta lorda superi la detrazione per lavoro dipendente”.
Possono quindi capitare dei casi di contribuenti che hanno una detrazione minima che può innalzarsi a 1.380 euro in luogo di 690 euro, determinato un non superamento dell’imposta lorda sulla detrazione per lavoro dipendente, con la conseguenza di perdita del diritto al bonus Renzi.
Ebbene, quanto precisato dalla circolare n. 15 del 2007 (Il contribuente che si trova nella possibilità astratta di fruire di più di una delle menzionate detrazioni minime, potrà scegliere di applicare quella favorevole”), in linea con l’art. 53 della Costituzione, consente al contribuente di scegliere tra la detrazione di 690 euro e quella 1.380 euro. Ovviamente nel caso in cui, nell’anno d’imposta considerato, il contribuente abbia avuto un contratto a tempo indeterminato (in essere o ultimato).
Quindi se il contribuente ha avuto nell’anno d’imposta un tirocinio (o stage), trasformatosi in un apprendistato o indeterminato, oppure ha avuto un contratto a tempo determinato con trasformazione a tempo indeterminato, oppure ha avuto un periodo in Naspi seguito o preceduto da un contratto a tempo indeterminato, egli potrà scegliere, anche in ottica di diritto al bonus Renzi, la detrazione minima a lui più favorevole tra 690 e 1380 euro.
Moltissimi lavoratori hanno avuto nell’anno d’imposta uno o più contratti di lavoro a tempo determinato. Si pone il problema, in questi casi, di determinare l’esatto ammontare della detrazione per lavoro dipendente spettante.
Come abbiamo ampiamente visto, nel caso di un rapporto a tempo determinato la detrazione minima spettante è di 1.380 euro, essendo previsto che nel TUIR all’art. 13, comma 1, in caso di reddito complessivo inferiore a 8.000 euro viene ben precisato che “L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 1.380 per i rapporti a tempo determinato”. E questo va considerato anche ai fini del riconoscimento del bonus Renzi, senza possibilità di optare per la detrazione minima di 690 euro, che è per i contratti a tempo indeterminato.
Per quanto riguarda l’ammontare effettivo della detrazione per lavoro dipendente, anche e soprattutto per coloro che superano la detrazione minima di 1.380 euro, il calcolo della detrazione dipende dal numero di giorni di lavoro dipendente del rapporto a termine.
Detrazione lavoro dipendente e part-time.
In ogni caso, nessuna riduzione delle detrazioni va effettuata in caso di particolari modalità di articolazione dell’orario di lavoro (ad esempio, il contratto part-time orizzontale, verticale o ciclico), né in caso di giornate di sciopero.
Detrazione lavoro dipendente e apprendistato.
A tutti gli effetti di legge, il contratto di apprendistato (es. apprendistato professionalizzante) viene considerato un rapporto a tempo indeterminato. Il Ministero del lavoro, con la risposta all’interpello n. 79 del 12 novembre 2009, riassume infatti tutte le tesi dottrinali e giurisprudenziali volte a ritenere il rapporto di apprendistato un contratto a tempo indeterminato.
La conseguenza di questa equiparazione del contratto di apprendistato al contratto a tempo indeterminato (ricordiamo che c’è la facoltà delle parti di recedere dal contratto di apprendistato al termine del periodo formativo), è che dal punto di vista fiscale sia in termini di rapporto tra detrazione per lavoro dipendente e apprendistato, tra detrazione minima e apprendisti, il rapporto di apprendistato beneficia delle stesse agevolazioni fiscali riferibili all’indeterminato. Ad esempio spetta la detrazione minima di 690 euro.
Per quanto riguarda il calcolo della detrazione fiscale per lavoro dipendente agli apprendisti, va sottolineato che agli stessi spettano le detrazioni per un numero di giorni pari ai giorni lavoratori, come tutti gli altri lavoratori qualificati. La detrazione, come nel caso del part-time, è calcolata sulla base del reddito da lavoro dipendente ridotto che l’apprendista percepisce per effetto del sottoinquadramento contrattuale o per effetto della percezione di una percentuale ridotta della retribuzione riferibile al livello finale di destinazione al termine dell’apprendistato.
Per quanto riguarda il diritto alla detrazione per lavoro dipendente dei tirocinanti o stagisti, va detto che dal punto di vista fiscale, a norma dell’art. 50 del TUIR e più precisamente della lettera c), sono considerate equiparate a reddito da lavoro dipendente “le somme da chiunque corrisposte a titolo di borsa di studio o di assegno, premio o sussidio per fini di studio o di addestramento professionale se il beneficiario non è legato da rapporti di lavoro dipendente nei confronti del soggetto erogante.”.
Come confermato dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 95/E/2012, anche l’indennità di partecipazione erogata agli stagisti o tirocinanti, come previsto dalla normativa regionale, è da considerarsi reddito assimilato a quello di lavoro dipendente e quindi a tale indennità saranno applicate le aliquote Irpef a scaglioni di reddito del TUIR al fine della determinazione dell’imposta lorda. Ai fini della determinazione dell’imposta netta da trattenere e versare saranno riconosciute le detrazioni di imposta per produzione del reddito (art. 13, DPR n. 917/1986 TUIR) ragguagliate alla durata del periodo di tirocinio a cui il reddito corrisposto è riferito. Potranno essere riconosciute anche le detrazioni per familiari a carico (art. 12, DPR n. 917/1986 TUIR) ove richieste dal tirocinante.
Essendo la detrazione minima di 1.380 euro, va da sé che il bonus Renzi potrà essere riconosciuto allo stagista solo se l’indennità di partecipazione percepita nell’anno solare superi i 6.005 euro circa, perché in tal caso l’imposta lorda supera i 1.380 euro di detrazione minima. Il discorso cambia se subito dopo il tirocinio, lo stagista stipula nell’anno d’imposta un contratto di apprendistato o indeterminato, che essendo appunto a tempo indeterminato, consentono la scelta della detrazione minima tra 690 e 1.380 euro, con la conseguenza di poter scegliere la più favorevole ai fini della tassazione e del bonus Renzi.
Detrazione lavoro dipendente e contratto a chiamata.
“Le detrazioni per lavoro dipendente vanno rapportate al periodo di lavoro o di pensione nell’anno e cioè al numero dei giorni compresi nel periodo di durata del rapporto di lavoro per i quali il lavoratore ha diritto alle detrazioni per lavoro dipendente. Si tratta del numero di giorni che hanno dato diritto al reddito di lavoro dipendente (compresi i trattamenti pensionistici) soggetti a tassazione, a fronte del quale è concessa la detrazione. In tale numero di giorni vanno in ogni caso compresi le festività, i riposi settimanali e gli altri giorni non lavorativi e vanno sottratti i giorni per i quali non spetta alcun reddito, neppure sotto forma di retribuzione differita, quali le mensilità aggiuntive etc. (ad esempio, in caso di assenza per aspettativa senza corresponsione di assegni). Nessuna riduzione delle detrazioni va effettuata in caso di particolari modalità di articolazione dell’orario di lavoro, quali il part-time verticale o orizzontale, né in presenza di giornate di sciopero. Analogo criterio deve essere adottato per i contratti a tempo determinato, per i quali, partendo dal numero dei giorni compresi nel periodo di durata del rapporto, vanno sottratti quelli per i quali non compete il diritto alla retribuzione.
In presenza di contratti di lavoro dipendente a tempo determinato caratterizzati dalla effettuazione di prestazioni “a giornata” (per esempio, per i lavoratori edili e i braccianti agricoli) la detrazione spettante per le festività, i giorni di riposo settimanale e i giorni non lavorativi compresi nel periodo che intercorre tra la data d’inizio e quella di fine di tali rapporti di lavoro deve essere determinata proporzionalmente al rapporto esistente tra le giornate effettivamente lavorate e quelle previste come lavorative dai contratti collettivi nazionali di lavoro e dai contratti collettivi territoriali applicabili per i contratti a tempo indeterminato delle medesime categorie. Il risultato del rapporto, se decimale, va arrotondato all’unità successiva.
Si ricorda che ai fini dell’attribuzione delle detrazioni, l’anno deve intendersi composto al massimo di 365 giorni, anche negli anni bisestili.
Si precisa, altresì, che le detrazioni competono nell’anno in cui i redditi per i quali sono concesse sono assoggettati a tassazione, ciò anche con riferimento ai redditi sostitutivi di quelli di lavoro dipendente, quali, a esempio, le indennità e somme erogate dall’INPS o da altri Enti, per le quali le detrazioni spettano in relazione ai giorni che danno diritto all’indennità (per esempio, per l’indennità di disoccupazione, con riferimento ai giorni di disoccupazione che hanno dato diritto alla corresponsione dell’indennità) e alle borse di studio. In merito a queste ultime si conferma che le detrazioni spettano con riferimento ai giorni compresi nel periodo assunto ai fini dell’erogazione della borsa di studio (anche se relativo ad anni precedenti). Pertanto, se la borsa di studio è stata erogata per il rendimento dell’anno scolastico o accademico, la detrazione spetta per l’intero anno; se, invece, è stata corrisposta in relazione alla frequenza di un particolare corso, spetta per il periodo di durata del corso stesso. Infine, si ricorda che, in presenza di più redditi di lavoro dipendente, nell’individuare il numero di giorni per i quali spettano le detrazioni, quelli compresi in periodi contemporanei vanno computati una volta soltanto e che, tra i giorni relativi ad anni precedenti, per i quali spetta il diritto alle detrazioni, non vanno considerati quelli compresi in periodi di lavoro per i quali si è già fruito in precedenza delle detrazioni”.
Il comma 1 del nuovo art. 13 del Tuir prevede che se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o più redditi di lavoro dipendente (ad esclusione dei redditi di pensione di cui all’art. 49, comma 2, lett. a) ovvero redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui all’art. 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), del Tuir, spetta una detrazione dall’imposta lorda rapportata al periodo di lavoro nell’anno e graduata in relazione all’ammontare del reddito complessivo.
REDDITI ASSIMILIATI A QUELLI DI LAVORO DIPENDENTE. In particolare, per quanto riguarda i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, secondo la nuova disposizione possono fruire della detrazione per lavoro dipendente
i soci di cooperative di produzione e lavoro e delle altre cooperative di cui all’articolo 50, comma 1, lett. a), (sempre che il rapporto, diverso da quello associativo, intercorrente con la cooperativa, sia di lavoro dipendente o di collaborazione coordinata e continuativa);
Da 8.000,01 euro a 28.000 euro spetta la seguente detrazione: euro 978, aumentata del prodotto tra euro 902 e l’importo corrispondente al rapporto tra euro 28.000, diminuito del reddito complessivo, ed euro 20.000. Pertanto il calcolo è
L’importo della parentesi quadra, da aggiungere a euro 978, decresce al crescere del reddito. Il comma 6 del nuovo art. 13 stabilisce che se il risultato del rapporto è maggiore di zero, lo stesso si assume nelle prime quattro cifre decimali. Gli importi fissati dalla norma di euro 978 ed euro 902 devono essere rapportati al periodo di lavoro nell’anno.
Per esempio, in caso di rapporto di lavoro di durata di 306 giornate, dal 1° marzo al 31 dicembre, a fronte di un reddito di euro 10.000, la detrazione spettante sarà espressa dalla seguente formula
Da 28.000,01 al 55.000 euro spetta la seguente detrazione: euro 978. In tal caso, la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di euro 55.000, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di euro 27.000.
La formula da calcolare sarà la seguente
Il comma 6 del nuovo art. 13 stabilisce che se il risultato del rapporto indicato dalla norma è maggiore di zero, lo stesso si assume nelle prime quattro cifre decimali. L’importo di euro 1.338 deve essere rapportato al periodo di lavoro nell’anno.
Come richiedere la detrazione per lavoro dipendente.
Come precisato dalla circolare dell’Agenzia delle entrate n. 15/E/2008, il sostituto d’imposta (datore di lavoro, Inps, ecc.) dovrà riconoscere le detrazioni per lavoro dipendente di cui all’art. 13 del TUIR a prescindere dalla dichiarazione di richiesta di fruizione presentata dal lavoratore (ciò a differenza di quanto avviene per le detrazioni per carichi familiari) in quanto a conoscenza di tutti gli elementi per riconoscerle.
Detrazioni per lavoro dipendente in vigore fino al 2013.
Vediamo ora le detrazioni per lavoro dipendente fino all’anno 2013, quindi le parti abrogate e valide fino al 31 dicembre 2013. La formulazione abrogata in vigore fino al 31 dicembre 2013 delle lettere b) e c) del comma 1 dell’art. 13 erano le seguenti
Abrogata la detrazione di cui al comma 2 dell’art. 14, che era la seguente: “La detrazione spettante ai sensi del comma 1, lettera c), è aumentata di un importo pari a
Vediamo ora nel dettaglio la misura delle detrazioni fiscali per lavoro dipendente in vigore fino all’anno 2013 in base agli scaglioni di reddito previsti
Cosa cambia, quali sono le differenze.
Calcolo detrazioni per lavoro dipendente con un reddito di 12.000 euro.
Con la nuova formulazione (978 euro, aumentata del prodotto tra 902 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 20.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000 euro ma non a 28.000 euro), dal 1 gennaio 2014 con un reddito di 12.000 euro abbiamo una detrazione fiscale spettante pari alla cifra di 978 euro aumentata della cifra di 721,60 euro, risultato della moltiplicazione di 902 euro per 0,8 che è il risultato del rapporto €28.000-12.000 e diviso 20.000). Detrazione lavoro dipendente 2016 e 2017 spettante pari a € 1.699,60.
Calcolo detrazioni fiscali con un reddito di lavoro dipendente di 25.000 euro.
Calcolo con un reddito di 40.000 euro.
Nel caso di un reddito complessivo ai fini Irpef di 40.000 euro, la formulazione fino al 2013 resta la stessa del precedente esempio su 25.000 euro. Ossia si applicava sempre la lettera “c) 1.338 euro, se il reddito complessivo è superiore a 15.000 euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 40.000 euro”. Mentre dal 2014 per le detrazioni per lavoro dipendente per gli anni 2014, 2015, 2016 e 2017, con un reddito di 40.000 euro, la formulazione cambia e si applica la nuova lettera “c) 978 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 55.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 27.000 euro”.
Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu’ redditi di cui agli articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l), spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di lavoro nell’anno, pari a
b) 978 euro, aumentata del prodotto tra 902 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 20.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 8.000 euro ma non a 28.000 euro;(2)
c) 978 euro, se il reddito complessivo è superiore a 28.000 euro ma non a 55.000 euro; la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 27.000 euro(2).
Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu’ redditi di pensione di cui all’articolo 49, comma 2, lettera a), spetta una detrazione dall’imposta lorda, non cumulabile con quella di cui al comma 1 del presente articolo, rapportata al periodo di pensione nell’anno, pari a
a) 1.783 euro (e non più 1.725 euro), se il reddito complessivo non supera 7.500 euro. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non puo’ essere inferiore a 690 euro;
b) 1.255 euro, aumentata del prodotto tra 528 euro (e non più 470 euro) e l’importo corrispondente al rapporto tra 15.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.500 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’ superiore a 7.500 euro ma non a 15.000 euro;
Se alla formazione del reddito complessivo dei soggetti di eta’ non inferiore a 75 anni concorrono uno o piu’ redditi di pensione di cui all’articolo 49, comma 2, lettera a), spetta una detrazione dall’imposta lorda, in luogo di quella di cui al comma 3 del presente articolo, rapportata al periodo di pensione nell’anno e non cumulabile con quella prevista al comma 1, pari a
a) 1.880 euro (e non più 1.783 euro), se il reddito complessivo non supera 7.750 euro. L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 713 euro;
b) 1.297 euro, aumentata del prodotto tra 583 euro (e non più 486 euro) e l’importo corrispondente al rapporto tra 15.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.250 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’ superiore a 7.750 euro ma non a 15.000 euro;
c) 1.297 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 15.000 euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 40.000 euro. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o piu’ redditi di cui agli articoli 50, comma 1, lettere e), f), g), h) e i), ad esclusione di quelli derivanti dagli assegni periodici indicati nell’articolo 10, comma 1, lettera c), fra gli oneri deducibili,(1)53, 66 e 67, comma 1, lettere i) e l), spetta una detrazione dall’imposta lorda, non cumulabile con quelle previste ai commi 1, 2, 3 e 4 del presente articolo, pari a:
6-bis. Ai fini del presente articolo il reddito complessivo è assunto al netto del reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e di quello delle relative pertinenze di cui all’articolo 10, comma 3-bis.
(1) Lettera così modificata dall’art. 1, comma 127, lett. a), L. 27 dicembre 2013, n. 147, a decorrere dal 1° gennaio 2014.
(2) Lettera così sostituita dall’art. 1, comma 127, lett. b), L. 27 dicembre 2013, n. 147, a decorrere dal 1° gennaio 2014.
(3) Comma abrogato dall’art. 1, comma 127, lett. c), L. 27 dicembre 2013, n. 147, a decorrere dal 1° gennaio 2014.
(4) Comma inserito dall’art. 1, comma 1, D.L. 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla L. 23 giugno 2014, n. 89; a norma dell’art. 1, comma 3, D.L. 66/2014, tale disposizione si applica per il solo periodo di imposta 2014. Per le condizioni di applicabilità, vedi i commi da 2 a 5 del medesimo art. 1, D.L. 66/2014. Successivamente, il presente comma è stato così sostituito dall’art. 1, comma 12, L. 23 dicembre 2014, n. 190, a decorrere dal 1° gennaio 2015.
Fonte: Detrazione lavoro dipendente 2018
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References: articolo 13
 articolo 12
 articolo 12
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 articolo 12
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 1