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Timestamp: 2020-08-15 11:00:51+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 8454 del 31/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 8454 del 31/03/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/03/2017, (ud. 22/02/2017, dep.31/03/2017), n. 8454
sul ricorso 1733-2016 proposto da:
SGROI, GIUSEPPE MATANO, CARLA D’ALOISIO ed EMANUELE DE ROSE, giusta
MARIATERESA GRIMALDI, giusta procura speciale a margine del
avverso la sentenza del Tribunale di Firenze n. 493 del 2015,
pubblicata il 21.4.2015;
1. F.M. proponeva opposizione dinanzi al Tribunale di Firenze avverso l’avviso di addebito avente ad oggetto il pagamento di contribuzione alla gestione commercianti dell’Inps relativi alla prima e seconda rata del 2014.
2. Il Tribunale di Firenze con la sentenza n. 493 del 2015 riteneva che le risultanze di causa non consentissero di individuare i presupposti per l’iscrizione alla gestione commercianti, in quanto la società Alfacalor s.n.c. di cui il F. era socio (non amministratore) era inattiva dal 1981 ed aveva ad oggetto la sola locazione di immobili, nè risultava che il F. avesse partecipato all’attività aziendale con carattere di abitualità e prevalenza, nè era sufficiente il fatto che egli avesse barrato nella dichiarazione dei redditi la casella indicante la prevalenza dell’attività di partecipazione alla società.
4. L’Inps ha proposto ricorso ex art. 348 ter c.p.c., a sostegno del quale contesta la soluzione adottata dal primo Giudice deducendo la violazione o falsa applicazione della L. n. 662 del 1996, art. 1 commi 202, 203 e 208.
5. Ha resistito con controricorso F.M..
2. Si è ribadito nei richiamati arresti che presupposto per l’iscrizione alla gestione commercianti, in forza della L. n. 662 del 1996, art. 1, comma 203, che ha modificato la L. n. 160 del 1975, art. 29 e della L. n. 45 del 1986, art. 3 è lo svolgimento da parte dell’interessato di attività commerciale.
4. Si è poi ulteriormente chiarito che è necessaria anche la partecipazione personale al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza, e che anche tale prova è a carico dell’istituto assicuratore, non essendo sufficiente a qualità di socio (neppure se illimitatamente responsabile) a far sorgere l’obbligo di iscrizione (Cass. n. 3835 del 26/2/2016).
5. L’accertamento della sussistenza (o meno) dei requisiti necessari per l’iscrizione è stato compiuto dal giudice di merito, che, in coerenza con i suesposti principi regolatori della materia, ha argomentato il proprio convincimento con motivazione adeguata ed immune da vizi, nei termini sopra riferiti. In concreto, secondo il ragionamento del giudice di merito, si trattava di un’attività che non era finalizzata alla prestazione di servizi in favore di terzi, nè ad atti di compravendita o di costruzione, per cui la stessa non esorbitava da quella che era il mero godimento degli immobili.
6. Segue il rigetto del ricorso e la condanna della parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio, liquidate come da dispositivo, da distrarsi ex art. 93 c.p.c.in virtù della dichiarata anticipazione.
Rigetta il ricorso. Condanna l’Inps al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in Euro 1.000,00 per compensi, oltre ad Euro 200,00 per esborsi, rimborso delle spese generali nella misura del 15% ed accessori di legge, con distrazione in favore del difensore avv. Grimaldi.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 348
 art. 1
 art. 1
 art. 29
 art. 3
 art. 93