Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-26101-del-15-10-2019
Timestamp: 2020-06-01 07:49:30+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 26101 del 15/10/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 26101 del 15/10/2019
Cassazione civile sez. VI, 15/10/2019, (ud. 16/04/2019, dep. 15/10/2019), n.26101
sul ricorso 18203-2018 proposto da:
REPCO SRL, in persona del legale rappresentante pro tempore,
elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE XXI APRILE 11, presso lo
studio dell’avvocato CORRADO MORRONE, che la rappresenta e difende
unitamente all’avvocato VITO D’AMBRA;
avverso la sentenza n. 5181/12/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE d MILANO, depositata il 12/12/2017;
partecipata del 16/04/2019 dal Consigliere Relatore Dott. DELLI
Rilevato che la Commissione Tributaria Provinciale accoglieva il ricorso del contribuente contro l’avviso di accertamento dell’Agenzia delle entrate, lamentando l’intervenuta decadenza dell’Agenzia dal potere impositivo in relazione all’inapplicabilità del raddoppio dei termini previsto dal D.Lgs. n. 223 del 2006, art. 37, e dal D.P.R. n. 633 del 1972, art. 57;
che la Commissione Tributaria Regionale respingeva l’appello dell’Agenzia delle entrate ritenendo che dagli atti risulta che l’Amministrazione finanziaria ha notificato un avviso di accertamento relativo all’anno d’imposta 2004, la decadenza si sarebbe verificata il 31 dicembre 2009 mentre il processo verbale di constatazione, cui fa riferimento l’avviso di accertamento in questione, è del 14 luglio 2011, mentre non si trova traccia di denuncia presentata alla Procura della Repubblica, a cui si riferisce l’avviso di accertamento impugnato e conseguentemente la mancanza di iscrizione della notizia di reato impedisce il raddoppio dei termini per effettuare la notifica dell’avviso di accertamento;
che l’Agenzia delle entrate proponeva ricorso affidato ad un unico motivo mentre la parte contribuente si costituiva con controricorso e dopo l’udienza di discussione del 16 aprile 2019 ma prima della pubblicazione depositava memoria con la quale chiedeva la sospensione del processo D.L. 23 ottobre 2018, n. 119 ex art. 6, comma 10, convertito in L. 17 dicembre 2018, n. 136.
Considerato che, con l’unico motivo d’impugnazione, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, l’Agenzia delle entrate denuncia violazione o falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 43, comma 3, nella versione vigente ratione temporis, della L. n. 74 del 2000, art. 2, e dell’art. 331 c.p.p. in quanto non sarebbe necessaria la denuncia o l’iscrizione della notizia di reato ma sarebbe sufficiente la mera sussistenza dell’obbligo di denuncia penale;
considerato che nelle more della pubblicazione della sentenza è pervenuta istanza di sospensione;
ritenuto che ai sensi dell’art. 6 cit. citato nei fatti di causa, commi 1 e 10 occorre, per ottenere la suddetta sospensione, che vi sia una apposita richiesta in tal senso entro il 10 giugno 2019, che la controversia sia attribuita alla giurisdizione tributaria, che l’Agenzia delle entrate ne sia parte, che tale controversia abbia ad oggetto atti impositivi pendenti in ogni stato e grado del giudizio compreso quello in Cassazione, che il contribuente abbia depositato presso l’organo giurisdizionale innanzi al quale pende la controversia copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata;
Il Collegio, riconvocato all’udienza camerale del 26 settembre 2019 nella stessa composizione con l’eccezione del pres. Marcello Iacobellis – nelle more collocato a riposo – sostituito dal pres. Antonio Greco, dispone la sospensione del processo D.L. 23 ottobre 2018, n. 119 ex art. 6, comma 10, convertito in L. 17 dicembre 2018, n. 136.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 37
 art. 57
 art. 6
 art. 43
 art. 2
 sentenza 
 art. 6