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Timestamp: 2019-02-17 05:30:27+00:00

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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 29 luglio 2015, n. 33434. Il divieto di testimonianza indiretta della polizia giudiziaria non è assoluto, ma limitato ad evitare l’aggiramento del divieto di utilizzare le dichiarazioni inizialmente rese da soggetti che nel processo assumono la veste di dichiaranti a vario titolo. Tale divieto, infatti, va necessariamente correlato con la norma di cui all’art. 203c.p.p., che vieta l’utilizzo di informazioni confidenziali solo fino a quando l’ufficiale di polizia giudiziaria non indichi l’identità del confidente, diventando a quel punto, invece, utilizzabili - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione II, sentenza 29 luglio 2015, n. 33434. Il divieto di testimonianza indiretta della polizia giudiziaria non è assoluto, ma limitato ad evitare l’aggiramento del divieto di utilizzare le dichiarazioni inizialmente rese da soggetti che nel processo assumono la veste di dichiaranti a vario titolo. Tale divieto, infatti, va necessariamente correlato con la norma di cui all’art. 203c.p.p., che vieta l’utilizzo di informazioni confidenziali solo fino a quando l’ufficiale di polizia giudiziaria non indichi l’identità del confidente, diventando a quel punto, invece, utilizzabili
sentenza 29 luglio 2015, n. 33434
2. A seguito di ricorso dell’imputato la Corte Suprema di cassazione, Sezione feriale, con sentenza del 5.9.2013 dep. 2.1.2014, annullava con rinvio la sentenza impugnata, ritenendo che la Corte territoriale non avesse fornito idonea motivazione in ordine al profilo inerente all’attendibilità intrinseca ed estrinseca delle dichiarazioni di A.U. , alla luce di alcune circostanze che pure erano state focalizzate dalla difesa, nei motivi d’appello prima fra tutte, quella relativa alla richiesta finale di 300 Euro l’anno a fronte della richiesta iniziale ben dieci volte superiore. La Corte d’appello non aveva esplorato adeguatamente il versante dei rapporti tra i due protagonisti della vicenda e dello snodarsi dell’interlocuzione fra di essi in merito alla problematica in disamina, compresa la mancata assunzione della prova testimoniale di D.R. , persona a cui la parte lesa avrebbe riferito delle proposte criminose formulate dal S. , già ammesso dal Tribunale ma poi non esaminato.

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