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Timestamp: 2017-09-25 13:35:39+00:00

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L'Eglise Aristotelicienne Romaine The Roman and Aristotelic Church :: Voir le sujet - Decreti e Statuizioni, Generali e Particolari
Decreti e Statuizioni, Generali e Particolari
Posté le: Jeu Nov 24, 2011 5:40 pm Sujet du message: Decreti e Statuizioni, Generali e Particolari
EEERaccolta Decreti e Statuizioni - Chiesa Generale
+ Sulla messa a rischio di Chierici e Fedeli Aristotelici da parte di Briganti o Fuorilegge
+ Sulla Sfida a Duello di un Sacerdote
+ Sulla Spinozismo
+ Comunicato Congiunto Episcopale Italico Sulla Vedovanza
+ Sul Matrimonio e sul suo Annullamento
+ Documento ufficiale sul Matrimonio IG
+ Sul Trattamento delle Prove - Comunicato della Santa Chiesa Aristotelica e Romana riguardante la zona geodogmatica italiana
+ Sulla Scomunica in relazione allo Status di Nobile - Comunicato congiunto tra il Collegio Italiano di Araldica e la Chiesa Aristotelica
EEERaccolta Decreti e Statuizioni - Chiesa Particolare
+ Su come accostarsi ai Santi Sacramenti, Sul Matrimonio, Sul Clero Senese, Sul Governo Militare della Vidamia di Siena
+ Sulla formazione scolastica Aristotelica
Dernière édition par sosua le Ven Déc 02, 2011 5:09 am; édité 2 fois
Posté le: Ven Nov 25, 2011 3:26 am Sujet du message:
Comunicato Congiunto Episcopale Italico
A nome della Primazia Imperiale, della Primazia degli Stati Pontifici e del Mezzogiorno D'Italia e del Patriarcato di Aquileia, si rende noto a tutti membri della Santa Chiesa Aristotelica Romana d' Italia e ai fedeli aristotelici
la prassi comportamentale da seguire nel caso in cui un coniuge superstite decidesse di risposarsi.
Considerando quanto recita il Diritto canonico :
Se un coniuge muore, l’altro può risposarsi dopo un periodo di lutto...si consiglia di far constatare il decesso dal coniuge il prima
possibile e di richiedere un certificato al chierico che celebrerà i
funerali, oppure all’autorità religiosa locale...
I fedeli aristotelici qualificati come vedovi, sopravvissuti cioe' al loro coniuge, avranno la facolta' di risposarsi solo dopo aver dato comunicazione al chierico responsabile della parrocchia della morte del coniuge, quindi del distacco completo dell'anima dal corpo (eradicazione), e dopo un periodo di 30 giorni a partire dall'avviso all'autorita' religiosa
cittadina, che provvedera' alla verifica.
Durante il periodo di lutto il coniuge superstite dovra' recare in firma la dicitura :" In Lutto"
Invitiamo pertanto le autorita' religiose delle varie citta' ad affiggere codesto documento nei luoghi idonei affinche' sia visibile alle cittadinanze tutte.
Preghiamo perche' l'Altissimo vigili sulle nostre anime e sulle nostre azioni.
Stilato e ratificato a Roma,
diciottesimo giorno del mese di settembre
dell'anno di grazia 1458
Per la primazia imperiale
per la Primazia degli Stati Pontifici e del Mezzogiorno D'Italia
Barone di Sacile
Primate del Distretto Religioso del Mezzogiorno D'italia e degli Stati Pontifici
per il Patriarcato di Aquileia
Frater Tebaldus Cardinalem Foscari
Inquisitor Italicus
Patriarca Aquileiae
Archepiscopus Venetiarum
Posté le: Ven Nov 25, 2011 3:28 am Sujet du message:
Sul Matrimonio e sul suo annullamento
Christos le rispose: "Quando due esseri condividono un amore pure, e intendono perpetuare la nostra specie procreando, Dio permette loro, tramite il sacramento del matrimonio, di vivere il loro amore. Questo amore così puro, vissuto nella virtù, glorifica Dio, perchè Lui è amore, e l'amore che gli uomini condividono è il più grande dono che Gli si possa fare. Ma, come il battesimo, il matrimonio è un impegno per la vita, Natchiachia, segli con giudizio, perchè una volta che tu e Yhonny sarete sposati, non vi potrete più sottrare."
Non è possibile, parlando di matrimonio, fare altro che ribadire quanto esposto chiaramente dal Secondo Profeta.
Il matrimonio è una scelta per la vita. Per questo è necessario farla con giudizio.
Ma non si creda che la scelta del matrimonio termini al momento della cerimonia.
Anzi, è proprio da quel momento che inziano le maggiori difficoltà in una coppia.
Sappia bene, dunque, chi scieglie di sposarsi, che dovrà faticare molto perchè la relazione funzioni, perchè si coroni, pienamente benedetta da Dio, quella relazione d'amore iniziata con il sacramento.
Cosa fare dunque di fronte alle difficoltà? Anche questo lo dice il Secondo Profeta. La relazione di amore, è sempre una relazione a "rischio" poichè è la natura degli uomini quella di dubitare del proprio amore e dell'amore degli altri.
Spesso gli innamorati, presi dai loro sentimenti, non pensano al fatto che il loro amore potrebbe trovare difficoltà, dubbi, incertezze e per questo si arrendono ai primi ostacoli. Dovrebbero sapere, invece, che tali difficoltà nascono in ogni rapporto d'amore e dunque l'ostacolo deve essere affrontato con coraggio e superato. E questo grazie alla preghiera che dà forza, e al pentimento che permette di riprendere il cammino anche dopo molti sbagli.
Per questo motivo invitiamo:
- prima di tutto i futuri sposi a riflettere bene sulla scelta di unirsi in matrimonio. Che non la facciano alla leggera, consapevoli che un matrimonio è una scelta coraggiosa ma definitiva, Che siano cosapevoli che nel costruire una famiglia dovranno superare molti ostacoli e spesso dubiteranno dell'amore, proprio e dell'altro. Ma che sappiano anche che spetta a loro tendere alla perfezione e che solo superando gli ostacoli potranno realizzare in terra una immagine dell'amore solare dell'Altissimo.
- poi i sacerdoti, che nel preparare il sacramento rendano più consapevoli i due futuri sposi dell'impegno che si assumpno e delle difficoltà che incontreranno, poichè non credano che la vita matrimoniale sia facile e non arrivino a scoraggiarsi alle prime difficoltà.
- ed infine i vescovi e i tribunali episcopali perchè quando due coniugi si rivolgano a loro aiutino prima di tutto la coppia a trovare una soluzione ai loro problemi per mantenere salde le promesse fatte di fronte all'Altissimo.
Nonostante tutti gli sforzi e le preghiere, però, la Chiesa sa che l'uomo è fallibile e dunque, nella sua saggezza, ha stabilito che la coppia che non è riuscita far sviluppare il suo amore in una vera amicizia (DC 1.3) possa chiedere l'annullamento del Sacramento.
Qualora, dunque, non si sia riusciti a creare tra i due sposi un vincolo di vera amicizia, è possibile riprovare a creare un nuovo vincolo dopo essersi confessati, aver ricevuto l’assoluzione e fatto penitenza.
Dal momento che spetta ai Cardinali stabilire l'eventuale penitenza, questo Concistoro Pontificio desidera che tutto il territorio di lingua italica sappia che, per dare omogeneità alle sentenze di annullamento:
Dopo aver visionato la sentenza dei tribunali episcopali ed averne valutato i suggerimenti ivi espressi, nell'attribuire le penitenze ed i limiti relativi alla possibilità di contrarre nuovo matrimonio, tranne che per casi particolari, a partire da questa data, si atterrà (nei casi non diversamente previsti dal Diritto Canonico) a queste indicazioni:
Questi mesi dovranno servire al fedele per riflettere bene sul sacramento del matrimonio, poichè, se per ben due volte egli, o ella, ha fatto scelte che si sono rivelate affrettate, poichè non coronate da successo, seppure non per sua colpa, sarà comunque necessario che faccia proprie le parole di Christos: scegli con giudizio.
Dunque i mesi obbligati di interdizione dal sacramento sono finalizzati proprio ad aiutare il fedele a scegliere con giudizio il successivo compagno o compagna ed a riflettere sull'importanza e sulle implicazioni del sacramento del matrimonio.
Ovviamente ogni successivo eventuale errore dimostra una accentuata difficoltà a fare le giuste scelte e quindi la necessità un maggior tempo di riflessione sul valore del sacramento e di valutazione sul futuro coniuge.
Che Aristotele vi illumini
Fatto a Roma il XXI del mese di dicembre dell'A.D. MDCLVIII
Il Cardinale Nazionale Elettore Italiano
S. Beat. Em. Frater Tebaldus Cardinalem Foscari
Pater Generalem Ordo Sancti Dominici
Il Cardinale Nazionale Suffragante Italiano
S. Beat. Em. Profera Pucci Guerra
S. Beat. Em. Raniero Borgia detto "Quarion"
Vicarius Urbi
Padre Priore Cistercense
Posté le: Ven Nov 25, 2011 3:30 am Sujet du message:
Documento ufficiale sul Matrimonio IG
Noi, Alti Prelati della Penisola Italica, appartenenti allo SRING, alle Venezie o al Regno delle Due Sicilie, desideriamo ribadire con veemenza l'importanza della consacrazione del sacramento nuziale, per ottenere la piena benedizione dell'Altissimo sulla coppia di fidanzati che decida, dopo il percorso necessario, di intraprendere la strada del matrimonio.
A seguito delle fondamentali decisioni di matrice dogmatica e dottrinale avvallate in questi giorni, la Santa Chiesa Aristotelica, nella persona di Sua Eminenza il Cardinale Aaron, dispone quanto segue:
Spiegazioni sul matrimonio IG ed il suo riflettevamo sul matrimonio religioso e GDR.
Un'innovazione è arrivata sui regni: il matrimonio IG. Molto si chiedevano precisazioni sui riflessi che può avere questa nuova regola sul gioco della chiesa.
Fondamentalmente, ciò non cambia nulla per il GDR della chiesa e nessuna modifica è prevista. Vedete questa nuova azione come un “più„ nella vita IG del vostro personaggio, esattamente come la nobiltà che non ha un effetto sui forum GDR (per richiamo, secondo le leggi del regno della Francia, ad esempio, la nobiltà di spada non dà il diritto di farsi chiamare nobile nel gioco GDR).
Occorre ricordare che SOLO i registri di Roma restano il riferimento ufficiale in qualsiasi cosa. Se un giocatore segna sulla scheda del suo personaggio che quest'ultimo è battezzato, quello non ha forza di legge, e solo i registri dei battesimi di Roma fanno riferimento. Lo stesso dicasi con il matrimonio IG. I matrimoni IG avranno valori soltanto se sono pubblicati nei registri di Roma (come lo sono i matrimoni GDR). Un matrimonio senza certificato, un matrimonio senza curato, un matrimonio con due personaggi dello stesso sesso, un matrimonio tra eretico o tra fedeli, non avranno valori agli occhi della chiesa GDR.
Tuttavia, “non avere valori agli occhi della chiesa„ non significa che Roma non vi attacca una certa forma d'attenzione. Due curati che si sposerebbero IG si vedrebbero perrseguiti GDR dalla chiesa, poiché anche se non riconosce quest'unione, nè rimane meno attenta ed interessata. È esattamente lo stesso atteggiamento per i matrimoni civili che la chiesa condanna. Matrimonium Porhibitem resta in applicazione, anche per i matrimoni IG che sono, in fine, soltanto un altro luogo per celebrare le unioni (come il forum allegati, il forum2, Roma, ecc.)
Occorre vedere l'interfaccia del matrimonio come una nuova possibilità per i fedeli aristotelici di sposarsi visibilmente e legare un po'più la IG al GDR. È il “più„!
Esempi verranno finalmente a chiarire un po'più le spiegazioni:
Marie e Joseph sono due fedeli della chiesa. Sono battezzati. Vogliono sposarsi e rispettano i passi del diritto Canonico (pubblicazione dei bandi, scelta del curato, cerimonia celebrata dal sacerdote…). Desiderano sposarsi IG.
=> essendo il matrimonio celebrato da un sacerdote ed essendo i passi canonici rispettati, il matrimonio sarà registrato nei registri di Roma come se il matrimonio fosse stato fatto sul forum. Quello resta della GDR, dove che sia fatto.
Marie e Joseph sono due fedeli della chiesa. Sono battezzati. Si sono sposati IG senza rispettare le formalità canoniche e non hanno la benedizione del sacerdote.
=> il matrimonio non è riconosciuto e non sarà registrato nei registri di Roma. Inoltre, il matrimonio sarà assimilato ad un'unione civile e cadrà sotto il colpo di Matrimonium Porhibitem.
Marie e Joseph sono due fedeli della chiesa. Sono battezzati e sposati dal 1455. Vogliono che appaiono in modo ufficiale (IG) il loro matrimonio.
=> possono risposarsi alla chiesa IG (cerimonia da definire, come un tipo di conferma, o semplicemente come un anniversario delle cerimonie nuziali). La posizione della chiesa resta invariata. Il matrimonio è pubblicato dal 1455 nei registri, e questa formalità IG è considerata soltanto come una conferma, piccolo “più„ sull'IG.
Paul e Martine sono sacerdoti della chiesa Aristotélicienne. Decidono di sposarsi IG.
=> il matrimonio non è riconosciuto e non sarà registrato nei registri di Roma. Inoltre, poiché il matrimonio dei sacerdoti è proibito dal diritto Canonico, incorreranno in sanzioni GDR come sarebbe avvenuto prima di questa novità.
Sylvie e Robert sono spinozisti. Si sposano alla chiesa IG e non hanno la benedizione del sacerdote (inevitabilmente).
=> il matrimonio non è riconosciuto (sono eretici, è logico) e non sarà registrato nei registri di Roma.
Marie e Joseph sono sposati IG (ed eventualmente GDR) ed il loro matrimonio è stato riconosciuto e pubblicato dalla chiesa. Decidono di divorziare come ciò è previsto dal diritto Canonico.
=> la loro domanda, se è giudicata ammissibile, condurrà alla dissoluzione del matrimonio, come era il caso del GDR in precedenza. Questo divorzio sarà pubblicato e registrato nei registri di Roma. Anche se la piccola frase “sposato a (…) e benedetto con (…) „ rimane sul profilo IG, la chiesa li riconoscerà così divorziati poiché SOLO i registri di Roma fanno fede. Sarà loro dunque possibile risposarsi ( ma nel limite della decenza, ndr).
Non dimenticate che i matrimoni IG sono come la nobiltà IG. Queste due applicazioni possono unirsi (personaggio nobile di spada IG e barone GDR) come essere “in contraddizione„ (personaggio non nobile IG e duca GDR).
Ottenendo la conferma della validità di tale posizione tramite la seguente dichiarazione:
Celsius è al 100% in accordo con il documento di Aaron.
Invitiamo, pertanto, tutti i fedeli a prendere atto di queste precisazioni, affinché possano mantenersi retti e saldi nella via dell'Ortodossia universale aristotelica.
Stilato e ratificato in Roma
Il sesto giorno del mese di Marzo
S.Beat.Em. Tebaldus Cardinalem Foscari
Elector et Inquisitor Italicus
Patriarca Aquileiale
Sua Eminenza Reverendissima Cardinal-Primate Raniero Borgia
Primate degli Stati Pontifici e del Mezzogiorno D'Italia
Vice Cancelliere della Santissima Inquisizione.
Sua Eccellenza Monsignor Tacuma de' Giustiniani
vice primate imperiale
sottosegretario apostolico italico
Posté le: Ven Nov 25, 2011 3:31 am Sujet du message:
All'Ecumene Aristotelica dell'Arcidiocesi Metropolitana di Siena,
Noi, Mons. Valentino Borgia detto"Astuzia", Monaco Capitolare Cistercense, Arcivescovo Metropolita di Siena, Prefetto per le Cappelle Nobiliari dei Paesi non francofoni, Segretario Apostolico per gli Stati Indipendenti, Priore della Guardia Episcopale italofona, in questo XIX giorno del VII mese dell'anno di grazia MCDLIX, portaiamo all'attenzione del Popolo dei Fedeli della Provincia Ecclesiastica di Siena quanto segue:
Noi, Mons. Valentino Borgia detto"Astuzia" , Arcivescovo Metropolita di Siena, per come ci è concesso dal Diritto Canonico ed in rispetto ad esso,
.Su come accostarsi ai Santi Sacramenti
-Le richieste per accostarsi a tutti i Santi Sacramenti Res Parendi dovranno obbligatoriamente esser fatte tramite gli appositi uffici parrocchiali, vescovili ed arcidiocesani siti nei Fori cittadini e repubblicani.
Solo ad integrazione, eventualmente, in via informale, annunciate tramite messaggio personale al Chierico responsabile dell'ufficio di competenza.
-Tutti i Santi Sacramenti Res Parendi, verranno celebrati presso le chiese parrocchiali, le cattedrali vescovili, la cattedrale arcivescovile e le eventuali cappelle autorizzate, presso i Fori cittadini, repubblicani, o il Salone delle Feste presso la Taverna Italica.
Le celebrazioni Res Parendo, presso le taverne In Gratibus, sono concesse solo in caso di oggettiva impossibilità ad usufruire dei Fori.
-In via transitoria, vista la penuria di clero, tutte le richieste dei Santi Sacramenti dovranno avvenire presso gli Uffici Arcidiocesani informando l'Arcivescovo Astuzia, il Vescovo protempore di Grosseto Pascal, il diacono di Orbetello, Giomik88, il Vescovo di Piombino Cactacea . La celebrazione dei Santi Sacramenti, avverrà presso i Fori repubblicani o presso il Salone delle Feste.
.Sul Matrimonio
-Tutti i Fedeli che vorranno unirsi nel sacro vincolo del matrimonio dovranno frequentare un corso di preparazione ad esso da completare prima delle Pubblicazioni di Matrimonio.
Analogo corso dovranno effettuarlo tutti i Fedeli che vorrano aprire causa per annullamento/scioglimento del sacramento del Matrimonio.
-Quei fedeli che volessero unirsi in matrimonio secondo il rito In Gratibus, dovranno prendere preventivamente accordi con il parroco della parrocchia presso la quale intendono celebrare le nozze. Diversamente, le nozze non verranno benedette.
Sul Clero Senese
-Essendo principalmente fiduciario, il legame tra Vescovo e sottoposti all'interno delle diocesi, l'Arcidiocesi Metropolitana di Siena accoglierà tra il proprio clero solo quei fedeli che, avendo conseguito i titoli accademici necessari, hanno espletato un periodo di almeno trenta giorni come postulante, o studente, presso il Vescovo ordinante e solo dopo il parere positivo di questi.
-Analogamente, verranno accolti presso l'Arcidiocesi Senese, quei Chierici che, seppur ordinati altrove, presenteranno un nulla osta da parte della diocesi di origine e/o di residenza, e dopo aver trascorso, con esito positivo, un periodo di almeno trenta giorni al servizio del Vescovo della diocesi presso la quale intendono trasferirsi.
.Sul Governo Militare della Vidamia di Siena
Essendo meno l'organizzazione militare della Provincia Ecclesiastica di Siena, L'Arcivescovo Metropolita di Siena, assume, in via transitoria, il governo militare diretto della Vidamia di Siena.
.Esecutività
-Tale decreto è immediatamente esecutivo a partire dalla data di pubblicazione
Palazzo Arcidiocesano di Siena,
nel XIX giorno del VII mese dell'anno di Grazia MCDLIX
Valentino Borgia detto "Astuzia"
Posté le: Ven Nov 25, 2011 3:32 am Sujet du message:
Sulla formazione scolastica Aristotelica
-La Sacra Arcidiocesi di Siena riconosce valida, ed incentiva, sia la formazione aristotelica presso i due seminari italofoni di San Benedetto presso di Cistercensi e di San Domenico presso i Domenicani, che le forme di catechesi operate dal clero Arcidiocesano di Siena in seno alle proprie parrocchie e diocesi.
-La Sacra Arcidiocesi di Siena non può e non deve non riconoscere il giudizio di merito espresso da uno dei seminari aristotelici autorizzati. Ciò, nonostante, sia su richiesta del credente/fedele direttamente interessato, sia, se lo ritiene opportuno, il parroco, vescovo o arcivescovo della comunità cui appartiene il credente/fedele, ne ravvede la necessità, il chierico direttamente interessato, appartenente alla Sacra Arcidiocesi di Siena, può richiederne la formazione e/o valutare un nuovo giudizio di merito sul credente/fedele.
-Nel caso si decida di avviare tale rivalutazione, il chierico che se ne fa carico, deve preventivamente acquisire il giudizio di merito, debitamente motivato, espresso dal chierico precedente. Se tale giudizio, non dovesse pervenire entro sette giorni dalla richiesta, il chierico interpellato della rivalutazione, potrà procedere a prescindere da esso.
-Essendo la Santa Chiesa Aristotelica misericordiosa, non negherà, nel rispetto del Diritto Canonico e del Dogma Aristotelico, a chi ne facesse riechiesta con animo sincero e contrito, una nuova possibilità di redenzione.
nel XXI giorno del VII mese dell'anno di Grazia MCDLIX
Posté le: Ven Nov 25, 2011 3:33 am Sujet du message:
Comunicato della Santa Chiesa Aristotelica e Romana riguardante la zona geodogmatica italiana
Si rende noto a tutti membri della Santa Chiesa Aristotelica Romana ed ai fedeli aristotelici che:
A nome del Cardinale Camerlengo,
della Santa Chiesa Aristotelica e Romana,
della Congregazione della Santissima Inquisizione,
delle Primazie dello SRING e degli Stati Pontifici e del Regno delle Due Sicilie,
del Patriarcato di Aquileia,
si emanano alcune rettifiche riguardanti le modalità di valutazione delle prove di giustizia ordinaria nei processi dei tribunali episcopali delle Primazia Imperiale, della Primazia degli Stati Pontifici e del Regno delle Due Sicilie e del Patriarcato di Aquileia, e in quelli di giustizia straordinaria nei tribunali della Santissima Inquisizione.
Le prove visive (screen) sono sempre state reputate, dalla giustizia ordinaria e sopratutto da quella straordinaria della chiesa, come principali prove in tutti i livelli procedurali.
Ad esse sono state associate le testimonianze uditive (testimoni) che però per la maggior parte dei casi hanno avuto un ruolo meno rilevante e sono state utilizzate come rafforzamento delle prove visive (screen) in possesso e quasi mai come prove a sè stanti.
Poichè i tempi mutano e con essi anche ciò che ci circonda, la chiesa ha necessità di aggiornarsi e di provare nuove strade che potrebbero portare a soluzioni più sicure, rigorose ed esenti da errori.
E' per questo motivo che si decide con il presente comunicato di provare a tempo indeterminato e fino a quando non si avranno dei risultati concreti atti a poter valutare con cognizione di causa gli effetti scaturiti, di utilizzare in tutte le varie procedure della giustizia ordinaria e straordinaria della Chiesa, le testimonianze uditive che saranno assunte (dopo attenta valutazione) come prove principali. Le prove visive (screen) saranno utilizzate in questo periodo sperimentale come ausilio alle varie fasi della giustizia ma, mai assunti come prove di primaria importanza o contenenti indiscutibili verità.
Invitiamo quindi chiunque, dalla data di questo comunicato. si dovesse interfacciare con la giustizia della chiesa (in tutte le sue forme) di presentare principalmente testimonianze uditive trascritte (anche fatte pervenire in forma privata al personale addetto come consentito dal Diritto Canonico)e solo per conoscenza prove visive (screen) in quanto saranno prese in considerazione maggiormente le prime.
si decreta che dalla data di emanazione di questo comunicato tutti i processi di giustizia ordinaria e straordinaria ancora in attesa di giudizio o le cui sentenze sono state depositate ma le cui relative penitenze devono essere espletate, sono da dichiararsi sospesi.
Si valuterà caso per caso se sussista ancora la necessità di riaprire il processo e rivalutare le sentenze nelle nuove sedi romane.
si comunica che dalla data di emanazione e diffusione di questo comunicato le denunce e le richieste riguardanti la giustizia della chiesa (sia ordinaria che straordinaria) dovranno tassativamente essere depositate:
Sala di Giustizia - Richieste e Denunce
[hrp]Forum 1 Regni Rinascimentali -> Santa Chiesa Aristotelica -> Sala di Giustizia - Richieste e Denunce[/hrp]
si comunica che i tribunali arcivescovili e quelli episcopali delle relative arcidiocesi dalla data di questo comunicato avranno una nuova sede entro le mura romane:
- Tribunale Archiepiscopale dell'Arcidiocesi di Genova
- Tribunale Archiepiscopale dell'Arcidiocesi di Milano
- Tribunale Archiepiscopale dell'Arcidiocesi di Ravenna
- Tribunale Archiepiscopale dell'Arcidiocesi di Aquileia
- Tribunale Archiepiscopale dell'Arcidiocesi di Pisa
- Tribunale Archiepiscopale dell'Arcidiocesi di Firenze
- Tribunale Archiepiscopale dell'Arcidiocesi di Siena
- Tribunale Archiepiscopale dell'Arcidiocesi di Roma
- Tribunale Archiepiscopale dell'Arcidiocesi di Capua
si comunica che il tribunale inquisitoriale italofono, dalla data di questo comunicato, avà una nuova sede entro le mura romane:
Tribunale Inquisitoriale Italofono
Invitiamo pertanto le autorita' religiose delle varie citta' ad affiggere codesto documento nei luoghi idonei affinche' sia visibile ai fedeli ed alle cittadinanze tutte.
VI giorno del mese di Ottobre
dell'anno di grazia MCDLIX
Per la Santa Curia di Roma
Sua Eminenza Reverendissima Cardinalem Raniero Borgia
Cardinal Camerlengo di Roma
SE Monsignor Tacuma de' Giustiniani Borgia
Primate Imperiale,
Per la Primazia degli Stati Pontifici e del Regno delle Due Sicilie
S.Beat.Em.ma Frà Tebaldo Foscari detto Heldor il randello
Cardinale Elettore ed Inquisitore Italico
Patriarca Metropolita di Aquileia
Arcivescovo delle Venezie
Rettore dell'Ordine di San Domenico
Posté le: Ven Nov 25, 2011 3:51 am Sujet du message:
Comunicato congiunto tra il Collegio Italiano di Araldica e la Chiesa Aristotelica
Si rende noto a tutte le genti che:
A nome del Collegio d'Araldica Italofono,
del Cardinale Camerlengo,
si emanano alcune norme riguardanti la nobiltà e la scomunica
1 - La Scomunica e la Nobiltà sono incompatibili, in quanto lo Scomunicato ha tradito la propria Fede e la propria Comunità al di là di ogni ragionevole ripensamento sulle sue azioni, rifiutandosi di abiurare i suoi peccati.
2 - Il Feudatario, se Scomunicato in via definitiva da un Cardinale per direttissima o a seguito di una condanna dall'inquisizione (di qui in poi: Scomunicato), vedrà il titolo, e l'amministrazione delle terre, sospeso, causa, decadimento del giuramento effettuato, reso appunto invalido.
3 - Durante tale periodo di sospensione, il feudo tornerà ad essere amministrato dal Collegio, come se non fosse assegnato, e non genererà punti nobiltà per il feudatario ora scomunicato. Qualora il nobile tornasse in seno alla comunita' aristotelica, egli otterra' la possibilità di riappropriarsi di tali possedimenti, oltre che del proprio titolo.
4 - Se un Signore viene Scomunicato, egli perde ogni diritto sulla Signoria, che torna in amministrazione al suo proprietario.
5 - Un feudatario la cui anima venisse eradicata dal corpo [eradicazione per qualsiasi causa], nel mentre è scomunicato [che dovesse morire da Scomunicato,], non può trasmettere il feudo di cui era assegnatario in eredità.
6 - Quel Feudatario che venisse condannato al Rogo in Effige (anatema), perde i titoli nobiliari che possiede ed il diritto a lasciare in eredità i propri possedimenti che, ritorneranno alla gestione del Collegio dell'Araldica.
Invitiamo pertanto ad affiggere codesto documento nei luoghi idonei affinche' sia visibile e reso noto a tutti.
Stilato e ratificato il
VIII giorno del mese di Novembre
Per il Collegio d'Araldica Italofono
Maria Leonina della Gerardesca in Corsini
Viscontessa di Vicopisano
Maresciallo d'Armi
Posté le: Ven Déc 02, 2011 5:00 am Sujet du message:
Ai Ducati ed alle Repubbliche Imperiali ed al Regno delle Due Sicilie,
ai Missi Inquisitionis et alli Procuratori Ecclesiastici,
ai Giudici dei Tribunali In Gratibus,
ai Pubblici Ministeri In Gratibus,
al clero tutto delle terre italiche,
al popolo tutto delle stesse terre,
Cenacolum Episcoporum Italiae,
Considerata l'eresia dello Spinozismo,
Considerato ciò che è sancito sui Concordati Apostolici con le Province Imperiali ed il Regno delle Due Sicilie.
Considerati i Concordati di Tolleranza con la suddetta eresia Spinozista.
Preso atto della totale mancanza di criterio morale, giuridico, logico, diplomatico, dimostrata sinora dai Membri Anziani della suddetta Eresia, i cosiddetti "Admors", nei rapporti diplomatici e giuridici con la Santa Chiesa Aristotelica Romana.
Preso atto della pretesa di costoro di perseverare nell'illecito sia teologico, che giuridico, e preso atto della pretesa di costoro di attentare ai normali rapporti di collaborazione tra la Santa Chiesa Aristotelica Romana, il Sacro Romano Impero ed il Regno delle Due Sicilie.
tutti i luoghi di culto e di ritrovo spinozisti, le cosiddette "Schole", qualora non autorizzate e non certificate dalla rappresentanza locale della Santa Chiesa Aristotelica Romana, sono considerati luoghi non desiderabili né da frequentare per nessun aristotelico e per nessun cittadino del Sacro Romano Impero e del Regno delle Due Sicilie.
Chiunque, battezzato, contribuirà con atti od omissioni alla progettazione, alla fondazione, all'addobbo di un luogo di culto o di ritrovo esplicitamente "spinozista" senza l'autorizzazione del proprio Vescovo, avrà commesso atto d'Apostasia, e per tale motivo sarà processabile dal Tribunale Episcopale competente, e oggetto di Scomunica, da parte delle autorità della Santissima Inquisizione Romana.
Chiunque, eterodosso, contribuirà con atti od omissioni alla progettazione, alla fondazione, all'addobbo di un luogo di culto o di ritrovo esplicitamente "spinozista", sarà considerato eretico egli stesso, ed avrà inoltre commesso reato di Disturbo all'Ordine Pubblico, secondo quanto sancito dai Concordati Apostolici; e per tale motivo sarà giudicato colpevole dal Tribunale In Gratebus competente, ed oggetto di Interdizione al Battesimo, da parte delle autorità della Santissima Inquisizione Romana, previa abiura et espiazione dei peccati, attraverso sincero pentimento.
Che la frequentazione prolungata nel tempo, sia da parte di un battezzato che di un eterodosso, di un luogo di culto o di ritrovo esplicitamente "spinozista" non autorizzato e non certificato dalla rappresentanza locale della Santa Chiesa Aristotelica Romana, senza l'autorizzazione del proprio Vescovo, è considerato Disturbo all'Ordine Pubblico.
Della chiarificazione del concetto di "frequentazione prolungata nel tempo":
È considerata "Frequentazione prolungata nel tempo", ogni frequentazione certificata con prove recanti data* e/o almeno tre testimonianze del sottoscritto luogo "spinozista", qualora si è estesa in sette o più giorni.
Del modulo di testimonianza:
Questo è il modulo di testimonianza :
"Io, [NOME ESTESO], [TITOLO NOBILIARE, CIVILE O ECCLESIASTICO], sul mio onore e sul mio buon nome, testimonio d'aver visto coi miei occhi [NOME IG DELL'ACCUSATO] in luogo eretico, indesiderabile e clandestino, nei giorni [GG1, GG2, GG3, GG4, GG5, GG6, GG7]."
gentilmente, agli "Admors" spinozisti, di far autorizzare e certificare i propri luoghi di culto anticipatamente alla fondazione dei medesimi, onde così rispettare le legislazioni in vigore, e dunque non commettere reato di Disturbo all'Ordine Pubblico.
Ciò, mediante la sottoscrizione collettiva di un Concordato di Tolleranza.
Il rifiuto dello Spinozismo di procedere attraverso la via diplomatica, con la semplice richiesta di autorizzazione al Vescovo ed al Nunzio Apostolico competente, è da considerarsi segno di intriseca perversione, sovversione ed intolleranza verso la cultura aristotelica, ed è la giustificazione all'azione legale contro l'eresia, a difesa dei diritti di tutti i cittadini di Vera Fede.
quindi, ai fedeli aristotelici, di attendere l'autorizzazione e la certificazione di qualunque luogo di culto o di ritrovo "spinozista", prima di introdurvisi.
In caso di dubbi, si consiglia di chiedere il parere al proprio Vescovo.
ai Governanti ed ai Magistrati del Sacro Romano Impero e del Regno delle Due Sicilie, che il rifiuto alla collaborazione piena, totale e nel rispetto dei Concordati Apostolici con le autorità episcopali locali, è considerato un grave e perverso atto d'omissione dei propri doveri verso i propri cittadini di Vera Fede, il quale potrà dare adito ad ulteriori indagini sulla aristotelicità d'intento dei medesimi Magistrati e Governanti.
SI SANCISCE
Che non saranno ritenute aristotelicamente congrue ammende in denaro superiori ai 50 ducati o incarcerazioni per lassi di tempo superiori alle 3 giornate di carcere.
Pertanto, si richiede ai Giudici del Sacro Romano Impero e del Regno delle Due Sicilie, di non eccedere oltre quanto raccomandato.
A rappresentanza del Concistoro Italofono:
S.Beat.Em. Tebaldo Foscari detto Heldor il randello
S.Em. Profeta Pucci Guerra
E a Rappresentanza del Concistoro e della Congregazione della Santissima Inquisizione:
Sua Em. Rev. Cardinal Raniero Borgia detto "Quarion"
Cardinal-Primate del Distretto Religioso del Mezzogiorno D'italia e degli Stati Pontifici
Vice Cancelliere della Congregazione dell'Inquisizione
S.E. Monsignor Edoardo "Egal" Borromeo Galli
Arcivescovo Metropolita dell'Arcidiocesi di Milano
Rappresentante Ecclesiale delle Province Italiche dello SRING presso l'Imperatore
Per il Ducato di Modena:
S.E. Mons Ennio "Kemnos" Borromeo Pelagio
Arcivescovo Primate del Santo Impero
Arcivescovo Metropolita dell'Arcidiocesi di Ravenna
Sua Eccellenza Monsignor Vittorio "Niceforo" Veneto Asburgo d'Argovia
Arcivescovo Metropolita dell'Arcidiocesi di Genova
Vescovo di Genova
Monaco Cistercense
S.E. Rev.ma Mons. Alessandro III de Montemayor detto "Giarru senza Terra", Signore di Schiara
Prefetto dei Vidame per le terre Italiche
Grand' Ufficiale dell'Ordine di Santa Kyrène
Vice-Gran Bibliotecario di Roma
Per la Repubblica di Siena:
S.E. Mons. William Mold Warlords
Sua Eccellenza Monsignor Filippo Benedetto Spadalfieri da Pontiregi
Vescovo di Capua
Vescovo In Graetibus di Sessa Aurunca
Per la Congregazione Affari del Secolo:
Vice Primate del Sacrum Romanorum Imperium Nationis Germanicæ
*consigliamo di usare il sito ANSA.com, ma l'unico criterio attendibile è che sia presente in screen una qualunque fonte attendibile di "data".
Ricordiamo che non è importante documentare l'orario, ma la "data". Bisogna documentare sette diverse frequentaioni, in sette diversi giorni.
Posté le: Ven Déc 02, 2011 5:01 am Sujet du message:
Ai Governanti degli Stati Italici,
ai Monsignori Arcivescovi, Vescovi et loro pari,
Noi, Cardinali del Concistoro Pontificio Italico, per grazia di Dio, con l'autorità di cui il Santo Padre et la Curia Eminentissima dei Cardinali ci ha investito,
visti i deplorevoli fatti successi e ripetuti accaduti nelle terre italiche, per cui singoli fuorilegge o gruppi di essi, inseriti nelle liste degli indesiderati nei fari regni italici si sono più volte inseriti in gruppi di difesa o di viaggio composti da bravi aristotelici causandone molto spesso la morte o il grave ferimento all'incontrarsi delle armate degli stati,
che qualunque brigante o fuorilegge sia colto nell'atto di mettere a rischio la vita di chierici o fedeli aristotelici, che nulla possono delle malefatte altrui, sia immediatamente indagato dai Tribunali Episcopali di competenza per attentato alla pace aristotelica, aumentando la gravità dell'imputazione a seconda del rango religioso o laico degli appartenenti del gruppo vittima, consigliando ai procuratori ecclesiastici di chiedere sempre il massimo della pena per i casi di recidività, cioè il rogo "in effige", che equivale alla scomunica a vita senza possibilità di perdono. Saranno poi i tribunali episcopali ad analizzare caso per caso ed emettere giusta sentenza a seconda della gravità del fatto.
Si consiglia in ogni caso ai tribunale episcopali di agire con severità contro tali approfittatori del messaggio di Amicizia Aristotelica, snaturandolo ed approfittandosi degli animi puri.
Consigliamo però anche a tutti coloro che viaggiano o che difendono le città come miliziani, di qualsiasi fede siano, di controllarsi bene durante gli spostamenti o i turni di difesa, così da non permettere a questi fuorilegge di entrare a far parte del loro gruppo.
Possa Dio aver pietà delle anime di questi figli che hanno perduto la via,
Redatto in Roma il giorno XXVII del mese di gennaio dell'Anno Domini MCDLIX
S.Beat.Em. frater Tebaldus Cardinalem Foscari
Patriarca Aquieliae
Pater Generalis Ordo Sancti Dominici
S.E. Rev.ma Cardinal Raniero Borgia detto "Quarion" Barone di Sacile
Cardinal-Primate degli Stati Pontifici e del Mezzogiorno d'Italia,
Vicarius Urbis,
Abate dell'Abbazia Cistercense di Fornovo,
Arcinunzio Apostolico,
Missus Inquisitionis.
Posté le: Ven Déc 02, 2011 5:02 am Sujet du message:
visti gli ultimi accadimenti in cui alcuni laici hanno sfidato a duello sacerdoti secolari della Santa Chiesa Aristotelica, ben sapendo del divieto per i sacerdoti di portar armi, formalizzato dei voti sacerdotali pronunciati all'atto dell'ordinazione,
che qualunque laico, nobile o plebeo che sia, dovesse sfidare a duello un sacerdote, di qualsiasi rango egli sia, verrà sottoposto a giudizio del tribunale episcopale di competenza per attentato alla fede ed alla Santa Chiesa Aristotelica. Nel contempo, qualsiasi sacerdote dovesse sfidare o accettare la sfida a duello da parte di chiunque, verrà sottoposto al giudizio del tribunale episcopale di competenza per aver infranto uno dei suoi voti sacerdotali. In caso di recidività, dopo che sia già stata applicata la sentenza e la penitenza una prima volta, l'imputato, laico o sacerdote, passerà nella competenza della Santa Inquisizione con tutto quel che ne consegue.
Posté le: Lun Aoû 07, 2017 6:00 pm Sujet du message:
Sulla Fine del Matrimonio
"Maestro, soffro perchè qualcosa tormenta profondamente il mio cuore.
Io ti vorrei seguire nei tuoi insegnamenti, ma amo un uomo di nome Yhonny, lo amo di un amore puro, luminoso come un diamante... cosa dice Aristotele di questo e cosa devo fare?"
Christos le rispose:
"Quando due esseri condividono un amore puro, e intendono perpetuare la nostra specie procreando, Dio permette loro, tramite il sacramento del matrimonio, di vivere il loro amore.
Questo amore così puro, vissuto nella virtù, glorifica Dio, perchè Lui è amore, e l'amore che gli uomini condividono è il più grande dono
che Gli si possa fare.
Ma, come il battesimo, il matrimonio è un impegno per la vita Natchiachia, segli con giudizio, perchè una volta che tu e Yhonny sarete sposati, non vi potrete più sottrare."
"Sappi che è nella natura degli uomini quella di dubitare, e che l'amore che nutrono per Dio e per il suo prossimo può essere a rischio come tutto nella vita.
Ma la vita virtuosa è un ideale verso cui l'uomo deve tendere.
E, nel suo cammino, può trovare aiuto nella preghiera.
La preghiera può infatti essere il tramite con cui rinforzare questo amore quando necessario.
Non scordate nemmeno il potere della misericordia, che è garantito grazie a un sincero pentimento."
Il matrimonio è una scelta per la vita.
Per questo è necessario farla con giudizio.
Anzi, è proprio da quel momento che iniziano le maggiori difficoltà in una coppia.
Sappia bene, dunque, chi sceglie di sposarsi, che dovrà faticare molto perchè la relazione funzioni, perchè si coroni, pienamente benedetta da Dio, quella relazione d'amore iniziata con il sacramento.
Cosa fare dunque di fronte alle difficoltà?
Anche questo lo dice il Secondo Profeta.
La relazione di amore, è sempre una relazione a "rischio" poichè è la natura degli uomini quella di dubitare del proprio amore e dell'amore degli altri.
Spesso gli innamorati, presi dai loro sentimenti, non pensano al fatto che il loro amore potrebbe trovare difficoltà, dubbi, incertezze e per questo si arrendono ai primi ostacoli.
Dovrebbero sapere, invece, che tali difficoltà nascono in ogni rapporto d'amore e dunque l'ostacolo deve essere affrontato con coraggio e superato.
E questo grazie alla preghiera che dà forza, e al pentimento che permette di riprendere il cammino anche dopo molti sbagli.
prima di tutto i futuri sposi
a riflettere bene sulla scelta di unirsi in matrimonio.
Che non la facciano alla leggera, consapevoli che un matrimonio
è una scelta coraggiosa ma definitiva.
Che siano consapevoli che nel costruire una famiglia dovranno superare molti ostacoli e spesso dubiteranno dell'amore proprio e dell'altro.
Ma che sappiano anche che spetta a loro tendere alla perfezione
e che solo superando gli ostacoli potranno realizzare in terra una immagine dell'amore solare dell'Altissimo.
poi i sacerdoti,
che nel preparare il sacramento rendano più consapevoli i due futuri sposi dell'impegno che si assumono e delle difficoltà che incontreranno,
poichè non credano che la vita matrimoniale sia facile e non arrivino a scoraggiarsi alle prime difficoltà.
ed infine i vescovi e i tribunali episcopali
perchè quando due coniugi si rivolgano a loro aiutino prima di tutto la coppia a trovare una soluzione ai loro problemi per mantenere salde le promesse fatte di fronte all'Altissimo.
Nonostante tutti gli sforzi e le preghiere, però,la Chiesa sa che l'uomo è fallibile e dunque, nella sua saggezza,
ha stabilito che possano esserci le basi per estinguere, sciogliere oppure annullare questo sacramento (DC L.I, parte II, sez. B).
Sull’estinzione
Qualora uno dei due coniugi
venga richiamato alla casa del Padre Celeste,
e cioè la sua anima sia eradicata in modo definitivo dal corpo,
il matrimonio è automaticamente estinto.
Non è dunque necessaria alcuna sentenza episcopale per dichiaralo tale.
Il coniuge superstite può dunque sposarsi nuovamente in piena libertà, dopo 30 giorni di lutto.
In casi dubbi, per certificare l’avvenuto decesso del coniuge, è sufficiente un semplice certificato di morte da parte del sacerdote che ha effettuato il funerale, o di quello di residenza del defunto, o di un suo superiore. Il sacerdote che celebra il matrimonio è tenuto a controllare con i mezzi a propria disposizione la definitiva morte del coniuge, nonchè che sia trascorso il periodo di vedovanza.
Sullo scioglimento
Qualora, non si sia riusciti a creare tra i due sposi un vincolo di vera amicizia, è possibile riprovare a creare un nuovo vincolo dopo essersi confessati, aver ricevuto l’assoluzione e fatto penitenza.
Dal momento che, però, a seguito della sentenza del tribunale episcopale,
cui spetta valutare la domanda di scioglimento, è compito dei Cardinali il controllo di eventuali pene punitive ed espiatorie, nonché ai divieti,
questo Concistoro Pontificio
desidera che tutto il territorio di lingua italica sappia che,
per dare omogeneità alle sentenze di annullamento:
Dopo aver visionato la sentenza dei tribunali episcopali
ed averne valutato i suggerimenti ivi espressi,
nell'attribuire le penitenze ed i limiti relativi
alla possibilità di contrarre nuovo matrimonio,
tranne che per casi particolari,
a partire da questa data, si atterrà
(nei casi non diversamente previsti dal Diritto Canonico)
a queste indicazioni:
Dopo il secondo scioglimento,
vi sarà divieto di risposarsi per almeno 10 mesi
Dopo il terzo scioglimento,
vi sarà divieto di risposarsi per almeno 20 mesi
Dopo il quarto scioglimento,
vi sarà divieto di risposarsi per almeno 30 mesi
E così via, aggiungendo 10 mesi per ogni ulteriore scioglimento.
Nel caso previsto all’art. 6.4, invece, e cioè
La scomparsa di uno dei due coniugi per un tempo superiore a 3 mesi
In riferimento dunque alla sua irreperibilità
In Gratebus,
qualora essa sia la sola e unica motivazione di richiesta di scioglimento,
non vi sarà alcun divieto ad un matrimonio successivo
e non concorrerà nel calcolo dei mesi di divieto di matrimonio
Pertanto il coniuge che fa tale domanda potrà risposarsi dopo la sentenza episcopale di scioglimento.
Sull’annullamento
Riguardo all’annullamento,
essendo di competenza del Collegio Cardinalizio,
ricordiamo che su esso non può giudicare il Tribunale Episcopale,
che si limita a verificare i prosupposti e a trasmettere tale domanda al Concistoro, che ne discuterò con tutti i cardinali.
Essendo evento raro ed eccezionale,
ogni domanda verrà esaminata nella sua particolarità
Sua Eminenza Tacuma de' Giustiniani Borgia
Conte imperiale di Monferrato
Sua Eminenza Carlotta Isabell Kali_ Borgia
Cardinale Inquisitore
Sua Eminenza Federico Edoardo Borgia
Primo Vice-Primate della Primazia del Sacro Romano Impero Nazioni Germaniche
Vescovo di Massa
fatto a Roma nel primo giorno
dell'anno di Grazia 1461
Questo documento annulla ogni documento precedente in materia

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in fine
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