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PA digitale e accessibilitÃ : il coraggio delle Amministrazioni | Jacopo Deyla
PA digitale e accessibilitÃ : il coraggio delle Amministrazioni
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Giugno 26, 2005 - 6:09 pm
pubblicato su un allegato de ilSole24ore
Il nuovo Codice dellâ€™Amministrazione Digitale e la Legge 4 del 2004 indicano la strada da seguire per fornire ai cittadini servizi di qualitÃ . Uno degli scopi primari del Codice Ã¨ fornire accesso a servizi ed informazioni. Una delle strade Ã¨ la verifica coi cittadini. Se informazioni e servizi sono un diritto per tutti ed un dovere per la Pubblica Amministrazione, bisogna ricordare che non tutti sono uguali.
Il terzo articolo della Costituzione della Repubblica Italiana parla di uguaglianza, ed in particolare dice che â€œÃˆ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoliâ€. Se unâ€™Amministrazione rappresenta lo Stato, indipendentemente da una legge ad hoc, non puÃ² ignorare la questione dellâ€™accessibilitÃ :
non puÃ² esistere accesso di tutti i cittadini allâ€™informazione senza accessibilitÃ .
Lâ€™unica definizione di accessibilitÃ si trova nella Legge 4 del 2004, che la indica come: â€œla capacitÃ dei sistemi informatici, nelle forme e nei limiti consentiti dalle conoscenze tecnologiche, di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilitÃ necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolariâ€ (art. 2, l. 4/2004)â€. Ed Ã¨ importante ricordare che il Regolamento di Attuazione della Legge 4/04, allâ€™articolo 9, punto 3 dice che: â€Le regioni, le province autonome e gli enti locali organizzano autonomamente e secondo i propri ordinamenti la vigilanza sull’attuazione del presente regolamentoâ€.
Nel Codice si parla di accessibilitÃ nellâ€™Articolo 53 (Caratteristiche dei siti): â€œLe pubbliche amministrazioni centrali realizzano siti istituzionali su reti telematiche che rispettano i principi di accessibilitÃ , nonchÃ© di elevata usabilitÃ e reperibilitÃ , anche da parte delle persone disabili [â€¦].â€
Chiarisce il giurista Lorenzo Spallino che â€œLegge Stanca e Codice dell’Amministrazione digitale sono cose tra loro diverse. [â€¦] Non soltanto i soggetti coincidono solo parzialmente, ma, soprattutto, mentre la legge Stanca obbliga allâ€™accessibilitÃ scegliendo la strada delle sanzioni (nullitÃ del contratto, sanzioni dirigenziali), il Codice dichiara il principio ma non indica le vie per attuarlo. Le due cose non si integrano, non fosse altro che per il fatto che le sanzioni della legge Stanca, proprio perchÃ© sanzioni, non sono esportabili […]â€
Come rispettare i principi di Legge e Codice
Indipendentemente dalle diversitÃ , sia la Legge 4/04 che il Codice, spingono a fornire contenuti fruibili, usabili ed accessibili a tutti i cittadini. In entrambi i casi invitano alla verifica, perchÃ© Ã¨ lâ€™unico modo per misurare la qualitÃ . Infatti lâ€™usabilitÃ Ã¨ â€œ[â€¦] efficacia, efficienza e soddisfazione con le quali determinati utenti possono raggiungere specifici obiettivi in particolari ambienti.â€ [ISO DIS 9241-11] ed Ã¨ quindi legata alla verifica sul campo e su soggetti specifici. Lo stesso vale per la fruibilitÃ e per il massimo grado di accessibilitÃ .
Nel caso di unâ€™Amministrazione i destinatari di contenuti e servizi sono i suoi cittadini, alcuni dei quali probabilmente disabili. I disabili perÃ² non sono una â€œcategoriaâ€ a parte, perchÃ© anche la stessa Organizzazione Mondiale della SanitÃ inquadra la disabilitÃ come una condizione temporale e legata alle specifiche attivitÃ da svolgere.
A chiunque infatti, puÃ² essere capitato di trovarsi in un ambiente rumoroso e non sentire bene lâ€™interlocutore al telefono, od in un ambiente luminoso e non vedere bene ciÃ² che appariva sul monitor, tutte situazioni di handicap appunto.
Il digitale Ã¨ una grande opportunitÃ per abbattere quelle barriere che nel mondo reale Ã¨ difficile abbattere: costruire un buon edificio significa costruirlo secondo delle regole, costruire un buon contenuto digitale Ã¨ la stessa cosa.
Se tutti vogliamo vivere e lavorare in quellâ€™edificio per piÃ¹ tempo possibile, dobbiamo stare attenti a come lo costruiamo.
La legge 4/04 ha il grande vantaggio di aver dato un certo impulso ai tecnici piÃ¹ attenti, che oggi sono in grado di realizzare e fornire prodotti di qualitÃ ed accessibili. Lâ€™accessibilitÃ Ã¨ qualcosa in piÃ¹ e che costa qualcosa in piÃ¹, perchÃ© richiede maggior attenzione e in generale lâ€™obbligo di fornire piÃ¹ alternative. Questo succede anche nel mondo reale quando ad una scala si costruisce una rampa di accesso per le carrozzine. La differenza tra mondo reale e digitale Ã¨ che nel mondo digitale, fornire alternative, costa meno. Fortunatamente il Codice viene incontro anche alle esigenze di risparmio delle Pubbliche Amministrazioni indicando le vie del riuso e del codice aperto.
Anche se non si dovessero utilizzare software Opensource o di altre amministrazioni, e ci si volesse rivolgere al mercato, lâ€™accessibilitÃ non sarebbe comunque un costo in piÃ¹, perchÃ© i costi ricadono comunque sui privati.
Infatti chi offre prodotti accessibili, grazie alla Legge 4/04 ha un vantaggio competitivo, perchÃ© â€œi requisiti di accessibilitÃ stabiliti con il decreto di cui all’articolo 11 costituiscono motivo di preferenza a paritÃ di ogni altra condizione nella valutazione dell’offerta tecnicaâ€ (Art. 4 punto 1) e inoltre le Pubbliche Amministrazioni e gli altri soggetti della 4/04 â€œnon possono stipulare, a pena di nullitÃ , contratti per la realizzazione e la modifica di siti INTERNET quando non Ã¨ previsto che essi rispettino i requisiti di accessibilita.â€ (Art. 4 punto 2)
Come fornire lâ€™accessibilitÃ richiesta
Innanzitutto Ã¨ necessario che chi acquista un prodotto basato su tecnologie Web, sappia che cosa deve chiedere nel contratto: come minimo un prodotto accessibile a norma di legge.
Per far ciÃ² occorre quindi, che la dirigenza conosca cosa sia lâ€™accessibilitÃ , e piÃ¹ in generale sappia che Internet Ã¨ diverso dagli altri media, gli assomiglia, li integra ma Ã¨ diverso, perchÃ© sul Web niente appare agli altri, esattamente come appare a noi.
Le diversitÃ tra ognuno di noi, sul Web vengono accentuate in mille modi, sia per le diverse tecnologie che usiamo, sia per le diverse competenze e capacitÃ , sia, infine, anche per le differenze fisiche che costringono alcuni di noi ad usare Internet ed i suoi servizi in modi spesso impensati ed imprevisti.
Un buon prodotto digitale, un buon servizio, un buon sito, Ã¨ qualcosa che ovviamente deve essere utile, e quindi Ã¨ consigliabile chiedere ai propri cittadini quali servizi realmente occorrano loro. Una volta realizzato il prodotto, Ã¨ necessario â€œâ€¦controllarne periodicamente la qualitÃ e la soddisfazione dell’utenzaâ€, perchÃ© anche questo dice il Codice (art.7) Eâ€™ evidente che si parli dellâ€™utenza tutta, ma in particolare di tutti i cittadini che usano quello specifico sito o servizio.
Come essere MOLTO accessibili, risparmiando
Fino a poco tempo fa molti siti pubblici esponevano i bollini di conformitÃ del codice HTML od al livello di conformitÃ dellâ€™accessibilitÃ delle WCAG della WAI-W3C. Questa spesso era una scelta per dimostrare la propria sensibilitÃ alla questione.
Oggi non serve piÃ¹, perchÃ¨ câ€™Ã¨ una legge che obbliga allâ€™accessibilitÃ : non Ã¨ piÃ¹ una scelta. Chi desidera fornire servizi e contenuti ora ha 22 requisiti tecnici ormai definitivi, da rispettare, cosÃ¬ come un metodo per verificarli.
Ormai câ€™Ã¨ solo una discriminante tra chi rispetta la Legge e chi va invece incontro ai propri cittadini, dimostrandosi una buona amministrazione che applica anche il Codice: la verifica soggettiva.
PuÃ² succedere che manchino le risorse economiche per rendersi conformi ai requisiti tecnici della 4/04, puÃ² anche capitare che non si abbia la necessitÃ di aggiornare i propri contratti di fornitura. In questi casi, per rispettare il Codice il modo economicamente piÃ¹ vantaggioso e tecnicamente realizzabile di fornire accessibilitÃ , Ã¨ quello di chiedere alle persone a cui serve lâ€™accesso, di quanto e quale accesso hanno bisogno. Se si affianca ai propri servizi e contenuti la possibilitÃ di indicare ciÃ² a cui non si ha accesso e il perchÃ©, si potranno correggere almeno gli errori principali ed allo stesso tempo soddisfare i propri cittadini, dimostrandosi una buona amministrazione.
Lâ€™esporsi al giudizio dei propri cittadini e farlo in modo trasparente perÃ², richiede un coraggio che non tutti hanno.
Materiale integrativo dellâ€™articolo
Tabella di comparazione Legge Stanca / Codice dellâ€™Amministrazione Digitale*
La legge Stanca nasce per favorire lâ€™accesso delle persone con disabilitÃ gli strumenti informatici, nel tentativo
di evitare che la diffusione delle nuove tecnologie e lâ€™incremento del loro utilizzo possa trasformarsi in motivo
di emarginazione Il Codice Digitale nasce per accorpare e riordinare la normativa
in materia di attivitÃ digitale delle pubbliche amministrazioni
affrontando, in modo organico e completo, il tema dellâ€™utilizzo
delle tecnologie dellâ€™informazione e della comunicazione nelle
Pubbliche amministrazioni, nonchÃ© la disciplina dei principi
giuridici fondamentali relativi al documento informatico ed alla
Amministrazioni pubbliche, siti ad interesse pubblico
(Trenitalia, Enel, ecc.), aziende fornitrici di soluzioni
software e web per pubblica amministrazione. Stato, Regioni, Autonomie Locali, pubbliche amministrazioni,
privati (documenti informatici, firme elettroniche, pagamenti
informatici, libri e scritture, gestione, conservazione e
trasmissione dei documenti informatici), gestori di servizi
pubblici (accesso ai documenti informatici e la fruibilitÃ delle
informazioni digitali).
AccessibilitÃ dei siti internet
Art. 3 (soggetti erogatori), art. 4 (obblighi per lâ€™accessibilitÃ ),
art. 6 (verifica dellâ€™accessibilitÃ su richiesta), art. 7 (compiti
amministrativi), art. 8 (Formazione), art. 9 (responsabilitÃ ), art.
10 (Regolamento di attuazione), art. 11 (Requisiti tecnici), art.
12 (Normative internazionali). Art. 53 (Caratteristiche dei siti).
Ambito soggettivo (fattispecie regolamentate)
Rif. art 3: pubbliche amministrazioni di cui al comma 2
dellâ€™articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, enti pubblici economici, aziende private
concessionarie di servizi pubblici, aziende municipalizzate regionali,
enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, aziende di trasporto
e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale
pubblico, aziende appaltatrici di servizi informatici. Rif. art. 53: pubbliche amministrazioni centrali; per quanto
riguarda regioni e enti locali gli obblighi saranno operativi soltanto
successivamente alla firma di appositi protocolli (intese) con lo Stato.
Ambito oggettivo (lâ€™oggetto di applicazione della legge)
Oggetto principale della legge Stanca sono i contratti finalizzati
alla realizzazione di siti internet. Non esiste quindi un ambito
oggettivo, nel senso di siti, indicato dalla legge, ma fattispecie alle
quali si applicano gli obblighi e le sanzioni descritti nellâ€™art. 4. Lâ€™art. 53 del Codice fa riferimento solo ai siti â€œistituzionaliâ€, sia per
lo Stato che per gli enti locali (sempre a seguito delle famose intese).
Lâ€™espressione va ragionevolmente intesa come ricomprendente ogni
aspetto del compito e delle finalitÃ cui lâ€™ente [il Ministero] Ã¨ deputato.
E perciÃ² non solo dei siti che rappresentino organigramma, scopo e
funzioni ma di tutti quelli attraverso i quali il Ministero persegue le
finalitÃ per le quali Ã¨ stato istituito.
Obbligo di ritenere il rispetto dei requisiti tecnici in
materia di accessibilitÃ di cui allâ€™art. 11 motivo di preferenza a
paritÃ di ogni altra condizione in sede di valutazione delle offerte
per lâ€™acquisto di beni e per la fornitura di servizi informatici;
Divieto di procedere alla sottoscrizione di contratti per
la realizzazione di siti internet â€œquando non Ã¨ previsto che
essi rispettino i requisiti di accessibilitÃ stabiliti dal decreto di cui
allâ€™articolo 11â€;
In caso di rinnovo, modifica o novazione dei contratti
esistenti, obbligo di loro adeguamento al rispetto dei requisiti di
accessibilitÃ ;
Subordinazione della concessione di contributi pubblici a
soggetti privati per lâ€™acquisto di beni e servizi informatici
destinati allâ€™utilizzo da parte di lavoratori disabili o del pubblico,
alla rispondenza di tali beni e servizi ai requisiti di accessibilitÃ
stabiliti dal decreto di cui allâ€™articolo 11. Rispetto dei principi di usabilitÃ , reperibilitÃ , accessibilitÃ anche da
parte delle persone disabili, completezza di informazione, chiarezza di linguaggio, affidabilitÃ , semplicitÃ di consultazione, qualitÃ , omogeneitÃ ed interoperabilitÃ . accessibilitÃ .Le definizioni verranno date in sede di disposizioni attuative: Ã¨ ragionevole
presumere che, almeno per quanto riguarda lâ€™accessibilitÃ , si opterÃ per un rinvio alle disposizioni della legge Stanca in materia (art. 2).
*estratto dalla tabella orginiale, pubblicata su http://www.bazzmann.com/media/quickcards/accessibile-quickcard-comparazione-legge-codice.pdf a cura di L.Spallino e M.Trevisan

References: Art. 3
 art. 4

art. 6
 art. 7
 art. 8
 art. 9
 art.
10
 art. 11
 art.
12
 Art. 53
 art. 53