Source: http://www.assoamianto.it/decreto_legislativo_del_governo_n_475.htm
Timestamp: 2018-12-10 03:02:49+00:00

Document:
Decreto Legislativo del Governo n° 475 del 04/12/1992
Decreto Legislativo 4 dicembre 1992. n.475
Espressione "marcatura CE": testo che sostituisce in tutta la direttiva l'espressione "marchio CE" e "marchio di conformità CE" secondo quanto disposto dall'art. 1 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Art. 2: si veda il D.M. 17 gennaio 1997: "Elenco di norme armonizzate concernente l'attuazione della direttiva 89/686/CEE relativa ai dispositivi di protezione individuale".
Art. 2, comma 5: è stato aggiunto dall'art. 2 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Art. 3: è stato così sostituito dall'3 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Art. 4, comma 3, lettera a) e b): sono state così sostituite dall'art. 4 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Art. 4, comma 6, lettera h): è stata soppressa dall'art. 4 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Art. 5, comma 1: è stato così sostituito dall'art. 5 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Art. 6, comma 8: è stato così sostituito dall'art. 6 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Art. 11: è stato così sostituito dall'art. 7 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Art. 12: è stato così sostituito dall'art. 8 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Art. 12 bis: è stato aggiunto dall'art. 9 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Art. 13, comma 7: è stato sostituito con gli attuali commi 7, 8, 9 dall'art. 10 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Art. 14, commi 3 e 5: i commi sono stati così corretti con avviso pubblicato nella G.U. 18 gennaio 1993, n. 13 . Il comma 5 è stato successivamente così sostituito dall'art. 11 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Art. 14 bis: è stato aggiunto dall'art. 11 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Allegato I, punto 5: è stato inserito dall'art. 12 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Allegato II, punto 1.4, lettere h) e i): sono stati inseriti dall'art. 12 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Allegato IV: è stato così sostituito dall'art. 12 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Allegato V, punto 6: è stato così sostituito dall'art. 12 del D.Lgs. 2 gennaio 1997, n. 10.
Art. 1. Campo di applicazione e definizione. -
Art. 2. Norme armonizzate e norme nazionali. -
5. I DPI che rispondono ai requisiti previsti dalle norme di cui al comma 2 si presumono conformi ai requisiti essenziali di sicurezza nell'allegato II.
Art. 3. Requisiti essenziali di sicurezza. -
Art. 4. Categorie di DPI. -
h) [....].
Art. 5. Procedure di certificazione CE. -
1. Prima di procedere alla produzione di DPI di seconda o di terza categoria, il fabbricante o il rappresentante stabilito nel territorio comunitario deve chiedere il rilascio dell'attestato di certificazione CE di cui all'articolo 7.
Art. 6. Organismi di controllo. -
Art. 7. Attestato di certificazione CE. -
Art. 8. Sistemi di controllo della produzione di DPI di terza categoria. -
Art. 9. Controllo del prodotto finito. -
Art. 10. Controllo del sistema di qualità. -
Art. 11. Dichiarazione di conformità CE. -
Art. 12. Marcatura CE. -
Art. 12 bis. Disposizioni comuni per la marcatura CE. -
Art. 13. Compiti di vigilanza delle amministrazioni dello Stato. -
Art. 14. Sanzioni e disposizioni penali. -
Art. 14 bis. Adeguamento degli allegati alle norme comunitarie . -
Art. 15. Norme finali e transitorie. -
- il calore (guanti, ecc.);
1.2.1. Assenza di rischi e altri fattori di disturbo "autogeni"
1.3. Fattori di comfort e di efficacia
g) il significato della marcatura, se questa esiste (vedi punto 2.12).
h) se del caso, i riferimenti delle direttive applicate conformemente all'articolo 12-bis, comma 1;
2.2. DPI "che avvolgono" le parti del corpo da proteggere
I DPI che "avvolgono" le parti del corpo da proteggere devono essere sufficientemente aerati, per quanto possibile, onde limitare il sudore derivante dal fatto di portarli; oppure devono essere dotati, se possibile, di dispositivi per assorbire il sudore.
2.6. DPI destinati ad un'impiego in atmosfere esplosive
2.14. DPI "multirischio"
- alle caratteristiche necessarie per il punto di ancoraggio sicuro, nonchè al "tirante d'aria" minimo necessario al di sotto dell'utilizzatore;
I DPI destinati a prevenire gli effetti nefasti del rumore devono poter attenuare quest'ultimo in modo che i livelli sonori equivalenti, avvertiti dall'utilizzatore, non superino mai i valori limite di esposizione quotidiana prescritti per la protezione dei lavoratori nella direttiva 86/188/CEE del Consiglio, del 12 maggio 1986, in materia di protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione al rumore durante il lavoro.
Ogni DPI deve avere un'etichetta in cui sia indicato il livello di diminuzione acustica, nonchè il valore dell'indice di comfort offerto dal DPI; ove ciò non sia possibile, questa etichetta deve essere apposta sull'imballaggio.
I materiali costituti e altri componenti appropriati alla protezione contro il calore raggiante e convettivo devono essere caratterizzati da un adeguato coefficiente di trasmissione del flusso termico incidente e da un grado di incombustibilità sufficientemente elevato, per evitare ogni rischio di autoinfiammazione nelle condizioni prevedibili di impiego.
I materiali e gli altri componenti di DPI suscettibili di venire accidentalmente a contatto con la fiamma e quelli che rientrano nella fabbricazione di dispositivi di lotta antincendio devono inoltre essere caratterizzati da un grado di ininfiammabilità corrispondente alla classe dei rischi incorsi nelle condizioni prevedibili di impiego. Essi non devono fondere sotto l'azione della fiamma, nè contribuire a propagarla.
1) La quantità di calore trasmessa all'utilizzatore attraverso il DPI deve essere sufficientemente bassa affinché il calore accumulato per tutta la durata di impiego nella parte del corpo da proteggere non raggiunga mai la soglia di dolore o quella in cui si verifichi un qualsiasi effetto nocivo per la salute.
Se dei DPI comprendono un apparecchio di protezione respiratoria, esso deve garantire in modo soddisfacente, nelle condizioni prevedibili di impiego, la funzione di protezione stabilita.
Il fabbricante deve in particolare indicare, nella nota informativa allegata ad ogni modello di DPI destinato ad interventi di breve durata in ambienti caldi, qualsiasi dato utile ai fini della determinazione della durata massima ammissibile dell'esposizione dell'utilizzatore al calore trasmesso attraverso i dispositivi utilizzati conformemente al loro impiego.
1) Il flusso trasmesso all'utilizzatore attraverso il DPI deve essere tale che il freddo accumulato durante il periodo di impiego sulle parti del corpo da proteggere, comprese le punte delle dita dei piedi e delle mani, non raggiunga in alcun caso la soglia di dolore o quella in cui si manifesta un qualsiasi effetto nocivo per la salute.
Se i DPI sono dotati di un apparecchio di protezione per la respirazione, quest'ultimo deve assolvere in modo soddisfacente, nelle condizioni prevedibili di impiego, la sua funzione di protezione.
Il fabbricante deve in particolare indicare, nella nota informativa relativa ad ogni modello di DPI destinato ad interventi di breve durata in ambienti freddi, qualsiasi dato utile ai fini della determinazione della durata massima ammissibile dell'esposizione dell'utilizzatore al freddo trasmesso attraverso l'attrezzatura.
3.8. Protezione contro gli shock elettrici
I DPI destinati a proteggere tutto il corpo o parte di esso dagli effetti della corrente elettrica, devono possedere un grado di isolamento adeguato ai valori di tensione ai quali l'utilizzatore è esposto nelle più sfavorevoli condizioni di impiego prevedibili.
A tal fine, i materiali costituenti e gli altri componenti di questo tipo di DPI devono essere scelti, o concepiti, e combinati in modo che la corrente di fuga, misurata attraverso l'involucro protettore in condizioni di prova effettuate a tensioni corrispondenti a quelle che possono incontrarsi "in situ", sia quanto più bassa possibile e in ogni caso inferiore a un valore convenzionale massimo ammissibile, corrispondenti alla soglia di tolleranza.
Il fabbricante deve indicare nella sua nota d'informazione l'uso esclusivo di questi tipi di DPI, nonchè la natura e la frequenza delle prove dielettriche alle quali devono essere assoggettati durante il loro "periodo di vita".
Le lenti inoltre non devono deteriorarsi o perdere le loro proprietà, per effetto dell'irraggiamento emesso in condizioni di impiego prevedibili e ogni esemplare immesso sul mercato deve essere caratterizzato dal numero di grado di protezione cui corrisponde la curva della distribuzione spettrale del suo fattore di trasmissione.
Le lenti adatte a sorgenti di radiazione dello stesso genere, devono essere classificate in ordine crescente secondo i loro numeri di grado di protezione e il fabbricante deve in particolare nella sua nota informativa indicare le curve di trasmissione che consentano di scegliere il DPI più appropriato tenendo conto di fattori inerenti alle condizioni effettive di impiego, ad esempio della distanza rispetto alla sorgente e della distribuzione spettrale dell'energia irradiata a tale distanza.
I materiali costitutivi e gli altri componenti dei DPI destinati a proteggere tutto il corpo o parte di esso contro le polveri, i gas, i liquidi radioattivi o le loro miscele, devono essere scelti o progettati e strutturati in modo tale che questi dispositivi impediscano efficacemente la penetrazione delle sostanze contaminanti nelle condizioni prevedibili di impiego.
La necessaria tenuta stagna può essere ottenuta, in relazione alla natura o allo stato delle sostanze contaminanti, attraverso l'impermeabilità dell' "involucro" di protezione e (o) attraverso qualsiasi altro mezzo appropriato, ad esempio sistemi di ventilazione e di pressurizzazione che impediscano la retrodiffusione di queste sostanze contaminanti.
Se è possibile decontaminare i DPI, la decontaminazione deve avvenire in modo da non pregiudicare il loro eventuale reimpiego durante la "durata" prevedibile di questo genere di dispositivi.
I materiali costitutivi e altri componenti di questi DPI devono essere scelti o progettati e strutturati in modo tale che il livello di protezione offerto all'utilizzatore sia tanto alto quanto lo richiedono le condizioni prevedibili di impiego senza che perciò gli impedimenti ai gesti, alle posizioni o agli spostamenti di quest'ultimo implichino un aumento della durata di esposizione (vedi punto 1.3.2).
3.10. Protezione dalle sostanze pericolose e gli agenti infettivi
I DPI devono possedere un marchio di identificazione del fabbricante e un'etichetta con le caratteristiche di ciascun tipo di dispositivo in modo tale da permettere a qualsiasi utilizzatore sperimentato e qualificato, con l'ausilio delle istruzioni per l'uso, di farne un impiego appropriato.
I DPI destinati a evitare contatti superficiali di tutto il corpo o di una parte di esso con sostanze pericolose e agenti infettivi devono impedire la penetrazione o la diffusione di tali sostanze attraverso l'involucro di protezione nelle condizioni prevedibili di impiego per le quali tali DPI sono immessi sul mercato.
A tal fine, i materiali costituenti e gli altri componenti di questo tipo di DPI devono essere scelti, o concepiti e combinati in modo da garantire per quanto possibile una chiusura ermetica totale che ne consenta se necessario un uso quotidiano eventualmente prolungato o, in caso contrario, una chiusura stagna limitata con conseguente limitazione della durata di impiego.
Qualora, per loro natura e per le condizioni prevedibili di impiego, talune sostanze pericolose o agenti infettivi avessero un potere di penetrazione elevato e limitassero quindi il tempo di protezione offerto dai DPI, questi ultimi devono essere sottoposti a prove di tipo convenzionale che permettano di classificarli in funzione della loro efficacia. I DPI risultanti conformi alle specifiche di prova devono possedere un'etichetta contenente i nomi o, in mancanza di questi, i codici delle sostanze utilizzate per le prove, nonchè il corrispondente tempo di protezione convenzionale. Il fabbricante deve inoltre fornire, nella sua nota di informazione, il significato eventuale dei codici, la descrizione particolareggiata delle prove convenzionali e qualsiasi dato utile alla determinazione della durata massima ammissibile d'impiego del DPI nelle diverse condizioni prevedibili.
b) l'elenco esaustivo dei requisiti essenziali per la sicurezza e la salute, nonchè delle norme armonizzate o altre specifiche tecniche, tenuti presenti al momento della progettazione del modello;
ALLEGATO IV - Marcatura CE di conformità e iscrizioni.
<<<89DI2101>>>
1. Gli organismi incaricati di esaminare le attrezzature devono disporre del personale qualificato in numero sufficiente e dei mezzi necessari per assolvere adeguatamente le mansioni tecniche ed amministrative connesse con il rilascio degli attestati ed avere accesso alle apparecchiature necessarie per gli esami eccezionali previsti dalle direttive particolari.
2. L'organismo, il direttore e il personale non possono essere né il progettista, né il costruttore, né il fornitore, né l'installatore delle attrezzature, né il mandatario di una di queste persone. Essi non possono intervenire, né direttamente né come mandatari, nella progettazione, nella costruzione, nella commercializzazione, nella rappresentanza o nella manutenzione di tali attrezzature. Ciò non esclude la possibilità di uno scambio di informazioni tecniche tra il costruttore e l'organismo autorizzato.
3. Il personale incaricato di esaminare le attrezzature, in vista del rilascio dell'attestato di certificazione CEE, deve eseguire i suoi compiti con la massima integrità e competenza tecnica e deve essere libero da qualsiasi pressione o incentivo, soprattutto di carattere finanziario, che possa influire sul suo giudizio o sui risultati dei lavori, in particolare da parte di persone o gruppi interessati ai risultati dell'esame.
4. Il personale incaricato degli esami deve possedere:
- una conoscenza soddisfacente delle prescrizioni relative agli esami che esegue e una pratica sufficiente su tali lavori;
- l'attitudine richiesta per redigere i verbali e le relazioni riguardanti i lavori effettuati.
5. Deve essere garantita l'indipendenza del personale incaricato dell'esame. La retribuzione di ogni agente non deve essere proporzionata né al numero dei controlli effettuati, né ai risultati ottenuti.
6. L'organismo, non pubblico, deve essere assicurato in materia di responsabilita' civile.
7. Il personale dell'organismo è vincolato dal segreto professionale per tutto ciò che apprende nell'esercizio delle sue funzioni.
Il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità (1):
dichiara che il nuovo DPI descritto in appresso (2)
è conforme alle disposizioni della direttiva 89/686/CEE e, se del caso, alla norma nazionale che recepisce
la norma armonizzata n. .................................................................... (per i DPI di cui all'articolo 8, paragrafo 3)
è identico al DPI oggetto dell'attestato di certificazione CE n.
rilasciato da (3)
è sottoposto alla procedura prevista all'articolo 11, punto A o punto B (4) della direttiva 89/686/CEE,
sotto il controllo dell'organismo notificato (3)
Fatto a.................. , il................
(1) Ragione sociale, indirizzo completo; se c'è un mandatario, indicare anche la ragione sociale e l'indirizzo del fabbricante.
(2) Descrizione del DPI (marchio, tipo, numero di serie, ecc.).
(3) Nome e indirizzo dell'organismo notificato designato.
(4) Cancellare la menzione inutile.
(5) Nome e funzione del firmatario abilitato ad impegnare il fabbricante o il mandatario di quest'ultimo.

References: Art. 2

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 11

Art. 12

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 14

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 14

Art. 15