Source: https://ancnapolinord.it/index.php/tutti-gli-articoli/informative-2015/632-informativa-anc-napoli-nord-n-06-2019.html
Timestamp: 2020-05-25 05:49:27+00:00

Document:
Ti trasmettiamo il numero 6-2019 della nostra newsletter settimanale, sperando di fare cosa gradita. Ti invitiamo a consultare il nostro portale internet, dove potrai trovare tutti i riferimenti per effettuare o rinnovare l'iscrizione, che ti consentirà di accedere a tutti i nostri servizi associativi. Nel segnalarti che potrai seguire le attività dell’Associazione Napoli Nord anche sul nostro profilo Facebook, ti ricordiamo che le informative precedenti, relative agli anni precedenti ed all’anno in corso, sono consultabili sul sito nell'apposita sezione. Un caro saluto e una buona lettura!
Informativa ANC Napoli Nord n° 6-2019 – 16 febbraio 2019
Antonio Carboni, Mauro Galluccio, Giovanni Granata, Marco Idolo, Carlo D’Abbrunzo
Bene la proroga, ma occorre intervenire sullo SDI.
ANC e ADC registrano con favore la decisione di prorogare le scadenze di esterometro e spesometro al 30 aprile, anche perché è seguita all’allarme sul grave disagio della categoria che la Confederazione aveva lanciato qualche giorno fa, chiedendo immediati provvedimenti sulle scadenze di febbraio.
È, questo, certamente un segnale di attenzione che accogliamo con soddisfazione, ma ricordiamo che i nodi da sciogliere sono ancora tanti e tante le difficoltà che la categoria sta affrontando, tra cui le prossime liquidazioni periodiche che scadono il 18 di questo mese.
Il problema è l’estrema complessità delle procedure e il coordinamento tra il sistema di interscambio e le piattaforme dei gestionali.
Le anomalie provocano ritardi negli esiti delle fatture emesse, che rimangono, ben oltre i cinque giorni di tolleranza, nello stato di attesa dell’esito.
Questo comporta un notevole nocumento per coloro che devono usufruire delle detrazioni IVA e che, in molti casi, hanno già provveduto ai pagamenti delle fatture al ricevimento della copia di cortesia, ma che non hanno ancora visto il documento sullo SDI.
La conseguente impossibilità di recuperare il dovuto nei termini della liquidazione determina un danno per il contribuente, che si vede costretto ad affrontare un esborso non dovuto, con il versamento di un’iva periodica maggiore, e rischiare così difficoltà finanziarie.
ANC e ADC, riunite in Confederazione, chiedono pertanto un intervento urgente affinché sia scongiurata la paradossale situazione appena prefigurata e i Presidenti De Maggio e Cuchel sono pronti, in caso di silenzio e inerzia da parte del MEF, a riportare la gravità della situazione in sede europea.
Comunicato ADC-ANC Proroga non basta
Serve un sindacato unitario dei commercialisti.
“I commercialisti italiani devono dotarsi di un organismo sindacale unitario che tuteli i loro diritti e si affianchi al Consiglio nazionale. Abbiamo bisogno di un sindacato che dia voce agli iscritti e prenda posizione su tutto quello che attiene la loro condizione di lavoratori”. Lo ha detto Domenico Posca, presidente dell’Unione Italiana Commercialisti, presentando il Congresso nazionale del sindacato “Unico” che si terrà venerdì 22 febbraio dalle ore 9,00 presso l’Auditorio San Fedele a Milano (via Hoepli 3/b).
“La professione sta cambiando rapidamente la crisi degli studi va affrontata con un approccio innovativo: i commercialisti – ha aggiunto Posca – devono ripensare la loro attività puntando alla specializzazione e all’aggregazione tra studi per poter rispondere alle nuove esigenze dei clienti e dei mercati. Ma serve una maggiore tutela: il Consiglio nazionale è diviso e conflittuale, ci sono due casse di previdenza e 12 sigle associative”.
Per questo motivo, “deve nascere il sindacato dei commercialisti, che eserciti e gestita la tutela dei diritti sindacali, comprese le astensioni collettive”.
Saranno presenti ai lavori congressuali Marco Cuchel (Presidente Associazione Nazionale Commercialisti), Alberto Meloni (Vice Presidente Unione Italiana Commercialisti); Luigi Capuozzo (Presidente Ugrc), Antonio Uva (Consigliere delegato Unione Italiana Commercialisti),
Stefano Sfrappa (Presidente Sindacato Italiano Commercialisti), Antonella La Porta (Presidente Federazione Italiana Donne Dottori Commercialisti), Alessandro Cerati (Consigliere Associazione Nazionale Dottori Commercialisti), Domenico Posca (Presidente Unione Italiana Commercialisti, Emmanuela Saggese, (Consigliere Unione Italiana Commercialisti);
Adeguamento delle cooperative sociali e delle imprese sociali
Il Consiglio Nazionale e l’Alleanza delle Cooperative, hanno pubblicato il documento congiunto “Adeguamento delle cooperative sociali e delle imprese sociali alla riforma dell’impresa sociale” che mira a chiarire e specificare l’impatto che ha la riforma del Terzo settore sulle cooperative sociali.
Riduzione contributi INPS per i nuovi forfettari 2019.
I contribuenti artigiani e commercianti, transitati dal 2019 nel regime forfettario, hanno la possibilità di fruire di un regime agevolato dei contributi Inps ridotti del 35%, solo previa presentazione dell'apposita domanda entro il 28 febbraio, al fine di confermare il possesso dei requisiti e la conseguente permanenza nel regime da parte dei suddetti contribuenti.
La domanda di riduzione contributi Inps 2019 forfettari, non deve essere presentata ogni anno, ma è sufficiente aver ottenuto la riduzione nell’anno precedente.
La domanda riduzione contributi forfettari 2019 deve essere inviata entro il 28 febbraio solo da chi ha aperto una nuova impresa nel 2018. Coloro i quali, invece, hanno presentato la comunicazione relativa al 2018 ma posseggono ancora i requisiti di permanenza nel regime forfettario non devono provvedere all’invio della domanda.
In Gazzetta Ufficiale il Codice della crisi di impresa ed insolvenza.
Sulla G.U. 38 del 14 febbraio 2019 è stato pubblicato l’atteso “Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza”. In linea con le tendenze normative e le istanze politiche provenienti dall’Europa, scompare il termine “fallimento”, per lasciare spazio a una terminologia più “soft”. Il nuovo Codice, ha predisposto le procedure di allerta, anticipando la messa in campo del nuovo “diritto della crisi e dell’insolvenza”.
Quanto alla cronologia, il legislatore, consapevole della complessa portata, come pure dell’impatto della riforma nei disparati ambiti che interessa, ha scandito in più fasi, diluendo nel tempo, la portata operativa ed applicativa delle disposizioni, fino al 15 agosto 2020 che è la data di entrata in vigore della maggior mole dell’articolato.
Contributi Inps artigiani e commercianti 2019.
L'Inps ha pubblicato gli importi delle aliquote contributive per gli artigiani ed esercenti attività commerciali per l’anno 2019, con la circolare 25 del 13 febbraio 2019.
Per gli Artigiani pari alla misura del 24% già raggiunta nel 2018 (titolari e collaboratori di età superiore ai 21 anni).
Per i Commercianti pari alla misura del 24,09% (lo 0,09% è dovuto a titolo di aliquota aggiuntiva istituita dall’articolo 5 del decreto legislativo 28 marzo 1996 n. 207, ai fini dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale)
Nella misura del 21,45% (Artigiani) e 21,54% (Commercianti) per i collaboratori di età inferiore ai 21 anni per i quali la predetta aliquota continuerà ad incrementarsi annualmente di una misura pari a 0,45 punti percentuali, sino al raggiungimento della soglia del 24%.
E' inoltre dovuto un contributo per le prestazioni di maternità stabilito, per gli iscritti alle gestioni degli artigiani e dei commercianti, nella misura di € 0,62 mensili.
Continuano ad applicarsi, anche per l’anno 2019, le disposizioni relative alla riduzione del 50% dei contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali con più di 65 anni di età, già pensionati presso le gestioni dell’Istituto.
Per l'anno 2019, il reddito minimo annuo da prendere in considerazione ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali è pari a € 15.878,00.
Il contributo per l’anno 2019 dovuto per la quota eccedente il predetto minimale di € 15.878,00 annui in base alle citate aliquote e fino al limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile pari, per il corrente anno, all’importo di € 47.143,00.
Caos fattura elettronica. Mancata consegna delle fatture da parte dello SDI.
Prosegue l'attività dell’Associazione Nazionale Commercialisti volta a denunciare i quotidiani disservizi del sistema di fatturazione elettronica, che richiedono interventi urgenti del legislatore e delle istituzioni coinvolte.
In questi giorni sono stati i colleghi a segnalare che, nonostante sia stata effettuata la preventiva comunicazione allo SDI dell’indirizzo telematico al quale inoltrare le fatture, queste ultime non vengono recapitate dal Sistema di Interscambio per le più svariate motivazioni.
Pertanto le aziende che ricevono le copie di cortesia delle fatture, sono costrette ad entrare nell’ area “fatture e corrispettivi” del proprio cassetto fiscale per prelevare le fatture. Area che spesso funziona “a singhiozzo”.
Si invitano i Colleghi a far pervenire le proprie segnalazioni, scrivendo all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e allegando anche immagini delle schermate con i messaggi di errore, e/o ogni anomalia riscontrata nell'utilizzo sia della piattaforma dell'Agenzia delle Entrate sia delle numerose piattaforme private delle software house dedicate alla fatturazione elettronica.
L'ANC ringrazia i colleghi che stanno facendo e che faranno pervenire le loro segnalazioni.
Convergence 4.0: la soluzione di ANC per la gestione della Fatturazione Elettronica
Convergence Studio 4.0, è una piattaforma multiutenza con diversificazione degli accessi tramite “profili” che l’Associato ANC ha facoltà di assegnare ai propri clienti.
La piattaforma, integrabile con il software gestionale di studio, può gestire: l’emissione del documento informatico; l’invio in conservazione sostitutiva; l’invio tramite il Sistema di Interscambio delle fatture elettroniche ai clienti, comprese le Pubbliche Amministrazioni; l’invio telematico delle fatture in copia cortesia ai destinatari, oltre ulteriori funzionalità per la fidelizzazione del cliente, come invio di messaggistica e newsletter. Ciascun profilo potrà emettere e trasmettere documenti contabili in numero illimitato (fattura, note di credito e di debito ecc. personalizzabili con il logo aziendale).
I servizi documentali della piattaforma permettono dunque di archiviare digitalmente, classificare, ordinare, indicizzare, contabilizzare, esportare dati contabili ai gestionali e conservare a norma di legge, ricercare, consultare e stampare documenti (anche xml) in formato pdf (ad un costo omnicomprensivo).
Convergence è disponibile in versione piena gratuitamente agli associati ANC sino al 31.01.2019, per poi essere fruibile a costi estremamente contenuti ed in modalità “pay per use”. Gli Associati possono consultare in area riservata le videoguide ed i tutorial.
Presentazione video di Convergence 4.0
La presentazione di Convergence - Giugno 2018
GDPR: la soluzione sviluppata da ANC Napoli Nord per la gestione della Privacy
Gli Associati ANC potranno, inoltre, avvalersi - con un minimo costo aggiuntivo - del consulente privacy per un assessment legale finalizzato alla redazione del piano oppure, a tariffe agevolate preconcordate tra il consulente privacy e ANC, gli iscritti ANC potranno offrire, altresì, a quei clienti con un'organizzazione e problematiche complesse, una consulenza “ad hoc”.
Ready to Start: agevolazioni e incentivi per il rilancio del territorio
Con questa sezione ANC intende avviare un nuovo percorso di crescita e specializzazione degli Associati nell’ambito delle agevolazioni utili al rilancio e allo sviluppo economico del territorio.
Formazione 4.0: le novità previste dalla legge di bilancio.
La legge di Bilancio 2019 ha visto il prorogarsi di una importante possibilità: le imprese possono continuare ad usufruire di importanti agevolazioni fiscali. Infatti, nel periodo collocato tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2019, le spese che le aziende che investono nella formazione del personale dipendente nei settori delle tecnologie previste dal Piano nazionale impresa 4.0, sono erogate sotto forma di credito d’imposta.
Possono fruire delle agevolazioni tutte le imprese fiscalmente residenti in Italia, indipendentemente dall’attività economica esercitata (comprese la produzione primaria di prodotti agricoli, la pesca e l’acquacoltura) dalla natura giuridica, dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali, dal regime contabile e dalla dimensione. Sono esclusi dall’agevolazione i professionisti.
In sintesi, rispetto alla precedente legge di Bilancio, le agevolazioni per l’anno 2019 presentano le seguenti sostanziali differenze:
- Sono maggiori le agevolazioni destinate alle imprese più piccole rispetto a quelle di dimensioni maggiori;
- Cambiano la grandezza del beneficio e l’importo massimo fruibile da ciascuna impresa. Il credito utilizzabile dalle piccole imprese sale al 50% mentre per le medie imprese resta fermo nella misura del 40%, entro un limite massimo di 300.000€. Per le grandi azione il limite massimo annuale viene ridotto a 200.000€ nella misura del 20%
L’obbiettivo della manovra è incoraggiare le PMI che scelgono di investire nella formazione dei propri dipendenti. Sono ammissibili al credito d’imposta solo le attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie abilitanti previste dal Piano nazione impresa 4.0 quali l’Internet delle Cose, il Cloud, i Big Data e gli Analytics, la Simulazione, la Cybersecurity, la Realtà Aumentata, la Manifattura Additiva, la Robotica e l’Automazione Avanzata, l’Integrazione Orizzontale e Verticale. Non vengono valutate ammissibili le attività di formazione obbligatoria in maniera di formazione.
NEET 2018-2019: prorogati i termini per usufruire dell’incentivo.
L'incentivo, la cui attuazione è demandata all'Inps, prevede sgravi dei contributi a carico dei datori di lavoro privati, da fruire mediante conguaglio sui contributi Inps.
Per segnalazioni:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
I Tableaux Vivants da Caravaggio.
Domenica 17 Febbraio tornano in scena “I Tableaux Vivants da Caravaggio”.
Spettacoli ore 10:30 e 12:00. Biglietti a partire da € 10,00 acquistabili anche online sul sito del Museo. Dopo lo spettacolo sarà possibile visitare l’intero Complesso Monumentale Donnaregina.
Per info e contatti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 0815571365
Caravaggisti in mostra al Museo Filangieri di Napoli.
Dal 1 febbraio al 28 aprile 2019 al Museo Filangieri in via Duomo 288, la mostra “Un secolo di furore – I caravaggisti del Filangieri”. Un evento imperdibile all’insegna dell’arte del grande Caravaggio, grazie al quale ci si potrà immergere nel mondo dell’arte, grazie ad una mostra basata perlopiù sui dipinti caravaggeschi. Un’occasione unica che offrirà la possibilità di riscoprire i tanti capolavori contenuti nel Museo.
In occasione della mostra sarà anche possibile acquistare un biglietto unico integrato per visitare il Museo Filangieri e il Museo del Tesoro di San Gennaro. Sarà inoltre possibile visitare anche gli altri musei della zona, come ad esempio il Madre e il pio Monte di Misericordia, usufruendo di alcune interessanti agevolazioni. Dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16,30, prefestivi e festivi dalle 10 alle 17,30. Prezzo biglietti: biglietto intero euro 5, scolari euro 2; integrato con il Museo del Tesoro di San Gennaro euro 8. Info e contatti: 081 203175– www.filangierimuseo.it
Leonardo da Vinci a Napoli
Fino al 30 giugno 2019 è possibile ammirare la mostra interattiva “Leonardo da Vinci – il Genio del Bene”, allestita nella suggestiva cornice della cripta del Complesso Monumentale Vincenziano, nel quartiere storico di Napoli Vergini Sanità. Nel corso della vista si possono ammirare le macchine e le opere che raccontano la storia del grande genio del Rinascimento.
La mostra celebra, a cinquecento anni dalla morte di Leonardo, il suo genio attraverso l’esposizione di macchine fedelmente riprodotte sia in scala che a grandezza naturale e funzionanti, basate sui disegni fatti dall’artista. A fare da guide d’eccezione all’opera leonardesca, ci saranno attori professionisti in costume d’epoca, che accompagneranno i visitatori nella mostra. Cripta del Complesso Monumentale Vincenziano, Via Vergini 51, dalle 10.00 alle 17.00 Sito UfficialeTel. 0818631581 – 3391888611
Istruzioni del MEF sul processo tributario telematico.
Sono state pubblicate sul sito del Dipartimento delle Finanze (DEF) le risposte che il Ministero ha fornito in merito al processo tributario telematico nel corso di Telefisco 2019.
Per quanto riguarda Telefisco, è stato chiesto se la facoltà di attestare la conformità all’originale delle sentenze e degli altri documenti risultanti dal fascicolo telematico spetta anche al difensore del contribuente e in esenzione da imposta.
Nel rispondere il ministero ha ricordato come le nuove disposizioni contenute nell’articolo 25-bis del d.lgs. 546/92, prevedono in capo ai difensori il potere di attestazione di conformità delle copie degli atti e documenti in loro possesso in originale o in copia conforme, estratti dal fascicolo processuale telematico.
Quindi, l’estrazione di copie e la successiva attestazione avviene in esenzione dal pagamento dei diritti di copia.
Tale potere è mutuato dalla disciplina dei processi telematici civile e amministrativo ed è attribuito ai difensori di tutte le parti processuali.
Nel secondo quesito è stato chiesto se in caso di accoglimento del ricorso e/o dell’appello del contribuente, qualora il giudice tributario disponesse la compensazione delle spese di lite, l’ente impositore è tenuto a riconoscere e liquidare al contribuente la metà del contributo unificato da questi sostenuto.
Come evidenziato nella risposta fornita dal DEF, l’art. 13 del testo unico sulle spese di giustizia di cui al Dpr n. 115 del 2002, prevede criteri diversi per la quantificazione del contributo unificato dovuto nei processi civile, amministrativo e tributario. In particolare, nel processo tributario gli importi sono dovuti in base a diversi scaglioni di valore delle liti, cioè l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l'atto impugnato; in caso di controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste. Le predette disposizioni evidenziano la presenza di una specifica disciplina per il processo tributario all’interno della quale non possono trovare applicazione, neanche in via analogica, le specifiche disposizioni previste per i processi civile e amministrativo. In definitiva, nel rito tributario la restituzione del contributo unificato a carico di una parte processuale avviene solo nel caso di condanna alle spese di giudizio dell’altra parte. Ne consegue, quindi, che nel caso in cui il giudice disponga la compensazione delle spese del giudizio, ivi compreso il contributo unificato, quest’ultimo resta interamente a carico della parte che lo ha sostenuto.
Dichiarazione omessa: colpa del contribuente non del commercialista.
In caso di omessa presentazione della dichiarazione la responsabilità è del contribuente che doveva vigilare sull'operato del professionistaA confermare la giurisprudenza ci ha pensato l'ordinanza della Corte di Cassazione 1815 del 23 gennaio 2019.
Nel merito la contribuente riversava sul proprio consulente la responsabilità delle dichiarazioni omesse, come risultava dagli atti dell'Agenzia delle Entrate.
Ma, come chiarito nella massima dell'ordinanza stessa, in tema di sanzioni per le violazioni di disposizioni tributarie, la prova dell'assenza di colpa grava sul contribuente, il quale risponde per l'omessa presentazione della dichiarazione dei redditi da parte del professionista incaricato della relativa trasmissione telematica, ove non dimostri di aver vigilato sull'incaricato.
Infatti, in tema di dichiarazioni fiscali, il contribuente non assolve agli obblighi tributari con il mero affidamento ad un commercialista a cui dà mandato a trasmettere in via telematica le dichiarazioni medesime alla competente Agenzia delle Entrate, essendo tenuto a vigilare affinché tale mandato sia puntualmente adempiuto, sicché la sua responsabilità è suscettibile d'esclusione solo in caso di comportamento fraudolento del professionista, finalizzato a mascherare il proprio inadempimento.
Nel caso di specie, la reiterazione per più anni degli inadempimenti evidenzia l'omissione di qualunque riscontro in ordine allo svolgimento delle attività che avrebbe dovuto espletare il consulente e la conseguente colpevolezza del contribuente.
La responsabilità è rimasta così tutta in mano al contribuente.
La mancata consegna delle scritture contabili al curatore non legittima la quantificazione del danno nella differenza tra attivo e passivo fallimentare.
Nell’azione di responsabilità promossa dal curatore del fallimento di una società di capitali nei confronti dell’amministratore della stessa l’individuazione e la liquidazione del danno risarcibile dev’essere operata avendo riguardo agli specifici inadempimenti dell’amministratore, che l’attore ha l’onere di allegare, onde possa essere verificata l’esistenza di un rapporto di causalità tra tali inadempimenti ed il danno di cui si pretende il risarcimento. Nelle predette azioni la mancanza di scritture contabili della società, pur se addebitabile all’amministratore convenuto, di per sé sola non giustifica che il danno da risarcire sia individuato e liquidato in misura corrispondente alla differenza tra il passivo e l’attivo accertati in ambito fallimentare, potendo tale criterio essere utilizzato soltanto al fine della liquidazione equitativa del danno, ove ricorrano le condizioni perché si proceda ad una liquidazione siffatta, purché siano indicate le ragioni che non hanno permesso l’accertamento degli specifici effetti dannosi concretamente riconducibili alla condotta dell’amministratore e purché il ricorso a detto criterio si presenti logicamente plausibile in rapporto alle circostanze del caso concreto.
Le quote delle società di persona non possono essere espropriate.
In base all’articolo 2252 cod. civ, nelle società di persone il contratto sociale può essere modificato soltanto con il consenso di tutti i soci, se non diversamente convenuto.
Tra le modifiche dell’atto costitutivo che richiedono il consenso di tutti i soci vi sono quelle che riguardano il numero e le persone dei soci, ovvero l’introduzione di nuovi soci, così come la sostituzione dei soci esistenti.
Da quanto sopra se ne deduce che le quote delle società di persone non possono essere oggetto di esecuzione forzata durante la vita della società.
Infatti “l’espropriazione della quota, comportando l’inserimento nella compagine sociale di un nuovo soggetto, prescindendo dalla volontà degli altri soci, introdurrebbe un elemento di “novità” incompatibile con il carattere di tale tipo di società” (Cassazione civile, 07 novembre 2002, n. 15605).
Qualora invece la società di persone nel disciplinare i rapporti interni preveda la libera trasferibilità delle quote deve invece ritenersi che le quote possano essere espropriate.
Allo stesso modo, possono essere espropriate le quote con riferimento alle quali, pur essendo previsto il diritto di prelazione in favore degli altri soci, è comunque ammessa la libera trasferibilità (Cassazione civile, 07 novembre 2002, n. 15605).
Deve ritenersi in ogni caso che il creditore particolare del socio, ai sensi dell’articolo 2305 cod. civ, possa compiere atti conservativi sulla quota spettante al socio in sede di liquidazione (procedendo, quindi, al sequestro conservativo delle quote al momento della loro liquidazione) e atti conservativi o esecutivi sulla quota di utili spettanti al socio.
Nelle società di persone il socio ha il diritto di percepire l’utile accertato in sede di approvazione del rendiconto, senza necessità della delibera di distribuzione, salvo diversa previsione dell’atto costitutivo.
I soci possono tuttavia decidere, all’unanimità, di non distribuire gli utili e di rifinanziare così la società: questa scelta non è sindacabile dal creditore particolare del socio, il quale potrà quindi chiedere il pignoramento degli utili solo dopo l’approvazione del rendiconto e salvo diversa decisione dei soci.
Incostituzionale la norma della manovra 2016 che consente di ripianare i disavanzi in 30 anni.
La Corte costituzionale boccia la disposizione incriminata perché "grava in modo sproporzionato sulle opportunità delle generazioni future", favorisce "un pernicioso allargamento della spesa corrente" e rimanda il risanamento "in modo irragionevole"
Per questo la Consulta ha dichiarato incostituzionale la disposizione della legge di Stabilità 2016 (governo Renzi) poi modificata dalla legge di Bilancio 2017 (Gentiloni) che ha consentito agli enti locali in predissesto di spalmare su trent’anni il ripiano dei disavanzi e di conseguenza ne ha “ampliato la capacità di spesa in condizioni di conclamato squilibrio”.
La sentenza, depositata giovedì, ritiene quella norma in contrasto con gli articoli 81 e 97 della Carta “sia sotto il profilo della lesione dell’equilibrio e della sana gestione finanziaria del bilancio, sia per contrasto con i principi di copertura pluriennale della spesa e di responsabilità nell’esercizio del mandato elettivo”.
Inoltre “il perpetuarsi di sanatorie e situazioni interlocutorie disincentiva il buon andamento dei servizi e non incoraggia le buone pratiche di quelle amministrazioni che si ispirano a un’oculata e proficua spendita delle risorse della collettività”.
La Consulta si è espressa in un giudizio promosso dalla sezione regionale di controllo per la Campania della Corte dei conti, che ha sollevato la questione quando è stata chiamata a pronunciarsi sulla rimodulazione del piano per il recupero del disavanzo del Comune di Pagani. Rimodulazione che, diluendo su 30 anni il ripiano, ha determinato “il recupero di un margine di spesa corrente per l’ente”.
Oggetto del ricorso incidentale è l’articolo 174 della manovra per il 2016, modificato da quella per il 2017, che ha consentito agli enti locali che avessero presentato un piano di riequilibrio finanziario pluriennale di “rimodularlo o riformularlo” entro il maggio 2017 “scorporando la quota di disavanzo risultante dalla revisione straordinaria dei residui” prevista dalle nuove norme di contabilità locale entrate in vigore nel 2015 e di poter restituire le anticipazioni di liquidità “in un periodo massimo di trenta anni”. In quel modo si riaprivano i termini di una chance che avrebbe invece dovuto restare limitata all’anno di entrata in vigore dei nuovi principi contabili per Regioni, province ed enti locali.
La procedura di prevenzione dal dissesto degli enti locali è costituzionalmente legittima, afferma la Consulta, solo se supportata da un piano di rientro strutturale di breve periodo. Il legislatore statale – sulla base dei principi del federalismo solidale – può destinare nuove risorse per risanare gli enti che amministrano le comunità più povere, ma non può consentire agli enti che presentano bilanci strutturalmente deficitari di sopravvivere per decenni attraverso la leva dell’indebitamento. Quest’ultimo, ha rilevato la Corte, deve essere riservato, in conformità all’articolo 119 della Costituzione, alle sole spese di investimento (in base alla cosiddetta “regola aurea”).
La disposizione annullata è stata dichiarata in contrasto con gli articoli 81 e 97 della Costituzione sotto tre diversi profili: violazione dell’equilibrio del bilancio, in relazione alla maggiore spesa corrente autorizzata nell’arco del trentennio, violazione dell’equità intergenerazionale, per aver caricato sui futuri amministrati gli oneri conseguenti ai prestiti contratti nel trentennio per alimentare la spesa corrente, e violazione del principio di rappresentanza democratica, in quanto sottrae agli elettori e agli amministrati la possibilità di giudicare gli amministratori sulla base dei risultati raggiunti e delle risorse effettivamente impiegate nel corso del loro mandato.
“La regola aurea contenuta nell’articolo 119, sesto comma, della Costituzione dimostra – si legge nella sentenza – come l’indebitamento debba essere finalizzato e riservato unicamente agli investimenti in modo da determinare un tendenziale equilibrio tra la dimensione dei suoi costi e i benefici recati nel tempo alle collettività amministrate. Di fronte all’impossibilità di risanare strutturalmente l’ente in disavanzo, la procedura del predissesto non può essere procrastinata in modo irragionevole, dovendosi necessariamente porre una cesura con il passato”.
Estrazione revisori Enti Locali
Si ricorda che è operativo sul portale del Dipartimento per la funzione pubblica una funzione di ricerca che agevolmente consente di visualizzare le ultime estrazioni effettuate presso le prefetture delle province della Regione per l’esercizio della funzione di revisore dell’Ente locale.
Si riporta l’elenco provvisorio delle ultime procedure concorsuali la cui pubblicazione è disponibile sui portali di servizio a curatori e creditori che operano in collaborazione con il Tribunale di Napoli Nord. L’elenco è relativo alle ultime procedure dichiarate, disponibili sino alla n°8/2019.
In netta diminuzione le procedure fallimentari. Nel 2018 le procedure sono state 116, mentre nel 2017 sono state 190. Si ricorda che complessivamente nel 2016 si sono registrate 168 sentenze dichiarative di fallimento; nel 2015 sono state 218 le sentenze emesse, contro le 140 procedure dichiarate nel corso del 2014. Nel 2015 si è registrata l’apertura di 8 concordati e di 3 procedure di composizione di crisi da sovraindebitamento. Nel 2016 i concordati sono stati 12, mentre nel 2017 sono stati 16 e 7 nel 2018. Nel dettaglio si riportano i dati riscontrabili sui siti di servizio:
n.d. Fall. 8 07/02/19 Cascone Giuseppina
n.d. Fall. 7 07/02/19 Cascone Giuseppina
La Monica M.G.
n.d. n.d. 6
Buco Vincenzo Maria
Avv. SMCV
n.d. n.d. 5 07/02/19
Avv. SMCV Satta Cristiana
n.d. Fall. 4 17/01/19 Flagiello Domenico
n.d. Fall. 3 17/01/9 D'Anna Luigi
n.d. Fall. 2 17/01/19 D'Anna Luigi
GIA.MA. Srl Fall. 1 17/01/19 Iacone Mario Avv. SMCV Rabuano Arminio Salvatore
n.d. n.d. 10 07/11/18 Grimaldi Paolo Dott.Na Di Giorgio Giovanni
n.d. C.P. 3 08/06/18
n.d. C.P. 2 19/09/18
Circolare n. 3 del 25/01/2019
Assistenza fiscale prestata da Caf/professionisti, sostituti d’imposta e dichiarazione presentata direttamente – Flusso 730-4 – Cessazione dell’incarico alla ricezione dei modelli 730-4 - pdf
Circolare n. 2 del 25/01/2019
Servizi telematici dell’Agenzia delle entrate per le Autorità diplomatico-consolari italiane all’estero:
- Miglioramenti funzionali delle applicazioni per la gestione del codice fiscale delle persone fisiche residenti all’estero
- Revisione modalità di accesso ai Servizi telematici - pdf
Circolare n. 20 del 21/12/2018
Aliquota IVA applicabile ai contratti di scrittura connessi con gli spettacoli ed alle relative prestazioni rese da intermediari – Articolo 1, comma 340, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 - pdf
IVA – Chiarimenti sulla disciplina del Gruppo IVA contenuta nel Titolo V-bis del D.P.R. 633/1972 e nel D.M. 6 aprile 2018 del Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Provvedimento del 15/02/2019
Approvazione delle specifiche tecniche e dei controlli per la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale e di modifiche al provvedimento 30 gennaio 2019 di approvazione della relativa modulistica da utilizzare per il p.i. 2018 - (Pubblicato il 15/02/2019)
Attuazione dell’articolo 1, commi da 634 a 636, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 – Comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo riferite a più categorie reddituali - pdf - (Pubblicato il 15/02/2019)
Provvedimento del 06/02/2019
Comunicazioni all’anagrafe tributaria dei dati relativi agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati su parti comuni di edifici residenziali. Modifiche al provvedimento n. 19969 del 27 gennaio 2017 - (Pubblicato il 06/02/2019)
Comunicazioni all'anagrafe tributaria dei dati relativi ai contratti assicurativi e ai premi assicurativi. Modifiche al provvedimento n. 160381 del 16 dicembre 2014 - (Pubblicato il 06/02/2019)
Comunicazioni all’anagrafe tributaria dei dati relativi agli interessi passivi per contratti di mutuo. Modifiche al provvedimento n. 160358 del 16 dicembre 2014 - (Pubblicato il 06/02/2019)
Risoluzione n. 8 del 23/01/2019
Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, delle somme dovute a titolo di imposte e contributi previdenziali autoliquidati a seguito di definizione agevolata dei processi verbali di constatazione, ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136 - pdf
Risoluzione n. 7 del 22/01/2019
Istituzione del codice tributo per il versamento, mediante modello F23, delle maggiorazioni di alcune sanzioni in materia di lavoro e legislazione sociale disposte dall’articolo 1, comma 445, lett. d) ed e), della legge 30 dicembre 2018, n. 145 - pdf
Risposte a interpelli e consulenze giuridiche
Risposte a consulenze giuridiche
Risposta n. 8 del 07/02/19
Consulenza giuridica – articolo 1, comma 3-bis del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127 - pdf
Principio di diritto n. 8 del 12/02/2019
Articolo 4, comma 1 d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322. Dichiarazione e certificazioni dei sostituti d'imposta - pdf
Principio di diritto n. 7 del 12/02/2019
Indennità risarcitorie corrisposte nell’ambito di accordi transattivi - Articolo 6, comma 2, d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 - Articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 - pdf
Principio di diritto n. 6 del 12/02/2019
Articolo 51 comma 2 lett. c) del TUIR, art. 4, comma 1 lett. d D.M. 122 del 7 giugno 2017. Trattamento fiscale dell’utilizzo cumulato dei buoni oltre il limite di otto - pdf
Principio di diritto n. 5 del 12/02/2019
Articolo 60 decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, artt. 49, 50 e 51 TUIR Trattamento fiscale dei proventi derivanti da strumenti finanziari riservati da una Società in sottoscrizione ai managers - pdf
Modalità di utilizzo del canale di assistenza telematica CIVIS.
Sala convegni Hotel Del Sole
Piazza Mazzini 27 Aversa (CE)
ANC Napoli Nord
Gratuito Aula 4
Contributo d'iscrizione 2019 all'Associazione Nazionale Commercialisti Napoli Nord
Il Consiglio direttivo della sezione Napoli Nord dell’Associazione Nazionale Commercialisti ha determinato il contributo d'iscrizione annuale per l’anno 2019 in euro 60,00. Di tale importo si precisa che circa il 40% viene riversato dall’associazione locale all’ANC Nazionale.

References: sentenza 
 Articolo 1
 provvedimento n. 
 provvedimento n. 
 provvedimento n. 
 articolo 1

Articolo 4
 Articolo 6
 Articolo 11

Articolo 51
 art. 4

Articolo 60