Source: https://www.legislazionetecnica.it/4224686/normativa-edilizia-appalti-professioni-tecniche-sicurezza-ambiente/regolam-r-lombardia-23-11-2017-n-7/invarianza-idraulica-e-idrologica-e-drenaggio-urbano-sostenibile
Timestamp: 2019-10-17 10:57:26+00:00

Document:
Al fine di perseguire l’invarianza idraulica e idrogeologica delle trasformazioni d’uso del suolo, il provvedimento, in vigore dal 28/11/2017 e in attuazione dell'articolo 58 bis della L.R. 12/2005, si propone di prevenire e mitigare i fenomeni di esondazione e di dissesto idrogeologico provocati dall’incremento dell’impermeabilizzazione dei suoli e, conseguentemente, di contribuire ad assicurare elevati livelli di salvaguardia idraulica e ambientale.
Regolam. R. Lombardia 19/04/2019, n. 8
Articolo 1, comma 3; articolo 2, comma 1, lettera d); articolo 8, comma 3, comma 4.
Articolo 1, comma 1; articolo 3, comma 1, comma 2, comma 2 bis, comma 3, comma 4, comma 5, comma 6, comma 7 bis; articolo 5, comma 3, lettera b), comma 4 bis, comma 4 ter, comma 4 quater; articolo 6, comma 1, lettera a), numero 1.1, numero 1.2, numero 1.3, numero 1 bis, numero 4, numero 5.3, numero 5.4, lettera b), alinea, numero 1, lettera c), alinea, lettera d), numero 2, lettera d), lettera e); articolo 7, comma 5; articolo 9, comma 1, tabella 1; articolo 10, comma 3, alinea, lettera b); articolo 11, comma 1, comma 2, lettera a), numero 1, numero 2, lettera b), lettera c), numero 2.3. bis, numero 5, lettera d), numero 1.1, numero 1.2, numero 1.3, numero 2, lettera e), numero 3, numero 4 bis, lettera f), numero 2, numero 3, numero 3 bis; articolo 12, comma 1, alinea, lettera a). lettera b), comma 2, lettera a), lettera b); articolo 14, comma 1, comma 2, comma 5, alinea, lettera a), lettera b), comma 5 bis, comma 7, lettera a), numero 3.4, numero 6 bis, comma 8, lettera a), numero 1, numero 3 bis; articolo 15, comma 1, comma 1 bis; articolo 16, comma 1, alinea, lettera b), lettera c), lettera d), lettera e), comma 2, comma 3; articolo 17, comma 1, comma 3, comma 3 bis; Allegato A; Allegato B; Allegato C; Allegato D; Allegato E; Allegato F; Allegato G; Allegato H.
- Regolam. R. 19/04/2019, n. 8
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1. Al fine di perseguire l'invarianza idraulica e idrologica delle trasformazioni d'uso del suolo, riequilibrare progressivamente il regime idrologico e idraulico naturale, conseguire la riduzione quantitativa dei deflussi, l'attenuazione del rischio idraulico e la riduzione dell'impatto inquinante sui corpi idrici ricettori tramite la separazione e gestione locale delle acque meteoriche non suscettibili di inquinamento, il presente regolamento definisce, in attuazione dell'articolo 58 bis della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio), criteri e metodi per il rispetto del principio dell'invarianza idraulica e idrologica, che devono essere anche utilizzati dai regolamenti edilizi comunali per disciplinare le modalit&
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b) invarianza idrologica: principio in base al quale sia le portate sia i volumi di deflusso meteorico scaricati dalle aree urbanizzate nei ricettori naturali o artificiali di valle non sono maggiori di quelli preesistenti all'urbanizzazione, di cui all'articolo 58-bis, comma 1, lettera b), della
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1. Gli interventi tenuti al rispetto del principio di invarianza idraulica e idrologica N6 di cui all'articolo 58-bis, comma 2, della L.R. 12/2005, 'sono specificati nei seguenti commi. Alcuni degli interventi di cui al precedente periodo sono rappresentati negli schemi esemplificativi di cui all'Allegato A'N7.
2. Nell'ambito degli interventi edilizi di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia), sono soggetti all'applicazione del presente regolamento gli interventi:
a) di ristrutturazione edilizia, come definiti dall'articolo 3, comma 1, lettera d) del d.p.r. 380/2001, solo se consistono nella demolizione totale, almeno fino alla quota più bassa del piano campagna posto in aderenza all'edificio, e ricostruzione con aumento della superficie coperta dell'edificio demolito; ai fini del presente regolamento, non si considerano come aumento di superficie coperta gli aumenti di superficie derivanti da interventi di efficientamento energetico che rientrano nei requisiti dimensionali previsti al primo periodo dell'articolo 14, comma 6, del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102 (Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE);
b) di nuova costruzione, così come definiti dall'articolo 3, comma 1, lettera e), del
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3. Lo smaltimento dei volumi invasati deve
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1.1. all'istanza di concessione allo scarico, presentata all'autorità idraulica competente, se lo scarico stesso avviene in corpo idrico superficiale '; in caso di utilizzo di uno scarico esistente, agli estremi della concessione'N10;
1.2. alla richiesta di allacciamento, presentata al gestore, nel caso di scarico in fognatura '; in caso di utilizzo di un allacciamento esistente, agli estremi del permesso di allacciamento'N10;
1.3. all'accordo tra il richiedente lo scarico e il proprietario, nel caso di scarico in un reticolo privato '; in caso di utilizzo di uno scarico esistente in un reticolo pri
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2. I limiti allo scarico devono essere diversificati in funzione delle caratteristiche delle aree di
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a) per le aree A di cui al comma 3 dell'articolo 7: 10 l/s per ettaro di superfici
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1. Ai fini dell'individuazione delle diverse modalità di calcolo dei volumi da gestire per il rispetto del principio di invarianza idraulica e idrologica, gli interventi di cui all'articolo 3 richiedenti misure di invarianza idraulica e idrologica sono suddivisi nelle classi di cui alla tabella 1, a seconda della superficie interessata dall'intervento ', nella quale rientrano anche le superfici occupate dagli interventi finalizzati al rispetto del presente regolamento'N10 e del coefficiente di deflusso medio ponderale, calcolato ai sensi dell'articolo 11, comma 2, 'lettera d), numero 2)'N7. Ai fini della definizione della superficie interessata dall'intervento, lo stesso deve essere considerato nella sua unitarietà e non può essere frazionato.
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1. descrizione della soluzione progettuale di invarianza idraulica e idrologica e delle corrispondenti opere di raccolta, convogliamento, invaso, infiltrazione e scarico costituenti il
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1. Le metodologie di calcolo di cui al presente articolo e agli allegati G ed F si applicano per il dimensionamento delle opere di invarianza idraulica e idrologica. Tali metodologie si applicano sia nel caso in cui sia previsto uno scarico verso un ricettore, che deve rispettare i limiti di cui all'articolo 8, sia in caso di realizzazione di interventi nei quali non siano previsti scarichi verso un ricettore.N3
a) tempi di ritorno di riferimento: considerato che l'applicazione dei principi di invarianza idraulica ed idrologica contribuisce in modo fondamentale alle misure di prevenzione dell'esondazione dei corsi d'acqua e delle reti di drenaggio urbano, il presente regolamento prevede che siano valutate le condizioni locali di rischio di allagamento residuo per eventi di tempo di ritorno alti, quelli cioè che determinano un superamento anche rilevante delle capacità di controllo assicurate dalle strutture fognarie; gli interventi di 'laminazione o anche infiltrazione'N7 delle acque 'pluviali'N12 sono conseguentemente dimensionati N17 assumendo i seguenti valori di tempi di ritorno:
1. T = 50 anni: tempo di ritorno da adottare per il dimensionamento delle opere di 'laminazione o anche infiltrazione con un adeguato'N7 grado di sicurezza delle stesse, in considerazione dell'importanza ambientale ed economica degli insediamenti urbani;
2. T = 100 anni: tempo di ritorno da adottare per la verifica 'del grado'N7 sicurezza delle opere come sopra 'dimensionate. Tale verifica è mirata a valutare che, in presenza di un evento con T 100, non si determino esondazioni che arrechino danni a persone o a cose, siano esse le opere stesse o le strutture presenti nell'intorno. Il'N7 medesimo tempo di ritorno è adottato anche per il dimensionamento e la verifica delle eventuali ulteriori misure locali anche non strutturali di protezione idraulica dei beni insediati, quali barriere e paratoie fisse o rimovibili a difesa di ambienti sotterranei, cunette di drenaggio verso recapiti non pericolosi;
b) calcolo delle precipitazioni di progetto: i parametri caratteristici delle curve di possibilità pluviometrica per la determinazione delle precipitazioni di progetto da assumere sono quelli riportati da ARPA Lombardia per tutte le località del territorio regionale; possono essere assunti valori diversi solo nel caso si disponga di dati ufficiali più specifici 'o più aggiornati'N10 per la località oggetto dell'intervento, dichiarandone l'origine e la validità; per maggiori dettagli si rimanda all'Allegato G;
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1. Per gli interventi aventi superficie interessata dall'intervento minore o uguale a '300 mq'N7, ovunque ubicati nel territorio regionale, il requisito minimo richiesto consiste in alternativa:
a) nell'adozione di un sistema di scarico sul suolo o negli strati superficiali del sottosuolo e non in un ricettore, salvo il caso in cui questo sia costituito da laghi o dai fiumi Po, Ticino, Adda, Brembo, Serio, Oglio, Chiese e Mincio. In questo caso non è richiesto il rispetto della portata massima di cui all'articolo 8 e non è necessario redigere il progetto di invarianza idraulica di cui agli artt. 6 e 10 ', ferme restando la compilazione e trasmissione del modulo di cui all'allegato D, come definito all'articolo 6, comma 1, lettera e), e la dichiarazione, con specifico atto, del progettista, attestante l'applicazione della casistica di cui alla presente lettera; la dichiar
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1. I comuni ricadenti nelle aree ad alta e media criticità idraulica, di cui all'articolo 7, sono tenuti a redigere lo studio comunale di gestione del rischio idraulico di cui al comma 7 ', ad approvarlo con atto del consiglio comunale e ad adeguare, di conseguenza, il PGT entro i termini di cui al comma 5'N10. Tali comuni, nelle more della redazione di tale studio comunale di gestione del rischio idraulico, redigono il documento semplificato del rischio idraulico comunale, con i contenuti di cui al comma 8 ', e lo approvano con atto del consiglio comunale'N10. È facoltà dei comuni redigere unicamente lo studio comunale di gestione del rischio idraulico qualora lo stesso sia redatto entro il termine indicato al comma 4 per il documento semplificato.
2. I comuni non ricadenti nelle aree di cui al comma 1 sono tenuti a redigere il documento semplificato del rischio idraulico comunale di cui al comma 8 ', ad approvarlo con atto del consiglio comunale e ad adeguare di conseguenza il PGT entro i termini di cui al comma 5'N10. Tali comuni hanno comunque facoltà di redigere lo studio comunale di gestione del rischio idraulico di cui al comma 7, soprattutto qualora vi sia evidenza di allagamenti all'interno del territorio comunale.
5. Gli esiti dello studio comunale di gestione del rischio idraulico e, per i comuni N20 ricadenti nelle aree 'a bassa'N7 criticità idraulica di cui all'articolo 7, gli esiti del documento semplificato del rischio idraulico comunale devono essere recepiti nel PGT approvato ai sensi dell'articolo 5 comma 3 'e comma 4, quinto periodo,'N10
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1. I Comuni ', attraverso i meccanismi di cui al comma 2,'N10 possono promuovere l'applicazione del principio dell'invarianza idraulica o idrologica per interventi che non ricadono nell'ambito di applicazione del presente regolamento ai sensi dell'articolo 3. Nel caso di edificio soggetto a trasformazione urbanistica per solo una quota parte della superficie complessiva, ricadono nella fattispecie di cui al presente comma gli interventi di invarianza idraulica e idrologica realizzati sulla quota parte di edificio non soggetto a trasformazione.
1 bis. I comuni, attraverso i meccanismi di cui al comma 2, possono inoltre promuovere
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1. La monetizzazione è consentita per i soli interventi edilizi di cui all'articolo 3, comma 2, per i quali sussiste l'impossibilità a ottemperare ai disposti del presente regolamento, secondo quanto stabilito dal presente comma. Ai fini della monetizzazione, per gli interventi di cui all'articolo 3, comma 2, lettere da b) a e), devono sussistere contestualmente tutte le condizioni di cui alle lettere del presente comma, mentre per gli interventi di cui all'articolo 3, comma 2, lettera a), anche ricadenti all'interno delle aree individuate nei PGT come ambiti di rigenerazione urbana e territoriale ai sensi dell'articolo 10 della l.r. 12/2005, devono sussistere contestualmente le sole condizioni di cui alle lettere a) e b) nonché una tra quelle di cui alle lettere da c) a e) del seguente elenco:N2
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1. Le modifiche e gli aggiornamenti tecnici delle disposizioni contenute negli allegati, parte integrante e sostanziale del presente regolamento, sono approvati con deliberazione della Giunta regionale ', ove non contestuali a modifiche apportate a uno o più articoli del presente regolamento'N10.
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