Source: http://www.escursioniapuane.com/SDF/MonteGrondilice.html
Timestamp: 2020-01-20 01:41:33+00:00

Document:
﻿ Escursioni Apuane - Monte Grondilice
(f.f.) ben visibile anche dalla costa, il monte si inserisce nella catena principale apuana. Salirlo non è difficile ed interessanti sono gli itinerari che lo circondano, partendo da Vinca oppure da Val Serenaia. Essi ci offrono interessantissimi panorami che ci ripagano delle fatiche.
Con i suoi 1807,9 metri il monte Grondilice (pronuncia Grondìlice) è la quinta vetta, per altezza, delle Alpi Apuane. Esso fa parte dello spartiacque principale della catena apuana: dal Pizzo d’Uccello alla Cresta Garnerone fino al Contrario ed al Cavallo con varie propaggini.
Praticamente esso è la prosecuzione della Cresta Garnerone dalla quale non è distinto in modo molto marcato. Dall’antecima nord-ovest (1791 metri) del Grondilice la catena si allaccia al gruppo del Monte Sagro situato a sud-ovest mediante modeste propaggini erbose, che dividono il comune di Massa da quello di Fivizzano.
Il monte è ben visibile dal mare mostrando il roccioso versante sud-ovest che si sviluppa per 400 metri.
Proprio presso il monte il crinale, che dal Giovetto scende in direzione Nord-Sud, curva decisamente ad est. Il lungo crinale separa la valle di Vinca in territorio di Fivizzano e l’alta Valle di Forno in territorio massese da quelle di Orto di Donna e dell’Acqua Bianca nel comune di Minucciano.
Dalla Finestra del Grondilice si diparte poi uno sperone roccioso, detto la Forbice, verso Sud-est, dal quale a sua volta, a sud, una diramazione rocciosa delimita il Canal Fondone dalla Valle degli Alberghi. Essa presenta due famosissimi torrioni amati dai rocciatori: il Torrione Figari[1] e la Punta Questa[2] chiamati in questo modo dal nome di due eroici alpinisti liguri attivi sulle Apuane e non solo alla fine del XIX secolo ed all’inizio del XX.
Il crinale sud-est poi termina con il Passo delle Pecore dal quale inizia il gruppo del Contrario-Cavallo.
La via più semplice di salita porta in vetta in un quarto d’ora dalla Finestra del Grondilice seguendo segni azzurri per rocce facili e sfasciumi di marmo con qualche passaggio di primo grado. Il monte consente tutta una serie di salite adatte ai rocciatori a vari livelli di difficoltà.
Sui grezzoni meridionali del Grondilice si apre poi l’abisso Olivifer, scoperto nel 1988, che scende per 1215 metri e si sviluppa, nella parte attualmente nota, per oltre 7,6 chilometri.
Il pesciatino Giovanni Sandri, socio della sezione di Firenze, salì il monte nel corso di una traversata di più giorni della catena apuana nel settembre 1881. Questo non esclude naturalmente che valorosi montanari lo avessero preceduto nell’impresa, ma a Sandri si deve una relazione scritta della sua conquista.
Costituisce la via di salita più comune e più semplice per tracce di sentiero segnate di blu. L’itinerario è molto breve ed inizia dalla Finestra Grondilice.
È il versante roccioso che domina Foce Rasóri e quindi il versante a mare. Esso si innalza per 400 metri e guarda sia sulla Valle di Vinca a nord che su quella del Canal Fondone a sud. Lo spartiacque è costituito dalle modeste propaggini boscose che si dirigono a sud-ovest verso il monte Rasóri. Sono possibili varie risalite per tutto il versante con varia difficoltà e fatica che portano sulla cresta nord-ovest. Alcune di queste vie rivestono particolare interesse con la neve.
È la prosecuzione della Cresta Garnerone: a partire dalla foce omonima si segue la cresta superando l’Antecima nord-ovest con difficoltà di primo grado. In inverno riveste un particolare interesse.
Non è particolarmente alta, ma è molto verticale ed alla sua base passa il sentiero 179 dalla Foce di Giovo alla Cava 27. Essa permette diverse vie di arrampicata adatte solamente ai rocciatori.
Non è particolarmente ripida e non è alta, permette anch’essa arrampicate interessanti.
La via più semplice, come già detto, inizia dalla Finestra Grondilice ed il modo più semplice e meno faticoso per arrivare alla Finestra è salire da Orto di Donna, evitando il lungo percorso di avvicinamento necessario da Vinca, che diventa ancora più lungo partendo dalle altre località raggiungibili in auto.
La mia opinione è, comunque, che il versante sud-ovest sia il più bello a percorrersi anche per le numerose e rare fioriture che si trovano nella primavera inoltrata.
La vetta è molto panoramica sulle vallate dominate dal monte: Valle di Vinca, Canal Fondone e Valle degli Alberghi e da parte opposta sull’Orto di Donna. Il Sagro ed il Rasóri sono vicinissimi verso mare sul quale si notano le isole toscane e, in giornate molto pulite, anche la costa nord della Corsica.
Da parte opposta domina la mole massiccia del Pisanino e le cime prossime di Val Serenaia: dal Pizzo d’Uccello alla Cresta Garnerone e dalle Forbici, al Contrario ed al Cavallo.
ANELLO INTORNO AL MONTE[3]
Da Vinca con il sentiero 38 e poi con il 173 arriviamo alla Capanna Garnerone da cui tramite il 37 arriviamo alla panoramica Foce Rasóri. Qua, presso la piazzola dell’elicottero, prendiamo il 186 che porta al roccioso versante sud-ovest del monte ed infine alla Finestra Grondilice, da cui, volendo, si sale alla vetta. Poi scendiamo in direzione di Cava 27 e, poco prima del rifugio, prendiamo a sinistra il sentiero 179 che costeggia la Cresta Garnerone fino alla Foce di Giovo. Qua scendiamo seguendo il 175 fino alle Capanne di Giovo e poi nel bosco fino a riprendere il 38 con il quale tornare a Vinca.
L’anello, fatto con calma, richiede circa otto ore. Esso è molto panoramico particolarmente sul Sagro, Pizzo d’Uccello e Pisanino.
Nel 1988 il Gruppo Speleologico del CAI di Firenze scoprì l’Abisso Olivifer il cui ingresso, a 1565 metri di quota, si trova sui grezzoni meridionali del monte Grondilice.
Esso penetra nelle viscere calcaree della montagna per 1215 metri e detenne, per un certo periodo, il record assoluto di profondità in Italia. Infatti solo nel 1994 una nuova esplorazione all’abisso Paolo Roversi, situato in Carcaraia, quindi sempre sulle Apuane, verificò che quest’ultimo raggiunge i 1249 metri di profondità, poi aumentati a 1320. A giugno 2005 Olivifer è il 31° abisso nel mondo per profondità ed il suo sviluppo, per il momento, supera i 7,6 chiometri.
Con uso di traccianti colorati è stato possibile accertare la connessione idrologica dell’abisso con le sorgenti del fiume Frigido.
Alla base della montagna sono state poi scoperte e studiate altre grotte come l’Abisso Watanka e la Grotta Topolinia, ma ancora molto rimane per l’esplorazione speleologica in questa zona delle Apuane.
Detta anche Foce di Grondilice. È un valico a quota 1750 metri tra la vetta del monte Grondilice e la sua antecima Sud-Est, detta Forbice. Esso mette in comunicazione la valle di Vinca con la parte alta di Orto di Donna, cioè la zona di cava 27. È attraversata dal sentiero 186 (Foce Rasóri - rifugio Orto di Donna). Qua parte la via normale al monte Grondilice segnata di blu. Su una roccia c’è una targa metallica che ricorda Dario Capolicchio (Palermo 1971 – Firenze 1993), socio del Cai di Sarzana, morto tragicamente nel 1993 a Firenze, dove studiava architettura, vittima dell’attentato terroristico-mafioso dei Georgofili. Il luogo è molto panoramico sul Pisanino e gli Zucchi di Cardeto, sul Contrario e parte del Cavallo.
Anche foce di Giogo. È un’ampia sella erbosa a 1500 metri di quota tra la Cresta Garnerone ed il Pizzo d’Uccello, mette in comunicazione la Valle di Vinca con la Val Serenaia. Il panorama dalla foce è splendido sul Sagro, sul Pisanino e sul Pizzo d’Uccello che incombe in tutta la sua imponenza, ma spostandoci di pochi metri possiamo godere della bella vista sull’intero orto di Donna (monti Cavallo e Contrario), il luogo è erboso, ameno, ampio ed invita al riposo ed alla contemplazione. La Foce è un nodo importante di sentieri: a nord il 181 per il Giovetto (da cui si stacca la via normale per ascendere al Pizzo d’Uccello), Foce Siggioli ed Ugliancaldo, il 175 che scende in basso per Vinca, il 37 che scende verso il Rifugio Donegani e Val Serenaia, mentre dalla parte opposta va a Capanna Garnerone e Forno e quindi, nella parte iniziale, coincide con il 175. Infine il 179 per Cava 27 ed il rifugio Orto di Donna a sud.
Anche Foce di Nàola. Si trova a 1295 metri in posizione centrale tra la Foce di Vinca e quella di Rasóri. Essa si trova in testata sia della Valle di Vinca che quella del Canal Rególo o Rególlo. Ad essa arriva il 173 da Foce di Vinca ed il 37 da Forno per il canal Regollo. Poi il 37/173 la collega alla Foce Rasóri.
Foce Rasóri
Situata a quota 1320 metri è un valico erboso, ampio e panoramico, che mette in comunicazione la valle di Vinca con il Canal Fondone. Si trova tra il monte omonimo ed il versante Sud-Ovest del monte Grondilice. Ad esso arriva il sentiero 168 da Forno, il 37 da Foce di Giovo per Foce di Navola ed il Canal Fondone. Inoltre qua inizia il 186 per la finestra Grondilice. Splendido il panorama sul Sagro ed il mare e la zona delle cave di Forno ed il monte Altissimo, in loco si trova anche una piazzola per gli elicotteri.
Situata a quota 1333 metri serve come via di comunicazione tra Vinca e Colonnata. La zona è caratterizzata da abetaie ed è attraversata dal sentiero 38 da Colonnata attraverso Foce di Luccica e dal 173 da Campocecina per Vinca passando da Foce di Navola che si trova poco distante ad est. Essa è formata da due selle vicine, quella principale è situata ad ovest. Dalla foce parte l’itinerario per lo spigolo est del Sagro.
È la depressione maggiore che si trova tra la Forbice ed il monte Contrario a quota 1611 metri. Esso costituisce aspra e difficoltosa comunicazione tra la valle degli Alberghi e quella di Orto di Donna. Facilmente raggiungibile per tracce di sentiero da Cava 27. Più difficoltosa è la salita dalla valle degli Alberghi per pendii lisci e per sfasciumi. Nella parte alta del passo arriva anche la nuova ferrata (inaugurata nel 2002) del monte Contrario che inizia dalla Casa degli Alberghi. Il panorama è molto bello in particolare sulla aspra parte sud del Contrario. Da qua parte la strada normale per la vetta del monte Contrario.
RIFUGI[4]
In Val Serenaia ed Orto di Donna ci sono ben tre rifugi ed un bivacco del Cai, ed in Valle di Vinca c’è la Capanna Garnerone. L’unico aperto anche nei fine settimana invernali è lo storico rifugio Donegani.
Rifugio Orto di Donna, si trova a 1503 metri presso il Passo delle Pecore. Fu costruito ristrutturando l’antico edificio di cava 27. In inverno è chiuso. È raggiunto dai sentieri 179 e 180 con variante e da strada di cava.
Rifugio Val Serenaia, si trova a quota 1068 metri dove la strada si alza per il Donegani. Ad esso è annesso il campeggio che si trova a 100 metri di distanza immerso nel verde. È rifugio privato ed è chiuso in inverno. Nelle vicinanze partono i sentieri 178 e 180 entrambi diretti alla Foce di Cardeto.
Rifugio Donegani, situato a 1150 metri in Val Serenaia, sulle pendici est del Pizzo d’Uccello, sulla strada per le cave. È struttura privata convenzionata con il Cai. Da esso parte il sentiero 37 per la Foce di Giovo e la Capanna Garnerone e nelle vicinanze il 180 per cava 27 ed il 187 per Foce Siggioli.
Capanna K2, si trova in alta valle di Orto di Donna sulle pendici settentrionali del Monte Contrario a 1500 metri, nel bosco, lungo il sentiero 179 dalla Foce di Cardeto per cava 27. La capanna è un prefabbricato metallico, sempre aperto.
Capanna Garnerone, situata a 1260 metri sotto la cresta Garnerone, presso la Fonte della Vacchereccia nella valle di Vinca. È proprietà della sezione Cai di Carrara ed è un prefabbricato metallico Morteo (nome della ditta costruttrice di Genova). Fu inaugurato il 4 novembre 1963, come ricorda la targa affissa per i 40 anni. Nel 1978 venne costruita una piccola teleferica che sale dalla sottostante strada militare ed arriva nei pressi del rifugio. Al rifugio perviene il sentiero 37 (Foce di Giovo-Forno), il 173 A (dalla strada dei tedeschi, questo sentiero con la nuova numerazione del 2008 diventa semplicemente 173). Esso è punto di riferimento importante per chi intende salire le cime della zona. Si pensa ad una futura ristrutturazione del fabbricato.
Antecima Nord-Ovest
È alta 1791 metri è rappresenta un importante nodo orografico poiché qua ci si riallaccia alla al gruppo del Sagro mediante modesti pendii erbosi. Si raggiunge facilmente in cresta.
È la cresta che divide, in parte, la valle di Vinca da quella di Orto di Donna. Inizia dalla foce di Giovo e finisce alla foce Garnerone dove continua poi con il monte Grondilice. È molto dentellata e si riconoscono, partendo dal Giovo: i due Denti di Giovo, le due guglie di Vinca (nord 1651 metri e sud), il Gobbo (1677 metri), la Foce del Gobbo (1650 metri), le tre vette del monte Garnerone (nord 1738 metri, centrale e sud 1767 metri), Foce Garnerone (1707 metri). La cresta si percorre solo alpinisticamente per le sue difficoltà, in particolare a causa della roccia non sicura. Il sentiero 179 la costeggia con facile percorso in Orto di Donna.
La Forbice[5]
È considerata l’antecima Sud-Est del monte Grondilice, anche se in realtà è una cima bifida autonoma. Essa raggiunge quota 1773 metri. È separata dal monte principale dalla finestra Grondilice. A sua volta essa è separata, mediante la Focetta, dal contrafforte Sud (dei Pradacetti) che comprende il Torrione Figari e la Punta Quèsta. Questa cresta divide la Valle degli Alberghi dal Canal Fondone. Vista dall’Orto di Donna è piuttosto insignificante, mentre dà il meglio di sé nel versante verso mare con ripide pareti stratificate. Il monte fornisce possibilità i salita per i rocciatori, ma anche itinerari di salita in cresta per escursionisti esperti abituati all’infida roccia apuana.
È la quota più alta (1524 metri) del contrafforte che separa il Canal Fondone dalla Valle degli Alberghi partendo dalla Forbice (cresta dei Pradacetti). Tramite l’intaglio è separata dal Torrione Figari. Fu scalata la prima volta da Bartolomeo Figari insieme ad Emilio Quèsta il 9 giugno 1906. Fu proprio Figari, nella relazione dell’ascensione nel 1907, a proporre di dedicarla all’amico morto l’8 settembre 1906 all’Aiguille Centrale d’Arves, prima di allora era chiamata semplicemente quota 1524 della Cresta dei Pradacetti. Sono possibile vie di arrampicata impegnative, ma anche una scesa piuttosto semplice dall’intaglio.
Torrione quadrangolare alto 1515 metri. È separato dalla Forbice per mezzo della Focetta e dalla Punta Quèsta dall’intaglio. In passato detta Pietra Galante, è caratterizzata dal masso in bilico sulla vetta che la fa facilmente distinguere da lontano. Può essere salita solo con arrampicate e fu scalata per la prima volta nel 1909 da Antonio Frisoni, M. Martini, S. Olcese. Il nome attuale gli viene da Bartolomeo Figari che insieme ad Emilio Quèsta salì per primo sulla vicina Punta Quèsta.
La valle, in territorio massese, origina dalle pendici del Monte Rasóri ed incontra a Biforco il canal Cerignano. In basso c’è l’innesto con la valle degli Alberghi percorsa dalla via di lizza omonima e sono presenti alcune cave (Cave Fondone). Il primo tratto, in salita, del canale è un orrido molto stretto, in alto invece il canale si allarga e si dirige alla Foce di Navola. Esso è percorso dal sentiero 168.
È limitata a nord dalle pendici del monte Contrario e va poi ad incontrare il canal Fondone. È un luogo molto selvaggio. Infatti l’escavazione del marmo, iniziata nella seconda metà del 1800 è durata solo fino alla metà del 1900 lasciando abbastanza incontaminata la zona stessa. D’altra parte l’accesso alla valle rimane abbastanza difficile essendo circondata da aspre montagne. L’unica comunicazione è la via di lizza omonima che sale ripidamente da Biforco. Oggi è attraversata dal sentiero 167 per case Càrpano e la Forcella di Porta. Presso la Casa degli Alberghi inizia la Ferrata del Monte Contrario ed in zona esistono tracce di sentiero per il Passo delle Pecore e le creste del monte Grondilice. La parte del Contrario è estremamente affascinante ed alle sue pendici, presso la cava, scorre perenne l’acqua assorbita dal terreno carsico, infatti il canale è perennemente in secca.
Val Serenaia[6]
Valle scavata dal Serchio di Gramolazzo, è attraversata da una strada proveniente da Minucciano e Gramolazzo che passa per Foce Rifogliola e costeggia Poggio Baldozzana e Capradossa. Il piano di Serenaia a quota 1050 metri è il fondovalle. La zona è dominata dalla massa del monte Pisanino da una parte e dal Pizzo d’Uccello, cresta Garnerone, Grondilice, Contrario dall’altra. I tre rifugi, il campeggio ed il bivacco presenti in zona rendono più agevole le moltissime escursioni possibili nelle vicinanze. È percorsa da diversi sentieri, il 178 per la foce di Cardeto, il 180 per cava 27 ed ancora la Foce di Cardeto, il 187 per Foce Siggioli, il 179 da foce di Giovo al Cardeto, il 37 e 37bis per foce di Giovo, il 181 da foce di Giovo per Foce Siggioli. La parte alta, detta Orto di Donna è stata ed è ancora di più oggi oggetto di escavazione intensiva di marmo che ha cambiato la fisionomia della valle con in particolare con i suoi ravaneti.
Valle di Vinca[7]
La Valle di Vinca è percorsa dal Lucido di Vinca, tributario del torrente omonimo. La valle è piuttosto stretta nella sua parte inferiore mentre si allarga salendo verso il paese di Vinca. Superato il paese la valle si distende in una testata boscosa circondata dal Pizzo d’Uccello, dalla Cresta Garnerone e dal Grondilice ad est e dal Sagro e dal Puntone della Piastra ad Ovest. La valle è chiusa dalle foci di Vinca, di Navola e dal Monte Rasóri che la separano da Colonnata e Forno. L’alta valle mantiene testimonianza delle attività dell’uomo, sia a Vinca che più in alto, come alle Capanne di Giovo. L’ingresso della valle è dominata dal borgo di Monzone Alto appollaiato su una rupe a controllare il transito. Lo stretto fondovalle è percorso da una carrozzabile che fiancheggia il torrente. Dopo circa 4 km sbocca la Canalonga, un vallone secondario tra le pareti del Balzone e quelle della Torre di Monzone, qua passava una teleferica che trasportava il marmo delle cave del Sagro dal Balzone per Monzone. Poco oltre un ponte di putrelle segna l’inizio della via di lizza diretta ancora al Balzone, poi la strada si inerpica sul fianco destro della vallata con 12 ripidi tornanti che portano a Vinca. Qua la strada termina, ma ne inizia un’altra che avrebbe dovuto portare, a fini turistici, verso Carrara, dove si arriva solo percorrendo alcuni sentieri. La vallata è percorsa, a mezza costa dal sentiero 39 da Àiola per Foce di Pianza. Invece nella parte alta del versante ovest passano i sentieri 40 e 40b da Monzone per il Cardeto.
Forno Canal Regollo (ca 300m) - Foce Navola (1295m) innesto 173 - Foce Rasóri (1320m) innesto 186 e 168 – Capanna Garnerone (1260m) innesto 173 A (con la revisione della numerazione diventa solo 173) – innesto 175 - Foce Giovo (1500m) innesto 181 e 179 – Rifugio Donegani (1150m). Unisce la zona di Forno con la valle di Vinca. Lungo questo percorso, prima della foce di Navola nella parte massese, era presente il rifugio Giovanni Pisano del Cai di Pisa. Poco dopo Capanna Garnerone il sentiero esce dal bosco e costeggia a mezza costa la cresta Garnerone, prima in discesa, poi in lieve salita, supera un ravaneto, vegetazione varia e si innesta nel 175 insieme al quale arriva alla Foce di Giovo.
Con la revisione del 2008 il sentiero 37 A (bis) diventa la prosecuzione del 37, mentre il tratto del 37 in Orto di Donna diventa 37 A. Esso è un modo per cercare di evitare la via di cava.
Colonnata (532m) – innesto 169 - Case del Vergheto (850m) – innesto 48 (rinominato 195) - Foce Luccica (1029m) innesto 172 - Foce di Vinca (1333m) innesto 173 - La Prada innesto 173 A (con la nuova numerazione diventa solo 173) – Maestà di Doglio (ca 900) innesto 175 - Vinca (808m). Lungo sentiero che unisce i due paesi situati da parte opposta rispetto al gruppo del monte Sagro. Superato il paese il sentiero percorre un castagneto fino al Vergheto ed a Foce Luccica. Poi costeggia le cave dello Spallone, la Casa dei Pisani e quella dei Macchinari (o al Riccio), poi le Bore del Sagro. Passata la foce il percorso continua per il paese di Vinca. Dal raccordo con il 173A (con la nuova numerazione diventa solo 173) il sentiero è uno stradello piuttosto largo e ghiaioso che porta in pochi minuti ad una casa restaurata in posizione panoramica sul monte Sagro da cui, poco dopo, entra nel bosco fino alla Maestà di Doglio.
Torano La Piastra (267m) – Ravaccione (ca 430m) - La Conca - Boscaccio - Foce Pianza (1279m) innesto 173 – innesto 174 - La Stretta - Vinca (808m) innesto 175 e 190 – Àiola (336m) innesto 11 TL - Equi Terme (284m). Descrizione partendo da Equi. Il sentiero passa per un castagneto fino al cimitero di Àiola poco dopo c’è il borgo diviso in due nuclei. Entriamo nuovamente nel bosco, superiamo i ruderi del Castellaccio poi arriviamo ad una maestà. Continuando troviamo i ruderi della Madonna Vecchia di Vinca dopo la quale rientriamo nel bosco. Dopo aver superato altre due maestà arriviamo ad una chiesa in restauro e subito dopo siamo a Vinca. Seguiamo la strada asfaltata fino ad entrare nuovamente nel bosco, il sentiero arriva ad un ponte sul Lucido e poi inizia a salire. Alcuni tratti sono attrezzati con corda metallica e sono addossati al monte, da qua passavano i cavatori per andare a lavorare alle cave del Sagro e del Borla. Presso il passo dello Zappello il sentiero esce dal bosco ed inizia la discesa, inizialmente molto panoramica sul Pizzo e Vinca poi esso diventa una larga marmifera che porta alle case Walton ed a Foce di Pianza, da cui si continua per Torano.
Vinca (808m) - Maestà di Canale Doglio (ca900m) bivio sentiero 38 – Capanne del Giovo (ca1250m) – tracce innesto 191 – innesto 37 - Foce di Giovo (1500m). Antica via di comunicazione con la valle di Orto di Donna e da qua con la Garfagnana. Fino alla Maestà il tracciato è comune con il 38. All’inizio, dopo la strada, si entra in un castagneto, poi si passa par una lastronata di roccia con la forra e le marmitte del canale Doglio. Poco dopo la maestà e poi si entra nel castagneto che in alto diventa un bosco di conifere. Superata una fonte si arriva all’aperto nella zona delle Capanne da cui l’ultimo tratto di salita porta alla Foce.
Foce Giovo (1500m) – innesto 186 - Cava 27 (1503m) innesto 180 - Foce Cardeto (1642m) innesto 178 - Passo Focolaccia (1642m). Percorre la parte alta dell’orto di Donna e continua seguendo le pendici del monte Cavallo. Il percorso è costituito da saliscendi, senza perdere quota in modo consistente. Il primo tratto è molto ameno ed entra nel bosco costeggiando la cresta Garnerone. In un tratto si apre con bella vista sulla cresta stessa, poi continua fino alla cava 27, con qualche tratto che richiede la giusta attenzione. Dal rifugio continuiamo e superiamo un piccolo ravaneto ed in pochi minuti arriviamo presso il bivacco K2. Il sentiero segue le pendici del monte Contrario e poi quelle del monte Cavallo in una zona chiaramente carsica. Anche questo tratto è essenzialmente nel bosco, la parte finale invece esce dal bosco e prende a salire fino alla foce di Cardeto. Qua il sentiero scende fino alla buca della neve ed all’imbocco della via normale per il Pisanino, poi percorre le pendici del monte Cavallo lasciandosi a sinistra il 178 per l’Acqua Bianca. Il percorso finale è su roccette per poi confluire nella marmifera che porta al passo.
Foce Rasóri (1320m) - Finestra Grondilice (1750m) sentiero blu per la vetta - Rifugio Orto di Donna (1503m). in realtà il sentiero termina pochi metri sopra il rifugio raccordandosi al 179. Inizia presso la piazzola degli elicotteri, in alto, si vede una sorta di lapide verticale che indica, non molto bene, l’inizio. La prima parte costeggia il bosco, poi si imbocca un canalino roccioso che ad un ambiente selvaggio, tra sfasciumi di marmo con il sentiero sempre ben segnato, qualche pinnacolo roccioso, bei panorami e belle fioriture. Nel tratto che porta alla finestra ci sono quattro brevi tratti attrezzati con corda metallica, nelle zone un po’ più esposte, credo che l’utilità delle corde sia nella discesa o in inverno in quanto la progressione rimane sempre agevole. Alla Finestra il panorama adesso si è apre sulla valle di Orto di Donna sulla quale incombe il Pisanino, si vede bene anche il Contrario e parte del Cavallo. La prima parte della discesa è ancora tra sfasciumi di roccia, poi iniziano gli alberi e segue bosco di giovani faggi. Vicinissimi al rifugio il sentiero si immette nel sentiero 179 che da Foce Cardeto porta a Foce di Giovo.
Itinerari relativi al monte Grondilice presenti sul sito:
1 Alpinista e scialpinista genovese per molti anni presidente della sezione ligure del Cai e poi, dal 1947, presidente generale del Cai Nazionale. Si meritò l’appellativo di “Presidente della ricostruzione”. Fu amante e valorizzatore a livello nazionale delle Alpi Apuane. Istituì, di fatto, il Corpo Nazionale del Soccorso Alpino (CNSAS) al quale lasciò in eredità le sue sostanze. Insieme a Quèsta faceva parte del gruppo dei cosiddetti “Giovani Turchi” che alla fine del 1800 vitalizzò l’alpinismo ligure. Si infortunò durante l’incidente mortale a Quèsta nel 1906.
2 Emilio Quèsta (1878 -1906) alpinista genovese grande estimatore delle alpi Apuane. A lui si deve la prima scalata della Punta omonima insieme a Bartolomeo Figari, ma scalò in prima assoluta diverse cime tra cui il monte Contrario. Morì in montagna l’8 settembre 1906 all’Aiguille Centrale d’Arves. Insieme a Lorenzo Bozano e Gaetano Rovereto fu autore della prima Guida delle Alpi Apuane pubblicata nel 1905 dalla sezione ligure del Cai.
3 Qui la relazione dettagliata
4 Per notizie ulteriori rimandiamo all’articolo Val Serenaia di questa rubrica.
5 Ricordiamo che il termine Forbice indica correttamente, nella toponomastica locale, un intaglio. Quindi la vera Forbice, in questa zona, dovrebbe essere la Finestra Grondilice.
6 Vedi anche l’articolo omonimo di questa rubrica.
7 Vedi anche l’articolo dedicato a Vinca di questa rubrica.

References: e Contrario
e Contrario
e Contrario
e Contrario
e Contrario
e Contrario
e Contrario
e Contrario
e Contrario