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Timestamp: 2018-09-21 23:29:34+00:00

Document:
02/02/2018 Intervento di D.Ammannato al processo Bagarella
Sentenza Tagliavia - Intro
Sentenza Tagliavia - Parte 1
Sentenza Tagliavia - Parte 2
Sentenza Tagliavia - Parte 3
Sentenza Tagliavia - Parte 4
Sentenza Tagliavia - Indice
Atti del convegno del 26-27/05/2003
Depos.Brusca: 13 gennaio 1998
Depos.Brusca: 14 gennaio 1998
Depos.Brusca: 15 gennaio 1998
Depos.Brusca: 19 gennaio 1998
Depos.Brusca: 23 gennaio 1998
Depos.Brusca: 17 settembre 1999
Depos.Brusca: 18 settembre 1999
Tutti i verbali del 1�dibattimento
Tutti i verbali del 2�dibattimento
La requisitoria del P.M. (Chelazzi e Nicolosi) al processo (25/3-06/04/2008)
Legge REGIONE TOSCANA N. 40/2006 - Interventi a favore delle vittime del terrorismo e della criminalit�organizzata.(3.3 Mb)
L'audizione del P.M. Chelazzi alla Commissione Antimafia
Motivazione Sentenza di Cassazione del 6/5/2002 (3.3 Mb)
Sentenza della prima Corte di assise di appello di Firenze del 13/2/2001 contro Bagarella
Motivazione (5.783 KB)
Sentenza Corte di assise di Firenze, Sez I del 21/1/2000 contro Graviano (620 KB)
Il proiettile di Boboli
Sentenza Corte di assise I� grado Firenze del 6/6/1998
Intestazione e dispositivo del 06/06/98 [77 Kb]
L'udienza del 7 giugno 1997
Pubblichiamo l
Pubblichiamo l' audizione del P.M. Chelazzi davanti alla Commissione Antimafia avvenuta il 2 luglio 2002.
A Chelazzi, per ragioni certo incontestabili, fu concesso un solo quarto d'ora per esprimersi, ma ugualmente , pur in un tempo cos� breve ,riusc� a motivare , in una sintesi estrema quanto lucidissima, le ragioni che lo portavano a non considerare chiusa con la sentenza di Cassazione del 6 maggio 2002 , l'indagine sulla strage del 27 maggio 1993, su quella che la precedette e su quelle che la seguirono.
I puntini di sospensione sono nostri , come pure i corsivi nel testo
ll resoconto completo della seduta seduta19.pdf
-------------------XIV LEGISLATURA--------------------
COMMISSIONE PARLAMENTARE D�INCHIESTA
SUL FENOMENO DELLA CRIMINALITA� ORGANIZZATA MAFIOSA O SIMILARE
RESOCONTO STENOGRAFICO DELLA 19 a SEDUTA
MARTEDI� 2 LUGLIO 2002
Presidenza del presidente Roberto CENTARO
Audizione del Procuratore nazionale antimafia, dotto Piero Luigi Vigna, e del sostituto
procuratore della Direzione nazionale antimafia, dottor Gabriele Chelazzi,
sulle stragi del1992 e 1993
PRESIDENTE: CENTARO (FI), senatore����.
PALMA (FI), deputato
LUMIA (DS-U), deputato����...
MARITATI (DS-U), senatore
VIGNA Procuratore Nazionale Antimafia�
CHELAZZI Sostituto Procuratore della Direzione Nazionale Antimafia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, c�� un problema di organizzazione dei lavori. Da un lato non vorrei interrompere l�esposizione del consigliere Chelazzi, dall�altro sono previste votazioni in Aula sia al Senato che alla Camera.Visto che vorremmo che la sua relazione fosse la pi� ampia possibile, se il consigliere Chelazzi ritiene di poter suddividere il suo intervento per parti, in modo da svolgerne una prima senza andare oltre le 10,30 e proseguire poi con le rimanenti, potremmo dedicare questi minuti a una prima tranche della sua relazione.
PALMA (FI). Un quarto d�ora, Presidente?
CHELAZZI. Signor Presidente, anche in un quarto d�ora penso di poter dare qualche riferimento che potr� servire come criterio guida nell�esposizione che far� pi� avanti.Ritengo di poter riferire qualche dato,anche se non sar� proprio di cronaca dell�indagine.
PRESIDENTE. Allora possiamo procedere con una cronistoria per punti, salvo poi riprenderla ed estenderla nel prosieguo dell�audizione.
CHELAZZI. Anche a titolo personale ringrazio la Commissione per aver disposto questa audizione. Mi fa infatti piacere � riprendo un dato banale finch� si vuole, ma per me non � banale, illustrato dal Procuratore Nazionale( dott. Vigna ) e dopo essere stato per 185 udienze in un anno e mezzo (� un bel ritmo) davanti alla Corte d�assise di Firenze a svolgere il primo grado, quindi dopo essere stato davanti ai giudici che, con fascia e senza fascia, rappresentano il popolo italiano - poter rappresentare a chi rappresenta il popolo italiano in quest�Aula qualche cosa che in quella sede giudiziaria non aveva ragione di ingresso.
D�altra parte, ho alle spalle nove anni di full immersion nella vicenda delle stragi, ma per me l�applicazione dura tuttora, nell�ultimo dei procedimenti, quello che � ancora in piedi e che va alla ricerca - non in virt� di un teorema - di responsabilit� concorrenti a quelle di cosa nostra nella vicenda di strage. Ebbene, questa applicazione � tuttora in corso: il Procuratore nazionale l�ha rinnovata pochi giorni or sono per altri sei mesi, per tre giorni alla settimana, alla procura di Firenze; cos�, questi nove anni abbondanti di full immersion nelle stragi sono destinati a durare almeno altri sei mesi. Alla luce di tutto questo, in base all�esperienza di uomo e di magistrato, poter mettere quello che so, quello che ho capito e niente pi� che questo, a disposizione di un organo importante come una Commissione Parlamentare d�inchiesta , � per me motivo di soddisfazione, ma anche di gratitudine.
In questo quarto d�ora che resta al termine dell�audizione vorrei dire una cosa molto semplice.
E� ovvio che ci siamo impegnati al massimo per individuare le singole responsabilit�, perch� non � stato molto semplice nemmeno identificare le responsabilit� interne: per quanto riguarda il momento deliberativo interno, il momento organizzativo, il momento preparatorio e quello esecutivo, per tutto quello che concerne "Cosa Nostra" � e non c�era altro che "Cosa Nostra" sotto questo aspetto � ritengo che le responsabilit� siano state individuate una per una. Pertanto, anche le due persone a cui faceva cenno il Procuratore nazionale, assoggettate ad ordinanza custodiale qualche mese fa, i due fratelli Giovanni e Tommaso Formoso, vanno a completare il quadro delle responsabilit� "sul campo". Ma se questo � stato l�impegno fondamentale � e non poteva essere diversamente perch� poi davanti ai giudici dovevamo portare delle persone con una accusa esattamente definita in termini di fatto e di anagrafe del fatto, vale a dire luogo e tempo � l�impegno principale, che non ho difficolt� a dire non ha assicurato risultati a carattere definitivo a tutt�oggi, � stabilire il perch� di queste stragi: infatti, quella che per i tecnici, o meglio i pratici del processo, si chiama �la causale� ancora richiede di essere approfondita.
Noi magistrati siamo portati per mille ragioni a fare degli schemi semplificati.
Tali schemi anche in questo caso sono stati indispensabili per iniziare il lavoro, sono stati indispensabili per avere un�idea guida, ma non sono sufficienti.
Provo ad uscire da questo modo di ragionare che potrebbe sembrare convenzionale o addirittura astratto.
I fatti di strage sono sette (Roma, attentato a Costanzo in Via Fauro, 14 maggio 1993; Firenze, attentato di Via dei Georgofili, 27 maggio 1993;nella notte tra il 27 e il 28 luglio Milano, attentato di Via Palestro, e Roma, attentati di San Giovanni in Laterano e di S. Giorgio al Velabro ; Roma attentato allo Stadio Olimpico, 21 ottobre 1993; Formello ,attentato a Contorno dell� aprile 1994 ) e hanno occupato undici mesi: credo che non ci siano precedenti nella storia dello Stato unitario di sette fatti di strage in undici mesi.
Credo anche che come vicenda giudiziaria questa sia unica e irripetibile, almeno nella storia repubblicana. E� vero che, per semplificazione doverosa, nei capi di imputazione c�� scritto che le motivazioni di questi fatti di strage erano da ricondurre all�intendimento incontenibile di "Cosa Nostra" di indurre le istituzioni dello Stato a recedere, in qualche modo a rivedere determinate decisioni che si erano tradotte in atti normativi e che avevano contrassegnato le linee guida dell�azione di contrasto alle organizzazioni criminali.
Nei capi di imputazione questo c�� scritto: � contestata una finalit� di eversione sotto questo aspetto, finalit� di eversione che � stata ritenuta fino al grado di legittimit� compreso.
Tuttavia, loro mi insegnano che poi bisogna spiegare meglio, bisogna andare pi� in profondit� per capire com�� che questa finalit�, o meglio questo obiettivo, ha prodotto che si colpissero determinati obiettivi e non altri; che si agisse non in Sicilia ma fuori della Sicilia; che si alternassero obiettivi ai quali � inutile
� perch� sarebbe vano �disconoscere una notevole disomogeneit�; che si sia passati dall�attentato a una persona di ampia immagine pubblica, un giornalista di grande qualit� professionale come Costanzo, a chiudere tutta la campagna di attentati con un�azione stragista, e come tale superflua, per eliminare un collaboratore di giustizia: primo caso nel quale un collaboratore di giustizia viene attentato (scusatemi il termine volgare dal punto di vista linguistico) con un mezzo di strage, cio� con il tritolo. C'� da spiegare la ragione per la quale tra un fatto e un altro intercorrono in alcuni casi pochi giorni, in altri un periodo di tempo lungo. C'� da spiegare la ragione per la quale non � stato replicato un certo attentato che fallisce, quello allo Stadio Olimpico, che riteniamo di aver datato con esattezza quasi millimetrica.
Era indispensabile che si arrivasse a datarlo, perch� fino alle sentenze che abbiamo chiesto ai giudici di merito non eravamo stati capaci di maggior precisione, se non quella di dire "sul finire del 1993 - gli inizi del 1994", non avevamo indicazioni pi� precise. Se sar� necessario chieder� al Presidente di segretare la seduta e a partire da quel momento spiegher�.
Era importante riuscire a stabilire non solo la data di questo attentato, ma anche di depurare la ricostruzione dell'attentato da alcuni di elementi di confusione. In buona sostanza, occorre domandarsi chi si voleva colpire con questo attentato. Dopo di che, occorre rispondere alla domanda ulteriore: perch� questo attentato non � stato replicato? E, pi� in generale, perch� le stragi ad un certo momento finiscono?
Tutti capiscono che queste notazioni un po' disordinate hanno per� un denominatore comune. Sembrerebbero tanti piccoli "perch�", ma avendo a che fare con fatti di strage nessun "perch�" � piccolo, sia quando una strage si fa sia quando si decide di non replicarla. Sono grossi ed impegnativi "perch�" che vanno a costituire un "perch�" pi� grande; o meglio, obbligano chi ci ha lavorato a capire come si � strutturato il "perch�" generale, se esso � continuo o discontinuo, se � stato influenzato o meno da certi avvenimenti interni a Cosa Nostra: Riina, pur essendo arrestato ben 4 mesi prima dell�inizio dei fatti di strage, viene condannato all'ergastolo, per questi perch� l'indagine mette i giudici nella condizione di poter affermare senza incertezze che la deliberazione, in tutte le sue componenti essenziali, � partita con anticipo; e questo � un altro "perch�": la deliberazione delle stragi inizia grosso modo nell'estate del 1992, ma si passa all'azione nella primavera inoltrata del 1993.
E' il quesito centrale al quale penso, se sar� negli intendimenti della Commissione, fornendo elementi e dati, di contribuire con un approfondimento che -mi sia consentito - non si pu� chiedere al giudice al di l� di una certa soglia. Al giudice il post factum di un delitto di regola interessa poco: le ricadute di azioni criminali cos� gravi sulla societ� civile - mi fermo qui, non dico altro dato che faccio il magistrato - non possono interessare ad un giudice.
Quindi, se lo zoccolo duro, se il nucleo centrale dell'esposizione e l'intendimento della Commissione � conoscere qualcosa dei sette fatti di strage e delle ipotesi praticate per individuare le responsabilit�, credo sia indispensabile che io provi, al meglio delle mie possibilit�, aiutato dal Procuratore Nazionale
( dott. Vigna )che conosce queste vicende bene quanto le conosco io, ad allargare gli scenari anche sugli antefatti e su quelle che io chiamo le sequenze concorrenti parallele: non esiste solamente una sequenza di "un prima", di un dato intermedio e di un posterius rappresentato da un fatto di strage"; ci sono le sequenze parallele, che riguardano vicende interne di cosa nostra, dinamiche di supremazia, eliminazioni, anche nel senso fisico del termine, di capi famiglia e di capi mandamento.
Se non lo vogliamo chiamare un tracciato, questa � una sorta di premessa metodologica attorno alla quale, quando la Commissione lo riterr�, io vorrei organizzare la mia esposizione.
La ringrazio, Presidente. Mi sembra di essere stato abbastanza conciso.

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