Source: http://rome.lesroyaumes.com/viewtopic.php?t=43640&start=0&postdays=0&postorder=asc&highlight=
Timestamp: 2018-09-26 02:25:27+00:00

Document:
L'Eglise Aristotelicienne Romaine The Roman and Aristotelic Church :: Voir le sujet - Documenti e Procedure
L'Eglise Aristotelicienne Romaine The Roman and Aristotelic Church Index du Forum -> Provincia Ecclesiae Italicarum Gentium -> Tribunale Archiepiscopale dell'Arcidiocesi di Modena
Posté le: Sam Oct 18, 2014 8:57 pm Sujet du message: Documenti e Procedure
Qui vengono riportati i documenti concistoriali, i manuali di procedure, i vademecum e tutto quello che riguarda l'attività del Tribunale di Giustizia Ordinaria.
Scioglimento del Sacro Vincolo Matrimoniale
Revisione matrimoniale per irreperibilità
Documento Ufficiale sui matrimoni IG
Casi di Vedovanza
Dal Diritto Canonico
Delle prove nei processi
Dernière édition par Stex86 le Mar Oct 21, 2014 8:06 pm; édité 5 fois
Posté le: Sam Oct 18, 2014 9:37 pm Sujet du message:
..."Quando due esseri condividono un amore pure, e intendono perpetuare la nostra specie procreando, Dio permette loro, tramite il sacramento del matrimonio, di vivere il loro amore. ...
...Ma, come il battesimo, il matrimonio è un impegno per la vita,..., scelto con giudizio, perchè una volta che...sarete sposati, non vi potrete più sottrare."
...la vita virtuosa è un ideale verso cui l'uomo deve tendere. E, nel suo cammino, può trovare aiuto nella preghiera. La preghiera può infatti essere il tramite con cui rinforzare questo amore quando necessario.
- dal libro delle virtu' - Vita di Christos, capitolo XIII -
Vi invitiamo pertanto a riflettere allorche' pensate di terminare un'unione benedetta dall'Altissimo, tentando di capire coloro che vi vivono accanto con la speranza di rinverdire quell'amore che vi vide vicini e consapevoli del suo significato.
Tuttavia coloro che desiderassero fare domanda di scioglimento del matrimonio presso questo Tribunale sono pregati di DI POSTARLA PRESSO
http://forum.iregni.com/viewtopic.php?t=2169696
Forum 1 Regni Rinascimentali -> Santa Chiesa Aristotelica -> Segreteria Italica della Chiesa Aristotelica
E di utilizzare l'apposito modulo che là si trova.
ATTENZIONE: Si prega di allegare alla denuncia tutti i certificati (link), questo permetterà di procedere più velocemente. In difetto di ciò, segnalate gli estremi dei vostri battesimi e del vostro matrimonio e provvederemo d'ufficio con il fondato rischio di allungamento dei tempi.
N.B. Nel corso dei processi, in ogni sua fase, dalla raccolta dei documenti al dibattimento, ecc... è sempre necessario postare IDENTIFICATI cioè autenticandosi al forum. I post postati come guest (ospite) saranno ignorati dalla corte e rimossi il prima possibile.
Il ricorso al secondo grado (Rota Apostolica) avverso la sentenza di primo grado emessa dal presente tribunale deve essere rivolto al Procuratore, così come descritto nel Diritto Canonico della Santa Chiesa Aristotelica.
Dernière édition par Stex86 le Mar Oct 21, 2014 8:01 pm; édité 1 fois
Posté le: Sam Oct 18, 2014 9:40 pm Sujet du message:
Tacuma a écrit:
A nome del Coincistoro Pontificio Italofono
si rende noto a tutti membri della Santa Chiesa Aristotelica Romana d' Italia
e ai fedeli aristotelici
la prassi comportamentale da seguire nel caso in cui un coniuge venisse riconosciuto irreperibile dalle autorita'.
Poiche' in tal caso non si puo' procedere alla celebrazione del funerale, non essendoci distacco dell'anima dal corpo (eradicazione) e
codesto Concistoro stabilisce quanto segue
I fedeli aristotelici qualificati come irreperibili dalle autorita' subiranno in contumax lo scioglimento dei voti matrimoniali, qualora il coniuge ne facesse domanda presso il tribunale di competenza.
Sara' compito poi di tale tribunale responsabile verificarne la veridicita' ed aprire il procedimento velocizzato di scioglimento.
nel Trentesimo giorno del mese di Aprile
Per il Concistorio Pontificio Italofono
S.Em. Carlotta Isabell Borgia detta Kali_
S.Em. Federico Edoardo Borgia detto Federico_il_rosso
Cardinale Nazonale Suffragante
Posté le: Sam Oct 18, 2014 9:42 pm Sujet du message:
Quando un coniuge muore è necessario fare costatare la vedovanza da un ecclesiastico, solitamente ci si rivolge al proprio parroco o comunque al clero parrocchiale di residenza. Il personale di questo tribunale sarà, su richiesta, disponibile a fornirvi ulteriori spiegazioni e consigli sulla procedura.
Si prega però, prima di ogni richiesta, di leggere il seguente comunicato.
Sulla morte e i funerali
(Aristotele Dialogo IV - L'avvenire dell'anima)
Troppo spesso, ormai, il sacramento del funerale viene vissuto in maniera non consona, sottovalutato o, addirittura ignorato. Eppure esso il punto finale del nostro cammino di salvezza verso l'Altissimo, in quanto con esso si offre l'ultimo omaggio alle spoglie mortali e l'addio al mondo terrestre (DC 1.5). E benchè esso sia un diritto e non un dovere di un aristotelico senza tale importante passaggio il nostro viaggio mortale rimane deficitario di una tappa importante, come il pellegrino che viaggia verso un santuario importante e lungo la via si ferma nelle cattedrali incorciate per trovare conforto e forza alla fatica, e, poichè già in vista della meta, non si ferma a pregare nell'ultima chiesa che trova. Certo giungerà alla meta agognata, ma più stanco che se si fosse fermato anche in quell'ultima tappa.
Ecco perchè è importante onorare le spoglie del defunto con questo ultimo sacramento. Con esso il legame di amicizia che ci ha legato in vita si prolunga oltre la morte poichè sappiamo che esso è immortale come la nostra anima.
E' talmente importante che è l'unico sacramento, oltre il battesimo, che può essere celebrato anche per chi non è stato ancora battezzato (purchè non eretico, eterodosso o scomunicato) .
E' per questo che Noi, membri del Concistoro Pontificio Italofono desideriamo:
- che tutti gli aristotelici riflettano sull'importanza di tale sacramento, richiedendolo per i cari parenti e amici defunti, per salutarli definitivamente in modo degno, e onorare in questo modo l'amicizia che con loro hanno coltivato in vita
- che tutti i religiosi ricordino ai fedeli l'importanza di tale sacramento, facendone comprendere a fondo la funzione salvifica, sia per chi è defunto, sia per chi rimane
A seguito, inoltre, della diffusione di nuove malattie, e forme fin ora non diffuse di morte ed eradicazione , questo concistoro desidera ribadire alcuni principi fondamentali riguardo alla morte e ai funerale, nonchè dare nuove indicazioni operative.
Sulla celebrazione dei Funerali
- Il Funerale può essere celebrato solo e soltanto dopo che l'anima è stata eradicata definitivamente dal corpo. E dunque non può essere fatto quando l'anima è ancora presente nel corpo, seppure morto. Ugualmente non può essere celebrato qualora il presunto defunto sia semplicemente irreperebile, esso deve essere definitivamente scomparso, e non trovabile a seguito di ricerche da parte di chi celebra il sacramento.
- Poichè i celebranti non sempre riescono da soli a definire l'avvenuta eradicazione è necessario che almeno 15 giorni prima del funerale si dia avviso pubblico nelle bacheche delle chiese della celebrazione del sacramento, in modo da dare ai cerusici il tempo di verificare la reale eradicazione dell'anima*.
Sui certificati di Morte
Un certificato di morte può essere rilasciato dai chierici di residenza del defunto o da coloro che hanno celebrato il funerale secondo le seguenti modalità.
- Qualora sia stato celebrato il funerale esso può essere rilasciato da chi lo ha celebrato o dal sacerdote della parrocchia di residenza del defunto (o da un suo superiore) dopo aver verificato che il sacramento abbia avuto luogo
- Qualora un defunto non abbia ricevuto il sacramento del funerale, e non vi sia quindi il corpo da poter esaminare, perchè lontano o già inumato, il sacerdote della parrocchia di residenza del defunto (o un suo superiore) può rilasciare un certificato di morte dopo aver verificato l'effettiva eradicazione e non prima di aver esposto pubblicamente un avviso pubblico in bacheca che rimanga visibile almeno 15 giorni, nel quale si chieda che se qualcuno ha notizie sul presunto defunto le porti all'attenzione dell'autorità religiosa*.
Dunque le vostre lacrime non siano di tristezza ma di gioia, poiché l'Altissimo mi fa il più bello dei regali. AmateLo e Lui vi amerà. AdorateLo e Lui vi benedirà. Vivete nella virtù e Lui vi accoglierà al Suo fianco. (Oane)
Scritto a Roma il V giorno del VI mese dell'anno di grazia MCDLXI
Cardinale Nazionale Emerito
Questo documento annulla ogni documento precedente
*[hrp] Viene concesso a tutti i player un periodo di 15 giorni per informare le autorità religiose di eventuali cambi nome nel caso si desideri conservare lo stesso gdr.
E' necessaria la prova di identità, ossia la presenza del doppio nome sul profilo.
Dernière édition par Stex86 le Sam Oct 18, 2014 9:47 pm; édité 2 fois
Posté le: Sam Oct 18, 2014 9:46 pm Sujet du message:
Dernière édition par Stex86 le Sam Oct 18, 2014 9:50 pm; édité 2 fois
Posté le: Sam Oct 18, 2014 9:47 pm Sujet du message:
Dernière édition par Stex86 le Sam Oct 18, 2014 10:03 pm; édité 1 fois
Posté le: Sam Oct 18, 2014 9:52 pm Sujet du message:
Dalla nuova versione del DC - Scioglimento Matrimoniale
Annullamento del Sacramento
Articolo 1 : Tutte le domande di estinzione, scioglimento o annullamento del sacramento del matrimonio, devono passare innanzitutto davanti all’Ufficialità Episcopale locale o competente.
Estinzione del sacramento del matrimonio.
Articolo 2 : L’estinzione del sacramento del matrimonio è una procedura automatica che non necessita di una constatazione dell’ufficialità diocesana.
Articolo 3 : L’estinzione del sacramento del matrimonio è applicabile in soli due casi:
Articolo 3.1 : Il decesso di uno dei due coniugi.
Articolo 3.2 : L’entrata nell’ordine di uno dei due coniugi.
Articolo 3.3 : Quando l’entrata nell’ordine è il motivo invocato, l’estinzione del sacramento implica una sospensione definitiva dei doveri coniugali.
Articolo 3.4: Quando l’entrata nell’ordine è il motivo invocato e vi è stata procreazione, l’estinzione del sacramento del matrimonio non implica una sospensione dei doveri parentali.
Articolo 4: Con l’estinzione del matrimonio, il matrimonio è ritenuto valido e legittimo, ma non produce più effetti nel futuro. Gli effetti verificatisi in passato sono legittimi e conservano la loro piena legittimità in perpetuo.
Scioglimento del sacramento del matrimonio
Articolo 5: Lo scioglimento del sacramento del matrimonio è un’estinzione di quest’ultimo a seguito della decisione dei coniugi di separarsi e di mettere fine alla loro vita di coppia.
Articolo 6.1 : La sparizione di sentimenti d’amore tra i due coniugi.
Articolo 6.2: L’adulterio commesso da uno dei due coniugi; il consorte in difetto può incorrere nel divieto di risposarsi.
Articolo 6.3: L’abbandono del domicilio coniugale da parte di uno dei due coniugi per un tempo superiore a 3 mesi. Il coniuge riconosciuto colpevole di negligenza coniugale è passabile dell’impossibilità di risposarsi.
Articolo 6.4: La scomparsa di uno dei due coniugi per un tempo superiore a 3 mesi.
Articolo 7: Lo scioglimento del sacramento del matrimonio implica la rimozione degli obblighi matrimoniali tra i due coniugi.
Articolo 8: In caso di scioglimento, e in caso ci sia discendenza, gli obblighi parentali restano.
Articolo 9: In caso di scioglimento del sacramento del matrimonio, il matrimonio è riconosciuto valido e legittimo ma non produce più effetti nel futuro. Gli effetti verificatisi in passato sono legittimi e conservano la loro piena legittimità in perpetuo.
Articolo 10: Ogni richiesta di scioglimento di matrimonio è depositata, dai coniugi richiedenti, davanti all’Ufficialità Epicopale locale prima di essere mandata davanti al Concistoro Pontificale competente.
Articolo 10.1: E’ compito dell'Ufficialità Episcopale regolare e pubblicare la suddetta domanda come pena punitiva ed espiatoria. Quest’avviso sarà in seguito depositato presso il Concistoro Pontificale competente al fine di essere convalidato o rigettato.
Articolo 11: I Concistori Pontificali, nei territori sotto la loro giurisdizione, hanno la totale autorità riguardo allo scioglimento del sacramento del matrimonio, dall’imposizione di una pena punitiva ed espiatoria al controllo di quella presentata dall’ufficialità Episcopale, ai divieti per uno o entrambi i coniugi.
Articolo 11.1: I Concistori Pontificali, nei territori sotto la loro giurisdizione, sono abilitati a rivalutare il loro giudizio dopo dodici mesi del periodo d’espiazione.
Annullamento del sacramento del matrimonio.
Articolo 12: L’annullamento del matrimonio riconosce de facto il matrimonio come non retroattivo. Agli occhi della Chiesa, questo fatto non è mai esistito.
Articolo 13: In un Annullamento di Matrimonio, il matrimonio è riconosciuto invalido e illegittimo. Gli effetti avvenuti nel passato sono illegittimi e riconosciuti come tali a tempo indeterminato.
Articolo 13.1: Solo il Sommo Pontefice o un suo delegato può legittimare in via del tutto eccezionale che particolari effetti si sono verificati durante la vita illegittima della relazione
Articolo 14: Il Sacro Collegio dei Cardinali, a nome del Sommo Pontefice, è l’unico, autorizzato all’annullamento del sacramento del matrimonio.
Articolo 15: Ogni domanda di annullamento del matrimonio è depositata davanti l’ufficialità Episcopale locale e trasmessa al Concistoro Pontificale competente che giudica se di sua pertinenza. Poi il Concistoro la trasmette al Sacro Collegio dei Cardinali.
Articolo 16: E’ affidato al Concistoro Pontificale di regolare e di pubblicare un avviso sulla ricevibilità della domanda. Questo avviso sarà poi depositato presso il Sacro Collegio dei Cardinali che lo valuterà.
Articolo 17: Le cause dell’annullamento del matrimonio sono definite dalla ricevibilità della supplica e si limitano, quasi esclusivamente a gravi errori procedurali nella concessione del sacramento del matrimonio, all’abuso di fiducia o di finzione da parte di uno dei coniugi durante il matrimonio.
Dal Diritto Canonico - La Giustizia della Chiesa
Parte I : Delle generalità e delle competenze
Articolo 1 : La Giustizia della Chiesa è amministrata dalla Congregazione della Santa Inquisizione, dicastero romano retto dal Cardinale-Cancelliere Grande Inquisitore.
Articolo 2 : La Giustizia della Chiesa è una componente generale della giustizia dei regni e risponde parimenti agli imperativi morali, scritti nella "La Carta dei Giudici," tenendo conto del suo ruolo e della sua missione.
.Competenze
Articolo 3 : La Giustizia della Chiesa è competente di tutte le violazioni del Dogma Aristotelico, della dottrina e del diritto Canonico della Chiesa Aristotelica, Universale e Romana. Si pronuncia sull'ortodossia degli atti sotto giudizio.
Articolo 4 : La La competenza della Giustizia della Chiesa si estende fin dove si estende l'abbraccio di Aristotele, ovvero in tutte le parrocchie dei regni.
Articolo 5 : Ogni persona può, salvo diversa approvazione da parte delle autorità competenti, essere accusatore, imputato o testimone.
Articolo 6 : Secondo l'articolazione delle fonti del diritto, la Giustizia della Chiesa seguirà questo preciso ordine di prevalenza :
- il Dogma Aristotelico
- le Dottrine
- il Diritto Canonico
- gli accordi, i trattati e i concordati giudicati validi dalle competenti autorità della Chiesa
- il costume giuridico
- la prassi
.Giurisdizione e reggenze
Articolo 7 : La Giustizia della Chiesa di suddivide in giustizia ordinaria e giustizia straordinaria.
Articolo 8 : La giustizia ordinaria, è retta in primo grado dal Tribunale Episcopale, in secondo grado dalla Rota Apostolica
Articolo 9 : La giustizia straordinaria, è retta in primo grado dal Tribunale Inquisitore, in secondo grado dal Tribunale Pontificio
Parte II : Dei Tribunali Episcopali
Articolo 1 : Può esistere un solo Tribunale Episcopale per diocesi. L'istituzione del Tribunale dipende del potere discrezionale del vescovo della diocesi eccezion fatta per taluni concordati o accordi particolari. Il Tribunale della diocesi in cui risiede l'arcivescovo è detto Tribunale Arciepiscopale. Esso conpensa tutte le mancanze del tribunale episcopale suffrangante.
.Composizione
- Dal Vescovo della diocesi e da due Ufficiali Giudiziari. In taluni casi, un ufficiale giudiziario può essere sostituito da un chierico della provincia, se le circostanze lo richiedono, soprattutto se è coinvolto nel processo.
- Dal Procuratore Episcopale, assisto dal Vidame della provincia ecclesiastica da cui dipende il Tribunale Episcopale.
Articolo 3 : La presidenza del Tribunale Episcopale è assegnata al Vescovo della diocesi. Se il Vescovo è coinvolto nel processo, il caso passa al Tribunale Arciepiscopale o archiviato.
Articolo 4 : Il Procuratore ecclesiastico è nominato a vita dal Vescovo della diocesi da cui dipende il Tribunale, con il benestare della Congregazione della Santa Inquisizione, le cui condizioni previste sono definite nel regolamento interno della Congregazione. La nomina può essere revocata da un Cardinale Inquisitore su lettera circostanziale del vescovo, presidente del Tribunale.
Articolo 5 : Salvo disposizioni contrarie, è il Vidame l'incaricato a vegliare sull’applicazione della pena.
Articolo 6 : L'Ufficiale Giudiziario è nominato dal Vescovo che presiede il Tribunale Episcopale, per le sue conoscenza del Diritto Canonico. E' necessariamente un chierico. Assiste il vescovo, delibera con lui e si vede incaricato, con il Procuratore Episcopale, della tenuta degli archivi e dell'instradamento delle copie alla Congregazione della Santa Inquisizione e al Concistorio Pontificale.
Articolo 7 : Nel caso in cui il Tribunale Episcopale non possa essere composto al completo, sta al Vescovo della diocesi passare il processo al Tribunale Arciepiscopale, o, nel caso di assenza del Procuratore Episcopale, di farsi inviare un Procuratore Generale Ecclesiastico, o un Missus Inquisitionis che agisca come tale, dalla Congregazione della Santa Inquisizione, affinchè possa sostituirlo.
.Competenza territoriale
Articolo 8 : Il Tribunale Episcopale è competente per gli atti commessi nelle parrocchie della diocesi su di quale ha autorità, o per i parrocchiani che risiedono in tale diocesi. In caso di contestazione, la Congregazione della Santa Inquisizione o, per difetto, il Consistorio Pontificale competente, attribuisce la procedura al tribunale più adatto.
.Ricorsi
Articolo 9 : Ogni denuncia o ricorso al Tribunale Episcopale deve essere depositata tra le mani del Procuratore Episcopale o dei suoi assistenti.
Articolo 10 : Il ricorso al tribunale è assicurato dal Procuratore Episcopale, che può aprire il tribunale per conto proprio, incaricato da un funzionario della Santa Inquisizione, dal Concistorio Pontificale o da un Cardinale.
Parte IV : Del Tribunale Straordinario dell'Inquisizione
Articolo 1 : Il Tribunale Straordinario dell'Inquisizione, o Tribunale d'Inquisizione, è costituito da un Cardinale Inquisitore o da un Missus Inquisitionis, denominato "Inquisitore". La sua udienza è tenuta nel luogo delle indagini. L'Inquisitore svolge il doppio incarico di presidente e di procuratore all'interno del processo.
Articolo 2 : Il Missus Inquisitionis è incaricato da un Cardinale Inquisitore.
Articolo 3 : L'Inquisitore conduce l'istruttoria in segreto. Egli raccoglie le prove, interroga le parti e i testimoni, raccoglie le confessioni. Egli giudica l'opportunità di procedere e redige l'atto d'accusa.
Articolo 4 : Se un Tribunale Episcopale stava già indagando sullo stesso caso, di fatto lo lascia nelle mani dell'Inquisitore che rappresenta la giustizia straordinaria.
Articolo 5 : L'Inquisitore può ricorrere ad un interrogatorio preliminare o al grande interrogatorio, nel caso in cui solo dalla confessione degli accusati si possa stabilire la colpevolezza o l'innocenza. Durante l'interrogatorio non si deve spargere sangue, uccidere o causare invalidità permanente.
Articolo 6 : Nonostante disponga di poteri discrezionali e la possibilità di tener lontana qualsiasi interferenza esterna, l'Inquisitore deve, quanto più possibile, farsi affiancare nella conduzione del processo dal Vescovo che amministra la diocesi dove siede il Tribunale dell'Inquisizione, eccezion fatta per la Santa Sede dove è il Cardinale Camerlengo a ricoprire il ruolo del vescovo.
Articolo 7 : Davanti al Tribunale dell'Inquisizione l'accusato ha il diritto ad essere assistito da un avvocato, necessariamente di fede aristotelica.
Articolo 8 : La procedura nel Tribunale dell'Inquisizione segue il modello del processo nel Tribunale Episcopale.
Parte VI : Della Procedura
.La Procedura del Tribunale
Articolo 1 : Il ricorso al tribunale è affidato ad un Procuratore Ecclesiastico, che una denuncia sia depositata o meno.
Articolo 2 : Il Procuratore Ecclesiastico è incaricato dell’istruttoria del processo, che conduce in segreto. Riunisce le prove, interroga le parti ed i testimoni e raccoglie le confessioni. Giudica l’opportunità di procedere, redige e fa la lettura dell’atto di accusa. Non è autorizzato a far uso dell’interrogatorio (tortura).
Articolo 3 : L’imputato ha il diritto di farsi difendere da un avvocato di fede aristotelica, ecclesiastico o laico, dopo che il procuratore avrà deciso se aprire il processo e per tutta la durata della procedura.
Articolo 4 : Le prove ed i contenuti dell'accusa devono essere comunicati alla difesa qualora ne faccia domanda.
Articolo 5 : Il Tribunale ascolta, in seduta pubblica, le argomentazioni del Procuratore Ecclesiastico e della difesa.
Articolo 6 : La sentenza è pronunciata e la pena è emessa dopo la delibera del Vescovo, che avrà cura di sentire prima il parere dei suoi assistenti.
Articolo 7 : Se è giudicato colpevole, limputato può appellarsi al Tribunale dell’Inquisizione. In questo caso, il Procuratore Ecclesiastico deve trasmettere l’integralità delle prove ed del dossier alla Congregazione della Santa Inquisizione.
Articolo 8 : Il procuratore ecclesiastico può, a propria discrezione, chiedere appello, per la decisone presa dal Tribunale, al Tribunale Pontificio.
.Procedura inquisitoriale
Articolo 9 : L’Inquisizione si occupa di salvare le anime. Per fare ciò, la procedura inquisitoriale si articola in sei parti:
- I tempi della grazia
- L’appello dei testimoni
- La deposizione dei testimoni
- L’interrogatorio dell’imputato, che ha aperto il processo stesso
- La sentenza di riconciliazione degli eretici pentiti e di condanna dei recidivi
- L’esecuzione della sentenza
Articolo 10 : Il tempo della grazia è fissato dall’inquisitore, prima del processo, e può durare al massimo trenta giorni durante i quali tutti i colpevoli possono abiurare.
- Articolo 10.1 Durante il tempo della grazia, l’inquisitore fa appello ai testimoni, direttamente o in pubblica piazza tramite un banditore
Articolo 11 : Vengono ascoltate le deposizioni dei testimoni. Della loro deposizione, solo la sostanza è annotata.
- Articolo 11.1: Anche se nei tribunali civili i giudici hanno l’abitudine, per scoprire la verità, di confrontare i testimoni con l’imputato, questo metodo non può essere né impiegato né utilizzato nei tribunali dell'inquisizione.
- Articolo 11.2: Il testimone denuncia qualsiasi coinvolgimento nella "Perversione eretica" dell’accusato. Egli deve giurare di mantenere la fede Aristotelica e abiurare tutte le eresie.
- Articolo 11.3: Se il testimone ammette di aver avuto qualsiasi simpatia per l’eresia, ma ammette di aver sbagliato e si pente, da testimone diventa un imputato; la sua deposizione diviene confessione, la quale porta ad un’abiura solenne, a cui segue un’assoluzione accompagnata da una penitenza leggera in tempo di grazia. Egli pubblicherà poi una "lettera di pentimento", che sia un salvacondotto nei confronti delle autorità religiose ed un brevetto di ortodossia.
N.B. La penitenza leggera potrà essere, a discrezione del giudice, indossare un banner di vergogna per un periodo di tempo decretato, o il pellegrinaggio, proporzionato in misura e distanza alla gravità dei reati confessati.
Articolo 12 : Passato il tempo di grazia, tutte le persone condannate per eresia, colpevoli di eresia o di apostasia, che non si sono presentate, divengono sospettate.
- Articolo 12.1: Tra i sospetti sono inclusi:
- Gli eretici (i capi di sette)
- Gli eretici (i fedeli della setta e gli adepti dell’eresia)
- I sospettati (coloro che dimostrano di provare zelo per gli eretici)
- I celatori (coloro che non denunciano gli eretici)
- I recettori (coloro che hanno ospitato almeno due volte degli eretici, per proteggere loro o il loro incontro)
- I difensori (coloro che difendono gli eretici con parole o con atti contro l’Inquisizione)
- I recidivi (coloro che, dopo aver abiurato l’eresia, cadono nuovamente nell’errore)
Articolo 13 : L'evocazione è la convocazione pubblica del sospettato prima dell’istanza, prima della formalizzazione e della messa in piedi dell’accusa. L'evocazione ha il compito di far comprendere la gravità dei fatti al sospettato e permettergli di abiurare i suoi reati prima dell’accusa. E’ un punto di riferimento pubblico dell’apertura della procedura.
Articolo 14 : Il sospettato arriverà, sia che abbia risposto spontaneamente all’appello, sia che sia stato arrestato e condotto per mezzo dei soldati davanti ai giudici. Egli legge le testimonianze che lo accusano, senza rivelare il nome dei testimoni.
Articolo 15 : In un primo momento, l'Inquisitore fa giurare all’accusato sul "Libro delle Virtù" di dire la verità su tutto quanto gli verrà chiesto.
Articolo 16 : In seguito, l'inquisitore domanderà all’accusato di riconoscere il dogma, la dottrina e gli insegnamenti della Chiesa Aristotelica.
Articolo 17 : Domanderà poi all’accusato se sa perché è accusato e da chi.
Articolo 18 : L'Inquisitore interrogherà infine l’imputato fino a quando non saprà la verità.
- Articolo 18.1: Agli occhi del Tribunale, se il sospettato è riuscito a giustificarsi, allora è libero
- Articolo 18.2: Il sospettato è colpevole. Egli può ancora confessare e pentirsi, può rifarsi a casi precedenti, ma non più in tempo di grazia, la pena aumenta e può allora incorrere o nel muro o nella prigione penitenziale.
N.B. Esistono penitenze al muro: il muro largo, in cui ci si accorda per l’acquisto del cibo, il diritto di visita e i permessi di uscire; e il muro stretto, nel quale al colpevole è razionato il pane e l’acqua, i piedi sono con i ferri.
- Articolo 18.3: Il sospettato non abiura, ma è giudicato colpevole. Egli è immediatamente colpito dalla pena del muro, nella condizione del muro stretto, fino a nuova decisione. Se il muro lo fa confessare, alloora si rimanda ai casi precedenti.
Articolo 19 : Se il sospettato citato non compare in giudizio - si nasconde, è andato in esilio - è sistematicamente condannato in contumacia come: "Eretico per definitiva sentenza". Ciò implica la confisca immediata dei suoi beni che saranno venduti a beneficio dell’autorità che detiene il potere spirituale superiore nel luogo dov’era domiciliato il condannato.
- Articolo 19.1: Se egli viene arrestato, il processo può cominciare. Il contumacioso – la persona condannata per contumacia - viene condannata al muro per sempre, nella condizione di muro stretto.
Articolo 20 : Per gli eretici condannati si prospettano 3 scenari:
- L’eretico abiura spontaneamente: viene condannato ad una semplice penitenza. Può essere indicata l’entrata in un ordine.
- L’eretico è arrestato, confessa e fa atto di contrizione: è condannato ad una semplice penitenza, può andare anche al muro perpetuo.
- L’eretico è arrestato, ma è ostinato a rimanere nell'errore, rifiutando di abiurare: è condannato come eretico impenitente e ci si rimette al braccio secolare.
.La Sentenza
Articolo 21 : La sentenza è letta solennemente al condannato, generalmente la domenica, dopo la messa, sul pulpito o sulla piazza di fronte alla grande folla di autorità religiose e di laici. E’ il "sermone generale" che può raggruppare condanne multiple.
Articolo 22 : L’esecuzione delle sentenze civili e dela morte sono sempre opera del potere temporale.
Dernière édition par Stex86 le Sam Oct 18, 2014 9:57 pm; édité 1 fois
Dernière édition par Stex86 le Sam Oct 18, 2014 9:56 pm; édité 1 fois
Posté le: Sam Oct 18, 2014 9:53 pm Sujet du message:
Si riportano stralci del comunicato della Santa Chiesa Aristotelica e Romana in merito alla disciplina della presentazione delle "prove" e del loro peso nei procedimenti.
L'Eglise Aristotelicienne Romaine The Roman and Aristotelic Church Index du Forum -> Provincia Ecclesiae Italicarum Gentium -> Tribunale Archiepiscopale dell'Arcidiocesi di Modena Toutes les heures sont au format GMT + 2 Heures

References: sentenza 

Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 3

Articolo 3

Articolo 3

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 6

Articolo 6

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 1

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6
 sentenza 

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9
 sentenza 
 sentenza

 Articolo 10

Articolo 11
 Articolo 11
 Articolo 11
 Articolo 11

Articolo 12
 Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18
 Articolo 18
 Articolo 18
 Articolo 18

Articolo 19
 Articolo 19

Articolo 20
 Sentenza

 sentenza 

Articolo 22