Source: http://oliviana.revues.org/836?lang=it
Timestamp: 2017-07-25 04:43:15+00:00

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Italiano Français English Individuata nel corso degli spogli miranti alla catalogazione delle Bibbie in italiano (XIII-XV sec.), la traduzione in lingua di sì della Lectura super Apocalipsim di Pietro di Giovanni Olivi che qui si presenta costituisce l’unica versione volgare della Postilla giunta fino a noi. Dopo una breve sintesi di quanto ad oggi noto in merito alla circolazione latina e volgare del testo, il saggio – da concepirsi come prima tappa di una più ampia impresa di studio ed edizione – propone una descrizione del manoscritto unico della traduzione italiana e una breve analisi dello stato del testo nel manoscritto, del rapporto fra modello latino e versione volgare e dei tratti salienti di quest’ultima sotto il profilo della struttura complessiva e dell’assetto linguistico.
Mots-clés :Firenze BNC Magl. XXXIV 76, Vaticano BAV Chigi L.IV.112Inizio pagina
A mo’ di conclusioneInizio pagina
5Le prime testimonianze in merito alla circolazione della Lectura rimandano agli anni immediatamente successivi alla morte di Olivi (1298). La Postilla è documentata presso la curia romana sotto il pontificato di Bonifacio VIII – morto nel 1303, e che fece esaminare il testo di Olivi ad Egidio Romano12 – ; e nel convento francescano della Verna, sul monte Penna, dove, entro il 1305, Ubertino da Casale elaborò l’Arbor vitae crucifixae Iesu – il cui quinto libro ha appunto nella Lectura oliviana la sua fonte primaria13. Vian e Burr ricordano inoltre che « Libri, molto probabilmente con opere dell’Olivi, portati in Italia compaiono [...] negli episodi di Matteo de Bouzigues a Roma nel 1299 e di Girolamo di Catalogna a Venezia nel 1301. [...] da essi si ricava [...] l’impressione che l’arrivo in Italia del testo della LSA possa essere avvenuto molto presto, a pochissimi anni dalla composizione della LSA »14. Burr segnala che nel 1299, nell’ambito del concilio provinciale dell’ordine a Béziers, vennero sollevate obiezioni contro « certain educated men from approved orders who were stirring up beguini seu beguinae, telling them, among other things, that the end of the world was near and the time of the Antichrist had begun, “or just about”. Here we have a mention of apocalyptic expectation but none of Olivi [...] ; yet mention of a fervent, apocalyptically oriented laity guided by religious, combined with our awareness of a burgeoning Olivi cult, suggests that the pattern that concerned inquisitors two decades later was already taking shape within a year after Olivi’s death »15. Osservazioni sulla ricezione laica dei testi oliviani
26 Vian, « L’interpretazione della storia », § 2. 27 R. E. Lerner, « Writing and resistance among Beguins of Languedoc and Catalonia », in Heresy and Li (...)
13La legatura è antica, in pelle verde, con gli emblemi in oro della famiglia Chigi (alberi di rovere e monti a sei cime sormontati da una stella) ; sul dorso, è impressa la scritta in oro meditat. | di sant. | anselmo. Sia sul piatto superiore che su quello inferiore sono visibili due fori, che lasciano ipotizzare la perdita di un fermaglio. La prima unità codicologica trasmette le Meditazioni di Sant’Anselmo in italiano ; la seconda, come detto, conserva la Postilla oliviana volgare. 32 Il metodo di intervento sulla lingua è molto simile a quello che ho riscontrato nel ms. Venezia, Bi (...)
<4> « [S]arà la luce della luna sì come la luce del sole, et la luce del sole sarà <5> settetanti, sì come la luce delli sette dì, nel dì nel quale leggerà lo Singniore la <6> piagha del popolo suo et la percossa della piagha sua sanerà ». <7> En questa parola riceuta del .xxx°. capitolo di Ysaya propheta litteralmente, si <8> prophetizza la precellentia et trapassamento del fulgore et esplendori delli <9> celesti luminarii, la quale nella fine del mondo a più pieno ornato di lui universo <10> per dono di Dio avranno. Ma adlegoricamenti si inalza la gloria di Christo et <11> del Nuovo Testamento.
<12> ¶ Inperò ch’el Nuovo Testamento sì à il Vechio sì come lo Sole alla luna. Ma <13> questa luce à sette forme trasciendente41 lo velame della ombra legale, imperò <14> che in questa s’apre il secreto della Trinità di Dio, ¶ et lo legame e debito della <15> colpa originale et attuale, ¶ e gli benifici della incarnatione del Figliuolo di Dio, <16> e llo prezzo della nostra redenzione, ¶ et lo sopranaturale dono della <17> giustificante gloria ensemoratamente et predestenatione, et segreto che non si <18> può comprendere della reprobattiva sobtractione di quella medesma gratia, et <19> anch<...>42 solennissimo exemplo di spirituale et perfetto modo di vivere et <20> coltivare Iddio et comandamento et consiglio et et [sic] della etternale <21> ritribuzione premiu et suplitiu et finale compimento di tutti. [75v] Imperò che <22> queste sette cose sono come i dì solari della doctrina di Christo, le quale cose <23> sotto velame scritte et naschoste furono nella leggie et nelli profeti. <24> Ma in quello che esse [sic] la dottrina del Nuovo Testamento prova se <25> medesma contiensi nella Vechia, sì chome lo nocello nella coccia, et lo pollo et <26> lo uccello nell’uovo, et lo frutto nel seme overo radice, et sì come lo lume nella <27> lucerna lucente in luogo caligginoso, in quello essa si promove la luna, cioè <28> l’antica leggie et Scrittura, nella luce del Sole. Onde che llo libro della Pocalissa <29> è in sette forme di scrivere et trar la predetta luce et gloria di Christo sicondo <30> setteforme dicorso et stato della Echiesa, inperò la parola innanzi messa di <31> Ysaya rationabilmente si introduce et propone alla predetta commendatione <32> della christiana Sapiensia nel libro della Apocalipssa contenuta.
<47> ¶ Lo segondo stato fu di probatione et confermatione sotto li martiri overo <48> combattitori, lo quale incominciò propiamente sotto Nerone imperadore. <49> ¶ Lo terzo stato fu di dottrinale expositione sotto li dottori overo banditori, lo <50> quale propiamente incominciò dal tempo di Gostantino imperadore overo <51> Silvestro papa. <52> ¶ Lo quarto stato fu di contemplatione de’ sancti anacorinti et vergini overo <53> contemplatori, lo quale propriamente incominciò al tenpo del grande <54> Antonium anacoritu, overo al tempo di Paulo primo romito. <55> ¶ Lo quinto stato fu de condescientione della vita eremitica overo monastica et <56> clericale, zelatori et observatori abenti le temporali possessioni, lo quale <57> propriamente incominciò al tempo di Carlo Mangnio.
<58> ¶ Lo sesto sta’ fu de renovatione della evangelica vita et della battaglia di la <59> innansichristiana setta et della finale conversione et genti, overo dello rifare la <60> rehedificatione della Chiesa simigliante alla prima – onde che questi sono detti <61> evangelici, overo della forma di Christo reformatori –, loquale tempo <62> incominciò alcuna cosa del serafino huomo Francescho padre nostro. <63> Ma ¶ lo settimo stato, quanto a questa vita, è de quiete et maravigliosa <64> participatione di gloria, sì come quasi Yerusalem celestiale si veggia esser <65> discienduta in terra, onde che [76v] che questi saranno di gloria assaggiatori. <66> Lo quale stato propriamente incomincia dalla uccisione di Nanzichristo vero et <67> gratia, dello quale dice se esser Messia et Dio delli Iudey.
<84> [77v] [...] Apocalipse è nome greco et viene a dire latinalmente in nostra <85> lingua “revelatione di Yesu Christo” cioè da Yesu Christo fatta, ¶ la quale de’ a <86> quelli Dio, cioè Padre et tutta la Trinitade, ¶ manifestamente fare, cioè a <87> manifestare, ¶ alli servi suoi quasi dica non è dato di rivelare questo alli <88> superbi philosophi né alli increduli Iudey né alli perversi cristiani. <89> ¶ Nota eccho duo cose. ¶ La prima è che molte cose si danno et revelansi non <90> per rivelare agli altri et con autoritate di manifestarle quelle, innanzi con <91> comandamento overo debito quelle secretamente servarle. ¶ La seconda è che <92> quelle cose le quale ecco si rilevano [sic] sono così secrete et incomprensibili <93> che per singulare gratia dato ène a Christo da Dio che esso Christo <94> manifestasse quelle alli suoi.
<108> Enperò che sì come per uno sengno della via tutta la via a noi si insengnia et <109> et [sic] per lo aprimento d’uno uscio in tutta la casa sì s’entra, et per la <110> intelligentia d’uno principio siamo menati alla scientia di molte conclusionii, <111> così per la expiccatione et dichiaratione di certi principali, li quali sono quasi <112> uscia et porte, ¶ allo lume perfetto siamo menati et ensengniati all’altre cose <113> da essere vedute. Imperò che tutta la expiecatione overo ramificatione sua <114> non si dae dallo cominciamento, innansi luogo l’ordine s’osserva. <115> Et imperò che nella prima chiesa d’Asya si dimostra avere avuta fervita <116> caritade et dal suo primo fervore essere caduta, così etiandio la primitiva <117> chiesa delli fedeli sotto gli apostoli cadde dal primo fervore troppo <118> iudaizzando et coledo le cose legali onde [...]
44 Ivi, p. 3, r. 15-29, e p. 4 r. 1. 45 Ivi, p. 7-9.
26Il Prologus o Generale principium è tradotto abbastanza per esteso. Rispetto alla porzione di testo qui presentata, si può verificare che i § 1-2 del modello latino vengono resi in maniera assolutamente fedele (r. 1-11) ; del § 3 viene tradotta la sola frase « Novum enim Testamentum se habet ad Vetus sicud sol ad lunam » (r. 12). Omesso il resto del § 3 e l’intero § 4, i § 5 e 6 sono di nuovo tradotti fedelmente (r. 12-32).43 Da contente che chiude il § 6 – cui corrisponde l’italiano contenuta (r. 31) – si passa all’ultima frase del § 8 (r. 33-36) e all’enumerazione delle sette visioni che occupa la prima parte del § 9 (r. 37-43).44 Segue il Primum notabile, del quale vengono recepiti – ancora in forma abbreviata – l’enumerazione dei septem status ecclesie e gli initia septem statuum ecclesie (r. 44-67), corrispondenti ai § 25-38 del testo latino così come edito da Warren Lewis45. Troviamo qui, rispetto alla Lectura latina, una significativa ridistribuzione degli elementi : se nel testo latino l’enumerazione dei sette stati e la descrizione dei loro initia sono organizzati in due liste successive (rispettivamente § 25-31 e § 32-38 dell’edizione Lewis), la versione italiana unisce le due serie, ristrutturandole entro un’unica enumerazione. Dal Primum notabile si passa quindi al Tertium notabile, dal quale viene estratto il passo relativo alla pugna ecclesie [...] contra septem exercitus (§ 60 dell’edizione Lewis), a partire dal latino « Prima enim pugna fuit contra carnalem cerimonia » (r. 70-79).46 Nel transito tra il primo e il terzo notabile trovo l’unico segmento del testo volgare (glosse a parte) che non mi sembra aver riscontro nel testo latino : « Et così sicondo sette stati delli eletti, così sono sette stati delli riprobati combattenti et battaglianti contra li fedeli et eletti » (r. 68-69). Il paragrafo circa la lotta della Chiesa contro i sette eserciti contenuto nel Tertium notabile (r. 70-79) è contraddistinto da un “escamotage esplicativo” rispetto al testo latino del tutto analogo a quanto verificato nel Primum notabile, e consistente nella specificazione di coloro che ingaggiano la lotta sul versante della Chiesa : apostoli, martiri, dottori, anacoreti, zelatori e regolari, evangelici. Così, ad esempio, a fronte del latino « Prima enim pugna fuit contra carnalem cerimoniam et intelligenciam Iudayorum »47, l’italiano ha « Et imperò che lo primo stato, cioè delli apostoli, combatté contra la carnale cerimonia et intelligentia de’ giudey » (r. 70-71) ; e al latino « secunda contra ydolatriam paganorum »48 corrisponde il volgare « La siconda battaglia fu de’ martiri contro la ydolatria de’ pagani » (r. 71-72). Si passa quindi al Quartum notabile, rispetto al quale prosegue l’abbreviazione del testo per sommi capi (r. 80-83). 49 Ivi, p. 86, r. 6-8.
28Il secondo paragrafo del commento in italiano (r. 89-94) traduce un segmento unitario dell’originale, corrispondente, salvo una breve omissione, all’intero § 11 dell’edizione Lewis : 52 Lewis, Lectura, p. 87, r. 29-30, e p. 88, r. 1-5.
35Ho già rimarcato che un buon numero di glosse è finalizzato all’istituzione di coppie sinonimiche ; nell’ambito delle porzioni di testo riportate sopra, si potranno citare : 64 Lewis, Lectura, p. 1, r. 7.
40Se, come detto, la tipologia grafica mercantesca orienta decisamente verso la Toscana, gli elementi linguistici cui si è accennato al § 32 sembrerebbero recare traccia di un passaggio attraverso l’area mediana. Un’eventualità del genere non risulterebbe in sé problematica, e potrebbe anzi costituire un ulteriore elemento di congiunzione tra la nostra Postilla volgare e gli ambienti dell’Osservanza e della dissidenza francescane : quest’ultima, come noto ha avuto nei territori umbro-marchigiani e nel Lazio i suoi centri di maggior importanza, mentre l’Osservanza nacque in Umbria ed ebbe qui le sue fondazioni principali78. Con specifico riguardo al milieu fraticellesco, non sarà inutile ricordare che la Storia di fra Michele minorita – variamente chiamata in causa nei paragrafi introduttivi – fa esplicito riferimento ai « frati che vengono dalle Marche » attivi in Toscana sul finire del XIV sec. Va rimarcato, certo, che i dati relativi alla ricezione della Lectura latina derivabili dai manoscritti conservati e dagli inventari antichi sembrerebbero ostare all’ipotesi di una circolazione “mediana” della Postilla79 ; è però d’obbligo precisare che tale riscontro numerico va contestualizzato alla luce delle notevoli perdite prodottesi nei fondi umbri e soprattutto marchigiani nel corso del XV sec., a seguito delle persecuzioni antifraticellesche condotte da Giovanni da Capestrano e Giacomo della Marca. 80 Per i testi occitani di Olivi, cfr. almeno (limitandoci ai contributi più recenti) : P. Bianchi de (...)
2 Si faccia riferimento, a titolo puramente esemplificativo, a F. Zinelli, « Ancora un monumento dell’antico aretino e sulla tradizione italiana del Secretum Secretorum », in Per Domenico de Robertis. Studi offerti dagli allievi fiorentini, I. Beccherucci, S. Giusti, N. Tonelli (dir.), Firenze, Le Lettere, 2000, p. 509-561 (sul ms. Paris, Bibliothèque nationale de France, it. 917) ; e a L. Leonardi, « Un nuovo testimone del Fiore di Rettorica di Bono Giamboni », in Miscellanea di Studi in onore di Pier Vincenzo Mengaldo per i suoi settant’anni, Firenze, SISMEL-Edizioni del Galluzzo, 2007, vol. I, p. 175-194 (sul ms. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, Chigi L.VII.249). 3 L. Leonardi, « A volerla bene volgarizzare... : teorie della traduzione biblica in Italia (con appunti sull’Apocalisse) », Studi Medievali, 37, 1996, p. 171-201, e Id. « Versioni e revisioni dell’Apocalisse in volgare. Obiettivi e metodi di una ricerca », in La Bibbia in italiano, p. 37-92.
14 Vian, « Appunti », p. 378-379 ; e Burr, Olivi’s Peaceable Kingdom, p. 199 : « Stories about Matthew of Bouzigues and Jerome of Catalonia, traveling circa 1299-1301 with laypersons and Olivi’s books, suggest that the encounter between Olivi’s ideas and a potentially unruly laity occurred even earlier ». Le testimonianze su Matteo di Bouzigues e Girolamo di Catalogna sono contenute rispettivamente nella Cronaca di Paolino Minorita e nella Epistola excusatoria indirizzata da Angleo Clareno a Giovanni XXII : cfr. Vian, « L’interpretazione della storia », § 2, che in particolare osserva : « I due fatti, nella loro evanescenza che richiede un’esegesi e non pochi chiarimenti, hanno comunque al centro “libri” dell’Olivi, non specificamente la Lectura super Apocalipsim, trasferiti subito dopo la morte del francescano in Italia e in Grecia. In entrambi i casi osserviamo la compresenza di francescani, loro seguaci laici e testi oliviani : una miscela che si rivelerà presto esplosiva ». 15 Burr, Olivi’s Peaceable Kingdom, p. 199.
26 Vian, « L’interpretazione della storia », § 2. 27 R. E. Lerner, « Writing and resistance among Beguins of Languedoc and Catalonia », in Heresy and Literacy (1000-1530), P. Biller and A. Hudson (ed.), Cambridge, CUP, 1994, p. 186-204, p. 198-199.
80 Per i testi occitani di Olivi, cfr. almeno (limitandoci ai contributi più recenti) : P. Bianchi de Vecchi, Testi ascetici in antico provenzale, Perugia, Università degli Studi di Perugia, 1984 ; S. Vatteroni, « La version occitane de l’Exercens attribuée à Pierre Jean Olivi (Assisi, Bibl. storico-francescana di Chiesa Nuova, ms. 9) », in Études de langue et de littérature médiévales offertes à Peter T. Ricketts à l’occasion de son 70e anniversaire, D. Billy et A. Buckley (ed.), Turnhout, Brepols, 2005, p. 187-196 ; e A. Montefusco, « Per l’edizione degli opuscola di Pierre de Jean Olivi : sul corpus e la cronologia », Oliviana, 4, 2012 [consultabile all’indirizzo http://oliviana.revues.org/555#ftn1, messo in linea il 14 marzo 2013, scaricato il 6 febbraio 2016]. L’indicazione andrà completata con la vasta bibliografia citata in questi contributi. Inizio pagina
Caterina Menichetti, « La Lectura super Apocalipsim di Pietro di Giovanni Olivi in volgare italiano », Oliviana [Online], 5 | 2016, Messo online il 31 dicembre 2016, consultato il 25 luglio 2017. URL : http://oliviana.revues.org/836 Inizio pagina

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