Source: https://www.filodiritto.com/articoli/2018/09/nessuna-analogia-per-la-sentenza-cedu-che-defin-il-caso-contrada.html
Timestamp: 2019-07-16 02:32:22+00:00

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Nessuna analogia per la sentenza Cedu che definì il caso Contrada | Filodiritto
Nessuna analogia per la sentenza Cedu che definì il caso Contrada
associazione mafiosa, Concorso di reati, mafia, Criminologia, costituzionale, penale, Diritto penale internazionale, Procedura penale
Alla base dell’incidente di esecuzione venivano posti i principi espressi dalla Corte EDU nella richiamata e ben nota sentenza, in forza della quale, per come si era pronunciata la Corte di Strasburgo, il reato di concorso esterno in associazione mafiosa era frutto di un'evoluzione giurisprudenziale (fatto coincidere con la sentenza delle Sezioni unite "Demitry" del 1994) non ancora consolidata all'epoca dei fatti (1979-1988) e che la non sufficiente chiarezza del delitto impediva al ricorrente di conoscere la pena che rischiava.
Di qui l'obbligo per l'Italia - condannata per violazione dell'articolo 7 della CEDU sulla legalità della pena - di cancellare con incidente di esecuzione la sentenza definitiva.
La Corte di Cassazione non è, tuttavia, dello stesso avviso, e difatti nel ritenere infondato il ricorso ha escluso la portata generale di quanto affermato a Strasburgo precisando che l'annullamento della sentenza è il risultato dell'applicazione dell'articolo 46 della CEDU in base al quale vige l’obbligo, a carico dello Stato e dei Giudici Italiani, di conformarsi alle decisioni della Corte europea.
La decisione di Strasburgo partiva, infatti, dall'assunto che il reato in questione fosse di origine giurisprudenziale. Un'affermazione che, per la Cassazione, si pone in termini problematici rispetto al modello di legalità formale al quale è ispirato il nostro sistema penale, in cui non solo non è ammissibile alcun reato di "origine giurisprudenziale", ma la punibilità delle condotte illecite trova il suo fondamento nei principi di legalità e tassatività.
Tali profili di problematicità appaiono accentuati dal fatto che il modello di punibilità del concorso esterno in associazione di tipo mafioso prefigurato dalle Sezioni Unite e richiamato dalla Corte EDU non consente dubbi sulle ragioni che legittimano l’applicazione dell’istituto concorsuale in esame. Occorre infatti considerare che le Sezioni Unite non hanno creato una nuova fattispecie incriminatrice, ma si sono limitate a fornire una ricostruzione sistematica e armonica con il nostro ordinamento, ribadendo che la responsabilità penale, per il contributo fornito dal concorrente esterno a un’associazione di tipo mafioso trae origine dalla consapevolezza di contribuire con il proprio apporto a un'attività illecita svolta in forma associata, di cui conosce obiettivi e struttura, pur senza aderirvi.
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References: sentenza 
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 articolo 143