Source: http://handylex.org/gun/unioni_civili_convivenze_permessi_congedi_circolare_INPS.shtml
Timestamp: 2018-02-22 02:51:34+00:00

Document:
Al contempo la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 213 del 5 luglio 2016, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art.33, comma 3, della legge 104/1992 nella parte in cui non include il convivente tra i soggetti legittimati a fruire dei permessi ex art. 33, comma 3, della legge 104/92.
Norma e sentenza investono quindi l’ambito dei permessi lavorativi (i tre giorni mensili ampliando la platea degli interessati; ma la legge 76/2016 riguarda anche, come vediamo di seguito, anche la concessione dei congedi retribuiti (fino a due anni, anche frazionabili).
Come note la legge 76 ha istituito le unioni civili (fra persone dello stesso sesso) e disciplinato le convivenze di fatto (fra persone dello stesso sesso o di sesso diverso).
L’articolo 1, comma 20 prevede espressamente: “Al solo fine di assicurare l'effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall'unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso.”
Sulla sola concessione dei permessi lavorativi ex lege n. 104/92 apre invece nuove possibilità la Corte Costituzionale con la sentenza n. 213/2016.
Come già detto la sentenza ha formulato giudizio di illegittimità costituzionale dell’articolo 33 della stessa 104/1992 nella parte in cui non ammette fra i potenziali beneficiari i lavoratori che assistano una persona con grave disabilità e vivano in regime di convivenza. La Corte ha ritenuto, ancora una volta, i permessi mensili retribuiti in rapporto di stretta e diretta correlazione con le finalità di tutela della salute psico-fisica della persona con disabilità. Sarebbe pertanto irragionevole non includere il convivente della persona disabile in situazione di gravità nell’elencazione dei soggetti legittimati a fruire di queste agevolazioni lavorative.
INPS conseguentemente ammette fra i beneficiari dei permessi, oltre alle già citate unioni civili, anche le persone con convivenza di fatto che restano tuttavia esclusi dalla concessione dei congedi retributi.
Permessi lavorativi (Legge 104)
Congedi retributi (D. lgs 151)
La recente legge 76/2016 incide sull’ordine di priorità, parificando la parte dell'unione civile al coniuge. Ne discende l’asseto che riproduciamo nella tabella che segue.
il “coniuge convivente” o la “parte dell’unione civile convivente” ed entrambi i genitori del disabile sono mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti
nel caso in cui il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori ed i figli conviventi del disabile sono mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
il coniuge convivente o la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti
Sotto il profilo operativo, per poter accedere alle relative agevolazioni i dipendente deve dimostrare la situazione di unione civile o i convivenza di fatto.
Per l’accertamento della stabile convivenza si fa riferimento alla dichiarazione anagrafica rilasciato dagli uffici del Comune preposti (stato civile/anagrafe). Il riferimento è quindi ai commi 36 e 37 della legge 76/2016
INPS, per le nuove domande, ha previsto e aggiornato due specific modelli, completi di ampie istruzioni. Sono disponibili sul sito istituzionale, nella sezione modulistica:
- circolare INPS 27 febbraio 2017, n. 38
- sentenza della Corte Costituzionale 5 luglio 2016, n. 213

References: sentenza 
 art. 33
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza