Source: https://www.ricercagiuridica.com/sentenze/sentenza.php?num=3410
Timestamp: 2020-02-20 04:50:47+00:00

Document:
Cassazione III civile n. 21679 del 13 ottobre 2009 - testo integrale Sentenza
Cassazione III civile n. 21679 del 13 ottobre 2009
Trasporto · smarrimento · valore · responsabilita'
"la Alfa s.r.l. deve ritenersi responsabile oltre i limiti risarcitori indicati dal nuovo testo della L. n. 450 del 1985, art. 1, quale risultante dopo le modifiche ad esso apportate dal D.L. n. 82 del 1993, art. 7 al comma 3 (essendo la stesa responsabile per il fatto del subvettore Gamma)."
Alfa Srl In Liq (Alfa ed altro) contro Beta Sas (Beta ed altro)
Dott. SPIRITO - Consigliere -
Alfa SRL IN LIQUIDAZIONE in persona del liquidatore Sig. Tizio , elettivamente domiciliata in ROMA, VIA DELLA MERCEDE 52, presso lo stadio dell’avvocato MENGHINI MARIO, che la rappresenta e difende unitamente all’avvocato Alfa GIOVANNI giusta delega in calce al ricorso;
Beta SAS di Caio Caio & C. in persona della omonima socia accomandataria, elettivamente domiciliato in ROMA, LARGO GOLDONI 47, presso lo studio dell’avvocato PUCCI FABIO, che lo rappresenta e difende unitamente all’avvocato Beta NICOLA giusta delega in calce al controricorso;
Con sentenza 28 maggio - 15 giugno 2004 la Corte d’Appello di Torino, in riforma della decisione del locale Tribunale del 9 ottobre 2002, ritenuta la ricorrenza della colpa grave nella condotta tenuta dalla s.r.l. Alfa, condannava la stessa al risarcimento dei danni in favore della s.a.s. Beta per l’importo di L. 25.520.000 (corrispondente ad Euro 13.179,98) oltre rivalutazione dal 16 ottobre 1998 ed interessi sulle somme progressivamente rivalutate, a titolo di risarcimento dei danni per la merce affidata a Alfa per il trasporto da Alessandria a Bologna, non consegnata al destinatario, perche’ andata dispersa.
Escluso il carattere della novita’ della domanda svolta dalla s.a.s. Beta - sotto il profilo di una diversa interpretazione della L. n. 450 del 1985, art. 1 - i giudici di appello rilevavano che in base a tale disposizione e’ onere del mittente che invochi il superamento del limite legale di cui alla L. n. 459 del 1985, art. 1 fornire la prova dei fatti costitutivi cui e’ ricollegato il venire meno di tale limitazione, e cioe’ l’essere incorso il vettore in dolo o colpa grave.
Tanto premesso in linea generale, la Corte territoriale rilevava che, nel caso di specie, appariva oltremodo significativo che il vettore Alfa non fosse stato in grado di fornire adeguate indicazioni al mittente sulle circostanze in cui la merce affidatale da Beta era andata dispersa.
Le uniche notizie che Alfa aveva fornito al mittente consistevano nel fatto che la prima societa’ aveva subappaltato il trasporto alla s.n.c. Gamma, alla quale la merce era stata consegnata in localita’ .... Il vettore non era stato in grado di precisare la localita’ e le circostanze nelle quali era stata constatata la mancanza della merce e dove il pacco fosse stato riposto prima della sua sparizione. Nella denuncia presentata ai Carabinieri, a distanza di due mesi dai fatti, Gamma si era limitata a dichiarare che "in data e luogo imprecisato tale scatola e’ andata smarrita". Tutto questo dimostrava una grave disorganizzazione del subvettore nella esecuzione della prestazione, disorganizzazione della quale il vettore principale era chiamato direttamente a rispondere, ai sensi della L. n. 450 del 1985, art. 1, comma 3.
Le stesse, infatti, erano tali da concretare gli estremi della colpa grave in capo alla Alfa, poiche’ indubbiamente costituisce colpa grave il disinteresse per la merce trasportata e "la sua collocazione con tale disordine e trascuratezza da neppure rendere possibile ricostruire il come e perche’ se ne e’ verificata la dispersione”.
Quanto ai danni da mancato guadagno, la societa’ Beta non aveva censurato la loro mancata ammissione nel giudizio di primo grado. Le censure formulate in grado di appello riguardavano solo la sussistenza della colpa grave.
Quanto al danno emergente, invece, lo stesso non era stato specificamente contestato dalla Alfa che si era limitata alle sole difese riguardanti la applicabilita’ del limite legale alle pretese risarcitorie.
Il valore di L. 25.520.000 era da considerare, peraltro, del tutto verosimile in relazione all’oggetto affidato per il trasporto (videolettore modello ...), tenuto conto dell’attivita’ svolta da Beta per la quale la stessa doveva avvalersi di apparecchiature perfezionate e professionali.
Avverso tale decisione Alfa in liquidazione ha proposto ricorso per Cassazione sorretto da cinque motivi, illustrati da memoria.
Beta resiste con controricorso.
Avendo invocato l’applicabilita’ del limite legale, implicitamente la societa’ Alfa aveva contestato anche il "quantum" della pretesa avversaria.
Con riferimento alle specifiche censure del ricorrente e’ da rilevare, infine, che i giudici di appello sono giunti ad affermare la colpa grave del subvettore, per una serie di elementi che dimostravano una grave disorganizzazione ed una incuria della Gamma.
Sfugge dunque a qualsiasi censura la conclusione cui sono pervenuti i giudici di appello, secondo i quali la Alfa s.r.l. deve ritenersi responsabile oltre i limiti risarcitori indicati dal nuovo testo della L. n. 450 del 1985, art. 1, quale risultante dopo le modifiche ad esso apportate dal D.L. n. 82 del 1993, art. 7 al comma 3 (essendo la stesa responsabile per il fatto del subvettore Gamma).
Trasporto Smarrimento Valore Responsabilita'

References: Sentenza

 art. 1
 art. 7
 sentenza 
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 7