Source: https://parrocchiasanfrancescopordenone.weebly.com/statuto-e-regolamento-tipo-del-cpp.html
Timestamp: 2020-07-11 11:17:16+00:00

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STATUTO E REGOLAMENTO TIPO DEL C.P.P. - PARROCCHIA S.FRANCESCO PORDENONE
Negli orientamenti per l’anno pastorale 2001-2002 il Vescovo, Sua Ecc. Mons Ovidio Poletto, aveva chiesto[1] che in tutte le parrocchie provvedessero a costituire[2] il Consiglio Pastorale Parrocchiale (C.P.P.) quale strumento di comunione e di corresponsabilità che non deve mancare neppure nelle parrocchie più piccole.
A sostegno di questo impegno e per contribuire ad un migliore funzionamento dei Consigli Pastorali Parrocchiali già costituiti, è parso bene al Consiglio Pastorale Diocesano – tenendo conto dell’esperienza maturata negli anni scorsi – di procedere ad una revisione dello Statuto, dal quale i Consigli traggano l’orientamento sicuro per la loro attività.
Nel presentare e nell’approvare questo nuovo Statuto il Vescovo ha ricordato quanto già espresso dall’allora papa Giovanni Paolo II nella Esortazione apostolica “Christifideles laici” a proposito dell’impegno apostolico dei laici nella parrocchia: «Si abituino i laici a lavorare nella parrocchia intimamente uniti ai loro sacerdoti…».
Questa corresponsabilità «deve trovare il suo adeguato e strutturato sviluppo nella valorizzazione più convinta, ampia e decisa dei Consigli Pastorali Parrocchiali» (n. 27).
Ha desiderato poi proseguire sottolineando anche il passo riguardante la “spiritualità di comunione”, senza la quale questi organismi “diventerebbero apparati senz’anima”: «La teologia e la spiritualità della comunione ispirano un reciproco ed efficace ascolto tra Pastori e fedeli, tenendoli da un lato, uniti a priori in tutto ciò che è essenziale, e spingendoli, dall’altro, a convergere normalmente anche nell’opinabile verso scelte ponderate e condivise.» (Novo Millennio Ineunte, 43.45).
Sappiamo bene che i Consigli Pastorali non sono assimilabili ad alcun organismo di partecipazione civile: essi sono nati in funzione di una partecipazione da trasformare in corresponsabilità pastorale. Questa richiede una rinnovata coscienza di Chiesa, del suo mistero e della sua missione.
Nella Parrocchia “San Francesco d'Assisi” in Pordenone piazza San Gottardo, 3 è costituito il Consiglio Pastorale Parrocchiale, come organismo di comunione e di corresponsabilità, a servizio della comunità parrocchiale, per la crescita della Chiesa e la sua missione nel mondo.
b) membri eletti come rappresentanti degli operatori pastorali, delle associazioni, dei movimenti e gruppi ecclesiali, (ad es. scuola materna parrocchiale, oratorio…), in base a valutazione della Commissione preparatoria;
d) membri nominati dal parroco per le loro particolari competenze o per l’esperienza di fede e conoscenza del territorio, degli usi, tradizioni e dei costumi del luogo;
e) membri cooptati dal Consiglio Pastorale Parrocchiale, di volta in volta, nelle commissioni, senza diritto di voto.
I membri eletti, nominati o cooptati decadono dal loro incarico rispettivo nel caso di assenza ingiustificata per tre sedute consecutive del C.P.P.. Il posto degli eletti decaduti viene assunto dal primo dei non eletti che abbia riportato voti nella stessa lista.
Art. 5 Numero dei membri
Il numero dei membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale deve facilitare l’operatività delle riunioni consiliari e salvaguardare il criterio della rappresentatività delle varie componenti della comunità parrocchiale. È opportuno che i membri eletti dai gruppi e dalla comunità compongano almeno la metà dell’intero Consiglio, sulla base dei criteri stabiliti dalla Commissione preparatoria per la Costituzione del C.P.P.
Nell’elezione del Consiglio è coinvolta tutta la comunità parrocchiale. Possono eleggere ed essere eletti come membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale coloro che, battezzati, abbiano compiuto i 18 anni e siano domiciliati in Parrocchia o operanti stabilmente in essa.
a) il Presidente, che per diritto è il Presbitero titolare della Parrocchia;
c) il Consiglio di Presidenza, costituito dal Presidente, dal Vicepresidente e da altri membri eletti dal Consiglio in numero da 2 a 4;
d) Commissioni di lavoro, che possono essere costituite in forma permanente o temporanea dal Consiglio in rapporto alle attività del Consiglio stesso.
Il C.P.P. si riunisce 4 volte all’anno in seduta ordinaria e ogniqualvolta se ne ravvisi l’opportunità a giudizio del parroco o su richiesta di un terzo dei suoi membri.
La durata del Consiglio è determinata in 5 anni. Voce autorevole della Parrocchia, il Consiglio non decade con la cessazione del parroco dal suo ufficio. È sciolto, invece, all’inizio del ministero del nuovo parroco.
Art. 1 Commissione preparatoria
In vista della costituzione del C.P.P., viene formata una Commissione preparatoria composta dal Presbitero titolare della Parrocchia e da alcuni membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale uscente. Nel caso in cui detto Consiglio non sia mai stato costituito, la Commissione è composta dal Parroco e da alcuni rappresentanti delle realtà pastorali della comunità, designati dal Parroco stesso. La Commissione preparatoria cura la sensibilizzazione della comunità e predispone criteri e norme per la formazione del nuovo Consiglio, determinando anche il numero dei suoi componenti per elezione e per nomina.
- provvede a formare la lista dei candidati all’elezione, salvaguardando un’adeguata rappresentanza in relazione al sesso, all’età e alle diverse zone della Parrocchia;
- prepara la lista delle associazioni, movimenti e gruppi ecclesiali e delle realtà pastorali che hanno il diritto di eleggere ognuna un proprio rappresentante al Consiglio;
- indica le procedure di votazione che potranno essere diverse secondo le consuetudini locali;
Art. 2 Seduta
La convocazione del Consiglio Pastorale Parrocchiale e l’ordine del giorno della seduta saranno comunicati dal Presidente ai Consiglieri almeno con una settimana di anticipo.
All’inizio di ogni seduta, dopo un momento di preghiera e di ascolto della Parola di Dio, si dà lettura del verbale della riunione precedente, per la necessaria approvazione.
Le Commissioni del C.P.P. sono costituite in forma permanente, cioè per la durata del Consiglio, o temporanea.
Art. 4 Rapporti con altri Consigli Pastorali e con la Forania
a) Il C.P.P. opera in sintonia con l'Assemblea generale della Forania, alla cui composizione esso concorre eleggendo un proprio rappresentante laico, due per le parrocchie che superano i duemila abitanti (cfr. Statuto delle Foranie, art. 6.c).
c) Le Parrocchie guidate da uno stesso Parroco costituiscono singoli C.P.P., che però troveranno momenti di incontro per la programmazione unitaria delle attività pastorali comuni.
[1] Secondo il Codice di diritto Canonico spetta al Vescovo far costituire nelle parrocchie il Consiglio Pastorale Parrocchiale. Riportiamo di seguito il canone di riferimento. Can. 536 - §1. Se risulta opportuno a giudizio del Vescovo diocesano, dopo aver sentito il consiglio presbiterale, in ogni parrocchia venga costituito il consiglio pastorale, che è presieduto dal parroco e nel quale i fedeli, insieme con coloro che partecipano alla cura pastorale della parrocchia in forza del proprio ufficio, prestano il loro aiuto nel promuovere l'attività pastorale.
[2] In realtà il consiglio Pastorale Parrocchiale è un organo ben più antico che già a finire degli anni sessanta venne a sostituire le riunioni con i capifamiglia e in parte la vecchia fabbriceria convogliata più specificatamente nel consiglio Parrocchiale per gli affari economici.

References: Art. 5

Art. 1

Art. 2

Art. 4
 art. 6
 §1