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Timestamp: 2020-01-21 08:00:41+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 15119 del 19/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 15119 del 19/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/06/2017, (ud. 24/05/2017, dep.19/06/2017), n. 15119
sul ricorso 3839/2013 proposto da:
G.A.L.M., + ALTRI OMESSI
F.S.A., + ALTRI OMESSI
avverso la sentenza n. 532/2012 della CORTE D’APPELLO di MILANO,
la sentenza impugnata ha confermato la decisione del primo giudice nella parte in cui aveva riconosciuto ai lavoratori indicati in epigrafe – assunti ciascuno con una successione di contratti a termine – il diritto alla medesima progressione stipendiale spettante ai dipendenti a tempo indeterminato secondo la contrattazione collettiva nazionale in base all’anzianità di servizio complessivamente maturata, con conseguente condanna dell’amministrazione alla corresponsione delle relative differenze retributive;
resistono con controricorso Fr.Ma.An., + ALTRI OMESSI
sono rimasti intimati F.S.A., + ALTRI OMESSI
il Ministero – denunciando violazione e falsa applicazione del D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, art. 6, D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, come convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, D.Lgs. 16 aprile 1994, n. 297, art. 526, della direttiva 99/70/CE, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – ha censurato la statuizione di accertamento della lamentata discriminazione nel trattamento retributivo – inferiore – rispetto ai lavoratori titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, conseguente al meccanismo di calcolo della retribuzione tabellare, che prevede aumenti corrispondenti al crescere dell’anzianità di servizio, assumendo che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001, mentre sussisterebbero ragioni obiettive determinanti un trattamento differente con riguardo al riconoscimento della progressione economica legata all’anzianità di servizio; inoltre – assumendo la violazione dell’art. 2947 c.c. e art. 2948 c.c., n. 4, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3 – ha impugnato in via meramente subordinata la sentenza di appello nella parte in cui ha ritenendo applicabile alla fattispecie il termine di prescrizione decennale anzichè quinquennale.
la seconda – per come già ritenuto, in vicende analoghe a quella in esame, da questa Corte con le sentenze nn. 9057 e 9740/2017 – è inammissibile poichè non è indicato in quali termini la questione prospettata potrebbe incidere nella fattispecie concreta, ossia se e in quale misura la pretesa dei lavoratori potrebbe essere paralizzata dalla eccepita prescrizione;
la novità e la complessità della questione, diversamente risolta dalle Corti territoriali, giustificano la compensazione delle spese del giudizio di legittimità tra le parti costituite; non vi è luogo per una pronuncia di condanna alle spese nei confronti delle parti rimaste intimate;
rigetta il primo motivo di ricorso; dichiara inammissibile il secondo motivo di ricorso. Compensa le spese tra il Ministero e i controricorrenti; nulla per le spese tra il Ministero e le parti rimaste intimate.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 art. 9
 art. 1
 art. 4
 art. 526
 art. 2948
 sentenza