Source: http://www.grotte.info/ag/016/notiziario%202016.10.htm
Timestamp: 2017-02-22 19:48:16+00:00

Document:
Grotte.info Quotidiano - Ottobre 2016
Ambiente. Martedi 1 novembre (festivo) apertura dell'isola ecologica per la raccolta differenziata
Martedi 1 novembre, festività di Tutti i Santi, non sarà effettuata la raccolta porta a porta dei rifiuti. Per evitare che i cittadini debbano trattenere in casa la differenziata, l'Amministrazione ha disposto l'apertura straordinaria dell'isola ecologica nel giorno festivo, dalle ore 07.00 alle 13.00; il personale sarà disponibile a ricevere i cittadini e ad agevolarne il conferimento negli appositi contenitori. Di seguito, la comunicazione ufficiale.
Si ricorda che nella giornata di domani, 1° novembre 2016, essendo un giorno festivo, non sarà effettuata la raccolta porta a porta dei rifiuti; pertanto sarà aperta dalle ore 07.00 alle ore 13.00 l'isola ecologica di Via Francesco Ingrao per i conferimenti di indifferenziato e frazione secca.
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Viabilità. Regolazione del traffico per la Commemorazione dei Defunti, nei giorni 1 e 2 novembre
Per consentire il regolare afflusso presso il cimitero comunale in occasione della Commemorazione dei Defunti, è stata emessa una ordinanza valida per i giorni 1 e 2 novembre 2016.
OGGETTO : Regolazione del traffico veicolare in occasione della commemorazione dei Defunti nei giorni dell’1 e 2 novembre 2016.
RITENUTO opportuno, al fine di rendere più agevole la circolazione e la sicurezza dei pedoni, nei giorni 1 e 2 Novembre 2016, al fine di disciplinare il transito nelle strade adiacenti e di afflusso al locale Cimitero;
CONSIDERATO che la vigilanza verrà svolta con apposite pattuglie del locale Corpo di Polizia Municipale;
Nei giorni 1 e 2 novembre 2016 é istituito il senso unico di marcia nei tratti indicati e disciplinati con apposita segnaletica stradale dall’angolo della Via Santa Rita a tutta la Via Giuseppe di Vittorio, Piazza A. Carlisi, Via Generale della Chiesa e la Via Pillitteri, dalle ore 08.00 alle 18.00.
L’U.T.C. è incaricato della dislocazione delle transenne su indicazione del Corpo di Polizia Municipale per disciplinare il senso unico di marcia.
Comune. Infrazioni al Codice della Strada: più controlli e videosorveglianza; nota dell'assessore Diego Aquilina
Da Via Crispi
Con una nota ufficiale, che pubblichiamo di seguito, l'assessore
alla Polizia Municipale Diego Aquilina interviene in merito alle infrazioni al Codice della strada da parte di alcuni automobilisti grottesi.
*****"Egregio Direttore,
La ringrazio per la Sua solerte
segnalazione afferente il mancato rispetto delle più elementari norme dettate dal vigente Codice della Strada nei siti meglio specificati nell'articolo del 26 ottobre u.s..
Duole dovere constatare che ai giorni d'oggi ci siano ancora soggetti dal senso civico fortemente deficitario, per non dire altro.
Qualcuno non ha ancora compreso che i segnali stradali non hanno finalità ornamentali, essendo deputati a disciplinare la circolazione onde scongiurare il verificarsi di sinistri che possono degenerare in epiloghi anche dolorosi.
Non mi dilungo oltre nel merito della questione siccome compiutamente affrontata nel Suo scritto.
Nella qualità di assessore al ramo, ho immediatamente convocato il Responsabile del locale Corpo di Polizia Municipale, Ispettore Capo Salvatore Liotta.
Siamo addivenuti alla determinazione di predisporre prontamente controlli finalizzati alla repressione di tali biasimevoli condotte, anche previa rivisitazione dell'orario di servizio degli operatori di P.M..
È al vaglio dell'Amministrazione, altresì, l'ampliamento della videosorveglianza onde consentire l'individuazione ed il consequenziale sanzionamento dei trasgressori direttamente dalla sede del Comando, in ossequio alla normativa vigente in materia, anche durante l'assenza fisica delle pattuglie nei luoghi de quibus.
Con l'ausilio della videosorveglianza il monitoraggio potrà essere h 24.
Saranno quindi adottati i medesimi sistemi di controllo già utilizzati per la prevenzione e repressione delle violazioni in materia ambientale (raccolta differenziata) che hanno sortito buoni risultati.
Ovviamente, appare superfluo rimarcare che non possiamo delegare totalmente la rieducazione di alcuni cittadini al rispetto dei basilari canoni comportamentali alle forze dell'ordine ed ai sistemi di videosorveglianza.
Nel rimanere sempre a disposizione per servire al meglio la nostra comunità, porgo cordiali saluti.
(Assessore alla Polizia Municipale)
Racconti. "Dietro la porta della Rettoria", di Carmelo Rotolo; 2^ parte
arrivati a questo punto della storia, poiché la movimentata discussione tra i due santi sembra essere terminata con la pace de facto, il silenzio all'interno della chiesa ristabilito, l'umore nero di san Vincenzo parzialmente rasserenato, la tranquillità di san Francesco ritrovata, possiamo terminare con un telegrafico “Tutto è bene ciò che finisce bene e... terminiamo lì il discorso!”.
E invece no, cari lettori!
La storia continua; poiché s’è vero com'è vero che i due protagonisti sono stati santi, prima della santità erano stati uomini, ed ora da morti sono ritornati nuovamente umani. Oddio... proprio umani no; uno di cartapesta e l'altro di legno, ma il loro cuore, quello è rimasto umano. Pertanto la storia deve continuare, con la passione, l'umorismo, l'amore tipico dell'umana santità.
Accadde quindi che alcuni giorni prima della Messa di chiusura delle Quarant'ore, il grosso portone di legno della Rettoria fosse aperto dalle prime ore della mattina, per dare la possibilità ai fedeli di adorare nell'Eucaristia i misteri della passione e morte di Gesù, visibile nell'ostensorio esposto nel punto più alto dell'altare.
Appena aperto, la prima a entrare fu una ragazza di non più di quarant'anni, ben vestita, con la borsetta di cuoio scuro che penzolava da una mano priva di ornamento. Non un anellino, non un bracciale, nemmeno l'orologio facevano compagnia alla borsetta, solo la nuda mano. E così era tutta la persona: un bell'abitino stretto alla vita da una cintura semplice, scarpe con un tacco appena accennato, nessun ornamento visibile sul dècolleté. Semplice, come semplice era il suo viso; nessun trucco abbelliva i lineamenti ancora giovanili. Il colore ambrato della pelle metteva in risalto due occhi verdi smeraldo, bastevoli da soli ad abbellire tutta la persona.
Rosapinta, come la chiamano tutti in paese, accennò con la mano a un breve segno della croce, attraversò l'intera navata e si sedette nel primo posto della panca, davanti all'altare. Aprì la borsetta e lentamente tirò fuori un grosso foulard con dipinto un Ecce Homo, con la sua bella corona di spine sulla testa grondante sangue. Lo allargò ben bene e lo adagiò sulle ginocchia, con la parte del volto rivolta verso l'altare. Rimase in quella posizione per ore. Lo sguardo fisso sull'ostensorio, nessun altro movimento. Al tocco della campana del mezzogiorno, come era entrata, alla stessa maniera se ne uscì. È così fece il giorno seguente.
Tutti in paese la conoscevano. Brava ragazza, sposata con un cristiano di circa dieci anni più grande, buon lavoratore e bravo marito. Unico problema, la mancanza di figli e la disperazione di Rosapinta di non essere riuscita ad averne. Disperazione che stava diventando una vera e propria malattia. Il senso di colpa per la mancata maternità, nonostante le avessero provate tutte, la stava portando alla pazzia. Medici, professoroni e, persino maghi e guaritori, tutti erano stati consultati e tutti ne avevano profittato. Rosapinta non riusciva proprio a rassegnarsi ad accettare questa situazione, nonostante l'affetto sempre premuroso che il marito le manifestava.
Da due tre mesi a questa parte sembrava aver trovato un po’ di pace e tranquillità. Frequentava qualche amica, andava a fare la spesa, usciva la domenica con il marito e, tutte le mattine, si recava in chiesa a prendere la Comunione.
Anche il marito, povero cristiano, percepiva questa ritrovata serenità. Ogni tanto, di nascosto, guardandola mormorava tra se:
- E pensare che di soldi ne sono volati via tanti, ma tanti che nemmeno le fedi del matrimonio o gli orecchini di filigrana d’argento siamo riusciti a salvare.
Fu così che dopo giorni di assoluta pace, tranquillità e religioso silenzio, arrivò il momento in cui la fragile tregua stipulata tra i due santi protagonisti cominciò a scricchiolare.
La Rettoria sembrava tirata a nuovo, dopo le profonde pulizie dei giorni precedenti. Tutto era stato pulito e spolverato, compresa le statue di san Francesco e di san Vincenzo. Ai loro piedi era stato posizionato un piccolo palchetto coperto da tovaglie ricamate, dove facevano bella mostra vasi con fiori di plastica coloratissimi e qualche piccolo lumino pronto per essere acceso subito prima della funzione della mattina seguente. Anche l'altare principale era stato addobbato ben bene. Una bianca tovaglia con sopra ricamato uno Spirito Santo copriva per intero, esageratamente, il piano in marmo sottostante e sopra, posizionato un poco di lato, era stata rimessa l'alzatina dorata per l'ostensorio.
Ai lati dell'altare, due grandi candelabri in legno dorato, tutti tarlati che sembravano disfarsi da un momento all'altro. A trequarti della tovaglia era stato messo il grosso leggio in ferro rivestito di panno rosso con le frange dorate. Alla base dell'altare una grande composizione di calle bianchissime. Qua e là qualche vaso di fiori finiva l'addobbo dell'altare. Lungo tutta la parte centrale della navata, ai lati delle panche di legno, una panca sì e due panche no, piccoli bouquet di fiori formavano nell'insieme un bel colpo d'occhio. Insomma, gli unici due illustri ospiti non potevano certo lamentarsi di come era stata curata la Rettoria.
Ora, un poco per l'odore di pulito che c'era nell'aria, un poco per il profumo inebriante di fiori sparsi in tutta la chiesa, verso l'una di notte le delicate narici di san Francesco, non più abituate agli odori e ai profumi, cominciarono a prudere così tanto che il fastidio arrecato lo costrinse a svegliarsi e, non potendosi grattare il naso, cominciò a starnutire e starnutire più e più volte, ma così rumorosamente che se fosse passato qualcuno per la strada, nel sentire questo terremoto di rumori, avrebbe cominciato a gridare terrorizzato per tutto il Corso Garibaldi sino alla piazza della Chiesa della Matrice.
E continuò a rumoreggiare così forte e così fastidiosamente, che alla sua sinistra, la voce possente di san Vincenzo, mezzo addormentato e arrabbiato a tal punto da far riaccendere la fiammella sulla testa, tuonò tra il catalano e lo spagnolo:
- San Francis què fuè? Cosa le passa per la testa?
Poi, forse perché completamente svegliato dal sonno profondo in cui era caduto dopo la pace fatta, forse perché si era reso conto di aver esagerato nell'inveire, san Vincenzo, calmo calmo riprese:
- San France' anche voi, però! Una volta con quel ehi…, ehi…, ora con questi starnuti, mi sembra che tutto sommato anche voi non scherzate, in quanto a essere fastidioso!
Dall'altra parte san Francesco, senza la minima cura nella scelta delle parole da utilizzare, stizzito dalla calma serafica del collega, abituato com'era a non farsi mettere i piedi in faccia da nessuno, rispose:
- San Vince' per favore, ma quale fastidioso e fastidioso, semmai quello a essere contrariato sono io. È da due tre giorni che con tutta questa pulizia, tra la polvere sollevata, l'odore delle candele, il profumo di tutti questi fiori, la corrente d’aria che continuamente entra dal portone sempre aperto, non riesco a respirare, mi sento tutto frastornato e con la febbre alta!
- Fate bene voi san Vince' a starvene tranquillo, con la testa tra le nuvole, senza pensieri; che ne sapete voi cosa ho passato io negli ultimi venti anni di vita terrena, che ne sapete di quanto è stata dura la vita in quelle maledette grotte, con il freddo e l'umidità che ti entrano nelle ossa sino a sentirle scoppiare. E già, voi siete domenicano, dottore, letterato, politico fine, voi avete frequentato re, regine, grandi signorie. Voi, il freddo, la fame, le privazioni... che sapete voi! Ecciù, ecciù, ecciù.... ecco vede, questo è tutto ciò che mi rimane della santa vita da vivo... il patire il castigo della bronchite anche da morto, anche da cartapesta. Bella vita san Vince'.
Poi, avvilito e febbricitante, sfinito da tanta enfasi, piano piano si addormentò; non prima di aver pontificato:
- Se nasco un’altra volta…
San Vincenzo, disorientato dall'esagerata reazione del frate, dando la colpa alla dura vita di stenti e sacrifici patiti nei lunghi anni di eremitaggio, e non volendo alimentare ulteriormente la questione, tacque...
su www.grotte.info il 31 ottobre 2016.
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Iniziative. "Dark Mode Models Casting": sfilata di moda al Mulino Ristomuseo; stasera alle ore 20.00
Una serata all'insegna della musica e della moda, con una esibizione tra aziende specializzate in Hair a Makeup, che si cimenteranno nel realizzare il look perfetto per la festività di fine ottobre.
Sfileranno modelli e modelle che parteciperanno all'elezione della Miss e del Mister della manifestazione; inoltre saranno assegnati un 1°, 2° e 3° premio agli artisti creativi. Si potranno ammirare le creazioni "Scarlatta" di Luisa Picciotto e le opere degli stilisti CavallarodellaMancia, Joy Galanti, Graziella Sacheli per l'oasi della bellezza.
La manifestazione, che avrà inizio alle ore 20.00, si svolgerà nella cornice del Mulino Ristomuseo, a Grotte.
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Ricorrenze. "Festa di San Martino" 3^ Edizione; domenica 6 novembre in Piazza Marconi
Domenica 6 novembre, a partire dalle ore 18.00, ritorna a Grotte la Festa di San Martino. In Piazza Marconi, per la 3^ edizione della festa, diversi stand verranno allestiti per la consueta degustazione della tipica "'mpignolata" grottese, da accompagnare ad un buon bicchiere di vino rosso delle nostre terre, frutta di stagione e cannoli alla ricotta.
Durante la serata artisti di strada sorprenderanno grandi e piccini con le loro magie! La manifestazione è promossa da Caffè Marconi, Central Bar, Bar Diana e Bonsignore Cafè. Con la partecipazione della Proloco Herbessus e il patrocinio del Comune di Grotte.
Dialoghi. "Renzi, solo Renzi, sempre Renzi"; di Giuseppe Castronovo
La campagna referendaria è in pieno svolgimento e già alcuni opinionisti incominciano a chiedersi se l'approccio del nostro Presidente Renzi, sia durante i lavori parlamentari che nella conduzione della campagna referendaria, sia stato quello giusto. Da più parti è stato osservato un'eccessiva personalizzazione, che di fatto ha messo Renzi contro tutti, così da trasformare lo stesso referendum da strumento di democrazia diretta in un lanciafiamme che ha di fatto incendiato la politica italiana. Anche di questo abbiamo ultimamente parlato al Circolo della Concordia.
"Renzi, solo Renzi, sempre Renzi.
E così il Referendum è diventato un lanciafiamme che ha incendiato la politica italiana"
Totò: Amici, è da qualche giorno che mi sto chiedendo...
Rodolfo: Però… che cosa?
Giacomo: Un dato è certo. Quando gli storici non saranno più direttamente influenzati, anche grazie al trascorrere del tempo, dall’appartenenza politica e scriveranno con obiettività l’intera vicenda di questa riforma costituzionale, non potranno non prendere atto che in tutta questa vicenda politico/istituzionale quella di Renzi sia stata la presenza di un “IO” troppo ingombrante, incapace com’è di trasformarlo in un “NOI”. Un ruolo, il suo, come si dice, oggi esclusivamente divisivo. Lo stanno a dimostrare i verbi “rottamare” e “asfaltare” cui ricorre più frequentemente; verbi che stanno caratterizzando la sua azione politica. Questo, caro Rodolfo, è il clima creato da Renzi nel Paese e all’interno dello stesso Partito Democratico e nel quale sono nati i vari “casi Bersani, D’Alema, Speranza” per citare solo i più noti.
Franco: Prof. Vezio, che ne dice dell’analisi dell’amico Giacomo?
Vezio: Si tratta, in effetti, di due verbi che hanno trasformato quella che Renzi all’inizio considerava una comoda discesa, in una ripida salita. Del resto, amici miei, non poteva essere diversamente dal momento che la Riforma costituzionale prima e il referendum oggi, in mano al Presidente Renzi sono diventati in primis il mezzo per regolare i conti all’interno del suo Partito e non solo.
Domenica 30 ottobre 2016, torna in vigore l'ora solare.
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Iniziative. Aperta a Grotte la sede dell'Associazione "Paideja - Officina delle idee"
Ha aperto la propria sede a Grotte, in Viale della Vittoria n° 27, l'Associazione Sociale e Socio-Sanitaria "Paideja", che si propone come centro ricreativo, culturale e formativo per bambini, adolescenti, anziani e famiglie, e che mira alla formazione, all’educazione e alla cura degli esseri umani, proponendosi come luogo dove sperimentare un ambiente di vita armonioso e accogliente che permetta a ciascuno di individuarsi e sentirsi protagonista della propria vita.
L'Associazione offre diversi servizi e organizza attività finalizzate a scoprire il senso del viaggio della vita attraverso lo sviluppo di autonomia, autostima e autoaffermazione.
Tra le attività organizzate dal Centro, vi è "Il teatro dei piccoli: alla scoperta di sé attraverso le fiabe", un lavoro che si propone di offrire a bambini e ragazzi uno spazio di espressione, comunicazione, contatto e socializzazione, attraverso la propedeutica teatrale, unitamente al gioco delle ombre. Un laboratorio che si pone come obiettivo la sperimentazione del sé corporeo: il vissuto delle proprie emozioni, all’interno di un palcoscenico, permetterà a ciascuno di essere protagonista e spettatore in un percorso che mira allo sviluppo dell’autonomia, dell’autostima e dell’autoaffermazione. I laboratori, che verranno condotti da professionisti specializzati, seguiranno un percorso che prevede: 8 incontri mensili (da ottobre 2016 a giugno 2017) articolati in 2 incontri settimanali; la collaborazione con l’Associazione Culturale-Teatrale “Nino Martoglio” di Grotte; la creazione di una compagnia teatrale e la messa in scena del prodotto finale in giro per i paesi della provincia di Agrigento.
L'Associazione organizza anche: laboratori esperienziali e artistico- creativi; “Nono solo doposcuola”: accompagnamento al successo scolastico; gite, soggiorni e cene sociali.
I Centro offre i servizi di: supporto, consulenza, sostegno psicologico e formazione rivolta alla persona, alla famiglia e ai gruppi; preparazione agli esami universitari e stesura tesi; preparazione all’esame di abilitazione per psicologi. Il Centro si avvale di un’equipe di lavoro altamente qualificata, costituita da psicologi/psicoterapeuti, pedagogisti, educatori e sociologi, impegnati da anni in attività formative, di ricerca-azione e sperimentazione in ambito educativo, didattico e sanitario; l'equipe è formata da: dott. Giovanni Cardella (psicologo/psicoterapeuta); dott.ssa Margherita Sferrazza (psicologa/psicoterapeuta); dott.ssa Alice Napoli (psicologa/psicoterapeuta); dott.ssa Roberta Cardella (pedagogista);
dott.ssa Serena Cardella (sociologa).
Per informazioni è possibile contattare i seguenti numeri: 3201976674 e 3382987757.
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Riflessioni. "Onore all'intelligenza apartitica"; di Antonio Pilato
leggendo su Grotte.info la profonda ed assennata riflessione che il magistrato dott. Nino Di Matteo ha fatto sulla questione referendaria, propagandata da questo illegittimo presidente del consiglio (scrivo in carattere minuscolo perché non merita nemmeno maiuscolo il segno della scrittura), a destra e a manca, entro il territorio nazionale, in Europa ed oltre oceano, mi sono sentito magicamente staccato dalla paludosa ignoranza degli uomini della politica dell’affare, ed innalzato al grado più alto della razionalità, che è il fine ultimo a cui deve tendere ogni uomo, “fatto per vivere non come bruto ma per seguire virtù e conoscenza”.
Mi auguro che questa riflessione, abbondantemente argomentata, sapientemente espressa in tutti i dettagli giuridici, storici, culturali e morali, con linguaggio appropriato, corretto e chiaro, quindi comprensibile a tutti i livelli dell’intelligenza possa far capire ai sordi e non vedenti, mentalmente e spiritualmente intesi, quanto è incommensurabile e prezioso il valore della libertà entro la vera democrazia universale e necessaria, cioè di tutti, al di fuori e al di sopra di ogni venale e sporco interesse di partito.
Auguri al dott. Di Matteo e un vivo ringraziamento per avermi fatto sentire in sua compagnia in questo valoroso viaggio della speranza.
“Facciamo sempre come se avessimo il compito di far trionfare la verità, mentre noi abbiamo il compito di combattere sempre per essa” (Pascal).
Grazie, Dott. Nino Di Matteo".
Politica. "NO al Referendum sulla riforma costituzionale"; convegno del Movimento Cristiano Lavoratori
29 ottobre 2016, alle ore 17.00 all’Hotel Akrabello del Villaggio Mose (Agrigento), un convegno del Movimento Cristiano dei Lavoratori, su specifico indirizzo del direttivo nazionale, sul tema: “No al Referendum sulla Riforma Costituzionale per Garantire Liberta e Democrazia”.
Presiederà i lavori l'on. Decio Terrana, componente dell’Esecutivo Nazionale del MCL.
Interverranno: Giuseppe Maria Sala Ugo, Presidente del Circolo MCL di Agrigento; Enzo Sardo, Presidente Provinciale MCL; Fortunato Romano, Presidente Regionale MCL.
Le relazioni ufficiali saranno proposte dall’avvocato Giovanni Tesè e da Antonio Di Matteo, Vice Presidente Nazionale del MCL.
Il MCL è un Movimento di lavoratori cristiani, di solidarietà, volontariato e promozione sociale senza alcuna finalità di lucro. Il Movimento intende promuovere l’affermazione dei principi cristiani nella vita, nella cultura, negli ordinamenti e nella legislazione in quanto costitutivi di una società buona per tutti. Per questo, intende operare come movimento ecclesiale di testimonianza evangelica organizzata, in fedeltà agli orientamenti del Magistero della Chiesa, consapevole di una specifica responsabilità nella società.
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Comune. In pagamento il contributo libri relativo all'anno scolastico 2013/2014
Sono in pagamento, a partire da oggi mercoledi 26 ottobre 2015, presso l'agenzia locale della Unicredit (ex Banco di Sicilia) in Piazza Marconi, i contributi per la fornitura gratuita o semigratuita dei libri di testo, relativi agli alunni di scuola secondaria di 1° e 2° grado (scuola media e scuola superiore), per coloro i quali avendone i requisiti ne hanno avanzato richiesta.
Vengono pagati i contributi libri per l'anno scolastico 2013-2014.
Si ricorda inoltre che dovrà essere presentata entro il 30 novembre, presso l'Ufficio Protocollo del Comune di Grotte, la domanda per il trasporto gratuito degli alunni pendolari. La domanda dovrà essere compilata e firmata da un genitore, successivamente sarà presentata alla segreteria dell'Istituto per l'attestazione di frequenza ed infine dovrà essere consegnata al Protocollo del Comune, che ne rilascerà ricevuta. Il costo degli abbonamenti, anticipato dalle famiglie, verrà rimborsato successivamente. (Scarica il modello per il rimborso abbonamenti ).
Viabilità. Rotonde e divieti ignorati dagli automobilisti, scarsi i controlli, e l'incidente è sempre in agguato
Da Via Ingrao
"Il triangolo, no! Non l'avevo considerato". Così cantava nel 1978 Renato Zero.
Testo che potrebbe adattarsi perfettamente all'automobilista medio grottese che si trovi a transitare nella rotonda vicina al passaggio a livello ferroviario, all'incrocio tra Via Crispi e Via Ingrao.
Per la maggior parte dei grottesi alla guida della propria auto, i segnali stradali che regolano la circolazione in quella rotonda, semplicemente non esistono. Nell'approssimarsi all'incrocio, chi viene dalle diverse direzioni si trova, sulla propria destra, i due cartelli indicanti rispettivamente il senso di marcia obbligatorio nella rotonda (segnale circolare blu e bianco) e l'obbligo di dare precedenza (triangolo rosso e bianco). Chi viene dal vialetto che conduce alla stazione ferroviaria, trova il segnale di Stop (obbligo di fermarsi e dare precedenza).
Sia la rotonda che i relativi segnali dovrebbero servire a regolare la circolazione evitando il pericolo di incidenti. Questo in teoria, perché nella pratica gli automobilisti si regolano diversamente.
Chi proviene dal paese (da Via Crispi) o dal passaggio a livello, non soltanto non rallenta, ma nel modo più assoluto non cede il passo a chi già si trova nella rotonda; anzi guarda di malocchio il malcapitato guidatore - che vorrebbe procedere per la propria strada - talvolta suonando il clacson o lanciando insulti.
Chi sale da Via Ingrao e vuole immettersi nel vialetto della stazione, semplicemente svolta a sinistra prima della rotonda ignorando del tutto la direzione obbligatoria; un comportamento adottato da oltre il 90 % dei guidatori.
Un altro segnale ignorato da molti è il "Senso vietato" posto all'incrocio tra Via Mattarella e Via Europa, per regolare la circolazione nei pressi della Scuola dell'Infanzia. Anche in questo caso sono numerosi gli automobilisti che imboccano la via contromano, creando intralcio al traffico.
Questi comportamenti scorretti, di palese e reiterata violazione delle norme del Codice della Strada, oltre a generare ingorghi, mettono in serio pericolo l'incolumità sia dei pedoni che degli stessi automobilisti.
Scarsi i controlli delle Forze dell'Ordine; nessuna divisa in vista negli orari di punta (verso le ore 07.00 e le 13.00) presso la rotonda del passaggio a livello, nessun automobilista fermato contromano in Via Europa.
Alle parole "Il triangolo, no! Non l'avevo considerato", Renato però aggiungeva "D'accordo, ci proverò. La geometria non è un reato".
Che ci provino anche i guidatori grottesi, magari sotto lo sguardo vigile dei tutori dell'ordine.
Intanto rinfreschiamo alcune nozioni di scuola guida, dal Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della Strada.
Art. 106. - Segnale di dare precedenza (art. 39 C.s.)
1. Il segnale “Dare precedenza” deve essere usato sul ramo della intersezione che non gode del diritto di precedenza, per indicare ai conducenti l'obbligo di dare la precedenza ai veicoli che circolano nei due sensi sulla strada sulla quale essi stanno per immettersi o che vanno ad attraversare.
Art. 107. - Segnale fermarsi e dare precedenza (art. 39 C.s.). 1. Il segnale “Fermarsi e dare precedenza” deve essere installato nelle intersezioni o nei luoghi che non godono del diritto di precedenza, per indicare ai conducenti l'obbligo di fermarsi, in corrispondenza dell'apposita striscia di arresto, e di dare la precedenza prima di inoltrarsi nell'area dell'intersezione o di immettersi nel flusso della circolazione.
Art. 116. - Segnali di divieto generici (art. 39 C.s.). 1. I segnali di divieto relativi alla circolazione di tutti i veicoli sono:
b) il segnale “Senso vietato”.
(Indica che nessun veicolo può entrare dal lato in cui è posto il segnale. Il divieto riguarda solo un senso, infatti dall'altro lato della strada è ammesso l'accesso. Per tale motivo dal lato opposto la strada sarà a senso unico, quindi il segnale è posto su carreggiate a senso unico di circolazione. Vieta l'accesso in quella strada, ma ne consente l'uscita. Vale anche nelle ore notturne. Il segnale vale per tutti i veicoli, compresi quadricicli, taxi, motocicli).
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Referendum. "Ho giurato fedeltà alla Costituzione, non ai Governi"; intervento del dott. Nino Di Matteo
Venerdi 21 ottobre si è svolta a Palermo la manifestazione "Una notte per la Costituzione" organizzata dal Comitato "Liberi Cittadini per la Costituzione". All'appuntamento, moderato da Aaron Pettinari (giornalista di Antimafia2000), hanno partecipato: Salvatore Borsellino (fratello del giudice Paolo Borsellino), Giulia Sarti (onorevole, eletta alla Camera dei Deputati per il Movimento 5 Stelle) e Nino Di Matteo (magistrato).
Pubblichiamo, di seguito, l'intervento del dott. Di Matteo in merito al Referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre.
*****Devo dire che sono stato subito contento di accettare l'invito a partecipare a questa serata, un invito che mi è stato formulato da uno studente di giurisprudenza e da alcune associazioni universitarie. Ho subito considerato bello e importante poter partecipare ad un dibattito sulla Costituzione e quindi anche sul Referendum costituzionale del 4 dicembre. Io credo che stasera dovevamo essere di più, non per i relatori ma per l'importanza dell'argomento. Comunque è importante che ne parliamo. Quella che ci attende non è una consultazione elettorale come le altre, in questa più che mai non ci si può permettere che prevalga l’astensionismo o le decisioni improntate all'appartenenza politica o alla simpatia per un partito o per una fazione politica.
Qui è in ballo qualcosa di molto più importante: si decide sulla nostra Carta fondamentale. Si decide su una riforma che ne modifica 47 articoli e che incide profondamente sugli assetti fondamentali della nostra Democrazia.
Questa è la mia opinione, la mia sensazione e il mio sentimento: se ancora conserviamo l'aspirazione, nonostante tutto, ad essere cittadini e non sudditi, se ancora conserviamo la dignità di essere cittadini e non servi inconsapevoli di un potere che non ci appartiene e non ci rappresenta, non possiamo restare indifferenti. Abbiamo verso noi stessi e verso i nostri giovani, per la nostra dignità personale, l'obbligo di reagire all’indifferenza, all'apatia, alla rassegnazione, all'opportunismo, al sistematico nascondiménto dei fatti, alla superficialità, che stanno dilagando fino a trasformare il nostro in un Paese senza memoria senza speranza e quindi senza futuro.
Per questo sono d'accordo con l'onorevole Sarti, con tutti quelli che mi hanno preceduto: dobbiamo informarci!
Dobbiamo riflettere, guardarci indietro nella storia di questo Paese. Dobbiamo abbandonare i facili slogan e saper volare alto e capire che al di là delle singole norme di modifica della Costituzione, il significato complessivo della riforma è importantissimo.
Dobbiamo capire le gravi conseguenze che deriverebbero dalla sua approvazione, sul delicato equilibrio di ogni vera democrazia, quell'equilibrio che è fondato sulla separazione e sull'effettivo bilanciamento dei tre fondamentali poteri dello Stato: il potere legislativo, il potere esecutivo e il potere giudiziario. Voliamo alto per capire e orientarci in questa scelta in vista della consultazione del 4 dicembre.
Io ho sempre pensato, e in questi venticinque anni di mia carriera in magistratura ho vissuto sempre più intensamente, che l'esigenza fondamentale del Paese è quella di arrivare ad un’applicazione effettiva dei principi costituzionali. Sono sempre più convinto che il vero grande necessario cambiamento, la vera grande rivoluzione sarebbe quella di lottare tutti uniti, coesi, non per cambiare ma per applicare effettivamente la Costituzione.
Ricordiamoci e riflettiamo su quanto nei fatti vengano costantemente violati i principi fondamentali della nostra Carta costituzionale. Anziché moltiplicare proclami, annunci e slogan, leggiamola la Costituzione.
Ricordiamoci per esempio del diritto al lavoro che è anche "diritto ad una retribuzione che consente ai lavoratori e alle loro famiglie un'esistenza libera e dignitosa", leggo dall’articolo della Costituzione.
Ricordiamoci, prima che scompaia la residua Sanità pubblica, che la Repubblica, articolo 32, "tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività".
Riflettiamo prima di smontare la Scuola pubblica che, articolo 34 della Costituzione, "le scuole statali per tutti gli ordini e gradi vengono prima delle scuole private che possono operare liberamente ma senza oneri per lo Stato".
Prima di cambiarla, la Costituzione, vediamo se è applicata.
Ricordiamoci, prima di intraprendere azioni belliche anche se travestite da operazioni di pace, che l'Italia ripudia la guerra, articolo 11, e che lo stato di guerra può essere deliberato non dal Governo ma dalle Camere.
Ricordiamoci che, di fronte al più sfrenato egoismo proprietario, la proprietà privata trova il suo limite nella funzione sociale, articolo 42, che l'iniziativa economica privata non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale.
Ricordiamoci, lo ha ricordato chi è intervenuto prima di me, che la sovranità appartiene al popolo, articolo 1, cioè a tutti noi.
Dobbiamo applicarla la Costituzione, dobbiamo lottare, ciascuno nel proprio ambito.
Per un'attuazione vera, concreta, sostanziale del principio di eguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione, non possiamo più accettare, per esempio, che la Giustizia funzioni a due velocità: sia rigorosa e certe volte spietata con i deboli e sia invece ancora troppo timida e con le armi spuntate nei confronti della criminalità dei potenti.
Dobbiamo lottare per l'applicazione dei princìpi della Carta costituzionale!
Per l’indipendenza della magistratura, patrimonio e garanzia dei cittadini, soprattutto dei più deboli, non privilegio della casta. Dobbiamo lottare tutti quanti per preservare l'indipendenza della magistratura dai pericoli esterni. Dagli attacchi esterni di quella gran parte della politica che vorrebbe che il potere giudiziario divenisse sostanzialmente servente rispetto al potere politico e al potere esecutivo.
Dobbiamo lottare perché, sto parlando accanto a Salvatore Borsellino fratello di uno dei tanti eroi della nostra storia costituzionale, la Carta costituzionale venga applicata nella ricerca continua della verità sulle stragi. Ricerca che non si limiti e non si accontenti dei risultati, pur importanti, che sono arrivati ma che vada oltre e abbia il coraggio di andare oltre, quello che adesso non vuole più nessuno. Vada oltre nella
ricerca anche di eventuali responsabilità esterne rispetto alle organizzazioni criminali i cui componenti sono già stati giustamente condannati.
Il vero grande problema italiano, a mio parere, è la forbice tra la Costituzione formale, quella scritta dopo la Resistenza al nazifascismo e approvata nel 1948, e la Costituzione materiale, cioè la trasformazione, il travisamento, l'elusione della prima nella pratica politica.
Altro che cambiare la Costituzione! Oggi chi ancora ha a cuore le sorti del Paese dovrebbe privilegiare ad ogni interesse di parte l’interesse superiore del partito della Costituzione, di tutti coloro che a prescindere dal loro specifico orientamento culturale e politico si riconoscono nell'idea e nel progetto di applicare, nelle scelte concrete, la Costituzione senza indugi e a qualunque costo.
Reputo quasi doveroso, anche nella mia veste di magistrato, un giudizio sulla riforma costituzionale sulla quale siamo chiamati a votare con il referendum del 4 dicembre.
La prima premessa è che questa riforma costituzionale è stata adottata da un Parlamento eletto, o meglio di nominati piuttosto che eletti, sulla base di una legge elettorale dichiarata dalla Corte costituzionale illegittima. La sentenza è del 4 dicembre 2013, nove mesi dopo l'elezione del Parlamento oggi in carica, eppure a nessuno, né al Quirinale né ai Governi che si sono succeduti, Letta e Renzi, se non a pochi nello stesso Parlamento, è venuto in mente che un Parlamento eletto con una legge incostituzionale, a mio parere, non può avere la legittimazione morale necessaria a modificare profondamente la Costituzione.
Seconda premessa: la riforma è stata ideata e ostinatamente voluta dal Governo della Repubblica con la pressione e l’etero-direzione dell'ex Presidente della Repubblica Napolitano. Gli ultimi Governi sono stati presieduti da chi non era stato nemmeno eletto. Allora non dimentichiamo come è nata questa riforma, non dimentichiamo da chi e come è stata approvata. É stata scritta dal Governo e questo già a prescindere dal merito costituisce un vizio molto grave perché i Governi sono espressione della maggioranza dunque sono di parte, mentre la scrittura della legge fondamentale dello Stato dovrebbe essere esclusiva competenza del Parlamento che rappresenta il popolo sovrano o di assemblee costituenti elette con sistema proporzionale in modo da essere il più possibile rappresentativa delle varie componenti politiche sociali e culturali presenti nel Paese.
C'è uno scritto di Piero Calamandrei “Come nasce la nuova Costituzione” che è stato pubblicato nel gennaio del 1947, leggo testualmente: “Nella preparazione della Costituzione il Governo non ha alcuna ingerenza. Nel campo del potere costituente non può avere alcuna iniziativa neanche preparatoria. Quando l'assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del Governo dovranno essere vuoti. Estraneo del pari deve rimanere il Governo alla formulazione del progetto se si vuole che questo scaturisca interamente dalla libera determinazione dell'Assemblea sovrana”. 1947, poco prima dell'approvazione della nostra Carta costituzionale.
Altra premessa: non si può scindere in nessun momento valutativo il giudizio sulle modifiche alla Costituzione da quello sulla legge elettorale. Le modifiche alla Costituzione riguardano principalmente le funzioni dei due rami del Parlamento. La legge elettorale riguarda ovviamente la procedura di nomina e quindi la composizione nel Parlamento. La nuova legge elettorale, lo ricordava l'onorevole Sarti, ripropone le stesse caratteristiche,
gli stessi vizi di quella dichiarata incostituzionale con la sentenza del dicembre 2013 che lede gravemente il principio di rappresentatività sacrificato sull'altare della stabilità dei Governi. La sentenza della Corte sul cosiddetto “Porcellum” censurava pesantemente, leggo testualmente, “un meccanismo di attribuzione del premio di maggioranza manifestamente irragionevole” e “una disciplina che priva l'elettore di ogni margine di scelta dei propri rappresentanti”. I due vizi che sono indicati perfettamente in questa sentenza della Corte costituzionale ricompaiono nell’“Italicum”. Basta ricordare che in esito al ballottaggio previsto dall’Italicum è ben possibile che una lista che abbia ottenuto anche semplicemente il 21% dei voti conquisti il 54% dei seggi.
E basta sottolineare il dato che più del 60% dei deputati sarebbero nominati dai partiti e non scelti dagli elettori. Se si tiene conto del forte astensionismo delle ultime tornate elettorali ci si rende conto che un gruppo politico, che rappresenta una minoranza anche piuttosto esigua di cittadini, con questo sistema elettorale può mettersi in mano il Paese, eleggere il Presidente della Repubblica e i componenti laici del Consiglio Superiore della Magistratura e i giudici della Corte costituzionale senz'altro, sempre attraverso questo meccanismo.
Io credo che ognuno possa avere qualsiasi idea, che è cosa legittima, ma non possiamo sopportare le bugie e le mistificazioni continuamente abilmente ammannite a sostegno della riforma.
Sono costretto a ripetere alcune considerazioni già svolte.
La riforma non abolisce il Senato e non abolisce il bicameralismo lo rende solo tremendamente più confuso. Il Senato continua ad esistere sarà composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e cinque senatori che possono essere nominati dal presidente la Repubblica. Il meccanismo che si viene a creare è di confusione istituzionale totale. Sulla designazione dei senatori, sull'impiego part-time di sindaci e consiglieri regionali che, non si capisce quando fino a quando potrebbero fare i Sindaci o i consiglieri regionali e quando i senatori, sul continuo avvicendamento, nel nostro sistema non tutti i Sindaci con tutti i Consiglieri regionali vengono eletti nello stesso momento o nello stesso anno, avremmo in Senato un continuo avvicendamento di senatori che magari sono stati sindaci fino a quel momento e poi devono cedere lo scranno da senatore all'altro sindaco che nel frattempo viene eletto.
L’unica certezza è l’acquisizione per molti sindaci e consiglieri regionali di spazi di immunità penale.
Senza ovviamente generalizzare e demonizzare le categorie, dobbiamo però vederlo in una situazione come quella italiana, dove c’è una percentuale alta di politici e amministratori, nei Consigli regionali e nelle Amministrazioni comunali, che hanno problemi con la giustizia.
Articolo 70 nella formulazione attuale della Costituzione vigente:
“La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”. Nella Costituzione vigente 9 parole.
Nell’articolo 70 del progetto di riforma Renzi-Boschi quelle nuove parole diventano 434. Scusate ma io penso che lo dobbiamo leggere: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione alle altre leggi costituzionali e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche referendum popolari le altre forme di consultazione di cui all'articolo settantuno per le leggi che determinano l'ordinamento la legislazione elettorale gli organi di governo le funzioni fondamentali dei Comuni delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni per la legge che stabilisce le norme generali e le forme i termini della partecipazione dell'Italia e la formazione all'attuazione della normativa e delle politiche dell'Unione europea, per quella che determini casi di ineleggibilità ed incompatibilità con l'ufficio di senatori di cui all'articolo sessantacinque primo comma e per leggi di cui articolo cinquantasette sesto comma ottanta secondo periodo centoquattordici terzo comma centosedici terzo comma centodiciassette quinto il nono comma, centodiciannove sesto comma centoventi secondo comma centoventidue primo comma centotrentadue secondo comma. Le stesse leggi ciascuna come oggetto proprio possono essere abrogate o modificate o derogate solo in forma espresse e da leggi approvati a norma del presente comma…”. Scusate, ancora non sono nemmeno a metà e comunque la lettura, per chi ci riuscirà, vi prego di completarla voi perché altrimenti tutto il tempo a mia disposizione va avanti sulla lettura di questo articolo 70. Io credo che da semplice laureato in giurisprudenza si debba dire che non c'è nessuna semplificazione anzi c'è una moltiplicazione dei processi legislativi, c'è un clamoroso intricarsi delle procedure e, dietro l'angolo, c'è la paralisi del Parlamento per favorire la supremazia del Governo e il suo potere.
La nuova normativa che poi riguarda il tema fondamentale della formazione delle leggi dello Stato è prolissa e tortuosa, sembra fatta apposta per confondere le idee, per tenere i cittadini lontani dalla Costituzione, per consegnare la Democrazia, per legarla mani e piedi in mano agli uscieri del palazzo, ai professionisti del cavillo e ai professionisti della politica nel senso deteriore del termine.
Questa riforma crea uno spostamento grave dell'equilibrio tra i poteri in funzione del rafforzamento dell'esecutivo e dello svilimento del potere legislativo. Ma d'altra parte basta leggere la relazione che accompagna il disegno di legge di riforma costituzionale per capire quali sono gli scopi della riforma costituzionale.
Vi si legge, nella relazione che accompagna il disegno di legge, che“la revisione della parte seconda della Costituzione non può più attendere per il necessario processo di adattamento dell'ordinamento interno alle nuove sfide"; segue una lista dei problemi a cui secondo il Governo la riforma rimedierà:
1 - L'esigenza di adeguare l'ordinamento interno alla recente evoluzione della governance economica europea e alle relative stringenti regole di bilancio. Governance europea ed esigenze di bilancio;
2 - Le sfide derivanti dalla internazionalizzazione dell'economia dal mutato contesto della competizione globale;
3 - L’elevata conflittualità tra i diversi livelli di governo dovuta alle spinte verso una compiuta attuazione della riforma del Titolo quinto della Costituzione;
4 - La cronica debolezza degli esecutivi nell'attuazione del programma di governo, la lentezza e la farraginosità dei procedimenti legislativi, ricorso eccessivo alla decretazione d'urgenza eccetera..”.
Che è urgente rendere più forte il Governo per adeguarsi all'austerità imposta dall'Unione Europea e alle regole di mercato dell'economia globale e per imbrigliare Regioni, Comuni con le rinnovate esigenze di un governo unitario.
Io credo che, se questi sono gli scopi e questa è la direttrice di fondo di tutta la riforma, non possiamo dimenticare che nell'iter di formazione di questa riforma, accanto parallelamente al percorso istituzionale, se ne svolgeva un altro a mio parere molto più incisivo e decisivo che si è mosso fuori dalle istituzioni della Repubblica ed è iniziato prima della proposta Boschi e probabilmente l’ha ispirata se non determinata.
Dopo le due lettere dall'Europa, dalla BCE e dal commissario per l'economia dell'Unione europea del 2011, dopo le dimissioni di Berlusconi e la nascita del Governo Monti, la tappa più significativa è il documento dedicato - si intitola così - “Alla narrazione su come gestire la crisi” da una grande compagnia di gestione degli investimenti che amministra 1800 miliardi di dollari: JP Morgan.
Per capire da che pulpito viene questa predica, dobbiamo ricordarci che nel novembre 2013 JP Morgan pagò al Governo degli Stati Uniti una gigantesca multa di tredici miliardi di dollari dopo avere ammesso di avere venduto a piccoli investitori prodotti finanziari inquinati.
Cosa si legge in quel documento?
Venne pubblicato il 28 maggio 2013, l'ho trovato facilmente in rete. Quel documento accusa le costituzioni dei Paesi della periferia meridionale, approvate dopo la caduta del fascismo, di essere “un ostacolo al processo di integrazione economica e anzi causa della crisi in quanto risentono di una forte influenza socialista”. Al tempo stesso però il documento dichiara che “in uno dei Paesi della periferia meridionale - cioè saremmo noi, l'Italia - il nuovo Governo può chiaramente impegnarsi in importanti riforme politiche”.
Sarà poi il Governo Renzi a condurre disciplinatamente in porto le riforme mettendo mano alla Costituzione su due dei punti essenziali suggeriti da JP Morgan. “Governi deboli rispetto ai Parlamenti - di questo si lamentava il grande colosso bancario e finanziario - e Stati centrali deboli rispetto alle Regioni”.
Ricordava Aaron Pettinari la celebre intervista di Gelli da Maurizio Costanzo il 5 ottobre 1980 pubblicata sul Corriere della Sera: “Quando fossi eletto il mio primo atto sarebbe una completa revisione della Costituzione; era un abito perfetto quando fu indossato per la prima volta per la nostra Repubblica, ma oggi è un abito liso e sfibrato e la Repubblica deve stare molto attenta nei suoi movimenti per non rischiare di romperlo definitivamente. É il parto dell'Assemblea Costituente avvenuto in un momento del tutto particolare nella vita della nostra nazione ma che oggi, a cose assestate, risulta inefficiente e inadeguato”.
Sono passati quasi quarant'anni, questo per dirvi che l'attacco alla Costituzione comincia molto prima del Governo Renzi. Dopo Licio Gelli, analoghi progetti sostanzialmente volti a favorire sempre l'esecutivo a scapito del legislativo e del giudiziario via via sono stati portati avanti con fortune alterne, ma mai portati a termine, da Cossiga, dal Governo Craxi e ultimamente da un Governo Berlusconi con una reazione che in quel caso fece gridare a tutti che dovevamo difendere la Costituzione più bella del mondo, riguardò anche coloro i quali oggi invece sono schierati per stravolgere la nostra Costituzione. Da Gelli ad oggi ci sono quarant'anni di tentativi per ribaltare gli assetti fondamentali della nostra Carta costituzionale. La posta in gioco è la realizzazione definitiva di un progetto che viene da molto lontano e che lega quarant'anni di costante assedio alla Costituzione.
L’obiettivo di questo referendum non può essere la permanenza o meno di Renzi al Governo ma l'obiettivo è ben altro, è la definitiva decostituzionalizzazione a scapito della partecipazione nello Stato dei cittadini, che servono come sudditi impotenti e perciò apatici da governare.
Non possiamo permetterci, in nome della parola d'ordine "governabilità" che il bastone del comando venga attribuito ad un solo uomo al potere, più facilmente manovrabile in dispregio del fondamentale principio della separazione dei poteri.
Non ho avuto nessun dubbio ad accettare la proposta che mi è stata fatta da Simone Cappellani; sono un magistrato ma ci sono dei momenti e degli argomenti per i quali il magistrato non ha soltanto il diritto ma io ritengo perfino il dovere di intervenire e di esporsi personalmente.
Io come magistrato ho giurato fedeltà alla Costituzione, non ai Governi!
Ho giurato fedeltà alla Costituzione, non ad altre Istituzioni politiche né tantomeno alle persone che rivestono incarichi istituzionali.
Ho giurato fedeltà alla Costituzione e non riesco a dimenticare che per quella Costituzione, per quei principi che afferma, tante persone, tanti miei colleghi, tanti servitori dello Stato, tanti semplici cittadini hanno offerto la loro vita! Se dovessi oggi rivolgermi ai miei figli per spiegare lo spirito più autentico della Costituzione non troverei di meglio che citare le parole di Piero Calamandrei, nel famoso discorso ai giovani sulla Costituzione del 26 gennaio 1955: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per rispettare la libertà e la dignità andate lì o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.
È anche per questo che la dobbiamo difendere. Nino Di Matteo
Caltanissetta. Sabato 29 ottobre, corso di aggiornamento professionale dell'Ordine Regionale dei Geologi
Sabato 29 ottobre 2016, presso il Museo Diocesano “G.Speciale ” di Caltanissetta, si svolgerà un Seminario A.P.C. (Aggiornamento Professionale Continuo) sul settore estrattivo siciliano, organizzato dall’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia sul tema “Ruolo e centralità del Geologo nella progettazione geomineraria e nel recupero ambientale delle cave”.
Tra i relatori: l’Ingegnere Capo del Distretto Minerario di Caltanissetta, il Capo del Servizio Geologico Regionale del CO.RE.MI., il Direttore del Servizio VIA/VAS dell’ARTA e autorevoli personalità del mondo della libera professione esperte nel settore minerario siciliano e della geologia ambientale.
Al termine del Seminario è prevista una verifica finale che consentirà ai partecipanti il raddoppio dei crediti formativi.
Le iscrizioni, gratuite ma obbligatorie, sono aperte sino alle ore 13.00 di venerdi 28 ottobre, esclusivamente attraverso il portale dal sito dei Geologi di Sicilia. Nell'occasione la Curia vescovile darà la possibilità di visitare gratuitamente il Museo Diocesano (a lato, il
programma degli interventi).
- ore 18.30, in chiesa Madre, riunione del gruppo liturgico interparrocchiale;
- ore 16.30, nella chiesa Madonna delle Grazie, recita del santo Rosario con il Gruppo della Medaglia Miracolosa;
- ore 18.30, in chiesa Madre, adorazione Eucaristica.Venerdi 28 ottobre
- ore 20.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, prove di canto per il concerto natalizio;
- ore 20.15, nei locali della chiesa San Francesco, catechesi tenuta dai fratelli del Cammino Neocatecumenale.Sabato 29 ottobre
Torna in vigore l'ora solare.
Martedi 1 novembre si celebra la festa di Tutti i Santi; è festa di precetto, sante Messe come la domenica.
Prefestivi: ore 18.30, chiesa Madre ore 20.15, chiesa San Francesco (animata dalle comunità neocatecumenali) Festivi: ore 08.00, chiesa Madonna del Carmelo ore 10.00, chiesa San Rocco ore 11.00, chiesa Madre ore 11.30, chiesa Madonna del Carmelo (non viene celebrata nei mesi di luglio e agosto) ore 18.00, chiesa Madonna del Carmelo ore 19.15, chiesa Madre Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"
Seguici su 23/10/2016
Racconti. "Dietro la porta della Rettoria", di Carmelo Rotolo; 1^ parte
“Tutto è, quiete senza fine.
Solo l'umore cupo dell'anima tormenta la mente mia di vividi ricordi, e ne provo piacimento.
Solo l'odore di timo selvatico e di aneto, di zagara e fieno, di paglia bagnata e brezza marina avvolge i miei sensi, troppo a lungo distratti e assopiti, e ne provo piacimento.
Tutto è, luce abbagliante di colori.
L'azzurro del cielo a mezzogiorno, il giallo dell'acetosella sul bianco muro gessato, il verde intenso della foglia di fico, il rosso fuoco della Rupe all'orizzonte, e ne provo piacimento.
Tutto è, calura estiva.
Ne accarezza suadente il corpo e muove leggiadra le vesti, mentre fibrillando il cuore mio, accende emozioni antiche mai dimenticate, e ne provo piacimento.
Tutto è, incessante lento trascorrere del tempo…”.
San Vincenzo Ferreri, se ne stava lì nella sua nicchia, a lato mancino dell’altare principale della Rettoria delle Anime del Purgatorio, dalla seconda metà del 1600, anno in cui il sacerdote Vincenzo Cimino diede inizio alla costruzione della Chiesa ed a lui la volle dedicare, almeno all’inizio.
Vestito da domenicano, con la sua bella tunica beige e il mantello nero. La testa rasata, con in mezzo la fiammella rosso arancio dello Spirito Santo, che dava l'impressione di illuminare non solo la pelata tonsurata, ma anche l'aureola dietro di un rossore vivo, come di tramonto a ferragosto. Il braccio destro alzato verso l'alto, con l'indice all'insù, a ricordare quasi maliziosamente, che una è la Vera Vita, e come tutte le grazie ricevute, provengano da lassù e non da lui. Il braccio sinistro, proteso in avanti, reggente un libro con scritto in grossi caratteri giallo oro, il suo anatema preferito: “Timete Deum, quia venit hora judicii eum”.
Continuava da giorni e giorni a farfugliare quei versi, come se, ripetendoli più e più volte sino allo sfinimento, potesse riuscire a trovare le parole mancanti, e completare quello che secondo lui era uno svago letterario, rispetto alle cose spesse scritte in passato. E più li ripeteva più si esaltava; tanto che la fiammella sulla testa sembrava ardere veramente, alimentata dalla rabbia interiore di non riuscire a finire quel poemetto. Abituato com’era a scrivere certi tomi come il De moderno scismate, il De vita spirituali o il Sermones, quei quattro versi in stile moderno non lo lasciavano tranquillo e lo rendevano nervoso e irascibile.
Per tutta la Rettoria delle Anime del Purgatorio di Grotte, l’unico rumore che si sentiva nel silenzio assoluto della chiesa era la cantilena fastidiosa di san Vincenzo che ripeteva:
Solo l'umore cupo dell'anima, tormenta la mente mia di vividi ricordi, e ne provo piacimento…”.
“Solo l'odore di timo selvatico e di aneto, di zagara e fieno, di paglia bagnata e brezza marina avvolge i miei sensi, troppo a lungo distratti e assopiti, e ne provo piacimento…”.
E avanti così, giorno e notte ormai da qualche settimana e più, incessantemente senza fermarsi un attimo, se non per prendere fiato o per ricercare dentro la mente qualche termine perso lungo i secoli di completa ruggine intellettuale.
E continuò così, fino a qualche settimana prima delle celebrazioni delle Quarant’ore, quando al silenzio assoluto, di mesi e mesi di chiusura della Rettoria, si sostituì il chiasso infernale dei preparativi, per la pulizia dell’intera chiesa.
Ora, accadde che, un pomeriggio tardi sul finire della giornata, quando le pulizie della chiesa erano terminate, le persone erano tutte uscite, il pesante portone era stato chiuso, san Vincenzo trovandosi solo, immerso nel silenzio della chiesa, riprese a cantilenare a voce sostenuta: “Tutto è incessante lento trascorrere del tempo…”.
All’improvviso, dal fondo dell’unica navata, a destra dell’altare principale e di fronte alla statua lignea di san Vincenzo, avvolta dalla penombra serotina, da una statua di cartapesta uscì un suono flebile, quasi impercettibile:
- Ehi!... Ehi!... Ehi!
San Vincenzo infervorato com'era dalla ripresa della cantilena, non udì quel richiamo, e non vide nessuno, tale era ormai l'oscurità in quella zona della chiesa, che lo potesse distrarre, e continuò:
“Tutto è, calura estiva.
Ne accarezza suadente il corpo e muove leggiadra le vesti, mentre fibrillando il cuore mio, accende emozioni antiche mai dimenticate, e ne provo piacimento”.
Di nuovo, questa volta con tono potenziato, quel suono sembrò echeggiare attraversando l'intera navata, da destra a sinistra e dall'altare principale fino alla porta d'ingresso in fondo alla chiesa:
-Ehi!... Ehi!... Ehi!
San Vincenzo, smarrito, spaventato dall'improvvisa percezione di quel suono nel secolare silenzio della chiesa e, ancora incerto sulla provenienza di quel richiamo, rispose serio e composto:
- Cos'è questo ehi!... ehi!...ehi? Chi disturba il mio recitare? Si faccia avanti!
Rispose la voce alla sua destra. E, per farsi meglio individuare ripeté:
-Ehi!.. Ehi!.. sono qui.
San Vincenzo infuriato più che mai, con la fiammella sulla testa scintillante di rabbia, non potendosi girare di lato, sbottò:
- Io chi? Qual è il vostro nome? E poi basta con questo ehi... ehi... fastidioso!
- Fastidioso, san Vincè! Fastidioso! Sono settimane ormai che sia di giorno che la notte non sento altro che questi quattro versi, scombinati, che mi stanno tarlando la testa! E poi se vogliamo dirla tutta, alcune frasi non sono da lei, visto l’abito domenicano che indossa: -“Accarezza suadente il corpo, muove leggiadra le vesti, accende emozioni antiche mai dimenticate, ne provo piacimento”.
- Oh, oh! Cos'è questa confidenza? Come si permette di parlarmi in questi termini! Sono pur sempre san Vincenzo Ferreri, nato a Valencia nel gennaio del 1350, e sono stato proclamato santo da Papa Callisto III nel 1455! E poi, sono stato Presbitero spagnolo dell'Ordine dei Frati Predicatori! Io…, ho fatto tanti di quei miracoli nella mia vita che mi fu proibito persino di continuare a farne altri. E sì…, mi sono proprio contenuto! E voglio terminare dicendole che sono uno degli artefici dello Scisma d'Occidente!
Era tanta la stizza nei confronti di quella voce sconosciuta, che il bagliore emanato dalla fiammella sulla testa tonsurata, sembrò irradiare di luce rossastra anche la parte destra dell'altare principale.
Poggiata su un altarino laterale, stava collocata una statua di cartapesta avvolta da un saio francescano, tenuto alla vita da un cingolo di corda annodata su tre punti a voler rimarcare a chi la guardava, l’obbedienza a Cristo e i voti di castità e povertà. Dal viso semicoperto da un lungo cappuccio disteso all'indietro, due occhi iniettati di sangue, e le labbra tremolanti, inveirono in direzione di san Vincenzo:
- Adesso basta san Vincè! Avete proprio esagerato! In fin dei conti Santo siete voi e Santo sono io! Non mi sono presentato prima per rispetto all’abito vostro, adesso mi presento! Sono san Francesco, nato a Paola nel marzo del 1416 e sono stato proclamato santo da Papa Leone X nel 1519!
Sembrandogli poca come carriera ecclesiastica e come santo e non volendo essere da meno, da buon calabrese, aggiunse:
- Sono stato anche eremita e ho fondato l’Ordine dei Frati Minori! E giusto per movimentare la mia vita, e respirare un po’ di aria marina, nell’anno 1464, invitato dai due magistrati della città di Milazzo per costruire un convento, mi recai sulla sponda calabrese dello Stretto di Messina in compagnia di due miei amici e chiesto a un tale Pietro Coloso di portarci sulla sponda siciliana “per amor di Dio”, questo si rifiutò in malo modo, rispondendoci: “Se voi non avete denari per pagarmi, io non ho barca per portarvi”. San Vincè, lo sa lei cosa ho fatto? Calmo, senza perdermi d’animo, mi sono tolto il mantello, l’ho steso sull’acqua e salitoci sopra con i due amici, pian piano aiutandomi con il bastone a modo di remo e con l’aiuto della corrente sono arrivato in Sicilia. San Vincè, giusto per completare il discorso, e non apparire ai vostri occhi presuntuoso, mi hanno nominato “Patrono della gente di mare d’Italia”.
E poi, quasi a voler terminare definitivamente l’alterco, e per non trascinarlo ancora per le lunghe, aggiunse:
- Che volete farci, io sono di cartapesta e calabrese, voi siete di materiale ligneo e catalano, diamoci del Collega e finiamola lì. Però san Vincè, dia retta a me, lasci perdere questo poema, e mi lasci riposare in pace.
-Va bene, va bene!
Borbotto san Vincenzo.
- Sono stato in grado di resistere a papi, anti-papi e imperatori, posso sopportare questo francescano minore!
Mentre la fiammella sulla testa dolcemente andava spegnendosi, facendo ricadere nella penombra la parte destra dell’altarino con san Francesco, il silenzio si riappropriava dell’intera navata. Solo il chiacchiericcio delle persone sedute sulla scalinata della chiesa echeggiava smorzato all’interno è lì moriva, prima ancora di arrivare all’altare principale.
su www.grotte.info il 23 ottobre 2016.
Dialoghi. "Dopo Renzi, chi? (Echi dalla Casa Bianca)"; di Giuseppe Castronovo
Il recente viaggio del nostro Presidente del Consiglio negli Stati Uniti, dove il presidente Obama ha pubblicamente elogiato la Riforma costituzionale la quale gli elettori saranno chiamati a confermare o bocciare il prossimo 4 dicembre, ha provocato tutta una serie di contrastanti reazioni sulla stampa nazionale e tra le stesse forze politiche.
Ne abbiamo parlato anche noi, al Circolo della Concordia.
"Dopo Renzi, chi? (Echi dalla Casa Bianca)"
Totò: Amici, avete sentito il presidente americano Obama nell’incontro alla Casa Bianca con il nostro presidente Renzi accompagnato da consorte, Benigni e consorte ed altri?
Totò: No! Analisi estetica!
Totò: Obama, nel delineare la figura ideale del Presidente del Consigli italiano, ha detto che il candidato ideale deve possedere questi requisiti: essere giovane; essere un bell’uomo; avere una moglie fantastica.
Giacomo: Anche se non ha detto come debba chiamarsi, il messaggio è più che chiaro: per l’America dopo Renzi ancora Renzi! Obama del resto non poteva fare altro dopo il solenne e ufficiale impegno del Governo italiano di inviare suoi militari al confine con la Russia.
Vezio: L’amico Totò mi consentirà di aggiungere all’analisi estetica anche quella strategico/militare con la seguente locuzione: “Capace di rispondere pienamente alle esigenze strategico/militari degli U.S.A. e di garantire la continuità dell’impegno italiano in Libia”.
Seguici su 22/10/2016
Lettere. "A margine della Fondazione Teatro Pirandello. Quanto ci costa?"; di Mario Gaziano
Considerazioni del prof. Mario Gaziano in merito ai costi relativi alla gestione delle ultime stagioni teatrali del teatro Pirandello di Agrigento.
"A margine della Fondazione Teatro Pirandello. Quanto ci costa?
Nel recente intervento stampa, Giuseppe Di Rosa, responsabile regionale di “Noi con Salvini”, avanza l'ipotesi di ricorrere al TAR per le mancate risposte ai tanti quesiti posti all'Amministrazione comunale di Agrigento e, nello specifico, al Sindaco Lillo Firetto. Sordi per distrazione o per scelta?
Tra i questi posti, poi ripresi con diverse modalità dal consigliere Nello Hamel, Di Rosa richiama le modalità di prassi economica, amministrativa e di costi di gestione delle stagioni teatrali al Pirandello dal 2013 al 2016.
E sembra una proposta opportuna ed appropriata per capire proprio cosa si amministra in nome del teatro Pirandello e della relativa Fondazione.
Vale la pena ricordare, per chi come noi si è occupato con vari incarichi gratuiti delle Stagioni teatrali:
1 - I primi tre direttori artistici, Michele Guardì, Gianfranco Jannuzzo e il sottoscritto Mario Gaziano, hanno prestato la propria opera culturale e i propri servizi a titolo assolutamente gratuito. Domanda: é vero che Sebastiano Lo Monaco, nuovo direttore artistico, percepisce (come si sente dire) 25mila euro di rimborso spese ed in più ha percepito 30mila euro per le due sole sue rappresentazioni (incamerando pure gli incassi degli spettacoli per le scuole)? Se così fosse, Lo Monaco sarebbe costato (sempre come domanda) nella stagione 2015-2016 una somma di circa 60 mila euro?
2 - Si chiede inoltre: ritorna a possibile verità che la stagione teatrale 2015-2016(di pari valore delle precedenti) sia costata circa 350mila euro, con un incasso di circa 150mila euro, e con un disavanzo passivo di 200 mila euro?
3 - Si potrebbero confrontare le spese di promozione stampa della stagione 2015-2016 (tipografia, Tv, Radio, giornali on line, assistenza al teatro ed eventuali consulenze per la rassegna musical) a confronto con:
la stagione 2014-2015 (spese 97mila euro incassi 110mila) con cartellone di pari livello;
la stagione 2013-2014 (spese per 150mila con incasso circa 120mila) con cartellone comunque di pari livello?
Ci avviamo verso uno sperpero incontrollato che rischia di portare anche Agrigento al dissesto finanziario? Io spero di no.
Non sarebbe auspicabile verificare i cachet di ogni singola compagnia che arriva al Pirandello e confrontarli con gli stessi, applicati nel circuito regionale e nazionale?
In tutto questo quadro abbastanza nebuloso, si apprezza la buona volontà del Presidente della Fondazione, Aronica, per il suo tentativo di volere creare una compagnia territoriale interprovinciale.
Mi chiedo: non sarebbe stato un segno di grande valore culturale civico e sociale convocare un incontro d'intesa con i gruppi teatrali storici che danno linfa culturale e di ricerca alla nostra città da più di cinquant'anni, così come avviene in tutti i teatri siciliani: dal Biondo allo Stabile di Catania, da Trapani a Caltanissetta?
Bisogna allora ricordare a chi ha ruoli che la Fondazione Teatro Pirandello e il Teatro Pirandello non si identificano come strutture private, ma come strutture comunali, dunque dei cittadini che spesso sono vessati da tasse esose ed ingiuste, proprio per una infausta amministrazione della cosa pubblica".
Letteratura. "Memorie di Adriano", di Marguerite Yourcenar; recensione di Venerando Bellomo
In un tempo di attesa, tra la fine degli dèi e l'affermazione della speranza in Cristo, l’uomo vive nella sua solitudine, trovando riparo nella propria anima.
In questo segmento temporale si impone la figura di Adriano, greco nel pensiero e latino nella parola, magistralmente raccontato dalla esposizione poetica di Marguerite Yourcenar.
La narrazione è, sotto un aspetto, confessoria e, dall’altra, contemplativa-consolatoria, direttrici che convergono nel raccordo costituito dal disvelamento della privatezza, che nel caso è ancor più difficile, in quanto il protagonista ricopre l'altissimo munus publico del suo tempo. E allora l’apertura dello scrigno della propria intimità trova causa nella malattia, che oltre ad esporre l’uomo davanti gli occhi del proprio medico, al contempo, lo pone, nella sua funzione di vertice dello Stato, dinanzi a sé stesso, conducendolo nelle proprie rimembranze ed esponendolo al proprio irrevocabile giudizio. Ed è una lieve narrazione della propria vita, come un ricamo curato da mano gentile, tra i profumi e gli odori ora lievi come quelli legati all’intelletto, ora acri quelli che, invece, rimembrano la vita militare e i lutti.
Adriano, giunto ormai a consuntivo, riflette i colori caldi dell’autunno che, contrariamente a ciò che dovrebbe essere per natura, virano precocemente verso i toni freddi e glaciali di un inverno inaspettatamente anticipato.
Letterato ed imperatore, il migliore dopo Augusto, alla stessa stregua di come Traiano fu soldato ed imperatore, il meno ingiusto, al quale è fortemente legato e dal quale al contempo è respinto, per tutta la sua esistenza perseguì la bellezza delle arti e del pensiero, sincronizzandola con il mestiere delle armi e della politica, volti al raggiungimento del potere, che ottiene grazie alla complicità intellettuale di Plotina, alla quale rimane, per sempre, unito da una relazione di puro spirito, che lo disseta, in contrapposizione a quanto avviene con la sua sposa: donna priva di ogni voglia.
Ed il continuo nutrimento dello spirito è un aspetto dell’essenzialità che distingue la sua vita, che, a leggerla da questo angolo visivo, conduce il lettore a ricordare Cézanne, che la impone, quale metodo, per arrivare all’essenza delle cose, senza perdersi nei dettagli ed in ciò che non è rilevante. Cogliendo così il frammento di eternità, che rimane il fulcro ed il filo conduttore dell’esistenza dell’uomo-imperatore, che, come tale, seppe distinguere la morale dal decoro. Riuscendo ad amministrare l’impero con quel distacco che, secondo il suo pensiero, era caratterizzante del coraggio: prediligendo l’ordine, quale virtù, nell’eternità di Roma e sua missione quella di riorganizzarla, senza il clangore delle armi, consolidando quindi i limites dell’impero ed obliterando le mire espansionistiche dei suoi predecessori.
E, in questa ricercata pacificazione, rende i luoghi gravidi di trasudante bellezza, che si materializza in ogni forma, anche interiore, della quale si sente custode universale, sfiorando, in tale ardimento, la magia delle cose che provoca un estasiato smarrimento.
Nel suo impero, così modellato, impone, nel diritto, nuovi, ma antichi principi, che lo distinguono quale ars boni et aequi, ripensandone le sue leggi, che si prefiggono imperiture in quanto giuste. Da imperatore, dalla sommità del Palatino, si sentì Dio perché uomo. Uomo che cercò di aderire al divino, origine dell'eterna bellezza, che permea le umane cose e quindi anche la giustizia.La ricerca della bellezza si sublima nell’osservazione della volta celeste - per confluire, da questa, nel tabernacolo dell’intimità, da dove fuoriesce irrorando tutto quanto è compiuto dall’uomo - e nella struggente passione per il giovane Antinoo. E lo strazio per la sua morte, della quale l'imperatore ritiene di averne avuto il presagio, ed alla quale il giovane volontariamente ricorre per ivi rifugiarsi dalla vita, consegna Adriano nella sola umana privatezza.
E nell'ingenerare l’oblio per la sua stessa vita, ormai svuotata della bellezza, par di ascoltare i versi di Auden “Let aeroplanes circle moaning overhead / Scribbling on the sky the message He Is Dead”.
Ma la bellezza assoluta non può aver fine, così, con il libro Memorie di Adriano, si mantiene il patto per il quale gli uomini di grande profondità d'animo danno conto di sé ai vivi.
Scuola. Lezione di educazione ambientale al "Roncalli" sulla raccolta differenziata
Lezione di Educazione Ambientale sul tema “Riciclaggio”, ieri mattina al “Roncalli” di Grotte.
Gli studenti della scuola secondaria di primo grado hanno incontrato l’Assessore all’Ambiente Piero Castronovo per parlare di raccolta differenziata. “Su voi studenti riponiamo tutta la nostra speranza” ha detto l’Assessore, introducendo l’incontro.
Proprio così, perché l’obiettivo della lezione non era solo quello di informare gli studenti sugli effetti positivi a breve, medio e lungo termine del riciclaggio, ma soprattutto far sì che ogni singolo studente diventasse promotore della campagna di sensibilizzazione avviata da quasi un anno dall’Amministrazione comunale.
L’assessore Castronovo spiega: “Sebbene già dallo scorso agosto a Grotte sia stato attivato il sistema di raccolta differenziata “porta a porta”, ad oggi qualcosa sembra non funzionare perfettamente. Ci siamo accorti che molte persone conferiscono nell’indifferenziata anche ciò che dovrebbe essere riciclato. È ovvio che tutto questo avviene per la mancata acquisizione delle informazioni in materia di riciclaggio, ma è anche giusto che chi non rispetta le norme deve essere multato. Siamo convinti, tuttavia, che tutto questo potrebbe essere evitato se tutti i nostri concittadini fossero educati alla raccolta differenziata”.
Ecco perché Castronovo ha voluto incontrare i giovani, affinché possano far comprendere alle loro famiglie quanto sia importante differenziare correttamente i rifiuti.
L’assessore sottolinea: “Anche se a Grotte, nel primo mese di raccolta il 41% dei rifiuti è stato differenziato e la percentuale si è alzata nel secondo mese, raggiungendo il 62%, questi risultati non bastano”.
Dopo la proiezione di due video sul riciclaggio di plastica e vetro, l’Assessore all’Ambiente ha dato via al dibattito, rispondendo alle domande dei ragazzi.
A fine dibattito Castronovo ha anticipato l’attivazione, entro i prossimi sei mesi, di tre iniziative: - il servizio di restituzione delle bottiglie di vetro;
- la collocazione nei punti nevralgici del paese di appositi contenitori dove sarà possibile conferire le bottiglie di plastica e ritirare uno scontrino da usare nei supermercati;
- l’attivazione de “La casetta dell’acqua”, un punto di erogazione automatica di acqua, liscia o gassata, collegato direttamente alla rete dell’acquedotto, dove a costi bassissimi sarà possibile riempire i propri contenitori.
Presente anche il Sindaco di Grotte Paolino Fantauzzo, che ha concluso l’incontro ribadendo la sua piena fiducia nell’operato dei giovani per la piena realizzazione del servizio di raccolta differenziata.
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Legalità. A Grotte un Centro Anticrimine Agroambientale del CFS; firmato il Protocollo
É imminente la creazione a Grotte di un Centro Anticrimine Agroambientale del Corpo Forestale dello Stato. Lo scorso 12 ottobre è stato firmato presso il Palazzo di Città il relativo Protocollo d'intesa tra Comune di Grotte e CFS, siglato dal sindaco Paolino Fantauzzo e dal Comandante Interregionale Calabria-Sicilia Dir. Sup. Giampiero Costantini. L'atto ufficiale è avvenuto alla presenza della Giunta, del segretario comunale dott. Vincenzo Chiarenza e del Commissario Capo del CFS dott. Vincenzo Castronovo. Il Centro, di livello interprovinciale, riveste un ruolo di primo piano nelle attività di controllo del territorio - nelle Province di competenza individuate dal D.C.C. (Decreto di Capo del Corpo) in Agrigento, Caltanissetta e Ragusa - in materia di controllo, tutela e sicurezza alimentare; controllo e tutela della fauna e della flora in particolare delle specie protette; controllo e tutela dei marchi e delle denominazioni di origine protetta tipica e controllata. L'operatività del nuovo ufficio sarà assicurata entro il mese di dicembre 2016. A partire dal 1° gennaio 2017 il Corpo Forestale dello Stato confluirà nell’Arma dei Carabinieri come "Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare" (a seguito della riforma voluta dal Governo per razionalizzare le Forze di Polizia, attraverso le disposizioni contenute nel Decreto Legislativo 19/08/2016, n. 177); dello stesso Comando faranno parte il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente (già Noe) e il Comando Carabinieri Politiche Agricole e Alimentari. Le donne e gli uomini del Corpo Forestale transitati nei Carabinieri indosseranno la divisa nera dell’Arma e si distingueranno dagli altri colleghi attraverso un distintivo su una spalla.
Dunque entro pochi mesi, secondo quanto stabilito dal Protocollo d'intesa, sarà attivo a Grotte questo ulteriore Presidio di legalità con la presenza nel nostro territorio di personale specializzato del Corpo Forestale dello Stato (dal prossimo 1° gennaio, dell'Arma dei Carabinieri).
(Pubblichiamo alcune immagini della cerimonia; 15 foto di
© Associazione Culturale "Punto Info").
Firma Protocollo tra Comune e Corpo Forestale dello Stato (Foto) Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"
Iniziative. "Passo e... spasso!", la "Passeggiata della Salute"; percorso di venerdi 21 ottobre
Questo sarà il programma ed il nuovo percorso di oggi, venerdi 21 ottobre:
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Lettere. "Sarebbe il caso che lo striscione lo si tiri fuori"; di Salvatore Lo Presti
La richiesta avanzata da Salvatore Lo Presti - attivista delle Agende Rosse - all'Amministrazione comunale, di esporre nuovamente lo striscione di solidarietà in favore del magistrato Nino Di Matteo. Nel merito, è opportuno precisare che la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria non si è ancora svolta esclusivamente a causa dei numerosi impegni del Magistrato (così come non ha potuto aderire alle numerose richieste di partecipazione a convegni avanzate nei suoi riguardi dall'Associazione "Agende Rosse" di Agrigento). Riguardo alla frase "lasciato solo dallo Stato" occorre ricordare che al dott. Di Matteo, dal 2013, è stato assegnato il livello massimo di protezione individuale (scorta): 4 auto blindate tra cui una "staffetta" e una Jeep superblindata, con 9 carabinieri di cui 3 appartenenti al GIS (Gruppo di Intervento speciale).
"Oggi ho fatto un sogno: stavo gridando con forza “Grotte sta con Nino Di Matteo”. Poi però mi sono svegliato e mi sono reso conto che si trattava soltanto di un sogno.
Sì, perché a distanza di un anno (quando la testata giornalistica Grotte.info invitò il magistrato a Grotte) Nino Di Matteo non ha ancora ricevuto la tanto attesa cittadinanza onoraria.
Forse a causa degli impegni del magistrato stesso, o chissà quale altra causa.
Sembrava che l’allarme sicurezza per il lavoro e la vita di Nino Di Matteo, pm nel processo sulla trattativa Stato-mafia, si fosse abbassato. Invece, spuntano nuove intercettazioni che hanno innescato l’esigenza di valutare un trasferimento per motivi di sicurezza a Roma, così come avvenne per Giovanni Falcone.
Visto che ai messaggi privati il Sig. Sindaco non risponde, lancio qui questo messaggio all’amministrazione tutta: sarebbe il caso che lo striscione con la scritta “Grotte sta con Di Matteo e il Pool Antimafia” lo si tiri fuori, magari ripulendolo dalla polvere, per affiggerlo nuovamente nel balcone comunale (come hanno fatto tanti altri comuni d’Italia), mostrando un altro gesto di solidarietà verso questo magistrato, lasciato solo dallo Stato.
“Io resto al mio posto. Non mi rassegno a questo stato di cose”.
Nino Di Matteo".
Cinema. Guardando "Sul'Amuri"; di Venerando Bellomo
SUL'AMURI di
In un luogo imprecisato e controverso della Sicilia, si muovono i tre personaggi chiave di Sul'Amuri. Vinti dalla rabbia e dall'assenza di futuro, manifestano tutta la loro sanguigna carnalità, apparentemente scevra da ogni sentimento.
Essenziale nella trama, il film, tratto dal racconto "La lupa" di Giovanni Verga, o meglio che in questo trova origine, narra una relazione in direzione unica: lui vuole lei, lei vuole un altro, e lo slancio sentimentale di ognuno provoca l'allontanamento di chi ne è destinatario; conducendo ciò, in chi è uso al genere, per ragione di esperienza, di prevedere il conseguente epilogo.
Ma il film è tutt'altra cosa, essendo riuscito, il regista, Giovanni Volpe, ad entrare e descrivere gli abissi dell'anima, con un escamotage semplice, ma assolutamente efficace: interpretando personalmente Malerba, uno dei protagonisti, conseguendone così che il racconto proviene dall'interno della scena, contrapponendosi, a detta stregua, ad ogni altra descrizione compiuta dall'esterno, magari col serio cipiglio di chi avrebbe potuto raccontare la storia, standosene nella comodità distaccata del salotto buono.
E questo rapporto intimo con i personaggi della narrazione è assolutamente tangibile nelle belle immagini che ci regala il film. In questo anfratto pietroso dell'anima, si tormenta un ormai vecchio, malato e lamentoso Malerba, nel ricordo di quell'amore, irrimediabilmente perso, per 'gna Pina, che, nell'ottima interpretazione di Giorgia Flora, contrappone l'ostentata sensualità del personaggio, all'austerità dei luoghi ed al pudore ipocrita delle persone, che incarnano una sorta di coro greco.
Rende molto l'immagine di Nanni Lasca, interpretato dal prestante Angelo Costanza, del quale viene data un'immagine scultorea.
Nel film sono prevalenti le immagini rispetto alla parola. Ma ciò è un pregio se, infatti, si considera che l'opera cinematografica, principalmente è una narrazione per immagini.
Sotto questo aspetto, il film è compiuto in sé: in altri termini, questo rimarrebbe identico, anche se privato del sonoro, che nello specifico ha il fine di accentare la gravità delle scene.
Se, a tutto ciò, si aggiunge che l'opera è stata realizzata con essenzialità di mezzi, non si può non concludere col dire: bravi.
Seguici su 19/10/2016
Agrigento. "Una grande novità: il Teatro da Camera"; di Giuseppe Portannese
Una grande novità ad Agrigento: il Teatro da Camera.
La prima della stagione di Teatro da Camera al Circolo Empedocleo d Agrigento ha registrato una partecipazione affollatissima e ricca di consensi. Il Circolo Empedocleo, presidente Giuseppe Adamo, e il Pirandello Stable Festival di Mario Gaziano hanno presentato Comoedia Ridens, vizi e virtù dal mondo classico, con la direzione artistica degli stessi Gaziano e Adamo.
Si è trattato di un elegante excursus scenico sull'umorismo e sulla satira del mondo classico latino e greco, tra recitazione, musiche neoelleniche di Vangelis, Yanni e Teodorakis, e con movimenti coreografici curati dalla scenografa Simona Vita della scuola Luna Rossa. Un bel percorso drammaturgico nel salone elegantissimo delle feste dello storico Circolo agrigentino, secondo il modello proprio del primo-novecentesco Teatro da Camera, il Kammerspiel, appunto, avviato dallo scrittore drammaturgo Max Rheinard, in contrapposizione allo straripante, rumoroso e scenograficamente maestoso teatro espressionistico tedesco, di grande successo e coinvolgimento popolare.
Gli artisti hanno rappresentato vizi e virtù dal mondo classico: così Luisa lo Verme ed Alfio Russo, abili e attraenti in Donne in festa di Aristofane, Franco Di Salvo, impeccabile epigrammista Marziale, e ancora Maria Fantauzzo nelle vesti coinvolgenti della strega Cumana, e ancora una scatenata Maria Grazia Castellana con un buffonesco Angelo Provenzano nel Miles di Plauto e poi Giugiù Gramaglia, orgiastico e istrionico Trimalcione di Petronio e Giuseppe Gramaglia nella immedesimata interpretazione del soldato oplita super-sfigato, Minisippo.
Il tutto collegato da belle proiezioni iconografiche classiche e da movimenti coreografici neo-ellenici con Caterina e Nicola Barberi, Luna Gallo e Fernando Cinquemani.
Una gran bella affollatissima serata dedicata ai soci del circolo e a numerosi appassionati di teatro culturale. Progetto artistico e regia di Mario Gaziano.
Il prossimo appuntamento a metà novembre con un omaggio al grande Eduardo De Filippo.
Giuseppe Portannese
Automobilismo. Il Lancia Delta Club Sicilia, col presidente Paolo Morreale, all'Elaborare Day Car Festival
L'ultimo numero di ottobre 2016 del periodico mensile "Elaborare Magazine - GT/Tuning/Sport/Magazine", prestigiosa rivista specializzata di automobilismo, riporta la cronaca dell'Elaborare Day Car Festival che si è svolto il 18 settembre 2016 presso l'Autodromo Valle dei Templi di Racalmuto.
La manifestazione è stata organizzata in concomitanza della prima uscita della rivista "Elaborare Classic" che riporta come immagine di copertina la pluridecorata 6 volte campione mondiale rally degli anni 90, la Lancia Delta Martini Racing. L'auto immortalata sul n° 1 di "Elaborare Classic" appartiene a Paolo Morreale, presidente del Lancia Delta Club Sicilia (vedi il sito ufficiale), associazione che a soli quattro anni dalla fondazione ha avuto l'onore di essere invitata come partner ufficiale dell'appuntamento automobilistico.
Nell'articolo, a firma di Paolo De Petris (corredato dalle foto di Marco Paternostro e Gerlando Sciortino), non poteva mancare il riferimento esplicito all'associazione del presidente Morreale: "... non dimentichiamo il Lancia Delta Club Sicilia, che ha schierato nell'expo varie vetture entusiasmanti, tra le quali una Delta Martini Racing immacolata, utilizzata con grande generosità da Paolo - il Presidente - per portare a spasso in circuito diversi appassionati. Un grazie anche a loro (...) e ai tanti altri protagonisti dell'Elaborare Day a Racalmuto".
Così il presidente Paolo Morreale presenta il suo club: "Siamo un gruppo di possessori dell'ormai mitica Lancia Delta Integrale in tutte le sue versioni, i quali, ritrovatici insieme al raduno organizzato da me nel 2013 presso l'Autodromo Valle dei Templi di Racalmuto, abbiamo deciso di comune e solidale accordo di formare un club per condividere la passione per questa meravigliosa auto, cercando di conservarla al meglio per i posteri, facendo rivivere il mito della casa Lancia, specialmente nelle gare Rally e non solo, anche per mezzo di manifestazioni agonistico-culturali, radunandoci tutti insieme per le vie della Sicilia ma anche dell'Italia tutta, magari insieme ad altri club d'Italia. Questo è il nostro obbiettivo; il nostro motto invece: Chi l'Ama ci segua!".
(Nelle immagini a lato, le copertine di
"Elaborare Magazine", "Elaborare Classic", ed alcune foto della manifestazione automobilistica).
Ambiente. Dal piazzale del Calvario, pulizia e vista sul panorama del paese
Lo scorso 12 ottobre, con un
articolo su questo quotidiano, si sollecitavano i cittadini e gli operatori ecologici ad avere maggiore cura del piazzale che introduce alla sommità del Calvario.
L'unico raccoglitore per la spazzatura installato sul posto era stracolmo di bottiglie di birra vuote. A distanza di pochi giorni dalla segnalazione, puntuale è giunto l'intervento di pulizia, che ha riportato uno dei migliori punti d'osservazione del panorama di Grotte alle condizioni ottimali. Da indiscrezioni sembra che gli operatori abbiano avuto indicazione di provvedere a svuotare il raccoglitore almeno due volte a settimana.
Rimane sempre valido l'invito a tutti i cittadini a contribuire a mantenere pulito il piazzale, sia per rispetto al vicino luogo sacro che per l'immagine di igiene e pulizia che il paese merita.
Teatro. Delirio in Belgio per "Lu Serafinu addummisciutu" a la compagnia "Nino Martoglio"
Delirio per Aristotele Cuffaro e la Compagnia “Nino Martoglio”, che sono sbarcati in Belgio lo scorso 14 ottobre con la commedia brillante “Lu Serafinu Addrummisciutu”.
Ad accoglierli, in questa due giorni di spettacolo, più di 1000 persone, siciliani e soprattutto grottesi... eh già, perché i grottesi in quel di Seraing e Montagneè si sono fatti valere. Acclamati dalle radio, i due protagonisti Aristotele Cuffaro ed Isabella Villani hanno visitato e rilasciato un'intervista presso le due radio: Hitalia e Prima.
Dopo un pranzo veloce, la compagnia si è diretta al teatro di Seraing, dove già dalle ore 18 i nostri conterranei facevano la fila! Sold out da due giorni e più di 200 persone rimaste fuori.
Si va in scena! Un pubblico strepitoso, coinvolgente, attento. Tanti gli applausi e tante risate in lacrime. Nemmeno gli attori si aspettavano tutto questo e sono stati coinvolti anche loro in questo circolo virtuoso di allegria e clima di grande festa.
Il giorno dopo la replica al teatro di Montagneè, anche lì un successone di incassi e di risate.
Ringraziamenti particolari vanno al sig. Lorenzo Brucculeri e al sig. Giuseppe Chiodo, che hanno reso possibile e perfetta la realizzazione degli spettacoli.
Un plauso va agli interpreti dei personaggi: Aristotele Cuffaro - Gardiddu (direttore); Isabella Villani - Tresa (sua moglie); Gabriele Russello - Crisantemu (suo cognato); Luca Russello - Zì Riguardu (vicino di casa); Ilaria Polifemo - Pitrusina (sua nipote); Antonio Mercato - Dottore Peppi (cugino di Tresa); Flavia Iannello - Dottoressa Serafina; Gaetano Tirone - Crucifissu (agente delle pompe funebri). Un ringraziamento va anche al fonico datore luci Vincenzo Salvaggio.
Aristotele Cuffaro e tutta la compagnia si augurano di tornare presto in Belgio e, visto il successone, non sembrerebbero esserci dubbi!
Lu Serafinu addummisciutu" in Belgio (Foto) Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"
Riflessioni. "I nuovi moschettieri del Re in Senato"; di Antonio Pilato
"I nuovi moschettieri del Re in Senato.
I futuri senatori, sindaci e consiglieri, se passa il SI nella formula renziana capitolina, di questo Governo illegittimo, parte maggioritaria del nuovo partito democratico (NPD), non saranno più scelti e votati democraticamente da tutti i cittadini italiani, da nord a sud, come stabilito dai veri costituzionalisti, ma nominati ad hoc dall’esecutivo di questo Parlamento, che ruota intorno agli alti interessi finanziari, capitanati da re Renzi, come tanti moschettieri, ad imitazione di Luigi XIII, a difesa non dei bisogni di tutto il territorio nazionale, ma ognuno di quello regionale, dove sono stati eletti come sindaci e consiglieri e poi nominati dall’alto della piramide politica: copia ed incolla anche senatori.
Quindi non “tutti per uno ed uno per tutti”, ma ognuno distintamente per sé; se poi avrà spazio di poter esprimere il proprio parere consultivo, dirà il suo sulle problematiche regionali di altri senatori.
Addio quindi all’unità democratica del Parlamento, alla viva forza super partes incondizionata, diviso da interessi particolari e particolareggiati, che rende ogni senatore debole e superficiale verso gli interessi dell’altro: “divide et impera”.
Per avere meglio l’idea ecco le conseguenze del SI:
1 - Abolizione delle elezioni per il Senato, che sarà composto da moschettieri sindaci e consiglieri regionali, nominati dai partiti, col consenso del Presidente del Consiglio e all’insaputa degli elettori, più cinque senatori moschettieri nominati dal Presidente della Repubblica, in barba alla sovranità popolare;
2 - Immunità parlamentare concessa a sindaci e consiglieri con salvacondotto di nomina a senatore;
3 - Obbligo di raccolta non più di 50mila ma di 150mila firme, per presentare una proposta di legge referendaria popolare;
4 - Sopravvivenza del Senato in funzione della materia da affrontare: vuol dire accentramento del potere della Camera;
5 - Esproprio dei poteri regionali di sostenere la sicurezza della popolazione in materia di degrado dell’ambiente, di opere inutili, inquinamenti come il ponte sullo stretto, trivellazioni, oleodotti, che saranno perentoriamente stabilite a Roma;
6 - Nomina di due sindaci senatori per il Trentino Alto Adige e di uno solo per tutte le altre Regioni italiane;
7 - Nomina di cinque senatori moschettieri nominati dal Presidente della Repubblica, suggerito da questo Presidente del Consiglio, senza rappresentare nessun territorio se non il cortile del Quirinale.
Meditate, meditate gente: chi con questa accanita propaganda ha fatto della riforma costituzionale “causa sui”, è chiaro che vuole il bene proprio, di gruppo ma non quello di tutti".
Seguici su 17/10/2016
Scuola. Festa dell'accoglienza alla scuola dell'Infanzia dell'Istituto Comprensivo "A. Roncalli"
Venerdì 14 ottobre, i piccoli della scuola dell’infanzia hanno inaugurato il nuovo anno scolastico 2016-2017. Una giornata speciale, dedicata all’accoglienza, resa unica da canti, musica, giochi, risate e piccole preghiere.
“L’apertura del nuovo anno scolastico - spiega Mirella Di Mino, responsabile del progetto accoglienza - rappresenta un momento emozionante ed importante per tutta la scuola, in particolare per la scuola dell’infanzia. Qui i veri protagonisti sono i bambini di tre anni che per la prima volta sono accolti con amore e sensibilità all’interno delle sezioni della nostra scuola. Da circa un mese la nostra attività didattica è stata incentrata sull’accoglienza, inserendo pian piano attraverso il gioco, il canto, il dialogo tutti i nuovi arrivati”.
Alla cerimonia ha partecipato don Gaspare Sutera che con la preghiera ha unito tutta la comunità scolastica. Erano presenti, oltre ai genitori dei bambini di tre anni, il sindaco Paolino Fantauzzo, l’assessore Piero Castronovo, il presidente del Consiglio d'Istituto Giuseppe Cipolla e il professore Antonio Di Stefano che ha portato i saluti della preside Anna Gangarossa.
- ore 20.00, nella chiesa San Francesco, ultima possibilità di iscrizione dei cresimandi adulti;
- ore 18.00, nei locali della chiesa San Francesco, riunione di tutti i collaboratori pastorali della foranìa (Racalmuto, Grotte e Castrofilippo): Consiglio pastorale, catechisti, corale, responsabili e corresponsabili dei gruppi e delle comunità;
- ore 18.30, in chiesa Madre, adorazione Eucaristica.Venerdi 21 ottobre
- ore 19.00, nella chiesa Madonna del Carmelo, iscrizioni per la corale e prove di canto per il concerto natalizio;
- ore 20.15, nei locali della chiesa San Francesco, catechesi tenuta dai fratelli del Cammino Neocatecumenale.Sabato 22 ottobre
Le offerte raccolte durante le sante Messe saranno dedicate alla Giornata Missionaria Mondiale;
Seguici su 15/10/2016
Commiato. "Gloria a te, grande Dario"; di Mario Gaziano
Nei ricordi del prof. Mario Gaziano, il saluto allo scomparso Premio Nobel per la Letteratura Dario Fo.
"Io, nella qualità di direttore del Gruppo 70, e il mio amico cantautore Giovanni Moscato, al tempo responsabile dell'ARCI cittadina, decidemmo di invitare il Grande Dario Fo ad Agrigento.
Correva l'autunno del 1969.
Il progetto comunicato ufficialmente mise in subbuglio sia gli apparati della Curia, che però niente fecero caritatevolmente per fermare l'iniziativa, sia gli apparati di ordine pubblico, che con discrezione seguirono la manifestazione, limitandosi ad accompagnare i diversi cortei che si organizzarono per promuovere il grande evento.
Un evento certamente ad alto rischio di conflitto sociale, seppur soltanto intellettuale.
Eravamo nell'autunno del 1969. Proprio un anno dopo la bufera che aveva scatenato il grande Dario con l'opera sua più famosa, quel Mistero Buffo che al suo apparire aveva provocato un tornado di polemiche.
Il testo fu ritenuto altamente dissacratorio non solo dell'apparato curialistico della Chiesa in generale, ma anche fu ritenuto dissolvente (come tentativo) dell'ordine pubblico e sociale costituito e solidamente conservatore.
Dunque io e Giovanni Moscato andammo avanti nel progetto, sembrandoci, al tempo, una straordinaria testimonianza di cultura contemporanea e innovativa. Scegliemmo come locale di rappresentazione (in realtà era un one show man proprio alla maniera di Dario)... scegliemmo dunque e ottenemmo la cosiddetta Sala Nazzari: un grande salone della ex GIL (Gioventù italiana del Littorio) attaccata all'attuale cine Astor; sala che un illuminato imprenditore, peraltro nordico, Signor Nazzari, aveva allestita come sala banchetti.
Stare accanto a Dario Fo era un piacere, si discorreva amabilmente e con serenità.
Nel pomeriggio un foltissimo pubblico riempì la sala trasformata in una sorta di auditorium con delle pedane per favorire la recitazione.
Dario Fo, secondo il suo stile, fu straripante, travolgente, coinvolgente, irruento, irrispettoso di forme e formalismi, divoratore di concetti ed esplicatore a mitraglia di idee anti convenzionali.
Recitò gran parte di Mistero Buffo davanti ad un pubblico differenziato, che non sempre era concorde e di tanto in tanto rumoreggiava, per esprimere un qualche dissenso.
Naturalmente il successo fu enorme.
Comunque sia, in un'atmosfera che era diventata a dir poco rovente, Giovanni Moscato apre il dibattito del dopo-spettacolo, e lì tanto tuonò che piovve, piovve una grandinata mai vista.
Dario Fo fu irrefrenabile nello schiacciare considerazioni contrarie alle sue enunciazioni su cui lo spettacolo spesso slittava verso la religione e la politica.
Insomma grande successo ma alla fine anche grande confusione. E lo stesso Giovanni, preso dalla sua passionalità, tra polemiche e risposte durissime, decise prudentemente di chiudere il dibattito tra le alterate lamentele del pubblico e dello stesso Dario Fo, che comunque aveva raccolto grandi consensi sia per la sua arte sia per le sue prolusioni.
Dario Fo - come sempre - anche ad Agrigento fu un personaggio fuori dalle righe e dai canoni usuali dei formalismi sociali e intellettuali.
Oggi purtroppo subiamo come cittadini e come intellettuali un'altra grande assenza di una voce contro.
Gloria a te, grande Dario".
Volontariato. Domenica 16 ottobre, donazione di sangue presso la sede Adas di Grotte
Verrà effettuata domenica 16 ottobre, dalle ore 08.00 alle ore 12.15 a Grotte, presso la sede Adas di Via Francesco Ingrao n° 92-94, la raccolta di sangue che, con cadenza mensile, coinvolge i donatori grottesi. L'autoemoteca sosterà nel piazzale interno della struttura.
Domenica 16 ottobre - ore 08.00/12.15
Seguici su 14/10/2016
Riconoscimenti. 3° posto per William Criminisi al CIBER Case Challenge dell'Università del Connecticut
William Criminisi, studente del terzo anno di Amministrazione Aziendale e Diritto presso l’Università di Trento, ha conquistato l’ambito podio della competizione internazionale organizzata dal Center for International Business Education and Research dell’università americana del Connecticut.
La CIBER Case Challenge, tenutasi dal 5 al 9 ottobre 2016, giunta quest’anno alla 13^ edizione, è una competizione internazionale alla quale partecipano studenti meritevoli selezionati da università di tutto il mondo, per l’analisi e la presentazione di un caso aziendale ad una giuria di economisti accademici.
Viabilità. Divieti di transito e sosta, il 16 ottobre, per un defilé al Mulino RistoMuseo
Per consentire lo svolgimento di un defilé di moda organizzato dal Mulino RistoMuseo, in programma per domenica 16 ottobre, è stata emessa una ordinanza con la quale si istituisce il divieto di transito e di sosta nelle vie e negli orari in cui si terrà la manifestazione.
ORDINANZA N° 35 DEL 13/10/2016
VISTA l’istanza n.11268 del 03/10/2016, presentata da Fantauzzo Amedeo, titolare amministratore del Bar Ristorante “Mulino RistoMuseo”, con sede a Grotte in Via F.sco Crispi n° 30, con la quale chiede, per il giorno 16/10/2016 dalle ore 18.00 alle ore 24.00, l’inibizione al transito del tratto veicolare del Corso Garibaldi e la Via F.sco Crispi, tratto che va dall’angolo della Via Confine all’angolo della Via Machiavelli in occasione di un defilé di moda in cui sono coinvolti altri esercenti locali;
RITENUTO di dover accogliere la suddetta istanza stante che la cittadinanza verrà coinvolta riunendosi in quel tratto di strada;
CONSIDERATO che per il normale svolgimento della manifestazioni si rende necessario inibire parte del Corso Garibaldi la Via F.sco Crispi “zona del vecchio mulino” tratto di strada che va dall’angolo della Via Confine all’angolo della Via Machiavelli;
Giorno 16 ottobre 2016, dalle ore 18.00 alle ore 24.00, è istituito il divieto di transito e di sosta per tutti i veicoli in Corso Garibaldi e Via F.sco Crispi, tratto compreso tra la Via Confine e la Machiavelli.
Dalla Residenza Municipale, lì 14 ottobre 2016.
Iniziative. "Passo e... spasso!", la "Passeggiata della Salute"; percorso di venerdi 14 ottobre
Questo sarà il programma ed il nuovo percorso di oggi, venerdi 14 ottobre:
Via Carnevale, Via Fonte, Via Cirillo, Via Meli, Via Arno, Via Bruto, Via Vico, Via Sturzo, Viale Matteotti, Via Leopardi, Viale della Vittoria, Via Padre Pio, Via Madonna delle Grazie, Via Santa Rita, Via Guido Rossa, Via Santa Venera, Via Duca d’Aosta, Via Cascino, Via Colombo, Via Saluzzo, Via Sacramento, Via Lincoln, Via Tasso,Via Etna, Via Orsini, Via Collegio, Via Machiavelli, arrivo Piazza Magnani.
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Ambiente. Dal piazzale del Calvario, vista sul panorama del paese e sulle bottiglie vuote
É uno dei migliori punti d'osservazione del panorama di Grotte. Conosciuto da tutti e frequentato soprattutto nel periodo di Pasqua. Si tratta del piazzale che, da Via Aldo Moro, introduce alla sommità del Calvario.
Da lì è possibile ammirare il corso principale con la chiesa Madre e il Purgatorio, la chiesa del Carmelo e la facciata del Municipio; alzando lo sguardo a sinistra si distingue la guglia del campanile di san Rocco mentre verso destra si scorgono le campagne della "Rina" (Contrada Arena). Di fronte, in lontananza, le colline che sovrastano la "Rocca 'a Petra".
Un luogo ottimale dal quale gli innamorati, nelle lunghe notti estive, vedono le luci del paese e le stelle, trasportati dalla passione.
Altri vi sono condotti dalla passione per l'alcol. Come biasimare chi vuol farsi una birra in serenità, in compagnia di pochi amici? Certo che, se il desiderio di indulgere alle bevute si unisse al rispetto per l'ambiente, non ci sarebbe nulla da obiettare. Purtroppo i "bevitori" pare abbiano acquisito da tempo la cattiva abitudine di abbandonare le bottiglie vuote nei pressi dell'unico raccoglitore per la spazzatura installato sul posto.
Ma quale raccolta differenziata? Chi se ne importa della pulizia del piazzale e del pericolo dei vetri rotti? Che ci pensino altri a pulire! Vero è che lo svuotamento del cestino dei rifiuti e lo spazzamento del piazzale, da parte degli operatori ecologici, non è quotidiano, ma è anche vero che è più facile mantenere pulito che pulire.
Perciò l'invito ai "bevitori" è quello di contribuire a mantenere pulito questo luogo pieno di fascino; agli operatori di prodigarsi affinché periodicamente ne venga assicurata la pulizia.
Quanto al cestino dei rifiuti, se deve diventare ricettacolo di sporcizia di ogni genere è auspicabile che venga rimosso (ed eventualmente riposizionato solo durante la Settimana Santa).
Comune. Bando per la formazione della graduatoria degli aspiranti all'assegnazione di un alloggio
É stato pubblicato in data 11 ottobre 2016 un bando di concorso per la formazione della graduatoria degli aspiranti all’assegnazione dell’alloggio di edilizia residenziale pubblica sito nel Comune di Grotte nel Piazzale P. Vinti n.2 indetto ai sensi della l.r. n.1/1979 e D.P.R. n.1035/1972. Le domande relative al concorso debbono essere presentate perentoriamente entro le ore 13.00 del sessantesimo giorno dalla data di pubblicazione del bando. Alcuni dei requisiti per poter partecipare al concorso: essere in possesso della cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea; avere la residenza nel Comune di Grotte o dimostrare di svolgervi la propria attività lavorativa; non risultare nel territorio Grotte titolare del diritto di proprietà, di usufrutto o di abitazione su di un alloggio adeguato alle esigenze abitative del proprio nucleo familiare, oppure di uno o più alloggi in qualsiasi località del territorio nazionale che, dedotte le spese nella misura di un 25%, consenta un reddito superiore a euro 309,87; non avere ottenuto l’assegnazione in locazione, in proprietà o con patto di futura vendita di un alloggio costruito a totale carico o con il concorso o il contributo o con il finanziamento agevolato in qualunque forma concessi dallo Stato o di altro Ente Pubblico; fruire di un reddito annuo complessivo, per il nucleo familiare, che diminuito di 516,46 per ogni figlio che risulti essere a carico e calcolato nella misura del 60% (ove alla formazione del reddito predetto concorrano redditi di lavoro dipendente), risulta non superiore a €. 15.061,49. Le domande debbono essere compilate, a pena di esclusione, su moduli appositamente predisposti presso il Comune di Grotte, Ufficio Affari Generali nonché presso lo I.A.C.P. (Istituto Autonomo Case Popolari) di Agrigento.
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Ambiente. Differenziare il rifiuto organico in sacchetti biodegradabili o in contenitori a tenuta stagna
L'Amministrazione comunale, con l'avviso che pubblichiamo di seguito, invita i cittadini a porre maggiore attenzione nell'effettuare la raccolta differenziata del rifiuto organico (umido).
AVVISO AI CITTADINI - RACCOLTA DIFFERENZIATA
Si verifica con ricorrenza che il rifiuto organico venga esposto all'interno di sacchetti di plastica non biodegradabili.
A decorrere dal prossimo giovedì 13 ottobre 2016 gli operatori non ritireranno il rifiuto organico contenuto in sacchetti di plastica tradizionali (non biodegradabili) oppure mischiato con altri tipi di rifiuto.
Pertanto l'organico dovrà essere riposto all'interno di un secchio a tenuta stagna eventualmente con sacchetto biodegradabili.
Grotte, 11 ottobre 2016
Economia."L'educazione finanziaria e la tutela del consumatore"; convegno con la "Kore" e Banca d'Italia
Lo scorso venerdi 7 ottobre, su iniziativa del prof. Alfonso Provvidenza (docente universitario di Economia degli Intermediari Finanziari), si è svolto a Grotte un convegno sul tema "L'educazione finanziaria e la tutela del consumatore", con la partecipazione dell'Università "Kore" di Enna e della Banca d'Italia.
Nel corso della mattinata il dott. Antonino Genchi, "Divisione Gestione Servizi di Pagamento" della sede di Palermo della Banca d'Italia, ha incontrato gli studenti della scuola media dell'Istituto Comprensivo "Angelo Roncalli", ai quali ha illustrato le caratteristiche di sicurezza delle banconote.
A partire dalle 15.30, presso l'auditorium "San Nicola", sì è svolta la seconda parte del convegno, nel corso della quale, dopo i saluti del Sindaco di Grotte e l'introduzione del prof. Alfonso Provvidenza, hanno parlato:
- il prof. Vincenzo Fasone (Presidente del Corso di Laurea in Economia Aziendale - Università "Kore" di Enna) sul tema "L'educazione finanziaria nella cultura economica e sociale";
- la dott.ssa Giovanna Vanella (Divisione Vigilanza - sede di Palermo della Banca d'Italia) sul tema "Il ruolo della Banca d'Italia a tutela del consumatore e le funzioni dell'Arbitro bancario finanziario";
- il prof. Vincenzo Marinello (Professore di Statistica Economica e di Controllo Statistico delle Qualità - Università "Kore" di Enna) sul tema "Il mercato del credito in Sicilia";
- il prof. Alfonso Provvidenza (Professore di Economia degli Intermediari Finanziari - Università "Kore" di Enna) sul tema "La vulnerabilità finanziaria delle famiglie".
Numerosi gli spunti di riflessione emersi nel corso degli interventi. Anzitutto l'importanza dell'alfabetizzazione finanziaria sin dalla scuola media. Da un'indagine OCSE risulta che l’Italia, in merito all'educazione finanziaria, non è tra i migliori Paesi in Europa: in una scala di 5, l'italiano medio si ferma a livello 2. Senza un approfondimento delle conoscenze in questo ambito, difficilmente i cittadini italiani saranno in grado di partecipare alla vita economica e finanziaria del Paese. In Italia, dove solo il 44% dei cittadini ha un conto corrente o una carta prepagata mentre la media dei paesi OCSE è del 54%, sono poco diffusi i pagamenti con carta di credito per piccoli importi. Per contribuire a diffondere l’educazione finanziaria, un ruolo determinante lo svolge la Banca d’Italia, che contribuisce a migliorare le condizioni di diffusione dei concetti di cultura finanziaria e di crescita economica del nostro Paese.
Tra i compiti dell'Istituto, quello di tutelare i clienti in campo finanziario, per ragioni di carattere politico e per ragioni di equità. La Banca d'Italia svolge il suo intervento a tutela del consumatore, per favorire l'inclusione finanziaria (sollecitare conti correnti a costo contenuto, il microcredito, la portabilità dei mutui e dei conti correnti). La Banca d’Italia, insieme al Ministero dell’Istruzione ha attivato iniziative per gli insegnanti, al fine di dare strumenti didattici utili a diffondere l'educazione finanziaria verso gli studenti. Altri progetti vengono realizzati a favore degli anziani (i quali in realtà hanno limiti, rinunciano a comprendere e fanno scelte non ottimali rispetto alle loro capacità economiche), verso i quali le banche non possono limitarsi ad assolvere l'obbligo informativo (fargli firmare fogli). Perciò la tutela del consumatore si rivela uno strumento che consente di ampliare scambi e rinsaldare il rapporto fiduciario. Altrimenti si hanno minori rapporti con la clientela, minore fiducia dei clienti, perdita di redditività con conseguente crisi e uscita dal mercato. Nel rapporto tra la banca ed il cliente, la trasparenza e la fiducia sono essenziali. La Banca d’Italia ha la tutela diretta ed indiretta del consumatore poiché verifica che le banche e gli intermediari finanziari mettano in atto trasparenza e correttezza, analizza gli esposti, eroga le sanzioni, promuove iniziative di educazione finanziaria. Il DL141/10 riconosce la trasparenza e la correttezza come finalità autonome della Vigilanza (art. 5 e 127 TUB).
Le verifiche ispettive rappresentano uno strumento di tutela di interesse pubblico generale; i rilievi più frequenti riguardano le modifiche unilaterali delle condizioni contrattuali (non comunicate o generiche), l'incompletezza informativa precontrattuale, la differenza tra i fogli informativi e le condizioni applicate ai clienti, la vendita dei finanziamenti con obbligo di polizze vita, l'estinzione anticipata dei finanziamenti. La Banca d’Italia interviene anche nella gestione degli esposti, che sono delle lettere con le quali il cliente lamenta anomalie vere o presunte. In prima istanza sono le banche che devono gestire i reclami entro 30 giorni, oltre i quali (non avendo ottenuto risposta o con risposta non soddisfacente) il cliente si può rivolgere all'Arbitro Bancario Finanziario (nelle sezioni di Roma, Milano o Napoli, secondo il domicilio del ricorrente), inviando l’esposto presso la segreteria tecnica che ha sede in tutte le filiali della Banca d’Italia. Spesso dagli esposti si rilevano carenze o difficoltà interpretative delle banche. L'Arbitro Bancario Finanziario è uno strumento di tutela del contraente debole, favorisce la standardizzazione dei contratti e l'alleggerimento della giustizia civile. La sua attività si esplica per importi inferiori sino a 100.000 euro e per controversie non precedenti la data dell'01/01/2009. Non opera riguardo strumenti finanziari complessi o azioni. I costi per attivare la procedura, per la quale non è necessaria l'assistenza di un legale, sono molto contenuti: 20 euro a carico del cliente (che vengono rimborsate dalla banca nel caso si concluda con esito a lui favorevole) e 200 euro a carico dell'intermediario. La procedura, che è solo documentale, si conclude con l'emanazione di un provvedimento decisorio (secondo diritto) che non è vincolante per le parti. I benefici per il cliente ricorrente sono molteplici: tempi di definizione ridotti, costo contenuto, uniformità di orientamenti (tra le varie sezioni dell'ABF), legame con la Vigilanza. Inoltre i provvedimenti vengono pubblicati sul sito ufficiale dell'ABF, e costituiscono "precedente" in caso di fattispecie simili, da produrre - da parte del cliente - come valida documentazione in controversie nei confronti della banca. I ricorrenti, nel 93% dei casi sono consumatori; nel restante 7% sono non consumatori. Le materie dei ricorsi hanno riguardato: carte di credito, conti correnti, bancomat, cessione del 5° dello stipendio, mutui. Aumentano il numero dei ricorsi presentati con l'assistenza di legali (pur non essendo necessaria), a causa della scarsa educazione finanziaria dei cittadini. Nel 2015 sono stati pari al 41% i ricorsi accolti; al 27% quelli cessati (per intervenuto accordo tra le parti); del 32% respinti. Riguardo il mercato del credito alle famiglie, si è registrato un calo dei prestiti per il credito al consumo ed una crescita dei prestiti per l'acquisto dell'abitazione (a causa della riduzione del tasso dei mutui e della possibilità di rinegoziazione). Le erogazioni di credito alle imprese nel 2015 si sono ridotte rispetto al 2014, con un calo soprattutto nel settore costruzioni e manifatturiero; invece vi è stato un aumento dei finanziamenti alle aziende agricole (per effetto del sostegno delle banche a completamento degli investimenti comunitari erogati con i fondi europei PSR). Il credito è tornato a crescere per le imprese con condizioni finanziarie e reddituali solide. Da una indagine su 26.000 società è emerso che spesso le piccole e medie imprese hanno difficoltà all’accesso al credito. Sulla qualità del credito, nel 2015 in Sicilia il flusso delle sofferenze risulta essere diminuito.
É impietosa l'analisi riguardante le famiglie. La famiglia italiana si sovraindebita a causa del credito al consumo, è meno ricca, è diminuito il suo potere d’acquisto e ha problemi con l’indebitamento, per un valore complessivo di circa 58,9 miliardi di euro, anche nei confronti di Tim, Enel, Pubblica Amministrazione e Assicurazioni. Il 40,2% è in difficoltà con la spesa quotidiana, mentre per la maggior parte delle famiglie anche una spesa imprevista di 800,00 euro costituirebbe un aggravio insostenibile. Il 14% ha difficoltà a rimborsare le rate del mutuo ed il 18% delle famiglie ha difficoltà a pagare le rate del riscaldamento. Il credito al consumo medio è di 4.972,00 euro. Sono 7 milioni le pratiche di recupero “sostenibili”, per le altre si procede all’esproprio di auto, mobili, cellulari. Vi sono 38 milioni di posizione inevase da recuperare, ed è del 15,9% il recupero annuo medio. Purtroppo i cittadini non hanno la reale cognizione dei tassi soglia per l’ipotesi usura, e non sanno che per il credito revolving sino a 5.000 euro il tasso consentito (legale) può essere sino al 24,41%; per l'apertura di credito in conto corrente sino al 18,1875%. Nella percezione dei cittadini, nel 2014 le condizioni economiche sono peggiorate con difficoltà in termini assoluti, maggiori per le famiglie della Sicilia e della Sardegna. Per arrivare a fine mese si utilizzano i risparmi. Il 62% arriva a fine mese con difficoltà; il 34% ha difficoltà a pagare le spese mediche; il 37% non arriva a fine mese. Nelle isole addirittura il 70% delle famiglie attinge dai risparmi per arrivare a fine mese. Per il 46,6% dei cittadini, il sistema bancario non aiuta le famiglie. Da una recente indagine del 2016 il 16,9% degli intervistati afferma di conoscere qualcuno che si è rivolto ad un usuraio; il 27% si rivolge alla mensa della Caritas; il 28% perde il denaro al gioco.
A conclusione del convegno, i relatori hanno risposto ad alcune domande formulate dai presenti.
(Pubblichiamo alcune immagini del convegno: 30 foto di © Associazione Culturale "Punto Info"). Carmelo Arnone
Convegno con la Kore e Banca d'Italia (Foto) Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"
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- ore 18.30, in chiesa Madre, adorazione Eucaristica.Venerdi 14 ottobre
- ore 20.15, nei locali della chiesa San Francesco, catechesi tenuta dai fratelli del Cammino Neocatecumenale.Sabato 15 ottobre
Coloro che vogliono contribuire alla celebrazione dell'Ottavario dei Defunti si possono rivolgere a Maria Ingoglia o Domenico Vizzini (per la chiesa Madre), ed a Bettina Cutaia (per la chiesa Madonna del Carmelo).
I parroci invitano a segnalare le persone che non possono uscire da casa e desiderano ricevere la Comunione ogni domenica.
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Cinema. "Sul'Amuri", film di Giovanni Volpe, dal 13 ottobre al Cinema Mezzano di Porto Empedocle
“SUL’AMURI”
Un amore impossibile da dimenticare. Un amore impossibile da vivere. Una storia di vinti senza vincitori.
Una storia di vinti alla deriva che il mare della vita ha lasciato sul bagnasciuga; eppure credevano di vivere...
un film scritto e diretto da Giovanni Volpe,
liberamente tratto da “La Lupa” di Giovanni Verga
e libero adattamento dello spettacolo teatrale “Malerba e la Lupa” di Giovanni Volpe.
Giorgia Flora, Giovanni Volpe, Angelo Costanza
Giovanna Dominici, Francesca Carrubba, Giuseppe Crapanzano e con Carmelo Rappisi. Musiche composte e orchestrate da Accursio Antonio Cortese. Progetto audio di Antonio Lo Presti.
Una produzione SAC&T realizzata da ArTesia. Valle dei Templi Film Commission Distretto Turistico Regionale. ITA 2016
In programmazione al Cinema Mezzano di Porto Empedocle
da giovedì 13 ottobre, due proiezioni giornaliere alle ore 18.00 e alle ore 20.30.
(Vedi il trailer)
Dialoghi. "Il cane di Alcibiade e il referendum di Renzi"; di Giuseppe Castronovo
Con l'approssimarsi della data in cui si svolgerà il Referendum sulla riforma costituzionale, voluta dal nostro presidente del Consiglio Renzi, si infiamma, senza esclusioni di colpi, il dibattito tra le forze politiche schierate dall'una e dall'altra parte. Ne abbiamo discusso anche noi al Circolo della Concordia e il prof. Vezio, da par suo, ha trovato un precedente storico dell'azione renziana in Alcibiade che fu protagonista della scena politico-militare ateniese durante la seconda fase della "Guerra del Peloponneso". L'amico Giacomo, da parte sua, ricordandoci la dottrina vichiana dei "Corsi e ricorsi storici" e dopo aver messo a confronto il nostro presidente Renzi con il politico ateniese Alcibiade ha concluso affermando che "ancora una volta la storia si ripete".
"Il cane di Alcibiade e il referendum di Renzi"
Totò: Amici, più si avvicina il 4 dicembre, fatidica data in cui si svolgerà il Referendum sulla riforma costituzionale voluta dal presidente del Consiglio Renzi, più mi riesce difficile comprendere la strategia seguita da Renzi e dai suoi consiglieri in tutta questa operazione.
Totò: Ovviamente l’oggetto della mia riflessione è stato la “Riforma costituzionale”. Spiego meglio, così come richiesto dall’amico Marco, il mio pensiero. Vedete, quando penso agli esodati, cioè a persone che in una notte si sono trovati per anni e anni senza stipendio e senza pensione, a seguito della Legge Monti-Fornero, mi chiedo perché a Renzi sia mancato quel piglio decisionista che invece ha sfoderato nell’imporre al Parlamento le sue modifiche costituzionali lasciando di fatto ai margini dell’agenda politica il tema esodati.
Ennio: Vorrei che tutti riflettessimo un po’ di più sul “problema immigrati”: più di undicimila sbarchi in quattro giorni sono numeri da non sottovalutare che devono farci riflettere sulla gravità del problema.
Giacomo: Quelli evidenziati dagli amici sono tutti problemi da far tremare i polsi anche al più avveduto uomo politico. Eppure se il nostro presidente Renzi ha messo al primo posto della sua azione politica proprio la Riforma Costituzionale un motivo ci sarà. Quale sarà? Prof. Vezio, l’altro giorno abbiamo iniziato ad affrontare questo tema, ma non abbiamo trovato una risposta a questo interrogativo sulla quale trovare un consenso più o meno unanime; lei, che sicuramente si sarà fatta un’idea dell’operazione renziana, ci può illustrare il suo pensiero?
Vezio: Vedete amici miei, è da qualche giorno che sono alla ricerca di precedenti storici capaci di rendere comprensibile l’operazione renziana. Ebbene l’ho trovata in un personaggio della Grecia antica di nome Alcibiade. Vissuto tra il 450 e il 404 a. C. fu protagonista della vita politica e militare ateniese durante la II fase della “Guerra del Peloponneso”. Le notizie che abbiamo di lui ci vengono fornite principalmente dallo scrittore Plutarco che,oltre a descriverlo come politico capace di simulare e dissimulare, gli attribuisce un’arte tutta particolare nell’accalappiare le persone, capace, com’era, di cambiamenti più radicali e rapidi di quelli di un camaleonte. Tra gli episodi capaci di evidenziare la sua personalità basterà ricordare che una volta mentre teneva un pubblico comizio la gente rumoreggiava in segno di dissenso per la sua azione politica. Non riuscendo a calmarla chiede ai suoi consiglieri di portargli sul palco il suo cane. Persistendo il dissenso chiese che gli portassero anche una forbice con la quale non esitò a tagliare la coda del cane. Un’azione che suscitò l’ira dei presenti. Quando i suoi gli chiesero ragione dell’azione, fu lui che di rimando ribatté chiedendo loro perché la gente continuasse a rumoreggiare così tanto, e quando gli risposero che quel taglio era stata un’azione orribile rispose così: “Se la gente è così impegnata a parlare della coda del mio cane vuol dire che ha smesso di criticare la mia gestione della cosa pubblica ed era questo il mio obiettivo che, a quanto pare, è stato pienamente raggiunto. Per quanto riguarda il cane fatelo medicare immediatamente qui sul palco e riportatelo a casa”. La sua azione politica nel corso della “Guerra del Peloponneso” si caratterizzò per la sua intrinseca contraddittorietà e spregiudicatezza: in un primo tempo rivolta ad accrescere la potenza di Atene che non esitò a tradirla in un secondo momento per favorire la rivale Sparta. Non esitò infine ad allearsi con i Persiani contro le stesse Sparta e Atene. Un uomo che viene ricordato per aver illuminato la sua Atene di una luce tanto brillante quanto fatua. Non a caso con la sua azione politica contribuì non poco a condurre Atene alla rovina e al suo definitivo declino politico e culturale.
Giacomo: Prof. Vezio, visto che Renzi per far approvare la modifica di ben 47 articoli, nelle centinaia di votazioni svoltesi nelle due Camere parlamentari, non ha esitato minimamente ad avvalersi di decine di maggioranze diverse tra loro; viste le riflessioni svolte dagli amici e la sua ricerca, così felicemente azzeccata, di precedenti storici nell’azione politica del nostro Presidente Renzi; le chiedo, ricordando la dottrina di Giovan Battista Vico denominata “Corsi e ricorsi storici”, se possiamo dire che dopo 2400 anni ancora una volta la storia si ripete.
Vezio: Hai detto bene. Giuseppe Castronovo
Seguici su 08/10/2016
Ambiente. "Piano Comunale Amianto": prorogata presentazione auto-notifica, entro 30 giorni
Al fine di poter raccogliere ulteriori istanze da parte dei cittadini, l'Amministrazione comunale (nelle persone dell'Assessore all'Ambiente e del Sindaco) ha ritenuto di prorogare per ulteriori 30 giorni il termine per la presentazione dell'auto-notifica, da parte di privati o di soggetti pubblici proprietari di manufatti contenenti amianto. Decorso tale termine, il Comune di Grotte predisporrà un "Piano Comunale Amianto", per poter accedere ai finanziamenti previsti per lo smaltimento dei manufatti contenenti amianto, che sarà inviato alla Regione. La comunicazione di auto-notifica, tramite il
modulo per i privati ed il
modulo per i soggetti pubblici, oltre ad essere un preciso obbligo di legge, costituisce l'elemento essenziale per poter smaltire, in futuro, i materiali contenenti amianto, a titolo gratuito o con un minimo contributo (in base al contributo che la Regione assegnerà al Comune). L'auto-notifica deve essere inviata al Comune di Grotte ad all'Ufficio ARPA provinciale. Di seguito, l'avviso ufficiale.
visto il Piano Nazionale Amianto 2013;
vista la l.r. n° 10 del 29 aprile 2014;
vista la Circolare del 22 Luglio 2015, recante le linee guida per la redazione, in tutti i Comuni della Regione Sicilia, del “Piano Comunale Amianto”;
considerato che l’obiettivo del Piano è quello di pervenire in tempi brevi al censimento di tutti i siti, edifici, impianti, mezzi di trasporto, manufatti e materiali contenenti amianto; AVVISA
la cittadinanza che, in attuazione della l.r n° 10 del 9 aprile 2014 e delle linee Guida per la redazione del “Piano Comunale Amianto”, è fatto obbligo a tutti i soggetti pubblici e privati, proprietari di siti, edifici, impianti, mezzi di trasporto, manufatti e materiali contenenti amianto, di darne comunicazione all’ARPA territorialmente competente per il tramite del Comune di Grotte Piazza Umberto I, indicando tutti i dati relativi alla presenza di amianto.
Ai fini della salvaguardia della salute dei cittadini dai rischi derivanti dall’esposizione all’amianto, ai sensi del comma 7 dell’art. 5 della l.r. n° 10/2014, per agevolare il censimento dell’amianto, il Comune ha predisposto un apposito modulo, da restituire debitamente compilato, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente avviso.
Il modulo di auto notifica (modulo per i privati ed il
modulo per i soggetti pubblici) è scaricabile dal sito internet del Comune di Grotte è dovrà essere compilato in duplice copia da inviare rispettivamente al Comune di Grotte e alla sede dell’ARPA di Agrigento Via Crispi n° 46.
Si avvertono i cittadini che la violazione all’obbligo di auto notifica determinerà l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 15, comma 4 della Legge 27 Marzo 1992 n° 257, cosi come previsto dall’art. 5 comma 6 della L.R n° 10/2014.
La redazione e l'invio della Regione Siciliana del Piano Comunale Amianto consentirà l'accesso ai finanziamenti all'uopo previsti ai fini dello smaltimento e della conseguente tutela della salute pubblica.
Dalla Residenza Municipale, lì 07/10/2016
Riflessioni. "Il Cantico delle Creature della politica dell'oggi"; di Antonio Pilato
"Il Cantico delle Creature della politica dell’oggi (nel tono esaltante dell’ironia).
Altissimu, onnipotente bon Presidente del Consiglio,
et nullu homo di qualsiasi altro partito e movimento culturale ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature parlamentari,
di ogni ordine e grado della piramide politica e sociale,
e specialmente messor lo frate Sol Padoan lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu, anche se da rottamare, e radiante cum grande splendore:
per sora Luna Boschi e le stelle di altre ministre
in celu l'ài formate clarite et pretiose
et belle, come anche la ministra Madia, che parla poco per virtù dell’alto sole.
Laudato si', mi' Signore, per frate ministro Poletti e per la nostra ministra Beatrice Lorenzin.
Perché rendono aere et nubilo et sereno et onne tempo,
Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua Serracchiani
nella regione di cui è presidente e nel ruolo che occupa in parlamento, et pretiosa et casta.
Laudato si', mi Signore, per frate Franceschini
per lo quale illumini la nocte della cultura:
Laudato si', mi Signore, per sora nostra matre Finocchiaro,
Laudato si', mi Signore, per quelli ministri che perdonano per lo tuo amore
Beati quelli ke 'l sosterranno la pace come il ministro Orlando, et il Presidente Mattarella
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati in eterno.
le nostre sofferenze economiche e la disperazione di tutti i centocinquantamila giovani, e più,
che vanno all’estero per trovare lavoro, grazie a questa opportunità della globalizzazione.
Ringraziamo in assoluto il Governo e tutte le istituzioni,
come ha sostenuto in questi giorni il caro Presidente della Repubblica,
dala quale nullu homo vivente po’ skappare:
ancor più votando no a questo referendum;
beati quelli ke trovarà ne le Tue santissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate e serviateli cum grande humilitate,
tutti quelli che credono nelle parole, nelle promesse di questo presidente fiorentino,
grande amico di Dante Aligheri e del comico Benigni,
anche se tutte quante le pallonate non verranno mai realizzate,
perché quel che conta veramente è tenere allegri tutti gli italiani:
pensionati, disoccupati, impoveriti, giovani,
e quanti altri non hanno più speranza di migliore l’esistenza economica
in questo mondo di falsi e di ladri".
Seguici su 07/10/2016
I cittadini che volessero svolgere il servizio di Presidente di seggio elettorale, che ne abbiano i requisiti e che non siano già iscritti nell'apposito albo, possono presentare domanda entro il 31 ottobre 2016. Pubblichiamo, di seguito, l'avviso relativo all'aggiornamento dell'albo ed il
modello di domanda.*****
Visto che ai sensi dell’art.1 della legge 21 marzo 1990, n.53, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n.68 del 22 Marzo 1999, che ha istituito l’Albo delle Persone idonee all’ufficio di Presidente di seggio elettorale presso la cancelleria di ciascuna Corte d’Appello.
Visto che i cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune, in possesso dei requisiti di idoneità, possono chiedere, entro il mese di ottobre di ogni anno, di essere iscritti nel predetto Albo presentando
apposita domanda al Sindaco ai sensi dell’art.1 della citata legge n. 53/90.
Gli elettori che abbiano interesse ad essere inseriti nell’Albo delle persone idonee all’ufficio di Presidente di seggio elettorale, a
presentare domanda, entro il 31 ottobre 2016 presso questo Comune.
Dalla Residenza Municipale, lì 29/09/2016
Modello di domanda per l'ufficio di Presidente di seggio elettorale Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"
Teatro. La commedia "Lu Serafinu addummisciutu"di Aristotele Cuffaro sulla scena in Belgio; dal 13 ottobre
Sarà in tournée in Belgio, a partire dal prossimo 13 ottobre, la compagnia teatrale "Nino Martoglio", fondata e diretta da Aristotele Cuffaro. I giovani attori grottesi, attesissimi dalla comunità italiana in Belgio, daranno vita a due rappresentazioni della commedia brillante in 3 atti "Lu Serafinu addummisciutu" (della quale è autore e regista lo stesso Aristotele Cuffaro). Per informazioni sulle due date - venerdi 14 ottobre al Centro Culturale di Seraing e sabato 15 ottobre a Montagnée - è attiva la linea telefonica al numero 04.3375454.
Mattatore e protagonista della scena è lo stesso autore, Aristotele Cuffaro, nei panni di Gardiddu (il direttore); con lui sul palco gli attori: Isabella Villani (Tresa, sua moglie); Gabriele Russello (Crisantemu, suo cognato); Luca Russello (Zì Riguardu, vicino di casa); Ilaria Polifemo (Zà Pitrusina, sua moglie); Antonio Mercato (Dottore Peppi, cugino di Tresa); Flavia Iannello (Dottoressa Serafina); Gaetano Tirone (Crucifissu, agente delle pompe funebri). Fonico e datore luci: Vincenzo Salvaggio.
Questa la trama della commedia: il Direttore Gardiddu, in piena notte, si alza per andare in bagno dopo avere avvertito un fortissimo dolore all’apparato genitale, ma non riesce. Decide di raccontare il fatto alla moglie Tresa che, impaurita dalla sospetta impotenza del marito, chiede a suo cugino dottore Crisantemu di visitarlo privatamente per mantenere il problema nel massimo della riservatezza. Dopo diverse vicissitudini, intrecci, doppi sensi, Gardiddu decide di farsi ricoverare in ospedale, sfidando il pregiudizio popolare di uno sposo inutile perché impotente.
Iniziative. "Passo e... spasso!", la "Passeggiata della Salute"; percorso di venerdi 7 ottobre
Questo sarà il programma ed il nuovo percorso di oggi, venerdi 7 ottobre:
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Scuola. L'attore Sebastiano Lo Monaco al "Roncalli": lezione di teatro per gli alunni
Ieri mattina, mercoledi 5 ottobre, l'attore Sebastiano Lo Monaco ha incontrato gli studenti del Roncalli.
Per gli alunni una nuova, esaltante esperienza che accade raramente, e quando succede la giornata scolastica assume una nuova dimensione.
Lo Monaco, attore, comico e produttore, abbandonando palchi e set cinematografici, ha fatto ritorno a scuola, a Grotte, per trovare i ragazzi del “Roncalli”.
Non nei panni di un docente misurato ma interpretando se stesso, regalando agli studenti il lato istrionico del suo carattere. In poche battute ha catturato l’attenzione del giovane pubblico, parlando di teatro, di Pirandello.
E sebbene tutti già conoscano le opere pirandelliane, quando ne parla lui sembra che abbaino un sapore diverso, un suono nuovo, una prospettiva mai raccontata.
Non ha fatto nessuno sforzo nel lasciarsi trascinare in una interpretazione dal vivo di Ciampa, il suo Ciampa. Non ha avuto bisogno di luci e riflettori per dare vita al suo personaggio. Gli sono bastati un pubblico, un applauso, un po’ di calore.
E poi, intercalando frasi dialettali, autenticamente siciliane, ha scherzato con i ragazzi e non ha evitato di concedersi, raccontando come è nato il suo amore per il teatro.
“Parte tutto tra i banchi di scuola - ha raccontato Lo Monaco - dove appena 15enne entro a far parte della compagnia teatrale della mia scuola”.
È forse per questo che Lo Monaco trova così semplice parlare di teatro nelle scuole, creando con il suo umorismo un’atmosfera unica. Basta che tocchi solo qualche corda per fare esplodere la curiosità degli studenti che lo sommergono di domande.
Come mai Lo Monaco - sempre pieno di impegni - ieri è tornato a scuola? Lo ha fatto per parlare di teatro, del piacere di andare a teatro, un posto fatto soprattutto per i giovani, a cui avvicinarsi per gustare con occhi diversi opere di scrittori nazionali e internazionali.
“La Fondazione Teatro Pirandello - ha spiegato Arianna Vassallo - ha dedicato una sezione della stagione teatrale 2016/2017 ai giovani, inserendo non solo opere classiche, ma anche spettacoli in lingua straniera”.
Il miglior modo per fare avvicinare al “Pirandello” di Agrigento i giovani è quello di portare tra loro un attore come Lo Monaco. Una strategia di marketing per promuovere la nuova stagione teatrale agrigentina, con la quale gli organizzatori hanno fatto centro.
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Sport. Aperte le iscrizioni ai corsi di nuoto CSEN, presso la piscina comunale di Aragona
Il comitato provinciale CSEN Sicilia organizza ad Aragona, presso la piscina comunale, corsi di nuoto aperti a tutti. Le attività saranno svolte in collaborazione con la S.S.D. CSEN Academy, che si avvale di personale altamente qualificato FIN (Federazione Italiana Nuoto) e CSEN (Centro Sportivo Educativo nazionale).
Per informazioni ed iscrizioni è possibile rivolgersi presso la piscina, tutti i giorni dalle ore 09.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00, oppure telefonare ai numeri 349.7426025 (Pasquale) e 331.6192795 (Amelia).
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Spettacolo. 14^ edizione del Premio "Nino Martoglio" - Città di Grotte
A chi mi chiede come sia andata la 14^ edizione del Premio "Nino Martoglio" Città di Grotte, rispondo senza titubanze che è andata benissimo. Non per piaggeria verso l'ideatore Aristotele Cuffaro, ma ad onor del vero.
Il clima incerto e piovigginoso di domenica 25 settembre non ha consentito che la manifestazione si svolgesse all'aperto, in Piazza Umberto I (ne avrebbero beneficiato gli spettatori); tuttavia si è tenuta nell'atrio interno del Palazzo municipale. Tutto occupato lo spazio, sia dei posti a sedere che dei posti in piedi. A condurre la serata, il produttore Francesco Bellomo e Alessandra Ferrara, accompagnati da una radiosa giovanissima "Miss" (della quale non ricordo il nome). Sul palco, insieme ad Aristotele Cuffaro, la dott.ssa Eliana Lo Castro Napoli (critico cinematografico, moglie del compianto Gregorio Napoli) e la dott.ssa Maria Lombardo (giornalista de La Sicilia). Come di consueto, il saluto istituzionale è stato dato dal sindaco Paolino Fantauzzo.
Il primo "Premio" ad essere consegnato è stato quello (mai conferito prima) "per meriti accademici" ad Antonio Zaffuto, da parte del dott. Giuseppe Arnone della Unicusano di Agrigento. Probabilmente si è voluto dare visibilità ad uno degli sponsor della manifestazione; scelta legittima ma che ha rappresentato il momento meno brillante dell'intera serata.
Pienamente condivisibile il conferimento del Premio Speciale "Gregorio Napoli" al regista Aurelio Grimaldi, consegnato dalla dott.ssa Eliana Lo Castro Napoli la quale, insieme alla dott.ssa Maria Lombardo, ha intavolato un interessante discorso sull'importanza e lo spazio che i quotidiani dedicano alle pagine culturali e sul ruolo della cultura nell'informazione e nell'editoria.
É seguita la consegna del Premio Artistico-Musicale al fisarmonicista Pietro Adragna, da parte di Enzo Napoli. La grandezza del plurivincitore mondiale di fisarmonica si è evidenziata già dalle prime note. La sua non è stata solo una esibizione di perfezione tecnica o di esecuzione impeccabile: è stata una prova di eccelsa genialità. Con il suo strumento ha comunicato emozioni che hanno raggiunto e coinvolto il pubblico in un crescendo di applausi sempre più calorosi. (Onore al merito anche al suo produttore Alfredo Lo Faro).
Il Premio Speciale "Francesco Pillitteri" è stato attribuito al duo Salvo La Rosa ed Enrico Guarneri (in arte Litterio). L'affiatatissima coppia, rodata in lunghi anni di successi del programma "Insieme" (che già prima della manifestazione non si è sottratta al pubblico con strette di mano, sorrisi ed autografi, rivelando gradi doti di umanità e simpatia), ha saputo suscitare - dall'inizio al termine del suo intervento - continue risate a scena aperta. Ancora una volta La Rosa e Guarneri si sono dimostrati maestri nel dispensare una comicità sempre garbata, mai volgare o sopra le righe.
In conclusione, Aurelio Grimaldi, Pietro Adragna, Salvo La Rosa ed Enrico Guarneri hanno davvero dimostrato di meritare il riconoscimento "alla sicilianità" rappresentato dal Premio "Nino Martoglio".
(Pubblichiamo alcune immagini della presentazione: 89 foto di © Maria Rita Grassagliata). Carmelo Arnone
Premio "Nino Martoglio" - 14^ edizione (Foto) Per intervenire su questo articolo: "Contattaci" o invia una "E-mail"
- ore 18.30, in chiesa Madre, adorazione Eucaristica.Venerdi 7 ottobre
- ore 18.00, in chiesa Madre, santa Messa.Sabato 8 ottobre
- i parroci invitano a segnalare le persone che non possono uscire da casa e desiderano ricevere la Comunione ogni domenica.
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Politica. Cortei funebri: "Il Sindaco che ha sconvolto una tradizione secolare"; nota del M5S Grotte
Il Meetup del Movimento 5 Stelle di Grotte, con una nota resa pubblica nella giornata di ieri, ha espresso la propria ferma disapprovazione sulla decisione adottata dalla Giunta e dalla Maggioranza, nel corso della seduta consiliare del 16 settembre 2016, riguardo la bocciatura della mozione sulla “Revoca ordinanza sui cortei funebri” presentata dal Gruppo "Grotte Libera e Solidale".
"La “felice idea” di adottare la deplorevole Ordinanza Sindacale n.13 del 29/6/2016, che obbliga i cortei funebri ad allungare il loro percorso, anche di chilometri, provocando rallentamento del traffico ordinario e inquinando maggiormente l’abitato di Grotte, è il frutto di mancanza di buon senso" scrivono i 5 Stelle, che continuano affermando: "E pensare che è del tutto lecita un’Ordinanza del Sindaco che sospenda la circolazione ordinaria per il tempo strettamente necessario, al pari di altre manifestazioni religiose e festaiole, per il passaggio ordinato del corteo funebre, (art. 7 del Codice della Strada). Non vi sono scusanti. Non soltanto il Sindaco Fantauzzo, ma anche la sua Maggioranza del Consiglio comunale, nel respingere la mozione della Minoranza per la revoca dell’Ordinanza che vieta il contromano, ha di fatto avvalorato la decisione del Sindaco".
Netta la disapprovazione del Meetup sull'operato del Sindaco - che "ha sconvolto una tradizione secolare e creato maggiori disagi ai cittadini" - e della Maggioranza "che tradiscono e non rispettano la volontà popolare".
Il prossimo venerdi 7 ottobre si terrà a Grotte un convegno sul tema "L'educazione finanziaria e la tutela del consumatore", con la partecipazione dell'Università "Kore" di Enna e della Banca d'Italia.
Promotore dell'iniziativa è il prof. Alfonso Provvidenza, docente universitario di Economia degli Intermediari Finanziari, che presenta così la manifestazione: "Ho avuto la disponibilità dell’Università “Kore” di Enna e di Banca d’Italia per organizzare un evento formativo/informativo a Grotte sull’educazione finanziaria. L’idea è quella di fare un incontro la mattina e uno il pomeriggio. La mattina è rivolto alla scuola media. Vi è un programma del Ministero per diffondere l’educazione finanziaria ai ragazzi dagli 11 ai 13 anni, e ci sono pubblicazione specifiche per questi ragazzi. Il seminario mattutino sarà della durata di non più di 2 ore con un rappresentante di Banca d’Italia, che parlerà delle caratteristiche di sicurezza delle banconote. Il pomeriggio, a San Nicola, si terrà un convegno, con i saluti istituzionali del sindaco Paolino Fantauzzo, le relazioni dei professori Fasone, Marinello e Provvidenza dell'Università degli Studi di Enna "Kore", e in particolare l'intervento della dott.ssa Giovanna Vanella sul tema "Il ruolo della Banca d'Italia a tutela del consumatore e le funzioni dell'Arbitro bancario finanziario". Sia Banca d’Italia che l’Università “Kore” di Enna sono state liete di aderire all’iniziativa e di venire a Grotte".
La prima parte del convegno, diretta agli alunni della scuola secondaria di primo grado, si svolgerà a partire dalle ore 12.00 del 7 ottobre, al plesso "V. E. Orlando" dell'Istituto Comprensivo "Angelo Roncalli"; il dott. Antonino Genchi, "Divisione Gestione Servizi di Pagamento" della sede di Palermo della Banca d'Italia, parlerà delle caratteristiche di sicurezza delle banconote.
Il programma del pomeriggio, a partire dalle ore 15.30 presso l'auditorium "San Nicola", sarà il seguente:
- Introduzione, a cura del prof. Alfonso Provvidenza;
- Saluti istituzionali del sindaco di Grotte Paolino Fantauzzo;
- "L'educazione finanziaria nella cultura economica e sociale", a cura del prof. Vincenzo Fasone (Presidente del Corso di Laurea in Economia Aziendale - Università "Kore" di Enna);
- "Il ruolo della Banca d'Italia a tutela del consumatore e le funzioni dell'Arbitro bancario finanziario", a cura della dott.ssa Giovanna Vanella (Divisione Vigilanza - sede di Palermo della Banca d'Italia);
- "Il mercato del credito in Sicilia", a cura del prof. Vincenzo Marinello (Professore di Statistica Economica e di Controllo Statistico delle Qualità - Università "Kore" di Enna);
- "La vulnerabilità finanziaria delle famiglie", a cura del prof. Alfonso Provvidenza (Professore di Economia degli Intermediari Finanziari - Università "Kore" di Enna).
Al termine degli interventi, gli interessati potranno formulare domande o considerazioni in merito agli argomenti presentati, sui quali si aprirà il dibattito.
Scuola. Il "Roncalli" inaugura il nuovo anno scolastico; martedi 4 ottobre in chiesa Madre
Sarà inaugurato il quattro ottobre, il nuovo anno scolastico a Grotte “Nel segno della solidarietà”.
Nel giorno di san Francesco “solennità civile e giornata per la pace, per la fraternità e il dialogo fra le religioni”, tutti gli studenti dell’Istituto Comprensivo “A. Roncalli” guidati dalla bandiera della pace si incontreranno nella chiesa Madre.
Un percorso immaginario, fatto di opere, esempi, messaggi, condurrà la comunità scolastica da san Francesco, apostolo della povertà, sostenitore della pace, dell'uguaglianza fra gli uomini, a Madre Teresa di Calcutta, madre dei poveri e icona della missione del XXI secolo.
Per rendere concreto il valore del dono, durante la celebrazione della Santa Messa, saranno raccolte delle offerte che serviranno ad acquistare materiale scolastico per i bambini di Amatrice.
La cerimonia di inaugurazione verrà conclusa dal coro di voci del Roncalli che intonerà la preghiera per la pace.
L’appuntamento è per martedi 4 ottobre in chiesa Madre.

References: Art. 106

Art. 107

Art. 116
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 articolo 34
 articolo 11
 articolo 42
 articolo 1
 sentenza 
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Articolo 70
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