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Timestamp: 2019-09-21 06:41:56+00:00

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Home Amministrativo Enti locali DM 157 2017 Regolamento appalti pubblici di lavori riguardanti i beni culturali...
Decreto ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo 22 agosto 2017, n. 154
(Gazz. Uff. 27 ottobre 2017, n. 252)
e) monitoraggio, manutenzione e restauro dei beni culturali mobili, superfici decorate di beni architettonici e materiali storicizzati di beni immobili di interesse storico, artistico o archeologico.
3. Per quanto non diversamente disposto nel presente regolamento,
trovano applicazione le pertinenti disposizioni dei provvedimenti di
attuazione del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, di seguito
indicato come «Codice dei contratti pubblici».
Scavo archeologico, restauro, manutenzione e monitoraggio
2. I contenuti qualificanti e le finalità della manutenzione e del
restauro del patrimonio culturale sono definiti all’articolo 29, commi 3 e 4, del Codice dei beni culturali e del paesaggio.
Requisiti di qualificazione degli esecutori di lavori riguardanti i beni culturali
Art. 4 Qualificazione
3. Ai fini della qualificazione per lavori sui beni di cui al presente titolo, relativi alle categorie OG 2, OS 2-A, OS 2-B, OS 24 e OS 25, di cui all’allegato A al citato decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010, eseguiti per conto dei soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettere a), b), e), d) ed e) del Codice dei contratti pubblici, nonché di committenti privati o in proprio, quando i lavori hanno avuto ad oggetto beni di cui all’articolo 1, comma 1, la certificazione rilasciata ai soggetti esecutori deve contenere anche l’attestato dell’autorità preposta alla tutela del bene oggetto dei lavori del buon esito degli interventi eseguiti.
Art. 5 Requisiti generali
1. Fermo restando quanto previsto dagli articoli 80 e seguenti del Codice dei contratti pubblici, l’iscrizione dell’impresa al registro istituito presso la competente camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, prescritta dall’articolo 83, comma 3, del Codice dei contratti pubblici, deve essere relativa: a) per i lavori inerenti a scavi archeologici, a scavi archeologici; b) per i lavori inerenti alla manutenzione e al restauro dei beni culturali mobili e di superfici decorate di beni architettonici e materiali storicizzati di beni immobili culturali, a conservazione e restauro di opere d’arte; e) per i lavori inerenti al restauro ed alla manutenzione di beni culturali immobili, a conservazione e restauro di opere d’arte; d) per i lavori inerenti al verde storico di cui all’articolo 10, comma 4, lettera f), del Codice dei beni culturali e del paesaggio, a parchi e giardini.
e) adeguata capacità economica e finanziaria.
Art. 7 Idoneità tecnica
Art. 8 Idoneità organizzativa
2. Con riferimento alla categoria OG 2, tale idoneità è dimostrata dall’aver sostenuto per il personale dipendente un costo complessivo, composto da retribuzione e stipendi, contributi sociali e accantonamenti ai fondi di quiescenza, non inferiore al quindici per cento dell’importo dei lavori che rientrano nella categoria OG 2 e che siano stati realizzati nel decennio antecedente la data di sottoscrizione del contratto con la società organismo d’attestazione, di cui almeno il quaranta per cento per personale operaio. In alternativa a quanto previsto dal precedente periodo, l’idoneità organizzativa è dimostrata dall’aver sostenuto per il personale dipendente assunto a tempo indeterminato un costo
complessivo non inferiore al dieci per cento dell’importo dei lavori che rientrano nella categoria OG 2 e che siano stati realizzati nel decennio antecedente la data di sottoscrizione del contratto con la società organismo d’attestazione, di cui almeno l’ottanta per cento per personale tecnico, titolare di laurea, o di laurea breve, o di diploma universitario, o di diploma. Il costo complessivo sostenuto per il personale dipendente è documentato dal bilancio corredato dalla relativa nota di deposito e riclassificato in conformità delle direttive europee in materia di bilancio dai soggetti tenuti alla sua redazione, e dagli altri soggetti con idonea documentazione, nonché da una dichiarazione sulla consistenza dell’organico, distinto nelle varie qualifiche, da cui desumere la corrispondenza con il costo indicato nei bilanci e dai modelli riepilogativi annuali attestanti i versamenti effettuati alìINPS e alìINAIL e alle casse edili in ordine alle retribuzioni corrisposte ai dipendenti e ai relativi contributi.
4. Per i lavori relativi a scavi archeologici, di cui alla categoria OS 25, l’idoneità organizzativa è dimostrata dalla
presenza di archeologi, in possesso dei titoli previsti dal decreto ministeriale di cui all’articolo 25, comma 2, del Codice dei contratti pubblici, in numero non inferiore al trenta per cento dell’organico complessivo, con arrotondamento all’unità superiore. In alternativa a quanto previsto dal periodo precedente, l’idoneità organizzativa dell’impresa è dimostrata dall’aver sostenuto per il personale dipendente con qualifica di archeologo, un costo complessivo, composto da retribuzione e stipendi, contributi sociali e accantonamenti ai fondi di quiescenza, non inferiore rispettivamente al trenta per cento dell’importo dei lavori che rientrano nelle categorie OS 25 e che siano stati realizzati nel decennio antecedente la data di sottoscrizione del contratto con la società organismo d’attestazione. Per le imprese che nell’ultimo decennio abbiano avuto un numero medio di lavoratori occupati costituito da dipendenti pari o inferiore a cinque unità l’idoneità organizzativa per i lavori relativi a scavi archeologici, di cui alla categoria OS 25, è comprovata dalla presenza di almeno un archeologo.
Art. 9 Capacità economica e finanziaria
Modalità di verifica ai fini dell’attestazione
Art. 11 Lavori utili per la qualificazione
4. I lavori possono essere utilizzati ai fini di cui all’articolo 7 solo se effettivamente eseguiti dall’impresa, anche se eseguiti in qualità di impresa subappaltatrice. L’impresa appaltatrice non può utilizzare ai fini della qualificazione i lavori affidati in
6. Al fine di garantire il corretto esercizio dell’attività di vigilanza da parte delle soprintendenze preposte alla tutela del bene, queste, entro sessanta giorni dal rilascio del certificato di esecuzione dei lavori, di cui all’articolo 84, comma 7, lettera b), del Codice dei contratti pubblici, accertata la regolarità delle prestazioni eseguite, attestano il buon esito dei lavori svolti.
Art. 12 Lavori di importo inferiore a 150.000 euro
1. Per eseguire lavori di scavo archeologico, monitoraggio,
manutenzione o restauro di beni culturali mobili e di superfici
decorate di beni architettonici e di materiali storicizzati di beni
immobili di interesse storico, artistico e archeologico e per i
lavori su parchi e giardini storici sottoposti a tutela, di importo
inferiore a 150.000 euro, le imprese devono possedere i seguenti
requisiti, anche attraverso adeguata attestazione SOA, ove posseduta:
a) avere eseguito lavori direttamente e in proprio antecedentemente
alla pubblicazione del bando o alla data dell’invito alla gara
ufficiosa, della medesima categoria e, ove si tratti di categoria OS
2-A e OS 2-B, con riferimento allo specifico settore di competenza a
cui si riferiscono le attività di restauro, richiesto dall’oggetto
dei lavori in base alla disciplina vigente, per un importo
complessivo non inferiore a quello del contratto da stipulare, fermo
restando il principio della continuità nell’esecuzione dei lavori di
cui all’articolo 7, comma 2 o, in alternativa, avere il direttore
tecnico previsto dall’articolo 7, comma 1, lettera a);
b) avere un organico determinato secondo quanto previsto
dall’articolo 8 sull’idoneità organizzativa;
e) essere iscritte alla competente Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
2. I requisiti di cui al comma 1, autocertificati ai sensi del
sono dichiarati in sede di domanda di partecipazione o in sede di
offerta e sono accompagnati da una certificazione di buon esito dei
lavori rilasciata dall’autorità preposta alla tutela dei beni su cui
si è intervenuti. La loro effettiva sussistenza è accertata dalla
stazione appaltante secondo le vigenti disposizioni in materia. Per i
lavori e le attività di cui al comma 1, di importo complessivo non
superiore a 40.000 euro, la certificazione di buon esito dei lavori
può essere rilasciata anche da una amministrazione aggiudicatrice.
Requisiti di qualificazione dei direttori tecnici
Art. 13 Direttore tecnico
1. La direzione tecnica può essere assunta da un singolo soggetto, eventualmente coincidente con il legale rappresentante dell’impresa, o da più’ soggetti.
2. Il soggetto o i soggetti designati nell’incarico di direttore tecnico non possono rivestire, per la durata dell’appalto, analogo incarico per conto di altre imprese qualificate ai sensi del Capo I del Titolo II; essi pertanto producono, alla stazione appaltante, una dichiarazione di unicità di incarico. Qualora il direttore tecnico sia persona diversa dal titolare dell’impresa, dal legale
rappresentante, dall’amministratore e dal socio, questi deve essere un dipendente dell’impresa stessa o ad essa legato mediante contratto d’opera professionale regolarmente registrato.
3. La direzione tecnica per i lavori di cui al presente decreto è
a) relativamente alla categoria OG 2, a soggetti iscritti all’albo professionale – Sezione A degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, o in possesso di laurea magistrale in conservazione dei beni culturali. I soggetti che alla data di entrata in vigore del decreto del Presidente della Repubblica 2 5 gennaio 2000, n. 34 svolgevano la funzione di direttore tecnico, possono conservare l’incarico presso la stessa impresa;
e) relativamente alla categoria OS 25, a soggetti in possesso dei titoli previsti dal decreto ministeriale di cui all’articolo 25, comma 2, del Codice dei contratti pubblici.
PROGETTAZIONE E DIREZIONE DI LAVORI RIGUARDANTI I BENI CULTURALI
Capo l
Livelli e contenuti della progettazione
1. I progetti sono costituiti dagli elaborati indicati negli articoli 15, 16, 17, 18 e 19, i cui contenuti sono quelli previsti dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, emanato ai sensi dell’articolo 23, comma 3, del Codice dei contratti pubblici, fatto salvo in ogni caso quanto stabilito dal comma 6 del presente articolo. L’elenco degli elaborati che compongono i singoli livelli di progettazione è esaustivo e sostitutivo rispetto all’elenco dei documenti che fanno parte dei medesimi livelli di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, emanato ai sensi dell’articolo 23, comma 3, del Codice dei contratti pubblici. Ai sensi dell’articolo 29, comma 5, del Codice dei beni culturali e del paesaggio, il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo definisce, entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, linee di indirizzo, norme tecniche e criteri ulteriori preordinati alla progettazione e alla esecuzione di lavori sui beni di cui alìarticolo 1.
4. La progettazione esecutiva può essere omessa nelle seguenti ipotesi :
a) per i lavori su beni culturali mobili, superfici decorate di
beni architettonici e materiali storicizzati di beni immobili di
interesse storico, artistico o archeologico, allorché non presentino
complessità realizzative, quali ad esempio la ripulitura ed altri
interventi che presentano caratteristiche di semplicità e
b) negli altri casi, qualora il responsabile unico del
procedimento, accertato che la natura e le caratteristiche del bene,
ovvero il suo stato di conservazione, sono tali da non consentire
l’esecuzione di analisi e rilievi esaustivi o comunque presentino
soluzioni determinabili solo in corso d’opera, disponga
l’integrazione della progettazione in corso d’opera, il cui eventuale
costo deve trovare corrispondente copertura nel quadro economico.
L’impresa esecutrice dei lavori sottopone al responsabile unico del
procedimento la documentazione riguardante la progettazione
integrativa, che viene approvata previa valutazione della stazione
Art. 15 Progetto di fattibilità tecnica ed economica
e) le indagini e ricerche preliminari;
1) il documento di fattibilità delle alternative progettuali, a esclusione dei casi di lavori che non comportano nuove costruzioni;
e) il rilievo e la documentazione fotografica dei manufatti;
5. In ragione della complessità dell’intervento in relazione allo
stato di conservazione ed ai caratteri storico-artistici del
manufatto il progetto di fattibilità può limitarsi a comprendere
quelle ricerche e quelle indagini che sono strettamente necessarie
per una prima reale individuazione delle scelte di intervento e dei
Art. 16 Scheda tecnica
1. Il progetto definitivo, redatto sulla base delle indicazioni del progetto di fattibilità tecnica ed economica approvato, studia il bene con riferimento all’intero complesso e al contesto ambientale in cui è inserito; approfondisce gli apporti disciplinari necessari e definisce i collegamenti interdisciplinari; definisce in modo compiuto le tecniche, le tecnologie di intervento, i materiali riguardanti le singole parti del complesso; prescrive le modalità esecutive delle operazioni tecniche; definisce gli indirizzi culturali e le compatibilità fra progetto e funzione attribuita al bene attraverso una conoscenza compiuta dello stato di fatto; configura nel complesso un giudizio generale volto ad individuare le priorità, i tipi e i metodi di intervento con particolare riguardo all’esigenza di tutela ed ai fattori di degrado. 2. Sono documenti del progetto definitivo:
b) le relazioni tecniche e specialistiche; e) i rilievi e documentazione fotografica;
g) il computo metrico-estimativo e quadro economico; h) i piani di sicurezza e di coordinamento;
1) il disciplinare descrittivo e prestazionale degli elementi tecnici;
Art. 18 Progetto esecutivo
e) gli elaborati grafici comprensivi anche di quelli delle strutture e degli impianti;
1) il capitolato speciale di appalto e schema di contratto.
Art. 19 Progettazione dello scavo archeologico
1. Il progetto di fattibilità tecnica ed economica dei lavori di scavo archeologico per finalità di ricerca archeologica disciplina 1’impianto del cantiere di ricerca e individua i criteri per la definizione della progressione temporale dei lavori e delle priorità degli interventi nel corso dell’esecuzione dell’attività di scavo, nonché i tipi e i metodi di intervento. Il progetto di fattibilità è costituito da una relazione programmatica delle indagini necessarie e illustrativa del quadro delle conoscenze pregresse, sviluppato per settori di indagine, alla quale sono allegati i pertinenti elaborati grafici.
b) ricognizioni territoriali ed indagini diagnostiche; e) indagini complementari necessarie.
e) documentazione di scavo, quali giornali di scavo, schede stratigrafiche, documentazione grafica e fotografica;
1. I progetti relativi ai lavori di impiantistica e per la sicurezza, redatti ai vari e successivi livelli di approfondimento, prevedono l’impiego delle tecnologie più’ idonee a garantire il corretto inserimento degli impianti e di quanto necessario per la sicurezza nella organizzazione tipologica e morfologica dei complessi di interesse storico-artistico e ad offrire prestazioni, compatibilmente con le limitazioni imposte dal rispetto delle preesistenze storico-artistiche, analoghe a quelle richieste per gli edifici di nuova costruzione. Sono inoltre richiesti i piani di sicurezza in fase di esercizio e il programma di manutenzione programmata con le scorte di magazzino necessarie per garantire la continuità del servizio.
Art. 21 Verifica dei progetti
1. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 2 6 del Codice dei
contratti pubblici, per i progetti di lavori relativi a beni
culturali, la stazione appaltante provvede direttamente all’attività
di verifica, avvalendosi altresì:
a) nei casi di interventi su beni mobili culturali, superfici
decorate di beni architettonici e materiali storicizzati di beni
immobili di interesse storico artistico o archeologico:
e) nei casi di lavori di scavo archeologico, comprese le indagini archeologiche subacquee:
2. Il responsabile del procedimento può disporre motivatamente che
la verifica riguardi soltanto il livello di progettazione posto alla
base dell’affidamento dei lavori.
Soggetti incaricati dell’attività di progettazione e direzione lavori
Progettazione, direzione lavori e attività accessorie
1. Secondo quanto disposto dall’articolo 147, comma 1, del Codice dei contratti pubblici e nel rispetto delle linee guida dell’Autorità nazionale anticorruzione in materia di affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria, per i lavori concernenti i beni culturali di cui al presente decreto, nei casi in cui non sia prevista l’iscrizione a un ordine o collegio professionale, le prestazioni relative alla progettazione di fattibilità, definitiva ed esecutiva possono essere espletate anche da un soggetto con qualifica di restauratore di beni culturali ai sensi della vigente normativa, ovvero, secondo la tipologia dei lavori, da altri professionisti di cui all’articolo 9-bis del Codice dei beni culturali e del paesaggio, in entrambi i casi in possesso di specifica competenza coerente con l’intervento da attuare.
Tipi di intervento per i quali è consentita l’esecuzione di lavori con il regime di somma urgenza
ESECUZIONE E COLLAUDO DEI LAVORI RIGUARDANTI I BENI CULTURALI
Art. 24 Collaudo
2. Per il collaudo dei beni relativi alle categorie OG 2 l’organo di collaudo comprende anche un restauratore con esperienza almeno quinquennale in possesso di specifiche competenze coerenti con 1’intervento.
e) il computo metrico-estimativo;
Consuntivo scientifico e vigilanza sull’esecuzione dei lavori
1. Ai sensi dell’articolo 216, comma 19, del Codice dei contratti pubblici, dall’entrata in vigore del presente decreto cessano di avere efficacia le disposizioni di cui alla Parte II, Titolo XI, Capi I e II, nonché gli allegati o le parti di allegati ivi richiamate, e di cui all’articolo 251 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207 ed è abrogato il decreto del Ministro per i beni e le attività culturali 3 agosto 2000, n. 294, recante «Regolamento concernente individuazione dei requisiti di qualificazione dei soggetti esecutori dei lavori di restauro e manutenzione dei beni mobili e delle superfici decorate di beni architettonici», e successive modificazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 246 del 20 ottobre 2000.
4. Fino all’entrata in vigore del decreto di cui all’articolo 83, comma 2, del Codice dei contratti pubblici, le categorie OS 2-A e OS
24 di cui all’allegato A al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207 ricomprendono anche i lavori relativi, rispettivamente, ai materiali storicizzati di beni culturali immobili e al verde storico di cui all’articolo 10, comma 4, lettera f), del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Il rinvio contenuto nel presente regolamento alle categorie OG-2, OS 2-A, OS 2-B, OS 24 e OS
25 di cui all’allegato A al decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, ovunque ricorra, dalla data di entrata in vigore del decreto previsto all’articolo 83, comma 2, del Codice dei contratti pubblici, si intende riferito alle corrispondenti categorie indicate nel medesimo decreto.
5. Per i lavori eseguiti all’estero si continua ad applicare la disciplina prevista dall’articolo 84 del decreto del Presidente della Repubblica n. 207 del 2010, fino all’emanazione del decreto di cui all’articolo 83, comma 2, del Codice dei contratti pubblici.
Favor debitoris.

References: Art. 4

Art. 5

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 18

Art. 19

Art. 21

Art. 24