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Timestamp: 2018-03-19 05:22:08+00:00

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1 MODELLO di ORGANIZZAZIONE, GESTIONE e CONTROLLO D. Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 Foglio 1 di 28
2 1 Introduzione, sensibile all esigenza di assicurare condizioni di correttezza e di trasparenza nella conduzione delle attività aziendali, a tutela della posizione e della propria immagine e delle aspettative dei propri azionisti e del lavoro dei propri dipendenti, ha aderito volontariamente a quanto stabilito dal Decreto Legislativo 231 dell 8 giugno 2001 adottando il Codice Etico ed il Modello Organizzativo di Gestione e Controllo (di seguito Modello). A seguito dell introduzione nel corso del 2009 di nuovi reati, il Modello è stato ampiamente rivisto sia per recepire quanto ulteriormente legiferato sia per essere adeguato a seguito delle evoluzioni organizzative perseguendo anche l obiettivo di rafforzare incisivamente il sistema di Governance, avendo altresì effettuato una nuova valutazione delle aree a rischio potenziale di commissione dei reati. Conseguentemente, ha aggiornato il Modello che è composto da una Parte Generale ove sono stati identificati, a seguito della valutazione dei rischi, la valutazione dei reati potenzialmente commissibili definendo le linee guida e i criteri di condotta nella gestione dei processi aziendali e da una Parte Speciale che identifica il supporto legislativo ai gestori dei processi aziendali che descrive per ogni tipologia di reato le linee guida per la definizione dei Protocolli diretti a regolamentare lo svolgimento delle attività a rischio, nonché le regole dirette alla gestione delle decisioni in relazione ai singoli reati da prevenire identificati dalla mappatura dei rischi di commissione reati. si impegna al tempestivo aggiornamento qualora si evidenziassero inadeguatezze, anche solo parziali, tali da pregiudicare un efficace prevenzione dei rischi di commissione reato o qualora intervenissero apprezzabili mutamenti o modifiche al sistema normativo o dell organizzazione della Società. Il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza del predetto Modello Organizzativo e di curarne l aggiornamento è stato affidato ad un Organismo di Vigilanza nominato dai Consigli di Amministrazione delle rispettive Società. Il Presidente Foglio 2 di 28
3 2 Definizioni Attività Sensibile: fase di un processo in cui sono state identificate attività a rischio di commissione reato. Codice Etico: Codice di comportamento adottato dalle Società del Gruppo Sofinter nello svolgimento delle sue attività e del proprio business, assumendo come principi ispiratori, leggi, normative dei paesi di riferimento e norme interne, in un quadro di valori etici di correttezza, riservatezza e nel rispetto delle normative sulla concorrenza, per la tutela dell ambiente e della salute e sicurezza dei lavoratori. Consulenti: soggetti che agiscono in nome e/o per conto della Società, in forza di un contratto di collaborazione professionale. Dipendenti: personale dipendente dalla Società il cui rapporto è regolamentato da contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato. D. Lgs. 231/2001: il decreto legislativo n. 231 dell 8 giugno 2001 e successive legiferazioni. Ente: identifica la società giuridica. Linee Guida: le Linee Guida di Confindustria per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo D. Lgs. 231/2001 emesse in prima edizione in data 7 marzo 2002 ed aggiornate il 31 Marzo Modello Organizzativo: il Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo previsto dagli artt. 6 e 7 del D. Lgs. 231/2001. Organi sociali: Consiglio di Amministrazione, Collegio Sindacale. Foglio 3 di 28
4 Organismo di Vigilanza: preposti alla valutazione del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo e delle relative procedure/protocolli adottate dalla Società, nonché al controllo dell efficace funzionamento, dell osservanza, dell aggiornamento e della diffusione a tutti gli interessati. P.A.: la Pubblica Amministrazione, costituita da enti pubblici, privati concessionari di servizi pubblici, imprese pubbliche e organismi di diritto pubblico che sono chiamati ad operare, in relazione all ambito di attività considerato, nell esercizio di una pubblica funzione. Parte Speciale: guida di approfondimento, facente parte del Modello Organizzativo, sui reati previsti dal D. Lgs 231/2001 e sulle aree aziendali a rischio potenziale al momento dell adozione del presente Modello Organizzativo. Partner: controparti contrattuali con le quali la Società intrattiene forme di collaborazione regolate da contratti quali ad es. fornitori, partner in joint venture, in ATI, licenza, agenzia, collaborazione in genere. Personale: i Dipendenti, i membri del Consiglio di Amministrazione, i componenti del Collegio Sindacale, i componenti dell Organismo di Vigilanza. Procuratori: persone a cui la Società ha conferito poteri ai fini gestionali; contraggono impegni per la Società con terze parti. Protocollo: documento di attuazione del Modello Organizzativo. Può sancire regole e principi di carattere generale (norme di comportamento, sanzioni disciplinari, principi di controllo interno, formazione del Personale), oppure riguardare specifiche aree a rischio (descrizione del processo, reati potenziali associabili, elementi di controllo applicabili, regole specifiche di comportamento, flussi informativi verso l OdV). Reati: tipologia di reati identificati dal D. Lgs. 231/2001 e successive integrazioni e/o modificazioni. Foglio 4 di 28
5 Regole di Comportamento: le regole comportamentali adottate dalla Società ai fini della prevenzione di commissione dei Reati identificati dal D. Lgs. 231/2001 e successive integrazioni e/o modificazioni. Società: Soggetti Apicali: soggetti che rivestono funzione di rappresentanza di amministrazione e di direzione della Società o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, nonché da persone che esercitano, anche, di fatto, la gestione ed il controllo della stessa. 3 Sintesi del Decreto e Normativa Rilevante Il Decreto Legislativo n. 231 dell 8 giugno 2001 ha introdotto nell ordinamento italiano un regime di responsabilità amministrativa (equiparabile sostanzialmente alla responsabilità penale) a carico delle persone giuridiche che va ad aggiungersi alla responsabilità della persona fisica che ha realizzato materialmente i reati e che mira a coinvolgere nelle sanzioni le persone giuridiche (Società ed enti). La responsabilità amministrativa dell Ente per la commissione di uno dei Reati previsti dal Decreto si aggiunge, e non si sostituisce, a quella (penale o amministrativa) della persona fisica che è l autore dell illecito. La responsabilità dell Ente sussiste anche se l autore del reato non è stato identificato oppure il reato medesimo sia estinto nei confronti del reo per una causa diversa dall amnistia. L ente non può essere chiamato a rispondere della realizzazione di qualsiasi fatto costituente reato, ma solo della commissione di reati e di illeciti amministrativi tassativamente previsti dal decreto, nella formulazione risultante dal suo testo originario e dalle successive integrazioni, nonché dalle leggi che espressamente lo richiamano. La responsabilità dell Ente sorge qualora il fatto illecito sia stato commesso nell interesse dell Ente ovvero per favorire l Ente, senza che sia in alcun modo necessario il conseguimento effettivo e concreto dell obiettivo. Foglio 5 di 28
6 L illecito deve inoltre essere stato realizzato da uno o più soggetti qualificati, appartenenti a una delle seguenti categorie: I c.d. Apicali, persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell ente o di una sua unità organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale, quali, ad esempio, il legale rappresentante, l amministratore, il direttore generale o il direttore di una sede o filiale; I c.d. Subalterni persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti apicali che, si segnala, possono anche non coincidere con il personale dipendente. Per i reati commessi da soggetti in posizione «apicale», è stabilita una presunzione relativa di responsabilità dell Ente, dal momento che si prevede l esclusione della sua responsabilità solo se esso dimostra che prima della commissione del reato abbia adottato ed efficacemente attuato un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo e una serie di provvedimenti specifici idonei a prevenire la commissione di reati della specie di quello che è stato realizzato. Per i reati commessi da soggetti in posizione «subordinata», l Ente può essere chiamato a rispondere solo qualora si accerti che «la commissione del reato è stata resa possibile dall inosservanza degli obblighi di direzione o vigilanza». I reati presupposto contemplati dal Decreto, sono i seguenti: Art. 24 Art. 24-bis Art. 24-ter Art. 25 Art. 25-bis Art. 25-bis-1 Art. 25-ter Art. 25-quater Art. 25-quater-1 Art. 25-quinquies Art. 25-sexies Art. 25-septies Art. 25-octies Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione Delitti informatici e trattamento illecito di dati Delitti di criminalità organizzata Reati commessi nei rapporti con la Pubblica Amministrazione Reati di falso nummario Reati contro l'industria e il commercio Reati societari Reati con finalità di terrorismo o di eversione dell ordine democratico Reati di lesioni personali, pratiche di mutilazione Delitti contro la personalità individuale Reati di abuso di mercato Omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell'igiene e della salute sul lavoro Ricettazione, riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Foglio 6 di 28
7 Art. 25-novies Art. 25 novies-1 Delitti in materia di violazione del diritto d'autore Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all autorità giudiziaria Legge 16 marzo 2006, n. 146 Reati transnazionali. - Associazione per delinquere; - Associazione di tipo mafioso; - Associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri; - Associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope; - Disposizioni contro le immigrazioni clandestine; - Induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria; - Favoreggiamento personale. Le ipotesi di reato di cui sopra sono state riprese nella Parte Speciale che è parte integrante del Modello. L ente può essere considerato responsabile, in Italia, per la commissione all estero di taluni reati, purché nei suoi confronti non procedano le Autorità dello Stato del luogo in cui è stato commesso il fatto. Il legislatore, al fine di assicurare uno strumento sanzionatorio effettivo, proporzionato e dissuasivo, ha stabilito due tipologie principali di sanzioni: pecuniarie ed interdittive. La sanzione pecuniaria è determinata dal giudice attraverso un sistema basato su «quote». Ogni illecito prevede un minimo ed un massimo di quote, il cui valore monetario è poi determinato dal giudice, tenuto conto delle condizioni «economiche e patrimoniali dell ente», in termini tali da assicurare efficacia alla sanzione. Il quantum può variare da un minimo di ,00 Euro ad un massimo di ,00 Euro circa. Le sanzioni interdittive si applicano in aggiunta alle sanzioni pecuniarie, possono essere temporanee o definitive e venire applicate anche in via cautelare e possono prevedere: 1) l interdizione, temporanea o definitiva, dall esercizio dell attività; 2) la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell illecito; 3) il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; 4) l esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l eventuale revoca di Foglio 7 di 28
8 quelli già concessi; 5) il divieto, temporaneo o definitivo, di pubblicizzare beni o servizi. Oltre alle sanzioni pecuniarie e alle sanzioni interdittive, sono previste altre due sanzioni: a) la confisca, che consiste nell acquisizione da parte dello Stato del prezzo o del profitto del reato; b) la pubblicazione della sentenza di condanna a spese dell ente. La Società può essere esonerata dalla responsabilità amministrativa (articoli 6 e 7 del Decreto) qualora dimostri che: Il soggetto ha agito nell esclusivo interesse proprio o di terzi (quindi non nell interesse della Società) Oppure 1. L organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire il compimento dei reati; 2. il compito di vigilare sul funzionamento e l osservanza dei modelli e di curare il loro aggiornamento è stato affidato ad un Organismo di Vigilanza nominato dalla Società, dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo; 3. le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione, gestione e controllo; 4. non vi è stata omessa (o insufficiente) vigilanza da parte dell Organismo di Vigilanza. La Società dovrà quindi aver adottato ed efficacemente attuato modelli di organizzazione, gestione e controllo idonei a prevenire la realizzazione degli illeciti. Tali modelli, per essere idonei a prevenire il rischio della realizzazione degli illeciti, devono rispondere alle seguenti esigenze: Individuare le attività nel cui ambito possono essere commessi i reati; Prevedere specifici protocolli, ovvero elementi organizzativo/procedurali, diretti a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni della Società in relazione ai reati da prevenire (sistema di poteri e deleghe, iter autorizzativi, procedure operative); Individuare modalità di gestione delle risorse finanziarie idonee ad impedire la commissione dei reati; Provvedere agli obblighi di informazione nei confronti dell Organismo di Vigilanza; Foglio 8 di 28
9 Adottare un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure adottate dal Modello di organizzazione, gestione e controllo. 4 Funzione e adozione del Modello Organizzativo in Itea 4.1 Dichiarazione programmatica Itea intende operare secondo principi etici diretti ad improntare lo svolgimento dell attività, il perseguimento dello scopo sociale e la crescita della Società e del Gruppo nel rispetto delle leggi vigenti. A tal fine si è dotata del Codice Etico del Gruppo Sofinter volto a definire i principi di deontologia aziendale che la Società riconosce come propri e dei quali esige l osservanza. Itea è inoltre sensibile alle aspettative dei propri azionisti in tema di correttezza e trasparenza nella conduzione degli affari ed è consapevole, al fine di assicurare tali condizioni, dell opportunità di integrare nel proprio sistema di controllo interno un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo per la prevenzione dei reati, tenendo presenti le prescrizioni del Decreto e le Linee Guida elaborate da Confindustria. Tale iniziativa, unitamente all adozione del Codice Etico, è stata assunta nella convinzione, al di là delle prescrizioni del Decreto che indicano il Modello Organizzativo stesso come elemento facoltativo e non obbligatorio, possa costituire un valido strumento di sensibilizzazione nei confronti di tutti i dipendenti della Società e di tutti gli altri soggetti alla stessa cointeressati (Clienti, Fornitori, Partner, collaboratori esterni, ecc.), affinché vengano seguiti comportamenti corretti e lineari tali da prevenire il rischio di commissione dei reati contemplati nel Decreto. Per dare evidenza delle diverse edizioni del Modello Organizzativo e del Codice Etico approvate nella Società si rimanda all Appendice Evoluzione del Modello Organizzativo. 4.2 Finalità e descrizione del Modello Organizzativo Scopo del Modello Organizzativo, è la costruzione di un sistema strutturato ed organico di procedure ed attività di controllo preventivo che ha come obiettivo la prevenzione dei reati mediante individuazione delle attività esposte a rischio di reato e la loro procedurizzazione. Mediante il Modello Organizzativo le società si propongono di perseguire le seguenti principali Foglio 9 di 28
10 finalità: 1 Prevenire il rischio di commissione dei reati; 2 Sensibilizzare coloro che operano in nome e per conto della Società affinché ogni attività sia caratterizzata da principi di trasparenza, correttezza e rispetto delle procedure (controllo interno); 3 Diffondere la consapevolezza del rischio di incorrere, in caso di violazione delle disposizioni ivi riportate, in infrazioni disciplinari adeguatamente sanzionate; 4 Ribadire che Itea considera inammissibile qualsiasi comportamento contrario a disposizioni di legge e ai principi etici a cui la Società si ispira. Punti cardine del Modello Organizzativo sono: l individuazione delle aree/processi di possibile rischio di reato nell attività aziendale; la definizione di un sistema normativo interno diretto a programmare la formazione e l attuazione delle decisioni della Società in relazione ai rischi/reati da prevenire tramite: un Codice Etico, che fissa le linee di orientamento generali; un sistema di deleghe di funzioni e di procure per la firma di atti aziendali che assicuri una chiara e trasparente rappresentazione del processo di formazione e di attuazione delle decisioni; la determinazione di una struttura organizzativa coerente volta ad ispirare e controllare la correttezza dei comportamenti, garantendo una chiara e organica attribuzione dei compiti e applicando una giusta segregazione delle funzioni; l individuazione dei processi di gestione e controllo delle risorse finanziarie nelle attività a rischio di reato; l attribuzione all OdV del compito di vigilare sul funzionamento e sull osservanza del Modello Organizzativo e di proporne l aggiornamento. 4.3 Modifiche ed integrazioni del Modello Organizzativo Essendo il presente Modello Organizzativo un atto di emanazione dell organo Dirigente (in conformità alla prescrizione dell art. 6, comma 1, lettera a del Decreto), la sua adozione, così come le successive modifiche e integrazioni, sono rimesse alla competenza del Consiglio di Amministrazione di Itea, il quale delibererà con una maggioranza qualificata di almeno 2/3 (due terzi) dei suoi componenti. Foglio 10 di 28
11 È peraltro riconosciuta all Amministratore Delegato di Itea la facoltà di apportare al testo eventuali modifiche o integrazioni di carattere formale e non sostanziale. L Amministratore Delegato riferirà periodicamente al Consiglio di Amministrazione in merito alle suddette modifiche apportate. 5 Itea 5.1 La Società Itea opera direttamente o attraverso partnership nei mercati di riferimento. Lo statuto della Società elenca dettagliatamente le attività che costituiscono l oggetto sociale, il tutto in osservanza delle prescrizioni, limitazioni e divieti previsti e stabiliti dalle disposizioni legislative ed attuative di tempo in tempo vigenti. In sintesi la Società ha per oggetto la ricerca, lo studio, la progettazione, la costruzione, la commercializzazione, il noleggio, e la gestione di tecnologie innovative nel settore ambientale e di impianti e di componenti tecnologici per il recupero e lo smaltimento di tutti i tipi di rifiuti, ivi compresi amianto, armi, munizioni e veicoli in disuso; lo smaltimento di rifiuti e la produzione di energia e calore. Itea può inoltre operare nei confronti dei propri Clienti tramite Raggruppamenti Temporanei di Impresa, Joint Venture, Accordi di Collaborazione, Consorzi e altre forme di partnership. Per quanto di sua competenza, Itea si impegna ad applicare a tali Enti il presente Modello Organizzativo ed a comunicarlo ai propri Partner. 5.2 Tipologia di business e di mercato/clienti Il prodotto Itea è principalmente la costruzione di Impianti Isotherm. I mercati ove Itea principalmente opera sono: Italia ed Europa; Stati Uniti; Sud America; Foglio 11 di 28
12 Russia; Medio/Estremo Oriente; I Clienti di Itea sono: Società petrolifere; Società farmaceutiche, chimiche, società che producono energia. 6 Il Sistema Organizzativo Il sistema organizzativo aziendale individua e definisce le cariche, le mansioni e le responsabilità delle funzioni aziendali, stabilendo le attribuzioni di responsabilità e le linee di raccordo gerarchico e funzionale (ove necessario) tra ogni settore e ogni livello della Società. Ai fini dell efficacia del presente Modello, è obiettivo peculiare della Società garantire una corretta divulgazione ed un estesa conoscenza delle regole di condotta ivi contenute o previste dal Codice Etico. La Direzione promuove verso tutti i dipendenti la conoscenza delle normative (D. Lgs. 231/01 e seguenti) e la conoscenza del Codice Etico, del Modello Organizzativo e delle Procedure e dei Protocolli adottati e dei loro aggiornamenti nel tempo. I dipendenti sono tenuti pertanto a conoscere ed osservarne il contenuto del Modello Organizzativo ed a contribuire per la sua concreta attuazione ed al suo effettivo funzionamento. A tal fine la Società gestisce la formazione del personale per mezzo delle funzioni preposte in accordo con l OdV e con i responsabili delle funzioni aziendali coinvolte nell applicazione del Modello. La Società prevede di articolare la formazione sui livelli: Personale direttivo e con funzioni di rappresentanza della Società per: Finalità del D. Lgs. 231/01 Attività sensibili Modello Organizzativo adottato Protocolli o procedure. Altro personale a mezzo nota informativa interna, tramite ed altri strumenti idonei allo scopo. Foglio 12 di 28
13 6.1 Deleghe di poteri: principi ordinatori e finalità Il sistema di deleghe applicato in Itea, ha tenuto conto dei principi dettati dal D. Lgs. 231/01 quali: La separazione delle funzioni; La chiara individuazione delle responsabilità attribuite; Le linee di subordinazione gerarchica; Necessità di presidio territoriale; Il conferimento di poteri autorizzativi e di firma per valori prefissati (importi e condizioni). Le deleghe assegnate sono limitate prevalentemente ai responsabili gestionali, ai direttori tecnici ed ai responsabili della sicurezza aziendale. Foglio 13 di 28
14 6.2 Organigramma Foglio 14 di 28
15 - AMMINISTRATORE DELEGATO e DIRETTORE GENERALE L Amministratore Delegato ha la responsabilità della gestione di e ne detta la politica di sviluppo e le strategie per il raggiungimento degli obiettivi finanziari, economici, commerciali, produttivi e di qualità, nell ambito delle deleghe assegnate. - COMMERCIALE e OFFERTE Realizza gli obiettivi di acquisizione di commesse produttive concordati annualmente con A.D. Si occupa di: identificare e sviluppare nuove opportunità di mercato, pianificare azioni promozionali presso i potenziali Committenti per acquisire le richieste di offerta e gli inviti alle gare, costruire una rete internazionale e mantenere relazioni con i partner locali, i consulenti e gli agenti, mantenere contatti continui con gli attuali ed i potenziali Clienti, redigere e distribuire all esterno della Società la documentazione ufficiale di presentazione della società e dei suoi prodotti, ricevere e selezionare le richieste di offerta e gli inviti alle gare, definire con Ricerca e Sviluppo le caratteristiche di massima dell impianto in modo che sia idoneo a trattare quanto richiesto dal Cliente, redigere le offerte tecniche ed economiche, coinvolgendo Ricerca e Sviluppo e Gestione Commesse, secondo necessità, redigere le offerte economiche da inviare ai Clienti, coinvolgendo Gestione Commesse, presidiare le contrattazioni con i Clienti, fino al ricevimento dell'ordine, eseguire il riesame del contratto, dopo il ricevimento degli ordini, esaminare / compilare / negoziare le condizioni contrattuali da proporre al cliente, seguire l evoluzione del processo d offerta e negoziare la fornitura. - RICERCA, SVILUPPO e BASIC Sviluppa l innovazione e il know-how dell ossicombustione flameless in pressione, con particolare riguardo all evoluzione della legislazione e dello stato dell arte in campo Foglio 15 di 28
16 ambientale, Ottiene i brevetti, Collabora con le Università e gli Istituti di Ricerca nazionali ed esteri, Gestisce l impianto pilota di Gioia del Colle, Effettua, in particolare con opportune marce dell impianto pilota, le prove necessarie a definire le caratteristiche di massima dell impianto idoneo per il tipo e la quantità di prodotto che il cliente vuole trattare, Definisce, collaborando con PROCESSO e UFFICIO TECNICO, il disegno di processo e l ingegneria di base dell impianto da fornire al Cliente; in particolare definisce il disegno degli apparecchi caratteristici della tecnologia Itea, in ogni loro dettaglio, inclusa la prescrizione dei controlli e collaudi da effettuare in fase di costruzione e consegna, Fornisce al cliente i servizi di training, assistenza specialistica ai montaggi, precommissioning commissioning e avviamento e gestisce le relative commesse. - PRODUZIONE Definisce, collaborando con le funzioni di RICERCA, SVILUPPO e & BASIC, il disegno di processo e l ingegneria di base dell impianto da fornire al Cliente ed assiste le funzioni di competenza nello sviluppo, nel procurement, commissionig e avviamento dell impianto. Funzioni ed Attività Gestite in Outsourcing AMMINISTRAZIONE & CONTROLLO GESTIONE Presidia il corretto utilizzo delle risorse finanziarie ed economiche. Provvede alla corretta gestione finanziaria della Società con particolare attenzione verso le operazioni finanziarie e bancarie. È responsabile di: curare lo svolgimento delle attività contabili ed elaborare il bilancio societario da sottoporre agli Amministratori Delegati ed ai Consigli di Amministrazione di Itea S.p.A, assicurare gli adempimenti civilistici e fiscali, regolare e coordinare i flussi contabili garantendo la corretta imputazione dei dati contabili, Foglio 16 di 28
17 gestire le attività per il ciclo attivo e passivo sino all incasso o al pagamento delle relative fatture, acquisire i mezzi finanziari ed il loro razionale utilizzo, definire ed analizzare l architettura finanziaria dei contratti, gestire le problematiche valutarie, con particolare riguardo al contenimento del rischio cambi, supportare la società di revisione in tutte le attività necessarie alla certificazione dei bilanci delle società, emanare procedure, norme e regole di comportamento a livello societario e, ove necessario, di Gruppo per le problematiche di propria competenza; emanare prescrizioni operative al fine di coordinare le attività contabili di Gruppo. SERVIZIO LEGALE La Funzione Legale e Contrattualistica ha il compito di fornire servizi di consulenza ed assistenza legale a tutti gli Enti/Funzioni aziendali per le varie questioni legali e per la contrattualistica della Società, garantendo la corretta applicazione delle linee guida della Direzione. AUDIT La Funzione Internal Audit assicura la correttezza della gestione e la salvaguardia del patrimonio aziendale attraverso la verifica costante dell efficacia e della validità: 1 del sistema di controllo interno aziendale, sia per un adeguato controllo sulla gestione sia per gli aspetti di adeguatezza ed affidabilità del controllo amministrativo-contabile; 2 del modello organizzativo di gestione e controllo posto in essere sia per la prevenzione dei reati ai sensi del D. Lgs. 231/01, che per assicurare il rispetto di leggi e regolamenti afferenti l azienda. INFORMATION TECHNOLOGY Ha il compito di assicurare che i sistemi di comunicazione, gestione, progettazione, archiviazione, basati su tecnologie informatiche, siano efficienti ed efficaci. È responsabile: del buon funzionamento delle procedure informatiche definite aziendalmente con particolare riferimento al sistema gestionale SAP ed al sistema tecnico, Foglio 17 di 28
18 di gestire l hardware e il software aziendale compresa la loro manutenzione, di curare la sicurezza del sistema informatico. PERSONALE È responsabile di: supportare la Direzione nelle relazioni con i sindacati, le rappresentanze sindacali dei lavoratori e le associazioni di categoria, nel rispetto della normativa applicabile; gestire il rapporto individuale di lavoro in tutte le sue fasi; gestire il processo di selezione ed insediamento delle risorse; attuare le politiche di sviluppo definite dalla Direzione; gestire le attività di formazione del personale, assicurando l attuazione dei programmi di formazione e di sviluppo professionale; definire e controllare il costo del lavoro ed i piani di budget del personale; curare la gestione dei servizi del personale; assicurare tutti gli adempimenti di legge applicabili al rapporto di lavoro; SERVIZI GENERALI Ha il compito di provvedere alla corretta gestione e manutenzione degli stabili, impianti, e servizi della sede di Gallarate al fine di garantire il buon funzionamento dei luoghi di lavoro; è coinvolto nell attuazione dei programmi aziendali relativamente ai miglioramenti riguardanti la sicurezza e salute dei lavoratori oltre che in materia ambientale. Foglio 18 di 28
19 7 Organismo di Vigilanza 7.1 Caratteristiche dell Organismo di Vigilanza Le caratteristiche dell OdV, in base all art. 6 del D. Lgs. 231/01 e alle Linee Guida Confindustria, devono essere: Autonomia e Indipendenza Professionalità Continuità d azione Autonomia e Indipendenza L OdV della Società dovrà essere autonomo e indipendente e non dovrà essere direttamente coinvolto nelle attività gestionali che costituiscono l oggetto della sua attività di controllo in quanto sarebbe posto in dubbio l obiettività di giudizio nelle verifiche di comportamento e sull efficacia del Modello Organizzativo. Professionalità L OdV della Società dovrà avere competenze tecnico / professionali adeguate, per poter svolgere efficacemente l attività assegnata. Si tratta di tecniche specialistiche proprie di chi svolge questa attività quali le capacità di analisi e valutazione dei rischi aziendali e alle misure del loro contenimento, all individuazione dei punti di debolezza dei processi e delle relative procedure, alle metodologie per l individuazione delle frodi, ecc. Tali tecniche devono essere applicate sia in via preventiva al fine di adottare le misure più idonee per prevenire con ragionevole certezza la commissione dei reati medesimi, sia a posteriori per accertare il compimento eventuale del reato. Continuità d azione L OdV deve vigilare costantemente sull efficacia del Modello Organizzativo e sulla continua attuazione dello stesso, nonché assicurare il continuo aggiornamento. Quanto sopra non esclude che l OdV possa fornire pareri consultivi sulla costruzione del Modello Organizzativo affinché vengano Foglio 19 di 28
20 evidenziati eventuali punti di debolezza; il parere consultivo non intacca l indipendenza e l obiettività di giudizio negli specifici eventi. 7.2 Composizione e compiti dell Organismo di Vigilanza L OdV per Itea sarà composto da un minimo di DUE ad un massimo di CINQUE componenti che saranno nominati dal Consiglio di Amministrazione; sarà data comunicazione per mezzo di un apposito ordine di servizio. Sarà causa di ineleggibilità a componente dell OdV la sentenza di condanna (o di patteggiamento) anche non irrevocabile per avere commesso uno dei reati di cui al D. Lgs. 231/2001 ovvero la condanna (o patteggiamento) ad una pena che importa l interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici ovvero l interdizione temporanea dagli uffici direttivi delle persone giuridiche o delle imprese. Nel designare i componenti dell OdV il Consiglio di Amministrazione terrà in considerazione le loro caratteristiche di professionalità, autonomia ed indipendenza, nonché di onorabilità. L OdV di Itea potrà coordinarsi con gli OdV delle società del Gruppo Sofinter. L OdV si potrà avvalere della Funzione Internal Audit di Gruppo per effettuare le attività di verifica e controllo previste dal Modello Organizzativo nonché delle funzioni aziendali che di volta in volta si potranno rendere utili allo svolgimento delle attività che richiedono contenuti professionali specifici. I compiti che l OdV dovrà svolgere sono: a) Verificare l applicazione del Modello Organizzativo relativamente alle diverse tipologie di reato; b) Valutare e monitorare l efficacia del Modello Organizzativo relativamente alla sua capacità di prevenire la commissione dei reati; c) Proporre all Amministratore Delegato ed al Consiglio di Amministrazione delle rispettive Società, ove necessario, aggiornamento e modifiche al Modello Organizzativo stesso in relazione alla mutata normativa ed alle mutate condizioni aziendali; d) Monitorare le iniziative per la diffusione della conoscenza e della comprensione del Modello. Sul piano operativo l attività dell OdV consiste nel: Definire un piano di intervento di verifiche periodiche mirate alle attività a rischio come definite nel Modello Organizzativo; Raccogliere e conservare le informazioni rilevanti nel rispetto del Modello Organizzativo nonché Formattati: Elenchi puntati e numerati Foglio 20 di 28
MODELLO di ORGANIZZAZIONE, GESTIONE e CONTROLLO D. Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 Edizione 5 del 8 luglio 2011 Approvato dal CdA di Ansaldo Caldaie S.p.A. nella seduta del 8 luglio 2011 Tutti i diritti riservati

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 Art. 25
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 sentenza 
 art. 6
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