Source: http://www.ateneoweb.com/taxelex-documento/decreto-legislativo-9-luglio-1997-n-241.html
Timestamp: 2016-10-23 16:17:01+00:00

Document:
GU 174 del 28/07/1997
Art. 1. Certificazioni e documenti riguardanti la dichiarazione delle persone fisiche
1. L'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, riguardante l'accertamento delle imposte sui redditi è sostituito dal seguente:
"Art. 3 (Certificazioni e documenti riguardanti la dichiarazione delle persone fisiche) - 1. Le persone fisiche
che esercitano imprese commerciali ai sensi dell'articolo 51 del testo
unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, anche se non obbligati da altre norme
devono redigere e conservare, per il periodo indicato nell'articolo 22, il
bilancio, composto dallo stato patrimoniale e dal conto dei profitti e delle perdite, relativo al periodo d'imposta. I ricavi, i costi, le
rimanenze e gli altri elementi necessari, secondo le disposizioni del capo VI del titolo I del citato testo unico, per la determinazione del reddito
d'impresa devono essere indicati in apposito prospetto, qualora non risultanti dal bilancio.
2. Le disposizioni del comma 1 non si applicano ai soggetti che,
ammessi a regimi contabili semplificati, non hanno optato per il regime di contabilità ordinaria.
3. I contribuenti devono conservare, per il periodo previsto
dall'articolo 43, le certificazioni dei sostituti di imposta, nonché i
documenti probatori dei crediti di imposta, dei versamenti eseguiti con riferimento alla dichiarazione dei redditi e degli oneri deducibili o
detraibili ed ogni altro documento previsto dal decreto di cui all'articolo 8. Le certificazioni ed i documenti devono essere esibiti o trasmessi, su
richiesta, all'ufficio competente.".
Art. 2. - Certificazioni e documentazioni riguardanti la dichiarazione dei soggetti
all'imposta sul reddito delle persone giuridiche
1. L'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, è sostituito dal seguente: "Art. 5 (Certificazioni
e documentazioni riguardanti la dichiarazione dei soggetti all'imposta sul reddito delle persone giuridiche) - 1. I soggetti all'imposta sul reddito
delle persone giuridiche devono conservare, per il periodo indicato nell'articolo
22, il bilancio o il rendiconto, nonché i relativi verbali e
relazioni, cui sono obbligati dal codice civile, da leggi speciali o dallo statuto. I ricavi, i costi, le rimanenze e gli altri elementi necessari,
secondo le disposizioni del capo VI del titolo I del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917, per la determinazione dell'imponibile devono essere indicati in apposito prospetto, qualora non risultanti dal bilancio
o dal rendiconto.
2. Gli enti indicati alla lettera c) del comma 1 dell'articolo 87 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, devono conservare il bilancio relativo alle attività commerciali eventualmente esercitate. La
disposizione non si applica agli enti che, ammessi a regimi contabili semplificati, non hanno optato per il regime ordinario.
3. Le società e gli enti indicati alla lettera d) del comma 1
dell'articolo 87 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, devono conservare il bilancio relativo alle attività esercitate nel territorio
dello Stato mediante stabili organizzazioni. Non sono obbligati alla conservazione del bilancio le società semplici e le società o le
associazioni equiparate né gli enti non commerciali che non esercitano nel territorio dello Stato attività commerciali o che, ammessi a regimi
contabili semplificati, non hanno optato per il regime ordinario.
4. Le certificazioni dei sostituti d'imposta e i documenti probatori
dei versamenti eseguiti con riferimento alle dichiarazioni dei redditi e degli oneri di cui agli articoli 110, 110-bis, 113 e 114 del testo unico
delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, nonché ogni altro documento previsto
dal decreto di cui all'articolo 8 devono essere conservati per il periodo previsto dall'articolo
43. Le certificazioni e i documenti devono essere
esibiti o trasmessi, su richiesta, all'ufficio competente.".
Art. 3. - Dichiarazione delle società semplici, in nome collettivo, in accomandita
semplice ed equiparate
1. L'articolo 6 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, è sostituito dal seguente: "Art. 6 (Dichiarazione
delle società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate) - 1. Le società semplici, in nome collettivo e in accomandita
semplice indicate nell'articolo 5 del testo unico delle imposte sui redditi
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, le società e le associazioni ad esse equiparate a norma dello stesso
articolo devono presentare la dichiarazione agli effetti dell'imposta locale sui redditi da esse dovuta e agli effetti dell'imposta sul reddito
delle persone fisiche e dell'imposta sul reddito delle persone giuridiche dovute dai soci o dagli associati.
2. La dichiarazione deve contenere le indicazioni prescritte nel
secondo comma dell'articolo 1 e nel primo comma dell'articolo 4. 3. I soggetti di cui al comma 1, anche se non obbligati da altre
norme devono redigere e conservare, per il periodo indicato nell'articolo 22, il bilancio, composto dallo stato patrimoniale e dal conto dei profitti
e delle perdite, relativo al periodo d'imposta. I ricavi, i costi, le rimanenze e gli altri elementi necessari, secondo le disposizioni del capo
VI del titolo I del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, per la
determinazione dell'imponibile devono essere indicati in apposito prospetto, qualora non risultanti dal bilancio.
4. Le disposizioni del comma 3 non si applicano ai soggetti che,
ammessi a regimi contabili semplificati, non hanno optato per il regime di contabilità ordinaria, nonché alle società semplici e alle società ed
associazioni ad esse equiparate.
5. I soggetti di cui al comma 1 devono conservare, per il periodo
previsto dall'articolo 43, le certificazioni dei sostituti di imposta, i
detraibili, nonché ogni altro documento previsto dal decreto di cui all'articolo 8. Le certificazioni ed i documenti devono essere esibiti o
trasmessi, su richiesta, all'ufficio competente.".
[Art. 4. - Dichiarazione dei sostituti d'imposta] abrogato
[Art. 5. - Redazione e sottoscrizione delle dichiarazioni] abrogato
[Art. 6. - Termini per la presentazione delle dichiarazioni] abrogato
[Art. 7. - Presentazione delle dichiarazioni] abrogato
Art. 7-bis. - Violazioni in materia di trasmissione telematica delle dichiarazioni
1. In caso di tardiva od omessa trasmissione delle dichiarazioni da
parte dei soggetti indicati nel comma 3 dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n.
322, a carico dei medesimi si applica la sanzione amministrativa da lire un milione a lire dieci
Art. 8. - Disposizioni in materia di dichiarazioni e di determinazione
del reddito in base alle scritture contabili
[a)] [lettera abrogata]
b) nell'articolo 38, terzo comma, le parole:
"e dai relativi allegati" sono soppresse;
c) nell'articolo 39, secondo comma, la lettera b) è abrogata;
d) nell'articolo 65, terzo comma, concernente la proroga dei termini
pendenti alla data della morte del contribuente, è aggiunto, in fine, il seguente periodo:
"I soggetti incaricati dagli eredi, ai sensi del comma 2 dell'articolo 12, devono trasmettere in via telematica la dichiarazione
entro il mese di gennaio dell'anno successivo a quello in cui è scaduto il termine prorogato.".
Art. 9. - Disposizioni relative a taluni adempimenti dei sostituti d'imposta
[1.] [comma abrogato]
2. All'articolo 78 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, il comma 15,
riguardante gli adempimenti del sostituto d'imposta nei confronti dell'amministrazione finanziaria, è sostituito dal seguente:
"15. Il sostituto d'imposta, eseguite le operazioni indicate nei commi 13 e 14 del
presente articolo ed adempiuti gli obblighi indicati nell'articolo 21 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, deve trasmettere all'amministrazione finanziaria, entro il mese di luglio, le
apposite dichiarazioni ricevute, rispettando i termini e le modalità stabiliti con il decreto di cui all'articolo 8 del citato decreto n. 600 del 1973. La trasmissione delle dichiarazioni deve avvenire con le modalità
previste dall'articolo 12 del citato decreto n. 600 del 1973, per la
presentazione delle dichiarazioni dei sostituti d'imposta. Il sostituto d'imposta deve inoltre inviare all'amministrazione finanziaria le schede
per la scelta della destinazione dell'8 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche di cui al comma 10.".
3. Restano ferme le disposizioni di cui alla legge 2 gennaio 1997, n. 2
concernente norme per la regolamentazione della contribuzione volontaria ai movimenti o partiti politici.
Art. 10. - Determinazione dei contributi dovuti agli enti previdenziali
1. I soggetti iscritti all'INPS per i propri contributi previdenziali,
ad eccezione dei coltivatori diretti, e quelli iscritti agli enti e alle casse previdenziali individuati con decreto del Ministro delle finanze, di
concerto con i Ministri del tesoro e del lavoro e della previdenza sociale, e all'INAIL devono determinare l'ammontare dei contributi e dei premi
dovuti nella dichiarazione dei redditi. La determinazione del contributo dovuto deve essere effettuata sulla base degli imponibili stabiliti con
riferimento ai redditi e ai volumi di affari dichiarati per l'anno al quale il contributo si riferisce. Con lo stesso decreto sono stabilite le
modalità di attuazione del presente articolo, considerando corrisposte a titolo di acconto le somme versate in base alle vigenti disposizioni.
2. Nel decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
605, all'articolo 20, terzo comma, riguardante il contenuto della comunicazione all'anagrafe tributaria cui le amministrazioni dello Stato
sono tenute quali sostituti d'imposta, dopo il secondo periodo è inserito il seguente:
"Nel medesimo decreto può essere previsto anche l'obbligo di indicare i dati relativi ai contributi dovuti agli enti e casse
previdenziali.".
Art. 11. - Dichiarazione dell'imposta sul valore aggiunto
1. Al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,
riguardante la disciplina dell'imposta sul valore aggiunto sono apportate le seguenti modificazioni:
"Art. 28 (Dichiarazione annuale) - 1. Tra il 1° febbraio ed il 15 marzo di ciascun anno il
contribuente deve presentare la dichiarazione relativa all'imposta dovuta per l'anno solare precedente, redatta in conformità al modello approvato
con decreto del Ministro delle finanze, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro il 20 dicembre dell'anno precedente a quello in cui deve
essere utilizzato. Sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione i contribuenti che nell'anno solare precedente hanno registrato
esclusivamente operazioni esenti dall'imposta di cui all'articolo 10, salvo quelli tenuti alla effettuazione della rettifica della detrazione di cui
all'articolo 19-bis. I contribuenti con periodo d'imposta coincidente, agli effetti delle imposte sui redditi, con l'anno solare obbligati alla
presentazione anche della dichiarazione dei redditi e di quella del sostituto d'imposta, qualora abbiano effettuato ritenute alla fonte nei
riguardi di non più di dieci soggetti, devono presentare, entro il termine di cui all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, la dichiarazione unificata annuale, redatta in conformità all'articolo 8 dello stesso decreto.
2. La dichiarazione deve indicare i dati e gli elementi necessari
per l'individuazione del contribuente, per la determinazione dell'ammontare delle operazioni e dell'imposta nonché per l'effettuazione dei controlli e
gli altri elementi richiesti nel modello di dichiarazione, esclusi quelli che l'Amministrazione finanziaria è in grado di acquisire direttamente. 3. Il contribuente perde il diritto alle detrazioni non computate
per i mesi di competenza né in sede di dichiarazione annuale.
4. La dichiarazione annuale deve essere presentata anche dai
contribuenti che non hanno effettuato operazioni imponibili.";
b) nell'articolo 30, primo comma, relativo al termine per il
versamento della differenza tra l'ammontare dell'imposta e l'ammontare delle somme già versate mensilmente, le parole:
"entro il 5 marzo di ciascun anno" sono sostituite dalle seguenti:
"entro il 15 marzo di ciascun anno ovvero entro il termine previsto per il pagamento delle somme dovute
in base alla dichiarazione unificata annuale, maggiorando le somme da versare degli interessi nella misura dello 0,40 per cento per ogni mese
o frazione di mese successivo alla predetta data";
c) nell'articolo 33, primo comma, lettera b), riguardante il termine
di versamento dell'imposta da parte dei contribuenti minori, le parole:
"entro il 15 marzo di ciascun anno";
d) nell'articolo 35-bis, concernente gli obblighi degli eredi del
contribuente, il primo comma è sostituito dal seguente: "Gli obblighi
derivanti, a norma del presente decreto, dalle operazioni effettuate dal contribuente deceduto possono essere adempiuti dagli eredi, ancorché i
relativi termini siano scaduti non oltre quattro mesi prima della data della morte del contribuente, entro i sei mesi da tale data.";
[e)] [lettera abrogata]
1. Le disposizioni del presente capo si applicano alle dichiarazioni
presentate a decorrere dal 1° gennaio 1999, salvo quanto previsto nei commi seguenti.
2. La dichiarazione unificata annuale, di cui all'articolo 12 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,
sostituito dall'articolo 7 del presente decreto, deve essere presentata: a) dalle persone fisiche, ai soli fini fiscali, a decorrere
dall'anno 1998;
[b)] [lettera soppressa]
3. I centri autorizzati di assistenza fiscale per le imprese e per i
lavoratori dipendenti e pensionati devono trasmettere le dichiarazioni in via telematica a partire dall'anno 1998, ivi comprese le dichiarazioni
previste dall'articolo 78, comma 10, della legge 30 dicembre 1991, n. 413 e le scelte effettuate in occasione della presentazione delle
stesse. Per gli altri soggetti di cui all'articolo 12, comma 1, terzo
periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e del comma 2 del medesimo articolo 12, come sostituito dall'articolo
7 del presente decreto, l'obbligo di trasmettere le dichiarazioni in via telematica decorre dall'anno 1999.
[4.] [comma abrogato]
proposta del Ministro competente, possono essere modificati, tenendo conto delle esigenze generali dei contribuenti, dei sostituti e dei responsabili
d'imposta o delle esigenze organizzative dell'amministrazione, i termini riguardanti gli adempimenti degli stessi soggetti, relativi a imposte e
contributi di cui al presente decreto, prevedendo l'applicazione di una maggiorazione ragguagliata allo 0,40 per cento mensile a titolo di
interesse corrispettivo in caso di differimento del pagamento. Con lo stesso decreto può essere stabilito che non si fa luogo alla predetta
maggiorazione per un periodo non superiore ai primi venti giorni; le somme dovute in base alla dichiarazione annuale relativa all'imposta sul valore
aggiunto per l'anno 1998, affluiscono comunque allo Stato entro il 31 marzo 1998. A partire dal 1° gennaio 2000, la misura della maggiorazione prevista
dall'articolo 11, comma 1, lettera b), e dal presente comma è determinata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, di concerto con il Ministro delle finanze, con riferimento all'andamento dei
tassi di mercato.
Art. 13. - Liquidazione delle imposte sui redditi
1. Nel decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.
600, riguardante l'accertamento delle imposte sui redditi, gli articoli 36-bis e 36-ter sono sostituiti dai seguenti:
"Art. 36-bis (Liquidazioni delle imposte, dei contributi, dei premi e dei rimborsi dovuti in base alle
dichiarazioni) - 1. Avvalendosi di procedure automatizzate, l'amministrazione finanziaria procede, entro l'inizio del periodo di
presentazione delle dichiarazioni relative all'anno successivo, alla liquidazione delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti, nonché dei
rimborsi spettanti in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti e dai sostituti d'imposta.
2. Sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili
dalle dichiarazioni presentate e di quelli in possesso dell'anagrafe tributaria, l'Amministrazione finanziaria provvede a: a) correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dai
contribuenti nella determinazione degli imponibili, delle imposte, dei contributi e dei premi;
b) correggere gli errori materiali commessi dai contribuenti nel
riporto delle eccedenze delle imposte, dei contributi e dei premi risultanti dalle precedenti dichiarazioni;
c) ridurre le detrazioni d'imposta indicate in misura superiore a
quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni;
d) ridurre le deduzioni dal reddito esposte in misura superiore a
quella prevista dalla legge;
e) ridurre i crediti d'imposta esposti in misura superiore a
quella prevista dalla legge ovvero non spettanti sulla base dei dati risultanti dalla dichiarazione;
f) controllare la rispondenza con la dichiarazione e la
tempestività dei versamenti delle imposte, dei contributi e dei premi dovuti a titolo di acconto e di saldo e delle ritenute alla fonte operate
in qualità di sostituto d'imposta.
3. Quando dai controlli automatici eseguiti emerge un risultato
diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, l'esito della liquidazione è comunicato al contribuente o al sostituto d'imposta per
evitare la reiterazione di errori e per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali e la comunicazione all'Amministrazione finanziaria di
eventuali dati ed elementi non considerati nella liquidazione.
4. I dati contabili risultanti dalla liquidazione prevista nel
presente articolo si considerano, a tutti gli effetti, come dichiarati dal contribuente e dal sostituto d'imposta.
Art. 36-ter (Controllo formale delle dichiarazioni) - 1. Gli uffici
periferici dell'amministrazione finanziaria, procedono, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello di presentazione, al
controllo formale delle dichiarazioni presentate dai contribuenti e dai sostituti d'imposta, sulla base dei criteri selettivi fissati dal Ministro
delle finanze, tenendo anche conto delle capacità operative dei medesimi uffici.
2. Senza pregiudizio dell'azione accertatrice a norma degli articoli
37 e seguenti, gli uffici possono:
a) escludere in tutto o in parte lo scomputo delle ritenute
d'acconto non risultanti dalle dichiarazioni dei sostituti d'imposta, dalle comunicazioni di cui all'articolo 20, terzo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, o dalle certificazioni richieste ai contribuenti ovvero delle ritenute risultanti
in misura inferiore a quella indicata nelle dichiarazioni dei contribuenti stessi;
b) escludere in tutto o in parte le detrazioni d'imposta non
spettanti in base ai documenti richiesti ai contribuenti o agli elenchi di cui all'articolo 78, comma 25, della legge 30 dicembre 1991, n. 413; c) escludere in tutto o in parte le deduzioni dal reddito non
spettanti in base ai documenti richiesti ai contribuenti o agli elenchi menzionati nella lettera b);
d) determinare i crediti d'imposta spettanti in base ai dati
risultanti dalle dichiarazioni e ai documenti richiesti ai contribuenti; e) liquidare la maggiore imposta sul reddito delle persone
fisiche e i maggiori contributi dovuti sull'ammontare complessivo dei redditi risultanti da più dichiarazioni o certificati di cui all'articolo
1, comma 4, lettera d), presentati per lo stesso anno dal medesimo contribuente;
f) correggere gli errori materiali e di calcolo commessi nelle
dichiarazioni dei sostituti d'imposta.
3. Ai fini dei commi 1 e 2, il contribuente o il sostituto d'imposta
è invitato, anche telefonicamente o in forma scritta o telematica, a fornire chiarimenti in ordine ai dati contenuti nella dichiarazione e ad
eseguire o trasmettere ricevute di versamento e altri documenti non allegati alla dichiarazione o difformi dai dati forniti da terzi.
4. L'esito del controllo formale è comunicato al contribuente o al
sostituto d'imposta con l'indicazione dei motivi che hanno dato luogo alla rettifica degli imponibili, delle imposte, delle ritenute alla fonte, dei
contributi e dei premi dichiarate, per consentire anche la segnalazione di eventuali dati ed elementi non considerati o valutati erroneamente in sede
di controllo formale."
Art. 14. - Liquidazione dell'imposta sul valore aggiunto
"Art. 54-bis (Liquidazione dell'imposta dovuta in base alle dichiarazioni) - 1.
Avvalendosi di procedure automatizzate l'amministrazione finanziaria procede, entro l'inizio del periodo di presentazione delle dichiarazioni
relative all'anno successivo, alla liquidazione dell'imposta dovuta in base alle dichiarazioni presentate dai contribuenti.
dalle dichiarazioni presentate e di quelli in possesso dell'anagrafe tributaria, l'amministrazione finanziaria provvede a:
a) correggere gli errori materiali e di calcolo commessi dai
contribuenti nella determinazione del volume d'affari e delle imposte; b) correggere gli errori materiali commessi dai contribuenti
nel riporto delle eccedenze di imposta risultanti dalle precedenti dichiarazioni;
c) controllare la rispondenza con la dichiarazione e la
tempestività dei versamenti dell'imposta risultante dalla dichiarazione annuale a titolo di acconto e di conguaglio nonché dalle liquidazioni
periodiche di cui agli articoli 27, 33, comma 1, lettera a), e 74, quarto comma.
diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione, l'esito della liquidazione è comunicato ai sensi e per gli effetti di cui al comma 6
dell'articolo 60 al contribuente, nonché per evitare la reiterazione di
errori e per consentire la regolarizzazione degli aspetti formali e la segnalazione all'amministrazione di eventuali dati ed elementi non
considerati nella liquidazione.
4. I dati contabili risultanti dalla liquidazione prevista dal
presente articolo si considerano, a tutti gli effetti, come dichiarati dal contribuente.";
b) nell'articolo 55, secondo comma, riguardante il potere di
procedere ad accertamento induttivo in talune ipotesi, sono soppresse le parole:
"presentata è priva di sottoscrizione e il contribuente non ha provveduto, entro trenta giorni dal ricevimento dell'invito da parte
dell'ufficio dell'imposta sul valore aggiunto, alla sottoscrizione o".
Art. 15. - Modifica dei termini per l'accertamento delle imposte sui redditi
1. All'articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29
a) al primo comma, riguardante il termine per l'accertamento delle
dichiarazioni le parole: "entro il 31 dicembre del quinto anno successivo"
sono sostituite dalle seguenti: "entro il 31 dicembre del quarto anno
successivo";
b) al secondo comma riguardante il termine per l'accertamento in
caso di omessa presentazione della dichiarazione, le parole: " fino al 31
dicembre del sesto anno successivo" sono sostituite dalle seguenti: "fino
al 31 dicembre del quinto anno successivo".
presentate a decorrere dal 1° gennaio 1999.
Art. 17. Oggetto
1. I contribuenti [...] eseguono versamenti unitari delle imposte, dei
contributi dovuti all'INPS e delle altre somme a favore dello Stato, delle regioni e degli enti previdenziali, con eventuale compensazione dei
crediti, dello stesso periodo, nei confronti dei medesimi soggetti, risultanti dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche presentate
successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto. Tale compensazione deve essere effettuata entro la data di presentazione della
dichiarazione successiva. La
compensazione del credito annuale o relativo a periodi inferiori all'anno
dell'imposta sul valore aggiunto, per importi superiori a 5.000 euro annui,
può essere effettuata a partire dal giorno sedici del mese successivo a quello
di presentazione della dichiarazione o dell'istanza da cui il credito emerge.
2. Il versamento unitario e la compensazione riguardano i crediti e i
debiti relativi:
a) alle imposte sui redditi, alle relative addizionali e alle
ritenute alla fonte riscosse mediante versamento diretto ai sensi dell'articolo 3 [...] del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 602; per le ritenute di cui al secondo comma del citato articolo 3 resta ferma la facoltà di eseguire il versamento presso la
competente sezione di tesoreria provinciale dello Stato; in tal caso non è ammessa la compensazione;
b) all'imposta sul valore aggiunto dovuta ai sensi degli articoli 27 e 33 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e
quella dovuta dai soggetti di cui all'articolo 74;
c) alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi e dell'imposta
d) all'imposta prevista dall'articolo 3, comma 143, lettera a),
[d-bis)] [lettera soppressa]
f) ai contributi previdenziali ed assistenziali dovuti dai datori di
lavoro e dai committenti di prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa di cui all'articolo
49, comma 2, lettera a) [ora, articolo 47, comma 1, lettera c-bis),
n.d.r.], del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
g) ai premi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le
malattie professionali dovuti ai sensi del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124;
h) agli interessi previsti in caso di pagamento rateale ai sensi
h-bis) al saldo per il 1997 dell'imposta sul patrimonio netto delle
imprese, istituita con decreto-legge 30 settembre 1992, n. 394, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 novembre 1992, n. 461, e del contributo
al Servizio sanitario nazionale di cui all'articolo 31 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, come da ultimo modificato dall'articolo 4 del
decreto-legge 23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 1995, n. 85;
h-ter) alle altre entrate individuate con decreto del Ministro delle
finanze, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, e con i Ministri competenti per settore;
h-quater) al credito d'imposta spettante agli esercenti sale
h-quinquies) alle somme che i soggetti tenuti alla riscossione
dell'incremento all'addizionale comunale debbono riversare all'INPS, ai sensi dell'articolo 6-quater del decreto-legge 31 gennaio 2005, n.
7, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 marzo 2005, n. 43, e successive
[2-bis.] [comma soppresso]
Art. 18. - Termini di versamento
1. Le somme di cui all'articolo 17 devono essere versate entro il
giorno sedici del mese di scadenza. Se il termine scade di sabato o di giorno festivo il versamento è tempestivo se effettuato il primo giorno
2. I versamenti dovuti da soggetti titolari di posizione assicurativa
in una delle gestioni amministrate dall'INPS, per le quote contributive comprese entro il minimale, sono effettuati nei mesi di febbraio, maggio,
agosto e novembre.
3. Rimangono invariati i termini di scadenza delle somme dovute a
titolo di saldo e di acconto in base alle dichiarazioni annuali, nonché il termine previsto dall'articolo 6, comma 2, della legge 29 dicembre 1990, n.
405, per il pagamento dell'imposta sul valore aggiunto dovuta a titolo di acconto del versamento relativo al mese di dicembre.
4. I versamenti a saldo e in acconto dei contributi dovuti agli enti
previdenziali da titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate da enti previdenziali sono effettuati entro gli stessi termini
previsti per il versamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi.
Art. 19. - Modalità di versamento mediante delega
1. I versamenti delle imposte, dei contributi, dei premi previdenziali
ed assistenziali e delle altre somme, al netto della compensazione, sono eseguiti mediante delega irrevocabile ad una banca convenzionata ai sensi
del comma 5.
2. La banca rilascia al contribuente un'attestazione conforme al
modello approvato con decreto del Ministro delle finanze, recante l'indicazione dei dati identificativi del soggetto che effettua il
versamento, la data, la causale e gli importi dell'ordine di pagamento, nonché l'impegno ad effettuare il pagamento agli enti destinatari per conto
del delegante. L'attestazione deve recare altresì l'indicazione dei crediti per i quali il contribuente si è avvalso della facoltà di compensazione.
3. La delega deve essere conferita dal contribuente anche nell'ipotesi
in cui le somme dovute risultano totalmente compensate ai sensi dell'articolo 17. La parte di credito che non ha trovato capienza nella
compensazione è utilizzata in occasione del primo versamento successivo. 4. Per l'omessa presentazione del modello di versamento contenente i
dati relativi alla eseguita compensazione, si applica la sanzione di lire 300.000, ridotta a lire 100.000 se il ritardo non è superiore a cinque
5. Con convenzione approvata con decreto del Ministro delle finanze, di
concerto con i Ministri del tesoro e del lavoro e della previdenza sociale, sono stabiliti le modalità di conferimento della delega e di svolgimento
del servizio, i dati delle operazioni da trasmettere e le relative modalità di trasmissione e di conservazione, tenendo conto dei termini di cui
all'articolo 13 del regolamento concernente l'istituzione del conto fiscale, adottato con decreto del Ministro delle finanze 28 dicembre 1993,
n. 567, nonché le penalità per l'inadempimento degli obblighi nascenti dalla convenzione stessa e la misura del compenso per il servizio svolto
dalle banche. Quest'ultima è determinata tenendo conto del costo di svolgimento del servizio, del numero dei moduli presentati dal contribuente
e di quello delle operazioni in esso incluse, della tipologia degli adempimenti da svolgere e dell'ammontare complessivo dei versamenti gestito
dal sistema. La convenzione ha durata triennale e può essere tacitamente rinnovata.
6. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri
del tesoro e delle poste e delle telecomunicazioni, la delega di pagamento può essere conferita all'Ente poste italiane, secondo modalità e termini in
esso fissati. All'Ente poste italiane si applicano le disposizioni del presente decreto.
Art. 20. - Pagamenti rateali
1. Le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte e dei
contributi dovuti dai soggetti titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate dall'INPS, ad eccezione di quelle dovute nel
mese di dicembre a titolo di acconto del versamento dell'imposta sul valore aggiunto, possono essere versate, previa opzione esercitata dal
contribuente in sede di dichiarazione periodica, in rate mensili di uguale importo, con la maggiorazione degli interessi di cui al comma 2, decorrenti
dal mese di scadenza; in ogni caso, il pagamento deve essere completato entro il mese di novembre dello stesso anno di presentazione della
dichiarazione o della denuncia. La disposizione non si applica per le somme dovute ai sensi del titolo III del decreto del Presidente della Repubblica
2. La misura dell'interesse è pari al tasso previsto dall'articolo 9
del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, maggiorato di un punto percentuale.
3. La facoltà del comma 1 può essere esercitata anche dai soggetti non
ammessi alla compensazione di cui all'articolo 17, comma 1.
4. I versamenti rateali sono effettuati entro il giorno sedici di
ciascun mese per i soggetti titolari di partita IVA ed entro la fine di ciascun mese per gli altri contribuenti.
5. Le disposizioni del comma 2 si applicano per il calcolo degli
interessi di cui all'articolo 3, commi 8 e 9, del decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre 1992, n. 395, riguardante gli adempimenti del
sostituto d'imposta per il controllo della dichiarazione e per la liquidazione delle imposte e del contributo al Servizio sanitario
Art. 21. - Adempimenti delle banche
1. Entro il quinto giorno lavorativo successivo a quello di
ricevimento della delega, la banca versa le somme riscosse alla tesoreria dello Stato o alla Cassa regionale siciliana di Palermo, al netto del
compenso ad essa spettante. Si considerano non lavorativi i giorni di sabato e quelli
2-bis. Con convenzione, fermi restando i termini fissati dai commi 1 e 2,
ricevimento della delega, la banca versa almeno l'80% delle predette somme.
2. Entro il termine di cui al comma 1 la banca predispone ed invia
telematicamente alla struttura di gestione di cui all'articolo 22 i dati riepilogativi delle somme a debito e a credito complessivamente evidenziate
nelle deleghe di pagamento, distinte per ciascun ente destinatario.
3. Con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri
del tesoro e del lavoro e della previdenza sociale, sono stabilite le modalità applicative nonché i criteri per i controlli relativi
all'esecuzione del servizio da parte delle banche e le modalità di scambio dei dati fra gli interessati.
Art. 22. - Suddivisione delle somme tra gli enti destinatari
1. Entro il primo giorno lavorativo successivo a quello di versamento
delle somme da parte delle banche e di ricevimento dei relativi dati riepilogativi, un'apposita struttura di gestione attribuisce agli enti
destinatari le somme a ciascuno di essi spettanti, tenendo conto dell'eventuale compensazione eseguita dai contribuenti.
2. Gli enti destinatari delle somme dispongono con cadenza trimestrale
le regolazioni contabili sulle contabilità di pertinenza a copertura delle somme compensate dai contribuenti.
3. La struttura di gestione di cui al comma 1 è individuata con decreto
del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri del tesoro e del lavoro e della previdenza sociale. Con decreto del Ministero delle
finanze, di concerto con i Ministri del tesoro e del lavoro e della previdenza sociale, sono stabilite le modalità per l'attribuzione delle
4. La compensazione di cui all'articolo 17 può operare soltanto dopo
l'emanazione dei decreti indicati nel comma 3.
Art. 23. - Pagamento con mezzi diversi dal contante
1. I contribuenti possono mettere a disposizione delle banche
convenzionate ai sensi del comma 2 le somme oggetto della delega anche mediante carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e
circolari ovvero mediante altri sistemi di pagamento. Se gli assegni risultano scoperti o comunque non pagabili, il conferimento della delega si
considera non effettuato e il versamento omesso.
2. Le modalità di esecuzione dei pagamenti mediante i sistemi di cui al
comma 1 sono stabilite con convenzione approvata con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro.
Art. 24. Modalità di versamento
1. Fino al 31 dicembre 1998, i versamenti unitari eseguiti dai
titolari di partita IVA sono effettuati ai concessionari della riscossione anche mediante delega ad una banca convenzionata.
2. Le somme relative ai contributi previdenziali sono versate dalle
banche direttamente alla tesoreria dello Stato, secondo le modalità previste dal regolamento di cui al comma 10; le somme di cui all'imposta
prevista dall'articolo 3, comma 143, lettera a), della legge 23 dicembre 1996, n. 662, sono versate dalle banche direttamente alla tesoreria dello
3. I concessionari, per le somme di cui al comma 2, ricevute
direttamente dai contribuenti, eseguono i medesimi versamenti sempre con le modalità stabilite dal regolamento previsto al comma 10.
4. Le distinte di versamento con le quali sono effettuati i pagamenti
di cui al comma 1 sono approvate con decreto del Ministero delle finanze da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale.
5. Per la riscossione dei versamenti diretti previsti dal presente
articolo, riscossi direttamente o tramite delega, spetta ai concessionari la commissione prevista dall'articolo 61, comma 3, lettera a), del decreto
del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43, tenendo altresì conto di ciascun modulo di versamento presentato dal contribuente,
dell'ammontare complessivo dei versamenti gestiti dal sistema, della tipologia delle operazioni e del costo del servizio, sentita l'associazione
di categoria interessata.
6. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente articolo, è
abrogato l'articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 28
[leggere: 29: n.d.r.] settembre 1973, n. 602.
7. Le disposizioni contenute nell'articolo 23 si applicano anche ai
concessionari della riscossione. Con uno o più decreti del Ministro delle finanze sono stabilite le modalità di esecuzione dei pagamenti mediante
sistemi diversi dal contante.
8. Per le banche si applicano le disposizioni di cui all'articolo 19,
comma 4. La convenzione rimane in vigore per il periodo previsto dai commi 1 e 4 del presente articolo e, in ogni caso, per non più di tre anni e può
essere rinnovata tacitamente.
9. All'attivazione della riscossione mediante conferimento all'Ente
poste italiane di delega di versamento al concessionario della riscossione, si provvederà successivamente all'emanazione del decreto previsto
dall'articolo 19, comma 5. 10. Con regolamento, da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono disciplinati, sulla base delle
previsioni contenute nella sezione I del presente Capo e dell'articolo 11 del decreto ministeriale 28 dicembre 1993, n. 567, le modalità di
versamento in Tesoreria delle somme riscosse dai soggetti indicati nel presente articolo durante il periodo transitorio di cui al comma 1 e
l'invio telematico dei relativi dati alla struttura di gestione di cui all'articolo 22.
Art. 25. - Decorrenza e garanzie
1. Il regime dei versamenti unitari entra in funzione per tutti i
contribuenti a partire dal mese di maggio 1998. Sono ammessi alla compensazione:
a) dall'anno 1998 le persone fisiche titolari di partita IVA; b) dall'anno 1999 le società di persone ed equiparate ai fini
fiscali, nonché i soggetti non titolari di partita IVA;
c) dall'anno 2000 i soggetti all'imposta sul reddito delle persone
2. Il limite massimo dei crediti d'imposta e dei contributi che possono
essere compensati, è, fino all'anno 2000, fissato in lire 500 milioni per ciascun periodo d'imposta.
3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta
del Ministro delle finanze, di concerto con il Ministro del tesoro, possono essere modificati i termini di cui al comma 1, lettere a), b) e c), tenendo
conto delle esigenze organizzative e di bilancio.
4. I contribuenti titolari di partita IVA non ammessi alla
compensazione o, seppure ammessi, per la parte che non trova capienza nella compensazione, pur nel rispetto del limite di cui al comma 2, possono
ricorrere alla procedura di rimborso prevista dal titolo II del regolamento concernente l'istituzione del conto fiscale, adottato con decreto del
Ministro delle finanze 28 dicembre 1993, n. 567. La garanzia è prestata ai sensi dell'articolo
38-bis, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.[..]
Art. 26. - Sanzioni al concessionario
1. In caso di minore versamento alla tesoreria dello Stato o alla cassa
regionale siciliana di Palermo delle somme riscosse dal concessionario direttamente ovvero pagate per delega alle banche si applicano le
disposizioni contenute nell'articolo 104 del decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1988, n. 43.
2. In caso di ritardato invio dei dati di cui all'articolo 21, comma 2,
si applica la sanzione amministrativa pecuniaria di lire 10.000.000 per ogni giorno di ritardo; la stessa sanzione si applica in caso di
irregolarità che non consentano l'attribuzione delle somme agli enti destinatari.
3. I casi di reiterate e rilevanti infrazioni all'obbligo di invio dei
dati delle operazioni, eseguite nell'ambito delle attività di riscossione, costituiscono specifica causa di decadenza dalla concessione. SEZIONE IV
Art. 27. - Comitato di indirizzo
1. Presso il Ministero delle finanze è istituito un comitato di
indirizzo, controllo e valutazione dell'attuazione di quanto previsto dall'articolo 3, comma 134, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
2. Il comitato è nominato dal Ministro delle finanze di concerto con i
Ministri del tesoro e del lavoro e della previdenza sociale; del comitato fa parte il Ministro delle finanze con funzioni di presidente.
3. Il comitato, sulla base delle risultanze gestionali del sistema
introdotto, propone modifiche al presente decreto legislativo.
Art. 28. - Versamenti in favore di enti previdenziali
1. I versamenti unitari e la compensazione previsti dal presente capo
si applicano a decorrere dal 1999 anche all'INAIL, all'Ente nazionale per la previdenza e l'assistenza per i lavoratori dello spettacolo (ENPALS) e
all'Istituto nazionale per la previdenza per i dirigenti di aziende industriali
(INPDAI) agli enti e casse previdenziali individuati con decreto del Ministro delle finanze, di concerto con i Ministri del tesoro e
2. Con decreto emanato dalle stesse autorità ministeriali, la
decorrenza di cui al comma 1 può essere modificata, tenendo conto di esigenze organizzative.
Art. 29. - Copertura finanziaria
1. Agli oneri derivanti dalla applicazione del presente decreto
valutati in lire 300 miliardi per il 1998, in lire 630 miliardi per l'anno 1999 e in lire 1.200 miliardi a decorrere dall'anno 2000, si provvede con
le maggiori entrate recate dal presente decreto.
2. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri
Art. 30. - Rimborso del credito IRPEF in caso di separazione legale o divorzio
1. In caso di separazione legale o di divorzio il rimborso del credito
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, risultante da una precedente dichiarazione congiunta, può essere attribuito, per la quota di
sua competenza, a ciascun coniuge personalmente. A tal fine, il coniuge che intende avvalersi di tale disposizione deve dare comunicazione scritta
all'ufficio dell'Amministrazione finanziaria al quale è stata presentata la dichiarazione congiunta, della separazione legale o del divorzio
sopravvenuti.
Art. 31. - Rimborso del credito IVA
1. All'articolo 38-bis, primo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, concernente l'esecuzione dei rimborsi, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:
"I rimborsi previsti nell'articolo 30 possono essere richiesti, utilizzando apposita
dichiarazione redatta su modello approvato con decreto dirigenziale contenente i dati che hanno determinato l'eccedenza di credito, a decorrere
dal primo febbraio dell'anno successivo a quello di riferimento; in tal caso i rimborsi sono eseguiti entro tre mesi dalla presentazione della
dichiarazione, che vale come dichiarazione annuale limitatamente ai dati in essa indicati, con le modalità stabilite dal presente articolo e, agli
effetti del computo degli interessi, si tiene conto della data di presentazione della dichiarazione stessa. I rimborsi di cui al presente
comma possono essere richiesti con apposita istanza, anche ai competenti concessionari della riscossione secondo le modalità stabilite dall'articolo
78, commi 27 e seguenti, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, e dai relativi regolamenti di attuazione.".
Art. 32. - Soggetti abilitati alla costituzione dei centri di assistenza fiscale
1. I centri di assistenza fiscale, di seguito denominati
"Centri", possono essere costituiti dai seguenti soggetti:
a) associazioni sindacali di categoria fra imprenditori, presenti
nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, istituite da almeno dieci anni;
b) associazioni sindacali di categoria fra imprenditori, istituite
da almeno dieci anni, diverse da quelle indicate nella lettera a) se, con decreto del Ministero delle finanze, ne è riconosciuta la rilevanza
nazionale con riferimento al numero degli associati, almeno pari al 5 per cento degli appartenenti alla stessa categoria, iscritti negli appositi
registri tenuti dalla camera di commercio, nonché all'esistenza di strutture organizzate in almeno 30 province;
c) organizzazioni aderenti alle associazioni di cui alle lettere a)
e b), previa delega della propria associazione nazionale;
d) organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti e pensionati
od organizzazioni territoriali da esse delegate, aventi complessivamente almeno cinquantamila aderenti;
e) sostituti di cui all'articolo 23 del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, aventi complessivamente almeno cinquantamila dipendenti;
f) associazioni di lavoratori promotrici di istituti di patronato
riconosciuti ai sensi del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 29 luglio 1947, n. 804, aventi complessivamente almeno cinquantamila
Art. 33. - Requisiti soggettivi
1. I centri sono costituiti nella forma di società di capitali.
L'oggetto sociale dei centri prevede lo svolgimento delle attività di assistenza fiscale di cui all'articolo 34.
2. I centri designano uno o più responsabili dell'assistenza fiscale da
individuare tra gli iscritti nell'albo dei dottori commercialisti o in quello dei ragionieri liberi professionisti, anche assunti con rapporto di
3. I centri svolgono attività di assistenza fiscale previa
autorizzazione del Ministero delle finanze.
Art. 34. - Attività
1. I centri costituiti dai soggetti di cui alle lettere a), b) e c) del
comma 1 dell'articolo 32 prestano l'assistenza fiscale alle imprese. Sono escluse dall'assistenza fiscale le imprese soggette all'imposta sul reddito
delle persone giuridiche tenute alla nomina del collegio sindacale, nonché quelle alle quali non sono applicabili le disposizioni concernenti gli
studi di settore diverse dalle società cooperative e loro consorzi che, unitamente ai propri soci, fanno riferimento alle associazioni nazionali
riconosciute in base al decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577.
2. I centri costituiti dai soggetti di cui alle lettere d), e) e f) del
comma l dell'articolo 32 prestano l'assistenza fiscale nei confronti dei contribuenti non titolari di redditi di lavoro autonomo e d'impresa di cui
agli articoli 49, comma 1, e 51 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
3. I centri prestano assistenza fiscale ai contribuenti che la
richiedono e, in particolare:
a) elaborano e predispongono le dichiarazioni tributarie, nonché
curano gli ulteriori adempimenti tributari;
c) verificano la conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni
alla relativa documentazione;
d) consegnano al contribuente copia della dichiarazione elaborata e
del prospetto di liquidazione delle imposte;
e) comunicano ai sostituti d'imposta il risultato finale delle
dichiarazioni stesse, ai fini del conguaglio a credito o a debito in sede di ritenuta d'acconto;
f) inviano all'amministrazione finanziaria le dichiarazioni dei
redditi e le scelte ai fini della destinazione dell'otto e del quattro per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche.
4. In relazione alla dichiarazione annuale dei redditi dei titolari dei
redditi di lavoro dipendente e assimilati indicati agli articoli 46 e
47, comma 1, lettere a), d), g), con esclusione delle indennità percepite dai
membri del Parlamento europeo, e l) del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, nonché dei redditi indicati all'articolo 49, comma 2, lettera
a) [ora, articolo 47, comma 1, lettera c-bis), n.d.r.], del medesimo testo
unico, i centri costituiti dai soggetti di cui alle lettere d), e) e f) del comma 1 dell'articolo 32, svolgono le attività di cui alle lettere da c) a
f) del comma 3.
Art. 35. - Responsabili dei centri
1. Il responsabile dell'assistenza fiscale dei centri costituiti dai
soggetti di cui all'articolo 32, comma 1, lettere a), b) e c), su richiesta del contribuente:
a) rilascia un visto di conformità dei dati delle dichiarazioni
predisposte dal centro, alla relativa documentazione e alle risultanze delle scritture contabili, nonché di queste ultime alla relativa
b) assevera che gli elementi contabili ed extracontabili comunicati
all'amministrazione finanziaria e rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore corrispondono a quelli risultanti dalle scritture
contabili e da altra documentazione idonea.
2. Il responsabile dell'assistenza fiscale dei centri costituiti dai
soggetti di cui all'articolo 32, comma 1, lettere d), e) e f):
a) rilascia, su richiesta del contribuente, un visto di conformità
dei dati delle dichiarazioni unificate alla relativa documentazione;
b) rilascia, a seguito della attività di cui alla lettera c) del
comma 3 dell'articolo 34, un visto di conformità dei dati esposti nelle dichiarazioni alla relativa documentazione.
3. I soggetti indicati alle lettere a) e b), del comma 3 dell'articolo
3 del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni, rilasciano, su
richiesta dei contribuenti, il visto di conformità e l'asseverazione di cui ai commi 1 e 2, lettera a), del presente articolo relativamente alle
dichiarazioni da loro predisposte.
Art. 36. - Certificazione tributaria
1. I revisori contabili iscritti negli albi dei dottori commercialisti,
dei ragionieri e periti commerciali e dei consulenti del lavoro che hanno esercitato la professione per almeno cinque anni possono effettuare, ai
soli fini fiscali, la certificazione di cui al comma 2 nei riguardi dei contribuenti titolari di redditi d'impresa in regime di contabilità
ordinaria, anche per opzione, sempreché hanno tenuto le scritture contabili dei contribuenti stessi nel corso del periodo d'imposta cui si riferisce la
2. La certificazione tributaria può essere rilasciata a condizione che
nei confronti del medesimo contribuente siano stati altresì rilasciati il visto di conformità di cui all'articolo 35, comma 1, lettera a), e, qualora
siano applicabili le disposizioni concernenti gli studi di settore, l'asseverazione di cui alla lettera b) dello stesso comma 1 dell'articolo
35 e il soggetto incaricato abbia accertato l'esatta applicazione delle norme tributarie sostanziali ed eseguito gli adempimenti, i controlli e le
attività indicati annualmente con decreto del Ministro delle finanze. 3. Per le dichiarazioni relative a periodi di imposta per i quali è
stata rilasciata una certificazione tributaria regolare:
a) non sono applicabili le disposizioni di cui agli articoli
39, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 600, e 55 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633, in materia di accertamenti induttivi; b) gli accertamenti basati sugli studi di settore di cui
all'articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, sono notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in
cui le dichiarazioni sono state presentate;
c) in caso di ricorso contro l'atto di accertamento, le imposte o le
maggiori imposte, unitamente ai relativi interessi e alle sanzioni, sono iscritte a ruolo secondo i criteri di cui all'articolo
68, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, ed all'articolo 19 del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, concernenti, rispettivamente il
pagamento dei tributi e delle sanzioni amministrative tributarie in pendenza di giudizio, dopo la sentenza della commissione tributaria
provinciale. Restano, comunque, fermi i criteri indicati nell'articolo 15 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, se
la rettifica riguarda esclusivamente redditi non oggetto della certificazione tributaria.
Art. 37. - Assistenza fiscale prestata dai sostituti d'imposta
1. I sostituti d'imposta che erogano i redditi di cui agli articoli 46 e 47, comma 1, lettere a), d), g), con esclusione delle indennità percepite
dai membri del parlamento europeo, e l), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, possono prestare assistenza fiscale nei confronti dei propri sostituiti.
2. I sostituti di cui al comma 1 che prestano assistenza fiscale: a) ricevono le dichiarazioni e le schede per la scelta della
destinazione del quattro e dell'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche;
b) elaborano le dichiarazioni; c) consegnano al contribuente copia della dichiarazione elaborata e
d) effettuano le operazioni di conguaglio da eseguire con le
modalità di cui al comma 7;
e) inviano le dichiarazioni dei redditi e le suddette scelte. 3. I sostituti che non prestano assistenza fiscale consentono in ogni
caso ai centri l'attività di raccolta degli atti e documenti necessari per l'attività di cui alle lettere da c) a f) del comma 3 dell'articolo 34.
4. I sostituti d'imposta tengono conto del risultato contabile delle
dichiarazioni dei redditi elaborate dai centri. Il debito, per saldo e acconto, o il credito risultante dai prospetti di liquidazione delle
imposte è rispettivamente aggiunto o detratto a carico delle ritenute d'acconto relative al periodo d'imposta in corso al momento della
Art. 38. - Compensi
1. Per le attività di cui al comma 4 dell'articolo 34, ai centri
e, a decorrere dall'anno 2006, agli iscritti nell'Albo dei
dottori commercialisti e degli esperti contabili di cui all'articolo 1, comma 4,
e all'articolo 78 del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139, e nell'albo
dei consulenti del lavoro di cui alla legge 11 gennaio 1979, n. 12 spetta
un compenso, a carico del bilancio dello Stato, di euro 14 per ciascuna
dichiarazione elaborata e trasmessa e di euro 26 per l'elaborazione e la
trasmissione delle dichiarazioni in forma congiunta. Le modalità di corresponsione dei
compensi sono stabilite con decreto del Ministero delle finanze, di concerto con il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
2. Per le attività di assistenza fiscale, di cui al comma 2
dell'articolo 37, ai sostituti d'imposta spetta un compenso a carico del bilancio dello Stato di lire 20.000 per ciascuna dichiarazione elaborata e
trasmessa, da corrispondere a fronte di minori versamenti di ritenute fiscali operate sui redditi erogati. Nessun compenso spetta ai sostituti
per le attività di cui al comma 4 del predetto articolo 37. I predetti compensi non costituiscono corrispettivi agli effetti dell'imposta sul
3. La misura dei compensi previsti nel presente articolo è adeguata
ogni anno, con decreto del Ministero delle finanze, di concerto con il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, con
l'applicazione di una percentuale pari alla variazione dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e di impiegati accertata
dall'Istat, rilevata nell'anno precedente.
Art. 39. - Sanzioni
1. Salvo che il fatto costituisca reato e ferma restando l'irrogazione
delle sanzioni per le violazioni di norme tributarie:
a) ai soggetti indicati nell'articolo 35 che rilasciano il visto di
conformità, ovvero l'asseverazione, infedele si applica, la sanzione amministrativa
da euro 258 ad euro 2.582. La
violazione è punibile in caso di liquidazione delle imposte, dei contributi, dei premi e dei rimborsi dovuti in base alle dichiarazioni, di cui
all'articolo 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
1973, n. 600, e in caso di controllo ai sensi degli articoli 36-ter e
seguenti del medesimo decreto, nonché in caso di liquidazione dell'imposta
dovuta in base alle dichiarazioni e di controllo di cui agli articoli 54 e
seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633. La violazione è punibile a condizione che non trovi applicazione
l'articolo 12-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre
particolarmente gravi, è disposta a carico dei predetti soggetti la
sospensione dalla facoltà di rilasciare il visto di conformità e
l'asseverazione, per un periodo da uno a tre anni. In caso di ripetute
violazioni commesse successivamente al periodo di sospensione, è disposta
l'inibizione dalla facoltà di rilasciare il visto di conformità e
l'asseverazione. Si considera violazione particolarmente grave il mancato
pagamento della suddetta sanzione;
b) al professionista che rilascia una certificazione tributaria di
cui all'articolo 36 infedele, si applica la sanzione amministrativa da euro 516 ad euro
5.165. In caso di accertamento di tre distinte
violazioni commesse nel corso di un biennio, è disposta la sospensione dalla facoltà di rilasciare la certificazione tributaria per un periodo da
uno a tre anni. La medesima facoltà è inibita in caso di accertamento di ulteriori violazioni ovvero di violazioni di particolare gravità; si
considera violazione particolarmente grave il mancato pagamento della suddetta sanzione.
1-bis. Nei casi di
violazioni commesse ai sensi dei commi 1 e 3 del presente articolo e
dell'articolo 7-bis, si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. Il centro di assistenza
fiscale per il quale abbia operato il trasgressore è obbligato solidalmente
con il trasgressore stesso al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata.
2. Le violazioni dei commi 1 e 3 del presente articolo e dell'articolo
7-bis sono contestate e le relative sanzioni sono irrogate dalla direzione regionale dell'Agenzia delle entrate competente in ragione del domicilio
fiscale del trasgressore anche sulla base delle segnalazioni inviate dagli
uffici locali della medesima Agenzia. L'atto di contestazione è unico per
ciascun anno solare di riferimento e, fino al compimento dei termini di
decadenza, può essere integrato o modificato dalla medesima direzione
regionale. I provvedimenti ivi previsti sono trasmessi agli ordini di
appartenenza dei soggetti che hanno commesso la violazione per l'eventuale
adozione di ulteriori provvedimenti. 3. In caso di inosservanza delle disposizioni di cui all'articolo 37,
commi 2 e 4, ai sostituti di imposta si applica la sanzione amministrativa da euro 258 a euro
4. L'autorizzazione all'esercizio dell'attività di assistenza fiscale
di cui all'articolo 33, comma 3, è revocata quando sono commesse gravi e ripetute violazioni di norme tributarie e delle disposizioni di cui agli
articoli 34 e 35, nonché quando gli elementi forniti all'amministrazione finanziaria risultano falsi o incompleti rispetto alla documentazione
fornita dal contribuente; nei casi di particolare gravità è disposta la sospensione cautelare.
Art. 40. - Disposizioni di attuazione
1. Il Ministro delle finanze, con regolamenti adottati ai sensi
dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, stabilisce:
a) i criteri e le condizioni per il rilascio ai centri
dell'autorizzazione all'esercizio delle attività di cui all'articolo 34, per la loro iscrizione in apposito albo e per il trasferimento delle quote
o delle azioni, che deve in ogni caso essere posto in essere tra i soggetti autorizzati alla costituzione dei centri stessi, i poteri di vigilanza,
anche ispettiva, dell'amministrazione finanziaria;
b) le modalità per l'esecuzione dei controlli e l'erogazione dei
rimborsi per i contribuenti nei cui confronti è stato rilasciato il visto e l'asseverazione di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 35, ovvero è stata
effettuata la certificazione ai sensi dell'articolo 36, tenendo conto, in particolare, del tipo di assistenza fiscale prestata ai predetti
contribuenti anche in ordine alla tenuta delle scritture contabili;
c) la prestazione di congrue garanzie per i danni ai contribuenti in
relazione al rilascio del visto di conformità, dell'asseverazione e della certificazione tributaria secondo le disposizioni del presente capo
commisurate anche al numero dei contribuenti assistiti; d) ulteriori disposizioni attuative di quanto previsto nel presente
- Piacenza, 19 giorni fa	AteneoWeb s.r.l.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 7

Art. 8
in fine

Art. 9

Art. 10

Art. 11
 articolo 12

Art. 13

Art. 36

Art. 14

Art. 15

Art. 17
 articolo 3
 articolo 47

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29

Art. 30

Art. 31
in fine

Art. 32

Art. 33

Art. 34
 articolo 47

Art. 35

Art. 36
 sentenza 

Art. 37

Art. 38
 articolo 37

Art. 39

Art. 40