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I CONTRATTI DI LAVORO. A cura del Sito Web Servizio Coordinamento Centri per l Impiego Provincia di Torino 3 marzo PDF
I CONTRATTI DI LAVORO. A cura del Sito Web Servizio Coordinamento Centri per l Impiego Provincia di Torino 3 marzo 2014
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1 I CONTRATTI DI LAVORO A cura del Sito Web Servizio Coordinamento Centri per l Impiego Provincia di Torino 3 marzo 2014
2 INTRODUZIONE Il Servizio Centri per l'impiego ha predisposto le seguenti slides aventi carattere puramente informativo al fine di agevolare la conoscenza della normativa. Le fonti normative prese in esame sono tutte quelle vigenti nel Mercato del Lavoro con particolare riferimento: La Riforma Fornero Legge Legge 92/2012 (le novità in colore arancione) Riforma Governo Letta Decreto Legge n.76/2013 convertito in Legge 99/2013 (le novità in colore verde)
3 APPRENDISTATO Il contratto di apprendistato è stato completamente riformato dal nuovo T.U. D.Lgs.167/2011 che è entrato in vigore definitivamente il 25 aprile La Riforma Fornero entrata in vigore il 18 luglio 2012 ha modificato in parte il T.U. E' un contratto di lavoro a tempo indeterminato per la formazione e l'occupazione dei giovani. Solo per le attività stagionali (elenco in DPR 1525 del 1963) è possibile prevedere contratti a tempo determinato. Le attività stagionali possono essere esercitate da aziende turistiche, con un periodo di inattività non inferiore a 70 giorni continuativi o a 120 giorni non continuativi.
4 Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionalizzante per lavoratori dai 15 a 25 anni da compiere anche per l'assolvimento dell'obbligo di istruzione. durata del contratto massimo 3 anni, 4 in caso di diploma quadriennale regionale. le modalità e la durata di formazione è regolamentata dalle Regioni e Province autonome e dai CCNL. per il conseguimento di una qualifica o diploma professionale. Il D.L. 76/2013 introduce il comma 2 bis all articolo 3 del D.Lgs. 167/2011: dopo il contratto di apprendistato di primo livello per il conseguimento della qualifica o diploma professionale, è possibile la trasformazione del contratto in apprendistato professionalizzante o di mestiere; in tal caso la durata massima complessiva dei due periodi di apprendistato non può eccedere quella individuata dalla contrattazione collettiva di cui al D.Lgs. 167/2011.
5 APPRENDISTATO Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere per il conseguimento di una qualifica professionale ai fini contrattuali. lavoratori dai 18 e i 29 anni (17 se già in possesso della qualifica professionale) durata del contratto massimo 3 anni, 5 per i profili professionali caratterizzanti la figura dell artigiano individuati dalla contrattazione collettiva di riferimento (settore artigiano e commercio CCNL terziario, turismo, pubblici esercizi, aziende di panificazione). La formazione può essere interna o esterna ed è svolta sotto la responsabilità dell'azienda. E' richiesto un monte ore di 120 ore in tre anni (formazione base e trasversale finanziata dalla R.P.+parte professionalizzante a carico dell impresa secondo il CCNL di riferimento).
6 Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere Il D.L. n. 76/2013 anticipa che entro il 30 settembre 2013 usciranno le linee guida per la disciplina dell apprendistato professionalizzante per le assunzioni effettuate fino al 31 dicembre 2015 dalle piccole e medie imprese. Si disciplinerà il piano formativo individuale che sarà obbligatorio solo in relazione alla formazione per l acquisizione di competenze tecnico- professionali specialistiche, la registrazione della formazione e della qualifica che verrà effettuata in un documento con requisiti del libretto formativo e il caso di imprese multi localizzate in cui la formazione avverrà nella regione dove l impresa ha sede legale. (Se il Decreto non uscirà entro il 30 settembre, le regole suddette verranno direttamente applicate dal 1 ottobre. Resta salva la possibilità di una diversa disciplina da parte delle linee guida o delle Regioni).
7 Le linee guida sono uscite il 17/10/2013 ed evidenziano: - offerta formativa pubblica ( formazione di base e trasversale) è obbligatoria esclusivamente nella misura in cui sia disciplinata come tale dalla regolamentazione regionale o dai CCNL. - piano formativo individuale deve prevedere obbligatoriamente la formazione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche, restando facoltativo l inserimento della formazione di base e trasversale. - La qualifica professionale acquisita dovrà essere riportata in un documento che dovrà contenere i dati previsti nel Libretto Formativo del Cittadino (per ora non ufficializzato) e quindi in un documento equipollente. - La possibilità che l azienda con sedi in più Regioni possa applicare la disciplina regionale ove ha la sede legale
8 Legge 128/2013 (alternanza scuola lavoro): Novità per l apprendistato: a) Università: potranno stipulare convenzioni con le imprese per promuovere esperienza lavorativa attraverso l apprendistato. b) Istituti tecnici superiori: previste forme di apprendistato con incentivi finanziari; c) Scuole superiori: forme di alternanza scuola lavoro negli ultimi due anni. Ci vorrà Decreto ministeriale.
9 Apprendistato di alta formazione e ricerca APPRENDISTATO DI ALTA FORMAZIONE E RICERA per lavoratori tra i 18 e i 29 anni (17 se già in possesso della qualifica professionale) durata del contratto stabilita dalle Regioni in accordo con le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, Università e altre istituzioni formative per il conseguimento di un titolo di studio universitari, di ricerca, di dottorati, di specializzazione e di praticantato in assenza di regolamentazioni regionali si rinvia ad apposite convenzioni tra datori di lavoro e Università
10 APPRENDISTATO CARATTERISTICHE GENERALI (D.Lgs 167/2011 art. 2) a) forma scritta del contratto, del patto di prova e del relativo piano formativo individuale da definire, entro trenta giorni dalla stipulazione del contratto; b) divieto di retribuzione a cottimo; c) possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante; d) presenza di un tutore o referente aziendale (la cui disciplina è rimandata ai CCNL ed eventuali sanzioni sono solo di tipo amministrativo e non hanno conseguenza sulla genuinità del rapporto di lavoro.); e) registrazione della formazione effettuata e della qualifica professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita nel libretto formativo del cittadino (nel caso di mancanza di libretto formativo è possibile usare un registro del datore di lavoro senza particolare formalità).
11 APPRENDISTATO f) possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del rapporto, superiore a trenta giorni, secondo quanto previsto dai contratti collettivi; g) divieto per le parti di recedere dal contratto durante il periodo di formazione in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo. In caso di licenziamento privo di giustificazione trovano applicazione le sanzioni previste dalla normativa vigente; h) possibilità per le parti di recedere dal contratto con preavviso decorrente dal termine del periodo di formazione ai sensi di quanto disposto dall articolo 2118 CC. (senza obbligo di dare motivazione). Se nessuna delle parti esercita la facoltà di recesso al termine del periodo di formazione, il rapporto prosegue come ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.
12 APPRENDISTATO DURATA MINIMA DEL CONTRATTO Viene introdotta la durata minima di sei mesi del periodo di apprendistato, ferma restando la possibilità di durate inferiori per attività stagionali. PREGRESSA ESPERIENZA LAVORATIVA Di regola non è ammesso l apprendistato per il lavoratore che abbia avuto precedenti esperienze lavorative attinenti alla stessa professionalità che dovrebbe conseguire con il contratto di apprendistato a meno che la durata del precedente rapporto di lavoro, non sia inferiore alla metà di quella prevista dalla contrattazione collettiva. In questo caso dal nuovo contratto di apprendistato viene scalato il periodo già svolto con il primo contratto. Relativamente alla formazione, quella di base riprende dall inizio e invece le ore di formazione professionalizzante già effettuate con il primo apprendistato vengono scalate.
13 APPRENDISTATO STABILIZZAZIONE CLAUSOLA DI STABILIZZAZIONE LEGALE: DATORI DI LAVORO CON ALMENO 10 DIPENDENTI L assunzione di nuovi apprendisti è collegata alla percentuale di stabilizzazioni effettuate nei 36 mesi precedenti la nuova assunzione. - 30% : per i primi 36 mesi dall entrata in vigore della presente legge. - 50%: a partire dal 18 luglio 2015 C è l esclusione dal computo della citata percentuale dei rapporti cessati durante il periodo di prova, per dimissioni o per licenziamento per giusta causa. Qualora non sia rispettata la precedente percentuale il legislatore consente comunque: - l assunzione di un ulteriore apprendista rispetto a quelli già confermati (es. confermati 2 apprendisti su 8, possibilità di assumere 3 apprendisti cioè quelli già confermati più 1) - l assunzione di un apprendista in caso di mancata conferma degli apprendisti pregressi (es. nessuna stabilizzazione, possibilità di assumere 1 solo apprendista)
14 APPRENDISTATO STABILIZZAZIONE CLAUSOLA DI STABILIZZAZIONE CONTRATTUALE DATORI DI LAVORO CON MENO DI 10 DIPENDENTI Per le aziende con meno di 10 dipendenti continua a valere la clausola di stabilizzazione contrattuale prevista dall art. 2 comma 3 D.Lgs. 167/2011 lett i) che stabilisce la possibilità per la contrattazione collettiva di prevedere una percentuale diversa di conferma degli apprendisti. Laddove esistano contemporaneamente in aziende con almeno 10 dipendenti le due clausole si applica sempre quella legale. Gli apprendisti assunti in violazione della regola delle stabilizzazioni, sono considerati a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto. Le regole della stabilizzazione non sono applicabili per le attività stagionali
15 APPRENDISTATO AGEVOLAZIONI Per i contratti di apprendistato stipulati dal 1 gennaio 2012 fino al 31 dicembre 2016 si prevede l'azzeramento, per i primi 3 anni, della quota di contribuzione a carico dei datore di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove, fermo restando il livello di aliquota del 10% per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto successivi al terzo. Per i datori di lavoro che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti superiore a nove l aliquota rimane quella del 10% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali. I lavoratori assunti con contratto di apprendistato sono esclusi dal computo dei limiti numerici PER I LAVORATORI IN MOBILITA (Legge 223/91; Nota Regionale del 8 gennaio 2013) L art. 7, comma 4, della legge n. 167/2011, prevede la possibilità di assumere in apprendistato i lavoratori in mobilità ai fini della loro qualificazione o riqualificazione. Incentivi di natura contributiva: quelli previsti per i lavoratori in mobilità. Incentivi di natura economica: quelli previsti per gli apprendisti (inquadramento fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante ovvero, in alternativa, sarà possibile stabilire la retribuzione dell apprendista in misura percentuale e in modo graduale alla anzianità di servizio)
16 INCENTIVO ECONOMICO ALL'ASSUNZIONE PREVISTO DAL PROGRAMMA FIxO "SCUOLA & UNIVERSITÀ" Per la stipula di contratti di Apprendistato di alta formazione e ricerca (per il conseguimento di uno qualsiasi dei titoli previsti), le imprese possono accedere un contributo pari a: per ogni soggetto assunto con contratto di apprendistato a tempo pieno; per ogni soggetto assunto con il contratto di apprendistato a tempo parziale (per almeno 24 ore settimanali). La domanda di contributo potrà essere presentata unicamente attraverso il sistema informativo raggiungibile al seguente indirizzo: non oltre il 31/12/2013, salvo il caso di previo esaurimento delle risorse disponibili ENTRO 45 GIORNI DALLA SOTTOSCRIZIONE DEL CONTRATTO. L avviso è pubblicato in versione integrale sul sito di Italia Lavoro nella sezione bandi. I lavoratori assunti non devono aver avuto rapporti di LAVORO DIPENDENTE O ASSIMILATO (es.: derivanti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e lavoro a progetto) con il soggetto beneficiario la cui cessazione sia stata determinata da cause diverse dalla scadenza naturale dei contratti.
17 APPRENDISTATO LIMITI DIMENSIONALI Questa norma si applica alle assunzioni fatte dal 1 gennaio Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere con contratto di apprendistato, direttamente o indirettamente per il tramite delle agenzie di somministrazione, è il seguente: -3 apprendisti e 2 qualificati (rapporto 3/2) per i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori superiore a 9 unità ; - 1 qualificato e 1 apprendista (rapporto 1/1) per i datori di lavoro che occupano un numero di lavoratori inferiore a 10 unità Il datore di lavoro che non abbia alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o che comunque ne abbia in numero inferiore a tre, può assumere apprendisti in numero non superiore a tre. Non si applicano questi limiti per aziende artigiane (si continua ad applicare l art. 4 L. 443/85) N.B. Il computo dei lavoratori si fa avuto riguardo alla intera realtà aziendale anche se operanti in unità produttive o sedi diverse da quelle in cui opera l apprendista. Si computano i dipendenti, i dirigenti, soci e coadiuvanti familiari (sono esclusi gli apprendisti e i lavoratori in somministrazione). E esclusa la possibilità di assumere in somministrazione apprendisti a tempo determinato.
18 APPRENDISTATO APPRENDISTATO IN SOMMINISTRAZIONE Il T.U. riconosce la possibilità di assumere apprendisti da parte di Agenzie per il Lavoro. L'Accordo delle Associazioni di categoria del 5/4/2012 prevede che tale novità si applichi in caso di apprendistato professionalizzante. Il lavoratore somministrato dovrà rapportarsi con 2 tutor: uno dell'agenzia per il Lavoro e uno indicato dall'impresa utilizzatrice. Il Piano Formativo Individuale è predisposto dell'agenzia per il Lavoro congiuntamente all'utilizzatore. Il decreto sviluppo allarga a tutti i settori produttivi la possibilità di ricorrere all apprendistato in combinazione con contratto di somministrazione a tempo indeterminato tra agenzia e soggetto utilizzatore (art. 46-bis lett. b D.L. 83/2012 Decreto Sviluppo). Pertanto quando un'agenzia per il lavoro somministra apprendisti, può usare lo staff leasing senza dover rispettare i limiti settoriali che in genere vincolano l'istituto.
19 CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Con la Riforma Fornero il contratto a tempo indeterminato costituisce la forma comune (non più la regola come recitava l art 1 D.Lgs. 368/01) del contratto di lavoro subordinato. Contratto a termine causale È consentita l apposizione di un termine alla durata del contratto per ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo anche se riferibili all ordinaria attività (c.d. causalone l art 1 comma 1 D.Lgs. 368/01). N.B. Le regole del contratto a termine valgono anche per la somministrazione a tempo determinato (sentenza cassazione n.11411/2013 che definisce il contratto di somministrazione nullo in caso di causale generica).
20 CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Contratto a termine acausale (privo di causale) le ragioni del causalone non sono richieste in due ipotesi (art. 1 comma 1 bis D.Lgs.368/01) : 1) Primo rapporto di lavoro di tipo subordinato tra le parti: durata non superiore a 12 mesi comprensiva di eventuale proroga, fra un datore o utilizzatore e un lavoratore per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione. 2) in ogni altra ipotesi individuata dai contratti collettivi, anche aziendali (D.L. 76/2013). I contratti collettivi possono stabilire il superamento dei 12 mesi e l estensione a soggetti che in precedenza abbiano già avuto un rapporto di lavoro subordinato. La disposizione è valida anche per la somministrazione di lavoro a tempo determinato
21 CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Prosecuzione di fatto del contratto dopo la scadenza Il contratto a tempo determinato si considera a tempo indeterminato a partire dalla scadenza dei suddetti termini (31 giorno e 51 giorno): (art. 5, comma 2, D.lgs.cit.) se: il rapporto di lavoro continua oltre il 30esimo giorno per i contratti di durata inferiore a sei mesi; il rapporto di lavoro continua oltre il 50 giorno per i contratti di durata uguale o superiore a sei mesi; Abrogato obbligo di comunicare al Cpi la prosecuzione di fatto. Queste regole valgono anche per la tipologia acausale.
22 CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Il contratto a tempo determinato si considera a tempo indeterminato: quando viene superato il periodo massimo di 36 mesi comprese proroghe e rinnovi: nel calcolo si tiene conto sia del contratto a tempo determinato sia della somministrazione (novità per i contratti stipulati a far data dal 18 luglio 2012). Il limite dei 36 mesi è derogabile dalla CCNL ed è un limite alla stipulazione di un contratto a tempo determinato ma non al ricorso alla somministrazione di lavoro e pertanto il lavoratore potrà essere utilizzato con contratto di somministrazione. Fonte: art. 5, comma 4 bis D.Lgs.368/01
23 CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO RIASSUNZIONE CON CONTRATTO A TERMINE (stop and go) Il contratto a tempo determinato si trasforma in indeterminato - dal secondo contratto quando il lavoratore venga riassunto a termine entro i 10 giorni dalla data della scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi ovvero 20 giorni dalla data della scadenza di un contratto di durata superiore ai sei mesi (art. 5, comma 3, D.Lgs.cit.). Quanto detto non si applica per le attività stagionali di cui al comma 4 ter nonché in relazione alle ipotesi individuate dai contratti collettivi, anche aziendali. - a far data dalla stipulazione del primo contratto quando il datore di lavoro sia ricorso a due assunzioni successive a termine effettuate senza alcun intervallo di tempo (art. 5, comma 4. D.lgs.cit). N.B. Tra un intervallo e l altro non è possibile effettuare contratti a chiamata.
24 Eccezione CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Contratto intermittente: Il contratto a termine può essere stipulato immediatamente dopo un contratto di lavoro intermittente, senza alcuna soluzione di continuità. N.B. Non vale in contrario! Cioè dopo un contratto a termine non posso immediatamente assumere un lavoratore con contratto intermittente ma devo osservare gli intervalli temporali.
25 LAVORO ACCESSORIO Definizione: Per lavoro accessorio si intendono quelle attività lavorative che non danno luogo con riferimento alla totalità dei committenti a compensi superiori a (eliminate le parole «di natura meramente occasionale»): Limite economico: mila euro netti nel corso di un anno solare (circolare Inps 28/14) (il limite scende a mila euro netti nel caso di attività lavorative svolte per committenti imprenditori commerciali o professionisti o imprese familiari) Si può per qualsiasi attività da parte di tutti i lavoratori salvo il limite economico dei 5 mila e 2 mila euro. Si chiarisce che il lavoro accessorio è limitato al rapporto diretto tra prestatore e utilizzatore finale e quindi è escluso che un impresa possa reclutare lavoratori per prestazioni a favore di terzi come nel caso dell appalto e della somministrazione (circolare Inps 4/2013)
26 LAVORO ACCESSORIO Percettori di prestazioni integrative del salario o di sostegno al reddito anno 2014: il lavoro accessorio può essere reso dai percettori in tutti i settori produttivi (anche Enti Locali) nel limite economico di 3 mila euro netti nel corso di un anno solare (Legge 15/2014).
27 LAVORO ACCESSORIO In agricoltura il limite dei euro si applica: a) attività agricole di carattere stagionale effettuate da pensionati e da giovani con meno di 25 anni se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado, compatibilmente con gli impegni scolastici, ovvero in qualunque periodo dell'anno se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso l'università; b) attività agricole svolte a favore dei soggetti di cui all'articolo 34, comma 6, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 (produttori agricoli con volume d'affari annuo non superiore a euro) che non possono tuttavia essere svolte da soggetti iscritti l'anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli Per la specialità del settore agricolo non trova applicazione il limite dei 2 mila euro previsto nei confronti di imprenditori e professionisti.
28 LAVORO ACCESSORIO P.A. nei confronti del committente pubblico il lavoro accessorio è consentito nel rispetto dei vincoli della vigente disciplina in materia di contenimento delle spese, e ove previsto, dal patto di stabilità interno. Stranieri: I compensi tramite i voucher sono computati ai fini della determinazione del reddito necessario per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno. Particolari categorie di soggetti: disabili, detenuti, tossicodipendenti o fruitori di ammortizzatori sociali per i quali è prevista una contribuzione figurativa, utilizzati nell ambito di progetti promossi da PA, il Ministro del lavoro con apposito decreto, può stabilire specifiche condizioni, modalità e importi dei buoni orari (D.L. 78/2013)
29 LAVORO ACCESSORIO VOUCHER: La riforma del lavoro ha specificato che i voucher ora devono essere orari, numerati, progressivamente datati. Un voucher attualmente di valore di 10 Euro vale per 1 ora. Non può essere utilizzato per più ore. Resta salva la possibilità di utilizzare più voucher per un ora di lavoro Il minimo previsto come importo-orario del voucher non va applicato al settore agricolo, ma dovrà far riferimento alla retribuzione oraria delle prestazioni di natura subordinata individuato dalla contrattazione collettiva di riferimento (nota ministeriale 18/2/2013). La nuova disciplina parte da 18 luglio 2012 ad eccezione dei voucher già acquistati al momento di entrata in vigore della legge per i quali fino al 31 maggio 2013 resta ferma la vecchia disciplina.
30 LAVORO ACCESSORIO SANZIONI Le principali violazioni della disciplina del lavoro accessorio attengono a: 1) superamento importo massimo consentito (5.000 o Euro) Il committente potrà opportunatamente richiedere al lavoratore una dichiarazione in ordine al non superamento degli importi massimi previsti, in quanto tali circostanze sono conosciute dal lavoratore. Altrimenti la prestazione sarà considerata in nero (Circolare Min Lavoro 4/2013). 2) utilizzo dei voucher al di fuori del periodo consentito (30 giorni dall'acquisto). Con nota ministeriale del 18/2/2013 il Ministero ha precisato che questa regola sarà valida al momento in cui verrà implementata la procedura telematica prevista per il rilascio dei voucher da parte dell'inps. Nelle more della procedura informatizzata non viene previsto un limite temporale all'utilizzo dei voucher acquistati, fermo restando le limitazioni di carattere economico.
31 CONTRATTO DI INSERIMENTO ABROGATO Per le assunzioni effettuate fino al 31/12/2012 continuano ad applicarsi le disposizioni abrogate. Si chiarisce che questi contratti potranno essere prorogati nei limiti dell'art. 57 comma 3 D. Lgs. n. 276/2003.
32 TIROCINI Delibera Giunta Regionale n /2013 recepisce le Linee Guida della Riforma Fornero e disciplina i tirocini formativi e di orientamento, di inserimento/reinserimento e tirocini estivi. Destinatari: Età minima 16 anni I tirocini formativi e di orientamento non debbano avere una durata superiore a 6 mesi, proroghe comprese, e possano essere promossi per soggetti non occupati entro 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio (diploma di scuola secondaria di primo grado, qualifica o diploma di istruzione e formazione professionale, diploma di istruzione secondaria superiore, laurea, master, dottorati). I tirocini di reinserimento/inserimento al lavoro non debbano avere una durata superiore a 6 mesi, proroghe comprese e sono rivolti a inoccupati, disoccupati (anche percettori di Aspi e mobilità), lavoratori sospesi in regime di CIG. Possono beneficiare dei tirocini anche i cittadini stranieri che effettuino esperienze professionali in Italia presenti sul territorio regionale in condizione di regolarità.
33 TIROCINI ALTRI DESTINATARI: sia i tirocini formativi che di inserimento/reinserimento sono rivolti a disabili (durata max 24 mesi) ( ex legge 68/99 articolo 11 comma 2) persone svantaggiate (durata max 12 mesi) (ex degenti di istituti psichiatrici, soggetti in trattamento psichiatrico, tossicodipendenti, alcolisti, minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, condannati in condizione di detenzione o ammessi a misure alternative di detenzione, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale) persone particolarmente svantaggiate (durata max 12 mesi) ai sensi della DGR /2008 E DGR /2008 (donne soggette a tratta, rom, senza fissa dimora).
34 TIROCINI CONVENZIONI: I tirocini sono regolati da apposite convenzioni, stipulate tra i soggetti promotori ed i soggetti ospitanti, alle quali dovrà essere allegato un progetto formativo e di orientamento per ogni tirocinio che dovrà essere sottoscritto anche dal tirocinante. Si precisa che il soggetto ospitante deve essere in regola con la normativa di cui alla Legge 68/99 (disabili) e con l'applicazione dei contratti collettivi di lavoro. Soggetti ospitanti non in regola possono comunque ospitare tirocinanti disabili, previo apposito accordo con la Provincia, nell'ambito del quale il tirocinio stesso sia finalizzato a sanare l'irregolarità.
35 TIROCINI PROGETTO FORMATIVO: Il progetto formativo deve includere i seguenti elementi essenziali: - anagrafica (tirocinante, promotore, ospitante, tutor) - elementi descrittivi del tirocinio (tipologia, settore di attività economica dell azienda, area professionale di riferimento dell attività del tirocinio, sede, estremi identificativi delle assicurazioni, durata, periodo di svolgimento, impegno, orario del tirocinio, entità dell importo corrisposto quale indennità al tirocinante) - specifiche del progetto formativo: a) indicazione della figura/profilo professionale di riferimento nel Repertorio nazionale di cui alla legge n. 92/2012, art. 4, comma 67, ed indicazione del livello EQF qualora sia identificato nel Repertorio sopra citato. Nelle more del Repertorio nazionale si fa riferimento al repertorio regionale; b) obiettivi del tirocinio; c) competenze da acquisire con riferimento alla figura/profilo formativo e professionale di riferimento; d) processi/attività in cui opera il tirocinante associati, ove possibile, alle competenze da acquisire; e) modalità di svolgimento e strumenti. - diritti e doveri delle parti coinvolte nel progetto di tirocinio
36 TIROCINI INDENNITA DI PARTECIPAZIONE 300,00 lordi minimi corrispondente all impegno massimo di 20 ore settimanali che aumentano in proporzione fino a 600,00 lordi minimi per un massimo di 40 ore settimanali. Nel caso di tirocini in favore di lavoratori sospesi o comunque percettori di forme di sostegno al reddito, in quanto fruitori di ammortizzatori sociali, l'indennità di partecipazione non viene corrisposta. Per questi lavoratori il soggetto ospitante è tenuto a riconoscere il rimborso delle spese sostenute per vitto (buoni pasto nella misura prevista dai contratti di riferimento, ovvero in assenza, nella misura minima esente da imposizione contributiva e fiscale) e trasporto su mezzo pubblico, a fronte della presentazione degli appositi giustificativi.
37 LAVORO A TEMPO PARZIALE Part-time flessibile o elastico Ricordiamo che la Riforma Biagi aveva previsto una maggiore flessibilità nella gestione dell'orario di lavoro ridotto. Il datore di lavoro ha diritto, in accordo con il lavoratore, di stipulare clausole flessibili ed elastiche che variano l orario parttime di base (preavviso di almeno due giorni lavorativi al lavoratore e corrispondere le adeguate compensazioni economiche). E richiesto il consenso del lavoratore attraverso uno specifico patto scritto reso, su richiesta del lavoratore, con l'assistenza di un componente della rappresentanza sindacale aziendale indicato dal lavoratore medesimo. L'eventuale rifiuto del lavoratore non integra gli estremi del giustificato motivo di licenziamento.
38 LAVORO A TEMPO PARZIALE Clausole elastiche: prevedono variazione in aumento della durata della prestazione lavorativa con maggior apporto di prestazione lavorativa (es. in un part time di base dalle 8.00 alle aumentare la prestazione di un ora dalle 8.00 alle 11.00). Clausole flessibili: prevedono variazione della collocazione temporale della prestazione (es. in un part time di base dalle 8.00 alle 10.00, modificare l orario dalle alle 14.00)
39 LAVORO A TEMPO PARZIALE LE NOVITA RIGUARDANO LA FACOLTA DI RIPENSAMENTO DEL LAVORATORE: I contratti collettivi possono prevedere condizioni e modalità che consentono al lavoratore di richiedere l eliminazione ovvero la modifica delle clausole flessibili ed elastiche (numero 3 bis comma 7 art.3 D.Lgs.61/2000 come modificato art. 20 lettera a) Legge Fornero). (patologie oncologiche o handicap previste dall art.12 bis D.Lgs.61/2000) comma aggiunto al comma 9 art.3 D.Lgs.61/2000 dall art.20 lettera b) Il lavoratore ha facoltà di revocare il proprio consenso sulle clausole flessibili ed elastiche se si trova queste situazioni: - presenza di figlio convivente di età non superiore a 13 anni; - studente lavoratore art.10 1 comma L.300/70 (iscritti e frequentanti corsi di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale); - gravi condizioni di salute per sé o per il proprio coniuge, figlio o genitore Legge Fornero).
40 DISTACCO DI PERSONALE Qualora il distacco di personale avvenga tra aziende che abbiano sottoscritto un contratto di rete di impresa (D.L.10/2/2009 n.5) l interesse da parte del distaccante sorge automaticamente (fatte salve le norme in materia di mobilità ai sensi dell'art.2103 c.c.). Inoltre per le stesse imprese è ammessa la codatorialità dei dipendenti ingaggiati con regole stabilite attraverso il contratto di rete ovvero il potere direttivo potrà essere esercitato da ciascun imprenditore che partecipa al contratto di rete. (Fonte: in sede di conversione il D.L.76/2013 ha introdotto un nuovo comma, il 4-ter all art.30 D.Lgs.276/2013 che disciplina l istituto del Distacco).
I CONTRATTI DI LAVORO. A cura del Sito Web Servizio Coordinamento Centri per l Impiego Provincia di Torino 28 maggio 2014
I CONTRATTI DI LAVORO A cura del Sito Web Servizio Coordinamento Centri per l Impiego Provincia di Torino 28 maggio 2014 Job Act Governo Renzi L.78/2014 del 19 maggio 2014 di conversione del D.L.34 del

References: articolo 3
 art. 2
 articolo 2118
 art. 2
 art. 7
 art. 4
 art. 5
 articolo 11
 art. 4
 art.3
 art. 20
 art.12
 art.3
 art.20
 art.10
 art.30