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La gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro - PDF
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Fausta Battistina Ranieri
1 La gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro Ing. Silvia Goldoni Dipartimento di Sanità Pubblica dell'azienda Usl di Modena Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro Area Nord Unità Operativa di Carpi Modena, 19/12/2013
2 Che cosa è l'emergenza? L'emergenza può essere definita come il verificarsi di una situazione anomala o di un fenomeno anche naturale dannoso. Ad esempio un terremoto, una inondazione, una esplosione, il rilascio di una sostanza pericolosa, un incendio, ecc. In ogni ambiente di vita e di lavoro può manifestarsi una emergenza.
3 EMERGENZA e LUOGHI DI LAVORO Il datore di lavoro ha il compito di: - individuare tutte le possibili situazioni che danno luogo ad una emergenza - predisporre opportune procedure operative che consentano alle persone presenti in azienda di gestire con criterio l'emergenza La normativa di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori (D.lgs 81/08) considera anche le EMERGENZE come possibili fonti di danno alla salute e alla sicurezza dei lavoratori.
4 I riferimenti normativi Art. 15 D.lgs. 81/08 Misure generali di tutela a) la valutazione di tutti i rischi per la salute e sicurezza; b) la programmazione della prevenzione c) l eliminazione dei rischi e, ove ciò non sia possibile, la loro riduzione al minimo d) il rispetto dei principi ergonomici nell organizzazione del lavoro e) la riduzione dei rischi alla fonte; f) la sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò che non lo è, o è meno pericoloso; g) la limitazione al minimo del numero dei lavoratori esposti al rischio; h) l utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro; i) la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale; l) il controllo sanitario dei lavoratori; m) l allontanamento del lavoratore dall esposizione al rischio per motivi sanitari
5 I riferimenti normativi Art. 15 D.lgs. 81/08 Misure generali di tutela n) l informazione e formazione adeguate per i lavoratori; o) l informazione e formazione adeguate per dirigenti e i preposti; p) l informazione e formazione adeguate per gli RLS; q) le istruzioni adeguate ai lavoratori; r) la partecipazione e consultazione dei lavoratori; s) la partecipazione e consultazione degli RLS; t) garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza u) le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato; v) l uso di segnali di avvertimento e di sicurezza; z) la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti,
6 I riferimenti normativi Art. 18 D.lgs. 81/08 Obblighi del Datore di Lavoro e del Dirigente 1. Il datore di lavoro,, e i dirigenti, che organizzano e dirigono le stesse attività secondo le attribuzioni e competenze ad essi conferite, devono: b) designare preventivamente i lavoratori incaricati dell attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell emergenza;... h) adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato ed inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; i) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; l) adempiere agli obblighi di informazione, formazione e addestramento PIANO DIdi cui agli articoli 36 e 37; EMERGENZA m) astenersi, salvo eccezione debitamente motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave e immediato;...
7 I riferimenti normativi... Art. 18 D.lgs. 81/08 Obblighi del Datore di Lavoro e del Dirigente t) adottare le misure necessarie ai fini della prevenzione incendi e dell evacuazione dei luoghi di lavoro, nonché per il caso di pericolo grave e immediato, secondo le disposizioni di cui all articolo 43. Tali misure devono essere adeguate alla natura dell attività, alle dimensioni dell azienda o dell unità produttiva, e al numero delle persone presenti; u) nell ambito dello svolgimento di attività in regime di appalto e di subappalto, munire i lavoratori di apposita tessera di riconoscimento, corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore, l indicazione del datore di lavoro, la data di assunzione e, in caso di subappalto, la relativa autorizzazione;... VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO + PIANO DI EMERGENZA
8 I riferimenti normativi Art. 19 D.lgs. 81/08 Obblighi del preposto a) b) c) richiedere l osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa; d) informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione; e) astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato; f) g)
9 I riferimenti normativi Art. 20 D.lgs. 81/08 Obblighi dei lavoratori 1. Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro. 2. I lavoratori devono in particolare: a) contribuire, insieme al datore di lavoro, ai dirigenti e ai preposti, all adempimento degli obblighi previsti a tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; b) osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dal datore di lavoro, dai dirigenti e dai preposti, ai fini della protezione collettiva ed individuale; c) utilizzare correttamente le attrezzature di lavoro, le sostanze e i preparati pericolosi, i mezzi di trasporto e, nonché i dispositivi di sicurezza; d) utilizzare in modo appropriato i dispositivi di protezione messi a loro disposizione;
10 I riferimenti normativi Art. 20 D.lgs. 81/08 Obblighi dei lavoratori e) segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di cui alle lettere c) e d), nonché qualsiasi eventuale condizione di pericolo di cui vengano a conoscenza, adoperandosi direttamente, in caso di urgenza, nell ambito delle proprie competenze e possibilità e fatto salvo l obbligo di cui alla lettera f) per eliminare o ridurre le situazioni di pericolo grave e incombente, dandone notizia al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza; f) non rimuovere o modificare senza autorizzazione i dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo; g) non compiere di propria iniziativa operazioni o manovre che non sono di loro competenza ovvero che possono compromettere la sicurezza propria o di altri lavoratori; h) partecipare ai programmi di formazione e di addestramento organizzati dal datore di lavoro; i) sottoporsi ai controlli sanitari previsti dal presente Decreto Legislativo o comunque disposti dal medico competente.
11 I riferimenti normativi Art. 26 D.lgs. 81/08 Obblighi connessi ai contratti d'appalto o d'opera o di somministrazione 1. Il datore di lavoro, in caso di affidamento di lavori, servizi e forniture all impresa appaltatrice o a lavoratori autonomi all interno della propria azienda, : a) verifica l'idoneità tecnico professionale delle imprese appaltatrici o dei lavoratori autonomi b) fornisce agli stessi soggetti dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.
12 I riferimenti normativi Art. 34 D.lgs. 81/08 Svolgimento diretto da parte del Datore di Lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi 1. Salvo che nei casi di cui all articolo 31, comma 6, il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti propri del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, di primo soccorso, nonché di prevenzione incendi e di evacuazione, nelle ipotesi previste nell ALLEGATO II, dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui ai commi successivi. 1- bis. Salvo che nei casi di cui all articolo 31, comma 6, nelle imprese o unità produttive fino a cinque lavoratori il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione degli incendi e di evacuazione, anche in caso di affidamento dell incarico di responsabile del servizio di prevenzione e protezione a persone interne all azienda o all unità produttiva o a servizi esterni così come previsto all articolo 31, dandone preventiva informazione al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza ed alle condizioni di cui al comma 2-bis.
13 I riferimenti normativi Art. 34 D.lgs. 81/08 Svolgimento diretto da parte del Datore di Lavoro dei compiti di prevenzione e protezione dai rischi 2. Il datore di lavoro che intende svolgere i compiti di cui al comma 1, deve frequentare corsi di formazione, di durata minima di 16 ore e massima di 48 ore, adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, nel rispetto dei contenuti... 2-bis. Il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di cui al comma 1-bis deve frequentare gli specifici corsi formazione previsti agli articoli 45 e Il datore di lavoro che svolge i compiti di cui al comma 1 è altresì tenuto a frequentare corsi di aggiornamento nel rispetto di quanto previsto nell Accordo di cui al precedente comma...
14 I riferimenti normativi Art. 36 D.lgs. 81/08 Informazione dei lavoratori ciascun lavoratore deve ricevere una adeguata informazione: a) sui rischi per la salute e sicurezza sul lavoro connessi alla attività della impresa in generale; b) sulle procedure che riguardano il primo soccorso, la lotta antincendio, l evacuazione dei luoghi di lavoro; c) sui nominativi dei lavoratori incaricati di applicare le misure di cui agli articoli 45 e 46; d) sui nominativi del responsabile e degli addetti del servizio di prevenzione e protezione, e del medico competente. altresì: a) sui rischi specifici cui è esposto b) sui pericoli connessi all uso delle sostanze e dei preparati pericolosi c) sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate.
15 I riferimenti normativi Art. 37 D.lgs. 81/08 Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti I lavoratori incaricati dell attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell emergenza devono ricevere un adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al Decreto del Ministro dell interno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla G.U. n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dell articolo 13 del Decreto Legislativo 19 settembre 1994, n. 626.
16 I riferimenti normativi Gestione delle emergenze D.lgs.81/08 Titolo I Capo III - Sezione VI Artt. 43, 44, 45, 46 Art. 43 Disposizioni generali 1. il datore di lavoro: a) organizza i necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell emergenza; b) designa preventivamente i lavoratori di cui all articolo 18, comma 1, lettera b); c) informa tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave e immediato circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare; d) programma gli interventi, prende i provvedimenti e dà istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro;
17 I riferimenti normativi Gestione delle emergenze D.lgs.81/08 Titolo I Capo III - Sezione VI Artt. 43, 44, 45, 46 Art. 43 Disposizioni generali 1. il datore di lavoro: e) adotta i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili. e-bis) garantisce la presenza di mezzi di estinzione idonei alla classe di incendio ed al livello di rischio presenti sul luogo di lavoro, tenendo anche conto delle particolari condizioni in cui possono essere usati. L obbligo si applica anche agli impianti di estinzione fissi, manuali o automatici, individuati in relazione alla valutazione dei rischi.
18 I riferimenti normativi Gestione delle emergenze D.lgs.81/08 Titolo I Capo III - Sezione VI Artt. 43, 44, 45, 46 Art. 43 Disposizioni generali 2. Ai fini delle designazioni di cui al comma 1, lettera b), il datore di lavoro tiene conto delle dimensioni dell azienda e dei rischi specifici dell azienda o della unità produttiva secondo i criteri previsti nei Decreti di cui all articolo I lavoratori non possono, se non per giustificato motivo, rifiutare la designazione. Essi devono essere formati, essere in numero sufficiente e disporre di attrezzature adeguate, tenendo conto delle dimensioni e dei rischi specifici dell azienda o dell unità produttiva. Con riguardo al personale della Difesa la formazione specifica svolta presso gli istituti o la scuole della stessa Amministrazione è abilitativa alla funzione di addetto alla gestione delle emergenze. 4. Il datore di lavoro deve, salvo eccezioni debitamente motivate, astenersi dal chiedere ai lavoratori di riprendere la loro attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato.
19 I riferimenti normativi Gestione delle emergenze D.lgs.81/08 Titolo I Capo III - Sezione VI Artt. 43, 44, 45, 46 Art. 44 Diritti dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato 1. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave, immediato e che non può essere evitato, si allontana dal posto di lavoro o da una zona pericolosa, non può subire pregiudizio alcuno e deve essere protetto da qualsiasi conseguenza dannosa. 2. Il lavoratore che, in caso di pericolo grave e immediato e nell impossibilità di contattare il competente superiore gerarchico, prende misure per evitare le conseguenze di tale pericolo, non può subire pregiudizio per tale azione, a meno che non abbia commesso una grave negligenza. Art. 45 Primo soccorso (dott. Davide Ferrari) Art. 46 Prevenzione incendi (ing. Alberto Parrino)
20 Il Piano di Emergenza in caso di incendio DM 10 marzo 1998 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro Art Oggetto - Campo di applicazione Art Valutazione dei rischi di incendio Art Misure preventive, protettive e precauzionali di esercizio Art Controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio Art Gestione dell'emergenza in caso di incendio Art Designazione degli addetti al servizio antincendio Art Formazione degli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell'emergenza Art Disposizioni transitorie e finali Art Entrata in vigore
21 Il Piano di Emergenza in caso di incendio DM 10 marzo 1998 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro Allegato I- linee guida per la valutazione dei rischi di incendio Allegato II - misure intese a ridurre la probabilità di insorgenza degli incendi Allegato III - misure relative alle vie di uscita in caso di incendio Allegato IV - misure per la rivelazione e l'allarme in caso di incendio Allegato V - attrezzature ed impianti di estinzione degli incendi Allegato VI - controlli e manutenzione sulle misure di protezione antincendio Allegato VII - informazione e formazione antincendio Allegato VIII - pianificazione delle procedure da attuare in caso di incendio Allegato IX - contenuti minimi dei corsi di formazione per addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, in relazione al livello di rischio dell'attivita'. Allegato X - luoghi di lavoro ove si svolgono attività previste dall'articolo 6, comma 3
22 Il Piano di Emergenza in caso di incendio DM 10 marzo 1998 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro costituisce attuazione a quanto disposto dall'art. 13, comma 1, del D.Lgs.626/94 stabilisce i criteri per la valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro (allegato I) indica le misure di prevenzione e di protezione antincendio da adottare, al fine di ridurre l'insorgenza di un incendio e di limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi si applica alle attività che si svolgono nei luoghi di lavoro si applica alle attività che si svolgono nei cantieri temporanei o mobili limitatamente alle prescrizioni di cui agli articoli 6 e 7 (designazione e formazione incaricati antincendio)
23 Art Gestione dell'emergenza in caso di incendio 1. All'esito della valutazione dei rischi d'incendio, il datore di lavoro adotta le necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio riportandole in un piano di emergenza elaborato in conformità ai criteri di cui all'allegato VIII. 2. Ad eccezione delle aziende di cui all'art. 3, comma 2, del presente decreto (attività soggette al controllo da parte dei Comandi provinciali dei vigili del fuoco, ndr), per i luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 dipendenti, il datore di lavoro non è tenuto alla redazione del piano di emergenza, ferma restando l'adozione delle necessarie misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio.
24 ALLEGATO VIII Pianificazione delle procedure da attuare in caso di incendio GENERALITA' In tutti i luoghi di lavoro dove ricorra l'obbligo di cui all'art. 5 del presente decreto, deve essere predisposto e tenuto aggiornato un piano di emergenza, che deve contenere nei dettagli: a) le azioni che i lavoratori devono mettere in atto in caso di incendio; b) le procedure per l'evacuazione del luogo di lavoro che devono essere attuate dai lavoratori e dalle altre persone presenti; c) le disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; d) specifiche misure per assistere le persone disabili. Il piano di emergenza deve identificare un adeguato numero di persone incaricate di sovrintendere e controllare l'attuazione delle procedure previste.
25 ALLEGATO VIII Pianificazione delle procedure da attuare in caso di incendio CONTENUTI DEL PIANO DI EMERGENZA I fattori da tenere presenti nella compilazione del piano di emergenza e da includere nella stesura dello stesso sono: - le caratteristiche dei luoghi con particolare riferimento alle vie di esodo; - il sistema di rivelazione e di allarme incendio; - il numero delle persone presenti e la loro ubicazione; - i lavoratori esposti a rischi particolari; - il numero di addetti all'attuazione ed al controllo del piano nonché all'assistenza per l'evacuazione (addetti alla gestione delle emergenze, evacuazione, lotta antincendio, pronto soccorso); - il livello di informazione e formazione fornito ai lavoratori.
26 ALLEGATO VIII Pianificazione delle procedure da attuare in caso di incendio CONTENUTI DEL PIANO DI EMERGENZA (continua) chiare istruzioni scritte su: a) i doveri del personale di servizio incaricato di svolgere specifiche mansioni (per esempio: telefonisti, custodi, capi reparto, addetti alla manutenzione, ) b) i doveri del personale cui sono affidate particolari responsabilità in caso di incendio; c) i provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare; d) le specifiche misure da porre in atto nei confronti dei lavoratori esposti a rischi particolari; e) le specifiche misure per le aree ad elevato rischio di incendio; f) le procedure per la chiamata dei vigili del fuoco, per informarli al loro arrivo e per fornire la necessaria assistenza durante l'intervento. Per i luoghi di lavoro di piccole dimensioni il piano può limitarsi a degli avvisi scritti contenenti norme comportamentali.
27 ALLEGATO VIII Pianificazione delle procedure da attuare in caso di incendio CONTENUTI DEL PIANO DI EMERGENZA (continua) Per luoghi di lavoro, ubicati nello stesso edificio e ciascuno facente capo a titolari diversi, il piano deve essere elaborato in collaborazione tra i vari datori di lavoro. Per i luoghi di lavoro di grandi dimensioni o complessi, il piano deve includere anche una planimetria nella quale siano riportati: - le caratteristiche distributive del luogo, con particolare riferimento alla destinazione delle varie aree, alle vie di esodo ed alla compartimentazioni antincendio; - il tipo, numero ed ubicazione delle attrezzature ed impianti di estinzione; - l'ubicazione degli allarmi e della centrale di controllo; - l'ubicazione dell'interruttore generale dell'alimentazione elettrica, delle valvole di intercettazione delle adduzioni idriche, del gas e di altri fluidi combustibili.
28 ALLEGATO VIII Pianificazione delle procedure da attuare in caso di incendio ASSISTENZA ALLE PERSONE DISABILI IN CASO DI INCENDIO GENERALITA' Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro. Occorre altresì considerare le altre persone disabili che possono avere accesso nel luogo di lavoro. Al riguardo occorre anche tenere presente le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, le persone con arti fratturati ed i bambini. Qualora siano presenti lavoratori disabili, il piano di emergenza deve essere predisposto tenendo conto delle loro invalidità.
29 ALLEGATO VIII Pianificazione delle procedure da attuare in caso di incendio ASSISTENZA ALLE PERSONE DISABILI IN CASO DI INCENDIO ASSISTENZA ALLE PERSONE CHE UTILIZZANO SEDIE A ROTELLE ED A QUELLE CON MOBILITA' RIDOTTA Nel predisporre il piano di emergenza, il datore di lavoro deve prevedere una adeguata assistenza alle persone disabili che utilizzano sedie a rotelle ed a quelle con mobilità limitata. Gli ascensori non devono essere utilizzati per l'esodo, salvo che siano stati appositamente realizzati per tale scopo. Quando non sono installate idonee misure per il superamento di barriere architettoniche eventualmente presenti oppure qualora il funzionamento di tali misure non sia assicurato anche in caso di incendio, occorre che alcuni lavoratori, fisicamente idonei, siano addestrati al trasporto delle persone disabili.
30 ALLEGATO VIII Pianificazione delle procedure da attuare in caso di incendio ASSISTENZA ALLE PERSONE CON VISIBILITA' O UDITO MENOMATO O LIMITATO Il datore di lavoro deve assicurare che i lavoratori con visibilità limitata, siano in grado di percorrere le vie di uscita. In caso di evacuazione occorre che lavoratori, fisicamente idonei ed appositamente incaricati, guidino le persone con visibilità menomata o limitata. Durante tutto il periodo dell'emergenza occorre che un lavoratore, appositamente incaricato, assista le persone con visibilità menomata o limitata. Nel caso di persone con udito limitato o menomato esiste la possibilità che non sia percepito il segnale di allarme. In tali circostanze occorre che una persona appositamente incaricata, allerti l'individuo menomato.
31 ALLEGATO VIII Pianificazione delle procedure da attuare in caso di incendio UTILIZZO DI ASCENSORI Persone disabili possono utilizzare un ascensore solo se è un ascensore predisposto per l'evacuazione o è un ascensore antincendio, ed inoltre tale impiego deve avvenire solo sotto il controllo di personale pienamente a conoscenza delle procedure di evacuazione.
32 1 PARTE DESCRIZIONE DEI LUOGHI DI LAVORO caratteristiche dei luoghi di lavoro: aree di stabilimento, numero degli edifici, numero dei piani, tipo di struttura e di copertura del fabbricato, attività svolta dall'azienda: industriale, deposito materiali infiammabili e combustibili, uffici, Contenuti del PIANO DI EMERGENZA numero massimo di persone previsto (contemporaneamente presenti) inclusi visitatori, clienti, e loro collocazione all'interno degli edifici lavoratori eventualmente esposti a rischi particolari numero e nominativi degli addetti alla gestione delle emergenze, suddivisi per aree dell'azienda, e loro compiti aree con rischi particolari planimetrie riportanti: mezzi di estinzione, interruttore generale alimentazione elettrica, valvole intercettazione dell'adduzione del gas, compartimentazioni, scale di emergenza, cassetta di pronto soccorso,...
33 Contenuti del PIANO DI EMERGENZA 2 PARTE PROCEDURE OPERATIVE azioni che deve compiere la persona che scopre il verificarsi di un incendio procedure per dare l'allarme a tutti i presenti azioni di primo intervento con l'utilizzo delle attrezzature antincendio disponibili sul luogo di lavoro, quando ritenuto possibile procedure di esodo di tutti i presenti nei luoghi di lavoro e individuazione del punto di raccolta azioni per il distacco delle alimentazioni e delle utenze (elettricità, gas,...) messa in sicurezza di macchine, impianti procedure per la richiesta dell'intervento dei Vigili del Fuoco, del 118, procedure per l'assistenza alle persone con mobilità, vista o udito menomato o limitato, alle persone anziane, alle donne in stato di gravidanza, ai bambini
34 ESERCITAZIONI INFORMAZIONE, FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO Se in un luogo di lavoro si verifica una emergenza incendio, è necessario che tutte le persone presenti conoscano ed applichino le procedure del PIANO DI EMERGENZA. Tali procedure devono essere oggetto di opportune esercitazioni da effettuarsi almeno una volta all'anno. Le procedure di esodo da un qualsiasi luogo di lavoro sono estremamente delicate in quanto i presenti hanno uno stato d'animo di crescente agitazione. Ecco perché, affinché le procedure previste dal piano di emergenza possano essere adeguatamente attuate, risulta fondamentale la formazione e l'addestramento sia delle persone incaricate di specifici compiti nella gestione dell'emergenza, sia dei lavoratori che non hanno compiti specifici. Questi ultimi, infatti, dovranno assumere comportamenti tali non ostacolare le operazioni di gestione dell'emergenza e di soccorso nonché di evacuazione.
35 TERREMOTO quale piano di emergenza?
36 TERREMOTO E RISCHIO SISMICO Il rischio sismico, in una determinata area, può essere misurato dal danno che ci si può aspettare, in un intervallo di tempo stabilito, a seguito dei terremoti. Può essere espresso in termini di vittime, costo economico, danno alle costruzioni. Rischio e pericolo non sono la stessa cosa: il pericolo è rappresentato dal terremoto che può colpire una certa area (la causa); il rischio è rappresentato dalle sue possibili conseguenze, cioè dal danno che ci si può attendere (l effetto). Nella definizione del rischio, infatti, intervengono oltre la pericolosità le caratteristiche del territorio. RISCHIO SISMICO = TERREMOTI x EDIFICI VULNERABILI x BENI ESPOSTI
37 TERREMOTO E RISCHIO SISMICO Da cosa dipende il rischio sismico? Per definire il livello di rischio di un territorio occorre conoscere la sua sismicità, cioè quanto spesso avvengono i terremoti e quanto sono forti, ma anche il modo in cui l uomo ha costruito le sue opere, quanti e quali sono i beni esposti, quanto densamente è popolato. Infatti, a parità di frequenza e di intensità dei terremoti, il rischio è nullo laddove non esistono edifici, beni esposti, popolazione; mentre aree densamente popolate, o caratterizzate da costruzioni poco resistenti allo scuotimento di un onda sismica, presentano un rischio elevato. Cosa è la classificazione sismica? Sulla base della frequenza ed intensità dei terremoti del passato, interpretati alla luce delle moderne tecniche di analisi della pericolosità, tutto il territorio italiano è stato classificato in quattro zone sismiche che prevedono l applicazione di livelli crescenti di azioni da considerare per la progettazione delle costruzioni (massime per la Zona 1).
38 TERREMOTO E RISCHIO SISMICO
39 Come si misura il TERREMOTO
40 Come si misura il TERREMOTO
41 Terremoto: come ci si difende? I terremoti non si possono evitare. I terremoti possono avvenire in qualunque momento dell anno, con qualunque tempo atmosferico ed in qualunque ora del giorno o della notte. Questo, perché si originano in profondità e sono indipendenti da quello che avviene sulla superficie terrestre. Il terremoto non si può prevedere, se per previsione si intende l anno, il mese, l ora, il luogo e la magnitudo di una scossa di terremoto. L unica previsione possibile è di tipo statistico basata sulla conoscenza dei terremoti del passato, che ci consente di stabilire quali sono le zone più pericolose del territorio. Il maremoto, invece, può essere previsto una volta che si conosca la posizione e la magnitudo del terremoto che potrebbe averlo generato. L unica arma per la riduzione del rischio sismico è la prevenzione, che comprende: classificazione sismica dei Comuni costruire gli edifici seguendo precise norme tecniche antisismiche adottare comportamenti corretti nel corso dell emergenza realizzare piani di emergenza nei luoghi di lavoro e di vita organizzare un tempestivo soccorso alla popolazione colpita
42 Cosa fare PRIMA del terremoto INFORMARSI SULLA CLASSIFICAZIONE SISMICA DEL COMUNE IN CUI CI SI TROVA per sapere quali norme adottare per le costruzioni, a chi fare riferimento e quali misure sono previste in caso di emergenza INFORMARSI SU DOVE SI TROVANO E SU COME SI CHIUDONO I RUBINETTI DI GAS, ACQUA E GLI INTERRUTTORI DELLA LUCE tali impianti potrebbero subire danni durante il terremoto EVITARE DI TENERE GLI OGGETTI PESANTI SU MENSOLE E SCAFFALI PARTICOLARMENTE ALTI fissare al muro gli arredi più pesanti perché possono cadere addosso alle persone AVERE A DISPOSIZIONE UNA CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO una torcia elettrica, una radio a pile, un estintore assicurarsi che ogni componente della famiglia sappia dove sono riposti A SCUOLA O SUL LUOGO DI LAVORO INFORMATI SE È STATO PREDISPOSTO UN PIANO DI EMERGENZA perché seguendo le istruzioni puoi collaborare alla gestione dell emergenza e non intralciare i soccorsi
43 Cosa fare DURANTE il terremoto SE SEI IN LUOGO CHIUSO CERCA RIPARO NEL VANO DI UNA PORTA inserita in un muro portante (quelli più spessi) o sotto una trave perché ti può proteggere da eventuali crolli RIPARATI SOTTO UN TAVOLO È pericoloso stare vicino a mobili, oggetti pesanti e vetri che potrebbero caderti addosso NON PRECIPITARTI VERSO LE SCALE E NON USARE L ASCENSORE Talvolta le scale sono la parte più debole dell edificio e l ascensore può bloccarsi e impedirti di uscire SE SEI IN AUTO, NON SOSTARE IN PROSSIMITÀ DI PONTI, DI TERRENI FRANOSI O DI SPIAGGE Potrebbero lesionarsi o crollare o essere investiti da onde di tsunami SE SEI ALL APERTO, ALLONTANATI DA COSTRUZIONI E LINEE ELETTRICHE Potrebbero crollare
44 Cosa fare DOPO il terremoto ASSICURATI DELLO STATO DI SALUTE DELLE PERSONE ATTORNO A TE Così aiuti chi si trova in difficoltà ed agevoli l opera di soccorso NON CERCARE DI MUOVERE PERSONE FERITE GRAVEMENTE Potresti aggravare le loro condizioni ESCI CON PRUDENZA INDOSSANDO LE SCARPE In strada potresti ferirti con vetri rotti e calcinacci RAGGIUNGI UNO SPAZIO APERTO, LONTANO DA EDIFICI E DA STRUTTURE PERICOLANTI Potrebbero caderti addosso
45 Cosa fare DOPO il terremoto STA LONTANO DA IMPIANTI INDUSTRIALI E LINEE ELETTRICHE È possibile che si verifichino incidenti STA LONTANO DAI BORDI DEI LAGHI E DALLE SPIAGGE MARINE Si possono verificare onde di tsunami EVITA DI ANDARE IN GIRO A CURIOSARE e raggiungi le aree di attesa individuate dal piano di emergenza EVITA DI USARE IL TELEFONO E L AUTOMOBILE È necessario lasciare le linee telefoniche e le strade libere per non intralciare i soccorsi
CONOSCERE IL RISCHIO SISMICO. I TERREMOTI NON SI POSSONO EVITARE, MA ABBIAMO UN ARMA PER RIDURNE LE CONSEGUENZE: LA PREVENZIONE.
CONOSCERE IL RISCHIO SISMICO. I TERREMOTI NON SI POSSONO EVITARE, MA ABBIAMO UN ARMA PER RIDURNE LE CONSEGUENZE: LA PREVENZIONE. La Fondazione ANIA costituita dalle Compagnie di Assicurazione nel 2004,
terremoti Il rischio sismico, in una determinata area, può essere misurato dal danno che ci si può aspettare, in un intervallo di tempo stabilito, a seguito dei terremoti. Può essere espresso in termini

References: Art. 15
 Art. 15
 Art. 18
 Art. 18
 articolo 43
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 20
 Art. 26
 Art. 34
 articolo 31
 articolo 31
 articolo 31
 Art. 34
 Art. 36
 Art. 37
 articolo 46
 articolo 13
 Art. 43
 articolo 18
 Art. 43
 Art. 43
 Art. 44
 Art. 45
 Art. 46