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IL FENOTIPO CONSAPEVOLE: Di gracile Costituzione – 4
Pubblicato da Lumen a 09:30
Sergio 24 luglio 2015 23:29
bisogna dire che i costituzionalisti erano persone serie, animate dalle migliori intenzioni (è sempre così) e hanno riversato negli articoli i loro nobilissimi principi. Ma tra le intezioni e le realizzazioni c'è di mezzo il mare. Non si sa se sorridere per la discrepanza tra le une e le altre o piuttosto per l'idealismo irrealizzabile di quegli articoli. Quando si legge che compito dello Stato è rimuovere tutti gli ostacoli, anche di natura economica, che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, si resta per lo meno perplessi. L'Italia è stata e resta un paese di disoccupati, pur essendo ancora l'ottava nazione industrializzata. Lo Stato è dunque miseramente fallito nel rimuovere gli ostacoli di natura economica ecc. ecc.
Ma è fallito e fallirà perché semplicemente non può provvedere a tutti i bisogni e necessità dell'intera popolazione. La "Città del Sole" campanellaina - il comunismo perfetto - resta un miraggio (per fortuna). Perché la perfezione è anche immobilità e fine della libertà (tutto, assolutamene tutto è sotto controllo).
Non è perciò molto difficile fare dell'ironia e del sarcasmo sulla nostra Costituzione che non è poi nemmeno la più bella del mondo (oltretutto è anche scaduta perché "ce lo dice l'Europa" come dobbiamo comportarci).
Fra parentesi, io la Costituzione italiana non la conosco - come penso la stragrande maggioranza degli Italiani. Per cui ho letto con una certa sorpresa e stupore gli articoli commentati. Nobili concetti, certo, ma anche astrazioni. Nella vita poi gli Italiani si sono arrangiati e si arrangiano come meglio possono senza riferimenti alla Costituzione.
Io vorrei però tanto che si parlasse dei doveri dell'uomo. Ormai si sente parlare solo di diritti, di nuovi diritti, di diritti acquisiti. E i doveri? Per esempio di "sfruttare innanzi tutto se stessi" (cioè impegnarsi sempre al massimo) prima di mettere le mani nelle tasche degli altri e pretendere questo e quello.
L'ormai insopportabile Flores d'Arcais sogna di una carta europea in cui siano fissati i diritti sociali imprescrittibili. Già me li immagino: diritto alla casa, all'istruzione, alla salute, al lavoro - ovviamente dignitoso -, alla formazione permanente, a un reddito - ovviamente dignitoso, ai consumi, alla cultura, ai viaggi. Le pari opportunità poi non bastano più, perché se le oppurtunitä sono pari, non lo sono i talenti, le capacità, per cui lo stesso ci saranno poi disparità salariali. E questo ovviamente non è giusto, bisogna ritoccare, correggere anche gli esiti delle pari opportunità.
Lumen 25 luglio 2015 07:46
<< Io vorrei però tanto che si parlasse dei doveri dell'uomo. Ormai si sente parlare solo di diritti, di nuovi diritti, di diritti acquisiti. >>
Ben detto, caro Sergio, ma è indubbio che parlare di diritti è più accattivante (e dà più seguito) che parlare di doveri.
Curiosamente, una volta a parlare dei doveri (e quali doveri ! e quanti !) c'era la santa madre Chiesa, che ci chiedeva di tutto e di più per guadagnare il regno dei cieli.
Oggi, a quanto pare, anche loro hanno lasciato un po' da parte i doveri, forse per non perdere altre pecorelle.
Temo che la strada dei doveri ce la indicherà di nuovo, molto brutalmente, la crisi ecologica che ci attende.
agobit 25 luglio 2015 02:03
Caro Lumen mi pare esatta la tua rilettura in chiave realistica della costituzione. La realtà è che le costituzioni andavano bene nel 700 o nell'800. Hanno contribuito a fissare i principi di libertà ( e sono poi degenerate ad affermare solo i diritti senza i doveri). Oggi le costituzioni ( e quella italiana in particolare) perdono di significato.Suona ridicolo l'articolo della nostra costituzione che dice la repubblica basata sul lavoro. La realtà industriale italiana ha portato alla rovina il bel paese. Il puntare tutto sul lavoro di Homo senza alcun richiamo alla qualità ambientale e ai diritti delle altre specie è stata una delle cause di fondo del disastro ambientale italiano. I problemi non sono più quelli di regolare la convivenza tra cittadini o di assicurare loro diritti infiniti, ma sono relativi ad una crisi ecologica del pianeta che pone tutto a rischio, compresa la libertà e la vita stessa dei cittadini. I quali poi sono ormai cittadini del pianeta, essendo il concetto di nazione e di stato sempre più evanescenti. Le costituzioni scritte da questa scimmia cosidetta intelligente autodenominatasi Homo sapiens sono sempre più autoreferenziali, e hanno poco a che vedere con la realtà attuale e soprattutto quella futura.
Sergio 25 luglio 2015 02:47
I costituenti però non potevano immaginare ancora una crisi ecologica di queste proporzioni (anni Quaranta - Cinquanta). Tuttavia il problema ecologico era già sentito persino nell'Ottocento. Basti pensare a quell'attualissimo "Un nemico del popolo" di Ibsen e a certe pagine di Cechov e Tolstoi (per es. in "Zio Vanja" o all'inizio di "Resurrezione"). Ovviamente non era sentito comune allora, e si direbbe non lo ènemmeno oggi visto che l'unica ossessione è la crescita (non si sa di che cosa, basta che si produca e si consumi). Io speravo tanto nella crisi, cioè in un ripensamento del modello di sviluppo, ma l'ossessione ormai universale sono i consumi. Passeremo così da 550 mlm di veicoli nel 2000 a 2 miliardi nel 2025 (orgasmo multiplo per Marchionne).
Ma la fine è nota: "Sta natura ognor verde / e l'uom di eternità si arroga il vanto."
Lumen 25 luglio 2015 08:00
Caro Agobit, ha ragione Sergio quando fa notare che i nostri costituenti, alla metà del secolo scorso, non potevano ancora aver ben chiari i problemi ecologici di oggi.
Ma hai ragionissimo tu, quando fai notare lo stridente contrasto tra i precetti enfatici dell'epoca, tutti volti alle "magnifiche sorti e progressive", e la triste emergenza di oggi.
Direi forse, che tra i principali anacronismi che rendono ormai obsoleta la nostra Costituzione (che incominciai a studiare dai tempi dell'università) c'è proprio la totale assenza di sensibilità ecologica.
L'art.1, per esempio, potrebbe essere riformulato così:
<< l'Italia è una repubblica a controllo demografico, fondata sull'impronta ecologica >>. Che ve ne pare ? :-)
Sergio 25 luglio 2015 11:28
Be', dài, un articolo simile è inconcepibile. Dal Vaticano maledizioni, dai conservatori USA droni, dai sinistronzi italici accuse di razzismo (ormai come ti muovi e parli ti arriva un accusa di razzismo, sessismo, omofobia).
Proposte mie
Art. 1 L'Italia è una repubblica fondata sull'iniziativa personale o privata che non deve in alcun modo essere penalizzata, eccezion fatta per iniziative che possano compromottere la salute e l'ordine pubblico nonché la deturpazione del paesaggio.
Art. 2 La speculazione e l'abusivismo edilizi saranno repressi.
Art. 3 Le famiglie numerose (oltre 3 figli) non potranno contare in alcun modo su aiuti statali in quanto tali famiglie si allargherebbero a spese degli altri. La famiglia ideale degli Italiani è di massimo due figli. Chi ne vuole di più se li mantenga. Non si possono però escludre - stante la situazione ecologica italiana e del pianeta - sanzioni contro chi figlia come i conigli, come ha ben detto anche il papa.
Art. 4 La vecchia saggezza popolare deve essere di nuovo promossa (per es. chi fa da sé fa per tre, aiutati che il ciel ti aiuta ecc.).
Art. 4 L'impiego statale, che è un impiego privilegiato perché sicuro e al riparo della concorrenza, deve essere "a rotazione". Un impiego statale a vita non è ammissibile perché non è giusto che alcuni si considerino al riparo della concorrenza mentre tutti gli altri devono farsi il mazzo.
Ammetto che l'art. 3 è contestabile nonché che il linguaggio non sia talora appropriato per una Costituzione.
Lumen 25 luglio 2015 12:42
Caro Sergio, il tuo articolo 3 è eccellente e per tradurlo in linguaggio costituzionale, basterebbe prendere l'attuale art. 53, inserendo una "lieve" modifica:
"Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità riproduttiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività in rapporto al numero dei figli".
Quanto all'art. 4 bis, l'idea dell'impiego pubblico a rotazione mi sembra geniale.
agobit 25 luglio 2015 10:33
Ottimo, voterei certamente per questa modifica dell'articolo 1, ma ti immagini le reazioni di cattolici e metafisici dei diritti?
Lumen 25 luglio 2015 12:43
Certo che me le immagino, le reazioni dei suddetti.
Ma per noi, sarebbero altrettante medaglie al valore.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 4
 articolo 3
 art. 53