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Timestamp: 2018-06-19 15:48:13+00:00

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Cassazione: donna incinta all'ottavo mese cade su pavimento bagnato privo di segnaletica... chi ne risponde?
La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 20055 del 2013, ha affermato che in caso di pericolo non segnalato all'interno di un'attività commerciale, la donna incinta all'ottavo mese non è obbligata assolutamente a sostenersi ad altre persone e quindi il danno derivato dalla caduta non è imputabile alla donna bensì all'attività commerciale in questione.
Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza 16 maggio – 2 settembre 2013, n. 20055 - Presidente Berruti – Relatore Petti
1. Il giorno (omissis) alle ore 10 C.R. , di ventinove anni, incinta all'ottavo mese, entra a fare la spese nel negozio C.D.G., appena aperto al pubblico e senza sostenersi ad altre persone. Il gestore del negozio C.D. ed il teste B.F. pur non assistendo all'incidente testimoniano della caduta della signora appena entrata e confermano la circostanza che il pavimento era ancora bagnato e reso scivoloso dalla acqua saponata. A seguito della caduta la C. riporta la frattura del femore destro.
nel primo motivasi deduce l'error in iudicando in relazione allo art. 2051 c.c. in relazione al capoverso dell'art.40 del codice penale, ai cui sensi "non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo", cui si aggiunge la violazione dell'art. 2967 secondo comma e dello art.115 c.p.c. in tema di valutazione delle prove. La tesi, viene svolta nel quesito al ff 11 del ricorso, con la indicazione della sintesi descrittiva riferita al decisum e la indicazione della regula iuris alternativa, nei seguenti termini:
"Dica la Corte se il giudice debba esaminare e motivare e ritenere la imputabilità per colpa e la responsabilità del custode ai sensi dello art. 2051 c.c. per un fatto causale accertato e pacifico da esso posto in essere - nella specie lo avere il gestore del negozio dopo il lavaggio del pavimento omesso di asciugarlo e di avere aperto il negozio al pubblico in una situazione di pericolo determinato dalla scivolosità del pavimento- e se debba escludersi la sussistenza del caso fortuito, allorquando lo evento non sia stato determinato da una carenza strutturale o deficienza della cosa in custodia ma dall'intervento su di essa del di un fatto del custode che ha determinato un pericolo ed il conseguito evento dannoso; e se quando si ravvisi la concorrenza pure di un fatto altrui o dello stesso danneggiato ciò comporti comunque la impossibilità di configurare il caso fortuito per la mancanza del requisito della esclusività causale di una colpa del terzo o dello stesso danneggiato".
"Dica la Corte se ai sensi dello art.2051 cc e dello art.2697 secondo comma c.c. debba ritenersi a carico del danneggiato la sola prova delle modalità dello evento dannoso e della situazione che lo ha determinato, ed a carico invece del custode ogni prova esimente la presunzione legale della sua colpa e responsabilità e costitutiva del caso fortuito; e pertanto se costituisca violazione o falsa applicazione della presunzione di colpa, posta dallo art.2051 e dell'onere probatorio del custode anche ai sensi del secondo comma dello art. 2697 c.c. nonché dell'obbligo del giudice di sentenziare ai sensi dello art. 115 c.p.c. iuxta alligata et probata, escludere la colpa del custode adducendo un fatto semplicemente ipotetico e soggettivo - nella specie la conoscenza del pericolo da parte della danneggiata - che non risulti deducibile da alcuna prova; se lo omesso esame delle risultanze testimoniali costituisca, oltre che un vizio di motivazione omessa e insufficiente anche la violazione del principio di disponibilità delle prove di cui al citato art. 115 c.p.c.".
"Dica la Corte se per configurare caso fortuito contro la presunzione di colpa del custode ai sensi dello art. 2051 c.c. occorre anche che il fatto non sia stato né prevedibile né evitabile dal custode e se lo omesso esame di questo punto decisivo e delle risultanze testimoniali acquisite- sulla consapevolezza da parte del custode del pericolo da esso determinato e di conseguenza della prevedibilità e prevenibilità dello evento dannoso, nella specie asciugando il pavimento dal lavaggio prima di aprire il negozio al pubblico-costituiscano, oltre al vizio di motivazione omessa o insufficiente, anche error in iudicando per la violazione degli artt. 2051 cc e 115 c.p.c.".
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28 ago 2013 0 824

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 2051
 art.115
 art. 2051
 art.2051
 art.2697
 art.2051
 art. 2697
 art. 115
 art. 115
 art. 2051