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Timestamp: 2018-02-19 23:53:53+00:00

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﻿ AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA delitti di cui all’articolo 81 cpv. c.p., - Avvocato Penalista Bologna
AVVOCATO PENALISTA BOLOGNA delitti di cui all’articolo 81 cpv. c.p., del Decreto Legislativo n. 74 del 2000, articolo 4 (capo 1), Decreto Legislativo n. 74 del 2000, articolo 8, comma 1 (capo 2), Decreto Legislativo n. 74 del 2000, articolo 4 (capo 3
. Orbene, nel caso di specie, la difesa di (OMISSIS) si e’ limitata a censurare tutte le attivita’ di accertamento e di acquisizione di documenti compiute successivamente alla data del 16/05/2011, allorche’ l’Agenzia delle entrate aveva instaurato il contraddittorio con la Societa’ (OMISSIS) allo scopo di ottenere chiarimenti in merito alla natura ed al contenuto delle mediazioni oggetto di fatturazione, ritenendosi che da tale momento potesse ritenersi acclarata l’esistenza di reati tributari quali quelli previsti dal Decreto Legislativo n. 74 del 2000, articolo 4 e articolo 8, comma 1. Sotto altro profilo, poi, il ricorso non contiene alcuna indicazione in ordine alla rilevanza della dedotta inutilizzabilita’ del materiale probatorio, non specificando quali conseguenze deriverebbero sotto il profilo della complessiva inidoneita’ del materiale probatorio residuo a dimostrare la responsabilita’ dell’imputato per i reati a lui ascritti.
Venendo, quindi, al terzo motivo di ricorso, giova in premessa ricordare che al giudice di legittimita’ non e’ consentito ipotizzare alternative opzioni ricostruttive della vicenda fattuale, sovrapponendo la propria valutazione delle risultanze processuali a quella compiuta nei precedenti gradi, saggiando la tenuta logica della pronuncia portata alla sua cognizione mediante un raffronto tra l’apparato argomentativo che la sorregge ed eventuali altri modelli di ragionamento mutuati dall’esterno (Sez. Un., n. 12 del 31/05/2000, Jakani, Rv. 216260; in termini v. Sez. 2, n. 20806 del 5/05/2011, Tosto, Rv. 250362). Ne consegue che, quando i giudici di merito abbiano motivato, alla stregua di un percorso argomentativo scevro da profili di illogicita’, le ragioni di fatto poste a fondamento della propria decisione, al giudice di legittimita’ non e’ consentito censurarne, sul piano della ricostruzione dei fatti, le scelte compiute accedendo ad ipotesi alternative, ove anche dotate di un maggiore grado di persuasivita’.
A seguito di una verifica fiscale effettuata dall’Agenzia Entrate – Direzione Regionale della Liguria nei confronti della societa’ (OMISSIS) S.p.A. era emerso che in occasione della cessione, da parte della predetta societa’, del 49% delle quote della partecipata (OMISSIS) S.r.l. a favore di una societa’ olandese del gruppo russo (OMISSIS), era stata indicato, quale onere accessorio, il versamento della somma di 3.368.750 Euro di imponibile quale corrispettivo dell’attivita’ di mediazione svolta da (OMISSIS), legale rappresentante della (OMISSIS) S.r.l., la quale svolgeva attivita’ di commercio al dettaglio di articoli di cancelleria e che in data 3/12/2008 aveva emesso, in relazione a tale operazione, la fattura n. 111 (per un importo di 4.042.500 Euro, pari alla somma di 3.368.750 Euro di imponibile maggiorata del 20% a titolo di IVA da corrispondere).
Con sentenza in data 10/12/2015 la Corte di appello di Genova riformo’, solo in parte, la pronuncia di primo grado, ritenendo che la (OMISSIS) S.p.A. avesse versato una somma pari a 387.406,25 Euro a titolo di ritenuta d’acconto e che, pertanto, la somma evasa a titolo di IRPEF fosse pari a soli 1.345.254,75 Euro, per l’effetto riducendo la confisca all’importo corrispondente.
Avverso la sentenza di appello ha proposto ricorso per cassazione lo stesso (OMISSIS), a mezzo del proprio difensore, sollecitando il suo proscioglimento in relazione al reato di cui al n. 2) del capo di imputazione, nonche’ l’accoglimento delle doglianze relative al trattamento sanzionatorio e la limitazione dell’ammontare dell’imposta evasa a soli 1.055.542,30 Euro.
Occorre muovere, secondo l’ordine logico, dal quarto motivo di impugnazione, con il quale si censura la violazione dell’articolo 220 disp. att. c.p.p..
Alla stregua delle considerazioni che precedono il ricorso deve essere, dunque, dichiarato inammissibile.

References: articolo 4
 articolo 8
 articolo 4
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 sentenza 
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