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Timestamp: 2018-06-23 08:36:06+00:00

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Usura e interesse di mora nei contratti di mutuo. Amici della "sommatoria", vi svegliate? | Mendelsohn
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Sempre più sentenze dei Tribunali di merito confermano che i tassi moratori promessi in contratto, non vanno sommati aritmeticamente a quelli corrispettivi. Ecco così svanire le speranze di molti clienti che si sono affidati a “esperti del mestiere” o presunti tali che promettevano “gliela faremo pagare!” (riferendosi alla banca)… e invece è stato il cliente ad essere condannato al pagamento delle spese!
Prima però di ogni approfondimento in tema di usura nei contratti di mutuo e interesse di mora, è d’obbligo una premessa sui diversi “tassi” nei contratti di mutuo.
I contratti bancari prevedono dei tassi c.d. “corrispettivi”, che trovano applicazione nella fase fisiologica del rapporto (ad esempio, gli interessi che si pagano sulle rate di un mutuo pagate alle scadenze pattuite, vengono determinati sulla base degli interessi “corrispettivi”, che vengono definiti tali proprio perché rappresentano il “corrispettivo” che la banca riceve per aver prestato del denaro), e dei tassi c.d. “moratori”, che trovano applicazione nella fase patologica del rapporto (ad esempio, quando una rata del mutuo non viene pagata alla scadenza pattuita; dalla scadenza in poi troveranno applicazione i c.d. tassi di mora).
È ormai assodato che, anche gli interessi di mora, sono soggetti al rispetto delle soglie d’usura. Questo è stato definitivamente confermato dalla ormai famosa sentenza dalla Cassazione sez I 350/2013. Famosa più per il “caos” e le interpretazioni distorte che ha generato, da parte di alcuni per stoltezza da parte di altri per perfidia, che per gli effetti positivi che poteva avere.
Tale sentenza ha precisato che “ai fini dell’applicazione dell’art. 644 c.p. e dell’art. 1815 c.c. comma 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalle legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori.”
Ai fini della determinazione del tasso di mora, ogni contratto di mutuo ha le sue specifiche indicazioni, poiché esso subentra nella fase patologica del rapporto contrattuale e non in quella fisiologica. Ovvero, a seguito di inadempimento contrattuale, si applica il tasso di mora che si succede al tasso corrispettivo.
Nella maggioranza dei contratti di mutuo il tasso di mora è determinato dalla maggiorazione (occhio, non sommatoria) del tasso corrispettivo e un indice fisso (2 o 3 punti); così avremo che il tasso di mora sarà uguale al tasso corrispettivo es. 5% + 2 = 7%.
Il tasso di mora è stato determinato dalla sommatoria tra il tasso corrispettivo e la sua maggiorazione indicata dal contratto.
Ed è qui che “casca l’asino”!
Dopo la sentenza 350/2013 numerose azioni legali sono state intraprese sostenendo che, ai fini della rilevazione del tasso di usura, si dovessero sommare tasso corrispettivo e tasso di mora (!). Si avete capito bene.
“Persone male informate o più bugiarde del diavolo (…) sostengono senza vergogna” (per citare Gianni Rodari) che vanno sommati i tassi corrispettivi, che servono per calcolare la quota interessi di ogni rata e si calcolano sul capitale complessivo, e i tassi moratori, che si calcolano solo sulle rate (quota capitale e quota interessi) pagate in ritardo.
Ma dall’enunciato della sentenza 350/2013 non si può affermare affatto che, nella verifica dell’usura nei contratti di mutuo, si debba procedere a sommare l’interesse corrispettivo all’interesse di mora. La confusione immagino sia stata generata dal fatto che nel contratto di mutuo oggetto della sentenza 350/2013 il tasso di mora si otteneva aggiungendo 3 punti al tasso corrispettivo, quindi sommando 3 punti al tasso corrispettivo. Ovvero tasso corrispettivo 10,50% tasso di mora + 3 = 13,50%; E non 10,50 + 13,50 (= 24% ! ) perché questo significherebbe considerare due volte il tasso corrispettivo, cioè sommare il tasso corrispettivo al tasso di mora, operazione “priva di fondamento logico, matematico e giuridico” per citare il dott. Marcelli, Presidente AssoCtu, o “tasso creativo” per citare Il Tribunale di Verona, Terza Sezione civile, sentenza 30 aprile 2014 dott. Andrea Mirenda.
Purtroppo questa interpretazione distorta è stata anche alimentata da giornali e televisioni, che talvolta hanno anche rettificato l’informazione errata.
In definitiva ritengo si possa affermare con certezza che i due tassi NON si sommano, ma si succedono, semplicemente perché intervengono in due fasi distinte del rapporto contrattuale.
Tra l’altro, sommando i due tassi, quasi tutti i contratti di mutuo andrebbero oltre le soglie di usura.
Giurisprudenza a sostegno:
• Tribunale di Trani Ordinanza 10 marzo 2014 dott.sa Pastore (“Orbene sostenere che il tasso soglia ex L. 108/1996 sarebbe superato per effetto della sommatoria fra il tasso debitore del mutuo e quello moratorio è un errore di carattero logico oltre che giuridico”
[….] “è evidente che le parti hanno pattuito un tasso diverso e alternativo per due differenti tipologie di interesse, applicabili in ipotesi distinte e separate”
• Tribunale di Verona, III Sezione civile, sentenza 30 aprile 2014 dott. Andrea Mirenda
• Tribunale di Napoli, II Sezione civile, sentenza 15 aprile 2014 dott. Nicola Mazzocca
• Tribunale di Napoli, II Sezione civile, sentenza 18 aprile 2014, n. 5949 dottor Massimiliano Sacchi
• ABF Collegio di Napoli 20/11/2013 n. 5877/2013 Pres. Quadri
• ABF Collegio di Napoli 26/11/2013 n. 21/14 Pres. Carriero
• Tribunale di Napoli Ordinanza 28 gennaio 2014, quinta sezione civile – dott. Ardituro
• Tribunale di Milano Ordinanza 28 gennaio 2014, dott.ssa Cosentini (“… gli interessi corrispettivi e gli interessi moratori sono alternativi, nel senso che se si applicano i primi non si applicano i secondi…”)
• Tribunale Napoli Sentenza 18 aprile 2014 n. 5949
• Tribunale di Venezia Ordinanza 26 febbraio 2014 dott.ssa Zanon (“… ritenuto infatti che non sia corretto sostenere che il tasso soglia sarebbe superato per effetto della sommatoria fra il tasso debitore contrattuale e quello moratorio: trattasi ditassi previsti in via alternativa e che sono stati in via alternativa applicati…”)
• Collegio di Coordinamento dell’ABF decisione 1875 del 28 marzo 2014
di Dott. Sergio Previati| 2017-06-10T13:20:18+00:00	17 settembre 2014|Categories: FINANZA DI IMPRESA|Tags: anomalie bancarie, banche, Oltre la banca, usura|8 Comments
Michele 18 settembre 2014 al 19:27	- Rispondi
Ed io faccio un’altra domanda: e se, nell’eventualità, si fosse pagato in ritardo una o più rate e la sommatoria dei due tassi oltrepassasse il tasso soglia cosa succede? E’ ovvio che se si fosse presentata una perizia dove il calcolo effettuato era 10,50 + 13,50 (= 24% ! ) è da impiccare chi lo ha presentato!!!!!!!! Se però al tasso applicato (10,50%) si aggiungesse il tasso di mora (3%) quindi un totale del 13,50% e quest’ultimo superasse il tasso soglia come la metteremmo? Spero di avere una risposta (ma dubito).
Sergio Previati 19 settembre 2014 al 9:19	- Rispondi
La sentenza 350/2013 ha precisato che “ai fini dell’applicazione dell’art. 644 c.p. e dell’art. 1815 c.c. comma 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalle legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori.” Quindi per verificare se il tasso è sopra la soglia di usura non si deve aspettare il momento in cui non si paghino una o più rate, il contratto può essere usurario anche se si è sempre stati in regola con i pagamenti; proprio perchè la verifica può esser fatta “ab origine”.
Purtroppo Le assicuro che numerose perizie sono fatte in quel modo ..”da impiccare” per citare Lei stesso.
E’ poi sempre possibile che anche con un calcolo corretto, e quindi nel caso specifico con il tasso di mora al 13,50%, si arrivi a superare la soglia di usura, ma questo dipende dalla soglia di usura vigente per tipo di operazione (mutuo chirografario, mutuo ipotecario ecc..) nel trimestre di riferimento, secondo Banca d’Italia. In tal caso, ovviamente, il contratto risulterà essere usurario.
Baldo 18 settembre 2014 al 22:55	- Rispondi
Finalmente un chiarimento serio e chiaro che sgombra il campo dalle mille mistificazioni lette in questi mesi e alimentate anche da organi di stampa male informati
Michele 22 settembre 2014 al 20:13	- Rispondi
E’ ovvio che il conteggio da fare è quello con cui si confrontano i tassi soglia della Banca d’Italia, la quale ti dice anche come calcolare il tasso soglia ai fini della L. 108/96……pertanto mi sembrerebbe esagerato esprimere concetti del tipo “Persone male informate o più bugiarde del diavolo (…) sostengono senza vergogna” (per citare Gianni Rodari) se non anche offensivo per chi il proprio lavoro lo sa fare ed anche in una certa maniera……sicuramente ci saranno colleghi che in maniera errata depositano perizie sbagliate….ma ciò non implica che TUTTE le perizie siano sbagliate. A parer mio c’è “un’arma ” in più che è la sentenza della Cassazione che, fino a prova contraria, è il grado più alto della nostra giurisprudenza e che quindi stilare una lista di sentenze di primo grado serve solamente a forviare l’intelletto umano e a disinformare la collettività.
Sergio Previati 14 ottobre 2014 al 19:36	- Rispondi
Altri tre recenti provvedimenti a supporto di quanto esposto nell’articolo :
ABF Collegio di Milano 3/06/2014 – Pres. Lucchini Guastalla – Gli interessi corrispettivi hanno diversa natura e funzione rispetto a quelli moratori: i primi sono protesi a remunerare l’intermediario per la messa a disposizione del denaro in favore dell’accipiens, i secondi mirano invece a forfettizzare il danno conseguente all’inadempienza del debitore.
La loro sommatoria ai fini della verifica del superamento della soglia di usura, conduce ad un risultato del tutto inaccettabile sul piano logico, giuridico e financo fattuale. È evidente infatti che, al verificarsi del presupposto applicativo dell’interesse al tasso di mora (inadempimento del debitore), quest’ultimo va a sostituirsi e non già a sommarsi al tasso corrispettivo.
Segnalato da http://www.expartecreditoris.it
TESTO DEL PROVVEDIMENTO: http://www.expartecreditoris.it/images/joomd/1412604200arbitro.bancario.finanziario.milano.3577.2014.pdf
TRIBUNALE di Roma IV sez. Civile 3/09/2014 – dr.ssa Perna – “Il principio della necessità del cumulo tra interessi corrispettivi e interessi moratori [….] non potrebbe ad avviso del Tribunale essere condiviso, e ciò in relazione alla diversità ontologica e funzionale delle due categorie di interessi, che non ne consente il cumulo.”
TESTO DEL PROVVEDIMENTO: http://www.expartecreditoris.it/images/joomd/1411056012trib.roma.16.09.2014.pdf
TRIBUNALE di Napoli V sez. Civile 12/09/2014 – dr.ssa Correale – “Non può condividersi neanche la tesi dell’opponente che individua il tasso di interesse di mora nella sommatoria del tasso di interesse convenzionale e di quello di mora.”
TESTO DEL PROVVEDIMENTO: http://www.expartecreditoris.it/images/joomd/1412775807trib.napoli.12.09.14.pdf
Michele 17 ottobre 2014 al 19:45	- Rispondi
Tribunale Parma, Ufficio Fallimenti, ordinanza 25.07.2014 – Il Tribunale di Parma, ponendosi in linea di continuità con il noto arresto n. 350/2013 della Corte di Cassazione, ritiene che gli interessi di mora vadano computati nel TEG al fine di valutare il superamento del tasso soglia tutte le volte in cui il contratto di mutuo preveda che in caso di ritardo nei pagamenti gli interessi moratori si sommino a quelli corrispettivi. Secondo il Giudice estense si deve giungere ad opposta conclusione unicamente laddove il regolamento negoziale preveda che, nell’ipotesi di insoluto, il tasso di mora vada a sostituirsi a quello degli interessi corrispettivi.
Cassazione penale , sez. II, sentenza 07.05.2014 n° 18778: Con una recente sentenza la Cassazione Penale interviene, per la prima volta, sull’usura concreta, regolata dal 3° comma dell’art. 644 c.p.: ‘La legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari. Sono altresì usurari gli interessi, anche se inferiori a tale limite, e gli altri vantaggi o compensi che, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano comunque sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in condizioni di difficoltà economica o finanziaria.’
ABF del 10/01/2014 protocollo n.° 77/14: “
Sergio Previati 17 ottobre 2014 al 20:05	- Rispondi
Tribunale di Torino – 10 giugno 2014
Il Tribunale di Torino ha stabilito che al fine di verificare l’eventuale superamento delle soglie limite di interesse oltre il quale si sfocia nell’usura, vanno computati gli interessi a qualunque titolo convenuti, e quindi anche quelli moratori.
In questo modo, la decisione si posiziona sulla stessa linea dell’orientamento della giurisprudenza maggioritaria che NON HA MAI AUTORIZZATO LA SOMMATORIA DEGLI INTERESSI DI MORA A QUELLI CORRISPETTIVI, ma ha semplicemente sommato il tasso degli interessi corrispettivi con la maggiorazione (cosiddetto spread) prevista per calcolare i tassi moratori.
http://www.archiviopenale.it/apw/wp-content/uploads/2014/06/Rigetto-archiviazione-su-usura-e-interessi-moratori.pdf
Sergio Previati 17 dicembre 2014 al 18:21	- Rispondi
TRIBUNALE DI TORINO 17 SETTEMBRE 2014
Il tribunale di Torino ha condannato al pagamento di 120.000 euro la parte che ha sostenuto la tesi della sommatoria dell’interesse di mora, 60.000 euro a titolo di rimborso spese e 60.000 euro per lite temeraria ex art. 96 cpc
http://www.ilcaso.it/giurisprudenza/archivio/11736.pdf

References: sentenza 
 sentenza 
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 art. 96