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⭐4 aprile Onorevole Presidente, Onorevoli Senatori,
4 aprile Onorevole Presidente, Onorevoli Senatori,
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Gerardina Luciani
1 Audizione del Presidente dell Autorità garante della concorrenza e del mercato Prof. Giovanni Pitruzzella alla X^ Commissione del Senato in merito al decreto legge 24 marzo 2012, n. 29 recante integrazioni al decreto liberalizzazioni (n. 1/2012) e al decreto consolidamento conti pubblici (n. 201/2011) Onorevole Presidente, Onorevoli Senatori, 4 aprile 2012 il decreto legge n. 29/2012 reca una modifica alla disposizione contenuta nell art. 27- bis del decreto liberalizzazioni allo scopo di completare e rendere funzionale la disciplina ivi contenuta in materia di nullità delle clausole che prevedono commissioni a favore delle banche sulle linee di credito. In particolare, la norma modificata sanciva la nullità delle clausole che prevedono commissioni bancarie a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, nonché del loro utilizzo, anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido. Con la nuova disposizione si intende limitare la prevista nullità soltanto alle clausole che prevedono commissioni a favore delle banche, ma che siano stipulate in violazione delle disposizioni applicative in materia di remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti, adottate dal Comitato interministeriale per il credito e il risparmio ai sensi dell articolo 117-bis del testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (decreto legislativo n. 385/1993) 1. Nei successivi commi è prevista l istituzione di un Osservatorio sull erogazione del credito da parte delle banche alle imprese (con particolare riferimento a quelle piccole e medie) e sull attuazione degli accordi diretti a sostenerne l accesso al credito. La modifica normativa appare costituire un efficace punto di equilibrio tra le esigenze di rendere pienamente conoscibili e trasparenti le condizioni che regolano i rapporti 1 L articolo 117-bis del decreto legislativo n. 385 del 1993 (introdotto dall articolo 6-bis, comma 1 del decreto-legge. n. 201 del 20113) ha recato un articolata disciplina della remunerazione di banche e intermediari per i contratti di apertura di credito e di conto corrente. In particolare, il comma 2 dell articolo 117-bis prevede una remunerazione dell intermediario nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il fido, relativamente ai contratti di apertura di credito e di conto corrente. In particolare è prevista l applicazione: di una c.d. commissione di istruttoria veloce, determinata in misura fissa, espressa in valore assoluto, commisurata ai costi e di un tasso di interesse debitore sull ammontare dello sconfinamento. Sono nulle ex lege le clausole che prevedano oneri diversi o non conformi a quelli previsti dalle disposizioni descritte; tale nullità non si estende al contratto. Le relative norme di attuazione sono affidate a una delibera del CICR che può tra l altro estendere l applicazione dell articolo 117-bis ad altri contratti per i quali si pongano analoghe esigenze di tutela del cliente.2 delle imprese con le banche (favorendo in tal modo la comparazione tra le offerte di banche concorrenti) e di evitare, allo stesso tempo, un impianto eccessivamente coercitivo della normativa. La disciplina di cui si discute, inoltre, appare idonea a tutelare l esigenza delle imprese (ed in particolare, delle piccole e medie imprese) di rendere maggiormente efficienti le procedure di erogazione dei finanziamenti da parte delle imprese, senza tuttavia incidere sull autonomia imprenditoriale degli istituti bancari. La costituzione dell Osservatorio contribuirà all avvio di virtuosi processi di autoriforma e miglioramento delle pratiche gestionali da parte delle banche, in tal modo creando le condizioni per il superamento delle situazioni di criticità in cui versano attualmente le piccole e medie imprese italiane. La previsione con la quale viene istituito dell Osservatorio sull erogazione del credito da parte delle banche alle imprese va pertanto valutata positivamente. Si tratta infatti di uno strumento che, attraverso il monitoraggio delle condotte delle banche, agevola l accesso delle imprese soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni al credito, contribuendo a stimolare e favorire la crescita economica del Paese. Infatti, come recentemente evidenziato dalla Commissione Europea nella sua Comunicazione recante An action plan to improve access to finance for SMEs 2, il successo dell economia dei Paesi europei dipende in larga misura dalla crescita delle piccole e medie imprese, che spesso incontrano grandi difficoltà nell ottenere i finanziamenti necessari alla loro attività. Proprio con riferimento all Italia, da una recente indagine Istat 3 emerge che, a fronte di un aumento delle imprese che chiedono risorse finanziarie, si è registrato un calo dei successi dell accesso al credito: la percentuale di imprese che hanno chiesto e ottenuto finanziamenti è infatti passata dall 87,5% del 2007 al 79,8% del Il dato che emerge, inoltre, è che le banche rappresentano il principale canale (oltre il 90%) per le imprese che cercano finanziamenti. Per assicurare il perseguimento di tali rilevanti obiettivi, affinché l Osservatorio possa operare in modo ancor più efficace nell ostacolare situazioni di ingiustificata mancata concessione o revoca del credito, potrebbe essere opportuno introdurre strumenti adeguati a garanzia dell incisività della sua azione. La norma, in merito, si limita a prevedere che le banche interessate siano tenute a fornire all Osservatorio tutti gli elementi utili e a motivare le ragioni del diniego o della revoca del credito, 2 Communication from the Commission to the Council, to the European Parliament, to the Committee of the Regions, and to the European and Social Committee, Brussels, 7 dicembre 2011, COM(2011) 870 final. 3 Indagine ISTAT, L accesso al credito delle piccole e medie imprese, del 28 dicembre 2011.3 senza che tale obbligo sia assistito da alcuna misura sanzionatoria nel caso in cui le banche non vi ottemperino. Sarebbe pertanto auspicabile l introduzione di uno specifico potere sanzionatorio, in capo alla Banca d Italia, per le ipotesi in cui le banche omettano o ritardino di fornire le informazioni e le motivazioni richieste, sul modello dei poteri sanzionatori già ad essa attribuiti nei confronti dei soggetti sottoposti alla sua vigilanza. Sempre al fine di garantire maggiore efficacia all azione dell Osservatorio, all attività di elaborazione delle best practices per la gestione da parte delle banche delle pratiche di finanziamento alle imprese, potrebbe affiancarsi il compito di valutare e classificare la virtuosità degli istituti di credito nel gestire correttamente le richieste di accesso al credito da parte delle imprese, rendendo noti gli esisti di tale attività, con cadenza semestrale. L elaborazione e la diffusione di una sorta di rating di correttezza delle banche nell erogazione del credito rappresenta infatti uno strumento che, esponendo le banche ad un giudizio pubblico, produce effetti positivi sia sotto il profilo di una maggiore trasparenza informativa per il mercato e per i soggetti che vi operano, sia in termini di maggiore pressione competitiva per le banche. In particolare, dal lato della domanda, la maggiore trasparenza sull operato delle banche in ordine alle pratiche di concessione del credito consente alle imprese di avere maggiori informazioni e di poter quindi scegliere in modo più consapevole l operatore bancario a cui rivolgersi per ottenere un finanziamento. Dal lato dell offerta, ciò si traduce in una maggiore mobilità della clientela, e quindi in uno stimolo ad un miglior confronto competitivo tra operatori concorrenti. * * * Si coglie l occasione per formulare alcune osservazioni sulle problematiche di maggiore rilievo concorrenziale che sono rimaste insolute ad esito dell approvazione della legge di conversione del decreto legge liberalizzazioni (decreto n. 1/2012) ed alle quali potrebbe essere utile apportare ancora dei correttivi. Come già evidenziato in questa sede, l Autorità apprezza le significative innovazioni pro-concorrenziali che sono state introdotte in materia di regolamentazione delle libere professioni, di energia elettrica, di gas naturale, di servizi pubblici locali e di Autorità di regolamentazione dei trasporti.4 Tuttavia, le cronache di questi mesi continuano a mettere in risalto una vera e propria emergenza dei prezzi dei carburanti in relazione alla quale occorre, a nostro avviso, dare un segnale forte alle imprese e ai cittadini. Per quanto si siano fatti numerosi passi in avanti nel processo di riforma delle rete distributiva dei carburanti da un lato rimuovendo gli ostacoli all uscita di impianti inefficienti e creando le condizioni per una maggiore indipendenza di una quota crescente di impianti di distribuzione dalle società petrolifere, dall altro, migliorando le informazioni al consumatore sui prezzi dei carburanti non può non rilevarsi, quanto agli impianti completamente automatizzati (cd. full ghost), che appare critica la limitazione alle sole aree extraurbane, prevista dal decreto liberalizzazioni (art. 18). Ciò in quanto, fuori dai centri abitati, gli impianti in genere sono molto grandi (spesso nuovi), con infrastrutture per la vendita di prodotti non oil e dunque non particolarmente indicati per la modalità ghost (limitare alle sole aree extraurbane questa tipologia di impianti potrebbe dunque rivelarsi una norma priva di riscontro pratico). Sempre con riferimento al settore dei carburanti, andrebbe invece considerata con favore l istituzione di un sito internet dove i consumatori possano trovare le informazioni relative all ubicazione delle stazioni di servizio ed ai prezzi in esse praticati, così da determinare maggiore trasparenza del mercato a vantaggio degli utenti. In secondo luogo, appare particolarmente critica la norma che prevede, in tema di servizi assicurativi, l obbligo per l intermediario di sottoporre al cliente almeno tre preventivi di gruppi assicurativi diversi prima della sottoscrizione del contratto, anche avvalendosi delle informazioni reperibili sui siti internet dei gruppi assicurativi (art. 34). La finalità di assicurare la concorrenza tra le imprese assicuratrici in materia di RC Auto, sottesa a tale disposizione, non appare in alcun modo conseguibile dalla previsione ivi contenuta di un obbligo di confronto tra le tariffe e le condizioni contrattuali proposte da almeno tre compagnie assicurative non appartenenti agli stessi gruppi. La disposizione è suscettibile di disincentivare il plurimandato (ovvero lo sviluppo di reti di agenti con più contratti di agenzia e come tali in grado di offrire polizze di compagnie diverse con sconti e politiche commerciali in concorrenza) e, al contempo, incentivare il permanere di agenti monomandatari (quindi in esclusiva di fatto) che offrono il solo prodotto della compagnia della quale sono agenti, dopo aver semplicemente scaricato (senza pertanto alcun vero confronto concorrenziale) le offerte già disponibili al pubblico su Internet di altre compagnie. In tal modo non sembra potersi innescare alcun pieno processo competitivo, che al contrario può avvenire esclusivamente attraverso lo sviluppo di reti di agenti realmente5 plurimandatari, come tali in condizioni di comparare a vantaggio della domanda e delle sue esigenze la miglior polizza qualità/prezzo (ovvero rischi assicurati e contenuto polizza con tariffa). Infine, con particolare riguardo alle commissioni bancarie a carico degli esercenti relative alle transazioni effettuate con carta di pagamento (c.d. merchant fee), si rileva la criticità della previsione (contenuta nell art. 27 del decreto liberalizzazioni ) di un accordo tra gli operatori bancari per definire le regole generali per assicurare una riduzione di tali commissioni da applicare nei rapporti con gli esercenti. La definizione coordinata e, pertanto, omogenea del prezzo finale del servizio di acquiring è suscettibile di impedire lo sviluppo di un reale e ampio confronto competitivo nel settore dei servizi di pagamento. Peraltro, la norma appare idonea a favorire il raggiungimento di intese tra gli operatori che possono essere valutate ai sensi della disciplina antitrust, mentre lo spazio di intervento lasciato all Autorità dalla norma è circoscritto ad un parere che la stessa è chiamata a rendere in occasione della valutazione, da parte del Ministero dell Economia, dell efficacia delle misure definite dall industria, entro sei mesi dalla loro applicazione ovvero della diretta definizione della fee in via regolamentare da parte del Ministero, laddove l autoregolamentazione dovesse fallire. * * * Vi è un altro punto cruciale che merita di essere preso nella massima considerazione e che riguarda la tutela dei consumatori. In questa fase di grave crisi economica appare fondamentale garantire maggiore fiducia nel mercato da parte di tutti i suoi attori, con una particolare attenzione al ruolo che, nel rilancio dell economia, giocano i consumatori. Affinché i consumi vengano stimolati, con un effetto espansivo sulla domanda, devono esistere strumenti efficaci di controllo e di intervento sulla correttezza delle transazioni nel mercato, soprattutto in presenza di nuovi mezzi di comunicazione e di commercializzazione dei prodotti, che, se da un lato possono costituire un importante motore propulsivo per lo sviluppo economico, dall altro possono nascondere insidie per i consumatori. Anche alla luce dell esperienza che l Autorità ha maturato in questi anni di applicazione della disciplina del Codice del Consumo, è emersa la necessità di salvaguardare il diritto del consumatore ad effettuare scelte economiche consapevoli e a non essere ostacolato nell esercizio di tutti i suoi diritti contrattuali.6 In questo contesto, riveste particolare importanza il fatto che il consumatore possa contare su un corpo di regole chiare ed univoche, il cui enforcement sia affidato ad un soggetto ben definito ed avente come unica missione la tutela dei suoi interessi; specularmente, anche le imprese devono poter determinare le proprie condotte commerciali all interno di un quadro di norme certe. Negli ultimi tempi, in ragione della non infrequente sovrapposizione delle discipline di settore rispetto a quella generale recata dal codice del consumo, la cui attuazione è demandata all autorità antitrust, sono sorti numerosi dubbi interpretativi (sfociati in altrettanti contenziosi) in merito al perimetro di applicazione delle diverse normative. La situazione di incertezza che ne è derivata rischia di tradursi in un grave vulnus per i consumatori per i quali sussiste la concreta possibilità di restare sprovvisti di tutela in ambiti particolarmente sensibili quali i settori della comunicazione, dell energia, del credito. Appare necessario ribadire, dunque, la centralità nell ordinamento del codice del consumo come baluardo a tutela degli interessi dei consumatori e la sua applicazione da parte della sola autorità garante della concorrenza e del mercato, individuata dal legislatore a tale scopo. E quale efficacia abbia avuto l azione dell autorità in tema di tutela dei consumatori emerge con chiarezza dai dati che, come spesso accade, risultano lo strumento più idoneo a chiarire i termini della questione. Nel quadriennio , l autorità ha concluso oltre 1000 procedimenti istruttori, irrogando sanzioni nell 80% dei casi, per un ammontare complessivo di circa di euro. Nel rimandare all appendice a questa relazione per l indicazione puntuale dei singoli ambiti di intervento in materia di credito, comunicazioni ed energia (tra gli altri), mi limito a segnalare la centralità dei settori interessati all azione dell autorità nella vita quotidiana dei consumatori: si è intervenuti in tema di ostacoli alla chiusura di conti correnti, di credito al consumo, di teleselling sia nel settore delle comunicazioni che in quello dell energia. Ancora, vi sono stati numerosi interventi volti ad assicurare la possibilità per il consumatore di migrare da un operatore telefonico a un altro, possibilità che veniva impedita tramite l attuazione di pratiche commerciali scorrette da parte delle imprese; e l elenco potrebbe continuare.7 Ebbene risulta indispensabile garantire che l azione dell autorità in favore dei consumatori possa proseguire e perché ciò avvenga nel modo più efficace appare quanto mai opportuna l introduzione di un chiarimento che, in linea con le previsioni del diritto comunitario e in particolare con la direttiva n.2005/29/ce, ribadisca la centralità dell applicazione del codice del consumo anche nel rapporto con le diverse discipline di settore: in difetto, come accennavo, vi è il concreto rischio di creare vuoti di tutela che, oltre a essere irrispettosi delle previsioni del diritto dell Unione Europea che ho appena ricordato, non verrebbero neanche capiti e giustificati, in primo luogo, dagli stessi consumatori. Nella medesima prospettiva di un ulteriore maggiore efficacia dell azione dell autorità, segnalo, ancora una volta, come già fatto nell ambito della segnalazione del 5 gennaio, l opportunità di rivedere il limite massimo delle sanzioni irrogabili in materia di tutela del consumatore, essendo i limiti attualmente previsti (euro per le pratiche commerciali scorrette ed euro per le inottemperanze ai provvedimenti emessi) del tutto inidonei ad assicurare un effettiva efficacia deterrente dell intervento dell autorità, soprattutto nei confronti di quelle imprese, spesso di caratura internazionale, per le quali gli attuali importi massimi previsti risultano del tutto irrisori.8 APPENDICE LA TUTELA DEI CONSUMATORI IN SETTORI PARTICOLARMENTE SENSIBILI (CREDITO, ENERGIA E COMUNICAZIONI) DATI DI SINTESI GENERALI ( ) Direzione/sanzioni comminate Totale DPIC (*) DIREZIONE ENERGIA E INDUSTRIA DIREZIONE COMUNICAZIONI DIREZIONE CREDITO DIREZIONE AGROALIMENTARE E TRASPORTI DIREZIONE SERVIZI Totale (*) Nel 2008 Direzione unica tutela consumatore prima della divisione in direzioni settoriali Procedimenti istruttori Direzione n. n. proc proc n. proc con sanzione n. proc con sanzione n. proc n. proc con sanzio ne n. pro c n. proc con sanzio ne Tot n. n. proc proc con sanzio ne DPIC (*) ENERGIA E INDUSTRIA COMUNICAZIONI CREDITO AGROALIMENTARE E TRASPORTI SERVIZI Totale (*) Nel 2008 Direzione unica tutela consumatore prima della divisione in direzioni settoriali9 CREDITO BANCHE Ostacoli alla chiusura dei conti correnti In numerosi casi l Autorità è intervenuta per inibire pratiche che, ostacolando il trasferimento di conto corrente presso altra banca, limitavano la mobilità dei consumatori e quindi il dispiegarsi di dinamiche concorrenziali. Tali pratiche si sostanziavano in condotte ostruzionistiche e dilatorie consistenti nel non dare pronto seguito alle formali richieste di estinzione inoltrate dai consumatori, omettendo altresì di comunicare tempestivamente eventuali circostanze ostative all esecuzione di dette disposizioni e, al tempo stesso, continuando ad addebitare le spese connesse alla tenuta del conto (es. canone, imposta di bollo), o in comportamenti in violazione alle previsioni del c.d. Decreto Bersani 4, con riguardo al diritto del cliente di chiudere il conto corrente a costo zero. Portabilità dei mutui L Autorità, con numerosi provvedimenti, ha valutato la scorrettezza del comportamento posto in essere da diverse banche e, in particolare, il fatto che i professionisti, in violazione del c.d. Decreto Bersani bis 5, impedissero o rendessero oneroso per i consumatori, già titolari di un mutuo ipotecario acceso presso altro istituto, l effettuazione dell operazione di c.d. portabilità attiva e l adozione di comportamenti finalizzati ad ostacolare o rendere oneroso per il proprio cliente mutuatario il trasferimento ad altro istituto bancario del proprio mutuo, inquadrabili, quindi, nell ambito della c.d. portabilità passiva. Cancellazione delle ipoteche L Autorità è intervenuta per sanzionare comportamenti idonei a vanificare le finalità di semplificazione, tempestività ed economicità perseguite dalle previsioni contenute nel c.d. Decreto Bersani bis 6 in tema di cancellazione delle ipoteche in caso di estinzione dei mutui. 4 Art. 10, comma 2, del D.L. 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni dalla legge 4 agosto 2006, n Art. 8 del D.L 31 gennaio 2007 n. 7, modificato prima dalla legge di conversione 2 aprile 2007 n. 40 e poi dalla legge 24 dicembre 2007 n nonché art. 2 del D.L. 29 novembre 2008 n. 185 convertito con modificazioni in legge 28 gennaio 2002 n. 2 e modificato dal D.L. 1 luglio 2009 n. 78 convertito con modificazioni in legge 3 agosto 2009 n Ad oggi l intera disciplina è stata trasfusa nell articolo 120-quater Surrogazione nei contratti di finanziamento. Portabilità del D.Lgs 1 settembre 1993 n. 385 (Testo Unico Bancario). 6 Art. 13, commi da 8-sexies a 8-quaterdecies del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni dalla legge 2 aprile 2007, n. 40. La disciplina è stata recentemente novellata dal D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 141.10 Commissione di massimo scoperto Prima dell intervento normativo in materia di Commissione di Massimo Scoperto rappresentato dal c.d. D.L. Anticrisi del , che ne ha previsto l eliminazione di alcune casistiche di addebito e ha stabilito degli stringenti criteri di validità per le sue cc.dd. commissioni sostitutive, l Autorità ha avviato alcuni procedimenti istruttori nei confronti delle maggiori banche italiane ritenendo la prospettazione di questa condizione economica non chiara ed esaustiva per la clientela. Tali procedimenti istruttori, conclusisi con l accoglimento degli impegni presentati dalle banche in questione, sono stati riaperti alla luce della totale eliminazione della Commissione di Massimo Scoperto decisa da parte di quasi tutte le banche del contesto nazionale e dell adozione delle cc.dd. commissioni sostitutive determinazioni assunte dalle banche proprio a seguito dell entrata in vigore delle suddette norme e chiusi con l invio al Parlamento, al Governo e alla Banca d Italia di una segnalazione nella quale l Autorità ha formulato alcune osservazioni in merito a queste nuove strutture commissionali. In tale sede, in particolare, l Autorità ha rilevato un innalzamento dei costi per i correntisti, invitando il Legislatore a porvi rimedio. Ciò è avvenuto con il recente D.L. Salva Italia del , che ha previsto l introduzione nel Testo Unico Bancario dell art. 117 bis che stabilisce per queste nuove commissioni precisi limiti quantitativi di addebito. CREDITO AL CONSUMO Indicazione del TAEG nelle pubblicità dei finanziamenti L Autorità è stata spesso chiamata a valutare la corretta indicazione, nell informativa al pubblico, degli elementi essenziali da cui poter ricavare le condizioni economiche di erogazione dei finanziamenti e l incidenza delle voci che partecipano alla determinazione dei costi complessivi degli stessi, con particolare riferimento all indicazione del TAEG. Prima del recepimento della Direttiva sul Credito al Consumo nel Testo Unico Bancario e della conseguente modifica della normativa secondaria di Banca d Italia, le voci di costo da includere nel TAEG e le modalità con cui lo stesso doveva essere inserito nel materiale informativo per i consumatori non erano disciplinate in modo tassativo. L Autorità, con le proprie decisioni, ha imposto alle imprese comportamenti a maggior tutela del consumatore, che sono stati in larga parte presi in considerazione dalla citata successiva revisione della normativa in materia. 7 D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito in Legge 28 gennaio 2009, n D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito in Legge 22 dicembre 2011, n. 21411 Carte di credito revolving Numerosi altri provvedimenti hanno riguardato la particolare forma di finanziamento concessa tramite lo strumento delle carte di credito revolving ovvero carte di credito alle quali è associata una linea di credito rotativa che consente di rateizzare i pagamenti. Con riferimento a tali carte, l Autorità ha chiuso diversi procedimenti relativi alla conclusione di contratti di finanziamento finalizzati all acquisto di prodotti, senza informare adeguatamente i consumatori che la sottoscrizione del contratto avrebbe comportato contestualmente la richiesta di concessione di una linea di credito a tempo indeterminato, utilizzabile anche mediante carta, per la quale erano previsti oneri economici aggiuntivi rispetto all ordinario credito finalizzato (emissione e invio estratto conto, quota associativa ecc). In altri casi il professionista offriva prestiti personali e/o finalizzati riservandosi di emettere successivamente carte di credito revolving intestate ai clienti che avevano sottoscritto il finanziamento. A seguito dei numerosi provvedimenti, la Banca d Italia è intervenuta anch essa richiamando gli intermediari al rispetto sostanziale delle norme di trasparenza e correttezza e, in particolare, rammentando che i contratti di credito revolving non possono essere conclusi presso i fornitori i fornitori di beni e servizi, i quali possono concludere esclusivamente contratti di credito finalizzato. ASSICURAZIONI Ostacoli al recesso nei contratti assicurativi Anche nel settore assicurativo sono stati censurate alcune condotte volte ad ostacolare la risoluzione del rapporto contrattuale con il professionista e quindi la mobilità dei consumatori nei mercati assicurativi. In particolare, l attività istruttoria si è incentrata sul mancato riconoscimento di disdette validamente presentate e sul sistematico invio, da parte di alcune agenzie, di solleciti di pagamento relativi a polizze assicurative ormai scadute e non rinnovate. Riconoscimento della classe di merito per nuovo contratto RCA L Autorità è intervenuta per assicurare il rispetto sostanziale della previsione del c.d. Decreto Bersani bis 9 che consente al consumatore, in sede di stipula di un nuovo contratto assicurativo, di avvalersi della classe di merito attribuita, a lui o a un suo familiare convivente, in un altro contratto assicurativo già in essere. 9 Art. 5 del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, che ha modificato l art. 134 del Codice delle Assicurazioni Private.12 SERVIZI POSTALI L Autorità ha svolto un attività di monitoraggio sulla trasparenza e sulla correttezza delle condotte poste in essere dagli operatori del settore dei servizi postali in relazione alle operazioni di recapito della corrispondenza, effettuando approfondimenti istruttori sia con riferimento ai servizi rientranti nel servizio postale universale e sia con riferimento ai servizi postali liberalizzati a valore aggiunto. Tali approfondimenti istruttori si sono inseriti nel contesto di definitiva e completa apertura dei mercati postali alla concorrenza avvenuta con il recepimento nel 2011 della Direttiva comunitaria 2008/6/CE che ha previsto l abolizione del monopolio postale. In particolare, da un lato l Autorità ha inibito i comportamenti posti in essere da parte dell ex monopolista (Poste Italiane S.p.A.) tesi a sfruttare la propria posizione di mercato, anche alla luce del suo ruolo di fornitore del servizio postale universale, per accrescere i volumi di vendita dei servizi cc.dd. a valore aggiunto, dall altro ha censurato messaggi diffusi da parte dei vari operatori del settore ritenuti ingannevoli circa le caratteristiche di prezzo e tecniche dei servizi postali reclamizzati.13 ENERGIA Un primo rilevante ambito di intervento dell Autorità a tutela della correttezza dei rapporti tra professionisti e consumatori, nei mercati dell energia elettrica e del gas, ha riguardato la veridicità e la completezza dei messaggi pubblicitari diffusi all indomani della liberalizzazione del settore. In questo ambito si è assistito ad un rilevante incremento della comunicazione pubblicitaria, attuata pressoché da tutti gli operatori del settore, e tesa a contendere agli incumbent ex monopolisti la clientela domestica. Le nuove offerte commerciali proposte, concentrate sul fattore prezzo, si sono, peraltro, caratterizzate per formule non sempre del tutto chiare e comprendibili al pubblico; ciò anche in ragione della particolare complessità del settore, riconducibile al prolungamento di un regime di tariffe regolate (Mercato di maggior tutela) parallelo al mercato libero e alla permanenza di ambiti soggetti a regolazione (quali l imposizione di oneri accessori di sistema determinati dal regolatore settoriale). Tali fattori, unitamente al monopolio nei decenni passati, hanno determinato l esistenza di una rilevante asimmetria informativa tra gli operatori attivi sul mercato libero e l ampia platea di consumatori, destinatari potenziali della comunicazione pubblicitaria. Tali considerazioni hanno imposto un particolare rigore nella valutazione della completezza e della chiarezza informativa delle pratiche commerciali consistenti nella diffusione di campagne promozionali (spot televisivi, radiofonici, annunci stampa, brochure, cartellonistica, internet) da parte degli operatori, con particolare riguardo alle promesse relative al prezzo della fornitura. In particolare, l Autorità ha esaminato nel procedimento istruttorio PS1 Prezzi bloccati elettricità 10 le campagne pubblicitarie diffuse da nove società operanti nella fornitura di elettricità nel mercato libero (Enel Energia, ENI, Acea Electrabel Elettricità, AEM Energia, ASM Energia e Ambiente, Trenta, Enia Energia, Italcogim Energie, MPE Energia) che promettevano ai consumatori la possibilità di fruire di un prezzo fisso, prezzo bloccato, prezzo certo. I messaggi omettevano però di precisare che solo una componente del costo complessivo dell energia che viene addebitato in bolletta, la cd. PE, pari a circa il 60% del totale, veniva sottratto alle variazioni determinate dall Autorità di regolamentazione di settore. La restante parte, pari dunque a circa il 40% del costo complessivo, è composta da una serie di voci cd. passanti, fissate autoritativamente dall AEEG, ed aggiornate periodicamente, finalizzate in larga parte a remunerare i servizi accessori necessari all erogazione dell energia ai clienti finali, e dalle imposte. 10 Provvedimento n del 13/11/2008. Vedere altro
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References: art. 27
 articolo 117
 articolo 117
 articolo 6
 articolo 117
 articolo 117
 art. 27
 Art. 10
 Art. 8
 art. 2
 articolo 120
 Art. 13
 art. 117
 Art. 5
 art. 134