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Timestamp: 2018-12-13 08:29:14+00:00

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all'art. 186, Guida in stato di ebrezza, lett. b) cod. strad, lett. c) cod. strad, livello alcolimetrico, n. 594 della Prima Sezione Penale della Corte d'Appello di Milano, secondo comma, sentenza 29 gennaio 2014
Qualora ci siano dubbi è dubbio relativamente all’esatto valore del tasso alcolimetrico di un soggetto fermato per guida in stato di ebrezza, poiché il tasso e’ stato rilevato in un momento successivo al fermo, si esclude l’applicabilità della fattispecie più grave di cui all’art. 186, secondo comma, lett. c) cod. strad., a favore di quella meno grave di cui alla lett. b) della medesima disposizione. Questo è quanto rivela la lettura della sentenza 29 gennaio 2014, n. 594 della Prima Sezione Penale della Corte d’Appello di Milano. Secondo i giudici, poiché non è possibile provare con assoluta certezza il superamento della soglia di stabilizzazione del valori emo-etilici al momento del sinistro, il dubbio deve risolversi a favore del soggetto imputato e applicare pertanto i valori di cui alla lett. b) dell’art. 186, secondo comma, cod. strad.
La giurisprudenza relativa all’addebito della separazione tra coniugi
addebitabilita' separazione, addebitabilita' separazione coniugi, addebito, Addebito separazione, art. 143 C.C., articolo 143 codice civile, comportamento coniuge, comportamento trasgressivo, doveri coniugali, doveri tra coniugi, giurisprudenza relativa addebito separazione, improseguibilita' della convivenza, nesso di causalità, separazione, violazione doveri articolo 143 codice civile
“Ai fini dell’addebitabilità della separazione il Giudice di merito deve accertare se la frattura del rapporto coniugale sia stata provocata dal comportamento oggettivamente trasgressivo di uno o di entrambi i coniugi, e quindi se sussista un rapporto di causalità tra detto comportamento ed il verificarsi dell’intollerabilità dell’ulteriore convivenza, o se piuttosto la violazione dei doveri che l’art. 143 c.c. pone a carico dei coniugi sia avvenuta quando era già maturata una situazione di crisi del vincolo coniugale, o per effetto di essa“. (Cass. 2012 n. 8862; Cass. 2012 n. 8873; Cass. Sez. I, 2010, n. 21245; Cass. 2001, n. 12130; Cass. Sez. I, 1999, n 7566) Questo comporta la irrilevanza, ai fini dell’addebito, del comportamento messo in atto dal coniuge che ha “trasgredito” successivamente al verificarsi di una situazione di intollerabilità della convivenza.
Trascrivibile il matrimonio gay secondo il Tribunale di Grosseto
matrimonio, matrimonio gay, Ordinanza 9.4.2014 Tribunale di Grosseto, trascrizione, trascrizione matrimonio, trascrizione matrimonio gay
Trascrizione matrimonio gay
“E’ incontestato che il matrimonio celebrato all’estero e’ valido, quanto alla forma, se è considerato tale dalla legge del luogo della celebrazione; è incontestato che il matrimonio in oggetto è produttivo di effetti giuridici nell’ordinamento dello Stato dove è stato celebrato e non è contrario all’ordine pubblico; e non essendo previsto, nel nostro ordinamento, alcun ulteriore e diverso impedimento derivante da disposizioni di legge alla trascrizione di un atto di matrimonio celebrato all’estero secondo le forme previste dalla legge straniera e che, quindi, spieghi effetti civili nell’ordinamento dello Stato dove è stato celebrato, non avendo tale trascrizione natura costitutiva ma soltanto certificativa e di pubblicità di un atto già valido di per sé sulla base del principio “tempus regit actum” P.T.M. Ordina all’Ufficiale di Stato Civile del Comune di Grosseto di trascrivere nei registri di stato civile il matrimonio contratto in data 6.12.2012 in New York (USA) con rito civile tra ……” Ordinanza Tribunale di Grosseto 9.4.2014
Cassazione Civile SS.UU. 7/4/2014 n. 8057. (L’avvocato che ha seguito entrambi i coniugi in un procedimento, non può assistere uno solo di essi in un successivo procedimento tra gli stessi)
anche in presenza di mandato, articolo 51 cdf, articolo 51 codice deontologico, avvocato assiste entrambi i coniugi, avvocato coniugi, Cassazione Civile, Cassazione Civile SS.UU. N. 8057 7.4.2014, coniugi, controversie familiari, diritto di famiglia, espresso divieto avvocato assistere un coniuge, mandato, obbligo di astenersi se seguito entrambi i coniugi, procedimenti diritto familiare, separazione, separazione consensuale
Avvocato che segue due coniugi non può assisterne solo uno in cause successive tra gli stessi
Nella sentenza presente, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione Civile hanno preso in analisi il disposto di cui all’articolo 51 del codice deontologico forense, che prevede l’obbligo di astensione dell’avvocato che “abbia assistito congiuntamente i coniugi in controversie familiari” dal prestare la propria assistenza a uno solo dei detti coniugi in controversie successive tra gli stessi. Nello specifico, la Cassazione prevede un espresso divieto per l’avvocato che abbia seguito entrambi i coniugi in caso di separazione consensuale, anche solo formalmente, e seppure in assenza di mandato espresso, di assistere uno solo dei due contro l’altro in successivi procedimenti relativi agli stessi rapporti familiari.
Diritto di recesso, rilevanza dell’inadempimento.
Caparra, Caparra compravendita restituzione inadempimento, Cassazione Civile, Cassazione Civile 3089/2014, Compravendita, Compravendita recesso inadempimento, Contratto compravendita, Contratto compravendita recesso, Doppio caparra, Doppio caparra restituzione compravendita, Inadempimento, Inadempimento caparra, Inadempimento compravendita recesso, Inadempimento rilevanza, Legittimo recesso, Non scarsa importanza inadempimento, Restituzione, Restituzione caparra, Restituzione caparra inadempimento, Rilevanza inadempimento, Rilevanza inadempimento compravendita recesso
Recesso compravendita, rilevanza dell’inadempimento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3089 del 11.2.2014 ha stabilito che il recesso da un contratto di compravendita e’ legittimo solo se l’inadempimento della controparte e’ rilevante.
Il venditore promittente può essere condannato a restituire all’acquirente il doppio della caparra, più quanto già versato, solo nel caso in cui venga provata la “non scarsa importanza” dell’inadempimento contestatogli seppur acccertato.
Pertanto, deve essere concretamente provato che l’inadempimento della controparte abbia delle concrete e rilevanti conseguenze per la parte non inadempiente, non potrà essere sufficiente la semplice affermazione dello stesso.
ASCENSORE CONDOMINIALE, RIPARTIZIONE DELLE SPESE
Annullamento, Annullamento assemblea condominiale spese ascensore, Articolo 1123 codice civile, Articolo 1124 codice civile, Ascensore, Ascensore condominiale spese, Ascensore condominio ripartizione spese, Assemblea, Assemblea condominiale, Assemblea condominiale deliberazione sospensione, Assemblea condominiale spese ascensore, Condominio, Condominio delibera assemblea, Condominio ripartizione spese, Costruzione nuovo ascensore soese, Criteri ripartizione spese condominiali, Delibera assemblea condominiale annullamento, Nuovo ascensore condominio spese, Ordinanza cautelare spese condominio, Pregiudizio condomino, Sospensione cautelare deliberazione assemblea condominiale, Spese condominiali, Spese condominio nuovo ascensore, Tribunale Torino ordinanza 28.8.2013
Secondo l’ordinanza del 28.8.2013 del Tribunale di Torino il caso della costruzione di un nuovo ascensore condominiale, la divisione delle cui spese è stata deliberata dall’assemblea condominiale secondo il principio in deroga all’articolo 1124 del codice civile, ovvero ” per metà in ragione del valore delle singole unità immobiliari e per l’altra metà esclusivamente in misura proporzionale all’altezza di ciascun piano dal suolo.”, non rientra nella previsione di cui allo stesso articolo.
Infatti quest’ultimo, che dichiara quali debbano essere i criteri di ripartizione in deroga a quelli previsti dall’articolo 1123, prevedendo anche una ripartizione proporzionata all’altezza del piano dal suolo, non può essere applicato, trattandosi di costruzione ex novo di un ascensore e non di semplice manutenzione e/o sostituzione.
Il Tribunale ha pertanto deciso per la sospensione in via cautelare della deliberazione assembleare in quanto fortemente pregiudizievole dell’interesse del condomino che ne aveva chiesto l’annullamento.
Ora si deve aspettare la sentenza del giudizio ordinario al fine di ottenere una interpretazione autentica delle due norme.
A parere di chi scrive il giudice ha dimenticato di valutare la seconda parte dell’articolo 1123, che dice si che ” le spese necessarie per …la innovazione deliberate dalla maggioranza ( un ascensore ex nuovo) sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno ” ma che dice anche che ” se si tratta di cose destinate a servire i condomini in maniera diversa, le spese sono ripartite in proporzione all’uso che ciascuno può farne”.
Detto questo, resta da stabilire, e lo farà la assemblea, i criteri differenti che la norma non stabilisce.
Nel caso in analisi, la deliberazione del Tribunale è stata giustificata dalla esistenza dell’esigenza di evitare un fortemente potenziale pregiudizio del condomino ricorrente nelle more del giudizio; valutazione che, nel corso del giudizio ordinario, potrebbe anche essere ribaltata completamente se dovesse essere tenuta in conto la valutazione delle norme come proposta nel presente articolo.

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 143
 articolo 143
 articolo 143
 Cass. 
 Cass. Sez. 
 Cass. 
 Cass. Sez. 
 articolo 51
 articolo 51
 sentenza 
 sentenza 
 Articolo 1123
 Articolo 1124
 sentenza