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Se l ambulatorio medico veterinario non è a norma, scatta la condanna. - PDF
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1 Commento a sentenza del 25 maggio 2011 del Tribunale penale di Civitavecchia (depositata il 9 luglio 2011) Se l ambulatorio medico veterinario non è a norma, scatta la condanna. A cura dell Avv. Carla Campanaro Importante sentenza di condanna a carico di un medico veterinario, reo di aver detenuto nel proprio ambulatorio medico veterinario farmaci scaduti nonché animali in condizioni di detenzione incompatibili con la propria natura. Nel processo, in cui la Lav si costituiva parte civile, il medico veterinario era imputato per il reato di cui all art 443 c.p. commercio o somministrazione di medicinali guasti perché deteneva per il commercio presso la clinica farmaci guasti o imperfetti e per il reato di cui all art 727 c.p. II comma perché deteneva animali nella clinica in condizioni incompatibili e produttive di gravi sofferenze. A seguito di un accesso presso la clinica da parte del Corpo Forestale dello Stato su delega della Procura di Tivoli venivano infatti rinvenuti numerosi medicinali scaduti, su cui l ausiliare di polizia giudiziario coinvolto, a sua volta medico veterinario provvedeva a redigere analitica descrizione, documentando il tutto con riprese fotografiche. Durante il sopralluogo nella struttura ambulatoria veniva inoltre rinvenuto un gatto agonizzante sul pavimento, poi morto durante il sopralluogo, mentre l ambiente in cui erano allocati gli animali in custodia era, stando alle relazioni tecniche prodotte, buio freddo ed umido con box estremamente ridotti, mentre i gatti rinchiusi nei box non avevano a disposizione la lettiera, assenza ritenuta molto grave dagli ausiliari perché impediva di permettere di espletare le funzioni fisiologiche degli animali coinvolti. Inoltre i cuccioli erano esposti a patologie virali in quanto mantenuti promiscuamente assieme a dei gatti, i cani erano mantenuti in box estremamente ridotti senza ciotole per l acqua. A smontare un così univoco impianto accusatorio non sono valse le escussioni dei testi della difesa che riportavano la professionalità dell imputato, in qualità di privati che avevano usufruito nel tempo della struttura, in quanto non incidevano sui fatti così come cristallizzati dalla polizia giudiziaria e dagli Copyright riservato - Consentita la riproduzione integrale in fotocopia e libera circolazione senza fine di lucro con logo e fonte inalterata Eʼ vietato il plagio e la copiatura integrale o parziale di testi e disegni a firma degli autori - a qualunque fine - senza citare la fonte - La pirateria editoriale è reato (legge 18/08/2000 n 248)
2 ausiliari coinvolti che denotavano un quadro generale di disagio igienico sanitario in cui erano custoditi gli animali. Il Tribunale addiveniva quindi alla condanna del medico veterinario custode degli animali per il reato di cui all art 727 II comma rilevando, secondo costante orientamento della Terza Sezione della Suprema Corte 1, che per l integrazione di tale reato non è necessaria la lesione fisica, potendo la sofferenza consistere in meri patimenti come del resto confermato dalla Suprema Corte 2 per cui non possono esservi dubbi sulla rilevanza, ai fini della disposizione in esame, non solo delle alterazioni del fisico, ma anche di quelle che incidono sulla psiche dell animale, risultando ormai pacificamente riconosciuto che anche gli animali, quali esseri senzienti, sono suscettibili di simili menomazioni. E così per ravvisare il reato di cui all art 727 c.p. in relazione alla natura dell animale possono considerarsi penalmente rilevanti le condotte che seppure non accompagnate dalla volontà d infierire, incidono senza giustificazione sulla sensibilità dell animale producendo dolore 3, potendo, rileva il Tribunale di Civitavecchia nel caso di specie, l elemento soggettivo essere integrato dalla mera negligenza nelle attività di custodia. Sul punto vale la pena sottolineare che a nulla rilevava se il medico veterinario fosse risultato o meno il proprietario degli animali in questione, giacchè la Suprema Corte con una significativa pronuncia proprio in materia di applicazione dell art 727 c.p. (Cassazione, sezione III, sentenza n 6415 del 21 febbraio 2006) ha chiarito l estensibilità della responsabilità a colui che detiene animali al momento dell'accertamento, in quanto Il reato di cui all'art. 727 cod. pen., detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura, può essere commesso non soltanto dal proprietario degli animali, ma da chiunque li detenga anche occasionalmente. In applicazione di tale principio la Corte affermava così la responsabilità del soggetto che al momento dell'accertamento della polizia giudiziaria si occupava dell'azienda nella quale gli animali erano stati rinvenuti in gravi condizioni, come nel caso descritto. Inoltre il Tribunale di Civitavecchia con la sentenza in commento interveniva a condannare l imputato anche per la violazione dell art 443 c.p. commercio o somministrazione di medicinali guasti essendo stata evidentemente integrata la condotta materiale del reato in questione, in base all accertamento della 1 Cass Pen Sez III 24/01/2006 n Cass.Pen.Sez III, 24/01/06 n Cass Pen Sez III 14/03/1990 Copyright riservato - Consentita la riproduzione integrale in fotocopia e libera circolazione senza fine di lucro con logo e fonte inalterata Eʼ vietato il plagio e la copiatura integrale o parziale di testi e disegni a firma degli autori - a qualunque fine - senza citare la fonte - La pirateria editoriale è reato (legge 18/08/2000 n 248)
3 detenzione di molteplici farmaci scaduti da tempo, mirando la norma ad impedire l uso a scopo terapeutico di medicinali imperfetti, ed essendo la presunzione della loro pericolosità desunta dalla previsione di un limite temporale per il loro impiego, decorso il quale perdono efficacia e risultano dannosi, per cui è stato ritenuto del tutto irrilevante qualunque accertamento sulla durata della detenzione del farmaco scaduto. Un importante sentenza che ricorda come non ci sono zone franche dall applicabilità dei reati contro gli animali, laddove le condizioni in cui questi siano mantenuti non rispettino le loro caratteristiche etologiche, seppur per mera negligenza. Pubblicata il 22 marzo 2012 Carla Campanaro Pubblichiamo in calce la motivazione integrale della sentenza in commento Copyright riservato - Consentita la riproduzione integrale in fotocopia e libera circolazione senza fine di lucro con logo e fonte inalterata Eʼ vietato il plagio e la copiatura integrale o parziale di testi e disegni a firma degli autori - a qualunque fine - senza citare la fonte - La pirateria editoriale è reato (legge 18/08/2000 n 248)
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