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Timestamp: 2018-05-26 17:53:02+00:00

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1 Giustizia & Sentenze Il commento alle principali sentenze N Benefici prima casa e separazione dei coniugi I recenti approdi della giurisprudenza di legittimità Categoria: Agevolazioni Sottocategoria: Varie Le agevolazioni fiscali prima in casa permangono anche quando il contribuente si separa dal coniuge. La contitolarità a titolo di comunione legale su una casa di abitazione, a seguito di mutamento del regime patrimoniale e di separazione dei coniugi, si trasforma in comunione ordinaria. Pertanto, la comproprietà di una casa in capo a coniugi legalmente separati è da considerare come una comproprietà tra estranei, che non osta a un nuovo acquisto agevolato da parte di uno di essi. Questo chiarimento è contenuto nella sentenza 19 febbraio 2014 n del Corte di Cassazione - Sezione Tributaria. La separazione non osta al bonus Le agevolazioni fiscali prima in casa permangono anche quando il contribuente si separa dal coniuge. La contitolarità a titolo di comunione legale su una casa di abitazione, a seguito di mutamento del regime patrimoniale e di separazione dei coniugi, si trasforma in comunione ordinaria. Pertanto, la comproprietà di una casa in capo a coniugi legalmente separati è da considerare come una comproprietà tra estranei, che non osta a un nuovo acquisto agevolato da parte di uno di essi. È quanto ha avuto modo di chiarire le Sezione Tributaria della Cassazione con la recente sentenza n. 3931/
2 Requisiti soggettivi e oggettivi per l agevolazione La nota II-bis) dell articolo 1 della tariffa, parte prima, allegata al D.P.R. n. 131/1986 (TUR) prevede l applicazione agevolata dell imposta di registro, nonché delle imposte ipocatastali in misura fissa, agli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di case di abitazione non di lusso e agli atti traslativi o costitutivi della nuda proprietà, dell usufrutto, dell uso e dell abitazione relativi alle stesse, a condizione: a) che l immobile sia ubicato nel territorio del Comune in cui l acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall acquisto la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l acquirente svolge la propria attività; b) che nell atto di acquisto l acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del Comune in cui è situato l immobile da acquistare; c) che nell atto di acquisto l acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni in parola. Il caso Nel caso trattato dalla sentenza in rassegna, l Agenzia delle Entrate ha revocato i benefici fiscali prima casa a una contribuente milanese, poiché la donna è risultata proprietaria di un altro immobile in comunione legale col coniuge, sito nello stesso Comune. L avviso di liquidazione delle maggiori imposte di registro, ipotecarie e catastali è stato impugnato presso la competente CTP, ma senza successo. Di poi la sentenza della CTR Lombardia che ha confermato il verdetto dei giudici provinciali, sicché la controversia è approdata in Cassazione. Il quesito di diritto Nel ricorso per cassazione la donna ha evidenziato come, dopo l acquisto dell immobile in regime di comunione legale, fossero intervenuti sia il mutamento convenzionale del regime patrimoniale sia la separazione legale dal marito. Alla luce di ciò, ha chiesto alla Corte di dire se: la contitolarità a titolo di comunione legale su una casa di abitazione rimanga tale anche a seguito di mutamento del regime patrimoniale e di separazione dei coniugi, oppure, se, a seguito di tali eventi, la primitiva comunione legale si trasformi, come ritiene la ricorrente, in comunione ordinaria. Il principio di diritto La risposta al suddetto quesito è stata la seguente: al verificarsi della separazione legale, la comunione tra coniugi di un diritto reale su un immobile, ancorché originariamente acquistato in regime di comunione legale, deve essere 2
3 equiparata alla contitolarità indivisa dei diritti sui beni tra soggetti tra loro estranei, che è compatibile con le agevolazioni: la facoltà di usare il bene comune, che non impedisca a ciascuno degli altri comunisti di farne parimenti uso ex art c.c., non consente, infatti, di destinare la casa comune ad abitazione di uno solo dei comproprietari, per cui la titolarità di una quota è simile a quella di un immobile inidoneo a soddisfare le esigenze abitative. Va aggiunto che l eventuale assegnazione del bene in sede di separazione o i patti in tal senso contenuti nella separazione consensuale omologata non hanno effetto ostativo, tenuto conto che, nell'enunciare il diritto di proprietà, usufrutto, uso e abitazione, la norma agevolativa è inequivoca nell'indicare che il titolo della disponibilità di un immobile, che preclude l'accesso al beneficio, deve avere carattere reale, e deve essere riferito, appunto, al contenuto del corrispondente diritto. Il principio affermato dagli Ermellini ridimensiona notevolmente l'applicazione della norma in base alla quale le agevolazioni cosiddette prima casa sono impedite se nell'atto di acquisto il contribuente non dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l'immobile da acquistare. L espressione titolare esclusivo o in comunione con il coniuge è normalmente intesa nel senso che se un soggetto è già proprietario esclusivo di un abitazione nel medesimo Comune oppure due coniugi sono comproprietari - in comunione ordinaria o legale - di altra abitazione nel medesimo Comune, a nessuno di essi può essere concesso il beneficio, salvo che prima non sia alienata la proprietà o comproprietà. La sentenza 3139/14, invece, afferma che la separazione coniugale (oltre a tramutare la comunione legale in ordinaria ) genera una situazione che deve essere equiparata alla contitolarità indivisa dei diritti sui beni tra soggetti tra loro estranei, che è compatibile con le agevolazioni e ciò in quanto la titolarità di una quota è simile a quella di un immobile inidoneo a soddisfare le esigenze abitative, vale a dire un abitazione la cui proprietà non impedisce di ottenere l agevolazione prima casa se si compie un nuovo acquisto. Resta fermo che l'eventuale utilizzo strumentale dell'istituto della separazione, a fini elusivi, potrà essere allegato e provato da parte dal Fisco, in armonia col divieto generale di abuso del diritto che, trovando il suo fondamento nell'articolo 53 della Costituzione, si applica a ogni pratica volta a ottenere benefici fiscali contrastanti con la ratio delle norme che introducono i tributi (cfr. Cass. sentenza 3931/2014 cit.). 3
4 Cessione infraquinquennale. Il separato perde il bonus? A questo punto si dà conto di altre due pronunce di legittimità che affrontano sempre il tema della separazione legale dei coniugi con riguardo alle agevolazioni fiscali prima casa, giungendo a diverse conclusioni su una medesima questione. Cass. Sez. Civ Trib., ordinanza 3 febbraio 2014 n In caso di cessione infraquinquennale, decade dalle agevolazioni prima casa il contribuente che, in occasione della separazione consensuale, trasferisce la proprietà della casa familiare alla ex moglie e alla figlia, senza acquistare un altro immobile entro un anno. L articolo 1 della nota II-bis) della tariffa, parte prima, allegata al TUR dispone al comma 4 che, nelle ipotesi di trasferimento degli immobili acquistati con i benefici in argomento prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto, le imposte di registro, ipotecarie e catastali sono dovute nella misura ordinaria, mentre l ultimo periodo del comma 4 prevede che: Le predette disposizioni non si applicano nel caso in cui il contribuente, entro un anno dall alienazione dell immobile acquistato con i benefici di cui al presente articolo, proceda all acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale. Di conseguenza, in ipotesi d immobili acquistati con i benefici prima casa e rivenduti prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto, l Ufficio finanziario può procedere al recupero della differenza fra l imposta calcolata in assenza di agevolazioni e quella risultante dall applicazione dell aliquota agevolata. Al contrario, la revoca dell agevolazione non può avere luogo nel caso in cui il contribuente, entro un anno dall alienazione dell immobile acquistato con i benefici prima casa, acquisti un altro immobile da adibire a propria abitazione principale. Nel caso trattato dall ordinanza 2263/14, la CTR di Genova ha annullato un avviso di liquidazione per il recupero delle ordinarie imposte di registro, ipotecarie e catastali emesso nei confronti di un contribuente che aveva trasferito la proprietà dell immobile acquistato con i benefici prima casa, entro il quinquennio, senza provvedere all acquisto di un'altra abitazione entro l anno successivo. Il giudice dell appello ha motivato la sua decisione nel senso che il trasferimento della casa familiare, avvenuto a seguito di separazione consensuale, trovava il suo titolo nel relativo provvedimento di omologazione del Tribunale, che costituiva pur sempre provvedimento decisionale. Avverso tale verdetto ha proposto ricorso l Agenzia delle Entrate evidenziando che la CTR non aveva considerato, da un lato, che la cessione della casa attuata in sede di separazione consensuale comporta, pur sempre, il trasferimento del 4
5 diritto reale sul bene, dall altro, che il fenomeno traslativo è costituito dall accordo assunto volontariamente dai coniugi, e non dal relativo provvedimento di omologazione. Il ricorso dell Amministrazione ha fatto centro. Ad avviso della Sezione Tributaria, le convenzioni concluse dai coniugi in sede di separazione personale, contenenti attribuzioni patrimoniali relative a beni mobili o immobili, non sono né legate alla presenza di un corrispettivo né costituiscono propriamente donazioni ma rispondono, di norma, al peculiare spirito di sistemazione dei rapporti in occasione dell evento di separazione consensuale, in funzione della complessiva sistemazione solutoria/compensativa di tutta la serie di possibili rapporti aventi significati patrimoniali maturati nel corso della convivenza matrimoniale (cfr. Cass., sentenze n. 5741/2004 e n. 5473/2006). Ne deriva che il regolamento concordato tra i coniugi, pur acquistando efficacia giuridica solo in seguito al provvedimento di omologazione (cfr. Cass. n. 9174/2008), trova la sua fonte nell accordo delle parti: il trasferimento di un bene attuato mediante la fattispecie complessa cui dà vita il procedimento di cui all articolo 711 c.p.c. costituisce, comunque, un trasferimento riconducibile alla volontà del cedente. Alla luce di tale considerazione gli Ermellini hanno dato ragione alla difesa erariale. Ciò ha determinato il rigetto del ricorso originario del contribuente, poiché la causa è stata decisa nel merito non essendo necessari nuovi accertamenti di fatto. Cass. Sez. Civ. VI T, ordinanza 18 febbraio 2014 n La trasmissione della casa coniugale da un coniuge all altro, in dipendenza di un procedimento di separazione coniugale consensuale, non determina la decadenza dall agevolazione, anche se la casa è stata comprata da meno di cinque anni. Ora, se per l ordinanza 2263/14 di cui sopra la cessione, entro i cinque anni, dell immobile acquistato con l agevolazione prima casa, in fase di giudizio di separazione consensuale, determina la decadenza dai benefici stessi, laddove il coniuge cedente non proceda all acquisto di un altra abitazione, entro l anno successivo, per l ordinanza 3753/2014 è vero il contrario. Infatti, a differenza della Sezione Tributaria, la Sesta Sezione Civile T ha ritenuto che l attribuzione al coniuge della proprietà della casa coniugale in adempimento di una condizione inserita nell'atto di separazione consensuale non costituisce una forma di alienazione dell'immobile, rilevante ai fini della decadenza dei benefici prima casa, bensì una forma di utilizzazione dello stesso ai fini della migliore sistemazione dei rapporti fra i coniugi, sia pure al venir meno della loro convivenza (e proprio in vista della cessazione della convivenza stessa). 5
6 I giudici della Sesta Sezione Civile - T hanno evidenziato come tale interpretazione sia in linea con le osservazioni formulate dalla stessa Agenzia delle Entrate nella circolare n. 27 del 21 giugno In effetti, al punto 2.2, il citato documento di prassi spiega che, in linea generale, qualora si trasferisca l immobile acquistato con le agevolazioni prima casa e non si proceda all acquisto entro l anno di un nuovo immobile, da destinare ad abitazione principale, subentra la decadenza dall agevolazione fruita. Si tratta, tuttavia, di un principio che non opera nel caso di trasferimento della quota del 50 per cento della casa coniugale, da parte di uno dei due coniugi all altro, in adempimento di un accordo di separazione o divorzio. A tale trasferimento si legge nella circolare 27/E/12 - trova, quindi, applicazione il regime di esenzione, previsto dall articolo 19 della legge 6 marzo 1987, n. 74, secondo cui sono esenti dall imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa Tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio. L Agenzia, poi, precisa che la decadenza dall agevolazione è esclusa a prescindere dalla circostanza che il coniuge cedente provveda o meno all acquisto di un nuovo immobile. Cass. Sez. Trib. Civ. n. 3931/2014 Cass. Sez. Trib. Civ. n. 2263/2014 Cass. Sez. Civ. VI - T n. 3753/2014 Riassumendo La contitolarità a titolo di comunione legale su una casa di abitazione, a seguito di mutamento del regime patrimoniale e di separazione dei coniugi, si trasforma in comunione ordinaria. Pertanto, la comproprietà di una casa in capo a coniugi legalmente separati è da considerare come una comproprietà tra estranei, che non osta a un nuovo acquisto agevolato da parte di uno di essi. Il contrasto In caso di cessione infraquinquennale, decade dalle agevolazioni prima casa il contribuente che, in occasione della separazione consensuale, trasferisce la proprietà della casa familiare alla ex moglie e alla figlia, senza acquistare un altro immobile entro un anno. La trasmissione della casa coniugale da un coniuge all altro, in dipendenza di un procedimento di separazione coniugale consensuale, non determina la decadenza dall agevolazione, anche se la casa è stata comprata da meno di cinque anni. 6
7 Le ordinanze 2263/14 e 3753/14 giungono a differenti conclusioni rispetto a una medesima questione. La seconda delle due, però, a detta dei giudici di legittimità, poggia su un indirizzo che è stato fatto proprio dalla stessa Amministrazione Finanziaria (circolare 27/E del 2012 Risposte a quesiti in materia di imposta di registro - Testo unico dell imposta di registro, approvato con Decreto del presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 13 ). - Riproduzione riservata - 7

References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 1
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. Sez. 
 articolo 1
 Cass. 
 articolo 711
 Cass. Sez. 
 articolo 19
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez. 
 Cass. Sez.