Source: http://www.amo-bulbi.it/tec_inselvatichimento.htm
Timestamp: 2017-04-23 05:26:15+00:00

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Inselvatichimento, naturalizzazione, reintroduzione delle bulbose in Italia
I termini inselvatichimento o naturalizzazione dovrebbero essere usati solo per l'inserimento di piante di origine orticola nel loro habitat di origine o in un habitat nuovo dove saranno lasciate indisturbate e nel quale si presuppone non solo la loro sopravvivenza negli anni, ma anche la loro diffusione spontanea e la formazione di vere e proprie colonie.
La semplice prassi di coltivare bulbose in giardini senza dover dissotterrare i bulbi, cormi, rizomi, tuberi o radici tuberizzate, tutti quei organi spesso sommariamente chiamati "bulbi", non dovrebbe essere chiamata inselvatichimento e neppure naturalizzazione. Questo approccio è solo una tecnica adatta al giardinaggio con moltissime bulbose, reso possibile dalla eccezionale capacità di queste erbacee fiorifere perenni di sopravvivere ai periodi ostili tramite l'organo ipogeo dormiente (vedi). Ovviamente, non tutte le bulbose in commercio sono adatte a questa prassi. Non lo sono generalmente ibridi molto lontani dalle specie da cui discendono, come per esempio tanti tulipani moderni alti, oppure giacinti ad infiorescenze molto compatte, anche se dal punto di vista climatico tali ibridi non sono a rischio durante l'inverno. Non sono neppure adatte certe specie, perché durante la stagione avversa esigono condizioni molto simili ai luoghi di provenienza. Tra tali specie possono essere nominate, solo a titolo di esempio, alcune dei generi come Anemone, Erythronium, Fritillaria, Lachenalia, Lilium, Tecophilaea, Zantedeschia. Numerose sono poi le specie e cultivar di piante bulbose a fioritura estiva che non possono essere lasciate nelle aiuole dei giardini durante l'inverno. Provengono da condizioni climatiche tanto diverse da quelle normalmente riscontrate in Italia che devono essere opportunamente protette e curate anche durante il periodo di riposo vegetativo. Per decidere quali bulbose possono essere lasciate indisturbate per alcuni anni in aiuola o in contenitori è necessario acquisire le necessarie conoscenze, consultare testi di giardinaggio o chiedere consigli (vedi).
Il vero inselvatichimento o la naturalizzazione, come definiti sopra, sono generalmente possibili soprattutto con specie e varietà a fioritura primaverile. Il clima mediterraneo della maggior parte del territorio peninsulare, come pure quello delle maggiori isole, è tale da consentire l'inselvatichimento e la naturalizzazione non solo di piante orticole di origine europea, ma anche di molte originarie dell'Asia minore, del sud-ovest dell'America Settentrionale, di alcune zone Sudamericane e di quelle del sud-ovest del Sudafrica. I generi a fioritura estiva adatti all'inselvatichimento sono meno comuni, soprattutto perché molti hanno origine in zone climatiche assai diverse da quelle italiane.
Non è possibile stabilire esattamente, senza conoscere in ogni dettaglio le condizioni pedoclimatiche della zona di destinazione, quali bulbose sono le più adatte. Ad esclusione dei casi di reintroduzione di bulbose nelle loro zone di origine, è dunque buona prassi intraprendere delle prove con quantità limitate di bulbi (intesi sensu lato) per un periodo di almeno due anni prima di lanciarsi in imprese su larga scala. Visto però il diffuso interesse per la naturalizzazione delle piante geofite ornamentali provenienti da coltivazioni orticole, nella presente scheda si è voluto presentare una rassegna dei generi più adatti all'inselvatichimento, con accenni sommari alle specie e varietà, nonché segnalare le piante per le quali sussiste interesse, ma per le quali successi di naturalizzazione sono considerati improbabili. In alcuni casi viene con enfasi segnalata la necessità di una particolare cautela per evitare delusioni e problemi spesso insormontabili. Tutte le bulbose trattate sono presenti nei cataloghi di Floriana Bulbose e sono qui riportate in ordine alfabetico per generi, salvo poche eccezioni di generi minori tra di loro affini, che vengono presi in considerazione sommariamente. Sono tralasciati i generi minori non adatti alla naturalizzazione in Italia. Non è stato possibile costituire un vero e proprio elenco di tutte le piante, perché sarebbe stato troppo ampio, visto che il numero di singole bulbose presenti nei cataloghi supera duemila articoli. I commenti sono molto stringati, ma si ricorda agli interessati che un servizio giornaliero di consulenza è sempre a disposizione (vedi) ed il libro on-line, IL SENTIERO VERDE DEI BULBI, è facilmente raggiungibile dal catalogo commerciale, www.florianabulbose.eu, oppure da Google. Bletilla striata
§1 Tra le bulbose fornite in primavera per la fioritura estiva (catalogo CAT-I), sono relativamente pochi i generi adatti all'inselvatichimento in Italia. Molti provengono da zone tropicali o subtropicali ed esigono un'attenzione particolare.
Può essere intrapreso, con alta probabilità di successo, l'inselvatichimento di varietà orticole di Anemone coronaria in zone a prato, dove l'eventuale sfalcio avviene molto tardi. Infatti, nelle condizioni climatiche dell'Italia centro-meridionale è possibile creare con queste piante un vero e proprio prato fiorito molto attraente. In zone boschive con sufficiente umidità può essere tentata la naturalizzazione di specie del genere Arisaema. Delle prove preliminari sono d'obbligo.
In zone con parziale ombra è possibile collocare con successo delle specie del genere Arum e Asarum. In particolare è auspicabile la reintroduzione della interessantissima specie Arum dracunculus (Dracunculus vulgaris) in Italia Centrale e Meridionale.
In Italia Centrale, in condizioni adatte, è stato sperimentato con successo l'inselvatichimento della Bletilla striata, un'affascinante orchidea terrestre.
In zone asciutte con condizioni pedoclimatiche simili a quelle della California è possibile la naturalizzazione di specie e varietà dei generi Brodiaea e Triteleia. Queste piante sono sufficientemente alte per poter competere anche con erbacee robuste.
In zone molto umide ed assolate, con limitati eventi di gelo invernale è possibile l'inselvatichimento di varietà alte o nane di Canna indica.
In zone calde in semiombra, dove sono assenti episodi di forte gelo, può essere tentato l'inselvatichimento di specie dei generi Chlidanthus, Commelina, Habranthus, Homeria e Zephyrantes. Il maggiore problema che potrebbero riscontrare queste bulbose sarebbe la difficile competizione con vigorose erbacee nostrane. Pertanto la naturalizzazione dovrebbe essere intrapresa solo in zone adeguate, per esempio sotto alberi decidui o grandi cespugli.
In zone boscose e sotto arbusti decidui, dove durante l'estate non si verifica un eccessivo essiccamento del suolo, non è difficile la naturalizzazione di Convallaria majalis. Preferibili sono suoli ricchi, freschi, ma ben drenati. Non è difficile l'inselvatichimento di Cyclamen.Si deve sempre ricordare che la moltiplicazione delle specie di questo genere non avviene agamicamente, bensì solo attraverso la dispersione dei semi. Può dunque essere conveniente aiutare la formazione di ampie macchie con la disseminazione manuale.
In zone non eccessivamente calde e semiombreggiate è possibile l'inselvatichimento di Dodecatheon meadia. Riesce generalmente bene in condizioni in cui vegetano bene le comuni primule.
In zone calde dell'Italia Meridionale, sufficientemente umide e non soggette a gelate, può riuscire bene l'inselvatichimento di alcune specie di Hedychium. In condizioni favorevoli le piante di questo genere tendono a diventare invadenti e persino infestanti.
Ottimi tuberi di Helianthus tuberosus (topinambur) si prestano all'inselvatichimento in zone incolte, scarpate asciutte, aiuole e campi abbandonati, dove questa pianta può diventare invadente se non disturbata per alcuni anni. La propagazione dei tuberi è facile e la loro utilità nel campo alimentare ed industriale è ben nota. La maggiore difficoltà con questa pianta risiede proprio nella scarsa disponibilità in commercio di tuberi di adeguata qualità .
Le specie di Iris adatte a zone umide sono facili da naturalizzare. Importante è non disturbare queste piante per diversi anni ne con interventi manuali ne con forti cambiamenti del livello degli specchi d'acqua o della profondità della falda acquifera. Anche le varietà robuste di iris barbate e di hemerocallidi sono adatte all'inselvatichimento, ma trattandosi di piante i cui rizomi non vanno in dormienza, non fanno parte della gamma di piante commercializzate da Floriana Bulbose.
Pochi sono i gigli adatti all'inselvatichimento in Italia. In zone assolate, soprattutto di collina, può avere successo la naturalizzazione di Lilium bulbiferum, L. paradlinum e L. pyrenaicum. In semiombra L. martagon (anche la forma bianca, 'Album'). In larghi spazi aperti e soleggiati, dove episodi di gelo sono rari, può riuscire facilmente la naturalizzazione di L. tigrinum splendens, L. regale (anche la forma completamente bianca, 'Album') e L. speciosum. Il giglio più facile da inselvatichire anche in pianure del Centro-sud è Lilium candidum (giglio della Madonna o di San Antonio). Questa pianta è poco esigente, ma può essere danneggiata dal gelo perché inizia la sua crescita fuori terra già in autunno. Il maggiore pericolo per grandi estese del Lilium candidum è l'infestazione dal coleottero Lilioceris lilii, il quale, se non controllato con insetticidi, può causare il forte indebolimento delle piante per defogliazione quasi totale ad opera soprattutto delle voraci larve. I gigli vengono pure attaccati dal noioso insetto infestante di recente introduzione, la Metcalfa pruinosa, anch'esso facilmente controllato con insetticidi comuni.
La naturalizzazione di Lycoris non è facile, possibile solo dove le condizioni corrispondono a quelle dei luoghi di origine. La limitazione maggiore non sembra data dalla temperatura ne dal tipo di suolo, ma soprattutto dall'umidità relativa dell'aria, generalmente troppo bassa nelle condizioni italiane.
In zone ombreggiate di sottobosco, mai eccessivamente asciutte, è possibile l'inselvatichimento della Mertensia virginica.
Una volta sperimentate le condizioni adatte, è assai facile la naturalizzazione di Mirabilis jalapa e di varie specie di Ornithogalum.Alcune specie di quest'ultimo genere non sono rustiche e possono essere introdotte solo in ambienti dove non si verificano neanche delle gelate tardive.
Il Pancratium maritimum proviene dalle coste mediterranee e nelle condizioni pedoclimatiche della Liguria, del Sud della penisola e delle isole la reintroduzione vicino al mare si presenta assai facile. Le condizioni adeguate sopra indicate per la naturalizzazione del mughetto (Convallaria majalis) sono adeguate anche per le piante ben più robuste del genere Polygonatum. L'eleganza del portamento di tali piante, largamente trascurate dagli amanti del verde in Italia, introducono un elemento di classe nel sottobosco di essenze decidue.
Solo in condizioni adatte di zone leggermente umide, ombreggiate e fresche è possibile introdurre specie di Trillium. Nelle condizioni climatiche italiane queste piante di origine nordica soffrono spesso durante l'estate sia l'eccessivo caldo che l'umidità relativa troppo bassa dell'aria.
L'inselvatichimento del genere Triteleia è stato riportato insieme con Brodiaea.
In zone adatte, non eccessivamente umide, assolate o in mezzombra, è possibile l'inselvatichimento di specie di Tulbaghia. Particolarmente interessante, anche per il piacevole profumo dei fiori, è T. fragrans, ma T. violacea è più rustica a generalmente più forte.
Tra le numerose specie e varietà del genere
Zantedeschia solo la Z. aethiopica, la ben nota Calla, permette successi nell'inselvatichimento. Le condizioni devono essere adeguate: sufficiente umidità, per esempio vicino a canali o stagni, sufficiente ma possibilmente non continua insolazione, rari episodi di gelate molto brevi e di lieve entità.
Narcisi vicino Pittsbug, Pa., USA
§2 Numerosi sono i narcisi (CAT-II) adatti all'inselvatichimento.
Tutte le specie sono potenziali candidati, anche se esistono limitazioni dovute al clima ed anche al tipo di suolo. Facili sono le specie delle classi Bulbocodium DC., Jonquillae DC., Narcissus L. (poeticus), Pseudonarcissus DC. e Tazettae DC. (quest'ultime limitatamente alle zone colpite solo da lievi gelate). Per zone anche parzialmente ombreggiate e fresche sono convenienti N. bulbocodium e le sue forme e N. jonquilla (anche nella forma 'Flore Pleno'). Per zone soleggiate anche in collina sono adatti i vari N. pseudonarcissus e le forme di N. poeticus,di cui alcune vivono bene anche in bassa montagna. Difficili sono altre specie, tra cui N.cyclamineus, il quale, per esempio, esige suoli acidi, molta umidità durante la fase vegetativa e siccità durante il periodo di riposo.
Molti sono anche gli ibridi adatti all'inselvatichimento, ma si consiglia di concentrarsi soprattutto su quelli non eccessivamente alti delle divisioni orticole 1, 5, 6, 7, 8 e 9. Di narcisi appartenenti a fioritura invernale, appartenenti alla divisione 8 si riparlerà più avanti nel paragrafo dedicato alle bulbose a fioritura autunnale ed invernale.
Per informazioni più dettagliate, vista la larghissima gamma di varietà offerte da Floriana Bulbose, conviene approfittare della possibilità di ottenere consigli telefonicamente (vedi).
foto V.Z.
Tulipani all'isola di Mainau
§3 L'inselvatichimento dei tulipani (CAT-III) non è tanto facile quanto quello dei narcisi.
Le specie sono generalmente assai esigenti per quanto riguarda le condizioni pedoclimatiche e la loro capacità di competere con erbe spontanee è limitata.
Tra le specie sono adatte soprattutto la Tulipa sylvestris (chiamata anche "fiorentina") ed anche la T. clusiana, T.humilis e T.saxatilis. Alcune specie del gruppo di Tulipa pulchella (humilis) possono essere inselvatichite con successo, ma esigono luoghi in cui si verifica poca competizione da parte di altre erbacee, in zone con estati secche e terreno talmente ben drenato da escludere ristagni d'acqua anche solo di breve durata durante il periodo caldo.
In Europa Sudoccidentale era una volta diffusa la cosiddetta Tulipa oculus-solis, ma in realtà si trattava di varie specie e forme aventi in comune la colorazione dei tepali in varie sfumature di rosso ed un cuore nero bordato di giallo. Attualmente alla vera specie viene attribuito il nome Tulipa agenensis . Si tratta di una pianta suscettibile al gelo e non presente in commercio, anche se sotto tale nome viene offerta talvolta la Tulipa raddii, frequentemente virusata e non raccomandata per la naturalizzazione. Occasionalmente, in anni favorevoli, si manifesta la fioritura spontanea di tulipani rossi spontanei in certe zone della Toscana, ma gli eventi sono imprevedibili e non costituiscono una adeguata fonte di materiale vegetale per la naturalizzazione pianificata.
Con alcuni ibridi di tulipani possono essere raggiunti risultati soddisfacenti. In particolare si possono raccomandare quelli dei gruppi 12, 13 e 14 (ibridi non molto alti di T. kaufmanniana, T. fosteriana e T. greigii). Sono noti degli esempi di affascinanti prati con tulipani naturalizzati, per esempio sull'isola di Mainau nel lago di Costanza. Tentativi di inselvatichimento con ibridi degli altri gruppi sono frequentemente destinati all'insuccesso, perché tra i tulipani alti sono pochi quelli che negli anni mantengono bene le loro caratteristiche. Ma esistono delle eccezioni vistose, per esempio il tulipano Darwin "Big Chief". Arum dracunculus
§4 Tra le bulbose fornite in autunno per la fioritura primaverile (CAT-IV) sono molti i generi, le specie ed anche varietà adatte alla naturalizzazione.
Tra le specie di Allium sono soprattutto quelle a basso sviluppo in altezza a consentire ottimi successi. Molto meno adatti sono Allium giganteum e varietà a fiore molto grande, ma possono essere ottenuti buoni risultati con Allium aflatunense e
A. christophii. Importante è il periodo di siccità estiva per consentire la buona sopravvivenza dei bulbi nel suolo e l'eventuale sfalcio molto tardivo dell'erba nell'area interessata dall'impianto.
Molte specie ed anche varietà di Anemone possono essere facilmente naturalizzate. Essendo queste piante presenti in varie zone d'Italia, ma purtroppo in numeri sempre più ridotti dovuti all'inquinamento generale e soprattutto alla negligenza e l'avidità degli uomini. L'approccio migliore è quello di esplorare bene la flora spontanea della zona circostante il luogo destinato alla naturalizzazione e farsi guidare da quanto osservato. Le varie Anemone blanda, ranunculoides, nemorosa ed appenina possono avere successo in luoghi freschi, semiombreggiati, mentre con le varietà di Anemone coronaria è possibile creare prati fioriti in Italia Centrale e Meridionale, come già suggerito nel primo paragrafo di questa rassegna. In generale è necessaria l'approfondita conoscenza delle esigenze delle varie specie per non commettere errori.
Del genere Arum e Dracunculus vulgaris si è già parlato nel paragrafo dedicato alle piante fornite in primavera. Per le stesse, acquistate già in autunno, valgono le medesime considerazioni. Una regola facile può essere quella di osservare la diffusione del bellissimo Arum italicum, tanto comune da essere considerato infestante, per determinare le zone dove anche altri Arum avranno probabilmente successo. Da temere potrebbe essere eventualmente solo la competizione con lo stesso Arum italicum. Osservando bene questa pianta nostrana potranno essere facilmente selezionate delle forme particolarmente interessanti per una maggiore diffusione locale, visto che, ovviamente, questa pianta non è disponibile sul mercato italiano, come lo è invece nei paesi oltralpe.
Interessante per la naturalizzazione sono le specie del genere Bellevalia. L'aspetto della B. pycnanta e della B. romana è molto diverso, ma entrambe sono rustiche, sopportano ottimamente le estati torride e si accontentano delle precipitazioni primaverili anche se non abbondanti. La B. pycnanta ha infiorescenze simili ai Muscari, ma è più alta e soprattutto di colore scurissimo, quasi nero. E' affascinante nel periodo primaverile, in cui tali colori sono rari. Affiancando questa bulbosa a narcisi bianchi, per esempio al narciso di tipo triandrus N. "Thalia", possono essere ottenuti eccezionali effetti assai attraenti. La Bellevalia romana viene anche chiamata Hyacinthus romanus e da molte persone dell'Italia Centrale è ricordata come la pianta della loro gioventù, visto che era ancora largamente diffusa qualche decennio fa.
La Brimeura amethystina come pure la sua forma 'Alba' proviene dal Mediterraneo e può essere naturalizzata senza grandi problemi. Viene usata poco, essendo messa in ombra dai vari Muscari.
Dei generi Brodiaea e Triteleia si è già parlato nel paragrafo dedicato alle bulbose fornite in primavera. I loro cormi possono essere piantati già in autunno. Importante è l'alto livello drenante del suolo e, in zone fredde, un'opportuna protezione.
Nelle condizioni italiane le specie di Camassia non sono particolarmente indicate per la naturalizzazione, ma in suolo drenante con qualche pioggia estiva potrebbero avere successo.
Facile è la naturalizzazione delle specie ed anche delle varietà del genere Chionodoxa. Come le piccole Scille, sono piante frugali, prolifiche e molto facili. Purtroppo sono ancora poco conosciute ed anche nel giardinaggio vengono usate troppo poco.
Ottimi risultati possono essere raggiunti con l'inselvatichimento di specie e varietà del genere Crocus. Mentre tutti i componenti dei gruppi di Crocus ancyrensis, chrysanthus, etruscus, sieberi e tommasinianus mantengono la loro dimensione nel tempo, i fiori degli ibridi di Crocus vernus diventano significativamente più piccoli negli anni successivi al primo impianto.
I Cyclamen a fioritura primaverile sono più suscettibili al freddo di quelli a fioritura autunnale: per la naturalizzazione, possibile in zone semiombreggiate e non eccessivamente umide durante l'inverno, è necessario tener conto delle temperature più basse raggiunte durante l'inverno e la primavera.
Il suolo per le specie di Dichelostemma deve avere durante l'inverno temperature sopra lo zero centigradi e non deve essere troppo umido. La possibilità di naturalizzazione è in conseguenza limitato solo a zone con tali caratteristiche.
Facile è la naturalizzazione di Eranthis , particolarmente apprezzati per la loro fioritura molto precoce. Sono piante completamente rustiche. Al momento dell'impianto può essere utile imbibire i tuberi in acqua per 24 ore.
Anche le specie e varietà di Eremurus possono essere naturalizzate con successo in luoghi molto ben drenati, possibilmente su pendii assolati. Sono piante grandi e resistenti. Una volta ben attecchiti formano un vero e proprio intreccio di radici tuberizzate, capaci di contrastare l'erosione. Durante l'inverno non amano l'umidità eccessiva e sono assolutamente da evitare occasionali ristagni d'acqua. In zone molto fredde può convenire applicare una pacciamatura, da rimuovere in primavera per evitare l'umidità eccessiva intorno ai germogli.
In Italia è generalmente difficile l'inselvatichimento degli Erythronium. Le specie e varietà di questo genere esigono condizioni fresche, non eccessivamente fredde, mai calde, senza vistosi ristagni d'acqua, ma con un tasso alto dell'umidità nell'aria. Più che altro può avere successo la sopravvivenza in nicchiette con le particolari condizioni pedoclimatiche adatte.
La naturalizzazione delle varietà di Freesia non è particolarmente semplice. Queste piante emettono il fogliame già in autunno, ma temono le gelate e in condizioni naturali si riproducono a stento. L'eccezione è costituita da Freesia alba e
Freesia refracta, specie difficilmente reperibili in commercio, ma talvolta presenti in sorprendenti macchie in Italia Meridionale.
L'inselvatichimento di specie e varietà del genere Fritillaria non è facile e sono noti numerosi casi di fallimento. Queste piante esigono condizioni appropriate, molto simili o identiche ai luoghi di origine. Durante il periodo di vegetazione un giardiniere attento riesce ad assicurare le condizioni favorevoli, ma la naturalizzazione è molto più difficile.
Molto facile è la naturalizzazione di specie e forme del genere Galanthus,dei bucaneve. La loro alta rusticità permette di collocarle in tutta Italia senza particolari accorgimenti, ma è bene ricordare che preferiscono un certo grado di ombreggiamento, soprattutto durante estati torride. Sono ben adatti ai margini di boschi a foglia caduca.
In Italia Centrale e Meridionale è possibile naturalizzare con alta probabilità di successo, anche in terreni poveri e siccitosi, Gladiolus communis (e la sottospecie byzantinus). In molte zone si tratta di una reintroduzione, essendo questa specie frequentemente presente su terreni incolti. Simili condizioni sono adeguate anche per Hermodactylus tuberosus.
Nelle zone semiombreggiate, soprattutto sotto alberi decidui, è possibile naturalizzare facilmente le varie forme e varietà di Hyacinthoides hispanica. Questa pianta sopporta bene estati molto secche ed inverni assai piovosi. La particolarità del comportamento della pianta al momento della fioritura è assai interessante per vasti impianti: il bel fogliame verde tenuto in posizione verticale durante lo sviluppo della pianta si adagia al suolo facendo risaltare le infiorescenze portate su scapi dritti. Un ulteriore vantaggio della specie è la sua fioritura in primavera avanzata, quando sono appassiti i fiori di molte altre bulbose primaverili. Hyacinthoides non-scripta (il Bluebell inglese) esige zone più fresche della Hyacinthoides hispanica. Le specie del genere Hyacinthoides erano in passato note come Scilla campanulata.
Gli ibridi orticoli di Hyacinthus orientalis possono essere inselvatichiti senza particolari problemi. Deve essere però tenuto presente che la fioritura molto abbondante e compatta delle infiorescenze cilindriche dei bulbi sviluppata nel primo anno dopo la messa a dimora verrà persa negli anni successivi. Le infiorescenze torneranno ad assomigliare a quelle molto più rade della specie tipo, ma verrà conservato il colore delle singole varietà. Le varietà a fiore doppio non si prestano all'inselvatichimento.
In zone fresche può essere ottenuto un buon risultato con la naturalizzazione di Ipheion uniflorum e delle sue varietà. Importante è ricordare che l'altezza contenuta delle piante non permette una efficace competizione con vigorose erbacee.
Ottimamente si prestano alla naturalizzazione le Iris a fioritura su scapi corti. Soprattutto le specie e varietà a fioritura molto precoce ( prima dello sviluppo di erbacee spontanee ), come Iris danfordiae, le forme e varietà di I. histrioides e la specie e le varietà orticole di I. reticulata,
non hanno esigenze particolari e sono rustiche. Dopo la fioritura le decorative foglie filiformi continuano a crescere per poter nutrire il nuovo bulbo, arrivando ad un'altezza anche quintupla del fiore, ma l'intero ciclo vegetativo è breve. Per Iris bucharica, I. latifolia, ibridi di I. pumila e gli ibridi x hollandica è opportuno un certo apporto di acqua durante estati molto siccitose, anche se i bulbi si trovano in fase di riposo. In molte condizioni italiane questa esigenza viene difficilmente soddisfatta. Molto facile è la naturalizzazione di Ixiolirion tataricum in zone con estati calde e secche. Questa pianta ha esigenze simili alle specie di bulbose originarie della California, anche se lo sviluppo in altezza è inferiore. La fioritura è abbondante e bella. Risulta difficile comprendere la scarsa diffusione di questa specie che vanta un ulteriore pregio, un costo molto contenuto.
Nella maggior parte del territorio italiano è sconsigliabile tentare la naturalizzazione di specie e varietà del genere Lachenalia. Forse solo in certe zone delle isole maggiori potrebbe essere trovato l'habitat opportuno. Durante il loro sviluppo molto precoce queste piante hanno bisogno di un'umidità sufficiente e sono molto tenere.
Con il genere Leucojum è possibile ottenere successi d'inselvatichimento, ma è necessario rendersi conto delle varie esigenze delle singole specie che fioriscono in diversi periodi dell'anno (dall'autunno fino alla tarda primavera).
La naturalizzazione del Lilium candidum è possibile in zone assolate e piuttosto asciutte durante l'estate. Le piante iniziano la vegetazione già in tardo autunno ed il gelo può causare danni al fogliame e ritardare lo sviluppo primaverile, ma generalmente le piante si riprendono facilmente. Molto dannosa può essere la presenza del temibile parassita, Lilioceris lilii, un coleottero capace di distruggere le piante in poche settimane, soprattutto in impianti estesi e non sufficientemente controllati. L'eventuale necessità di disinfestazioni con insetticidi deve essere prevista. Lilium martagon e la sua forma bianca, 'Album', sono piante estremamente semplici per la naturalizzazione nelle zone di provenienza, le colline e montagne del Nord e del Centro, ma altrove la loro naturalizzazione (ed anche la semplice coltivazione) presentano notevoli problemi.
Facile è la naturalizzazione di molte delle specie ed anche varietà di Muscari. Solo M. ambrosiacum (muscarimi) e M. comosum sono meno rustici degli altri, ma la fragranza del primo e l'utilità alimentare del secondo costituiscono una notevole attrattiva. E' necessario tenere conto del fatto che i
Muscari emettono le foglie già in autunno e in zone molto fredde possono subire qualche danno, ma generalmente non si incontrano danni irreversibili e le piante vanno in fioritura regolarmente. In generale si consiglia di evitare nella pianificazione della naturalizzazione varietà sofisticate che sono più adatte per la coltivazione in giardino e sono inutilmente costose.
L'inselvatichimento del genere Narcissus è riportato nel paragrafo 2 di questa rassegna. Le varietà a fioritura autunnale ed invernale sono incluse nel §5.
Nell'Italia centro-meridionale si ottengono ottimi risultati nella naturalizzazione del genere Nectaroscordum (con esigenze identiche a quelle degli Allium) e dei generi Ornithogalum e Oxalis. E' necessario tenere conto del fatto che alcune specie di Ornitogalum e anche di Oxalis temono il freddo intenso. Prove preliminari con tali piante sono facili, poco costose e raccomandate soprattutto se si desidera realizzare impianti nell'Italia Settentrionale, dove può avere successo in primo luogo O. deppei e varietà derivate.
Le specie Pancratium maritimum (già menzionato nel paragrafo delle bulbose fornite in primavera) e Urginea (Drimea) maritima possono essere inselvatichite con successo nelle zone di origine. In altre zone sono adatte solo al giardinaggio e P. maritimum anche all'allevamento in vasi con substrato sabbioso.
Facile è la naturalizzazione dei generi Puschkinia e Scilla, simili nelle loro esigenze a Chionodoxa. Tra le varie specie di Scilla esiste una grande differenza di rusticità, dovuta alle diverse condizioni climatiche dei luoghi di origine. E' necessario tenerne conto, pena insuccessi clamorosi. Particolarmente rustiche sono la Scilla siberiana e la Scilla mischtschenkoana. Quest'ultima specie si distingue per la lunghissima fioritura delle infiorescenze fitte e vistose che inizia appena la pianta appare sopra il terreno fino al termine dell'accrescimento, mentre cambia il colore dei fiori da celeste a bianco.
L'inselvatichimento del genere Tulipa è riportato nel terzo paragrafo di questa rassegna.
La Zantedeschia aethiopica (Calla) si presta bene alla naturalizzazione in zone sufficientemente umide e senza pericolo di gelate forti e prolungate. Come già menzionato nel §1, le piante esigono aree con sufficiente luminosità possibilmente senza una eccessiva esposizione al sole diretto. Possono inselvatichirsi particolarmente bene in zone calde e umide, in ombra o mezzombra.
foto H.C.
§5 Tutti i generi delle bulbose fornite a fine estate ed all'inizio dell'autunno per la fioritura autunnale ed invernale (CAT-V) sono adatti alla naturalizzazione.
La naturalizzazione di Amaryllis belladonna è facile in tutte le zone ove le temperature invernali scendono solo brevemente ad un minimo di 5° sotto lo zero. Sono piante di poche pretese, amano posizioni assolate ed esigono il completamento indisturbato dell'intero ciclo vegetativo, da agosto/settembre fino a maggio. Per ottenere un buon successo sono necessari sufficienti apporti di acqua durante l'inverno e durante la primavera, seguiti da un periodo di quasi totale siccità estiva. I fiori e successivamente le foglie spuntano dopo le piogge di fine estate. Importante è ricordare che questa pianta non ama il trapianto e può impegnare diversi anni prima di cominciare a fiorire. I migliori successi si ottengono piantando subito bulbi molto gandi.
Bulbocodium vernum (chiamato anche Colchicum vernum) è una Colchicacea con fioritura invernale. E' adatto alla naturalizzazione in zone con poca vegetazione, per esempio sotto alberi e cespugli decidui, eventualmente in vicinanza dei bucaneve, Galanthus, con i quali può creare effetti di gradevole contrasto di colore in un periodo in cui ci sono ancora pochi fiori.
Tutte le specie e varietà del genere Colchicum si prestano ottimamente all'inselvatichimento. Il loro fogliame si sviluppa dopo la fioritura autunnale e non deve essere danneggiato fino alla successiva primavera. Sono piante forti e durante l'inverno generalmente resistenti al gelo. Molte specie del genere possono essere collocate in prati, ma deve essere tenuto conto del lungo periodo di attività fotosintetica del fogliame.
Componenti del genere Crocus a fioritura autunnale possono essere naturalizzati in zone senza una eccessiva presenza di altre piante erbacee. I loro fiori sono generalmente piccoli e dai cormi si ottiene il migliore effetto se piantati assai fitti. La naturalizzazione può essere tentata ai margini dei prati, su ripiani orizzontali tra le rocce o nel sottobosco rado e molto luminoso.
Le specie del genere Cyclamen a fioritura autunnale vengono facilmente naturalizzate in luoghi adatti. Si deve tenere presente che la diffusione avviene unicamente per seme e può essere utile intervenire manualmente per creare larghe macchie nel sottobosco e su pendii che per parte del giorno si trovano all'ombra . In molte zone dell'Italia Centrale e Meridionale è diffuso Cyclamen hederifolium e per il collocamento o la ripopolazione conviene trarre ispirazione dalle aree naturali, evitando comunque suoli in cui avviene una forte erosione, visto che i cormi di queste piante vivono molto vicino alla superficie.
Tra le piante a fioritura autunnale ed invernale spiccano narcisi della divisione delle tazette (div. 8, riportati nel CAT-II). Queste piante si prestano alla naturalizzazione in tutte le zone dove le gelate invernali non sono forti e dove temperature minime di -5°C vengono raggiunte solo occasionalmente e per brevi tempi. Molti narcisi tazetta fioriscono già alla fine dell'autunno o all'inizio dell'inverno, per esempio quelle derivate dal N. papyraceus, ma anche i famosi ibridi come N. "Grand Soleil D'Or", N. "Grand Primo Citronaire", N. "Grand Monarque" e l'ibrido naturale sterile noto come N. tazetta italicus sono assai precoci e fioriscono durante la stagione invernale, quando i giorni sono diventati un poco più lunghi e le temperature diurne sono leggermente risalite. Le infiorescenze di questi narcisi sono generalmente fortemente profumate e la fioritura dura molto a lungo. I narcisi di altre specie oltre il Narcissus tazetta e delle altre divisioni non sono generalmente adatti all'inselvatichimento per la fioritura in pieno inverno. Eccezioni sono costituite da alcuni ibridi della divisione 1, in particolare "Rijnvelds Early Sensation" a fioritura estremamente precoce per un trombone, e dai narcisi precoci e di piccola taglia della divisione 6, già menzionati nel paragrafo 2.
Le specie di Sternbergia, un genere frequentemente ed erroneamente confuso con Crocus, si prestano ottimamente alla naturalizzazione in zone assolate o semi-ombreggiate con inverni non eccessivamente rigidi. Le piante non sono esigenti per quanto riguarda il tipo di suolo e vivono bene anche in quelli alluvionali pesanti, frequenti in Italia Centrale. Per assicurare il successo dell'inselvatichimento, devono essere scelte zone dove si verificano piogge copiose solo dalla fine dell'estate alla primavera.
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