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Timestamp: 2020-05-29 01:39:13+00:00

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Articolo 5 | Impariamo la Costituzione
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aprile 18, 2010 di Impariamo la Costituzione
L’articolo 5 introduce, in via di principio, la garanzia di un’ampia libertà conferita alle diverse collettività territoriali nel perseguimento e nella gestione di interessi locali, mediante il riconoscimento di una posizione di autonomia in favore dei rispettivi enti esponenziali. Con l’articolo 5 Il principio autonomistico da modello organizzativo è elevato a principio fondamentale dell’ordinamento costituzionale.
Esso denota la consapevolezza dei costituenti che il nodo stato-enti locali sarebbe stato centrale nel dibattito politico, e avrebbe condizionato l’intero ordinamento giuridico.
Si scelse la parola “autonomie”, un’intuizione che esprime in sé una novità assoluta molto distante dal “decentramento” francese.
Che cosa distingue il principio federalista da quello autonomistico?
Lo Stato federale per eccellenza è l’America. Gli Stati Uniti infatti sono composti da cinquantuno stati ognuno con la sua peculiare organizzazione statale (civile, penale e amministrativa), e pur questo, ciascuno unito agli altri Stati federati in materie fondamentali come l’economia, la finanzia, la politica estera, la sicurezza interna e la difesa. L’articolo 5 della nostra costituzione sancisce invece che La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali. Da un lato, nel federalismo, abbiamo stati indipendenti con pieni poteri legislativo, esecutivo e giudiziario e la possibilità di partecipare alla revisione costituzionale, che manifestano la volontà di federarsi, dall’altro, in Italia, la costituzionalizzazione del principio unitario e di indivisibilità che si articola in autonomie.
Oggigiorno ci troviamo in un momento storico peculiare in cui l’Italia partecipa a due processi: un processo di unione tra gli stati europei con cessione di competenze agli organismi europei e, contemporaneamente, un’attuazione forte del principio autonomistico sancito dall’articolo 5 della costituzione.
L’articolo 5 disegna un sistema di livelli di governo composti dagli enti locali capaci di dotarsi di un proprio indirizzo politico e amministrativo il più vicino possibile al cittadino con un autonomia anche finanziaria. Il contenuto della sfera di autonomia che genericamente l’articolo 5 riconosce a tutti gli enti locali, è poi precisato nel Titolo V della Parte seconda della Costituzione. E’ chiaro anche il rimando all’articolo 1, le autonomie locali sono proprio uno dei limiti al potere legislativo ed esecutivo nazionale.
Solo dagli anni ’70 è stato avviato il processo per attuare il titolo quinto della costituzione con l’istituzione delle regioni ordinarie, fino ad arrivare alla riforma di quest’ultimo nel 2001. Questa riforma introduce il concetto fondamentale di sussidiarietà verticale ed orizzontale. Che cosa significa sussidiarietà? Che nello svolgimento delle funzioni pubbliche si preferisca l’ente più vicino ai cittadini (s. verticale) e che si lasci che siano i privati a svolgere alcune funzioni al posto del pubblico lasciando a questo di fissare i parametri con cui il privato eroga le funzioni pubbliche. (s. orizzontale).
Sempre il Titolo V della Parte seconda della Costituzione all’articolo 119 prevede che oltre all’autonomia amministrativa I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa. Questo principio non trova ancora applicazione piena nel nostro ordinamento e la legge in parlamento sul “federalismo fiscale”, ed il dibattito intorno ad essa, vuole attuare questo principio con una soluzione che deve tenere conto che il concetto “unitario” della nostra repubblica significa anche che i cittadini di tutta la repubblica hanno diritto agli stessi servizi e allo stesso standard di prestazione di questi servizi su tutto il territorio nazionale. Il “federalismo Fiscale” deve quindi prevedere meccanismi di ridistribuzione delle risorse dalle regioni economicamente ricche a quelle svantaggiate.
Pubblicato su La Costituzione | Contrassegnato da tag anni 70, articolo 5, autonomia, comuni, federalismo, federalismo fiscale, province, regioni, titolo V | 20 commenti
su aprile 18, 2010 a 4:34 pm | Rispondi eleuterio
E’ un’iniziativa utile in un momento storico in cui la Costituzione viene mortificata in continuazione.
su aprile 18, 2010 a 5:00 pm | Rispondi Giuseppe
“La Repubblica, una e indivisibile”.
La Lega Nord lo sa ?
su aprile 8, 2015 a 8:19 am | Rispondi mik
La lega Nord ormai non è più indipendentista. Comunque, qualsiasi movimento autonomista puo’ far valere le proprie ragioni di indipendenza tramite la legge sull’autodeterminazione dei popoli riconosciuta a livello internazionale ( Italia compresa ) e pertanto di rango superiore a quanto riportato in costituzione.
su aprile 18, 2010 a 9:49 pm | Rispondi Articolo 5 « Impariamo la Costituzione
[…] Continua Articolo Originale: Articolo 5 « Impariamo la Costituzione […]
su aprile 19, 2010 a 7:19 am | Rispondi Patrizia D'Amico
Essere cittadini consapevoli e informati: un obiettivo importante in un’epoca come la nostra. Da qualsiasi parte stiamo, possiamo davvero accettare che sulla nostra pelle vengano cambiate le regole della Costituzione? Non si può più dire: non ho tempo per queste cose, ognuno faccia la propria parte, anche dovesse essere solo quella di…leggere un articolo a settimana.
su aprile 21, 2010 a 9:43 am | Rispondi toscano nella
E’ vero non possiamo più girarci dall’altra parte mentre c’è chi sta tentando di distruggere le regole che sono il fondamento della nostra democrazia…
su aprile 24, 2010 a 10:32 am | Rispondi Giuseppe Mocci
L’abolizione delle provincie, di cui si discute questi giorni,non sarebbe una limitazione a questo art. 5 della costituzione?
su giugno 25, 2010 a 9:09 am | Rispondi roberto gianantoni
si G. Mocci infatti credo per l’abolizione delle Provincie (e per le altre norme costituzionali) occorra una maggioranza dei 2/3
Se l’approvazione avviene con maggioranza assoluta inferiore ai 2/3 esiste la possibilità di indire un referendum popolare.
su ottobre 17, 2010 a 9:46 am | Rispondi maristella
non c’è un commento k mi puo aiutare………. mi serve una spiegazione molto esauriente xke se scrivo sl 2 paroleil prof mi mette un bel N.C. (non classificato)
su ottobre 17, 2010 a 9:47 am | Rispondi maristella
e non mi serve nemmeno trpp lungo
su settembre 29, 2014 a 12:28 am | Rispondi lodovico
Per non cambiare la Costituzione si possono cambiare nel numero le regioni, le provincie e le città metropolitane………. in italia è più facile aggirare la Costituzione che cambiare questa che deve essere un faro per l’umanità per i secoli futuri.
su ottobre 27, 2010 a 11:04 am | Rispondi Articolo 5 della Costituzione Italiana | Il Popolo Viola di Parma
[…] Fonte: https://impariamolacostituzione.wordpress.com/2010/04/18/articolo-5/ […]
su giugno 19, 2011 a 8:50 pm | Rispondi Marilena Pileggi
Il principio di riconoscere le autonomie locali e’ di fondamentale importanza,in una nazione dove le esigenze del territorio sono palesemente differenti.
L’unione europea,quando impone norme che “generalizzano” il territorio,nn considerando le peculiarita’ che in ognuno di questi le differenzia,pone seri problemi ad intere regioni,causando danni economici,che rischierebbero di impoverire tanti e tanti lavoratori.
Quando si tutela l’ambiente,l’azione di queste norme acquista importantissime conquiste (vedi la norma sulle spiagge),quando nn caratterizza il territorio,rischia di stravolgere un’intera economia.Ma possono imporre leggi senza considerare le ns norme costituzionali????????????????
su settembre 28, 2011 a 5:46 pm | Rispondi paolobonacchi
In questo articolo non si dice una sola parola su cosa è il federalismo. L’incompetenza di chi l’ha scritto è ampiamente dimostrata dal fatto di affermare che “Lo Stato federale per eccellenza è l’America”. Il federalismo americano è stato definito da Gianfranco Miglio come “DEGENERATO”, e quello tedesco “FALSO”. Non mi sembra davvero questo il modo di affrontare il tema delle autonomie, che fra l’altro sono il contrario del federalismo.
su ottobre 6, 2013 a 8:55 am | Rispondi Mike
Una domanda: Il passaggio “L’Italia, una ed indivisibile” non è contradttoria con la retticifazione da parte dell’Italia della dichiarazione dei diritti umani prima parte articolo 1 e l’atto finale dell OSCE 1977 articolo 8, che sanciscono il diritto dell’autodeterminazione dei popoli? Se Per esempio i Sudtirolesi o i veneti richiedono il diritto di autodeterminazione dovrebbe essergli concesso o no? Poichè il diritto internazionale ha più valore del diritto nazionale questo passaggio dovrebbe essere obsoleto?
Patto die diritti civili dell ONU, sottoscritta e rettificata dall Ialia nel 1977
ART. 1. 1. Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In
virtù di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e
perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale.
2. Per raggiungere i loro fini, tutti i popoli possono disporre liberamente
delle proprie ricchezze e delle proprie risorse naturali senza pregiudizio
degli obblighi derivanti dalla cooperazione economica internazionale,
fondata sul principio del mutuo interesse, e dal diritto internazionale In
nessun caso un popolo può essere privato dei propri mezzi di
3. Gli Stati parti del presente Patto, ivi compresi quelli che sono
responsabili dell’amministrazione di territori non autonomi e di territori in
amministrazione fiduciaria, debbono promuovere l’attuazione del diritto di
autodeterminazione dei popoli e rispettare tale diritto, in conformità alle disposizioni dello statuto delle Nazioni Unite.
VIII. Eguaglianza dei diritti ed autodeterminazione dei popoli
Gli Stati partecipanti rispettano l’eguaglianza dei diritti dei popoli e il loro diritto all’autodeterminazione, operando in ogni momento in conformità ai fini e ai principi dello Statuto delle Nazioni Unite e alle norme pertinenti del diritto internazionale, comprese quelle relative all’integrità territoriale degli Stati.
In virtù del principio dell’eguaglianza dei diritti e dell’autodeterminazione dei popoli, tutti i popoli hanno sempre il diritto, in piena libertà, di stabilire quando e come desiderano il loro regime politico interno ed esterno, senza ingerenza esterna, e di perseguire come desiderano il loro sviluppo politico, economico, sociale e culturale.
Gli Stati partecipanti riaffermano l’importanza universale del rispetto e dell’esercizio effettivo da parte dei popoli dei diritti eguali e dell’autodeterminazione per lo sviluppo di relazioni amichevoli fra loro come fra tutti gli Stati; essi ricordano anche l’importanza dell’eliminazione di qualsiasi forma di violazione di questo principio.
su marzo 2, 2014 a 3:18 pm | Rispondi arturo
le autonomie fiscali e gestionali e remunerative devono essere totali per Regioni e affini dovendo comunque risponderne per efficienza e capacita allo stato centrale .l’articolo V l’ho fa capire in modo esplicito
su maggio 18, 2014 a 7:41 am | Rispondi r
su maggio 18, 2014 a 7:48 am | Rispondi rurs
dalla costituzione si impara moltissimo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
su novembre 3, 2016 a 6:55 pm | Rispondi Nello
Si sarebbe potuta realizzare l’ autostrada A1 alla luce dei cambiamenti costituzionali del 2001?..ciò’ mi sembra concretizzarsi come una serie di veti incrociati per impedire che grandi opere strutturali possano essere bloccate.
su dicembre 19, 2018 a 3:53 pm | Rispondi Alessia
non mi fa vedere il disegno del 5 articolo! comunque la costituzione è fantastica
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