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CASTELNUOVO MAGRA (SP) - Reg. del 22 gennaio 2003 (Reg. comunale tutela animali)
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Apr 23 CASTELNUOVO MAGRA (SP) - Reg. del 22 gennaio 2003 (Reg. comunale tutela animali)
(Approvato con delib. C.C. n° 3 del 22 gennaio 2003. Tratto dal sito ufficiale del comune).
1. Il regolamento è finalizzato a tutelare il benessere della popolazione canina domestica presente nel territorio del comune e a disciplinare la convivenza tra l’uomo e l’animale.
Art. 2 Ambito d’applicazione e definizione
Art. 3 Raccolta delle deiezioni
alla totale asportazione delle deiezioni lasciate dai cani con successivo smaltimento nei contenitori per la nettezza urbana, facendo uso per l’asportazione, di idonea attrezzatura.
2. Chiunque violi le disposizioni previste al comma 1 del presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 30,00 a euro 90,00 oltre alla asportazione delle deiezioni.
3. Sono esclusi dall’applicazione del presente articolo i non vedenti con cani guida.
Art. 4 Museruole e guinzagli
1. Sulle aree aperte al pubblico gli accompagnatori sono sempre tenuti ad applicare la museruola o il guinzaglio. Per i cani condotti nei locali pubblici e sui mezzi di trasporto pubblici è sempre obbligatorio applicare sia la museruola che il guinzaglio. I proprietari e i detentori dei cani di cui all’ordinanza Ministero della Salute 12-12-2006 o comunque a rischio di aggressività devono sempre applicare sia il guinzaglio che la museruola agli animali quando gli stessi si trovano in un qualsiasi luogo pubblico o aperto al pubblico.
2. Chiunque viola le disposizioni di cui sopra è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 50,00 a euro 150,00.
L’importo di tale sanzione è raddoppiato se la violazione viene commessa da proprietari o detentori di cani appartenenti alle razze a rischio individuate dall’ordinanza del Ministero della Salute del 12-12-2006 o dai proprietari degli specifici animali pericolosi individuati dall’art. 7.
Art. 5 Detenzione dei cani all’interno di cortili e/o giardini privati
1. E’ fatto divieto di detenere i cani in spazi angusti, privi dell’acqua e del cibo necessari e non provvedere alla periodica pulizia degli ambiti.
2. E’ fatto divieto di detenere cani in luoghi sprovvisti di idoneo riparo coperto e rialzato dal suolo ove gli animali possano proteggersi dalle intemperie, dal freddo e/o dal sole diretto.
3. I cani, se non alla catena, devono essere tenuti all’interno di una area delimitata con una rete metallica o una cancellata avente una altezza dal fondo di calpestio pari almeno al triplo dell’altezza del cane; la superficie dell’eventuale specifico recinto costruito per custodire l’animale deve avere una base di misura non inferiore all’altezza del cane moltiplicato per 25, ogni animale in più comporta un aumento del 50% di tale misura.
4. La rete, e/o la cancellata, deve avere le caratteristiche citate per tutta la sua lunghezza, non deve essere facilmente scavalcabile e avere una consistenza e una trama tale da non permettere la fuoriuscita de muso dell’animale.
5. L’eventuale catena deve avere una robustezza e una misura adeguata oltre a possedere un solido ancoraggio proporzionato alla mole dell’animale.
6. La libertà di movimento dell’animale deve corrispondere alla lunghezza minima della catena. Gli animali che sono tenuti alla catena devono sempre poter raggiungere il riparo e la ciotola dell’acqua e del cibo.
7. In caso i cani alla catena non possono raggiungere, in autonomia, un’area pubblica o di uso pubblico ovvero la proprietà privata di un terzo.
8. All’interno delle proprietà private, indipendentemente dalle dimensioni delle stesse, se questa non sono adeguatamente delimitate, i cani non possono essere tenuti senza guinzaglio, ovvero senza catena, a eccezione degli animali utilizzati nell’esercizio venatorio, nella ricerca di tartufi e di quelli accompagnati; in ogni caso l’accompagnatore deve potere, in qualunque momento, controllarne i movimenti.
9. I possessori dei cani che con il loro abbaiare, guaire, ululare o latrare disturbano in modo insistente e inequivocabile il vicinato sono soggetti, alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 30,00 a euro 90,00.
10. Chiunque viola le altre disposizioni previste dal presente articolo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 50,00 a euro 150,00 fatta salva la possibilità per il Sindaco di emettere ulteriore e necessari provvedimenti.
Art. 6 Particolari situazioni
1. E’ fatto divieto di introdurre cani, anche al guinzaglio e con la museruola, in bar, ristoranti e simili pubblici esercizi e negozi. Sono esentati da questo divieto gli esercenti che intendano ammettere gli animali nel rispetto della normativa igienica, purché tale facoltà sia ben pubblicizzata all’ingresso del locale per darne adeguata notizia a tutti i frequentatori del locale.
5. Sono vietati gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un cane senza scopi veterinari e in particolare è vietato il taglio della coda, delle orecchie e delle corde vocali. E’ altresì vietato l’addestramento coercitivo dell’animale con uso di strumenti elettrici.
6. Chiunque viola le disposizioni previste ai commi 1 e 3 del presente articolo è soggetto a sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25,00 a euro 75,00.
8. In deroga alle diverse previsioni locali, è ammesso, in genere, per i parchi e i giardini pubblici con più ingressi, il transito al guinzaglio dei cani sui camminamenti pavimentati. Durante l’attraversamento il conduttore dovrà garantire la costante presenza o prossimità dell’animale sul camminamento.
Art. 7 Tutele dall’aggressività esaltata dei cani
1. Per predeterminare razze canine ad aggressività esaltata si applica l’ordinanza del ministero della salute del 12-12-2006 che prevede particolari oneri e divieti per la corretta detenzione di questi animali; in particolare:
b) coloro che, nonostante il divieto stabilito nell’ordinanza ministeriale, detengano o a qualunque titolo accompagnino uno dei cani vietati soggiacciono alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 200, ad euro 600,00.
Art. 8 Censimento locale dei cani pericolosi
1. Si definisce cane con aggressività non controllata quel soggetto che, non provocato, lede o minaccia l’integrità fisica di una persona o di altri animali attraverso un comportamento aggressivo non controllato dal detentore dell’animale, posto che per legge ogni cane deve essere registrato all’anagrafe canina, sulla base di accordi da stipularsi, il competente servizio dell’ASL comunicherà i dati al Comune che istituirà un elenco dei cani morsicatori e dei cani con aggressività non controllata rilevati nonché dei cani ad aggressività esaltata di cui all’art. 7 che dovrà essere trasmesso agli organi di polizia presenti sul territorio, il Comune, in collaborazione con l’ASL potrà stabilire:
c) l’obbligo per i proprietari di cani riconosciuti pericolosi diversi da quelli di cui all’art. 7, di stipulare una polizza assicurativa per la responsabilità civile, con sanzione, per gli inadempienti, del pagamento di una somma da Euro 50,00 a euro 150,00 sulla base di accordi da stipularsi, il competente servizio dell’ASL comunica alla polizia municipale, almeno ogni 6 mesi, l’elenco dei possessori dei cani individuati dall’ordinanza ministeriale di cui al comma 1 dell’art. 7, e quello dei cani pericolosi di cui all’art. 8; la polizia locale effettua periodicamente dei sopralluoghi a campione per verificare il rispetto del presente regolamento presso i luoghi dove tali animali sono custoditi.
1. Il controllo del rispetto delle indicazioni previste dal presente regolamento spetta a tutti gli organi di vigilanza individuati dalla legge. Possono effettuare controlli in materia anche gli organi di vigilanza volontaria muniti di specifico potere di accertamento in materia ambientale e di qualifica di guardia particolare giurata.
2. L’Amministrazione comunale ha facoltà di individuare ulteriori organi deputati al controllo e alla vigilanza ma in tal caso occorrerà una specifica individuazione dei poteri e delle facoltà degli agenti preposti.

References: Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8