Source: http://www.sindacatofsi.it/2015/11/30/contributi-previdenziali-omesso-pagamento-sanzioni-civili-prescrizione/
Timestamp: 2018-03-23 18:28:44+00:00

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Contributi previdenziali, omesso pagamento, sanzioni civili, prescrizione
Sentenza 24 febbraio – 13 marzo 2015, n. 5076
(Presidente Rovelli – Relatore Napoletano)
A seguito di ordinanza del 19 febbraio – 1 aprile 2014 n. 7569, della Sezione Lavoro di questa Corte, che nel denunciare un contrasto di giurisprudenza in ordine alla questione dell’estensibilità all’obbligazione per somme aggiuntive degli effetti interruttivi della prescrizione posti in essere per l’obbligazione contributiva sollevata dalla difesa dell’INPS, ha ritenuto, altresì, la stessa di massima particolare importanza, il ricorso è stato assegnato alle Sezione Unite, ai sensi dell’art. 374, comma 2, c.p.c.
L’INPS ha depositato memoria illustrativa.
Il contrasto di giurisprudenza e la questione di massima particolare importanza di cui queste Sezioni Unite sono state investite dalla Sezione Lavoro con la predetta ordinanza del 19 febbraio – 1 aprile 2014 n. 7569, riguarda il quesito di diritto relativo all’estensibilità o meno al credito dell’INPS per somme aggiuntive degli effetti degli atti interruttivi posti in essere con riferimento al credito per omissione contributiva e tanto sull’accertato, e non censurato, presupposto che “tutti gli atti interruttivi posti in essere dall’INPS non contengono alcun riferimento specifico alle somme aggiuntive, riguardo alle quali pertanto non vi sono mai stati (in forma esplicita) né una pretesa da parte dell’INPS né un riconoscimento da parte del debitore”.
Sulla problematica in questione coesistono, nell’ambito della sezione lavoro di questa Corte, due fondamentali orientamenti giurisprudenziali che possono essere, rispettivamente, ricondotti alla contrapposta configurazione della natura giuridica – autonoma o meno dell’obbligazione per somme aggiuntive rispetto a quella contributiva. Le pronunce che predicano per l’obbligazione concernente le somme aggiuntive la medesima natura giuridica dell’obbligazione relativa all’omissione contributiva, infatti, ritengono che l’effetto dell’atto interruttivo della prescrizione relativo al credito contributivo si estende anche al credito per sanzioni civili e tanto richiamando il principio – di cui a Cass. sez. lav. 15 gennaio 1986 n. 194 – secondo il quale il credito per sanzioni civili, che trae titolo da una obbligazione accessoria ex lege, come tale applicabile alla generale categoria delle obbligazioni generatrici di responsabilità di tipo contrattuale, ha, pur nella sua accessorietà, la stessa natura giuridica della obbligazione principale e deve essere assoggettato al medesimo regime prescrizionale della obbligazione principale (negli anzidetti termini Cass. sez. lav. 12 maggio 2004 n. 9054 seguita, poi, da Cass. sez. lav. 4 aprile 2008 n. 8814 e da Cass. sez. lav. 22 febbraio 2012).
Contro l’anzidetta regula iuris si è posta in consapevole contrasto la pronuncia n. 14864 del 6 luglio 2011 della sezione lavoro di questa Corte la quale, dopo aver rilevato – richiamando i precedenti della sezione lavoro di questa Corte di cui alle sentenze 16 gennaio 1999 n. 411, 27 luglio 2004 n. 14152 e 10 agosto 2006 n. 18148 – che l’obbligazione contributiva è finalizzata alla costituzione presso l’ente gestore della provvista necessaria all’erogazione delle prestazioni previdenziali e assistenziali, mentre la sanzione civile ha lo scopo di rafforzare l’obbligazione contributiva mediante l’irrogazione di una pena pecuniaria al trasgressore, ha affermato che le somme aggiuntive irrogate al contribuente per l’omesso o ritardato pagamento dei contributi sono sanzioni civili pecuniarie costituenti obbligazioni di natura diversa da quella dell’obbligazione contributiva, pur dovendosene riconoscere la funzione accessoria. Conseguentemente, secondo la citata pronuncia, alle sanzioni civili non è direttamente applicabile il regime prescrizionale previsto per le obbligazioni contributive in relazione alle quali sono state contemplate.
Né si è mancato di sottolineare che l’inerenza delle somme aggiuntive dovute in ipotesi di omissioni contributive previdenziali alla categoria delle sanzioni civili trova conferma nella previsione della legge n. 689 del 1981, art. 35, comma 2, che testualmente dispone che: “Per le violazioni consistenti nell’omissione totale o parziale del versamento di contributi e premi, l’ordinanza – ingiunzione è emessa, ai sensi dell’articolo 18, dagli enti ed istituti gestori delle forme di previdenza ed assistenza obbligatorie, che con lo stesso provvedimento ingiungono ai debitori anche il pagamento dei contributi e dei premi non versati e delle somme aggiuntive previste dalle leggi vigenti a titolo di sanzione civile”) e nel decreto legge n. 536 del 1987, art. 4, comma 2, ultima parte, convertito in legge n. 48 del 1988, che, dopo aver sancito un tetto alle somme aggiuntive, stabilisce che: “Restano ferme le sanzioni amministrative e penali” norma questa, poi abrogata dalla legge n. 662 del 1996, art. 1, comma 225,che non ha inciso sulla rilevata appartenenza alle sanzioni civili delle somme aggiuntive. La legge n. 388 del 2000, art. 116, comma 8, definisce, inoltre, espressamente come sanzioni civili le somme dovute nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi e il successivo comma 12 conferma la distinzione dalle sanzioni amministrative (anche conseguenti alle omissioni totali o parziali dei versamenti contributivi), delle quali dispone invece l’abolizione (in tal senso da ultimo Cass. sez. lav. 22 ottobre 2009 n.22414 e Cass. sez. lav. 19 giugno 2009 n. 14475 cit.).
Non è tanto, quindi, un problema di natura giuridica autonoma o meno delle somme aggiuntive in parola rispetto all’omissione contributiva, quanto piuttosto di permanenza di vincolo funzionale tra l’omesso o ritardato pagamento di contributi previdenziali e la connessa sanzione civile la quale, in quanto legislativamente prevista come automatica, conserva questa sua connessione funzionale subordinata sì che gli effetti degli atti interruttivi, posti in essere con riferimento al credito per omissione contributiva si estendono anche al credito per sanzioni civili.
Il denunciato contrasto di giurisprudenza può, pertanto, comporsi affermando il seguente principio di diritto: “in materia previdenziale le somme aggiuntive irrogate al contribuente per l’omesso o ritardato pagamento dei contributi o premi previdenziali sono sanzioni civili che, in ragione della loro legislativamente prevista automaticità, rimangono funzionalmente connesse al detto omesso o ritardato pagamento dei contributi o premi previdenziali sì che gli effetti degli atti interrativi, posti in essere con riferimento a tale ultimo credito, si estendono, automaticamente, anche al credito per sanzioni civili”. Conseguentemente il ricorso va accolto essendo l’impugnata sentenza fondata su di una diversa regula iuris in questa sede affermata.
La Corte a Sezioni Unite accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del giudizio di legittimità, alla Corte d’Appello di Trieste.

References: Sentenza 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 art. 35
 art. 4
 art. 1
 art. 116
 Cass. sez. 
 Cass. sez. 
 sentenza 
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