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Timestamp: 2017-02-22 22:33:21+00:00

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PROGRAMMA E BUONE PRASSI - PDF
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1 PROGRAMMA E BUONE PRASSI2 3 indice 4 Manifesto 5 Programma workshop tematici di presentazione delle buone prassi 6 Sessione 1 - I diversi volti dell utile: partnership sociali tra profit e non profit 12 Sessione 2 Il rapporto con le fondazioni: dall erogazione all operatività congiunta 20 Sessione 3 Oltre gli appalti pubblici: concessioni, project financing, accordi di collaborazione 30 Sessione 4 Start-up! 38 Sessione 5 Dal venture capital al social lending: collaborare per finanziarsi 44 Sessione 6 Rinnovare la produzione: marchi, filiere e progetti di inclusione lavorativa 56 Sessione 7 Distretti sociali per la governance territoriale 66 Sessione 8 Start-up! Il pdf è navigabile. Per attivare le funzioni di navigazione cliccare sulla freccia a fianco delle singole voci dell'indice.4 manifesto L edizione 2010 del Workshop sull impresa sociale, l ottava, ha scelto come titolo l innovazione nella collaborazione. I significati di maggiore interesse scaturiscono dal legame biunivoco tra i due concetti che li arricchisce reciprocamente. Da una parte l innovazione è sempre più il frutto di pratiche collaborative. L esempio più emblematico in tal senso è costituito dalle tecnologie del web 2.0 social network, wiki, blog, ecc. che hanno contribuito a espandere le pratiche collaborative oltre la prossimità fisica e le hanno rese più efficienti nel produrre conoscenze capaci di introdurre consistenti elementi di cambiamento. Ma per le imprese sociali la collaborazione appare rilevante anche da un altro punto di vista. É infatti la conditio sine ua non per produrre beni relazionali che rispondono a obiettivi di interesse collettivo. Gli elementi di complessità che caratterizzano uesti processi dall individuazione dei bisogni, alla combinazione delle risorse fino all accessibilità per i fruitori richiedono come condizione strutturale la collaborazione (o almeno la compartecipazione) di attori diversi, ognuno dei uali apporta contributi coessenziali a definire uantità e ualità del bene prodotto. Si pensi, ad esempio, all inserimento lavorativo: un tipico bene relazionale la cui disponibilità è legata certamente alla presenza di soggetti specializzati e competenti come le cooperative sociali di tipo B. Ma senza le imprese for profit, più o meno animate da comportamenti socialmente responsabili, è difficile realizzare in pieno gli obiettivi di inclusione e utilità sociale che ne contraddistinguono l efficacia. Il rapporto tra innovazione e collaborazione può essere analizzato anche da un altro punto di vista. L innovazione può infatti riguardare le forme stesse della collaborazione. Ed è uesta la scelta del Workshop. A fronte di scelte strategiche e investimenti delle imprese sociali in attività di networking attraverso le più disparate soluzioni organizzative consorzi, federazioni, forum, associazioni temporanee, protocolli, ecc. è necessario non limitare gli interventi alla manutenzione della cassetta degli attrezzi utilizzata per promuovere e regolare le collaborazioni. Occorre piuttosto affrontare due uestioni: in primo luogo con chi si intende collaborare, individuando nuovi attori (le fondazioni, le imprese for profit, le istituzioni finanziarie) e svecchiando partnership pluridecennali (con gli enti pubblici o con le altre espressioni del terzo settore). In secondo luogo è prioritario interrogarsi sulle funzioni assegnate alle forme collaborative e sui loro esiti. Questa è la sfida del Workshop 2010: innovare la collaborazione che è motore del cambiamento, soprattutto per imprese a finalità sociale. L obiettivo è di portare a Riva del Garda il prossimo 16 e 17 settembre un gruppo consistente di buone prassi innovative di collaborazione che, come di consueto, verranno presentate e discusse in sessioni tematiche. Prima e dopo riflessioni in plenaria. In apertura per analizzare da diversi punti di vista significati e implicazioni del collaborare (dalla teoria sperimentale alle applicazioni web) con particolare riguardo agli apprendimenti delle imprese sociali. In chiusura un approfondimento sulle strategie di protezione sociale adottate da cittadini, imprese, pubblica amministrazione per cercare di mettersi al riparo dalla tempesta della crisi. Ma uest anno ci saranno anche sessioni dedicate allo start-up di nuove imprese sociali, oltre ad uno spazio dedicato all elaborazione e alla condivisione di idee e soluzioni creative da parte degli imprenditori sociali presenti. Torna all'indice principale 45 programma giovedì 16 settembre ore sessione plenaria saluto delle autorità Un anno d impresa sociale Carlo Borzaga, Iris Network Quanto sono innovative e collaborative le imprese sociali? Presentazione dei dati Isnet Laura Bongiovanni, Isnet tavola rotonda Significati e implicazioni del collaborare Rileggendo Drucker: cosa si può imparare dalle imprese sociali in fatto di collaborazione? Ugo Castellano, Fondazione Sodalitas Aziende ibride e collaborazione 2.0 Luca De Biase, Nova - Il Sole 24 Ore I fondamenti dei comportamenti collaborativi: i risultati dell analisi sperimentale Luigi Mittone, Università di Trento La fiducia: il motore della collaborazione Fabio Sabatini, Università di Siena ore pausa pranzo ore workshop tematici I diversi volti dell utile: partnership sociali tra profit e non profit Come incidono mission diverse sulle modalità di collaborazione? E sui risultati? Esempi nel campo dei consumi, della tecnologia e dell energia rinnovabile. Il rapporto con le fondazioni: dall erogazione all operatività congiunta Un idea può essere efficacemente realizzata con il sostegno di fondazioni che erogano e producono in veste di imprese sociali. Oltre gli appalti pubblici: concessioni, project financing, accordi di collaborazione Enti pubblici e imprese sociali insieme per un modello pluricentrico di amministrazione: assistenza agli anziani, inclusione lavorativa in tempi di crisi, osservatori sulle povertà. Start-up! Chi ha fatto l impresa sociale. Imprenditori sociali si raccontano. Motivazioni, bisogni e risorse dei promotori che hanno costituito imprese sociali ai sensi della nuova normativa. ore aperitivo venerdì 17 settembre ore workshop tematici Dal Venture capital al social lending: collaborare per finanziarsi Una pluralità di strumenti per reperire risorse finanziarie che sostengono progetti di sviluppo. Esperienze recenti e consolidate a confronto. Rinnovare la produzione: marchi, filiere e progetti di inclusione sociale. Produrre beni di interesse collettivo che integrano competenze e promuovono coesione e sviluppo locale: erbe officinali, riualificazione energetica, biologico. Distretti sociali per la governance territoriale Attori sociali diversi danno vita a forme di governo dei territori. Gli ingredienti? Coordinamento leggero, attenzione ai bisogni e capacità di mettere a sistema l innovazione. Start-up! Promuovere le imprese sociali. Enti camerali e agenzie che sostengono, concretamente, il processo di costituzione di imprese sociali. Con esperti competenti che rispondono a esigenze di senso e informative. ore pausa pranzo ore sessione plenaria tavola rotonda Correre ai ripari: un confronto su comportamenti e strategie di protezione sociale Introduce e modera Elio Silva, Il Sole 24 Ore I cittadini e l amministrazione condivisa Gregorio Arena, Labsus-Laboratorio per la sussidiarietà Un nuovo assetto istituzionale per la sussidiarietà Emmanuele Forlani, Coordinatore Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà Modelli di protezione sociale con e senza Stato Marina Gerini, Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali La finanza nella protezione sociale Marco Morganti, Banca Prossima Welfare aziendale: la nuova frontiera delle relazioni industriali Antonio Tursilli, Associazione Nuovi Lavori Feed-back per le imprese sociali Giorgio Fiorentini, Iris Network conclusioni Carlo Borzaga, Iris Network Torna all'indice principale 56 sessione 1 I diversi volti dell utile: partnership sociali tra profit e non profit Torna all'indice principale7 La sessione ha l intento di fornire una panoramica il più possibile estesa delle relazioni tra imprese sociali e aziende a scopo di lucro mediante i contributi di organizzazioni diverse per forma giuridica e obiettivi: cooperative sociali, imprese for profit, fondazioni e network. Verranno proposte esperienze con finalità altrettanto diverse: dalla produzione congiunta di beni e servizi con prevalente finalità commerciale, alla stipula di accordi finalizzati all erogazione di servizi di carattere prettamente sociale. Emergeranno in uesto modo le peculiarità dei soggetti promotori che, convergendo in partnership sociali, contribuiscono a tracciare percorsi di innovazione dove coesistono diversi volti dell utile. coordinatore Nicola Albini, Isnet buone prassi Competere sul mercato e innovare socialmente con una partnership tecnologica. Cooperativa Sociale Adelante, Milano Dispensa sociale: Un nuovo senso agli scarti della grande distribuzione. Cooperativa Sociale Cauto, Brescia Lavorare aiuta: la cooperazione possibile. Consorzio Sol.co Verona Il futuro dell energia entra nelle case e nella cultura. Personal Energy Sicilia S.r.l., Caltagirone Cooperazione allo sviluppo e imprese for profit. Focsiv/Solidarete, Roma8 sessione 1 competere sul mercato e innovare socialmente con una partnership tecnologica La cooperativa AD Adelante Dolmen Scs e l azienda BTG Tecnologie hanno realizzato una collaborazione per sperimentare un prodotto basato sulla gestione RFID (Radio Freuency Identification) dei materiali noleggiati. I tempi di attesa sono stati abbattuti del 70% mentre la produttività del negozio è aumentata complessivamente del 50% in ragione del fatto che le operazioni di apertura e chiusura del negozio non prevedono più un prolungamento dell orario lavorativo uotidiano di 3/4 ore (a chiusura avvenuta). La cooperativa ha progettato e realizzato la parte software che gestisce il flusso dei materiali nella fase del reso (Java e java server pages in una struttura client/server supportata da un database Oracle) e ha inoltre fornito e realizzato l architettura hardware dei pc coinvolti: server, due postazioni di preparazione sci, una postazione fissa per il reso del materiale, la postazione cassa connettendo le antenne RFID e i dispositivi di cattura del segnale. In sintesi, tutte le fasi del noleggio dell attrezzatura da sci noleggiata (registrazione dati antropometrici e anagrafici del cliente; preparazione degli attacchi e dell attrezzatura sulla base dei dati registrati; pagamento alla cassa, gestione delle svariate tipologie di abbonamenti e scontistica; reso del materiale con la gestione di tutte le eccezioni) viene gestita grazie al fatto che ogni materiale noleggiato è fornito di un tag RFID che al passaggio sulle varie antenne dislocate nel negozio permette la tracciatura e la manipolazione dei dati. beneficiari I diretti beneficiari sono i negozianti che si sono prestati a fare da tester dell applicazione. In realtà utilizzare la tecnologia RFID abbinata a Java è servito all area software per realizzare altri prodotti basati sulla tecnologia RFID e sul cellulare di tipo NFC (Near Field Communication). beni/servizi realizzati Il servizio realizzato grazie alla collaborazione è la completa automazione di tutte le operazioni di noleggio del negozio. promotori e soggetti coinvolti La collaborazione è stata promossa grazie al passaparola. BTG Tecnologie cercava un partner tecnologico in grado di progettare e realizzare non solo la struttura hardware ma anche il software stesso, la Cooperativa tentava di sperimentarsi sul mercato. Il tramite è stata una conoscenza comune che conoscendo le reciproche esigenze ha attivato i contatti tra l azienda profit (BTG Tecnologie) e la cooperativa sociale AD Adelante Dolmen. Regolare contratto che disciplina la fornitura dei vari pezzi richiestici. numero di beneficiari dell iniziativa 3 numero di operatori remunerati coinvolti nell iniziativa 7 numero di volontari coinvolti nell iniziativa - economico generato dall iniziativa delle risorse economiche investite nell iniziativa 30k/40k 20k Relatore : Andrea Cardillo Info: 89 sessione 1 dispensa sociale. un nuovo senso agli scarti della grande distribuzione Promozione di azioni integrate, tese a prevenire e ridurre condizioni di grave disagio, in particolare l estrema povertà, mediante la diffusione di un modello di prevenzione del rifiuto che promuova l attività di selezione e recupero di beni e materiali da distribuire a scopo sociale. L attività è iniziata nel 2007 e attualmente è in fase di sviluppo. beneficiari L azienda profit (grande e media distribuzione) beneficia del modello per l ottimizzazione degli scarti; l impresa non profit (cooperativa sociale di tipo B) crea imprenditorialità e occupazione per persone svantaggiate, gli enti e le associazioni di volontariato sono beneficiari degli alimenti intercettati e recuperati prima che divengano rifiuti. beni/servizi realizzati Processo di selezione e recupero materiali con destinazione a scopo sociale. promotori e soggetti coinvolti La cooperativa Sociale Cauto ha promosso: il rapporto commerciale con le aziende profit della grande e media distribuzione per effettuare il servizio di recupero e trasporto di alimenti (contratto per gestione rifiuti e recupero beni riutilizzabili); attualmente operiamo presso 3 ipermercati e 10 supermercati sul territorio di Brescia e provincia; il sistema che legalmente consente il recupero, la selezione e la distribuzione degli alimenti; una convenzione che regola il rapporto tra cooperativa sociale e organizzazione di volontariato; un accordo tra l organizzazione di volontariato e gli enti beneficiari (attualmente circa 70) sulla base della legge 155/03 del Buon samaritano. Gli altri soggetti coinvolti sono le imprese della Grande distribuzione e le associazioni di volontariato e Comuni in alcuni casi. Con la Grande Distribuzione è stato stipulato un contratto per gestione rifiuti e contratto di donazione per il recupero dei beni riutilizzabili (alimenti e bazar). In alcuni casi esiste anche una convenzione con il Comune in cui ha sede il punto di raccolta, tramite tale convenzione si effettuano inserimenti lavorativi di persone svantaggiate. numero di beneficiari dell iniziativa (utenti finali della dispensa) numero di operatori remunerati coinvolti nell iniziativa numero di volontari coinvolti nell iniziativa valorizzazione volontariato 10,00 x 150 ore x 52 sett) = economico. generato dall iniziativa per Cauto (ricavi da servizi) economico. in beni distribuiti (3 x utenti x 52 sett) delle risorse economiche investite nell iniziativa 2.500/settimana 8 operatori per 160 ore/settimana 50 volontari (3 ore x 50 volontari) 150 ore/settimana /anno /anno /anno Relatore: Fabrizio Filippini, Info: 910 sessione 1 lavorare aiuta: la cooperazione possibile Il Consorzio Sol.Co. Verona e le sue Cooperative socie hanno instaurato da diversi anni relazioni con il mondo delle aziende for profit. L innovazione nella collaborazione sta nell evoluzione del rapporto, in particolare con riferimento agli sviluppi dell ultimo anno. Tradizionalmente infatti le Cooperative socie di tipo A hanno erogato servizi socio assistenziali anche al mondo del for profit, in particolare attraverso asili nido aziendali, mentre le Cooperative di tipo B hanno sempre realizzato inserimenti lavorativi anche attraverso lavorazioni conto terzi privati. L apertura con il mondo del profit, ormai consolidata, si è evoluta: da privato sociale che lavora per il profit ad un approccio caratterizzato da un lavoro congiunto con il profit. L avvio del rinnovamento è stato nel 2009, uando buona parte delle Cooperative di tipo B di Verona e provincia hanno seguito un corso di marketing, finalizzato a fornire strumenti pratici, utili e immediati per avviare nuovi contatti commerciali con il mondo del profit. Il percorso formativo, svolto sia in aula, sia sul campo con dei laboratori, si è concluso con un Convegno dal titolo Lavorare Aiuta finalizzato a fare incontrare aziende e privato sociale, le rispettive modalità di lavoro e le competenze professionali e umane che ciascuno offrire. L occasione di mettere in pratica la collaborazione si è manifestata con la gestione del Cup delle Ulss 20 e 21, servizio che impegna circa 130 soggetti, per buona parte appartenenti alle classi deboli o svantaggiati, insieme a un Consorzio di Cooperative di Lavoro e una Società per Azioni. Nel corso del 2010 il Consorzio, oltre a seguire inserimenti lavorativi comunemente intesi, collabora con le Fondazioni Bancarie del territorio al fine di riallocare chi ha perso il lavoro a causa della crisi economica, nelle proprie Cooperative Socie. Il porsi uindi non tanto come soggetto terzista per il mondo del profit, ma come co progettista di attività a sostegno dei soggetti deboli e svantaggiati, sta raccogliendo anche consensi e finanziamenti innovativi. beneficiari dell attività Minori e famiglie, persone svantaggiate, classi deboli e persone che hanno perso il lavoro. Soggetti beneficiari indiretti sono anche gli enti pubblici che sono sgravati dagli oneri della presa in carico di persone svantaggiate e aziende profit che possono delegare alla Cooperazione Sociale la riallocazione di soggetti in esubero e la presa in carico e gestione dei soggetti in difficoltà. beni/servizi prodotti Servizio di asili nido aziendali, attività di tutoraggio orientativo e inserimento lavorativo, call center. In relazione al recente processo di apertura nei confronti alle aziende profit è stato realizzato un Cd e un sito internet promotori e altri soggetti coinvolti Il Consorzio Sol.Co. Verona collabora con: Fondazione Cattolica Assicurazioni (Vr), Fondazione Cariverona (Vr), Argentea SpA - Gruppo Gpi (Tn), Consorzio Lavoro Ambiente (Tn), Provincia di Verona, GSK Italia (Vr), Casa Circondariale (Vr), Comuni della Provincia di Verona, Ulss 20 e 21. convenzioni per lo più pluriennali. numero di beneficiari dell iniziativa 70 bambini negli asili nido aziendali 130 persone CUP Ulss 20 e persone da rapporti con Fondazione Cattolica 30 persone per il percorso di marketing numero di operatori remunerati coinvolti nell iniziativa 20 soggetti coinvolti numero di volontari coinvolti nell iniziativa - economico generato dall iniziativa Il fatturato del Consorzio si è triplicato nell ultimo triennio. Il aggiunto è per lo più riconducibile alle nuove attività avviate. delle risorse economiche investite nell iniziativa Costo del lavoro Relatore: Matteo Peruzzi Info: 1011 sessione 1 il futuro dell energia entra nelle case e nella cultura Personal Energy Sicilia S.R.L e (Pes) è un impresa che nasce forte di un marchio già affermato alle spalle e che si propone di fornire il miglior servizio possibile sul mercato siciliano, contribuendo in maniera determinante a rendere la Sicilia un esempio nel campo delle politiche energetiche. La società si fonda dalla partecipazione di due realtà affermate: Oltreventure, Società di Venture Capitale Sociale e Sol.Co Catania Rete di imprese sociali siciliane creando le basi per una collaborazione tra profit e no-profit. La collaborazione vuole diffondere la cultura del risparmio energetico e uindi la uantità di energia prodotta attraverso l utilizzo del fotovoltaico. beneficiari dell attività Comunità, categorie più deboli e disagiate. beni/servizi realizzati L attività vuole promuovere la diffusione della cultura del risparmio energetico e uindi la uantità di energia prodotta attraverso l utilizzo del fotovoltaico. E soprattutto vuole monitorare l intero territorio in maniera capillare, sia l utente privato, il settore pubblico e ogni ente sia pubblico che privato. promotori e altri soggetti coinvolti La collaborazione è stata promossa da Oltreventure, Società di Capitale Sociale,impegnata a finanziare e sostenere, fornendo capitali e competenze manageriali il mondo del non profit, e da Sol.Co Catania, Rete di imprese sociali Siciliane S.C.S, consorzio di cooperative avente una rete presente in tutta la Sicilia, operante dal 1994 per l integrazione, la promozione e la garanzia della ualità del lavoro sociale. Di recente è divenuto socio P.E.S, il consorzio C.C.R.E.A. S.C.S. Consorzio della Cooperazione Regionale per l ecologia e l ambiente, Consorzio di scopo, socio del Consorzio Sol.Co Catania, acuisendo parte delle uote di uest ultimo. Il Consorzio C.C.R.E.A. S.C.S partecipa all iniziativa attraverso le sue 7 Cooperative socie. Oltreventure e il Consorzio Sol.Co Catania sono state le società costituende di Personale Energy Sicilia avente una struttura di S.R.L., successivamente è stato individuato il Consorzio C.C.R.E.A. come società che offre servizi. numero di beneficiari dell iniziativa 30 numero di operatori remunerati coinvolti nell iniziativa 22 numero di volontari coinvolti nell iniziativa - economico generato dall iniziativa ,00 delle risorse economiche investite nell iniziativa Relatori: Massimo Millefiori, Paolo Ragusa Info: 1112 sessione 2 Il rapporto con le fondazioni: dall erogazione all operatività congiunta Torna all'indice principale13 Il rapporto tra imprese sociali e fondazioni muove da approcci e punti di vista diversi, ben rappresentati dalla esperienze coinvolte nei lavori della sessione: sono infatti le fondazioni che si raccontano illustrando le scelte maturate e il modo di operare. Verranno presentanti progetti innovativi che rispondono a bisogni di particolare urgenza e rilevanza sociale, tanto da indurre alcune fondazioni a rinnovare la loro missione di enti finanziatori. Inoltre verrà messo in luce il ruolo, a volte sottovalutato, che spesso le fondazioni ricoprono come soggetti operativi che producono direttamente beni e servizi. Una nuova formula d impresa sociale? coordinatore Paolo Venturi, Aiccon buone prassi Un fondazione del/per il territorio. Fondazione Romagna Solidale, Cesena Una famiglia X una famiglia: trasformare una buona prassi in una buona politica. Fondazione Paideia, Torino Dal finanziamento di progetti innovativi a nuove frontiere di operatività. Fondazione Vodafone, Milano Gratuità nell assistenza oncologica domiciliare, dare dignità e offrire una buona vita. Fondazione ANT, Bologna. Fondo straordinario di solidarietà. Fondazione Cariparo, Padova14 15 sessione 2 una fondazione del/per il territorio Romagna Solidale è una Corporate Foundation costituita da imprese e/o famiglie imprenditoriali. Gli obiettivi della Fondazione Romagna Solidale sono i seguenti: possibilità di affrontare progetti di intervento, soprattutto in ambito locale, significativi; più ampia conoscenza delle diverse problematiche sociali; interventi e donazioni diretti ad enti privati o pubblici, ONLUS e associazioni di volontariato operanti nei settori d interesse della fondazione; deducibilità fiscale degli importi versati dall azienda a favore della fondazione; efficacia nella comunicazione anche all esterno; documentazione a favore di ogni socio in relazione agli interventi svolti dalla fondazione e dei risultati conseguiti; arricchimento del bilancio sociale delle aziende; possibilità di sinergie tra le aziende socie della Fondazione per lo sviluppo economico del territorio romagnolo; possibilità di incontri e studio su problematiche di interesse sociale. beneficiari dell attività I beneficiari diretti sono enti privati o pubblici e associazione di volontariato che agiscono per rispondere ai bisogni delle Comunità territoriali romagnole. beni/servizi realizzati Attività di beneficienza a favore di soggetti svantaggiati. Promozione e sostegno di attività nei settori dell assistenza sociale e socio sanitaria, dell'assistenza sanitaria, della promozione della cultura e dell'arte, dell'istruzione e formazione, con finalità solidaristica, a favore di persone svantaggiate in ragione delle proprie condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari, nonché nei settori della tutela e della valorizzazione della natura e dell'ambiente, della ricerca scientifica. promotori e altri soggetti coinvolti La Fondazione Romagna Solidale conta 54 imprese associate. Costituzione di una fondazione di partecipazione con governance allargata alle imprese coinvolte. Relatore: Arturo Alberti Info: 1516 sessione 2 una famiglia x una famiglia: trasformare una buona prassi in una buona politica Sperimentazione di una nuova forma di affido diurno: una famiglia solidale sostiene e aiuta una famiglia in situazione di temporanea difficoltà, coinvolgendo tutti i soggetti di entrambi i nuclei. A differenza dell affido diurno tradizionale, indirizzato principalmente a instaurare un rapporto privilegiato tra minore in difficoltà e la famiglia affidataria tenendo in secondo piano la famiglia di origine, in uesto progetto è previsto un allargamento dell intervento a tutta la famiglia bisognosa di aiuto e sostegno. La centralità dell intervento si sposta dal bambino alla famiglia. beneficiari dell attività Famiglie in difficoltà. beni/servizi realizzati Nuova forma di affido. promotori e altri soggetti coinvolti La prima sperimentazione è stata realizzata a Torino negli anni , a seguito della presentazione dell idea progettuale da parte dell Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Torino in collaborazione con l Ufficio Politiche Familiari. La Fondazione Paideia ha finanziato la sperimentazione e ha sviluppato con gli enti pubblici e le diverse realtà associative coinvolte il modello operativo, diventato in seguito prassi istituzionale del Comune di Torino. La sperimentazione del progetto è al momento in fase conclusiva nel Comune e nella Provincia di Ferrara e in avvio in altri Comuni e Province di diverse Regioni del Nord e Centro Italia. La Fondazione Paideia, oltre al sostegno finanziario, garantisce in ogni sperimentazione un supporto tecnico, formativo e di raccordo tra gli enti coinvolti. A seguito degli atti amministrativi necessari per l avvio del progetto, gli enti istituzionali stipulano un accordo operativo con le associazioni coinvolte. A ogni affido attivato segue un patto formativo con le famiglie coinvolte, gestito in collaborazione tra ente pubblico e realtà associative e coordinato dal Servizio Sociale. Per tutta la durata della sperimentazione viene attivato un gruppo tecnico di coordinamento generale e valutazione, cui la Fondazione Paideia partecipa con la presenza di un tutor tecnico che segue lo sviluppo progettuale e i processi valutativi. numero di beneficiari dell iniziativa 60 famiglie numero di operatori remunerati coinvolti nell iniziativa variabile numero di volontari coinvolti nell iniziativa variabile economico generato dall iniziativa - delle risorse economiche investite nell iniziativa /sperimentazione Relatore: Fabrizio Serra Info: 1617 sessione 2 dal finanziamento di progetti innovativi a nuove frontiere di operatività La Fondazione Vodafone Italia nasce dalla volontà di Vodafone Italia di creare una struttura autonoma completamente dedicata ad attività di servizio e di solidarietà sociale che possa specializzarsi nel compiere azioni positive e disinteressate a favore di tutti e in particolare dei soggetti in situazioni molto disagiate. La Fondazione Vodafone Italia è una fondazione d impresa di erogazione multiscopo. Ciò significa che persegue i suoi scopi statutari principalmente attraverso la collaborazione e l erogazione di contributi ad altri soggetti che operano nella società civile. Ripercorrendo due iniziative: il partenariato-progetto periferie Hub Multiculturale e il programma World of Difference è possibile comprendere alcune peculiarità relazionali tra la Fondazione Vodafone e il Terzo Settore. beneficiari Possono accedere ai programmi di erogazione di Fondazione Vodafone Italia tutti gli enti non profit, ualunue sia la loro forma giuridica, compresi, a titolo esplicativo e non esaustivo, le associazioni riconosciute e non riconosciute, le fondazioni, i comitati, le cooperative sociali, le organizzazioni di volontariato, le Organizzazioni Non Governative e le Organizzazioni Non Lucrative e Utilità Sociale. beni/servizi realizzati I finanziamenti della Fondazione consentono la realizzazione di progetti ideati da organizzazioni non profit e che rispondono a determinati criteri. Il progetto Hub Multiculturale prevede il recupero delle ex officine comunali di Torino per favorire l integrazione sociale, interetnica e lo sviluppo multiculturale tra i giovani. Il programma World of Difference prevede il coinvolgimento di dipendenti e di clienti Vodafone nelle attività lavorative di organizzazioni non profit di cui la Fondazione sostiene i progetti. promotore e soggetti coinvolti I finanziamenti e il supporto della Fondazione Vodafone vengono attivati previa presentazione di un progetto da parte di un ente non profit entro i termini dei bandi pubblicati sul sito della Fondazione. Nel progetto Hub Multiculturale, realizzato in collaborazione con la Fondazione Umana-Mente e il Comune di Torino, sono coinvolte le organizzazioni non profit e le scuole del territorio che insieme collaboreranno per il buon esito del progetto. Nell edizione 2010 del programma World of Difference sono coinvolti 32 enti non profit e 40 vincitori tra clienti e dipendenti di Vodafone Italia. Previa delibera del Consiglio di Amministrazione, la Fondazione e l Ente sottoscrivono un accordo di erogazione in cui vengono indicati i termini e le condizioni di erogazione. enti non profit finanziati dalla Fondazione Vodafone nel 2009/ fondi per progetti nel FY 2009/ numero di persone remunerate coinvolti nel Progetto Hub Multiculturale 20 delle risorse economiche investite nel Progetto Hub Multiculturale numero di persone remunerate coinvolti nel programma 2010 World of Difference 40 delle risorse economiche investite nel programma 2010 World of Difference Relatrice: Ida Linzalone Info: 1718 sessione 2 gratuità nell assistenza oncologica familiare, dare dignità e offrire una buona vita Numerosi studi hanno evidenziato come la presenza di eventi di vita stressanti possano influire sullo sviluppo e sul mantenimento di numerosi disturbi somatici. Nel dettaglio, è stato ipotizzato che il pensare in modo ricorrente e prolungato a uanto accaduto, meccanismo alla base del rimuginio, possa giocare un ruolo determinante sul malessere fisico e psicologico delle persone colpite da un evento negativo. Lo scopo dello studio è di valutare uanto il rimuginio possa influire negativamente sulla salute fisica e psicologica dei care giver, incidendo direttamente anche sulla sintomatologia somatica. beneficiari I beneficiari sono i Pazienti oncologici e le loro Famiglie. beni/servizi realizzati È stato realizzato uno studio con l obiettivo di giungere ad una sempre più accurata conoscenza dei meccanismi che sottendono il disagio fisico e psicologico dei care giver, per poi intervenire attraverso un programma di assistenza multidisciplinare sempre più completo e mirato che possa alleviare il carico sia oggettivo che emotivo dovuto alla malattia oncologica del loro caro. promotori e altri soggetti coinvolti La collaborazione è stata promossa dalla Fondazione ANT Italia con il Dipartimento di Psicologia dell Università di Bologna. I soggetti coinvolti (campione dello studio) sono al momento 107 care giver di pazienti oncologici in assistenza domiciliare ANT. Lo studio viene effettuato attraverso la somministrazione ai care giver di una serie di uestionari psicometrici. Dopo circa tre settimane dalla prima somministrazione viene effettuata un ulteriore somministrazione di follow-up per valutare gli eventuali cambiamenti. Gli strumenti utilizzati sono: scheda socio anagrafica, Caregiver Burden Inventory, Penn State Worry Questionnaire, Beck Depression Inventory. numero di beneficiari dell iniziativa 3200 numero di operatori remunerati coinvolti nell iniziativa 2 numero di volontari coinvolti nell iniziativa 1 economico generato dall iniziativa - delle risorse economiche investite nell iniziativa1 - Info: 1819 sessione 2 fondo straordinario di solidarietà L iniziativa è volta a sostenere le famiglie residenti nelle Provincie di Padova e Rovigo che a causa dell attuale congiuntura si trovano in un situazione di difficoltà dovuta alla mancanza di lavoro. L iniziativa si propone altresì di sviluppare tra gli operatori sociali del territorio, una rete di solidarietà umana in grado di intercettare, raggiungere e assistere le persone che si dovessero trovare nella predetta situazione. Vengono inoltre favoriti processi di accompagnamento sociale e di reinserimento nel mondo del lavoro anche proponendo ai beneficiari del Fondo la partecipazione ad iniziative di volontariato a favore di altre persone in difficoltà. Il Fondo sostiene inoltre corsi di formazione, tirocini formativi, progetti di pubblica utilità e contratti flessibili di lavoro volti al reinserimento dei disoccupati agevolando l ente o il datore di lavoro con contributi economici. L iniziativa è aperta all apporto di uanti (enti, istituzioni pubbliche, privati, operatori del terzo settore, associazioni, società ) intendano concorrere alla sua realizzazione, sia con specifiche liberalità e sia implementando l organizzazione e la gestione operativa del Fondo. beneficiari Persone residenti nelle provincie di Padova e Rovigo che avendo perso il lavoro a partire dal 1 gennaio 2008, non sono in grado di mantenere dignitosamente sé stessi e la propria famiglia e non lo risultino protetti, o non sufficientemente da tutele sociali o forme di assistenza pubblica. Saranno oggetti di particolare attenzione le situazioni derivanti da incidenti sul lavoro con gravi conseguenze per assenza o carenza di tutele sociali e le famiglie con componenti portatori di disabilità. prodotto/servizio realizzato Supporto in termini economici e accompagnamento sociale ai beneficiari sopra esposti. promotori e altri soggetti coinvolti L iniziativa è promossa dalla Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Sono coinvolti anche la Diocesi di Padova, la Diocesi di Adria-Rovigo, la Diocesi di Chioggia, la Provincia di Padova, la Provincia di Rovigo, la Fondazione Antonveneta, il CSV di Padova e Rovigo, i Comuni di Padova e Rovigo, le Acli di Padova, e Enaip (Ente Acli per l Istruzione Professionale) Veneto. Convenzioni, regolamenti, delibere. Per la formalizzazione degli apporti di fondi in favore dell iniziativa viene di norma sottoscritto uno apposito protocollo che disciplinerà gli aspetti relativi alla gestione e erogazione dei fondi stessi. numero di beneficiari dell iniziativa numero di operatori remunerati coinvolti nell iniziativa - numero di volontari coinvolti nell iniziativa 200 economico generato dall iniziativa - delle risorse economiche investite nell iniziativa Relatore: Umberto Piron Info: 1920 sessione 3 Oltre gli appalti pubblici: concessioni, project financing, accordi di collaborazione Torna all'indice principale Vedere altro
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