Source: http://affidamentocondiviso.it/Cass24156-2014-16649-2014e8850-2014massima.htm
Timestamp: 2018-03-22 23:25:31+00:00

Document:
CORTE DI CASSAZIONE; sezione prima civile; sentenza 12 novembre 2014, n. 24156; Pres. LUCCIOLI; Est. BISOGNI. Conferma App. Firenze 25 ottobre 2011 n. 1384.
Separazione personale – Assegnazione parziale della casa familiare – Presupposti – Lieve grado di conflittualità coniugale – Condivisione della genitorialità – Conservazione dell’habitat domestico dei figli minori (Cod. civ., art. 155-quater).
«In tema di separazione personale dei coniugi, il giudice può limitare l’assegnazione della casa familiare ad una porzione dell’immobile, di proprietà esclusiva del genitore non collocatario, anche nell’ipotesi di pregressa destinazione a casa familiare dell’intero fabbricato, ove tale soluzione, esperibile in relazione al lieve grado di conflittualità coniugale, agevoli in concreto la condivisione della genitorialità e la conservazione dell’habitat domestico dei figli minori» (massima affidamentocondiviso.it) (1)
CORTE DI CASSAZIONE; sezione prima civile; sentenza 22 luglio 2014, n. 16649; Pres. VITRONE; Est. BISOGNI. Conferma App. Napoli 18 aprile 2012 n. 1370.
Separazione personale – Assegnazione della casa familiare – Abitazione di ampie dimensioni - Villetta su due piani - Assegnazione parziale - Esclusione - Soluzione contraria al preminente interesse dei figli minori (Cod. civ., art. 155-quater).
«Non può disporsi l'assegnazione parziale della casa familiare quando la divisibilità dell'abitazione - sebbene di ampie dimensioni ed articolata su due livelli - non sia conforme all'interesse dei minori - da ritenersi preminente e compatibile con le condizioni economiche dei genitori - di conservare la disponibilità dell'intero immobile che era stato concepito, realizzato ed adibito a unitaria abitazione familiare, nonché di non subire, nella loro vita quotidiana, il peso ed i rischi di ulteriori conflitti familiari, che sarebbero, presumibilmente, incentivati dall'abitazione dei genitori nello stesso fabbricato» (massima affidamentocondiviso.it) (2)
CORTE DI CASSAZIONE; sezione sesta civile; ordinanza 1 aprile 2014, n. 8580; Pres. DI PALMA; Est. ACIERNO. Cassa App. Cagliari – Sezione Dist. di Sassari 5 luglio 2012.
Separazione personale – Modifica delle condizioni – Assegnazione parziale della casa familiare – Presupposti – Casa familiare costituita da ampia porzione immobiliare o da più unità abitative – Lieve grado di conflittualità coniugale – Finalità – Esercizio concreto della genitorialità – Vicinanza e rapporto quotidiano dei figli con entrambi i genitori (Cod. civ., art. 155-quater).
«L’introduzione del regime giuridico generale dell’affidamento condiviso, favorendo anche l’esercizio concreto della bigenitorialità, ha indotto, nell’ipotesi di una pregressa destinazione a casa familiare di un’ampia porzione immobiliare, o di più unità abitative, ed ove tale soluzione fosse consentita dal grado di conflittualità coniugale, ad operare un godimento frazionato del bene immobile, fondato su una suddivisione di fatto della disponibilità dell’abitazione familiare in modo da consentire ai minori la conservazione, non solo dell’habitat domestico, ma, anche, della vicinanza e del rapporto pressoché quotidiano con i genitori» (massima affidamentocondiviso.it) (3)
(1-3) Con le tre pronunce in rassegna, la Suprema Corte ha affermato il principio di diritto in base al quale l’assegnazione della casa familiare può essere disposta solo in presenza: (a) di un basso grado di conflittualità tra i coniugi; (b) di determinate caratteristiche dell’immobile adibito a casa familiare.
Con la prima sentenza, la Corte di cassazione ha ritenuto adeguatamente motivata la valutazione del giudice del merito che era pervenuto alla decisione di non disporre l’assegnazione parziale della casa familiare, richiesta dal marito, sul rilievo che tale soluzione non poteva ritenersi coerente all’interesse dei minori alla conservazione dell’habitat familiare ed alla preservazione da situazioni confusive e foriere di conflittualità.
Con la seconda pronuncia, i giudici di legittimità hanno confermato la sentenza di merito che aveva rigettato la domanda del marito di ridurre la porzione della casa familiare assegnata alla moglie, con attribuzione in suo favore dell'appartamento al primo piano dell'immobile, previe opere di chiusura della comunicazione dell'appartamento sito al piano terreno da riservare all'abitazione della moglie e dei figli.
Ne caso concreto, la Corte d'appello, muovendo dal principio ispiratore dell'istituto dell'assegnazione della casa familiare (che è quello di conservare, nell'esclusivo interesse dei figli, l'habitat domestico), ha rilevato che, anche se era vero che si trattava di una casa familiare di ampie dimensioni (siccome articolata su due piani dotati di autonomi servizi, sebbene collegati da una scala interna), era parimenti vero che, al di là delle concrete possibilità di realizzare due distinte ed autonome abitazioni, il «fabbricato-villetta» era stato progettato e destinato dai coniugi ad unitaria abitazione della famiglia, con verosimile destinazione a zona giorno del primo livello ed a zona notte del secondo; per tali ragioni, i giudici del merito hanno ritenuto non sacrificabile l'interesse dei figli a mantenere quell'habitat domestico, nelle dimensioni volute dai genitori, valutando anche il concreto pericolo di ulteriore pregiudizio in danno dei figli derivante dalla conflittualità esistente tra i due coniugi.
Con la terza pronuncia, la Suprema Corte ha affermato che il giudice della separazione o del divorzio, ove disponga l'assegnazione parziale della casa familiare, non attribuisce ad una o più porzioni immobiliari la qualità di casa familiare, ma prende atto, se necessario sulla base di un accertamento di fatto, della pregressa destinazione stabilita dai coniugi e ne stabilisce le modalità di assegnazione sulla base dei criteri indicati dall'art. 155-quater cod. civ., all'epoca vigente, ed oggi dall'art. 337-sexies cod. civ.
Nella giurisprudenza di merito è stato evidenziato il carattere eccezionale del provvedimento di assegnazione parziale della casa familiare (che lascia il diritto dominicale nella sua piena estensione sulla parte non assegnata), con la conseguenza che non è sufficiente che l’immobile sia divisibile materialmente, ma occorre, anche, che esso sia obiettivamente eccedente, per estensione, le esigenze della famiglia e che possa adeguatamente mantenere la sua funzione anche dopo l'agevole divisione, avuto riguardo al preminente interesse dei figli minori a non subire variazioni in peius del loro assetto e tenore di vita (App. Catania 27 maggio 2013, inedita).

References: sentenza 
 art. 155
 sentenza 
 art. 155
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