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Timestamp: 2017-09-24 19:17:03+00:00

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﻿ CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza n. 34749 depositata il 11 luglio 2017 - Nel reato colposo omissivo improprio, il rapporto di causalità tra l’omissione e l’infortunio deve essere verificato alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica, che a sua volta deve essere fondato, oltre che su un ragionamento di deduzione logica basato sulle generalizzazioni scientifiche, anche su un giudizio di tipo induttivo elaborato sull'analisi della caratterizzazione del fatto storico e sulle particolarità del caso concreto - Studio Cerbone
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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza n. 34749 depositata il 11 luglio 2017
LAVORO – SICUREZZA SUL LAVORO – RAPPORTO DI LAVORO – INFORTUNIO SUL LAVORO – RAPPORTO DI CAUSALITA’ TRA L’OMISSIONE E L’INFORTUNIO – OMISSIONI DI MISURE DI SICUREZZA
Deduce che la M.G.G. siede al vertice di un’azienda con più di 100 dipendenti e che la stessa si occupa principalmente dell’amministrazione, mentre tutte le attività inerenti la sicurezza e la manutenzione sono assegnate alla competenza delle varie funzioni aziendali sulla base del sistema di gestione della sicurezza certificato secondo lo standard internazionale BS OHSAS 18001:2007. L’adozione di tale sistema di gestione della sicurezza costituisce presupposto per ritenere il modello organizzativo aziendale conforme e adeguato in materia di sicurezza e salute dei lavoratori (art 30, d.lgs. 81/2008), anche con riferimento al rispetto degli standard di manutenzione relativi ad attrezzature, impianti e luoghi di lavoro.
Si tratta di un tipico ragionamento circolare, logicamente fallace, in cui la premessa (cattivo stato di manutenzione) deriva dalla conseguenza (rottura del dispositivo di sicurezza) e questa da quella, realizzando così un circolo vizioso in cui la dimostrazione dell’ipotesi è solo apparente. Quello che difetta, nel ragionamento della Corte di merito, è l’indicazione di indizi, di fatti specifici, di segni oggettivi desumibili dal compendio probatorio, di elementi induttivi precisi e non meramente congetturali, idonei a corroborare l’ipotesi ricostruttiva proposta. In assenza di tali elementi induttivi, che non è dato rinvenire nella sentenza impugnata, il ragionamento controfattuale sviluppato (e cioè, in sintesi: «se il datore di lavoro avesse fatto una corretta manutenzione del macchinario il dispositivo di sicurezza avrebbe funzionato e l’infortunio non si sarebbe verificato») appare sfornito di quella elevata credibilità razionale necessaria a giustificare la ritenuta sussistenza, sul piano della certezza processuale, del nesso eziologico fra l’omissione manutentiva addebitata all’imputata e l’evento lesivo. Ciò sulla scorta del noto principio secondo cui, nel reato colposo omissivo improprio, il rapporto di causalità tra omissione ed evento deve essere verificato alla stregua di un giudizio di alta probabilità logica, che a sua volta deve essere fondato, oltre che su un ragionamento di deduzione logica basato sulle generalizzazioni scientifiche, anche su un giudizio di tipo induttivo elaborato sull’analisi della caratterizzazione del fatto storico e sulle particolarità del caso concreto (Sez. U, n. 38343 del 24/04/2014, P.G., R.C., E. e altri, Rv. 26110301).
Annulla la sentenza impugnata con rinvio alla Corte d’Appello di Milano.
CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 26114 depositata il 23 giugno 2016 – Il rischio era stato preveduto ma non adeguatamente fronteggiato, atteso che, pur mettendo a disposizione degli operatori una pinza per il posizionamento dei tappi, non veniva scongiurato il rischio che costoro, anche solo accidentalmente, potessero abbandonare la pinza e posizionare una mano sotto il punzone, eventualmente durante la discesa dello stesso

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