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⭐Guida agli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili
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1 Guida agli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili2 Guida agli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili Maggio 20103 INDICE INDICE INTRODUZIONE LE FONTI RINNOVABILI UNO SGUARDO D INSIEME I MECCANISMI DI INCENTIVAZIONE Il meccanismo dei certificati verdi Il sistema delle quote obbligate I certificati verdi Il meccanismo delle tariffe onnicomprensive Cumulabilità degli incentivi Categorie di intervento ed energia incentivata IL RICONOSCIMENTO DEGLI INCENTIVI La qualifica degli impianti Il rilascio degli incentivi Certificati Verdi Tariffe onnicomprensive LA REMUNERAZIONE DELL ENERGIA IMMESSA IN RETE Ritiro dedicato Scambio sul posto LE VERIFICHE SUGLI IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI LA CONNESSIONE ALLA RETE E LA MISURA DELL ENERGIA La connessione dell impianto alla rete elettrica La misura dell energia La misura dell energia immessa e prelevata La misura dell energia prodotta L ITER AUTORIZZATIVO Guida sulle fonti rinnovabili4 9 GLI IMPIANTI A FONTI RINNOVABILI Impianti idroelettrici Impianti eolici Impianti geotermoelettrici Impianti a biogas Impianti a biomasse Impianti a maree, moto ondoso, correnti marine PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI GLOSSARIO Guida sulle fonti rinnovabili 35 INTRODUZIONE Il documento costituisce una guida di carattere informativo sulle principali disposizioni nazionali in materia di incentivazione delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica. E esclusa da questo documento la descrizione del meccanismo del Conto Energia per gli impianti fotovoltaici, attualmente regolato dal D.M. 19/2/2007 1, e la descrizione del meccanismo del Conto Energia per gli impianti solari termodinamici, attualmente regolato dal D.M. 11/4/2008. Si segnala infine che, sebbene in questa guida venga trattato il sistema dei certificati verdi, non vi sono contenute informazioni sull attribuzione dei suddetti titoli all energia termica prodotta dagli impianti di cogenerazione abbinati al teleriscaldamento 2. I contenuti della guida hanno carattere informativo e non sostituiscono in alcun modo le norme e le deliberazioni vigenti. 1 Per quanto riguarda questo argomento si rimanda al documento Il Conto Energia, reperibile sul sito web del Gestore dei Servizi Energetici (GSE): 2 Per quanto riguarda questo argomento si rimanda al documento Impianti di cogenerazione, reperibile sul sito web del GSE. 4 Guida sulle fonti rinnovabili6 1 LE FONTI RINNOVABILI Il D.Lgs. 29/12/2003 n. 387, recependo la Direttiva comunitaria del Parlamento Europeo e del Consiglio 2001/77/CE, ha stabilito che per fonti rinnovabili debbano intendersi esclusivamente le seguenti: eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas. In particolare, per biomasse si intende: la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani. 3 Secondo la precedente definizione del D.Lgs. 16/3/1999 n. 79, erano invece considerate fonti rinnovabili il sole, il vento, le risorse idriche, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la trasformazione in energia elettrica dei prodotti vegetali o dei rifiuti organici e inorganici. Nella nuova definizione adottata scompaiono dunque i rifiuti inorganici. Tuttavia l articolo 17 (commi 1 e 3) del D.Lgs. 387/2003 stabiliva che, pur nel rispetto della gerarchia di trattamento sancita dal D.Lgs. 5/2/1997 n. 22 che dava priorità al recupero di materia rispetto al recupero di energia, alcuni rifiuti, anche non biodegradabili, erano ammessi a beneficiare del regime di promozione riservato alle fonti rinnovabili. I rifiuti ammessi erano quelli non pericolosi sottoposti alle procedure semplificate di recupero, individuati dal D.M. 5/2/1998 (poi modificato dal D.M. 5/4/2006 n. 186) e quelli ulteriori individuati dal successivo D.M. 5/5/2006. Erano invece esplicitamente esclusi dal regime riservato alle rinnovabili: le fonti assimilate, i beni, i prodotti e le sostanze derivanti da processi il cui scopo primario fosse la produzione di vettori energetici o di energia, i prodotti energetici 3 Il 5/6/2009 è stata pubblicata la Direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell uso dell energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE. L art. 2 di tale direttiva reca le seguenti definizioni: Energia da fonti rinnovabili: energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas. Biomassa: la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani. La direttiva 2009/28/CE dovrà essere recepita entro il 5/12/2010. Guida sulle fonti rinnovabili 57 non conformi ai requisiti definiti nel D.P.C.M. 8/3/2002 disciplinante le caratteristiche merceologiche dei combustibili 4. La Legge Finanziaria 2007 (L. 27/12/2006 n. 296) ha modificato le precedenti disposizioni escludendo i rifiuti non biodegradabili dal beneficio degli incentivi riservati alle fonti rinnovabili (i commi 1 e 3 dell art. 17 del D.Lgs. 387/2003 sono stati abrogati). Ai sensi del comma 1117 della L. 296/2006, dall 1/1/2007 i finanziamenti e gli incentivi pubblici di competenza statale finalizzati alla promozione delle fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica sono concedibili esclusivamente per la produzione di energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili, così come definite dall'articolo 2 della Direttiva 2001/77/CE. Per quanto riguarda i rifiuti dunque, a seguito dell entrata in vigore della L. 296/2006, oggi, fatti salvi eventuali diritti acquisiti, possono essere incentivati solo i rifiuti totalmente biodegradabili, che in quanto tali, indipendentemente dalla loro corretta classificazione secondo la disciplina dei rifiuti (D.Lgs. 152/2006, parte IV), dal punto di vista della Direttiva 2001/77/CE 5 sono da includere tra le biomasse. Al riguardo, trattandosi di ambiti di applicazione differenti, occorre tenere presente che il termine biomassa ha un estensione diversa a seconda che lo si usi dal punto di vista dell incentivazione delle fonti rinnovabili oppure dal punto di vista della disciplina dei combustibili, nel cui ambito rientrano ad esempio le biomasse combustibili (D.Lgs. 152/2006, parte V, allegato X, parte 2, sezione 4). Naturalmente, sebbene da un punto di vista di accessibilità agli incentivi l inquadramento ambientale (combustibile, materia seconda, sottoprodotto o rifiuto) possa non essere necessariamente rilevante, da un punto di vista autorizzativo invece essa è generalmente determinante. Nel caso di impianti ibridi, alimentati sia da una fonte rinnovabile sia da una fonte non rinnovabile, l incentivazione è limitata alla sola quota di energia elettrica prodotta attribuibile alla fonte rinnovabile. Analogamente, nel caso di impianti alimentati a rifiuti non completamente biodegradabili, l incentivo è limitato alla sola quota di energia elettrica prodotta imputabile alla frazione biodegradabile. 4 D.Lgs. 22/1997 e D.P.C.M. 8/3/2002 sono poi confluiti nel testo unico sull ambiente D.Lgs. 3/4/2006 n Anche dal punto di vista della Direttiva 2009/28/CE. 6 Guida sulle fonti rinnovabili8 La Legge Finanziaria 2008 (L. 24/12/2007 n. 244) prevede l emanazione di un decreto del Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che definisca le modalità di calcolo della quota di produzione di energia elettrica imputabile alle fonti energetiche rinnovabili, realizzata in impianti che impiegano anche fonti energetiche non rinnovabili. In attesa dell emanazione del suddetto decreto, sia per gli impianti ibridi che per gli impianti alimentati da rifiuti non completamente biodegradabili, si applicano le modalità di calcolo indicate nella Procedura di qualificazione degli impianti alimentati a fonti rinnovabili predisposta dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e approvata dai medesimi Ministeri con D.M. 21/12/2007. Si assume inoltre, nelle more di ulteriori aggiornamenti normativi, che la quota di produzione di energia elettrica imputabile a fonti rinnovabili, riconosciuta ai fini dell'accesso ai meccanismi incentivanti, sia pari al 51% della produzione complessiva, per tutta la durata degli incentivi, nel caso di impianti che utilizzino solamente rifiuti urbani a valle della raccolta differenziata o combustibile da rifiuti, conforme all'art. 183 del D.Lgs. 152/2006, prodotto esclusivamente da rifiuti urbani. Guida sulle fonti rinnovabili 79 2 UNO SGUARDO D INSIEME In questo capitolo viene fornita una panoramica sintetica dei principali strumenti normativi esistenti in Italia per promuovere la generazione elettrica da fonti rinnovabili. I concetti qui solo tratteggiati vengono poi ripresi e approfonditi nei capitoli successivi. Il D.Lgs. 79/1999 ha introdotto il meccanismo dei certificati verdi (CV) per l incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Prima della Legge Finanziaria 2008 i certificati verdi erano titoli attribuiti in misura proporzionale all energia prodotta, indistintamente per le diverse fonti, per un periodo di dodici anni 6. Il ricavo derivante dalla loro vendita, in un mercato garantito da un certo livello di domanda obbligata, rappresenta l incentivo alla produzione di energia da fonti rinnovabili. Separatamente dalla vendita dei certificati verdi, la valorizzazione dell energia immessa in rete fornisce la seconda voce di ricavo per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili e l unica al termine del periodo di incentivazione. Tabella Voci di ricavo per gli impianti a fonti rinnovabili entrati in esercizio entro il 31/12/ Periodo di esercizio Primi 12 anni Dopo Incentivo Vendita CV attribuiti all'energia prodotta (indistintamente per le diverse fonti) - Valorizzazione energia Autoconsumo e Libero mercato oppure 1 Ritiro dedicato oppure 2 Scambio sul posto 1. Di potenza non superiore a 10 MVA o di potenza qualsiasi nel caso di fonti rinnovabili non programmabili. 2. Di potenza non superiore a 20 kw. La Legge Finanziaria 2008 ha apportato delle modifiche sostanziali allo schema descritto, a beneficio degli impianti entrati in esercizio successivamente al 31/12/ In origine i certificati verdi venivano rilasciati per otto anni. Il D.Lgs. 152/2006 ha prolungato il periodo a dodici anni. 7 Il medesimo schema si applica - in alternativa al Conto Energia - anche agli impianti fotovoltaici che, pur non essendo entrati in esercizio entro il 31/12/2007, entro tale data abbiano avviato l iter autorizzativo. 8 Guida sulle fonti rinnovabili10 Le principali novità riguardanti il sistema dei certificati verdi sono due: il periodo di incentivazione sale a quindici anni e il numero dei certificati verdi attributi all energia prodotta viene differenziato a seconda della fonte rinnovabile. Accanto a questa revisione, a beneficio esclusivo degli impianti più piccoli viene introdotto un nuovo schema di incentivazione, cui è possibile aderire in alternativa al sistema dei certificati verdi. A tali impianti è concessa la facoltà di optare per delle tariffe di ritiro dell energia immessa in rete, differenziate per fonte, anch esse riconosciute per un periodo di quindici anni. Tali tariffe sono denominate onnicomprensive poiché includono sia la componente incentivante sia la componente di vendita dell energia elettrica. Tabella Voci di ricavo per gli impianti a fonti rinnovabili, diverse dalla fonte solare, entrati in esercizio dopo il 31/12/2007 Periodo di esercizio A) Qualsiasi taglia di potenza Valorizzazione Incentivo energia B) Solo per gli impianti più piccoli (in alternativa allo schema A) Valorizzazione Incentivo energia Primi 15 anni Dopo Vendita CV attribuiti all'energia prodotta (in misura distinta per le diverse fonti) - Autoconsumo e Libero mercato oppure 2 Ritiro dedicato oppure 3 Scambio sul posto Tariffe onnicomprensive di ritiro dell'energia immessa in rete (distinte per le diverse fonti) Autoconsumo e Libero mercato - oppure Ritiro dedicato oppure 3 Scambio sul posto 1.Di potenza non superiore a 1 MW (200 kw per gli impianti eolici on-shore). 2.Di potenza non superiore a 10 MVA o di potenza qualsiasi nel caso di fonti rinnovabili non programmabili. 3.Di potenza non superiore a 200 kw. Allo schema sopra delineato (certificati verdi o tariffa onnicomprensive) non sono ammessi gli impianti alimentati dalla fonte solare, per i quali è previsto un meccanismo di incentivazione ad hoc, il Conto Energia. Tale sistema consiste nella erogazione di tariffe incentivanti sulla base dell energia prodotta, per un periodo di venti anni nel caso degli impianti fotovoltaici e di venticinque anni nel caso degli impianti solari termodinamici. Oltre alle suddette tariffe gli impianti possono contare su una seconda voce di ricavo, costituita dalla valorizzazione dell energia immessa in rete o autoconsumata. Guida sulle fonti rinnovabili 911 Tabella 2.3 Voci di ricavo per gli impianti solari Periodo di esercizio 1 Primi N anni Dopo Incentivo Tariffe del conto energia attribuite all'energia prodotta - Valorizzazione energia Autoconsumo e Libero mercato oppure Ritiro dedicato oppure 2 Scambio sul posto 1. N = 20 per impianti fotovoltaici; N = 25 per impianti solari termodinamici. 2. Di potenza non superiore a 20 kw se entrati in esercizio entro il 31/12/2007; di potenza non superiore a 200 kw se entrati in esercizio dopo il 31/12/ Guida sulle fonti rinnovabili12 3 I MECCANISMI DI INCENTIVAZIONE 3.1 Il meccanismo dei certificati verdi Il sistema delle quote obbligate L art. 11 del D.Lgs. 79/1999 ha introdotto l obbligo, a carico dei produttori e degli importatori di energia elettrica prodotta da fonti non rinnovabili, di immettere nel sistema elettrico nazionale, a decorrere dal 2002, una quota minima di energia elettrica prodotta da impianti alimentati a fonti rinnovabili entrati in esercizio dopo l 1/4/1999. Tabella Incremento annuale della quota d obbligo introdotta dal D.Lgs. 79/1999 Anno di riferimento Quota d obbligo Anno di Assolvimento % % % ,35% ,70% ,05% ,80% ,55% ,30% ,05% ,80% ,55% % 7% 6% 5% 4% 3% 2% 1% 0% 2001 Incremento annuale della quota Quota d'obbligo Anno di riferimento La quota percentuale è calcolata sulla base delle produzioni e delle importazioni 8 da fonti non rinnovabili dell anno precedente, decurtate dell energia elettrica prodotta in cogenerazione ai sensi della delibera AEEG 9 42/2002 e successive modifiche e integrazioni, degli autoconsumi di centrale e delle esportazioni, con una franchigia di 100 GWh per ciascun operatore. Tale quota inizialmente era fissata al 2%; il D.Lgs. 387/2003 ha stabilito un progressivo incremento annuale di 0,35 punti percentuali nel triennio Gli importatori di energia elettrica possono richiedere l esenzione dall obbligo per la parte di energia prodotta da fonti rinnovabili e certificata come tale. In caso di importazione da Stati membri dell'unione europea, l energia rinnovabile deve essere certificata attraverso la Garanzia di Origine introdotta dalla Direttiva 2001/77/CE e recepita dal D.Lgs. 387/03. In caso di importazione da Paese terzi, l esenzione è subordinata alla stipula di un accordo tra il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio e i competenti Ministeri del Paese terzo. 9 Autorità per l energia elettrica e il gas. Guida sulle fonti rinnovabili 1113 2006. La Legge Finanziaria 2008 ha elevato l incremento annuale a 0,75 punti percentuali per il periodo ; successivi decreti ministeriali potranno stabilire ulteriori incrementi per gli anni successivi al Nella tabella 3.1 è illustrato l incremento nel tempo della quota d obbligo. I soggetti sottoposti all obbligo possono adempiervi immettendo in rete energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili oppure acquistando da altri produttori titoli, chiamati certificati verdi (CV), comprovanti la produzione dell equivalente quota. I certificati verdi sono lo strumento con il quale tali soggetti devono dimostrare di avere adempiuto al proprio obbligo e quindi costituiscono l incentivo alla produzione da fonte rinnovabile. Si crea infatti un mercato, in cui la domanda è data dai soggetti sottoposti all obbligo e l offerta è costituita dai produttori di energia elettrica con impianti aventi diritto ai certificati verdi I certificati verdi Taglia I certificati verdi sono titoli comprovanti la produzione di una certa quantità di energia da fonti rinnovabili. La loro taglia, inizialmente fissata in 100 MWh, è stata progressivamente abbassata dalla normativa: prima a 50 MWh dalla L. 23/8/2004 n. 239 e infine a 1 MWh dalla Legge Finanziaria Dal primo gennaio 2009, dunque, il numero di CV che un soggetto obbligato deve possedere per dimostrare di aver adempiuto all obbligo introdotto dal D.Lgs. 79/1999, è uguale al proprio obbligo espresso in MWh. Modalità di calcolo I CV vengono rilasciati in funzione dell energia netta prodotta dall impianto (E A ), che è l energia lorda misurata ai morsetti dei gruppi di generazione, diminuita dell energia elettrica assorbita dai servizi ausiliari, delle perdite nei trasformatori e delle perdite di linea fino al punto di consegna dell energia elettrica alla rete con obbligo di connessione di terzi. L energia netta prodotta tuttavia non costituisce sempre direttamente il termine di riferimento per il calcolo del numero di certificati verdi spettanti. Esistono diversi tipi di interventi impiantistici (nuova costruzione, riattivazione, potenziamento, rifacimento totale o parziale) che danno diritto a ottenere l incentivazione di 12 Guida sulle fonti rinnovabili14 tutta o parte dell energia elettrica prodotta. Come meglio illustrato al paragrafo 3.4, a ogni categoria di intervento corrisponde una diversa formula che lega l energia riconosciuta come incentivabile E I all energia netta prodotta E A (ad esempio, nel caso di interventi di nuova costruzione tutta l energia netta prodotta è incentivabile, mentre nel caso dei potenziamenti generalmente è incentivabile solo l incremento di produzione). In base a quanto previsto dalla normativa antecedente la Legge Finanziaria 2008, l energia corrispondente al numero di certificati verdi riconosciuti (E CV ) 10 coincide esattamente con l energia riconosciuta come incentivabile (E I ), la quale, come detto, dipende dall energia netta prodotta (E A ) in modo differente a seconda dell intervento realizzato. Riassumendo, per gli impianti entrati in esercizio 11 entro il 31/12/2007, per tutto il periodo di incentivazione (12 anni) si ha: E CV = E I essendo E I funzione della categoria di intervento e di E A La Legge Finanziaria 2008 e il suo collegato fiscale (Legge 29/11/2007 n. 222) hanno introdotto un nuovo principio, a beneficio degli impianti entrati in esercizio successivamente al 31/12/2007, consistente nel differenziare l entità dell incentivazione in base alla fonte rinnovabile. Il numero di certificati verdi riconosciuti dipende, oltre che dal tipo di intervento realizzato e dall energia netta prodotta, anche dal tipo di fonte rinnovabile che alimenta l impianto. I CV sono attribuiti moltiplicando l energia riconosciuta come incentivabile (E I ) per un coefficiente K, il cui valore è differenziato in base alla fonte rinnovabile utilizzata, così come indicato in tabella 3.2. Sinteticamente, per gli impianti entrati in esercizio dopo il 31/12/2007, per tutto il periodo di incentivazione (15 anni) si ha: E CV = K x E I essendo E I funzione della categoria di intervento e di E A 10 Poiché 1 CV ha taglia di 1 MWh, E CV, energia corrispondente al numero di certificati verdi riconosciuti, è data dalla seguente relazione: E CV = Numero CV x 1 MWh. 11 La data di entrata in esercizio di un impianto è la data in cui si effettua il primo funzionamento dell'impianto in parallelo con il sistema elettrico, anche a seguito di potenziamento, rifacimento totale o parziale o riattivazione. Nel caso di un impianto esistente che abbia funzionato in isola e che si connetta poi alla rete, la data di entrata in esercizio è quella della prima produzione di energia elettrica dell impianto funzionante in isola. Guida sulle fonti rinnovabili 1315 Numerazione L. 244/2007 Tabella Coefficienti moltiplicativi per il calcolo del numero di CV (tabella estratta dalla Tabella 2 allegata alla Legge Finanziaria 2008, così come modificata dalla Legge 23/7/2009 n. 99). Fonte Coefficiente K 1 Eolica on-shore 1,00 1-bis Eolica off-shore 1,50 3 Geotermica 0,90 4 Moto ondoso e maremotrice 1,80 5 Idraulica 1, Rifiuti biodegradabili, biomasse diverse da quelle di cui al punto successivo Biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ottenuti nell ambito di intese di filiera, contratti quadro, o filiere corte Gas di discarica e gas residuati dai processi di depurazione e Biogas diversi da quelli del punto precedente 1,30 1,80 0,80 Il D.M. 2/3/2010 del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, ha disciplinato le modalità per l applicabilità del coefficiente moltiplicativo 1,80 per le fonti indicate nella riga 7 della tabella 3.2. Le biomasse e i biogas che possono accedere a tale coefficiente devono essere costituite esclusivamente dalla parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura, comprendente sostanze vegetali e animali, e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse. Le suddette biomasse devono inoltre rientrare in una delle due seguenti tipologie: - biomassa da intese di filiera, cioè biomasse prodotte nell ambito di intese di filiera o contratti quadro di cui agli articoli 9 e 10 del D.Lgs. 27/7/2005 n. 102; - biomassa da filiera corta, cioè biomassa prodotte entro il raggio di 70 km dall impianto di produzione dell energia elettrica 12. Periodo di riconoscimento e periodo di validità Il periodo di riconoscimento dei certificati verdi, inizialmente fissato in otto anni, è stato in un primo tempo elevato a dodici anni dal D.Lgs. 3/4/2006 n. 152; la Legge Finanziaria 12 La lunghezza del predetto raggio è misurata come la distanza in linea d aria che intercorre tra l impianto di produzione dell energia elettrica e i confini amministrativi del Comune in cui ricade il luogo di produzione della biomassa. 14 Guida sulle fonti rinnovabili16 2008 ha peraltro chiarito che tale prolungamento si applica a tutti gli impianti alimentati da fonti rinnovabili entrati in esercizio dopo l 1/4/1999 ed entro il 31/12/2007. La medesima legge ha altresì disposto che l energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili in impianti entrati in esercizio in data successiva al 31/12/2007 possa godere dei CV per un periodo di quindici anni. I certificati verdi hanno validità triennale: quelli rilasciati per la produzione di energia elettrica in un dato anno (anno di riferimento dei CV) possono essere usati per ottemperare all'obbligo introdotto dall art. 11 del D.Lgs. 79/1999 relativo anche ai successivi due anni. Prezzo La valorizzazione economica dei certificati verdi costituisce l incentivo alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Definito P CV il prezzo dei CV venduti, espresso in /MWh, il valore dell incentivazione, I CV, espresso in, è dato dalla seguente relazione: I CV = P CV x E CV. Il valore dell incentivo, cioè il prezzo dei certificati verdi, si forma in base alla legge della domanda e dell offerta. Le transazioni dei CV possono avvenire sul mercato organizzato dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) o mediante contratti bilaterali. Il GME registra, oltre alle transazioni dei certificati che avvengono sul mercato, anche le transazioni bilaterali 13. Sia per fornire agli operatori indicazioni utili ai fini della valutazione del possibile prezzo di collocamento dei loro certificati verdi sia per coprire una domanda inizialmente superiore all offerta, il D.Lgs. 79/1999 ha assegnato al GSE il compito di offrire, sul mercato organizzato dal GME, certificati verdi relativi all energia prodotta dagli impianti CIP 6/1992, alimentati a fonti rinnovabili, entrati in esercizio dopo l 1/4/1999. Prima della Legge Finanziaria 2008 il prezzo dei CV offerti dal GSE era calcolato come differenza tra l onere di acquisto, da parte del GSE, dell energia elettrica prodotta dagli 13 Per maggiori informazioni sulle transazioni dei certificati verdi si rimanda al sito web del GME: Guida sulle fonti rinnovabili 1517 impianti CIP 6/1992 alimentati da fonti rinnovabili e i proventi derivanti dalla vendita di tale energia. La Legge Finanziaria 2008 ha introdotto una nuova modalità di calcolo del prezzo di offerta dei CV del GSE: a partire dal 2008 essi sono collocati sul mercato a un prezzo pari alla differenza tra 180 /MWh e il valore medio annuo del prezzo di cessione dell energia elettrica registrato nell anno precedente 14. L applicazione di questa nuova modalità di calcolo ha dato luogo a valori di offerta dei CV del GSE pari a 112,88 /MWh per l anno 2008, 88,66 /MWh per l anno 2009 e 112,82 /MWh per l anno 2010 (tabella 3.3). Tabella Andamento dei prezzi dei CV del GSE (senza IVA), in seguito alla revisione della modalità di calcolo introdotta dalla Legge Finanziaria 2008 Anno Valore di riferimento Prezzo medio cessione energia anno precedente Prezzo di offerta CV del GSE [ /MWh] [ /MWh] [ /MWh] ,12 112, ,34 88, ,18 112,82 Il prezzo dei certificati verdi del GSE rappresenta un prezzo massimo per l intero mercato. Mentre fino al 2005, a causa della scarsità di offerta, i certificati venivano scambiati a un prezzo prossimo a quello del GSE, dall anno 2006 l offerta di CV dei produttori qualificati IAFR ha superato la corrispondente richiesta necessaria alla copertura dell obbligo; tale situazione ha provocato una diminuzione dei prezzi di vendita dei certificati verdi. Al fine di evitare l eccessiva perdita di valore dei certificati verdi in situazioni di eccesso di offerta, sono state introdotte due disposizioni normative. La prima, contenuta nella Legge Finanziaria 2008 (art. 2, comma 149), prevede che dal 2008, su richiesta dei produttori, il GSE ritiri i CV in scadenza nell anno a un prezzo pari al prezzo medio registrato l anno precedente, relativo alle contrattazioni di tutti i certificati verdi, indipendentemente dall anno cui essi si riferiscono, effettuate sia sulla borsa del GME sia mediante contrattazioni bilaterali. La seconda disposizione, introdotta dal D.M. 18/12/2008 (art. 15), stabilisce che, nel triennio , su richiesta dei detentori, il GSE ritiri i CV rilasciati per le produzioni 14 Tale prezzo è definito dalla AEEG, entro il 31 gennaio di ogni anno, in attuazione dell articolo 13 comma 3 del D.Lgs. 387/ Guida sulle fonti rinnovabili18 relative agli anni fino al Il prezzo di ritiro dei predetti certificati è pari al prezzo medio di mercato del triennio precedente all'anno nel quale viene presentata la richiesta di ritiro. Nel 2010 il prezzo di ritiro dei CV da parte del GSE in attuazione di tale disposizione è pari a 88,91 /MWh al netto di IVA, corrispondente al prezzo medio ponderato delle contrattazioni di tutti i certificati registrate dal GME nel triennio Concludendo questo paragrafo ricordiamo quanto detto al capitolo 2: la vendita dei certificati verdi non costituisce l unica fonte di remunerazione della generazione elettrica da fonti rinnovabili, in quanto a essa si va a sommare la valorizzazione dell energia elettrica (vendita dell energia elettrica immessa in rete, autoconsumo o scambio sul posto). Tale forma di remunerazione permane ovviamente anche al termine del periodo di incentivazione. 3.2 Il meccanismo delle tariffe onnicomprensive La Legge Finanziaria 2008 ha introdotto un nuovo schema di incentivazione (poi disciplinato dal D.M. 18/12/2008 e dalla delibera AEEG ARG/elt 1/09), cui è possibile aderire in alternativa al sistema dei certificati verdi, a beneficio esclusivo degli impianti entrati in esercizio dopo il 31/12/2007, aventi potenza nominale media annua 16 non superiore a 1 MW (200 kw nel caso degli eolici). Ai suddetti impianti è concessa la facoltà di optare per tariffe di ritiro dell energia immessa in rete, differenziate per fonte, riconosciute per un periodo di quindici anni. Tali tariffe sono dette onnicomprensive (TO) in quanto il loro valore include sia la componente incentivante sia la componente relativa alla remunerazione derivante dalla vendita dell energia immessa nella rete elettrica. Sino al termine del periodo di incentivazione, dunque, le tariffe costituiscono l unica fonte di remunerazione della generazione elettrica da fonte rinnovabile. Terminato il periodo di incentivazione permane naturalmente la 15 Sono esclusi i certificati verdi rilasciati ai sensi della L. 239/04 agli impianti di cogenerazione abbinata al teleriscaldamento. 16 Tale grandezza, cui fa riferimento la Legge Finanziaria 2008, è definita dal D.M. 18/12/2008 nel seguente modo: per gli impianti idroelettrici è la potenza nominale di concessione di derivazione d'acqua, tenendo conto della decurtazione conseguente all'applicazione del deflusso minimo vitale; per gli altri impianti è la potenza attiva nominale di impianto. La potenza attiva nominale di impianto è valutata dal GSE come somma delle potenze attive massime erogabili dai gruppi generatori dell impianto, espresse in MW (si tratta di un dato di potenza installata, non di un parametro di esercizio dell impianto). Guida sulle fonti rinnovabili 1719 possibilità di valorizzare l energia elettrica prodotta (vendita dell energia elettrica immessa in rete, autoconsumo o scambio sul posto). Mentre i certificati verdi sono riconosciuti sulla base dell energia netta prodotta (E A ) 17 e quindi premiano anche l eventuale quota di produzione autoconsumata, le tariffe onnicomprensive sono riconosciute in funzione della sola energia netta immessa in rete (E R ) 18. Anche nel caso delle TO, così come nel caso dei CV, in base al tipo di intervento impiantistico eseguito cambia l entità dell incentivazione. In particolare, nel sistema delle tariffe onnicomprensive, a seconda della categoria di intervento, cambia la quota di energia netta immessa in rete (E R ) che può essere incentivata: è su tale quota di energia (energia incentivata E I ) che vengono erogate le tariffe. Definito V TO il valore della tariffa in /MWh (funzione della fonte rinnovabile) e I TO il valore in della remunerazione riconosciuta, possiamo scrivere: I TO = V TO x E I essendo E I funzione della categoria di intervento e di E R L articolazione delle tariffe in funzione della fonte che alimenta l impianto è illustrata nella tabella 3.4. Tabella Tariffe onnicomprensive riconosciute all energia incentivata E I (Tabella 3 allegata alla Legge Finanziaria 2008, così come modificata dalla Legge 99 del 23/7/2009). Numerazione L.244/2007 Fonte Tariffa ( /MWh) 1 Eolica per impianti di taglia inferiore a 200 kw Geotermica Moto ondoso e maremotrice Idraulica diversa da quella del punto precedente Biogas e biomasse, esclusi i biocombustibili liquidi ad eccezione degli oli vegetali puri tracciabili attraverso il sistema integrato di gestione e di controllo previsto dal regolamento (CE) 73/2009 del Consiglio, del 19 gennaio 2009 Gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biocombustibili liquidi ad eccezione degli oli vegetali puri tracciabili attraverso il sistema integrato di gestione e di controllo previsto dal regolamento (CE) 73/2009 del Consiglio, del 19 gennaio Vedasi paragrafo Nel caso in cui un impianto prelevi dalla rete l energia elettrica necessaria per alimentare i propri servizi ausiliari, l energia incentivata mediante la tariffa onnicomprensiva non è tutta quella effettivamente immessa in rete, ma quest ultima decurtata dei prelievi dalla rete destinati ad alimentare i servizi ausiliari. 18 Guida sulle fonti rinnovabili20 Gli oli vegetali indicati alla riga 6 della tabella 3.4 devono derivare da coltivazioni e processi di trasformazione condotti internamente al territorio dell Unione Europea. Il 31/3/2010 il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha emanato una circolare esplicativa del sistema di tracciabilità degli oli vegetali puri Cumulabilità degli incentivi Ai sensi dell art. 18 del D.Lgs 387/2003, la produzione di energia elettrica che ottiene i certificati verdi non può ottenere anche i titoli di efficienza energetica; inoltre la produzione di energia elettrica da impianti alimentati da biodiesel che abbia ottenuto l'esenzione dall'accisa non può ottenere anche i certificati verdi. Ai sensi dell art. 2 comma 152 della Legge Finanziaria 2008, come modificato dalla L. 99/2009, la produzione di energia elettrica da impianti alimentati da fonti rinnovabili, entrati in esercizio in data successiva al 30 giugno 2009, ha diritto di accesso ai certificati verdi o alle tariffe onnicomprensive a condizione che i medesimi impianti non beneficino di altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto energia, in conto capitale o in conto interessi con capitalizzazione anticipata, assegnati dopo il 31 dicembre La suddetta regola generale prevede due eccezioni: - gli impianti alimentati dalle fonti di cui alla riga 7 della tabella 2 allegata alla Legge Finanziaria , possono cumulare i certificati verdi con altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto capitale o conto interessi con capitalizzazione anticipata, non eccedenti il 40% del costo dell'investimento; - gli impianti, di proprietà di aziende agricole o gestiti in connessione 21 con aziende agricole, agroalimentari, di allevamento e forestali, alimentati dalle fonti di cui alla riga 19 Circolare esplicativa del sistema di tracciabilità degli oli vegetali puri per la produzione di energia elettrica al fine dell erogazione della tariffa onnicomprensiva di 0,28 euro a kwh prevista dalla Legge 99/2009 Prot. Ex SACO 5520 del 31/03/2010 (reperibile sul sito web 20 Biomasse e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ottenuti nell ambito di intese di filiera, contratti quadro, o filiere corte. 21 Si devono intendere per impianti gestiti in connessione con aziende agricole, agroalimentari, di allevamento e forestali, impianti la cui proprietà sia di società in cui la partecipazione di aziende agricole, agroalimentari, di allevamento e forestali sia almeno pari al 51%. Guida sulle fonti rinnovabili 19 Vedere altro
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