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Autonomia scolastica, competenze regionali in materia di Istruzione ed attuazione del Titolo V° lo stato dell'arte a livello nazionale e la Legge n ppt scaricare
PubblicatoGiustino Graziano Modificato 4 anni fa
Presentazione sul tema: "Autonomia scolastica, competenze regionali in materia di Istruzione ed attuazione del Titolo V° lo stato dell'arte a livello nazionale e la Legge n. 19."— Transcript della presentazione:
1 Autonomia scolastica, competenze regionali in materia di Istruzione ed attuazione del Titolo V° lo stato dell'arte a livello nazionale e la Legge n. 19 della Lombardia Roberto Vicini ANDIS 31 marzo 2009
2 oltre il blocco
3 il problema dellautonomia scolastica oggi il problema dellautonomia scolastica oggi attuazione attuazione (in un contesto strutturale bloccato): – –dal principio dellautonomia funzionale (DPR n. 275/99) al nuovo rilievo nellambito della Repubblica (Titolo V°) – –struttura dellinsegnamento e modello organizzativo disciplinaristici funzione funzione: – –democratica (diseguaglianza dellegualitarismo) – –pubblica (distinzione tra Istituzione e servizio)
4 blocco storico struttura / sovrastruttura (dato naturale / attività-volontà; economia / etica- politica; ecc.) costituiscono ununità dialettica inscindibile, definibile con la categoria soreliana di blocco storico …non si può pensare un individuo scuoiato come il vero individuo, ma neanche lindividuo disossato e senza scheletro si comprende quanto lo scheletro contribuisca alla grazia dei movimenti ecc. ecc. Continuando nella metafora si può dire che non è lo scheletro (in senso stretto) che fa innamorare di una donna, ma che tuttavia si comprende quanto lo scheletro contribuisca alla grazia dei movimenti ecc. ecc. Gramsci, (Gramsci, Quaderni dal carcere) il blocco storico
5 blocco sistema scuola i diversi aspetti dellautonomia fanno blocco tra di loro e con quelli delsistema scuola in generale: - didattico-metodologicaricerca -autonomia didattico-metodologica e di ricerca - -autonomia organizzativa - -autonomia economico-finanziaria - -status del docente (formazione; professionalità; contratto) - -modello organizzativo e gestionale nazionale e territoriale (reclutamento; mobilità, attribuzione organici; ecc.) lautonomia scolastica in carne e ossa
6 la grazia nei movimenti della scuola lascia un po a desiderare….. il blocco classi di concorso – graduatorie – discipline - ore di insegnamento = rigidità dellorario + ostacolo ad una didattica inter e trans-disciplinare il vincolo organizzativo del concorso provinciale e le regole della mobilità del personale docente = ostacolo alla creazione di team di lavoro budget economico non vincolato ridicolo per non parlare di: autoreferenzialità assenza della dimensione della responsabilità fosse solo questione di eleganza…
7 centralità della questione strutturale, rispetto quella dei centralità della questione strutturale, rispetto quella dei modelli pedagogici (contrapposti) libertà sul metodo e chiarezza su obiettivi e risultati libertà sul metodo e chiarezza su obiettivi e risultati attribuzione di livelli di responsabilità reali attribuzione di livelli di responsabilità reali i punti cruciali
8 a)il blocco non è metafisico, ma storico; a)riconfigurare i diversi elementi entro la nuova cornice della Costituzione e delle norme quadro (il quadro, la direzione e gli strumenti normativi sono già dati); a)definire e garantire i minimi essenziali (Norme generali; LEP e Standard minimi); a)logica di processo: - -articolazione per tappe e fasi - -geometria variabile - -esercizio del potere sostitutivo da parte dello Stato come superare il blocco?
9 la Legge n. 19/07 della Regione Lombardia
10 struttura TITOLO PRIMO - Disposizioni Generali: TITOLO PRIMO - Disposizioni Generali: riferimenti normativi; finalità e principi; compiti e interventi della Regione TITOLO SECONDO - Il Sistema di Istruzione e Formazione Professionale: articolazione del sistema educativo; competenze regionali Capo I – Il Sistema di certificazione nelle politiche integrate di istruzione, formazione e lavoro Capo II – Lofferta formativa Capo III – La rete degli operatori Capo IV – Efficacia ed efficienza del sistema: valutazione, attribuzione delle risorse. TITOLO TERZO – Politiche: ricerca, innovazione, qualificazione del personale TITOLO QUARTO - Disposizioni Finali: TITOLO QUARTO - Disposizioni Finali: disposizioni transitorie; abrogazioni; disposizioni finanziarie.
11 ambito
12 ruolo della Regione GOVERNO di TUTTO IL SISTEMA EDUCATIVO: programmazione dei servizi; gestione, organizzazione, amministrazione di tutto il Sistema educativo di istruzione e formazione; monitoraggio delle esigenze di istruzione e formazione emergenti dalle comunità locali; supporto alle istituzioni scolastiche e formative e formazione personale. Per LISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE: accreditamento delle istituzioni scolastiche e formative, pubbliche e private, che erogano i servizi; assegnazione delle risorse finanziarie ai soggetti accreditati erogatori dei servizi; determinazione e contenuti dei percorsi formativi, nel rispetto dei Livelli Essenziali delle Prestazioni fissati dallo Stato, a seguito di accordo in Conferenza Unificata; certificazione riferita a standard nazionali ed europei; valutazione del Sistema in termini di efficacia ed efficienza
13 il sistema dellofferta
14 competenze regionali su Istruzione Art. 2 – Finalità e principi eccellenzaequità valorizzando gli enti territoriali e le autonomie funzionali, nonché l'autonomia delle istituzioni scolastiche e formative 5. La Regione garantisce lo sviluppo dell'eccellenza e dell'equità del sistema di istruzione e formazione professionale, favorendo l'iniziativa dei cittadini singoli o associati, valorizzando gli enti territoriali e le autonomie funzionali, nonché l'autonomia delle istituzioni scolastiche e formative. Art. 3 - Valorizzazione dell'autonomia scolastica attraverso atti di indirizzo valorizza l'autonomia delle istituzioni scolastiche e ne supporta l'azione miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza del processo di apprendimento ed insegnamento. 1. La Regione attraverso atti di indirizzo valorizza l'autonomia delle istituzioni scolastiche e ne supporta l'azione volta ad attuare percorsi formativi mirati allo sviluppo della persona e al successo formativo, adeguati alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al consolidamento del collegamento con le realtà territoriali, nonché al miglioramento dell'efficacia e dell'efficienza del processo di apprendimento ed insegnamento. reti relazioni con gli enti locali. 2. Al fine di potenziare l'autonomia scolastica, la Regione promuove la costituzione di reti e di altre forme di collaborazione tra istituzioni scolastiche autonome, favorendone le relazioni con gli enti locali. Art. 5 – Ruolo della Regione programmazione attività su tutto il sistema educativo: analisi fabbisogni, programmazione, orientamento gestione amministrativa ed organizzativa del sistema di Istruzione
15 Art. 5 – Ruolo della Regione atti negoziali con gli Uffici periferici del Ministero 3. In fase di prima attuazione, la continuità del funzionamento del servizio di istruzione è assicurata anche attraverso atti negoziali con gli Uffici periferici del Ministero della pubblica istruzione. dell'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica al Titolo V 4. Con provvedimento organizzativo della Giunta regionale sono individuate strutture e articolazioni territoriali per l'esercizio di funzioni e attività previste dalla presente legge, tenuto conto di risorse strumentali, umane e finanziarie trasferite dallo Stato, ai fini dell'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica al Titolo V della Costituzione. Art. 7 – Programmazione dei servizi Giunta propone e Consiglio approva indirizzi e criteri per la programmazione Piani provinciali di localizzazione servizi adottati da D.G. IFL Art. 9 – Competenze regionali per gli ordinamenti del sistema di istruzione istruzione Quota regionale dei piani di studio su specificità territoriali competenze regionali su Istruzione
16 la rete degli operatori la rete degli operatori Art. 24 – Istituzioni formative Gli istituti scolastici trasferiti diventano Istituzioni Formative dotate di personalità giuridica pubblica e completa autonomia. Alle istituzioni formative è riconosciuta autonomia didattica, organizzativa, finanziaria e gestionale Separazione tra funzioni di indirizzo e gestionali Partecipazione delle rappresentanze di allievi, genitori, docenti Possono attivare selezione e valutazione del personale Art. 25 – Albo dei soggetti accreditati Albo dei soggetti accreditati suddiviso in Sezioni: A) per la formazione in Obbligo di Istruzione e Diritto Dovere – B) altri percorsi Art. 26 – Modalità e criteri per laccreditamento Definiti da Giunta nel rispetto degli Standard Minimi Nazionali Indicati elementi minimi
17 Art. 24 - Istituzioni formative 1. 1. Il sistema regionale di erogazione dei servizi di istruzione e formazione professionale è assicurato dai seguenti soggetti pubblici e privati, che assumono la denominazione di istituzioni formative: a) a)centri di formazione dipendenti dalla Regione o dagli enti locali; b) b)istituzioni scolastiche autonome di cui all'articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59 (Delega al governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica amministrazione e per la semplificazione amministrativa), trasferite ai sensi di accordi nazionali per l'adeguamento dell'ordinamento della Repubblica al Titolo V della Costituzione; c) c)operatori accreditati iscritti alla sezione A) dell'albo, di cui all'articolo 25. 2. Possono, altresì, erogare servizi di istruzione e formazione professionale le istituzioni scolastiche e le scuole paritarie di cui alla legge 10 marzo 2000, n. 62 (Norme per la parità scolastica e disposizioni sul diritto allo studio e all'istruzione). 3. Le istituzioni formative erogano un servizio di interesse generale ed hanno in particolare lo scopo di progettare e realizzare interventi educativi di istruzione e formazione. 4. Alle istituzioni formative è assicurata piena libertà di orientamento culturale ed indirizzo pedagogico-didattico. 5. Le istituzioni formative di cui al comma 1, lettere a) e b), sono dotate di personalità giuridica e autonomia statutaria, didattica, di ricerca, organizzativa, amministrativa e finanziaria. La loro attività è improntata al principio della separazione tra funzioni di indirizzo e funzioni gestionali, nonché a quello della partecipazione delle rappresentanze di allievi, genitori e docenti. 6. Le istituzioni formative di cui al comma 1, lettere a) e b), possono attivare modalità di selezione e valutazione del proprio personale docente e non docente. Nel rispetto degli accordi sindacali, tali istituzioni formative possono assumere la titolarità del rapporto di lavoro del personale docente e non docente loro assegnato o direttamente reclutato. Istituzioni formative
18 valutazione e attribuzione risorse Art. 27 – Valutazione del Sistema Affidata al Valutatore indipendente di cui alla L.R. n. 22/2006 Valutazione dellefficacia del sistema educativo in relazione alle politiche regionali Supporto alle Istituzioni Formative per autovalutazione Art. 28 – Attribuzione delle risorse Attribuzione delle risorse economiche sulla base del criterio della Quota Capitaria (con correttivi) Premialità e valorizzazione delle realtà eccellenti
19 disposizioni transitorie Art. 30 - Disposizioni transitorie Continuano i percorsi sperimentali in attesa di Accordo in Conferenza Unificata, come previsto da Art. 27 del Dlgs 226/05 Fino al trasferimento dei beni e risorse dallo Stato attribuisco risorse con criteri definiti dalla Giunta Fino al trasferimento dei beni e risorse dallo Stato attribuisco risorse con criteri definiti dalla Giunta Art. 31 – Trasferimento delle risorse da Stato a Regione Secondo modalità previste dalla Legge La Loggia n. 131/03 Secondo modalità previste dalla Legge La Loggia n. 131/03
20 prima attuazione programmazione unitaria della rete dei servizi in una logica di governance programmazione unitaria della rete dei servizi in una logica di governance definizione del sistema complessivo degli standard (professionali: QRSP; formativi: Repertorio e SFM tecnico-professionali e di base; standard di cetificazione) definizione del sistema complessivo degli standard (professionali: QRSP; formativi: Repertorio e SFM tecnico-professionali e di base; standard di cetificazione) raccordo con USR e USP per esercizio funzioni gestionali, amminisrative e programmatorie raccordo con USR e USP per esercizio funzioni gestionali, amminisrative e programmatorie Quota regionale dei piani personalizzati di studio Quota regionale dei piani personalizzati di studio implementazione del Valutatore indipendente e dellOsservatorio implementazione del Valutatore indipendente e dellOsservatorio sistema dote sistema dote nuova sperimentazione del sistema di IeFP nuova sperimentazione del sistema di IeFP
21 prima attuazione atti : atti: -Indicazioni regionali per lofferta formativa - e Procedure relative allo svolgimento delle attività formative (ex art. 22, LR n. 19/07) - DGR n. VIII/6563 -Accreditamento servizi IFP (ex art. 26, LR n. 19/07) – DGR n. VIII/6273 e succ. Decreti -Osservatorio Istruzione Formazione e Lavoro ( art. 6, LR n. 22/06) -Valutatore Indipendente (art. 17, RL n. 22/06 e art. 27, RL n. 19/07) -Sistema di certificazione (ex art. 10, LR n. 19/07) -Repertorio dellofferta di IFP (ex art. 22, LR n. 19/07) – DDG n. 244/09 -Quadro regionale degli standard professionali – DDUO n. 8486/08 -Indirizzi e criteri per la programmazione dei servizi educativi di Istruzione e Formazione - DCR n. VIII/528 -Indirizzi per la quota regionale dei piani di studio (ex art. 9, RL n. 19/07) -Dote scuola 2009-10 (DGR n. 974/09)
22 servizi essenziali la programmazione dei servizi essenziali del sistema educativo di istruzione e formazione comprende: lofferta dei percorsi di istruzione e formazione; linsieme dei servizi connessi e funzionali, quali in particolare trasporto e mense, fornitura dei libri di testo e materiale didattico, attività di orientamento, azioni per la lotta alla dispersione scolastica, nonchè leducazione stradale, musicale e della salute. indirizzi, gli obiettivi, le priorità di intervento, la Regione definisce gli indirizzi, gli obiettivi, le priorità di intervento, quali fattori che costituiscono la base per la programmazione di tutti i servizi territoriali effettuata tramite i Piani Provinciali programmazione dellofferta
23 Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, approva ed aggiorna periodicamente gli indirizzi pluriennali e i criteri per la redazione dei piani provinciali dei servizi; la proposta della Giunta regionale tiene conto in particolare dell'attività di monitoraggio ed analisi dell'Osservatorio regionale del mercato del lavoro; gli indirizzi e i criteri comprendono anche indicazioni per l'armonizzazione, rispetto alle specifiche caratteristiche dei territori, dei parametri dimensionali nazionali delle istituzioni scolastiche, nonché per l'individuazione degli ambiti territoriali funzionali entro i quali realizzare la programmazione territoriale. alle Province e ai Comuni spettano, in attuazione delle rispettive competenze programmatorie, in coerenza con gli indirizzi e i criteri stabiliti dalla Regione, l'organizzazione della rete scolastica e la definizione del piano provinciale dei servizi, espressione delle specifiche esigenze educative e formative del territorio e della connotazione territoriale della domanda; acquisiti i piani provinciali, il direttore generale competente, previa conferenza dei servizi con le Province, adotta con decreto il piano regionale dei servizi. programmazione dellofferta
24 elaborazione della proposta di Piano Provinciale per ambiti territoriali, di concerto tra Provincia, Comuni, altri EE.LL., Istituzioni scolastiche e formative autonome contenuti della proposta di Piano Provinciale: fabbisogni territoriali identificazione e quantificazione target beneficiari della Dote risultati attesi in relazione agli obiettivi regionali gamma di servizi specifici per ciascuno di essi costi e relative fonti di finanziamento condivisione e negoziazione con la Regione della proposta di Piano Provinciale: la partecipazione delle risorse regionali ai diversi piani provinciali è definita in base al contributo previsto per il raggiungimento dei risultati attesi per ciascun obiettivo strategico il Piano regionale che ne consegue coordina e guida lattuazione delle politiche da parte di tutti i soggetti istituzionali programmazione dellofferta
25 centralità degli obiettivi e dei risultati attesi: programmazione dei servizi strettamente orientata al raggiungimento dei risultati attesi previsti dagli obiettivi strategici partenariato istituzionale: programmazione territoriale degli enti locali e condivisione dei risultati integrazione degli strumenti e delle risorse: le risorse disponibili dei diversi soggetti istituzionali sono orientate in logica di sistema, attraverso una programmazione unitaria da centralità dellofferta a centralità della domanda: la programmazione passa dalla logica delle promozione dellofferta a quella del sostegno della domanda distinzione tra Programmazione e Attuazione: distinzione tra livello programmatorio, attuazione delle politiche, amministrazione e gestione suddivisioni di tali responsabilità in capo a diversi soggetti istituzionali in relazione alle differenti tipologie di intervento come cambia la programmazione
26 1.obiettivi strategici indicatori e risultati attesi ambiti di intervento insieme degli strumenti 2.opzioni chiave 3.criteri per elaborazione, condivisione e realizzazione di piani provinciali 1.risorse economiche regionali indirizzi e criteri regionali
27 che cosa incrementare il livello di qualificazione dei giovani in diritto dovere di istruzione e formazione favorire il successo scolastico e formativo e ridurre i fenomeni di dispersione e ritardo sostenere la crescita del capitale umano regionale e linvecchiamento attivo della popolazione ogni obiettivo si misura con indicatori e risultati attesi NB: ogni obiettivo si misura con indicatori e risultati attesi obiettivi strategici
28 dove – attraverso che cosa diversi ambiti di intervento e/o insieme di azioni attivabili finalizzate al raggiungimento dei risultati attesi: percorsi di istruzione percorsi di IFP sostegno inserimento diversamente abili edilizia scolastica servizi di supporto accessori interventi di diritto allo studio ecc… ambiti di intervento
29 come programmazione basata sul continuum di conoscenza e valutazione: Osservatorio, Accreditamento, Valutatore indipendente; integrazione delle risorse e dei sistemi; partenariato istituzionale e sociale: condivisione, corresponsabilità, compartecipazione; la Dote: programmazione per target groups e identificazione di specifici servizi + libertà di scelta tra i soggetti erogatori autonomia e responsabilità della rete dei soggetti erogatori opzioni chiave
30 Il quadro nazionale
31 Federalismo fiscale Federalismo fiscale Riforma (assestamento) degli ordinamenti Riforma (assestamento) degli ordinamenti Definizione del Quadro nazionale delle qualifiche (2010?) Definizione del Quadro nazionale delle qualifiche (2010?) Definizione del quadro nazionale degli standard (TNU) Definizione del quadro nazionale degli standard (TNU) Attuazione Titolo V° Attuazione Titolo V° un quadro complesso
32 Titolo V° nesso autonomia / attuazione Titolo V° trasferimento ai sensi: - -DPR 112/98 - -L. 131/03tracciato: - -DLgs 226/05 - -Attuazione del Titolo V della Costituzione per il settore istruzione - Master Plan delle azioni (Conferenza delle Regioni, 14-12-2006) - -Proposta per lIntesa tra lo Stato, le Regioni e P.A. avente ad oggetto finalità, tempi e modalità di attuazione del Titolo V° Cost, per quanto concerne la materia Istruzione (C.R., 8 aprile 2008)
33 Con decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, sulla base di accordi da concludere in sede di Conferenza Unificata, sono individuati modalità e tempi per il trasferimento dei beni e delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie per lesercizio delle funzioni e dei compiti conferiti alle Regioni e agli Enti locali nellambito del sistema educativo di istruzione e formazione, secondo quanto previsto dagli articoli 117 e 118 della Costituzione, in stretta correlazione con lattuazione delle disposizioni di cui al Capo III. Ai predetti trasferimenti si applicano le disposizioni di cui allarticolo 7, commi 3 e 4, della legge 5 giugno 2003, n. 131. Per le Regioni a statuto speciale e per le Province autonome di Trento e Bolzano il trasferimento è disposto con le modalità previste dai rispettivi statuti, se le relative funzioni non sono già state attribuite. DLgs. n. 226/05, art. 28, c. 5
34 siglata in Conferenza Presidenti siglata in Conferenza Presidenti Gruppo tecnico della IX Conferenza Gruppo tecnico della IX Conferenza avviato iter di confronto in tecnica della Conferenza Unificata avviato iter di confronto in tecnica della Conferenza Unificata Intesa
35 individuazione dei tempi e dei modi per il completamento del trasferimento delle funzioni amministrative alle Regioni e agli Enti locali alla luce dei nuovi criteri costituzionali di riparto della funzione legislativa in materia di istruzione; fissazione dei tempi e delle modalità per il trasferimento delle risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie allesercizio delle nuove funzioni e del collegamento tra tale trasferimento e la data di inizio dellesercizio delle nuove funzioni; congruente definizione dei tempi e dei modi di ridefinizione dellamministrazione scolastica periferica; modulazione del raggiungimento degli obiettivi secondo diverse velocità, dipendenti dallo stadio dellorganizzazione regionale; definizione di condizioni e modalità per la attuazione della sperimentazione di cui allarticolo 2, commi 417-425 della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria per lanno 2008). obiettivi
36 iter L. 131, art 7 3. Sulla base dei medesimi accordi e nelle more dell'approvazione dei disegni di legge di cui al comma 2, lo Stato puo' avviare i trasferimenti dei suddetti beni e risorse secondo principi di invarianza di spesa e con le modalita' previste al numero 4) del punto II dell'Accordo del 20 giugno 2002, recante intesa interistituzionale tra Stato, regioni ed enti locali, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 159 del 9 luglio 2002. A tale fine si provvede mediante uno o piu' decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, tenendo conto delle previsioni d spesa risultanti dal bilancio dello Stato e del patto di stabilita'. Si applicano, in quanto compatibili, gli articoli 3, 7, commi 8, 9, 10 e 11, e 8 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. Gli schemi di decreto, ciascuno dei quali deve essere corredato di idonea relazione tecnica, sono trasmessi alle Camere per l'acquisizione del parere da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, da rendere entro trenta giorni dall'assegnazione. iter L. 131/03
37 Il Consiglio di Stato richiama la sentenza della Corte Costituzionale n. 13 del 2004 ribadendo che in materia di programmazione scolastica e della relativa gestione amministrativa compito dello Stato sia solo quello di fissare principi, cosicché una eventuale disciplina di dettaglio deve cedere a seguito della sopravvenienza della relativa disciplina regionale. Per questo motivo il Consiglio di Stato dichiara non conforme al dettato costituzionale e chiede che sia modificato il regolamento, inserendo laddove si assegna allUSR il compito di ripartire le consistenze organiche a livello provinciale (articolo 2 c. 5 e art. 5 c. 1) la seguente previsione: La presente disposizione, al fine di garantire la continuità del servizio, resta efficace sino alladozione da parte della Regione interessata delle norme legislative necessarie ai sensi dellart. 117 della Costituzione, nonché di un apparato istituzionale idoneo allo svolgimento delle funzioni assegnate. parere del Consiglio di Stato su regolamenti dimensionamento e primo ciclo
38 per il personale docente ed ATA si prevede la modalità del trasferimento funzionale per leventuale trasferimento delle Istituzioni e del personale occorrono ulteriori passaggi normativi per leventuale trasferimento delle Istituzioni e del personale occorrono ulteriori passaggi normativi (ridefinizione dello status giuridico del personale e delle Istituzioni; soluzione diversa da quella dellart. 144, Dlgs. 112/98) personale e Istituzioni
39 una piccola cosa, ma di carattere strategico anche per lautonomia: unitarietà dellofferta di IeFP, nellambito della programmazione regionale assunzione dellesercizio delle competenze gestionali amministrative (in collaborazione con USR) attribuzione di organici funzionali e maggiore flessibilità (deroga a parametri attuali) contrattazione decentrata: premiare qualità ed eccellenza Intesa Gelmini Formigoni
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References: Art. 2
 Art. 3
 Art. 5
 Art. 5
 Art. 7
 Art. 9
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 24
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 30
 Art. 27
 Art. 31
 art. 22
 art. 26
 art. 6
 art. 27
 art. 10
 art. 22
 art. 9
 art. 28
 sentenza 
 art. 5