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Timestamp: 2019-12-16 08:01:19+00:00

Document:
LEGGE REGIONALE 20/2002 Disciplina in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e semi-residenziale
Legge Regionale 6 novembre 2002, n. 20
“Disciplina in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e semi-residenziale”.
Regolamento Regionale 8 marzo 2004, n. 1 e ss.mm.ii.
Disciplina in materia di autorizzazione delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e semi-residenziale.
Regolamento Regionale 24 ottobre 2006, n. 3
Modifiche al regolamento regionale 8 marzo 2004, n. 1 in materia di autorizzazione delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e semiresidenziale.
Legge Regionale 4 dicembre 2014, n. 33, art. 32
“Assestamento del bilancio 2014”, art. 32: “Disposizioni in materia di requisiti per le strutture e i servizi a ciclo residenziale e semiresidenziale. Modifiche del r.r. 1/2004”.
Quali sono gli Enti coinvolti dalla procedura di autorizzazione, oltre al Comune presso cui è ubicata la struttura?
L’autorizzazione al funzionamento viene rilasciata quando la struttura dimostra di possedere tutti i requisiti strutturali e organizzativi previsti dalla normativa vigente.
L’autorizzazione al funzionamento, rilasciata ai sensi della L.R. 20/02, abilita all’esercizio delle seguenti strutture:
Intensità assistenziale
comunità familiare per adulti
alloggio sociale per adulti in difficoltà
Funzione abitativa, di accoglienza, educativa
Autosufficienti privi di un valido supporto familiare
comunità di pronta accoglienza per minori
comunità alloggio per adolescenti
CO.S.E.R. per disabilicasa di riposo per anziani
casa famiglia (per adulti)
casa di accoglienza per donne (anche con figli minori), vittime di violenza o tratta
Soggetti fragili, a rischio di perdita di autonomia privi di un valido supporto familiare
residenza protetta per disabili
C.S.E.R. per disabili
Funzione protetta
Elevata e complessa
Non autosufficienti che necessitano di protezione a ciclo diurno o di residenzialità permanente o temporanea con funzioni di sollievo alle famiglie
Il soggetto titolare della struttura.
Per soggetto titolare si intende il proprietario o detentore, a qualsiasi titolo, della struttura medesima.
apertura di nuova struttura;
modificazioni di struttura già autorizzata, comportante la variazione dei requisiti (o strutturali o organizzativi) previsti dal Regolamento;
trasformazioni di tipologia di struttura;
ampliamento di struttura;
trasferimento della sede della struttura;
trasferimento della titolarità della struttura.
Qualora all’interno della stessa struttura siano presenti diverse tipologie di servizio (es. Casa di Riposo e Residenza Protetta all’interno dello stesso edificio), devono essere presentate domande di autorizzazione distinte e separate, ciascuna delle quali completa di tutti gli allegati richiesti.
Quando la struttura può dimostrare di possedere tutti i requisiti strutturali e organizzativi previsti dal Regolamento, compresi gli arredi e il personale che vi opererà.
In base all’art. 4 del Regolamento Regionale n. 1/04 e ss.mm.ii., la domanda di autorizzazione va presentata utilizzando apposito modello (reperibile sul sito www.servizisociali.marche.it o sul sito www.ats15.it), a cui deve essere allegata la seguente documentazione:
a) relazione descrittiva delle principali caratteristiche strutturali, corredata di planimetria quotata e datata, con l’indicazione della superficie e dell’uso di ogni singolo vano, nonché delle planime-trie degli spazi esterni e delle pertinenze connesse alla struttura per la specifica attività, sottoscritte dal tecnico estensore e dal soggetto titolare;
b) dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, redatta ai sensi dell’articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, sottoscritta dal soggetto richiedente, attestante il rispetto della normativa vigente in materia di urbanistica, edilizia, antisismica, prevenzione incendi, igiene e sicurezza con indicazione della data di rilascio e dell’autorità amministrativa che ha rilasciato i certificati e gli altri atti amministrativi;
c) scheda “allegato A”, relativa alla struttura per la quale si richiede l’autorizzazione, compilata nella colonna riservata alla risposta e firmata in ogni pagina ai sensi del d.p.r. 445/2000;
d) documentazione relativa al possesso dei requisiti di cui all’”allegato A” contrassegnati con un asterisco (es. Carta dei Servizi, Regolamento di funzionamento e, se struttura per minori, Progetto Educativo, ecc.);
e) dichiarazione, a firma del soggetto richiedente, attestante la dotazione del personale in servizio nella struttura a regime, con l’indicazione del numero delle ore settimanali di servizio previste e della relativa qualifica professionale;
f) per le società e le associazioni: copia dell’atto costitutivo e dello statuto;
g) dichiarazione sostitutiva della certificazione antimafia, ove richiesta ai sensi della normativa vigente in materia.
Sul sito dell’ATS 15 è possibile scaricare una check list relativa ai documenti da allegare alla domanda di autorizzazione.
La Commissione è composta da esperti in materia di edilizia, impiantistica, organizzazione e gestione di strutture sociali, nonché da un medico del Dipartimento di Prevenzione dell’ASUR competente per territorio.
Il Comune, accertata la regolarità della domanda di autorizzazione, ne trasmette copia alla Commissione, la quale:
esamina la domanda e tutti gli allegati;
provvede alla verifica dei requisiti anche tramite sopralluoghi presso la struttura.
Successivamente l’ottenimento dell’autorizzazione al funzionamento, il titolare della struttura deve comunicare al Comune rilasciante l’autorizzazione:
l’inizio dell’attività;
entro il 31/12 di ciascun anno, deve inviare la dichiarazione sostitutiva attestante la permanenza dei requisiti per i quali è stata rilasciata l’autorizzazione o l’aggiornamento dei medesimi;
entro 20 giorni, la sospensione o l’interruzione dell’attività.
In caso di sospensione o interruzione superiore a 9 mesi, l’autorizzazione è revocata.
Il Comune esercita attività di controllo e vigilanza sul funzionamento dei servizi e delle strutture. Può, pertanto, effettuare ispezioni annuali e verifiche periodiche per accertare la permanenza dei requisiti per l’autorizzazione.
Sono previste delle sanzioni per chi non adempie alle disposizioni previste dalla L.R. 20/02?
In caso di gestione senza autorizzazione, il Comune, previa diffida, ordina la chiusura della struttura o la sospensione del servizio e infligge una sanzione amministrativa pecuniaria da € 2.000,00 a € 20.000,00.
Il Comune sospende l’autorizzazione nel caso in cui sia accertata l’assenza di uno o più dei requisiti richiesti per il rilascio dell’autorizzazione, ovvero siano presenti un numero di ospiti superiore al massimo autorizzato. In questi casi il Comune diffida il soggetto titolare a provvedere al necessario adeguamento entro il termine stabilito nell’atto di diffida stesso. Tale termine può essere eccezionalmente prorogato, con atto amministrativo, una sola volta.
In caso di mancato adeguamento o di accertamento di gravi carenze che possono pregiudicare la sicurezza degli ospiti e degli operatori, il Comune sospende l’attività, anche parzialmente, indicando gli adempimenti da effettuare.
L’autorizzazione decade qualora il soggetto titolare non richieda al Comune, entro trenta giorni dal termine del periodo di sospensione, la verifica circa il superamento delle carenze riscontrate.
In caso di decadenza dell’autorizzazione, l’attività può essere nuovamente esercitata solo a seguito di presentazione di una nuova domanda, redatta secondo le modalità di cui all’articolo 4 del R.R. 1/2004 e ss.mm.ii.
L’autorizzazione decade anche per:
estinzione della persona giuridica autorizzata;
rinuncia del soggetto autorizzato;
decesso della persona fisica autorizzata, fatto salvo l’esercizio provvisorio degli eredi ai sensi delle disposizioni vigenti.
La revoca dell’autorizzazione si applica nei casi di gravi o ripetute infrazioni della L.R. 20/02 o del R.R. 1/2004 e ss.mm.ii., nonché nel caso di mancato rispetto delle prescrizioni apposte nel provvedimento di autorizzazione o di gravi e ripetute disfunzioni.
LISTA DEI DOCUMENTI DA ALLEGARE OBBLIGATORIAMENTE ALLA DOMANDA:
Relazione descrittiva principali caratteristiche strutturali (1)
Art.4, comma 3, lettera a
Dichiarazione sostitutiva atto notorietà attestante il rispetto della normativa urbanistica, edilizia, antisismica, prevenzione incendi, igiene e sicurezza con indicazione data rilascio certificato
Art.4, comma 3, lettera b
Scheda allegato A compilata (3)
Art.4, comma 3, lettera c
Se strutture per minori è necessario allegare anche il progetto generale di Comunità
Art.4, comma 3, lettera d
Dichiarazione attestante la dotazione del personale in servizio, con indicazione del numero di ore settimanali e qualifica professionale
Art.4, comma 3, lettera e
Curricula del personale impiegato
Se Associazione o Società:
Art.4, comma 3, lettera f
Copia Statuto
Art.4, comma 3, lettera g
(1) La relazione, redatta da tecnico abilitato, dovrà indicare la descrizione del possesso dei requisiti strutturali dichiarati come posseduti nella scheda “Allegato A”.
(2) Planimetria in scala 1:100, debitamente sottoscritta da un tecnico abilitato, con indicate le superfici utili di ciascun locale, le destinazioni d’uso e i relativi arredi. Dovranno essere anche allegate le planimetrie degli spazi esterni e delle pertinenze connesse alla struttura.
(3) Compilata e firmata in ogni pagina.
L.R. 20/2002 Disciplina in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziali e semiresidenziali
Allegato A - Requisiti minimi strutturali e organizzativi
Allegato B - Personale: funzioni, profili, requisiti, tempi di adeguamento
R.R. 1/2004 Disciplina in materia di autorizzazione delle strutture e dei servizi sociali
R.R. 3/2006 Modifiche al regolamento regionale 1/2004
L.R. 33/2014 Assestamento bilancio anno finanziario 2014

References: art. 32
 art. 32

Art.4

Art.4

Art.4

Art.4

Art.4

Art.4

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