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Timestamp: 2019-03-24 00:37:15+00:00

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Kiko vs Wycon: battaglia vinta per copia di concept - ABC Finanze
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È ufficiale la vittoria di Kiko contro Wycon in seguito alla sentenza della corte d’Appello di Milano, che ha dato conferma di quanto disposto dalla prima sentenza del Tribunale di Milano dell’ottobre 2015 in merito al riconoscimento della protezione del design dei negozi Kiko in base al diritto d’autore.
Kiko vince la guerra contro Wycon
Con sentenza n. 1543/18 pubblicata lo scorso 26 marzo, la Corte d’Appello di Milano ha infatti dato convalida all’inibitoria, con l’ordine di cambiate i negozi Wycon Cosmetics presenti sul territorio nazionale entro 150 giorni dalla notifica della sentenza esecutiva oltre all’obbligo del pagamento di una penale di 10.000 euro per ogni negozio non modificato entro i termini stabiliti.
A Wycon spetta inoltre risarcire Kiko per i danni ad essa procurati nella misura di 716.250 euro, che includono anche tutte le spese sostenute da Kiko per il concept degli store realizzato dallo Studio Iosa Ghini.
Con questa sentenza la Corte d’appello ha quindi dato lrova che il concept di arredamento che rappresenta i negozi Kiko ha “carattere originale e creativo” e che merita tutela ai sensi della Legge sul Diritto d’Autore.
La Corte d’Appello ha inoltre confermato il giudizio del Tribunale di Milano sulla situazione in colpa di Wycon di “concorrenza parassitaria”, per avere posto in essere “un comportamento di pedissequa imitazione del complesso delle attività commerciali e promozionali” di Kiko.
Kiko ha mostrato davvero grande soddisfazione per questo importante risultato, conseguito dopo una lunga battaglia giudiziaria e legale.
La reazione di Wycon? Andremo in cassazione
Wycon è venuta a conoscenza che Kiko sta dando ampie comunicazioni in merito ad una recente sentenza della Corte d’Appello di Milano. Ha così precisato di essere in netto disaccordo con questa pronuncia, che sarà oggetto di impugnazione in Cassazione.
Wycon pemza infatti che le domande svolte da Kiko siano senza fondatezza, come già dimostrato in diversi altri procedimenti giudiziari sia in Italia sia all’estero.
In particolare, in un procedimento d’urgenza, il Tribunale di Lisbona ha sostenuto con provvedimento del 31.3.2017 che l’allestimento dei negozi Wjcon non assomiglia, per vari aspetti, a quello dei negozi Kiko e che gli elementi simili ai due allestimenti sono in generale usati anche da altri operatori del settore. Il Tribunale di Lisbona ha dunque dichiarato che l’allestimento dei negozi Kiko non è originale e non può essere oggetto di tutela. Questo provvedimento ha poi trovato coferma, a seguito di impugnazione, in una pronuncia della Corte d’Appello di Lisbona del 13.7.2017.
Anche il Tribunale di Liegi con provvedimento cautelare del 6.12.2016, ha respinto le domande di Kiko dichiarando che l’allestimento dei suoi punti vendita non è originale, essendo costituito da elementi di arredo banali e diffusi in vari negozi. Il procedimento di impugnazione è ora sospeso.
I provvedimenti stranieri favorevoli a Wycon sono concomitanti con altre precedenti ordinanze cautelari del Tribunale di Milano e del Tribunale di Roma, rispettivamente del 2010 e del 2012. Nello specifico, il Tribunale di Milano aveva dichiarato che l’allestimento del negozio Kiko ha un solo elemento in comune con i negozi Wycon, dato dalla presenza di espositori laterali sulle pareti, forma che in linea di massima si usa in questo settore da vari operatori e che quindi non può essere oggetto di un diritto esclusivo. Il Tribunale di Roma aveva affermato che l’allestimento dei punti vendita Kiko non rappresentava una forma originale e creativa tutelabile dall’ordinamento. Il provvedimento, oggetto di impugnazione, aveva trovato conferma.
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Filadelfio - marzo 16, 2018

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