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Timestamp: 2013-12-05 06:48:13+00:00

Document:
EUR-Lex - 32006R0510 - IT
Regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006 , relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari
GU L 93 del 31.3.2006, pagg. 12–25 (ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, NL, PL, PT, SK, SL, FI, SV)
GU L 335M del 13.12.2008, pagg. 213–250 (MT)
edizione speciale in lingua bulgare: capitolo 03 tomo 71 pag. 114 - 127
edizione speciale in lingua romena: capitolo 03 tomo 71 pag. 114 - 127
HR.ES capitolo 03 tomo 004 pag. 184 - 197
di entrata in vigore: 31/03/2006; entrata in vigore data della pubblicazione vedi art. 20
di entrata in vigore: 01/05/2009; inizio applicazione inizio applicazione parziale vedi art. 20
della fine validità: 02/01/2013; abrogato da 32012R1151
procedura di consultazione proposta Commissione; Com ? (Com if it refers to doc. type, otherwise Com.) 2005/0698 Def
31992R2081 abrogazione 52005PC0698 approvazione Modificato da:
rettificato da 32006R0510R(01) rettificato da 32006R0510R(02) modificato da 32006R1791 dal 01/01/2007
modificato da 32006R1791 aggiunta articolo 5.11 dal 01/01/2007
modificato da 32006R1791 complemento articolo 5.8 dal 01/01/2007
modificato da 32008R0417 complemento allegato 1 dal 29/05/2005
modificato da 32008R0417 complemento allegato 2 dal 29/05/2008
modificato da 12012JN05/04 sostituzione articolo 5.11 L1 dal 01/07/2013
modificato da 12012JN05/04 sostituzione articolo 5.8 L2 dal 01/07/2013
abrogato da 32012R1151 Versioni consolidate
Interpretato da 62007CA0478 Interpretato da 62007CJ0478 articolo 13.2 interpretazione richiesta da 62007CN0446 articolo 3.1 interpretazione richiesta da 62007CN0446 interpretazione richiesta da 62007CN0478 articolo 14.1 interpretazione richiesta da 62008CN0120 Atti citati:
(1) La produzione, la fabbricazione e la distribuzione dei prodotti agricoli e alimentari svolge un ruolo rilevante nell'economia della Comunità.
(2) È opportuno favorire la diversificazione della produzione agricola al fine di ottenere un migliore equilibrio fra l’offerta e la domanda sui mercati. La promozione di prodotti di qualità aventi determinate caratteristiche può essere un notevole vantaggio per l'economia rurale, in particolare nelle zone svantaggiate o periferiche, sia per l'accrescimento del reddito degli agricoltori, sia per l'effetto di mantenimento della popolazione rurale in tali zone.
(3) Un numero sempre crescente di consumatori annette maggiore importanza alla qualità anziché alla quantità nell’alimentazione. Questa ricerca di prodotti specifici genera una domanda di prodotti agricoli o alimentari aventi un'origine geografica identificabile.
(4) Di fronte alla grande varietà di prodotti commercializzati e alla moltitudine di informazioni al loro riguardo il consumatore dovrebbe disporre di un’informazione chiara e succinta sull'origine del prodotto, in modo da potersi meglio orientare nella scelta.
(5) L'etichettatura dei prodotti agricoli e alimentari è soggetta alle norme generali fissate nella direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità [2]. Tenuto conto della loro specificità, è opportuno adottare disposizioni particolari complementari per i prodotti agricoli e alimentari provenienti da una zona geografica delimitata che impongano ai produttori di utilizzare sul condizionamento le diciture o i simboli comunitari appropriati. È opportuno rendere obbligatorio l’utilizzo di detti simboli o le diciture per le denominazioni comunitarie allo scopo, da un lato, di far conoscere meglio ai consumatori questa categoria di prodotti e le relative garanzie e, dall’altro, di permettere una identificazione più facile di questi prodotti sui mercati per facilitarne i controlli. È opportuno prevedere un termine ragionevole affinché gli operatori si adeguino a tale obbligo.
(6) È opportuno prevedere un approccio comunitario per le denominazioni d’origine e le indicazioni geografiche. Un quadro normativo comunitario che contempli un regime di protezione consente di sviluppare le indicazioni geografiche e le denominazioni d'origine poiché garantisce, tramite un approccio più uniforme, condizioni di concorrenza uguali tra i produttori dei prodotti che beneficiano di siffatte diciture, migliorando la credibilità dei prodotti agli occhi dei consumatori.
(7) È opportuno che le norme previste siano applicate nel rispetto della normativa comunitaria vigente relativa ai vini e alle bevande spiritose.
(8) Il campo d'applicazione del presente regolamento dovrebbe limitarsi ai prodotti agricoli e alimentari per i quali esiste un legame fra le caratteristiche del prodotto o dell'alimento e la sua origine geografica. Tuttavia, detto campo d'applicazione potrebbe essere esteso ad altri prodotti agricoli o alimentari.
(9) Tenuto conto delle prassi esistenti, è opportuno definire due diversi tipi di riferimento geografico, ossia le indicazioni geografiche protette e le denominazioni di origine protette.
(10) Un prodotto agricolo o alimentare che beneficia di uno dei tipi di riferimento summenzionati dovrebbe soddisfare determinate condizioni elencate in un disciplinare.
(11) Per usufruire della protezione negli Stati membri, le indicazioni geografiche e le denominazioni d'origine dovrebbero essere registrate a livello comunitario. L'iscrizione in un registro fornirebbe altresì l'informazione degli operatori del settore e dei consumatori. Per garantire che le denominazioni comunitarie registrate soddisfino le condizioni stabilite nel presente regolamento è opportuno che le domande siano esaminate dalle autorità nazionali dello Stato membro interessato, nel rispetto di disposizioni comuni minime comprensive di una procedura nazionale di opposizione. La Commissione successivamente dovrebbe partecipare ad un esame volto a verificare il rispetto delle condizioni stabilite nel presente regolamento e a garantire l’uniformità di approccio fra gli Stati membri.
(12) L’accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio (accordo TRIPS 1994, che figura all’allegato 1C dell'accordo che istituisce l’Organizzazione mondiale del commercio), comprende disposizioni specifiche relative all’esistenza, all’acquisizione, alla portata, al mantenimento dei diritti di proprietà intellettuale nonché ai mezzi per farli rispettare.
(13) La protezione mediante registrazione, prevista nel presente regolamento, dovrebbe essere aperta alle indicazioni geografiche dei paesi terzi che siano già protette nel loro paese d’origine.
(14) La procedura di registrazione dovrebbe permettere a qualsiasi persona fisica o giuridica che abbia un interesse legittimo, in uno Stato membro o in un paese terzo, di fare valere i suoi diritti notificando la propria opposizione.
(15) È opportuno disporre di procedure che, successivamente alla registrazione, consentano di adeguare il disciplinare, a richiesta di gruppi che abbiano un interesse legittimo, sulla scorta dell'evoluzione delle conoscenze tecnologiche e di cancellare l'indicazione geografica o la denominazione d'origine relativa a un prodotto agricolo o alimentare che non sia più conforme al disciplinare in virtù del quale aveva potuto beneficiare segnatamente dell'indicazione geografica o della denominazione d'origine.
(16) Le denominazioni d’origine e le indicazioni geografiche protette sul territorio comunitario dovrebbero essere oggetto di un sistema di monitoraggio costituito di controlli ufficiali, fondato su un sistema di controlli in linea con il regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali [3], nonché su un sistema di controlli diretto ad assicurare il rispetto del disciplinare dei prodotti agricoli e alimentari interessati.
(17) Occorre autorizzare gli Stati membri ad imporre una tassa a copertura delle spese sostenute.
(18) Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento andrebbero adottate a norma della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [4].
(19) Le denominazioni già registrate ai sensi del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari [5] alla data di entrata in vigore del presente regolamento dovrebbero continuare a beneficiare della protezione prevista nel presente regolamento e figurare automaticamente nel registro. È opportuno poi prevedere misure transitorie applicabili alle domande di registrazione pervenute alla Commissione precedentemente all’entrata in vigore del presente regolamento.
(20) A fini di maggiore chiarezza e trasparenza è opportuno abrogare il regolamento (CEE) n. 2081/92 e sostituirlo con il presente regolamento,
Il presente regolamento non si applica tuttavia ai prodotti del settore vitivinicolo, ad eccezione degli aceti di vino, né alle bevande spiritose. Il presente paragrafo non pregiudica l'applicazione del regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo all'organizzazione comune del mercato vitivinicolo [6].
3. La direttiva 98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni tecniche [7] non si applica né alle denominazioni d'origine né alle indicazioni geografiche oggetto del presente regolamento.
a) "denominazione d'origine", il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare:
- originario di tale regione, di tale luogo determinato o di tale paese,
- la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico, inclusi i fattori naturali e umani, e
- la cui produzione, trasformazione e elaborazione avvengono nella zona geografica delimitata;
b) "indicazione geografica", il nome di una regione, di un luogo determinato o, in casi eccezionali, di un paese che serve a designare un prodotto agricolo o alimentare:
c) esista un regime di controllo atto a garantire l'osservanza delle condizioni di cui alla lettera b).
Ai fini del presente regolamento, si intende per "denominazione divenuta generica" il nome di un prodotto agricolo o alimentare che, pur collegato col nome del luogo o della regione in cui il prodotto agricolo o alimentare è stato inizialmente prodotto o commercializzato, è divenuto il nome comune di un prodotto agricolo o alimentare nella Comunità.
a) della situazione esistente negli Stati membri e nelle zone di consumo;
a) una denominazione omonima che induca erroneamente il consumatore a pensare che i prodotti sono originari di un altro territorio non è registrata, benché sia esatta per quanto attiene al territorio, alla regione o alla località di cui sono originari i prodotti agricoli o alimentari;
b) l'impiego di una denominazione omonima registrata è autorizzato esclusivamente in condizioni pratiche tali da assicurare che la denominazione omonima registrata successivamente sia sufficientemente differenziata da quella registrata in precedenza, tenuto conto della necessità di garantire un trattamento equo ai produttori interessati e di non indurre in errore il consumatore.
b) la descrizione del prodotto agricolo o alimentare mediante indicazione delle materie prime, se del caso, e delle principali caratteristiche fisiche, chimiche, microbiologiche o organolettiche del prodotto agricolo o alimentare;
c) la delimitazione della zona geografica e, se del caso, gli elementi che indicano il rispetto delle condizioni di cui all'articolo 2, paragrafo 3;
d) gli elementi che comprovano che il prodotto agricolo o alimentare è originario della zona geografica delimitata di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a) o b), a seconda dei casi;
e) la descrizione del metodo di ottenimento del prodotto agricolo o alimentare e, se del caso, i metodi locali, leali e costanti, nonché gli elementi relativi al condizionamento, quando l'associazione richiedente, ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 1, stabilisce e motiva che il condizionamento deve aver luogo nella zona geografica delimitata per salvaguardare la qualità o garantire l’origine o assicurare il controllo;
i) il legame fra la qualità o le caratteristiche del prodotto agricolo o alimentare e l’ambiente geografico di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a) o, a seconda dei casi,
ii) il legame fra una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica del prodotto agricolo o alimentare e l’origine geografica di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera b);
g) il nome e l'indirizzo delle autorità o degli organismi che verificano il rispetto delle disposizioni del disciplinare, e i relativi compiti specifici;
Ai fini del presente regolamento si intende per "associazione" qualsiasi organizzazione, a prescindere dalla sua forma giuridica o dalla sua composizione, di produttori o di trasformatori che trattano il medesimo prodotto agricolo o il medesimo prodotto alimentare. Altre parti interessate possono far parte dell'associazione. Una persona fisica o giuridica può essere equiparata ad una associazione conformemente alle norme particolareggiate di cui all’articolo 16, lettera c).
i) gli elementi principali del disciplinare: la denominazione, la descrizione del prodotto, incluse eventualmente le norme specifiche applicabili al suo condizionamento e alla sua etichettatura, e la descrizione concisa della delimitazione della zona geografica;
ii) la descrizione del legame del prodotto con l'ambiente geografico o con l'origine geografica di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a) o b), a seconda dei casi, inclusi, eventualmente, gli elementi specifici della descrizione del prodotto o del metodo di ottenimento che giustifica il legame.
c) una dichiarazione dello Stato membro che la domanda presentata dall’associazione e che beneficia della decisione favorevole soddisfa, a suo giudizio, le condizioni del presente regolamento e le relative disposizioni di applicazione;
d) il riferimento della pubblicazione del disciplinare, di cui al paragrafo 5, quinto comma.
a) dimostrano la mancata osservanza delle condizioni di cui all'articolo 2; oppure
c) dimostrano che la registrazione della denominazione proposta danneggerebbe l'esistenza di una denominazione omonima o parzialmente omonima o di un marchio oppure l'esistenza di prodotti che si trovano legalmente sul mercato da almeno cinque anni prima della data di pubblicazione di cui all'articolo 6, paragrafo 2; oppure
d) precisano gli elementi sulla cui base si può concludere che la denominazione di cui si chiede la registrazione è generica, ai sensi dell’articolo 3, paragrafo 1.
2. Le diciture "denominazione d’origine protetta" e "indicazione geografica protetta" o i simboli comunitari ad esse associati devono figurare sull’etichettatura dei prodotti agricoli e alimentari, originari della Comunità, che sono commercializzati con una denominazione registrata conformemente al presente regolamento.
- una o più delle autorità competenti di cui all'articolo 10, e/o
- uno o più organismi di controllo ai sensi dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 882/2004 che opera come organismo di certificazione dei prodotti.
- una o più autorità pubbliche designata/e dal paese terzo, e/o
b) qualsiasi usurpazione, imitazione o evocazione, anche se l'origine vera del prodotto è indicata o se la denominazione protetta è una traduzione o è accompagnata da espressioni quali "genere", "tipo", "metodo", "alla maniera", "imitazione" o simili;
a) la denominazione identica non registrata sia stata legalmente utilizzata durante almeno i venticinque anni precedenti il 24 luglio 1993, in base ad usi leali e costanti;
b) sia provato che tale uso non abbia inteso sfruttare, in alcun momento, la reputazione della denominazione registrata e che non abbia indotto né abbia potuto indurre in errore il consumatore quanto alla vera origine del prodotto;
c) il problema relativo alla denominazione identica sia stato sollevato prima della registrazione della denominazione.
2. Nel rispetto del diritto comunitario, l'uso di un marchio corrispondente ad una delle situazioni di cui all'articolo 13, depositato, registrato o, nei casi in cui ciò sia previsto dalla normativa pertinente, acquisito con l'uso in buona fede sul territorio comunitario, anteriormente alla data di protezione della denominazione d'origine o dell'indicazione geografica nel paese d’origine, o precedentemente al 1o gennaio 1996, può proseguire, nonostante la registrazione di una denominazione d'origine o di un'indicazione geografica, qualora il marchio non incorra nella nullità o decadenza per i motivi previsti dalla prima direttiva 89/104/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d'impresa [8] o dal regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio, del 20 dicembre 1993, sul marchio comunitario [9].
b) modalità relative agli elementi costitutivi del disciplinare, di cui all'articolo 4, paragrafo 2;
c) le condizioni alle quali una persona fisica o giuridica può essere equiparata ad una associazione;
d) modalità relative alla presentazione di una domanda di registrazione di una denominazione che designa una zona geografica transfrontaliera, di cui all’articolo 5, paragrafo 1, terzo comma;
f) modalità relative alle opposizioni, di cui all'articolo 7, comprese le modalità relative alle idonee consultazioni tra le parti interessate;
h) modalità relative alle modifiche minori di cui all’articolo 7, paragrafo 5, secondo comma e all’articolo 9, paragrafo 2, tenendo presente che una modifica minore non può riguardare né le caratteristiche essenziali del prodotto né alterare il legame;
i) modalità relative al registro delle denominazioni d’origine e indicazioni geografiche, di cui all’articolo 7, paragrafo 6;
j) modalità relative alle condizioni di controllo del rispetto del disciplinare;
1. Le denominazioni che, alla data di entrata in vigore del presente regolamento figurano nell'allegato del regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione [10] e quelle che figurano nell'allegato del regolamento (CE) n. 2400/96 della Commissione [11] sono automaticamente iscritte nel registro di cui all’articolo 7, paragrafo 6, del presente regolamento. I disciplinari corrispondenti sono equiparati ai disciplinari di cui all’articolo 4, paragrafo 1. Restano d'applicazione le disposizioni transitorie specifiche associate a tali registrazioni.
a) non si applicano le procedure di cui all'articolo 5 senza pregiudizio dell'articolo 13, paragrafo 3; e
b) la scheda riepilogativa del disciplinare elaborata in conformità del regolamento (CE) n. 383/2004 della Commissione [12] sostituisce il documento unico di cui all'articolo 5, paragrafo 3, lettera c).
[2] GU L 109 del 6.5.2000, pag. 29. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/89/CE (GU L 308 del 25.11.2003, pag. 15).
[5] GU L 208 del 24.7.1992, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 806/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 1).
[6] GU L 179 del 14.7.1999, pag. 1.
[7] GU L 204 del 21.7.1998, pag. 37.
[8] GU L 40 dell'11.2.1989, pag. 1.
[9] GU L 11 del 14.1.1994, pag. 1.
[10] Regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione, del 12 giugno 1996, relativo alla registrazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine nel quadro della procedura di cui all'articolo 17 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio (GU L 148 del 21.6.1996, pag. 1). Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 704/2005 (GU L 118 del 5.5.2005, pag. 14).
[11] Regolamento (CE) n. 2400/96 della Commissione, del 17 dicembre 1996, relativo all'iscrizione di alcune denominazioni nel Registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette di cui al regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari (GU L 327 del 18.12.1996, pag. 11). Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 417/2006 (GU L 72 dell'11.3.2006, pag. 8).
[12] Regolamento (CE) n. 383/2004 della Commissione, del 1o marzo 2004, recante modalità d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio per quanto concerne la scheda riepilogativa dei principali elementi dei disciplinari (GU L 64 del 2.3.2004, pag. 16).
- birre,
- bevande a base di estratti di piante,
- prodotti della panetteria, della pasticceria, della confetteria o della biscotteria,
- gomme e resine naturali,
- pasta di mostarda,
- paste alimentari.
- fieno,
- oli essenziali,
- sughero,
- cocciniglia (prodotto grezzo di origine animale),
- fiori e piante ornamentali,
- vimini,
- lino stigliato.
Regolamento (CEE) n. 2081/92 | Presente regolamento |
Articolo 2, paragrafo 2 | Articolo 2, paragrafo 1 |
Articolo 2, paragrafo 3 | Articolo 2, paragrafo2 |
Articolo 2, paragrafo 4 | Articolo 2, paragrafo 3, primo comma |
Articolo 2, paragrafo 5 | — |
Articolo 2 paragrafo 6, | Articolo 2, paragrafo 3, secondo comma |
Articolo 2, paragrafo 7 | — |
Articolo 3, paragrafo 1, primo, secondo e terzo comma | Articolo 3, paragrafo 1, primo, secondo e terzo comma |
Articolo 3, paragrafo 1, quarto comma | — |
Articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3 | Articolo 5, paragrafi 1, 2 e 3 |
Articolo 5, paragrafo 4 | Articolo 5, paragrafo 4, primo comma |
Articolo 5, paragrafo 5, primo comma | Articolo 5, paragrafo 4, secondo comma |
— | Articolo 5, paragrafo 5 |
Articolo 5, paragrafo 5, secondo comma | Articolo 5, paragrafo 6, primo comma |
— | Articolo 5, paragrafo 6, secondo comma |
Articolo 5, paragrafo 5, terzo comma | Articolo 5, paragrafo 6, terzo comma |
Articolo 5, paragrafo 5, quarto e quinto comma | Articolo 5, paragrafo 6, quarto e quinto comma |
Articolo 5, paragrafo 5, sesto, settimo e ottavo comma | — |
— | Articolo 5, paragrafo 7 |
Articolo 5, paragrafo 6 | Articolo 5, paragrafo 8 |
— | Articolo 5, paragrafi 9 e 10 |
Articolo 6, paragrafo 1, primo comma | Articolo 6, paragrafo 1, primo comma |
Articolo 6, paragrafo 1, secondo comma | — |
Articolo 6, paragrafo 1, terzo comma | Articolo 6, paragrafo 1, secondo comma |
Articolo 6, paragrafo 2 | Articolo 6, paragrafo 2, primo comma |
Articolo 6, paragrafi 3 e 4 | Articolo 7, paragrafo 4 |
Articolo 6, paragrafo 5, primo comma | Articolo 6, paragrafo 2, secondo comma |
Articolo 6, paragrafo 5, secondo comma | — |
Articolo 6, paragrafo 6, primo comma | — |
Articolo 6, paragrafo 6, secondo comma | Articolo 3, paragrafo 3 |
Articolo 7, paragrafo 3 | Articolo 7, paragrafo 2, primo comma |
— | Articolo 7, paragrafo 2, secondo e terzo comma |
Articolo 7, paragrafo 5 | Articolo 7, paragrafo 5 |
— | Articolo 7, paragrafi 6 e 7 |
Articolo 8 | Articolo 8, paragrafo 2 |
— | Articolo 8, paragrafo 3 |
Articolo 9, primo comma | Articolo 9, paragrafo 1 |
Articolo 9, secondo e terzo comma | Articolo 9, paragrafo 2 |
— | Articolo 9, paragrafi 3 e 4 |
— | Articolo 10, paragrafo 1 |
Articolo 10, paragrafo 2 | Articolo 11, paragrafo 1 |
Articolo 10, paragrafo 3 | Articolo 11, paragrafi 3 e 4 |
Articolo 10, paragrafo 4 | — |
Articolo 10, paragrafo 5 | Articolo 10, paragrafo 3 |
Articolo 10, paragrafo 6 | Articolo 10, paragrafo 2 |
Articolo 10, paragrafo 7 | Articolo 11, paragrafo 1, secondo comma |
Articolo 11, paragrafi 1-3 | — |
Articolo 11, paragrafo 4 | Articolo 12, paragrafo 1 |
Articolo 11 bis, lettera a) | Articolo 12, paragrafo 2 |
Articolo 11 bis, lettera b) | — |
Articoli da 12 a 12 quinquies | — |
Articolo 13, paragrafo 3 | Articolo 13, paragrafo 2 |
Articolo 13, paragrafo 4 | Articolo 13, paragrafo 3, primo comma |
— | Articolo 13, paragrafo 3, secondo comma |
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Articolo 14, paragrafi 1 e 2 | Articolo 14, paragrafi 1 e 2 |
Articolo 14, paragrafo 3 | Articolo 3, paragrafo 4 |
— | Articoli da 17 a 19 |
Articolo 18 | Articolo 20 |

References: art. 20
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 articolo 5
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Articolo 2
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