Source: https://laboratoriopoliziademocratica.blogspot.com/2011_01_19_archive.html
Timestamp: 2018-04-24 22:41:13+00:00

Document:
lpd: 01/19/11
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 ottobre 2010, n. 244 Regolamento di riordino del Fondo di assistenza per il personale della Polizia di Stato, a norma dell'articolo 26, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. (11G0010) (GU n. 13 del 18-1-2011 )
testo in vigore dal: 2-2-2011
Vista la legge 12 novembre 1964, n. 1279, istitutiva del  Fondo  di
assistenza per il personale della pubblica sicurezza;
Visto l'articolo 2, comma 634, della legge  24  dicembre  2007,  n.
Visto l'articolo 26, del decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,
Visto l'articolo 4 del decreto-legge  30  dicembre  2008,  n.  207,
Visto l'articolo 17, commi 2 e 6, del decreto-legge 1° luglio 2009,
Visto l'articolo 10-bis, comma 2, lettera b) del  decreto-legge  30
dicembre 2009, n. 194, convertito, con modificazioni, dalla legge  26
n. 97;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 1992,  n.
Ritenuto   necessario   procedere    al    riordino    dell'assetto
ordinamentale ed organizzativo del Fondo, mediante una armonizzazione
della vigente disciplina all'attuale ordinamento dell'Amministrazione
della pubblica sicurezza ed alle mutate esigenze di funzionalita' del
predetto ente;
Sentite le organizzazioni sindacali rappresentative  del  personale
consultiva per gli atti normativi nell'Adunanza del 26 agosto 2010;
semplificazione di cui all'articolo 14,  comma  19,  della  legge  28
riunione 29 ottobre 2010;
Sulla  proposta  del  Ministro  dell'interno,  di  concerto  con  i
Ministri per la pubblica  amministrazione  e  l'innovazione,  per  la
semplificazione normativa, per l'attuazione del programma di  Governo
1. Il Fondo di assistenza per il personale della pubblica sicurezza
assume la denominazione di: «Fondo di  assistenza  per  il  personale
della Polizia di Stato».
2. Il Fondo, dotato di personalita' giuridica di diritto  pubblico,
con  sede  in  Roma,  e'  posto  sotto  la  vigilanza  del  Ministero
- Si riporta l'art. 26,  del  decreto-legge  25  giugno
economico,  la  semplificazione,  la   competitivita',   la
«Art. 26 (Taglia-enti). -  1.  Gli  enti  pubblici  non
unita', con esclusione degli ordini  professionali  e  loro
inclusi nell'elenco  ISTAT  pubblicato  in  attuazione  del
comma 5, dell'art. 1 della legge 30 dicembre 2004, n.  311,
nonche' delle Autorita' portuali, degli enti parco e  degli
l'innovazione  e  per  la  semplificazione  normativa,   da
emanarsi  entro  il  predetto  termine.   Sono,   altresi',
dell'art. 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Gli  enti
pubblici statali, di cui al comma  634  dell'art.  2  della
l'approvazione preliminare del Consiglio dei Ministri degli
amministrazione e l'innovazione e  per  la  semplificazione
sono attribuite all'amministrazione vigilante  ovvero,  nel
caso di pluralita' di amministrazioni vigilanti,  a  quella
titolare delle maggiori competenze nella materia che ne  e'
oggetto.  L'amministrazione  cosi'  individuata  succede  a
titolo universale all'ente  soppresso,  in  ogni  rapporto,
soppressione dell'ente,  non  possono  essere  rinnovati  o
3. Il comma 636 dell'art. 2 e l'allegato A della  legge
24 dicembre 2007, n. 244, nonche' i  commi  da  580  a  585
dell'art. 1 della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,  sono
4. All'alinea del comma 634 del medesimo art.  2  della
a)  le  parole:  «Ministro  per  le  riforme   e   le
innovazioni nella pubblica amministrazione» sono sostituite
dalle seguenti: «Ministro per la pubblica amministrazione e
l'innovazione,  del   Ministro   per   la   semplificazione
normativa»;
b) le parole: «amministrative pubbliche statali» sono
sostituite dalle seguenti: «pubbliche statali o partecipate
dallo Stato, anche in forma associativa,»;
c) le parole: «termine di  centottanta  giorni  dalla
data di  entrata  in  vigore  della  presente  legge»  sono
sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2008».
5. All'art. 1, comma 4, della legge 27 settembre  2007,
n. 165, le parole: «e con il Ministro dell'economia e delle
finanze» sono sostituite dalle  seguenti:  «,  il  Ministro
dell'economia  e  delle  finanze  e  il  Ministro  per   la
semplificazione normativa».
6. L'Unita' per il monitoraggio, istituita dall'art. 1,
comma 724,  della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  e'
comprensiva delle risorse  gia'  stanziate,  confluisce  in
le regioni, sono determinate le finalita' e le modalita' di
-  Si  riporta   l'art.   87,   quinto   comma,   della
- La legge 12 novembre 1964, n. 1279 reca:  Istituzione
del Fondo  di  assistenza  per  il  personale  di  pubblica
-  La  legge  1°  aprile  1981,  n.  121,  reca:  Nuovo
ordinamento dell'Amministrazione della pubblica sicurezza.
- Si riporta il testo  dell'art.  17,  comma  2,  della
« 2.  Con  decreto  del  Presidente  della  Repubblica,
della Repubblica, autorizzando l'esercizio  della  potesta'
regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione  delle
norme vigenti, con effetto  dall'entrata  in  vigore  delle
- Si riporta il testo dell'art.  2,  comma  634,  della
«634. Al fine di conseguire gli obiettivi di stabilita'
incrementare l'efficienza e di migliorare la  qualita'  dei
servizi, con uno o piu' regolamenti, da emanare entro il 31
ottobre 2009, ai sensi dell'art. 17, comma 2,  della  legge
pubblica amministrazione e l'innovazione, il  Ministro  per
la semplificazione normativa, il Ministro per  l'attuazione
del programma di Governo  e  il  Ministro  dell'economia  e
organismi pubblici  statali,  nonche'  strutture  pubbliche
comunque  denominate  che  svolgono  attivita'  analoghe  o
le modalita' previste dalla legge 4 dicembre 1956, n. 1404,
dalla lettera e) del presente comma, nonche'  dall'art.  9,
che svolgono attivita' in materie devolute alla  competenza
legislativa regionale ovvero attivita' relative a  funzioni
per cento, con salvezza della  funzionalita'  dei  predetti
liquidazione, lo Stato risponde delle passivita' nei limiti
dell'attivo della singola liquidazione in conformita'  alle
g)  trasferimento,  all'amministrazione  che  riveste
personale  dirigenziale  e  non  dirigenziale  nonche'   il
funzionamento.»
- Per il  testo  dell'art.  26,  del  decreto-legge  25
legge 6 agosto 2008, n. 133, si veda nella nota al titolo.
- Si riporta il testo dell'art. 4 del decreto-legge  30
legge 27 febbraio 2009, n. 14 (Proroga di termini  previsti
da  disposizioni  legislative  e  disposizioni  finanziarie
urgenti):
«Art. 4 (Taglia-enti). - 1. All'alinea  del  comma  634
dell'art. 2 della  legge  24  dicembre  2007,  n.  244,  le
parole: «31 dicembre 2008» sono sostituite dalle  seguenti:
«30 giugno 2009».
- Si riporta il testo dell'art. 17, commi 2  e  6,  del
decreto legge  1°  luglio  2009,  n.  78,  convertito,  con
(Provvedimenti anticrisi, nonche' proroga di termini):
«2. All'art. 2, comma  634,  della  legge  24  dicembre
2007, n. 244 le parole «30  giugno  2009»  sono  sostituite
dalle seguenti: «31  ottobre  2009»  e  le  parole  da  «su
l'innovazione»   fino   a   «Ministri   interessati»   sono
sostituite dalle seguenti: «su proposta del Ministro o  dei
delle finanze.»
«6. All'art. 2, comma  634,  della  legge  24  dicembre
2007, n. 244 sono aggiunte  le  seguenti  lettere:  "h)  la
riduzione del numero degli  uffici  dirigenziali  esistenti
presso gli enti con corrispondente riduzione degli organici
del  personale  dirigenziale  e  non  dirigenziale  ed   il
contenimento delle spese  relative  alla  logistica  ed  al
funzionamento   i)   la   riduzione    da    parte    delle
amministrazioni vigilanti  del  numero  dei  propri  uffici
dirigenziali con corrispondente riduzione  delle  dotazioni
organiche del personale  dirigenziale  e  non  dirigenziale
nonche' il contenimento della spesa per la logistica ed  il
funzionamento".».
-  Si  riporta   il   testo   dell'art.   10-bis,   del
decreto-legge 30 dicembre 2009,  n.  194,  convertito,  con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n. 25 (Proroga
di termini previsti da disposizioni legislative):
«Art. 10-bis (Termini in materia di «taglia-enti» e  di
«taglia-leggi»). - 1. L'art. 26, comma 1, del decreto-legge
procedimento «taglia-enti», si  interpreta  nel  senso  che
l'effetto soppressivo previsto dal secondo periodo concerne
o superiore alle 50 unita', con esclusione degli enti  gia'
espressamente esclusi dal primo periodo del comma 1 nonche'
individuati dall'Istituto nazionale di  statistica  (ISTAT)
ai sensi del comma 3 dell'art. 1 della  legge  31  dicembre
2. All'art. 26, comma 1, del  decreto-legge  25  giugno
«taglia-enti», sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il secondo periodo e' inserito  il  seguente:
«Gli enti confermati ai sensi  del  primo  periodo  possono
organismi pubblici statali, di cui al comma 634 dell'art. 2
della legge 24 dicembre 2007, n. 244»;
b) dopo il terzo periodo  e'  inserito  il  seguente:
«Sono soppressi gli enti pubblici non economici di  cui  al
corso della XVI legislatura».
3. All'art. 2, comma 635, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, il terzo periodo e' soppresso.
4. All'art. 14, comma 23, della legge 28 novembre 2005,
«Trascorso il termine, eventualmente prorogato,  senza  che
estiva e quello di fine anno dei lavori parlamentari.»
- Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,  reca:
Riforma dell'organizzazione del Governo, a norma  dell'art.
11 della legge n. 15 marzo 1997, n. 59.
- Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  reca:
Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle  dipendenze
-  Il  decreto  del  Presidente  della  Repubblica   27
febbraio  2003,  n.  97,  reca:  "Regolamento   concernente
l'amministrazione e la contabilita' degli enti pubblici  di
cui alla legge 20 marzo 1975, n. 70".
- Il decreto del Presidente della Repubblica  7  agosto
1992, n. 417 reca: "Regolamento  di  amministrazione  e  di
contabilita'    dell'Amministrazione     della     pubblica
- Si riporta il testo dell'art.  14,  comma  19,  della
normativo per l'anno 2005):
«19. E' istituita la "Commissione parlamentare  per  la
semplificazione",  di  seguito   denominata   "Commissione"
segretari che insieme con il presidente  formano  l'Ufficio
per l'elezione dell'Ufficio di presidenza.».
Art. 2 Finalita' 1. Il Fondo cura l'assistenza in favore del personale della Polizia di Stato mediante interventi complementari ed integrativi di quelli gia' realizzati dall'Amministrazione della pubblica sicurezza e da altri enti e istituzioni assistenziali. 2. In particolare, il Fondo provvede: a) all'assistenza agli orfani del personale della Polizia di Stato, deceduto, in servizio od in quiescenza di qualsiasi ruolo o qualifica, mediante interventi di supporto dei rispettivi nuclei familiari; b) all'assistenza scolastica erogata a favore dei figli degli appartenenti alla Polizia di Stato, in servizio o in quiescenza, ed agli orfani degli stessi; c) alla stipula di contratti di assicurazione per la copertura dei rischi professionali, e prioritariamente del personale della Polizia di Stato impiegato nei servizi di polizia stradale; d) alla stipula di contratti di assicurazione per la responsabilita' civile e la tutela legale per il personale della Polizia di Stato, ad integrazione del sistema di tutela e rimborso delle spese legali previsto dalla legge; e) alla concessione al personale della Polizia di Stato in servizio ovvero in quiescenza di sovvenzioni in denaro per grave malattia, per onerosita' delle cure, ovvero per stato di indigenza o per altro particolare stato di necessita'. La sovvenzione puo' consistere anche nell'assegnazione di un bene; f) all'anticipo, previe intese con l'INPDAP per la definizione delle quote di anticipo e delle modalita' di recupero delle stesse, sulle pensioni privilegiate spettanti ai coniugi superstiti del personale deceduto durante l'adempimento del dovere, ai dipendenti collocati a riposo per inabilita' fisica a seguito di lesioni riportate in servizio, nonche' ai coniugi superstiti o ai dipendenti collocati a riposo per inabilita' fisica conseguente a lesioni per incidenti «in itinere», per le quali sia intervenuto il riconoscimento della dipendenza da causa di servizio. 3. Oltre a quanto previsto dai commi 1 e 2, il Fondo assicura l'assistenza sociale del personale, in servizio o in quiescenza, e del nucleo familiare, mediante specifiche iniziative ed interventi aventi finalita' ricreative o culturali; stipula, inoltre, contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati a favore del personale della Polizia di Stato in servizio per la tutela, la cura e la serenita' del nucleo familiare, con particolare riguardo alle colonie estive marittime e montane, agli stabilimenti balneari o montani, alle vacanze studio. 4. Il Fondo puo' disporre, nei limiti delle disponibilita' finanziarie, l'assegnazione di contributi per l'ammodernamento e l'arredamento di sale convegno, di circoli, di centri riposo e di benessere, di centri sportivi e biblioteche, in uso al personale della Polizia di Stato.
Art. 3 Organi 1. Sono organi del Fondo: a) il Presidente; b) il Consiglio di amministrazione; c) il Collegio dei revisori.
Art. 4 Il Presidente 1. Il Presidente, nella persona del Capo della polizia - Direttore generale della pubblica sicurezza, ha la rappresentanza legale del Fondo e presiede il Consiglio di amministrazione. 2. Il Presidente, inoltre: a) provvede all'attuazione degli indirizzi e degli obiettivi programmati dal Consiglio di amministrazione; b) adotta i provvedimenti di urgenza ed esercita le attribuzioni ad esso delegate dal Consiglio di Amministrazione, salvo ratifica alla prima adunanza del Consiglio stesso; c) adotta le misure necessarie per lo svolgimento delle operazioni amministrative e contabili; d) vigila sull'andamento amministrativo e contabile del Fondo; e) presenta al Consiglio di amministrazione il bilancio preventivo e il conto consuntivo dell'esercizio con la situazione patrimoniale del Fondo. 3. Per l'esercizio delle funzioni di cui al precedente comma 2, lettera a), c), d) ed e), il Presidente puo' avvalersi del dirigente preposto al Servizio assistenza e attivita' sociali della Direzione centrale per gli affari generali della Polizia di Stato del Dipartimento della pubblica sicurezza, previo conferimento di delega, comunicata al Consiglio di amministrazione nella prima seduta utile. 4. Il medesimo dirigente provvede, altresi', su specifica delega del Presidente, a: a) stipulare i contratti deliberati dal Consiglio di amministrazione nei limiti degli stanziamenti del bilancio; b) curare la riscossione delle entrate, ordinare le spese nei limiti degli stanziamenti di bilancio ed in conformita' delle norme statutarie e delle deliberazioni consiliari; c) adottare gli atti di gestione finanziaria, ivi compresa l'assunzione di impegni di spesa nei limiti stabiliti annualmente dal Consiglio di amministrazione, previo parere del collegio dei revisori dei conti. 5. Il dirigente svolge gli incarichi a titolo gratuito e partecipa alle adunanze del Consiglio di Amministrazione, senza potere di voto. Per l'espletamento dei compiti affidati al dirigente, il Fondo si avvale del personale del Servizio assistenza e attivita' sociali della Direzione centrale per gli affari generali della Polizia di Stato del Dipartimento della pubblica sicurezza senza nuovi o maggiori oneri a carico dello Stato.
Art. 5 Il Consiglio di amministrazione 1. Il Consiglio di amministrazione ha poteri di indirizzo, programmazione e controllo strategico ed e' composto dal Vice Direttore Generale della pubblica sicurezza per l'espletamento delle funzioni vicarie e da due membri, prescelti tra i prefetti o i dirigenti generali di pubblica sicurezza in servizio presso il Dipartimento della pubblica sicurezza, nominati con decreto del Ministro dell'interno, su proposta del Presidente. 2. Le funzioni referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio di Amministrazione e la verbalizzazione sono curate da un segretario, nominato dal Consiglio medesimo. 3. I componenti, ivi compresi il Presidente ed il segretario del Consiglio di amministrazione, svolgono l'incarico a titolo gratuito.
Art. 6 Il Collegio dei revisori dei conti 1. Il Collegio dei revisori dei conti svolge il controllo sulla legittimita' e sulla regolarita' contabile della gestione del Fondo. E' costituito da due revisori designati dal Ministero dell'interno, e da un revisore designato dal Ministero dell'economia e delle finanze. 2. I revisori provvedono al riscontro degli atti di gestione, accertano la regolare tenuta dei libri e delle scritture contabili, esaminano il bilancio di previsione ed il rendiconto redigendo apposite relazioni e procedono, con frequenza almeno trimestrale, alle verifiche di cassa. 3. I componenti del Collegio dei revisori svolgono l'incarico a titolo gratuito.
Art. 7 Statuto 1. Fermo restando quanto previsto dal presente decreto, l'organizzazione ed il funzionamento del Fondo ed il funzionamento degli organi sono definite con lo statuto.
Art. 8 Gestione economico-finanziaria 1. Il Fondo conforma il proprio ordinamento amministrativo contabile alle previsioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 febbraio 2003, n. 97, recependole in un proprio regolamento adottato dal Consiglio di amministrazione entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 2. Il Fondo orienta la propria attivita' nell'ambito delle risorse disponibili in ogni singolo esercizio finanziario, che ha inizio il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno. 3. Le somme eccedenti il fabbisogno per l'attuazione delle finalita' assistenziali del Fondo possono essere utilizzate per il reperimento di alloggi da assegnare a personale della Polizia di Stato in condizioni di particolare stato di necessita'. Per il corretto utilizzo di tali somme trova applicazione l'articolo 65 della legge 30 aprile 1969, n. 153.
Art. 9 Patrimonio 1. Il patrimonio del Fondo e' costituito da: a) beni mobili ed immobili di proprieta' del Fondo; b) beni di qualsiasi natura che ad esso pervengano a titolo oneroso o gratuito.
1. Le entrate del Fondo sono costituite da:
b) interessi sui  depositi  effettuati  presso  gli  istituti  di
c) proventi di sanzioni amministrative  pecuniarie  utilizzabili,
in attuazione dell'articolo 208 del  decreto  legislativo  30  aprile
1992, n. 285, per finalita' di assistenza e previdenza del  personale
d) le somme di cui all'articolo 16 della legge 28 dicembre  2001,
n. 448 e all'articolo 1-quater del decreto-legge 31  marzo  2005,  n.
45, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 maggio 2005, n. 89.
-  Si  riporta  il  testo  dell'art.  208  del  decreto
legislativo 30 aprile 1992,  n.  285  (Nuovo  codice  della
strada):
«Art.  208  (Proventi  delle  sanzioni   amministrative
pecuniarie). - 1. I proventi delle sanzioni  amministrative
pecuniarie per violazioni previste dal presente codice sono
devoluti allo Stato, quando le violazioni  siano  accertate
da funzionari, ufficiali ed agenti dello Stato, nonche'  da
funzionari ed agenti delle Ferrovie  dello  Stato  o  delle
ferrovie e tranvie in concessione. I proventi  stessi  sono
devoluti  alle  regioni,  province  e  comuni,  quando   le
violazioni siano  accertate  da  funzionari,  ufficiali  ed
agenti, rispettivamente, delle regioni,  delle  province  e
2. I proventi di cui al comma 1, spettanti allo  Stato,
sono destinati: a) fermo restando quanto previsto dall'art.
32, comma 4, della legge 17 maggio 1999,  n.  144,  per  il
finanziamento delle attivita' connesse  all'attuazione  del
Piano nazionale  della  sicurezza  stradale,  al  Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti - Ispettorato generale
per la circolazione e la sicurezza stradale,  nella  misura
dell'80 per  cento  del  totale  annuo,  definito  a  norma
dell'art. 2, lettera x), della legge  13  giugno  1991,  n.
190,  per  studi,  ricerche  e  propaganda  ai  fini  della
sicurezza stradale, attuata anche attraverso il  Centro  di
coordinamento  delle  informazioni  sul   traffico,   sulla
viabilita' e sulla sicurezza  stradale  (CCISS),  istituito
con legge 30  dicembre  1988,  n.  556,  per  finalita'  di
educazione  stradale,  sentito,  occorrendo,  il  Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e  della  ricerca  e  per
l'assistenza e previdenza del personale  della  Polizia  di
Stato, dell'Arma dei carabinieri, della Guardia di finanza,
della Polizia penitenziaria e  del  Corpo  forestale  dello
Stato e per iniziative ed  attivita'  di  promozione  della
sicurezza  della  circolazione;  b)  al   Ministero   delle
infrastrutture  e  dei  trasporti  -  Dipartimento  per   i
trasporti terrestri, nella misura  del  20  per  cento  del
totale  annuo  sopra  richiamato,  per  studi,  ricerche  e
propaganda sulla sicurezza del  veicolo;  c)  al  Ministero
dell'istruzione,  dell'universita'  e   della   ricerca   -
Dipartimento per i servizi per il territorio, nella  misura
del 7,5 per cento del totale annuo,  al  fine  di  favorire
l'impegno della scuola pubblica e privata nell'insegnamento
dell'educazione stradale e per l'organizzazione  dei  corsi
per conseguire il certificato di idoneita' alla  conduzione
dei ciclomotori.
2-bis. Gli  incrementi  delle  sanzioni  amministrative
pecuniarie di cui all'art. 195, comma 2-bis,  sono  versati
in un apposito  capitolo  di  entrata  del  bilancio  dello
Stato, di nuova  istituzione,  per  essere  riassegnati  al
Fondo contro  l'incidentalita'  notturna  di  cui  all'art.
6-bis del decreto-legge 3 agosto 2007, n. 117,  convertito,
con modificazioni, dalla legge 2 ottobre 2007, n. 160,  con
provvedimento del Ministero dell'economia e  delle  finanze
adottato  sulla  base  delle  rilevazioni  trimestrali  del
Ministero dell'interno. Tali  rilevazioni  sono  effettuate
con  le  modalita'  fissate  con  decreto   del   Ministero
dell'interno, di concerto con i Ministeri  dell'economia  e
delle finanze, della giustizia e delle infrastrutture e dei
trasporti.  Con  lo  stesso  decreto  sono   stabilite   le
modalita' di trasferimento della percentuale di ammenda  di
cui  agli  articoli  186,  comma  2-octies,  e  187,  comma
1-quater, destinata al Fondo.
3. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di
concerto con i  Ministri  dell'economia  e  delle  finanze,
dell'interno e dell'istruzione,  dell'universita'  e  della
ricerca, determina annualmente le  quote  dei  proventi  da
destinarsi   alle   suindicate   finalita'.   Il   Ministro
dell'economia e delle finanze e' autorizzato  ad  adottare,
con propri decreti, le necessarie variazioni  di  bilancio,
nel rispetto delle quote come annualmente determinate.
3-bis.  Il  Ministro   delle   infrastrutture   e   dei
trasporti,  il  Ministro   dell'interno   e   il   Ministro
dell'istruzione,   dell'universita'   e    della    ricerca
trasmettono annualmente al Parlamento, entro il  31  marzo,
una relazione sull'utilizzo delle quote dei proventi di cui
al comma 2 effettuato nell'anno precedente.
4.  Una  quota  pari  al  50  per  cento  dei  proventi
spettanti agli enti di cui al secondo periodo del  comma  1
e' destinata:
a) in misura non inferiore a un quarto della quota, a
interventi   di   sostituzione,   di   ammodernamento,   di
potenziamento, di messa a norma  e  di  manutenzione  della
segnaletica delle strade di proprieta' dell'ente;
b) in misura non inferiore a un quarto  della  quota,
al  potenziamento  delle  attivita'  di  controllo   e   di
accertamento delle violazioni in  materia  di  circolazione
stradale, anche attraverso l'acquisto di automezzi, mezzi e
attrezzature dei Corpi e dei servizi di polizia provinciale
e di polizia municipale di cui alle lettere  d-bis)  ed  e)
del comma 1 dell'art. 12;
c) ad altre finalita' connesse al miglioramento della
sicurezza stradale, relative alla manutenzione delle strade
di      proprieta'      dell'ente,       all'installazione,
all'ammodernamento, al potenziamento, alla messa a norma  e
alla manutenzione delle barriere e  alla  sistemazione  del
manto stradale delle medesime strade,  alla  redazione  dei
piani di cui all'art. 36, a  interventi  per  la  sicurezza
stradale a  tutela  degli  utenti  deboli,  quali  bambini,
anziani, disabili, pedoni e ciclisti, allo svolgimento,  da
parte degli organi di polizia locale, nelle scuole di  ogni
ordine   e   grado,   di   corsi   didattici    finalizzati
all'educazione  stradale,  a  misure  di  assistenza  e  di
previdenza per il personale di cui alle lettere  d-bis)  ed
e) del comma 1 dell'art. 12, alle misure di  cui  al  comma
5-bis del presente articolo e a interventi a  favore  della
mobilita' ciclistica.
5. Gli enti di cui  al  secondo  periodo  del  comma  1
determinano annualmente,  con  delibera  della  giunta,  le
quote da destinare alle finalita' di cui al comma 4.  Resta
facolta'  dell'ente  destinare  in  tutto  o  in  parte  la
restante quota del 50 per cento dei proventi alle finalita'
di cui al citato comma 4.
5-bis. La quota dei proventi di cui alla lettera c) del
comma  4  puo'  anche  essere   destinata   ad   assunzioni
stagionali a progetto nelle  forme  di  contratti  a  tempo
determinato e a  forme  flessibili  di  lavoro,  ovvero  al
finanziamento di progetti di potenziamento dei  servizi  di
controllo  finalizzati  alla  sicurezza   urbana   e   alla
sicurezza stradale, nonche' a progetti di potenziamento dei
servizi notturni e di prevenzione delle violazioni  di  cui
agli  articoli  186,  186-bis  e  187  e  all'acquisto   di
automezzi, mezzi e attrezzature dei Corpi e dei servizi  di
polizia provinciale e di polizia  municipale  di  cui  alle
lettere d-bis) ed e) del comma 1 dell'art. 12, destinati al
potenziamento dei servizi  di  controllo  finalizzati  alla
sicurezza urbana e alla sicurezza stradale.»
- Si riporta il  testo  dell'art.  16  della  legge  28
dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la  formazione  del
finanziaria 2002):
«Art. 16 (Rinnovi contrattuali). - 1. Ai fini di quanto
disposto dall'art. 48, comma 1, del decreto legislativo  30
marzo 2001, n. 165, per  il  biennio  2002-2003  gli  oneri
posti  a  carico  del  bilancio  statale  derivanti   dalla
contrattazione  collettiva  nazionale,  ivi   comprese   le
risorse  da  destinare  alla  contrattazione   integrativa,
comportanti ulteriori incrementi nel limite  massimo  dello
0,5  per   cento   dall'anno   2003,   sono   quantificati,
complessivamente, in 1.240,48 milioni di  euro  per  l'anno
2002 ed in 2.299,85 milioni di euro per ciascuno degli anni
2003 e 2004. Tali risorse sono ripartite ai sensi dell'art.
48 del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.  165,  fermo
restando che quanto disposto dall'art.  24,  comma  3,  del
citato decreto legislativo si  applica  a  decorrere  dalla
data di definizione della contrattazione integrativa.  Fino
a tale data i compensi di cui al medesimo art. 24, comma 3,
restano attribuiti ai  dirigenti  cui  gli  incarichi  sono
conferiti. Restano a carico delle risorse dei  fondi  unici
di amministrazione, e comunque  di  quelle  destinate  alla
contrattazione integrativa, gli oneri relativi ai  passaggi
all'interno delle aree in attuazione del nuovo  ordinamento
2.   Le   somme   occorrenti   per   corrispondere    i
miglioramenti economici al rimanente personale  statale  in
regime di  diritto  pubblico  sono  determinate  in  454,08
milioni di euro per l'anno 2002 e in 843,67 milioni di euro
per  ciascuno  degli  anni  2003  e  2004,  con   specifica
destinazione, rispettivamente, di 422,46 milioni di euro  e
784,92 milioni di euro per il personale delle Forze  armate
e delle Forze di polizia di cui al decreto  legislativo  12
maggio 1995, n. 195, e successive modificazioni.
3. Per la prosecuzione delle  iniziative  dirette  alla
valorizzazione professionale del  personale  docente  della
scuola, ed in aggiunta  a  quanto  previsto  dal  comma  1,
l'apposito fondo costituito ai sensi dell'art. 50, comma 3,
della legge 23 dicembre 2000, n. 388, da utilizzare in sede
di contrattazione integrativa, e'  incrementato  di  108,46
milioni di euro a decorrere  dall'anno  2002.  Il  predetto
fondo e' incrementato, per l'anno 2003, di  381,35  milioni
di  euro  e,  a  decorrere  dall'anno  2004,  della   somma
complessiva di 726,75 milioni di euro, subordinatamente  al
conseguimento  delle  economie   derivanti   dal   processo
attuativo delle disposizioni contenute  nei  commi  1  e  4
dell'art. 22 della presente legge.  Eventuali  economie  di
spesa,  da   verificarsi   annualmente,   derivanti   dalla
riduzione  della   consistenza   numerica   del   personale
amministrativo, tecnico e  ausiliario,  non  conseguenti  a
terziarizzazione   del   servizio,   sono   destinate    ad
incrementare le risorse per il trattamento  accessorio  del
medesimo personale. Un'ulteriore somma  di  35  milioni  di
euro per l'anno 2002 e' destinata, secondo i criteri  e  le
modalita'  fissate  nella  contrattazione  integrativa,  al
rimborso  delle  spese  di  autoaggiornamento,  debitamente
documentate,  sostenute  dai  docenti.  In  relazione  alle
esigenze   determinate   dal   processo    di    attuazione
dell'autonomia scolastica, ed in aggiunta a quanto previsto
dal comma 1, e' stanziata, per ciascuno  degli  anni  2002,
2003 e 2004, la somma di 20,66 milioni di euro destinata al
personale dirigente delle istituzioni scolastiche.
4. In  aggiunta  a  quanto  previsto  dal  comma  2  e'
stanziata, per l'anno 2002, la somma di 273,72  milioni  di
euro e, a decorrere dal 2003, la somma di 480,30 milioni di
euro da destinare al trattamento accessorio  del  personale
delle Forze armate e delle  Forze  di  polizia  di  cui  al
decreto legislativo 12 maggio 1995, n.  195,  e  successive
modificazioni,  impiegato  direttamente  in  operazioni  di
contrasto alla criminalita' e di tutela dell'ordine e della
sicurezza pubblica  che  presentano  un  elevato  grado  di
rischio ovvero  in  operazioni  militari  finalizzate  alla
predisposizione    di    interventi    anche    in    campo
internazionale. A decorrere dal 2002 e' stanziata la  somma
di 1 milione di euro  da  destinare  alla  copertura  della
responsabilita' civile ed  amministrativa  per  gli  eventi
dannosi non dolosi causati  a  terzi  dal  personale  delle
Forze di polizia nello svolgimento della propria  attivita'
istituzionale. Per la progressiva attuazione  del  disposto
di cui all'art. 7 della legge 29 marzo 2001,  n.  86,  sono
stanziate le ulteriori somme di  47  milioni  di  euro  per
l'anno 2002, di 92 milioni di euro per l'anno 2003 e di 138
milioni di euro a decorrere dall'anno 2004.
5. A decorrere dall'anno 2002,  in  aggiunta  a  quanto
previsto dal comma 2,  sono  stanziate  le  somme  di  5,16
milioni di euro e di 9,30 milioni  di  euro  da  destinare,
rispettivamente, al personale della carriera diplomatica ed
al personale della carriera prefettizia.
6. Le somme di cui ai commi 1, 2, 3, 4 e 5, comprensive
degli oneri contributivi ai fini previdenziali e  dell'IRAP
di cui al decreto legislativo 15  dicembre  1997,  n.  446,
costituiscono l'importo complessivo massimo di cui all'art.
11, comma 3, lettera h), della legge 5 agosto 1978, n. 468,
come sostituita dall'art. 5 della legge 23 agosto 1988,  n.
7.  Ai  sensi  dell'art.  48,  comma  2,  del   decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, gli oneri derivanti  dai
rinnovi contrattuali per il biennio 2002-2003 del personale
dei comparti  degli  enti  pubblici  non  economici,  delle
regioni, delle autonomie  locali,  del  Servizio  sanitario
nazionale, delle istituzioni e  degli  enti  di  ricerca  e
sperimentazione e delle universita', nonche' degli enti  di
cui all'art. 70, comma 4, del citato decreto legislativo n.
165 del  2001,  e  gli  oneri  per  la  corresponsione  dei
miglioramenti economici al personale  di  cui  all'art.  3,
comma 2, del citato decreto legislativo n.  165  del  2001,
sono  a  carico   delle   amministrazioni   di   competenza
nell'ambito delle disponibilita' dei rispettivi bilanci.  I
comitati di settore, in sede di deliberazione degli atti di
indirizzo previsti dall'art.  47,  comma  1,  del  medesimo
decreto legislativo n. 165 del 2001,  si  attengono,  anche
per la contrattazione integrativa, ai criteri indicati  per
il personale delle amministrazioni di  cui  al  comma  1  e
provvedono alla quantificazione  delle  risorse  necessarie
per i rinnovi contrattuali.»
-  Si  riporta  il   testo   dell'art.   1-quater   del
decreto-legge  31  marzo  2005,  n.  45,  convertito,   con
modificazioni,  dalla  legge  31   maggio   2005,   n.   89
(Disposizioni     urgenti     per     la      funzionalita'
dell'Amministrazione della pubblica sicurezza, delle  Forze
di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco):
«Art. 1-quater (Copertura assicurativa per il personale
della Polizia di Stato, del Corpo di polizia penitenziaria,
del Corpo forestale dello Stato, dell'Arma dei  carabinieri
e del Corpo della guardia di finanza). - 1. Le somme di cui
agli articoli 39 e 62  del  decreto  del  Presidente  della
Repubblica 18 giugno 2002, n. 164, come incrementate  dagli
articoli 4 e 9 del decreto del Presidente della  Repubblica
19 novembre 2003, n. 348, relative alla Polizia  di  Stato,
al Corpo di polizia penitenziaria, al Corpo forestale dello
Stato, all'Arma dei carabinieri e al Corpo della guardia di
finanza, iscritte in bilancio ai capitoli 2605, 1631, 2914,
4860 e 4228 dello stato di previsione, rispettivamente, del
Ministero dell'interno, del Ministero della giustizia,  del
Ministero  delle  politiche  agricole  e   forestali,   del
Ministero della difesa  e  del  Ministero  dell'economia  e
delle finanze, sono trasferite, rispettivamente,  al  Fondo
di assistenza per il personale  della  pubblica  sicurezza,
all'Ente     di     assistenza     per     il     personale
dell'amministrazione  penitenziaria  per  gli  appartenenti
alla Polizia penitenziaria, al Fondo assistenza, previdenza
e premi per il personale del Corpo forestale  dello  Stato,
al Fondo assistenza, previdenza e premi  per  il  personale
dell'Arma dei carabinieri ed al Fondo di assistenza  per  i
finanzieri, i quali  provvedono,  per  conto  del  medesimo
personale,    alla     copertura     assicurativa     delle
responsabilita' connesse allo svolgimento  delle  attivita'
istituzionali dello stesso personale.».
Art. 11 Rapporti con le associazioni di volontariato 1. Per la realizzazione dei suoi scopi, il Fondo, qualora risulti indispensabile, puo' ricorre al supporto di associazioni di volontariato senza fini di lucro iscritte nei registri previsti dalla legge. L'attivita' di supporto non comporta oneri aggiuntivi a carico del Fondo.
Art. 12 Disposizioni transitorie e finali 1. Nelle more dell'attuazione dell'articolo 8 del presente decreto continuano ad applicarsi le vigenti disposizioni relative alla gestione contabile ed economico-finanziaria del Fondo di assistenza. 2. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, le disposizioni di cui agli articoli 3 e 5 della legge 12 novembre 1964, n. 1279, sono abrogate. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare. Dato a Roma, addi' 29 ottobre 2010 Il Presidente del Senato della Repubblica nell'esercizio delle funzioni del Presidente della Repubblica ai sensi dell'articolo 86 della Costituzione SCHIFANI Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri Maroni, Ministro dell'interno Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione Calderoli, Ministro per la semplificazione normativa Rotondi, Ministro per l'attuazione del programma di Governo Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze Visto, il Guardasigilli: Alfano Registrato alla Corte dei conti il 31 dicembre 2010 Ministeri istituzionali, registro n. 21, foglio n. 61
Pubblicato da Bian LorGin a 21:35
Nonostante il No del Ministero dell'Interno circa l'uso di spray e manganelli da parte della Polizia Municipale, alcuni Comuni disattendono la norma.
SICUREZZA: GENOVA, SPRAY AL PEPERONCINO A POLIZIA MUNICIPALE =
(AGI) - Genova, 19 gen. - Dopo Milano e Trieste anche gli
agenti della Polizia Municipale di Genova avranno in dotazione
lo spray al peperoncino. Lo ha annunciato, a margine della
conferenza stampa per il bilancio 2010 dell'attivita' del
Corpo, l'assessore comunale alla sicurezza Francesco Scidone.
Terminata la sperimentazione, gia' nei prossimi mesi lo spray
potra' essere utilizzato da tutti gli agenti in servizio. "La
sperimentazione e' stata positiva perche' lo spray non e' stato
mai utilizzato, il che significa che non si e' verificato alcun
caso di uso improprio - ha spiegato il comandante della Polizia
Municipale di Genova Roberto Mangiardi -. Si tratta di un
presidio tattico-difensivo di cui non c'e' mai stata necessita'
di utilizzo". Per quanto riguarda i diversi tipi di spray, "noi
ci siamo orientati su un prodotto esaminato dalla Commissione
nazionale sulle armi che ha stabilito che quel prodotto non e'
considerato un arma". (AGI)
191902 GEN 11
SICUREZZA: SPRAY E TONFA IN DOTAZIONE A POLIZIA LOCALE FRIULI VENEZIA GIULIA =
GIUNTA REGIONALE HA APPROVATO REGOLAMENTO CHE NE DISCIPLINA USO,
ASSEGNAZIONE E CUSTODIA
Trieste, 20 gen. (Adnkronos) - Spray antiaggressione e
manganello tipo tonfa (bastone ad impugnatura laterale usato nelle
arti marziali) sono gli strumenti di autotutela non classificati come
arma che andranno in dotazione alla Polizia locale del Friuli Venezia
Giulia. Lo stabilisce il regolamento che ne disciplina l'uso,
l'assegnazione e la custodia, approvato dalla Giunta regionale su
proposta dell'assessore alle Attivita' produttive e Sicurezza Federica
Seganti, dopo il via libera, in ottobre, delle Autonomie locali e
della V Commissione regionale.
Gli operatori di Polizia locale potranno usare spray e tonfa a
prevenzione dei rischi professionali e per propria tutela solo dopo un
adeguato corso preparatorio che preveda, oltre all'addestramento
all'uso, anche la conoscenza dei presupposti normativi che ne
legittimano l'utilizzo. Gli operatori della Polizia locale che li
avranno in dotazione potranno farne uso in casi specifici, come i
servizi di vigilanza, quelli di protezione degli immobili di
proprieta' dell'Ente locale di appartenenza e dell'armeria del Corpo o
del Servizio, quelli notturni e di pronto intervento, e quelli di
pubblica sicurezza e di polizia stradale.
20-GEN-11 18:48
VEDI IL RIFERIMENTO ALLA NORMA DEL MINISTERO DELL'INTERNO
DECRETO MINISTERIALE N.145 DEL 14/3/87
REGOLAMENTO CONCERNENTE L'ARMAMENTO DEGLI APPARTENENTI ALLA POLIZIA MUNICIPALE AI QUALI E' CONFERITA LA QUALITA' DI AGENTI DI PUBBLICA SICUREZZA.
GENERALITA' NUMERO E TIPO DI ARMI
Articolo1 - Generalit�
L'armamento in dotazione agli addetti al servizio di polizia municipale in possesso della qualit� di agente di pubblica sicurezza � adeguato e proporzionato alla esigenza di difesa personale, in relazione al tipo di servizio prestato, individuato ai sensi dell'art. 2.
Articolo 2 - Rinvio ai regolamenti comunali
1. Con regolamento dell'ente di appartenenza, osservate le disposizioni della legge 7 marzo 1986, n. 65, quelle vigenti in materia di acquisto, detenzione, trasporto, porto, custodia e impiego delle armi e delle munizioni, nonch� quelle del presente regolamento, sono determinati i servizi di polizia municipale per i quali gli addetti in possesso della qualit� di agente di pubblica sicurezza portano, senza licenza, le armi di cui sono dotati, nonch� i termini e le modalit� del servizio prestato con le armi. 2. Fermo restando il disposto dell'art. Il della legge 7 marzo 1986, n. 65, il regolamento � comunicato al prefetto. 3. Per motivi particolari di sicurezza e tenuto conto degli indici locali di criminalit�, il prefetto pu� chiedere al sindaco che tutti gli addetti alla polizia municipale in possesso della qualit� di agente di pubblica sicurezza prestino servizio armato.
Articolo 3 - Numero delle armi in dotazione
1. Il numero complessivo delle armi in dotazione alla polizia municipale, con il relativo munizionamento, equivale al numero degli addetti in possesso della qualit� di agente di P.S., maggiorato di un numero pari al 5% degli stessi, o almeno di un'arma, come dotazione di riserva. 2. Tale numero � fissato con provvedimento del sindaco. 3. Il provvedimento che fissa o modifica il numero complessivo delle armi in dotazione � comunicato al prefetto.
Articolo 4 - Tipo delle armi in dotazione
1. L'arma in dotazione agli addetti di cui all'art. I � la pistola semi-automatica o la pistola a rotazione i cui modelli devono essere scelti fra quelli iscritti nel catalogo nazionale delle armi comuni da sparo di cui all'art. 7 della legge 16 aprile 1975, n. 110 e successive modificazioni. 2. l� modello, il tipo ed il calibro sono determinati con il regolamento di cui all'art. 2, il quale pu� prevedere un modello ed un tipo di pistola, fra quelli iscritti in catalogo, diverso per il personale femminile. 3. Lo stesso regolamento pu� altres� determinare:
b) la dotazione di arma lunga comune da sparo per i soli servizi di polizia rurale e zoofila eventualmente esplicati dagli addetti d� cui all'art. 1.
MODALITA' E CASI DI PORTO DELL'ARMA
Articolo 5 - Modalit� di porto dell'arma
1. Gli addetti di cui all'art. i che esplicano servizio muniti dell'arma in dotazione indossano l'uniforme e portano l'arma nella fondina esterna corredata di caricatore di riserva. 2. Nei casi in cui, ai sensi dell'art. 4 della legge 7.3.86. n. 65. l'addetto � autorizzato a prestare servizio in abiti borghesi, ed egli debba portare l'arma, nonch� nei casi in cui egli � autorizzato a portare l'arma anche fuori del servizio, ai sensi dell'art 6. questa � portata in modo non visibile. 3. Non possono essere portate in servizio armi diverse da quelle in dotazione.
Articolo 6 - Assegnazione dell'arma
1. l� regolamento di cui all'ad. 2 stabilisce, in relazione al tipo di servizio e alle necessit� di difesa personale, le modalit� dell'assegnazione dell'arma agli addetti alla polizia municipale in possesso della qualit� di agente di pubblica sicurezza, determinando altres�:
a) i servizi svolti in via continuativa con armi e con personale ad essi specificamente destinato, per i quali pu� essere disposta l'assegnazione dell'arma di volta in volta.
b) i servizi svolti con armi occasionalmente o con personale ad essi destinato in materia non continuativa, per i quali l'assegnazione dell'arma � effettuata di volta in volta.
2. Per le armi assegnate ai sensi del primo comma, lettera a), il porto dell'arma senza licenza � consentito anche fUori dal servizio nel territorio dell'ente di appartenenza e nei casi previsti dalla legge e dal regolamento. 3. 11 provvedimento con cui si assegna l'arma in via continuativa � disposto dal sindaco per un periodo determinato ed il sindaco stesso provvede annualmente alla sua revisione. I provvedimenti sono comunicati al prefetto. Si applicano, per quanto non previsto, le vigenti disposizioni in materia di porto e detenzione di armi e delle relative munizioni. 4. Del provvedimento con cui si assegna l'arma in dotazione in via continuativa � fatta menzione nel tesserino di identificazione dell'addetto, o in altro documento rilasciato dal sindaco che l'addetto � tenuto a portare sempre con se.
Articolo 7 - Funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza
Gli addetti alla polizia municipale di cui all'an. I che collaborano con le forze di polizia dello Stato ai sensi dell'an 3 della legge 7 marzo 1986, n. 65. esplicano il servizio in uniforme ordinaria e muniti dell'arma in dotazione, salvo sia diversamente richiesto dalla competente autorit�, e prestano l'assistenza legalmente richiesta dal pubblico ufficiale alle cui dipendenze sono funzionalmente assegnati.
Articolo 8 - Servizi di collegamento e di rappresentanza
I servizi di collegamento e di rappresentanza esplicati fuori dal territorio del comune di appartenenza sono svolti di massima senza armi: tuttavia, e fatto salvo quanto previsto dall'an. 9, agli addetti alla polizia municipale cui l'arma � assegnata in via continuativa � consentito il porto della medesima nei comuni in cui svolgono compiti di collegamento o comunque per raggiungere dal proprio domicilio il luogo di servizio e viceversa.
Articolo 9 - Servizi esplicati fuori dell'ambito territoriale per soccorso o in supporto
1. 1 servizi esplicati fuori dell'ambito territoriale dell'ente di appartenenza per soccorso in caso di calamit� e disastri o per rinforzare altri Corpi e servizi in particolari occasioni stagionali o eccezionali sono effettuati. di massima, senza armi. Tuttavia il sindaco del comune nel cui territorio il servizio esterno deve essere svolto pu� richiedere nell'ambito degli accordi intercorsi ai sensi dell'art. 4, della legge 7\3\1986, n. 65, che un contingente del personale inviato per soccorso o in supporto sia composto da addetti in possesso della qualit� di agente di pubblica sicurezza, il quale effettui il servizio stesso in uniforme e munito di arma, quando ci� sia richiesto dalla natura del servizio, ai fini della sicurezza personale, ai sensi del regolamento comunale di cui all'art. 2. 2. Per i servizi di supporto che rivestono carattere non occasionale, i contingenti di rinforzo di cui al comma precedente, nonch� i casi e le modalit� del loro armamento in servizio sono predeterminati dai piani o dagli accordi tra le amministrazioni interessate, osservate le previsioni dei regolamenti comunali di cui all'art. 2 ed i criteri di cui all'art. 3. 3. Nei casi previsti dall'art. 8 e dai precedenti commi, il sindaco d� comunicazione al prefetto territorialmente competente ed a quello competente per il luogo in cui il servizio sar� prestato dei contingenti tenuti a prestare servizio con armi fuori dal territorio dell'ente di appartenenza. del tipo di servizio per il quale saranno impiegati e della presumibile durata della missione.
Articolo 10 - Prelevamento e versamento dell'arma
1. L'arma assegnata ai sensi dell'art. 6, lettera b) � prelevata, all'inizio del servizio, presso l'armeria del Corpo o servizio della polizia municipale e alla stessa deve essere versata al termine del servizio medesimo. 2. L'arma assegnata ai sensi dell'ari. 6, lettera a) � prelevata presso l'armeria, previa annotazione degli estremi del documento di cui al 30 comma dell'ari 6 nel registro di cui all'ari. 14. L'arma deve essere immediatamente versata nella medesima armeria quando sia scaduto o revocato il provvedimento di assegnazione o siano venute comunque a mancare le condizioni che ne determinarono l'assegnazione. 3. L'arma comunque assegnata deve essere immediatamente versata all'armeria allorquando viene meno la qualit� di agente di pubblica sicurezza, all'atto della cessazione o sospensione del rapporto di servizio e tutte le volte in cui sia disposto con provvedimento motivato dall'amministrazione, o dal prefetto.
Articolo 11 - Doveri dell'assegnatario
L'addetta alla polizia municipale, cui � assegnata l'arma ai sensi dell'art. 6, deve:
b) custodire diligentemente l'arma e curarne la manutenzione,
d) mantenere l'addestramento ricevuto, partecipando attivamente alle esercitazioni di tiro di cui agli artt. 17e 18.
Articolo 12 - Istituzione di armeria della polizia municipale
1. In ambito comunale e, nel caso di costituzione di associazione ai sensi dell'ari, I, comma 2, della legge 7\3\86, n. 65, in uno o pi� comuni di questa, � istituita l'armeria del Corpo o servizio di polizia municipale in apposito locale nel quale sono custodite le armi in dotazione ed il relativo munizionamento. 2. In relazione all'articolazione territoriale della struttura di polizia municipale ed al numero degli addetti possono essere istituite una o pi� armerie sussidiarie in cui sono custodite le armi in dotazione. 3. L'istituzione dell'armeria principale e di quelle sussidiarie, quando non � disposta con il regolamento di cui all'ari. 2, nonch� la soppressione o trasferimento della stessa, sono effettuate con provvedimento del sindaco e sono comunicate al prefetto e al questore. 4. L'istituzione dell'armeria non � necessaria qualora si tratti di custodire armi in numero non superiore a quindici e le munizioni sono custodite negli appositi armadi di cui all'an. 14 e sono assegnate, ritirate e controllate osservando gli articoli 15, 16, 17; le funzioni di consegnatario dell'armeria sono svolte dal responsabile del servizio o Corpo. L'autorit� di pubblica sicurezza determina le misure di sicurezza necessarie ai sensi dell'ari. 2 della legge I 8\4\75, n. 110. 5. L'autorit� di pubblica sicurezza ha facolt� di eseguire, quando lo ritenga necessario, verifiche di controllo e di prescrivere quelle misure cautelari che ritenga indispensabili per la tutela dell'ordine, della sicurezza e dell'incolumit� pubblica.
Articolo 13 - Caratteristiche delle armerie
1. Le armerie devono essere sistemate in locali possibilmente interni all'edificio, ubicati in modo da consentire il controllo degli accessi e devono essere munite di porte blindate ed aperture luce ugualmente blindate oppure dotate di inferriate e grate metalliche di sicurezza; esse devono altres� disporre di serratura di sicurezza e di congegni di allarme. 2. Le porte devono essere munite di finestrelle con cristalli blindati o grata per i controlli dall'esterno; l'impianto di illuminazione artificiale deve essere permanentemente in funzione ed essere corredato di interruttore esterno e dispositivi di illuminazione di emergenza. 3. Le attrezzature e le misure antincendio, conformi alle prescrizioni degli organi competenti, sono sistemate all'interno ed all'esterno del locale.
Articolo 14 - Funzionamento delle armerie
1. Le armi sono conservate, prive di fondina e di munizioni, in appositi armadi metallici corazzati, chiusi a chiave con serratura di sicurezza tipo cassaforte. 2. Le munizioni sono conservate in armadi metallici distinti da quelli delle armi. di uguali caratteristiche. 3. Le chiavi d� accesso ai locali armeria e agli armadi metallici, in cui sono custodite armi e munizioni, sono conservate, durante le ore di servizio, dal consegnatario dell'armeria che ne risponde. Fuori dell'orario di servizio dette chiavi sono custodite nella cassaforte del Corpo, servizio o unit� di esso, in apposito contenitore metallico con chiusura di sicurezza, le cui chiavi sono custodite presso di s� dal consegnatario dell'armeria.
4. Copia di riserva di dette chiavi � conservata, a cura del responsabile del Corpo o servizio di polizia municipale. in busta sigillata controfirmata dal consegnatario dell'armeria, in cassaforte o armadio corazzato. 5. L'armeria � dotata del registro di carico delle armi e delle munizioni, le cui pagine numerate sono preventivamente vistate dal questore. I movimenti giornalieri di prelevamento o versamento delle armi e munizioni devono essere preventivamente vistate dal responsabile del servizio di polizia municipale. 6. L'armeria � dotata altres� di registri, a pagine numerate e preventivamente vistate dal responsabile del servizio di polizia municipale, per: - le ispezioni settimanali e mensili:
- le riparazioni delle armi:
- i materiali occorrenti per la manutenzione delle armi.
Articolo 15 - Distribuzione e ritiro delle armi e munizioni
1. L'accesso nell'armeria o nel locale in cui sono custodite le armi ai sensi del 40 comma, dell'art. 12 � consentito esclusivamente al sindaco o assessore delegato, al responsabile del Corpo o servizio di polizia municipale, al consegnatario dell'armeria: l'accesso � altres� consentito al personale addetto ai servizi connessi, per il tempo strettamente necessario e sotto la diretta responsabilit� del consegnatario dell'armeria o del responsabile del Corpo o servizio di polizia municipale se presente. 2. Le armi devono essere consegnate e versate scariche. Le operazioni di caricamento e scaricamento delle armi devono avvenire in luogo a ci� appositamente predisposto, esterno all'armeria. 3. Nell'armeria, nel locale antistante e nel luogo per il carico e scarico delle armi sono affisse, ben visibili, le prescrizioni di sicurezza.
Articolo 16 - Controlli e sorveglianza
1. Controlli giornalieri all'armeria sono effettuati dal consegnatario, all'inizio e alla fine del servizio, per accertare la rispondenza delle armi e delle munizioni alle risultanze del registro di carico e scarico. L'esito dei controlli � riportato su apposito modulo. 2. La sorveglianza esterna alle armerie � effettuata da appartenenti al Corpo o servizio attraverso ripetuti sopralluoghi diurni e notturni, tendenti ad accertare le condizioni delle porte di accesso, delle finestre e delle pareti perimetrali e ad ispezionare l'interno dell'armeria attraverso la feritoia di cui � munita la porta d'accesso. L'effettuazione e l'esito dei sopralluoghi � riportato su apposita tabella affissa all'esterno del locale. 3. l� sindaco, l'assessore delegato, il responsabile del Corpo o servizio della polizia municipale dispongono visite di controllo e ispezioni interne periodiche.
Articolo 17 - Doveri del consegnatario di armeria
1. Il consegnatario di armeria cura con la massima diligenza:
a) la custodia e conservazione delle armi e delle munizioni in armeria, dei registri e della documentazione, delle chiavi, a lui commesse ai sensi degli articoli precedenti:
d) la scrupolosa osservanza propria e altrui della regolarit� della operazioni di armeria.
2. Egli collabora con il responsabile del Corpo o del servizio per la disciplina delle operazioni di armeria. per l'organizzazione ed esecuzione dei controlli e dei servizi di sorveglianza. nonch� per l'esecuzione delle ispezioni ed allo stesso fa rapporto per ogni irregolarit� o necessit�
Gli addetti alla polizia municipale che rivestono la qualit� di agente d� pubblica sicurezza prestano servizio armato dopo aver conseguito il necessario addestramento e devono superare ogni anno almeno un corso di lezioni regolamentari di tiro a segno, presso poligoni abilitati per l'addestramento al tiro con armi comuni da sparo. 2. A tal fine i comuni, nel quadro dei programmi di addestramento e formazione disposti dalle regioni, possono stipulare apposite convenzioni con le sezioni del tiro a segno nazionale, nonch� con gli enti o comandi che dispongono di propri poligoni abilitati, nell'ambito territoriale del comune o di comuni limitrofi, ovvero possono costituire propri poligoni di tiro, osservate, in quanto applicabili, le disposizioni vigenti per la costituzione ed il funzionamento delle sezioni del tiro a segno nazionale 3. Nei poligoni appositamente costituiti ai sensi del comma precedente possono effettuare esercitazioni o corsi di tiro esclusivamente gli addetti alla polizia municipale nonch�, previe apposite convenzioni con l'ente o comando di appartenenza. i dipendenti dello Stato che per ragione del loro servizio debbono prestare servizio con armi. 4. Oltre quanto previsto dalla legge 28\5\81, n. 286, contenente disposizioni per la iscrizione alle sezioni del tiro a segno nazionale, il sindaco pu� disporre la ripetizione dell'addestramento al tiro nel corso dell'anno per gli addetti alla polizia municipale o per quelli fra essi che svolgono particolari servizi. 5. I corsi di tiro effettuati presso poligoni d� enti o comandi dello Stato o presso poligoni appositamente costituiti per la Polizia municipale sono equivalenti a tutti gli effetti ai corsi delle sezioni del tiro a segno nazionale. 6. 1 provvedimenti e le convenzioni adottate ai sensi dei precedenti commi sono comunicati al prefetto.
Articolo 19 - Porto d'armi per la frequenza dei poligoni di tiro a segno
1. Qualora il poligono di tiro si trovi in comune diverso da quello in cui prestano servizio gli addetti alla Polizia municipale, l'autorizzazione a portare le armi in dotazione fino al campo di tiro e viceversa � rilasciata dal questore, ai sensi della legge 18\6\69, n. 323, ed ha la durata di sei anni. 2. A tal fine, il sindaco trasmette al questore l'elenco nominativo degli addetti in possesso della qualit� di agente di pubblica sicurezza ed annota gli estremi dell'autorizzazione, con la data della scadenza, nel tesserino di identificazione o altro documento di cui al 40 comma dell'art. 6.
1. Fino all'entrata in vigore del regolamento di cui all'art. 2, si applicano le norme esistenti, in quanto compatibili con la legge 7\3\86, n. 65 e con le disposizioni del presente regolamento. 2. Qualora non risulti determinata o determinabile l'indicazione dei servizi per i quali gli addetti alla polizia municipale di cui all'art. I espletano il servizio muniti di armi, essa si intende fatta per i servizi esterni di vigilanza e, comunque, per i servizi di vigilanza e protezione della casa comunale e dell'armeria del Corpo o servizio, per quelli notturni e di pronto intervento. 3. Il sindaco, qualora entro 60 giorni dalla pubblicazione del presente regolamento non abbia provveduto alla comunicazione di cui all'art. 2, 2 comma, comunica al prefetto in via transitoria ai sensi del l comma.
IMMIGRAZIONE: SILP, MEDICO PANTELLERIA NASCOSE CASO TBC
(ANSA) - TRAPANI, 19 GEN - Il sindacato di polizia Silp per
la Cgil ha denunciato alla Procura di Trapani che un medico, in
servizio a Pantelleria, non ha segnalato agli organi competenti
che un immigrato, sbaracato due giorni fa sull'isola, era
affetto da tubercolosi. Secondo il sindacato, l'immigrato
avrebbe riferito al sanitario la sua patologia, ma il medico -
in corso di identificazione - non avrebbe avviato alcuna
L'immigrato, pertanto, ha viaggiato in nave da Pantelleria a
Trapani ed in aereo da Palermo a Bologna, senza alcuna
precauzione, a contatto con poliziotti e ignari, civili,
passeggeri, dice il Silp.(ANSA).
YDL-FK
19-GEN-11 18:47 NNNN
Aggiornamenti delle aree riservate ai possessori di userid e password , al 19 gennaio 2011.
Compensi per prestazioni orarie aggiuntive. Art. 38, comma 7, del D.P.R. 16 aprile 2009, n. 51. Emanata dal Comando generale della Guardia di Finanza, Ufficio programmazione finanziaria e bilancio.
Consiglio di Stato "... Processi lumaca: lo Stato deve risarcire entro 60 giorni. È ammissibile il giudizio di ottemperanza promosso dal cittadino nei confronti della P.A. per non aver ottenuto il pagamento dell'equa riparazione disposta dalla Corte d'Appello a fronte dell'irragionevole durata di un processo (art. 3, legge n. 89/2001)....Conclusivamente, va dichiarato l’obbligo sia del Ministero dell’economia e delle finanze che della Presidenza del Consiglio dei Ministri di conformarsi al giudicato di cui in epigrafe, provvedendo al pagamento in favore dei ricorrenti, entro il termine di sessanta giorni decorrenti dalla data di recezione della comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione se precedente, della presente sentenza, della complessiva somma di euro 4.500 dovuta per il suddetto titolo a favore di ognuno dei tredici ricorrenti..."
Cassazione "...Copiare durante un concorso pubblico è reato..."
Circ. 5-1-2011 n. 1/2011
Pubblicazioni di matrimonio e affissioni relative alle istanze di modifica del nome o del cognome da parte delle amministrazioni comunali sui propri siti informatici. Circ. 15 dicembre 2009, n. 29, Circ. 13 gennaio 2010, n. 1/2010 e Circ. 10 giugno 2010, n. 18/2010.
Procedura per il rilascio delle licenze di pubblicità sanitaria tramite posta elettronica certificata. Conferma e chiarimenti.
Emanata dal Ministero della salute, Dipartimento dell'innovazione, Direzione generale dei farmaci e dispositivi medici, Ufficio II - Competenze in materia farmaceutica.
Consiglio di Stato "...Consiglio di Stato "...Polizia di Stato - Indennità di trasferimento...Nell’articolo 1 della L. 86 del 2001 non c’è alcuna menzione, neanche indiretta, alla necessità di dover valutare anche l’ulteriore requisito della sussistenza di una distanza minima chilometrica tra le sedi di servizio interessate al trasferimento dell’appartenente alla Polizia di Stato...In effetti, anche il trasferimento d’ufficio in un comune inferiore a 10 km alla sede di servizio comporta per l’interessato un sacrificio oggettivo, essendo il medesimo costretto ad affrontare nuovi oneri e disagi...".
Tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro - Legislazione
Accordi sindacali e disciplina del pubblico impiego
Consiglio di Stato "...L.104/92 - L. 53/2000 - Polizia Penitenziaria - Trasferimento ..."
Consiglio di Stato "...Polizia Penitenziaria - Mancato inserimento graduatoria - Condanna Amministrazione..."
Consiglio di Stato "...Ispettori Guardia di Finanza ricorso per il conseguimento promozione grado superiore..."
Consiglio di Stato "...Guardia di Finanza - Trasferimento per esigenze d'ufficio ..."
Consiglio di Stato "...Polizia penitenziaria - Procedimento di destituzione...Non sussiste invero la dedotta violazione dell'art.120 del T.U. degli impiegati civili dello Stato, non essendosi verificata nel corso del procedimento disciplinare la violazione del termine di 90 giorni calcolati "dall'ultimo atto senza che nessun ulteriore atto sia stato compiuto"...
DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 29 ottobre...
Nonostante il No del Ministero dell'Interno circa ...
IMMIGRAZIONE: SILP, MEDICO PANTELLERIA NASCOSE CAS...
"Chi non ricorda il passato è condannato a ripeter...
Corpo Forestale dello Stato: da oggi entra a far p...
AUTOSTRADE: GASBARRA (PD), CON TELEPEDAGGIO RETE A...
Di Pietro, raduno al Quirinale. Stasera l'iniziati...
DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE AD ESEGUIRE PERQUISIZION...
Agenzia delle Entrate Provv. 17-1-2011 Approvazion...

References: art.  2

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9
 art. 24

Art. 11

Art. 12

Articolo1

Articolo 2

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 19
 Art. 38