Source: https://issuu.com/provinciatorino/docs/cpi_gennaio2014
Timestamp: 2018-01-19 11:50:26+00:00

Document:
Cronache dai Centri per l'Impiego 11 by Città metropolitana di Torino - issuu
Supplemento a Cronache da Palazzo Cisterna. Autorizzazione del Tribunale di Torino n. 1788 del 29.3.1966 - Poste Italiane. Spedizione in a.p.
NUMERO 11 -
Cronache Edizione speciale DisabilitĂ e lavoro
DAI CENTRI PER Lâ&#x20AC;&#x2122;IMPIEGO
Sommario Centro sui Centri............ 3 Introduzione........................ 4 I principali indicatori del mercato del lavoro nella provincia di Torino......... 6 Stock dei disabili disoccupati e delle categorie protette ..........
Il flusso dei disabili disponibili al lavoro ...................
Avviamenti e tirocini dei disabili e delle categorie protette ..................
Le linee principali del Piano Provinciale Fondo Regionale Disabili................................. 16 Competenze dell’Ufficio provinciale inserimento lavorativo disabili: l’esonero parziale, le convenzioni art. 11 Legge 68/99 e il Fondo Regionale Disabili .....................................
Le principali attività realizzate dal Piano FRD 2008-10 e successive integrazioni ........
Le progettualità territoriali: ruolo e coordinamento dei Centri per l’Impiego................... 25 Elementi dello scenario attuale (punti di forza e debolezza / opportunità e minacce) e spunti per la programmazione futura.................................... 37
Edizione speciale Disabilità e Lavoro
Direttore responsabile: Carla Gatti In redazione: Giuseppina Alì, Gianfranco Bordone, Enrico Chiais, Ezio Como, Gabriella Fanotto, Patrizia Gallace, Mascia Manzon, James Polichetti, Anna Scirè, Pasquale Tarantino Grafica: Marina Boccalon, Giancarlo Viani Foto Archivio Fotografico Provincia di Torino “Andrea Vettoretti” (AFPT): Cristiano Furriolo Chiuso in tipografia: ore 17 di giovedì 16 gennaio 2014 Progetto grafico e impaginazione: Art - via Verdi 43 - 10124 Torino Stampa: CDM Servizio grafico - Collegno Stampato su carta ecolabel: UPM Fine Questa pubblicazione è disponibile anche nel sito web dei Servizi per l’Impiego della Provincia di Torino al seguente indirizzo www.provincia.torino.gov.it/lavoro
CRONACHE DAI CENTRI PER L’IMPIEGO
Centro sui Centri
l ruolo esercitato in questi anni dalla Provincia di Torino nel sistema di programmazione socioeconomica territoriale, e in particolare nel settore del mercato del lavoro e dei servizi per l’impiego, è stato il risultato di processi e relazioni che si sono sviluppati e consolidati nel tempo in coerenza con le programmazioni sociale e sanitaria, dell’istruzione e della formazione professionale e dello sviluppo locale, fino a realizzare una rete integrata di servizi sicuramente perfettibile, ma ad oggi esistente ed operativa. In questa logica di armonizzazione dei programmi e di integrazione delle risorse a disposizione, il ruolo dei Servizi per il Lavoro e la centralità dei Centri per l’Impiego nei sistemi locali dei servizi è stato elemento propulsivo e di coordinamento nella programmazione e realizzazione di progetti personalizzati di inserimento lavorativo per le persone disabili. In questo contesto, fin dall’entrata in vigore della Legge 68/99, coincidente con l’assunzione della responsabilità dei Servizi per il lavoro da parte della Provincia, si è lavorato per rendere possibile e sostenibile il collocamento mirato delle persone disabili, anche attraverso la pianificazione degli interventi finanziati dal Fondo Regionale Disabili finalizzati ad attivare percorsi di inserimento e integrazione dei lavoratori disabili in ambienti lavorativi inclusivi e adatti alle capacità e competenze possedute. Ci sono stati attenzione e ascolto continuo alle esigenze della persona, momenti di confronto e concertazione con le parti sociali e con la rete territoriale dei soggetti pubblici, privati, associativi e del terzo settore, ciascuno con le proprie specifiche competenze e legittime istanze. Tale costante attenzione, esercitata sia su scala provinciale che nei singoli territori, si è rivelata preziosa nell’affrontare tutte le problematiche che possono emergere nel corso di un inserimento lavorativo e/o di avvicinamento al lavoro delle persone con minori o maggiori deficit di autonomia ed occupabilità su un mercato del lavoro, reso ancor più difficile e competitivo dalla crisi duratura. Nell’ormai mutato quadro economico e sociale e nonostante l’incertezza della fase politico-istituzionale, la Provincia attraverso i suoi servizi non ha mai smesso di operare con impegno e serietà per tentare di favorire percorsi di inserimento lavorativo di qualità in collaborazione con le forze attive sul mercato del lavoro locale. Contemporaneamente si è iniziato a riflettere sulle possibili evoluzioni organizzative di tali servizi alla luce del mutato contesto economico e sociale. Come
equilibrare le diverse esigenze di coloro che hanno maggiori capacità spendibili sul mercato del lavoro e necessitano di una migliore efficienza nell’incrocio tra domanda e offerta con il diritto di pari opportunità di coloro che, per problematiche personali di diversa natura, sono maggiormente distanti dalle richieste di un mercato fattosi ancor più selettivo durante la crisi. Come assicurare un costante flusso di risorse ai servizi per il lavoro per garantire un’offerta costante e capillare di opportunità di inserimento, finalizzando al meglio le risorse dei Fondi regionale e nazionale per l’occupazione dei disabili e far crescere un sistema locale di servizi adeguati alla domanda dei cittadini e delle famiglie. Come promuovere l’inserimento professionale dei disabili nelle imprese e gli enti pubblici in un’ottica di diversity management, finalizzata alla valorizzazione della diversità come fattore di crescita e arricchimento all’interno del contesto aziendale. Come valorizzare le competenze diffuse sul territorio e nella società civile in una logica di governance e tutela del servizio pubblico che promuova nuove iniziative e progettualità diffuse. Come promuovere la cultura dei diritti e delle pari opportunità per tutti, laddove anche l’assolvimento dell’obbligo della Legge 68/99 diviene un passo da compiere in direzione della piena inclusione sociale e della costruzione di una “società per tutti”. La sfida è impegnativa, ma il sistema locale dei servizi, nonostante le difficoltà del momento è preparato per coglierla appieno. Carlo Chiama Assessore Lavoro, Formazione professionale, Orientamento per il mercato del lavoro, Istruzione, Personale
Introduzione Questo numero tematico di Cronache dai Centri per l’Impiego ha come sottotitolo Disabilità e Lavoro, poiché analizza lo stato dell’arte dei progetti di avviamento al lavoro per persone con disabilità della Provincia di Torino nel periodo 01/01/2012 - 31/12/2012. Il lungo periodo di programmazione del Fondo Regionale Disabili della Provincia di Torino, iniziato nel 2008, si concluderà quest’anno alle soglie di un nuovo scenario in veloce mutamento a seguito delle ultime modifiche legislative, che modificheranno l’assetto istituzionale-amministrativo. Con questa pubblicazione, che fotografa l’annualità del 2012, si vuole dare evidenza ai dati degli avviamenti registrati in SILP grazie alle comunicazioni on line fornite dai datori di lavoro, oltre a raccontare la scelta del modello integrato di programmazione operato dalla Provincia di Torino, e le buone pratiche di inserimento lavorativo delle persone con disabilità realizzate dai Servizi per l’Impiego in collaborazione con altri attori istituzionali e rappresentativi del cd. terzo settore. La lettura e l’analisi di questo numero tematico permette di dare adeguata valutazione alla funzione di programmazione di area vasta svolto dalla Provincia di Torino in questi anni. Le estrazioni, aggiornate alla fine 2012 (dati di flusso) e al primo semestre 2013 (dati di stock), sono realizzate su base annuale e semestrale. I dati inseriti nel presente numero sono allineati con quelli pubblicati nei rapporti di altri soggetti istituzionali a ciò preposti; pertanto potrebbero emergere discordanze rispetto a dati precedentemente illustrati, dovute alla diversa metodologia di estrazione utilizzata e ai periodi di aggiornamento. L’elaborazione dei dati di flusso e di stock è stata realizzata con la collaborazione dell’Ufficio Monitoraggio servizi, interventi e politiche per il lavoro del Servizio Programmazione politiche per il lavoro. L’analisi dei dati relativa agli avviamenti è stata effettuata in collaborazione con l’Osservatorio Provinciale sul Mercato del Lavoro che estrae, elabora e analizza i dati contenuti nelle banche dati amministrative di competenza provinciale.
Glossario FRD: Fondo Regionale Disabili. SILP: Sistema Informativo Lavoro Piemonte. CpI: Centri per l’Impiego. Stock disoccupati/inoccupati: è il numero che fotografa i disoccupati/inoccupati in ogni istante di tempo. Flusso disoccupati/inoccupati: è il numero delle persone che si recano nei CpI in un periodo di tempo per avere un provvedimento di iscrizione, ripristino o trasferimento da altra Regione. Inoccupato: persona che, senza aver precedentemente svolto un’attività lavorativa, sia alla ricerca di un’occupazione (se da più di 12 mesi si considera “di lunga durata”). Disoccupato: persona che, dopo aver perso un posto di lavoro o cessato un’attività di lavoro autonomo, sia alla ricerca di nuova occupazione (se da più di dodici mesi si considera “di lunga durata”). Avviamenti: flussi di lavoratori in ingresso sul mercato del lavoro tramite l’assunzione in aziende private o pubbliche.
Tirocinio di inserimento/reinserimento in favore di disabili: è previsto nelle Convenzioni stipulate ai sensi dell’art. 11 della Legge 68/1999. Contempla la facoltà della scelta nominativa per favorire tirocini di orientamento e formazione oppure di inserimento/reinserimento in favore di disabili, persone svantaggiate e richiedenti asilo politico o titolari di protezione internazionale. È un’esperienza che offre la possibilità di acquisire, attraverso un reale inserimento nel mondo del lavoro competenze, conoscenze specifiche, tecniche, relazionali e trasversali tali da agevolare l’inserimento lavorativo del disabile. Non costituisce rapporto di lavoro, tuttavia i tirocinanti hanno uno status giuridico che permette loro di svolgere le attività funzionali all’apprendimento di competenze spendibili nel mercato del lavoro. È un rapporto speciale disciplinato da: Legge 196/1997; D.M. 142/1998; Legge 92/2012; Accordo Governo-Regioni del 13/1/2013 “Linee Guida in materia di tirocini”. La sospensione dagli obblighi della Legge 68/99 L’art. 3, c. 5 della Legge 68/99 e l’art. 4 del DPR n. 333/2000 stabiliscono i casi nei quali gli obblighi occupazionali derivanti dalla Legge 68/99 sono temporaneamente sospesi in caso di cassa integrazione guadagni straordinaria, dell’amministrazione controllata, del contratto di solidarietà. Gli obblighi sono sospesi
Introduzione per tutta la durata degli interventi, in proporzione all’attività lavorativa effettivamente sospesa e per il singolo ambito provinciale o in caso di ricorso alla procedura di mobilità. Esoneri parziali (art. 5 Legge 68/99 e s.m.i.) Per speciali condizioni delle attività lavorative (faticosità, pericolosità e particolare modalità di svolgimento della prestazione), i datori di lavoro pubblici e privati possono non occupare l’intera percentuale di disabili in obbligo ai sensi della Legge 68/99 e s.m.i., previa richiesta di parziale esonero dall’obbligo, a condizione che versino al Fondo Regionale per l’occupazione dei disabili un contributo esonerativo nella misura di euro 30,64 per ogni giorno lavorativo riferito a ciascun lavoratore disabile non occupato. L’autorizzazione all’esonero parziale è concessa per un massimo di tre anni e può essere rinnovata. La misura dell’esonero non può superare il 60% della quota di riserva. Tale percentuale può essere aumentata fino all’80% per i datori di lavoro operanti nel settore della sicurezza e della vigilanza e nel settore del trasporto privato. La compensazione territoriale L’istituto prevede che i datori di lavoro, pubblici e privati, possano assumere in una unità produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unità produttive è previsto dall’art. 5 - comma 8 della Legge 68/99. La compensazione territoriale (come modificata da D. L. n. 138 del 13/08/2011) è attuata direttamente dalle imprese secondo le seguenti modalità: •	i datori di lavoro privati che occupino personale in diverse unità produttive e le imprese che sono parte di un gruppo potranno assumere in una unità produttiva o in una impresa del gruppo avente sede in Italia, un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento mirato superiore a quello prescritto, portando in via automatica le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti nelle altre unità produttive o nelle altre imprese del gruppo aventi sede in Italia; •	i datori di lavoro privati che si avvalgono della compensazione territoriale trasmettono in via telematica a ciascuno dei servizi competenti delle province in cui insistono le unità produttive della stessa azienda e le sedi delle diverse imprese del gruppo di cui all’art. 31 del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276, il prospetto informativo dal quale risulta l’adempimento dell’obbligo a livello nazionale sulla base dei dati riferiti a ciascuna unità produttiva ovvero a ciascuna impresa appartenente al gruppo.
•	Decreto Ministro del Lavoro 7 luglio 2000, n. 357 - “Regolamento recante “Disciplina dei procedimenti relativi agli esoneri parziali dagli obblighi occupazionali di cui alla Legge 12 Marzo 1999 n. 68”. •	Nota Ministero del Lavoro prot. 1630/M76 dell’11 ottobre 2001 - “Assunzioni obbligatorie. Legge 12 marzo 1999, n. 68. Richiesta di compensazione territoriale”. •	Nota del Ministero del Lavoro n. 674 del 28 dicembre 2006 “Legge 12 marzo 1999, n. 68. Richiesta di esonero parziale e compensazione territoriale”. •	Decreto Ministero del lavoro 21 dicembre 2007 - “Adeguamento degli importi dei contributi e delle maggiorazioni previsto per l’istituto dell’esonero parziale dagli obblighi assuntivi di soggetti disabili”. •	Circolare Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 27 del 24 ottobre 2011 - “Articolo 5 comma 8, della Legge 12 marzo 1999, n. 68 novellato dall’art. 9 del Decreto Legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni dalla legge 14 settembre 2011, n. 148: Collocamento obbligatorio e regime delle compensazioni”. •	Legge 28 giugno 2012, n. 92 - “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”. Art. 4 - comma 27, lettere c e d. Nota: per tutti gli indicatori presenti nel documento, le classi di età sono state rilevate al 31 dicembre 2012 (sottrazione della data di nascita di ciascun soggetto dalla data 31/12/2012) o al 30 giugno 2013 se i dati afferiscono al primo semestre 2013.
Normativa di riferimento •	Legge 12 Marzo 1999, n. 68 - “Norme per il diritto al lavoro dei disabili”.
I principali indicatori del mercato del lavoro nella provincia di Torino Stock dei disabili disoccupati e delle categorie protette Lo stock generale dei cittadini iscritti all’art. 1 della Legge 68/99 al 30/06/2013 è di 19.239. Lo stock degli iscritti disponibili al lavoro al 30/06/2013 è stato di 15.003 unità, +19,4% rispetto al 30/06/2012, costituendo il 9,3% dello stock provinciale complessivo di 203.907 disponibili.
% dello stock disabili disponibili al lavoro al 30/06/2013 sullo stock generale 15.003 (9,3%) stock disabili disponibili al lavoro iscritti all’art. 1 stock generale degli iscritti disponibili al lavoro (tot. 203.907)
Lo stock dei disponibili presenta le seguenti principali caratteristiche: il 75,2% possiede al massimo la scuola dell’obbligo (75,9% nel 1º semestre 2012); il 3,5% è cittadino non comunitario (3,5%); l’85,7% raggiunge almeno il 50% del grado invalidità (riferimento alla Legge 68/99 che all’art. 13, comma 1, lettera c) riguardante la gestione dei posti di lavoro dei disabili; il 69% (era il 67,3%) ha un’invalidità prevalente fisica (fisica non sensoriale 65,5% + fisica sensoriale 3,5%); il 31% (32,7%) ha un’invalidità prevalente psichica (intellettiva 9,5% + psichiatrica 21,5%); il 22% dello stock generale degli iscritti (era il 21,7%) si è registrato per motivi diversi da quello della ricerca di un’occupazione.
Distribuzione per classi di età dello stock generale dei disponibili al lavoro
Distribuzione per classi di età dello stock disabili dei disponibili al lavoro
38% 60% 16 - 29 anni
16 - 29 anni
30 - 44 anni
45 e oltre 30%
39% Grafico 2
Distribuzione per invalidità prevalente dello stock disabili disponibili al lavoro 2013 21,6%
Fisica non sensoriale Fisica sensoriale
Psichica intellettiva Psichica psichiatrica 65,4%
Per quanto riguarda la distribuzione nei Centri per l’Impiego, si evidenzia come il CpI di Torino ha registrato quasi la metà del totale dei disabili disponibili al lavoro, seguono il CpI di Moncalieri con il 6,7% e il CpI di Rivoli con il 5,8%. CpI di Competenza	Chieri	Chivasso	Ciriè	Cuorgnè	Ivrea	Moncalieri	Orbassano	Pinerolo	Rivoli	Settimo Torinese	Susa	Torino	Venaria	Totale
F	M	Totale	F%	M%	Totale% 178	218	396	2,8%	2,5%	2,6% 222	279	501	3,5%	3,2%	3,3% 332	370	702	5,2%	4,3%	4,7% 196	263	459	3,1%	3,1%	3,1% 260	345	605	4,1%	4,0%	4,0% 458	551	1.009	7,2%	6,4%	6,7% 238	318	556	3,7%	3,7%	3,7% 341	461	802	5,3%	5,3%	5,3% 377	494	871	5,9%	5,7%	5,8% 284	317	601	4,4%	3,7%	4,0% 167	247	414	2,6%	2,9%	2,8% 3.026	4.400	7.426	47,4%	51,0%	49,5% 304	357	661	4,8%	4,1%	4,4% 6.383	8.620	15.003	100%	100%	100%
Tab. 1 - Distribuzione dello stock dei disabili disponibili al lavoro iscritti all’art. 1 al 30/06/2013
L’andamento dello stock dei disponibili al lavoro nel periodo 2008-2013 mostra come l’incremento dei disponibili al lavoro tra il 2008 e il 1º semestre 2013 sarebbe pari al 53,9% (+11,1% del 1º semestre 2013 rispetto allo stesso periodo del 2012) se si tenesse conto della precedente normativa riguardante la disponibilità al lavoro che considerava gli uomini fino al compimento dei 65 anni e le donne fino al compimento dei 60 anni. Con l’applicazione della nuova normativa che prevede lo stato di disponibilità al lavoro fino ai 70 anni, lo stock degli iscritti disponibili al lavoro al 30/06/2013 è stato di 15.003 unità, +69,6% nel quinquennio 2008-2013 (+19,4% rispetto allo stesso periodo del 2012).
Andamento 2008 -2013 dello stock dei disabili disponibili al lavoro Vecchia normativa: cancellazione da elenco Legge 68/99 al compimento dei 65 anni per gli uomini e dei 60 anni per le donne
16.000 14.000 12.000 12.561
11.393 9.761
Nuova normativa: cancellazione da elenco al compimento dei 71 anni per entrambi i sessi
5.478 4.283
30.06.2009	30.06.2010	30.06.2011	30.06.2012	30.06.2013	30.06.2013 F
Lo stock degli appartenenti alle categorie protette, ovvero dei cittadini disponibili al lavoro iscritti all’art. 18 della Legge 68/99, al 30/06/2013 è di 442 (+ 83 unità pari a +22,3% rispetto al 30/06/2012). Gli iscritti all’art. 18 sono rappresentati da 220 vedove/orfani del lavoro (49,8%), 112 (25,3%) profughi, 56 (12,7%) vedove/orfani di guerra, 38 (8,6%) vedove/orfani di servizio, 13 (2,9%) coniugi e figli di grandi invalidi per causa di lavoro, guerra o per servizio, 3 (0,7%) vedove/orfani vittime del dovere/terrorismo.
Distribuzione dello stock delle categorie protette art. 18 112; 25,3%
56; 12,7%
13; 2,9% 3; 0,7% 38; 8,6%
Coniugi e figli di grandi invalidi per causa di lavoro, guerra o per servizio Profughi Vedove/orfani di guerra Vedove/orfani di lavoro Vedove/orfani di servizio Vedove/orfani vittime del dovere/terrorismo
220; 49,8% Grafico 6
Il flusso dei disabili disponibili al lavoro Nei 13 CpI provinciali si è registrato nell’anno 2012 un flusso complessivo dei disabili disponibili al lavoro (ai sensi dell’art. 1 della Legge 68/99) pari a 3.090 iscritti, di cui 1.501 di nuova presentazione, 1.531 con ripristino della precedente anzianità di iscrizione e 58 trasferimenti da altre Regioni (3,9% del flusso generale). Il flusso generale dei disabili disponibili al lavoro presenta le seguenti caratteristiche: il 43,4% è composto da donne e il 56,6% da uomini; il 18% è compreso nella classe di età 16-29 anni, il 35,2% nella classe 30-44 anni, il 46,3 è ultra 44enne (di cui i cinquantenni e oltre rappresentano il 26,7%); il 63,6% ha al massimo la scuola dell’obbligo (era del 69,6% nel 2011); il 4,4% è cittadino non comunitario (era il 3,8 nel 2011%); il 79,7% del flusso generale ha almeno il 50% di invalidità; il 78,8% ha un’invalidità prevalentemente fisica, sensoriale e non (era l’80% nel 2011) e il 21,2% (era il 20% nel 2011) è formato da soggetti con invalidità prevalente psichica (intellettiva 7,4% + psichiatrica il 13,8%). Distribuzione per invalidità prevalente del flusso disabili disponibili al lavoro 2012 76,1% 13,7% Fisica non sensoriale Fisica sensoriale 7,5%
Psichica intellettiva Psichica psichiatrica
La distribuzione del flusso nei Centri per l’Impiego, così come per lo stock, mostra come il CpI di Torino registri quasi la metà dei disabili disponibili al lavoro 45,3%, seguono il CpI di Moncalieri con il 10% e il CpI di Rivoli con l’8,6%.
CpI di competenza	Chieri	Chivasso	Ciriè	Cuorgnè	Ivrea	Moncalieri	Orbassano	Pinerolo	Rivoli	Settimo Torinese	Susa	Torino	Venaria	Totale
F	M	Tot.	F%	M%	Tot.% 35	46	81	2,6%	2,6%	2,6% 19	28	47	1,4%	1,6%	1,5% 48	47	95	3,6%	2,7%	3,1% 40	31	71	3,0%	1,8%	2,3% 75	72	147	5,6%	4,1%	4,8% 142	167	309	10,6%	9,5%	10,0% 45	83	128	3,4%	4,7%	4,1% 87	118	205	6,5%	6,7%	6,6% 102	163	265	7,6%	9,3%	8,6% 70	86	156	5,2%	4,9%	5,0% 36	50	86	2,7%	2,9%	2,8% 587	812	1.399	43,8%	46,4%	45,3% 54	47	101	4,0%	2,7%	3,3% 1.340	1.750	3.090	100%	100%	100%
Tab. 2 - Distribuzione del flusso dei disabili disponibili al lavoro iscritti all’art. 1 nel 2012
Per quanto riguarda l’andamento nel quinquennio considerato, il flusso generale è aumentato da 2.106 a 3.090 unità con un incremento del 46,7%. Il 2012 presenta lo stesso livello di flusso del 2011.
Andamento 2008 - 2012 dell flusso dei disabili disponibili al lavoro
4.000 3.090
3.000 2.532 2.106 2.000
1.169 937
2009	F
2010	M
Il flusso generale degli appartenenti alle categorie protette, ovvero degli iscritti ai sensi dell’art. 18 della Legge 68/99, è stato di 92 persone (63 nel 2011) pari al 2,8% del flusso generale iscritti all’art. 1 e 18 (3.180 persone), di cui 50 unità rappresentano i nuovi disponibili al lavoro (disoccupati/inoccupati), 40 hanno mantenuto la precedente anzianità di iscrizione e 2 si sono trasferiti da altre Regioni. Flusso generale disponibili al lavoro delle categorie protette art. 18 19; 21% 12; 13% 6; 7% 2; 2%
Coniugi e figli di grandi invalidi per causa di lavoro, guerra o per servizio Profughi Vedove/orfani di guerra
5; 6%
Vedove/orfani di lavoro Vedove/orfani di servizio Vedove/orfani vittime del dovere/terrorismo
46; 51% Grafico 9
Il flusso generale dei disabili iscritti all’art. 1 è stato nel 1º semestre 2013 di 2.337 (1.757 nel 1º semestre 2012, +33% a causa di un forte aumento dei rinnovi di anzianità di disoccupazione registrato nei CpI di Torino e Ciriè). 845 unità rappresentano i nuovi disponibili al lavoro, 1.505 coloro che hanno mantenuto la precedente anzianità di iscrizione e 31 provenienti da altre regioni. Il flusso generale delle categorie protette art. 18 ammonta a 109 unità, 38 di nuova presentazione e 71 con rinnovi dell’anzianità di iscrizione.
Avviamenti e tirocini dei disabili e delle categorie protette Gli avviamenti con collocamento mirato previsti dalla Legge 68/99 art. 1 e 18 hanno rappresentato mediamente nel corso dell’ultimo quadriennio 2009-2012 all’incirca un sesto degli avviamenti totali provinciali attivati con persone con disabilità.
% avviamenti con collocamento mirato nel 2012 sugli avviamenti generali provinciali 818; 16,5% collocamento mirato avviamenti complessivi in Provincia (tot. 4.947 = 818 mirati + 4.129 ordinari)
4.129; 83,5% Grafico 10
Gli avviamenti al lavoro con collocamento mirato ai sensi della Legge 68/99 sono stati 818 (erano 860 nel 2011, -4,8%), di cui 35 con iscritti all’art. 18. Il tipo di contratto di avviamento è stato per il 55,8% a tempo determinato (di cui 56,8% part-time) e per il 44,2% a tempo indeterminato (di cui il 43,2% part-time). Si sottolinea come il dato storico 2008-2012 sul collocamento mirato comprende circa 20 comunicazioni l’anno effettuate dalle aziende con sede legale in Provincia di Torino richiedenti nulla-osta per lavoratori operanti fuori provincia. I lavoratori assunti sono stati 793, di cui 35 iscritti all’art. 18; gli uomini assunti sono stati 439 pari al 55,3% (erano il 58,1% nel 2011 con 470 unità) e le donne 354, pari al 44,6% (erano il 41,9% nel 2011 con 368 unità); 411 avviamenti sono registrati con soggetti con un grado d’invalidità pari o superiore al 50%; il 2% degli avviati ha una percentuale di invalidità compresa tra 34 e 45, il 54,7% tra il 46 e il 66 mentre il restante 26,3% ha un grado di invalidità tra il 67 e il 79, il 10,2% tra 80 e 99 e il 6,8% con 100.
Distribuzione per invalidità prevalente degli avviamenti con collocamento mirato 2012 4,6% 3,7%
84,7% Fisica non sensoriale Fisica sensoriale Psichica intellettiva Psichica psichiatrica
Analizzando la durata, gli avviamenti con collocamento mirato presentano, secondo la normativa vigente, mediamente una durata di almeno sei mesi. Il mercato del lavoro offre contratti inferiori ai sei mesi per il 78,2% e contratti superiori ai sei mesi per il 21,8%. Il 42,3% (1.748) degli avviamenti con collocamento ordinario riguarda contratti da 1 a 5 gg. Da evidenziare inoltre la tipologia dei contratti: nel 2012 sono stati stipulati 355 contratti a tempo indeterminato per il collocamento mirato e 493 per il collocamento ordinario.
Numero avviamenti con collocamento mirato 355; 44,1%
Numero avviamenti con collocamento ordinario
401; 49,9%
22; 0,5%
385; 9,3% minori di 6 mesi
493; 11,9%
48; 6,0%
3.229; 78,3%
La distribuzione degli avviamenti per settori economici, mostra le seguenti percentuali: 33,6% (245) degli avviamenti per il settore manifatturiero, 19,5% (142) per il commercio, 9,5% (67) per servizi di comunicazione e informazione, 7,1% (52) per le attività professionali, scientifiche e tecniche e 6,0% (44) per servizi di supporto alle imprese. Principali settori degli avviamenti con collocamento mirato (89 dati non classificati)
12 2 5 Altri settori
O - Amministrazione pubblica e difesa
I - Attività dei servizi di alloggio e ristorazione
N - Servizi di supporto alle imprese, noleggio e agenzie di viaggio
G - Commercio all’ingrosso e al dettaglio
Invalidità prevalente non classificata
C - Attività manufatturiere Industrie alimentari
Psichica psichiatrica
L’analisi delle principali qualifiche degli avviamenti al lavoro con collocamento mirato segnala che le professioni più ricercate sono state quelle esecutive nel lavoro di ufficio con il 32,8%, quelle qualificate nelle attività commerciali e nei servizi con il 16,9%, quelle tecniche con il 14,7%, quelle non qualificate con il 12,7% e gli artigiani, operai specializzati e agricoltori con l’11,4%.
Principali qualifiche degli avviamenti al lavoro con collocamento mirato
Fisica 250
4) Professioni esecutive nel lavoro d’ufficio
5) Professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi
3) Professioni tecniche
8) Professioni non qualificate
6) Artigiani, operai specializzati e agricoltori
7) Conduttori di impianti, operai di macchinari fissi e mobili e conducenti di veicoli
2) Professioni intellettuali, scientifiche e tecniche e di elevata specializzazione
Si conferma la posizione predominante del CpI di Torino, nella distribuzione degli avviamenti con collocamento mirato sul territorio dei 13 CpI, con il 39,7% del totale degli avviamenti registrati sul territorio provinciale, seguito dal CpI di Rivoli con il 9,5% e dal CpI di Settimo Torinese con l’8,2%.
CpI azienda	Chieri	Chivasso	Ciriè	Cuorgnè	Ivrea	Moncalieri	Orbassano	Pinerolo	Rivoli	Settimo Torinese	Susa	Torino	Venaria	Totale
F	M	Totale	F%	M%	Totale% 8	18	26	2,2%	4,0%	3,2% 12	10	22	3,3%	2,2%	2,7% 20	23	43	5,5%	5,1%	5,3% 7	10	17	1,9%	2,2%	2,1% 22	24	46	6,0%	5,3%	5,6% 35	24	59	9,6%	5,3%	7,2% 15	30	45	4,1%	6,6%	5,5% 12	26	38	3,3%	5,7%	4,6% 30	48	78	8,2%	10,6%	9,5% 35	32	67	9,6%	7,1%	8,2% 9	14	23	2,5%	3,1%	2,8% 152	173	325	41,6%	38,2%	39,7% 8	21	29	2,2%	4,6%	3,5% 365	453	818	100%	100%	100%
Tab. 3 - Distribuzione degli avviamenti con collocamento mirato nei CpI
Gli avviamenti con collocamento mirato degli appartenenti alle categorie protette, iscritti all’art. 18 (Legge 68/99), sono stati 35 (41 nel 2011), di cui 10 part-time. Le assunzioni a tempo indeterminato sono state 7 e 28 quelle a tempo
determinato. Sono state assunte 13 donne e 22 uomini. La categoria prevalente è stata quella “vedove/orfani di lavoro” con 19 persone assunte. L’andamento degli avviamenti con collocamento mirato nel periodo 2008-2012 registra un numero stabile pari a 800 avviamenti annui. L’evidenza della crisi economica viene mostrata dal calo del 32,4% degli avviamenti registrato nel 2009, ovvero 423 inserimenti lavorativi in meno rispetto al 2008.
Andamento 2008 - 2012 avviamenti con collocamento mirato
1.500 1.302
718 584 431 448
Gli avviamenti con collocamento mirato del 1º semestre 2013 ammontano a 350 e hanno registrato una diminuzione del 13,7% rispetto ai 406 dello stesso periodo dell’anno precedente. In questa tipologia di avviamenti 16 sono relativi a categorie protette. Anche negli avviamenti ordinari del mercato del lavoro del 1º semestre 2013 si evidenzia una regressione: 1990 contratti di lavoro contro 2158 del 1º semestre del 2012. Tra questi 102 sono relativi a categorie protette.
I tirocini Nel 2012 sono stati attivati 1.052 tirocini ai sensi della Legge 68/99 (-13% rispetto al 2011) con iscritti all’art. 1 e 2 con iscritti all’art. 18. Il 50,9% del totale dei tirocini (535) è stato promosso direttamente dai CpI. Le principali caratteristiche dei 535 tirocini promossi direttamente dai CpI (-15,6% sul 2011) sono le seguenti: il 38,5% è stato attivato con donne (-0,5% in rapporto al 2011); il 3,7% (20 tirocini) con cittadini non comunitari (+10 tirocini rispetto al 2011); il 60,9% con soggetti con un’invalidità prevalente fisica (-1,5%) e il 39,1% con soggetti con un’invalidità prevalente psichica (+ 0,6).
Distribuzione per invalidità prevalente dei tirocini 2012 21,3%
3,5% 45,2% Fisica non sensoriale Fisica sensoriale
Le principali caratteristiche dei 517 tirocini promossi da altri Enti in collaborazione con i CpI (-21,7% rispetto al 2011) sono le seguenti: 42,8% attivati con donne (+1,8% in rapporto al 2011); non vi sono tirocini con cittadini non comunitari; 1,5% (8 tirocini) con cittadini comunitari (13 nel 2011); il 37,1% con soggetti con invalidità prevalente fisica (-3,8%); il 62,9% con soggetti con invalidità prevalente psichica (+2,3). L’anno di crisi 2009 ha registrato un calo dei tirocini pari al 21,6%. Il 2011 e il 2012 hanno rappresentato gli anni di maggior sviluppo con una variazione media rispetto al 2008 del 15,5%. Andamento 2008 - 2012 tirocini disabili
647 405
Nel 1º semestre 2013 sono stati attivati 555 tirocini con disabili iscritti all’art. 1 e 3 tirocini con disabili iscritti all’art. 18 con un aumento del 14,1% rispetto al primo semestre del 2012. Tra questi quelli promossi direttamente dai CpI ammontano a 282 mentre quelli non promossi direttamente dai CpI a 276. Lo strumento del tirocinio risulta essere molto efficace nei confronti di utenti con disabilità psichiatrica e intellettiva: 47% dei tirocini attivati con disabili, di cui 130 psichiatrici (25%) e 118 intellettivi (22%).
Le linee principali del Piano Provinciale Fondo Regionale Disabili La Provincia di Torino ha attuato la Legge 68/99 per il collocamento mirato delle persone disabili, prevedendo sin dall’inizio la costituzione di un apposito servizio centrale e attivando presso ciascuno dei suoi 13 Centri per l’Impiego specifici e preparati referenti. Questa organizzazione ha permesso, grazie anche all’attivazione di reti territoriali specialistiche con i servizi medici e i servizi sociali e la fattiva collaborazione delle associazioni di tutela e rappresentanza e della cooperazione sociale, l’assunzione di più di 10.000 persone disabili dall’entrata in vigore della legge ad oggi. L’obiettivo primario del Piano Provinciale Fondo Regionale Disabili 2008-10, predisposto dalla Provincia di Torino sulla base degli indirizzi programmatici generali definiti dall’Assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, è stato di favorire inserimenti lavorativi “di qualità” di persone disabili, ovvero il più possibile veri, stabili e duraturi. Il Piano, del valore complessivo di Euro 15.154.220,60, prende le mosse dalle risultanze delle precedenti programmazioni del Fondo Regionale Disabili e del POR FSE 2000-2006, che hanno permesso di sperimentare metodologie e strumenti importanti e hanno consentito di sviluppare competenti e qualificate partnership istituzionali e operative sui singoli territori. Al momento della stesura del Piano gli iscritti nelle liste della Legge 68/99 al 31/12/2008 erano 13.431. Tra questi quelli che avevano espresso immediata disponibilità al lavoro al 31/12/2008 erano 8.845.
Principi ispiratori del Piano Provinciale •	Centralità ed empowerment della persona disabile nei progetti personalizzati di inserimento lavorativo. •	Centralità dei Servizi per l’Impiego nella programmazione e realizzazione dei progetti personalizzati di inserimento lavorativo per le persone disabili. •	Coinvolgimento fattivo di tutti i servizi (soprattutto quelli sociali e sanitari) e di tutti gli attori territoriali che possono contribuire alla miglior riuscita dei progetti personalizzati di inserimento lavorativo per le persone disabili. Risultato ottenuto: incremento e miglioramento delle attuali reti istituzionali e operative facenti capo ai singoli CpI •	Ruolo di regia dei CpI nei progetti personalizzati di inserimento lavorativo. •	Obbligatorietà di “referenti del caso” e utilizzo di strumenti quali “il libretto individuale della persona disabile”. Risultato ottenuto: unitarietà e presidio realizzativo dei progetti di inserimento lavorativo. •	Valorizzazione del sistema della cooperazione sociale. Risultato ottenuto: creazione di opportunità lavorative soprattutto per le tipologie di disabilità particolarmente problematiche. •	Valorizzazione delle imprese come attori di un processo di integrazione sociale e lavorativa di persone in situazione di difficoltà, e non solo come soggetti sottoposti agli obblighi di legge.
Il Piano Provinciale FRD 2008-10 è stato costruito in armonia con il POP - Piano Operativo Provinciale di utilizzo del F.S.E. in cui sono previste azioni a favore dei disabili sottosoglia (con invalidità inferiore al 46%) e il con il Fondo Nazionale Disabili, soprattutto per quanto riguarda gli incentivi all’assunzione per le imprese. L’obiettivo strategico del Piano Provinciale 2008-2010, come già ricordato, è stato quello di favorire inserimenti lavorativi di persone disabili il più possibile veri, stabili e duraturi attraverso: • progetti personalizzati di inserimento lavorativo per le persone disabili con limitato o medio deficit di autonomia ed occupabilità; • interventi complessi per persone con disabilità altamente problematiche e ad alto deficit di autonomia ed occupabilità. Gli obiettivi di struttura, sono stati perseguiti attraverso la valorizzazione dei 13 CpI della Provincia di Torino e la qualificazione delle competenze degli operatori dei servizi per il collocamento mirato.
Il Piano FRD 2008-2012 è articolato nelle seguenti linee di attività: Azioni di inserimento lavorativo promosse e coordinate dai CpI consistenti in: •	tirocini finalizzati all’inserimento lavorativo (con specifico referente del caso e tutoraggio); •	corsi di Formazione Professionale mirati gestiti in collaborazione con il Servizio Formazione Profes	sionale (FAL brevi); • sussidi: sostegno al reddito per disabili in tirocinio, con erogazione di una borsa lavoro di 500 euro mensili (incrementata del 35% per disabili con in	validità superiore al 79%, per persone con handi	cap intellettivo o psichiatrico, disabili dipendenti da sostanze stupefacenti, pluriminorati, traumatiz	zati indipendentemente dalle percentuali di invali	dità, e per gli invalidi del lavoro che presentano gra	vi difficoltà di inserimento lavorativo), per 3-6 mesi a seconda della durata del tirocinio e della tipologia e gravità della disabilità. Azioni di inserimento lavorativo promosse e coordinate dal Servizio Programmazione politiche per il lavoro e inserimento lavorativo disabili della Provincia di Torino consistenti in progetti speciali per particolari tipologie di utenti (disabili over 45, persone con HIV e soggetti con problematiche psichiatriche). Azioni finalizzate all’integrazione sociale e lavorativa delle persone disabili promosse autonomamente dalle forze operanti nei vari territori (associazioni, fondazioni, cooperative, scuole, ecc.) che sono di interesse della Provincia di Torino perché affini o complementari alle attività da essa realizzate con questo Piano. La Provincia sostiene dette iniziative mediante il meccanismo del contributo che viene erogato in misura differenziata (dal 50 al 95%) in base a specifica valutazione di merito, secondo i criteri stabiliti con apposito bando. Sostegno alle imprese costituito da: •	servizi informativi e consulenziali consistenti nel rinforzo dei servizi ordinari per il collocamento mirato e informazioni sulle opportunità fornite dal	le leggi di finanziamento a favore delle imprese connesse all’incontro domanda-offerta di lavoro e gli incentivi all’occupazione, emersione dal sommerso; •	rimborso forfetario spese Inail e RC (FN) e spese tutor aziendale (FR);
•	incentivi per assunzione integrativi di quelli finanziati con il FN (riferimento art. 13 della Legge 68/99); •	contributi (aggiuntivi a quelli previsti dal FN) per adeguamento del posto di lavoro, telelavoro, ecc. (riferimento art. 13 della Legge 68/99); •	interventi per il mantenimento del posto di lavoro. Attività a supporto dei CpI e del Servizio Programmazione Politiche del lavoro e Inserimento Lavorativo disabili consistenti essenzialmente nel sostegno all’Accordo di Programma tra la Provincia di Torino con i Consorzi Socio Assistenziali (in particolare per quanto riguarda l’attivazione dei Servizi di mediazione presso i CpI e il supporto nella realizzazione di progetti di inserimento lavorativo mirato). Cantieri di lavoro per persone disabili. Azioni di Assistenza Tecnica. Per quanto riguarda il sistema di valutazione del Programma, la Provincia ha dato continuità alle iniziative di monitoraggio e valutazione delle politiche attive del lavoro promosse con l’attivazione del Laboratorio LIR (Laboratorio Ida Rossi); in particolare per quanto riguarda le attività a favore delle persone disabili si è provveduto a organizzare un impianto di monitoraggio e valutazione che, partendo dalle informazioni contenute in SILP (Sistema Informativo Lavoro Piemonte), ha consentito una rilevazione delle informazioni utili alla valutazione delle caratteristiche degli utenti e degli interventi a supporto del collocamento mirato.
Il modello integrato di programmazione: l’esperienza del Gruppo Interarea Disabili È ormai unanimemente riconosciuto da tutti gli esperti del settore, dagli operatori e dalle associazioni dei disabili e delle loro famiglie che gli interventi a favore dell’integrazione scolastica, formativa e lavorativa delle persone disabili devono essere il più possibile coordinati tra di loro e devono collocarsi armonicamente nel più ampio “progetto di vita” dei disabili stessi. Esempi di tali interventi sono stati, dal 2005 a oggi, i “progetti di continuità per disabili frequentanti la scuola secondaria di secondo grado” realizzati grazie alla collaborazione tra i Servizi provinciali di Formazione Professionale e di Programmazione sistema educativo, e i “corsi FAL per invalidi civili ultradiciottenni” con sperimentazione della Classificazione ICF realizzati dalle Agenzie Formative in stretto raccordo con i CpI, e la collaborazione dei Servizi provinciali di Formazione professionale e dell’Inserimento lavorativo disabili. Partendo da queste esperienze, dalla valutazione positiva dell’integrazione tra le diverse Aree e servizi dell’Ente per la costruzione di interventi efficaci a favore delle persone disabili, dalla necessaria continuità e rispondenza alle reali necessità delle persone disabili di tali iniziative, nel 2009 è stato costituito un gruppo di lavoro interarea, ai sensi dell’art. 5 del Regolamento sull’Ordinamento degli Uffici e dei Servizi e con Determinazione del Direttore Generale dell’Ente, composto da funzionari dei diversi Servizi coinvolti: Gaudenzio Como coordinatore del gruppo (Formazione professionale), Flavio Buson (Programmazione sistema educativo e formazione, professionale), Patrizia Gallace (Inserimento lavorativo
disabili), Annamaria Bidoia (Solidarietà Sociale). Al Dirigente del Servizio Inserimento lavorativo disabili, dott. Gianfranco Bordone sono stati assegnati i compiti di impulso e supervisione del gruppo di lavoro. Al Gruppo è stato affidato il compito di supportare la redazione dei piani operativi per l’integrazione scolastica, formativa e lavorativa delle persone disabili finanziati dalla Provincia di Torino, e in particolare: •	promozione e presidio degli interventi a supporto dell’inserimento dei disabili nelle scuole secondarie di secondo grado finanziati dal Servizio Programmazione sistema educativo della Provincia di Torino e realizzati in collaborazione con le agenzie formative (“progetti di continuità”); •	promozione e presidio delle collaborazioni tra agenzie formative e CpI nella realizzazione dei corsi FAL (Formazione al lavoro) per disabili ultradiciottenni finalizzati all’inserimento lavorativo anche con l’utilizzo del Fondo Regionale Disabili; •	presidio del percorso di aggiornamento e sperimentazione della Classificazione ICF nelle politiche attive del lavoro, negli interventi di formazione professionale e nella scuola. Questa sperimentazione vede coinvolti operatori dei CpI e componenti dei Gruppi Locali a supporto del Collocamento Mirato e dovrebbe a breve attivarsi,a prosecuzione e sviluppo di interventi analoghi già realizzati negli anni scorsi. Il Gruppo Interarea Disabili, ha preso parte ai lavori del Comitato di Pilotaggio del Bando POR FSE “Sottosoglia” (percorsi finalizzati all’inserimento lavorativo per persone con disabilità che non raggiungendo il 46% di invalidità non possono accedere ai servizi e ai benefici previsti dalla L.68/99) e ai lavori del Comitato di Pilotaggio del Bando Fondo Regionale Disabili (FRD) “3 Azioni” (iniziative per l’inserimento lavorativo di disabili “over 45”, persone affette da HIV o disabili con problematiche psichiatriche), così come indicato nei rispettivi Capitolati di gara. Inoltre il Gruppo Interarea ha collaborato con il Servizio Programmazione sistema educativo e formazione professionale e con il Servizio Politiche per il Lavoro per l’attivazione e l’accompagnamento dei progetti di continuità “Pensami adulto” realizzati dalle Scuole Secondarie Superiori a favore degli allievi disabili frequentanti l’ultimo anno di corso e che prevedono interventi di orientamento al lavoro e alla formazione professionale e tirocini. Fondamentale il ruolo svolto dal Gruppo Interarea Disabili nella promozione e realizzazione dei FAL brevi e del progetto ICF 2011-13, di cui si darà conto nelle buone pratiche riportate successivamente in questo numero di Cronache dei CpI.
Il modello integrato di programmazione: governo e validazione dei progetti a cura dell’ufficio provinciale inserimento lavorativo disabili e dei CpI Il Piano Provinciale FRD è stato realizzato grazie al costante supporto di indirizzo e all’apporto gestionaleamministrativo dell’Ufficio Provinciale Inserimento Lavorativo Disabili che ha mantenuto ed alimentato l’articolata relazione operativa con i soggetti attuatori esterni e con i Centri per l’Impiego territoriali. Questi ultimi, attraverso il ruolo di regia locale svolto dai Responsabili del CpI e dai Referenti per il Collocamento Mirato di ogni CpI, hanno garantito la fattibilità degli interventi grazie alla promozione e manutenzione
delle reti territoriali con i Servizi (socio assistenziali, sanitari ecc.), al contatto diretto e continuativo con le persone con disabilità, alle relazioni consolidate con le imprese, e al confronto e alle sinergie attivate con gli Enti Locali, le associazioni sindacali e datoriali, le associazioni delle persone disabili, le scuole, i CFP del territorio. Significative sono state le sperimentazioni specifiche a forte valenza territoriale promosse e sviluppate dai CpI, sopratutto su target particolari di persone con disabilità. Si riportano di seguito le principali competenze dell’Ufficio Inserimento lavorativo disabili e le buone pratiche più significative realizzate dai CpI.
Competenze dell’Ufficio provinciale inserimento lavorativo disabili: l’esonero parziale, le convenzioni art. 11 Legge 68/99 ed il Fondo Regionale Disabili Nell’organizzazione dei servizi dell’Ente che attuano il collocamento mirato di cui alla Legge 68/99, l’Ufficio Inserimento Lavorativo Disabili ha un ruolo incisivo in quanto oltre a svolgere funzioni amministrative in attuazione al piano provinciale FRD, ha anche competenze specialistiche legate al monitoraggio degli adempimenti previsti dalla Legge 68 a carico dei datori di lavoro pubblici e privati, e alla gestione di tutti gli strumenti tecnici istituiti dalla normativa per l’attuazione dei suddetti, tra cui l’istituto dell’esonero parziale. Pur essendo un procedimento amministrativo all’apparenza indipendente e scollegato dalle azioni di programmazione di cui al piano Provinciale, l’esonero parziale è in realtà la principale fonte di finanziamento del Fondo Regionale Disabili, insieme con i versamenti effettuati dalle imprese per sanzioni amministrative inflitte dalle Direzioni Territoriali del Lavoro relativamente ad inadempimenti Legge 68.
Altro procedimento di rilievo per l’attuazione del suddetto Piano (in particolare per le linee di intervento modalità “a consumo” e a “sportello”) è la “Convenzione art. 11”. Attualmente il sistema convenzionale consente al datore di lavoro di ottemperare ai propri obblighi con gradualità temporale; questa metodologia di programmazione preventiva risulta, ad oggi, favorevole allo sviluppo qualitativo dei processi di selezione attuati dai Centri per L’impiego; l’obiettivo è di garantire ai lavoratori con disabilità un avviamento confacente alle proprie caratteristiche professionali ed umane; prendendo in carico l’offerta di lavoro di un azienda con tempistiche di adempimento graduate dalla convenzione art. 11 è possibile costruire e perfezionare, con i tempi opportuni e necessari, un progetto individuale personalizzato, sostenuto con risorse Fondo Regionale Disabili, ordinariamente e prevalentemente finalizzato ad un’inserimento lavorativo. Le convenzioni consentono, inoltre, di richiedere le agevolazioni previste dal Fondo Nazionale per il diritto al lavoro dei disabili e le altre eventuali provvidenze previste dalla normativa vigente. Entrambe le competenze sopra descritte sono a gestione diretta dell’Ufficio Provinciale Inserimento Lavorativo disabili insieme ad altre quali:
L’esonero parziale è attualmente disciplinato dal D. M. 357/2000 che ha previsto la possibilità per le aziende private che non sono nella condizione di poter occupare l’intera percentuale di disabili, a causa delle particolari modalità di svolgimento della propria attività, (pericolosità, faticosità o inadeguatezza delle mansioni previste nei cicli produttivi,) di richiedere, agli uffici provinciali territorialmente competenti, l’esenzione parziale dagli obblighi occupazionali di cui alla Legge 68/99. L’esonero può essere concesso nella misura del 60% rispetto alla quota d’obbligo complessiva, elevata all’80% se inerente attività di sicurezza, vigilanza e trasporto privato. A fronte della mancata assunzione, il datore di lavoro è tenuto al pagamento, presso il Fondo Regionale per l’occupazione dei disabili di cui all’art. 14 della Legge 68/99 di un contributo pari ad euro 30,64 per ogni giorno lavorativo per ciascun lavoratore disabile non occupato. È evidente quanto l’esonero parziale sia strumento di rilevante importanza per l’esistenza del Piano Provinciale FRD.
•	consulenza alle imprese e agli Enti pubblici, miglioramento e semplificazione delle procedure e della modulistica in materia di convenzioni, esoneri, certificazioni e in generale sulla normativa vigente afferente il collocamento mirato dei disabili e categorie protette; •	cura dei rapporti convenzionali e delle collaborazioni con gli Enti locali e loro Consorzi, la Regione Piemonte e le AA.SS.LL. per l’integrazione dei servizi per l’inserimento mirato dei disabili; •	consolidamento e sviluppo della collaborazione con le Associazioni dei disabili, il Terzo Settore, le Organizzazioni specialistiche, gli Enti autorizzati/accreditati con attenzione al Piano di vulnerabilità sociale e ai Piani di zona; •	collaborazione alla gestione amministrativa e finanziaria delle risorse del Fondo Nazionale Disabili; •	monitoraggio e rendicontazione delle risorse del Fondo Regionale Disabili e del Fondo Nazionale Disabili; •	cura del funzionamento del Sistema Informativo Lavoro per le parti legate alla Legge 68/99, nonché le proposte di miglioramento e le integrazione con il Sistema informativo provinciale.
Le principali attività realizzate dal Piano FRD 2008 - 10 e successive integrazioni Si riportano, di seguito, le principali attività realizzate con le risorse del FRD a marzo 2013.
Bando 3 Azioni (progetti di inserimento lavorativo per disabili psichiatrici, affetti da HIV o over 45 anni) Periodo svolgimento attività
Marzo 2011 - 30 Giugno 2012
ATI Capofila Consorzio Mestieri, Abele Lavoro, Forcoop, Workoop, Self, Orso
3 target di beneficiari: disabili affetti da HIV, con patologia psichiatrica, di età superiore a 45.
Coinvolgimento di 180 persone sull’intero territorio provinciale. Stipula di almeno 130 patti di adesione. Attivazione di almeno 80 tirocini di durata minima 3 mesi. Stipula di almeno 30 contratti di lavoro (anche a tempo determinato non inferiore a 12 mesi).
Azioni erogate	Individuazione dei beneficiari, convocazione, approfondimento conoscitivo e valutativo individuale, attivazione rete, consulenza orientativa, informazione orientativa, formazione orientativa, tutoraggio per tirocini e inserimenti lavorativi, accompagnamento al lavoro. Risultati ottenuti
Coinvolgimento di 200 persone (stipula di 196 patti di adesione) la cui storia lavorativa, seppur non molto ricca, si differenzia fortemente a seconda del target: per gli HIV e over 45 il tasso di occupazione precedente all’intervento non arriva al 50%, i disabili psichici mostrano una probabilità di avere un’occupazione costantemente superiore anche se con contratti di breve durata. Percentuale di abbandoni molto bassa: 47 totali, poco meno di un quarto dei partecipanti.	Tirocini attivati: 119 di cui 63 osservativi e 56 finalizzati all’assunzione. Stipula di 32 contratti di lavoro a tempo determinato di almeno 12 mesi.
Bando Plurilotto (tirocini di inserimento lavorativo ed interventi di mantenimento del posto di lavoro attivati dai singoli CpI) PIL Bando ha previsto le seguenti tipologie utenti: •	disabili disoccupati/inoccupati iscritti nelle liste della Legge 68/99; •	disabili occupati ai sensi della Legge 68/99 (mantenimento posto di lavoro). Le attività erogate sono consistite in: •	servizi finalizzati al rafforzamento dell’occupabilità/inserimento lavorativo; •	supporto al mantenimento posto di lavoro.
LOTTO 1 - territorio di TORINO Chiusura attività
100 percorsi di inserimento lavorativo mirato. 70 percorsi di mantenimento posto di lavoro.
Inserimento lavorativo: stipula 213 patti di adesione. Tirocini attivati: 87. Mantenimento posto di lavoro: stipula 50 patti di adesione (progetto ancora in corso).
LOTTO 2 - territorio di VENARIA, CIRIè, SETTIMO, CHIVASSO, CUORGNè, IVREA Chiusura attività
60 percorsi di inserimento lavorativo mirato. 32 percorsi di mantenimento posto di lavoro.
Inserimento lavorativo: stipula 75 patti di adesione. Tirocini attivati: 61. Stipula di 23 contratti di assunzione. Mantenimento posto di lavoro: stipula 27 patti di adesione.
LOTTO 3 - territorio di RIVOLI, SUSA, ORBASSANO, PINEROLO, MONCALIERI, CHIERI
76 percorsi di inserimento lavorativo mirato. 40 percorsi di mantenimento posto di lavoro.
Inserimento lavorativo: stipula 102 patti di adesione. Tirocini attivati: 74. Stipula di 16 contratti di assunzione. Mantenimento posto di lavoro: stipula 33 patti di adesione.
Progetti individuali di inserimento lavorativo, cosiddetti “consumo” Il Bando Fondo Regionale “a consumo” per progetti individuali di inserimento lavorativo – con cui si intende l’assunzione con contratto di lavoro utile all’assolvimento degli obblighi previsti dalla Legge 68/99 – ha previsto 4 tipologie di interventi: •	progetti per disabili con minori deficit di occupabilità che non si concludono con inserimenti lavorativi; •	progetti per disabili con minori deficit di occupabilità che si concludono con inserimenti lavorativi; •	progetti per disabili con maggiori deficit di occupabilità che non si concludono con inserimenti lavorativi; •	progetti per disabili con maggiori deficit di occupabilità che si concludono con inserimenti lavorativi. Sono ricompresi tra le persone disabili con maggiori deficit di occupabilità: •	i disabili con invalidità superiore al 79%; •	le persone con handicap intellettivo o psichiatrico e i disabili dipendenti da sostanze stupefacenti, i pluriminorati, i traumatizzati indipendentemente dalle percentuali di invalidità (purché rientranti nell’ambito della Legge 68/99); •	gli invalidi del lavoro che presentano gravi difficoltà di reinserimento lavorativo. In aggiunta ai costi di progetto è possibile riconoscere al soggetto proponente il rimborso di una “Borsa Lavoro” per la persona disabile. La durata standard del tirocinio per i progetti di FRD a consumo è prevista in tre mesi. Al soggetto proponente vengono inoltre riconosciuti i costi Inail ed R.C. sostenuti, relativi all’attivazione dei tirocinio. I progetti sono sempre concordati con il CpI competente per territorio e controfirmati da tutti i soggetti coinvolti: lavoratore, datore di lavoro, referente del servizio di supporto, referente del CpI. Nel periodo che va da gennaio 2009 a marzo 2013 sono stati di circa 6 milioni di euro per un totale di 1.334 progetti individuali di inserimento lavorativo mirato così distribuiti: •	maggior deficit: 734 soggetti che corrisponde al 55% del totale dei soggetti trattati; •	minor deficit: 600 soggetti che corrisponde al 45% del totale dei soggetti trattati.
Progetti di gruppo di inserimento lavorativo, cosiddetti “a sportello” Trattasi di 33 progetti con caratteristiche sperimentali, innovative, a struttura complessa, e per particolari tipologie di disabilità, di cui 12 relativi a progetti di inserimento lavorativo disabili nelle “fattorie sociali” e 4 progetti di ricerca. I progetti sono stati realizzati in stretto raccordo con i CpI e in molti casi in collaborazione con i servizi sociali e sanitari, le scuole e le associazioni dei disabili. Il loro obiettivo era quello anche di individuare “buone pratiche” da trasferire poi nelle politiche ordinarie.
Interventi realizzati in convenzione con gli Enti gestori di Servizi Socio Assitenziali Il totale dei contributi erogati dalla Provincia di Torino nel periodo 2009-marzo 2013 per i progetti che coinvolgono i Consorzi Socio Assistenziali è stato di euro 2.913.140,00 distribuiti tra 16 Consorzi. Le attività hanno riguardato una prima azione di screening (2.644 screening registrati) svolta in collaborazione con i CpI (Sportelli Mediazione) che ha generato l’attivazione di 658 progetti. Di questi, 328 progetti sono stati finalizzati all’inserimento lavorativo, mentre i restanti 330 sono stati progetti di rafforzamento lavorativo pari al 50% del totale degli interventi realizzati.
Corsi di FP cosiddetti FAL brevi (con Servizio F.P.) Dall’anno formativo 2009-10 in provincia di Torino vengono programmati corsi annuali di formazione professionale con indirizzo (aiutante di segreteria, aiutante magazziniere, aiutante giardiniere, aiutante alla vendita grande distribuzione, aiutante meccanico, ecc.) e con stage in azienda pari al 30-50% delle ore corso. Sono rivolti a disabili ultradiciottenni collocabili al lavoro ai sensi della Legge 68/99 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili). Esistono due tipi di FAL: A) durata tra le 200 e le 300 ore (“FAL brevi”, per invalidi civili e del lavoro); B)	durata tra le 400 e le 800 ore (per disabili intellettivi) Sono finalizzati a far acquisire agli allievi competenze lavorative specifiche spendibili sul mercato del lavoro locale. I corsi FAL rilasciano un “Attestato delle competenze acquisite” che esplica effetti ai sensi dell’art. 17 Legge 104/92 ai fini del collocamento obbligatorio. I gruppi classe sono mediamente di 5-8 allievi. Vengono realizzati, soprattutto i corsi FAL brevi, in raccordo con i Centri per l’Impiego (CpI) con cui gli Enti di FP individuano: • l’indirizzo corsuale in base alle richieste delle imprese; • gli allievi tra i disabili iscritti al Collocamento Mirato; • le aziende sede degli stage tra quelle soggette agli obblighi di assunzione previsti dalla Legge 68/99 (per favorire la finalizzazione occupazionale). I risultati fin qui rilevati confermano la validità di questo dispositivo. Entro un anno dall’avvio del percorso formativo il 40% dei partecipanti ha fatto seguire alla partecipazione al FAL l’attivazione di almeno un’esperienza lavorativa. Un contributo significativo è stato fornito dai tirocini, che costituiscono sia uno strumento per allargare la base di coloro che accedono ad almeno un’esperienza lavorativa (circa il 25-30% dei disabili partecipanti ha potuto usufruire di questa opportunità al termine dei FAL) che un momento di “passaggio” verso altre forme di inserimento (un tirocinante su 3 ha poi continuato, con altre forme di rapporto, la propria esperienza lavorativa, non necessariamente nella stessa impresa in cui si è svolto il tirocinio). Per quasi la metà dei partecipanti i FAL brevi costituiscono quindi, coerentemente con una delle loro principali finalità distintive, una “tappa” di un percorso che vede una sorta di “continuità” tra l’esperienza formativa e concrete forme di inserimento lavorativo, in parte anche grazie all’attivazione di ulteriori strumenti di politica del lavoro, quali i tirocini. Un giudizio di merito su questi risultati non può prescindere dalla più complessiva situazione che ha caratterizzato il mercato del lavoro provinciale negli anni oggetto di analisi, che certo non appariva particolarmente favorevole a politiche di inserimento di persone disabili. Va anche ricordato che tra i soggetti partecipanti vi è stata una consistente percentuale di persone che per età (over 45), tipo di disabilità (intellettivi e psichiatrici) e anzianità di iscrizione al collocamento (più di due anni) presentano caratteristiche che rendono più problematico il loro avviamento al lavoro.
Le progettualità territoriali: ruolo e coordinamento dei Centri per l’Impiego La foto di copertina e le foto delle pagine successive sono tratte dalla mostra fotografica “Anche noi al lavoro… immagini e storie di ordinaria integrazione” a cura di G.G.L. “Gruppo genitori per il diritto al lavoro delle persone con handicap intellettivo”, Torino per l’Anno europeo delle persone con disabilità 2003
oggi presente un’infrastruttura sociale territoriale governata dal Centro per l’Impiego, finalizzata all’inserimento al lavoro delle persone con disabilità. Fondamentale a questo processo di attivazione del territorio è stato il Piano Provinciale Fondo Regionale Disabili, il cui obiettivo primario è quello di favorire inserimenti lavorativi di persone disabili basato sui seguenti principi:
La Provincia di Torino ha provveduto da subito ad attuare la Legge 68/99 per il collocamento mirato delle persone disabili, prevedendo la costituzione di un apposito servizio centrale e attivando presso ciascuno dei suoi 13 Centri per l’Impiego specifici referenti, ovvero operatori dei CpI qualificati e formati. Il Centro per l’Impiego verso i soggetti diversamente abili, con disabilità di tipo fisico, sensoriale, intellettivo e psichico che hanno dato la disponibilità al lavoro, si pone l’obiettivo di supportare l’inserimento lavorativo rafforzando le abilità degli utenti attraverso percorsi formativi costruiti sulla persona, partendo da potenzialità individuali di base e, contestualmente, lavorando sulle competenze sociali riabilitative sul fronte delle relazioni interpersonali. Non solo supporto all’inserimento lavorativo, ma anche sostegno per superare le criticità sociali e familiari che potrebbero influire negativamente sulla buona riuscita dell’inserimento, attraverso la creazione di una solida rete professionale e sociale pronta ad intervenire in situazioni di crisi. Questa organizzazione si completa con l’attivazione di reti territoriali specialistiche con i servizi medici e i servizi sociali presso ogni bacino dei Centri per l’Impiego e con la collaborazione delle associazioni di tutela e rappresentanza e della cooperazione sociale. Grazie alle costanti collaborazioni con i diversi attori del territorio, è
•	la centralità della persona disabile e la necessità di un suo empowerment nella realizzazione di progetti personalizzati di inserimento lavorativo; •	la centralità dei Servizi per l’Impiego nella programmazione e realizzazione dei progetti personalizzati di inserimento lavorativo per le persone disabili; •	la necessità che i progetti personalizzati di inserimento lavorativo per le persone disabili vedano il coinvolgimento fattivo di tutti i servizi (soprattutto quelli sociali e sanitari) e di tutti gli attori territoriali che possono contribuire alla miglior riuscita dei progetti stessi (partnership obbligatoria); questo incrementando e migliorando le attuali reti istituzionali e operative facenti riferimento ai singoli CpI; •	il ruolo di regia dei progetti in capo ai CpI. Il ruolo di regia dei progetti del CpI si esplica nel seguente modo: valutazione di merito dei progetti presentati dai diversi attori e, se positiva, conseguente approvazione obbligatoria e necessaria per l’ utilizzo dei finanziamenti disponibili, che vengono così accantonati da parte dell’Ufficio centrale del Servizio Inserimento Lavorativo Disabili, per progetti di inserimento lavorativo individuale o di gruppo delle persone iscritte alle liste del collocamento mirato del CpI. A questa prima fase segue la gestione operativa del progetto che prevede l’individuazione dei nominativi da coinvolgere nel progetto e incontri a definizione delle azioni da svolgere a cura dei diversi attori coinvolti, con il coordinamento del Centro per l’Impiego (Responsabile o Referente collocamento mirato). In questa sezione, senza pretesa di esaustività si vogliono raccontare alcune buone esperienze di progettualità realizzate dai Centri per l’Impiego insieme alla rete degli attori presenti sul territorio, per favorire l’inserimento lavorativo delle persone prese in carico dai CpI.
Il Centro per l’Impiego di Torino Centro per l’Impiego	Torino Progetti	Persone traumatizzate; pensami adulto; sovvenzione globale Soggetti destinatari	Iscritti liste Legge 68/99 Attori della rete territoriale coinvolti CTO-Unità Spinale e il Don Gnocchi; Area Istruzione e Formazione Professionale Provincia di Torino, Istituti scolastici Superiori; cooperative sociali del territorio.
Il CpI di Torino ha rafforzato e sviluppato il lavoro di rete con i soggetti pubblici e privati impegnati nel sostegno e nell’accompagnamento al lavoro di persone disabili collaborando alla realizzazione e monitoraggio di diversi progetti territoriali. Obiettivo del lavoro di rete è stato quello di: •	aumentare i servizi di sostegno e di accompagnamento; •	elaborare percorsi il più possibile aderenti al tipo di disabilità e alla persona; •	individuare modalità di ripresa in carico da parte del CpI; •	tracciare attraverso l’utilizzo del sistema informativo la storia formativa professionale delle persone prese in carico; •	la possibilità di rendere continuative le attività sperimentate attraverso i diversi progetti. A favore di persone traumatizzate Con il CTO-Unità Spinale e il Don Gnocchi si sono potute sperimentare attività di riavvicinamento al mondo del lavoro nei confronti di persone traumatizzate in fase di dimissione ed elaborare azioni mirate di orientamento informativo e consulenziale per la successiva presa in carico da parte del CpI. Pensami adulto Progetto ponte tra scuola e lavoro in collaborazione con l’Area Istruzione e Formazione Professionale che ha messo a disposizione degli Istituti scolastici superiori risorse per attivare percorsi di accompagnamento all’inserimento lavorativo di allieve/i disabili del V anno. Il CpI di Torino, in stretta collaborazione con gli Istituti scolastici attuatori dei progetti approvati ha attuato le seguente azioni: •	valutazione del grado di occupabilità di tutti i partecipanti; •	individuazione degli allievi che non proseguendo il
ciclo di istruzione universitaria e non necessitando di percorsi alternativi, risultano avere un apprezzabile grado di occupabilità tale da consentire un sostenibile inserimento sul mercato del lavoro, con conseguente presa in carico da parte del CpI; •	incontro informativo con gli allievi e le loro famiglie per illustrare: i servizi offerti dal Centro per l’Impiego, le procedure e la documentazione necessaria per l’iscrizione al Collocamento Mirato; le modalità di fruizione degli interventi di politica attiva e le possibilità di accompagnamento all’inserimento lavorativo; le responsabilità reciproche assunte dal CpI e l’allievo in quanto persona immediatamente disponibile al lavoro; •	incontri individuali di orientamento con gli allievi per la raccolta delle loro disponibilità lavorative a partire dal Curriculum Vitae del giovane e dalle sue aspirazioni professionali; •	valutazione ed eventuale inserimento dell’allievo neoiscritto al Collocamento Mirato, in un programma di politica attiva attuato dal CpI. Progetti in sovvenzione globale Il CpI di Torino ha collaborato per la realizzazione di progetti presentati da cooperative sociali del territorio a valere sul Programma Operativo FSE Ob. 2 - Asse III - Attività III. 8 - Sovvenzione Globale della Regione Piemonte - periodo 2008-2010: sostegno all’integrazione lavorativa di soggetti particolarmente svantaggiati attraverso il rafforzamento della rete imprese sociali-servizi del lavoro-servizi sociali e sanitari. La significativa riduzione dei livelli di occupazione e l’aumento delle condizioni di precarietà anche in soggetti già attivi sul mercato del lavoro, ha ridotto fortemente le opportunità di accesso al mondo del lavoro per i soggetti svantaggiati quali sono le persone con disabilità intellettiva grave. La predisposizione di percorsi formativi monitorati costantemente e la necessità di intensificare il lavoro di rete al fine di assicurare alle persone svantaggiate la possibilità di accedere alle opportunità di sostegno offerte dagli enti, evitando la duplicazione degli
interventi o all’opposto evitando la mancata presa in carico, sono presupposti indispensabili nella realizzazione di interventi a favore di persone con disabilità intellettiva grave. Il CpI ha partecipato alla co-progettazione, all’individuazione dei partecipanti al percorso, all’adozione di piani di azione individualizzati al fine di sostenere le
debolezze delle persone relativamente all’occupabilità, alla promozione dei rapporti con la rete dei servizi sociali, alla condivisione e verifica dell’andamento dei percorsi rendendo disponibili interventi del CpI, alla condivisione di strumenti e metodologie. La totalità dei partecipanti 10 disabili intellettivi, 8 mentali in carico al CSM, 5 traumatizzati.
I bacini territoriali: i CpI di Chieri e Moncalieri Centro per l’Impiego	Chieri Progetti	Inserimento lavorativo giovani traumatizzati in seguito a incidente stradale Soggetti destinatari	n. 2 iscritti liste Legge 68/99 categoria fisici: traumatizzati a seguito di incidente stradale Attori della rete territoriale coinvolti Fondazione Don Gnocchi, operativa all’interno dell’ Ospedale Ausiliatrice di Torino; Consorzio Copernico.
Le persone traumatizzate necessitano non solo di riabilitazione fisica ma anche di un percorso di ricostruzione delle proprie capacità e abilità lavorative e non; questo percorso è possibile attuarlo insieme agli attori della rete dei servizi, in stretta collaborazione con le strutture riabilitative ospedaliere. L’approccio al mondo del lavoro avviene perlopiù tramite lo svolgimento di un tirocinio che consente una formazione, con un continuo affiancamento da parte di una figura specializzata (tutor) finalizzata al riavvicinamento al lavoro con una nuova consapevolezza delle mutate capacità lavorative. A seguito dei diversi colloqui di approfondimento susseguiti tra la persona interessata ed il CpI insieme agli altri attori, è stata definita l’ipotesi di inserimento in tirocinio ed il CpI ha contattato l’azienda (peraltro in obbligo) dove il giovane aveva lavorato per brevi periodi con contratti di somministrazione prima dell’incidente, che ha dato immediata disponibilità a collaborare per l’inserimento del giovane all’ interno dell’azienda attraverso un tirocinio. Con il supporto del Consorzio Copernico e attraverso il Fondo Regionale Disabili è stato attivato un tirocinio, con orario ridotto, dove il ragazzo ha avuto la possibilità di reinserirsi, passo dopo passo, nel mondo del lavoro. Durante questo periodo il lavoro di sinergia tra i vari attori del progetto si rivela veramente proficuo, non certamente senza difficoltà ma nello spirito di consolidare una rete per molti aspetti già attiva sul territorio e che vede il Centro per l’Impiego come punto di riferimento per i vari referenti. È stata un’esperienza di successo: infatti in seguito al tirocinio è stato stipulato un con-
tratto di apprendistato che sta procedendo nel migliore dei modi. Dopo questa prima azione progettuale, si è avviato un altro progetto di collaborazione per una giovane ventenne, traumatizzata in seguito ad incidente stradale, che necessitava di un percorso osservativo, poiché l’autonomia raggiunta non era ancora sufficiente per un inserimento lavorativo vero e proprio. Anche in questo caso il Centro per l’Impiego ha individuato una risorsa (un’azienda non in obbligo) dove è stato attivato un tirocinio osservativo attraverso il FRD.
Centro per l’Impiego	Chieri Progetti	Tessere reti per favorire l’inserimento di target complessi Soggetti destinatari	• Persone con disabilità intellettiva di grado medio e/o con difficoltà di relazione • Disabili fisici gravi o con doppia diagnosi • Disabilità psichiche • Disabilità che interferiscono in più livelli di funzionamento della personalità di in soggetti di giovane e media età Attori della rete territoriale coinvolti CSSAC, ETA BETA, Engim, Il Punto. Il servizio per il Collocamento Mirato del CpI opera da anni in stretta collaborazione con lo Sportello di Mediazione: la presenza dell’operatore del CpI accanto all’operatore del CSSAC garantisce un continuo interscambio di professionalità che permette di seguire con attenzione i percorsi di inserimento dei lavoratori disabili. Inoltre, il CpI, anche con l’appoggio esterno di agenzie accreditate sul territorio, attraverso gli strumenti di formazione in situazione (Tirocini formativi e di orientamento) a disposizione, ha avviato nel corso degli ultimi anni percorsi per l’inserimento di soggetti disabili presso aziende selezionate. L’obiettivo del progetto è quello di una costruzione partecipata di rapporti fra il servizio e le aziende che permetta la gestione condivisa del progetto di inserimento proposto, il monitoraggio delle variabili di percorso, l’eventuale rivalutazione del progetto e del e risultato atteso; non risulta sempre facile infatti l’inserimento di persone con disabilità complessa la cui probabilità occupazionale è bassa, visti anche i livelli di performance sempre più alti e flessibili richiesti dal mercato attuale. Il progetto si articola nelle seguenti attività: •	individuazione di aziende che richiedono mansioni di tipo esecutivo; •	individuazione di persone con particolare disabilità complesse con requisiti di autonomia di base sufficienti; •	individuazione dei soggetti realizzatori più vicini alla gestione del tipo di disabilità; prima conoscenza dei candidati e delle aziende; •	esplicitazione e orientamento condiviso degli obiettivi da raggiungere e conseguente definizione di un progetto di inserimento da parte del soggetto realizzatore individuato; •	osservazione valutazione dell’esperienza intrapresa e osservazione dei risultati raggiunti con quel primo strumento; •	ricalibratura delle azioni seguenti per stabilizzare
competenze o attraverso l’inserimento di un corso di formazione o tramite ulteriore tirocinio individuando una azienda soggetta all’obbligo. Se non si raggiungono in modo completo le capacità richieste dalla mansione, tuttavia si è raggiunto un buon livello di integrazione nell’organizzazione aziendale, si propone una soluzione integrata di inserimento o un assunzione con orario ridotto. Le azioni promosse sono volte al raccordo fra gli strumenti dei diversi attori al fine di consolidare le capacità lavorative del soggetto disabile, nel tentativo di raggiungere livelli minimi di performance che permettano l’accesso al mercato del lavoro; il risultato ottimale consiste nella stabilizzazione del rapporto di lavoro, anche a orario ridotto concordato (10-12-15 ore settimanali), che riconosca l’effettiva produttività raggiunta dal lavoratore; nei casi in cui il lavoratore non raggiunga una piena autonomia sono previsti strumenti in integrazione di tipo socio-occupazionale. L’esperienza infatti insegna che i soggetti portatori di disabilità complesse difficilmente raggiungono competenze articolate, e pertanto anche l’inserimento partime può contribuire a ridurre la fascia di quanti vengono esclusi dal mercato del lavoro e rendere più facile per l’impresa l’assolvimento degli obblighi della Legge 68/99.
Centro per l’Impiego	Moncalieri Progetto	Patto 5 Soggetti destinatari	Soggetti in situazione di: • disagio psichico/malattia psichiatrica; • con eventuale associato handicap intellettivo Attori della rete territoriale coinvolti STRANAIDEA, cooperativa sociale di tipo A; Centri di Salute Mentale di Nichelino e Moncalieri coinvolti in tutte le fasi del progetto, dall’individuazione delle risorse agli incontri di monitoraggio per la verifica degli obiettivi intermedi e finali dei percorsi; Il Re Social Club che ha supportato la creazione di reti informali tra i beneficiari del progetto e il tessuto sociale costituito dagli aderenti all’associazione attraverso l’organizzazione di attività culturali e sportive sul territorio di Torino e cintura. Il progetto – grazie al finanziamento del Fondo Regionale Disabili, modalità “a sportello” – ha previsto percorsi rivolti a cittadini in situazione di disagio psichico/ malattia psichiatrica, residenti all’interno del territorio dell’ASL TO5, in carico ai Centri di Salute Mentale, ed afferenti al Centro per l’Impiego di Moncalieri, per: •	offrire contesti di sperimentazione nei quali individuare/approfondire/rinforzare le proprie capacità di svolgere attività lavorative; •	avviare percorsi finalizzati all’incremento delle competenze professionali attraverso il tirocinio; •	avviare percorsi finalizzati all’inserimento lavorativo in aziende soggette ad obbligo di assunzione e non. Le azioni di sistema e metodologie condivise nel progetto hanno consentito non solo la gestione funzionale ed efficiente del progetto lungo la sua durata, ma anche la strutturazione di modalità operative per favorire lo sviluppo di una rete territoriale che, costantemente “mantenuta” ed attivata sulle specifiche criticità, renda disponibili al cittadino risorse materiali, relazionali, di conoscenza, necessarie al perseguimento degli obiettivi. Il progetto si è articolato nelle seguenti fasi: •	analisi del fabbisogno: segnalazione dei potenziali beneficiari da parte dei centri di salute mentale; ricostruzione dell’esperienza professionale del soggetto attraverso consultazione da parte degli operatori del CpI del sistema informativo SILP, dei colloqui MATCH e di eventuali precedenti selezioni per le quali il soggetto era stato candidato; colloqui conoscitivi e di approfondimento da parte degli operatori della cooperativa con i soggetti segnalati, volti a ricostruire le esperienza formative e professionali e a valutare la motivazione a partecipare al progetto.
•	Ricerca aziende: la scelta delle risorse ospitanti si è realizzata attraverso un’analisi attenta e congiunta tra gli operatori. •	Colloqui di orientamento al fine di raccogliere ulteriori elementi oggettivi indispensabili per la successiva fase di matching e rinforzare la motivazione. Il percorso di orientamento si è realizzato attraverso incontri di approfondimento individuale e momenti di condivisione in gruppo durante i quali i formatori hanno presentato ai soggetti possibili situazioni/ dinamiche organizzative che si sarebbero potute verificare nel corso del tirocinio. •	Formazione finalizzata: volta principalmente alla stesura del curriculum vitae e alle tecniche per affrontare un colloquio di selezione. •	Tirocinio osservativo e inserimento lavorativo. Le principali mansioni individuate sono state: •	addetto alle pulizie (1 tirocinio osservativo, 2 tirocini finalizzati all’inserimento) •	scaffalista (1 tirocinio finalizzato all’inserimento) •	aiuto meccanico in officina (1 tirocinio osservativo) •	addetto alla segreteria (1 tirocinio osservativo) •	aiuto magazziniere (1 tirocinio osservativo) •	addetto mensa (1 tirocinio osservativo). •	Colloqui di verifica e strategie di apprendimento. I soggetti coinvolti: 11 soggetti (7 donne e 4 uomini) in percorsi di orientamento; 5 soggetti (3 uomini e 2 donne) in percorsi di tirocinio osservativo; 3 soggetti (3 donne) in percorsi di tirocinio finalizzato all’inserimento. Il Centro per l’Impiego di Moncalieri ha rivestito una funzione di particolare rilevanza in quanto:
•	con la cooperativa si è operato in una dimensione di presa in carico congiunta a partire dalla selezione (definizione dei criteri di accesso al progetto, definizione dei criteri di priorità), che ha comportato un rapporto regolare e continuativo di interscambio di informazioni sui progetti individuali fra Case Manager della cooperativa e operatore del CpI con delega al progetto, permettendo così anche il “raccordo” del progetto con i percorsi precedenti dei beneficiari; •	con i beneficiari il CpI ha svolto la funzione istituzionale di referente ultimo del progetto, titolare della responsabilità del raggiungimento dei risultati, e pertanto autorizzato a svolgere una funzione di indirizzo e controllo; •	rete dei servizi territoriali (Centro di salute mentale dell’ASLTO5 di Moncalieri e di Nichelino): la rete di servizi ha avuto la funzione iniziale di valutare i soggetti da avviare ai progetti di integrazione tenendo conto delle predisposizioni individuali, della situazione del nucleo familiare, e anche di eventuali altri interventi in atto. I servizi hanno anche avuto il compito di garantire gli interventi di tipo sanitario ed assistenziale richiesti dalla situazione particolare dei beneficiari.
Punti di forza del progetto I fattori di maggior importanza rilevati come eccellenze del progetto sono stati: 1.	L’efficacia e l’efficienza della rete degli attori, particolarmente collaborativa. La rete costituisce la base delle attuali azioni che proseguono sul territorio. 2.	La funzionalità delle azioni individuate e messe in atto dal progetto, in particolare la metodologia cognitiva che ha permesso di operare efficacemente con i soggetti con disturbi psichiatrici. 3.	La professionalità e la competenza di tutti gli operatori coinvolti. 4.	La disponibilità e la forte motivazione del CpI e dei suoi operatori, che ha permesso al Centro di operare come centro di coordinamento e di incontro di tutti gli attori coinvolti, vero “fulcro” delle azioni territoriali. Trasferibilità Le “buone prassi” nate nel progetto sono già divenute modalità ordinaria di lavoro, attraverso il consolidamento di rapporti continuativi fra CpI, cooperativa, Centri di Salute Mentale, in particolare per la (pre)selezione e l’orientamento di utenti dei servizi ASL, in previsione dell’apertura del FRD, e per il supporto dei percorsi di tirocinio attivati.
Centro per l’Impiego	Moncalieri Progetto	Bibliothank Soggetti destinatari	5 candidati con i seguenti requisiti: • persone in condizione di disabilità intellettiva o disagio psichico, licen	ziati dall’Istituto Majorana da non più di tre anni; • possesso skills/competenze minime adatte ai compiti previsti Attori della rete territoriale coinvolti STRANAIDEA cooperativa sociale di tipo A, Istituto Majorana/Marro, Centri di Salute Mentale dell’ASL TO5 di Moncalieri, SIL del Consorzio dei Servizi Socio Assistenziali di Nichelino. Il progetto – grazie al finanziamento in “Sovvenzione Globale” della Regione Piemonte – ha realizzato la gestione per un anno didattico della Biblioteca Scolastica dell’Istituto E. Majorana di Moncalieri, con l’impiego di ex studenti della scuola in condizione di disabilità intellettiva o disagio psichico, a supporto del personale scolastico normalmente impegnato nella gestione. L’impiego delle persone del progetto ha permesso di rimettere in funzione la biblioteca, chiusa da tempo, grazie all’attività di catalogazione e riordino del patrimonio librario.
Nell’ottica dei principi di “reciprocità” descritti nella pubblicazione “MERCATO E BENI DI RECIPROCITÀ” (Riflessioni preliminari alla definizione del piano di lavoro 2010 – 2014 dell’Osservatorio sull’economia civile della Camera di commercio di Torino) a cura di Pierluigi Ossola e Anna Cugno, e delle riflessioni sui funzionamenti, le capacitazioni e le attribuzioni di cui al modello del premio Nobel per l’Economia A. Sen, gli utenti impegnati nella biblioteca hanno fruito di alcune attività socializzanti e integrative extracurriculari presenti nella scuola, al fine di ampliare le loro opportunità di relazioni sociali.
Il progetto si è articolato nelle seguenti attività: •	individuazione, fra gli ex allievi della scuola licenziati da non più di tre anni, di almeno 5 soggetti in condizione di disabilità intellettiva o disagio psichico interessati a partecipare al progetto. La selezione è stata svolta congiuntamente dalla cooperativa e dal CpI di Moncalieri, sui nominativi segnalati dall’Istituto Majorana e dell’ASL TO5; •	orientamento dei soggetti individuati, al fine di evidenziarne le caratteristiche individuali, le competenze professionali, sostenerne la motivazione; questa attività è stata svolta attraverso colloqui individuali con i soggetti; •	formazione “trasversale” e formazione professionale specifica, al fine di incrementare le competenze necessarie allo svolgimento delle mansioni all’interno della Biblioteca e rinforzarne l’occupabilità; la formazione è stata erogata sia con sessioni “d’aula”, sia soprattutto attraverso l’attività pratica seguita dalla verifica/ valutazione degli esiti; •	svolgimento dell’attività all’interno della Biblioteca: i tirocinanti sono stati impiegati, sotto la guida del personale della cooperativa, per lo svolgimento di funzioni di “back office”. Il Centro per l’Impiego di Moncalieri ha rivestito una funzione di particolare rilevanza in quanto: •	ha contribuito ad “orientare” la natura ed i contenuti del progetto, sulla base delle esigenze degli utenti presenti nella propria banca dati;
•	con la cooperativa si è operato in una dimensione di presa in carico congiunta a partire dalla selezione (definizione dei criteri di accesso al progetto, definizione dei criteri di priorità), che ha comportato un rapporto regolare e continuativo di interscambio di informazioni sui progetti individuali fra Case Manager della cooperativa e operatore del CpI con delega al progetto, permettendo così anche il “raccordo” del progetto con i percorsi precedenti dei beneficiari. •	con i beneficiari il CpI ha svolto la funzione istituzionale di referente ultimo del progetto, titolare della responsabilità del raggiungimento dei risultati, e pertanto autorizzato a svolgere una funzione di indirizzo e controllo; •	con gli Istituti Scolastici Majorana Marro: l’erogazione delle prestazioni tecniche necessarie al funzionamento della biblioteca, è stata gestita con la collaborazione del personale scolastico, in modo che questa fosse effettivamente riconoscibile (e riconosciuta) e organizzata come un servizio coerente della scuola. Come da progetto sono quindi stati effettuati incontri con la Direzione scolastica all’avvio, a metà e al termine del progetto, per monitorare la soddisfazione e l’impatto del progetto sulla scuola nel suo complesso. Gli aspetti operativi sono stati verificati con la collaborazione dei referenti delle biblioteche scolastiche attraverso il rapporto costante con i tutor di progetto della cooperativa. I referenti degli istituti scolastici si sono inoltre occupati dell’individuazione dei soggetti a cui proporre il progetto e di allestire condizioni volte a stabilire un clima relazionale gratificante e rinforzare il legame di reciprocità fra gli utenti del progetto e gli studenti. Agli utenti del progetto è stata garantita la partecipazione alle iniziative extracurriculari dell’istituto selezionando fra queste le più idonee a corrispondere alle caratteristiche dei ragazzi interessati. •	Rete dei servizi territoriali (Centro di salute mentale dell’ASL TO5 di Moncalieri, SIL del Consorzio Socio Assistenziale di Nichelino): la rete di servizi ha avuto la funzione iniziale di valutare i soggetti da avviare ai progetti di integrazione tenendo conto delle predisposizioni individuali, della situazione del nucleo familiare, e anche di eventuali altri interventi in atto; quindi alcuni dei partner iniziali hanno poi avuto una funzione operativa marginale, in quanto non hanno presentato candidati, o questi non sono risultati idonei alle attività di progetto.
I servizi hanno anche avuto il compito di implementare risorse a supporto dei processi di integrazione: ad esempio il trasporto per un ragazzo che senza questo servizio non avrebbe potuto partecipare al tirocinio. Punti di forza del progetto Gli elementi di forza di questo progetto derivavano principalmente dalla gestione congiunta fra scuola, cooperativa e CpI di un’iniziativa che è stata, allo stesso tempo: •	un’opportunità di inserimento lavorativo (di tipo innovativo, perché permette alla persona in condizione di disabilità o disagio psichico la “continuità” con l’ambiente scolastico in cui sino ad ora è stata inserita); •	un servizio di alta utilità sociale, attraverso il quale sono “messe a valore” per la comunità le competenze, altrimenti non valorizzate, di persone che il mercato del lavoro (attualmente) non può accogliere. Infatti le attività del progetto hanno presentato: •	la possibilità di sviluppo di competenze professionali utili per molte mansioni richieste dal mercato del lavoro; •	un’alta qualità delle relazioni, dando continuità e valorizzando i rapporti avviati nel percorso scolastico curriculare; •	una buona visibilità sociale: il frutto dell’attività della persona è sotto gli occhi di tutti, e risulta riconoscibile per gli individui “significativi” che la circondano; •	una riconosciuta utilità sociale: il lavoro della persona contribuisce al benessere collettivo, ed è così valutato dalla persona stessa e da coloro che la circondano. Il progetto è stato un’opportunità reale di acquisizione di competenze non solo professionali in senso stretto, ma soprattutto in termini di competenze trasversali o life skills.
Come rilevato in fase di individuazione dei tirocinanti, erano frequenti una scarsa conoscenza delle abilità richieste dal contesto professionale ed in alcuni casi vi erano significative difficoltà emerse nell’ambito di esperienze precedenti: il progetto ha permesso un epowerment significativo per i beneficiari. Altro punto di forza è stato l’ampiezza e la ricchezza della rete dei partner, che ha fatto collaborare, con la mediazione del CpI, soggetti abitualmente operanti in modo separato. Il background costruito con il progetto può essere valorizzato per ulteriori e successivi progetti, come ad esempio “Pensami Adulto” promosso dalla Provincia di Torino, o i progetti di “pari opportunità” del Ministero. Visto l’andamento del progetto e i risultati ottenuti Bibliothank potrebbe sicuramente essere adattato ad altri target o essere riproposto ad altri ragazzi neodiplomati. Le biblioteche scolastiche si sono rivelate un ottimo contesto di sperimentazione di competenze e abilità differenti (da quelle trasversali a quelle più specificatamente riconducibili a una dimensione tecnico/professionale (catalogazione testi, data entry, uso del pacchetto office, gestione del prestito). La dimensione ridotta del volume di accessi, la gestione operata dal personale scolastico (a volte con competenze specifiche in ambito di disagio) rendono le biblioteche degli Istituti un ambiente sufficientemente protetto ed adeguato alla sperimentazione e all’apprendimento di nuove abilità anche da parte di soggetti svantaggiati. Allo stesso tempo il progetto proposto a soggetti neodiplomati ha consentito di evitare lo sradicamento dal contesto scolastico permettendo di mettere in atto strategie per la costruzione di relazioni di lungo periodo, anche se come già indicato quest’aspetto è quello che pone i maggiori interrogativi e necessiterebbe di un’adeguata sperimentazione.
I bacini territoriali: i CpI di Settimo Torinese e Chivasso Centro per l’Impiego	Settimo Torinese Progetti	Elabor 7º; “Social Work” Soggetti destinatari	Iscritti liste Legge 68/99 Attori della rete territoriale coinvolti Gruppo Interservizi (costituito dal CpI, dai Comuni di Settimo, San Benigno, Leinì e Volpiano, dal SerT, Servizio Alcologia e Salute Mentale dell’ASL TO4, dall’Unione dei Comuni N.E.T. per le funzioni socio-assistenziali e dalle Cooperative Sociali che operano sul territorio.
Il progetto è stato finalizzato alla promozione degli inserimenti lavorativi mirati attraverso l’ampliamento della rete di rapporti con il sistema impresa, la ridefinizione di un rapporto sinergico con le aziende non profit, il coordinamento e la promozione di percorsi di inclusione sociale e lavorativa. L’avvio del progetto a dicembre 2009, nel pieno della crisi economica, è stato finalizzato anche alla creazione delle condizioni per determinare coesione e sinergia tra il sistema dei servizi alla persona ed il sistema produttivo.
Adesione del Centro per l’Impiego di Settimo Torinese al progetto “Social Work” che prevede tirocini finalizzati all’avvicinamento al mondo del lavoro a beneficio di utenti della psichiatria, ovvero interventi realizzati nell’ambito della Sovvenzione Globale (D.G.R. 54-8999 del 16/06/08 – Asse III – Attività III. 8 del P.O.R. FSE Ob. 2).
Il progetto si è concluso ad aprile 2011 sviluppando le seguenti azioni:
a)	contabilità e vendite presso la Bottega Sociale di Settimo Torinese, b)	addetti vendite presso la Bottega Altremente di San Mauro Torinese, c)	falegnameria presso Officina 413 di artigianato sociale - sede di Settimo Torinese, d)	cucina e servizio sala presso “Il Ristorante - la cucina che fa bene” di Settimo Torinese.
•	attivazione della rete di stakeholder locali (soggetti pubblici e privati che vivono direttamente l’esperienza dell’inserimento lavorativo); •	promozione di percorsi di “sponsorizzazione” da parte di imprenditori fidelizzati in riferimento alle buone pratiche di inserimento lavorativo (sono stati coinvolti 12 imprenditori locali); •	interventi di comunicazione diffusa, attività di marketing e scouting telefonico nei confronti di 110 piccole imprese del territorio (non soggette agli obbligi di cui alla Legge 68/99) con il risultato di inserimento in tirocinio di alcuni utenti del Servizio di Alcologia attraverso l’attivazione di un progetto finanziato dal Fondo Regionale Disabili.
Il progetto è stato articolato nei seguenti percorsi di tirocinio:
I percorsi hanno riguardato complessivamente n. 12 utenti del Servizio Salute Mentale, le attività hanno avuto corso nell’anno 2011 con esiti positivi: in un caso la persona è stata ritenuta idonea per un inserimento lavorativo in ambito non convenzionale, negli altri casi le persone hanno acquisito competenze idonee per svolgere attività in ambito protetto.
Centro per l’Impiego	Chivasso Progetti	Sportello mediazione e coordinamento mensile interservizi socio-sanitari del territorio Soggetti destinatari	Persone iscritte alle categorie protette (anche quelli non presi in carico dai rispettivi consorzi e indipendentemente dalla competenza territoriale), con esclusione di quelli inseriti all’art. 18 Legge 68/99 e di lavoratori con problemi di natura psichiatrica, (per quest’ultima categoria potranno essere presi contatti con il Servizio Salute Mentale) Attori della rete territoriale coinvolti Servizi Inserimenti Lavorativi dei Consorzi Servizi Sociali di Chivasso (CISS) e Gassino (CISA; Servizi Sanitari dell’ASL TO4, SERT, del Servizio di Alcologia, dei due SSM (Chivasso e Gassino/San Mauro) e dell’Agenzia Formativa Casa di Carità di Castelrosso. Considerando indispensabile il lavoro di rete informalmente avviato fra gli Operatori del Centro per l’Impiego di Chivasso ed i Servizi Inserimenti Lavorativi dei Consorzi Servizi Sociali di Chivasso (CISS) e Gassino (CISA), dal mese di Luglio 2008 la collaborazione è stata formalizzata attraverso un piano operativo denominato Sportello di Mediazione riferito ai soggetti previsti dalla Legge 68/99. Il piano definisce tempi e modalità circa l’attuazione dello Sportello stesso. I punti salienti sono i seguenti: 1)	l’attività dello sportello viene espletata esclusivamente all’interno dei locali del Centro per l’Impiego in giorni ed orari concordati ed indicativamente almeno un mattino ed un pomeriggio settimanali; 2)	gli operatori dello Sportello di Mediazione si rapportano e si coordinano con gli operatori del Centro preposti alle attività inerenti la Legge 68/99 con cui effettuano colloqui individuali e personalizzati con le persone iscritte alle categorie protette (anche quelli non presi in carico dai rispettivi consorzi e indipendentemente dalla competenza territoriale), con esclusione di quelli inseriti all’art. 18 Legge 68/99 e di lavoratori con problemi di natura psichiatrica, (per quest’ultima categoria potranno essere presi contatti con il Servizio Salute Mentale) al fine di: •	intercettare situazioni di particolare disagio ed offrire loro consulenza; •	creare coordinamento tra i differenti operatori di riferimento; •	valutare sperimentazione lavorativa, anche attraverso lo strumento del tirocinio; •	(per persone non già in carico ai servizi) valutare azione di tutoring in eventuali esperienze di tirocinio proposte dal Centro;
•	valutare matching azienda/utente (collocamento mirato). 3)	La collaborazione fra Operatori dei SIL ed Operatori del Centro per l’Impiego riguarda anche la selezione ed il contatto con le aziende del territorio (marketing) che debbano ottemperare alle quote d’obbligo previste dalla Legge 68/99 e non, ponendo in evidenza la necessità di creare momenti di coordinamento al fine di evitare sovrapposizione di azioni di scouting aziende; La positiva esperienza avviata con gli Operatori dei due SIL territoriali attraverso lo Sportello di Mediazione è stata la premessa per impostare una collaborazione strutturata anche con i Servizi Sanitari dell’ASL TO4 che si interfacciano con il Collocamento mirato del Centro per l’Impiego. Ad oggi è quindi operativo un momento di Coordinamento mensile a cui partecipano, oltre ai referenti del CpI ed agli Operatori del SIL anche i rappresentanti del SERT, del Servizio di Alcologia, dei due SSM (Chivasso e Gassino/San Mauro) e dell’Agenzia Formativa Casa di Carità di Castelrosso. L’incontro mensile, che si svolge presso il CpI, è momento di condivisione e confronto rispetto a: 1.	prese in carico individualizzate con particolari criticità 2.	ipotesi progettuali comuni 3.	adesione a progetti provinciali o regionali 4.	messa in rete di risorse 5.	informazioni reciproche. Il lavoro d’equipe permette di intervenire con un’ottica d’insieme, mettendo a disposizione dei colleghi la propria peculiare professionalità.
I bacini territoriali: il CpI di Orbassano Centro per l’Impiego	Orbassano Progetto	Collaborazione con azienda ospedaliera San Luigi - Orbassano Soggetti destinatari	Persone iscritte Legge 68/99 al termine dei percorsi FAL Attori della rete territoriale coinvolti Servizio Inserimento Lavorativo del Consorzio di Orbassano e dell’Unione dei Comuni della Val Sangone. Il progetto del Centro per l’Impiego di Orbassano ha avuto come primo obiettivo quello di creare un’opportunità lavorativa al termine dei percorsi FAL attivati dal CpI, ovvero dei corsi di formazione rivolti esclusivamente a persone con disabilità finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro. Il secondo obiettivo forse più ambizioso, era quello di inserire persone con disabilità gravi e intellettive. Il CpI con la collaborazione del Sil, ha condotto un’analisi accurata delle competenze richieste dai profili ricercati dall’azienda e dalle competenze presenti nei candidati per assicurare inserimenti lavorativi adeguati. A partire dal 2005 sono stati avviati i contatti con l’Azienda Ospedaliera che hanno portato a 6 assunzioni, a cui è seguita nel 2008 la firma della convenzione per l’assunzione di 19 unità entro il 2016.
Dal 2008 al 2012 l’Azienda ha ottemperato agli impegni della convenzione con l’assunzione a tempo indeterminato delle 19 unità (di cui 7 donne). Sono stati inseriti al lavoro 5 lavoratori con disabilità intellettiva, 3 paraplegici e 3 lavoratori con un importante disagio nella relazione e nella comunicazione, 2 over 50 e 3 lavoratori con disabilità gravi. Il monitoraggio dei tirocini è stato costante, così come quello delle assunzioni ancora in corso, effettuato in collaborazione con il SIL, in considerazione delle difficoltà presenti in alcune disabilità. Il monitoraggio prevede incontri periodici con l’Azienda Ospedaliera. Le ultime assunzioni sono avvenute nel 2012, ad oggi le assunzioni sono state 25.
I bacini territoriali: i CpI di Susa e Venaria Centro per l’Impiego	Susa Progetto	Psico-abile Soggetti destinatari	6 lavoratori con almeno una componente psichica nel loro certificato di invalidità, residenti in Val di Susa Attori della rete territoriale coinvolti Associazione E.C.O., CSM di Avigliana e Susa. Progetto del CpI di Susa, nell’ambito del finanziamento del FRD modalità a sportello, che ha visto la collaborazione con l’associazione E.C.O. e i CSM della Val di Susa e il coinvolgimento di 6 lavoratori con almeno una componente psichica nel loro certificato di invalidità, residenti in Val di Susa. Principalmente per due ragioni. Obiettivi del progetto l’inserimento o reinserimento lavorativo dei soggetti del target e la creazione di una rete territoriale (CSM, CpI di Susa e Aziende) di collaborazione tra le diverse realtà operanti su questo territorio. Il CpI e i CSM coinvolti hanno individuato una quindicina di candidati disponibili ad essere inseriti nel progetto, che sono stati successivamente colloquiati dall’Associazione Eco per l’inserimento nel progetto. Particolare attenzione è stata posta nei confronti di soggetti che mostravano di avere ancora un forte bisogno di supporto psichiatrico a
cui la proposta di un percorso di inserimento lavorativo non protetto avrebbe potuto inficiare i risultati di salute mentale raggiunti. Sono quindi rientrati nel progetto e inseriti al lavoro, senza necessità di svolgere tirocinio, 5 lavoratori, 3 a tempo indeterminato e 2 a tempo determinato.
Centro per l’Impiego	Venaria Progetti	Sovvenzione Globale Soggetti destinatari	10 disabili con patologia psichiatrica seguiti dal DSM Attori della rete territoriale coinvolti Dipartimenti Salute Mentale di Pianezza e di Venaria, Cooperativa Sociale Progetto Muret. Il progetto, attivato nell’ambito dei finanziamento Sovvenzione Globale asse III – attività III. 8 del programma operativo F.S.E. ob. 2 2007-2013 Regione Piemonte – Azione 2, ha visto la collaborazione tra Centro per l’Impiego di Venaria, i Dipartimenti di Salute Mentale del territorio e la Cooperativa Sociale Progetto Muret, ha avuto la finalità di offrire a 10 partecipanti un percorso di orientamento, rinforzo e sostegno delle competenze personali utili alla ricerca di occupazione attraverso: •	colloqui finalizzati alla elaborazione di un profilo professionale; •	attività di bilancio e rinforzo delle competenze; •	laboratorio di ricerca attiva del lavoro realizzato in incontri collettivi;
•	ricerca di un’opportunità di tirocinio – della durata media di 10 settimane – con il sostegno del tutor nel corso della sua realizzazione; •	eventuale ulteriore proseguimento dei percorsi di tirocinio utilizzando le risorse del FRD. L’obiettivo minimo, che prevedeva il completamento del percorso compreso il tirocinio di almeno 4 partecipanti, è stato raggiunto in quanto gli utenti hanno attivamente partecipato agli incontri individuali e di gruppo, e, a fronte di 1 abbandono per motivi personali e 2 abbandoni per motivi di salute all’atto di iniziare il tirocinio, per gli altri 7 partecipanti è stato attivato il tirocinio, che è poi proseguito utilizzando il FRD. Un utente è stato assunto a tempo indeterminato.
I bacini territoriali: il CpI di Ivrea Centro per l’Impiego	Ivrea Progetto	Fattoria Sociale Soggetti destinatari	Soggetti svantaggiati Attori della rete territoriale coinvolti Cooperazione sociale, i Consorzi Socio assistenziali del territorio. Il Progetto Fattoria Sociale attivato dal Centro per l’Impiego di Ivrea è stato finalizzato alla formazione e all’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati attraverso l’attività agricola e con la collaborazione della cooperazione sociale di tipo B, che acquisisce un ruolo non solo di gestione della logistica e della distribuzione, ma anche di produttore locale. In questo modo il progetto consolida e fa da volano allo sviluppo produttivo, sociale e sostenibile del territorio, grazie alla Filiera Corta.
Principali indicatori di impatto dell’iniziativa ed Attività volte a renderla sostenibile: •	numero di aderenti al progetto: 193; •	numero medio annuo di cassette consegnate settimanalmente: 94; •	numero di cassette consegnate nell’ultima settimana: 144; •	volume medio di prodotti trattati settimanalmente: 7 quintali; •	numero di soggetti svantaggiati inseriti al lavoro: 1; •	numero di tirocini attivati sul progetto: 2.
Elementi dello scenario attuale (punti di forza e debolezza/opportunità e minacce) e spunti per la programmazione futura L’attuale scenario del collocamento dei disabili in provincia di Torino presenta forti elementi di criticità dovuti in primo luogo all’aumento complessivo degli utenti disabili iscritti al collocamento obbligatorio in questi ultimi anni e, in specifico, all’aumento del numero di quelli scarsamente-difficilmente occupabili (lo stock degli iscritti disponibili al lavoro al 30/06/2013 è di 15.003 unità, +69,6% nel quinquennio 2008-2013 e +19,4% rispetto allo stesso periodo del 2012). Ciò è dovuto principalmente al perdurare della crisi economica, con conseguente aumento della disoccupazione, soprattutto di chi ha perso un precedente rapporto di lavoro, e maggiori difficoltà al collocamento dei disabili perché diminuiscono le aziende soggette agli obblighi di legge, a causa di cessata attività o perché coinvolte nei processi di riduzione del personale, cassa integrazione straordinaria, mobilità, contratti di solidarietà, che determinano la sospensione temporanea per legge dall’obbligo di assunzione. Si è inoltre in una fase di fine programmazione delle risorse del Fondo Regionale Disabili 2008-14 e di avvio del nuovo sistema di politiche attive con il coinvolgimento delle agenzie per il lavoro accreditate. L’accreditamento regionale delle agenzie per il lavoro ha introdotto elementi di novità che dovranno essere attentamente considerati nella definizione degli interventi di politica del lavoro, soprattutto per quelle rivolte alle persone con disabilità. Vi è, ad esempio, la necessità di ulteriori specificazioni degli standard per gli interventi sui disabili rispetto a quelli definiti con l’accreditamento dei servizi per il lavoro e l’ulteriore necessità di progettazioni specifiche per quelli tra loro che hanno maggiori difficoltà di inserimento a causa della loro limitata occupabilità. Una progettazione specifica richiede una specificazione dei programmi a livello sub-regionale, con un coordinamento (governance) di area vasta, ruolo svolto a tutt’ora dalla pianificazione provinciale. A questo proposito si ricorda che: •	la L. R. 34/08 riconosce ruoli specifici sulle politiche per il lavoro alla Regione (programmazione generale - art. 3) e alle Province (pianificazione e gestione degli interventi tramite i Centri per l’impiego (rif. art. 9 sul ruolo delle Province);
•	il disegno del Piano provinciale della Provincia di Torino fatto nel 2008 aveva come suoi capisaldi la differenziazione degli strumenti in relazione alle macro-tipologia di utenza, la priorità ai progetti individuali finalizzati, la relazione con il territorio e la sussidiarietà, la definizione del ruolo dei CpI e di quello degli Enti di supporto; tale impostazione ha permesso di accompagnare il sistema dei servizi verso il nuovo paradigma di intervento basato sul sistema di accreditamento delle Agenzie per il lavoro. Il sistema di accreditamento, nel sistematizzare ruoli e modalità di intervento, per altri versi introduce un nuovo problema: quello di salvaguardare il ruolo delle esperienze più limitate e meno organizzate presenti ed operanti sui diversi territori, con una forma organizzativa che non permette loro di aderire al sistema di accreditamento regionale pur se portatrici di importanti competenze e conoscenze specifiche in merito a nicchie di utenza difficilmente raggiungibile con interventi standardizzati. In ogni caso andrà salvaguardata la centralità, in base alla Legge (68/99), dei servizi pubblici per l’impiego (CpI), che non potranno essere soltanto validatori formali dei PAI (Piani di Azione Individuali). Nel nuovo sistema i CpI dovranno mantenere un’importanza strategica nella promozione e manutenzione delle reti con gli Operatori locali, accreditati e non accreditati, i Servizi Sanitari e Sociali, le associazioni di rappresentanza e tutela delle persone con disabilità, le parti sociali territoriali e con tutti gli attori della rete locale dei servizi. Vi è da chiarire, tra le altre cose, il ruolo e le competenze del Comitato Tecnico in ordine alla validazione dei progetti di accompagnamento e inserimento. Inoltre va ricordato che: •	il ruolo dei CpI è riconosciuto e formalizzato dalla L. R. 34/08 (art. 20); •	la validazione di un PAI non è solo un adempimento formale, ma vuol dire garantire che al disabile e all’impresa ospitante vengano offerte tutte le garanzie di un reale collocamento mirato, per cui il matching venga realizzato tenendo conto delle reali caratteristiche occupazionali dell’utente e delle reali necessità prestazionali dell’impresa, garantendo, se necessario il corretto e continuativo supporto dei servizi Sanitari e/o Socio assistenziali;
•	inoltre quest’ultima necessità rimanda a una governance della rete locale dei servizi che solo un servizio pubblico (il CpI) può realizzare e garantire (art. 9 L. R. 34/98 c. 1 lett. f). Ulteriori complessità per una proficua azione di Collocamento mirato vengono dal ruolo assunto dall’INPS nelle certificazioni di invalidità e visite Legge 68 dal 2009 in poi. Vi è un reale problema di accesso al sistema informativo INPS da parte dei soggetti esterni interessati alla procedura e la necessità impellente di avere a disposizione una Diagnosi Conclusiva (unico documento visibile dai CpI in procedura Inps) esaustiva e realmente utile per progettare inserimenti lavorativi. Potrebbe essere utile, a questo proposito, riprendere il modello di Diagnosi Conclusiva standard definito dalla Regione con le Province e i servizi Sanitari e Socio Assistenziali due anni orsono e adottarlo formalmente. Per l’entrata a regime del nuovo sistema di accreditamento nel collocamento mirato vi sono poi preoccupazioni di natura economica e istituzionale: la certezza dei finanziamenti del Fondo Regionale Disabili a fronte dell’attuale generale situazione di difficoltà finanziaria della Regione, per non parlare dell’incertezza circa l’esistenza o meno delle Province e sulle loro eventuali competenze. Concludendo, tra le difficoltà di scenario va inserita anche la difficoltà di applicazione del nuovo Fondo Nazionale per l’occupazione dei disabili per l’incentivazione delle assunzioni e l’incertezza sulle risorse destinate a tale Fondo da parte del Ministero competente. Se questa è, in sintesi, la situazione, quello che viene chiesto al Servizio Lavoro e ai CpI della Provincia da parte delle associazioni dei disabili, dai sindacati e dalle associazioni datoriali è, in una situazione di crisi economica grave e in un quadro di grande incertezza istituzionale (vedi, ad es. come già accennato, il ruolo e il futuro delle Province) e con una progressiva diminuzione delle risorse di Fondo Regionale Disabili a disposizione, in presenza di nuovi attori (soggetti accreditati) e nuove regole (standard minimi di servizio): •	di coinvolgere più utenti disabili e soprattutto più utenti scarsamente e difficilmente occupabili; •	organizzare interventi più lunghi (soprattutto tirocini più lunghi) e di miglior qualità (maggior personalizzazione); •	finalizzare gli interventi a più inserimenti lavorativi, il più possibile stabili. Il quesito che ci si pone a questo punto come Provincia, nell’ambito delle attuali competenze e ruoli, è se operare scelte programmatiche specifiche e forti, differenziando gli interventi sulle caratteristiche degli utenti, puntando, ad esempio, su progetti per disabili maggiormente occupabili
mettendo a loro disposizione le migliori risorse di tirocinio, oppure offrire chances ai meno occupabili con progetti più lunghi, più costosi, costringendo le aziende in obbligo ad attivarsi attraverso la stipula di convenzioni ex art. 11 o 12 bis Legge 68/99, con il supporto della strumentazione ICF per personalizzare al massimo gli interventi. Oppure ancora costruire dimensioni “protette”, se possibile temporanee e intese come “luoghi di transito”, come luoghi di orientamento professionale e potenziamento delle capacità lavorative residue, valorizzando il ruolo di formazione in situazione e di attivazione di tirocini formativi e orientativi della cooperazione sociale. Oppure cercare di rispondere nel miglior modo possibile a tutte le esigenze, attraverso un mix equilibrato di interventi? Qualunque siano le scelte, vi sono comunque elementi essenziali emersi in questi ultimi anni che vanno salvaguardati, quali: •	l’importanza di integrare le politiche di inserimento lavorativo con una programmazione attenta e mirata di Formazione Professionale, Istruzione e Orientamento, proseguendo e migliorando la positiva esperienza avviata; •	l’importanza delle rete locali “governate-coordinateanimate” da servizi pubblici qualificati e dialoganti con i servizi, gli altri attori, le associazioni di rappresentanza, le parti sociali, le imprese, le famiglie, i beneficiari degli interventi; •	il puntare sulla relazione costruttiva con le imprese: valorizzando lo strumento convenzionale ex art. 11 e lo sviluppo di tutti gli strumenti messi a disposizione dalla normativa, come gli art. 12, 12 bis attraverso la valorizzazione della cooperazione sociale di tipo b; •	portare a valore le competenze specifiche di ciascun attore del mercato del lavoro (APL accreditate, AFP, cooperazione sociale, …) favorendo una crescita complessiva degli interventi sul mercato del lavoro locale e una migliore relazione progettuale con il sistema delle imprese, per aumentare l’efficacia e il numero degli interventi di inserimento lavorativo e avvicinamento al lavoro. In conclusione, oltre a tutto quanto già ricordato, andranno previste all’interno dei prossimi interventi riferiti alla Garanzia Giovani modalità specifiche d’azione per i giovani disabili, in particolare per quelli in uscita dal sistema scolastico, potenziando e sviluppando attività già sperimentate con successo quali i progetti “Pensami Adulto” per i disabili in uscita dalla scuola secondaria di secondo grado, servizi specifici di orientamento quali quelli realizzati in questi anni da “Orientarsi” e interventi di formazione professionale mirati e integrati con le politiche attive del lavoro quali i corsi FAL realizzati dal Servizio Formazione professionale in collaborazione con il Servizio Lavoro.
Cronache dai Centri per l'Impiego 11

References: art. 11
 Art. 4
 art. 18
 art. 18
 art. 18
 art. 1
 art. 13
 art. 13
 art. 11
 art. 11
 art. 11
 art. 3
 art. 9
 art. 11
 art. 11
 art. 12