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Timestamp: 2020-01-21 09:16:53+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 12746 del 19/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12746 del 19/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/05/2017, (ud. 12/01/2017, dep.19/05/2017), n. 12746
sul ricorso 2867-2016 proposto da:
G.M., GA.SE., GA.FR., elettivamente
domiciliati in ROMA, VIA DE’ CESTARI 34, presso lo studio degli
avvocati FRANCO MUGNAI, RAFFAELLA BONSANGUE (Studio VALENTINO) che
li rappresentano e difendono, giusta procura in calce al ricorso;
elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE DELLE FORNACI, 38, presso
lo studio dell’avvocato FABIO ALBERICI, rappresentata e difesa dagli
avvocati LUCIANO GIORGI, FABIO ALBERICI, giusta procura in atti;
M.F., L.T.;
avverso la sentenza n. 2028/2014 della CORTE FIRENZE, depositata il
25/11/2014;
udita la relazione della causa svolta nella camera partecipata del
12/01/2017 dal Consigliere PELLECCHIA ANTONELLA.
1. Ga.Fr. e G.M. proponevano impugnazione avverso la sentenza n. 123/2009 del Tribunale di Grosseto che aveva condannato M.F., L.T. e la Sai al pagamento in favore di Ga.Se. della somma di euro 8.146,47 ed in favore di Ga.Fr. e G.M. della somma di Euro 1.652,66 oltre interessi e rivalutazioni.
Il Tribunale aveva ritenuto che la responsabilità del sinistro fosse da attribuirsi alla pari responsabilità presunta dei conducenti coinvolti nel sinistro in considerazione del fatto che dall’istruttoria espletata non erano emersi indizi circa l’effettiva dinamica del sinistro.
2. La Corte di Appello di Firenze, con sentenza n. 2028 del 10 dicembre 2014 ha confermato la sentenza del primo giudice.
3. Avverso tale pronunzia Ga.Fr., G.M. e Ga.Se. propongono ricorso in cassazione con un motivo.
3.1. La Unipolsai deposita procura alle liti ai fini della partecipazione all’udienza.
4. E’ stata depositata in cancelleria la proposta ai sensi dell’art. 380 – bis c.p.c., e regolarmente notificata ai difensori delle parti, con valutazione di inammissibilità del ricorso. Le parti non hanno presentato memoria.
6. Il ricorso è inammissibile perchè privo dell’esposizione dei fatti, giacchè inizia subito con la descrizione dei motivi.
E’, infatti, inammissibile per violazione dell’art. 366 c.p.c., n. 3, il ricorso del tutto privo della sommaria esposizione dei fatti di causa – che non possono ricavarsi dai motivi di ricorso, i quali, in quanto deputati a esporre le linee difensive, anche ove alludano alle fasi del giudizio, non compiono una precisa enucleazione degli stessi. Come nel caso di specie.
Peraltro, l’unico motivo, con cui si fa valere vizio ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5, è anche inammissibile, in quanto l’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, riformulato dal D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54, conv. in L. 7 agosto 2012, n. 134, introduce nell’ordinamento un vizio specifico denunciabile per cassazione, relativo all’omesso esame di un fatto storico, principale o secondario, la cui esistenza risulti dal testo della sentenza o dagli atti processuali, che abbia costituito oggetto di discussione tra le parti e abbia carattere decisivo (vale a dire che, se esaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia). Ne consegue che, nel rigoroso rispetto delle previsioni dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, e art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4, il ricorrente deve indicare il “fatto storico”, il cui esame sia stato omesso, il “dato”, testuale o extratestuale, da cui esso risulti esistente, il “come” e il “quando” tale fatto sia stato oggetto di discussione processuale tra le parti e la sua “decisività”, fermo restando che l’omesso esame di elementi istruttori non integra, di per sè, il vizio di omesso esame di un fatto decisivo qualora il fatto storico, rilevante in causa, sia stato comunque preso in considerazione dal giudice, ancorchè la sentenza non abbia dato conto di tutte le risultanze probatorie (Cass. n. 8053/2014). Ed il motivo non rispetta tali principi.
7. Pertanto, ai sensi degli artt. 380 – bis e 385 c.p.c., il ricorso va dichiarato inammissibile.
Non occorre disporre sulle spese in quanto la procura depositata dalla società controricorrente non è valida per difetto di forma. Infatti è stata rilasciata dall’Assicurazione con scrittura privata anzichè con atto pubblico.
La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 – quater, inserito dalla L. n. 228 del 2012, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del citato art. 13, comma 1 – bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 54
 sentenza 
 art. 369
 sentenza 
 art. 13
 art. 1
 art. 13