Source: https://issuu.com/anfos/docs/anfos_news_aprile_2010
Timestamp: 2017-05-30 03:06:02+00:00

Document:
Anfos News Aprile 2010 by Rolando Morelli - issuu
Anfosnewswww.anfos.itANNO n° 0 - In attesa di Registrazione Trib. Civitavecchia - direttore responsabile Vincenzo Di Frennaaprile 2010La rivista dell’ Associazione Nazionale Formatori Sicurezza sul LavoroEDITORIALE «Sicurezza nel lavoro:L’anfos al servizio
di Rolando Morelli
presidente AnfosAnfos News è il nuovo
nazionale Formatori della
Sicurezza sul Lavoro. Si
propone l’obiettivo di
diventare uno strumento
pratico ed utile, sempre
aggiornato sul piano normativo, per favorire
la prevenzione della sicurezza nei luoghi di
lavoro, e soprattutto la divulgazione della cultura formativa, che certamente è un elemento
importante per prevenire incidenti e infortuni.
Attraverso interviste, inchieste, ricerche, notizie dal mondo della sicurezza, cercheremo
ogni mese di offrire un prodotto editoriale
che possa soddisfare l’esigenza di aggiornamento da parte dei formatori, dei responsabili della sicurezza aziendale, dei datori di lavoro, ed anche dei lavoratori stessi.
In questo primo numero di Anfos News
abbiamo provato a tracciare un bilancio del
Testo Unico 81/2008, che in aprile compie
due anni dall’entrata in vigore. Ci sono pareri
di esperti autorevoli, come nel caso dell’intervista a Lorenzo Fantini (dirigente del
Ministero del Lavoro, ambito sicurezza) che
ci aiuta a capire lo stato di applicazione della
norma. Inoltre troverete altre interessanti
notizie, come lo speciale sulle tecnopatie e il
tecnostress, considerata una nuova malattia
professionale in seguito ad un sentenza emessa nel 2007 dal giudice Raffaele Guariniello,
della Procura di Torino, che indagò sulla
situazione di alcuni lavoratori nei call center.
Dunque, buona lettura.il nostro impegno nel 2010»
Intervista esclusiva al responsabile Sicurezza
del Ministero del Lavoro, Lorenzo Fantini
Il Testo Unico 81 compie due anni dall’entrata in
vigore, cioè il 9 aprile 2008. Che bilancio si può
trarre? Sono diminuiti gli incidenti e gli infortuni
sul lavoro? Le aziende hanno potenziato i livelli
di sicurezza previsti dalla nuova normativa? E
soprattutto: la formazione, resa obbligatoria dal
T.U. 81, è stata applicata in modo corretto?
Lo abbiamo chiesto a Lorenzo Fantini, dirigente delle Divisioni III e VI del Ministero del Lavoro
(salute e sicurezza), che traccia un bilancio
positivo ed indica gli obiettivi da perseguire nel
2010. A seguire, il parere del presidente
dell’Anfos, Rolando Morelli, che si sofferma
sull’importanza della formazione in azienda.
A PAG.2Speciale tecnopatie
e tecnostressLavoro e sicurezza
A PAGINCHIESTA DI PRIMO PIANOIntervista al Presidente
del Lazio, Bruno Astorre,
ex assessore ai Lavori
Pubblici.Aumentano le denunce di tecnopatie ed è in
aumento il tecnostress. Lo segnala il
A PAG.La sentenzan° 44890/09
«La responsabilità
del delegato sicurezza»
A PAG.8Lorenzo Fantini
Dirigente Divisioni III e VI
(salute e sicurezza)1OCASI DI
premiata per
A PAG.15Per informazioni sulle inizitive relative al mondo della formazione chiama il numero: 800.5892562Anfosnews?aprile 2010Testo Unico 81/2008INCHIESTA IN PRIMO PIANOaprile 2008 - aprile 2010Qual è il bilancio dopo 2 anni
dalla nuova normativa
sulla sicurezza sul lavoro?Intervista al responsabile Sicurezza del Ministero del Lavoro«Sicurezza sul lavoro: è molto positivo
il risultato dei primi due anni del T.U. 81»
L’ impegno per sensibilizzare le aziende
a fare formazione e rispettare le normedi Enzo Di FrennaROMA - Il 9 aprile 2010 il Testo
Unico 81 compie due anni. Quale
bilancio si può trarre dalla nuova
normativa che disciplina la sicurezza e la salute del lavoratore?
Anfos News ha intervistato
Lorenzo Fantini, avvocato e dirigente delle divisioni III e VI (salute e sicurezza) del Ministero del
La nuova legge ha migliorato
la tutela delle condizioni di
lavoro?«Inanzitutto dobbiamo dire che il
Testo Unico è l’accorpamento di
tre leggi: la 123 del 2007, l’81 e la
106 del 2009. E quando si parla di
sicurezza, dunque, bisogna tener
conto di queste tre articolate normative. Partendo da questo presupposto, il bilancio che si può
tracciare è sicuramente positivo. Il
Ministero è riuscito in uno sforzo
notevole: mettere insieme le varie
anime della sicurezza - giuridica,
tecnica e gestionale - in un provvedimento legislativo coerente
con con la normativa europea.
Certo si può ancora migliorare,
ma nel complesso il Testo Unico
ha messo insieme migliaia di
norme. Ed è un un risultato storico, perchè erano trent’anni che si
tentava di fare un Testo Unico e
nessuno c’era mai riuscito.»
Il Testo Unico è una delle leggi
più avanzate in Europa?I progetti per il 2010 avranno l’ obiettivo
di promuovere la cultura della sicurezza«Posso portare una testimonianza: noi abbiamo vinto un progetto
internazionale con l’Egitto, che è
tutt’ora in corso e battendo Paesi
come la Germania e la Francia,
perchè ci siamo basati su Testo
Unico 81 di salute e sicurezza sul
lavoro. E’ dunque un testo assolutamente coerente con le direttive
comunitarie in materia, quindi
moderno. Si poteva fare di più,
ma abbiamo avuto solo nove mesi
per redigere la normativa. In realtà, se c’è un difetto - ma è una
mia opinione personale - è che il
Testo Unico è ancora un pò troppo
corposo, dunque andrebbe semplificato. E dico questo pensando
al piccolo imprenditore. Noi infatti
sappiamo che in Italia la maggior
parte delle imprese sono piccole e
medie e spesso si richiede una
professionalità specifica e notevole in materia di sicurezza per comprendere tutto l’apparato normativo.
Quindi in generale si registra
un calo degli incidenti e infortuni sul lavoro, da quando è
81?«Non so se sia diretta la correlazione tra le due cose. La mia personale opinione è che non basta
fare una legge per favorire la riduzione degli infortuni. Magari è un
presupposto. La riduzione degliLorenzo Fantini
del Ministero del LavoroIl Bilancio infortunistico
1° semestre 2008395.661
(fabbrica, cantiere,
terreno agricolo, ecc)1° semestre 2009351.552
VARIAZIONE-11,1%
fonte: dati InailAnfosnewsaprile 2010infortuni è più legata al comportamento delle persone. O meglio: l’abbattimento dell’indice infortunistico,
che è l’obiettivo a cui tutti noi tendiamo col Ministero del Lavoro in primis,
si realizza se ci sono insieme diversi
elementi: 1) una legge buona; 2) il
controllo sull’applicazione delle leggi;
3) convincere gli imprenditori e i
lavoratori a tenere certi comportamenti sicuri. Il 65% degli infortuni,
secondo l’Unione Europea, è legato ai
comportamenti pericolosi. Dunque
non significa che è colpa del lavoratore, ma è l’organizzazione del lavoro
che non rispetta certe procedure e si
va incontro a pericoli. E’ su questa
mancata cultura della sicurezza che
Ma nel concreto sono calati?«C’è sicuramente una riduzione degli
infortuni, ed è più marcata dal 2008
ad oggi. Probabilmente l’effetto della
legge è positivo. Ed è sicuramente
positivo parlare di salute e sicurezza
sul lavoro, sensibilizzando l’opinione
pubblica. In questo senso, devo dire
grazie al Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano, che ha visto la
sicurezza sul lavoro non come una
seccatura, ma qualcosa di cui discutere e parlare. Ed infatti è stata realizzata di recente addirittura una fiction televisiva sul tema salute e sicurezza: è una novità assoluta, perchè
la tv non si era mai occupata di questi argomenti.»
Quali sono i prossimi obiettivi che
si pone il Ministero del Lavoro per
rafforzare la tutela dei lavoratori
e prevenire gli infortuni?«Il ministero sta perseguendo diversi
obiettivi. Il primo è completare il
Testo Unico 81, cioè i provvedimenti
di attuazione e i decreti che devono
essere realizzati. Innanzitutto bisogna intervenire per evitare che uno si
svegli la mattina e diventi imprenditore, cioè avere determinate caratteristiche ed essere formati sul tema
della sicurezza e dell’organizzazione
del lavoro. Inoltre, nei prossimi mesi
sui mass media ci sarà una massiccia
campagna d’informazione sulla materia sicurezza sul lavoro. Dunque proveremo a catturare l’attenzione dell’opinione pubblica, per favorire l’applicazioni dei principi del Testo Unico.
Un terzo obiettivo che persegue il
Ministero del Lavoro, insieme alle Asl,
è di rafforzare l’attività di controllo e
contrastare il lavoro nero. Infine, un
quarto obiettivo: un potenziamento«Nel 2010 partirà una grandecampagna d’ informazionesui mass media per preveniregli incidenti sul lavoro»dell’attività di formazione sui temi
della sicurezza. E questo, direi, è un
pilastro dell’attività di prevenzione
degli infortuni e incidenti sui luoghi di
lavoro. L’Inail, in questo senso, ha un
ruolo fondamentale ed inoltre bisogna coinvolgere le Regioni.»
Quanto ha influito positivamente
il D.lgs 106 del 2009 sul miglioramento del Testo Unico 81?«Ha avuto un impatto molto positivo
sulla materia. L’ho detto prima: il
Testo Unico è stato realizzato in
pochi mesi, quindi aveva bisogno di
essere corretto in alcune parti. Il
D.lgs 106/2009 risponde a questo
tipo di esigenza e inoltre ha corretto
alcuni errori. Ad esempio, il Testo
Unico considerava i volontari alla
stessa stregua dei lavoratori, ai fini
della sicurezza. Considerare allo
stesso modo ogni tipo di volontario,
senza diversificare, è sbagliato dal
punto di vista pratico. Ad esempio, il
volontario della Protezione civile che è esattamente come tutti gli altri
lavoratori e ha diritto alla stessa
tutela della sicurezza, anzi forse di
più - ed abbiamo il volontario delle
Pro Loco, che magari si fa vivo di
rado, al quale è impensabile applicare la stessa disciplina dal punto di
vista dell’assunzione di responsabilità. Faccio un altro esempio, ancora
più clamoroso. Il D.lgs 106/2009 ha
corretto un errore presente nel Testo
Unico 81, il quale prevedeva che il
limite di piombo nel sangue fosse
misurato non in nanogrammi, ma in
milligrammi. E’ chiaro che se lo
misuro in milligrammi permetto ad
una donna di morire, se lo misuro
invece in nanogrammi questo rischio
non è più possibile. Era un errore
tecnico, gravissimo, che andava corretto. E ciò è accaduto anche in altri
casi.»
Quindi è soddisfatto?«In questi due anni è stato creato un
equilibrio apprezzabile. La legge
chiaramente non è perfetta, come lo
è ogni norma. Ma è mia personale3opinione che il 106 abbia molto
migliorato il Testo Unico 81»Parliamo di “stress da lavoro correlato”, una novità della nuova
legge. Ad agosto 2010 diventerà
obbligatorio per il datore di lavoro fare un valutazione di questo
rischio, che spesso è in relazione
con l’uso delle nuove tecnologie
e la complessità operativa di
certe mansioni.
«La valutazione dello stress da lavoro correlato è forse uno dei temi più
discussi quando si parla di sicurezza
e lavoro. La soluzione che è stata
trovata col D.lgs 106/2009 in merito
a tale problematica, tiene conto della
difficoltà di individuare una metodologia scientifica, scientificamente
condivisa, per la valutazione dello
stress da lavoro correlato. L’attuale
Testo Unico, invece, prevede che
entro agosto di quest’anno la
Commissione consultiva per la salute
e sicurezza sul lavoro, tramite un
Gruppo tecnico che in questi giorni
sto convocando personalmente come
presidente della Commissione, si
occuperà di dare alle aziende - pubbliche e private - indicazioni metodologiche per la valutazione dello
stress da lavoro correlato. Vogliamo
dunque aiutare le imprese a rispettare questo obbligo, ma soprattutto
fare valutazioni corrette e non azzardate. Siamo tutti consapevoli che lo
stress da lavoro correlato è un tema
su cui confrontarsi, perchè i dati
europei sono preoccupanti: parlano
cioè dello stress come una delle principali cause del disagio lavorativo.
Noi contiamo di rendere disponibili le
“linee guida” di tale rischio entro
agosto 2010, permettendo alle
aziende di effettuare il loro test di
valutazione. Ma soprattutto aiuteremo il datore di lavoro a comprendere cosa è lo stress e in che modo
impatta sulla salute del lavoratore.
Qui non si tratta di compilare semplici questionari, ma individuare la
causa dello stress e rimuoverla. Il
cosidetto Documento di Valutazione
del Rischio deve servire per modificare l’organizzazione del lavoro ed
evitare che il problema si manifesti.»
INFORMAZIONI UTILIMinistero del Lavoro
www.lavoro.gov.it4AnfosnewsINCHIESTA IN PRIMO PIANOTesto Unico 81/2008
aprile 2008 - aprile 2010?aprile 2010A che punto è la divulgazione
del concetto di formazione
sulla sicurezza sul lavoro?Interviene il presidente dell’Anfos, Rolando Morelli«La formazione aiuta le imprese italiane
a prevenire infortuni e incidenti»
Il bilancio della nuova normativa
è certamente positivo in ItaliaL’ Anfos sta approfondendo la tematica
dello stress da lavoro correlatodi Luca de MattesiROMA - Rolando Morelli si occupa
di sicurezza sul lavoro da oltre
trent’anni, ed oggi è presidente
dell’Anfos (Associazione nazionale
formatori sicurezza). Ha visto
nascere e trasformarsi numerose
leggi, ben prima che si arrivasse
ad una normativa complessa e
articolata disponibile oggi in
Italia. Pertanto, il suo personale
bilancio del Testo Unico 81 è in
generale «positivo».Rolando Morelli, presidente Anfos
(Ass. Naz. Formatori della Sicurezza)I NUMERI DELL’ ANFOSL’Associazione Nazionale Formatori della
Sicurezza sul Lavoro ha lo scopo di promuovere la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro.A favore dei soggetti formatori l’ANFOS
effettua gratuitamente attività di informazione, studio e ricerca, nonché ogni iniziativa tesa a favorire gli scopi sociali a
favore dei soci, di enti pubblici e privati,
imprese ed aziende.
L'anfos offre corsi di formazione per il
personale e per i datori di lavoro in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro.568 formatori iscritti
268 centri di formazione presenti in ItaliaIl Testo Unico 81 è una buona
legge? Qual è il suo bilanco?«Possiamo dire che, con il Testo
Unico 81, l’Italia si è dotata di una
ottima legge per favorire la sicurezza nei luoghi di lavoro e la
tutela della salute dei lavoratori.
Gli incidenti sono diminuti, dunque un segnale positivo certamente c’è stato. Ma non sarebbe
esatto parlare di Testo Unico, perchè ancora esistono numerose
altre leggi e dispozioni che regolano altri aspetti della sicurezza sul
Come nel caso del D.lgs 106
del 2009, che introduce modifiche al Testo Unico...«Infatti. Dopo appena un anno, il
legislatore ha introdotto importanti modifiche (vedi articolo nella
pagina a lato, ndr) che chiariscono e integrano alcuni concetti,
oppure riduce il peso delle sanzio-ni previste per il datore di lavoro.
Ma, tornando al Testo Unico, bisogna ricnoscere che rimane la normativa portante del settore».
Quali sono le novità di rilievo
della nuova normativa?«Il Testo Unico ha creato maggiore attenzione, ad esempio, sullo
”stress da lavoro correlato”, indicando le modalità con cui il datore di lavoro deve provvedere a
valutare questo nuovo rischio.
L’Anfos, ad esempio, sta approfondendo la tematica, cercando di
individuare una metodologia efficace per stabilire se in una azienda esistono situazioni di stress
per il lavoratore, oppure un
sovraccarico informativo.»
A che punto è la divulgazione
del concetto di formazione?
«Ci sono ottimi segnali. La formazione aiuta le imprese italiane a
prevenire incidenti e infortuni.
Quindi giustamente il legislatore,
col T.U. 81 ha reso obbligatorio
per il datore di lavoro il costante
prevenzione che deve adottare il
lavoratore»
INFORMAZIONI UTILIAssociazione Anfos
Tel. 800.589256Anfosnewsaprile 20105Dlgs 106/2009 Le modifiche introdotte nel 2009dal nuovo Decreto legislativo
al Testo Unico 81 sulla sicurezza sul lavoroROMA - Il Testo Unico 81 del 2008 ha accorpato la maggior parte delle normative esistenti sul tema della sicurezza del lavoro, sintetizzando e semplificando le varie
direttive. A distanza di appena un anno, però, il legislatore ha varato un nuovo Decreto - il n° 106 del 2009,
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nell’agosto scorso.
In realtà si tratta delle Disposizioni integrative e correttive, che rinforzano alcuni concetti del Testo Unico
81 (ad esempio l’obbligo delle aziende di dedicare più
attenzione alla prevenzione e formazione sul tema
“stress da lavoro correlato”. Ma vediamo alcuni punti
più importanti del nuovo D.lgs. 106/20091. Sospensione delle attivita’ (art. 14).
Per combattere il lavoro sommerso, nel caso di impiego
di personale irregolare in misura pari o superiore al 20%
del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro, gli
organi di vigilanza del Ministero del Lavoro, possono
adottare provvedimenti sospensivi dell’attività delle
imprese, per un periodo non superiore a 2 anni.2. Obblighi connessi ai contratti di appalto o d’opera o somministrazione (artt. 26-28)
Sono meglio specificati gli obblighi per le aziende in relazione ai contratto di appalto e subappalto, incluso i vari
3. Sistema di qualificazione delle imprese: Patente
a punti (art. 27)
E’ una novità riferita soprattutto all’edilizia: nasce un
sistema di qualificazione degli operatori economici, per
verificare la loro idoneità e assicurare vantaggi per la partecipazione ad appalti pubblici e per l’accesso ad agevolazioni, finanziamenti e contributi. Più sicurezza, più punti.4. Adeguamento del documento di valutazione dei
rischi (art. 29)
Viene modificato il comma 3 dell’art. 29 del T.U. 81/09 e
si stabilisce che il datore di lavoro deve rielaborare il
Documento di valutazione dei rischi, tenendo in considerazione le modifiche al processo produttivo e dell’organizzazione produttiva, al fine di tutelate la salute e sicurezza dei lavoratori.
5. Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti (art. 37)
Dirigenti e lavoratori devono ricevere un’adeguata formazione e un aggiornamento periodico, effettuata da
personale esperto sul luogo di lavoro, oppure presso gli
organismi paritetici, scuole edili o presso le associazioni
sindacali dei datori di lavoro o dei lavoratori.
6. Misure di sicurezza nei cantieri temporanei o
mobili (art. 88 segg.)
Numerose le modifiche e le integrazioni alla disciplina
sulla sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, dalla
lettera A alla lettera M tutte le novità.Un gruppo di operai al lavoro
protetti dai Dispositivi di sicurezza
Il D.lgs 106/2009 modifica il capitolo delle sanzioni previste dal Testo Unico 81 ed ora risulta meno oneroso. In
particolare le sanzioni amministrative in materia di sicurezza sul lavoro vengono rivalutate ogni cinque anni in
misura pari all’indice Istat dei prezzi di consumo.
Facciamo un esempio: per la mancata valutazione dei
rischi ed elaborazione del relativo documento, o in difetto di nomina del responsabile del servizio di prevenzione
e protezione, originariamente punita con l’arresto da 4 a
8 mesi o con l’ammenda da 5.000 a 15.000 euro, la
condotta è ora punita con l’arresto da 3 a 6 mesi o con
l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro.
Se la violazione coinvolge imprese esposte a particolari
rischi (ad esempio quelli biologici) oppure nelle attività
edili (Titolo IV) caratterizzate dalla compresenza di più
imprese e la cui entità presunta di lavoro non sia inferiore a 200 uomini-giorno, il datore di lavoro è punito con
l’arresto da quattro a otto mesi (rispetto all’arresto da 6
a 18 mesi).
Ammenda, invece, da 2.000 a 4.000 euro se il datore di
lavoro elabora il documento della sicurezza in assenza
degli elementi essenziali dell’articolo 28 o senza le
modalità di cui al successivo articolo 29. L’ammenda si
riduce da 1.000 a 2.000 euro se la violazione riguarda la
mancata indicazione dei criteri adottati per elaborare il
documento e l’individuazione delle mansioni che espongono a particolari rischi.
PER APPROFONDIMENTI SU INTERNEThttp://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/09106dl.htm
MINISTERO DEL LAVOROhttp://www.lavoro.gov.it
tel. 06 46835828 - fax 06 468340966Anfosnewsaprile 2010«NEL LAZIO LA SICUREZZA SUL LAVORO HA FATTO MOLTI PASSI AVANTI.
ORA BISOGNA RAFFORZARLA APPROVANDO IL “ TESTO UNICO APPALTI” »Parla il il Presidente del Consiglio regionale del Lazio.L’ impegno come ex assessore ai Lavori Pubblici e gli obiettivi futuri...
intervista di Enzo Di FrennaROMA - Bruno Astorre, ex assessore ai Lavori
Pubbblici della Regione Lazio ed oggi presidente del
Consiglio Regionale, ha seguito molto da vicino il
tema della sicurezza, visitando spesso i più importanti cantieri della regione e proponendo il Testo
Unico sugli Appalti, con un occhio di riguardo alla
tutela della salute dei lavoratori e la sicurezza sul
In che modo il nuovo Testo Unico 81/2008 ha
favorito nel Lazio la tutela della salute dei lavoratori e la sicurezza?«La nuova normativa è molto vincolante e obbliga le
aziende ad addottare tutte le misure necessarie per
prevenire infortuni e incidenti sul lavoro. Credo che
nel Lazio il bilancio complessivo sia positivo: lo dicono i dati disponibili ed anche gli organi di stampa lo
riconoscono. C’è sicuramente una maggiore attenzione ai problemi della sicurezza, un calo degli incidenti ed un maggiore controllo nei cantieri, grazie anche
a questa normativa.»
Quindi la situazione è migliorata. Ma di quanto?«Direi molto. Sicuramente ci sono alcuni aspetti della
normativa che vanno migliorati, come diversi esperti
facevano notare in alcuni convegni sulla sicurezza a
cui ho partecipato. Ma la salvaguardia della vita dei
lavoratori, in generale, credo sia diventato un punto
Il D.lgs 106/2009 ha infatti precisato alcuni
punti della precedente normativa…«Era un’esigenza sentita in vari ambienti e nel
mondo dell’impresa.»
Lei si è occupato di lavori pubblici«Il settore della sicurezza lo abbiamo curato sia come
assessorato alla Sanità e assessorato ai Lavori Pubblici
della Regione Lazio. Nel 2008 la Regione Lazio ha
stanziato nella legge finanziaria circa 5 milioni di euro,a favore delle Asl,
per potenziare l’attività di controllo
degli ispettori nei
«Come ex assessore ai Lavori Pubblici
- nel caso di cantieri come quello della
Castelli o l’asse
Sora-FrosinonePresidente del Consiglio
Fiorentino – posso
sono mai verificati
incidenti sui luoghi di lavoro. Io mi raccomandavo
molto quando andavo in visita nei cantieri.»
I suoi prossimi obiettivi per la sicurezza in
«Dovremo impegnarci politicamente in Consiglio
regionale per approvare il Testo Unico sugli Appalti,
che avevo già proposto come assessore ai Lavori
Pubblici, che valorizzava anche il tema della sicurezza e soprattutto puntava sui controlli. Purtroppo non
è stato possibile approvare la legge, per le dimissioni del Presidente Marazzo.»
Faccia un esempio concreto: in che modo il
Testo Unico sugli Appalti stimolava una maggiore attenzione al tema della sicurezza?«Avevamo pensato ad un sistema di punteggio alle
aziende più meritevoli, anziché agire in chiave punitiva. Ossia: se un’impresa ha tutto in regola e dimostra di soddisfare tutti gli obblighi della normativa a
tutela della sicurezza, cioè il Testo Unico 81, ha un
punteggio preferenziale. Cioè usare un approccio
incentivante.»
PER APPROFONDIMENTI SU INTERNEThttp://www.brunoastorre.itAnfosnewsaprile 2010news
sui ponteggi7Torino: arriva il Protocollo Sicurezza per i cantieriUn Protocollo d’intesa per la sicurezza
nei cantieri edili della provincia di
Torino è stao siglato lo scorso 10 febbraio nel capoluogo piemontese. I firmatari: Regione Piemonte, del
Comune e della Provincia di Torino e
poi quella della Prefettura, Vigili delFuoco, Camera di Commercio, direzione provinciale del lavoro. E ancora:
organizzazioni sindacali, associazioni
di categoria, Anci, Inail, Inps, Ispesl,
Collegio Costruttori Edili,
Confartgianato e Cna. Un passo
importante per rafforzare la sicurezza.Intervista a Sergio Pagliocca, autore del libroUn manuale
del lavoratoreLa copertina del libro “Primo Soccorso”
EDIZIONIChi è Sergio PaglioccaE’ nato a Napoli nel 1967. E’
infermiere diplomato alla ex
Scuola I.P. dell’Ospedale
Cardarelli di Napoli. E’
Istruttore e Docente di
Primo Soccorso e Basic Life
certidificato E.R.C. e I.R.C.
ed è socio Anfos.
E’ iscritto all’Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio per
il Tribunale e la Procura della Repubblica di Vercelli.VERCELLI - Spesso nei luoghi di lavoro si possono verificare incidenti e bisogna intervenire tempestivamente per soccorre il lavoratore. Dunque la conoscenza delle regole di Primo Soccorso può
favorire il salvataggio di vite umane. La nuova normativa sulla
sicurezza, il Testo Unico 81/2008, mette in risalto la necessità di
effettuare un’adeguata formazione in azienda, tra cui provvedere
all’istruzione per un pronto intervento in caso di incidenti.
Il libro “Manuale di Primo Soccorso” - ad uso dei comuni cittadini, degli Addetti alle Squadre di Primo Soccorso aziendale, degli
operatori delel Forze dell’Ordine e dei Sanitari - risponde a questo tipo di esigenze. L’autore, Sergio Pagliocca, è un infermiere
diplomato alla Scuola I.P. dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, una
delle strutture sanitarie più importanti del Mezzogiorno. E’ inoltre
iscritto all’Albo dei Consulenti Tecnici d’ufficio per il Tribunale e la
Procura della Repubblica di Vercelli, e quindi ha una esperienza
sul campo riconosciuta in ambienti qualificati.
Il libro è ricco di indicazioni e suggerimenti utili per affrontare vari
tipi di incidenti e problematiche della salute: arresto cardiaco e
respiratorio, emorragie, ferite, folgorazione, perdita di coscienza,
shock, traumi, ustioni, annegamento, congelamento, convulsioni,
e molte altre situazioni che si possono verificare negli ambienti di
lavoro. Il manuale è corredato anche da molte foto, che illustrano nel dettaglio alcune manovre (come quella di Heimlich) e
«Questo manuale l’ho sviluppato con l’intenzione di renderlo
comprensibile ed utile per il comune cittadino, ma anche per gli
operatori aziendali, sanitari, gli addetti alle Forze dell’Ordine e il
soccorritore professionista, fornendo le informazioni essenziali»,
spiega Sergio Pagliocca.
INFORMAZIONI UTILIper ordinare il libro: Associazione Anfos
sergio.pagliocca@gmail.com8Anfosnewsaprile 2010edilizia e sicurezzaSono previste sanzioni pesanti
per le imprese che non rispettano
gli obblighi previsti dal Testo Unico 81/2008Incidenti e infortuni sono favoriti dal lavoro neroRicerca Sita-Anci,
un lavoratore su tre non usa
le scarpe anti infortunistica
LA QUALITÀ DEIServe più sicurezza
nei cantieri italiani
ROMA - I lavoratori dell’edilizia sono forse tra le categorie
più esposte al rischio infortuni e incidenti sul lavoro.
Utilizzano materiali pesanti,
muovono travi di acciaio e
cemento, si spostano su ponteggi e spesso ad alte quote,
esponendosi al rischio infortuni. A volte, dietro le cause
di incidenti - che possono
causare anche la morte del
lavoratore - c’è il lavoro nero
e la mancata attuazione delle
principali norme di prevenzione per la sicurezza nei cantieri. In generale, i dati fanno
registrare risultati positivi:
negli ultimi 10 anni c’é stato
un sensibile calo degli infortuni, soprattutto in Emilia
Romagna e nella provincia di
Bologna, come ha evidenziato
Giuseppe d'Antonio, direttore della sede Inail di
Bologna, illustrando alcuni
dati in un convegno sulla
sicurezza del lavoro in edilizia, organizzato dall' istitutoper l' istruzione professionale
dei lavoratori edili (Iiple). Il
dato complessivo nazionale
vede una riduzione dell' 1,7
per cento tra il 2006 e il
2007, ma Emilia-Romagna e
provincia di Bologna fanno
meglio: rispettivamente -1,9
per cento (130.676 denunce
nel 2007) e -3,9 per cento
(27.818 denunce), anche se
si tratta di dati non ancora
In altre regioni, come nel caso
della Campania o Sicilia ad
esempoio, la situazione è più
critica e i sindacati denunciano la necessità di una maggiore formazione per la prevenzione di infortuni, a cui
spesso bisogna affiancare
un’efficace attivitò di ispezione e controllo. In realtà, nonostante qualche dato confortante, i rischi per i manovali
nei cantieri edili è ancora alto.
I lavoratori più esposti sono
quelli stranieri: pur di lavorare, infatti, accettando di farlo
in condizioni anche rischiose.DPIPUO’ RIDURREGLI INCIDENTI SUL LAVORO,COME CI SPIEGA UN AGENTE DELLA BERNER
Il testo Unico 81/2008 presta una particolare
attenzione all’utilizzo corretto, e obbligatorio, di
tutta una serie di dispositivi per la protezione
individuale (DPI), differenti a seconda delle
mansioni a cui il lavoratore è adibito. Uno dei
dispositivi più comuni per chi lavora, soprattutto nei cantieri e alla movimentazione delle
merci, sono le scarpe di sicurezza. Si stima che
in Italia circa 8,6 milioni di lavoratori dovrebbero utilizzare questo tipo di calzature, ma i
dati reali parlano di una cifra molto più bassa,
circa 5,8 milioni di persone che ne fanno uso.
Lo conferma una ricerca condotta da Sita
Ricerca e commissionata dall'Associazione
nazionale calzaturifici italiani (Anci). Dallo
studio emerge infatti che circa il 34% dei lavoratori non le indossa, pur essendo obbligatorio
per legge. La cifra è rilevante, si tratta in
sostanza di un lavoratore su tre. Il preoccupante dato è stato reso nota alla Fiera di Milano in
occasione del salone dell’edilizia ‘Made Expo’.
«Le scarpe anti infortunistica sono tra i DPI più
importanti in numerosi lavori, ma soprattutto
nei cantieri edili. Bisogna considerare che la
qualità del prodotto è
importante: ci sono
infatti scarpe che
sostengono l’impatto
di pesi notevoli, grazie
a nuovi materiali innovativi»,
della Berner Spa,
azienda leader di prodotti per il fissaggio e
articoli tecnici per l’edilizia.
(e.d.f)Anfosnewsaprile 20109I CORSI IN LINGUA PER LAVORATORI STRANIERIFormazione e-learningE-learning in multilingue,
Un esempio di corsi on line
per lavoratori stranieri: la Cds Service
li offre in cinese, polacco, albanese,
arabo, francese, inglese, russo, rumeno.Spesso la questione sicurezza nei luoghi di lavoro,
specialmente nei cantieri edili, è una questione di
lingua. Infatti un lavoratore rumeno, polacco, cinese, senegalese, marocchino, e così via, hanno
oggettive difficoltà a comprendere tutte le disposizioni che bisogna adottare per tutelare la salute e
sicurezza, e questo perchè non comprendono bene
la lingua italiana, il più delle volte utilizzata dai
Resposabili Sicurezza per illustrare le modalità preventive da mettere in campo.
Ecco allora la necessità di pensare ad una formazione per la sicurezza che tenga conto della lingua
parlata correntemente dai lavoratori stranieri.
«Con i nostri video corsi on line - spiega Daniele
Morelli, manager della sicurezza della CDS Service
- diamo la possibilità ai lavoratori di studiare, ad esempio, le norme anti
incendio, oppure come applicare correttamente di dispositivi di sicurezza, cioè il DPI prevista dal Testo Unico 81 e dal D.lgs 106/2009. E tutto
avviene attraverso il colegamento alla rete Internet, dunque con un
risparmio di tempo e la possibilità di approfondire alcune tematiche in
qualunque momento». In pratica, è la formazione e-learning.
INFORMAZIONI UTILIcorsi in lingua per lavoratori stranieri
http://www.tutto626.itFIERA AMBIENTE LAVORO: IL PROSSIMO APPUNTAMENTO A OTTOBRE 2010Piero Proni,
consigliere Senaf
e ideatore
di Ambiente Lavoro.
A destra il sito
il 6-7 ottobre 2010
a Modena Fiere.BOLOGNA - Per chi si occupa di sicurezza l’appuntamento più importante è certamente la fiera Ambiente e Lavoro, che
si tiene ogni due anni, intervallata dal
una “convention sicurezza” che quest’anno è in programma a Modena Fiere
dal 6 al 7 ottobre prossimo.
Si tratta di un momento di confronto tra
aziende, operatori e formatori della sicurezza: tecniche, materiali, attrezzature,
leggi e regolamenti. Un’iniziativa che,
ormai da molti anni, favorisce la diffusione dela cultura della sicurezza, non
solo tra gli addetti ai lavori, ma anche al
«Ambiente Lavoro non mette a confronto solo le aziende che operano nel
campo della sicurezza - spiega Piero
Proni, consigliere della Senaf srl (la
societò che organizza questo tipo di
fiera) - ma soprattutto, attraverso convegni e tavole rotonde, permette ai formatori, ai responsibili della sicurezzanella propria azienda ed altre figure, di
condividere la propria esperienza sul
campo e rendere disponibili dati e ricerche che riguardano il settore della sicurezza in Italia».
INFORMAZIONI UTILISenaf srl - Ambiente Lavoro
tel. 051-325511 fax 051-324647
Guppo Tecniche Nuove10Anfosnewsaprile 2010stress e tecnostressMal di testa, calo della concentrazione,
ansia, insonnia, disturbi al cuore,
sono solo alcuni effetti dello tecno-stress...La segnalazione sul sito del Ministero del Lavoro«Telelavoro e information overload,
in aumento le denunce di tecnopatie»
Aumentano i rischi alla salute
per l’ uso eccessivo delle nuove tecnologiedi Andrea MussiLa segnalazione del Ministero del LavoroROMA - Il tecnostress è una nuova malattia professionale.
Lo ha stabilito nel 2007 una sentenza del giudice Raffaele
Guariniello, della Procura di Torino, in seguito ad una
inchiesta su un’azienda di call center. Ma di recente se ne
parla sempre di più, come una delle nuove “tecnopatie”,
cioè patologie che scaturiscono dall’uso massiccio e prolungato di nuove tecnologie, all’interno dei processi produttivi
in azienda e nell’ambito dei servizi (dove l’uso del computer è ormai una pratica quotidiana e costante).
Nel mese di gennaio il Ministero del Lavoro ha pubblicato
una speciale newsletter, in cui definisce questa nuova categoria di “malattie professionali”, che mette a rischio la salute del del lavoratore, inquadrandosi nella valutazione e prevenzione dello “stress laavoro correlato”, previsto dal Testo
Unico 81/2008 e dal D.lgs 106/2009. Un monito per le
aziende moderne, da cui mette in guardia Lorenzo Fantini
(box a lato), dirigente del Ministero del Lavoro.dal sito www.lavoro.gov
Una speciale newsletter
sulle nuove tecnopatieUn nuovo libro in linea col Testo Unico 81
Un progetto tra Netdipendenza Onlus e Anfos
ROMA - Il primo libro sul tecnostress
in azienda, scritto da Enzo Di Frenna,
giornalista d’inchiesta e presidente di
Netdipendenza Onlus. La nuova edizione, riveduta a ampliata includendo i
riferimenti alla nuova normativa del
Testo Unico 81/2008 e il D.gs
106/2009 (stress da lavoro correlato
associato all’uso di videoterminali e
nuove tecnologie digitali), è realizzato
Nazionale Formatori della Sicurezza sul
Lavoro (Anfos).
Il libro contiene le prime due ricerche
condotte su un campio di 424 operato-ri e manager di information tecnology,
da cui emerge che quasi l’80 per cento
accusa i sintomi del tecnostress: mal
di testa, calo della concentrazione,
ansia, disturbi gastro-intestinali e cardiocircolatori, ipertensione, disturbi
dell’umore e depressione. Il calo della
concentrazione, in alcuni processi produttivi, può comportare seri rischi alla
salute del lavoratore ed essere una
possibile causa di incidenti e infortuni.
All’interno del manuale: il parere dei
più famosi cardiologi italiani, il rischio
economico per le imprese, consigli utili
per prevenire la nuova patologia.Anfosnewsaprile 2010Lʼimpegno dellʼAnfos
dello stress tecnologico
ROMA - Una impegno comune per informare i lavoratori
sui rischi dello stress tecnologico e l’impatto sulla salute. L’Associazione Nazionale
Lavoro, in collaborazione con
Netdipendenza Onlus, promuove numerose inziative
per sensibilizzare le aziende,
i lavoratori e l’opinione pubblica.
Anfos ha sponsorizzato la
seconda edizione della micro
maratona che si è tenuta
Bracciano (Roma): si chiana
“Runfortecnostress” e i partecipanti sono invitati a correre per 5 minuti, spegnendo
il cellulare e impegnandosi anon usare uno schermo per
almeno una giornata.
Nei prossimi mesi sarò pubblicata la nuova edizione del
libro “Tecnostress in azienda”, con particolare attenzione allo “stress da lavoro correlato” previsto dal T.U.
81/08, col contributo di
Infine, dopo aver promosso il
primo video di prevenzione
“Oggi respiro senza tecnostress” nel 2009, è in uscita
nel 2010 il primo Video
Tecnostress in Azienda, disponibile per i soci Anfos sul
sito dell’associazione.11«Il Ministero del Lavoro
si impegnerà per prevenire
e combattere il tecnostress»«Il tecnostress è sicuramente una patologia della
società moderna e ha un effetto sulla salute del lavoratore esposto per molte ore al giorno all’uso di videoterminali e nuove tecnologie digitali. E’ un un nuovo
rischio, che va inquadrato all’interno dello “stress lavoro correlato” e il Ministero del Lavoro interverrà nei
prossimi mesi per approfondire il tema e fornire indicazioni per la prevenzione di questa tematica all’interno delle aziende», spiega ad Anfos News Lorenzo
Fantini, avvocato, dirigente del Ministero del Lavoro
(area salute e sicurezza)
Commissione che sta
guida” per la valutazione
del rischio stress nelle
imprese moderne.INFORMAZIONI UTILIwww.anfos.itIl primo video di prevenzione nel 2009Lorenzo Fantini,
Dirigente Divisioni III e VI del Ministero
del Lavoro ( salute e sicurezza)le 10 professioni di tecno-stressanti*
numero di ore trascore al giorno con computer e cellulareIl video “Oggi respiro senza tecnostress” (2009)E nel 2010 arriva il Videocorso Anti-tecnostress1. operatori Ict
2. giornalisti web
3. analisti finanziari
4. informatici
6. IP manager
7. sviluppatori web
8. pubblicitari
9. analisti contabili
10. operatori call center12, 5 ore
12, 1 ore
11, 9 ore
11, 4 ore10, 7 ore
10, 1 ore
9,8 ore8, 8 ore
6, 6 ore* La ricerca è stata effettuata da Netdipendenza Onlus nel
2008 con interviste sul territorio di Roma e Milano: 20 operatori per le categorie professionali ad alto impatto tecnologico,
o che usano abitualmente i mezzi d’informazione digitali.
Un’anticipazione del Video Corso prevenzione Tecnostress (2010)12Anfosnewsaprile 2010La responsabilità
del delegato alla sicurezza
Con la sentenza 44890/09 la Sezione III della Corte di
Cassazione Penale ha riconosciuto la responsabilità del
soggetto delegato, confermando la condanna di un dirigente comunale delegato dal Sindaco per violazione delle
norme in materia di informazione e formazione dei lavoratori e fornitura dei dispositivi idonei di protezione individuale, colpevole di un infortunio ad un occhio occorso ad
un lavoratore durante lo svolgimento della propria attività lavorativa.
Nel caso di specie infatti un lavoratore era stato colpito ad
un occhio da una scheggia di ruggine partita durante il
lavoro di smerigliatura di una ringhiera, perché non indossava gli occhiali di protezione e perché non era stato adeguatamente formato ed informato dei rischi insiti nella
La difesa dell’imputato aveva fondato il motivo del ricorso
in cassazione sostenendo l’invalidità della delega conferitagli, infatti si era così espressa:”la delega conferitagli dal
Sindaco p.t. in materia di sicurezza sul lavoro non poteva
ritenersi “pienamente valida e produttiva di effetti giuridici”, perché non accompagnata dall’effettiva assegnazione,
da parte del delegante, dei fondi necessari per l’espletamento delle funzioni delegate”.
La Corte pronunciandosi in materia di delega delle funzioni ha ribadito quanto già precedentemente affermato( cfr
Sent. 48295/08), basando il suo convincimento sul principio di effettività da cui deriva che l’invalidità della delega non impedisce che il delegante possa essere esonerato da responsabilità e che la stessa invalidità non esclude
la responsabilità del delegato che, di fatto, abbia svolto le
Secondo il principio di effettività, infatti, i soggetti desti-newsnatari degli obblighi sono individuati di fatto in base alla
concretezza ed “effettività”delle mansioni svolte, si fa cioè
riferimento alle competenze specifiche ricoperte all’interno dell’impresa e non ad una valutazione astratta dei
compiti propri degli organi dirigenziali aziendali, il tutto ad
esclusione che i soggetti delegati rifiutino la delega loro
Infatti l’art.16 comma 1 lettera E ribadisce che la delega
debba essere accettata per iscritto.
Così nel caso in questione i giudici di legittimità hanno
motivato l’infondatezza del ricorso, spiegando che,:”l’invalidità della delega eccepita dal delegato ( ad esempio in
ragione del mancato accertamento delle sue qualità tecnico-professionali, della sua mancata accettazione e dell’inesistenza della facoltà di impegnare la spesa in nome e
per conto dell’impresa) impedisce, ove esistente, che il
delegante possa essere esonerato da responsabilità, ma
non esclude comunque la responsabilità del delegato che,
di fatto abbia svolto le funzioni delegate, atteso che chi
ritenga di non essere in grado e di non essere stato posto
in condizione di svolgere le funzioni delegate deve chiedere al delegante di porlo in grado di svolgerle, e, in caso
di inerzia, rifiutare l’incarico”.
A margine dei requisiti richiesti ex art. 16, comma 3 DLgs
81/08 e succ. modifiche sul tema della delega di funzioni
in materia di tutela della sicurezza dei lavoratori, resta
valido il principio più generale disciplinato all’art. 16,
comma 3 DLgs 81/08 per cui sussiste l’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro “in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite. La
vigilanza si esplica anche attraverso i sistemi di verifica e
controllo di cui all’Art. 30, comma 4”.Sicurezza sul lavoro: l’ Emilia Romagna la insegna ai ragazzi...
Ben tre spettacoli teatrali gratuiti e 15 incontri
di teatro-forum per gli studenti superiore della
provincia di Reggio Emilia, per un totale di
1200 ragazzi coinvolti. E poi ancora la produzione di fumetti e spot televisivi sul tema della
sicurezza del lavoro. Sono questi alcuni dei
risultati prodotti dal progetto ‘sicura –mente’
promosso dalla Provincia di Reggio Emilia,
l’Ausl, l’Inail e attuato con la collaborazione delConsiglio regionale dell'Emilia Romagna, del
Noveteatro di Novellara e gestito dalla fondazione Enaip. Il progetto va avanti dal 2008 e
pur coinvolgendo in maniera diretta soprattutto
gli studenti delle scuole superiori è rivolto a
tutta la popolazione, poiché ognuno può contribuire sia a livello domestico che nel proprio
mestiere a rendere più sicuri gli ambienti di
lavoro. Cioè, informare per “formare” in futuro.Anfosnewsaprile 201013Procura di Torino: il pm Guariniello
punta il dito contro il lavoro nero.
E la mancanza di sicurezza nei cantieri.
TORINO - Tre morti al giorno e 27
invalidi permanenti, oltre a tantissimi
feriti più lievi. Questo è il dato italiano
relativo agli infortuni sul lavoro: ma le
differenze da regione a regione sono
diverse, così come probabilmente
sarebbero diverse, se si potessero
rilevare, le cifre di quanti non denunciano l’infortunio, magari perchè
impiegati irregolarmente. Su questa
situazione di ‘incidenti sommersi’ e
sulla diversa distribuzione degli infortuni del nostro paese si è espresso
coordinatore del Gruppo sicurezza del
lavoro della Procura di Torino.
«In alcune regioni del Sud – ha detto
- il lavoro di controllo degli ispettori è
molto difficile e pesantemente condizionato dalla criminalità organizzata.
Queste persone sono costantemente
tenute sotto osservazione e sottopo-ste a pressioni e intimidazioni. In
queste zone, spesso gli infortuni sono
gestiti direttamente dall’ ‘uomo d'onore’ del posto”.
Guiriniello chiede dunque che il lavoro degli ispettori sia supportato a
livello centrale, con la creazione di un
apposito organismo di controllo, che
sarebbe certo meno condizionabile
dalla criminalità locale.
Ma il magistrato ha voluto puntare il
dito anche contro un altro fenomeno
purtroppo molto diffuso, anche quando ad essere realizzate sono le opere
pubbliche: quello dei subappalti.
“Sono spesso cantieri dove lavorano
grandi imprese – ha detto - che poi
appaltano e subappaltano. In questa
catena entrano molti lavoratori in
nero, molto spesso extracomunitari,
con una scarsa formazione in materia
di sicurezza”.Raffaele Guarinielo
Giudice della Procura della Repuublica
di Torino e ccordinatore
del Gruppo Sicurezza.
E’ stato il primo pm in Italia a riconoscere
il tecnostress come nuova malattia
professionale.Inail: nasce il Polo della salute
Lo stato di applicazione in Italia
ROMA - L’unione fa la forza, mai
come per l’iniziativa in questione, tale
proverbio calza a pennello.
Gli obiettivi principali dell’Inail per il
2010 infatti riguardano la costituzione
di una struttura integrata e coordinata tra organi istituzionali, un polo
della salute e sicurezza, che vede
coinvolti oltre all’Inail, l’ISPESL e
l’ISPEMA, volto a garantire una maggiore sicurezza all’interno dei luoghi
di lavoro, in vista di una sensibile
diminuzione del fenomeno, mai sopito, delle morti bianche.
Questa iniziativa è stata presentata
presso la Commissione d’inchiesta del
Senato sulle morti bianche, dal
Presidente Inail Fabio Sartori.
A margine del suo intervento, il
Presidente Inail ha sottolineato che:”
il problema attualmente è la mancanza di coordinamento. Raccordo erazionalizzazione
sono necessari. Per
questo arrivare alla
realizzazione del polo
significa fare un salto
di qualità significativo”.
Il coordinamento organizzativo-strutturale e una sinergica azione di raccordo tra i tre enti istituzionali è la
migliorare la qualità dei servizi agli
utenti e garantire una maggiore efficienza aziendale, con una elevata
L’Inail all’interno della struttura
dovrebbe ricoprire il ruolo della
“mente”, essere quindi l’ente guida
delle due “braccia” ISPESL e ISPEMA,
che agirebbero nel ruolo di strumenti
operativi per la messa in atto di una
azione strategica per il controllo degli
standards minimi di sicurezza azien-dali e quindi come deterrenti alle
In definitiva, il fine ultimo perseguito
dall’Inail con questa iniziativa, presentata nei giorni scorsi al Senato, è
quello di agire con un’unica struttura
ben coesa per garantire uno standard
di sicurezza elevato all’interno dei
singoli ambiti ed ambienti lavorativi
per ridurre o per lo meno cercare di
ridurre in modo considerevole la
piaga delle morti bianche.
INFORMAZIONI UTILIwww.inail.it
telefono contact center: 803164
dal lunedi al venerdì: ore 8-2014Anfosnewsaprile 2010Presentata una proposta di legge per l’ istituzione
della “ Giornata per i morti sul lavoro”Sono ancora troppi i casi mortali nei cantieri e nei processi produttivi pericolosi,
a causa della mancata applicazione delle norme di sicurezza del Testo Unico 81.
Il monito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha sensibilizzato
i parlamentari in modo bi-partisan. Ed è nato anche un blog...
ROMA - Il 6 dicembre potrebbe
diventare, in un futuro piuttosto
vicino, la ‘Giornata per i morti
sul lavoro’; un giorno per ricordare le vittime delle morti bianche, che tutt’ora nel nostro
paese sono più di 1.000 ogni
anno. La proposta di legge è
stata presentata alla Camera lo
scorso 10 febbraio e sembra che
abbia già trovato sostenitori
importanti, tra i quali lo stesso
A proporre, come primo firmatario, l’istituzione della giornata, è
stato il deputato PD Antonio
Boccuzzi, passato alla politica
dopo aver vissuto sulla propria
pelle la tragedia dell’incendio
alla Thyssen Krupp, dove trascorse la notte del 6 dicembre
2007 a prestare soccorso ai
compagni di lavoro, alcuni dei
quali morirono a causa delle
L’iniziativa è stata presenta con
una conferenza organizzata dall’associazione Articolo 21 e dalla
Carovana per il lavoro sicuro.
Nutrita la presenza bipartisan di
politici, tra cui l’ex ministro del
Nella proposta di legge, che si
compone di 5 articoli, non c’è
solo l’istituzione della Giornata in
memoria dei morti sul lavoro;
vengo previste, infatti, anche
una serie di iniziative come laI MORTI SUL LAVORO
NEL 20081.120‘Conferenza sulla sicurezza sul
lavoro’ o delle ore di assemblea
per quelle realtà che non hanno
occasione di farla e l’individuazione di un fondo dedicato.
Perché, come hanno testimoniato in molti, la questione dei
fondi è centrale, soprattutto per
garantire che le aziende facciano una corretta formazione ai
lavoratori e la facciano in orario
Giuseppe Giulietti, portavoce di
Articolo 21, ha presentato anche
la campagna di prossimo avvio
‘Mi illumino di più’ che punta a
riportare l’attenzione dei media
sui temi del lavoro, in modo particolare precariato e morti bianche.
Forte la solidarietà che è venuta
alla proposta di legge dal mondo
dello spettacolo. Alla conferenza
ha infatti partecipato l’attrice
Ottavia Piccolo e per l’occasione
è anche stato presentato il video
«Stasera torno prima», scritto e
interpretato da Mariella Nava e
dedicato agli incidenti sul lavoro.
Alla proposta hanno dato la loro
adesione anche Massimo Ghini,
interprete di una fiction sulle
morti bianche recentemente
messa in onda dalla RAI, Mimmo
Calopresti, Sebastiano Somma,
Vergassola, Davide Di Leo dei
Nel 2008 il numero di morti sul lavoro
è sceso, ma il dato sale per i lavoratori stranieri (spesso occupati senza
nessuna garanzia di sicurezza e tutela
della salute).. Lo sottolinea l'Inail nel
Rapporto annuale 2008, precisando
che l'anno si è chiuso con 874.940
infortuni sul lavoro e 1.120 incidentiIl blog dei caduti sul lavoro...http://cadutisullavoro.blogspot.comAntonio Boccuzzi
Deputato del Partito Democratico,
ex operaio sopravvissuto alla tragedia
dell’incendio alla Thyssen Krupp.
E’ promotore della “Giornata nazionale
per i morti sul lavoro”mortali, con un calo del 7,2% rispetto
ai 1.207 dell'anno precedente.GLI STRANIERI - Il calo, tuttavia, non
c'è stato per i lavoratori stranieri, tra i
quali si è invece registrato un aumento (+2%) degli incidenti sul luogo di
lavoro.Anfosnewsaprile 2010C’E’ DA SAPERE CHE...SICUREZZA SUL LAVORO
Arriva la nuova professione
del “ Safety Manager” .
Si parte in Toscana...
IL PROGETTO PILOTA E’ FINANZIATODALLA REGIONE TOSCANA PER LA CREAZIONE
DI UNA NUOVA FIGURA PROFESSIONALE.L’inaugurazione dell’anno accademico nelle
maggiori università della Toscana è stata
l’occasione per la partenza del progetto pilota, finanziato dalla Regione Toscana per la
creazione di una nuova figura professionale
in materia di salute e sicurezza sul lavoro: il
Si tratta di formare nuovi manager specializzati sulla sicurezza, figure cioè idonee a
garantire, in virtù delle conoscenze acquisite
con la formazione specifica, la sicurezza nei
Il progetto che è nato a seguito del protocollo d’Intesa siglato da Regione Toscana, Inail,
Università di Firenze, Pisa e Siena nonché
dalle varie organizzazioni sindacali e confederali, è volto alla creazione di questa nuova
figura professionale con la convinzione che la
presenza di personale più competente sui
luoghi di lavoro possa assicurare maggiore
sicurezza negli ambienti lavorativi più a
rischio: dal settore marittimo-portuale al settore cantieristico, dal settore infrastrutturale
a quello chimico-industriale.
Per l’iniziativa in esame la formazione è rivolta ad un numero di 150 ingegneri che
dovranno seguire un corso di nove mesi
1) tre mesi di corso didattico in aula2) tre mesi di stage presso strutture pubbliche di prevenzione e controllo
3) tre mesi di operatività pratica in azienda.L’iniziativa, fortemente voluta dalla Regione
Toscana, che ha messo a disposizione 180
mila euro per il triennio 2009/2011, è stata
speciale lavoro del Consiglio Regionale,
Edoardo Bruno, che la ha così sinteticamente
descritta:”E’ il primo progetto del genere in
Italia. Ha un carattere fortemente innovativo
e abbiamo già aperto un tavolo con alcune
realtà del Parlamento e del Governo che si
occupano di sicurezza per fare in modo che
diventi un progetto pilota anche a livello
nazionale”.15esempi di eccellenzaLAMBORGHINI Spaleader nella sicurezza sul lavoro
L’Università di Bologna, in collaborazione con la fondazione Alma
Mater, lo scorso 29 Gennaio, hanno consegnato il premio “salute
e sicurezza nei luoghi di lavoro” alla casa automobilistica
Lamborghini s.p.a.:”in qualità, queste le parole usate dal rettore
Ivano Dionigi al momento della premiazione, di azienda leader
del settore automotive per il particolare impegno profuso in materia di salute e sicurezza, con la seguente motivazione: per la grande attenzione posta alla sicurezza sul lavoro testimoniata dagli
ottimi risultati conseguiti nel contenimento delle patologie collegate all'attività svolta nei propri stabilimenti; per l'impegno continuo nel miglioramento delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti; per la costante attenzione al benessere complessivo dei
lavoratori, testimoniata dal lancio di programmi innovativi di prevenzione e salvaguardia della salute; per la cura dei luoghi in cui
si svolge l'attività lavorativa attraverso l'applicazione delle più
avanzate tecnologie di analisi e prevenzione dei rischi; per la
gestione accurata e responsabile dei rapporti di lavoro in ottica
non solo di compliance giuridica e amministrativa ma soprattutto
di protezione degli investimenti sulle e per le persone.”
Nel consegnare l’ambito riconoscimento il rettore dell’Università di
Bologna ha sottolineato l’impegno costante e costruttivo dell’azienda su un tema evidentemente troppo spesso poco considerato e trascurato nelle politiche societarie.
Il Presidente ed AD di Automobili
Winkelmann, nel ricevere il premio ha spiegato che:” strategia di
Lamborghini consiste nel costruire
una vera e propria cultura della
salute e della prevenzione, per onorare completamente la professionalità di collaboratrici e collaboratori
dell’Azienda."
A conferma delle parole, la società ha prodotto fatti, mettendo a
disposizione un centro medico interno all’azienda per offrire checkup gratuiti agli over 45 al fine di prevenire malattie cardiovascolari correlate allo stress lavorativo, corsi di formazione diretti ai
dipendenti in prima persona, per sensibilizzarli alla cultura della
sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, in modo da garantire agli
stessi un ambiente di lavoro più sano e sicuro, nonché portatore
di un benessere che garantisca le migliori condizioni di lavoro possibili e quindi anche
un rientro in termini di maggiore
motivazione all’impegno lavorativo.INFORMAZIONE PUBBLICITARIAwww.anfos.it
Anfos è una associazione senza scopi di lucro.La nostra associazione, l'A.N.F.O.S., vuole sensibilizzare gli associati
sui temi della sicurezza e i processi di formazione. Mette a loro disposizione un forum sul quale poter rappresentare difficoltà, idee, proposte, ma anche il momento operativo per poter chiedere e condividere consigli nell'intento di dar voce sempre più ampia al panorama
delle problematiche del settore. Tiene inoltre aggiornati gli iscritti
attraverso un’area News (normativa, direttive, studi, ricerche, ecc).
Il formatore, con l'iscrizione ad ANFOS, che è gratuita, potrà accedere, sempre gratuitamente, a tutti i servizi on-line del nostro sito che,
così, diventa luogo di incontro, dove si acquista sensibilita' e migliore professionalità, attraverso l'informazione e il dibattito su fatti concreti, sulla base delle conoscenze proprie, delle proprie mansioni e
funzioni. E ciò in tutti i settori produttivi o di servizio, nella pubblica
amministrazione o nelle aziende private, piccole e grandi.AnfosnewsLe norme del TU 81 del 2008, che riguardano la sicurezza sui luoghiLa rivista dell’ Associazione Nazionale Formatori Sicurezza sul Lavorodi lavoro, hanno confermato l'obbligo per i datori di lavoro di salvaguardare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori in quanto il diritto alla salute è un diritto inalienabile che riguarda tutti, a prescindere dalla razza, l'etnia, lo stato sociale o il grado di istruzione.
Il datore di lavoro deve poter dimostrare di aver organizzato e strutturato i luoghi di lavoro con misure tali da salvaguardare la salute dai
rischi che vi possono essere presenti. E allora bisogna far affidamento sulla figura del Formatore per la sicurezza, un tecnico esperto
capace di interagire con il datore di lavoro.
Una parte consistente, se non preponderante del processo sicurezza,
è rappresentata dalla attività formativa e informativa nei confronti
dei lavoratori, i quali hanno diritto ad ottenere una serie di conoscenze (sui rischi, sull'uso delle attrezzature, ecc.) che lo mettano
nelle condizioni di partecipare personalmente alla strategia della
sicurezza e della salute. Le conoscenze teorico pratiche servono per
migliorare in modo continuo la sua professionalità e la pratica dei
propri diritti e doveri.
REDAZIONE:Vincenzo Di Frenna
via Santo Stefano 6/b - Anguillara Sabazia (Roma)nunero O - Anno 1 - in attesa di registrazione del Tribunale di Civitavecchia
stampa tipografica: Tecnostampa, via delle Cassie - 01015 Sutri (Viterbo)
• l’editore si rende disponibile verso gli autori delle foto utilizzate, per le quali non èstato possibile reperirne la fonte. Per errori e rettifiche, scrivete alla redazione Anfos
News o telefonate al numero: 800.589256All pages:12345678910111213141516InfoSaveLikeShareDownloadMoreAnfos News Aprile 2010 Published on Mar 24, 2010 Anfos News numero 0anfosFollowRead moreRead moreSimilar toPopular nowJust for youGo explore

References: sentenza 
 articolo 29
 sentenza 
 sentenza 
 art. 16
 Articolo 21

Articolo 21