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Timestamp: 2020-05-31 03:22:41+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 17931 del 20/07/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 17931 del 20/07/2017
Cassazione civile, sez. VI, 20/07/2017, (ud. 25/05/2017, dep.20/07/2017), n. 17931
sul ricorso 27388-2013 proposto da:
B.S., elettivamente domiciliata in ROMA, V. NAZARIO
SAURO 16, presso lo studio dell’avvocato STEFANIA REHO, che la
rappresenta e difende unitamente all’avvocato MASSIMO ISTILLI;
avverso il provvedimento n. 5569/2013 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
partecipata del 25/05/2017 dal Consigliere Dott. FERNANDES GIULIO.
che la Corte di Appello di Roma, in riforma della sentenza di primo grado che aveva respinto il ricorso, ha accolto la domanda di B.S. ed ha dichiarato il diritto dell’appellante al riconoscimento a fini economici della anzianità di servizio maturata, quale docente, in forza di contratti a tempo determinato, condannando di conseguenza il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca al pagamento delle differenze retributive, maggiorate degli interessi legali; che avverso tale decisione propone ricorso per cassazione il MIUR affidato ad un unico motivo cui resiste con controricorso la B.; che è stata depositata la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380 – bis c.p.c., ritualmente comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in camera di consiglio; che il Collegio ha deliberato di adottare una motivazione semplificata.
che viene denunziata violazione e falsa applicazione della L. 11 luglio 1980, n. 312, art. 53, del CCL 24 luglio 2003, art. 142 e CCNL Compatto scuola del 29 novembre 2007, art. 146, del D.P.R. 23 agosto 1988, n. 399, art. 3, del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, art. 9, comma 18, come convertito con modificazioni dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, art. 1, comma 2, della L. 3 maggio 1999, n. 124, art. 4, della direttiva 99/70/CE e della L. 11 luglio 1980, n. 312, art. 53 (in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3) assumendosi: che i rapporti di lavoro a tempo determinato del settore scolastico sono assoggettati ad una normativa speciale di settore, sicchè agli stessi non si applica la disciplina generale dettata dal D.Lgs. n. 368 del 2001 e che il principio di non discriminazione è correlato all’abuso del contratto a termine, nella specie da escludersi in quanto il ricorso alla stipula di contratti a termine del personale docente trova giustificazione in ragioni oggettive e non è maliziosamente finalizzato a consentire al datore di lavoro un risparmio di spesa; che il lavoratore assunto a tempo determinato nel settore scolastico non è comparabile al docente di ruolo, perchè ogni singolo rapporto è distinto ed autonomo rispetto al precedente; che, sull’applicabilità del L. n. 312 del 1980, art. 53,alla luce degli interventi legislativi, la lettura dei richiamati articoli della contrattazione collettiva doveva essere nel senso che l’art. 53 menzionato indicava la perdurante vigenza della disciplina specificamente dettata per gli insegnanti di religione, senza alcun riferimento al mantenimento del trattamento giuridico ed economico di una categoria di personale non più esistente, e cioè gli “incaricati” annuali con nomina del Provveditore;
che, preliminarmente, non è fondata l’eccezione di inammissibilità in quanto l’esposizione sommaria dei fatti di causa contenuta nel ricorso riassume i termini della vicenda e il contenuto degli scritti difensivi delle parti, fornendo alla Corte tutti gli elementi necessari per la decisione della questione controversa;
che il motivo è infondato in quanto la sentenza impugnata è conforme al principio di diritto affermato da questa Corte (Cass. 7.11.2016 n. 22558, e 23.11.2016n. 23868 alle cui motivazioni ci si riporta integralmente in quanto del tutto condivise) secondo cui ” nel settore scolastico, la clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva n. 1999/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere la anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, ai fini dell’attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai C.C.N.L. succedutisi nel tempo, sicchè vanno disapplicate le disposizioni dei richiamati c.c.n.l. che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato”; che a dette conclusioni la Corte è pervenuta valorizzando i principi affermati dalla Corte di Giustizia quanto alla interpretazione della clausola 4 dell’Accordo Quadro ed evidenziando che l’obbligo posto a carico degli Stati membri di assicurare al lavoratore a tempo determinato “condizioni di impiego” che non siano meno favorevoli rispetto a quelle riservate all’assunto a tempo indeterminato “comparabile”, sussiste a prescindere dalla legittimità del termine apposto al contratto;
che la Corte territoriale non ha affrontato il tema della spettanza degli scatti anzianità la L. n. 312 del 1980, ex art. 53, perchè, come evidenziato anche nel controricorso, la originaria ricorrente aveva domandato il riconoscimento del diritto alle progressioni stipendiali, previste dai CCNL di comparto e connesse alla anzianità di servizio;
che, pertanto, essendo da condividere la proposta del relatore il ricorso va rigettato;

References: Sentenza 
 provvedimento n. 
 sentenza 
 art. 53
 art. 142
 art. 146
 art. 3
 art. 9
 art. 1
 art. 4
 art. 53
 art. 53
 sentenza 
 art. 53