Source: http://legxv.camera.it/resoconti/resoconto_allegato.asp?idSeduta=69&Resoconto=17462002
Timestamp: 2020-07-14 15:05:29+00:00

Document:
Seduta n. 69 del 12/11/2006
2. All'articolo 107, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, al terzo periodo, le parole: «nell'esercizio stesso e nei successivi ma
non oltre il quinto» sono sostituite dalle seguenti: «in quote costanti nell'esercizio stesso e nei cinque successivi».
3. In ogni caso l'imposta è dovuta nella misura minima di euro 1,00, ad eccezione delle cambiali e dei vaglia cambiari di cui, rispettivamente, all'articolo 6, n. 1, lettere a) e b), e n. 2, dell'allegato A alla tariffa annessa al presente decreto, come modificata dalla tariffa allegata al decreto del Ministro delle finanze 20 agosto 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 196 del 21 agosto 1992, per i quali l'imposta minima è stabilita in euro 0,50».
6. All'articolo 39, comma 13, primo periodo, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, dopo le parole: «somme giocate» sono inserite le seguenti: «, dovuto dal soggetto al quale l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha rilasciato il nulla osta di cui all'articolo 38, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni. A decorrere dal 26 luglio 2004 il soggetto passivo d'imposta è identificato nell'ambito dei concessionari individuati ai sensi dell'articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, ove in possesso di tale nulla osta rilasciato dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato. I titolari di nulla osta rilasciati antecedentemente al 26 luglio 2004 sono soggetti passivi d'imposta fino alla data di rilascio dei nulla osta sostitutivi a favore dei concessionari di rete o fino alla data della revoca del nulla osta stesso».
8. Fino alla emanazione dei provvedimenti indicati nel comma 13-bis dell'articolo 39 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, come sostituito dal comma 7 del presente articolo, il prelievo erariale unico è assolto dai soggetti passivi d'imposta con le modalità e nei termini stabiliti nei decreti del direttore generale dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato 8 aprile 2004, pubblicato nella Gaz zetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004, e 14 luglio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26 luglio 2004, e successive modificazioni.
2. Il prelievo erariale unico è dovuto anche sulle somme giocate tramite apparecchi e congegni che erogano vincite in denaro o le cui caratteristiche consentono il gioco d'azzardo, privi del nulla osta di cui all'articolo 38, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni, nonché tramite apparecchi e congegni muniti del nulla osta di cui al predetto articolo 38, comma 5, il cui esercizio sia qualificabile come illecito civile, penale o amministrativo. Per gli apparecchi e congegni privi del nulla osta il prelievo erariale unico, gli interessi e le sanzioni amministrative sono dovuti dal soggetto che ha provveduto alla loro installazione. È responsabile in solido per le somme dovute a titolo di prelievo erariale unico, interessi e sanzioni amministrative il possessore dei locali in cui sono installati gli apparecchi e congegni privi del nulla osta. Per gli apparecchi e congegni muniti del nulla osta di cui all'articolo 38, comma 5, della legge 23 dicembre 2000,
n. 388, e successive modificazioni, il cui esercizio sia qualificabile come illecito civile, penale o amministrativo, il maggiore prelievo erariale unico accertato rispetto a quello calcolato sulla base dei dati di funzionamento trasmessi tramite la rete telematica prevista dal comma 4 dell'articolo 14-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, gli interessi e le sanzioni amministrative sono dovuti dai soggetti che hanno commesso l'illecito o, nel caso in cui non sia possibile la loro identificazione, dal concessionario di rete a cui è stato rilasciato il nulla osta. Sono responsabili in solido per le somme dovute a titolo di prelievo erariale unico, interessi e sanzioni amministrative relativi agli apparecchi e congegni di cui al quarto periodo, il soggetto che ha provveduto alla loro installazione, il possessore dei locali in cui sono installati e il concessionario di rete titolare del relativo nulla osta, qualora nonsiano già debitori di tali somme a titolo principale.
3. Se sono omesse o sono effettuate con dati incompleti o non veritieri le comunicazioni cui sono tenuti i concessionari di rete ai sensi del comma 13-bis, lettera e), dell'articolo 39 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, si applica la sanzione amministrativa da euro cinquecento ad euro ottomila.
13. La dichiarazione dei redditi contiene tutte le indicazioni utili ai fini del trattamento dell'imposta comunale sugli immobili. Con decreto del capo del Dipartimento per le politiche fiscali del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il direttore dell'Agenzia delle entrate, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sono definiti gli elementi, i termini e le modalità per l'attuazione delle disposizioni di cui al primo periodo.
18. Con decreto del capo del Dipartimento per le politiche fiscali del Ministero dell'economia e delle finanze, di concerto con il direttore dell'Agenzia delle entrate, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, sono definite le modalità di trasmissione telematica ai comuni dei dati relativi ai versamenti e agli immobili.
5-bis. L'imposta di bollo in misura fissa è elevata da euro 1,81 a euro 2,00 e l'importo per cui l'imposta non è dovuta è elevato da euro 77,47 ad euro 200,00.
6. 9. (ex 6. 14.) Filippi, Garavaglia.
6-bis. I gestori di gioco pubblico inseriti nel registro tenuto dal Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione dei monopoli di Stato ed operanti la raccolta mediante apparecchi di cui al comma 6, lettera a), dell'articolo 110 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza possono accedere, con modalità riservate, alla consultazione dei dati di gioco rilevati dalla rete telematica di cui all'articolo 14-bis, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, e relativi agli apparecchi da essi posseduti; il Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, definisce i requisiti tecnici dei sistemi elettronici tali da assicurarne l'operatività dell'accesso riservato ai dati di gioco, indipendentemente dalla attività di controllo effettuata da chi è preposto alla lettura dei dati degli stessi apparecchi.
6. 11. (ex 6. 67.) Nardi.
Subemendamenti all'emendamento 6.100 della Commissione
All'emendamento 6.100 della Commissione, comma 9-bis, sopprimere le parole: e possono essere cedute in deroga all'articolo 31 della predetta legge e successive modificazioni e integrazioni.
0. 6. 100. 1. Gianfranco Conte, Leone.
All'emendamento 6.100 della Commissione, sopprimere il comma 9-quater.
0. 6. 100. 2. Gianfranco Conte, Leone.
9-bis. In deroga a quanto previsto dall'articolo 1 della legge 23 luglio 1980, n. 384, ai delegati della gestione dimessi, salvo che per inadempienza contrattuale, in conseguenza del processo di privatizzazione e ristrutturazione dei servizi di distribuzione dei generi di monopolio è consentito ottenere la diretta assegnazione di una rivendita di generi di monopolio su istanza da presentarsi all'ufficio regionale dell'Amministrazione dei monopoli di Stato competente per territorio, con l'osservanza delle disposizioni relative alle distanze e ai parametri di redditività previsti per le istituzioni di rivendite ordinarie e previo versamento forfetario della somma di 12.000 euro; le rivendite assegnate non sono soggette al triennio di esperimento previsto dall'ultimo comma dell'articolo 21 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293 e possono essere cedute in deroga all'articolo 31 della predetta legge e successive modificazioni e integrazioni.
9-ter. Le disposizioni di cui al comma 9-bis hanno effetto per la durata di due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
9-quater. All'articolo 4, comma 4, primo periodo del decreto legislativo 9
luglio 1998, n. 283, le parole: «nei sette anni successivi» sono sostituite dalle seguenti: «nei nove anni successivi».
Conseguentemente all'articolo 216, comma 1, tabella A, voce: Ministero dell'economia e delle finanze, apportare le seguenti variazioni:
9-bis. I redditi derivanti da contratti di locazione ad uso abitativo sono soggetti esclusivamente ad un'unica aliquota fissa del 20 per cento ai fini IRPEF, indipendentemente dal livello del reddito imponibile del percettore. È abrogata ogni altra disposizione di legge in contrasto con il presente comma. Resta ferma la deduzione forfetaria del 15 per cento (25 per cento per i fabbricati situati nella città di Venezia centro e nelle isole della Giudecca, di Murano e di Burano) sul canone annuo che risulta dal contratto di locazione, già prevista dalla normativa vigente per i redditi derivanti da canoni di locazione di unità immobiliari ad uso abitativo.
Art. 214-bis. - 1. Per gli anni 2007, 2008 e 2009 gli stanziamenti di bilancio relativi ai trasferimenti correnti alle imprese sono ridotti del dieci per cento.
6. 15. (ex 6. 12.) Raisi, Alberto Giorgetti, Minasso.
Sopprimere i commi da 12 a 20.
Conseguentemente, sopprimere l'articolo 19.
6. 17. (ex 6. 63.) Garavaglia, Fugatti, Filippi.
Conseguentemente, all'articolo 216, comma 2, tabella C, ridurre del 5 per cento tutti gli stanziamenti di parte corrente degli anni 2007, 2008 e 2009.
6. 19. (ex 6. 80.) Zorzato, Angelino Alfano, Armosino, Casero, Ceroni, Crosetto, Giudice, Leone, Marras, Ravetto, Verro, Fallica.
All'emendamento 6. 500. del Governo, comma 12, sostituire le parole: A decorrere dall'anno 2008 con le seguenti: A decorrere dal periodo di imposta in corso in corso alla data del 1o gennaio 2008.
0. 6. 500. 1. Leo.
All'emendamento 6. 500. del Governo, comma 12, sostituire le parole: nella dichiarazione dei redditi con le seguenti: nello specifico quadro della dichiarazione dei redditi.
0. 6. 500. 2. Leo.
Sostituire i commi 12 e 13 con i seguenti:
12. A decorrere dall'anno 2008, nella dichiarazione dei redditi presentata dai contribuenti diversi da quelli di cui al comma 13, per ciascun fabbricato deve essere specificato, oltre all'indirizzo, 1'identificativo dell'immobile stesso costituito dal codice del comune, dal foglio, dalla sezione, dalla particella e dal subalterno, nonché l'importo dell'imposta comunale sugli immobili pagata nell'anno precedente.
13. La dichiarazione dei redditi presentata dai soggetti di cui all'articolo 73, comma l, lettere a) e b), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in relazione ai periodi d'imposta
in corso al 31 dicembre 2007, contiene tutte le indicazioni utili ai fini del trattamento dell'imposta comunale sugli immobili. Con decreto del capo del Dipartimento delle politiche fiscali, di concerto con il direttore dell'agenzia delle entrate, sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali, sono definiti gli elementi, i termini e le modalità per l'attuazione delle disposizioni di cui al periodo precedente ed al comma 12.
sopprimere i commi da 14 a 19.
sostituire il comma 20 con i seguenti:
20. In sede di controllo delle dichiarazioni effettuato ai sensi dell'articolo 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica, 29 settembre 1973, n. 600, si verifica il versamento dell'imposta comunale sugli immobili relativo a ciascun fabbricato, nell'anno precedente. L'esito del controllo è trasmesso ai comuni competenti.
21. Nelle dichiarazioni dei redditi presentate nell'anno 2007, nel quadro relativo ai fabbricati, per ogni immobile deve essere indicato l'importo dell'ICI dovuta per l'anno precedente.
22. I Comuni trasmettono annualmente all'Agenzia del Territorio, per via telematica, i dati risultanti dalla esecuzione dei controlli previsti dal decreto legislativo n. 504 del 1992 in materia di imposta comunale sugli immobili, ove discordanti da quelli catastali, secondo modalità e nei termini stabiliti con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, sentita l'Associazione nazionale dei comuni d'Italia.
23. I soggetti che gestiscono, anche in regime di concessione, il servizio di smaltimento dei rifiuti urbani comunicano annualmente per via telematica all'Agenzia delle entrate, relativamente agli immobili insistenti sul territorio comunale per i quali il servizio è istituito, i dati acquisiti nell'ambito dell'attività di gestione che abbiano rilevanza ai fini delle imposte sui redditi.
24. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, da pubblicare in Gazzetta Ufficiale, è approvato il modello di comunicazione dei dati e le relative specifiche tecniche di trasmissione.
25. Per l'omessa, incompleta o infedele comunicazione di cui al comma 23 si applicano le disposizioni previste dall'articolo 11 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.
6. 500. Governo.
6. 20. (ex 6. 20.) Moffa, Alberto Giorgetti.
16-bis. Dopo l'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, è inserito il seguente:
Art. 14-bis. - (Detrazione per l'imposta comunale sugli immobili). - 1. L'imposta comunale sugli immobili è interamente detraibile dall'imposta lorda se il reddito complessivo non supera i 15.000 euro, ovvero nella misura del 50 per cento se il reddito complessivo supera i 15.000 ma non i 28.000 euro, ovvero nella misura del 25 per cento se il reddito complessivo supera i 28.000 ma non i 55.000 euro ovvero nella misura del 10 per cento se il reddito complessivo supera i 55.000 ma non i 70.000 euro. Oltre il reddito complessivo di 70.000 euro l'imposta comunale sugli immobili non e più detraibile».
Conseguentemente, all'articolo 20, dopo il comma 23, aggiungere i seguenti:
23-bis. Per gli anni 2007, 2008 e 2009 gli stanziamenti di bilancio relativi ai trasferimenti correnti alle imprese sono ridotti, rispettivamente, del 10 per cento, del 12 per cento e del 12 per cento.
23-ter. All'articolo 1, comma 460, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, sono apportate le seguenti modificazioni:
1. alla lettera a) le parole: «per la quota del 20 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «per la quota del 40 per cento»;
2. alla lettera b) le parole: «per la quota del 30 per cento» sono sostituite dalle seguenti: «per la quota del 60 per cento. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano al periodo d'imposta in corso al 1o gennaio 2006 anche con riguardo all'acconto dovuto per il medesimo periodo d'imposta: a tal fine si provvede entro il 15 dicembre 2006 all'integrazione degli acconti eventualmente già versati.
6. 21. (ex 6. 23.) Armani, Alberto Giorgetti.
17. Le somme devono essere ripartite dalla struttura di gestione di cui all'articolo 22 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, entro 7 giorni dalla riscossione. Le somme devono poi essere accreditate dalla Banca d'Italia presso ciascuna tesoreria comunale entro 3 giorni dalla ripartizione.
6. 22. (ex 6. 60.) Garavaglia, Fugatti, Filippi.
17. Le somme devono essere ripartite dalla struttura di gestione di cui all'articolo 22 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, entro 15 giorni dalla riscossione. Le somme devono poi essere accreditate dalla Banca d'Italia presso ciascuna tesoreria comunale entro 7 giorni dalla ripartizione.
6. 23. (ex 6. 61.) Garavaglia, Fugatti, Filippi.
Al comma 17, aggiungere, in fine, le parole: comunque entro il 31 dicembre dell'anno di competenza ai fini del rispetto del patto di stabilità.
6. 24. (ex 6. 25.) Osvaldo Napoli.
Al comma 18, dopo le parole: trasmissione telematica aggiungere le seguenti: per il tramite dell'Associazione nazionale dei comuni italiani; e dopo la parola: immobili aggiungere le seguenti: nonché le modalità di versamento ed i relativi costi.
6. 25. (ex 6. 26.) Osvaldo Napoli.
20-bis. All'articolo 44 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, il comma 1 è abrogato.
Art. 214-bis. - 1. Per gli anni 2007, 2008 e 2009 gli stanziamenti di bilancio relativi ai trasferimenti correnti alle imprese sono ridotti, rispettivamente, del 6 per cento, dell'8 per cento e dell'8 per cento.
6. 28. (ex 6. 33.) Bellotti, Alberto Giorgetti.
20-bis. All'articolo 9, comma 3, lettera a), del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai fini della qualifica di imprenditore agricolo sono comunque fatte salve le esenzioni in materia di iscrizione al registro delle imprese;».
Art. 214-bis. - 1. A decorrete dal 1o gennaio 2007 la tassa sui superalcolici (di cui alla tabella I del decreto legislativo n. 504 del 1995) è aumentata del 10 per cento.
6. 31. (ex 6. 55.) Brugger, Zeller, Widmann, Nicco, Bezzi.
20-bis. A decorrere dal 1o gennaio 2007:
a) all'articolo 11 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, il comma 2 è abrogato;
b) l'articolo 2, comma 5, del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, si applica limitatamente all'unità immobiliare adibita ad abitazione principale. Per abitazione principale si intende quella nella quale il contribuente che la possiede a titolo di proprietà, usufrutto o altro diritto reale e i suoi familiari dimorano abitualmente. Se l'unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti, l'esenzione spetta sulla quota di possesso per la quale la destinazione medesima si verifica.
6. 33. (ex 6. 62 e 6.78) Garavaglia, Fugatti, Filippi.
Art. 6-bis. - (Contributo straordinario di solidarietà a carico delle fondazioni bancarie). - 1. Per gli anni 2007, 2008 e 2009 è istituito un contributo straordinario di solidarietà a carico delle fondazioni che hanno effettuato il conferimento di aziende bancarie, disciplinate dal decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153.
2. Il contributo, previsto dal comma 1, è dovuto, per ciascuno degli anni ivi indicati, nella misura del 4 per cento del patrimonio netto di ciascun ente, quale risulta dall'ultimo bilancio d'esercizio approvato, limitatamente alla quota eccedente 100 milioni di euro. Per la dichiarazione, gli acconti, la liquidazione, l'accertamento, la riscossione, il contenzioso e le sanzioni, si applicano le disposizioni previste per le imposte sul reddito.
3. Il contributo previsto dal comma 1 non è deducibile agli effetti dell'imposta sui redditi.
Conseguentemente, dopo l'articolo 192, aggiungere il seguente:
Art. 192-bis. - (Fondo per le famiglie). - 1. Le entrate derivanti dal contributo previsto dall'articolo 6-bis affluiscono ad apposito conto corrente presso il Ministero dell'economia e delle finanze, per essere destinate, nel limite di 1.200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, ad apposito Fondo per le famiglie, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.
2. Il Fondo istituito a norma del comma 1 è destinato all'erogazione di provvidenze in favore delle famiglie attraverso le seguenti misure:
a) contributi per le spese di alloggio;
b) contributi per il mantenimento dei figli fino al compimento del sedicesimo anno;
c) contributi per le spese scolastiche, relativamente alla frequenza della scuola dell'obbligo;
d) assegni di studio, per le spese d'istruzione media superiore e universitaria, da erogarsi in base a valutazione del merito;
e) prestiti agevolati per la formazione di piccole imprese individuali o familiari.
3. Le provvidenze indicate al comma 2 sono destinate alle famiglie il cui reddito complessivo non ecceda l'importo annuo
di euro 15.000, e che siano formate, alternativamente:
a) da entrambi i genitori e da almeno tre figli a carico di età inferiore a diciotto anni;
b) da entrambi i genitori e da almeno due figli a carico, qualora uno di essi sia affetto da minorazione fisica, psichica o sensoriale definita a norma dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104;
c) da un solo genitore e da almeno due figli a carico di età inferiore a diciotto anni.
4. Agli effetti dell'applicazione del comma 3 rilevano i figli legittimi, i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, purché a carico. Per l'erogazione degli assegni di studio previsti dalla lettera d) del comma 2, il limite di età indicato nelle lettere a) e c) del comma 3 è elevato a venticinque anni.
5. Le disposizioni per l'esecuzione del presente articolo sono adottate con regolamento emanato a norma dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400. Lo schema del regolamento, prima dell'emanazione, è trasmesso alle Camere per il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili di carattere finanziario, che si esprimono entro trenta giorni dalla trasmissione. Decorso tale termine, il regolamento può essere comunque emanato.
6. 02. (ex 6. 04.) Garnero Santanchè, Di Virgilio, Consolo, Santelli, Cota, Campa, Barani, Crosetto.
2. Il contributo previsto dal comma l si calcola per ciascun anno sul valore degli incrementi del patrimonio netto della fondazione o associazione, realizzati nell'esercizio precedente. Il contributo è dovuto:
a) nella misura del 25 per cento, sulla quota di incremento fino al 5 per cento del patrimonio netto risultante dal bilancio del precedente esercizio;
b) nella misura del 15 per cento, sulla quota di incremento superiore al 5 per cento.
3. Per la dichiarazione, gli acconti, la liquidazione, l'accertamento, la riscossione, il contenzioso e le sanzioni relativamente al contributo previsto dal comma 1 si applicano le disposizioni previste per le imposte sul reddito.
4. Il contributo previsto dal comma 1 non è deducibile agli effetti dell'imposta sui redditi.
Conseguentemente, dopo l'articolo 200, aggiungere il seguente:
Art. 200-bis. - (Fondo per il sostegno del reddito dei soggetti incapienti). - 1. Le entrate derivanti dal contributo previsto dall'articolo 6-bis affluiscono ad apposito conto corrente presso il Ministero dell'economia e delle finanze, per essere destinate, nel limite di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, ad apposito Fondo per il sostegno del reddito dei soggetti incapienti, istituito presso il medesimo Ministero.
2. Il Fondo istituito a norma del comma l è destinato all'erogazione di provvidenze per il sostegno del reddito delle persone fisiche le quali, per insufficienza del reddito personale, non possono fruire, in tutto o in parte, dei crediti d'imposta risultanti dalla dichiarazione dei redditi.
3. Le disposizioni per l'attuazione del presente articolo sono adottate con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, emanato a norma dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, il quale determina in particolare i
criteri, l'ordine di priorità, i requisiti e i limiti di reddito per la fruizione delle provvidenze previste dal comma 2, nei limiti delle disponibilità del Fondo. Lo schema del decreto, prima dell'emanazione, è trasmesso alle Camere per il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili di carattere finanziario, che si esprimonoentro trenta giorni dalla trasmissione. Decorso tale termine, il decreto può essere comunque emanato.
6. 03. (ex 6. 03.) Garnero Santanchè.

References: articolo 38

Art. 214

Art. 14
in fine

Art. 214
in fine

Art. 214

Art. 6

Art. 192

Art. 200