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Timestamp: 2018-01-20 09:52:24+00:00

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Regolamento dell ASL CN1 in materia di procedimenti amministrativi ai sensi dei principi contenuti nella Legge n. 241/1990 e s.m.i. - PDF
Regolamento dell ASL CN1 in materia di procedimenti amministrativi ai sensi dei principi contenuti nella Legge n. 241/1990 e s.m.i.
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1 Regolamento dell ASL CN1 in materia di procedimenti amministrativi ai sensi dei principi contenuti nella Legge n. 241/1990 e s.m.i. 1
2 SOMMARIO...2 CAPO I NORME GENERALI...3 Art. 1 - Principi generali...3 Art. 2 - Ambito di applicazione...4 Art. 3 - Indicazioni sui termini...4 CAPO II NORME SUL PROCEDIMENTO...4 Art. 4 - Conclusione del procedimento...4 Art. 5 - Conseguenze per il Responsabile del procedimento e per l A.S.L. CN1 del mancato rispetto del termine di conclusione del procedimento.. 4 Art. 6 - Responsabile del procedimento...5 Art. 7 Facoltà e Compiti del Responsabile del procedimento...5 Art. 8 - Conflitto di interessi del naturale responsabile del procedimento o assegnazione ad altro funzionario per comprovate e specifiche esigenze 5 Art. 9 - Procedimenti di competenza di più Strutture...5 Art Partecipazione al procedimento...6 Art Decorrenza del termine nei procedimenti d ufficio...7 Art Decorrenza del termine nei procedimenti ad iniziativa di parte 7 Art Sospensione e rideterminazione del termine...7 CAPO III NORME FINALI...8 Art. 14 Entrata in vigore e abrogazioni...8 Art Disposizioni finali...8 2
3 CAPO I NORME GENERALI Art. 1 - Principi generali 1. L ASL CN1 (d ora in avanti denominata ASL ) informa la propria attività amministrativa a criteri di economicità, efficienza, efficacia, imparzialità, pubblicità e trasparenza secondo le modalità previste dal presente Regolamento, in conformità alla legge 7 agosto 1990 n. 241 e successive modifiche e integrazioni (d ora in avanti denominata legge 241/1990 ), alle altre disposizioni vigenti in materia, nonché ai principi dell ordinamento comunitario. Il presente Regolamento è emanato nel rispetto della Legge 6 novembre 2012, n.190 Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell illegalità nella pubblica amministrazione, in particolare dell art. 1, commi: 9 lett. d), 15, 16, 26, 27, 28, 29, 30 e 48. Il presente Regolamento è emanato altresì nel rispetto del Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, in particolare dell art. 35. Si richiamano, infine, le norme in materia di incompatibilità e dovere di astensione previste dal DPR 62/13, dall adottando Regolamento Aziendale e dal Decreto Legislativo 165/2001, come modificato dalla legge 190/ L ASL assicura, attraverso politiche di snellimento e di semplificazione dell attività amministrativa, il diritto all esercizio tempestivo e puntuale delle pubbliche funzioni disciplinando i relativi adempimenti procedimentali. 3. I procedimenti dell ASL, a seconda dell impulso necessario per l avvio della procedura, si distinguono in procedimenti d ufficio, quando sono avviati dalla stessa Amministrazione, e in procedimenti ad istanza di parte, che presuppongono l iniziativa di un soggetto esterno all organizzazione aziendale. 4. Le Tabelle inserite nel Sito Web aziendale al seguente indirizzo: suddivise in procedimenti d ufficio e procedimenti ad istanza di parte, descrivono in modo sintetico i procedimenti gestiti dall Azienda. Pertanto, i procedimenti in vigore sono quelli pubblicati all indirizzo sopra indicato. 5. Le Tabelle dei procedimenti, oltre a essere disponibili informaticamente sono messe a disposizione, a richiesta degli interessati, anche in forma cartacea. 6. Le Tabelle, suddivise in procedimenti d ufficio e procedimenti ad istanza di parte, descrivono in modo sintetico i procedimenti gestiti dall Azienda. Al fine di conseguire maggiore efficienza nella propria attività, per motivi di trasparenza e per facilitare i rapporti con le altre pubbliche amministrazioni e con i privati, le strutture cui afferiscono i procedimenti amministrativi sono autorizzate a procedere in tempo reale alla loro modifica/integrazione, resta in capo alle strutture Segreteria e Sistema Informativo Direzionale e Affari Istituzionali, l inserimento dei procedimenti, la modifica dei termini e l eventuale annullamento 3
4 Art. 2 - Ambito di applicazione 1. Il presente Regolamento si applica ai procedimenti amministrativi di competenza dell ASL, sia che conseguano obbligatoriamente ad una istanza di parte sia che debbano essere iniziati d ufficio. 2. Le disposizioni contenute nel Capo II non si applicano: a) nei confronti degli atti di gestione del rapporto di lavoro tra l ASL e il personale dipendente e convenzionato ed i collaboratori; b) nei confronti dell attività diretta all emanazione di atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le norme che ne regolano la formazione. Art. 3 Indicazioni sui termini 1. Nei termini per la conclusione del procedimento o la conclusione dell attività, indicati nel Regolamento e nelle tabelle pubblicate sul sito web aziendale, non conta il giorno solare in cui si verifica la circostanza per l avvio della procedura. 2. I termini pari o inferiori a 4 giorni sono costituiti soltanto da giorni lavorativi. CAPO II NORME SUL PROCEDIMENTO Art. 4 - Conclusione del procedimento 1. Ogni procedimento amministrativo - sia che derivi da una istanza di parte, sia che debba essere iniziato d ufficio - deve concludersi mediante l adozione di un provvedimento, espresso e motivato, o di una attività che manifesti la volontà dell Azienda. 2. Il termine per la conclusione del procedimento si riferisce alla data di adozione del relativo provvedimento finale ovvero, nel caso di provvedimento recettizio, alla data in cui viene effettuata la relativa comunicazione. 3. I termini per la conclusione dei procedimenti, ove non direttamente previsti per legge, sono stabiliti nelle tabelle pubblicate sul sito aziendale. 4. I procedimenti che non sono descritti nelle tabelle sopra indicate devono obbligatoriamente concludersi nei termini previsti dalla legge o altre fonti normative e, in mancanza, entro trenta giorni. Art. 5 Conseguenze per il Responsabile del procedimento e per l Azienda del mancato rispetto del termine di conclusione del procedimento 1. La mancata conclusione del procedimento nei termini previsti costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, tenendo comunque conto dei procedimenti per i quali il legislatore prevede il silenzio rigetto o accoglimento e dei casi di mancata tempestiva conclusione nei termini per cause non imputabili al Responsabile, bensì a circostanze estranee alla sua volontà. 2. L inosservanza del termine del procedimento può essere anche valutata ai fini del 4
5 raggiungimento degli obiettivi individuali e della corresponsione della relativa retribuzione Articolo 6 - Responsabile del procedimento 1. Per Responsabile del procedimento si intende, ai fini del presente Regolamento, il Responsabile della Struttura, o suo delegato formalmente individuato, competente per materia allo svolgimento di un determinato procedimento. 2. Nel presente Regolamento sono individuate, per ciascun tipo di procedimento, i Responsabili dell istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale. Articolo 7 Facoltà e compiti del Responsabile del procedimento 1. Il Responsabile del procedimento, individuato nelle tabelle pubblicate sul sito web aziendale può, con apposite istruzioni di servizio o con specifico atto scritto, assegnare formalmente ad altro dipendente la responsabilità dell istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento. 2. Il Responsabile del procedimento svolge, nei limiti delle competenze assegnategli, i compiti previsti dall art. 6 della Legge 241/1990. Articolo 8 - Conflitto di interessi del naturale Responsabile del procedimento o assegnazione ad altro funzionario per comprovate e specifiche esigenze 1. Il Responsabile del procedimento, che si trovi nelle situazioni di conflitto di interesse di cui all art. 6 bis della legge 241/90, introdotto dall art. 1 - comma 41 - della legge 190/12, deve farlo immediatamente presente al Direttore Generale, chiedendo di essere sollevato dalla competenza e, in attesa della formale assegnazione con atto scritto ad altro funzionario della pratica, si deve astenere da qualunque azione inerente il procedimento. E fatto salvo in ogni caso l obbligo generale di astensione previsto dal Codice di Comportamento approvato con D.P.R. 62/2013 e dal Codice di Comportamento aziendale. 2. Il Direttore Generale, in presenza di comprovate e specifiche esigenze, può formalmente assegnare con atto scritto determinati procedimenti a Strutture diverse da quelle competenti in base all Organigramma ovvero ad altri provvedimenti attinenti all organizzazione aziendale. 3. In entrambi i casi, il Responsabile individuato assume la responsabilità del procedimento e, nel caso del comma 1, qualora la procedura fosse già avviata, decide se assumere le attività già compiute da chi lo ha preceduto oppure, qualora lo reputi necessario e dandone informazione agli interessati, ripete la fasi del procedimento non validabili. 4. In caso di inerzia del Responsabile del procedimento, invece, il potere sostitutivo viene esercitato in prima istanza dal Responsabile della Struttura titolare del procedimento e, in caso di inattività di quest ultimo, dal Direttore Amministrativo. Il Direttore Amministrativo assegna formalmente il procedimento ad altra Struttura competente in base all Organigramma ovvero ad altri provvedimenti attinenti all organizzazione aziendale. L inerzia ingiustificata del Responsabile del procedimento determina obbligatoriamente l avvio del procedimento disciplinare nei suoi confronti. 5
6 Articolo 9 - Procedimenti di competenza di più Strutture 1. Quando un procedimento è gestito in sequenza successiva da due o più Strutture che non rientrano nella responsabilità di un unico dirigente o funzionario, il responsabile della fase iniziale è, salvo diversa disposizione del Direttore Amministrativo, responsabile dell intero procedimento, nei limiti di cui ai seguenti commi. 2. Il Responsabile del procedimento, per le fasi dello stesso che non rientrano nella sua diretta competenza, ha il dovere di vigilare sull andamento del procedimento presso le Strutture competenti, dando impulso all azione amministrativa. 3. In particolare, il Responsabile del procedimento concorda con le altre Strutture competenti la ripartizione dei tempi a disposizione di ciascuna entro il termine complessivo fissato nel presente Regolamento, sollecitandone, ove occorra, il rispetto. 4. Il Direttore Amministrativo è competente a risolvere gli eventuali conflitti insorgenti nello svolgimento del procedimento tra le diverse Strutture competenti. 5. Nei casi di cui al presente articolo, il Responsabile del procedimento può inoltre chiedere al Direttore Amministrativo l istituzione di un Gruppo di lavoro ( Team building ) per l esame contestuale dell oggetto del procedimento. Le determinazioni concordate in tale ambito vincolano le strutture coinvolte nel procedimento e tengono eventualmente luogo degli atti di loro competenza. Art Partecipazione al procedimento 1. Il Responsabile del procedimento deve dare notizia dell avvio del procedimento e del termine entro il quale deve essere concluso, mediante comunicazione personale contenente le indicazioni di cui all articolo 8 della legge 241/1990, ai soggetti nei confronti dei quali l atto finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbano intervenire, nonché ai soggetti individuati o facilmente individuabili ai quali possa derivare un pregiudizio dal procedimento. 2. Il Responsabile del procedimento è tenuto inoltre a dare comunicazione di ogni atto o fatto di rilevante interesse per i soggetti interessati, compresi i soggetti intervenuti ai sensi dell art. 9 Legge 241/1990, durante la fase procedurale e comunque prima dell adozione dell atto conclusivo. 3. Nei casi in cui sussistano particolari esigenze di celerità, nonché quando per il rilevante numero degli interessati o per l indeterminabilità degli stessi la comunicazione risulti, per tutti o per taluni di essi, impossibile o particolarmente gravosa, il Responsabile del procedimento provvede mediante l affissione di un avviso pubblico nel sito web dell ASL. 4. I destinatari della comunicazione, o delle forme sostitutive di essa, ed i soggetti indicati nell art. 9 Legge 241/1990 hanno facoltà d intervenire nel procedimento, ai sensi degli artt. 10 e 11 della stessa legge. 5. Nei procedimenti ad istanza di parte il Responsabile del procedimento, prima della formale adozione di un atto negativo, comunica tempestivamente agli istanti i motivi che ostano all accoglimento della domanda. Entro il termine di dieci giorni dal ricevimento della comunicazione, gli istanti hanno il diritto di presentare per iscritto le loro osservazioni, eventualmente corredate da documenti. La comunicazione di cui al 6
7 primo periodo interrompe i termini per concludere il procedimento che iniziano nuovamente a decorrere dalla data di presentazione delle osservazioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine di cui al secondo periodo. Dell eventuale mancato accoglimento di tali osservazioni è data ragione nella motivazione dell atto conclusivo. Le disposizioni previste dal presente comma non si applicano alle procedure concorsuali.. 6. Salvo quanto previsto dal comma 5 del presente articolo, qualunque forma d intervento nel procedimento deve avvenire almeno dieci giorni prima del termine previsto per l adozione dell atto conclusivo. Art Decorrenza del termine nei procedimenti d ufficio 1. Per i procedimenti d ufficio, il termine decorre dalla data di adozione dell atto formale di iniziativa ovvero dalla data in cui la Struttura responsabile abbia notizia certa del fatto da cui sorge l obbligo a provvedere. Qualora l atto propulsivo promani da altra Pubblica Amministrazione, il termine iniziale decorre dalla data in cui la pratica è stata assegnata al titolare del procedimento. Art Decorrenza del termine nei procedimenti ad istanza di parte 1. Per i procedimenti ad istanza di parte, il termine iniziale decorre dalla data in cui la pratica è stata assegnata al titolare del procedimento. Qualora l istanza dell interessato sia correlata ad un bando di gara o di concorso, il termine non decorre dalla data di effettiva presentazione della domanda, bensì dalla data di scadenza indicata nel bando. 2. Ove la domanda sia ritenuta irregolare o incompleta, il Responsabile del procedimento ne dà comunicazione all interessato non appena riscontri l irregolarità o l incompletezza e comunque almeno dieci giorni prima del termine previsto per l adozione dell atto conclusivo, indicando le cause dell irregolarità o dell incompletezza, accordando fino a 30 giorni per la regolarizzazione. In questo caso il termine previsto per la conclusione del procedimento si interrompe e decorre nuovamente dal ricevimento della domanda perfezionata. Qualora non intervenga alcuna regolarizzazione da parte dell interessato entro il termine fissato, il procedimento si estingue. 3. Le disposizioni contenute nel comma 1 non si applicano ai procedimenti concorsuali, di gara e assimilabili, in quanto disciplinati sul punto da appositi regolamenti ovvero da bandi o avvisi pubblici, nonché ai procedimenti sanzionatori ex L. 689/81 e ai procedimenti disciplinari, per i quali esiste una specifica disciplina, anche con riferimento ai termini procedimentali, non compatibile con quella prevista in via generale per i procedimento amministrativi. Art Sospensione e rideterminazione del termine 1. Il termine per la conclusione del procedimento può essere sospeso, per una sola volta, per l acquisizione di informazioni o certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell Amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre Pubbliche Amministrazioni, purché risultino strettamente indispensabili ai fini della conclusione del procedimento. 2. Nei casi in cui, per la prosecuzione del procedimento, debba essere compiuto un adempimento da parte dell interessato, il termine rimane sospeso per il tempo impiegato per l adempimento stesso. 7
8 3. Il Responsabile del procedimento che si trovi nell impossibilità di rispettare il termine stabilito per l adozione del provvedimento per caso fortuito o forza maggiore, ovvero nei casi in cui sopravvengano norme legislative o regolamentari, può derogare al termine medesimo dando, prima della scadenza del termine, formale comunicazione agli interessati della ricorrenza di tali eccezionali circostanze e della fissazione del nuovo termine per l adozione dell atto conclusivo. La proroga non potrà essere di durata superiore a quella del termine ordinario. CAPO III NORME FINALI Art. 14 Entrata in vigore e abrogazioni 1. Il presente Regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione della deliberazione del Direttore Generale di emanazione. 2. Dalla data di entrata in vigore del presente Regolamento sono abrogate tutte le disposizioni regolamentari dell ASL in contrasto con esso e, in particolare, le norme contenute nei precedenti Regolamenti di attuazione Legge n. 241/1990 e s.m.i.. Art Disposizioni finali 1. Le disposizioni del presente Regolamento si applicano ai procedimenti avviati dopo la sua entrata in vigore. 8
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