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Timestamp: 2018-06-23 04:44:15+00:00

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LE PRESTAZIONI OBBLIGATORIE PER L’AUTORITÀ GIUDIZIARIA COME DISCIPLINA DI STUDIO | Sicurezza e Giustizia
LE PRESTAZIONI OBBLIGATORIE PER L’AUTORITÀ GIUDIZIARIA COME DISCIPLINA DI STUDIO
di Giovanni Nazzaro
Il Codice delle Comunicazioni Elettroniche ha introdotto per primo in Italia il concetto di “prestazioni obbligatorie” per gli operatori di telecomunicazioni verso l’Autorità Giudiziaria. Tale concetto discende direttamente dalla direttiva europea sulle autorizzazioni facente parte del c.d. “Pacchetto Telecom”. Questo è un tema poco riconosciuto se confrontato con altri come l’antifrode o la sicurezza informatica o la sicurezza cibernetica, eppure come questi gode di una naturale autonomia in termini di competenza, al punto che non è sbagliato riferirsi alle “prestazioni obbligatorie” come disciplina autonoma.
Il superamento dell’oligopolio nel campo delle telecomunicazioni è stato favorito in Europa soltanto a partire dagli inizi del 2000 quando, contestualmente all’introduzione di nuove tecnologie e all’evoluzione delle vecchie, è stata adottata una legislazione a livello europeo in linea con il progresso tecnologico e le esigenze del mercato. Tale evoluzione si è concretizzata nel 2002 con l’adozione di un nuovo quadro normativo relativo alle comunicazioni elettroniche il cui obiettivo principale è rafforzare la concorrenza agevolando l’ingresso dei nuovi operatori e incentivare gli investimenti nel settore(1).
La direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica ed è detta “direttiva quadro”. A questa si sono aggiunte altre quattro direttive (sulle autorizzazioni, sull’accesso, sul servizio universale e sul rapporto tra vita privata e comunicazioni) che nel complesso costituiscono le direttive del c.d. “Pacchetto Telecom”, poi modificate nel dicembre 2009 dalle due direttive “Legiferare meglio” e “Diritto dei cittadini”, anno in cui è stato istituito anche l’organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC).
Il nostro “Codice delle Comunicazioni Elettroniche” (c.c.e.), istituito con il dlgs n. 259 del 1° agosto 2003, rappresenta lo strumento con il quale in Italia sono state recepite le suddette direttive. Il c.c.e. ha sostituito il “testo unico delle disposizioni legislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni” in vigore dal 1973(2) ed ha introdotto una regolamentazione delle reti e dei servizi di comunicazioni elettroniche, individuando vari ambiti tra cui la libertà nell’uso dei mezzi di comunicazione elettronica, la libertà di iniziativa economica in un regime di concorrenza, riconoscendo anche la qualità di riservatezza alle stesse comunicazioni. Tante sono le novità introdotte dal c.c.e., in particolare l’inserimento del concetto di “prestazioni obbligatorie” per gli operatori di telecomunicazioni verso l’Autorità Giudiziaria(3). Tale concetto discende direttamente dalla direttiva sulle autorizzazioni(4), che all’allegato A comma 11 prevede, tra le condizioni per la concessione dell’autorizzazione generale per la fornitura di reti o servizi di comunicazione elettronica, la “Possibilità per le autorità nazionali competenti di effettuare legalmente intercettazioni delle comunicazioni in conformità della direttiva 97/66/CE e della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 ottobre 1995 relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati”. È evidente quindi come il concetto di “prestazione obbligatoria”, così definita prima, si leghi ab origine al principio di tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché al più evidente e scontato requisito di “legalità” che esclude ogni attività di supervisione delle comunicazioni degli utenti “senza il consenso di questi ultimi, eccetto quando sia autorizzato legalmente”(5).
Come si può comprendere da questa premessa, le “prestazioni obbligatorie” affondano le loro radici nel complesso quadro in cui le comunicazioni elettroniche sono nate e si sono evolute, nel rispetto dei principi di tutela dei dati degli utenti. Le “prestazioni obbligatorie”, se vogliamo essere più precisi, costituiscono parte integrante delle stesse comunicazioni e, non a caso, la Comunità europea le inserisce tra le condizioni necessarie per la concessione dell’autorizzazione agli operatori. Sbaglia quindi chi ritiene che la migliore propensione all’analisi del tema possa provenire da settori limitrofi, ma ben distinti per caratteristiche, come quello più generale della “security” il più delle volte declinato in “sicurezza delle informazioni”, “sicurezza informatica” o addirittura “cyber security”: requisiti come “segretezza” o “riservatezza” non posso caratterizzare appieno un tema che gode di una naturale autonomia in termini di competenza, al punto che non è sbagliato riferirsi alle “prestazioni obbligatorie” come disciplina autonoma .
La conoscenza delle comunicazioni, intese sotto il profilo prettamente tecnologico ma anche normativo e legislativo, non sono l’unico requisito necessario alla disciplina delle “prestazioni obbligatorie”. Prima di esaminarne gli altri, e per meglio comprenderli, definiamo l’elenco delle prestazioni che le compongono. Il riferimento è l’art. 96 del c.c.e., modificato dalla legge n. 228 del 24 dicembre 2012, il quale afferma al comma 2 che “Le prestazioni relative alle richieste di intercettazioni sono individuate in un apposito repertorio nel quale vengono stabiliti le modalità ed i tempi di effettuazione delle prestazioni stesse, gli obblighi specifici, nonché il ristoro dei costi sostenuti”, mentre il comma 4 precisa che “Fino all’emanazione del decreto di cui al comma 2 continua ad applicarsi il listino adottato con decreto del Ministro delle comunicazioni del 26 aprile 2001”. Senza scendere nel dettaglio sulle vicissitudini della norma, peraltro già discusse su questa rivista(6), facendo riferimento al listino che, tuttavia, utilizza una descrizione delle prestazioni non del tutto conforme al loro profilo tecnologico, possiamo elencare di seguito quelle che nella pratica si intendono come “prestazioni obbligatorie per l’AG”:
la fornitura di informazioni anagrafiche dell’utenza intestataria del contratto, in termini di informazioni che l’operatore ha registrato per l’attivazione del servizio, eventualmente comprendendo le informazioni di fatturazione, con l’indicazione della data in cui si è risolto il contratto;
l’intercettazione delle comunicazioni, mediante fornitura dei contenuti e dei metadati ad essi associati, intesa come intercettazione delle comunicazioni sia a livello di accesso, cioè indipendentemente dai servizi usufruiti dall’utenza come appunto la telefonia o la connessione dati, sia a livello di servizio come ad esempio del solo servizio email;
il tracciamento delle comunicazioni, inteso come fornitura dei soli metadati che accompagnano i contenuti delle comunicazioni intercettate;
la localizzazione dell’utenza, valida solo per la telefonia mobile, che si suddivide in localizzazione standard associata alla comunicazione e localizzazione di precisione che prescinde dalle comunicazioni dell’utente;
l’identificazione dell’utenza, intesa come il risalire all’identificativo tecnico che è stato utilizzato dall’utenza, valido sia per le connessioni dati per le quali dall’IP si vuole risalire al numero di telefono oppure all’hot spot che ha fornito l’accesso, sia per lo stalking telefonico (in questo caso si ricorre all’override);
la sospensione o la limitazione dei servizi, come ad esempio nel caso delle email in cui si inibisce temporaneamente l’accesso;
la documentazione integrale del traffico storico, con la fornitura delle informazioni prescritte dal dlgs n. 109 del 30 maggio 2008(7);
il sequestro dei contenuti, intesi come contenuti a disposizione dell’operatore e tecnicamente sequestrabili come ad esempio le email in precedenza inviate/ricevute e conservate dall’utente sul server email oppure i messaggi in segreteria telefonica.
Da questa varietà di attività si comprende come la disciplina delle “prestazioni obbligatorie” imponga il possesso di nozioni anche eterogenee tra loro, così raggruppabili:
conoscenza dell’architettura e del funzionamento delle reti di telecomunicazioni, sia esse mobili, fisse o di tipo dati, delle tecniche d’accesso a queste (WiFI, Wimax,ecc.) e alla loro interconnessione sia in ambito nazionale che internazionale;
conoscenza delle tecniche di erogazione dei servizi di telecomunicazioni (sotto il profilo del billing che influenza molto spesso anche il comportamento dell’utenza);
conoscenza degli standard tecnici in materia di “Lawful Interception”, termine con il quale in ambito internazionale ETSI sono identificate tutte le prestazioni obbligatorie connesse alle intercettazioni;
conoscenza delle leggi e delle norme nazionali, possibilmente anche internazionali, in tale ambito e per quanto riguarda la tutela della privacy.
Da un punto di vista generale in Italia le “prestazioni obbligatorie” non sono intese come vera e propria disciplina, non è riconosciuto loro un profilo ben distinto dalle altre realtà comunque importanti come ad esempio l’antifrode o la sicurezza cibernetica, per la quale abbiamo assistito recentemente anche alla nascita di un nucleo centrale nazionale(8). Nel dettaglio, sul piano professionale, molto spesso all’alto profilo di specializzazione che consegue dal possesso dei requisiti sopra richiamati viene preferita erroneamente la figura dell’esperto di sicurezza, come accennato in precedenza. Addirittura, in fasi delicate come la scelta del CTU(9) che assiste il giudice o la parte per il compimento di singoli atti o per tutto il processo, vediamo preferirgli l’esperto in digital forensics per l’analisi dei risultati dell’intercettazione, dei tabulati di traffico storico o della localizzazione dei terminali mobili.
Occorre ammettere che tra le categorie in cui è suddiviso l’albo dei periti in materia penale non sono previste esplicitamente queste due categorie, ma è evidente che anche in questo contesto la figura di esperto in prestazioni obbligatorie per l’Autorità Giudiziaria risulta perdente nella generale considerazione che tutto ciò che abbia a che fare con l’elettronica sia di competenza del professionista in prove digitali.
In conclusione, in una materia così importante come quella del contrasto alla criminalità, non possiamo negare l’esistenza di professionisti dotati di così particolari competenze da poter collaborare al miglioramento delle tecniche d’indagine per l’Autorità Giudiziaria; in tal senso sarebbe auspicabile la nascita di una scuola o meglio di una accademia, per evitare fraintendimenti con l’ambito scolastico di competenza ministeriale, come naturale accreditamento di questa importante disciplina.©
Cfr. http://europa.eu/legislation_summaries/information_society/legislative_framework/l24216a_it.htm.
D.P.R. 29 marzo 1973, n. 156.
Decreto legislativo 1 agosto 2003, n.259, Capo VI, Art. 96 rubricato “Prestazioni obbligatorie”, commi 1-5.
Direttiva 2002/20/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (direttiva autorizzazioni).
Direttiva 97/66/CE del 15 dicembre 1997 sul trattamento dei dati personali e sulla tutela della vita privata nel settore delle telecomunicazioni (GUCE n. L 024 del 30/01/1998).
G. Nazzaro, editoriale, “Sicurezza e Giustizia” n. I/MMXIII, pag. 5 e 7. In particolare, Legge 288/2012, art. 1 comma 23 “L’abrogazione del comma 4 dell’articolo 96 del codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, ha effetto a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma 2 del medesimo articolo 96, come da ultimo sostituito dal comma 22, lettera a), del presente articolo”.
Per una disamina dello stato di validità della norma si veda l’editoriale in questo numero di rivisita, pagg. 7-8.
R.Setola, “Istituito il nucleo per la sicurezza cibernetica”, su questa rivista n.II/MMXIII, pagg.8-9.
Cfr. https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_2_4_3_5.wp. ◊
Altri articoli di Giovanni Nazzaro
LAWFUL INTERCEPTION OF EMAIL SERVICES ACCORDING TO ETSI
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Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e all’ordinamento penitenziario. Esamiamo gli aspetti pratici della riforma, considerando le intercettazioni come strumento investigativo bisognoso di regole tecniche di regolamentazione, in prospettiva anche del nuovo Regolamento EU privacy e della continua evoluzione delle telecomunicazioni.
Il futuro della contestata Section 702 del Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA)
Il 26 maggio 2017 le 30 principali aziende di servizi elettronici americane e del mondo hanno scritto una lettera a Bob Goodlatte.
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Schema di decreto legislativo recante norme di attuazione della direttiva 2014/41/UE relativa all’ordine europeo di indagine penale - Atto del Governo n. 405 del 21 marzo 2017.
The national legislation must make provision for a data retention within the same State
The Russian law No. 242-FZ seems to have something in common with the judgment of CJEU in cases C-203/15 and C-698/15.
ANNOTAZIONE IN REGISTRI INFORMATICI DELLE OPERAZIONI DI INTERCETTAZIONE
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Garante della Privacy - Provvedimento in materia di misure di sicurezza nelle attività di intercettazione da parte delle Procure della Repubblica - 18 luglio 2013 La moderna pervasività dei sistemi informatici impone maggiore rigore nel rispetto della privacy, affinché il dato che essi trattano venga correttamente gestito e trasformato in informazione. L’attenzione posta nel trattamento dei nostri dati dovrebbe essere commisurata al grado di importanza del dato stesso. La più alta attenzione deve essere quindi posta ai dati giudiziari. Qualunque sia stato il metodo di accettazione delle condizioni di trattamento del dato, esiste un modo per noi per comprendere se effettivamente le regole vengano rispettate? La risposta è Si e viene fornita dall’altrettanto moderno concetto di “Audit”.
The next generation of location-based service
Galileo satellite system promises to deliver more precise data than GPS. This does not seem to be enough, Google aims to analyze raw location reports received from more devices.
BLACKBERRY: INTERCETTABILITÀ DEI SERVIZI (II PARTE)
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Corte di Cassazione, Sezione III Penale, sentenza n. 50452 del 10 novembre 2015 e depositata il 23 dicembre 2015.Nel precedente numero: 1. Introduzione, 2. Identificativi dell’utente BlackBerry, 3. I servizi di messagistica del BlackBerry, 3.1 PIN-2-PIN Messaging. 3.2 BlackBerry Messenger, 4. I servizi BIS e BES, 4.1. I servizi BIS (Blackberry Internet Solution), 4.2 I servizi BES (Blackberry Enterprise Solution). In questo numero: 5. Cifratura delle comunicazioni, 5.1 BBM Protected, 6. La sentenza n. 50452/2015 della Corte di Cassazione, 6.1 Intercettazioni delle utenze straniere in roaming, 6.2 Intercettazione delle comunicazioni caratteristiche del Blackberry, 7. Conclusioni.
LIMITI CIRCA L’UTILIZZABILITÀ DELLE STATISTICHE NAZIONALI SULLE INTERCETTAZIONI
di Giovanni Nazzaro e Tommaso De Giovanni (N. III_MMXVI)
In Italia le spese di giustizia si articolano su tre capitoli di spesa, di cui il n. 1363 è relativo alle intercettazioni. Nell’ambito degli interventi di spending review (DL n. 98 del 2011, art. 37, co. 16) è previsto che, a decorrere dall’anno 2012, il Ministro della giustizia presenti alle Camere, entro il mese di giugno, una relazione sullo stato delle spese di giustizia. In tale contesto si ha finalmente conoscenza delle statistiche relative al nostro paese. Dall’approfondimento qui presente è emerso purtroppo che la metodologia utilizzata per questa ricognizione statistica è affetta da molte criticità, tra cui la mancata indicazione della durata delle intercettazioni e delle relative proroghe e, soprattutto, delle spese che vengono tracciate per fattura e per anno solare in cui vengono liquidate, senza la giusta scomposizione delle reali voci di costo, ed in modo svincolato dai numeri delle intercettazioni che fanno riferimento invece al momento dell’attivazione.
Looking for the best period of Data Retention
In some European States where data retention regimes are in place, capital and operational costs incurred in compliance are reimbursed by the government.
BLACKBERRY: INTERCETTABILITÀ DEI SERVIZI (I PARTE)
Attendibilità delle statistiche sulle intercettazioni
LAWFUL INTERCEPTION ACADEMY REPORT 2015
di Giovanni Nazzaro (N. I_MMXVI)
Pubblicato il Lawful Interception Academy (LIA) Report 2015 in formato ebook gratuito. Anche la II edizione della LIA ha mostrato numeri in aumento, come i frequentatori (distinti) che sono stati 428 nell’arco dei 5 giorni previsti. Il 66% ha ritenuto di aver ricevuto utili strumenti per le proprie attività professionali. L’89% ha espresso un alto interesse per i temi trattati nella LIA.
The need for encryption grows
Le nuove tecniche di comunicazione utilizzano proprie modalità di trasmissione e di trattamento delle informazioni, in un mondo sempre più telematico. Quali che siano le modalità utilizzate per comunicare, tutte hanno in comune lo strumento che conserva tracce digitali: pensiamo al computer o al cellulare ormai sempre con noi. L’attenzione si sposta verso un problema di più semplice gestione, solo apparentemente.
di Giovanni Nazzaro (N. IV_MMXV)
Le startup innovative godono di un regime fiscale agevolato, a patto che soddisfino le caratteristiche elencate dal decreto-legge 179/2012, art. 25 commi da b)a g). A questi requisiti se ne aggiungono altri tre (art. 25 comma h) di cui se ne deve possedere almeno uno. Altri incentivi sono il “Fondo a favore di startup innovative”, che ha concesso quasi 156 milioni di euro di garanzie, il progetto SmartStart e l’equity crowdfunding che non ha ancora trovato la via per un significativo sviluppo. La II edizione del rapporto del MiSE si focalizza sulle dinamiche “demografiche” delle startup innovative.
ULTERIORE DIFFERIMENTO IN MATERIA DI MISURE DI SICUREZZA NELLE ATTIVITÀ DI INTERCETTAZIONI
di Giovanni Nazzaro (N. III_MMXV)
Garante della privacy - Deliberazione del 25 giugno 2015. Ulteriore differimento dei termini di adempimento delle prescrizioni di cui al provvedimento del 18 luglio 2013, in materia di misure di sicurezza nelle attività di intercettazione da parte delle Procure della Repubblica.
La difficile vita dell’agente … “captatore”
Con la recente sentenza della cassazione n. 27100/ 2015 si è riaperto il dibattito sull’utilizzabilità dell’agente “captatore” che, il 5 luglio, ha acquisito una dimensione mondiale a causa del caso “Hacking Team”. Il problema delle garanzie delle attività svolte da una simile attività sul dispositivo target (computer, tablet o smartphone) erano già conosciute, anche attraverso il rapporto “CALEA II: Risks of Wiretap Modifications to Endpoints” del 2013, con cui 19 esperti mondiali di comunicazioni avevano evidenziato che, di contro, si sarebbe reso più facile il lavoro dei cyber-criminali.
Il suolo “mangiato”
di Giovanni Nazzaro (n.II_MMXV)
Il consumo di suolo in Italia continua a crescere in modo significativo: tra il 2008 e il 2013 il fenomeno ha riguardato mediamente 55 ettari al giorno, con una velocità compresa tra i 6 e i 7 metri quadrati di territorio che, nell’ultimo periodo, sono stati irreversibilmente persi ogni secondo.
La solita raccomandazione
di Giovanni Nazzaro (n.I_MMXV)
Censis - rapporto pubblicato il 19 marzo dal titolo “La composizione sociale dopo la crisi - Protagonisti ed esclusi della ripresa”. Per accelerare una pratica, ottenere un permesso o per altre ragioni di rapporto con la Pa, 4,2 milioni di italiani sono ricorsi ad una raccomandazione, all’aiuto di un parente, amico, conoscente; circa 800.000 italiani hanno fatto qualche tipo di regalo a dirigenti, dipendenti pubblici.
Il lavoro potenzialmente utilizzabile o sottoutilizzato
di Giovanni Nazzaro (n.IV_MMXIV)
Il 17 dicembre 2014 è stato pubblicato il rapporto di monitoraggio sul mercato del lavoro dell’ISFOL, alla sua quarta edizione, da cui spicca la figura del lavoratore con forte potenziale non utilizzato che possiamo identificare in colui che potenzialmente è disponibile a lavorare ma non intraprende azioni di ricerca attiva. Se si includesse nel calcolo del tasso di disoccupazione anche la forza lavoro potenziale, l’indicatore in Italia raggiungerebbe il 22%.
LE PARTICOLARITÀ DELL’INTERCETTAZIONE DEGLI SMS
di Giovanni Nazzaro (n.III_MMXIV)
È del mese di agosto la notizia che WhatsAPP gestisce la comunicazione di 600 milioni di utenti al mese. Gli SMS inviati tramite la rete tradizionale mobile GSM o UMTS sono nettamente diminuiti ma non sono scomparsi. Analizziamo le particolarità dell’intercettazione degli SMS.
Nasce la “Lawful Interception Academy”
La prima edizione della “Lawful Interception Academy” si terrà dal 17 al 21 novembre di quest’anno a Roma presso la scuola “Giovanni Falcone” della Polizia Penitenziaria. Inizialmente pensata come espressione tangibile del confronto intellettuale espresso in precedenza su questa Rivista, è stata poi ridisegnata in forma di seminario e poi di scuola, a vantaggio del lettore che si è “evoluto” in ascoltatore prima ed infine in “discente”.
WIFI OFFLOAD OF MOBILE DATA: L’INTERCETTAZIONE DELLE COMUNICAZIONI DI RETE MOBILE CON ACCESSO WIFI
di Armando Frallicciardi e Giovanni Nazzaro (n.II_MMXIV)
L’aumento del traffico dati può portare alla congestione delle risorse radio per l’accesso alle reti mobili cellulari. Per ovviare a tale problema gli operatori mobili possono ricorrere al “WiFi offloading” che richiede tuttavia una particolare attenzione sotto il profilo delle intercettazioni mobili richieste dall’AG.
EU’s Data Retention Directive declared invalid
di Giovanni Nazzaro (n.II_MMXIV)
La Corte di giustizia europea ha invalidato la direttiva sulla data retention: il legislatore dell’Unione ha ecceduto i limiti imposti dal rispetto del principio di proporzionalità in termini di idoneità della conservazione dati, necessità della conservazione, livello di ingerenza, controllo dell’accesso ai dati, periodo di conservazione.
di Giovanni Nazzaro (n.I_MMXIV)
“Giustizia tardiva equivale a giustizia negata”. Il 17 marzo 2014 la Commissione europea ha pubblicato la seconda edizione del quadro di valutazione europeo della giustizia per promuovere la qualità, l’indipendenza e l’efficienza dei sistemi giudiziari nell’Unione europea. Tra il 2010 e il 2012 l’Italia è al primo posto per cause civili pendenti, ma il quadro di valutazione non presenta una graduatoria unica generale e non promuove un tipo particolare di sistema giudiziario.
CLASSIFICAZIONE DEGLI OPERATORI MOBILI VIRTUALI (MVNO) E PRESTAZIONI OBBLIGATORIE PER L’AUTORITÀ GIUDIZIARIA
di Giovanni Nazzaro (n.IV_MMXIII)
Dalle ultime osservazioni dell’Agcom è emerso che il numero di abbonati degli operatori virtuali non tende a fermarsi o a rallentare, raggiungendo oggi la non irrilevante cifra di 5,12 milioni. Gli operatori mobili virtuali sono soggetti all’articolato del Codice delle Comunicazioni al pari degli operatori tradizionali, con particolare riferimento all’art. 96 rubricato “Prestazioni Obbligatorie” per l’Autorità Giudiziaria.
Un’occasione mancata per rafforzare la 231
di Giovanni Nazzaro ( n.IV_MMXIII )
Il tema dei modelli organizzativi di gestione e controllo all’interno delle società, così come disposto dal d.lgs. 231/01, che ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità in sede penale degli enti, ha suscitato sin dalla sua emanazione indubbio interesse, ma anche preoccupazione.
Il mercato unico europeo delle comunicazioni elettroniche
di Giovanni Nazzaro ( n.III_MMXIII )
L’economia mondiale si sta trasformando in un’economia basata su internet e occorre riconoscere il ruolo delle TIC come elemento decisivo per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Questo in sostanza il fulcro del contesto di riferimento in cui si posizionerà il nuovo regolamento proposto l’11 settembre 2013 dalla Commissione Europea, per creare il mercato unico europeo delle comunicazioni elettroniche.
di Giovanni Nazzaro ( n.II_MMXIII )
“Rating della legalità” assegnato dall’Agcm: il 17 aprile 2013 quattro aziende italiane hanno ricevuto le prime “stelle” come risultato della valutazione.
COS’È LA RETE INTELLIGENTE NELLA TELEFONIA FISSA E MOBILE
di Armando Frallicciardi e Giovanni Nazzaro (N. I_MMXIII)
La Rete Intelligente (il cui acronimo è RI oppure IN da Intelligent Network) è l’architettura di rete standard descritta nelle raccomandazioni ITU-T della serie Q.1200, utilizzata dalle reti di telecomunicazioni sia fisse che mobili. La RI consente agli operatori di differenziarsi tra loro offrendo servizi a valore aggiunto che quindi si aggiungono ai servizi standard di telecomunicazioni come PSTN, ISDN e servizi GSM-UMTS sui telefoni cellulari.
Riflessioni sullo stato della regolamentazione delle intercettazioni legali in Italia
di Giovanni Nazzaro ( n.I_MMXIII )
È stata emanata la direttiva sulla Gara Unica delle intercettazioni, tuttavia, è opportuno ricordare che nel nostro Paese è assente una normativa di riferimento per l’esecuzione tecnica delle intercettazioni.
Regulatory status of lawful interception in Italy
by Giovanni Nazzaro ( n.I_MMXIII )
Once again we find ourselves discussing interceptions, a subject of great media impact, and once again we notice the lack of technical and legal prominence that is given. Although the code of criminal procedure in chapter IV, regulates interceptions as a means of finding proof, in terms of limits of admissibility, requirements and formalities for the measure, execution of operations once the interceptions have been made, it does not add anything about how this tool should be used. There is a lack of regulations about the efficiency and execution of interceptions.
MODELLO DI ORGANIZZAZIONE DELLE AZIENDE DI TLC, PER RISPONDERE ALLE RICHIESTE DELL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA
di Giovanni Nazzaro (n.IV_MMXII)
La Funzione che nelle aziende di telecomunicazioni risponde alle richieste dell’A.G. ha un ruolo fondamentale. Esempio di organizzazione di tale Funzione in termini di composizione, competenze e attività.
IL NUOVO CENTRO DELLA PROCURA DI ROMA: LE INTERCETTAZIONI IN ITALIA FRA PASSATO E FUTURO
di Giovanni Nazzaro (N. I_MMXII)
Incontro con l’Ufficio Automazione della Procura di Roma per approfondire gli argomenti contenuti nella nota diffusa il 20 dicembre 2010 dal proc. agg. Pierfilippo Laviani, con la quale si informava che la Procura di Roma si era dotata di un sistema proprietario che le consentiva di gestire in autonomia le intercettazioni, risparmiando 1,8 milioni di euro all’anno in costi di noleggio dell’apparecchiatura necessaria.
I LISTINI DEGLI OPERATORI MOBILI AMERICANI PER LE RICHIESTE DELLE FORZE DELL’ORDINE
di Giovanni Nazzaro ( n.III_MMXII )
L’articolo del NYT del 1° aprile 2012 sulla presunta pratica di monitoraggio dei telefoni cellulari negli USA ha sollevato una serie di questioni giuridiche, costituzionali e di privacy, a tal punto che è intervenuto il deputato Edward John Markey, che si è rivolto a nove operatori americani di telefonia cellulare, chiedendo a ciascuno di rispondere a quesiti diretti sul rapporto con le forze dell’ordine e l’eventuale guadagno che ne deriverebbe.
Numero II del MMXIV
Il secondo numero del 2014 contiene importanti novità in ordine alla grafica della rivista che cambia dopo 3 anni: ogni articolo incorpora anche il profilo dell'autore.
SeG_II_MMXIV_colophon
SeG_II_MMXIV_sommario
SeG_II_MMXIV_editoriale
La dott.ssa Angela GIUNTA è Giudice del Tribunale di Reggio…
Giuseppe ANZALONE
Il dott. Giuseppe ANZALONE è Primo Dirigente della Polizia di…
Maria Cristina PALAIA
La dott.ssa Maria Cristina PALAIA è Magistrato con qualifica corrispondente…
Seminario Le tecnologie geografiche a supporto della pubblica sicurezza: ArcGIS…
di Pasquale Luca Iafelice e Gianpaolo Zambonini 1. Premessa:…
LE PROCEDURE ED I METODI DELLA DIGITAL FORENSICS SONO COSI’ IMPORTANTI?
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L’ANALISI DEI DATI DI GEOLOCALIZZAZIONE PROVENIENTI DAI DISPOSITIVI SATELLITARI AUTOMOBILISTICI
di Paolo Reale Favoriti dal basso costo della tecnologia, ma…
di Giuseppe Di Ieva e Gianpaolo Zambonini 3.2. Anatomia…
FRANCIA: WHATSAPP A RISCHIO MULTA PER LA CESSIONE DEI DATI A FACEBOOK
di Elena Bassoli Le contestazioni della CNIL Durante i…
di Giovanni Nazzaro L’intercettazione legale delle chiamate telefoniche tradizionali è…

References: Art. 96
 art. 1
 articolo 96
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 art. 37
 art. 25
 sentenza