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Timestamp: 2018-10-19 12:29:28+00:00

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by Paola Allegri	in NT-Ambiente - Green Economy 0 commenti	tags: ambiente, paesaggio, pannelli fotovoltaici
TAR LOMBARDIA SEZ.III Sent. n.496 del 18 gennaio 2018
TAR LOMBARDIA SEZ.III Sent. n.496 del 18 gennaio 2018 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia (Sezione Terza) ha pronunciato la presente SENTENZA sul ricorso numero di registro generale 3013 del 2016, integrato da motivi aggiunti, proposto da: Iole Patrizia Badoni e Anna Bertoli, rappresentate e difese dall’avvocato Massimo Berton, con domicilio eletto presso il suo studio in Milano, via C.G. Merlo, n. 1; contro Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato, con domicilio eletto in Milano, via Freguglia, n.1; Comune di Maccagno con Pino e Veddasca, in persona del Sindaco pro tempore, non costituito; per l’annullamento quanto al ricorso introduttivo: – del provvedimento di autorizzazione paesaggistica del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca del 13/10/2016 (Prot. n. 6324), notificato alle ricorrenti il successivo 15/10/2016, con il quale è stato approvato, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 156 del D.lgs. n. 42/2004, il progetto dalle stesse presentato, nella parte in cui prescrive il non inserimento dei pannelli fotovoltaici nell’ambito delle opere da eseguirsi; – del Parere positivo condizionato reso in data 8/8/2016 dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Territorio – Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Provincia di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese (Prot. n. 27603 BB.NN), allegato al provvedimento di cui sopra, nella parte in cui prescrive il non inserimento dei pannelli fotovoltaici nell’ambito delle opere da eseguirsi; – in quanto occorrer possa, del Parere della Commissione per il Paesaggio del Comune di Maccagno, espresso nella seduta del 26/6/2017, con verbale n. 4/7, il cui contenuto non è conosciuto non essendo stato comunicato alle ricorrenti; nonché di ogni atto presupposto, conseguente o comunque connesso. quanto al ricorso per motivi aggiunti – del Provvedimento di autorizzazione paesaggistica del Comune di Maccagno con Pino e Veddasca del 11/04/2017 (Prot. n. 6324), notificato al difensore in data 12 giugno 2017 con cui l’Amministrazione comunale si è pronunciata in conformità al nuovo parere della Soprintendenza; – del parere positivo condizionato reso in data 15/3/2017 dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Territorio – Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le Provincia di Como, Lecco, Monza-Brianza, Pavia, Sondrio e Varese (Prot. n. 27603 BB.NN), allegato al provvedimento di cui sopra, nella parte in […]
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DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 13 febbraio 2017, n. 31 Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata. note: Entrata in vigore del provvedimento: 06/04/2017 IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione; Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e in particolare gli articoli 14 e seguenti e l’articolo 17-bis; Visto l’articolo 12, comma 2, del decreto-legge 31 maggio 2014, n. 83, convertito con modificazioni, dalla legge 29 luglio 2014, n. 106, come modificato dall’articolo 25, comma 2, del decreto-legge 12 settembre 2014, n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2014, n. 164, il quale dispone che con regolamento da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono dettate disposizioni modificative e integrative al regolamento di cui all’articolo 146, comma 9, quarto periodo, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, al fine di ampliare e precisare le ipotesi di interventi di lieve entita’, operare ulteriori semplificazioni procedimentali nonche’ individuare le tipologie di interventi non soggetti ad autorizzazione paesaggistica e quelle che possono essere regolate attraverso accordi di collaborazione tra il Ministero dei beni e delle attivita’ culturali e del turismo, le regioni e gli enti locali, ai sensi dell’articolo 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241; Visto il decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, recante codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell’articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, recante testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 luglio 2010, n. 139, recante procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interventi di lieve entita’, a norma dell’articolo 146, comma 9, del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 15 giugno 2016; Acquisita l’intesa della Conferenza unificata, ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, in data 7 luglio 2016; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi, nell’adunanza del 30 agosto 2016; Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni parlamentari della Camera dei deputati e del […]
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CORTE DI CASSAZIONE Sent. n. 45968 del 6 ottobre 2017
CORTE DI CASSAZIONE Sent. n. 45968 del 6 ottobre 2017 “Per pertinenza deve intendersi un’opera che non sia parte integrante o costitutiva di un altro fabbricato, bensì al servizio dello stesso onde renderne più agevole e funzionale l’uso; è stato, inoltre, precisato che affinché un manufatto presenti il carattere della pertinenza si richiede che abbia una propria individualità”! SENTENZA RITENUTO IN FATTO 1. Con sentenza del 30/09/2016, la Corte di appello di Palermo confermava la sentenza del Tribunale di Trapani che aveva dichiarato XXX responsabile dei reati di cui agli artt. 44 lett. b) dpr n. 380/2001 e 181 divo 42/2004 (capi a e b)- per aver realizzato, in qualità di proprietario e committente dei lavori, in Calatafimi-Segesta su terreno soggetto a vincolo paesaggistico, in assenza di permesso a costruire e di nulla osta della competente Autorità di tutela del paesaggio, tre pergolati in legno e la sistemazione esterna dell’area di pertinenza della sala di ricevimento “Agorà”- e lo aveva condannato alla pena di mesi due di arresto ed euro 23.000,00 di ammenda con pena sospesa condizionata all’esecuzione dell’ordine di demolizione e riduzione in pristino dello stato dei luoghi. 2. Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione XXX, per il tramite del difensore di fiducia, articolando quattro motivi di seguito enunciati nei limiti strettamente necessari per la motivazione, come disposto dall’art. 173 comma 1, disp. att. cod. proc. pen. Con il primo motivo deduce vizio di motivazione in relazione all’affermazione che l’opera realizzata (pergolato) sia funzionale alla realizzazione di un terrazzo coperto ed all’ampliamento del locale ove l’imputato gestiva attività di sala di ricevimenti, non comprendendosi su quali elementi di fatto sia stata fondata tale valutazione. Con il secondo motivo deduce violazione dell’art. 44 lett. b) dpr n. 380/2001 e 5 della legge regionale siciliana n. 37/1985, argomentando che l’opera era soggetta a semplice autorizzazione comunale stante la sua evidente natura pertienziaie. Con il terzo motivo deduce erronea applicazione dell’art. 181 divo 42/2004 in relazione all’art. 149 divo 42/2004 e 20 i r. 71/1978, argomentando che l’opera non era soggetta a preventiva autorizzazione paesaggistica in quanto opera di manutenzione straordinaria. Con il quarto motivo deduce erronea applicazione dell’art. 165 comma 1 cod.pen.in relazione all’art. 24 della Costituzione, argomentando la Corte di appello avrebbe confermato la subordinazione del beneficio della sospensione condizionale della pena all’eliminazione dell’opera abusiva, pur avendo l’imputato proposto azione difensiva dinanzi al G.A. Chiede, […]
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CORTE DI CASSAZIONE Sent. n. 4139 del 13 dicembre 2017
CORTE DI CASSAZIONE Sent. n. 4139 del 13 dicembre 2017 RITENUTO IN FATTO 1. La Corte di appello di Lecce, con sentenza del 5/12/2016 ha riformato, eliminando la subordinazione del beneficio della sospensione condizionale della pena alla demolizione e riduzione in pristino nei confronti di due imputati, la decisione con la quale, in data 15/12/2014, il Tribunale di Brindisi aveva affermato la responsabilità penale di xxx, yyy e zzz per i reati di cui agli artt. 181 d.lgs. 42\2004 e 44, lett. c) d.P.R. 380\01, perché il primo quale proprietario committente, il secondo quale progettista e direttore dei lavori, il terzo quale assuntore dei lavori, effettuavano senza valido titolo (avendo presentato unicamente una d.i.a.), in area sottoposta a vincolo paesaggistico, l’ampliamento di un immobile preesistente consistito nella realizzazione di un vano tecnico e di un bagno a solaio piano, un muro in tufo e pietra con trave in cls e sedute in tufo (in Cisternino, accertato il 16/5/2013). Avverso tale pronuncia i predetti propongono congiuntamente ricorso per cassazione tramite i propri difensori di fiducia, deducendo i motivi di seguito enunciati nei limiti strettamente necessari per la motivazione, ai sensi dell’art. 173 disp. att. cod. proc. pen. 2. Con un primo motivo di ricorso denunciano la violazione di legge ed il vizio di motivazione, rappresentando che la zona oggetto di intervento non sarebbe soggetta a vincolo paesaggistico, come dimostrato dalla delimitazione dell’area vincolata ad opera del d.m. 23/1/1970, che non ricomprende quella ove insistono le opere realizzate e non risultando operante, nella fattispecie, il Piano Territoriale Tematico del paesaggio (PUTT). 3. Con un secondo motivo di ricorso osservano che, anche sulla base delle risultanze istruttorie, le opere realizzate avrebbero natura pertinenziale e, come tali, non necessitavano del permesso di costruire. Aggiungono che la d.i.a. che riguardava detti interventi sarebbe stata legittimamente presentata quale unico titolo necessario, configurandosi, nella fattispecie, una manutenzione straordinaria. 4. Con un terzo motivo di ricorso lamentano la violazione di legge ed il vizio di motivazione in relazione alla posizione di zzz, la cui responsabilità sarebbe stata ricavata esclusivamente dalla sottoscrizione dell’accettazione di incarico e dal deposito del DURC della sua impresa. 5. Con un quarto motivo di ricorso deducono la violazione di legge ed il vizio di motivazione in relazione al trattamento sanzionatorio, ritenuto eccessivo. 6. Con un quinto motivo di ricorso evidenziano che, avuto riguardo alla prescrizione del reato, comunque maturata dopo la decisione impugnata, […]
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Agenzia delle Entrate – Approvazione del modello di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali
Agenzia delle Entrate – Approvazione del modello di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali Provvedimento 28/12/2017 n. 305134 Agenzia delle Entrate – Approvazione del modello di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali, delle relative istruzioni e delle specifiche tecniche per la trasmissione telematica SCARICA QUI PROVVEDIMENTO in formato PDF
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Decreto Legislativo 19 aprile 2017, n. 56 – Correttivo al codice appalti
Decreto Legislativo 19 aprile 2017, n. 56 – Correttivo al codice appalti Pubblicato sul S.O. n.22 alla Gazzetta Ufficiale n.103 del 5 maggio 2017 il Decreto Legislativo 19 aprile 2017, n. 56 “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50.“ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; Visto l’articolo 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400; Vista la direttiva 2014/23/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione; Vista la direttiva 2014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE; Vista la direttiva 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE; Vista la legge 28 gennaio 2016, n. 11, recante deleghe al Governo per l’attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonche’ per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture e, in particolare, l’articolo 1, commi 3 e 8; Visto il decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, recante attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonche’ per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture; Considerato che la citata legge delega n. 11 del 2016 statuisce che “entro un anno dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1 il Governo puo’ adottare disposizioni integrative e correttive nel rispetto dei principi e criteri direttivi e della procedura di cui al presente articolo; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella riunione del 23 febbraio 2017; Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Commissione speciale nell’Adunanza del 22 marzo 2017; Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei deputati e […]

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