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Timestamp: 2020-08-03 18:15:52+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25382 del 12/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25382 del 12/12/2016
Cassazione civile sez. lav., 12/12/2016, (ud. 18/10/2016, dep. 12/12/2016), n.25382
sul ricorso 27854/2011 proposto da:
ANGELIS, rappresentata e difesa dagli avvocati ANTONIO DE ANGELIS,
CRISTIANA ZANELLA, DANIELE PORENA, giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 326/2011 della CORTE D’APPELLO di PERUGIA,
depositata il 10/06/2011 R.G.N. 459/2010;
1. Con la sentenza n. 326 del 2011, la Corte di Appello di Perugia, adita dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) in riforma della sentenza di primo grado, ha respinto tutte le domande proposte da D.R., assistente amministrativo ATA, volte, in via principale, alla dichiarazione di nullità dei termini apposti dal Ministero ai contratti a tempo determinato stipulati in successione e alla conseguente conversione in rapporto a tempo indeterminato, del D.Lgs. n. 368 del 2001, ex art. 5 e, in via subordinata, alla condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno, quantificato in Euro 5.000,00 per ogni contratto a termine illegittimamente stipulato, in applicazione del D.Lgs. n. 165 del 2001, art. 36.
4. Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso A.S. sulla base di quattro articolati motivi. Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha resistito con controricorso.
127. Va rilevato che nella fattispecie dedotta in giudizio è incontestato che la parte ricorrente è stata immessa nei ruoli del MIUR, con concorso per soli titoli dal 1 settembre 2009 (il dato, affermato dalla difesa dello Stato nella memoria ex art. 378 c.p.c., non risulta negato nella memoria difensiva e nemmeno nel corso della discussione orale), così ottenendo il bene della vita per il quale ha agito in giudizio, senza che rilevi, per quanto osservato nel punto 90 e nel punto 122 di questa sentenza la circostanza che la stabilizzazione sia avvenuta per mezzo di interventi diversi da quelli previsti nella L. n. 107 del 2015.
128. Va altresì rilevato che non è configurabile alcuna abusiva reiterazione dei contratti a termine in quanto non emerge dalla combinata lettura della sentenza impugnata e dal ricorso per cassazione che le assunzioni a termine su posti di organico di diritto hanno avuto durata superiore a trentasei mesi. La sentenza fa riferimento a “un contratto a tempo determinato per il periodo 1 settembre 2007-31 agosto 2008. In precedenza, tra il 2000 e il 2007, aveva stipulato con il Ministero altri contratti a tempo determinato” (pag. 4), e (pag. 11), a “assegnazione a supplenze su organico di diritto”, e il ricorso (pag.2) a ” una serie di contratti a tempo determinato”, senza ulteriori specificazioni.
129. Comunque, non risulta dal ricorso (peraltro, nella sentenza di appello si riferisce che la ricorrente con il ricorso introduttivo del giudizio chiedeva la condanna del Ministero al risarcimento del danno nella misura forfettaria di Euro 5.000,00 per ogni anno di lavoro), che la ricorrente abbia, nell’originaria domanda, allegato l’esistenza di danni ulteriori e diversi rispetto a quelli “risarciti” dalla immissione in ruolo, la cui prova grava sul lavoratore e che comunque mai potrebbero identificarsi con quelli “da mancata conversione e quindi da perdita del posto di lavoro”, secondo quanto affermato nella predetta decisione delle SS.UU. n. 5072 del 2016 cit. (v. retro punto 87; Cass. 22553 del 2016).
vanno rigettati i motivi di cui alle lettere da a) ad e) del ricorso, formulati sul presupposto, erroneo, della applicabilità ai contratti a termine dedotti in giudizio delle disposizioni contenute nella disciplina di carattere generale dal D.Lgs. n. 368 del 2001 dettata per il contratto a tempo determinato”.
Il quarto ed ultimo motivo (di cui alla lettera f del ricorso), pur risultando fondato nella parte in cui contesta l’esclusione statuita dalla Corte territoriale della configurabilità di un abuso, contrario all’Accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE, nel caso di reiterazione dei contratti a termine nel settore scolastico, tuttavia non comporta, ai impugnata, in quanto il dispositivo della sentenza stessa risulta conforme a diritto, sulla base della diversa motivazione elaborata nella presente sentenza.
Va dichiarata la compensazione delle spese del presente giudizio, avuto riguardo alle modifiche del quadro normativo di riferimento ed alla questione della cd doppia pregiudiziale costituzionale e comunitaria, intervenute nel corso del giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 art. 36
 sentenza 
 art. 378
 sentenza 
 sentenza 
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 sentenza 
 Cass. 
 sentenza