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Timestamp: 2013-05-23 19:51:27+00:00

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EUR-Lex - 32012R0029 - IT
GU L 12 del 14.1.2012, pagg. 14–21 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
di entrata in vigore: 03/02/2012; entrata in vigore data della pubblicazione +20 vedi art. 12
grassi, tutela dei consumatori
32002R1019 abrogazione 32002R1964 abrogazione 32003R1176 abrogazione 32004R0406 modifica abrogazione parziale 32004R1750 abrogazione 32006R1044 abrogazione 32008R0632 abrogazione 32008R1183 abrogazione 32009R0182 abrogazione 32010R0596 abrogazione Modificato da:
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visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007 recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento "unico OCM") [1] in particolare l’articolo 113, paragrafo 1, lettera a), e l’articolo 121, primo comma, lettera a), in combinato disposto con l’articolo 4,
(1) Il regolamento (CE) n. 1019/2002 della Commissione, del 13 giugno 2002, relativo alle norme di commercializzazione dell’olio d’oliva [2] è stato modificato in modo sostanziale e a più riprese [3]. A fini di razionalità e chiarezza occorre provvedere alla codificazione di tale regolamento.
(2) L’olio d’oliva possiede qualità organolettiche e nutritive che gli permettono di avere un mercato ad un prezzo relativamente elevato, tenuto conto dei costi di produzione, rispetto alla maggior parte degli altri grassi vegetali. Vista questa situazione di mercato, è opportuno stabilire norme di commercializzazione per l’olio d’oliva, contenenti in particolare norme specifiche in materia di etichettatura, complementari a quelle previste dalla direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l’etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità [4] in particolare ai principi enunciati all’articolo 2 della stessa.
(3) Per garantire l’autenticità degli oli d’oliva venduti è opportuno prevedere, per il commercio al dettaglio, imballaggi di dimensioni ridotte provvisti di sistema di chiusura adeguato. È tuttavia opportuno che gli Stati membri possano autorizzare una capacità superiore per gli imballaggi destinati alle collettività.
(4) Oltre alle denominazioni obbligatorie previste per le diverse categorie di oli d’oliva dall’articolo 118 del regolamento (CE) n. 1234/2007, è necessario informare il consumatore sulla tipologia degli oli offertigli.
(5) A motivo degli usi agricoli o delle pratiche locali di estrazione o di taglio, gli oli di oliva vergini direttamente commercializzabili possono presentare qualità e sapore notevolmente diversi tra loro a seconda dell’origine geografica. Ne possono risultare, all’interno di una stessa categoria di olio, differenze di prezzo che perturbano il mercato. Per le altre categorie di oli commestibili non vi sono differenze sostanziali legate all’origine, come potrebbe invece far credere l’indicazione dell’origine sugli imballaggi destinati ai consumatori. È pertanto necessario, per evitare rischi di distorsione del mercato degli oli d’oliva commestibili, stabilire un regime obligatorio dell’Unione relativo alla designazione dell’origine esclusivamente per l’olio "extra vergine" di oliva e l’olio di oliva "vergine" rispondente a precisi requisiti. Le disposizioni facoltative applicate fino al 2009 si sono rivelate insufficienti per evitare che i consumatori siano fuorviati circa le caratteristiche effettive degli oli vergini a questo riguardo. Inoltre, il regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare [5] ha introdotto norme in materia di tracciabilità applicabili dal 1o gennaio 2005. Sulla base dell’esperienza acquisita in questo campo dagli operatori e dalle amministrazioni è stato possibile rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine sull’etichetta per l’olio extra vergine di oliva e l’olio di oliva vergine.
(6) L’utilizzazione dei nomi di marchi esistenti, che recano riferimenti geografici, può proseguire qualora questi nomi siano stati ufficialmente registrati in passato conformemente alla prima direttiva 89/104/CE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi d’impresa [6], o conformemente al regolamento (CE) n. 207/2009 del Consiglio, del 26 febbraio 2009, sul marchio comunitario [7].
(7) La designazione di un’origine regionale può formare oggetto di una denominazione d’origine protetta (DOP) o di un’indicazione geografica protetta (IGP) ai sensi del regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’origine dei prodotti agricoli ed alimentari [8]. Per evitare d’ingenerare confusione nei consumatori e quindi di perturbare il mercato, è necessario riservare alle DOP e alle IGP le designazioni d’origine a livello regionale. Per gli oli di oliva importati devono esser osservate le disposizioni applicabili in materia di origine non preferenziale di cui al regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario [9].
(8) Qualora la designazione dell’origine degli oli d’oliva vergini si riferisca all’Unione o a uno Stato membro, bisogna tenere conto del fatto che le olive utilizzate, come pure le pratiche e le tecniche di estrazione, incidono sulla qualità e sul sapore dell’olio. La designazione dell’origine deve quindi riferirsi alla zona geografica nella quale l’olio d’oliva è stato ottenuto, che di norma corrisponde alla zona nella quale è stato estratto dalle olive. Tuttavia, se il luogo di raccolta delle olive è diverso da quello di estrazione dell’olio, è opportuno che tale informazione sia indicata sugli imballaggi o sulle relative etichette per non indurre in errore il consumatore e non perturbare il mercato dell’olio d’oliva.
(9) Nell’Unione, una parte significativa degli oli di oliva vergini ed extra vergini è costituita da miscele di oli originari di vari Stati membri e paesi terzi. Occorre prevedere disposizioni semplici per l’indicazione dell’origine sull’etichetta delle suddette miscele.
(10) Conformemente alla direttiva 2000/13/CE, le indicazioni che figurano sull’etichetta non devono indurre in errore l’acquirente, soprattutto per quanto riguarda le caratteristiche dell’olio d’oliva in questione, attribuendogli proprietà che non possiede o presentando come specifiche di quell’olio proprietà che sono comuni alla maggior parte degli oli. Inoltre, occorre stabilire norme armonizzate per alcune indicazioni facoltative, proprie dell’olio d’oliva e utilizzate frequentemente, che consentano di definirle con precisione e di controllarne la veridicità. Le nozioni ad esempio di "spremitura a freddo" o "estrazione a freddo" devono corrispondere ad un modo di produzione tradizionale tecnicamente definito. Alcuni termini che descrivono le caratteristiche organolettiche relative al gusto e/o all’odore degli oli di oliva vergini ed extra vergini sono stati definiti dal Consiglio oleicolo internazionale (COI) nel suo metodo riveduto per la valutazione organolettica degli oli di oliva vergini. L’utilizzo di tali termini sull’etichetta degli oli di oliva vergini ed extra vergini va riservato agli oli sottoposti a valutazione in base al corrispondente metodo di analisi. Occorre prevedere disposizioni transitorie per gli operatori che si avvalgono attualmente dei termini riservati. L’acidità riportata fuori contesto induce erroneamente a creare una scala di qualità assoluta che è fuorviante per il consumatore, in quanto questo criterio corrisponde ad un valore qualitativo unicamente nell’ambito delle altre caratteristiche dell’olio d’oliva considerato. Tenuto quindi conto della proliferazione di talune indicazioni e dell’importanza economica che rivestono, è necessario stabilire criteri oggettivi relativi alla loro utilizzazione per garantire la trasparenza nel mercato dell’olio d’oliva.
(11) È necessario evitare che i prodotti alimentari che contengono olio d’oliva ingannino il consumatore sfruttando la reputazione dell’olio d’oliva senza indicare la composizione reale del prodotto. Sulle etichette deve quindi apparire chiaramente l’indicazione della percentuale di olio d’oliva, nonché alcune diciture proprie dei prodotti costituiti esclusivamente da una miscela di oli vegetali. Occorre inoltre tener conto delle disposizioni particolari previste da alcuni regolamenti specifici relativi ai prodotti a base di olio d’oliva.
(12) Le denominazioni delle categorie di olio d’oliva corrispondono alle caratteristiche fisico-chimiche e organolettiche precisate nell’allegato XVI del regolamento (CE) n. 1234/2007 e dal regolamento (CEE) n. 2568/91 della Commissione, dell’ 11 luglio 1991, relativo alle caratteristiche degli oli d’oliva e degli oli di sansa nonché ai metodi ad essi attinenti [10]. Le altre diciture che figurano in etichetta devono essere giustificate sulla scorta di elementi oggettivi, per prevenire ogni rischio di abuso a danno dei consumatori e distorsioni della concorrenza nel mercato degli oli in questione.
(13) Nel quadro del sistema di controllo istituito all’articolo 113, paragrafo 3, secondo comma del regolamento (CE) n. 1234/2007, gli Stati membri devono precisare, in funzione delle diciture da etichettare, gli elementi di prova da addurre e le sanzioni economiche previste. Gli elementi di prova possono essere, senza scartare a priori alcuna possibilità, fatti accertati, risultati di analisi o registrazioni attendibili, informazioni amministrative o contabili.
(14) Poiché i controlli delle aziende responsabili dell’etichettatura devono essere realizzati nello Stato membro nel quale esse hanno sede, è necessario prevedere una procedura di collaborazione amministrativa tra la Commissione e gli Stati membri nei quali sono commercializzati gli oli.
(15) Per valutare il sistema previsto dal presente regolamento, gli Stati membri interessati devono riferire sui fatti e sulle difficoltà incontrate.
(16) Le misure di cui al presente regolamento sono conformi al parere del comitato di gestione per l’organizzazione comune dei mercati agricoli,
2. Ai fini del presente regolamento, per "commercio al dettaglio" si intende la vendita al consumatore finale di uno degli oli di cui al paragrafo 1, presentato come tale o incorporato in un prodotto alimentare.
"olio d’oliva di categoria superiore ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici";
"olio d’oliva ottenuto direttamente dalle olive e unicamente mediante procedimenti meccanici";
c) per l’olio di oliva composto da oli d’oliva raffinati e da oli d’oliva vergini:
"olio contenente esclusivamente oli d’oliva che hanno subito un processo di raffinazione e oli ottenuti direttamente dalle olive";
"olio contenente esclusivamente oli derivati dalla lavorazione del prodotto ottenuto dopo l’estrazione dell’olio d’oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive";
"olio contenente esclusivamente oli provenienti dal trattamento della sansa di oliva e oli ottenuti direttamente dalle olive".
Ai fini del presente regolamento, per "designazione dell’origine" si intende l’indicazione di un nome geografico sull’imballaggio o sull’etichetta ad esso acclusa.
a) nel caso di oli di oliva originari di uno Stato membro o di un paese terzo, un riferimento allo Stato membro, all’Unione o al paese terzo — a seconda dei casi — in conformità alle disposizioni dei paragrafi 4 e 5;
b) nel caso di miscele di oli di oliva originari di più di uno Stato membro o paese terzo, una delle seguenti diciture — a seconda dei casi — in conformità alle disposizioni dei paragrafi 4 e 5:
i) miscela di oli di oliva originari dell’Unione europea» oppure un riferimento all’Unione;
ii) "miscela di oli di oliva non originari dell’Unione europea" oppure un riferimento all’origine esterna all’Unione;
iii) "miscela di oli di oliva originari dell’Unione europea e non originari dell’Unione" oppure un riferimento all’origine interna ed esterna all’Unione, oppure;
3. Non è considerato come una designazione dell’origine soggetta alle disposizioni del presente regolamento il nome del marchio o dell’impresa la cui domanda di registrazione sia stata presentata entro il 31 dicembre 1998 conformemente alla direttiva 89/104/CEE o entro il 31 maggio 2002 conformemente al regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio [11].
Qualora le olive siano state raccolte in uno Stato membro o un paese terzo diverso da quello in cui è situato il frantoio nel quale è stato estratto l’olio, la designazione dell’origine reca la dicitura seguente: "Olio (extra) vergine di oliva ottenuto [nell’Unione o in (denominazione dello Stato membro interessato)] da olive raccolte (nell’Unione), in (denominazione dello Stato membro o del paese terzo interessato)".
a) l’indicazione "prima spremitura a freddo" è riservata agli oli d’oliva extra vergini o vergini ottenuti a meno di 27 °C con la prima spremitura meccanica della pasta d’olive, mediante un sistema di estrazione di tipo tradizionale con presse idrauliche;
b) l’indicazione "estratto a freddo" è riservata agli oli d’oliva extra vergini o vergini ottenuti a meno di 27 °C con un processo di percolazione o centrifugazione della pasta d’olive;
d) l’indicazione dell’acidità o dell’acidità massima può figurare unicamente se accompagnata dalla menzione, in caratteri delle stesse dimensioni e nello stesso campo visivo, dell’indice dei perossidi, del tenore in cere e dell’assorbimento nell’ultravioletto, determinati a norma del regolamento (CE) n. 2568/91.
1. Se è riportata nell’etichetta, al di fuori della lista degli ingredienti, la presenza di oli di cui all’articolo 1, paragrafo 1, in una miscela di olio d’oliva e di altri oli vegetali, attraverso termini, immagini o simboli grafici, la denominazione di vendita della miscela è la seguente: "Miscela di oli vegetali (o nomi specifici degli oli vegetali) e di olio d’oliva", seguita immediatamente dall’indicazione della percentuale di olio d’oliva nella miscela.
2. Eccezion fatta per il tonno all’olio di oliva di cui al regolamento (CEE) n. 1536/92 del Consiglio [12] e per le sardine all’olio di oliva di cui al regolamento (CEE) n. 2136/89 del Consiglio [13], se la presenza di oli di cui all’articolo 1, paragrafo 1, del presente regolamento in un prodotto alimentare diverso da quelli indicati al paragrafo 1 del presente articolo è evidenziata sull’etichetta, al di fuori della lista degli ingredienti, attraverso termini, immagini o simboli grafici, la denominazione di vendita del prodotto alimentare è seguita direttamente dall’indicazione della percentuale di oli di cui all’articolo 1, paragrafo 1, del presente regolamento rispetto al peso netto totale del prodotto alimentare.
L’indicazione della percentuale di olio di oliva aggiunto rispetto al peso netto totale del prodotto alimentare può essere sostituita dalla percentuale di olio d’oliva aggiunto rispetto al peso totale delle materie grasse, con l’aggiunta dell’indicazione: "percentuale di materie grasse".
3. Le denominazioni di cui all’articolo 3, primo comma, possono essere sostituite dai termini "olio di oliva" sull’etichetta dei prodotti di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo.
Tuttavia, in caso di presenza di olio di sansa di oliva, i termini "olio di oliva" sono sostituiti dai termini "olio di sansa di oliva".
c) informazioni amministrative o contabili tenute conformemente alle normative dell’Unione e/o nazionali.
a) dai servizi competenti della Commissione;
b) da un’organizzazione di operatori dello Stato membro prevista all’articolo 125 del regolamento (CE) n. 1234/2007;
c) dall’organismo di controllo di un altro Stato membro.
a) la data del prelievo o dell’acquisto dell’olio;
b) il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dello stabilimento nel quale ha avuto luogo il prelievo o l’acquisto dell’olio;
c) il numero di partite in questione;
d) la copia di tutte le etichette che figurano sull’imballaggio dell’olio;
e) i risultati delle analisi o delle altre controperizie, indicantii metodi utilizzati nonché il nome e l’indirizzo del laboratorio o dell’esperto in questione;
f) se del caso, il nome e l’indirizzo del fornitore dell’olio, dichiarato dallo stabilimento di vendita.
a) dispongono di impianti di condizionamento;
b) si impegnano a raccogliere e conservare gli elementi giustificativi previsti dallo Stato membro, conformemente all’articolo 7;
c) dispongono di un sistema di magazzinaggio che consenta di accertare, in modo considerato soddisfacente dallo Stato membro, la provenienza degli oli che recano una designazione di origine.
a) le domande di verifica ricevute in conformità dell’articolo 8, paragrafo 2;
b) le verifiche effettuate e quelle che sono state avviate nel corso di campagne precedenti e sono ancora in corso;
c) il seguito dato alle verifiche effettuate e le sanzioni applicate.
[2] GU L 155 del 14.6.2002, pag. 27.
[3] Cfr. l’allegato I.
[5] GU L 31 dell’1.2.2002, pag. 1.
[6] GU L 40 dell’11.2.1989, pag. 1.
[7] GU L 78 del 24.3.2009, pag. 1.
[8] GU L 93 del 31.3.2006, pag. 12.
[9] GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.
[10] GU L 248 del 5.9.1991, pag. 1.
[11] GU L 11 del 14.1.1994, pag. 1.
[12] GU L 163 del 17.6.1992, pag. 1.
[13] GU L 212 del 22.7.1989, pag. 79.
Regolamento (CE) n. 1019/2002 della Commissione (GU L 155 del 14.6.2002, pag. 27). | |
Regolamento (CE) n. 1964/2002 della Commissione (GU L 300 del 5.11.2002, pag. 3). | |
Regolamento (CE) n. 1176/2003 della Commissione (GU L 164 del 2.7.2003, pag. 12). | |
Regolamento (CE) n. 406/2004 della Commissione (GU L 67 del 5.3.2004, pag. 10). | Limitatamente all’articolo 3 |
Regolamento (CE) n. 1750/2004 della Commissione (GU L 312 del 9.10.2004, pag. 7). | |
Regolamento (CE) n. 1044/2006 della Commissione (GU L 187 dell’8.7.2006, pag. 20). | |
Regolamento (CE) n. 632/2008 della Commissione (GU L 173 del 3.7.2008, pag. 16). | |
Regolamento (CE) n. 1183/2008 della Commissione (GU L 319 del 29.11.2008, pag. 51). | |
Regolamento (CE) n. 182/2009 della Commissione (GU L 63 del 7.3.2009, pag. 6). | |
Regolamento (UE) n. 596/2010 della Commissione (GU L 173 dell’8.7.2010, pag. 27). | |
Regolamento (CE) n. 1019/2002 | Presente regolamento |
Articoli 1 a 8 | Articoli da 1 a 8 |
Article 12, paragrafo 1 | Articolo 12, paragrafo 1 |
Articolo 12, paragrafo 2, primo comma | — |
Articolo 12, paragrafo 2, secondo comma | — |
Articolo 12, paragrafo 2, terzo comma | — |
Articolo 12, paragrafo 2, quarto comma | — |
Articolo 12, paragrafo 2, quinto comma | Articolo 12, paragrafo 2 |

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