Source: http://www.ivaentilocali.it/articoli/index2.asp?anno=2005
Timestamp: 2019-03-21 03:25:17+00:00

Document:
Elenco articoli per l'Anno di Pubblicazione 2005
Niente sanzioni sulle perizie medico-legali
I medici che, fino al dicembre 2003, hanno applicato l'esenzione in relazione ad operazioni che, in realtà, devono considerarsi imponibili agli effetti della corretta interpretazione stabilita dalla Corte UE nelle cause C-307/01 e C-212/01, possono regolarizzare la propria posizione assoggettando le prestazioni al prelievo senza interessi moratori e senza alcuna sanzione. Lo prevede la risoluzione n. 174/E in data 22 dicembre 2005, destinata ad incidere anche sugli enti che hanno richiesto uno o più dei servizi individuati dalla circolare 4/2005, giacché il provvedimento si traduce in un invito generalizzato a tutti professionisti interessati – e non solo a quelli già sottoposti a controllo - a sanare l’omissione, con evidenti conseguenze economiche nei confronti dei committenti, in quanto di regola impossibilitati a portare in detrazione il tributo, se non in tutto, almeno in buona parte.
Utilities: istruzioni all'ultimo istante
Con una tempistica quanto meno discutibile - dal momento che oggi, 27 dicembre 2005, è l'ultimo giorno utile per effettuare il versamento dell' acconto annuale Iva - l'Agenzia ha fornito alcuni chiarimenti esenziali in merito alle modalità di effettuazione di tale adempimento da parte dei gestori dei servizi pubblici servizi individuati con i regolamenti del Ministro delle finanze 24 ottobre 2000, n. 370, e 24 ottobre 2000, n. 366, tra cui spicca, per importanza, la conferma dell'applicabilità del metodo di calcolo effettivo previsto dal comma 3-bis dell'articolo 6 della legge n. 405 del 1990. Le precisazioni sono contenute all'interno della circolare 54/E in data 23 dicembre 2005.
RSP: l’esenzione dei fisioterapisti
La gestione di residenze sanitarie protette o di altri centri simili è spesso interessata dall'impiego di figure professionali mediche o paramediche, come tali destinatarie di una norma di esenzione che, in un recente passato, ha conosciuto un intervento comunitario non propriamente favorevole per i committenti (perizie mediche). Può essere allora utile esaminare le conclusioni dell'Avvocato Generale J. Kokott sull'ipotesi - abbastanza diffusa nell'ambito della riabilitazione, e non solo in quello - dell'impiego di metodi alternativi e/o interdisciplinari rispetto ai quali l'applicazione dell'agevolazione possa apparire talvolta incerta, alla luce del principio stabilito dalla Corte UE per cui le fattispecie esenti devono essere interpretate restrittivamente.
Soggetti esenti: bocciato il rimborso
La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia ha accolto, con la sentenza n. 137/28/05, l'appello dell'amministrazione finanziaria contro la decisione di primo grado che l'aveva condannata al rimborso dell'imposta pagata da una casa di cura ad un proprio fornitore, giungendo alla incontestabile conclusione che la pretesa esistenza, nel corpo dell'articolo 13, parte B, della sesta direttiva, di una norma che disponga l'obbligo di esentare le forniture effettuate ai soggetti che impiegano i beni in attività esenti, deve ritenersi priva di qualunque fondamento.
La detrazione dell’Iva sulle auto
Mentre il legislatore italiano si appresta, in sede di approvazione definitiva della manovra finanziaria per il prossimo anno, a prorogare il regime di indetraibilità dell’imposta relativa alle operazioni di cui alla lettera c) comma 1 dell’articolo 19 bis - sebbene diminuendone la portata dal 90% all’85% - la giurisprudenza nazionale ha aperto la prima breccia nel divieto eretto e mantenuto dal lontano 1979 ad oggi in spregio alle disposizioni ed ai principi della sesta direttiva comunitaria, riconoscendo ad una società milanese il diritto al rimborso del tributo non dedotto in forza del limite normativo interno, considerato illegittimo ed immediatamente disapplicabile dal giudice nazionale.
La cessione di beni ad Iva “non detratta”
La cessione di beni acquisiti nell'ambito della sfera istituzionale dell'ente, ma successivamente impiegati in una attività rilevante ai fini Iva - circostanza verificatasi, ad esempio, all'epoca del passaggio della gestione del servizio di fognatura e depurazione dall'ambito di esclusione a quello di applicazione del tributo - non può beneficiare della norma di esenzione prevista dal n. 27 quinquies dell'articolo 10 del D.P.R. 633/72, ma, in compenso, può rientrare nello speciale regime del margine. E' questa la conclusione cui sembra potersi pervenire adottando l'insegnamento offerto dai giudici comunitari nella sentenza della Corte di Giustizia in data 8 dicembre 2005 nel procedimento C-280/04.
L’ente “web-intermediario”
Gli enti che percepiscono compensi a titolo di commissione per la raccolta e la trasmissione alle aziende presenti sul proprio sito web di ordinativi di acquisto devono adempiere a tutti gli obblighi previsti dal D.P.R. 633/72. Nel fare ciò occorre prestare attenzione tanto alla qualificazione giuridica del rapporto che si instaura con il navigatore che effettua la transazione quanto, di conseguenza, alla verifica del requisito della territorialità.
Acconto Iva entro il 27
Martedì 27 dicembre scade il termine per assolvere l’ultimo degli adempimenti Iva per il 2005, vale a dire il versamento dell’acconto previsto dall’articolo 6, commi da 2 a 5 quater della legge 29 dicembre 1990 n. 405. L’anno che sta per concludersi ha peraltro fatto registrare una novità che, seppur limitata solo a determinati operatori, riguarda certamente alcuni comuni che ancora svolgono attività diretta nel settore delle utilities. L'analisi degli aspetti essenziali della fattispecie.
L’affitto d’azienda non è un’attività
L’attività svolta dal soggetto locatore dell’unica azienda posseduta non costituisce esercizio di una impresa commerciale in quanto, mancando di qualunque continuazione sul piano operativo, si esaurisce esclusivamente nella concessione in affitto dell’intero complesso organizzato per la produzione di beni e servizi e nella mera percezione di un canone di godimento. La precisazione, contenuta nella risoluzione n. 163/E in data 25 novembre 2005, rende di riflesso ancor più problematica l'applicazione dell'Iva a tali operazioni.
Residenze sanitarie protette: riconosciuta l’esenzione
Le attività a carattere socio-assistenziale rese da una residenza sanitaria protetta gestita da un Comune possono beneficiare della norma di esenzione stabilita dal legislatore nazionale al n. 21 dell’articolo 10 della legge Iva, in quanto assimilabili alle case di riposo espressamente citate in tale disposizione. La conclusione è contenuta nella risoluzione n.164/E.
I contributi e l’Irap commerciale
I comuni che adottano il sistema opzionale di calcolo dell’imposta regionale sulle attività produttive nei confronti delle attività commerciali devono tenere conto, nella determinazione del valore della produzione netta, anche degli importi spettanti a titolo di contribuzione erogati dalla Regione o da altri organi dell’Amministrazione dello Stato, ancorché le somme non rilevino ai fini dell’imposta sul valore aggiunto perché qualificate o qualificabili come sovvenzioni a fondo perso.
La custodia dei veicoli rimossi
Il rimborso delle spese di custodia di un autoveicolo rimosso ai sensi delle disposizioni del D. Lgs 30 aprile 1992 n. 285 determina l’obbligo di verificare la sussistenza del presupposto soggettivo Iva. Nel fare ciò occorre trascendere la norma domestica, ed il suo tenore letterale, per risalire al dettato comunitario di riferimento, non solo indagando la ratio della presunzione assoluta di rilevanza delle attività elencate nell’allegato D alla sesta direttiva, ma anche interrogandosi sulla coerenza delle conclusioni con l’orientamento della giurisprudenza della Corte di Giustizia in tema di parcheggi pubblici a pagamento.
Gli effetti del conferimento sulla detrazione
L’indagine degli effetti indotti dal trasferimento di un'azienda comunale sull’esercizio del diritto alla detrazione, con particolare attenzione all’ipotesi di ricevimento, da parte del conferitario, di fatture intestate al conferente, o di pagamenti effettuati materialmente dal primo, ma riferibili a documenti già annotati sui registri del secondo. Le problematiche connesse con l'obbligo di rettifica e con la gestione del pro-rata.
Comunicazioni e fatturazione nel conferimento
Le problematiche indotte da un’operazione di conferimento non presentano una soluzione univoca, dal momento che ogni decisione sulla gestione degli obblighi diversi da quello relativo alla presentazione della dichiarazione annuale non sembra in realtà poter prescindere dalla concreta regolazione di questo adempimento. Ne è dimostrazione evidente la questione relativa all’incasso di corrispettivi non ancora fatturati alla data del conferimento, tema di approfondimento dell’aggiornamento odierno, unitamente all’analisi dell’obbligo di comunicazione della variazione dati ex articolo 35 del D.P.R. 633/72.
Le conseguenze del conferimento comunale
La cessazione di un’attività commerciale determinata dal conferimento, in un soggetto di nuova costituzione, dell’unica azienda già posseduta ed utilizzata dal comune, rappresenta un evento eccezionale, di norma finalizzato all’affidamento di servizi, che nonostante la sua neutralità ai fini Iva si rivela ugualmente produttivo di conseguenze pratiche in virtù del passaggio in capo al conferitario dei diritti e degli obblighi relativi alle attività e passività trasferite.
Forniture “esenti”: la replica dell’Agenzia
L’Agenzia delle Entrate torna ad usare lo strumento del comunicato stampa e ciò allo scopo di chiarire la propria posizione in merito alla vexata quaestio della presunta mancata applicazione del regime di esenzione nei riguardi delle operazioni di vendita di beni destinati ad attività esenti. L’importanza dell’intervento si deve anche alla esplicita sconfessione della voce che vorrebbe l’amministrazione orientata a rinunciare alla prosecuzione delle liti che l’hanno vista soccombere nei vari gradi del giudizio di merito.
Le istruzioni sulla fattura
La circolare n. 45 del 19 ottobre scorso ha avuto ampio risalto sulla stampa specializzata per via dei chiarimenti, peraltro attesi da parecchio tempo, sulla procedura di fatturazione elettronica introdotta nel nostro ordinamento dal decreto legislativo 20 febbraio 2004, n. 52. Il provvedimento, tuttavia, non si limita a precisare la portata delle modifiche indotte in campo legislativo fiscale dalle innovazioni tecnologiche, ma effettua un’ampia ricognizione dell’obbligo previsto dall'articolo 21, sottolineandone alcuni elementi fondamentali che è sempre bene ricordare.
Eccedenze trimestrali: lunedì la scadenza
Scade lunedì prossimo, 31 ottobre, il termine per la presentazione della domanda di rimborso o di compensazione dell'eccedenza di imposta detraibile maturata nel corso del terzo trimestre solare del 2005 da parte dei soggetti passivi Iva, indipendentemente dalla periodicità delle liquidazioni. L'esame dei presupposti per la spettanza del diritto, il riassunto delle novità dal 2003 ad oggi, ivi compresi i chiarimenti sul rispetto del limite annuale imposto dall’articolo 25 del D.Lgs. 9 luglio 1997, n. 241, nonché il contributo delle istruzioni al modello in caso di acquisto di beni ammortizzabili.
Lo sviluppo dei siti internet degli enti locali si sta sempre più orientando verso uno sfruttamento non strettamente istituzionale dello strumento. La predisposizione di pagine web destinate alla valorizzazione del tessuto imprenditoriale locale può quindi rappresentare una occasione di redditività, che deve però essere studiata sotto il profilo fiscale. Il trattamento ai fini Iva dei corrispettivi, la loro certificazione ed il diritto alla detrazione.
Contributi all’investimento: detrazione senza limiti
La provenienza delle risorse finanziarie che permettono ad un soggetto passivo di acquistare beni d’investimento impiegati nello svolgimento della propria attività imponibile non assume alcun rilievo ai fini dell’esercizio del diritto alla detrazione della relativa imposta, che resta condizionato unicamente dal regime delle operazioni attive realizzate per il tramite dei beni stessi. Accogliendo senza riserve i pareri dell’Avvocato Generale, la Corte di Giustizia UE ha così sentenziato nelle cause C-204/03 e C-243/03,
Incompatibilità UE: ammesso il ricalcolo dell’imposta
La Corte di Giustizia ha riconosciuto il diritto di rettifica in favore dei contribuenti i quali abbiano determinato, all’interno della propria dichiarazione annuale, un debito di imposta che, seppur correttamente calcolato in base alla normativa nazionale, risulta liquidato in misura comunque superiore a quella derivante dall’applicazione di un altro criterio, espressamente individuato dalla giurisprudenza della Corte UE e da questa ritenuto effettivamente conforme al diritto comunitario. L’affermazione rappresenta una delle conclusioni della sentenza nella causa C-291/03.
Cure mediche e servizi connessi
La concessione dell'uso del telefono o della televisione ad una persona ricoverata in una struttura sanitaria, nonché la fornitura di pasti e di posti letto agli accompagnatori, possono costituire operazioni esenti ai sensi della sesta direttiva, ma solo qualora siano oggetto di prescrizione medica. La conclusione proviene dall?Avvocato Generale Leger. Le possibili conseguenze in ambito nazionale, ad oggi disciplinato in maniera non conforme.
Dichiarazione Iva: attenzione all’invio
Gli enti obbligati all'invio telematico della propria dichiarazione Iva, e soprattutto quelli che vi provvedono in maniera diretta e non attraverso un intermediario abilitato, devono prestare molta attenzione al regolare ricevimento del file trasmesso all'amministrazione finanziaria, in quanto l'eventuale rifiuto del sistema, se non superato entro certi termini, è produttivo di conseguenze economiche negative molto pesanti. A fissare gli effetti pregiudizievoli di una tale eventualità è la Corte di Cassazione nella sentenza n. 17158/2005.
Patente a punti: i corsi organizzati dai comuni
La risoluzione 134/E del 26 settembre scorso sulla portata applicativa dell'esenzione delle attività didattiche di cui all?articolo 10, n. 20 del D.P.R. 633/72 offre lo spunto per esaminare i profili tributari dell?eventuale organizzazione, in particolare da parte dei comuni e delle province, dei cosiddetti "corsi di recupero punti" introdotti dalle recenti modifiche al Codice della Strada, alla luce dei decreti di attuazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in data 29 luglio 2003.
Comunicazione esportatori: nuovi chiarimenti
L’importanza che l’amministrazione finanziaria attribuisce all’obbligo di comunicazione delle dichiarazioni di intento provenienti dai cosiddetti esportatori abituali traspare con evidenza dalla produzione di un nuovo chiarimento. La circolare n. 41 del 26 settembre scorso conferma, infatti, la precedente interpretazione rigorosa del quadro sanzionatorio, sebbene, al tempo stesso, ammetta espressamente l'utilizzo del ravvedimento operoso, dettandone peraltro tempi e costi.
Cooperative sociali: tassazione al palo
L’applicazione dell’aliquota minima alle prestazioni di natura socio-assistenziale effettuate dalle cooperative ai sensi della legge 311/2004 deve intendersi tuttora sospesa in attesa dell’emanazione dei decreti attuativi. E’ questa la conclusione del paragrafo 7 della circolare n. 41/2005, a chiarimento del trattamento Iva di tali servizi resi in conformità all’attuale ambito oggettivo del numero 41-bis) della tabella A, parte seconda. I problemi irrisolti, i dubbi di compatibilità con la sesta direttiva e le difficoltà di regolamentazione che rendono ancora incerti i tempi di efficacia della novella disposizione. La sorte delle fatture già emesse.
Gli enti gestori di attività di accoglienza dirette all’infanzia i quali, dietro specifica remunerazione, mettono in contatto i genitori con alcune persone che, a titolo indipendente ed al di fuori dell’esercizio d’impresa, forniscono il medesimo servizio a proprio domicilio, non possono beneficiare dell’esenzione prevista dal numero 21 dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72. E’ questa la conclusione a cui si perviene al termine dell’ampia disamina della fattispecie condotta dall’Avvocato Generale Jacobs nella Causa C-415/04.
Cooperative: rettifiche senza rischi
Le cooperative che, a partire dall'inizio di ciascun anno, decidono di rinunciare all'esenzione sulle prestazioni rese, in favore dell'assoggettamento al tributo, potranno a breve contare, a meno di improbabili sorprese, su una pronuncia della Corte UE favorevole al riconoscimento del diritto alla rettifica sui beni d'investimento ex articolo 19 bis 2 del D.P.R. 633/72, a sorpresa contrastato, in linea di principio, dal governo italiano. Un'occasione di risparmio della quale dovrebbero poter beneficiare anche i comuni.
Rimborsi Iva ed interessi
La domanda di rimborso del credito Iva include, ex lege, anche la richiesta di pagamento degli interessi, così che l’eventuale liquidazione della mera eccedenza detraibile vale come riconoscimento e contestuale rifiuto di quanto non restituito al contribuente. Il principio produce effetti sostanziali in tema di prescrizione del diritto ed è contenuto nella sentenza della Suprema Corte n. 10097 in data 13 maggio 2005. L'opportunità di verificare i "vecchi" rimborsi.
Immobili abitativi: le regole della tassazione
L'acquisto o la costruzione di un immobile al cui interno coesistono, accanto ad uffici o locali ad uso commerciale, anche unità abitative può creare all'ente alcuni problemi di applicazione dell?Iva, alla luce del complicato insieme normativo che caratterizza il trattamento delle operazioni immobiliari. In realtà la fattispecie può generare opportunità di risparmio, ma richiede attenzione nel momento dell?acquisizione del bene - avuto riguardo all'impiego atteso, locazione o alienazione - nonché successivamente ad esso, tenuto altresì conto di eventuali modifiche rispetto alle intenzioni iniziali.
Indennità di esproprio o di occupazione
La ricerca del corretto trattamento ai fini Iva delle indennità di esproprio o di occupazione riconosciute in favore di un imprenditore solleva con una certa frequenza un problema interpretativo legato alla natura delle somme erogate, come peraltro dimostrano i vari pronunciamenti sull’argomento da parte dell’amministrazione finanziaria, che può coinvolgere i Comuni non soltanto nelle vesti di debitore, ma anche in qualità di creditore, in quanto proprietario di immobili non rilasciati dai locatari alla scadenza contrattuale.
Le Agenzie di ambito territoriale
Secondo la risposta ad una istanza di interpello fornita dall’Agenzia delle Entrate nel mese di luglio, gli importi versati alle Agenzie di ambito territoriale da parte dei gestori del servizio idrico integrato e del servizio di igiene ambientale non devono essere assoggettati ad imposta su valore aggiunto per carenza del presupposto soggettivo, trattandosi del finanziamento di attività che non possono essere considerate come commerciali. Il parere suscita alcune riflessioni, in parte anche critiche.
Spettacoli: i Comuni come le società sportive
I Comuni e gli altri enti locali che nel corso del 2004 hanno realizzato un volume d’affari superiore a 50.000 Euro, calcolato con esclusivo riferimento all’attività di organizzazione di spettacoli, possono beneficiare, a partire dal 2 aprile scorso, della norma transitoria che consente di adempiere all’obbligo di certificazione dei corrispettivi con le medesime modalità previste per le società e le associazioni sportive dilettantistiche dal DPR 13 marzo 2002, n. 69. Tale facoltà, che comunque risulta subordinata all’effettiva esistenza di particolari difficoltà di natura tecnica è stata oggetto di chiarimenti attraverso la circolare n. 37/2005
Le carte “multi accesso”
La gestione dei luoghi artistici e culturali può presentare una variante organizzativa basata sulla predisposizione di un biglietto o carta "multi accesso", commercializzata da rivenditori autorizzati, che legittimi il possessore a visitare i luoghi indicati sul documento, tutti appartenenti allo stesso ente o comunque da questo gestiti anche in forza di specifici accordi con i relativi proprietari. La fattispecie presenta interesse da un punto di vista fiscale, attesa la differente determinazione del momento impositivo nell'ipotesi di cessione di beni rispetto alla prestazione di servizi.
I comuni e le attività culturali
La cura e l'interesse con il quale le amministrazioni comunali delle città che possiedono luoghi di interesse artistico, storico e culturale predispongono l'offerta dei propri servizi ha portato allo sviluppo di diverse tecniche di vendita. Fra queste spicca la creazione e la diffusione, attraverso rivenditori autorizzati, di carte che consentono l'ingresso all'interno di chiese, palazzi, musei ed altri luoghi simili entro un certo numero di giorni dalla prima visita e con sensibile riduzione del prezzo finale.
Residenze protette: acquisti al 4%
Gli ausili e le protesi relative a menomazioni funzionali permanenti acquistate dalle residenze sanitarie assistenziali e da altri enti o istituti che svolgono attività analoghe verso soggetti che si trovano in situazioni psico-fisiche gravemente deficitarie possono essere assoggettati ad aliquota minima del 4% anche senza necessità di produrre al fornitore la documentazione prevista in via amministrativa dalla risoluzione n. 97 del 1995. Il chiarimento proviene dall’Agenzia delle Entrate attraverso la risoluzione n. 107/2005 ed ha il pregio di risolvere una situazione di imbarazzo dovuta alla difficoltà di conciliare tale procedura con i divieti posti dal decreto legislativo 196/2003.
Formazione e diritto alla detrazione
Gli enti di istruzione e formazione che svolgono contemporaneamente attività escluse da imposizione ed attività soggette al tributo sono tenuti ad individuare un criterio oggettivo di ripartizione dei costi che permetta di distinguere la parte afferente le operazioni fuori campo da quella legata alla realizzazione di prestazioni fiscalmente rilevanti. Solo in questo modo, infatti, la quota di imposta che residua dopo il suddetto scorporo preliminare può essere ulteriormente ridotta agli effetti dell’applicazione del cosiddetto “pro-rata”. La precisazione proviene dall’Agenzia delle Entrate attraverso la risoluzione n. 100/E.
L’imponibilità dell’uso istituzionale
La sentenza della Corte di Giustizia nel procedimento C-434/03 interviene sul trattamento ai fini Iva dei beni d’investimento - mobili ed immobili – parzialmente destinati ad impieghi privati, nel caso di imprenditori individuali o di professionisti, ovvero istituzionali, nel caso di enti non commerciali, ammettendo una sola ipotesi di tassazione che, per l’effetto, tende a determinare economie di spesa. Il perché dei vantaggi ed un esempio pratico.
La Corte UE e gli investimenti promiscui
La sesta direttiva non ammette che una normativa nazionale possa impedire ad un soggetto passivo di destinare interamente alla sua azienda un bene d’investimento utilizzato in parte per le necessità imprenditoriali ed in parte per fini estranei ad esse, nonché, all’occorrenza, di dedurre integralmente ed immediatamente l’imposta dovuta all’atto dell’acquisto. La conclusione proviene dalla Corte di Giustizia UE nella sentenza in data 14 luglio 2005 nel procedimento C-434/03 e consolida un indirizzo già ben delineato dalla giurisprudenza comunitaria, aggiungendovi tuttavia alcune considerazioni di particolare interesse per gli enti locali.
L’esenzione dei beni destinati alle attività esenti
Secondo le sentenze n. 41 del 25 maggio 2005 e n. 85 del 23 giugno 2005, entrambe emanate dalla Commissione tributaria del Lazio, il legislatore nazionale non avrebbe recepito, ovvero, in ogni caso, non lo avrebbe fatto in maniera puntuale, la disposizione contenuta nella sesta direttiva che obbliga gli stati membri ad esentare la fornitura di beni destinati esclusivamente ad attività esenti, con la conseguente immediata applicazione della normativa comunitaria ed il riconoscimento all'acquirente del diritto al rimborso dell’imposta addebitata dal venditore. Purtroppo (per gli enti interessati) tali decisioni appaiono tuttavia criticabili per almeno un triplice ordine di motivazioni.
Le fatture non ricevute
Il mancato ricevimento di una fattura passiva entro il termine di quattro mesi dalla data di effettuazione dell’operazione obbliga il cessionario o committente a regolarizzare l’operazione, pena l’irrogazione della sanzione prevista dall’ottavo comma dell’articolo 6 del D. Lgs. 471/97, applicabile anche alle irregolarità risalenti nel tempo in quanto norma più favorevole rispetto al previgente regime contenuto all’articolo 41 del D.P.R. 633/72. E’ questo, in sintesi, il pensiero espresso dai giudici della Cassazione nella sentenza n. 12678/2005. La decisione offre lo spunto per ripercorrere i tratti essenziali di entrambe le discipline, con occhio particolare, come di consueto, agli enti locali.
Le sponsorizzazioni scontano l’Iva
Invocato anche dalle pagine di questo sito, è finalmente giunto un chiarimento sul trattamento tributario delle somme corrisposte alle pubbliche amministrazioni in forza di contratti di sponsorizzazione collegati all’esercizio di attività istituzionali o, comunque, non rilevanti ai fini del tributo, sebbene la conclusione proposta, sfavorevole agli enti sponsorizzati, si basi su considerazioni che non possono essere condivise o, per meglio dire, su una analisi solo parziale del problema.
Riflessi Iva della Carta Nazionale dei Servizi
Tra le novità di un futuro ormai prossimo - ma in alcuni casi si parla già di attualità - nei rapporti tra cittadini ed enti locali, un posto di rilievo spetta senz’altro alla Carta Nazionale dei Servizi, in quanto strumento di fondamentale rilievo nel contesto complessivo del processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione. Nonostante il funzionamento concreto della Carta sia ancora un aspetto indefinito, può essere utile anticipare l’esame di una delle problematiche che, stando alle prime informazioni disponibili sull’argomento, non mancherà di impegnare gli interpreti, ossia il trattamento ai fini Iva delle somme eventualmente accreditate per il pagamento di prestazioni erogate dall’ente. Il rischio è quello di un aggravio dell'imposizione.
L’Iva non dovuta non può essere detratta
Il filone giurisprudenziale della Suprema Corte favorevole alla detrazione dell’Iva addebitata per errore in fattura deve intendersi ormai definitivamente abbandonato per effetto del costante orientamento opposto assunto dalla stessa Cassazione a partire dal 2001 ed ora ribadito anche nella sentenza n.11457 depositata in data 30 maggio 2005. Motivo in più per porre attenzione al trattamento fiscale delle operazioni di concessione realizzate dai comuni, dato il rischio, per l'ente proprietario, di restare inciso dell'imposta incassata in via di rivalsa a causa dei differenti termini prescrizionali per l'esercizio delle autonome azioni di ripetizione che possono nascere tra le parti del rapporto.
La locazione di immobili comunali
Il delicato tema della soggettività passiva degli enti locali rispetto alla concessione in locazione di immobili di proprietà, adibiti ad uso abitativo ovvero strumentali per l’esercizio di attività commerciali o industriali, si arricchisce di un nuovo interessante intervento proveniente da un organo periferico dell'amministrazione finanziaria e reso nelle forme della risposta ad una istanza di interpello. In base ad esso ogni ente dovrebbe distinguere in base allo scopo dell'acquisizione o, per meglio dire, in base alla finalità cui era originariamente preordinato l'acquisto del bene locato.
Servizi educativi: il regime dei programmi “tutto compreso”
Gli enti locali, i loro consorzi e gli enti pubblici in generale che organizzano programmi educativi e/o di formazione scolastica o professionale strutturati in modo da prevedere anche il soggiorno dell'iscritto presso la località di svolgimento del corso devono prestare attenzione al trattamento ai fini Iva delle operazioni attive realizzate, in quanto esiste la possibilità che tale attività esuli dal regime di esenzione tipico di questo genere di soggetti per ricadere, piuttosto, nell'ambito di applicazione di quello speciale previsto dall'articolo 26 della Sesta direttiva nei confronti delle agenzie di viaggio e recepito nel nostro ordinamento dall'articolo 74 ter del D.P.R. 633/72.
L’affitto di aree venatorie da parte di un comune
Il regime speciale agricolo deve essere interpretato in termini restrittivi e, dunque, non può riguardare l'affitto di aree venatorie posto in essere da un comune. Tale fattispecie, infatti, non costituisce una prestazione di servizi agricoli ai sensi della normativa comunitaria. E' questa la conclusione cui è giunta la sentenza della Corte di Giustizia nel procedimento C-43/04, che presenta un certo interesse in quanto affronta anche la possibilità di inquadrare l'operazione nella definizione di “mera gestione patrimoniale” e sancisce l’imponibilità dei corrispettivi introitati.
Pubblica autorità: la “qualità” nega la rettifica
L'imposta assolta sugli acquisti di beni d'investimento effettuati dagli enti di diritto pubblico in relazione ad attività in quel momento condotte in qualità di pubblica autorità non può mai essere oggetto di detrazione, neppure a mezzo di successiva rettifica ex articolo 19 bis 2 del D.P.R. 633/72 in caso di successivi mutamenti nell'utilizzo o nel regime fiscale applicabile alle operazioni attive. La conclusione è contenuta nella sentenza nel procedimento C-378/02 e conferma tanto il parere espresso dall'Avvocato Generale Jacobs quanto l'orientamento espresso con la circolare n. 98/2000.
Irap commerciale: primo appello al 20 giugno
In un clima di grande incertezza sull’esito finale della causa pendente davanti alla Corte di Giustizia - che dovrà decretare il futuro dell’Irap e la sorte degli eventuali rimborsi per i versamenti già effettuati - è ormai imminente, per gli enti locali che hanno optato per il calcolo alternativo del tributo secondo il metodo commerciale, la prima scadenza utile per il versamento dell’imposta dovuta a saldo per il periodo di imposta 2004 e di quella legata al primo acconto per l’esercizio in corso. Il termine è mobile e prevede, infatti, un primo appello entro dieci giorni a partire da oggi ed un secondo appuntamento fissato per il 20 luglio prossimo, a seconda della data di approvazione del rendiconto.
Imponibile la perdita dell’avviamento
Il comune intestatario di immobili ad uso commerciale concessi in uso a terzi che ottenga la risoluzione del contratto di locazione per intervenuta decorrenza dei termini deve considerare l’eventualità che dalla retrocessione dei locali, e nel silenzio dell’atto sulla ricomprensione o meno degli oneri tributari all’interno delle somme ivi indicate, possano derivare maggiori costi, rispetto a quanto preventivato, in conseguenza della rilevanza ai fini Iva dell’importo dovuto a titolo di indennità per perdita dell’avviamento riconosciuta al locatario dall’articolo 34 della legge 392/78. E’ questa, in estrema sintesi, la conclusione cui può giungersi al termine della lettura della risoluzione 73/2005.
La Corte UE e l’assistenza esente
La sesta direttiva non esclude che l’esenzione da imposta delle prestazioni strettamente connesse con l’assistenza e la sicurezza sociale, comprese quelle fornite dalle case di riposo, ovvero con la protezione dell’infanzia e delle gioventù, possa riguardare anche i servizi resi da enti privati che perseguono uno scopo di lucro. Lo chiarisce la sentenza della Corte di Giustizia nel procedimento 498/03 la quale, tuttavia, non sembra poter mutare il quadro di riferimento disegnato dal legislatore domestico all'articolo 10 del D.P.R. 633/72, contrariamente a quanto recentemente apparso sulla stampa specializzata. Vediamone i motivi.
Spese di quotazione ad Iva detraibile
Accogliendo senza riserve il parere dell’Avvocato Generale, la Corte di Giustizia UE ha sancito il diritto delle società che accedono alla quotazione in borsa di portare in detrazione l’imposta relativa all’acquisto di servizi connessi con lo svolgimento e la realizzazione dell’operazione finanziaria, nonostante quest’ultima sia del tutto estranea al campo di applicazione del tributo, a nulla rilevando il fatto che la spesa sostenuta non risulti quindi legata a cessioni o prestazioni specifiche effettuate dal soggetto passivo, ma rappresenti unicamente un costo di carattere generale.
L’Iva sulle spese legali
L’accollo al comune soccombente delle spese legali sostenute nell’ambito di una controversia giudiziaria, ovvero, al contrario, la rivalsa esercitata in caso di esito favorevole della causa, comportano una serie di conseguenze di natura fiscale. Spesso, infatti, sorge incertezza sul soggetto al quale deve essere intestata la fattura del patrocinatore e, ancor più, sugli adempimenti che possono eventualmente incombere, in capo all’avente diritto in forza della sentenza, nel momento in cui questi ottiene a proprie mani il ristoro dei costi relativi alle prestazioni di assistenza tecnica svolte nel suo interesse.
Le mense “diffuse”
L’impiego di particolari carte elettroniche, in luogo dei tradizionali tickets, può consentire al datore di lavoro di portare in detrazione l’imposta versata alle varie società che gestiscono i servizi sostitutivi delle mense aziendali. L’ammissione proviene dalla risoluzione 63/2005 e presenta un interesse generale, poiché consente a tutti i soggetti passivi di ottenere risparmi. Di conseguenza deve essere attentamente valutata anche dagli enti locali, seppur in relazione al solo personale impiegato nelle attività commerciali, e, soprattutto, dalle società partecipate.
Il regime applicabile dalle cooperative
L'estensione dell'ambito applicativo del numero 41 bis della Tabella A - Parte II, disposta dal comma 467 della legge 311/2004, ha destato l'interesse tanto delle cooperative, sociali o meno, quanto degli stessi committenti, primi fra tutti i comuni. Nell'attesa di interventi ufficiali si fornisce un primo parere, fattispecie per fattispecie, sulle possibili conseguenze della modifica, senza peraltro dimenticare che l'attuale mancanza delle disposizioni di attuazione demandate al Ministro dell'Economia determina, di fatto, l'inoperatività della novella.
Il recupero dell’imposta non detratta
Come prevedibile, la risoluzione 50/2005 o, per meglio dire, i relativi commenti apparsi sulla stampa specializzata, hanno generato reazioni preoccupate negli enti che si sono identificati nella medesima situazione descritta. Pur ribadendo che un'attenta lettura del provvedimento esclude qualunque intenzione dell'Agenzia di mutare orientamento sulla cessione di terreni, abbiamo ricevuto richieste di approfondimento sul problema più difficile da risolvere in un ipotetico caso del genere, ossia il recupero dell'imposta versata all'atto dell'acquisto e non detratta per supposta carenza del presupposto soggettivo.
Utilities: ritorno al trimestrale
Il disegno di legge di conversione del D.L. 35/2005, approvato dal Senato della Repubblica durante la seduta del 4 maggio scorso, accoglie alcune modifiche proposte dal Governo con un maxi emendamento, tra cui merita di essere segnalata la radicale rivisitazione del comma 471 dell’articolo unico della legge finanziaria 2005, ai cui effetti, nella sostanza, si concretizza il ripristino della situazione normativa esistente al 31 dicembre 2004 nei confronti della generalità dei soggetti gestori delle cosiddette “utilities”.
Base imponibile: il prezzo prevale sul valore
Il corrispettivo costituisce un valore soggettivo - vale a dire realmente ricevuto dal cedente o prestatore - e non un valore stimato secondo criteri oggettivi, e ciò in virtù della regola generale prevista dall’articolo 11, parte A, n. 1, lettera a), della sesta direttiva secondo cui la base imponibile di una operazione, se realizzata a titolo oneroso, è costituita dal quantum effettivamente percepito dal soggetto passivo. L’inderogabilità di tale principio è stata ribadita con fermezza dalla Corte di Giustizia nella sentenza nella causa C-412/03.
L’acquisto di immobili ad uso promiscuo
Il deposito della sentenza della Corte di Giustizia in data 21 aprile 2005 nel procedimento C-25/03 offre lo spunto per tornare su un argomento di estremo interesse per gli enti locali in quanto attiene il trattamento che deve essere riservato ai fini Iva alle operazioni di acquisto immobiliare effettuate da soggetti passivi che destinano una parte del bene a fini estranei rispetto a quelli di impresa, con ciò ribadendo un orientamento consolidato, in particolare con la sentenza 8 maggio 2003 C-269/00, ed evidenziando, al contempo, punti di contatto anche con le conclusioni depositate in data 20 gennaio 2005 dall’Avvocato Generale Jacobs nella causa C-434/03.
Lottizzazioni: cessioni senza risposta
Le preoccupazioni che possono essere indotte in molti operatori dalla stampa specializzata (si veda Il Sole 24 Ore di sabato scorso) a commento della risoluzione n. 50/E in data 22 aprile 2005, avente ad oggetto l’esatta applicazione dell’articolo 51 della legge n. 342 del 21 novembre 2000, non appaiono giustificate, dal momento che, contrariamente a quanto ivi indicato, tale provvedimento non ha affatto stabilito che le cessioni di terreni effettuate da un Comune in esecuzione di convenzioni di lottizzazione debbano essere necessariamente assoggettate ad imposta.
I contributi dell’ex Aima
Il sistema dei contributi comunitari al settore agricolo, contraddistinto dall'intervento di soggetti pubblici nazionali tenuti ad effettuare la distribuzione delle provvidenze ed a garantirne il corretto impiego da parte dei beneficiari, crea alcune perplessità in ordine all?eventuale applicazione dell'Iva, che deve essere valutata con riferimento a ciascun passaggio di denaro tra le parti interessate. Ne è dimostrazione più evidente la sentenza della Corte di Cassazione n. 22861 in data 14 ottobre 2004.
L’elusione dell’imposta
Le nozioni fondamentali che definiscono l’ambito di applicazione dell’Iva - ossia quelle di “attività economica”, di “cessione” e di “prestazione” - devono essere interpretate avendo riguardo al loro aspetto oggettivo e non alle finalità perseguite, che possono dunque consistere anche nel mero scopo di ottenere un beneficio fiscale. Ciononostante il diritto alla detrazione può essere negato in base al principio interpretativo del diritto comunitario che vieta abusi delle disposizioni. E’ questo il parere espresso dall’Avvocato Generale Maduro nell’ambito di tre distinte cause, le cui conclusioni non solo racchiudono motivi di interesse generale, ma inducono ad alcune considerazioni attinenti le attività realizzate dagli enti locali, in primis quelle connesse agli affidamenti.
Le sovvenzioni e la detrazione
L’accesso a sovvenzioni finalizzate all’acquisto di beni di investimento, che non possano considerarsi direttamente connesse con il prezzo delle cessioni e delle prestazioni effettuate dal soggetto passivo, non limita il diritto alla deduzione dell’imposta che grava sulla fornitura dei cespiti oggetto dell’agevolazione. Nessuno Stato membro, infatti, è libero di dare applicazione estensiva alle norme della sesta direttiva che dettano le condizioni di esercizio di tale facoltà . Il concetto – che, con ogni probabilità, consentirà alla Corte di Giustizia di cassare anche le limitazioni contenute nel D.P.R. 633/72 con riferimento alle autovetture ed ai telefoni cellulari – è espresso con fermezza dall’Avvocato Generale Maduro nelle cause C-204/43 e C-243/03.
Mense scolastiche: i pasti agli insegnanti
I versamenti di denaro effettuati dai provveditorati agli studi o dal Tesoro a titolo di rimborso spese, o altro equivalente, per i pasti erogati dal Comune, all’interno delle proprie mense scolastiche, in favore del personale docente presso istituti o scuole statali, possono sollevare alcuni dubbi in ordine ad alcuni aspetti connessi all’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto. L'analisi e la risoluzione delle problematiche più interessanti.
L’affitto di locali ad uso commerciale
I canoni percepiti da un ente locale a titolo di locazione di una struttura destinata ad accogliere un bar-trattoria all’interno di un edificio in precedenza adibito a scuola devono essere assoggettati ad imposta con aliquota ordinaria, dal momento che, oltre a sussistere il necessario requisito soggettivo in capo all’ente, non risulta al contempo applicabile l’esenzione di cui al numero 8 dell’articolo 10 del D.P.R. 633/72, trattandosi di un immobile strumentale che per le sue caratteristiche non è suscettibile di diversa utilizzazione economica senza radicali trasformazioni. La conclusione proviene dalla Direzione Provinciale di Trento dell’Agenzia delle Entrate.
UE: concessioni e rettifiche
La nozione di cessione di un bene non si riferisce al trasferimento di proprietà nelle forme previste dal diritto nazionale vigente, bensì comprende qualsiasi passaggio della disponibilità di un bene materiale effettuata da una parte che autorizza l’altra a godere di fatto di tale bene come se ne fosse il proprietario. Con questa premessa l’Avvocato Generale Kokott ha ricondotto un contratto di locazione di lunga durata nel campo di applicazione dell’articolo 20 della sesta direttiva e, pertanto, nel novero delle operazioni da cui consegue l’obbligo o il diritto di operare la rettifica della detrazione dell’imposta assolta a monte, cioè all’atto dell’acquisto o della costruzione del bene immobile oggetto dell’accordo.
Comunicazione esportatori entro il 16 maggio
Il nuovo adempimento previsto dalla legge finanziaria 2005 per contrastare le frodi realizzate con abuso della facoltà di acquisto in sospensione di imposta ha trovato due punti di riferimento importanti, uno di carattere normativo, delegato dalla stessa legge di fine anno, ed uno di natura interpretativa, rappresentato da una circolare dell'Agenzia delle Entrate.
Legge 488/99: istanze di rimborso entro giovedì 31
Scade giovedì prossimo, 31 marzo, il termine annuale di presentazione del modello necessario per ottenere il rimborso dell’Iva pagata ai soggetti affidatari di servizi pubblici locali considerati "non commerciali" ai sensi del D.P.R. 33/2001, ivi compresi quelli esenti. Detta facoltà – che non attiene il servizio di trasporto - è prevista dalla legge 488/99 e presenta alcuni aspetti di particolare complessità derivanti, al lato pratico, dalle stesse difficoltà che si incontrano nell'applicazione del tributo agli enti locali, specie con riferimento all’ipotesi dei servizi esclusi dalla sfera impositiva per mancanza del presupposto soggettivo.
Il destino dell’Irap
L’Avvocato Generale Jacobs ha dato ragione alla Banca Popolare di Cremona, accogliendo i dubbi sollevati dalla Commissione tributaria cremonese a proposito dell'incompatibilità dell'imposta regionale sulle attività produttive con la sesta direttiva. Ma le speranze di coloro che confidavano nella restituzione dell’imposta versata negli ultimi 48 mesi e che, a questo fine, si erano preoccupati di presentare l’istanza di rimborso in tempo utile a permettere la successiva impugnazione del silenzio-rifiuto entro la data di emanazione della sentenza, rischiano di andare deluse.
Depurazione: canone anche senza servizio
La depurazione costituisce un servizio pubblico irrinunciabile che deve essere finanziato dai singoli utenti attraverso il pagamento dei canoni a prescindere non soltanto dalla concreta fruizione, ma anche dall’esistenza di un allacciamento fognario ovvero dallo stessa istituzione o funzionamento dell’impianto. Il principio è contenuto in una sentenza della Corte di Cassazione riguardante un consorzio intercomunale. La pronuncia contiene un passaggio che potrebbe avvalorare la tesi, già avanzata dall'Agenzia, dell'imponibilità delle somme addebitate pur in assenza di alcuna specifica controprestazione.
Rimborsi Iva: non conta la risoluzione
Le risoluzioni non sono atti normativi, ma costituiscono provvedimenti di natura amministrativa privi di efficacia esterna. Come tali non possono essere presi a riferimento per stabilire il termine iniziale di presentazione dell’istanza di rimborso dell’imposta indebitamente applicata ad una o più operazioni da parte del soggetto passivo, termine che, dovendo prescindere dalla data della pronuncia che ha fatto chiarezza sull’argomento, rimane ancorato ai fatti o alle circostanze previste dal secondo comma dell’articolo 21 del decreto legislativo 546/92. Il principio è enunciato dalla Corte di Cassazione nella sentenza 813/2005
La cessione di locali ad uso commerciale
La cessione di unità immobiliari classificate nella categoria catastale C/1 può beneficiare dell’aliquota ridotta al 10% - a condizione che ricorrano i presupposti oggettivi e soggettivi previsti dai numeri 127 undecies) e 127 quinquiesdecies) della Tabella A – Parte II allegata al decreto Iva – applicata al corrispettivo pattuito, anche se inferiore al valore ottenuto attraverso la moltiplicazione della rendita rivalutata ai sensi di legge. A ricordarlo è l’Agenzia con la risoluzione n. 33/2005
Gli aumenti di capitale nelle partecipate
L’imposta pagata sull’acquisto di servizi finalizzati ad un aumento di capitale – anche se ottenuto tramite quotazione in borsa - può essere legittimamente portata in detrazione, ovviamente qualora il soggetto interessato effettui operazioni attive imponibili, nonostante l’emissione non realizzi una prestazione di servizi a titolo oneroso. Lo precisa l'Avvocato Generale nella causa C-465/03, i cui effetti possono riguardare anche gli enti locali attualmente impegnati nella ricerca di partners privati nella gestione dei servizi pubblici locali già affidati a società partecipate.
34 bis: prodotti agricoli senza forfait
Il regime speciale previsto dall’articolo 34-bis non può riguardare beni diversi da quelli elencati nella Tabella A, Parte I, con la conseguenza che, essendo già esistente il particolare sistema impositivo definito dall’articolo 34, la novità entrata in vigore il 1° gennaio 2004 si rende di fatto applicabile soltanto alle forniture di servizi svolte mediante l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell’azienda normalmente impiegate nell’attività agricola esercitata. La precisazione, tardiva, proviene dall’Agenzia delle Entrate, attraverso la circolare n. 6/E del 16 febbraio 2005.
Modelli Intra: il ritardo si paga
Il ritardo, anche di un solo giorno, nella presentazione dei modelli Intra è suscettibile di arrecare pregiudizio all’attività di controllo dell’amministrazione e, come tale, impedisce di qualificare l’irregolarità commessa come “meramente formale” ai sensi della legge 27 luglio 2000 n. 212, determinando l’applicazione della sanzione prevista dalle norme vigenti, riducibile a mezzo di ravvedimento operoso. Lo chiarisce la risoluzione n. 20/E in data 16 febbraio 2005. La verifica degli adempimenti per gli enti locali, anche alla luce dell'allargamento dell'Unione.
I contributi della “Merloni”
I contributi erogati ad una società concessionaria della realizzazione di un complesso edilizio in forza della legge 109/94 – meglio nota con il termine di legge "Merloni" – rappresentano il corrispettivo di una prestazione di servizi e non una mera dazione di denaro, da ciò derivando il loro assoggettamento ad imposta, anche qualora pattuiti, in tutto o in parte, in natura. La conclusione proviene dall’Agenzia delle Entrate ed è contenuta all’interno della risoluzione 21/2005.
Comuni – Coop: le regole del passaggio al nuovo regime
La procedura di variazione ex articolo 26 non può essere utilizzata dalle cooperative che abbiano già emesso fattura in esenzione da imposta, ovvero siano già state pagate, per il solo importo del corrispettivo pattuito, anteriormente al 1° gennaio 2005. Tale rettifica potrà essere invece richiesta dai comuni committenti qualora gli stessi soggetti abbiano addebitato o incassato l’imposta in relazione ad operazioni effettuate entro il 31 dicembre 2004. Tra le conseguenze del comma 467 della legge 311/2004 figura anche l’assoggettamento ad imposta dei servizi resi nel corso dell’anno appena passato, ma non ancora fatturati né definiti sotto il profilo finanziario entro la data di efficacia ivi indicata.
Editoria gratuita: il parere dell’Agenzia
Secondo la risoluzione 13/2005 la distribuzione di periodici senza prezzo di copertina non costituisce una cessione a titolo gratuito e non realizza, pertanto, il disposto dell’articolo 2, secondo comma n. 4) del D.P.R. 633/72, con la conseguenza che tali operazioni sfuggono alla tassazione pur avendo ad oggetto beni la cui produzione o il cui commercio rientra effettivamente nell’attività propria dell’impresa ed anche nel caso in cui si tratti di periodici di informazione. Gli effetti ed i limiti del parere, oltre alle possibili conseguenze per gli enti locali.
Revisori: senza Iva i compensi pagati fino al 2004
Con un passaggio contenuto nella sezione della circolare 4/2005 dedicata alle prestazioni rese dalle commissioni mediche di verifica, l’Agenzia entra nel merito del trattamento dei compensi percepiti dai titolari di partita Iva per l’esercizio di pubbliche funzioni fino alla data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2003, n. 350, con la quale il legislatore ha modificato il contenuto dell’attuale articolo 50, comma 1, lettera f) del testo unico delle imposte sui redditi. L'analisi degli aspetti connessi alla restituzione dell'imposta.
Prestazioni mediche: il vademecum dell’Agenzia
A distanza di circa un anno dalle pronunce della Corte di Giustizia nelle cause C-307/01 e C-212/01 l'Agenzia ha preso posizione sulla controversa questione del regime applicabile alle prestazioni mediche, con particolare riferimento alle operazioni di certificazione e di rilascio di perizie. L'intervento è contenuto nella circolare 4/2005, in cui viene anche proposta un'utile elencazione esemplificativa di fattispecie esenti e non.
Il rimborso dell’Iva 2004
Come ogni anno, il primo giorno del mese di febbraio rappresenta il termine iniziale per la presentazione al concessionario della riscossione del modello VR con il quale i soggetti passivi che risultano a credito verso l’erario possono domandare il rimborso dell’imposta versata in eccedenza, sempre che, ovviamente, siano verificati i requisiti ai quali la legge subordina tale facoltà. E' quindi opportuno ricordare gli elementi essenziali di questo fondamentale diritto previsto e disciplinato dagli articoli 30 e 38 bis del D.P.R. 633/72.
Piccoli comuni: le regole Iva del distacco
Il comma 557 della legge 311/2004 prevede la possibilità che i comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti possano servirsi dell?attività lavorativa di dipendenti a tempo pieno di altre amministrazioni locali. L?ipotesi deve essere analizzata anche sul piano tributario, essendo necessario verificare l?eventuale sussistenza dei presupposti soggettivo ed oggettivo di cui agli articoli 3 e 4 del D.P.R. 633/72.
Rapporto comuni-cooperative: gli effetti della legge 311/2004
L'attuale esistenza di due teorie diametralmente opposte sul trattamento delle prestazioni rese dalle cooperative rende difficile stabilire l'ordine logico da seguire al fine di valutare l'impatto del comma 467; ciò nel senso che non è agevole comprendere se la portata della novella disposizione debba essere decisa in funzione del quadro normativo già esistente ovvero se sia quest'ultimo, in quanto non lineare, a dover essere letto alla luce del nuovo intervento del legislatore.
Cooperative: estesa l’aliquota ridotta
Tra le varie norme della legge finanziaria, una certa importanza assume il comma 470 del'unico articolo di cui essa si compone. Esso, infatti, intervenendo sul trattamento fiscale ai fini Iva delle prestazioni rese dalle cooperative e dai consorzi in ambito sociale, appare destinato ad incidere negativamente sui costi di gestione di alcune attività svolte dai comuni, in particolare per ciò che attiene gli asili e le case di riposo.
Comuni e partecipate: l'Iva di gruppo
La creazione di società di capitali partecipate a maggioranza assoluta dai comuni per la gestione di servizi pubblici a rilevanza economica o, ad ogni modo, rientranti in campo Iva, presenta un aspetto poco conosciuto dagli enti locali, ossia la liquidazione dell’imposta ai sensi del terzo comma dell’articolo 73 del D.P.R. 633/72. L'eventuale opzione, da comunicarsi entro il 16 febbraio prossimo, determina una forma di “consolidamento Iva” che può permettere ai soggetti strutturalmente a credito, a maggior ragione se per importi ingenti, di rendere immediatamente liquida, senza particolari condizioni né attese, sia la posizione formatasi in corso d’anno che quella risultante alla chiusura del periodo precedente.
Esportatori abituali: fornitori a rischio
Le misure previste dalla finanziaria per contrastare le frodi connesse agli acquisti in sospensione ex articolo 8, secondo comma, del decreto Iva prevedono sanzioni potenzialmente sproporzionate rispetto alla pericolosità della condotta del contribuente in buona fede. Gli enti locali che gestiscono attività rivolte anche alle imprese (su tutte l'esercizio in forma diretta dei servizi di acquedotto e di depurazione e fognatura) devono perciò porre estrema attenzione al ricevimento delle dichiarazioni di intento da parte dei propri clienti/utenti.
Le fondazioni che annoverano tra i propri soci uno o più soggetti esclusi di diritto dal riconoscimento della qualifica di ONLUS possono acquisire o mantenere tale status solo qualora la presenza dei suddetti partecipanti non permetta l'esercizio di un'influenza dominante nelle determinazioni dell'organizzazione. E' questa la conclusione cui perviene la risoluzione 164/2004, la quale, tra gli altri effetti, potrebbe anche incidere in maniera significativa sul trattamento Iva dei servizi di cui all'articolo 113 bis del T.U.E.L.
Gestione utilities: novità dal 1° gennaio
La finanziaria 2005 contiene un'importante novità nell'attuale disciplina delle utilities prevista dai regolamenti ministeriali emanati ai sensi degli articoli 22, 73 e 74 del D.P.R. 633/72. L'intervento riguarda, tra gli altri, la somministrazione di acqua, gas, energia elettrica, nonché la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e assimilati, la fognatura e la depurazione. L'esame degli aspetti essenziali del regime e degli effetti della modifica, incluse le relative incertezze applicative.

References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 35
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 19
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 19
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 26
 articolo 50
 articolo 8