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PIANO STRATEGICO DELLA PROVINCIA DI TREVISO PROTOCOLLO D INTESA. tra PROVINCIA DI TREVISO ULSS 7 - ULSS 8 - ULSS 9 UFFICO SCOLASTICO TERRITORIALE - PDF
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1 PIANO STRATEGICO DELLA PROVINCIA DI TREVISO PROTOCOLLO D INTESA tra PROVINCIA DI TREVISO ULSS 7 - ULSS 8 - ULSS 9 UFFICO SCOLASTICO TERRITORIALE PRESIDENTI DELLE CONFERENZE DEI SINDACI ULSS 7 - ULSS 8 - ULSS 9 per LA PROMOZIONE DEI PERCORSI CASA-SCUOLA SICURI A PIEDI E IN BICICLETTA IN PROVINCIA DI TREVISO Treviso, 22 settembre 2011
3 PREMESSO CHE nella Marca Trevigiana è in corso la realizzazione di un Piano Strategico; il Piano Strategico è una politica organica e generalista di governance del territorio ed è il terreno su cui si verifica la capacità dell intera Marca di esprimere un progetto condiviso di sviluppo; il processo di pianificazione strategica è l ambito più adeguato per identificare, coordinare e costruire in modo condiviso progetti di intervento e sviluppo per la Marca; il Piano Strategico, oltre a definire un nuovo modello di sviluppo adatto ad interpretare positivamente il nuovo contesto competitivo, ha l obiettivo di intervenire e migliorare la vivibilità e la qualità del territorio e la qualità della vita dei cittadini; le azioni e i progetti di intervento definiti nel presente Protocollo vanno a formare parte integrante del Piano Strategico. La mobilità nelle città è un tema cruciale che si è imposto con forza all attenzione dell opinione pubblica, come elemento essenziale per le strategie di sviluppo sostenibile nonché per le implicazioni con l assetto urbano, la sicurezza stradale e la qualità dell aria; in tale contesto il mondo della scuola può agire in maniera propositiva ed attiva educando i ragazzi, cittadini del futuro, a stili di vita che migliorino la qualità della vita e della salute. L'ambiente in cui viviamo è frutto di scelte urbanistiche che necessitano di essere opportunamente pianificate e, se necessario, modificate, tenendo presente che esse hanno un influenza diretta sulla salute; da ciò consegue la sempre maggiore attenzione a riqualificare lo spazio urbano e riorganizzare le modalità di trasporto. Le scuole e gli spazi attorno ad esse rappresentano parti di città dove favorire modalità di trasporto che privilegino gli spostamenti a piedi o in bicicletta e di moderazione del traffico al fine di favorire una maggiore sicurezza dell utenza debole. A livello europeo, queste tematiche trovano riferimento nei principi dello sviluppo sostenibile, della precauzione per un azione preventiva e della responsabilizzazione e partecipazione, come previsto, ad esempio, citando i principali: dall art. 6 del Trattato che istituisce la Comunità Europea (nella versione consolidata riportata nella G.U.C.E. C 325 del ) che afferma che "le esigenze connesse con la tutela dell ambiente devono essere integrate nella definizione e nell attuazione delle politiche ed azioni comunitarie di cui all art. 3, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile"; dalla Comunicazione della Commissione del 9 febbraio 2005 Vincere la battaglia contro i cambiamenti climatici (G.U.C.E C 125 del 21 maggio 2005); dalla Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo relativa ad una Strategia tematica sull'ambiente urbano atto connesso alla Comunicazione della Commissione dell'11 febbraio 2004, dal titolo:"verso una strategia tematica sull'ambiente urbano" (G.U.C.E C 98 del ) che individua una strategia europea per l'ambiente urbano, incentrata sul concetto di sviluppo sostenibile, sulla riduzione dell impatto dei trasporti urbani e volta a rafforzare la lotta all inquinamento e le azioni di risanamento delle città; dal Libro Bianco sulla politica dei trasporti ( ) che pone gli utenti al centro della politica di trasporto, volta a lottare contro gli incidenti, armonizzare le sanzioni e favorire lo sviluppo di tecnologie più sicure e meno inquinanti;
4 dalla Direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell aria ambiente e per un aria più pulita in Europa, che definisce e stabilisce obiettivi di qualità dell'aria ambiente al fine di evitare, prevenire o ridurre gli effetti nocivi per la salute umana e per l'ambiente nel suo complesso. A livello nazionale tali concetti trovano riferimento nella normativa ambientale e di mobility management, tra le principali si ricordano: il D.M. 27 marzo 1998 con il quale il Ministero dell'ambiente ha introdotto una serie di disposizioni volte alla promozione di forme di mobilità sostenibile; l art. 30 del D.Lgs 30 aprile 1995 n. 285 (Nuovo Codice della Strada) che prevede, da parte delle Amministrazioni locali, la predisposizione dei Piani Urbani del Traffico (PUT) e relativi piani particolareggiati, e l'art.22, comma 1 della Legge n. 340/2000 che istituisce i Piani Urbani della Mobilità (PUM); il D.Lgs. 13 agosto 2010, n. 155 Attuazione della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell aria ambiente e per un aria più pulita in Europa che richiede espressamente che i Piani di Qualità dell aria siano integrati e coerenti con gli altri documenti di pianificazione e di programmazione sia regionale che locale; la bozza della revisione del Piano Regionale di Tutela e Risanamento dell Atmosfera predisposta dalla Regione Veneto, con la collaborazione dell'osservatorio Aria di ARPAV, nel quale viene fatto esplicito riferimento alla necessità di razionalizzare e organizzare la mobilità soprattutto in ambito urbano. I progetti di percorsi sicuri casa-scuola a piedi e in bicicletta trovano inoltre riferimento nei principi della sicurezza stradale: la Comunicazione della Commissione - Programma di Azione Europeo per la Sicurezza Stradale - Dimezzare il numero di vittime della strada nell'unione Europea entro il 2010: una responsabilità condivisa e il Programma di Azione Sicurezza Stradale: Programma d'azione Europeo per la Sicurezza Stradale ( ), che prevedono una serie di misure come il rafforzamento dei controlli stradali, il miglioramento delle infrastrutture stradali e azioni intese a migliorare il comportamento degli utenti al fine di ridurre del 50% il tasso dei decessi entro il 2010; la Comunicazione della Commissione Europea n. 74 del 2006 quale revisione del Terzo programma di azione europeo per la sicurezza stradale (European Road Safety Action Programme Mid-Term Review) in cui sono stati analizzati i dati di incidentalità dei paesi membri, rivelando che c'è stata una riduzione del numero di morti rispetto al 2000, ma non sufficiente a raggiungere il traguardo prefissato per il 2010; la Legge n. 144 del 17 maggio 1999 che ha introdotto il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale (PNSS). Infine, questi progetti hanno ricadute anche in tema di promozione della salute stimolando il movimento fisico al fine di contrastare in primis la sedentarietà, quale fattore di rischio per le malattie cronico degenerative. Un obiettivo della sanità è la diffusione dell attività fisica, attraverso l attivazione di interventi di dimostrata efficacia. Gli effetti positivi di una diffusa attività fisica a livello di comunità sono evidenti sia a livello sociale che economico. Questo può essere raggiunto solo attraverso politiche sanitarie mirate, condivisione di obiettivi e individuazione delle responsabilità.
5 Il progetto nazionale Guadagnare Salute riprende la strategia dell Organizzazione Mondiale della Sanità Gaining Health con l obiettivo di favorire l adozione di quei comportamenti quotidiani che siano in grado di contrastare l insorgenza di patologie croniche, facendo così guadagnare "anni di vita in salute" ai cittadini. Il piano si articola in quattro programmi specifici basilari: la promozione della corretta alimentazione, la promozione dell attività fisica, la lotta al tabagismo e la lotta all abuso di alcol. Il Piano Regionale della Prevenzione del Veneto per il triennio (delibera n del ) ha inserito Guadagnare Salute nella programmazione. Nello specifico il Piano prevede numerose azioni di promozione dell attività motoria compresi i percorsi casa scuole. Una delle novità di Guadagnare Salute è la sinergia d azione che coinvolge non solo il Sistema sanitario, ma anche diversi Ministeri, Regioni, Comuni, organizzazioni appartenenti al mondo delle imprese, del sindacato e dell associazionismo. In questa logica si inserisce anche la Carta di Toronto, la cui adesione è attivamente proposta dall'azienda ULSS9. La Carta di Toronto è uno strumento per favorire uno stile di vita attivo e sostenibile per tutti per decisori e operatori impegnati nella promozione dell attività fisica. CONSIDERATO CHE La Provincia di Treviso da tempo è partner in progetti europei in tema di mobilità sostenibile (OROS, PIMMS, PIMMS Transfer e PIMMS Capital) con l obiettivo di sostenere e promuovere le migliori pratiche relative alla mobilità alternativa all automobile privata ed a comportamenti di sostenibilità ambientali rivolti soprattutto alle generazioni più giovani. Inoltre la Provincia ha aderito al programma IN.F.E.A. avviato dal Ministero dell Ambiente e finalizzato a diffondere iniziative idonee a rafforzare le conoscenze su temi ambientali, favorire la sensibilità e la consapevolezza verso l ambiente, promuovere il cambiamento di comportamenti collettivi e individuali puntando, in primo luogo, sui giovani. A partire dall anno scolastico , la Provincia di Treviso bandisce annualmente il concorso a premi La scuola va in città, con il supporto tecnico scientifico dell Associazione Moving School 21, rivolto alle scuole primarie e secondarie di I grado per stimolare gli insegnanti, i ragazzi e le loro famiglie a realizzare e rendere pratica quotidiana i percorsi casa-scuola sicuri a piedi o in bicicletta, sensibilizzando a ridurre l uso dell automobile per limitare il traffico e l inquinamento che ne consegue. L obiettivo, a lungo termine, che la Provincia intende perseguire è quello di incidere sul modello di vita dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie per ciò che concerne la mobilità, mettendo in evidenza come il problema degli spostamenti in città debba cercare e trovare soluzioni più compatibili con la sostenibilità urbana, con la salute e la qualità della vita. Costituisce inoltre uno stimolo per un approccio integrato ai problemi che riguardano gli spazi urbani, in particolare per quanto concerne le competenze urbanistiche, educative e della salute. Da numerosi anni le Aziende ULSS del territorio provinciale trevigiano (ULSS7, ULSS8 e ULSS9) promuovono e sostengono le iniziative di percorsi casa-scuola sicuri, sia nella forma a piedi che in bicicletta, come attività di educazione alla salute. Tali iniziative rientrano quindi nei programmi di promozione della salute che le stesse aziende realizzano con il coinvolgimento anche di istituzioni diverse e favorendo la partecipazione attiva, dalle singole persone (scelte e comportamenti individuali) alle comunità nel loro insieme (comportamenti e scelte sociali), dai contesti di vita (politiche di tutela) all ambiente (modifiche e miglioramenti degli ambienti di vita). Tali azioni sono espressione delle molte esperienze nazionali ed internazionali e
6 ormai hanno applicato questi principi nella progettazione di attività a favore della salute (applicazioni di Agenda 21 dell ONU; Progetto Città Sane e Comunità Sane dell OMS) rendendo disponibili numerosi strumenti validati che consentono di riprodurne il modello progettuale. Un sempre maggior numero di Comuni ha avviato progetti pluriennali assieme alle Scuole, supportati dalla collaborazione di genitori, associazioni di volontari e referenti delle aziende ULSS. Nel territorio dell ULSS 9, i progetti pedibus sono stati avviati in primis nel Comune di Treviso con il coinvolgimento attivo dell Associazione Pedibus Treviso e la sottoscrizione di un protocollo tra Amministrazione comunale, le Direzioni Didattiche, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta e l associazione stessa con la predisposizione di materiali operativi. Tale esperienza è poi stata estesa ad altri Comuni del territorio dell ULSS 9 ed ad oggi i progetti sono avviati in 19 Comuni. Nel territorio dell ULSS 8 sono state attivate le progettualità pedibus coinvolgendo scuole, genitori volontari e amministrazioni comunali con l avvio di 31 percorsi-linee. Nel territorio dell ULSS 7 è stato possibile, in tempi brevi, l avvio di circa 49 percorsi Pedibus e tale esperienza è stata scelta nel 2009 tra i 330 progetti presentati a livello nazionale e i 44 provenienti dalla Regione Veneto al Forum Nazionale della Pubblica Amministrazione come migliore Pratica per Guadagnare Salute e premiata. L Ufficio Scolastico Territoriale di Treviso ha promosso e sostenuto, nell ambito delle Educazioni, progetti relativi alla promozione della salute, all educazione ambientale, all educazione alla cittadinanza attiva, all educazione all Europa, in coerenza con le direttive e gli orientamenti nazionali; Le iniziative di educazione alla salute sono fortemente orientate alla promozione di comportamenti e stili di vita sani e alla costruzione di una cittadinanza attiva attraverso azioni sinergiche e concertate con le istituzioni presenti nel territorio; in particolare, ha inserito il progetto pluriennale di ricerca azione Moving School 21 per la promozione della salute, sicurezza e performance a scuola nel programma di interventi per l educazione alla salute nell a.s. 2006/07 dell Ufficio Interventi Educativi dell USP di Treviso, nota protocollo n 1004/ a16-4 del 29 giugno 2006, attuando corsi di formazione che hanno coinvolto un centinaio di insegnanti di oltre 30 scuole in provincia di Treviso sui temi della qualità degli spazi scolastici e urbani, del miglioramento dell apprendimento, dell integrazione tra didattica e iniziative quali i percorsi casa scuola in autonomia; Moving School 21 si è sviluppato in una cornice europea, sia per la sua genesi (percorso di ricerca e sperimentazione attraverso 2 Programmi Intensivi Erasmus e il progetto Socrates Comenius KCS Kids Create School in Berlin/England/ Italy - La Scuola creata dai Bambini a Berlino, in Inghilterra, in Italia) sia per il suo sviluppo che vede una cooperazione con istituzioni scolastiche e territoriali della città di Berlino. L Associazione Culturale Pediatri, attiva in provincia di Treviso dal 1999 su formazione, ricerca ed advocacy sulle tematiche della salute infantile, da 6 anni si interessa delle correlazioni tra l inquinamento ambientale e la salute dei bambini ed agisce per contrastare questi effetti. A tal fine ha collaborato attivamente alle seguenti azioni: sensibilizzazione e formazione scientifica dei medici sui rischi di patologie correlate all inquinamento ambientale, mediante corsi di formazione specifici ed interventi in occasione di diversi incontri scientifici; sensibilizzazione delle famiglie dei propri assistiti anche mediante la distribuzione negli studi medici di materiale appositamente predisposto; collaborazione attiva a progetti di educazione scolastica, tra cui si segnala in particolare il progetto Bambini diamoci una mano per un mondo possibile sviluppato in provincia di Padova con il coinvolgimento di 120 scuole di infanzia. Inoltre nel 2010 l Associazione ha pubblicato il libro "Inquinamento e salute dei bambini Cosa c è da sapere, cosa c è da fare" (Pensiero Scientifico Editore, Roma, 2010) unico ancor oggi nel panorama editoriale scientifico italiano.
7 TUTTO CIÒ PREMESSO i Sottoscrittori, consapevoli del buon esito delle attività finora svolte e della sempre maggiore necessità di iniziative di questo genere, al fine anche di ottenere una migliore attenzione sull'utenza debole, nonché con la volontà di garantire che le iniziative di percorsi casa-scuola sicuri a piedi e in bicicletta siano promosse in modo capillare e durevole, facilitandone l accessibilità a quanti più scolari possibile, convengono e stipulano quanto segue: Articolo 1 OBIETTIVI DEL PRESENTE PROTOCOLLO collaborare per la realizzazione di un comune progetto finalizzato al raggiungimento dei seguenti scopi: promuovere la consapevolezza della necessità di una mobilità sostenibile con particolare riferimento all intorno delle scuole, incoraggiare il cambiamento di comportamenti e di abitudini di ragazzi ed adulti in ambito di mobilità scolastica (percorsi casa-scuola), promuovere il movimento fisico e migliorare la sicurezza stradale; diffondere tali iniziative con attività comuni coinvolgendo soggetti diversi: amministratori, tecnici, insegnanti, studenti, famiglie e associazioni al fine di avviare politiche condivise di sicurezza stradale, mobilità sostenibile, qualità dell aria e miglioramento della qualità della vita; incoraggiare ed incentivare scelte tecniche ed urbanistiche volte a favorire lo spostamento a piedi e in bicicletta in particolare nell intorno delle scuole, considerando gli strumenti urbanistici comunali, i piani di settore della mobilità (PUT, Piano delle piste ciclabili, etc.) e di risanamento ambientale; fornire linee guida e di indirizzo utili ai Comuni, alle scuole e alle associazioni coinvolte nei percorsi casa-scuola per implementare tali iniziative, nel rispetto della diversità delle realtà locali; favorire lo scambio di buone pratiche e l attivazione di modelli cooperativi di lavoro tra gli enti coinvolti, al fine di migliorare la conoscenza e la pratica; promuovere la ricerca sull aspetto della qualità di vita e della salute dei bambini. Articolo 2 COMPITI DELLA PROVINCIA coordinare ed assistere il Gruppo di Coordinamento Provinciale istituito con il presente Protocollo al fine di promuovere i percorsi casa-scuola sicuri, sia nella forma a piedi che in bicicletta; promuovere ed organizzare eventi, giornate di studio e corsi di formazione, momenti di sensibilizzazione coinvolgendo vari enti, in primis le amministrazioni comunali e le scuole del territorio provinciale; divulgare queste iniziative e quanto realizzato dal Gruppo di Coordinamento Provinciale, in termini di buone pratiche e risultati raggiunti; creare interesse ed attenzione su queste iniziative all interno dell Ente provinciale, con particolare riferimento agli uffici Sicurezza Stradale, Lavori Pubblici e Progetti Speciali al fine di trovare sinergie.
8 Articolo 3 COMPITI DELLE ULSS promuovere i percorsi casa-scuola sicuri, sia nella forma a piedi che in bicicletta, sia di altre forme sperimentate, nei territori comunali di competenza; inserire i percorsi casa-scuola nella propria proposta di promozione della salute rivolta alle scuole; analizzare ed elaborare i dati delle indagini forniti dalle scuole del proprio territorio; partecipare all organizzazione di eventi culturali, corsi di formazione e convegni sul tema rivolti in primis alle amministrazioni comunali e alle scuole del territorio provinciale; inviare, almeno annualmente, lo stato di attuazione dei progetti di percorsi casa-scuola secondo le modalità definite dal Gruppo di Coordinamento Provinciale; informare periodicamente le Conferenze dei Sindaci dei rispettivi territori di competenza, divulgando le attività sviluppate e proposte dal Gruppo di Coordinamento Provinciale. Articolo 4 COMPITI DELL'UFFICIO SCOLASTICO TERRITORIALE adoperarsi per sostenere e promuovere il progetto di percorsi casa-scuola sicuri nella forma a piedi o in bicicletta sia di altre forme sperimentate, nelle scuole del territorio provinciale; divulgare le attività sviluppate e proposte dal Gruppo di Coordinamento Provinciale agli istituti scolastici, nei modi ritenuti più opportuni; promuovere l inserimento della promozione dei percorsi casa-scuola nei Piani di Offerta Formativa (POF) delle scuole; partecipare all organizzazione di eventi culturali, corsi di formazione e convegni sul tema rivolti in primis alle amministrazioni comunali e alle scuole del territorio provinciale; promuovere un monitoraggio riferito alla relazione tra didattica e progetti di percorsi casascuola, con lo sviluppo delle competenze/conoscenze. Articolo 5 COMPITI DEI PRESIDENTI DELLE CONFERENZE DEI SINDACI diffondere, almeno una volta l anno, durante le assemblee delle Conferenze dei Sindaci dei territori di competenza, le iniziative, le attività e i risultati conseguiti in esito a questo Protocollo, secondo modalità appropriate. Articolo 6 COSTITUZIONE DEL GRUPPO DI COORDINAMENTO PROVINCIALE Il Gruppo di Coordinamento Provinciale è formato da un referente per ognuno dei seguenti soggetti: Provincia di Treviso, ciascuna ULSS del territorio provinciale, Ufficio Scolastico Territoriale, Associazione onlus Moving School 21, in qualità di esperto, e Associazione culturale Pediatri, sezione di Asolo, in qualità di esperto.
9 Il Gruppo si riunisce almeno due volte all anno e le decisioni vengono assunte a maggioranza: la partecipazione dei componenti è a titolo gratuito. Alle convocazioni del Gruppo possono essere invitati a partecipare anche altri soggetti al fine di ampliare le esperienze ed apportare nuove conoscenze. Il Gruppo di Coordinamento Provinciale è coordinato dalla Provincia di Treviso a cui competono le convocazioni. Articolo 7 COMPITI DEL GRUPPO DI COORDINAMENTO PROVINCIALE perseguire ed attuare gli obiettivi individuati all art. 1 di questo Protocollo; svolgere attività di monitoraggio con il coinvolgimento dei componenti del Gruppo stesso; stimolare l individuazione di percorsi che favoriscano l autonomia dei bambini e ragazzi nell uso dei percorsi casa-scuola affinché diventino pratiche quotidiane; predisporre un programma annuale di attività con il coinvolgimento dei componenti del Gruppo stesso, affinché le iniziative di ciascun componente possano essere condivise e partecipate; pubblicare e diffondere periodicamente una sintesi delle attività svolte (eventi, incontri, etc.) e le buone pratiche raggiunte, a partire dai dati trasmessi dalle ULSS, secondo modalità definite di volta in volta; ricercare forme di finanziamento per la realizzazione di dette iniziative; promuovere forme di riconoscimento alle buone pratiche di promotori e attuatori. Articolo 8 LINEE GUIDA PER I COMUNI Al fine di attuare quanto indicato all art.1, il presente Protocollo intende fornire delle direttive ai Comuni che intendono realizzare nel proprio territorio comunale progetti di percorsi casascuola; nello specifico si ritiene utile che le Amministrazioni Comunali provvedano a: promuovere la consapevolezza della necessità di una mobilità sostenibile in ambito scolastico con l interessamento di soggetti diversi (tecnici, insegnanti, genitori, bambini ed associazioni); creare interesse ed attenzione verso queste iniziative all interno dell Ente comunale, anche attraverso la costituzione di un gruppo di lavoro interno intersettoriale (Ambiente, Lavori Pubblici, Istruzione, Mobilità e Infrastrutture) accompagnare le scuole nell attuare tali progetti, fornendo loro analisi tecniche accurate delle problematiche viarie/infrastrutturali nell intorno delle scuole, nonché di accessibilità e di fruibilità; inserire i progetti di percorsi casa-scuola nella strumentazione urbanistica comunale, di pianificazione settoriale della mobilità (PUT, Piano delle piste ciclabili, etc.) e di risanamento ambientale;
10 intervenire a supporto di tali progetti con azioni temporanee es. ordinanza di chiusura temporanea della strada in orario di entrata e di uscita, e/o azioni permanenti (zone 30 km/h, modifica di accessi o restringimenti, etc.); favorire interventi di mobilità pedonale e ciclabile negli intorni scolastici e, più in generale, nel territorio comunale; impegnarsi a far proprie queste linee guida con modalità appropriate e dandone comunicazione al Gruppo di Coordinamento Provinciale. Articolo 9 LINEE GUIDA PER LE SCUOLE Al fine di implementare le esperienze già intraprese dalle scuole in tema di percorsi casa-scuola e far sì che nuovi istituti scolastici possano sviluppare tali progetti, il presente Protocollo intende fornire linee di indirizzo alle scuole, nello specifico si ritiene necessario che le Direzioni Scolastiche provvedano a: promuovere tali progetti con la collaborazione di insegnanti, genitori ed associazioni; inserire nel Piano di Offerta Formativa (POF) i temi dell educazione alla salute e alla sicurezza (uso spazi scolastici e tragitti casa-scuola), dell educazione ambientale e stradale includenti l avvio e/o il mantenimento dei percorsi casa-scuola sicuri sia nella forma a piedi che in bicicletta, inclusi i percorsi in autonomia individuando almeno un docente referente all interno del plesso scolastico; sviluppare progetti di percorsi casa-scuola sicuri che prevedano il coinvolgimento di soggetti istituzionali e non, in primis dell ULSS di riferimento e dei tecnici della Polizia locale: fase iniziale: incontri esplicativi, somministrazione di questionari relativi alle indagini di mobilità della scuola rivolti a genitori, allievi ed insegnanti a cadenza annuale, rielaborazione dei dati raccolti al fine di redigere un piano spostamenti casa-scuola e individuazione del corpo docente referente per tali attività (mobility manager scolastico e team di insegnanti); fase di analisi: conoscenza del territorio e della viabilità intorno alla scuola e individuazione dei percorsi da mettere in sicurezza con la collaborazione di allievi, genitori, volontari ed associazioni; fase di progettazione: definizione dei tracciati, proposte di segnaletica, ect.; fase di realizzazione: messa in sicurezza dei percorsi, gestione dei percorsi, monitoraggio; coinvolgimento e supporto di associazioni e volontari per l avvio e/o l implementazione delle esperienze; garantire la copertura assicurativa degli accompagnatori; educare i ragazzi a scelte di mobilità sostenibile che perdurino negli anni di studio successivi.

References: art. 6
 art. 3
 art. 30
 Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 7
 art. 1
 Articolo 8
 art.1
 Articolo 9