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Timestamp: 2020-01-24 16:20:27+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 16292 del 30/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 16292 del 30/06/2017
Cassazione civile, sez. VI, 30/06/2017, (ud. 04/04/2017, dep.30/06/2017), n. 16292
sul ricorso 4263-2016 proposto da:
D.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA LUCREZIO CARO
62, presso lo studio dell’avvocato SABINA CICCOTTI, che lo
rappresenta e difende unitamente all’avvocato FABIO FANTIN;
avverso la sentenza n. 1652/26/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
REGIONALE di VENEZIA-MESTRE, depositata il 03/11/2015;
La Corte, costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell’art. 380 bis c.p.c., come integralmente sostituito dal D.L. n. 168 del 2016, art. 1 – bis, comma 1, lett. e), convertito, con modificazioni, dalla L. n. 197 del 2016; dato atto che il collegio ha autorizzato, come da decreto del Primo Presidente in data 14 settembre 2016, la redazione della presente motivazione in forma semplificata e che parte ricorrente ha depositato memoria, osserva quanto segue:
Con sentenza n. 1652/26/15, depositata il 3 novembre 2015, notificata il 10 dicembre 2015, la CTR del Veneto ha accolto gli appelli riuniti proposti nei confronti della sig.ra D.S. dal Comune di Schiavon, per la riforma delle sentenze di primo grado della CTP di Vicenza, che avevano parzialmente accolto i ricorsi proposti dalla contribuente avverso avvisi di accertamento per ICI relativi agli anni d’imposta 2007 e 2008, determinando in Euro 70,71 al mq il valore dei terreni oggetto di accertamento, ricadenti secondo le previsioni del PRG comunale in zona D2 (Commercio, terziario e mista).
Avverso la pronuncia della CTR la contribuente ha proposto ricorso per cassazione, affidato a tre motivi, ulteriormente illustrato, segnatamente in ordine al primo motivo, a seguito della proposta depositata dal relatore, da memoria.
Con il primo motivo la ricorrente denuncia “omesso esame circa fatti decisivi per il giudizio che” sono stati “oggetto di discussione tra le parti”, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, rilevando come la CTR abbia sostanzialmente assunto a base della propria decisione una sola circostanza fattuale, peraltro contestata dalla contribuente – quella relativa alla dismissione di allevamento di animali nei pressi dei terreni del ricorrente – ignorando viceversa una serie di elementi fattuali ulteriori che, se debitamente valorizzati dalla decisione, avrebbero determinato un esito diverso della controversia.
Analoga censura è svolta dalla ricorrente, in parte nel contesto dello stesso primo motivo e nell’autonoma formulazione di un secondo motivo, denunciando la contribuente al riguardo, in relazione al previgente testo dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, il vizio della sentenza impugnata per omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione su un fatto controverso e decisivo per il giudizio.
Con il terzo motivo, infine, la ricorrente denuncia violazione o falsa applicazione dell’art. 115 c.p.c. in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, nella parte in cui la decisione impugnata ha ritenuto di giustificare il ritenuto aumento di valore degli immobili rispetto a quello attribuito nel 2003 in sede di accertamento con adesione, sulla base di non meglio precisati “dati ISTAT”, mai allegati dal Comune e giammai comunque in grado d’integrare la nozione di fatto notorio.
Nel caso di specie parte ricorrente lamenta sostanzialmente in proposito che: a) il giudice tributario d’appello ha mal valutato la circostanza della dismissione dell’allevamento di animali in prossimità del fondo della ricorrente, contestata dalla ricorrente anche mediante visura comprovante la persistenza, con riferimento alle annualità d’imposta in oggetto, dell’esercizio di detta attività, nonchè ha errato nel ritenere irrilevante la mancanza di opere di urbanizzazione; b) ha omesso il dovuto rilievo agli elementi addotti per giustificare la stima del terreno in misura largamente inferiore a quella determinata dal Comune dal Comune, nonchè ha errato nel ritenere irrilevante la mancanza di opere di urbanizzazione; c) ha del tutto omesso l’esame di altre due circostanze di fatto, quali l’interclusione del fondo rispetto alla strada principale e l’esistenza di servitù di passaggio sul lato nord del mappale 384 che, ove debitamente prese in considerazione, avrebbero determinato un esito diverso del giudizio.
Il secondo motivo (cfr. la già citata Cass. n. 8053/14), formulato in relazione al testo previgente dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, non più applicabile, ratione temporis, al presente giudizio, è inammissibile.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 Cass.