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LA LEGGE REGIONALE 16 LUGLIO 2009 N. 13 A MILANO (avvocato Walter Fumagalli) - PDF
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1 LA LEGGE REGIONALE 16 LUGLIO 2009 N. 13 A MILANO (avvocato Walter Fumagalli) Dopo aver analizzato negli scorsi numeri di AL le disposizioni dettate dalla legge n. 13/2009, può essere interessante verificare ora che cosa ha deciso il Comune di Milano in merito alla loro applicazione. Come si ricorderà, la legge stabilisce che entro il 15 ottobre 2009 le amministrazioni comunali potevano provvedere ai seguenti adempimenti: a) individuare le aree classificate nello strumento urbanistico comunale a specifica destinazione produttiva secondaria entro le quali permettere, in deroga alle previsioni di detto strumento, la sostituzione di edifici industriali e artigianali esistenti (articolo 3.5); b) riconoscere, per gli interventi previsti dagli articoli 2 e 3 della legge, una riduzione degli oneri di urbanizzazione e del contributo commisurato al costo di costruzione (articolo 5.4); c) individuare le parti del territorio comunale nelle quali, a causa delle loro speciali peculiarità storiche, paesaggistico-ambientali ed urbanistiche, non è consentito realizzare gli interventi che la legge ammette in deroga alle norme urbanistico-edilizie (articolo 5.6); d) dettare prescrizioni circa le modalità di applicazione della legge, con riferimento alla necessità di reperire spazi per parcheggi pertinenziali e spazi a verde (articolo 5.6). In piena zona Cesarini il Consiglio comunale di Milano ha approvato la delibera n. 44 del 14 ottobre 2009, avente ad oggetto adempimenti comunali in attuazione dell articolo 5 commi 4 e 6 della Legge Regionale 16 luglio 2009, n. 13. Per quanto riguarda l adempimento di cui alla lettera a, già dal titolo della delibera emerge che nell esercizio del proprio potere discrezionale il Comune di Milano ha deciso di non individuare nessuna area classificata dal piano regolatore a specifica destinazione produttiva secondaria entro cui permettere, in deroga alle previsioni del piano stesso, interventi di sostituzione degli edifici industriali e artigianali esistenti. Il presente contributo è pubblicato su AL - Mensile di informazione degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori Lombardi, gennaio/febbraio 2010, pag
2 Per ciò che concerne l adempimento di cui alla lettera b, il Comune di Milano ha deciso che per gli interventi previsti dagli articoli 2 e 3 della legge non verrà applicata alcuna riduzione degli oneri di urbanizzazione e del contributo commisurato al costo di costruzione, salve ovviamente le facilitazioni che, in applicazione dell articolo della legge regionale 11 marzo 2005 n. 12, la delibera consiliare n. 73 del 21 dicembre 2007 già prevede in via generale per gli interventi virtuosi dal punto di vista energetico. In proposito può essere utile segnalare che questa decisione appare in contrasto con l interpretazione che la Regione dà, nel proprio sito Internet, all articolo 5.4 della legge regionale n. 13/2009. Ed infatti, alla domanda se i comuni possono decidere di applicare, in relazione agli interventi contemplati dalla legge, il contributo di costruzione per intero, in tale sito si legge questa risposta : No. Per come è formulata la norma, è chiaro l intendimento del legislatore di agevolare comunque, anche sotto il profilo economico, la realizzazione degli interventi. E infatti, da un lato, si afferma la facoltà di riconoscere una riduzione, non di confermare le regole ordinarie, dall altro si prevede, in caso di assenza di determinazioni, una automatica riduzione, non l applicazione delle normali tariffe. Considerati anche gli interessi economici in gioco è facile prevedere, quindi, che presto la questione verrà portata all esame dei giudici amministrativi: se questi annulleranno in parte qua la delibera comunale, diventerà automaticamente applicabile quello sconto del 30% del contributo di costruzione (oneri di urbanizzazione e contributo commisurato al costo di costruzione), che il citato articolo 5.4 prevede vada applicato nei comuni che entro il 15 ottobre 2009 non abbiano assunto alcuna delibera sul punto. Per quanto concerne l adempimento di cui alla lettera c, il Comune di Milano ha condotto un analisi del proprio territorio in esito alla quale ha individuato 11 quartieri nei quali ha escluso la possibilità di realizzare, in deroga alla normativa urbanistico-edilizia applicabile, gli interventi di ampliamento e di sostituzione previsti dall articolo 3 della legge regionale n. 13/2009. Al momento dell approvazione della delibera n. 44/2009, inoltre, a tali quartieri sono state aggiunte le aree comprese nel Parco Nord Milano, 2
3 in quanto parte di territorio di particolare valore ambientale oggetto di tutela in forza di specifiche leggi regionali. Tutte le aree di cui sopra sono state individuate in un apposita planimetria in scala 1: I QUARTIERI ESCLUSI DALL APPLICAZIONE DELL ARTICOLO 3 DELLA LEGGE N. 13/2009 Villaggio dei giornalisti e limitrofi Quartiere Cimiano Quartiere Porpora Quartiere Pisacane Quartiere Aspari Quartiere Del Sarto Quartiere Lincoln Quartiere Washington Quartiere QT8 Quartiere Borgo Pirelli Quartiere La Postelegrafonica I, II, III e IV In tali aree, inoltre, il Comune ha stabilito che gli interventi di recupero edilizio e funzionale consentiti dall articolo 2 della legge, possono essere realizzati in deroga alla normativa urbanistico-edilizia solamente laddove essi siano mantenuti all interno dell involucro edilizio costituito dall edificio preesistente. Per quanto riguarda l adempimento di cui alla lettera d, il Consiglio comunale ha deciso che: - in tutti gli interventi di ampliamento e di sostituzione edilizia previsti dall articolo 3 della legge, deve essere necessariamente reperita una dotazione di parcheggi privati di pertinenza pari a 1 mq./10 mc.; - negli interventi di sostituzione edilizia previsti dallo stesso articolo 3, inoltre, deve essere obbligatoriamente reperita una superficie filtrante sistemata a verde, pari almeno al 10% della superficie del lotto; - nei quartieri di edilizia pubblica, gli interventi di nuova edificazione previsti dall articolo 4 della legge possono essere realizzati solo mediante la sostituzione di edifici esistenti, al fine di tutelare le 3
4 dotazioni, attuali e realizzate, di verde e servizi e di incentivare un radicale rinnovamento del patrimonio edilizio pubblico. In più il Consiglio comunale ha dettato ulteriori indirizzi, che però non sembrano rientrare fra le prescrizioni previste dalla legge regionale: pertanto, qualora si pretendesse di considerarli vincolanti si potrebbe dubitare della loro legittimità. In particolare, il Comune di Milano ha stabilito che non è consentito realizzare interventi in deroga alle previsioni dei piani di lottizzazione e degli atti di pianificazione negoziata, ove alla data di esecutività della delibera n. 44/2009 le relative convenzioni siano già state stipulate e siano in corso di attuazione. Tale indirizzo però sembra in contrasto con l articolo 5.1 della legge, in forza del quale gli interventi previsti dalla stessa possono essere realizzati in assenza di piano urbanistico attuativo eventualmente previsto, o in deroga a questo se vigente o adottato. Ancora il Comune di Milano ha stabilito che, per realizzare gli interventi di cui si tratta all interno delle Zone di recupero, prima di presentare la richiesta di permesso di costruire o la denuncia di inizio di attività l interessato deve impegnarsi a cedere le aree di urbanizzazione primaria e secondaria individuate negli elaborati del piano regolatore. Non è chiaro se tale cessione debba avvenire a titolo gratuito oppure dietro versamento di un corrispettivo da parte del Comune, così come non è chiaro se l interessato debba cedere tutte le aree di urbanizzazione individuate dal piano regolatore all interno della relativa Zona di recupero, oppure solo quelle di cui sia occasionalmente proprietario al momento della presentazione della richiesta di permesso di costruire o della denuncia di inizio di attività. Sembra invece chiaro che questo onere non è previsto dalla legge regionale n. 13/2009, e che pertanto esso è probabilmente imposto in violazione non solo di tale legge, ma anche dell articolo 23 della Costituzione ( nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge ). Ed infine, il consiglio comunale ha deciso di individuare una volta per tutte, ai fini dell applicazione della legge n. 13/2009, sia le zone destinate all agricoltura o ad attività produttive di cui all articolo 2.1, sia le zone a prevalente destinazione residenziale di cui all articolo 3.3, sia il centro storico ed i nuclei urbani di antica formazione di 4
5 cui all articolo 3.4, e ciò ha fatto mediante richiamo alle previsioni del piano regolatore vigente. In proposito appaiono utili alcune considerazioni. Anzitutto la legge non attribuisce questa funzione al consiglio comunale, né il consiglio comunale può interpretare d imperio il piano regolatore al fine di individuare quali siano le porzioni del territorio comunale di cui sopra. In altri termini, se il piano regolatore disciplina una certa zona in modo che non possa essere ricondotta, per esempio, fra le zone a prevalente destinazione residenziale, è perfettamente inutile che il consiglio comunale la qualifichi come tale, giacché essa continua a non essere una zona a prevalente destinazione residenziale e quindi non può essere oggetto degli interventi che la legge ammette soltanto in tali zone. LE ZONE DESTINATE AD ATTIVITÀ PRODUTTIVE zona I zona I/A LE ZONE DESTINATE ALL AGRICOLTURA zona VA LE ZONE A PREVALENTE DESTINAZIONE RESIDENZIALE zona R zona Rx zona R/I zona R/TA zona I/R zona TA IL CENTRO STORICO ED I NUCLEI URBANI DI ANTICA FORMAZIONE zona A ambiti di salvaguardia ambientale A questo si aggiunga che le indicazioni fornite dal consiglio comunale di Milano risulteranno del tutto superate a far tempo dall approvazione del piano di governo del territorio, giacché da quel momento occorrerà fare riferimento alle previsioni di quest ultimo. 5
6 Ed infine, sembra decisamente una forzatura pretendere di far rientrare fra i nuclei urbani di antica formazione anche gli ambiti di salvaguardia ambientale, giacché questi ultimi corrispondono a zone meritevoli di salvaguardia ambientale (articolo 50 delle norme del piano regolatore), indipendentemente dall epoca della loro formazione. In Lombardia i comuni possono modificare il loro strumento urbanistico generale, avvalendosi del procedimento semplificato previsto dall articolo 58 del decreto legge n. 112/2008? * * * Il citato articolo 58 stabilisce che l inserimento degli immobili di determinati enti pubblici nel piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari ne dispone espressamente la destinazione urbanistica, e che la deliberazione del consiglio comunale di approvazione del piano costituisce variante allo strumento urbanistico generale. Con sentenza n. 340 del 30 dicembre 2009 la Corte costituzionale ha però annullato quest ultima disposizione in quanto la competenza in materia spetta alle Regioni, ed ha quindi concluso che la destinazione urbanistica dei beni di cui sopra va ovviamente determinata nel rispetto delle disposizioni e delle procedure stabilite dalle norme vigenti. In Lombardia, pertanto, le varianti di cui si tratta vanno approvate applicando le norme della legge regionale n. 12/
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 articolo 23
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 sentenza 
 art. 1117