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Timestamp: 2019-06-19 04:44:47+00:00

Document:
Vicenza 29-11-1944
Descrizione: Il partigiano Giacomo”Enzo” Possamai, “Audace”, di Marostica, 17 anni, viene assassinato all’interno della caserma della Polizia Ausiliaria Repubblicana in Contra S. Domenico a Vicenza per vendetta, in seguito all’uccisione del capitano Polga, dai suoi stessi commilitoni che lo credono coinvolto direttamente nell’agguato. Possamai aveva fatto parte del gruppo partigiano di Fontanelle di Conco, formatosi già nell’autunno ‘43, e sulla sua testa Antonio Comparini, comandante della Compagnia della BN di Marostica, aveva messo una taglia. Costretto a presentarsi nelle file repubblicane, sia per salvaguardare i famigliari che per passare l’inverno, viene reclutato con lo scopo di essere infiltrato nelle formazioni partigiane; sospettato di fare il doppio gioco a favore dei partigiani è imprigionato ed assassinato per vendetta il giorno dopo l’eliminazione del capitano Polga, comandante della polizia ausiliaria della Questura di Vicenza.
Estremi e note penali: Il processo Linari è Il primo processo celebrato dalla Corte d’Assise straordinaria vicentina ed ebbe inizio il 16 giugno 1945 e giunse a sentenza con le condanne indicate il 22 giugno 1945.
Si segnala che, subito dopo il delitto, era stata avviata un’istruttoria dal Procuratore del Regno Borelli che, ricostruiti i fatti (e gli atti consentirono di procedere speditamente alla CAS) emise ordini di cattura contro il Comparini, il Sartori ed il Contaldi; gli ordini non furono eseguiti nonostante le reiterate insistenze rivolte anche personalmente all’allora Questore Cesare Linari .
Ultimo aggiornamento dei dati: 2015-12-27 17:25:11
Possamai Giacomo detto Enzo, nato a Marostica cl. 1927 (? Ha 17 anni quando muore), partigiano NB \"Audace\", infiltrato nella polizia ausiliaria.
Note responsabile Linari Cesare di Raffaello, cl. 1904, nato a Perugia; squadrista proveniente da Arezzo, dal settembre al novembre 1943 e maggiore della GNR a Vicenza; nel dicembre 1943, promosso ten. colonnello, viene nominato anche Questore di Vicenza, carica che mantenne sino alla Liberazione, imputato presso CAS di Vicenza ecc. Ordina l’eliminazione. Linari partecipa direttamente a vari rastrellamenti: Marostica; Crespano del Grappa e Crespadoro, nella Valle dell’Agno e a Salcedo. La sua residenza era a Vancimuglio, dove conta su una nutrita scorta armata. Arrestato alla Liberazione (28.4.45), tra i vari reati commessi e processato per aver ordinato l’omicidio di Possamai (Enzo) Giacomo, 17 anni, agente ausiliario e Patriota infiltrato nella Polizia Ausiliaria, ucciso il 29 novembre 1944 nella Caserma di S. Domenico a Vicenza. Il processo ha inizio il 16 giugno 1945, Il 22 giugno 1945, Linari viene riconosciuto colpevole del delitto di collaborazionismo, nonché del delitto di omicidio, escluse aggravanti, e condannato ad anni 30 di reclusione e alla confisca dei beni; presenterà ricorso in Cassazione, che il 9 luglio 1946 riduce la pena a 10 anni (1/3); il 15 febbraio 1948, la Corte Suprema, annulla la sentenza per non aver commesso l’omicidio, il reato di collaborazionismo viene amnistiato (d.l. 22.6.46, n. 4 – “Decreto Togliatti”), e ne ordina la scarcerazione.
Note procedimento Il processo Linari è Il primo processo celebrato dalla Corte d’Assise straordinaria vicentina ed ebbe inizio il 16 giugno 1945 e giunse a sentenza con le condanne indicate il 22 giugno 1945. Si segnala che, subito dopo il delitto, era stata avviata un’istruttoria dal Procuratore del Regno Borelli che, ricostruiti i fatti (e gli atti consentirono di procedere speditamente alla CAS) emise ordini di cattura contro il Comparini, il Sartori ed il Contaldi; gli ordini non furono eseguiti nonostante le reiterate insistenze rivolte anche personalmente all’allora Questore Cesare Linari .
Nome del reparto Polizia ausiliaria repubblicana di Vicenza
Note responsabile Sartori Ferdinando “Trelici” e “Gamba Dino” di n.n. e Sartori Elena, cl. 1920, nato e residente a Vicenza; vicebrigadiere polizia ausiliaria imputato presso CAS di Vicenza ecc. dà il colpo di grazia. Sartori, tra i torturatori più noti, è uno dei “17 eletti” tra gli oltre 500 della Polizia Ausiliaria, fedelissimi alla causa nazifascista, che dopo la morte di Polga si pongono al servizio delle SS; nel gennaio ‘45 passa alla Gestapo presso la Feld-Gendarmerie da campo germanica di Schio; con Contaldi Semprevivo conduce gli interrogatori degli antifascisti alle Scuole “Marconi” compiendo violenze inaudite sui prigionieri. Arrestato il 18.6.45, al processo “Linari & C.” viene riconosciuto colpevole del delitto di collaborazionismo, nonché del delitto Possamai, è condannato alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena e confisca dei beni; presentera ricorso in Cassazione; la Corte Suprema annulla la sentenza di morte nei suoi confronti e rinvia il procedimento alla Corte d’Assise di Treviso che conferma il verdetto di condanna, ma tramuto la pena in 25 anni; Sartori uscì in “liberta condizionata” già il 9 marzo 1950 per intervento della Corte d’Appello di Venezia; è imputato anche di un secondo omicidio per i fatti del 25 febbraio ‘45, quando fu assassinato il Partigiano “Treno”.
Giovanni Comparin
Cognome Comparin
Note responsabile Comparin Giovanni di Antonio, cl. 1920, sottotenente polizia ausiliaria, nato e residente a Conco (VI); figlio del comandante della BN di Marostica Antonio Comparin; sottotenente della PAR, e un “fedelissimo” del capitano Polga; imputato presso CAS di Vicenza ecc. autore dell’omicidio. Comparini partecipa al rastrellamento di Chiampo; partecipa all’omicidio del Patriota infiltrato Passamai (Enzo) Giacomo e successivamente passa al servizio delle SS tedesche; in un documento del Comitato Militare Provinciale del CLNP è tra i nominativi dei responsabili delle impiccagioni di Bassano del Grappa. Partecipa con il padre (comandante della BN di Marostica) all’omicidio Scomazzon perpetrato a Marostica, sulla strada per Nove, il 28 settembre 1944. Arrestato dopo la Liberazione il 1 maggio 1945; al processo “Linari & C.” viene riconosciuto colpevole del delitto di collaborazionismo e concussione, nonché dell’omicidio di Possamai, con aggravanti e premeditazione, viene condannato alla pena di morte mediante fucilazione alla schiena e confisca dei beni; presenta ricorso in Cassazione e la Corte Suprema, il 12 luglio 1945, annulla la sentenza e rinvia il procedimento alla Corte d’Assise di Treviso; la CAS di Treviso conferma il verdetto di condanna, ma tramuta la pena in 30 anni. Il 26 dicembre 1945, evade dalle Carceri di Padova in Piazza Castello; nel gennaio 1946 è visto transitare per Vicenza e sembra sia a capo di una banda SAM operante nel basso vicentino. Il Ministero delle Finanze, direzione generale per la finanza straordinaria, comunica nel maggio \'46 che è in corso di esecuzione la confisca dei beni. Il 14 luglio 1954 il Tribunale di Treviso conferma la condanna al latitante Comparin. Il 12 dicembre 1955 la Corte Suprema, ammette la revisione e annulla la sentenza di Treviso condizionatamente per la condanna di omicidio volontario con rinvio alla CAS di Perugia. La CAS di Perugia, con sentenza del 5 dicembre 1957 lo assolve dall’imputazione di concorso in omicidio di Possamai (Enzo) Giacomo e con declaratoria del 20 dello stesso mese dichiara estinto il reato di collaborazionismo, revocando l’ordine di cattura.
Oggi ha inizio il primo processo alla Corte straordinaria d’Assise, in «Il Giornale di Vicenza», 16 giugno 1945, p.2;
Massignani M., Le sentenze della Corte d’Assise straordinaria di Vicenza nell’anno 1945, in «Venetica», 2002, pp. 137-154.
Residori Sonia, La “pelle del diavolo”: la giustizia di fronte alla violenza della guerra civile (1943-45).pdf (dal sito ISTREVI)
www.istrevi.it/lab/page/qe_map.php?p=17-LB-QR01Residori&n=NOTE
www.storiavicentina.it/resistenza-partigiana/657-il-delitto-possamai...

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