Source: http://notedimarcogrondacci.blogspot.com/2015_04_01_archive.html
Timestamp: 2017-03-24 17:49:13+00:00

Document:
Inchiesta spezzina sulle Navi dei Veleni: una archiviazione che sembra una rimozione! Svolgendo
indagini incomplete come è emerso in udienza, non utilizzando tutte le notizie e gli indizi provenienti dalla voluminosa
documentazione presentata da Legambiente e dal pool legale e tecnico che la ha
sostenuta, la Procura di Spezia ha chiesto l'archiviazione dell'esposto che voleva la riapertura (sarebbe meglio dire la apertura) dello spezzone
spezzino della Inchiesta sulle navi delle veleni. Oggi il Giudice per le Indagini Preliminare ha emesso il decreto di accoglimento di questa richiesta. Lo ha fatto in una paginetta e mezza con la quale ha "riassunto" centinaia di pagine e di documenti prodotti da Legambiente all'interno del procedimento. Continua a leggere...»
Centrale Enel: il non uso del gas contra legem – i rifiuti e l’Antitrust Ho
sempre trovato sostanzialmente ipocrita la discussione sulla dismissione dei
due gruppi a gas naturale della centrale termoelettrica di Spezia. Infatti
da un lato, soprattutto da parte di Enel, non si chiariscono le vere ragioni
che stanno dietro la sbandierata ma mai resa operativa, decisione di dismettere
quei due gruppi (vedi QUI). Dall’altro
in questa discussione si sono rimosse le responsabilità da parte delle Autorità
pubbliche nell’usare tutte le norme di legge per imporre l’uso del metano in
centrale e soprattutto si è rimosso un dato gravissimo la violazione della
precedente autorizzazione (quella del 1997) da parte Enel senza alcun
intervento di dette Autorità. Violazione protrattasi fino al 2013. D’altronde
il difetto stava nel manico e cioè nel non avere mai, con adeguati atti
prescrittivi, imposto un uso del metano in centrale, non come combustibile
alternativo al carbone, ma come strumento di prevenzione sanitaria. Continua a leggere...»
Granulati Muto quando le accuse di mafia vengono rivoltate in danno dei cittadini. In un articolo di oggi
sul Secolo XIX, che mette in luce la
vicenda della Inerti Muto ora Granulati , l'avvocato della Granulati Muto
dichiara che chiederà a nome della società il risarcimento danni per il ritardo
nel rilascio dei permessi all'impianto gestito nella località Lagoscuro comune
di Vezzano Ligure a causa del provvedimento interdittivo antimafia che ha
colpito detta società....
Ci vuole un bel coraggio a chiedere una cosa del genere. Voglio ricordare all'egregio Avvocato che l'impianto di
lavorazione inerti in questi mesi ha sempre funzionato, mentre quello che
frantuma gli inerti (in piena area parco Magra Monte-Marcello peraltro) invece è sotto sequestro da tempo per altra vicenda
giudiziaria. Guardate queste
foto, di qualche giorno fa, vi sembra un impianto che non funzioni??????? Continua a leggere...»
avevo scritto, su questo blog, la Conferenza dei Servizi del 8 ottobre 2014, convocata dal Comune di
Vezzano Ligure, aveva dato via libera alla adozione (da parte della Provincia)
e alla successiva approvazione (da parte del Comune) della nuova autorizzazione
all’impianto gestito dalla Granulati Muto. Un
impianto situato in località Lagoscuro nel Comune di Vezzano Ligure che lavora
inerti per lo più dalle cave di marmo per produrre ciottolati per giardini.
si è svolta, presso il Tribunale della Spezia, l'udienza di discussione della richiesta di archiviazione dello
stralcio spezzino della inchiesta sulle navi c.d. dei veleni e dei relativi
affondamenti abusivi lungo le rotte meditterrenee nonchè dei presunti
affondamenti di rifiuti pericolosi nel nostro golfo o in aree ad esse
limitrofe. Legambiente ha presentato da tempo opposizione a questa richiesta di
archivazione della Procura della Spezia e stamane sono state presentate
ulteriori memorie a sostegno di detta opposizione....... Ovviamente attendiamo con fiducia e rispetto la
decisione del giudice per le indagini preliminari e su questo come dire e per
Ma questa mattina nel contraddittorio in aula non
ci si è confrontati solo nel merito della vicenda ma il Procuratore che ha
richiesto l'archiviazione si è avventurato ben oltre quelli che erano i suoi
compiti che ricordo erano e sono quelli di valutare le condizioni per la
prosecuzione delle indagini oggetto dell'esposto a suo tempo depositato da Legambiente.
Giustizia con sentenza del 16 aprile 2015.
Causa C-570/13 (vedi QUI) ha precisato
ulteriormente, rispetto a pronunce precedenti, i principi che definiscono il
diritto, dei cittadini organizzati o
singoli, ad impugnare le decisioni in materia di Valutazione di Impatto
Ambientale (di seguito VIA) sia quelle che escludono la VIA (procedura di
Verifica) sia quelle che concludono il procedimento di VIA ordinario.
oggetto della sentenza riguardava la esclusione dalla VIA di un grosso centro
commerciale sul quale il giudice nazionale (austriaco) aveva rinviato, con
domanda pregiudiziale, la questione alla Corte di Giustizia affinchè
verificasse il rispetto della norma nazionale austriaca sui limiti ad impugnare
le decisioni di VIA con il diritto comunitario in materia. Continua a leggere...»
Il Decreto sui criteri per definire gli alberi monumentali urbani. Gli
amici dell’interessante sito Molise Alberi (vedi a questo LINK) mi
hanno segnalato l’avvenuta pubblicazione del Decreto Ministeriale (vedi QUI) che
fissa i criteri per definire in ogni Comune l’elenco degli alberi monumentali
in aree urbane, di cui ho trattato QUI, alla
luce della recente legge regionale ligure che disciplina nella nostra Regione
la introduzione di questa nuova categoria di alberi monumentali.
L’Avvocatura UE definisce i costi dell’accesso alle informazioni ambientali Importanti
conclusioni della Avvocatura della Unione Europea presentate lo scorso 16
aprile nella discussione della causa C‑71/14 in relazione ai
costi che devono essere sostenuti da cittadini e associazioni per l’accesso
alle informazioni ambientali. Le conclusioni dovranno essere recepite in apposita sentenza della Corte di Giustizia. La discussione riguarda una domanda pregiudiziale
posta alla Corte di Giustizia al fine di chiarire l’interpretazione di due
norme della Direttiva UE 2003/4 sull’accesso del pubblico all'informazione ambientale (di
seguito Direttiva, per il testo vedi QUI) secondo
i principi della Convenzione di Aarhus sull'accesso alle informazioni, la
partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia
L’Avvocatura UE afferma
principi che chiariscono le modalità con le quali gli Stati membri , nelle loro
diverse articolazioni istituzionali, dovranno definire i costi dell’accesso
alle informazioni ambientali. Riassumo
in questo post schematicamente i principi, rinviando al testo completo delle
conclusioni della Avvocatura (vedi QUI) per
una analisi più approfondita.
quindi questi principi ovviamente applicabili anche nei nostri diritto e giurisprudenza nazionali, con due
paragrafi premessa per spiegare meglio l’oggetto della controversia…
Consiglio Regionale della Liguria quasi a fine legislatura ha approvato una
norma (articolo 21 della Legge Regionale
12/2015) che introduce nella nostra Regione l’albero monumentale
urbano. Si
tratta della attuazione di una legge
nazionale la n. 10/2013. Questa legge nazionale (vedi QUI) all’articolo
7, e ad integrazione delle vigenti norme regionali vigenti,
stabilisce disposizioni per la tutela
degli alberi monumentali. In particolare questa norma prevede un periodo
istruttorio per il censimento degli alberi monumentali in Italia con il
coinvolgimento dei Comuni e delle Regioni.
Dopo l’avviso di garanzia le responsabilità politico-amministrative dell'Assessore Paita Dopo gli avvisi di garanzia per i tragici eventi legati
all'alluvione dell'ottobre 2014 l'assessore alla Protezione Civile Raffaela
Paita dichiara: "Avrei dovuto fare un illecito amministrativo, un abuso
di potere perché dare l’allerta non era, e non è,in mio potere,come non è nel
potere di un assessore alla Sanità imporre esami ad un paziente”.
È davvero così? L'Assessore - candidata fa (volutamente?) confusione tra diversi livelli di responsabilità. In
realtà, come dimostrerò nel seguito del post, se è vero che formalmente l’atto di allerta
è di competenza del Dirigente del settore Protezione Civile della Regione
(quindi non certo dell’Arpal) è altrettanto vero che compito del livello
politico amministrativo della Regione (Assessore alla Protezione civile,
Presidente e Giunta Regionale) è di mettere in condizione sia i centri di
gestione tecnica delle allerta meteo che il settore Protezione Civile della Regione di lavorare
in modo efficiente per prevenire tragedie come quella dell’ottobre scorso a
Genova. Vediamo perché……. Continua a leggere...»
alluvione ottobre 2014,
sentenza del Consiglio di Stato ( n. 839 del 2015 vedi QUI) sulla
legittimazione delle associazioni ambientalisti ad impugnare atti a
rilevanza urbanistica sia di tipo pianificatorio (es. piani
urbanistici generali, strumenti/piani attuativi) sia di tipo
autorizzatorio (es. permessi di costruire, nulla osta).
della controversia è un programma integrato di intervento
finalizzato a riqualificare il tessuto urbanistico, edilizio ed
ambientale del Comune interessato. La controparte degli ambientalisti
nel caso in esame ha sollevato la questione di legittimazione ad
impugnare in generale gli atti a rilevanza urbanistica ed edilizia. I
PRINCIPI AFFERMATI NELLA SENTENZA Il
Consiglio di Stato con la sentenza in esame ha definito una nozione
ampia di atto a rilevanza ambientale impugnabile da una associazione
ambientalista ed ha affermato in particolare i seguenti principi:
Massimo Federici Dichiara oggi sul Secolo XIX: «l'impianto a
biomasse nella centrale Enel di Spezia: è un’invenzione di gruppi
politici mascherati da comitati: una bugia costruita per crearsi un
nemico da combattere». Il Sindaco
Federici è un maleducato ed un bugiardo; che sia un maleducato ormai
lo hanno capito tutti da tempo, ma è anche un bugiardo per tre
motivi chiarissimi: Continua a leggere...»
di Garanzia per Raffaela Paita nella sua qualità di Assessore alla
Protezione Civile della Regione Liguria per i fatti legati alla alluvione
dell'ottobre 2014. A prescindere dalle responsabilità penali che
saranno accertate dalla magistratura, è indiscutibile che
l'Assessore Paita abbia omesso di utilizzare tutti i suoi poteri, che aveva al momento dell'alluvione, sia sotto
il profilo della organizzazione del settore allerta che degli
indirizzi verso la stessa, come dimostro di seguito.... Continua a leggere...»
soffermarmi sulla terza ragione. Continua a leggere...»
Il GIP di Spezia: su impianto rifiuti di Saliceti si deve continuare ad indagare! Nella sua richiesta di archiviazione (Per il testo vedi QUI). sull’esposto di cittadini contro le emissioni odorigene dall’impianto di
Saliceti, la Procura spezzina affermava testualmente che: “gli accertamenti
compiuti hanno escluso la sussistenza di ipotesi penalmente rilevanti” .
Per suffragare questa conclusione la Procura citava solo la relazione
dell’Arpal del 17/7/2013 senza invece citare i verbali e le relazioni di altri
organi di vigilanza pure presenti nel fascicolo di indagine che dimostrano
esattamente il contrario di quanto afferma l’Arpal.
Non solo ma lo scorso 16 luglio era
stato presentato un nuovo esposto dai cittadini, vedi QUI le cui motivazioni sono state totalmente ignorate
dalla Procura nella sua richiesta di archiviazione che è datata 18 agosto. Non solo ma come rilevato nella udienza
dell’altro ieri da parte dell’Avvocato Massimo Lombardi è in corso un altro
procedimento dal quale sono scaturiti avvisi di garanzia e, a quanto risulta da
notizie di stampa, il rinvio a giudizio dei vertici di Acam e dei responsabili
dell’impianto di Saliceti per gli stessi fatti e reati che ora hanno portato il
GIP del Tribunale di Spezia a respingere la richiesta di archiviazione del
procuratore dott. Monteverde. In sintesi le contestazioni che il
comitato con il supporto tecnico legale dell’Avvocato Lombardi e del
sottoscritto portavano nella opposizione alla richiesta di archiviazione ora
accolta dal GIP erano e sono le seguenti: Continua a leggere...»

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