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⭐PARTE II: NOTA INTEGRATIVA
PARTE II: NOTA INTEGRATIVA
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Giuditta Gattini
1 Società per Azioni Sede legale: Cosenza, viale Crati snc Codice fiscale, Partita IVA e Reg. Imprese C.C.I.A.A. Cosenza Codice ABI Aderente al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi- Iscritta all Albo delle Banche Capitale sociale ,00 i.v. PROSPETTO DI QUOTAZIONE DEL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO Banca CARIME 2007 Missione Rendita PARTE I: DOCUMENTO INFORMATIVO SULL EMITTENTE PARTE II: NOTA INTEGRATIVA Prospetto di quotazione pubblicato mediante deposito presso la CONSOB in data 15 ottobre 2003 a seguito di nulla osta comunicato con nota n del 30 settembre 2003 L adempimento di pubblicazione del Prospetto di quotazione non comporta alcun giudizio della CONSOB sull opportunità dell investimento proposto e sul merito dei dati e delle notizie allo stesso relativi.2 PARTE I: DOCUMENTO INFORMATIVO SULL EMITTENTE Prospetto di quotazione pubblicato mediante deposito presso la CONSOB in data 15 ottobre 2003 a seguito di nulla osta comunicato con nota n del 30 settembre 2003 L adempimento di pubblicazione del Prospetto di quotazione non comporta alcun giudizio della CONSOB sull opportunità dell investimento proposto e sul merito dei dati e delle notizie allo stesso relativi.3 INDICE AVVERTENZE PER L INVESTITORE...3 Fattori di rischio connessi all attività dell Emittente e del Gruppo DI CUI FA PARTE L EMITTENTE... 3 Rischi connessi al progetto di integrazione fra IL Gruppo BPCI E IL Gruppo BPB...3 Rischi connessi alla gestione della liquidità dell Emittente...4 Fattori di rischio connessi al mercato di riferimento...5 Procedimenti giudiziari ed arbitrali...5 INFORMAZIONI DI SINTESI SUL PROFILO DELL EMITTENTE...6 Dati finanziari selezionati relativi all Emittente INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE SULL EMITTENTE Denominazione e forma giuridica dell Emittente Sede sociale, sede amministrativa principale Estremi dell atto costitutivo Durata dell Emittente Legislazione in base alla quale l Emittente opera e foro competente in caso di controversia Estremi di iscrizione nel Registro delle Imprese e negli altri registri aventi rilevanza per legge Oggetto sociale Rating INFORMAZIONI RELATIVE AGLI ASSETTI PROPRIETARI Soggetti che detengono una partecipazione del capitale con diritto di voto superiore al 2% Persone fisiche e giuridiche che esercitano il controllo sull Emittente Il Gruppo Bancario di cui fa parte l emittente INFORMAZIONI SUL CAPITALE SOCIALE DELL EMITTENTE E SUL PATRIMONIO DI VIGILANZA Capitale sociale Capitale deliberato e non sottoscritto Patrimonio di Vigilanza INFORMAZIONI RELATIVE ALL ANDAMENTO RECENTE ED ALLE PROSPETTIVE DELL EMITTENTE Fatti di rilievo successivi alla chiusura al 31 dicembre Andamento recente e prospettive di Banca CARIME APPENDICI E DOCUMENTAZIONE A DISPOSIZIONE DEL PUBBLICO APPENDICI Schemi dello stato patrimoniale e del conto economico dei bilanci di banca carime spa relativi agli esercizi al 31 dicembre 2002, al 31 dicembre 2001 e al 31 dicembre 2000, presentati in forma di tabella comparativa INFORMAZIONI RELATIVE AI RESPONSABILI DEL PROSPETTO DI QUOTAZIONE (DOCUMENTO INFORMATIVO), ALLA REVISIONE DEI CONTI ED AI CONSULENTI Nome e qualifica delle persone fisiche e/o denominazione e sede della persona giuridica che si assume la responsabilità del Prospetto di quotazione (Documento Informativo) Dichiarazione di responsabilità4 AVVERTENZE PER L INVESTITORE Si invitano gli investitori a tenere in considerazione le seguenti informazioni al fine di un migliore apprezzamento dell investimento. FATTORI DI RISCHIO CONNESSI ALL ATTIVITÀ DELL EMITTENTE E DEL GRUPPO DI CUI FA PARTE L EMITTENTE RISCHI CONNESSI AL PROGETTO DI INTEGRAZIONE FRA IL GRUPPO BPCI E IL GRUPPO BPB L operazione di fusione tra la Banca Popolare di Bergamo - Credito Varesino Società cooperativa a responsabilità limitata ( Banca Popolare di Bergamo - Credito Varesino o Banca Popolare di Bergamo o BPB o, insieme alle sue controllate, Gruppo BPB ), la Banca Popolare Commercio e Industria Società Cooperativa a responsabilità limitata ( Banca Popolare Commercio e Industria o BPCI o, insieme alle sue controllate, Gruppo BPCI ) e la Banca Popolare di Luino e di Varese Società per Azioni ( Banca Popolare di Luino e di Varese o BPLV ), controllata da BPCI, con la nascita di Banche Popolari Unite Società cooperativa a responsabilità limitata o, in forma abbreviata, BPU Banca (nel seguito anche Banche Popolari Unite o, insieme alle sue controllate, Gruppo Banche Popolari Unite o Gruppo BPU Banca ), espone l Emittente ai rischi ed alle complessità tipici dei processi di integrazione tra gruppi creditizi che, in precedenza, avevano operato in modo autonomo e indipendente. L integrazione ha richiesto e richiederà, pertanto, il coordinamento del management, delle strategie e dell operatività delle diverse entità con l obiettivo di ottimizzare ed uniformare la struttura operativa, le procedure ed i sistemi. Il Progetto di fusione nella nuova banca popolare denominata Banche Popolari Unite Scrl (BPU Banca), annunciato il 14 dicembre 2002, è stato approvato all unanimità dai Consigli di Amministrazione delle tre banche il 25 marzo del 2003 e dalle assemblee straordinarie in data 10 maggio Con la stipula del relativo atto notarile in data 24 giugno 2003, ha preso avvio il nuovo Gruppo Banche Popolari Unite, cui Banca Carime è entrata a far parte dal 1 luglio 2003, data di decorrenza degli effetti giuridici della fusione. L'operazione di aggregazione prevede la realizzazione di un progetto industriale ad elevata valenza strategica in quanto caratterizzato da una forte complementarità dei gruppi bancari in termini di zone di operatività, canali distributivi, prodotti e clientela. L integrazione, finalizzata alla creazione di valore per i Soci/Azionisti, a regime genererà sinergie per oltre 180 milioni di euro l anno e la valorizzazione delle attuali potenzialità dei due gruppi di origine attraverso una crescita dimensionale e operativa che avrà ripercussioni reddituali e patrimoniali. Il nuovo Gruppo, sulla base dei dati pro-forma aggregati al 31 dicembre 2002, viene ad essere il settimo operatore bancario italiano, con circa sportelli (il 68% dei quali concentrati nel Centro-Nord e il 32%nel Sud del Paese), 2,5 milioni di clienti (prevalentemente famiglie e piccole-medie imprese), 48 miliardi di euro di raccolta diretta, 42 miliardi di euro di raccolta indiretta (di cui 21 miliardi di risparmio gestito), 41 miliardi di euro di impieghi a clientela, 3,6 miliardi di euro di patrimonio netto. In seguito alla presentazione dell istanza di autorizzazione (6 febbraio 2003), il 13 marzo, ai sensi dell art. 57 del T.U.B., la Banca d Italia ha approvato la realizzazione del Progetto di aggregazione autorizzando: A) la fusione fra Banca Popolare Commercio e Industria Scrl, Banca Popolare di Bergamo-CV Scrl e Banca Popolare di Luino e di Varese Spa, ai sensi dell art. 57 del T.U.B. attraverso lo scorporo da parte di BPCI e di BPLV delle rispettive aziende bancarie, costituite dalle reti di sportelli a favore di una nuova banca denominata Banca Popolare Commercio e Industria Spa, interamente posseduta, proporzionalmente ai valori di conferimento; lo scorporo da parte di BPB della propria azienda bancaria, costituita dalla rete di sportelli, a favore di una nuova banca, interamente posseduta e denominata Banca Popolare di Bergamo Spa; la fusione per unione fra BPCI, BPLV e BPB mediante costituzione di BPU Banca Scrl, per la quale è stata ottenuta l ammissione al listino ufficiale. B) l incorporazione di Banca Carime nella controllante BPCI FIN Spa ai sensi dell art. 57 del T.U.B. e, contestualmente, l esercizio dell attività bancaria in capo alla Finanziaria incorporante, ex art. 14 del T.U.B., che ha assunto la denominazione di Banca Carime Spa. Le Assemblee Straordinarie di Banca Carime Spa e di BPCI FIN Spa in data 30 aprile 2003 hanno approvato la fusione per incorporazione, che si è attuata mediante stipula del relativo atto notarile in data 16 giugno 2003 con decorrenza 1 luglio. 35 Il Gruppo BPU Banca risulta pertanto costituito da: una Capogruppo cooperativa quotata, che svolge piena attività bancaria tramite i due sportelli di Milano e Bergamo e nella quale sono accentrate oltre alle attività di indirizzo e coordinamento del Gruppo, le funzioni finanza, governo e controllo, risorse, servizi di supporto, credito, coordinamento e indirizzo commerciale, e alla quale fanno capo le società prodotto; quattro banche rete (BPCI Spa, BPB Spa, Banca Popolare di Ancona Spa e Banca Carime Spa), fortemente radicate nei propri mercati di riferimento, dedicate allo sviluppo delle attività commerciali e creditizie con la clientela, il cui assetto rimarrà integro e con il marchio attualmente utilizzato; una rete di promotori finanziari (BPB Sim Spa); società prodotto operanti principalmente nei settori dell asset management, bancassurance, leasing e investment banking. Alla data del Prospetto Informativo, non esistono certezze circa il raggiungimento dell efficienza e dei risparmi previsti nel piano industriale per del Gruppo BPU Banca ( Piano Industriale ) in relazione al più generale processo di integrazione né vi è alcuna certezza 1) che sia possibile integrare e centralizzare la struttura operativa delle società del Gruppo BPU Banca dal punto di vista amministrativo e dei sistemi informativi, 2) che i prodotti ed i servizi possano essere razionalizzati, 3) che le risorse si armonizzino con la nuova politica di gestione del Gruppo BPU Banca. Anche al fine di presidiare più efficacemente i rischi derivanti dalle accresciute dimensioni e dalla maggiore copertura territoriale del Gruppo, BPU Banca si propone di uniformare le politiche e le procedure per la gestione dei rischi connessi all esercizio della propria attività e a porre la massima attenzione a che eventuali cambiamenti connessi con l'aggiornamento del sistema informativo e con la necessità di applicare procedure comuni e uniformi a tutte le banche del Gruppo possano essere implementati con successo. RISCHI CONNESSI ALLA GESTIONE DELLA LIQUIDITÀ DELL EMITTENTE Dai dati di fine marzo emerge che Banca Carime ha un rapporto impieghi/raccolta diretta pari al 38,6%, un indicatore sintetico che configura l Emittente come una Banca particolarmente liquida. Infatti, in attesa di ottimizzare il processo legato all erogazione del credito e, conseguentemente, di sviluppare gli impieghi all economia, una consistente quota dell attivo di Banca Carime (al 31 marzo 2003 pari a quasi 4 miliardi di euro) è rappresentata dagli investimenti di liquidità sul mercato interbancario. Allo scopo di favorire la gestione di questi assets in sinergia con le politiche di rischio-rendimento di Gruppo, è stato definito un modello organizzativo (con le relative regole operative) che scompone la liquidità di Banca Carime in due diversi segmenti, a) liquidità a breve termine, b) liquidità strutturale. La gestione della liquidità di breve termine, riferita agli sbilanci di tesoreria di brevissimo periodo, è regolata tramite la stipula di contratti di deposito remunerati al tasso di mercato del giorno. La gestione della liquidità strutturale, riferita agli sbilanci di tesoreria che, non essendo determinati da particolari contingenze societarie e/o di mercato, si possono ritenere consolidati nel breve/medio termine, è regolata da un contratto di finanziamento stand by con BPCI di nominali milioni di euro la cui durata, determinata d accordo con il Servizio Risk e Value Based Management della Capogruppo, è tale da annullare, tendenzialmente, l esposizione al rischio tasso di interesse sulle poste attive e passive dell Emittente (pareggiamento della duration). Il finanziamento, remunerato al tasso euribor di pari durata, permette a Carime, a fronte dell impegno a bloccare nel tempo l utilizzo dei fondi, di capitalizzare uno spread sui tassi sotto forma di commissione di impegno. 46 Questo modello è finalizzato ad ottimizzare la funzione di controllo sull esposizione al rischio (di tasso, di mercato, di controparte) anche se, malgrado la gestione sia caratterizzata dalla prudenza, non garantisce il raggiungimento dei risultati economici che, evidentemente, dipendono dal più generale andamento dei mercati. A questo proposito, per evitare la ricaduta negativa del progressivo ridimensionamento della struttura dei tassi di interesse sul livello di remunerazione della liquidità dell Emittente, Banca Carime ha stipulato un contratto di interest rate swap sul nozionale del finanziamento stand by che, a fronte della cessione del tasso variabile incassato secondo le previsioni del contratto, comporta l acquisizione, per l intero esercizio 2003, di un tasso fisso che garantisce il raggiungimento degli obiettivi di budget. FATTORI DI RISCHIO CONNESSI AL MERCATO DI RIFERIMENTO L Emittente ha un forte radicamento geografico nel territorio sul quale opera. Di seguito si evidenziano alcuni dei fattori che caratterizzano il mercato di riferimento della Banca: q gli abitanti rappresentano complessivamente un quarto della popolazione italiana e producono un PIL pari a poco meno di un settimo di quello nazionale; q il PIL medio per abitante (11,9 milioni di euro) è pari a 2/3 di quello medio nazionale; q il mercato bancario è contrassegnato da un rapporto raccolta indiretta/raccolta globale che si attesta su un livello più basso rispetto alle medie del sistema; q i modelli distributivi sono in forte evoluzione ma risultano ancora radicati sullo sportello tradizionale; q il rischio di credito risulta molto accentuato tanto che il Sud, a fronte di una quota di impieghi pari all 8% dei volumi complessivi del sistema, fa registrare sofferenze pari al 25% rispetto a quelle nazionali; q esiste una difficoltà oggettiva a trovare opportunità di finanziamento di solide iniziative imprenditoriali locali di dimensioni adeguate ai livelli della provvista diretta raccolta sul mercato; q il margine sui tassi di interesse, anche se più elevato rispetto alle medie nazionali, non permette di compensare le perdite derivanti dall elevato peso dei crediti anomali ; q i costi operativi sono sovradimensionati e, conseguentemente, hanno una ricaduta negativa sulla stessa struttura del conto economico. Si deve inoltre sottolineare come, anche al sud, i processi di concentrazione e di ristrutturazione di numerosi gruppi bancari nazionali ed internazionali e la stessa evoluzione normativa si riflettono in una maggiore competitività dei prodotti e dei servizi offerti in tutti i segmenti di mercato. Questi fattori implicano la necessità per le banche meridionali di ripensare il proprio posizionamento competitivo con l obiettivo prioritario di tutelare il risparmiatore ponendolo al centro delle proprie strategie commerciali. PROCEDIMENTI GIUDIZIARI ED ARBITRALI I procedimenti giudiziari o arbitrali pendenti, a parere della Società, anche in considerazione dei Fondi Rischi esistenti, non sono tali da incidere in maniera significativa sulla attività e sulla situazione economico / finanziaria della Società. 57 INFORMAZIONI DI SINTESI SUL PROFILO DELL EMITTENTE DATI FINANZIARI SELEZIONATI RELATIVI ALL EMITTENTE I dati finanziari qui di seguito riportati sono tratti dai bilanci di Banca CARIME SpA relativi al triennio assoggettati a revisione contabile. I dati sono espressi in migliaia di Euro, salvo diversa esplicita indicazione. DATI ECONOMICI (in migliaia di euro) Margine di interesse Margine di intermediazione Risultato lordo di gestione (1) Risultato ordinario Risultato netto (1) Calcolato prima di rettifiche ed ammortamenti. DATI PATRIMONIALI E FINANZIARI (in migliaia di euro) Impieghi a clientela ordinaria Totale attivo Sofferenze lorde Sofferenze nette Incagli lordi Rettifiche di valore su crediti (dubbi e in bonis) Raccolta diretta da clientela (1) Raccolta indiretta da clientela Patrimonio netto (incluso utile netto) Patrimonio di vigilanza di base (tier 1) Patrimonio di vigilanza (total capital) Free capital (2) Coefficiente di solvibilità (3) 24,60% 19,60% 15,58% (1) Somma delle voci Debiti verso clientela e Debiti rappresentati da titoli. (2) Patrimonio netto (incluso utile netto) + patrimonio netto di pertinenza di terzi + passività subordinate partecipazioni partecipazioni in imprese del gruppo differenze positive di consolidamento immobilizzazioni immateriali immobilizzazioni materiali azioni proprie. (3) Limite minimo di vigilanza 7% Dati economico-finanziari per azione: confronto 2001/2002 esercizio 2001 esercizio ) N. azioni rettificato ) Risultato lordo di gestione per azione 0,0532 0,0475 4) Risultato netto per azione 0,0164 0,0135 5) Patrimonio netto per azione 0,5466 0,5469 Dipendenti di Banca Carime Spa (numero medio)8 1. INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE SULL EMITTENTE 1.1 DENOMINAZIONE E FORMA GIURIDICA DELL EMITTENTE La società emittente è denominata Banca Carime S.p.A. ed è costituita in forma di società per azioni. 1.2 SEDE SOCIALE, SEDE AMMINISTRATIVA PRINCIPALE La società ha la sua Sede in Cosenza, Viale Crati snc, e la sua Direzione Generale in Cosenza, Viale Crati snc, e in Bari, Via A.M. Calefati n ESTREMI DELL ATTO COSTITUTIVO L Emittente è stata costituita con atto del a rogito Notaio Piergaetano Marchetti Rep. n /4550 con la denominazione di BPCI FIN S.p.A. e con lo scopo di svolgere attività finanziaria. A seguito di operazione di fusione, con contestuale modifica di denominazione e autorizzazione allo svolgimento dell attività bancaria, BPCI FIN ha incorporato la Banca Carime S.p.A., costituita con atto del 27 luglio 1992 a rogito Notaio Amato rep /503, modificando la ragione sociale in Banca Carime S.p.A, adottando la sede sociale, la struttura organizzativa, lo Statuto e la governance della incorporata, ed ha avviato l operatività di banca a far tempo dal 1 luglio L Emittente è inoltre autorizzata allo svolgimento dei servizi di investimento di cui all art. 1 del decreto legislativo 58/98, nonché alla costituzione e gestione di forme pensionistiche complementari, aperte o chiuse. 1.4 DURATA DELL EMITTENTE La durata di Banca Carime è stabilita fino al 31 dicembre 2100 e potrà essere prorogata. 1.5 LEGISLAZIONE IN BASE ALLA QUALE L EMITTENTE OPERA E FORO COMPETENTE IN CASO DI CONTROVERSIA Banca Carime è una società di diritto italiano, quindi opera in base alla legislazione italiana vigente ed alle norme di vigilanza bancaria. Il foro competente in caso di controversie è il Tribunale di Cosenza. 1.6 ESTREMI DI ISCRIZIONE NEL REGISTRO DELLE IMPRESE E NEGLI ALTRI REGISTRI AVENTI RILEVANZA PER LEGGE La Società ha il seguente codice fiscale/numero di iscrizione nel Registro delle Imprese di Cosenza E iscritta all Albo delle Banche al n ed appartiene al Gruppo Banche Popolari Unite, iscritto all Albo dei Gruppi Bancari al n OGGETTO SOCIALE Ai sensi dell art. 4 dello Statuto Sociale: << La Società ha per oggetto la raccolta del risparmio tra il pubblico e l'esercizio del credito. La Società esercita, oltre all'attività bancaria, ogni altra attività finanziaria secondo la disciplina propria di ciascuna, incluse l'assunzione e gestione di partecipazioni nonché la costituzione e gestione di forme pensionistiche complementari, aperte o chiuse. La Società esercita inoltre ogni altra attività strumentale o comunque connessa al raggiungimento dell'oggetto sociale.>> 1.8 RATING L Emittente è privo di rating. 79 2. INFORMAZIONI RELATIVE AGLI ASSETTI PROPRIETARI 2.1 SOGGETTI CHE DETENGONO UNA PARTECIPAZIONE DEL CAPITALE CON DIRITTO DI VOTO SUPERIORE AL 2% Alla data del presente Prospetto di quotazione, risultano pari o superiori al 2% del capitale sociale di Banca Carime le partecipazioni detenute da Banche Popolari Unite Scrl, da Deutsche Bank AG e Commercial Union Vita SpA, così come indicate nella seguente tabella: N. soci TITOLARI AZIONI N. Valore nom. AZIONI compl. in % 1 Banche Popolari Unite Scarl ,00 68, Commercial Union Vita S.p.A ,00 6, Deutsche Bank AG (nuda proprietà) VINCOLO: Usufrutto a fav. Banca Intesa S.p.A ,00 25, TOTALE ,00 100,00 Si fa presente che, in base agli accordi contrattuali stipulati al momento dell acquisizione del controllo di Carime da parte del Gruppo BPCI, Banca Intesa Spa avrebbe potuto esercitare, nel periodo dal 30 giugno 2006 al 30 settembre 2006, l opzione put di vendita a BPCI della partecipazione del 24,92% ancora detenuta in Banca Carime, ad un prezzo (0,988 euro per azione) pari a quello pagato da BPCI nel 2001 per l acquisizione del 75% del capitale di Banca Carime stessa. Il 7 ottobre 2002, su richiesta di Banca Intesa e di Deutsche Bank, è stato raggiunto fra Banca Intesa, Deutsche Bank e BPCI un accordo di natura puramente finanziaria avente per oggetto la cessione, da parte di Banca Intesa a Deutsche Bank, della nuda proprietà del 24,92% di Banca Carime ancora detenuto da Banca Intesa (restando l usufrutto in capo a quest ultima). Nel contempo Deutsche Bank e BPCI hanno stipulato un opzione call ed un opzione put su tale partecipazione, a condizioni equivalenti a quelle già in essere fra BPCI e Banca Intesa. Benché il perfezionamento finanziario sia avvenuto il 14 novembre scorso, gli accordi stipulati hanno validità giuridica a decorrere dal 30 settembre L accordo, per quanto riguarda BPCI, non ha alcuna valenza strategica in quanto non modifica gli impegni patrimoniali previsti per il 2006 a fronte dell esercizio delle opzioni, ha portato al riconoscimento, fino al 2006, di un beneficio economico il cui importo attualizzato è quantificabile in 15 milioni di euro. Si informa inoltre che, nell ambito del citato progetto di fusione, in data 30 dicembre 2002 tra BPCI e Commercial Union Vita è stato stipulato un patto parasociale avente ad oggetto, tra l altro, la distribuzione di dividendi in Banca Carime in misura non inferiore al 90% dell utile realizzato in ciascun esercizio di riferimento, a far data dall esercizio 2003 e pertanto con l approvazione del relativo bilancio nell anno PERSONE FISICHE E GIURIDICHE CHE ESERCITANO IL CONTROLLO SULL EMITTENTE Il controllo sull Emittente è esercitato da Banche Popolari Unite Scarl a decorrere dal 1 luglio La natura del controllo, ai sensi dell art. 93 del Testo Unico Finanza, è quella indicata all art. 2359, primo comma, n. 1) codice civile. Negli ultimi tre anni gli assetti societari della cessata Banca Carime hanno registrato il seguente cambiamento: in data 29 giugno 2001 il controllo è stato trasferito da Banca Intesa SpA che lo deteneva dal a BPCI FIN SpA, finanziaria del Gruppo Banca Popolare Commercio e Industria, mediante stipula di atto di compravendita di quota azionaria corrispondente al 75,0208% del capitale. 810 Con decorrenza 1 luglio 2003, in dipendenza della aggregazione tra i Gruppi BPCI e BPB, il controllo sull Emittente è esercitato da Banche Popolari Unite Scarl, Capogruppo del Gruppo Banche Popolari Unite. 2.3 IL GRUPPO BANCARIO DI CUI FA PARTE L EMITTENTE L Emittente fa parte del gruppo Banche Popolari Unite, iscritto con decorrenza 1 luglio 2003 al numero all Albo dei Gruppi Bancari costituito presso la Banca d Italia. La composizione del Gruppo è la seguente: Banche Popolari Unite Scrl (Capogruppo); Banca Popolare di Bergamo SpA Banca Popolare Commercio e Industria SpA Banca Carime SpA Banca Popolare di Ancona SpA Banca Popolare di Todi SpA Cassa di Risparmio di Fano SpA BPB Leasing SpA Bergamo Esattorie SpA Investimenti Piccole Imprese SpA Ancona Tributi SpA BPB SIM SpA B.D.G. Finanziaria S.A. The Sailor s Advisory Company S.A. Plurifid SpA Centrobanca Studio Finanziario SpA Esaleasing SpA BPB International Finance PLC Centrobanca Sviluppo Impresa SGR SpA Banque de Depots et de Gestion S.A. Finanzattiva Servizi Srl Finanzattiva Sim SpA BPB Prumerica Global Investments SGR SpA Centrobanca SpA BPB Funding LLC BPB Capital Trust 24-7 SpA BPB Immobiliare Srl BPB Partecipazioni Assicurative SpA Albenza Tre Società per la cartolarizzazione Srl Imiweb Bank SpA Immobiliare Panda Srl BPCI Funding LLC BPCI International S.A. BPCI Capital Trust BPCI Trust Company Ltd. 911 DOCUMENTO ALLEGATO STRUTTURA DEL GRUPPO E AREA DI CONSOLIDAMENTO 1012 3. INFORMAZIONI SUL CAPITALE SOCIALE DELL EMITTENTE E SUL PATRIMONIO DI VIGILANZA 3.1 CAPITALE SOCIALE Ai sensi delle vigenti disposizioni di legge e dell art. 5 dello Statuto Sociale, il capitale sociale è di Euro ,00, ripartito in n azioni ordinarie del valore nominale di Euro 1,00 ciascuna. Le azioni sono nominative ed indivisibili. Ogni azione dà diritto ad un voto. Oltre alle azioni ordinarie potranno essere emesse anche azioni fornite di diritti diversi. La partecipazione al capitale sociale è regolata dalle norme vigenti. Lo Statuto dispone inoltre all art. 27 che << Gli utili netti risultanti dal bilancio sono così distribuiti: a) alla riserva legale, in misura pari al 5%, sino a che il fondo non abbia raggiunto un quinto del capitale sociale; b) la restante parte a disposizione dell'assemblea, la quale potrà, in via alternativa o cumulativa, destinarla agli azionisti, alla formazione ed all'incremento di altre riserve e, in misura non superiore al 3%, ad un fondo destinato ad erogazioni per finalità culturali, sociali o di beneficenza, la cui utilizzazione è rimessa alle determinazioni del Consiglio di Amministrazione, secondo gli indirizzi fissati dall'assemblea. I dividendi non riscossi entro cinque anni dal giorno della loro esigibilità andranno prescritti a favore della Società.>> Non esiste capitale sottoscritto ancora da liberare. 3.2 CAPITALE DELIBERATO E NON SOTTOSCRITTO Il Capitale dell Emittente alla data del presente prospetto risulta deliberato e interamente sottoscritto. Non esistono impegni per l aumento di capitale o deleghe agli Amministratori attributive del potere di deliberare aumenti di capitale. 3.3 PATRIMONIO DI VIGILANZA Al 30 giugno 2003 il patrimonio di vigilanza di Banca Carime ammonta a Euro ; alla medesima data il patrimonio di vigilanza del Gruppo BPCI, cui l Emittente è appartenuta fino alla medesima data, ammonta invece a Euro milioni. 1113 4. INFORMAZIONI RELATIVE ALL ANDAMENTO RECENTE ED ALLE PROSPETTIVE DELL EMITTENTE 4.1 FATTI DI RILIEVO SUCCESSIVI ALLA CHIUSURA AL 31 DICEMBRE 2002 Per quanto riguarda i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell esercizio contabile 2002, in seguito alla presentazione dell istanza di autorizzazione (6 febbraio 2003), il 13 marzo 2003 la Banca d Italia ha approvato, ai sensi dell art. 57 del T.U.B., la realizzazione dell operazione di fusione fra la Banca Popolare di Bergamo - Credito Varesino Scrl, la Banca Popolare Commercio e Industria Scrl e la Banca Popolare di Luino e di Varese SpA controllata da BPCI, fusione che ha dato vita alla nascita di Banche Popolari Unite Scrl. Nell ambito di questo più generale progetto di integrazione, come specificato nel Capitolo del presente Documento relativo ai Rischi connessi al Progetto di integrazione fra il Gruppo BPCI e il Gruppo BPB, la Banca d Italia ha autorizzato l incorporazione di Banca Carime nella controllante BPCI FIN SPA ai sensi dell art. 57 del T.U.B. e, contestualmente, l esercizio dell attività bancaria in capo alla Finanziaria incorporante, ex art. 14 del T.U.B., che ha assunto pertanto il nome di Banca Carime Spa. In base al Progetto di fusione, che è stato depositato e iscritto presso il Registro delle Imprese di Cosenza in data 25 marzo 2003, BPCI FIN ha proceduto ad un aumento del capitale sociale al servizio dell operazione di fusione per un importo pari a Euro ,00, elevando, così, il relativo ammontare ad Euro ,00 ed ha assunto la denominazione sociale di Banca Carime SpA trasferendo la propria sede legale in Cosenza, Viale Crati s.n.c. Con effetto dal 1 luglio 2003, l incorporante BPCI FIN ha assunto lo Statuto già approvato dall Assemblea straordinaria il 6 giugno 2002, con ulteriori modifiche agli articoli 1, 2 e 5 conseguenti alla fusione. E stato inoltre modificato l art. 15 con riferimento al numero minimo di Amministratori, elevato da quattro a nove. Il rapporto di cambio azionario è di n. 1 azione ordinaria BPCI FIN SpA, da nominali Euro 1,00 cadauna, ogni n. 1 azione ordinaria Banca Carime SpA da nominali Euro 0,51 cadauna. Relativamente alla modalità di assegnazione delle azioni, l attribuzione del numero di azioni necessarie per rispettare il rapporto di cambio è stata soddisfatta in parte attraverso le azioni emesse a seguito dell aumento di capitale sociale e in parte attraverso una parziale redistribuzione delle azioni già in circolazione. A seguito del perfezionamento dell operazione di fusione per incorporazione, BPCI FIN ha proceduto 1. all annullamento senza sostituzione delle azioni ordinarie Banca Carime di titolarità della società incorporante ; 2. alla emissione di n azioni ordinarie BPCI Fin S.p.A. da nominali euro 1,00 cadauna assegnate agli azionisti terzi di Banca Carime S.p.A., e con ulteriore assegnazione a questi ultimi azionisti di n azioni derivanti dalla parziale redistribuzione delle azioni BPCI Fin S.p.A. in circolazione, azioni che sono state pertanto annullate e riemesse; dette assegnazioni sono state effettuate secondo il rapporto di equivalenza tra n. 1 azione Banca Carime del valore nominale di euro 0,51 cadauna e n. 1 azione BPCI Fin S.p.A., ed in modo da non alterare il rapporto tra i soci originari della incorporante e gli azionisti terzi dell'incorporata, né la proporzione di cui gli stessi partecipano al capitale della società incorporante. In particolare, l attribuzione agli azionisti terzi di Banca Carime di un numero di azioni complessivo pari a ha determinato un criterio di assegnazione di 0,88605 azioni BPCI FIN per ogni azione posseduta dagli stessi azionisti terzi di Banca Carime. A tale riguardo, Banca Popolare Commercio e Industria socio di maggioranza dell incorporante fino al 30 giugno 2003 ha dichiarato la propria disponibilità ad attribuire gratuitamente i diritti frazionari necessari per ottenere un numero intero di azioni della società risultante dalla fusione. Le operazioni di cambio sono state effettuate presso gli sportelli della banca incorporata a partire dal primo giorno successivo alla data di efficacia della fusione. Le azioni emesse per soddisfare il rapporto di cambio sono state messe a disposizione in regime di dematerializzazione e gestione accentrata. Così come previsto dall articolo 2501-bis, comma 1, n. 6) del Codice civile, le operazioni effettuate dalla società incorporanda sono state imputate al bilancio dell incorporante BPCI FIN a decorrere al 1 gennaio Dalla stessa data del 1^ gennaio hanno avuto decorrenza gli effetti fiscali della fusione nonché gli effetti nei confronti dei terzi. 1214 Le Assemblee Straordinarie di Banca Carime Spa e di BPCI FIN Spa in data 30 aprile 2003 hanno approvato la fusione per incorporazione. La stessa è stata realizzata con atto per Notaio Piergaetano Marchetti del 16 giugno 2003, n /5306 di repertorio. In data 27 giugno 2003 la società Banca Carime SpA risultante dalla fusione è stata iscritta al Registro delle Imprese di Cosenza. 4.2 ANDAMENTO RECENTE E PROSPETTIVE DI BANCA CARIME Indicazioni generali sull andamento recente di Banca Carime Il CdA di Banca Carime del 4 settembre 2003 ha approvato la relazione semestrale al 30 giugno 2003 che ha fatto registrare un utile netto pari a 10,7 milioni di euro (6,7 a giugno 2002), in crescita del 60,1%. Tale risultato è stato conseguito nonostante la riduzione dei tassi di interesse registrata nel periodo ed una congiuntura economica sfavorevole. Fra gli eventi importanti che hanno interessato il Gruppo si segnalano: la costituzione della nuova Capogruppo BPU Banca a far data dal 1 luglio 2003 nata dalla fusione fra Banca Popolare di Bergamo S.c.r.l., Banca Popolare Commercio e Industria S.c.r.l. e Banca Popolare di Luino e Varese S.p.a., la fusione per incorporazione di Banca Carime nella Popolare Commercio e Industria Finanziaria S.p.a., che ha assunto la denominazione di Banca Carime, con efficacia dal 1 luglio Il modello organizzativo che adotterà la nuova Capogruppo è il modello federale puro, che consentirà alle banche reti (BPB, BPCI, Carime, Popolare di Ancona e altre banche controllate) di sviluppare in modo ancora più stretto il rapporto con i rispettivi territori di riferimento, rafforzando le proprie identità di impresa. La Capogruppo BPU Banca rappresenterà il soggetto strategico unificante in grado di fornire servizi di supporto, assicurare la conservazione dei valori e delle culture delle singole realtà, impartire gli indirizzi strategici ed effettuare il controllo tecnico-operativo e gestionale su tutte le società del Gruppo. Il nuovo Gruppo si caratterizza per una capitalizzazione di Borsa pari a circa 3,5 miliardi di Euro al 29 gennaio 2003, posizionandosi al 6 posto al livello nazionale e al 2 tra le Banche popolari Italiane. Ha circa 1200 sportelli, oltre 2,5 milioni di clienti e circa dipendenti sulla base dei dati consolidati del 2002 (7 gruppo a livello nazionale e 1 tra le Banche Popolari Italiane). L INTERMEDIAZIONE BANCARIA I crediti I crediti a clientela Il primo semestre 2003 è stato caratterizzato da una espansione degli impieghi economici per cassa riconducibile alla politica di recupero delle quote di mercato perdute anche per effetto della cessione di crediti a Banca Intesa. Complessivamente l incremento è stato di 236 milioni su base annua (+ 8,9%) e di 275 milioni rispetto a dicembre 2002 (+10,6%). Sotto l aspetto qualitativo si registra rispetto a giugno 2002 l incremento: dei crediti in bonis per 216 milioni (+8,3%); dei crediti problematici per 2 milioni (+6,3%); delle partite a sofferenza per 18 milioni. Crediti per cassa (Valore nominale) (dati in milioni di euro) comp. % comp. % comp. % Variaz. Giu.03/Giu.02 assoluta % Crediti in bonis , , , ,3 Crediti problematici 32 1,2 13 0,5 34 1,2 2 6,3 di cui: - Incagli 32 1,2 13 0,5 34 1,2 2 6,3 - Cred. corso di ristrutturaz. 0 0,0 0 0,0 0 0, Crediti ristrutturati 0 0,0 0 0,0 0 0, Crediti in sofferenza 0 0,0 16 0,6 18 0, Tot. crediti verso clientela , , , ,9 1315 La composizione qualitativa è rimasta sostanzialmente invariata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Infatti, i crediti in bonis rappresentano il 98,2% dell intero comparto (98,8% a giugno 2002), mentre i crediti problematici e le sofferenze si attestano complessivamente all 1,8% (1,2% a giugno 2002). Relativamente agli effetti economici derivanti dal processo di valutazione del rischio di credito si evidenzia che: i crediti problematici hanno generato riprese di valore per 7,4 milioni e rettifiche per 12,8 milioni determinate in massima parte dalle maggiori svalutazioni necessarie a coprire il rischio di credito degli ingressi da bonis determinati da un severo e definitivo processo di analisi dei crediti anomali; i crediti in sofferenza hanno determinato riprese di valore per 0,6 milioni e rettifiche per 4,6 milioni conseguenti, in buona parte, all esito negativo delle attività di recupero dei crediti di importo in sorte capitale non superiore a euro, per posizioni non cedute a Banca Intesa e affidate a società esterne. Infatti, su tali posizioni (complessivamente ammontanti a 12 milioni) la copertura del rischio di credito è stata aumentata dal 70% circa del 31 dicembre 2002 al 95%; i crediti in bonis hanno comportato rettifiche di valore per 3,1 milioni derivanti dall aumento dello stock. Tali variazioni hanno portato i fondi rettificativi dei crediti a complessivi 52 milioni (che rappresentano l 1,8% degli impieghi) contro 40 milioni di giugno 2002 (1,5% degli impieghi) (dati in milioni di euro) Valore Rettifiche Valore di Valore Rettifiche Valore Nominale Valore Bilancio Nominale Valore di Bilancio Crediti in bonis Crediti problematici di cui: - Incagli Cred. corso di ristrutturaz Crediti ristrutturati Crediti in sofferenza Tot. crediti verso clientela16 Le forme tecniche più utilizzate sono i mutui ed altre operazioni a medio e lungo termine (53,2%), le aperture di credito in conto corrente (24,3%) ed i finanziamenti ad enti (9%). Forme tecniche (dati in milioni di euro) Importo Composiz. % Importo Composiz. % Conti correnti , ,3 Finanziamenti per anticipi s.b.f , Finanziamenti import-export 27 1,0 58 2,1 Portafoglio commerciale scontato 32 1,2 35 1,2 Portafoglio agrario e artigiano 48 1,8 43 1,5 Finanziamenti ad Enti , ,0 Mutui ed altre operazioni a medio/lungo termine , ,2 Altre sovvenzioni 59 2, ,6 Sofferenze ,1 Pronti contro termine TOTALE , ,0 L incremento degli impieghi per cassa ha interessato soprattutto i settori delle società non finanziarie e delle famiglie. In forte riduzione risultano gli utilizzi del settore della Pubblica Amministrazione. Settore di attività Variazione (dati in milioni di euro) Comp. % Comp. % Assoluta % Amministrazione pubblica , , ,3% Società non finanziarie , , ,2% Società finanziarie 49 1,9 34 1, ,6% Famiglie produttrici , ,6 1 0,2% Famiglie consumatr. e unità non classif , ,9 49 4,1% TOTALE , , ,6% Nel corso del primo semestre 2003 è proseguita l attività di sviluppo commerciale soprattutto nel settore corporate ove si continua a registrare positivi risultati del progetto Corporate Sud avviato nel 2002 nell ambito del Piano industriale di Gruppo: infatti, il segmento delle società non finanziarie ha registrato un incremento di 239 milioni rispetto a giugno Sono proseguite le attività tendenti a rendere più efficiente il processo di gestione del credito e di monitoraggio delle relazioni fiduciarie finalizzate ad una più rigorosa valutazione del comparto. Contestualmente sono state completate importanti iniziative per incrementare il numero dei clienti, principalmente imprese medio-piccole, con i quali stabilire rapporti fiduciari. In particolare sono state portate a termine le seguenti attività: avvio in produzione della procedura PEF Pratica di fido Elettronica limitatamente al segmento corporate; avvio del processo di Revisione automatica e semplificata dei rapporti fiduciari caratterizzati da regolarità andamentale, con fidi diretti a revoca di importo complessivo non superiore rispettivamente a e ; ampliamento delle deleghe di credito accordate agli Organi deliberanti di Rete per dare maggiore celerità all attività di concessione; definizione di schemi standard di convenzione con gli Organismi di Garanzia Collettiva al fine di accelerarne il perfezionamento; regolamentazione delle modalità di accesso al Fondo di Garanzia ex L.662/96 per le piccole e medie imprese. 1517 I rischi di credito La valutazione ed il controllo del rischio di credito sono gestiti dalle filiali, coadiuvate dalle strutture centrali cui sono stati attribuiti in prevalenza compiti di monitoraggio e vigilanza. La vigilanza sul rischio di credito, assegnata al Servizio Auditing, consiste: nella verifica del corretto funzionamento dei processi di erogazione e gestione; nel controllo delle posizioni anomale finalizzato ad accertare l efficienza del sistema, nonché a promuovere gli eventuali interventi correttivi al fine di mantenere un elevata qualità del portafoglio. In merito alla gestione dei crediti problematici, al Servizio Crediti è attribuito il compito di: verificare il corretto svolgimento delle attività assegnate alla rete; decidere in merito alle posizioni di propria competenza; esprimere il parere sulle posizioni di competenza della Direzione Generale; assicurare la consulenza alla rete commerciale. Gli strumenti di analisi dell andamento delle relazioni consentono di individuare con tempestività le posizioni anomale. Queste sono sottoposte all attenzione dei gestori che valutano con obiettività la capacità di rimborso della clientela attraverso l analisi della situazione economica, finanziaria e patrimoniale e decidono gli interventi più opportuni. Tale processo è gestito tramite la procedura denominata Sicar Web che consente di determinare il grado di rischiosità del credito attraverso informazioni interne e esterne, quali quelle provenienti da banche dati esterne, da Tribunali e Conservatorie. Consente inoltre di seguire l iter gestionale delle posizioni problematiche anche attraverso la classificazione del credito nei diversi livelli di rischio. Per quanto riguarda le posizioni classificate ad incaglio, le valutazioni analitiche hanno riguardato gli utilizzi di importo unitario superiore a , mentre per la fascia più bassa è stato utilizzato il metodo delle valutazioni forfetarie. Per tale ultimo comparto le rettifiche sono state effettuate per classi omogenee, secondo il seguente schema: 5% per i crediti con piano di rientro in regolare ammortamento; 60% per le posizioni da trasferire a sofferenza; 20% per tutte le altre. Per i rapporti con rischio maggiore di , le rettifiche dei crediti incagliati sono state determinate considerando le prospettive di recupero e attribuendo una percentuale analitica di perdita presunta. La metodologia adottata per la valutazione dei criteri attiene la disamina degli elementi caratterizzanti ogni singola posizione di rischi quali: la situazione patrimoniale del cliente e dei garanti, le garanzie assunte a presidio dei rischi, il livello dell indebitamento nei confronti del sistema bancario e più in generale la situazione economico-finanziaria. Verso la fine del semestre è entrata in produzione una nuova procedura (Credit Miner di CRIF), che consente, relativamente al segmento retail, di tenere costantemente sotto controllo il portafoglio clienti ed offre, inoltre, utili informazioni per valutare le domande di concessione del credito. 1618 La raccolta La raccolta globale da clientela ammonta al 30 giugno 2003 a milioni e registra un aumento su base annua di 210 milioni (+1,6%). In particolare: la raccolta diretta evidenzia una contrazione complessiva di 660 milioni (-8,7%) dovuta soprattutto alla riduzione di 655 milioni (-23,2%) registrata nel comparto della raccolta in titoli per effetto della manovra di rimborso anticipato di 609 milioni di obbligazioni della tipologia callable; la raccolta indiretta (valorizzata ai prezzi di mercato) è incrementata di 870 milioni (+15%), sia per il positivo andamento del risparmio gestito, che è aumentato di 726 milioni (+18,3%), sia per l espansione registrata dal risparmio amministrato (+144 milioni pari a +7,9%). Il peso della raccolta indiretta sull aggregato globale è aumentato rispetto all anno precedente attestandosi al 48,8% (43,2% a giugno 2002). L incremento della raccolta amministrata deriva da apposite politiche commerciali che hanno determinato l allocazione in questo comparto della provvista a medio-lungo termine. Evoluzione della Raccolta da clientela Variazione su giu. 02 (dati in milioni di euro) assoluta % Raccolta diretta ,7 debiti verso clientela ,1 debiti rappresentati da titoli ,2 passività subordinate clientela ,0 Raccolta indiretta ,0 risparmio amministrato ,9 risparmio gestito ,3 Raccolta globale ,6 Composizione della raccolta da Variazioni rispetto a clientela (Valori percentuali) Dic-02 Giu-02 Raccolta diretta 56,8% 55,2% 51,2% -4,0% -5,6% Debiti verso clientela 33,7% 35,6% 33,2% -2,4% -0,5% Debiti rappresentati da titoli 21,1% 17,7% 16,0% -1,7% -5,1% Passività subordinate clientela 2,0% 1,9% 2,0% 0,1% 0,0% Raccolta indiretta 43,2% 44,8% 48,8% 4,0% 5,6% Risparmio amministrato 13,6% 14,4% 14,4% 0,0% 0,8% Risparmio gestito 29,6% 30,4% 34,4% 4,0% 4,8% Raccolta globale 100,0% 100,0% 100,0% 1719 Evoluzione della Raccolta per forma tecnica (dati in milioni) Assoluta % Variazione su giu. 02 Depositi a risparmio e altra raccolta ,9 Conti correnti ,3 Certificati di deposito ,1 Obbligazioni ,1 Passività subordinate collocate a clientela ,0 Pronti contro termine ,7 Raccolta diretta ,7 Titoli in amministrazione ,9 Raccolta gestita ,3 - Fondi comuni d'investimento ,7 - Gestioni patrimoniali ,5 - Raccolta assicurativa ,8 Raccolta indiretta ,0 Raccolta globale ,6 Rispetto a giugno 2002 l analisi di dettaglio per forma tecnica evidenzia: nell ambito della raccolta diretta, la crescita di conti correnti (+6,3%), la contrazione dei pronti contro termine (-37,7%), delle obbligazioni (-24,1%), dei certificati di deposito (-23,1%) e dei depositi a risparmio (-6,9%); nell ambito della raccolta indiretta, l andamento positivo dei fondi comuni di investimento (+25,7% pari ad una crescita di 794 milioni), dei titoli in amministrazione (+7,9% pari ad una crescita di 144 milioni) e della raccolta assicurativa (+13,8% pari ad una crescita di 59 milioni), nonché la diminuzione delle gestioni patrimoniali per 127 milioni (-28,5%). L ATTIVITÀ FINANZIARIA L OPERATIVITÀ IN TITOLI E SUL MERCATO INTERBANCARIO Nel corso del primo semestre del 2003 la gestione finanziaria è stata caratterizzata da scelte finalizzate a ottimizzare il processo di accentramento dei rischi sulla Capogruppo. In particolare, in previsione di ulteriori ridimensionamenti dei tassi a breve termine, attesa la decisione di gestire la liquidità strutturale con un contratto di finanziamento stand by di 3,5 miliardi di euro, è stato strutturato un contratto di interest rate swap che, a fronte di tassi interbancari in ribasso, garantirà per l intero esercizio una contribuzione fissa a conto economico. Il portafoglio titoli, già sensibilmente ridimensionato dalle scelte del recente passato, è stato ulteriormente ridotto per effetto delle scadenze e dell annullamento di uno stock di obbligazioni di nostra emissione. Complessivamente gli asset finanziari ammontano a milioni di euro (5.976 a fine 2002) con un decremento rispetto al sia del portafoglio titoli (-131 milioni) che della liquidità (-814 milioni). Valori di bilancio Variaz. su giu. 02 Variaz. su dic. 02 (importi in milioni) Assoluta % Assoluta % Titoli di proprietà , ,0 di cui: Titoli immobilizzati , ,6 Titoli non immobilizzati ,5 22 9,3 Interbancario netto , ,0 Crediti verso enti creditizi , ,5 Debiti verso enti creditizi , ,9 Totale Area Finanza20 Non sono stati assunti rischi di cambio in quanto le posizioni in valuta sono state costantemente pareggiate. L OPERATIVITÀ IN CONTRATTI DERIVATI Con l obiettivo di ridurre i rischi finanziari, sono stati stipulati diversi contratti derivati a copertura di alcuni titoli del portafoglio immobilizzato e delle nuove emissioni di obbligazioni strutturate che hanno garantito una notevole contribuzione al conto economico. A fine giugno risultano in essere i seguenti contratti derivati classificati come operazioni di copertura specifica: interest rate swap di copertura del rischio di tasso di titoli obbligazionari presenti nel portafoglio immobilizzato, per l importo nozionale di euro 500 milioni; put option di copertura di azioni del portafoglio di proprietà, per l importo nozionale di 3,8milioni; interest rate swap di copertura di finanziamenti interbancari, per l importo nozionale di euro milioni; interest rate swap di copertura di obbligazioni emesse, per l importo nozionale di 700 milioni; equity option di copertura di obbligazioni emesse, per l importo nozionale di 495 milioni. option floor implicite nei contratti interest rate swap stipulati a copertura di obbligazioni strutturate per l importo nozionale di 80 milioni; put option su obbligazioni emesse e sottoscritte da BPCI per l importo nozionale di 80 milioni. RAPPORTI INFRAGRUPPO Nel seguente prospetto sono evidenziati i principali rapporti in essere alla data di bilancio con le società appartenenti al Gruppo Variazione (importi in milioni ) A) Attività Crediti verso banche di cui: subordinati Obbligazioni ed altri titoli di debito B) Passività Debiti verso banche Debiti rappresentati da titoli I crediti ed i debiti verso banche si riferiscono esclusivamente a rapporti con Banca Popolare Commercio e Industria (precedente Capogruppo) e sono regolati a condizioni di mercato. Il prestito subordinato Upper tier two di 164 milioni di euro, collocato a clientela, è stato pareggiato nell attivo di bilancio da un deposito con la Capogruppo avente analogo livello di subordinazione con il riconoscimento di uno spread di 15 b.p.. IL PATRIMONIO NETTO E L ADEGUATEZZA PATRIMONIALE Il patrimonio di vigilanza ammonta a 985 milioni e registra un incremento di 28 milioni rispetto al determinato dall aumento dei prestiti subordinati e dalla riduzione dell entità dell avviamento per effetto dell ammortamento. Il fabbisogno patrimoniale necessario al rispetto dei requisiti patrimoniali è di 301 milioni; di conseguenza si determina un eccedenza patrimoniale di 684 milioni. Il coefficiente di solvibilità individuale è del 22,9%, rispetto al requisito minimo del 7,0% richiesto per le banche appartenenti a gruppi bancari. Il patrimonio netto contabile ammonta a 879,6 milioni (878,7 milioni al ). Rettificato del residuo avviamento da conferimento ammonta a 721,7 milioni (+18,5 milioni rispetto al ). 19 Vedere altro
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 art. 93
 art. 2359
 art. 5
 art. 27
 art. 57
 art. 57
 art. 14
 art. 15
 articolo 2501
 art. 71