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Timestamp: 2019-04-24 23:46:06+00:00

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Art. 370 codice di procedura penale - Atti diretti e atti delegati - Brocardi.it
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Dispositivo dell'art. 370 Codice di procedura penale
1. Il pubblico ministero compie personalmente ogni attività di indagine. Può avvalersi della polizia giudiziaria per il compimento di attività di indagine e di atti specificamente delegati, ivi compresi gli interrogatori [375, 388] ed i confronti [364] cui partecipi la persona sottoposta alle indagini che si trovi in stato di libertà, con l'assistenza necessaria del difensore.
3. Per singoli atti da assumere nella circoscrizione di altro tribunale, il pubblico ministero, qualora non ritenga di procedere personalmente, può delegare, secondo la rispettiva competenza per materia, il pubblico ministero presso il tribunale [o la pretura] (1) del luogo.
(1) Il riferimento alla pretura è stato eliminato dall'art. 183, del d.lgs. 19 gennaio 1998, n. 51.
Spiegazione dell'art. 370 Codice di procedura penale
La norma in commento sancisce il principio secondo cui il pubblico ministero compie personalmente ogni attività di indagine.
Tuttavia, data la mole del carico di lavoro del p.m., nonché, molto spesso, la non particolare complessità dell'atto di indagine da compiere, capita sovente che egli deleghi specificamente la polizia giudiziaria, anche per atti di indagine che coinvolgono direttamente la persona sottoposta alle indagini, come l'interrogatorio o i confronti.
Fanno eccezione gli atti cui l'indagato è sottoposto in vinculis, come l'interrogatorio reso in sede di convalida dell'arresto o del fermo (v. art. 391).
Quando procede su delega del pubblico ministero, la polizia giudiziaria deve chiaramente permettere l'assistenza difensiva dell'indagato, e si applicano dunque le norme di cui agli articoli 364, 365 e 373.
Il comma terzo disciplina invece le ipotesi in cui singoli atti di indagine debbano compiersi al di fuori della circoscrizione di competenza del pubblico ministero procedente, permettendo la delega di tali atti nei confronti del pubblico ministero del luogo, sempre rispettando la competenza per materia.
Una volta delegato, quest'ultimo, per ragioni di urgenza o altri gravi motivi può anche procedere di propria iniziativa allo svolgimento di atti consequenziali a quelli oggetto delle delega, e necessari per il prosieguo delle indagini.
Massime relative all'art. 370 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 40505/2008
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 40505 del 30 ottobre 2008)
Cass. pen. n. 2787/2006
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 2787 del 24 gennaio 2006)
Le dichiarazioni accusatorie rese, nel corso dell'interrogatorio delegato dal pubblico ministero ad un ufficiale della polizia giudiziaria, in violazione dell'art. 370 comma 1 c.p.p., da un collaboratore di giustizia che non si trovi in stato di libertà non sono utilizzabili ai fini dell'applicazione delle misure cautelari personali.
Cass. pen. n. 12715/2001
(Cassazione penale, Sez. IV, sentenza n. 12715 del 30 marzo 2001)
Cass. pen. n. 8817/2001
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 8817 del 2 marzo 2001)
Per l'audizione di un collaboratore della giustizia in luogo posto al di fuori della circoscrizione di sua competenza, ben può il pubblico ministero delegare un ufficiale di polizia giudiziaria, demandato allo svolgimento di indagini ai sensi dell'art. 370, comma primo, c.p.p., atteso che tale norma non pone limiti territoriali allo svolgimento di dette indagini.
Cass. pen. n. 2281/1990
Al fine di stabilire la necessità o meno di spedizione del preventivo avviso al difensore, l'ispezione compiuta su delega del pubblico ministero dalla polizia giudiziaria non può farsi rientrare tra gli atti urgenti. Ne consegue che in tale situazione l'omesso avviso al difensore con almeno ventiquattro ore di anticipo è causa di nullità dell'atto compiuto e di quelli conseguenti.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2281 del 30 luglio 1990)

References: Articolo 370
 art. 391

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