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Timestamp: 2020-04-05 04:40:57+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 2539 del 31/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2539 del 31/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 31/01/2017, (ud. 19/10/2016, dep.31/01/2017), n. 2539
sul ricorso 14063-2014 proposto da:
ASSOCIAZIONE ITALIANA ASSISTENZA STASTICI AIAS ONLUS DI POTENZA, C.F.
pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, VIALE G. MAZZINI 6,
presso lo studio dell’avvocato ELIO VITALE, rappresentato e difeso
dall’avvocato EMILIANO CLAUDIO POTENZA giusta procura speciale a
M.M., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DEL GESU’ 57,
presso lo studio dell’avvocato FILOMENA MOSSUCCA, rappresentato e
difeso dall’avvocato VINCENZO SANTANGELO giusta procura speciale a
S.G., P.M.C.;
avverso la sentenza n. 290/2014 della CORTE D’APPELLO di POTENZA,
emessa il 13/03/2014 e depositata il 20/03/2014;
19/10/2016 dal Consigliere Relatore Dott. GARRI FABRIZIA;
udito l’Avvocato Elio Vitale (delega Avvocato Emiliano Claudio
Potenza), per la ricorrente, che insiste per la discussione del
procedimento in Pubblica Udienza;
udito l’Avvocato Tommaso Longo (delega Avvocato Vincenzo Santangelo),
per la controricorrente, che si riporta agli atti.
La Corte di appello di Potenza ha confermato le sentenze del Tribunale della stessa città che in accoglimento dei ricorsi proposti da S.G., assistente ex vigilatrice, M.M. terrapista e P.C., ausiliario socio sanitario – tutte dipendenti dell’Associazione Italiana Assistenti Spastici (AIAS Onlus di Potenza) aveva condannato la datrice di lavoro a corrispondere loro le somme da ciascuna chieste a titolo di arretrati dal 2002 al 2005 in relazione agli aumenti contrattuali previsti dal C.C.N.L. 2002/2003 – 2004/2005 erogati solo dal febbraio 2007 oltre che all’incremento economico previsto dal contratto collettivo 2006/2009 anche per il periodo successivo al 30 ottobre 2009.
La Corte territoriale ha confermato che nessuna condizione era stata apposta nei contratti collettivi con riguardo agli incrementi retributivi e che, per sospenderne l’erogazione, era stata prevista l’attivazione di una complessa procedura di valutazione congiunta che non era stata attivata dalla datrice di lavoro che ne era onerata.
Sottolineava che non vi era prova che l’accordo del 25 settembre 2009 non era stato ratificato dalle parti sociali nel termine di trenta giorni e dunque lo stesso era privo di effetti. Inoltre evidenziava che dal verbale del 5.2.2010 si evinceva che gli arretrati maturati e non corrisposti erano stati dati in quella sede come riconosciuti e dovuti e che la delibera della Giunta della Regione Basilicata del 12.10.2010 n. 1706 non conteneva alcun riferimento ad adeguamenti tariffari con effetto retroattivo.
Per la cassazione della sentenza ricorre l’A.I.A.S. Onlus di Potenza ed articola due motivi cui resiste con controricorso M.M. mentre S.G. e P.C. sono rimaste intimate.
Il primo motivo di ricorso con il quale è denunciata l’omessa insufficiente e contraddittoria motivazione della sentenza in relazione ad un fatto controverso e decisivo per il giudizio è manifestamente fondato e deve essere accolto con assorbimento dell’esame del secondo motivo di ricorso.
Sostiene parte ricorrente che la Corte territoriale avrebbe fondato la sua decisione solo sul testo del C.C.N.L. 2006 – 2009 ed avrebbe richiamato un verbale del 5.10.2010 mai prodotto dall’appellante in giudizio. Non avrebbe esaminato il contenuto della nota a verbale n. 1 del C.C.N.L. degli aderenti all’A.I.A.S. del 29.7.2005 (e non dell’accordo 2006 – 2009).
Osserva il Collegio che effettivamente il giudice di appello ha focalizzato la sua attenzione solo sulle disposizioni contenute nel contratto collettivo 2006/2009 trascurando di esaminare la specifica doglianza pure formulata dall’appellante con riguardo all’esistenza di una condizione sospensiva (nota a verbale n. 1 del contratto collettivo del 29.7.2005), ritualmente allegata al processo ed oggetto di discussione tra le parti.
All’accoglimento del primo motivo consegue la cassazione della sentenza ed il rinvio per l’esame delle censure formulate nell’appello alla Corte di appello di Salerno che provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.
Cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte di appello di Salerno che provvederà anche sulle spese del giudizio di legittimità.

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