Source: https://www.laleggepertutti.it/180669_riduzione-mantenimento-da-quando
Timestamp: 2019-01-22 15:48:29+00:00

Document:
Riduzione mantenimento: da quando?
La riduzione dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge e dei figli decorre dal momento della pronuncia giudiziale che ne modifica la misura.
Dopo una causa durata diversi anni, il giudice ha accolto la tua richiesta di riduzione dell’assegno di mantenimento alla tua ex moglie perché, rispetto a quando vi siete separati la sua situazione reddituale è cambiata. In realtà, lei aveva un lavoro e dei redditi inizialmente non emersi. Hai ottenuto giustizia e ora la mensilità che dovrai versare è la metà di quella che hai versato fino a ieri. Ma non ti accontenti: anche se la vittoria ti è costata tempo e denaro, in verità la situazione da te denunciata è iniziata molti anni prima, quando cioè ti sei accorto dell’aumento delle capacità economiche del coniuge. Così vorresti che ti fossero restituiti tutti gli importi che, mentre pendeva il giudizio, hai versato ingiustamente. La tua ex moglie però non ci sta: secondo lei, la sentenza ha efficacia dalla sua pubblicazione e non ha portata “retroattiva”. Chi ha ragione? Da quando opera la riduzione del mantenimento? A chiarirlo è stata una recente ordinanza della Cassazione [1].
Secondo la Suprema Corte, in tema di separazione tra marito e moglie, la riduzione dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge e dei figli decorre dal momento della pubblicazione della sentenza che ne modifica la misura. Non è quindi possibile chiedere il rimborso di quanto percepito dal titolare di alimenti o mantenimento durante l’iter della causa. In altri termini, se anche il giudizio dura diversi anni, finché il giudice non si pronuncia, il coniuge obbligato al versamento è tenuto a pagare l’importo pieno; dal giorno dopo l’uscita della sentenza che riduce il mantenimento si può iniziare a pagare l’importo più basso.
È vero, questo comporta una discriminazione di fondo: tanto più dura la causa, tanto più il coniuge che versa il mantenimento viene pregiudicato, dovendo attendere, per la riduzione dell’importo, l’esito del giudizio e non potendo peraltro ottenere la restituzione di quanto, nel frattempo, versato. Il che avvantaggia coloro che si trovano nelle città con tribunali più celeri rispetto a quelli invece che hanno a che fare con tribunali più lenti. Tuttavia ci sono buone notizie: è la stessa Cassazione a fornire una soluzione opposta al problema. Difatti, con una sentenza del maggio scorso, i giudici supremi avevano detto che la sentenza di revisione dell’assegno di mantenimento ha portata retroattiva se l’evento che modifica le condizioni reddituali dei coniugi si è verificato prima della proposizione del ricorso. Sul punto leggi: Mantenimento: la sentenza che riduce l’assegno è retroattiva.
[1] Cass. sent. n. 25166/17 del 24.10.2017.
Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 26 settembre – 24 ottobre 2017, n. 25166
Presidente/Relatore Scaldaferri
rilevato che B.N. ricorre con due motivi per la cassazione della sentenza in epigrafe con cui la Corte di appello di Roma, nell’ambito del procedimento di separazione personale dei coniugi, ha modificato le condizioni di affido condiviso dei figli avuti dal matrimonio contratto con G.L.L. , riducendo la misura dell’assegno di mantenimento della prole dovuto alla odierna ricorrente;
che l’intimato G.L.L. non ha svolto difese;
considerato che con il primo motivo la ricorrente lamenta la violazione e/o falsa applicazione degli artt. 444, 445 e 447 cod.civ., deducendo l’erroneità della sentenza impugnata laddove ha fissato la decorrenza della riduzione dell’assegno di mantenimento a lei dovuto dal padre dei figli avuti in costanza di matrimonio dal settembre 2011, anziché dalla data di efficacia della sentenza, nonostante l’irripetibilità del contributo per la natura alimentare ad esso attribuibile;
che con il secondo motivo lamenta la violazione e/o falsa applicazione degli artt. 91 e 92 c.p.c., deducendo l’erroneità della sentenza impugnata laddove aveva posto per i 2/3 a carico di essa ricorrente le spese del giudizio di appello, allorquando sussistevano giuste ragioni per l’integrale compensazione delle spese stante il complessivo esito del giudizio;
ritenuto che il primo motivo di ricorso va accolto, avendo questa Corte più volte affermato che, in tema di separazione personale, la riduzione dell’assegno di mantenimento in favore del coniuge e dei figli decorre dal momento della pronuncia giudiziale che ne modifica la misura, non essendo rimborsabile quanto percepito dal titolare di alimenti o mantenimento (Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 15186 del 20/07/2015; Sez. 6 – 1, Ordinanza n. 13609 del 04/07/2016);
che il secondo motivo è assorbito, tenuto conto del disposto dell’art. 336 cod.proc.civ.;
che può decidersi nel merito ai sensi dell’art. 384 cod. proc. civ., non essendovi necessità di ulteriori accertamenti di fatto, statuendo che la decorrenza della riduzione dell’assegno di mantenimento per i figli va fissata al 18/05/2015, data di pubblicazione della sentenza impugnata;
che, in assenza di attività difensiva dell’intimato, non si provvede sulle spese di questo giudizio di legittimità.
La Corte accoglie il primo motivo di ricorso, assorbito il secondo; cassa il provvedimento impugnato e, decidendo nel merito, fissa al 18 maggio 2015 la decorrenza della riduzione dell’assegno di mantenimento dovuto dal G. alla B. per il mantenimento dei figli; compensa tra le parti le spese di entrambi i giudizi di merito.
Mantenimento: la sentenza che riduce l’assegno è retroattiva

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza