Source: http://www.avvocato.live/titolo-viii-delle-misure-amministrative-di-sicurezza-2/
Timestamp: 2019-06-19 12:45:34+00:00

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TITOLO VIII – DELLE MISURE AMMINISTRATIVE DI SICUREZZA – avvocato
CAPO I – Delle misure di sicurezza personali
Articolo 199 – Sottoposizione a misure di sicurezza: disposizione espressa di legge
Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza che non siano espressamente stabilite dalla legge e fuori dei casi dalla legge stessa preveduti (25 3° comma Cost.).
Articolo 200 – Applicabilità delle misure di sicurezza rispetto al tempo, al territorio e alle persone
Se la legge del tempo in cui deve eseguirsi la misura di sicurezza è diversa, si applica la legge in vigore al tempo della esecuzione.
Tuttavia l’applicazione di misure di sicurezza allo straniero non impedisce l’espulsione di lui dal territorio dello Stato, a norma delle leggi di pubblica sicurezza.
Articolo 201 – Misure di sicurezza per fatti commessi all’estero
Quando, per un fatto commesso all’estero, si procede o si rinnova il giudizio nello Stato (7-11 c.p.), è applicabile la legge italiana anche riguardo alle misure di sicurezza.
Nel caso indicato nell’articolo 12, numero 3, l’applicazione delle misure di sicurezza stabilite dalla legge italiana è sempre subordinata all’accertamento che la persona sia socialmente pericolosa (203 c.p.).
Articolo 202 – Applicabilità delle misure di sicurezza
Le misure di sicurezza possono essere applicate soltanto alle persone socialmente pericolose (203 c.p.), che abbiano commesso un fatto preveduto dalla legge come reato.
La legge penale determina i casi nei quali a persone socialmente pericolose possono essere applicate misure di sicurezza per un fatto non preveduto dalla legge come reato (49, 115 c.p.).
Articolo 203 – Pericolosità sociale
Agli effetti della legge penale, è socialmente pericolosa la persona, anche se non imputabile o non punibile, la quale ha commesso taluno dei fatti indicati nell’articolo precedente, quando è probabile che commetta nuovi fatti preveduti dalla legge come reati.
La qualità di persona socialmente pericolosa si desume dalle circostanze indicate nell’articolo 133.
Articolo 204 – Accertamento di pericolosità. Pericolosità sociale presunta
Articolo 205 – Provvedimento del giudice
1) nel caso di condanna, durante l’esecuzione della pena o durante il tempo in cui il condannato si sottrae volontariamente all’esecuzione della pena;
2) nel caso di proscioglimento, qualora la qualità di persona socialmente pericolosa sia presunta, e non sia decorso un tempo corrispondente alla durata minima della relativa misura di sicurezza; (#14)
3) in ogni tempo, nei casi stabiliti dalla legge (109, 210 c.p.).
#14 – L’articolo 205, 2° comma, numero 2, è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo, unitamente agli articoli 204 2° comma e 222 1° comma, nella parte in cui non subordinano il provvedimento di ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario dell’imputato prosciolto per infermità psichica al previo accertamento, da parte del giudice della cognizione o della esecuzione, della persistente pericolosità sociale derivante dall’infermità medesima al tempo dell’applicazione della misura (Corte costituzionale 27 luglio 1982, n.139).
Articolo 206 – Applicazione provvisoria delle misure di sicurezza
Durante l’istruzione o il giudizio, può disporsi che il minore di età, o l’infermo di mente, o l’ubriaco abituale, o la persona dedita all’uso di sostanze stupefacenti, o in stato di cronica intossicazione prodotta da alcool o da sostanze stupefacenti, siano provvisoriamente ricoverati in un riformatorio (223 c.p.) o in un ospedale psichiatrico giudiziario (222 c.p.) o in una casa di cura e di custodia (219 c.p.). (#15)
Il giudice revoca l’ordine, quando ritenga che tali persone non siano più socialmente pericolose.
Il tempo dell’esecuzione provvisoria della misura di sicurezza è computato nella durata minima di essa. (#16)
#15 – Il primo comma dell’articolo 206 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui prevede la possibilità di disporre il ricovero provvisorio anche di minori in un ospedale psichiatrico giudiziario, in quanto l’applicazione indifferenziata, in via definitiva o provvisoria, di tale misura di sicurezza ai minori non è compatibile con i principi derivanti dagli articoli 2, 3, 27 e 31 della Costituzione, in forza dei quali il trattamento penale dei minori deve essere improntato, sia per quanto riguarda le misure adottabili, sia per quanto riguarda la fase esecutiva, alle specifiche esigenze proprie dell’età minorile (Corte costituzionale 98/324).
#16 – L’articolo 206 è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non consente al giudice di disporre, in luogo del ricovero in ospedale psichiatrico giudiziario, una misura di sicurezza non detentiva, prevista dalla legge, idonea ad assicurare alla persona inferma di mente cure adeguate e a contenere la sua pericolosità sociale (Corte costituzionale 04/367).
Articolo 207 – Revoca delle misure di sicurezza personali
Le misure di sicurezza non possono essere revocate se le persone ad esse sottoposte non hanno cessato di essere socialmente pericolose (203 c.p.; 679 c.p.p.).
[La revoca non può essere ordinata se non è decorso un tempo corrispondente alla durata minima stabilita dalla legge per ciascuna misura di sicurezza.
Anche prima che sia decorso il tempo corrispondente alla durata minima stabilita dalla legge, la misura di sicurezza applicata dal giudice può essere revocata con decreto del Ministro della Giustizia.] (#17)
#17 – Il secondo ed il terzo comma dell’articolo 207 sono stati dichiarati costituzionalmente illegittimi. Il terzo comma per contrasto con gli articoli 13 e 102 della Costituzione, nella parte in cui attribuisce al Ministro di Grazia e Giustizia – anziché al giudice di sorveglianza – il potere di revocare le misure di sicurezza prima che sia decorso il tempo corrispondente alla durata minima stabilita dalla legge. Il secondo comma per illegittimità conseguenziale ai sensi dell’articolo 27 l. 11 marzo 1953, n.87, in quanto non consente la revoca delle misure di sicurezza prima che sia decorso il tempo corrispondente alla durata minima stabilita dalla legge (Corte costituzionale 74/110).
Articolo 208 – Riesame della pericolosità
Decorso il periodo minimo di durata, stabilito dalla legge per ciascuna misura di sicurezza, il giudice riprende in esame le condizioni della persona che vi è sottoposta, per stabilire se essa è ancora socialmente pericolosa (203 c.p.).
Qualora la persona risulti ancora pericolosa, il giudice fissa un nuovo termine per un esame ulteriore. Nondimeno, quando vi sia ragione di ritenere che il pericolo sia cessato, il giudice può, in ogni tempo, procedere a nuovi accertamenti (679 c.p.p.).
Articolo 209 – Persona giudicata per più fatti
Quando una persona ha commesso, anche in tempi diversi, più fatti per i quali siano applicabili più misure di sicurezza della medesima specie, e ordinata una sola misura di sicurezza.
Se le misure di sicurezza sono di specie diversa, il giudice valuta complessivamente il pericolo che deriva dalla persona e, in relazione ad esso, applica una o più delle misure di sicurezza stabilite dalla legge.
Sono in ogni caso applicate le misure di sicurezza detentive, alle quali debba essere sottoposta la persona, a cagione del pericolo presunto dalla legge.
Le disposizioni precedenti si applicano anche nel caso di misure di sicurezza in corso di esecuzione, o delle quali non siasi ancora iniziata l’esecuzione.
Articolo 210 – Effetti della estinzione del reato o della pena
L’estinzione del reato (150, 170 c.p.) impedisce l’applicazione delle misure di sicurezza e ne fa cessare l’esecuzione.
L’estinzione della pena (171-181 c.p.) impedisce l’applicazione delle misure di sicurezza, eccetto quelle per le quali la legge stabilisce che possono essere ordinate in ogni tempo (109, 205 2° comma numero 3 c.p.), ma non impedisce l’esecuzione delle misure di sicurezza che sono state già ordinate dal giudice come misure accessorie di una condanna alla pena della reclusione superiore a dieci anni. Nondimeno, alla colonia agricola e alla casa di lavoro è sostituita la libertà vigilata (216, 228 c.p.).
Qualora per effetto di indulto o di grazia (174 c.p.) non debba essere eseguita [la pena di morte , ovvero], in tutto o in parte, la pena dell’ergastolo, il condannato è sottoposto a libertà vigilata (228 c.p.) per un tempo non inferiore a tre anni.
Articolo 211 – Esecuzione delle misure di sicurezza
Le misure di sicurezza aggiunte a una pena detentiva sono eseguite dopo che la pena è stata scontata o è altrimenti estinta (220 2° comma c.p.).
Le misure di sicurezza, aggiunte a pena non detentiva, sono eseguite dopo che la sentenza di condanna è divenuta irrevocabile (648 c.p.p.).
L’esecuzione delle misure di sicurezza temporanee non detentive, aggiunte a misure di sicurezza detentive, ha luogo dopo la esecuzione di queste ultime.
Articolo 211-bis – Rinvio dell’esecuzione delle misure di sicurezza
Se la misura di sicurezza deve essere eseguita nei confronti dell’autore di un delitto consumato o tentato commesso con violenza contro le persone ovvero con l’uso di armi e vi sia concreto pericolo che il soggetto commetta nuovamente uno dei delitti indicati il giudice può ordinare il ricovero in una casa di cura o in altro luogo di cura comunque adeguato alla situazione o alla patologia della persona.
Articolo 212 – Casi di sospensione o di trasformazione di misure di sicurezza
L’esecuzione di una misura di sicurezza applicata a persona imputabile (83 c.p.) è sospesa se questa deve scontare una pena detentiva, e riprende il suo corso dopo l’esecuzione della pena.
Se la persona sottoposta a una misura di sicurezza detentiva è colpita da un’infermità psichica, il giudice ne ordina il ricovero in un ospedale psichiatrico giudiziario, ovvero in una casa di cura e di custodia (219 c.p.).
Quando sia cessata l’infermità, il giudice, accertato che la persona è socialmente pericolosa (203 c.p.), ordina che essa sia assegnata ad una colonia agricola o ad una casa di lavoro (216 c.p.), ovvero a un riformatorio giudiziario (223 c.p.), se non crede di sottoporla a libertà vigilata (228 c.p.).
Se l’infermità psichica colpisce persona sottoposta a misura di sicurezza non detentiva (215 numero 3 c.p.) o a cauzione di buona condotta (237 c.p.), e l’infermo viene ricoverato in un ospedale [psichiatrico] civile, cessa l’esecuzione di dette misure. Nondimeno, se si tratta di persona sottoposta a misura di sicurezza personale non detentiva, il giudice, cessata l’infermità, procede a nuovo accertamento ed applica una misura di sicurezza personale non detentiva qualora la persona risulti ancora pericolosa (203 c.p.).
Articolo 213 – Stabilimenti destinati alla esecuzione delle misure di sicurezza detentive. Regime educativo, curativo e di lavoro
Le misure di sicurezza detentive (215 numero 2 c.p.) sono eseguite negli stabilimenti a ciò destinati.
Il lavoro è remunerato. Dalla remunerazione è prelevata una quota per il rimborso delle spese di mantenimento (145, 188 c.p.).
Per quanto concerne il mantenimento dei ricoverati negli ospedali psichiatrici giudiziari, si osservano le disposizioni sul rimborso delle spese di spedalità.
Articolo 214 – Inosservanza delle misure di sicurezza detentive
Nel caso in cui la persona sottoposta a misura di sicurezza detentiva (215 c.p.) si sottrae volontariamente alla esecuzione di essa, ricomincia a decorrere il periodo minimo di durata della misura di sicurezza dal giorno in cui a questa è data nuovamente esecuzione.
Tale disposizione non si applica nel caso di persona ricoverata in un ospedale psichiatrico giudiziario o in una casa di cura e di custodia (219 c.p.).

References: Articolo 199

Articolo 200

Articolo 201

Articolo 202

Articolo 203

Articolo 204

Articolo 205

Articolo 206

Articolo 207

Articolo 208

Articolo 209

Articolo 210

Articolo 211
 sentenza 

Articolo 211

Articolo 212

Articolo 213

Articolo 214