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Timestamp: 2019-04-21 22:04:07+00:00

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Locazione: Corte di Cassazione Sentenza 19691 del 2008 | Federproprietà Abruzzo
Federproprietà AbruzzoCanoneCassazione Civile, Sezione III, Sentenza 17 luglio 2008 n. 19691
Dott. FEDERICO Giovanni – rel. Consigliere -
B.G., elettivamente domiciliato in ROMA VIA PACUVIO 34, presso lo studio dell’avvocato ROMANELLI LORENZO, che lo difende unitamente all’avvocato RONZONI ALBERTO, giusta delega in atti;
B.D., elettivamente domiciliato in ROMA VIA GERMANICO 12, presso lo studio dell’avvocato DI LORENZO FRANCO, che lo difende unitamente all’avvocato PASINETTI ANTONIO, giusta delega in atti;
avverso la sentenza n. 498/04 della Corte d’Appello di BRESCIA,seconda sezione civile, emessa il 19/05/04, depositata il 15/06/04, R.G. 256/04;
Con sentenza 26.03.03 il Tribunale di Bergamo, in relazione ad un contratto di locazione ad uso abitativo stipulato l’1.10.94, rigettava la domanda di risoluzione del contratto per mancato pagamento dei canoni pattuiti proposta il 15.2.00 dal locatore Ba.Da. contro il conduttore B.G. per difetto di legittimazione passiva, riferendosi il mancato pagamento ad un periodo (1.4.99-1.10.99) in cui nel rapporto locatizio era subentrato come conduttore il coniuge L.R. per effetto di assegnazione della casa coniugale in sede di separazione personale, e nel contempo accoglieva la domanda riconvenzionale con cui il B. aveva richiesto, previa determinazione del canone legalmente dovuto, la restituzione delle somme versate in eccesso, ritenendola fondata sotto il profilo del disposto dell’art. 2033 c.c., mentre risultava inammissibile ai sensi della L. n. 392 del 1978, art. 79.
Proposto dal Ba. appello con duplice motivo, resistito dal B., che a sua volta proponeva appello incidentale, la Corte d’Appello di Brescia, con sentenza depositata il 15.6.04, in riforma dell’impugnata sentenza, dichiarava improponibile la domanda di ripetizione del B. nei confronti del Ba. per intervenuta decadenza.
Avverso tale sentenza ha proposto ricorso per cassazione il B., con un solo motivo, mentre ha resistito con controricorso il Ba..
Con l’unico motivo il ricorrente deduce la violazione della L. n. 392 del 1978, art. 79, comma 2, sostenendosi che il termine di decadenza semestrale previsto dalla norma predetta decorra dalla riconsegna dell’immobile locato, termine che va ricollegato alla definitiva cessazione di fatto del rapporto locatizio.
Infatti, nessuna censura può muoversi in linea di massima a quanto ritenuto dalla sentenza impugnata in ordine alla decorrenza, nel caso di specie, del momento iniziale del suddetto termine semestrale di decadenza per l’esercizio dell’azione di ripetizione delle somme indebitamente corrisposte dal conduttore, ai sensi della L. n. 392 del 1978, citato art. 79.
Ed invero, premesso che la fattispecie in esame è caratterizzata dalla circostanza, pacifica tra le parti, che nel rapporto di locazione in corso tra il B., conduttore, ed il Ba., locatore, sia subentrata ex lege, a far data dal 6.2.97, la moglie del B. medesimo in conseguenza dell’assegnazione a suo favore della casa coniugale in sede di separazione personale, e che trattasi di un caso che è privo di precedenti specifici nella giurisprudenza di questa Corte, si rileva che le soluzioni astrattamente prospettabili in materia sono tre:
1) il semestre L. n. 392 del 1978, ex art. 79 decorre – come sostiene la sentenza impugnata – dalla pronuncia sulla separazione personale di coniugi, perchè è in questo momento che al coniuge originariamente titolare del contratto subentra l’altro coniuge, assegnatario, mentre nell’ipotesi in questione deve escludersi la possibilità, da parte dell’originario conduttore, di un effettivo rilascio dell’immobile, se non nel senso figurato che più avanti verrà precisato;
L’ultima tesi va senz’altro esclusa, in quanto, in caso della sua adozione, resterebbe di fatto abrogata la decadenza sancita dalla L. n. 392 del 1978, art. 79, comma 2.
Orbene, come ha correttamente rilevato la Corte di merito, se è indubbiamente vero che la locuzione ®riconsegna”, utilizzata nell’art. 79 per indicare il momento iniziale del termine semestrale, va normalmente interpretata nel senso che tale dies a quo coincide con quello in cui l’immobile in locazione viene rilasciato dal conduttore e posto in concreto nella disponibilità effettiva del locatore, è altrettanto vero che siffatta interpretazione non può non tenere conto anche di quelle controversie in cui, per le ragioni più svariate, si fosse resa necessaria la distinzione tra cessazione del rapporto di locazione e concreta riconsegna dell’immobile, intesa quest’ultima quale obbligo autonomo, a volte anche di non semplice esecuzione, che può richiedere la cooperazione stessa del locatore.
E’ ovvio, infatti, che in questi casi, allo scopo in particolare di impedire che l’inizio della decorrenza del semestre possa essere anticipato ad un momento in cui ancora permanga la detenzione del bene da parte del conduttore, la giurisprudenza di questa C.S. abbia privilegiato una interpretazione della norma della L. n. 392 del 1978, art. 79 che sia strettamente vincolata al dato testuale.
E’ però altrettanto comprensibile che, laddove debba escludersi un rilievo autonomo della riconsegna dell’immobile rispetto alla cessazione del rapporto di locazione, nel senso cioè che la prima resta completamente assorbita nella seconda per quanto attiene alla sua tipica funzione, il termine di decadenza allora non può che farsi decorrere dal momento stesso della cessazione del rapporto.
In tale ambito deve farsi rientrare appunto il caso della successione del coniuge separato nella posizione di conduttore della casa coniugale, ai sensi della L. n. 392 del 1978, art. 6, allorquando quest’ultima gli sia stata assegnata dal giudice in sede di separazione personale, in quanto è pacifico che si sia con ciò realizzata un’ipotesi di cessione ex lege del contratto a favore del coniuge assegnatario “con la conseguenza che il rapporto in capo al coniuge originario conduttore si estingue e non è più suscettibile di reviviscenza neppure nell’ipotesi in cui la cosa locata venga abbandonata dal coniuge separato, nuovo conduttore” (v. Cass. n. 10890/1993).
E’ comunque innegabile che, nel caso di successione nel contratto di locazione L. n. 392 del 1978, ex art. 6, nel momento in cui il coniuge separato ed assegnatario della casa coniugale sia subentrato nel contratto di locazione in sostituzione del coniuge, precedentemente titolare ex latere conductoris, si sia verificata una sorta di riconsegna (in senso del tutto figurativo e virtuale) dell’immobile al locatore da parte del vecchio conduttore, con contestuale consegna della cosa locata (sempre nel senso figurativo sopra specificato) al nuovo conduttore.
Deve, dunque, ritenersi che, coerentemente con le ragioni sistematiche sopra evidenziate, nel caso di specie la Corte di merito abbia correttamente ritenuto che il provvedimento di omologazione della separazione consensuale dei coniugi B.- L., emesso in data 5.2.97 dal Tribunale di Bergamo, abbia estinto definitivamente il rapporto di locazione in capo al B. medesimo e che quest’ultimo abbia da quel momento perduto la qualità di conduttore, con la conseguenza che da quella data iniziava a decorrere, per il B., il termine di proponibilità di eventuali azioni per la ripetizione di somme versate per canoni contra legem.
Per completezza di motivazione, si rileva che la validità delle argomentazioni che precedono non resta inficiata dalla considerazione, fatta propria dal primo giudice, che – ove si facesse decorrere il termine di decadenza previsto dalla L. n. 392 del 1978, art. 79 dal subentro di un nuovo conduttore nel contratto di locazione, ai sensi dell’art. 6 della stessa legge – l’esercizio dell’azione di ripetizione da parte dell’ex conduttore avrebbe esposto quello subentrante al rischio di ritorsioni ad opera del locatore, in quanto, come ha giustamente rilevato la Corte di merito, la soluzione della quaestio iuris qui accolta risulta la sola che appaia coerente con l’esigenza primaria di certezza dei rapporti giuridici che è connaturata all’istituto stesso della decadenza e postula una sua preminenza rispetto all’altra esigenza, pur essa legittima, che investe la tutela del contraente più debole nel contratto di locazione ed era stata ritenuta più cogente dal giudice di prime cure.
Così deciso in Roma, il 27 maggio 2008.
Depositato in Cancelleria il 17 luglio 2008.

References: Sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 79
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 art. 79
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 art. 79
 art. 79
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 art. 79
 art. 79
 art. 6
 Cass. 
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