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Timestamp: 2020-06-03 16:07:56+00:00

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Diritto alla propria immagine - Recht am eigenen Bild - RFT | Filodiritto
Diritto alla propria immagine - Recht am eigenen Bild - RFT
RFT, Tutela all'immagine, Diritto Tedesco
I. Il diritto alla propria immagine - norme costituzionali; II. Privatbereich e Intimbereich; III. Il consenso - quando è necessario; IV. Eccezioni; V. Bildberichterstattung e Wortberichterstattung; VI. Diritto alla personalità e Medienfreiheit; VII. Tutela rafforzata in favore di minori e della famiglia; VIII. Il § 201 a del codice penale; IX. Tutela assoluta; X. Uso e accessibilità a terzi di ripresa illecitamente eseguita; XI. Elemento soggettivo del reato p. e p. dal § 201 a StGB - Antragsdelikt - Confisca facoltativa
Il diritto alla propria immagine è elemento costitutivo del diritto alla personalità (Persönlichkeitsrecht), tutelato dall’articolo 2, comma 1, del Grundgesetz (GG=Costituzione federale). Si parla in proposito anche di integrità della personalità (Integrität der Persönlichkeit). La norma costituzionale ora menzionata garantisce “das Sein der Person” (l’essere della persona), in contrapposizione al “Tun” (al fare). L’articolo 2, comma 1, GG, adempie un’Abwehrfunktion, una funzione di difesa, non soltanto contro Persönlichkeitsverletzungen durch Staatsorgane (violazioni della personalità da parte di organi dello Stato), ma anche contro violazioni della personalità poste in essere da privati. Anche questa garanzia incombe allo Stato e si parla in proposito di “mittelbarer Drittwirkung”, che è, anch’essa, di particolare importanza.
L’armatura normativa, come è stato osservato, inchioda tutti gli ambiti della nostra vita pubblica e privata. Nel caso della libertà d’informazione, il suo effetto può essere nefasto. Un’informazione addomesticata è in realtà un’informazione negata. Il pluralismo va garantito con una severa disciplina. Senza regole, la libertà non può attecchire, perché gira subito in “licenza” e la “licenza” in prepotenza, autoritarismo, arbitrio. La reazione giudiziaria contro la carta stampata - come pure contro i media inventati nell’ultimo ventennio del secolo passato - suona sempre come un’intimidazione perché la stampa, in uno Stato democratico, è, e deve restare, il cane da guardia dell’opinione pubblica.
L’allgemeine Persönlichkeitsrecht, secondo la Corte costituzionale federale - BVerfGE 54, 148 (153) - è comprensivo del diritto “auf Respektierung der Privatsphäre” (rispetto della sfera privata) del singolo. Fonte normativa primaria, secondo il BVerfGE, oltre all’articolo 2, comma 1, GG, è anche l’articolo 1, comma 1, della Costituzione federale che garantisce il libero sviluppo della personalità e la dignità di chiunque. A tal fine viene tutelata la sfera privata intesa in senso stretto, “die engere, persönliche Lebensphäre vor besonders intensiven Eingriffen in das Recht am eigenen Bild” (da “interventi” particolarmente intensi sul diritto alla propria immagine). L’allgemeine Persönlichkeitsrecht viene anche indicato come unbenanntes Freiheitsrecht che assicura sfere particolarmente degne di tutela contro “intrusioni” dall’esterno; garantisce il Persönlichkeitsschutz, nel novero del quale rientra anche “das Recht am eigenen Bild, die Selbstdarstellung des Einzelnen in der Öffentlichkeit, das Verfügungsrecht über öffentliche Darstellungen der eigenen Person“ (BVerfGE 35, 202 (220)).
Nell’ambito della Privatsphäre va operata la distinzione tra Privatbereich e Intimbereich. Mentre quest’ultimo è tutelato in modo assoluto, immagini e informazioni relative al primo possono essere diffuse soltanto qualora sussista un “berechtigtes Informationsinteresse” (BVerfGE 97, 391, 403 ff). Riprese fotografiche, video o cinematografiche di persone che ricoprono cariche pubbliche, sono legittime, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, GG, se ed in quanto soddisfano un allgemeines Informationsinteresse; in altre parole, rientrano nella c.d. Informationsfreiheit, a condizione che non si riferiscano al c.d. höchstpersönlichen Lebensbereich. In quest’ultimo caso la pubblicazione comporta l’obbligo al risarcimento dei danni. A decorrere dal 2004, è sanzionata penalmente (§201 a StGB) l’effettuazione di riprese fotografiche, video o cinematografiche, l’uso delle stesse, il renderle accessibili a terzi, qualora si riferiscano al c.d. höchstpersönlichen Lebensbereich. Per quest’ultimo s’intende l’abitazione, ma anche altri ambienti tutelati da “sguardi indiscreti” (p. es. un giardino circondato da una siepe fitta). In questi casi lo “Schutz der Intimsphäre prevale sulla Medienfreiheit”.
Diffusione e pubblicazione di riprese fotografiche o video sono lecite - in linea di principio - soltanto con il consenso di chi è oggetto della ripresa. Quando le riprese hanno per oggetto minori, occorre il consenso di chi è investito della potestà genitoriale. Inoltre va osservato che tale consenso, una volta che la persona di minore età abbia raggiunto l’età di 14 anni, non è più sufficiente, occorrendo, in tal caso, anche la Zustimmung del minore stesso.
Il consenso, non necessariamente, deve essere manifestato in forma espressa. Vi è anche la “stillschweigende oder konkludente Einwilligung”. Chi, per esempio, è ripreso, rispondendo alle domande di un giornalista, presta tacitamente il consenso che le riprese effettuate siano trasmesse. La stessa cosa vale per chi “posta” la propria fotografia per esempio su “Facebook”. Non è invece ravvisabile Einwilligung, qualora la persona ripresa non si renda conto di essere fotografata o “filmata”. In questi casi, alla pubblicazione delle riprese ci si può opporre, ricorrendo al disposto dei §§ 119 e segg. BGB (Cod. civ.). L’onere della prova dell’avvenuto consenso incombe a chi procede alla pubblicazione o comunque all’utilizzazione della ripresa, salvo che alla persona oggetto della ripresa sia stato corrisposto un compenso. In tal caso “gilt die Einwilligung im Zweifel als erteilt”.
Dopo la morte della persona oggetto della ripresa, è richiesto il consenso dei congiunti, se la pubblicazione avviene prima che siano trascorsi dieci anni dalla data del decesso.
Il principio secondo il quale le riprese possono essere pubblicate soltanto con il consenso di chi è stato oggetto della ripresa, soffre un’eccezione anche quando si tratta di “absolute Personen der Zeitgeschichte” (quali sono esponenti della politica, dello spettacolo, scienziati, scrittori). Queste persone, fino al 2004, dovevano “tollerare” la pubblicazione delle riprese (si parlava in proposito di “Bildnisse aus dem Bereich der Zeitgeschichte”), senza che fosse necessario il loro consenso, ravvisandosi “ein absolutes Informationsinteresse der Allgemeinheit”, fatta eccezione però per le pubblicazioni a fini commerciali oppure se la ripresa si riferiva alla sfera (strettamente) privata di queste persone. A seguito della nota sentenza del 2004 della Corte europea dei diritti dell’uomo, si è riscontrato un mutamento della giurisprudenza del BGH, nel senso che ai fini della liceità della pubblicazione di riprese aventi per oggetto “absolute Personen des Zeitgeschehens”, non è sufficiente che le riprese siano state eseguite in luoghi comunemente accessibili (“allgemein zugängliche Orte”), occorrendo altresi’ che la pubblicazione delle riprese (nonché di eventuali articoli esplicativi) sia di interesse pubblico (“von allgemeinem Interesse”); interesse che sussiste quando per esempio un esponente della politica viene ritratto in occasione dell’esercizio delle proprie funzioni, ma non quando si tratta di attività ”private”. In questi casi potrà eventualmente esserci un interesse meramente economico (“ein rein wirtschaftliches Interesse”) delle case editrici alla pubblicazione (e alla vendita di un elevato numero di copie), ma non un interesse pubblico, per cui prevale il Persönlichkeitsschutz.
Il principio di cui sopra subisce un’altra eccezione se la ripresa è fatta in occasione di “Ereignisse von zeitgeschichtlicher Bedeutung”, anche se in tal caso, ai fini della liceità della pubblicazione e della diffusione, si deve tenere conto pure del testo esplicativo; occorre, in altre parole, una “Gesamtbetrachtung der Berichterstattung”. Un interesse contrario alla pubblicazione (“gegenläufiges Interesse”), nel caso ora esposto, può sussistere, se la persona è stata ripresa in una situazione imbarazzante. In tal caso “hat das Persönlichkeitsrecht einen gößeren Stellenwert, als das Veröffentlichungsinteresse”.
È da notare che il concetto di “zeitgeschichtlicher Ereignisse” viene interpretato estensivamente. Nello stesso sono compresi non soltanto fatti di rilevanza epocale (o storica), ma pure avvenimenti di carattere locale, qualora possa dirsi che gli stessi “beanspruchen das öffentliche Interesse”. Nel bilanciamento tra “Informationsinteresse der Öffentlichkeit und Schutz der Privatsphäre”, è di importanza notevole (se non decisiva) l’“Informationswert für die Öffentlichkeit” (la rilevanza della pubblicazione per l’opinione pubblica e la formazione della stessa). Quanto maggiore è l’Informationswert, tanto più circoscritti sono i limiti posti a tutela del Persönlichkeitsrecht. Altro elemento di cui va tenuto conto in sede di bilanciamento degli interessi contrastanti, è il grado di notorietà della persona ripresa.
Per quanto concerne la pubblicazione di immagini relative ad attività ”private” di un esponente politico, la stessa può ritenersi - in via di eccezione - lecita, se la pubblicazione “dient der demokratischen Transparenz und Kontrolle”.
Posto che la B i l d berichterstattung può essere più lesiva dei diritti della personalità rispetto alla W o r t- berichterstattung, l’illiceità della Bildberichterstattung non deve necessariamente essere equivalente alla Wortberichterstattaung. L’allgemeine Persönlichkeitsrecht, secondo la Corte costituzionale federale, non può essere inteso nel senso di un diritto “in gewählter Anonymität zu bleiben” di chi, volontariamente, si espone alla “Medienöffentlichkeit”; in questo caso “ist damit zu rechnen, dass er Gegenstand der Berichterstattung wird”. In altre parole, la persona deve “mettere in conto” che sarà oggetto del diritto di cronaca almeno mediante Wortberichterstattung.
Qualora la pubblicazione di immagini sia accompagnata da Wortberichtersattung, ai fini della liceità della pubblicazione si deve tenere conto delle modalità, con le quali entrambe vengono “presentate” all’opinione pubblica.
“Der das Bild begleitende Text” non deve essere il mero pretesto (nel qual caso si parla di „vorgeschobener Wortberichterstattung, ohne legitimierender Wirkung“) per la pubblicazione di immagini di un “personaggio pubblico”, ma deve essere rilevante per la “öffentlichen Meinungsbildung”. Altro criterio valutativo importante è 1) se le riprese sono state eseguite a seguito di “beharrlicher Nachstellungen” (vale a dire, se il “reporter”, per un periodo di tempo rilevante, è stato alle “calcagna” del personaggio pubblico), 2) se le fotografie sono state scattate di nascosto oppure 3) in un momento di “relax”, nel quale non era da aspettarsi che fossero eseguite riprese.
Da quanto ora esposto, può dirsi - conclusivamente - che i criteri da tenere presente in sede di bilanciamento tra Persönlichkeitsrechte e Medienfreiheit nonché ai fini della liceità delle pubblicazioni di immagini, sono: 1) notorietà della persona, 2) contenuto di quanto viene riferito, attinente, p. es., ad avvenimenti pubblici, compimento di atti inerenti ad una carica pubblica) 3) intensità, nella quale le notizie sono suscettibili di influire sui diritti della personalità, 4) grado di rilevanza dell’interesse pubblico alla pubblicazione, 5) modalità di “presentazione”, 6) “freiwilliger Schritt des Abgebildeten aus der zu Recht geschützten Anonymität”, vale a dire, se la persona, volontariamente, compare in occasione di un avvenimento pubblico (p. es. di una ricorrenza, festa).
Criteri di valutazione piuttosto stringenti - e severi - sono stati adottati dalla Corte costituzionale federale (BVerfGE) in materia di pubblicazione di riprese fotografiche e video, che hanno per oggetto congiunti (in particolare figli) dei c.d. personaggi pubblici. La Corte di Karlsruhe, nell’assicurare un verstärkten Persönlichkeitsschutz, una tutela rafforzata della personalità, si richiama, costantemente, all’articolo 6 del Grundgesetz (GG=Costituzione federale). Prevede, infatti, il comma 1 di quest’articolo, che “Ehe und Familie stehen unter dem besonderen Schutz der staatlichen Ordnung” (il matrimonio e la famiglia fruiscono di una particolare tutela da parte dell’ordinamento statale). L’articolo 6 GG contiene un “Grundrecht” e anche “eine wertentscheidende Grundsatznorm“ (BVerfGE 62, 323/329 e 80, 81 (92f)). La tutela della famiglia è inoltre considerata un Gesetzgebungsauftrag per il legislatore della RFT.
La particolare tutela dei minori è giustificata in quanto “Kinder können durch das Interesse der Medien besonders leicht verletzt werden”. Per questo motivo, la tutela contro “ungewollte Aufnahmen”, accordata ai minori, è molto più ampia rispetto a quella degli adulti, anche se sono questi ultimi ad accompagnare i loro figli.
È stato detto: “Der Schutz der Familie gegenüber journalistischen Zugriffen” deve essere riconosciuto anche ai c.d. personaggi pubblici; ciò al fine di salvaguardare il loro Privatleben, la loro vita privata.
Sopra abbiamo accennato al fatto che il diritto alla propria immagine è tutelato anche penalmente.
Il § 201 a StGB (CP), inserito, nel 2004, nel codice penale della RFT per effetto del 36.mo Strafrechtänderungsgesetz, è intitolato: ”Verletzung des höchstpersönlichen Lebensbereichs durch Bildaufnahmen” e configura un abstraktes Gefährdungsdelikt (delitto di pericolo astratto). È punito con pena detentiva fino ad un anno o con pena pecuniaria, chiunque esegue o trasmette riprese fotografiche o video di un’altra persona che si trova in un’abitazione o in un vano particolarmente protetto dalla visibilità dall’esterno, qualora in tal modo venga violata la sfera di intimità della persona raffigurata. Con questa norma, il legislatore ha voluto sottoporre a sanzione penale - al pari della “Verletzung der Vertraulichkeit des Wortes” di cui al precedente § 201 StGB - la violazione del Rechtsgut des h ö c h s t persönlichen Lebensbereiches, des unangetasteten Kernbereiches privater Lebensführung. Il legislatore ha voluto altresì reagire all’evoluzione della tecnica (in particolare della videotecnica) che consente l’effettuazione di riprese con apparecchi alla portata economica presso che di chiunque nonché riprese relativamente nitide da elevata distanza, rendendo possibile riprese fotografiche e video anche con invio istantaneo delle riprese stesse, le quali, una volta immesse nel circuito Internet, hanno una diffusibilitá difficilmente da controllare.
L’abitazione (“Wohnung”) fruisce di una tutela assoluta nel senso che non devono esservi ripari appositi per “difendersi” da Aufnahmen provenienti dall’esterno; pertanto il reato de quo è configurabile, anche se la ripresa fotografica (o mediante video) viene effettuata attraverso una finestra chiusa. Parimenti sono tutelati vani accessori quali corridoi, soffitte e cantina. I giardini, soltanto se vi sono ”ripari" tali da impedire la visuale completamente (“völliger Sichtschutz”). Va rilevato che Sichtschutz non necessariamente deve avere stabilità, ma può anche essere soltanto provvisorio.
Equiparate, ai fini della tutela di cui al § 201 a StGB, sono le camere d’albergo, le roulotte, le tende. Non integrano la fattispecie di cui al § 201 a StGB fotografie o videoriprese effettuate in un giardino visibile dall’esterno, anche se è stato apposto un cartello di divieto.
Integrano il reato de quo non soltanto le riprese fatte contro la volontà espressa (o tacita, nel senso sopra esposto) della persona oggetto dell’Aufnahme, ma anche quelle eseguite senza che la persona fosse stata consapevole del fatto che fosse ripresa. Anche in questo caso sussiste la c.d. Unbefugtheit.
Il comma 2 del § 201 a StGB equipara all’Herstellung, l’uso di riprese illecitamente eseguite nonché il fatto che le stesse siano rese disponibili a terzi. È da notare che il disposto di cui al § 201 a StGB non è applicabile nei casi in cui una persona si limiti soltanto a “bloßes Beobachten”, a mera osservazione. I commi 1 e 2 del § 201 a StGB costituiscono “unselbstständige Tatalternativen”, per cui è ravvisabile un solo reato qualora venga effettuata - senza un’apprezzabile distanza temporale - una ripresa, poi resa accessibile ad un terzo.
Ai fini dell’integrazione dell’elemento soggettivo del reato di quo, deve sussistere almeno il dolo eventuale (commi 1 e 2); nell’ipotesi di reato di cui al comma 3, è richiesto il dolo diretto, poiché il legislatore ha usato la locuzione “wer…wissentlich..”.
Il reato p. e p. dal § 201 a StGB, che non è punibile a titolo di tentativo, è un Antragsdelikt [1], ma non un Privatklagedelikt [2].
A norma del comma 4 del § 201 a StGB, i supporti cartacei e informatici nonché i mezzi tecnici impiegati (anche da chi ha concorso nel reato) per l’effettuazione delle riprese, possono essere confiscati.
[1] I reinen Antragsdelikte corrispondono a quelli punibili a querela secondo il codice penale italiano; quando si tratta invece di eingeschränkte Antragsdelikte, dipende dal PM - se non è stato proposto Strafantrag,- se intende von der Verfolgung absehen oppure, ravvisando un interesse alla Strafverfolgung, procedere d’ufficio.
[2] Nel caso dei Privatklagedelikte, l’interesse acchè si proceda è della parte lesa e non è ravvisabile - preminentemente - un interesse pubblico an der Strafverfolgung; se però il PM reputa l’esistenza di un pubblico interesse an der Strafverfolgung, è in sua facoltà ”die Strafverfolgung zu übernehmen”.

References: § 201
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 sentenza 
e contrario
 § 201
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