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Timestamp: 2017-01-24 03:18:51+00:00

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⭐SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA. COMUNE DI CATTOLICA cod. NZ 02255
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1 (Allegato 1) SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA ENTE 1) Ente proponente il progetto: COMUNE DI MISANO ADRIATICO (Capofila) COMUNE DI CATTOLICA COMUNE DI BELLARIA-IGEA MARINA COOPERATIVA SOCIALE Il Millepiedi 2) Codice di accreditamento: COMUNE DI MISANO ADRIATICO cod. NZ (Capofila) COMUNE DI CATTOLICA cod. NZ COMUNE DI BELLARIA-IGEA MARINA cod. NZ Cooperativa Sociale Il Millepiedi cod. NZ ) Albo e classe di iscrizione: Regione Emilia Romagna 42 CARATTERISTICHE PROGETTO 4) Titolo del progetto: Più abili ) Settore ed area di intervento del progetto con relativa codifica (vedi allegato 3): Settore: Assistenza Area di intervento: Disabili Codifica: A06 6) Descrizione dell area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili; identificazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: Il presente Progetto rappresenta la prosecuzione di analoghi Progetti realizzati negli anni precedenti. Alla luce delle risultanze degli incontri di monitoraggio realizzati, ed in particolare degli incontri svolti per iniziativa Copresc i giorni e , riproponiamo il Progetto denominato Più abili 2012, aggiornato ed adeguato. Il Progetto coinvolge entrambi i Distretti Sociali della Provincia di Rimini. 6.1 Breve descrizione della situazione di contesto territoriale e dell area di intervento con relativi indicatori rispetto alla situazione di partenza: Il Contesto territoriale di riferimento è la Provincia di Rimini, che conta abitanti al L area di intervento è costituita dalla disabilità. Dal 2000 con la definizione della Classificazione Internazionale del Funzionamento, delle Disabilità e della Salute (ICF) da parte dell Organizzazione Mondiale della Sanità diventa ancora più evidente come la disabilità sia qualcosa che investe tutti noi, nella misura in cui essa viene intesa come la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra la condizione di salute di un individuo, i fattori personali e i fattori ambientali in cui egli vive. Ne consegue che tutti noi disponiamo di abilità e/o disabilità solo in rapporto all ambiente in cui interagiamo. La disabilità non è il problema di un gruppo minoritario all interno della comunità, quanto piuttosto una condizione che ognuno può sperimentare durante la propria vita. Le politiche per la disabilità sono tese a promuovere la piena integrazione in tutti i contesti di vita della persona (vita familiare, sociale, istruzione, lavoro) e a rimuovere gli ostacoli per il raggiungimento di ogni possibile livello di autonomia favorendo le occasioni di3 entrata in relazione e contribuendo ad organizzare contesti che valorizzino la persona e le diano la possibilità di partecipare attivamente. Gli interventi sono orientati inoltre a valorizzare e sostenere la famiglia come risorsa, favorendo le condizioni effettive di sostenibilità delle responsabilità familiari e l inserimento delle famiglie all interno di reti più ampie di sostegno. In base alla lettura dei bisogni emergenti e alle finalità strategiche è possibile individuare alcuni macroambiti progettuali. Per quanto riguarda la tipologia delle disabilità, a livello provinciale la più numerosa è quella della disabilità motoria con persone (1.908 maschi e 524 femmine) seguita da quella psico-sensoriale con persone. I disabili, nella provincia di Rimini, titolari di indennità Inail registrate al risultano (di cui uomini e 760 donne). I cittadini portatori di handicap fisico presi in carico dal servizio disabili adulti dell AUSL Provinciale nel 2010 sono stati A sostegno di questi cittadini, si sono resi necessari 441 inserimenti in strutture assistenziali. La categoria dell handicap psico-sociale e mentale, che comprende cittadini che presentano ritardo mentale e cittadini con efficienza intellettiva al limite della norma (borderline cognitivi) e/o con significative difficoltà di inserimento ed adattamento sociale, rappresenta l ambito all interno del quale opera il Servizio integrato Disagio psico-sociale e Disabilità Mentale dell AUSL provinciale, che ha in carico (nell anno 2013) 742 utenti (617 con disagio mentale e 125 con disagio psico-sociale). In quest ambito, i soggetti inseriti in strutture assistenziali sono stati 340, con l articolazione illustrata dalla seguente tabella:. Le strutture assistenziali per disabili presenti nel territorio interessato sono le seguenti: TIPOLOGIA DI ATTIVITA' Rimini Cattolica Misano Adriatico Bellaria Igea Marina DISABILI - CENTRO SOCIO-RIABILITATIVO DIURNO 7 1 DISABILI - CENTRO SOCIO-RIABILITATIVO RESIDENZIALE 1 Servizio di assistenza domiciliare Il mondo della disabilità è molto variegato ed ha una realtà molto complessa le cui problematiche si differenziano molto da situazione a situazione. Non tutti i soggetti svantaggiati hanno una invalidità certificata o al contempo necessitano di un supporto del Servizio Sanitario Nazionale; ci sono situazioni nelle quali le proprie risorse personali e quelle della propria rete familiare non sono sufficienti a garantire l integrazione nel contesto sociale. L incidenza della disabilità, anche temporanea, rispetto alla popolazione complessiva è stimabile attorno all 1,5%.4 Nei 3 Comuni coprogettanti risiedevano complessivamente (all 1/01/2014) persone, di cui a Cattolica , a Bellaria-Igea Marina ed a Misano Adriatico I soggetti che necessitano di assistenza in tale ambito territoriale sono pertanto stimabili in 742 persone. 6.2 Criticità e/o bisogni relativi agli indicatori riportati al 6.1 CRITICITA /BISOGNI I disabili parzialmente autosufficienti necessitano di sostegno relazionale I disabili scarsamente autosufficienti necessitano di assistenza nelle strutture residenziali INDICATORI MISURABILI Numero di disabili parzialmente autosufficienti residenti nei Comuni di Cattolica, Misano Adriatico e Bellaria Numero di disabili partecipanti ad attività socializzanti: formative, culturali e ricreative Numero di persone inserite nella struttura assistenziali partecipante al Progetto 6.3 Individuazione dei destinatari e dei beneficiari del progetto: destinatari diretti (soggetti o beni pubblici/collettivi favoriti dalla realizzazione del progetto, che costituiscono il target del progetto) I destinatari diretti del Progetto sono: Circa 120 disabili parzialmente autosufficienti residenti nei Comuni coprogettanti ed i 6 utenti della struttura assistenziale; beneficiari indiretti (soggetti favoriti dall impatto del progetto sulla realtà territoriale/area di intervento) Principali beneficiari indiretti sono le famiglie dei disabili assistiti 6.4. Indicazione su altri attori e soggetti presenti ed operanti nel settore e sul territorio Il quadro complessivo delle strutture di servizio rivolte a disabili in ambito provinciale è riassunto nella seguente tabella: TIPOLOGIA DI ATTIVITA' PROVINCIA DISABILI - CENTRO SOCIO-RIABILITATIVO DIURNO 19 DISABILI - CENTRO SOCIO-RIABILITATIVO RESIDENZIALE 4 DISABILI - GRUPPO APPARTAMENTO 2 Parallelamente agli interventi pubblici occorre tenere presente che nell ambito della disabilità, esiste anche la vasta gamma di interventi che vengono effettuati da parte del privato sociale (cooperative sociali e associazioni di volontariato) anche in collaborazione con le Amministrazioni pubbliche, che contribuiscono efficacemente ad implementare la rete dell offerta di servizi, con progetti che riguardano il rafforzamento delle relazioni, il tempo libero, il trasporto, la partecipazione alla vita sociale. 6.5 Soggetto attuatore ed eventuali partners5 Tutti i Comuni della Provincia di Rimini hanno delegato all'azienda USL di Rimini la gestione ed erogazione delle funzioni socio-assistenziali, mediante stipula di accordi ai sensi dell'art. 34 del D.Lgs. n. 267/2000, con i quali vengono individuate le aree di intervento, tipologie e modalità di co-programmazione dei servizi nonché la regolazione dei conseguenti rapporti finanziari. Peraltro, i comuni stessi rimangono referenti essenziali per le situazioni di difficoltà e disabilità temporanea, e destinatari di un numero elevato di richieste di aiuto e sostegno. L'Ufficio Servizi Sociali del Comune di Misano Adriatico rileva annualmente oltre richieste di trasporto gratuito di carattere sanitario e/o sociale che interessano n. 130/140 cittadini disabili o comunque persone svantaggiate o momentaneamente in difficoltà. Nell anno 2014 ha avviato specifiche attività di sostegno a favore di 21 giovani di età compresa tra i 13 e i 25 anni già in carico e/o segnalati dai servizi sociali o da altri soggetti istituzionali. Nel corso degli anni più recenti, come si evidenzia dalla lettura dei bisogni in sede di elaborazione del Piano di Zona triennale, delle aree tematiche individuate ( 1. Responsabilità familiari, infanzia e adolescenza; 2. Immigrazione; 3. Povertà ed esclusione sociale; 4. Giovani e dipendenze) l'area della povertà ed esclusione sociale, che più risente della crisi economica e che investe trasversalmente tutte le aree, è quella che ha richiesto una maggiore attenzione ed impiego di risorse economiche. Gli interventi di sostegno al reddito sono stati integrati con servizi finalizzati a rispondere in maniera più strutturata ai bisogni di tutte le aree ed in particolare: mobilità gratuita garantita (con questo progetto viene svolta una attività di accompagnamento e spostamento con automezzo adeguatamente attrezzato di persone anziane, disabili o comunque svantaggiate economicamente e socialmente per motivi sanitari, per necessità quotidiane o per partecipare ad attività finalizzate alla socializzazione e/o riabilitazione); potenziamento e consolidamento di spazi di aggregazione tesi a favorire la socializzazione (centro di aggregazione per anziani, centro di aggregazione giovanile); attivazione e implementazione di progetti finalizzati all'inclusione sociale di giovani adolescenti già in carico ai servizi sociali per patologie e/o situazioni di fragilità sociale; implementazione delle aree da destinare alla coltivazione ortiva per favorire la socializzazione e le opportunità di relazione di persone anziane e, con la precarizzazione socio-economica delle famiglie a basso reddito, in risposta a bisogni primari di sostentamento; progetti di cittadinanza attiva per la partecipazione attiva di cittadini all'attività della pubblica amministrazione mediante coinvolgimento di soggetti fragili in piccoli interventi manutentivi e di controllo di spazi pubblici; sportello sociale per favorire l'accessibilità e la fruibilità dei servizi supportando adeguatamente gli utenti alle attività offerte dalla rete dei servizi sul territorio; interventi socio-assistenziali di sostegno per l'integrazione scolastica di studenti portatori di handicap. Le attività sopra descritte sono erogate e gestite direttamente dal Comune di Misano Adriatico e non rientrano nelle funzioni trasferite per delega all'azienda USL Rimini. Negli ultimi anni in risposta ai bisogni manifestati dalle famiglie e dai servizi sociali territoriali il Comune di Misano Adriatico ha attivato e implementato un progetto finalizzato a realizzare un ambito di aggregazione per giovani già in carico ai servizi sociali per patologie e/o situazioni di fragilità sociale. I volontari impegnati in questo progetto sono soggetti attivi e propositori di un servizio volto a favorire un sistema di relazioni soddisfacenti attraverso la6 promozione di occasioni di incontro, conoscenza, scambio e dialogo in modo che gli utenti possano sentirsi parte di comunità e di contesti relazionali dove poter agire, scegliere e vedere riconosciuto il proprio ruolo e la propria identità, mediante l attivazione di reti informali già presenti, attivabili o migliorabili sul territorio comunale (centro giovani, centro anziani, biblioteca comunale, associazioni, impianti sportivi, centri culturali, ecc..). Destinatari e parte attiva del progetto sono anche le famiglie coinvolte e i soggetti che rientrano a vario titolo nel contesto degli utenti (insegnanti, assistenti sociali, psicologi, volontari, ecc.). Il Comune di Cattolica, Settore Servizi Sociali concorre, secondo le competenze attribuite dalla normativa di settore, alla creazione di un sistema integrato di servizi e interventi sociali volto a prevenire, eliminare o ridurre le condizioni di bisogno e disagio derivanti da condizioni di inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia, che possono riguardare la persona, intesa nella sua globalità, in tutto il ciclo di vita. Nel rispetto delle funzioni sociali delegate all'azienda U.S.L. di Rimini, il Servizio Politiche Sociali garantisce la realizzazione delle seguenti attività ed interventi: segretariato sociale, mediante la presenza dello Sportello Sociale, servizio di informazione orientamento e consulenza per l'accesso alla rete dei servizi territoriali prevenzione e contrasto del disagio abitativo, favorendo l'accesso all'edilizia residenziale pubblica ed a forme di locazione calmierate, nonché mediante il sostegno e la mediazione abitativa nel mercato libero in favore di soggetti fragili sostegno al reddito e progetti socio-economici finalizzati a rispondere a bisogni primari di soggetti in condizione di disagio sociale (utenze, spesa alimentare, rette scolastiche, rette di ricovero ecc...) ed attività amministrative affini informazione, consulenza e promozione di attività a sostegno delle famiglie e bambini, mediante la presenza sul territorio di un Centro per le Famiglie Per quanto riguarda precisamente l'area della disabilità l'amministrazione Comunale ha attivato i seguenti servizi ed attività: servizio di trasporto sociale rivolto ad anziani e disabili in condizioni di bisogno e/o privi di idonea rete familiare, nonché a soggetti in carico e/o segnalati dai servizi socio-sanitari. Il servizio è finalizzato a facilitare l'utente nell'espletamento di esigenze quotidiane (riscossioni di pensione, visite mediche, rifornimento giornaliero di viveri, visite al cimitero, acquisto farmaci, ecc. ), nonché a favorire l'accesso alle strutture sanitarie, assistenziali, riabilitative, pubbliche o convenzionate, agli uffici ed alle sedi di pubblici servizi. La fruizione del servizio riguarda mediamente n. 8/10 persone al giorno, per trasporti eseguiti prevalentemente entro il territorio provinciale. servizio di pulizia alloggi rivolto ad anziani e disabili adulti, anche attraverso la collaborazione in sede progettuale dei servizi sociali dell'azienda U.S.L., che coinvolge attualmente n. 4/5 utenti con cadenza settimanale, per un totale di n. 400 ore annue. inserimenti lavorativi in favore di soggetti svantaggiati e/o lavori socialmente utili, in collaborazione con i servizi sociali dell'azienda U.S.L. e con i soggetti del terzo settore, che coinvolgono ogni anno mediamente n. 6/7 soggetti con disabilità fisica e/o psichica, in attività di supporto alle funzioni svolte dai servizi ed uffici pubblici locali. contributi a sostegno del reddito, esoneri e/o riduzioni delle rette relative a servizi e strutture socio-educative, nonché l'esenzione, per le fasce di reddito più disagiate, dal pagamento della T.a.r.i.7 Per quanto attiene la sfera relativa alla socializzazione, le principali attività in favore dell'utenza disabile, organizzate dall Amministrazione Comunale, riguardano la collaborazione con l'associazione Il Pellicano, che si occupa di gestire un centro diurno per disabili adulti finalizzato all'attivazione di attività ludiche, ricreative, sportive e culturali. L'Amministrazione Comunale realizza inoltre attività trasversali alle aree anziani/disabili adulti, attraverso l'organizzazione di soggiorni climatici e montani, la gestione degli orti comunali e la collaborazione con il centro sociale ricreativo gestito dall Associazione Vici- Giovannini. Nel Comune di Bellaria Igea Marina sono presenti in varie percentuali diverse tipologie di disabilità tra cui: plurihandicap, handicap psichico, fisico e infine l handicap sensoriale. Il plurihandicap conduce ad una particolare criticità nella programmazione e progettazione delle azioni e servizi, mentre la disabilità fisica e sensoriale può essere in genere affrontata attraverso la rimozione di ostacoli prevalentemente fisici e strutturali. La lettura di questo ma anche degli altri dati permette di evidenziare quanto sia difficile e impegnativo progettare in tale ambito e quanto deve essere diffusa la responsabilità e l impegno per pensare azioni ed interventi in grado di contrastare tutti i tipi di handicap. L indicazione che ne deriva è che sarebbero necessari dei progetti individualizzati ed interventi estremamente differenziati per rispondere adeguatamente alle numerose variabili quali tipologia, intensità del problema, età, impatto di genere. Considerato che le persone con disabilità risultano maggiormente esposte al rischio di isolamento ed esclusione sociale o comunque sono soggette a grandi difficoltà nell accedere ai servizi posti in essere sul territorio e che il tempo libero rischia di rappresentare un ulteriore contesto di emarginazione poiché al di fuori delle agenzie istituzionali, quali la scuola ed i centri di aggregazione giovanile, pochi sono i luoghi (intesi come ambiti fisici e non solo) con caratteristiche idonee alla piena partecipazione della persona disabile, l area disabilità ha scelto di investire in modo particolare nell ampliamento e qualificazione dei progetti di comunità. Descriviamo in sintesi i servizi attuali a favore delle persone diversamente abili e le attività riconducibili al raggiungimento degli obiettivi di benessere. Le strutture residenziali e semiresidenziali presenti sul territorio sono destinate non solo alla cura e all assistenza della persona ma anche alle attività di socializzazione e al mantenimento della capacità residue oltreché essere di supporto alle famiglie. Domiciliarità: I servizi tesi al mantenimento della dimensione della domiciliarità sono: Assistenza domiciliare Il Servizio è gestito dai servizi sociali delegati dell Az.USL La tipologia delle prestazioni sinteticamente si riassume in: - Cura della persona e dell ambiente di vita - cura dei rapporti con i familiari, con i medici curanti e con gli altri operatori coinvolti nell attuazione del progetto individuale di aiuto - promozione della vita sociale, - supporto alla famiglia. Assistenza domiciliare leggera Il Servizio ha come obiettivo l'attivazione di interventi assistenziali a carattere "leggero", che cioè non comportano specifiche competenze professionali e si connotano come alternativi o integrativi di percorsi assistenziali specifici. Tale servizio è erogato con la collaborazione d i varie associazioni. La tipologia delle prestazioni sinteticamente si riassume in piccole azioni di aiuto alla vita quotidiana ad integrazione e supporto del servizio di assistenza domiciliare: - consegna farmaci e spesa a domicilio - accompagnamento a visite sanitarie ed altro - espletamento pratiche burocratiche. Assistenza domiciliare indiretta8 L assistenza domiciliare indiretta consiste nell erogazione di contributi economici finalizzati ad integrare le risorse personali o familiari per il pagamento di una assistenza privata. Anche in questo caso l intervento si colloca all interno di un progetto di assistenza individualizzato. Mobilità e accessibilità dell ambiente: attraverso servizi di trasporto sociale e contributi per l eliminazione delle barriere architettoniche. Trasporti sociali sono effettuati tramite taxi, coop., i volontari di Servizio Civile e i diversi soggetti del Terzo settore disponibili sul territorio coordinati dall Ufficio Servizi Sociali e sono finalizzati a sostenere l autonomia e l integrazione della persona nel territorio. Nella maggior parte dei casi gli interventi sono finalizzati all accompagnamento ai centri diurni e alle strutture scolastiche e all accompagnamento per visite sanitarie. Eliminazione delle barriere architettoniche in edifici privati e nell edilizia residenziale pubblica in base alla normativa regionale. Servizi socio-educativi Assistenza specialistica scolastica Servizio per l integrazione in ambito scolastico, di sostegno educativo e relazionale, di aiuto personale e accompagnamento al singolo e alla famiglia, oltre che di interlocuzione e confronto collaborativo con gli operatori della scuola. Educativa domiciliare Interventi socio-educativi generalmente rivolti a bambini e a giovani, finalizzati a favorire l autonomia personale e l integrazione sociale, a sollecitare l espressione delle capacità individuali e ad affrontare/superare difficoltà e ostacoli nella dimensione intra e interpersonale. Educativa domiciliare indiretta Erogazione di contributi economici finalizzati ad integrare le risorse familiari per il pagamento di una assistenza privata. Anche in questo caso l intervento si colloca all interno di un progetto individualizzato. Inclusione sociale e lavorativa Inserimenti socio-occupazionali e socio-terapeutici Interventi per favorire l inserimento delle persone disabili nella realtà occupazionale/lavorativa attraverso percorsi personalizzati e mirati in raccordo con gli istituti scolastici, il centro per l impiego e le cooperative sociali di tipo B. Questi interventi sono realizzati attraverso un apposito progetto che ambisce a creare un unico contenitore nel quale ricondurre tutte le azioni e le iniziative che riguardano l integrazione socio-lavorativa nelle sue varie forme: inserimenti socio-assistenziali, socio-terapeutici, socio-lavorativi, e orientamento e/o accompagnamento nei circuiti di accesso a queste opportunità. Tempo libero e socializzazione L ambito del tempo libero si snoda su più piani: dallo sport, al teatro accessibile. L area disabilità risponde ai bisogni di qualità del tempo libero e di partecipazione alle dimensione del gruppo attraverso il sostegno a progetti avviati da associazioni di volontariato esistenti sul territorio. Le attività educative di gruppo rappresentano un settore particolarmente importante e qualificante all interno della programmazione del Servizio Sociale. Nella direzione di costruire occasioni stabili di relazione che possano punteggiare la quotidianità delle persone ed essere significativamente attese e vissute sia dalle persone disabili che dalle loro famiglie, i progetti di comunità rappresentano opportunità per favorire la socializzazione, l educazione e l integrazione delle persone con disabilità accompagnandole in percorsi che, facendo presa sugli interessi e bisogni dei singoli, superino la dimensione individuale e portino alla valorizzazione e condivisione di attività ed esperienze nella dimensione di gruppo. Questi progetti rappresentano inoltre l occasione di crescita del territorio come rete di sostegno e di opportunità per la comunità in generale.9 Progetto teatrale: Realizzato in collaborazione con associazioni di volontariato e promozione sociale prevede laboratori di canto, teatro e uscite con l allestimento finale di uno spettacolo/musical i cui attori sono ragazzi sia disabili che normodotati. Attività estive Rivolte ai bambini e agli adolescenti disabili generalmente inseriti nei progetti educativi realizzati in ambito educativo durante il periodo di chiusura della scuola. L ottica in cui si progetta è quella di costruire reti di sostegno che leghino le famiglie, la comunità locale e tutti i soggetti presenti attorno ad un progetto di realizzazione esistenziale della persona che vada a colmare vuoti relazionali e interstizi strutturali in cui spesso si inserisce il disagio. L integrazione con tutti i soggetti del territorio e fra tutti i servizi capaci di incidere sulla qualità della vita sono principi guida dell operatività insieme alla costante attenzione alla centralità della persona che in questo ambito viene accompagnata in tutto il suo ciclo vitale - dalla nascita fino alla soglia dell anzianità. La complessità dei bisogni espressi dalla persona disabile conduce ad una presa in carico attraverso equipe multi professionali che valutano i bisogni espressi e latenti e costruiscono con e per la persona i progetti individualizzati di intervento. I principali luoghi dell integrazione professionale, nei quali l operatore del servizio sociale coprogetta insieme ad altri soggetti, sono: Servizio Sociale, Neuropsichiatria infantile, psicologia, terapisti della riabilitazione ove coinvolti; Servizio Sociale, psicologia, psichiatria e altri specialisti quando necessari; Infermiere coordinatore, fisioterapista, medico di medicina generale dell assistito, medico del distretto e altri specialisti quando necessari; Gruppo di lavoro di istituto sul caso; Servizio Sociale, Referente, docenti della classe in cui è inserito l alunno e genitori. Tale gruppo lavora alla stesura dei progetti educativi individualizzati per l integrazione in ambito scolastico: Raccordo con la Salute Mentale Adulti per gli interventi rivolti a persone con disagio psichico. Il lavoro di potenziamento delle capacità della comunità di prendersi cura di se stessa si esprime nell impegno e nella ricerca di collaborazione e di integrazione tra Istituzioni, Servizi Sociali e Sanitari, Terzo settore per offrire risposte non frammentate e che affrontino globalmente i bisogni e le aspettative di ogni cittadino. Nel territorio provinciale sono presenti diversi soggetti (privati, associazioni di famiglie, associazioni di volontariato, cooperative sociali, enti di promozione sociale) che svolgono azioni a favore delle persone disabili e non solo, con cui l Ufficio Servizi Sociali cerca costantemente di strutturare e rendere organica la collaborazione in un ottica di concertazione e di attenzione condivisa. Cooperativa Sociale Il Millepiedi La cooperativa Il Millepiedi è sorta nel 1988 grazie ad alcuni volontari provenienti dall AGESCI, con l intento di rendere maggiormente efficace e visibile un servizio avente carattere di utilità sociale. Ha svolto nei primi anni attività rivolte soprattutto ai minori. Dal febbraio 1996, trasformatasi in Cooperativa Sociale, la cooperativa Il Millepiedi ha incentivato e sviluppato notevolmente il proprio intervento promuovendo e fornendo servizi sociali, educativi e ricreativi rivolti a fasce deboli della popolazione: minori, anziani, disabili. La cooperativa sociale Il Millepiedi si propone di erogare servizi tesi al continuo miglioramento della qualità della vita delle persone in situazione di bisogno, disagio e svantaggio sociale e nel contempo al miglioramento del contesto sociale e culturale in cui opera, il tutto a partire da un attenta e mirata lettura delle esigenze del territorio. Il Gruppo Appartamento Casa Macanno: La struttura interessata al presente Progetto è una casa colonica ristrutturata situata nella primissima periferia della città capoluogo, completamente immersa nel verde della campagna riminese. Disposta su due piani è in10 grado di ospitare sei persone in condizione di lunga permanenza ed ha la possibilità di ospitarne una a settimana per situazioni di emergenza. Dispone di un ampia area verde attrezzata con giochi, zone alberate, campi sportivi, attività con animali da fattoria, percorso natura usufruibili da gruppi di bambini, adolescenti, giovani e famiglie del quartiere. Il Servizio è rivolto principalmente ad adulti con deficit psichici o sensoriali in forma stabilizzata, con discreta autonomia ed autosufficienza, possibilmente inseriti in un contesto lavorativo, con buone abilità cognitive; inoltre a persone con problematiche sociali (povertà, immigrazione, dipendenza da alcool o altre sostanze, ecc.). Gli ospiti sono inviati dal servizio Handicap Adulto dell Ausl di Rimini. L équipe del Gruppo Appartamento è composta da 4 educatori, di cui un responsabile di struttura ( che svolgerà il ruolo di OLP), tutti ruotano secondo una turnazione settimanale fissa che garantisce la presenza per tutta la giornata fino alle La figura del responsabile di struttura è garante della funzionalità, dell efficienza della struttura e della capacità di risposta adeguata alle esigenze che sorgono dai diversi referenti interni (ospiti, operatori) ed esterni (famiglie, servizi sociali, territorio, ecc.). All interno del monte ore settimanale è inserita la riunione di equipe degli educatori a cui partecipa anche il coordinatore dei Gruppi Appartamento della Cooperativa Il Millepiedi. Il coordinatore ha la responsabilità della gestione del servizio, assicura il coordinamento degli interventi educativi e delle attività applicando e facilitando la realizzazione delle decisioni dell equipe. E il punto di riferimento organizzativo per gli enti esterni. Gli educatori della comunità residenziale si avvalgono di un supervisore esterno alla comunità con competenze pedagogiche o psicologiche o neuropsichiatriche che si rapporta al gruppo di lavoro della comunità con cadenza almeno bimestrale. Il Gruppo Appartamento ospita 6 persone. Tutti gli ospiti sono segnalati dal SERT, disabilità fisica Handicap Adulto con discreta autonomia ed discrete abilità cognitive; hanno tutti deficit psichici o fisici con percentuale di invalidità certificata che varia dal 46% al 100%. Il servizio è aperto anche a persone con problematiche sociali (povertà, dipendenza da alcool o altre sostanze, immigrazione, ecc.). Partners: Il Progetto usufruisce della partnership del Coordinamento degli Enti di Servizio Civile della Provincia di Rimini (COPRESC), cod.fisc che ne sostiene la realizzazione attraverso attività di promozione ed informazione nei confronti dei giovani, anche attraverso un programma di incontri con gli studenti degli Istituti Medi Superiori e dell Università. Usufruisce inoltre del sostegno dei partners CONAD Rio Agina s.n.c., che rende disponibili beni di consumo e della Coop. Luce sul Mare Soc. Coop Sociale a r.l., che rende disponibili spazi, sale riunioni e mezzi di trasporto. 7) OBIETTIVI DEL PROGETTO: Il presente Progetto rappresenta la prosecuzione di analoghi Progetti realizzati negli anni precedenti. Alla luce delle risultanze degli incontri di monitoraggio realizzati, ed in particolare degli incontri svolti per iniziativa Copresc i giorni e , riproponiamo il Progetto denominato Più abili 2012, aggiornato ed adeguato.11 7.1 Gli obiettivi di cambiamento generati dalle criticità e bisogni indicati nel 6.2: CRITICITA /BISOGNI I disabili parzialmente autosufficienti necessitano di sostegno relazionale I disabili scarsamente autosufficienti necessitano di assistenza nelle strutture residenziali OBIETTIVI 1.1 Fornire servizi relazionali personalizzati a domicilio 1.2 Fornire opportunità di socializzazione sul territorio 1.3 Trasporto su mezzi attrezzati 2 Fornire assistenza, compagnia, socializzazione nel Gruppo Appartamento 7.2 Gli obiettivi sopra indicati con gli indicatori del 6.2 alla conclusione del progetto OBIETTIVO 1.1 Fornire servizi relazionali personalizzati a domicilio 1.2 Fornire opportunità di socializzazione sul territorio INDICATORI Numero disabili aiutati a domicilio Numero di disabili partecipanti ad attività formative, culturali, ricreative 1.3 Trasporto su mezzi attrezzati Numero disabili autotrasportati Numero trasporti realizzati 2. Fornire assistenza, compagnia, socializzazione nel Gruppo Appartamento Numero disabili scarsamente autosufficienti assistiti nel Gruppo Appartamento 7.3 Il confronto fra situazione di partenza e obiettivi di arrivo INDICATORI ex ANTE Ex POST Numero disabili aiutati a 0 40 utenti domicilio Numero di disabili partecipanti 40 utenti ad attività formative, culturali, ricreative Numero disabili autotrasportati 0 40 utenti Numero trasporti realizzati 500 trasporti/anno Numero disabili scarsamente autosufficienti assistiti nel Gruppo appartamento 0 6 utenti12 8) DESCRIZIONE DEL PROGETTO E TIPOLOGIA DELL INTERVENTO CHE DEFINISCA IN MODO PUNTUALE LE ATTIVITÀ PREVISTE DAL PROGETTO CON PARTICOLARE RIFERIMENTO A QUELLE DEI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE NAZIONALE, NONCHÉ LE RISORSE UMANE DAL PUNTO DI VISTA SIA QUALITATIVO CHE QUANTITATIVO: 8.1 Complesso delle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi Descrizione dell ideazione e delle azioni precedenti l avvio del progetto: Il Presente Progetto è stato ideato e redatto in coerenza con gli obiettivi individuati dal Piano Provinciale per il Servizio Civile adottato dall Assemblea del Copresc di Rimini in data , che si propone di garantire una presenza minima di servizio civile nei principali settori ed aree d intervento individuati dagli Enti in sede di Progettazione 2012 al fine di garantire continuità delle più significative e positive esperienze realizzate sul territorio provinciale, verificate alla luce delle attività di monitoraggio realizzate. Il presente Progetto costituisce l unico Progetto riferito al Settore: Assistenza ed all area: Disabili compreso nel suddetto Piano Provinciale e rappresenta quindi la presenza minima prevista dal Piano. Il Progetto è stato ideato a partire dalla elaborazione di analogo Progetto di Servizio Civile nell anno 2012, in appositi incontri di analisi e valutazione realizzati per iniziativa del COPRESC di Rimini i giorni e Il Progetto coinvolge entrambi i Distretti Sociali della Provincia di Rimini: il coordinamento con i rispettivi Piani Sociali di Zona è garantito dai Comuni partecipanti. Le valutazioni sociologiche adottate dal Copresc sono state elaborate nell ambito dei Tavoli di Coordinamento della Programmazione Sociale (Piani Sociali di Zona), che operano in attuazione della Legge 8/11/2000 n. 328 e della legislazione conseguente (vigente Legge Regionale n. 2/2003). Tali valutazioni hanno individuato i seguenti obiettivi prioritari di settore: 1. il sostegno alla domiciliarità, pensando forme innovative a supporto dei familiari o dei caregivers; 2. un attenzione particolare alla mobilità, l accessibilità e la vita indipendente dei soggetti disabili, in particolare per quanto riguarda i percorsi volti all accompagnamento al lavoro e alla vita sociale, promuovendo il lavoro di rete e di comunità, affermando la necessità di sostenere, valorizzare e promuovere le attività per il tempo libero; 3. porre attenzione alle azioni volte a favore dei soggetti in condizione di fragilità e/o a rischio di esclusione attraverso la costruzione di una rete di contatto attivo e di sostegno. Tali obiettivi propongono al Servizio Civile nazionale un ruolo integrativo dei servizi specialistici non accessorio ma qualificante, attraverso un impegno dei giovani partecipanti come soggetti di collegamento fra i servizi assistenziali e la comunità locale, attraverso un apporto non professionale ma di assoluto rilievo per i valori ed i contenuti relazionali che i giovani possono offrire. Sviluppo ed avvio: Gli Enti partecipanti al Progetto predispongono, durante i mesi precedenti all inizio del servizio: l acquisizione delle risorse finanziarie necessarie, nell ambito dei rispettivi Bilanci di Previsione e attraverso i Piani annuali di attuazione della programmazione Sociale13 (Piani di Zona), che vengono approvati dai Consigli Comunali, di norma, nell aprile di ogni anno; la rete a sostegno del Progetto, ovvero gli accordi con gli Enti partners delle attività di socializzazione (Provincia di Rimini, Enti Locali, Istituzioni culturali, Centri Sociali.). In particolare, il Progetto di avvale della collaborazione dell Azienda AUSL Rimini, che sostiene la realizzazione di progetti volti all autonomia dei disabili, nonché dei CONAD Rio Agina e Coop. Sociale Luce sul mare. Si allegano le relative lettere di partenariato. Viene concordato con il partner COPRESC il calendario di iniziative di promozione della partecipazione dei giovani al Progetto, nonché l insieme di attività previste dall allegata scheda di attuazione del Protocollo d Intesa. Modalità di attuazione: Formazione e accompagnamento all interno delle attività previste (primo-secondo mese): i volontari verranno inseriti nei gruppi operativi di ciascun Ente, all interno dei quali si realizzerà la ricognizione del fabbisogno di servizi presente sul territorio ed in ciascuna struttura e l individuazione delle priorità di intervento; si procederà alla definizione dei rapporti di collaborazione dei volontari con gli operatori dei servizi socio-assistenziali operanti nei singoli Enti ed alla definizione del calendario dei servizi individuali e collettivi; i volontari del SCN avvieranno i corsi di formazione generale e specifica, e verranno inseriti nelle attività. In questa fase, ad essi è richiesto di dedicare attenzione verso gli utenti senza intervenire sulle regole, riportando agli operatori eventuali richieste o esigenze. Le attività previste per il conseguimento dell obiettivo prescelto possono essere così descritte: Sostegno domiciliare: comporta attività di accompagnamento e servizi personalizzati a domicilio di disabili autosufficienti, rivolte a situazioni di particolare disagio, e la prestazione di servizi integrativi a quelli prettamente assistenziali, rivolti prevalentemente a persone almeno parzialmente autosufficienti: vengono offerti quindi, in base alle esigenze riscontrate, servizi relazionali e di prossimità, ovvero compagnia, accompagnamento ed affiancamento nell accesso ai servizi pubblici e privati: visite mediche, frequenza a corsi di formazione, ad attività socio-educative e di socializzazione, approvvigionamenti alimentari, servizi postali, ed aiuto nel disbrigo di piccole incombenze domestiche. Per quanto riguarda il Comune di Cattolica l'obiettivo prioritario del progetto di Servizio Civile è rappresentato dall'implementazione di buone prassi relative all'accompagnamento e socializzazione degli utenti disabili, già sperimentate durante l'esperienza del progetto Più abili Nello specifico l'attività del volontario riguarderà il coinvolgimento nell'attuazione di progetti individuali elaborati in collaborazione con il servizio sociale dell'azienda U.S.L. (Servizio integrato Disagio Psico-Sociale e Disabilità Mentale Disabili Fisici e Sensoriali) in favore di soggetti in carico, individuati dal servizio stesso. L'attività del volontario consisterà nell'affiancamento ad utenti disabili durante situazioni di vita quotidiana, in cui l'utente è chiamato ad espletare piccole mansioni domestiche, pratiche da espletare c/o uffici pubblici o comunque compiti strettamente connessi al proprio livello di autonomia. Tale attività è orientata a favorire il raggiungimento di un maggior livello di indipendenza nell'utente, attraverso l'acquisizione di competenze basilari ma propedeutiche all'accrescimento dell'autostima nell'utente. Particolare rilevanza dovrà essere riconosciuta alla capacità di proiettare l'orizzonte dell'utente verso il mondo esterno, promuovendo ogni occasione socializzante e contatti con l'ambiente circostante, ove il volontario potrà esplicare il proprio ruolo di valore aggiunto, sostenendo e affiancando l'utente nella14 sperimentazione di relazioni sociali sane, che possano rappresentano occasione di crescita personale. Il Comune di Bellaria-Igea Marina articolerà il Progetto nelle seguenti fasi: FASE ATTIVITA ATTIVITA DEL VOLONTARIO FASE 1: Avviamento del progetto INSERIMENTO E ACCOGLIENZA Presentazione dei volontari ai Responsabili e agli operatori dell Ufficio Servizi Sociali del Comune - Conoscenza del territorio e dei servizi esistenti attraverso documentazione e visite nelle sedi attuative del progetto. Conoscenza e Apprendimento FASE 2: FORMAZIONE Individuazione dei progetti nei quali saranno inseriti i volontari tenendo conto delle caratteristiche personali dei singoli Formazione generale Formazione specifica Partecipazione, presenza e impegno FASE 3: ACCOMPAGNAMENTO, introduzione all operatività e attivazione progetti FASE 4: Operatività fino alla conclusione del periodo di servizio civile volontario AUTONOMIA Accompagnamento e inserimento dei volontari nei gruppi di lavoro progettuali Individuazione da parte dei Servizi Sociali del Comune dei disabili in carico e delle attività su cui attivare i volontari, all interno dei progetti sopra descritti. Verifica da parte dei Servizi Sociali del Comune del bisogno assistenziale e stesura di progetti individualizzati di aiuto che prevedano l impiego dei volontari in rete con gli altri servizi. Introduzione alla metodologia di lavoro e alla tipologia di intervento attraverso l affiancamento agli operatori e ai volontari già attivi per sperimentare concretamente le relazioni con i disabili e con i nuclei familiari di appartenenza e l operatività sul campo I volontari proseguono nell attività prevista dal progetto a cui sono assegnati, mantenendo uno stretto contatto con gli olp, ma sviluppando progressivamente maggiore autonomia nella gestione dei propri compiti Partecipazione dei volontari ai momenti programmati di supervisione e verifica Conoscenza dei contesti di attività Apprendimento e prime esperienze concrete nello svolgimento delle attività Svolgimento attività previste FASE 5: VERIFICA finale del percorso effettuato e dei verifica dell efficacia dei progetti dal punto di vista dell utenza, dei volontari, e dei servizi Preparazione di report personali sulle attività svolte con le proprie15 risultati raggiunti nelle attività in termini quantitativi e qualitativi Valutazione delle conoscenze acquisite, attraverso le relazioni di servizio, prove specifiche di verifica riflessioni Nell ambito del Comune di Misano Adriatico, le attività saranno così articolate: Attività previste Risorse Umane Ruolo del volontario Incontri con referenti territoriali: referenti dei servizi Ausl (assistenti sociali); referenti dei servizi sociali e area politiche giovanili del Comune. Assistente Sociale (sportello sociale del Comune di Misano Adriatico); coordinatore del Progetto; 1. partecipazione agli incontri insieme agli operatori. (al fine di ampliare e sensibilizzare la rete sul territorio) Valutazione delle singole situazioni attraverso colloqui con la famiglia dell'utente, assistenti sociali di riferimento e/o psicologo Ass. Sociale; Coordinatore Progetto Partecipazione agli incontri insieme agli operatori; stesura presentazione dei casi; raccolta anamnestica degli utenti. Incontri individuali con le famiglie degli utenti Ass. Sociale; Coordinatore Progetto Partecipazione agli incontri insieme agli operatori; compilazione scheda individuale utente; avallamento liberatorie/autorizzazioni. Riunioni d'equipe mensili con i referenti dei vari progetti promossi sul territorio per responsabile attività giovanili; Ass. Sociale Partecipazione agli incontri insieme agli operatori, esponendo punti di vista personali, dubbi, critiche e proposte di attività comuni; i volontari vengono coinvolti nell'attività di16 programmare attività trasversali comuni Coordinamenti settimanali con responsabile del progetto Coordinatore Progetto Referente Servizio Politiche Giovanili Referenti progetti coordinamento settimanale allo scopo di poter contribuire in tale ambito con le proprie conoscenze personali e per offrire loro un momento di scambio legato ad eventuali criticità nella gestione emotiva di situazioni che possono derivare dallo stretto contatto con gli utenti. Cineforum A spasso tra i film (finalità: favorire la socializzazione, incrementare attraverso il dialogo il proprio bagaglio culturale, offrire spunti di riflessione su tematiche giovanili) Uscite di gruppo In giro insieme (Finalità: promuovere occasioni per trascorrere il tempo libero con i coetanei in uno spazio extrafamiliare favorendo la socializzazione attraverso esperienze collettive, favorire le autonomie personali in contesti diversi, potenziare l'autostima, promuovere la conoscenza del territorio) 1) coordinatore progetto e operatori - coordinatore progetto e operatori - ass. sociale - segretariato sociale - associazioni ambientaliste - associazione Fuori orario - centro sociale Partecipazione alla stesura dei protocolli (selezione dei film da proiettare suddivisi per tipologie di argomenti da trattare) in modo attivo attraverso proposte e conoscenze cinematografiche personali; partecipazione alla creazione di una scheda del film che funga da guida; preparazione del setting di lavoro e predisposizione dell'ambiente; introduzione alla proiezione con breve presentazione del film; trascrizione su il diario di bordo di riflessioni, opinioni emerse; (attività che viene svolta in due incontri mensili). Partecipazione insieme agli operatori ad uscite giornaliere lasciando la possibilità ai volontari di sperimentarsi direttamente con gli utenti; affiancamento degli utenti nell'utilizzo di mezzi pubblici allo scopo di favorirne l'autonomia negli spostamenti; effettuazione di trasporto degli utenti con mezzi comunali; accompagnare gli utenti a feste e concerti organizzati da associazione presenti sul territorio; allestimento di cene in collaborazione con il centro sociale anziani. Laboratorio Informatica - coordinatore progetto Partecipazione attiva alla selezione ed adattamento di materiale per l'esplicitazione delle attività con gli utenti;17 ABC del computer (finalità: valorizzare il singolo attraverso il potenziamento delle proprie abilità, acquisizione di competenze base di informatica, creazione di momenti di confronto e socializzazione, promuovere un utilizzo corretto della rete) Laboratorio teatrale (promuovere la creatività e la partecipazione attiva) 1. coordinatore progetto 2. esperto del settore (attore) 3. responsabile attività giovanili preparazione del setting di lavoro; partecipazione attiva allo svolgimento dell'attività laboratoriale; raccolta delle schede e del materiale proposto in quaderni personalizzati degli utenti; attività che viene svolta con 1 incontro settimanale. Preparazione del setting di lavoro; partecipazione alla discussione e scelta della tematica teatrale da rappresentare; partecipazione alla stesura della sceneggiatura; attività che viene svolta con 1 incontro settimanale. Laboratorio Euro (finalità: incrementare le capacità del singolo nell'utilizzo e nella gestione del denaro, stimolare l'autonomia, comprendere il valore del denaro) - coordinatore progetto Partecipazione attiva nella scelta delle attività da proporre e nel adattare tale materiale alle esigenze specifiche degli utenti; partecipazione alla stesura della programmazione mensile di tale attività; Partecipazione ad attività guidate da supporti bibliografici ed audiovisivi che indirizzano verso una maggiore autonomia nell'utilizzo del denaro supportando gli utenti. Laboratorio Emozioni (finalità: imparare a conoscere e ad ascoltare i propri stati d'animo e quelli degli altri, sviluppare capacità per esprimere gli stati emotivi attraverso modalità costruttive) - coordinatore progetto Partecipazione diretta con gli utenti agli incontri e alle attività proposte; partecipazione attiva nella scelta delle attività che saranno proposte; rapporto diretto con gli utenti durante gli incontri.18 Relativamente alla Sede di attuazione Coop. Il Millepiedi, l obiettivo generale di Fornire assistenza, compagnia, socializzazione nel Gruppo Appartamento si articola come segue: Migliorare la qualità dell intervento educativo rivolto agli ospiti della struttura residenziale; più operatori presenti in compresenza permettono infatti che la relazione con l ospite sia più intima, profonda e di maggiore qualità e che l attenzione rivolta a loro sia più esclusiva. favorire la crescita dell autostima degli ospiti della struttura residenziale attraverso il sapere fare e il sentirsi utili migliorando di conseguenza la loro autonomia ed indipendenza promuovere il contatto del mondo sociale esterno ( scuole, adulti, associazioni ) con la diversità delle persone in condizione di disagio o portatori di handicap psicologico per far sì che vengano visti sempre di più non come un peso sociale, ma come una vera e propria risorsa. Tali obiettivi si articolano nei quattro obiettivi specifici qui di seguito illustrati. E importante sottolineare come la presenza di un area verde all interno della struttura residenziale di Casa Millepiedi possa promuovere e favorire in modo diretto il contatto e di conseguenza la valorizzazione sociale e personale degli utenti della struttura stessa; partecipando in modo attivo ed affiancati sia dagli operatori che soprattutto dai volontari in servizio civile nelle attività di educazione ambientale all interno e all esterno della struttura, possono percepirsi ed essere percepiti come risorse sociali utili e di conseguenza possono così sperimentare forme differenziate di promozione della salute mentale. Ciò risulta essere di fondamentale importanza anche nell ottica dell esperienza del volontario che potrà sia entrare in contatto con categorie svantaggiate di cittadini del territorio di riferimento del presente progetto di servizio civile, sia sperimentare in prima persona forme di educazione ambientale consapevole aumentando così la responsabilizzazione personale rispetto alla possibilità di miglioramento della comunità a cui appartiene e di cui fa parte. Obiettivo specifico 1: Potenziare e migliorare il lavoro tra gli educatori, i giovani volontari che operano all interno della struttura residenziale e tutte le figure significative che sul territorio si occupano di disagio e disabilità per favorire la realizzazione di interventi tesi a sviluppare l autonomia, l indipendenza, la piena ed effettiva partecipazione e inclusione all interno della società di tali utenti. Questo attraverso il confronto, la riflessione personale, l elaborazione di possibili modalità di intervento nei momenti di riunione d equipe, di supervisione, di formazione, di incontri di verifica con gli operatori del servizio pubblico ( AUSL e Comune ). Attività previste Risorse umane Ruolo dei volontari - Riunioni d equipe settimanali per definire, progettare le modalità di lavoro del progetto d intervento su ogni singolo ospite e stabilire gli strumenti di lavoro più efficaci. -Riunioni con le assistenti sociali responsabili del modulo Disagio Adulto dell AUSL rispetto all inserimento degli utenti e - 3 educatori professionali ( casa Millepiedi ) - di cui 1 educatore responsabile di struttura. Casa Millepiedi ( OLP ) - 1 coordinatore area residenziali - partecipazione agli incontri di equipe insieme agli operatori esponendo i dubbi, le critiche e i punti di vista personali. - i giovani volontari in SCN contribuiranno alla stesura dei moduli cartacei che vengono utilizzati come strumenti di verifica e progettazione educativa. - dopo un iniziale periodo di attività, durante la quale il giovane avrà la possibilità di conoscere in modo più approfondito le modalità operative che si utilizzano, potrà partecipare in modo19 al loro progetto educativo. - Riunioni con i referenti del SERT dell AUSL per gli utenti che soffrono di problematiche di dipendenze specifiche. - Osservazione dell ospite, subito dopo il suo ingresso, che può durare da un mese ad un massimo di tre mesi. Nel corso del periodo di prova l ospite prende confidenza con le regole della struttura, con gli operatori e con gli altri utenti. L educatore osserva i suoi comportamenti e cerca di facilitarne l inserimento. Al termine del periodo di osservazione in equipe verrà realizzata una valutazione dell utente rispetto alle aree di intervento educativo. attivo ai momenti di supervisione. - Partecipazione alle riunioni di verifica periodica con le assistenti sociali degli ospiti rispetto alla realizzazione e all andamento del loro Progetto Educativo Individualizzato - partecipazione da parte del giovane in SCN a tutti i momenti di formazione specifica, supervisione clinica sui casi e sull equipe degli educatori predisposti per gli operatori. - relazione quotidiana con gli ospiti della struttura nella fase di osservazione/periodo di prova, affiancando gli educatori rispetto ad una valutazione sulle possibili aree di intervento. - Analisi delle abitudini dell utente, individuazione delle priorità d intervento educativo. L equipe elabora una relazione sull utente nella quale spiega la scelta delle priorità. - Compilazione di alcuni strumenti educativi che vengono utilizzati ( PEG, Progetto Educativo Generale; PEI, Progetto Educativo Individualizzato; Scheda Sanitaria a Diario di Bordo; scheda colloqui assistenti sociali ) - Formazione con professionisti che vengono organizzati periodicamente durante l anno, per approfondire tematiche specifiche ( vedi formazione specifica ) - Supervisione clinica sui casi ( utenti ) da parte di20 uno psichiatra - Supervisione clinica sulle relazioni all interno dell equipe da parte di una psicoterapeuta - Riunioni di verifica periodica con le assistenti sociali degli ospiti rispetto alla realizzazione e all andamento del loro Progetto Educativo Individualizzato. Obiettivo specifico 2: Migliorare e potenziare la qualità degli interventi educativi sugli ospiti della struttura residenziale; questo aumentando il tempo dedicato a curare la qualità della relazione anche facilitando e promuovendo il rapporto 1 a 1 con l ospite. Attività previste Risorse umane Ruolo dei volontari - relazione quotidiana con gli ospiti presenti in struttura per costruire con loro un legame significativo e di fiducia. - Strutturazione dell intervento educativo con la definizione delle modalità, degli strumenti operativi, dei tempi di attuazione del progetti ( come descritto in modo dettagliato precedentemente ) - Sostegno agli utenti per tutte quelle attività/mansioni che svolgono sia all esterno della struttura ( lavoro, scuola ecc. ) sia all interno ( Turni cucina, pulizia degli ambienti personali e comunitari, spesa insieme agli educatori, manutenzione dell area verde ). - redazione del diario di bordo giornaliero; all interno di esso verranno annotate le attività svolte, i comportamenti o gli episodi - 3 educatori professionali ( casa Millepiedi ) - di cui 1 educatore responsabile di struttura. Casa Millepiedi ( OLP ) - 1 coordinatore area residenziali - Affiancamento all equipe nella strutturazione dell intervento educativo ( Progetto Educativo Individualizzato ) per ogni ospite - relazione quotidiana con gli ospiti della struttura residenziale e partecipazione diretta ed attiva agli interventi educativi programmati nel corso delle riunioni settimanali d equipe. - contribuire al buon svolgimento delle attività che si svolgono, perché con la propria presenza risulta essere una forza in più, alleggerendo l equipe educativa dall insieme delle questioni pratiche, collaborando nello svolgimento delle attività previste, riportando in sede di riunioni di équipe le osservazioni svolte durante le ore di servizio. - partecipazione alla programmazione delle attività insieme agli educatori - Affiancamento agli operatori alla stesura del diario di bordo giornaliero, per le ore in cui il volontario è presente in servizio, riportando anche le proprie osservazioni, opinioni e considerazioni personali Vedere altro
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