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Timestamp: 2019-03-21 10:16:32+00:00

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Avvocati: tirocinio di 18 mesi, e sulla targa debutta la specializzazione (Guida al Diritto - PDF
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1 Avvocati: tirocinio di 18 mesi, e sulla targa debutta la specializzazione (Guida al Diritto di Eugenio Sacchettini La quarta puntata dell'analisi della riforma forense (testo approvato alla Camera il 31 ottobre scorso ed ora all'esame del Senato) affonta gli articoli 9, 11, 22 e 41 (tirocinio, formazione continua, specializzazione ed accesso alle giurisdizioni superiori). In 15 articoli, dunque, facciamo il punto, con gli esperti di Guida al Diritto, sui principali aspetti della riforma in cantiere Tirocinio di 18 mesi, e sulla targa debutta la specializzazione di Eugenio Sacchettini Al testo uscito dal Senato è subentrata una zigzagante serie d'interventi normativi a partire dall'estate 2011, culminata nel Dpr 7 agosto 2012 n. 137 (Regolamento recante riforma degli ordinamenti professionali) il quale, diretto appunto in generale a tutti gli ordinamenti professionali, non avrebbe potuto che trovar ripercussioni sulla riforma forense in via di approvazione, in particolare quanto all'accesso. Per cui sono state fatte incisive variazioni da parte della Camera dei deputati rispetto all'articolato da tempo approvato dal Senato. La pratica forense
2 Vien così confermato dall'articolo 41, al pari di quanto oggi disposto per il tirocinio in tutti gli ordini professionali (si veda <<Guida al Diritto>> n. 36/2012 pag. 38) che la pratica forense ha la durata di diciotto mesi, e può svolgersi per tutto il periodo, come già d'uso, presso lo studio di un avvocato, purché con anzianità di iscrizione all'albo non inferiore a cinque anni. Essa può anche iniziare, per i primi sei mesi, durante l'ultimo anno del corso di laurea, purché in presenza di apposite convenzioni tra università e Cnf. È consentito inoltre che, per non più di un anno, la pratica venga svolta o presso l'avvocatura dello Stato, o presso l'ufficio legale di un ente pubblico o presso un ufficio giudiziario, o infine anche col conseguimento del diploma delle "Scuole Bassanini"; comunque per almeno sei mesi essa deve venir svolta presso un avvocato o presso l'avvocatura dello Stato, venendo ammesso lo svolgimento anche presso avvocati stranieri per non più di sei mesi. Il praticante avvocato è poi tenuto anche a seguire con profitto per il periodo di diciotto mesi i corsi di formazione previsti dall'articolo 43, secondo quanto verrà regolato dal Ministro della giustizia, sentito il Cnf. Lo ius postulandi Non son poste preclusioni allo svolgimento della pratica contestualmente ad attività di lavoro subordinato, pubblico e privato che sia, purché con modalità ed orari idonei a consentirne l'effettivo e puntuale svolgimento e in assenza di specifiche ragioni di conflitto di interesse. Ciò non collima con quanto disposto in via generale per l'avvocato, cui è tradizionalmente preclusa ogni attività di lavoro subordinato, e la discrasia suona peculiare nell'ipotesi in cui il praticante, dopo sei mesi di tirocinio, sia ammesso all' "ius postulandi", ossia venga abilitato (purché laureato in giurisprudenza) al patrocinio, cioè ad esercitare attività professionale in sostituzione dell'avvocato presso il quale svolge la pratica e comunque sotto il controllo e la responsabilità dello stesso, anche se si tratti di affari non trattati direttamente dal medesimo, in ambito civile di fronte al tribunale e al giudice di pace: sembra quindi senza alcun limite; la norma aggiunge però che in ambito penale l'esercizio è ammesso nei procedimenti di competenza del giudice di pace, in quelli per reati contravvenzionali e in quelli che, in base alle norme vigenti anteriormente alla data di entrata in vigore del Dlgs 19 febbraio 1998 n. 51, rientravano nella competenza del pretore.
3 Rimborso spese Negli studi legali privati al praticante avvocato è ovviamente sempre dovuto il rimborso delle spese sostenute e, decorso il primo semestre, possono essergli riconosciuti con apposito contratto un'indennità o un compenso per l'attività svolta, commisurati all'effettivo apporto professionale dato nell'esercizio delle prestazioni, tenuto pure conto dell'utilizzo dei servizi e delle strutture dello studio. Gli enti pubblici e l'avvocatura dello Stato dal canto loro riconoscono al praticante avvocato un rimborso per l'attività svolta, ove previsto dai rispettivi ordinamenti e comunque nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente. La formazione continua In conformità con quanto previsto per gli altri professionisti (articolo 7 Dpr 7 agosto 2012 n. 137) l'articolo 11 del testo approvato dalla Camera predispone la formazione continua, coll'enunciare l'obbligo dell'avvocato di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale al fine di assicurare la qualità delle prestazioni professionali e di contribuire al migliore esercizio della professione nell'interesse dei clienti e dell'amministrazione della giustizia. Vien delegato il Cnf a stabilire le modalità e le condizioni per l'assolvimento dell'obbligo di aggiornamento da parte degli iscritti e per la gestione e l'organizzazione dell'attività di aggiornamento a cura degli ordini territoriali, delle associazioni forensi e di terzi, superando l'attuale sistema dei crediti formativi (si veda <<Guida al Diritto>> n. 36/2012 pag. 34). Pochi risultano gli esonerati: gli ultrasessantacinquenni, gli iscritti all'albo da oltre venticinque anni, i docenti e ricercatori universitari, coloro che ricoprono cariche con funzioni legislative e coloro
4 che siano sospesi dall'albo a norma del comma 1 dell'articolo 20 a seguito di mandato di natura istituzionale. Specializzazioni Vien riconosciuta dall'articolo 9 la possibilità anche per gli avvocati, come previsto per i professionisti in generale dall'articolo 2 Dpr 7 agosto 2012 n. 137, di ottenere e indicare il titolo di specialista, ma il conseguimento di tale titolo non comporta riserva di attività professionale. Vengon date due vie alternative al conseguimento del titolo: l esito positivo di percorsi formativi almeno biennali organizzati presso le facoltà di giurisprudenza, ovvero la comprovata esperienza nel settore di specializzazione negli ultimi cinque anni, limitatamente agli avvocati iscritti all'albo da almeno otto anni. Le relative valutazioni sono riservate da apposito regolamento al Cnf, che può anche revocare il titolo di specialista. Peraltro il Cnf aveva già intrapreso iniziative nel settore sotto la previgente normativa, come si è visto in <<Guida al Diritto>> n. 36/2012 pag. 29.In via transitoria son mantenuti i titoli di specializzazione conseguiti in area accademica. Si fa difficile la via per la Cassazione L'articolo 22 tende a creare maglie strettissime al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori: da un lato viene a riesumare il desueto esame di ammissione di cui alla legge 1936 n e al Rd 1936 n che a memoria d'uomo sembra abbiano finora superato soltanto pochissimi primi della classe da contar sulle dita e dall'altro istituisce una Scuola superiore dell'avvocatura, demandandone la disciplina al Cnf, anche per quanto attiene selezione per l'accesso e verifica finale di idoneità, a mezzo quest'ultima di apposita commissione composta da avvocati del Cnf, professori universtari ed ermellini. Ma questa nuova forma di aristocrazia forense andrà a regime soltanto fra molto tempo, giacché il via libera indiscriminato
5 di cui alla previgente legge continua a valere non soltanto per chi sia già iscritto a questo speciale albo com'è ovvio ma anche per chi abbia maturato o maturi quei requisiti entro tre anni dalla data di entrata in vigore della legge di cui al progetto adesso approvato dalla Camera. Insomma l'imbuto potrà riguardare soltanto gli ultimi (o penultimi) arrivati. L INDICE DEGLI ARGOMENTI (In nero corsivo gli articoli già pubblicati) 1) Art. 1, 3, 6 e 8: Funzione e ruolo dell avvocato con corollario dei doveri deontologici e del segreto professionale e dell impegno solenne (di Giuseppe Sileci) 2) Art. 2: Competenze e materie riservate (di Eugenio Sacchettini) 3) Art. 4, 5: Associazioni professionali e società (di Giuseppe Sileci) 4) Art. 9, 11, 22 e 41: Tirocinio, formazione continua, specializzazione ed accesso alle giurisdizioni superiori (di Eugenio Sacchettini) 5) Art. 10: Pubblicità (di Eugenio Sacchettini) 6) Art. 12: Assicurazione obbligatoria (di Filippo Martini) 7) Art. 13: Tariffe (di Eugenio Sacchettini)
6 8) Art. 14: Rapporti di collaborazione (di Eugenio Sacchettini) 9) Art. 18, 19, 20 e 21: Iscrizione all albo (incompatibilità sospensione e mantenimento della iscrizione) (di Eugenio Sacchettini) 10) Art. da 25 a 33: Governance e rappresentanza istituzionale territoriale (di Eugenio Sacchettini) 11) Art. da 34 a 38: Governance e rappresentanza istituzionale nazionale (di Giuseppe Sileci) 12) Art. da 46 a 50: Esame di stato e disciplina transitoria (di Eugenio Sacchettini) 13) Art. 51 e 64: Disciplina (organi disciplinari, e cioè Consiglio distrettuale di disciplina e consiglio nazionale forense) (di Ettore Randazzo) 14) Art. 52, 53, 54, 59 e 60: disciplina (procedimento davanti al cdd decisione e sanzioni) (di Ettore Randazzo) 15) Art. 62: Disciplina (impugnazione e procedimento) (di Ettore Randazzo)

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 4
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 18
 Art. 51
 Art. 52
 Art. 62