Source: http://docplayer.it/9892851-Studio-geologico-del-territorio-comunale-l-r-n-41-1997.html
Timestamp: 2017-12-12 07:29:20+00:00

Document:
Studio geologico del territorio comunale (L.R. n. 41 / 1997) - PDF
Download "Studio geologico del territorio comunale (L.R. n. 41 / 1997)"
Battistina Guidi
1 R e g i o n e L o m b a r d i a Provincia di Milano COMUNE DI NERVIANO Studio geologico del territorio comunale (L.R. n. 41 / 1997) Marzo 2003 PRESCRIZIONI GEOLOGICHE PER LE N.T.A. Studio Associato di geologia applicata Via Como n 22/A Varese Tel. 0332/ Fax 0332/241231
2 PRESCRIZIONI GEOLOGICHE PER LE N.T.A. CLASSE DI FATTIBILITA 1 Con questa classe si definiscono le aree in cui non si segnalano particolari controindicazioni all urbanizzazione, per mancanza di fattori sfavorevoli. Questo non esclude, tuttavia, l opportunità di effettuare specifiche indagini per opere di particolare incidenza sul territorio. CLASSE DI FATTIBILITA 2 2a - AREE CON CARATTERISTICHE GEOTECNICHE SCADENTI Per tali zone i progetti degli interventi di urbanizzazione dovranno prevedere l esecuzione di una dettagliata indagine geognostica sui terreni di fondazione come previsto dal D.M al fine di individuare i parametri geotecnici che caratterizzano il sottosuolo e che permettono la realizzazione delle opportune verifiche di portanza e per la definizione dei cedimenti allorché il terreno venga sottoposto all azione di carichi. 2b - AREE CON CONSISTENTE VULNERABILITA DELL ACQUIFERO Per gli insediamenti esistenti dovranno essere previste opere di mitigazione del rischio quali l allacciamento alla rete fognaria delle porzioni urbane non ancora servite, il censimento e l eventuale bonifica dei pozzi perdenti. I nuovi insediamenti civili ed industriali dovranno prevedere il recapito delle acque nere in fognatura e una relazione idrogeologica di approfondimento che analizzi le caratteristiche litologiche ed idrogeologiche dell acquifero con lo scopo di valutarne la vulnerabilità, particolare attenzione dovrà essere posta alla determinazione del coefficiente di permeabilità tramite prove dirette in sito nelle aree non servite da fognatura. In queste aree, qualsiasi intervento deve salvaguardare la falda acquifera superficiale, attualmente captata ad uso idropotabile. Sono inoltre valide le prescrizioni del D.M in merito ad approfondimenti di carattere geotecnico. 1
3 CLASSE DI FATTIBILITA 3 3a - FASCIA DI RISPETTO DEI POZZI AD USO IDROPOTABILE Per aree ricadenti all interno delle fasce di rispetto, delimitate nel presente studio secondo il criterio geometrico (circonferenza di raggio 200 m), valgono le prescrizioni contenute al comma 5 art. 5 del D.LGS. 258/2000 con particolare riferimento al divieto di: a. dispersione di fanghi ed acque reflue, anche se depurati; b. accumulo di concimi organici, fertilizzanti o pesticidi; c. spandimento concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi, salvo che l impiego di tali sostanze sia effettuato sulla base delle indicazioni di uno specifico piano di utilizzazione che tenga conto della natura dei suoli, delle colture compatibili, delle tecniche agronomiche impiegate e della vulnerabilità delle risorse idriche; d. dispersione nel sottosuolo di acque meteoriche provenienti da piazzali o strade; e. aree cimiteriali; f. apertura di cave che possono essere in connessione con la falda; g. apertura di pozzi ad eccezione di quelli che estraggono acque destinate al consumo umano e di quelli finalizzati alla variazione della estrazione ed alla protezione delle caratteristiche quali-quantitative della risorsa idrica; h. gestione di rifiuti; i. stoccaggio di prodotti ovvero sostanze chimiche pericolose e sostanze radioattive; j. centri di raccolta, demolizione e rottamazione di autoveicoli; k. pozzi perdenti; l. pascolo e stabulazione del bestiame che ecceda i 170 chilogrammi per ettaro di azoto presente negli effluenti, al netto delle perdite di stoccaggio e distribuzione. E comunque vietata la stabulazione di bestiame nella zona di rispetto ristretta. Dovranno essere previste per gli insediamenti esistenti opere di mitigazione del rischio quali l allacciamento alla rete fognaria delle porzioni urbane non ancora servite, il censimento e l eventuale bonifica dei pozzi perdenti. I nuovi 2
4 insediamenti civili ed industriali dovranno prevedere il recapito delle acque nere in fognatura ed approfondimenti di carattere geotecnico in base a quanto previsto dal D.M L attuazione degli interventi o delle attività di cui al comma 6 art.5 del D.LGS. 258/2000: a) fognature; b) edilizia residenziale e relative opere di urbanizzazione; c) opere viarie, ferroviarie e in genere infrastrutture di servizio; d) pratiche agronomiche. entro le zone di rispetto, in assenza di indicazioni formulate dalla Regione, è subordinata all effettuazione di un indagine idrogeologica di dettaglio che porti alla riperimetrazione di tali zone secondo i criteri temporali o idrogeologico (come da D.G.R n. 6/15137 del 27/06/96) o comunque accerti la compatibilità dell intervento con lo stato di vulnerabilità delle risorse idriche e dia apposite prescrizioni sulle modalità di attuazione degli interventi stessi. Si consiglia quindi una ridelimitazione delle fasce di rispetto secondo un criterio idrogeologico come definito nel D.G.R n. 6/15137 del 27/06/96. 3b CORSI D ACQUA Sul territorio comunale di Nerviano sono presenti due corsi d acqua principali, il Fiume Olona e il Torrente Bozzente; il primo delimitato dalle fasce fluviali dell Autorità di Bacino del Fiume Po è stato tema di un ulteriore studio di approfondimento cui si rimanda ( Adeguamento dello Strumento Urbanistico Comunale in attuazione del P.A.I., Dott. Geol. Claudio Franzosi e Dott. Ing. Massimo Croci, Giugno 2002). Per il secondo è stata individuata una fascia di 10 m avente classe di fattibilità 3. Si ricorda inoltre che su tutte le acque pubbliche, così come definite dalla L. 36/94 e relativo regolamento valgono le disposizioni di cui al R.D. 523/1904, fino all assunzione da parte del Comune del provvedimento di cui ai punti 3 e 5.1 della D.G.R. 7/7868 del E inoltre vietata la tombinatura di qualsiasi corso d acqua (art. 41 del D.Lgs. 152/99 e art.21 delle Norme di Attuazione del PAI) 3
5 CLASSE DI FATTIBILITA 4 4a - AREE DI TUTELA ASSOLUTA DEI POZZI AD USO IDROPOTABILE Le zone di tutela assoluta, previste dal D. LGS. 258/2000, aventi un estensione di almeno 10 m di raggio, devono essere adeguatamente protette; al loro interno possono essere insediate esclusivamente l opera di captazione e le relative infrastrutture di servizio; vi è fatto divieto di qualsiasi attività che non sia inerente all utilizzo, alla manutenzione e alla tutela della captazione. 4b - AREE DI CAVA Al fine di una migliore prevenzione del rischio si è optato per inserire in questa classe di fattibilità le aree interessate da pregressa attività estrattiva (Cava Villoresi, Cava Cozzi e Cava Cantone) compreso il perimetro esterno per un ampiezza pari all altezza delle scarpate di cava. All interno di queste aree non possono essere previste opere se non per la realizzazione di interventi di ripristino ambientale e/o per la messa in sicurezza dal punto di vista della stabilità del fronte di cava. Queste aree rappresentano inoltre dei potenziali centri di pericolo per l inquinamento della falda idrica e come tali vanno ulteriormente tutelati e monitorati. NOTE Fiume Olona nell area compresa entro la fascia C del PAI la fattibilità è stata definita senza prendere in considerazione la vulnerabilità idraulica del territorio. In quest area è stato infatti effettuato uno studio idraulico di dettaglio (Dott. Geol. Claudio Franzosi e Dott. Ing. Massimo Croci Adeguamento dello Strumento Urbanistico Comunale in attuazione del P.A.I., Giugno 2002) che ne 4
6 ha definito la fattibilità dal punto di vista del rischio idraulico. In quest area dovranno essere confrontati i due studi ricordando che la classe di fattibilità più cautelativa dovrà essere considerata come prevalente. Torrente Bozzente - fino all assunzione da parte del Comune del provvedimento di cui ai punti 3 e 5.1 della D.G.R. 7/7868 del ( Determinazione del reticolo idrico principale. Trasferimento delle funzioni relative alla polizia idraulica concernenti il reticolo idrico minore come indicato dall art. 3 comma 114 della L.R. 1/2000 ), per l asta del Bozzente (classe di fattibilità 3) valgono le disposizioni di cui al R.D. 523/
COMUNE DI SILVANO PIETRA (Pavia) STUDIO GEOLOGICO A CORREDO DEL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO COMUNALE REDATTO IN ATTUAZIONE DELLA L. R. N. 12 DEL 11 MARZO 2005, DELLA D.G.R. N. 8/1566 DEL 22 DICEMBRE
Piano delle Regole COMUNE DI TORBOLE CASAGLIA PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE. Indice
PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO Piano delle Regole NORME TECNICHE DI ATTUAZIONE Indice TITOLO I - PRINCIPI E DISPOSIZIONI GENERALI... 3 Art. 1 Contenuti e finalità del Piano di Governo del Territorio...
COMUNE DI LUCIGNANO PROVINCIA DI LUCIGNANO REGOLAMENTO COMUNALE PER TUTELA DELLE ACQUE SOTTERRANEE LUGLIO 2011 Progetto: Arch. Alessio Bartolozzi Indice TITOLO I PRINCIPI GENERALI...2 ART. 1 - OGGETTO...2
Provincia di Varese COMUNE DI CASCIAGO. Studio geologico del territorio comunale (L.R. n.12/2005 D.G.R. 28 Maggio 2008 n. 8/7374)
REGIONE LOMBARDIA Provincia di Varese COMUNE DI CASCIAGO Studio geologico del territorio comunale (L.R. n.12/2005 D.G.R. 28 Maggio 2008 n. 8/7374) Giugno 2013 INTEGRAZIONE: BILANCIO IDRICO E VINCOLI Studio

References: art. 5
 art.5
 art.21
 art. 3
 Art. 1
 ART. 1