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Timestamp: 2019-10-17 00:43:36+00:00

Document:
Metalmeccanici - P.M.I.: CCNL, 23 dicembre 1986
Data firma: 23 dicembre 1986
Art. 3 - Ammissione e lavoro delle donne, dei minori e dei soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria
Art. 4 - Consegna e restituzione documenti di lavoro
D) Commissione paritetica nazionale per l’inquadramento
• Riduzione dell’orario di lavoro: modifiche apportate all’art. 7 dall’Accordo 20 luglio 1983
Art. 8 - Flessibilità della prestazione
Art. 22 - Disciplina aziendale. Doveri delle parti
Art. 34 - Rappresentanze sindacali aziendali
Art. 41 - Locali delle rappresentanze sindacali aziendali
Parte prima - Disciplina speciale
Art. 12 - Gratifica natalizia Art. 13 - Aumenti periodici di anzianità
Parte seconda - Disciplina speciale
Art. 2 - Passaggio del lavoratore di cui alla parte speciale prima alla disciplina di cui alla parte speciale seconda
Parte terza - Disciplina speciale
Art. 19 - Minimi tabellari e determinazione della quota di retribuzione oraria
Parte quarta - Disciplina speciale
Allegato 3 - Quote Contratto Fim, Fiom, Uilm
Allegato 4 - Dichiarazione comune delle parti sul sistema di informazioni dell’industria metalmeccanica minore
Allegato 7 - Lettera Flm alla Animem-Confapi
Contratto nazionale per la disciplina dell’apprendistato nella piccola e media industria metalmeccanica ed installazione impianti
IX) Indennità di anzianità
XIV) (Rinvio)
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti da piccole e medie industrie metalmeccaniche
In Roma, il 23 dicembre 1986, tra l’Unionmeccanica - Unione nazionale della piccola e media industria metalmeccanica e con l’assistenza della Confapi - Confederazione italiana della piccola e media industria e la Fim-Cisl, Federazione Italiana Metalmeccanici, la Fiom-Cgil, Federazione Impiegati e Operai Metallurgici, la Uilm-Uil, Unione Italiana Lavoratori Metalmeccanici, assistite dalle segreterie generali della Cisl, della Cgil e della Uil è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale di lavoro, da valere per i lavoratori dipendenti delle piccole e medie imprese associate all’Unionmeccanica.
1) La contrattazione a livello aziendale potrà essere svolta per le materie per le quali il Contratto collettivo nazionale di lavoro prevede tale possibilità nei limiti e secondo le procedure specificatamente indicate.
2) Competenti per la contrattazione a livello aziendale sono, da un lato, i sindacati provinciali e/o territoriali di categoria dei lavoratori e le Rappresentanze sindacali aziendali e, dall’altro, l’azienda e/o l’organizzazione territoriale, salvo le ipotesi previste per l’intervento delle rispettive organizzazioni a livello provinciale o nazionale.
3) La contrattazione a livello aziendale riguarderà le seguenti materie:
a) cottimo;
b) premio di produzione secondo quanto previsto dall’art. 11 della disciplina generale e/o terzo elemento retributivo;
c) qualifiche;
d) ambiente di lavoro.
Per le materie precedentemente elencate (distribuzione dell’orario di lavoro; livelli di occupazione; formazione professionale; aggiornamento tecnico-professionale) si rimanda a quanto stabilito negli articoli regolanti le materie.
4) La contrattazione a livello aziendale non potrà avere per oggetto materie già definite in altri livelli di contrattazione.
5) Qualora le trattative aziendali non approdino a positive conclusioni, le parti - allo scopo di evitare turbative dell’ordinato svolgimento dei rapporti di lavoro di azienda - esperiranno un tentativo di conciliazione a livello di segreterie provinciali e/o territoriali dell’Unionmeccanica e di Fim, Fiom e Uilm.
Fino all’avvenuto esperimento di tale tentativo, non si farà ricorso all’azione sindacale diretta, mentre l’azienda non darà luogo ad applicazioni unilateriali delle materie oggetto di trattative.
6) Le parti stipulanti si impegnano reciprocamente al rispetto del Contratto per il periodo della sua validità: a tal fine l’Unionmeccanica si impegna ad adoperarsi e ad intervenire per l’osservanza completa, da parte delle aziende associate, delle condizioni pattuite, mentre Fim, Fiom e Uilm a tutti i livelli si impegnano a non promuovere e ad intervenire perché siano evitate azioni intese a modificare quanto ha formato oggetto di accordo ai vari livelli.
In riferimento alla contrattazione aziendale le parti convengono che è loro comune intento il miglioramento della produttività tecnica ed economica delle aziende.
Conseguentemente la contrattazione aziendale avrà luogo tenendo conto degli specifici apporti professionali e di una valutazione dei parametri oggettivi concorrenti all’andamento dell’attività produttiva aziendale.
Per l’inquadramento settoriale delle aziende ai fini di cui al punto 3) della "Premessa", sono stati stabiliti i seguenti settori e il relativo campo di applicazione, che nel loro complesso coprono l’area della categoria:
A) Siderurgico
La produzione dei grossi e medi fucinati è considerata siderurgia quando il processo produttivo ha inizio dal lingotto o dal blumo per cui i fucinati costituiscono semiprodotto per ulteriori lavorazioni.
La produzione di laminati, trafilati, tubi e latta è considerata siderurgia, quando il processo produttivo si inizia a caldo e procede anche a freddo senza soluzione di continuità.
B) Navalmeccanico
C) Elettromeccanico ed elettronico
L’esecuzione di lavorazioni metalmeccaniche, pur applicate a pezzi o complessi destinati alla elettromeccanica ed elettronica, che non siano identificabili con veri e propri complessi utilizzanti l’elettricità, non determina l’appartenenza al settore.
D) Auto-aviomotoristico
Comprende gli stabilimenti che svolgono attività dirette alla costruzione in serie, nel loro totale complesso di:
Pertanto sono escluse le aziende che esercitano la loro attività nella costruzione di parti, accessori e simili e nella riparazione di autovetture, autocarri e carrozzerie. Sono compresi invece nel settore gli stabilimenti che producono trattori agricoli, che appartengono alle aziende inquadrate nello stesso settore in quanto producono autoveicoli.
E) Metallurgia non ferrosa
- produzione di metalli non ferrosi (alluminio, magnesio, rame, piombo, zinco, argento ecc.);
- fusione di metalli non ferrosi e loro leghe (bronzo, ottone ecc.);
F) Fonderie di seconda fusione
G) Meccanica generale
- apparecchi per illuminazione e segnalazioni luminose con energia di natura diversa dall’elettricità; apparecchi utensili e strumenti per medicina, chirurgia, ortopedia e odontoiatria; macchine ed apparecchi per scavi perforazione, trivellazione di terreni, rocce, ecc.; per il trattamento meccanico di minerali e pietre; per la lavorazione di marmi ed affini; macchine ed apparecchi per cantieri edili e stradali; macchine operatrici e relativi accessori per la lavorazione dei metalli, del legno, del sughero e di materia sintetica (resine);
- macchine, apparecchi ed accessori per fabbricare cartoni, carta per cartotecnica, legatoria, stampa: macchine, apparecchi ed accessori per l’industria tessile e dell’abbigliamento; macchine ed apparecchi per l’agricoltura e per le industrie agricole, alimentari, olearie, enologiche e del freddo; macchine ed apparecchi per le industrie chimiche e della gomma;
- macchine ed apparecchi per disinfezione, condizionamento d’aria; lavanderia e stireria;
- apparecchi geofisici e topografici, macchine fotografiche, cinematografiche e di riproduzione; macchine da scrivere, calcolatrici (non calcolatori elettronici), contabili, affrancatrici o simili, lavorazioni ottiche in genere, orologi in genere;
- installazione di impianti e di complessi meccanici, idraulici, termici, elettrici, telefonici e di reti telefoniche/elettriche ed affini.
Quando l’attività è unica, l’inquadramento di una azienda in un settore è determinato dall’attività effettivamente esplicata secondo le descrizioni enunciate nelle definizioni dei settori. Se sono esercitate diverse attività con carattere autonomo, si applicano ai rispettivi rapporti di lavoro le norme corrispondenti a ciascuna attività. Quando invece distinte attività non sono autonome, la loro appartenenza al settore è determinata dal criterio della prevalenza.
Per l’attuazione dei criteri di cui sopra, resta inteso che:
2) nell’ambito aziendale si considera autonoma una attività la cui produzione non è destinata a concorrere al ciclo produttivo di altra attività nell’azienda o vi concorre in modo trascurabile;
4) nell’ambito di una unità produttiva saranno applicate le norme di un solo settore in base al criterio della prevalenza.
Le contestazioni che eventualmente sorgessero circa l’inquadramento di una azienda in un settore saranno esaminate dalle rispettive organizzazioni provinciali; in caso di mancato accordo le controversie saranno deferite alle organizzazioni nazionali stipulanti.
Qualora nell’ambito di una unità produttiva, per innovazioni di carattere tecnologico o per modifica di programmi produttivi, dovesse modificarsi il numero dei lavoratori, che ha determinato la prevalenza ai fini dell’inquadramento dell’attività in un determinato settore contrattuale, le parti si incontreranno per esaminare la situazione.
Art. 1 Sistema di informazione per la piccola e media industria metalmeccanica
Premesso che non sono in alcun modo messe in discussione l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità dell’imprenditore e del sindacato, le parti, al fine di favorire un sempre maggiore e corretto sviluppo delle relazioni industriali, hanno definito un sistema di informativa globale periodica relativamente alle materie e con le modalità specificate nei paragrafi che seguono.
Il sistema di informazione a livello nazionale si realizza fra Unionmeccanica da una parte e Fim, Fiom e Uilm dall’altra, nell’ambito di un osservatorio composto, sui vari argomenti, da rappresentanti designati di volta in volta dalle parti e si riunisce, di norma, una volta all’anno entro il 1° quadrimestre o su richiesta di una di esse.
L’osservatorio è sede di scambio e verifica di dati informativi globali su:
- andamento, tendenze e prospettive di investimenti e di occupazione per i settori (siderurgia, fonderia secondaria fusione e metallurgia non ferrosa; mezzi di trasporto su gomma e rotaie; navalmeccanica, aeronautica; macchine utensili e produzione macchine in genere; impianti industriali ed elettromeccanici, montaggi, carpenteria; meccanica generale; elettronica, apparecchiature elettromeccaniche, telecomunicazioni; elettrodomestici ed elettronica civile; macchine agricole e per l’industria alimentare, meccanica agricola) ove esista una presenza significativa di aziende;
- tipologie evolutive del mercato del lavoro con particolare riguardo all’occupazione femminile e giovanile;
- andamento dei contratti di formazione e lavoro nell’ambito dell’Accordo interconfederale Confapi-Cgil, Cisl, Uil del 7 novembre 1985 e di quelli a tempo determinato previsti dalla legislazione vigente;
- informazioni sui dati - ove disponibili - consuntivi sia qualitativi che quantitativi sull’occupazione, distinti per sesso, classi di età e qualifiche;
- tematiche della sicurezza e dell’ecologia, anche con riferimento ai rapporti con le istituzioni soprattutto per quanto attiene la qualità e la quantità dei rifiuti industriali.
L’osservatorio nazionale può assumere funzione propositiva, come previsto al secondo comma del successivo punto C) osservatorio provinciale.
Nella predetta sede l’Unionmeccanica darà inoltre informazioni globali, riguardanti le aziende associate, su:
- utilizzazione del lavoro a domicilio disciplinato dalla legge 18 dicembre 1973 n. 877 e andamento del decentramento produttivo.
L’osservatorio svolge altresì la funzione di garantire la realizzazione della corretta ed uniforme applicazione del Contratto collettivo nazionale di lavoro.
Sono costituiti osservatori regionali, composti da rappresentanti dell’Unionmeccanica e di Fim, Fiom, Uilm, con le medesime competenze e funzioni dell’osservatorio nazionale, ivi compresa quella di garantire la realizzazione della corretta ed uniforme applicazione del Contratto collettivo nazionale di lavoro.
Qualora una delle Rappresentanze rilevi comportamenti difformi da quelli previsti dalla presente normativa, essa avrà facoltà, previa comunicazione, di chiedere l’intervento dell’osservatorio nazionale.
Su richiesta di una delle parti, ove esista una presenza significativa di aziende, l’informazione predetta sarà suddivisa per i settori produttivi:
l) installatori di reti elettriche/telefoniche.
Sono costituiti osservatori provinciali, composti da rappresentanti dell’Unionmeccanica e da Fim, Fiom, Uilm, con le medesime competenze e funzioni dell’osservatorio nazionale ivi compresa quella di garantire la realizzazione della corretta ed uniforme applicazione del Contratto collettivo nazionale di lavoro.
L’osservatorio può assumere funzione propositiva anche nei confronti degli enti e delle Amministrazioni preposti per quanto attiene a:
- realizzazione di azioni positive per le lavoratrici e applicazione delle normative italiane e dei Paesi CEE in materia di pari opportunità;
- possibilità di realizzare, a favore dei lavoratori portatori di handicap e dei lavoratori tossicodipendenti interventi, anche in collegamento con gli enti istituzionali a ciò preposti;
- formazione e riqualificazione professionale, anche con specifici programmi finalizzati ed eventualmente utilizzando istituti o strumenti contrattuali vigenti;
- tematiche della disponibilità e del costo dell’energia;
- schede di qualità -prodotto per mezzo delle quali le parti si impegnano ad affrontare il miglioramento della qualità del prodotto all’interno di una gestione efficace della produzione.
Le parti, riaffermando lo specifico ruolo delle piccole e medie imprese rappresentate dall’Unionmeccanica, intendono stabilire, con questo Contratto e con la costituzione dell’osservatorio, nuove relazioni industriali per facilitare una ordinata e corretta gestione delle relazioni sindacali all’interno delle unità produttive.
L’organizzazione imprenditoriale territoriale nel primo quadrimestre di ogni anno, nel corso di un apposito incontro con Fim, Fiom, Uilm provinciali, fornirà alle stesse informazioni sulle prospettive produttive della globalità delle aziende associate, con particolare riguardo ai programmi di investimento che comportino nuovi insediamenti industriali o ampliamenti di significativa entità, ai criteri generali della loro localizzazione, alle implicazioni degli investimenti predetti sull’occupazione, alla mobilità e alle condizioni ambientali ed ecologiche.
Nel corso dello stesso incontro tra le Organizzazioni territoriali dell’Unionmeccanica e di Fim, Fiom, Uilm verranno inoltre fornite informazioni globali riferite alle aziende associate sulla situazione che - in rapporto ai suddetti programmi - potrà eventualmente determinarsi a seguito della esecuzione di contratti di fornitura.
Inoltre, nel corso dello stesso incontro, verranno fornite informazioni globali sulle tendenze dei processi di ristrutturazione dei settori produttivi, sulle modificazioni significative delle tecnologie e degli indirizzi produttivi fino ad allora adottati nell’ambito degli stessi, sull’eventuale decentramento o scorporo delle attività produttive.
Inoltre nel corso dello stesso incontro verranno fornite informazioni globali sulla situazione generale dell’occupazione del settore metalmeccanico, con particolare riguardo all’assunzione dei lavoratori di primo impiego.
Nell’ambito di tale informativa l’associazione territoriale trasmetterà inoltre ai sindacati provinciali di categoria, ogni sei mesi, un elenco delle aziende che si avvalgono di prestazioni di lavoro a domicilio disciplinato dalla legge 18 dicembre 1973, n. 877.
L’incontro a livello provinciale per fornire le informazioni sulle materie di cui sopra (ristrutturazione, modifiche di tecnologia, indirizzi produttivi, decentramento, lavoro a domicilio) avverrà una volta l’anno, salvo diversa intesa tra le parti.
Saranno fornite al sindacato, su richiesta dello stesso e nel corso di un apposito incontro annuale, da effettuarsi nella sede dell’Associazione imprenditoriale territoriale nella cui zona di competenza si trova la Direzione generale dell’azienda interessata, le seguenti informazioni:
a) le aziende forniranno informazioni sui dati consuntivi sia quantitativi che qualitativi dell’occupazione e su quelli relativi al prevedibile andamento occupazionale, anche in rapporto ai processi di ristrutturazione e riconversione aziendali, nonché all’utilizzazione delle normative in materia di occupazione femminile, giovanile ed agevolata;
Le Direzioni aziendali comunicheranno trimestralmente alla Rappresentanza sindacale aziendale i dati relativi alle mancate prestazioni a causa di malattia ed infortunio.
Di norma annualmente le aziende che occupano più di 200 dipendenti daranno ai sindacati provinciali di categoria, su richiesta degli stessi, nel corso di un apposito incontro convocato dall’Associazione imprenditoriale, nella cui area di competenza si trovi la Direzione dell’azienda interessata, informazioni intorno alle caratteristiche generali del decentramento produttivo, avente carattere permanente e/o ricorrente, nonché riguardo alle articolazioni per tipologie dell’attività decentrata e alla sua localizzazione indicata per grandi aree territoriali.
Le Direzioni delle unità produttive con più di 150 dipendenti informeranno in apposito incontro le Rappresentanze sindacali aziendali e tramite le Associazioni imprenditoriali di competenza i sindacati provinciali di categoria sulle operazioni di scorporo e decentramento permanente al di fuori dello stabilimento di importanti fasi dell’attività produttiva in atto qualora esse influiscano complessivamente sull’occupazione. In questi casi l’informazione riguarderà l’articolazione per tipologie dell’attività decentrata, la localizzazione del decentramento indicata per grandi aree territoriali nonché la consistenza quantitativa dell’attività da decentrare.
Quanto sopra non riguarda le normali operazioni di istituzione, chiusura, spostamento, ampliamento o riduzione di cantiere poste in essere dalle aziende di installazione e montaggio in relazione al carico di lavoro acquisito nell’ambito della loro tipica attività.
Mobilità orizzontale nell’ambito dell’unità produttiva
Le Direzioni delle unità produttive con più di 200 dipendenti informeranno preventivamente, in apposito incontro, le Rappresentanze sindacali aziendali e tramite l’Associazione imprenditoriale di competenza i sindacati provinciali di categoria, sugli spostamenti non temporanei nell’ambito dello stabilimento che interessino significative aliquote di lavoratori nei casi in cui essi non rientrino nelle necessità collegate alle normali esigenze tecniche, organizzative e produttive delle attività aziendali, ivi comprese quelle delle aziende di installazione e di montaggi nell’ambito della loro specifica attività.
Nell’ambito dell’osservatorio provinciale, l’Associazione imprenditoriale di competenza informerà preventivamente le rispettive Organizzazioni di Fim, Fiom, Uilm su rilevanti processi di innovazione tecnologica anche di strutture organizzative che stiano per essere avviati nelle singole unità produttive con più di 240 dipendenti e che comportino modifiche aventi conseguenze significative sull’organizzazione del lavoro.
La presente funzione dell’osservatorio sarà attivata dall’Associazione imprenditoriale con la fissazione di una data di incontro e si dovrà concludere entro cinque giorni da tale data, salvo diversa intesa tra le parti.
In tale ambito l’esame, a carattere preventivo, si articolerà in una informazione di parte imprenditoriale alla quale potranno seguire osservazioni da parte sindacale, e potrà concludersi con un parere finale comune o disgiunto.
L’esame verterà particolarmente su finalità e conseguenze delle innovazioni sulle condizioni di lavoro.
I singoli partecipanti agli incontri saranno tenuti all’obbligo della riservatezza e della segretezza circa le informazioni esplicitamente dichiarate tali.
Le parti convengono che, durante il periodo di cui sopra, non si darà luogo, da parte delle Organizzazioni sindacali, a manifestazioni di conflittualità e, da parte delle aziende, ad iniziative unilaterali purché l’esame sia sufficientemente anteriore rispetto alla messa in opera.
Per affrontare in modo coerente e concreto i problemi occupazionali derivanti da processi di ristrutturazione e di riconversione produttiva e di crisi aziendale di particolare rilevanza sociale, così come definite dalla legge 12 agosto 1977, n. 675 e successive modifiche, ivi compresi i casi di fallimento previsti dall’art. 25 della stessa legge, si conviene quanto segue:
a) il sistema di mobilità viene attivato per i casi e con le procedure disciplinati dalla legge 12 agosto 1977, n. 675;
b) compilazione in sede regionale di una lista unica dei lavoratori in mobilità a partire dalle liste aziendali secondo una graduatoria unica suddistinta per fasce professionali, il cui punteggio si fonderà sui criteri previsti dall’art. 15 della legge 29 aprile 1949, n. 264 sostituendo l’anzianità di iscrizione nelle liste di collocamento con l’anzianità di fruizione della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria.
La lista unica di mobilità sarà armonizzata in sede provinciale ogni tre mesi ai fini dell’avviamento al lavoro con richiesta numerica, con le liste previste dalla legge 29 aprile 1949, n. 264 secondo il criterio del rapporto tra il numero degli iscritti alle liste della legge 29 aprile 1949, n. 264 ed iscritti alla lista di mobilità.
Nell’individuare il numero degli iscritti al collocamento ordinario non si terrà conto di coloro che hanno un’anzianità di iscrizione pari od inferiore all’anno. Ogni trimestre si procederà in sede regionale al controllo amministrativo della lista ed al suo eventuale aggiornamento.
Gli avviamenti al lavoro saranno effettuati secondo le modalità previste dalla succitata legge 29 aprile 1949, n. 264 e dagli artt. 33, comma undicesimo, e 34 della legge 20 maggio 1970, n. 300;
c) i contratti di lavoro derivanti da offerte conseguenti al sistema di cui al punto precedente saranno stipulati secondo quanto previsto dal presente Contratto collettivo. Il lavoratore giudicato non idoneo alla visita medica o che non abbia superato il periodo di prova, concorre nella lista di collocamento di cui al precedente punto b) con la stessa posizione di graduatoria che egli ricopriva quando è stato avviato al lavoro;
d) il lavoratore che non accetti offerte di impiego aventi caratteristica di equivalenza professionale in azienda operante in un’area compresa entro 50 km dal comune di residenza - salvo che la particolare localizzazione dell’azienda consigli un esame specifico in sede territoriale - decade dal diritto alle erogazioni della Cassa Integrazione Guadagni al termine del periodo per il quale era stata autorizzata nonché da qualsiasi erogazione a carico dell’azienda;
e) trascorsi 5 mesi dall’inserimento dei lavoratori interessati nella lista di cui al punto b) sarà effettuata fra l’associazione territoriale imprenditoriale e i sindacati provinciali di categoria dei lavoratori, nel corso di un apposito incontro, una verifica avente le seguenti caratteristiche e finalità:
1) accertamento della situazione che si è determinata nella lista a seguito del funzionamento del sistema descritto nei punti precedenti;
2) ricognizione delle previsioni quantitative e qualitative dell’andamento occupazionale del sistema di imprese;
3) proposizione per i lavoratori che al momento della verifica non avessero ancora ricevuto un’offerta di lavoro di eventuali iniziative di formazione professionale consone alle previsioni qualitative e quantitative di cui al punto 2);
4) eventuale proposta di proroga della Cassa Integrazione Guadagni anche con l’obiettivo di promuovere nel frattempo le condizioni per favorire l’offerta di lavoro, compatibilmente con la situazione in atto nell’area territoriale.
Le parti in occasione di una delle verifiche previste da questo punto concorderanno l’uscita dalla lista dei lavoratori in mobilità iscritti da almeno due anni e fruenti della Cassa Integrazione Guadagni che fino a quel momento non abbiano ricevuto offerta di lavoro, i quali in virtù del mantenimento del rapporto di lavoro con l’azienda di appartenenza rientreranno nell’azienda stessa. Tutto ciò fatte salve le norme e le procedure di legge e di contratto;
5) le ulteriori verifiche avranno di norma cadenza trimestrale;
f) nei confronti del lavoratore in mobilità che senza giustificato impedimento rifiuti di frequentare o frequenti in modo irregolare i corsi di formazione, si produrranno le conseguenze previste al punto d).
Il quadro generale entro cui collocare i processi di mobilità riguarda, oltre le parti che hanno stipulato il presente Accordo, anche le altre componenti istituzionali, economiche e sociali, che possono contribuire alla risoluzione del problema.
Le parti solleciteranno le varie componenti a presentare in sede di confronto iniziative e strumenti atti a sostenere i livelli occupazionali delle situazioni in crisi.
Le parti ritengono inoltre che l’intera materia relativa al riordino del mercato del lavoro e del collocamento e ricollocamento dei lavoratori, necessiti di una definizione organica legislativa che tenga conto delle esigenze emergenti dalla dinamica e struttura del mercato del lavoro e corrisponda alle esigenze di incontro fra domanda e offerta di lavoro.
Le parti hanno definito quanto previsto al titolo di cui sopra per favorire l’assorbimento degli elementi anche attraverso l’unificazione degli strumenti idonei ad intervenire in questo ambito.
L’intero sistema opererà anche agli effetti dell’art. 4bis della legge 9 febbraio 1979, n. 36, in quanto si realizzi il sistema di avviamento al lavoro previsto al punto b) del titolo sopra.
Le parti non hanno peraltro inteso modificare gli accordi e le norme vigenti in materia se non per quanto previsto dal presente articolo.
Nei casi di cui alla legge 20 maggio 1975, n. 164, l’azienda interessata comunicherà preventivamente alla Rappresentanza sindacale aziendale e per il tramite della Associazione imprenditoriale territoriale a Fim, Fiom, Uilm provinciali la prevedibile durata della contrazione, il numero dei lavoratori interessati, le cause relative.
A tale comunicazione seguirà, su richiesta delle parti, un incontro presso l’Associazione imprenditoriale per l’esame congiunto della situazione e dei problemi ad essa connessi al fine di adottare le misure che assicurino la salvaguardia e lo sviluppo dell’occupazione.
Per i termini della procedura si fa riferimento alla legge n. 164/75.
Art. 3 Ammissione e lavoro delle donne, dei minori e dei soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria
L’ammissione ed il lavoro delle donne, dei minori e dei soggetti aventi diritto ad assunzione obbligatoria sono regolati dalle disposizioni di legge.
Per quanto riguarda l’adeguatezza delle condizioni di lavoro alle capacità lavorative di questa speciale categoria di invalidi, le parti stipulanti, in considerazione del problema speciale che essi rappresentano, dichiarano che si adopereranno congiuntamente per la realizzazione delle iniziative e dei provvedimenti necessari per dare attuazione ai "sistemi di lavoro protetto" di cui all’art. 25 della legge 3 marzo 1971, n. 118. In tale spirito convengono di intervenire comunemente presso i Ministeri del lavoro e della sanità affinché il problema venga considerato ed affrontato con maggiore sensibilità.
Art. 4 Consegna e restituzione documenti di lavoro
All’atto dell’assunzione il lavoratore esibirà ove ne sia in possesso la sezione del libretto sanitario personale e di rischio da compilarsi a cura dell’azienda.
Art. 6 Classificazione dei lavoratori
1) il sistema sarà basato sul riconoscimento e la valorizzazione della capacità professionale dei lavoratori. In questo senso le parti intendono promuovere lo sviluppo e la valorizzazione delle capacità professionali dei lavoratori nell’ambito di quanto richiesto dalle attività aziendali e nel comune interesse di un equilibrato evolversi delle tecnologie, delle organizzazioni, della produttività, e delle capacità professionali stesse;
Le successive sperimentazioni, in aree da individuare a livello aziendale, potranno svilupparsi ove si realizzino con continuità la rispondenza dei risultati ai valori di efficienza produttiva e qualitativa previsti e l’impegno dei lavoratori alle modificazioni che riguardano la loro prestazione. L’informativa sugli studi e sulle sperimentazioni sarà materia di un incontro congiunto tra le parti su richiesta anche di una di esse;
4) il sistema prevede una mobilità verticale che si svolgerà nell’ambito delle esigenze organizzative ed economico-produttive della azienda e pertanto non darà luogo ad una dinamica automatica ed illimitata.
Le parti convengono sulla opportunità di definire un nuovo sistema di classificazione più aderente alla specifica realtà produttiva della piccola e media impresa, alla necessità di privilegiare la professionalità e di cogliere l’emergere di nuovi profili professionali.
In questo ambito, oltre all’inserimento degli ulteriori profili professionali realizzato nel presente Contratto collettivo nazionale di lavoro, le parti convengono che:
1) entro 6 mesi dalla decorrenza del presente Contratto, sarà istituita una Commissione paritetica nazionale per poteri negoziali finalizzata alla realizzazione di un nuovo sistema di classificazione per operai, categorie speciali, impiegati e quadri e con il compito di:
a) esaminare l’evoluzione di profili professionali con particolare riguardo a quelli conseguenti l’introduzione di tecnologie innovative e di significativi mutamenti dell’organizzazione del lavoro;
c) definire una proposta complessiva di nuova classificazione dei lavoratori che si articoli su aree professionali e relative declaratorie e profili, numero delle stesse e parametri corrispondenti;
2) di norma la Commissione si unirà ogni 3 mesi;
3) sette mesi prima della scadenza del presente Contratto collettivo nazionale di lavoro, la Commissione terminerà i suoi lavori con decisione comune in materia di nuova classificazione dei lavoratori secondo quanto previsto al punto c) in ordine ai tempi di attuazione, alle sue modalità ed ai costi relativi;
4) in ogni caso, e fino all’introduzione del nuovo sistema di classificazione, l’attuale inquadramento dovrà rimanere operante in tutti i suoi aspetti.
Le parti ricercheranno la specifica individuazione dei profili, articolati e non, relativa a:
- telefonia (installazione di reti aeree, in sotterraneo e di impianti interni);
- produzione ed installazione di servizi informatici;
- telematica.
La durata massima settimanale del lavoro ordinario viene fissata in 40 ore. Ai soli fini legali i limiti del lavoro ordinario rimangono quelli fissati dalle vigenti disposizioni di legge. L’orario giornaliero di lavoro sarà esposto su apposita tabella da affiggersi secondo norme di legge. Le ore di lavoro sono contate con l’orologio di stabilimento o reparto.
Ferma restando la durata dell’orario normale contrattuale di 40 ore settimanali:
- a partire dal 1 gennaio 1989 verranno concesse 20 ore di riduzione generalizzata dell’orario di lavoro, da utilizzare collettivamente, con permessi giornalieri retribuiti in ragione di 5 minuti all’inizio o al termine della giornata di lavoro, salvo modalità diverse stabilite previo esame con le Rappresentanze sindacali aziendali. In questo ultimo caso vale la normativa di cui al punto 1) delle "Modifiche apportate all’art. 7 dell’Accordo 20 luglio 1983";
- a partire dal 1 gennaio 1988, il 50 per cento delle ore di riduzione, indicate al punto 1) delle "Modifiche apportate all’art. 7 dell’Accordo 20 luglio 1983", verrà utilizzato o con le modalità decise - per gruppi di lavoratori - secondo quanto previsto al comma successivo, o secondo le modalità di cui all’alinea precedente.
La ripartizione giornaliera dell’orario di lavoro settimanale contrattuale viene stabilita dalla Direzione aziendale anche in modo non uniforme, previo esame con le Rappresentanze sindacali aziendali.
Nel caso di ripartizione dell’orario settimanale su 6 giorni il lavoro cessa di massima alle ore 13 del sabato, fatta eccezione in ogni caso per le attività di cui al comma undicesimo del presente articolo.
Per gli impianti che richiedono un lavoro ininterrotto di 7 giorni alla settimana, la durata normale dell’orario di lavoro potrà risultare da una media plurisettimanale con un massimo di 48 ore settimanali.
Nei casi di più turni, per prestazioni che richiedono continuità di presenza, il lavoratore del turno cessante potrà lasciare il posto di lavoro quando sia stato sostituito. La sostituzione dovrà avvenire entro un termine massimo di un numero di ore corrispondente alla metà del turno. Quando non sia possibile addivenire alla tempestiva sostituzione e le mansioni siano tali che dalla sua assenza possa derivare pregiudizio alla produzione ed al lavoro di altri lavoratori, in via eccezionale, il termine di cui innanzi potrà essere prolungato per tutta la durata del turno. Queste prolungate prestazioni per le ore che eccedano l’orario ordinario giornaliero sono considerate straordinarie e come tali retribuite.
Allo scopo di evitare che una parte della maestranza abbia a prestare la sua opera esclusivamente in ore notturne, le aziende, in conformità alla distribuzione dell’orario stabilito, cureranno l’alternarsi degli operai nei diversi turni.
Quando l’assegnazione a turni svolgentisi anche in ore notturne costituisce una innovazione, sarà consentito al lavoratore di far accertare dal medico la sua idoneità a prestare lavoro in ore notturne.
L’orario di lavoro per il personale addetto a:
a) manutenzione, pulizie, riparazione degli impianti quando tali operazioni non possono compiersi in altri giorni feriali della settimana senza danno per l’esercizio o pericolo per il personale;
d) lavoro a turni.
Le parti convengono che con decorrenza dal 1 luglio 1978 tutti i lavoratori, addetti a turni avvicendati, beneficeranno di mezz’ora retribuita per la refezione nelle ore di presenza in azienda.
In occasione di tale incontro saranno anche individuate soluzioni transitorie ed articolate nel tempo, quali recuperi, accantonamenti, o altre forme concordate, per attività le cui condizioni tecnico- organizzative non consentano alla data del 1 luglio 1978 l’effettivo godimento del beneficio sopra indicato.
I benefici che discendono dalla presente norma saranno assorbiti fino a concorrenza da eventuali trattamenti particolari vigenti nelle aziende in materia di intervallo per la refezione.
Da tale disciplina sono esclusi i lavoratori a turni avvicendati, i quali già usufruiscono nell’ambito delle 8 ore di presenza di pause retribuite complessivamente non inferiori a 30 minuti, che consentano il consumo dei pasti, ad eccezione di quelle che siano state esplicitamente concesse ad altro titolo.
A far data dal 1 gennaio 1985 cesserà tale regime che verrà sostituito con il riconoscimento di sei gruppi di 8 ore retribuite in ragione di anno di servizio o frazione di esso, da fruire mediante permessi individuali o con altre modalità che le aziende potranno stabilire, previo esame comune con le Rappresentanze sindacali aziendali, compatibilmente con le specifiche esigenze aziendali.
Per le modalità di utilizzazione dei suddetti permessi individuali nonché per i criteri di assorbimento valgono le norme stabilite dall’Accordo 20 luglio 1983 su "Riduzioni di orario di lavoro", di seguito riportate.
I lavoratori turnisti, in aggiunta a quanto previsto nei commi precedenti, hanno diritto a godere di giornate di riposo retribuito nel corso dell’anno solare a compenso delle festività individualmente lavorate nello stesso periodo oltre il numero di 7.
Le parti prenderanno in considerazione in sede nazionale l’evoluzione della politica industriale nel Mezzogiorno per esaminare l’applicazione presso i nuovi insediamenti produttivi di articolazioni e di regimi di orario, diversi da quelli previsti dall’art. 7, disciplina generale, con lo scopo di assicurare un ampliamento dei livelli di occupazione e una più elevata utilizzazione degli impianti.
Riduzione dell’orario di lavoro: modifiche apportate all’art. 7 dall’Accordo 20 luglio 1983
5) Le riduzioni di orario, di cui al presente Accordo, non si applicano, fino a concorrenza, ai prestatori che osservano orari di lavoro articolati, secondo modalità non specificamente previste dal contratto di categoria e con orari settimanali o plurisettimanali di lavoro effettivo inferiore alle 40 ore quale, ad esempio, il turno di 7 ore per 5 giornate settimanali.
6) Le parti concordano la trasformazione di eventuali pause collettive in pause individuali a partire dal 1 gennaio 1985.
In previsione di ciò le parti procederanno, a livello aziendale, ad un esame per la definizione delle modalità applicative di tale trasformazione.
7) Non sono riassorbibili le pause ed i periodi di riposo motivati da ragioni fisiologiche o tecnologiche.
8) I contenuti della presente regolamentazione saranno assorbiti fino a concorrenza in caso di provvedimenti legislativi e/o di accordi anche interconfederali.
Nel 1° semestre 1989 le parti si incontreranno, nell’ambito dell’osservatorio nazionale, per valutare complessivamente aspetti e sviluppi della riduzione dell’orario di lavoro.
Art. 8 Flessibilità della prestazione
Le parti confermano l’impegno a migliorare qualitativamente e quantitativamente il rapporto tra la prestazione contrattualmente dovuta e quella effettivamente resa, identificando nuove articolazioni e modalità di gestione flessibile delle prestazioni.
Al fine di rendere più concreto l’adeguamento delle capacità aziendali, con un maggior utilizzo degli impianti, alle esigenze dell’andamento produttivo e di mercato e sulla scorta delle previsioni di vendita, l’azienda potrà ricorrere - anche per singoli reparti, tipi di lavorazioni o gruppi di lavoratori - alla flessibilità settimanale o plurisettimanale dell’orario normale di lavoro, ferme restando le attuali condizioni di durata dello stesso.
Il ricorso al regime di flessibilità, la sua quantità e articolazione vengono stabiliti dalla direzione previo esame motivato con le Rappresentanze sindacali aziendali almeno una settimana prima del periodo interessato secondo quanto previsto dal terzo comma dell’art. 7 disciplina generale. In tale contesto la distribuzione della prestazione potrà essere articolata anche in giornate non cadenti nel periodo settimanale in cui è distribuito l’orario normale di lavoro con esclusione delle domeniche e delle festività.
Qualora in regime di flessibilità, la prestazione effettiva del singolo lavoratore dovesse risultare mediamente inferiore alle 40 settimanali l’azienda darà luogo, nel trimestre successivo all’effettuazione del regime di flessibilità, al recupero della prestazione lavorativa pari alle ore non effettuate o alla trattenuta della retribuzione corrispondente dopo aver sentito il lavoratore.
Allo scopo di far coincidere, per quanto possibile, il riposo settimanale con la domenica anche per i lavoratori lavoranti in turni, si conviene che l’orario di lavoro debba decorrere dal lunedì alla domenica compresa.
Art. 11 Forme di retribuzione
c) con altre forme di retribuzione a rendimento determinato in relazione alle possibilità tecniche e all’incremento della produzione.
Art. 15 Indennità di alta montagna e di sottosuolo
Particolari indennità devono essere fissate tra le Associazioni territoriali Unionmeccanica e le Organizzazioni sindacali locali per i lavoratori che vengono inviati in trasferta o trasferiti in alta montagna (oltre 1.500 m di altezza) o inviati o che già prestino attività nel sottosuolo.
Art. 17 Nuove mansioni
Per mansioni nuove non previste nelle esemplificazioni contrattuali, l’azienda darà comunicazione, tramite la propria Associazione, all’Organizzazione dei lavoratori della categoria retributiva nella quale il lavoratore è stato inserito.
In tal caso il sindacato potrà formulare i suoi rilievi.
Art. 19 Indumenti di lavoro
Art. 21 Reclami e controversie
Ferme restando le possibilità di accordo tra le parti interessate per eventuali reclami nell’applicazione del presente Contratto, le controversie individuali e collettive tra aziende e lavoratori saranno risolte possibilmente in prima istanza tra la Direzione aziendale e le Rappresentanze sindacali aziendali e, in difetto di accordo, dalle rispettive competenti Organizzazioni sindacali.
Le controversie collettive sulle applicazioni del presente Contratto, saranno esaminate dalle competenti Organizzazioni sindacali territoriali aderenti rispettivamente alle Associazioni sindacali congiuntamente stipulanti ed alla Unionmeccanica, in caso di mancato accordo, a livello nazionale dalle Associazioni sindacali congiuntamente stipulanti e dalla Unionmeccanica.
Art. 22 Disciplina aziendale. Doveri delle parti
Il lavoratore deve tenere un contegno rispondente ai doveri inerenti all’esplicazione delle mansioni affidategli mantenendo rapporti di educazione sia verso i compagni di lavoro che nei confronti dei superiori e dei subordinati: il lavoratore è subordinato ai propri superiori con i quali deve collaborare.
4) astenersi dallo svolgere, durante l’orario di lavoro, azioni che possano distoglierlo dall’espletamento delle mansioni affidategli;
L’azienda impronterà i rapporti con i dipendenti a sensi di educazione e di rispetto della dignità personale del lavoratore.
L’azienda avrà cura di mettere il lavoratore in condizione di evitare equivoci circa le persone alle quali, oltreché al superiore diretto, è tenuto a rivolgersi in caso di necessità e delle quali è tenuto ad osservare le disposizioni.
L’azienda inoltre è impegnata a mettere a disposizione del lavoratore quanto occorrente all’espletamento delle sue mansioni.
L’azienda deve infine adottare tutte le misure che, secondo la particolarità del lavoro e la tecnica richiesta per le lavorazioni, sono necessarie a tutelare la integrità fisica del lavoratore; a tale scopo l’azienda si impegna a portare a conoscenza dei lavoratori ed a far rispettare le disposizioni di propria emanazione sulla prevenzione degli infortuni.
4) Consegna e conservazione materiali ed utensili
Danni alla lavorazione
- Il lavoratore deve essere messo in grado di conservare quanto consegnatogli; in caso contrario ha diritto di declinare le proprie responsabilità, informandone tempestivamente il suo superiore diretto e la Direzione dell’azienda.
Il lavoratore non può apportare nessuna modifica agli oggetti affidatigli senza l’autorizzazione del superiore diretto; qualunque variante fatta arbitrariamente dà diritto all’azienda di rivalersi dei danni subiti.
Art. 24 Provvedimenti disciplinari
Le inosservanze del lavoratore ai doveri di cui all’art. 22 disciplina generale, possono dar luogo, a seconda della loro gravità, all’adozione dei seguenti provvedimenti:
c) multa non superiore all’importo di tre ore di retribuzione globale (paga o stipendio base e contingenza);
3) inosservanza delle misure di prevenzione degli infortuni e delle disposizioni a tale scopo emanate dall’azienda, quando non ricadono i casi previsti dai successivi commi d) ed e);
3) inosservanza delle misure di prevenzione degli infortuni e delle relative disposizioni emanate dall’azienda, quando la mancanza possa cagionare danni lievi alle cose e nessun danno alle persone;
6) esecuzione entro l’azienda di lavori per proprio conto, fuori dell’orario di lavoro e senza sottrazione di materiale dell’azienda;
5) grave insubordinazione verso i superiori, minacce o vie di fatto o rifiuti di obbedienza ad ordini;
Le parti, anche in armonia con le vigenti disposizioni di legge sulla materia, rivolgono particolare attenzione alle condizioni ambientali nelle quali si svolge l’attività produttiva al fine di una sempre più efficace sicurezza e tutela della salute dei lavoratori.
Convengono pertanto di dare una regolazione concreta alla normativa stabilita dall’art. 9 della legge del 20 maggio 1970, n. 300.
In conformità ai criteri stabiliti dal citato articolo i rappresentanti sindacali aziendali di cui all’art. 43, disciplina generale, svolgono i compiti di controllo e le iniziative promozionali previste dal richiamato disposto di legge.
- controllano l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali;
- promuovono la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori.
Le associazioni territoriali dell’Unionmeccanica e di Fim, Fiom e Uilm concorderanno - a livello provinciale - un elenco di enti di diritto pubblico specializzati in medicina del lavoro fra i quali le rappresentanze sindacali aziendali sceglieranno quello cui affidare il compito di procedere alle rilevazioni.
I procedere alle rilevazioni.
I medici e gli esperti incaricati delle indagini e degli accertamenti sono vincolati al segreto sulle tecnologie e sui metodi di produzione di cui possono venire a conoscenza nello svolgimento dell’incarico loro affidato.
Le modalità di intervento dell’ente verranno individuate tra la direzione aziendale e i rappresentanti sindacali aziendali di cui all’art. 34, disciplina generale.
a) il registro dei dati ambientali, tenuto e aggiornato a cura dell’azienda, nel quale saranno annotati i risultati delle rilevazioni effettuate dagli enti di cui sopra in ordine al microclima ed agli altri fattori che interessano l’ambiente di lavoro;
b) il registro dei dati biostatistici, tenuto ed aggiornato a cura dell’azienda, nel quale saranno annotati i risultati statistici delle visite mediche e degli esami periodici, nonché le assenze per infortunio, malattia professionale e malattia comune;
- visite periodiche compiute dall’azienda per obbligo di legge;
- le visite di idoneità compiute da enti pubblici ai sensi dell’art. 5, comma terzo, della legge 20 maggio 1970, n. 300;
Le aziende, ai sensi di legge, manterranno i locali di lavoro in condizioni che assicurino la salubrità e l’igiene dell’ambiente, curandone la areazione, la pulizia, l’illuminazione e possibilmente il riscaldamento.
Fatto salvo il rispetto per il segreto industriale, le aziende forniranno, alle rappresentanze sindacali aziendali di ogni stabilimento, l’elenco delle sostanze presenti nelle lavorazioni quando queste siano relative alle malattie professionali e/o quelle per le quali vige l’obbligo delle visite preventive e/o periodiche.
L’elenco di cui sopra verrà fornito entro 6 mesi dalla stipulazione del contratto e verrà aggiornato con i criteri indicati nel precedente capoverso, in caso di modifiche delle lavorazioni che comportino l’impiego di nuove sostanze.
Da parte sua il lavoratore è tenuto all’osservanza scrupolosa delle prescrizioni che, in adempimento delle leggi, gli verranno rese note dall’azienda; in particolare è tenuto a servirsi dei mezzi protettivi curando altresì la perfetta conservazione dei mezzi stessi.
Le parti convengono che, nella scelta degli enti specializzati in medicina del lavoro, si farà ricorso ad enti pubblici o di diritto pubblico, e che, in considerazione delle particolari caratteristiche delle piccole aziende ed allo scopo di garantire l’attuazione concreta ed uniforme della normativa del presente articolo, attraverso strumenti operativi di agevole gestione, il registro dei dati ambientali, quello dei dati biostatistici e il libretto sanitario e di rischio individuale verranno elaborati di comune accordo tra le parti stipulanti.
Art. 26 Appalti
I contratti di appalto continuativi svolti in azienda - stipulati durante il periodo di vigenza contrattuale - saranno limitati ai casi imposti da esigenze tecniche organizzative, gestionali ed economiche.
A richiesta delle rappresentanze sindacali aziendali detti casi potranno formare oggetto di verifica e ciò in relazione anche ai prevedibili riflessi sulla occupazione.
Art. 32 Assemblea
Le organizzazioni sindacali stipulanti possono effettuare riunioni anche con la partecipazione di propri dirigenti esterni, in ambienti messi a disposizione dalla azienda, fuori dell’orario di lavoro.
Qualora la richiesta di convocazione delle riunioni sia fatta congiuntamente dalle organizzazioni sindacali stipulanti, è ammesso lo svolgimento delle stesse anche durante l’orario di lavoro entro il limite massimo di 10 ore nell’anno solare, per le quali sarà corrisposta la normale retribuzione.
Di norma l’assemblea avrà luogo al termine della giornata lavorativa o del turno, per i turnisti. Le organizzazioni sindacali daranno preventiva comunicazione di almeno 48 ore della volontà di effettuare una assemblea, del relativo ordine del giorno, e dei nominativi dei dirigenti esterni qualora questi intendano partecipare.
Le ulteriori modalità per lo svolgimento delle assemblee sono concordate in sede provinciale.
Analogo diritto di assemblea viene riconosciuto anche nelle unità produttive con almeno dieci dipendenti nel limite massimo di otto ore annue retribuite, salvo che non ricorra l’ipotesi di cui al secondo comma, art. 35, della legge 20 maggio 1970, n. 300.
Le parti si danno atto che quanto previsto dal presente CCNL, in ordine ai diritti sindacali, comprende la disciplina di cui alla legge 20 maggio 1970, n. 300 per gli stessi titoli.
Art. 38 Affissione della stampa dei sindacati
Il diritto di affissione è regolato dall’art. 25 della legge 20 maggio 1970, n. 300.
Art. 41 Locali delle rappresentanze sindacali aziendali
Si richiama in materia quanto disposto dall’art. 27 della legge 20 maggio 1970, n. 300.
Art. 1 Soggetti destinatari della disciplina speciale parte prima
Fermo restando quanto previsto dall’art. 3 disciplina speciale parte prima, è ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore o per interruzioni di lavoro concordate fra le Organizzazioni sindacali periferiche o tra le Direzioni e le Rappresentanze sindacali o anche, per casi individuali, fra le parti interessate, purché il recupero stesso sia contenuto nel limite di un’ora al giorno e si effettui entro i 30 giorni immediatamente successivi a quello in cui è avvenuta l’interruzione.
Resta inteso che in caso di regime di flessibilità operante le ore massime di cui sopra sono comprensive delle ore effettuate oltre le 40 settimanali e le 8 giornaliere (per le quali verrà applicato il criterio della comunicazione preventiva di cui al comma nono).
L’azienda potrà ricorrere a lavoro straordinario nei seguenti casi indicativi:
e) particolari situazioni dovute all’adempimento di pratiche di natura tecnico-amministrativa.
L’azienda potrà comandare prestazioni straordinarie fino ad un massimo individuale di 32 ore annuali per ciascun lavoratore di produzione e di 36 ore annuali per ciascun lavoratore non in produzione. In tali casi l’azienda fornirà successivamente alle Rappresentanze sindacali aziendali, nei tempi tecnici possibili e comunque entro due settimane, le informazioni relative.
Per le restanti ore, la Direzione darà comunicazione preventiva, in apposito incontro, alle Rappresentanze sindacali aziendali.
Resta inteso che, qualora in regime di flessibilità, la prestazione media settimanale del lavoratore risulti superiore alle 40 ore settimanali, l’azienda darà luogo, nel trimestre successivo all’effettuazione del regime di flessibilità, allo svolgimento di un orario inferiore a conguaglio o al pagamento delle ore eccedenti come straordinario con relativa maggiorazione dopo aver sentito il lavoratore.
La qualifica legale e i relativi adempimenti per il lavoro straordinario rimangono nei termini i fissati dalle vigenti disposizioni di legge.
I lavoratori non potranno esimersi dall’effettuazione del lavoro straordinario così come definito in sede aziendale secondo i criteri indicati ai commi precedenti, salvo casi di giustificati motivi di impedimenti individuali, aventi carattere transitorio ed eccezionale; in pari tempo nessun lavoratore può essere obbligato ad effettuare ore straordinarie oltre i limiti stabiliti dal presente articolo.
Art. 7 Cottimo
1) Nei casi in cui, allo scopo di consentire l’incremento della produzione, la valutazione della prestazione di un lavoratore o di una squadra di lavoratori sia fatta in base al risultato delle misurazioni, o di criteri sostitutivi a stima, dei tempi di lavorazione oppure la prestazione sia vincolata alla osservanza di un determinato ritmo produttivo in conseguenza della organizzazione del lavoro o anche sia richiesta la realizzazione di un risultato produttivo predeterminato superiore a quello conseguibile attraverso il lavoro ad economia, il lavoratore o la squadra di lavoratori dovranno essere retribuiti a cottimo o con altre forme di retribuzione e rendimento (come nel caso di linee a catena, a flusso continuo, giostre, catene, circuiti ecc.) soggette alla disciplina del lavoro a cottimo in quanto tecnicamente applicabile.
4) L’azienda, tramite la sua associazione sindacale, comunicherà ai sindacati provinciali dei lavoratori il sistema di cottimo in vigore in tutti i suoi elementi costitutivi. Le comunicazioni formeranno oggetto di esame da parte dei sindacati provinciali che potranno richiedere ulteriori informazioni e chiarimenti ed avanzare contestazioni di merito.
5) Nel caso di modifiche anche parziali dei cottimi di una certa rilevanza o che abbiano comunque influenza sul sistema in atto (es.: metodi di rilevazione dei tempi, coefficienti di maggiorazione, determinazione dell’utile di cottimo) oppure di introduzione di nuovi sistemi, l’azienda è tenuta a darne preventiva comunicazione ai sindacati provinciali dei lavoratori.
6) I lavoranti a cottimo dovranno essere messi a conoscenza, all’inizio del lavoro, per iscritto - per affissione nei reparti in cui lavorano quando si tratta di cottimi di squadra o collettivi - del lavoro da eseguire e della corrispondente tariffa di cottimo (a tempo od a prezzo) nonché di ogni elemento necessario per il computo dell’utile di cottimo stesso.
Nel caso in cui il reclamo non abbia avuto immediato seguito o il lavoratore non ritenga soddisfacente l’esito, potrà avanzare reclamo scritto alla Direzione aziendale tramite gli Organismi sindacali aziendali perché venga esperito il tentativo di conciliazione.
Nel caso di mancato accordo, la controversia sarà esaminata, entro i 15 giorni successivi, tra l’azienda ed il sindacato provinciale cui aderisce il lavoratore (o con i sindacati provinciali in caso di controversie plurime).
Art. 8 Norme particolari per le linee a catena a flusso continuo
1) Le aziende, in relazione al sistema di lavorazione adottato (a catena, a flusso continuo, giostre e circuiti ecc.), ed alle caratteristiche tecnico-organizzative delle lavorazioni stesse, comunicheranno alle Organizzazioni sindacali, in quanto in atto: - il limite massimo per il grado di saturazione media;
- la percentuale dei lavoratori (battipaglia o rimpiazzi) per temporanee sostituzioni degli addetti che si assentino per fabbisogni fisiologici salvo che a tale esigenza non si sia provveduto in relazione alla situazione tecnica in sede di determinazione di tempi;
- l’ammontare di una indennità particolare.
3) In caso di modifiche anche parziali di una certa rilevanza o che abbiano comunque influenza sul sistema in atto, o di introduzione per la prima volta di sistemi di lavorazione con linee a catena od a flusso continuo ecc., alla prevista comunicazione delle modifiche o della introduzione seguirà, a richiesta, un esame comune tra le parti.
4) La percentuale di guadagno per ciascuna linea a catena, flusso continuo ecc., è commisurata al livello di prestazione corrispondente al tempo assegnato, fermo restando il diritto del lavoratore al minimo di cottimo di cui al comma secondo dell’art. 7.
5) Per quanto concerne le controversie, si seguirà la procedura prevista al comma ventunesimo dell’art. 7, disciplina speciale parte prima.
Quando per cause dovute ad imprescindibili esigenze tecniche della lavorazione ed in via del tutto eccezionale, il lavoratore non sia ammesso al godimento delle ferie collettive si concorderà il rinvio ad altra epoca nel corso dell’anno del godimento delle ferie stesse.
L’infortunio sul lavoro, anche se consente la continuazione dell’attività lavorativa, deve essere denunciato immediatamente dal lavoratore al proprio superiore diretto perché possano essere prestate le previste cure del pronto soccorso ed effettuate le denunce di legge.
Art. 22 Addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa o custodia
VII) In riferimento all’art. 19, disciplina generale, ai lavoratori che devono svolgere le proprie mansioni esposti alle intemperie l’azienda dovrà dare in dotazione appositi indumenti protettivi.
IX) Le condizioni di lavoro dei portinai e custodi con alloggio di fabbrica nello stabilimento o nelle immediate vicinanze in relazione alle mansioni svolte, continueranno ad essere regolate da accordi particolari; gli interessati possono chiedere l’assistenza delle rispettive Organizzazioni sindacali.
Art. 1 Soggetti destinatari della disciplina speciale parte seconda
La presente parte si applica ai lavoratori la cui prestazione possiede i requisiti stabiliti dall’Accordo del 28 novembre 1973 intervenuto tra la Animem-Confapi e le Organizzazioni sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm-Uil riunite nella Federazione Lavoratori Metalmeccanici.
Art. 1 Soggetti destinatari della disciplina speciale parte terza
L’azienda potrà ricorrere al lavoro straordinario nei seguenti casi indicativi:
Per le restanti ore, la Direzione darà comunicazione preventiva in apposito incontro alle Rappresentanze sindacali aziendali.
Per i lavoratori ai quali si applica la disciplina speciale parte terza, si considera lavoro notturno quello compreso tra le ore 21 e le 6 del mattino.
I lavoratori non potranno esimersi dall’effettuazione del lavoro straordinario così come definito in sede aziendale secondo i criteri indicati ai commi precedenti salvo casi di giustificati motivi di impedimenti individuali, aventi carattere transitorio ed eccezionale; in pari tempo nessun lavoratore può essere obbligato ad effettuare ore straordinarie oltre i limiti stabiliti dal presente articolo.
Non è ammessa la rinuncia sia tacita che esplicita al godimento annuale delle ferie. Quando per cause dovute ad imprescindibili esigenze tecniche della lavorazione, ed in via del tutto eccezionale, al lavoratore non sia consentito il godimento delle ferie collettive si concorderà il rinvio ad altra epoca nel corso dell’anno del godimento delle ferie.
Art. 1 Soggetti destinatari della disciplina speciale parte quarta
Le parti si danno atto che i contenuti delle informazioni, così come l’articolazione per sedi e casi esclusi, hanno costituito comuni presupposti per la stipulazione delle norme relative al "Sistema di informazione per la piccola e media industria metalmeccanica".
Pertanto iniziative e/o comportamenti posti in essere da Fim, Fiom, Uilm dai sindacati territoriali di categoria o dalle istanze rappresentative aziendali riconosciute da Fim, Fiom, Uilm ed attuati in violazione degli impegni così come definiti dall’art. 1 della disciplina generale daranno facoltà all’Unionmeccanica di dichiararsi, previo esame della situazione da compiersi in sede nazionale fra le Organizzazioni stipulanti, sciolta dalle specifiche obbligazioni assunte in tali presupposti.
Contratto nazionale per la disciplina dell’apprendistato nella piccola e media industria metalmeccanica ed installazione impianti Roma, 23 dicembre 1986
Per quanto non è contemplato dalle disposizioni di legge e dal presente Contratto, valgono per gli apprendisti le norme del CCNL 23 dicembre 1986.
Oltre alle normali registrazioni sul libretto di lavoro, all’apprendista sarà rilasciato dall’azienda, in caso di risoluzione del rapporto, un documento che attesti i periodi di tirocinio già compiuti e le attività per le quali sono stati effettuati. […]
Per aver diritto ad essere ammesso ai minori periodi di tirocinio elencati nella tabella, l’apprendista, all’atto dell’assunzione o all’atto del conseguimento del titolo scolastico, se conseguito durante il periodo di tirocinio, dovrà presentare il titolo scolastico originale o apposito certificato debitamente autenticato.
Per l’adempimento da parte dell’apprendista dell’obbligo di frequenza - ai sensi dell’art. 17 del regolamento approvato con DPR 30 dicembre 1956, n. 1688 - dei corsi di istruzione complementare sono concesse tre ore settimanali retribuite per tutta la durata dei corsi stessi.
Tali ore non fanno parte dell’orario di lavoro di cui al punto VI fermo restando il limite legale delle 44 ore settimanali complessive.
XIV) - Il presente Contratto nazionale per la disciplina dell’apprendistato è parte integrante del CCNL 23 dicembre 1986 da valere per i lavoratori dipendenti delle piccole e medie imprese associate all’Unionmeccanica e quindi per quanto non espressamente regolamentato valgono le relative norme.

References: Art. 3

Art. 4

Art. 8

Art. 22

Art. 34

Art. 41

Art. 12
 Art. 13

Art. 2

Art. 19

Art. 1

Art. 3

Art. 4

Art. 6

Art. 8

Art. 11

Art. 15

Art. 17

Art. 19

Art. 21

Art. 22

Art. 24

Art. 26

Art. 32
 art. 35

Art. 38

Art. 41

Art. 1

Art. 7

Art. 8

Art. 22

Art. 1

Art. 1

Art. 1