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Timestamp: 2019-08-24 12:46:06+00:00

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In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), il contemporaneo utilizzo di più unità catastali non costituisce ostacolo all'applicazione, per tutte, dell'aliquota agevolata prevista per l'abitazione principale (Ires e reddito di impresa) - 101Professionisti.it
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In tema di imposta comunale sugli immobili (ICI), il contemporaneo utilizzo di più unità catastali non costituisce ostacolo all'applicazione, per tutte, dell'aliquota agevolata prevista per l'abitazione principale (agevolazione trasformatasi in totale esenzione, ex art. 1, d.l. 27 maggio 2008, n. 93, a decorrere dal 2008), sempre che il derivato complesso abitativo utilizzato non trascenda la categoria catastale delle unità che lo compongono, assumendo rilievo a tal fine non il numero delle unità catastali, ma l'effettiva utilizzazione ad abitazione principale dell'immobile complessivamente considerato, ferma restando la spettanza della detrazione prevista dal comma 2 dell'art. 8 d.lgs n. 504 del 1992 una sola volta per tutte le unità.
(Corte di Cassazione Sezione Tributaria Civile, Sentenza del 29 ottobre 2008, n. 25902)
MA. Iv. , residente in (OMESSO), elettivamente domiciliato in Roma alla Via Monte delle Gioie n. 13 presso lo studio dell'avv.ta VALENZISE Carolina dalla quale e' rappresentato e difeso, insieme con l'avv. NASPI Fabrizio (del Foro di Ancona), in forza della procura speciale rilasciata a margine del ricorso;
Con ricorso notificato il 29 gennaio 2007 al Comune d Ancona (depositato il 13 febbraio 2007), MA. Iv. - premesso che: (1) era comproprietario (con la moglie Ru. Ri. ) di "due unita' immobiliari" ("entrambe destinate ad abitazione di residenza"), ovverosia di "due appartamenti gemelli posti nello stesso edificio su piu' piani comunicanti tra loro necessari per la conduzione di una normale vita, familiare", per le quali unita' aveva calcolato e versato l'imposta comunale sugli immobili (ICI) "applicando l'aliquota, agevolata prevista per l'abitazione principale"; (2) con apposito "avviso di liquidazione", "non preceduto da alcun avviso di accertamento della maggiora imposta dovuta", il Comune aveva proceduto a "nuovo calcolo o ri-liquidazione dell'ICI con applicazione dell'aliquota ordinaria anziche' agevolata in riferimento ad una delle due unita' immobiliari" suddette, cosi "implicitamente" negando alla stessa "il requisito dell'"abitazione principale", in forza di TRE motivi, chiedeva di cassare ("con vittoria di spese ed onorari di lite") la sentenza n. 88/09/06 depositata il 20 ottobre 2006 dalla Commissione Tributaria Regionale delle Marche (notificata il 2 dicembre 2006) la quale aveva disatteso il suo appello avverso la decisione (51/05/04) con cui la Commissione Tributaria Provinciale di Ancona aveva respinto il ricorso.
2. Il MA. impugna tale decisione con tre motivi di ricorso. A. Con il primo motivo il contribuente - assumendo che "l'avviso di accertamento ICI per l'anno 2002 risulta fondato sulla seguente motivazione "considerato che l'applicazione dell'aliquota agevolativi e' subordinata alla presentazione dell'apposite autocertificazione da consegnare entro i termini di versamento a saldo dell'imposta per l'anno di riferimento, in mancanza di tale autocertificazione e' applicabile l'"aliquota maggiorata" - denunzia ("articolo 360 c.p.c., n. 5") "omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione" sul "punto essenziale e decisivo della controversia" relativo alla "eccepita nullita' dell'avviso di liquidazione ICI impugnato perche' carente di motivazione come richiesto dal Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 11, comma 2," ed adduce che la Commissione Tributaria Regionale ha "totalmente omesso di esaminare e decidere" il "profilo di nullita' dell'atto impugnato", costituito dalla "assoluta carenza di motivazione" dello stesso, profilo "eccepito ... con il ricorso in primo grado" e riproposto "in sede di appello".
B. Con il secondo motivo il ricorrente, "in conseguenza della censura posta a fondamento del primo motivo", denunzia ("articolo 360 c.p.c., n. 3") "violazione, mancata o falsa applicazione Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 11, comma 2, Legge n. 241 del 1990, articolo 3, comma 1, e Legge n. 212 del 2000, articolo 7, comma 1" esponendo che "la Commissione Tributaria Regionale ... ha omesso di applicare specifica norma di legge (Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 11, comma 2, in materia di ICI) che si assume percio' violata o disapplicata unitamente ad altre norme in materia fiscale e amministrativa nei rapporti tra P.A. e cittadino quali la Legge n. 241 del 1990, articolo 3, comma 1, e Legge n. 212 del 2000, articolo 7, comma 1".
C. Con il terzo (ed ultimo) motivo il MA. - premesso che "l'immobile in cui egli ... vive assieme alla moglie e' costituito, sin dall'origine, su tre livelli (piano seminterrato, piano terra e mansarda)" e che "soltanto a seguito della regolarizzazione con condono edilizio di una parte della superficie del seminterrato, (essi) proprietari hanno optato di accatastare il seminterrato separatamente dal piano terra e dalla mansarda, pur mantenendo inalterata la destinazione d'uso di tutti e tre i livelli a propria abitazione" - censura l'inapplicabilita' al caso, affermata dal giudice di appello, del principio di diritto affermato nella sentenza "n. 563 del 22 gennaio 1998" di questa Corte in ordine al "merito dell'atto impugnato" e denunzi a "violazione o falsa applicazione Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 8" esponendo:
- sia della, "considerazione degli immobili occupati come due distinte unita' con esclusione della riduzione dell'aliquota per una delle due", in quanto, per il Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 8, comma 2, ("norma ... di facile lettura"), "la detrazione dall'imposta dovuta si applica alla soia unita' immobiliare adibita a dimora principale, non anche alle unita' immobiliari che il contribuente voglia adibire a propria abitazione" (secondo la "risoluzione n. 6 del 7 maggio 2002" del "Dipartimento per le politiche fiscali", infatti, "per poter fruire per intero degli effetti sia dell'aliquota ridotta sia della detrazione sarebbe opportuno che il contribuente richieda l'accatastamento unitario dei due distinti cespiti"; per il "parere" espresso il 15 giugno 2001 dalla Direzione Regionale della Lombardia dell'Agenzia delle Entrate, poi, "l'abitazione principale dislocata su due livelli, come da risultanze catastali, non puo' essere considerata un'unica abitazione").
4. I primi due motivi del ricorso del MA. , vanno respinti perche' inammissibili; l'ultimo, invece, deve essere accolto perche' fondato.
A. Il primo motivo e' inammissibile in quanto, adducendo a suo fondamento che la Commissione Tributaria Regionale ha "totalmente omesso di esaminare e decidere" il "profilo di nullita' dell'atto impugnato" costituito dalla "assoluta sua carenza di motivazione", con lo stesso il ricorrente, nella sostanza, denunzia (espressamente ai sensi dell'"articolo 360 c.p.c., n. 5"), ma erroneamente, sub specie di "omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione" una vera e propria carenza di pronuncia, censurabile innanzi a questa Corte come vizio della sentenza, ex articolo 360 c.p.c., n. 4, ("nullita' della sentenze"), per violazione dell'articolo 112 c.p.c.: il vizio di omessa pronuncia, come noto (Cass. 2 , 20 novembre 2007 n. 24139; 3 , 18 settembre 2007 n. 19356; 3 , 17 luglio 2007 n. 15882; 3 , 05 giugno 2007 n. 13059; 3 , 26 gennaio 2006 n. 1701, tra le recenti), deve essere fatto valere unicamente in relazione all'articolo 360 c.p.c., n. 4, e non gia' con denuncia della violazione di norme processuali ovvero di un vizio di motivazione; quest'ultimo, in particolare, poiche' un ragionamento inesistente non puo' avere vizi logici, presuppone di necessita' l'avvenuto esame della questione oggetto di doglianza da parte del giudice di merito, seppure la parte censuri la soluzione adottata perche' ritenuta giuridicamente non corretta ovvero priva di adeguata giustificazione.
Lo stesso motivo, peraltro, e' privo del "quesito di diritto" prescritto, a espressa pena di inammissibilita', dall'articolo 366 bis c.p.c., anche per la denunzia (ex articolo 360 c.p.c., n. 4) della violazione dell'articolo 112 c.p.c., Cass. 3 , 26 febbraio 2008 n. 4968, per la quale "l'illustrazione di ciascun motivo (scilicet, di ricorso per cassazione) deve a pena di inammissibilita' concludersi con la formulazione di un quesito di diritto (cfr. Cass. 19 dicembre 2006 n. 27130)".
Per il Decreto Legislativo n. 504 del 1992, articolo 6, comma 3, (nel testo "sostituito" dalla Legge 23 dicembre 1996, n. 662, articolo 3, comma 53), invero, "l'imposta" comunale sugli immobili (ICI) "e' determinata applicando alla base imponibile l'aliquota vigente".
Il concetto di "abitazione principale", quindi, non risulta necessariamente legato a quello Decreto Legislativo n. 504 del 1992, ex articolo 2, comma 1, lettera a), di "unita' immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio" (poi "catasto dei fabbricati") ne', di conseguenza, limitato ad una sola unita' come identificata catastalmente, ma viene: in rilievo esclusivamente per la speciale considerazione, da parte del legislatore, dello specifico uso quale "abitazione principale" dell'immobile nel suo complesso.
Di conseguenza - essendo pienamente mutuabile la ratio che sorregge le statuizioni di questa Corte (Cass. 1 , 22 gennaio 1998 n. 563, seguita da 1 , 3 giugno 1998 n. 5433 e, di recente, da trib.: 10 dicembre 2002 n. 17580; 24 novembre 2006 n. 24986; 25 febbraio 2008 n. 4739) in tema di agevolazioni c.d. per l'acquisto della "prima casa", previste dalla Legge 22 aprile 1982, n. 168, articolo 1, comma 6, mutandis mutandis, deve affermarsi il principio secondo cui ai fini dell'imposta comunale sugli immobili (ICI), il contemporaneo utilizzo di piu' di una unita' catastale come "abitazione principale" non costituisce ostacolo all'applicazione, per tutte, dell'aliquota prevista per l'"abitazione principale", sempre che (cfr. analogamente, per l'agevolazione "prima casa", Cass. n. 563 del 1998, cit.) il derivato complesso abitativo utilizzato non trascenda la categoria catastale delle unita' che lo compongono, assumendo rilievo, a tal fine, non il numero delle unita' catastali ma (la prova dell'effettivo, utilizzazione ad "abitazione principale" dell'immobile complessivamente considerato, ferma restando, ovviamente, la spettanza della detrazione prevista dell'articolo 8, comma 2, una sola volta per tutte le unita'.

References: art. 1
 Sentenza 
 sentenza 
 articolo 11
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 articolo 3
 articolo 7
 articolo 11
 articolo 3
 articolo 7
 sentenza 
 articolo 8
 articolo 8
 articolo 360
 articolo 360
 Cass. 
 Cass. 
 articolo 6
 articolo 3
 articolo 2
 articolo 1
 Cass.