Source: http://fabioorengo.it/in-commissione.html
Timestamp: 2019-05-19 19:07:29+00:00

Document:
In Commissione - Fabio Orengo
Impegno politico > In Municipio VII Medio Levante
L'impegno politico dei Consiglieri di Circoscrizione, all'interno delle mura della Circoscrizione, si esplicita in due momenti importanti: il lavoro nelle Commissioni Consiliari Permanenti (attualmente in numero di 6) e la seduta del Consiglio di Circoscrizione.
Il lavoro nelle Commissioni Permanenti, quindi, è il necessario passaggio propedeutico e tecnico utile ad analizzare gli atti che poi avranno il loro passaggio politico nella seduta del Consiglio di Circoscrizione.
Nel mandato 1997-2002 ho ricoperto il ruolo di Coordinatore della 1a Commissione "Affari Istituzionali e Bilancio", impegno ed incarico che si è rinnovato nel mandato 2002-2007 durante il quale ho ricoperto il ruolo di Coordinatore della 1a Commissione "Affari Istituzionali".
Nel mandato attuale, poichè il Regolamento del Decentramento del Comune di Genova prevede che la 1a Commissione, divenuta anche commissione di controllo, abbia come Presidente un esponente della minoranza consiliare, ricopro il ruolo di VicePresidente della 1a Commissione "Affari Istituzionali e Generali, Verifica e Controllo dell'attuazione del Decentramento e delle Pari Opportunità e Politiche Femminili".
Il compito delle Commissioni e del Coordinatore si esplicita nella preparazione dei documenti in cui è contenuta l'analisi degli atti che compongono l'OdG delle sedute e che saranno poi presentati in seduta di Consiglio dal Coordinatore stesso.
Di seguito voglio presentare alcuni esempi di tale documentazione relativa alla 1a Commissione con l'intento di portare a conoscenza dei cittadini quale sia il lavoro impegnativo delle Commissioni e dei Coordinatori.
Proposta di Ordine del Giorno su "Nuovo Decentramento Comunale"
Parere su proposta "Nuovo Regolamento Comunale
Parere su "Regolamento Arte in strada"
Parere su "Regolamento rottura suolo"
Trattazione di pareri fuori OdG in seduta di Commissione Circoscrizionale
Municipi: modifiche Statutarie
Integrazione Regolamento interno. Lavoro della 3a Commissione permanente
La Commissione si riunisce avendo come obiettivo la redazione finale di un OdG da proporre al CdC sulla tematica del Decentramento.
Alla seduta partecipano il Capogruppo Ds F. Baldassarre e il Capogruppo PRC M. Giannesini. Partecipa altresi il consigliere E. Viani.
Di seguito il testo dell OdG votato a maggioranza dei presenti (Damasio contrario) redatto dopo approfondita e ponderata discussione.
Testo OdG della Commissione
1a Commissione – Affari Istituzionali Organizzativi
che la complessità della società attuale e la dimensione della città di Genova in termini di popolazione, problematiche e risorse impongono all’amministratore un’attenta riflessione sulle modalità necessarie ad accorciare il divario fra Istituzioni e cittadini e a favorire un rapporto diretto fra amministratori ed amministrati, nello spirito di una locale devoluzione intesa quale base primaria di una democrazia partecipata;
come questo rapporto fra eletti ed elettori sia particolarmente ravvicinato a livello di Circoscrizione, mediante la quale i cittadini hanno modo di essere coinvolti nella politica di amministrazione del territorio;
che il processo di Decentramento Cittadino, riformato a partire dal 1997, ha trasferito determinate funzioni alle nove Circoscrizioni genovesi facendole crescere in termini di responsabilità amministrativa e politica, contribuendo anche a rispondere positivamente alle esigenze di razionalizzazione dell’Amministrazione ed alla velocizzazione nel rispondere alle esigenze dei residenti;
che, negli ultimi tempi, il processo di decentramento ha subito un rallentamento che rischia di vanificare quanto sin qui realizzato e che, pertanto, le attuali Circoscrizioni devono necessariamente effettuare un significativo passo avanti in termini di amministrazione decentrata del territorio comunale, pena il loro definitivo tramonto;
come il tema del decentramento non sia peculiare ad una politica di centro-sinistra né di centro-destra, ma sia invece assolutamente trasversale, raccogliendo le simpatie dei cittadini che auspicano fattivamente un’amministrazione efficiente, rispondente alle loro aspettative e sensibile alle problematiche della cittadinanza;
come una corretta politica di decentramento debba prevedere oggi, necessariamente, una separazione e chiara definizione delle funzioni fra l’ambito circoscrizionale e l’ambito dell’Amministrazione Comunale
che la soluzione a tale separazione e chiara definizione venga offerta dalla costituzione dei Municipi Cittadini, condividendo la filosofia del lavoro svolto dal Consulente per il Decentramento coadiuvato dai nove Presidenti di Circoscrizione
la presentazione di un documento ufficiale
che i Municipi offriranno soluzioni al Decentramento trasferendo i Servizi Comunali già strutturati sulle Circoscrizioni quali ad esempio i lavori pubblici, edilizia privata, servizi alla persona etc nel rispetto del principio di sussidiarietà
altresì che offriranno una più efficace gestione dei contratti di servizi (aster, Amiu, etc)
che quanto sopra può essere attuato solo se sarà definita una assegnazione certa delle risorse da parte della Amministrazione Centrale
che i Municipi potrebbero offrire una soluzione al problema della pratica attuazione dei contratti di servizio (come Aster, Amiu, etc.) e dei lavori pubblici che, fermo restando l’assegnazione delle risorse da parte dell’Amministrazione centrale, verrebbero gestiti e indirizzati a livello locale;
IL CONSIGLIO DI CIRCOSCRIZIONE VIII-MEDIO LEVANTE
ad attuare al più presto il processo di costituzione dei Municipi cittadini, dotandoli, ai fini di una maggiore efficienza, di un numero adeguato di Consiglieri, nonché di una Giunta composta da Assessori, tale da garantire la migliore governabilità e l’esplicazione delle nuove mansioni della struttura.
Parere su proposta "Nuovo Regolamento Comunale"
Alcune considerazioni generali sul documento all’attenzione della commissione:
regolamento più snello, riunisce due precedenti regolamenti (Regolamento per lo svolgimento delle sedute, Regolamento per il funzionamento delle commissioni)
regolamento di facile lettura
In seguito ad attenta lettura si evidenziano i seguenti punti
Art. 6 c. 3: si ritiene che sarebbe più utile anziché identificare un numero fisso, indicare la percentuale dei consiglieri assegnati per la validità delle sedute in oggetto.
Art. 8 (processi verbali): si suggerisce di inserire “a disposizione dei Consiglieri” e di accettare la nuova formulazione “si intendono approvati”.
Art. 22 c. 4: subemendamento, non si trova definizione del termine in nessuna parte del regolamento proposto, quale significato assume tale termine?
Art. 22 c. 9: il numero di un consigliere è insufficiente come soggetto avente la possibilità di rimandare un punto dell’OdG, soprattutto se urgente; paradossalmente si potrebbe sempre rinviare un punto dell’odg presentato con urgenza.
Art. 24 c. 4: viene attribuita troppa discrezionalità al Presidente sulle valutazioni dell’importanza di un emendamento e sulla applicazione dei criteri di attribuzione delle facoltà di porre in votazione un emendamento.
Art. 23 c. 3: è da ritenersi nulla la scheda in quanto è inficiata la segretezza del voto.
Art. 28 c. 1: non si comprende la formulazione
Art. 29 c. 1 (punto d et g): si considera positivamente il ruolo che viene attribuito alle Circoscrizioni
Art. 35 c. 2: si rileva una discriminazione della reale partecipazione delle donne elette nei CdC, e si rileva anche una discriminazione di trattamento economico poiché il gettone di presenza verrebbe corrisposto dall’ente di appartenenza (Comune, Circoscrizione…) che sono diversi per legge; quindi a compito uguale si avrebbe corresponsione economica diversa.
Art. 67: in seguito all’abrogazione dei due regolamenti citati in premessa, essendo il regolamento del decentramento e dei CdC elaborati a suo tempo sulla base dei suddetti, come si dovranno considerare i riferimenti ad essi una volta abrogati?
Art. 68: disciplinerebbe l’entrata in vigore immediata di questo regolamento?
La commissione, suggerendo di tenere in conto quanto sopra espresso, esprime parere favorevole.
Parere su Proposta di Giunta al Consiglio n. 30 del 6 aprile 2006, relativa all'approvazione delle modifiche di alcuni articoli del Regolamento dell'Arte in Strada approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 16 del 17 febbraio 2004
Ad un primo sommario confronto tra i due testi, quello licenziato con delibera del consiglio comunale n. 16/2004 e l’attuale sottoposto al nostro parere, si evidenzia una diversa disposizione del testo, ovvero il testo di quasi tutti gli articoli è stato diviso in commi e per alcuni articoli (art. 8, art. 9, art. 10, ) si rileva una diversa formulazione.
Analizzando più approfonditamente il testo emerge inoltre quanto segue:
Art. 4: considerando i criteri previsti dall’art. 5 “Chi esercita l’arte di strada non dovrà costituire intralcio al traffico veicolare e pedonale, non dovrà ostacolare gli accessi ad edifici ed esercizi commerciali, …(omissis)…, non si comprende per quali ragioni sia stata esclusa l’area “Porto Antico” e sono state lasciate altre aree quali il Lungomare di Pegli (anche se non di nostra competenza) o Corso Italia e Boccadasse, luoghi di sicuro pregio turistico pari al Porto Antico.
Art. 8 comma 1: sarebbe necessario citare la normativa di riferimento (Regolamento e/o Normativa Nazionale)
Art. 8 comma 2: sarebbe necessario citare la normativa di riferimento (Regolamento e/o Normativa Nazionale)
Art. 11: sarebbe opportuno che gli artisti di strada fossero coperti da assicurazione per responsabilità civile contro danni a terzi (persone o cose)
Art. 13: nell’articolo in oggetto si cita “l’istituendo albo professionale”, già peraltro indicato nella formulazione licenziata nel 2004; sarebbe utile specificare la tipologia del suddetto albo professionale: comunale, provinciale, nazionale?sotto quale Ordine Professionale? E soprattutto indicare la possibile data di istituzione.
Contrari: Ferrarazzo, Damasio
Favorevoli: Redegoso, Adamo, Orengo (Orengo Adamo con precisazioni su C.so Italia, Boccadasse, Pegli)
FAVOREVOLE a MAGGIORANZA
Parere sul Regolamento Rottura suolo
Premessa al parere che la 1a Commissione e’ chiamata ad esprimere e consegnare di conseguenza a questo Consiglio e’ la presa di coscienza che la commissione stessa, non avendo il Know How sufficiente e necessario per valutare nel dettaglio un regolamento che ha come materia la regolamentazione di un settore in cui la tecnologia e’ parte predominante, puo’ dare solamente un parere politico.
La commissione ha quindi valutato il contenuto in relazione al miglioramento della qualita’ della vita che l’applicazione di quanto contenuto nel regolamento possa produrre nei confronti dei nostri concittadini.
Dalla attenta lettura del regolamento si puo’ effettivamente evincere che questa pare essere la volonta’ del redigente; ed infatti i punti che di seguito si elencano contribuiscono ad armonizzare e riassestare un ambito che in questi ultimi anni ha dimostrato di creare non pochi problemi alla circolazione urbana.
E’ infatti nella memoria di tutti noi il numero incredibile di cantieri in giro per la citta’ aperti e chiusi senza un minimo di programmazione che portasse piu’ operatori ad operare contemporaneamente su una stessa area riducendo cosi i disagi alla popolazione e riducendo anche lo spreco di risorse utilizzate nella riasfaltatura delle strade interessate dagli interventi di cui sopra.
I punti quindi da evidenziare sono:
la creazione di una Commissione Interdirezionale con personale dei vari uffici comunali coinvolti nella gestione dei servizi erogati all’utenza che si rapporti periodicamente con gli operatori privati del settore per programmare gli interventi {art. 6},
la creazione della figura di un “general contractor” pagato dai vari operatori che operano su una medesima area che si interfacci con gli uffici del comune e che sia unico referente con essi {art. 13},
l’obbligatorieta’ di una polizza stipulata dagli operatori al fine di garantire risarcimento degli eventuali danni causati a cose o persone dagli operatori stessi durante i lavori {art. 15},
l’individuazione di cosidette “strade sensibili” per le quali la fluidita’ del traffico sia preminente rispetto ai lavori da effettuare nel loro ambito {art. 11},
la ridefinizione della finestra temporale portata dagli attuali 18 ai futuri 24 mesi per strade asfaltate, 48 mesi per altri tipi di pavimentazione, entro la quale non si possono predisporre interventi su un area gia interessata da scavi per la posa in opera di nuove infrastrutture {art.21}
E’ inoltre da porre in risalto la volontà di definire una base di dati informatizzata che mappi tutte le reti di servizi presenti nel sottosuolo in un tempo abbastanza ristretto con margini di errore di posizione delle reti stesse minimi con il fine di rendere omogenea la consultazione da parte di tutti gli operatori.
Questa mappatura consentirà inoltre di predisporre interventi di manutenzione avendo la pressoche’ esatta conoscenza di quanto sia presente nel sottosuolo evitando cosi possibili danni durante le operazioni di scavo.
Al Segretario Generale del Comune di Genova
E p.c. Presidente Circoscrizione VIII Pasquale Ottonello
Dir. Amm. Circoscrizione VIII Dott.ssa Gloria Piaggio
Genova, 8 gennaio 2003
Oggetto: trattazione di pareri fuori OdG in seduta di Commissione Circoscrizionale
Considerato l’art. 55 del vigente Regolamento al Decentramento (approvato con Deliberazione C.C. n. 143 del 11.12.2000 , in vigore dal 14.02.2001) nel quale viene definita l’obbligatorietà dei pareri del Consiglio di Circoscrizione sulle materie di competenza individuate nel Regolamento stesso
Considerato l’art. 56 del vigente Regolamento al Decentramento (approvato con Deliberazione C.C. n. 143 del 11.12.2000 , in vigore dal 14.02.2001) nel quale viene definito l’intervallo temporale nel quale il Consiglio di Circoscrizione deve esprimere parere sulle materie di competenza individuate nel Regolamento stesso
Considerata l’assenza di una normativa specifica in materia di richiesta ed espressione di pareri non inclusi all’OdG delle Commissioni Circoscrizionali permanenti
Rilevato il verificarsi di richieste di parere urgente esperite in Commissioni Circoscrizionali pur non essendo inserite all’OdG con cui sono state convocate le commissioni
Considerato che tali richieste di parere portate in Commissione hanno generato situazioni di incomprensione sulla corretta procedura da seguire all’interno della Commissione stessa per ottemperare agli obblighi previsti a li’art. 55 e 56 del Regolamento del Decentramento
si chiede ai Vostri Uffici
di indicare la corretta procedura da seguire nelle occasioni di richieste di parere urgente non inserite all’ OdG per essere discusse in Commissione, citando ove necessario la normativa di riferimento .
(Fabio Orengo)
(Coord. 1° Commissione Circ. VIII Medio Levante)
Il percorso di trasformazione delle attuali Circoscrizioni in Municipi sottintende due aspetti fondamentali: quello politico e quello tecnico; quest’ultimo determina e crea il contenitore in cui il primo inserirà i contenuti.
E’ inevitabile quindi che il documento, di cui stasera viene chiesto il parere, debba essere letto sotto queste due lenti; ed è inevitabile che queste due letture possano. pur avendo punti in comune sulla struttura portante, divergere su alcuni punti.
La volontà politica della “proposta Margini”, se così vogliamo chiamarla, si evince chiaramente nel testo che accompagna la delibera, testo da cui estrapoliamo quanto segue:
( omissis) l’Amministrazione comunale ha avviato dal 1997, un importante processo di decentramento che si è sviluppato secondo le seguenti linee guida:
favorire il contesto circoscrizionale come sede di interazione tra istituzioni e cittadinanza attiva finalizzata allo sviluppo di nuove e più forti forme di partecipazione;
sviluppare progressivamente il ruolo delle circoscrizioni quale governo locale nell‘ambito dell‘unitarietà del comune, trasferendo la responsabilità della gestione dei servizi di base; (omissis)
(omissis) l’ esperienza ad oggi maturata rafforza la volontà dell‘Amministrazione di rivedere il sistema istituzionale del comune individuando due diversi livelli di governo e di competenze che, unitariamente, concorrano ad assicurare la direzione politica ed amministrativa della città in modo coerente ed armonico:
Il livello comunale, mirato alla pianificazione e programmazione cittadina e sovracomunale, che mantiene le competenze gestionali relative ai servizi specialistici e indivisibili di interesse cittadino,
Il livello territoriale orientato alla programmazione e alla gestione dei servizi di interesse locale ed al loro controllo; (omissis)
Emerge chiaramente che i due principi cardine su cui tale processo di evoluzione si dovrebbe basare sono il concetto di decentramento (art. 3 comma 3 punto b) e il principio di sussidiarietà (art.3 comma 2 punto p), che di seguito enunciamo per aiutare a meglio comprendere quanto sarà espresso nel presente documento di analisi:
Decentramento: principio di organizzazione in base al quale una struttura riparte attribuzioni, poteri e responsabilità fra uffici centrali e uffici periferici in modo che i secondi siano titolari delle funzioni di amministrazione attiva, mentre ai primi residuino solo funzioni di indirizzo e direzione.
Principio di sussidiarietà: criterio di ripartizione delle competenze fra diversi livelli di governo della cosa pubblica (verticale) o fra pubbliche amministrazioni e soggetti privati (orizzontale) di derivazione comunitaria (prima enunciazione nel Trattato di Maastricht 1992).
Le azioni intraprese però a livello di Amministrazione Centrale negli ultimi mesi. in particolar modo con la prima modifica statutaria propedeutica alla attuale in analisi, sembrano non confermare l’attuazione di quanto sopra esposto: infatti sono stati avocati al centro molti compiti. ad esempio la gestione delle procedure per i dehors, e sono stati aumentati di numero alcuni organi centrali; le commissioni permanenti infatti sono passate da 6 a 9, è stato istituito l’Ufficio di presidenza che coadiuva il Presidente del consiglio comunale, è stata istituita la conferenza dei presidenti di Commissione: il tutto in regime oneroso per le casse comunali.
Appare ovvio che quanto sopra determina una struttura a piramide rovesciata, cioè con la base larga in alto e la punta in basso, contraddicendo il principio del decentramento, che prevede il trasferimento delle competenze di gestione del territorio, con le relative risorse necessarie alla gestione, agli organi presenti sul territorio stesso.
Considerando il documento posto alla nostra attenzione stasera, a fronte di una volontà politica che potenzialmente vorrebbe dare alle Circoscrizioni quel ruolo che l’ente Municipio configura nella sua stessa istituzione, possiamo verificare nella messa in atto una certa discrepanza da quanto auspicato.
Nel senso che nella formulazione presentata il passaggio da circoscrizioni a Municipi, così come definiti nell’ art. 16 del TUEL, non si compie nella sua interezza ma, frutto di molte mediazioni politiche, resta in parte inattuato.
L’ atteggiamento di critica costruttiva verso il notevole lavoro svolto dalla C. A. coadiuvato dalla conferenza dei Presidenti di Circoscrizione, non vuole sminuire o inficiare la proposta attuale, ma ha come unico obiettivo quello di completare quegli aspetti che comportano il pieno processo di maturazione delle Circoscrizioni in Municipi.
Gli aspetti su cui focalizzare i nostri suggerimenti sono:
Elezione del Presidente: quanto proposto potrebbe essere inteso come una forma di semipresidenzialismo, frutto di mediazioni tra le varie esigenze che sovraintendono al processo di trasformazione delle Circoscrizioni in Municipi; ma se tale è la volontà e quindi giungere a considerare le Circoscrizioni alla stessa stregua dei Comuni di pari abitanti essendo divenuti Municipi (art. 16), ne consegue che dovrebbe valere la normativa per i comuni oltre i 15.000 abitanti che prevede elezione diretta del Presidente del Municipio (Roma docet).
Numero consiglieri: ai sensi del combinato disposto degli art. 17 c. 5 e art. 37 c. 1 pto. e si evince che il numero dei consiglieri dovrebbe rimanere a 30; la paventata diminuzione del numero forse potrebbe trovare attuazione solo se le Circoscrizioni, divenute Municipi, venissero considerate ancora organi secondari e subordinati rispetto al Comune, ma ciò colliderebbe con la volontà del processo di trasformazione in Municipi delle stesse.
Assessori: compatibilità o incompatibilità con carica di consigliere? La soluzione viene ancora una volta leggendo attentamente il TUEL (art. 64 comma 1 , 2, 3): se consideriamo i comuni con meno di 15.000 abitanti possono coesistere i due ruoli sulla stessa persona, ma il valore 15.000 non darebbe luogo all’istituzione dei Municipi quindi non rispetteremmo la volontà politica della proposta Margini; se invece vogliamo dare attuazione alla suddetta proposta, allora consideriamo il passaggio ai Municipi e quindi l’ applicazione della normativa relativa ai comuni con più di 15.000 abitanti che prevede l’incompatibilità tra le due cariche e la possibilità di nominare Assessori anche esterni al consiglio, ma tale assunzione ci riporterebbe di nuovo a considerare anche l’ art. 16 con tutto ciò che ne consegue (personalità giuridica, numero di consiglieri ). Un correttivo a livello economico per non gravare eccessivamente sulle casse comunali, potrebbe essere il definire un platfond fisso da impegnare come compenso per il ruolo degli assessori. ma lasciando la scelta del numero degli stessi alla discrezionalità del Presidente che agirebbe secondo le necessità del territorio amministrato. Quindi nel caso di un numero maggiore di assessori rispetto a quello previsto si avrebbe un compenso minore per ciascuno, ma non un aumento della spesa complessiva. Lo slogan potrebbe essere “spesa fissa squadra dinamica”.
Risorse economiche per il funzionamento: le procedure con cui si identificano le componenti del bilancio previsionale comunale di interesse municipale non sono strettamente vincolanti per la C. A. infatti anche la figura del Presidente non ha la necessaria autonomia impositiva delle scelte di interesse Municipale, poichè ha solo la possibilità di partecipare a riunioni operative ed incontri senza diritto di voto, venendo a mancare quindi un vero potere utile ad impegnare la C. A. a scelte vincolanti sulle risorse da impegnare sul territorio gestito dal Presidente stesso. Va inoltre ancora evidenziato che il processo con cui si concorre a formare ed identificare la struttura del bilancio di interesse Municipale prevede pochissimi momenti di partecipazione dei Municipi e/o del Presidente: tale processo dovrebbe invece proseguire nel tempo in modo sistematico e programmatico, al fine di efficientare al massimo la gestione delle risorse economiche impegnate sul territorio.
Personalità giuridica: quanto sopra esposto vieni su questo punto ribadito; non si può pensare di attuare il processo verso i Municipi senza rispettare quanto previsto dal TUEL, quindi ai sensi dell’ art. 16 così come ricordato nel testo di presentazione della delibera, il passaggio a Municipi delle attuali Circoscrizioni dovrebbe introdurre lo stesso stato giuridico per i consiglieri municipali che attualmente hanno i consiglieri comunali di un qualunque comune italiano.
Emendamenti agli articoli:
ART.3, comma 3 punto b: occorre specificare meglio le modalità della concertazione e le tappe precedenti al documento allegato al bilancio di previsione.
ART.49 ter comma 1, reinserire:
ex-lettera f) attività di volontariato;
ex-lettera p) recezione tributi comunali;
ex-lettera q) mobilità su base locale;
ex-lettera o) specificava meglio quale dovrebbe essere il ruolo del Municipio, mentre la formulazione della lettera h) è più generica.
ART. 49 ter comma 2: Aggiungere “riducendo in modo appropriato il numero degli assessori comunali”
ART. 49 ter comma 3: si suggerisce una nuova formulazione; invece di “i presidenti. concordano con la giunta comunale le risorse finanziarie si propone “In conseguenza di ciò la giunta comunale di concerto con i presidenti dei municipi individua le risorse finanziarie per 1’ espletamento delle funzioni di cui i municipi sono titolari”.
Premessa agli art. 49 quinquies e sexies: dovrebbero essere integrati in diversa forma. uno con l’ altro, trovando una formulazione meno complicata.
Comunque considerando l’ attuale formulazione di seguito alcune suggerimenti:
ART.49 quinquies, comma 1:
al terzo capoverso, aggiungere: Presidente, il cui nome deve essere riportato sulla scheda elettorale alla sinistra del simbolo della lista che lo sostiene o dei simboli delle liste che lo sostengono.
Al quarto capoverso, sostituire capolista con Presidente.
ART. 49 sexies comma 1,
stralciare e reinserire testo ART.6 comma 2. della bozza del 25 novembre 2005 : ‘il Presidente è eletto a suffragio universale diretto ….“ ricorda che e necessario modificare alcuni articoli dello statuto in ottica Presidenzialista.
il termine NOMINA è improrio.
ART. 49 septies: eliminare incompatibilità tra ruolo di consigliere e ruolo di assessore, aggiungere preferibilmente per la nomina di assessori.
L’introduzione della possibilità di assessori esterni congiunta con la non obbligatorietà alle dimissioni dalla carica di consigliere comporta la necessaria valutazione della condizione in cui si trovino assessori-consiglieri che hanno diritto di voto e assessori-non consiglieri che non hanno diritto di voto.
ART. 50 comma 1 et 2: numero consiglieri e normativa a cui si fa riferimento
Aggiungere ART. 51 c. 1bis: i lavori del consiglio sono coordinati da un consigliere eletto dal consiglio stesso. Tale incarico non comporta oneri aggiuntivi. (Damasio Ferrarazzo contrario) Di conseguenza il 51 bis va rivisto togliendo presiede il consiglio.
ART.51 comma 4, specificare il significato di partecipa attivamente.
ART 51 bis comma 4, dopo partecipa, inserire “con diritto di voto per le materie di pertinena della sua municipalilà.
ART 51 ter comma 4, specificare con quali modalità., saranno disciplinati nell’ambito del regolamento delle municipalità.
Favorevoli: Orengo, Adamo, Ferrarazzo
Contrari: = = = = =
Astenuti: Redegoso, Cipolla, Morgante
Non parteciapano: Damasio
Favorevole all unanimita
La constatazione che il CdC VIII Medio Levante risulta essere una delle Circoscrizioni che, in termini di richiesta ed espressioni di pareri dell’Edilizia Privata, si colloca nella parte bassa della classifica di merito, ha spinto il Consiglio stesso a coinvolgere la 1a Commissione al fine di identificare una soluzione a tale situazione di sofferenza.
La Commissione 1a dopo accesa discussione e profondo confronto ha prodotto il documento che viene affidato al Consiglio di Circoscrizione per le valutazioni di merito.
La premessa al documento stesso e’ la presa di coscienza che non e’ possibile limitare in alcun modo l’attivita’ di un consigliere nell’espletamento del suo mandato elettivo come riporta l’articolo 21 “I Consiglieri Circoscrizionali” del vigente Regolamento del Decentramento che cosi recita {art 21 comma 2}
I consiglieri circoscrizionali (omissis) hanno accesso a tutti i documenti amministrativi della Circoscrizione; hanno diritto ad ottenere dagli uffici Comunali tutte le notizie ed informazioni necessarie all’espletamento del loro mandato
Parimenti vi e’ pero’ anche da tenere in considerazione quanto esprime l’articolo 56 “Procedura e termini per i pareri” al comma 6 punto 3
(omissis) entro dieci giorni dal ricevimento del suddetto elenco i Consigli di Circoscrizione, o la Commissione competente, se delegata, richiedono anche su richiesta di un solo consigliere, documentazione e/o chiarimenti per gli interventi che vengono individuati di particolare interesse circoscrizionale;
il quale quindi identifica un primo confine virtuale che dovrebbe aiutare la macchina della C. A. ad esprimere pareri, e quindi a dare risposta ai cittadini che ad essa si rivolgono, in tempi accettabili.
A discolpa dell’operato di alcuni Consiglieri va anche ricordato l’art. 56 punto 1
(omissis) il competente Ufficio Comunale inoltra, anche per via telematica ai Consigli di Circoscrizione l’elenco delle richieste avanzate dai privati per interventi edilizi nel territorio della Circoscrizione. L’elenco deve essere sufficientemente esaustivo degli oggetti di ciascun intervento;
Se la C. A. si attenesse scrupolosamente a quanto sopra riportato fornendo cioe’ tutte le informazioni dettagliate utili ad identificare e valutare al meglio ciascun progetto, allora non vi sarebbe attenuante per alcune richieste che spesso esulano parecchio da quello che e’ definito come “ particolare interesse circoscrizionale“.
La sommatoria quindi delle condizioni sopra descritte porta ad un rallentamento delle procedure di espressione di pareri nell’ambito dell’Edilizia Privata che nel peggiore dei casi arriva ad allungarsi di ben 35 giorni lavorativi, periodo che si evince dalla somma dei tempi per i vari passaggi tra C. A. centrale ed organismi decentrati, cosi’ come riportato nei punti 3, 4, 5 dell’art. 56.
Viene quindi da se’ che il tanto auspicato processo di decentramento, che avrebbe dovuto comportare un miglioramento del rapporto cittadino/C. A. non si manifesta al meglio delle sue potenzialita’, ma anzi aggrava il senso di sfiducia dei cittadini stessi verso la C. A. e le sue procedure amministrative.
Cio’ puo’ anche contribuire alla non realizzazione del successivo passo del processo di decentramento con la nascita delle municipalita’, con l’effettivo decentramento delle competenze a livello territoriale e la conseguente assunzione di maggiori responsabilita’ di tutti coloro i quali si troveranno ad operare in tali strutture; tale processo pero’ impone come condizione essenziale la presa di coscienza di tutti i consiglieri sulla necessita’ di una maggiore sensibilita’ politica nel considerare che le loro azioni possono rallentare o accelerare l’azione della C. A..
Vero e’ che centralmente deve esserci un maggiore impegno nel fornire tutte quelle informazioni che permettono ai consiglieri di svolgere al meglio il loro mandato elettivo la cui azione principale consiste nel miglioramento della qualita’ della vita dei nostri concittadini e non un inasprimento di ogni procedura amministrativa.
La commissione quindi, consapevole del ruolo che hanno i capigruppo nella gestione dei gruppi consiliari, suggerisce che gli stessi capigruppo raccolgano dai colleghi di gruppo le richieste di visione dei progetti operando un’ opera di sintesi e confrontandosi di conseguenza con il coordinatore della Commissione 3a al fine di migliorare le tempistiche di espressione dei pareri.
Parimenti auspica che, in seguito ad un effettivo miglioramento della tipologia delle informazioni inviate dalla C. A. ai CdC per l’espressione dei pareri di compentenza, gli stessi consiglieri si impegnino a non richiedere progetti che effettivamente non abbiamo un particolare interesse circoscrizionale, valutando anche che progetti in ambito assolutamente privato dovrebbero ottenere il silenzio assenso da parte delle Circoscrizioni stesse.

References: Art. 6

Art. 8

Art. 22

Art. 22

Art. 24

Art. 23

Art. 28

Art. 29

Art. 35

Art. 67

Art. 68
 art. 9
 art. 10

Art. 4

Art. 8

Art. 8

Art. 11

Art. 13
 art. 16
 art. 17
 art. 37
 art. 16
 art. 16

ART.3

ART.49

ART. 49

ART. 49
 art. 49

ART.49

ART. 49
 ART.6

ART. 49

ART. 50
 ART. 51

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