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Timestamp: 2019-04-18 16:30:50+00:00

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Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 21345 - pubb. 08/03/2019
Cassazione civile, sez. III, 30 Gennaio 2019, n. 2531. Est. Moscarini.
Illecito civile – Comportamento colposo del danneggiato – Sinistro stradale – Mancato utilizzo delle cinture di sicurezza – Sussiste
Il comportamento colpevole del danneggiato non può in ogni caso valere ad interrompere il nesso causale tra la condotta del conducente del veicolo e la produzione del danno ne’ vale ad integrare un valido consenso alla lesione ricevuta, vertendosi in materia di diritti indisponibili. Può esservi, al più, concorso di colpa fra le parti, con riduzione percentuale del risarcimento del danno, ma non certo esclusione totale di responsabilità in capo al conducente del veicolo e del relativo obbligo risarcitorio. La circostanza che vi sia una concausa nella produzione dell’evento di danno non esclude la concorrenza delle cause nella produzione del medesimo, ne’ consente di ritenere interrotto legittimamente il nesso causale tra la condotta del conducente e il danno. In materia di sinistro stradale, il conducente é responsabile dell’utilizzo delle cinture di sicurezza da parte del passeggero, sicché la causazione del danno da mancato utilizzo è imputabile sia a lui che al passeggero. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata)
(...), danneggiata quale terza trasportata in un incidente stradale occorso in (...), convenne davanti al Tribunale di Catanzaro, con atto di citazione del ….2004, la (...) S.p.A., (...), proprietario dell’autovettura danneggiante e (...), conducente, per sentir accertare la responsabilita’ della (...) nell’incidente e la condanna dei convenuti al pagamento della somma di Euro 25.800,00 a titolo di risarcimento danni patrimoniali e non patrimoniali. La (...) si costitui’ in giudizio contestando la domanda e affermando che le lesioni si erano verificate per la determinante ed esclusiva responsabilita’ dell’attrice che, al momento del sinistro, non indossava le cinture di sicurezza.
Il Tribunale di Cosenza, con sentenza del 1/2/2012, accolse la domanda e condanno’ i convenuti al pagamento, in favore della (...), della somma di Euro 7.721,00 a titolo di danno biologico oltre interessi compensativi sulla somma devalutata dal di’ del sinistro e rivalutata fino alla data di pubblicazione della sentenza, oltre interessi legali e al pagamento della somma di Euro 16.385,30 a titolo di danno patrimoniale futuro, oltre interessi, previa detrazione della somma di Euro 4.500 gia’ corrisposta a titolo di acconto.
La (...), succeduta alla (...), propose appello denunziando la violazione dell’articolo 111 Cost., articoli 132 e 161 c.p.c. per essere la sentenza carente di motivazione; per erronea valutazione delle prove testimoniali e della consulenza tecnica d’ufficio e per erronea ed eccessiva quantificazione del danno.
La Corte d’Appello di Catanzaro, con sentenza del 6/6/2016 n. 923, a seguito di nuova CTU, per quel che ancora rileva in questa sede, ha rigettato il primo motivo, ritenendo che la sentenza avesse soddisfatto, sia pur in modo sommario, il requisito della sufficiente esposizione del fatto; ha rivalutato le prove, ritenendo che la (...) aveva sbandato non solo per aver perso il controllo del mezzo ma anche a causa della ghiaia presente sul fondo stradale; ha preso atto delle risultanze della consulenza tecnica, secondo le quali vi era incompatibilita’ tra le lesioni riportate dalla danneggiata e l’uso delle cinture di sicurezza e, ritenuto tale comportamento rilevante ai sensi dell’articolo 2056 c.c. e articolo 1227 c.c., comma 2, in accoglimento del secondo motivo di appello, ha ridotto proporzionalmente il risarcimento, in ragione dell’entita’ del contributo causale della danneggiata alla produzione del danno, stimato nella misura del 30%, ed ha escluso il danno patrimoniale derivante dalla terapia ortodontica e protesica, riconducibile all’esclusivo comportamento della medesima. In parziale riforma della sentenza di primo grado a Corte territoriale ha riconosciuto, a titolo di danno biologico, la somma di Euro 5.404,70 gia’ ridotta del 30% e comprensiva del danno morale, oltre interessi compensativi sulla somma devalutata e poi rivalutata per un totale, alla data del 10/2/2012, di Euro 6.418,90 con detrazione dell’acconto, per una somma residua di Euro 166,85, oltre interessi compensativi sulla somma rivalutata, per un totale di Euro 242,02 oltre interessi legali fino al saldo. Ha compensato tra le parti le spese del doppio grado di giudizio.
Avverso quest’ultima sentenza (...) propone ricorso per cassazione affidato a cinque motivi. Nessuno resiste al ricorso.
4. Con il quarto motivo (violazione o falsa applicazione dell’articolo 2727 c.c. (articolo 360 c.p.c., n. 3)) censura la sentenza nella parte in cui avrebbe svolto un ragionamento presuntivo circa la compatibilita’ delle lesioni riportate dall’appellato con l’uso delle cinture di sicurezza mentre la difesa della (...) aveva eccepito in ordine all’adeguatezza delle cinture.
5. Con il quinto motivo (violazione o falsa applicazione degli articoli 1281, 1282 e 1284 c.c. (articolo 360 c.p.c., n. 3)) si censura la sentenza nella parte in cui non avrebbe considerato la rivalutazione monetaria sulla somma residua da corrispondere alla (...).

References: sentenza 
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 articolo 1227
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