Source: http://www.slideshare.net/Rbonazzon/quando-la-violenza-uccide-femminicidio
Timestamp: 2016-05-26 07:04:19+00:00

Document:
Quando la violenza uccide. Femminicidio. Slideshare uses cookies to improve functionality and performance, and to provide you with relevant advertising. If you continue browsing the site, you agree to the use of cookies on this website. See our User Agreement and Privacy Policy.
Programma n. 16 - Per le pari oppor...
Ogni anno, in Italia, più di 120 donne vengono uccise da uomini che conoscevano e che spesso dicevano di amarle. Per definire queste morti oggi si parla di femminicidio; nel 2013 è stata approvata una legge nazionale che porta questo nome. Ma quanto il quadro normativo italiano è efficace nel contrastare il fenomeno? Come ha risposto il nostro legislatore ai numerosi obblighi imposti a livello internazionale?
Carmen Danila De Luca
QUANDO LA VIOLENZA UCCIDE
WWW.BONAZZONRACHELE.COM
Femminicidio: dal riconoscimento giuridico internazionale ad una legge organica per contrastare la violenza sulle donne.
IL FEMMINICIDIO, COS’È?
Femminicidio è un neologismo che esprime un
grande potenziale evocativo. Questo vocabolo non
nasce per analogia all'omicidio femminile: esso
rimanda ad una concetto più ampio rispetto al solo
omicidio di donne.
Assume un preciso signiﬁcato politico:
indica le violenze di stampo misogino o sessista
degli uomini e delle istituzioni maschili sulle donne.
ORIGINE DELTERMINE
Diana Russell, sociologa e criminologa statunitense, fu la
teorica del “femmicidio”:
deﬁnito come “l’assassinio di una donna da parte di un
uomo per motivi di odio, disprezzo, passionali o per un
senso di possesso sulla donna o un senso di legittimazione
e superiorità sulle donne” (per es. anche l’aborto selettivo,
la schiavitù sessuale, le mutilazioni genitali femminili)
INDICA GLI OMICIDI DI DONNE “IN QUANTO DONNE”
IL CASO CIUDAD JUAREZ
Alla ﬁne degli anni '90 emerge il dramma dei
femminicidi di Ciudad Juarez, città al conﬁne fra
Messico e Stati Uniti, nella regione del Chihuahua.
La stampa ha svolto un ruolo essenziale
nell'internazionalizzazione della lotta contro il
IL DISCORSO SUL FEMMINICIDIO IN MESSICO È
DIVENUTO UN FATTO SOCIALE PUBBLICO!
Marcela Lagarde, docente universitaria di sociologia e di
antropologia, utilizzò per la prima volta il termina
Femminicidio nel 1997 per deﬁnire quanto stava
accadendo a Ciudad Juarez in Messico:
indica non solo gli assassinii di donne ma anche
qualsiasi fatto violento contro le donne tale da provare
l'annientamento ﬁsico o psicologico della personalità
Una pratica connessa alla cultura e alla tradizione,
espressione di un'eredità sociopolitica ed economica che
riﬂette un radicato meccanismo di oppressione della
donna, in ogni ambito della sua vita.
PROBLEMA ENDEMICO E STRUTTURALE
FENOMENO SOCIALMENTE E GIURIDICAMENTE
ACCETTATO INADEGUATO INTERESSAMENTO DELLE
RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO FONDAMENTALE DELLE
DONNE AD UNA VITA LIBERA DA OGNI FORMA DI VIOLENZA
Da categoria antropologica, politica e sociale a
rivendicazione del femminicidio come violazione dei
diritti fondamentali della donne “in quanto donne”:
• Processo di internazionalizzazione delle istanze di
• Pressante richiesta di codiﬁcazione interna del
reato di femminicidio (es. in Messico, Guatemala,
• 1948 – Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo (art. 2)
• 1979 – Convenzione per l'eliminazione di tutte le forme di
discriminazione contro le donne (CEDAW)
• 1993 – Dichiarazione sull'eliminazione della violenza
Convenzione ratiﬁcata da più dei 2/3 degli Stati
membri dell'ONU. Il Preambolo riconosce la persistenza di gravi
discriminazioni contro le donne: essa costituisce
violazione manifesta dei diritti fondamentali delle
donne e ne ostacola la pari affermazione sociale,
danneggiando l'intera comunità. RITIENE NECESSARIO UN CAMBIAMENTO NEI
RUOLI TRADIZIONALI FRA DONNE E UOMINI, NELLA
SOCIETÀ E NELLA FAMIGLIA.
1989 – Raccomandazione CEDAW n. 12: si teorizza la
responsabilità dello Stato quando fallisce nel
proteggere le donne dalla violenza.
1992- Raccomandazione CEDAW n. 19: ex punto 9,
gli Stati possono essere ritenuti responsabili rispetto
ad atti privati se non agiscono con la dovuta diligenza
per impedire le violazioni dei diritti o indagare su atti
di violenza e punirli nonché provvedere ad un
Dal 14 al 25 giugno 1993 a Vienna
IL DRAMMA DELLA VIOLENZA DI GENERE EMERGE
DALLA SFERA PRIVATA A QUELLA PUBBLICA
CREAZIONE DELLO SPECIAL RAPPORTEUR DELL'ONU SUI
DICHIARAZIONE SULL’ELIMINAZIONE
DELLA VIOLENZA CONTRO
LE DONNE - 1993
• Il Preambolo stabilisce che la violenza di genere
costituisce un ostacolo al raggiungimento
dell'uguaglianza e dello sviluppo.
• Tali violenza hanno all'origine la disparità di potere
esistente fra uomini e donne a livello culturale,
• Ex art. 3 si deve garantire alla donna il diritto al
godimento e alla protezione dei diritti umani e di
tutte le libertà fondamentali in ogni ambito della vita
“Ai ﬁni della presente Dichiarazione l'espressione
violenza contro le donne signiﬁca ogni atto di
violenza fondata sul genere che abbia come risultato,
o che possa probabilmente avere come risultato, un
danno o una sofferenza ﬁsica, sessuale o psicologica
per le donne, incluse le minacce di tali atti, la
coercizione o la privazione arbitraria della libertà, che
avvenga nella vita pubblica o privata”.
Nel 1995 i diritti delle donne entrano a pieno titolo dell'agenda
mondiale, come mezzo necessario di sviluppo per il benessere
I Governi si impegnano a “condannare la violenza contro le donne ed
a non invocare l'abitudine, la tradizione o l'argomentazione religiosa
per esimersi dai propri obblighi rispetto alla sua eliminazione”.
Inoltre, si obbligano ad evitare forme di violenza contro le donne e a
“vigilare per prevenire, indagare e punire gli atti di violenza contro le
donne sia se questi siano stati perpetrati dallo Stato sia dai privati”.
Emerge in capo agli Stati la c.d. obbligazione
della 4 P
L’OBBLIGAZIONE DELLE 4 P
1. To Promove = promuovere una cultura che non
discrimini le donne
2. To Prevent = adottare ogni misura idonea a
prevenire la violenza maschile sulle donne
3. To Protect = proteggere le donne che vogliono
4. To Punish = perseguire i crimini commessi nei
Il fenomeno della violenza contro le donne ha assunto
rilevanza per le agende politiche nazionali dagli anni '90.
L'UE attribuisce agli Stati la responsabilità primaria nella
lotta contro la violenza di genere.
L'eliminazione della violenza di genere rimane una
priorità dell'UE, indispensabile per raggiungere una piena
ed effettiva parità dei sessi.
MISURE ADOTTATE DALL’UE
Fino al 2011 mai adottato un atto legislativo di carattere
generale sulla violenza di genere nella sua interezza.
• Dal 1997 – Programma Daphne: lanciato dalla Commissione
Europea per ﬁnanziare programmi di ricerca, prevenzione, cura
ed integrazione sociale delle vittime.
• 2002 - Raccomandazione n. 5 del Parlamento europeo sulla
protezione della donna dalla violenza
• 2011 – Direttiva n. 99 sull'ordine di protezione europeo del
• 2012 – Direttiva n. 29 del Parlamento europeo e del Consiglio in
materia di diritti, assistenza, protezione delle vittime del reato
Il 7 aprile 2011 il Consiglio d'Europa ha adottato la CONVENZIONE SULLA PREVENZIONE E LA LOTTA
ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE E ALLA
VIOLENZA DOMESTICA Aperta alla ﬁrma ad Istanbul il 10 e 11 maggio 2011
PRIMO STRUMENTO GIURIDICAMENTE VINCOLANTE E
COMPLETO CHE ADOTTA UN APPROCCIO GLOBALE E
Entrerà in vigore dopo la ratiﬁca di 10 Stati (almeno 8 membri
dell'UE). Ad oggi è stata ratiﬁcata da 11 Stati: Italia, Albania,
Portogallo, Montenegro, Bosnia-Herzegovina, Austria e Serbia,
Turchia, Spagna, Andorra e Danimarca. Entrerà in vigore il 1/08/2014.
In Italia la Camera ha approvato all'unanimità la ratiﬁca il 28 maggio
2013 ed il Senato ha convertito il testo in legge il 19 giugno 2013.!
La Convenzione riconosce la violenza come violazione dei
diritto umani delle donne e una forma di discriminazione.
I cardini della Convenzione sono:
1. La prevenzione della violenza
2. La protezione delle vittime
3. Il perseguimento degli autori
Ne consegue che gli Stati sono ritenuti responsabili se non
garantiscono risposte adeguate per prevenire la violenza.
Il 14 agosto 2013 il Consiglio di Ministri ha adottato:
il Decreto legge n. 93
contrasto della violenza di genere, nonché in tema di
protezione civile e di commissariamento delle province”
Convertito nella Legge 15 ottobre 2013 n. 119 con
numerose modiﬁcazioni
REATI QUALIFICABILI COME
• Maltrattamenti contro familiari e conviventi - art. 572 c.p.
• Omicidio - artt. 575, 576, 577 c.p.
• Percosse - art. 581 c.p.
• Lesioni personali - artt. 582 e 583 c.p.
• Mutilazioni genitali femminili - art. 583 bis c.p.
• Violenza sessuale - art. 609 bis c.p.
• Minaccia - art. 612 c.p.
• Stalking - art. 612 bis c.p.
LUCI ED OMBRE DELLA NUOVA
IMPIANTO CHE CONIUGA LA CERTEZZA DELLA PENA
CON MISURE DI PREVENZIONE DELLA VIOLENZA E
MISURE DI PROTEZIONE DELLE DONNE VITTIME. La misure introdotte dalla l. n. 119/2013 rappresentano,
oltre che un adempimento degli obblighi imposti dalla
ratiﬁca della Convenzione di Istanbul, anche una risposta
alle Raccomandazioni del Comitato CEDAW del 2011 e a
quelle della Special Rapporteur Rashida Manjoo dell'ONU
sulla violenza contro le donne del 2012.
• Adottare misure onnicomprensive per affrontare la
• Assicurare alle donne vittime di violenza immediata
• Assicurare alle donne vittime il gratuito patrocinio,
assistenza psico-sociale e un'adeguata riparazione;
• Assicurare che le forze dell'ordine ed i professionisti
ricevano una sensibilizzazione completa e sistematica;
• Migliorare il sistema per un'appropriata raccolta dei dati;
• Predisporre una collaborazione fra tutte le organizzazioni
coinvolte, campagne di sensibilizzazione attraverso i
media e della campagne di educazione pubblica.
RASHIDA MANJOO - 2012
“La forma di violenza contro le donne più diffusa in Italia è
quella domestica e il continuum di violenza in casa si
riflette nei numerosi femminicidi da parte di partner,
coniugi ed ex-partner”
Il quadro giuridico italiano risulta caratterizzato dalla
frammentazione, da pene inadeguate e da inefficaci
ISTANBUL ED IL QUADRO
NORMATIVO ITALIANO
• Complessiva inadeguatezza del nostro diritto penale
sostanziale rispetto al tema e agli obiettivi di
repressione penale;
• Necessità di introdurre novità in ambito processuale, in
particolare a tutela delle persone offese dai reati di
• Necessità di un approccio integrato tra le organizzazioni
e di tutte le Istituzioni coinvolte.
CRITICITÁ DELLA
• Pacchetto di misure eterogeneo
• Ricorso alla decretazione d'urgenza
• Utilizzo del diritto penale per ﬁnalità dissuasive
• Individuazione della donna come soggetto “debole” Non mette al centro la promozione e la tutela della
persona offesa dal reato, ma la percezione di insicurezza
legata ai reati che colpiscono soggetti ritenuti “deboli”.
La nuova disciplina risulta perseguire obiettivi diversi e
contrari a quelli indicati dalle Nazioni Unite, dal Consiglio
d'Europa e dalla Corte europea dei diritti umani, tali,
addirittura, da poter sollevare proﬁli di incostituzionalità
• per la violazione del principio di uguaglianza ex art. 3
• per la contrarietà a norme internazionali ed europee ex
NOVITÁ DI DIRITTO
• Valenza aggravante alla violenza c.d. assistita - art. 61 n. 11
quinquies c.p.
• Nuova aggravante se reato commesso contro donna in stato di
gravidanza o minore - artt. 609 ter e 61 n.11 quinquies c.p.
• Nuova aggravante dello stalking se i fatti sono commessi dal
coniuge, pure in costanza di vincolo matrimoniale, nonché
commessi con strumenti informatici - art. 612 bis comma 2 c.p.
• Revoca solo processuale della querela per il reato di stalking,
salvo il caso in cui il reato sia stato realizzato mediante minacce
reiterate nei modi di cui all’art. 612 bis comma 2 c.p.
NUOVA AGGRAVANTE
Delitti non colposi contro la vita, l'incolumità individuale e
la libertà personale, nonché il delitto di maltrattamenti
• IN PRESENZA O IN DANNO DI UN MINORE DI ANNI 18
• IN DANNO DI PERSONA IN STATO DI GRAVIDANZA
NUOVA AGGRAVANTE PER
La pena è la reclusione da 6 ai 12 anni • Nel caso in cui la vittima sia una donna in stato di
• Nel caso in cui la vittima sia il coniuge, anche
separato o divorziato, dell'agente ovvero persona
che a quest'ultimo è legata o è stata legata in
passato da relazione affettiva, a prescindere dallo
stato di convivenza.
PER LO STALKING
Art. 612 bis comma 2 c.p. La pena è aumentata se il fatto è commesso • Dal coniuge anche separato o divorziato
• Da persona che è o è stata legata da relazione affettiva
• Se il fatto è commesso attraverso sistemi informatici o
LA PROCEDIBILITÁ DEL
Compromesso fra le opposte esigenze di rispettare la libertà
della vittima e di garantirle una tutela effettiva contro il
rischio di essere sottoposta ad indebite pressioni.
Art. 612 bis comma 2 c.p. • REMISSIONE SOLO PROCESSUALE
• IRREVOCABILITÁ DELLA QUERELA SE IL FATTO È COMMESSO
MEDIANTE MINACCE REITERATE ex art. 612 comma 2 c.p.
(esempio: commesso con armi o da più persone riunite)
ULTERIORI NOVITÁ IN
MATERIA DI STALKING
• Art. 266 c.p.p. Possibilità di procedere ad intercettazioni telefoniche • Art. 282 bis c.p.p. Estensione dell'utilizzo del braccialetto elettronico alla misura
dell'allontanamento dalla casa familiare • Art. 8 d.l. n. 11/2009 Ammonimento del questore, provvedimenti in materia di armi e munizioni
PENALE PROCESSUALE
• Patrocinio gratuito anche in deroga ai limiti di reddito
• Testimonianza con modalità protette se soggetto minore
o vulnerabile ex art. 398 e 498 c.p.p.
• Arresto obbligatorio in ﬂagranza per i maltrattamenti e lo
• Intercettazioni telefoniche per il reato di stalking
• Allontanamento della casa familiare e divieto di
avvicinamento ex art. 282 bis e ter c.p.p. in difetto dei
limiti di pena previsti dell'art. 280 c.p.p.
• Nuova misura precautelare ex art. 384 bis c.p.p. in caso
di pericolo per la vita o l'integrità ﬁsica della vittima
NUOVI OBBLIGHI DI
• Art. 408 comma 3 bis c.p.p. Obbligo di notiﬁcare l'avviso di richiesta di archiviazione alla
persona offesa di un reato commesso con violenza alla persona
• Art. 415 bis c.p.p. Obbligo di notiﬁcare l'avviso di conclusione delle indagini
preliminari alla persona offesa del reato di maltrattamenti e stalking
• Art. 299 comma 2 bis, 3 e 4 bis c.p.p. Obbligo di informare il difensore o la persona offesa ed i servizi
socio-assistenziali della sostituzione o della revoca delle misure
cautelari ex art. 282 bis e 282 ter c.p.p. Anche in caso di richiesta di
sostituzione o revoca delle misure coercitive se delitti commessi con
D'URGENZA DALLA CASA
Art. 384 bis c.p.p.
• Ufﬁciali o agenti di polizia previa autorizzazione del PM
• Allontanamento d'urgenza dalla casa familiare con il divieto di
avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa
• Nei confronti di un soggetto colto in ﬂagranza dei delitti ex art. 282
bis comma 6 c.p.p.
• Ove sussistano fondati motivi per ritenere che le condotte criminose
possono essere reiterate ponendo in grave ed attuale pericolo la vita
o l'integrità ﬁsica della persona offesa
MISURE DI PREVENZIONE E DI
1. Ammonimento del questore in caso di percosse o di
lesioni in ambito domestico ex art. 3 L. n. 119/2013
2. Nuova misura precautelare dell'allontanamento
d'urgenza dalla casa familiare ex art. 384 bis c.p.p.
3. Nuova ipotesi di permesso di soggiorno per gli
stranieri vittime di violenza domestica ex art. 18 bis
4. Piano d'azione straordinario contro la violenza
sessuale e di genere ex art. 5 L. n. 119/2013
STRAORDINARIO ED AZIONI
1. Prevenire il fenomeno della violenza attraverso la
sensibilizzazione e l’informazione
2. Promuovere l'educazione alla relazione e alla non
discriminazione di genere nell'ambito dei programmi scolastici
3. Potenziare le forme di assistenza e di sostegno delle donne
vittime di violenza e ai loro ﬁgli
4. Garantire la formazione di tutte le professionalità
5. Accrescere le collaborazione tra tutte le istituzioni
6. Prevedere una raccolta strutturata di dati del fenomeno
NO COLLABORAZIONE CON LA SOCIETÁ CIVILE
Artt. 5 e 5 bis L. n. 119/2013 10 milioni di euro
E CASE RIFUGIO
127 centri antiviolenza
61 case rifugio
Il Consiglio d'Europa raccomanda un centro ogni 10 mila
abitanti e una casa rifugio ogni 100 mila. In Italia dovrebbero esserci 5000 posti letto!
Mancanza di ﬁnanziamenti adeguati!
La violenza di genere, prima che un problema di diritto penale, è un
problema di natura socio-culturale: richiede un approccio
d'intervento complesso e articolato, che parta dalla scuola, dai media
e dalla formazione degli operatori del campo. !
Il recente intervento normativo ricorre principalmente alla sanzione
penale senza rimuovere le cause realmente sottese alla violenza di
genere. L'intervento penale non può da solo sradicare il fenomeno
del femminicidio, senza essere accompagnato da interventi integrati
e coordinati che affrontino il problema globalmente.
CONOSCERE IL FENOMENO NELLA SUA INTEREZZA ATTRAVERSO LA RACCOLTA DI DATI GARANTIRE L'EFFETTIVO FUNZIONAMENTO DEI CENTRI ANTIVIOLENZA CREARE MISURE DI SOSTEGNO DEGLI UOMINI VIOLENTI (come quelle già esistenti in Spagna) FORMARE E SENSIBILIZZARE CONTRO LAVIOLENZA DI GENERE,
SRADICARE GLI STEREOTIPI DI GENERE
dott.ssa@bonazzonrachele.com
Punte Di Trucco Per Aiutare A Nascondere Un Difetto
spookylid2506

References: art. 3
 art. 572
 art. 581
 art. 583
 art. 609
 art. 612
 art. 612
 art. 3
 art. 61
 art. 612

Art. 612

Art. 612
 art. 612
 Art. 266
 Art. 282
 Art. 8
 art. 398
 art. 282
 art. 384
 Art. 408
 Art. 415
 Art. 299
 art. 282

Art. 384
 art. 282
 art. 3
 art. 384
 art. 18
 art. 5