Source: http://astratto.info/dalla-qualificazione-del-rapporto-di-lavoro-assegnazione-del-n.html
Timestamp: 2019-07-16 23:00:06+00:00

Document:
1) Il lavoro autonomo (art. 2222 ss. c. c.)
2) Il lavoro gratuito (prestazione resa affectionis vel benevolentiae causae)
elementi legali (art.2094 c.c.) :
l’eterodirezione
la collaborazione non è utile ai fini della qualificazione
L’eterodirezione non sempre ha una pregnante portata qualificatoria
L’eterodirezione è il criterio funzionale più importante: si rileva quando il datore di lavoro eserciti un controllo sulla prestazione resa dal lavoratore, attraverso l’indicazione delle modalità di svolgimento della prestazione
Criterio della inferiorità socio-economica del lavoratore
criterio del rischio (il rischio del risultato produttivo; il rischio della impossibilità di lavoro
Criterio della distinzione tra obbligazione di mezzi e obbligazione di risultato che fa riferimento alla distinzione romanista tra locatio operis (obbligazione di risultato –lavoro autonomo) e locatio operarum (obbligazione di mezzi- lavoro subordinato)
Metodo sussuntivo:
Gli elementi della fattispecie astratta ex art. 2094 c.c. (eterodirezione retribuzione) devono coincidere con la fattispecie concreta
Metodo tipologico e indici spia :’
Assoggettamento al potere direttivo;
esistenza di un potere disciplinare, di controllo e di vigilanza
l’inserimento del lavoratore nell’organizzazione produttiva del datore di lavoro
Prestazione eseguita nei locali del datore di lavoro
Utilizzo di mezzi e strumenti di proprietà del datore di lavoro
Cass. 25 ottobre 2004, n. 20669:
Ai fini della configurabilità del lavoro subordinato e la distinzione da quello autonomo, sono decisivi l‘assoggettamento del lavoratore al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro con la conseguente limitazione della sua autonomia ed il suo inserimento nell’organizzazione aziendale, mentre la qualificazione del rapporto compiuta dalle parti nella iniziale stipulazione del contratto non è determinante, (…) invece elementi, quali l'assenza di rischio, l'osservanza di un orario e la cadenza e la misura fissa della della retribuzione, assumono natura meramente sussidiaria, e non decisiva.
Corte cost. 31.3.1994, n. 115:
una legge (l. 18.3.1993) aveva dichiarato comuni, province, comunità montane e istituzioni sanitarie del SSN “non soggetti, relativamente ai contratti d’opera o per prestazioni professionali a carattere individuale da essi stipulati, all’adempimento di tutti gli obblighi derivanti da leggi in materia di previdenza e di assistenza, non ponendo in essere, i contratti stessi, rapporti di subordinazione”.
Secondo la Corte Costituzionale non è consentito al legislatore negare la qualificazione giuridica di rapporti di lavoro subordinato “a rapporti che oggettivamente abbiano tale natura”, né, tanto meno, conferire alla dichiarazione negoziale dei privati il potere di impedire l’applicazione del diritto del lavoro, allorquando “il contenuto concreto del rapporto e le sue effettive modalità di svolgimento” siano di lavoro subordinato.
Cass. civ., Sez.lav., 09/03/2004, n.4797:
Ai fini della distinzione del rapporto di lavoro subordinato da quello autonomo, pur non potendosi prescindere dalla volontà delle parti contraenti, tenendo presente il nomen iuris dalle stesse adottato, elemento fondamentale è l’assoggettamento del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, estrinsecantesi in ordini specifici oltre che in una vigilanza e un controllo assiduo delle prestazioni lavorative, da valutarsi con riferimento alla peculiarità dell’incarico conferito al lavoratore e alle modalità della sua attuazione (nella specie , relativa a lavoro giornalistico, la suprema corte ha cassato la sentenza di merito la quale aveva ritenuto sussistente il requisito della subordinazione
Cass. civ., Sez.lav., 23/10/2001, n.13018
Cass. civ., Sez.lav., 23/10/2001, n.13027:
L‘attività del propagandista di medicinali può svolgersi sia nell’ambito del rapporto di lavoro autonomo sia in quello del rapporto di lavoro subordinato, a seconda che la prestazione dell’attività, sostanzialmente identica in entrambi i casi, si caratterizzi per le modalità del suo svolgimento, avendo le espressioni adoperate dalle parti per definire il loro rapporto valore solo indicativo; dall’anzidetta attività (svolta in via autonoma o subordinata) che consiste nel persuadere la potenziale clientela all’opportunità dell’acquisto, informandola del prodotto e delle sue caratteristiche, ma senza promuovere la conclusione di contratti differisce l’attività dell’agente il quale, nell’ambito di un’obbligazione non di mezzi ma di risultato, deve altresì pervenire alla promozione della conclusione, essendo a questi direttamente connesso e commisurato il proprio compenso.
L'attività del c.d. "pony express" si configura quale lavoro autonomo qualora, come nella specie, non vi sussista alcuna direzione datoriale sullo svolgimento della prestazione, nè controllo o soggezione ad alcuna forma di potere gerarchico e disciplinare, e, per di più, l'attività non è continua nè infungibile.
Tribunale Milano, 15 marzo 1991
i fattorini adibiti al trasporto celere di corrispondenza e plichi (cosiddetti "pony express") sono da considerare lavoratori dipendenti, quando essi non abbiano sostanziale autonomia nell'organizzazione del loro lavoro al di fuori dell'attività della ditta (nella specie è stata affermata la natura di lavoro subordinato, in base ad una serie di considerazioni: 1) reclutamento a mezzo inserzioni sui giornali; 2) disponibilità di mezzo di trasporto da parte del lavoratore esclusivamente maggiorenne; 3) remunerazione fissa; 4) durata massima del rapporto di lavoro di 15 giorni con possibilità di ripresa dopo una sospensione; 5) marchio dell'agenzia portato addosso; 6) coordinamento e controllo a mezzo radio portatile consegnata al singolo fattorino; 7) sosta di questi ultimi in zona prestabilita; 8) coincidenza degli orari con quelli dell'attività della ditta; 9) possibilità meramente teorica di rifiutare singole consegne, stante la sostituibilità del singolo).
Cassazione penale, sez. III, 21 marzo 1989

References: art. 2094

Cass. 

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 sentenza 

Cass. 

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