Source: http://lineaindipendente.blogspot.com/2010/03/
Timestamp: 2019-08-21 15:40:29+00:00

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lineaindipendente: marzo 2010
ORDINANZA ANTI-MIGRANTI DEL SINDACO DI CALCINATO - VOLANTINAGGIO IN PIAZZA MERCOLEDI' 31 MARZO
Il 3 marzo scorso a Calcinato il Sindaco Legati (PDL-LEGA) ha emesso un'ordinanza che impone limiti di reddito per la concessione della residenza ai migranti. Nel provvedimento sono inserite anche delle superfici minime delle abitazioni, variabili a seconda dei componenti il nucleo familiare. Tutto ciò riguarda solo gli stranieri e non gli italiani. Secondo noi è un atto grave e disciminatorio, che si pone nella scia di provvedimenti simili adottati in altri comuni bresciani e definiti da molti come RAZZISMO ISTITUZIONALE.
STASERA, MERCOLEDI' 31 MARZO, durante il Consiglio Comunale convocato per le ore 20.45, ci sarà un'INFORMATIVA del Sindaco sull'ordinanza. Saremo in piazza del Comune a Calcinato, a partire dalle ore 20, per distribuire ai consiglieri comunali e al pubblico i nostri volantini e per partecipare poi al Consiglio Comunale. Invitiamo tutti coloro che sono interessati e hanno la possibilità di farlo ad intervenire e ad essere in piazza e in Consiglio Comunale.
1. APPROVAZIONE VERABLI SEDUTA DEL 24.02.2010
2. COMUNICAZIONE DEL SINDACO RELATIVA ALL’ORDINANZA N. 21 DEL 03.03.2010
3. RATIFICA DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N. 38 DEL 09.03.2010 AVENTE AD OGGETTO: "VARIAZIONI AL BILANCIO DI PREVISIONE 2010"
4. ESAME E APPROVAZIONE REGOLAMENTO PER L'ISTITUZIONE DELLA COMMISSIONE PER LE PARI OPPORTUNITA' FRA UOMINI E DONNE
5. ESAME E APPROVAZIONE NUOVO REGOLAMENTO PER L'ASSEGNAZIONE DI "BORSE DI STUDIO" PER STUDENTI MERITEVOLI FREQUENTANTI IL 3° ANNO DELLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO E LA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO
6. ESAME E APPROVAZIONE REGOLAMENTO COMMISSIONE PER IL PAESAGGIO
7. ADOZIONE VARIANTE 01/10 AL P.R.G. VIGENTE – VIA ARNALDO EX ART. 25 L.R. 12/05 E S.M. I. ED EX ART. 2 COMMA 2 L.R. 23/97
8. ADOZIONE VARIANTE 02/10 AL P.R.G. VIGENTE – VIA BROLI EX ART. 25, L.R. 12/05 E S.M.I. ED EX ART. 2 COMMA 2 L.R. 23/97
9. PIANO DI RECUPERO DENOMINATO "SANTA MARIA 239" IN VARIANTE AL P.R.G. AI SENSI DELLA L.R. 23/97 ART. 2 COMMA 2 LETT. D) - PROPRIETA' CAVAGNINI NICOLETTA - ADOZIONE
10. PIANO DI LOTTIZZAZIONE ARTIGIANALE IN VARIANTE AL P.R.G. AI SENSI DELLA L.R. 23/97 ART. 2 COMMA 2 LETT. E) - DITTA METALPRINT - ADOZIONE
11. LINEE DI INDIRIZZO IN METERIA DI DISCARICHE
PRENOTA GRATIS LA TUA VACANZA NONVIOLENTA IN SARDEGNA
Il Movimento Nonviolento lancia un appello ai contribuenti perché, in occasione dell’annuale compilazione denuncia dei redditi, versino il 5 per mille per finanziare la ristrutturazione della Casa per la Pace di Ghilarza, in Sardegna, un immobile di cui ha accettato la generosa donazione per farlo diventare una casa a disposizione degli interessati a un periodo di relax o a svolgervi attività per la promozione della cultura della nonviolenza (seminari, convegni, campi estivi, vacanze studio).
Da sempre l’associazione utilizza i fondi ricevuti anche per organizzare quotidianamente attività e iniziative per la pace, il disarmo, le obiezioni di coscienza, la opposizione contro gli insediamenti militari e le industrie belliche, l’educazione alla mondialità, la difesa della salute dell’ambiente e dei cittadini. Pubblica il periodico “Informati & partecipa” e dispone di una biblioteca con 3.500 volumi in consultazione e in prestito, una quarantina di riviste in abbonamento e circa 80.000 documenti (volantini, opuscoli, dossier, articoli di giornale, lettere, studi critici e saggi brevi), ponendosi come punto di aggregazione e animazione sociale e culturale sul territorio provinciale. Gli interessati possono trascrivere il codice fiscale del Movimento Nonviolento, 93100500235, nell’apposita casella della dichiarazione dei redditi. Per informazioni si può scrivere a Flavio Marcolini afmar@inwind.it o telefonargli al 328.9683409.
Roberto Formigoni 3.207
Filippo Luigi Penati 1.347
Savino Pezzotta 330
Vito Claudio Crimi 183
Vittorio Emanuele Agnoletto 105
Gianmario Invernizzi 34
Prelevamento dal fondo di Lineaindipendente di 80 € per contributo alla stampa dei volantini contro l'ordinanza sindacale che limita la concedibilità di residenza stesi col gruppo libertario spartaco.
Che cos’hanno in comune Dario Fo, Franca Rame, Paolo Rossi, Margherita Hack e Moni Ovadia? Sono tutti candidati alle regionali nella lista comunista a sostegno di Vittorio Agnoletto presidente della Regione Lombardia.
Noi non abbiamo mai pensato che la partecipazione politica si esaurisca nella espressione di un voto alle elezioni. Lavoriamo da 25 anni per migliorare la qualità dell'ambiente, del lavoro, della salute e della vita delle persone che abitano il pianeta.
Preoccupati dalla crescente sfiducia nell'impegno e dalla forte inclinazione ad astenersi che alcuni amici e compagni manifestano in questi giorni, crediamo però che le presenze nella lista comunista di Dario Fo, Franca Rame, Paolo Rossi, Margherita Hack e Moni Ovadia costituiscano un buon motivo per recarsi alle urne compiendo un piccolo atto di resistenza umana contro il progressivo affermarsi di un fascismo nuovo e drammatico, che non ha più bisogno del manganello per imporre la propria dittatura, che coniuga il capitalismo con la telecrazia e il razzismo con lo sfruttamento.
Le lunghe vite di Dario Fo, Franca Rame, Paolo Rossi, Margherita Hack e Moni Ovadia garantiscono che sono lì per la difesa dell’occupazione, della scuola e della sanità per tutti, per la liberazione del lavoro dallo sfruttamento dei padroni, per la salvaguardia dell'ambiente e per la valorizzazione della cultura popolare.
Votare comunista, votare Agnoletto presidente, forse non è fare la rivoluzione nonviolenta che sogniamo, ma è la scelta migliore per sbarrare la strada alla triplice intesa fra leghisti, formigoni e berluscloni.
Insomma, posti di fronte al dilemma del voto, intendiamo affrontarlo con serietà, coraggio e determinazione. Consapevoli che il 30 marzo riparte entusiasmante il viaggio lungo le imprevedibili strade del mondo, per accrescervi in letizia pace, giustizia e libertà.
FINANZIAMENTO PUBBLICO REGIONALE ALLE SCUOLE CATTOLICHE
SCUOLA: L’89% DELLE RISORSE DESTINATE AGLI STUDENTI DELLE PRIVATE
Formigoni e la scuola lombarda: prima di tutto i ricchi
Che la scuola privata goda in questi anni di attenzioni particolari, e molto generose, da parte dello Stato e delle Regioni, è cosa risaputa. Tristemente risaputa, se si pensa quanto povera e negletta è nel contempo la scuola pubblica, costretta ad una stentata sopravvivenza, con l’alibi della crisi, con i tagli della cosiddetta riforma Gelmini. Dire che vi “manca perfino la carta igienica” è il meno (la si può portare da casa... anche se è grottesco). Ben più grave che manchi la possibilità di finanziare un progetto, una visita d’istruzione, del materiale di laboratorio o di biblioteca, o addirittura la supplenza degli assenti per malattia o per maternità.
Ma siamo nel risaputo, benchè di gravità crescente. A meritare invece lo stupore della novità sta la dimensione finanziaria assunta dalla generosità pubblica verso la scuola privata e la sua utenza. Cifre ormai scandalose, almeno in Lombardia. Con situazioni, particolari (ma non tanto) che “gridano vendetta....”, verrebbe evangelicamente voglia di dire, visto che i beneficiati fanno del loro credo religioso il motivo del loro diritto all’assegno pubblico.
Lasciamo parlare le cifre. 50 milioni di euro è la quota del proprio bilancio che la Regione Lombardia destina alla scuola. Di questi, ben 44,8 milioni (l’89%) finiscono in bonus ai frequentanti la scuola privata (il resto va nel sostegno ai disabili, accolti solo dalla scuola pubblica, e in borse di studio legate al merito, rispettivamente 1,9 e 3,5 milioni). E siamo già al primo dato eclatante: alla platea degli studenti lombardi del privato, che sono solo il 9% (nove per cento), è destinato l’89% di quanto la Regione mette di suo per l’istruzione.
Ma a chi vanno realmente, e come, questi soldi? Vanno a quanti, studenti e famiglie, ne facciano domanda, naturalmente, e siano nelle fasce di reddito ammissibili. Nessun favore e nessuna dicriminazione, affermano Formigoni & company.
Però al bonus possono accedere solo quanti pagano una retta di frequenza, e non è tale la tassa d’iscrizione: la qual cosa esclude subito lo studente “pubblico”. E il cui reddito familiare non ecceda il tetto fissato dall’Indicatore reddituale della Regione Lombardia, diverso dall’Indicatore di Situazione Economica Equivalente nazionale (l’Isee), che con una serie di abbattimenti tutti lombardi, consente di arrivare fino198mila euro l’anno. Nessun altro indicatore viene preso in considerazione oltre al reddito dichiarato, non la proprietà di case, terreni, depositi bancari, tipo di auto o altro. E con un’autocertificazione, sulla fiducia. Diversamente dal pensionato, ad esempio, che, se vuole la social card deve compilare il cosiddetto Isee, e tutte queste cose deve dichiararle o certificare di non averle.
Il risultato è che tra i 61mila che ne fanno domanda e che ottengono l’assegno, due su tre degli studenti del “privato”, ben il 51% risulta di reddito alto o medio alto (superiore ai 50mila euro annui), solo il 25% si colloca in fascia bassa o medio bassa (sotto i 30mila). Redditi autocertificati. Cosa che forse spiega il mistero sollevato con una lettera ai giornali da un impiegato della Regione addetto alla partita: ovvero di come possano certe famiglie, con redditi dichiarati vicino allo zero, ripetuti negli anni, pagare rette di 10mila euro l’anno per il figlio alla scuola privata.
Ed è così che in nome della “libertà di scelta formativa” Formigoni da anni fa clientela e demagogia di classe, tra i ceti benestanti (cattolici o fintamente cattolici), che incassano ben volentieri quella che per molti è solo una mancia (poco più di mille euro, mediamente, per certi redditi alti, sono ininfluenti). Lo stesso modo di distribuzione del bonus è indicativo: un voucher, distribuito tramite una società privata, spendibile in una vasta gamma di esercizi, compresi luoghi di divertimento o di oggettistica frivola.
Una politica in crescendo, oltretutto, con stanziamenti aumentati del 66% in otto anni, dal 2002 al 2010, in controtendenza rispetto all’avarizia crescente che Stato e Regioni mostrano verso la scuola pubblica ed i bisogni, forse maggiori, di tanti che la frequentano.
E’ indiscutibilmente il reddito di certe famiglie a garantire la loro libertà di scelta scolastica, ma Formigoni ritiene opportunisticamente (ma anche ideologicamente) che a queste si debba prioritariamente venire in soccorso. Non al diritto allo studio dei tanti in una scuola pubblica sempre più povera di risorse. Non agli studenti delle tante famiglie colpite dalla crisi.
Tranquillamente appoggiato, in questo e altro, dal Pdl e dalla “popolare” Lega Nord.

References: ART. 25
 ART. 2
 ART. 25
 ART. 2
 ART. 2
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