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Timestamp: 2020-07-02 14:45:37+00:00

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Art. 2093 codice civile - Imprese esercitate da enti pubblici - Brocardi.it
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Articolo 2093 Codice civile
Imprese esercitate da enti pubblici
Dispositivo dell'art. 2093 Codice civile
Agli enti pubblici non inquadrati si applicano le disposizioni di questo libro, limitatamente alle imprese da essi esercitate [1229, 2201].
Sono salve le diverse disposizioni della legge [2221; 409 c.p.c.].
La tematica relativa agli enti pubblici economici ed alle imprese esercitate da enti pubblici, rientra in quella più ampia relativa all’impresa pubblica.
Spiegazione dell'art. 2093 Codice civile
La bipartizione in enti pubblici inquadrati ed enti pubblici non inquadrati nelle categorie professionali risale all’abrogato ordinamento corporativo. Essa, peraltro, corrisponde alla distinzione tra enti pubblici esercenti in via esclusiva o principale un’attività d’impresa ed enti che esercitano l’attività d’impresa in via non principale: i primi sono gli enti pubblici economici, i secondi sono gli enti pubblici non economici.
La legislazione a partire dagli anni ’90 ha dato impulso ad un processo di privatizzazione degli enti pubblici economici, diretto a trasformare tali enti in s.p.a.. È il fenomeno della c.d. privatizzazione.
Gli enti titolari di imprese-organo sono implicitamente esonerati dall'iscrizione nel registro delle imprese, in quanto prevista solo per gli enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale un'attività commerciale (2201). Sono, inoltre, espressamente esonerati dalle procedura concorsuali (2221).
Gli enti pubblici che svolgono attività commerciale accessoria sono sottoposti allo statuto generale dell'imprenditore (ovvero la disciplina dell'azienda, della concorrenza, ecc...), nonché a tutte le restanti norme previste per gli imprenditori commerciali, tra cui l'obbligo di tenuta delle scritture contabili, per il quale manca un'espressa norma di esonero.
Gli enti pubblici economici sono gli enti che esercitano in modo esclusivo o prevalente l'attività imprenditoriale e tale attività deve essere un mezzo per realizzare un fine speculativo e non un fine pubblicistico.
Il rapporto di lavoro in tali enti ha natura privatistica. La giurisdizione spetta, infatti, al giudice ordinario.
Massime relative all'art. 2093 Codice civile
Ai fini della qualificabilità come rapporto di pubblico impiego di un rapporto di lavoro prestato alle dipendenze di un ente pubblico non economico, rileva che il dipendente risulti effettivamente inserito nella organizzazione pubblicistica ed adibito ad un servizio rientrante nei fini istituzionali dell'ente pubblico, non rilevando in senso contrario l'assenza di un atto formale di nomina, né che si tratti di un rapporto a termine, e neppure che il rapporto sia affetto da nullità per violazione delle norme imperative sul divieto di nuove assunzioni, con conseguente configurabilità di prestazione di fatto, a norma dell'art. 2126 c.c.
Cass. civ. n. 13728/2000
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 13728 del 14 ottobre 2000)
Cass. civ. n. 13311/2000
Per effetto dell'art. 37 della legge n. 300 del 1970, le norme dello statuto dei lavoratori vanno direttamente applicate alle vicende del rapporto di lavoro degli enti pubblici economici, nei limiti e con le salvezze di cui all'art. 40 della stessa legge, e tuttavia con esclusione generalizzata delle norme speciali destinate a garantire procedure selettive e concorsuali di assunzione del personale ed altri momenti organizzativi dell'ente, operando in questa sfera l'ente medesimo con poteri che assumono, per gli obiettivi perseguiti, rilevanza pubblica, sicché le norme statutarie in questa sfera hanno una mera efficacia integrativa, così come avviene — per effetto dell'ultima parte dell'art. 37 st. lav. — per gli altri enti pubblici. (Fattispecie relativa all'Azienda autonoma per le terme di Acireale, cui è applicabile l'art. 12 del D.L.vo Pres. Reg. Siciliana 20 dicembre 1954 n. 12, prevedente l'accesso alla qualifica di direttore amministrativo mediante concorso per titoli e disciplinante anche il procedimento di copertura di un'eventuale vacanza temporanea; la S.C., in applicazione del riportato principio, ha annullato la sentenza impugnata, che aveva riconosciuto il diritto all'inquadramento in tale qualifica, a norma dell'art. 2103 c.c., di un dipendente che aveva di fatto svolto le relative mansioni).
(Cassazione civile, Sez. Lavoro, sentenza n. 13311 del 6 ottobre 2000)

References: Articolo 2093

Articolo 2093

Cass. 
 sentenza 

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