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Timestamp: 2020-01-20 17:00:10+00:00

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Legge Regionale 15 aprile 1997, n. 13 – Osservatorio Giuridico Legislativo CES
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Disciplina dell’ assistenza religiosa nelle strutture di ricovero delle aziende sanitarie.
l. 1. La presente legge ha per oggetto l’ istituzione, in conformità con la legislazione statale vigente e con le norme concordatarie, del servizio di assistenza religiosa nelle aziende sanitarie.
2. Il Servizio di assistenza religiosa ha il compito di assicurare presso i presidi di ricovero sanitari e sociali del servizio sanitario regionale, nel rispetto della volontà e libertà di fede dei cittadini, l’ esercizio della libertà religiosa e l’ adempimento delle pratiche di culto, nonchè il soddisfacimento delle esigenze spirituali proprie delle diverse confessioni, in conformità ai rispettivi ordinamenti.
4. Il direttore generale, nel rispetto degli indirizzi stabiliti dai protocolli d’ intesa di cui ai successivi articoli 3 e 4, delibera l’ istituzione del servizio di assistenza religiosa. Con la stessa deliberazione sono determinati, in collaborazione con gli assistenti religiosi:
b) le modalità di coordinamento del servizio con i servizi dei presidi ospedalieri e delle altre strutture di ricovero dell’ azienda.
l.. La dotazione di personale di assistenza religiosa è determinata in relazione al numero di posti – letto dei presidi ospedalieri e delle altre strutture di ricovero esistenti nel territorio regionale in modo tale che vi sia un assistente religioso ogni 200 posti – letto, salvo quanto disposto dai commi successivi.
3. Per i presidi ospedalieri che superano i 1200 posti – letto il numero di assistenti religiosi è incrementato di una unità ogni 350 posti -letto. Il parametro è arrotondato per eccesso alle centinaia.
4. Le intese previste dall’ articolo 3 della presente legge possono prevedere parametri inferiori in considerazione della dislocazione delle strutture.
Protocollo d’ intesacon la Conferenza Episcopale Sarda
1. La Regione stipula, per il culto cattolico, con la Conferenza Episcopale Sarda un protocollo d’ intesa concernente i criteri generali di esercizio del servizio di assistenza religiosa.
Protocolli d’ intesa per i culti non cattolici
1. Per i culti diversi da quello cattolico la Regione stipula con le autorità religiose competenti per territorio regionale protocolli d’ intesa concernenti i criteri generali di esercizio del servizio di assistenza religiosa, nonchè :
b) l’ azienda sanitaria di riferimento di ciascun assistente religioso, in relazione alla dislocazione sul territorio regionale degli aderenti al culto.
Intese aziende sanitarie – autorità religiose
1. Ai sensi dell’ articolo 38 della Legge 23 dicembre 1978, n. 833, il direttore generale dell’azienda, nel rispetto degli indirizzi stabiliti nel protocollo d’ intesa di cui all’ articolo 3, stipula con l’ ordinario diocesano competente per territorio, per la religione cattolica, e con le rispettive autorità religiose, per gli altri culti, apposite intese aventi ad oggetto:
b) le modalità di utilizzazione di servizi di mensa e di alloggio all’ interno dei presidi;
d) la disciplina del rapporto di lavoro, nel caso di convenzione ai sensi dell’ articolo 7 della presente legge.
a) da assistenti religiosi assunti in ruolo ai sensi dell’ articolo 9, comma 3, del DPR 20 dicembre1979, n. 761;
4. Ai sensi dell’ articolo 3, comma 3, del DPR n. 761 del 1979, il personale religioso è iscritto in separata tabella del ruolo professionale.
1. L’ assistenza religiosa può essere assicurata da unità di personale incaricato in regime di convenzione nei seguenti casi:
c) quando l’ assistente religioso abbia superato, all’ atto della nomina, il cinquantacinquesimo anno di età ;
d) quando l’ assistente religioso già assunto intenda continuare, con il consenso della competente autorità religiosa, lo svolgimento del servizio oltre il sessantacinquesimo anno di età .
1. L’ assistente religioso è nominato con deliberazione del direttore generale dell’ azienda di proposta dell’autorità religiosa competente per territorio.
2. La designazione dell’ assistente religioso e lasua eventuale sostituzione sono di spettanza dell’autorità religiosa competente per territorio.
3. Con l’ atto di nomina si costituisce un rapporto di impiego disciplinato dalla vigente normativa statale e regionale e dell’ intesa di cui al precedente articolo 5.
4. Per l’ esercizio delle funzioni gli assistenti religiosi dipendono esclusivamente dalla competente autorità religiosa, la quale provvede alla determinazione ed alla ripartizione dei compiti fra gli assistenti stessi nel rispetto delle intese di cui agli articoli 3 e 5 della presente legge.
6. Agli assistenti in rapporti di convenzione è assicurato un compenso proporzionale allo stipendio lordo della categoria di appartenenza degli assistenti in posizione di ruolo, comprensivo dell’indennità integrativa speciale e delle altre voci contrattuali fisse e continuative, nonchè la tredicesima mensilità, calcolata secondo i medesimi criteri.
1. Il servizio di assistenza religiosa è assicurato in modo continuativo per cui, pur garantendo un orario di servizio non inferiore al monte orario mensile previsto dalla normativa vigente, gli assistenti religiosi assicurano una pronta reperibilità sia diurna che notturna. Nelle strutture cui sono assegnati due o più assistenti religiosi è assicurata, a turno, dagli assistenti medesimi; ove l’ assistente religioso è solo può essere assicurata anche da persona idonea da quest’ ultimo designata.
2. Nelle strutture ove il servizio di assistenza religiosa è svolto da un solo assistente religioso, sia in ruolo che in regime di convenzione, in casodi assenza del medesimo per riposo settimanale, festa infrasettimanale, recupero per festività soppresse, congedo, aspettativa, formazione professionale, malattia o infortunio, l’Ordinario Diocesano provvede alla sua temporanea sostituzione, possibilmente con un sostituto fisso. Tale sostituto usufruirà dello stesso in rapporto di convenzione, in proporzione ai giorni di effettivo servizio prestato. Nei casi urgenti di sostituzione provvede direttamente l’ assistente religioso, dandone tempestiva comunicazione all’ azienda e all’ Ordinario Diocesano.
3. Nelle strutture ove il servizio è svolto da due o più assistenti religiosi l’Ordinario provvede alla loro sostituzione temporanea solo in caso di assenza dal servizio di qualcuno di essi non inferiore a trenta giorni; l’ Azienda si farà carico del sostituto come per il precedente comma 2.
4. L’ assistente religioso può essere coadiuvato da altri sacerdoti, diaconi, religiosi o laici di ambo i sessi, senza oneri per l’ Azienda sanitaria. L’ assistente religioso comunica preventivamente all’Azienda e all’Ordinario i nominativi delle persone suindicate che lo coadiuvano.
1. Nelle strutture private convenzionate con la Regione nelle quali si concretino interventi di ricovero, il servizio di assistenza religiosa resta disciplinato, fino a quando non sarà diversamente previsto negli schemi nazionali di convenzione, secondo le previsioni di cui all’ articolo 6.
1. La soluzione di eventuali controversie relative all’ interpretazione delle intese di cui agli articoli 3, 4 e 5 della presente legge può essere demandata ad un collegio arbitrale composto da tre membri, di cui:
a) uno designato dall’ Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’ assistenza sociale;
c) uno designato d’ intesa dai componenti di cui alle lettere precedenti, con funzioni di presidente.
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References: articolo 3
 articolo 38
 articolo 3
 articolo 7
 articolo 9
 articolo 3
 articolo 5
 articolo 6