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Timestamp: 2018-04-21 23:00:38+00:00

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Temporaneità e decadenza dei vincoli espropriativi
La decadenza dei vincoli presuppone la caratterizzazione degli stessi come espropriativi, o di inedificabilità assoluta. Il principio della loro temporaneità e relativa decadenza o perdita di efficacia è stato normativamente sancito perché svuotano il contenuto del diritto di proprietà, rendendolo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale.
VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> DECORRENZA
Il termine quinquennale per la validità del vincolo espropriativo imposto con variante allo strumento urbanistico decorre dalla sua pubblicazione sul b.u.r.; entro tale data può essere approvato il progetto definitivo comportante la dichiarazione di pubblica utilità dell'opera.
ll termine quinquennale di efficacia del vincolo preordinato all'espropriazione di cui all'art. 9, comma 2 del D.P.R. 327/2001, decorre dall'adozione della variante con cui è imposta la destinazione urbanistica alle aree compatibile con la realizzazione del progetto.
VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> DECORRENZA --> SUCCESSIONE STRUMENTI URBANISTICI
Il fatto che il piano operativo abbia confermato una precedente variante appositiva di vincolo, recependola, non significa che sia stata artificiosamente prolungata la durata massima dei vincoli, comunque fissata in cinque anni dall'art. 9 del dPR 327/2001, salva motivata reiterazione a seguito della decade... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> FUNZIONE
Tutti i vincoli finalizzati all'esproprio contengono un dato ipotetico e per questo "nasce" a tutela della posizione del privato e si rende necessaria dell'ordinamento la posizione espressa dalla Corte costituzionale, con la "storica" sentenza 20 maggio 1999, n. 179, poi positivamente recepita da una disposizione del dPR n. 327/2001 (l'art. 9), in quanto ivi è certamente affermato il principio della decadenza del vincolo preordinato all'esproprio che imprime appunto un limite temporale alla "ipotesi".
Nel rispetto dell'art. 42, comma 3, della Costituzione le disposizioni di contenuto espropriativo, contenute negli strumenti urbanistici, devono necessariamente avere un'efficacia delimitata da un tempo ragionevole, in quanto il diritto di costruire, connaturato al diritto di proprietà, non può essere compresso oltre il tempo strettamente richiesto dall'interesse pubblico e/o essere di intensità tale da svuotare il contenuto fondamentale del diritto di proprietà.
VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI -... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> QUALI VINCOLI DECADONO
Non tutti i vincoli urbanistici sono soggetti a decadenza, e conseguentemente alla possibilità di indennizzo allorché reiterati, ma soltanto quelli aventi carattere particolare, per i quali la mancata fruibilità del bene protratta nel tempo e non indennizzata determina violazione dell'art. 42 Cost., comma 3: in particolare non sono indennizzabili i vincoli posti a carico di intere categorie di beni, e tra questi i vincoli urbanistici di tipo conformativo, e i vincoli paesistici.
I vincoli di destinazione urbanistica sono soggetti a decadenza solo se sono preordinati all'espropriazione o comportano l'inedificazione e dunque se svuotano il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, diminuendone in modo significativo il valore di scambio.
L'art. 9 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (come prima l'art. 2, comma 1, della legge 19 novembre 1968 n. 1187), fissa in cinque anni la durata del vincolo preordinato all'esproprio. La disposizione ora vigente, al pari di quella che l'ha preceduta, si riferisc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i che producano una pressoché totale ablazione del diritto di proprietà, essendo tanto intensi da annullare o ridurre notevolmente il valore degli immobili cui si riferiscono, ivi compresa l'ipotesi di imposizione temporanea di inedificabilità fino all'entrata in vigore dei piani particolareggiati, per la cui redazione non sia fissato alcun termine finale certo.
Sulla base del consolidato orientamento giurisprudenziale, deve ritenersi che sussista un vincolo preordinato all'esproprio allorquando, a differenza del vincolo conformativo, lo stesso comporti l'inedificabilità del suolo o, comunque, incida in maniera significativa e per un tempo significativo sulla proprietà dell'interessato, risultando pertanto soggetto a decadenza, con conseguente assoggettamento dell'area, in caso di decadenza, al regime delle cd. zone bianche.
La Corte Costituzionale con la sentenza n. 179/1999 ha chiarito che i vincoli urbanistici soggetti alla scadenza quinquennale e che devono essere invece indennizzati sono: " a) quelli preordinati all'espropriazione o aventi carattere sostanzialmente espropriativo in quanto implicanti uno svuotamento incisivo della proprietà; b) quelli che superano la durata non irragionevole e non... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... ove non si compia l'esproprio o non si avvii la procedura attuativa preordinata all'esproprio con l'approvazione dei piani esecutivi; c) quelli che superano quantitativamente la normale tollerabilità secondo la concezione della proprietà regolata dalla legge nell'ambito dell'art. 42 della Costituzione".
La giurisprudenza amministrativa prevalente ha più volte chiarito che i vincoli urbanistici soggetti alla scadenza quinquennale e che devono essere invece indennizzati sono "quelli che svuotano il contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene, in modo tale da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale ovvero diminuendone il suo valore di scambio".
I vincoli posti dai piani regolatori generali sono soggetti a decadenza solo nella parte in cui incidono su beni determinati ed assoggettano i beni stessi a vincoli preordinati all'espropriazione o a vincoli che comportino l'inedificabilità; cioè solo ove essi producano un effetto sostanzialmente espropriativo, tale da annullare o ridurre notevolmente il valore degli immobili cui si riferiscono.
A differenza del vincolo conformativo, che risponde al potere pianificatorio di razionale sistemazione in ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ee (c.d. zonizzazione) del territorio comunale e che, non implicando l'ablazione del suolo, non soggiace alla disciplina della predetta legge, il vincolo, sia sostanziale che strumentale preordinato all'espropriazione o che comporta l'inedificabilità del suolo o, comunque, incide, significativamente e per un tempo irragionevole, sul diritto di proprietà dell'interessato, decade per l'inutile decorso del termine quinquennale (oggi) previsto dall'art. 9 del D.Lgvo n. 327/2001.
Normativamente il principio della temporaneità e relativa decadenza o perdita di efficacia è stato sancito con riferimento ai vincoli preordinati all'esproprio o a quei vincoli che svuotano il contenuto del diritto di proprietà, rendendolo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale.
Secondo una consolidata giurisprudenza i vincoli espropriativi, soggetti alla decadenza quinquennale di cui all'art. 9, comma 2, d.P.R. n. 327 del 2001 (e già prima dall'art. 2 l. n. 1187 del 1968 di analogo contenuto), sono quelli che concernono beni determinati, in funzione della localizzazione puntuale di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può quindi coesistere con la proprietà privata.
In base ai criteri e... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla Corte Costituzionale e dalla giurisprudenza amministrativa, i vincoli di piano regolatore, ai quali si applica il principio della decadenza quinquennale, sono soltanto quelli che incidono su beni determinati, che sono preordinati all'espropriazione ovvero che hanno carattere sostanzialmente espropriativo, tali da determinare l'inedificabilità dei beni colpiti e, dunque, lo svuotamento del contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero da diminuirne in modo significativo il valore di scambio.
In linea generale i vincoli di piano regolatore, ai quali si applica il principio della decadenza quinquennale, sono soltanto quelli che incidono su beni determinati, assoggettandoli a vincoli preordinati all'espropriazione o a vincoli che ne comportano l'inedificabilità e dunque svuotano il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone in modo significativo il valore di scambio.
Costituiscono vincoli soggetti a decadenza solo quelli preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificazione, ovvero quei vinc... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...otano il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone in modo significativo il suo valore di scambio.
I vincoli di piano regolatore soggetti alla decadenza quinquennale, ai sensi dell'art. 2 della legge n. 1187 del 1968 (ora ai sensi dell'art. 9 del d.P.R. n. 327 del 2001), sono soltanto quelli che incidono su beni determinati e hanno natura sostanzialmente espropriativa (in quanto preordinati all'espropriazione o comportanti l'inedificabilità), non i vincoli conformativi che costituiscono espressione del potere pianificatorio di razionale sistemazione del territorio in zone omogenee.
Secondo un orientamento giurisprudenziale del tutto consolidato, non ogni vincolo posto alla proprietà privata dallo strumento urbanistico generale ha carattere espropriativo ed è dunque soggetto alla disciplina relativa; in altri termini, occorre distinguere tra vincoli espropriativi e vincoli conformativi, secondo una linea di discrimine che ha un preciso fondamento costituzionale, in quanto l'art. 42 Cost. prevede separatamente l'espropriazione (terzo comma) e i limiti che la legge può imporre alla proprietà ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...assicurarne la funzione sociale (secondo comma). I vincoli espropriativi, che sono soggetti alla scadenza quinquennale, concernono beni determinati, in funzione della localizzazione puntuale di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può, quindi, coesistere con la proprietà privata.
Solo per i vincoli sostanzialmente espropriativi (cioè quelli che espongono il proprietario alla dichiarazione di pubblica utilità dell'opera e che gli precludono ogni modificazione del suolo, anche dopo la decadenza del vincolo), sussiste il principio della loro temporaneità e della loro eventuale indennizzabilità. Questi vincoli, infatti, incidendo in maniera latamente ablatoria sul diritto di proprietà, impongono la necessità di garantire la piena tutela delle ragioni proprietarie attraverso la temporaneità della loro durata, ovvero attraverso la corresponsione di un equo indennizzo.
I vincoli di piano regolatore, ai quali si applica il principio della decadenza quinquennale – ai sensi dell'art.2 L. 19 novembre 1968 n.1187 poi trasfuso nell'art.9 d.P.R. n.327 del 2001 – sono soltanto quelli che incidono su beni determinati, assoggettandoli a vincoli preordinati all'espropriazi... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ncoli che ne comportano l'inedificabilità e, dunque, svuotano il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale ovvero diminuendone in modo significativo il suo valore di scambio.
Alla luce della sentenza della Corte Cost. n. 179/1999, i vincoli urbanistici non indennizzabili, che sfuggono alla previsione dell'art. 2 della L. 1187/1968, sono quelli che riguardano intere categorie di beni, quelli di tipo conformativo e i vincoli paesistici, mentre i vincoli urbanistici soggetti alla scadenza quinquennale, che devono invece essere indennizzati, sono: a) quelli preordinati all'espropriazione ovvero aventi carattere sostanzialmente espropriativo; b) quelli che superano la durata non irragionevole e non arbitraria ove non si compia l'esproprio o non si avvii la procedura attuativa preordinata a tale esproprio con l'approvazione dei piani urbanistici esecutivi; c) quelli che superano quantitativamente la normale tollerabilità, secondo una concezione della proprietà regolata dalla legge nell'ambito dell'art. 42 Cost..
Alla luce della sentenza della Corte Cost. n. 179/1999, uniforme giurisprudenza amministrativa ha affermato che ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rbanistici non indennizzabili, che sfuggono alla previsione dell'art. 2 della L. 1187/1968, sono quelli che riguardano intere categorie di beni, quelli di tipo conformativo e i vincoli paesistici, mentre i vincoli urbanistici soggetti alla scadenza quinquennale, che devono invece essere indennizzati, sono: a) quelli preordinati all'espropriazione ovvero aventi carattere sostanzialmente espropriativo; b) quelli che superano la durata non irragionevole e non arbitraria ove non si compia l'esproprio o non si avvii la procedura attuativa preordinata a tale esproprio con l'approvazione dei piani urbanistici esecutivi; c) quelli che superano quantitativamente la normale tollerabilità, secondo una concezione della proprietà regolata dalla legge nell'ambito dell'art. 42 Cost..
I vincoli di piano regolatore, ai quali si applica il principio della decadenza quinquennale, sono soltanto quelli che incidono su beni determinati, assoggettandoli a vincoli preordinati all'espropriazione o a vincoli che ne comportano l'inedificabilità e dunque svuotano il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone in modo significativo il valore ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...
Costituiscono vincoli soggetti a decadenza, ai sensi dell'art. 2 della legge 19 novembre 1968 n. 1187 (ora art. 9 D.P.R. 8 Giugno 2001 n° 327), quelli preordinati all'esproprio o che comportano l'assoluta inedificabilità del suolo e che, pertanto, essendo finalizzati alla localizzazione puntuale di un'opera pubblica, incidono in maniera significativa sul godimento del bene e lo rendono inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, diminuendone in maniera significativa il valore di scambio.
Secondo la giurisprudenza amministrativa, costituiscono vincoli soggetti a decadenza solo quelli preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificazione, e che dunque svuotino il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene, tan... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone in modo significativo il suo valore di scambio.
Costituiscono vincoli soggetti a decadenza solo quelli preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificazione, e che dunque svuotino il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone in modo significativo il suo valore di scambio.
A differenza del vincolo conformativo, rispondente al potere pianificatorio di razionale sistemazione del territorio in zone omogenee, il vincolo – sia esso sostanziale, o solo strumentale – preordinato all'esproprio, ovvero che comporti l'inedificabilità del suolo o, comunque, che incida in maniera significativa e per un tempo irragionevole sulla proprietà dell'interessato, è soggetto a decadenza, con conseguente assoggettamento dell'area al regime delle cd. zone bianche ex art. 4, ult. comma, della l. n. 10/1977 ed ora art. 9 del d.P.R. n. 380/2001.
Chiara è in giurisprudenza la distinzione tra vincoli conformativi, non sottoposti a termine di decadenza e vincoli espropriativi. Questi ultimi, soggetti alla deca... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...uennale di cui all'art. 9, comma 2, d.P.R. n. 327 del 2001 sono quelli che concernono beni determinati, in funzione della localizzazione puntuale di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può quindi coesistere con la proprietà privata, laddove deve riconoscersi natura conformativa alle prescrizioni che regolano la proprietà privata per il perseguimento di obiettivi di interesse generale, ove la previsione di piano sia espressione del potere pianificatorio di razionale sistemazione del territorio in zone omogenee.
Il limite temporale del quinquennio, riguardante l'efficacia delle prescrizioni dei piani regolatori generali nella parte in cui incidono su beni determinati ed assoggettano i beni stessi a vincoli preordinati all'espropriazione o a vincoli che comportino l'inedificabilità, è valevole unicamente per i vincoli che producano un effetto sostanzialmente espropriativo, tale da annullare o ridurre notevolmente il valore degli immobili cui si riferiscono, e non nel caso di vincolo strumentale.
I vincoli soggetti a decadenza sono solo quelli preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificazione, e che dunque svuotino il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene, tan... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone in modo significativo il suo valore di scambio.
Secondo la giurisprudenza consolidata del Consiglio di Stato, costituiscono vincoli soggetti a decadenza solo quelli preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificazione, e che dunque svuotino il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone in modo significativo il suo valore di scambio.
I vincoli d'inedificabilità in relazione a quali risulta pertinente il principio della durata limitata nel tempo, sono unicamente quelli stabiliti da prescrizioni di carattere urbanistico.
I vincoli espropriativi, soggetti alla decadenza quinquennale di cui all'art. 9, comma 2, d.P.R. n. 327 del 2001 (e già prima dall'art. 2 l. n. 1187 del 1968 di analogo contenuto), sono quelli che concernono beni determinati, in funzione della localizzazione puntuale di un'opera pubblica, la cui realizzazione non può quindi coesistere con la proprietà privata.
Il principio di decadenza quinquennale espresso nell'art. 2, l. 19 novembre 1968 n. 1187, si applica solt... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...coli di piano regolatore generale, che incidono su beni determinati, assoggettandoli a vincoli preordinati all'espropriazione o a vincoli che ne comportano l'inedificabilità e, dunque, svuotano il contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale ovvero diminuendone in modo significativo il suo valore di scambio.
I vincoli di piano regolatore ai quali si applica il principio della decadenza quinquennale di cui all'art. 2 comma 1 L. 19 novembre 1968 n. 1187 sono soltanto quelli che incidono su beni determinati, preordinati all'espropriazione ovvero aventi carattere sostanzialmente espropriativo, tali cioè da determinarne l'inedificabilità e quindi lo svuotamento del contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene, tale da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale ovvero da diminuirne in modo significativo il valore di scambio.
La sussistenza di vincoli preordinati all'espropriazione, contenuti nel piano regolatore generale ovvero in altri strumenti urbanistici, è valutata in senso strettamente contenutistico. Si afferma infatti, con principio non contestato, che costituiscono ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...getti a decadenza solo quelli preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificazione, e che dunque svuotino il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone in modo significativo il suo valore di scambio.
L'intervento per realizzare un sedime stradale non può certamente rappresentare operazione disciplinante un'intera zona del territorio comunale che, in quanto conformativa in termini generali, permette di escludere la previsione di indennizzo.
Costituiscono vincoli soggetti a decadenza quelli preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificazione i quali, pertanto, svuotano il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone in modo significativo il suo valore di scambio.
Il limite temporale del quinquennio, riguardante l'efficacia delle prescrizioni dei piani regolatori generali nella parte in cui incidono su beni determinati ed assoggettano i beni stessi a vincoli preordinati all'espropriazione od a vincoli che comportino l'inedificabilità, è valevole... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... per quei vincoli che producano un effetto sostanzialmente espropriativo, tale da annullare o ridurre notevolmente il valore degli immobili cui si riferiscono.
Sono soggetti a scadenza per mancata adozione nel quinquennio dei piani particolareggiati solo i vincoli espropriativi e quelli che producono inedificabilità purché abbiano contenuto espropriativo e non conformativo, colpendo aree determinate e non intere zone del PRG.
I vincoli di piano regolatore, ai quali si applica il principio della decadenza quinquennale, sono quelli che incidono su beni determinati, che sono preordinati all'espropriazione ovvero che hanno carattere sostanzialmente espropriativo, tali da determinare l'inedificabilità dei beni colpiti e, dunque, lo svuotamento del contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero da diminuirne in modo significativo il valore di scambio con conseguente violazione sostanziale del III° comma dell'art. 42 Cost.
Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 179/1999, i vincoli urbanistici non indennizzabili, che sfuggono alla previsione del predetto articolo 2 della legge 19 novembre 1968... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...sono quelli che riguardano intere categorie di beni, quelli di tipo conformativo e i vincoli paesistici.
Alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 179/1999, i vincoli urbanistici soggetti alla scadenza quinquennale, sono: a) quelli preordinati all'espropriazione ovvero aventi carattere sostanzialmente espropriativo; b) quelli che superano la durata non irragionevole e non arbitraria ove non si compia l'esproprio o non si avvii la procedura attuativa preordinata a tale esproprio con l'approvazione dei piani urbanistici esecutivi; c) quelli che superano quantitativamente la normale tollerabilità, secondo una concezione della proprietà regolata dalla legge nell'ambito dell'art. 42 Cost..
I vincoli ai quali si applica il principio della decadenza quinquennale, con la conseguente applicazione della normativa prevista dall'art. 9 del D.P.R. n. 380/2001 concernente l'edificazione in assenza di pianificazione urbanistica, sono soltanto quelli che incidono su beni determinati assoggettandoli a vincoli preordinati all'espropriazione o a vincoli che ne comportano l'inedificabilità e, dunque, quelli che svuotano il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene tanto da renderlo inutilizzabile... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...lla sua destinazione naturale ovvero diminuendone in modo significativo il suo valore di scambio.
Alla stregua dei principi espressi dalla Corte costituzionale, con la sentenza 20 maggio 1999, n. 179, i vincoli urbanistici non indennizzabili, e che sfuggono alla previsione dell'articolo 2 della legge 19 novembre 1968, n. 1187, sono quelli che riguardano intere categorie di beni, quelli di tipo conformativo e i vincoli paesistici.
Costituiscono vincoli soggetti a decadenza, ai sensi dell'articolo 2 della legge 19 novembre 1968, n. 1187, quelli preordinati all'espropriazione, o che comportano l'inedificabilità, e che, dunque, svuotano il contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene in modo tale da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone significativamente il suo valore di scambio.
I ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...anistici non indennizzabili, che sfuggono alla previsione dell'articolo 2 della legge 19 novembre 1968, n. 1187, sono quelli che riguardano intere categorie di beni, quelli di tipo conformativo e i vincoli paesistici.
I vincoli urbanistici soggetti alla scadenza quinquennale, sono: a) quelli preordinati all'espropriazione ovvero aventi carattere sostanzialmente espropriativo, in quanto implicanti uno svuotamento incisivo della proprietà; b) quelli che superano la durata non irragionevole e non arbitraria ove non si compia l'esproprio o non si avvii la procedura attuativa preordinata a tale esproprio con l'approvazione dei piani urbanistici esecutivi; c) quelli che superano quantitativamente la normale tollerabilità, secondo una concezione della proprietà regolata dalla legge nell'ambito dell'art. 42 Cost..
I vincoli imposti dallo strumento urbanistico generale possono qualificarsi espropriativi, come tali soggetti a termine decadenziale, solo laddove comportino l'azzeramento del contenuto economico del diritto di proprietà.
La sussistenza di vincoli preordinati all'espropriazione, contenuti nel piano regolatore generale ovvero in altri strumenti urbanistici, va valutata in senso strettamente contenut... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...tituiscono vincoli soggetti a decadenza solo quelli preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificazione, e che dunque svuotino il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone in modo significativo il suo valore di scambio.
La decadenza quinquennale vale soltanto per i vincoli finalizzati all'espropriazione, oppure per quelli che comportano la preclusione completa dell'attività edificatoria, e non invece per quei vincoli che costituiscono espressione dell'attività edificatoria della pubblica amministrazione e che hanno il solo effetto di imporre alla proprietà l'obbligo di conformarsi alla destinazione impressa al suolo.
Il disposto dell'art. 2, 1° comma, della L. n. 1187/1968 e dell'analogo art. 9 DPR n. 327 del 2001 relativo all'efficacia quinquennale dei vincoli preordinati all'espropriazione per la giurisprudenza è applicabile non solo con riferimento ai vincoli preordinati all'esproprio o a quei vincoli che svuotano il contenuto del diritto di proprietà, rendendolo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ma anche ai vincoli c.d."strumentali", a q... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... cioè che subordinano l'edificabilità di un'area all'inserimento della stessa in un programma pluriennale, oppure alla formazione di uno strumento esecutivo.
La decadenza quinquennale vale soltanto per i vincoli finalizzati alla espropriazione, oppure per quelli che comportano la preclusione completa dell'attività edificatoria, e non invece per quei vincoli che costituiscono espressione dell'attività pianificatoria della pubblica Amministrazione e che hanno il solo effetto di imporre alla proprietà l'obbligo di conformarsi alla destinazione impressa al suolo.
I vincoli di piano regolatore, ai quali si applica il principio della decadenza quinquennale, ai sensi dell'art. 2, L. n.1187/1968, sono soltanto quelli che incidono su beni determinati, assoggettandoli a vincoli preordinati all'espropriazione o a vincoli che ne comportano l'inedificabilità e, dunque, svuotano il contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale ovvero diminuendone in modo significativo il suo valore di scambio.
La decadenza quinquennale va riferita alle sole prescrizioni che incidono su beni determinati, assoggettandoli a v... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rdinati all'espropriazione o che ne comportano l'inedificabilità, i quali, in sostanza, svuotano il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale ovvero diminuendone in modo significativo il valore di scambio.
In ipotesi di decadenza dei vincoli di piano sia sostanziali (preordinati all'esproprio) che formali (che limitano l'edificabilità alla definizione futura di zona con strumento attuativo), in quanto entrambi rivolti alla tutela dei medesimi valori urbanistici, l'area interessata soggiace alle rigide prescrizioni edilizie di cui all'art. 4, ult. comma, della L.n. 10 del 1977.
Sulla base dei criteri elaborati dalla Corte Costituzionale, i vincoli di piano regolatore, ai quali si applica il principio della decadenza quinquennale, sono soltanto quelli che incidono su beni determinati, che sono preordinati all'espropriazione ovvero che hanno carattere sostanzialmente espropriativo, tali da determinare l'inedificabilità dei beni colpiti e, dunque, lo svuotamento del contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rne in modo significativo il valore di scambio.
La decadenza quinquennale dei vincoli di piano va riferita alle sole prescrizioni che incidono su beni determinati, assoggettandoli a vincoli preordinati all'espropriazione o a vincoli che ne comportano l'inedificabilità, i quali, in sostanza, svuotano il contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale ovvero diminuendone in modo significativo il valore di scambio.
I vincoli urbanistici di natura espropriativa trovano la propria disciplina nell'art. 2 della legge 1187/68, secondo cui, le indicazioni di Piano regolatore che incidono su beni determinati e che assoggettano i beni stessi a vincoli preordinati all'espropriazione o ne comportano l'inedificabilità, perdono ogni efficacia qualora entro cinque anni dalla data di approvazione dello strumento urbanistico non sono stati adottati i relativi piani particolareggiati.
Solo le previsioni di piano che impongano sulle aree vincoli di assoluta inedificabilità o preordinati all'espropriazione perdono efficacia (ex art. 2 della legge n. 1187 del 1968).
Alla luce dei principi espressi dalla Corte costituzion... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... sentenza n. 179/1999, i vincoli urbanistici non indennizzabili, e che sfuggono alla previsione della legge n. 1187/1968 sono quelli che riguardano intere categorie di beni, quelli di tipo conformativo e i vincoli paesistici,archeologici,storici ecc. (connessi alla natura di un bene, non alla destinazione che l'uomo intende dare allo specifico bene).
Alla luce dei principi espressi dalla Corte costituzionale, con la sentenza n. 179/1999, costituiscono vincoli soggetti a decadenza, quelli preordinati all'espropriazione, o che comportano l'inedificabilità, e che, dunque, svuotano il contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene in modo tale da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone significativamente il suo valore di scambio.
La configurabilità di un vincolo di piano urbanistico sottoposto a decadenza ai sensi della legge n.1187/1968, sussiste solo per quello che determina l'inedificabilità dell'area interessata o la sua sottoposizione a procedimento espropriativo, cioè quando, di fatto, non consente al privato proprietario alcuna possibilità di direttamente utilizzarla a fini edificatori.
Alla luce del disposto di cui alla L. ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 1968, il principio della temporaneità e relativa decadenza o perdita di efficacia è stato sancito solo con riferimento ai vincoli preordinati all'esproprio o a quei vincoli che svuotano il contenuto del diritto di proprietà, rendendolo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale.
I vincoli di piano regolatore ai quali si applica il principio della decadenza quinquennale previsto, in via generale, dall'art. 2 della legge 19 novembre 1968, n. 1187, sono soltanto quelli che incidono su beni determinati, assoggettandoli a vincoli preordinati all'espropriazione o a vincoli che ne comportano l'inedificabilità e, dunque, svuotano il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene, tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale ovvero diminuendone in modo significativo il valore di scambio.
I vincoli di piano regolatore cui si applica la disciplina di cui all'art. 2 della L. n. 1187/1968 (ed oggi dell'art. 9 del d.P.R. n. 327/2001) sono solamente quelli che incidono su beni determinati, assoggettandoli a vincoli preordinati all'espropriazione od a vincoli che ne comportano l'inedificabilità, e, dunque, svuotano il contenuto del diritto di proprietà, in... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... godimento del bene tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale.
La decadenza di cui alla L. n. 1187 del 1968, art. 2, trova applicazione solo per i casi di vincoli preordinati all'esproprio.
Rientrano pacificamente nella previsione di cui all'articolo 2 della legge 19 novembre 1968, n. 1187 i vincoli preordinati all'espropriazione ovvero aventi carattere sostanzialmente espropriativo, perché capaci di svuotare incisivamente la proprietà, limitando le facoltà di godimento del bene in modo tale da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone in modo significativo il valore.
La previsione che si risolvono in un svuotamento del contenuto essenziale del diritto di proprietà si lascia decifrare alla stregua di vero e proprio vincolo preordinato all'esproprio che, in quanto tale, è assoggettato ad una disciplina normativa caratterizzata da una circoscritta efficacia nel tempo delle relative previsioni urbanistiche.
Costituiscono vincoli soggetti a decadenza, ai sensi dell'art. 2, l. 19 novembre 1968 n. 1187, quelli preordinati all'espropriazione o che comportino l'inedificabilità, e che di conseguenza svuotano il con... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene in modo tale da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone significativamente il suo valore di scambio.
I vincoli preordinati all'espropriazione, o aventi carattere sostanzialmente espropriativo, sono quelli che risultano idonei a svuotare il contenuto del diritto di proprietà, limitando la facoltà di godimento del bene in modo tale da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, o diminuendone in modo significativo il valore; solo in relazione a tali vincoli opera il termine quinquennale di decadenza previsto all'art. 2 della l. n. 1187 del 1968.
I vincoli imposti dallo strumento urbanistico che privano completamente il bene del suo sostanziale valore economico impedendo al proprietario di edificare, devono farsi rientrare tra quelli che, ex art. 2 della legge 1187/1968, trascorsi cinque anni, devono considerarsi scaduti.
I vincoli preordinati all'espropriazione di aree per la realizzazione di un'opera pubblica o di interesse pubblico sono soggetti a decadenza, decorsi cinque anni dalla loro imposizione.
Il vincolo conformativo non è sottoposto al limite temporale di cui alla ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... 1968, art. 2, peculiare dei soli vincoli preordinati all'espropriazione.
Le destinazioni di zona contenute nei piani regolatori non sono soggette a decadenza, in quanto attinenti alla conformazione del diritto di proprietà e, quindi, estranee alla logica ablatoria. A tale principio fanno eccezione i soli vincoli a carattere espropriativo, cioè i vincoli preordinati all'espropriazione dell'area per la realizzazione di un'opera pubblica o di interesse pubblico.
La Corte Cost. con la sent. n. 179/1999 ha individuato, quali vincoli soggetti a decadenza per decorso del tempo, quelli che: comportino come effetto pratico uno svuotamento, di rilevante entità ed incisività, del contenuto della proprietà stessa; superino la durata che dal legislatore sia stata determinata come limite, non irragionevole e non arbitrario, alla sopportabilità del vincolo; superino sotto un profilo quantitativo, la normale tollerabilità secondo la concezione della proprietà improntata alla funzione sociale di cui all'art. 42, comma 2, della Costituzione.
Le norme del P.R.G. che impongono vincoli sulle aree destinate alla viabilità impedendone l'edificazione ed ogni altro utilizzo hanno natura espropria... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... conseguentemente soggette a decadenza, una volta spirato il termine quinquennale di cui all'art. 9, D.P.R. n. 327/2001.
I vincoli di piano regolatore, ai quali si applica il principio della decadenza quinquennale ai sensi dell'art. 2 L. 19 novembre 1968 n. 1187, sono soltanto quelli che incidono su beni determinati, assoggettandoli a vincoli preordinati all'espropriazione od a vincoli che ne comportano l'inedificabilità assoluta e dunque svuotano il contenuto del diritto di proprietà incidendo sul godimento del bene tanto da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale.
I vincoli di piano regolatore, soggetti alla decadenza quinquennale ai sensi dell'art. 2 della legge n. 1187/1968 (ora ai sensi dell'art. 9 del D.P.R. n. 327/2001), sono soltanto i vincoli espropriativi o d'inedificabilità che incidono su beni determinati.
L'obbligo per il comune di procedere a ritipizzazione di un'area, mediante nuovo p.r.g. o variante a p.r.g., scatta solo a seguito di decadenza del vincolo di natura espropriativa, allorché l'area rimane priva di una specifica destinazione urbanistica.
In base ai criteri elaborati dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale e dalla giurispruden... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...rativa formatasi in relazione all'art. 2 della L. n. 1187/1968, ma la cui validità può essere confermata anche con riferimento all'art. 9 DPR 327/2001, i vincoli di piano regolatore, ai quali si applica il principio della decadenza quinquennale, sono soltanto quelli che incidono su beni determinati, che sono preordinati all'espropriazione ovvero che hanno carattere sostanzialmente espropriativo.
Una volta accertata la natura sostanzialmente espropriativa di una destinazione urbanistica in quanto implicante uno svuotamento incisivo della proprietà, attraverso l'imposizione a titolo particolare su beni determinati di condizioni d'inedificabilità assoluta, ne consegue la sottoposizione della stessa al termine generale di decadenza quinquennale previsto dall'art. 2 della L. n. 1187/1968 poi confluito nell'art. 9, comma 2, del d.p.r. 327/2001.
In ordine alla natura del vincolo insistente su un'area, la decadenza vale soltanto per i vincoli finalizzati all'espropriazione, oppure per quelli che comportano la preclusione completa dell'attività edificatoria e non invece per quei vincoli che costituiscono espressione della attività pianificatoria della p.a. e che hanno il solo effetto di imporre alla proprietà ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...i conformarsi alla destinazione impressa al suolo.
La L. n. 1187/1968 art. 2, nello stabilire che le indicazioni di piano regolatore generale perdono ogni efficacia qualora entro cinque anni non siano stati approvati i relativi piani particolareggiati od autorizzati i piani di lottizzazione convenzionati, specifica che tale effetto riguarda la parte in cui esse incidono su beni determinati ed assoggettano i beni stessi a vincoli preordinati all'espropriazione o a vincoli che comportino l'inedificabilità.
Se il vincolo è conformativo non può predicarsi l'applicazione della normativa prevista per le c.d. zone bianche, non essendo lo stesso soggetto a decadenza
I vincoli preordinati all'esproprio in quanto tali restano assoggettati ad una disciplina normativa caratterizzata da una circoscritta efficacia nel tempo delle relative previsioni urbanistiche.
Alla luce del disposto di cui all'art. 2 della legge 19.11.1968, n. 1187, oggi riprodotto dall'art. 9 del D.p.r. 380/2001, " le indicazioni di piano regolatore generale, nella parte in cui incidono su beni determinati ed assoggettano i beni stessi a vincoli preordinati all'espropriazione od a vincoli che comportino l'inedificabilità, perdono ... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...cia qualora entro cinque anni dalla data di approvazione del piano regolatore generale, non siano stati approvati i relativi piani particolareggiati od autorizzati i piani di lottizzazione convenzionati."
La decadenza dei vincoli presuppone la caratterizzazione degli stessi come espropriativi, o di inedificabilità assoluta.
In base all'art. 9 D.P.R. n. 327/2001 (che ha sostituito l'art. 2 legge n. 1187/68), solo in caso di previsioni di PRG che impongono vincoli preordinati all'esproprio o vincoli d'inedificabilità, sopravviene la decadenza, decorsi cinque anni dall'approvazione dello strumento urbanistico generale.
Alla luce dell'art. 2 L. n. 1187/1968, oggi riprodotto dall'art 9 del DPR 380/2001, le indicazioni di piano regolatore generale, nella parte in cui incidono su beni determinati ed assoggettano i beni stessi a vincoli preordinati all'espropriazione od a vincoli che comportino l'inedificabilità, perdono ogni efficacia qualora entro cinque anni dalla data di approvazione del piano regolatore generale non siano stati approvati i relativi piani particolareggiati od autorizzati i piani di lottizzazione convenzionati.
L'attuazione delle previsioni vincolistiche incluse nello strumen... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ico generale comportanti apposizione di un vincolo di inedificabilità, deve avvenire entro il termine quinquennale di efficacia dei vincoli medesimi.
Alla luce dell'art. 2 della L. n. 1187/68 le indicazioni di piano regolatore generale, nella parte in cui incidono su beni determinati e assoggettano i beni stessi a vincoli preordinati all'esproprio od a vincoli che comportino l'inedificabilità, perdono ogni efficacia qualora entro cinque anni dalla data di approvazione del piano regolatore generale non siano stati approvati i relativi piani particolareggiati o autorizzati i piani di lottizzazione convenzionati.
Il principio della temporaneità e relativa decadenza o perdita di efficacia è stato normativamente sancito (art. 2 L. n. 1187 del 1968) con riferimento ai vincoli preordinati all'esproprio o a quei vincoli che svuotano il contenuto del diritto di proprietà, rendendolo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale.
La natura espropriativa del vincolo comporta l'applicazione del termine quinquennale di efficacia previsto dall'art. 9 DPR 327/2001.
Alla luce dell'art. 42, comma 3, della Costituzione, le disposizioni di contenuto espropriativo, contenute negli strumenti urban... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...ono necessariamente avere un'efficacia delimitata da un tempo ragionevole, in quanto il diritto di costruire, connaturato al diritto di proprietà, non può essere compresso oltre il tempo strettamente richiesto dall'interesse pubblico e/o essere di intensità tale da svuotare il contenuto fondamentale del diritto di proprietà.
I vincoli di inedificabilità in relazione a quali risulta pertinente il principio della durata limitata nel tempo, sono unicamente quelli stabiliti da prescrizioni di carattere urbanistico.
I vincoli urbanistici non indennizzabili, e che sfuggono alla previsione dell'art. 2, L. n. 19 novembre 1968, n. 1187, sono quelli che riguardano intere categorie di beni, quelli di tipo conformativo e i vincoli paesistici.
I vincoli urbanistici soggetti alla scadenza quinquennale, e che devono essere indennizzati, sono: a) quelli preordinati all'espropriazione ovvero aventi carattere sostanzialmente espropriativo, in quanto implicanti uno svuotamento incisivo della proprietà; b) quelli che superano la durata non irragionevole e non arbitraria, ove non si compia l'esproprio o non si avvii la procedura attuativa preordinata a tale esproprio con l'approvazione dei piani urbanistici... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ... c) quelli che superano quantitativamente la normale tollerabilità, secondo una concezione della proprietà regolata dalla legge nell'ambito dell'art. 42 Cost..
Costituiscono vincoli soggetti a decadenza quelli preordinati all'espropriazione, o che comportino l'inedificabilità, e che, dunque, svuotano il contenuto del diritto di proprietà, incidendo sul godimento del bene in modo tale da renderlo inutilizzabile rispetto alla sua destinazione naturale, ovvero diminuendone significativamente il suo valore di scambio.
In ipotesi di destinazione a parco con contestuale previsione di futura espropriazione per la realizzazione di attrezzature pubbliche, deve ritenersi che la decadenza per decorso del quinquennio attenga esclusivamente all'assoggettamento del bene alla procedura espropriativa e non anche alla sua destinazione urbanistica di zona, che è soggetta alla durata del P.R.G
VINCOLI URBANISTICI ED EDIFICABILITÀ --> VINCOLI URBANISTICI --> DECADENZA, REITERAZIONE, INDENNIZZO --> DURATA E DECADENZA --> QUALI VINCOLI DECADONO --> REGIME DI SALVAGUARDIA
L'efficacia temporale quinquennale si riferisce ai soli vincoli urbanistici – vale a dire alle prescrizioni de... [Omissis - La versione integrale è presente nel prodotto - Omissis] ...olatori generali che comportino su beni determinati vincoli preordinati all'espropriazione o l'inedificabilità assoluta – e non anche alle limitazioni previste direttamente dal legislatore attraverso il regime di salvaguardia stabilito per le zone prive di previsioni urbanistiche, allo scopo di assicurare standard minimi per la tutela dell'interesse pubblico ad uno sviluppo edificatorio organico.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 9
 art. 4
 art. 9
 sentenza 
 articolo 2
 sentenza 
 sentenza 
 art. 9
 art. 2
 sentenza 
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 art. 2
 art. 2
 art. 2
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