Source: http://studiotributariovillani.it/pareri/dettaglio_parere.asp?ID=1247
Timestamp: 2018-12-10 08:17:54+00:00

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L. n° 289/2002 ex art. 12, omesso versamento seconda rata
Egr. Avv. Villani, come già comunicato per telefono sono a chiederLe il parere per l'argomento descritto.
In seguito alla L. n° 289 del 2002 art. 9 bis per i ritardati ed omessi versamenti, io e mia moglie abbiamo fatto predisporre dal commercialista due pratiche di condono, ed in data 16/05/03 abbiamo pagato ciascuno la somma di euro 3.000,00 con modello F 24 come anticipo secondo le disposizioni di legge.
Essendo stati successivamente prorogati i termini di detta legge, è stato ritenuto più conveniente per noi far riferimento all'art. 12 che prevedeva la rottamazione delle cartelle esattoriali (prima con l'art. 9 bis, poi con il 12 intendevamo comunque sanare il medesimo debito verso lo Stato).
Quindi al condono ai sensi dell'art. 9 bis non veniva più dato seguito e gli importi versati non venivano recuperati.
In data 16/04/04 pertanto pagavamo direttamente all'esattoria le somme in seguito ai conteggi predisposti dal commercialista ritenendo in questo modo di aver estinto del tutto il debito.
In data 23/05/06 veniva notificata a mia moglie con un'unica cartella in solido, dall'esattoria, la richiesta di pagamento di tutto il debito iniziale (100% dei ruoli maggiorati di sanzioni e more), con iscrizione ipotecaria sulle nostre proprietà immobiliari.
Il concessionario ha preso tale iniziativa perchè chiaramente il condono ai sensi dell'art. 9 bis non era stato portato a termine (volutamente), ma della rottamazione ai sensi dell'art. 12 non era stato pagato tutto il debito come pensavamo, ma solo l'80%.
Il concessionario non ci ha mai notificato che era rimasto in sospeso il 20%.
A questo punto con un condono 9 bis iniziato ma non concluso, una rottamazione di cui è stato pagato l'80% ma non il restante 20% che cosa è possibile fare?
Avendo pagato nei termini l'80% (art. 12) degli importi, è ormai decaduta la rottamazione e non è possibile recuperare la pratica?
E' perso ogni diritto?
Eventualmente è possibile utilizzare nella rottamazione a completamento del 20% residuo le somme versate anticipatamente per il condono 9 bis?
Qualora ci sia un appiglio pensiamo di agire così:
- pagare il residuo 20% della rottamazione con modello F 35;
- spedire la ricevuta del versamento di cui sopra all'esattoria chiedendo la liberatoria di tutta la pratica e la definizione degli interessi per ritardato pagamento.
La stessa Agenzia prosegue affermando che 'in relazione al versamento tardivo, fatta salva la ricorrenza di eccezionali circostanze valutabili caso per caso' difficilmente può 'trovare applicazione il principio dell’errore scusabile che, come chiarito con la Circolare n. 17 del 21 marzo 2003, è normalmente invocabile nei casi di obiettiva incertezza o di particolare complessità del calcolo, vale a dire in presenza di condizioni che di norma non appaiono riscontrabili nei casi di specie'.
Alla luce di quanto sopra esposto, si consiglia di procedere al versamento del restante 20%, dei relativi interessi e della sanzione per ritardato pagamento e di chiedere, successivamente, lo sgravio della cartella.
Fra l’altro, a parere di chi scrive, non è condivisibile il comportamento dell’Ufficio nell’iscrivere a ruolo le somme senza alcuna comunicazione di rigetto della domanda di condono, in quanto, tale modus operandi preclude al contribuente la possibilità di proporre tempestivo ricorso alla competente Commissione Tributaria Provinciale, nel quale si può far presente che eventuali inadempimenti nel pagamento non possono mai determinare la decadenza del condono stesso per il principio della scusabilità dell’errore, applicabile in linea generale all’intero istituto del condono fiscale; in ogni caso, in sede contenziosa, si può sempre eccepire l’inapplicabilità delle sanzioni per le obiettive condizioni di incertezza della norma.
Tale principio è stato affermato dalla Commissione Tributaria Provinciale di Agrigento nella motivazione della sentenza n. 358/1/2005, depositata il 16 gennaio 2006 e dalla Commissione Tributaria Provinciale di Matera, Sez. III, nella sentenza n. 174/3/05, pronunciata il 29/11/2005 e depositata il 21/03/2006.
La stessa argomentazione è valida anche nell’ipotesi di eventuale diniego dello sgravio da parte del concessionario della riscossione, in quanto si è in presenza di una sorta di diniego del rimborso e della domanda di definizione agevolata, come tale autonomamente impugnabile ai sensi e per gli effetti dell’art. 19, comma 1, lett. g) ed h), D. Lgs. n. 546 del 31/12/1992.
In ordine all’utilizzo delle somme versate anticipatamente per il condono ex art. 9-bis L. n. 289/2002, sebbene lo stesso non disponga espressamente il divieto di compensazione delle somme dovute per effettuare la sanatoria, si ritiene che il medesimo divieto sussista anche relativamente alla sanatoria degli omessi versamenti.
Ciò in quanto l’esclusione espressa della compensazione disciplinata dall’art. 17 D. Lgs. n. 241 del 09/07/1997 è disposta in tutti gli altri articoli relativi alle diverse ipotesi di definizione agevolata.
Tale divieto costituisce, invero, un principio generale delle norme in materia di sanatorie fiscali, che non può essere derogato dalla norma in commento.
Si osserva, inoltre, che nelle istruzioni relative al modello di definizione non viene menzionata la possibilità di compensare i versamenti riferiti alla predetta sanatoria.
In questi casi, l’unico rimedio esperibile è la richiesta di rimborso (ex art. 38 d.p.r. n. 602/73), che Lei può presentare, in quanto non è ancora decorso il termine decadenziale di quarantotto mesi dal versamento.

References: art. 12
 art. 9
 sentenza 
 sentenza 
 art. 9
 art. 38