Source: http://nuovaisoladellefemmin.blogspot.com/2011/04/verande-e-tettoie-articolo-20-lr-42003.html
Timestamp: 2018-05-26 03:52:28+00:00

Document:
Il Confronto: VERANDE E TETTOIE ARTICOLO 20 L.R. 4/2003
La legge finanziaria siciliana per il 2003 legge n. 4/2003
PALERMO - VENERDÌ 12 MARZO 2004 - N. 11
D'altra parte se così non fosse non si comprenderebbe per quale ragione logica la semplice costruzione di una tettoia o di una copertura con struttura precaria e aperta da uno o più lati, debba scontare un regime più rigoroso comportante il titolo abilitativo della concessione, rispetto alla chiusura di spazi già coperti che danno luogo ad un intervento di maggiore rilievo e consistenza.
l'ASSESSORE PARLAVECCHIO
(2004.11.728)http://sicilimprese.pa.cnr.it/GURS/Gazzette/g04-11/g04-11-p56.htm
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Sicilia - Sezione staccata di Catania PRIMA SEZIONE adunato in Camera di Consiglio con l�intervento dei Signori Magistrati:
MARIA STELLA BOSCARINO Ref.
VIA G. D'ANNUNZIO,27
dell'ordinanza dell'Ingegnere capo del Comune di Santa Teresa di Riva n. 12 del 26.1.22005;
della nota dell�Ingegnere capo del comune di Santa Teresa di Riva del 26.5.2005 prot. int. n. 1641, con la quale si diffida la ricorrente "a non eseguire alcun lavoro sulla tettoia abusiva oggetto di Ordinanza di demolizione", nonché, ove occorra, di ogni altro atto connesso, presupposto e/o consequenziale
l'atto di costituzione in giudizio del COMUNE DI SANTA TERESA DI RIVA (ME);
Il Tribunale amministrativo regionale della Sicilia � Sezione staccata di Catania PRIMA SEZIONE - accoglie la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato con il ricorso descritto in epigrafe, nei modi e nei sensi di cui alla parte motiva.
CIRCOLARI ASSESSORATO DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTEPALERMO - VENERDÌ 12 MARZO 2004 - N. 11
SENTENZA:http://www.dbi.it/new/NEWS/news/32.htm
…I… sottoscritt… ……………………………………………………………………......................……………… cod. fisc. ………………………………………….., residente in …………………..…………………. Via ………………………………………………... n. …………………, tel. ………………..………, in qualità di proprietari… - /legale rappresentante della società……………..……….……...……… proprietari… dell'unità immobiliare / delle unità immobiliari / dell'intero edificio o delegato dal proprietario (in tal caso allegare delega) sit… in Via …………………………..… ………………. ed identificata catastalmente nel N.C.E.U. al foglio n. ……… part. ……., sub …….…, cat. …..….. ...…;
ai sensi e per gli effetti dell'art.9 della L.R. n.37/85 e successive modificazioni ed integrazioni:
b) che le opere da realizzare e riportate nell'allegato grafico ed illustrate dalla relazione tecnica, rispondono pienamente alle caratteristiche ed alla casistica del citato art.9 della L.R. n.37/85, nonché in quelle individuate con le Deliberazioni di Giunta Municipale n. 887 del 27.07.2000, e n.759 del 09.10.2001, esecutive;
c) che l'immobile oggetto dell'intervento non è vincolato ai sensi delle leggi 1/6/1939 n.1089 e 29/6/1939 n.1497 e 8/8/1985 n.431 e D.Leg.vo 29/10/1999 n.490;
ai fini amministrativi,fiscali e penali:
da contrassegnare con una ( X ) sul lato sinistro , se ricorre uno di tali casi, e con un ( NO ) i casi che non interessano :
( ) Che relativamente all'unità immobiliare / alle unità immobiliari / all'edificio sopra indicato,oggetto della presente comunicazione, non e’ stata inoltrata domanda di condono edilizio ai sensi della legge 28/2/1985 n.47, L.R. 10/08/1985 n.37, L. n.724/94
( ) Che relativamente all'unità immobiliare / alle unità immobiliari / all'edificio sopra indicato, oggetto della presente comunicazione, è stata inoltrata domanda di condono edilizio ai sensi della legge 28/2/1985 n.47,L.R. 10/08/1985 n.37,L. n.724/94 , debitamente integrata con quanto richiesto dall’Ufficio Condono Edilizio in data …………………………, prot. n. ………….. e sulla quale si è formato il silenzio-assenso, essendo trascorsi oltre 24 mesi dalla integrazione,come risulta dall’allegato certificato rilasciato dal competente “ufficio condono”
( ) Che relativamente all'edificio, riportato nell’elaborato grafico allegato alla presente comunicazione, e’ stata inoltrata domanda di condono edilizio prot. n. …..…….. del………………….., ai sensi della legge 28/2/1985 n.47, L.R. 10/08/1985 n.37, L. n.724/94, non ancora definita; che i lavori oggetto della presente denuncia non attengono alla parte di costruzione oggetto di condono, ma riguardano lavori non direttamente connessi alla parte oggetto di richiesta di condono
§ che le opere interne vengono eseguite in via autonoma e non contestualmente ad altri tipi di interventi edilizi sul medesimo immobile e parti limitrofe o pertinenziali;
§ che le opere interne da realizzare non sono finalizzate a cambio di destinazione d’uso dell’immobile (nel qual caso occorre presentare progetto di cambio di destinazione d’uso ai sensi dell’art.10 L.R. n. 37/85 ( o D.I.A.) i cui lavori dovranno essere quantificati con apposito computo metrico estimativo su cui applicare il contributo sul costo di costruzione).
1) elaborato grafico contenente le piante dell'immobile allo stato attuale e quelle riportanti le modifiche da apportare;
Opere interne all'unità immobiliare / alle unità immobiliari / all'intero edificio di proprietà della ditta ……………………………………………………………………………………………………… sit… in Via ……………………………….………………… n. …………………………ad uso …………………………………………………… ed identificata catastalmente nel N.C.E.U.al foglio ……………… part…………………………… sub ……………….…………. cat. ………… ………..
…I… sottoscritt… …………………………………………………….………………………………. codice fiscale …………………………………………….., iscritto all'Albo/Ordine…………………. al n. ……………………. della provincia di ………………………………………., con studio in Via …………………………………………………………………. n. …………, tel. ……………………, su incarico del Sig…………………………………………………………………………...… residente in …………………………………………………….. Via ………….…………………………………. n. ……………………………., esperiti i necessari accertamenti;
Vista la Deliberazione di Giunta Municipale n. 887 del 27.07.2000, con la quale è stata individuata la casistica e gli indirizzi procedimentali delle opere interne di cui all'art.9 della L.R. n.37/85;
che le opere da eseguirsi consistono in (descrizione dettagliata dell'intervento): ……………………… ...……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
Si allega elaborato grafico contenente le piante dell'immobile allo stato attuale e quelle riportanti le modifiche da apportare.
● Che le opere da realizzare sono interne ad un edificio che insiste su area classificata dal P.R.G. vigente in zona omogenea …………………………………………. e nel relativo Piano Esecutivo in zona………………;
1) sono conformi agli strumenti urbanistici e regolamenti comunali vigenti e/o adottati;
2) non comportano modifiche della sagoma della costruzione, dei prospetti, né aumento delle superfici utili e del numero delle unità immobiliari;
3) non modificano la destinazione d'uso della costruzione e delle singole unità immobiliari; 4) non recano pregiudizio alla statica dell'immobile;
5) non contrastano con le vigenti norme di sicurezza ed igienico- sanitarie;
6) non interessano immobili vincolati ai sensi della Legge 1.6.1939 n.1089 e 29.6 1939 n.1497 e successive modificazioni ed integrazioni, nonché le leggi n.431/85 e D. Leg.vo n.490 del 29.10.1999;
7) che per quanto riguarda gli immobili compresi nelle zone indicate dalla lettera a) dell'art.2 del D.M. 2.4.1968,gli interventi rispettano le originarie caratteristiche costruttive;
8) che le opere interne da realizzare non sono finalizzate a cambio di destinazione d’uso dell’immobile.
Tutto ciò premesso, il sottoscritto Tecnico
ASSEVERA ai sensi dell'art.9 della L.R. 10/08/1985 n.37 e successive modificazioni ed integrazioni, le sopra citate opere da compiersi e che le stesse rispettano le norme urbanistiche, il regolamento edilizio, le norme igienico-sanitarie e di sicurezza vigenti e che le stesse rientrano fra le opere interne contemplate nella casistica contenuta nella Deliberazione di Giunta Municipale n. 887 del 27.07.2000 e n. 759 del 09.10.2001
( ) ricevuta del versamento di €. ….……….……….… effettuato in data ………………………...… n. ………………… per costo di costruzione sul c/c n° 14063986 intestato al Comune di Messina – Servizi di Tesoreria Comunale (causale: Cap. 671/2);
qrealizzazione di una finestra o porta/finestra che sporga su cortile interno o su terreno privato, e che comunque non interessi direttamente fronti prospicienti pubbliche strade o piazze e che rispetti le distanze di legge dai confini e dai fabbricati . Se la stessa interessa edifici oggetto di vincoli imposti dalla Soprintendenza ai BB.CC.AA. o di Piano, si dovra’ preliminarmente acquisire il relativo parere.
qeliminazione o spostamento (demolizione e ricostruzione) di pareti divisorie o parti di esse al fine di ottenere una diversa distribuzione degli spazi interni dell’unità immobiliare;
qmuri “di gelosia” sulla terrazza (da realizzare con altezza massima di m.2,00 e nel pieno rispetto di eventuali diritti di terzi e di eventuali servitu’ esistenti, e purche’ il muro da realizzare non crei danni e/o servitu’ a terzi - Nelle zone soggette al parere della Soprintendenza ai BB.CC.AA., va allegata copia del relativo nulla-osta);
1) La presente comunicazione, con il relativo elaborato grafico e relazione, deve essere presentata in triplice copia
2) I simboli ( ) vanno contrassegnati con una ( X ) , se ricorre il caso interessato; le parti che non interessano vanno segnate con un ( NO )
4) Verificare che il modello di comunicazione sia l’ultima versione predisposta dal Dipartimento (aggiornamento a Maggio 2003)
Non sono soggette a concessioni nè ad autorizzazioni le opere interne alle costruzioni che non comportino modifiche della sagoma della costruzione, dei fronti prospicienti pubbliche strade o piazze, nè aumento delle superfici utili e del numero delle unità immobiliari, non modifichino la destinazione d' uso delle costruzioni e delle singole unità immobiliari, non rechino pregiudizio alla statica dell' immobile e, per quanto riguarda gli immobili compresi nelle zone indicate alla lett. a dell' art. 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 97 del 16 aprile 1968, rispettino le originarie caratteristiche costruttive. Ai fini dell' applicazione del presente articolo non è considerato aumento delle superfici utili l' eliminazione o lo spostamento di pareti interne o di parte di esse. Non è altresì considerato aumento di superficie utile o di volume nè modificazione della sagoma della costruzione la chiusura di verande o balconi con strutture precarie. Nei casi di cui al comma precedente, contestualmente all' inizio dei lavori, il proprietario dell' unità immobiliare deve presentare al sindaco una relazione a firma di un professionista abilitato alla progettazione, che asservi le opere da compiersi e il rispetto delle norme di sicurezza e delle norme igienico - sanitarie vigenti. Le sanzioni di cui all' art. 10, ridotte di un terzo, si applicano anche nel caso di mancata presentazione della relazione di cui al precedente comma. Le disposizioni di cui ai commi precedenti non si applicano nel caso di immobili vincolati ai sensi delle leggi 1 giugno 1939, n. 1089 e 29 giugno 1939, n. 1497 e successive modificazioni ed integrazioni. Gli spazi di cui all' art. 18 della legge 6 agosto 1967, n. 765, così come integrato e modificato con l' art. 13
e opere da eseguire (descritte nella relazione tecnica allegata) rispondono pienamente alle caratteristiche ed alla casistica del citato art.9 L.R.37/85;
firmal’immobile oggetto dell’intervento non è vincolato ai sensi delle leggi 1497/39 e 1089/39 e successive modifiche ed integrazioni.
Visto il ricorso per motivi aggiunti, con il quale la ricorrente ha impugnato l'ulteriore provvedimento dell'Amministrazione con il quale è stata diffidata ad eseguire "alcun lavoro sulla tettoia abusiva oggetto dell�Ordinanza di demolizione", impugnata con il ricorso principale;
Ritenuto che detto ultimo provvedimento è stato adottato di seguito alla comunicazione del 21.5.2005 (successiva alla sopra citata Ordinanza n. 693/05 del 3.5.2005 di questo Tribunale), con la quale la ricorrente, ai sensi dell'art. 20 della l.r. 4/2003, esitato l'importo previsto dalla suddetta norma ed allegata relazione di asseveramento delle opere a firma di un tecnico abilitato, ha reso edotto il Comune intimato che "ai fini della regolarizzazione della . . . tettoia realizzata su una parte del cortile di sua proprietà adiacente al fabbricato sito in Via Fiorentino n. 17", la stessa "verrà chiusa con struttura precaria, leggera e facilmente smontabile in alluminio, vetro e pennellatura";
Ritenuto che va condiviso il motivo (aggiunto) di gravame con il quale la ricorrente ha censurato l'attività amministrativa, in quanto carente di adeguata motivazione;
Ritenuto, pertanto, che il ricorso per motivi aggiunti è fondato e che, per l'effetto, va accolta la domanda di sospensione dell�esecuzione del provvedimento con esso impugnato, sino alla definizione della domanda presentata dalla ricorrente ai sensi dell�art. 20 della l.r. n. 4/2003;
Ritenuto che, stante la complessità e, per certi versi, l'oscurità della norma in esame, il Collegio ritiene di dover fornire all�Amministrazione intimata i principi cui conformarsi nell'eventuale adozione del provvedimento conseguente alla comunicazione ex art. 20 l.r. n. 4/2003 della ricorrente;
Ritenuto che lo Statuto della Regione siciliana affida, all'art. 14, la materia urbanistica alla competenza esclusiva della Regione;
Ritenuto che il d.p.r. n. 380/2001, testo unico regolante la disciplina dell'attività edilizia sull'intero territorio nazionale (contenente disposizioni legislative e regolamentari derivate dal D.Lgs. 6 giugno 2001, n. 378 e dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 379), all'art. 2, comma 2, stabilisce che "le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano esercitano la propria potestà legislativa esclusiva nel rispetto e nei limiti degli statuti di autonomia e delle relative norme di attuazione" e che la Regione Sicilia non ha recepito il suddetto Testo Unico, sicché le uniche norme dello stesso applicabili sono quelle meramente reiterative della pregressa normativa e trasfuse nelle leggi regionali di recepimento;
Ritenuto che l'art. 20 della l.r. 4/2003, pur comportando interventi edilizi "esterni", è intitolato "opere interne" e che la procedura dallo stesso prevista è conforme alla pregressa normativa di cui all'art. 9 della l.r. n. 37/1985, per altro espressamente richiamato al comma 3 del medesimo articolo 20;
Ritenuto che, diversamente da quanto ventilato nella sopra citata circolare n. 2/2004, le ipotesi di cui all'articolo 20 l.r. 4/2003 sono fuori dall'ottica della "summa divisio" prevista dalla normativa nazionale (trasfusa, da ultimo, nel T.U. n. 380/2001, per altro, per come chiarito, non applicabile in Sicilia) relativa ai titoli abilitativi necessari per operare legittimamente interventi edilizi e che, pertanto, la procedura dallo stesso delineata non è neanche indirettamente inquadrabile nella D.I.A.;
Ritenuto, in altri termini, che la normativa siciliana, contenuta sia nell'art. 9 della l.r. n. 37/1985, che, a maggior ragione (in quanto norma successiva al citato d.p.r. 380/2001) nell�art. 20 della l.r. 4/2003, è rimasta del tutto integra e che, pertanto, la disciplina relativa alle "opere interne", in Sicilia rimane regolata compiutamente dalla suddette norme;
Ritenuto, per altro, che, per le "opere interne" � così come regolamentate in Sicilia -, diversamente che per la D.I.A., nessun termine minimo di procedura è previsto per l'inizio lavori ovvero per il controllo da parte dell'Amministrazione comunale;
Ritenuto che l'art. 20 della l.r. n. 4/2003 stabilisce una deroga generalizzata "ad ogni altra disposizione di legge" che consideri gli interventi in esso contenuti come soggetti a "concessione o autorizzazione" ovvero li consideri quali "aumento di superficie utile o di volume, modifica della sagoma della costruzione", mantenendo il solo vincolo del "nulla-osta preventivo da parte della Soprintendenza dei beni culturali ed ambientali nel caso di immobili soggetti a vincolo";
Ritenuto, pertanto, che, conformemente alla normativa di cui all'art. 9 della l.r. n. 37/1985, trattandosi di opere assimilate a quelle interne (così come espressamente chiarito dalla richiamata circolare n. 2 del 2004) non sono necessarie autorizzazioni da parte del Comune ovvero dell�Ufficio del Genio Civile;
Ritenuto che, con norma praticamente sovrapponibile all'art. 9 della l.r. n. 37/1985, nelle ipotesi di cui al primo e secondo comma dell'art. 20 in esame, il proprietario deve soltanto "presentare al sindaco del comune nel quale ricade l'immobile una relazione a firma di un professionista abilitato alla progettazione, che asseveri le opere da compiersi ed il rispetto delle norme di sicurezza e delle norme urbanistiche, nonché di quelle igienico-sanitarie vigenti", oltre un versamento relazionato alla superficie da realizzare;
Ritenuto che le citate norme urbanistiche da rispettare sono quelle "diverse" da quelle derogate dal medesimo articolo 20 (cfr. in tal senso la circolare n. 2 del 2004), e che, anche in considerazione della contestualità della possibilità di inizio lavori, le altre (quelle sulla sicurezza ed igienico-sanitarie) riguardano le ipotesi di conformità alla statica dell'immobile (cui l'opera interna, per rimanere tale, non deve creare pregiudizio, per quanto disposto dal comma 1 dell'art. 9 della l.r. 37/1985) e di agibilità della stessa;
Ritenuto, in particolare che, così come per le opere interne non è richiesto l'assenso del Genio Civile, anche per le "estensioni" di cui all'art. 20 tale adempimento non è dovuto, restando sufficiente la dichiarazione del tecnico abilitato;
Ritenuto che detta procedura, invero, non sembra inserire una deroga assoluta al sistema, se è vero, come è vero, che non solo per le "opere interne" di cui all'art. 9 della l.r. n. 37/1985, ma anche per gli abusi edilizi a limitata cubatura, persino la legge nazionale, nel corso degli ultimi anni, con disposizioni delle quali non si è neanche dubitato della legittimità costituzionale, ha consentito la sanabilità dell'opera sotto la stretta responsabilità (relativa alla conformità statica) del tecnico abilitato, secondo quanto dichiarato in apposita relazione allegata all'istanza di condono, quale necessario complemento della stessa;
Ritenuto, inoltre, che per quanto riguarda le opere già realizzate e da "sanare", il comma 5 dell�art. 20 in esame consente la regolarizzazione di quelle della stessa tipologia già realizzate, riferendosi, però, ai soli commi 1 e 2;
Ritenuto, però, anche per fornire un unitario senso alle disposizioni in esame, che la norma debba essere estesa anche ai commi 3 e 4, posto che, espressamente, per i casi ivi previsti, "si applicano" le disposizioni dei primi due commi (cfr. comma 3 dell'art. 20);
Ritenuto che per le regolarizzazioni vi possa essere, in via interpretativa, una sola differenza con la procedura ordinaria (contestuale e non successiva alla realizzazione dell�opera) consistente nella necessità, nel secondo caso, che il potere di controllo del Comune sulla conformità del progetto alle fattispecie previste dall'art. 20 (e dalla circolare esplicativa n. 2/2004) venga esercitato con provvedimento "eventuale" (di arresto delle opere per mancata conformità delle stesse alle fattispecie astratte previste dall'art. 20 e dalla circolare n. 2/2004) mentre, per le opere "già realizzate", con provvedimento espresso, posto che, in quest'ultima ipotesi, si tratta pur sempre di "sanatoria", che, come tale, deve essere valutata (in assenza della previsione normativa del silenzio-assenso) nei termini ordinari e non specifici in quanto non previsti, mediante manifestazione palese del giudizio dell�Amministrazione Comunale;
Ritenuto, conclusivamente che, per quanto concerne le fattispecie rientranti nell'art. 20, è sufficiente il rinvio alle disposizioni in esso contenute e nella circolare esplicativa più volte richiamata, con la sola avvertenza che, per effetto di detto complesso normativo, sono state ricomprese ipotesi (si pensi alle tettoie, oggetto del presente giudizio) per le quali, con la disciplina previgente, era necessaria la concessione edilizia (cfr. espressamente la circolare n. 2/2004) e, quindi, l�assenso preventivo del Genio civile;
Pubblicato da Nuova Isola delle Femmine a 14:49
Etichette: nichel mercurio petcoke polveri fini inquinamento tumori cardiocircolatori cardiovascolari anza tolomeo genchi pellerito

References: ARTICOLO 20
 art.9
 art. 2
 art. 10
 art. 18
 art. 13
 art.9
 art. 20
 articolo 20
 articolo 20