Source: http://raccoltanormativa.consiglio.regione.toscana.it/articolo?urndoc=urn:nir:regione.toscana:legge:2012;80&pr=idx,0;artic,1;articparziale,0
Timestamp: 2019-06-16 15:14:42+00:00

Document:
6. La trasformazione in atto si inserisce nel processo di riorganizzazione dei soggetti regionali che operano nel campo della sperimentazione, innovazione e ricerca in agricoltura avviato con la legge regionale 29 dicembre 2010, n. 65 (Legge finanziaria per il 2011), con la quale è stata soppressa l’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione nel settore agricolo-forestale (ARSIA), in attuazione degli obbiettivi di finanza pubblica e in armonia con i principi di cui all’ articolo 9 del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario) convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 ;
11. I procedimenti amministrativi disciplinati dalla l.r. 39/2000 prevedono l’utilizzo del sistema informativo per la gestione delle attività forestali (SIGAF), introdotto nel 2009 quale strumento di semplificazione per la gestione dei procedimenti amministrativi relativi alle autorizzazioni e dichiarazioni disciplinate dalla l.r. 39/2000 ; si ritiene opportuno inserire un articolo per prevedere l’uso del SIGAF su tutti i procedimenti amministrativi disciplinati dalla l.r. 39/2000 ;
24. I regolamenti dei parchi e delle riserve naturali di cui alla legge regionale 11 aprile 1995, n. 49 (Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale), hanno ad oggetto anche tutti gli interventi previsti dalla l.r. 39/2000 ; al fine di rendere trasparenti le norme applicabili, è necessario prevedere che, se i regolamenti dei parchi e delle riserve naturali non disciplinano gli aspetti relativi alla gestione forestale, si applicano le norme contenute nel regolamento forestale;
29. È necessario prevedere forme di collaborazione tra l’ente Parco San Rossore, Migliarino e Massaciuccoli, delegato con la legge regionale 17 marzo 2000, n. 24 (Disposizioni per la gestione della Tenuta di San Rossore e per il funzionamento del Comitato di presidenza) all’esercizio delle funzioni amministrative attinenti la gestione della Tenuta, e l’ente Terre regionali toscane, chiamato ad esercitare funzioni di promozione e valorizzazione del patrimonio regionale e quindi anche della Tenuta di San Rossore; la previsione di forme di collaborazione tra i due soggetti impone di modificare la l.r. 24/2000 ;
- Trasformazione dell’ente Azienda regionale agricola di Alberese in ente Terre regionali toscane
1. Al fine di valorizzare il patrimonio agricolo-forestale e altre superfici agricole e forestali in disponibilità della Regione tramite lo sviluppo dell’economia verde in sinergia con l’imprenditoria privata e favorendo la promozione del ricambio generazionale nel settore agricolo-forestale, l’ente pubblico economico già denominato Azienda regionale agricola di Alberese viene trasformato in un ente pubblico denominato ente Terre regionali toscane, di seguito denominato “Ente”.
2. L’Ente è un ente dipendente ai sensi dell’articolo 50 dello Statuto, fornito di personalità giuridica, di autonomia amministrativa e gestionale nonché di patrimonio proprio.
3. L’Ente ha sede legale in Firenze e sede operativa nelle aziende agricole di Alberese e Cesa. L’Ente può istituire altre sedi operative sul territorio regionale.
- Banca della terra(6)
1. E’ istituita la banca della terra al fine di valorizzare i terreni pubblici e privati, attraverso un loro uso produttivo.
2. La banca della terra contiene un inventario completo e aggiornato dell'offerta dei terreni e delle aziende agricole di proprietà pubblica e privata disponibili per operazioni di affitto o di concessione, ivi compresi i terreni privati dichiarati temporaneamente disponibili ai sensi dell’articolo 5.
3. La banca della terra contiene altresì una sezione separata dei beni del patrimonio agricolo-forestale destinati alle utilizzazioni di cui all’articolo 26 della l.r. 39/2000 .
4. La banca della terra è gestita dall’Ente tramite il sistema informativo di cui all’articolo 14 bis della legge regionale 19 novembre 1999, n. 60 (Agenzia regionale toscana per le erogazioni in agricoltura “ARTEA”).
5. Entro centoventi giorni dalla nomina, il direttore presenta alla Giunta regionale la proposta per il funzionamento della banca della terra.
6. Entro novanta giorni dal ricevimento della proposta di cui al comma 5, la Giunta regionale disciplina con regolamento il funzionamento della banca della terra tenendo conto della proposta medesima e sentite le organizzazioni professionali agricole e cooperative e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative. (2)
- Utilizzazione dei terreni abbandonati o incolti(5)
1. In attuazione dei principi e dei criteri della legge 4 agosto 1978, n. 440 (Norme per l'utilizzazione delle terre incolte, abbandonate o insufficientemente coltivate), per favorire il recupero delle aree abbandonate, contenere il degrado ambientale, salvaguardare il suolo e gli equilibri idrogeologici, limitare gli incendi boschivi, favorire l’ottimale assetto del territorio attraverso lo svolgimento delle attività agro-forestali, la Regione valorizza le terre agricole incolte, coerentemente con la tutela degli interessi sociali, economici e ambientali delle comunità locali.
a) i terreni agricoli che non siano stati destinati a uso produttivo da almeno tre anni, ad esclusione dei terreni oggetto di impegni derivanti dalla normativa europea;
b) i terreni già destinati a colture agrarie e a pascolo in cui si sono insediate formazioni arbustive ed arboree, ad esclusione di quelli considerati bosco ai sensi dell’articolo 3, comma 5, lettera c), della l.r. 39/2000 .
3. I comuni, entro centoventi giorni dall’entrata in vigore del regolamento di cui al comma 8, effettuano il censimento dei terreni abbandonati o incolti presenti nel proprio territorio e lo trasmettono all’Ente. Decorso inutilmente tale termine le province e le unioni di comuni subentrate alle comunità montane ai sensi della legge regionale 26 giugno 2008, n. 37 (Riordino delle comunità montane) e della legge regionale 27 dicembre 2011, n. 68 (Norme sul sistema delle autonomie locali), provvedono direttamente a tale censimento ai fini dell’inserimento dei terreni nella banca della terra, da effettuarsi entro i successivi novanta giorni.
4. L’Ente coordina le attività tecnico-amministrative finalizzate all’inserimento dei terreni nella banca della terra.
5. L’Ente provvede all’approvazione del piano di sviluppo per la coltivazione dei terreni individuati quali abbandonati o incolti, redatto dai soggetti che fanno richiesta di assegnazione dei terreni medesimi e che si obbligano a coltivarli in forma singola o associata in conformità al piano di sviluppo allegato alla richiesta. Il piano è redatto e approvato secondo i criteri e le procedure definite dal regolamento di cui al comma 8.
6. L’approvazione del piano consente al comune l’occupazione temporanea e non onerosa dei terreni, per il periodo di efficacia del piano, ai fini della loro concessione ai privati richiedenti e titolari del piano di sviluppo approvato. Ai proprietari i cui terreni sono stati oggetto di assegnazione è dovuto il canone stabilito secondo i criteri determinati dal regolamento di cui al comma 8.
7. I proprietari e gli aventi diritto, entro il termine stabilito dal regolamento di cui al comma 8, possono chiedere di coltivare direttamente i terreni allegando alla richiesta il piano di sviluppo da loro redatto e presentato secondo i criteri definiti dal regolamento di cui al comma 8.
8. Con regolamento, da emanarsi entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, in osservanza dei principi e dei criteri degli articoli 4, 5 e 6 della l. 440/1978 , sono definite:
a) norme tecniche e procedure per l’effettuazione del censimento dei terreni;
b) criteri per l’adeguata pubblicità degli elenchi dei terreni individuati quali abbandonati o incolti;
c) procedure per la notifica ai proprietari e agli aventi diritto dell’avvenuto censimento;
d) termini per la presentazione di osservazioni, richieste di cancellazione o richieste di inserimento di terreni negli elenchi;
e) criteri per la redazione e approvazione del piano di sviluppo di cui al comma 5;
f) criteri per l’ammissibilità delle domande di assegnazione dei terreni abbandonati e incolti, per la loro assegnazione, ivi inclusi i criteri per la selezione dei richiedenti;
g) criteri di determinazione dei canoni dovuti ai proprietari dei terreni assegnati;
h) criteri e modalità di controllo da parte dell’Ente sull’attuazione dei piani di sviluppo di cui ai commi 5 e 7, e procedure per la riassegnazione dei terreni non coltivati in loro conformità;
i) criteri per il recupero delle spese sostenute dai comuni ai sensi del comma 9;
j) modalità per il coordinamento delle attività tecnico-amministrative di cui al comma 4.
9. Qualora i terreni abbandonati o incolti inseriti nella banca della terra non siano oggetto di richieste di coltivazione, il comune ha facoltà di provvedere direttamente agli interventi necessari ai fini della tutela degli interessi di cui al comma 1, come definiti da un piano di intervento redatto dall’Ente. In tal caso il comune provvede al recupero delle spese secondo i criteri determinati dal regolamento di cui al comma 8.
1 bis. Per quanto non previsto dalla presente legge si applicano le disposizioni di cui alla legge regionale 8 febbraio 2008, n. 5 (Norme in materia di nomine e designazioni e di rinnovo degli organi amministrativi di competenza della Regione). (7)
- Direttore(8)
1. Il direttore dell’Ente è nominato dal Presidente della Giunta regionale fra soggetti di età non superiore ai sessantacinque anni in possesso di idonea laurea magistrale, o equivalente, e di comprovata esperienza manageriale almeno quinquennale o, in alternativa, con documentata esperienza almeno quinquennale di direzione amministrativa, tecnica e gestionale nelle materie di competenza dell’Ente.
3. Il trattamento economico del direttore è determinato in misura compresa fra gli emolumenti spettanti ai dirigenti regionali di ruolo, di cui all'articolo 6 della legge regionale 8 gennaio 2009, n. 1 (Testo unico in materia di organizzazione e ordinamento del personale), inclusa la retribuzione di posizione e di risultato, e quelli spettanti ai direttori di cui all'articolo 7 della medesima legge ed è adeguato automaticamente alle modifiche cui sono soggetti i suddetti emolumenti.
5. L'incarico di direttore ha carattere di esclusività ed è subordinato, per i dipendenti pubblici, al collocamento in aspettativa senza assegni o fuori ruolo. Il periodo di aspettativa è utile ai fini del trattamento di quiescenza e di previdenza, nonché dell’anzianità di servizio, e i relativi oneri contributivi, calcolati sul trattamento economico corrisposto per l’incarico conferito, sono a carico del bilancio dell’Ente.
6. Nel caso in cui l’incarico di direttore sia conferito a un dipendente della Regione o di un ente da essa dipendente, l’amministrazione di appartenenza provvede a effettuare il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sull’intero trattamento economico corrisposto dall’Ente Terre regionali toscane, comprensivi delle quote a carico del dipendente e a richiedere il rimborso di tutto l’onere da essa sostenuto all’Ente stesso, che procede al recupero della quota a carico dell’interessato.
7. Nel caso in cui l’incarico di direttore sia conferito a un dipendente di altra amministrazione pubblica, l'amministrazione di appartenenza provvede ad effettuare il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, comprensivi delle quote a carico del dipendente, sulla base della retribuzione che il dipendente percepiva all'atto del collocamento in aspettativa o alla quale avrebbe avuto diritto, secondo la normale progressione economica all'interno dell'amministrazione stessa, se fosse rimasto in servizio, comprensivi delle quote a carico del dipendente, richiedendo successivamente all'Ente il rimborso di tutto l'onere sostenuto. Qualora il trattamento economico effettivamente corrisposto per l'incarico conferito sia superiore alla retribuzione figurativa già assoggettata a contribuzione da parte dell'amministrazione di appartenenza, l'Ente provvede autonomamente ad effettuare il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali dovuti su tale differenza.
8 bis. La valutazione del direttore dell’Ente è effettuata dalla Giunta regionale su proposta dell’Organismo indipendente di valutazione. (9)
9. Il contratto del direttore dell’Ente può essere risolto anticipatamente con decreto del Presidente della Giunta regionale, che dispone la revoca della nomina, oltre che per i motivi previsti dall'articolo 15, comma 4 della l.r. 5/2008, per i seguenti motivi:
b bis) valutazione negativa, effettuata ai sensi del comma 8 bis, sul conseguimento degli obiettivi definiti dal piano della qualità della prestazione organizzativa, di cui all’articolo 10 bis; (10)
b ter) mancata adozione del bilancio di previsione o del bilancio di esercizio oppure adozione degli stessi oltre trenta giorni rispetto ai termini previsti all’articolo 11, commi 3 e 7, per cause imputabili alla responsabilità dello stesso direttore. (10)
- Attribuzioni del direttore
1. Il direttore rappresenta legalmente l’Ente ed è responsabile della gestione complessiva del medesimo. E’ tenuto ad attuare gli indirizzi della Giunta regionale.
a) adotta il regolamento di organizzazione e contabilità e propone alla Giunta regionale la proposta di dotazione organica da destinare all’Ente;
a bis) adotta la proposta di piano delle attività, di cui all’articolo 10(11)
a ter) adotta la proposta di piano della qualità della prestazione organizzativa e di relazione sulla qualità della prestazione, di cui all’articolo 10 bis; (11)
b) adotta il bilancio preventivo economico e il bilancio di esercizio;(12)
d) adotta tutti gli ulteriori atti necessari alla gestione delle attività dell’Ente.
3. Il direttore cura i rapporti tra l’Ente e gli organi della Regione e presenta annualmente alla Giunta regionale, che la trasmette al Consiglio regionale, una relazione sull’attività svolta dall’Ente.
4. Il collegio dei revisori vigila sull'osservanza da parte dell'Ente delle disposizioni di legge, regolamentari e statutarie ed, in particolare, esercita le funzioni di cui all' articolo 20 del decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123 (Riforma dei controlli di regolarità amministrativa e contabile e potenziamento dell'attività di analisi e valutazione della spesa, a norma dell' articolo 49 della legge 31 dicembre 2009, n. 196 ), in conformità con le disposizioni della presente legge, delle direttive del Consiglio regionale e degli indirizzi della Giunta regionale.
5. La relazione con la quale il collegio dei revisori esprime il parere sul bilancio preventivo dell'Ente contiene il motivato giudizio di congruità, di coerenza e di attendibilità contabile delle previsioni, nonché il parere sugli equilibri complessivi della gestione.
6. Il collegio dei revisori esprime il giudizio sul bilancio di esercizio in conformità all' articolo 14 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 (Attuazione della direttiva 2006/43/CE, relativa alle revisioni legali dei conti annuali e dei conti consolidati, che modifica la direttiva 78/660/CEE e la direttiva 83/349/CEE, e che abroga la direttiva 84/253/CEE).
7. Il collegio dei revisori può procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione e di controllo e richiedere notizie sull'andamento delle operazioni svolte.
8. Il collegio dei revisori presenta semestralmente alla Giunta regionale una relazione sull'andamento della gestione finanziaria e amministrativa dell'Ente.
9. Al presidente del collegio dei revisori spetta un'indennità annua pari al 5 per cento dell'indennità complessiva, di carica e di funzione, spettante al Presidente della Giunta regionale.
10. Ai membri del collegio dei revisori spetta un'indennità annua pari al 4 per cento dell'indennità complessiva, di carica e di funzione, spettante al Presidente della Giunta regionale.
11. Al presidente e ai membri del collegio dei revisori residenti in comuni diversi dalla sede dell'Ente è dovuto il rimborso spese nella misura prevista per i dirigenti regionali.
- Piano delle attività(13)
1. La Giunta regionale, sentite le associazioni rappresentative degli enti locali, le organizzazioni professionali agricole e cooperative e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, entro il 31 ottobre di ogni anno, definisce, sulla base delle risorse disponibili, nel rispetto degli atti di programmazione regionale, le direttive per la redazione della proposta del piano delle attività, di cui al comma 2.
2. La proposta di piano annuale con proiezione triennale, adottata dal direttore, definisce gli indirizzi operativi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c).
3. La proposta di piano di cui al comma 2, è trasmessa alla Giunta regionale entro il 30 novembre di ogni anno.
4. Entro i termini previsti per l’invio della richiesta di parere al Consiglio regionale sul bilancio preventivo economico di cui all’articolo 11, commi 3 e 4, la Giunta regionale provvede all’approvazione del piano di cui al comma 2, previa verifica del rispetto delle direttive regionali di cui al comma 1 e lo trasmette al Consiglio regionale.
5. La Giunta regionale prescrive al direttore dell’Ente la modifica del piano delle attività nel caso in cui ciò si renda necessario al fine di garantire l’allineamento dello stesso al bilancio preventivo economico approvato ai sensi dell’articolo 11, comma 5, a seguito del parere del Consiglio regionale.
6. Il direttore presenta alla Giunta regionale una relazione sull’avanzamento del piano secondo le indicazioni contenute nel piano stesso.
Piano della qualità della prestazione organizzativa e relazione sulla qualità della prestazione (14)
1. Il piano della qualità della prestazione organizzativa dell'Ente definisce annualmente, con proiezione triennale, gli obiettivi, gli indicatori e i valori attesi su cui si basano la misurazione, la valutazione e la rendicontazione dei risultati organizzativi ed esplicita gli obiettivi individuali del direttore. Il piano della qualità della prestazione organizzativa costituisce il riferimento per la definizione degli obiettivi e per la conseguente misurazione e valutazione della qualità della prestazione di tutto il personale dell’Ente.
2. Il piano di cui al comma 1 è predisposto dal direttore in coerenza con il programma di attività di cui all'articolo 10 ed è approvato dalla Giunta regionale entro il 31 gennaio dell’anno di riferimento.
- Bilancio(15)
1. L’esercizio finanziario dell’Ente inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno.
2. I contenuti del bilancio preventivo economico e del bilancio di esercizio sono stabiliti con deliberazione della Giunta regionale, in conformità alla disciplina statale in materia di armonizzazione dei bilanci pubblici.
3. Il bilancio preventivo economico è adottato dal direttore dell’Ente e trasmesso alla Giunta regionale entro il 30 novembre dell’anno precedente all’esercizio di riferimento, unitamente alla relazione del Collegio dei revisori. In assenza di rilievi istruttori, entro quarantacinque giorni dal ricevimento, la Giunta regionale trasmette la richiesta di parere al Consiglio regionale, che si esprime nei quindici giorni successivi al parere della commissione consiliare competente.
4. In caso di rilievi istruttori, la competente struttura della Giunta regionale trasmette all’Ente, entro venti giorni dal ricevimento del bilancio, la richiesta di documentazione integrativa oppure di riadozione del bilancio stesso. L’Ente trasmette alla Giunta regionale, entro cinque giorni, la documentazione integrativa richiesta oppure, entro quindici giorni, il bilancio riadottato. Entro venti giorni dal ricevimento della documentazione di cui al periodo precedente, la Giunta regionale trasmette la richiesta di parere sul bilancio al Consiglio regionale, che si esprime nei quindici giorni successivi al parere della commissione.
6. Il bilancio di esercizio è adottato e trasmesso dal direttore alla Giunta regionale entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferisce, unitamente alla relazione del collegio dei revisori. La Giunta regionale effettua l’istruttoria e propone il bilancio al Consiglio regionale, secondo le modalità e i tempi istruttori di cui ai commi 3 e 4. Il Consiglio regionale approva il bilancio di esercizio entro sessanta giorni dal ricevimento.
7. Il bilancio di previsione è corredato da una relazione del direttore che evidenzia tra l’altro i rapporti tra il piano delle attività e le previsioni economiche.
8. Il bilancio di esercizio è corredato dai bilanci delle società dallo stesso Ente eventualmente partecipate e da una relazione del direttore che evidenzia i rapporti tra gli eventi economici e patrimoniali e le attività poste in essere.
1. Le entrate dell’Ente sono costituite da:
a) il contributo annuale per le spese di funzionamento;
b) i finanziamenti della Regione finalizzati alle attività del piano annuale secondo quanto previsto dal PRAF di cui alla l.r. 1/2006 ;
c) i proventi derivanti dalla gestione delle aziende agricole e delle altre superfici agricole e forestali;
d) i proventi ricavati dalle utilizzazioni di cui all’articolo 4;
e) altri contributi regionali, statali e comunitari;
f) il ricorso al credito, nel rispetto delle prescrizioni sul ricorso ad operazioni finanziarie e patrimoniali contenute nell’articolo 8 della l.r. 65/2010 ;
g) ulteriori entrate eventuali.
1. L’Ente ha un proprio patrimonio immobiliare e mobiliare determinato nella fase iniziale dai beni e dai rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo all’Azienda regionale agricola di Alberese.
1. La dotazione organica è determinata con deliberazione della Giunta regionale, su proposta del direttore ed è composta da personale tecnico, amministrativo e operaio.
2. Per il funzionamento dell’Ente può essere assegnato dalla Giunta regionale personale appartenente al ruolo organico della Giunta regionale.
3. Al personale già in servizio presso l’Azienda regionale agricola di Alberese, alla data di entrata in vigore della presente legge continua ad applicarsi il contratto collettivo nazionale di lavoro dell’agricoltura.
4. L’Ente può avvalersi anche di personale distaccato dagli enti locali.
- Articolazione organizzativa
1. L’organizzazione interna dell’Ente è strutturata in modo da garantire che le funzioni di cui all’articolo 2, comma 1, lettere a), b), c) e d), siano svolte in articolazioni e livelli di responsabilità distinti dalla direzione tecnica delle aziende agricole.
2. Per la direzione tecnica delle aziende agricole il direttore nomina un dirigente tecnico individuato, a seguito di avviso pubblico, fra soggetti di specifica e documentata competenza, che abbiano ricoperto incarichi di responsabilità tecnica in aziende agricole, anche private, per almeno tre anni.
1. L’Ente esercita le funzioni di cui all’articolo 2, a decorrere dalla nomina di cui all’articolo 16, comma 1, e da tale data tutti i rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo all’Azienda regionale agricola di Alberese sono trasferiti all’Ente.
2. Il commissario di cui all’articolo 16, comma 4, procede alla redazione del bilancio finale di esercizio e alla ricognizione del patrimonio mobiliare e immobiliare.
3. Il bilancio finale di esercizio e l'atto di ricognizione di cui al comma 2, sono trasmessi alla Giunta regionale entro sessanta giorni dalla nomina del direttore. La Giunta regionale trasmette il bilancio finale di esercizio al Consiglio regionale per l'approvazione.
4. Al trasferimento dei beni mobili e immobili si procede mediante verbali di consegna sottoscritti dalle parti. Tali verbali costituiscono titolo per aggiornare i pubblici registri.
5. Entro il 30 giugno 2013 il direttore adotta il bilancio preventivo dell’Ente e il piano delle attività sulla base degli indirizzi approvati dalla Giunta regionale.
6. Il bilancio preventivo economico, corredato dalla relazione del collegio dei revisori, è trasmesso dal direttore alla Giunta regionale che l’approva, previo parere del Consiglio regionale, entro trenta giorni dal ricevimento.
1. Il contributo annuale per le spese di funzionamento è determinato annualmente con legge di bilancio.
2. Per l’anno 2013 la Giunta regionale è autorizzata ad apportare le necessarie variazioni al bilancio di previsione annuale, proporzionalmente ai mesi effettivi di attività dell’Ente, per fare fronte alle esigenze finanziarie per l’avvio delle attività dell’Ente e comunque senza che ciò comporti oneri aggiuntivi a carico del bilancio regionale.
1. La Giunta regionale, entro il 30 giugno 2013, invia alla commissione consiliare competente una prima relazione contenente informazioni su:
a) lo stato di attuazione delle attività preliminari all’istituzione della banca della terra;
b) la situazione relativa alla definizione degli indirizzi operativi per la gestione ottimale di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c).
2. La Giunta regionale, entro il 30 novembre 2014, invia alla commissione consiliare competente una relazione sullo stato di attuazione delle legge, contenente in particolare:
a) una prima stima della consistenza qualitativa e quantitativa del patrimonio agricolo-forestale inserito nella banca della terra;
b) lo stato di attuazione delle procedure di verifica della rispondenza delle concessioni esistenti agli indirizzi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c);
c) lo stato di attuazione delle procedure di aggiornamento dei piani di gestione agli indirizzi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c).
3. La Giunta regionale, entro il 31 marzo 2016, e successivamente con cadenza triennale, invia alla commissione consiliare competente una relazione sui principali risultati ottenuti, in particolare in termini di riduzione di costi e di promozione ed utilizzo della banca della terra ai fini della realizzazione delle politiche per lo sviluppo agro-forestale.
1. La legge regionale 27 luglio 1995, n. 83 (Istituzione dell’Azienda regionale agricola di Alberese), è abrogata dalla data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana del decreto di nomina del direttore.
2. Sono o restano abrogate, dalla data di pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana del decreto di nomina del direttore, le seguenti leggi e disposizioni:
a) legge regionale 10 dicembre 2001, n. 60 (Modifiche alla legge regionale 27 luglio 1995, n. 83 "Istituzione dell'Azienda regionale agricola di Alberese");
b) legge regionale 10 maggio 2002, n. 16 (Modifiche alla legge regionale 27 luglio 1995, n. 83 "Istituzione dell'Azienda regionale agricola di Alberese”);
c) articoli 53, 54, 55, 56 e 57 della legge regionale 14 dicembre 2009, n. 75 (Legge di manutenzione dell'ordinamento regionale 2009);
d) articolo 3 della legge regionale 20 luglio 2012, n. 39 (Disposizioni in materia di revisori dei conti e di contabilità e bilancio negli enti e agenzie regionali. Modifiche alle l.r. 24/1994 , 83/1995, 59/1996, 65/1997, 60/1999, 6/2000, 32/2002, 40/2005, 30/2009, 39/2009, 23/2012);
e) articoli 19, 20, 21, 22 e 23 della legge regionale 24 ottobre 2008, n. 56 (Modifiche alla legge regionale 8 febbraio 2008, n. 5 “Norme in materia di nomine e designazioni e di rinnovo degli organi amministrativi di competenza della Regione”. Revisione della normativa regionale in materia di nomine e designazioni ai sensi dell’articolo 20, comma 2, della l.r. 5/2008 );
f) articolo 67 della legge regionale 23 luglio 2009, n. 40 (Legge di semplificazione e riordino normativo 2009);
g) articoli 4, 5, 6 e 7 della legge regionale 29 giugno 2011, n. 25 (Modifiche alla legge regionale 29 dicembre 2010, n. 65 “Legge finanziaria per l’anno 2011”. Modifiche alle leggi regionali 42/1998, 41/2005, 35/2006 e 55/2010);
h) articolo 2 della legge regionale 30 ottobre 2010, n. 55 (Disposizioni in materia di permanenza in carica degli organi di alcuni enti e organismi regionali);
i) articoli 65, 66, 67, 68, 69 e 70 della legge regionale 27 dicembre 2011, n. 66 (Legge finanziaria per l'anno 2012).
- Modifiche all’ articolo 1 della l.r. 39/2000
1. Dopo la lettera c ter) del comma 2 dell’articolo 1 della legge regionale 21 marzo 2000, n. 39 (Legge forestale della Toscana), è aggiunta la seguente:
c quater) attua ed esplicita i principi di gestione forestale sostenibile;
2. Dopo la lettera c quater) del comma 2 dell’articolo 1 della l.r. 39/2000 è aggiunta la seguente:
c quinquies) detta disposizioni per l’amministrazione del patrimonio agricolo-forestale al fine di orientare la gestione produttiva degli enti competenti verso obbiettivi di sostenibilità ambientale, di accrescimento della biodiversità animale e vegetale, di uso sociale,
didattico, culturale e ricreativo e di promozione dell’economia locale.”
- Inserimento dell’ articolo 3 bis nella l.r. 39/2000
1. Dopo l’articolo 3 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
Art. 3 bis - Sistema informativo per le procedure amministrative
1. Per le procedure amministrative di cui alla presente legge è utilizzato il sistema
informativo denominato sistema informativo per la gestione delle attività forestali (SIGAF) che opera all’interno del sistema informativo agricoltura della Regione Toscana (SIART) e dell’anagrafe regionale delle aziende agricole di cui agli articoli 2 e 3
della legge regionale 8 marzo 2000, n. 23
(Istituzione dell’anagrafe regionale delle aziende agricole, norme per la semplificazione dei procedimenti amministrativi ed altre norme in materia di agricoltura), ed è conforme alle disposizioni e agli standard di cui alla
- Modifiche all’ articolo 4 della l.r. 39/2000
1. Alla lettera f) del comma 2 dell’articolo 4 della l.r. 39/2000 la parola: “
addetti ai lavori di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria
- Modifiche all’ articolo 7 della l.r. 39/2000
1. Al comma 4 dell’articolo 7 della l.r. 39/2000 dopo le parole: “
In particolare per quanto riguarda il patrimonio regionale tali inventari possono riguardare ogni aspetto che si pone in relazione, anche indiretta, con il bosco e con gli usi plurimi ai quali è destinato il patrimonio stesso, ai sensi dell’articolo 1.
- Modifiche all’ articolo 8 della l.r. 39/2000
1. Il comma 2 dell’articolo 8 della l.r. 39/2000 è abrogato.
- Modifiche all’ articolo 9 della l.r. 39/2000
1. Al comma 2 dell'articolo 9 della l.r. 39/2000 le parole: “
e all’ARSIA.
, all’ente Terre regionali toscane e agli enti parco regionali.
- Modifiche all’ articolo 10 della l.r. 39/2000
1. Il comma 3 dell’articolo 10 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
3. L'attuazione degli interventi di cui al presente articolo è di competenza delle province e delle unioni di comuni subentrate alle comunità montane ai sensi della
legge regionale 26 giugno 2008, n. 37
(Riordino delle Comunità montane) e della
(Norme sul sistema delle autonomie locali), salvo diverse disposizioni della presente legge.
2. Dopo il comma 3 dell’articolo 10 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
3 bis. I soggetti di cui al comma 3, entro il 31 dicembre di ogni anno, presentano alla Giunta regionale un piano annuale degli interventi da attuare nell’annualità successiva.
3. Dopo il comma 3 bis dell’articolo 10 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
3 ter. Il piano annuale degli interventi di cui al comma 3 bis, per gli interventi ricadenti nei complessi di cui all’articolo 22, costituisce attuazione dei piani di gestione di cui all’articolo 30 e si conforma agli indirizzi approvati dall’ente Terre regionali toscane ai sensi dell'
articolo 2, comma 1, lettera c), della legge regionale 27 dicembre 2012, n. 80
4. Dopo il comma 3 ter dell’articolo 10 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
3 quater. I piani annuali di cui all’articolo 3 bis, vengono finanziati con le risorse del PRAF. La determinazione delle risorse da assegnare tiene conto della quantificazione degli obiettivi da conseguire in termini di proventi derivanti dalla gestione del patrimonio agricolo-forestale determinati dall’ente Terre regionali toscane ai sensi dell’
articolo 2, comma 1, lettera c), della l.r. 80/2012
- Modifiche all’ articolo 13 della l.r. 39/2000
1. Alla fine del comma 1 dell’articolo 13 della l.r. 39/2000 sono aggiunte le parole: “
articolo 7 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227
(Orientamento e modernizzazione del settore forestale, a norma dell’
articolo 7 della l. 5 marzo 2001, n. 57
2. Il comma 3 dell’articolo 13 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
3. L'Albo è tenuto dalla Giunta regionale.
3. Il comma 4 dell’articolo 13 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
4. La Giunta regionale definisce con apposito regolamento ulteriori requisiti per l'iscrizione, la
sospensione, la cancellazione e l'aggiornamento dell'Albo tenendo conto dei seguenti criteri:
b) requisiti generali per l’affidamento di lavori di cui all’
articolo 38 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163
(Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE);
e) possesso di certificazioni di processo o di qualità ambientale o di sicurezza e di responsabilità sociale.
- Sostituzione dell’ articolo 14 della l.r. 39/2000
1. L’articolo 14 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
Art. 14 - Convenzioni con le pubbliche amministrazioni
7. Gli enti competenti compilano e tengono aggiornato l'elenco degli imprenditori e
delle cooperative che, in possesso dei requisiti previsti dal presente articolo, richiedono l'affidamento dei lavori e lo comunicano alla Giunta regionale unitamente alle proposte d'intervento previste dagli atti della programmazione regionale.
8. La Giunta regionale, con deliberazione da pubblicare nel Bollettino ufficiale della Regione Toscana, aggiorna gli importi limite di cui al presente articolo.
- Modifiche all’ articolo 21 della l.r. 39/2000
1. Alla fine del comma 5 dell’articolo 21 della l.r. 39/2000 sono aggiunte le parole: “
In particolare promuove la certificazione forestale dei boschi facenti parte del patrimonio regionale sostenendo ed incentivando gli enti competenti che la ottengono.
- Inserimento dell’ articolo 21 bis nella l.r. 39/2000
1. Dopo l’articolo 21 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
Art. 21 bis - Mercato volontario dei crediti ambientali e di carbonio
2. La certificazione e la compensazione dei crediti ambientali e di carbonio possono essere incluse tra gli interventi di cui all’articolo 17, comma 2.
- Modifiche all’ articolo 22 della l.r. 39/2000
1. Al comma 1 dell’articolo 22 della l.r. 39/2000 le parole: “
legge regionale 16 maggio 1991, n. 20
(Demanio e patrimonio della Regione Toscana) e successive modificazioni
Legge forestale della Toscana)
2. Dopo il comma 2 dell’articolo 22 della l.r. 39/2000 è aggiunto il seguente:
2 bis. Il coordinamento della gestione ottimale e della valorizzazione dei beni del patrimonio agricolo-forestale è di competenza dell’ente Terre regionali toscane di cui alla
- Modifiche all’ articolo 23 della l.r. 39/2000
1. Al comma 2 dell’articolo 23 della l.r. 39/2000 le parole: “
valorizzazione del patrimonio pubblico con finalità sociali, culturali ed economiche.
- Modifiche all’ articolo 24 della l.r. 39/2000
1. Il comma 2 dell’articolo 24 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
2. La proposta d’acquisto può essere avanzata dall’ente gestore all’ente Terre regionali toscane che esprime il proprio parere e lo trasmette alla Regione.
- Modifiche all’ articolo 25 della l.r. 39/2000
1. Il comma 4 dell’articolo 25 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
4. L’ente gestore di cui all’articolo 29, riceve le proposte e le domande di affidamento dei beni, le istruisce e le trasmette all’ente Terre regionali toscane che esprime un parere vincolante.
- Modifiche all’ articolo 26 della l.r. 39/2000
1. Il comma 1 dell’articolo 26 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
1. Sulla base di quanto previsto nei piani di gestione di cui all’articolo 30, l’ente gestore di cui all’articolo 29, procede al rilascio delle concessioni temporanee sui beni del patrimonio agricolo-forestale.
2. Il comma 2 dell’articolo 26 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
2. Gli atti di autorizzazione e di concessione specificano le condizioni necessarie per la conservazione del patrimonio agricolo-forestale e prevedono, fra l’altro, l’uso per il quale il bene viene dato, la durata della autorizzazione o concessione e l’ammontare del canone o corrispettivo che deve essere corrisposto dall’usuario.
3. Dopo il comma 2 dell’articolo 26 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
2 bis. Gli oneri tributari e fiscali relativi ai beni in concessione gravano sul concessionario.”.
- Modifiche all’ articolo 27 della l.r. 39/2000
1. Dopo la lettera h) del comma 1 dell’articolo 27 della l.r. 39/2000 è inserita la seguente:
h bis) gestione e valorizzazione faunistico-venatoria;
- Modifiche all’ articolo 28 della l.r. 39/2000
1. Il comma 2 dell’articolo 28 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
2. I complessi del patrimonio agricolo-forestale sono definiti, sentiti gli enti interessati, con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell’ente Terre regionali toscane.
2. Il comma 3 dell’articolo 28 della l.r. 39/2000 è abrogato.
- Sostituzione dell’ articolo 29 della l.r. 39/2000
1. L’articolo 29 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
Art. 29 - Amministrazione dei complessi agricolo-forestali
5. La Giunta regionale può procedere alla revoca della competenza a gestire i beni
nel caso in cui la gestione non sia conforme agli indirizzi di cui all’
. In tal caso i beni vengono affidati all’ente Terre regionali toscane.
- Sostituzione dell’ articolo 30 della l.r. 39/2000
1. L’articolo 30 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
Art. 30 - Piani di gestione del patrimonio agricolo-forestale
1. Le funzioni di cui all’articolo 29, comma 1, sono svolte sulla base di un piano di gestione conforme agli indirizzi approvati dall’ente Terre regionali toscane ai sensi dell’
4. L’ente gestore adotta il piano e lo presenta all’ente Terre regionali toscane. Qualora non si tratti dell’ente medesimo il piano è presentato anche all’ente competente ai sensi dell’articolo 47,
comma 2, che esprime il proprio parere entro sessanta giorni dal ricevimento comunicandolo all’ente gestore e all’ente Terre regionali toscane. Per i complessi ricadenti in tutto o in parte nell'ambito di un parco nazionale, regionale, provinciale o di una riserva naturale, il piano è trasmesso altresì all'ente parco o all'organismo di gestione ai fini del nulla osta di cui all'
articolo 13 della legge 6 dicembre 1991, n. 394
(Legge quadro sulle aree protette). L'ente parco o l'organismo di gestione trasmette il nulla osta o il parere all’ente Terre regionali toscane.
5. L’ente Terre regionali toscane verifica la conformità del piano agli indirizzi di cui all’
articolo 2, comma 1, lettera c), della l.r.80/2012
e comunica gli esiti della verifica all’ente
- Sostituzione dell’ articolo 31 della l.r. 39/2000
1. L’articolo 31 della l.r. 30/2000 è sostituito dal seguente:
Art. 31 - Proventi della gestione
3. La quota di proventi di competenza regionale viene scomputata dalle risorse per il finanziamento dei piani annuali degli interventi, di cui all’articolo 10, comma 3 quater, presentati dagli enti gestori.
- Inserimento dell’ articolo 38 bis nella l.r. 39/2000
1. Dopo l’articolo 38 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
Art. 38 bis - Elenco regionale delle ditte boschive
1. E’ istituito l’elenco regionale delle ditte boschive nel quale possono iscriversi tutte le imprese operanti sul territorio regionale, ai sensi dell’
articolo 7 del d.lgs. 227/2001
2. La Giunta regionale definisce con apposito regolamento le modalità di accesso e di tenuta dell’elenco, i requisiti di iscrizione, di rinnovo, di sospensione e di cancellazione tenendo
conto in particolare dell’identificazione, competenza e professionalità degli addetti.
3. L’elenco di cui al comma 1, è tenuto, tramite l’utilizzo del SIGAF, dalle province e dalle unioni di comuni subentrate alle comunità montane ai sensi della
- Modifiche all’ articolo 39 della l.r. 39/2000
1. Al comma 3 dell’articolo 39 della l.r. 39/2000 le parole: “
articolo 17 della l. 183/1989 ” sono sostituite dalle seguenti: “
articolo 66 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152
2. Il numero 8) della lettera a) del comma 4 dell’articolo 39 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
8) la definizione di castagneti da frutto e di sugherete, e la loro coltura e ricostituzione
3. Dopo il numero 8) della lettera a) del comma 4 dell’articolo 39 è aggiunto il seguente:
8 bis) il contenuto e le modalità di utilizzo del tesserino di identificazione di cui all’articolo 47, comma 6 quinquies.
- Modifiche all’ articolo 40 della l.r. 39/2000
1. Il comma 2 bis dell’articolo 40 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
2 bis. Le province, le unioni di comuni subentrate alle comunità montane ai sensi
e gli enti parco regionali, nella disciplina di cui al comma 2, prevedono l’utilizzo del SIGAF.
- Modifiche all’ articolo 42 della l.r. 39/2000
1. La lettera c) del comma 4 dell’articolo 42 della l.r. 39/2000 è sostituita dalla seguente:
c) la realizzazione di movimenti di terreno che possano alterare la stabilità dei terreni agricolo-forestali e la regimazione delle acque connesse alla coltivazione dei terreni agrari ed alla sistemazione idraulico-agraria e idraulico-forestale degli stessi;
2. Dopo la lettera d) del comma 4 dell’articolo 42 della l.r. 39/2000 è aggiunta la seguente:
d bis) la realizzazione delle opere individuate dal piano antincendi boschivi di cui all’articolo 49.
3. Alla lettera a) del comma 5 dell'articolo 42 della l.r. 39/2000 dopo le parole: “
opere costruttive
“ sono aggiunte le seguenti: “
diverse da quelle di cui al comma 4;
4. La lettera b) del comma 5 dell’articolo 42 della l.r. 39/2000 è sostituita dalla seguente:
b) la realizzazione di opere o infrastrutture e i movimenti di terreno che possano alterare la stabilità dei terreni e la regimazione delle acque diversi da quelli di cui al comma 4.
- Modifiche all’ articolo 44 della l.r. 39/2000
1. Il comma 2 dell’articolo 44 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
2. Le disposizioni di cui al comma 1, non si applicano nelle aree assimilate a bosco di cui all’articolo 3, comma 4, e nei paesaggi agrari e pastorali d'interesse storico coinvolti da processi di
forestazione e rinaturalizzazione da non più di cinquanta anni oggetto di recupero a fini
produttivi nel rispetto dei criteri fissati nel regolamento forestale.
2. Dopo il comma 7 dell’articolo 44 della l.r. 39/2000 è aggiunto il seguente:
7 bis. Nel caso di atti autorizzativi con validità superiore a cinque anni aventi ad oggetto trasformazioni boschive effettuabili in lotti di superficie maggiore a cinque ettari, le province e le unioni di comuni subentrate alle comunità montane ai sensi della
, possono prevedere che il pagamento di cui al comma 6, venga effettuato anche in forma rateizzata con le modalità definite nel regolamento forestale di cui all’articolo 39.
- Modifiche all’ articolo 47 della l.r. 39/2000
1. Dopo il comma 4 dell’articolo 47 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
4 bis. Il regolamento forestale di cui all’articolo 39 individua i casi per i quali può essere richiesta la comunicazione di inizio e fine lavori.
2. La lettera f) del comma 5 dell’articolo 47 della l.r. 39/2000 è sostituita dalla seguente:
f) a scopo fitosanitario purché non comportino un prelievo di oltre il 30 per cento di piante arboree del soprassuolo originario.
3. Dopo il comma 6 dell’articolo 47 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
6 bis. Per tutti gli interventi soggetti ad autorizzazione o dichiarazione il titolare dell’istanza comunica all’ente competente l’impresa incaricata dello svolgimento dei lavori.
4. Dopo il comma 6 bis dell’articolo 47 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
b) i tagli boschivi di superficie superiore a 1 ettaro e i relativi esboschi eseguiti su proprietà diverse da quelle di cui alla lettera a), quando gli interventi sono anche in parte finanziati con contributi pubblici.
5. Dopo il comma 6 ter dell’articolo 47 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
6 quater. Il comma 6 ter, lettera b), non si applica in caso di imprenditori agricoli professionali che effettuano, direttamente o tramite i propri dipendenti, interventi di taglio e i relativi esboschi su superfici di loro proprietà o di cui mantengono il possesso per almeno cinque anni. L’imprenditore agricolo professionale effettua la comunicazione di cui al comma 6 bis, indicando lo svolgimento in proprio dei lavori.
6. Dopo il comma 6 quater dell’articolo 47 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
6 quinquies. Nell’effettuazione di tutti i tagli boschivi di superficie superiore ad 1 ettaro e nei relativi esboschi le imprese boschive devono garantire la riconoscibilità del personale tramite apposito tesserino di identificazione.
- Modifiche all’ articolo 47 bis della l.r. 39/2000
1. Dopo la lettera l) del comma 2 dell’articolo 47 bis della l.r. 39/2000 è aggiunta la seguente:
l bis) i tagli finalizzati alla tutela e valorizzazione di singole piante arboree.
- Modifiche all’ articolo 48 della l.r. 39/2000
1. Dopo il comma 6 dell’articolo 48 della l.r. 39/2000 è aggiunto il seguente:
6 bis. I piani di gestione, i piani di taglio e i piani di cui agli articoli 30, 32 e 67, sono redatti
secondo i principi della gestione forestale sostenibile.
- Abrogazione dell’ articolo 53 della l.r. 39/2000
1. L’articolo 53 della l.r. 39/2000 è abrogato.
- Abrogazione dell’ articolo 54 della l.r. 39/2000
1. L’articolo 54 della l.r. 39/2000 è abrogato.
- Modifiche all’ articolo 57 della l.r. 39/2000
1. Al comma 1 dell’articolo 57 della l.r. 39/2000 le parole: “
dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (ARPAT) di cui alla
legge regionale 18 aprile 1995, n. 66
(Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) e successive modificazioni
del servizio fitosanitario regionale di cui alla
(Disciplina del servizio fitosanitario regionale)
2. Al comma 2 dell’articolo 57 della l.r. 39/2000 le parole: “
il servizio fitosanitario regionale,
- Modifiche all’ articolo 68 della l.r. 39/2000
1. Al comma 4 dell’articolo 68 della l.r. 39/2000 le parole: “
Le autorizzazioni si conformano alle prescrizioni del piano e del regolamento del parco e della riserva naturale o, in assenza di questi, si conformano alla disciplina del regolamento forestale.
2. Dopo il comma 4 dell’articolo 68 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
4 bis. Il regolamento dell’ente parco o delle riserve naturali nonché gli eventuali piani di gestione, disciplinano anche le attività previste dal regolamento forestale di cui all’articolo 39, che devono essere assoggettate a specifiche norme d’uso in relazione agli obiettivi di tutela previsti.
3. Dopo il comma 4 bis dell’articolo 68 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
4 ter. Per gli aspetti non disciplinati dal regolamento dell’ente parco o delle riserve naturali le autorizzazioni e i nulla osta previsti dagli articoli 14 e 18
della l.r. 49/1995
si conformano alla disciplina del regolamento forestale.
- Modifiche all’ articolo 70 della l.r. 39/2000
1. Al comma 2 dell’articolo 70 della l.r. 39/2000 , dopo la lettera a) è inserita la seguente:
a bis) il coordinamento della lotta attiva agli incendi boschivi;
- Modifiche all’ articolo 70 ter della l.r. 39/2000
1. I commi 2, 3 e 4, dell’articolo 70 ter della l.r. 39/2000 sono abrogati.
- Sostituzione dell’ articolo 71 della l.r. 39/2000
1. L’articolo 71 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
Art. 71 - Coordinamento della lotta attiva agli incendi boschivi
2. La lotta attiva agli incendi boschivi è svolta in ambito regionale dagli enti di cui all’articolo 70 quater, comma 2, e in base a specifici accordi e convenzioni, da squadre di associazioni del
volontariato ai sensi della
(Legge quadro sul volontariato) e
della l.r. 28/1993
- Inserimento dell’ articolo 75 bis nella l.r. 39/2000
1. Dopo l’articolo 75 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
Art. 75 bis - Catasto delle aree percorse dal fuoco
6. Qualora il comune non provveda entro il termine di cui al comma 5, la Regione Toscana esercita il potere sostitutivo mediante la nomina di un commissario ai sensi dell'
articolo 2, comma 1, della legge regionale 31 ottobre 2001, n. 53
7. In caso di esercizio associato, le disposizioni dei commi 1, 2, 3, 5 e 6, si intendono riferite all'ente responsabile dell'esercizio associato ai sensi dell'
articolo 17 della l.r. 68/2011
; il comma 4 si intende riferito all'ente medesimo in caso di esercizio associato delle funzioni attinenti gli strumenti urbanistici.
- Inserimento dell’ articolo 75 ter nella l.r. 39/2000
1. Dopo l’articolo 75 bis della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
Art. 75 ter - Banca dati delle aree percorse dal fuoco
1. E’ istituita sul SIGAF la banca dati dei boschi percorsi dal fuoco e dei pascoli situati
entro cinquanta metri dal bosco percorso dal fuoco risultanti anche dai rilievi del Corpo forestale dello Stato.
- Modifiche all’ articolo 76 della l.r. 39/2000
1. Alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 76 della l.r. 39/2000 dopo le parole: “
meteo-climatica
e le modalità per la definizione di tali periodi;
2. La lettera c) del comma 1 dell’articolo 76 della l.r. 39/2000 è abrogata.
3. Il comma 2 dell’articolo 76 della l.r. 39/2000 è abrogato.
4. Il comma 5 dell’articolo 76 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
5. Dopo il comma 5 dell’articolo 76 della l.r. 39/2000 è inserito il seguente:
- Modifiche all’ articolo 78 della l.r. 39/2000
1. Il comma 4 dell’articolo 78 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
4. L'iscrizione al LRBS è promossa dalla Giunta regionale, anche su proposta della provincia, dell’unione di comuni subentrata alla comunità montana ai sensi della
, del proprietario o su indicazione di enti scientifici o di ricerca. La proposta è trasmessa al proprietario o al possessore interessato, unitamente ad un disciplinare di gestione dei boschi da seme per un periodo non inferiore ai cinque anni.
2. Il comma 6 dell’articolo 78 della l.r. 39/2000 è sostituito dal seguente:
6. La Giunta regionale verifica le eventuali osservazioni e approva l'iscrizione al LRBS e il relativo disciplinare di gestione, previo parere della provincia o dell’unione dei comuni subentrata alla comunità montana ai sensi della
. La Giunta regionale provvede, inoltre, ad un indennizzo annuo nei confronti del proprietario o del possessore in relazione all'eventuale diminuzione del reddito del fondo interessato. Il disciplinare di gestione è vincolante e può derogare alle norme del regolamento forestale di cui all’articolo 39. In caso d'inerzia del proprietario o del possessore, la provincia o l’unione dei comuni subentrata alla comunità montana ai sensi
, provvedono agli interventi di gestione previsti dal disciplinare, ponendo i relativi oneri a carico del proprietario o del possessore.
- Modifiche all’ articolo 85 della l.r. 39/2000
1. Al comma 6 bis dell’articolo 85 della l.r. 39/2000 dopo le parole: “
, quando dovute,
- Norma transitoria per la revisione delle concessioni esistenti sul patrimonio agricolo-forestale
1. Entro diciotto mesi dall’entrata in vigore della presente legge, l’ente Terre regionali toscane procede ad una verifica delle concessioni temporanee esistenti sui beni del patrimonio agricolo-forestale per verificarne la rispondenza con gli indirizzi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c), e ne comunica gli esiti agli enti gestori e alla Giunta regionale.
2. Qualora, dalla verifica di cui al comma 1, risulti la mancata rispondenza delle concessioni agli indirizzi di cui allo stesso comma 1, l’ente gestore propone al concessionario di adeguare il contratto in essere. In caso di mancata accettazione della proposta l’ente gestore procede, entro novanta giorni, alla revoca. In caso di revoca l’ente gestore procede alla riassegnazione dei beni tramite apposito bando.
- Norma transitoria per la rideterminazione dei complessi del patrimonio agricolo-forestale
1. Entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale, sentiti gli enti interessati, tramite deliberazione procede alla rideterminazione dei complessi del patrimonio agricolo-forestale.
2. Fino all’approvazione della deliberazione di cui al comma 1, resta in vigore l’allegato B di cui all’articolo 28 della legge regionale 21 marzo 2000, n. 39 (Legge forestale della Toscana).
- Norma transitoria per la revisione dei piani di gestione del patrimonio agricolo-forestale
1. Gli enti di cui all’articolo 29 della l.r. 39/2000 , procedono all’aggiornamento dei piani di gestione del patrimonio agricolo-forestale entro sei mesi dall’approvazione da parte dell’ente Terre regionali toscane degli indirizzi di cui all’articolo 2, comma 1, lettera c).
- Abrogazione e norme transitorie per l’utilizzazione del patrimonio agricolo-forestale a fini faunistico-venatori
1. La legge regionale 7 settembre 1995, n. 92 (Utilizzazione ai fini faunistici e faunistico-venatori del patrimonio agricolo forestale regionale), è abrogata.
2. L’allegato A alla l.r. 92/1995 resta in vigore fino alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Toscana della deliberazione di cui all’articolo 30 bis, comma 2, della l.r. 39/2000 .
1. Entro trecentosessantacinque giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono approvate le modifiche al regolamento emanato con decreto del Presidente della Giunta regionale 8 agosto 2003, n. 48/R (Regolamento forestale della Toscana).
2. Gli articoli 43, 44, 47 e 48, entrano in vigore alla data di entrata in vigore delle modifiche del d.p.g.r. 48/R/2003.
- Sostituzione delle parole “comunità montane”
1. Nella l.r. 39/2000 ovunque ricorra l’espressione: “
”, questa è sostituita con “
unioni di comuni subentrate alle comunità montane ai sensi della
della l.r. 68/2011 ”.
- Introduzione delle parole “città metropolitana”
1. Nella l.r. 39/2000 ovunque ricorra l’espressione “
” questa è da intendersi “
- Modifiche all’ articolo 2 della l.r. 24/2000
1. Il comma 1 dell’articolo 2 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 24 (Disposizioni per la gestione della Tenuta di San Rossore e per il funzionamento del Comitato di presidenza), è sostituito dal seguente:
1. Le funzioni amministrative di competenza regionale attinenti la gestione della Tenuta sono delegate all’ente Parco Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli di seguito denominato Ente parco che attua opportune modalità di collaborazione con l’ente Terre regionali toscane di cui alla
), nelle aree della Tenuta destinate alla produzione agricola e all’allevamento zootecnico, nonché per l’esercizio delle attività di produzione silvicolturale, di gestione del parco stalloni regionale e di valorizzazione e promozione del territorio, nel rispetto delle reciproche finalità istitutive.
- Modifiche all’ articolo 5 della l.r. 24/2000
1. Il comma 2 dell’articolo 5 della l.r. 24/2000 è abrogato.
- Modifiche all’ articolo 7 della l.r. 24/2000
1. Al comma 2 dell’articolo 7 della l.r. 24/2000 dopo le parole: “
e del disciplinare di cui all’articolo 8
- Sostituzione dell’ articolo 8 della l.r. 24/2000
1. L’articolo 8 della l.r. 24/2000 è sostituito dal seguente:
3. Nella convenzione di cui al comma 1, sono altresì disciplinate le modalità di
utilizzazione della villa del Gombo.
4. Ai fini di dotare l’Ente parco di un adeguato supporto tecnico per la progettazione e realizzazione degli interventi sugli immobili afferenti la Tenuta, nella convenzione possono essere determinate anche forme di collaborazione tra l’Ente parco, l’ente Terre regionali toscane e gli uffici regionali.
- Modifiche all’ articolo 9 della l.r. 24/2000
1. Dopo il comma 4 dell’articolo 9 della l.r. 24/2000 è inserito il seguente:
4 bis. L’Ente parco trasmette al Comitato di presidenza tutti gli atti relativi alla gestione della Tenuta di San Rossore, ivi compresi gli esiti del controllo svolto dal Collegio dei revisori di cui all’
articolo 8 della l.r. 24/1994
. Sulla base di tale documentazione il Comitato di presidenza relaziona semestralmente alla Giunta regionale anche ai fini dell’esercizio dell’attività di vigilanza di cui all’articolo 3.
2. Il comma 7 dell’articolo 9 della l.r. 24/2000 è sostituito dal seguente:
7. Ai membri del Comitato di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b) e f)
della l. 87/1999
, è corrisposto per ogni giornata effettiva di partecipazione alle sedute del Comitato stesso un gettone di presenza di 30,00 euro.

References: articolo 9
 articolo 20
 articolo 49
 articolo 14
 articolo 3
 articolo 67
 articolo 2
 articolo 1
 articolo 3

Art. 3
 articolo 4
 articolo 7
 articolo 8
 articolo 9
 articolo 10

articolo 2

articolo 2
 articolo 13

articolo 7

articolo 7

articolo 38
 articolo 14

Art. 14
 articolo 21
 articolo 21

Art. 21
 articolo 22
 articolo 23
 articolo 24
 articolo 25
 articolo 26
 articolo 27
 articolo 28
 articolo 29

Art. 29
 articolo 30

Art. 30

articolo 13

articolo 2
 articolo 31

Art. 31
 articolo 38

Art. 38

articolo 7
 articolo 39

articolo 17

articolo 66
 articolo 40
 articolo 42
 articolo 44
 articolo 47
 articolo 47
 articolo 48
 articolo 53
 articolo 54
 articolo 57
 articolo 68
 articolo 70
 articolo 70
 articolo 71

Art. 71
 articolo 75

Art. 75

articolo 2

articolo 17
 articolo 75

Art. 75
 articolo 76
 articolo 78
 articolo 85
 articolo 2
 articolo 5
 articolo 7
 articolo 8
 articolo 9

articolo 8