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Timestamp: 2017-11-22 20:02:53+00:00

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﻿ Consiglio di Stato sezione V sentenza n. 4960 depositata il 24 novembre 2016 - Regolarità fiscale – istanza di rateizzazione del debito tributario entro il termine di presentazione dell’offerta – insufficienza – occorre che il procedimento si sia concluso con un provvedimento favorevole (art. 38 d.lgs. n. 163/2006 – art. 80 d.lgs. n. 50/2016) - Studio Cerbone
Consiglio di Stato sezione V sentenza n. 4960 depositata il 24 novembre 2016 – Regolarità fiscale – istanza di rateizzazione del debito tributario entro il termine di presentazione dell’offerta – insufficienza – occorre che il procedimento si sia concluso con un provvedimento favorevole (art. 38 d.lgs. n. 163/2006 – art. 80 d.lgs. n. 50/2016)
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Consiglio di Stato sezione V sentenza n. 4960 depositata il 24 novembre 2016
N. 04960/2016REG.PROV.COLL.
N. 03453/2016 REG.RIC.
C.O. srl in proprio e quale mandataria un costituendo RTI con E. s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Alessandro Tozzi e Laura Di Giovanni, con domicilio eletto presso lo Studio Legale Quorum in Roma, via degli Scipioni, 281
A. s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Pietro Cavasola, con domicilio eletto presso il suo studio in Roma, V. A. Depretis, 86
TS S.r.l. non costituita in giudizio;
Visto l’atto di costituzione in giudizio della A. S.p.a.;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 10 novembre 2016 il Cons. Claudio Contessa e uditi per le parti l’avvocato Marco Iannacci (su delega dell’avvocato Cavasola) e l’avvocato Daniela Jouvenal (su delega dell’avvocato Tozzi);
La società C.O. s.r.l. riferisce di aver preso parte, in raggruppamento costituendo con la E. s.p.a., alla procedura di gara indetta dalla A. s.p.a per l’affidamento del servizio di supporto ai responsabili per le attività di pianificazione, manutenzione ed assistenza sul processo di sviluppo del sistema informativo delle operazioni (BDO).
Con provvedimento in data 4 novembre 2015 la stazione appaltante disponeva l’esclusione del costituendo raggruppamento ai sensi dell’articolo 38, comma 1, lettera g) del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, per essere emerse gravi irregolarità di carattere fiscale a carico della mandante E..
Più in particolare, dopo la presentazione dell’offerta (avvenuta entro il termine perentorio dell’8 maggio 2015), la Commissione giudicatrice, espletata la verifica dei documenti, rilevava che la posizione fiscale della E. S.p.a. risultasse irregolare alla data del 19 giugno 2015. L’odierna appellante presentava quindi le proprie giustificazioni allegando di aver richiesto sia sgravi che dilazione di pagamenti, ma alla nuova verifica disposta dal Seggio di gara risultava ancora irregolare ancora alla data del 29 settembre 2015.
Il provvedimento di esclusione veniva impugnato dalla CONSOP dinanzi al Tribunale amministrativo regionale del Lazio il quale con la sentenza in epigrafe respingeva il ricorso in quanto infondato.
La sentenza in questione è stata impugnata in appello dalla CONSOP la quale ne ha chiesto la riforma articolando un unico complesso motivo.
Si è costituita in giudizio la A. s.p.a. la quale ha concluso nel senso della reiezione dell’appello.
1. Giunge alla decisione del Collegio l’appello proposto da una società attiva nel settore dei sistemi informativi, la quale aveva partecipato a una gara di appalto indetta da A. s.p.a. per l’affidamento di servizi di carattere informativo ed era stata esclusa per l’irregolarità fiscale della sua mandante, avverso la sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio con cui è stato respinto il ricorso proposto avverso il provvedimento di esclusione.
E’ noto in particolare che la richiA.ta sentenza dell’Adunanza plenaria ha chiarito i contorni applicativi dell’istituto della dilazione del pagamento dei tributi di cui all’articolo 19 del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 e ha stabilito che nel periodo che intercorre fra l’istanza di ammissione alla dilazione e il relativo accoglimento al contribuente non possa essere riconosciuta la regolarità fiscale ai sensi dell’articolo 38, comma 1, lettera g) del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.
– mentre il quadro normativo vigente al tempo della richiA.ta decisione ne giustificava appieno le conclusioni (configurando il provvedimento di dilazione come atto a valenza discrezionale prima del quale il contribuente non poteva in alcun modo allegare uno stato di regolarità);
– al contrario, la disciplina sopravvenuta (e rilevante ai fini della presente decisione) ha ancorato l’emissione o il diniego della dilazione a precisi parametri numerici ed economici, sì da superare il principale argomento sul quale si era fondato il rigido approccio seguito dall’Adunanza plenaria nel 2013 (l’appellante richiA. al riguardo: i) l’articolo 52, comma 3 del decreto-legge n. 69 del 2013 il quale ha modificato il richiA.to articolo 19 del d.P.R. 602 del 1973; ii) il decreto ministeriale del 6 novembre 2013 che ha individuato i parametri dalla cui verifica deriva l’adozione del provvedimento di ammissione alla dilazione).
In punto di fatto è pacifico in atti che, al momento in cui l’appellante aveva chiesto di partecipare alla gara per cui è causa, la sua mandante E. s.p.a. presentasse insoluti fiscali piuttosto rilevanti.
Risulta quindi dirimente ai fini del decidere stabilire se la mera presentazione dell’istanza di dilazione consenta, nel nuovo quadro normativo delineato dall’articolo 52 del decreto-legge n. 69 del 2013, di vantare la regolarità fiscale ai sensi dell’articolo 38 del previgente ‘Codice dei contratti’.
Si osserva al riguardo che anche la più recente giurisprudenza di questo Consiglio di Stato ha ribadito il consolidato orientamento secondo cui ai fini dell’integrazione del requisito della regolarità fiscale di cui all’articolo 38, comma 1, lettera g) del Codice dei contratti pubblici (d.lgs. n. 163 del 2006),non è sufficiente che, entro il termine di presentazione dell’offerta, sia stata presentata da parte del concorrente istanza di rateazione del debito tributario, ma occorre invece che il relativo procedimento si sia concluso con un provvedimento favorevole.
Deve pertanto ritenersi che non sia ammissibile la partecipazione alla procedura di gara del soggetto che, al momento della scadenza del termine di presentazione della domanda di partecipazione, non abbia conseguito il provvedimento di accoglimento dell’istanza di rateizzazione (in tal senso –ex multis -: Cons. Stato, V, 26 luglio 2016, n. 3375; id., V, 7 aprile 2015, n. 1769).
Si tratta di statuizioni che questo giudice di appello ha reso anche all’indomani dell’entrata in vigore del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (Disposizioni urgenti per l’economia) convertito dall’art. 1, comma 1, l. 9 agosto 2013, n. 98.il quale – secondo l’opposta tesi dell’appellante – rappresenterebbe una sorta di ‘spartiacque’ all’indomani del quale non potrebbero più trovare applicazioni i principi enunciati dalla richiA.ta sentenza dell’Adunanza plenaria.
2.2. Nel merito della questione il Collegio osserva che non sussistono effettive ragioni di ordine concettuale per ritenere che le modifiche apportate dal decreto-legge n. 69 del 2013 all’articolo 19 del d.P.R. 602 del 1973 avrebbero comportato il richiA.to superamento.
Da tanto consegue che, a prescindere dalle innovazioni introdotte sul punto dal richiA.to decreto-legge n. 69 del 2013, non risulta allo stato superato il principio secondo cui la presentazione dell’istanza di dilazione non incide sulla definitività dell’accertamento relativo all’insoluto tributario e non preclude (anzi, in certa misura conferma) l’obbligo di dare applicazione all’articolo 38, comma 1, lettera g) del previgente ‘Codice dei contratti’.
3. Con il secondo motivo di appello, l’appellante chiede nella sostanza di rimeditare l’orientamento espresso dall’Adunanza plenaria n. 20 del 2013 in quanto l’applicazione dei principi ivi enunciati determinerebbe “una sostanziale ed insuperabile disparità di trattamento” fra i contribuenti ‘ordinari’ (i quali possono accedere alle procedure di dilazione di cui all’articolo 19 d.P.R. n. 602 del 1973) e i contribuenti che intendono partecipare alle pubbliche gare (per i quali la mancata, tempestiva ammissione al beneficio preclude nei fatti l’ammissione alle procedure ad evidenza pubblica.
La più volte richiA.ta decisione dell’Adunanza plenaria del 2013 ha chiarito che la preferenza per un ampliamento del novero dei partecipanti non è un valore assoluto ma deve essere ricondotta nel suo alveo naturale, dato dalla sua funzione di strumento volto al conseguimento dell’obiettivo di assicurare la scelta del miglior contraente in una gara celere e trasparente alla stregua del codice dei contratti pubblici.
Impostati in tal modo i termini della questione, non risulta irragionevole la scelta normativa trasfusa nell’articolo 38, comma 1, lettera g) volta a rinvenire un adeguato bilanciamento fra i richiA.ti – e in parte antinomici – principi.
Al riguardo è sufficiente richiA.re l’orientamento (dal quale non si rinvengono ragione effettive dal quale discostarsi) secondo cui il requisito della regolarità fiscale può dirsi sussistente soltanto qualora, prima del decorso del termine per la presentazione della domanda di partecipazione alla gara di appalto, l’istanza di rateizzazione sia stata accolta con l’adozione del relativo provvedimento costitutivo e non anche nelle ipotesi – quale quella che qui ricorre – in cui l’iniziale irregolarità abbia dato luogo alla richiesta di dilazione, solo successivamente accolta.
Consiglio di Stato sezione V sentenza n. 92 deposi

References: sentenza 
 art. 80
 sentenza 
 art. 80
 sentenza 
 art. 80
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 19
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