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Timestamp: 2017-04-27 14:53:05+00:00

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Il consigliere Gennaro Marotta come cavallo di battaglia per ridicolizzare il referendum sull’indipendenza del Veneto lo paragona al seguente quesito: “vuoi tu, cittadino veneto, non pagare le tasse allo stato italiano?” Con questo esempio Marotta accosta una scontata vittoria del SI a non pagare tasse con una altrettanto scontata, si deduce, vittoria del SI all’indipendenza politica. Ma il punto del consigliere dell’Italia Dei Valori è che sarebbe assurdo interpellare la cittadinanza su temi così eretici.
In effetti le tasse incidono solo negativamente sulle tasche dei cittadini e sarebbe come chiedere se si è favorevoli o contrari allo smog prodotto dalle automobili. Sappiamo tutti invece che, almeno in teoria, le tasse servono a finanziare dei servizi pubblici, un po’ come lo smog è una esternalità negativa che siamo disposti a produrre pur di recarci in montagna con l’auto per respirare aria pulita.
Sappiamo anche che le tasse pagate dai cittadini della Regione Veneto sono costantemente al di sopra dei servizi pubblici che gli stessi cittadini ricevono dallo stato italiano. Su questo tutti i consiglieri regionali si esprimono contro questa ingiustizia fiscale, ma purtroppo ancora troppi optano tuttora per chiedere clemenza al parlamento romano anziché dare voce ai cittadini veneti tramite un referendum istituzionale.
Vediamo invece che interpellare i cittadini per verificare se sono disposti a pagare X di tasse per ricevere Y di servizi non è una questione così eretica come vuol farci credere Marotta. Si tratta comunque di un bene pubblico e di una decisione collettiva, dove una maggioranza troverà il servizio pubblico Y maggiore o uguale a quanto spetta individualmente di tasse X, e una minoranza contraria e costretta ad adeguarsi. Comunque sia, legare l’introduzione di una tassa ad un servizio pubblico e sottoporlo ad approvazione popolare introduce un minimo di contabilità che evita il rapporto di sudditanza che i cittadini subiscono sotto uno stato rimasto nell’Ottocento.
I referendum sulle tasse però non sono utopia o pio desiderio per la nuova Repubblica Veneta. Questo è quanto accade al giorno d’oggi qualche centinaio di chilometri di distanza in Svizzera. Se una amministrazione svizzera vuole costruire un’opera pubblica non può farlo senza aver prima l’approvazione della cittadinanza sul finanziamento. “Vuoi tu, cittadino svizzero del cantone Z, pagare la tassa X per tot anni, per finanziare il ponte Y?” Tutti vorrebbero il ponte (o un altro servizio pubblico a piacimento) ma quanto sono disposti a pagarlo? Ecco che un referendum popolare aiuta intanto a ridurre lo spreco delle risorse pubbliche, e in secondo luogo i cittadini sono consapevoli per cosa pagano le tasse. Questo è quanto deve accadere in un paese civile, ed è la sudditanza che subiamo di fronte ad una tirannia fiscale che sta fuori dal mondo contemporaneo del ventunesimo secolo.
Questo per concludere che anche un referendum sulle tasse, tanto ridicolizzato da Marotta, è un segno di civiltà che rende le imperfezioni del settore pubblico meno inefficienti. Dare la parola ai cittadini veneti, anche su un tema forte come quello dell’indipendenza, può solo che giovare gli interessi del Veneto. I consiglieri regionali devono esclusivamente prendere una decisione politica se concendere una consultazione istituzionale sul tema dell’indipendenza. Purtroppo la discussione in consiglio regionale e fuori si è eccessivamente attorcigliata attorno a tematiche tecnico giuridiche. Ormai stiamo dando tutti i numeri: Art. 5, Art. 10, Art. 80, Art. 116, Art. 122, Art. 126, Art. 127…
Cari consiglieri regionali, lasciate stare i tecnicismi giuridici, perché non è materia vostra e vi confondete a vicenda tra di voi. E ad un certo punto non sono nemmeno affari di giuristi, avvocati e docenti di giurisprudenza. Questi possono solo esprimere opinioni personali su come potrebbe reagire la corte costituzionale italiana. Sta di fatto che voi siete tutti consapevoli che le vostre decisioni politiche sono completamente tutelate, e l’unica decisione politica da prendere è se dare voce ai cittadini veneti tramite un referendum consultivo. Se poi la corte costituzionale vuole impugnare una legge regionale, non è un problema vostro. Voi il vostro dovere verso i vostri elettori l’avrete fatto, e poi casomai sarà la corte costituzionale a vedersela con la comunità internazionale.
Andate tranquilli, approvate l’indizione del referendum sull’indipendenza del Veneto e spegnete il microfono al prossimo vostro collega che incomincia a sparlare citando articoli della costituzione a vanvera.
6 risposte a “vuoi tu pagare le tasse?” pierin ha detto:	18 settembre 2013 alle 21:55	vuoi tu, cittadino veneto, continuare a pagare lo stipendio a marotta che nonlavora anche per te ? si si no.
(2si appositamente ,pervalutare meglio… che poi non mi si dica di esser un marotta)
caterina ha detto:	18 settembre 2013 alle 22:31	vuoi tu che si applichino in tutte le regioni i costi standard nella spesa sanitaria, anche alle regioni dove un pasto in ospedale costa dieci volte più che in Veneto?
ecco un altro referendum da suggerire a Marotta (il dato lo citava stassera Zaia a Rete Veneta)
lorenzo ha detto:	19 settembre 2013 alle 08:49	si chiama “Gennaro” e ho detto tutto.
Adriano Giuliano ha detto:	19 settembre 2013 alle 16:28	Gennariello non vuole fare mancare i soldi dei veneti ai suoi paesani campani.
Ha offeso i veneti ed è un razzista, e se ascolterete bene il suo modo di parlare riguardo i veneti ve ne accorgerete.
caterina ha detto:	19 settembre 2013 alle 17:00	oggi a Napoli il sangue di San Gennaro si è sciolto come ogni anno, e tutti, autorità con codazzo di auto, e gente fino all’esterno del duomo, tutti ad asultare…buon per loro che hanno un santo che gli fa il miracolo che si aspettano…noi ne aspettiamo uno da San Marco, ma ce lo dobbiamo procurare noi il miracolo… che almeno ci assista e converta il Consiglio, anche se Zaia ha detto che ce la mette tutta…speriamo! San Marco, a noi facci questo miracolo!..sciogli il cervello ai nostri consiglieri testardi e magari napoletani che sono qua!
Francesca..... ha detto:	19 settembre 2013 alle 17:20	Se a napoli un consigliere regionale d’origine veneta (utopia) avesse parlato contro i campani l’avrebbero aspettato fuori……….

References: Art. 5
 Art. 10
 Art. 80
 Art. 116
 Art. 122
 Art. 126
 Art. 127