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Timestamp: 2017-11-22 11:21:31+00:00

Document:
Provincia di Rimini - Programma triennale 2005-2007 degli interventi per lo sviluppo e la qualificazione dei servizi educativi rivolti ai bambini in età 0-3 anni
INDICAZIONI PER L'ATTUAZIONE 2006
del Programma provinciale triennale degli interventi per lo sviluppo,
il consolidamento e la qualificazione dei servizi educativi
rivolti ai bambini in età 0-3 anni
ai sensi di:
Attuazione legge regionale 10 gennaio 2000 n.1 e successive integrazioni e modificazioni
Deliberazione del Consiglio provinciale n.78 del 4 novembre 2005
Approvato con delibera di Giunta provinciale n. 220/2006
In esecuzione degli indirizzi forniti dal Consiglio provinciale con atto n. 78 del 04.11.2005 e tenuto conto che la Regione Emilia Romagna con deliberazione di G.R. n. 1525 del 06.11.2006 ha adottato i criteri per l’attuazione dell’intervento di cui al punto 2.1 degli Indirizzi di programmazione triennale 2005-2007 degli interventi per lo sviluppo, il consolidamento e la qualificazione dei servizi educativi rivolti ai bambini in età 0-3 anni, approvati dall’Assemblea Legislativa con deliberazione n. 20 del 28.9.2005, si forniscono, di seguito, le indicazioni attuative del Programma provinciale per l’anno 2006
1. Estensione dell'offerta educativa per i bambini in età 0-3 anni
2. Consolidamento dei servizi educativi funzionanti:
2.1 Nidi d'infanzia e Servizi integrativi
3. Qualificazione dei servizi:
3.1 figure di coordinamento pedagogico sovraccomunale o zonale di servizi aggregati;
3.2 coordinamenti pedagogici provinciali;
3.3 formazione permanente degli operatori.
4. Realizzazione di servizi sperimentali
Nuova costruzione, acquisto, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, ripristino tipologico di edifici da destinare a servizi educativi per la prima infanzia nonché arredo degli stessi. (Art.14, c. 2 LR 1/2000 come modificata dalla LR 8/2004).
Si specifica al riguardo che le tipologie di intervento indicate all’art. 14, comma 2 sono tratte dalla Legge regionale 25 novembre 2002, n, 31 “Disciplina generale dell’edilizia” come modificata da ultimo dalla L.R. 24 marzo 2004 n. 6.
L'allegato a tale legge definisce puntualmente ciascuna tipologia di intervento. A tale riguardo si precisa che rientra nella tipologia "nuova costruzione" la "costruzione di manufatti edilizi fuori terra o interrati, ovvero l'ampliamento di quelli esistenti all'esterno della sagoma esistente", ferma restando la particolare disciplina prevista per gli interventi pertinenziali.
• Obiettivo: aumento dell’offerta educativa di servizi 0-3 anni.
Supporto ai soggetti attuatori finalizzato all’aumento dei posti attualmente disponibili al fine di contrastare da un lato lo squilibrio territoriale ancora esistente e dall’altro rispondere in maniera adeguata alla domanda di servizi educativi, per superare le liste d’attesa consentendo quindi un aumento dei posti disponibili o un corretto rapporto tra posti disponibili e domande effettivamente soddisfatte.
L’obiettivo viene perseguito attraverso la concessione di contributi per:
la nuova costruzione e arredo di nidi d’infanzia e/o di servizi integrativi (spazi bambini e centri per bambini e genitori);
il completamento funzionale e l’arredo di opere già iniziate;
l’acquisto, il restauro e risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia, il ripristino tipologico di edifici da destinare a servizi educativi per la prima infanzia, nonché arredo degli stessi.
• Priorità provinciali e criteri di ripartizione delle risorse
I contributi verranno determinati dalla Provincia, sentiti i Comuni, e saranno assegnati ai soggetti attuatori degli interventi in relazione:
a) al numero di domande formalmente presentate dalle famiglie per accedere a servizi per la prima infanzia ed inevase per carenza di posti/bambino
b) all’utenza potenziale rappresentata dai bambini in età 0-2 anni
c) all’indice di copertura dei servizi sulla classe di età 0-2 anni
con riferimento ai dati determinati a livello comunale alla data del 31-12-2005, nonchè
d) al grado di fattibilità degli interventi, anche in considerazione della tempestività di realizzazione e della produttività della spesa, che sarà valutato in relazione:
all’immediata disponibilità delle aree interessate all’intervento ed alla compatibilità dello stesso con le previsioni urbanistiche ed ambientali;
ai mezzi finanziari di copertura della spesa relativi all’opera da realizzare (a tale riguardo costituirà motivo di preferenza l’immediata disponibilità delle risorse economiche per la realizzazione dell’intervento);
all’avvenuta approvazione del progetto definitivo, ai sensi dell’art. 16 comma 4 della L. 109/94 e successive modificazioni e integrazioni, accompagnato da studio di fattibilità connesso al quadro delle esigenze e dei bisogni, completo di cronoprogramma generale relativo alla tempistica esecutiva.
La Provincia, verificata l’ammissibilità dei progetti presentati, valuterà gli interventi proposti sulla base dei criteri e delle priorità come di seguito riportato:
Criteri e priorità Punti
Numero di domande formalmente presentate dalle famiglie per accedere a servizi per la prima infanzia ed inevase per carenza di posti/bambino
Utenza potenziale rappresentata dai bambini in età 0-2 anni
Indice di copertura dei servizi sulla classe di età 0-2 anni
Immediata disponibilità delle aree interessate all’intervento max 10
Disponibilità risorse finanziarie max 10
Stato di avanzamento della progettazione max 10
TOTALE PUNTEGGIO MASSIMO CONSEGUIBILE 100
La Provincia, a conclusione dell’istruttoria, formulerà una graduatoria annuale, a scorrimento, degli interventi ammessi a finanziamento.
Allo scopo di evitare una dispersione delle risorse e per garantirne un utilizzo significativo al fine di incrementare l’offerta educativa di servizi per la prima infanzia (aumento del numero dei posti disponibili), la spesa minima ammissibile a contributo viene stabilita in:
€ 400.000,00 per interventi di nuova costruzione, acquisto, ristrutturazione edilizia, ripristino tipologico di edifici da destinare a servizi educativi per la prima infanzia, compreso l’eventuale arredo;
€ 100.000,00 per interventi di completamento funzionale di opere già iniziate destinate a servizi educativi per la prima infanzia compreso l’eventuale arredo.
La spesa minima ammissibile, sia nel primo che nel secondo caso, è comprensiva delle spese per indagini e progettazione, calcolate forfettariamente in misura non superiore al 15% dell’importo a base d’asta e di IVA. L’importo inoltre si intende riferito ad un unico intervento su un solo edificio, anche se ripartito su più appalti. Le spese eventuali di acquisto dell’area non sono ammesse a contributo.
L’importo del finanziamento minimo è pari al 30% della spesa ammessa a contributo con possibilità di incremento, fino ad un massimo del 50% per eventuali quote aggiuntive per interventi:
a) da realizzare in Comuni con indice di copertura dei servizi per la prima infanzia inf. al 15%;
b) posti in essere da Unioni di Comuni, Comunità Montane, Associazioni intercomunali.
Verrà riservata particolare attenzione ai progetti che prevedano modalità realizzative costruttive rispondenti a criteri di compatibilità e sostenibilità ambientale (bioarchitettura, teleriscaldamento …..).
Il contributo assegnato sarà proporzionalmente ridotto qualora la spesa effettivamente sostenuta e documentata risulti inferiore a quella ammessa a finanziamento.
• Risorse finanziarie
Il budget provinciale destinato al presente intervento sarà disposto dalla Regione Emilia-Romagna con apposito atto di riparto dei fondi in favore delle Province. La Provincia di Rimini provvederà, tramite AVVISO PUBBLICO, ad indicare modalità e termini per la presentazione delle istanze di contributo finalizzate alla realizzazione degli interventi di cui al presente punto 1.
• Destinatari dei finanziamenti
I finanziamenti verranno erogati dalla Provincia:
b) ai soggetti privati, sentito il Comune interessato, fatto salvo il rigoroso rispetto delle norme recate dalla Legge 350/2003, così come modificata dal Decreto Legge 12 luglio 2004 n. 168, convertito con modificazioni con la Legge 191/2004, nella gestione dei fondi regionali, come stabilito al punto 3. della delibera di G.R. n. 1525/2006.
Gli edifici da ristrutturare o le aree sulle quali costruire devono risultare, all'atto della concessione del contributo, in proprietà, oppure in diritto di superficie, o in comodato d'uso, o in concessione dei richiedenti l'ammissione a contributo, con scadenza non antecedente al termine del vincolo di destinazione. In base all'art. 28, comma 2, il vincolo di destinazione nel caso di finanziamenti in conto capitale a soggetti privati è di durata ventennale
Si evidenzia che, in base al comma 3 dell'art. 14, della Legge regionale, i finanziamenti concessi ai soggetti gestori privati indicati al precedente punto b), sono revocati, con le modalità indicate all'art. 28 della stessa legge, se i relativi servizi non ottengono l'autorizzazione al funzionamento entro il termine stabilito dal Comune, oppure se l'autorizzazione è revocata.
2. CONSOLIDAMTENTO DEI SERVIZI EDUCATIVI FUNZIONANTI:
Sostegno alle spese di gestione dei nidi d'infanzia e dei servizi integrativi
(Spazi bambini e Centri per bambini e genitori)
Art.. 14, c. 4 LR 1/2000 come modificata dalla LR 8/2004
In attesa dell’approvazione della Direttiva sulle procedure per l’accreditamento, la Provincia potrà concedere contributi ai soggetti gestori indicati all'art. 5 lettere a), b), c) e d) della LR 1/2000 come modificata dalla LR 8/2004, che nell’a.s. 2005-06 gestivano servizi per la prima infanzia. I soggetti gestori privati, convenzionati o in appalto, dovranno essere in possesso di autorizzazione al funzionamento, e disporre dei requisiti richiesti dalla legge regionale per l’accreditamento (art. 19).
Sostenere i soggetti gestori di servizi educativi per l'infanzia nelle spese di gestione, in considerazione degli elevati costi di tali servizi connessi all'età dei bambini, al fine di garantirne la diffusione e per promuovere una pluralità di risposte alle esigenze differenziate degli utenti ed arricchire l'offerta di servizi esistenti.
• Priorità provinciali e criteri di quantificazione dei contributi
I contributi di cui al presente intervento verranno erogati dalla Provincia ai soggetti di cui al punto “Destinatari dei finanziamenti” stabilendo una “quota-bambino” come segue:
differenziata per tipologia di servizio garantendo per i nidi d’infanzia una quota superiore in ragione della maggiore complessità di tale tipo di servizio;
differenziata ulteriormente con riferimento alla popolazione residente nel Comune sede del servizio, se inferiore/pari ai 15.000 abitanti o superiore, riconoscendo ai primi una quota maggiore.
La quota-bambino sarà calcolata sulla base dei bambini iscritti (per i nidi e gli spazi bambino) e frequentanti (per i Centri per bambini e genitori) alla data del 31-12-2005.
Verrà inoltre riconosciuta una quota forfettaria aggiuntiva per:
i servizi che prevedono l’apertura nei mesi estivi;
i servizi rispondenti effettivamente ad una domanda sovraccomunale (art. 14 LR 6/2004);
la presenza di bambini disabili iscritti ai servizi;
ed inoltre per i servizi integrativi saranno stabilite quote differenziate in relazione all’orario di apertura del servizio (minimo 3 volte alla settimana per complessive 9 ore). Tali quote verranno determinate nel limite delle risorse assegnate.
Il budget provinciale destinato al presente intervento sarà disposto dalla Regione Emilia-Romagna con apposito atto di riparto dei fondi in favore delle Province
I finanziamenti saranno erogati dalla Provincia a:
Comuni, singoli o associati;
altri soggetti pubblici;
soggetti privati, accreditati ai sensi dell’art. 19, convenzionati con i Comuni;
soggetti privati scelti dai Comuni mediante procedura ad evidenza pubblica.
Art. .14, c. 4 LR 1/2000 come modificata dalla LR 8/2004
• Obiettivo generale
Sostenere il processo di qualificazione dei servizi attraverso una pluralità di interventi, in particolare:
figure di coordinamento pedagogico sovraccomunale o zonale
di servizi aggregati
coordinamenti pedagogici provinciali
formazione permanente degli operatori
3.1 Coordinamento pedagogico sovraccomunale o zonale
Art. 34, c. 1 e Art. 14 c. 4, LR 1/2000 come modificata dalla LR 8/2004
• Obiettivo specifico
Sostenere i soggetti gestori affinché provvedano a dotarsi di figure di coordinamento pedagogico (servizi prima infanzia) in forma associata, ritenendo tale organismo professionale indispensabile ai fini della programmazione educativa, dell’analisi dei bisogni sociali delle famiglie, dell’elaborazione delle risposte, della formazione degli operatori e più in generale, dell’attuazione del progetto pedagogico ed organizzativo dei servizi.
Il ruolo del coordinatore pedagogico è divenuto indispensabile per garantire il raccordo tra i servizi per la prima infanzia, all’interno del sistema educativo territoriale, secondo principi di coerenza e continuità degli interventi sul piano educativo ed istituzionale, prefigurando in tal modo la realizzazione del sistema integrato.
I contributi di cui al presente intervento verranno erogati dalla Provincia, con riferimento all’a.s. 2006-07, ai soggetti che si dotino di un coordinatore stabile che raccordi diverse attività legate all’infanzia, che partecipi a progetti sovraccomunali o provinciali e alle attività del Coordinamento pedagogico provinciale.
Ai fini della determinazione del contributo sarà considerato:
l’impegno professionale dei coordinatori pedagogici, in termini di tempo e presenza richiesta per lo svolgimento delle attività;
il numero complessivo dei servizi coordinati: nidi d’infanzia, servizi integrativi (Spazi bambini e Centri per bambini e genitori), servizi sperimentali (educatrice domiciliare)
le istanze presentate da Unioni di Comuni, Comunità Montane, Associazioni intercomunali (art. 14, c. 1 lett. f) LR 6/2004).
Saranno altresì previsti contributi differenziati per l’attuazione di interventi volti a dare continuità alla figura del coordinatore pedagogico.
Il budget provinciale destinato al presente intervento sarà disposto dalla Regione Emilia-Romagna con apposito atto di riparto dei fondi in favore delle Province.
Soggetti gestori associati, pubblici e privati, convenzionati o in appalto, che si dotino di un coordinatore pedagogico che segua almeno n. 5 servizi educativi 0-3 anni e non oltre 7 se comprese scuole dell’infanzia;;
Soggetti gestori, pubblici e privati, singoli, solo se collocati in Comuni montani o in aree che per la loro estensione comportino un aggravio organizzativo ed economico del servizio.
I soggetti gestori privati dovranno essere in possesso di autorizzazione al funzionamento, e disporre dei requisiti richiesti dalla L.R. 1/2000 per l’accreditamento (art. 19).
Il sostegno finanziario è previsto per i Comuni con popolazione pari o inferiore ai 30.000 abitanti, per le Unioni di Comuni in cui siano presenti Comuni con popolazione pari o inferiore ai 30.000 abitanti e per i soggetti gestori privati che coordinano servizi educativi per la prima infanzia unitamente a scuole dell’infanzia purché queste ultime non siano prevalenti.
Qualora i fondi destinati al presente intervento non dovessero essere, anche parzialmente, utilizzati verranno prioritariamente destinati al finanziamento degli interventi di:
Formazione permanente degli operatori dei nidi d’infanzia, dei servizi integrativi e sperimentali
Consolidamento dei servizi educativi funzionanti.
3.2 Coordinamento pedagogico provinciale
Art. 34, c. 2 e Art. 14, c. 1 lett. b LR 1/2000 come modificata dalla LR 8/2004
La Provincia di Rimini che, ai sensi dell'art. 34, comma 2 della legge regionale, ha istituito con deliberazione di G.P. n. 249 del 19-10-2004 il Coordinamento pedagogico provinciale, promuoverà sul proprio territorio detto organismo quale sede di confronto sistematico tra tutti i coordinatori pedagogici, per la conoscenza anche dei differenti orientamenti che hanno prodotto diversi modelli organizzativi e pedagogici. Il coordinamento pedagogico provinciale individuerà, inoltre, forme di raccordo con le figure di sistema volte a perseguire l’integrazione delle politiche educative con quelle scolastiche, sociali e sanitarie.
La Provincia coordinerà e supporterà gli Enti e i soggetti gestori nella realizzazione di interventi di formazione permanente rivolti a tutti i coordinatori pedagogici monitorandone i relativi esiti e sollecitando altresì tra i coordinatori un maggiore confronto anche attraverso:
l’adozione della figura di tutor e/o di una figura qualificata a coordinare, sollecitare, elaborare e documentare il lavoro prodotto dal gruppo;
l’applicazione di una modalità ricerca attiva;
la sistematizzazione di una documentazione efficace che metta in rete quello che, a livello provinciale, le esperienze avviate e consolidate hanno prodotto;
il sostegno agli scambi pedagogici.
Le risorse assegnate saranno destinate alla realizzazione del progetto di attività annuale approvato dal gruppo di coordinamento pedagogico provinciale.
In base all'art. 14, comma 1 lettera b),della legge regionale le risorse per il sostegno contributivo ai coordinamenti pedagogici provinciali spettano alle Province.
3.3 Formazione permanente degli operatori dei nidi d’infanzia, dei servizi integrativi e sperimentali
(Art. 35 e art. 14, c. 4, LR 1/2000 come modificata dalla LR 8/2004)
Coerentemente con quanto previsto nel programma provinciale di cui alla deliberazione di C.P. n. 78 del 04.11.2005 l’obiettivo del presente intervento si sostanzia nella promozione e sostegno alle iniziative di formazione permanente degli operatori dei nidi d’infanzia, dei servizi integrativi e sperimentali 0-3 anni, a gestione pubblica o privata, finalizzate anche alla realizzazione del sistema educativo integrato (L.R.1/2000 L.R. 8/2004).
Nell’ambito della formazione permanente i coordinatori pedagogici svolgono compiti di programmazione e sostegno tecnico. La formazione deve sempre più orientarsi verso saperi plurimi, la cui divulgazione può avvenire sia con l’apporto diretto del coordinatore pedagogico nella conduzione dei corsi, sia con l’apporto di esperti nelle aree disciplinari per le quali si richiede un approfondimento particolare.
Allo stesso modo il coordinatore pedagogico può sollecitare la visibilità delle competenze tecnico-operative acquisite nel tempo dagli operatori dei servizi, prevedendo per quanto attiene ad alcuni corsi, la conduzione da parte degli stessi, in un’ottica di valorizzazione del capitale professionale acquisito.
Le tematiche oggetto dei corsi dovranno assumere il tema dell’integrazione come paradigma della progettualità pedagogica.
Al fine di evitare una eccessiva polverizzazione delle risorse destinate a supportare la realizzazione dell’intervento, con il presente programma si intende incentivare la realizzazione, nei vari territori, di POLI FORMATIVI che attivino, in modo effettivo, flessibile e continuativo, attività di formazione rivolte al complesso dei servizi per l’infanzia.
A tal fine costituirà condizione di accesso ai finanziamenti di cui al presente intervento la collaborazione e aggregazione formalmente esplicitata (accordi, convenzioni, ….) tra soggetti gestori di servizi 0-3 anni, pubblici e privati, che coinvolga un numero di servizi per la prima infanzia non inferiore a 5 ad eccezione del caso in cui il piano formativo venga presentato da soggetto singolo gestore nel territorio comunale di un numero di servizi superiore a 5.
I Piani formativi relativi all’anno educativo 2006/2007 presentati dai soggetti di cui sopra dovranno prevedere:
il coinvolgimento degli operatori dei servizi per l’infanzia, tale da offrire opportunità formative agli operatori dei nidi d’infanzia, dei servizi integrativi e sperimentali favorendo altresì la partecipazione degli operatori di servizi educativi privati autorizzati al funzionamento convenzionati e non convenzionati con i Comuni, al fine di innalzare la qualità dei servizi in ambito territoriale;
un numero di corsi di formazione non superiore a 4;
un dimensionamento dell’aula per ogni corso che preveda situazioni formative con il metodo del lavoro di gruppo non inferiore alle 10 e non superiore alle 20/25 persone, con la possibilità di replicare i corsi nei casi in cui l’adesione dei partecipanti sia superiore al tetto massimo sopraindicato.A parziale deroga rispetto alla composizione dell’aula-tipo, potranno essere approvate iniziative che prevedano fasi formative all’interno di un percorso complessivo rivolte a un numero più alto di partecipanti (seminari, stage, ecc..)
una durata oraria complessiva del PIANO formativo non inferiore alle 40 ore comprendente corsi di durata NON inferiore alle 20 ore;
corsi intensivi di formazione, particolarmente in occasione dell’apertura dell’anno educativo e dilazionati durante l’anno.
Per la quantificazione del contributo verranno considerati solo quei corsi facenti parte del Piano formativo che soddisfano le condizioni di cui sopra. Per ciascun Piano formativo così definito il contributo prevederà:
a) una quota base per Piano formativo determinata in relazione alla complessità dello stesso con riferimento:
a 1) al numero dei corsi
a 2) alle ore di formazione tenuto conto del seguente schema:
ore da 40 a 50
ore da 51 a 100
ore da 101 a 150
sup. a 150
b) una quota variabile calcolata in relazione al numero dei partecipanti ai corsi (conteggiati con riferimento ai soli operatori dei nidi, servizi integrativi e sperimentali) e come da seguente schema:
da n. 10 a 50
da n. 51 a 100
sup. a 100
Per i Piani formativi presentati da Unioni di Comuni, Comunità Montane, Associazioni intercomunali sarà riconosciuta una quota aggiuntiva (art. 14, c. 1 lett. f) LR 6/2004).
La Provincia, al fine di promuovere una corresponsabilità da parte dei soggetti gestori, stabilisce una compartecipazione alla spesa formativa complessiva da parte dei medesimi almeno pari al 20% della spesa totale prevista per l’attuazione dei singoli progetti di formazione. Pertanto il contributo eventualmente assegnato verrà ricalcolato comunque nel limite del finanziamento inizialmente concesso, in sede di rendicontazione in relazione alla spesa effettivamente sostenuta.
I finanziamenti saranno erogati dalle Province a:
a) Comuni, singoli o associati;
b) altri soggetti pubblici;
c) soggetti privati, accreditati ai sensi dell’art. 19, convenzionati con i Comuni;
d) soggetti privati scelti dai Comuni mediante procedura ad evidenza pubblica.
In attesa dell’approvazione della Direttiva sulle procedure per l’accreditamento le Province potranno concedere contributi ai soggetti gestori specificati alle lettere c), d), che già gestiscono servizi per la prima infanzia, tramite convenzione o appalto, purché tali contributi siano finalizzati agli obiettivi e ai criteri suindicati.
(Art. 3 c. 7 e 8, art. 14, c. 4, L.R. 1/2000, come modificata dalla LR 8/2004 - Delibera di C.R. n.646 del 20.1.2005)
L'art. 3, com ma 7, della legge stabilisce: "La Regione e gli Enti locali, anche valorizzando esperienze di altri soggetti, promuovono sperimentazioni di servizi per l'infanzia in particolari situazioni sociali e territoriali, ovvero per fare fronte a emergenti bisogni."
Per rendere il servizio sperimentale più possibile aderente ai bisogni del territorio è opportuno il massimo coinvolgimento dei locali soggetti di rappresentanza sociale.
La deliberazione del Consiglio regionale n. 646/05 all. A par 7) prevede “Nel caso di iniziative sperimentali occorre che il Comune ne tenga costantemente informata la Regione: i Comuni che intendono attivare le sperimentazioni propongono questa forma di servizio alle famiglie con i bambini in età 0-3 anni, adottando le necessarie modalità di informazione, comunicazione e favorendo l’incontro e l’aggregazione tra genitori. Nel caso l’iniziativa provenga da un soggetto privato, questo dovrà informarne il Comune” .
La proposta dell’istituzione di un servizio sperimentale, anche gestito da un soggetto privato, deve dunque essere reso noto al Comune in cui si intende realizzare il servizio.
Come nei precedenti programmi l’esistenza delle condizioni che giustificano la sperimentalità del servizio sarà verificata da un Nucleo di valutazione regionale di cui faranno parte i componenti del competente Servizio regionale ed un rappresentante di ciascuna Provincia (o suo delegato). Al nucleo potrà intervenire un rappresentante del Comune nel cui territorio è prevista la sperimentazione.
Detto nucleo decide unicamente sull’esistenza delle condizioni che giustificano la sperimentalità, rimanendo ferme le debite procedure autorizzatorie dei Comuni per i servizi diversi dall’educatrice familiare.
Il Comune, attraverso il coordinatore pedagogico, garantisce la supervisione in ordine al progetto presentato, la formazione permanente delle educatrici dei servizi sperimentali ed il suo collegamento con il sistema dei servizi per l’infanzia presenti nel territorio, in particolare con i Centri per bambini e genitori, anche grazie a forme di accesso agevolate.
Per rendere possibile l’apporto del Comune “Il soggetto gestore privato dovrà quindi previamente concordare con l’Amministrazione comunale le caratteristiche della sperimentazione”.
Oltre ai servizi sperimentali previsti dalla legge, possono essere presentati da soggetti pubblici e privati altri progetti di servizi sperimentali.
• Criteri di quantificazione dei contributi
Le risorse regionali, individuate sulla base del numero delle sperimentazioni approvate dal Nucleo di valutazione regionale, saranno assegnate dalla Provincia a ciascuna sperimentazione in considerazione:
• della maggiore significatività delle liste d’attesa, in rapporto alla popolazione 0-2 anni
• dell’assenza di servizi per la prima infanzia
con riferimento al Comune sede del servizio sperimentale.
1) Per il servizio sperimentale di educatrice familiare destinatari del finanziamento sono le Amministrazioni comunali interessate.
2) Per gli altri servizi sperimentali destinatari del finanziamento sono i soggetti gestori pubblici e privati.

References: Art. 34
 Art. 14

Art. 34
 Art. 14
 art. 14
 art. 14