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Timestamp: 2019-02-22 04:02:53+00:00

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Delitti contro la persona | StudioPenalista.it
Codice Penale: delitti contro la persona
8 marzo 2017 Codice Penale Avv. Marco Cesetti
Cfr. Cassazione Penale, sez. I, sentenza 10 ottobre 2007, n. 37352
5.1) dall’autore del delitto previsto dall’articolo 612-bis nei confronti della stessa persona offesa.
Cfr. Cassazione Penale, sez. I, sentenza 28 marzo 2008, n. 13410
Lesione personale. [ndr. lesioni personali]
Cfr. Cassazione Penale, SS.UU., sentenza 21 gennaio 2009, n. 2437
“Trasmette Hiv alla moglie: marito ne risponde a titolo di dolo eventuale”, cfr. Cassazione penale, sez. V, sentenza 3 ottobre 2012, n. 38388
1) a decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
Nei casi previsti dagli articoli 582, 583, 583 bis e 584, la pena è aumentata da un terzo alla metà, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo 576, ed è aumentata fino a un terzo, se concorre alcuna delle circostanze aggravanti previste dall’articolo 577, ovvero se il fatto è commesso con armi o con sostanze corrosive, ovvero da persona travisata o da più persone riunite.
Cfr. Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 3 novembre 2008, n. 41026, Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 24 aprile 2009, n. 17610, Cassazione Penale, SS.UU.,sentenza 29 maggio 2009, n. 22676, Cassazione Penale, sez. VI, sentenza 9 settembre 2009, n. 35099 e Cassazione Penale, sez. IV, sentenza 20 ottobre 2009, n. 40587
Art. 589–bis.
Fuga del conducente in caso di omicidio stradale.
Art. 590-bis.
Lesioni personali stradali gravi o gravissime.
Art. 590-ter.
Fuga del conducente in caso di lesioni personali stradali.
Art. 590-quater.
Art. 590-quinquies.
Definizione di strade urbane e extraurbane.
Art. 590-sexies. (1)
Responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario.
Qualora l’evento si sia verificato a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge ovvero, in mancanza di queste, le buone pratiche clinico-assistenziali, sempre che le raccomandazioni previste dalle predette linee guida risultino adeguate alle specificità del caso concreto. (2)
(1) Articolo inserito dall’art. 6, comma 1, L. 8 marzo 2017, n. 24.
(2) cfr. Cassazione penale, sez. IV, sentenza 07 giugno 2017 n° 28187
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 2 marzo 2009, n. 9276
Ingiuria. (abrogato con depenalizzazione 2016)
Articolo abrogato con decreto legislativo n. 7 2016, art.1
Pettegolezzi con persone diverse e su fatti diversi: niente diffamazione!, Cass. Penale, sez. V, sentenza 19 aprile 2013, n. 17978.
Offende tramite il blog: è diffamazione aggravata, Tribunale Varese, Uff. GIP, sentenza 8 aprile 2013, n. 116.
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 10 marzo 2008, n. 10735, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 31 marzo 2008, n. 13540, Cassazione Penale, sez. V,sentenza 24 settembre 2008, n. 36623, Cassazione Penale, sez. III, sentenza 7 gennaio 2009, n. 25, Cassazione Penale, sez. III, sentenza 27 gennaio 2009, n. 1976, Cassazione Civile, sez. III, sentenza 11 febbraio 2009, n. 3340, Cassazione Civile, sez. tributaria, sentenza 18 febbraio 2009, n. 7069, Tribunale di Cassino, ufficio del Gip, sentenza 26 giugno 2009, Cassazione penale, sez. V, sentenza 16 settembre 2009, n. 35880, Cassazione penale, sez. V, sentenza 23 settembre 2009, n. 37105, Cassazione penale, sez. V, sentenza 24 settembre 2009, n. 37442, Cassazione penale, sez. V, sentenza 24 novembre 2009, n. 45051 e Cassazione penale, sez. V, sentenza 1 dicembre 2009, n. 46077
Il colpevole del delitto previsto dall’articolo precedente non è ammesso a provare, a sua discolpa, la verità o la notorietà del fatto attribuito alla persona offesa.
Se la verità del fatto è provata o se per esso la persona, a cui il fatto è attribuito, è per esso condannata dopo l’attribuzione del fatto medesimo, l’autore dell’imputazione non è punibile, salvo che i modi usati non rendano per se stessi applicabile la disposizione dell’articolo 595, primo comma.
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 28 gennaio 2008, n. 4129
Il delitto previsto dall’articolo 595 e’ punibile a querela della persona offesa.
Cfr. Cassazione penale, sez. V, sentenza 16 settembre 2009, n. 35880.
Provocazione. (modificato da depenalizzazione 2016)
[Nei casi preveduti dall’articolo 594, se le offese sono reciproche, il giudice può dichiarare non punibili uno o entrambi gli offensori.-comma abrogato]
[La disposizione della prima parte di questo articolo si applica anche all’offensore che non abbia proposto querela per le offese ricevute.-comma abrogato]
La rubrica dell’articolo è stata modificata (vecchio testo: Ritorsione e Provocazione), ed il primo ed il secondo comma sono stati abrogati dal decreto legislativo n.7 2016, art.2
Chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a prestazioni lavorative o sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportino lo sfruttamento ovvero a sottoporsi al prelievo di organi, è punito con la reclusione da otto a venti anni. (1)
Cfr. Cassazione penale, sez. V, sentenza 15 dicembre 2008, n. 46128
Cfr. Cassazione penale, sez. III, sentenza 14 gennaio 2008, n. 1814 e Cassazione penale, sez. III, sentenza 14 gennaio 2008, n. 2781
Detenzione di materiale pornografico. (materiale pedopornografico)
Cfr. Cassazione penale, sez. III, sentenza 14 gennaio 2008, n. 2781, Cassazione penale, sez. III, sentenza 14 gennaio 2008, n. 1814 e Cassazione penale, sez. III,sentenza 23 settembre 2008, n. 36364
Iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile. (ndr. turismo sessuale)
Cfr. Tribunale di Milano, sez. X penale, sentenza 19 luglio 2007, n. 2161
(1) L’articolo è stato abrogato dall’art. 4, L. 1 ottobre 2012, n. 172.
Art. 600-septies.1.
La pena per i delitti di cui alla presente sezione è diminuita da un terzo fino alla metà nei confronti del concorrente che si adopera per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori, ovvero aiuta concretamente l’autorità di polizia o l’autorità giudiziaria nella raccolta di prove decisive per l’individuazione o la cattura dei concorrenti.
Impiego di minori nell’accattonaggio.
Art. 602-bis.
Art. 602-ter.
art. 602-quater.
Quando i delitti previsti dalla presente sezione sono commessi in danno di un minore degli anni diciotto, il colpevole non può invocare a propria scusa l’ignoranza dell’età della persona offesa, salvo che si tratti di ignoranza inevitabile.
La condanna per i delitti di cui agli articoli 600, limitatamente ai casi in cui lo sfruttamento ha ad oggetto prestazioni lavorative, e 603-bis, importa l’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche o delle imprese, nonché il divieto di concludere contratti di appalto, di cottimo fiduciario, di fornitura di opere, beni o servizi riguardanti la pubblica amministrazione, e relativi subcontratti.
Fatto commesso all’estero
Le disposizioni di questa sezione, nonché quelle previste dagli articoli 609-bis, 609-ter, 609-quater, 609-quinquies, 609-octies e 609-undecies (1), si applicano altresì quando il fatto è commesso all’estero da cittadino italiano, ovvero in danno di cittadino italiano, ovvero dallo straniero (2) in concorso con cittadino italiano. In quest’ultima ipotesi lo straniero (2) è punibile quando si tratta di delitto per il quale è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni e quando vi è stata richiesta del Ministro di grazia e giustizia.
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 15 maggio 2007, n. 18687
Visita due donne spacciandosi per ginecologo: è violenza sessuale, Cass. Penale, sez. III, sentenza 14 maggio 2013, n. 20754.
Prescrive al telefono atti di autoerotismo: è violenza sessuale, Cass. Penale, sez. III, sentenza 3 maggio 2013, n. 19102.
Violenza sessuale configurabile anche via chat, Cass. Penale, sez. III, sentenza 2 maggio 2013, n. 19033.
Cfr. Cassazione penale, sez. IV, sentenza 8 giugno 2007, n. 22520, Corte d’Appello di Milano, sez. II, sentenza 15 giugno 2007, Cassazione penale, sez. III,sentenza 21 luglio 2007, n. 25112, Cassazione penale, sez. III, sentenza 3 settembre 2007, n. 33761, Cassazione penale, sez. III, sentenza 5 novembre 2007, n. 40542, Cassazione penale, sez. III, sentenza 21 novembre 2007, n. 42979, Cassazione penale, sez. III, sentenza 29 gennaio 2008, n. 4532, Cassazione penale, sez. III, sentenza 29 gennaio 2008, n. 4538, Cassazione penale, sez. I,sentenza 7 febbraio 2008, n. 6072, Cassazione Penale, sez. III, sentenza 12 marzo 2008, n. 11100 , Cassazione penale, sez. III, sentenza 3 aprile 2008, n. 13983, Cassazione penale, sez. III, sentenza 9 aprile 2008, n. 14744, Tribunale di Enna,sentenza 21 maggio 2008, Cassazione penale, sez. III, sentenza 3 luglio 2008, n. 26766, Cassazione penale, sez. III, sentenza 21 luglio 2008, n. 30403 e Cassazione penale, sez. III, sentenza 9 settembre 2009, n. 34870
5 bis) all’interno o nelle immediate vicinanze di istituto d’istruzione o di formazione frequentato dalla persona offesa.
5-quinquies) se il reato è commesso da persona che fa parte di un’associazione per delinquere e al fine di agevolarne l’attività;
Cfr. Cassazione penale, sez. I, sentenza 7 febbraio 2008, n. 6072 e Tribunale di Enna, sentenza 21 maggio 2008
Cfr. Corte Costituzionale, sentenza 24 luglio 2007, n. 322
Cfr. Cassazione Penale, sez. II, sentenza 8 settembre 2008, n. 34830 e Cassazione Penale, sez. III, sentenza 25 marzo 2010, n. 11560
Quando si procede per alcuno dei delitti previsti dagli articoli 600, 600-bis, 600-ter, 600-quinquies, 601, 602, 609-bis, 609-ter, 609-quinquies, 609-octies e 609-undecies commessi in danno di minorenni, ovvero per il delitto previsto dall’articolo 609-quater o per i delitti previsti dagli articoli 572 e 612-bis, se commessi in danno di un minorenne o da uno dei genitori di un minorenne in danno dell’altro genitore, il procuratore della Repubblica ne dà notizia al tribunale per i minorenni.
Qualora riguardi taluno dei delitti previsti dagli articoli 572, 609-ter e 612-bis, commessi in danno di un minorenne o da uno dei genitori di un minorenne in danno dell’altro genitore, la comunicazione di cui al primo comma si considera effettuata anche ai fini dell’adozione dei provvedimenti di cui agli articoli 155 e seguenti, nonché 330 e 333 del codice civile.
Nei casi previsti dal primo comma l’assistenza affettiva e psicologica della persona offesa minorenne è assicurata, in ogni stato e grado di procedimento, dalla presenza dei genitori o di altre persone idonee indicate dal minorenne, nonché di gruppi, fondazioni, associazioni od organizzazioni non governative di comprovata esperienza nel settore dell’assistenza e del supporto alle vittime dei reati di cui al primo comma e iscritti in apposito elenco dei soggetti legittimati a tale scopo, con il consenso del minorenne, e ammessi dall’autorità giudiziaria che procede.
Art. 609-duodecies
Cfr. Cassazione Penale, SS.UU., sentenza 21 gennaio 2009, n. 2437, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 16 marzo 2009, n. 11522, Cassazione Penale, sez. V,sentenza 31 luglio 2009, n. 31758 e Tribunale di Lecco, sez. II, sentenza 10 maggio 2010
Minaccia. [ndr. minacce]
Chiunque minaccia ad altri un ingiusto danno è punito, a querela della persona offesa [120-126; c.p.p. 336], con la multa fino a euro 1.032. (1)
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 14 ottobre 2008, n. 38711, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 26 gennaio 2009, n. 3492, Cassazione Penale, sez. V,sentenza 3 marzo 2009, n. 9718 e Cassazione Penale, sez. V, sentenza 6 maggio 2009, n. 19021
Atti persecutori. (stalking)
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumita’ propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. (2)
La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero (n.d.r. cyberstalking) se il fatto è commesso attraverso strumenti informatici o telematici. (3)
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. La remissione della querela può essere soltanto processuale. La querela è comunque irrevocabile se il fatto è stato commesso mediante minacce reiterate nei modi di cui all’articolo 612, secondo comma. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio. (4)
(2) Comma così modificato dall’art. 1-bis, comma 1, D.L. 1° luglio 2013, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla L. 9 agosto 2013, n. 94.
(3) Comma così modificato dall’art. 1, comma 3, lett. a), D.L. 14 agosto 2013, n. 93convertito, con modificazioni, dalla L. 15 ottobre 2013, n. 119.
(4) Comma così modificato dall’art. 1, comma 3, lett. b), D.L. 14 agosto 2013, n. 93convertito, con modificazioni, dalla L. 15 ottobre 2013, n. 119.
Stalking condominiale: cfr. Cass. Penale, sez. V, sentenza 26 settembre 2013, n. 39933;
Chiunque s’introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. (1)
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 9 luglio 2009, n. 28251
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 14 gennaio 2008, n. 1766
Interferenze illecite nella vita privata. (ndr. violazione privacy domestica)
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 2 ottobre 2007, n. 36068, Cassazione Penale, sez. V, sentenza 18 marzo 2008, n. 12042 e Cassazione Penale, sez. V,sentenza 9 luglio 2009, n. 28251
Accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico. (ndr. reati informatici)
Detenzione e diffusione abusiva di codici di accesso a sistemi informatici o telematici. (ndr. reati informatici)
Diffusione di apparecchiature, dispositivi o programmi informatici diretti a danneggiare o interrompere un sistema informatico o telematico. (ndr. reati informatici)
Cfr. Cassazione penale, sez. V, sentenza 19 dicembre 2007, n. 47096
Cognizione interruzione o impedimento illeciti di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche. [ndr. intercettazioni illecite]
Installazione di apparecchiature atte ad intercettare od impedire comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche. [ndr. intercettazioni illecite]
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 28 ottobre 2007, n. 40249 e Cassazione Penale, sez. V, sentenza 9 luglio 2009, n. 28251
Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni o conversazioni telegrafiche o telefoniche. [ndr. intercettazioni illecite]
Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. [ndr. intercettazioni illecite]
Installazione di apparecchiature atte ad intercettare, impedire o interrompere comunicazioni informatiche o telematiche. [ndr. intercettazioni illecite]
Falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche. [ndr. intercettazioni illecite]
Cfr. Cassazione Penale, sez. II, sentenza 2 novembre 2009, n. 42033
Cfr. Cassazione Penale, sez. V, sentenza 27 aprile 2009, n. 17744 e Cassazione Civile, sez. III, sentenza 29 settembre 2009, n. 20819
accattonaggio adescamento arresto illegale cyberstalking diffamazione diffamazione a mezzo stampa ergastolo fuga conducente ignoranza dell'età infanticidio ingiuria intercettazioni illecite intermediazione lavoro istigazione al suicidio lesioni personali lesioni personali colpose lesioni personali stradali materiale pedopornografico minacce mutilazione Omicidio omicidio colposo omicidio del conseziente omicidio preterintenzionale Omicidio Stradale omissione di soccorso percosse phishing plagio pornografia minorile privacy domestica prostituzione minorile provocazione reati informatici responsabilità medica responsabilità sanitaria responsabilità sanitario rissa schiavitù sequestro di persona servitù sfruttamento lavoro stalking stampa tratta di persone turismo sessuale violazione domicilio violenza privata violenza sessuale
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 art.2
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Art. 602

art. 602
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