Source: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2015-0141_IT.html
Timestamp: 2019-10-23 06:18:31+00:00

Document:
RELAZIONE sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema europeo di autocertificazione dell'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento per gli importatori responsabili di stagno, tungsteno, tantalio, dei loro minerali e di oro, originari di zone di conflitto e ad alto rischio
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sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema europeo di autocertificazione dell'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento per gli importatori responsabili di stagno, tungsteno, tantalio, dei loro minerali e di oro, originari di zone di conflitto e ad alto rischio
Relatore: Hermann Winkler
(1 bis) Le violazioni dei diritti umani sono comuni nell'industria estrattiva e possono comprendere il lavoro minorile, la violenza sessuale, gli sparimenti forzati, il trasferimento forzato e la distruzione di luoghi di rilevanza spirituale o culturale.
(2) La questione riguarda zone ricche di risorse in cui governi e organizzazioni internazionali, in collaborazione con gli operatori del settore e le organizzazioni della società civile, incluse le organizzazioni delle donne che sono in prima linea nel portare l'attenzione sulle condizioni di sfruttamento imposte da gruppi armati e forze di sicurezza così come sugli stupri e sulle violenze utilizzati per controllare le popolazioni locali, hanno colto la sfida posta dalla volontà di impedire il finanziamento di tali gruppi.
(5 bis) Il presente regolamento è uno degli strumenti volti a eliminare i finanziamenti ai gruppi armati mediante il controllo del commercio di minerali originari di zone di conflitto; questo non pregiudica il fatto che le azioni di politica estera e di sviluppo dell'Unione dovrebbero essere incentrate sulla lotta contro la corruzione locale e la permeabilità delle frontiere, nonché sulla fornitura di formazione alle popolazioni locali e ai loro rappresentanti al fine di mettere in luce gli abusi.
Il presente regolamento dovrebbe essere visto come un mezzo e non come una finalità, allo scopo di contrastare i traffici.
(8) I cittadini e gli attori della società civile dell'Unione hanno sensibilizzato l'opinione pubblica alla mancanza di obbligo per le imprese che operano nell'ambito della giurisdizione dell'Unione di rendere conto dei loro eventuali legami con attività illecite di estrazione e di commercio di minerali originari di zone di conflitto. Ne consegue che tali minerali, potenzialmente presenti nei prodotti di consumo, creano un nesso tra consumatori e conflitti in territori non UE. Di conseguenza, i consumatori sono indirettamente connessi ai conflitti che hanno gravi ripercussioni sui diritti umani, in particolare i diritti delle donne, giacché i gruppi armati spesso ricorrono allo stupro di massa come strategia deliberata per l'intimidazione e il controllo delle popolazioni locali allo scopo di tutelare i propri interessi. A tal fine i cittadini hanno chiesto, segnatamente attraverso petizioni, che al Parlamento europeo e al Consiglio siano presentate proposte legislative affinché sia riconosciuta la responsabilità delle imprese, conformemente alle linee guida e ai principi guida delle Nazioni Unite e dell'OCSE.
(9) Nel contesto del presente regolamento l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento è un processo costante, proattivo e reattivo, attraverso il quale gli operatori del settore controllano e gestiscono i loro acquisti e le loro vendite, al fine di garantire la propria estraneità ai conflitti e agli effetti negativi ad essi conseguenti.
(9) Nel contesto del presente regolamento l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento è un processo costante, proattivo e reattivo, attraverso il quale gli importatori possono controllare e gestire le loro catene di approvvigionamento, al fine di garantire la propria estraneità ai conflitti e agli effetti negativi ad essi conseguenti. Il presente regolamento dovrebbe garantire che il nesso esistente tra conflitti e sfruttamento illegale sia interrotto, senza mettere a rischio l'importanza economica del commercio di stagno, tantalio, tungsteno e oro per lo sviluppo dei paesi interessati.
(11 bis) La direttiva 2014/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis prevede che le imprese con un numero di dipendenti superiore a 500 comunichino informazioni in merito a una serie di politiche, tra cui i diritti umani, la lotta contro la corruzione e l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento. La direttiva prevede che la Commissione elabori orientamenti al fine di agevolare la comunicazione di tali informazioni. La Commissione dovrebbe considerare l'inclusione in tali orientamenti di indicatori di prestazione in relazione ai minerali dei conflitti.
(12 bis) Gli importatori responsabili che scelgono di aderire al sistema di autodichiarazione a norma del presente regolamento dovrebbero essere certificati mediante un'etichetta.
(12 ter) Le imprese stabilite nell'Unione che operano a valle della catena di approvvigionamento e che attuano volontariamente un sistema di approvvigionamento responsabile per minerali e metalli dovrebbero essere certificate dalle autorità competenti degli Stati membri mediante un'etichetta. La Commissione dovrebbe basarsi sulle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per fissare i criteri di concessione della certificazione e, al tal fine, può consultare il Segretariato dell'OCSE. Le condizioni per concedere la "Certificazione di responsabilità europea" dovrebbero essere tanto rigorose quanto quelle imposte dal sistema di certificazione dell'OCSE. Le imprese che beneficiano della "Certificazione di responsabilità europea" sono incoraggiate a indicarlo sul loro sito Internet e a riportarlo tra le informazioni fornite ai consumatori europei.
(12 quater) Nella comunicazione congiunta del 5 marzo 20141bis la Commissione e il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza hanno elaborato piani per l'attuazione di misure di accompagnamento volte a promuovere l'approvvigionamento responsabile e conseguire così un elevato livello di partecipazione delle imprese, tenendo in debito conto i costi legati al dovere di diligenza, in particolare per le PMI e le microimprese.
1 bis Comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio, del 5 marzo 2014, sull'approvvigionamento responsabile di minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio(JOIN(2014)0008).
(13) Le fonderie e le raffinerie sono elementi importanti delle catene di approvvigionamento mondiali di minerali in quanto rappresentano in genere l'ultimo stadio in cui è possibile garantire effettivamente il rispetto del dovere di diligenza mediante la raccolta, la diffusione e la verifica delle informazioni sull'origine dei minerali e sulla catena di custodia. Dopo questa fase di trasformazione è spesso considerato impossibile risalire all'origine dei minerali. Lo stesso vale per i metalli riciclati, che sono stati oggetto di un numero ancora maggiore di stadi del processo di trasformazione. Un elenco dell'Unione delle fonderie e raffinerie responsabili costituirebbe quindi per le imprese a valle una garanzia di trasparenza e sicurezza per quanto riguarda le pratiche del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento. Conformemente alle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza, le imprese a monte come le fonderie e le raffinerie dovrebbero essere sottoposte a un audit svolto da soggetti terzi indipendenti in relazione alle loro pratiche del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento, anche ai fini della loro inclusione nell'elenco elle fonderie e delle raffinerie responsabili.
(13 bis) Le fonderie e raffinerie che trasformano e importano i minerali e i loro concentrati dovrebbero essere tenute ad applicare il sistema dell'Unione per l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento.
Le fonderie e le raffinerie sono attori chiave della catena di approvvigionamento in quanto intervengono al momento della trasformazione dei minerali e dei loro concentrati. Esse sono dunque le meglio qualificate a raccogliere, comunicare e verificare le informazioni sull'origine dei minerali e sui diversi operatori che ne sono stati responsabili. Pertanto, il regolamento dovrebbe applicarsi obbligatoriamente nei loro confronti.
(13 ter) L'utilizzo di tutti i minerali e metalli contemplati dal presente regolamento dovrebbe essere conforme ai requisiti in esso fissati. Il rispetto delle disposizioni del presente regolamento da parte degli importatori è essenziale.
(15) Al fine di garantire la corretta attuazione del presente regolamento, dovrebbero essere attribuite alla Commissione competenze di esecuzione. Le competenze di esecuzione relative all'elenco delle fonderie e delle raffinerie responsabili, nonché all'elenco delle autorità competenti degli Stati membri dovrebbero essere esercitate in conformità al regolamento (UE) n. 182/2011.
(15) Al fine di garantire la corretta attuazione del presente regolamento, dovrebbero essere attribuite alla Commissione competenze di esecuzione. Le competenze di esecuzione relative all'elenco degli importatori responsabili, all'elenco delle fonderie e delle raffinerie responsabili, nonché all'elenco delle autorità competenti degli Stati membri dovrebbero essere esercitate in conformità al regolamento (UE) n. 182/2011.
Il relatore intende introdurre un elenco degli importatori responsabili sotto forma di allegato al regolamento. Poiché la Commissione ha un ridotto margine discrezionale nell'elaborazione di tali elenchi e non va oltre la mera attuazione, gli atti di esecuzione sembrano essere la scelta giusta.
(15 bis) Per garantire l'efficace attuazione del presente regolamento è opportuno prevedere un periodo di transizione di due anni onde consentire alla Commissione di elaborare un sistema di audit effettuati da soggetti terzi e permettere agli importatori responsabili di acquisire familiarità con gli obblighi loro imposti dal regolamento stesso.
Il relatore è consapevole della complessità di queste sfide ma auspica che la Commissione sarà in grado di creare le strutture necessarie al funzionamento del sistema in due anni.
(16) La Commissione presenta periodicamente al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sugli effetti del sistema. Due anni dopo la data di applicazione del presente regolamento e successivamente ogni tre anni, la Commissione dovrebbe riesaminare il funzionamento e l'efficacia del presente regolamento nonché il più recente impatto del sistema sul campo per quanto riguarda la promozione dell'approvvigionamento responsabile dei minerali che rientrano nel suo campo d'applicazione e provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio, e dovrebbe inoltre presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Nello svolgere il riesame la Commissione dovrebbe analizzare e valutare appieno tutti gli aspetti del presente regolamento, nel quadro di un approccio integrato, come pure i suoi effetti e costi, soprattutto in relazione alle fonderie, alle raffinerie e agli importatori che rispettano i requisiti in materia di diligenza, nonché qualunque possibile diversione degli scambi dalle zone di estrazione e il relativo impatto sui mezzi di sussistenza della popolazione che lavora in loco, rivolgendo particolare attenzione ai minatori artigiani. Il riesame dovrebbe includere contributi dei soggetti interessati, tra cui i governi, le imprese, le PMI e la società civile locale, così come delle persone direttamente colpite nelle zone di conflitto. Le relazioni, se necessario, possono essere corredate di opportune proposte legislative comprendenti eventualmente ulteriori disposizioni vincolanti.
(16 bis) Nella loro comunicazione congiunta del 5 marzo 2014, la Commissione e il vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza si sono impegnati ad attuare misure di accompagnamento atte a garantire un approccio UE integrato all'approvvigionamento responsabile in parallelo al presente regolamento, con l'obiettivo non solo di conseguire un elevato livello di partecipazione delle imprese nel sistema dell'Unione previsto dal regolamento ma anche di assicurare che sia adottato un approccio globale, coerente e completo per promuovere l'approvvigionamento responsabile dei minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio.
I minerali dei conflitti sono uno degli aspetti che guidano i conflitti armati. Spesso vi sono altre importanti cause politiche, economiche e sociali a alla base dei conflitti ed è necessario tenerne conto. È essenziale, pertanto, che il presente regolamento sia collocato all'interno di un più ampio quadro di azioni e misure elaborate per prevenire e porre fine ai conflitti armati.
2. Il presente regolamento stabilisce gli obblighi di diligenza nella catena di approvvigionamento degli importatori dell'Unione che optano per l'autodichiarazione come importatori responsabili dei minerali o metalli di cui all'allegato I, contenenti o costituiti da stagno, tantalio, tungsteno e oro.
(L'emendamento si applica a tutto il testo. La sua approvazione richiede rispettive modifiche in ogni parte del testo)
Conformemente alle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile di minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio, i metalli che si può ragionevolmente supporre siano riciclati sono esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento.
e) "zone di conflitto e ad alto rischio": zone teatro di conflitti armati, caratterizzate da violenza diffusa e dal crollo delle infrastrutture civili, fragili in quanto reduci da conflitti o zone con una governance e una sicurezza precarie o inesistenti, come uno Stato in dissesto, in cui hanno luogo violazioni generalizzate e sistematiche dei diritti dell'uomo, come stabilito ai sensi del diritto internazionale;
La definizione proposta dalla Commissione è vaga e potrebbe dare luogo a incertezza in fase di attuazione. Si suggerisce pertanto, ai fini della chiarezza giuridica, di modificare la definizione.
i) "autocertificazione": l'atto con il quale l'interessato dichiara di rispettare gli obblighi in materia di sistemi di gestione, di gestione dei rischi, di valutazione della conformità ad opera di terzi e di comunicazione delle informazioni come indicato nel presente regolamento;
Per velocizzare la procedura legislativa, questo emendamento introduce un'idea proposta dai Paesi Bassi, al momento in fase di discussione in seno al Consiglio. L'emendamento è stato presentato per permettere a questa Assemblea una discussione preliminare della presente proposta e una presa di posizione in materia.
Articolo 2 – lettera p
p) "fonderie o raffinerie responsabili": fonderie o raffinerie che intervengono nella catena di approvvigionamento dell'importatore responsabile;
p) "fonderia o raffineria responsabile": qualunque fonderia o raffineria che rispetta le Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza e le cui relazioni di audit sono state trasmesse conformemente all'articolo 7, paragrafo 1, lettera c);
La definizione in oggetto include le fonderie, le raffinerie e altri attori a monte globali che si trovano al di fuori dell'Unione.
L'importatore responsabile dei minerali o dei metalli contemplati dal presente regolamento affida a soggetti terzi indipendenti l'esecuzione di audit.
L'importatore responsabile dei minerali o dei metalli contemplati dal presente regolamento chiede a un organismo di valutazione della conformità notificato di eseguire la valutazione della conformità in linea con il sistema di valutazione della conformità di cui all'articolo 6 bis.
Tali audit:
a) coprono l'insieme delle attività dell'importatore responsabile, nonché dei processi e dei sistemi da questo utilizzati per l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento dei minerali o dei metalli contemplati dal regolamento, compresi i sistemi di gestione, di gestione dei rischi e di diffusione delle informazioni;
b) hanno lo scopo di determinare la conformità delle pratiche di diligenza dell'importatore responsabile nella catena di approvvigionamento agli articoli 4, 5 e 7 del presente regolamento;
c) rispettano i principi di indipendenza, di competenza e di responsabilità definiti nelle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza.
Sistema di valutazione della conformità
La Commissione adotta un atto di esecuzione nel quale sono definiti uno o più sistemi di valutazione della conformità che:
a) coprono l'insieme delle attività dell'importatore responsabile, nonché dei processi e dei sistemi da questo utilizzati per l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento dei minerali o dei metalli contemplati dal presente regolamento, compresi i suoi sistemi di gestione, di gestione dei rischi e di diffusione delle informazioni;
b) conferiscono la presunzione di conformità ai requisiti di cui agli articoli 4, 5 e 7.
Tale atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 13, paragrafo 2 bis.
1. Gli Stati membri notificano alla Commissione e agli altri Stati membri gli organismi autorizzati a svolgere, in qualità di terzi, compiti di valutazione della conformità a norma del presente regolamento.
2. La Commissione rende pubblico l'elenco degli organismi notificati ai sensi del paragrafo 1 compresi i numeri di identificazione loro assegnati e le attività per le quali sono stati notificati. La Commissione garantisce che tale elenco sia tenuto aggiornato.
3. Gli Stati membri possono notificare solo gli organismi di valutazione della conformità che soddisfino i requisiti di cui all'articolo 6 quater.
4. Gli organismi di valutazione della conformità accreditati conformemente al regolamento (CE) n. 765/2008 sulla base di un'adeguata norma di accreditamento armonizzata per lo svolgimento di valutazioni della conformità secondo un sistema designato di valutazione della conformità sono considerati conformi ai requisiti di cui all'articolo 6 quater.
5. Qualora accerti o sia informata che un organismo notificato non è più conforme ai requisiti di cui all'articolo 6 quater, o non adempie ai suoi obblighi, l'autorità di notifica limita, sospende o ritira la notifica, a seconda dei casi, in funzione della gravità del mancato rispetto di tali requisiti o dell'inadempimento di tali obblighi. L'autorità di notifica informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri.
6. Nei casi di limitazione, sospensione o ritiro della notifica, oppure di cessazione dell'attività dell'organismo notificato, lo Stato membro notificante provvede affinché le pratiche di tale organismo siano evase da un altro organismo notificato o siano messe a disposizione delle competenti autorità di notifica, su loro richiesta.
Requisiti per la notifica degli organismi di valutazione della conformità
1. L'organismo di valutazione della conformità è stabilito a norma della legge nazionale ed ha personalità giuridica.
2. L'organismo di valutazione della conformità è un soggetto terzo indipendente dall'importatore che esso valuta così come dalla fonderia o raffineria, dalle controllate della fonderia o raffineria, dai licenziatari, dagli appaltatori, dai fornitori e dalle imprese che collaborano nella valutazione della conformità.
Un organismo appartenente a un'associazione di imprese o ad una federazione professionale che rappresenta imprese coinvolte nell'importazione, fusione o raffinazione di minerali che esso valuta, può essere ritenuto un organismo di valutazione della conformità a condizione che siano dimostrate la sua indipendenza e l'assenza di qualsiasi conflitto di interesse.
3. L'organismo di valutazione della conformità, i suoi alti dirigenti e il personale addetto alla valutazione della conformità non sono né l'importatore, né il fonditore o il raffinatore di stagno, tantalio, tungsteno, dei loro minerali e di oro.
L'organismo di valutazione della conformità, i suoi alti dirigenti e il personale incaricato di svolgere i compiti di valutazione della conformità non intervengono direttamente nel commercio e nella fusione e raffinazione di stagno, tantalio, tungsteno, dei loro minerali e di oro né rappresentano i soggetti impegnati in tali attività. Essi non esercitano alcuna attività che possa pregiudicare la loro indipendenza di giudizio o integrità in relazione alle attività di valutazione della conformità per le quali sono notificati. Ciò vale in particolare per i servizi di consulenza.
Gli organismi di valutazione della conformità garantiscono che le attività delle loro affiliate o dei loro subappaltatori non mettano a repentaglio la riservatezza, l'obiettività o l'imparzialità delle loro attività di valutazione della conformità.
6. L'organismo di valutazione della conformità è in grado di eseguire tutti i compiti di valutazione della conformità assegnatigli in base all'articolo 6 quinquies e per cui è stato notificato, indipendentemente dal fatto che siano eseguiti dall'organismo stesso o a suo nome e sotto la sua responsabilità.
In ogni momento, per ogni procedura di valutazione della conformità per la quale è stato notificato, l'organismo di valutazione della conformità ha a sua disposizione:
a) personale avente conoscenze tecniche ed esperienza sufficiente e appropriata per eseguire i compiti di valutazione della conformità;
b) descrizioni delle procedure sulla cui base ha svolto la valutazione della conformità, garantendo la trasparenza e la capacità di riproduzione di tali procedure; una politica e procedure appropriate che distinguano i compiti che svolge in qualità di organismo notificato dalle altre attività;
c) procedure per svolgere le attività che tengono debitamente conto delle dimensioni di un'impresa, del settore in cui opera, della sua struttura, del grado di complessità della tecnologia del prodotto in questione e della natura di massa o seriale del processo produttivo.
L'organismo di valutazione della conformità dispone dei mezzi necessari per svolgere adeguatamente i compiti tecnici e amministrativi connessi alle attività di valutazione della conformità ed ha accesso a tutte le apparecchiature o strutture necessarie.
b) conoscenze soddisfacenti delle prescrizioni relative alle valutazioni che esegue e un'adeguata autorità per eseguire tali valutazioni;
c) una conoscenza e una comprensione adeguate delle prescrizioni fondamentali, delle norme armonizzate applicabili e delle disposizioni pertinenti della normativa dell'Unione e della relativa regolamentazione attuativa;
8. È garantita l'imparzialità dell'organismo di valutazione della conformità, dei suoi alti dirigenti e del personale addetto alle valutazioni.
La retribuzione degli alti dirigenti e del personale addetto alle valutazioni dell'organismo di valutazione della conformità non dipende dal numero di valutazioni eseguite né dai risultati di tali valutazioni.
10. Il personale di un organismo di valutazione della conformità è tenuto al segreto professionale per tutto ciò di cui viene a conoscenza nell'esercizio delle sue funzioni a norma dell'articolo 6 quinquies o di qualsiasi disposizione esecutiva di diritto interno, tranne nei confronti delle autorità competenti dello Stato membro in cui esercita le sue attività. Sono tutelati i diritti di proprietà.
Articolo quinquies
Obblighi degli organismi di valutazione della conformità notificati
1. L'organismo di valutazione della conformità notificato esegue la valutazione della conformità in linea con il sistema di valutazione della conformità definito all'articolo 6 bis.
2. Qualora un organismo di valutazione della conformità notificato riscontri che i requisiti del sistema di valutazione della conformità non sono stati rispettati da un importatore, chiede a tale importatore di adottare le misure correttive appropriate e non rilascia un certificato.
3. Un organismo notificato che, nel corso del monitoraggio della conformità successivo al rilascio di un certificato, riscontri che un prodotto non è più conforme con i requisiti del sistema di valutazione della conformità chiede all'importatore di prendere le misure correttive opportune e all'occorrenza sospende o ritira il certificato.
4. In mancanza di misure correttive o se queste non producono l'effetto desiderato, l'organismo di valutazione della conformità notificato limita, sospende o ritira il certificato, secondo i casi.
c) i risultati degli audit eseguiti da soggetti terzi indipendenti conformemente all'articolo 6 del presente regolamento.
c) il certificato rilasciato come risultato della valutazione di conformità eseguita da soggetti terzi indipendenti conformemente all'articolo 6 del presente regolamento.
(b) i risultati degli audit eseguiti da soggetti terzi indipendenti relativamente a ciascuna delle raffinerie o delle fonderie responsabili che intervengono nella sua catena di approvvigionamento conformemente alla portata, all'obiettivo e ai principi di cui all'articolo 6 del presente regolamento;
(b) i certificati dell'organismo terzo indipendente di valutazione della conformità relativamente a ciascuna delle raffinerie o delle fonderie responsabili che intervengono nella sua catena di approvvigionamento conformemente alla portata, all'obiettivo e ai principi di cui all'articolo 6 del presente regolamento,
1. Sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri nelle loro relazioni, a norma dell'articolo 15, la Commissione adotta e pubblica una decisione in cui sono elencati i nomi e gli indirizzi degli importatori di minerali e metalli responsabili contemplati dal presente regolamento.
3. La Commissione aggiorna tempestivamente le informazioni contenute nell'elenco e le pubblica, anche su Internet. La Commissione rimuove dall'elenco il nome degli importatori che, in assenza di azioni correttive da parte degli importatori responsabili, non sono più riconosciuti quali importatori responsabili dagli Stati membri a norma dell'articolo 14, paragrafo 3.
Il relatore vuole rendere visibili gli sforzi delle imprese che assumono impegni in questo campo. A tal fine, il relatore vuole che la Commissione elabori un elenco degli importatori responsabili sulla base delle relazioni sull'applicazione del regolamento da parte degli Stati membri. Questo elenco può offrire alle imprese un incentivo supplementare a partecipare al sistema e, a seguito di un'attenzione (mediatica) positiva, spingere la concorrenza a fare lo stesso.
Etichetta di "Importatore europeo responsabile"
1. Agli importatori responsabili è attribuita l'etichetta di "Importatore europeo responsabile" da parte delle autorità competenti degli Stati membri.
2. In caso di mancata conformità con il presente regolamento, le autorità competenti degli Stati membri possono ritirare o sospendere l'attribuzione dell'etichetta di "Importatore europeo responsabile".
3. Gli elementi grafici dell'etichetta di "Importatore europeo responsabile" sono stabiliti dalla Commissione.
Regimi settoriali
1. Durante il periodo di transizione, le associazioni settoriali pertinenti possono presentare una richiesta alla Commissione affinché un regime settoriale sia riconosciuto equivalente ai requisiti del presente regolamento.
Tale richiesta è accompagnata da elementi di prova e informazioni.
2. Le richieste di cui al paragrafo 1 possono essere presentate solo per regimi settoriali esistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento.
3. Qualora, sulla base delle informazioni e degli elementi di prova forniti ai sensi del paragrafo 1, la Commissione stabilisca che il regime settoriale, debitamente applicato da un importatore responsabile, consente a quest'ultimo di adempiere agli obblighi stabiliti agli articoli 4, 5, 6 e 7, essa concede il riconoscimento dell'equivalenza.
4. Le parti interessate informano la Commissione di ogni modifica o aggiornamento apportato ai regimi settoriali dei quali è stata riconosciuta l'equivalenza a norma del paragrafo 3.
5. La Commissione revoca il riconoscimento dell'equivalenza laddove determini che modifiche o aggiornamenti apportati a un regime settoriale compromettono la capacità di un importatore responsabile di adempiere agli obblighi di cui agli articoli 4, 5, 6 e 7 o laddove casi ripetuti o significativi di non conformità da parte di importatori responsabili siano connessi a lacune del regime.
6. La Commissione istituisce e mantiene aggiornato un registro su Internet dei regimi settoriali ai quali è stata riconosciuta l'equivalenza.
7. Gli importatori responsabili di minerali e metalli dei quali si può dimostrare che provengono esclusivamente da parti certificate da un regime settoriale al quale è stata riconosciuta l'equivalenza, o direttamente certificati da un regime settoriale al quale è stata riconosciuta l'equivalenza, sono esonerati dall'obbligo di audit svolti da soggetti terzi. La certificazione del regime settoriale deve essere trasmessa alle autorità competenti.
Il relatore vuole evitare la duplicazione degli audit e assicurare la coerenza con i regimi settoriali esistenti, riconoscendo gli sforzi responsabili già compiuti dalle associazioni settoriali. A tal fine, intende creare una procedura per il riconoscimento dell'equivalenza, previa verifica da parte della Commissione. È altresì prevista una procedura per il ritiro del riconoscimento. Per ragioni di efficienza e nell'interesse degli importatori responsabili, il relatore propone che l'elenco sia pubblicato su Internet. Il relatore propone altresì che gli importatori responsabili che si approvvigionano da un regime settoriale cui è stata riconosciuta l'equivalenza siano esonerati dall'audit svolto da soggetti terzi indipendenti.
2. Le autorità competenti degli Stati membri si accertano della corretta applicazione da parte delle fonderie e raffinerie del sistema europeo sul dovere di diligenza. In caso di inadempimento di tali obblighi, le autorità provvedono a notificarlo alla fonderia o raffineria, chiedendo di adottare misure correttive per conformarsi al sistema europeo di diligenza. In caso di inadempimento persistente, le autorità competenti degli Stati membri applicano delle sanzioni per infrazione del presente regolamento. Tali sanzioni cessano nel momento in cui la fonderia o raffineria provvede a conformarsi alle disposizioni del presente regolamento.
Le fonderie e le raffinerie europee sono attori chiave della catena di approvvigionamento in quanto intervengono al momento della trasformazione dei minerali. Esse sono dunque le meglio qualificate per raccogliere, comunicare e verificare le informazioni sull'origine dei minerali e i diversi operatori che ne sono stati responsabili. Pertanto, il regolamento dovrebbe applicarsi obbligatoriamente nei loro confronti.
L'elenco della Commissione è definito come elenco di tutte le fonderie e raffinerie nella catena di approvvigionamento di un importatore responsabile, indipendentemente dal fatto che tali fonderie o raffinerie, all'interno o al di fuori dell'UE, siano conformi alle Linee guida dell'OCSE oppure no. Affinché tale elenco costituisca un reale incentivo, tali operatori dovrebbero, per esempio, rendere note le loro pratiche di diligenza e mettere a disposizione i loro audit, conformemente alle Linee guida dell'OCSE. Tale sistema, inoltre, dovrebbe essere aperto alle fonderie/raffinerie che attualmente non intervengono nella catena di approvvigionamento delle imprese europee.
2. La Commissione inserisce nell'elenco di cui al paragrafo 1 le fonderie e le raffinerie responsabili che si approvvigionano, almeno in parte, nelle zone di conflitto e ad alto rischio. Tale elenco viene elaborato tenendo in considerazione il settore equivalente esistente, i sistemi di governo o altri sistemi sul dovere di diligenza in cui rientrano i minerali e i metalli contemplati dal presente regolamento.
3. La Commissione adotta l'elenco stilato utilizzando il modello figurante nell'allegato II e conformemente alla procedura consultiva di cui all'articolo 13, paragrafo 2. Il Segretariato dell'OCSE è consultato.
Il relatore modifica la formulazione di comitatologia ricorrendo al modello corretto e allineando l'articolo 9, paragrafo 2, all'articolo 13, paragrafo 2, nel quale si propone la procedura consultiva.
Il relatore intende assicurare che l'autorità competente di uno Stato membro non abusi dei proprio poteri discrezionali ed esegua i controlli quando dispone di informazioni pertinenti comprovate. Il relatore intende quindi sostituire l'espressione "possono essere" con "sono".
Istituzione di una "Certificazione europea di responsabilità", sotto forma di etichetta, per le imprese che operano a valle della catena di approvvigionamento di minerali
1. Alle imprese che operano a valle della catena di approvvigionamento e adottano misure di diligenza, sulla base delle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza o di un sistema di diligenza equivalente, può essere attribuita una "Certificazione europea di responsabilità".
2. Le imprese con sede nell'Unione che operano a valle della catena di approvvigionamento di minerali, che desiderano ottenere la certificazione possono fare domanda presso le autorità competenti degli Stati membri, illustrando nel dettaglio le misure di diligenza adottate.
3. Sulla base di criteri stabiliti dalla Commissione, le autorità competenti degli Stati membri possono attribuire la certificazione alle imprese con sede nell'Unione che operano a valle della catena di approvvigionamento di minerali. I regimi settoriali possono essere riconosciuti equivalenti ai requisiti del presente regolamento.
4. Gli elementi grafici dell'etichetta relativa alla "Certificazione europea di responsabilità" sono stabiliti dalla Commissione.
Al fine di creare chiarezza e certezza per gli operatori economici e coerenza tra di essi, in particolare le PMI, la Commissione, in consultazione con il Servizio europeo per l'azione esterna e l'OCSE, predispone orientamenti non vincolanti sotto forma di un manuale per le imprese, in cui è spiegato come applicare al meglio i criteri per i settori che possono rientrare nell'ambito di applicazione del presente regolamento. Tale manuale si basa sulla definizione di zone di conflitto e ad alto rischio di cui all'articolo 2, lettera e), del presente regolamento e tiene conto delle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza in tale settore.
Il relatore ritiene che non vi sia motivo per includere la clausola sulla non presentazione di parere nella presente relazione e propone pertanto la soppressione del secondo comma dell'articolo 13, paragrafo 2.
3. Tre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento e successivamente ogni sei anni, la Commissione riesamina il funzionamento e l'efficacia del presente regolamento, anche per quanto riguarda la promozione e gli oneri legati all'approvvigionamento responsabile dei minerali che rientrano nel suo campo d'applicazione e provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio. La Commissione presenta la relazione di riesame al Parlamento europeo e al Consiglio.
3. Due anni dopo la data di applicazione del presente regolamento e successivamente ogni tre anni, la Commissione riesamina il funzionamento e l'efficacia del presente regolamento nonché il più recente impatto del sistema nell'UE e sul campo, anche per quanto riguarda la promozione e gli oneri legati all'approvvigionamento responsabile dei minerali che rientrano nel suo campo d'applicazione e provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio. La Commissione presenta la relazione di riesame al Parlamento europeo e al Consiglio.
Attraverso la procedura di riesame la Commissione:
– valuta la possibilità, per le imprese a valle, di individuare con il massimo impegno e rivedere il processo relativo al dovere di diligenza delle fonderie e raffinerie nella loro catena di approvvigionamento, e valuta se esse aderiscono alle misure di diligenza di cui alle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza;
– esamina la possibilità di aggiungere nuovi minerali e metalli all'ambito di applicazione del presente regolamento sulla base di una valutazione di impatto adeguata e se vi sono l'esperienza e le competenze necessarie nel dovere di diligenza della catena di approvvigionamento per il minerale o metallo in questione.
c) il perseguimento mirato della cooperazione allo sviluppo con i paesi terzi, in particolare mediante la commercializzazione di minerali senza conflitto e il rafforzamento delle capacità delle imprese locali a conformarsi al presente regolamento;
d) una stretta cooperazione con gli Stati membri per attuare le iniziative complementari nel settore dei consumatori, dell'informazione ai consumatori e agli investitori nonché altre che promuovano un comportamento responsabile delle imprese e delle clausole di prestazione dei contratti di approvvigionamento firmati dalle autorità come previsto dalla direttiva 20014/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio.
2. La Commissione presenta una relazione sul funzionamento delle misure di accompagnamento attuate ai sensi del paragrafo 1, nonché sul loro impatto e la loro efficacia.
*GU: inserire la data: due anni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
Il 5 marzo 2014 la Commissione ha presentato una proposta legislativa volta a rendere più difficile, per i gruppi armati nelle zone di conflitto e ad alto rischio, finanziare le proprie attività attraverso l'estrazione e il commercio di minerali. Al centro di questo approccio è rendere più facile per le imprese procurarsi in maniera responsabile stagno, tantalio, tungsteno e oro nonché incoraggiare il ricorso a canali commerciali leciti.
La proposta è un contributo dell'Unione europea agli sforzi internazionali volti ad affrontare i problemi di paesi ricchi di risorse ma vulnerabili ai conflitti armati, quali la regione dei Grandi Laghi, e a trarre insegnamenti da tali sforzi. Le due misure più conosciute sono state adottate rispettivamente nel 2011 e 2010 e sono: la guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile dei minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio (OECD Due Diligence Guidance for Responsible Supply Chains of Minerals from Conflict-Affected and High-Risk Areas) e l'articolo 1502 della legge statunitense Dodd-Frank sulla riforma di Wall Street e la protezione dei consumatori (Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act).
Anche in risposta a risoluzioni del Parlamento, la Commissione propone un progetto di regolamento che istituisce un sistema europeo di autocertificazione per gli importatori di stagno, tungsteno, tantalio e di oro che scelgono di importare responsabilmente nell'Unione. L'autocertificazione prevede che gli importatori unionali di questi metalli e minerali esercitino il "dovere di diligenza" (due diligence) – vale a dire evitino di arrecare danno sul territorio – sorvegliando e organizzando i propri acquisti e vendite sulla base delle cinque fasi stabilite dalla guida dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) sul dovere di diligenza. Il regolamento fornisce agli importatori unionali un'opportunità di approfondire gli sforzi in corso per garantire catene di approvvigionamento pulite nel contesto di scambi commerciali legittimi con operatori in paesi teatro di conflitti. Per aumentare la responsabilità delle fonderie e delle raffinerie nei confronti del pubblico, migliorare la trasparenza della catena di approvvigionamento e facilitare l'approvvigionamento di minerali responsabili, l'Unione europea mira a pubblicare ogni anno un elenco di "fonderie e raffinerie responsabili". Con oltre 400 importatori di tali minerali e metalli, l'Unione europea è tra i principali mercati per lo stagno, il tantalio, il tungsteno e l'oro.
Sostegno alla proposta della Commissione
Il relatore appoggia, in generale, la proposta di regolamento della Commissione. La proposta si concentra sul livello più efficace della catena di approvvigionamento unionale di questi minerali, le fonderie e raffinerie di minerali, al fine di facilitare il passaggio delle informazioni connesse al dovere di diligenza fino agli utenti finali. Le fonderie e raffinerie sono l'ultimo fase del ciclo nella quale è possibile tracciare l'origine dei minerali. Tutte le informazioni che le fonderie e le raffinerie possono comunicare sui loro fornitori sono importanti per soddisfare il dovere di diligenza. La proposta della Commissione consente alle imprese dell'Unione di conformarsi meglio ai requisiti della legge Dodd-Frank.
Il relatore conviene che questo sistema unionale dovrebbe (come la guida dell'OCSE) coprire tutte le zone di conflitto e ad alto rischio. A differenza dalla legge statunitense Dodd-Frank, che si concentra finora solo sulla regione dei Grandi Laghi, l'Unione europea vuole che le imprese evitino di recare danno in tutto il mondo. Il relatore è del parere che l'Unione europea non dovrebbe elaborare un elenco di zone di conflitto e ad alto rischio, ma piuttosto fornire alle imprese, in un manuale, gli strumenti di cui hanno bisogno per esercitare il loro dovere di diligenza.
Il relatore appoggia anche l'approccio volontario che si riflette nella proposta della Commissione. Egli ritiene che le pressioni esercitate dal mercato sul piccolo, trasparente mercato degli importatori e delle fonderie e raffinerie, dovrebbero portare ad alti livelli di partecipazione. Il relatore accoglie positivamente le misure di accompagnamento previste nella comunicazione di accompagnamento(1) per promuovere elevati livelli di partecipazione e auspica non solo che queste misure possano essere attuate in parallelo con il regolamento, ma che il Parlamento sia tenuto informato della loro attuazione.
Inoltre, il relatore ritiene che la scelta dell'approccio volontario consenta all'Unione europea di lavorare in modo più efficace con i regimi per l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento elaborati da associazioni settoriali, che hanno fissato norme globali nel loro campo secondo la guida dell'OCSE.
Gli importatori responsabili possono rifornirsi solo da fonderie/raffinerie oggetto di un audit svolto da soggetti terzi. Con questi audit, il sistema unionale potrà gettare uno sguardo all'interno del sistema dei fornitori e delle miniere. Il graduale aumento del numero di fonderie oggetto di audit consentirà al settore di adeguarsi alle regole senza difficoltà di approvvigionamento.
L'approccio volontario motiverà a partecipare le imprese responsabili all'avanguardia e il loro numero andrà gradualmente crescendo grazie alle pressioni della concorrenza sul mercato. Le imprese potranno scegliere di aderire al proprio ritmo. La decisione di aderire potrà essere preparata bene, limitando i costi e gli impatti.
Il relatore vuole lavorare con le imprese responsabili al fine di evitare temporanee difficoltà di approvvigionamento, evitare di ridurre l'attività economica nelle zone di conflitto e promuovere il commercio legittimo.
La direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario
Il relatore è favorevole all'uso di strumenti esistenti per promuovere la comunicazione connessa al dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento nel commercio di minerali. La direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni prevede che le grandi imprese con oltre 500 dipendenti forniscano informazioni sulle loro politiche in materia di rispetto dei diritti umani, lotta alla corruzione ed esercizio del dovere di diligenza riguardo alla catena di approvvigionamento. La direttiva prevede che la Commissione elabori orientamenti nel 2016 al fine di agevolare la comunicazione di tali informazioni a partire dall'entrata in vigore nel 2017. Il relatore vuole contribuire a convincere la Commissione a includere in tali orientamenti indicatori di rendimento per quanto riguarda gli obblighi di comunicazione relativi al commercio di minerali coperti dal regolamento in oggetto. I problemi connessi al coinvolgimento di un'impresa nel commercio di minerali originari di zone di conflitto, con il possibile effetto collaterale di alimentare il conflitto stesso, sono troppo gravi per essere ignorati in questo contesto. Una volta che la Commissione si sarà impegnata a questo fine, requisiti di comunicazione analoghi a quanto previsto nella guida dell'OCSE diverranno operativi anche per le grandi imprese europee.
Il relatore ritiene che le PMI dovrebbero essere messe in grado di partecipare al sistema unionale se vogliono fare parte dell'avanguardia, ma non vuole costringerle. Egli ritiene altresì che anche a questo proposito la Commissione abbia ragione a optare per l'approccio volontario. Con gli incentivi e l'assistenza giusti, come previsto dalle misure di accompagnamento, le PMI possono essere convinte a partecipare di propria volontà e seguendo la loro logica commerciale.
Rendere il regolamento più efficace
Il relatore propone alcuni emendamenti volti a rendere il regolamento più efficace. Per evitare di punire gli operatori ecologici, egli ritiene sia giusto fare come l'OCSE ed escludere i metalli che è ragionevole presumere riciclati. Ciò riflette sia la saggezza pratica della guida dell'OCSE, sia il dovere di diligenza che sarà continuamente necessario esercitare per porre fine agli abusi.
Sono stati elaborati molti altri sistemi per l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento. Il relatore vuole evitare la duplicazione degli audit. Un sistema volontario dovrebbe essere il più efficiente ed efficace possibile. La Commissione dovrebbe sviluppare gli strumenti atti a valutare il funzionamento degli altri sistemi per l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento. Dovrebbero essere elaborati criteri chiari per decidere quale di questi sistemi dovrebbe essere riconosciuto.
Il relatore è a favore di una revisione triennale quale importante momento per costruire il sistema più efficiente. La tempistica della revisione dipenderà comunque da quando il sistema sarà operativo. Dovranno esserci due cicli annuali prima di poter svolgere seriamente una revisione.
Aumentare l'adesione al sistema con gli incentivi giusti
Il relatore vuole dare la massima visibilità alle imprese che fanno la cosa giusta. L'elenco delle fonderie dovrebbe includere una colonna per indicare il minerale e raggruppare le fonderie/raffinerie per minerali, in modo da permettere agli importatori e agli altri utilizzatori di consultare facilmente il documento.
Nella stessa ottica, il relatore vuole un elenco degli importatori responsabili. Gli importatori che decidono di fare uno sforzo supplementare dovrebbero vedere il loro sforzo riconosciuto e avere l'opportunità di beneficiare in termini di immagine. Un elenco degli importatori responsabili servirebbe a tal fine.
Il relatore è del parere che la partecipazione degli importatori e delle fonderie/raffinerie è indispensabile per la riuscita del regolamento. Attraverso misure di accompagnamento, quali incentivi per le PMI, molti altri importatori aderiranno, migliorando così il sistema.
Il relatore vuole anche ampliare la definizione di "importatore", per consentire anche ai commercianti di autocertificarsi e partecipare al nuovo sistema.
Partecipazione del Parlamento e comitatologia
Il relatore è consapevole del fatto che molti aspetti pratici saranno trattati nell'ambito di manuali e documenti di orientamento. Egli tiene a che si discuta in Parlamento, tra colleghi, come trovare il giusto equilibrio tra flessibilità operativa in materia di attuazione da un lato e, dall'altro, adeguata partecipazione del legislatore in importanti aspetti pratici come, ad esempio, il ritmo degli audit necessari.
Il relatore vuole inoltre proporre alcuni emendamenti in materia di comitatologia. Nei casi in cui il regolamento non lascia nessun potere discrezionale alla Commissione, ma le impone solo di attuare, gli atti di esecuzione sono appropriati. Se, tuttavia, nel corso della procedura legislativa la natura di tale rapporto cambia, e la Commissione acquisisce un maggiore potere discrezionale a seguito di emendamenti, gli atti delegati potrebbero diventare più appropriati.
Il relatore intende sin d'ora respingere l'obsoleta procedura di regolamentazione e sostituirla con la procedura consultiva, come previsto dalla Commissione all'articolo 13, paragrafo 2. Inoltre, il relatore considera inaccettabile la presenza di una clausola di non presentazione di parere.
Comunicazione congiunta sull'approvvigionamento responsabile di minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio: Verso un approccio integrato dell'UE, 5 marzo 2014, (JOIN (2014) 8).
PARERE della commissione per lo sviluppo (23.3.2015)
Relatore per parere: Bogdan Brunon Wenta
Il relatore sostiene pienamente l'obiettivo principale della proposta legislativa, vale a dire l’interruzione del legame tra i conflitti e lo sfruttamento illegale dei minerali. Spezzare il nesso è fondamentale poiché i cosiddetti "minerali dei conflitti" minano le aspirazioni dei governi ad uno sviluppo socio-economico, alla buona governance, allo stato di diritto e alla tutela dei diritti umani.
Le Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile di minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio sono state adottate dal Consiglio ministeriale dell'OCSE il 25 maggio 2011. Il loro obiettivo è quello di aiutare le imprese a rispettare i diritti umani e ad evitare di contribuire al conflitto attraverso le loro pratiche di approvvigionamento di minerali. Le Linee guida dell'OCSE sono riconosciute come un quadro internazionale volontario per misure di diligenza che vengono adottate da imprese che sono tenute a presentare una relazione relativa ai minerali dei conflitti ai sensi della sezione 1502 della legge Dodd-Frank. Esse hanno, inoltre, ricevuto il sostegno delle Nazioni Unite ed anche la dichiarazione di Lusaka, sottoscritta da 11 capi di Stato della Conferenza internazionale sulla regione dei Grandi Laghi (ICGLR), afferma che i processi e le norme in esse contenute saranno integrate nei sei strumenti dell'iniziativa regionale contro lo sfruttamento illegale delle risorse naturali. Nonostante questo ampio sostegno, il tasso di adozione di questo quadro volontario di diligenza da parte delle imprese è stato esiguo (solo il 12%).
La proposta della Commissione, nella sua forma attuale, basandosi su un approccio "non nuocere", rischia anch’essa di non produrre risultati positivi. Il vostro relatore è del parere che l'Unione europea dovrebbe dar prova di leadership in materia ed istituire un meccanismo di auto-certificazione obbligatoria per le raffinerie e gli importatori di stagno, tantalio e tungsteno, dei loro minerali e di oro originari di zone di conflitto e ad alto rischio. Questo approccio sarebbe in linea con l’opzione IV esaminata nella valutazione d'impatto della Commissione.
La presente proposta di regolamento non può essere considerata solo uno strumento autonomo di politica commerciale e dovrebbe essere inserita in una più ampia prospettiva internazionale, che comprenda la cooperazione allo sviluppo. Al fine di garantire l'efficacia dell'attuazione, è essenziale che le misure di accompagnamento delineate nella comunicazione congiunta dal titolo "Approvvigionamento responsabile di minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio: verso un approccio integrato dell'UE" (JOIN (2014) 8) siano adottate in parallelo con questo regolamento.
La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:
(1) Le risorse naturali di minerali nelle zone di conflitto o ad alto rischio, pur rappresentando un notevole potenziale di sviluppo se gestite in modo sostenibile, danno origine a controversie e i proventi del loro sfruttamento servono a finanziare l'insorgere di violenti conflitti o ad alimentarli, compromettendo gli sforzi nazionali a favore dello sviluppo, della buona governance e dello Stato di diritto. In queste zone è di importanza fondamentale, per assicurare la pace e la stabilità, interrompere il nesso esistente tra conflitti e sfruttamento illegale dei minerali.
(1 bis) Le violazioni dei diritti umani sono comuni nell'industria estrattiva e possono comprendere il lavoro minorile, la violenza sessuale, la scomparsa di persone, il trasferimento forzato e la distruzione di luoghi di rilevanza spirituale o culturale.
(7) Il 7 ottobre 2010 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che invita l'Unione a legiferare in base al modello della legge statunitense sui "minerali dei conflitti", alias articolo 1502 della Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act (Legge Dodd-Frank sulla riforma dei mercati finanziari e sulla protezione dei consumatori); la Commissione ha annunciato, nelle sue comunicazioni del 20119 e 201210, la sua intenzione di riflettere sulle possibilità di migliorare la trasparenza lungo l'intera catena di approvvigionamento, compresi gli aspetti legati al dovere di diligenza. Nell'ultima comunicazione tra quelle suindicate la Commissione, in linea con l'impegno assunto in occasione della riunione del maggio 2011 del Consiglio dell'OCSE a livello ministeriale, ha inoltre sollecitato un maggiore sostegno per le Linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali e le Linee guida sul dovere di diligenza dell'OCSE e ne ha raccomandato l'applicazione, anche nei paesi non membri dell'OCSE.
(7) Nelle sue risoluzioni del 7 ottobre 20108bis, dell'8 marzo 20118ter, del 5 luglio 20118quater e del 26 febbraio 20148quinquies, il Parlamento europeo ha chiesto all'Unione di legiferare in base al modello della legge statunitense sui "minerali dei conflitti", alias articolo 1502 della Dodd-Frank Wall Street Reform and Consumer Protection Act (Legge Dodd-Frank sulla riforma dei mercati finanziari e sulla protezione dei consumatori); la Commissione ha annunciato, nelle sue comunicazioni del 20119 e 201210, la sua intenzione di riflettere sulle possibilità di migliorare la trasparenza lungo l'intera catena di approvvigionamento, compresi gli aspetti legati al dovere di diligenza. Nell'ultima comunicazione tra quelle suindicate la Commissione, in linea con l'impegno assunto in occasione della riunione del maggio 2011 del Consiglio dell'OCSE a livello ministeriale, ha inoltre sollecitato un maggiore sostegno per le Linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali e le Linee guida sul dovere di diligenza dell'OCSE e ne ha raccomandato l'applicazione, anche nei paesi non membri dell'OCSE.
8bis Risoluzione del Parlamento europeo del 7 ottobre 2010 sulle carenze nella tutela dei diritti umani e della giustizia nella Repubblica democratica del Congo (RDC).
8ter Risoluzione del Parlamento europeo dell'8 marzo 2011 su fiscalità e sviluppo - cooperazione con i paesi in via di sviluppo per la promozione delle buone pratiche di gestione in materia tributaria.
8quater Risoluzione del Parlamento europeo del 5 luglio 2011 sul rafforzamento dell'impatto della politica dell'UE per lo sviluppo.
8quinquies Risoluzione del Parlamento europeo del 26 febbraio 2014 sulla promozione dello sviluppo di pratiche commerciali responsabili, compreso il ruolo dell'industria estrattiva nei paesi in via di sviluppo.
9 Mercati dei prodotti di base e materie prime, COM(2011) 25 FINAL.
10 Commercio, crescita e sviluppo, COM(2012) 22 FINAL.
(9) Nel contesto del presente regolamento, e in conformità delle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza, l'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento è un processo costante, proattivo e reattivo, attraverso il quale gli operatori del settore controllano e gestiscono i loro acquisti e le loro vendite a monte e a valle della catena di approvvigionamento, al fine di garantire il rispetto dei diritti umani e la propria estraneità ai conflitti e agli effetti negativi ad essi conseguenti, sia direttamente nel settore minerario sia indirettamente nell'intera comunità.
(12) Attraverso la consultazione pubblica le imprese dell'Unione hanno espresso il loro interesse per l'approvvigionamento responsabile di minerali e hanno illustrato i regimi settoriali in atto, volti a perseguire i loro obiettivi nel campo della responsabilità sociale delle imprese, a rispondere alle domande della clientela o a garantire la sicurezza del loro approvvigionamento. In conformità delle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza si riconosce che il dovere di diligenza in zone di conflitto e ad alto rischio presenta sfide pratiche e che pertanto è necessaria flessibilità ai fini dell'applicazione. La natura e la portata del dovere di diligenza adeguato alle situazioni particolari di un'impresa dipendono da una serie di fattori, compresa la sua dimensione e posizione nella catena di approvvigionamento, tenendo pienamente conto delle sfide a cui le PMI fanno fronte.
(13) Gli importatori sono elementi importanti delle catene di approvvigionamento mondiali di minerali e metalli in quanto esse in genere sono meglio posizionate per raccogliere, diffondere e verificare le informazioni sull'origine dei minerali e dei metalli e sulla catena di custodia. Un elenco dell'Unione degli importatori responsabili costituirebbe quindi per le imprese a valle una garanzia di trasparenza e sicurezza, in quanto esse stesse devono conformarsi, in base alla loro posizione nella catena di approvvigionamento, al dovere di diligenza come definito dal presente regolamento e dalle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza.
(14) Le autorità competenti degli Stati membri sono tenute a garantire l'applicazione uniforme dell'autocertificazione di importatori responsabili, svolgendo adeguati controlli ex post al fine di verificare se gli importatori autocertificati come importatori responsabili dei minerali e/o dei metalli contemplati dal regolamento rispettano gli obblighi in materia di dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento. La documentazione relativa a tali controlli dovrebbe essere conservata per almeno cinque anni. Spetta agli Stati membri stabilire le norme applicabili in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento.
(14) Le autorità competenti degli Stati membri sono tenute a garantire l'applicazione uniforme della certificazione di importatori responsabili, svolgendo adeguati controlli ex post al fine di verificare se gli importatori certificati come importatori responsabili dei minerali e/o dei metalli contemplati dal regolamento rispettano gli obblighi in materia di dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento. La documentazione relativa a tali controlli dovrebbe essere conservata per almeno cinque anni. La Commissione dovrebbe stabilire le norme comuni applicabili in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e informarne gli Stati membri.
(15) Al fine di garantire la corretta attuazione del presente regolamento, dovrebbero essere attribuite alla Commissione competenze di esecuzione. Le competenze di esecuzione relative all'elenco delle fonderie e delle raffinerie responsabili, nonché all'elenco delle autorità competenti degli Stati membri dovrebbero essere esercitate in conformità al regolamento (UE) n. 182/201111.
(15) Al fine di garantire la corretta attuazione del presente regolamento, dovrebbero essere attribuite alla Commissione competenze di esecuzione. Le competenze di esecuzione relative all'elenco degli importatori responsabili, nonché all'elenco delle autorità competenti degli Stati membri dovrebbero essere esercitate in conformità al regolamento (UE) n. 182/201111.
11 Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).
(15 bis) Al fine di garantire l'efficacia del presente regolamento, individuando, su base costante, minerali e metalli il cui approvvigionamento viene utilizzato per finanziare gruppi armati e forze di sicurezza in zone di conflitto e ad alto rischio, il potere di adottare atti in conformità dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea dovrebbe essere delegato alla Commissione in materia di modifica, ove necessario, dell'elenco di minerali e metalli di cui all'allegato I. È di particolare importanza che, durante i lavori preparatori, la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti delegati, la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.
(16) La Commissione presenta periodicamente al Consiglio e al Parlamento europeo una relazione sugli effetti del sistema. Entro tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento e successivamente ogni sei anni, la Commissione dovrebbe riesaminare il funzionamento e l'efficacia del presente regolamento, anche per quanto riguarda la promozione dell'approvvigionamento responsabile dei minerali e dei metalli che rientrano nel suo campo d'applicazione e provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio. Le relazioni possono, se necessario, essere corredate di opportune proposte legislative;
1. Il presente regolamento istituisce un sistema europeo di certificazione del rispetto del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento che sia obbligatorio, al fine di sradicare il traffico di minerali e di metalli da parte di gruppi armati e forze di sicurezza12. Esso mira a garantire la trasparenza e la sicurezza relativamente alla catena di approvvigionamento dei minerali e dei metalli, in particolare delle fonderie e delle raffinerie che si approvvigionano in zone di conflitto e ad alto rischio.
2. Il presente regolamento stabilisce gli obblighi di diligenza nella catena di approvvigionamento di tutti gli importatori dell'Unione che si approvvigionano di minerali e metalli contemplati dal presente regolamento e conformemente alle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza. È concepito per garantire la trasparenza e la tracciabilità in merito alle relative pratiche di approvvigionamento qualora essi si approvvigionino in zone di conflitto e ad alto rischio, al fine di minimizzare o prevenire i conflitti violenti e la violazione dei diritti umani riducendo le possibilità per i gruppi armati e le forze di sicurezza di commercializzare questi minerali e metalli.
2 bis. Il presente regolamento si applica alle imprese a tutti i livelli della catena di approvvigionamento di minerali e metalli, che potrebbero fornire o utilizzare i minerali e metalli originari di zone di conflitto o ad alto rischio.
2 ter. Al fine di evitare le distorsioni di mercato non intenzionali, il presente regolamento opera una distinzione tra i ruoli delle imprese situate a monte e quelle situate a valle della catena di approvvigionamento. L'esercizio del dovere di diligenza deve adeguarsi alle attività dell'impresa e alla sua posizione nella catena di approvvigionamento;
2 quater. La Commissione, in collaborazione con gli organismi di certificazione e conformemente alle Linee guida dell'OCSE, può fornire ulteriori linee guida sugli obblighi spettanti alle imprese in base alla loro posizione nella catena di approvvigionamento e garantire che il sistema di certificazione segua una procedura flessibile che tenga conto della posizione delle PMI.
a) "minerali": i minerali e concentrati contenenti stagno, tantalio, tungsteno e oro indicati nell'allegato I;
a) "minerali e metalli contemplati dal presente regolamento": tutti i minerali e i metalli indicati nell'allegato I;
b) "metalli": i metalli contenenti o costituiti da stagno, tantalio, tungsteno e oro, indicati nell'allegato I;
c bis) "Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza": OECD Due Diligence Guidance for Responsible Supply Chains of Minerals from Conflict-Affected and High-Risk Areas: Second Edition, OECD Publishing (OECD (2013)). (Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per una catena di approvvigionamento responsabile di minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio: Seconda edizione, Edizioni OCSE, (OCSE (2013)), comprese tutte le raccomandazioni del Consiglio, allegati e supplementi, che possono essere periodicamente modificati o sostituiti.
e) "zone di conflitto e ad alto rischio": zone identificate dalla presenza di conflitti armati, violenza diffusa o altri rischi di danno per la popolazione e, a tal fine, si riconosce che:
i) i conflitti armati possono manifestarsi in una varietà di forme, quali ad esempio conflitti di carattere internazionale o non internazionale, che possono coinvolgere due o più Stati, o possono consistere in guerre di liberazione o insurrezioni o guerre civili; nonché
ii) le zone ad alto rischio possono includere zone caratterizzate da instabilità politica o repressioni, debolezza delle istituzioni, insicurezza, crollo delle infrastrutture civili e violenza generalizzata, entrambe spesso caratterizzate da violazioni dei diritti dell'uomo e violazioni del diritto nazionale o internazionale;
f bis) "imprese a valle": i negozianti e i commercianti di metalli, i produttori di componenti, i fabbricanti di prodotti, i produttori di apparecchiature originali e i rivenditori al dettaglio;
g) "importatore": la persona fisica o giuridica che immette sul mercato per la prima volta i minerali o i metalli contemplati dal presente regolamento ai fini dell'immissione in libera pratica ai sensi dell'articolo 79 del regolamento (CEE) n. 2913/1992 del Consiglio13;
h) "importatore responsabile": un importatore di minerali e metalli che rispetta le norme stabilite nel presente regolamento;
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera h bis (nuova)
h bis) “impresa responsabile”: un’impresa che rispetta il dovere di diligenza come definito nelle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza;
i) "certificato europeo di importatore responsabile": il documento rilasciato dalle autorità competenti a qualsiasi importatore che si attenga alle norme stabilite nel presente regolamento;
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera n bis (nuova)
n bis) "imprese a monte": le imprese minerarie (artigianali su piccola o grande scala), i negozianti locali o esportatori del paese di origine dei minerali e dei metalli, i negozianti internazionali di concentrati, le imprese di ritrattamento dei minerali e dei metalli e le fonderie/raffinerie;
o) "dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento": obblighi incombenti agli importatori responsabili di stagno, tantalio, tungsteno, dei loro minerali e di oro per quanto riguarda i sistemi di gestione, di gestione dei rischi, di audit di terzi e di diffusione delle informazioni, al fine di identificare e affrontare i rischi reali e potenziali connessi con le zone di conflitto e ad alto rischio, per evitare o attenuare gli effetti negativi associati alle loro attività di approvvigionamento;
o) "dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento": obblighi incombenti alle imprese per quanto riguarda i sistemi di gestione, di gestione dei rischi, di audit di terzi e di diffusione delle informazioni, al fine di identificare i rischi reali e potenziali connessi con le zone di conflitto e ad alto rischio, per evitare o attenuare gli effetti negativi associati alle loro attività di approvvigionamento e di garantire che queste ultime non contribuiscano al commercio illegale di minerali e metalli e al finanziamento di conflitti e non diano adito a violazioni dei diritti umani;
Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera q bis (nuova)
q bis) “gruppi armati e forze di sicurezza”: i gruppi di cui all’allegato II delle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza;
Autocertificazione come importatore responsabile
Certificazione come importatore responsabile
1. Ogni importatore dei minerali o dei metalli contemplati dal presente regolamento può autocertificarsi come importatore responsabile dichiarando all'autorità competente di uno Stato membro che egli rispetta gli obblighi di diligenza nella catena di approvvigionamento definiti nel presente regolamento. Tale dichiarazione è accompagnata da documenti che confermano il rispetto di tali obblighi da parte dell'importatore, compresi i risultati degli audit svolti da soggetti terzi indipendenti.
1. Ogni importatore dei minerali o dei metalli contemplati dal presente regolamento viene certificato dall'autorità competente dello Stato membro come importatore responsabile dopo aver dichiarato che egli rispetta gli obblighi di diligenza nella catena di approvvigionamento definiti nel presente regolamento. Tale dichiarazione è accompagnata da documenti che confermano il rispetto di tali obblighi da parte dell'importatore, compresi i risultati degli audit svolti da soggetti terzi indipendenti.
2. Le autorità competenti dello Stato membro eseguono appropriati controlli ex post al fine di garantire che gli importatori responsabili autocertificati dei minerali o dei metalli contemplati dal presente regolamento ottemperino ai loro obblighi a norma degli articoli 4, 5, 6 e 7 del presente regolamento.
2. Le autorità competenti dello Stato membro eseguono appropriati controlli ex post al fine di garantire che gli importatori responsabili dei minerali o dei metalli contemplati dal presente regolamento che hanno ottenuto la certificazione ottemperino ai loro obblighi a norma degli articoli 4, 5, 6 e 7 del presente regolamento.
Obblighi legati al sistema di gestione
Obblighi legati al sistema di gestione per gli importatori
È compito dell'importatore responsabile dei minerali o dei metalli contemplati dal presente regolamento:
È compito di tutti gli importatori di minerali e metalli contemplati dal presente regolamento, conformemente alle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza:
Obblighi legati alla gestione dei rischi
Obblighi legati alla gestione dei rischi per gli importatori
Obblighi legati al sistema di gestione e obblighi legati alla gestione dei rischi per le imprese
Tra le altre cose, le imprese a valle individuano con il massimo impegno e rivedono il processo relativo al dovere di diligenza delle fonderie/raffinerie nella loro catena di approvvigionamento e valutano se esse aderiscono alle misure legate al dovere di diligenza di cui alle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza. Le imprese a valle possono partecipare ai regimi industriali che valutano l’osservanza, da parte delle fonderie/raffinerie, delle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza e possono attingere alle informazioni che tali regimi prevedono per aiutarle a soddisfare le raccomandazioni delle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza e mettere queste informazioni a disposizione del pubblico.
c) rispettano i principi di indipendenza, di competenza e di responsabilità nonché qualsiasi campo di applicazione, criterio o attività di audit applicabile, definiti nelle Linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza.
a) nome e indirizzo delle fonderie o raffinerie responsabili che intervengono nella sua catena di approvvigionamento;
a) nome e indirizzo delle fonderie o raffinerie e/o qualsiasi impresa che intervengono nella sua catena di approvvigionamento;
b) i risultati degli audit eseguiti da soggetti terzi indipendenti relativamente a ciascuna delle raffinerie o delle fonderie responsabili che intervengono nella sua catena di approvvigionamento conformemente alla portata, all'obiettivo e ai principi di cui all'articolo 6 del presente regolamento;
b) i risultati degli audit eseguiti da soggetti terzi indipendenti relativamente a ciascuna delle raffinerie o delle fonderie e/o qualsiasi impresa che intervengono nella sua catena di approvvigionamento conformemente alla portata, all'obiettivo e ai principi di cui all'articolo 6 del presente regolamento;
4. L'importatore responsabile dei minerali o dei metalli contemplati dal presente regolamento mette a disposizione dei suoi acquirenti situati immediatamente a valle tutte le informazioni raccolte e conservate nel quadro dell'esercizio del dovere di diligenza nella sua catena di approvvigionamento, rispettando il principio della riservatezza delle informazioni commerciali e di altre questioni di concorrenza.
4. Le imprese mettono a disposizione dei loro acquirenti situati immediatamente a valle tutte le informazioni raccolte e conservate nel quadro dell'esercizio del dovere di diligenza nella sua catena di approvvigionamento, rispettando il principio della riservatezza delle informazioni commerciali e di altre questioni di concorrenza.
Elenco delle fonderie e delle raffinerie responsabili
Elenco degli importatori di minerali e metalli responsabili
1. Sulla base delle informazioni fornite dagli Stati membri nelle relazioni di cui all'articolo 15, la Commissione adotta e pubblica una decisione in cui sono elencati i nomi e gli indirizzi degli importatori di minerali e metalli contemplati dal presente regolamento.
4. La Commissione aggiorna tempestivamente le informazioni contenute nell'elenco. Ogni sei mesi, essa cancella dall'elenco i nomi degli importatori che non sono più riconosciuti come importatori responsabili dagli Stati membri conformemente all'articolo 14, paragrafo 3, o i nomi di quelli che intervengono nella catena di approvvigionamento di importatori che non sono più riconosciuti come importatori responsabili.
4 bis. Le autorità competenti degli Stati membri pubblicano una relazione che illustra le conclusioni complete di eventuali controlli ex post, unitamente a una motivazione ponderata che giustifichi tali conclusioni e all'eventuale documentazione su cui l'autorità competente abbia fondato dette conclusioni.
Informazione su "zona di conflitto" o "zona ad alto rischio":
La Commissione, in stretta collaborazione con il Servizio europeo per l'azione esterna, deve mettere a disposizione del pubblico e delle imprese sufficienti informazioni idonee per la comprensione e determinazione di "zona di conflitto" o "zona ad alto rischio."
2. In caso di infrazione alle disposizioni del presente regolamento, le autorità competenti degli Stati membri informano l'importatore responsabile delle misure correttive che egli deve adottare.
2. In caso di infrazione alle disposizioni del presente regolamento, le autorità competenti degli Stati membri notificano all'impresa responsabile le misure correttive che deve adottare.
3 bis. Il presente regolamento prevede un periodo di transizione di due anni in modo da consentire agli importatori di minerali e metalli di conformarsi agli obblighi di dichiarazione pubblica .
Articolo 15 – paragrafo 3 ter (nuovo)
3 ter. Eventuali modifiche delle Linee guida dell'OCSE si applicano mutatis mutandis al presente regolamento.
1. La Commissione presenta, entro il periodo transitorio, una proposta legislativa in cui si definiscono le misure di accompagnamento al fine di migliorare l'efficacia del presente regolamento in linea con la comunicazione congiunta al Parlamento europeo e al Consiglio dal titolo "Approvvigionamento responsabile dei minerali provenienti da zone di conflitto e ad alto rischio. Verso un approccio integrato dell'UE" (JOIN (2014) 8).
- Le misure di accompagnamento atte a garantire un approccio integrato dell'UE al dovere di approvvigionamento responsabile:
a) il sostegno alle imprese che si approvvigionano responsabilmente sotto forma di incentivi, assistenza e orientamento di natura tecnica alle imprese, tenendo conto della situazione delle piccole e medie imprese e della loro posizione nella catena di approvvigionamento, così da facilitare l'ottemperanza ai requisiti del presente regolamento;
2. La Commissione presenta una relazione sul funzionamento delle misure di accompagnamento attuate ai sensi del paragrafo 1, nonché sul loro impatto ed efficacia.
La Commissione deve avere il potere di adottare atti delegati ai sensi dell'articolo 15 quater miranti a modificare l'elenco dei minerali e dei metalli di cui all'allegato I.
Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 15 quater è conferito alla Commissione per un periodo di … anni a decorrere da * . La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di …- anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
*GU: inserire la data di entrata in vigore del presente regolamento.
Sistema europeo di autocertificazione dell’esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento per gli importatori responsabili di stagno, tungsteno, tantalio, dei loro minerali e di oro, originari di zone di conflitto e ad alto rischio

References: Articolo 2
 articolo 1502
 articolo 1502

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 2

Articolo 15