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Timestamp: 2019-08-23 04:26:55+00:00

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Violazione del segreto d’ufficio - § 310 Codice penale della RFT
§ 310 Codice penale della RFT
L’importanza, che l’ordinamento austriaco attribuisce all’osservanza del segreto d’ufficio, risulta anche dal fatto che è previsto dallo stesso B-VG (Costituzione federale) e che tale previsione non è limitata ai soli interessi pubblici.
2. L’interesse al segreto
3. Cosa s’intende per segreto
4. Modalità di conoscenza del segreto
5. L’“Offenbaren” e il “Verwenden” (rivelazione e utilizzo)
6. La tutela di interessi pubblici e privati
7. Elemento soggettivo
8. Rivelazione “verfassungsgefährdender Tatsachen”
Il Capo 22.mo della Parte Speciale del C. P. prevede, al § 310, il reato di “Verletzung des Amtsgeheimnisses”.
Si tratta di un cosiddetto echten Amtsdelikt. Con il predetto paragrafo, il legislatore ha dato attuazione al disposto di cui all’articolo 20, comma 3, B-VG (Bundesverfassungsgesetz -Costituzione federale).
L’obbligo dell’“Amtsverschwiegenheit” (segreto d’ufficio) è posto a carico di tutti gli organi che adempiono funzioni nell’ambito del Bund (Stato centrale), dei “Länder”, delle amministrazioni comunali, degli altri enti di diritto pubblico, salvo che sussista una diversa disposizione di legge.
La mancata osservanza del dovere dell’“Amtsverschwiegenheit”, viene sanzionata pure sotto il profilo disciplinare; si veda in proposito il § 46 BDG - Beamtendienstrechtsgesetz del 1949, che vale per i pubblici dipendenti in genere, mentre per i magistrati, questo dovere è previsto, in modo molto più rigoroso e dettagliato, dal § 58 del RStDG (“Richter- und Staatsanwaltschaftsgesetz”).
Il dovere dell’“Amtsverschwiegenheit” sussiste anche nei confronti di persone, che, a loro volta, sono tenute a osservare questo dovere (ved. VwGH – Verwaltungsgerichtshof - 19.5.1993, 91/12/0249).
Parimenti, nel caso, in cui si tratta di una cerchia di persone, di cui non tutte sono obbligate al segreto (ved. VwGH 15.8.2008, 2006/090240)
In considerazione della riserva di legge contenuta nel comma 3 del citato B-VG, il legislatore ha facoltà di limitare l’obbligo di osservare il segreto d’ufficio, ma non di ampliarlo (ved. VfSlg (Corte costituzionale) 6288 e 9657).
Presupposto, ai fini dell’esistenza della “Geheimhaltungspflicht”, è la sussistenza di un interesse al segreto, interesse, che può essere pubblico oppure anche di natura privata (come vedremo).
In sede di comparazione tra “Geheimhaltungsinteresse” e interesse all’informazione, occorre tenere conto della prevalenza dell’intesse in questione (VwGH 29.11.2000, 2000/09/0079 e 31.3.2003, 2000/10/0052).
Qualora vi sia una “gesetzliche Mitteilungspflicht” (qual è, per esempio, quella prevista dall’articolo 148 b, c. 1, B-VG), il § 310 StGB non è applicabile.
Ai fini di un’eventuale prevalenza, occorre tenerne conto altresì del disposto dell’articolo 10, c. 2, CEDU.
Non sussiste, però, un diritto soggettivo “auf Wahrung der Amtsverschwiegenheit”, come ha sentenziato la Corte costituzionale (ved. VfSlg 3005, 7455, 12.838).
Secondo la dottrina, un diritto del genere sarebbe però desumibile dalla normativa in materia di protezione dei dati (“Datenschutz”).
Prevede il § 310, c .1, StGB, che – salvo il fatto costituisca un reato sanzionato con pena più grave (“ist mit strengerer Strafe bedroht”) - il pubblico ufficiale (anche se cessato dal servizio), il quale rivela o “utilizza” un segreto, di cui ha avuto cognizione esclusivamente per effetto della funzione esercitata, qualora la rivelazione o “l’utilizzo” del segreto sia atto a ledere un interesse pubblico o un interesse privato tutelato, è punibile con pena detentiva fino a tre anni.
Il reato p. e p. dal § 310 StGB tutela quindi “schutzbedürftige Geheimninsse”, che possono essere previsti non soltanto dal codice penale, ma anche da leggi speciali.
La previsione di cui al paragrafo teste’ citato, è un “unrechtsbezogenes Sonderdelikt”, per cui è configurabile anche il concorso da parte di persone, che non rivestono le qualifiche di cui sopra.
“Unmittelbare Täter” del reato di cui al comma 1 del § 310 StGB, possono invece essere soltanto un pubblico ufficiale (“Beamter”) o un dipendente dell’Europol.
Per quanto concerne il concetto di segreto (“Geheimnis”), sono comprese nello stesso, fatti noti soltanto a una determinata cerchia di persone nel senso che la conoscenza/” apprensione” degli stessi, non è “comunemente” accessibile (è stato adottato il cosiddetto materielle Geheimnisbegriff).
Il soggetto attivo del reato de quo può essere venuto a conoscenza del segreto in occasione dell’espletamento delle proprie funzioni (nel qual caso si parla di “anvertrautem Geheimnis”) oppure – legittimamente o illegittimamente – a causa della “posizione” che ha all’interno dell’ufficio (in questo caso si tratta di “zugänglich gewordenem Geheimnis”).
Occorre inoltre il cosiddetto Geheimhaltungswille nel senso che è necessaria la volontà del soggetto, a “protezione” del quale è stabilita la “Geheimhaltung” del fatto/dei fatti, di tenerlo/li riservato/ti: In altre parole, la volontà, che il segreto non venga divulgato.
La mera classificazione (o indicazione) di un fatto (o di un documento) quale “geheim” (segreto), in una disposizione di servizio interna (e la violazione della riservatezza dello stesso), non è atto a integrare la fattispecie di cui al § 310 StGB.
Decisivo, a quest’ultimo fine, è che deve trattarsi di fatti, che, indipendentemente dalla loro “classifica”, siano tali da richiederne la riservatezza nell’interesse pubblico o nell’interesse privato meritevole di tutela (si parla in proposito, di "materiellem Geheimhaltungsbegriff”).
La violazione dell’ "Amtsgeheimnis" è integrata pure, se vengono “divulgati” fatti concernenti terzi, se di questi fatti, la persona tenuta al segreto, ha potuto avere cognizione esclusivamente per effetto della funzione esercitata.
Così, per esempio, commette il reato de quo, l’agente di polizia, che rivela, che nei confronti di una persona è stata emanata un’ordinanza di custodia cautelare o che la stessa è stata eseguita (ved.13 Os 88/11g).
Ai fini della configurabilità del reato di cui al § 310 StGB, è inoltre necessario, che il soggetto attivo di questa “Straftat” abbia potuto avere cognizione del fatto esclusivamente per effetto della funzione espletata; direttamente o perché’ questa funzione gli ha consentito di prenderne cognizione in conseguenza dei mezzi tecnici, che ha avuto a disposizione per motivi di servizio (per esempio, accesso a banche dati).
Capita, non di rado, che c’è chi sembra ignorare il dovere di serbare il segreto d’ufficio per “ingraziarsi” certi signori. Una “gute Presse” è essenziale per chi intende “primeggiare” a ogni costo.
Spesso, errori, anche gravi, non divengono noti, perché’ c’è chi stende un velo (pietoso) sugli stessi.
C’è sempre un dare da una parte e un avere dall’altra parte. A ciò contribuisce pure il fatto, che le violazioni del segreto d’ufficio poi effettivamente perseguite e punite, sono, in parecchi Stati europei, davvero poche.
Il servilismo, secondo alcuni, sembra avere assunto proporzioni preoccupanti e sconcertanti.
Ma, queste cose, è meglio non dirle, cosí com’è preferibile tacere su fatti che potrebbero” incrinare” (o offuscare) la “lucentezza” di certe persone, abituate a splendere come stelle al firmamento, che, in realtà’, non brillano, né per linearità, né per trasparenza.
C’è chi tende a “condizionare gli eventi”, a manovrare nel buio, non certo nel disinteresse personale.
5. L’"Offenbaren" e il "Verwenden" (rivelazione e utilizzo)
L’elemento oggettivo dell’“Offenbaren” (rivelare) consiste nel portare il segreto a conoscenza di (almeno) un terzo, al quale non è noto.
Ciò avviene, per esempio, consentendo di prendere visione di atti coperti dal segreto istruttorio oppure fornendo fotocopia degli stessi, se ancora coperti dal segreto (ved. SSt 48/21).
L’"Offenbaren” può consistere pure nel divulgare fatti riservati sulla stampa o su Internet.
La “Verwertung” di un segreto si ha quando il soggetto attivo del reato trae un vantaggio (un’utilità), per sé stesso o per un terzo, dalla conoscenza del segreto.
Il vantaggio può essere anche di natura non economica.
Sia l’“Offenbaren”, che il “Verwerten”, ai fini della configurabilità del reato p.e p. dal § 310 StGB, devono essere atti a ledere un interesse pubblico o un interesse privato meritevole di tutela.
Non occorre, quindi, né ‘un’effettiva lesione dell’interesse alla segretezza, né che l’interesse venga concretamente messo in pericolo.
Il § 310 StGB prevede, infatti, un “abstraktes Gefährdungsdelikt” (reato di pericolo astratto).
Commette il reato de quo, per esempio, il pubblico ufficiale che indica a un imprenditore i nominativi degli altri imprenditori invitati a presentare le offerte; ciò può condurre a una “Benachteiligung der finanziellen Interessen” di un ente pubblico.
Altro esempio: il PM comunica a un estraneo, che nei confronti di una persona si procede penalmente (e, magari, anche i reati, per i quali si procede (ved. Os 67/88)). Si rende responsabile del reato p. e p. dal § 310 StGB, anche l’agente di polizia, che informa un'altra persona di un arresto già avvenuto (13 Os 88/119).
Gli interessi pubblici, alla cui tutela è posto il paragrafo teste’ menzionato, sono indicati nel comma 3 dell’articolo 20 B-VG e, in proposito, ci si richiama a quanto già esposto nella parte introduttiva di quest’articolo.
Interessi privati tutelati, suscettibili di essere lesi, sono, per esempio, quelli concernenti il rispetto della vita privata, di quella familiare nonché altri diritti indicati nell’articolo 8 CEDU.
Secondo la Suprema Corte, il mancato rispetto del segreto d’ufficio può consistere nel rivelare, abusivamente, a terzi, 1) i precedenti penali di una persona risultanti dal certificato del casellario giudiziale, 2) il contenuto di atti relativi alla posizione previdenziale (“Pensionsakten”), 3) l’avvenuto arresto, anche se rivelato a una sola persona (ved. 13 Os 88/11g).
Per quanto concerne l’elemento soggettivo del reato di cui al comma 1 del § 310 StGB, occorre almeno il dolo eventuale.
A differenza di quanto previsto dal § 302 StGB (abuso dei poteri d’ufficio), ai fini dell’integrazione del reato di violazione del segreto d’ufficio, non è richiesto il cosiddetto Schädigungsvorsatz (l’intenzione di causare un danno).
Quest’ultimo deve invece sussistere nel caso previsto dal comma 3 del § 310 StGB.
Come già accennato sopra, il comma 1 del § 310 StGB, contiene un’“ausdrückliche Subsidiaritätsklausel” nel senso che questa norma può trovare applicazione, salvo che il fatto costituisca un reato punito più gravemente.
Pertanto, se la violazione del segreto d’ufficio costituisce anche abuso d’ufficio, deve trovare applicazione il § 302 StGB (che prevede la pena detentiva da sei mesi a 5 anni e quella da uno a 10 anni, se è realizzata la fattispecie di cui al comma 2 del § 302 StGB
Il comma 2 a del § 310 StGB prevede pena identica a quella contemplata dal comma 1, per i funzionari dell’Europol, anche dopo la cessazione dal servizio.
L’“Offenbaren” (si badi bene, soltanto l’“Offenbaren” e non anche il Verwerten”) verfassungsgefährdender Tatsachen” è punibile (§ 310, c. 3, StGB) unicamente, se il soggetto attivo del reato agisce con lo scopo di nuocere a interessi privati o di causare un danno allo Stato.
“Verfassungsgefährdende Tatsachen” (§ 252, c. 3, StGB), sono fatti, che rivelano lo scopo di: sovvertire l’ordinamento democratico o federale della Repubblica d’Austria o lo Stato di diritto o la neutralità permanente, abrogare o limitare un diritto previsto da norme costituzionali oppure violare ripetutamente un diritto di questo genere.
La ratio del disposto di cui al c. 3 del § 310 StGB, è che è utile, che “verfassungsgefährdende Tatsachen” divengano note; ciò, al fine di poter prendere misure idonee a reprimere “verfassungsfeindliche Bestrebungen”, a patto che l’“Offenbaren” delle stesse, non implichi un nocumento per lo Stato o a interessi privati tutelati.
È punibile ai sensi del comma 3, ultima parte, del § 310 StGB, anche il soggetto attivo del reato che rivela un segreto ritenendo erroneamente che si tratti di una “verfassungsgefährdende Tatsache”.
Ciò è stato duramente criticato dalla dottrina, perché’ consente la punibilità di un delitto doloso, senza che il soggetto attivo del reato abbia agito con dolo.
Esclude, invece, la punibilità per il reato p. e p. dal § 310 StGB, il consenso (all’ “Offenbarung oder Verwendung”) da parte della persona, nel cui interesse il segreto è tutelato. In questo caso difetta il cosiddetto Geheimhaltungswille.
Qualora, però, la “Geheimhaltung” sia imposta anche da un interesse pubblico, l’esclusione della punibilità non può essere operante, dato che, in tal caso, un’eventuale rinuncia, è priva di effetti.

References: § 310

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 § 46
 § 58
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