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Titolo: DGR_03253_160_09052016_pdf
Autore: 05552ps
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REGIONE PIEMONTE BU20 19/05/2016
Deliberazione della Giunta Regionale 9 maggio 2016, n. 25-3253
Art. 7 L.r. 69/1978. Aggiornamento del 2016 delle Linee Guida per il recupero ambientale
delle cave e relativi importi economici unitari per il calcolo delle fideiussioni a carico del
richiedente. Indirizzi regionali in merito alle caratteristiche, alla durata e alla liberazione
delle garanzie fideiussorie, anche in relazione al riordino delle funzioni amministrative
introdotte dalla l.r. 23/2015.
Visto che la l.r. 44/2000 e la l.r. 23/2015 hanno modificato le procedure per la valutazione di istanze
relative all'attività estrattiva di cava. Nello specifico con la l.r. 44/2000 la Commissione regionale
Tecnico - Consultiva prevista dalla l.r. 69/1978 è stata sostituita da Conferenze di Servizi presso le
Province o presso la Regione e con la l.r. 23/2015 (Riordino delle funzioni amministrative conferite
alle province in attuazione della Legge 7 aprile 2014, n. 56) le competenze autorizzative, prima in
carico ai comuni sono state delegate alle province e alla Città Metropolitana di Torino.
Preso atto che il processo istruttorio ed autorizzativo, in relazione alle nuove competenze, necessita
di elementi omogenei affinché le Amministrazioni competenti possano valutare in modo uniforme i
singoli progetti negli ambiti provinciali, a seconda delle tipologie di coltivazione e di recupero
Considerato che in questa ottica nel 2002 la Giunta regionale con deliberazione del 25 febbraio
2002 n. 40 - 5384 aveva approvato le &quot;Linee guida per gli interventi di recupero ambientale di siti di
cava, relative all'aspetto economico della cauzione o polizza fideiussoria a garanzia degli interventi
stessi&quot;, a suo tempo definite in accordo con le Amministrazioni provinciali e che con successive
deliberazioni le Linee guida sono state annualmente aggiornate (vedi da ultimo la DGR 8 giugno
2015, n. 14 – 1536).
Considerato che al fine di condividere con le province e la Città Metropolitana di Torino gli
aggiornamenti necessari alle Linee Guida, il “Settore Polizia Mineraria, Cave e miniere” ha
convocato un tavolo di lavoro in data 23 marzo 2016 al quale hanno partecipato i rappresentanti di
tutte le amministrazioni provinciali e della Città Metropolitana di Torino. Al tavolo, per
l’Amministrazione regionale, ha partecipato anche la Direzione Affari Istituzionali e Avvocatura
per chiarire aspetti relativi al riordino delle funzioni introdotto con la l.r. 23/2015.
Considerato che i partecipanti al tavolo hanno approvato gli aggiornamenti finanziari necessari,
confermato quanto stabilito negli scorsi anni e concordato alcune modifiche, inserite nel documento
allegato alla presente deliberazione, strutturato nei seguenti capitoli:
2. Compagnie assicurative certificate, specifiche dei contratti di fideiussione e tempi di acquisizione
delle garanzie da parte del beneficiario;
4. Elenco delle opere e degli importi economici unitari per la determinazione dell’importo delle
– al capitolo Considerazioni generali oltre ad essere evidenziati gli adeguamenti finanziari delle
garanzie viene sottolineato che le Linee guida sono aggiornate anche in relazione al riordino delle
funzioni amministrative introdotto dalla l.r. 23/2015 in attuazione della l. 56/2014 e alle ipotesi di
soluzione ai quesiti posti dai tecnici provinciali nel tavolo di lavoro del 12 febbraio 2016,
all’indomani della riforma regionale. Infatti, a seguito dell’entrata in vigore della l.r. 23/2015, che
ha modificato l’art. 4 della l.r. 69/1978, le funzioni amministrative in materia di attività estrattive
relativamente alle cave e torbiere, dal 1/01/2016 sono state delegate alle Province che, una volta
attuato l’art. 3, l.r. 23/2015 le eserciteranno a livello di Ambito Territoriale Ottimale, con
l’eccezione della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola. A regime le funzioni saranno svolte, per
competenza territoriale, dalla Città Metropolitana di Torino, dai tre Ambiti Territoriali Ottimali (di
cui uno corrispondente all’attuale territorio della Provincia di Cuneo) e dalla Provincia del
Verbano-Cusio-Ossola. Relativamente alle fidejussioni e garanzie assicurative, il documento
stabilisce che quelle attualmente attive in favore dei comuni siano mantenute in capo agli stessi,
anche per evitare onerosi ed eccessivi allungamenti burocratici, eventuali conflitti di competenza ed
in considerazione della transitorietà della situazione (per le autorizzazioni rilasciate dalle province
dal 1 gennaio 2016, le stesse saranno beneficiarie delle fideiussioni). In merito il documento
definisce, inoltre, che per le modifiche delle garanzie fideiussorie (svincoli parziali o totali delle
fideiussioni o riduzioni), presentate dagli esercenti ai comuni, diventerà indispensabile una stretta
collaborazione tra i comuni e gli uffici provinciali competenti, che saranno comunque tenuti a
svolgere attività di vigilanza ai sensi dell’art. 19 della l.r. 69/1978. Pertanto, il documento chiarisce
che per le modifiche parziali o totali delle fideiussioni di cui sopra, i comuni beneficiari
provvederanno solo a seguito dell’accertamento da parte dei competenti uffici provinciali del
rispetto delle prescrizioni contenute nell’atto autorizzativo, in sede di vigilanza, ai sensi del citato
art. 19 della l.r. 69/1978.
– al Capitolo 1. Modalità di calcolo delle fideiussioni, riduzioni previste e posticipazioni
finanziarie, oltre all’aggiornamento finanziario dovuto all’inflazione registrata nel periodo febbraio
2015 – gennaio 2016 pari allo 0,3%, per la posticipazione delle fideiussioni alla data di possibile
svincolo è stato confermato il coefficiente di 0,5% annuo. Nel capitolo sono poi confermate tutte le
specifiche gia approvate in precedenza relativamente alle modalità di posticipazione delle
fidejussioni, alla definizione del parametro relativo al terreno vegetale, alle riduzioni delle garanzie
finanziarie nel caso di possesso di certificazione UNI EN ISO 14001 o registrazione ambientale
EMAS, alla determinazione delle fidejussioni per lotti e alle modalità di calcolo delle fideiussioni
per le cave in sotterraneo.
– al Capitolo 2. Compagnie assicurative certificate, specifiche dei contratti di fideiussione e tempi
di acquisizione delle garanzie da parte del beneficiario, sono definite le modalità per accertare la
certificazione delle Compagnie assicurative, delle quali sono accettabili i contratti di fideiussione,
confermate le specifiche che devono essere contenute nei contratti di fideiussione, nonché i tempi di
acquisizione delle garanzie da parte del beneficiario
– al Capitolo 3. Indirizzi e linee guida in merito alla liberazione delle fideiussioni, oltre alla
conferma di quanto già stabilito in precedenza, a seguito dell’entrata in vigore della l.r. 23/2015 è
altresì ribadito che per le modifiche delle garanzie fideiussorie, presentate a favore dei comuni, che
saranno richieste dagli esercenti ai comuni, i comuni beneficiari provvederanno solo a seguito
dell’accertamento da parte dei competenti uffici provinciali del rispetto delle prescrizioni contenute
nell’atto autorizzativo, in sede di vigilanza, ai sensi del citato art. 19 della l.r. 69/1978.
– al Capitolo 4. Elenco delle opere e degli importi economici unitari per la determinazione
dell’importo delle garanzie, è infine riportato l’elenco delle opere e degli importi economici unitari
per la determinazione dell’importo delle garanzie cioè le singole azioni, previste per la realizzazione
degli interventi di recupero ambientale ed i relativi importi unitari concordati, da utilizzare
nell’anno in corso, e sino all’approvazione di un successivo documento, per il calcolo di quanto
disposto dall’art. 7 co. 3 l.r. 69/1978.
Ritenuto necessario aggiornare le Linee Guida del 2015 che permetteranno al Settore regionale
Polizia mineraria, cave e miniere, ai competenti Uffici delle Amministrazioni provinciali del
Piemonte e alla Città Metropolitana di Torino e per quanto riguarda le competenze residue relative a
cave già attive alle Amministrazioni comunali, di valutare con uniformità i singoli progetti e
chiariranno le procedure da porre in essere.
Viste le l.l.r.r. 69/1978, 30/1999, 44/2000 e 23/2015.
Per tutto quanto sopra esposto ed accogliendo la proposta del relatore, la Giunta Regionale, con
voto unanime espresso nelle forme di legge,
1. Di approvare il documento “Aggiornamento delle Linee Guida per gli interventi di recupero
ambientale di siti di cava e relativi importi economici unitari, da utilizzare per il calcolo delle
fideiussioni a carico del richiedente, art. 7 della l.r. 22 novembre 1978 n. 69, dal 2016. Indirizzi
regionali in merito alla durata e alle modifiche delle garanzie fideiussorie (riduzioni, svincolo totale
e parziale), anche in relazione al riordino delle funzioni amministrative introdotte dalla l.r. 23/2015
in attuazione della l. 56/2014.”, allegato al presente atto, quale parte integrante e sostanziale.
2. Il documento allegato è valido per l’anno 2016 e sino all’approvazione di nuovo aggiornamento.
dell'art. 61 dello Statuto e dell’art. 5 della l.r. 22/2010, nonché ai sensi dell’art. 39 del d.lgs. 33/2013
sul sito istituzionale dell’Ente nella sezione “Amministrazione trasparente”.
Aggiornamento delle Linee Guida per gli interventi di recupero ambientale di siti di cava e relativi
importi economici unitari, da utilizzare per il calcolo delle fideiussioni a carico del richiedente, art. 7
della l.r. 22 novembre 1978 n. 69. Indirizzi regionali in merito alla durata e alle modifiche delle
garanzie fideiussorie (riduzioni, svincolo totale e parziale) anche in relazione al riordino delle
funzioni amministrative introdotte dalla l.r. 23/2015 in attuazione della l. 56/2014. Documento riferito
Al fine di adeguare i costi unitari dei singoli e specifici interventi che concorrono alla realizzazione delle
opere di recupero ambientale, all’incremento finanziario dovuto al tasso di inflazione registrato su base
ISTAT (Indice FOI - Indici nazionali dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Generale al
netto dei tabacchi) nel periodo febbraio 2015 – gennaio 2016, e per aggiornare, in base all’esperienza del
2015, l’elenco delle opere relative alla riqualificazione delle aree di cava, il Settore Polizia mineraria, Cave e
Miniere della Direzione Competitività del Sistema regionale, in data 23 marzo 2016, ha condiviso con le
province e con la Città metropolitana di Torino gli adeguamenti necessari.
Le seguenti linee sono aggiornate anche in relazione al riordino delle funzioni amministrative provinciali
introdotto dalla l.r. 23/2015 in attuazione della l. 56/2014 e alle ipotesi di soluzione ai quesiti proposti dai
tecnici provinciali nel tavolo del 23 marzo 2016, all’indomani della riforma regionale.Infatti, a seguito
dell’entrata in vigore della l.r. 29 ottobre 2015, n. 23 (Riordino delle funzioni amministrative conferite alle
province in attuazione della Legge 7 aprile 2014, n. 56), che ha modificato l’art. 4 della l.r. 69/1978, tutte le
funzioni amministrative in materia di attività estrattive relativamente alle cave e torbiere, dal 1/01/2016 sono
state delegate alle Province, che le eserciteranno a livello di Ambito Territoriale Ottimale, con l’eccezione
della Provincia del Verbano-Cusio-Ossola, una volta attuato l’art. 3, l.r. 23/2015.A regime le funzioni saranno
svolte, per competenza territoriale, dalla Città Metropolitana di Torino, dai tre Ambiti Territoriali Ottimali (di
cui uno corrispondente all’attuale territorio della Provincia di Cuneo) e dalla Provincia del Verbano-CusioOssola.
Relativamente alle fidejussioni e garanzie assicurative presentate in favore dei comuni, per tutte le cave
attive nel territorio piemontese, si è definito che le fideiussioni attualmente attive in favore dei comuni siano
mantenute in capo agli stessi, anche per evitare onerosi ed eccessivi allungamenti burocratici (quali la
voltura delle polizze dal comune alla provincia), eventuali conflitti di competenza ed in considerazione della
transitorietà della situazione (per le autorizzazioni rilasciate dalle province dal 1 gennaio 2016 le stesse
saranno beneficiarie delle fideiussioni).
In merito si è, altresì, definito che per le modifiche delle garanzie fideiussorie (svincoli parziali o totali delle
fideiussioni, riduzioni), presentate a favore dei comuni, che saranno richieste dagli esercenti ai comuni,
diventa indispensabile una stretta collaborazione tra i comuni e gli uffici provinciali competenti, che sono
comunque tenuti a svolgere attività di vigilanza ai sensi dell’art. 19 della l.r. 69/1978. Pertanto, per le
modifiche parziali o totali delle fideiussioni di cui sopra, i comuni beneficiari provvederanno solo a seguito
dell’accertamento da parte dei competenti uffici provinciali del rispetto delle prescrizioni contenute nell’atto
autorizzativo, in sede di vigilanza, ai sensi del citato art. 19 della l.r. 69/1978.
Riguardo l’aggiornamento finanziario degli importi unitari da utilizzare per la determinazione delle garanzie,
dovuto all’inflazione registrata nel periodo febbraio 2015 – gennaio 2016 esso è stato pari allo 1,003
(corrispondente al 0,3% di inflazione). Al Capitolo 4 sono riportate le singole azioni, previste per la
realizzazione degli interventi di recupero ambientale ed i relativi importi unitari, da utilizzare nell’anno in
corso e sino all’approvazione di un successivo documento, per il calcolo delle garanzie previste dall’art. 7
comma 3 della l.r. 69/1978.
Come risulta al Capitolo 1, in relazione alle previsioni di ripresa economica già evidenziabili nel 2016 (0,3%
di inflazione) rispetto al 2015 in cui si era registrato il – 0,7% di deflazione, per la posticipazione delle
fidejussioni alla data di possibile svincolo (12, 24 o 36 mesi dalla data di scadenza dell’autorizzazione) è
confermato il coefficiente di 0,5% annuo.
1. MODALITA’ DI CALCOLO DELLE FIDEIUSSIONI, RIDUZIONI PREVISTE E POSTICIPAZIONI
La determinazione delle garanzie è attuata dagli uffici istruttori sulla base del costo della realizzazione dei
progetti di recupero presentati con l’applicazione dei parametri unitari definiti al Capitolo 4.
Gli oneri non devono essere calcolati sul progetto complessivo, che può avere durata anche superiore ai
dieci anni, ma deve essere riferita alle opere progettate nell’ambito dell’autorizzazione.
Quando tecnicamente e progettualmente possibile l’onere fideiussorio, se richiesto, dovrà essere calcolato
dagli uffici istruttori, suddividendolo, in relazione ai singoli lotti successivi di progetto.
Resta fermo che la posticipazione finanziaria delle singole fideiussioni relative ai lotti dovrà essere effettuata
sino al termine dell’autorizzazione.
Le fideiussioni dovranno pertanto essere presentate all’Amministrazione che autorizza l’intervento,
inizialmente per il primo lotto e successivamente almeno 30 (trenta) giorni prima dell’inizio lavori sul lotto
successivo. La mancata presentazione da parte della società esercente la cava, della fideiussione relativa al
lotto interessato, comporta la decadenza dell’autorizzazione secondo la procedura prevista dall’art. 17, l.r.
69/1978, nonché la sanzione amministrativa di cui all’art. 21 comma 2, legge citata.
Per contro, come già è previsto ed avviene di norma, a seguito di richiesta e di controllo potranno essere
liberate le fideiussioni relative alle opere attuate nei lotti per i quali risultino ultimati i lavori (secondo le
modalità di cui ai successivi capitoli).
La determinazione dell’importo delle fideiussioni per lotti, come sopra descritto, può essere applicato per
fideiussioni complessive superiori a 200.000 €.
Ove ne sussistano le condizioni, a seguito di specifica richiesta (corredata dalla relativa documentazione) da
parte delle società esercenti, l’adeguamento per lotti di cui sopra è applicabile anche per le attività estrattive
In tal caso la riduzione della fideiussione, rideterminata per lotti successivi, deve essere preceduta
dall’accertamento da parte del beneficiario del rispetto delle prescrizioni contenute nell’atto autorizzativo.
Per le fidejussioni già in essere i comuni beneficiari provvederanno alla riduzione di cui sopra solo a seguito
autorizzativo, in sede di vigilanza, ai sensi dell’art. 19 della l.r. 69/1978.
Per il calcolo della garanzia finanziaria, nel caso in cui l’impresa esercente sia in possesso di certificazione o
registrazione ambientale, si applicano le seguenti riduzioni:
- 10% in presenza di certificazione ai sensi della norma UNI EN ISO 14001 rilasciata da organismo
accreditato relativa all’impresa esercente;
- 25% in presenza di certificazione ai sensi della norma UNI EN ISO 14001 rilasciata da organismo
accreditato relativa all’impresa esercente e che comprenda anche la gestione del sito di cava;
- 50% in presenza di registrazione EMAS ai sensi del Reg. CEE 1221/2009.
Relativamente alle suddette certificazioni o registrazioni, il richiedente è tenuto a presentare, in allegato alla
domanda di autorizzazione, l’autocertificazione (il cui modello è stato approvato con d.d. n. 358 dell’8 agosto
2012) con la quale dichiara di essere in possesso della certificazione. L’autocertificazione deve essere
indirizzata all’Amministrazione competente ad emettere il provvedimento autorizzatorio. È da tener presente
che le certificazioni ambientali hanno una validità di 3 anni pertanto, per il mantenimento della riduzione,
sarà onere delle imprese rinnovare le certificazioni per tutto il periodo dell’autorizzazione; nel contempo le
Amministrazioni beneficiarie della fideiussione dovranno verificare il mantenimento delle condizioni che
hanno determinato la riduzione della garanzia.
Le riduzioni dell’importo delle fideiussioni non si applicano alle “Polizze fidejussorie minime” previste dal
presente documento. Gli adeguamenti in riduzione dell’importo delle fideiussioni di cui sopra possono essere
applicate, a seguito di specifica richiesta (corredata dalla relativa documentazione) delle società esercenti,
per le attività estrattive in atto. La riduzione delle fideiussioni deve essere preceduta dall’accertamento da
parte del beneficiario del rispetto delle prescrizioni contenute nell’atto autorizzativo, come sopra descritto.
Nel seguito sono esposti i coefficienti da utilizzare per l'aggiornamento finanziario dei costi di recupero al
momento dell’esecuzione delle opere di recupero ambientale da parte dell’operatore, e della verifica dei
lavori e della liberazione o escussione, da parte della pubblica amministrazione, della fideiussione
I coefficienti di posticipazione sono calcolati tenendo conto di un tasso di inflazione annuo ipotizzato pari al
0,5%, per l’intero periodo decennale.
Coefficienti di posticipazione delle fideiussioni alla data di scadenza dell'autorizzazione
A seconda dell’anno di scadenza delle autorizzazioni il dato calcolato deve essere posticipato per il
coefficiente indicato:
Coefficienti di posticipazione delle fideiussioni al momento del controllo del recupero.
Al fine di calcolare le fideiussioni al momento del controllo del recupero ambientale occorre poi sempre
posticipare ulteriormente il dato, per uno dei seguenti coefficienti:
I coefficienti sono da definire in funzione del periodo compreso tra l’esecuzione delle opere di recupero ed il
controllo da parte pubblica:
– solo per le cave che nell’istruttoria vengono considerate “Sistemazioni fondiarie ed agrarie”, in cui
l’utilizzo agricolo è solo temporaneamente interrotto dai lavori estrattivi, il controllo dell'attuazione delle
opere di recupero ambientale e la conseguente posticipazione delle garanzie possono essere previsti a
distanza di un anno dalla scadenza dell'autorizzazione (12 mesi);
– per le cave in ambienti di pianura e collinari, in cui è previsto il riutilizzo agricolo, ove generalmente sono
prescritte semine ed eventuali limitati lavori di rimboschimento e di ingegneria naturalistica e prevalgono
invece i lavori di movimento terra e preparazione, il controllo dell'attuazione delle opere di recupero
ambientale e la conseguente posticipazione delle garanzie devono essere previsti a distanza di due
anni dalla scadenza dell'autorizzazione (24 mesi).
– nei restanti casi in cui è prevista o richiesta la rinaturalizzazione, il riuso forestale o nei casi di interventi
di rinaturazione in cui prevalgono i lavori di rimboschimento e di ingegneria naturalistica il controllo
dell'attuazione e la posticipazione delle garanzie devono essere previsti a distanza di tre anni dalla
scadenza dell'autorizzazione (36 mesi).
– solo per cave in sotterraneo (5 anni).
La differenziazione prevista, cioè il maggior periodo di controllo dell'attuazione ed il conseguente
mantenimento delle garanzie per i lavori di rimboschimento e di ingegneria naturalistica è dovuta alla
necessità di maggiori e prolungate cure colturali agli interventi attuati, rispetto alle sistemazioni di movimento
terra per il riuso agricolo.
Gli interventi di recupero ambientale previsti dal progetto e prescritti dagli atti autorizzatori devono sempre e
comunque essere realizzati ed ultimati entro sei mesi dalla data di scadenza dell’autorizzazione.
Con l’eccezione prevista per le cave in sotterraneo, non sono previste posticipazioni oltre i tre anni, previsti
per motivazioni di diversa natura, sia di ordine amministrativo, sia di natura tecnica. Ciò non esclude che in
sede di puntuale valutazione delle opere di recupero attuate, il beneficiario possa, per motivazioni tecniche,
richiedere il mantenimento, per un tempo stabilito, della frazione della fideiussione relativa alle opere di
rinverdimento, rimboschimento e di ingegneria naturalistica al fine di poter meglio accertare l’effettivo
risultato positivo degli interventi attuati.
2.- COMPAGNIE ASSICURATIVE CERTIFICATE, SPECIFICHE DEI CONTRATTI DI FIDEIUSSIONE E
TEMPI DI ACQUISIZIONE DELLE GARANZIE DA PARTE DEL BENEFICIARIO
La fideiussione o polizza assicurativa può essere costituita nelle forme ammesse dalla legge per il caso di
garanzie nei confronti degli Enti Pubblici.
– fideiussioni bancarie
– polizze fideiussorie con Enti garanti riconosciuti dall’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni IVASS)
– polizze con intermediari finanziari abilitati ai sensi dell’art. 106 del TUB di cui all’Elenco della Banca
Dovrà essere pertanto cura dei beneficiari (province e Regione Piemonte) verificare gli Enti garanti
alla voce Albo Imprese.
Analogamente per gli intermediari finanziari abilitati occorre consultare il sito
I contratti di fideiussione, stipulati dalle società esercenti le cave, a tutela della realizzazione degli interventi
di recupero ambientale, i cui beneficiari dal 2016 saranno la Regione Piemonte e in sostituzione dei Comuni
le Amministrazioni provinciali devono contenere le seguenti specifiche:
– estinzione solo a seguito di assenso scritto di liberazione da parte del beneficiario (l’amministrazione
provinciale - poi ATO o regionale) che comunque non potrà avvenire prima di 12 o 24 o 36 mesi (o 5
anni per le cave in sotterraneo) dalla data di scadenza dell’autorizzazione;
– esclusione dell’applicazione dell'art. 1957 del Codice Civile;
– obbligo di pagamento delle somme eventualmente dovute, in base alla fideiussione, entro il termine
massimo di 30 giorni dal ricevimento della richiesta scritta del beneficiario, restando inteso che, ai sensi
dell’art. 1944 del Codice Civile, il fideiussore deve rinunciare al beneficio della preventiva escussione del
– obbligo di pagamento delle somme eventualmente dovute, a seguito di semplice avviso alla Società
esercente la cava, senza necessità di preventivo consenso da parte di quest’ultima, che nulla potrà
eccepire al fideiussore in merito al pagamento stesso.
In relazione alle recenti restrizioni da parte delle Società assicurative e degli Istituti bancari, le suddette
polizze assicurative o fideiussorie devono essere richieste dall’organo competente ad emettere l’atto
autorizzativo e presentate dalle Società richiedenti l’autorizzazione, prima dell’adozione formale dell’atto
autorizzatorio. Diventa pertanto necessario che l’Organo competente al rilascio dell’autorizzazione
comunichi al richiedente l’avvenuta favorevole conclusione dell’istruttoria del procedimento relativa
all’istanza e che l’atto formale con cui sarà autorizzata la cava venga emesso a seguito della presentazione
della garanzia in applicazione dell’art. 7 della l.r. 69/1978 nelle forme e con i contenuti sopra richiamati.
3. – INDIRIZZI E LINEE GUIDA IN MERITO ALLA LIBERAZIONE DELLE FIDEIUSSIONI
Relativamente alle modalità di liberazione delle fideiussioni si premette che è sempre salvaguardata la
facoltà delle società esercenti di richiedere, nel corso della vigenza delle autorizzazioni, la liberazione di
quota parte dell’importo della fideiussione presentata, in relazione alla progressiva attuazione delle opere di
recupero e riqualificazione ambientale.
La liberazione parziale dell’onere fideiussorio si determina in genere per due distinte fattispecie:
– la conclusione delle opere di movimento terra (sistemazioni delle geometrie finali e riporti di materiali e di
terreno vegetale);
– la conclusione di parte delle opere a verde (semine, rimboschimenti e opere di ingegneria naturalistica).
In attuazione di quanto definito al precedente Capitolo 2 la liberazione della fideiussione relativa alle opere di
movimento terra potrà di norma avvenire dopo 12 mesi dall’avvenuta attuazione delle opere medesime;
mentre la liberazione della fideiussione relativa alle opere a verde potrà di norma avvenire secondo le
scadenze previste ai punti precedenti cioè a seconda dei casi dopo 12 mesi, 24 mesi e 36 mesi.
È inteso che nel caso di liberazione parziale della garanzia dovrà, comunque, essere sempre mantenuta in
essere la porzione di fideiussione relativa alla manutenzione delle opere a verde sino alla conclusione
dell’attività estrattiva, nel senso che anche trascorsi i tre anni di manutenzione delle opere a verde e
verificandosi pertanto l’ipotesi di liberazione parziale della fideiussione sarà dovuta la manutenzione delle
opere sino alla scadenza dell’autorizzazione e, pertanto, mantenuta la relativa fideiussione (cure colturali e
manutenzione dei lavori di rimboschimento, rinverdimento e ingegneria naturalistica comprendenti rincalzi,
ripuliture, sostituzioni di piante, irrigazione e sfalci delle aree recuperate). Relativamente alla liberazione
parziale della garanzia per cave con coltivazione sotto falda, si dovrà, inoltre, procedere nel rispetto di
quanto già definito al precedente paragrafo b. 3 del Capitolo 4.
In merito alle opere di recupero e ricomposizione ambientale per le quali sono presentate le garanzie in
oggetto si rileva che in termini generali, anche in linea con la Circolare PGR 18 settembre 1995, n. 21/LAP e
con lo strumento di programmazione regionale DPAE (art. 12 DPAE I° stralcio e analoghi articoli dei DPAE
II° e III° stralcio), che le opere di recupero, ricomposizione e riqualificazione ambientale, e i conseguenti
oneri cauzionali, sono da considerarsi in primo luogo finalizzate a garantire anche contestualmente alla
coltivazione mineraria, la sistemazione dei siti dal punto di vista morfologico, idrogeologico e della sicurezza
in genere, qualunque sia la destinazione d’uso finale. Inoltre, gli interventi devono garantire che, al termine
dell’attività di coltivazione, i siti siano adeguatamente riqualificati sotto l’aspetto ambientale, territoriale e
Qualora tra le finalità del recupero vi sia la rinaturalizzazione per la quale saranno definiti i conseguenti oneri
cauzionali, dovranno essere previsti dal progetto specifici interventi volti ad ottenere un incremento del grado
di naturalità rispetto a quello ante-operam che comprendano sia sistemazioni morfologiche tali da consentire
una rapida, ma controllata, azione degli agenti naturali - fisici, chimici e biologici - sia inerbimenti e impianti
arboreo - arbustivi adatti al contesto ambientale e necessari per innescare un corretto processo evolutivo.
In coerenza con tale approccio e con i medesimi oneri cauzionali, per l’ottenimento di uno stesso risultato
sotto il profilo ecologico, ad esempio la costituzione di una formazione boschiva, è possibile operare
correttamente ma con modalità differenti (sesti di impianto e densità diverse, correlate a taglie diverse delle
piante messe a dimora). In particolare, la stessa finalità degli interventi di tipo naturalistico - paesaggistico
può richiedere, in corso d’opera, un adeguamento delle modalità operative previste in progetto, fatto salvo il
mantenimento degli obiettivi di riqualificazione ambientale.
Con specifico riferimento alle modalità con la quale viene liberata (svincolata) del tutto o in parte la garanzia
è delineabile il seguente iter procedurale.
La domanda è presentata dalla Società esercente la cava al beneficiario della garanzia: Provincia o Regione
Piemonte e per le fideiussioni già in essere prima dell’entrata in vigore della l.r. 23/2015 al Comune.
La domanda deve essere corredata da una relazione che descriva e quantifichi in modo compiuto i lavori
attuati con puntuale riferimento al progetto e alle prescrizioni contenute negli atti autorizzatori e da una
planimetria riportante sia la topografia aggiornata delle aree coinvolte, sia la definizione e quantificazione
delle superfici recuperate e la loro tipologia, nel caso di riqualificazioni diverse da quella agricola.
Nel caso di liberazione dell’intero importo della fideiussione o garanzia la relazione deve comprendere anche
la “verifica di ottemperanza” a tutte le previsioni o prescrizioni contenute negli atti autorizzatori, comprese le
eventuali mitigazioni prescritte in sede di valutazione di impatto ambientale.
È evidente che gli allegati alla domanda (relazione, planimetrie e computi delle aree e delle opere realizzate)
devono essere tecnicamente confrontabili alla documentazione del progetto approvato.
Le Amministrazioni beneficiarie (Comuni, per le fideiussioni già in essere, Province o Regione Piemonte per
le nuove stipulate a partire dal 1.1.2016) dovranno verificare il rispetto delle prescrizioni contenute nell’atto
autorizzativo. Per le fidejussioni già in essere i comuni beneficiari provvederanno alla riduzione di cui sopra
solo a seguito dell’accertamento da parte dei competenti uffici provinciali del rispetto delle prescrizioni
contenute nell’atto autorizzativo, in sede di vigilanza, ai sensi dell’art. 19 della l.r. 69/1978
In fase di verifica tecnica, oltre all’accertamento della documentazione presentata, sarà indispensabile
procedere ad un sopralluogo alle aree. È opportuno precisare che in fase di controllo, sia in relazione a
quanto sopra esposto, sia in considerazione del fatto che le superfici occupate transitoriamente dall’attività
estrattiva restano di norma di proprietà privata, le quantificazioni delle opere a verde previste in progetto e
quelle utilizzate per il calcolo dell’onere fideiussorio, non sono da considerare prescrittive in senso
quantitativo (ad esempio nel numero previsto di esemplari arborei da porre a dimora o della puntuale
quantità di terreno vegetale da riportare), bensì in senso qualitativo, per il conseguimento degli obiettivi
esplicitati negli elaborati progettuali e prescritti in sede autorizzatoria.
4. ELENCO DELLE OPERE E DEGLI IMPORTI
DETERMINAZIONE DELL’IMPORTO DELLE GARANZIE.
Le opere e gli importi unitari sono elencati a seconda delle seguenti tipologie di interventi estrattivi di cava:
a. Sistemazioni fondiarie ed agrarie
b. Cave in ambienti pianeggianti
c. Cave in ambienti collinari coltivabili senza l'uso di esplosivo
d. Cave in ambienti collinari e montani di materiali per uso industriale, coltivabili a mezzo dell'uso di
e. Cave in ambienti montani di pietre ornamentali
f. Cave in sotterraneo.
All’interno delle singole tipologie di cava le opere sono suddivise in:
1. Opere di movimento terra e preparazione.
2. Opere di rinverdimento, rimboschimento e di ingegneria naturalistica.
Data la peculiarità del capitolato, che non è riferito solo ad opere eseguite o fatte eseguire, ma è funzionale
al calcolo delle fideiussioni previste dall’art. 7 della l.r. 69/1978, per tutelare le Amministrazioni che hanno
autorizzato l’intervento di cava, non si fa riferimento ai prezziari e capitolati di norma utilizzati. Infatti, le
fideiussioni sono finalizzate ad assicurare la possibilità di intervento pubblico, nel caso in cui, per motivi
diversi (mancata o incompleta ottemperanza alle prescrizioni, fallimento o altro), le società esercenti le cave
non eseguano o eseguano solo parzialmente le opere di recupero progettate e prescritte.
Quanto sopra, anche in relazione ad alcune voci quali come &quot;Accantonamento, conservazione, stesa e
livellamento del terreno vegetale&quot; prevista per tutte le cave ed in particolare per le cave sotto falda come
indicato al punto b. 3 , &quot;Profilatura del fronte comprendente il disgaggio e la messa in sicurezza delle pareti
in roccia&quot;, &quot;Scavo in roccia, a profondità minima di 50 cm, su piazzali da dismettere e recuperare,
comprensivo di scavo, asportazione del materiale e riempimento con suolo&quot; e in ultimo le modifiche
apportate al calcolo delle fideiussioni per le cave in sotterraneo, che sono riferite o a beni da conservare e
da mantenere nel sito di cava, e non ad un’opera effettiva, o a specifiche opere di carattere minerario, non
direttamente disponibili nei capitolati prezzi o ancora a parametri non riconducibili ad opere.
L’elenco di opere elencate contiene tutti i lavori di recupero e riqualificazione ordinariamente necessari per le
attività estrattive, a tale scopo viene aggiornato annualmente, in specifici casi, in cui si renda necessario
tener conto di ulteriori specifiche opere di recupero ambientale, sempre strettamente inerenti la cava, potrà
essere fatto riferimento al prezziario regionale delle Opere Pubbliche.
I - Accantonamento, conservazione, stesa e livellamento del terreno vegetale
Comprende l'accantonamento, la conservazione, la stesa ed il livellamento del terreno vegetale presente nel
sito o necessario per il recupero ambientale dell'area; il sito dopo tali operazioni, deve risultare preparato per
i successivi lavori agricoli o forestali: 9.19 €/m3.
L’importo sopraccitato si applica con le eccezioni e le modalità previste ai punti a. 1, b. 1.1 e c. 1.1.
L'accantonamento e la conservazione del terreno vegetale, nei limiti previsti, è inoltre sottoposto al Decreto
Anche in relazione ai disposti del suddetto d.lgs. dal 2012, per tutte le cave autorizzate deve essere
monitorata annualmente la consistenza dei cumuli di terreno vegetale esistenti in cava, attraverso il loro
rilevamento topografico e la contestuale definizione delle cubature esistenti; l’ubicazione dei cumuli dovrà
essere pertanto riportata ed aggiornata sul rilievo topografico di aggiornamento annuale.
II - Opere di recupero suddivise secondo le tipologie di cava
accantonamento, stesa e livellamento del terreno vegetale presente nel sito o necessario per il
riuso agricolo dell'area; il sito dopo tali operazioni deve risultare preparato per la successiva
attività agricola: 3,56 €/m3
ogni altra eventuale opera necessaria per il riuso agricolo dell'area vedi paragrafo b).
a. 3 Polizze fideiussorie minime
L’importo complessivo della fideiussione, posticipato al momento del controllo del recupero ambientale, non
deve essere comunque inferiore a 87.100,53 €
L’utilizzo del parametro a. 1 trova applicazione nei casi in cui l’attività estrattiva sia di tipo estensivo, con
ridotte profondità di scavo e su terreni accorpati di aziende agrarie, in altri termini quando l’intervento
assume anche evidenti caratteristiche di sistemazione agraria o fondiaria.
Opere di movimento terra e preparazione
terreno vegetale da rimettere in sito, come previsto al precedente paragrafo I, il terreno vegetale
deve essere valutato per una potenza minima pari a 30 cm e per una potenza massima pari a 50
b. 1. 1.1 per l’eventuale potenza eccedente i 50 cm si utilizza il parametro di: 3,56 €/m3
b. 1. 2
ripristino delle quote finali previste in progetto, escluso l’utilizzo di terreno vegetale:
a) nel caso di utilizzo di materiali sterili di cava e limi prodotti in cava: 1,14 €/m3
b) nel caso di utilizzo di materiali di provenienza esterna all’attività estrattiva in istruttoria, si utilizza
il parametro di 3.56 €/m3 opportunamente definito in relazione alla profondità di scavo da
sottoporre a riempimento:
- profondità sino a 5 metri parametro al 50% = 1,78 €/m3
- profondità compresa tra 5 e 10 metri parametro al 70% = 2,49 €/m3
- profondità superiori a 10 metri parametro intero = 3,56 €/m3;
b. 1. 3
profilatura, secondo le inclinazioni prescritte, delle scarpate poste sopra il livello della falda freatica
da eseguirsi con mezzi meccanici: 1,60 €/m2 (valutazione superficie effettiva);
realizzazione di canalette di raccolta e smaltimento delle acque di dimensioni minime di 50 x 50
cm e loro successivo inerbimento: 4,61 €/m
cm e loro successivo rivestimento con materiali tipo “tessuto non tessuto sintetico”: 7,99 €/m
b. 1. 6
cm in calcestruzzo: 17,49 €/m
b. 1. 7
cm e loro successivo rivestimento con legname e pietrame: 66,68 €/m.
b. 2. 1
b. 2. 3
b. 2. 5
b. 2. 6
b. 2. 7
b. 2. 8
b. 2. 9
b. 2. 11
Opere di rinverdimento, rimboschimento e di ingegneria naturalistica
formazione di prato con semina manuale, comprese le lavorazioni del terreno e la concimazione:
fornitura e messa a dimora di specie arbustive di piccole dimensioni (in contenitore) compreso lo
scavo, la piantagione, il reinterro, la concimazione organica e chimica, il primo annaffiamento e
l’ancoraggio: 5,75 €/pianta
fornitura e messa a dimora di specie arboree di piccole dimensioni (in contenitore) compreso lo
l’ancoraggio: 5,24 €/pianta
fornitura e messa a dimora di specie arboree, esemplari già sviluppati (circonferenza a 1 m da
terra pari a circa 10-12 cm) compreso lo scavo, la piantagione, il reinterro, la concimazione
organica e chimica, il primo annaffiamento e l’ancoraggio: 69,81 €/pianta
realizzazione di popolamenti vegetali tipici delle aree umide (quali i canneti), compresa la fornitura
e la messa a dimora di rizomi o di piante coltivate di specie idonee alla costituzione di aree a
cariceto – canneto: 3,81 €/m2
realizzazione di “isole galleggianti vegetate” previste nel recupero naturalistico di cave in cui
residuano bacini lacustri, costo unitario pari a: 1.123,91 €
fornitura e messa in opera di protezioni individuali delle piante, con reti o con materiale plastico
stabilizzato tipo tubolare, per evitare danni da mammiferi: 2,15 €/pianta
fornitura e messa in opera di fascinate, viminate, o altre opere di ingegneria naturalistica: 16,73
fornitura e messa in opera di cordonate, gradonate, palificate o altre opere di ingegneria
naturalistica: 33,00 €/m
intervento di idrosemina effettuato in luogo accessibile a mezzi meccanici, con disponibilità idrica,
su superfici già pronte per la semina, apporto del seme, dei concimi organici e chimici e del
collante, senza interventi di manutenzione successivi: 1,74 €/m2
cure colturali e manutenzione dei lavori di rimboschimento, rinverdimento e ingegneria
naturalistica comprendenti rincalzi, ripuliture, sostituzioni, irrigazione e sfalci delle aree recuperate,
per due o tre anni successivi all'esecuzione dei lavori: 0,66 €/m2/anno.
Cave con coltivazione condotta sotto falda
Per il calcolo della fideiussione di cave con coltivazione condotta sotto il livello della falda, che determinano
superfici a lago, sono confermati i parametri di cui ai precedenti punti b. 1 e b. 2.
Nel calcolo dell’onere fideiussorio, per tale tipologia di cave, deve essere calcolato il terreno vegetale
presente nelle aree progettualmente occupate dal lago di cava (nella misura di cui al punto b. 1.1). La
fideiussione relativa al terreno vegetale è parametro (direttamente proporzionale alla superficie del lago e
correlato al perimetro) atto alla valutazione di una congrua fideiussione per le cave sotto falda, per la tutela
dell’amministrazione pubblica che autorizza l’intervento, in funzione del disposto dell’art. 7 della l.r. 69/1978.
Il recupero ambientale delle cave sotto falda è infatti di fatto riconducibile alla risistemazione e
riqualificazione delle sponde e delle fasce di rispetto del lago che si forma con la coltivazione sotto falda
(movimenti terra, rinverdimenti e rimboschimenti). Il suddetto recupero delle sponde e delle fasce di rispetto
può essere opportunamente attuato e concluso nelle prime fasi di attività della cava; ciò determina la
possibilità che la porzione di fideiussione, calcolata in ragione delle opere da attuare con i parametri di cui ai
paragrafi b1 e b2, sia liberata da parte delle Amministrazioni beneficiarie. In tali casi di parziale svincolo della
fideiussione, resterà sempre attiva (sino alla conclusione di tutte le attività collegate alla coltivazione
mineraria e al recupero ambientale) la fideiussione relativa al terreno vegetale come sopra definita,
individuato quest’ultimo quale parametro per valutare il potenziale impatto dell’attività sul territorio.
La gestione del terreno vegetale presente sul sito è inoltre normata dal decreto legislativo 117/2008. Tale
gestione è oggetto di specifico documento progettuale definito “Piano di gestione dei rifiuti”: In esso il
richiedente individua le diverse forme di utilizzo del terreno vegetale.
b. 4 Polizze fideiussorie minime
deve essere comunque inferiore a:
87.100,54 € per cave che non interessano la falda;
206.640,62 € per cave che interessano la falda.
c. CAVE IN AMBIENTI COLLINARI, COLTIVABILI SENZA L'USO DI ESPLOSIVO
c. 1. 1.1 per l’eventuale potenza eccedente i 50 cm si utilizza il parametro di: 3,56 €/m3
c. 1. 2
il parametro di 3,56 €/m3 opportunamente definito in relazione alla profondità di scavo da
- profondità superiori a 10 metri parametro intero = 3,56 €/m3
c. 1. 3
profilatura, secondo le inclinazioni prescritte, delle scarpate poste sopra il livello della falda
freatica, da attuare con mezzi meccanici: 1,60 €/m2 (valutazione della superficie effettiva);
c. 1. 4
cm e successivo inerbimento: 4,61 €/m
c. 1. 5
cm e successivo rivestimento con “tessuto non tessuto sintetico”: 7,99 €/m
c. 1. 6
cm, in calcestruzzo: 17,49 €/m
cm e loro successivo rivestimento con pietrame: 66,68 €/m.
formazione di prato con semina manuale comprese le lavorazioni del terreno e la concimazione:
c. 2. 3
c. 2. 6
c. 2. 8
c. 2. 9
c. 2. 10
c. 2. 11
c. 2. 12
c. 2. 13
c. 2. 14
terra 10-12 cm) compreso lo scavo, la piantagione, il reinterro, la concimazione organica e
chimica, il primo annaffiamento e l’ancoraggio: 69,81 €/pianta
fornitura e messa in opera di protezioni, individuali delle piante con reti o con materiale plastico
stabilizzato tipo tubolare per evitare danni da mammiferi: 2,15 €/pianta
fornitura e messa in opera di palificate di sostegno a due pareti, ancorate, con inserimento di talee
e riempimento a strati con materiale idoneo (palificate vive doppie): 139,92 €/m
su superfici già pronte per la semina, apporto del seme, dei concimi organici e chimici, del collante
e della coltre protettiva in fibre naturali con aspersione di un’emulsione bituminosa instabile con
funzione protettiva, senza interventi di manutenzione successivi: 2,13 €/m2
e della coltre protettiva in fibre naturali e fissata con rete in polietilene additivato biodegradabile a
maglie, vincolata al terreno con picchetti, senza interventi di manutenzione successivi: 3,55 €/m2
posa in opera di georete, opportunamente fissata su tutta la superficie e fermata a monte e a valle,
per la protezione del suolo da fenomeni erosivi, prima dello sviluppo della cotica erbosa: 5,70
posa in opera di rivestimento di pendice rocciosa con pannelli in rete metallica zincata a doppia
torsione a maglia variabile compresi i sostegni e gli ancoraggi: 10,65 €/m2
naturalistica comprendenti rincalzi, ripuliture, sostituzioni di piante, irrigazione e sfalci delle aree
recuperate, per due o tre anni successivi all'esecuzione dei lavori: 0,66 €/m2/anno.
Polizze fideiussorie minime
L’importo complessivo della fideiussione, posticipato al momento del controllo del recupero
ambientale, non deve essere comunque inferiore a 150.450,00 €.
CAVE IN AMBIENTI COLLINARI E MONTANI, DI MATERIALI PER USO INDUSTRIALE,
COLTIVABILI A MEZZO DELL'USO DI ESPLOSIVO
d. 1 Opere di movimento terra e preparazione
d. 1. 1
terreno vegetale da rimettere in sito, come previsto al precedente paragrafo I;
d. 1. 3
riprofilatura del fronte, comprendente il disgaggio e la messa in sicurezza delle pareti in roccia o
finalizzata ad un migliore inserimento della cava nel contesto del paesaggio locale, secondo le
inclinazioni e le modalità prescritte (valutazione superficie effettiva): 4,20 €/m2
d. 1. 4
profilatura delle scarpate di discariche o comunque di scarpate non in roccia secondo le
inclinazioni previste, con mezzi meccanici (valutazione superficie effettiva): 1,66 €/m2
d. 1. 5
d. 1. 6
cm e loro successivo rivestimento con “tessuto non tessuto sintetico”: 7,99 €/m
d. 1. 7
d. 1. 8
cm e successivo rivestimento con pietrame: 66,68 €/m.
d. 2 Opere di rinverdimento, rimboschimento e di ingegneria naturalistica
d. 2. 1
d. 2. 3
d. 2. 4
d. 2. 5
d. 2. 6
€/m;
naturalistica: 32,98 €/m;
d. 2. 8
collante, senza interventi di manutenzione successivi: 1,74 €/m2;
d. 2. 10 intervento di idrosemina effettuato in luogo accessibile a mezzi meccanici, con disponibilità idrica,
d. 2. 11 intervento di idrosemina effettuato in luogo accessibile a mezzi meccanici, con disponibilità idrica,
d. 2. 12 posa in opera di georete, opportunamente fissata su tutta la superficie e fermata a monte e a valle,
d. 2. 13 posa in opera di rivestimento di pendice rocciosa con pannelli in rete metallica zincata a doppia
d. 2. 14 invecchiamento accelerato di fronti di scavo mediante l'applicazione di prodotti impregnanti non
pellicolari e conseguente ossidazione accelerata: 4,13 €/m2
d. 2. 15 cure colturali e manutenzione dei lavori di rimboschimento, rinverdimento e ingegneria
recuperate, per tre anni successivi all'esecuzione dei lavori: 0,66 €/m2/anno.
ambientale, non deve essere comunque inferiore a 200.600,00 €.
e. CAVE IN AMBIENTI MONTANI, DI PIETRE ORNAMENTALI
e. 1. 1
e. 1. 2
e. 1. 3
e. 1. 4
e. 1. 5
e. 1. 6
e. 1. 7
e. 1. 8
e. 1. 9
e. 2. 2
e. 2. 3
e. 2. 4
e. 2. 5
e. 2. 6
e. 2. 7
e. 2. 8
e. 2. 9
e. 2. 10
e. 2. 11
e. 2. 12
e. 2. 13
e. 2. 14
e. 2. 15
inclinazioni e le modalità prescritte (valutazione superficie effettiva): 7,41 €/m2
scavo in roccia, a profondità minima di 50 cm, su piazzali e ampi gradoni da dismettere e
recuperare, comprensivo di scavo, asportazione del materiale e riempimento con suolo (da
utilizzare per realizzare settori su cui effettuare impianti arborei ed arbustivi): 57,95 €/m3
naturalistica: 32,98 €/m
per la protezione del suolo da fenomeni erosivi prima dello sviluppo della cotica erbosa: 5,70 €/m2
invecchiamento di fronti di scavo mediante l'applicazione di prodotti impregnanti non pellicolari e
conseguente ossidazione accelerata: 4,13 €/m2
L’importo complessivo della fideiussione, per le cave in ambienti montani, di pietre ornamentali, posticipato
al momento del controllo del recupero ambientale, non deve essere comunque inferiore a: 41.407,15 €.
f. CAVE IN SOTTERRANEO
In considerazione della necessità di prevedere il controllo della stabilità dei vuoti la posticipazione della
fideiussione è da conteggiare per 5 anni successivi all’ultimazione dei lavori.
Il metodo di calcolo è riferito ai parametri unitari sotto indicati (f.2.1, f.2.2, f.2.3 e f.2.4) da incrementare, al
fine di definire in modo più scientifico l’importo delle fideiussioni per gli interventi minerari in ambiente
sotterraneo, in ragione di un valore percentuale cumulativo derivante dall’analisi qualitativa di 5
Macroparametri che tengono conto delle specifiche peculiarità a valenza ambientale e mineraria (vedi
tabella) sotto indicati:
a) Presenza di acqua in sotterraneo;
b) Configurazione prevalente dello scavo;
c) Profondità massima del livello scavato rispetto al piano campagna di riferimento, indipendentemente
dal numero di livelli;
d) Metodo di coltivazione prevalente adottato;
e) Caratteristiche dell’ammasso roccioso 1.
Parametri unitari per il calcolo delle fideiussioni di cave in sotterraneo:
f. 2. 1
f. 2. 2
f. 2. 3
f. 2. 4
per tutte le superfici a giorno (piazzali, discariche, pertinenze, ecc.) devono essere utilizzati i
parametri elencati al paragrafo c) o e) nel caso di cave coltivate in sotterraneo di pietre
ornamentali, del presente Capitolo;
per i volumi coltivati in sotterraneo devono essere utilizzati i seguenti parametri unitari per metro
cubo di materiale coltivato ed asportato:
coltivazione con vuoti inaccessibili a fine lavori: 0,50 €/m3
coltivazione con il metodo della ripiena: 0,80 €/m3
coltivazione con vuoti accessibili a fine lavori: 1,00 €/m3
coltivazione in sotterraneo di pietre ornamentali: 1,50 €/m3.
Macroparametri a valenza ambientale e mineraria
Presenza di acqua in sotterraneo:
 Assenza o presenza non significativa
 Presenza significativa
Configurazione prevalente dello scavo:
 Camere e diaframmi
 Camere e pilastri
 Grandi vuoti
Profondità massima del livello scavato rispetto al piano di campagna
di riferimento, indipendentemente dal numero di livelli:
 Livello/i di profondità superficiale (0 ÷ 50 m)
 Livello/i di profondità media (51 ÷ 100 m)
 Livello/i di profondità elevata (&gt; 100 m)
Metodo di coltivazione prevalente adottato:
 Scavo con fresa
 Scavo con escavatore
 Scavo con uso di esplosivo
Caratteristiche dell’ammasso roccioso:
 Ammasso roccioso indisturbato (GSI 100 ÷ 81)
 Ammasso roccioso mediamente disturbato (GSI 80 ÷ 61)
 Ammasso roccioso disturbato (GSI 60 ÷ 41)
Valore di incremento %
dei parametri f.2.1, f.2.2, f.2.3 e f.2.4
Confronta il metodo Geological Strength Index che fornisce un sistema per valutare la riduzione di resistenza di un ammasso in
differenti condizioni geologiche. Tale valutazione è di tipo empirico, ma sono state formulate anche relazioni per mettere in relazione
l’indice GSI con i parametri meccanici di resistenza e deformabilità (Hoek-Brown, modulo Ed)
g. EVENTUALI OPERE DI DEMOLIZIONE
Relativamente alla valutazione ed il calcolo nell’onere fideiussorio per opere di demolizione è da premettere
che la fideiussione per sua natura giuridica deve essere correlata e riferita all’area di cava. Nel caso di
progetti che prevedono anche la demolizione di opere o apparecchiature, l’organo competente all’istruttoria
del progetto per la l.r. 69/1978 può prevedere idonea garanzia in applicazione dell’art. 7 della l.r. 69/1978 in
relazione a costi necessari per la demolizione, in tali casi i costi sono da desumere dal Prezziario Regionale
delle Opere Pubbliche attraverso apposito computo.
È da precisare che non sono comunque mai da conteggiare nell’onere fideiussorio per le cave, opere e
impianti oggetto di autorizzazione edilizia o procedure previste dal DPR 6 giugno 2001, n. 380 &quot;Testo unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia” quali gli impianti di lavorazione e
trasformazione del materiale estratto e la demolizione di fabbricati.
Documento PDF dgr 03253 160 09052016.pdf
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References: Art. 7

art. 19
 art. 19
 art. 7
 art. 7
 art. 19