Source: http://www.handylex.org/gun/decreto_isee_persone_disabilita.shtml
Timestamp: 2017-08-19 01:52:49+00:00

Document:
Aggiornamento: Il Decreto di cui si parla in questo articolo è stato pubbllicato in Gazzetta Ufficiale.
Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159 "Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell'Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)" (GU Serie Generale n.19 del 24-1-2014). Il provvedimento entrerà in vigore il 08/02/2014
L'origine del provvedimento
La determinazione dell’ISEE fino ad oggi era disciplinata dal Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 109 (e successive modificazioni e regolamentazioni).
adottare una definizione di reddito disponibile che includa la percezione di somme anche se esenti da imposizione fiscale e che tenga conto delle quote di patrimonio e di reddito dei diversi componenti della famiglia nonchè dei pesi dei carichi familiari, in particolare dei figli successivi al secondo e di persone disabili a carico;
Rispetto invece ai campi di applicazione, il secondo periodo dell’articolo 5 rimanda al medesimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che dovrà individuare le agevolazioni fiscali e tariffarie e le provvidenze di natura assistenziale che a decorrere dal 1° gennaio 2013 (termine ovviamente superato), non possono essere più riconosciute ai soggetti in possesso di un ISEE superiore alla soglia individuata con il decreto stesso. Di questo specifico decreto non esiste al momento traccia alcuna.
Le preoccupazioni maggiori, nate già all’indomani dell’approvazione della Legge 214/2011 e aumentate in questi mesi, si possono così sintetizzare:
per il calcolo del nuovo ISEE ci si riferisca anche a pensioni, indennità e assegni riservati agli invalidi civili, ciechi, sordi;
l’ISEE calcolato con le nuove modalità sia più svantaggioso per le famiglie italiane e, in particolare, per quelle in cui sia presente una persona con disabilità;
il nuovo limite ISEE si applichi anche alle provvidenze assistenziali riservate agli invalidi civili, ciechi, sordi compresa l’indennità di accompagnamento e l’indennità di comunicazione fino ad oggi erogate a prescindere da qualsiasi reddito.
Si tratta di preoccupazioni più che motivate, anche perchè non si può dimenticare che l’indicazione di rivedere l’ISEE è contenuta all’interno di una norma di rigido contenimento della spesa e a poco valgono le rassicurazioni circa gli intenti equitativi o di razionalizzazione.
Nel nuovo decreto le componenti “logiche” generali rimangono del tutto simili a quelle su cui era incardinato il precedente ISEE.
Le modifiche sostanziali riguardano
La franchigia vale per ogni persona con disabilità presente nel nucleo.
È indispensabile, a questo punto, spiegare cosa si intenda per disabilità media, disabilità grave, non autosufficienza, poiché le diverse condizioni comportano un diverso trattamento. Il Ministero, nel tentare di elaborare una non facile definizione, si è “scontrato” con il ben noto marasma degli inquadramenti vigenti delle diverse invalidità.
Invalidi civili minori di età Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni propri della loro età (L. 118/71, art. 2 - diritto all’indennità di frequenza) Minori di età con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della loro età e in cui ricorrano le condizioni di cui alla L. 449/1997, art. 8 o della L. 388/2000, art. 30 Minori di età con diritto all’indennità di accompagnamento ( L. 508/88, art. 1)
Ciechi civili Art 4 L.138/2001 Ciechi civili parziali (L. 382/70 - L. 508/88 – L. 138/2001) Ciechi civili assoluti (L. 382/70 - L. 508/88 – L. 138/2001)
INPS Invalidi (L. 222/84, artt. 1 e 6 - D.Lgs. 503/92, art. 1, comma 8) Inabili (L. 222/84, artt. 2, 6 e 8) Inabili con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa (L. 222/84, art. 5)
INAIL Invalidi sul lavoro 50>79% (DPR 1124/65, art. 66 )Invalidi sul lavoro 35>59 % (D.Lgs 38/2000, art.13 – DM 12/7/2000 – L. 296/2006, art 1, comma 782) Invalidi sul lavoro 80>100% (DPR 1124/65,art. 66)Invalidi sul lavoro >59% (D.Lgs 38/2000, art. 13 – DM 12/7/2000 - L. 296/2006, art 1, comma 782) Invalidi sul lavoro con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa (DPR 1124/65 – art. 66)Invalidi sul lavoro con menomazioni dell’integrità psicofisica di cui alla L.296/2006, art 1, comma 782, punto 4
INPS gestione ex INPDAP Inabili alle mansioni (L. 379/55, DPR 73/92 e DPR 171/2011) Inabili (L. 274/1991, art. 13 - L. 335/95, art. 2)
Trattamenti di privilegio ordinari e di guerra Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla terza ed alla seconda categoria Tab. A DPR 834/81 (71>80%) Invalidi con minorazioni globalmente ascritte alla prima categoria Tab. A DPR 834/81 (81>100%) Invalidi con diritto all’assegno di superinvalidità (Tabella E allegata al DPR 834/81)
Nella sostanza non esiste più l’ISEE individuale (o estratto) come previsto – pur confusamente - dalla controversa normativa attuale.
La nuova disposizione tende a favorire persone con disabilità gravi che vivono in famiglia e che, verosimilmente, non sono in grado di costituire un proprio nucleo familiare. Potrebbero al contrario essere svantaggiati, per le prestazioni agevolate socio-sanitarie - le persone con disabilità che abbiano costituito una propria famiglia.
Il decreto introduce anche una disposizione per certi versi antielusiva che riguarda le donazioni.
Un aspetto particolarmente rilevante è quello dei tempi e delle modalità di applicazione del nuovo ISEE. Vediamo i passaggi.
Il primo passaggio è l’approvazione, con provvedimento del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, su proposta dell’INPS, sentita l’Agenzia delle entrate e il Garante per la protezione dei dati personali – del modello di Dichiarazione sostitutiva unica (DSU), cioè il modello su cui vengono inseriti i dati per il calcolo dell’ISEE. Per l’emanazione del provvedimento il decreto fissa 90 giorni di tempo.
Trascorsi 30 giorni dalla pubblicazione del modello, le DSU (Dichiarazione sostitutiva unica) possono essere rilasciate solo con i nuovi criteri. Conseguentemente anche le prestazioni sociali agevolate richieste successivamente a quella data, sono erogate sulla base dell’ISEE rivisto ai sensi nuovo decreto.
Entro la stessa data gli enti che disciplinano l’erogazione delle prestazioni sociali agevolate (Comuni, Università ecc.) devono emanare gli atti anche normativi necessari all’erogazione delle nuove prestazioni in conformità con le disposizioni del nuovo decreto. Questo significa che devono fissare le nuove soglie di accesso alle prestazioni sociali agevolate di loro competenza.
Nel frattempo le prestazioni sociali agevolate già in essere al momento dell’entrata in vigore del nuovo decreto, continuano ad essere erogate secondo la normativa previgente, fino a quando gli enti competenti non abbiano emanato i nuoti atti regolamentari e comunque non oltre 12 mesi dall’entrata in vigore del nuovo decreto.
È immaginabile un notevole “ingorgo” per la richiesta delle nuove DSU che diventeranno presto indispensabili.
Un ruolo centrale nei controlli (in larga misura ex ante, cioè precedenti al rilascio della Dichiarazione ISEE) è affidata a INPS che può avvalersi di controlli incrociati con le banche dati dell’Agenzia delle entrate, del casellario delle pensioni e di altre fonti utili a rilevare la veridicità di quanto autocertificato dai Cittadini.
Nel complesso le dichiarazioni ISEE appaiono ancora più complesse che in passato e comporteranno verosimilmente un ingente impegno da parte di soggetti preposti alla compilazione (in particolare i patronati sindacali).
Il nuovo regolamento ISEE è già in vigore?
Il nuovo decreto deve essere innanzitutto pubblicato in Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore. La successiva applicazione è condizionata da un serie di atti di competenza ministeriale.
Successivamete necessari atti da parte degli enti erogatori (es. i Comuni) che devono recepire le nuove modalità di calcolo dell’ISEE e fissare i limiti per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate e/o per la partecipazione eventuale alla spesa.
Vengono considerati i redditi di varia natura e tutte le prestazioni monetarie erogate dallo Stato o da enti pubblici con finalità assistenziale anche se sono esenti da tassazione. Viene poi sommato il 20% del patrimonio mobiliare o immobiliare. Sono previste alcune franchigie e detrazioni.
Certamente. Nell’Indicatore della Situazione Reddituale sono considerati assegni pensioni e indennità di accompagnamento, di comunicazione e di frequenza riservate a invalidi, ciechi e sordi, oltre che tutti i trattamenti per invalidi del lavoro e di guerra.
Vengono anche considerati gli eventuali assegni di cura, contributi per l’assistenza indiretta, voucher e ogni altra erogazione assistenziale o ad altro titolo.
Nel calcolo sono previste alcune agevolazioni che consentono di diminuire l’Indicatore della Situazione Reddituale in presenza di una persona con disabilità nel nucleo.
È possibile detrarre le spese sanitarie per disabilità (che sono piuttosto ampie e comprendono, ad esempio, le spese per gli ausili o per l’acquisto e l’adattamento di un veicolo), fino a 5000 euro.
Sono poi previste detrazioni forfettarie a seconda della gravità della disabilità. Disabilità media: 4000 euro (5500 per i minori); disabilità grave: 5500 euro (7.500 per i minori); non autosufficienza: 7000 euro (9.500 per i minori). Si può poi detrarre il 10% delle prestazioni assistenziali ricevute.
I non autosufficienti possono detrarre le spese sostenute per badanti o assistenti personale fino a coprire l’intero importo delle prestazioni assistenziali o previdenziali per inabilità ricevute.
Dipende caso per caso e dal tipo di prestazione agevolata richiesta. In linea generale l’ISEE futuro potrebbe essere leggermente più vantaggioso del precedente per i redditi medio-bassi con famiglia numerosa e per le disabilità gravi o per le non autosufficienza in presenza di ingenti spese per assistenza dimostrabili. In linea generale, il nuovo ISEE è meno vantaggioso del precedente per tutti, in particolare per gli anziani non autosufficienti.
In realtà non è tanto la modalità di calcolo dell’ISEE dettarne il vantaggio, quanto piuttosto i limiti ISEE fissati dagli enti rispetto alle diverse prestazioni o servizi.
Consulta il testo non ufficiale del decreto ISEE

References: art. 2
 art. 8
 art. 30
 art. 1
 art. 1
 art. 5
 art. 66
 art.13
 art. 13
 art. 66
 art. 13
 art. 2