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Timestamp: 2017-10-20 23:11:59+00:00

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Le leggi in difesa degli animali - Dogwelcome - Viaggi e vacanze con cane e gatto
Rubriche Tematiche > Le Leggi che difendono i nostri amici
Le leggi che difendono i nostri amici
Facciamole applicare !!!
Art. 727 CP - abbandono di animali
Legge 20/7/2004 n. 189 - sui maltrattamenti agli animali
Legge 14/8/1991, n. 281 - in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo
Decreto legislativo 27/01/1992 Num. 116 Decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 116 (in Suppl. ordinario alla Gazz. Uff. n. 40, del 18 febbraio). - Attuazione della direttiva (CEE) n. 609/86 in materia di protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici.
Legge regionale Lombardia 20/7/2006 n. 16 - lotta al randagismo e tutela degli animali di affezione
Art.544-quater - SPETTACOLI O MANIFESTAZIONI VIETATI
Art.544-sexies - CONFISCA E PENE ACCESSORIE
Art. 638 - UCCISIONE O DANNEGGIAMENTO DI ANIMALI ALTRUI
20 GENNAIO 2009 - PROCURA DI MILANO, IL MALTRATTAMENTO ANIMALE NON E’ UN REATO MINORE
Altro passo in avanti grazie alla Legge 189 del 2004. I responsabili di maltrattamento animale vanno perseguiti allo stesso livello di severità di chi sbaglia un intervento chirurgico, sfrutta un lavoratore in nero oppure commercializza prodotti alimentari senza i dovuti controlli. Il Procuratore Capo di Milano, Manlio Minale, ha inviato a tutti i suoi sostituti una circolare informandoli che le fattispecie penali del maltrattamento animale dovranno essere prese in seria considerazione al pari di altre violazioni del codice penale. "Detta materia- è scritto nella circolare- può trovare idonea collocazione nell'ambito del VI dipartimento". In altre parole, a non "sottovalutare" questo reato. Negli ultimi mese le denunce che arrivano in procura legate ai maltrattamenti venivano girate al "Servizio definizione Affari Semplici", un settore della procura creato per evitare che il lavoro dei magistrati si concentri troppo sui reati cosiddetti "minori". Il Capo della Procura cambia ora strategia, reputando "opportuno, in considerazione della unicità della materia", "concentrare su un unico Dipartimento la competenza in ordine a tutte le ipotesi di reato riconducibili alla nozione di maltrattemento animale". Da oggi, ogni denuncia verrà girata al Dipartimento sorretto dal Vice di Milane, Nicola Cerrato, che attualmente coordina una squadra specializzata in malasanità, violazioni legate ad alimenti e prodotti farmaceutici, infortuni sul lavoro e lavoro nero.
13 SETTEMBRE 2008 - CASSAZIONE: DI CORSA PER SALVARE UN CANE, PAGHERA' MULTA PER ECCESSO DI VELOCITA'
Roma - Pigio' sull'acceleratore per mettere in salvo un cane agonizzante in sala operatoria, per questo una veterinaria livornese dovra' pagare una multa per eccesso di velocita'. Lo ha deciso la Cassazione che ha accolto il ricorso del ministero dell'Interno contro l'annullamento di una multa per eccesso di velocita' concesso dal giudice di Pace di Cecina, nel dicembre 2004, ad una veterinaria che aveva appunto superato i limiti di velocita' "per potere arrivare in ambulatorio il prima possibile per salvare un cane da un pericolo grave non altrimenti evitabile". Secondo il giudice di Pace, alla veterinaria doveva essere applicata l'esimente per avere agito in stato di necessita', avendo violato il Codice della strada per salvare un "essere vivente". Giudizio non condiviso dalla Cassazione che ricorda come l'esimente dello 'stato di necessita'' si possa applicare solo per "gli esseri umani" e non per "qualunque essere vivente, inclusi gli animali". Contro l'annullamento della multa il Viminale ha fatto ricorso in Cassazione e la Seconda sezione civile - sentenza 22365 - ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ricorda che "lo stato di necessita' e' riferito esclusivamente al danno grave 'alla persona' e dunque agli esseri umani, non a qualunque essere vivente, compresi gli animali, come erroneamente ritenuto dal Giudice di pace". Fonte: Il Tempo
Aggiornamento 2010: con la nuove disposizioni che obbligano il cittadino ad assistere un animale ferito, è anche possibile trasportare d'urgenza lo stesso senza incorrere in sanzioni.
Art. 727. Modificato dalla Legge 20 luglio 2004, n 189 - Abbandono di animali
Legge 20 luglio 2004, n.189 - "Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 178 del 31 luglio 2004
Legge regionale Lombardia 20 luglio 2006 - n. 16 - Lotta al randagismo e tutela degli animali di affezione
1. La Regione, in attuazione di quanto disposto dalla legge 14 agosto 1991, n. 281 (Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo) e successive modificazioni, anche al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute, il benessere e l’ambiente, promuove la prevenzione del randagismo, la protezione e la tutela degli animali di affezione e ne sancisce il diritto alla dignita` di esseri viventi ed il rispetto delle loro esigenze fisiologiche ed etologiche, condannando ogni tipo di maltrattamento, compreso l’abbandono.
1. Ai fini della presente legge per animali di affezione s’intendono quelli che stabilmente od occasionalmente convivono con l’uomo, mantenuti per compagnia e che possono svolgere attivita` utili all’uomo.
2. Le disposizioni della presente legge si applicano, inoltre, agli animali appartenenti alle specie considerate d’affezione che vivono in liberta` , tanto in contesti urbani che extraurbani, restando comunque esclusi gli animali selvatici ed esotici di cui alla legge 19 dicembre 1975, n. 874 (Ratifica ed esecuzione della convenzione sul commercio internazionale delle specie animali e vegetali in via di estinzione, firmata a Washington il 3 marzo 1973).
Art. 3 (Tutela dei modi di vita degli animali di affezione)
1. I proprietari, i possessori e i detentori a qualsiasi titolo di animali di affezione sono tenuti ad assicurare ad essi condizioni di vita adeguate sotto il profilo dell’alimentazione, dell’igiene, della cura della salute e del benessere e della sanita` dei luoghi di ricovero e contenimento e degli spazi di movimento, secondo le caratteristiche di specie e di razza, nel rispetto dei bisogni fisiologici ed etologici dell’animale stesso.
2. In particolare, e` vietato ai soggetti di cui al comma 1 abbandonare gli animali, infliggere ad essi maltrattamenti, alimentarli in modo improprio o insufficiente, detenerli in condizioni igienico- sanitarie non adeguate o comunque in strutture o spazi non idonei in base alle attuali conoscenze scientifiche e secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
3. E` vietato ai soggetti di cui al comma 1 esercitare la pratica dell’accattonaggio esibendo animali di eta` inferiore ai quattro mesi, animali comunque in stato di incuria, di denutrizione, in precarie condizioni di salute, detenuti in evidenti condizioni di maltrattamento, impossibilitati alla deambulazione o comunque sofferenti per le condizioni ambientali in cui vengono tenuti o in condizioni tali da suscitare l’altrui pieta` .
4. E` vietato usare animali come premio o regalo per giochi, feste e sagre, lotterie, sottoscrizioni o altre attivita` .
5. E` vietato, altresi', destinare al commercio o esporre cani o gatti di eta` inferiore ai sessanta giorni.
6. Sono vietati spettacoli, feste, gare, manifestazioni, giochi, lotterie, sottoscrizioni a premi ed esposizioni pubbliche e private che comportino per gli animali maltrattamenti, costrizione o detenzione inadeguata in strutture anguste. In ogni caso e` vietato organizzare, promuovere o assistere a combattimenti fra animali.
7. E` fatto obbligo a chi detiene animali di affezione in numero o in condizioni tali da poter costituire pericolo per la salute umana e per il benessere animale definito al comma 1, adottare misure volte a garantire le condizioni igienico ambientali di cui alla presente legge ed al regolamento di attuazione.
8. L’addestramento deve essere impartito esclusivamente con metodi non violenti e non puo` imporre all’animale comportamenti contrari alla sua attitudine naturale.
9. Il trasporto e la custodia degli animali di affezione, da chiunque e per qualunque motivo siano effettuati, devono avvenire in modo adeguato alla specie, compatibilmente con i divieti e le prescrizioni dei regolamenti vigenti in materia. I mezzi di trasporto e gli imballaggi devono essere tali da proteggere gli animali da intemperie e da evitare lesioni, consentendo altresý` l’ispezione, l’abbeveramento, il nutrimento e la cura degli stessi; la ventilazione e la cubatura devono essere adeguate alle condizioni di trasporto ed alla specie animale trasportata e comunque rispondenti a quanto previsto dalla vigente normativa statale e comunitaria.
b) individua, sentiti i comuni, le modalita` di organizzazione, funzionamento e gestione dell’anagrafe canina di cui alla lettera a) e provvede all’allestimento di un sistema informatico del dipartimento di prevenzione veterinario dell’Azienda sanitaria locale (ASL);
a) i requisiti strutturali e le modalita` di gestione delle strutture di ricovero sanitario degli animali di affezione e dei rifugi per animali;
b) i requisiti strutturali e le modalita` di gestione delle strutture private deputate al ricovero, al pensionamento, all’allevamento o al commercio degli animali d’affezione;
e) l’obbligo a chiunque gestisce strutture pubbliche o private per il ricovero di animali, anche per periodi di tempo limitato, oppure esercita l’attivita` di commercio o di allevamento, di tenere apposito registro vidimato dal dipartimento di prevenzione veterinario dell’ASL di appartenenza della struttura, che permetta di identificare l’animale, nonche ´ di risalire alla sua provenienza ed alla sua eventuale destinazione finale.
3. La Regione provvede agli indennizzi di cui all’articolo 18, Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia Y– 7 – 1º Suppl. Ordinario al n. 30 - 25 luglio 2006 comma 1, per le perdite di capi di bestiame causate da cani randagi o inselvatichiti ed accertate dall’ASL competente per territorio. Art. 5 (Competenze delle ASL)
1. Le funzioni e le attivita` sanitarie necessarie a garantire sul territorio regionale gli interventi previsti dalla presente legge sono attribuite, secondo competenza, in ogni ASL, al dipartimento di prevenzione veterinario con specifica responsabilità, se del caso con idonea articolazione diretta da un veterinario dirigente.
2. Ogni direttore generale di ASL adegua alle disposizioni della presente legge, ove necessario, entro un anno dall’approvazione della stessa, il proprio piano di organizzazione e funzionamento aziendale secondo le procedure previste dalla legge regionale 11 luglio 1997, n. 31 (Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione con le attivita` dei servizi sociali).
b) l’organizzazione, d’intesa con i comuni, dell’attivita` di accalappiamento dei cani vaganti, nonche´ di raccolta dei gatti che vivono in liberta` ai fini della loro sterilizzazione, limitatamente a quanto indicato dall’articolo 9, commi 4, 5 e 6;
d) la stipula, d’intesa con i comuni, di accordi di collaborazione con i privati e le associazioni per la gestione delle colonie feline; e) gli interventi di controllo demografico della popolazione canina e felina di cui all’articolo 17;
h) l’attivita` di vigilanza e di prevenzione e accertamento, effettuata dal personale incaricato, delle infrazioni previste dalla presente legge, ferma restando l’analoga competenza attribuita ad altri soggetti.
4. Al direttore generale dell’ASL competono:
a) la titolarita` dei poteri sanzionatori relativi alle infrazioni amministrative previste dalla presente legge;
c) l’approvazione, su proposta della competente struttura di cui al comma 1, dei progetti attuativi degli interventi affidati all’ASL dal piano regionale di cui all’articolo 16, comma 1.
5. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce, in coerenza alle norme nazionali, i requisiti e le modalita` di gestione della struttura di cui al comma 1. Art. 6 (Competenze degli enti locali)
1. Ai comuni, singoli od associati, ed alle comunita` montane, ferma restando la propria autonomia, competono:
a) la predisposizione, nell’ambito del territorio provinciale o di provincia contigua, se piu` vicino, delle strutture di ricovero deputate alle funzioni di canile sanitario e di canile rifugio, acquisendone la disponibilita` nelle forme ritenute piu` opportune, anche provvedendo al risanamento dei canili comunali gia` esistenti e costruendo nuovi rifugi per animali, secondo quanto previsto dall’articolo 4, comma 1, della legge 281/1991. La struttura deputata alla funzione di canile sanitario e` messa a disposizione della ASL competente in comodato d’uso;
b) la prestazione del servizio di ricovero di animali d’affezione catturati o raccolti, fatta salva la facolta` per i comuni di demandare detto servizio, mediante convenzioni, ad enti pubblici, associazioni, cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381 (Disciplina delle cooperative sociali) e imprenditori privati;
c) l’attivita` di vigilanza e di prevenzione ed accertamento, effettuata dal corpo di polizia locale, delle infrazioni previste dalla presente legge;
d) la realizzazione di campagne informative sugli obiettivi della presente legge e sulle modalita` di attuazione, anche avvalendosi della collaborazione delle associazioni di cui all’articolo 19 e dei medici veterinari, e la predisposizione di sportelli per l’anagrafe canina;
e) la collaborazione con le ASL per le funzioni di cui all’articolo 5, comma 3, lettere a) e h); f) la possibilita` di istituire l’ufficio tutela animali ed un fondo speciale per la sterilizzazione di cani e gatti i cui proprietari versino in stato di indigenza;
2. Il sindaco, nella sua qualita` di autorita` sanitaria locale:
b) puo` disporre, in caso di maltrattamenti, che gli animali di affezione siano posti in osservazione per l’accertamento delle condizioni fisiche, anche ai fini della tutela igienicosanitaria e del benessere animale.
3. Alle province competono l’organizzazione e lo svolgimento dei corsi di qualificazione per gli operatori volontari delle associazioni di cui all’articolo 19, sulla base delle indicazioni contenute nel piano regionale di cui all’articolo 16, comma 1, ai fini dell’esercizio dell’attivita` di collaborazione con l’ASL e gli enti locali prevista dalla presente legge.
4. Le province possono inoltre: a) promuovere lo studio, in collaborazione con la Consulta regionale di cui all’articolo 16, comma 6, della mappatura della situazione esistente, nonche´ la raccolta delle istanze di amministrazioni pubbliche, enti, associazioni e privati cittadini che sollecitano interventi, informazioni o coordinamenti operativi;
c) curare la prevenzione di comportamenti anti-etici, dei reati e delle violazioni di legge nei confronti degli animali e del loro ambiente mediante strumenti di promozione culturale e di vigilanza. Art. 7 (Anagrafe canina)
1. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge: a) istituisce l’anagrafe canina, consistente nel registro della popolazione canina presente sul territorio regionale, mediante la raccolta e la gestione dei dati provenienti dalle singole anagrafi canine delle ASL della Lombardia. A tale scopo la Giunta provvede all’allestimento di un sistema inBollettino Ufficiale della Regione Lombardia Y– 8 – 1º Suppl. Ordinario al n. 30 - 25 luglio 2006 formativo della competente struttura delle ASL di cui all’articolo 5, comma 1, garantendo la compatibilita` ed il recupero dei dati gia` esistenti nelle anagrafi attivate in conformita` alla legge regionale 8 settembre 1987, n. 30 (Prevenzione del randagismo – Tutela degli animali e della salute pubblica) ed il necessario collegamento con il progetto Carta Regionale dei Servizi – Sistema Informativo Socio Sanitario della Regione Lombardia (CRS-SISS); b) individua le modalita` per la gestione dell’anagrafe canina, anche mediante gli strumenti informatici regionali, garantendo il pieno coinvolgimento dei comuni e dei medici veterinari libero-professionisti, al fine di consentire la maggiore disponibilita` di sportelli per l’anagrafe del cane, nonche ´ la metodologia di identificazione, secondo la tecnica piu` avanzata.
2. Il proprietario, il possessore o il detentore, anche temporaneo, ivi compreso chi ne fa commercio, e` tenuto ad iscrivere all’anagrafe canina il proprio cane entro quindici giorni dall’inizio del possesso o entro quarantacinque giorni dalla nascita. 3. In caso di cessione definitiva, colui che cede il cane e` tenuto a farne denuncia all’anagrafe canina entro quindici giorni dall’evento. Il nuovo proprietario e` comunque tenuto ad adempiere agli obblighi di cui al comma 2.
4. Il proprietario, il possessore o il detentore e` tenuto a denunciare all’anagrafe canina la morte dell’animale ed eventuali cambiamenti di residenza entro quindici giorni dall’evento.
5. All’atto dell’iscrizione all’anagrafe canina e` eseguita l’identificazione del cane con metodologia indolore. Nel caso in cui, per qualsiasi motivo, il sistema di identificazione dovesse risultare illeggibile, il proprietario, il possessore o il detentore e` tenuto a provvedere nuovamente all’applicazione del sistema identificativo entro quindici giorni dall’accertamento.
6. Le denunce e le registrazioni effettuate in conformita` alla l.r. 30/1987 non devono essere ripetute. Per quanto riguarda i tatuaggi, si applica quanto previsto al comma 5, secondo periodo.
Art. 8 (Cani smarriti e rinvenuti) 1. La scomparsa per qualsiasi causa di un cane deve essere denunciata dal proprietario, possessore o detentore entro sette giorni alla competente struttura di cui all’articolo 5, comma 1, dell’ASL del territorio o alla polizia locale del comune in cui si e` verificato l’evento. L’organo che riceve la denuncia di scomparsa deve renderla contestualmente disponibile nell’anagrafe canina regionale di cui all’articolo 7.
2. La notifica del ritrovamento del cane al proprietario, possessore o detentore comporta l’obbligo del suo ritiro entro cinque giorni e del pagamento dei costi sostenuti per la cattura, le eventuali cure ed il mantenimento. La Giunta regionale definisce i criteri e le modalita` per la determinazione di tali costi ed i provvedimenti da assumere a carico degli inadempienti all’obbligo del ritiro, fatte salve le sanzioni e quanto previsto dalla normativa vigente.
4. Chiunque rinvenga un cane vagante e` tenuto a darne pronta comunicazione alla competente struttura di cui all’articolo 5, comma 1, di una ASL della Regione, anche diversa da quella in cui e` avvenuto il rinvenimento, o alla polizia locale del comune in cui e` avvenuto il rinvenimento, consegnandolo al piu` presto alla struttura o fornendo le indicazioni necessarie al suo ritiro. L’organo che riceve la segnalazione del rinvenimento deve prontamente comunicarla all’anagrafe canina regionale di cui all’articolo 7. Il cane ritirato, se risulta accertata la competenza territoriale di una ASL diversa, puo` esservi trasferito con le modalita` previste dalla Giunta regionale nel provvedimento di cui all’articolo 7, comma 1, lettera b).
5. Gli interventi sanitari previsti dall’articolo 10, con particolare riguardo al controllo medico-veterinario, all’identificazione e agli interventi di pronto soccorso, prestati ai cani di cui al comma 4, sono effettuati dalla competente struttura di cui all’articolo 5, comma 1, intervenuta, e sono posti a carico dell’ASL competente per territorio, con le modalita` previste dalla Giunta regionale nel provvedimento di cui all’articolo 7, comma 1, lettera b). 6. I metodi di accalappiamento devono essere tali da evitare ai cani inutili sofferenze. Art. 9 (Protezione dei gatti)
1. I gatti che vivono in stato di liberta` sul territorio sono protetti ed e` vietato a chiunque maltrattarli o allontanarli dal loro habitat. Se il comune, d’intesa con l’ASL competente, accerta che l’allontanamento si rende inevitabile per la loro tutela o per gravi motivazioni sanitarie, individua altra idonea collocazione, compatibilmente con il rispetto delle norme igieniche. Si intende per habitat di colonia felina qualsiasi territorio o porzione di territorio, urbano e non, edificato e non, nel quale risulti vivere stabilmente una colonia felina, indipendentemente dal numero di soggetti che la compone e dal fatto che sia o no accudita dai cittadini.
4. La cattura dei gatti che vivono in stato di liberta` e` consentita solo per la sterilizzazione, per le cure sanitarie necessarie al loro benessere o per l’allontanamento di cui al comma 1 ed e` garantita dalla competente struttura di cui all’articolo 5, comma 1, da volontari delle associazioni di cui all’articolo 19 e dai privati di cui al comma 3.
6. La soppressione dei gatti che vivono in stato di liberta` puo` avvenire solo alle condizioni e con le modalita` di cui all’articolo 11.
Art. 10 (Interventi sanitari) 1. La competente struttura di cui all’articolo 5, comma 1, assicura: a) il controllo sanitario temporaneo dei cani e dei gatti durante il periodo di osservazione di cui all’articolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 (Regolamento di polizia veterinaria) o che si rende necessario per comprovate esigenze sanitarie;
c) gli interventi di pronto soccorso atti alla stabilizzazione di cani vaganti o gatti che vivono in liberta` , ritrovati feriti o gravemente malati, anche attraverso gli interventi garantiti dalla pronta disponibilita` del dipartimento di prevenzione veterinario;
f) l’eventuale sterilizzazione e degenza post-operatoria dei cani ricoverati, eseguita per l’alta finalita` dell’interesse pubblico del controllo delle nascite o dei comportamenti Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia Y– 9 – 1º Suppl. Ordinario al n. 30 - 25 luglio 2006 indesiderati, che puo` essere effettuata previa autorizzazione del responsabile sanitario della struttura, nelle veci del legittimo proprietario.
Art. 11 (Eutanasia) 1. I cani, i gatti e gli altri animali di affezione ricoverati nelle strutture di cui agli articoli 10 e 12, possono essere soppressi solo se gravemente malati e incurabili, se affetti da gravi sofferenze, anche psichiche, che non assicurino il rispetto del benessere e delle loro esigenze fisiologiche ed etologiche di cui all’articolo 1, o in caso di loro comprovata pericolosita` .
2. La soppressione deve essere effettuata ad opera di medici veterinari, con metodi eutanasici che non arrechino sofferenza all’animale, preceduti da idoneo trattamento anestetico. 3. Ciascuna struttura deve tenere un apposito registro degli animali soppressi con specificata la diagnosi ed il motivo della soppressione.
Art. 12 (Rifugi per animali) 1. I comuni, singoli o associati, e le comunita` montane provvedono ad ospitare nei canili rifugio di cui all’articolo 6: a) i cani e i gatti sequestrati dall’autorita` giudiziaria ed eventualmente affidati in giudiziale custodia, qualora si configuri una ipotesi di reato per inosservanza dei divieti di cui all’articolo 3;
d) i cani e i gatti ceduti definitivamente dal proprietario, possessore o detentore ed accettati dal comune, con la possibilita` di porre a carico del cedente le spese di mantenimento, secondo quanto previsto con proprio regolamento;
e) altri animali di affezione, compatibilmente con la recettivita` e le caratteristiche tecniche della struttura.
3. La gestione dei rifugi per animali puo` essere demandata dai comuni, previa stipulazione di convenzioni, a privati o associazioni, con diritto di prelazione, a condizioni equivalenti, delle associazioni di cui all’articolo 19.
Art. 13 (Cessione e affido) 1. I cani ricoverati presso le strutture di cui agli articoli 10, 12 e 14 devono essere identificati e identificabili.
2. I cani ed i gatti ricoverati presso le strutture di cui agli articoli 10 e 12, d’eta` non inferiore ai sessanta giorni, nonche´ gli altri animali di affezione possono essere ceduti gratuitamente ai privati maggiorenni che diano garanzie di adeguato trattamento o alle associazioni di cui all’articolo 19.
3. E` fatto divieto di cessione o affido a coloro che abbiano riportato condanne per maltrattamenti ad animali, di cani o gatti ricoverati presso le strutture di cui agli articoli 10 e 12.
4. La cessione gratuita dei cani ricoverati presso le strutture di cui agli articoli 10 e 12 puo` avvenire trascorsi sessanta giorni dal ricovero.
5. E` consentito l’affido temporaneo gratuito dei cani prima del termine di cui al comma 4, ai soggetti di cui al comma 2, con l’osservanza delle seguenti prescrizioni: a) deve essere decorso il periodo di osservazione previsto dall’articolo 10, comma 1, lettera a);
b) l’affidatario non puo` affidare a sua volta l’animale durante il periodo di affido, senza il consenso scritto del gestore del canile affidante;
c) l’affido temporaneo non puo` essere consentito a enti o a privati cittadini non residenti in Italia.
6. Le procedure e le condizioni per la cessione e l’affido, comprendenti anche le modalita` di verifica, sono disciplinate con il regolamento di cui all’articolo 4, comma 2. Art. 14 (Strutture per la custodia e vendita degli animali di affezione)
Art. 15 (Autorizzazioni) 1. Le strutture di cui agli articoli 10, comma 2, 12 e 14 devono essere autorizzate dal sindaco, previo parere favorevole dell’ASL di pertinenza. 2. Le modalita` di presentazione della domanda, la documentazione necessaria, nonche´ i tempi per l’adeguamento delle strutture esistenti sono individuati dal regolamento di cui all’articolo 4, comma 2.
Art. 16 (Piano degli interventi e Consulta regionale) 1. Al fine di garantire la salute pubblica e per tutelare gli animali di affezione, la Giunta regionale, con la collaborazione tecnica della Consulta regionale di cui al comma 6 e acquisito il parere della commissione consiliare competente, approva entro centottanta giorni il piano regionale triennale degli interventi di educazione sanitaria e zoofila, di controllo demografico della popolazione animale e di prevenzione del randagismo.
2. Sulla base dei dati risultanti dall’anagrafe canina e dal censimento delle colonie feline presenti sul territorio, nonche´ delle strutture di ricovero di cui agli articoli 10, 12 e 14, il piano regionale di cui al comma 1 prevede: a) i criteri per l’analisi del fenomeno dell’abbandono dei cani e della formazione di colonie urbane di gatti liberi;
c) i tempi di attuazione delle fasi del piano, secondo criteri di priorita` , e le relative scadenze;
e) le modalita` di partecipazione delle associazioni di volontaBollettino Ufficiale della Regione Lombardia Y– 10 – 1º Suppl. Ordinario al n. 30 - 25 luglio 2006 riato, scuole, enti locali e privati agli interventi per la verifica del raggiungimento degli obiettivi;
f) le modalita` che consentano una uniforme raccolta e diffusione dei dati;
g) le modalita` di utilizzazione della quota assegnata dallo Stato ai sensi dell’articolo 3 della legge 281/1991 e delle norme vigenti;
4. Le ASL inseriscono gli interventi previsti dal piano regionale di cui al comma 1 nella programmazione delle proprie attivita` istituzionali.
5. Nel piano di cui al comma 1 sono privilegiati gli interventi educativi che tendono a responsabilizzare i proprietari sul controllo dell’attivita` riproduttiva, sul corretto mantenimento dei propri animali e sulla tutela della salute e del benessere animale.
6. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, costituisce la Consulta regionale per la tutela degli animali di affezione e per la prevenzione del randagismo composta da: a) un dirigente del servizio veterinario regionale;
f) un docente della facolta` di medicina veterinaria dell’Universita` degli studi di Milano;
Art. 17 (Controllo demografico) 1. Gli interventi per la limitazione delle nascite dei gatti che vivono in liberta` sono effettuati secondo quanto previsto dall’articolo 9 e dall’articolo 2, comma 8, della legge 281/1991.
2. I cani ricoverati presso le strutture ed i rifugi per animali previsti dagli articoli 10 e 12 possono essere sterilizzati per finalita` di interesse pubblico e con le modalita` di cui all’articolo 10, comma 1, lettera f), dai medici veterinari delle ASL o da medici veterinari liberi professionisti allo scopo incaricati dall’ASL o dai comuni, secondo le rispettive competenze.
Art. 18 (Indennizzo) 1. La Direzione generale sanita` della Giunta regionale, previo accertamento da parte della competente struttura di cui all’articolo 5, comma 1, provvede ad indennizzare gli imprenditori agricoli per le perdite subite, ai sensi dell’articolo 3, comma 5, della legge 281/1991. 2. L’ASL determina il valore dei capi di bestiame per i quali e` richiesto l’indennizzo, secondo le modalita` ed i criteri previsti dalla normativa vigente.
Art. 19 (Volontariato) 1. Le associazioni di volontariato iscritte nel registro regionale delle organizzazioni di volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266 (Legge quadro sul volontariato), alla legge regionale 24 luglio 1993, n. 22 (Legge regionale sul volontariato) o riconosciute a livello nazionale dai competenti ministeri secondo le norme vigenti, il cui statuto indichi la protezione degli animali e dell’ambiente quale finalita` , possono collaborare all’effettuazione degli interventi di educazione sanitaria e di controllo demografico della popolazione canina e dei gatti che vivono in liberta` , previo accordo con l’ASL competente per territorio, o con i comuni per le rispettive competenze.
Art. 20 (Controlli) 1. Le attivita` di accertamento delle infrazioni previste dalla presente legge competono all’ASL ed ai comuni.
2. Per l’esercizio delle attivita` di cui al comma 1, i comuni possono altresý` avvalersi, mediante convenzioni, della collaborazione delle guardie volontarie delle associazioni di cui all’articolo 19 alle quali sia riconosciuta la qualifica di guardia giurata ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e degli operatori volontari appartenenti alle associazioni di cui all’articolo 19.
3. Le province, d’intesa con le ASL, concordano le modalita` operative per il rilascio delle autorizzazioni agli operatori volontari di cui all’articolo 19, a seguito del superamento di specifici esami al termine dei corsi di cui all’articolo 6, comma 3; i contenuti dei corsi vengono stabiliti dalle competenti direzioni generali regionali.
Art. 21 (Sanzioni) 1. Fatte salve le ipotesi di responsabilita` penale, ai contravventori della presente legge si applicano le seguenti sanzioni amministrative: a) da euro 150 a euro 900 per chi viola le disposizioni di cui all’articolo 3, commi 1, 2, 3, 4, 6, primo periodo, 7, 8;
l) da euro 500 a euro 3000 per chi svolge le attivita` previste dalla legge in strutture prive dell’autorizzazione di cui all’articolo 15.
Art. 22 (Attivita` di rendicontazione) 1. La Giunta regionale rende conto al Consiglio regionale delBollettino Ufficiale della Regione Lombardia Y– 11 – 1º Suppl. Ordinario al n. 30 - 25 luglio 2006 l’attuazione della legge e dei risultati da essa ottenuti nel contrastare il randagismo ed i maltrattamenti degli animali d’affezione in Lombardia.
2. A tal fine la Giunta regionale trasmette alla commissione consiliare competente una relazione triennale che contenga risposte documentate ai seguenti quesiti: a) quali interventi sono stati realizzati e quali risultati sono stati ottenuti dagli enti cui fa carico l’attuazione della presente legge, con particolare riguardo alle attivita` di controllo demografico e di adeguamento delle strutture di ricovero e cura pubbliche e private;
b) attraverso quali iniziative si e` svolta l’attivita` di informazione e sensibilizzazione in tema di tutela degli animali e salute dei cittadini e da quali enti e` stata promossa; c) attraverso quali modalita` e con quali esiti i vari soggetti, pubblici e privati, hanno realizzato l’attivita` di coordinamento nell’espletamento delle funzioni loro demandate; d) quale e` stata l’evoluzione dell’attivita` sanzionatoria prevista dalla legge;
e) in che misura il fenomeno del randagismo si e` manifestato nel triennio di riferimento, in termini quantitativi, tipologici e di distribuzione territoriale su base provinciale.
Art. 23 (Finanziamento) 1. Per le spese derivanti dall’attuazione degli interventi di competenza regionale di cui all’articolo 4 con esclusione delle spese per l’anagrafe canina e per il funzionamento della Consulta regionale, di competenza delle ASL di cui all’articolo 5 e di competenza degli enti locali di cui all’articolo 6, e` autorizzata per l’anno 2006 la spesa complessiva di euro 4.719.381,51.
2. Alle spese di cui al comma 1 si provvede con le apposite risorse statali stanziate, per l’esercizio finanziario 2006, ai sensi della legge 281/1991, all’UPB 5.1.3.2.262 «Prevenzione», di cui una quota del 25% per le funzioni di competenza della Regione e delle ASL e una quota del 75% per le funzioni di competenza degli enti locali. 3. Alle spese per l’anagrafe canina di cui all’articolo 7, comma 1, si provvede mediante le risorse stanziate, per l’esercizio finanziario 2006, all’UPB 5.1.2.2.257 «Qualita` dei servizi, semplificazione dell’accesso, potenziamento della liberta` di scelta e accesso alle cure».
4. Alle spese di funzionamento della Consulta regionale prevista dall’articolo 16, comma 6, si provvede, per l’esercizio finanziario 2006 e seguenti, con le risorse stanziate annualmente all’UPB 5.1.2.2.257 «Qualita` dei servizi, semplificazione dell’accesso, potenziamento della liberta` di scelta e accesso alle cure»; 5. In sede di previsione degli esercizi finanziari successivi potra` essere autorizzata la destinazione di risorse proprie regionali per l’attuazione della presente legge.
Art. 24 (Abrogazione) 1. La legge regionale 8 settembre 1987, n. 30 (Prevenzione del randagismo – Tutela degli animali e della salute pubblica) e` abrogata.
La presente legge regionale e` pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. E` fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione lombarda. Milano, 20 luglio 2006 - Roberto Formigoni (Approvata con deliberazione del Consiglio regionale n. VIII/180 dell’11 luglio 2006)

References: Art. 727

Art.544

Art.544

Art. 638
 sentenza 

Art. 727

Art. 3
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7

Art. 8
 Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13
 Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24