Source: https://news.ilcaso.it/news_6584/20-09-19/Risarcimento_del_danno_da_infortunio_rendita_corrisposta_dall-ente_gestore_di_assicurazione_sociale_e_detrazione_delle_somme_corrispondenti_al_risarcimento
Timestamp: 2019-10-22 09:34:43+00:00

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Risarcimento del danno da infortunio, rendita corrisposta dall'ente gestore di assicurazione sociale e detrazione delle somme corrispondenti al risarcimento
Pubblicato il 20/09/19 00:00 [Doc.6584]
Cass. civ. Sez. III, Ord., 20 giugno 2019, n. 16580. Pres. Travaglino. Rel. Scarano.
Con sentenza del 30/9/2016 la Corte d'Appello di Torino, rigettato quello in via principale spiegato dal sig. P.A., in parziale accoglimento del gravame in via incidentale interposto dalla società Allianz s.p.a. e in conseguente parziale riforma della pronunzia Trib. Ivrea 2/12/2012, ha rideterminato in diminuzione l'ammontare dal giudice di prime cure liquidato in favore del primo a titolo di risarcimento dei danni subiti in conseguenza di sinistro stradale avvenuto in (*) (ascritto alla concorrente responsabilità del sig. M.P. nella misura del 75%) all'esito del quale ha riportato lesioni comportanti invalidità permanente, in particolare disponendo lo scomputo da tale ammontare delle somme erogate ed erogande dall'Ines.
Avverso la suindicata pronunzia del giudice dell'appello il P. propone ora ricorso per cassazione, affidato a 5 motivi, illustrati da memoria.
Con il 1 motivo il ricorrente denunzia violazione degli artt. 1223, 1226, 2043 e 2056 c.c., artt. 113, 115, 116 e 132 c.p.c., art. 111 Cost., in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè "omessa, insufficiente e erronea" motivazione su punto decisivo della controversia, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Con il 2 motivo il ricorrente denunzia violazione degli artt. 1223, 1226, 2043, 2056, 2697, 2727 e 2729 c.c., artt. 113, 115, 116 e 132 c.p.c., art. 111 Cost., in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3; nonchè "contraddittorietà e illogicità manifesta" della motivazione su punto decisivo della controversia, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5.
Con il 3 motivo denunzia violazione degli artt. 1223, 1226, 2043, 2056, 2697, 2727 e 2729 c.c., artt. 113, 115, 116 e 132 c.p.c., art. 111 Cost., in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 4 motivo denunzia violazione degli artt. 1223 e 2056 c.c., art. 113, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Con il 5 motivo denunzia violazione degli artt. 1223 e 2056 c.c., art. 113, in riferimento all'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3.
Va anzitutto osservato che essi risultano formulati in violazione dell'art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6, atteso che il ricorrente pone a loro fondamento atti o documenti del giudizio di merito (es., l'"atto di citazione notificato in data 20-25 maggio 2010", le "memorie autorizzate", la "memoria di replica ex art. 190 c.p.c.", la CTU espletata in 1 grado, la richiesta di chiarimenti, il "provvedimento del 7-8 marzo 2012", il "provvedimento del 7-8 marzo 2013", le "comparse conclusionali", la sentenza del giudice di prime cure, l'"atto di citazione in appello notificato ai convenuti in data 12 febbraio 2014", l'"appello incidentale" della società Allianz s.p.a., le "istanze istruttorie", la "nuova Consulenza Tecnica d'Ufficio", gli "scritti difensivi", i "preventivi prodotti sub docc. 7 (relazione tecnica del 16.2.2007 e 26 (aggiornamento costi al 2011) fasc. doc. I grado e sub doc. 6 fasc. doc. II grado (aggiornamento costi al 2016), redatti dalla società R.T.M.", le osservazioni del CTP Bruno, i "costi e le spese sostenute (cfr. docc. 7, 26, 27, 28, 41 fasc. Doc. I grado)", la "serie di elementi esistenti in atti", le "prove per testi dedotte") limitandosi meramente a richiamarli, senza invero debitamente -per la parte d'interesse in questa sede-riprodurli nel ricorso ovvero là dove riprodotti (es., le "pp. 7-8 consulenza tecnica resa in grado di appello dai dottori F. e S.") senza puntualmente indicare ove risultino prodotti, laddove è al riguardo necessario che si provveda anche alla relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta alla Corte Suprema di Cassazione, al fine di renderne possibile l'esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell'esatta collocazione nel fascicolo d'ufficio o in quello di parte, rispettivamente acquisito o prodotto in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239; Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
E' al riguardo appena il caso di osservare che i requisiti di formazione del ricorso per cassazione ex art. 366 c.p.c. vanno indefettibilmente osservati, a pena di inammissibilità del medesimo fasc. doc. II grado (aggiornamento costi al 2016), redatti dalla società R.T.M.", le osservazioni del CTP B., i "costi e le spese sostenute (cfr. docc. 7, 26, 27, 28, 41 fasc. Doc. I grado)", la "serie di elementi esistenti in atti", le "prove per testi dedotte") limitandosi meramente a richiamarli, senza invero debitamente -per la parte d'interesse in questa sede-riprodurli nel ricorso ovvero là dove riprodotti (es., le "pp. 7-8 consulenza tecnica resa in grado di appello dai dottori F. e S.") senza puntualmente indicare ove risultino prodotti, laddove è al riguardo necessario che si provveda anche alla relativa individuazione con riferimento alla sequenza dello svolgimento del processo inerente alla documentazione, come pervenuta alla Corte Suprema di Cassazione, al fine di renderne possibile l'esame (v., da ultimo, Cass., 16/3/2012, n. 4220), con precisazione (anche) dell'esatta collocazione nel fascicolo d'ufficio o in quello di parte, rispettivamente acquisito o prodotto in sede di giudizio di legittimità (v. Cass., 23/3/2010, n. 6937; Cass., 12/6/2008, n. 15808; Cass., 25/5/2007, n. 12239; Cass., 6/11/2012, n. 19157), la mancanza anche di una sola di tali indicazioni rendendo il ricorso inammissibile (cfr., da ultimo, Cass., Sez. Un., 19/4/2016, n. 7701).
Va per altro verso posto in rilievo come, al di là della formale intestazione dei motivi, il ricorrente deduce in realtà doglianze (anche) di vizio di motivazione al di là dei limiti consentiti dalla vigente formulazione dell'art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (v. Cass., Sez. Un., 7/4/2014, n. 8053), nel caso ratione temporis applicabile, sostanziantesi nel mero omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che sia stato oggetto di discussione tra le parti, dovendo riguardare un fatto inteso nella sua accezione storico-fenomenica, e non anche come nella specie l'"incoerenza" o la "contraddittorietà" o la stringatezza o l'"illogicità manifesta" della motivazione, ovvero l'omesso e a fortiori l'erronea valutazione di determinate emergenze probatorie (cfr. Cass., Sez. Un., 7/4/2014, n. 8053, e, conformemente, Cass., 29/9/2016, n. 19312).
Ha altresì escluso esservi "alcuna necessaria correlazione tra il tipo di lesioni subite dal P. (perdita di un arto) e l'impossibilità di svolgere l'attività lavorativa di vendita di autovetture".
A tale stregua le somme che il danneggiato si sia visto liquidare dall'ente gestore di assicurazione sociale a titolo di rendita per l'invalidità civile vanno detratte dall'ammontare dovuto, allo stesso titolo, dal responsabile civile al predetto danneggiato, giacchè quest'ultimo verrebbe altrimenti a conseguire un importo maggiore di quello cui ha diritto (v. Cass., Sez. Un., 22/5/2018, n. 12566).
Si è al riguardo ulteriormente precisato che l'assicuratore il quale abbia pagato l'indennità può surrogarsi nei diritti dell'assicurato verso il terzo danneggiante ex art. 1916 c.c. (che trova applicazione anche in favore degli enti esercenti le assicurazioni sociali in caso di assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro e contro le disgrazie accidentali), la surrogazione comportando -per effetto del pagamento dell'indennità- una sostituzione personale ope legis di detto assicuratore all'assicurato-danneggiato nei diritti di quest'ultimo verso il terzo responsabile del danno.
Si è altresì posto in rilievo come (nel riprodurre le previsioni contenute nell'abrogata L. n. 990 del 1969, art. 28, sull'assicurazione obbligatoria della r.c.a.) il D.Lgs. n. 209 del 2005, art. 142 (c.d. Codice delle assicurazioni private) stabilisca d'altro canto che ove il danneggiato sia assistito da assicurazione sociale l'ente gestore ha diritto di ottenere direttamente dall'impresa di assicurazione il rimborso delle spese sostenute per le prestazioni erogate al danneggiato ai sensi delle leggi e dei regolamenti che disciplinano detta assicurazione.
Si è quindi sottolineato che l'art. 1916 c.c. e l'art. 142 Cod. ass. regolano rapporti intersoggettivi diversi, rispettivamente nei confronti del terzo responsabile e del suo assicuratore, e tuttavia contrassegnati da un elemento comune, la successione nel credito risarcitorio dell'assicurato danneggiato, che attribuisce all'ente gestore dell'assicurazione sociale che abbia indennizzato la vittima la pretesa nei confronti dei distinti soggetti obbligati, al fine di ottenere il rimborso tanto dei ratei già versati quanto del valore capitalizzato delle prestazioni future (v. Cass., Sez. Un., 22/5/2018, n. 12566).
In particolare là dove, attesa l'accertata e incontestata corresponsione della pensione mensile per i suindicati titoli da parte dell'Inps, nel premettere da un canto che "la giurisprudenza prevalente della cassazione afferma che dal risarcimento del danno alla salute si deve detrarre quanto percepito dalla vittima a titolo di trattamento previdenziale o indennitario", e per altro verso che "il diniego di cumulo viene analizzato sotto l'angolo visuale della compensatio lucri cum damno ma la Cassazione 13537/14 ha anche affermato che invero non di questo aspetto si tratta bensì dell'assenza di un danno da risarcire "...quando le conseguenze sfavorevoli dell'illecito siano state rimosse in tutto o in parte" dall'intervento dell'ente di previdenza o dall'assicuratore sociale", ha nella specie ritenuto meritevole di accoglimento "l'eccezione avanzata dalla compagnia in merito alla necessità di scomputare dal quantum sopra riconosciuto quanto percepito da P. a titolo di indennizzo".
Non può infine sottacersi, con particolare riferimento al 1 motivo, che là dove il ricorrente si duole che la corte di merito abbia escluso la necessità di protesi sostitutive diverse da quella da bagno, e la risarcibilità dei costi dei viaggi all'estero per acquistarle, erroneamente valutando le emergenze processuali e sulla base di un preventivo mai prodotto, con riferimento a quest'ultimo profilo il ricorrente in realtà inammissibilmente prospetta un vizio revocatorio ex art. 395 c.p.c., comma 1, n. 4.
Emerge evidente, a tale stregua, come le deduzioni dell'odierno ricorrente, oltre a risultare formulate secondo un modello difforme da quello delineato all'art. 366 c.p.c., n. 4, in realtà si risolvono nella mera doglianza circa la dedotta erronea attribuzione da parte del giudice del merito agli elementi valutati di un valore ed un significato difformi dalle sue aspettative (v. Cass., 20/10/2005, n. 20322), e nell'inammissibile pretesa di una lettura dell'asserto probatorio diversa da quella nel caso operata dai giudici di merito (cfr. Cass., 18/4/2006, n. 8932).
Le spese del giudizio di cassazione, liquidate come in dispositivo in favore della controricorrente società Allianz s.p.a., seguono la soccombenza.
La Corte rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di cassazione, che liquida in complessivi Euro 7.200,00, di cui Euro 7.000,00 per onorari, oltre a spese generali ed accessori come per legge, in favore della controricorrente società Allianz s.p.a..
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1 bis dello stesso art. 13.

References: Cass. 
 sentenza 
 art. 111
 art. 111
 art. 111
 art. 113
 art. 113
 art. 190
 sentenza 
 art. 366
 art. 1916
 art. 28
 art. 142
 art. 395
 art. 13
 art. 13