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Timestamp: 2020-07-09 02:41:34+00:00

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FiscoOggi.it - Il ricorso incidentale condizionato nel giudizio di cassazione
Particolari tematiche relative all'ammissibilità, all'assorbimento e alla rinuncia
Principio dell'unicità
Il principio dell'unicità del processo di impugnazione contro una stessa sentenza comporta che, una volta avvenuta la notificazione della prima impugnazione, tutte le altre debbono sussistere in via incidentale nello stesso processo e, perciò, con l'atto contenente il controricorso (Cassazione, sezione III, sentenza n. 5578 del 9/04/2003; Cassazione, sezione II, sentenza n. 11602 del 2/08/2002; Cassazione, sezione I, sentenza n. 7325 del 20/05/2002).
Dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto in via principale, quello incidentale assume, a sua volta, funzione di ricorso principale, del quale deve possedere i requisiti di tempestività, con la conseguenza che esso è inammissibile ove notificato oltre il termine di sessanta giorni dalla notifica della sentenza impugnata. Tale termine va, infatti, rispettato anche dal notificante, attesa la comunanza di esso a entrambe le parti, per effetto del compimento di quell'attività acceleratoria e sollecitatoria, individuata dall'articolo 326, primo comma, c.p.c., nella notificazione della sentenza (Cassazione, sentenza n. 10952 del 25 luglio 2002).
Principio analogo è stato ribadito dalla Suprema corte con la pronuncia n. 8446 del 4/5/2004: qualora il ricorso principale in cassazione sia dichiarato inammissibile, il ricorso incidentale, ove sia stato tempestivamente proposto (ovvero, se esso viene proposto entro quaranta giorni dalla notifica del ricorso principale, come previsto dall'articolo 371 c.p.c., e anche entro il termine per impugnare), non perde efficacia, ma tiene luogo del ricorso principale.
Il ricorso incidentale condizionato si propone nel caso in cui il resistente, vittorioso nel merito, sia invece rimasto soccombente su una questione preliminare di merito o pregiudiziale di rito. In tal caso, il suo ricorso incidentale è subordinato all'accoglimento di quello principale. Sostanzialmente, è il mezzo con il quale il legislatore tutela il resistente vittorioso nel merito, nel caso in cui fosse accolto il ricorso principale con suo pregiudizio.
Nel giudizio di cassazione è inammissibile il ricorso incidentale, ancorché condizionato, proposto dalla parte totalmente vittoriosa al fine di ottenere la correzione della motivazione della sentenza impugnata (Cassazione, sezione V, sentenza n. 640 del 13 gennaio 2006); l'istituto in questione ha come presupposto la soccombenza, cosicché è inammissibile il ricorso proposto dalla parte che sia rimasta completamente vittoriosa nel giudizio di appello (Cassazione, sezione V, sentenza n. 14863 del 6/10/2003), proposto al solo scopo di risollevare questioni che non sono state decise dal giudice di merito perché assorbite dall'accoglimento di altra tesi, avente carattere preliminare, salva la facoltà di riproporle dinanzi al giudice di rinvio in caso di annullamento della sentenza (Cassazione, sentenza n. 12680 del 29/8/2003).
Nemmeno è ammissibile il ricorso incidentale condizionato con il quale la parte vittoriosa sollevi questioni che il giudice di appello non abbia deciso in senso a essa sfavorevole, avendole ritenute assorbite, in quanto tali questioni, in caso di accoglimento del principale, possono essere riproposte davanti al giudice di rinvio (Cassazione, Sezioni unite, sentenza n. 14382 del 8/10/2002).
Qualora, invece, la parte interamente vittoriosa nel merito abbia proposto ricorso incidentale condizionato avverso una statuizione a lei sfavorevole, relativa a una questione pregiudiziale di rito o preliminare di merito, rilevabile d'ufficio, la Corte di cassazione deve esaminare e decidere con priorità tale ricorso, senza tener conto della sua subordinazione all'accoglimento di quello principale, dal momento che l'interesse al ricorso sorge per il fatto stesso che il ricorrente incidentale è soccombente sulla questione pregiudiziale o preliminare decisa in senso sfavorevole.
Il giudizio di cassazione, infatti, non verte su domande o su eccezioni, ma solo su questioni, sicché la sussistenza dei requisiti di legittimazione all'impugnazione va valutata alla stregua di tale caratteristica peculiare del giudizio, con la conseguenza che la soccombenza deve essere apprezzata non già rispetto al risultato pratico conseguito nella pregressa fase processuale, ma rispetto all'esito specifico delle questioni in esso dibattute e decise, così da costituire altrettanti capi della sentenza (Corte di cassazione, Sezioni unite, sentenza n. 212 del 23 maggio 2001).
Il ricorso incidentale con il quale la parte interamente vittoriosa proponga una questione pregiudiziale deve essere esaminato e deciso in via prioritaria proprio per il suo carattere pregiudiziale, a prescindere da qualsiasi delibazione della fondatezza del ricorso principale, in quanto l'interesse all'impugnazione incidentale e la sua ammissibilità derivano dalla mera proposizione del ricorso principale e non anche dalla sua eventuale fondatezza (cfr. Cassazione, Sezioni unite, sentenza n. 212/2001; Cassazione, sezione I, n. 1730/2001 e n. 2922/2001; sezione III, n. 5165/2001).
Assorbimento del ricorso incidentale
Presupposto della dichiarazione di assorbimento del ricorso incidentale condizionato, conseguente al rigetto di quello principale, è l'ammissibilità del ricorso incidentale medesimo. Di vero, la dichiarazione di assorbimento del ricorso incidentale condizionato, che consegue all'accertamento dell'infondatezza del ricorso principale (condizionante), comporta pur sempre un apprezzamento del merito dell'impugnazione condizionata, il quale, a sua volta, implica l'ammissibilità di questa e la subordinazione dell'interesse a impugnare del ricorrente incidentale alla riconosciuta fondatezza del ricorso principale.
Se il ricorso incidentale è, invece, a priori inammissibile, la subordinazione dell'interesse a impugnare all'accoglimento (anche parziale) del ricorso principale, non vale a impedire alla Corte di cassazione l'esercizio del suo potere-dovere di accertarne e dichiararne l'inammissibilità, indipendentemente da qualunque eccezione sollevata dalle parti (Cassazione, sezione V, sentenza n. 6542 del 2/4/2004).
La rinuncia al ricorso principale, non accompagnata, altresì, dalla rinuncia a quello incidentale, non travolge quest'ultimo (purché non espressamente condizionato), ancorché tardivo, ma comporta unicamente l'estinzione del processo relativo al suddetto ricorso principale (Cassazione, ordinanza n. 3635 del 12/3/2002).
Lo stesso principio si applica nel caso di rinuncia al ricorso principale, quando quello incidentale (anche se non condizionato) della parte vittoriosa nel merito abbia a oggetto la decisione sfavorevole su una questione preliminare o pregiudiziale (Cassazione, ordinanza n. 3635 del 12/3/2002). In tal caso, stante il condizionamento sostanziale, la rinuncia al ricorso principale comporta l'inammissibilità di quello incidentale.
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Il giudizio eseguito, “a volte” non blocca le mosse successive
Appello riproponibile senza l'inammissibilità del primo

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