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Timestamp: 2018-10-19 19:39:59+00:00

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Corte di Cassazione civile , Sezione III, sentenza depositata il 3 marzo 2011, n. 5111. Il danneggiato da un sinistro stradale ha azione diretta nei confronti dell'assicuratore - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione civile , Sezione III, sentenza depositata il 3 marzo 2011, n. 5111. Il danneggiato da un sinistro stradale ha azione diretta nei confronti dell’assicuratore
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Corte di Cassazione civile , Sezione III, sentenza depositata il 3 marzo 2011, n. 5111. Il danneggiato da un sinistro stradale ha azione diretta nei confronti dell’assicuratore del responsabile per i sinistri cagionati da veicoli posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate, per tali ultime dovendosi intendere quelle aree che, ancorché di proprietà privata, sono aperte ad un numero indeterminato di persone, come certamente è per le aree destinate alla distribuzione di carburante al pubblico degli utenti
Sentenza 3 marzo 2011, n. 5111
che S.M. ricorre per cassazione – affidandosi ad un unico motivo col quale denuncia violazione e falsa applicazione dei principi informatori della materia dell’assicurazione obbligatoria di cui alla L. n. 990 del 1969 – avverso la sentenza n. 510/05 del giudice di pace di L’Aquila che, decidendo secondo equità, ha parzialmente accolto la domanda di risarcimento proposta dalla S. nei confronti della Gas _______ s.r.l. e di P. M. (quali proprietaria e conducente della macchina operatrice con targa che, procedendo in retromarcia, aveva urtato il veicolo dell’attrice) e l’ha rigettata nei confronti dell’assicuratrice Axa Assicurazioni s.p.a. sul rilievo che il fatto era avvenuto su area privata;
che resiste con controricorso la —- Assicurazioni.
che il danneggiato da un sinistro stradale ha azione diretta nei confronti dell’assicuratore del responsabile, ai sensi del combinato disposto della L. n. 990 del 1969, legge, per i sinistri cagionati da veicoli posti in circolazione su strade di uso pubblico o su aree a queste equiparate, per tali ultime dovendosi intendere quelle aree che, ancorché di proprietà privata, sono aperte ad un numero indeterminato di persone (cfr., ex multis, Cass., nn. 4603/2000, 20911/2005[1], 17279/2009[2]), come certamente è per le aree destinate alla distribuzione di carburante al pubblico degli utenti;
che da tale principio – che va anche in quest’occasione ribadito – il giudice di pace s’è discostato laddove ha sostenuto il contrario, in particolare enunciando i principi affermati da Cass., nn. 1561/1998 e 7682/2000[3];
che la prima delle due sentenze citate dal giudice di pace non è difforme dall’orientamento sopra indicato (come chiaramente risulta dalla lettura della motivazione), mentre la seconda (cui adde, ex coeteris, Cass., nn. 258/08 e 8058/90) è impropriamente richiamata, in quanto attinente alla precedenza che compete a chi circoli su strada rispetto a chi vi si immetta provenendo da luogo “non soggetto a pubblico passaggio” e debba per questo dare la precedenza a chi circoli sulla strada (ai sensi dell’art. 105, previgente C.d.S., comma 3, la cui formulazione è identica a quella dell’art. 145 nuoco C.d.S., comma 5[4], di cui al D.Lgs. n. 383 del 1992);
accoglie il ricorso, cassa e rinvia, anche per le spese, al giudice di pace di L’Aquila
[1]Corte di Cassazione Sezione III civile, sentenza 27 ottobre 2005, n. 20911 L’azione diretta spettante al danneggiato da un sinistro stradale, ai sensi degli artt. 1 e 18 della legge n. 990 del 1969, nei confronti dell’assicuratore del responsabile è ammessa anche per i sinistri cagionati da veicoli posti in circolazione su area (da equiparare alla strada di uso pubblico), che, ancorché di proprietà privata, sia aperta ad un numero indeterminato di persone ed alla quale sia data la possibilità, giuridicamente lecita, di accesso da parte di soggetti diversi dai titolari dei diritti su di essa, non venendo meno l’indeterminatezza dei soggetti che hanno detta possibilità pur quando essi appartengano tutti ad una o più categorie specifiche e quando l’accesso avvenga per peculiari finalità ed in particolari condizioni (come si verifica, ad esempio, in un cantiere, al quale hanno accesso tutti quelli che vi lavorano e coloro che hanno rapporti commerciali con l’impresa). Costituisce oggetto di apprezzamento di fatto, come tale devoluto al giudice di merito e sindacabile in sede di legittimità solo per vizio di motivazione, l’accertamento in ordine alla concreta accessibilità dell’area al pubblico, come sopra intesa.
[2]Corte di Cassazione Sezione III civile, Ordinanza 23 luglio 2009, n. 17279. L’area di parcheggio destinata agli utenti di un ipermercato – ancorché sia di proprietà privata, sia inclusa per intero in uno stabile di proprietà privata (nella specie, al piano interrato dell’edificio ove aveva sede l’ipermercato) e sia delimitata da strutture destinate a regolare l’accesso dei veicoli (sbarra di ingresso) – è da ritenere aperta all’uso da parte del pubblico e ordinariamente adibita al traffico veicolare, considerato che chiunque ha la possibilità di accedervi. Pertanto, la circolazione automobilistica all’interno della suddetta area è soggetta sia alla norma dell’art. 2054 cod. civ., sia alle norme sull’assicurazione obbligatoria, di cui alla legge n. 990 del 1969 (e successive modif. ed integr.), la cui applicabilità presuppone, per l’appunto, l’apertura dell’area al traffico veicolare ad opera di un numero indeterminato di persone. (Principio affermato con riguardo all’azione di regresso esperita ex art. 29 della citata legge n. 990 del 1969 dall’impresa designata dal Fondo di garanzia per il recupero, a carico del proprietario del veicolo privo di copertura assicurativa, dell’indennizzo corrisposto al danneggiato).
[3]Corte di Cassazione Sezione III civile, sentenza 07 giugno 2000, n. 7682. In tema di circolazione stradale, alle piazzole di distribuzione di carburanti va riconosciuta natura di area privata, atteso che, su di esse, il passaggio degli utenti della strada, anche se in misura elevata, si svolge non “uti cives“, bensi’ “uti singuli“, con consequenziale obbligo di dare la precedenza anche ai veicoli sopraggiungenti da tergo, trattandosi di una immissione nel flusso della circolazione.
[4]Articolo 145 – Precedenza
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2018-08-24T12:59:28+00:0017 maggio 2011|Cassazione civile 2011, Codice della strada, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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