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Timestamp: 2018-07-20 14:57:57+00:00

Document:
5A_120/2018 13.02.2018
5A_120/2018
1. B.________Ltd,
3. D.________SA,
domande di realizzazione,
ricorso contro la sentenza emanata il 15 gennaio 2018 dalla Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza (15.2017.81).
In data 27 settembre 2017 l'Ufficio di esecuzione di Lugano (UE) ha comunicato all'avv. A.________ le domande di realizzazione presentate nelle esecuzioni promosse nei suoi confronti da B.________Ltd, dall'avv. C.________ e da D.________SA.
Con sentenza 15 gennaio 2018 la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello del Cantone Ticino, quale autorità di vigilanza, ha respinto, nella misura della sua ammissibilità, il ricorso 16 ottobre 2017 introdotto da A.________, osservando come la ricorrente non abbia in realtà fatto valere alcuna censura diretta contro la comunicazione dell'UE, bensì abbia contestato il verbale di pignoramento (ormai già cresciuto in giudicato) e postulato l'accertamento della sua solvibilità e il "co-sequestro delle somme vantate dai 3 creditori de quo sulla relazione bancaria alpha presso la B.________SA" (richieste inammissibili siccome non connesse né a un provvedimento dell'UE né a un rimprovero di denegata o ritardata giustizia da parte dell'UE). La Camera ha anche dichiarato irricevibile la domanda di ricusa del suo Presidente Jaques, fondata su argomenti generici e illazioni non dimostrate, la cui inammissibilità è già nota alla ricorrente, e su argomenti abusivi.
Con ricorso in materia civile 5 febbraio 2018 A.________ ha impugnato tale sentenza cantonale dinanzi al Tribunale federale, postulando di dichiararla nulla, subordinatamente di annullarla. Nella motivazione del rimedio la ricorrente chiede anche di " accertare la nullità assoluta delle sentenze di cui si fa scudo il ricusato (...) Giudice Jaques ".
L'impugnativa all'esame è in larga misura dedicata alla mancata ricusa del Presidente della Camera di esecuzione e fallimenti. La ricorrente lamenta in particolare la violazione degli art. 29 e 30 Cost. e 6 CEDU, limitandosi però in sostanza a riproporre gli argomenti già scartati per inammissibilità dall'autorità di vigilanza, senza dimostrare la loro ricevibilità, oppure a sollevare obiezioni la cui infondatezza le è già conosciuta (sulla facoltà per il giudice di cui è chiesta la ricusa di pronunciarsi esso stesso sull'istanza v., ad esempio, sentenza 1B_208/2017 del 2 giugno 2017 consid. 1.3).
Quanto al merito della vertenza, il rimedio si esaurisce in un'apodittica e generica contestazione di quanto stabilito dalla Corte cantonale (ad esempio laddove la ricorrente afferma che "[n]on corrisponde a verità alcuna che la sottoscritta non contesta le comunicazioni delle domande di realizzazione" oppure che "non è chiaro perché sarebbe inammissibile la mia domanda di accertamento della mia solvibilità") senza alcun effettivo confronto con i dettagliati ragionamenti contenuti nell'impugnato giudizio.
Le esigenze di motivazione degli art. 42 cpv. 2 e 106 cpv. 2 LTF non sono pertanto soddisfatte.
Losanna, 13 febbraio 2018

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 29
 sentenza 
 art. 42