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Timestamp: 2016-10-22 06:58:24+00:00

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FORTETO: UNA SETTA FIN DAL SUO NASCERE. L’ANALISI DEI GIUDICI NELLE MOTIVAZIONI DELLA MONUMENTALE SENTENZA | favisonlus
« “Comunità-setta Forteto”. Le motivazioni della sentenza
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FORTETO: UNA SETTA FIN DAL SUO NASCERE. L’ANALISI DEI GIUDICI NELLE MOTIVAZIONI DELLA MONUMENTALE SENTENZA
Il “Forteto” fin dal suo nascere aveva le caratteristiche tipiche di una setta, con un “credo” essenzialmente legato alle prospettive liberatorie proprie di un approccio terapeutico (ancorché praticato da persone totalmente incompetenti)…
Il termine setta non è utilizzato a caso, non c’è stata udienza in questo processo durante la quale non sia stato svolto un tentativo di comprendere aspetti (piuttosto stravaganti) della vita di questa comunità...
( Motivazioni della sentenza pag.100-101)
Il Forteto? “Setta ed esperienza criminale”
Lo scrivono i giudici nelle motivazioni della sentenza
“Il Forteto è stata un’esperienza drammatica, per molti aspetti criminale, retta da persone (Rodolfo Fiesoli e Luigi Goffredi) non equilibrate, con seri disturbi dell’affettività e della sessualità; un’esperienza caratterizzata da regole assurde, crudeli”. Lo scrivono i giudici nelle quasi mille pagine delle motivazioni della condanna a Rodolfo Fiesoli (17 anni e mezzo per abusi e maltrattamenti) e ad altri 15 membri della comunità (per maltrattamenti). Le motivazioni ripercorrono tutte le costrizioni e le violenze psicologiche nei confronti di minori affidati e altri ospiti della comunità mugellana, fino alle molestie sessuali compiute dal “profeta” Fiesoli. “Il Forteto, fin dal suo nascere, aveva le caratteristiche tipiche di una setta”, argomentano i giudici che poi si soffermano sulle sponde istituzionali della cooperativa, spiegando che il sistema pubblico “ha mantenuto costantemente aperta una linea di credito illimitata verso l’esperienza educativa e pedagogica del Forteto”, nonostante i primi arresti di Fiesoli e Goffredi nel 1978. Un credito “ribadito dai provvedimenti dell’autorità giudiziaria minorile che, ancora nel 2012 (dopo gli arresti di Rodolfo Fiesoli, il capo indiscusso di quella comunità), ha ‘confermato’ affidamenti famigliari a favore di alcuni soci della cooperativa; da amministratori pubblici e da esponenti politici che hanno garantito sovvenzioni e sostegno istituzionale”. E proprio su questo fronte oggi in consiglio regionale ha votato l’istituzione di una nuova commissione d’inchiesta per far luce sulle responsabilità istituzionali e politiche intorno alla vicenda Forteto. Polemiche per la scelta del presidente: le opposizioni rivendicavano per sé il ruolo, come avviene quasi sempre nelle commissioni d’inchiesta, ma il Pd ha imposto Paolo Bambagioni.
http://www.ladyradio.it/news/cronaca/420/Il-Forteto—Setta-ed.html
NOTA: Il documento contenete le motivazioni della sentenza è consultabile qui:
https://favisonlus.wordpress.com/2015/09/09/comunita-setta-forteto-estratti-delle-motivazioni-della-sentenza/
Forteto, dai giudici le motivazioni della sentenza
La “setta” Forteto: politici e giudici “amici” anche dopo le sentenze
Nelle motivazioni del verdetto i magistrati la definiscono un’esperienza “criminale”. Nasce la nuova commissione d’inchiesta: chi ha favorito le atrocità?
Il Forteto fu un’esperienza “criminale“, “caratterizzata da regole assurde e crudeli“. Il sistema pubblico “ha mantenuto costantemente aperta una linea di credito illimitata” verso la struttura “nonostante gli arresti, prima nel 1978 e poi nel 2012, dei vertici della cooperativa”. Questo grazie anche alla linfa ricevuta da “amministratori pubblici e da esponenti politici che hanno garantito sovvenzioni e sostegno istituzionale“.
Se non si è voluti partire dai fatti di 37 e 15 anni fa, come sottolineano i magistrati, almeno lo si faccia adesso. I giudici del tribunale di Firenze sfatano una volta di più, e definitivamente, la bufala totale della separazione che ci sarebbe stata (o ci sarebbe) fra comunità e cooperativa. Il Forteto è unico e indivisibile e negli anni, ancora come sottolineano i giudici, è diventata una vera e propria “setta“. Ancora oggi al Forteto vivono e lavorano insieme vittime e carnefici, le persone che hanno denunciato e che sono state condannate. E 4 membri su 5 dell’attuale Cda hanno testimoniato al recente processo a favore di Rodolfo Fiesoli. Basta ripartire da qui: per prima cosa eliminare ogni equivoco sulla realtà Forteto di oggi e salvaguardare chi ancora vive o lavora dentro. E fare luce sulle responsabiità di giudici, politici, assistenti sociali, o tutti quelli che hanno favorito il sistema Forteto, è molto più di un obbligo morale.
http://www.firenzetoday.it/cronaca/forteto-sentenza-motivazioni-giudici.html
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Questa voce è stata pubblicata il 10 settembre 2015, 06:03 ed è archiviata in Articoli, news dall'Italia e dall'estero. Puoi seguire le risposte a questa voce tramite RSS 2.0.

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