Source: http://www.lexform.it/aggiornamenti/nuovo-appello-censura-per-erronea-ricostruzione-del-fatto-in-materia-di-comodato/
Timestamp: 2017-07-21 12:44:17+00:00

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Nuovo appello, fac-simile. Censura per erronea ricostruzione del fatto in materia di comodato. • Lex & Formazione
di Mirco Minardi - 16 settembre 2013	Il Tribunale ha accolto una domanda di rilascio di un appartamento concesso in comodato.
Detto contratto si fondava su una scrittura privata intervenuta tra tre fratelli, con la quale essi avevano diviso un bene comune e disposto altresì che la madre e la sorella (finché nubile) avrebbero avuto il diritto di abitazione “vita natural durante” in due stanze e contiguo bagno.
Ad avviso del Tribunale detto accordo integrava una donazione del diritto reale di abitazione e, quindi, doveva considerarsi nulla per difetto di forma, mancando l’atto pubblico con la presenza di testi.
Il sottoscritto Avv. Mirco Minardi, codice fiscale MNR MRC 69T06A271W, indirizzo di p.e.c. ……..@pec-ordineavvocatiancona.it, in qualità di procuratore e difensore di ….omissis ……. tutti elettivamente domiciliati presso lo studio dello scrivente difensore, sito in Senigallia, via Armellini n. 14, fax presso cui effettuare le notifiche 0717912550, come da delega a margine del presente atto rilasciata da …………………..
1. SULL’ERRONEO INQUADRAMENTO DEL CONTRATTO COME ATTO DI DONAZIONE ANZICHÉ’ COME CONTRATTO DI COMODATO CON DURATA
Il Tribunale ha accolto la domanda attorea di rilascio, sulla base del rilievo che tra le parti, al di là della forma contrattuale adottata, era stata stipulata una donazione avente ad oggetto un diritto di abitazione, da considerarsi nulla per difetto di forma.
L’argomentazione del Tribunale è priva di fondamento giuridico.
Invero, il contratto di comodato è definito legislativamente all’art. 1803 cod. civ. come il contratto, essenzialmente gratuito, col quale una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Sulla base di questa definizione, la dottrina ha posto in evidenza tre fondamentali requisiti del comodato: la realtà, l’unilateralità, la gratuità.
E’ dato rilevare che, nel caso di specie, sussistono certamente i primi due requisiti, atteso che non è stato contestato che vi fu la consegna dell’appartamento dal comodante alla comodataria. Per quanto attiene al requisito dell’unilateralità, è pacifico che la comodataria soltanto abbia assunto gli obblighi di custodire e conservare (art. 1804 c.c.), nonché di restituire (art. 1809 c.c.) l’appartamento consegnatole al termine della durata del contratto, che, nel caso di specie, ha la particolarità di avere la durata stessa della vita della beneficiarla.
Quanto alla gratuità, pacifica nella fattispecie, va solo precisato che il negozio gratuito non necessariamente nasconde un atto di liberalità.
Invero, come altre volte ritenuto dalla Suprema Corte, oggetto del rapporto di comodato può ben essere anche la concessione gratuita di un’abitazione per lungo tempo o finché viva il concessionario (Cass. n. 1384 del 1957; n. 1018 del 1976; n. 511 del 1978; n. 3834 del 1980; n. 11620 del 1990; n. 9909 del 1998).
La concessione in comodato di un immobile per tutta la vita del comodatario è un contratto a termine, di cui è certo l’an ed incerto il quando.
Nell’ipotesi di comodato a termine – anche se di lunga durata – stante la natura obbligatoria del contratto, gli eredi del comodante sono tenuti a rispettare il termine di durata del contratto in pendenza del quale si sia verificata la morte del comodante (v. in tal senso, con riferimento ad ipotesi di comodato destinato a protrarsi per tutta la durata della vita del comodatario, Cass. 3/11/2004, n. 21059; Cass. 17 giugno 1980, n. 3834 e Cass. 4 dicembre 1990, n. 11620, e, con riferimento ad ipotesi di comodato comunque a termine, Cass. 12 settembre 1968, n. 2927; Cass. 10 aprile 1970, n. 986; Cass. 20 marzo 1976, n. 1018; Cass. 17 giugno 1980, n. 3834).
Pertanto gli eredi del comodante hanno diritto di recedere dal contratto nelle ipotesi contemplate nell’art. 1804 c.c., comma 3, art. 1811 c.c. e art. 1809 c.c., comma 2, insussistenti nella presente fattispecie.
Quanto alla forma di tale contratto di comodato, va osservato che è giurisprudenza costante della Corte Suprema (Cass. 4/12/1990, n. 11620; Cass. 13/10/73 n. 2591; Cass. 20/3/76 n. 1018; Cass. 25/6/77 n. 2732; Cass. 23/2/81 n. 1083;) che l’onere della forma scritta nei contratti, previsto dall’art. 1350 cod. civ., non riguarda il comodato immobiliare, anche se di durata ultranovennale come nel caso di specie.
Ne consegue che la prova di esso può essere data per testi ed anche per presunzioni, in quanto dalla legge non è prescritta alcuna forma particolare.
Va, infine, rilevato che, in presenza dell’intento empirico dei tre fratelli di concedere un alloggio alla madre ed alla sorella nubile per tutta la restante vita, ove anche il contratto posto in essere sia stato di donazione del diritto di abitazione, con conseguente nullità dello stesso per difetto di forma, a norma dell’art. 1424 c.c. si verificherebbe la conversione di questo nel contratto di comodato “vita natural durante”.
Detti principi sono stati riaffermati di recente da Cassazione civile, sez. III 03/04/2008 n. 8548.
Alla luce di quanto sopra…….
Paola vivaldi	febbraio 11th, 2017 Egregio Avv. ho un dubbio. Ho vinto in Cassazione in merito al mio divorzio. Vittoria totale, tutte le domande accettate. Rimandata la causa alla Corte d Appello. Quest ultima aveva completamente spazzato via ben 3 assegni di mantenimento(mio e dei miei 2 figli)
Endymion	febbraio 17th, 2017 “le stesse possono trovare ingresso nella fase di g”ravame predetta al fine di precostituire il titolo esecutivo per le restituzioni, fermo restando che la condanna restitutoria va subordinata al passaggio in giudicato e, in ogni caso, non può essere eseguita prima di quel momento.”

References: Cass. 
 Cass. 
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 Cass. 
 art. 1811
 art. 1809
 Cass. 
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