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Timestamp: 2018-06-21 04:28:09+00:00

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Senza categoria | ANPS | Associazione Nazionale Polizia di Stato sezione di Arezzo
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Tratto dal Forum del sito polizianellastoria.it , palestra di libero dibattito sulla storia della Polizia e sulle problematiche attuali che vive l’istituzione, offriamo ai lettori questo articolo di Calore che ripercorre le vicende del più celebre, se non il più importante, Reparto Mobile della Polizia di Stato. Si tratta di un breve elaborato che, caratterizzato da una narrazione appassionata e tipica di chi ne ha fatto parte e si è formato alla sua scuola, descrive il percorso storico del Reparto “Celere” padovano spesso protagonista nelle operazioni di ordine pubblico, di soccorso alle popolazioni colpite da calamità e nello sport con le non meno note Fiamme Oro. L’opera, che per volontà dell’autore assume carattere divulgativo ed informativo, fornisce al lettore un’immagine quasi a tutto tondo dei più importanti interventi di un Reparto che ha contribuito con il suo operato, non sempre scevro da critiche o rilievi, a costruire la tradizione della polizia scrivendo, per alcuni profili, anche la storia del nostro paese. Unico appunto, anche al fine di evitare un ingiusto giudizio autocelebrativo , è la mancata trattazione della significativa evoluzione che la gestione dell’Ordine Pubblico ha avuto dopo le note vicende del G8 del 2001. Le nuove “regole di ingaggio” , la nuova mentalità che l’operatore di polizia sta sempre più acquisendo, la più oculata e mirata gestione della piazza all’interno delle regole democratiche e dei valori costituzionali. Tematiche abbondantemente e diffusamente trattate nel Forum di Polizianellastoria ed ancora oggetto di acceso dibattito politico-sociale.- Per il resto, l’articolo si legge tutto d’un fiato in pochi minuti, dalla fondazione del 2° Reparto quale costola del 5° Reparto Celere di Vicenza con la figura indimenticabile di Gaetano Genco, alle imprese sportive delle Fiamme Oro ed al caso Margherito; dal periodo carbonaro delle rivendicazioni sindacali ai gravi fatti di Genova ed alla formazione dei Baschi Bleu. Il tutto arricchito dalle foto storiche di Manigrasso vero reporter storico del Reparto e dalla collaborazione di Vincenzo Marangione competente ed appassionato storico della Polizia. Un lavoro firmato da Calore ma frutto di quella sinergica ed entusiastica collaborazione fra appassionati a cui va riconosciuto l’impegno e l’inguaribile senso di appartenenza. Un frammento di memoria che ne alimenta il culto e l’insegnamento. Un momento di verità che narrando da dove veniamo contribuisce a segnare la strada dove andiamo.
"Il 2° Reparto Celere di Padova"
MILITARI RIFORMATI: CONFERMATA L’APPLICABILITÀ
La Corte dei Conti per il Molise, Giudice Unico delle Pensioni Dott. Natale Longo ha depositato in data 6 ottobre u.s., la sentenza n°53/2017 con la quale ha riconosciuto ad un Colonnello dell’Arma dei Carabinieri, posto in congedo assoluto per infermità, il diritto alla maggiorazione della pensione in ragione dell’applicazione dell’art. 3, comma 7 D. Lgs 165/1997, indipendentemente dall’avere raggiunto i limiti di età.-
Si conferma il riconoscimento in via giurisprudenziale del beneficio del c.d. Moltiplicatore sulla scia delle due note sentenze della Corte dei Conti Abruzzo.-
L’Arma e l’Inps entrambe chiamate in giudizio dal ricorrente hanno assunto le seguenti posizioni processuali:
l’Inps da una parte ha contestato la propria legittimazione passiva nel giudizio, ritenendosi estranea in quanto mera “esecutrice” delle informazioni trasmesse dall’Arma dei Carabinieri, e ha poi spiegato domanda riconvenzionale nei confronti dell’Arma condizionata all’ipotesi di vittoria del ricorrente e di conseguente condanna dell’Ente previdenziale a corrispondere le somme dovute a titolo di arretrati oltre interessi e rivalutazione monetaria.
In buona sostanza l’Inps si è riservata ( preannunciandolo) il recupero nei confronti dell’Arma delle somme che la stessa dovrà versare al ricorrente in termini di arretrati, differenze e interessi.
L’Arma dei Carabinieri, costituitasi a giudizio attraverso il Comando Generale- Ministero della Difesa, ha ribadito con memoria le medesime argomentazioni di cui al provvedimento di diniego del beneficio richiesto in via amministrativa dal ricorrente, pertanto ha proseguito nel sostenere la tesi della inapplicabilità del beneficio dell’art 3 comma 7 Dlgs 165/97 ai militari riformati che non abbiano anche raggiunto il limite di età, chiedendo pertanto il rigetto del ricorso.-
Il Giudicante ha ritenuto preliminarmente di riconoscere la legittimazione passiva dell’Inps in quanto Ente che ha adottato il provvedimento di concessione della pensione, ha ritenuto di dichiarare il difetto di giurisdizione della Corte dei Conti in punto di richiesta di domanda riconvenzionale spiegata dall’Inps nei confronti dell’Arma, ha ritenuto fondato ed ha accolto pienamente il ricorso, con condanna a carico di entrambe le amministrazioni quindi Arma e Inps ciascuna secondo le proprie competenze al ricalcolo del trattamento pensionistico facendo applicazione del beneficio in questione, nonché alla corresponsione dei conseguenti arretrati sui ratei pensionistici già percepiti, maggiorati di interessi e rivalutazione monetaria compensando le spese di giudizio “ avuto riguardo alla novità della questione trattata ….e alla mancanza di orientamenti giurisprudenziali consolidati in merito.”
E RAGIONI DI DIRITTO DELLA SENTENZA
…si osserva che “ a norma dell’art 929 del d.lgs 66/2010 1.Il Militare, che deve assicurare in costanza di servizio i requisiti di idoneità specifici previsti dal capo II del titolo II del libro IV del regolamento, accertati secondo le apposite metodologie ivi previste, cessa dal servizio permanente ed è collocato, a seconda dell’idoneità, in congedo, nella riserva o in congedo assoluto.”
Nel caso de quo il Comando Generale dell’Arma ha giudicato il Colonnello a seguito di verbale CMO 2° Istanza “ permanentemente non idoneo in modo assoluto” ex art 929 del codice dell’ordinamento militare, collocandolo in congedo assoluto.
Prosegue il giudicante: “I militari in congedo assoluto ( a differenza di quelli collocati in ausiliaria) vengono espunti dai ruoli e non sono più vincolati a obblighi di servizio attivo in tempo di pace, in tempo di guerra o di grave crisi internazionale ( art 790 c.o.m)……….il personale collocato in ausiliaria ex art 992 c.o.m è soggetto a possibili richiami in servizio ex art 993 c.o.m ed è soggetto agli obblighi di cui all’art 994 c.o.m “ ……..mentre il militare collocato in congedo assoluto considerata la sua inidoneità al servizio è de facto impossibilitato ad assolvere agli obblighi di servizio cui sono soggetti i militari in ausiliaria.-
“ Venendo dunque all’ambito applicativo della disposizione, si osserva che il legislatore ha riconosciuto l’incremento del montante contributivo sia “al personale di cui all’art 1 escluso dall’ausiliaria che cessa dal servizio per raggiungimento dei limiti di età” che “ al personale che non sia in possesso dei requisiti psico-fisici per accedere o permanere nella posizione di ausiliaria” , categoria quest’ultima nella quale evidentemente rientra l’ufficiale ricorrente, dichiarato non idoneo permanentemente al servizio d’Istituto ex art 929 del dlgs n. 66/2010 e dunque impossibilitato a prestare i conseguenti ( pur delimitati ed eventuali) servizi d’Istituto e dunque accedere all’istituto dell’ausiliaria ( C.Conti Abruzzo n 28/2012) .-”.
La recentissima sentenza del Giudice delle Pensioni del Molise ribadisce che l’istituto di cui all’art. 3, comma 7, del D. Lgs 165/1997 trova applicazione:
Per il personale di cui all’articolo 1 del medesimo decreto escluso dall’applicazione dell’ausiliaria che cessa dal servizio per raggiungimento dei limiti di età, (ovvero gli appartenenti alle Forze di Polizia a ordinamento civile e al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco esclusi dall’applicazione dell’istituto dell’ausiliaria);
Per il personale militare che non sia in possesso dei requisiti psico-fisici per accedere nella posizione di ausiliaria;
Per il personale militare, già collocato in ausiliaria, che tuttavia perda in un secondo momento requisiti di idoneità psico-fisici e dunque non possa permanere nella posizione di ausiliaria.-
Il ricorrente rientra nella seconda delle tre ipotesi di cui alla norma in oggetto, pertanto, come tutti i militari che non hanno i requisiti psico-fisici per accedere all’ausiliaria hanno diritto a vedersi applicato il beneficio compensativo previsto dall’art. 3, comma 7 del D. Lgs 165/1997, indipendentemente dal raggiungimento del limite d’età previsto, a seconda del grado rivestito, per accedere al trattamento di quiescenza.-
In conclusione si può affermare, alla luce di questa ulteriore sentenza del Giudice delle pensioni del Molise che : subordinare la concessione del beneficio del c.d. Moltiplicatore ai militari riformati alla sussistenza dei requisisti di accesso all’ausiliaria non può che tradursi in una palese contraddizione, e inoltre “considerate le ragioni dell’impossibilità normativo/oggettiva di collocamento dell’ufficiale in ausiliaria, neppure può propriamente ipotizzarsi l’esercizio di un’opzione da parte dell’interessato, in quanto raggiunto da un provvedimento cogente di collocamento in congedo assoluto per inidoneità assoluta e permanente al servizio.-”
Il beneficio dovrebbe dunque trovare applicazione in via automatica da parte dell’Amministrazione di Appartenenza all’atto del congedo per infermità, al pari di altri benefici quali ad esempio quello dei “sei scatti”di cui all’art 4 del Dlgs 165/97.-
Avv. Chiara Chessa e Avv. Eleonora Barbini
Diffida INPS Moltiplicatore
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Gli incrementi alla pensione: ausiliaria e beneficio compensativo.
I – L’AUSILIARIA: REQUISITI E BENEFICI
L’AUSILIARIA è una categoria del congedo che interessa il solo personale militare che, dopo la cessazione dal servizio per raggiungimento del limite di età, previsto per il grado rivestito, manifesta la propria disponibilità ad essere chiamato nuovamente in servizio per lo svolgimento di attività in favore dell’amministrazione di appartenenza o di altre pubbliche amministrazioni statali e territoriali.
L’ausiliaria è stata oggetto di recenti modifiche ad opera di interventi legislativi che si succeduti dal 2012 ad oggi (non ultima la legge di Stabilità del 2015); attualmente è prevista e disciplinata dagli articoli da 992 a 996 e dagli articoli 1864 1870 1871 1876 del Codice dell’Ordinamento Militare (D.LGS n. 66 del 15.03.2010).
L’art. 992 del D.LGS 66/2010 così dispone:
-1.Il collocamento in ausiliaria del personale militare avviene esclusivamente a seguito di cessazione dal servizio per raggiungimento del limite di età previsto per il grado rivestito o a domanda, ai sensi dell’articolo 909, comma 4.
-2 Il personale militare permane in ausiliaria:
b) fino a 67 anni, se con limite di età per la cessazione dal servizio pari o superiore a 62 anni e, comunque, per un periodo non inferiore ai 5 anni.”
L’indennità annua lorda percepita dal militare in ausiliaria è attualmente” pari al 50% della differenza tra il trattamento di quiescenza percepito e il trattamento economico spettante nel tempo al pari grado in servizio dello stesso ruolo e con anzianità di servizio corrispondente a quella effettivamente posseduta dal militare all’atto del collocamento in ausiliaria“.
II – IL PERSONALE ESCLUSO DALL’AUSILIARIA
E IL BENEFICIO DELL’ART. 3 COMMA 7 D. LGS 165/1997:
Per gli appartenenti alle Forze di Polizia a ordinamento civile (tutti gli arruolati a partire dal 01.01.1996), così come per i Vigili del Fuoco, trova applicazione un diverso BENEFICIO COMPENSATIVO previsto	dall’art. 3, comma 7, del d. lgs 165/1997 che comporta la maggiorazione del montante individuale dei contributi.
La norma dispone che: “Per il personale di cui all’articolo 1 escluso dall’applicazione dell’istituto dell’ausiliaria che cessa dal servizio per raggiungimento dei limiti di età previsto dall’ordinamento di appartenenza e per il personale militare che non sia in possesso dei requisiti psico fisici per accedere o permanere nella posizione di ausiliaria, il cui trattamento di pensione è liquidato in tutto o in parte con il sistema contributivo di cui alla legge 8 agosto 1995, n. 335, il montante individuale dei contributi è determinato con l’incremento di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio moltiplicata per l’aliquota di computo della pensione.
Per il personale delle Forze di polizia ad ordinamento militare il predetto incremento opera in alternativa al collocamento in ausiliaria, previa opzione dell’interessato“.
L’istituto di cui all’art. 3, comma 7, del D. Lgs 165/1997 ha un ambito di applicazione diverso e non sovrapponibile rispetto a quello dell’ausiliaria: dove opera quest’ultima non trova certamente spazio il beneficio di cui all’art. 3, comma 7. Quest’ultimo trova dunque applicazione per:
- Il personale di cui all’articolo 1 del medesimo decreto escluso dall’applicazione dell’ausiliaria che cessa dal servizio per raggiungimento dei limiti di età.
L’art. 1 si riferisce al personale delle Forze Armate, compresa l’Arma dei Carabinieri, del Corpo della Guardia di Finanza, nel personale delle Forze di Polizia a ordinamento civile e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (art. 1 D.Lgs 165/1997);
- Il personale militare che non sia in possesso dei requisiti psico-fisici per accedere o permanere nella posizione di ausiliaria, il cui trattamento di pensione è liquidato in tutto o in parte con il sistema contributivo.
III – I DIPENDENTI CESSATI
DAL SERVIZIO PER RIFORMA
Ci sono tuttavia dei dipendenti dello Stato che, almeno in apparenza, risultano esclusi da entrambi gli istituti ovvero quei militari (Forze Armate, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza) che sono cessati dal servizio per riforma senza aver raggiunto i limiti di età per la pensione.
Due importanti pronunce della Corte dei Conti della Regione Abruzzo, la n. 28/2012 e la n. 27/2017, sembrano aprire un filone di contenzioso che potrebbe, se coltivato e diffuso con adeguate iniziative giudiziarie in tutta Italia, portare interessanti risultati per i servitori dello Stato in termini economici.
Infatti in entrambe le pronunce sopra richiamate la Corte dei Conti ha espressamente riconosciuto il beneficio di cui all’art. 3, comma 7 del D. Lgs 165/1997 a due ex sottoufficiali della Guardia di Finanza che erano stati collocati in quiescenza per riforma, prima di aver raggiunto i limiti di età per la pensione; beneficio che l’INPS aveva negato.
Tutti i riformati delle Forze Armate, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza che cessano dal servizio senza aver raggiunto i limiti di età (con il sistema misto o contributivo) devono dunque prestare attenzione al proprio trattamento di quiescenza e proporre ricorso qualora l’INPS non abbia applicato il beneficio di cui all’art. 3, comma 7, del D. Lgs. 165/1997, cioè qualora il montante individuale dei contributi non sia stato determinato con l’incremento di un importo pari a 5 volte la base imponibile dell’ultimo anno di servizio moltiplicata per l’aliquota di computo della pensione.
Infatti, occorre segnalare che l’art. 1865 del Codice dell’Ordinamento Militare, rubricato “Trattamento di quiescenza del personale escluso dall’ausiliaria”	dispone espressamente che “Per il personale militare escluso dall’istituto dell’ausiliaria di cui all’art. 992, si applica l’articolo 3, comma 7, del D. Lgs. 30 aprile 1997 n. 165 “.
L’art. 1865 opera come clausola di salvaguardia facendo sì che	tutto il personale militare escluso dall’ausiliaria, indipendentemente dai motivi di tale esclusione (carenza di requisiti oggettivi e/o soggettivi), possa godere dei benefici di cui all’art. 3, comma 7, del D. Lgs.165/1997.
Pertanto, anche il personale militare riformato che non potrebbe essere collocato in ausiliaria per la mancanza del requisito del raggiungimento dei limiti di età, ha diritto a vedersi riconosciuto il beneficio di cui all’art. 3, comma 7 D. Lgs 165/1997 al pari dello stesso personale che, seppur inidoneo sul piano psico-fisico, accedeva per espressa previsione normativa al beneficio “compensativo” del montante contributivo individuale maggiorato perché aveva raggiunto i requisiti di età richiesti.
Perequazione Pensioni. Contro Consiglio Ministri
Condividendo l’iniziativa promossa dallo Studio Legale dell’Avv.to Pietro Frisani di Firenze di cui, come da gentile concessione, pubblichiamo il testo della Raccomandata/PEC di Richiesta Danni da inviare al Consiglio dei Ministri, siamo a consigliare ai Soci ANPS ed ai lettori del nostro sito di aderire all’iniziativa.
La Nuova Azione, consistente nel Richiedere, con Raccomandata Ricevuta di Ritorno o invio per Posta Elettronica Certificata, il risarcimento dei danni al Consiglio dei Ministri per “Illecito Legislativo” entro il termine di prescrizione del 6 Dicembre 2016,	può rappresentare un significativo “salvagente” nell’ipotesi in cui la Corte Costituzionale respinga, anche solo parzialmente, le questioni di legittimità sollevate sulla Legge Poletti (L.109/2015) ed a questa rimesse con ordinanze delle Corti dei Conti di Emilia Romagna e Liguria nonché dei Tribunali di Palermo, Brescia, Milano e Genova, nel corso della trattazione dei ricorsi presentati per ottenere il rimborso degli importi a titolo di perequazione dovuti per gli anni 2012-2013-2014-2015.-
Quindi, ribadito che si tratta di una iniziativa esclusivamente preventiva, finalizzata a garantirsi sino al 6 Dicembre 2021, il riconoscimento del diritto al Risarcimento dei Danni per la mancata o parziale perequazione delle pensioni negli anni 2012 e 2013, si consiglia di spedire la Lettera conservando le ricevute di spedizione e di ricevimento in attesa degli sviluppi.
Le valutazioni poste alla base dell’eventuale azione risarcitoria, il cui primo passo necessario ed imprescindibile è rappresentato dalla lettera da inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, sono mutuate dai principi cardine del Diritto Comunitario nonché dai principi generali del nostro Ordinamento.-
In primis la norma di legge di riferimento è costituita dall’illecito extracontrattuale disciplinato dall’art 2043 del codice civile, il quale prevede che “qualunque fatto doloso o colposo che cagioni ad altri un danno ingiusto, obbliga colui il quale ha commesso il fatto, a risarcire il danno”.-
Principio generale del neminem leaedere che investe tutti soggetti giuridici del nostro ordinamento.
Sulla scorta di tale principio il cittadino, la Pubblica Amministrazione, le Aziende Ospedaliere, in una parola tutti i soggetti giuridici che ne sono parte, possono essere chiamati a risarcire i danni provocati a terzi dalla propria azione e/o attività.
In tal senso si ritiene che anche l’azione del Legislatore , ove ritenuta costituzionalmente illegittima o in contrasto con la normativa comunitaria, possa essere sottoposta al vaglio giudiziario ai fini della valutazione e della risarcibilità dei danni dalla stessa prodotti.
Basta rammentare come in sede Comunitaria l’Italia subisca periodicamente sanzioni pesantissime per il mancato adeguamento alla normativa UE e per i danni che da detta mancata attuazione scaturiscono ai cittadini italiani in quanto cittadini comunitari.-
Il Legislatore ha attribuito ai suoi cittadini pensionati il diritto alla perequazione del trattamento pensionistico (Introdotto con Legge 30.04.1969 nr.153) secondo i criteri ridefiniti dall’art. 34 della Legge 448/1998 .-
Alcuni blocchi o applicazioni parziali della perequazione, attuati nel tempo dal Legislatore ed impugnati dai cittadini in sede giudiziaria, hanno superato il vaglio di costituzionalità sino alla Sentenza della Corte Costituzionale nr. 316/2010, con la quale la Corte Costituzionale ha rivolto un espresso monito al Legislatore onde evitare “il rischio della frequente reiterazione di misure volte a paralizzare il meccanismo perequativo”.
Con la Legge Fornero (22.12.2011 nr.214) il meccanismo perequativo delle pensioni è stato nuovamente paralizzato per gli anni 2012 e 2013, per cui la Corte Costituzionale con la sentenza n. 70 del luglio 2015 né ha dichiarato l’illegittimità con conseguente ripristino del diritto alla perequazione piena del trattamento pensionistico.
In esecuzione della Sentenza 70/2015 della Corte, il Legislatore con la Legge Poletti (109/2015 in vigore dal 21.7.2015), ha disposto, come è ben noto, solo parziali rimborsi per 3 fasce pensionistiche mantenendo fermo il blocco per le pensioni superiore a sei volte il minimo.
Detta decisione è stata contestata da numerosi pensionati con semplici diffide inviate all’INPS ed in tantissimi casi anche con ricorsi giurisdizionali alle Corti dei Conti o ai Tribunali Sez. Lavoro competenti, ove, come detto, sono state sollevate nuovamente eccezioni di incostituzionalità della legge, attualmente perdenti innanzi al Corte ed in attesa di decisione.
Orbene, noi non siamo in grado di prevedere con certezza quale sarà l’esito di quest’ultima decisione, ma nell’ipotesi in cui questa dovesse prevedere	la costituzionalità della legge Poletti, questa non potrà che avere applicazione con decorrenza dal 21.7.2015, lasciando scoperto il periodo ad essa antecedente.
Pertanto, nel periodo intercorrente tra la negazione-compressione del diritto alla perequazione ( legge Fornero) sino alla sua riespansione-riaffermazione in virtù dell’intervento della Corte Costituzionale, il cittadino pensionato ha subito un danno che si può quantificare nell’importo complessivo della mancata rivalutazione del proprio trattamento pensionistico con decorrenza dal gennaio 2012 sino al luglio 2015.-
Ne consegue :-
1°) Che il diritto al risarcimento danni, ove sussistente, matura a decorrere dal 6 Dicembre 2011 data di pubblicazione del Decreto Legge 201/2011 poi convertito in legge 2014/2011 detta "Legge Fornero".-
2°) Che Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno ex art 2043 c.c. Quantificato nella mancata rivalutazione del trattamento pensionistico dal dicembre 2011 sino al luglio 2015, è quinquennale pertanto andrà a spirare il prossimo 6/12/2016.-
Per interrompere la prescrizione è necessario inviare un atto che valga a costituire in mora il debitore ( art 2943 c.c.), può dunque ritenersi idoneo e opportuno al fine di interrompere la prescrizioneinviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la lettera raccomandata a/r contenente la richiesta di danni per “illecito legislativo”
- Scarica, completa ed invia il modulo-
La nuova azione giudiziaria sarà intrapresa solo ove la Corte Costituzionale ritenesse non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata in merito al c.d Decreto Poletti- DL n. 65/2015 convertito nella Legge 109/2015.
Il Cons.Naz. e Delegato Regionale
Avv.to Guido Chessa
Ricorso perequazione: considerazioni in punto di prescrizione del diritto agli arretrati
L’art 2935 del codice civile (Decorrenza della prescrizione) così dispone: “ La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.
I milioni di pensionati italiani che hanno subito il blocco dell’adeguamento della prestazione previdenziale per effetto della c.d Legge Fornero, si stanno domandando in questi giorni da quando decorre la prescrizione del mio diritto a chiedere gli arretrati in virtù dell’intervento della Corte Costituzionale? Qual’è il termine di prescrizione ? C’è un termine per esperire l’azione giudiziale?
Per tutelare i propri interessi i pensionati devono essere informati, di seguito alcune considerazioni.
La prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza di ciascun rateo pensionistico per il quale non sia stata riconosciuta la perequazione (Cass. n. 3437/1999), quindi i termini di prescrizione decorrono dal mese di Gennaio 2012 e così via per ogni mese a seguire.
Il termine di prescrizione del diritto alla rivalutazione del trattamento pensionistico dovrebbe ritenersi quinquennale, per cui la data della prima scadenza dei termini di prescrizione è quella del 31/12/2016 relativamente alle somme dovute e non riconosciute sulla mensilità pensionistica di Gennaio 2012.-
Per interrompere la prescrizione è necessario inviare un atto che valga a costituire in mora il debitore ( art 2943 c.c.), può dunque ritenersi idoneo e opportuno al fine di interrompere la prescrizione inviare alla sede Inps territorialmente competente una lettera raccomandata a/r contenente la diffida all’Istituto di riconoscere al pensionato la piena perequazione sul trattamento pensionistico liquidato negli anni 2012-2013.- Scarica il modulo.
Il termine di decadenza triennale dall’azione giudiziale non si applica allorchè la domanda giudiziale sia volta ad ottenere gli scatti perequativi periodici. Secondo consolidati orientamenti giurisprudenziali di merito e di legittimità ( Cass n. 209/2000 e Corte Di App. Roma Lav del 28/03/2007) il termine di decadenza previsto dall’art 47 del DPR n. 639/1970 ( trattamenti pensionistici, prestazioni riconosciute solo in parte o il pagamento di accessori del credito) non può trovare applicazione quando la domanda giudiziale sia finalizzata ad ottenere il solo adeguamento della prestazione previdenziale.
In punto di efficacia delle sentenze della Corte Costituzionale che dichiarano l’illegittimità costituzionale di una norma, in quanto sentenze di accoglimento, hanno efficacia nei confronti di tutti ovvero “erga omnes” , con la conseguenza che, la sentenza n. 70/2015 ove il Governo e il Legislatore non fossero intervenuti, avrebbe trovato immediata applicazione da parte dell’Inps in favore di tutti i pensionati.
Atto Intimazione e Diffida INPS
Mandato Avvocato Chessa Guido
Nove rinvii alla Corte Costituzionale
Il conflitto fra i pensionati ed il legislatore sulla questione della ” perequazione pensionistica”, è stato caratterizzato, nel corso del 2016, dal fiorire di un significativo contenzioso giudiziario.
Infatti migliaia di ricorsi sono stati promossi e sono pendenti innanzi alle Sezioni Pensionistiche delle Corti dei Conti Regionali ed innanzi alle Sezioni Lavoro dei Tribunali Civili, con la finalità di ottenere il riconoscimento del diritto alla completa rivalutazione del trattamento pensionistico attraverso la preventiva declaratoria di incostituzionalità dell’art.1 del D.Lgv. 65/2015 convertito in L. 109/2015.
Ad oggi, ben nove questioni di legittimità costituzionale, ritenute “non manifestamente infondate”, sono state sollevate dalla magistratura di merito nei confronti della Legge Poletti emanata in attuazione della Sentenza della Corte Cost. 70/2015, e rimesse al vaglio del Giudice delle Leggi.
Si tratta delle ordinanze, che pubblichiamo nel loro testo integrale, assunte dalla Corte dei Conti dell’Emilia Romagna e delle Marche (quella dell’Abruzzo ha disposto la mera sospensiva in attesa del giudizio) e dai Tribunali Sez. Lavoro di Palermo, Brescia, Milano, Napoli, Torino, Genova e Cuneo, con le quali, in pratica, tutta la disciplina introdotta dalla legge Poletti viene sottoposta sotto vari profili all’esame della Consulta.
In un panorama così articolato e complesso, al fine di facilitare l’informazione ai soci ed ai lettori interessati, cerchiamo qui di seguito di fare il punto della situazione prospettando una breve sintesi delle questioni di costituzionalità rimesse innanzi alla Corte e che nel corso del 2017, riunite in un unicum, si ritiene verranno complessivamente decise.
Le questioni di legittimità costituzionale hanno ad oggetto i seguenti profili:
1°) Violazione del giudicato costituzionale (Art. 136 Cost.).
La lesione dell’art. 136 Costituzione, per violazione del giudicato costituzionale, è presente in tutte le ordinanze di rimessione alla Corte.
Esso, come è noto, travolge la norma facendone cessare l’efficacia dal giorno successivo alla sua pubblicazione in gazzetta ufficiale, con la precisazione, contenuta nell’art. 30 co 3° Legge 87/1953, che da quel giorno la norma non può più avere applicazione. Inoltre, la perdita di efficacia della norma non vale soltanto per il futuro, ma opera anche retroattivamente nei confronti di fatti e rapporti instauratisi nel periodo in cui la norma legislativa incostituzionale era vigente ed esercitava efficacia (Ordinanza C.Conti Sez. Pens. Reg. Veneto del 09.11.2015). Pertanto il giudicato costituzionale “”….è violato non solo quando il legislatore emana una norma che costituisce una mera riproduzione di quella già ritenuta lesiva della Costituzione, ma anche laddove la nuova disciplina miri a “perseguire e raggiungere, anche se indirettamente, esiti corrispondenti” (Sent. Corte Cost. nr. 223/1983; nr.88/1966 e nr. 73/1963 richiamate dal Sent. C.Cost. 245 del 31.10.2012).
Come correttamente evidenziato dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Milano con ordinanza del 30.04.2016 n. 124 pubblicata in Gazzetta ufficiale n. 26 del 29.06.2016: “(..) resta fermo l’inadempimento del legislatore alla sentenza n. 70/2015″ in quanto	“(…) anche ad ammettere che il legislatore potesse introdurre una norma volta a disciplinare la fattispecie con effetti retroattivi, sarebbe stato doveroso dare approfonditamente conto delle ragioni per cui le esigenze di bilancio pubblico dovessero necessariamente ritenersi prevalenti rispetto al ripristino delle posizioni giuridiche soggettive pregiudicate dalla norma dichiarata incostituzionale.
Di tutto ciò, al contrario, tanto nella relazione illustrativa al disegno di legge n. 65/2015 quanto nel successivo decreto-legge non v’è traccia alcuna”.
” (…..) Difatti, ad accedere alla tesi della necessaria prevalenza di tale disposizione (art 81 Cost.), si arriverebbe ad una sostanziale vanificazione degli effetti dell’art 136 Costituzione, dal momento che il legislatore si troverebbe sostanzialmente facoltizzato a porre in essere interventi normativi pregiudizievoli di posizioni soggettive di rango costituzionale ben sapendo che, anche ove detti interventi fossero dichiarati incostituzionali, non avrebbe giammai un obbligo di rispetto del giudicato costituzionale, potendo sempre invocare le proprie ( a questo punto postulate) necessità di rispetto degli equilibri economico-finanziari introducendo così normative retroattive come nel caso di specie e perpetrando di fatto le violazioni censurate in sede costituzionale.
2°) L’Art. 1 D.L. nr. 65/2015 del 21.5.2015 convertito con modifiche nell’Art. 1 Legge nr. 109 del 17.07.2017, in riferimento all’art. 24 commi 25 Lett. b)-c) -d) e 25bis del DL. 6.12.2011 n.201, convertito con modifiche in L. 22.12.2011 n.214, ritenuti in contrasto con gli Artt. 2, 3, 36 comma primo, 38 comma secondo della Costituzione (Riguardante le TRE Fasce da €. 1405 a 2810,10 lorde).
Per quanto attiene alla disciplina prevista dall’art.24 comma 25°, che riconosce per gli anni 2012 e 2013, una rivalutazione parziale accordando alla Lett. b) il 40% per la fascia di reddito pensionistico da 3 sino a 4 volte il minimo della pensione sociale; alla Lett. c) il 20% per la fascia di reddito pensionistico da 4 sino a 5 volte il minimo della pensione sociale; alla Lett. d) il 10% per la fascia di reddito pensionistico da 5 sino a 6 volte il minimo della pensione sociale; e dall’art. 24 comma 25°bis, che ha stabilito per gli anni 2014,2015 la rivalutazione in ragione del 8% per la fascia di cui alla Lett.b); del 4% per la fascia di cui alla Lett.c) e del 2% per la fascia di cui alla Lett.d) mentre per il 2016 ha stabilito una rivalutazione pari progressivamente al 20%, 10% e 5% per le tre fasce citate, la questione di legittimità costituzionale è stata sollevata dai	Tribunali Sez. Lavoro di Palermo, Brescia, Genova, Milano e dalle Corti dei Conti Regionali dell’Emilia Romagna e delle Marche.
I Giudici del rinvio hanno ritenuto non manifestamente infondata la questione di costituzionalità dal momento che la disciplina attuativa della Sentenza Costituzionale (Legge Poletti), per quanto abbia introdotto una progressività proporzionale nell’applicazione della perequazione per gli anni 2012 e 2013 pari al 40%,20% e 10% rispettivamente rivolto alla 4, 5 e 6 fascia pensionistica, in realtà persiste nell’applicare un criterio irragionevole ed inadeguato. Infatti, le somme assegnate a titolo di rimborso con decorrenza dal 1 agosto 2015, sono talmente irrisorie da considerarsi assolutamente inidonee” a conservare il potere di acquisto delle somme percepite da cui deriva in modo consequenziale- per il pensionato- il diritto ad una prestazione adeguata.” Inoltre, tale diritto, anche nel caso che ci investe, risulta irragionevolmente sacrificato nelnome di esigenze economico-finanziarie assolutamente generiche e totalmente prive di ogni riferimento al criterio di	bilanciamento dei valori costituzionali che sarebbe stato seguito per imporre alla sola categoria sociale dei pensionati il sacrificio economico disposto.
3°) L’Art. 1 D.L. nr. 65/2015 del 21.5.2015 convertito con modifiche nell’Art. 1 Legge nr. 109 del 17.07.2017, in riferimento all’art. 24 commi 25 Lett e) e 25bis del DL. 6.12.2011 n.201, convertito con modifiche in L. 22.12.2011 n.214, ritenuti in contrasto con gli Artt. 2, 3, 36 comma primo, 38 comma secondo della Costituzione (Riguardante la Fascia oltre 6 volte il trattamento minimo, oltre €. 2810,10 lorde).
Ritenuta non manifestamente infondata dai Tribunali di	Brescia, Genova, Torino, Cuneo e dalle Corti dei Conti Regionali dell’Emilia Romagna e delle Marche, riguarda la categoria dei pensionati maggiormente penalizzati quali percettori nel 2012 di un importo lordo superiore ad €. 2810,10 mensili. Tale categoria, infatti, non solo ha subito la reiterazione del bocco Fornero per gli anni 2012 e 2013, ma se lo è visto reiterare anche per il 2014 (Con Legge di stabilità Letta art. 1 coma 483 l. 147/2013) e quindi, prolungare ulteriormente per gli anni 2015 e 2016 dal D.L. 65/2015 convertito L. 109/2015. Oltre ai problemi di sovrapposizione fra la disciplina Letta, che prevedeva la rivalutazione delle pensioni al 45% per gli anni 2015 e 2016 e ciò in contrasto con la successiva reiterazione per gli stessi anni del blocco da parte della Poletti, la reiterazione del blocco di tali trattamenti pensionistici, non solo importa una evidente violazione del giudicato costituzionale ma anche dei criteri di adeguatezza e ragionevolezza in assenza di quelle esigenze economico-finanziarie affermate dal Legislatore in forma assolutamente generica e totalmente prive di ogni riferimento al criterio di bilanciamento dei valori costituzionali che sarebbe stato seguito per imporre alla sola categoria sociale dei pensionati il sacrificio economico disposto.
4°) L’Art. 1 D.L. nr. 65/2015 del 21.5.2015 convertito con modifiche nell’Art. 1 Legge nr. 109 del 17.07.2017, ritenuto in contrasto con l’art. 117 comma 1° Costituzione rispetto all’art. 6 CEDU (Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e delle Liberta fondamentali) firmato a Roma il 4.11.1950 e ratificata e resa esecutiva con L. 4.8.55 nr. 848 quale norma interposta.
Trattata da più ordinanze di rinvio ma con riferimenti generici alla retroattività della Legge Poletti, la questione di legittimità è stata invece sollevata formalmente ad opera della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna e	dal Tribunale Sez. Lavoro di Cuneo. In particolare si evidenzia come, a fronte della declaratoria di incostituzionalità statuita con la Sent. 70/2015 Corte Cost., il Legislatore anziché uniformarsi al suo dettato, col D.L. 65/2015(L.109/2015) ha introdotto una “nuova e diversa disciplina della perequazione” con estensione retroattiva decorrente dal 1.12.2012.
Tale operazione, però, risulta in contrasto con la giurisprudenza della Corte di Giustizia di Strasburgo “…particolarmente rigorosa nell’ammettere leggi retroattive che abbiano l’effetto di neutralizzare decisioni giudiziarie. Infatti anche norme di interpretazione autentica ( e come tali necessariamente retroattive) possono violare il diritto all’equo processo ex art. 6 comma 1° CEDU, laddove non sussistano situazioni di incertezza giuridica,, senza che, d’altra parte esigenze finanziarie siano di per se idonee a giustificare simili interventi, poiché non corrispondenti ad un “imperioso motivo di interesse generale”.
Poiché nel caso di specie non si pone alcun problema di interpretazione della norma , con il Decreto 65/2015 (L.109/2015) è stata frustrata la tutela giurisdizionale del cittadino, e quindi il suo diritto ad un equo processo, che nel caso di specie, consisteva nel vedersi applicare la disciplina della perequazione delle pensioni risultante dalla declaratoria di incostituzionalità, affidamento del tutto legittimo e che è stato disatteso.
Ne consegue che ciò appare in contrasto con l’art. 6° comma 1° della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo e quindi con l’art. 117 della Costituzione, per cui la relativa valutazione iene sottoposta al vaglio di costituzionalità.
5)La questione di legittimità costituzionale subordinata,riguardante il combinato disposto del D.Legge 65/2015-L.109/2015 e dell’art. 1 comma 483 Legge 27.12.2013 n°147 (legge di stabilità Letta) in violazione degli artt. 3, 36 comma 1° e 38 comma 2° della Costituzione.
La questione di legittimità costituzionale è stata sollevata dal Trib. di Milano e da quello di Genova,in forma subordinata, cioè ove la Corte ritenesse costituzionale l’art. 1° commi 25 e 25bis della Legge Poletti.- Infatti i giudici di merito hanno rilevato, per quanto attiene alle pensioni superiori a 6 volte il Trattamento Minimo, come per le stesse il blocco integrale previsto dalla Legge Fornero per gli anni 2012 e 2013, con la Legge di Stabilità di Letta sia stato procrastinato anche per l’anno 2014 mentre per gli anni 2015 e 2016 si prevedeva l’applicazione della perequazione in ragione della percentuale ridotta del 45%. Con la declaratoria di incostituzionalità della Legge Fornero e con l’ingresso in sua sostituzione (Con effetti retroattivi) della Legge Poletti, le pensioni superiori a 6 volte il Trattamento Minimo, non solo sono rimaste bloccate per gli anni 2012, 2013 e 2014, ma il blocco della loro rivalutazione è stato esteso anche agli anni 2015 e 2016, e ciò in contrasto con quanto stabilito dalla Legge Letta che ne prevedeva la rivalutazione ridotta al 45%. Il mancato coordinamento fra le norme contrastanti, e l’eventuale declaratoria di costituzionalità della Legge Poletti, porrebbe il problema della vigenza e quindi della costituzionalità di quest’ultima reiterando un conflitto fra leggi che la Corte, in via subordinata viene chiamata comunque a risolvere.
Riportiamo qui di seguito il testo integrale
delle nove ordinanze citate.
OMD’I – ORDINE MILITARE D’ITALIA
Regio D. 29.03.1940
Bollettino Uff. dell’OMDI del 1940
Cavaliere Ordine Militare D’Italia
GALLI Cesare Sabatino
D. Luog. del 06.04.1946
Bollettino Uff. dell’OMDI del 1946
R.D. 11.7.1941
G.U. 234 del 5.10.42
D. Luog. 02.03.1945
Bollettino Uff. Min.Guerra
Dispensa 11 del 16.6.1945
D.P.R. 18.07.1968
D.P.R. 14.07.1978
G.U.n° 4 del 04.01.1979
N.B.- Il presente elenco è stato aggiornato all’Agosto del 2014 e sono in corso le ricerche di alcune G.U. e la integrazione delle schede personali con l’indicazione delle fonti di riferimento.
MEDAGLIE D’ORO AL VALOR CIVILE
Data D.P.R.
M. d’oro al valor civile
G.u.n° 249 del 22.10.99
ANOFFO Silvio
G.u.n° 157 del 8.07.1987
G.U.n° 160 del 10.7.1996
ANTUORI Gennaro
G.U.n° 175 del 28.7.1993
ARCUTI Carmelo
G.U.n°140 del 16.06.1992
BARBORINI Renato
G.U.n°270 del 01.10.1984
BATTISTI Laura
BAZZEGA Sergio
G.U.n° 175 del 27.7.2002
BERARDI Rosario
BERTONERI Oreste
G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O. n° 187
BORTONE Daniele
CALCE Biagio
G.U.n°60 del 01.03.1980
G.U.n°142 del 20.06.1997
G.U.n°160 del 10.07.1996
M. d’oro al Valore Civile
CAMPOSSELE Tommaso
G.U.n°148 del 28.06.2001
CANTORE Osvaldo
CARDILLI Antonio
G.U.n°328 del 20.12.1972
CARDONA Maurizio
CARLA’ Ettore
G.U.n°140 del 24.05.1983
CARRATURO Roberto
G.U.n°138 del 15.06.95
26.09.2986
CEFFALIA Cesare
CESAROTTO Maurizio
G.U.n° 159 del 09.7.1993
CHIGHINE Gavino
COLUCCI Patrizio
G.U.n°61 del 05.03.1975
COSINA Walter
G.U.n°33 del 09.02.1990
G.U.n°249 del 22.10.1999
G.U.n°112 del 22.04.1978
D’ADDARIO Salvatore
G.U.n°147 del 25.06.1991
DEFRANZA Andrea
DEIDDA Alessandro
DI GIGLIO Angelo
DICILLO Rocco
DINIELLI Antonio
G.U.n°292 del 16.12..2006 S.O.n°236
DIONISI Fausto
G.U.n° 244 del 19.10.1998
G.U.n°320 del 22.11.1983
FARDELLA Melchiorre
FEMIANO Armando
G.U.n°108 del 27.04.1973
GALLUZZO Antonio
G.U.n° 112 del 15.5.1996
G.U. n° 234 del 05.10.1999
GIAZZON Loris
GIULIANO Giorgio Boris
G.U.n°208 del 30.07.1984
GULI’ Pietro
G.U.n°38 del 12.02.1970
IACOVONE Giuseppe
IAVARONE Roberto
IGNORATO Aniello
IOZZINO Raffaele
IZZO Leonardo
LAI Antonino
LALLO Sergio
LANARI Rolando
Li MULI Vincenzo
LINDIRI Roberto
LIPPIELLO Antonio
G.U.n° 189 del 10.7.1974
G.U.n°292 del 16.12.2006 S.O.n°236
G.U.n° 245 del 20.10.1987
MONNI Ugo
MONTANA Giuseppe
PADOVANI Vittorio
G.U.n°145 del 28.05.1981
PECORARO Carmine
PELLINO Mirko
PERELLI Giovanni
G.U.n°15 del 19.01.1968
PONTARELLI Alessandro Alfonso
G.U. n° 244 del 19.10.1998
G.U. n° 122 del 27.05.94
G.U. n° 303 del 04.12.65
RIVERA Giulio
RINELLA Luigi
ROSSANO Vincenzo
RUTTAR Adriano
SALVIANI Ciro
SAMMARCO Franco
G.U.n°138 del 15.06.1995
SCHIFANI Vito
SCRAVAGLIERI
SCROFANI Paolo
G.U.n°46 del 25.2.2003
SURIANO Eduardo
GU.n 268 del 23.10.1962
TAMMARO Romano
TRAINA Claudio
TREVISAN Arnaldo
TUFILLI Carlo
G.U.n°57 del 10.03.1997
G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n°190
TURAZZA Massimiliano Rodolfo
GU. n°235 del 27.08.1870
G.U.n°249 del 22.10.99
G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n°187
VERI’ Amerino
G.U. n° 160 del 10.07.1996
VIRDIS Gavino
ZAFFINO Maurizio
ZAMBELLI Cristiano
ZANIER Giuseppe
ZIZZI Francesco
ZUCCHETTO Calogero
Nell’elenco non è attualmente inserito il Questore Mario CANESSA, nominato Giusto fra le Nazioni nel 2008, per il quale si stanno cercando conferme circa l’attribuzione della MOVC a seguito di provvedimento, assunto motu proprio del Presidente della Repubblica Napolitano
G.U.n°200 del 29.8.2006 S.O.n° 187
BUONANTUONO Carlo
G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O.n° 190
G.U.n°202 del 31.8.2006 S.O. n° 190
CESTARI Antonio
CIOTTA Giuseppe
CORRAO Silvestro Silvio
CUSTRA’ Antonio
DI ROMA Ciriaco
FONTANA Quirino
G.U n° 256 del 2.11.1998
GRANATO Michele
M. d’oro al merito civile
MANNU Giovanni
G.U.n°1 del 03.01.2000
NIEDDA Antonio
PALATUCCI Giovanni
G.U.n°142 del 20.06.1995
PALIERI Filippo
PALOMBI Mario
G.U.n°23 del 28.01.2005
POMENTALE Marino
PORCEDDU Salvatore
STRAULLU Francesco
TUMMINIELLO Vincenzo
VISCARDI Eleno Anello
IL NUOVO MEDAGLIERE – Simulazione Grafica e LEGENDA
Medagliere della Polizia
Legenda numerica dell’Ordine di collocazione delle medaglie sul Drappo
OMD’I
M.Br.V.M.
M.Arg. Valor. Civ
Ter. Mes.
Ter. Avez.
Medaglie D’Oro valor Militare
Medaglie D’Argento mal Valor Militare
Medaglie Argento al Valor di Marina
Medaglie Bronzo al Valor di Marina
Medaglie d’Argento al Valor Civile
Medaglie di Bronzo al Valor Civile
Medaglie d’Argento al Merito Civile
Medaglie di Bronzo al Merito Civile
La rappresentazione iconografica di questa forma di medagliere permette di distinguere le Medaglie (nr. 40) effettivamente attribuite all’Istituzione dalle ricompense individuali, le quali ad eccezione dei 2 OMDI e delle 5 MOVM, vengono affisse in file necessariamente simboliche sul drappo (Stante il numero di oltre 5000 ricompense concesse ai singoli nelle quattro categorie del Valor Militare, Valor di Marina, Valor Civile e Merito Civile).
L’ordine di affissione sul drappo è stabilito applicando fedelmente l’ordine di valenza del riconoscimento stabilito dai Regolamenti Militari, in particolare quello dell’Esercito e della Marina , e quindi si uniforma alle regole generali applicate nelle realizzazioni dei medaglieri degli altri Corpi e Forze Armate.
Inoltre ogni medaglia, nel fedele rispetto delle citate regole militari, è legata ai nastrini che riportano foggia e colori originali, in modo tale che il simbolo valoriale sia nella sua rappresentazione complessiva conforme all’originale.-
L’unico problema che si è presentato è stato quello di ampliare le misure del drappo che pur mantenendo la larghezza di cm. 80,00 ha dovuto raggiungere la lunghezza di cm. 100 rispetto ai precedenti 80 per poter alloggiare le due scritte in oro presenti al suo interno.
Le medaglie, inoltre,per rispondere all’esigenza di rappresentare l’intera tradizione storica della Polizia, sono aumentate di numero passando dalle precedenti 170 alle attuali 211.
Posizione e nastrini delle medaglie alla Bandiera
1) OMDI –Croce di Cavaliere Ordine Militare d’Italia.
Nastrino Celeste con striscia centrale rossa
2-3) MBVM – Medaglia Bronzo al Valor Militare
Nastrino Azzurro
4-21) MOVC – Medaglia Oro Valor Civile
Nastrino Tricolore
22-24) MAVC- Medaglia Argento al Valor Civile
25-35) MOMC – Medaglia Oro Merito Civile
Nastrino doppio Tricolore
35) MBMC – Medaglia Bronzo al Merito Civile (Pol. Femm.)
36) Medaglia Oro Benemerenza Terremoto Messina
Nastrino Verde con bordi bianchi
37) Medaglia Oro Benemerenza Terremoto Avezzano
Nastrino Rosso con bordi neri
38) Medaglia Oro Benemerenza arte e cultura
39) Medaglia Oro Benemerenza salute pubblica
Nastrino verde con bordi neri
40) Medaglia Oro ONU op. Peace Keeping in Kossovo
Nastrino celeste
Posizione e nastrini delle medaglie individuali
1-2) OMDI –Croce di Cavaliere Ordine Militare d’Italia
3-7) MOVM- Medaglia Oro al Valor Militare
8-19) MAVM- Medaglia Argento al Valor Militare
Nastrino Azzurro (Numero simbolico)
20-38) MBVM- Medaglia Bronzo Valor Militare
39-48) MAVM-Medaglia Argento al Valor di Marina
Nastrino Celeste con bordo bianco(Num.Sim.)
49-57) MBVM-Medaglia Bronzo al Valor di Marina
58-76)MOVC- Medaglia Oro Valor Civile
Nastrino Tricolore (Numero simbolico)
77-95)MAVC- Medaglia Argento al Valor Civile
96-114)MBVC- Medaglia Bronzo al Valor Civile
115-133) MOMC- Medaglia Oro Merito Civile
Nastrino Doppio Tricolore (Num. Simb.)
134-152) MAMC- Medaglia Argento al Merito Civile
153-171) MBMC- Medaglia Bronzo al Merito Civile
Testi e Legenda
Corbini Vinicio
Sezione di Prato “Gennaro Coppola”
1°) Armando D’Orsi
3°) –
4°) –
5°) Vincenzo Roviello
Commissario Ardizzone Rosario (05.09.1944) ; Guardia Coppola Gennaro (30.12.1980).
La Sezione di Prato , nasce il 9 luglio 1985 a seguito di un appassionato impegno fiorentino del Presidente Minigrilli e del Gen. Adinolfi sostenuti dal proselitismo del Dirigente dell’allora Commissariato di P.S. Dr. Romeo Valenzano. Il Mar. Armando D’Orsi, nominato commissario straordinario, ne sarà il Primo Presidente intitolando il 26.10.1986 il neonato sodalizio a Gennaro Coppola, agente della polstrada deceduto il 2.7.1980 a seguito di un grave incidente stradale. La Sezione vanta attualmente 170 associati facenti capo al Presidente Vincenzo Roviello e ricorda le sue due vittime del dovere nei giorni della commemorazione dei caduti della Polizia. Presente in tutte le celebrazioni istituzionali, è attiva nel volontariato e nell’impegno sociale per l’ausilio alle categorie deboli , svolge attività di sostegno ed assistenza agli associati cementandone i vincoli di solidarietà e di appartenenza.
Sezione di Viareggio “Giuseppe Lombardi”
1°) Renzo Lorenzini
Appuntato Lombardi Giuseppe (22. 10.1975); Brig. Mussi Gianni (22.10.1975); Appuntato Femiano Armano (22.10.1975).
Guardia Della Volpe Raffaele Dist. Polstrada ( 09.09.1976).
FERMIANO Armando
G.U.n°140 del 24.05.1983 Medaglia O.V.C.
CRISCI Giovan Battista
Nata il 21 aprile 1990 da una costola della più anziana Sezione di Lucca ad iniziativa dell’Ispettore Capo Lorenzini Renzo, vera istituzione locale che la presiede ancor oggi a 26 anni dall’atto fondativo. Con i suoi 120 associati ha ereditato da Lucca l’organizzazione delle celebrazioni annuali del 22 ottobre in memoria dell’eccidio di Querceta dove il 22.10.1975 furono uccisi a seguito di un conflitto a fuoco con i criminali comuni, poi rivelatisi appartenenti alla fazione Lotta armata per il comunismo, Massimo Batini e Giuseppe Federighi, gli Appuntati Armando Femiano e Giuseppe Lombardi ed il Brigadiere Giovanni Mussi e dove rimase gravemente ferito il Mar. Giovan Battista Crisci, tutti dipendenti del locale Commissariato Viareggino. A memoria del sacrificio delle tre vittime del dovere, a cui fu riconosciuta nel 1978 assieme al Crisci la concessione della M.O. al Valor Civile, è eretto in Querceta un Cippo ed intitolata una strada di Viareggio. La Sezione, inoltre, ha promosso l’intitolazione di un piazzale alla memoria di Emanuele Petri, altro poliziotto ucciso dalle Nuove Brigate Rosse. Oltre alle attività istituzionali di assistenza ai soci ed alle manifestazioni locali, la Sezione è spesso presente alle iniziative lucchesi vantando una partecipazione sempre apprezzata nella società civile.
Sezione di Pistoia “Oreste Bertonieri”
1°) Giuseppe Brusi
2°) Mario Cascio
3°) Renzo Scipioni
Guardia Nesti Giovanni deceduto in Jugoslavia (00. 06.1944); Guardia Ronco Leonardo (16.08.1948); Guardia Marzella Luigi (06.07.1953); Guardia Piccoli Domenico (30.04.1966) ; Appuntato Colaianni Gino (16.05.1968); V.Questore Reggioli Carlo (11.10.1974); Appuntato Lucchesi Bruno (23.10.1976); Agente Scelto Bertoneri Oreste (12.03.1987).
Guardia Bartolini Giuseppe ( 24.10.1943)
La Sezione di Pistoia, fondata il 28 aprile 1988 dal Cav. Giuseppe Brusi è intitolata all’Agente scelto Oreste Bertoneri, ucciso il 13 marzo 1987 nel corso di una cruenta rapina ed insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile. Presieduta da nove anni dal sensibile ed attivo Cav. Renzo Scipioni, annovera nelle sue file 126 associati fra cui la vedova di Filippo Raciti Maria Grasso che ha sfilato da Alfiere portabandiera sezionale al Raduno Nazionale di Salerno. La Sezione ha intestato a Raciti un complesso sportivo nel Comune di Quarrata ed ha promosso l’intitolazione dell’Aula Magna della Questura ed una targa negli Uffici della Squadra Mobile a Bertoneri Oreste al cui ricordo è stata dedicata anche l’intitolazione di una strada cittadina. Non manca di celebrare nel corso di tutte le ricorrenze istituzionali le proprie sette vittime del dovere Carlo Raggioli, Gino Colaianni, Domenico Piccoli, Luigi Marzella, Giuseppe Bartolini, Bruno Lucchesi e Luca Benicasa . Nel corso degli ultimi anni la Sezione, valendosi dell’impegno promozionale di Maria Grasso, ha organizzato importanti convegni e manifestazioni di rilievo nazionale sulla sicurezza negli Stadi e nello sport, con la partecipazione di notissimi giornalisti e vecchie e giovani glorie del calcio. Presente nell’attività di volontariato e di assistenza verso gli associati, la Sezione svolge con continuità iniziative verso i giovani per sensibilizzarli alle tematiche della sicurezza e della partecipazione attiva nella società civile.
Sezione di Montecatini
1°) Carissimo Mazzolini
2°) Vasco Gaddi
3°) Gino Longobardi
4°) Marco Acerra
Appuntato Lucchesi Bruno (23. 10.1976).
1°) Romolo Chiaromonte
2°) Antonio Simoncelli
3°) Angelo Rossi
4°) Andrea Vinchesi
27.04.1004
5°) Antonio Pitardi
6°) Antonino Bruno
Guardia Ingusci Egidio (30.03.1953); Appuntato Pieroni Gabriello (22.10.1972); .
La Sezione di Massa , fondata il 17.06.1974 dal Maresciallo Romolo Chiaromonte si presenta oggi con 124 associati guidati dal Presidente Cav. Antonino Bruno ed è intitolata a Giovanni Mussi, una delle tre vittime della strage di Querceta (LU), cui è intestata anche una piazza cittadina. Partecipe annualmente alle significative celebrazioni per l’eccidio, non manca di ricordare le proprie quattro vittime del dovere (Giuseppe Salvia 1944- Egidio Ingusci 1953- Antonio Piras 1972 e Gabriello Pieroni 1972) legandone il sacrifico agli indelebili valori dell’appartenenza e dell’altruismo. Fortemente impegnata nell’attività previdenziale ed assistenziale che si spinge ben oltre la compagine sociale locale, svolge attività di promozione del Sodalizio nella società civile presenziando a tutte le celebrazioni istituzionali, con attività di volontariato e con la sensibilizzazione ai valori della giustizia e della sicurezza nelle scuole medie inferiori.
1°) Alberico Angerilli
2°) Remo Gavazzi
3°) Corrado Mazzotta
4°) Remo Gavazzi
5°) Antonino Neri
6°) Salvatore Bono
7°) Pasquale De Carlo
Delegato P.S. Barzanti Amilcare (–.08.1884); Guardia Pompei Giuseppe (31.01.1896) ; S.Brig. Antonelli Giuseppe (25.08.1896);S.Ispett. Investigativo Cucchiara Antonio (18.08.1922); Guardia Bennati Gino (10.08.1944); Guardia Miola Armando (28.08.1944); Guardia Aus. Pasquinelli Giuseppe (09.09.1944); Guardia Puccetti Dino (22.03.1945); Appuntato Lombardi Giuseppe (22. 10.1975); Brig. Mussi Gianni (22.10.1975); Appuntato Femiano Armano (22.10.1975); Appuntato Nanini Carlo (29.12.1982).
Guardia Musci Alberigo ( 27.02.1881); Guardia Scelta Milani Giovanni Giuseppe (06.01.1944); Appuntato Di Salvatore Nello (26.11.1976); Vice Sovrintendente Nuti Alessandro (17.12. 2010).
Istituita il 10 agosto 1973 da Angerilli Alberico, l’ultraquarantenne sezione è attualmente condotta dal Presidente De Carlo Pasquale ed annovera fra le sue file 224 soci. Raccolta e memore attorno ai suoi 17 caduti nell’adempimento del dovere, è intitolata a Nuti Alessandro, Vice-Sovrintendente della Polizia Stradale rimasto paralizzato a seguito di un grave incidente stradale e morto dopo otto anni di sofferenze. Ad appena due anni dalla sua costituzione, il 22 ottobre del 1975, è stata profondamente scossa dall’eccidio di Querceta ove, in un conflitto a fuoco con la criminalità comune, sono rimasti uccisi Giuseppe Lombardi, Armando Femiano, Giovanni Mussi e gravemente ferito Giovan Battista Crisci, tutti appartenenti al Commissariato di Viareggio. A riconoscimento del valore dei poliziotti vennero concesse quattro M.O.VC. di cui tre alla memoria ed al Crisci venne riconosciuta anche la M.A.V.M.- Sul luogo dell’eccidio è posto un cippo a ricordo dei fatti ove ogni anno, in unione alla Sezione di Viareggio, dopo la sua costituzione nel 1990, viene celebrata la memoria di questi uomini ed i valori di legalità e giustizia legati al loro sacrificio. La Sezione ha promosso l’Intitolazione della sede della Polstrada di Lucca all’Appuntato Nanini Carlo, deceduto nel 1982 per causa di servizio, mentre nel 2012 ha fatto dono del tricolore alla Scuola Media Statale Carducci, in occasione del 60° anniversario. Assiduamente presente in tutte le manifestazioni istituzionali, non manca di intervenire periodicamente nelle scuole per trattare le problematiche della sicurezza e legalità accompagnandola con attività di volontariato e di sostegno ai sodali.
1°) Carmine Mele
1°) Spartaco Raffo
2°) Pericle Mangiavacchi
3°) Angelo Illuminati
4°) Leonardo Durante
5°) Giorgio Morganti
Non risulta inserito fra i Presidenti il Dr. Marino Botti presidente della Sezione di Siena nel 1984 quando ha inaugurato il Monumento ai Caduti della Polizia nei giardini della Lizza.
(Vedi Fiamme Oro N° 12 – Dic. 1984, presente sul Sito Nazionale www.assopolizia.it)
Guardia Piselli Giuseppe (11.06.1944); Maresciallo Virgilio Raniero (16.07.1948); Guardia Carloni Giovanbattista (16.07.1948); Guardia Pesci Gildo (26.05.1958); Agente Di Simone Emanuele (08.04.1994)
Guardia Canobbio Battista (02.06.1944)
La Sezione di Siena, fondata il 15 agosto 1970 dal M.llo Spartaco Raffo raccoglie attualmente 104 associati con alla Presidenza Il Sov. Giorgio Morganti ed è intestata alla figura di Carmine Bovo. Appuntato delle Guardie di P.S., Carmine Bovo ha incarnato per lunghi anni l’anima e lo spirito associativo. Attivissima anche nel settore previdenziale nei primi lustri dalla sua costituzione, la sezione, che celebra solennemente i suoi 4 caduti per servizio, è stata ed è sempre partecipe delle più solenni celebrazioni pubbliche con le Associazioni Combattentistiche e d’Arma e promuove iniziative di volontariato nell’assistenza alle categorie deboli dove ha avuto modo di distinguersi per generosità ed altruismo. In occasione del Natale 2014, dopo un’assidua raccolta fondi fra i suoi associati e simpatizzanti, ha concretizzato un’importante donazione al Reparto di Pediatria dell’Ospedale “ Le Scotte” con gratificante ritorno di immagine per il Sodalizio. Nel corso del 2015 il Consiglio ha progettato un programma di inserimento dell’Associazione nelle manifestazioni cittadine legate al famosissimo Palio di Siena, iniziativa che potrebbe assumere rilevanza nazionale affiancandosi ai recenti patrocini dati dall’ANPS alla serie televisiva “Gli Anni Spezzati” ed alla pubblicazione del libro storico di Trani e Marangione sui “Martiri Dimenticati” della lotta al nazifascismo nella provincia di La Spezia.
2°) Gaetano Aita
3°) Michele Cascavilla
4°) Carlo Piero Ortona
5°) Lido Bettini
6°) Andrea Pignoletti
7°) Claudio Cincinelli
8°) Pierfrancesco Galante
Guardia Ferrini Mario (27.10.1864); Guardia Barbini Luigi (09.05.1884);Guardia Mannu Agostino (15.03.1891); Brigadiere Strazzieri Nicolò (24.11.1898); Guardia Sanna Giovanni Antonio (27.12.1903); V.Brig. Bucci Nicola (23.06.1944); Guardia Cannata Giovanni (23.06.1944); Guardia Citro Francesco (23.06.1944); Guardia Aus. Copernico Washington (23.06.1944); Sottotenente Labate Vittorio (23.06.1944) ; Guardia Aus.Petrucchi Umberto (23.06.1944); Guardia Aus. Marinai Orlando (23.06.1944); Guardia Aus. Tomietto Orlando (23.06.1944); Maresc. Donateo Giuseppe (10.01.1945); Guardia Bellucci Remigio (27.07.1946); Guardia Biagini Silvano (21.11.1946); Guardia Rossi Fausto (07.12.1946); Brig. Nocentini Novello (02.04.1947); Guardia Lanzi Giorgio (14.07.1948); Guardia Telleri Giovanni (02.05.1950);Guardia Martino Antonio (29.07.1953); Guadia Mazzola Salvatore (25.10.1953); Guardia Nucciotti Feso (03.07.1956);Guardia Sc. Maccioni Domenico (10.09.1969); Guardia Scelta Conte Antonio (0.07.1976); Ag.Scelto Azzolino Salvatore (16.08.1991);
Commissario Muzii Beniamino (11.06.1914); Brigadiere Bontempelli Edmondo (9.11.1943); Brigadiere Riva Ernesto (28.11.1959).
Medaglia A.V.C. – Deceduto
Costituita il 29.04.1969 da Carmine Mele (Magg. Aus.) si fregia assieme alla Sezione di Firenze di aver contribuito alla fondazione dell’ANGPS-ANPS . Dopo un lungo periodo di stanca, solo di recente la Sezione ha ripreso vigore superando i 100 associati sotto la guida del commissario Carmelo Giarratana e del nuovo Presidente Pierfrancesco Galante, a cui è stata affidata la rinascita e l’impegno del sodalizio locale. Profondamente legata al culto dei suoi 29 caduti per servizio, la sezione condivide con quella pisana le celebrazioni del giugno di ogni anno in memoria della strage di Torricciola, ove in Loc. “La Rosa” innanzi ad una Lapide ivi posta a perenne memoria dai Comuni di Pisa e Livorno, viene ricordato l’eccidio di otto poliziotti appartenenti alla Questura di Livorno fucilati dai tedeschi il 23.06.1944 in quanto aderenti alla resistenza partigiana ed indisponibili a supportare l’azione nazista di deportazione degli ebrei. La sezione, oltre all’attività diretta a cementare i vincoli associativi è stata ed è costantemente presente alle varie manifestazioni pubbliche locali di cui si ricorda quella del 2011 Celebrata presso la Sala del Consiglio Comunale labronico allorchè venne concessa la prestigiosa “Livornina D’Oro” al poliziotto dr. Mario Canessa, Giusto Fra Le Nazioni e M.A.V.C. .
Sezione di Firenze “Fausto Dionisi”
1) Giulio Nicolella
2) Aldo Misuri
3) Lodovico Minigrilli
4) Luigi Patriarca
5) Mario Ferraro
6) Sergio Tinti
Guardia Durando Antonio (11.12.1864); Brig. Mancini Giuseppe (17.10.1897); CommissarioCangiano Giuseppe (29.08.1920); Brig. Loi Luigi (20.02.1921); Maresciallo Luciani Luciano (18.08.1944); Guardia Rossi Donatello (08.09.1944); Guardia Mancioppi Oliviero (20.04.1948); Brig. Forino Michele (31.01.1951); Guardia Erasmi Mario(22.06.1952); Guardia Finizzi Giuseppe (06.08.1952); Agente Cibini Massimo (07.08.1967); Vice Q.Aggiunto Reggioli Carlo (11.10.1974); Appuntato Ceravolo Giovanni (24.01.1975); Brig. Falco Leonardo (24.01.1975); GuardiaDionisi Fausto (20.01.1978 ); Maresciallo Lo Bue Alfonso (16.01.1981); AgenteRinaldi Mauro (29.12.1982); Agente Aus. Carli Pierluigi (28.03.1984); Agente Aus. Gorini Alessandro (28.03.1984); Agente in prova Mazzillo A.Maria (07.06.1995); Agente Costantini Gianfranco (08.08.2000); Sovrintendente Niutta Francesco deceduto in Bosnia (20.11.2003).
Guardia Fiorentini Giuseppe (24.09.1867); Ispettore Capo Sartoni Tommaso ( 21.01.1897) Commissario Castagnacci Angelo (02.11.1936); Guardia Mantovani Giovanni (26.08.1940); Guardia Nardelli Corrado(15.01.1944); Guardia Ceccherini Angelo (11.03.1944); Guardia Cialini Francesco ( 02.06.1944); ViceBrig. Spina Luigi (18.08.1944); Brig. Bazzoni Antonio (02 04.1960); Appuntato Casini Vittorio (09.02.1975); Ag. Ausiliario Gasbarro Gino (01.10.1992); Agente Scelto Romeo Sergio (06.01. 2006); Ass. Capo Giordano Vittorio (16.03 2013).
Dionisi , Ceravolo e Falco sono stati inoltre insigniti della Medaglia d’Oro alla Memoria quali Vittime del Terrorismo.
Costituita il 10.02.1969 da Giulio Nicolella (Sott.riserva) vanta, assieme alla sezione di Livorno, il prestigioso titolo di sezione fondatrice dell’ANGPS-ANPS ed è intitolata alla M.O.V.C. Fausto Dionisi, ucciso il 20 gennaio 1978 in un conflitto a fuoco dai terroristi di “Prima Linea”. La figura di Fausto Dionisi, a seguito di iniziative sezionali, è ricordata con la dedica a suo nome del Salone d’Onore della Questura e nella toponomastica cittadina, su iniziativa del Comune di Firenze, con una targa affissa in Via delle Casine, luogo del delitto, e con l’intitolazione della Strada ove è ubicata la Caserma Fadini della P.S.. La Sezione, che annovera 405 associati con la presidenza attuale di Sergio Tinti, onora in tutte le ricorrenze istituzionali le sue numerose vittime del dovere e caduti per servizio fra cui le M.O.M.C. Giovanni Ceravolo e Leonardo Falco in forza al Commissariato di Empoli ed uccisi il 24.01.1975 dal terrorista nero Mario Tuti.- Un parte degli ambienti della Sezione, la quale è dotata di una piccola emeroteca che raccoglie numerosi numeri della riviste Polizia Moderna e Fiamme d’Oro, è interamente dedicata ad una mostra di antichi cimeli e manifesti originali, aventi valenza museale ed è oggetto di periodiche visite da parte delle scolaresche in occasione delle celebrazioni istituzionali. Il Consiglio, che nel 2012 ha favorito in forma determinante la costituzione della sede americana di New York ed attualmente è in parte occupato in ricerche storiche e sul medagliere della Polizia, organizza annualmente le celebrazioni del 20 gennaio e del 29 agosto, per la commemorazione di Dionisi e del commissario Giuseppe Cangiano- ucciso a Firenze nel 1920, nel corso di un servizio di ordine pubblico, da mano anarchica- e segue le molteplici attività di volontariato nelle scuole e nell’assistenza ai soci. Periodiche mete culturali, viaggi all’estero e la partecipazione alla convegnistica sulla sicurezza e sulla legalità, completano un quadro operativo, arricchito anche dal gruppo motociclisti, costituito nel maggio 2014, di presenza attiva dell’associazione nella società civile.
Ricorso perequazione: prescrizione ed altri quesiti.
Consigli ai Ritardatari
Indichiamo nella Tabella sottostante le Fasce pensionistiche create in Applicazione D.L. n°65/2015 convertito in Legge 17.07.2015 nr. 109 in attuazione della Sent. Cost. 70/2015. Esclusa la prima fascia che è stata rivalutata al 100%, i pensionati che rientrano in tutte le altre fasce possono agire per la tutela del diritto alla perequazione piena con atto di diffida-messa in mora all’INPS e ricorso giurisdizionale.
1° Fascia) 100% per le pensioni pari o inferiori ad €. 1.405,05
2° Fascia) 40% per le pensioni superiori ad €. 1.405,05 e pari o inferiori ad €. 1.873,40
3°Fascia) 20% per le pensioni superiori ad €. 1.873,40 e pari o inferiori ad €. 2.341,75
4°Fascia) 10% per le pensioni superiori ad €. 2.341,75 e pari o inferiori ad €. 2.810,10
5°Fascia) 00% Superiori ad €. 2.810,10 cioè superiore a 6 volte il Tratt. Minimo
Ai percettori di pensione rientranti nelle fasce sopra indicate e che sono andati in pensione anteriormente al 31.12.2011 (Colpiti in pieno dal blocco Fornero e dal D.L. 65/2015-L.109/2015), o che sono andati in pensione nel corso del 2012/2013 (Colpiti solo parzialmente dalla normativa citata), i quali non abbiano ad oggi intrapreso alcuna iniziativa oppure che abbiano inviato la diffida-messa in mora dell’INPS nel corso del 2015, si consiglia di redigere atto di diffida-messa in mora dell’INPS (scarica modello) e di inviarlo per Raccomandata Ricevuta di Ritorno alla sede INPS territorialmente competente (Quella che paga la pensione), conservando gelosamente 1° Copia della Diffida-messa in mora; 2° la ricevuta di spedizione della raccomandata;3° la ricevuta di ritorno della stessa.- Attenzione non è necessario, né ha alcun rilievo che l’INPS risponda alla richiesta.
Con la diffida-messa in mora dell’INPS, il pensionato interrompe la prescrizione per 5 anni mantenendo vivo il diritto al rimborso della perequazione ed al ricalcolo della pensione sino al 2021.
Il diritto al rimborso ed al ricalcolo della pensione, sarà possibile solo in caso di dichiarazione di incostituzionalità del DL 65/2015 e della legge di conversione 109/2015, normativa rispetto alla quale la magistratura di merito ha già sollevato, sotto vari profili, ben NOVE questioni di legittimità costituzionale (clicca qui per articolo) rispetto alle quali la Corte Costituzionale dovrà pronunziarsi nel corso del 2017 massimo entro la primavera 2018.
Inviata la raccomandata di diffida-messa in mora all’INPS, il pensionato potrà scegliere se assumere una posizione di attesa, oppure se proporre il ricorso giurisdizionale alla Corte dei Conti Regionale (In caso di pensioni pubbliche) o al Tribunale Sez. Lavoro (In caso di pensioni private) aspettando la pronunzia del Giudice delle Leggi.
Ove la Corte Costituzionale dovesse dichiarare l’incostituzionalità anche del Dl. 65/2015-L.109/2015, si possono aprire diversi scenari giuridici, da quella di nuova attuazione della decisione costituzionale con un ulteriore legge oppure altre iniziative governative o amministrative da parte dell’INPS, per es. ricalcolo della pensione e corresponsione dilazionata degli arretrati.
Di massima, comunque, solo ove la decisione della Suprema Corte portasse al riconoscimento del diritto del pensionato all’integrale o parziale recupero della perequazione, avremo due situazioni:
A) i pensionati che hanno fatto solo la diffida-messa in mora, i quali dovranno seguire la via amministrativa, facendo nuova domanda all’Ente per il pagamento del dovuto ed il ricalcolo della pensione, attendere risposta e, solo in caso di silenzio-rifiuto, proporre ricorso giurisdizionale;
B) i pensionati che hanno fatto ricorso in giudizio, avranno invece la possibilità, più rapida, di definire la cessazione della materia del contendere in sede processuale negoziando con l’INPS la propria posizione per quantificare arretrati e fissare il ricalcolo della pensione.
Si tratta di due scelte strategiche o di due linee operative , le quali, comunque, fatti salvi imprevedibili contingenze, dovrebbero portare, anche se con tempistiche diverse, agli stessi risultati finali, cioè al recupero degli arretrati ed al ricalcolo dell’importo pensionistico rivalutato.
Lo Studio Legale Chessa, è disponibile a seguire sia la fase del ricorso giudiziale (Per gruppi di almeno 10 pensionati) che quella amministrativa per l’eventuale esecuzione delle decisione della Corte Costituzionale, al costo di €. 100,00 onnicomprensivi di IVA e CAP, oltre all’8% sulle somme riscosse con accordi da assumersi via mail .
L’art 2935 del codice civile (Decorrenza della prescrizione) così dispone: ” La prescrizione comincia a decorrere dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere”.
I milioni di pensionati italiani che hanno subito il blocco dell’adeguamento della prestazione previdenziale per effetto della c.d Legge Fornero, si stanno domandando in questi giorni da quando decorre la prescrizione del mio diritto a chiedere gli arretrati in virtù dell’intervento della Corte Costituzionale? Qual’è il termine di prescrizione? C’è un termine per esperire l’azione giudiziale?
Cerchiamo di rispondere ai quesiti facendo riferimento a coloro che sono andati in pensione prima del 31.12.2011.
1) La prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza di ciascun rateo pensionistico per il quale non sia stata riconosciuta la perequazione (Cass. n. 3437/1999), quindi i termini di prescrizione decorrono dal mese di Gennaio 2012 e così via per ogni mese a seguire;
2) Il termine di prescrizione del diritto alla rivalutazione del trattamento pensionistico è quinquennale, per cui la data della prima scadenza dei termini di prescrizione è quella del 31/12/2016 relativamente alle somme dovute e non riconosciute sulla mensilità pensionistica di Gennaio 2012, mentre il Febbraio 2012 si prescriverà a gennaio 2017 e così di seguito.
3)Per interrompere la prescrizione è necessario inviare un atto che valga a costituire in mora il debitore ( art 2943 c.c.), per cui è necessario	inviare alla sede Inps territorialmente competente una lettera raccomandata a/r contenente la diffida all’Istituto con il quale, stante la prognosi di incostituzionalità avanzata in ben nove questioni di legittimità del DL. 65/2015 e della Legge di conversione 109/2015, si chiede il riconoscimento della piena perequazione sul trattamento pensionistico liquidato negli anni 2012-2013- 2014- 2015 e 2016.Scarica il modulo.
4) Per i ritardatari che dovessero inviare la Diffida all’INPS nel corso del 2017, non vi saranno particolari conseguenze, se non quelle di aver perso alcuni mesi di calcolo della perequazione, per es. chi invia la diffida a maggio 2017 avrà perso la perequazione per i mesi di gen-aprile 2012 ma l’avrà salvata per il periodo successivo cioè dal maggio 2012 sino al dicembre 2013 ed ai mesi degli anni successivi;
5) Non vi è un termine perentorio per fare il ricorso giudiziale, in quanto il pensionato può attendere semplicemente gli esiti della sentenza della Corte Costituzionale sulla Poletti e poi agire in via amministrativa; oppure se invece presenta il ricorso giudiziario contro l’INPS (Corte dei Conti o Tribunale del Lavoro a seconda della tipologia della pensione percepita) definirà la questione in sede processuale.
6) Il termine di “decadenza triennale” da alcuni richiamato, non trova applicazione nella nostra vicenda.
Infatti, secondo consolidati orientamenti giurisprudenziali di merito e di legittimità ( Cass n. 209/2000 e Corte Di App. Roma Lav del 28/03/2007) il termine di decadenza previsto dall’art 47 del DPR n. 639/1970 ( trattamenti pensionistici, prestazioni riconosciute solo in parte o il pagamento di accessori del credito) non può trovare applicazione quando la domanda giudiziale sia finalizzata ad ottenere il solo adeguamento automatico della prestazione previdenziale.
7) In punto di efficacia delle sentenze della Corte Costituzionale che dichiarano l’illegittimità costituzionale di una norma, in quanto sentenze di accoglimento, hanno efficacia nei confronti di tutti ovvero “erga omnes” , con la conseguenza che, la sentenza n. 70/2015 ove il Governo e il Legislatore non fossero intervenuti, avrebbe trovato immediata applicazione da parte dell’Inps in favore di tutti i pensionati.
Nella stessa situazione, pertanto, verremo a trovarci in ipotesi di declaratoria di incostituzionalità della Legge Poletti, la quale importerà l’applicazione in favore di tutti l’obbligo per l’INPS di effettuare il ricalcolo della pensione e la liquidazione degli arretrati,	fatta eccezioni per quelli nei cui confronti si è prescritto il diritto . Di qui la necessità per tutti di inviare almeno l’atto di diffida all’INPS.
Considerazioni Generali Cosa Fare Ricorso all’INPS
La sentenza n.70/2015 della Corte Costituzionale che ha statuito l’incostituzionalità della Legge Fornero riguardo al blocco delle rivalutazioni pensionistiche per gli anni 2012 e 2013, ha letteralmente scatenato l’iniziativa di numerose sigle sindacali, di patronati, organizzazioni pensionistiche e professionisti, che hanno assunto, anche attraverso notizie imprecise ed una allarmistica urgenza, un carattere invasivo che ha investito anche l’ambito associativo dell’ANPS a livello locale, regionale e nazionale.Infatti, come sostenuto erroneamente da alcune sigle sindacali, non è possibile una	Class Action all’americana, con effetti giuridici diffusi anche in favore dei non ricorrenti, in quanto il nostro ordinamento giuridico la prevede esclusivamente a favore dei consumatori nel Codice del Consumo (Art. 140bis) e non nei confronti di Enti Pubblici ed a favore di categorie circoscritte quale quella dei pensionati.
Ne consegue, che saranno possibili solo ricorsi individuali o collettivi innanzi alle Corti dei Conti Regionali per il settore pensionistico pubblico ed innanzi ai Tribunali Sezioni Lavoro per il settore pensionitico privato, i cui effetti si produrranno esclusivamente in favore dei ricorrenti.
L’unica possibilità di un effetto diffuso, estensibile a tutti gli appartenenti alla categoria anche in assenza di ricorso giudiziario , è ipotizzabile, solo per i pensionati che abbiano interrotto la prescrizione con specifico atto di intimazione e diffida, nel caso in cui la Corte Costituzionale dovesse estendere il giudizio di incostituzionalità anche nei confronti degli artt.1 e 2 della Legge 109/2015. Ma anche in questo caso l’INPS potrebbe resistere al pagamento, costringendo l’interessato a ricorrere comunque a giudizio con posticipazione dei tempi di affermazione del proprio diritto alla perequazione ed ai rimborsi.
Inoltre, ulteriore errore riguarda i termini della prescrizione del diritto al rimborso ed alla ricostruzione poensionistica, la quale se è vero che viene a spirare il 31.12.2016, è vero anche che la stessa produce effetti in ragione di ogni singolo rateo pensionistico nei cui confronti si consuma il quinquennio. Pertanto la mancata interruzione della prescrizione con la Lettera di Diffida e Messa in Mora dell’INPS entro il 31.12.2016 fa prescrivere esclusivamente l’aggiornamento ed il rimborso per il rateo pensionistico di gennaio 2017, e cos’ via per quelli successivi sino a quanto non viene inviata la lettera interruttiva ( Per Es. se la la diffida all’INPS viene inviata nel maggio del 2017, il pensionato ritardatario avrà diritto alla perequazione con decorrenza dal giugno 2017 essendo i ratei dei mesi antecedenti appunto prescritti per il decorso del quinquennio.
Detto ciò, veniamo qui di seguito a ricostruire brevemente la vicenda normativa e ciò che via via è accaduto a partire dalla Legge Fornero (L.22.12.2011 nr. 214) e dopo la conversione del D.L. 65/2015 nella Legge 109/2015.
La situazione dopo la conversione
del D.L. 65/2015 in L. 109/2015
La vicenda normativa e giudiziaria
L’art.24 comma 25° del D.L. 6.12.2011 convertito in Legge 22.12.2011 nr.214 (c.d. Legge Fornero) ha disposto il	blocco della rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici per gli anni 2012 e 2013 (secondo le previsioni stabilite dall’art. 34 L. 23.12.1998 n.488) superiori a tre volte il trattamento minimo INPS , e ciò senza previsione alcuna di un meccanismo di recupero per il futuro.
Con ricorsi promossi contro l’INPS innanzi al Tribunale Sez. Lavoro di Palermo (Settore pensionistico privato) ed innanzi alle Sezioni Regionali dell’Emilia Romagna e della Liguria della Corte dei Conti (Settore pensionistico pubblico) è stato richiesto da parte dei ricorrenti il riconoscimento giudiziario del diritto alla perequazione della pensione, assumendosi l’incostituzionalità dell’art. 24 comma 25° della Legge 22.12.2011 nr.214.
La questione , ritenuta “non manifestamente infondata ” dai giudici di merito, è stata sottoposta alla valutazione del Giudice delle Leggi con sospensione dei giudizi in corso in attesa della sua decisione.
Con Sentenza n.70/2015, depositata il 30.04.2015 e pubblicata sulla G.U. del 6.5.2015, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 24 comma 25° L. 214/2011, ritenendo violati i parametri della	ragionevolezza, proporzionalità ed adeguatezza del trattamento pensionistico, con la conseguenza che a tutti i pensionati, investiti dal provvedimento, doveva essere accordata la rivalutazione piena della pensione per gli anni 2012 e 2013, e che tale rivalutazione doveva essere posta a base del ricalcolo della pensione per gli anni successivi (2014-2015 e 2016).
La sentenza, immediatamente esecutiva, ha rappresentato e rappresenta un vero e proprio ordine a cui doveva attenersi il Governo con decorrenza dalla data di pubblicazione della Sentenza sulla Gazzetta Ufficiale come stabilito dall’art. 136 della Costituzione.
Con D.L. 65/2015 del 21.5.2015, convertito in Legge il 17.7.2015 nr.109 entrata in vigore il 21.7.2015 , il Governo prima ed il Legislatore poi con la successiva conversione in legge, hanno ritenuto di dover dare attuazione alla Sentenza 70/2015 della Corte
Costituzionale disponendo solo parziali rimborsi della rivalutazione limitandoli ad alcune fasce di pensionati (da 3 a 6 volte il minimo della pensione sociale) ribadendo il blocco per quelli con pensioni superiori a sei volte il trattamento minimo dell’INPS.
In particolare: come anticipato anche dalla Circolare della Direzione Centrale Pensioni dell’INPS n.125 del 25.06.2015, il Legislatore ha espressamente stabilito:
“Con l’art. 1 del D.L. 65/2015 convertito in L. 109/2015, la modifica del comma 25 dell’art. 34 comma 1° della Legge 23.12.1998 n.448, riconoscendo per gli anni 2012 e 2013 una rivalutazione dei trattamenti pensionistici:
1) Nella misura del 100% per quelli di importo complessivo sino a tre volte il trattamento minimo INPS.
2) Nella misura del 40% per quelli superiori inclusi fra il triplo ed il quadruplo del trattamento minimo INPS
3) Nella misura del 20% per quelli superiori inclusi fra il quadruplo ed il quintuplo del trattamento minimo dell’INPS
4) Nella misura del 10% per quelli superiori inclusi fra il quintuplo ed il sestuplo del trattamento minimo dell’INPS
5) Nessuna rivalutazione per tutti i trattamenti superiori a sei volte il trattamento minimo dell’INPS
Inoltre, il Legislatore con la L. 109/2015, ha introdotto all’art.34 co.1° della L. 23.12.1998 n.448, il comma 25 bis, con il quale ha ridotto la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici di importo complessivamente superiore a tre volte il trattamento minimo dell’INPS, nella misura del 20% per gli anni 2014-2015 (Pari all’8%, 4% e 2% di quanto riconosciuto per gli anni 2012-2013) e nella misura del 50% a decorrere dal 2016 (Pari al 20%, 10% e 5% di quanto riconosciuto per gli anni 2012 e 2013).
Profili di Incostituzionalità della legge di conversione 109/2015
Autorevoli costituzionalisti e qualificati studi legali, sin dal primo momento hanno prospettato che anche gli artt. 1 e 2 della Legge 109/2015 (Che ha convertito il DL 65/2015), presentassero molteplici profili di incostituzionalità, per cui ipotizzavano che anche la Legge Poletti sarebbe stata oggetto di un passaggio al vaglio della Corte Costituzionale. La previsione, si è rilevata fondata a tal punto, che a seguito della notevole mole di ricorsi presentati innanzi all’Autorità Giudiziaria in ben NOVE circostanze,ad opera della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna e delle Marche (quella dell’Abruzzo ha disposto la mera sospensiva in attesa del giudizio) e dei Tribunali Sez. Lavoro di Palermo, Brescia, Milano, Napoli, Torino, Genova e Cuneo, la magistratura di merito, ha ritenuto le questioni di incostituzionalità sollevate come “non manifestamente infondate, rimettendo gli atti alla Corte Costituzionale per il relativo giudizio. Sul punto leggi l’articolo specificio “Nove Rinvii alla Corte Costituzionale“(Clicca qui).
Chi è interessato a perequazione e rimborsi
Sono interessati ad ottenere il ricalcolo della pensione ed il rimborso di quanto non percepito o percepito in minima parte ex Lege 109/2015, tutti coloro che sono andati in pensione prima del 31.12.2011 (Per 2 scatti di perequazione automatica) e prima del 31.12.2012 (Per 1 solo scatto di perequazione automatica) ed hanno percepito un importo della pensione superiore al triplo della pensione minima. Rappresentiamo, pertanto , nella tabella sottostante tutte le fasce di reddito che hanno titolo ad inviare atto di diffida e messa in mora all’INPS territorialmente competente nonché a ricorrere alla magistratura ordinaria competente (Corte dei Conti Regionale o Tribunale civile Sez. Lavoro competenti.
Categorie Interessate alla Diffida ed a Presentare Ricorso Giudiziario
2° Fascia) 40% pensioni superiori ad €. 1.405,05 e pari o inferiori ad €. 1.873,40
3°Fascia) 20% pensioni superiori ad €. 1.873,40 e pari o inferiori ad €. 2.341,75
4°Fascia) 10% pensioni superiori ad €. 2.341,75 e pari o inferiori ad €. 2.810,10
A mero titolo indicativo si segnala che dai primi calcoli effettuati, la penalizzazione subita dai pensionati partendo dal gennaio 2012, si aggira da un minimo di €. 1.674,00 sino ad un massimo di €. 5.171,00 netti (per le pensioni oltre i 3.000,00 euro), a cui dovranno detrarsi i rimborsi previsti per le tre fasce dalla legge 109/2015.
Ma ciò che appare più rilevante è che la Legge 109/2015, prevede con efficacia retroattiva rispetto ai diritti maturati nel 2012-2013 (Sent.70/2015 C.Cost.), la rivalutazione della pensione per gli anni 2014 e 2015 solo in ragione delle percentuali del 8% , 4% e 2% per le tre fasce pensionistiche (Da tre a sei volte il minimo della pensione sociale), senza nulla accordare alle pensioni superiori a sei volte il minimo del trattamento pensionistico, con una lesione del diritto del pensionato alla perequazione piena che partendo dal 2012 si protrae sostanzialmente in forma ininterrotta per gli anni 2013, 2014, 2015 e 2016.
La richiesta dei pagamenti ed i termini di prescrizione
La richiesta dei pagamenti dovrà essere rivolta all’INPS (Ex gestione INPDAP) attraverso l’ atto di intimazione e diffida, come da modulo presente e scaricabile dal sito, che dovrà essere compilato sottoscritto ed inviato ad opera dell’interessato completo di tutti i dati ivi previsti.
Inoltre, l’Atto di Intimazione e diffida all’INPS, oltre che per la costituzione in mora, la richiesta di interessi e rivalutazione, si pone come assolutamente necessario ai fini dell’interruzione della prescrizione per la corresponsione dei rimborsi.
Infatti, così come la Sentenza 70/2015 della Corte Costituzionale ha effetto retroattivo annullando l’efficacia della Legge Fornero sin dalla sua data di entrata in vigore 27.12.2011, nello stesso modo, il diritto alla perequazione della pensione ed ai rimborsi	inizia a decorrere per il pensionato dal 1 gennaio 2012.
I termini di prescrizione applicabili nel rapporto con l’INPS, inoltre, sono di 5 anni, secondo una giurisprudenza maggioritaria ribadita anche di recente, per cui l’atto interruttivo della prescrizione, costituito dall’invio della Diffida Messa in Mora dell’INPS, farà decorrere dalla data di ricezione della raccomandata un nuovo termine di prescrizione quinquennale . In pratica la raccomandata inviata nel dicembre 2016 farà ricominciare a decorrere la prescrizione con scadenza al 30.11.2021, e cos’ via , tenendo presente che eventuali invii della Raccomandata di interruzione che avverranno nel corso del 2017 faranno perdere al pensionato i ratei precedenti ( Per es. la Raccomandata inviata a Maggio del 2017 farà perdere al pensionato i ratei di gen-feb-mar-apri 2017 in quanto già prescritti…
Nell’attuale situazione, pertanto, è consigliabile al pensionato di inviare quanto prima all’INPS l’atto di intimazione e diffida, in modo tale da cristallizzare quanto prima il termine di prescrizione dei diritti riconosciutigli dalla Sent.70/2015 della C.Cost. ed in parte o totalmente elusi dal D.L. 65/2015 convertito nella Legge 109/2015.
Sulla Tassazione degli arretrati
Da ultimo va considerato come con la Legge 109/2015 il Legislatore abbia stabilito che la restituzione parziale degli arretrati per gli anni 2012 e 2013 sia soggetta a tassazione separata (aliquota media del 19%) mentre gli arretrati maturati dal 31.12.2014 in poi saranno oggetto di tassazione Ordinaria.
Sul punto non si comprende perché il pensionato debba subire questa ulteriore penalizzazione di natura fiscale, la quale solleva ulteriori dubbi di costituzionalità stante la violazione all’art. 17 DPR 22.12.1986 n°917 in materia di tassazione separata degli arretrati.
In Conclusione Cosa Fare
Una volta esaurita l’esposizione della complessa ed articolata problematica, al pensionato si presentano quindi due alternative operative:
1) Inviare all’INPS rapidamente l’Atto di Intimazione e Diffida, interrompere la prescrizione, e stare a guardare quello che succede, avendo la consapevolezza che tale scelta lo potrà costringere, per vedere riconosciuti i propri diritti a fare successivamente ricorso contro l’INPS.
2)Inviare all’INPS rapidamente l’Atto di Intimazione e Diffida per interrompere la prescrizione costituendo in mora l’Ente anche ai fini della corresponsione di interessi e rivalutazione monetaria, e quindi predisporre la documentazione necessaria per fare ricorso contro l’INPS per definire, in sede di contenzioso giudiziario i propri diritti ove il DL 65/2015 e la L. 109/2015 vengano dichiarati incostituzionali dalla Corte.
Per Fare Ricorso contro l’INPS
Il pensionato che intende promuovere da solo o in unione ad altri associati azione legale contro l’INPS per la perequazione della pensione ed il rimborso degli arretrati, deve acquisire la seguente documentazione:
1°) Copia dell’Atto di Intimazione e Diffida inviato all’INPS, a cui dovrà allegare originale della ricevuta di spedizione e la ricevuta di ritorno postale o telematica in caso di invio tramite PIN Personale.
2°) Copia dello Statino della Pensione del mese di agosto 2015 (Attenzione gli statini sono già stati pubblicati sul Sito dell’INPS ed il socio li può acquisire e stampare accedendovi con il PIN Personale), attestante la percezione della liquidazione prevista dalla Legge Poletti con la dizione “arretrati Sent. 70/2015 Corte Cost.”, oppure attestante che nulla è stato corrisposto essendo il trattamento pensionistico percepito superiore alle 6 volte il Trattamento Minimo.
3°) Raccordarsi con almeno altra decina di pensionati per presentare ricorso cumulativo da pressentare innanzi alla Corte dei Conti Regionale competente o al Tribunalke civile Sez. Lavoro. Si fa presente, infine, che mentre la causa pensionistica innanzi al Corte dei Conti Regionale non importa spese di iscrizione a ruolo, quella innanzi al Tribunale del Lavoro importa il costo di € 43,00 a titolo di contributo unificato .
Tenente Generale del Corpo Guardie di P.S.
Data del conferimento: Decreto Luog. del 06/04/1946
Pubblicato nel Bollettino Ufficiale dell’OMDI del 1946
Generale di Brigata del Corpo di Polizia dell’Africa Italiana
Data del conferimento: Regio Decreto del 29/03/1940
Pubblicato nel Bollettino Ufficiale dell’OMDI del 1940
ALBO D’ONORE DEI CONSIGLI NAZIONALI
30.09.1968 al 14.05.1973
15.05.1973 al 12.05.1977
Cerquozzi-Di Pietro-Zambonini
13.05.1977 al 12.05.1981
13.05.1981 al 25.05.1985
26.05.1985 al 27.10.1990
28.10.1990 al 28.10.1995
29.10.1995 al 27.11.1999
28.11.1999 al 29.11.2003
30.11.2003 al 28.03.2009
29.03.2009 al 16.02.2013
Russo – Savarese
17.03.2013 al ——–
30.09.1968-14.05.1973
Capi della Polizia Presidenti Onorari
Zanda Loy
Pres.Naz.
Cerquozzi Luigi
V.Pres.Naz.
Ispett.Gen.Capo Dr.
Garacea Giuseppe
Segret.Gen.
Magg. Generale
Mozzi Francesco
Maccagni Michele
Scalera Elviro
Merlino Salvatore
Lucibello Angelo
Tenente Generale©
Ispett.Gen.Capo Dr
15.05.1973-12.05.1977
Dimissioni Decor. dal 05.12.1973
Di Pietro Biagio
Dimissioni Decor. dal 08.01.1976
Zambonini Remo
Incarico Decor. 09.01.76
Ispett.Gen.Capo.Dr.
Arnao Stefano
Sau Francesco
Magg. Gen.
Di Lollo Giuseppe
M.Supplente
Comm.Capo Dr.
Casta Giuseppe
Ten.Coll.
Cantale Giuseppe
MEMBRI COLLEGIO PROBIVIRI
Pres.Coll.
Isp.Gen.Capo
Ten.Gen.
Magistri Candido
Nido Antonio
3° Consiglio Nazionale
13.05.1977-12.05.1981
Deceduto il 4.4.1981
Caputo Uldarico
Cons. U.NA.M.O.
Peretti Lino
Alesiani Francesco
Clarizio Venanzio
Vitolo Vittorio
Ayola Dario
Magg.Generale
Forleo Luigi
Gastaldi Eugenio
Ten.Generale
4° Consiglio Nazionale
13.05.1981-25.05.1985
già socio U.NA.M.O.
Guardia-Dr.
Tranquillin Alberico
già Cons. U.NA.M.O.
Cafasso Aldo
Già Vice-Pres.. U.NA.M.O.
Montalto Antonino
Tavanti Virgilio
D’Ettore Angiolino
Fruganti Carmelo
5° Consiglio Nazionale
26.05.1985-27.10.1990
Nigro Ugo
già Cons,. U.NA.M.O.
Guardia- Dr.
Ispettore Capo P.S.
Fiaschetti Alberto
già Vice-Pres. U.NA.M.O.
Camilli Vittorio
Gafforio Ugo
Albanini Luigi
Romano Italo
Scarpa Bernardino
Assist.Polizia
Giordano Amalia
Fabbri Dante
già V.-Segr.Gen U.NA.M.O.
Dierna Francesco
Sovrint.Capo
Bruni Francesco Paolo
Izzillo Remo
Bonora Mario
6° Consiglio Nazionale
28.10.1990-28.10.1995
Cialdini Pantaleo
Ispett. Capo
Squarcione Antonio
Ceccuti Adone
Fantaccione Tommaso
Dirigente Dr.
Di Blasi Gaetano
Commissario Dr.
Cassandra Giampaolo
Lodi Anna Grazia
Saggiomo Antonio
Corradini Dante
Fiaschetti Giacinto
Righini Cristina
Funzionario Dr.
Cantore Amleto
Faticante Vito
Alivernini Paolo
7° Consiglio Nazionale
29.10.1995-27.11.1999
Girolami Umberto Ennio
Col. P.S. in Serv.
Agretti Franco
Russo Luigi Benito
Ispett.Capo
Deceduto il 11.05.1996
Segr.Gen.
Decorrenza dal maggio 96
Iuliano Pasquale
Bertini Angelo
Ten. Generale
Dal maggio 96 Segr.Gen.
Diodato Guido
Mazzatosta Francesco
Di Domenico Paolo
Di Galante Lorena
Cuccia Bartolomeo
Finili Flavio
Cassandro Elisabetta
Fasulo Benito
Russo Filomeno
Cosentini Gabriele
Bumbaca Antonio
De Candia Dino
Gianolla Gino
Flammini Domenico
8° Consiglio Nazionale
28.11.1999-29.11.2003
Guardia – Comm.
Funzionari Dr.
Laino Pietro
Funzionari Dr
Giacopelli Piero
Albertini Ettore
Verrengia Emilio
Paolemilio Giovanni
Agretti Francesco
Procopio Rita
Carinelli Giovanni
Di Maio Felice
Chirulli Marcello
Gelao Marcello
Ispettore Sup.
De Miglio Giovanni
Fragano Giuseppe
Coratelli Pasquale
9° Consiglio Nazionale
30.11.2003-28.03.2009
Agente – Comm.
Primo Dirigente Dr.
Froldi Doriano
Dimissioni Marzo 2004
In carica dal 26.11.2004
Dirigente. Gen.
Donisi Giuseppe
Subentra dal marzo 2004
Agente – Dr.
Marceca Giuseppe
Savarese Claudio
Trolli Angelo
Commissario- Avv.
Chessa Guido
Cooptato Reg.Toscana 2005
Bombara Nunzio
Sampietro Mario
Ispett.Superiore
10° Consiglio Nazionale
29.03.2009-16.02.2013
Agente-Comm.
Dimissionario 10.02.2010
In carica dal 11.02.2010
V.Pres.Vic.
Commissario-Avv.
Corazzari Camillo
Sovrint.Principale
Fersini Donato
Manzieri Mario
Massa Isabella
Menini Pierpaolo
Pitardi Antonio
Dimissionario nel 2012
Volpini Mauro
Agente.-Comm
Dal 11.02.2010
Caldaresi Vincenzo
Moliterno Felice
11° Consiglio Nazionale
17.02.2013-……………
V.Pres.Vic
Segr.Economo
Agente- Dr.
Di Tria Marcello
Lisci Sergio
Vice Questore Agg.
Rivista di Polizia- Presentazione opera
Dobbiamo ringraziare ancora la sagace opera di raccolta e gelosa conservazione esercitata negli anni dal compianto Cav. Sergio Marchino, se la biblioteca della Sezione di Arezzo, può porre a disposizione dei propri associati, nella sua modesta dotazione, oltre ad una decina di annate di Polizia Moderna in uno con la recente raccolta completa in forma digitale di Fiamme d’Oro, anche l’edizione cartacea completa della Rivista di Polizia.
Si tratta della nota rivista a carattere specialistico ed informativo, con la quale il Capo della Polizia Luigi Ferrari, ha favorito il ripristino della pubblicistica di polizia ormai interrotta dal 1939 con la pubblicazione degli ultimi numeri del “Magistrato dell’Ordine” di Emilio Saracini.
Fondata da Ugo Pioletti, magistrato della Procura Generale della Repubblica presso la Cassazione, conosciuto ed apprezzato dal Capo della Polizia col quale aveva condiviso un periodo della carriera giudiziaria, la Rivista di Polizia viene autorizzata il 20.01.1948 al nr. 182/A.738 ed iscritta al nr. 92 del registro della stampa presso il Tribunale di Roma e pubblica il suo primo numero in data 21 febbraio 1948.
Per la rassegna dei contenuti ci affidiamo esclusivamente alla penna ed alle idee del fondatore e direttore Ugo Pioletti di cui si pubblicano le due pagine introduttive scritte in apertura del primo numero del febbraio 1948, ove vengono, con brillante sintesi, indicati i destinatari, le rubriche, le tematiche nonché le finalità dell’opera. Tutti obbiettivi che gli autori, nel corso degli anni, hanno pervicacemente seguito e spesso raggiunto. Ma ciò che desta maggior interesse nella rivista è la qualificata descrizione dell’evoluzione storica delle materie giuridiche e tecniche che interessano l’esercizio della funzione di polizia. Un itinerario culturale che investe la sistematica giuridica nel suo trapasso da una normativa littoria a quella democratica legata all’applicazione dei principi Costituzionali, lo sviluppo dell’applicazione progressiva delle scienze alle indagini di polizia, le nuove prospettive di intervento verso la cura della criminalità minorile, le più adeguate tecniche di intervento in materia di sicurezza e di ordine pubblico.
Non potendo digitalizzare la rivista per la notevole mole di pagine e l’impegno che imporrebbe, ci limiteremo nella gestione del presente spazio editoriale a pubblicare nostri articoli riassuntivi delle varie tematiche trattate e magari presentare, nel rispetto dei limiti imposti dalla legge sul diritto d’autore,qualche singolo articolo di particolare significato e valenza storica.
Per opportuna conoscenza dei lettori si dà notizia che la Rivista di Polizia è attualmente
pubblicata dalla “Aracne editrice int.le Srl” Via Quarto Negroni 15- Ariccia (RM)-
Sito internet www.aracneeditrice.it
Polizia Moderna. Presentazione opera
Frutto di un atto munifico particolarmente gradito, la pubblicazione delle prime annate della rivista Polizia Moderna (1949-1957) e di quella dell’anno 1981, costituisce materiale editoriale di indubbia importanza storica per gli associati.
Nel primo blocco di riviste, infatti, è riportata la cronaca del dopo guerra e della fase di primo ampliamento e consolidamento del Corpo Guardie di pubblica Sicurezza. Mentre nel secondo, riservato all’anno 1981, assumono rilievo i primi resoconti della riforma di Polizia e dell’apertura alla sindacalizzazione del suo personale.-
Si tratta di un ampio spaccato di cronaca che si riferisce a due fasi storiche ben distinte ma che, pur rappresentando la voce dell’Istituzione, con tutti i filtri che la sua autoreferenzialità impone, hanno decisamente contribuito, soprattutto nel primo decennio delle pubblicazioni, a proporre una nuova immagine della Polizia favorendone la costruzione dello spirito di Corpo e consolidandone il senso di appartenenza.
Maturata nel corso della reggenza del Capo della Polizia Luigi Ferrari, il quale aveva già favorito la nascita della “Rivista di Polizia” di Ugo Pioletti con l’uscita del primo numero il 21 febbraio 1948, la rivista rotocalco “Polizia Moderna” , sostenuta dal nuovo Capo della Polizia Giovanni D’Antoni, viene iscritta dalla Direzione Generale della P.S. in data 11.10.1948 al nr. 456 nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma e pubblica il suo primo numero nel gennaio del 1949.-
In poche stanze ubicate all’interno della Scuola Allievi ufficiali e sottufficiali di P.S. in Via Guido Reni a Roma, sotto la direzione di Giuseppe de Gaetano e con a capo della redazione Girolamo Quartuccio, un vero manipolo di uomini, entusiasti, determinati e convinti, dà origine ad una avventura pubblicistica che ha avuto la capacità e la forza di giungere sino ai nostri giorni.
Quindi, questa pubblicazione dei vari numeri delle prime annate della rivista, permette di fare un vero tuffo nel passato testimoniando non solo la fotografia di come eravamo ma anche lo sforzo prodotto dall’Istituzione per il suo ammodernamento e per offrire un’immagine nuova e diversa della Polizia.
Le Feste della Polizia, l’erezione di S.Michele Arcangelo a patrono, lo stemma araldico nel 1957, i rapporti internazionali, la descrizione dei vari uffici, dell’attività delle specialità e dell’operato delle varie scuole, gli articoli di Sorrentino sull’evoluzione della Polizia scientifica, i successi dei Gruppi Sportivi delle Fiamme d’Oro, l’assegnazione delle prime case Incis ai poliziotti, la befana e le colonie montane e marine per i figli, la critica cinematografica ed i molti articoli su fatti di cronaca, sulla criminalità giovanile, su storia e tradizione del corpo, sulle varie problematiche di diritto e giurisprudenza, e poi i trasferimenti, le promozioni, le onorificenze e soprattutto la dolorosa ma orgogliosa celebrazione dei numerosi caduti, rendono la rivista illustrata una vera fonte di dati e riproduzioni di assoluto rilievo.
Si tratta di un frammento della Storia della Polizia carico di atmosfere ed eventi che si inseriscono nell’evoluzione storica della rinascita dell’Italia dell’immediato dopoguerra e dei suoi aspri conflitti sociali, e ne và a costituire parte integrante ed ineludibile. Certo la rivista non è né poteva essere completamente esaustiva di alcune realtà che vissute dai suoi uomini sono rimaste sotto traccia o solo implicitamente narrate. Ci si riferisce all’assenza del riposo settimanale, alla mancanza di adeguata formazione per l’ordine pubblico ed al conseguente alto rischio professionale, alla carenza o all’inadeguatezza di mezzi e delle dotazioni, alle retribuzioni non sempre il linea con le esigenze di vita, ad un orario lavorativo troppo spesso considerato dai dirigenti “ad libitum” e via dicendo.- Ma tutto questo fa parte della storiografia della Polizia che piano piano riemerge e riemergerà sempre più nei suoi contenuti reali attraverso il lavoro di ricostruzione e contestualizzazione affidata all’Ufficio Storico ed ai non pochi studiosi appassionati della materia.
Pres. Sezione e Cons. Naz
Per opportuna conoscenza dei lettori si dà notizia che Polizia Moderna è edita dal Fondo di assistenza per il personale della Polizia di Stato ed ha sede in Roma Piazza del Viminale nc.7.
Sito internet www.poliziamoderna.it
Destiniamo questo spazio editoriale, alla pubblicazione di alcuni numeri della rivista Fiamme d’Oro, per fissare solo alcuni dei momenti storicamente rilevanti del Sodalizio. In particolare abbiamo scelto il primo numero del Luglio 1974 quale numero di fondazione della rivista; il numero del gennaio 1981 celebrativo del decennale della fondazione dell’ANGPS ; i numeri di Sett-Ott e di Nov.-Dic. 1981 celebrativi del primo ed unico Raduno Nazionale delle Bandiere all’Altare della Patria e con articoli sulla recente riforma di polizia; il numero di Sett-Ott.1989 celebrativo del primo Raduno Nazionale ANPS e della inaugurazione nella Chiesa di Faedis del mosaico al Patrono S.Michele Arcangelo; il numero di Lu-Ago-Sett. 2005 sul III° raduno nazionale “bagnato” di Cesena; il numero di Apr-Mag-Giu 2006 celebrativo del conferimento all’ANPS della Medaglia D’Argento al Merito Civile; ed infine il numero di Ott-Nov-Dic.2012 sulla costituzione della sede di New York-New Jersey e la prima partecipazione dell’ANPS al Columbus Day.
La pubblicazione,quindi, rappresenta solo un piccolo frammento del vissuto associativo che vuole testimoniare come la Sezione di Arezzo o alcuni dei suoi rappresentanti, siano stati sempre presenti e partecipi nei momenti rilevanti per il Sodalizio.
Ma fatto ben più importante, è rendere noto ai propri associati che la Sezione di Arezzo, unitamente a quella di Roma, ha portato a termine l’attività di digitalizzazione della raccolta completa di “Fiamme d’Oro”. Impegno approvato e sostenuto anche economicamente dal Consiglio Nazionale e che apre ormai le porte alla prossima costituzione sul sito nazionale www.anpsitalia.it dell’emeroteca telematica dell’ANPS.
Questo lavoro certosino, costituirà la base di partenza per quelle iniziative ancora in itinere, coltivate dalla nostra Sezione e rappresentate, da una parte dalla ricostruzione storica del Medagliere della Polizia di Stato e dalla rivisitazione della Storia dell’ANPS, e dall’altra dall’ipotesi di creazione on-line di una emeroteca pubblicistica della Polizia, ancora allo stadio di mera idea progettuale e la cui realizzazione è tutta da verificare.
Il tutto, con il fine dichiarato di connotare e rendere più autenticamente significativo e presente il ruolo svolto dal Sodalizio rispetto alla Polizia di Stato, alla società civile ed al mondo della ricerca storiografica.
Si tratta del primo passo di un lungo e problematico cammino volto a recuperare il tempo perduto, ad emendarci da errori, incertezze ed indisponibilità, a spogliarci da ogni provincialismo autoreferenziale, per aprirci e mostrare, anche attraverso le cronache di un quarantennio, l’autentico volto assunto dall’ANPS nel tempo. E ciò con tutti i limiti, le carenze ed i difetti del caso, ma anche con le sue solide tematiche etico-valoriali ed il suo radicato senso di appartenenza.
La creazione dell’emeroteca dell’ANPS, pertanto, non assolverà esclusivamente ad un compito di natura divulgativa ed informativa, ma avrà la funzione di stimolare , attraverso il potenziale utilizzo dinamico dei numerosi dati di cronaca, la riproposizione delle vicende, dell’operato e delle scelte dell’Associazione per un recupero a tutto tondo di parte della sua memoria storica.
“Fiamme d’Oro”, infatti, oltre a tracciare le linee di politica associativa seguite nel tempo dai suoi vertici, è stato ed è, con i molti articoli e soprattutto con la sua rubrica “Vita delle Sezioni”, un grande diario che raccoglie le iniziative più rilevanti intraprese dalle Sezioni. Dalle date di fondazione ai vari consigli e presidenti, dall’inaugurazione di monumenti, cippi, targhe, insegne all’intitolazione di strade, piazze, giardini e scuole , dalla celebrazione di tragici episodi alla commemorazione dei caduti, dall’assegnazione delle ricompense al merito o al valore civile o militare alle presenze attive nelle scuole, nella protezione civile e nel volontariato, nonché nella convegnistica sulle tematiche sociali più rilevanti
E’ questo, nella mente degli ideatori e promotori dell’iniziativa, il materiale vivo offerto quale contributo da utilizzare, unitamente a quanto conservato negli archivi sezionali, per una rivisitazione storica del vissuto dalla sezione. Per contestualizzarla alla storia delle questure, per approfondire biograficamente e meglio celebrare le figure dei suoi caduti, per alimentare il ricordo del tributo dell’Istituzione nel patrimonio monumentale o toponomastico cittadino, per fare della Sezione ANPS un cuore vivo e pulsante della tradizione storica locale. Un reale punto di riferimento culturale ed ideale di cui si nutrono le radici operative territoriali della Polizia.
Così, la costituenda emeroteca on line dell’ANPS diviene da una parte un palese invito ai Presidenti di Sezione per un impegno diretto e dall’altra una ineludibile sollecitazione a riscoprire e valorizzare il patrimonio di ricercatori, studiosi ed appassionati collezionisti presenti nel Sodalizio.
Attraverso il recupero di questi associati, troppo spesso lasciati a se stessi ed alla cura isolata dei loro studi, sarà possibile canalizzare interessi e ricerche all’interno della Sezione.
In pratica, disciplinando l’anarcoide attivismo che ci ha caratterizzato, si comincerebbero a muovere i primi passi consapevoli e determinati verso la creazione di aggregazioni di soci capaci di dare corpo alla formazione di una organica, dinamica e partecipata cultura della nostra tradizione.
Un programma culturale questo, che ci investe tutti per il prossimo futuro. Un programma che si affida alla qualificata iniziativa dei Presidenti di Sezione per meglio adempiere alla loro insostituibile opera di messaggeri dell’istituzione.
Pres. Sezione e Cons. Naz.
La Dedica di Marchino
Se io penso al cumulo di delusioni,di umiliazioni,di pericoli che lungo il percorso della sua attività professionale, un poliziotto ha affrontato,sorge in me una rabbia profonda unita ad una grande amarezza perché nel tra-scorrere del tempo tutto viene dimenticato e si finisce per non ricordare più niente .E’ come se uno non avesse fatto nulla,tutto si scorda,perfino i nomi dei compagni con i quali hai diviso anni di lavoro rischiando la vita;il nostro passato diventa un passato fantasma,i nostri racconti non sono creduti e,a volte, ascoltati per carità cristiana. Non esiste a livello ufficiale,nei vari reparti,un diario su cui registrare le varie attività spesso oggetto anche di violenti conflitti a fuoco. Non esiste cioè un DIARIO STORICO del Reparto ,della Questura .Hai fatto il tuo dovere e basta,fra qualche anno nessuno si ricorderà di te,del tuo sacrificio anche se questo significa avere perso la vita.
E’ anche per questi motivi che molti anni fa,malgrado qualche “bastian contrario”,la Sezione Aretina dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, sotto la direzione del suo Presidente,Avv.Comm. CHESSA Guido,decise di dare vita ad una specie di ” numero unico” annuale sul quale venissero descritte le varie attività cui la Sezione aveva partecipato,nonché i punti di vista che ognuno poteva proporre su fatti e argomenti vari.
Era nato un “” DIARIO STORICO”” che per anni,attraverso tante difficoltà,non escluso quella economica,e con il senso di responsabilità di uomini che sempre avevano dato senza nulla chiedere,il ” numero unico” con il pensiero dei suoi iscritti si e sistemati= camente posato sui tavoli dei Signori Questori,Prefetti,Capo della Polizia,Ministro degli Interni e tante altre Autorità che hanno così,se hanno voluto,leggere le nostre richieste,le nostre preoccupazioni,il nostro profondo amore che ci ha sempre legato agli uomini in servizio della Polizia di Stato.
Nella sgangherata realtà in cui ci siamo mossi è mancato l’apporto consistente della “” mano d’opera” che non ha potuto sostituire gli animatori che nel tempo ci hanno lasciati perché chiamati a rapporto da quel DIO che tutti ci aspetta,o perché ormai mancanti, i superstiti,della forza fisica che” gli anni nel loro trascorrere determinano.
Le varie pubblicazioni non sono rintracciabili. Il vecchio poliziotto però, con quella certosina pazienza che é stata sempre alla base dell’attività di polizia,é riuscito,fru= gando fra le sue innumerevoli carte a mettere insieme un buon numero di quei diari che ha raccolto in questo fascicolo che ha oggi il piacere di farne omaggio alla Sezione consegnandolo nelle mani del Suo Presidente Avv. Chessa che non solo appoggiò l’iniziativa ma che ebbe l’onere e l’onore di firmare il primo numero che modestamente fu indicato come “” NUMERO ZERO””-In esso vi sono registrati tanti ricordi.
A VOI GIOVANI, FUTURO DI UN “” DIARIO STORICO “”
Sergio Marchino
Festeggiato il 45° anniversario della Sezione di Firenze
Lunedì 10 febbraio 2014, sono stati festeggiati, nella sede storica della Caserma Faldini, i 45 anni di vita compiuti dalla Sezione di Firenze, costituita il 10 febbraio 1969 come Sezione ANGPS per iniziativa del S.Ten della riserva Giulio Nicolella e diventata dall’83 Sezione ANPS con Intitolazione a Fausto Dionisi, medaglia d’oro al valor civile, ucciso in uno scontro a fuoco innanzi al Carcere delle Murate da esponenti di Prima Linea. Alle celebrazioni, erano presenti accanto al Presidente Sergio Tinti e al Consiglio Direttivo il Questore Raffaele Micillo e tanti Amici e sostenitori del Sodalizio che conta ad oggi circa 500 iscritti. Il Presidente ha brevemente illustrato le attività svolte nel corso dell’anno ed ha sottolineato la valenza dell’Associazione come sentinella di legalità sul territorio e come riferimento aperto e solidale per la comunità; ha poi annunciato le diverse iniziative in corso, tra cui la creazione di un Gruppo di Protezione Civile. Al dr. Micillo, che ha avuto parole di vivo apprezzamento per i risultati ottenuti dalla Sezione e per gli obiettivi che si è data, è stata consegnata una targa ricordo.
Nell’occasione è stato inaugurato uno “spazio espositivo”realizzato all’interno della sede in cui , alle pareti e in apposite vetrinate, fanno bella mostra di sè fotografie d’epoca, documenti e materiale di equipaggiamento che rappresentano un significativo spaccato della storia della polizia di stato fiorentina e nazionale, donati da alcuni Soci.
Gen. Sergio Tinti
Particolarmente significativo lo spazio espositivo inaugurato
dalla Sez. di Firenze all’interno della sede sociale.
si dà stimolo al culto della memoria storica della Polizia cui
tutti i sodali dovrebbero dedicarsi per aggiungere piccole tessere
fatte delle loro foto, dei loro oggetti e dei loro ricordi di servizio.
Al Presidente Sergio Tinti un ringraziamento per la sua opera
frutto di silenziosa passione ed indubbia competenza storica.
Maresciallo ( P.S. , Ispettorato 4° Zona «Veneto» ) Luogo di nascita: Firenze (FI)
Data del conferimento: DPR 14/07/1978
Gazzetta ufficiale: N°4 del 04.01.1979
Tenente di cpl. ( Fanteria , ) Luogo di nascita: Parigi ( Francia )
Data del conferimento: D. Luog. 02.03.1945
Bollettino Uff. Min.Guerra Dispensa 11 del 16.6.1945
Data del conferimento: DPR 05/05/2009
Data del conferimento: DPR 08/04/2004

References: sentenza 
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 art. 1
 art. 6
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