Source: https://unitariani.wordpress.com/2016/07/26/liturgia-del-310716/
Timestamp: 2018-05-26 19:25:59+00:00

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Liturgia del 31/07/16 | Comunione Unitariana Italiana
Liturgia del 31/07/16
Lett: Hanno detto:”Da ogni parte c’è la luce di Dio”.
Ma gridano gli uomini tutti:”Dov’è quella luce?
Min: Veniamo da strade diverse, liberi cercatori del sacro, senza dogmi e senza costrizioni, ma uniti da alcuni principi che danno forma alla nostra fede comune e che si radicano poi nel percorso del singolo e nella specificità della sua fede. Eccoli in una loro reinterpretazione, proposta dal seminario Colors of Iniquity, In relazione alla disuguaglianza economica
Lett: Ogni persona, indipendentemente dalla sua ricchezza o dal suo status economico, merita di essere trattato con rispetto e riconosciuto come membro paritario della società. Però, la disuguaglianza economica spesso impedisce alle persone di avere pari opportunità – anche se ogni persona è nata con parità di diritti, tali diritti non sono rispettati nella società in cui vive. Dobbiamo lavorare per garantire a tutte le persone le possibilità e le opportunità che meritano nella vita e per promuovere e garantire il loro accesso ai diritti umani intrinseci di cui sono portatori.
Lett: Indipendentemente dalla nostra situazione economica, dobbiamo lavorare per capire la situazione di vita degli altri. Ad ogni persona deve essere data la giustizia che merita, perché la giustizia non deve mai dipendere dalla posizione economica di una persona. In questo senso, ogni nostro interazione personale deve essere fondata sulla gentilezza e sul desiderio di promuovere la correttezza in tutti gli aspetti della società.
Lett: E’ fondamentale che ci impegniamo ad accettare tutte le persone, a prescindere della loro posizione economica. Al fine di fornire ad ogni individuo una doverosa capacità di sviluppo all’interno delle nostre congregazioni, ognuno di noi deve essere felice di accogliere qualsiasi persona nelle nostre comunità. La crescita spirituale e l’accettazione non dovrebbero mai essere limitate da considerazioni relative a ricchezza personale, classe, reddito, qualsiasi altra condizione.
Lett: Uno dei diritti più importanti di tutti gli individui è il diritto a imparare, a capire e a perseguire la ricerca di ciò che è vero e importante nel mondo. Quando tutti abbiano parità di accesso alle opportunità di istruzione e di lavoro, allora potranno essere liberi di prendersi in carico la responsabilità della propria vita e della propria ricerca di senso. Dobbiamo rendere le nostre congregazioni posti dove queste missioni personali verso la comprensione possono avvenire attraverso la promozione dell’apertura e dell’accettazione del pensiero di tutti.
Lett: Ogni persona ha diritto ad esprimere le proprie opinioni e che quelle opinioni abbiano lo stesso peso di quelle di ogni altra persona. Ricchezza o status sociale non dovrebbe mai essere una determinante per il peso di quanto una persona abbia da dire nel processo politico del suo Paese, nella sua comunità o nella sua congregazione. Il processo democratico non funziona correttamente quando i soldi possono assicurare a qualcuno potere politico e l’influenza sociale.
Lett: In tutto il mondo, quelli con possibilità economiche limitate sono più soggetti ad essere imprigionati e coinvolti in conflitti violenti. L’estrema diseguaglianza economica nel nostro mondo può solo aggravare il problema. Per realizzare una vera comunità globale pacifica, dobbiamo lavorare insieme per alleviare la disuguaglianza economica al fine di garantire libertà e giustizia per tutti.
Lett:Proprio perché la condizione economica di ognuno ha impatto su ogni aspetto della sua vita, tutti gli altri problemi sociali sono causati e influenzati dalla disuguaglianza economica. La disuguaglianza globale tra paesi ricchi e paesi in via di sviluppo è perpetuata dai cambiamenti climatici del nostro pianeta, dalla discriminazione razziale ed etnica, dall’omofobia e dalla misoginia, dalla mancanza di opportunità basate su identità di genere e da molto altro ancora. È fondamentale ricordare che tutti questi problemi sono interdipendenti ma anche che per risolverli tutti dobbiamo riconoscere la nostra comune umanità e il nostro essere interconnessi. Dobbiamo poter contare l’uno sull’altro.
1) DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI – La disuguaglianza economica
I seguenti articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo
sono particolarmente rilevanti riguardo alla disuguaglianza economica:
 Articolo 1: Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti …
 Articolo 2: Ad ogni individuo spettano tutti i diritti di cui alla presente Dichiarazione, senza
distinzione alcuna, per ragioni di razza, colore, sesso, lingua, religione, politica o diversa opinione, origine nazionale o sociale, ricchezza, nascita o altra condizione …
 Articolo 3: Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona.
 Articolo 7: Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna
discriminazione, ad un’eguale protezione della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro
ogni discriminazione in violazione della presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.
 Articolo 23:
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione a parità di lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una remunerazione equa e soddisfacente in grado di garantire a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana, integrabile, se necessario, con altri mezzi di protezione sociale.
4. Ogni individuo ha diritto di fondare e aderire a sindacati per la protezione dei suoi interessi.
 Articolo 24: Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, inclusi in una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e in ferie periodiche retribuite.
 Articolo 25: Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente per la salute e il benessere
di se stesso e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione e a cure mediche e servizi sociali necessari, ed ha diritto a misure di sicurezza sociale in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza in circostanze al di là del suo controllo …
Dai documenti del seminario UU presso ne NU The Colors of Inequality Aprile 16
2) P Turchin, War, Peace and War
Questo libro si concentra sugli imperi. Perché alcune – inizialmente piccole e insignificanti- nazioni sono riuscite a costruire potenti imperi, mentre altre nazioni non sono riuscite a farlo? E perché i costruttori di ricchi imperi invariabilmente, dopo un certo lasso di tempo, hanno perso i loro imperi? Possiamo capire come i poteri imperialisti siano sorti e poi tramontati ? […]
La stessa stabilità e la pace interna che gli imperi forti impongono contengono al loro interno i semi del caos futuro. Stabilità e pace interna portare alla prosperità e la prosperità provoca l’aumento della popolazione. La crescita demografica porta alla sovrappopolazione, la sovrappopolazione fa sì che i salari decrescano, gli affitti di terreni siano più elevati e crollino i redditi pro capite per la gente comune. In un primo momento, i bassi salari e gli affitti elevati portano ad una ricchezza senza precedenti per le classi superiori, ma appena le loro fila e i loro appetiti crescono, iniziano anche a soffrire per un calo dei redditi. In calo degli standard di vita genera malcontento e lotte. Le élite si rivolgono allo Stato per salvaguardare l’occupazione e il reddito e continuano le proprie spese proprio mentre si evidenzia il calo delle entrate fiscali a causa della crescente miseria della popolazione. Quando le finanze statali collassano, lo Stato perde il controllo dell’esercito e della polizia. Liberati da tutte le restrizioni, i conflitti tra le élite si intensificano in una guerra civile, mentre il malcontento tra i poveri esplode in ribellioni popolari.
Il crollo dell’ordine pubblico porta sulla sua scia i quattro cavalieri dell’apocalisse- carestie, guerre, pestilenze, e la morte. Si verifica una diminuzione della popolazione e i salari aumentano, mentre diminuiscono gli affitti. Mentre i redditi dei cittadini comuni ricominciano a crescere, accade alle classi superiori ciò che era accaduto alle classi inferiori. Le difficoltà economiche delle élite e la mancanza di un efficace governo alimentano continue guerre intestine. Tuttavia, le guerre civili assottigliano le fila delle élite. Alcuni muoiono in scontri tra fazioni, altri soccombono nelle faide con i vicini e molti, semplicemente, smettono di cercare di mantenere il loro status nobiliare e silenziosamente scivolano nei ranghi della gente comune. La concorrenza intra-elite si abbassa,
consentendo il ripristino dell’ordine. La stabilità e la pace interna portano prosperità e inizia un altro ciclo. Come ha affermato un commentatore del sedicesimo secolo, “Così la pace porta alla guerra e la guerra porta alla pace “.
3) Dal Vangelo Matteo cap 10
7 Andando, predicate e dite: “Il regno dei cieli è vicino”.8 Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. 9 Non provvedetevi d’oro, né d’argento, né di rame nelle vostre cinture, 10 né di sacca da viaggio, né di due tuniche, né di calzari, né di bastone, perché l’operaio è degno del suo nutrimento.
Date a Cesare….uno dei versetti che più sono stati, secondo me, fraintesi volutamente dai diversi poteri.
Dal punto di vista della Chiesa Cattolica, prima, poi anche da diverse Chiese della Riforma, è stato un eccellente viatico
per poter separare le istanze del Maestro da quelle della “vita pratica” e del tessuto sociale.
Dio di qua e i soldi di là; vuol dire che la coscienza con il guadagno mica c’entra, no?
Per lo Stato il discorso è ribaltato a specchio ; vado alla Funzione religiosa, poi però voto o accetto leggi che cozzano assai
con quello che è appena stato letto. Amen ! Amen ?
Ovviamente quello che intendeva Rabbi Yeshua era tutt’altro ; era l’invito a NON sacralizzare alcuna forma di governo,
a non pensare che vi sia una soluzione “cristiana “ ai problemi della vita.
Questo significa che TUTTI vadano bene? Certo che no; ciò che semina odio e giustifica l’ingiustizia NON può venire accettato,
In questi giorni noi UU molto abbiamo discusso in merito a sistemi economici ed etica ; come è proprio della nostra piccola
ma vivissima Comunità abbiamo esposto teorie e “soluzioni” molto differenti.
Tutte però partono dal profondo bisogno di guardare al Regno, dalla necessità di diffondere il rispetto verso la rete dei viventi.
Noi possiamo fare ancora poco, mondanamente parlando, ma ricordiamo da cosa sono partiti i nostri “genitori” UU e andiamo
La Croce Rossa è nata da una cassetta con qualche garza .

References: Articolo 1
 Articolo 2
 Articolo 3
 Articolo 7
 Articolo 23
 Articolo 24
 Articolo 25