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Timestamp: 2017-02-22 03:49:44+00:00

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SANATORIA DELLE OPERE ABUSIVE: legge n.47 del 1985 con la normativa sulla sanatoria e il condono edilizio
Sanatoria delle opere edilizie
(Legge 28
febbraio 1985, n. 47)
e argomenti della scheda: Capo
I - Norme in materia di controllo dell'attività urbanistico-edilizia. Capo
II - Snellimento delle procedure urbanistiche ed edilizie Capo
III - Recupero urbanistico di insediamenti abusivi Capo
IV - Opere sanabili. Soggetti legittimati. Capo
V - Disposizioni finali Web www.softwareparadiso.it Legge 28 febbraio 1985, n. 47 (Pubblicata in Suppl. ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 53, del 2 marzo 1985) Norme in materia di
controllo dell'attività urbanistico-edilizia, sanzioni, recupero e sanatoria delle opere edilizie.
DL 23.04.1985 n. 146 CFR DM 19.07.1985 CFR DM 12.09.1985 MOD DL 28.03.1986 n. 76 MOD DL 30.09.1986 n. 605 MOD DL 09.12.1986 n. 823 CFR DL 30.12.1986 n. 919 ART 7 MOD DL 09.03.1987 n. 71 CFR DL 24.03.1987 n. 111 ART 6 MOD DL 08.05.1987 n. 178 MOD DL 09.07.1987 n. 264 MOD DL 04.09.1987 n. 367 MOD DL 07.11.1987 n. 458 CFR DL 20.11.1987 n. 474 ART 6 MOD DL 12.01.1988 n. 2 CFR DL 28.03.1989 n. 112 ART 9 CFR DL 29.05.1989 n. 200 ART 9 CFR DL 28.07.1989 n. 266 ART 9 CFR DL 25.09.1989 n. 330 ART 9 CFR DL 25.11.1989 n. 383 ART 8 CFR DL 07.06.1993 n. 180 ART 5 CFR DL 06.08.1993 n. 280 ART 4 CFR DL 05.10.1993 n. 398 ART 4 CFR
L 24.12.1993 n. 537 ALL
2 CFR DL 25.11.1994 n. 649 ART 1 CFR
L 23.12.1994 n. 724 ART
39 CFR DL 27.03.1995 n. 88 ART 2 CFR DL 12.05.1995 n. 163 ALL 1 CFR DL 26.05.1995 n. 193 ART 2 CFR DL 26.07.1995 n. 310 ART 2 CFR DL 25.11.1995 n. 498 ART 2 CFR DL 24.01.1996 n. 30 ART 10 CFR DL 24.01.1996 n. 30 ART 11 CFR DL 25.03.1996 n. 154 ART 10 CFR DL 25.03.1996 n. 154 ART 11 CFR DL 25.05.1996 n. 285 ART 11 CFR DL 22.07.1996 n. 388 ART 2 CFR DL 22.07.1996 n. 388 ART 10 CFR DL 22.07.1996 n. 388 ART 11 CFR DL 24.09.1996 n. 495 ART 2 CFR DL 24.09.1996 n. 495 ART 6 CFR DL 24.09.1996 n. 495 ART 10 CFR DL 24.09.1996 n. 495 ART 11 CFR
L 15.03.1997 n. 59 ALL UNICO CFR
L 27.12.1997 n. 449 ART
L 30.03.1998 n. 61 ALL UNICO La Camera dei deputati ed il Senato della
Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA promulga la seguente legge:
Capo I NORME IN MATERIA DI CONTROLLO DELL'ATTIVITA' URBANISTICO-EDILIZIA. SANZIONI
AMMINISTRATIVE E PENALI Art. 1. (Legge-quadro). Fermo restando quanto previsto dal capo IV,
le regioni emanano
norme in materia di controllo dell'attività
ed edilizia e di sanzioni amministrative in conformità ai principi
definiti dai capi I, II e III della presente legge. Fino all'emanazione delle norme regionali
si applicano le norme della presente legge. Sono in ogni caso fatte salve le competenze delle regioni a
statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Art. 2. (Sostituzione di norme). Le disposizioni di cui al capo I della
presente legge sostituiscono quelle di cui all'art. 32 della
legge 17 agosto
1942, n. 1150, ed agli articoli 15 e 17 della legge 28 gennaio 1977, n. 10. Art. 3. (Ritardato od omesso versamento del
contributo afferente
alla concessione). Le regioni determinano le sanzioni per il ritardato o mancato versamento del contributo di concessione
non inferiore a quanto previsto nel presente articolo e non superiore al
doppio. Il mancato versamento, nei termini di legge, del contributo di concessione di cui agli articoli 3, 5, 6 e 10 della legge 28
gennaio 1977, n. 10, comporta: a) l'aumento del contributo in misura pari al 20 per cento qualora il versamento del contributo sia
nei successivi centoventi giorni; b) l'aumento del contributo in misura pari al 50 per cento quando, superato il termine di
cui alla lettera
a), il ritardo si protrae non oltre i successivi sessanta giorni; c) l'aumento del contributo in misura pari al 100 per cento quando, superato il termine di
b), il ritardo si protrae non oltre i successivi sessanta giorni. Le misure di cui alle lettere precedenti non si
cumulano. Nel caso di pagamento rateizzato le
norme di cui
al secondo comma si applicano ai ritardi nei pagamenti delle singole rate. Decorso inutilmente il termine di cui
c) del secondo comma il comune provvede alla riscossione
del complessivo credito nei modi previsti dall'art. 16 della presente legge. Fino all'entrata in vigore delle leggi regionali che
determineranno la misura delle sanzioni di cui al presente articolo, queste
saranno applicate nelle misure indicate nel secondo comma. Art. 4. (Vigilanza
sull'attività urbanistico-edilizia). Il sindaco esercita la vigilanza
sull'attività urbanistico-edilizia nel territorio comunale per assicurarne la rispondenza alle
di legge e di regolamento, alle prescrizioni degli strumenti
urbanistici ed alle modalità esecutive fissate nella concessione o nell'autorizzazione. Il sindaco, quando accerti l'inizio di opere
senza titolo su aree assoggettate, da leggi statali,
o da altre norme urbanistiche vigenti o adottate, a vincolo
di inedificabilità, o destinate ad opere e spazi pubblici ovvero ad interventi di
edilizia residenziale pubblica di cui alla legge 18
aprile 1962, n. 167, e successive modificazioni ed integrazioni, provvede alla demolizione
e al ripristino dello stato dei luoghi. Qualora si tratti di aree assoggettate alla tutela di cui al regio decreto 30 dicembre 1923,
n. 3267, o appartenenti ai beni disciplinati dalla legge 16 giugno
1927, n. 1766, nonchè delle aree di cui alle leggi 1° giugno 1939,
n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, e successive modificazioni ed integrazioni, il sindaco provvede alla demolizione
ripristino dello stato dei luoghi, previa
alle amministrazioni competenti le quali possono eventualmente intervenire, ai
della demolizione, anche di propria iniziativa. Ferma rimanendo l'ipotesi prevista dal precedente
comma, qualora sia constatata dai competenti uffici comunali,
l'inosservanza
delle norme, prescrizioni e modalità di cui al primo comma, il sindaco ordina l'immediata sospensione dei lavori, che ha effetto fino all'adozione dei provvedimenti definitivi di cui ai successivi articoli, da adottare e notificare entro quarantacinque giorni dall'ordine di sospensione dei lavori. Gli ufficiali ed agenti di polizia
ove nei luoghi in cui vengono realizzate le opere non sia esibita la concessione
ovvero non sia stato apposto il
prescritto cartello,
ovvero in tutti gli altri casi di presunta violazione urbanistico-edilizia,
ne danno immediata comunicazione all'autorità giudiziaria, al presidente
della giunta regionale ed al sindaco, il quale verifica entro trenta
giorni la regolarità delle opere e dispone gli atti conseguenti. Art. 5. (Opere di amministrazioni statali). Per le opere eseguite da amministrazioni
statali, qualora ricorrano le ipotesi di cui al precedente art. 4, il sindaco, ai sensi dell'art. 81 del decreto del Presidente
24 luglio 1977, n. 616, informa immediatamente il presidente della giunta regionale e il Ministro dei lavori pubblici, ai quali compete, d'intesa con il presidente della giunta
la adozione dei provvedimenti previsti dal suddetto art. 4. Art. 6. (Responsabilità del titolare della concessione, del committente,
del costruttore e del direttore dei lavori). Il titolare della concessione, il
committente, il costruttore
e il direttore dei lavori sono responsabili, ai
fini e per gli effetti delle norme contenute nel presente capo della conformità
delle opere alla normativa urbanistica, alle previsioni di piano nonchè
a quelle della concessione ad edificare e alle
esecutive stabilite dalla medesima. Essi sono altresì tenuti al pagamento
delle sanzioni pecuniarie e solidalmente alle spese per
in danno, in caso di demolizione delle opere
abusivamente realizzate,
salvo che dimostrino di non essere responsabili dell'abuso. Il direttore dei lavori non è responsabile qualora abbia
contestato agli altri soggetti la violazione delle prescrizioni della concessione edilizia, con esclusione delle varianti in corso
d'opera di cui all'art. 15, fornendo al sindaco
contemporanea e motivata comunicazione della violazione stessa. Nei casi di totale
difformità o di variazione essenziale rispetto alla
il direttore dei lavori deve inoltre rinunziare all'incarico
alla comunicazione resa al sindaco. In caso contrario il
segnala al consiglio dell'ordine professionale di appartenenza la
violazione in cui è incorso il direttore dei lavori, che è passibile di sospensione dall'albo professionale da tre mesi a due anni. Art. 7. (Opere eseguite in assenza di concessione, in totale difformità
o con variazioni essenziali). Sono opere eseguite in
totale difformità dalla
concessione quelle che comportano la realizzazione di un organismo edilizio integralmente diverso per caratteristiche tipologiche, planovolumetriche o di utilizzazione da quello oggetto della concessione stessa, ovvero l'esecuzione di
volumi edilizi oltre i limiti indicati nel progetto e tali da costruire un organismo edilizio o parte di esso con
specifica rilevanza
ed autonomamente utilizzabile. Il sindaco, accertata l'esecuzione di opere in assenza di concessione, in totale difformità dalla medesima ovvero con variazioni essenziali, determinate ai
sensi del successivo
art. 8, ingiunge la demolizione. Se il responsabile dell'abuso
non provvede
alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di 90 giorni dall'ingiunzione, il bene e l'area di sedime, nonchè quella necessaria, secondo le vigenti prescrizioni urbanistiche, alla realizzazione di opere analoghe a quelle
sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del comune. L'area
non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva
superficie utile abusivamente costruita. L'accertamento dell'inottemperanza alla ingiunzione a
demolire,
nel termine di cui al precedente comma, previa notifica
all'interessato, costituisce titolo per l'immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari, che deve essere eseguita gratuitamente. L'opera acquisita deve essere demolita con
ordinanza del
sindaco a spese dei responsabili dell'abuso, salvo che con deliberazione consiliare non si dichiari l'esistenza di prevalenti interessi pubblici e sempre che l'opera non contrasti con
interessi urbanistici o ambientali. Per le opere abusivamente eseguite su terreni sottoposti, in
base a leggi statali o regionali, a vincolo di inedificabilità, l'acquisizione gratuita, nel caso di inottemperanza
all'ingiunzione di demolizione, si verifica di diritto a favore delle
amministrazioni cui compete la vigilanza sull'osservanza del vincolo. Tali amministrazioni provvedono alla demolizione delle opere abusive ed
al ripristino dello stato dei luoghi a spese dei responsabili dell'abuso. Nella ipotesi di concorso dei vincoli,
si verifica a favore del patrimonio del comune. Il segretario comunale redige e pubblica mensilmente, mediante affissione nell'albo comunale, l'elenco dei rapporti comunicati
dagli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria riguardanti opere o lottizzazioni realizzate abusivamente e delle
ordinanze di sospensione e lo trasmette all'autorità
competente, al presidente della giunta regionale e al Ministro dei lavori
pubblici. In caso d'inerzia, protrattasi
giorni dalla data di constatazione della inosservanza delle disposizioni
cui al primo comma dell'art. 4 ovvero protrattasi oltre il
termine stabilito
dal terzo comma del medesimo art. 4, il presidente della giunta regionale, nei successivi trenta giorni, adotta i provvedimenti eventualmente necessari dandone contestuale comunicazione alla competente autorità giudiziaria ai fini
dell'azione penale. Per le opere abusive di cui al presente
il giudice, con la sentenza di condanna per il reato di cui all'art. 17,
b), della legge 28 gennaio 1977, n. 10, come
dal successivo art. 20 della presente legge, ordina la demolizione delle opere stesse se ancora non sia stata altrimenti eseguita. Art. 8 (Determinazione delle variazioni essenziali). Fermo restando quanto disposto dal
primo comma del precedente
art. 7, le regioni stabiliscono quali siano le
essenziali al progetto approvato, tenuto conto che l'essenzialità ricorre esclusivamente quando si verifica una o più delle seguenti condizioni: a) mutamento della destinazione d'uso che implichi variazione degli standards previsti dal decreto ministeriale 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968; b) aumento consistente della cubatura o della superficie di solaio da valutare in relazione al progetto approvato; c) modifiche sostanziali di parametri urbanistico-edilizi del progetto approvato ovvero della localizzazione dell'edificio sull'area di pertinenza; d) mutamento delle caratteristiche dell'intervento edilizio assentito in relazione alla classificazione dell'art. 31
legge 5 agosto 1978, n. 457; e) violazione delle norme vigenti in materia di edilizia antisismica, quando non attenga a fatti procedurali. Non possono ritenersi comunque variazioni
essenziali quelle che incidono sulla entità delle cubature accessorie, sui volumi
tecnici e sulla distribuzione interna delle singole unità abitative. Gli interventi di cui al precedente
primo comma, effettuati su immobili sottoposti a vincolo storico, artistico,
architettonico, archeologico, paesistico ed ambientale nonchè su
immobili ricadenti sui parchi o in aree protette nazionali e regionali, sono
considerati in totale difformità dalla concessione,
sensi e per gli effetti degli articoli 7 e 20 della presente legge. Tutti gli altri interventi sui medesimi immobili sono considerati valori
essenziali. Art. 9. (Interventi di ristrutturazione edilizia). Fermo restando quanto disposto dal
successivo art. 26,
le opere di ristrutturazione edilizia, come definite dalla
d) del primo comma dell'art. 31 della legge
5 agosto 1978,
n. 457, eseguite in assenza di concessione o in totale difformità da essa,
sono demolite ovvero rimosse e gli edifici
sono resi conformi
alle prescrizioni degli strumenti urbanistico-edilizi entro
stabilito dal sindaco con propria ordinanza, decorso il quale l'ordinanza
è eseguita a cura del comune e a spese dei responsabili
dell'abuso. Qualora, sulla base di motivato
accertamento dell'ufficio
tecnico comunale, il ripristino dello stato dei luoghi non sia
il sindaco irroga una sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento
di valore dell'immobile, conseguente alla realizzazione
delle opere, determinato, con riferimento alla data di ultimazione dei
in base ai criteri previsti dalla legge 27 luglio
1978, n.
392, con la esclusione, per i comuni non tenuti all'applicazione
della legge medesima, del parametro relativo all'ubicazione e con
l'equiparazione alla categoria A/1 delle categorie non
comprese nell'art.
16 della medesima legge. Per gli edifici adibiti ad uso
da quello di abitazione la sanzione è pari al doppio dell'aumento del valore venale dell'immobile, determinato a cura dell'ufficio tecnico erariale. Qualora le opere siano state eseguite
su immobili vincolati ai sensi delle leggi 1° giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n.
1497, l'amministrazione competente a vigilare sull'osservanza del
vincolo, salva l'applicazione di altre misure e sanzioni
previste da norme vigenti, ordina la restituzione in pristino a cura e spese del responsabile dell'abuso, indicando criteri e modalità diretti a ricostituire l'originario organismo edilizio, ed irroga una
sanzione pecuniaria da lire un milione a lire 10 milioni. Qualora le opere siano state eseguite su immobili, anche non vincolati, compresi nelle zone indicate nella
dell'art. 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, il sindaco richiede all'amministrazione competente alla tutela dei beni culturali ed ambientali apposito parere vincolante circa la restituzione in pristino o la irrogazione della sanzione pecuniaria di cui al precedente comma. Qualora il parere non venga resto entro
centoventi giorni dalla richiesta il sindaco provvede autonomamente. Si applicano le disposizioni di cui al comma ottavo
dell'art.
7. é comunque dovuto il contributo di concessione di cui
agli articolo 3, 5, 6 e 10 della legge 28 gennaio 1977, n. 10. Art. 10. (Opere eseguite senza autorizzazione.) Fermo restando quanto disposto dal successivo
art. 26, l'esecuzione di opere in assenza dell'autorizzazione prevista dalla normativa vigente o in difformità da essa comporta la sanzione
pari al doppio dell'aumento del valore venale
conseguente alla realizzazione delle opere stesse e comunque in misura non inferiore a lire cinquecentomila. In caso di richiesta dell'autorizzazione in sanatoria in corso di esecuzione delle
opere, la sanzione è applicata nella misura minima.
le opere siano eseguite in assenza di autorizzazione in dipendenza di calamità naturali o di avversità atmosferiche dichiarate di carattere eccezionale la sanzione non è dovuta. La mancata richiesta di autorizzazione di cui al
articolo non comporta l'applicazione delle norme previste
17 della legge 28 gennaio 1977, n. 10, come sostituito
dall'art. 20 della presente legge. Quando le opere realizzate senza autorizzazione consistono in interventi di restauro e di
risanamento conservativo,
di cui alla lettera c) del primo comma dell'art. 31 della legge 5 agosto 1978,
n. 457, eseguiti su immobili comunque vincolati da leggi statali e regionali nonchè dalle altre norme urbanistiche
vigenti, l'autorità competente a vigilare sull'osservanza del vincolo, salva l'applicazione di altre misure e sanzioni previste da norme
vigenti, può ordinare la restituzione in pristino a cura e spese del contravventore ed irroga una sanzione pecuniaria da lire un milione
a lire venti milioni. Qualora gli interventi di cui al comma precedente
eseguiti su immobili, anche non vincolati, compresi nelle zone
nella lettera A dell'art. 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, il sindaco richiede all'amministrazione competente alla tutela
beni culturali ed ambientali apposito parere vincolante circa la restituzione in pristino o la irrogazione della
pecuniaria di cui al primo comma. Qualora il parere non venga reso entro centoventi giorni dalla richiesta, il sindaco provvede
autonomamente. In tali casi non trova applicazione la sanzione pecuniaria da lire
un milione a lire venti milioni di cui al comma precedente. Art. 11. (Annullamento della concessione). In caso di annullamento della concessione, qualora non sia possibile la rimozione dei vizi delle procedure
o la restituzione in pristino, il sindaco applica una sanzione
pecuniaria pari al valore venale delle opere o loro parti abusivamente
eseguite, valutato dall'ufficio tecnico erariale. La
dell'ufficio tecnico è notificata alla parte dal comune e diviene definitiva decorsi i termini di impugnativa. L'integrale corresponsione della sanzione pecuniaria irrogata produce i medesimi effetti della concessione di cui all'art.
13. Art. 12. (Opere eseguite in parziale
dalla concessione). Le opere eseguite in parziale difformità
dalla concessione sono demolite a cura e spese dei responsabili dell'abuso entro il
termine congruo, e comunque non oltre centoventi giorni, fissato dalla relativa ordinanza del sindaco. Dopo tale termine
sono demolite a cura del comune e a spese dei medesimi responsabili
dell'abuso. Quando la demolizione non può avvenire senza pregiudizio della parte eseguita in conformità, il sindaco applica una sanzione
pari al doppio del costo di produzione, stabilito in base alla legge 27 luglio 1978, n. 392, della parte dell'opera realizzata in
difformità dalla concessione, se ad uso residenziale, e pari al doppio del valore venale, determinato a cura dell'ufficio tecnico
erariale,
per le opere adibite ad usi diversi da quello residenziale. Art. 13. (Accertamento di conformità). Fino alla scadenza del termine di
cui all'art. 7, terzo
comma, per i casi di opere eseguite in assenza di concessione o in totale difformità o con variazioni essenziali, o dei termini stabiliti nell'ordinanza del sindaco di cui al primo comma dell'art. 9,
nonchè, nei casi di parziale difformità, nel
di cui al primo comma dell'art. 12, ovvero nel caso di opere eseguite in assenza di autorizzazione ai sensi dell'art. 10 e comunque fino
all'irrogazione delle sanzioni amministrative, il responsabile dell'abuso può ottenere la concessione o l'autorizzazione in sanatoria quando l'opera eseguita in assenza della concessione o dell'autorizzazione
è conforme agli strumenti urbanistici generali e di attuazione approvati e non in contrasto con quelli adottati sia al momento
della realizzazione dell'opera, sia al momento
della domanda. Sulla richiesta di concessione o di autorizzazione
sanatoria il sindaco si pronuncia entro sessanta giorni,
trascorsi i quali la richiesta si intende respinta. Il rilascio della concessione in sanatoria è subordinato al pagamento, a titolo di oblazione, del
di concessione in misura doppia, ovvero, nei soli casi di gratuità della
concessione a norma di legge, in misura pari a quella prevista dagli articoli 3,
5, 6 e 10 della legge 28 gennaio 1977, n. 10. Per i casi di parziale difformità l'oblazione è calcolata con riferimento alla parte di opera difforme dalla concessione. L'autorizzazione in sanatoria è subordinata al pagamento di una somma determinata dal sindaco nella misura da lire
a lire due milioni. Art. 14. (Opere eseguite su suoli di
dello Stato o di enti pubblici). Qualora sia accertata l'esecuzione di opere
da parte di soggetti diversi da quelli di cui al precedente art. 5 in assenza di concessione ad edificare, ovvero in totale
o parziale difformità dalla medesima, su suoli del demanio o del
patrimonio dello
Stato o di enti pubblici, il sindaco ordina, dandone
all'ente proprietario del suolo, previa diffida non rinnovabile al responsabile dell'abuso, la demolizione ed il ripristino
stato dei luoghi. La demolizione è eseguita a cura del comune ed a spese
dei responsabili dell'abuso. Art. 15. (Varianti in corso d'opera). Non si procede alla demolizione ovvero all'applicazione delle sanzioni di cui agli articoli precedenti nel caso di realizzazione
di varianti, purchè esse siano conformi agli strumenti
e ai regolamenti edilizi vigenti e non in contrasto con
adottati, non comportino modifiche della sagoma nè delle superfici
utili e non modifichino la destinazione d'uso delle costruzioni
singole unità immobiliari, nonchè il numero
di queste ultime, e sempre che non si tratti di immobili vincolati ai
sensi delle
leggi 1° giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, e successive
modificazioni e integrazioni. Le varianti non devono comunque riguardare
di restauro, come definiti dall'art. 31 della legge 5 agosto 1978, n. 457. L'approvazione della variante deve comunque essere
prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori. La mancata richiesta di approvazione delle varianti di cui al presente articolo non comporta
l'applicazione delle
norme previste nell'art. 17 della legge 28 gennaio 1977,
n. 10, come modificato dall'art. 20 della presente legge. Art. 16. (Riscossione). I contributi, le sanzioni
e le spese di cui alla
legge 28 gennaio 1977, n. 10, e alla presente legge vengono riscossi
ingiunzione emessa dal sindaco a norma degli articoli
2 e seguenti del testo unico delle disposizioni di legge relative
alla riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, approvato con regio decreto 14 aprile 1910, n. 639. Art. 17. (Nullità degli
atti giuridici relativi ad edifici). Gli atti tra vivi, sia in forma pubblica,
sia in forma privata, aventi per oggetto trasferimento o costituzione o
della comunione di diritti reali, relativi ad edifici, o loro parti, la
cui costruzione è iniziata dopo l'entrata in vigore della presente
legge, sono nulli e non possono essere stipulati ove da essi non
risultino, per dichiarazione dell'alienante, gli
estremi della
concessione ad edificare o della concessione in sanatoria rilasciata ai sensi dell'art. 13. Tali disposizioni non si applicano agli atti costitutivi, modificativi o estintivi di diritti reali di
o di servitù. Nei casi in cui sia prevista l'irrogazione di una sanzione
soltanto pecuniaria, ma non il rilascio della concessione in
agli atti di cui al primo comma deve essere allegata la prova dell'integrale pagamento della sanzione medesima. La sentenza che accerta la nullità degli atti di cui
al primo comma non pregiudica i diritti di garanzia o di servitù
acquisiti in base ad un atto iscritto o trascritto anteriormente
alla trascrizione della domanda diretta a far accertare la nullità degli atti. Se la mancata indicazione in atto
degli estremi non sia dipesa dalla insussistenza della concessione al tempo in cui gli atti medesimi sono stati stipulati, essi possono essere
anche da una sola delle parti mediante atto successivo, redatto nella stessa forma del precedente, che contenga la menzione omessa. Art. 18. (Lottizzazione). Si ha lottizzazione abusiva di
terreni a scopo edificatorio
quando vengono iniziate opere che comportino
od edilizia dei terreni stessi in violazione
degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, o comunque stabilite
dalle leggi statali o regionali o senza la prescritta autorizzazione; nonchè quando tale trasformazione venga
predisposta attraverso il frazionamento e la vendita, o atti equivalenti, del terreno
lotti che, per le loro caratteristiche quali la dimensione
in relazione alla natura del terreno e alla sua destinazione secondo gli
strumenti urbanistici, il numero, l'ubicazione o la eventuale
previsione di opere di urbanizzazione ed in rapporto
ad elementi riferiti agli acquirenti, denuncino in modo non
equivoco la destinazione
a scopo edificatorio. Gli atti tra vivi, sia in forma pubblica,
sia in forma privata, aventi ad oggetto trasferimento o costituzione o
della comunione di diritti reali relativi a terreni sono nulli e non possono essere stipulati nè trascritti nei pubblici registri immobiliari ove agli atti stessi non sia allegato
di destinazione urbanistica, contenente tutte le prescrizioni urbanistiche riguardanti l'area interessata. Il certificato di destinazione
urbanistica deve
essere rilasciato dal sindaco entro il termine perentorio di trenta giorni dalla presentazione della realtiva domanda. Esso conserva
per un anno dalla data di rilascio se, per dichiarazione dell'alienante o
di uno dei condividenti, non siano intervenute modificazioni degli strumenti urbanistici. In caso di mancato rilascio
del suddetto certificato
nel termine previsto, esso può essere sostituito da una dichiarazione dell'alienante attestante l'avvenuta presentazione della domanda, nonchè la destinazione urbanistica dei terreni secondo
gli strumenti urbanistici vigenti o adottati, ovvero l'inesistenza di questi, ovvero la prescrizione, da parte dello strumento urbanistico
generale approvato, di strumenti attuativi. I frazionamenti catastali dei terreni non possono
approvati dall'ufficio tecnico erariale se non è allegata copia del tipo, notificata al sindaco del comune ove è sito il terreno. I pubblici ufficiali che ricevono o autenticano
atti aventi per oggetto il trasferimento, anche senza frazionamento
catastale, di appezzamenti di terreno di superficie inferiore
a diecimila metri quadrati devono trasmettere, entro trenta giorni dalla data di registrazione, copia dell'atto da loro ricevuto o autenticato al sindaco del comune ove è sito l'immobile. Nel caso in cui il sindaco accerti l'effettuazione di
lottizzazione di terreni a scopo edificatorio senza la prescritta
autorizzazione, con ordinanza da notificare ai proprietari delle
aree ed
agli altri soggetti indicati nel primo comma dell'art. 6, ne dispone la sospensione. Il provvedimento comporta l'immediata interruzione
delle opere in corso ed il divieto di disporre
dei suoli e delle opere stesse con atti tra vivi, e
deve essere trascritto
a tal fine nei registri immobiliari. Trascorsi novanta giorni, ove non intervenga la revoca del provvedimento di cui al comma
precedente, le
aree lottizzate sono acquisite di diritto al patrimonio disponibile
del comune il cui sindaco deve provvedere alla demolizione delle opere. In caso di inerzia del sindaco si applicano le disposizioni concernenti i
poteri sostitutivi di cui all'art. 7. Gli atti aventi per oggetto lotti di terreno, per i quali
stato emesso il provvedimento previsto dal settimo comma, sono
e non possono essere stipulati, nè in forma pubblica nè
in forma privata, dopo la trascrizione di cui allo stesso comma e prima della sua eventuale cancellazione o della sopravvenuta inefficacia del provvedimento del sindaco. Il quarto comma dell'art. 31 della legge
1942, n. 1150, modificato dall'art. 10 della legge 6 agosto 1967, n. 765, è abrogato. Le disposizioni di cui sopra si applicano agli atti
stipulati
ed ai frazionamenti presentati ai competenti uffici del catasto dopo l'entrata in vigore della presente legge, e non si applicano
comunque alle divisioni ereditarie, alle donazioni tra
coniugi e
tra parenti in linea retta ed ai testamenti. Art. 19. (Confisca dei terreni). La sentenza definitiva del giudice penale che accerta che vi è stata lottizzazione abusiva, dispone la confisca dei terreni abusivamente lottizzati e delle opere abusivamente costruite. Per effetto della confisca i
terreni sono
acquisiti di diritto e gratuitamente al patrimonio del comune nel cui territorio è
avvenuta la lottizzazione abusiva. La sentenza definitiva è titolo per la
trascrizione nei registri immobiliari. Art. 20. (Sanzioni penali). Salvo che il fatto costituisca più
grave reato e
ferme le sanzioni amministrative, si applica: a) l'ammenda fino a lire 20 milioni per l'inosservanza delle disposizioni previste dalla presente legge,
dalla legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modificazioni e integrazioni,
dai regolamenti edilizi e dagli strumenti urbanistici, ovvero delle prescrizioni e modalità esecutive previste dalla concessione; b) l'arresto fino a due
anni e l'ammenda da lire 10 milioni a lire 100 milioni nei casi di esecuzione dei lavori in totale difformità o assenza della concessione o di prosecuzione degli
stessi nonostante l'ordine di sospensione; c) l'arresto fino a due
anni e l'ammenda da lire 30 milioni a lire 100 milioni nel caso di lottizzazione abusiva di terreni a
scopo edilizio, come previsto dal primo comma dell'art. 18. La
pena si applica anche nel caso di interventi edilizi nelle zone
sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico,
paesistico,
ambientale, in variazione essenziale, in totale difformità
o in assenza della concessione. Le disposizioni di cui al comma precedente
quelle di cui all'art. 17 della legge 28 gennaio 1977, n. 10. Art. 21. (Sanzioni a carico dei notai). Il ricevimento e l'autenticazione
da parte dei notai di
atti nulli previsti dagli articoli 17 e 18 e non convalidabili costituisce violazione dell'art. 28 della legge 16 febbraio 1913, n. 89, e successive modificazioni, e comporta
delle sanzioni previste dalla legge medesima. Tutti i pubblici ufficiali, ottemperando a quanto disposto dall'art. 18, sono esonerati da ogni responsabilità inerente al trasferimento o alla divisione dei terreni; l'osservanza della formalità prevista dal sesto comma dello stesso
art. 18 tiene anche luogo del rapporto di cui all'art. 2 del codice di procedura
penale. Art. 22. (Norme relative all'azione penale). L'azione penale relativa alle violazioni edilizie
rimane sospesa finchè non siano stati esauriti i procedimenti amministrativi di sanatoria di cui al presente capo. Nel caso di ricorso giurisdizionale avverso il diniego della concessione in sanatoria di cui all'art. 13, l'udienza viene
fissata d'ufficio dal presidente del tribunale
amministrativo regionale
per una data compresa entro il terzo mese dalla presentazione del ricorso. Il rilascio in sanatoria delle concessioni estingue i reati contravvenzionali previsti dalle norme urbanistiche vigenti. Art. 23. (Controlli periodici mediante rilevamenti
aerofotogrammetrici). Le regioni stabiliscono, con proprie leggi, quali aree del territorio debbano essere assoggettate a particolare controllo periodico dell'attività urbanistica ed edilizia anche mediante rilevamenti aerofotogrammetrici, ed il conseguente aggiornamento delle scritture catastali. Le leggi regionali agevolano
la costituzione di consorzi tra comuni per l'esecuzione dei rilevamenti e dei controlli di cui
al presente articolo. Lo Stato contribuisce ad integrare i fabbisogni finanziari per l'applicazione delle disposizioni del presente
articolo con quota parte degli introiti di competenza statale di cui al capo IV. Con la legge finanziaria si provvede
alla determinazione della quota da destinare alla finalità suddetta. Capo
II SNELLIMENTO DELLE
PROCEDURE URBANISTICHE ED EDILIZIE Art. 24. (Strumenti per cui non è richiesta
regionale). Salvo che per le aree e per gli ambiti
territoriali individuati dalle regioni come di interesse regionale in sede di piano territoriale di coordinamento o, in mancanza, con specifica deliberazione, non è soggetto ad approvazione regionale
lo strumento attuativo di strumenti urbanistici generali,
compresi i piani per l'edilizia economica e popolare nonchè i piani per
gli insediamenti produttivi. Le regioni emanano norme cui i comuni debbono attenersi per l'approvazione degli strumenti di cui al comma precedente, al fine
di garantire la snellezza del procedimento e le necessarie forme di pubblicità e di partecipazione dei soggetti
pubblici e privati. I comuni sono comunque tenuti a trasmettere alla regione, entro sessanta giorni, copia degli strumenti attuativi di
al presente articolo. Sulle eventuali osservazioni della regione i comuni
devono esprimersi con motivazioni puntuali. Art. 25. (Semplificazione delle procedure). Le regioni entro centottanta giorni dall'entrata
in vigore della presente legge emanano norme che: a) prevedono procedure semplificate per l'approvazione degli strumenti attuativi in variante agli strumenti urbanistici
generali; b) definiscono criteri ed
indirizzi per garantire
l'unificazione ed il coordinamento dei contenuti dei regolamenti
comunali, nonchè per accelerare l'esame delle domande di concessione e di autorizzazione edilizia; c) prevedono procedure semplificate per l'approvazione di varianti agli strumenti urbanistici generali finalizzate all'adeguamento degli standards urbanistici posti da disposizioni statali o regionali. Le norme di cui al comma precedente devono
garantire le
necessarie forme di pubblicità e la partecipazione dei soggetti pubblici e privati, nonchè i termini, non superiori a centoventi giorni,
entro i quali la regione deve comunicare al comune le proprie
determinazioni. Trascorsi tali termini i provvedimenti di cui al precedente
si intendono approvati. Le varianti agli strumenti urbanistici non sono soggette alla preventiva autorizzazione della regione. La legge regionale stabilisce, altresì, criteri e modalità cui dovranno attenersi i comuni, all'atto della predisposizione di strumenti urbanistici, per l'eventuale
in ambiti determinati del proprio territorio, delle
d'uso degli immobili nonchè dei casi in cui per la variazione di essa sia richiesta la preventiva autorizzazione
La mancanza di tale autorizzazione comporta l'applicazione delle sanzioni di cui all'art. 10 ed il conguaglio del contributo di concessione se
dovuto. Art. 26. (Opere interne). Non sono soggette a concessione nè ad autorizzazione le opere interne alle costruzioni che non siano in contrasto con gli
strumenti urbanistici adottati o approvati e con i regolamenti edilizi
vigenti, non comportino modifiche della sagoma nè aumento delle superfici utili e del numero delle unità immobiliari, non modifichino la destinazione d'uso delle costruzioni e delle singole unità immobiliari, non rechino pregiudizio alla
dell'immobile e, per quanto riguarda gli immobili compresi
indicate alla lettera A dell'art. 2 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del 16 aprile 1968, rispettino le originarie caratteristiche costruttive. Nei casi di cui al comma precedente, contestualmente
dei lavori, il proprietario dell'unità immobiliare
deve presentare al sindaco una relazione, a firma di un
abilitato alla progettazione, che asseveri le opere da compiersi e il rispetto
delle norme di sicurezza e delle norme igienico-sanitarie vigenti. Le disposizioni di cui ai commi precedenti
non si applicano nel caso di immobili vincolati ai sensi delle
leggi 1°
giugno 1939, n. 1089, e 29 giugno 1939, n. 1497, e successive modificazioni e integrazioni. Gli spazi di cui all'art. 18 della legge
6 agosto 1967, n. 765, costituiscono pertinenze delle costruzioni, ai sensi e per gli effetti degli articoli 817, 818 e 819 del codice civile. Art. 27. (Demolizione di opere). In tutti i casi in cui la demolizione
deve avvenire a cura del comune, essa è disposta dal sindaco su valutazione
tecnico-economica approvata dalla giunta comunale. I relativi lavori sono affidati, anche
a trattativa privata, ad imprese tecnicamente e finanziariamente idonee iscritte all'albo nazionale dei costruttori, indicate in
almeno cinque dal provveditore regionale alle opere pubbliche. Nel caso di impossibilità di affidamento dei
il sindaco ne dà notizia al prefetto, il quale
provvede alla demolizione con i mezzi a disposizione della pubblica
amministrazione, ovvero
tramite impresa iscritta all'albo nazionale dei costruttori
i lavori non siano eseguibili in gestione diretta. Il rifugio ingiustificato da parte dell'impresa di eseguire i lavori comporta la sospensione dall'albo per un anno. Art. 28. (Valore venale dell'immobile). L'ufficio tecnico erariale è tenuto a
determinare, entro
centoventi giorni dalla richiesta del comune, il valore venale degli immobili
in relazione alla applicazione delle
dalla presente legge. Art. 29. (Varianti agli strumenti urbanistici e
poteri normativi
delle regioni). Entro novanta giorni dall'entrata in vigore
le regioni disciplinano con proprie leggi la formazione, adozione e approvazione delle varianti agli strumenti urbanistici generali finalizzati al recupero urbanistico degli insediamenti abusivi, esistenti al 1° ottobre 1983, entro un quadro di convenienza economica e sociale. Le varianti devono
tener conto dei seguenti principi fondamentali: a) realizzare un'adeguata urbanizzazione
e secondaria; b) rispettare gli interessi di carattere storico, artistico, archeologico, paesistico, ambientale, idrogeologico; c) realizzare un razionale inserimento territoriale ed urbano dell'insediamento. La legge regionale stabilisce altresì: a) i criteri e i
termini ai quali devono
attenersi i comuni per la individuazione e la perimetrazione degli insediamenti
abusivi; b) i criteri ai quali devono attenersi i comuni qualora gli insediamenti abusivi ricadano in zona dichiarata sismica; c) i casi in cui la formazione delle
varianti è
obbligatoria; d) le procedure per
l'approvazione delle
varianti, precisando i casi nei quali non è richiesta l'approvazione regionale; e) i criteri per la formazione
di consorzi, anche obbligatori, fra proprietari di immobili; f) il programma finanziario per l'attuazione degli interventi previsti con carattere pluriennale; g) la definizione degli oneri
e le modalità di pagamento degli stessi in relazione alla tipologia
edilizia, alla destinazione d'uso, alla ubicazione, al convenzionamento, anche mediante atto unilaterale d'obbligo, da parte dei
degli immobili. Decorso il termine di novanta giorni, di cui al primo comma,
e fino alla emanazione delle leggi regionali, gli
avvenuti in tutto o in parte abusivamente, fermi restando gli effetti della mancata presentazione dell'istanza di
sanatoria previsti
dall'art. 40, possono formare oggetto di apposite varianti agli strumenti urbanistici al fine del loro recupero urbanistico, nel rispetto comunque dei principi di cui al primo comma e delle previsioni di
cui alle lettere e), f) e g) del precedente secondo comma. L'attuazione delle varianti di cui ai
commi precedenti
può essere assegnata in concessione ad imprese o ad associazioni di
o a loro consorzi; tale concessione è accompagnata da apposita convenzione nella quale sono tra l'altro precisati i contenuti economici e finanziari degli interventi di recupero
urbanistico. Capo
III RECUPERO URBANISTICO DI INSEDIAMENTI ABUSIVI Art. 30. (Facoltà e obblighi dei comuni). In luogo della indennità di esproprio,
i proprietari di lotti di terreno, vincolati a destinazioni pubbliche a seguito delle
varianti di cui all'art. 29, possono chiedere che vengano loro assegnati equivalenti lotti disponibili nell'ambito
di zona di cui alla legge 18 aprile 1962, n. 167, per
costruirvi,
singolarmente o riuniti in cooperativa, la propria prima abitazione. Per i fini previsti dal presente comma e dal successivo secondo comma, i
comuni che procedono all'adozione delle varianti di cui
all'art.
29 devono comunque provvedere, anche se non obbligati
ai sensi delle norme vigenti, alla formazione dei piani di
zona previsti
dalla legge 18 aprile 1962, n. 167, senza tener conto del limite minimo del
quaranta per cento di cui all'art. 2, terzo comma,
della legge 28 gennaio 1977, n. 10, ovvero procedere agli
opportuni ampliamenti
dei piani già approvati. I proprietari di terreni, coltivatori diretti o imprenditori agricoli a titolo principale, possono chiedere al comune, in luogo dell'indennità di esproprio, l'assegnazione in proprietà di equivalenti terreni, facenti parte del patrimonio disponibile delle singole amministrazioni
per continuare l'esercizio dell'attività agricola. I proprietari degli edifici per i quali
prevista la demolizione possono chiedere l'assegnazione di un lotto nell'ambito dei
di zona di cui alla legge 18 aprile 1962,
n. 167, per costruirvi la propria prima abitazione. I soggetti abitanti, a titolo di proprietà o di locazione decorrente da data certa, anteriore all'entrata in vigore della presente legge, in edifici, ultimati ai sensi del secondo comma dell'art. 31 della presente legge, alla data del 1° ottobre 1983,
dei quali è prevista la demolizione, a
dell'approvazione degli strumenti di recupero urbanistico, sono preferiti,
purchè abbiano versato i contributi ex Gescal per almeno
anni, a parità di punteggio nella graduatoria di assegnazione in
di alloggi cui abbiano titolo a norma di legge. Capo
IV OPERE SANABILI. SOGGETTI LEGITTIMATI. CONSERVAZIONE DEI RAPPORTI SORTI SULLA
BASE DI DECRETI-LEGGE NON CONVERTITI. Art. 31. (Sanatoria delle opere abusive). Possono, su loro richiesta, conseguire la concessione o la autorizzazione in sanatoria i proprietari di
e di altre opere che risultino essere state ultimate entro la data del 1° ottobre 1983 ed eseguite: a) senza licenza o concessione edilizia o autorizzazione a costruire prescritte da norme di legge o
di regolamento,
ovvero in difformità dalle stesse; b) in base a licenza o concessione edilizia o autorizzazione annullata, decaduta o comunque divenuta
ovvero nei cui confronti sia in corso procedimento di annullamento o di
declaratoria di decadenza in sede giudiziaria o amministrativa. Ai fini delle disposizioni del comma precedente, si intendono ultimati gli edifici nei quali sia stato eseguito il rustico e completata la copertura, ovvero, quanto alle opere interne agli edifici già esistenti e a quelle non destinate alla residenza,
quando esse siano state completate funzionalmente. Alla richiesta di sanatoria ed
agli adempimenti
relativi possono altresì provvedere coloro che hanno titolo, ai
della legge 28 gennaio 1977, n. 10, a richiedere la concessione edilizia o l'autorizzazione nonchè, salvo rivalsa nei confronti del proprietario, ogni altro soggetto interessato al
della sanatoria medesima. Conservano efficacia gli atti e i provvedimenti adottati in applicazione delle disposizioni dell'art. 6 del decreto-legge 31 luglio 1982, n. 486, dell'art. 9 del decreto-legge 30 settembre
1982, n. 688, e del decreto-legge 5 ottobre 1983, n. 529, non convertiti
in legge. Restano fermi i rapporti giuridici
sorti sulla base delle medesime disposizioni anche ai fini dei
provvedimenti che
i comuni, in ordine alle richieste di sanatoria già presentate, devono
adottare per la definitiva determinazione dell'oblazione ai sensi della presente legge. Per le opere ultimate anteriormente
al 1° settembre 1967 per le quali era richiesto, ai sensi dell'art. 31, primo comma,
legge 17 agosto 1942, n. 1150, e dei
regolamenti edilizi comunali, il rilascio della licenza di costruzione, i soggetti
di cui ai commi primo e terzo del presente articolo conseguono
la concessione in sanatoria previo pagamento, a titolo di oblazione, della somma determinata a norma dell'art. 34 della presente legge. Art. 32. (Opere
costruite su aree sottoposte a vincolo). Fatte salve le fattispecie previste dall'art.
33, il rilascio
della concessione o della autorizzazione in sanatoria per opere eseguite
su aree sottoposte a vincolo, ivi comprese quelle
nei parchi nazionali e regionali, è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela dal vincolo stesso. Qualora
tale parere non venga reso dalle suddette amministrazioni entro
centoventi giorni dalla domanda, si intende reso in senso negativo. Sono suscettibili di sanatoria, alle
sottoindicate, le opere insistenti su aree vincolate dopo
la loro esecuzione e che risultino: a) in difformità dalla legge 2 febbraio
n. 64, e successive modificazioni, quando possano essere collaudate
il disposto del quarto comma dell'art. 35; b) in contrasto con le norme urbanistiche che prevedono la destinazione ad edifici pubblici od a spazi
pubblici, purchè
non in contrasto con le previsioni delle varianti di recupero di cui al
capo III, ove esistenti; c) in contrasto con
le norme del decreto
ministeriale 1° aprile 1968 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 96 del
13 aprile 1968, sempre che le opere stesse non costituiscano minaccia alla
sicurezza del traffico. Qualora non si verifichino le condizioni
di cui alle precedenti lettere, si applicano le disposizioni dell'art. 33. Per le opere eseguite da terzi su aree
dello Stato o di enti pubblici territoriali, in assenza di un titolo che abiliti
al godimento del suolo, il rilascio della concessione o dell'autorizzazione in sanatoria è subordinato anche alla disponibilità dell'ente proprietario a concedere
onerosamente, alle condizioni previste dalle leggi statali o
vigenti, l'uso del suolo su cui insiste la costruzione. Per le costruzioni ricadenti in aree
comprese fra quelle di cui all'art. 21 della legge 17 agosto 1942,
n. 1150,
il rilascio della concessione o della autorizzazione in
sanatoria è
subordinato alla acquisizione della proprietà dell'area stessa
versamento del prezzo, che è determinato dall'ufficio tecnico
in rapporto al vantaggio derivante dall'incorporamento dell'area. Per le opere non suscettibili
di sanatoria
ai sensi del presente articolo si applicano le sanzioni previste dal capo I. Art. 33. (Opere non suscettibili di sanatoria). Le opere di cui all'art. 31 non
sono suscettibili di sanatoria quando siano in contrasto con i seguenti
vincoli, qualora questi comportino inedificabilità e siano stati imposti prima della esecuzione delle opere stesse: a) vincoli imposti da leggi statali e regionali nonchè dagli strumenti urbanistici a tutela di interessi storici, artistici, architettonici, archeologici, paesistici, ambientali,
idrogeologici; b) vincoli imposti da norme statali
e regionali a difesa delle coste marine, lacuali e fluviali; c) vincoli imposti a tutela di
interessi della
difesa militare e della sicurezza interna; d) ogni altro vincolo che comporti la
inedificabilità
delle aree. Sono altresì escluse dalla sanatoria le opere realizzate
su edifici ed immobili assoggettati alla tutela della legge 1°
giugno 1939, n. 1089, e che non siano compatibili con la tutela medesima. Per le opere non suscettibili
ai sensi del presente articolo si applicano le sanzioni previste dal capo I. Art. 34. (Somma
da corrispondere a titolo di oblazione). I soggetti di cui al primo e terzo comma
dell'art. 31 hanno titolo, fermo il disposto di cui all'art. 37, a conseguire
o l'autorizzazione in sanatoria delle opere abusive
versamento all'erario, a titolo di oblazione, di
una somma determinata, con riferimento alla parte abusivamente realizzata, secondo le prescrizioni dell'allegata tabella, in relazione
al tipo di abuso commesso ed al tempo in cui l'opera abusiva è stata ultimata. Salvo i casi di cui al quinto comma del presente articolo,
somma dovuta a titolo di oblazione di cui l'allegata tabella è
moltiplicata per 1,2, per 2 o per 3, a seconda che le
abbiano una superficie complessiva superiore, rispettivamente, a 400, 800 o
1.200 metri quadrati. Qualora l'opera abusiva sia
stata eseguita
od acquistata al solo scopo di essere destinata a prima abitazione del richiedente la sanatoria e questi vi risieda all'atto dell'entrata
vigore della presente legge la somma dovuta a titolo di oblazione è
ridotta di un terzo. Tale riduzione si applica anche
ai casi in cui l'alloggio destinato a prima abitazione, ancorchè ultimato ai sensi
del secondo comma dell'art. 31 della presente legge,
ancora abitabile. Sono escluse da tale agevolazione le abitazioni qualificate
lusso ai sensi del decreto ministeriale 2 agosto
1969, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969, nonchè quelle classificate catastalmente nella categoria A/1. Tale
si applica per i primi 150 metri quadrati di superficie
complessiva. Qualora ricorrano le condizioni e non
le esclusioni di cui al comma precedente, i soggetti che
stipulino
con il comune la convenzione o sottoscrivano atto
unilaterale d'obbligo
di cui agli articoli 7 e 8 della legge 28 gennaio 1977, n. 10,
tenuti alla corresponsione dell'oblazione nella misura del 50 per cento di
quella determinata ai sensi del secondo comma del presente articolo. Nei casi appresso indicati gli importi di cui
all'allegata
tabella sono ridotti del 50 per cento e l'oblazione è determinata come
segue: a) è ridotta di un terzo qualora le opere abusive riguardino costruzioni o impianti destinati all'attività industriale o artigianale con una superficie coperta complessiva inferiore
a 3.000 metri quadrati; è invece moltiplicata per 1,5 qualora tale
superficie sia superiore a 6.000 metri quadrati; b) è ridotta di un terzo qualora le opere abusive riguardino costruzioni destinate ad attività di
commercio con una superficie complessiva inferiore a 50 metri quadrati o con l'eventuale superficie minima prevista a norma di
legge; è
invece moltiplicata per 1,5 o per 2 qualora tale superficie non sia superiore, rispettivamente, a 500 metri quadrati o a 1.500 metri
quadrati; c) è ridotta di un terzo qualora l'opera
abusiva sia destinata ad attività sportiva, culturale o sanitaria,
o ad opere religiose o a servizio di culto; d) è ridotta di un terzo qualora l'opera
abusiva sia destinata ad attività turistico-ricettiva o agri-turistica ed abbia una
superficie utile complessiva non superiore a 500 metri quadrati; è invece moltiplicata per 1,5 qualora tale superficie
sia superiore a 800 metri quadrati; e) è ridotta del 50 per cento qualora l'opera
abusiva sia realizzata nelle zone agricole in funzione della conduzione del
fondo e delle esigenze produttive dei coltivatori diretti o degli imprenditori agricoli a titolo principale. Art. 35. (Procedimento per la sanatoria). La domanda di concessione o di autorizzazione
in sanatoria deve essere presentata al comune interessato entro il
perentorio di centoventi giorni dalla entrata in vigore delle leggi regionali
di cui al secondo e terzo comma dell'art. 37, ovvero dal termine indicato nel quarto comma dello stesso articolo. La domanda è corredata dalla prova dell'eseguito versamento
dell'oblazione,
nella misura dovuta secondo l'allegata tabella, ovvero di una somma pari
ad un terzo dell'oblazione, quale prima rata. Per le costruzioni ed altre opere, ultimate
entro il 1° ottobre 1983, la cui licenza, concessione od autorizzazione venga
annullata, ovvero dichiarata decaduta o inefficace
all'entrata in vigore della presente legge, il decorso del termine di
centoventi giorni inizia dal giorno della
o comunicazione alla parte interessata del relativo provvedimento. Alla domanda devono essere allegati: a) una descrizione delle opere per le quali si chiede la concessione o l'autorizzazione in sanatoria; b) una apposita dichiarazione, corredata da documentazione fotografica, dalla quale risulti lo stato dei lavori relativi;
quando l'opera abusiva supera i 450 metri cubi, devono altresì essere presentati, entro il termine stabilito per il versamento
prima rata della oblazione, una perizia giurata
e sullo stato delle opere e una certificazione redatta da un tecnico abilitato all'esercizio della professione attestante l'idoneità statica delle opere eseguite; c) un certificato di
residenza, di data non
anteriore a tre mesi nell'ipotesi di cui al terzo comma dell'art. 34,
copia della dichiarazione dei redditi nell'ipotesi di cui al primo e secondo comma dell'art. 36; d) un certificato di iscrizione alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, di data
non anteriore a tre mesi, da cui risulti che la sede
dell'impresa è
situata nei locali per i quali si chiede la concessione
in sanatoria, nelle ipotesi previste dal quinto comma dell'art. 34; e) la prova dell'avvenuta presentazione all'ufficio tecnico erariale della documentazione necessaria ai fini
dell'accatastamento. Al fine della certificazione di cui alla lettera b) del comma precedente, il Ministro dei lavori pubblici,
con proprio decreto, determina, entro sessanta giorni dall'entrata
in vigore della presente legge, gli accertamenti da
eseguire, anche
in deroga alle leggi 5 novembre 1971, n. 1086, 2 febbraio 1974, n.
e 14 maggio 1981, n. 219, e relative normative tecniche. Nei casi di non idoneità
statica dell'opera,
deve altresì essere presentato un progetto di adeguamento
un professionista abilitato. In tal caso la certificazione di cui
b) del terzo comma deve essere presentata all'ultimazione dell'intervento
di adeguamento. Entro centoventi giorni dalla presentazione della domanda, l'interessato integra, ove necessario, la domanda a suo tempo presentata e provvede a versare la seconda rata dell'oblazione dovuta, pari ad un terzo dell'intero, maggiorato del 10 per cento.
La terza e ultima rata, maggiorata del 10 per cento, è
versata entro i successivi sessanta giorni. Per le costruzioni ed altre opere di cui
comma dell'art. 31, realizzate in comprensori la cui lottizzazione
sarebbe dovuta avvenire a norma dell'art. 8 della legge
1967, n. 765, il versamento dovuto per l'oblazione di cui all'art. 31 non
costituisce titolo per ottenere il rilascio della concessione edilizia in sanatoria, che resta subordinata anche all'impegno di partecipare
pro quota agli oneri di urbanizzazione dell'intero
in sede di stipula della convenzione. Decorsi centoventi giorni dalla presentazione della domanda e, comunque, dopo il versamento della
seconda rata dell'oblazione,
il presentatore dell'istanza di concessione o autorizzazione in sanatoria può completare sotto la propria responsabilità
le opere di cui all'art. 31 non comprese tra quelle indicate dall'art.
A tal fine l'interessato notifica al comune il proprio intendimento, allegando perizia giurata ovvero documentazione avente data
in ordine allo stato dei lavori abusivi, ed inizia i lavori non prima
di trenta giorni dalla data della notificazione.
L'avvenuto
versamento della prima e della seconda rata, seguito
fideiussoria per il residuo, abilita gli
a concedere mutui fondiari ed edilizi. I lavori per il completamento delle opere di
cui all'art. 32 possono essere eseguiti solo dopo che siano stati espressi i pareri delle competenti amministrazioni.
per il completamento delle opere di cui al quarto comma dell'art. 32
possono essere eseguiti solo dopo che sia stata dichiarata
la disponibilità dell'ente proprietario a concedere l'uso del suolo. Il sindaco, esaminata la domanda di concessione o di autorizzazione, previ i necessari accertamenti, invita, ove lo ritenga necessario, l'interessato a produrre l'ulteriore documentazione; quindi determina in via definitiva l'importo dell'oblazione e rilascia, salvo in ogni caso il
dell'art. 36, la concessione o l'autorizzazione in
contestualmente alla esibizione da parte dell'interessato della ricevuta del versamento all'erario delle somme a conguaglio. Il diniego di sanatoria è notificato al
richiedente. Ogni controversia relativa all'oblazione è devoluta alla
competenza dei tribunali amministrativi regionali, i quali possono
dei mezzi di prova previsti dall'art. 16 della legge 28 gennaio
n. 10. Fermo il disposto del primo comma
dell'art. 40 e
con l'esclusione dei casi di cui all'art. 33, decorso il termine perentorio di ventiquattro mesi dalla presentazione della domanda,
si intende accolta ove l'interessato provveda al
di tutte le somme eventualmente dovute a conguaglio. Nelle ipotesi previste nell'art. 32 il
termine di cui al dodicesimo comma del presente articolo decorre dall'emissione del parere previsto dal primo comma dello stesso art. 32. A seguito della concessione o autorizzazione
in sanatoria viene altresì rilasciato il certificato di abitabilità o agibilità
anche in deroga ai requisiti fissati da norme regolamentari, qualora
opere sanate non contrastino con le disposizioni
vigenti in materia di sicurezza statica e di prevenzione degli incendi e degli
infortuni. Le modalità di versamento dell'oblazione sono determinate con decreto del Ministro delle finanze, da emanarsi
entro trenta
giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Art. 36. (Rateizzazione). Nella ipotesi di cui al terzo e quarto comma dell'art. 34 i soggetti che posseggono, alla data di entrata in vigore della presente legge, i requisiti di reddito
per essere assegnatari in locazione di un alloggio di edilizia pubblica sovvenzionata,
possono, allegando l'ultima dichiarazione dei
redditi presentata
da ciascun componente il nucleo familiare, versare all'atto della
presentazione della domanda prima rata in misura pari ad un sedicesimo dell'oblazione determinata secondo il disposto dei menzionati
commi. La restante parte dell'oblazione, determinata in
via provvisoria,
è suddivisa fino ad un massimo di quindici rate
di eguale importo. Nella ipotesi di cui al terzo
e al quarto comma dell'art. 34 i soggetti che posseggono, alla data di entrata in vigore della presente legge, i requisiti di reddito per accedere ai mutui agevolati dell'edilizia residenziale pubblica possono versare la prima rata in misura pari ad un
ottavo di quella dell'oblazione determinata secondo il disposto dei menzionati
commi. La restante parte dell'oblazione è suddivisa fino
ad un massimo di sette rate trimestrali di eguale importo. Per coloro che godono delle agevolazioni di cui ai commi precedenti, le rate corrisposte dopo il 30 giugno 1985 sono maggiorate del tasso di interesse del
dieci per cento in ragione d'anno. Le rate di cui ai commi precedenti
non possono comunque essere inferiori a lire 150.000. Il nominativo dei beneficiari è
dal comune al Ministero delle finanze per l'inserimento nelle categorie
di cui ai decreti concernenti i criteri per l'effettuazione dei controlli fiscali globali. Art. 37. (Contributo di concessione). Il versamento dell'oblazione non esime i soggetti
di cui all'art. 31, primo e terzo comma, dalla corresponsione al comune, ai
del rilascio della concessione, del contributo previsto dall'art. 3
della legge 28 gennaio 1977, n. 10, ove dovuto. Le regioni possono modificare, ai fini della sanatoria, le
di attuazione degli articoli 5, 6 e 10 della legge 28
1977, n. 10; la misura del contributo di concessione, in relazione alla tipologia delle costruzioni, alla loro destinazione
d'uso ed alla loro localizzazione in riferimento all'ampiezza e all'andamento demografico dei comuni, nonchè alle loro caratteristiche
geografiche, non può risultare inferiore al
cento di quello determinato secondo le disposizioni vigenti. Le regioni possono inoltre prevedere la corresponsione di un contributo ai fini del rilascio della
in sanatoria per opere realizzate dopo il 1°
e prima del 30 gennaio 1977, in misura non superiore,
comunque, a
quello previsto per le opere di urbanizzazione; semprechè tali
opere non siano già state eseguite a cura e spese degli interessati. A scomputo totale o parziale della quota dovuta il concessionario,
o i concessionari eventualmente riuniti in consorzio, possono
a realizzare direttamente opere di urbanizzazione indicate dal comune, con le modalità e le garanzie da questo stabilite. Il potere di legiferare ai sensi del secondo e terzo comma è esercitato entro novanta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge; decorso inutilmente tale termine si applicano le norme vigenti. Art. 38. (Effetti della oblazione e
della concessione
in sanatoria). La presentazione entro il
termine perentorio della
domanda di cui all'art. 31, accompagnata dalla attestazione
del versamento della somma di cui al primo comma dell'art. 35,
il procedimento penale e quello per le sanzioni amministrative. L'oblazione interamente corrisposta estingue i reati di cui all'art. 41 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e successive modifiche, e all'art. 17 della
legge 28 gennaio
1977, n. 10, come modificato dall'art. 20 della presente
legge, nonchè
quelli di cui all'art. 221 del testo unico
delle leggi sanitarie,
approvato con regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265. Ove nei confronti del richiedente la sanatoria sia intervenuta sentenza definitiva di condanna per i reati previsti dal comma precedente, viene fatta annotazione della
nel casellario giudiziale. In tale caso non si tiene
condanna ai fini dell'applicazione della recidiva e del
della sospensione condizionale della pena. Concessa la sanatoria, non si applicano le sanzioni
amministrative, ivi comprese le pene pecuniarie e le
sovrattasse previste per le violazioni delle disposizioni in materia di imposte sui redditi relativamente ai fabbricati abusivamente eseguiti, sempre che le somme dovute a titolo di oblazione siano state corrisposte per intero. I soggetti indicati nell'art. 6 della
presente legge,
diversi dal proprietario, che intendano fruire dei benefici penali di cui al presente articolo ovvero di quelli di
cui al successivo art. 39, devono presentare al comune autonoma domanda
di oblazione, con le modalità di cui all'art. 35. La somma dovuta viene determinata nella
misura del 30 per cento rispetto a quella applicabile al proprietario ai sensi dell'art.
34. Si applicano le procedure previste dagli articoli 35 e
36. Art. 39. (Effetti del diniego di sanatoria). L'effettuazione dell'oblazione, qualora le opere non possano conseguire la sanatoria, estingue i reati contravvenzionali. Le sanzioni amministrative consistenti nel pagamento
di una somma di denaro sono ridotte in misura corrispondente all'oblazione versata
se l'interessato dichiari di rinunciare al rimborso. Art. 40. (Mancata presentazione dell'istanza). Se nel termine prescritto non viene presentata
la domanda di cui all'art. 31 per opere abusive realizzate
difformità o in assenza della licenza o concessione, ovvero se la domanda
presentata, per la rilevanza delle omissioni o delle inesattezze
riscontrate, deve ritenersi dolosamente infedele, gli autori di dette opere abusive non sanate sono soggetti alle sanzioni di
cui al
capo I. Le stesse sanzioni si applicano se, presentata
la domanda, non viene effettuata l'oblazione dovuta. In ogni altra diversa ipotesi di abusivismo, la tardiva presentazione della domanda di sanatoria, comunque nel termine massimo di un anno dall'entrata in
della presente legge, comporta il pagamento di una
somma pari al doppio della oblazione. Gli atti tra vivi aventi per oggetto diritti
reali, esclusi
quelli di costituzione, modificazione ed estinzione di diritti di garanzia
o di servitù, relativi ad edifici o loro parti sono nulli e non
possono essere rogati se da essi non risultano, per dichiarazione dell'alienante, gli estremi della
concessione ad
edificare o della licenza edilizia o della concessione rilasciata in sanatoria ai
sensi dell'art. 31 ovvero se agli atti stessi
non viene allegata copia conforme della relativa domanda, corredata della
dellavvenuto versamento delle prime due rate dell'oblazione di cui al
comma dell'art. 35. Per le opere iniziate anteriormente
al 2 settembre 1967, in luogo degli estremi della licenza edilizia può essere prodotta una dichiarazione sostitutiva di
rilasciata dal proprietario o altro avente titolo,
e per gli effetti dell'art. 4 della legge 4 gennaio 1968, n. 15, attestante che
l'opera risulti iniziata in data anteriore al 2 settembre 1967. Tale dichiarazione può essere ricevuta e inserita nello stesso atto, ovvero in documento separato da allegarsi all'atto medesimo. Se la mancanza delle dichiarazioni o dei documenti,
rispettivamente da indicarsi o da allegarsi non sia dipesa dalla
della concessione o dalla inesistenza della domanda di concessione in sanatoria al tempo in cui gli
atti medesimi
sono stati stipulati, essi possono essere confermati anche da una sola delle parti
mediante atto successivo, redatto nella stessa forma del precedente, che contenga la menzione omessa o al quale siano allegate la dichiarazione sostitutiva di atto notorio
o la copia
della domanda indicate nel comma precedente. Si applica in ogni caso il disposto del terzo comma
17. Art. 41. (Esecuzione delle sanzioni ai fini della commerciabilità
dei beni). Ai fini della commerciabilità dei beni,
possono essere stipulati gli atti aventi per oggetto diritti reali relativi ad
per i quali sia esibita idonea certificazione rilasciata dall'autorità competente che attesti l'avvenuto integrale adempimento delle prescrizioni dei provvedimenti sanzionatori adottati ai sensi del secondo comma dell'art. 41 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, modificato dall'art. 13 della legge 6 agosto 1967, n. 765, e del
nono e dell'undicesimo comma dell'art. 15 delle legge 28 gennaio
n. 10. Degli estremi dei documenti esibiti dovrà farsi menzione
in atto; si applica in ogni caso il disposto
dell'ultimo comma
dell'art. 17 della presente legge. Il pagamento delle sanzioni pecuniarie
produce gli
effetti di cui al penultimo comma dell'art. 35. La certificazione di cui al primo comma è rilasciata dalla competente autorità entro trenta giorni
dalla presentazione della domanda; trascorso inutilmente tale termine, essa può essere sostituita da una dichiarazione dell'alienante attestante
l'avvenuto integrale adempimento delle prescrizioni dei provvedimenti di
cui al primo comma, accompagnata dalla copia conforme della domanda di rilascio della certificazione. Art. 42. (Prevalenza sulle leggi speciali). Le disposizioni del presente capo prevalgono sulla diversa disciplina procedimentale stabilita dalla
aprile 1973, n. 171, e dal decreto del Presidente della Repubblica 20 settembre
1073, n. 791. Art. 43. (Procedimenti in corso). L'esistenza di provvedimenti sanzionatori non ancora eseguiti, ovvero ancora impugnabili o nei cui confronti pende
l'impugnazione, non impedisce il conseguimento della sanatoria. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente capo si considerano inoppugnabili i provvedimenti per i
intervenuta sentenza del Consiglio di Stato ancorchè sia pendente
il termine per il ricorso alla Corte di cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione. In ogni caso non sono
ripetibili le somme
già riscosse e restano ferme le altre sanzioni già eseguite, ancorchè in forza di provvedimenti non ancora inoppugnabili. Le somme versate si scomputano dal contributo di
concessione. Possono ottenere la sanatoria le opere non
ultimate per
effetto di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali limitatamente alle strutture realizzate e ai lavori che siano
strettamente necessari alla loro funzionalità. Il tempo di commissione dell'abuso e di riferimento per la determinazione dell'oblazione
sarà individuato nella data del primo provvedimento amministrativo o
giurisdizionale. La medesima disposizione per determinare l'oblazione è applicabile
in ogni caso in cui i suddetti provvedimenti
abbiano interrotto le attività edificatorie. Art. 44. (Sospensione dei procedimenti). Dalla data di entrata in vigore della presente
legge e fino alla scadenza dei termini fissati dall'art. 35, sono sospesi i procedimenti amministrativi e la loro esecuzione, quelli penali nonchè quelli connessi all'applicazione
15 della legge 6 agosto 1967, n. 765, attinenti al presente capo. Capo V DISPOSIZIONI FINALI Art. 45. (Aziende erogatrici di servizi pubblici). é vietato a tutte le aziende erogatrici di servizi pubblici somministrare le loro forniture per
di opere prive di concessione, nonchè ad opere prive di concessione ad edificare
per le quali non siano stati stipulati contratti di somministrazione anteriormente all'entrata in vigore della presente legge. Il richiedente il servizio è tenuto ad allegare
alla domanda copia del titolo che lo ha abilitato a costruire o, per
abusive, copia della domanda di concessione in
sanatoria, corredata della prova del pagamento delle somme dovute
a titolo di oblazione per intero nella ipotesi dell'art. 13 e limitatamente alle prime due
rate nella ipotesi dell'art. 35. Il contratto stipulato in difetto di
tali documenti è nullo e il funzionario dell'azienda
erogatrice, cui sia imputabile la stipulazione del contratto stesso, è soggetto
alle pene comminate dall'art. 17, lettera b), della legge 28
1977, n. 10, come modificato dall'art. 20 della presente legge. Art. 46. (Benefici fiscali). In deroga alle
disposizioni di cui all'art. 41-ter
della legge 17 agosto 1942, n. 1150, introdotto
dall'art. 15 della
legge 6 agosto 1967, n. 765, le agevolazioni tributarie in materia di tasse ed imposte indirette sugli affari si applicano agli atti
dopo l'entrata in vigore della presente legge, qualora
ricorrano
tutti i requisiti previsti dalle vigenti disposizioni agevolative ed a condizione che copia conforme del
provvedimento di
sanatoria venga presentata, contestualmente all'atto da registrare, all'amministrazione cui compete la registrazione.
In mancanza del provvedimento definitivo di sanatoria, per conseguire in via provvisoria le agevolazioni deve essere
prodotta,
al momento della registrazione dell'atto, copia della domanda di concessione o di autorizzazione in sanatoria presentata al comune,
con la relativa ricevuta rilasciata dal comune stesso. Alla scadenza di ogni anno
dal giorno della presentazione della domanda suddetta,
l'interessato,
a pena di decadenza dai benefici, deve presentare all'ufficio del registro copia del provvedimento definitivo di sanatoria o, in mancanza di questo, una dichiarazione del comune
che la domanda non ha ancora ottenuto definizione. In deroga alle disposizioni di cui al citato art. 41-ter della legge 17 agosto 1942, n. 1150, per i fabbricati costruiti senza licenza o in contrasto con la
stessa ovvero
sulla base di licenza successivamente annullata si applica l'esenzione dall'imposta
locale sui redditi, qualora ricorrano i requisiti
tipologici di inizio e ultimazione delle opere in virtù dei quali sarebbe
spettata, per il periodo di dieci anni a decorrere dall'entrata in vigore della presente legge. L'esenzione si applica a condizione che
l'interessato ne faccia richiesta all'ufficio
distrettuale delle
imposte dirette del suo domicilio fiscale, allegando copia della domanda indicata
nel comma precedente con la relativa ricevuta rilasciata dal comune.
Alla scadenza di ogni anno dal giorno della
della domanda suddetta, l'interessato, a pena di decadenza dai benefici, deve presentare all'ufficio distrettuale delle imposte
copia del provvedimento definitivo di sanatoria o, in
questo, una dichiarazione del comune che attesti che la
domanda non ha ancora ottenuto definizione. La omessa o tardiva
presentazione del provvedimento
di sanatoria comporta il pagamento dell'imposta locale sui
redditi e
delle altre imposte dovute nella misura ordinaria, nonchè degli interessi
di mora stabiliti per i singoli tributi. Il rilascio, ai sensi delle disposizioni di cui al
capo IV, della concessione e della
in sanatoria, per le opere o le parti di opere abusivamente realizzate, produce automaticamente, qualora ricorrano tutti i
dalle vigenti disposizioni agevolative, la cessazione
degli effetti dei provvedimenti di revoca o di decadenza
previsti dall'art.
15 della legge 6 agosto 1967, n. 765. In attesa del provvedimento definitivo di sanatoria, per il conseguimento in via provvisoria degli effetti
previsti dal comma precedente, deve essere prodotta da parte dell'interessato alle amministrazioni finanziarie competenti copia autenticata della domanda di concessione o di
autorizzazione in sanatoria,
corredata della prova del pagamento delle somme
dovute fino
al momento della presentazione della istanza di cui al presente comma. Non si fa comunque luogo al rimborso dell'imposta locale sui redditi e delle altre imposte eventualmente già pagate. Art. 47. (Diritti dell'acquirente). L'acquirente di un immobile o di parte di
esso, anche sulla base
di contratto preliminare di vendita con sottoscrizioni
ha diritto di prendere visione presso gli uffici
di qualsiasi documento relativo all'immobile stesso e di ottenere ogni certificazione relativa. L'eventuale rifiuto da parte degli uffici comunali deve
da atto scritto. Art. 48. (Disposizione transitoria). Per le opere interne alle costruzioni, definite dall'art. 26, realizzate prima dell'entrata in vigore della
presente legge o in corso di realizzazione alla medesima data, il proprietario
dell'unità immobiliare deve presentare al sindaco una relazione che
asseveri
le opere compiute, a firma di un professionista abilitato alla progettazione, entro il termine di trenta
giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Art. 49. (Sanatorie regionali). Coloro che abbiano già conseguito
sanatorie in base
alla normativa regionale vigente hanno diritto a detrarre
l'importo delle somme versate dal contributo di cui al primo comma dell'art. 37 della presente legge. Art. 50. (Variazioni di bilancio). Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. Art. 51. (Determinazione delle superfici). I riferimenti alle superfici previsti
dalla presente legge sono computati in conformità ai parametri di cui al
ministeriale 10 maggio 1977, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
maggio 1977, n. 146. Ai fini del calcolo dell'oblazione non sono computati i volumi tecnici delle costruzioni nonchè quelli relativi a serbatoi,
cabine o simili realizzati nell'ambito di
stabilimenti soggetti
a regime di concessione di pubblica utilità o servizio pubblico, la cui realizzazione sia prevista dal decreto di
concessione emesso
previo consenso dell'amministrazione comunale. Art. 52. (Iscrizione al catasto). Alla domanda per il rilascio del certificato
di abitabilità o di agibilità deve essere allegata copia della
presentata per la iscrizione in catasto, redatta in conformità alle
disposizioni dell'art. 6 del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, e successive modificazioni ed integrazioni. Le opere ultimate entro la data di entrata in vigore della
presente legge che non siano state iscritte al catasto,
ovvero le
variazioni non registrate, devono essere denunciate, ai sensi degli articoli 3
e 20 del regio decreto-legge 13 aprile 1939, n. 652, e successive modificazioni e integrazioni, entro
dall'entrata in vigore della presente legge, previa corresponsione dei diritti
dovuti nella misura vigente. Per le dichiarazioni presentate
al termine di cui al precedente comma è dovuto il diritto fisso di lire
250.000. Tabella =======================Ð========================= | PERIODI
IN CUI L'ABUSO é | STATO COMMESSO +-----------+------------+------------ | Fino al 1°| Dal 2 | Dal
30 | settembre | settembre | gennaio | 1967 | 1967 al 29
| 1977 al 1° TIPOLOGIA
DELL'ABUSO | |gennaio
1977|ottobre 1983 +-----------+------------+------------ | Misura | Misura | Misura | della | della | della | oblazione | oblazione | oblazione | | | -------------------------------+-----------+------------+------------ 1. Opere realizzate in assenza
| | | o difformità della licenza e-
| | | dilizia o concessione e non | | | conformi alle norme
urbanisti-| | | che ed alle prescrizioni
degli| | | strumenti
urbanistici. |L. 5.000 mq|L. 25.000 mq|L. 36.000 mq | | | 2. Opere realizzate senza li- | | | cenza edilizia o concessione
o| | | in difformità da questa, ma | | | conformi alle norme
degli| | | strumenti urbanistici alla | | | data di entrata in vigore
del-| | | la presente
legge. |L. 3.000 mq|L. 15.000 mq|L. 25.000 mq | | | 3. Opere realizzate senza li- | | | cenza edilizia o concessione
degli| | | strumenti urbanistici al mo- | | | mento dell'inizio dei lavori. |L. 2.000 mq|L. 12.000 mq|L.
mq | | | 4. Opere realizzate in diffor-
| | | mità dalla licenza edilizia o
| | | concessione che non
comportino| | | aumenti della superficie
utile| | | o del volume assentito; opere
| | | di ristrutturazione edilizia | | | come definite dall'art. 31, | | | lettera d), della legge n.
457| | | del 1978, realizzate senza
li-| | | cenza edilizia o concessione
o| | | in difformità da essa; opere | | | che abbiano determinato muta-
| | | mento di destinazione d'uso. |L. 1.500
mq|L. 4.000
mq|L. 8.000 mq | | | 5. Opere di restauro e di
risa-| | | namento conservativo come de-
| | | finite dall'art. 31 lettera | | | c), della legge n. 457 del | | | 1978, realizzate senza
licenza| | | edilizia o autorizzazione o
in| | | difformità da esse, nelle
zone| | | omogenee A di cui all'art 2 | | | del decreto ministeriale 2 | | | aprile 1968, qualora non
trat-| | | tisi di interventi
finalizzati| | | all'adeguamento igienico e | | | funzionale. |L. 1.500 mq|L. 4.000 mq|L. 8.000 mq | | | 6. Opere di restauro e di
risa-| | | namento conservativo, come
de-| | | finite dall'art. 31, lettera | | | c), della legge n. 457 del | | | 1978, realizzate senza
in| | | difformità da
essa. |L. 1.000 mq|L. 2.500 mq|L. 5.000 mq | | | 7. Opere di
manutenzione | | | straordinaria, come definite | | | dall'art. 31, lettera
b), | | | della legge n. 457 del 1978, | | | realizzate senza licenza edi-
| | | lizia o autorizzazione o in | | | difformità da
essa. | | | Opere o modalità di
esecuzione| | | non valutabili in termini di | | | superficie o di volume e va- | | | rianti di cui all'art. 15
legge. |L. 100.000 |L. 200.000 |L. 450.000

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 art. 4
 art. 4
 Art. 6
 Art. 7

art. 8
 art. 4
 sentenza 
 art. 20
 Art. 8

art. 7
 Art. 9
 art. 26
 articolo 3
 Art. 10

art. 26
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 art. 5
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 sentenza 
 Art. 18
 Art. 19
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 20
 Art. 21

art. 18
 Art. 22
 Art. 23
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 31
 Art. 32
 Art. 33
 Art. 34
 Art. 35
 art. 32
 Art. 36
 Art. 37
 Art. 38
 sentenza 
 art. 39
 Art. 39
 Art. 40
 Art. 41
 Art. 42
 Art. 43
 sentenza 
 Art. 44
 Art. 45
 Art. 46
 art. 41
 Art. 47
 Art. 48
 Art. 49
 Art. 50
 Art. 51
 Art. 52