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Timestamp: 2020-08-03 18:44:35+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 21063 del 07/08/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21063 del 07/08/2019
Cassazione civile sez. trib., 07/08/2019, (ud. 04/12/2018, dep. 07/08/2019), n.21063
sul ricorso 16977-2014 proposto da:
avverso la sentenza n. 477/2013 della COMM. TRIB. REG. di GENOVA,
1. La CTR della Liguria, con la sentenza n. 477/6/13, depositata l’8.4.2014, ha respinto l’appello proposto dall’avv. Claudio Defilippi contro la sentenza della CTR di La Spezia che aveva, a sua volta, rigettato l’impugnazione del legale avverso la fattura n. (OMISSIS) emessa nei suoi confronti da ACAM Ambiente s.p.a. – concessionaria del servizio di gestione dei rifiuti della medesima città – per il pagamento della TIA 2006 in relazione ai locali adibiti a suo studio professionale.
2. La CTR ha ritenuto infondati i motivi di gravame che lamentavano la violazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 73,comma 2, per l’omessa, preventiva comunicazione dell’accesso dei verificatori venuti a misurare la superficie dei locali, rilevando che D. non aveva fornito alcuna prova atta a smentire l’accertamento del primo giudice, secondo il quale era stato egli stesso ad autorizzare l’accesso per iscritto, mentre ha dichiarato inammissibili, l’uno per difetto di specificità e l’altro per violazione del divieto dei nova in appello, le doglianze volte, rispettivamente, a contestare la correttezza della misurazione eseguita e la debenza dell’Iva sulla fattura.
2. Col secondo motivo si lamenta violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 507 del 1993, art. 73, comma 2, ex art. 360 c.p.c., n. 3, per avere la CTR escluso l’illegittimità dell’accesso operato dal Comune in assenza della preventiva comunicazione e la conseguente nullità dell’accertamento.
6. Il primo e il terzo motivo, che sono fra loro connessi e possono essere congiuntamente esaminati, devono essere respinti.
La CTR, pertanto, lungi dal violare il disposto dell’art. 2697 c.c. o dall’incorrere nel denunciato vizio motivazionale, ha del tutto correttamente ritenuto che, avendo la CTP accertato che il contribuente aveva prestato il proprio consenso all’accesso per iscritto, fosse onere dello stesso fornire in appello prova atta a smentire tale accertamento.
Il motivo tende, dunque, in modo inammissibile, ad un riesame del merito della vicenda, precluso in sede di legittimità, potendo, al più, questa Corte, ove, beninteso, investita della censura di cui all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, procedere al solo controllo ab estrinseco delle argomentazioni svolte dal giudice del merito.
9. Il quinto mezzo di censura è infondato.
– Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 – bis.
Depositata in Cancelleria il 7 agosto 2019

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 73
 art. 73
 art. 360
 art. 13
 art. 13