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Timestamp: 2017-11-24 23:04:05+00:00

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PubblicatoTino Sartori Modificato 3 anni fa
Il processo tributario è disciplinato dal Dlgs. n. 546 del 31/12/92
3 CONTENZIOSO TRIBUTARIO
Il D.lgs n. 545 del 31/12/92 disciplina invece l’ordinamento delle Commissioni Tributarie, gli organi preposti alla definizione delle controversie di natura tributaria
4 Commissione Tributaria
La Commissione Tributaria provinciale COMPETENTE per giudicare è quella della provincia in cui ha sede l’Ufficio o Ente che ha emesso l’atto da impugnare. Il Collegio Giudicante della C.T. che esamina il ricorso e decide in merito è composto da 3 membri, di cui il Presidente è un magistrato.
5 Deve contenere a pena di nullità:
IL RICORSO E’ l’atto col quale ha inizio il contenzioso tributario; E’ una domanda motivata che il ricorrente rivolge alla Commissione Tributaria; Deve contenere a pena di nullità: indicazione della Commissione Tributaria competente tutti i dati del ricorrente (e del legale rappresentante se a ricorrere è una società) indicazione della parte opponente atto impugnato: estremi oggetto della domanda (annullamento provvedimento o istanza di rimborso) motivi del ricorso (vizi dell’atto impugnato, formali o di diritto);
6 IL RICORSO Dal 7/7/2011 sono stati introdotti altri contenuti, che non producono effetti processuali ma se mancanti implicano sanzioni amministrative: - indicazione dei recapiti di FAX e di Posta Elettronica Certificata del Difensore (pena raddoppio del Contrib.Unificato); - inserimento nella parte conclusiva del ricorso dell’indicazione del valore della lite su cui calcolare il Contributo Unificato (pena applicazione del Contributo massimo)
7 Contributo Unificato € 30 per controversie fino ad € 2.582,28;
8 IL RICORSO il ricorso deve essere sottoscritto dal ricorrente o legale rappresentante; per i ricorsi notificati dal 7/7/11 deve essere assolto il Contributo Unificato (in precedenza 1 marca da bollo da € 14,62 ogni 4 pagine); deve contenere l’incarico del difensore tecnico; non è obbligatoria la nomina di un difensore con controversie minori di € 2.582,28.
9 Chi può essere difensore (art.12)
Dottori Commercialisti/Avvocati/Ragionieri Periti commerciali Consulenti del lavoro Altri soggetti con capacità limitate alle materie in cui sono specializzati (es. architetti, ingegneri, dott. agronomi, ecc…)
10 Atti autonomamente impugnabili
11 Notifica ricorso Il ricorso va notificato alla parte opponente, presentando l’originale: entro 60 gg. dalla notifica dell’atto impugnato Quindi entro 30 gg. è necessario a pena di inammissibilità,costituirsi in giudizio presentando 2 copie del ricorso, complete di allegati e dichiarazione di conformità all’originale, presso la segreteria della C.T.
12 Udienza di trattazione
13 PROVE Il processo tributario si basa solo su prove scritte, non sono ammesse prove orali come testimonianze e giuramenti. La C.T. può richiedere la raccolta di prove e rinviare con Ordinanza a ulteriori udienze L’onere di provare il presupposto di un tributo grava in genere sull’Uff., tranne nei casi in cui il contribuente vuole far valere a suo favore esenzioni, crediti, rimborsi, riduzioni d’imposta
14 Estinzione del processo
15 CONCILIAZIONE (ART. 48 Dlgs 546/92)
Istituto autonomo con l’obiettivo di realizzare la composizione consensuale giusta della lite. Possono essere oggetto di conciliazione tutte le controversie nell’ambito del processo tributario di Ι° grado Può essere promossa dalla C.T. o dalle parti E’ sottoposta al vaglio del giudice e deve essere GIUSTA non equa/intermedia Si chiude con pagamento della somma entro 20 gg. con versamento diretto (per intero o prima rata) Con la conciliazione le sanzioni sono ridotte al 40% delle somme irrogate.
16 Doppio onere per ricorrente:
APPELLO La sentenza di Ι° grado è impugnabile dalle parti alla C.T. Regionale Termine Breve: 60 gg. con notifica della Copia Integrale della sentenza alla controparte Termine Lungo: 6 mesi da deposito sentenza Doppio onere per ricorrente: Riprodurre petitum e causa petendi di Ι° grado Motivazioni a censura della sentenza di Ι° grado
17 RICORSO IN CASSAZIONE La sentenza della C.T. Regionale è impugnabile davanti alla V sez. della Corte di Cassazione Si può ricorrere in Cassazione solo per i motivi enunciati all’art 360 del c.p.c. Di solito si invocano la violazione di norme sulla competenza (se non è avvenuta prescrizione) l’omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione Il ricorso deve essere sottoscritto da un avvocato cassazionista iscritto ad apposito Albo La Corte emette sentenza o giudizio di rinvio
18 Deflativi o Ricorso Quando viene notificato un avviso di accertamento le alternative da valutare sono molteplici: Ometto l’impugnazione optando per la definizione agevolata detta ACQUIESCENZA (pago il tributo omesso e le sanzioni ridotte ad 1/3 dell’importo irrogato, ex. art.15 Dlgs 218/97). Se non preceduto da invito al contraddittorio o da PVC sanzioni ridotte pari ad un 1/6; Adesione all’invito a comparire, sanzioni ridotte ad 1/6; Adesione ai P.V.C. (Processo Verbale di Constatazione) dei verificatori con sanzioni ridotte ad 1/6 del minimo di legge (art. 5 bis D.Lgs. 218/1997);
19 Deflativi o Ricorso Promuovo ACCERTAMENTO CON ADESIONE, compromesso con l’Uff. per riduzione della richiesta e sanzioni ridotte a 1/3 del minimo di legge (Art. 2 Dlgs 218/97); Definizione delle sole sanzioni entro il termine per il ricorso (ridotte ad 1/3) e si ricorre sulla pretesa tributaria; Impugnazione dell’atto dinanzi alla C.T. provinciale (iscrizione a ruolo di 1/3 della pretesa – per gli accertamenti relativi al 2007 e successivi non c’è più iscrizione a ruolo ma l’accertamento costituisce già intimazione al pagamento di 1/3 delle maggiori imposte accertate e relativi interessi
20 Novità per evitare o chiudere processi tributari
21 Definizione liti fiscali pendenti
L’art. 12, c. 9, D.L. 98/2011 ha introdotto l’istituto della definizione delle liti fiscali, richiamando la regolamentazione della precedente sanatoria di cui all’art. 16 L. 289/2002. Si potevano definire tutte le liti di importo non superiore ad € che hanno come controparte l’Agenzia delle Entrate, per l’impugnazione di provvedimenti impositivi. Sono state previste due tranches: inizialmente potevano essere definite le liti pendenti al 1° maggio 2011; in un secondo momento la definizione è stata allargata alle liti pendenti al 31 dicembre 2011. In entrambi i casi la definizione doveva avvenire entro il 2 aprile 2012 (pagamento + comunicazione).
22 Definizione liti fiscali pendenti
La definizione liti intendeva chiudere contenziosi già iniziati, mentre il reclamo dovrebbe evitare il sorgere di nuovi contenziosi in Comm. Tributaria SI APPLICA A TUTTI GLI ATTI NOTIFICATI A PARTIRE DAL 1° APRILE 2012 (pretesa =< € ) Il RECLAMO è: Condizione necessaria per ammissibilità del ricorso (quindi per chi non vuole “accettare” la pretesa del’Ufficio diventa un passaggio OBBLIGATORIO); Elimina la possibilità della conciliazione giudiziale.
25 Reclamo e Mediazione fiscale
26 Reclamo e Mediazione fiscale
27 Reclamo e Mediazione fiscale
28 VALUTAZIONE CONVENIENZA

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art.15