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Timestamp: 2019-04-21 04:51:25+00:00

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Costruzione e l'esercizio degli impianti di produzione elettrica alimentati da fonti rinnovabili
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Consiglio di Stato, sezione quinta, Sentenza 12 novembre 2018, n. 6342.
Sentenza 12 novembre 2018, n. 6342
sul ricorso numero di registro generale 1437 del 2013, proposto da:
Regione Puglia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Ma. Li. e Ti. Te. Co., con domicilio eletto presso la Delegazione regionale in Roma, (…);
So. s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Sa. Pr., con domicilio eletto presso lo studio Al. Pl. in Roma, via (…);
Agenzia Regionale Protezione Ambiente (Arpa) – Puglia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato La. Ma., con domicilio eletto presso lo studio Pl. in Roma, via (…);
sul ricorso numero di registro generale 1612 del 2013, proposto da:
Sa. Avv. Pr., Dirigente Serv. Ener. Reti e Infr. Materiale per lo Sviluppo, non costituiti in giudizio;
Regione Puglia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Ti. Te. Co., Ma. Li., con domicilio eletto presso la Delegazione Regione Puglia in Roma, via (…);
sul ricorso numero di registro generale 1648 del 2013, proposto da:
So. s.r.l., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall’avvocato Sa. Pr., con domicilio eletto presso lo studio Pl. in Roma, via (…);
Regione Puglia, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dagli avvocati Ti. Te. Co., Ma. Li., con domicilio eletto presso la Delegazione della Regione Puglia in Roma, via (…);
quanto al ricorso n. 1437 del 2013:
della sentenza del T.a.r. Puglia – Bari: Sezione I n. 01398/2012, resa tra le parti, concernente diniego autorizzazione unica impianti eolici nel Comune di (omissis);
quanto al ricorso n. 1612 del 2013:
della sentenza del T.A.R. PUGLIA, BARI, Sez. I n. 01398/2012, resa tra le parti, concernente diniego autorizzazione unica impianti eolici nel Comune di (omissis);
quanto al ricorso n. 1648 del 2013:
della sentenza del T.a.r. Puglia – Bari: Sezione I n. 01398/2012, resa tra le parti, concernente il risarcimento danni a seguito di diniego autorizzazione unica impianti eolici nel Comune di (omissis).
Visti gli atti di costituzione in giudizio di So. s.r.l., dell’Agenzia Regionale Protezione Ambiente (Arpa) – Puglia e della Regione Puglia;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 8 marzo 2018 il Cons. Stefano Fantini e uditi per le parti gli avvocati Li. per sé e per delega di Ma., e D’A. per delega di Pr.;
A)1.- Con ricorso iscritto sub n. 1437/2013 del R.G. la Regione Puglia ha interposto appello nei confronti della sentenza 10 luglio 2012, n. 1398 del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, sez. I, che ha accolto il ricorso esperito da So. s.r.l. avverso il provvedimento regionale del 31 ottobre 2011, recante il diniego di autorizzazione unica in relazione ad impianti di produzione di energia da fonte fotovoltaica in agro di (omissis), respingendo peraltro la domanda di risarcimento del danno.
La controversia è insorta con riferimento ad un complesso procedimento, conclusosi con il diniego opposto dalla Regione Puglia, previo parere negativo dell’ARPA in data 3 agosto 2011, sull’istanza di autorizzazione unica (di cui all’art. 12 del d.lgs. n. 387 del 2003) del 17 maggio 2010 per la costruzione di un impianto per la produzione di energia elettrica di 999 KW e delle relative opere ed infrastrutture connesse in località (omissis), denominato “Campo D”, da realizzare nel Comune di (omissis), presentata dall’appellante.
2.- Con il ricorso in primo grado la So. s.r.l. ha impugnato il diniego ed il presupposto parere negativo dell’ARPA, deducendo che quest’ultimo avrebbe dovuto essere espresso nell’ambito della conferenza di servizi, e comunque risulta di per sé inidoneo a fondare il provvedimento, in quanto proveniente da un organo tecnico consultivo, tanto più in considerazione del fatto che la Provincia di Bari, in sede di screening, ha espresso una valutazione ambientale positiva.
5. – Si è costituita in resistenza la So. s.r.l., chiedendo la reiezione dell’appello.
B)7. – Con ricorso iscritto sub n. 1612/2013 del R.G. l’ARPA Puglia ha proposto appello avverso la medesima sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia 10 luglio 2012, n. 1398 chiedendone la riforma e principalmente rilevandone la contraddittorietà, nella misura in cui, da un canto, riconosce la possibilità per il RUP di convocare alla conferenza di servizi decisoria l’Agenzia, le cui funzioni attengono alla prevenzione e tutela dell’ambiente (in materia di aria, acqua, suolo, sottosuolo, paesaggio ed in generale dell’habitat naturale ed umano), e, dall’altro, afferma l’impossibilità di acquisirne le valutazioni espresse come unico fondamento del provvedimento finale (diniego di autorizzazione unica); censura altresì la motivazione della sentenza laddove ha ritenuto che il proprio parere sia stato reso al di fuori della conferenza di servizi, essendo comunque stato garantito il contraddittorio con la parte privata proponente, anche mediante il c.d. preavviso di rigetto, aggiungendo che il parere negativo del 3 agosto 2011 è reiterativo dei precedenti, evidenzianti la carenza di revisioni per lo smaltimento dell’impianto in fase di dismissione.
8. – Si è costituita in resistenza la So. s.r.l. eccependo l’inammissibilità del ricorso in appello per difetto di legittimazione attiva e di interesse dell’ARPA, mero organo tecnico della Regione, e comunque la sua infondatezza nel merito.
C)10. – Con ulteriore ricorso iscritto sub n. 1648/2013 del R.G. la So. s.r.l. ha impugnato la medesima sentenza 10 luglio 2012, n. 1398 del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, limitatamente alla statuizione di rigetto della sua domanda di risarcimento del danno, eziologicamente prodotto dal ritardo della Regione Puglia nel concludere il procedimento, comportante la riduzione delle tariffe incentivanti a causa del sopravvenire di una nuova disciplina. In particolare, rispetto al regime delle tariffe incentivanti di cui al d.m. 19 febbraio 2007, vigente al momento della presentazione della domanda di autorizzazione, risalente al 17 maggio 2010, sono sopravvenuti i cc.dd. III, IV, e V conto energia, che hanno comportato significative e progressive riduzioni. Ad avviso di So., la domanda di risarcimento proposta in primo grado non era generica, ma basata su criteri aritmetici, od al limite da intendersi come domanda di accertamento della responsabilità in forma generica.
1.- Deve essere preliminarmente disposta, ai sensi dell’art. 96 Cod. proc. amm., la riunione dei ricorsi in appello iscritti sub nn. 1437/2013, 1612/2013 e 1648/2013 del R.G., in quanto aventi ad oggetto la medesima sentenza.
2. – Principiando dalla disamina del ricorso n. 1437/2013 del R.G., con cui la Regione Puglia critica la sentenza che ha accolto l’azione impugnatoria esperita da So. s.r.l. avverso il diniego di autorizzazione unica per l’esercizio di un impianto fotovoltaico, va ricordato che l’appello lamenta, con un unico, articolato, motivo, il vizio motivazionale e la perplessità della pronuncia di primo grado.
2.1. – Quanto alla possibilità, da parte della Regione, di acquisire il parere dell’ARPA nell’ambito del procedimento conferenziale finalizzato al rilascio dell’autorizzazione unica, occorre mettere in evidenza come la sentenza non abbia negato tale prerogativa. Al contrario, all’esito di un articolato percorso motivazionale, che ha preso le mosse proprio dal dubbio in ordine alla legittimazione dell’ARPA a partecipare alla conferenza di servizi decisoria, la sentenza ha affermato “di non poter del tutto escludere la possibilità per […] la Regione Puglia, di poter invitare alla conferenza di servizi anche amministrazioni od organi tecnici, quali l’A.r.p.a., non titolari di competenze decisorie in materia di realizzazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, sussistendo sul punto un ineludibile profilo di discrezionalità amministrativa, seppure da esercitarsi nei limiti di ragionevolezza e proporzionalità, al fine di non snaturare lo strumento decisorio della conferenza di servizi di cui all’art. 12, comma 4, d.lgs. n. 387/2003”.
3. – Può dunque ora procedersi alla disamina del ricorso iscritto sub n. 1612/2013 del R.G., con il quale l’ARPA Puglia, analogamente all’Amministrazione regionale, ha impugnato la sentenza n. 1398 del 2012 del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia, di accoglimento del ricorso di So. s.r.l.
Occorre peraltro muovere dall’eccezione di inammissibilità del ricorso in appello, sollevata da So. s.r.l. nella considerazione del difetto di legittimazione attiva, oltre che di interesse, di ARPA, mero organo tecnico dell’Amministrazione regionale.
3.1. – Va dunque dichiarato inammissibile il ricorso in appello n. 1612/2013 del R.G. proposto da ARPA Puglia.
4. – Deve ora procedersi allo scrutinio del ricorso n. 1648/2013 del R.G., con cui So. s.r.l. ha impugnato la sentenza n. 1398 del 2012 del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia in relazione al capo in cui è rimasta soccombente, e cioè con riguardo alla reiezione della domanda di risarcimento del danno, argomentata nella considerazione del ritardo nella conclusione del procedimento di autorizzazione unica da parte dell’Amministrazione regionale, che ha inizialmente serbato un’illegittima inerzia, e poi, a seguito dell’esperimento del ricorso ex art. 117 Cod. proc. amm., opposto un provvedimento di diniego, fondato sul solo parere dell’ARPA Puglia, in tale modo cagionandole un pregiudizio derivante dal sopraggiungere di plurimi provvedimenti ministeriali (secondo, terzo e quarto conto energia) che hanno ridotto le tariffe incentivanti rispetto al regime previsto dal d.m. 19 febbraio 2007, vigente al momento della proposizione della domanda di autorizzazione (17 maggio 2010).
La dimostrazione della complessità della fattispecie e della non acquisita certezza della spettanza del bene della vita, allo stato, emerge anche dallo sviluppo dell’azione amministrativa successivo alla sentenza qui appellata, che ha visto la Regione rinnovare il procedimento, pervenendo ad un nuovo diniego in data 16 maggio 2013. Nel frattempo è stata chiesta dalla società So. l’esecuzione della sentenza gravata ed il commissario ad acta nominato dalla sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Puglia 20 febbraio 2014, n. 274 ha rilasciato l’autorizzazione il 6 marzo 2015, poi annullata in sede di reclamo dallo stesso Tribunale amministrativo con sentenza 20 ottobre 2015, n. 1333.
4.1. – L’appello n. 1648/2013 del R.G. deve dunque essere respinto.
5. – In conclusione, alla stregua di quanto esposto, va respinto il ricorso n. 1437/2013 del R.G. proposto dalla Regione Puglia, va dichiarato inammissibile il ricorso n. 1612/2013 del R.G. di ARPA Puglia e va respinto il ricorso n. 1648/2013 del R.G. esperito da So. s.r.l.
Sezione Quinta, definitivamente pronunciando, così decide: a) riunisce i ricorsi iscritti sub nn. 1437/2013, 1612/2013 e 1648/2013 del R.G.; b) respinge il ricorso n. 1437/2013 del R.G.; c) dichiara inammissibile il ricorso n. 1612/2013 del R.G.; d) respinge il ricorso n. 1648/2013 del R.G.

References: Sentenza 

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 art. 117
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