Source: http://docplayer.it/2703987-Rendiconto-di-mandato.html
Timestamp: 2017-01-21 08:53:02+00:00

Document:
⭐Rendiconto di Mandato
Download "Rendiconto di Mandato"
1 12 2 SOMMARIO/RENDICONTO 2009/2014 Un viaggio lungo cinque anni 03 Introduzione della Presidente Il contesto 04 Il contesto economico Il contesto economico La messa in discussione dell Ente Provinciale Governi e Province La Provincia e il territorio Le risorse forestali e l ambiente Aree protette e biodiversità Risorse faunistiche: caccia e pesca Difesa del suolo e risorsa acqua Gestione rifi uti Aria ed emissioni Polizia Provinciale TPL Infrastrutture e viabilità Patrimonio ed edilizia scolastica 14 Aree protette e biodiversità La Provincia e il cittadino Istruzione Formazione Lavoro Sociale Cultura Sport Cooperazione internazionale Pari opportunità Centro antidiscriminazione Difesa civica Protezione civile Trasparenza e URP 49 Formazione3 3 94 Sviluppo economico La Provincia e lo sviluppo Informatizzazione Agricoltura Vivaismo Sviluppo economico Turismo Promozione delle risorse del territorio Energia Pianifi cazione Territoriale Sicurezza dei cantieri La gestione della Provincia Come funziona il bilancio di un ente pubblico Le fonti di fi nanziamento della Provincia Osservazioni sui bilanci Politiche di personale La Provincia fatta di persone La Giunta Il Consiglio Dediche e ringraziamenti Ricordi 110 Sicurezza Cantieri 128 Ricordi4 4 UN VIAGGIO LUNGO CINQUE ANNI Il viaggio non fi nisce mai. Solo i viaggiatori fi niscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: Non c è altro da vedere, sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l ombra che non c era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fi anco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito. (José Saramago) Mi appresto a presentare questo rendiconto di attività non senza commozione. Sono stati cinque anni intensi, vissuti, in cui il mondo, l Italia e la nostra provincia, hanno attraversato profondi cambiamenti. Anni indubbiamente difficili, che hanno messo a dura prova l intero sistema paese e che hanno portato a scelte complesse e a molti sacrifici. D altra parte, però, sono stati anni nei quali ho avuto la fortuna di conoscere persone speciali, impegnandomi in un compito forse non facile, ma ricco di soddisfazioni. Il ruolo di presidente della provincia è stato per me una palestra di vita e, all inizio di questo viaggio, non mi sarei mai aspettata la moltitudine di esperienze e di sfide che si sono presentate: sicuramente sono una persona diversa ora, rispetto a quella che ero nel Concludo l esperienza del mandato che mi è stato affidato, consapevole delle tante cose che ancora rimangono da fare e delle altrettante che invece sono state completate, consegnando alla riflessione di chi vorrà dedicarvi tempo, questo rendiconto. Credo sia uno strumento efficace per comprendere parte del lavoro svolto e allo stesso tempo un utile spunto di riflessione, lasciando il giudizio a ciascuno. Porto con me la consapevolezza di essermi impegnata, al meglio delle mie possibilità, per valorizzare il territorio pistoiese e le sue tante eccellenze, scoprendone giorno dopo giorno, la bellezza e le grandi risorse. Vorrei affidare infine a queste pagine anche un ringraziamento alle tante persone che hanno accompagnato questo mio cammino, ai tanti lavoratori della provincia di Pistoia, ai cittadini, ai sindaci, con i quali ho condiviso questo viaggio Seduta di insediamento del Consiglio Provinciale5 56 6 IL CONTESTO ANNI DI CAMBIAMENTO LA CRISI CHE HA CANCELLATO LE CERTEZZE La situazione economica, sociale, politica ed istituzionale che, in cinque anni, si è profondamente modifi cata.7 7 IL CONTESTO ECONOMICO Quando si tennero le elezioni provinciali del 2009, l Italia stava iniziando a sentire le primissime conseguenze della crisi economica. Tale condizione, originatasi dalla crisi di mutui sub-prime, ha dato inizio ad una massiccia caduta, con conseguenze pesanti sui mercati, che ha contagiato in breve tempo tutto il mondo occidentale, compromettendo a tal punto le economie globali da venire considerata come la peggiore crisi dopo quella del La crisi tuttavia non è rimasta confinata ai mercati finanziari che l avevano causata, ma ha invaso l economia reale causando pesanti recessioni, crolli di PIL, disoccupazione e disordini anche in Europa. Tra il 2010 e il 2011 per la prima volta si è cominciato a parlare di debiti sovrani, passando al setaccio le finanze pubbliche di molti paesi, messe a dura prova dalla necessità di sostenere i sistemi bancari, e contemporaneamente, impossibilitati a operare manovre sul tasso di cambio o ad attuare politiche di credito espansive e di monetizzazione: è la crisi dell eurozona. In Europa si affaccia lo spauracchio del default e paesi come la Grecia, l Irlanda, il Portogallo, la Spagna e l Italia iniziano a temere per la tenuta delle proprie economie nazionali. L Italia, in particolare combina tre potenziali fattori di rischio: un grande debito pubblico rapportato al PIL, la debole crescita economica, la discutibile credibilità dei governi e del sistema politico, messo sotto la lente di ingrandimento degli osservatori internazionali. La fissità della moneta unica, impossibile da svalutare, unita ai fattori precedentemente analizzati hanno portato molti investitori, soprattutto esteri, a mettere in discussione la solvibilità del nostro paese, provocando una fuga dei capitali. In questa delicata fase fa la sua comparsa il famigerato vocabolo spread, ossia il differenziale tra il valore dei buoni del tesoro pluriennali italiani e tedeschi: era praticamente irrilevante nel 2006, arriva a 575 punti il 9 novembre Proprio durante il 2011, il 20 settembre, l agenzia internazionale di rating Standard & Poor s annuncia la decisione di tagliare il voto di affidabilità sul debito pubblico italiano, con prospettive negative, a causa della limitata capacità di risposta dello Stato. La crisi entra nel suo momento peggiore per Grecia, Irlanda e Portogallo, che sfiorano pericolosamente la soglia del non rifinanziamento. Pagina precedente: Lehman&Brothers Alto a sinistra: immagine emblema dell Euro Alto a destra: la copertina del TIME del 2012 dedicata a Mario Monti E stata messa in discussione la credibilità del sistema Italia nello scenario mondiale8 8 Una manifestazione di lavoratori in Piazza Duomo a Pistoia L Italia è in una situazione di stallo, stigmatizzata da una lettera del commissario UE agli Affari economici, Olli Rehn, all allora ministro dell Economia Giulio Tremonti, che chiede una manovra aggiuntiva (la sesta dell anno) per garantire la tenuta dei conti pubblici dopo quella da 50 miliardi varata ad agosto. Ne conseguiranno le dimissioni dell esecutivo e l investitura ufficiale per il conferimento dell incarico per un nuovo governo al neo senatore Mario Monti, che compone una squadra di soli tecnici nel tentativo di riportare tranquillità nei mercati finanziari, ormai in fibrillazione. L inizio del 2012 porta con se un nuovo declassamento del rating italiano da parte di Standard s & Poor s,da A a BBB+. L agenzia sottolinea la condizione di persistente instabilità nella zona euro unita al peggioramento delle condizioni del credito nell intera eurozona, l elevato livello di debito pubblico e privato e il crescente rischio di recessione nel 2012, come fattori forieri di instabilità finanziaria. Si susseguono manovre finanziare intese a ristabilizzare i conti pubblici che, tuttavia aumentano la già pesante pressione fiscale sui contribuenti italiani. La situazione continua però a mantenersi nel complesso negativa, vedendo la disoccupazione giovanile in costante aumento, un considerevole calo dei consumi, una riduzione del credito dalle banche e una prospettiva di contrazione del PIL. La situazione generale della nostra regione durante la crisi, simile a quella nazionale, ha messo in evidenza un problema di competitività delle produzioni toscane. La dimensione delle imprese, soprattutto piccole e medie, può spiegare in parte le peggiori performance sui mercati mondiali che caratterizzano il sistema produttivo toscano. A risentire meno della crisi, infatti, sono state le imprese più strutturate, più orientate all export e più innovative. Il peggiore andamento delle vendite all estero è stato in parte compensato dal migliore andamento del turismo, storica leva economica della Toscana, che, con l avanzare della crisi, si è orientato verso strutture meno tradizionali e più convenienti, in modo particolare verso quelle extra-alberghiere. Le imprese hanno ridimensionato gli investimenti, così come le famiglie hanno fatto per i consumi, comprimendo in modo particolare gli acquisti di alimentari, vestiario e arredamento della casa e soprattutto di mezzi di trasporto. Il calo della domanda interna ha quindi contributo a frenare l evoluzione dell attività produttiva. A complicare la situazione si aggiunge la crisi nel settore delle costruzioni, causata dalla simultanea caduta delle diverse componenti della domanda: calata la domanda di case da parte delle famiglie, anche per le crescenti difficoltà di accesso al credito, diminuiti gli investimenti delle imprese, accresciute anche le difficoltà della pubblica amministrazione nell avviare nuovi cantieri. Tutti questi fattori hanno avuto, come conseguenza evidente e drammatica un aumento delle difficoltà occupazionali, concentrate su alcune categorie di lavoratori, in particolare le donne e quelli più giovani. In questo ambito si è acuito il fenomeno dei NEET (neither in education nor in employment or training), ovvero di coloro che sono disoccupati o inattivi senza essere studenti e che sono aumentati di 12 mila unità (+18%), rappresentando oramai il 15,5% della popolazione giovanile. Nel quadro regionale Pistoia si colloca all ultimo posto nell indicatore di crescita imprenditoriale. Hanno chiuso molte attività, specie le imprese individuali più giovani. Oltre alle cessazioni sono anche diminuite le nuove iscrizioni, segno di un atteggiamento di prudenza da parte degli imprenditori a iniziare nuove attività che si riflette anche negli atteggiamenti delle aziende pistoiesi, prevalentemente artigianali e di dimensioni piccole, che hanno reagito all acuirsi della crisi riducendo sensibilmente la richiesta di nuovo personale. Produzione e fatturato industriale non sono ancora riusciti ad uscire appieno dal quadrante negativo, così come l andamento delle vendite nel commercio al dettaglio. La poca ricchezza prodotta e disponibile localmente ha influito nel tempo nella formazione della ricchezza e nella destinazione del patrimonio familiare. In particolare, le famiglie residenti nella provincia tendono più che altrove a concentrare la ricchezza nei beni rifugio, quali le abitazioni di proprietà.9 9 LA MESSA IN DISCUSSIONE DELL ENTE PROVINCIALE Durante la XVI legislatura la Commissione Affari Costituzionali della Camera ha esaminato e discusso alcune proposte di legge sulle province, avviando, il 19 maggio 2009, l esame di sei proposte di legge di modifica della Costituzione dirette a sopprimere le Province, eliminando la parola provincia dagli articoli della Costituzione. Comincia così il lungo percorso di messa in discussione dell istituzione provinciale. La discussione viene rinviata fino alla presentazione del disegno di legge del Governo sulla Carta delle autonomie, verificando anche la possibilità di riorganizzare le Province senza sopprimerle. Il 5 luglio 2011, la proposta di soppressione delle province è nuovamente in Aula e viene respinta dall Assemblea, ma pochi giorni dopo, il 14 luglio 2011 la Commissione Affari Costituzionali della Camera inizia ad esaminare nuove proposte di legge dirette a modificare l articolo 133 della Costituzione attribuendo alla Regione il potere di modificare le circoscrizioni provinciali in base a parametri relativi alla popolazione e alla dimensione territoriale. Quindi è dal 2009 che la questione della soppressione, riduzione o riordino delle Province ha acceso il dibattito parlamentare, le discussioni politiche interne ai partiti e le campagne elettorali dei mesi scorsi. Proprio dal 2009 l U.P.I., associazione che rappresenta le Province italiane, ha promosso iniziative volte alla definizione del ruolo delle amministrazioni provinciali nell architettura istituzionale dello Stato italiano. D altronde l iter legislativo di modifica costituzionale per l abolizione delle Province richiede un ampia condivisione da parte dei partiti politici rappresentati in Parlamento, necessaria alla modifica della Costituzione. Nel 2010 la crisi economica internazionale e la volontà di superare le difficoltà incontrate dalle proposte di legge costituzionale hanno stimolato i Governi italiani a lavorare alla riduzione, al riordino ed alla riorganizzazione delle Province, estendendo la discussione sul contenimento della spesa pubblica anche ad altri livelli istituzionali di governo. E così, dopo mesi di annunci, sondaggi e confronti, il 13 agosto 2011 viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il D.L. 138 Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo, c.d. manovra di ferragosto, emanato dal governo Berlusconi, che prevedeva la soppressione delle Province con meno di abitanti o la cui superficie complessiva sia inferiore a chilometri quadrati. Con questo decreto si è passati di fatto dalla discussione parlamentare di riforma costituzionale alla decretazione d urgenza. Sopprimere alcune Province significa cambiare la geografia politica italiana, i cui ambiti di competenza territoriali sono dimensionati su base provinciale. Dopo inevitabili polemiche trasversali ai partiti e stringenti pressioni politico-istituzionali, il comma 1 dell articolo 15 del D.L. 138/2011, assieme ad altri articoli, viene soppresso, rimandando così il dibattito a tempi più maturi, che non tardano a venire. Il 12 novembre 2011 Silvio Berlusconi si dimette da Presidente del Consiglio del Ministri, terminando il suo quarto governo e chiudendo una lunga stagione della storia politica italiana Il 16 novembre del 2011 si insedia il Governo Monti che resterà in carica fi no al 27 aprile 2013 Il 6 dicembre 2011, il neo insediato Governo tecnico produce il D.L. 201/2011 Disposizioni urgenti per la crescita, l equità e il consolidamento dei conti pubblici il c.d. Decreto Salva Italia o Decreto Monti nel quale si enuncia che Spettano alla Provincia esclusivamente le funzioni di indirizzo e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale. Nella stessa norma si dichiara inoltre che gli organi di governo della Provincia sono il Presidente della Provincia ed il Consiglio provinciale composto da non più di dieci componenti eletti dagli organi elettivi dei Comuni ricadenti nel territorio della Provincia Insomma, risultando troppo insidioso l iter aggravato per la legge di revisione costituzionale, e sfumata la proposta referendaria, si è intrapreso un percorso che trasforma di fatto le Province in enti di secondo livello, evitando agli elettori di esprimersi in una consultazione elettorale diretta e prevedendo che gli organi di vertice siano scelti dagli organi elettivi dei Comuni. In questo modo, evitando accorpamenti di piccole Province si conserva inalterata la dimensione di base dell amministrazione periferica statale. Con il D.L. n. 95 del 6 luglio 2012 Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini nonché misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese del settore bancario, e con il D.L. n. 188 del 5 novembre 2012 Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane, il governo Monti tenta di andare oltre l ente di secondo livello e di accorpare province ed istituire aree metropolitane, sulla scia di una spending review improntata al taglio della spesa pubblica. Tuttavia, il 7 gennaio 2013 si annuncia la mancata conversione del decretolegge 5 novembre 2012, n. 188, recante:10 10 IL CONTESTO GOVERNI E PROVINC Elezioni Governi Provvedimenti riguardanti le province XVI Elezioni politiche Proposte di legge costituzionale per la soppressione delle Province Mandato amministrativo Provinciale Fratoni D.L. 138/2011 c.d. m Con la L. «Disposizioni urgenti in materia di Province e Città metropolitane.» Questa recente vicenda, dal 2011 ad oggi, è stata arricchita da ric che con sentenza 19 luglio 2013 n. 220 ne dichiara l illegittimità costituzionale, riaprendo tutta la questione Nel frattempo numerose province sono state commissariate ed il Governo decide di disporre la salvaguardia dei provvedimen Il 25 e 26 febbraio 2013 si tengono le elezioni politiche ed in tutti i programmi dei partiti, ad eccezione della Lega Nord, è prevista la r Il 28 aprile 2013 si insedia il Governo Letta ed il mese successivo il ministro Delrio conferma che la cancellazione delle province avve È oramai manifesta la volontà comune a tutti i partiti di progredire verso la piena affermazione del principio di adeguatezza, favore individuare soluzioni unitarie per riformare il titolo V della Costituzione e per favorire il coordinamento delle autonomie locali in una pr Pur essendo ormai lontane le motivazioni che portarono il legislatore a istituire enti a statuto speciale, anche il dibattito sul superame parlamentari. Il 22 febbraio 2014 si insedia il governo Renzi che intende proseguire sulla linea della riforma dell architettura istituzio precedente rispetto al tema dell abolizione delle Province. E così, dopo essere stato approvato dalla Camera dei Deputa poi essere approvato nuovamente dalla Camera il 3 aprile Accanto al DDL Delrio per la trasformazione la riforma del titolo V della Costituzione e la conseguente abolizione delle Province. Il 7 aprile 2014 viene promulg trasformate in enti di secondo livello non elette dai cittadini e vedono una drastica riduzione delle funzioni a loro spettanti, in attesa de11 11 E anovra di ferragosto 148/2011 è soppresso il com. 1 dell articolo 15 del D.L. 138 Proposta di legge costituzionale per la soppressione delle Province D.L. 201/2011 c.d. Decreto Salva Italia L.214 del D.L. n. 95 del 6 luglio 2012 L. 135 del DL188, 5 nov 2012 Dispos urgenti in materia di Prov e Città metropolitane L. 228/2012 Mancata conversione del decreto-legge 5 nov 2012, n sentenza Corte Costituzionale L DDL Delrio I approvazione alla Camera L DDL Delrio approvazione Senato DDL Delrio definitiva approvazione Camera XVII Elezioni politiche orsi a Tribunali amministrativi e da richieste di dichiarazione di incostituzionalità sulle quali si pronuncia la Corte Costituzionale relativa alle Province. ti di scioglimento delle province,con la conseguente nomina dei commissari e gli atti da questi posti in essere. evisione dell assetto dello stato ed in particolare delle province. rrà entro l anno e ne curerà l iter la commissione per le riforme istituzionali presieduta da Quagliariello. ndo la razionalizzazione organica degli assetti territoriali. Sembra tuttavia essere particolarmente difficile per il Parlamento italiano ospettiva europea di governance multilivello. nto della distinzione fra regioni e province ordinarie ed autonomie speciali, sembra non trovare una convergenza di intenti nei lavori nale: con la nomina di Delrio a sottosegretario alla presidenza del consiglio si crea una autentica linea di continuità con il governo ti, il 26 marzo 2014 il DDL Delrio, ricorrendo alla fiducia, viene approvato dal Senato della Repubblica, per della Province in enti di secondo livello, approda in sede di riunione del Consiglio dei Ministri la Proposta per ata la legge 56 Disposizione sulle Città Mentropolitane, sulle Province, Unione e Fusione di Comuni con la quale le Province sono l riordino delle funzioni degli enti locali previsto entro il 2014.12 12 LA PROVINCIA E IL TERRITORIO L IMPEGNO DELL ENTE PER LA SALVAGUARDIA L ambiente e la sua tutela in primo piano LE RISORSE FORESTALI E L AMBIENTE Il Lago Nero, specchio d acqua sulle montagne pistoiesi Il territorio agricolo forestale della Provincia di Pistoia è caratterizzato da una grande percentuale di foreste. Le competenze delegate all Amministrazione Provinciale dalla Regione Toscana in materia di forestazione, sono riconducibili alla gestione della normativa di settore (L.R 39/2000 Legge Forestale della Toscana e relative disposizioni attuative) e alla gestione e valorizzazione del patrimonio agricolo forestale regionale (acronimo P.A.F.R) Complesso Foreste Pistoiesi.Quest ultima competenza è pervenuta a seguito dell estinzione della Comunità Montana Appennino Pistoiese, avvenuta nel Il Complesso Regionale Foreste Pistoiesi si estende su circa 8400 ettari, che si snodano dalla porzione montana del Comune di Montale sino all Alpe delle Tre Potenze (Abetone), comprendendo aree di territorio dal notevole valore ambientale, storico e socio culturale. La lunga storia del complesso pistoiese, a partire dai possedimenti granducali, racconta una forte compenetrazione tra le comunità locali e il bosco e di un economia composta da piccoli nuclei, spesso familiari, attivi da molte generazioni. La Foresta della Macchia Antonini, di proprietà del Legato Antonini, ha una storia amministrativa diversa e particolare: è anche la sede della base degli elicotteri antincendio boschivo della Regione Toscana. Il ruolo della Provincia è strettamente legato alla tutela del patrimonio forestale pubblico e privato e ad una sua utilizzazione sostenibile per creare, da un lato le condizioni per una corretta e trasparente gestione economica delle risorse, dall altro per consentirne una migliore valorizzazione turistico-culturale e una più ampia fruizione da parte delle comunità locali. A partire dagli anni 60 un crescente spopolamento e un conseguente abbandono dei boschi hanno portato ad un progressivo degrado della qualità del territorio montano. Le conseguenze sono gli accentuati rischi di smottamenti e frane, un aumento dei rischi d incendio, una maggiore difficoltà per il loro spegnimento, una riduzione della possibilità di accesso a determinati territori. Inoltre l abbandono del territorio è causa di una sensibile contrazione della biodiversità13 13 LA COMUNITA MONTANA Con il subentro, avvenuto nel 2012, nella gestione della comunità montana il territorio forestale di competenza è quasi raddoppiato ed è partito un processo di omogeneizzazione delle procedure, standardizzate dal livello regionale, che hanno portato molto lavoro a carico degli uffici provinciali, i quali hanno provveduto anche a istruire i necessari supplementi di istruttoria, ancora in corso, per saldare i debiti fuori bilancio, ricostruendo passo per passo il percorso amministrativo delle fatture. Il perseguimento degli obiettivi di mandato legati alla tutela del patrimonio forestale e della sua utilizzazione sostenibile, per effetto del passaggio della Comunità Montana hanno visto la Provincia diventare un attore economico vero e proprio nella gestione del patrimonio agricolo forestale regionale, con l esigenza di qualificarne l azione come soggetto operativo: ne sono un esempio la gestione attiva dall acquisto dei macchinari, dei carburanti, condotte in amministrazione diretta, con tempi e logiche diversi dalla gestione ordinaria della provincia ai quali l ente si è dovuto adattare in fretta. Anche il personale passato in carico alla Provincia viene coordinano in azioni mutuate dalla pianificazione forestale, nell ottica di una valorizzazione economica e commerciale del patrimonio nelle forme consentite dalla legge e nelle modalità previste. La Provincia è dotata di un ampia area forestale, di oltre 8400 ettari, in rapida espansione14 14 Una pianta di Castagno, minacciata dal Cinipide Galligeno. in quanto si creano boschi troppo compatti e impenetrabili, anche nei confronti di alcune specie animali. La filiera economica che si è inteso innescare vuole promuovere lo sviluppo economico territoriale e, nel mandato , si è sostanziata nella creazione del primo distretto forestale rurale d Italia. L obiettivo del distretto è governare in forma partecipata il rilancio dell economia forestale e, conseguentemente, di tutto il territorio rurale montano, dal lato socio-economico a quello insediativo, attraverso un marchio di qualità delle produzioni forestali, che consenta la realizzazione di una filiera delle produzioni legnose e non legnose del bosco. Il distretto non vuole essere solo il consolidamento e l ampliamento di un ambito economico produttivo già operativo, ma la costruzione ex novo di un vero e proprio sistema, con un nuovo modello gestionale finalizzato alla realizzazione di una effettiva logica di impresa in tutti i settori coinvolti. La Provincia si è adoperata nell attivazione del percorso, mettendo a sistema la partecipazione di moltissimi attori economici interessati, strutturando un progetto di carattere economico-territoriale con grandi potenzialità, accompagnando il distretto fino alla costituzione degli organi. A questo punto molte sono le aspettative riposte nella compagine distrettuale che ha il compito di tradurre in azioni il progetto e di fornire un valido appoggio alle imprese del territorio, confermate dalla molta attenzione anche fuori regione. Il lavoro istituzionale verrà concentrato sulla Regione per ritagliare un ruolo politico ancora maggiore all interno del nuovo piano di sviluppo rurale e in tutte le politiche di carattere forestale, ambientale, rurale, artigianale e industriale. La Provincia, per qualificare sempre più l impresa forestale locale, elevandone la competitività, ha operato alcune scelte anche quale soggetto economico della filiera. Si è provveduto ad incrementare, quantitativamente e qualitativamente, le caratteristiche dei lotti boschivi del P.A.F.R oggetto di vendita, valorizzando così le proprie produzioni legnose e stimolando l interesse da parte di nuovi operatori economici, interessati a assortimenti di maggior pregio. Un altra operazione, che non ha trovato le condizioni per una completa attuazione, è stata la costruzione di una piattaforma logistico-commerciale di biomasse legnose, per introdurre certezza e trasparenza nel difficile mercato degli assortimenti legnosi. L idea portante è stata costruire un centro di produzione e ridistribuzione con prezzi trasparenti nel settore legname sia da opera, che da L ANTINCENDIO BOSCHIVO La Provincia, all interno del piano operativo antincendio regionale, ricopre il ruolo di organizzazione come centro operativo provinciale, fornendo la sala operativa nel momento di massima pericolosità, coordinando e gestendo squadre e mezzi terrestri e aerei. Durante il periodo estivo, sotto il coordinamento del COP, hanno partecipato: Amministrazione Provinciale, Volontariato ed alcune strutture dei Comuni, ed i VV.FF i quali sono sempre coinvolti attraverso le segnalazioni al 115. Nel 2013 Il COP provinciale ha operato dal 01/07/2013 al 09/09/2014, per in totale di 71 giorni con l impiego: del personale dell Amministrazione per un totale di 230 turni di cui 100 da Coordinatore di Sala Operativa AIB (COS AIB) e 130 da Addetto di Sala Operativa AIB, del personale dei VV.F per un totale di 64 turni e del Volontariato per un totale di 52 turni. L azione di contrasto agli incendi boschivi ha visto negli ultimi anni un abbassamento dei tempi di intervento e conseguentemente una riduzione delle superfici bruciate, con risultati di salvaguardia delle foreste e diminuzione dell emissione di ossido di carbonio dovuto alla combustione. Il personale provinciale è impegnato anche a livello preventivo: cura infatti l inventario delle strutture AIB, la loro manutenzione, nonché la realizzazione ex-novo delle strutture. Durante il presente mandato, oltre alle manutenzioni ordinarie effettuate in convenzione con la ex Comunità Montana Appennino Pistoiese, è stato svolto un lavoro di ricognizione della viabilità utile alle operazioni AIB e, attingendo ai fondi comunitari, sono state effettuate 3 manutenzioni straordinarie su invasi AIB e sono stati realizzati 2 nuovi punti acqua e ne sono in realizzazione altri 4.15 15 ardere, che cippato: un campionario pubblico di prodotti del bosco. Per non disperdere la bontà del progetto gli uffici stanno lavorando ad una versione online per far incontrare domanda ed offerta sui prodotti del bosco, in trasparenza. In riferimento alla parte boscata di proprietà privata, gli uffici provinciali sono impegnati nella gestione delle attività legate alla Legge Forestale della Toscana e al suo Regolamento attuativo: dall inizio del periodo di mandato, sono state istruite n 2426 istanze divise tra dichiarazioni e richieste di autorizzazione per le quali sono stati rilasciati n 425 atti autorizzativi. Le istruttorie si sono concentrate sul rispetto della normativa forestale in modo da permettere agli utilizzatori un congruo approvvigionamento dei materiali rispettando il taglio colturale. Gli uffici hanno curato inoltre il rilascio dei certificati di provenienza del materiale idoneo alla propagazione delle essenze forestali (sementi in primo luogo) e anche per gli alberi di Natale provenienti da attività selvicolturale, in modo da evitare prelievi abusivi che possono indebolire la componente forestale. In piena sintonia con gli obiettivi delle norme e degli atti di pianificazione regionale, si è proceduto al completamento degli interventi di valorizzazione della funzione ricreativa e sociale del bosco già messi in atto all interno del Patrimonio Agricolo Forestale Regionale attraverso la manutenzione e la gestione della rete sentieristica effettuata annualmente con le proprie maestranze forestali e procedendo all attivazione delle misure di finanziamento previste dal Piano di Sviluppo Rurale Regionale. A tal proposito merita segnalare un importante intervento concluso e quindi prossimo all apertura: l itinerario escursionistico che unisce Pracchia all Abetone transitando per le Foreste Regionali di Maresca, Melo-Lizzano Spignana ed Abetone ad una quota di circa 1100 m. s.l.m dal notevole potenziale turistico grazie all esistenza di molte strutture ricettive e ricreative lungo il tracciato. Sempre grazie all utilizzo dei fondi PSR sono in corso di ultimazione gli interventi edilizi sul bivacco del Lago Nero, gestito dal Club Alpino Italiano sez. Pistoia insieme al Rifugio di Porta Franca (Orsigna). Permane infine il costante impegno sugli interventi di manutenzione legati al ripristino, mitigazione e prevenzione del rischio idrogeologico. LOTTA AL CINIPIDE Da diversi anni la Provincia interviene nella battaglia contro il cinipide del castagno, attraverso azioni di prevenzione e di lotta biologica al parassita. L amministrazione provinciale a partire dal 2006 ha fornito informazioni sulla problematica e ha inserito nei propri atti la necessità di rispettare quanto previsto dal decreto nazionale per evitare l arrivo del parassita nel nostro territorio, a partire dall anno 2008, anno di prima segnalazione in Toscana nel Cinipide. La Provincia ha reso obbligatoria, nel corso dei tagli boschivi, la segnalazione da parte degli operatori forestali di eventuali focolai di infestazione. La lotta biologica diretta avviene tramite il lancio dell antagonista (torymus sinensi) del cinipide. I primi lanci a livello regionale sono iniziati nel Gli uffici si sono sin dall inizio adoperati per segnalare i siti idonei ottenendo così sin dal primo anno l assegnazione dei lanci sul nostro territorio provinciale. I lanci, che vengono ripetuti ogni anno, sono coordinati dalla Regione Toscana e dal Centro ricerca per l agrobiologia e la pedologia (CRA - ABP). La Regione opera una selezione delle segnalazioni dei siti di lancio proposte dall ufficio foreste, valutando il livello di infestazione, le caratteristiche stazionali e la distanza temporale da lanci effettuati in precedenza, in modo da garantire una distribuzione omogenea degli interventi. Per il 2013, sono stati effettuati sei lanci sul territorio provinciale, ovvero nei comuni di Buggiano, Serravalle Pistoiese, Sambuca Pistoiese, Pistoia, Pescia e Cutigliano. Altri lanci sono stati realizzati, gli anni precedenti, nei comuni di San Marcello, Marliana, Pistoia e Sambuca Pistoiese. Ai fini dell informazione e della sensibilizzazione dei cittadini, la Provincia ha svolto un importante azione di divulgazione, organizzando con incontri tecnici specifici, partecipando a convegni e trasmissioni televisive e collaborando anche alla stesura di un vademecum sulla lotta biologica. Dal 2009 ad oggi sono state istruite 2426 istanze e 425 atti autorizzativi16 16 AREE PROTETTE e BIODIVERSITA La Provincia di Pistoia è particolarmente ricca di aree protette che afferiscono tipologie differenti e che hanno, di conseguenza, distinte modalità di gestione: La Riserva naturale del Padule di Fucecchio, unica area protetta gestita direttamente dalla provincia secondo i parametri dettati dalla legge nazionale sulle aree protette e dalla legge regionale 49/95 Le aree Naturali Protette di Interesse Locale (ANPIL) istituite dal Comune di Quarrata, la Querciola e Bosco della Magia, di competenza comunale, per le quali la provincia svolge una funzione di raccordo e coordinamento con le politiche provinciali e regionali I Siti di Interesse Comunitario e Regionale inseriti in Rete Natura 2000 e nella normativa regionale sulla tutela della biodiversità, che designa la provincia come ente responsabile della loro gestione e per la protezione della biodiversità. Il progetto di coltivazione di specie spontanee da fiore (wildflowers),finanziato dalla Regione Toscana, è stato condotto in aziende collocate in Area contigua alla Riserva naturale del Padule di Fucecchio con la collaborazione dell Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del CNR di Pisa ed il Centro di Ricerca Documentazione e promozione del Padule di Fucecchio. Il progetto ha consentito di selezionare i fiori selvatici migliori per la coltivazione e produzione di seme che ha interessanti spunti economici e può essere commercializzato sia per scopi ornamentali che naturalistici; si tratta di una valida alternativa alle colture tradizionali, pensata in particolare per le aziende che intendono orientarsi verso produzioni compatibili e funzionali agli obiettivi delle aree protette. La coltivazione di queste specie è molto importante il mantenimento di specie di insetti impollinatori. Attualmente, grazie ad una convenzione stipulata con l Istituto Tecnico Agrario di Pescia alcune specie sono propagate ed utilizzate per interessanti esperienze didattiche. Fanno parte del sistema delle Aree protette anche le Riserve dello Stato di Abetone, Acquerino, Pian degli Ontani, Campolino che afferiscono alla normativa nazionale e sono gestite dal Corpo Forestale dello Stato; Uno scorcio del Padule di Fucheccio Oltre ai compiti di designazione e gestione delle aree protette che impegna gli uffici nel rilascio di autorizzazioni, nulla osta e pareri, la Provincia è titolare delle funzioni inerenti la conoscenza e conservazione della biodiversità. Per l insieme di queste funzioni, non essendo previsti trasferimenti finanziari, l amministrazione provinciale provvede con risorse proprie, utilizzando tutte le volte che è possibile i bandi per progetti cofinanziati. La conservazione, protezione e divulgazione della biodiversità sono attività di competenza della Provincia in base alla legge 56/2000. A fronte delle disponibilità finanziarie decrescenti negli ultimi anni, l ente ha dovuto rinunciare a completare la mappatura degli habitat e delle specie, ma ha comunque potuto realizzare due progetti significativi: Il progetto di conservazione di piante palustri a rischio di estinzione che ha interessato alcune specie di piante palustri seriamente minacciate (alcune, scomparse dal Padule di Fucecchio, sono state rintracciate aree umide vicine). Con la collaborazione del Centro di Ricerca Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, la Scuola Sant Anna di Pisa, l Orto Botanico di Pisa ed il cofinanziamento della Regione Toscana si è riusciti a propagare in vitro alcune specie palustri per consentirne la conservazione fino a che non sussisteranno le condizioni per reintrodurle in natura; sono sede di conservazione sia le aree della Riserva del Padule di Fucecchio (in-situ) che l Orto botanico (ex-situ) Il Padule di Fucecchio, nel 2013 è stato riconosciuto come area umida di importanza internazionale17 17 Una delle aree didattiche all interno del nuovo Centro Visite nel Padule di Fucecchio Il Padule di Fucecchio Il Padule di Fucecchio è la più estesa palude interna italiana. Ampia circa ettari, si trova sul confine tra le province di Pistoia e Firenze. È situata nella zona della Valdinievole, a sud dell Appennino Pistoiese, fra il Montalbano e le Colline delle Cerbaie, presenta come unico emissario il canale Usciana. Ospita la Riserva naturale del Padule di Fucecchio istituita dalla Provincia di Pistoia, dal 1996, su circa 200 ettari e dalla Provincia di Firenze su circa 25 ettari. Dal 2013 il Padule di Fucecchio, con altre 6 aree umide toscane, è stata riconosciuta come area umida di importanza internazionale in base alla Convenzione di Ramsar: il decreto ministeriale è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale europea del 12 novembre Fiore all occhiello del mandato è la inaugurazione nell ottobre 2013 del Nuovo centro Visite della Riserva Naturale del Padule di Fucecchio, portando a compimento un idea progettuale nata dalla precedente Amministrazione che ne aveva richiesto il finanziamento sui fondi europei POR CREO. L edificio, risultato di un complesso iter che ha visto lavorare all unisono vari Servizi provinciali, in particolare il servizio Patrimonio, è realizzato con tecniche e materiali della bioedilizia, ha classe energetica A, ed è diventato esso stesso un percorso didattico che si affianca a quelli tradizioni offerti dall Area protetta, in virtù delle scelte effettuate progettuali: dalla costruzione su palafitta, al tetto verde, alla fitodepurazione, all accessibilità totale per i disabili. Per tutti questi motivi è stato selezionato dalla Regione tra i progetti d eccellenza del programma POR CREO. L attività del quinquennio per la Riserva Provinciale del Padule di Fucecchio ha affrontato anche i seguenti aspetti: La regolamentazione degli accessi lungo l argine del Canale del Terzo; La regolamentazione dell utilizzo delle risorse idriche, entrata in funzione per la prima volta nel 2013, tramite un protocollo che coinvolge il Consorzio di Bonifica ed i vari Comuni rivieraschi ed individua delle procedure da attuare per i periodi di sofferenza idrica, che minacciano la vita nel Padule. Bloccando gli attingimenti, mettendo in campo un meccanismo di rotazione e di orari per evitare scompensi e intensificando l attività LUNGO LE ROTTE MIGRATORIE Il Progetto di sistema Lungo Le Rotte Migratorie, gestione sistemica delle aree umide protette della Toscana settentrionale, ha visto la Provincia di Pistoia Ente capofi la ed il Centro di Ricerca, Documentazione e Promozione del Padule di Fucecchio, coordinatore scientifi co. Hanno visto la luce più di 50 progetti, fi nalizzati ad azioni di conservazione e di restauro ambientale, alla realizzazione e potenziamento di strutture per una corretta fruizione (anche per i diversamente abili, con progetti specifi ci) al coordinamento delle attività di ricerca su fl ora e fauna, alla realizzazione di materiale didattico, divulgativo e promozionale comune. I fondi regionali stanziati dal 2000 ad oggi ammontano a più di due milioni di euro e circa due milioni di euro l entità del cofi nanziamento a carico di enti, associazioni e privati coinvolti, di cui oltre trecentomila euro il cofi nanziamento della Provincia di Pistoia. Per le opere di ripristino e manutenzione ambientale realizzate sono state previste tecniche di ingegneria naturalistica con ricorso a materiali salubri e durevoli e il ricorso a tecniche di minore impatto ambientale. Straordinari i risultati ottenuti nella Riserva provinciale del Padule di Fucecchio: l aumento della presenza di migratori acquatici (con notevoli vantaggi anche per l attività venatoria e la nuova presenza di specie migratrici) è costante e notevole. Anche il censimento invernale degli uccelli acquatici, effettuato il 16 gennaio 2007 ha dato risultati notevoli a conferma di questa tendenza molto positiva: un dato di 6814 uccelli censiti nel 2007 contro i 5005 del gennaio del 2006 ed i 1424 del 2000.18 18 di controllo sull abusivismo dei prelievi d acqua per l anno 2013 non si è registrata, per la prima volta, alcuna moria di pesci. Interventi per la naturalizzazione del Padule finanziati nell ambito dell accordo quadro per la riorganizzazione della depurazione per circa 5 milioni di euro, per i quali si arriva oggi alla progettazione esecutiva ed avvio dei lavori, dopo un iter molto complesso che ha compreso anche il processo partecipativo Il padule che vorremmo. Gli interventi prevedono azioni dirette a scongiurare la carenza idrica (creazione di riserve d acqua a nord, dal Lago del Coccio e a sud dell area Le Morette, presso Castelmartini e del nuovo depuratore di Ponte Buggianese) e azioni indirette, come la creazione di nuovi ambienti palustri, strutture di accesso, attività di valorizzazione e promozione. Alcuni mirano a contrastare l interramento del bacino palustre, che procede ad un ritmo velocissimo (circa 1 cm e mezzo ogni anno), e si sostanziano in un costante riscavo, in un lavoro sul Torrente Pescia per la riduzione dell emissione di sedimenti, nella risistemazione dei canali. La limitazione dell uso del piombo. Il piombo è un metallo tossico utilizzato dall uomo da migliaia di anni per una molteplicità di usi diversi. La crescente evidenza della pericolosità di questo materiale per la salute e per l ambiente negli ultimi decenni ha portato ad una serie di bandi volti a vietarne l utilizzo in molti settori. Ad oggi sono stati introdotti divieti nella produzione delle benzine, delle vernici, dei giocattoli, delle tubazioni, delle leghe per saldature, dei pesi per l equilibratura dei pneumatici, dei pesi da pesca. Da tempo in diversi Paesi occidentali è proibito anche l utilizzo di munizionamento contenente piombo per la caccia nelle zone umide, dal momento che gli uccelli acquatici tendono a ingerire i pallini sparati che si depositano sul fondo degli stagni e delle paludi, rimanendone intossicati. In realtà, numerosi studi condotti in diversi contesti ambientali hanno dimostrato come l utilizzo delle munizioni da caccia contenenti piombo possa avere effetti negativi su molte specie di animali terrestri, sull ambiente e persino sulla salute umana. In questa direzione la Provincia ha inteso rafforzare l efficacia delle norme vietando non solo l utilizzo delle munizioni in piombo, all interno del Padule, ma anche la loro detenzione. Ridefinizione dei confini della ZPS e dell Area contigua alla Riserva. La Provincia ha portato avanti un importante lavoro sulla definizione dei confini della Zone di Protezione Speciale e delle aree contigue della Riserva. Queste due zone, storicamente, avevano margini non coincidenti: la situazione che si veniva a creare era di caos normativo e difficoltà a far rispettare i regolamenti. Ritoccare i margini della ZPS, aumentandone l area complessiva, ha significato un lavoro molto complesso, a causa delle molte garanzie che l Unione Europea impone per la protezione delle specie che le abitano. Tuttavia, nella convinzione che regole chiare e confini definiti favoriscono il rispetto delle normative, è stato completato con successo il riposizionamento dei confini. La Provincia ha vietato l utilizzo e la detenzione delle munizioni in piombo all interno del Padule: una tutela non solo per le specie animali, ma anche per l uomo e l ambiente.19 19 Il Centro Visite, struttura all avanguardia ambientale, è stato riconosciuto come eccellenza regionale20 20 RISORSE FAUNISTICHE: CACCIA E PESCA La gestione corretta delle risorse naturali, siano esse ittiche o venatorie, è stata per la Provincia di Pistoia una priorità nel quinquennio Sono stati infatti effettuati due passaggi fondamentali: l approvazione del Piano Ittico Provinciale e l approvazione del Piano Venatorio Provinciale. con l associazionismo, sancita già dal 2011 con la firma di un protocollo d intesa per le due zone a regolamento specifico della pesca ( ALTA LIMA E SESTAIONE e TORRENTE LIMENTRA ): un requisito fondamentale, specialmente in un settore dove si incontrano aspetti ludici, di sviluppo economico e di tutela del patrimonio naturalistico. Le Associazioni di pescatori e le associazioni ambientaliste sono i partner privilegiati della provincia per la gestione dei fiumi e delle specie ittiche e vengono coinvolti nelle varie attività sia operative che di vigilanza, attraverso le guardie ittiche volontarie (G.I.V.) che operano in coordinamento con la polizia provinciale. In attuazione del Piano ittico sono previste convenzioni per operare sia nei monitoraggi ed immissioni ittiche che nella gestione degli istituti ittici quali zone di protezione, campi di gara, zone a regolamento specifico della pesca. Le immissioni effettuate in passato per reintegrare le specie di pesci soggette a forte pressione di pesca, sono state effettuate con trote fario di allevamento, che hanno gradualmente colonizzato i corsi d acqua, sostituendosi alle popolazioni locali di trota. LA TROTA INDIGENA Pesca La Provincia di Pistoia offre nel suo territorio ambienti caratterizzati da habitat acquatici di valore, sia per gli aspetti naturalistici che per l utilizzo delle risorse a fini di pesca sportiva. L obiettivo principale del Piano Ittico Provinciale è individuare le aree prioritarie da valorizzare per la conservazione, l incremento ed il riequilibrio delle popolazioni ittiche, di strutturare le strategie per assicurarne la corretta fruibilità degli ecosistemi acquatici e di promuovere, attraverso la pesca sportiva, un uso sostenibile delle risorse naturalistiche del territorio provinciale. Nella Provincia di Pistoia è possibile individuare aree, che hanno caratteristiche idromorfologiche e popolamenti di pregio, che devono essere considerate prioritarie nella programmazione di misure di tutela e valorizzazione, poiché costituiscono un potenziale motore di sviluppo, in particolar modo per le aree montane. Il Piano ittico provinciale rappresenta la prima pianificazione e atto di indirizzo organico di questo settore. Pilastro fondamentale sul quale si è voluto costruire lo strumento programmatorio è la stretta collaborazione La comunità ittica dei nostri fiumi è costituita preponderantemente dalla trota fario di introduzione. La trota mediterranea, indigena della montagna pistoiese era praticamente scomparsa a causa dell ibridazione con altri ceppi di trota fario immessi nei corsi d acqua a scopo di pesca sportiva. Tuttavia, in alcuni torrenti montani della provincia di Pistoia si sono rinvenuti soggetti che mostrano una livrea interessante, attribuibile al fenotipo autoctono mediterraneo. Grazie alla collaborazione con l Università di Parma e le locali associazioni di pescatori, sono stati rintracciati soggetti genotipicamente caratterizzati come mediterraneo, attualmente in fase di allevamento come riproduttori, che in pochi anni potranno essere utilizzati per ripopolare i torrenti, in particolar modo nei tratti di acqua di pregio, contribuendo a salvaguardare la biodiversità dei torrenti montani pistoiesi. Vedere altro
MISURA 7 Servizi di base e rinnovamento dei villaggi nelle zone. (ex M. 313, M. 321, M. 322, 323, artt. 19 e 20 Reg. UE 1305/2013) TOTALE DI MISURA 61.359.114,10 (QUOTA FEASR 26.458.050) Per le spese ammissibili Dettagli Servizio Tutela Ambientale, Energia, Gestione rifiuti, Bonifica inquinamenti ambientali e aree inquinate, Forestazione, Antincendi Boschivi.
La funzione ambientale ed economica del bosco: le potenzialità delle foreste pistoiesi FUNZIONI AMBIENTALI: TANTE! EVIDENZA: PROTEZIONE DEL SUOLO (AGGIORNARE) ACCUMULO CO2 NELLE PIANTE, LIGNINA NON DECOMPOSTA Dettagli 3.4 PROGRAMMA N.13 POLIZIA PROVINCIALE AMMINISTRATORE COMPETENTE: ASSESSORE FAUSTO CARRARA RESPONSABILE: ALBERTO CIGLIANO
3.4 PROGRAMMA N.13 POLIZIA PROVINCIALE AMMINISTRATORE COMPETENTE: ASSESSORE FAUSTO CARRARA RESPONSABILE: ALBERTO CIGLIANO 3.4.1 - DESCRIZIONE DEL PROGRAMMA Polizia Provinciale Il presidio e controllo del Dettagli REGIONE PUGLIA ASSESSORATO ALL ECOLOGIA UFFICIO PARCHI E RISERVE NATURALI
AMB/SDL/2005/000 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione del Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio e Palude del Capitano 1 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE Istituzione del Parco Naturale Regionale Porto Selvaggio Dettagli ORDINE DEL GIORNO UFFICIO DI PRESIDENZA. riunitosi a Milano il 23 Settembre 2013
ORDINE DEL GIORNO UFFICIO DI PRESIDENZA riunitosi a Milano il 23 Settembre 2013 Considerato che: Il 7 agosto u.s. si è tenuto un incontro tra il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, affiancato Dettagli Nuovo paradigma: interventi finanziari coordinati per migliorare la competitività delle imprese agricole
Nuovo paradigma: interventi finanziari coordinati per migliorare la competitività delle imprese agricole Agricoltura e turismo 1) sono i settori che meglio tengono nella crisi economico-finanziaria di Dettagli CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME. 11/030/CR6b/C2
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 11/030/CR6b/C2 OSSERVAZIONI ED EMENDAMENTI AL DISEGNO DI LEGGE A.S. 2259 SCHEMA DI DISEGNO DI LEGGE RECANTE INDIVIDUAZIONE DELLE FUNZIONI FONDAMENTALI Dettagli Per coltivare. un futuro sostenibile. Breve guida al PSR 2014-2020 del Friuli Venezia Giulia
Per coltivare un futuro sostenibile Breve guida al PSR 2014-2020 del Friuli Venezia Giulia CHE COS È IL PSR Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) è lo strumento di attuazione del Fondo Europeo Agricolo Dettagli RIFORME DI SISTEMA PER LA RIDUZIONE DEI COSTI IMPROPRI DELLA POLITICA, DELLE ISTITUZIONI, DELLE AMMINISTRAZIONI
Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori RIFORME DI SISTEMA PER LA RIDUZIONE DEI COSTI IMPROPRI DELLA POLITICA, DELLE ISTITUZIONI, DELLE AMMINISTRAZIONI Il tema della riduzione dei costi della politica, Dettagli Protocollo di intesa con l Ass. Città del Bio nell ambito della Convenzione delle Alpi. Tra
Protocollo di intesa con l Ass. Città del Bio nell ambito della Convenzione delle Alpi Tra Il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, con sede in Via Cristoforo Colombo, 44, 00187 Dettagli Curriculum Vitae Francesco Bartolini. Sesso M Data di nascita 06/02/1979 Nazionalità Italiana CF BRTFNC79B06G713A
INFORMAZIONI PERSONALI Francesco Bartolini Residenza: Via F. Magni n. 12, Pistoia (PT) Studio professionale: Largo San Biagio n. 73, Pistoia (PT) 0573/1870241 FAX 0573/1930308 347/1988216 francescobartolini2@gmail.com Dettagli LEGGE REGIONALE 15 maggio 2006, n. 10. Istituzione del Parco naturale regionale Bosco Incoronata. Art. 2 (Finalità) PARTE PRIMA
8119 PARTE PRIMA Leggi e Regolamenti Regionali LEGGE REGIONALE 15 maggio 2006, n. 10 Istituzione del Parco naturale regionale Bosco Incoronata La seguente legge: IL CONSIGLIO REGIONALE HA APPROVATO IL Dettagli Sesto Forum Europeo sulla coesione
Sesto Forum Europeo sulla coesione Bruxelles 8 settembre 2014 Intervento del Sottosegretario di Stato, On.Sandro Gozi, nella sessione di apertura Restoring growth and jobs: how can cohesion policy contribute Dettagli Il ruolo delle foreste nella Strategia Nazionale per la Biodiversità
Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale Le risorse forestali nazionali e i servizi eco-sistemici Il ruolo delle istituzioni ROMA - 6 dicembre 2011 Il ruolo delle foreste nella Strategia Dettagli 2. Una economia equilibrata con un cuore pulsante industriale e turistico
L analisi che il CRESME ha condotto, sulla base dell incarico ricevuto da ANCE COMO, con il contributo dalla CAMERA DI COMMERCIO DI COMO e sostenuto da Ordine degli Architetti, Ordine degli Ingegneri di Dettagli REGOLAMENTO DI GESTIONE AMBIENTALE, FAUNISTICA E VENATORIA DELLE AZIENDE AGRITURISTICHE VENATORIE E FAUNISTICHE VENATORIE
REGOLAMENTO DI GESTIONE AMBIENTALE, FAUNISTICA E VENATORIA DELLE AZIENDE AGRITURISTICHE VENATORIE E FAUNISTICHE VENATORIE Approvato con deliberazione Consiliare n. 52 del 21.04.2009 Pag. 1 di 13 TITOLO Dettagli Silvano Toso. ISTITUTO SUPERIORE PER LA PROTEZIONE E LA RICERCA AMBIENTALE ed OSSERVATORI FAUNISTICI REGIONALI
Silvano Toso ISTITUTO SUPERIORE PER LA PROTEZIONE E LA RICERCA AMBIENTALE ed OSSERVATORI FAUNISTICI REGIONALI L Istituto Superiore per Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) è un ente pubblico di ricerca Dettagli Misura 216 Sostegno agli investimenti non produttivi
(Criteri esaminati dal Cds con procedura scritta n. 2/2012) Misura 216 Sostegno agli investimenti non produttivi Azione a) - Ripristino di spazi naturali e seminaturali e del paesaggio agrario Ripristino Dettagli Atti parlamentari - 1 - Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI DOCUMENTI CAMERA DEI DEPUTATI DISEGNO DI LEGGE
Atti parlamentari - 1 - Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI DISEGNO DI LEGGE PRESENTATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E DAL MINISTRO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE Dettagli Misura 2 Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole
PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-20 Misura 2 Servizi di consulenza, di sostituzione e di assistenza alla gestione delle aziende agricole Sottomisura 2.1 Sostegno ad avvalersi di servizi di consulenza Dettagli Relazione illustrativa
Relazione illustrativa Relazione illustrativa Schema di DPCM ai sensi del comma 10-ter dell art.2 del Dl 95/2012 Riorganizzazione del MIBACT 1. Le ragioni della riforma 1.1. L attuazione delle misure di Dettagli Settore Segreteria Generale. Settore Servizi Amministrativi. Settore Polizia Provinciale. Settore Risorse Umane e Finanziarie. Settore Servizi Tecnici
Settore Segreteria Generale Segretario Generale: Giulio Nardi e-mail: giulio.nardi@provincia.siena.it Telefono: 0577 241360 Fax: 0577 241321 Orario di ricevimento: su appuntamento Settore Servizi Amministrativi Dettagli PROGRAMMA 13 CORPO DI POLIZIA PROVINCIALE
PROGRAMMA 13 CORPO DI POLIZIA PROVINCIALE Assessore Fausto Carrara Responsabile Alberto Cigliano Risorse umane impiegate: 1 Dirigente 2 D5 - Ufficiale 1 D4 - Ufficiale 1 D4 - Specialista di Vigilanza 1 Dettagli Pagano Cataldo Cataldo.pagano@regione.basilicata.it. Diploma di Perito Tecnico Industriale Capotecnico Specializzazione: Elettrotecnica
C U R R I C U L U M V I T A E INFORMAZIONI PERSONALI Nome E-mail Pagano Cataldo Cataldo.pagano@regione.basilicata.it ISTRUZIONE FORMAZIONE Nazionalità Italiana Data di nascita 15 dicembre 1950 Diploma Dettagli CONVENZIONE PER LA COLLABORAZIONE, IN FORMA NON ESCLUSIVA, IN ATTIVITA DI GESTIONE DEL PARCO DELLE OROBIE BERGAMASCHE. tra
CONVENZIONE PER LA COLLABORAZIONE, IN FORMA NON ESCLUSIVA, IN ATTIVITA DI GESTIONE DEL PARCO DELLE OROBIE BERGAMASCHE. tra il Consorzio di gestione del Parco regionale delle Orobie Bergamasche, di seguito Dettagli Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali DIPARTIMENTO DELLE POLITICHE DI SVILUPPO ECONOMICO E RURALE DIREZIONE GENERALE PER LO SVILUPPO AGROALIMENTARE, QUALITÀ E TUTELA DEL CONSUMATORE Dettagli I COMUNI INCONTRANO REGIONE LOMBARDIA Roberto Scanagatti Presidente ANCI Lombardia
I COMUNI INCONTRANO REGIONE LOMBARDIA Roberto Scanagatti Presidente ANCI Lombardia Lombardia - Milano Incontro importante per condividere analisi individuare bisogni e problemi dei Comuni condividere iniziative Dettagli ASPETTI AMMINISTRATIVI DI GESTIONE DEL CINGHIALE IN PROVINCIA DI BRESCIA
Provincia di Brescia Assessorato Caccia e Pesca Sport e Associazioni Assessore Alessandro Sala relatore: Pier Alberto Cucchi ASPETTI AMMINISTRATIVI DI GESTIONE DEL CINGHIALE IN PROVINCIA DI BRESCIA Il Dettagli Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta
isstock Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta 7 PAA Programma generale di azione dell Unione in materia di ambiente fino al 2020 A partire dalla metà degli anni 70 del secolo scorso, la politica Dettagli DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 50-13328 DEL 15 FEBBRAIO 2010
DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE N. 50-13328 DEL 15 FEBBRAIO 2010 PSR 2007-2013 della Regione Piemonte: misura 214 Pagamenti agroambientali - Campagna 2010. Presentazione domande di pagamento per le Dettagli IL CAOS NORMATIVO IN MATERIA DI PROVINCE *
IL CAOS NORMATIVO IN MATERIA DI PROVINCE * di Federica Fabrizzi (Ricercatore di Istituzioni di diritto pubblico Università Telematica Internazionale Uninettuno) 8 gennaio 2014 Servirebbe una relazione Dettagli UFFICIO INTERCOMUNALE PER LA RICERCA DI FINANZIAMENTI (U.I.R.F.)
UFFICIO INTERCOMUNALE PER LA RICERCA DI FINANZIAMENTI (U.I.R.F.) (Schema di Convenzione di cui all art.20 della LRT n. 68/2011) Tra 1)- Il comune di Calenzano, nella persona di... domiciliato per la sua Dettagli PROPOSTA DI LEGGE N. 9/9^ DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE REGIONALE G. NUCERA, RECANTE: TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO E DELL ECONOMIA FORESTALE
CONSIGLIO REGIONALE DELLA CALABRIA IV COMMISSIONE ASSETTO E UTILIZZAZIONE DEL TERRITORIO - PROTEZIONE DELL AMBIENTE PROPOSTA DI LEGGE N. 9/9^ DI INIZIATIVA DEL CONSIGLIERE REGIONALE G. NUCERA, RECANTE: Dettagli Titolo 5 PATRIMONIO - CONTABILITÀ - CONTRATTI, ESPROPRIAZIONI, USI CIVICI, AREE CONTIGUE. Pubblicata sul Bollettino ufficiale 18 aprile 1995, n. 29.
26.10.2011 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 50 Testo coordinato della legge regionale 11 aprile 1995, n. 49 - Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse Dettagli Andando Verso il Nuovo. Piano di Sviluppo Rurale della Toscana 2014 2020.
Andando Verso il Nuovo Piano di Sviluppo Rurale della Toscana 2014 2020. Report - Attività Professionale Periodo di Spesa 2007 2013. Fondo F.E.A.S.R. Codice Fiscale e P.IVA 02035130513 - Via C. Concini Dettagli BIODIVERSITÀ NELL AGROECOSISTEMA
BIODIVERSITÀ NELL AGROECOSISTEMA po p i l i F ri Alleg Zurla G ia Barbi er i nluca Luca 2^C a.s. 2013/2014 COS È LA BIODIVERSITÀ È LA VARIETÀ DI SPECIE ANIMALI E VEGETALI PRESENTI NELLA BIOSFERA PERCHÉ Dettagli COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO
COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 10.06.2004 COM(2004)415 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO Piano d azione europeo per l agricoltura biologica Dettagli REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA
Relazione al disegno di legge: ISTITUZIONE DEI PARCHI NATURALI REGIONALI DELL OASI DI TEPILORA, DELLEFORESTEDI GUTTURU MANNU E DEL MONTE ARCI presentato dall Assessore della Difesa dell Ambiente dr Antonio Dettagli La realtà forestale della Regione Toscana. Regione Toscana
Auditorium Consiglio Regionale 22 Luglio 2009 La realtà forestale della Regione Toscana Dott. Giovanni Vignozzi Resp. Settore Programmazione Forestale Direzione Generale dello Sviluppo Economico Regione Dettagli Progetto n. 1. Di seguito viene fornita una descrizione dei singoli progetti.
Ai sensi dell art. 10 della L.R. 3/94, ai fini del finanziamento regionale, le Province presentano alla Giunta Regionale il Programma Annuale di Gestione provinciale che comprende gli interventi per la Dettagli LEGGE REGIONALE 26 ottobre 2006, n. 30. Istituzione del Parco naturale regionale. Costa Otranto-S. Maria di Leuca e Bosco di Tricase.
19196 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 143 del 3-11-2006 PARTE PRIMA Leggi e Regolamenti Regionali LEGGE REGIONALE 26 ottobre 2006, n. 30 Istituzione del Parco naturale regionale Costa Otranto-S. Dettagli La Rete Natura 2000. nelle Marche. Alfredo Fermanelli http://natura.regione.marche.it
La Rete Natura 2000 nelle Marche Alfredo Fermanelli http://natura.regione.marche.it Direttiva Habitat (art. 2) Salvaguardia biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, flora e fauna Dettagli DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE
Senato della Repubblica XVII LEGISLATURA N. 2115 DISEGNO DI LEGGE COSTITUZIONALE d iniziativa del senatore QUAGLIARIELLO COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 27 OTTOBRE 2015 Modifiche all articolo 83 della Costituzione Dettagli DOSSIER L impatto della Legge di stabilità su servizi e funzioni. Assemblea Presidenti Province Roma, 29 Ottobre 2014
DOSSIER L impatto della Legge di stabilità su servizi e funzioni Assemblea Presidenti Province Roma, 29 Ottobre 2014 Le funzioni delle Province oggi Fino al 31 dicembre 2014 le Province sono tenute ad Dettagli PIANO STRATEGICO DI SVILUPPO DEL TURISMO IN ITALIA (2016-2021) Primi Orientamenti
PIANO STRATEGICO DI SVILUPPO DEL TURISMO IN ITALIA (2016-2021) Primi Orientamenti 1. MOTIVAZIONI E SCELTE ESSENZIALI La capacità competitiva dell Italia nel mercato internazionale del turismo è largamente Dettagli Strategia territoriale per le aree dell arco alpino
Strategia territoriale per le aree dell arco alpino Documento di sintesi I cantoni alpini intendono rafforzare l area alpina quale spazio vitale, economico e culturale poliedrico, caratterizzato dalla Dettagli Politica Agricola Comune (PAC)
Politica Agricola Comune (PAC) La Politica Agricola Comune (PAC) rappresenta l'insieme delle regole che l'unione europea, fin dalla sua nascita, ha inteso darsi riconoscendo la centralità del comparto Dettagli BANDI 2011 26. ambientale a livello locale. Bando con scadenza 22 aprile 2011
Bando con scadenza 22 aprile 2011 BANDI 2011 26 Piano di azione Promuovere la sostenibilità ambientale a livello locale Tutelare e valorizzare la biodiversità Il problema Lo sviluppo umano è oggi causa Dettagli LA GESTIONE DEI FIUMI TRA TUTELA, VALORIZZAZIONE E DISSESTO IDRAULICO. Torino, 8 luglio 2015
LA GESTIONE DEI FIUMI TRA TUTELA, VALORIZZAZIONE E DISSESTO IDRAULICO. POSSIBILI MODELLI DI GOVERNANCE Torino, 8 luglio 2015 Ore 14 INTRODUZIONE a cura di Alberto Rudellat, Patrizia Saroglia (LaPo) Ore Dettagli S E N A T O D E L L A R E P U B B L I C A
S E N A T O D E L L A R E P U B B L I C A X I I I L E G I S L A T U R A 8 a COMMISSIONE PERMANENTE (Lavori pubblici, comunicazioni) 4 o R e s o c o n t o s t e n o g r a f i c o SEDUTA DI MARTEDÌ 5 NOVEMBRE Dettagli GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE
GLI INTERVENTI DI SISTEMAZIONE IDRAULICO-FORESTALI NELLA PREVENZIONE DEI RISCHI NATURALI LE LINEE DI AZIONE DELLA REGIONE PIEMONTE G. Cacciabue, V.Debrando 1 La mitigazione degli effetti prodotti sul territorio Dettagli Relazione dell Assessore Paolo Magnanensi. Seminario Il Bilancio di Genere nella Provincia di Pistoia. Martedì 7 dicembre 2010
Assessorato politiche inerenti lo sviluppo sostenibile, l industria, l artigianato, l innovazione produttiva, l università, la scuola, l istruzione, la formazione professionale, coordinamento politiche Dettagli PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-20
PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE 2014-20 Misura 8 Investimenti nello sviluppo delle aree forestali e nel miglioramento della redditività delle foreste Sottomisura 8.3 Sostegno alla prevenzione dei danni arrecati Dettagli RISOLUZIONE. L Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
Servizio Segreteria Assemblea Legislativa REGIONE EMILIA-ROMAGNA - ASSEMBLEA LEGISLATIVA ATTO DI INDIRIZZO RISOLUZIONE - Oggetto n. 512 - Risoluzione proposta dal Presidente della I Commissione, su mandato Dettagli REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO UFFICIALE. della Regione Puglia. Leggi e Regolamenti regionali
2015.11. 02 13:21:48 +01'00' REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO UFFICIALE della Regione Puglia ANNO XLVI BARI, 2 NOVEMBRE 2015 Leggi e Regolamenti regionali n. 142 Il Bollettino Ufficiale della Regione Puglia Dettagli Art. 1 (Modifica all articolo 140 della L.R. 15/2004)
Riserva naturale guidata "Sorgenti fiume Vera": attuazione dell articolo 140 della L.R. 26 aprile 2004, n. 15 "Legge finanziaria regionale 2004" e modifiche alle LL.RR. nn. 42/2011 e 25/2011 Art. 1 (Modifica Dettagli Titolo 1 - PRINCIPI GENERALI E NORME SULLA PROGRAMMAZIONE. Art. 01 - Oggetto e finalità
Legge Regionale 11 aprile 1995, n. 49 Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale. Bollettino Ufficiale n. 29, parte prima, del 18.04.1995 Titolo 1 - PRINCIPI Dettagli PSR 2014-2020 Guida alla consultazione online del Programma di Sviluppo Rurale della Provincia Autonoma di Trento
PSR 2014-2020 Guida alla consultazione online del Programma di Sviluppo Rurale della Provincia Autonoma di Trento L agricoltura trentina prende quota! I 5 passi per consultare facilmente online il PSR Dettagli Le fasi di costituzione ed attivazione dell Unione dei Comuni. Criticità e soluzioni
Le fasi di costituzione ed attivazione dell Unione dei Comuni. Criticità e soluzioni Abstract: La costituzione dell Unione dei Comuni per la gestione associata delle funzioni fondamentali dei comuni è Dettagli STATUTO Approvato con Deliberazione della Conferenza metropolitana n. 1 del 16/12/2014
STATUTO Approvato con Deliberazione della Conferenza metropolitana n. 1 del 16/12/2014 INDICE TITOLO I Principi generali Art. 1 Principi generali Pag. 3 Art. 2 Finalità Pag. 3 Art. 3 Territorio, sede Dettagli animale e vegetale marina
Il ruolo del MIPAAF nel sistema nazionale e comunitario a tutela della biodiversità animale e vegetale marina Dott. Giuseppe Ambrosio Capo di Gabinetto Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Dettagli ALLEGATO 1 QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO E PROGRAMMATICO
ALLEGATO 1 QUADRO DI RIFERIMENTO NORMATIVO E PROGRAMMATICO Quadro di riferimento comunitario: la Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali Dettagli Le novità normative in tema di rapporto di lavoro pubblico: il D.Lgs. 150/2009
Le novità normative in tema di rapporto di lavoro pubblico: il D.Lgs. 150/2009 Parma, Sala aurea C.C.I.A.A., Via Verdi 2 Gaetano Palombelli La riforma del lavoro pubblico nel contesto della riforma istituzionale Dettagli Premessa 23/05/2014 2
Regione Toscana NORMATIVA sulla DIFESA DEL SUOLO Legge Reg. 27 dicembre 2012 n. 79 Nuova Disciplina in materia di Consorzi di bonifica. Modifiche (Ver. alla l.r. 69/2008 e alla l.r. 91/98. 1.0) Abrogazione Dettagli ATTI DEGLI ORGANI COSTITUZIONALI DECRETI, DELIBERE E ORDINANZE MINISTERIALI
LAVORI PREPARATORI Camera dei deputati (atto n. 1923): Presentato dal Ministro degli affari esteri ( BONINO ) il 30 dicembre 2013. Assegnato alla III Commissione (Affari esteri e comunitari), in sede referente, Dettagli DOCUMENTO DI LEGAUTONOMIE
Convegno nazionale Senato delle autonomie/federalismo e riforma dell'ordinamento locale Roma, 14 Ottobre 2013 Tempio di Adriano Sala Convegni Piazza di Pietra Ore 9.30/14.00 DOCUMENTO DI LEGAUTONOMIE 2 Dettagli Protocollo d Intesa tra il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (di seguito denominato MIUR),
Protocollo d Intesa tra il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (di seguito denominato MIUR), e Comune di Viterbo Educazione alimentare e stili di vita consapevoli: le scuole del Dettagli PARCHI DI MARE E D APPENNINO
PROTOCOLLO D INTESA PROGETTO APE APPENNINO PARCO D EUROPA APPENNINO SETTENTRIONALE (REGIONI LIGURIA, EMILIA ROMAGNA, TOSCANA) PARCHI DI MARE E D APPENNINO AGENDE TERRITORIALI COORDINATE PER LA RETE DEI Dettagli La politica regionale di sviluppo rurale per il periodo 2014-2020 sarà improntata a quattro parole chiave:
4 5 scheda SEZIONE C: SCHEDA La strategia di sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia 2014-2020 in breve La politica regionale di sviluppo rurale per il periodo 2014-2020 sarà improntata a quattro parole Dettagli MANUALE DEL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE ALLEGATO 13
Data: 7/12/2012 Ora e luogo: 14.30 - Comune VALUTAZIONI SUGLI ELEMENTI DEL SGA ANALIZZATI Evoluzione occorsa dalla precedente riunione relativamente allo scenario ambientale, alle attività dell organizzazione Dettagli COSA HA VERAMENTE DETTO IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE (2) Concluding Statement of the IMF Mission
234 COSA HA VERAMENTE DETTO IL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE (2) Concluding Statement of the IMF Mission 10 luglio 2013 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Il Popolo della Libertà Dettagli Proposta di istituzione della SCUOLA DI DOTTORATO IN SCIENZE E TECNOLOGIE AGRARIE E FORESTALI
PRIMA STESURA Proposta di istituzione della SCUOLA DI DOTTORATO IN SCIENZE E TECNOLOGIE AGRARIE E FORESTALI Approvato con Decreto Commissariale n. 127/C del 20.07.2011 INDICE 1. Finalità ed obiettivi 2. Dettagli 1. INTRODUZIONE... 2 2. OBIETTIVI E SCELTE DI PIANO...
RELAZIONE SINTETICA 1. INTRODUZIONE...2 2. OBIETTIVI E SCELTE DI PIANO...3 2.1 Il sistema della residenza e dei servizi...4 2.2 Il sistema della produzione...7 2.3 Il sistema della mobilità e delle infrastrutture...9 Dettagli VERBALE SINTETICO DEL I INCONTRO GRUPPO TEMATICO Acqua
PROVINCIA DI PRATO Ufficio Agenda 21 Via Giovanni Pisano, 12-59100 Prato Tel.: 0574 534260 Fax: 0574 534329 E-mail: agenda21@provincia.prato.it Web: http:\\www.provincia.prato.it PTC 2008 Variante di adeguamento Dettagli Istituzione del Parco naturale dell Alta Valle Antrona.
LEGGE REGIONALE N. 33 DEL 22-12-2009 REGIONE PIEMONTE Istituzione del Parco naturale dell Alta Valle Antrona. Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE PIEMONTE N. 51 del 24 dicembre 2009 ARTICOLO 1 (Istituzione) Dettagli 19 Febbraio 2014 Bregnano, centro polifunzionale
Fase 2 La valle del Lura: co-progettare il paesaggio Elementi emersi dal percorso partecipativo: Presentazione e discussione di indicazioni per la revisione del progetto 19 Febbraio 2014 Bregnano, centro Dettagli Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 35 del 4 maggio 2012 15
Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 35 del 4 maggio 2012 15 LEGGE REGIONALE 27 aprile 2012, n. 17 Disposizioni in materia di risorse idriche. Il Consiglio regionale ha approvato Il Presidente Dettagli Regione Autonoma della Sardegna L Assessore della Difesa dell Ambiente
Decreto n 34 / V Regione Autonoma della L Assessore della Difesa dell Ambiente OGGETTO: Azione di protezione delle produzioni ittiche negli stagni dell Oristanese dalla predazione degli uccelli ittiofagi. Dettagli Figura 1 - Inquadramento lotto d'intervento
Indice 1. Inquadramento...2 2. Consistenza degli edifici esistenti...4 3. Regole urbanistiche e ambientali...4 4. Assetto planivolumetrico...6 5. Ubicazione e descrizione dell'area...6 6. Opere di urbanizzazione Dettagli LEGGE REGIONALE 11 dicembre 2013, n. 39
Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 166 del 17-12-2013 41605 LEGGE REGIONALE 11 dicembre 2013, n. 39 Tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario, forestale e zootecnico. IL Dettagli proposta di legge n. 238
REGIONE MARCHE 1 CONSIGLIO REGIONALE proposta di legge n. 238 a iniziativa della Giunta regionale presentata in data 30 marzo 2004 MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 27 LUGLIO 1998, N. 24 CONCERNENTE: DISCIPLINA Dettagli A.N.P.A.N.A. O.N.L.U.S. Associazione Nazionale Protezione Animali, Natura e Ambiente PROTEZIONE CIVILE E AMBIENTALE GUARDIE ECOZOOFILE
A.N.P.A.N.A. O.N.L.U.S. Associazione Nazionale Protezione Animali, Natura e Ambiente PROTEZIONE CIVILE E AMBIENTALE GUARDIE ECOZOOFILE Sezione Territoriale Provinciale di Padova L A.N.P.A.N.A., Associazione Dettagli IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE
B IL SISTEMA NATURALE ED AMBIENTALE Premessa Il quadro conoscitivo del PTCP restituisce un analisi del sistema naturale ed ambientale del territorio provinciale che pone limiti ed offre opportunità alle Dettagli Prot. n Roma, 15/01/2013. Alla Dr.ssa Paola Berardino Sub-commisario straordinario. e, p.c. Al Segretario e Direttore Generale Dott.
Segreteria Provinciale di Roma Prot. n Roma, 15/01/2013 Alla Dr.ssa Paola Berardino Sub-commisario straordinario e, p.c. Al Segretario e Direttore Generale Dott. Vincenzo Stalteri Al Direttore del Dipartimento Dettagli LA TUTELA DEI BOSCHI Aspetti forestali e paesistici
Corso di formazione per guardie ecologiche volontarie Parco del Rio Vallone aprile 2011 LA TUTELA DEI BOSCHI Aspetti forestali e paesistici Il bosco: unità ecologica e definizione della norma Il bosco: Dettagli PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DI UN NUOVO SISTEMA DI GOVERNANCE DELLE POLITICHE FORMATIVE IN CALABRIA
PRINCIPI ISPIRATORI DEL PROCESSO DI COSTRUZIONE DI UN NUOVO SISTEMA DI GOVERNANCE DELLE POLITICHE FORMATIVE IN CALABRIA,QWURGX]LRQH Il processo di sussidiarietà dalla Regione alle Province in materia di Dettagli PROVINCIA DI FOGGIA. Superare la crisi e costruire un agricoltura competitiva Le proposte dei gruppi del centrosinistra in Consiglio provinciale
PROVINCIA DI FOGGIA Gruppo Consiliare PARTITO DEMOCRATICO Foggia, 16 novembre 2009 Superare la crisi e costruire un agricoltura competitiva Le proposte dei gruppi del centrosinistra in Consiglio provinciale Dettagli Piani di Gestione dei Siti Natura 2000
Piani di Gestione dei Siti Natura 2000 Piani di Gestione Individuazione delle misure di conservazione per i siti protetti della Rete Natura 2000 Indicazioni sulla gestione degli habitat e delle specie Dettagli L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA
L ATTUAZIONE DELLA LEGGE 56/14: IL RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE E DELLE CITTA METROPOLITANE E L ACCORDO IN CONFERENZA UNIFICATA Roma 3 luglio 2014 PREMESSA La legge 7 aprile 2014, n. 56, Disposizioni Dettagli Piano di Sviluppo Locale 2014-2020 GAL Tuscia Romana. Crescere insieme: opportunità e risorse
Piano di Sviluppo Locale 2014-2020 GAL Tuscia Romana Crescere insieme: opportunità e risorse MISURA 4 INVESTIMENTI IN IMMOBILIZZAZIONI MATERIALI P1-6 4 MISURA 4 Investimenti in immobilizzazioni materiali Dettagli Ferrovia Porrettana. Una ferrovia vitale per lo sviluppo della Montagna Pistoiese ( e oltre...)
Ferrovia Porrettana. Una ferrovia vitale per lo sviluppo della Montagna Pistoiese ( e oltre...) Premessa: La Porrettana e la Montagna Pistoiese sono tesori da riscoprire e valorizzare per sviluppare le Dettagli Gestione delle avversità in agricoltura biologica
Gestione delle avversità in agricoltura biologica Anna La Torre Consiglio per la ricerca in agricoltura e l analisi dell economia agraria Centro di ricerca per la patologia vegetale «Noi ereditiamo la Dettagli parco locale di interesse sovracomunale art.34 legge regionale n. 86/83
parco locale di interesse sovracomunale art.34 legge regionale n. 86/83 delibera della Giunta Regionale n. 5/21784 del 23 Aprile 1992 la gestione armonica del territorio in funzione della sua salvaguardia Dettagli ADATTAMENTO IN AGRICOLTURA: COME RACCOGLIERE LA SFIDA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO SINTESI DELL INTERVENTO
ADATTAMENTO IN AGRICOLTURA: COME RACCOGLIERE LA SFIDA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO Conferenza Nazionale sui Cambiamenti Climatici Roma, 12-13 settembre 2007 SINTESI DELL INTERVENTO ADATTAMENTO IN AGRICOLTURA: Dettagli ALLEGATO A. Proposta di legge
ALLEGATO A Proposta di legge Modifiche alla legge regionale 19 marzo 2015, n. 30 Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale regionale. Modifiche alla l.r. 24/1994, Dettagli CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 16/17/CU02/C8-C9 PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 16/17/CU02/C8-C9 PARERE SUL DISEGNO DI LEGGE DELEGA RECANTE NORME RELATIVE AL CONTRASTO ALLA POVERTÀ, AL RIORDINO DELLE PRESTAZIONI E AL SISTEMA DEGLI Dettagli I PARCHI PER LA TUTELA DELL AMBIENTE ANTROPIZZATO
I PARCHI PER LA TUTELA DELL AMBIENTE ANTROPIZZATO Il dibattito sulla nascita, la crescita, la gestione a regime delle esperienze illustrate, riguardanti parchi archeo-minerari, mi crea uno spazio di intervento Dettagli INTERVENTO INTRODUTTIVO. di Emilio Tonini. Direttore Generale, Banca Monte dei Paschi di Siena
INTERVENTO INTRODUTTIVO di Emilio Tonini Direttore Generale, Banca Monte dei Paschi di Siena Buongiorno a tutti e un cordiale benvenuto a questa 4 edizione del forum internazionale Montepaschi Vita che, Dettagli Capo I Disposizioni generali
Legge regionale Sardegna 14 aprile 2006, n. 3 Disposizioni in materia di pesca. Capo I Disposizioni generali Art. 1 Finalità 1.Le presenti norme disciplinano, ad integrazione di quanto disposto dalla legge Dettagli 2017 © DocPlayer.it Privacy Policy | Condizioni del servizio | Feed-back

References: articolo 133
 articolo 15
 sentenza 
 articolo 15
 sentenza 
 Art. 2
 art.2
 art.20
 art. 10
 articolo 83
 Art. 1
 articolo 140
 articolo 140
 Art. 1
 Art. 01
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 ARTICOLO 1
 art.34
 art.34
 Art. 1