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Timestamp: 2020-02-22 14:27:08+00:00

Document:
Chimici - Petrolio, Industria: CCNL, 9 dicembre 1978
Data firma: 9 dicembre 1978
Validità: 01.01.1979 - 31.12.1980
Parti: Associazione sindacale nazionale dell’industria petrolifera, Associazione nazionale dell’industria chimica - Confindustria e federenergia-Cisl, Filcea-Cgil, Uilpem-Uil
C) Classificazione e professionalità
D) Occupazione giovanile
G) Contrattazione articolata
Art. 6 - Passaggio da operaio alla qualifica di intermedi o degli impiegati e da intermedio alla qualifica degli impiegati
Art. 11 - Turnisti addetti alle lavorazioni a ciclo continuo e avvicendato
Art. 12 - Lavoro straordinario, lavoro festivo, lavoro notturno
Art. 13 - Sospensioni di lavoro
Art. 14 - Recuperi
Art. 16 - Retribuzione - Terminologia usata nel presente contratto
A) Elementi della retribuzione:
B) Competenze aggiuntive:
A) Conglobamento [
B) Riparametrazione
C) Assorbimenti
Art. 20 - Tredicesima e quattordicesima mensilità
Art. 21 - Lavoro a cottimo
Art. 22 - Premio di produzione o di rendimento
Art. 23 - Indennità per lavoro in turni continui e avvicendati
Art. 24 - Indennità speciale di presenza per il personale addetto al rifornimento di aeromobili
Art. 25 - Indennità di trasporto
Art. 26 - Indennità di reperibilità
Art. 27 - Indennità speciali per il personale addetto alle ricerche petrolifere
Art. 28 - Compenso speciale autisti incaricati delle riscossioni
Art. 29 - Indennità per maneggio di denaro e cauzione
Parte IV Sospensione del rapporto di lavoro Art. 32 - Trattamento in caso di malattia o di infortunio non professionale
Art. 33 - Infortuni e malattie professionali
Art. 34 - Trattamento economico in relazione agli artt. 32 e 33
Art. 35 - Chiamata e richiamo alle armi
Art. 37 - Preavviso di risoluzione del rapporto
Art. 39 - Disciplina dei licenziamenti
Art. 40 - Schede di valutazione
Art. 41 - Regolamento interno
Art. 42 - Patto di non concorrenza
I - Disciplina aziendale
II - Provvedimenti disciplinari
III - Ammonizione e sospensione
IV - Licenziamento per motivi disciplinari
Art. 44 - Controversie individuali e plurime
I - Controversie individuali e plurime
II - Controversie per le qualifiche
III - Controversie collettive per l’interpretazione delle norme contrattuali
Art. 45 - Contestazione sulla retribuzione
Art. 46 - Disposizioni varie
Art. 47 - Consiglio di fabbrica
Art. 48 - Affissioni
Art. 49 - Patronati
Art. 51 - Assemblea
Art. 52 - Locali del Consiglio di fabbrica
Art. 53 - Aspettative per cariche sindacali - Cariche pubbliche
Art. 54 - Permessi per cariche sindacali
Art. 55 - Disciplina dell’apprendistato
Art. 56 - Facilitazioni per i lavoratori studenti
Art. 58 - Ambiente di lavoro
Art. 59 - Abiti da lavoro
Art. 60 - Tutela delle lavoratrici madri
Art. 61 - Lavoro delle donne, dei fanciulli e degli adolescenti - Riposi intermedi
Art. 63 - Cessione e trasformazione dell’azienda
Art. 64 - Distribuzione del contratto
Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori addetti all’industria di ricerca, di estrazione, di raffinazione, di lavorazione o alla distribuzione di prodotti petroliferi (escluse la ricerca, l'estrazione ecc. delle rocce asfaltiche e bituminose)
Addì 9-12-1978, in Roma, fra l’Associazione sindacale nazionale dell’industria petrolifera; l'Associazione nazionale dell’industria chimica per il suo Raggruppamento industrie petrolifere*, con l’assistenza della Confederazione generale dell’industria italiana e la Federenergia-Cisl settore petrolio; la Filcea-Cgil; l’Unione italiana lavoratori petrolieri e metanieri (Uilpem), è stato stipulato il presente Contratto collettivo nazionale che disciplina il rapporto di lavoro tra le aziende che eserciscono l’industria di ricerca, di estrazione, di raffinazione, di lavorazione o la distribuzione di prodotti petroliferi (escluse, comunque, la ricerca, l’estrazione ecc. delle rocce asfaltiche e bituminose) e i lavoratori da esse dipendenti.
*Le aziende impegnate all’applicazione del presente contratto di lavoro sono:
Mediterranea raffineria siciliana petroli spa, Milazzo; Rol spa - Raffineria olii lubrificanti, Milano; San Quirico spa, Milano; Sarom, Milano; Toscopetrol spa, Milano; Trans World Fuels Company spa, Milano; Vadoil spa, Savona; Bitumoil srl, Vignate; Icep - Industria chimica e petrolifera, Milano; Petrosol spa, Verona; Rondine spa - Azienda petrolchimica, Pero; Ilco Italia, Melegnano; Omar spa, Milano; Roma spa, Milano; Sailo spa, Milano; Siro spa, Milano; Viscolube italiana spa, Pieve Fissiraga.
Le parti, nel riaffermare l’autonomia dell’attività imprenditoriale e le rispettive distinte responsabilità degli imprenditori e delle Organizzazioni sindacali dei lavoratori, convengono quanto segue:
- premesso che le Società petrolifere operano nell’ambito degli indirizzi e dei programmi stabiliti dal Governo e che le loro scelte di politica industriale sono condizionate a specifiche direttive degli organismi istituzionali preposti, annualmente, a livello nazionale, le Associazioni imprenditoriali firmatarie del Contratto collettivo nazionale di lavoro porteranno a conoscenza dei Sindacati firmatari del Contratto collettivo nazionale di lavoro il quadro generale delle condizioni in cui opera il settore, le questioni legate all’andamento del mercato, gli impegni che potranno conseguire all’attuazione degli indirizzi stabiliti del piano governativo dell’energia; ciò sia per quanto riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti che in relazione ai programmi di investimenti nel settore della raffinazione, nonché alle linee di sviluppo che si prospettano nel settore della distribuzione.
Su questi temi ed in particolare sugli effetti sociali che potranno derivare, le parti effettueranno un esame e confronto.
- Qualora a livello di azienda si prospettassero esigenze di ristrutturazione o di razionalizzazione tecnico-produttiva comportanti incidenze apprezzabili sotto il profilo occupazionale dei lavoratori - esigenze di cui verrà data preventiva informazione da parte delle aziende - le OSL firmatarie del Contratto collettivo nazionale di lavoro potranno richiedere un confronto.
- Ove tali problemi si verificassero a livello di singole unità produttive di dimensioni significative e di particolare importanza il confronto potrà essere svolto con le strutture territoriali dei suddetti Sindacati.
- Modificazioni organizzative straordinarie aziendali che comportino problemi occupazionali per i lavoratori formeranno oggetto di preventivo esame tra l’Azienda e la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica.
In considerazione delle speciali caratteristiche e modalità operative proprie della distribuzione dei carburanti (benzina e gasolio) e tenuto conto dei chiarimenti intervenuti in proposito tra le parti, detta distribuzione ai punti di vendita e alle stazioni di servizio, nonché negli aeroporti dallo stoccaggio agli aerei, sarà in via di massima esercitata direttamente dalle Aziende.
L’impegno di cui sopra verrà realizzato aziendalmente con i seguenti criteri:
a) il totale del prodotto trasportato verrà calcolato assumendo convenzionalmente come valore di riferimento la capacità complessiva del parco automezzi di proprietà funzionanti e/o effettivamente utilizzati ed in appalto, adibiti alla distribuzione dei carburanti all’intera rete nazionale;
b) entro il 31-3-1979 ciascuna Azienda fornirà alle OSL i dati specificati al punto a) articolato per unità produttiva.
Entro il mese di giugno 1979 si terrà un incontro in sede nazionale fra le parti stipulanti il Contratto collettivo nazionale di lavoro per accertare l’avvenuto adempimento degli impegni assunti per il rispetto della quota del 50 per cento;
c) gli incrementi delle quote di trasporto per le Aziende che non avessero raggiunto il 50 per cento dovranno essere coperti con mezzi aziendali.
1) Le Aziende provvederanno in proprio alla manutenzione ordinaria degli impianti di raffineria.
Entro il 28-2-1979 saranno istituite per ogni azienda Commissioni paritetiche i cui membri saranno nominati dalle Parti (OSL nazionali e Associazioni imprenditoriali in rappresentanza delle singole aziende). Tali Commissioni provvederanno a individuazione delle attività di manutenzione date in appalto.
Sulla base delle individuazioni effettuate le Commissioni decideranno entro il 30-5-1979, quali attività sono da considerarsi di manutenzione ordinaria ai fini dell’attuazione della norma contrattuale di cui al punto 1), riferendo in ogni caso alle Parti sui risultati raggiunti.
Le aziende sono impegnate ad attuare le suddette decisioni non oltre il luglio 1979 fatte salve le scadenze dei contratti di manutenzione in atto precedentemente alla stipula del presente accordo.
Le parti si danno atto che con il nuovo sistema di classificazione del personale, unitamente alla nuova scala parametrale, si è voluto realizzare uno strumento idoneo a cogliere il valore professionale del lavoro svolto ed a realizzare una migliore corrispondenza tra livello retributivo e tale valore.
Il nuovo sistema di classificazione, inoltre, coglie la crescita professionale dei lavoratori in quelle attività che comportano diversi gradi di collaborazione:
- il dato della professionalità assume rilievo, ai fini dell’inquadramento, in quanto la professionalità stessa sia concretamente impiegata dall’azienda;
- la professionalità consiste in sperimentale capacità ed esperienze (tecniche, operative, amministrative, commerciali ecc.. .), conseguite dal lavoratore mediante l’approfondimento teorico pratico di tutte le problematiche relative al ramo o ai rami di attività in cui è chiamato ad operare;
- la crescita professionale dei lavoratori può comportare il cambio di attività, ed assumere rilievo ai fini dell’inquadramento quando riflette lo svolgimento effettivo e sperimentato di compiti e responsabilità di livello, qualità ed ampiezza, diversificati e maggiori oppure quando il lavoratore viene impiegato in modo flessibile in posizioni di lavoro che comportino l’espressione di professionalità diverse, oltre l’attività prevalente, in proporzioni significative;
- fermo restando che le esigenze tecniche, organizzative e produttive sono autonomamente determinate dalle aziende con l’obiettivo di mantenere ed accrescere l’efficienza aziendale, i procedimenti intesi a realizzare gli obiettivi sopra individuati saranno oggetto di preventivo esame fra le parti quando riguardino problemi occupazionali per i lavoratori;
- le aziende favoriranno, con attività di addestramento, la crescita professionale dei lavoratori, in corrispondenza con le esigenze produttive, organizzative e di efficienza aziendale, nel quadro di una politica attiva della manodopera. Le eventuali conseguenti attività di addestramento saranno portate a conoscenza delle strutture sindacali a livello locale;
- la distinzione tra impiegati, intermedi ed operai viene mantenuta agli effetti di tutte le norme (legislative, regolamentari, contrattuali, sindacali ecc.) che prevedono un trattamento differenziato o che comunque fanno riferimento a tali qualifiche.
In relazione al problema dell’occupazione giovanile, le Aziende, presentandosi la necessità di ricorrere ad assunzioni, terranno anche in considerazione quanto previsto dalla legge n. 285 del 1-6-1977, intesa a favorire l’occupazione per i giovani alla ricerca di un primo impiego (contratto di formazione a tempo determinato, contratto a tempo indeterminato).
Nel riconfermare il puntuale adempimento delle disposizioni contenute nella legge 9-12-1977, n. 903 relativa alla parità uomo-donna, le Aziende confermano la disponibilità a rendere possibile un pari sviluppo professionale delle lavoratrici includendole in eventuali corsi di addestramento e qualificazione professionale, relativamente alle attività aziendali.
Sempre in funzione della parità delle lavoratrici, si terrà conto delle possibilità di adibire le donne ai lavori tradizionalmente assegnati al personale maschile: le parti si riservano di identificare nell’ambito settoriale quelle eventuali mansioni per le quali la legge sopra citata ammette deroghe.
Le OSL, nell’ambito della loro autonomia sull’autoregolamentazione del diritto di sciopero, convengono con le controparti, stante la particolarità e la rilevanza delle problematiche del settore di esaminare continuamente i problemi connessi al comune interesse di salvaguardare l’incolumità delle persone, le condizioni di sicurezza e l’integrità degli impianti a ciclo continuo.
a) che il presente contratto fissa l’ambito di contrattazione a livello aziendale e consentendo l’eventuale realizzazione di maggiori benefici per i lavoratori, riconosce l’esigenza per le imprese di poter programmare la propria attività produttiva sulla base di elementi predeterminati per la durata del presente contratto e degli Accordi integrativi stipulati in attuazione delle sue norme, intendendosi che quanto finora comunque attuato a livello aziendale al di là delle norme contrattuali, ove non venga espressamente assorbito negli istituti regolamentati dal presente contratto, resterà agli attuali livelli a favore del personale delle singole aziende.
b) che la contrattazione a livello aziendale verrà svolta solo per materie per le quali nel presente contratto è prevista tale possibilità di regolamentazione nei limiti e secondo le procedure specificatamente indicate (artt. 21-22-25-26-27-30-56-57-62).
I relativi Accordi aziendali saranno validi fino al rinnovo del presente contratto.
Viene rinviata alla contrattazione aziendale ogni altra materia che sia ad essa destinata per effetto di norme contenute nei singoli articoli del presente contratto.
c) Che al sistema contrattuale così disciplinato corrisponde l’impegno delle parti di rispettare e far rispettare ai propri iscritti per il periodo di loro validità il Contratto generale e le norme integrative aziendali da esso previste. A tal fine le Associazioni industriali sono impegnate ad adoperarsi per l’osservanza delle condizioni pattuite da parte delle Aziende associate, mentre le Organizzazioni dei lavoratori si impegnano a non promuovere e ad intervenire perché siano evitate azioni o rivendicazioni intese a modificare, integrare, innovare quanto ha formato oggetto di accordo ai vari livelli.
Il rapporto di lavoro a tempo determinato è disciplinato dalla legge 18-4-1962, n. 230.
Le norme previste nel presente Contratto nazionale si applicano, sino alla scadenza del termine, anche ai contratti a tempo determinato in quanto compatibili con la natura del rapporto, eccezione fatta per quelle relative al preavviso ed alla indennità di anzianità.
Salvo le deroghe e le eccezioni previste dalle leggi in vigore l’orario normale di lavoro non potrà eccedere le 40 ore settimanali.
Per le lavorazioni a ciclo continuo l’orario di 40 ore settimanali potrà essere realizzato anche attraverso cicli plurisettimanali.
Per i lavoratori addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa o custodia (es. autista kilolitrico; autobottista; autista rifornitore di aerei in aeroporti con svolgimento di tutte le operazioni complementari; fattorino; guardiano; autista di vettura; portiere; infermiere patentato ecc.) l’orario normale di lavoro non potrà eccedere le 45 ore settimanali.
Le ore lavorate dagli addetti a mansioni discontinue o di semplice attesa o custodia di cui al comma precedente oltre la 40a e fino alla 45a ora settimanale saranno compensate con il 100 per cento di quote orarie della paga di fatto.
L’orario di lavoro come sopra disposto, sarà distribuito su cinque giorni della settimana per tutti i lavoratori, intendendosi peraltro che il giorno di sosta sarà considerato lavorativo a tutti gli effetti escluse le ferie.
Tale giorno di sosta sarà di preferenza collegato alla domenica o al giorno di riposo compensativo in modo da assicurare due giorni consecutivi di riposo ogni settimana, ricorrendo, se necessario, a turni tra gruppi di lavoratori per quanto riguarda il godimento del predetto giorno di sosta settimanale.
Eventuali accordi di deroga per la distribuzione dell’orario settimanale su sei giorni e dell’orario settimanale in misura diversa nelle singole giornate lavorative della settimana saranno contrattate con la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica.
La distribuzione dell’orario di lavoro sia per i lavoratori giornalieri che per i lavoratori turnisti sarà definita in sede aziendale con la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica. Per i lavoratori turnisti gli schemi di turnazione delle squadre al fine dell’applicazione dell’orario contrattuale attraverso cicli plurisettimanali e nel rispetto delle norme sul lavoro straordinario verranno definiti in sede aziendale con la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica.
Nel definire gli schemi di turno può essere preso in considerazione per realizzare il disposto di cui all’art. 11 un riferimento "convenzionale" al dato corrispondente al totale delle giornate anno mediamente lavorabili al lordo delle ferie.
Tale riferimento terrà conto del numero dei giorni mediamente lavorabili per le festività infrasettimanali (otto) e di due giornate riconosciute in sostituzione del beneficio di cui all’art. 10 parte II del contratto.
Comunque il riposo compensativo dei turnisti per realizzare l’orario settimanale contrattuale attraverso cicli plurisettimanali dovrà essere usufruito entro quattro mesi dall’insorgere del diritto al godimento del riposo stesso.
1) Per la regolamentazione degli orari di lavoro dei lavoratori addetti al funzionamento delle stazioni di servizio e di rifornimento, dei chioschi e dei distributori stradali, gestiti direttamente dalle Società soggette alla applicazione del presente contratto, varranno le disposizioni emanate delle autorità competenti, in relazione alla particolarità della disciplina normativa in atto per tale settore di attività.
A) Orari con i quali viene assicurata un’attività continua per tutte le ore del giorno e della notte, per cinque giorni settimanali.
B) Orari con i quali viene assicurata un’attività per tutti i giorni della settimana, con esclusione però del turno notturno.
C) Orari con i quali viene assicurata un’attività per cinque giorni della settimana, con esclusione però del turno notturno.
Altri eventuali tipi di orario potranno essere definiti con le strutture sindacali aziendali, adeguando le relative maggiorazioni.
Nessun spostamento del predetto giorno di riposo potrà essere disposto senza un preavviso da parte dell’azienda di almeno 48 ore, salvo casi di materiale impossibilità.
A decorrere dal 1-1-1980*, il lavoratore turnista addetto alle lavorazioni a ciclo continuo e avvicendato - intese come tali quelle che si svolgono su 3 turni avvicendati sull’intero arco settimanale di 7 giorni - ha diritto di godere nel corso dell’anno solare, di tante giornate di riposo compensativo per quante sono state le festività lavorate, secondo modalità da concordare in sede aziendale.
Il godimento dei riposi compensativi comporterà per ciascuna ora lavorata nelle festività, in aggiunta all’indennità di turno la sola maggiorazione del 50 per cento, (60 per cento nel caso di lavoro festivo notturno) di cui all’art. 12 del presente contratto.
Alle giornate di riposo compensativo sopra indicate vanno aggiunte, con la stessa decorrenza, due giornate in sostituzione del beneficio previsto all’art. 10 parte II del contratto.
In relazione alla nuova normativa in materia di turni dovranno essere rivisti a livello aziendale accordi, anche di natura economica, che risultino con essa in contrasto o che possano essere in tutto o in parte da essa assorbiti.
* Ai soli fini contrattuali e non anche ai fini del divieto del lavoro straordinario di cui alla legge 30-10-1955, n. 1079.
È considerato lavoro festivo quello prestato nelle giornate destinate al riposo settimanale, a meno che venga concesso, a termini di legge, il riposo compensativo in altro giorno della settimana, nonché il lavoro effettuato nei giorni di festività di cui alle lettere b) e c) dell’art. 10.
b) Al di là dei casi previsti dal comma precedente, il lavoro straordinario potrà essere prestato entro i limiti e secondo le modalità preventivamente contrattate al livello aziendale con la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica.
A decorrere dal 1-1-1980 le prestazioni di cui al presente punto b), ferma restando la corresponsione delle percentuali di maggiorazione contrattualmente stabilite per lavoro straordinario, saranno compensate da corrispondenti riposi.
Fino al 31-12-1979 continuerà ad applicarsi la disciplina di cui ai punti b) e c) dell’art. 10 del CCNL 18-7-1975.
Le aziende forniranno al Consiglio di fabbrica, a sua richiesta, le informazioni relative alla consistenza del lavoro straordinario di cui ai precedenti punti a) e b).
È ammesso il recupero a regime normale delle ore di lavoro perdute a causa di forza maggiore e per interruzioni di lavoro concordate tra le aziende e i CdF, purché esso sia contenuto nei limiti di un’ora al giorno e si effettui entro i trenta giorni immediatamente successivi alla settimana in cui è avvenuta l’interruzione.
Nota a verbale - Dichiarazione delle OSL.
Le OSL a fronte della struttura fortemente innovativa dell’attuale Contratto collettivo nazionale di lavoro, che richiederà, nella sua vigenza, un forte impegno di gestione di importanti istituti riferiti principalmente ai problemi politici della prima parte (investimenti e occupazione) e al complesso degli istituti che interagiscono sulla organizzazione del lavoro (orari, classificazione, ambiente, appalti) ritengono di indirizzare il proprio impegno entro questo quadro.
In tal modo e per privilegiare fino in fondo questa scelta, dichiarano, in pieno senso di autonomia, che per la durata del presente contratto non verranno formulate richieste per incrementi del premio di produzione. […]
Ai lavoratori che prestano la loro opera in turni continui e avvicendati sia diurni che notturni verrà corrisposta una maggiorazione unica sulla retribuzione mensile di fatto.
In relazione alle particolari caratteristiche del lavoro svolto sui campi di aviazione al personale addetto al rifornimento di aeromobili sarà corrisposta per ogni giornata di effettiva presenza al lavoro come sopra svolto una speciale indennità di lire 1.000.
Al lavoratore al quale l’azienda richieda di essere reperibile, per eventuali immediate prestazioni, oltre il normale orario di lavoro, spetterà un compenso da concordarsi in sede aziendale nell’ambito della contrattazione articolata di cui alla Parte I e da corrispondersi per la durata dell’impegno di reperibilità.
Per il caso di infortunio o malattia professionale, intendendosi per tali quelli disciplinati dal TU 30-6-1965, n. 1124, e relative norme regolamentari ed integrative, si fa richiamo a quanto previsto nelle predette norme.
Nelle evenienze di cui sopra l’azienda conserverà il posto al lavoratore per tutto il periodo di inabilità temporanea sussidiata dall’Inail.
d) licenziamento ai sensi della successivo punto IV.
g) commetta atti che portino pregiudizio alla produzione, alla disciplina, alla morale, alla igiene ed alla sicurezza delle persone e degli impianti;
Il licenziamento con immediata rescissione del rapporto di lavoro potrà essere inflitto, con la perdita della indennità di preavviso, in tutti quei casi in cui il lavoratore commetta mancanze così gravi da non consentire la prosecuzione neanche provvisoria del rapporto stesso.
In tale provvedimento incorre il lavoratore che commetta gravi infrazioni alla disciplina o alla diligenza nel lavoro o che provochi all’azienda grave nocumento morale o materiale o che compia azioni che siano considerate delittuose a termini di legge.
3) recidiva nelle mancanze di cui al precedente punto III o inadempimento degli obblighi contrattuali o derivanti da eventuale regolamento interno o da altre norme aziendali, quando siano già stati comminati i provvedimenti disciplinari di minore gravità o quando la gravità dell’inadempimento comporti l’applicazione diretta della sanzione prevista nel presente punto IV;
5) […] danneggiamento volontario del materiale stesso;
Le controversie individuali e plurime aventi per oggetto l’applicazione delle norme che disciplinano il rapporto di lavoro dovranno essere sottoposte a tentativo di composizione pacifica secondo le procedure di cui al presente articolo escludendosi, fino al completo esaurimento di esse, il ricorso alla Autorità giudiziaria o a forme di azione sindacale.
Il lavoratore che ritenga disattesa nei propri confronti una norma disciplinante il rapporto di lavoro o ritenga di ricorrere contro un provvedimento aziendale presenterà reclamo verbale al superiore diretto. Quest' ultimo, entro 10 giorni, comunicherà verbalmente al reclamante l’accettazione o il rigetto del reclamo stesso.
Qualora problemi relativi all’applicazione delle norme contrattuali in vigore riguardino più lavoratori o comunque coinvolgano un interesse collettivo, la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica può assumere l’iniziativa di proporre la questione dinanzi alla locale Direzione aziendale, informandone contemporaneamente le competenti Associazioni sindacali locali. La questione deve essere discussa entro 30 giorni dalla richiesta della struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica.
Qualora non si raggiunga un accordo tra la Direzione aziendale e la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica, il lavoratore interessato, o la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica in caso di controversia plurima, può sottoporre il suo reclamo all’esame di una o più Organizzazioni sindacali firmatarie del presente contratto, territorialmente competente. Questa potrà richiedere, entro 10 giorni dal mancato accordo, all’Organizzazione dei datori di lavoro competente per territorio un esame congiunto della controversia che dovrà essere compiuto entro 10 giorni dalla richiesta.
Per quanto riguarda la disciplina dell’entrata e uscita dai luoghi di lavoro, le modalità di corresponsione della retribuzione e i reclami sul relativo conteggio, i controlli di presenza, i permessi di entrata e uscita, la consegna e la conservazione degli utensili e dei materiali nonché le visite di inventario e di controllo, varranno le disposizioni dei regolamenti interni aziendali e delle leggi vigenti.
A) di voler affidare nelle singole unità produttive con oltre 15 dipendenti, al Consiglio di fabbrica, in quanto unitariamente costituito, la rappresentanza sindacale dei lavoratori, nonché tutti i compiti di tutela e la funzione di agente contrattuale per le materie proprie demandate al livello aziendale;
I nominativi dei componenti di questa struttura - il cui numero potrà essere al massimo di tre per le unità fino a 100 dipendenti, di sei per le unità fino a 250 dipendenti, di nove per le unità fino a 600 dipendenti e di dodici per le unità con oltre 600 dipendenti - verranno comunicati per iscritto alla Direzione dell’unità produttiva a cura del Consiglio di fabbrica tramite le Organizzazioni sindacali provinciali.
Nell’esercizio dei suoi compiti la predetta struttura esecutiva potrà farsi assistere da altri delegati componenti il Consiglio di fabbrica e/o da lavoratori dei reparti interessati - in numero comunque non superiore a un terzo dei componenti la struttura esecutiva - in relazione alle materie in discussione.
Ai componenti della struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica viene riconosciuta la tutela prevista dalla legge 20-5-1970, n. 300, per i dirigenti delle Rappresentanze sindacali aziendali.
I permessi debbono essere richiesti, di norma, per iscritto e con un preavviso di 24 ore, dalla struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica, ed eventualmente dai Sindacati provinciali alla Direzione aziendale, indicando il nominativo del beneficiario. Il godimento dei permessi deve avvenire in modo da non pregiudicare il buon andamento dell’attività produttiva.
In caso di mancata costituzione del Consiglio di fabbrica, si applica la disciplina del CCNL 19-6-1972 relativa alle Rappresentanze sindacali aziendali, le quali assumeranno le funzioni ed i compiti propri del Consiglio di fabbrica.
Il Consiglio di fabbrica ha diritto di affiggere su appositi spazi, che il datore di lavoro ha l’obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all’interno delle unità produttive, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.
In tutte le unità produttive i lavoratori hanno diritto di riunirsi in assemblea per la trattazione di problemi sindacali attinenti al rapporto di lavoro.
Nelle unità con meno di 10 dipendenti la convocazione sarà effettuata esclusivamente fuori dell’orario di lavoro.
Qualora la convocazione sia unitaria e riguardi la generalità dei lavoratori dell’unità produttiva, è ammesso lo svolgimento delle stesse anche durante l’orario di lavoro entro il limite massimo di 10 ore nell’anno solare, e comunque per un numero massimo di 8 assemblee nel periodo stesso, per le quali verrà corrisposta la normale retribuzione. Tali riunioni dovranno svolgersi normalmente nel periodo terminale o iniziale dell’orario giornaliero, previe intese tra la Direzione dell’unità produttiva e la struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica anche per garantire la sicurezza delle persone e la salvaguardia delle attrezzature e dei prodotti.
Il datore di lavoro, nell’unità produttive con almeno 200 dipendenti, pone permanentemente a disposizione della struttura esecutiva del Consiglio di fabbrica, per l’esercizio delle sue funzioni, un idoneo locale all’interno dell’unità produttiva o nelle immediate vicinanze di essa.
In attuazione del disposto dell’art. 9 della legge 20-5-1970, n. 300, i lavoratori, mediante il Consiglio di fabbrica, hanno diritto di controllare l’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.
d) controlla l’applicazione concreta della misure che l’Azienda introduce sulla base di accordi o impegni precedentemente intercorsi;
e) presenta proposte ai fini dell’informazione e della sensibilizzazione dei lavoratori in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e specifiche;
Le Aziende porteranno a conoscenza dei Consigli di fabbrica i programmi di investimento concernenti il miglioramento dell’ambiente di lavoro e la sicurezza.
Laddove, a seguito delle indagini ambientali effettuate secondo le procedure previste dal presente contratto, vengano individuate situazioni particolari di rischio le parti concorderanno di volta in volta l’attuazione di accertamenti medici specifici per il personale interessato all’area di rischio individuata, nonché l’effettuazione di analisi volte a mantenere sotto controllo gli eventuali agenti di rischio nel posto di lavoro.
Quali strumenti idonei a concorrere ad un’efficace opera di prevenzione e tutela della salute sono istituiti il registro dei dati ambientali, il registro dei dati biostatistici, il libretto personale sanitario e di rischio.
I risultati statistici degli esami e delle visite mediche periodici nonché le assenze per infortunio, per malattia professionale e malattia comune vengono annotati per ogni reparto sul "Registro dei dati biostatistici".
Il lavoratore interessato o il medico curante da lui autorizzato possono prendere visione in ogni momento del libretto personale sanitario e di rischio, ottenere dal medico di fabbrica delucidazioni ed informazioni in merito alle annotazioni in esso contenute perché estratti del libretto stesso. Il libretto personale sanitario e di rischio viene compilato e conservato a cura dei servizi medici di fabbrica col vincolo del segreto professionale.
Le disposizioni contrattuali saranno da coordinare con eventuali norme di legge o altre norme comunque obbligatorie per le Aziende, disciplinanti in tutto o in parte le stesse materie con particolare riferimento all’istituendo Servizio sanitario nazionale.
I dati biostatistici e ambientali saranno a disposizione del costituendo Servizio sanitario nazionale e delle strutture sanitarie istituite nell’ambito delle Regioni.
Si conferma la clausola di cui al punto 5 dell’art. 58 del precedente contratto, che ha disposto l’abolizione delle indennità per particolari lavorazioni di cui all’art. 29 del CCNL 14-1-1970.
Ogni 12 mesi verrà rinnovata una tuta da lavoro; qualora la sostituzione dovesse essere effettuata prima di detto termine per cause attribuibili al lavoratore, quest' ultimo sarà tenuto a risarcire l’azienda del relativo danno.
Inoltre, agli impiegati tecnici di raffineria, stabilimento, cantiere, deposito o laboratorio, che abbiano superato il periodo di prova, il cui vestiario sia esposto a particolare deterioramento durante l’esercizio delle loro attribuzioni ed a causa delle stesse, verrà fornito gratuitamente in uso, ogni 12 mesi, un abito da lavoro (tuta o camice), tenendo tuttavia presente la necessità di assicurare l’efficienza di detto abito agli effetti della sicurezza e dell’igiene del lavoro.

References: Art. 6

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 16

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26

Art. 27

Art. 28

Art. 29
 Art. 32

Art. 33

Art. 34

Art. 35

Art. 37

Art. 39

Art. 40

Art. 41

Art. 42

Art. 44

Art. 45

Art. 46

Art. 47

Art. 48

Art. 49

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 54

Art. 55

Art. 56

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Art. 59

Art. 60

Art. 61

Art. 63

Art. 64