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1 CONTRATTO INTEGRATIVO UNICO del personale del comparto scuola del IV Circolo Premessa Il presente CIU contiene l accordo per l anno scolastico e le disposizioni di carattere economico per l anno scolastico in corso, ma raccoglie, riordina e presenta in modo sistematico ed unitario tutte le disposizioni di fonte negoziale riferibili a contratti, accordi, interpretazioni autentiche fin qui intervenuti tra l Amministrazione Scolastica, la RSU e le Organizzazioni Sindacali Provinciali di Comparto. Sono qui riunificati, in particolare, i seguenti testi contrattuali firmati dal al : - Relazioni sindacali a livello d istituto scolastico - Criteri di gestione del Fondo di istituto - Criteri generali dell organizzazione del lavoro e dell articolazione dell orario di lavoro del personale docente - Contratto integrativo dell organizzazione del lavoro e dell articolazione dell orario del personale ATA - Verbale dell incontro del , n prot / B3 1 / 53
2 I contratti precedenti cessano di avere ogni efficacia da giorno della firma definitiva del presente CIU Le disposizioni contrattuali che seguono, pertanto, riportano tutte le norme di fonte negoziale vigenti sia che si tratti di nuove che di precedenti, queste ultime modificate o meno. Il presente contratto dovrà essere adeguato, entro il 31/12/2010 al disposto di cui al DLGS.150 del 27/X/09, in vigore dal 15/11/2009, attuativo della legge 15/09 (nuove norme sugli ambiti riservati). La presente premessa fa parte integrante del CIU qui sottoscritto dalle parti. CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Campo di applicazione, durata, decorrenza del presente contratto 1. L anno 2009, il giorno sedici del mese di novembre, presso Direzione didattica IV Circolo di Asti in sede di negoziazione integrativa a livello di istituzione scolastica di cui all art. 6 del CCNL del Comparto Scuola , tra la delegazione di parte pubblica nella persona del Dirigente Scolastico Dott.ssa Maria Luisa Mosele e i rappresentanti sindacali della delegazione sindacale Fasano Paolo, Menozzi Sylvia, Zanonato Paola (RSU), Iviglia Monica (Segreteria FLC-CGIL), Cerrato Chiara e Lazzazara Luciana (Segreteria CISL-Scuola e terminale associativo), Rivella Anna Maria (Segreteria UIL Scuola - terminale associativo) è sottoscritto il seguente contratto integrativo che si applica a tutto il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato appartenente al comparto in servizio presso il suddetto Circolo. 2 / 53
3 2. Il presente accordo riguarda le materie oggetto di contrattazione decentrata di Istituto relativamente all impiego delle risorse finanziarie riferite al fondo di Istituto ed a ogni altra risorsa a qualsiasi titolo pervenuta nella disponibilità dell Istituto che venga parzialmente o totalmente impiegata per corrispondere compensi, indennità o quant altro al personale in servizio presso l Istituto stesso. Esso è finalizzato al conseguimento di risultati di qualità, efficacia ed efficienza nell erogazione del servizio attraverso un organizzazione del lavoro del personale docente e ATA fondata sulla partecipazione e valorizzazione delle competenze professionali di ciascuno. 3. Il presente accordo ha validità per l anno scolastico 2009/ Le disposizioni contrattuali del presente contratto, alla scadenza, rimangono in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo contratto integrativo. CAPO II RELAZIONI SINDACALI Art. 2 Premessa Le relazioni sindacali sono improntate al preciso rispetto dei diversi ruoli e responsabilità del Dirigente Scolastico e delle RSU, e perseguono l obiettivo di incrementare la qualità del servizio scolastico, sostenendo i processi innovatori in atto anche mediante la valorizzazione delle professionalità coinvolte, contemperando l interesse dei dipendenti al miglioramento delle condizioni di lavoro e alla crescita professionale con l esigenza di incrementare l efficacia e l efficienza dei servizi prestati alla collettività, e che la correttezza e la trasparenza dei comportamenti sono condizione essenziale per il buon esito delle relazioni sindacali, 3 / 53
4 costituendo quindi impegno reciproco delle Parti contraenti. Le relazioni sindacali devono rappresentare il luogo per l adozione di scelte condivise finalizzate alla ricerca della qualità del servizio e professionalità del personale, nel rispetto delle diverse collocazioni e visioni sistemiche, secondo modalità tendenti ad arricchire la dialettica interna, nella consapevolezza che solo una scuola improntata al dialogo interattivo può crescere e cambiare. Art. 3 Convocazioni Tra il Dirigente Scolastico e le RSU viene concordato il calendario di massima per le materie di cui all art. 6 del CCNL 2006/2009 trasmesso con nota dirigenziale: nel mese di settembre: - informazione preventiva di cui al c. 2 l. a b c - Criteri e modalità relativi all articolazione dell orario di lavoro del personale docente e ATA - Criteri di assegnazione del personale docente e Ata ai plessi nel mese di ottobre : Criteri generali per l utilizzazione del personale in rapporto al POF - Criteri per l individuazione del personale da utilizzare nelle attività retribuite con il Fondo d Istituto - Criteri generali per la ripartizione delle risorse finanziarie riferite al Fondo d Istituto - Piano delle attività aggiuntive retribuite con il Fondo d Istituto 4 / 53
5 - L146/90 ( determinazione contingenti ) - Attuazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro Nel mese di febbraio: informazione preventiva in merito all art. 2 c. l a Gli incontri sono convocati dal Dirigente Scolastico, anche su richiesta delle RSU, almeno 3 giorni prima degli incontri. Agli incontri di informazione o di trattativa può partecipare il Direttore SGA. Analogamente la RSU potrà essere assistita durante la contrattazione e/o confronto sindacale da personale esperto dei problemi oggetto dell incontro. Art. 4 Bacheca sindacale Il Dirigente Scolastico assicura la predisposizione di una bacheca riservata all esposizione di materiale sindacale. Le RSU hanno diritto di affiggere, nelle suddette bacheche, materiale di interesse sindacale e del lavoro, in conformità alla legge sulla stampa. Stampati e documenti da esporre nelle bacheche possono essere inviati anche direttamente dalle OO.SS. provinciale e/o nazionale. Art. 5 Permessi sindacali Per lo svolgimento delle loro funzioni, compresi gli incontri necessari all espletamento delle 5 / 53
6 relazioni sindacali a livello di Unità Scolastica, le RSU si avvalgono di permessi sindacali, nei limiti complessivi, individuali e con le modalità previste dalla normativa vigente e segnatamente dall accordo collettivo quadro del 7 agosto 1998, secondo quanto di seguito indicato 1. PERMESSI RETRIBUITI a) il monte ore di permessi retribuiti spettante nel corrente anno sc. è di 2820 m. equivalenti a 47 ore b) il monte ore spetta alla RSU nel suo insieme e non ripartito per il numero dei suoi componenti ; la RSU decide come utilizzare tali ore, scegliendo se dividerle in ugual misura tra tutti i componenti o se assegnarle ai vari componenti in misura diversa ( la decisione si prende a maggioranza) c) al fine di assicurare la continuità didattica, i componenti della RSU non possono usufruire di più di 12 gg di permesso retribuito nel corso dell anno scolastico e non più di 5 gg di permesso ogni due mesi ( per giorno non si intende l intera giornata lavorativa, ma solo il giorno in cui si utilizza un certo numero di ore di permesso; pertanto se in un giorno si usufruisce di una sola ora di permesso, quel giorno rientra nel conteggio precedente). 2 MODALITA DI SVOLGIMENTO DELLE RIUNIONI L art. 10, comma 7 del CCNQ del 7 agosto 1998 prevede che le relazioni sindacali sulle materie previste dai CCNL vigenti avvengano normalmente al di fuori dell orario di lavoro e, ove ciò non sia possibile, ovvero se avvengono in coincidenza con il servizio, dovrà essere utilizzato il monte ore permessi. 6 / 53
7 Nel merito della conduzione delle trattative si precisa che non esiste alcun obbligo di redigere verbali, fatta eccezione per quello finale della sottoscrizione dell accordo integrativo. Riguardo più in generale ai comportamenti propri da tenere in sede degli incontri di cui trattasi, i contratti quadro e di comparto lasciano ampia discrezionalità enunciando, semplicemente, che il sistema delle relazioni sindacali è improntato ai principi di responsabilità, correttezza, buona fede e trasparenza dei comportamenti ed orientato alla prevenzione dei conflitti 3 DECISIONI La RSU, organismo unitario di rappresentanza dei lavoratori, assume le proprie decisioni a maggioranza dei componenti. La RSU diventa titolare di diritti sindacali ( diritto ai permessi retribuiti, diritto ad indire assemblee, diritto di accesso ai documenti ). Tali diritti non spettano ai singoli membri della RSU, ma alla RSU nel suo insieme come organismo unitario ; pertanto è la stessa RSU che, a maggioranza, decide come utilizzarli. 7 / 53
8 Art. 6 Agibilità sindacale Alle RSU è consentito di comunicare con il personale durante l orario di servizio, per motivi di carattere sindacale. Alle RSU viene assegnato un locale idoneo per riunioni ed incontri, nonché l utilizzo di un armadio per la raccolta del materiale sindacale. Art. 7 Patrocinio e diritto di accesso agli atti Le RSU hanno diritto di accesso agli atti della scuola sulle materie di informazione preventiva e successiva. Il rilascio di copia degli atti avviene su richiesta scritta. Art. 8 Assemblee sindacali La dichiarazione individuale e preventiva di partecipazione alle assemblee, espressa in forma scritta dal personale che intende parteciparvi durante il proprio orario di servizio, fa fede ai fini del computo del monte ore annuo individuale ed è irrevocabile. I partecipanti alle assemblee non sono tenuti ad apporre firme di presenza, né ad assolvere altri ulteriori adempimenti. Le assemblee sindacali sono convocate: - singolarmente o congiuntamente da una o più organizzazioni sindacali rappresentative nel comparto, ai sensi dell art. 1, comma 5, del CCNQ del 9/08/2000 sulle prerogative sindacali; - dalla RSU nel suo complesso e non dai singoli componenti, con le modalità dell art. 8, 8 / 53
9 comma 1 dell accordo quadro sulla elezione delle RSU del 7/08/1998; - dalle RSU congiuntamente con una o più organizzazioni sindacali rappresentative del comparto ai sensi dell art. l, comma 5, del CCNQ del 9/08/2000 sulle prerogative sindacali. Art. 9 Scioperi Il Dirigente Scolastico, al fine di assicurare le prestazioni indispensabili in caso di sciopero, valutate le necessità derivanti dalla posizione del servizio e dall organizzazione dello stesso, individua i seguenti contingenti necessari ad assicurare le prestazioni indicate nell art. 1 dell Accordo Integrativo Nazionale: - per garantire l effettuazione degli scrutini e delle valutazioni finali: 1 Assistente Amministrativo e 1 Collaboratore Scolastico: - per garantire lo svolgimento degli esami finali: 1 Assistente Amministrativo e 1 Collaboratore Scolastico per ogni sede di esami; - per garantire la vigilanza sui minori durante il servizio di refezione scolastica ove tale servizio sia eccezionalmente mantenuto: 1 Collaboratore scolastico per ogni sede di mensa; - per il pagamento degli stipendi al personale con contratto a tempo determinato nel caso previsto dall Accordo Integrativo: il Direttore dei S.G.A., 1 Assistente Amministrativo, 1 Collaboratore Scolastico; - per garantire la sorveglianza dei minori durante lo sciopero del personale docente, verificare le esigenze di servizio: i docenti in servizio dovranno garantire innanzitutto la sorveglianza dei minori presenti in istituto e, in secondo luogo, se la situazione lo permette, garantire il corretto svolgimento delle lezioni. 9 / 53
10 Tra il personale da obbligare, il Dirigente Scolastico indicherà in primo luogo i lavoratori che abbiano espresso il loro consenso (da acquisire comunque in forma scritta), successivamente effettuerà un sorteggio escludendo dal medesimo coloro che fossero già stati obbligati al servizio in occasioni precedenti. Art. 10 Conciliazione In caso di controversia su una delle materie di cui all art. 6 del CCNL 2006/09, ciascuno dei soggetti sindacali intervenuto in sede di esame, può richiedere la procedura di conciliazione prevista dall art. 4 c.4 lettere c) e d). CAPO III DOCENTI Criteri generali dell organizzazione del lavoro e dell articolazione dell orario di lavoro del personale docente. Art. 11 Orario di lavoro L orario di lavoro del personale docente consta di h di programmazione didattica nella scuola elementare e 25 ore settimanali nella scuola dell infanzia articolate in non meno di cinque giorni. Gli orari delle attività didattiche sono quelli deliberati dal C.C. sulla base della delibera approvata dal Collegio Docenti. 10 / 53
11 Art. 12 Orario di lavoro flessibile L orario di lavoro è funzionale alle necessità determinate dal POF per l erogazione del servizio, pertanto tutti i casi di flessibilità devono essere ricondotti ai progetti di cui al POF. Art. 13 Programmazione dell orario di lavoro Nell ambito delle 22 ore d insegnamento per la scuola primaria e 25 per la scuola d infanzia la quota oraria eccedente l attività frontale viene destinata, su programmazione di plesso, ad attività di arricchimento dell offerta formativa, con particolare riferimento ai laboratori e/o attività laboratoriali, da gestirsi per attività di piccolo gruppo al fine di promuovere i processi d apprendimento. Le ore non utilizzate per i fini di cui sopra potranno essere destinate alle supplenze brevi, secondo il Piano Ore Eccedenti e Maggiore Impegno per mancata nomina supplenti (P.O.E.M.I.) predisposto da ciascun plesso. I singoli plessi inseriranno nel P.O.E.M.I.: la disponibilità dei docenti, eventualmente dichiarata, a prestare ore eccedenti e/o maggiore impegno per mancata nomina supplenti. Sulla base del P.O.E.M.I. e della disponibilità dei docenti, i coordinatori di plesso presentano, al termine di ogni mese, il prospetto delle ore eccedenti e/o maggiore impegno per mancata nomina supplenti effettivamente svolte per la scuola primaria e per la scuola d infanzia. Le ore eccedenti non possono superare le sei unità settimanali. 11 / 53
12 Le sostituzioni verranno effettuate secondo i seguenti i criteri: - utilizzo compresenza di insegnanti in servizio sulla classe - utilizzo compresenza di insegnanti in servizio su altre classi del plesso, con priorità dei docenti dello stesso ambito disciplinare - utilizzo di insegnanti eventualmente disponibili che non hanno aderito dichiarando la disponibilità al POEMI - in attesa dell arrivo del supplente si provvederà alla divisione in gruppi degli alunni, ma solo ed esclusivamente nel caso in cui non ci siano insegnanti disponibili, ovvero quando proprio non ci sono altre possibili soluzioni - la nomina del supplente esterno è prevista per supplenze superiori ai cinque giorni (nella 12 / 53
13 sc. Primaria), salvo casi particolari in cui il POEMI non permetta la sostituzione Le 2 ore di programmazione settimanale saranno destinate alla programmazione di team e di plesso a settimane alterne, in un giorno stabilito a livello di Circolo e secondo un orario concordato non coincidente con l orario delle lezioni. Eventuali variazioni di giorno e orario a livello di plesso dovranno essere motivate e trovare l accordo di tutti gli insegnanti del plesso e il parere favorevole del Dirigente scolastico. Per i rimanenti impegni si fa riferimento al piano annuale delle attività deliberato dal Collegio dei docenti su proposta del Dirigente scolastico. Art. 14 Modalità di utilizzazione del personale in rapporto al POF Per tutte le attività previste dal POF la risorsa primaria è costituita dal personale docente dell istituzione scolastica, che verrà utilizzato secondo le seguenti modalità: competenze, disponibilità, esperienze pregresse. In assenza di specifiche professionalità o di dichiarata disponibilità il Dirigente Scolastico farà ricorso a risorse esterne sia attraverso collaborazioni plurime con docenti di altre istituzioni scolastiche sia attraverso altre risorse esterne in possesso delle competenze richieste come previsto anche dal decreto 44/2001. Pertanto, per quanto riguarda le modalità di utilizzazione si prevede: 1. Docenti interni per le attività connesse alla realizzazione dei progetti formativi secondo quanto indicato dal responsabile di Progetto. 2. Docenti appartenenti ad altra istituzione scolastica in possesso delle competenze richieste. 3. Esperti esterni e genitori degli alunni per collaborazione in base ad esperienze pregresse. 13 / 53
14 4. Altri esperti. Art. 15 Criteri riguardanti l assegnazione dei docenti ai plessi, alle classi e assegnazione ambiti Il Dirigente Scolastico procederà secondo i seguenti criteri: 1. Continuità nel plesso e/o sulla classe 2. Competenze acquisite in relazione alla funzionalità ed efficacia del servizio, competenze didattiche ed epistemologiche ( assegnazione ambiti ) 3. Esperienze pregresse 4. Anzianità (tabella ordinanza trasferimenti) CAPO IV ATA 14 / 53
15 Criteri generali dell organizzazione del lavoro e dell articolazione dell orario del personale ATA Art. 16 Orario di lavoro Nell istituto ricorrono le condizioni previste dall art. 54 del CCNL per applicare la riduzione dell orario settimanale a 35 ore (scuole aperte per più di 10 ore al giorno e per più di 3 giorni alla settimana, personale che si avvicenda sui vari turni). Tale riduzione si applica per il tempo e per i periodi in cui ricorrono le condizioni di cui sopra. Visto che presso questa istituzione scolastica sono presenti n. 4 Plessi di scuola elementare e n. 3 Plessi di scuola materna con la sospensione delle attività didattiche nella giornata di sabato, per svolgere correttamente le funzioni istituzionali, consentire la puntuale realizzazione del POF e garantire le necessarie relazioni con l utenza, il personale ed il pubblico, l orario di lavoro sarà il seguente: ASSISTENTI AMMINISTRATIVI Orario apertura ufficio: orario antimeridiano dalle ore 8,00 alle ore 14,00 dal lunedì al venerdì (sabato escluso) con rientri pomeridiani dalle ore 14,30 alle ore 17,00 nei giorni di: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì.. Gli assistenti e il dsga a turno coprono i quattro pomeriggi per l orario complessivo di n. 35 ore. 15 / 53
16 COLLABORATORI SCOLASTICI: Poiché l orario di servizio delle varie scuole elementari e materne del Circolo prevede la presenza di attività curricolari con orari differenziati per consentire sia lo svolgimento di eventuali attività di pre-scuola e doposcuola e di eventuali corsi e progetti previsti dal POF, sia per consentire una adeguata pulizia dei locali scolastici, il servizio dovrà essere organizzato secondo i seguenti turni: SCUOLA ELEMENTARE CAGNI: (a settimane alterne il 1 e il 2 turno) 1 Turno dalle ore 7,00 alle ore 14,00 dal lunedì al venerdì : n. 2 collaboratori 2 Turno dalle ore 12,00 alle ore 19,00 dal lunedì al venerdì : n. 2 collaboratori 3 Turno dalle ore 13,00 alle ore 20,00 dal martedì al giovedì :n. 1 collaboratore dalle ore 7,00 alle ore 9,00 e dalle 13 alle 20,00 il lunedì dalle ore 12,30 alle ore 17,30 il venerdì 16 / 53
17 SCUOLA ELEMENTARE BAUSSANO: (a settimane alterne) 1 Turno dalle ore 7,30 alle ore 14,30 dal lunedì al venerdì:n. 2 collaboratori 2 Turno dalle ore 11,30 alle ore 18,30 il lunedì, mercoledì, e venerdì; dalle ore 12,00 alle ore 19,00 il martedì e giovedì SCUOLA ELEMENTARE CAVOUR: Turno unico dalle ore 7,15 alle ore 14,15 lunedì mercoledì e venerdì Dalle ore 7,15 alle 9,15 e dalle 12,30 alle 17,30 martedì e giovedì SCUOLA ELEMENTARE S. CARLO: Turno unico dalle ore 7,15 alle ore 14,15 lunedì mercoledì e venerdì Dalle ore 7,15 alle 9,15 e dalle 13,00 alle 18 martedì e giovedì SCUOLA MATERNA S.CATERINA: (a settimane alterne) 17 / 53
18 1 Turno dalle ore 7,15 alle ore 14,15 dal lunedì al venerdì 2 Turno dalle ore 9,30 alle ore 16,30 dal lunedì al venerdì 3 Turno dalle ore 11,30 alle ore 18,30 dal lunedì al venerdì SCUOLA MATERNA C.SO ALBA: (a settimane alterne) 1 Turno dalle ore 7,15 alle ore 14,15 dal lunedì al venerdì 2 Turno dalle ore 9,30 alle ore 16,30 dal lunedì al venerdì 3 Turno dalle ore 10,30 alle ore 17,30 dal lunedì al venerdì SCUOLA MATERNA BAUSSANO: (a settimane alterne) 1 Turno dalle ore 7,30 alle ore 14,30 dal lunedì al venerdì 2 Turno dalle ore 11,30 alle ore 18,30 dal lunedì al venerdì 18 / 53
19 In caso di necessità e/o assenza si opera in collaborazione tra gli addetti dello stesso servizio. Per eventuali cambiamenti di funzioni, attività e sedi di lavoro e per situazioni di urgenza e/o emergenza si provvederà con specifici e appositi atti. A richiesta degli interessati e per motivi personali è possibile lo scambio giornaliero del turno previa richiesta e autorizzazione da parte del Direttore SGA. Art. 17 Recuperi e riposi compensativi Il personale non può prestare attività di lavoro straordinario se non è stato preventivamente auto rizzato. L orario di lavoro massimo giornaliero non dovrà superare le 9 ore. Se la prestazione di lavoro giornaliera eccede le sei ore continuative il personale, a richiesta, potrà usufruire di una pausa di 30 minuti. Tale pausa sarà però obbligatoria se l orario continuativo di lavoro giornaliero supera le 7 ore e 12 minuti. In quanto autorizzate, le prestazioni eccedenti l orario di servizio sono retribuite (art. 54 c. 3 CCNL 2006/09). Le ore di straordinario effettuate saranno recuperate qualora il personale lo richieda. Tali recuperi avverranno nei periodi di minor carico di lavoro e potranno essere attuati dal personale mediante: - riduzione giornaliera dell orario di lavoro ordinario - riduzione del numero delle giornate lavorative. 19 / 53
20 Art. 18 Chiusura prefestiva In occasione del periodo estivo o dei periodi di sospensione delle attività didattiche (vacanze natalizie e pasquali) l orario di lavoro tornerà alle 36 ore settimanali con orario antimeridiano dalle ore 7 e 12 minuti e la chiusura del sabato. Al fine di favorire le esigenze relative alle attività didattiche o a progetti inseriti nel Pof, i collaboratori autorizzati possono effettuare ore aggiuntive di lavoro da recuperare senza aggravio per i colleghi. Art. 19 Mansioni e compiti Tutto il personale sarà utilizzato per compiti previsti dal profilo ed in particolare con riferimento all art. 47 del CCNL 2002/05. Art. 20 Permessi e ritardi Il ritardo deve essere sempre giustificato e restituito o nella stessa giornata o entro l ultimo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificato, previo accordo con il Direttore SGA. Art. 21 Permessi brevi I lavoratori potranno usufruire di permessi brevi ai sensi dell art. 16 CCNL 2006/09. Art. 22 Ferie personale Per la richiesta di ferie per il periodo estivo le domande dovranno essere presentate entro e non oltre la fine del mese di maggio. Le medesime, se possibile, saranno autorizzate entro 15 giorni. Durante il mese di agosto dovrà essere garantito il servizio di almeno 1 Collaboratore scolastico 20 / 53
21 per ogni plesso di assegnazione, più n. 2 collaboratori per il plesso Cagni e dovranno prestare servizio presso la Direzione Didattica, fatto salvo esigenze di servizio nei singoli plessi. Dovrà essere inoltre garantita la rotazione delle ferie per il personale interessato alla richiesta di ferie nel suddetto mese. Durante il restante periodo estivo (termine delle lezioni) dovrà essere garantito il servizio nei vari plessi scolastici di almeno un Collaboratore scolastico. Il personale potrà fruire delle ferie non godute nell anno scolastico successivo, non oltre il mese di Aprile. Compatibilmente con le esigenze di servizio il personale ATA può frazionare le ferie in più periodi. La fruizione delle ferie dovrà comunque essere effettuata nel rispetto dei turni prestabiliti assicurando al dipendente il godimento di almeno 15 giorni lavorativi continuativi di riposo nel periodo 1 luglio 31 agosto. Art. 23 Criteri e modalità di individuazione del personale da utilizzare per incarichi specifici e per l assegnazione del personale ai vari plessi scolastici I compiti del personale ATA, come previsto dall art. 47 del CCNL 2002/05, sono costituiti: a) dalle attività e mansioni espressamente previste dall area di appartenenza; 21 / 53
22 b) da incarichi specifici che, nei limiti delle disponibilità e nell ambito dei profili professionale, comportano l assunzione di responsabilità ulteriori, e dallo svolgimento di particolari responsabilità, rischio o disagio, necessari per la realizzazione del piano dell offerta formativa. Le predette attività sono quelle complessivamente spettanti, sulla base dell applicazione dell art. 50 del CCNI del 31/8/99 (es. funzioni aggiuntive). Per i collaboratori scolastici questi incarichi saranno finalizzati prioritariamente all assolvimento di compiti che comportano un aggravio di responsabilità: Essi saranno finalizzati per il raggiungimento degli obiettivi dell offerta formativa definite dal Dirigente Scolastico. L assegnazione del posto di lavoro ha validità per l intero anno scolastico, solo in caso di particolari esigenze di servizio potrà essere spostato di sede fino a quando permane l esigenza ( es. assenze di colleghi) e saranno seguiti i seguenti criteri: PERSONALE A TEMPO INDETERMINATO: 1) continuità di servizio sul plesso (salvo modifiche del posto in caso di contrazione di organico o sopraggiunte esigenze organizzative, previa informativa alle RSU) 2) legge 104 e simili (gravi esigenze familiari/salute DOCUMENTATE) 22 / 53
23 3) trasferimenti su posti vacanti (in caso di più persone verrà seguito il punteggio attribuito per il trasferimento e in caso di parità prevarrà l anzianità anagrafica.) PERSONALE A TEMPO DETERMINATO 1) continuità sul plesso in caso di personale già in servizio nell a.s. precedente; 2) posizione in graduatoria provinciale CAPO V SICUREZZA Contrattazione integrativa per l attuazione della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro Art. 24 Premessa 1. Il presente contratto integrativo viene predisposto sulla base ed entro i limiti di quanto previsto in materia dalla normativa vigente e, in particolar modo dal D. Lgs 81/08 alla legislazione in materia di igiene e sicurezza ed entro quanto stabilito dai CCNL scuola 4/8/95,26/5/99 e CCNI 31/8/ / 53
24 2.Rispetto a quanto non espressamente indicato nel presente contratto integrativo, la normativa di riferimento primaria in materia è costituita dalle norme legislative e contrattuali di cui al comma precedente. Art. 25 Soggetti Tutelati 1. I soggetti tutelati sono tutti coloro che nell istituzione scolastica prestano servizio con rapporto di lavoro subordinato. Art. 26 Obblighi del Dirigente scolastico in materia di sicurezza 1. Il Dirigente scolastico, in qualità di datore di lavoro individuato ai sensi del D.lgs 81/08, ha i seguenti obblighi in materia di sicurezza: - adozione di misure protettive in materia di locali, strumenti, materiali apparecchiature, video terminali, ecc; - valutazione dei rischi esistenti; - elaborazione di apposito documento nel quale siano esplicitati i criteri di valutazione; - le misure e i dispositivi di prevenzione adottati, il programma di successivi miglioramenti; - designazione del personale incaricato di attuazione delle misure; pubblicazione e informazione; - attuazione di interventi di formazione rivolti a favore degli alunni e del personale scolastico da organizzare compatibilmente con ogni altra attività. 24 / 53
25 Art. 27 Il servizio di prevenzione e protezione 1. Nell unità scolastica il Dirigente scolastico, in quanto datore di lavoro, deve organizzare il servizio di prevenzione e protezione designando per tale compito il R.S.P.P. e le figure sensibili e, previa consultazione del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, una persona tra i dipendenti. 2. I lavoratori designati (docenti o ATA) devono essere in numero sufficiente, possedere le capacità necessarie e disporre di mezzi e di tempo adeguati per lo svolgimento dei compiti assegnati. Essi non possono subire pregiudizio a causa dell attività svolta nel espletamento del loro incarico. Art. 28 Responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi 1. La funzione di Responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi è svolta da un esperto esterno, con i requisiti previsti dalla norma, appositamente nominato dal Dirigente scolastico. Art. 29 Riunione periodica di prevenzione e protezione dai rischi 25 / 53
26 l. Il Dirigente scolastico indice almeno una volta affanno una riunione di prevenzione e protezione dai rischi, alla quale partecipano: lo stesso dirigente, che la presiede; il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, il rappresentante per la sicurezza, il medico competente. Art. 30 Rapporti con gli enti locali 1. Per gli interventi di tipo strutturale deve essere rivolta all ente locale su richiesta formale di adempimento. 2. In caso di pericolo grave ed imminente, il Dirigente scolastico adotta i provvedimenti di emergenza resi necessari dalla contingenza, dei quali va informato tempestivamente l ente locale. Art 31 Attività di formazione e informazione 26 / 53
27 1. In ottemperanza al disposto del Dlgs 81/08, si realizzano le previste attività di formazione e informazione nei confronti dei dipendenti. Per gli alunni sono previste attività didattiche da inserirsi nella programmazione ed inoltre vengono effettuate ogni anno almeno 2 prove di evacuazione. Art. 32 Prevenzione incendi e protezione contro rischi particolari E applicabile la normativa sulla prevenzione incendi prevista dal DPR 29/7/82, n. 577; D. Lgs 15/8/71, n. 277, D.M. interno 26/8/82; DPR 12/1/98, n. 37; D.M. interno 10/3/98; D.M. interno 4/5/98; C.M. interno 5/5/98, n. 9 e successivi. Capo IV FONDO DI ISTITUTO Contratto integrativo d istituto per l impiego delle risorse finanziarie riferite al fondo d istituto L anno 2009, il giorno sedici del mese di dicembre, presso Direzione didattica IV Circolo di Asti in sede di negoziazione integrativa a livello di istituzione scolastica di cui all art. 6 del CCNL del Comparto Scuola , tra la delegazione di parte pubblica nella persona del Dirigente Scolastico Dott.ssa Maria Luisa Mosele e i rappresentanti sindacali della delegazione 27 / 53

References: Art. 1
 art. 6
 Art. 2
 Art. 3
 art. 6
 art. 2
 Art. 4
 Art. 5
 art. 10
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 art. 1
 art. 8
 Art. 9
 art. 1
 Art. 10
 art. 6
 art. 4
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 art. 54
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 art. 47
 Art. 20
 Art. 21
 art. 16
 Art. 22
 Art. 23
 art. 47
 art. 50
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30
 Art. 32
 art. 6