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Timestamp: 2020-08-15 11:27:32+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 25645 del 14/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25645 del 14/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 14/12/2016, (ud. 26/10/2016, dep.14/12/2016), n. 25645
sul ricorso 25033/2014 proposto da:
avverso la sentenza n. 1340/63/2014 della COMMISASIONE TRIBUTARIA
REGIONALE DI MILANO – SEZIONE DISTACCATA DI BRESCIA, emessa il
04/03/2014 e depositata il 11/03/2014;
L’Agenzia delle entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della Commissione tributaria regionale della Lombardia, che aveva accolto l’appello di T.G. contro la decisione della Commissione tributaria provinciale di Brescia. Quest’ultima aveva respinto l’opposizione del contribuente nei confronti dell’avviso di accertamento, emesso D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 38, comma 40, con il quale era stato determinato in via induttiva il reddito (in esito al possesso di due veicoli, di un immobile e di vari incrementi patrimoniali).
Nella decisione impugnata, la CTR – dopo aver proceduto alla riunione delle distinte impugnazioni relative agli anni 2006 e 2008 – osservava che una delle condizioni essenziali per l’accertamento induttivo era la verifica dello scostamento di oltre un quarto fra il reddito dichiarato e quello accertato, per almeno due anni consecutivi, mentre l’Ufficio aveva preso in considerazione annualità non consecutive.
1- la proposto ricorso per cassazione l’Agenzia delle Entrate, affidandosi a due motivi.
Con la prima censura, la ricorrente denuncia violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, comma 4. Assume che la norma invocata dalla CTR non preciserebbe, nè richiederebbe la consecutività dei due periodi d’imposta.
Con la seconda censura, l’Agenzia denuncia omessa o apparente motivazione, ex art. 360 c.p.c., n. 4. Infatti, con riguardo all’accertamento relativo all’annualità del 2006, la decisione impugnata si sarebbe limitata ad affermare “il contribuente ha dimostrato disponibilità finanziarie che giustificavano il possesso dei beni indice di capacità contributiva”, senza aggiungere nient’altro.
Con riguardo alla questione centrale del processo, questa Suprema Corte ha ritenuto che, a norma del citato art. 38, l’Ufficio possa determinare induttivamente il reddito o il maggior reddito in relazione ad elementi indicativi di capacità contributiva individuati con decreto del Ministero delle Finanze, “quando il reddito dichiarato non risulta congruo rispetto ai predetti elementi per due o più periodi di imposta” e che dalla interpretazione letterale della norma non si ricava che i “due o più periodi di imposta” devono essere consecutivi, nè che essi devono essere necessariamente anteriori a quello per il quale si effettua l’accertamento, essendo sufficiente, secondo la disposizione in esame, che il reddito dichiarato non risulti congruo rispetto ai predetti elementi per due o più periodi di imposta (Sez. 5, n. 237 del 09/01/2009).
La sentenza va dunque cassata, con rinvio alla CTR Lombardia, in diversa composizione.
accoglie il primo motivo, assorbito il secondo, cassa e rinvia alla CTR Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 38
 art. 38
 art. 360
 art. 38
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