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Timestamp: 2020-03-28 23:53:36+00:00

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Esenzione IMU e “alloggi sociali” dell'Arca | ProntoProfessionista.it
2. Evoluzione normativa
3. Pronunce Giurisprudenziali della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione: rilevanza del requisito oggettivo
4. Decreto ministeriale 22 aprile 2008 – Ministero delle infrastrutture
Il presente articolo, attraverso una ricognizione sul piano temporale della normativa consolidatasi nell’ultimo trentennio tanto in tema ICI quanto in tema di IMU e una disamina dei più recenti approdi giurisprudenziali, si pone l’obiettivo di contribuire a individuare più specificamente lo stato dell’arte della fiscalità locale riguardante l’Imu e, conseguentemente, di valutare se gli alloggi di proprietà dell’ARCA – ex I.A.C.P. – concessi in locazione, possano beneficiare dell’esenzione Imu, in quanto assimilati all’abitazione principale, ai sensi dell’articolo 13, comma 2 lettera b), del DL n. 201/2011.
In tal senso, occorre preliminarmente chiarire che l'ARCA (Agenzia Regionale per la Casa e l'Abitare) - già I.A.C.P. - è un ente di diritto pubblico non economico, strumentale della Regione Puglia, che opera nel settore dell’Edilizia Residenziale Pubblica senza fini di lucro.
L’Arca assolve specifici compiti, come:
• la realizzazione di programmi d'intervento di edilizia residenziale pubblica di recupero e di nuova costruzione e relative infrastrutture, nonché l'acquisizione di immobili da destinare all'edilizia residenziale pubblica;
• la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria e secondaria, di programmi di edilizia sociale e delle relative infrastrutture, di ogni altro programma o iniziativa a carattere urbanistico ed edilizio, anche commesso da istituzioni pubbliche o da privati;
• la gestione e manutenzione di tutto il patrimonio pubblico residenziale esistente nell'ambito territoriale di competenza, comprese le unità immobiliari diverse e/o connesse allo stesso patrimonio, nonché ad eventuali altre gestioni affidate in base a convenzioni da enti proprietari di immobili;
• la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà degli enti locali sulla base di apposite convenzioni;
• l'espletamento di tutti gli altri compiti attribuiti dalla legge, nonché quelli affidatigli dall'Ente regione, dagli enti locali e da altri soggetti pubblici e privati, accettati dall'ente e non in contrasto con i suoi fini istituzionali.
Orbene, ai fini dell’elaborazione del presente articolo, è necessario chiarire che nelle ipotesi di realizzazione di nuove costruzioni, l’ARCA si avvale sempre di terreni di proprietà dello Stato o appartenenti ai Comuni; vi è anche un’ipotesi in cui viene riconosciuto il diritto di superficie su alcuni terreni comunali. Inoltre, la costruzione degli alloggi (e di conseguenza la loro manutenzione) avviene sempre per mezzo di finanziamenti statali, regionali o comunitari. Conseguentemente, la destinazione/assegnazione dei suddetti alloggi, è vincolata, nelle ipotesi di locazioni permanenti, al pagamento di un canone determinato per legge (L.R. n. 10/2014) e finalizzato a coprire costi e manutenzione.
In definitiva, si tratta di un ente pubblico non economico, avente la funzione tanto di costruire, quanto di destinare “alloggi ERP” (edilizia residenziale pubblica) o “alloggi c.d. sociali” (aventi le caratteriste analiticamente indicate dal Decreto Ministeriale 22 aprile 2008).
Orbene, la differenziazione e l’individuazione delle due tipologie di alloggi rappresenta il punto cruciale del presente elaborato, posto che nel caso di locazione di meri alloggi è prevista la sola detrazione Imu di € 200,00 di cui all’art. 13, co. 10 del D.L. 201/2011, mentre nelle ipotesi dei c.d. alloggi sociali - di cui al DM 22/04/2008 - è specificamente prevista la totale esenzione del pagamento dell’Imu, ex art. 13, co. 2, lett. b), del D.L. 201/2011.
1. Dal 01/01/1993 al 28/05/2008: L’imposta comunale sugli immobili, meglio nota con l'acronimo ICI, è stata istituita con il D.lgs. n. 504 del 30.12.92, emanata in attuazione dell’art. 4 della legge delega 23 ottobre 1992, n. 421, ed è rimasta in vigore sino ai primi mesi del 2012 (a cui ha fatto seguito l’introduzione dell’IMU).
Più specificamente, ai sensi dell’art. 7, D.lgs. 504/92, inizialmente godevano dell'esenzione totale dell'Ici solo le seguenti categorie di immobili:
Di fatto, si trattava degli immobili destinati esclusivamente ai compiti istituzionali posseduti dallo Stato, dalle regioni, dai comuni, dai consorzi tra gli enti pubblici, dalle comunità montane, dalle unità sanitarie locali, dalle istituzioni pubbliche autonome, dalle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, ma anche dei fabbricati con destinazione a usi culturali come musei, biblioteche, cineteche, ecc. aperti al pubblico, dei fabbricati destinati all'esercizio del culto e le loro pertinenze, quelli di proprietà della Santa Sede, degli Stati esteri e di organizzazioni internazionali, i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili che sono stati recuperati per essere destinati ad attività assistenziali. Rientravano nell'esenzione anche i terreni agricoli ricadenti in aree montane e collinari se utilizzati mediante interventi volti al riordino agrario e fondiario e gli immobili utilizzati da enti non commerciali e destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, religiose, ricreative e sportive.
Parallelamente, l’art. 8, co. 1, D.lgs. n. 504/92, stabiliva, che oltre alle esenzioni, potevano essere applicate delle riduzioni di aliquote e detrazioni d’imposta; invero, l’ICI era ridotta del 50% nelle ipotesi di fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e, di fatto, non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistevano dette condizioni.
L’art. 8, co. 2, D.lgs. n. 504/92 stabiliva, invece, che dall’ICI dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo, intendendosi per tale, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica, si dovevano detrarre, fino a concorrenza del suo ammontare, L. 200.000 (oggi € 103,29).
Le suddette previsioni erano applicabile, ai sensi del citato art.8, comma 4, anche «agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari».
2. Dal 28/05/2008 al 31/12/2011: Orbene, le suddette previsioni sono rimaste in vigore fino ai primi mesi del 2008. Invero, occorre chiarire che, in tema di esenzione dell’imposta, l'art. l, D.L. 27.5.2008 n. 93 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28.5.2008, n. 124 e rubricato “Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie”), con effetto già dal versamento in scadenza il 16.6.2008, ha avuto un impatto rivoluzionario su tutta la disciplina. La norma citata, infatti, ha disposto l'esenzione dell'ICI, oltre che nei casi previsti dall’art.7, D.lgs. n. 504/92, anche per l’abitazione principale (vale a dire quella in cui i contribuenti avevano la residenza anagrafica e destinavano a dimora abituale).
- gli immobili di cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibiti ad abita¬zione principale dai soci assegnatari;
- gli alloggi degli IACP, regolarmente assegnati (Cfr. art. 8, co. 4, del D.lgs. n. 504/1992);
Pertanto, si ribadisce, che nel 2008, la norma citata, ha disposto l'esenzione dell'ICI, oltre che nei casi previsti dall’art.7, D.lgs. n. 504/92, anche:
• per l’abitazione principale (vale a dire quella in cui i contribuenti avevano la residenza anagrafica e destinavano a dimora abituale);
• per tutte le unità immobiliari che il Comune, con regolamento vigente alla data di entrata in vigore del decreto, ha assimilato alle abitazioni principali (art. 1, comma 2 del DL 93/2008);
• per la ex casa coniugale (art. 1, comma 3, del DL 93/2008 che richiama l’art. 6, comma 3-bis, del D.lgs. 504/1992);
• per gli alloggi delle cooperative edilizie a proprietà indivisa e degli Istituti Autonomi per le Case Popolari – IACP (art. 1, co. 3, del DL 93/2008 che richiama l’art. 8, comma 4, del D.lgs. 504/1992).
Sul punto, si può, quindi, concludere che “l’art. 1 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, ha escluso dall’ICI sia l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale sia gli alloggi regolarmente assegnati dagli IACP, assimilando le due categorie di beni proprio in ragione della comune destinazione ad abitazione principale” (Cfr. Corte Costituzionale, Ordinanza, 18 luglio 2011, n. 214).
3. Dal 01/01/2012 al 31/12/2019. Ciò posto, per inquadrare in maniera più omogenea il tema relativo all’esenzione dell’imposta sugli immobili, occorre adesso chiarire che il citato art. 1, D.L. 93/2008, è stato abrogato dall'art. 13, comma 14, D.L. 06.12.2011, n. 201 (così come modificato dall'allegato alla legge di conversione L. 22.12.2011, n. 214 con decorrenza dal 01.01.2012), che è la norma con cui è stata disciplinata e disposta l’entrata in vigore dell’IMU.
o nell’art. 13 del D.L. 6.12.2011 n. 201 (rubricato “Anticipazione sperimentale dell'imposta municipale propria, conv. L. 22.12.2011 n. 214);
o negli artt. 7, 8 e 9 del D.lgs. 14.03.2011 n. 23, in quanto compatibili.
1. unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, ivi incluse le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in deroga al richiesto requisito della residenza anagrafica;
2. i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008 (tra cui si ritiene che possano rientrate alcuni immobili aventi le caratteristiche di alloggi sociali regolarmente assegnati dagli Istituti Autonomi per le Case Popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità degli IACP);
3. la casa coniugale assegnata all’ex coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
4. a un unico immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia a ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia a ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e appartenente alla carriera prefettizia, indipendentemente dalla sussistenza delle condizioni di abitazione abituale o residenza anagrafica.
• da un lato, ai sensi dell’art. 13 cit., co.2, lett. b), l’esenzione dal pagamento dell’IMU per i fabbricati di civile abitazione DESTINATI AD “ALLOGGI SOCIALI” come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008 (tra cui si ritiene possano rientrate alcuni immobili aventi le caratteristiche di alloggi sociali regolarmente destinati dagli Istituti Autonomi per le Case Popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità degli IACP);
• ai sensi dell’art. 13 cit., co.10, una detrazione di € 200,00 dall’imposta dovuta per gli “ALLOGGI” regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari (Iacp) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP.
4. Dal 01/01/2020. Al fine di chiarire lo “status fiscale” e la possibile equiparazione degli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti Autonomi per le Case Popolari (ex IACP, oggi ARCA) - o dagli enti di edilizia residenziale pubblica - e dei c.d. alloggi sociali ex D.L. n. 102/2013 è necessario inquadrare anche le novità introdotte con la Legge di Bilancio 2020 in tema di Imu.
In particolare, il co. 749 dell'art. 1 della L.160/2019 stabilisce che dall'imposta dovuta per gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti Autonomi per le Case Popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica (ERP), comunque denominati, «aventi le stesse finalità degli IACP, istituiti in attuazione dell'articolo 93 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616» si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, € 200,00.
Tale disposizione ricalca quella contenuta nel già citato art. 13, co. 10, del D.L. n. 201/2011 in tema di IMU.
Allo stesso modo, si deve comunque precisare che il comma 741 dell'articolo 1 della L. n. 160/2019, alla lettera c), n. 3) – coerentemente con la norma già prevista per l'IMU dall'art. 13, co. 2, lettera b), del D.L. n. 201/2011 - stabilisce che sono, altresì, considerate abitazioni principali «i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008, adibiti ad abitazione principale».
In sostanza, la Corte Costituzionale, ha inteso porre in rilievo che nel periodo compreso tra il 2008 e il 31/12/2011, il Legislatore ha disposto l’equiparazione del trattamento fiscale tra IACP e persone fisiche soggetti passivi, prevedendo, si ripete, con il D.L. n. 93/2008, l’esenzione dall’ICI sia per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale che per gli IACP, con la conseguenza che “una disciplina differenziata di tali ipotesi non è irragionevole e che l’equiparazione del trattamento fiscale tra IACP e persone fisiche soggetti passivi d’imposta auspicata dal rimettente potrebbe derivare esclusivamente da una scelta discrezionale del legislatore (il quale, infatti, a decorrere dall’anno 2008, con il decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, recante «Disposizioni urgenti per salvaguardare il potere di acquisto delle famiglie», convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, ha concesso l’esenzione dall’ICI sia alle persone fisiche soggetti d’imposta per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale sia agli IACP)”.
• di specifica esenzione qualora siano identificabili quali alloggi sociali, come da D.M. 22 aprile 2018 (ex art. 13 cit., co.2, lett. b);
• o di detrazione, laddove, siano dei meri alloggi (ex art. 13 cit., co. 10).
Ciò posto, come chiarito dalle Sezioni Unite, l’intervento innovativo operato con il D.L. 93/2008, ha determinato un rivoluzionario cambio di rotta rispetto al passato con la conseguente adesione ad una “logica diversa” rispetto a quella sottesa all’esenzione riconosciuta dall’art. 7, D.lgs. 546/92 (strutturato sul requisito soggettivo dell’imposta e sulla strumentalità dell’immobile all’esercizio nel medesimo di una determinata attività da parte dell’ente), che nel caso degli ex IACP non sembra più rilevare, a beneficio, invece, dell’individuazione del requisito oggettivo da intendersi quale concetto di “Alloggio Sociale”, così come chiarito dal D.L. 93/2008, art. 1, co. 3 – che a sua volta richiama l’art. 8, co. 4 del D.L. 546/92 – e confermato, da ultimo, dal D.L. 201/2011, art. 13, co.2, lett. b).
Come già rilevato, tanto è stato, altresì, confermato il 16 gennaio 2020 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che in risposta ad un Question Time in Commissione VI Finanze (n.5-03398, On.le Osnato e altri) sul tema della possibile parificazione legislativa tra gli alloggi ERP/IACP e quelli c.d. sociali, ha inequivocabilmente chiarito che con particolare riferimento allo status fiscale degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e in relazione, invece, alla parificazione legislativa tra gli alloggi ERP a quelli cosiddetti “sociali” ex D.L. n. 102/2013: “nel caso degli alloggi sociali assume rilievo determinante per l’assimilazione la corrispondenza dell’alloggio alle caratteristiche individuate dal decreto ministeriale 22 aprile 2008 e il fatto che lo stesso sia adibito ad abitazione principale. Pertanto, si può concludere che rientrano in siffatta ipotesi di assimilazione anche gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti in questione laddove tali alloggi rientrino nella definizione di cui al decreto ministeriale appena citato”.
• “ALLOGGI SOCIALI” per cui è prevista l’esenzione (ex art. 13, co.2, lett. b) D.L. 201/2011) anche per gli immobili destinati dagli ex IACP – oggi ARCA, laddove ricorrano le caratteriste specificamente indicate dal D.M. 22 aprile 2008;
• semplici “ALLOGGI”, non aventi le caratteriste specificamente indicate dal DM 22 aprile 2008, e per i quali si radica la scelta del Legislatore di riconoscere la sola detrazione di € 200,00 (ex art. 13 cit., co. 10).
1. Rientrano nella definizione di cui al comma 2 gli alloggi realizzati o recuperati da operatori pubblici e privati, con il ricorso a contributi o agevolazioni pubbliche “quali esenzioni fiscali, assegnazione di aree od immobili, fondi di garanzia, agevolazioni di tipo urbanistico” destinati alla locazione temporanea per almeno otto anni ed anche alla proprietà.
2. Il servizio di edilizia residenziale sociale viene erogato da operatori pubblici e privati prioritariamente tramite l’offerta di alloggi in locazione alla quale va destinata la prevalenza delle risorse disponibili, nonché il sostegno all’accesso alla proprietà della casa, perseguendo l’integrazione di diverse fasce sociali e concorrendo al miglioramento delle condizioni di vita dei destinatari.
3. L’alloggio sociale, in quanto servizio di interesse economico generale, costituisce standard urbanistico aggiuntivo da assicurare mediante cessione gratuita di aree o di alloggi, sulla base e con le modalità stabilite dalle normative regionali”.
Successivamente, l’art.2 del citato D.M. ne fissa le caratteriste e i requisiti, disponendo che:
“1. Le regioni, in concertazione con le Anci regionali, definiscono i requisiti per l’accesso e la permanenza nell’alloggio sociale.
8. Le disposizioni del presente decreto sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano compatibilmente con gli statuti speciali e con le relative norme di attuazione".
• con il co. 749 dell’art. 1 ha stabilito che dall’imposta dovuta per gli alloggi regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica (ERP), comunque denominati, «aventi le stesse finalità degli IACP, istituiti in attuazione dell’articolo 93 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616» debbano essere detratte, fino a concorrenza del suo ammontare, € 200,00;
• con il co.741 dell’art. 1, alla lettera c), n. 3) – ricalcando la norma già prevista per l’IMU dall’articolo 13, comma 2, lettera b), del decretolegge n. 201/2011 – ha stabilito che sono, altresì, considerate abitazioni principali «i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008, adibiti ad abitazione principale».
Peraltro, come già rilevato, tanto è stato, altresì, confermato il 16 gennaio 2020 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che sul tema ha chiarito che “nel caso degli alloggi sociali assume rilievo determinante per l’assimilazione la corrispondenza dell’alloggio alle caratteristiche individuate dal decreto ministeriale 22 aprile 2008 e il fatto che lo stesso sia adibito ad abitazione principale. Pertanto, si può concludere che rientrano in siffatta ipotesi di assimilazione anche gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti in questione laddove tali alloggi rientrino nella definizione di cui al decreto ministeriale appena citato”.

References: art. 13
 art.8
 art. 8
 art. 1
 art. 13
 art. 13
 art. 13
 art. 1
 art. 13
 art. 13
 art. 13