Source: http://www.avvocatosaia.com/news/
Timestamp: 2020-04-09 09:58:50+00:00

Document:
News - Avvocato Maria Saia
- il riconoscimento della precedenza ex art. 33, commi 5 e 7 della L. 104/92, per l’assistenza del genitore gravemente disabile, in ambito di mobilità interprovinciale;
- il riconoscimento del punteggio per il servizio pre-ruolo prestato nella scuola paritaria;
- il riconoscimento dell’assegnazione temporanea triennale di genitori con figli minori fino a tre anni di età, ai sensi dell’art. 42 bis del D.lgs. 151/01, che così recita “il genitore con figli minori fino a tre anni di età dipendente di amministrazioni pubbliche di cui all’articolo uno comma due del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 e successive modificazioni, può essere assegnato, a richiesta, anche in modo frazionato per un periodo complessivamente non superiore a tre anni ad una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa subordinatamente alla sussistenza di un posto vacante e disponibile di corrispondente posizione retributiva e previo assenso delle amministrazioni di provenienza e destinazione. L’eventuale dissenso deve essere motivato. L’assenso il dissenso devono essere comunicate all’interessato entro 30 giorni dalla domanda. Il posto temporaneamente lasciato libero non si renderà disponibile ai fini di una nuova assunzione.”
Successivamente alla pubblicazione dei movimenti, qualora il Personale non si riterrà soddisfatto, o non dovesse ottenere il trasferimento richiesto a causa del mancato riconoscimento delle precedenze, e/o delle preferenze e/o dei punteggi spettanti, potranno rivolgersi al nostro Studio legale per richiedere il modello di RICHIESTA DI TENTATIVO DI CONCILIAZIONE, che verrà inoltrato al Personale che ne farà richiesta al nostro indirizzo email info@avvocatosaia.com, da inviare all’Ufficio Scolastico Provinciale di competenza, entro il termine perentorio di 10 giorni dal ricevimento dell’email avente ad oggetto la “Procedura di mobilita' A.S. 2020/21. Invio Risultato del movimento”, con la quale il Ministero dell’Istruzione comunica il trasferimento, ovvero comunica il mancato ottenimento del movimento richiesto per l’a.s. 2020/21.
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LA DOMANDA DI MOBILITA’ SCUOLA 2020/2021 – COSA PRESENTARE PER TUTELARSI?
Nei scorsi giorni il MIUR ha pubblicato l’Ordinanza Ministeriale n. 182 del 23/03/2020, con la quale ha disciplinato la mobilità la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per il prossimo anno scolastico 2020/21.
Al fine di partecipare alla procedura di mobilità per l’anno scolastico 2020/21 il docente dovrà inoltrare la relativa domanda, corredata di documenti/dichiarazioni, attraverso il portale ISTANZE-ONLINE del sito del MIUR, dal 28 marzo 2020 e fino al 21 aprile 2020.
Come già denunciato dal nostro Studio Legale, l’O.M. 182/2020 tuttavia presenta delle illegittimità, con riguardo soprattutto al riconoscimento della precedenza ex art. 33, commi 5 e 7 della L. 104/92, per l’assistenza del genitore gravemente disabile, in ambito di mobilità interprovinciale (per approfondimento clicca qui).
Per tale motivo, potete ricevere la documentazione necessaria da allegare alla domanda di mobilità a.s. 2020/21, per contestare le illegittimità riscontrate (gratuitamente e senza impegno al conferimento dell’incarico) contattandoci al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com o al numero telefonico 091/5567161
In data di ieri, il Ministero dell’Istruzione ha emanato l’Ordinanza n. 182 del 23 marzo 2020, con la quale ha disciplinato la mobilità del personale docente, educativo ed A.T.A. per l’anno scolastico 2020/21, e determinato le modalità di applicazione delle disposizioni del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo concernente la mobilità del personale della scuola relativa alla mobilità del personale docente, educativo ed Ausiliario, Tecnico e Amministrativo (ATA) per l'anno scolastico 2020/2021.
- ai docenti beneficiari delle precedenze ex art. 13, nel caso in cui abbiano ottenuto la titolarità in una scuola fuori dal comune di precedenza;
- ai docenti trasferiti d’ufficio o a domanda condizionata, ancorché soddisfatti su una preferenza espressa.
Dopo tanti anni di calvario giudiziario, finalmente i tantissimi lavoratori di una nota azienda palermitana, a partecipazione pubblica, dichiarata fallita nell’anno 2015, hanno ottenuto il riconoscimento del pagamento del TFR a carico del Fondo di Garanzia dell’INPS.
Proviamo a ricostruire l’annosa vicenda che ha investito migliaia di lavoratori, catapultati in estenuanti battaglie legali dal 2015 ad oggi, per ottenere il pagamento del TFR maturato presso l’azienda fallita.
Il nostro Studio Legale già nell’agosto del 2018 aveva ottenuto dalla Sezione Fallimentare del Tribunale di Palermo, l’accoglimento di diversi ricorsi in opposizione allo stato passivo del fallimento dell’azienda palermitana, promossi da diversi lavoratori che si erano visti negare, in sede di insinuazione al passivo fallimentare, il Trattamento di Fine Rapporto maturato in costanza di Cassa Integrazione in Deroga (clicca qui per approfondimento).
Come se non bastasse, dopo la negazione del TFR maturato in CIGD da parte della Curatela, i lavoratori hanno dovuto nuovamente ricorrere in sede giudiziaria per ottenere il pagamento, da parte del Fondo di Garanzia dell’INPS, del TFR ammesso al passivo fallimentare.
Ed invero, l’INPS ha rigettato la domanda del lavoratore di intervento del Fondo di Garanzia per il pagamento del TFR ammesso al passivo fallimentare, ritenendo che non era opponibile all’Istituto l’accordo di trasferimento del ramo d’azienda stipulato in deroga all’art. 2112 c.c, tra l’azienda cedente - poi fallita - e la cessionaria, che stabiliva, anche, che il personale trasferito rinunciava ad agire nei confronti della cessionaria quale responsabile in solido per eventuali richieste avanzate alla cedente per diritti di qualunque natura rivendicati, ed in particolare per il trattamento di fine rapporto maturato alla data di trasferimento.
Pertanto, sulla scorta delle difese spiegate dall’Avv. Maria Saia, il Tribunale di Palermo, Sezione Lavoro, con Sentenza n. 4329/2019 del 02/12/2019, ha accolto il nostro ricorso “In applicazione, quindi, della deroga validamente operata dalle parti nella cessione di azienda o suo ramo del 31.12.2014 all’art. 2112 c.c., in conformità degli accordi sindacali all’uopo stilati, ad esso allegati, il datore di lavoro fallito del ricorrente aveva legittimamente assunto esclusivamente su di sé l’obbligazione al pagamento del T.F.R. maturato sino alla data del trasferimento di azienda, così evitandone il trasferimento in solido al cessionario; l’accordo sindacale allegato alla comunicazione di trasferimento di azienda del 31.12.2014, infatti, richiamando espressamente la deroga all’art. 2112 c.c. prevista dal citato art. 47, commi 4 bis e 5, subordinava il transito dei lavoratori (tra i 950 che sarebbero stati selezionati subito sulla scorta di criteri predeterminati) alla -omissis- alla sottoscrizione da parte loro di un accordo di rinuncia ad agire nei confronti della cessionaria quale responsabile in solido di domande avanzate nei confronti della cedente, tra l’altro per il pagamento del TFR maturato alla data del trasferimento. Anche in virtù della validità di detto accordo, quindi, e della sua opponibilità al Fondo di garanzia dell’INPS – in forza dell’accollo cumulativo ex lege – quest’ultimo è obbligato al pagamento in favore del ricorrente del T.F.R. nella misura richiesta, in cui esso venne ammesso al passivo della procedura concorsuale del datore di lavoro”.
Ed ancora, il Giudice adito ha rilevato che, nonostante la Corte di Cassazione, Sez. Lav., nella Sentenza n. 19278/2018, ha ritenuto in particolare che “il TFR non possa essere richiesto al Fondo prima della cessazione del rapporto di lavoro, al momento della quale soltanto il credito diviene esigibile”; tuttavia, la “recentissima sentenza della Sezione Lavoro della Suprema Corte, n. 26021/2018, ha affermato che, proprio in ipotesi di cessione di azienda, il credito verso il Fondo di Garanzia non è subordinato alla preventiva escussione del debitore solidale: l’intervento del Fondo di Garanzia istituito presso l’INPS, nei casi di insolvenza del datore di lavoro fallito, non è subordinato alla previa escussione degli eventuali obbligati solidali che siano tenuti, prevedendo la l. n. 267 del 1982 l’accesso diretto alla prestazione previdenziale, salvo una breve dilazione temporale (quindici giorni) dal deposito dello stato passivo ovvero della sentenza che decide l’opposizione ad esso e nessun ulteriore requisito (beneficio d’ordine, beneficio di escussione) che suffraghi la natura sussidiaria della copertura dovuta dal Fondo”.
Tanta l’emozione per il risultato ottenuto, ciò anche alla luce del fatto che tantissimi altri lavoratori, che hanno presentato il medesimo ricorso con il nostro studio legale, sono in attesa di ottenere la stessa pronuncia.
Per richiedere informazioni sul ricorso scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com.
Ti ricordiamo che potrai visualizzare tutte le news relative alla tutela dei diritti sul nostro sito, nella sezione new http://www.avvocatosaia.com/news/, e sulla pagina Facebook Studio Legale Maria Saia
Carissimi “DOCENTI”, dopo aver presentato la domanda di mobilità per l’anno scolastico 2016/2017, in qualità di docente assunto in ruolo ante a.s. 2014/2015 (fase B1 della mobilità), ovvero in qualità di docente proveniente dalle GAE, assunto in ruolo nell’a.s. 2015/2016 con il piano straordinario ex L. 107/2015 (fase C della mobilità), vi siete ritrovati, ancora un volta, a dover rimanere nella sede di titolarità, assegnata a migliaia di chilometri distante da casa, e ciò a causa del fallimento delle successive domande di mobilità e delle aspettative maturate in ordine al tanto auspicato intervento legislativo correttivo della Legge c.d. “Buona Scuola”, nonostante la recente pronuncia del TAR Lazio, con la quale ha riconosciuto l’ERRORE dell’algoritmo utilizzato dal MIUR nella mobilità 2016/2017.
Molte sono state le pronunce dei Tribunali del Lavoro che hanno visto accogliere i ricorsi dei docenti dei Docenti della Fase B1 surclassati dai docenti della Fase B3 (docenti delle GM del concorso 2012), e dei ricorsi dei Docenti della Fase C superati, oltre che dai docenti della fase B3, anche dai docenti della successiva fase D.
Si evidenzia che dette pronunce sono recentissime, proprio perché i ricorsi promossi nell’anno 2016, dinnanzi al Giudice del Lavoro, sono stati definiti in questi giorni.
In particolare, i Tribunali Siciliani di Catania e di Palermo hanno accolto le ragioni dei docenti della fase B1 della mobilità a.s. 2016/2017, e così anche il Tribunale di Enna che, con diverse pronunce, ha disposto il trasferimento dei docenti della fase C nella sede prescelta, patrocinati dal nostro Studio Legale.
Si ricorda che è ancora possibile promuovere ricorso dinnanzi al Giudice del Lavoro avverso la mobilità scolastica a.s. 2016/2017.
Per aderire o richiedere informazioni sul ricorso scrivi al seguente indirizzo email info@avvocatosaia.com, al fine di offrirti l’assistenza necessaria per la tutela dei diritti spettanti in materia di mobilità e ricevere la documentazione necessaria per contestare le illegittimità riscontrate.

References: art. 33
 art. 33
 art. 13
 Sentenza 
 art. 47
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza