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LEGGE SANITARIA - Breve panoramica sulla
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(Racc. Uff. n. 5849 - Gazz. Uff. 24 dicembre 1888)
Ordinamento dell’amministrazione
e dell’assistenza sanitaria del Regno.
Degli uffici sanitari.
Art. 1. La tutela della sanità pubblica spetta al ministro dell’Interno, e, sotto la sua dipendenza, ai prefetti, ai sottoprefetti ed ai sindaci.
Art. 2. E’ istituito presso il Ministero dell’Interno un Consiglio superiore di sanità. In ogni provincia, alla dipendenza del prefetto, sarà un Consiglio provinciale di sanità. Vi sarà pure un medico provinciale. In ogni comune sarà un medico ufficiale sanitario.
Art. 3. All’assistenza medica chirurgica ed ostetrica, gratuita per i poveri, ed a quella zooiatrica, limitata ai luoghi ove ne sarà riconosciuto il bisogno, provvederanno i comuni, sia isolatamente sia associati in consorzi, quando l’una o l’altra non sia assicurata altrimenti.
I comuni dovranno altresì provvedere alla vigilanza igienica; quelli di popolazione superiore a 20,000 abitanti con adatto personale e con convenienti laboratori; gli altri per mezzo del personale sanitario di cui dispongono.
Art. 4. Il Consiglio superiore di sanità è composto:
di cinque dottori in medicina e chirurgia, competenti particolarmente nell’igiene pubblica;
di due ingegneri esperti nella ingegneria sanitaria;
di due naturalisti;
di due chimici;
di un veterinario;
di un farmacista;
di un giureconsulto;
di due persone esperte nelle materie amministrative.
Essi saranno nominati con decreto reale sopra proposta del ministro dell’Interno; avranno una indennità di presenza per le sedute cui interverranno.
Sei almeno di loro debbono risiedere nella capitale. Durano in carica tre anni e possono essere rinominati.
Faranno inoltre parte del Consiglio stesso:
il capo dell’ufficio sanitario del Ministero dell’Interno;
il procuratore generale del Re presso la Corte di appello della capitale;
il direttore generale della marina mercantile;
il direttore generale della statistica;
il direttore generale dell’agricoltura.
Art. 5. Il consiglio superiore di sanità:
porta la sua attenzione sui fatti riguardanti l’igiene e la sanità pubblica del Regno, dei quali sarà informato dal Ministero dell’Interno; propone quei provvedimenti, quelle inchieste, e quelle ricerche scientifiche che giudicherà convenienti ai fini dell’Amministrazione sanitaria;
dà parere sulle questioni che gli saranno deferite dal ministro dell’Interno.
Il suo parere deve essere chiesto:
su tutti i regolamenti da emanarsi dal ministro, riguardanti l’igiene e la sanità pubblica;
sulle questioni di massima cui possono dar luogo i regolamenti locali d’igiene;
sui grandi lavori di utilità pubblica per ciò che riguarda l’igiene;
sui ricorsi contro le deliberazioni dei prefetti e dei Consigli provinciali sanitari sulle materie indicate da questa legge, sui quali la decisione spetta al ministro dell’Interno;
sui ricorsi al ministro dell’Interno, di cui all’art. 16 della presente legge;
sui ricorsi relativi a contestazioni già decise dai prefetti tra i comuni e gli ufficiali sanitari, e sui ricorsi di comuni, cittadini e di corpi morali contro il servizio ed il personale sanitario degli ospedali od istituti privati;
sui regolamenti per la coltivazione del riso a norma dell’art. 1 della relativa legge del giugno 1866;
e sugli altri casi indicati da questa e da altre leggi.
Del consiglio provinciale di sanità.
Art. 9. Il Consiglio provinciale di sanità:
porta la sua attenzione su tutti i fatti riguardanti l’igiene e la salute pubblica nei vari comuni della provincia;
propone al prefetto quei provvedimenti e quelle investigazioni che giudica opportuni;
dà parere su tutte le questioni che gli saranno deferite dal prefetto.
Il suo parere sarà richiesto:
a) sui regolamenti locali d’igiene prima di essere trasmessi al ministro dell’Interno;
b) sui regolamenti speciali per la coltivazione del riso…, su quelli per la macerazione delle piante tessili e sopra altri regolamenti speciali a scopo igienico;
c) sui consorzi comunali per il servizio medico - ostetrico e veterinario.
d) sulle contestazioni tra sanitari e municipi, corpi morali e privati per ragioni di servizio sanitario ed igienico;
e) sui provvedimenti disciplinari contro il personale sanitario, contro gli esercenti sottoposti alla vigilanza dell’Autorità sanitaria e gli esercenti illegalmente;
f) sulle discipline da applicarsi alle industrie manifatturiere ed agricole e le cautele igieniche richieste a tutela dei lavoratori;
g) sui provvedimenti igienici da imporsi agli stabilimenti pubblici, o di pubblico accesso, o di riunione;
h) sulla relazione intorno lo stato sanitario della provincia, compilato dal medico provinciale, da spedirsi ogni anno al ministro dell’Interno colle osservazioni del Consiglio ove occorreranno, e sui rapporti del veterinario provinciale;
i) sui reclami contro le decisioni dei sindaci intorno alla salubrità delle case ed ai lavori nocivi all’igiene, di cui gli art. 38 e 40;
l) e sugli altri casi indicati da questa e da altre leggi.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 9
 art. 38