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⭐I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE DI OGGI FULL
I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE DI OGGI FULL
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1 Genova, 24 settembre 2013 I LAVORI DEL CONSIGLIO REGIONALE DI OGGI FULL Benzi e Rossi in Sinistra ecologia e libertà con Vendola Il presidente del Consiglio regionale Rosario Monteleone ha comunicato che dal primo ottobre Alessandro Benzi e Matteo Rossi aderiranno al gruppo Sinistra ecologia e libertà con Vendola. Alessandro Benzi sarà capogruppo. Ipotesi di un agenzia riscossioni unica per le Regioni del Nord Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) ha presentato un interpellanza, sottoscritta anche da Maurizio Torterolo e Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) sul superamento di Equitalia in Liguria. «La riscossione locale dei tributi può permettere di adeguarsi in maniera più attinente ed efficace alle problematiche del territorio ed al tessuto sociale locale e la Regione Lombardia - ha spiegato - ha intenzione di istituire un agenzia regionale di riscossione dei tributi con l obbiettivo dichiarato di estenderla ad altre regioni del Nord quali Piemonte e Veneto. Tale soluzione può andare incontro alle esigenze di riduzione dei costi per la riscossione dei tributi ottimizzandola verso il servizio ai cittadini. Chiedo dunque alla giunta come valuti l iniziativa della Lombardia e se intenda manifestare interesse e disponibilità verso la creazione di un unica agenzia di riscossione per le Regioni del nord Italia o all ipotesi di sostituzione di Equitalia con una nostra agenzia di riscossione.». Per la giunta ha risposto l assessore alle risorse finanziarie Sergio Rossetti: «Come giunta la nostra posizione è di valutare nel merito la proposta anche perché teoricamente la vicinanza dell esattoria al territorio dovrebbe consentire di perseguire con maggior scrupolo il recupero crediti e allo stesso tempo garantire modalità di comportamento più vicine al cittadino. Insomma sarebbe l occasione per creare uno sportello efficiente ed amico. Da nostre notizie la Regione Lombardia non ha preso alcuna decisione e sta valutando varie ipotesi. L ostacolo fondamentale è il decreto sulla spending review che inibisce le Pubbliche amministrazioni a creare nuovi organismi. Anche il più recente decreto del fare ha la stessa filosofia. L altra ipotesi su cui si sta lavorando è di creare questa struttura di riscossione direttamente all interno della Regione in modo da gestire tutte le transazioni direttamente in house. Da questo punto di vista il nostro atteggiamento è di prudente valutazione. Infatti i nostri movimenti finanziari hanno un volume ben inferiore a quello della Regione Lombardia e se quest ultima potrebbe avere un vantaggio nel creare un organismo del genere 1/112 al suo interno, la stessa condizione potrebbe non verificarsi nella Regione Liguria. Con gli uffici stiamo valutando sia le norme nazionali che le varie altre ipotesi per non rischiare di fare scelte che potrebbero essere addirittura risultare controproducenti per i cittadini». Francesco Bruzzone ha ringraziato l assessore per l attenzione riservata a questo tipo di argomento: «Spero che avremo modo di parlarne più approfonditamente in un altra occasione». Lunedì seduta di Consiglio sul referendum per salvare i tribunali Marco Melgrati (capogruppo del Pdl) ha chiesto la sospensione della seduta per convocare una riunione dell Ufficio di presidenza integrato che, a sua volta, convocasse una riunione urgente del Consiglio regionale in cui esaminare rapidamente la Proposta di deliberazione 115 Referendum abrogativo delle disposizioni in materia di riorganizzazione degli uffici giudiziari, che si oppone alla prevista chiusura di alcuni tribunali, tra i quali Chiavari e Sanremo. La Proposta di deliberazione 115, che sarà esaminata dalla I Commissione-Affari Generali giovedì prossimo, richiede la successiva approvazione del Consiglio regionale prima di essere depositata alla Corte di Cassazione e avviare così l iter referendario, ma i termini per presentare a Roma le richieste di referendum da parte delle Regioni scadono il 30 settembre. Il Presidente del Consiglio Rosario Monteleone ha acconsentito alla richiesta, la seduta è stata quindi sospesa e subito dopo l Ufficio di presidenza ha deciso all unanimità di convocare una seduta del Consiglio lunedì prossimo. Melgrati ha ricordato in aula che Abruzzo, Basilicata e Calabria hanno già approvato delibere analoghe e che i Consigli regionali di Puglia e Campania si apprestano a farlo. L iter referendario può partire - ha spiegato - se viene richiesto da almeno cinque regioni. Solidarietà all assessore Vesco Il Consiglio ha approvato all unanimità un ordine del giorno, sottoscritto da tutti i gruppi, in cui l Assemblea esprime totale solidarietà nei confronti dell assessore regionale ai Trasporti Enrico Vesco per l aggressione subita il 17 settembre scorso e stigmatizza il ricorso all uso della violenza in ogni sua forma. Vesco ha ringraziato il Consiglio e i consiglieri per il sostegno dimostrato. Trasferimento dell Istituto idrografico della Marina Lorenzo Pellerano (Liste civiche per Biasotti presidente) ha presentato un interrogazione «per conoscere quali iniziative la Regione abbia adottato e adotterà, in sinergia con la Marina Militare, il Comune e l Autorità Portuale di Genova, per supportare e valorizzare la presenza a Genova dell Istituto idrografico della Marina, anche a seguito delle interrogazioni presentate dal sottoscritto in Consiglio regionale il 13 giugno 2011 e il 28 maggio 2012 e di quella presentata in Parlamento dall onorevole Sandro Biasotti». Pellerano ha rilevato che l istituto è l organo cartografico dello Stato, designato alla produzione della documentazione nautica ufficiale nazionale, e che è unico nel suo genere in Italia. L istituto ha sede nell edificio di Forte S. Giorgio, già sito dell Osservatorio Astronomico e conduce il rilievo sistematico dei mari italiani, avvalendosi delle navi idro - oceanografiche della Marina Militare e di proprie spedizioni, valorizza e controlla i dati raccolti per organizzarli e finalizzarli alla 2/113 produzione della cartografia e documentazione nautica, sia tradizionale sia in formato elettronico ed, infine, cura la diffusione delle informazioni nautiche in ambito nazionale ed internazionale. Pellerano ha auspicato che venga scongiurato il trasferimento dell Istituto alla Spezia come invece auspicato a suo tempo da Lorenzo Forcieri, presidente della locale Autorità Portuale. «La Marina Militare, l Autorità Portuale di Genova e il sindaco Doria si sono detti disponibile al dialogo e valutano favorevolmente il progetto di trasferire l Istituto Idrografico presso l edificio dell ex lavanderia industriale SELOM in area demaniale - ha spiegato Pellerano Se questa ipotesi andasse avanti, e se procedesse la logica del dialogo e della collaborazione, si potrebbe realizzare una nuova sede più funzionale sul mare e si aprirebbe la strada per un risegno del territorio e del porto antico. La partita dell idrografico può essere una casella di un dòmino molto importante per rivalutare Genova e migliorarne la vivibilità penso ad una pista ciclabile che colleghi Corso Italia al porto antico ma anche una migliore sistemazione delle riparazioni navali, realizzando un polo di eccellenza dedicato al mare nella parte storica della città». Per la giunta ha risposto Sergio Rossetti, assessore al patrimonio: «L Idrografico è una struttura scientifica importante a livello internazionale, ha un bilancio in attivo che contribuisce a quello della Marina, realizza scambi scientifici con l Università di Genova e rappresenta un anello importante della più complessiva filiera dell economia del mare. Grazie anche all interessamento del sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa Roberta Pinotti, Regione, Marina militare, Comune, Autorità portuale e uffici del demanio militare stanno lavorando ad un articolato e complesso accordo che prevede scambi di edifici e valorizzazione degli immobili utilizzati dal demanio militare. La stipula del capitolato è a buon punto anche se la cautela è d obbligo perché si interviene su complesse questioni che insistono sulla pianificazione territoriale del Comune di Genova e del porto. La sede identificata per l Idrografico è quella delle lavanderie: un edificio che ha spazi adeguati alla produzione delle carte nautiche. Questa scelta è stata salutata con soddisfazione dai lavoratori e da quanti si sono battuti perché l Istituto rimanesse sul territorio prospiciente il porto antico di Genova. Confidiamo di arrivare a breve a dare un sì definitivo e auspichiamo di trovare le risorse affinché si realizzi tutto il progetto». Lorenzo Pellerano ha ringraziato l assessore per la risposta: «Sono contento che le cose finalmente procedano per il meglio: abbiamo lavorato in tanti per questo risultato nell interesse dei cittadini. Il ruolo della Regione deve essere quello di facilitatore dei rapporti fra enti autorità e ministeri. Vorrei che il futuro del capoluogo fosse discusso in Regione e che in commissione si possa incontrare presto il presidente Merlo». Record di pressione fiscale in Liguria Marco Scajola (Pdl) ha illustrato un interrogazione, sottoscritta anche da Marco Melgrati e Roberta Gasco del Pdl, che evidenzia i dati Istat, secondo i quali i liguri sono i più tartassati d Italia, con una media per contribuente di 819 euro, ben superiore a quella media italiana che è di 562 euro. A fronte della pressione fiscale più alta d Italia, secondo il consigliere, la Liguria deve fare i conti anche con servizi scadenti. Scajola ha chiesto, quindi, alla giunta cosa intenda fare per risolvere questo problema affinché la Liguria dia input a tutto il territorio per un rilancio sociale ed economico. «Il dato è allarmante ha sostenuto - in un momento di crisi come questo occorre trovare strategie 3/114 opportune per contrastare questo fenomeno e fare chiarezza sui dati: una differenza di 300 euro rispetto alla media nazionale non si spiega». Per la giunta ha risposto l assessore alle risorse finanziarie Sergio Rossetti: «La preoccupazione è giustificata: siamo di fronte a un dato vero, anche se deve essere chiarito che fa riferimento alle imposte comunali e non alla fiscalità regionale. I Comuni sono stati costretti a mettere in testa ai cittadini liguri una pressione fiscale senza precedenti per poter mantenere i servizi di qualità che offrono, nonostante i tagli frutto della spending review nazionale. Come Regione Liguria imponiamo l Irap, l addizionale Irpef, la tassa automobilistica e l accisa sulla benzina. L importo dell Irap è stabilito dalla legge statale, la maggiorazione regionale riguarda l 1% ed è stata limitata a categorie economiche come banche, impianti di produzione di energia, poste e assicurazioni. Di fatto il 90% delle aziende sono esentate da questa addizionale. L aliquota Irpef dipende dallo Stato e riguarda tutte le regioni italiane e non abbiamo modo di ridurla. Quello che potevamo fare era esentare le classi di reddito fino a 20 mila euro lordi l anno scorso e fino a 27 mila euro lordi quest anno. La tassa automobilistica dal 2007 ad oggi non ha subito incrementi nonostante si abbia la possibilità di aumentarla del 10%. Condividiamo la preoccupazione che sui cittadini liguri ci sia una pressione molto alta e abbiamo evitato, per quanto possibile che a questa si aggiungesse un ulteriore prelievo da parte del nostro ente. Sulla benzina siamo stati costretti a portare al massimo l accisa per finanziare gli interventi post alluvione». Marco Scajola ha ringraziato l assessore «per la risposta ampia e molto chiara, ma non riesco a capire come mai se tutti i comuni italiani hanno subito dei tagli, solo quello liguri hanno aumentato le imposte a questi livelli. Trecento euro in più rispetto alla media nazionale sono tanti e non si giustificano in nessun modo». Garantire anche ai disabili l accesso al Teatro della Gioventù Roberto Bagnasco (Pdl) con un interrogazione ha denunciato che il Teatro della Gioventù, struttura di proprietà della Regione Liguria, è dotato di un inidonea, e molto spesso fuori uso, apparecchiatura che dovrebbe consentire l accesso all edificio ai disabili. «Questo non consente loro di usufruire della struttura ledendo il loro diritto alla mobilità». Bagnasco ha chiesto alla Giunta se «abbia intenzione di attivare un intervento risolutivo e celere per dotare il Teatro della Gioventù di strumenti che consentano la reale fruizione da parte delle persone disabili e se sia volontà dell amministrazione avviare una verifica, coinvolgendo anche le associazioni delle persone disabili, e le strutture regionali per verificare quali tecnologie, se vi sono, vengono utilizzate per abbattere le barriere architettoniche». Per la Giunta ha risposto l assessore alle risorse finanziarie Sergio Rossetti. «Il tema è delicato: garantire il diritto alla mobilità a tutta la cittadinanza non rappresenta solo un imperativo di legge, ma un obbligo morale. Un incidente che si è verificato proprio sull impianto montascale ha fatto esplodere il problema. L impianto era stato certificato dalla ditta che ha l incarico della manutenzione straordinaria: quindi, sotto il profilo giuridico formale, la procedura seguita è regolare però l incidente c è stato e, durante il sopralluogo appositamente effettuato la Consulta dell handicap ha riscontrato che l impianto funziona in modo alterno. La soluzione potrebbe essere realizzare l accesso dalla parte esterna ed è in corso un confronto con la Sovrintendenza per poter 4/115 realizzare uno scivolo molto lungo che andrebbe, però, a incidere sulla fisionomia del palazzo che ha un pregio architettonico. Stiamo, quindi, lavorando per trovare le giuste soluzioni compatibili con il nostro bilancio». Roberto Bagnasco ha ribattuto: «Al di là dei fatti formali c è un dato indiscutibile: in molte occasioni il montascale non funziona. Si deve quindi andare ad un confronto serrato con la Sovrintendenza e prendere impegni precisi. La Regione è proprietaria dell immobile e deve garantirne l accesso ai disabili». Alluvione in Val di Vara Roberto Bagnasco (Pdl) con un interrogazione ha chiesto alla giunta con quali criteri siano stati ripartiti i contributi relativi all alluvione 2011 che ha colpito diverse zone del Levante, ed in particolare Brugnato e Borghetto Vara. A proposito di quest ultimo centro, Bagnasco ha chiesto se si stia procedendo alla sistemazione del crocevia al centro del paese, dove prima dell alluvione sorgeva la piazza. Il consigliere Bagnasco, inoltre, ha ricordato che ancora oggi, anche in occasione di eventi meteorologici di lieve entità, diverse famiglie di Borghetto sono costrette ad abbandonare le proprie case, situate in zone non ancora in sicurezza, a rischio idrogeologico. A tal proposito, Bagnasco ha chiesto il numero esatto delle famiglie che vivono questo disagio. Per la giunta hanno risposto prima l assessore all ambiente Renata Briano e poi l assessore alle infrastrutture Raffaella Paita. «Abbiamo attivato numerosi canali di finanziamento ha spiegato Briano perché i danni erano ingentissimi e uno solo non bastava. Abbiamo scelto di dare la priorità al sostegno delle famiglie evacuate dall abitazione principale, al ripristino dei servizi pubblici essenziali e risarcire tutte le spese di prima emergenza coperte dai soccorritori. I fondi derivanti dai cosiddetti SMS solidali sono stati destinati alla frazione di Cassano, una delle più colpite. Come comunicato dalla prefettura della Spezia, in occasione dell ultima allerta idrologica emessa, le famiglie evacuate sulla base dell ordinanza sindacale di allontanamento dalla propria abitazione sono dieci. Lavoriamo per superare anche il loro disagio». L assessore alle infrastrutture Raffaella Paita ha spiegato che a Borghetto ci sono due ponti: uno della Provincia e uno dell Anas. «Abbiamo convinto Anas a devolvere una parte di risorse per il rifacimento dell altro ponte andando oltre il milione e mezzo già concordato. Come Regione Liguria, da soli, non avremmo potuto affrontare il disastro. Abbiamo lavorato con una nostra società in house per ripristinare la rotatoria, ma la soluzione non è stata gradita dalla comunità locale che vuole mantenere in vita i due ponti separati. La soluzione non è semplice per le diverse quote e per la viabilità, ma l importante è che la cittadinanza gradisca il tipo di intervento che verrà messo in atto. Si va quindi verso il ripristino dei due ponti e, sulla base di un incontro già previsto con l Anas, si troverà il punto di incontro fra le esigenze della sicurezza e quelle della popolazione e dei commercianti». Roberto Bagnasco ha sottolineato che Borghetto non ha la valenza turistica di Vernazza e Monterosso nelle Cinque Terre e quindi fatica a superare i danni prodotti dall alluvione. La popolazione e i commercianti della zona sono in grandissima difficoltà e che occorre arrivare ad una soluzione il più rapidamente possibile». Gravi danni all immagine turistica creati dalle barriere fonoassorbenti 5/116 L installazione da parte di Autostrade per l Italia sulla A12 di barriere fonoassorbenti nei pressi della città di Rapallo che, a causa del materiale usato, comportano l'eliminazione della vista del mare e del panorama sia da parte di chi abita a monte dell'autostrada, sia di chi transita sulla stessa, ha suscitato tre interrogazioni di Armando Ezio Capurro (Noi con Burlando), Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) e Roberto Bagnasco (Pdl). Capurro ha sottolineato che l installazione comporta, danni rilevanti ai cittadini e all immagine turistica. Il consigliere ha affermato: «Molti residenti nella zona di Rapallo interessata lamentano che nei tratti compresi fra le gallerie S. Agostino 1 e S. Agostino 2 - nonché per il viadotto San Francesco - è stata realizzata soltanto una barriera fonoassorbente a mare della canna autostradale. Tale intervento ha alleviato la situazione relativa al rumore per le abitazioni poste a livello stradale ed a circa a dieci metri dalla sede stradale stessa ma ha creato un ritorno del rumore per tutte le case poste sulla collina peggiorando, di fatto, la situazione». Capurro ha concluso chiedendo alla giunta un intervento nei confronti della Società Autostrade al fine di sostituire in alcuni tratti le barriere già collocate con altre trasparenti e, nel contempo, di completare gli interventi in quei tratti dove l installazione ha finito per peggiorare lo stato delle cose. In aula Capurro ha chiesto che vengano ripetuti gli accertamenti da Arpal in un giorno di transito normale, in quanto i precedenti sarebbero stati effettuati quando una corsia era chiusa al transito e, quindi, il traffico si snodava a velocità ridotta lungo una sola corsia. Analoga presa di posizione è venuta da Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania). «Le barriere fonoassorbenti - ha detto - sono indubbiamente importanti e in alcuni casi risolutorie per ridurre l impatto acustico che il traffico veicolare di un autostrada determina, tuttavia, dovrebbero essere installate, per quanto possibile, riducendo al minimo anche l impatto negativo sul paesaggio. Un attenzione che evidentemente non c è stata nel Tigullio tanto che la loro installazione lungo l autostrada A12, nei pressi di Rapallo, ha determinato disapprovazione e proteste da parte degli abitanti della cittadina». Roberto Bagnasco (Pdl) ha chiesto all Amministrazione di «sostituire i manufatti antirumore installati recentemente in tante parti della Liguria - ed in particolare sul tratto della Riviera di Levante - con strutture meno impattanti anche dal punto di vista visivo». Bagnasco ha sottolineato: «Il tentativo di limitare l inquinamento acustico è certamente positivo, ma in zone di straordinario pregio paesaggistico i manufatti ad oggi installati rappresentano un vero insulto ad un territorio che delle bellezze naturali fa una delle principali fonti attrattive e di sostentamento». Bagnasco ha affermato: «anche se questi pannelli sono stati realizzati con tutte le autorizzazioni, ciò non toglie che la Regione dovrebbe farsi carico di un confronto con la Società Autostrade per risolvere un problema straordinariamente evidente». Infatti, secondo Bagnasco, «la Regione, sicuramente colpevole di una mancata vigilanza», dovrebbe «farsi carico di un accordo con Società Autostrade per una graduale sostituzione di questi pannelli fono-isolanti con manufatti che non impediscano la fruizione di un territorio straordinario». In aula Bagnasco ha ribadito che alcune responsabilità a suo avviso vanno attribuite alla Regione Liguria che, a suo avviso, dovrebbe opporsi, a certe «brutture». Per la Giunta ha risposto l assessore all ambiente, Renata Briano che ha innanzitutto manifestato la sua disponibilità a verificare eventuali aspetti fuori norma e si è impegnata a chiedere ad Arpal di effettuare i rilievi acustici in una 6/117 giornata di regolare transito, come richiesto da Capurro. L assessore ha quindi spiegato: «Le opere di mitigazione acustica autostradale sono il risultato di un piano di risanamento realizzato da Autostrade per l Italia. Il piano relativo alle autostrade liguri era stato inviato il 13 giugno 2007 dalla Società Autostrade alla Regione Liguria, affinché la Regione potesse procedere ad una consultazione con i Comuni interessati per le valutazioni del piano stesso e per le eventuali proposte, motivate, di modifica delle priorità degli interventi di mitigazione del rumore. La Regione aveva invitato i Comuni della Riviera Ligure a formulare valutazioni e proposte. Le note di risposta dei Comuni si trovano agli atti degli uffici. Lo stesso piano è stato sottoposto all approvazione del ministero dell ambiente d intesa con la Conferenza unificata Stato, Regioni, Enti locali». Briano ha quindi precisato: «Per quanto concerne gli aspetti ambientali e paesaggistici, di norma le barriere fonoassorbenti vengono autorizzate in seno a specifiche conferenze o intese che non vedono coinvolti gli uffici del Dipartimento ambiente, volte a risolvere problematiche di tipo acustico e ambientale che, di solito, interessano tratti vincolati sotto il profilo paesaggistico. Le stesse barriere sono valutate preventivamente dal ministero che, tramite le Soprintendenze, produce uno specifico parere preventivo e vincolante. Risulta che spesso viene valutata la possibilità di inserire parti trasparenti nelle barriere, compatibilmente con le prestazioni acustiche stabilite dal piano di risanamento. I manufatti antirumore ad oggi installati sono pertanto frutto anche del risultato di consultazioni ed intese intercorse a più livelli tra le amministrazioni locali, la Regione Liguria ed Autostrade per l Italia, al fine di trovare un compromesso tra l inevitabile impatto visivo delle barriere e l esigenza di venire incontro alle istanze degli abitanti soggetti al disturbo del rumore autostradale». Capurro ha ringraziato l assessore in particolar per l impegno assunto a far nuovamente effettuare i rilievi in una normale giornata di transito. Ha quindi ribadito che sono stati massacrati 20 chilometri di territorio e per questo ha sollecitato l interessamento anche dell assessore al turismo. Bruzzone, pur riconoscendo l esistenza di un problema di competenze, ha ribadito che è nelle facoltà del Consiglio innescare un indagine conoscitiva sulla vicenda. Bagnasco si è detto non soddisfatto ed ha invocato un intervento più incessante e attento da parte della Regione. Degrado dell'area Parco Bozzi di Saudino a Sarzana (SP) Un area parco più degradata della zone circostante senza tutela. È questa la situazione paradossale denunciata da Francesco Bruzzone (Lega Nord Liguria-Padania) con un interrogazione (sottoscritta anche dai colleghi di gruppo Maurizio Torterolo ed Edoardo Rixi) sulle condizioni di degrado dell'area Parco Bozzi di Saudino a Sarzana (SP). Bruzzone ha chiesto alla Giunta come siano stati spesi i soldi pubblici investiti nell area parco, se l assessore competente sia a conoscenza dei motivi per i quali tale area parco sia in stato di degrado ambientale molto più elevato rispetto ad altre aree ove il parco non c è, se non ritenga opportuno escludere la zona dei Bozzi di Saudino dal Parco e chiedere alla Commissione europea di cancellare tale area dall elenco di SIC liguri. «Da molteplici segnalazioni ricevute e da informazioni attinte dagli organi di informazione ha detto Bruzzone - mi risulta che l Area Parco Bozzi di Saudino (Sarzana) è in condizioni di degrado assoluto. Le 7/118 stesse escursioni guidate organizzate dal Parco di Monte Marcello Magra finiscono per diventare visite guidate ad una sorta di discarica abusiva, ivi inclusi detriti tossici, all interno di una zona ove la vegetazione invasiva (rovi ed altro) la fa da padrona». Nel dicembre 2011 era stato annunciato un progetto di riqualificazione scaturito da una convenzione firmata dal Parco, dal Comune di Sarzana e dalla società proprietaria di parte dei Bozzi: 430mila euro di fondi pubblici con i lavori da concludersi entro fine estate e finalizzati ad opere di pulizia, ripristino vegetazionale, limitazione della diffusione delle specie invasive e riqualificazione dei sentieri già presenti. arredi in legno e cartellonistica. «Ma di tutto questo - denuncia Bruzzone - non si trova traccia e le tanto pubblicizzate iniziative di conservazione degli habitat alluvionali e azioni di educazione ambientali sono rimaste solo parole progettuali di un Parco fluviale che, da trent anni, è molto distante dalle logiche concrete della cultura ambientale. Ricordo che la zona è qualificata come Sito di Interesse Comunitario (SIC) e che ciò è da ritenersi una vergognosa aggravante. E non faccio commenti sul fatto che l area viene usata come sede delle feste estive dell Unità». Per la giunta ha risposto l assessore all'ambiente Renata Briano: «Il progetto realizzazione del parco naturalistico dei Bozzi di Saudino è stato finanziato al Parco di Montemarcello Magra con un finanziamento per un importo di 420 mila euro. Il crono programma progettuale allegato alla domanda di finanziamento prevede l inizio della progettazione nel 2012, l esecuzione delle opere negli anni , l entrata in funzione nel Ad oggi, terminata la fase progettuale, è stata affidata alla Stazione unica appaltante regionale la procedura di espletazione della gara. Non si registra, quindi, nessun ritardo nell esecuzione (procedurale e finanziaria) del progetto, così come certificato dai controlli di differente livello già effettuati. Il progetto è stato motivato anche dal degrado in cui versava la zona, peraltro di grande valore naturalistico, ma di proprietà privata. Il Parco, al fine di presentare la proposta progettuale, ha quindi stipulato, ed in seguito perfezionato, una convenzione con la proprietà con la quale ha acquisito la disponibilità delle aree per la durata dei lavori e per 10 anni successivi». L assessore ha precisato: «L importanza naturalistica dell areai, l occasione del finanziamento, l attuazione efficiente del progetto da parte del Parco e, quindi, la prospettiva di un reale risanamento e miglioramento della zona per il 2015 confermano l opportunità che l area rimanga inclusa nel perimetro del Parco. In merito all esclusione di zone dai SIC si ritiene ancora una volta di sottolineare che tal riperimetrazione è possibile solo se motivata da errori materiali (cioè quando l area non ha mai ospitato, dal 1992 ad oggi nessuno degli habitat segnalati negli allegati della Direttiva Habitat). Qualora invece ne venisse verificata la presenza ma anche il degrado nel tempo, la Commissione avrebbe la possibilità, come già successo, di aprire una procedura di infrazione» Bruzzone ha ribadito il disagio che si prova nel verificare condizioni di degrado in un area Parco. Ha poi sottolineato la necessità di rivedere i confini di diverse aree Sic. Piano di risanamento dell Atp, Azienda trasporti provinciale di Genova Con una interrogazione Armando Ezio Capurro (Noi con Burlando) ha denunciato «le difficoltà in cui versa l ATP, difficoltà confermate dalle organizzazioni sindacali, dal personale costretto a lavorare in un clima di 8/119 grande incertezza e dall utenza». Secondo Capurro, «il trasporto pubblico è un elemento indispensabile al fine di garantire ai cittadini la possibilità di spostarsi e nel contempo il personale deve poter confidare su una dirigenza attenta e puntuale che preveda il risanamento finanziario salvaguardando l occupazione. Purtroppo, con sempre maggiore frequenza, si parla di possibile fallimento dell azienda o di eventuali cessioni, tutti elementi destinati a creare incertezza tra le maestranze e l utenza». Per questi motivi Capurro ha chiesto alla Giunta «se non ritenga opportuno intervenire nei confronti della dirigenza di ATP per sapere se il piano di risanamento sia condivisibile e compatibile con gli sforzi finanziarie compiuti dalla Regione negli ultimi anni». Per la Giunta ha risposto l assessore ai trasporti, Enrico Vesco: «La situazione di Atp è precipitata in questi ultimi mesi. ha detto Il passivo, infatti, è superiore alle previsioni, evidentemente qualcosa non ha funzionato. Lo scorso anno l azienda aveva chiuso in attivo, quest anno, invece, ha cumulato o concentrato un notevole passivo, La Regione non ha alcuna responsabilità rispetto alla gestione societaria. Noi non abbiamo partecipazione nel capitale societario: possiamo intervenire soltanto sulla programmazione e sulla pianificazione dei servizi minimi. La società paga, quindi, le difficoltà finanziarie in cui si trova la Provincia. La Regione a luglio è stata coinvolta dalla Provincia, nel momento in cui si è compreso che la situazione non era più governabile e in quella occasione ci è stato prospettato un percorso per arrivare ad un bando che conduca alla cessione dell Azienda, attraverso la cessione del capitale che è in mano alla Provincia stessa e ad alcuni Comuni. Un percorso, quindi, che tenesse in piedi l Azienda, cercando di evitare la liquidazione o il fallimento. Più volte la Provincia ci ha chiesto di integrare il fondo regionale dei trasporti, ma questo non si può fare perché abbiamo già messo quanto era nella nostra disponibilità. Per evitare di giungere alla trattativa con i privati con un azienda debolissima, abbiamo però lavorato per individuare una possibile soluzione finanziaria. Si vorrebbe sostenere la Provincia tramite Filse, la Finanziaria della Regione, con un prestito garantito attraverso il patrimonio, nello specifico l attuale sede della direzione scolastica provinciale di via Assarotti, a Genova. Si parla di un milione e mezzo. E in atto una riunione, promossa da Filse proprio su questi aspetti, ma l operazione è soggetta al giudizio preventivo della Corte dei Conti e questo è fonte di preoccupazione». Capurro ha espresso apprezzamento per gli sforzi compiuti dall assessore Disciplina che regola le aperture domenicali dei negozi Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente) ha presentato un interrogazione per chiedere alla giunta chiarimenti e modifiche della disciplina che regola le aperture domenicali dei negozi. L articolo 31 del cosiddetto decreto Salva Italia, convertito nella legge n. 214 del 22 dicembre 2011, dà la possibilità agli esercizi commerciali di restare aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7. «Tuttavia questa liberalizzazione - ha spiegato Siri - ha dato risultati opposti a quelli attesi in quanto, l apertura domenicale e nei giorni festivi, ha favorito prevalentemente la grande distribuzione che, a differenza dei piccoli negozi a conduzione familiare, può favorire il turnover del personale. L apertura domenicale, secondo la denuncia di Confesercenti, in quasi un anno dall entrata in vigore della legge non ha aumentato né i consumi né l occupazione e tantomeno ha migliorato il servizio. Accanto alla questione economica emerge, quindi, la questione sociale, forse ancora più allarmante, in quanto i tantissimi 9/1110 imprenditori che svolgono attività di commercio al dettaglio, ed i loro relativi dipendenti, rischiano di non avere più tempo e spazio per le proprie famiglie». Secondo il consigliere, infatti, i ritmi di lavoro che impediscono alle persone ed alle famiglie di stare insieme anche un solo giorno alla settimana possono rappresentare una minaccia all unità della famiglia ed al tentativo di ritrovare quei valori e principi fondamentali che, purtroppo, ai giorni nostri si stanno sempre di più sgretolando. Oltre a guardare all aspetto economico e sociale, occorre guardare all aspetto religioso della domenica e recuperarne quel significato originario che oggi pare scomparso. Siri ha ricordato la nota della Conferenza episcopale italiana Il Giorno del Signore datata 15 luglio 1984 in riferimento al tema Custodire la domenica: Astenersi dal lavoro e dalla fatica, deporre la tristezza delle cure quotidiane, oltre che costituire la condizione indispensabile per partecipare alla festa comune, diventa affermazione della vita, del primato della gioia e analoghe osservazioni del cardinale Bagnasco. «Non si intende vietare in assoluto l apertura domenicale ha spiegato - ma si vorrebbe, piuttosto, che questa venisse intesa non come una regola ma un eccezione, così come avviene in altri Paesi europei, ad esempio in Germania e in Francia, dove le domeniche di apertura nell anno sono 10 o in Olanda o Spagna dove si arriva ad un massimo di 12». Siri ha quindi chiesto alla giunta se intenda sollevare la questione dell illegittimità del provvedimento all interno della Conferenza Stato - Regioni e farsi promotrice di iniziative volte a ripristinare alle Regioni la potestà di disciplinare le aperture domenicali in modo da renderle compatibili con le esigenze degli imprenditori, dei lavoratori ma, soprattutto, delle famiglie. Per la giunta ha risposto l assessore allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli: «Il tema è controverso. Ritengo che l apertura domenicale sia ormai indispensabile all interno del processo che regola l attività commerciale. Il modo di consumare delle famiglie è cambiato: spesso la famiglia ha bisogno di fare acquisti il sabato e la domenica. L errore, però, è stato quello di avere previsto l apertura domenicale in un decreto nazionale, citato dal consigliere Siri, senza tener conto dell esigenza dei singoli territori. Il provvedimento in questione consente l apertura sette giorni su sette, senza distinguo. Credo occorra tornare alla situazione ante provvedimento, che consenta alla Regione di fare norme sui territori. Un quadro normativo non può essere uguale per tutta Italia. Il provvedimento, voluto dal governo Monti, ha portato forti tensioni e contro questo stato di cose si sono schierate le Regioni che richiedono la possibilità di legiferare in materia. In passato noi avevamo costruito un quadro normativo che era compatibile con le esigenze dei differenti territori ed era studiato proprio sulle esigenze per i diversi territori. Credo che occorra tornare a questo tipo di programmazione». Siri si è detto parzialmente soddisfatto della risposta dell assessore ed ha insistito sulla rilevanza sociale ed umana del giorno festivo che, a suo avviso, dovrebbe superare gli interessi di pochi, delle strutture commerciali più grandi. Tutelare fiscalmente i lavoratori frontalieri E stato approvato all unanimità un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi, primo firmatario Sergio Scibilia del Pd, che impegna la giunta a sollecitare il parlamento e il governo affinché a livello nazionale si predisponga con urgenza un provvedimento che blocchi il pagamento della seconda rata di anticipo prevista a novembre 2013 per l anno 2014; si modifichi la redigenda legge di 10/1111 stabilità per gli anni stabilendo: per gli anni la parte di reddito eccedente l importo corrispondente al 35% del reddito complessivo. Il limite massimo della quota di esenzione è di 25 mila euro; che si unifichino le proposte di legge già depositate a Camera e Senato per stabilire con legge ordinaria il definitivo trattamento e la definitiva franchigia fiscale; si provveda a approvare una legge che definisca in modo omogeneo per tutti gli oltre 100 mila lavoratori frontalieri italiani i diritti essenziali, sanitari e previdenziali. Nel documento si ricorda che la Finanziaria del 2003 aveva riconosciuto ai lavoratori frontalieri (in Liguria sono oltre 5 mila) una franchigia fiscale con una deduzione di 8 mila euro dall imponibile fiscale, poi prorogata fino al 2011 e confermata per euro nel 2012 e Tuttavia la legge di bilancio del 24 dicembre 2012 ha stabilito che i lavoratori frontalieri dovevano anticipare fiscalmente quanto dovuto per il 2014 facendo pagare un vero e proprio salasso e che dal gennaio 2014 non sono più previste franchigie. Non vendere Ansaldo Energia e Ansaldo Sts E stato approvato all unanimità un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi, primo firmatario Antonino Oliveri del Pd, che impegna la giunta a esercitare pressioni nei confronti del governo affinché Finmeccanica, di cui lo stesso Governo è azionista di riferimento, tragga le dovute conseguenze dalle dichiarazioni degli esponenti dell esecutivo preposti alle politiche economiche non procedendo alla vendita di pacchetti di maggioranza a investitori stranieri. Nel documento si ricorda la decisione assunta dalla dirigenza di Finmeccanica di vendere aziende del gruppo solide, produttive e ad alto potenziale tecnologico, come Ansaldo Energia e Ansaldo Sts a società straniere. Tale decisione persegue lo scopo di fare cassa per esigenze di risanamento finanziario al prezzo di un indebolimento del nostro patrimonio industriale, tale da compromettere il futuro economico e occupazionale dell intero paese. Nel testo si ricorda che la Regione si era già espressa a favore del mantenimento del controllo nazionale di Ansaldo Energia e Ansaldo Sts e che i ministri allo Sviluppo economico Zanonato e il viceministro dell Economia Fassina si sono dichiarati a favore di una soluzione che mantenga il controllo italiano su Ansaldo Energia, Ansaldo Sts e Ansaldo Breda. Assenti: Montaldo (motivi istituzionali) Quorum:20 voti 11/11 Vedere altro
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