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Timestamp: 2017-08-18 16:50:57+00:00

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1 N 11 del 18 ottobre 2013 in evidenza INCENTIVO ALL ESODO PER I LAVORATORI PROSSIMI ALLA PENSIONE A regime la procedura di accompagnamento alla pensione per favorire l esodo dei lavoratori più anziani (vedi approf. ) p.9 TIROCINI FORMATIVI E RECEPIMENTO LINEE GUIDA Continua senza sosta da parte delle Regioni l iter di approvazione dei contenuti delle Linee Guida p.3 l interpello La Cigs può essere concessa ad un azienda interessata ad accedere a concordato preventivo?... p.6; la giurisprudenza Solidarietà del committente nell appalto... p.8; l approfondimento ESODO INCENTIVATO LAVORATORI PIU ANZIANI... p.9; lo sapevi che...grazie al nuovo portale studio leoni, puoi accedere ai listini paga di dipendenti e collaboratori, ai consueti documenti aziendali e tanto altro, direttamente dal tuo PC. Leoniweb: un nuovo servizio sempre attivo e a vostra disposizione. Contattaci per una dimostrazione. Pag. 1 di 11
2 NEWS Modifiche alla pensione di inabilità L Inps, con la circolare n. 140 dello scorso 3 ottobre, ha illustrato le modifiche, contenute nell art. 1, co. 240, della c.d. Legge di Stabilità 2013 (n. 228/2012) ed apportate alla disciplina delle pensioni di inabilità, nel caso in cui il richiedente abbia una contribuzione accreditata in due o più forme assicurative. È stato disposto che per i soggetti iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti di lavoratori dipendenti, autonomi, ed iscritti alla gestione separata, che abbiano presentato domanda di pensione di inabilità dal 1 gennaio 2013, il trattamento di inabilità è liquidato tenendo conto di tutta la contribuzione disponibile nelle gestioni interessate. Quindi, la liquidazione della pensione di inabilità deve essere effettuata tenendo conto di tutta la contribuzione non utilizzata per la liquidazione di un trattamento pensionistico (c.d. contribuzione disponibile). La domanda di pensione di inabilità va presentata all ente gestore della forma assicurativa a cui da ultimo il lavoratore è iscritto 1. Tale ente provvederà, poi, a promuovere il procedimento mediante l accertamento della sussistenza dei requisiti sanitari ed amministrativi richiesti. Pertanto, una volta verificata la sussistenza di tali requisiti, l Ente presso il quale è iscritto il lavoratore dovrà rendere edotti di ciò agli altri Enti/gestioni interessati affinché comunichino le quote di pensione di loro competenza. Quindi, come detto, il trattamento di inabilità deve essere liquidato tenendo conto di tutta la contribuzione disponibile, e la misura del trattamento pensionistico si compone di due quote: 1. Una quota riferita all anzianità contributiva maturata dall assicurato fino alla data di decorrenza dell inabilità; 2. Una quota costituita dalla maggiorazione convenzionale dell importo di cui al punto 1., per la cui quantificazione si deve tener conto di tutta la contribuzione disponibile nelle gestioni assicurative. In ogni caso, non può essere computata un anzianità contributiva complessiva superiore a 40 anni. La liquidazione di detta pensione spetterà alla gestione alla quale il lavoratore è iscritto al momento del sopraggiungere dello stato inabilitante. Da ultimo, è importante ricordare che in caso di 1 Qualora il lavoratore, al momento dell iscrizione, dovesse risultare iscritto a più gestioni sceglierà la gestione presso cui presentare la domanda. cessazione del diritto alla pensione di inabilità conseguente al recupero della capacità di lavoro, Pag. 2 di 11
3 verrà attribuito il riconoscimento della contribuzione figurativa per tutto il periodo durante il quale l interessato ha usufruito della pensione stessa. I tirocini formativi in Campania, Emilia Romagna e Lazio Nel gennaio 2013 le Linee-guida in materia di tirocini della Conferenza Unificata Stato, Regioni e Province Autonome, di cui abbiamo ampiamente descritto le caratteristiche nel n. 2/2013 di Lavoro&Notizie, hanno attuato quanto stabilito dalla l. n. 92/2012 in materia di tirocini. La Riforma Fornero aveva difatti previsto che venissero introdotte alcuni principi guida con lo scopo di stabilire degli standard minimi uniformi in tutta Italia soprattutto al fine di evitare un uso illegittimo e distorto dell istituto. Tali principi avrebbero dovuto appunto essere riassunti all interno delle c.d. linee guida, elaborate dalla Conferenza Unificata, per poi essere recepite dalle singole Regioni, e sono già diversi gli enti regionali che hanno iniziato ad adeguare la propria normativa a tali criteri direttivi. Nel precisare che per quanto concerne la Regione Lombardia, allo stato attuale, nessun recepimento ufficiale ha avuto ancora luogo, iniziamo a tracciare un quadro partendo da: Campania, Emilia Romagna e Lazio. Campania La Regione Campania, con la delibera della Giunta Regionale n. 243 del 22 luglio 2013, ha dato attuazione alle sopracitate direttive nazionali. Pur recependola in tutti i suoi aspetti, la Giunta Regionale ha provveduto ad apportare alcune modifiche. Correttivi sono stati, infatti, apportati per ciò che riguarda il numero massimo dei tirocini attivabili contemporaneamente presso il soggetto ospitante, tale numero sarà correlato e proporzionato al numero dei soli lavoratori a tempo indeterminato in forza presso l azienda. Sono stati previsti almeno 400,00 euro di indennità di partecipazione, mentre non è stato stabilito un ammontare massimo come a livello nazionale (700,00 euro). Emilia Romagna La Regione Emilia Romagna recependo le linee-guida nazionali in materia di tirocini ha tentato soprattutto di valorizzare il tirocinio formativo quale forma di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. La regolamentazione trova applicazione per tutti i tirocini formativi realizzati nel territorio della regione, anche in caso di Pag. 3 di 11
4 azienda multi localizzata, a partire dallo scorso 16 settembre. Gli intervalli temporali nel contratto a tempo determinato: chiarimenti del Ministero La legge regionale n. 7/2013 ha previsto un indennità di partecipazione di almeno 450,00 euro mensili, da corrispondere al tirocinante per tutta la durata del tirocinio. Il Ministero del Lavoro, con una nota del 4 ottobre 2013, ha fatto luce su un aspetto ancora poco chiaro dei contratti a tempo determinato, ossia gli intervalli temporali tra due contratti. Lazio Anche la regione Lazio, nel luglio scorso, ha approvato le linee-guida in materia di tirocini. Tra le novità introdotte, oltre alla previsione della corresponsione di minimo 400,00 euro lordi mensili a titolo di indennità di partecipazione, sono state definite ulteriori modalità di sostegno a favore dei tirocini dei disabili e dei giovani. E inoltre in via di predisposizione un sistema regionale informatico che permetterà di raccogliere i dati relativi al mercato del lavoro con riferimento ai tirocini. La regione Lazio sta tentando altresì di costruire un proprio Osservatorio che consenta di evitare il fenomeno dell'abuso dei tirocini gratuiti e che rilevi il tasso di coerenza tra la formazione e l'occupazione che ne deriva. Gli esperti del Ministero, infatti, sono intervenuti per rispondere a diversi quesiti postigli in riferimento alla efficacia, o meno, degli accordi stipulati dalla contrattazione collettiva, anche aziendale, che avevano ridotto la durata degli intervalli a 20 e 30 giorni, derogando quanto disposto dalla Riforma Fornero (che prevedeva una durata degli intervalli pari a 60 e 90 giorni). Il Ministero ha specificato che i predetti accordi, stipulati quindi prima del recente passo indietro del legislatore, devono essere contestualizzati nel quadro normativo previgente (che come detto è stato interessato dal considerevole allungamento degli intervalli temporali), dove è stato concessa alle parti sociali, nello spirito di flessibilità, la possibilità di poter ridurre gli intervalli (riportandoli al massimo nei limiti legali di 10 e 20 giorni). È però evidente, prosegue il Dicastero, che tali disposizioni sono state oggi superate a seguito del recente intervento normativo che ha ridotto in via ordinaria lo spazio temporale tra due contratti a 10 e 20 giorni. Per ciò che riguarda, invece, gli accordi collettivi stipulati a partire dall entrata in vigore del d.l. n. 76/2013, convertito in l. n. 99/2013, potranno Pag. 4 di 11
5 prevedere una riduzione, o un azzeramento, dei predetti intervalli di 10 e 20 giorni nelle ipotesi definite per tutti i soggetti rientranti nel campo di applicazioni di detti accordi. In ogni caso, la contrattazione collettiva, nella sua autonomia, può prevedere degli intervalli aventi una maggiore durata ma tali disposizioni potrebbero prevedere degli effetti solo ed esclusivamente per le parti stipulanti. Accordo di rinnovo dei dirigenti del commercio La Confederazione Generali Italiana del Commercio (Confcommercio) e la Federazione Nazionale dei Dirigenti, Quadri e Professionisti del Commercio (Manageritalia) si sono riunite per consentire la definizione di un quadro di riferimento contrattuale avente il fine di affrontare nel miglior modo possibile la situazione di crisi che sta ancora colpendo il settore del Terziario nel suo complesso, e per garantire la vigenza delle agibilità e delle tutele previste dal CCNL in favore di imprese e dirigenti del terziario, distribuzione e servizi in scadenza il prossimo 31 dicembre Entrambe le Parti hanno ritenuto di dover affrontare le nuove difficoltà dovute dalla crisi economica che stanno determinando delle profonde trasformazioni che investono le imprese ed il lavoro manageriale, e intendono, quindi, adoperarsi per un rilancio del welfare e della bilateralità come leva strategica competitiva. A tale scopo, la vigenza del CCNL dirigenti terziario è stato prorogato fino al 31 dicembre 2014, in modo tale da poter monitorare la razionalizzazione ed il miglioramento del welfare contrattuale. Le Parti hanno, altresì, convenuto di garantire la sostenibilità e l equilibrio di lunga durata dei Fondi contrattuali e a tale scopo convengono l applicazione, nel periodo di proroga, di previsioni coerenti con quanto definito nel vigente CCNL. In particolare, si segnalano le seguenti modifiche per il Fondo Mario Negri e per il Fasdac: Fondo Mario Negri: per l anno 2014 il contributo integrativo sarà pari all 1,95%; Fasdac: limitatamente al 2014 è stato attivato un adeguamento pari al 2% del contributo di solidarietà a carico di imprese e pensionati. Pag. 5 di 11
6 Un interpello al giorno Domanda: Risposta: E ancora possibile concedere all azienda interessata ad accedere a concordato preventivo, con o senza concessione di beni, il trattamento della Cassa Integrazione Straordinaria? In via preliminare occorre anzitutto sottolineare che, ai sensi del novellato art. 3, comma 1, L. n. 223/1991, la CIGS viene concessa ai lavoratori di imprese rientranti nel campo di applicazione della citata Legge nelle ipotesi di dichiarazione di fallimento, di emanazione del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa ovvero di sottoposizione all amministrazione straordinaria laddove sussistano prospettive di continuazione o di ripresa dell attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione, da valutare in base a parametri oggettivi definiti con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Il 4 dicembre 2012 il Ministero ha provveduto ad emanare apposito Decreto proprio al fine di individuare i parametri oggettivi per la valutazione delle istanze di CIGS presentate dal curatore fallimentare, dal commissario liquidatore e dal commissario straordinario, facendo riferimento alle procedure concorsuali sopra richiamate (D.M. n ). Ai fini della soluzione del quesito, occorre tuttavia soffermarsi sulla lettura della seconda parte della disposizione, in virtù della quale il trattamento straordinario di integrazione salariale è riconosciuto anche nel caso di ammissione al concordato preventivo consistente nella cessione Pag. 6 di 11
7 dei beni, ferma restando la relativa omologazione. Come chiarito da questo Ministero con nota, prot. n. 14/13876 del 26/05/2010, sebbene la norma contempli la concessione della CIGS solo nell ipotesi di concordato preventivo con cessione di beni, deve ritenersi che tutte le fattispecie di concordato preventivo, con o senza cessione dei beni, consentano l accesso al trattamento straordinario di integrazione salariale, in quanto sottoposte al controllo dell autorità giudiziaria. Risulta esclusa, invece, la procedura prevista dall art. 67, comma 3, lett. d), L.F., in considerazione del piano di risanamento della situazione debitoria aziendale attestato esclusivamente da un professionista e non da un soggetto pubblico terzo. Alla luce delle osservazioni sopra svolte, si ritiene dunque che il Decreto del 4 dicembre 2012 è volto ad indicare esclusivamente quali siano i parametri oggettivi per la valutazione delle istanze in relazione alle procedure concorsuali ivi contemplate (dichiarazione di fallimento, liquidazione coatta amministrativa ed amministrazione straordinaria cfr. artt. 2-3) e non invece ad individuare le fattispecie rientranti nel campo di applicazione della norma. Pertanto, il trattamento straordinario di integrazione salariale deve essere concesso, ai sensi del novellato art. 3, comma 1, L. n. 223/1991, anche ai lavoratori di imprese ammesse a concordato preventivo, con o senza cessione dei beni. Si evidenzia inoltre che, in forza dell art. 2, comma 70, L. n. 92/2012, a decorrere dal 1 gennaio 2016, l art. 3 in esame si considera abrogato, determinando evidentemente l inapplicabilità stessa del D.M. Ne consegue che da tale data non sarà più possibile la concessione di CIGS in base alla suddetta disposizione normativa. Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Pag. 7 di 11
8 Rassegna della giurisprudenza A cura dell Avv. Lidia Levantino disciplinari spropositate, richiami ingiustificati e visite fiscali "a raffica". Solidarietà del committente dell appalto La Corte di Cassazione ha affermato che, in mancanza del nesso causale, non può essere richiesta al committente l'indennità per il mancato preavviso di un dipendente dell'appaltatore, se il licenziamento è maturato quando il contratto d'appalto è ormai già terminato. La Corte di Legittimità sottolinea come, in casi del genere, il licenziamento non possa essere efficace qualora l'assenza sia "imputabile alla responsabilità del datore di lavoro" e nemmeno se l'assenza del lavoratore per malattia supera il periodo di comporto (cfr. Cass. Civ. S. n del 2/10/2013). Per la Suprema Corte "il credito invocato non era temporalmente ed eziologicamente connesso alla cessazione del contratto d appalto e che dalla stessa motivazione del licenziamento non emergeva alcun collegamento causale tra lo stesso ed il contratto d appalto intercorso tra le società appellate, essendo anche mancata la prova che il recesso fosse stato una conseguenza obbligata della cessazione del contratto d appalto". (Cfr. Cass. Civ. S. n del 4/10/2013) Malattia causata dal datore di lavoro La Cassazione ha sancito che è illegittimo il licenziamento del dipendente assente per malattia provocata dall'azione di mobbing che il datore di lavoro esercita nei suoi confronti con sanzioni Pag. 8 di 11
9 L approfondimento INCENTIVO ALL ESODO PER I LAVORATORI PROSSIMI ALLA PENSIONE La Riforma Fornero, l. n. 92/2012, per dare una risposta alle disposizioni varate per l innalzamento dell età pensionabile sia sul piano sociale che su quello della produttività del lavoro, ha introdotto alcune disposizioni volte a facilitare l uscita anticipata dei lavoratori prossimi al raggiungimento dei requisiti utili per accedere al pensionamento. E stata in buona sostanza introdotta nel nostro ordinamento una tipizzazione dell accordo di prepensionamento (che però non esclude che le parti, in virtù dell autonomia negoziale, possano vincolarsi giuridicamente con accordi diversi). Tale innovazione prevede tre distinte fattispecie di accordo: 1) La prima consiste in un accordo stipulato tra il datore di lavoro e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello aziendale. La condizione costitutiva della cessazione del rapporto di lavoro sarà rappresentata dalla adesione del lavoratore all accordo medesimo. La dichiarazione di volontà della parte sindacale e l adesione del lavoratore sono entrambi elementi essenziali per la validità dell accordo, e quindi della cessazione del rapporto di lavoro. 2) La seconda fattispecie riguarda invece i processi di riduzione del personale dirigente. Questa fattispecie è analoga alla prima, con la sola differenza che l associazione sindacale legittimata a stipulare l accordo è la stessa stipulante il CCNL della categoria, a prescindere dalla rappresentatività della stessa presso il datore di lavoro coinvolto. 3) La terza, prevede, invece, la possibilità di un accordo di prepensionamento nell ambito di una procedura di licenziamento collettivo. Nell accordo, stipulato tra il datore di lavoro e le rappresentanze sindacali aziendali, deve essere individuata la situazione di eccedenza di personale ed il criterio di scelta dei lavoratori da collocare in mobilità ai sensi dell art. 5 della l. n. 223/1991, che sarà costituito dalla prossimità al raggiungimento dei requisiti per il pensionamento. In questo caso, il datore di lavoro non è tenuto al pagamento del contributo d ingresso in mobilità e di quello di Pag. 9 di 11
10 compartecipazione al finanziamento dell ASPI, ma ha diritto al recupero delle somme corrisposte, in apertura della procedura di mobilità, a titolo di anticipazione del contributo stesso. Possono beneficiare di tale incentivo tutti i datori di lavoro, imprenditori e non, che impieghino mediamente più di 15 dipendenti in riferimento al semestre precedente la data di stipula dell accordo (nel calcolo devono essere computati tutti i dipendenti, di qualsiasi qualifica, ad eccezione degli apprendisti e dei lavoratori con contratto di inserimento/reinserimento). Con riferimento ai lavoratori potenzialmente interessati a questa nuova procedura, si precisa come siano ricompresi tutti coloro i quali raggiungano i requisiti minimi anagrafici e/o contributivi del pensionamento di vecchiaia o anticipato non oltre il quarto anno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro. L effettivo raggiungimento di tali requisiti andrà verificato in base alle regole vigenti al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Per ciò che riguarda l oggetto dell accordo, il lavoratore a fronte della cessazione del rapporto di lavoro, avrà diritto ad una prestazione di importo pari al trattamento di pensione che spetterebbe loro in base alle regole vigenti. L Inps sarà titolare della lavoro dovrà stipulare una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità in relazione agli obblighi. Al raggiungimento dei requisiti necessari, la prestazione si trasformerà in pensione, la quale computerà al suo ammontare anche la contribuzione figurativa, che è stata accreditata dal momento della cessazione del rapporto fino al raggiungimento dei requisiti. La prestazione decorrerà dal primo giorno del mese successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro e sarà corrisposta in 13 rate mensili anticipate. Al momento del pensionamento il trattamento muterà in pensione entro un mese dalla scadenza della stessa, e il lavoratore dovrà presentare domanda di pensione che avrà decorrenza dal primo giorno del mese successivo al mese di scadenza della prestazione. Tale prestazione, non essendo qualificabile come una pensione vera e propria, non è reversibile, pertanto al momento del decesso del beneficiario ai superstiti non spetterà una pensione di reversibilità ma una indiretta il cui importo è determinato da elementi contributivi e retributivi rilevanti al momento della cessazione del rapporto di lavoro. La procedura amministrativa necessaria per attivare tutte le prestazioni che seguono alla stipula dell accordo e che coinvolgono l Inps, consiste in 4 macro-fasi: situazione giuridica debitoria, previo finanziamento della suddetta e l accredito di contribuzione figurativa a favore del lavoratore da parte del datore di lavoro. In più, il datore di a) Presentazione della domanda Spetterà al datore di lavoro presentare l accordo alla sede Inps competente, che Pag. 10 di 11
11 sarà quella presso la quale lo stesso assolve i suoi obblighi contributivi. Tale accordo deve espressamente individuare la situazione di eccedenza di personale, l indicazione del numero dei lavoratori risultanti in esubero ed il termine entro il quale il programma di esodo dovrà concludersi. b) Attività di verifica da parte dell Inps della sussistenza dei requisiti soggettivi in capo al datore di lavoro ed ai lavoratori La sede Inps competente dovrà verificare la sussistenza dei requisiti del datore di lavoro, poi trasmetterà l accordo alla direzione centrale delle pensioni che attribuisce all azienda un codice di censimento. Una volta attribuito tale codice, la direzione centrale delle pensioni consegna al datore di lavoro esodante un codice PIN, che dovrà essere utilizzato per inserire l elenco dei lavoratori coinvolti nell operazione di prepensionamento. c) Presentazione della fideiussione Il datore di lavoro dovrà confermare nella procedura automatizzata l elenco dei lavoratori in possesso dei requisiti soggettivi, al fine di avere una stima dell importo utile a coprire il trattamento nonché i costi relativi all accredito figurativo (determinando così l importo complessivo da garantire con fideiussione). Successivamente, l Inps dovrà inviare un prospetto contenente l ammontare stimato della provvista annuale, ai fini della stipula della fideiussione bancaria. Il datore di lavoro consegnerà la stessa fideiussione alla sede competente che, verificatane la conformità, ne comunica l accettazione al datore di lavoro ed alla banca. In seguito all accettazione della fideiussione, verrà aperta una posizione contributiva dedicata al versamento della contribuzione figurativa correlata per i lavoratori in esodo. d) Comunicazione dell Inps al lavoratore dell importo iniziale della prestazione Il datore di lavoro dovrà presentare all Inps le domande telematiche di prestazione per ciascun lavoratore, e l Istituto, accertata la sussistenza dei requisiti in capo al lavoratore, comunicherà la liquidazione della prestazione con decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro. Pag. 11 di 11

References: art. 1
 art. 3
 art. 67
 art. 3
 art. 2
 art. 3
 Cass. 
 Cass. 
 art. 5