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Timestamp: 2018-08-21 08:51:54+00:00

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Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino Avv. Neva Monari Studio avvocati Monari e Vinai Avvocati per l impresa - PDF
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1 Tavola Rotonda Tavola Rotonda Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino Avv. Neva Monari Studio avvocati Monari e Vinai Avvocati per l impresa
2 NORME PRESCRITTIVE NORME SANZIONATORIE Generali: Costituzione Italiana (artt. 32 e 35); Codice civile (art. 2087); Generali: Codice Penale: artt. 589, 590 e 437; Specifiche: Dlvo 81/08; Linee guida (Documento di linee guida per la prevenzione e il controllo della legionellosi); Linee guida recanti indicazioni ai laboratori con attività di diagnosi Microbiologica e controllo ambientale della Legionellosi); Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per gestori di strutture turistico-ricettivee termali; Raccomandazione per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle polmoniti da legionella nelle strutture sanitarie piemontesi pubbliche e private Specifiche: Dlvo 81/08
3 L obbligatorietà della valutazione di tutti i rischi permette di prevenire situazioni di pericolo Si è passati quindi da un concetto di tutela a posteriori della sicurezza dei lavoratori ad un concetto di tutela preventiva
4 Articolo 40 c. p.v. - Rapporto di causalità Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se l'evento dannoso o pericoloso, da cui dipende l'esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione. Non impedire un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo. In tema di infortuni sul lavoro, in forza delle disposizioni di cui all articolo 2087 c.c il datore di lavoro è garante dell incolumità fisica e della salvaguardia della personalità dei prestatori di lavoro, con la conseguenza che, ove egli non ottemperi agli obblighi di tutela, l evento lesivo a carico del lavoratore può essergli addebitato in ragione della previsione generale di cui all articolo 40, 2 comma, c.p.. Ne segue che il datore ha il dovere di accertarsi che l ambiente di lavoro abbia i requisiti di affidabilità e di legalità (Cass. Sez. IV, , n ).
5 Articolo 40 c. p.v. - Rapporto di causalità Il datore di lavoro deve valutare i rischi e prevenirli, e non può invocare a sua discolpa, in difetto della necessaria diligenza, prudenza e perizia, eventuali responsabilità altrui (Cass. Pen. Sez. IV, sent. N , n ) L imprenditore assume ANCHE la posizione di garante della sicurezza degli impianti e non solo nei confronti dei lavoratori subordinati ma anche nei confronti delle persone che pur estranee all ambito imprenditoriale vengono comunque ad operane nel capo funzionale dell imprenditore (Cass. Pen. Sez. 07/236105) La disciplina antinfurtunistica si estende anche nei confronti di coloro che non sono dipendenti ma che operano occasionalmente in azienda
6 Articolo 43 c.p.v. Elemento psicologico del reato Il delitto:. È colposo, o contro l intenzione, quando l evento, anche se preveduto, non è voluto dall agente e si verifica a causa di negligenza, imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini, o discipline Nell esercizio di un attività lavorativa Colpa = mancata adozione dei mezzi idonei a prevenire ed evitare i sinistri, assunti con i sussidi dei dati di comune esperienza, prudenza, diligenza, prevedibilità, in relazione all attività svolta o mancata attuazione di misure specifiche imposte tassativamente dalla legge.
7 Il criterio di accertamento della colpa, sotto il profilo della generica imprudenza o negligenza è quello della prevedibilità, intesa quale possibilità di rappresentarsi in mente l evento dannoso come conseguenza di una certa azione.. Il momento di maggior centralità del ruolo del datore di lavoro è in materia di sicurezza ed inerisce la valutazione del rischio in vista dell obbiettivo di pervenire non all eliminazione totale bensì al contenimento del medesimo entro i limiti consentiti dalle conoscenze tecniche del momento (c.d. prevedibilità del rischio con la diligenza del buon datore di lavoro) Trib. Milano,
8 In caso di infortunio mortale occorso a un lavoratore, risponde del delitto di omicidio colposo il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi, qualora, agendo con imperizia, negligenza, imprudenza o inosservanza di leggi e discipline, abbia dato un suggerimento sbagliato o abbia trascurato di segnalare una situazione di rischio, inducendo, così, il datore di lavoro ad omettere l'adozione di una doverosa misura prevenzionale, essendo a lui ascrivibile un titolo di colpa professionale che può assumere anche un carattere esclusivo. Cass. pen. Sez. IV, , n
9 Il datore di lavoro deve vigilare sull operato dei suoi dipendenti, anche qualora questi siano in possesso della delega di funzioni
10 Articolo 590 c.p.v. Lesioni personali colpose Chiunque cagiona ad altri per colpa una lesione personale è punito con la reclusione fino a tre mesi o con la multa fino a euro 309. Se la lesione è grave la pena è della reclusione da uno a sei mesi o della multa da euro 123 a euro 619, se è gravissima [c.p. 583], della reclusione da tre mesi a due anni o della multa da euro 309 a euro Se i fatti di cui al secondo comma sono commessi con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena per le lesioni gravi è della reclusione da tre mesi a un anno o della multa da euro 500 a euro e la pena per le lesioni gravissime è della reclusione da uno a tre anni. Nei casi di violazione delle norme sulla circolazione stradale, se il fatto è commesso da soggetto in stato di ebbrezza alcolica ai sensi dell'articolo 186, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni, ovvero da soggetto sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope, la pena per le lesioni gravi è della reclusione da sei mesi a due anni e la pena per le lesioni gravissime è della reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni (3). Nel caso di lesioni di più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse, aumentata fino al triplo; ma la pena della reclusione non può superare gli anni cinque. Il delitto è punibile a querela della persona offesa, salvo nei casi previsti nel primo e secondo capoverso, limitatamente ai fatti commessi con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro o relative all'igiene del lavoro o che abbiano determinato una malattia professionale
11 Articolo 589 c.p.v. Omicidio colposo Chiunque cagiona per colpa [c.p. 43]la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Se il fatto è commesso con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale (2) o di quelle per la prevenzione degli infortuni sul lavoro la pena è della reclusione da due a sette anni
ALL ART C.C., C 6
IL REGISTRO DI ANAGRAFE E LE CONDIZIONI DI SICUREZZA DI CUI ALL ART. 1130 C.C., C 6 geom. Marco Marchesi Art. 40 Codice Penale Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato, se
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References: Articolo 40
 articolo 2087
 articolo 40
 Articolo 40
 Articolo 43
 Cass. 
 Articolo 590
 Articolo 589
 ART. 1130
 Art. 40