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Timestamp: 2019-05-21 16:37:58+00:00

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consiglioaperto: gennaio 2018
Cassazione: la memoria illustrativa ex art. 378 cpc, depositata a mezzo posta, è irrituale.
Cass. Civ. Sez. 6 - Ord. Num. 1958/2018 Presidente: AMENDOLA -Relatore: FRASCA - Data pubblicazione: 25/01/2018.
“(….) Essendosi ravvisate le condizioni per la trattazione ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., nel testo modificato dal d.l. n. 168 del 2016, convertito, con modificazioni, dalla I. n. 197 del 2016, è stata formulata dal relatore designato proposta di definizione del ricorso con declaratoria di inammissibilità e ne è stata fatta notificazione agli avvocati delle parti, unitamente al decreto di fissazione dell'adunanza. Parte resistente ha depositato memoria a mezzo posta. (……) La memoria del resistente è da considerarsi irrituale, perché depositata a mezzo posta (ex multis: Cass. (ord.) n. 182 del 2011 e Cass. n. 7704 del 2016). Anche l'allegata nota spese ne segue la sorte”.
Deontologia forense: disciplina rapporti con controparte assistita da collega.
“L’avvocato deve astenersi dall’indirizzare la propria corrispondenza direttamente alla controparte, che sappia assistita da un Collega, salvo per intimare messe in mora, evitare prescrizioni o decadenze, ovvero richiedere determinati comportamenti di natura sostanziale, ma in tali casi deve sempre inviare una copia della missiva stessa al Collega per conoscenza (art. 41 ncdf, già art. 27 cdf). La violazione di tale disciplina costituisce illecito disciplinare a prescindere dalla prova di un danno effettivo alla controparte”.
Consiglio Nazionale Forense (pres. f.f. Logrieco, rel. Savi), sentenza del 6 novembre 2017, n. 161.
La decorrenza del termine breve, per il ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 348-ter cpc.
Corte Cassazione Civile Sez. VI - Ord. Num. 49/2018 - Presidente: PETITTI Relatore: D'ASCOLA; Data pubblicazione: 03/01/2018.
Per effetto delle modifiche introdotte dall'art. 54 del D.I. n. 83 del 22 giugno 2012, agli artt. 348 bis e 348 ter c.p.c., ed applicabile al caso in esame (art. 54, comma 2, decreto citato), quando è pronunciata l'inammissibilità dell'appello per mancanza di ragionevole probabilità di accoglimento, "contro il provvedimento di primo grado può essere proposto, a norma dell'art. 360, ricorso per cassazione". "In tal caso il termine per il ricorso per cassazione avverso il provvedimento di primo grado decorre dalla comunicazione o notificazione, se anteriore, dell'ordinanza che dichiara l'inammissibilità" (ex multis Cass. 1060/2017; 25208/2015; 13622/2015; 25115/2015; 15235/2015). Ai fini della decorrenza del termine per impugnare, l'art. 348 ter prevede che il termine perentorio cd. breve di cui al comma 2 dell'art. 325 c.p.c. (potendo, in mancanza dei relativi presupposti, applicarsi comunque quello ordinario o "lungo" previsto dall'art. 327 c.p.c. - e quindi di sei mesi dal deposito), decorra dalla comunicazione dell'ordinanza del giudice di appello, ovvero - ma solo se anteriore - dalla notificazione di essa eseguita da una delle parti. In particolare, la sufficienza della comunicazione dell'ordinanza, ai fini della decorrenza del termine breve per impugnare la sentenza di primo grado, è stata affermata sia con riguardo alla comunicazione in via ordinaria, sia con riferimento a quella a mezzo di p.e.c. (Cass. 13622/2015; Cass. 25115/2015; Cass. 10723/2014; Cass. 23526/2014).
Ricorso per cassazione per violazione di legge sopravvenuta retroattiva.
Corte di Cassazione Civile Sez. Lavoro - Ord. Num. 34/2018; Presidente: DI CERBO - Relatore: PICCONE - Data pubblicazione: 03/01/2018.
“Le Sezioni unite di questa Corte, con la sent. n. 21691 del 2016, hanno statuito che "in tema di ricorso per cassazione, la censura ex art. 360 comma 1, n. 3, c.p.c. può concernere anche la violazione di disposizioni emanate dopo la pubblicazione della sentenza impugnata, ove retroattive e, quindi, applicabili al rapporto dedotto, atteso che non richiede necessariamente un errore, avendo ad oggetto il giudizio di legittimità non l'operato del giudice, ma la conformità della decisione adottata all'ordinamento giuridico".
Hanno altresì chiarito che "il ricorso per cassazione per violazione di legge sopravvenuta retroattiva incontra il limite del giudicato, che, tuttavia, ove sia stato proposto appello, sebbene limitatamente al capo della sentenza concernente l'illegittimità del termine apposto al contratto di lavoro, non è configurabile in ordine al capo concernente le conseguenze risarcitorie, legato al primo da un nesso di causalità imprescindibile, atteso che, in base al combinato disposto degli artt. 329, comma 2, e 336, comma 1, c.p.c., l'impugnazione nei confronti della parte principale della decisione impedisce la formazione del giudicato interno sulla parte da essa dipendente".

References: art. 378

Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 27
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 360
 sentenza 
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