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⭐EDISU REGOLAMENTO DI AMMINISTRAZIONE E DI CONTABILITA
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1 EDISU REGOLAMENTO DI AMMINISTRAZIONE E DI CONTABILITA2 INDICE TITOLO I: DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 Finalità Art. 2 Impostazione ed organizzazione Art. 3 Principi generali Art. 4 Strutture organizzative di gestione Art. 5 Indirizzo politico-amministrativo e gestione delle risorse Art. 6 La relazione programmatica TITOLO II: BILANCIO DI PREVISIONE, GESTIONE ECONOMICO FINANZIARIA, RENDICONTAZIONE CAPO I Bilancio di Previsione Art. 7 Il Bilancio di Previsione pluriennale Art. 8 Principi informatori per la formazione e la gestione del bilancio di previsione annuale Art. 9 Il Bilancio di Previsione annuale Art. 10 Formazione del preventivo finanziario annuale Art. 11 Esercizio provvisorio Art. 12 Classificazione delle entrate e delle uscite del preventivo finanziario Art. 13 Partite di giro e contabilità speciali Art. 14 Quadro riassuntivo Art. 15 Avanzo o Disavanzo di amministrazione Art. 16 Fondo di riserva Art. 17 Fondo speciale per i rinnovi contrattuali in corso Art. 18 La relazione del Collegio dei revisori dei conti Art. 19 Assestamento e variazioni di bilancio CAPO II Gestione Economico-Finanziaria Art. 20 Assegnazione delle risorse Art. 21 Assunzioni di mutui ed anticipazioni di cassa CAPO III La Gestione Finanziaria delle Entrate Art. 22 Fasi dell entrata ed accertamento delle entrate Art. 23 Riscossione delle entrate Art. 24 Reversali di incasso Art. 25 Versamento delle entrate Art. 26 Anticipazioni di cassa su finanziamenti esterni Art. 27 Vigilanza sulla gestione delle entrate 23 CAPO IV La Gestione finanziaria delle Spese Art. 28 Fasi della spesa ed assunzioni di impegni Art. 29 Prenotazioni di impegno Art. 30 Registrazioni degli impegni di spesa Art. 31 Liquidazione della spesa Art. 32 Ordinazione della spesa Art. 33 Modalità di estinzione dei mandati di pagamento Art. 34 Documentazione dei mandati di pagamento Art. 35 Mandati di pagamento non pagati alla fine dell esercizio CAPO V Servizio di Cassa Art. 36 Affidamento del servizio Art. 37 Gestione del fondo economale Art. 38 Carte di credito CAPO VI Sistema di Scritture Art. 39 Rilevazioni finanziarie Art. 40 Rilevazioni economiche Art. 41 Rilevazioni patrimoniali Art. 42 Sistemi di elaborazione automatica delle informazioni Art. 43 Manuale di amministrazione e contabilità CAPO VII La Rendicontazione Art. 44 Il Rendiconto generale Art. 45 Rendiconto finanziario Art. 46 Situazione amministrativa Art. 47 Situazione patrimoniale Art. 48 La relazione sulla gestione Art. 49 La nota integrativa Art. 50 La relazione del Collegio dei revisori dei conti Art. 51 Riaccertamento dei residui Art. 52 Perenzione dei residui passivi TITOLO III: GESTIONE PATRIMONIALE Art. 53 Patrimonio Art. 54 Inventario dei beni immobili Art. 55 Consegnatari dei beni immobili Art. 56 Classificazione dei beni mobili Art. 57 Inventario dei beni mobili Art. 58 Consegnatari di beni mobili Art. 59 Carico e scarico di beni mobili 34 Art. 60 Ricognizione ed adeguamento di valore dei beni inventariati Art. 61 Gestione Automezzi Art. 62 Materiali di consumo Art. 63 Inesigibilità dei crediti TITOLO IV: ATTIVITA DI CONTROLLO E VALUTAZIONE Art. 64 Revisione amministrativo-contabile TITOLO V: NORME FINALI Art. 65 Entrata in vigore Art. 66 Rapporti contrattuali in corso Art. 67 Rinvio alle normative nazionali e comunitarie. 45 Art. 1 Finalità TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI 1. Il presente Regolamento disciplina i criteri della gestione finanziaria e contabile, le relative procedure amministrative e le connesse responsabilità, le forme di controllo interno e l amministrazione del patrimonio dell EDiSU di Pavia (d ora in avanti definito Ente) e delle sue strutture organizzative. 2. Il presente Regolamento è adottato in attuazione della legge 09/05/1989, n. 168 e dello Statuto dell Ente e tende a garantire l efficiente, l efficace e l economica amministrazione delle risorse nel rispetto delle finalità istituzionali dell Ente stesso. Art. 2 Impostazione ed organizzazione 1. La gestione dell'ente deve assicurare il perseguimento dei suoi fini istituzionali, la rapidità e l'efficienza della sua azione e la chiara individuazione delle responsabilità. 2. Al fine di favorire la valutazione dell'efficienza, dell'efficacia e dell'economicità, l'ente adotta gli opportuni sistemi di rilevazione degli aspetti finanziari, economici e patrimoniali della gestione sia a livello generale che nelle sue componenti analitiche. 3. Le procedure amministrativo-contabili sono svolte utilizzando gli strumenti resi disponibili dalle tecnologie più avanzate, in modo tale che risultino sempre assicurate la certezza delle informazioni, l'efficacia dei controlli e la rapidità dell'azione. Art. 3 Principi generali 1. Il Regolamento si informa ai seguenti principi generali: a) legalità, certezza, pubblicità, trasparenza, economicità e speditezza degli atti e delle procedure amministrativo-contabili; b) individuazione delle competenze e delle responsabilità degli organi dell amministrazione delle strutture organizzative di gestione; c) decentramento decisionale accompagnato da assunzione di responsabilità; d) annualità, unità, universalità, integrità, pubblicità, veridicità e specificazione dei bilanci; e) divieto di effettuare gestioni fuori bilancio; f) equilibrio tra le entrate e le spese; g) individuazione dei titolari dei centri di costo; 56 h) utilizzazione degli stanziamenti finalizzati nel rispetto del vincolo di destinazione; i) obbligo del rispetto della destinazione del patrimonio a finalità istituzionali; j) controllo sull efficienza e sui risultati di gestione. 2. Nelle materie disciplinate dal presente Regolamento, l attività di amministrazione e gestione è conformata alle regole della trasparenza e della imparzialità, secondo i principi sanciti dalla Legge 07/08/90, n. 241 e successive modificazioni ed integrazioni. 3. L Ente conforma la propria gestione ai principi contabili generali della gestione e della contabilità pubblica cui le amministrazioni pubbliche devono uniformare i propri sistemi informativo-contabili ed i documenti di bilancio ed ai connessi aggiornamenti che intervengono in relazione al processo evolutivo delle fonti normative che concorrono a costituirne il presupposto. Art. 4 Strutture organizzative di gestione 1. In attuazione dello Statuto, l'attività amministrativa e contabile dell Ente si realizza mediante l affidamento ai responsabili delle strutture organizzative della gestione dei servizi determinati con delibera del Consiglio d Amministrazione. 2. Il responsabile del servizio finanziario impartisce le istruzioni operative ai preposti dei vari centri di costo. Art. 5 Indirizzo politico-amministrativo e gestione delle risorse 1. Fermo restando quanto previsto da norme legislative nazionali, applicabili all Ente, in materia di separazione tra direzione politica e controllo, da un lato, ed attuazione della programmazione e gestione delle risorse, dall altro, il Consiglio d Amministrazione provvede: a) a definire, almeno annualmente, sulla base delle proposte formulate dalle strutture organizzative di gestione, le linee strategiche delle attività dell Ente; b) ad emanare le direttive generali per lo svolgimento delle attività dell Ente e per la connessa gestione. Art. 6 La relazione programmatica 1. La relazione programmatica, redatta ogni anno dal Consiglio d Amministrazione, ha carattere generale e descrive le linee strategiche dell Ente da intraprendere o sviluppare in un arco temporale coincidente con la durata del mandato. 2. La relazione programmatica descrive sia le finalità istituzionali che quelle 67 innovative precisando le risorse umane, strumentali e finanziarie necessarie per realizzarle. Essa, inoltre, motiva le eventuali variazioni rispetto alla relazione programmatica del precedente anno. 3. La relazione programmatica comprende una puntuale descrizione delle fonti di finanziamento necessarie per la realizzazione delle strategie, evidenziandone le opportunità ed i vincoli di acquisizione, ed indica le principali voci di impegni che debbono essere previste nel periodo preso a base della programmazione gestionale. TITOLO II BILANCIO DI PREVISIONE, GESTIONE ECONOMICO FINANZIARIA, RENDICONTAZIONE CAPO I BILANCIO DI PREVISIONE Art. 7 Il bilancio di previsione pluriennale 1. Al fine di descrivere in termini finanziari le indicazioni dei programmi pluriennali di sviluppo dell Ente, l amministrazione può dotarsi di un bilancio triennale a scorrimento, espresso in termini di competenza, che viene allegato al bilancio di previsione annuale e non forma oggetto di approvazione. 2. Il bilancio triennale è aggiornato annualmente in occasione della presentazione del bilancio di previsione annuale, non ha valore autorizzativo e non determina vincoli alla gestione finanziaria. Art. 8 Principi informatori per la formazione e la gestione del bilancio di previsione annuale 1. L esercizio finanziario ha la durata di un anno. Esso inizia il 1 gennaio e termina con il 31 dicembre di ciascun anno. 2. La gestione finanziaria è unica e si svolge sulla base di un unico bilancio annuale di previsione deliberato dal Consiglio d Amministrazione entro il 31 dicembre di ogni anno. 3. Il bilancio mette a confronto gli stanziamenti proposti con quelli dell esercizio precedente. 4. Tutte le entrate e tutte le spese debbono essere iscritte in bilancio nel loro importo 78 integrale, senza alcuna riduzione per effetto di correlative spese o entrate. 5. Le spese indicate devono essere contenute, nel loro complessivo ammontare, entro i limiti delle entrate previste in maniera che il bilancio risulti in pareggio. Ai soli fini del conseguimento del pareggio si può tener conto del presunto avanzo di amministrazione di cui al successivo art. 15, con esclusione dei fondi destinati a specifiche finalità. 6. E vietata ogni gestione di fondi al di fuori del bilancio. 7. I mezzi finanziari trasferiti dalla Regione Lombardia sono iscritti in bilancio in misura pari a quelli assegnati per l anno in corso, oppure nel diverso importo se risultante da comunicazioni. Art. 9 Il bilancio di previsione annuale 1. Il bilancio di previsione è predisposto dal Direttore Amministrativo, sulla base degli obiettivi e dei programmi da attuare definiti periodicamente dal Consiglio d Amministrazione ed è presentato al Consiglio d Amministrazione stesso non oltre il 20 dicembre di ciascun anno. 2. Il bilancio di previsione è composto dai seguenti documenti: a) il preventivo finanziario; b) il quadro generale riassuntivo della gestione finanziaria. 3. Costituiscono allegati al bilancio di previsione: a) il bilancio pluriennale, se adottato; b) la relazione programmatica; c) la tabella dimostrativa del presunto risultato di amministrazione; d) la relazione del Collegio dei revisori dei conti. 4. Copia del bilancio di previsione e dei relativi allegati è inviata per gli adempimenti di competenza alla Regione Lombardia ed alla Università degli Studi di Pavia entro 30 giorni dall avvenuta approvazione da parte del Consiglio d Amministrazione. Art. 10 Formazione del preventivo finanziario annuale 1. Il preventivo finanziario viene formulato in termini di competenza. Il preventivo esprime, in termini finanziari, limitatamente per categorie, gli obiettivi ed i programmi da attuare nell ambito degli indirizzi definiti nella relazione programmatica. 2. Il preventivo finanziario è illustrato da una nota preliminare ed integrato da un allegato tecnico in cui sono descritti i programmi, i progetti e le attività da realizzare nell esercizio ed i criteri adottati per la formulazione delle valutazioni 89 finanziarie, nonché la consistenza del personale in servizio. 3. Le previsioni delle entrate debbono essere riferite ad entrate certe o ragionevolmente attendibili e specificamente motivate, mentre gli stanziamenti di spesa debbono essere iscritti in bilancio in relazione ai programmi definiti ed alle concrete capacità operative dell Ente nel periodo di riferimento. 4. Il preventivo finanziario gestionale indica per ciascun Capitolo di entrata e di spesa l ammontare delle entrate che si prevede di accertare e delle spese che possono essere impegnate nell esercizio cui esso si riferisce. Art. 11 Esercizio provvisorio 1. Quando l approvazione del bilancio di previsione non intervenga prima dell inizio dell esercizio cui lo stesso si riferisce, il Consiglio d Amministrazione può autorizzare, per non oltre quattro mesi, l esercizio provvisorio, fissandone i limiti di importo nella misura di un dodicesimo degli stanziamenti previsti nell ultimo bilancio di previsione regolarmente approvato ovvero della maggior spesa necessaria ove si tratti di spese obbligatorie e non suscettibili di impegno e pagamento frazionabili in dodicesimi. Art. 12 Classificazione delle entrate e delle uscite del preventivo finanziario 1. Le entrate e le spese del preventivo finanziario sono così classificate: TITOLO I - Correnti; TITOLO II - Capitali; TITOLO III - Partite di giro. Art. 13 Partite di giro e contabilità speciali 1. Le partite di giro comprendono le entrate e le uscite che si fanno per conto di terzi e quelle che comunque non incidono sulle risultanze del bilancio. 2. Tra le partite di giro sono indicate le somme anticipate al cassiere e ai Titolari dei Centri di responsabilità e da questi rimborsate o rendicontate, nonché le altre somme la cui anticipazione sia prevista da disposizioni e regolamenti. 3. Nei casi di assoluta necessità, da motivarsi debitamente, è ammessa l allocazione tra le partite di giro, per il tempo strettamente indispensabile, delle riscossioni avvenute indipendentemente dalla previa effettuazione dell accertamento e della relativa formalizzazione. 4. Le contabilità speciali evidenziano, per risultati complessivi, le operazioni inerenti attività per le quali leggi e regolamenti consentono la contabilità stessa. 910 Art. 14 Quadro riassuntivo 1. Il bilancio di previsione comprende un quadro riassuntivo nel quale le entrate e le uscite sono riassunte per Categorie e per Titoli, secondo lo schema definito nel Manuale previsto dal successivo art. 43. Art. 15 Avanzo o disavanzo di amministrazione 1. Nel bilancio di previsione la prima posta, sia dell entrata che della uscita, è preceduta dall indicazione rispettivamente dell avanzo o del disavanzo di amministrazione presunto al 31 dicembre dell esercizio precedente a quello cui il preventivo si riferisce. 2. Al bilancio di previsione è allegata una tabella dimostrativa dell avanzo o disavanzo di amministrazione presunto, redatta secondo lo schema definito nel Manuale di cui al successivo art. 43, nella quale sono indicati i singoli stanziamenti di spesa correlati all utilizzazione dello stesso avanzo di amministrazione presunto. Su detti stanziamenti l Ente non può assumere impegni se non è dimostrata l effettiva consistenza dell avanzo di amministrazione in misura non inferiore agli stessi. 3. Fatto salvo quanto disposto dal comma 7 del successivo articolo 19 relativo all utilizzo delle risorse finanziarie accantonate nell avanzo di amministrazione per specifiche finalità, ai fini dell utilizzo dell avanzo si provvede con apposita delibera del Consiglio d Amministrazione, anche antecedentemente all approvazione del conto consuntivo, man mano che ne sia dimostrata l effettiva consistenza. 4. Del disavanzo di amministrazione presunto, risultante dalla tabella di cui al comma 2, deve tenersi obbligatoriamente conto nella formulazione delle previsioni di esercizio, al fine del suo assorbimento; il Consiglio d Amministrazione, nella deliberazione del bilancio preventivo, deve illustrare i criteri adottati per pervenire all assorbimento dello stesso disavanzo di amministrazione. 5. Il Consiglio d Amministrazione se accerta, in sede consuntiva, un maggiore disavanzo di amministrazione rispetto a quello presunto, delibera i provvedimenti necessari ad eliminare gli effetti dello scostamento. Art. 16 Fondo di riserva 1. E iscritto in apposito Capitolo fra le uscite correnti del bilancio di previsione un fondo di riserva per le spese impreviste e per le maggiori spese che potranno verificarsi durante l esercizio, il cui ammontare non può superare il 5% delle spese correnti complessivamente previste. Su tale Capitolo non possono essere assunti impegni né possono essere emessi mandati di pagamento. 1011 2. Il fondo di riserva, fatto salvo quanto previsto dall art. 19, comma 3, può essere utilizzato, con provvedimento del Direttore Amministrativo, esclusivamente per aumentare l importo degli stanziamenti dei Capitoli di spesa la cui entità si sia dimostrata insufficiente ovvero per la creazione di stanziamenti di nuovi Capitoli di spesa qualora ciò si renda necessario. Art. 17 Fondo speciale per i rinnovi contrattuali in corso 1. Nel bilancio di previsione è istituito un fondo speciale per i presumibili oneri lordi connessi con i rinnovi del contratto di lavoro del personale dipendente nei limiti delle quantificazioni risultanti dal Documento di programmazione economicofinanziaria. Su tale Capitolo non possono essere assunti impegni né possono essere emessi mandati di pagamento. 2. In caso di mancata sottoscrizione del contratto collettivo di lavoro le somme non impegnate confluiscono nell avanzo di amministrazione e costituiscono fondo vincolato, ai sensi dell art. 28, comma 7, del presente Regolamento. Art. 18 La relazione del Collegio dei revisori dei conti 1. Il bilancio di previsione, almeno 10 giorni prima della delibera del Consiglio d Amministrazione, è sottoposto all attenzione del Collegio dei revisori dei conti che redige apposita relazione. 2. La relazione deve contenere considerazioni e valutazioni sull attendibilità delle entrate previste nei vari Capitoli di bilancio sulla base della documentazione e degli elementi di conoscenza forniti dall Ente nella relazione programmatica, nonché sulla congruità delle spese, tenendo presente l ammontare delle risorse utilizzate negli esercizi precedenti, le variazioni apportate e gli stanziamenti proposti. Art. 19 Assestamento e variazioni di bilancio 1. Il Consiglio d Amministrazione delibera l assestamento di bilancio dopo l approvazione del conto consuntivo dell esercizio precedente a quello in corso. 2. Con l assestamento di bilancio si provvede: a. all aggiornamento dell eventuale avanzo o disavanzo di amministrazione dell esercizio precedente a quello in corso; b. all adeguamento delle previsioni di entrata e di spesa in relazione alla entità dell avanzo o del disavanzo di amministrazione accertato rispetto a quello iscritto; c. ad apportare le altre variazioni opportune alle entrate e alle spese iscritte. 1112 3. Le variazioni di bilancio sono adottate con deliberazione del Consiglio d Amministrazione. In caso di necessità e di urgenza le variazioni possono essere disposte con decreto motivato del Presidente dell Ente, il quale le sottopone per la ratifica al Consiglio d Amministrazione nella prima adunanza successiva, corredate dal parere del Collegio dei revisori dei conti. 4. Le variazioni per nuove o maggiori spese possono proporsi soltanto se è assicurata la necessaria copertura finanziaria. 5. Le variazioni di bilancio sono presentate al Consiglio d Amministrazione dal Presidente dell Ente, con motivata relazione e corredate dal parere del Collegio dei revisori dei conti. 6. Sono vietati gli storni nella gestione dei residui nonché tra la gestione dei residui e della competenza e viceversa. 7. Le variazioni connesse con l utilizzo delle risorse finanziarie accantonate nell avanzo di amministrazione per specifiche finalità e quelle connesse ad accertamenti di entrate strettamente finalizzate nella loro destinazione e che pervengono nel corso dell esercizio sono disposte dal Direttore Amministrativo con l assegnazione diretta alla corrispondente unità di spesa. 8. Delle variazioni di cui al comma 7 viene data notizia al Consiglio d Amministrazione. CAPO II GESTIONE ECONOMICO-FINANZIARIA Art. 20 Assegnazione delle risorse 1. Le risorse sono assegnate ai titolari dei centri di responsabilità, dopo l approvazione del bilancio preventivo annuale, previa definizione degli obiettivi che l Ente intende perseguire e l indicazione del livello dei servizi, degli interventi, dei programmi e dei progetti finanziati nell ambito del bilancio stesso. 2. La gestione di talune spese a carattere strumentale, comuni a più centri di responsabilità, può essere affidata ad un unica struttura al fine di realizzare economie di scala e di evitare duplicazioni di strutture. Art. 21 Assunzione di mutui ed anticipazioni di cassa 1213 1. Il Consiglio d Amministrazione, con motivata delibera, da adottare di norma in occasione della approvazione del bilancio di previsione ovvero in sede di variazione del bilancio stesso, può deliberare il ricorso al mercato finanziario per attivare mutui od altre forme di finanziamento da destinare esclusivamente a spese di investimento. 2. Tale delibera deve contenere le indicazioni relative alle caratteristiche dell operazione di mutuo o prestito ed alla spesa di investimento per la quale l indebitamento viene consentito, nonché l incidenza della spesa sull esercizio in corso e su quelli futuri. 3. L onere complessivo delle quote di ammortamento annuo, entro il limite stabilito dalle disposizioni di legge, dovrà garantire il funzionamento ordinario della gestione dell Ente; in proposito la delibera del Consiglio d Amministrazione dovrà contenere una valutazione esplicita. 4. Qualora la giacenza media di cassa consenta l autofinanziamento dell investimento da attuare, il Consiglio d Amministrazione può, definendo i tempi del ripianamento in relazione alla tipologia del singolo intervento, deliberare di finanziare l investimento utilizzando la giacenza medesima. 5. Il Consiglio d Amministrazione, con motivata delibera, da adottare di norma in occasione della approvazione del bilancio di previsione ovvero in sede di variazione del bilancio stesso, può autorizzare, limitatamente all esercizio finanziario di riferimento, il ricorso ad anticipazioni di cassa da parte dell Istituto cassiere nel caso di previste temporanee deficienze di cassa. Le condizioni ed i termini di dette anticipazioni sono regolati dalla convenzione per il servizio di cassa. CAPO III LA GESTIONE FINANZIARIA DELLE ENTRATE Art. 22 Fasi dell entrata ed accertamento delle entrate 1. La gestione delle entrate si attua attraverso le fasi dell accertamento, della riscossione e del versamento. 2. L entrata è accertata quando l Ente appura la ragione del suo credito e la persona debitrice ed è iscritta nei rispettivi Capitoli di bilancio come competenza dell esercizio finanziario per l ammontare del credito che viene a scadenza entro l anno. 3. L accertamento delle entrate avviene sulla base di idonea documentazione e dà 1314 luogo ad annotazioni da parte del servizio finanziario nelle apposite scritture con imputazione ai pertinenti Capitoli di bilancio. 4. Le entrate accertate e non riscosse entro il termine dell esercizio costituiscono i residui attivi che sono compresi tra le attività del conto patrimoniale. 5. Le operazioni di accertamento delle entrate e le relative registrazioni sono di competenza del Responsabile del servizio finanziario, cui devono essere trasmessi tutti i documenti che comportano accertamento di entrata. Art. 23 Riscossione delle entrate 1. Le entrate sono riscosse dall Istituto o Azienda di credito che gestisce il servizio di cassa mediante reversali di incasso. 2. Le riscossioni possono avvenire anche mediante il servizio di conti correnti postali le cui giacenze devono affluire periodicamente all Istituto di credito di cui al comma precedente. 3. Le somme pervenute direttamente all Ente sono annotate in appositi registri e versate al cassiere entro e non oltre il quindicesimo giorno dal loro arrivo, previa emissione di reversale di incasso. 4. Gli agenti della riscossione formalmente autorizzati, provvedono, previa annotazione cronologica in apposito registro o bollettario, al versamento delle somme riscosse all Istituto cassiere, con le modalità previste per i singoli procedimenti di riscossione e di versamento. 5. E vietato disporre pagamenti di spese con disponibilità esistenti sui conti correnti postali ovvero con le somme pervenute direttamente. 6. Con la delibera di approvazione del conto consuntivo, il Consiglio d Amministrazione può disporre la rinuncia alla riscossione di entrate quando il costo di accertamento, riscossione e versamento per ogni singola entrata risulti eccessivo rispetto alla medesima. Art. 24 Reversali di incasso 1. Le reversali di incasso, numerate in ordine progressivo per ciascun esercizio finanziario, sono firmate dal Presidente, dal Direttore Amministrativo e dal Responsabile del servizio finanziario o dalle persone dagli stessi delegati o che legittimamente li sostituiscono. 2. Le reversali contengono almeno le seguenti indicazioni: 1415 a) esercizio finanziario; b) Categoria e Capitolo di bilancio; c) Centro di responsabilità; d) nome e cognome o denominazione del debitore; e) causale della riscossione; f) importo in cifre e in lettere; g) data di emissione; h) il codice gestionale relativo al sistema SIOPE ed altre eventuali codifiche indicative per il controllo della gestione. 3. Le reversali che si riferiscono ad entrate dell esercizio in corso sono tenute distinte da quelle relative agli esercizi precedenti da contraddistinguersi con l indicazione "residui". 4. Le reversali sono cronologicamente registrate nell apposito giornale di cassa e nei partitari di entrata prima dell invio al cassiere. 5. Le reversali di incasso non riscosse entro la chiusura dell esercizio vengono restituite dal cassiere all Ente per l annullamento e la riemissione in conto residui. 6. Il cassiere deve accettare, senza pregiudizi per i diritti dell Ente, la riscossione di ogni somma che venga versata in favore dell Ente, anche senza la preventiva emissione della reversale di incasso. In tale ipotesi il cassiere ne dà immediata comunicazione all Ente, richiedendo la regolarizzazione contabile cui lo stesso Ente deve ottemperare entro 15 giorni. Art. 25 Versamento delle entrate 1. Gli incaricati della riscossione interni all Ente, designati con provvedimento formale dell amministrazione, versano al cassiere le somme riscosse nei termini e nei modi fissati dal presente Regolamento. Art. 26 Anticipazioni di cassa su finanziamenti esterni 1. E ammessa l anticipazione dei fondi necessari allo svolgimento di attività a fronte di finanziamenti assegnati all Ente e relativi a contributi, contratti e convenzioni con enti pubblici e privati, sia italiani che stranieri, per i quali siano previste erogazioni posticipate. 2. Il reintegro della somma anticipata avviene all atto della riscossione del finanziamento. 3. Qualora il finanziamento a posteriori venisse a mancare, la somma anticipata sarà recuperata sui fondi a disposizione della struttura organizzativa che l ha utilizzata, con modalità definite dal Consiglio, salva ogni iniziativa per l accertamento di 1516 responsabilità individuali. Art. 27 Vigilanza sulla gestione delle entrate 1. I Titolari dei Centri di responsabilità dell Ente che hanno la gestione di entrate curano, nei limiti delle rispettive attribuzioni e sotto la loro personale responsabilità, che l accertamento, la riscossione ed il versamento delle entrate siano effettuati prontamente ed integralmente. Se nel corso della gestione si accertano significativi elementi di variazione nella gestione delle entrate rispetto alle previsioni formulate, i suddetti responsabili devono darne immediata comunicazione al Direttore Amministrativo ed al Responsabile del servizio finanziario per l adozione dei necessari provvedimenti di competenza. CAPO IV LA GESTIONE FINANZIARIA DELLE SPESE Art. 28 Fasi della spesa ed assunzioni di impegni 5. La gestione delle spese si attua attraverso le fasi dell impegno, della liquidazione, della ordinazione e del pagamento. 6. Gli impegni di spesa a carico dei singoli Capitoli di bilancio sono assunti dal Consiglio, nel rispetto delle disposizioni relative alle competenze, ai limiti di importo ed alle modalità indicate dal presente Regolamento. 7. Con l approvazione del bilancio di previsione e successive variazioni e senza la necessità di ulteriori atti, costituiscono impegno sui relativi stanziamenti le risorse impiegate per spese a carattere continuativo quali: a) il trattamento economico già attribuito al personale dipendente e per i relativi oneri riflessi; b) le obbligazioni assunte in base a contratti già stipulati o disposizioni di legge in essere; c) le rate di ammortamento dei mutui e dei prestiti, interessi di preammortamento ed ulteriori oneri accessori; d) la fornitura di beni e servizi e per lavori di manutenzione ordinaria necessari per il funzionamento dei servizi dell'ente. 4. Gli impegni di spesa a carattere non continuativo vengono assunti dal Consiglio d'amministrazione, dal Presidente, dal Direttore Amministrativo e dai Responsabili degli uffici nell'ambito delle attribuzioni ad essi demandati dalla Legge nonché dal 1617 presente Regolamento e nei limiti dei rispettivi stanziamenti di competenza del bilancio, previa verifica da parte del Servizio finanziario dell'esistenza della disponibilità sul relativo capitolo. 5. Formano impegni sugli stanziamenti di competenza dell esercizio le somme dovute dall Ente ai creditori determinati in base alla legge, a contratto o ad altro titolo giuridicamente valido, sempre che il perfezionamento dell obbligazione avvenga entro il termine dell esercizio stesso. 6. Gli impegni non possono in nessun caso superare l ammontare degli stanziamenti dei singoli Capitoli di bilancio. 7. Gli impegni si riferiscono all esercizio finanziario in corso, ad eccezione di quelli relativi a: a. spese in conto capitale ripartite in più esercizi, per le quali l impegno può estendersi a più anni; i pagamenti devono comunque essere contenuti nei limiti dei fondi assegnati per ogni esercizio; b. spese per l estinzione di mutui e prestiti; c. spese correnti per le quali sia indispensabile, allo scopo di assicurare la continuità del servizio, assumere impegni a carico dell esercizio successivo; d. spese per affitti ed altre spese continuative e ricorrenti per le quali l impegno può estendersi a più esercizi quando l Ente ne riconosca la necessità o la convenienza e, comunque, per un periodo non superiore ai nove anni, ivi compresi i rinnovi. 8. Gli stanziamenti riferiti a spese in conto capitale, nonché quelli specificamente finalizzati in forza di legge, di atti contrattuali, convenzionali, nonché di delibere del Consiglio d Amministrazione, che non risultano formalmente impegnati alla chiusura dell esercizio, sono reiscritti in aggiunta agli stanziamenti dei corrispondenti Capitoli nel bilancio dell esercizio successivo. Detti stanziamenti sono evidenziati in calce alla situazione finanziaria presunta ed a quella amministrativa e possono essere utilizzati anche prima dell approvazione del conto consuntivo sulla base di apposito provvedimento di variazione del bilancio adottato dal Presidente dell Ente e da comunicare al Consiglio d Amministrazione. 9. Dopo la chiusura dell esercizio finanziario nessun impegno può essere assunto a carico dell esercizio scaduto. 10. La differenza che risulta tra la somma stanziata nei rispettivi Capitoli di spesa e la somma impegnata costituisce economia di spesa. 11. Le spese impegnate e non pagate entro la chiusura dell esercizio costituiscono residui passivi i quali sono compresi tra le passività del conto patrimoniale. Art. 29 Prenotazioni di impegno 1718 1. Le strutture organizzative di gestione devono comunicare al Servizio finanziario, prima dell assunzione di qualsiasi impegno formale, gli atti di qualsiasi natura relativi a procedure in via di espletamento, dai quali possano derivare impegni di spesa, indicando l ammontare presunto degli oneri correlativi, nonché l esercizio e il Capitolo di bilancio cui devono essere imputati. 2. Il Servizio finanziario prenota nelle scritture, in sede separata, gli impegni in corso di formazione. 3. Le prenotazioni per le quali entro il termine dell esercizio non sia stata assunta dall Ente la relativa obbligazione di spesa verso i terzi decadono e costituiscono economia di bilancio, concorrendo alla determinazione del risultato di esercizio. Qualora la prenotazione di impegno sia riferita a spese connesse con procedure di scelta del contraente bandite prima della fine dell esercizio e non concluse entro tale termine, il relativo importo confluisce nella parte vincolata dell avanzo di amministrazione, unitamente agli stanziamenti di cui all art. 28, comma 7 e viene utilizzata con la medesima procedura. Art. 30 Registrazione degli impegni di spesa 1. Tutti gli atti comportanti oneri a carico del bilancio devono essere inoltrati, unitamente ai provvedimenti che autorizzano la spesa, al Servizio finanziario dell Ente che provvede alla registrazione degli impegni per la spesa effettivamente assunta, previa verifica della regolarità formale della relativa documentazione e della esatta imputazione al Capitolo di pertinenza nel limite della disponibilità del bilancio di previsione. 2. Il Servizio finanziario non deve dare corso agli atti che comportino spese eccedenti il relativo stanziamento oppure riferibili ai residui anziché alla competenza o viceversa. 3. Gli atti non ammessi alla registrazione di impegno, con le osservazioni del Responsabile del servizio finanziario, sono restituiti alla struttura organizzativa di provenienza. 4. L impegno assunto contestualmente all ordinazione della prestazione è comunicato al terzo contraente, il quale nella fattura è obbligato ad indicare gli estremi della suddetta comunicazione. Art. 31 Liquidazione della spesa 1. La liquidazione della spesa, che consiste nella determinazione dell esatto importo dovuto e nell individuazione del soggetto creditore, è effettuata dal Responsabile 1819 della struttura organizzativa che ha disposto il relativo impegno. Essa è effettuata, previo accertamento dell esistenza dell impegno, a seguito del riscontro operato sulla regolarità della fornitura o della prestazione e sulla rispondenza della stessa ai requisiti quantitativi e qualitativi ai termini ed alle condizioni pattuite. 2. L atto di liquidazione con tutti i relativi documenti giustificativi ed i riferimenti contabili è trasmesso al Servizio finanziario per i conseguenti adempimenti. Art. 32 Ordinazione della spesa 1. Il pagamento delle spese è ordinato mediante l emissione di mandati di pagamento numerati in ordine progressivo e tratti sull Istituto di credito incaricato del servizio di cassa. 2. I mandati di pagamento sono firmati dal Presidente, dal Direttore Amministrativo e dal Responsabile del servizio finanziario o dalle persone dagli stessi delegate o che legittimamente li sostituiscono. 3. I mandati contengono almeno le seguenti indicazioni: a) esercizio finanziario; b) Categoria e Capitolo del bilancio; c) Centro di responsabilità; d) nome e cognome o denominazione del creditore; e) causale del pagamento; f) importo in cifre e in lettere; g) modalità di estinzione del titolo; h) data di emissione; i) il codice gestionale relativo al sistema SIOPE ed altre eventuali codifiche indicative per il controllo della gestione. 4. Possono essere emessi mandati di pagamento collettivi per i pagamenti da farsi per lo stesso titolo distintamente a favore di diversi creditori, indicati in apposita nota nominativa allegata al mandato stesso. 5. Ogni mandato di pagamento è riferito ad un solo Capitolo di bilancio. 6. I mandati di pagamento che si riferiscono a spese dell esercizio in corso debbono essere distinti da quelli relativi a spese di esercizi precedenti da contraddistinguersi con l indicazione "residui". 7. L Istituto cassiere può provvedere al pagamento di atti di spesa aventi carattere obbligatorio pur mancando la preventiva emissione del mandato limitatamente al pagamento di rate o di spese o cauzioni fissate a scadenza periodica per cui abbia avuto il preventivo incarico. In tale ipotesi il cassiere ne dà immediata 1920 comunicazione all Ente, richiedendo la regolarizzazione contabile cui lo stesso Ente deve ottemperare entro 15 giorni. Art. 33 Modalità di estinzione dei mandati di pagamento 1. E ammessa qualsiasi modalità di estinzione dei mandati di pagamento mediante tutti i mezzi disponibili sul circuito bancario e postale e senza oneri a carico del bilancio dell Ente, salvo quanto diversamente previsto dalla convenzione con l Istituto cassiere. 2. Gli estremi delle operazioni di pagamento devono essere espressamente annotati sul mandato di pagamento e recare il timbro del cassiere. Art. 34 Documentazione dei mandati di pagamento 1. Ogni mandato di pagamento è corredato, a seconda dei casi, da documenti comprovanti la regolare esecuzione dei lavori, forniture e servizi, dai verbali di collaudo richiesti, dai buoni di carico quando si tratta di beni inventariabili, dalla copia degli atti di impegno o dalla annotazione degli estremi di essi, dalle note di liquidazione e da ogni altro documento che ne giustifichi la spesa. Al mandato estinto è allegata la documentazione della spesa, che deve essere conservata per non meno di cinque anni. Art. 35 Mandati di pagamento non pagati alla fine dell esercizio 1. I mandati di pagamento non pagati entro il termine dell esercizio sono restituiti dal cassiere all Ente per il loro annullamento e per la riemissione in conto residui. 2. I mandati di pagamento individuali e quelli collettivi rimasti interamente o parzialmente inestinti alla data del 31 dicembre possono peraltro essere commutati in assegni circolari o di bonifico non trasferibili all ordine del creditore da spedire, a cura dell Istituto cassiere, all indirizzo dei medesimi, di norma, con spese a loro carico. CAPO V SERVIZI DI CASSA Art. 36 Affidamento del servizio 1. Il servizio di cassa è affidato, in base ad apposita convenzione deliberata dal 20 Vedere altro
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