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Timestamp: 2019-02-19 23:42:16+00:00

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Codice di etica e deontologia professionale per i counselor - Benessere OK
La SICo è una associazione senza fini di lucro , iscritta nel Registro delle persone giuridiche al n°268/2004 (Sett.1/A URGP) c/o L’Uff.Territoriale del Governo di roma, ai sensi della Legge 14 Gennaio 2013 n.4. Ha lo scopo di far riconoscere in Italia la figura professionale del Couselor e l’attività professionale del Counseling, detenendo il “REGISTRO ITALIANO DEI COUNSELOR S.I.C.o.
Essa adotta un codice di etica e deontologia professionale e non soltanto un codice deontologico, perchè ritiene che un counselor, per definirsi tale, debba aver acquisito un comportamento etico che garantisca un corretto rapporto con i clienti, con i colleghi e con ogni altro professionista.
Art.1 Il Counselor iscritto al Registro Italiano dei Counselor depositato presso la S.I.Co. Nazionale è Socio S.I.Co.; si impegna pertanto ad accettare e rispettare lo Statuto e le norme riportate nel Codice di Etica e di Deontologia Professionale di seguito riportate.
– Ad operare nel proprio ambito di competenza per il quale ha ricevuto adeguata formazione e certificazione.
– A mantenere un aggiornamento permanente nella propria area di competenza.
– A far riferimento costante a sistemi di supervisione a garanzia delle persone con le quali si relazionerà.
Art. 6 Il Counselor clinico ha il compito di sostenere un disagio della persona ed ha l’obbligo di indirizzarla quando necessario, perchè non di sua competenza, verso una visita specialistica o una terapia più specifica.
– E’ eticamente scorretto per un Counselor Clinico rifiutare di prestare il proprio intervento in casi di grave necessità, in ogni luogo ciò si possa verificare.
Art 8 Il rapporto professionale ha carattere contrattuale; counselor e cliente hanno reciproci diritti e doveri. Il counselor ha la discrezionalità di prendere in carico il cliente.
Art. 9 Riconoscendo l’elevato ruolo sociale rappresentato dal Counselor Clinico gli è fatta raccomandazione, qualora se ne presentasse la necessità, di prestare il proprio intervento gratuito o con parcella simbolica, nei confronti di persone in difficoltà finanziarie, nella misura minima di 1 a 10 dei suoi clienti. A propria discrezione il Counselor Clinico può aumentare la suddetta proporzione secondo coscienza.
Art. 10 A seguito del proprio livello di competenza e di ambito di intervento, il Counselor è tenuto a non prolungare il proprio intervento clinico che si sia dimostrato inefficace e suggerire, ove possibile, altro tipo di intervento professionale.
Art 11 E’ eticamente scorretto avere rapporti professionali di Counseling clinico con persone con le quali si abbia un rapporto di parentela, relazioni affettive e/o sessuali.
Art. 13 Il Counselor Clinico, soprattutto, potendo ricevere confidenze particolarmente intime da parte del cliente è tenuto a porre molta attenzione al segreto professionale su tutto ciò che gli viene confidato o di cui viene a conoscenza anche in forma indiretta.
Art. 18 Il Counselor ed in particolare il Counselor clinico ha cura di ogni eventuale materiale relativo al cliente (cartelle cliniche, registrazioni dati, nastri audio, video, ecc.) salvaguardandolo da ogni indiscrezione.
Art. 19 Quando al Counselor clinico si rivolge una coppia o una famiglia, egli persegue il loro benessere considerandoli nell’insieme quale unico cliente.
Art. 20 Quando il counselor clinico presta la sua opera professionale ad una coppia, il segreto richiesto da uno dei due nei confronti dell’altro va accettato e rispettato. Se tale segreto crea un rischio o danno grave e/o imminente per l’integrità psicofisica del cliente ignaro, il segreto è violabile previa informazione del confidente.
Art. 21 Il minore ha diritto al mantenimento del segreto professionale nei confronti di chi esercita la potestà genitoriale.
Art. 22 Il Counselor che nell’esercizio della sua professione viene a conoscenza di qualsiasi forma di sfruttamento e/o violenza su un minore da parte di terzi può decidere di intervenire per contrastarla anche quando il minore è consenziente.
Art. 23 Il Counselor impegnati per loro competenza in attività di tipo educativo devono presentarle come rivolte alla maturazione di valori esistenziali in un ambito pluralistico e nelle regole del rispetto reciproco. Terranno inoltre presente che l’ambito educativo e quello dell’informazione non sono reciprocamente assimilabili ne si escludono a vicenda.
Art. 24 Il diritto dell’autodeterminazione del cliente, anche se minorenne, è attuabile nell’educazione mediante l’opera di orientamento-promozione del Counselor. Pertanto i Counselor coinvolti in attività educative tenderanno a promuovere la responsabilità e le scelte personali degli utenti e non a determinarle dall’esterno. In caso di conflitto tra esigenze oggettive della cultura e diritti pedagogici propri dell’educando, il counselor educatore opera a favore dell’educando.
Art. 25 L’esercizio della professione di Counselor è fondato sulla libertà e sull’indipendenza dei singoli quali loro diritti inalienabili. Di conseguenza, sia per i Counselor liberi professionisti che per i dipendenti e/o convenzionati, è considerato diritto inalienabile astenersi da interventi che contrastino le proprie convinzioni etiche, a meno che non vi sia immediato pericolo di vita del cliente.
Art. 26 Il Counselor che instaura un rapporto di dipendenza, convenzione o collaborazione a vario titolo con operatori ed istituzioni, enti, associazioni e società di qualsiasi tipo, manterrà il rispetto del diritto di libertà ed indipendenza professionale che gli competono secondo il proprio ambito di competenza. Può chiedere l’intervento dell’Associazione qualora gli vengano richiesti comportamenti in contrasto con le norme del presente codice.
Art 27 Il Counselor clinico che per motivi di competenza venga consultato da un cliente già in carico ad altro professionista per lo stesso motivo, può svolgere l’intervento di counseling ma è tenuto ad informare, previa autorizzazione del cliente, l’altro professionista. Qualora il professionista primitivo declini di continuare il suo intervento, il Counselor potrà subentrare dopo essersi accertato di tale rifiuto.

References: Art.1

Art. 6

Art. 9

Art. 10

Art. 13

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26