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Timestamp: 2019-12-08 21:38:48+00:00

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Home » Sentenze Varie » minori » Violenza sessuale su minore anche senza contatto fisico
La Cassazione ha affrontato un tema molto delicato che riguarda il reato di cui all’art.609 quater c.p. atti sessuali con minori.
Nella fattispecie, gli ermellini, analizzavano un caso che già era stato sottoposto alla loro attenzione, infatti, il ricorso era stato presentato a seguito della nuova decisione presa dalla Corte territoriale che era stata nuovamente incaricata di trattare il caso dopo un precedente annullamento con rinvio da parte di Piazza Cavour.
In appello veniva confermata la condanna di primo grado per le condotte dell’imputato che, secondo i giudici, erano tali da compromettere lo sviluppo psicofisico dei minori e, pertanto, non potevano essere qualificate come “semplici” molestie ma anzi erano idonei a configurare il reato di violenza sessuale anche se non vi era stato alcun contatto fisico.
I giudici d’appello sono giunti a questa decisione anche perchè hanno preso in considerazione tutta la recente giurisprudenza sull’argomento, tendente sempre di più a tutelare i minori da ogni tipo di abuso.
L’imputato ha proposto ricorso per Cassazione perchè lamentava una erronea applicazione della legge proprio perchè, a suo dire, non era stata provata la condotta lesiva basandosi sul fatto che tra lui e la vittima non vi era stato alcun contatto.
Non c’è stato nulla da fare. La Cassazione ha rigettato il ricorso perchè stando alla recente giurisprudenza di legittimità che ha più volte trattato l’argomento specie nei chiarimenti delle differenze sostanziali tra il delitto di violenza sessuale e la contravvenzione di molestie, in cui si precisa che la nozione di “atti sessuali” di cui all’articolo 609 bis c.p., intende sia la congiunzione carnale che gli atti di libidine che invece precedentemente venivano considerati e disciplinati in maniera distinta e separata adesso non può non essere considerata come che ci sia stato un coinvolgimento della corporeità sessuale della persona offesa (cfr. Cass. Sez. 3, Sentenza n. 2941 del 28/09/1999 Cc. (dep. 03/11/1999), Rv. 215100).
In poche parole, dalle argomentazioni esposte dalla Cassazione si deduce che non possono qualificarsi come “atti sessuali” tutti quei comportamenti che, pur essendo espressivi di concupiscenza sessuale, siano però capaci di interferire nella sfera della sessualità fisica della vittima (cfr. anche, Cass. Sez. 3, Sentenza n. 23094 del 11/05/2011 Ud. (dep. 08/06/2011), Rv. 250654; Cass. Sez. 3, Sentenza n. 7365 del 18/01/2012 Ud. (dep. 24/02/2012), Rv. 252132).
Piazza Cavour precisa che nel caso di specie, i delitti per i quali l’imputato è stato condannato proprio perchè non sono stati consumati, sono rimasti al livello di tentativo ma ciò non toglie che siano idonei a invadere la sfera corporea della vittima ed è proprio questo che era tenuta a valutare la Corte che ha quindi giustamente condannato l’imputato prescindendo dalla prova relativa al fatto che la corporeità tra questo e la vittima ci sia stata e no.
In base a questo ragionamento la Cassazione ha dunque affermato che il comportamento tenuto dall’imputato nei confronti della vittima, per le frasi pronunciate e per gli inviti a consumare gli atti sessuali, presentava una invasività tale da essere stata ritenuta dal giudice di merito, con valutazione ex ante, idonea alla costrizione ovvero a carpire il consenso agli atti sessuali invocati.
Soggiace alla pena stabilita dall’art. 609bis chiunque, al di fuori delle ipotesi previste in detto articolo, compie atti sessualicon persona che, al momento del fatto:
Non è punibile il minorenne che, al di fuori delle ipotesi previste nell’articolo 609bis, compie atti sessuali con un minorenne che abbia compiuto gli anni tredici, se la differenza di età tra i soggetti non è superiore a tre anni.
Si applica la pena di cui all’articolo 609ter, secondo comma, se la persona offesa non ha compiuto gli anni dieci.

References: Cass. Sez. 
 Sentenza 
 Cass. Sez. 
 Sentenza 
 Cass. Sez. 
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