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Timestamp: 2019-08-18 09:27:26+00:00

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Art. 285 codice penale - Devastazione, saccheggio e strage - Brocardi.it
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Articolo 285 Codice penale
Dispositivo dell'art. 285 Codice penale
Chiunque, allo scopo di attentare alla sicurezza dello Stato, commette un fatto diretto a portare la devastazione, il saccheggio o la strage [422] nel territorio dello Stato [4 2] o in una parte di esso(1) è punito con l'ergastolo (2).
(1) Le condotte, alternativamente rilevanti, coincidono sostanzialmente con quelle di devastazione, saccheggio e strage previste dai reati di cui agli artt. 419 e 422, dalle quali si differenziano, non solo perchè integrano un delitto di attentato, ma soprattutto per la finalità politica di porre in pericolo la sicurezza dello Stato.
La norma trova la sua ragion d'essere nella finalità di tutela della personalità interna dello Stato, nonchè dell'incolumita pubblica e nell'ordine pubblico.
Spiegazione dell'art. 285 Codice penale
Il bene giuridico tutelato dalla norma in oggetto è rappresentato dalla personalità interna dello Stato come anche, per certi versi ed indirettamente, la pubblica incolumità (per l'ipotesi di strage) e il patrimonio o l'ordine pubblico (per l'ipotesi di devastazione e saccheggio). Per tali motivi il delitto è da qualificarsi come plurioffensivo.
Ad ogni modo, la centralità assunta dalla tutela della personalità dello Stato, permette di differenziare la fattispecie in esame da quella di cui all'art. 422 (strage comune).
La condotta diviene penalmente rilevante allorché si compiano fatti prodromici alla devastazione, al saccheggio, alla strage.
Ad ogni modo, il requisito implicito dell'idoneità implica un necessario accertamento da parte del giudice circa il pericolo concreto che la condotta ha causato nei confronti del bene giuridico, sicché il requisito dell'idoneità va valutato secondo il procedimento della prognosi postuma ex ante a base totale o parziale.
Appare altresì indispensabile un attento accertamento del dolo specifico in capo all'autore in ordine allo “scopo di attentare alla sicurezza dello Stato”.
Per la precisione, il dolo specifico è doppio, dovendo anche procedersi alla valutazione in merito all'intento di portare alla devastazione, al saccheggio ed alla devastazione. Tuttavia, stando al tenore letterale della norma, tali obiettivi criminosi risultano prospettati alternativamente, sicché è sufficiente, ai fini della consumazione, un fatto diretto a realizzarne uno, con esclusione degli altri.
Massime relative all'art. 285 Codice penale
Cass. pen. n. 11290/1993
L'art. 285 c.p. prevede la commissione di un fatto, allo scopo di attentare alla sicurezza dello Stato, diretto a portare nel territorio dello Stato o in una parte di esso, la devastazione, il saccheggio o la strage. Pertanto, il reato è correlato ad un duplice dolo specifico, in rapporto al fine dell'attentato ed all'intento di cagionare determinati nocumenti. Ma tali obiettivi criminosi, secondo il significato letterale della norma, risultano prospettati alternativamente, sicché è sufficiente, ai fini della consumazione del delitto, un fatto diretto a realizzarne uno, con esclusione degli altri. (Sulla scorta del principio enunciato la Suprema Corte ha escluso la violazione della relazione tra sentenza ed accusa contestata, poiché il giudice istruttore, nell'ordinanza di rinvio a giudizio, aveva precisato che la condotta degli imputati era diretta a cagionare solo devastazione (art. 419 c.p.), con esclusione, quindi, dell'ipotesi di strage, art. 422 c.p., ma pure sempre nell'ambito della fattispecie di cui all'art. 285 citato).
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 11290 del 9 dicembre 1993)
Cass. pen. n. 4932/1986
La riconosciuta natura eversiva di una associazione (nella specie «Ordine Nero») non può trasformare, per ciò solo, un delitto di strage comune in quella politica prevista dall'art. 285 c.p.
Non integra il delitto di strage politica, di cui all'art. 285 c.p., bensì quello di strage comune, previsto dall'art. 422 stesso codice, l'attentato compiuto contro la sede di un partito politico. Tali organismi, infatti, non possono identificarsi, istituzionalmente, con la personalità dello Stato, né con alcuna delle sue articolazioni, anche se la Costituzione, all'art. 49, li prevede come strumenti per realizzare il diritto dei cittadini di concorrere, con metodo democratico, a determinare la politica nazionale. (Fattispecie relativa ad attentato compiuto da «Ordine Nero» contro una sede del partito socialista italiano).
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 4932 del 5 giugno 1986)
Cass. pen. n. 13466/1980
Integra il reato di saccheggio il fatto commesso da una pluralità di persone che si impossessa indiscriminatamente di una rilevante quantità di oggetti con azione sorretta da spirito di assoluta prepotenza e non curanza per l'ordine costituito.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 13466 del 17 dicembre 1980)
Cass. pen. n. 1538/1979
È manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 285 c.p. in riferimento agli artt. 3 e 27 della Costituzione. Invero, la previsione per tale reato della pena dell'ergastolo costituisce esplicazione della facoltà discrezionale del legislatore e, comunque, non si sottrae al giudice, mediante l'applicazione delle attenuanti comuni o generiche, la possibilità di far luogo alla pena della reclusione in luogo di quella dell'ergastolo. La strage è reato comune contro la pubblica incolumità se l'agente non abbia avuto altro fine che quello di uccidere private persone; diventa reato speciale contro la personalità dello Stato se l'intento dell'agente sia stato quello di far ripercuotere l'evento sulla compagine statale come lesione alla persona giuridica dello Stato.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1538 del 9 febbraio 1979)
Cass. pen. n. 1684/1978
L'elemento materiale del delitto previsto dall'art. 285 del c.p. consiste nel compimento di qualsiasi fatto diretto a portare la devastazione, il saccheggio o la strage nel territorio dello Stato o in una parte di esso. È, quindi, sufficiente, per l'essenza del reato, che sia posto in essere un tentativo idoneo a produrre l'evento considerato dalla legge.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1684 del 14 febbraio 1978)
Il delitto di strage politica previsto dall'art. 285 c.p. si differenzia da quello di strage comune soltanto per la presenza, nel primo reato, dell'elemento psicologico subspecifico (fine - motivo), che segna la connessione tra l'azione e l'intento finalistico di recare offesa alla personalità dello Stato, restando per il resto identiche le due figure delittuose nell'elemento obiettivo e nell'elemento subiettivo proprio del reato (dolo). In altri termini, la strage è reato comune (contro la pubblica incolumità) se l'agente non abbia avuto altro fine che quello di uccidere private persone; diventa reato speciale politico .

References: Articolo 285

Articolo 285

Cass. 
 sentenza 
 art. 422
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Cass. 
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