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Timestamp: 2020-08-09 17:58:55+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 23419 del 06/10/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 23419 del 06/10/2017
Cassazione civile, sez. lav., 06/10/2017, (ud. 03/05/2017, dep.06/10/2017), n. 23419
sul ricorso 9207-2014 proposto da:
S.T., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA, VIA
rappresentato e difeso dall’avvocato CLAUDIO LALLI, giusta delega in
ARST S.P.A., C.F. (OMISSIS), in persona del legale rappresentante pro
SASSARI, depositata il 02/10/2013 R.G. 415/2012;
avverso la sentenza n. 79/2012 del TRIBUNALE DI TEMPIO PAUSANIA,
depositata il 10/05/2012 R.G. 439/2010;
La Corte d’appello di Cagliari, sez. staccata di Sassari, con ordinanza emessa ai sensi dell’art. 348 bis c.p.c. letta in udienza il 2 ottobre 2013, ha dichiarato inammissibile l’appello avverso la sentenza del Tribunale di Tempio Pausania che aveva, in parziale accoglimento del ricorso di S.T., dichiarato l’illegittimità del termine apposto al contratto di lavoro intercorso con A.R.S.T. -Azienda Regionale Sarda Trasporti – dal luglio 2008 al giugno 2009 e rigettato la domanda di conversione del rapporto a tempo determinato in rapporto a tempo indeterminato, riconoscendo al S. il risarcimento del danno liquidato secondo le previsioni della L. n. 183 del 2010, art. 32 determinato in due mensilità e mezzo dell’ultima retribuzione globale di fatto.
A fondamento della decisione, i giudici di merito ritenevano che i contratti stipulati con l’azienda appellante, istituita con L.R. Sardegna n. 16 del 1974, che all’epoca dei fatti era ente pubblico economico preposto ai trasporti regionali,non fossero suscettibili di essere convertiti in rapporti a tempo indeterminato, ostandovi da un lato il combinato disposto del D.L. n. 702 del 1978, art. 5 (conv. con L. n. 3 del 1979), e dall’altro la previsione della L.R. Sardegna n. 16 del 1974, art. 23 e della L. n. 153 del 1980, art. 8 e – sul presupposto che l’apposizione del termine fosse viziata da nullità – condannava l’azienda a risarcire i danni al lavoratore appellato, in applicazione della L. n. 183 del 2010, art. 32.
Per la cassazione della sentenza di primo grado e dell’ordinanza della Corte d’appello il S. ha proposto ricorso, affidato a cinque motivi, cui ha resistito con controricorso A.R.S.T. s.p.a., che ha depositato anche memoria ex art. 378 c.p.c.. La causa, chiamata all’udienza del 3 novembre 2016, è stata fissata a nuovo ruolo alla presente udienza in attesa della decisione delle Sezioni Unite n. 25513/2016.
2. Questa Corte di cassazione (Sez. U, Sentenza n. 25043 del 7 dicembre 2019ha avuto modo di precisare che ai sensi dell’art. 348-ter c.p.c., comma 3, quando è pronunciata l’inammissibilità dell’appello per non avere l’impugnazione una ragionevole probabilità di essere accolta, contro il provvedimento di primo grado può essere proposto ricorso per cassazione nel termine di cui all’art. 325 c.p.c. decorrente dalla comunicazione o notificazione, se anteriore, dell’ordinanza d’inammissibilità. Si applica, in quanto compatibile, l’art. 327 c.p.c.
5. Nella specie, l’ordinanza è stata pronunciata e letta all’udienza del 2 ottobre 2013 e depositata lo stesso giorno, sicchè non ne occorreva alcuna comunicazione. Di conseguenza il ricorso, avviato per la notificazione il 1.4.2014, risulta essere tardivo.
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento da parte del ricorrente principale dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per per il ricorso principale a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 32
 art. 5
 art. 23
 art. 8
 art. 32
 sentenza 
 art. 378
 Sentenza 
 art. 13
 art. 13