Source: http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=REPORT&reference=A7-2010-0210&language=IT
Timestamp: 2018-01-24 09:57:11+00:00

Document:
RELAZIONE sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante applicazione della clausola bilaterale di salvaguardia dell'accordo di libero scambio UE-Corea - A7-0210/2010
Procedura : 2010/0032(COD)
Ciclo del documento : A7-0210/2010
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PE 441.080v04-00 A7-0210/2010
sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante applicazione della clausola bilaterale di salvaguardia dell'accordo di libero scambio UE-Corea
Relatore: Pablo Zalba Bidegain
sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo
e del Consiglio recante applicazione della clausola bilaterale di salvaguardia dell'accordo di libero scambio UE-Corea
– vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2010)0049),
– visti l'articolo 294 e l'articolo 207, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C7-0025/2010),
– vista la relazione della commissione per il commercio internazionale (A7-0210/2010),
(5) L'eventuale adozione di misure di salvaguardia è subordinata alla condizione che il prodotto in questione sia importato nell'Unione in quantitativi così accresciuti o l'attività economica in questione aumenti in misura tale e in condizioni tali da arrecare o da minacciare di arrecare un grave pregiudizio ai produttori dell'Unione di prodotti o attività economiche simili o direttamente concorrenti, come stabilito al capo 3, articolo 3,1 dell'accordo.
(5 bis) Un grave pregiudizio, o una minaccia di grave pregiudizio, ai produttori dell'Unione può anche essere causato dal mancato rispetto degli obblighi specifici di cui al capo 13 dell'accordo, in particolare per quanto riguarda le norme sociali e ambientali sancitevi, con la conseguente necessità di imporre misure di salvaguardia.
La Commissione deve poter reagire con misure di salvaguardia a eventuali vantaggi competitivi sleali a favore della Corea.
(5 ter) Il sussistere di un grave pregiudizio o della minaccia di grave pregiudizio ai produttori o a settori specifici dell'economia nell'Unione dipende altresì dall'osservanza o meno delle norme previste nell'accordo in materia di ostacoli non tariffari al commercio. In considerazione di tale eventualità, possono essere applicate misure di salvaguardia.
(6 bis) I compiti di dare un seguito all'accordo e di rivederlo nonché, qualora necessario, di imporre misure di salvaguardia dovrebbero essere eseguiti con la massima trasparenza possibile e il coinvolgimento della società civile. È necessario a tal fine includere il gruppo consultivo nazionale (Domestic Advisory Group) e il Forum della società civile in tutte le fasi del processo.
È importante coinvolgere i gruppi della società civile al fine di ottenere informazioni circa gli effetti dell'accordo. Occorre garantire il massimo livello possibile di trasparenza al fine di consentire la partecipazione del Domestic Advisory Group e del Forum della società civile.
(6 ter) La Commissione dovrebbe presentare una relazione a cadenza annuale sull'applicazione e l'attuazione dell'accordo e sull'applicazione delle misure di salvaguardia. Qualora le misure di salvaguardia si rivelassero insufficienti, la Commissione dovrebbe presentare una proposta globale di misure di salvaguardia di più ampia portata, quali limiti ai quantitativi, quote, disposizioni di autorizzazione alle importazioni o altre misure correttive.
L'emendamento mira a garantire che la Commissione svolga un riesame dell'attuazione e dell'efficacia delle disposizioni del regolamento su base annuale. Ove risultasse evidente che il regolamento non garantisce una protezione sufficiente ai produttori dell'Unione, la Commissione sarà tenuta a presentare una nuova proposta legislativa.
(7 bis) L'affidabilità delle statistiche su tutte le importazioni nell'UE provenienti dalla Corea è pertanto fondamentale per determinare l'esistenza di una minaccia di grave pregiudizio all'intera industria dell'Unione o ai suoi differenti settori dal giorno di entrata in vigore dell'accordo.
L'affidabilità delle statistiche è essenziale ai fini di un'applicazione adeguata delle misure di salvaguardia.
(13 bis) Un attento monitoraggio e valutazioni regolari renderanno più agevoli e veloci l'apertura dei procedimenti e la fase di inchiesta. La Commissione dovrebbe pertanto monitorare regolarmente le statistiche relative alle importazioni ed esportazioni e valutare l'impatto dell'accordo di libero scambio su diversi settori a partire dalla data di entrata in vigore dell'accordo.
L'emendamento introduce un riferimento alla procedura di vigilanza e monitoraggio.
(13 ter) La Commissione, gli Stati membri e i produttori dell'Unione dovrebbero monitorare e valutare periodicamente le statistiche sulle importazioni e le esportazioni di tutte le linee di prodotto coperte dall'accordo dal giorno dell'entrata in vigore di quest'ultimo, affinché ogni grave pregiudizio, o minaccia di grave pregiudizio, ai produttori dell'Unione possa essere identificato tempestivamente.
È fondamentale che le statistiche sulle importazioni e le esportazioni di tutte le linee di prodotto siano monitorate affinché sia possibile imporre tempestivamente le misure di salvaguardia. Il monitoraggio globale delle statistiche dovrebbe essere un compito dell'Unione, spettante alla Commissione, agli Stati membri e ai produttori dell'Unione.
(13 quater) Risulta necessario prevedere talune procedure relative all'applicazione dell'articolo 14 (Restituzione dei dazi doganali o esenzione da tali dazi) del protocollo relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" e ai metodi di cooperazione amministrativa dell'accordo (in appresso "protocollo sulle norme di origine"), al fine di garantire l'effettivo funzionamento dei meccanismi ivi previsti e di assicurare un ampio scambio di informazioni con i soggetti interessati.
L'emendamento introduce un riferimento alla specifica disposizione del regolamento che riguarda l'esame e l'applicazione dell'articolo 14 del protocollo sulle norme di origine.
Considerando 13 quinquies e sexies (nuovi)
(13 quinquies) Poiché non sarà possibile limitare la restituzione dei dazi doganali prima che siano trascorsi cinque anni dall'entrata in vigore dell'accordo, può essere necessario, sulla base del presente regolamento, imporre misure di salvaguardia in risposta a un grave pregiudizio, o a una minaccia di grave pregiudizio, ai produttori dell'Unione causato dalla restituzione dei dazi doganali o dall'esenzione da tali dazi. A partire dal giorno di entrata in vigore dell'accordo, la Commissione dovrebbe pertanto monitorare con particolare attenzione, specialmente in settori sensibili, il tasso di inclusione nei prodotti importati dalla Corea di componenti o materiali provenienti da paesi terzi, le variazioni di detto tasso e l'impatto sulla situazione di mercato che ne deriva.
(13 sexies) La Commissione dovrebbe pertanto monitorare regolarmente le statistiche della Corea e di terzi e redigere un elenco della gamma di prodotti potenzialmente interessati dalla restituzione dei dazi doganali a partire dalla data di entrata in vigore dell'accordo.
Considerando 13 septies
(13 septies) Ai fini del regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione1 (regolamento FEG), si stabilisce quanto segue:
a) le “trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale dovute alla globalizzazione” di cui all’articolo 1, paragrafo 1 del regolamento FEG comprendono un incremento delle importazioni coreane in Europa o il mancato aumento delle esportazioni UE verso la Corea;
b) gli esuberi nell’industria automobilistica:
– hanno “un notevole impatto negativo sull'economia regionale o locale” e “un'incidenza molto grave sull'occupazione e sull'economia locale” secondo la formulazione degli articoli 1, paragrafo 1 e 2, lettera c) del regolamento FEG, nonché
– configurano “circostanze eccezionali” ai sensi dell’articolo 2, lettera c) del regolamento FEG.
1 GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.
Occorre prevenire le distorsioni della concorrenza causate dal dumping sociale.
Considerando 13 nonies, decies e undecies (nuovi)
(13 nonies) Al capo 11, l'articolo 11.1, paragrafo 2, stabilisce il requisito che le parti mantengano in vigore nei rispettivi territori un'ampia legislazione in materia di concorrenza che permetta di contrastare in modo efficace gli accordi restrittivi, le pratiche concertate e gli abusi di posizione dominante di una o più imprese.
(13 decies) Al capo 11, l'articolo 11.6, paragrafo 2, stabilisce l'obbligo per le parti di cooperare in relazione alle rispettive politiche di applicazione e nell'applicazione delle rispettive norme in materia di concorrenza, in particolare mediante la cooperazione in materia d'applicazione, la notifica, la consultazione e lo scambio di informazioni non riservate sulla base dell'Accordo tra la Comunità europea e il governo della Repubblica di Corea relativo alla cooperazione in materia di pratiche anticoncorrenziali, firmato il 23 maggio 2009 ("Accordo di cooperazione").
(13 undecies) L'Accordo di cooperazione mira a contribuire all'applicazione efficace delle norme di ciascuna delle parti in materia di concorrenza, promuovendo la cooperazione e il coordinamento tra le autorità competenti per la concorrenza delle parti.
Il presente emendamento prevede che la Commissione debba chiedere all'Autorità coreana garante della concorrenza (KFTC) di adottare le opportune azioni in materia di applicazione qualora ritenga che eventuali attività anticoncorrenziali portate avanti dalla Corea incidano sugli interessi dell'Unione, quando la Commissione ritiene che dette attività anti-concorrenziali ostacolino l'accesso dell'Europa al mercato automobilistico coreano.
(14) Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento devono essere adottate in conformità della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione,
(14) L'applicazione della clausola bilaterale di salvaguardia dell'accordo prevede che le condizioni uniformi per l'adozione di misure di salvaguardia provvisorie e definitive, per l'imposizione di misure di salvaguardia e per la conclusione di inchieste o procedimenti senza adozione di misure siano adottate dalla Commissione. In conformità dell'articolo 291 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione sono stabiliti preventivamente mediante regolamenti adottati secondo la procedura legislativa ordinaria. In attesa dell'adozione del nuovo regolamento, resta in vigore la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione, fatta eccezione per la procedura di regolamentazione con controllo, che non si applica.
L'emendamento si riferisce al necessario adeguamento delle procedure decisionali a seguito dell'entrata in vigore del regolamento che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione.
(14 bis) È opportuno che il presente regolamento si estenda ai soli beni prodotti nell'Unione europea e nella Repubblica di Corea. Non dovrebbe al contrario coprire i prodotti, le parti o i componenti la cui produzione è data in appalto a zone di produzione quali Kaesong. Prima che il campo di applicazione del regolamento possa essere esteso per includervi i prodotti dati in appalto a zone di produzione esterne, esso dovrebbe essere modificato in conformità della procedura legislativa ordinaria. Qualsiasi estensione del campo di applicazione del regolamento dovrebbe prevedere la garanzia che gli obblighi di cui al capo 13 dell'accordo siano rispettati anche nelle zone di produzione esterne.
L'estensione dell'accordo per includervi anche le zone di produzione straniere, che richiederà un'analisi esaustiva del rispetto in dette zone delle norme internazionali, sociali, ambientali e in materia di lavoro, deve essere soggetta alla procedura legislativa ordinaria.
a) "industria dell'Unione", tutti i produttori dell'Unione di prodotti simili o direttamente concorrenti operanti nel territorio dell'Unione o i produttori dell'Unione la cui produzione complessiva di prodotti simili o direttamente concorrenti costituisce una quota rilevante della produzione totale dell'Unione di questi prodotti;
a) "industria dell'Unione", tutti i produttori dell'Unione di prodotti simili o direttamente concorrenti operanti nel territorio dell'Unione o i produttori dell'Unione la cui produzione complessiva di prodotti simili o direttamente concorrenti costituisce una quota rilevante della produzione totale dell'Unione di questi prodotti. Nel caso in cui il prodotto simile o direttamente concorrente sia soltanto uno dei vari prodotti fabbricati dai produttori che costituiscono l'industria dell'Unione, per detta industria si intendono le operazioni specifiche che rientrano nella produzione del prodotto simile o direttamente concorrente;
È probabile che saranno intentate azioni di salvaguardia nei confronti di classi specifiche di prodotti, quali automobili con cilindrata inferiore a un determinato valore. Scopo dell'emendamento è garantire che la Commissione abbia l'autorità di interpretare il termine "industria" in senso stretto, come i produttori di una classe specifica di prodotto.
Articolo 1 – lettera c
c) "minaccia di grave pregiudizio", l'imminenza evidente di un grave pregiudizio; l'esistenza di una minaccia di grave pregiudizio è accertata sulla base di fatti e non di semplici asserzioni, congetture o remote possibilità;
c) "minaccia di grave pregiudizio", l'imminenza evidente di un grave pregiudizio; l'esistenza di una minaccia di grave pregiudizio è accertata sulla base di fatti verificabili e non di semplici asserzioni, congetture o remote possibilità; previsioni, stime e analisi effettuate alla luce dei fattori di cui all'articolo 4, paragrafo 5, sono tenute in considerazione unitamente ad altri elementi per determinare l'esistenza di una minaccia di grave pregiudizio;
Articolo 1 – lettera e bis (nuova)
e bis) "parti interessate", i soggetti sui quali incidono le importazioni del prodotto in questione;
L'emendamento chiarisce il significato della definizione di "parti interessate".
Articolo 1 – lettera e ter (nuova)
e ter) "prodotti", i beni prodotti nell'Unione europea e nella Repubblica di Corea. Ne sono esclusi i beni o i componenti la cui produzione è data in appalto a zone di produzione esterne. Prima che il campo di applicazione del regolamento possa essere esteso per includervi i prodotti dati in appalto a zone di produzione esterne, esso deve essere modificato in conformità della procedura legislativa ordinaria;
L'estensione dell'accordo per includervi anche le zone di produzione straniere, che richiederà un'analisi esaustiva del rispetto in dette zone delle norme internazionali, sociali, ambientali e in materia di lavoro, deve essere soggetta alla codecisione tra Parlamento e Consiglio nel quadro della procedura legislativa ordinaria.
Articolo 1 – lettera e quater (nuova)
e quater) "condizioni tali da arrecare o da minacciare di arrecare", condizioni che comprendono fattori quali la capacità di produzione, i tassi di utilizzazione, le pratiche valutarie e le condizioni di lavoro in un paese terzo per quanto riguarda la produzione di componenti o materiali incorporati nel prodotto interessato;
Le disposizioni dell’accordo in materia di restituzione dei dazi creano incentivi per la Corea a trasferire una quota sempre maggiore della sua produzione in paesi limitrofi in cui il costo del lavoro è inferiore. Nel quadro dell'accordo, tali paesi godranno infatti di importanti vantaggi rispetto all'Unione europea senza fare concessioni corrispondenti. L'emendamento cerca di ovviare agli effetti delle disposizioni in materia di restituzione dei dazi contemplate dall'accordo con la Corea estendendo l'ambito delle misure di salvaguardia in modo da comprendere i fattori di produzione nei paesi terzi che beneficiano delle norme in parola.
Articolo 1 – lettera e quinquies (nuova)
e quinquies) "regioni", uno o più Stati membri dell'Unione europea.
1. Una misura di salvaguardia può essere applicata in conformità delle disposizioni del presente regolamento se un prodotto, o un'attività economica, originario della Corea, per effetto della riduzione o dell'eliminazione dei dazi doganali sul prodotto o l'attività in questione, è importato nell'Unione in quantitativi così accresciuti, in termini assoluti o in relazione alla produzione interna, e in condizioni tali da arrecare o da minacciare di arrecare un grave pregiudizio all'industria dell'Unione produttrice di prodotti o attività simili o direttamente concorrenti.
1 bis. Ove risulti, principalmente in base ai fattori di cui all'articolo 4, paragrafo 5, che in una o più regioni dell'Unione sussistono le condizioni previste per l'adozione di misure a norma del paragrafo 1, la Commissione, dopo aver esaminato le soluzioni alternative, può autorizzare in via eccezionale l'applicazione di misure di vigilanza o di salvaguardia limitate alle regioni in questione, qualora ritenga che tali misure, applicate a questo livello, siano più appropriate di misure applicate a livello dell'Unione.
Le misure devono avere carattere temporaneo e perturbare il meno possibile il funzionamento del mercato interno. Esse sono adottate a norma del paragrafo 2.
L'emendamento introduce una "clausola regionale", in linea con l'articolo 18 del regolamento generale "salvaguardia" (CE) n. 260/2009.
Articolo 2 – paragrafi 3 bis e ter (nuovi)
3 bis. Affinché le misure di salvaguardia siano utilizzate efficacemente, la Commissione (Eurostat) presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione annuale di controllo concernente le statistiche aggiornate sulle importazioni dalla Corea che a seguito dell'accordo hanno un impatto su settori sensibili nell'UE.
3 ter. Qualora l'industria europea segnali alla Commissione una minaccia concreta di pregiudizio, la Commissione può valutare di estendere il monitoraggio ad altri settori colpiti (parti interessate).
L'emendamento prevede l'istituzione di un vero e proprio programma di controllo.
1. Un'inchiesta è aperta su richiesta di uno Stato membro, del Parlamento europeo, del gruppo consultivo nazionale e di persone giuridiche o di associazioni prive di personalità giuridica che agiscono per conto dell'industria dell'Unione e ne rappresentano almeno il 25% o su iniziativa della Commissione se esistono, per la Commissione, elementi di prova sufficienti, determinati sulla base dei fattori di cui all'articolo 4, paragrafo 5, per giustificare l'apertura di un'inchiesta.
L'emendamento chiarisce quali siano gli attori idonei ad avviare un procedimento nonché i presupposti affinché tale procedimento possa essere avviato.
1 bis. La richiesta di aprire un'inchiesta deve provare che esistono le condizioni per l'applicazione delle misure di salvaguardia di cui all'articolo 2, paragrafo 1. Essa contiene in linea generale le seguenti informazioni: il tasso e l'entità dell'incremento delle importazioni del prodotto in questione, in termini assoluti e relativi, la quota del mercato interno assorbita da tale incremento, le variazioni intervenute in fattori quali livello delle vendite, produzione, produttività, utilizzo della capacità, profitti e perdite, occupazione.
È necessaria maggiore chiarezza circa le informazioni da trasmettere alla Commissione per l'apertura di un'inchiesta.
1 ter. Nell'applicazione del paragrafo 1 del presente articolo, e per un periodo di cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, la Commissione presta particolare attenzione ai prodotti finiti le cui importazioni dalla Repubblica di Corea nell'Unione europea registrano un incremento riconducibile a un incremento dell'incorporazione, in detti prodotti finiti, di parti o componenti importate nella Repubblica di Corea da paesi terzi con i quali l'Unione europea non ha concluso accordi di libero scambio e che beneficiano del sistema di restituzioni dei dazi o di esenzione dai dazi.
Occorre seguire con la massima attenzione l'utilizzo che la Repubblica di Corea fa delle norme in materia di restituzione dei dazi o di esenzione dai dazi per parti o componenti importate da paesi terzi e incorporate in prodotti commercializzati tra la Repubblica di Corea e l'Unione europea nel quadro dell'accordo di libero scambio.
2. Se l'andamento delle importazioni dalla Repubblica di Corea sembra rendere necessario il ricorso a misure di salvaguardia, gli Stati membri ne informano la Commissione, fornendo gli elementi di prova disponibili, determinati sulla base dei criteri di cui all'articolo 4. La Commissione trasmette tali informazioni a tutti gli Stati membri entro tre giorni lavorativi.
2. Se l'andamento delle importazioni dalla Repubblica di Corea sembra rendere necessario il ricorso a misure di salvaguardia, gli Stati membri o l'industria dell'Unione ne informano la Commissione, fornendo gli elementi di prova disponibili, determinati sulla base dei criteri di cui all'articolo 4, paragrafo 5. La Commissione, entro tre giorni lavorativi, trasferisce tali informazioni sulla piattaforma online di cui all'articolo 9 (Piattaforma online) e invia notifica dell'avvenuto trasferimento a tutti gli Stati membri, all'industria dell'Unione e al Parlamento europeo.
Il processo informativo dovrebbe basarsi su una procedura trasparente per informare gli Stati membri, l'industria dell'Unione e il Parlamento europeo circa la possibile apertura di un procedimento.
3. Una consultazione con gli Stati membri ha luogo entro gli otto giorni lavorativi seguenti la trasmissione da parte della Commissione agli Stati membri delle informazioni previste al paragrafo 2, nell'ambito del comitato di cui all'articolo 10 secondo la procedura di cui all'articolo 11, paragrafo 1. Se, avvenuta la consultazione, risultano elementi di prova sufficienti per giustificare l'apertura di un procedimento, la Commissione pubblica un avviso nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Il procedimento è aperto entro un mese dal ricevimento dell'informazione trasmessa da uno Stato membro.
3. Una consultazione con gli Stati membri ha luogo entro gli otto giorni lavorativi seguenti la trasmissione da parte della Commissione delle informazioni previste al paragrafo 2, nell'ambito del comitato di cui all'articolo 10 secondo la procedura di cui all'articolo 11, paragrafo 1. Se, avvenuta la consultazione, risultano elementi di prova sufficienti, determinati sulla base dei fattori di cui all'articolo 4, paragrafo 5, per giustificare l'apertura di un procedimento, la Commissione pubblica un avviso sulla piattaforma online e nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.. Il procedimento è aperto entro un mese dalla presentazione della richiesta da parte di uno Stato membro, del Parlamento europeo o dell'industria dell'Unione.
4 bis. Gli elementi di prova raccolti nel quadro dell'avvio di procedimenti in conformità dell'articolo 14, paragrafo 2 (restituzione dei dazi o esenzione dai dazi) del protocollo sulle norme di origine allegato all'accordo possono essere utilizzati anche per inchieste finalizzate all'applicazione di misure di salvaguardia, se sono soddisfatte le condizioni di cui al presente articolo.
Le restituzioni dei dazi doganali o l'esenzione dagli stessi possono arrecare pregiudizio ai produttori europei. È dunque opportuno inserire un riferimento al protocollo sulle norme di origine allegato all'accordo. Anche la constatazione di effetti pregiudizievoli dovuti alla restituzione dei dazi deve costituire un motivo per l'applicazione di misure di salvaguardia.
1. Aperto il procedimento, la Commissione inizia l'inchiesta. Il periodo dell'inchiesta, quale fissato all'articolo 4, paragrafo 3, decorre a partire dalla data in cui la decisione di aprire l'inchiesta è pubblicata nella Gazzetta ufficiale.
2. La Commissione può chiedere agli Stati membri di fornirle informazioni, nel qual caso gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie per soddisfare qualsiasi richiesta di tale tipo. Se queste informazioni presentano un interesse generale o se sono richieste da uno Stato membro, la Commissione le comunica agli Stati membri, a condizione che non abbiano carattere riservato. Se le informazioni sono riservate, la Commissione comunica un riassunto non riservato.
2. La Commissione può chiedere agli Stati membri di fornirle informazioni, nel qual caso gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie per soddisfare qualsiasi richiesta di tale tipo. Se queste informazioni presentano un interesse generale o se sono richieste da uno Stato membro, dal Parlamento europeo o dall'industria dell'Unione, la Commissione le trasferisce sulla piattaforma online, a condizione che non abbiano carattere riservato. Se le informazioni sono riservate, la Commissione trasferisce un riassunto non riservato.
Chiarimento concernente la procedura di trasmissione e condivisione delle informazioni.
3. Per quanto possibile, l'inchiesta è conclusa entro i sei mesi seguenti la sua apertura. In circostanze eccezionali, debitamente motivate dalla Commissione, tale termine può essere prorogato di tre mesi.
3. L'inchiesta è conclusa entro i 200 giorni seguenti la sua apertura.
Un suggerimento volto a ottimizzare il termine. Anziché n + n mesi o giorni, l'emendamento propone un termine massimo di 200 giorni. A differenza della salvaguardia nei confronti dei paesi APE, che si sviluppa su un arco temporale piuttosto lungo, la salvaguardia nei confronti della Corea riguarda un unico paese. Risulta pertanto ragionevole fissare un termine più breve per un procedimento più rapido.
5. Nel corso dell'inchiesta la Commissione valuta tutti i fattori pertinenti di natura oggettiva e quantificabile che incidono sulla situazione dell'industria dell'Unione, esaminando in particolare il tasso e l'entità dell'incremento delle importazioni del prodotto in questione, in termini assoluti e relativi, la quota del mercato interno assorbita da tale incremento, le variazioni intervenute in fattori quali livello delle vendite, produzione, produttività, utilizzo della capacità, profitti e perdite, occupazione. L'elenco non è esaustivo e la Commissione può prendere in considerazione anche altri fattori per determinare il pregiudizio, quali le azioni, i prezzi, i rendimenti dei capitali investiti, i flussi di liquidità e altri fattori che arrecano o possono aver arrecato grave pregiudizio, o che ne costituiscono una minaccia. Se il contenuto di paesi terzi rappresenta in genere una parte significativa del costo di produzione del prodotto in questione, la Commissione dovrebbe valutare altresì la capacità di produzione, i tassi di utilizzazione, le pratiche valutarie e le condizioni di lavoro nei paesi terzi interessati, nella misura in cui tali fattori abbiano un'incidenza sulla situazione dell'industria dell'Unione.
5 bis. Inoltre, nella sua inchiesta la Commissione valuta il rispetto, da parte della Repubblica di Corea, delle norme sociali e ambientali di cui al capo 13 dell'accordo e le relative eventuali ripercussioni sulla formazione dei prezzi o i vantaggi concorrenziali sleali che potrebbero determinare l'insorgere di un grave pregiudizio o di una minaccia di grave pregiudizio per i produttori o per specifici settori economici dell'Unione europea.
5 ter. Nella sua inchiesta la Commissione valuta anche l'osservanza delle disposizioni dell'accordo relative agli ostacoli non tariffari agli scambi e il conseguente eventuale insorgere di un grave pregiudizio per i produttori o per determinati settori economici dell'Unione europea.
6. La parti interessate che si sono manifestate a norma dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera b), e i rappresentanti della Repubblica di Corea possono esaminare, previa domanda scritta, tutte le informazioni messe a disposizione della Commissione nel quadro dell'inchiesta, eccetto i documenti interni preparati dalle autorità dell'Unione o dei suoi Stati membri, purché esse siano pertinenti per la presentazione del loro fascicolo, non siano riservate ai sensi dell'articolo 9 e siano usate dalla Commissione nell'ambito dell'inchiesta. Le parti interessate manifestatesi possono comunicare alla Commissione le loro osservazioni circa le suddette informazioni, che possono essere prese in considerazione se sono suffragate da elementi di prova sufficienti.
6. La parti interessate che si sono manifestate a norma dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera b), e i rappresentanti della Repubblica di Corea possono esaminare, previa domanda scritta, tutte le informazioni messe a disposizione della Commissione nel quadro dell'inchiesta, eccetto i documenti interni preparati dalle autorità dell'Unione o dei suoi Stati membri, purché esse siano pertinenti per la presentazione del loro fascicolo, non siano riservate ai sensi dell'articolo 9 e siano usate dalla Commissione nell'ambito dell'inchiesta. Le parti interessate manifestatesi possono comunicare alla Commissione le loro osservazioni circa le suddette informazioni, che sono prese in considerazione se sono suffragate da elementi di prova sufficienti.
Chiarimento che attiene alla formulazione.
7. La Commissione può sentire le parti interessate. Queste sono sentite quando lo abbiano chiesto per iscritto entro il termine stabilito nell'avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, dimostrando che possono effettivamente essere interessate dal risultato dell'inchiesta e che esistono motivi particolari per sentirle oralmente.
7. La Commissione sente le parti interessate. Queste sono sentite quando lo abbiano chiesto per iscritto entro il termine stabilito nell'avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, dimostrando che possono effettivamente essere interessate dal risultato dell'inchiesta e che esistono motivi per sentirle oralmente.
La Commissione sente le parti interessate in ulteriori occasioni, qualora esistano motivi particolari per sentirle nuovamente.
Chiarimento che attiene alla formulazione. Il nuovo comma chiarirebbe inoltre che le parti hanno il diritto di essere sentite almeno una volta e che devono sussistere motivi particolari perché debbano essere sentite nuovamente.
3. La durata delle misure di vigilanza è limitata. Salvo disposizioni contrarie, la loro validità scade alla fine del secondo semestre successivo a quello nel quale sono state introdotte.
L'articolo proposto renderebbe possibile un vero e proprio sistema di vigilanza sulla base delle disposizioni sulla salvaguardia generale contenute nel regolamento (CE) n. 260/2009.
1. In circostanze critiche nelle quali un ritardo causerebbe un danno difficile da riparare, si applicano misure di salvaguardia in via provvisoria sulla base di una determinazione preliminare dell'esistenza di una prova certa che le importazioni di una merce originaria della Repubblica di Corea sono aumentate per effetto della riduzione o dell'eliminazione di un dazio doganale in forza dell'accordo, e che tali importazioni arrecano o minacciano di arrecare un grave pregiudizio all'industria interna. Le misure provvisorie sono prese secondo la procedura di cui all'articolo 11.1.
1. In circostanze critiche nelle quali un ritardo causerebbe un danno difficile da riparare, si applicano misure di salvaguardia in via provvisoria sulla base di una determinazione preliminare, alla luce dei fattori di cui all'articolo 4, paragrafo 5, dell'esistenza di una prova sufficiente che le importazioni di una merce originaria della Repubblica di Corea sono aumentate per effetto della riduzione o dell'eliminazione di un dazio doganale in forza dell'accordo, e che tali importazioni arrecano o minacciano di arrecare un grave pregiudizio all'industria interna. Le misure provvisorie sono prese secondo la procedura di cui all'articolo 11, paragrafo 1.
2. Quando l'intervento immediato della Commissione è richiesto da uno Stato membro, dal Parlamento europeo o dall'industria dell’Unione e sussistono le condizioni di cui al paragrafo 1, la Commissione si pronuncia entro i cinque giorni lavorativi seguenti il ricevimento della richiesta. Il periodo dell’inchiesta, quale fissato all’articolo 4, paragrafo 3, decorre a partire dalla data in cui è presa la decisione di applicare misure di salvaguardia provvisorie.
Chiarimento concernente gli attori coinvolti e l'esatta decorrenza.
L'emendamento introduce una clausola relativa alla spedizione in linea con l'articolo 16, paragrafo 5, sulla salvaguardia generale (regolamento (CE) n. 260/2009).
1. Se misure di salvaguardia bilaterali sono ritenute inutili, l'inchiesta e il procedimento sono chiusi secondo la procedura di cui all'articolo 11.2.
1. Se le misure di salvaguardia bilaterali non soddisfano i requisiti previsti dal presente regolamento, l'inchiesta e il procedimento sono chiusi secondo la procedura di cui all'articolo 11, paragrafo 1.
2. Fatto salvo il paragrafo 1, qualora il Parlamento europeo sollevi obiezione al progetto di decisione di non imporre misure di salvaguardia bilaterali, sulla base del fatto che tali misure sarebbero contrarie all'intenzione del legislatore, la Commissione riesamina il progetto di decisione. Tenuto conto dei motivi dell'obiezione e nel rispetto dei termini del procedimento in corso, la Commissione può sottoporre al comitato un nuovo progetto di decisione o presentare una proposta al Parlamento europeo e al Consiglio conformemente al trattato. La Commissione informa il Parlamento europeo, il Consiglio e il comitato del seguito che intende dare, esponendone i motivi.
Reintroduzione della procedura consultiva in base alla decisione di comitatologia, come pure della procedura consultiva (articolo 4) prevista dalla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (COM(2010)0083), e introduzione di un nuovo paragrafo volto a sottolineare la trasparenza della procedura.
Quando risulta dall'accertamento definitivo dei fatti che sussistono le circostanze di cui all'articolo 2.1, viene presa la decisione di adottare misure di salvaguardia bilaterali definitive secondo la procedura di cui all'articolo 11.2.
Quando risulta dall'accertamento definitivo dei fatti che sussistono le circostanze di cui all'articolo 2.1, viene presa la decisione di adottare misure di salvaguardia bilaterali definitive secondo la procedura di cui all'articolo 11, paragrafo 1.
Reintroduzione della procedura consultiva in base alla decisione di comitatologia, come pure della procedura consultiva a norma (articolo 4), prevista dalla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (COM(2010)0051), e introduzione di un paragrafo volto a sottolineare la trasparenza della procedura.
Nel regolamento non viene specificato se le misure restano in vigore (ovvero sei i dazi debbano essere riscossi) durante il periodo di indagine del riesame in previsione della scadenza della salvaguardia. Coerentemente con la pratica dell'UE in materia di strumenti di difesa commerciale è opportuno che le misure restino in vigore per tutto il periodo del riesame.
1 bis. La Commissione provvede affinché tutte le informazioni e le statistiche necessarie ai fini dell'inchiesta siano disponibili, chiare, trasparenti e verificabili. La Commissione si impegna, non appena sussistano i necessari presupposti tecnici, a creare e gestire un portale online protetto da password attraverso il quale diffondere tutte le pertinenti informazioni non riservate ai termini del presente articolo. Gli Stati membri, le industrie dell'Unione iscritte al registro, il Gruppo consultivo nazionale e il Parlamento europeo devono, su richiesta, poter avere accesso a tale piattaforma online. Le informazioni comprendono i dati statistici pertinenti al fine di determinare se gli elementi di prova soddisfano i requisiti di cui all'articolo 2, paragrafo 1, nonché ogni ulteriore informazione pertinente all'inchiesta.
Le informazioni ricevute mediante detta piattaforma online possono essere utilizzate soltanto per lo scopo per il quale sono state richieste. Le informazioni di carattere riservato o le informazioni fornite in via riservata in applicazione del presente regolamento non sono divulgate, salvo espressa autorizzazione della parte che le ha fornite.
La disposizione rende necessario fissare norme concernenti la creazione, il funzionamento e l'utilizzazione della piattaforma online.
La Commissione è coadiuvata dal comitato di cui all'articolo 4, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 260/2009 del Consiglio relativo al regime comune applicabile alle importazioni.
Le disposizioni procedurali concernenti il comitato sono descritte all'articolo 11. Un riferimento all'articolo 4 del regolamento (CE) n. 260/2009 potrebbe risultare fuorviante.
1. La Commissione pubblica una relazione annuale sull'applicazione e l’attuazione dell’accordo. La relazione riporta informazioni sulle attività dei vari organi responsabili del monitoraggio dell’attuazione dell’accordo e del rispetto degli obblighi da esso derivanti, compresi quelli concernenti gli ostacoli al commercio.
2. Una speciale sezione della relazione è dedicata al rispetto degli obblighi ex capo 13 dell’accordo e alle attività del Gruppo consultivo nazionale e del Forum della società civile.
Occorre pubblicare annualmente una relazione sull’attuazione dell’accordo di libero scambio fra l’UE e la Repubblica di Corea, sia in termini generali che in relazione all’osservanza delle sue varie disposizioni, comprese quelle attinenti agli ostacoli commerciali e agli standard sociali ed ambientali.
Dato che la politica commerciale comune rientra nelle competenze esclusive dell'Unione, non è necessario istituire una procedura in base alla quale gli Stati membri possano votare a maggioranza qualificata contro un progetto di provvedimento della Commissione. L'imposizione di misure di salvaguardia è determinata in seguito all'esame delle condizioni citate dal regolamento, il che si traduce essenzialmente in una valutazione economica. Ove tali condizioni sussistano, non dovrebbe esservi spazio per la discrezionalità o la scelta politica e quindi non vi è alcuna necessità di una decisione, da parte degli Stati membri, che contrasti con il progetto della Commissione.
Non risulta necessario il riferimento all'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE. Il riferimento all'articolo 5, paragrafo 6, è dovuto a un errore materiale nella proposta della Commissione.
3. Il Parlamento europeo o il Consiglio possono convocare la Commissione entro un mese per una riunione ad hoc della commissione competente del Parlamento o del Consiglio intesa a presentare e illustrare qualsiasi questione connessa all'applicazione della clausola di salvaguardia, alla restituzione dei dazi doganali o all'accordo di libero scambio in generale.
Tramite questa disposizione, il regolamento attribuirebbe chiaramente alla Commissione il compito di riferire in merito all'applicazione del regolamento.
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 14 (Restituzione dei dazi doganali o esenzione da tali dazi) del Protocollo relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" e ai metodi di cooperazione amministrativa dell'accordo (in appresso "Protocollo sulle norme di origine"), la Commissione procede a un attento monitoraggio dell'evoluzione delle pertinenti statistiche relative alle importazioni ed esportazioni per quanto riguarda sia il valore, sia, se del caso, le quantità e condivide sistematicamente questi dati con il Parlamento europeo, il Consiglio e l'industria dell'Unione, ai quali riferisce inoltre con regolarità le risultanze ottenute. Il monitoraggio ha inizio al momento dell'adozione delle misure provvisorie e i dati sono condivisi con cadenza bimestrale.
Oltre alle linee tariffarie previste all'articolo 14, paragrafo 1, dell’accordo, la Commissione elabora, in collaborazione con l'industria dell'Unione, un elenco di linee tariffarie di rilevanza chiave, non specificatamente attinenti al comparto automobilistico, ma importanti per l’industria automobilistica e altri settori connessi. È effettuato un monitoraggio specifico, secondo quanto stabilito all'articolo 14, paragrafo 1, dell'accordo.
3. Una differenza di 10 punti percentuali è considerata "notevole" ai fini dell'applicazione del paragrafo 2.1, lettera a), dell'articolo 14 del Protocollo sulle norme di origine, in sede di valutazione dell'incremento del tasso delle importazioni di pezzi di ricambio o componenti in Corea a fronte dell'incremento del tasso di esportazioni di prodotti finiti dalla Corea all'UE. Un aumento del 10 % è considerato "notevole" ai fini dell'applicazione del paragrafo 2.1, lettera b) dell'articolo 14 del Protocollo sulle norme di origine, in sede di valutazione dell'incremento delle esportazioni dalla Corea all'UE di prodotti finiti in termini assoluti o in rapporto alla produzione interna. Anche gli incrementi che non eccedono i valori soglia sopra indicati possono essere considerati "notevoli", previo esame caso per caso.
Mediante questa disposizione, il regolamento darebbe una risposta alle preoccupazioni espresse da numerosi rappresentanti di organizzazioni della società civile, di industrie e organizzazioni sindacali dell'Unione. L'emendamento è volto a creare una specifica disposizione concernente l'applicazione dell'articolo 14 del protocollo sulle norme di origine.
Il 23 aprile 2007 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare negoziati con la Repubblica di Corea allo scopo di concludere un accordo di libero scambio UE-Corea. L'accordo è stato siglato il 15 ottobre 2009.
L'accordo contiene una clausola bilaterale di salvaguardia che dispone la possibilità di riapplicare l'aliquota NPF se per effetto della liberalizzazione degli scambi le importazioni sono effettuate in quantitativi così accresciuti, in termini assoluti o in relazione alla produzione interna, e si svolgono in condizioni tali da arrecare o rischiare di arrecare grave pregiudizio all'industria dell'Unione produttrice di prodotti simili o direttamente concorrenti.
Affinché le misure siano operative, tale clausola di salvaguardia deve essere integrata nella normativa dell'Unione europea, non solo per gli aspetti procedurali relativi alla sua applicazione, ma anche perché occorre specificare i diritti delle parti interessate. L'allegata proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio costituisce lo strumento giuridico per l'attuazione della clausola di salvaguardia dell'accordo di libero scambio tra l'UE e la Corea del Sud.
Il relatore sottolinea che, per quanto concerne il regolamento all'esame, la funzione legislativa va circoscritta agli aspetti relativi alla sua attuazione, evitando di modificare unilateralmente gli elementi essenziali già previsti dall'accordo tramite l'adozione di misure in contrasto con quanto già convenuto con la Corea del Sud. A titolo di esempio, non si deve modificare il tipo di misure di salvaguardia, il periodo di applicazione delle stesse o il periodo durante il quale è possibile avvalersi della clausola di salvaguardia.
Obiettivo del relatore è giungere a una clausola efficace e realmente applicabile. Tale clausola deve costituire uno strumento realmente utilizzabile per scongiurare un grave pregiudizio e consentire alle industrie di adattarsi alle nuove norme. A tale scopo, il relatore reputa necessario presentare le proposte di seguito illustrate.
Periodo e scadenze
Il procedimento d'inchiesta deve svolgersi entro un massimo di 200 giorni, conformemente al periodo di applicazione delle misure provvisorie per impedire che le industrie si trovino prive di tutela durante lo svolgimento dell'inchiesta. Si tratta di un periodo più che sufficiente per portare a termine un'inchiesta, considerando che si tratta di esaminare unicamente la situazione relativa a un solo paese.
Si propongono inoltre vari emendamenti finalizzati a chiarire la decorrenza del procedimento d'inchiesta, che si considererà aperto a partire dalla decisione relativa alla sua apertura, o dal momento in cui sono adottate misure di salvaguardia provvisorie.
Misure di salvaguardia a livello regionale
Il relatore propone di introdurre la possibilità di applicare misure di salvaguardia a livello regionale in casi eccezionali e in modo da alterare il meno possibile il funzionamento del mercato interno. Occorre considerare che le realtà degli Stati membri sono molto diverse tra loro e che le loro industrie possono risentire in modi molto diversi degli effetti dell'entrata in vigore dell'accordo di libero scambio con la Corea del Sud. È necessario che le industrie particolarmente interessate da tali effetti, situate in uno o in diversi Stati membri, possano avvalersi di misure di salvaguardia a livello regionale per potersi adattare al nuovo scenario.
Si tratta di un provvedimento necessario, conformemente agli obiettivi della clausola, e adeguato, considerando le enormi dimensioni del mercato che si apre alle esportazioni coreane nonché il fatto che sarà possibile ricorrere alla clausola in questione al massimo per un breve periodo, non oltre dieci anni dall'abolizione dei dazi doganali.
Coinvolgimento dell'industria e del Parlamento europeo
Il relatore propone che le industrie dell'Unione e il Parlamento europeo possano richiedere l'apertura di un procedimento d'inchiesta e l'applicazione di misure provvisorie; propone inoltre che sia loro assicurato l'accesso alle informazioni relative ai procedimenti d'inchiesta tramite la creazione di una piattaforma online per lo scambio di tutte le informazioni – tranne quelle a carattere riservato – fornite alla Commissione. Tale piattaforma dovrà essere puntualmente aggiornata con le informazioni più recenti sui procedimenti d'inchiesta per la salvaguardia.
Il relatore reputa necessario definire con precisione il tipo di prove necessarie per adottare la decisione di avviare un procedimento al fine di instaurare una maggiore sicurezza per le industrie potenzialmente interessate. Si propone che gli elementi di prova siano determinati sulla base dei fattori definiti dal regolamento in merito alla fase d'inchiesta. Il relatore propone di ampliare tali fattori, per includerne altri che possono essere pertinenti alla determinazione del grave pregiudizio o della minaccia di grave pregiudizio.
Monitoraggio e misure di vigilanza
A partire dalla data di entrata in vigore dell'accordo, la Commissione deve procedere a un rigoroso monitoraggio dell'andamento di esportazioni e importazioni tra la Corea del Sud e l'Unione europea, prestando una particolare attenzione ai settori che potrebbero risultare maggiormente interessati.
Risulta inoltre necessario mettere a punto un sistema adeguato per l'imposizione di misure di vigilanza dinanzi a determinate situazioni, suscettibili di generare un grave pregiudizio per le industrie dell'Unione.
Il relatore propone che la Commissione fornisca una debita motivazione delle decisioni che hanno portato alla conclusione di procedimenti senza l'adozione di misure o all'imposizione di misure.
La proposta prevede inoltre che la Commissione pubblichi una relazione annuale che comprenda una sintesi delle richieste di avviare procedimenti, delle inchieste e delle relative risultanze, come pure delle decisioni di imporre misure di salvaguardia provvisorie o definitive; tale relazione deve inoltre presentare le statistiche relative all'andamento del commercio con la Corea del Sud, con un'esplicita menzione ai dati concernenti la restituzione dei dazi doganali (duty drawback).
Il Parlamento o il Consiglio potranno convocare la Commissione, entro un mese, per una riunione della commissione competente del Parlamento o del Consiglio intesa a esaminare qualsiasi questione connessa all'applicazione della clausola di salvaguardia, alla restituzione dei dazi doganali o all'accordo di libero scambio in generale.
Restituzione dei dazi doganali (Duty drawback)
Il relatore ha tenuto in debita considerazione le preoccupazioni espresse da taluni rappresentanti della società civile, tra cui rappresentanti delle industrie e dei sindacati, in merito alle conseguenze dalla restituzione dei dazi doganali e reputa necessario fissare determinati criteri inerenti all'applicazione dell'articolo 14 del protocollo sulle norme di origine, in modo da assicurare un buon funzionamento delle sue disposizioni e garantire un'intensa cooperazione e lo scambio di informazioni tra gli attori coinvolti.
Il regolamento all'esame è stato sottoposto al Parlamento europeo e al Consiglio prima che fosse avviato il riesame degli strumenti relativi alle competenze di esecuzione a norma dell'articolo 291, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Il processo decisionale dovrà allinearsi con le disposizioni che si adotteranno al riguardo. Dato che la politica commerciale comune rientra nelle competenze esclusive dell'Unione europea e che l'imposizione di misure di salvaguardia deve basarsi su una valutazione economica, non dovrebbe esservi spazio per la una decisione, da parte degli Stati membri, che contrasti con una decisione della Commissione.
Clausola bilaterale di salvaguardia dell’accordo di libero scambio UE-Corea
Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2010 Avviso legale

References: articolo 3

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Articolo 2