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Timestamp: 2016-12-11 10:32:56+00:00

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⭐Poste Italiane - Spedizione in A.P. - art. 2, comma 20/c - Legge 662/96 - Filiale di Varese REPUBBLICA ITALIANA DELLA REGIONE LOMBARDIA
Poste Italiane - Spedizione in A.P. - art. 2, comma 20/c - Legge 662/96 - Filiale di Varese REPUBBLICA ITALIANA DELLA REGIONE LOMBARDIA
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1 Anno XXXI - N. 302 Poste Italiane - Spedizione in A.P. - art. 2, comma 20/c - Legge 662/96 - Filiale di Varese REPUBBLICA ITALIANA BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LOMBARDIA MILANO - LUNEDÌ, 10 DICEMBRE 2001 SERIE EDITORIALE ORDINARIA N. 50 AVVISO AGLI INSERZIONISTI Calendario consegna avvisi per chiusure in occasione delle festività di fine anno Si informa che i termini per la consegna delle inserzioni in pubblicazione sulla Se.I. e Se.I. Concorsi nn. 52/2001 e 1/2002 dovranno rispettare le seguenti date: n. 52 del : ore di MARTEDÌ n. 1 del : ore di GIOVEDÌ I suddetti termini di ricezione valgono sia per la postazione BURL c/o SpazioRegione di via F. Filzi 22, Milano sia per gli STAP provinciali2 37223 SOMMARIO A) ATTI DEL CONSIGLIO REGIONALE Deliberazione Consiglio regionale 13 novembre 2001 n. vii/350 [1.8.0] Sostituzione di un componente dimissionario nel Comitato Tecnico per la valutazione dei titoli concernenti le nomine e designazioni di competenza degli organi regionali Deliberazione Consiglio regionale 20 novembre 2001 n. vii/362 [3.4.0] Assegnazione di fondi ai comuni in materia di diritto allo studio e trasporti scolastici, in attuazione degli articoli 2 e 3 della l.r. 20 marzo 1980, n. 31 «Diritto allo studio Norme di attuazione». (Deliberazione di non passaggio all esame del provvedimento) B) DECRETI E ORDINANZE DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Decreto presidente Regione Lombardia 12 novembre 2001 n [2.2.1] Approvazione di modifica all Accordo di Programma approvato con d.p.g.r. n del 14 marzo 1997, localizzato nel Comune di Senago (MI), per l attuazione di un Programma di Recupero Urbano (P.R.U.) iniziativa 1T nell ambito del programma di edilizia residenziale pubblica 1992/95, ai sensi e per gli effetti dell art. 5 della l.r. 15 maggio 1993, n Decreto presidente Regione Lombardia 13 novembre 2001 n [2.2.1] Approvazione, ai sensi dell art. 9 della l.r. 9/99 e dell art. 34 del d.lgs. n. 267 del 18 agosto 2000, del Programma Integrato di Intervento finalizzato al restauro conservativo e recupero funzionale delle «Cascine del Quiquio», opere viabilistiche e sistemazione delle aree esterne di pertinenza dell Eremo di Santa Caterina del Sasso, situate in comune di Leggiuno (VA) Decreto presidente Regione Lombardia 22 novembre 2001 n [3.1.0] Approvazione modifiche statutarie dell Associazione Volontaria di Pronto Soccorso Onlus «Croce D Oro», con sede a Milano Iscrizione nel registro regionale delle persone giuridiche private ai sensi degli artt. 4 e 11, comma 1 del Regolamento regionale 2/ C) DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE Deliberazione Giunta regionale 11 maggio 2001 n. 7/4580 [5.3.5] Ditta Ecoter s.p.a. Ecologia del Territorio con sede legale in via Quintino Sella 4 Milano Approvazione del progetto e autorizzazione alla realizzazione e all esercizio delle operazioni di messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali non pericolosi effettuati presso l impianto sito in Nerviano con accesso da via Appiani c/o Cava del Sempione Artt. 27 e 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e art. 15 del d.p.r. 203/ Deliberazione Giunta regionale 22 giugno 2001 n. 7/5252 [5.3.5] Ditta C.R.E. s.r.l. via Boccaccio, n. 7 Milano Ampliamento quantitativo dell autorizzazione di cui alle d.d.g.r. n. 6/38554 del 25 settembre 1998 e n. 6/45505 dell 8 ottobre 1999, riguardante l esercizio delle operazioni di messa in riserva di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da terzi e loro riutilizzo in agricoltura Impianto sito in Maccastorna (LO) Art. 28 del d.lgs. n. 22/97, art. 6 del d.lgs. n. 99/ Deliberazione Giunta regionale 27 luglio 2001 n. 7/5738 [5.3.5] Ditta MF Trasformatori s.r.l. Autorizzazione per l esercizio di un impianto di deposito preliminare (D15), ricondizionamento (D14) e recupero di rifiuti speciali pericolosi sito in Calcinato (BS), via Gavardina, e contestuale presa d atto della variazione della sede legale impianto già autorizzato con d.g.r. n. 6/18127 del 13 settembre 1996 Art. 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n Deliberazione Giunta regionale 27 luglio 2001 n. 7/5741 [5.3.5] Ditta Beton Villa s.p.a. con sede legale in Merate (LC) via Laghetto, 9 Autorizzazione all esercizio di un impianto mobile di adeguamento volumetrico e selezione (D 14) di rifiuti speciali non pericolosi Art. 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n Deliberazione Giunta regionale 2 agosto 2001 n. 7/5957 [5.3.5] Ditta Prima s.r.l. con sede legale in Sesto San Giovanni (MI), via G.E. Falck, 63 Approvazione del progetto ed autorizzazione alla realizzazione e all esercizio dell impianto sito in Trezzo d Adda (MI) di trattamento di rifiuti speciali pericolosi costituiti da ceneri di caldaia e residui di trattamento fumi decadenti dall impianto di termovalorizzazione di r.s.u. sito in Trezzo d Adda Artt. 27 e 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e art. 15 del d.p.r. 203/ Deliberazione Giunta regionale 20 settembre 2001 n. 7/6156 [5.3.5] Ditta Pollini Lorenzo e Figli s.n.c. con sede legale in Bedizzole (BS) via Gavardina 30 Approvazione del progetto, autorizzazione alla realizzazione di varianti sostanziali all impianto in Bedizzole (BS), via Gavardina 30, ed all esercizio delle inerenti operazioni di messa in sicurezza, demolizione recupero dei materiali e rottamazione di veicoli a motore rimorchi e simili e di smaltimento (D14, D15) e recupero (R13) Artt. 27 e 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n Deliberazione Giunta regionale 1 ottobre 2001 n. 7/6279 [5.3.5] Ditta Officina dell Ambiente s.r.l. con sede legale in Milano (MI), via G. Watt, n. 5 Approvazione del progetto ed autorizzazione alla realizzazione e all esercizio dell impianto sito in Lomello (PV) strada provinciale 193-bis, di trattamento e recupero di rifiuti speciali non pericolosi, individuati dal d.m. 5 febbraio 1998, da riutilizzarsi come materia prima nei cicli della produzione del cemento Artt. 27 e 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e art. 15 del d.p.r. n. 203/ Deliberazione Giunta regionale 1 ottobre 2001 n. 7/6282 [5.3.5] Ditta Lenocart s.n.c. di Lenoci E. & C. con sede legale in via Giambellino n. 5 Milano Approvazione del progetto e autorizzazione alla realizzazione ed all esercizio delle operazioni di messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali non pericolosi e speciali pericolosi effettuate presso l impianto sito in Milano via Airaghi 120/9 Artt. 27 e 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n ASSETTO ISTITUZIONALE / Nomine SERVIZI SOCIALI / Diritto allo studio ORDINAMENTO FINANZIARIO / Programmazione / Accordi di programma SERVIZI SOCIALI / Assistenza AMBIENTE E TERRITORIO / Ambiente / Rifiuti e discariche 37234 Deliberazione Giunta regionale 1 ottobre 2001 n. 7/6284 [5.3.5] Ditta Eckart Italia s.r.l. con sede legale in Milano, piazza G. Giolitti 6 Autorizzazione all esercizio delle operazioni di deposito preliminare (D15) e termodistruzione (D10) di rifiuti speciali non pericolosi derivanti dal proprio ciclo produttivo nell impianto sito in Rivanazzano (PV), via Caifango 3 Impianto già autorizzato con d.g.r. n. 6/25367 del 21 febbraio 1997, successivamente volturato con d.d.g. n del 12 maggio 1999 Art. 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n Deliberazione Giunta regionale 19 ottobre 2001 n. 7/6488 [5.3.5] Ditta Azienda Agricola Allevi s.r.l. con sede legale in Sannazzaro de Burgondi (PV), via Traversi, 14 Rinnovo, con ampliamento qualitativo, dell autorizzazione all esercizio delle operazioni di messa in riserva di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da terzi, e successivo spandimento sul suolo a beneficio dell agricoltura Contestuale approvazione della variante sostanziale, consistente nella realizzazione ed esercizio delle inerenti operazioni di messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali non pericolosi e della frazione organica da raccolta differenziata (F.O.R.S.U.) tramite compostaggio, presso l impianto sito in comune di Ferrera Erbognone (PV), c.na Gallona Artt. 27 e 28 del d.lgs. 22/97, art. 32 l.r. 21/93 e art. 6 d.p.r. 203/88, art. 6 del d.lgs. n. 99/ Deliberazione Giunta regionale 19 ottobre 2001 n. 7/6489 [5.3.5] Autorizzazione alla ditta Ecoitalia s.r.l., con sede legale in Milano, via dei Missaglia, 97, all ampliamento qualitativo all autorizzazione all esercizio di un impianto mobile per lo svolgimento di campagne di attività di trattamento di rifiuti speciali pericolosi e speciali non pericolosi Art. 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n Deliberazione Giunta regionale 19 ottobre 2001 n. 7/6490 [5.3.5] Ditta AMSA s.p.a. Approvazione del progetto e autorizzazione all esercizio delle inerenti operazioni di smaltimento (D8, D9, D15) di rifiuti speciali non pericolosi, anche in conto terzi, nell impianto di Milano (MI), via Olgettina 25 Artt. 27 e 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e successive modificazioni ed integrazioni Art. 36 del d.lgs. 11 maggio 1999, n Deliberazione Giunta regionale 29 ottobre 2001 n. 7/6612 [5.3.5] Ditta Ecoltecnica Italiana s.p.a. Autorizzazione alla realizzazione di varianti sostanziali apportate all impianto sito nei comuni di Milano e Bollate (MI) via Cristina Belgioioso 70/30, già autorizzato con d.g.r. n. 7/3236 del 26 gennaio 2001, ed autorizzazione per l ampliamento quali quantitativo dei rifiuti e all esercizio delle inerenti operazioni di messa in riserva, deposito preliminare, trattamento e/o recupero di rifiuti speciali non pericolosi e speciali pericolosi. Artt. 27 e 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 5 del d.lgs. 27 gennaio 1992, n. 95 e art. 7 del d.p.r. 24 maggio 1988, n Deliberazione Giunta regionale 29 ottobre 2001 n. 7/6613 [5.3.5] Ditta Azienda Agricola Menegazzo Teresa con sede legale in Roncoferraro (MN), via A. Diaz, 73. Approvazione del progetto, autorizzazione alla realizzazione di varianti sostanziali all impianto in Goito (MN), str. Bardelletta ed all esercizio delle inerenti operazioni di recupero mediante compostaggio di rifiuti speciali non pericolosi e rifiuti a matrice organica provenienti da raccolta differenziata di r.s.u. già autorizzato con d.g.r. n. 6/44897 del 5 agosto Artt 27 e 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e successive modificazioni ed integrazioni Deliberazione Giunta regionale 29 ottobre 2001 n. 7/6654 [5.2.0] Approvazione delle modifiche relative al progetto «L.A.M. Linea Alta Mobilità» localizzato in Brescia già approvato con d.c.r. n. VI/1527 del 29 febbraio 2000 ai sensi della l.r. 31/96, a seguito del parere espresso dalla Commissione consiliare Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6791 [2.1.0] Variazioni al bilancio per l esercizio finanziario 2001, disposte ai sensi dell art. 49, comma 3, della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 e sue successive modificazioni ed integrazioni relative alla Direzione Generale Infrastrutture e Mobilità 21º provvedimento Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6792 [2.1.0] Variazioni al bilancio per l esercizio finanziario 2001, disposte ai sensi dell art. 49, comma 3, della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 e sue successive modificazioni ed integrazioni relative alla Direzione Generale Formazione, Istruzione e Lavoro Opere Pubbliche, Politiche per la Casa e Protezione Civile 22º provvedimento 3793 Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6793 [2.1.0] Variazioni al bilancio per l esercizio finanziario 2001, disposte ai sensi dell art. 49, comma 7, della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 e sue successive modificazioni ed integrazioni relative alla Direzione Generale Infrastrutture e Mobilità 76º provvedimento Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6794 [2.1.0] Variazioni al bilancio per l esercizio finanziario 2001, disposte ai sensi dell art. 49, comma 7, della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 e sue successive modificazioni ed integrazioni relative alla Direzione Generale Territorio e Urbanistica (O.M del 10 maggio 2001) 82º provvedimento Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6834 [2.2.1] Promozione di Accordo di programma per l ampliamento del terminal intermodale Hupac di Busto Arsizio in territorio di Gallarate Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6849 [4.3.0] P.S.R Misura H (2.8) «Imboschimento delle superfici agricole» Approvazione del riparto a favore delle province Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6857 [3.3.0] Assegnazione aggiuntiva di L pari a ,45 C ai piani formativi aziendali attinenti le risorse messe a disposizione con la circolare MLPS 92/2000 per i piani formativi settoriali e territoriali AMBIENTE E TERRITORIO / Ambiente / Rifiuti e discariche AMBIENTE E TERRITORIO / Infrastrutture di comunicazione ORDINAMENTO FINANZIARIO / Bilancio e contabilità ORDINAMENTO FINANZIARIO / Programmazione / Accordi di programma SVILUPPO ECONOMICO / Agricoltura SERVIZI SOCIALI / Formazione professionale 37245 Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6861 [3.4.0] Interventi per l attuazione del diritto allo studio in ambito universitario per l anno Assegnazione agli Istituti per il Diritto allo Studio Universitario (I.S.U.) dei contributi integrativi per la mobilità internazionale (l.r. 25 novembre 1994, n. 33) Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6867 [3.1.0] Accreditamento della Residenza Sanitario Assistenziale «Giovanni Amodeo», con sede in Borgarello (PV). Finanziamento a carico del fondo Sanitario per l anno Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6868 [3.1.0] Accreditamento della Residenza Sanitario Assistenziale di Stradella (PV). Finanziamento a carico del fondo Sanitario per l anno Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6869 [3.1.0] Ampliamento dell accreditamento della R.S.A. «Il Melo» con sede in Gallarate (VA) Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6875 [4.5.0] Approvazione di indirizzi, priorità e criteri per l attivazione delle deleghe alle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura della Lombardia dell art. 14 della l.r. 17/90, in attuazione del comma 16, art. 2 della l.r. 1/ Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6906 [5.3.4] Criteri di redazione del piano di risanamento acustico delle imprese da presentarsi ai sensi della legge n. 447/1995 «Legge quadro sull inquinamento acustico» articolo 15, comma 2, e della legge regionale 10 agosto 2001, n. 13 «Norme in materia di inquinamento acustico», articolo 10, comma 1 e comma Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6907 [5.3.0] Modifica ed integrazione della d.g.r. n. 6/48896 dell 1 marzo 2000 avente per oggetto: «Approvazione dello schema di convenzione per la costituzione dell osservatorio del lago d Iseo e del lago Moro e per regolare i rapporti tra gli enti sottoscrittori Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6908 [5.3.2] Intesa Stato-Regione per autorizzazione alla esecuzione di un pozzo per ricerca di idrocarburi denominato «Martinengo 2» nell ambito del permesso di ricerca «Chiari», in territorio del comune di Cologno al Serio, provincia di Bergamo Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6911 [5.5.0] Approvazione della graduatoria per l assegnazione di contributi alle associazioni di volontariato di protezione civile per l applicazione del «Sistema Qualità ISO 9000», ai sensi della d.g.r. n del 18 maggio Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6912 [5.5.0] Approvazione della graduatoria per l assegnazione di contributi alle Associazioni di Volontariato di Protezione civile della Lombardia Deliberazione Giunta regionale 16 novembre 2001 n. 7/6915 [5.2.0] Manifestazione di favorevole volontà di intesa, ai sensi del d.p.r. 18 aprile 1994, n. 383, in ordine al progetto per la costruzione del sottovia al km in sostituzione dei p.l. posti al km28+815, ricadente in comune di Barlassina ed al km , ricadente nel comune di Lentate sul Seveso (MI) sulla linea Milano- Chiasso Deliberazione Giunta regionale 23 novembre 2001 n. 7/6933 [2.1.0] Variazioni al bilancio per l esercizio finanziario 2001, disposte ai sensi dell art. 49, comma 7, della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 e sue successive modificazioni ed integrazioni relative alla direzione generale territorio e urbanistica (l. 144 del 17 maggio 1999) 78º provvedimento Deliberazione Giunta regionale 23 novembre 2001 n. 7/6934 [2.1.0] Variazioni al bilancio per l esercizio finanziario 2001, disposte ai sensi dell art. 49, comma 7, della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 e sue successive modificazioni ed integrazioni relative alla direzione generale formazione, istruzione e lavoro (l. 68/99) 79º provvedimento Deliberazione Giunta regionale 23 novembre 2001 n. 7/6935 [2.1.0] Variazioni al bilancio per l esercizio finanziario 2001, disposte ai sensi dell art. 49, comma 7, della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 e sue successive modificazioni ed integrazioni relative alla direzione generale formazione, istruzione e lavoro (d.lgs. 469/97) 75º provvedimento Deliberazione Giunta regionale 23 novembre 2001 n. 7/6936 [2.1.0] Variazioni al bilancio per l esercizio finanziario 2001, disposte ai sensi dell art. 49, comma 7, della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 e sue successive modificazioni ed integrazioni relative alla direzione generale territorio ed urbanistica (l. 366/98) 77º provvedimento Deliberazione Giunta regionale 23 novembre 2001 n. 7/6937 [2.1.0] Variazioni al bilancio per l esercizio finanziario 2001, disposte ai sensi dell art. 49, comma 7, della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 e sue successive modificazioni ed integrazioni relative alla direzione generale sanità 80º provvedimento Deliberazione Giunta regionale 23 novembre 2001 n. 7/6938 [2.1.0] Variazioni al bilancio per l esercizio finanziario 2001, disposte ai sensi dell art. 49, comma 7, della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 e sue successive modificazioni ed integrazioni relative alla direzione generale sanità 81º provvedimento SERVIZI SOCIALI / Diritto allo studio SERVIZI SOCIALI / Assistenza SVILUPPO ECONOMICO / Artigianato AMBIENTE E TERRITORIO / Ambiente / Tutela dell inquinamento AMBIENTE E TERRITORIO / Ambiente AMBIENTE E TERRITORIO / Ambiente / Cave e torbiere AMBIENTE E TERRITORIO / Protezione civile AMBIENTE E TERRITORIO / Infrastrutture di comunicazione ORDINAMENTO FINANZIARIO / Bilancio e contabilità 37256 Deliberazione Giunta regionale 23 novembre 2001 n. 7/6939 [2.1.0] Variazioni al bilancio per l esercizio finanziario 2001, disposte ai sensi dell art. 49, comma 3, della l.r. 31 marzo 1978, n. 34 e sue successive modificazioni ed integrazioni relative alla Direzione Generale Formazione, Istruzione e Lavoro 25º provvedimento Deliberazione Giunta regionale 23 novembre 2001 n. 7/6998 [3.1.0] Criteri e procedure per l erogazione dei prestiti sull onore in attuazione dell art. 3, commi 2, 3, 4, 5 e 6 della legge regionale 6 dicembre 1999, n. 23, «Politiche regionali per la famiglia» D) CIRCOLARI E COMUNICATI Circolare regionale 29 novembre 2001 n. 235 [5.3.5] Direzione Generale Risorse Finanziarie e Bilancio Tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi, legge regionale 28 aprile 1997, n. 13. Modalità di presentazione della dichiarazione annuale dei conferimenti effettuati nell anno d imposta Comunicato regionale 28 novembre 2001 n. 237 [4.6.1] Direzione Generale Formazione, Istruzione e Lavoro Elenco dei posteggi da assegnare in concessione ai fini del rilascio della autorizzazione prevista dall articolo 28 comma 1, lettera a) del d.lgs. 114/98 di cui i comuni hanno richiesto la pubblicazione ai sensi dell articolo 5 comma 2 della l.r. 15/ E) DECRETI DEI DIRETTORI GENERALI Decreto direttore generale Giunta regionale 19 novembre 2001 n [3.1.0] Direzione Generale Famiglia e Solidarietà Sociale Modifica dello Statuto dell I.P.A.B. denominata «Casa di riposo» con sede in Chignolo Po (PV) che viene ad assumere la denominazione di «Casa Protetta Cusani Visconti» Decreto direttore generale Giunta regionale 20 novembre 2001 n [3.1.0] Direzione Generale Formazione, Istruzione e Lavoro Depubblicizzazione dell I.P.A.B. asilo infantile Ebe Carugo Giannotti con sede in Mornago (VA), via Carugo 2, in applicazione delle ll.rr. 21 e 22/1990 e succ. modd., e contestuale riconoscimento all ente della personalità giuridica di diritto privato Decreto direttore generale Giunta regionale 20 novembre 2001 n [3.1.0] Direzione Generale Formazione, Istruzione e Lavoro Depubblicizzazione dell I.P.A.B. scuola materna Angelo e Carolina Catelli con sede a Lurate Caccivio (CO), via R. Margherita 14, in applicazione delle ll.rr. 21 e 22/1990 e succ. modd., e contestuale riconoscimento all ente della personalità giuridica di diritto privato 3846 Decreto direttore generale Giunta regionale 20 novembre 2001 n [3.1.0] Direzione Generale Formazione, Istruzione e Lavoro Depubblicizzazione dell I.P.A.B. asilo infantile G. Bettoni con sede in Casazza (BG), via G. Bettoni 1, in applicazione delle ll.rr. 21 e 22/1990 e succ. modd., e contestuale riconoscimento all ente della personalità giuridica di diritto privato F) DECRETI DEI DIRIGENTI DI STRUTTURA E DI UNITÀ ORGANIZZATIVA Decreto dirigente struttura 20 novembre 2001 n [4.3.0] Direzione Generale Agricoltura D.g.r. n del 16 marzo 2001 e d.g.r del 20 aprile 2001 «Intervento a sostegno del reddito delle aziende agricole di allevamento bovino in crisi per la BSE, relativamente al credito agevolato». Apertura dei termini di presentazione delle domande Decreto dirigente unità organizzativa 11 giugno 2001 n [5.3.5] Direzione Generale Risorse Idriche e Servizi di Pubblica Utilità Presa d atto della trasformazione societaria, tale per cui titolare dell autorizzazione di stoccaggio e smaltimento di rifiuti speciali pericolosi nell impianto di incenerimento sito in Filago (BG) via Rodi 5, di cui alla d.g.r. 29 aprile 1997, n deve intendersi la ditta DSM Composite Resins Italia s.r.l., con sede legale in Como, via Pellico Decreto dirigente unità organizzativa 20 settembre 2001 n [5.3.5] Direzione Generale Risorse Idriche e Servizi di Pubblica Utilità Ditta C.R.E. s.r.l. via Boccaccio, n. 7 Milano Rettifica per mero errore materiale della d.g.r. n. 7/5252/01 recante: «Ditta C.R.E. s.r.l. via Boccaccio, n. 7 Milano. Ampliamento quantitativo dell autorizzazione di cui alle dd.g.r. n. 6/38554 del 25 settembre 1998 e n. 6/45505 dell 8 ottobre 1999, riguardante l esercizio delle operazioni di messa in riserva di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da terzi e loro riutilizzo in agricoltura. Impianto sito in Maccastorna (LO)» Art. 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 6 d.lgs. n. 99/ Decreto dirigente unità organizzativa 20 settembre 2001 n [5.3.5] Direzione Generale Risorse Idriche e Servizi di Pubblica Utilità Volturazione e presa d atto della variazione della sede legale dell autorizzazione, rilasciata alla ditta Assodocks s.r.l. per l esercizio delle operazioni di smaltimento e/o recupero di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi nell impianto sito in San Giuliano Milanese (MI), Frazione Ulteriano via Lombardia 17, a favore della ditta Ecolife s.r.l. con sede legale in Senago (MI), via Varese Decreto dirigente unità organizzativa 21 settembre 2001 n [5.3.5] Direzione Generale Risorse Idriche e Servizi di Pubblica Utilità Ditta S.E.A.M. s.r.l. Servizi Ecologici Ambientali Manara Presa d atto della variazione della sede legale e conseguente adeguamento della d.g.r. 29 dicembre 2000 n. 3009, di autorizzazione dell impianto, sito in Misinto (MI) via Risorgimento 97, all esercizio delle operazioni di messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali non pericolosi e speciali pericolosi Decreto dirigente unità organizzativa 10 ottobre 2001 n [5.3.5] Direzione Generale Risorse Idriche e Servizi di Pubblica Utilità Volturazione e presa d atto della variazione della sede legale dell autorizzazione, rilasciata alla ditta Ecoberghems.r.l. per l esercizio delle operazioni di smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi nell impianto sito in Sotto il Monte (BG), località Bedesco via degli Artigiani, a favore della ditta Pavia Trasporti Ecologici s.r.l. con sede legale in Pavia, p.zza del Carmine ORDINAMENTO FINANZIARIO / Bilancio e contabilità SERVIZI SOCIALI / Assistenza AMBIENTE E TERRITORIO / Ambiente / Rifiuti e discariche SVILUPPO ECONOMICO / Attività terziarie / Commercio SVILUPPO ECONOMICO / Agricoltura 37267 Decreto dirigente unità organizzativa 10 ottobre 2001 n [5.3.5] Direzione Generale Risorse Idriche e Servizi di Pubblica Utilità Volturazione, dell autorizzazione, rilasciata alla ditta TI-AUTO di Tirloni Dario & C. s.a.s. per l esercizio di un impianto di messa in sicurezza, demolizione, recupero e rottamazione di carcasse di veicoli a motore e rimorchi in Romano di Lombardia (BG), v.le Montecatini 48, a favore della ditta MTM s.n.c. di Mantegari Gianbattista & C. con sede legale in Romano di Lombardia (BG), v.le Montecatini Decreto dirigente unità organizzativa 21 novembre 2001 n [5.2.1] Direzione Generale Infrastrutture e Mobilità Assegnazione e contestuale liquidazione a favore di soggetti privati dei contributi di cui alla legge regionale 21 febbraio 2000 n. 10, per interventi a favore dell ammodernamento e della sicurezza degli autoveicoli adibiti al servizio taxi Decreto dirigente unità organizzativa 27 novembre 2001 n [4.6.1] Direzione Generale Formazione, Istruzione e Lavoro Attuazione del punto 6) della delibera del consiglio regionale n. III/1685 del 26 luglio 1984 Calendario turni d apertura impianti stradali di distribuzione carburanti nei giorni festivi e domenicali per l anno Decreto dirigente unità organizzativa 27 novembre 2001 n [4.6.1] Direzione Generale Formazione, Istruzione e Lavoro Calendario dei turni di chiusura degli impianti stradali di distribuzione automatica di carburanti per ferie annuali per l anno 2002 in attuazione dei punti 5) e 6) della delibera del consiglio regionale n. III/1685 del 26 luglio AMBIENTE E TERRITORIO / Ambiente / Rifiuti e discariche AMBIENTE E TERRITORIO / Infrastrutture di comunicazione / Trasporti SVILUPPO ECONOMICO / Attività terziarie / Commercio 37278 A) ATTI DEL CONSIGLIO REGIONALE [BUR ] [1.8.0] D.c.r. 13 novembre 2001 n. vii/350 Sostituzione di un componente dimissionario nel Comitato Tecnico per la valutazione dei titoli concernenti le nomine e designazioni di competenza degli organi regionali Presidenza del Presidente Fontana IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA Visto l art. 8 della legge regionale 6 aprile 1995, n. 14 «Norme per le nomine e designazioni di competenza della Regione»; Vista la deliberazione dell Ufficio di Presidenza n. 325 del 12 luglio 2000 con la quale è stato approvato l elenco formato da quindici cittadini ai fini della costituzione del Comitato Tecnico di cui all oggetto; Vista la deliberazione del Consiglio regionale n. VII/173 del 30 gennaio 2001 con la quale venivano nominati componenti del Comitato Tecnico di valutazione i signori: Carola Airoldi, Dario Fruscio, Roberto Conti, Paolo Maria Ferri, Antonio Monteleone; Visto e preso atto della nota del prof. Dario Fruscio, pervenuta in data 11 ottobre 2001, con la quale comunica le proprie dimissioni da componente del Comitato Tecnico di valutazione; Considerato che occorre provvedere al sorteggio di un nominativo, tra i dieci indicati nella citata deliberazione dell Ufficio di Presidenza; Data preliminarmente lettura dei nominativi riportati sulle schede; Visto il risultato del sorteggio effettuato Delibera «che il Comitato Tecnico di valutazione venga integrato con la nomina del signor Amedeo Vilardo, nato a Torano Castello (CS), il 30 agosto 1951, in sostituzione del componente dimissionario. Pertanto il Comitato Tecnico di valutazione risulta composto dai signori: CAROLA AIROLDI ROBERTO CONTI PAOLO MARIA FERRI ANTONIO MONTELEONE AMEDEO VILARDO.». Il presidente: Attilio Fontana I consiglieri segretari: Luciano Valaguzza Giuseppe Adamoli Il segretario del consiglio: Maria Emilia Paltrinieri nica disciplina in materia di diritto allo studio, anche alla luce delle recenti modifiche costituzionali; Ritenuto pertanto che i contenuti del progetto di legge in oggetto possano essere meglio articolati all interno di un provvedimento legislativo di più ampio respiro; Sentita la relazione della VII Commissione consiliare «Cultura, Formazione professionale, Commercio, Sport e Informazione»; Con votazione palese, per alzata di mano Delibera per i motivi di cui in premessa, di non procedere all esame degli articoli del progetto di legge n. 111 «Assegnazione di fondi a comuni in materia di diritto allo studio e trasporti scolastici, in attuazione degli articoli 2 e 3 della l.r. 20 marzo 1980, n. 31» di iniziativa di 177 comuni lombardi. Il vice presidente: Pier Gianni Prosperini I consiglieri segretari: Luciano Valaguzza Giuseppe Adamoli Il segretario del consiglio: Maria Emilia Paltrinieri [BUR ] [3.4.0] D.c.r. 20 novembre 2001 n. vii/362 Assegnazione di fondi ai comuni in materia di diritto allo studio e trasporti scolastici, in attuazione degli articoli 2 e 3 della l.r. 20 marzo 1980, n. 31 «Diritto allo studio Norme di attuazione». (Deliberazione di non passaggio all esame del provvedimento) Presidenza del Vice Presidente Prosperini IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA Vista la l.r. 20 marzo 1980, n. 31 «Diritto allo studio Norme di attuazione»; Visto il p.d.l. 111 «Assegnazione di fondi a comuni in materia di diritto allo studio e trasporti scolastici, in attuazione degli articoli 2e3della l.r. 20 marzo 1980, n. 31» di iniziativa di 177 comuni lombardi; Preso atto che, ai sensi dell articolo 105 del regolamento interno del Consiglio, nella seduta della VII Commissione del 31 ottobre 2001 sono stati invitati i delegati dei comuni proponenti i quali hanno illustrato e motivato la proposta di legge; Considerata con attenzione la situazione di difficoltà che grava sui comuni, specie quelli montani, nel garantire il trasporto scolastico e che necessita di maggiori finanziamenti; Ritenuto che il progetto di legge costituisca uno spunto interessante per una rivisitazione complessiva della materia del diritto allo studio; Considerata infatti la necessità di attivare un processo di revisione normativa che sfoci nell approvazione di una orga- 37289 B) DECRETI E ORDINANZE DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE [BUR ] [2.2.1] D.p.g.r. 12 novembre 2001 n Approvazione di modifica all Accordo di Programma approvato con d.p.g.r. n del 14 marzo 1997, localizzato nel Comune di Senago (MI), per l attuazione di un Programma di Recupero Urbano (P.R.U.) iniziativa 1 T nell ambito del programma di edilizia residenziale pubblica 1992/95, ai sensi e per gli effetti dell art. 5 della l.r. 15 maggio 1993, n. 14 IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA Vista la legge regionale 15 maggio 1993 n. 14 «Disciplina delle procedure degli accordi di programma» e successive modificazioni e integrazioni; Visto l art. 34 del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 «Testo Unico delle leggi sull ordinamento degli enti locali»; Visto il d.p.g.r. 14 marzo 1997 n di approvazione dell accordo di programma proposto dal Comune di Senago (MI) iniz. 1 T per l attuazione di un intervento di Edilizia Residenziale Pubblica (E.R.P.) mediante un Programma di Recupero Urbano (P.R.U.) ex art. 11 legge n. 493/93, con i contributi del programma quadriennale E.R.P. 1992/95; Vista la deliberazione del Consiglio comunale di Senago 25 gennaio 2001, n. 27, di ratifica della deliberazione di Giunta municipale 7 novembre 2000, n. 187, con la quale sono state approvate alcune modifiche esecutive ai contenuti progettuali del P.R.U. in argomento, relativamente al lotto 2a/3, ove previsti interventi privati, subordinandone l efficacia alla valutazioni del Collegio di Vigilanza ed ai conseguenti atti approvativi regionali; Preso atto del parere favorevole espresso, all unanimità, dal Collegio di Vigilanza nella riunione del 15 gennaio 2001 in ordine alla proposta di modifica dell accordo di programma formulata dal comune di Senago con le citate deliberazioni di Giunta municipale n. 187/2000 e di consiglio comunale n. 27/2001; Vista la d.g.r. 14 settembre 2001, n. 7/6101, con la quale è stata approvata l ipotesi di modifica dell accordo di programma approvato con d.p.g.r. 14 marzo 1997, n , localizzato nel comune di Senago (MI), per l attuazione di un Programma di Recupero Urbano (P.R.U.), iniziativa 1T, nell ambito del programma di edilizia residenziale pubblica 1992/95; Considerato che l attuazione della suddetta modifica all accordo di programma comporta l assunzione di variante al vigente piano regolatore del comune di Senago; Visto l art. 81 del d.p.r. 24 luglio 1977, n. 616; Considerato che la presente modifica dell accordo di programma in argomento, qualora venga approvata con le modalità previste dal citato art. 5, comma 3, della l.r. n. 14/93, produce gli effetti delle intese di cui all art. 81 del d.p.r. 24 luglio 1977 n. 616, determinando le conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici, sempre che vi sia l assenso del comune interessato, così come previsto dall art. 6 della l.r. n. 14/93; Preso atto che il testo integrativo dell accordo di programma originario, a seguito dell approvazione con la citata d.g.r. 14 settembre 2001 n. 7/6101 dell ipotesi di modifica all accordo di programma, è stato formalmente sottoscritto dal Sindaco del comune di Senago, in data 16 ottobre 2001; Preso altresì atto che ai sensi e per gli effetti dell art. 34, comma 5, del decreto legislativo n. 267/2000 la sottoscrizione del Sindaco di Senago è stata ratificata dal competente consiglio comunale con deliberazione 29 ottobre 2001, n. 113, esecutiva; Visto il d.p.g.r. n del 9 ottobre 2000 di delega di firma all Assessore delle Opere Pubbliche, Politiche per la casa e Protezione Civile; Dato atto che il presente decreto non è soggetto al controllo ai sensi dell art. 17, comma 32 della legge 15 maggio 1997 n. 127; Decreta Art. 1 di approvare, ai sensi e per gli effetti dell art. 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267 e dell art. 5 della legge regionale 15 maggio 1993 n. 14, la modifica dell accordo di programma già approvato con d.p.g.r. 14 marzo 1997, n , localizzato nel Comune di Senago (MI), per l attuazione di un Programma di Recupero Urbano (P.R.U.), inizia- tiva 1T, nell ambito del programma di edilizia residenziale pubblica 1992/95; Art. 2 di dichiarare la pubblica utilità, indifferibilità e urgenza per le opere oggetto della presente modifica dell accordo di programma; Art. 3 di rendere operativa la variazione dello strumento urbanistico conseguente alla realizzazione delle opere previste nella presente modifica di accordo di programma, per gli effetti delle intese di cui all art. 81 del d.p.r. 616/77, dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia del presente decreto; Art. 4 di disporre la pubblicazione del presente decreto e dell allegato testo integrativo dell accordo di programma sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia, con carattere di massima urgenza. p. il presidente l Assessore alle Opere Pubbliche Politiche per la Casa e Protezione Civile Carlo Lio Allegato «A» Ipotesi di modifica di Accordo di Programma per l attuazione di interventi di edilizia residenziale pubblica Programma 1992/1995 ai sensi dell art. 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, della legge 7 agosto 1990, n. 241 e della legge regionale 15 maggio 1993, n. 14. TRA Regione Lombardia (in seguito denominata Regione) Comune di Senago (in seguito denominato Comune) per l attuazione di un intervento di Edilizia Residenziale Pubblica (E.R.P.) da realizzarsi nel Comune di Senago (MI) mediante un Programma di Recupero Urbano ex art. 11 legge 4 dicembre 1993, n. 493 (di seguito P.R.U.), con i contributi di cui al «Programma di edilizia residenziale pubblica» regionale ex d.c.r. 22 aprile 1998, n. VI/853 Deliberazione C.I.P.E. 16 marzo Oggi 16 ottobre 2001, presso la sede della Regione Lombardia Via F. Filzi n. 22 Milano, sono presenti: per la Regione, l Assessore pro-tempore Carlo Lio, il quale interviene in esecuzione del decreto presidenziale di delega n in data 9 ottobre 2000; per il Comune, il Sindaco pro-tempore, Pogliani Lino; PREMESSO CHE I) con d.p.g.r. n del 14 marzo 1997 pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 12 5º Suppl. Straordinario in data 21 marzo 1997 è stato approvato l Accordo di programma proposto dal Comune di Senago iniziativa 1T sottoscritto in data 24 febbraio 1997, per l attuazione di un intervento di edilizia residenziale pubblica (e.r.p.) mediante un Programma di recupero urbano (PRU) ex art. 11 della legge n. 493/93, con i contributi del programma quadriennale e.r.p. 1992/1995; II) il Comune di Senago con d.g.c. 7 novembre 2000 n. 187 ha approvato la proposta di alcune modifiche esecutive ai contenuti progettuale del PRU in argomento, relativamente al lotto 2a/3, ove previsti interventi privati; III) il Collegio di Vigilanza, riunitosi in data 15 gennaio 2001 ha esaminato la predetta proposta ritenendola migliorativa, e assentendo alla modifica dell iniziativa; IV) il Comune di Senago con propria delibera di Consiglio Comunale n. 27 del 25 gennaio 2001 ha approvato le modifiche esecutive ai contenuti progettuali del PRU; V) la Giunta Regionale, ai sensi dell articolo 5, comma 2, della l.r. 14/93, con deliberazione del 14 settembre 2001, n. 7/6101 ha approvato la suddetta proposta di modifica di A. di P.; Tutto ciò premesso, si conviene e si stipulano le seguenti integrazioni al testo dell Accordo di Programma sottoscritto in data 27 febbraio 1997, come segue: al punto 2.1 Definizione dell intervento, dopo le parole d.c.c. n. 61 del 19 giugno 1996, si aggiunge: «e d.c.c. n. 27 del 25 gennaio 2001» al punto 2.2 Contenuti dell intervento, alla lettera a), dopo le parole Conferenza di Servizi, si aggiunge: «nota prot del 13 novembre 2000, nota prot del 7 febbraio 2001, nota prot del 27 luglio 2001» 372910 dopo il punto 2.2 contenuti dell intervento, alla lettera d) dopo il punto 1) si inserisce il presente punto: 1.1 «entro 30 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia del d.p.g.r. di approvazione delle modifiche all Accordo di Programma sottoscritto in data 27 marzo 1997, a stipulare la convenzione integrativa regolante le modalità di attuazione delle modifiche dell intervento indicate negli allegati alla d.c.c. n. 27 del 25 gennaio 2001» al punto 2.3 Variante urbanistica, alla lettera a), dopo le parole d.c.c. n. 61 del 19 giugno 1996, si aggiunge: «e d.c.c. n. 27 del 25 gennaio 2001» al punto 2.3 Variante urbanistica, alla lettera c), dopo le parole d.c.c. n. 61 del 19 giugno 1996, si aggiunge: «e d.c.c. n. 27 del 25 gennaio 2001» al punto 8 Documenti allegati, in coda all elenco delle note indicate, si aggiunge: «nota prot del 13 novembre 2000, nota prot del 7 febbraio 2001, nota prot del 27 luglio 2001» Milano, li 16 ottobre 2001 L Assessore della Regione Lombardia Il Sindaco del Comune di Senago [BUR ] [2.2.1] D.p.g.r. 13 novembre 2001 n Approvazione, ai sensi dell art. 9 della l.r. 9/99 e dell art. 34 del d.lgs. n. 267 del 18 agosto 2000, del Programma Integrato di Intervento finalizzato al restauro conservativo e recupero funzionale delle «Cascine del Quiquio», o- pere viabilistiche e sistemazione delle aree esterne di pertinenza dell Eremo di Santa Caterina del Sasso, situate in comune di Leggiuno (VA) IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LOMBARDIA Visto l art. 34 del d.lgs. n. 267 del 18 agosto 2000 «Testo unico delle leggi sull ordinamento degli Enti Locali»; Vista la legge regionale 15 maggio 1993, n. 14 «Disciplina delle procedure per gli Accordi di Programma»; Vista la legge regionale 12 aprile 1999, n. 9 «Disciplina dei Programmi Integrati di Intervento»; Richiamato, in particolare, l art. 9 della citata legge regionale 9/99 che prevede, per l approvazione di Programmi Integrati di Intervento comportanti variante agli strumenti urbanistici vigenti o la partecipazione di più soggetti pubblici e privati, la promozione da parte del Sindaco della procedura dell Accordo di Programma ai sensi dell art. 34 del d.lgs. n. 267 del 18 agosto 2000 «Testo unico sugli Enti Locali»; Vista la nota n del 28 settembre 2000 con la quale il Sindaco del comune di Leggiuno, a seguito della deliberazione di consiglio comunale n. 42 del 14 settembre 2000, ha promosso l avvio della procedura di un Accordo di Programma con la Regione Lombardia relativo all approvazione del Programma Integrato di Intervento finalizzato al restauro conservativo e recupero funzionale delle «Cascine del Quiquio», opere viabilistiche e sistemazione delle aree esterne di pertinenza dell Eremo di Santa Caterina del Sasso, situate in comune di Leggiuno; Visto il protocollo d intesa sottoscritto in data 21 luglio 2000, tra il comune di Leggiuno e la provincia di Varese, con il quale entrambi gli Enti definiscono i relativi impegni; Vista la deliberazione di Giunta regionale n. 7/2465 dell 1 dicembre 2000, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 52 del 27 dicembre 2000, con la quale la Regione Lombardia ha deliberato le modalità di partecipazione della Regione alla Conferenza dei rappresentanti delle Amministrazioni interessate alla conclusione dell Accordo di Programma finalizzato al restauro conservativo e recupero funzionale delle «Cascine del Quiquio», opere viabilistiche e sistemazione delle aree esterne di pertinenza dell Eremo di Santa Caterina del Sasso, situate in comune di Leggiuno; Visto il d.p.g.r. n del 9 ottobre 2000 con la quale l assessore regionale al territorio e urbanistica è stato delegato allo svolgimento degli adempimenti del Presidente della Giunta regionale ed alla sottoscrizione degli atti conseguenti per l approvazione di Programmi Integrati di Intervento attivati ai sensi della l.r. 9/99; Vista la deliberazione di Giunta regionale n. 7/5764 del 27 luglio 2001 con la quale la Regione Lombardia ha approvato l ipotesi di Accordo finalizzato all approvazione del Programma Integrato di Intervento avente ad oggetto interventi di restauro conservativo e recupero funzionale delle «Cascine del Quiquio», opere viabilistiche e sistemazione delle aree esterne di pertinenza dell Eremo di Santa Caterina del Sasso, situate in comune di Leggiuno; Rilevato, che in data 13 settembre 2001, l assessore al territorio e urbanistica della Regione Lombardia, l assessore all urbanistica della provincia di Varese e il sindaco del comune di Leggiuno, hanno sottoscritto l Accordo di Programma a- vente ad oggetto il Programma Integrato di Intervento finalizzato al restauro conservativo e recupero funzionale delle «Cascine del Quiquio», opere viabilistiche e sistemazione delle aree esterne di pertinenza dell Eremo di Santa Caterina del Sasso, situate in comune di Leggiuno; Considerato che il consiglio comunale di Leggiuno, con deliberazione n. 27 del 24 settembre 2001, ha ratificato l adesione del sindaco all Accordo di Programma ai sensi dell art. 34 del d.lgs. n. 267 del 18 agosto 2000; Dato atto che nell Accordo di Programma è stabilito che, a seguito della ratifica dell adesione del sindaco del comune di Leggiuno, l Accordo sarebbe stato approvato con decreto del Presidente della Regione Lombardia ai sensi dell art. 34 del d.lgs. n. 267 del 18 agosto 2000; Considerato che, ai sensi dell art. 34 del d.lgs. n. 267 del 18 agosto 2000 il presente provvedimento produce gli effetti di cui all art. 81 del d.p.r. 24 luglio 1977 n. 616, determinando le conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici; Considerato che, ai sensi dell art. 34 del d.lgs. n. 267 del 18 agosto 2000, il presente provvedimento comporta la dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità ed urgenza delle opere pubbliche previste; Dato atto che il presente provvedimento non è soggetto a controllo ai sensi dell art. 17, comma 32 della legge 15 maggio 1997, n. 127; Decreta 1. di approvare, ai sensi dell art. 9 della l.r. 9/99 e per gli effetti di cui all art. 34 del d.lgs. n. 267 del 18 agosto 2000, l Accordo di Programma sottoscritto a Milano in data 13 settembre 2001 dall assessore al territorio e urbanistica della Regione Lombardia, dall assessore della provincia di Varese e dal sindaco del comune di Leggiuno, avente ad oggetto il Programma Integrato di Intervento finalizzato al restauro conservativo e recupero funzionale delle «Cascine del Quiquio», opere viabilistiche e sistemazione delle aree esterne di pertinenza dell Eremo di Santa Caterina del Sasso, situate in comune di Leggiuno; nel testo allegato che costituisce parte integrante del presente accordo (omissis), dando contestualmente atto che i relativi allegati sono conservati in copia originale presso l Unità Organizzativa Piani e Programma Urbanistici, Direzione Generale Territorio e Urbanistica; 2. di disporre ai sensi dell art. 6 della l.r. 14/1993 la pubblicazione del presente decreto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia. p. il Presidente l assessore al territorio e urbanistica: Alessandro Moneta [BUR ] [3.1.0] D.p.g.r. 22 novembre 2001 n Approvazione modifiche statutarie dell Associazione Volontaria di Pronto Soccorso Onlus «Croce D Oro», con sede a Milano Iscrizione nel registro regionale delle persone giuridiche private ai sensi degli artt. 4 e 11, comma 1 del Regolamento regionale 2/2001 IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE Omissis Decreta 1. di approvare, per le motivazioni sopra riportate, e di i- scrivere ai sensi degli artt. 4 e 11 comma 1, del Regolamento regionale di istituzione del registro delle persone giuridiche private n. 2 del 2 aprile 2001, le modifiche dello statuto dell Associazione Volontaria di Pronto Soccorso Onlus denominata Croce D Oro con sede in Milano via Mincio n. 23, composto di n. 34 articoli, nella stesura di cui all allegato atto pubblico dell 11 aprile 2001 n di rep. e n di racc. a rogito del dr. Francesco Saverio Russo notaio in Sant Angelo Lodigiano, registrato a Lodi il 30 aprile 2001, atto 373011 che costituisce parte integrante e sostanziale del presente provvedimento (omissis); 2. di disporre la comunicazione del presente atto alla Camera di Commercio di Milano per gli adempimenti conseguenti; 3. di notificare il presente decreto alla persona giuridica privata; 4. di disporne la pubblicazione per estratto sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia. Roberto Formigoni C) DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE [BUR ] [5.3.5] D.g.r. 11 maggio 2001 n. 7/4580 Ditta Ecoter s.p.a. Ecologia del Territorio con sede legale in via Quintino Sella 4 Milano Approvazione del progetto e autorizzazione alla realizzazione e all esercizio delle operazioni di messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali non pericolosi effettuati presso l impianto sito in Nerviano con accesso da via Appiani c/o Cava del Sempione Artt. 27 e 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e art. 15 del d.p.r. 203/88 LA GIUNTA REGIONALE Omissis Delibera 1. di approvare il progetto e autorizzare la ditta Ecoter s.p.a., con sede legale in Milano, via Quintino Sella 4, alla realizzazione e all esercizio di un impianto di messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali non pericolosi da ubicarsi in comune di Nerviano (MI) con accesso da via Appiani c/o Cava del Sempione, alle condizioni e con le prescrizioni di cui agli allegati A e B,che costituiscono parte integrante del presente provvedimento; 2. di far presente che, ai sensi del 3º comma dell art. 28 d.lgs. 22/97, l autorizzazione ha la durata di cinque anni dalla data di approvazione del presente atto e che la relativa istanza di rinnovo deve essere presentata entro centottanta giorni dalla scadenza della stessa autorizzazione; 3. di disporre che la ditta Ecoter s.p.a., avvii l esercizio delle operazioni di smaltimento e/o recupero previo accertamento da parte della provincia di Milano degli interventi realizzati; a tal fine, l avvenuta ultimazione dei lavori per ciascuna area che entri in esercizio deve essere comunicata alla provincia stessa, che, entro i successivi 30 giorni, ne accerta e ne dichiara la congruità, fermo restando che, qualora tale termine sia trascorso senza riscontro, l esercizio può essere avviato; 4. di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a revoca ai sensi dell art. 9 della l.r. 94/80 e dell art. 28 del d.lgs. 22/97, ovvero a modifica ove risulti pericolosità o dannosità dell attività esercitata o nei casi di accertate violazioni del provvedimento stesso, fermo restando che la ditta è tenuta ad adeguarsi alle disposizioni, anche regionali, più restrittive che dovessero essere emanate; 5. di far presente che l attività di controllo è esercitata, ai sensi dell art. 11 della l.r. 94/80 e dell art. 20 del d.lgs. 22/97, dalla provincia di Milano, cui compete in particolare accertare che la ditta ottemperi alle disposizioni della presente deliberazione, nonché adottare, se del caso, i provvedimenti ai sensi dell art. 28 del d.lgs. 22/97, dell art. 10 della l.r. 94/80 e dell art. 16 del r.r. 3/82; 6. di disporre che, in fase di realizzazione e di esercizio, le varianti progettuali finalizzate a modifiche operative e gestionali migliorative, che mantengano la potenzialità ed i principi del processo impiantistico approvato e non modifichino la quantità e le tipologie dei rifiuti autorizzati, siano esaminate dalla provincia di Milano, che rilascia, in caso di esito favorevole dell istruttoria, un nulla-osta alla loro realizzazione, informandone la regione ed il comune dove ha sede l impianto; 7. di dare atto che sono fatte salve le autorizzazioni e le prescrizioni stabilite da altre unità organizzative della giunta regionale, nonché le disposizioni e le direttive vigenti, per quanto non previsto dal presente atto; 8. di far presente che il presente atto produce gli effetti del 5º comma dell art. 27 del d.lgs. 22/97, ed in particolare sostituisce sotto ogni profilo la concessione edilizia comunale ex legge 10/77 fatti salvi gli eventuali oneri di urbanizzazione, così come definito dalla circolare esplicativa n del 14 luglio 1998, pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 36 III supplemento straordinario del 10 settembre 1998; 9. di determinare in L (C ,10) l ammontare totale della fidejussione che la Ecoter s.p.a. deve prestare a favore della regione Lombardia ed è relativo a: messa in riserva di mc di rifiuti speciali non pericolosi, pari a L (C ,07); recupero per una potenzialità annua pari a tonnellate, pari a L (C ,81); deposito preliminare di 60 mc di rifiuti speciali non pericolosi, pari a L (C 9.296,22); 373112 la fidejussione deve essere prestata e accettata in conformità con quanto stabilito dalla d.g.r. n. 6/45274 del 24 settembre 1999; 10. di disporre che, ai fini degli adempimenti di cui al punto 9, il presente atto venga comunicato a mezzo raccomandata a/r al soggetto interessato, trasmettendone copia alla provincia di Milano ed al comune di Nerviano; 11. di dare atto che la mancata presentazione della fidejussione di cui al punto 9, entro il termine di 90 giorni dalla data di comunicazione del presente provvedimento, ovvero la difformità della stessa all allegato A alla d.g.r del 24 settembre 1999, comporta la revoca del provvedimento stesso come previsto con d.g.r. n /99, come integrata dalla d.g.r. n del 4 febbraio 2000; 12. di stabilire che l efficacia del presente atto decorre dalla data di ricevimento della copia conforme trasmessa al soggetto interessato, a mezzo di raccomandata a/r, subordinatamente all accettazione della fidejussione di cui al punto 9, nonché all acquisizione della comunicazione del comune di Nerviano dell avvenuta sottoscrizione della convenzione, così come stabilito nelle considerazioni conclusive della conferenza dell 1 giugno Il segretario: Sala Contro il presente provvedimento può essere presentato ricorso giurisdizionale al T.A.R. entro 60 giorni dalla data della sua prima comunicazione ovvero ricorso straordinario al presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla stessa data. Allegato A Ditta: Ecoter s.p.a. Sede legale: Milano via Quintino Sella 4 Sede impianto: Nerviano (MI) con accesso da via Appiani c/o Cava del Sempione 1. Descrizione dell impianto 1.1 L area su cui insiste l impianto è contraddistinta dai mappali n. 30, 66, 67, 68, 69, 110, 112, 230, 384, 385 del foglio n. 1 del comune di Nerviano, in zona classificata dal P.R.G. vigente come: aree per attrezzature pubbliche di interesse generale «F»; parte zone in uso all agricoltura «E»; parte limite del rispetto lungo le strade primarie; parte a strade di previsione ed esistenti da potenziare variante 89 e parte a strade esistenti; e che tuttavia l approvazione del progetto dell impianto costituisce ai sensi dell art. 27, comma 5º del d.lgs. 22/97, variante temporanea allo strumento urbanistico comunale; 1.2 il sito in disponibilità della ditta Ecoter s.p.a. ha una superficie complessiva pari a mq, di cui mq destinata all attività di trattamento degli inerti, mentre la rimanente parte, pari a mq sarà destinata a verde; 1.3 non esistono pozzi pubblici di acque destinate al consumo umano nel raggio di 200 m dall impianto; 1.4 l attività della ditta riguarda l esercizio delle operazioni di messa in riserva, selezione frantumazione, e recupero di materiali inerti provenienti da demolizioni stradali, edilizie, e da escavazioni. Il quantitativo annuo autorizzato di rifiuti speciali non pericolosi da sottoporre alle operazioni di selezione, frantumazione e recupero è pari a tonnellate. Il quantitativo massimo dei rifiuti stoccati prima del trattamento è pari a mc, mentre il quantitativo massimo dei rifiuti da destinare allo smaltimento definitivo è pari a 60 mc; 1.5 l impianto è autorizzato a ritirare, stoccare trattare e/o recuperare, secondo le specifiche e/o zone ed i quantitativi sotto riportati, i seguenti rifiuti speciali non pericolosi, provenienti da demolizioni di fabbricati, costruzioni sotterranee, scavi di fondazione, così catalogati come da CER: , , , , , , , , , , , , , (ad esclusione delle terre provenienti da bonifica da terreni contaminati ai sensi dell art. 17 del d.lgs. 22/97) , , , , Relativamente ai cod. generici terminanti in..99 ed al cod , si possono accettare solo se rispettano l eluato dell all. III del d.m. 5 febbraio la potenzialità dell impianto di frantumazione è pari a 50 mc/h pari a circa 75 t/h (8 ore/die 250 gg.) Gli elementi fondamentali dell unità di trattamento sono: tramoggia di alimentazione, e da alimentatore del tipo a carrello, prima vagliatura mediante vibrovaglio sgrossatore per separare la frazione terrosa e i materiali fini, frantumazione, costituita da mulino a urto in cui si realizza la demolizione del materiale grossolano ed il distacco delle parti eterogenee (legno, ferro), seguita da estrattore a carrello orizzontale, depolverazione del materiale frantumato, tramite tunnel costituente camera di calma e apparecchiatura di abbattimento delle polveri, deferrizzazione in due stadi mediante elettrocalamita e separatore a magneti permanenti per la estrazione delle parti ferrose grossolane e fini, vagliatura in vaglio vibrante a più piani per la separazione delle parti leggere (carta, legno, plastica) e delle parti grossolane (dimensioni >70 mm) dalla frazione inerte che verrà classificata in tre granulometrie: 0-30 mm, mm, 0-70 mm; vagliatura del materiale (0-30 mm) mediante vaglio vibrante a più piani per la ulteriore classificazione nelle granulometrie 0-6 nn, 6-15 mm, mm, nastri di trasporto colleganti le varie apparecchiature di lavoro ed i cumuli di stoccaggio e relative incastellature di sostegno, contenitori metallici per i materiali da avviare ad altre lavorazioni o a discarica, box per la sala quadri e la consolle per il comando e il controllo dell impianto, quadro sinottico per la visualizzazione dell unità di trattamento con led di segnalazione di funzionamento delle singole macchine; , , , , , , , poiché ritenuti non compatibili con il reimpiego richiesto; 1.8 la ditta ha dichiarato di rinunciare ai rifiuti provenienti dai cicli industriali, come dichiarato durante la conferenza dell 1 giugno 2000: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , (lim. a rottami di vetro purché rispettino l eluato dell all. III del d.m. 5 febbraio 1998). 2. Prescrizioni 2.1 L impianto deve essere realizzato e gestito nel rispetto delle indicazioni contenute nel progetto definitivo approvato con il presente provvedimento, e per quanto non diversamente stabilito dal presente atto, ed in particolare la ditta dovrà ottemperare a quanto disposto dal decreto del direttore generale dell urbanistica n. F/52308 del 24 dicembre 1999; 2.2 prima della ricezione dei rifiti all impianto, la ditta deve verificare l accettabilità degli stessi mediante acquisizione di idonea certificazione riportante le caratteristiche chimico fisiche dei rifiuti in oggetto (formulario di identificazione e/o risultanze analitiche e/o dichiarazione del produttore). Tale operazione deve essere eseguita per ogni conferimento di partite di rifiuti ad eccezione di quelli che provengono continuativamente da un ciclo tecnologico ben definito, in tale caso la verifica dovrà essere almeno semestrale. 2.3 non possono essere ritirati rifiuti putrescibili e/o maleodoranti; 2.3 le operazioni di stoccaggio dei rifiuti devono essere effettuate senza pericolo per la salute dell uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero arrecare pregiudizio all ambiente ed in particolare: senza causare inconvenienti da rumori o odori; senza determinare rischi per l acqua, l aria, il suolo e per la fauna e la flora, senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse tutelati in base alla normativa vigente; 2.5 le aree utilizzate per lo stoccaggio dei rifiuti dovranno essere adeguatamente contrassegnate al fine di rendere nota la natura e la pericolosità dei rifiuti, dovranno inoltre essere apposte tabelle che riportino le norme di comportamento del personale addetto alle operazioni di stoccaggio; 2.6 le aree interessate dalla movimentazione, dalle attrezzature, compresi i macchinari per l adeguamento volumetrico, e dalle soste operative dei mezzi che intervengono a qualsiasi titolo sul rifiuto devono essere realizzate in modo tale da 373213 garantire la salvaguardia delle acque di falda e da facilitare la ripresa di possibili sversamenti; 2.7 la gestione dei rifiuti dovrà essere effettuata da personale, edotto sul rischio rappresentato dalla movimentazione dei rifiuti, informato della pericolosità degli stessi e dotato di idonee protezioni atte ad evitarne il contatto diretto e l inalazione; 2.8 lo stoccaggio dovrà essere realizzato mantenendo la separazione dei rifiuti per tipologie omogenee; 2.9 i contenitori dei rifiuti devono essere opportunamente contrassegnati con etichette o targhe riportanti la sigla di i- dentificazione che deve essere utilizzata per la compilazione dei registri di carico e scarico; 2.10 i cumuli di rifiuti devono essere protetti, ove allo stato polverulento, dall azione del vento; le aree ad essi dedicate devono inoltre possedere adeguati requisiti di resistenza in relazione alle caratteristiche di pericolosità dei rifiuti stoccati; 2.11 i rifiuti in uscita dall impianto, accompagnati dal formulario di identificazione, devono essere conferiti a soggetti autorizzati per lo smaltimento finale o il recupero, escludendo ulteriori passaggi ad impianti di stoccaggio, se non collegati agli impianti di smaltimento di cui ai punti da D1 a D4 dell allegato B al d.lgs. 22/1997. I materiali selezionati e non direttamente recuperati dovranno essere avviati ad impianti che ne effettuano il recupero in sostituzione di altre materie prime. Gli stessi devono avere caratteristiche merceologiche equivalenti o conformi alla normativa tecnica del settore di riutilizzo; 2.12 i registri di carico e scarico devono essere tenuti in conformità a quanto stabilito dall art. 12 del d.lgs. 22/97, nel rispetto delle prescrizioni emanate dal competente ente gestore del catasto; 2.13 ogni variazione del nominativo del direttore tecnico responsabile dell impianto e eventuali cambiamenti delle condizioni dichiarate devono essere tempestivamente comunicate alla regione, alla provincia e al comune territorialmente competenti per territorio; 2.14 gli scarichi idrici decadenti dall insediamento, compresi quelli costituiti dalle acque meteoriche, devono essere conformi alla disciplina stabilita dal d.lgs. 11 maggio 1999, n. 152 e dalla l.r. 27 maggio 1985, n. 62, e loro successive modifiche ed integrazioni e comunque autorizzati dall autorità competente in materia. Qualora l impianto non fosse collettato alla fognatura le acque di risulta dei processi e le acque di prima pioggia devono essere smentite come rifiuti speciali; 3. Piani 3.1 Piano di ripristino e recupero ambientale. Il soggetto autorizzato dovrà provvedere al ripristino finale dell area in caso di chiusura dell attività autorizzata. Il ripristino dell area ove insiste l impianto, deve essere effettuato in accordo con le previsioni contenute nello strumento urbanistico vigente. Le modalità esecutive del ripristino finale e del recupero ambientale dovranno essere attuate previo nulla osta della provincia territorialmente competente, fermi restando gli obblighi derivanti dalle vigenti normative in materia. Alla provincia stessa è demandata la verifica dell avvenuto ripristino ambientale da certificarsi al fine del successivo svincolo della garanzia fidejussoria. 3.2 Piano di emergenza. Il soggetto autorizzato deve altresì provvedere alla predisposizione di un piano di emergenza e fissare gli adempimenti connessi in relazione agli obblighi derivanti dalle disposizioni di competenza dei vigili del fuoco e di altri organismi. Allegato B 0. Indice 1. Identificazione della ditta 2. Prodotti, materie prime 3. Descrizione impianto 4. Emissioni ed impianti di abbattimento 5. Prescrizioni specifiche 6. Scheda delle prescrizioni di carattere generale 1. Identificazione della ditta Ragione sociale: Ecoter s.r.l. Sede legale: via Quintino Sella, 4 Milano Indirizzo: via Appiano c/o Cava del Sempione Nerviano (MI) Settore di appartenenza: servizi tecnologici Fasc.: 28990/45280 La ditta chiede di essere autorizzata alla costruzione di un impianto destinato alla attività dimessa a riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti speciali non pericolosi. Il parere sindacale, espresso ai sensi dell art. 7 del d.p.r. n. 203/88 dal comune di Nerviano, è negativo, in quanto il sito produttivo verrebbe collocato in zona ad uso agricolo «E», destinata, secondo le N.T.A. del vigente P.R.G. ad attività e- sclusivamente pertinenti la conduzione agricola, con volumetria riferita alla sola residenza annessa non superiore a 0,03 m 3 /m 2 come previsto dalla l.r. n. 51 del 15 aprile Produzione, materie prime Tipologia del rifiuto I rifiuti ritirabili sono classificati in codici CER e riferibili alle categorie degli inerti (materiali edili di risulta dalle demolizioni). Per approfondimenti vedi allegato A. Quantitativi di rifiuti trattati L impianto è dimensionato per la lavorazione di 75 t/h di rifiuti con una potenzialità massima di t/anno di materiale in ingresso. Per approfondimenti vedi allegato A. Prodotti 1. I prodotti al termine del processo sono finalizzati ad un riciclo nelle grandi opere infrastrutturali (es.: opere stradali, ecc.) Per approfondimenti vedi allegato A. Sostanze in deposito Il quantitativo massimo di sostanze stoccate prima del trattamento è di m 3. Per approfondimenti vedi allegato A. 3. Descrizione dell impianto L impianto di selezione e frantumazione è costituito dalle seguenti strutture: 1 tramoggia di carico 2 frantumatori 1 abbattitore polveri 2 cabine di selezione 1 vagliatore grossolano 2 deferrizzatori magnetici nastri trasportatori contenitori metallici/box strutture accessorie Per approfondimenti vedi allegato A. Fasi lavorative: conferimento materiale in ingresso preselezione frantumazione deferrizzazione a 2 stadi vibrovagliatura a più piani vagliatura fine stoccaggio del rifiuto trattato Per approfondimenti vedi allegato A. 4. Emissioni ed impianti di abbattimento E1 provenienza: vibrovagliatura portata massima (Nm 3 /h): 535 durata emissione (h/die): 8 frequenza dell emissione (gg/sett): costante temperatura (º C): 22 inquinanti: polveri concentrazioni inquinanti (mg/nm 3 ): 3 altezza dell emissione (m): 9.5 sezione/diametro emissione (mm): 500 impianto di abbattimento: camera di calma in tessuto juta abbinato a ugelli spruzzatori Tipo: camera di calma in tessuto Tipologia materiale: juta 373314 Portata (Nm 3 /h): 535 Metodo di pulizia: // 5. Prescrizioni specifiche ATTIVITÀ DI TRATTAMENTO E STOCCAGGIO MATERIALI INERTI Descrizione attività: Stoccaggio, movimentazione, frantumazione e riciclaggio di materiali lapidei ed inerti in genere provenienti da: Materiali provenienti dall attività estrattiva, cave, limi e limi sabbiosi o argillosi provenienti dal lavaggio degli inerti di cava, ciottoli di dimensioni eccedenti non commercializzabili; Materiali di risulta da scavi e sbancamenti (terre, sassi, pietra, ghiaia, sabbia); Demolizioni edilizie, industriali e ripristini ambientali (laterizi e calcestruzzi armati e non, intonaci, esenti da a- mianto); Rimozione di platee o fondazioni stradali non riciclabili nella bitumatura; Sottoprodotti e scarti delle industrie del cemento, della ceramica e del cotto, dei manufatti prefabbricati; Sfridi provenienti dalla lavorazione del marmo e del granito; Scorie, terre e sabbie di fonderia; Materiali assimilabili a quelli precedentemente descritti. Tutte le materie prime utilizzate devono essere esenti da amianto o altre sostanze pericolose o ritenute tali dalle normative vigenti. Ciclo tecnologico tipo: Sommaria descrizione: Accumulo delle materie prime; Cernita dei materiali estranei (legno e plastica); Frantumazione, riduzione volumetrica; Deferrizzazione; Vagliatura; Accumulo del prodotto finito. Emissioni ed impianti di contenimento delle emissioni: Le emissioni in atmosfera, costituite da polveri, sono prodotte in tutte le fasi del ciclo produttivo, e principalmente nella movimentazione dei materiali, nella frantumazione e nella vagliatura. Prescrizioni relative alle emissioni ed agli impianti di abbattimento: Emissioni di polveri nella manipolazione, lavorazione, trasporto, carico e scarico, stoccaggio di prodotti polverulenti: Si applica quanto previsto dall allegato 6 del d.m. 12 luglio 1990, e più precisamente la ditta dovrà attenersi a quanto segue: a) Manipolazione e produzione di sostanze polverulente (allegato 6, punto 6.2 del d.m. 12 luglio 1990) Le macchine, gli apparecchi e le altre attrezzature, usate per la preparazione o produzione (ad es. frantumazione, cernita, vagliatura, miscelazione, riscaldamento, raffreddamento, pellettizzazione, bricchettazione) di sostanze polverulente devono essere incapsulate. Se non è possibile ottenere una tenuta di polvere ermetica, soprattutto nei punti di introduzione, estrazione e trasferimento, le emissioni contenenti polveri devono essere convogliate ad un impianto di depolverazione. Qualora venga utilizzato un impianto di depolverazione a mezzo filtrante (filtri a maniche o tasche) o ad umido (torre di lavaggio, scrubber), dovrà essere rispettato, all emissione, il valore limite di 20 mg/m 3, ed il quantitativo orario di inquinante emesso non dovrà essere superiore a 0,5 kg/h per ogni punto di emissione. In alternativa al convogliamento dell emissione ed al successivo abbattimento, potrà essere utilizzato, in tutti i casi in cui le caratteristiche del materiale trattato lo consentano (ad es. materiali provenienti da cava o comunque ad alto tasso di umidità naturale ed esenti da calce o cemento), un sistema di nebulizzazione di acqua. Gli ugelli nebulizzatori, in numero adeguato, dovranno essere posti in tal caso nei punti di introduzione, estrazione e trasferimento dei materiali. Il sistema adottato (gruppo filtrante o gruppo di nebulizzatori), dovrà in ogni caso garantire un contenimento adeguato della polverosità. Il sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, potrà comunque ritenere non sufficiente l adozione di sistemi di ugelli nebulizzatori, e richiedere l impiego di sistemi di depolverazione a mezzo filtrante o ad umido. b) Trasporto, carico e scarico delle sostanze polverulente (allegato 6, punto 6.3 del d.m. 12 luglio 1990): Per il trasporto di sostanze polverulente devono essere utilizzati dispositivi (nastri trasportatori) chiusi. Se non è possibile l incapsulamento, o è possibile realizzarlo solo parzialmente, le emissioni contenenti polveri devono essere convogliate ad una apparecchiatura di depolverazione. In alternativa, potrà essere utilizzato un sistema di trasporto progettato in modo da garantire la concavità del nastro, che dovrà essere dotato di sponde antivento alte almeno 300 mm. I punti di discontinuità tra i nastri trasportatori devono essere provvisti di cuffie di protezione o, qualora la qualità dei materiali trattati lo consenta, di dispositivi di nebulizzazione di acqua. L altezza di caduta dei materiali deve essere mantenuta a- deguata, possibilmente in modo automatico. Qualora ciò non sia possibile, dovranno essere previsti sistemi alternativi atti a limitare la diffusione di polveri (ad es. nebulizzazione di acqua qualora la qualità dei materiali trattati lo consenta). Nel caso in cui venga utilizzato un impianto di depolverazione a mezzo filtrante (filtri a maniche o tasche) o ad umido (torre di lavaggio, scrubber), dovrà essere rispettato, all emissione, il valore limite di 20 mg/n 3, ed il quantitativo orario di inquinante emesso non dovrà essere superiore a 0,5 kg/h per ogni punto di emissione. Le strade ed i piazzali devono essere realizzati in modo tale da non dare accumulo e sollevamento di polveri a seguito di passaggi di veicoli o in presenza di eventi meteorologici sfavorevoli (ad esempio: umidificazione costante, asfaltatura o altri tipi di pavimentazione). c) Operazioni di magazzinaggio di materiali polverulenti (allegato 6, punto 6.4 e punto 6.5 del d.m. 12 luglio 1990): Per il magazzinaggio di materiali polverulenti, devono essere prese in considerazione le seguenti misure: a) stoccaggio in silos; b) copertura superiore e su tutti i lati del cumulo di materiali sfusi, incluse tutte le attrezzature ausiliarie; c) copertura della superficie, ad es. con stuoie; d) manti erbosi; e) costruzione di terrapieni coperti di verde, piantagioni e barriere frangivento; f) provvedere a mantenere costantemente una sufficiente umidità superficiale. Le misura sopra descritte devono essere attuate compatibilmente con le esigenze specifiche degli impianti, scegliendo adeguatamente quelle più appropriate che comunque devono risultare efficaci. Nel caso di materiali ad alta percentuale di umidità (materiali provenienti da cava), non è necessario adottare una delle misure di cui alle lettere a), b) o c), ma le soluzioni possono essere scelte tra quelle descritte alle lettere successive. Il sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, potrà richiedere, qualora lo ritenga necessario, l adozione specifica di una o più misure scelte tra quelle sopra indicate. SISTEMI DI CONTROLLO E CRITERI DI MANUTENZIONE I sistemi di abbattimento connessi alle operazioni di abbattimento delle polveri serviti da sistemi di aspirazione, se presenti, dovranno essere dotati di pressostato differenziale a tacitazione impedita, per il controllo dell efficienza della filtrazione. Relativamente agli impianti finalizzati al controllo delle e- missioni di polveri, dovrà essere redatto un calendario di manutenzioni programmate che tenga conto delle prescrizioni dei costruttori delle apparecchiature. Dovranno essere in ogni caso assicurati i controlli dei motori dei ventilatori, delle pompe e degli organi di trasmissione (cinghie, pulegge, cuscinetti, ecc.) al servizio dei sistemi di estrazione e depurazione dell aria. Le operazioni di manutenzione dovranno essere riportate su apposito registro con la relativa data di effettuazione; tale 373415 registro dovrà essere tenuto a disposizione delle autorità preposte al controllo. Dovrà inoltre essere rispettato quanto imposto da: art. 3.4 d.p.r. 322/71 «Lo scarico liquido degli impianti di abbattimento funzionanti secondo un ciclo ad umido deve essere conforme alle norme vigenti». art. 4.4 d.p.r. 322/71 «Qualunque interruzione nell esercizio degli impianti di abbattimento deve comportare la fermata delle operazioni ad essi collegate. Il ciclo può essere riattivato solo dopo la rimessa in esercizio del sistema di abbattimento posto a presidio delle emissioni». MESSA INESERCIZIO ED A REGIME La ditta dovrà comunicare alla regione Lombardia la data di messa in esercizio degli impianti con un anticipo di almeno 15 gg. Il termina per la messa a regime degli impianti è fissato in 90 gg. a partire dalla data della messa in esercizio degli stessi. Entro tale termine la ditta dovrà precisare quali misure intende adottare per il contenimento delle polveri ed inviare alla regione Lombardia una relazione tecnica atta a dimostrare l efficacia delle scelte operate. CONTROLLO EMISSIONI La regione Lombardia si riserva la facoltà di valutare i criteri e le misure scelte dalla ditta per il contenimento delle emissioni e di procedere, qualora necessario, con ulteriori prescrizioni. Le analisi di controllo dei punti di emissione, qualora necessarie in quanto applicabili valori limite in concentrazione, dovranno successivamente essere eseguite con cadenza triennale a partire dalla data di messa in esercizio dell attività, ed i risultati dovranno essere trasmessi alla regione Lombardia ed agli enti preposti al controllo. Le misurazioni degli inquinanti dovranno essere effettuate adottando le metodologie di campionamento e di analisi previste dall allegato 4 del d.m. 12 luglio 1990, ovvero le metodologie UNICHIM o altri metodi equivalenti concordati con il responsabile del servizio di rilevamento territorialmente competente. L accesso ai punti di prelievo dovrà essere a norma di sicurezza (d.p.r. 547/55). I condotti di adduzione e di scarico nonché i punti di campionamento dovranno essere disposti a norma di legge (art. 3.6 d.p.r. 322/71 «i condotti di adduzione e di scarico degli impianti di abbattimento devono essere provvisti di fori di diametro 100 mm. per il campionamento analitico»). I punti di emissione dovranno essere chiaramente identificati mediante apposizione di idonee segnalazioni. (documento approvato dal CRIAL nella seduta del 25 febbraio 1998). [BUR ] [5.3.5] D.g.r. 22 giugno 2001 n. 7/5252 Ditta C.R.E. s.r.l. via Boccaccio, n. 7 Milano Ampliamento quantitativo dell autorizzazione di cui alle d.d.g.r. n. 6/38554 del 25 settembre 1998 e n. 6/45505 dell 8 ottobre 1999, riguardante l esercizio delle operazioni di messa in riserva di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da terzi e loro riutilizzo in agricoltura Impianto sito in Maccastorna (LO) Art. 28 del d.lgs. n. 22/97, art. 6 del d.lgs. n. 99/92 LA GIUNTA REGIONALE Omissis Delibera 1. di autorizzare la ditta C.R.E. s.r.l. con sede legale in via Boccaccio 7 Milano ed impianto in Maccastorna (LO), all ampliamento quantitativo dei rifiuti destinati alla messa in riserva ed al riutilizzo a beneficio dell agricoltura di cui alle d.d.g.r. n. 6/38554 del 25 settembre 1998 e n. 6/45505 dell 8 ottobre 1999, ai sensi dell art. 28 del d.lgs. 22/97 e dell art. 6 del d.lgs. 99/92, con sede legale in via Boccaccio, 7 Milano, alle condizioni e con le prescrizioni di cui all allegato A, che costituisce parte integrante del presente atto; 2. di stabilire che l allegato A della presente delibera sostituisce integralmente quelli approvati con d.g.r. n. 5/38554/98 e 6/45505/99; 3. di precisare che la data di scadenza della presente autorizzazione rimane invariata rispetto a quella fissata con d.g.r. n. 6/38554 del 25 settembre 1998, e fissata al 25 settembre 2003; 4. di far presente che, ai sensi del 3º comma del art. 28 d.lgs. 22/97, l istanza di rinnovo deve essere presentata entro centottanta giorni dalla scadenza dell autorizzazione di cui alla d.g.r. n. 6/38554 del 25 settembre 1998; 5. di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a revoca ai sensi dell art. 9 della l.r. 94/80 e dell art. 28 del d.lgs. 22/90, ovvero a modifica ove risulti pericolosità o dannosità dell attività esercitata o nei casi di accertate violazioni del provvedimento stesso, fermo restando che la ditta è tenuta ad adeguarsi alle disposizioni, anche regionali, più restrittive che dovessero essere emanate; 6. che l attività di controllo è esercitata, ai sensi dell art. 11 della l.r. 94/80 e dell art. 20 del d.lgs. 22/97, dalla provincia di Lodi a cui compete in particolare accertare che la ditta ottemperi alle disposizioni della presente deliberazione, nonché ai sensi dell art. 10 della l.r. 94/80 e dell art. 16 del r.r. 3/82; 7. che, in fase di esercizio, le varianti progettuali finalizzate a modifiche operative e gestionali migliorative, che mantengono la potenzialità ed i principi del processo impiantistico approvato e non modificano la quantità e le tipologie dei rifiuti autorizzati, siano esaminate dalla provincia di Lodi, che rilascia, in caso di esito favorevole dell istruttoria, il nullaosta alla loro realizzazione, informandone la regione ed il comune dove ha sede l impianto; 8. di dare atto che sono fatte salve le autorizzazioni e le prescrizioni stabilite da altri enti ed organismi, nonché le disposizioni e le direttive vigenti, per quanto non previsto dal presente atto; 9. di rideterminare in L l ammontare totale della garanzia finanziaria che la ditta C.R.E. s.r.l. deve presentare a favore della regione Lombardia ed è relativo a: L per la messa in riserva di mc di rifiuti speciali non pericolosi da inviare al riutilizzo in agricoltura; L per il riutilizzo in agricoltura massimo di t/a (pari a mc) di rifiuti speciali non pericolosi; la fidejussione, per la cui decorrenza si assume la data di approvazione del presente atto, deve essere presentata ed accettata in conformità con quanto stabilito dalla d.g.r. n del 24 settembre 1999, come integrata dalla d.g.r. n. 6/48055 del 4 febbraio 2000; 10. di disporre che, ai fini degli adempimenti di cui al punto 9., il presente atto venga comunicato a mezzo raccomandata A/R al soggetto interessato, trasmettendone copia alla provincia di Lodi ed al comune di Maccastorna; 11. di dare atto che la mancata presentazione della fidejussione di cui al punto 9., entro il termine di 90 giorni dalla data di comunicazione del presente provvedimento, ovvero la difformità della stessa all allegato A alla d.g.r del 24 settembre 1999, comporta la revoca del provvedimento stesso come previsto con d.g.r /99, come integrata dalla d.g.r. n del 4 febbraio 2000; 12. di stabilire che l efficacia del presente atto decorre dalla data di ricevimento della copia conforme trasmessa al soggetto interessato, a mezzo di raccomandata A/R, subordinatamente all accettazione della fidejussione di cui al punto 9. Il segretario: Sala Contro il presente provvedimento può essere presentato ricorso giurisdizionale al T.A.R. entro 60 giorni dalla data della sua prima comunicazione ovvero ricorso straordinario al presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla stessa data. Allegato A Ditta: C.R.E. s.r.l. Sede legale: via Boccaccio, 7 Milano Sede impianto: Cascina Presa Maccastorna (LO) 1. Descrizione delle operazioni e dell impianto 1.1 le caratteristiche dell impianto e le operazioni ivi svolte sono quelle di cui alla d.g.r. n. 6/38554 del 25 settembre 1998 e d.g.r. n dell 8 ottobre 1999; 1.2 Viene effettuata la messa in riserva ed il trattamento per il successivo riutilizzo in agricoltura di rifiuti speciali non pericolosi, catalogati ed individuati dal C.E.R. come di seguito riportato: 373516 ; 1.3 il quantitativo massimo annuo di rifiuti speciali non pericolosi trattati viene ampliato da t/a (pari a mc) a t/a (pari a mc); il quantitativo massimo di messa in riserva viene ampliato da mc a mc; 1.4 la superficie totale della zona di stoccaggio e trattamento è pari a mq.; 1.5 il trattamento dei rifiuti non stabilizzati avviene con ossido di calce in una tramoggia tenuta in depressione. Le dimensioni del portello di accesso del materiale non stabilizzato alla tramoggia sono di metri 5 2; 2. Prescrizioni 2.1 Impianto di messa in riserva Le operazioni di messa in riserva devono essere effettuate in conformità a quanto previsto dal d.d.g. tutela ambientale 7 gennaio 1998, n. 36; la permanenza del prodotto in stoccaggio deve essere tale da garantire che non si inneschino processi di fermentazione che vadano ad alterare la stabilità del fango, liberando sostenze maleodoranti; il soggetto autorizzato, all uscita dei fanghi dal centro di stoccaggio, deve certificare, mediante referti rilasciati da laboratori pubblici o privati il rispetto dei valori di cui al successivo punto ; i campioni di tali rifiuti, uno per ogni partita omogenea, devono essere tenuti a disposizione dell autorità di controllo, per un periodo di un anno, in modo che possa essere verificato il rispetto dei valori suddetti; le certificazioni dei fanghi biologici riferite agli impianti di depurazione devono essere rinnovate ogni volta che intervengono dei cambiamenti sostanziali nella qualità delle acque trattate evidenziando, secondo la loro potenzialità, i seguenti parametri: a) potenzialità inferiore a abitanti equivalenti ph carbonio organico in g/kg sostanza secca grado di umificazione azoto totale fosforo totale potassio totale in g/kg di sostanza secca metalli: Cu, Cr totale e Cr(VI), Cd, Hg, Ni, Pb, Zn, As, espressi in mg/kg di sostanza secca (forma totale) conducibilità dell estratto acquoso in microsiemens/cm residuo secco a 105º C e 600º C coliformi fecali, uova di elminti, salmonelle; b) potenzialità superiore a abitanti equivalenti (in aggiunta ai parametri precedenti) grassi e olii animali e vegetali olii minerali tensioattivi solventi organici clorurati pesticidi organo-clorurati; le certificazioni devono essere rinnovate ogni 6 mesi mentre, per gli impianti superiori a abitanti equivalenti, ogni 3 mesi; ad avvenuta chiusura dell impianto, il soggetto autorizzato deve provvedere allo smaltimento degli eventuali rifiuti stoccati, nonché al ripristino dell area del centro di stoccaggio; i materiali di risulta della bonifica sono considerati rifiuti e, conseguentemente, da inviare ad impianti di smaltimento autorizzati; 2.2 Utilizzo agricolo le aree agricole di spandimento dei fanghi sono quelle indicate nella documentazione allegata alla richiesta di autorizzazione. Sono da intendersi altresì utilizzabili aree agricole diverse, purché ne sia data preventiva comunicazione alla regione e alla provincia di competenza dove risulti che i terreni posseggano i requisiti specificati nel d.lgs. 99/92 e nel presente provvedimento; il soggetto autorizzato deve comunicare, con almeno 10 giorni di anticipo, l inizio delle operazioni di utilizzazione dei fanghi alla regione, alla provincia e ai comuni interessati, con le modalità di cui all art. 9 del d.lgs. 99/92; per l utilizzo in agricoltura devono essere impiegati fanghi che risultino, dopo eventuale trattamento, stabilizzati ed igienizzati. Nel caso in cui non risulti necessaria l igienizzazione e/o stabilizzazione, deve essere tenuta agli atti specifica documentazione analitica; per quelli da stabilizzare ed igienizzare sono necessari lo stoccaggio ed il trattamento nell area individuata prima del loro utilizzo; i fanghi, al momento dell utilizzo agricolo, non devono comunque contenere sostanze tossiche e nocive e/o persistenti e/o bioaccumulabili in concentrazioni dannose per il terreno, per le colture, per gli animali, per l uomo e per l ambiente in generale. Tali caratteristiche devono essere convalidate da idonei test di fitotossicità, di germinazione o di vegetazione, che verranno eseguiti sia per la prima certificazione, che per ogni cambiamento sostanziale della composizione dei rifiuti; é in ogni caso vietato: a) l utilizzo dei fanghi che superino per le sostanze tossiche e biocumulabili i valori della tab. 3 dell allegato n. 5 del d.lgs. 152/99, determinati con la prova di eluizione di cui all allegato 3 del r.r. 3/82; idrocarburi totali: mg/l 10 solventi organici aromatici: mg/l 0,4 solventi organici azotati: mg/l 0,2 solventi clorurati: mg/l 2 tensioattivi: mg/l 4 pesticidi (totali): mg/l 0,05 pesticidi fosforati: mg/l 0,1 b) l impiego di fanghi le cui caratteristiche superino i sottoindicati valori limite della concentrazione di elementi in tracce espressi in mg/kg di sostanza secca: Cadmio (Cd): 20 Rame (Cu): Nichel (Ni): 300 Piombo (Pb): 750 Zinco (Zn): Cromo (CrVI): 10 Cromo (CrIII): 750 Mercurio (Hg): 10 Arsenico (As): 10 c) l impiego di fanghi che non raggiungano le seguenti caratteristiche agronomiche: Carbonio organico % SS (min): 20 Fosforo totale % SS (min): 0,4 Azoto totale % SS (min); 1,5 d) l impiego di fanghi le cui caratteristiche non rispettino i seguenti valori microbiologici: coliformi fecali MPN/gr SS: < uova di elminti vitali: assenti salmonelle MPN/gr SS: < l impiego per uso agronomico dei rifiuti è autorizzato nelle zone di fatto destinate all uso agricolo; é fatto divieto di utilizzare rifiuti sui terreni: nei giorni di pioggia; allagati, soggetti ad esondazioni e/o inondazioni naturali, acquitrinosi o con falda acquifera affiorante, o con frane in atto; con pendii maggiori del 15%, limitatamente ai fanghi con contenuto in sostanza secca inferiore al 30%; con ph minore di 5; con C.S.C. minore di 8 meq/100 gr; destinati a pascolo, a prato-pascolo, a foraggiere, anche in consociazione con altre colture, nelle 5 settimane che precedono il pascolo o la raccolta del foraggio; destinati all orticoltura e alla frutticoltura i cui prodotti sono normalmente a contatto diretto con il terreno e sono di norma consumati crudi, nei 10 mesi precedenti il raccolto e durante il raccolto stesso; quando è in atto una coltura, ad eccezione delle colture arboree; quando sia stata comunque accertata l esistenza di un pericolo per la salute degli uomini e/o degli animali e/o per la salvaguardia dell ambiente; 373617 soggetti a vincolo idrogeologico; ricoperti di neve oppure gelati; situati in località aride non recuperabili ai fini agronomici; destinati a giardini pubblici, a campi da gioco e spazi comunque destinati ad uso pubblico; situati in prossimità dei centri abitati (esclusa la presenza di case coloniche ed insediamenti produttivi) per una fascia di almeno 100 metri; situati nelle zone di rispetto delle sorgenti di montagna per una fascia a semicerchio con raggio 500 metri a monte; situati entro una fascia di 100 metri dalle sponde dei laghi, fiumi, torrenti ed entro una fascia di almeno 200 m dalla zona di rispetto dei pozzi di captazione di acqua potabile, così come definita dalla normativa vigente; situati nelle zone di drenaggio per il prosciugamento di carrarecce, interessati da sentieri e strade interpoderali; situati nelle serre e nei tunnel, salvo che nel caso di floricoltura e vivaistica; i fanghi devono essere applicati seguendo le buone pratiche agricole; durante od immediatamente dopo l applicazione va effettuato l interramento mediante opportuna lavorazione del terreno; l impiego dei fanghi per uso agronomico dovrà sottostare altresì alle seguenti limitazioni e modalità d uso: nelle risaie lo spandimento dovrà cessare almeno 45 gg. prima delle inondazioni; lo spargimento nelle colture foraggiere artificiali (prati permanenti, erbai, pascoli artificiali) potrà essere eseguito solo fino a cinque settimane precedenti la raccolta del prodotto, con la lavorazione del terreno ed interramento; é vietata l applicazione dei fanghi liquidi con la tecnica della irrigazione a pioggia; lo spargimento dei rifiuti pompabili potrà avvenire solamente prima della semina, attraverso immissione diretta nel terreno, lo spargimento dei rifiuti non potrà avvenire durante il periodo di irrigazione, né sulle colture in vegetazione; lo spargimento potrà essere eseguito nelle colture a destinazione forestale produttiva con lavorazione del terreno ed interramento; la quantità massima annua di fanghi utilizzabili in agricoltura deve essere pari a: 5 t/ha di sostanza secca per i terreni con una C.S.C. (capacità scambio cationico) superiore a 15 meq/100 gr e ph compreso tra 6 e 7,5, 2,5 t/ha di sostanza secca per i terreni con una C.S.C. inferiore a 15 meq/100 gr e un ph inferiore a 6, considerata l aumentata mobilità dei metalli pesanti e del maggior assorbimento da parte delle piante; 3,7 t/ha di sostanza secca per i terreni con una C.S.C. superiore a 15 meq/100 gr e il ph compreso tra 5 e 6 o con una C.S.C. inferiore a 15 meq/100 gr e il ph compreso tra 6 e 7,5; 7,5 t/ha di sostanza secca per terreni il cui ph sia superiore a 7,5. I fanghi provenienti da industrie agroalimentari possono essere impiegati in quantità massima fino a tre volte le suddette quantità. In tal caso i limiti di metalli pesanti non possono superare i valori pari ad un quinto di quelli di cui al precedente punto 6.b); i terreni che, pirma dello spandimento di fanghi, sono caratterizzati da concentrazioni di metalli pesanti superiori a quelle previste nell allegato IA del d.lgs. 99/92, anche per un solo elemento,non possono essere utilizzati per ricevere rifiuti; le analisi relative alla determinazione del ph, del C.S.C. e dei metalli nei terreni devono essere effettuate ogni due anni e conservate presso la sede del soggetto autorizzato, nonché trasmesse alla provincia competente; i campionamenti del suolo, dei fanghi e le relative analisi devono essere effettuati secondo quanto indicato nel d.lgs. 99/92; i terreni possono essere utilizzati da un solo soggetto autorizzato; il soggetto autorizzato deve provvedere alla regolare tenuta dei registri di carico e scarico previsti dall art. 14 del d.lgs. 99/92 e dall art. 12 del d.lgs. 22/97 3. Piani 3.1 Piano di ripristino e recupero ambientale. Il soggetto autorizzato dovrà provvedere al ripristino finale dell area in caso di chiusura dell attività autorizzata. Il ripristino dell area ove insiste l impianto, deve essere effettuato in accordo con le previsioni contenute nello strumento urbanistico vigente. Le modalità esecutive del ripristino finale e del recupero ambientale dovranno essere attuate previo nulla osta della provincia territorialmente competente, fermi restando gli obblighi derivanti dalle vigenti normative in materia. Alla provincia stessa è demandata la verifica dell avvenuto ripristino ambientale da certificarsi al fine del successivo svincolo della garanzia fidejussoria. 3.2 Piano di emergenza. Il soggetto autorizzato deve altresì provvedere alla predisposizione di un piano di emergenza e fissare gli adempimenti connessi in relazione agli obblighi derivanti dalle disposizioni di competenza dei vigili. [BUR ] [5.3.5] D.g.r. 27 luglio 2001 n. 7/5738 Ditta MF Trasformatori s.r.l. Autorizzazione per l esercizio di un impianto di deposito preliminare (D15), ricondizionamento (D14) e recupero di rifiuti speciali pericolosi sito in Calcinato (BS), via Gavardina, e contestuale presa d atto della variazione della sede legale impianto già autorizzato con d.g.r. n. 6/18127 del 13 settembre 1996 Art. 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 LA GIUNTA REGIONALE Omissis Delibera 1. di autorizzare, ai sensi dell art. 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, la ditta MF Trasformatori s.r.l. all esercizio di un impianto di deposito preliminare (D15), ricondizionamento (D14) e recupero di rifiuti speciali pericolosi sito in Calcinato (BS), via Gavardina, alle condizioni e con le prescrizioni di cui all allegato A, che costituisce parte integrante del presente provvedimento; 2. di prendere atto della variazione della sede legale dal comune di Calcinato (BS), via Gavardina 33 al comune di Ospitaletto (BS), via Seriola, 72; 3. di far presente che, ai sensi del 3º comma dell art. 28 d.lgs. 22/97, l autorizzazione ha la durata di cinque anni dalla data del presente atto e che la relativa istanza di rinnovo deve essere presentata entro centottanta giorni dalla scadenza della stessa autorizzazione; 4. di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a revoca ai sensi dell art. 9 della l.r. 94/80 e dell art. 28 del d.lgs. 22/97, ovvero a modifica ove risulti pericolosità o dannosità dell attività esercitata o nei casi di accertate violazioni del provvedimento stesso, fermo restando che la ditta è tenuta ad adeguarsi alle disposizioni, anche regionali, più restrittive che dovessero essere emanate; 5. di far presente che l attività di controllo è esercitata, ai sensi dell art. 11 della l.r. 94/80 e dell art. 20 del d.lgs. 22/97, dalla provincia di Brescia, cui compete in particolare accertare che la ditta ottemperi alle disposizioni della presente deliberazione, nonché adottare, se del caso, i provvedimenti ai sensi dell art. 28 del d.lgs. 22/97, dell art. 10 della l.r. 94/80 e dell art. 16 del r.r. 3/82; 6. di disporre che, in fase di esercizio, le varianti progettuali finalizzate a modifiche operative e gestionali migliorative, che mantengano la potenzialità ed i principi del processo impiantistico approvato e non modificano la quantità e le tipologie dei rifiuti autorizzati, siano esaminate dalla provincia di Brescia, che rilascia, in caso di esito favorevole dell istruttoria, il nulla-osta alla loro realizzazione, informandone la regione ed il comune dove ha sede l impianto; 7. di dare atto che sono fatte salve le autorizzazioni e le prescrizioni stabilite da altre unità organizzative della giunta regionale, enti ed organismi, nonché le disposizioni e le direttive vigenti, per quanto non previsto dal presente atto; 8. di determinare in L (pari a C ,78) l ammontare totale della fidejussione che la ditta M.F. Trasformatori s.r.l. deve prestare a favore della regione Lombardia ed è relativo a: 373718 deposito preliminare di 500 litri di rifiuti speciali pericolosi pari a L (pari a C 4.906,34); ricondizionamento preliminare di tonn/anno di rifiuti speciali pericolosi pari a L (pari a C ,44); la fidejussione deve essere prestata e accettata in conformità con quanto stabilito dalla d.g.r. n. 6/45274 del 24 settembre Contestualmente all accettazione della garanzia di cui sopra verrà svincolata quella accettata con nota n del 29 marzo 2000; 9. di disporre che, ai fini degli adempimenti di cui al punto 8., il presente atto venga comunicato a mezzo raccomandata A/R alla ditta M.F. Trasformatori s.r.l., trasmettendone copia alla provincia di Brescia ed al comune di Calcinato; 10. di dare atto che la mancata presentazione della fidejussione di cui al punto 8., entro il termine di 30 giorni dalla data di comunicazione del presente provvedimento, ovvero la difformità della stessa all allegato A alla d.g.r del 24 settembre 1999, comporta la revoca del provvedimento stesso come previsto dalla d.g.r del 24 settembre 1999; 11. di disporre che l efficacia del presente atto decorra dalla data di ricevimento della copia conforme, trasmessa al soggetto interessato, a mezzo raccomandata A/R, subordinatamente all accettazione della fidejussione di cui al punto 8. Il segretario: Sala Contro il presente provvedimento può essere presentato ricorso giurisdizionale al tribunale amministrativo regionale entro 60 giorni dalla data della sua prima comunicazione ovvero ricorso straordinario al presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla stessa data. Allegato A Ditta: M.F. Trasformatori s.r.l. Sede legale: Ospitaletto (BS), via Seriola, 72 Ubicazione impianto: Calcinato (BS), via Gavardina 1. Descrizione delle operazioni e dell impianto 1.1 L impianto è autorizzato a ritirare, trattare e/o recuperare rifiuti speciali pericolosi provenienti da attività artigianali, commerciali, insediamenti produttivi, di servizio costituiti da trasformatori o condensatori contenenti PCB o PCT individuati con il codice C.E.R. 16 febbraio 2001 per un quantitativo massimo pari a t/anno. Dalle operazioni di bonifica decadono rifiuti speciali pericolosi costituiti da oli isolanti e di trasmissione di calore esauriti ed altri liquidi contenenti PCB e PCT individuati con il codice CER 13 marzo Il deposito preliminare degli stessi è pari a 500 litri; 1.2 L impianto di bonifica e le fasi di intervento sono così riassumibili: a) i trasformatori, destinati alla bonifica, sono sottoposti ad una prima verifica analitica. Successivamente alla verifica analitica i trasformatori da sottoporre alla revisione e/o bonifica sono suddivisi in tre diversi gruppi: da 0 a 25 ppm di PCB destinati alle operazioni di revisione e travaso; da 25 a ppm di PCB destinati alle operazioni di svuotamento; revisione; riempimento e collaudo; oltre a ppm di PCB restituiti al produttore; Successivamente i trasformatori sono sottoposti alle operazioni di svuotamento e trasferimento dell olio inquinato da PCB con concentrazioni < a 225 ppm e < a ppm nell apposito serbatoio di accumulo per un quantitativo massimo non superiore a 500 litri. I trasformati così bonificati sono sottoposti alle operazioni di sostituzione delle guarnizioni, coperchio, passante e variatore. Vengono inoltre riempiti con olio nuovo esente da PCB e sottoposti alle operazioni di collaudo a norma C.E.I. 2. Prescrizioni a) L impianto deve essere realizzato e gestito nel rispetto delle indicazioni contenute nel progetto definitivo approvato con le d.g.r. n. 5/11608/91 e 6/18127/96, per quanto non diversamente stabilito dal presente atto; b) prima della ricezione dei rifiuti all impianto la ditta deve verificare l accettabilità degli stessi mediante acquisizione di idonea certificazione, riportante le caratteristiche chimico fisiche dei rifiuti in oggetto (formulario di identificazione e/o risultanze analitiche). Tale operazione deve essere eseguita per ogni conferimento di partite di rifiuti ad eccezione di quelli che provengono continuativamente da un processo tecnologico ben definito; in tal caso la verifica dovrà essere almeno semestrale; c) le operazioni di stoccaggio dei rifiuti devono essere effettuate senza pericolo per la salute dell uomo e senza usare procedimenti o metodi che potrebbero arrecare pregiudizio all ambiente ed in particolare: senza causare inconvenienti da rumori o odori; senza determinare rischi per l acqua, l aria, il suolo e per la fauna e la flora; senza danneggiare il paesaggio e i siti di particolare interesse, tutelati in base alla normativa vigente; d) le aree utilizzate per lo stoccaggio dei rifiuti dovranno essere adeguatamente contrassegnate al fine di rendere nota la natura e la pericolosità dei rifiuti, dovranno inoltre essere apposte tabelle che riportino le norme di comportamento del personale addetto alle operazioni di stoccaggio; e) le aree interessate dalla movimentazione, dallo stoccaggio, dalle attrezzature e dalle soste operative dei mezzi che intervengono a qualsiasi titolo sul rifiuto, devono essere impermeabilizzate e realizzate in modo tale da garantire la salvaguardia delle acque di falda e da facilitare la ripresa di possibili sversamenti; f) la gestione dei rifiuti dovrà essere effettuata da personale edotto sul rischio rappresentato dalla movimentazione dei rifiuti, informato della pericolosità degli stessi e dotato di idonee protezioni atte ad evitarne il contatto diretto e l inalazione; g) lo stoccaggio dovrà essere realizzato mantenendo la separazione dei rifiuti per tipologie omogenee; h) i contenitori dei rifiuti devono essere opportunamente contrassegnati con etichette o targhe riportanti la sigla di i- dentificazione che deve essere utilizzata per la compilazione dei registri di carico e scarico; i) i recipienti fissi e mobili, comprese le vasche ed i bacini, destinati a contenere rifiuti pericolosi devono possedere adeguati requisiti di resistenza in relazione alle caratteristiche di pericolosità dei rifiuti contenuti. I rifiuti incompatibili, suscettibili cioè di reagire pericolosamente tra di loro, dando luogo alla formazione di prodotti esplosivi, infiammabili e/o pericolosi, ovvero allo sviluppo di notevoli quantità di calore, devono essere stoccati in modo da non interagire tra di loro; j) i recipienti fissi e mobili devono essere provvisti di idonee chiusure per impedire la fuoriuscita del contenuto, accessori e dispositivi atti ad effettuare in condizioni di sicurezza le operazioni di svuotamento e riempimento, mezzi di presa per rendere sicure ed agevoli le operazioni di movimentazione; k) la capacità di contenimento del bacino fuori terra deve essere pari all intero volume del serbatoio. Qualora in uno stesso bacino di contenimento, vi siano più serbatoi la capacità del bacino di contenimento deve essere pari alla terza parte di quella complessiva effettiva dei serbatoi e comunque non inferiore alla capacità del più grande dei serbatoi; l) I serbatoi contenenti rifiuti liquidi devono essere provvisti di segnalatori di livello ed opportuni dispositivi antitraboccamento e qualora questi ultimi siano costituiti da tubazione di troppo pieno, il relativo scarico deve essere convogliato in modo da non costituire pericolo per gli addetti e l ambiente in modo da garantire il rispetto delle leggi in materia; m) i rifiuti in uscita dall impianto, accompagnati dal formulario di identificazione, devono essere conferiti a soggetti autorizzati per lo smaltimento finale o il recupero, escludendo ulteriori passaggi ad impianti di stoccaggio, se non collegati agli impianti di smaltimento di cui ai punti da D1 a D14 dell allegato B al d.lgs. 22/1997. I materiali selezionati e non direttamente recuperati dovranno essere avviati ad impianti che ne effettuano il recupero in sostituzione di altre materie prime. Gli stessi devono avere caratteristiche merceologiche equivalenti o conformi alla normativa tecnica del settore di riutilizzo; n) i mezzi impiegati nella movimentazione dei rifiuti devono essere provvisti di sistemi che impediscano la loro dispersione; o) le eventuali operazioni di lavaggio degli automezzi devono essere effettuate in apposita sezione attrezzata; p) gli scarichi idrici decadenti dall insediamento, compresi 373819 quelli costituiti dalle acque meteoriche, devono essere conformi alla disciplina stabilita dal d.lgs. 11 maggio 1999, n. 152 e dalla l.r. 27 maggio 1985, n. 62, e loro successive modifiche ed integrazioni; q) devono essere rispettate le norme di prevenzione e sicurezza contro gli incendi, scoppi, esplosioni e propagazione degli elementi nocivi; r) deve essere assicurata la regolare tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti speciali previsti dall art. 12 del d.lgs. 22/97 successive modifiche ed integrazioni, nel rispetto delle prescrizioni emanate dal competente ente gestore del catasto; s) possono essere operate fasi di miscelazione esclusivamente se tese a produrre miscele di rifiuti, delle medesime categorie, ottimizzate ai fini dello smaltimento e/o recupero e comunque non può essere operata nessuna diluizione tra rifiuti incompatibili ovvero con la finalizzazione di una diversa classificazione dei rifiuti originari ai sensi dell art. 7 del d.lgs. 22/97; t) ai sensi dell art. 8 del d.lgs. 209/99 è vietata la miscelazione dei PCB o PCT usati di cui all art. 2, comma 1, lettera a) e c) del richiamato decreto, ossia è vietata la miscelazione di rifiuti aventi una concentrazione superiore allo 0,005% in peso, con altre sostanze o fluidi. Il deposito dei rifiuti riconducibili al d.lgs. 95/92 non deve superare il volume complessivo pari a 500 litri; u) le operazioni di travaso di rifiuti soggetti al rilascio di effluenti molesti devono avvenire in ambienti provvisti di a- spirazione e captazione delle esalazioni con il conseguente convogliamento delle stesse in idonei impianti di abbattimento; v) gli oli minerali esausti dovranno essere stoccati in modo idoneo atto ad evitare la contaminazione degli stessi con sostanze estranee. I rifiuti in uscita dall impianto, costituiti da oli usati, così come definiti dal d.lgs. 95/92, accompagnati dal modello di cui all allegato F del d.m. 392/1996 e dal formulario di identificazione di cui all art. 15 del d.lgs. 22/97, devono essere ceduti al consorzio obbligatorio degli oli usati ovvero direttamente ad imprese autorizzate alla eliminazione degli oli usati; w) per il deposito preliminare dei rifiuti infiammabili deve essere acquisito il preventivo nulla osta da parte dei VV.FF. territorialmente competenti; x) deve essere comunicata ogni variazione del nominativo del direttore tecnico responsabile dell impianto; y) di disporre l osservanza della circolare n /ECOL. dell 1 luglio 1982 relativa a «Smaltimento controllato di rifiuti contenenti PCB o contaminati da PCB» che qui si intende integralmente trascritta e del d.lgs. 209/99 e successive modifiche e integrazioni relativa allo smaltimento dei PCB e PCT; 3.1 Piano di ripristino e recupero ambientale. Il soggetto autorizzato dovrà provvedere al ripristino finale dell area in caso di chiusura dell attività autorizzata. Il ripristino dell area ove insiste l impianto, deve essere effettuato in accordo con le previsioni contenute nello strumento urbanistico vigente. Le modalità esecutive del ripristino finale e del recupero ambientale dovranno essere attuate previo nulla osta della provincia territorialmente competente, fermi restando gli obblighi derivanti dalle vigenti normative in materia. Alla provincia stessa è demandata la verifica dell avvenuto ripristino ambientale da certificarsi al fine del successivo svincolo della garanzia fidejussoria. 3.2 Piano di emergenza. Il soggetto autorizzato deve altresì provvedere alla predisposizione di un piano di emergenza e fissare gli adempimenti connessi in relazione agli obblighi derivanti dalle disposizioni di competenza dei vigili del fuoco e di altri organismi. [BUR ] [5.3.5] D.g.r. 27 luglio 2001 n. 7/5741 Ditta Beton Villa s.p.a. con sede legale in Merate (LC) via Laghetto, 9 Autorizzazione all esercizio di un impianto mobile di adeguamento volumetrico e selezione (D 14) di rifiuti speciali non pericolosi Art. 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 LA GIUNTA REGIONALE Omissis Delibera 1. di autorizzare la ditta Beton Villa s.p.a. con sede legale in Merate (LC) via Laghetto, 9, all esercizio di un impianto di adeguamento volumetrico e selezione (D 14) di rifiuti speciali non pericolosi, alle condizioni e con le prescrizioni di cui all allegato A, che costituisce parte integrante del presente provvedimento; 2. di far presente che, ai sensi del 3º comma dell art. 28 d.lgs. 22/97, l autorizzazione ha la durata di cinque anni dalla data di appovazione del presente atto e che la relativa istanza di rinnovo deve essere presentata entro centottanta giorni dalla scadenza della stessa autorizzazione; 3. di dare atto che il presente provvedimento è soggetto a revoca ai sensi dell art. 28 del d.lgs. 22/97, ovvero a modifica ove risulti pericolosità o dannosità dell attività esercitata o nei casi di accertare violazioni del provvedimento stesso, fermo restando che la ditta è tenuta ad adeguarsi alle disposizioni, anche regionali, più restrittive che dovessero essere emanate; 4. di far presente che l attività di controllo è esercitata, ai sensi dell art. 20 del d.lgs. 22/97, dalla provincia sul cui territorio viene utilizzato l impianto, cui compete in particolare accertare che la ditta ottemperi alle disposizioni della presente deliberazione, nonché adottare, se del caso, i provvedimenti ai sensi dell art. 28 del d.lgs. 22/97; 5. di far presente l obbligatorietà del rispetto degli ulteriori adempimenti a carico del titolare del presente provvedimento stabiliti al 7º comma dell art. 28 del d.lgs. 22/97; 6. di stabilire che per lo svolgimento delle singole campagne, il titolare del presente provvedimento, oltre agli adempimenti di cui al precedente punto 5., deve inviare comunicazione allegando una planimetria in scala 1:5000 o 1:2000 con l individuazione dell area sulla quale intende installare l impianto, documentazione comprovante i diritti d uso della suddetta area nonché una dichiarazione sulla durata presumibile della campagna di attività ed una stima dei quantitativi e della tipologia dei rifiuti trattati. Tale comunicazione deve essere inviata, oltre che alla regione competente per territorio, anche alla provincia o ad altro ente competente al controllo; 7. di dare atto che sono fatte salve le autorizzazioni e le prescrizioni stabilite da altre normative, nonché le disposizioni e le direttive vigenti, per quanto non previsto dal presente atto; 8. di determinare in L (C ,81) l ammontare totale della fidejussione che la ditta deve prestare a favore della regione Lombardia relativa al trattamento di t/anno di rifiuti speciali non pericolosi; la fidejussione, per la cui decorrenza si assume la data di approvazione del presente atto, deve essere prestata ed accettata in conformità con quanto stabilito dalla d.g.r. n /99, come integrata dalla d.g.r. n /00; 9. di disporre che, ai fini degli adempimenti di cui al punto 8, il presente atto venga comunicato a mezzo raccomandata A/R al soggetto interessato; 10. di dare atto che la mancata presentazione della fidejussione di cui al punto 8, entro il termine di 90 giorni dalla data di comunicazione del presente provvedimento, ovvero la difformità della stessa dall allegato A alla d.g.r. n. 6/45274 del 24 settembre 1999, comporta la revoca del provvedimento stesso come previsto con la d.g.r. sopracitata, come integrata dalla d.g.r. n. 6/48055 del 4 febbraio 2000; 11. di stabilire che l efficacia del presente atto decorre dalla data di ricevimento della copia conforme trasmessa al soggetto interessato, a mezzo raccomandata A.R., subordinatamente all accettazione della fidejussione di cui al punto 8. Il segretario: Sala Contro il presente provvedimento può essere presentato ricorso giurisdizionale al tribunale amministrativo regionale entro 60 giorni dalla data della sua prima comunicazione ovvero ricorso straordinario al presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla stessa data. Allegato A Ditta: Beton Villa s.p.a. Sede legale: Merate (LC) via Laghetto, 9 Impianto mobile marca PEGSONmodello Eurotark 900X600 numero di serie AX 818/P Descrizione delle operazioni e dell impianto 1.1 Viene effettuato l adeguamento volumetrico di rifiuti speciali non pericolosi così catalogati ed individuati dai seguenti C.E.R.:20 (ad esclusione delle terre provenienti da attività di bonifica) La potenzialità annua dell impianto mobile è pari a t. 1.3 L impianto mobile risulta così composto: tramoggia impianto di frantumazione alimentatore vibrante; frantoio a mascelle; nastro a cumulo; deferrizzatore; sistema di lavaggio antipolvere. 1.4 Caratteristiche tecniche dell impianto: lunghezza mm , larghezza mm 2500, altezza mm 3400, peso 28 t 2. Prescrizioni 2.1 Le operazioni di cui al presente provvedimento devono essere effettuate osservando le seguenti modalità: deve essere evitato ogni danno o pericolo per la salute, l incolumità, il benessere e la sicurezza della collettività dei singoli e degli addetti; deve essere garantito il rispetto delle esigenze igienicosanitarie ed evitato ogni rischio di inquinamento dell aria, dell acqua, del suolo e del sottosuolo nonché ogni inconveniente derivante da rumori ed odori; devono essere salvaguardate la fauna e la flora e deve essere evitato ogni degrado dell ambiente e del paesaggio; l emissione di polveri deve essere limitata mediante la predisposizione di un idoneo impianto di abbattimento che deve essere mantenuto attivo durante l esercizio delle operazioni di frantumazione dei rifiuti; i materiali recuperati ed i rifiuti sovvalli derivanti dall attività dell impianto devono essere ammassati separatamente per tipologie omogenee e posti in condizioni di sicurezza; la gestione dei rifiuti sovvalli deve essere effettuata da personale, edotto del rischio rappresentato dalla movimentazione dei rifiuti, informato della pericolosità degli stessi e dotato di idonee protezioni atte ad evitare il contatto diretto e l inalazione; i rifiuti sovvalli in uscita dall ipianto, accompagnati dal formulario di identificazione, devono essere conferiti a soggetti autorizzati alle attività di recupero o smaltimento. Qualora i materiali ottenuti risultino conformi a quanto previsto dal punto 7.1 dell allegato 1, suballegato 1, al d.m. 5 febbraio 1998, l attività di recupero degli stessi è disciplinata dall art. 33 del d.lgs. 22/97; 2.6 il produttore e/o detentore dei rifiuti sovvalli è tenuto, per quanto applicabile, alla tenuta dei registri di carico e scarico in conformità a quanto stabilito dall art. 12 del d.lgs. 22/97, nel rispetto delle prescrizioni emanate dal competente ente gestore del catasto. [BUR ] [5.3.5] D.g.r. 2 agosto 2001 n. 7/5957 Ditta Prima s.r.l. con sede legale in Sesto San Giovanni (MI), via G.E. Falck, 63 Approvazione del progetto ed autorizzazione alla realizzazione e all esercizio dell impianto sito in Trezzo d Adda (MI) di trattamento di rifiuti speciali pericolosi costituiti da ceneri di caldaia e residui di trattamento fumi decadenti dall impianto di termovalorizzazione di r.s.u. sito in Trezzo d Adda Artt. 27 e 28 del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e art. 15 del d.p.r. 203/88 LA GIUNTA REGIONALE Viste: la legge regionale 7 giugno 1980, n. 94, e successive modifiche e integrazioni; il regolamento regionale 9 gennaio 1982, n. 3; la deliberazione 27 luglio 1984 del comitato interministeriale ex art. 5 del d.p.r. 915/82; il d.p.r. 24 maggio 1988, n. 203; il d.p.c.m. 10 agosto 1988, n. 377 e successive modifiche e integrazioni; il decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modifiche e integrazioni; la l. 15 maggio 1997, n. 127; Preso atto che i dirigenti dell unità organizzativa gestione rifiuti e dell unità organizzativa protezione ambientale e sicurezza industriale riferiscono che la ditta Prima s.r.l. con sede legale in Sesto San Giovanni (MI), via G.E. Falck, 63, ha presentato, istanza: ai sensi degli artt. 27 e 28 del d.lgs. 22/97, in atti regionali n del 20 aprile 2000, e successive integrazioni tendente ad ottenere l approvazione del progetto e l autorizzazione alla realizzazione ed all esercizio dell impianto in Trezzo d Adda (MI) di trattamento di rifiuti speciali pericolosi, costituiti da ceneri di caldaia e residui di trattamento fumi, decadenti dall impianto di termovalorizzazione di r.s.u. sito in Trezzo d Adda; tendente ad ottenere l autorizzazione per il medesimo impianto ai sensi dell art. 7 del d.p.r. n. 203/88; Richiamata la d.g.r. n. 6/45274 del 24 settembe 1999, avente per oggetto: «Nuove disposizioni in materia di garanzie finanziarie a carico dei soggetti autorizzati alla realizzazione di impianti ed all esercizio delle inerenti operazioni di smaltimento e/o recupero di rifiuti, ai sensi del d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 e successive modifiche ed integrazioni Revoca delle dd.g.r. nn / / / / /99»; Preso atto dell istruttoria tecnico amministrativa compiuta dalla struttura e vagliata dal dirigente dell unità organizzativa gestione rifiuti che, in proposito, precisa che: a) le operazioni effettuate nell impianto suddetto, nonché i tipi ed i quantitativi di rifiuti trattati, sono riportate nell allegato A, che costituisce parte integrante del presente provvedimento; b) l istruttoria si è conclusa con valutazione favorevole, proponendo le prescrizioni riportate nell allegato A sopra richiamato; c) é stato acquisito il decreto/via n del 29 dicembre 2000 con il quale il ministero dell ambiente ha espresso giudizio positivo circa la compatibilità ambientale del progetto relativo all inertizzazione delle ceneri tossico nocive annesso all impianto di termoutilizzazione di r.s.u. da realizzarsi nel comune di Trezzo d Adda; d) il comitato tecnico regionale ex art. 17 della l.r. 94/80, nella seduta del 27 marzo 2001, ha espresso parere favorevole al rilascio dell autorizzazione; e) la conferenza ex art. 27 del d.lgs. 22/97 in data 31 maggio 2001 si è conclusa con parere favorevole al rilascio dell autorizzazione previa acquisizione da parte della struttura dell allegato tecnico relativo al d.p.r. 203/88; f) l ammontare totale della fidejussione che la ditta deve prestare a favore della regione Lombardia è determinato in L (pari a C ,25) ed è relativo al: deposito preliminare di 640 mc di rifiuti speciali non pericolosi derivanti dal processo di inertizzazione, pari a L (pari a C ,72); impianto di inertizzazione di rifiuti speciali pericolosi a- vente una potenzialità annua massima di tonnellate, pari a L (pari a C ,93); g) la ditta è iscritta alla CCIAA di Milano con n. Mi del 25 marzo 1996, avente per oggetto:... impianti... rifiuti; h) con certificato della CCIAA di Milano prot. n. CER/77689/2000/CMI841 del 17 maggio 2000 è stata acquisita la certificazione di cui all art. 10 della legge 3 maggio 1965, n. 575; Preso atto dell istruttoria tecnico amministrativa espletata ai sensi del d.p.r. 203/88 compiuta dalla struttura e vagliata dal dirigente dell unità organizzativa protezione ambientale e sicurezza industriale che, in proposito, precisa che: a) le caratteristiche degli impianti e i limiti alle emissioni, nonché il termine per la messa a regime degli stessi, sono riportate nell allegato B, che costituisce parte integrante del presente provvedimento; b) l istruttoria tecnico amministrativa si è conclusa con valutazione favorevole, proponendo le prescrizioni riportate nell allegato B soprarichiamato; Visto che i dirigenti dell unità organizzativa gestione rifiuti e dell unità organizzativa protezione ambientale e sicurezza industriale, in relazione agli esiti sopra specificati, propongono l assunzione del provvedimento autorizzativo, ai sensi de- 3740 Vedere altro
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