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Timestamp: 2020-08-13 15:22:56+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 31891 del 10/12/2018 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 31891 del 10/12/2018
Cassazione civile sez. VI, 10/12/2018, (ud. 24/10/2018, dep. 10/12/2018), n.31891
sul ricorso 26085-2017 proposto da:
avverso la sentenza n. 1246/23/2017 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
L’Agenzia delle entrate ricorre sulla base di tre motivi per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Puglia 1936/23/2017, che ha rigettato l’appello dell’Ufficio, in controversia su impugnazione di avviso di accertamento L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335, per estimi catastali in relazione a unità immobiliare inclusa nella cosiddetta “microzona 1 e 2 del Comune di Lecce”, per la quale era stata effettuata “una rideterminazione del classamento e alla conseguente attribuzione della nuova rendita catastale relativamente alle microzone nelle quali era stato rilevato un significativo scostamento tra il rapporto “valore medio di mercato/valore medio catastale e l’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunale”. In particolare, la C.T.R. ha ritenuto l’avviso di accertamento non corredato da “motivazione congrua ed idonea”, in violazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, “giacchè, mancando l’analitica esplicitazione degli elementi concreti su cui detto giudizio si fonda, non dà conto di come la semplice evoluzione del fattore del fattore posizionale sia stata ritenuta utile ai fini dell’attribuzione di un nuovo apprezzamento globale del livello reddituale” carente di motivazione, in quanto la motivazione va valutata necessariamente in relazione ai singoli atti di classamento e nella fattispecie si appalesa generica.
G.P. è rimasta intimata.
che, col primo, si lamenta violazione e falsa applicazione della L. n. 212 del 2000, art. 7, con riferimento all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3;
che, col secondo motivo, l’Agenzia assume la violazione e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, in relazione all’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4, giacchè la C.T.R. avrebbe erroneamente omesso di disporre la sospensione per pregiudizialità del processo, stante la pendenza di un giudizio avanti il Consiglio di Stato, riguardante la revisione di classamento di unità immobiliari nelle microzone 1 e 2 di Lecce;
che, col terzo motivo, si deducono: violazione e falsa applicazione della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, con riferimento all’art. 360 c.p.c., n.3, avendo la C.T.R. mancato di considerare che la norma in questione sarebbe volta a rendere uniforme il mancato aggiornamento delle rendite catastali, attenuando le sperequazioni, garantendo l’equità fiscale tra i cittadini all’interno di uno stesso Comune e, dunque, avrebbe consentito una revisione generalizzata dei classamenti degli immobili di proprietà.
Inoltre, il D. Lgs. 24 settembre 2015, n. 156, art. 39, comma 1 bis – aggiunto all’art. 9, comma 1, lettera o), a decorrere dal 1 gennaio 2016 – nella parte in cui prevede “La commissione tributaria dispone la sospensione la sospensione del processo in ogni altro caso in cui essa stessa o altra commissione tributaria deve risolvere una controversia della cui definizione dipende la decisione della causa”, non sembra evidentemente applicabile al caso di specie, essendo la pregiudizialità invocata rispetto alla giurisdizione amministrativa, in particolare del Consiglio di Stato.
Il procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui della L. 30 dicembre 2004, n. 311, art. 1, comma 335, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali, resta soggetto alle medesime regole dettate ai fini della “revisione del classamento” del D.P.R. 23 marzo 1998, n. 1238, art. 9, sottraendone l’attuazione alla piena discrezionalità dell’amministrazione competente. In virtù di ciò, ne consegue che suddetta procedura non può sottrarsi dall’applicazione dei parametri previsti in via ordinaria, tutti incidenti complessivamente e comparativamente nella qualificazione della stessa. Pertanto, non può ritenersi motivato congruamente il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, allorchè non siano evincibili, in concreto, gli elementi che hanno inciso sul provvedimento di riclassamento (Cass., sez. 5, n. 22900 del 29/09/2017).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 7
 art. 7
 art. 39
 art. 1
 art. 39
 art. 1
 art. 9