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Timestamp: 2019-10-22 07:09:33+00:00

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LA GIUSTIZIA CORAM POPULO | Studio Legale Perugi LA GIUSTIZIA CORAM POPULO – Studio Legale Perugi
Tale diritto viene tuttavia travalicato da quel fenomeno che oggi – il giurista Giovanni Fiandaca – chiama il populismo penale giudiziario che vede nella punizione, la medicina per ogni malattia sociale e, nel magistrato, il ruolo di autentico interprete delle aspettative di giustizia del popolo. (1)
Un populismo giudiziario che vuole a tutti i costi trovare un responsabile, dove i pregiudizi possono incidere in misura rilevante non solo sulle persone sottoposte a processo, ma anche su chi, come i familiari, ne sono estranei. 2
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, nonché la recente direttiva dell’Unione Europea n. 343/2016, sanciscono il diritto delle persone sottoposte a procedimento penale a non essere considerate come colpevoli prima che sia intervenuta una sentenza definitiva 3
La narrazione giornalistica, esercita dunque troppo spesso un consenso preventivo non solo sull’opinione pubblica ma anche sulla magistratura togata e non (giudici professionali e apparati composti da giudici popolari). 12 Il processo da penale diventa mediatico; un processo senza regole, con un forte abuso delle informazioni.
“In ogni caso, le modalità e il contesto di divulgazione delle informazioni non dovrebbero dare l’impressione della colpevolezza dell’interessato prima che questa sia stata legalmente provata”. (nota)
**/Giovanni Fiandaca/**, giurista, professore ordinario di diritto penale presso l’Università di Palermo e autore del saggio *Populismo politico e populismo giudiziario.* Volendo conciliare due esigenze opposte, il diritto all’informazione così come il diritto a non essere giudicati prima di una sentenza definitiva, il grande giurista Fiandaca rifacendosi a Leonardo Sciascia, //afferma/: *“il giudice dovrebbe in teoria, per un verso, essere sempre capace di prendere criticamente le distanze dal clima ambientale, dalle pressioni esterne e dalle aspettative di punizione delle stesse vittime del reato …dai propri pregiudizi e dai sentimenti personali, e di emettere decisioni basate soprattutto sulle norme, sul ragionamento rigoroso e sul senso di equilibrio, in modo da contemperare tutti i valori in campo: il che, passando dalla teoria alla realtà, può peraltro avverarsi soltanto fino a un certo punto. Anche i giudici sono esseri umani!”*/
**/Glauco Giostra/** ordinario di diritto proc. penale Facoltà di Giurisprudenza università La Sapienza di Roma
**/Dott.ssa Margherita Cassano/**, Presidente della Corte di Appello di Firenze;
**/Prof. Cubelli*/*: Si tratta di una forma di “*interferenza retroattiva*”, il ricordo di un evento é alterato da ciò che si é appreso dopo.
“Mani pulite” come modello di populismo giudiziario.
Es. di diritto penale populista: la circostanza aggravante della clandestinità introdotta in epoca berlusconiana, e poi bocciata dalla Corte costituzionale; il nuovo reato di omicidio stradale fortemente voluto da Matteo Renzi, in una prospettiva sinergica populista- vittimaria: nel senso che la motivazione politica di fondo sottostante all’omicidio stradale ( come reato autonomo) è stata non solo quella di dare un segnale anche simbolico di grande rigore nel contrastare la criminalità stradale con pene draconiane, ma anche di indirizzare un messaggio di attenzione e vicinanza nei confronti dei familiari delle vittime della strada e delle loro associazioni.
**/Leonardo Sciascia/**: “*/Quando un uomo sceglie la professione di giudicare i propri simili, deve rassegnarsi al paradosso doloroso per quanto sia – che non si può essere giudice tenendo conto dell’opinione pubblica, ma nemmeno non tenendone conto*”./
Il criminologo **/Jonathan Simon,/** attribuisce un ruolo politico decisivo alla paura per la criminalità. La paura dell’affermarsi del populismo gioca un ruolo certo non piccolo, non solo in Italia. Con riguardo agli Stati uniti, Simon afferma che si può verosimilmente diagnosticare uno specifico paradigma di governance politica incentrato sulle strategie di repressione e prevenzione della criminalità quali essenziali elementi costitutivi dell’azione di governo.
*/Altalex/* : Come è noto, il giudizio abbreviato è un rito speciale in virtù del quale il processo è definito in sede di udienza preliminare, con decisione assunta allo stato degli atti delle indagini preliminari, che assumono piena valenza probatoria. E’ un giudizio di tipo volontario (é l’imputato che lo sceglie) e ha natura premiale: in caso di condanna, infatti, dopo le recenti modifiche introdotte dalla [Legge n. 103/2017], la pena è diminuita della metà per le contravvenzioni e di un terzo per i delitti. La pena dell’ergastolo è invece sostituita con quella della reclusione di anni trenta; al posto dell’ergastolo con isolamento diurno, nei casi di concorso di reati e di reato continuato, si applica l’ergastolo.
*Circo mediatico giudiziario*: espressione un po’ banalizzata dall’uso inconsapevole, va fatta risalire ai panflet degli anni 80 dell’avvocato francese ***Daniel Soulez Làrviere***, che descrive mirabilmente il fenomeno della deriva informativa colpevolista e dei suoi perversi effetti sulla presunzione di innocenza.
Poiché oggi sembrerebbe temersi una nuova ondata fascista o neofascista, l’attenzione dell‘opinione pubblica sullo stupro caso di Casapound, ripreso anche da un articolo di America Oggi, ha avuto più di altri casi una maggior portata.
Invero, secondo lo storico **Emilio Gentile**, la parola fascismo é abusata in maniera “inflazionistica”, tanto da snaturare il significato originale del fenomeno. La parola fascismo é dunque un alibi per nascondere i veri problemi che attanagliano la società italiana…
giornalismo muckraker (giornalismo investigativo o di inchiesta)
* Cap. II punto 19. Raccomandazione CM / Rec (2010) 12 del Comitato dei Ministri agli stati membri sui giudici: indipendenza, efficacia e responsabilità (adottata dal Comitato dei Ministri il 17 novembre 2010 in occasione della 1098^ riunione dei Delegati dei Ministri)
– DIRETTIVA (UE) 2016/343 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 9 marzo 2016 sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali
– punto 18 DIR (UE) 343/2016
– art. 114 comma 1, 6bis, 7 c.p.p.
– art. 21, 24, e 27 Cost. V e VI Emendamento U.S.A.
– 329 , co. 1 e co. 3 lett. a) cp.p.
– 326 c.p.
– 684 c.p.
– Riforma penale di matrice populista e giustizialista. Le modifiche al codice di procedura penale introdotte dalla legge n. 33 del 2019, modifica degli articoli 429, 438, 441-bis e 442 del codice di procedura penale.La riforma si applica ai soli fatti commessi successivamente al 20 aprile 2019, data di entrata in vigore della legge.
– art. 442 c. 2c.p.p. relativo all’entità della pena applicabile in caso di giudizio abbreviato conclusosi con sentenza di condanna. La riforma elimina le attuali previsioni sulla trasformazione, rispettivamente, della pena dell’ergastolo in reclusione di anni 30, e della pena dell’ergastolo con isolamento diurno in ergastolo, stante l’esclusione del rito speciale per i reati puniti con tali pene (art. 3);
* Presunzione di innocenza e il diritto a un equo processo sono sanciti negli articoli 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea («Carta»), nell’articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali («CEDU»), nell’articolo 14 del Patto internazionale sui diritti civili e politici («ICCPR») e nell’articolo 11 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.Omicidio:
* Generalmente, il dolo viene tripartito in:
/dolo intenzionale/ (quando l’evento rappresenta il fine principale dell’autore);
/dolo diretto// (quando l’evento rappresenta un esito accessorio-collaterale rispetto al fine principale dell’autore, ma questi si rappresenta tale esito con alta probabilità o con probabilità confinante con la certezza ed innesta su di esso il profilo volitivo)
/dolo eventuale/ (quando, stanti i medesimi presupposti del dolo diretto, l’agente si rappresenta la probabilità-possibilità che l’evento consegua alla propria condotta e, accettando il rischio che esso si verifichi, agisce a costo di cagionarlo subordinando – in un giudizio di bilanciamento – il fine principale proprio al bene giuridico altrui poi risultato leso).
* L’UCPI, considera che non sia più procrastinabile la esigenza di dare nel paese un forte segnale di allarme per questa sconsiderata, ossessiva gara alla promulgazione di norme sempre più eclatantemente connotate da una idea iperbolica e simbolica del più cupo e cinico populismo giustizialista.
* “L’UCPI ha senza esitazione denunciato che una simile riforma, ispirata ad una vera e propria idolatria della pena detentiva perpetua e ad un sempre più manifesto disprezzo del principio della finalità rieducativa della pena sancita dall’art. 27 della Costituzione, appare per di più del tutto irragionevole ed ingiustificata anche rispetto agli obiettivi che dichiara di voler perseguire, posto che già con la normativa fino ad oggi vigente è consentito al giudice, nei casi più gravi, di applicare la pena dell’ergastolo anche all’esito di giudizio abbreviato, che in tali ipotesi incide solo escludendo l’isolamento diurno nella espiazione della prima parte di quella pena perpetua.”
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References: sentenza 
 sentenza 
 art. 114
 art. 21
 art. 442
 sentenza