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Timestamp: 2018-03-17 16:48:13+00:00

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PAOLI Dott. Stefano - Studio Professionale
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La cittadinanza europea. Il 2013 è l'anno europeo dei cittadini.
Nel marzo del 1946 un grande europeo, uno dei padri fondatori della moderna Unione Europea, il Cancelliere tedesco Konrad Adenauer, pronunciò quello che uno storico tedesco, Paul Johnson, definì essere uno dei discorsi più importanti del dopoguerra in quanto segnò l'inizio della nuova Germania e della nuova Europa Occidentale. Disse Adenauer: “Siamo prima cittadini europei e poi tedeschi”.
L'idea di dare vita ad un'Europa unita risale molto tempo fa anche se la sua realizzazione è iniziata solo durante gli anni Cinquanta del secolo scorso. In quegli anni, infatti, sono state attuate le prime forme di cooperazione tra alcuni Stati dell'Europa occidentale (1) e, con il passare degli anni, ai sei Stati originari si sono aggiunti altri Paesi fino a raggiungere gli attuali ventisette ma altri sono già pronti ad entrare nell'Unione, in primis la Croazia.
Inoltre, si sono via via create le condizioni per una maggiore integrazione tra gli Stati, non più limitata a ragioni esclusivamente economiche, ma estesa ad aspetti riguardanti la libera circolazione delle persone, la creazione di una politica comune per la tutela dell'occupazione, della sicurezza, dei diritti fondamentali dei cittadini sino ad arrivare alla realizzazione concreta di una vera e propria Unione economica e monetaria tra gli Stati, con l'introduzione di un'unica moneta europea: l'euro.
Per attuare questo percorso, gli Stati membri hanno stipulato alcuni accordi successivi al Trattato di Roma: l'Atto Unico Europeo, firmato a Milano nel 1986,(2) il Trattato di Maastricht o Trattato dell'Unione Europea del 1992 che è entrato in vigore nel nostro Paese a seguito di referendum il 1 gennaio 1993, il Trattato di Amsterdam del 1997, il Trattato di Nizza del 2000, la Dichiarazione di Laeken del 2001 ed, infine, il Trattato di Lisbona del 2007 che è entrato definitivamente in vigore il 1 gennaio 2009.
In realtà il 29 ottobre 2004, a Roma, in Campidoglio, i Capi di Stato e di Governo ed i Ministri degli Esteri di 29 Paesi europei si erano riuniti per firmare il Trattato e l'Atto finale della Costituzione Europea.(3) Purtroppo questo atto ha avuto vita breve in quanto non tutti i Paesi l'hanno ratificato (in primis la Francia e l'Olanda) con il risultato di produrre una situazione di stallo che si è risolta solo il 13 febbraio del 2007 con la firma del già ricordato Trattato di Lisbona, il quale preserva molti degli aspetti della Costituzione Europea in particolari quelli relativi alla cittadinanza europea e ai diritti fondamentali.
2. La cittadinanza europea: un concetto “esplosivo”.
Il motto dell'Unione Europea è : “Unità nella diversità”.
Infatti, l'Unione si fonda sui valori indivisibili e universali della dignità umana, dell'uguaglianza e della solidarietà e si basa sui principi della democrazia e dello stato di diritto. Tali principi sono fondamentali per gli Stati membri in società caratterizzate dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.
Tutti i cittadini dell'Unione fruiscono e dovrebbero beneficiare dei diritti previsti dal trattato sull'Unione europea (TUE), dal trattato sul funzionamento dell'Unione Europea (TFUE) e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea del 2007.(4)
Il Trattato di Maastricht ha introdotto il concetto di “cittadinanza dell'Unione” aggiungendo una nuova dimensione politica all'integrazione europea fino allora di natura meramente economica.
Poi il trattato di Amsterdam nel 1999 e quello di Lisbona nel 2009, ma soprattutto la già ricordata Carta dei diritti fondamentali dell'Unione hanno ulteriormente rafforzato i diritti connessi alla cittadinanza dell'Unione e, di conseguenza, nel 2013 si celebra il ventesimo anniversario dell'istituzione della cittadinanza dell'Unione. Da allora i diritti di cittadinanza hanno fatto registrare sensibili progressi che hanno avuto un profondo impatto nella vita di milioni di cittadini in tutta Europa.
Il TFUE dà un elenco preciso, ma ovviamente, non esaustiva dei diritti dei cittadini UE (5). Inoltre è stabilito il chiaro diritto dei cittadini comunitari di godere, nel territorio di un paese terzo, della tutela delle autorità consolari e diplomatiche di qualsiasi Stato membro (6) conferendo alla Commissione anche il potere di iniziativa legislativa in materia.(7). Inoltre il Trattato di Lisbona integra i diritti di cittadinanza introducendo un nuovo diritto, l' “iniziativa dei cittadini”, che ci consente, in un numero di almeno un milione, di invitare la Commissione a presentare proposte legislative.(8)
Ma come possiamo definire la “cittadinanza europea o la cittadinanza dell'Unione”?
Sinteticamente, con una sorta di formula, possiamo definirla come l'insieme di tutti i diritti e i doveri riconosciuti ai cittadini che hanno la cittadinanza in uno dei Paesi facenti parte dell'Unione Europea, diritto che si estende automaticamente anche agli eventuali cittadini di quei paesi che nel futuro potranno entrare nell'Unione.
L'art. 1, p.12 e l'art. 2, p. 34 del trattato di Lisbona (ora art. 9 TUE) stabiliscono che chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro è cittadino dell'Unione, che la cittadinanza dell'Unione si aggiunge, senza sostituirla, alla cittadinanza nazionale di uno Stato membro e che i cittadini dell'Unione hanno diritti e sono soggetti ai doveri previsti nei Trattati. L'art. 2, p. 35, del Trattato di Lisbona (ora art. 21 TFUE) sancisce, inoltre, il diritto dei cittadini dell'Unione di circolare e di soggiornare liberamente. La cittadinanza UE, quindi, non sostituisce quella nazionale ma conferisce a tutti i cittadini europei, una serie di diritti aggiuntivi, garantiti dai trattati e d'importanza essenziale per la vita di tutti i giorni.
Come ha più volte ricordato la Corte di Giustizia Europea (per tutte, CausaC-184/99Grzelczyk), lo status di cittadino dell'Unione è destinato ad essere lo status fondamentale dei cittadini degli Stati membri che consente a chi si trova nella stessa situazione di ottenere, indipendentemente dalla cittadinanza, il medesimo trattamento giuridico.
I diritti inerenti alla cittadinanza UE sono inoltre contenuti nel Titolo V, “Cittadinanza” della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione, che come ricordato è un atto giuridicamente vincolante per gli Stati membri e che segna un importante passo in avanti in termini di impegno politico dell'UE per quanto concerne i diritti fondamentali dei cittadini europei. Secondo il preambolo della Carta, l'Unione “pone la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dell'Unione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia”.
Pur tuttavia resta ancora un divario tra le norme giuridiche applicabili e la realtà quotidiana dei cittadini, specialmente nelle situazioni transfrontaliere come dimostrano il gran numero di denunce e domande che la Commissione europea riceve ogni anno nonché i dibatti con le parti interessate.
L'importanza di rendere più effettiva nella pratica la cittadinanza Ue è stata sottolineata in diverse occasioni.
L' 8 giugno 2008, nella sua relazione “Il cittadino e l'applicazione del diritto comunitario” (9) il parlamentare europeo Alain Lamassoure, illustra chiaramente le barriere contro cui si scontrano gli europei quando cercano di esercitare i propri diritti. La relazione descrive vari scogli amministrativi e conclude che le politiche europee dovrebbero articolarsi intorno ai diritti e alle esigenze dei cittadini UE e dare risultati concreti.
Inoltre, la relazione del Parlamento europeo sui problemi e le prospettive concernenti la cittadinanza europea del 20 marzo 2009,(10) descrive in dettaglio i persistenti ostacoli all'esercizio transfrontaliero dei diritti ed invita la Commissione a redigere un elenco di tali ostacoli e a presentare proposte concrete su come affrontarli, a seguito di una consultazione con la società civile.
L'esito della consultazione pubblica conclusasi il 15 giugno 2010 e la conferenza “I diritti dei cittadini dell'UE: prospettiva” svoltasi a Bruxelles l' 1 ed il 2 luglio 2010, sono la prova evidente dei numerosi ostacoli che impediscono ai cittadini di godere dei propri diritti.
Da ultimo il programma di Stoccolma del 23 ottobre 2012 (11), mette il cittadino al centro delle politiche europee nel settore della libertà, della sicurezza e della giustizia. Esso focalizza le sue iniziative sulla “costruzione di un'Europa dei cittadini”, anche attraverso la sviluppo dei diritti dei cittadini, in particolare il diritto di circolare liberamente e i diritti che permettono ai cittadini dell'Unione di partecipare attivamente alla vita democratica dell'Unione stessa.
3. L'“Anno europeo dei cittadini”.
“L'anno 2013 è proclamato <>>, così dispone l'art. 1 della Decisione ……… (12). L'obiettivo generale è d rafforzare la consapevolezza e la conoscenza dei diritti e delle responsabilità connessi alla cittadinanza dell'Unione, al fine di permettere ai cittadini di esercitare pienamente i proprio diritto di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. “In tale contesto, l'anno europeo dei cittadini promuove inoltre l'esercizio, da parte di cittadini dell'Unione, degli altri diritti connessi alla cittadinanza dell'Unione”.(13)
Sono circa 500 milioni i cittadini europei ed il numero tende ad aumentare dopo che anche altri Paesi entreranno a far parte della grande famiglia europea. L'obiettivo politico della Commissione europea è favorire la crescita della “cittadinanza europea” fino a farla diventare una realtà tangibile nella nostra vita quotidiana.
Sin dall'insediamento del 3 settembre 2009 della Commissione Europea tuttora in carica, il Presidente Josè Manuel Barroso ha rilevato la necessità di rafforzare la cittadinanza Ue rivitalizzando il legame tra i cittadini e l'unione garantendo l'effettiva realizzazione dei nostri diritti. Il Presidente afferma che i “cittadini europei, che incontrano tuttora molte difficoltà per procurarsi beni e servizi al di là delle frontiere nazionali, devono poter fruire dei loro diritti come cittadini dell'Unione così come esercitano i loro diritti di cittadini nazionali”.
Nella risoluzione del 15 dicembre 2010 sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione Europea (2009) (14), il Parlamento europeo ha invitato la Commissione ha proclamare il 2013 “Anno Europeo dei cittadini”, al fine di dare impulso al dibattito sulla cittadinanza dell'Unione, anche per quanto riguarda la sua terminologia, il suo contenuto e la sua portata, e informare i cittadini dell'Unione in merito ai loro diritti, segnatamente ai nuovi diritti derivanti dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona e ai mezzi disponibili per esercitare tali diritti.
Pertanto, il 2013 “Anno Europeo dei cittadini”costituisce un'opportunità di sensibilizzazione riguardo ai diritti e alle responsabilità connessi alla cittadinanza dell'Unione soprattutto quando esercitano il diritto di circolare e di soggiornare liberamente in un altro Stato membro, ad es. come studenti, lavoratori, persone in cerca di lavoro, volontari, consumatori, imprenditori, giovani o pensionati. In questa situazione, la sensibilizzazione degli “europei” ai diritti di cui dispone in quanto cittadini dell'UE, deve essere integrata dal punto di vista geografico, demografico e sociale, e concentrarsi sull'eliminazione degli ostacoli che ancora si frappongono all'esercizio dei diritti derivanti dalla cittadinanza europea. E', di conseguenza, opportuno trasmettere il messaggio che i cittadini stessi dell'Unione hanno un ruolo fondamentale da svolgere nel rafforzamento di tali diritti attraverso la loro partecipazione alla società civile e alla vita democratica.
Con l'istituzione dell'Anno Europeo della cittadinanza, le istituzioni europee intendono mostrare decisamente i diritti di quasi 500 milioni di europei e incoraggiarne un reale interesse e una partecipazione attiva al processo politico dell'Unione stessa. La cittadinanza europea è considerata un simbolo importante e conferisce una dimensione politica più ampia al percorso di unificazione dell'Europa sul piano economico. I diritti dei cittadini non hanno solo una valenza simbolica ma incarnano e promuovono una migliore comprensione del valore dell'integrazione europea, oltre alla partecipazione dei cittadini stessi nel dare forma concreta all'Unione. (15)
L'Anno Europeo dei cittadini sarà contrassegnato dalla Relazione 2013 della Commissione sulla cittadinanza dell'Unione, che preciserà i progressi compiuti dalla Relazione 2010 e proporrà nuove azioni per rimuovere gli ostacoli che ancora impediscano ai cittadini Ue di esercitare i propri diritti. Sarà sulla base di tale relazione che il Consiglio adotterà disposizioni intese a rafforzare o completare i diritti connessi alla cittadinanza dell'Unione.
4. La libera circolazione dei cittadini
Ma, al di là delle definizioni giuridiche opseudo-giuridiche,cosa è concretamente, “la cittadinanza europea”. Senza voler sembrare di essere “oltraggiosi”, si potrebbe dire che la cittadinanza europea è una sorta di composizione a strati.
Nello strato più interno troviamo la nostra identità locale, il nostro essere cittadini di una comunità locale, poi, procedendo verso l'esterno, troviamo la nostra cittadinanza nazionale e poi, infine, la cittadinanza europea che, come detto, si va ad aggiungere, senza sostituirsi, alla nostra cittadinanza e identità nazionale e locale.
La Corte di Giustizia Europea ha stabilito che il solo status di cittadino di uno Stato UE conferisce ai cittadini dell'Unione (Art. 21, par. 1, Trattato) il diritto di soggiorno in un altro Stato membro, facendo così assurgere la cittadinanza UE a fonte del diritto di libera circolazione (per es. CauseC-413/99,Baumbast e R.; C.- 200/02, Zhu e Chen).
Fin dalla sua introduzione nel trattato di Roma del 1957 come una delle quattro libertà fondamentali, il diritto di circolare e di soggiornare liberamente ha dimostrato la sua validità come uno dei pilastri per la creazione del mercato interno, a beneficio delle economie degli Stati membri e dei singoli cittadini dell'Unione.
“Rafforzare la consapevolezza dei cittadini dell'Unione con riguardo al loro diritto di circolare e di soggiornare liberamente nell'Unione e, in tale contesto, a tutti gli altri diritti garantiti ai cittadini dell'Unione senza alcuna discriminazione”, è uno degli obiettivi speciali da conseguire nel corso del 2013 (16).
Il diritto alla libera circolazione, quale “aspetto inalienabile della cittadinanza europea” (17) è indubbiamente il “diritto più amato” nell'Unione Europea in quanto è sinonimo di cittadinanza europea e grazie al quale possiamo avvertire meglio gli effetti positivi nella vita di ogni giorno, considerato che ci consente di risiedere, lavorare, studiare, viaggiare e fare acquisti in qualsiasi paese dell'Unione.(18)
E' fuori dubbio che le imprese e i cittadini hanno ottenuto e stanno ottenendo enormi vantaggi dalla progressiva rimozione agli ostacoli alla libera circolazione di merci, servizi e persone all'interno dell'Unione. (19). Questo diritto avrà, quindi, un'incidenza ancora maggiore nei prossimi anni, tenuto conto del ruolo sempre più importante che avranno la mobilità dei lavoratori, la possibilità di trovare lavoro anche di là dalle frontiere nazionali e l'apprendimento permanente internazionale, ed è anche un elemento chiave per il buon esito della strategia Europa 2020 dell'UE con iniziative faro quali “Youth on the Move” (“Gioventù in movimento”) e “Un'agenda per nuove competenze e nuovi posti di lavoro”.
Ma per permettere ai cittadini dell'Unione di decidere con cognizione di causa se esercitare il proprio diritto di circolare liberamente non è sufficiente sensibilizzarli sul diritto in sé. E' indispensabile che i cittadini europei siano altresì adeguatamente informati degli altri diritti di cui possono avvalersi in virtù del diritto dell'Unione in situazioni transfrontaliere. Tali informazioni ci consentirebbero di godere inoltre pienamente di tali altri diritti nel caso in cui decidessimo di esercitare il diritto di circolare liberamente.
I cittadini, infatti, hanno il diritto di acquisire o di conservare i diritti previdenziali, compresi quelli riguardanti l'assistenza sanitaria transfrontaliera, in base alle norme europee sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. Queste norme garantiscano ai lavoratori che i diritti previdenziali acquisiti non vadano perduti se scelgono di circolare nell'Unione. Inoltre ci sono i diritti concernenti le qualifiche formative, accademiche e professionali e alle competenze sociali e civili che costituiscono parte del quadro europeo delle competenze chiave per l'apprendimento permanente,(20) le quali ci consentono di partecipare pienamente alla vita civica e di poter esercitare i nostri diritti in virtù del diritto dell'Unione.
Anche in materia sanitaria i cittadini europei godono di alcuni diritti importanti quali quelli relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera ed alle misure di accompagnamento quali l'assistenza sanitaria on line (c.d.eHealth) e la telemedicina, in modo da poter beneficiare pienamente di cure mediche sicure al d i fuori dei propri confini nazionali. Infine, godiamo di diritti quali passeggeri che si spostano nell'Unione utilizzando un qualunque mezzo di trasporto e quelli quali consumatori transfrontalieri.
5. I diritti elettorali
Dal 1979, anno in cui hanno avuto luogo le prime elezioni dirette, il Parlamento europeo agisce come interfaccia diretta tra i cittadini e l'Unione : nel 2014 si terranno le elezioni per il Parlamento europeo, le prime dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona. Purtroppo dalle prime elezioni la partecipazione degli elettori è in costante calo: a conferma di questa tendenza alle ultime elezioni del 2009 l'affluenza alle urne è stata del 43%. Da un'indagine del 2010 è emerso che più di 8 cittadini europei su 10 ritengono che il tasso di partecipazione potrebbe aumentare se i partiti politici fornissero maggiori informazioni sui loro programmi e sull'impatto dell'UE sulla vita quotidiana dei cittadini. (21) Solo il 51% degli italiani afferma di sentirsi cittadino europeo, mentre il 47% continua a non sentirsi tale che è un dato che stride con le percentuali sopra indicate a livello europeo.
Fra gli obiettivi specifici da conseguire nell'Anno europeo è compreso quello di rafforzare la consapevolezza dei cittadini europei del “loro diritto di voto alle elezioni locali ed europee nello Stato membro nel quale risiedono”. (22)
L'occasione elettorale consente, quindi, di sottolineare che i diritti elettorali sono la seconda pietra angolare della costruzione europea. Nell'organizzare le elezioni del Parlamento europeo, tutti gli stati membri devono rispettare gli stessi principi: le elezioni devono essere libere, segrete e a suffragio universale diretto. I cittadini dell'UE che risiedono in uno Stato membro diverso da quello d'origine hanno il diritto di votare e di presentarsi come candidati alle elezioni europee. (23)
Il diritto di votare e di candidarsi alle elezioni europee e comunali nello Stato membro di residenza, così come il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo e, grazie all'iniziativa dei cittadini europei, di sottoporre una proposta legislativa alle istituzioni europee, meritano maggiore attenzione: costituiscono infatti una chiara risposta all'accusa di mancanza di democrazia che spesso viene rivolta all'Unione.
Infatti il Trattato di Lisbona ha introdotto nuovi diritti,(24) fra i quali, appunto, l'iniziativa dei cittadini, che consente ad almeno un milione di cittadini, di un numero significativo di Stati membri, di invitare la Commissione a presentare una proposta in una qualsiasi materia di competenza dell'Unione, permettendo così ai cittadini di impegnarsi attivamente nella vita politica dell'Unione e di partecipare direttamente all'orientamento dello sviluppo del diritto dell'Unione.(25)
Tutto questo fornisce ai cittadini europei gli strumenti per partecipare alla vita democratica dell'UE e al tempo stesso li aiuta ad integrarsi nella società in cui vivono. Si può, pertanto, dire, che i cittadini europei, a prescindere della loro nazionalità o del luogo in cui si sono stabiliti, hanno la prima e l'ultima parola nel processo legislativo europeo (26).
Questa dimensione trova conferma nella nuova definizione dei membri del Parlamento europeo quali “rappresentanti dei cittadini dell'Unione” (27) e non già semplicemente “rappresentanti dei popoli degli Stati riuniti nella Comunità” (28)
6. Il ruolo degli Enti Locali
Per coinvolgere i cittadini europei in un progetto comune con una prospettiva di lungo termine è fondamentale l'azione degli enti locali, specialmente dei Comuni.
Gli enti regionali ed i comuni, ossia il livello di governo più vicino alla vita quotidiana dei cittadini,(29) hanno un ruolo fondamentale da svolgere in questo campo. Fra l'altro essendo gli enti locali soggetti erogatori di servizi, partecipano direttamente all'applicazione della normativa comunitaria sui diritti dei cittadini europei. I Comuni (e in alcuni ordinamenti anche le regioni) costituiscono spesso per il cittadino il primo interlocutore cui rivolgersi: poiché sono in costante e stretta cooperazione con tutti i livelli di governo, questi enti hanno il compito, sviluppando canali di comunicazione locale, di sensibilizzare i propri cittadini al loro essere cittadini europei, come pure ai loro diritti e doveri. Un altro ruolo essenziale consiste nel compiere tutti i passi necessari per promuovere l'esercizio di tali diritti ed eliminare gli ostacoli che vi si frappongono. Infine gli enti locali possono costituire valide piattaforme per realizzare la democrazia partecipativa, consentendo a tutte le componenti della società di far sentire la propria voce.
Una critica che spesso viene rivolta all'UE è di non essere concreta ma di “perdersi” in sterili dibattiti, anche se spesso sono svolti al massimo livello istituzionale fra i rappresentanti dei Paesi membri”, senza però trovare una soluzione ai problemi. E' pertanto necessario che l'UE si guadagni la propria credibilità attraverso azioni concrete facendo in modo che ciò che viene deciso a Bruxelles sia poi tradotto realmente nelle nostre città e nei nostri comuni. In modo particolare, l'Unione potrà “riempire” questa mancanza di concretezza solo se coinvolgerà tutti i livelli di governo, rafforzando, nel frattempo, il ruolo degli enti locali e regionali in una strategia della governance europea articolata su un multilivello anziché centralizzata a Bruxelles.
Non è un caso, a mio parere, che l'anno europeo dei cittadini sia stato indetto propria alla vigilia dell'elezioni del Parlamento europeo che si svolgeranno il prossimo anno: comprendere e “capire” cosa vuol dire essere cittadini europei potrà dare una spinta molto importante al rapporto tra i cittadini e l'Unione Europea, che spesso è “sentita” come un'entità distante, non solo geograficamente, e distaccata dalla nostra vita quotidiana e dai nostri problemi.
La crisi economica e finanziaria sta forse allargando il fossato fra le istituzioni europee e i cittadini, da molti percepite come un problema anziché come un mezzo per uscire da questo momento così difficile. In questo difficile periodo per l'UE, è più importante che mai instaurare un dialogo con i cittadini e renderli consapevoli delle ricadute concrete e positive dell'Unione Europea sulla nostra vita quotidiana. La crisi economica e la qualità della vita sono, infatti, percepite in maniera moto diversa dai cittadini europei a seconda non solo del paese, ma ancor di più della regione in cui vivono.
Per garantire il necessario coordinamento a livello europeo, con una definizione adeguata delle politiche e la loro attuazione sul campo è, però, necessario che i principi di sussidiarietà e di proporzionalità rimangano tra i pilastri fondamentali del processo d'integrazione.
“I cittadini non si fidano della classe politica in Europa. Vi è una chiara mancanza di fiducia e noi dobbiamo porre rimedio a questo problema”, ha affermato la vicepresidente della
Commissione Europea Viviane Reding (30): questo è il vero problema.
Solo con una reale attuazione a livello locale delle decisioni assunte dalle istituzioni europee, potrà essere superato il deficit democratico percepito dai cittadini per cercare di realizzare l'obiettivo fondamentale che avevano in mente i Padri fondatori dell'Unione Europea: l'unione politica.
Per questo motivo riveste un'importanza fondamentale, l'Anno Europeo dei cittadini: solo quando si mettono i cittadini al centro del dibattito sull'Europa, si può creare una situazione di “parità” su cui rafforzare le istituzioni europee e la loro responsabilità e la trasparenza della propria azione nei confronti dei cittadini europei e favore quel processo di integrazione europea che è uno dei capisaldi del Trattato di Lisbona.
I diritti della cittadinanza Ue sono saldamente ancorati al diritto primario dell'Unione e ampiamente sviluppato nel diritto derivato. Chiunque tragga vantaggio dal progetto europeo estendendo aspetti della propria vita di là dai confini nazionali, per turismo, studio, lavoro, per trascorrere gli anni della pensione, matrimonio, perché acquista o eredita immobili, vota o semplicemente compra online da società stabilite in altri Stati membri, deve godere appieno dei diritti che gli riconoscono i trattati.
“Sono passati vent'anni da quando la cittadinanza europea ha visto la luce nella cittadina di frontiera di Maastricht e spetta a noi oggi ridare vitalità al progetto europeo, con l'aiuto diretto dei cittadini di tutta l'Europa”.(Viviane Reding, Vice Presidente e Commissaria Europea Responsabile Cittadinanza Ue)
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(1) – Nel 1951 fu istituita, con il Trattato di Parigi, la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) e nel 1957, con il Trattato di Roma, la CEEA (Comunità Europea dell'Energia Atomica) e la CEE (Comunità Economica Europea).
(2) – Con questo Trattato la CEE diventa CE, semplicemente Comunità Europea, in quanto sono aumentate le competenze comunitarie, includendovi anche settori non economici.
(3) – La Costituzione Europea è un contenuta in un trattato istitutivo che stabilisce i diritti ed i doveri del cittadino europeo, ma è anche un tratto modificativo dei trattati originari soprattutto per quanto attiene gli organi e gli atti dell'Unione Europea.
(4) – La Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea è stata proclamata a Strasburgo il 12 dicembre 2007, il giorno prima della firma del Trattato di Lisbona, di cui la Carta è parte integrante. Infatti l'art. 6 del Trattato dell'Unione (TUE) sottolinea il carattere vincolante della Carta per tutti gli Stati membri.
(5) – Art. 20, par. 2 TFUE. (6) – Art. 20, par. 2, lett. d. (7) – Art. 23 TFUE.
(8) – Art. 11, par. 4 TUE
(9) – http://www.alainlamassoure.eu/liens/975,pdf
(10) – http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef . La relazione sulla cittadinanza europea e la comunicazione relativa all'atto per il mercato unico (c.d. “Single Market Act”), sono iniziative complementari dirette a superare la frammentazione dell'Unione in settori che interessano direttamente il cittadino e a onorare l'impegno di creare un'Europa dei cittadini e un mercato unico funzionante che risponda alle esigenze e alle aspettative di tutti.
(11) – Programma2010-2014 : “Un'Europa aperta e sicura al servizio e a tutela dei cittadini” – Posizione del Parlamento europeo del 23 ottobre 2012.
(12) – GUCE 23.11.12, L.325.
(13) – Art. 2 Decisione n. 1093/2012/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21.11.12, relativa all'Anno Europeo dei Cittadini (L.325.12)
(14) – “Attuazione effettiva in seguito all'entrata in vigore del trattato di Lisbona”.
(15) – Una delle iniziative più importanti che saranno realizzate nel 2013 sarà rappresentato dalla “Relazione 2013 sulla cittadinanza dell'Unione”, con la quale la Commissione Europea illustrerà la strategia per abbattere i maggiori ostacoli che impediscono ai cittadini europei di esercitare i loro diritti ed altre iniziative per promuovere la cittadinanza europea.
(16) – Art. 2 par. 2 lett. b) Decisione n. 1093/2012/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21.11.12, relativa all'Anno Europeo dei Cittadini (L.325.12)
(17) – Art. 2, par. 2, lett. c) Decisione n. 1093/2012/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21.11.12, relativa all'Anno Europeo dei Cittadini (L.325.12)
(18) – Per es. la Corte di Giustizia Europea ha più volte ricordato con le sue pronunce (da ultimo CGE- Sent. 28.02.13,C-544/11), che le disposizioni del Trattato relative alla libera circolazione delle persone, osta ai provvedimenti che potrebbero sfavorir e i cittadini dell'Unione, qualora intendano svolgere un'attività economica nel territorio di un altro Stato membro.
(19) – Nella relazione 2010 sulla cittadinanza dell'Unione del 27.10.10 (“Eliminare gli ostacoli all'esercizio dei diritti dei cittadini del'Unione”), la Commissione ha preso in esame i principali ostacoli che i cittadini incontrano tuttora quando cercano di esercitare i propri diritti quali cittadini europei, in particolare in situazioni transfrontaliere, individuando 25 azioni per rimuove questi ostacoli.
(20) – Raccomandazione 2006/962/CE del P. Europeo e del Consiglio del 18.12.06.
(21) – Eurobarometro Flash 292 “Diritti elettorali dei cittadini dell'UE”, marzo 2010. Questo risultato è stato confermato dalle conclusioni dell'indagine qualitativa Eurobarometro “Cittadinanza dell'UE – mobilità transfrontaliera”, agosto
2010. Secondo questa ricerca, in futuro, il tasso di partecipazione alle elezioni europee sarebbe più elevato se:
-Fossero fornite più informazioni sull'impatto dell'U.E. sulla vita quotidiana dei cittadini : 84% (Si); 13 % (No);
-Fossero fornite più informazioni sui programmi e sugli obiettivi dei candidati e dei partiti rappresentati nel Parlamento europeo : 83% (Si); 14 % (No); 3% (Non so);
-Fossero fornite più informazioni sulle elezioni del Parlamento europeo : 80 % (Si); 17 % (No); 3 % (Non so);
-Le elezioni si svolgessero lo stesso giorno in tutta l'Unione Europea : 61% (Si); 33 % (No); 7 % (Non so);
-La data dello scrutinio fosse spostata da giugno a maggio: 31% (Si); 60% (No); 10 % (Non so).
(22) – Art. 2, par. 2, lett. b) Decisione n. 1093/2012/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21.11.12, relativa all'Anno Europeo dei Cittadini (L.325.12)
(23) – Art. 22, par.2, TFUE e Dir. 93/109/CE del Consiglio del 06.12.93 (GU L 329/93). (24) – Art. 1, p.12 e art. 2, p.37 (art. 11 TUE e art. 24 TFUE).
(25) – Regolamento (UE) n. 211/11 del P. Europeo e del Consiglio del 16.02.11 (GUCE L. 65/11).
(26) – L'importanza dei diritti elettorali è il tema centrale del parere d'iniziativa del Comitato delle Regioni “Rafforzare la cittadinanza dell'UE: promuovere i diritti elettorali dei cittadini europei”, elaborato dall' ungherese GyorgY Gémesi, la cui adozione è prevista nel 2013.
(27) – Art. 14, par. 2, TUE.
(28) - (Art. 189 del Trattato che istituisce la Comunità Europea).
(29) – La stessa nostra Costituzione all'art. 114 riconosce questo ruolo di vicinanza dei comuni ai cittadini con l'introduzione del concetto della “sussidiarietà verticale” ma anche per la loro equiparazione agli altri enti costituzionali individuati dalla stessa disposizione costituzionale.
(30) – Intervento effettuato durante il “Dialogo dei cittadini sul futuro dell'Europa”, svoltosi a Cadice (Spagna) il 27 settembre 2012.
(17/05/2013 - Stefano Paoli)

References: art. 9
 art. 21
 Art. 20
 Art. 20
 Art. 23
 Art. 11
 Art. 2
 Art. 2
 Art. 2
 Art. 2
 Art. 22
 Art. 1
 art. 2
 art. 24
 Art. 14