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Timestamp: 2018-01-17 01:09:56+00:00

Document:
Massima 10/17-18/C
Iscrizione di ipoteca da parte di Sestri Spa- richiesta di cancellazione ex art. 700 c.p.c. -inammissibilità
Tribunale di Verbania- ordinanza 15.3.2004- dr.ssa Pomponio
Quanto alla richiesta di cancellazione delle ipoteche proposta dai ricorrenti ex art. 700 c.p.c., va detto che l'art. 2878 c.c. regola le cause di estinzione dell'ipoteca, e l'art. 2884 c.c. regola il procedimento di cancellazione delle ipoteche in caso di mancato assenso delle parti (come nella specie), ed è richiesto l'ordine dato con sentenza passata in giudicato o altro provvedimento definitivo emesso dalle autorità competenti. E' inammissibile quindi il ricorso alla proceduta cautelare al fine di ottenere la cancellazione dell'ipoteca, in quanto è necessario un provvedimento definitivo ex art. 2884 c.c. (v. sul punto Cass. 12797/1993).
Nota: Nell'ordinanza del Tribunale di Milano del 19.4.2004 si tratta di un caso analogo a quello esaminato dal Tribunale di Verbania. In particolare si afferma quanto alla giurisdizione che la giurisdizione sulle controversie concernenti i presupposti per l'iscrizione dell'ipoteca, da parte del concessionario della riscossione, a fronte dei debiti tributari del contribuente, appartiene al giudice ordinario e non alle commissioni tributarie. A queste ultime spetta, invece, di conoscere sul fondamento della sottostante pretesa fiscale. Ai sensi dell'art. 2, D.lvo 546/92 sono espressamente esclusi dalla giurisdizione tributaria gli atti dell'esecuzione forzata successivi alla notifica della cartella di pagamento e ove previsto, dall'avviso di mora. Se è vero che l'iscrizione dell'ipoteca non costituisce inizio dell'esecuzione forzata, per cui la predetta disposizione non è direttamente applicabile, secondo il giudice milanese la disposizione stessa consente di individuare il criterio di ripartizione della giurisdizione nella conoscibilità esclusiva, da parte del giudice tributario, dell'effettiva pretesa fiscale, mentre al giudice ordinario spetta il controllo sulle modalità di riscossione coattiva demandata al concessionario. Essendo l'iscrizione di ipoteca atto prodromico all'esecuzione forzata, il debitore potrà contrastare l'azione del concessionario contestando la pretesa che ne costituisce il fondamento davanti alle commissioni tributarie, oppure contestando l'esistenza dei presupposti formali per l'iscrizione, ma in tal caso davanti al giudice ordinario.
Massima 11/17-18/C
Procedimento d'urgenza - Notificazione a mezzo telefax tramite ufficiale giudiziario - Mancata allegazione da parte del ricorrente della prova dell'avvenuta notificazione - Costituzione del resistente - Conseguimento dello scopo - Nullità della notificazione - Non sussiste [artt.151, 156 & 160 - art.700 CPC]
Tribunale Ordinario di Verbania - Ordinanza 1 luglio 2003 - G.D. Pomponio.
La notifica del ricorso ex art.700 CPC e pedissequo decreto, pur se non notificati a mezzo fax tramite l'Ufficiale Giudiziario, anche in assenza di allegazione da parte del ricorrente dell'originale per notifica, non è affetta da nullità tutte le volte in cui parte resistente sia costituita, avendo in tale caso la ridetta notifica conseguito il suo scopo di portare a conoscenza parte resistente medesima dell'atto giudiziario nei suoi confronti . (1)
(1) Circa la possibilità per il Giudice di autorizzare ex art.151 CPC la parte ad avvalersi di forme diverse da quelle normate agli artt.137 & seguenti CPC per la notifica degli atti processuali vedi Trib. Casale Monferrato 8 agosto 1995 (sull'impiego della Polizia Giudiziaria), Pretura Treviglio 28 gennaio 1983 (sull'affissione ai cancelli dell'azienda), Trib. Bari 14 giugno 1978 & Trib. Milano 20 maggio 1978 (sull'impiego del telex); quanto all'impiego del telefax (rectius, telefacsimile) ovvero la cd. "via telematica", TAR Lazio sez. III 18 giugno 2002 nr.5576.
In ordine alla sanzione che affligge la notificazione eseguita fuori delle prescrizioni stabilite dal Giudice ex art.151 CPC, trattasi non d'inesistenza bensì di nullità (cfr. Trib. Roma 12 marzo 2001), la quale sola consente la sanatoria del conseguimento dello scopo ex artt.156 & 160 CPC.
Avuto riguardo alle problematiche connesse all'impiego della cd. "via telematica" per la notificazione degli atti nel contenzioso cautelare, si segnala in dottrina M. Giorgetti Notifica a mezzo fax, fori convenzionali e pluralità di parti nel processo cautelare in www.judicium.it (avv. Alberto Zanetta)
Massima 12/17-18/C
Procedimento d'urgenza - Casa vacanze in comproprietà - Regolamento "turnario" della stessa pattuito fra le parti - Modificazione delle condizioni di vita d'una d'esse - Modalità d'uso del bene comune - Disaccordo fra le parti - Potere d'intervento modificativo del giudice - Sussiste [art.1102 CC - art.700 CPC]
Allorquando sia possibile l'uso frazionato della cosa comune, in considerazione della sua natura e destinazione, (casa vacanza in comproprietà goduta "turnariamente" in forza di accordo fra i "comunisti"), i partecipanti alla comunione possono accordarsi circa l'utilizzazione di parte da parte di uno dei comproprietari, purché a norma dell'art.1102 CC tale utilizzazione rientri tra quelle cui è destinata la cosa comune e non alteri il godimento degli altri comproprietari (Cass. Civ. sez. II 28 gennaio1985 nr.434).
In caso di controversia sulle modalità d'uso, il giudice provvede - anche in via cautelare d'urgenza - alla modifica dell'originario accordo fra i "comunisti", sia in relazione al moderno concetto di continuità della vacanza (anche considerando la maggiore disponibilità di tempo della parte richiedente che ha conseguito la pensione) sia in relazione alla distanza non trascurabile tra il luogo ove trovasi la casa vacanza e la residenza abituale dei "comunisti".
Massima 13/17-18/C
Procedimento d'urgenza - Conclusioni assunte nella fase cautelare ante causam - Identità con quelle della fase di merito - Non necessità - Formulazione in termini sintetici ma comunque idonei a correlare la cautela alla pretesa - Sufficienza [artt.163 - 669bis & 700 CPC]
Tribunale Ordinario di Verbania in composizione collegiale - Ordinanza 21 agosto 2003 - Pres. Mazzotti - G. Rel. Cosentino.
Non necessariamente le conclusioni assunte nella fase cautelare ante causam debbono essere identiche a quelle della successiva fase di merito, essendo sufficiente che non vi siano difformità sostanziali tra le prime e le seconde, formulate in termini più sintetici ma egualmente idonei a verificare la strumentalità della cautela richiesta alla pretesa da fare valere nel giudizio ordinario.
Massima 14/17-18/C
Procedimento d'urgenza - Casa vacanze in comproprietà - Regolamento "turnario" della stessa pattuito fra le parti - Modificazione delle condizioni di vita d'una d'esse - Modalità d'uso del bene comune - Disaccordo fra le parti - Potere d'intervento modificativo del giudice - Non sussiste - Tutela cautelare d'urgenza - Inammissibilità - Competenza del Tribunale in sede di volontaria giurisdizione - Sussiste [artt.1102 & 1105 CC - art.700 CPC]
E' inammissibile il ricorso alla tutela cautelare d'urgenza laddove dalla parte ricorrente, lungi dall'introdurre un giudizio contenzioso in cui occorre accertare diritti contrapposti delle parti ed eventuali violazioni degli stessi, si chieda al Giudice di sostituirsi alla volontà dei "comunisti" in disaccordo tra loro, decidendo quali debbano essere le modalità di godimento diretto del bene.
Siffatta domanda va ricondotta alla fattispecie di cui all'art.1105 co.4 CC, ove si prevede che ciascun partecipante alla comunione può chiedere al Tribunale - chiamato a decidere in Camera di Consiglio - che adotti i provvedimenti necessari all'amministrazione della cosa nell'ipotesi d'inerzia dei "comunisti" o di mancato raggiungimento delle necessarie maggioranze, dovendosi ricomprendere, nel concetto di "amministrazione", il godimento diretto od indiretto del bene comune (le decisioni sul godimento del bene - del resto - rientrano generalmente nell'ambito dell'amministrazione ordinaria), laddove occorrano provvedimenti ulteriori rispetto alla mera applicazione del principio di cui all'art.1102 CC .
Massima 15/17-18/C
Procedimento d'urgenza - Casa vacanze in comproprietà - Mancato accordo sul godimento "turnario" della stessa - "Periculum in mora" - Non sussiste [art.700 CPC]
Tribunale Ordinario di Verbania in composizione collegiale - Ordinanza 21 agosto 2003 - Pres. Mazzotti - G. Rel. Cosentino
Il pericolo che il godimento dell'immobile sia di fatto impedito dalla mancanza d'accordo tra i "comunisti" non appare insuscettibile di riparazione integrale per equivalente pecuniario, specie in considerazione del fatto che l'immobile de quo non assolve alla funzione di prima casa d'abitazione ma di "casa - vacanze", di tal che il "periculum in mora" - richiesto per l'operare della cautela ante causam di cui all'art.700 CPC - è insussistente.

References: art. 700
 art. 700
 sentenza 
 art. 2884
 Cass. 
 art.700
 art.700
 art.151
 art.151
 art.700
 art.700