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Timestamp: 2019-08-18 11:46:35+00:00

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Assegno di divorzio e sentenza ecclesiastica | Salvis Juribus
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Pubblicato 20 February 2019 | by Giuseppe Di Micco | in Famiglia
La pronuncia della prima Sezione Civile, numero 1889 e depositata il 23 gennaio 2019, si presenta interessante poiché affronta il rapporto tra una sentenza non definitiva di divorzio, non pronunciatasi in riferimento all’assegno divorzile, e la successiva efficacia civile di una sentenza ecclesiastica di nullità matrimoniale.
Problema: che relazione esiste tra una sentenza ecclesiastica delibata ed una successiva sentenza civile che statuisca in riferimento alla spettanza dell’assegno, nonostante ci sia già una sentenza civile di divorzio non definitiva. Secondo gli ermellini, la sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio concordatario, che interviene dopo il passaggio in giudicato di quella relativa alla cessazione degli effetti civili del matrimonio, non impedisce la sopravvivenza dell’assegno di divorzio.
Si badi bene che la spettanza e la liquidazione dell’assegno divorzile non è preclusa quando l’accertamento inerente all’impossibilità della prosecuzione della comunione spirituale e morale fra i coniugi sia passato in giudicato prima della delibazione della sentenza ecclesiastica di nullità dello stesso matrimonio, come è accaduto nel caso di specie dove nell’ambito di un unico giudizio la statuizione relativa alla cessazione degli effetti civile sia stata emessa disgiuntamente da quella inerenti ai risvolti economici.
Per la Corte non sussiste un rapporto di primazia della pronuncia ecclesiastica, in quanto si tratta di procedimenti autonomi aventi presupposti e finalità differenti e, soprattutto, per il diritto italiano il titolo giuridico dell’obbligo di mantenimento si fonda sull’impossibilità della continuazione della comunione materiale e spirituale tra i coniugi e non dalla validità del matrimonio oggetto della sentenza ecclesiastica.
Quest’ultima, dunque, non impedisce la spettanza e la liquidazione della misura patrimoniale quando esiste già una sentenza di cessazione degli effetti civili del matrimonio passata in giudicato precedentemente alla delibazione di quella ecclesiastica, tale da costituire il titolo giuridico per la corresponsione dell’assegno.

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