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Timestamp: 2020-03-31 19:18:09+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 2540 del 02/02/2011 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 2540 del 02/02/2011
Cassazione civile sez. trib., 02/02/2011, (ud. 02/12/2010, dep. 02/02/2011), n.2540
lo studio dell’avv. Gabriele Pafundi, rappresentato e difeso dagli
avv.ti Canzi Pietro e Giovanni Sina;
regionale dell’Abruzzo, sez. 9^, n. 2, depositata il 9 gennaio 2009;
Aurelio Cappabianca e le memorie depositate da entrambe le parti;
udito, per l’Agenzia ricorrente, l’avvocato dello Stato Paola Zerman;
udito, per la società controricorrente, l’avv. Gabriele Pafundi;
SEPE Ennio Attilio che ha dichiarato di non aver nulla da osservare
– che la società di diritto svizzero indicata in epigrafe gestisce impianti di risalita sul versante (OMISSIS);
– che la decisione di appello indicata in epigrafe ha, in riforma della decisione di primo grado, affermato la legittimità dell’istanza di rimborso avanzata dalla società svizzera, ai sensi del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 38 ter dell’iva versata, nel 2002, sugli importi fatturatele dalle società italiane per l’addebito degli importi relativi all’utilizzo degli impianti sul correlativo territorio;
– che i giudici di appello ritennero il rimborso dovuto sia perchè nessuna operazione attiva era stata svolta dalla società ricorrente in Italia sia perchè risultava riscontrato il requisito della “reciprocità” richiesto dal comma 2 della disposizione;
– che, avverso la decisione di appello, l’Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso per cassazione in due motivi, deducendo “violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1972, art. 38 ter”, in rapporto al quesito “… se è illegittima per violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 633 del 1978, art. 38 ter la sentenza del Giudice di secondo grado che … ha ritenuto sussistente, in via di fatto, la condizione di reciprocità tra Italia e Svizzera senza verificare, sul piano normativo, l’esistenza di tale reciprocità in materia di diritto al rimborso dell’IVA”, nonchè “difetto di motivazione – Contraddittorietà della motivazione su un punto decisivo della controversia”;
che la società intimata ha resistito con controricorso, eccependo preliminarmente l’improcedibilità del ricorso ex art. 369 c.p.c., in quanto depositato nella Cancelleria di questa Corte oltre il 19 maggio 2009, a fronte di una notifica alla controparte perfezionatasi il 29 aprile 2009;
– che il ricorso è procedibile, atteso che – alla luce delle incontrastate allegazioni alla memoria ex art. 378 c.p.c. in replica al controricorso – il ricorso risulta pervenuto presso la Cancelleria di questa Corte il 20 maggio 2009, ma in esito a spedizione a mezzo posta eseguita entro il termine utile del 19 maggio, e che, nel caso in cui il ricorso per cassazione sia spedito per posta, ai fini del rispetto del termine di deposito di cui all’art. 369 c.p.c. è sufficiente che il plico sia spedito prima dello scadere del termine di venti giorni decorrenti dalla notifica, a nulla rilevando che esso pervenga nella cancelleria della Corte successivamente allo spirare di tale termine (cfr. Cass. 5071/10, 14759/07);
– che il ricorso appare, tuttavia, da disattendere;
che il secondo motivo di ricorso è, altresì, inammissibile, poichè assertivo di carenze e contraddizioni della motivazione (che, di per sè, non rivela vizi logici) in termini del tutto generici e non autosufficienti;
la Corte: respinge il ricorso; condanna l’Agenzia ricorrente al pagamento delle spese di causa, liquidate in complessivi Euro 1.900,00 (di cui Euro 1.800,00 per onorari) oltre spese generali ed accessori di legge.

References: Sentenza 
 art. 38
 art. 38
 art. 38
 sentenza 
 art. 369
 art. 378
 Cass.