Source: https://donvirginio.wordpress.com/2009/11/04/nota-a-margine-la-corte-dei-cortigiani-e-dei-giullari/
Timestamp: 2017-11-25 11:17:59+00:00

Document:
Nota a Margine. La Corte dei cortigiani e dei giullari. « Amici di Don Virginio
Nota a Margine. La Corte dei cortigiani e dei giullari.
Postato il 4 novembre 2009 Aggiornato il 5 novembre 2009
Con una sentenza -per usare un termine gentile- obbrobriosa, prima ancora che nel merito, nel metodo, sette persone incaricate di un ruolo evidentemente più alto di loro hanno sentenziato che in Italia l’esposizione del crocifisso nelle scuole offende i diritti dell’uomo.
Non è certo questo il luogo per argomentare nel merito della sostanza di questa mostruosità giuridica. Nessuno, fra i nostri lettori, dubita della assoluta “innocenza” della Croce di Cristo.
Vorrei, piuttosto, soffermarmi sul metodo. Vale a dire sul fatto che sette persone di varia nazionalità (da serba a turca) e di chiara matrice laicista, come il rappresentante dell’Italia in questo settimino di soloni, si son sentite in diritto di prendere a pesci in faccia una nostra tradizione.
Intendiamoci: meglio togliere il crocifisso da quei luoghi dove è dimostrato che è sovente oggetto più di sberleffi che di devozione. Ma questa è una decisione che spetta solo a noi, non a una Corte di Ingiustizia, quale si è rivelata essere la Corte Europea data in mano a gente indegna di rappresentarla.
Per non offendere la sensibilità di atei e di mussulmani piovuti in Europa da ogni più sciagurato angolo del pianeta, dove i diritti umani sono, più che calpestati, stritolati dai loro stessi governanti devoti di Allah, questi magnifici sette calpestano il diritto a vivere la propria cultura esprimendola attraverso l’esposizione di un simbolo universalmente riconosciuto come emblema dell’amore senza limiti per l’umanità. Sputano sopra di noi e sui nostri diritti umani con lo sberleffo di chi, ghignando, si sente autorizzato a farsi beffe dell’altrui pensiero coperto dall’immunità garantitagli da un ruolo più alto di loro. In nome dei diritti dell’uomo negano a noi i cristiani il diritto di esigere che venga riconosciuto il nostro ruolo fondamentale nella costruzione dell’idea stessa di Europa.
E’ ora di reagire.
E’ giunto il momento di far sentire che non siamo disposti a lasciarci insultare così da un manipolo di giocolieri del diritto internazionale sprezzanti di due millenni della nostra storia. Hanno dimostrato di insultare noi, la memoria dei nostri padri e delle nostre madri, le nostre radici.
Eh si, proprio loro, proprio quelli che ci han chiesto il voto per tutelarci in seno all’UE, cosa han fatto per evitare questa immonda pagliacciata che ci ha esposti al pubblico ludibrio in faccia ad atei, laicisti ed autolesionisti della peggior specie? NULLA, ASSOLUTAMENTE NULLA! I signori eurovilleggianti, oltre a ritirare ogni mese uno stipendio che grida vendetta al cospetto di Dio, non han fatto nulla.
Occorre unirsi per dar vita ad un movimento popolare di protesta che, in nome dell’affermazione delle radici cristiane dell’Europa, della nostra Europa, chieda senza mezzi termini le dimissioni di questi giudici, palesemente non all’altezza di garantire la tutela dei diritti umani per i cristiani. Vada in Turchia il giudice turco che ha sottoscritto la sentenza, a metter il naso negli affari sporchi del suo paese, sul quale grava l’ombra mefitica dello sterminio dei Curdi! Sentenzi un po’, se ne ha il coraggio, sul rispetto dei diritti umani a casa sua!
Non possiamo più tollerare il saccheggio sistematico dei nostri valori, dei nostri princìpii, della nostra civiltà. Non dobbiamo farlo, per noi, per la memoria dei nostri genitori, e per la salvaguardia del futuro dei nostri figli e nipoti.
Questo articolo è stato pubblicato in Note a margine ed etichettato Corte Europea dei diritti umani, Crocifisso nelle scuole, Diritti umani, Europa.
Dibattito teologico: salvaguardare la fede.
Un prezioso pro-memoria.
10 pensieri riguardo “Nota a Margine. La Corte dei cortigiani e dei giullari.”
Mattia Ventroni ha detto:
4 novembre 2009 alle 10:51 pm
Ritengo profondamente sbagliata la sentenza della Corte Europea. Una sentenza che attacca e offende profondamente le nostre radici.Il crocifisso è il simbolo più rappresentativo di una serie di valori di vasta portata, che non possono essere cancellati da una sentenza. Io vorrei porre l’accento su un’altra questione : se il caso fosse capovolto, ovvero, un italiano emigrato in arabia saudita, chiedesse di togliere in un luogo pubblico un segno distintivo della religione musulmana, cosa succederebbe? beh allora io credo che qui bisogna riflettere. Ogni straniero, in quanto tale, credo debba rispettare le tradizioni e la cultura del paese che lo ospita, visto che d’altronde non imponiamo nessuna obbligatorietà di culto o altro; stiamo andando verso una deriva anti cattolica laicista e moralista che di certo non fa bene alla nostra gente. E’ sempre la mia modesta opinione, ma credo che la condividano parecchi cattolici italiani e non. Mattia Ventroni
andrea rubiu ha detto:
4 novembre 2009 alle 11:02 pm
È assurda la sentenza della Corte Europea di Strasburgo. Il crocifisso nelle aule rappresenta il simbolo della religione maggiormente presente in Italia e in Europa ed è un simbolo molto significativo per i credenti e per nulla lesivo per gli atei agnostici o credenti di altre religioni. Io personalmente credo che per ovviare al problema non sia necessario togliere i crocifissi nelle scuole, bensì rendere obbligatoria l’ora di religione e spiegare dettagliatamente tutte le religioni esistenti al mondo, in modo da poter capire i simboli e i loro significati, capire le usanze e i riti anche delle altre religioni e perciò rispettare non solo il credo cristiano, ma anche tutti gli altri. È perciò inutile togliere i crocifissi nelle scuole, perché non porterebbe ad alcuna soluzione. È veramente corretto il commento del leader dell’UDC Pierferdinando Casini il quale si è espresso contrariato alla sentenza e ha giudicato l’Europa laicista che non lascia spazio né a Dio né alla religione. Casini aggiunge: “Noi siamo per una Europa laica che riconosca le proprie origini cristiane”. Questa sentenza lede le libertà di religione. Non si può che concludere dicendo COMPLIMENTI On. CASINI!!!!!
Jacques de Molay ha detto:
4 novembre 2009 alle 11:07 pm
1)Ormai non penso più che queste decisioni siano concepite per favorire l’integrazione degli stranieri, ma è solo una scusa per attaccare la Chiesa, voglio far notare a tutti, che nel corso della storia qualsiasi forza che ha combattuto contro la Fede, è caduta e in malo modo, qualche esempio:
L’Impero Romano, la monarchia francese, Napoleone, i Savoia, i comunisti ecc. ecc.
La Chiesa, e se vogliamo anche Israele, a differenza di tutte le altre forze “umane” nei momenti di persecuzione non vengono sconfitti, o ridimensionate, ma diventano più forti e più “vicine a Dio” di prima.
2)Il mondo politico è rimasto indignato per la decisione di questi pseudo giudici, l’UDC, o più precisamente il suo leader, ha affermato (cito testualmente): “ La scelta della Corte Europea di bocciare i crocefissi nelle scuole e’ aberrante,figlia della mancanza del riconoscimento delle radici cristiane nella Costituzione europea. Nessun crocifisso nelle scuole italiane ha mai pregiudicato la nostra possibilità di crescere e di fare scelte nella piena libertà. Il crocifisso non è ostentazione religiosa, ma è espressione di una identità di un popolo e di un continente”.
Vuol dire che la politica si muove e trova aberrante questa sentenza.
Chiara Cudini ha detto:
4 novembre 2009 alle 11:29 pm
Il lato positivo di tutta questa storia è che sembra che buona parte della popolazione e dei partiti politici italiani sia unita nell’opporsi a questa sentenza. Ma veniamo al ben più consistente “lato negativo”… sono indignata. Cos’è che stranieri (in questo caso finlandese)/atei/ di diversa religione reclamano veramente? Perché non mi sembra che il crocifisso abbia mai dato seri problemi di identità, abbia vietato religioni diverse dal cattolicesimo, abbia imposto questo come unica religione, abbia limitato le libertà individuali. Ciò che loro reclamano non è la laicità, ossia una libertà di culto e una tolleranza religiosa, che già c’è, ma ciò a cui tendono è il laicismo. Un rifiuto radicale e un atteggiamento mal disposto verso la nostra religione. Che poi, come tutti dicono, qua oltre che della nostra religione, che può essere più o meno condivisa dagli stessi italiani, si parla della nostra storia, e non solo di quella italiana. Riporto le parole di Natalia Ginzburg in un articolo intitolato “Non togliete quel crocifisso”: “La rivoluzione cristiana ha cambiato il mondo. Vogliamo forse negare che ha cambiato il mondo? Sono quasi duemila anni che diciamo ‘prima di Cristo’ e ‘dopo Cristo’. O vogliamo smettere di dire così?”. E ancora: “Il crocifisso fa parte della storia del mondo. Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e del prossimo”. Quindi il crocifisso è un simbolo religioso, culturale, storico, appartenente alla tradizione dei Paesi, è un simbolo in cui si riconosce la nostra identità. E noi abbiamo il diritto di poter continuare ad averlo sotto i nostri occhi nei luoghi pubblici. Loro non hanno il diritto di togliercelo.
Concludo con lo spunto per una riflessione: La scorsa settimana mi trovavo in un albergo di Praga e sono rimasta stupita nell’aver trovato sul comodino della camera il Nuovo Testamento scritto in più lingue, in uno Stato, la Repubblica Ceca, che ha una percentuale di atei del 60%!
5 novembre 2009 alle 12:12 am
QUESTA É L’EUROPA!
Abbiamo voluto l’Europa? Eccone i risultati. L’Europa doveva diventare la grande Casa Comune, che ospitasse tutti i cittadini del mondo, ma nessuno avrebbe tenuto conto dei risvolti sociali … e religiosi drammatici che avrebbe avuto questa oramai ANNESSIONE.
Sarebbe bene che rileggessimo tutti la Populorum Progressio.
Questi signori Giudici dovrebbero sapere che per essere un cittadino libero, un cittadino Europeo, devo avere prima delle radici e dei valori.
Uno di questi e la fede.
L’Europa, partendo coll’intento che la secolarizzazione di tutto fosse segno di libertà e progresso, adesso paga questi conti molto salati!
É tempo di reagire? Forse é troppo tardi…
Eleonora Pichierri ha detto:
5 novembre 2009 alle 12:27 am
è incredibile come la Corte Europea riesca ad ignorare la presenza della dottrina e delle tradizioni Cristiane nella nostra cultura. Eliminare il Crocifisso dalle aule comporterebbe l’approvazione di tante altre decisioni che renderebbero lo Stato Italiano da laico qual è, a Stato ateo.
Come ha detto il leader dell’UDC l’on.Casini “il Crocifisso non è ostentazione religiosa, ma è l’espressione d’identità di un popolo e di un continente”:il Cristianesimo è radicato nella nostra cultura!
Continuiamo a difendere le nostre tradizioni e non rinneghiamo la nostra cultura.
Mimmo d'Amone ha detto:
5 novembre 2009 alle 2:10 am
La Corte dei Diritti, ha solo offeso la nostra Nazione, religione, storia, identità. Il Crocefisso rappresenta la sofferenza, l’Amore verso gli uomini, la voglia di fare un sacrificio per salvare e credere in un mondo migliore. Non è offensivo il Crocefisso appeso sui muri, anzi serve a riflettere, a darci forza e coraggio, indipendentemente dalla nostra fede religiosa. Questa sentenza offensiva, farà solo crescere odio religioso e razziale tra i cittadini, tra credenti e non. Mi chiedo se a Natale potrà il comune addobbare la città, fare presepi viventi, o capanne nelle propie piazze…non vorrei che qualcuno si sentisse offeso dentro…
Concordo con il Presidente dell’UDC Casini quando afferma <>. Presidente non stiamo a guardare, insieme facciamoci sentire, perchè non prevalga la politica delle urla, minaccie, dell’odio religioso e razziale, ma sopratutto la politica che cancelli la nostra identità, cultura e storia.
Daniela Graffi ha detto:
5 novembre 2009 alle 11:06 pm
Penso che quell’uomo quasi nudo appeso ad una croce sia per tutti,ma soprattutto per gli atei, una grande provocazione, oggi più che mai si fatica a ritenere possibile che davvero qualcuno possa accettare di morire non solo per gli amici ma soprattutto per i nemici, questa intolleranza da parte di tanti alla sua vista nelle scuole conferma quanto sia efficace la Sua presenza.C’è da riflettere!!! Oltretutto dov’è finita la tolleranza e il rispetto per il credo altrui?
Daniela Graffi
6 novembre 2009 alle 12:18 am
“E’ una scelta aberrante figlia anche della mancanza del riconoscimento delle radici cristiane nella nostra Costituzione europea. Nessun crocifisso nelle scuole italiane ha mai vulnerato la nostra possibilità di crescere e di fare scelte nella piena libertà. Quel crocifisso non è ostentazione religiosa ma è l’espressione di una identità di un popolo e di un continente.”
Sono parole di Pier Ferdinando Casini, e non saprei esprimere in maniera migliore il mio parere!
Arch. Mons. Virginio Fogliazza ha detto:
6 novembre 2009 alle 10:20 pm
Il Card. Tarcisio Bertone ha espresso la sua amarezza, di fronte a questa sentenza, ricordando che la notte avanti la CELEBRAZIONE di tutti i Santi i cristiani si attaccano morbosamente ai simboli delle “zucche”, di americana origine.
Mi auguro che non risulti a verità, ma mi si dice che ormai, di fatto, il Crocifisso non esiste nella maggior parte delle aule scolastiche.
Ma la scelta di usufruire dell’insegnamento della religione cattolica, come mai non suscita in questi studenti una concreta richiesta che il Crocifisso ritorni a campeggiare sulla parete?
Oggi c’è bisogno più che mai di testimoni, sia per la comunicazione della Fede alle nuove generazioni, sia per un dignitoso dialogo interreligioso, sempre più urgente anche nella nostra società italiana.
Mi diceva un mussulmano: “… voi cristiani avete ormai le vostre chiese semideserte… voi cristiani arrivate a bestemmiare la Madre del profetà Gesù Cristo e lo stesso nome di Dio… ma dove sta la vostra religiosità?”
Possiamo dire che queste accuse non hanno fondamento?
Questo vorrei dire: accanto all’impegno perchè i segni della nostra fede siano salvati e rispettati, impegnamoci tutti a vivere nel quotidiano la nostra fede in Gesù morto, risorto e vivente in mezzo a noi.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza