Source: http://ilfallimentarista.it/rubriche/casi-e-sentenze-di-merito?page=89
Timestamp: 2019-10-21 10:37:22+00:00

Document:
Inammissibilità dello scioglimento del preliminare con trascrizione di domanda ex art. 2932 c.c. ante concordato
Non appare assolutamente ammissibile lo scioglimento dei contratti preliminari rispetto ai quali è stata trascritta dal promissario acquirente, anteriormente al deposito del ricorso, domanda giudiziale in esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c.
Ammissibilità di un concordato preventivo con degradazione al chirografo dei crediti privilegiati
E’ ammissibile una proposta concordataria, con natura liquidatoria, che preveda il pagamento integrale delle spese di procedura, il pagamento del credito ipotecario nei limiti di capienza dei beni, e il pagamento in misura del 3% di tutti gli altri crediti, compresi quelli privilegiati degradati al rango chirografario.
Fallimento: il compenso del curatore va pagato integralmente prima dei debiti della massa
Il compenso spettante al curatore deve essere qualificato non già come debito della massa, bensì come costo necessario e ineliminabile della procedura fallimentare, in quanto condicio sine qua non della procedura stessa, che senza il curatore non potrebbe aver corso.
Azione revocatoria: presupposti ed esenzioni
L’elemento soggettivo della scientia decoctionis, necessario, insieme all’eventus damni per l’esperimento dell’azione revocatoria fallimentare ex art. 67 l. fall., consiste nella consapevolezza dell’accipiens circa la situazione di oggettiva incapacità del debitore all’adempimento delle proprie obbligazioni.
Prededucibilità dei crediti derivanti da finanziamenti effettuati in esecuzione del concordato
Prima dell’introduzione dell’art. 182-quater, comma 1, l. fall., i debiti che l’impresa ha contratto nel corso dell’esecuzione del concordato, in caso di successiva risoluzione della procedura e dichiarazione di fallimento, avevano natura concorsuale, in base alla previsione dell’art. 111 l. fall. che limitava la prededuzione ai crediti sorti in funzione o in occasione di una procedura concorsuale.
Cessazione della competenza del tribunale fallimentare in seguito all’omologazione del concordato fallimentare
14 Gennaio 2014 | di La Redazione
L’art. 24 l. fall. attribuisce al tribunale la competenza relativa a tutte le azioni derivanti dalla dichiarazione di fallimento, pertanto, dopo il passaggio in giudicato della sentenza di omologazione del concordato fallimentare e la conseguente chiusura del fallimento, viene meno la vis attractiva del tribunale fallimentare.
Effetti della rinuncia all’istanza di fallimento in sede di reclamo
Il creditore, che chiede il fallimento del proprio debitore insolvente, non può limitarsi a qualificarsi come creditore (come era ritenuto sufficiente prima della riforma) ma deve fornire la prova del proprio credito.
Concordato: il credito del professionista attestatore non è prededucibile in caso di valutazione negativa sulla fattibilità del piano
Il presupposto della prededucibilità del credito del professionista risiede nella funzionalità della prestazione alle procedure concorsuali, da intendersi come utilità rispetto alla prospettiva della presentazione di una domanda di concordato preventivo o, nel caso di successivo fallimento, come concreta utilità ai fini dell’apertura della procedura fallimentare. La relazione attestatrice, ex art. 161 l. fall., che esprima una valutazione negativa sulla fattibilità del piano concordatario non è funzionale né alla procedura concordataria né a quella fallimentare, di conseguenza il credito professionale non può essere ammesso in prededuzione ex art. 111 l. fall.
Concordato preventivo con riserva e inosservanza degli obblighi posti a carico del debitore dal Tribunale
L’omissione, da parte del debitore, degli obblighi posti a suo carico dal decreto che ha ammesso la domanda di concordato preventivo con riserva, costituisce elemento significativo del fatto che l’attività compiuta dal debitore è manifestamente inidonea alla predisposizione della proposta e del piano, e ciò ai fini della abbreviazione del termine fissato con il decreto stesso.
Atti in frode e revoca dell’ammissione al concordato preventivo
Qualora, successivamente all’ammissione alla procedura di concordato preventivo, il commissario giudiziale verifichi che, prima della presentazione della domanda di concordato, furono commessi atti in frode da parte della società, si determina una causa di improcedibilità della domanda. Pertanto si aprirà il procedimento per la revoca dell’ammissione al concordato e, se ne sussistono i presupposti, vi sarà dichiarazione di fallimento.

References: art. 2932
 art. 2932
 art. 67
 sentenza 
 art. 161
 art. 111