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Timestamp: 2019-07-21 19:48:58+00:00

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Legge 20/5/1970, n. 300 Norme sulla tutela della libertà sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento – Normativa Sicurezza Lavoro
Legge 20/5/1970, n. 300 Norme sulla tutela della libertà sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento
Posted By: Antonio D'Avanzo 1 Luglio 2018
ART. 5. – Accertamenti sanitari.
ART. 6. – Visite personali di controllo.
ART. 7. – Sanzioni disciplinari.
Il datore di lavoro non può adottare alcun provvedimento disciplinare nei confronti del lavoratore senza avergli preventivamente contestato l’addebito e senza averlo sentito a sua difesa .
ART. 8. – Divieto di indagini sulle opinioni.
ART. 9. – Tutela della salute e dell’integrità fisica.
ART. 10. – Lavoratori studenti.
ART. 11. – Attività culturali, ricreative e assistenziali.
Le rappresentanze sindacali aziendali, costituite a norma dell’art. 19, hanno diritto di controllare la qualità del servizio di mensa secondo modalità stabilite dalla contrattazione collettiva .
ART. 12. – Istituti di patronato.
ART. 13. – Mansioni del lavoratore.
TITOLO II DELLA LIBERTA’ SINDACALE
ART. 14. – Diritto di associazione e di attività sindacale.
ART. 15. – Atti discriminatori.
ART. 16. – Trattamenti economici collettivi discriminatori.
ART. 17. – Sindacati di comodo.
(*) I primi 5 commi hanno così sostituito i commi primo e secondo per effetto dell’art.1 — Legge n. 108/1990
Ferme restando l’esperibilità delle procedure previste dall’articolo 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604, il giudice con la sentenza con cui dichiara inefficace il licenziamento ai sensi dell’articolo 2 della predetta legge o annulla il licenziamento intimato senza giusta causa o giustificato motivo, ovvero ne dichiara la nullità a norma della legge stessa, ordina al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che in ciascuna sede, stabilimento, filiale, ufficio o reparto autonomo nel quale ha avutoluogo il licenziamento occupa alle sue dipendenze più di quindici prestatori di lavoro o più di cinque se trattasi di imprenditore agricolo, di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro. Tali disposizioni si applicano altresì ai datori di lavoro, imprenditori e non imprenditori, che nell’ambito dello stesso comune occupano più di quindici dipendenti ed alle imprese agricole che nel medesimo ambito territoriale occupano più di cinque dipendenti, anche se ciascuna unità produttiva, singolarmente considerata, non raggiunge tali limiti, e in ogni caso al datore di lavoro, imprenditore e non imprenditore, che occupa alle sue dipendenze più di sessanta prestatori di lavoro.
b) delle associazioni sindacali, non affiliate alle predette confederazioni, che siano firmatarie di contratti collettivi nazionali o provinciali di lavoro applicati nell’unità produttiva(1).
L’abrogazione ha effetto decorsi sessanta giorni dalla data di pubblicazione del decreto n. 312 del 1995 nella Gazzetta Ufficiale.
ART. 20. – Assemblea.
ART. 21. – Referendum.
ART. 22. – Trasferimento dei dirigenti delle rappresentanze sindacali aziendali.
ART. 23. – Permessi retribuiti.
ART. 24. – Permessi non retribuiti.
ART. 25. – Diritto di affissione.
ART. 26. – Contributi sindacali.
[Nelle aziende nelle quali il rapporto di lavoro non è regolato da contratti collettivi, il lavoratore ha diritto di chiedere il versamento del contributo sindacale all’associazione da lui indicata] (4/a).
ART. 27. – Locali delle rappresentanze sindacali aziendali.
Se il comportamento di cui al primo comma è posto in essere da una amministrazione statale o da un altro ente pubblico non economico, l’azione è proposta con ricorso davanti al pretore competente per territorio.
ART. 29. – Fusione delle rappresentanze sindacali aziendali.
ART. 30. – Permessi per i dirigenti provinciali e nazionali.
ART. 31 – Aspettativa dei lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive o a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali.
ART. 32. – Permessi ai lavoratori chiamati a funzioni pubbliche elettive.
ART. 33. – Collocamento.
La commissione ha il compito di stabilire e di aggiornare periodicamente la graduatoria delle precedenze per l’avviamento al lavoro, .secondo i criteri di cui al quarto comma dell’articolo 15 della legge 29 aprile 1949, n. 264.
I turni di lavoro di cui all’articolo 16 della legge 29 aprile 1949, n. 264, sono stabiliti dalla commissione e in nessun caso possono essere modificati dalla sezione. Il direttore dell’Ufficio provinciale del lavoro annulla d’ufficio i provvedimenti di avviamento e di diniego di avviamento al lavoro in contrasto con le disposizioni di legge. Contro le decisioni del direttore dell’ufficio provinciale del lavoro è ammesso ricorso al Ministro per il lavoro e la previdenza sociale.
ART. 34. – Richieste nominative di manodopera.
ART. 35. – Campo di applicazione.
ART. 36. – Obblighi dei titolari di benefici accordati dallo Stato e degli appaltatori di opere pubbliche.
ART. 37. – Applicazione ai dipendenti da enti pubblici.
ART. 38. – Disposizioni penali.
ART. 39. – Versamento delle ammende al Fondo adeguamento pensioni.
ART. 40. – Abrogazione delle disposizioni contrastanti.
ART. 41 – Esenzioni fiscali.
Tutti gli atti e documenti necessari per la attuazione della presente legge e per l’esercizio dei diritti connessi, nonché tutti gli atti e documenti relativi ai giudizi nascenti dalla sua applicazione sono esenti da bollo, imposte di registro o di qualsiasi altra specie e da tasse
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References: ART. 5

ART. 6

ART. 7

ART. 8

ART. 9

ART. 10

ART. 11

ART. 12

ART. 13

ART. 14

ART. 15

ART. 16

ART. 17
 sentenza 

ART. 20

ART. 21

ART. 22

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ART. 25

ART. 26

ART. 27

ART. 29

ART. 30

ART. 31

ART. 32

ART. 33

ART. 34

ART. 35

ART. 36

ART. 37

ART. 38

ART. 39

ART. 40

ART. 41