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Timestamp: 2019-10-20 09:15:26+00:00

Document:
Chimici - Vetro, Industria: CCNL 7 marzo 1987
Data firma: 7 marzo 1987
Validità: 10.04.1987 - 31.05.1990
Parti: Assovetro, Intersind e Filcea-Cgil, Flerica-Cisl, Uilcid-Uil, Cisnal
Capitolo I - Sistema di informazione e delle relazioni industriali nella industria vetraria
• Investimenti e occupazione
o Chiarimento a verbale per l'Associazione sindacale Intersind
o Dichiarazione programmatica sulla ricerca
• Decentramento, ristrutturazioni, modifiche organizzative e produttive
Capitolo II - Mobilità
• Declaratorie e profili professionali - Settore prime lavorazioni del vetro
• Declaratorie e profili professionali - Settore seconde lavorazioni del vetro
• Declaratorie e profili professionali - Settori non meccanizzati
• Norme di attuazione del trattamento economico dei turnisti addetti alle lavorazioni a ciclo continuo.
• Protocollo di chiarimento all'Art. 31 punto 5
• A) Denuncia • B) Conservazione del posto
• Dichiarazione a verbale all'Art. 60 - Contratto a termine
Art. 66 - Doveri del lavoratore di cui al gruppo 1)
Art. 4 - Tirocinio presso diverse Aziende.
Art. 5 - Durata dell'apprendistato.
Art. 6 - Minimi tabellari.
Art. 9 - 13a mensilità.
Art. 12 - Attribuzione qualifica.
Regolamentazione dell'apprendistato nel settore della trasformazione (2a lavorazione del vetro)
Art. 5 - Minimi tabellari.
Art. 6 - Lavoro a cottimo, ad incentivo ed in serie.
Art. 10 - Attribuzione qualifica.
Allegato 1 Norme particolari sull'orario di lavoro nei settori del vetro bianco e colorato a soffio, pressa e con macchine semiautomatiche e del vetro artistico
Allegato 2 Pause nei settori del vetro bianco, a soffio, pressa e con macchine semiautomatiche e del vetro artistico
Allegato 3 Tabelle retributive
• Minimo tabellare lavoratori addetti ai lavori discontinui, di semplice attesa o custodia
• Tabella retributiva "A" Settori meccanizzati e della trasformazione (seconde lavorazioni del vetro)
• Tabella retributiva "B" Settori a soffio, a mano e con macchine semiautomatiche
• Tabella "C" Tabella indennità di contingenza 1 maggio 1986 - 1 maggio 1987. Settori meccanizzati e delle seconde lavorazioni del vetro.
• Tabella "D" Tabella indennità di contingenza 1 maggio 1986 - 1 maggio 1987. Settori a soffio, a mano e con macchine semiautomatiche
Allegato 4 - Valori limite di soglia e indici biologici di esposizione per il 1986-87.
Appendice 1 Protocollo d'intesa del 22 gennaio 1983
Contratto collettivo nazionale di lavoro per le aziende industriali che producono e trasformano articoli di vetro e per i lavoratori da esse dipendenti
Addì 7 marzo 1987 tra l'Associazione nazionale degli industriali del vetro […]; e con l'intervento dell'Associazione Industriale Lombarda, dell'Unione Industriali di Parma, dell'Associazione Industriali di Firenze, dell'Associazione Industriali di Venezia […]; assistita dalla Confederazione Generale dell'industria italiana […]; l'Associazione sindacale "Intersind" […] e la Filcea-Cgil […] con l'assistenza della Segreteria Generale Filcea-Cgil […], con la partecipazione del Direttivo Nazionale e con l'assistenza della Cgil Nazionale […]; la Flerica-Cisl […] assistiti dal Segretario Generale della Cisl [...]; la Uilcid-Uil […] assistiti dalla Uil Nazionale […]; con la partecipazione di una delegazione composta dai rappresentanti delle strutture Regionali, Comprensoriali e dei CdF delle Aziende del settore e la Federazione Nazionale Cisnal Chimici ed Affini […] con la partecipazione delle Segreterie Regionali e Provinciali e delle Rappresentanze Sindacali Aziendali del Settore; con l'assistenza del Segretario Confederale […] Responsabile dell'Ufficio Sindacale e della Cisnal […]; si è stipulato il presente Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
b) i dati previsionali sugli investimenti globali e disaggregati per singoli settori produttivi, con articolazione distinta per comparti di specializzazione, per un esame congiunto dei prevedibili effetti relativi all'occupazione, agli orientamenti produttivi, alle localizzazioni, alle condizioni ecologiche ed ambientali;
d) la consistenza strutturale dei settori merceologici rappresentati concernente il numero degli addetti, distinti per sesso e per classi di età, con specificazione dei dati relativi alla composizione dell'occupazione femminile;
Nello stesso incontro verranno valutati a consuntivo, nella sfera delle rispettive autonomie, le realizzazioni relative alle previsioni di investimenti dell'anno precedente e ai loro effetti indicati alla lettera b).
Nello stesso incontro le Parti procederanno relativamente all'ambito territoriale ad una verifica così come previsto nel precedente punto 1) ultimo comma.
f) gli effetti sull'organizzazione del lavoro e gli eventuali riflessi sull'occupazione derivanti dall'introduzione di rilevanti innovazioni tecnologiche e da significative ristrutturazioni industriali, in relazione anche all'eventualità di realizzare programmi formativi e di riqualificazione professionale dei lavoratori interessati.
A richiesta della Fulc si darà luogo ad un incontro, a livello nazionale, tra il Gruppo e la Fulc, presso le Associazioni Imprenditoriali Nazionali firmatarie, per verificare le realizzazioni, nel contesto nazionale, relativamente alle previsioni di investimenti ed ai loro effetti indicati alla lettera a).
La verifica nell'ambito delle realtà di fabbrica avverrà con la medesima procedura, in appositi incontri tra le Parti, con l'intervento della Direzione Aziendale e del CdF
e) gli effetti sull'organizzazione del lavoro e gli eventuali riflessi sull'occupazione derivanti dall'introduzione di rilevanti innovazioni tecnologiche e da significative ristrutturazioni industriali, in relazione anche all'eventualità di realizzare programmi formativi e di riqualificazione professionale dei lavoratori interessati.
La informativa e la verifica avverranno con la medesima procedura di cui al punto 2), in appositi incontri tra le Parti, con l'intervento del CdF
Per le imprese caratterizzate da un solo stabilimento con un numero di dipendenti compreso tra 200 e 130, le Associazioni industriali locali forniranno annualmente per iscritto ai competenti Sindacati dei lavoratori, e per conoscenza ai CdF, le notizie di cui al precedente punto c).
Le Parti si danno atto che, con riguardo al livello d'informativa di cui ai punti 4 e 5 del presente capitolo, la cadenza dell'informazione relativa agli argomenti previsti rispettivamente dalle lettere f) ed e) potrà essere diversa da quella annuale in presenza di fatti specifici che la giustifichino.
Le Organizzazioni nazionali firmatarie il contratto convengono che è obiettivo comune avviare corrette relazioni industriali per avere, a livello nazionale, un quadro aggiornato della situazione economica produttiva ed occupazionale del settore vetrario, secondo anche quanto indicato dall'accordo interconfederale dell'8 maggio 1986 e che il presente capitolo rappresenta lo strumento al quale le Parti affidano lo sviluppo delle loro relazioni.
Pertanto concordano, nell'ambito della tutela dei rispettivi interessi e nella distinzione degli specifici ruoli, sull'opportunità di procedere a verifiche ed esami congiunti con il massimo anticipo possibile su questioni suscettibili di influire sulla situazione complessiva del settore vetrario.
A tal fine le Organizzazioni nazionali firmatarie il contratto procederanno con sistematicità ad incontri per esplorare, con gli opportuni approfondimenti, le occasioni di sviluppo e le soluzioni atte a favorirlo.
Inoltre una particolare attenzione sarà dedicata a situazioni particolarmente sensibili, al fine di stimolare la riutilizzazione delle risorse produttive e professionali che consentano il conseguimento di soluzioni alternative economicamente valide.
- l'andamento dell'occupazione, con particolare riguardo al Mezzogiorno, nei settori ed in particolare di quella giovanile e femminile, con riferimento all'accordo interconfederale 8 maggio 1986 sui contratti di formazione e lavoro e alle norme legislative vigenti e future sulla parità uomo-donna, nel quadro delle direttive CEE;
Qualora le problematiche di cui sopra dovessero presentarsi in ambiti territoriali significativi e/o in aree congiuntamente individuate, le problematiche stesse formeranno oggetto di esame da parte delle Organizzazioni nazionali imprenditoriali e sindacali firmatarie il CCNL, che opereranno in raccordo con le rispettive strutture locali interessate.
Le Parti si danno atto che il sistema di relazioni industriali previsto per il livello nazionale diverrà operante qualora si determinino le condizioni oggettive di praticabilità.
Dichiarazione programmatica sulla ricerca
Tenuto poi conto del fatto che nel settore vetrario la ricerca è specificamente affidata alla Stazione Sperimentale di Murano, le Parti firmatarie del presente contratto proporranno lo svolgimento d'incontri nei quali l'Ente di Ricerca possa riferire sulla sua attività e sui suoi programmi, con particolare riguardo alla qualificazione del prodotto e alla sua omologazione, agli interventi nei luoghi di lavoro e sull'ambiente esterno.
Le Direzioni degli stabilimenti con più di 100 dipendenti informeranno preventivamente in apposito incontro il CdF e, tramite le locali Associazioni Imprenditoriali, il competente Sindacato dei lavoratori, sia sulle operazioni di scorporo e di decentramento permanente al di fuori dello stabilimento di importanti fasi dell'attività produttiva in atto - anche mediante la stipulazione di contratti di lavoro subordinato a domicilio e di contratti di appalto - che sulle operazioni di ristrutturazione, qualora tutto ciò comporti modifiche del sistema produttivo o dell'organizzazione del lavoro che influiscano sull'occupazione complessiva.
Sono esclusi dagli appalti i lavori svolti in azienda direttamente pertinenti le attività di trasformazione proprie dell'azienda stessa, nonché quelle di manutenzione ordinaria continuativa. Saranno invece appaltate le operazioni di manutenzione ordinaria continuativa che devono essere necessariamente svolte al di fuori dei normali turni di lavoro, per le quali sia accertata, previo esame con il CdF, l'impossibilità di effettuarle con personale in forza in azienda nei particolari turni all'uopo predisposti.
In occasione dell'incontro previsto al punto 2) del capitolo "Investimenti ed occupazione", le Associazioni industriali daranno ai competenti Sindacati dei lavoratori, informazioni complessive sulla natura delle attività conferite in appalto e/o a terzi.
Nel CdF, composto soltanto da lavoratori in forza alle unità produttive, si identificano unitariamente le rappresentanze sindacali aziendali di cui alla Legge 20-5-1970, n. 300.
Per i rapporti con la Direzione aziendale, il CdF, fermi restando i propri poteri decisionali e di indirizzo, si avvale di una struttura esecutiva all'uopo nel suo ambito costituita.
I nominativi dei componenti il Comitato Esecutivo del CdF verranno comunicati per iscritto alla Direzione a cura del CdF stesso.
Nell'esercizio dei suoi compiti, il CE del CdF potrà farsi assistere da altri componenti il CdF e da lavoratori dei reparti interessati, in relazione alle materie di discussione.
Per l'espletamento dei propri compiti e funzioni - di cui al primo capoverso del presente articolo - il CdF può disporre dei permessi retribuiti per un monte annuo di 2 ore e 30 minuti per ogni dipendente in forza presso l'unità produttiva, con un minimo di 100 ore annue per le aziende con un numero di dipendenti compreso tra 16 e 40.
Tali permessi assorbono quelli spettanti ai dirigenti delle RSA a norma dell'Art. 23 della Legge n. 300.
Del monte ore di cui sopra potranno essere ammessi a beneficiare anche i lavoratori non facenti parte del CdF, ma chiamati ad affiancare il CE nell'esercizio dei compiti ad esso affidati.
Nelle singole unità produttive che occupino più di 15 dipendenti, potranno essere promosse, congiuntamente o singolarmente dalle Rappresentanze Sindacali Aziendali e dalle Organizzazioni provinciali aderenti alle Organizzazioni dei lavoratori firmatarie del presente contratto, assemblee del personale in forza presso l'unità medesima, con ordine del giorno su materie di interesse sindacale e del lavoro.
Il diritto di assemblea viene esteso alle unità produttive che occupino più di 10 dipendenti e fino a 15 dipendenti. In tali unità le assemblee durante l'orario di lavoro non potranno superare le 8 ore all'anno compensate secondo i criteri di cui al precedente 10° comma. Tali assemblee saranno tenute, ove possibile, all'interno dell'Azienda.
Le Rappresentanze Sindacali Aziendali hanno diritto di affiggere, su appositi spazi che il datore di lavoro ha l'obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all'interno dell'unità produttiva, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie di interesse sindacale e del lavoro.
Qualora problemi relativi alla applicazione delle norme contrattuali in vigore riguardino più lavoratori o comunque coinvolgano un interesse collettivo, il CdF può assumere l'iniziativa di proporre la questione dinanzi alla locale Direzione aziendale, informandone contemporaneamente le Associazioni sindacali locali di categoria. La questione deve essere discussa entro venti giorni dalla richiesta del CdF
Qualora non si raggiunga un accordo tra Direzione aziendale e il CdF, il lavoratore interessato, o il CdF in caso di controversia plurima, può sottoporre il suo reclamo all'esame di una o più Organizzazioni sindacali firmatarie del presente contratto, territorialmente competente. Questa potrà richiedere entro dieci giorni dal mancato accordo, alla Organizzazione dei datori di lavoro competente per territorio, un esame congiunto della controversia che dovrà essere compiuto entro dieci giorni dalla richiesta.
In caso di mancata conciliazione, la controversia potrà essere sottoposta entro 10 giorni all'esame delle Organizzazioni nazionali di categoria che la esamineranno entro i 10 giorni successivi.
Al fine di migliorare le relazioni sindacali in azienda e ridurre la conflittualità, le Parti assumono l'impegno, anche in relazione a quanto previsto dal Protocollo d'Intesa del 22 gennaio 1983, di favorire, in caso di controversie collettive, l'esperimento di tentativi idonei per una possibile soluzione conciliativa delle stesse, attraverso un esame congiunto tra Direzione aziendale e CdF In particolare, qualora la controversia abbia ad oggetto l'applicazione o l'interpretazione di norme contrattuali e di legge nonché l'informazione di cui al Capitolo I del presente CCNL, l'esame avverrà - a richiesta di una delle Parti aziendali - con l'intervento delle Organizzazioni stipulanti.
In relazione alle esigenze di una rigorosa attuazione dell'orario contrattuale di lavoro le Parti si danno atto che gli organici dovranno consentire il godimento delle ferie e dei riposi settimanali, nonché, per i turnisti di cui al successivo Art. 16, dei riposi compensativi, tenendo conto altresì dell'assenteismo medio per morbilità, infortuni ed altre assenze retribuite.
Quando gli operai addetti alla piazza semiautomatica come sopra specificati producono damigiane inferiori a 5-7 litri, osserveranno l'orario di 40 ore settimanali.
Per il settore delle lastre resta l'applicazione avvenuta dell'Accordo nazionale del 6 aprile 1946 e degli accordi particolari già conclusi per la fabbricazione delle lastre gregge con i quali sono stati fissati orari di 6 ore giornaliere o di 36 settimanali per determinati posti di lavoro.
L'orario settimanale di lavoro dei lavoratori non in turni avvicendati nel ciclo continuo verrà di norma distribuito su 5 giorni; diverse distribuzioni dell'orario saranno attuate qualora particolari esigenze tecnico produttive, da confrontare con il Consiglio di Fabbrica, lo richiedessero. Per i settori del vetro bianco e colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche e del vetro artistico si rinvia alle norme particolari di cui all'Allegato 1.
In relazione alle esigenze tecnico-produttive la possibilità di eseguire il lavoro domenicale non collegato al ciclo continuo nonché quello notturno non compreso in turni sarà previamente esaminata tra Direzione aziendale e CdF
Ferma restando la durata settimanale dell'orario contrattuale in 40 ore, a decorrere dal 1 luglio 1984 l'orario di lavoro annuo è stato ridotto di 20 ore in ragione d'anno e dal 1 gennaio 1985 di ulteriori 20 ore, sempre in ragione d'anno, secondo i criteri e le modalità, previsti dal Protocollo d'Intesa del 22-1-1983.
A decorrere dal 1 gennaio 1988 l'orario di lavoro annuo sarà ridotto di 4 ore in ragione d'anno, dal 1 gennaio 1989 di ulteriori 8 ore sempre in ragione d'anno e dal 1 gennaio 1990 di altre 4 ore.
Conformemente al disposto dell'Art. 18, comma 2°, della Legge 26 aprile 1934, n. 635 si conviene che il riposo intermedio del personale minorile potrà essere ridotto ad un'ora al giorno nei casi di prestazione superiore alle 8 ore giornaliere ed a mezz'ora al giorno nei casi di prestazione non superiore alle 8 ore giornaliere.
Ferma restando la durata dell'orario settimanale di lavoro di cui al precedente Art. 15, l'orario di lavoro dei lavoratori turnisti addetti alle lavorazioni a ciclo continuo - intese come tali quelle che si svolgono su turni avvicendati sull'intero arco settimanale di 7 giorni nonché quello dei lavoratori addetti alle lavorazioni che si svolgono su due turni per 7 giorni - è stato pari a 244 giornate lavorative annue sino al 30 giugno 1984.
La collocazione di 17 giornate di riposo che comprendono sia i riposi a fronte delle festività sia quelli di cui al successivo Art. 17, nonché il trattamento economico aggiuntivo previsto dal predetto Art. 17, sarà effettuata nell'arco dell'anno mediante schematizzazione concordata con i CdF, inserendo detti riposi nel sistema di turnazione in atto.
A decorrere dal 1 luglio 1984 l'orario di lavoro annuo dei lavoratori di cui al 1° comma è stato ridotto a 241,5 giornate lavorative annue;
a decorrere dal 1 gennaio 1985 è stato ridotto a 239 giornate lavorative annue;
a decorrere dal 1 gennaio 1988 sarà ridotto a 238,5 giornate lavorative annue;
a decorrere dal 1 gennaio 1989 sarà ridotto a 237,5 giornate lavorative annue;
a decorrere dal 1 gennaio 1990 sarà ridotto a 236,5 giornate lavorative annue.
La collocazione di tali riduzioni di orario di lavoro in ragione di anno sarà oggetto di comune valutazione con il CdF tenendo conto delle flessibilità connesse all'esigenze tecnico produttive delle aziende.
I lavoratori turnisti addetti alle lavorazioni "semicontinue" (3 turni per 5 giorni o 3 turni per 6 giorni) che prestino la loro attività nel turno notturno, hanno diritto di godere, in aggiunta ai 4 giorni di riposo di cui al 1° comma concessi a fronte delle ex-festività religiose, di tante giornate di riposo quante sono le festività effettivamente lavorate in luogo del trattamento economico corrispondente e comunque di 2 ulteriori giornate di riposo annue rapportate al lavoro prestato in turno notturno.
- discontinui già con orario normale di 50 ore settimanali ore 48
- discontinui già coi orario normale di 45 ore settimanali ore 43
- discontinui già con orario normale di 42 ore settimanali ore 40
Rientrano ad esempio in tali ipotesi l'esigenza di soddisfare l'andamento del mercato in relazione a stagionalità, a situazioni di punta produttive impreviste, a specifiche operazioni di magazzino, a inderogabili termini di consegna, a situazioni anomale di assenze dal lavoro; la necessità di salvaguardare l'efficienza produttiva degli impianti, l'assolvimento di indifferibili incombenze amministrative e di legge in particolari periodi dell'anno.
Le esigenze di cui sopra saranno tempestivamente comunicate al CdF
Al di là dei casi previsti dal comma secondo, eventuali ipotesi di lavoro supplementare e straordinario saranno contrattate preventivamente tra la Direzione aziendale e il CdF
Le Direzioni aziendali comunicheranno al CdF i dati a consuntivo concernenti le prestazioni supplementari e straordinarie. In tale occasione saranno altresì forniti elementi di obiettiva motivazione del ricorso al lavoro supplementare e straordinario di cui al secondo comma.
Fermo restando che dovrà essere assicurata la continuità del processo produttivo e la regolarità della produzione, ribadito inoltre che il lavoro straordinario deve avere carattere eccezionale e trovare obiettiva giustificazione escludendo correlazioni con l'organico, nelle lavorazioni in turno di cui ai precedenti Artt. 16 e 17, 4° comma, il lavoratore del turno smontante non può abbandonare il posto di lavoro senza avere avuto la necessaria sostituzione che dovrà avvenire entro il periodo di tempo massimo di 2 ore con l'iniziativa dell'Azienda per la ricerche del sostituto, fatti salvi eventuali accordi aziendali in atto.
Le ore di prestazione relative alla protrazione del turno saranno compensate con le percentuali di maggiorazione sottoindicate.
Al personale femminile si applicano le norme di cui alla Legge 9-12-1977 n. 903 sulla parità di trattamento tra uomini e donne.
Nel caso in cui, in relazione a quanto previsto dalla Legge 22-2-1934, n. 370 sul riposo domenicale, i lavoratori siano chiamati al lavoro in giorno di domenica, essi godranno del prescritto riposo in altro giorno della settimana che dovrà essere prefissato e si chiamerà riposo compensativo, con diritto al trattamento previsto dai precedenti Artt. 19 e 20.
Nel caso di spostamento della normale giornata di riposo compensativo prefissata, al lavoratore non preavvertito almeno 48 ore prima sarà dovuta la maggiorazione per il lavoro festivo.
Il lavoratore che, in relazione alle mansioni svolte, gode del riposo settimanale normalmente di domenica e che venga chiamato a sostituire altro lavoratore turnista, in tale giorno sarà retribuito con la maggiorazione prevista per il lavoro festivo.
8) I lavoratori di cui al gruppo 3) lavoranti a cottimo dovranno essere messi a conoscenza, all'inizio del lavoro, per iscritto - o per affissione nei reparti in cui lavorano quando si tratta di cottimi di squadra o collettivi - del lavoro da eseguire e della corrispondente tariffa di cottimo (a tempo od a prezzo), nonché di ogni elemento necessario per il computo dell'utile di cottimo stesso.
Nel caso in cui il lavoratore non ritenga soddisfacente l'esito, potrà avanzare reclamo scritto alla Direzione, tramite la Commissione interna, perché venga esperito il tentativo di conciliazione tra la Commissione interna stessa e la Direzione.
Protocollo di chiarimento all'Art. 31 punto 5
Qualora l'Azienda non adotti il cronometraggio od altri sistemi di misurazione dei tempi, indicherà che le produzioni normali sono fissate in base a stima.
L'Azienda indicherà altresì il metodo ed il modo di calcolo degli utili di cottimo (ad esempio: moltiplicazione della paga oraria per il tempo risparmiato, rispetto a quello assegnato, che sarà stato comunicato al lavoratore).
Per tale tutela fisica ed economica della lavoratrice durante lo stato di gravidanza e puerperio, si fa riferimento alle disposizioni della Legge 30-12-1971, n. 1204.
2) Non sono ammesse le lavorazioni nelle quali la concentrazione di vapori, polveri, sostanze tossiche, nocive o pericolose, superi i limiti massimi (MAC) stabiliti dalle tabelle aggiornate adottate dalla ACGIH (allegate al presente contratto) né sono tollerabili ambienti di lavoro ove il rumore ed il calore comportino pericolo all'integrità psico-fisica del lavoratore.
3) Le Parti convengono di recepire contrattualmente l'elaborazione di nuove tabelle con carattere cogente assunte dalle competenti autorità italiane e di procedere all'esame di eventuali integrazioni da apportare alla predetta tabella ACGIH, sulla base di proposte di limiti di provate applicabilità avanzate da Enti scientifici nazionali ed internazionali.
4) Nel caso di realizzazione di nuove unità produttive o di profondi processi di ristrutturazione saranno valutate, nei limiti delle tecnologie esistenti, le misure idonee a ridurre i livelli di rumore nei luoghi di lavoro. Inoltre, nella fase di recepimento da parte dello Stato della direttiva comunitaria n. 86/188 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione al rumore durante il lavoro, le Parti nell'ambito delle rispettive autonomie, svolgeranno nelle sedi competenti interventi per ottenere che alla riduzione del rumore alla fonte contribuiscano anche i progettisti e i costruttori di macchinari ed attrezzature ad uso dell'industria vetraria.
5) Il CdF sarà informato dei programmi di investimenti concernenti il miglioramento dell'ambiente di lavoro e la sicurezza. Per la realizzazione di tali programmi che dovessero comportare la provvisoria fermata totale o parziale degli impianti, potranno essere utilizzati i lavoratori interessati in altre attività all'interno dello stabilimento; ove ciò non fosse possibile soluzioni alternative saranno esaminate con il CdF
Per quanto l'Art. 9 della Legge n. 300 attribuisce alle RSA, vengono riconosciuti, ai CdF i seguenti compiti:
- partecipazione alla ricerca delle cause che hanno determinato la situazione ambientale nella quale siano superati i limiti massimi di cui sopra e delle altre che hanno determinato condizioni ambientali nocive e particolarmente gravose comportanti pericolo per l'integrità psicofisica del lavoratore e contrattazione delle misure atte ad eliminarle.
Delegati dei lavoratori del gruppo direttamente esposto alle specifiche condizioni ambientali in discussione, in numero proporzionale alla consistenza del gruppo stesso, e comunque non superiore a sei, partecipano alla discussione in uno con il CdF, con il riconoscimento della retribuzione di fatto in quanto la discussione si svolga in orario di lavoro;
- presentazione di proposte ai fini dell'informazione della sensibilizzazione e della formazione dei lavoratori in materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali;
- esame con la Direzione aziendale per concordare, ogni qualvolta se ne ravvisi congiuntamente l'esigenza, l'effettuazione di rilevazioni dei dati ambientali e delle concentrazioni delle sostanze nocive. Tali rilevazioni verranno affidate ai Servizi di Igiene ambientale e medicina del lavoro delle USL in relazione a quanto previsto dall'Art. 20 ultimo comma della Legge 833/78 o a Istituti o Enti specializzati di diritto pubblico, scelti d'intesa tra le Direzioni aziendali e i CdF
In caso di mancato accordo sulla scelta dell'Ente o Istituto di diritto pubblico si farà ricorso a tecnici particolarmente qualificati iscritti in albi professionali.
6) Nei casi in cui, a seguito delle rilevazioni ambientali (anche tenuto conto dei riflessi sul gruppo dei lavoratori direttamente esposti) vengano individuate situazioni di particolare rischio, le parti concorderanno di volta in volta l'attuazione di accertamenti medici specifici per il personale interessato all'area di rischio individuata, che potranno essere effettuati a cura e a carico dei competenti Istituti assicuratori e previdenziali se ciò è possibile, in maniera idonea e tempestivamente. I risultati dei suddetti accertamenti saranno comunicati ai lavoratori interessati.
Le Aziende assumeranno a proprio carico gli eventuali oneri degli accertamenti di cui sopra da effettuarsi al di fuori dell'orario di lavoro.
7) Le Aziende forniranno ai CdF, su loro richiesta:
a) informazioni attinenti agli eventuali rischi cui sono esposti i lavoratori, connessi all'uso di sostanze nel ciclo produttivo, rischi noti sulla base delle acquisizioni medico-scientifiche sia a livello nazionale che internazionale;
c) informazioni sulle proprietà chimico-fisiche delle sostanze nocive o pericolose suscettibili di venire in contatto con l'uomo nonché sulla loro classificazione di pericolosità ai sensi del D.M. 17-12-1977 e successive modifiche;
d) informazioni sull'attività preventiva per la sorveglianza dei fattori di rischio svolta, in relazione a quanto previsto dall'Art. 21 della L. 833/78, nell'ambito degli indirizzi eventualmente fissati dai piani sanitari regionali;
e) informazioni circa i rischi potenziali cui sono esposti i lavoratori a causa del rumore e l'obbligo da parte degli stessi di conformarsi alle misure di protezione e prevenzione, sulla base di quanto stabilito dalla legislazione nazionale e dalla direttiva comunitaria 86/188.
8) Laddove condizioni oggettive lo rendano necessario, sarà esaminata con il CdF la possibilità di installare idonee apparecchiature di analisi continua, volte a mantenere sotto controllo gli agenti di rischio nel posto di lavoro.
B) il registro dei dati biostatistici, tenuto e aggiornato a cura dell'Azienda. In esso saranno annotati, per ogni reparto, i risultati statistici delle visite mediche e degli esami periodici, nonché le assenze per infortunio, malattie professionali e malattie comuni; il registro sarà tenuto dall'Azienda a disposizione del CdF e del lavoratore interessato;
C) il libretto sanitario personale e di rischio, tenuto ed aggiornato a cura del servizio sanitario di fabbrica, con vincolo del segreto professionale.
10) I dati biostatistici e ambientali saranno a disposizione del costituendo Servizio Sanitario Nazionale e degli Enti di Diritto Pubblico preposti nell'ambito delle Regioni alla tutela della salute dei lavoratori.
L'attribuzione degli indumenti di lavoro ai lavoratori di cui ai gruppi 2) e 3) di ambo i sessi delle aziende disciplinate dal presente contratto, è stabilita mediante accordi provinciali o aziendali.
Ove sussista l'impossibilità di fornire gratuitamente tali indumenti sarà corrisposta una indennità sostitutiva da contenersi nei seguenti limiti:
- massimo di L. 5 per ogni ora di effettiva prestazione.
Ove gli accordi integrativi di cui sopra non avessero trovato pratica applicazione in sede aziendale, sarà determinato l'incasellamento per la indennità sostitutiva nei suindicati limiti.
Naturalmente non beneficiano dell'indennità sostitutiva quei lavoratori che fruiscono di indumenti di lavoro forniti gratuitamente dalle Aziende.
Per l'assunzione a termine si fa riferimento alle vigenti disposizioni di legge.
Le Aziende considereranno con la maggiore attenzione, compatibilmente con le proprie possibilità tecnico-organizzative, il problema dell'inserimento nelle proprie strutture dei portatori di handicap riconosciuti invalidi ai sensi della Legge n. 402/68 in funzione delle capacità lavorative degli stessi.
In occasione degli incontri di cui al punto 2) del capitolo "Investimenti ed occupazione" e con riferimento alla lettera c) saranno fornite informazioni complessive circa il ricorso alle varie forme di contratto previste dalla Legge 1-6-1977, n. 285 e successive modifiche.
i) trasgredisca alle disposizioni del presente contratto ed ai regolamenti interni o commetta atti che portino pregiudizio alla disciplina, alla morale, all'igiene ed alla sicurezza dello stabilimento.
Nel provvedimento di licenziamento senza preavviso incorre il lavoratore che commetta infrazioni alla disciplina ed alla diligenza del lavoro che provochi all'Azienda grave nocumento morale o materiale o che compia, in connessione con lo svolgimento del rapporto di lavoro, azioni delittuose a termini di legge.
a) […] danneggiamento volontario o commesso con colpa grave al materiale dello stabilimento o al materiale di lavorazione;
i) recidiva nelle medesime mancanze di cui all'Art. 68 che abbiano dato luogo a tre sospensioni nei dodici mesi precedenti;
l) trasgressioni previste al punto i) dell'Art. 68 relativo alla morale ed alla sicurezza che comportino una gravità tale da non risultare adeguata, nel caso concreto, l'applicazione della sospensione.
Nei casi previsti dalle lettere a), b), c) il lavoratore di cui al primo comma è tenuto a risarcire il danno eventuale all'Azienda.
Le Parti si danno atto di aver tenuto presente, nella redazione del presente contratto, il Protocollo d'Intesa del 22 gennaio 1983, le cui norme, anche se non esplicitamente menzionate si intendono qui richiamate ad ogni effetto utile.
Possono essere assunti come apprendisti i giovani di età non inferiore a quindici anni e non superiore a diciannove. In conformità a quanto previsto dall'Art. 3 della Legge 2 aprile 1968, n. 424, il limite inferiore è ridotto a quattordici anni per coloro che abbiano conseguito il diploma di licenza della scuola media d'obbligo.
Per l'adempimento da parte dell'apprendista dell'obbligo di frequenza dei corsi di insegnamento complementare, sono concesse, per tutta la durata degli stessi, le ore retribuite stabilite dall'Ente gestore dei corsi, fino ad un massimo di 4 settimanali.
Tutti gli istituti relativi al Capitolo 11 e riguardanti i lavoratori di cui al gruppo 3) non contemplati nella presente regolamentazione, si intendono applicabili a tutti gli effetti contrattuali all'apprendista, ad eccezione degli scatti di anzianità la cui maturazione decorrerà dalla data di passaggio alla qualifica di cui al gruppo 3).
Per l'adempimento da parte dell'apprendista dell'obbligo di frequentare, ai sensi dell'Art. 17 del Regolamento approvato con D.P.R. 30 dicembre 1956, n. 1668, i corsi di istruzione professionale, sono concesse n. 3 ore settimanali retribuite per tutta la durata dei corsi stessi.
Le Parti, in considerazione delle particolari esigenze tecnologiche e produttive dei settori del vetro bianco e colorato a soffio, a pressa e con macchine semiautomatiche, del vetro artistico, convengono che l'orario di lavoro settimanale degli operai addetti ai settori stessi sarà di norma distribuito su 6 giorni (dal lunedì al sabato).
In tal caso per i pressatori, soffiatori, levatori del vetro bianco e colorato a soffio ed a pressa, nonché per il personale addetto alla lavorazione diretta coi medesimi, compresi i temperisti ed i ferrazzieri, l'orario di 40 ore settimanali è fissato con un massimo di 7 ore giornaliere.
A fronte della distribuzione su 6 giorni dell'orario contrattuale di 40 ore settimanali, 6 giorni di riposo feriale, comunque goduti, saranno ragguagliati a 5 giorni di ferie agli effetti delle misure di cui all'Art. 24. Nel caso di godimento di periodo feriale inferiore a 6 giorni, si adotteranno criteri proporzionali.
Tenuto conto delle consuetudini esistenti nelle lavorazioni a caldo del vetro dei settori non meccanizzati, e fermo restando la durata dell'orario di lavoro settimanale di cui all'Art. 15 del presente contratto, si conviene sull'opportunità di pervenire ad una regolamentazione a carattere uniforme sul piano nazionale in materia di pause.
Fatte salve le diverse intese e situazioni aziendali e locali in atto, a decorrere dal 1-1-1980 la durata della pausa retributiva per il ciclo delle lavorazioni a caldo è stabilita in 50 minuti settimanali.
L'utilizzazione della pausa, le cui modalità di fruizione potranno essere esaminate a livello regionale, senza pregiudizio per l'organizzazione tecnico produttiva delle Aziende, dovrà comunque garantire lo svolgimento completo delle normali fasi di lavorazione.
Per le situazioni di orario inferiore esistenti nelle Aziende si fa rinvio a quanto definito dal Protocollo d'Intesa del 22-1-1983 al punto 1).

References: Art. 66

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 9

Art. 12

Art. 5

Art. 6

Art. 10
 Art. 16
 Art. 15
 Art. 17
 Art. 17