Source: http://espertocasaclima.com/2016/07/22/tetto-fresco-estate-materiali-diversa-densita/
Timestamp: 2019-02-19 09:04:28+00:00

Document:
per l'isolamento di un tetto in legno, è di moda suggerire un pannello in EPS con canali di ventilazione, accoppiato a un pannello in lana di roccia | espertoCasaClima
← Cos’è il codice di designazione prodotto di un materiale isolante L’umidità da risalita muraria →
43 pensieri su “Tetto fresco d’estate combinando materiali di diversa densità?”
Federico Sampaoli Autore articolo 16 Marzo 2018 alle 16:34
gianni 16 Marzo 2018 alle 16:26
Federico Sampaoli Autore articolo 16 Marzo 2018 alle 16:13
gianni 16 Marzo 2018 alle 14:22
Federico Sampaoli Autore articolo 16 Marzo 2018 alle 13:49
gianni 16 Marzo 2018 alle 12:54
Federico Sampaoli Autore articolo 1 Febbraio 2018 alle 11:52
Francesco vendola 31 Gennaio 2018 alle 23:06
Federico Sampaoli Autore articolo 26 Novembre 2017 alle 18:45
Fabio 26 Novembre 2017 alle 12:26
Federico Sampaoli Autore articolo 18 Novembre 2017 alle 10:47
Marco 17 Novembre 2017 alle 11:58
Federico Sampaoli Autore articolo 10 Novembre 2017 alle 18:05
Maurizio 10 Novembre 2017 alle 10:06
Egregio dottor Sampaoli, mi complimento anche io per il suo blog, preziosissima fonte di informazioni!
Mi trovo a dover scegliere la stratigrafia per il mio tetto in legno con isolamento all’estradosso. Il problema maggiore, essendo in zona E, e dovendo recuperare un sottotetto molto basso per adibirlo a zona notte, è l’isolamento dal caldo. Inutile dire che ne ho sentite di tutti i colori per quanto riguarda il miglior materiale isolante ma, fatte le mie ricerche, sono giunta alla conclusione che la fibra di legno sia la soluzione giusta per me.
Le espongo, però, alcuni dubbi che ancora mi attanagliano:
1. Quasi tutti i professionisti che ho consultato mi hanno spinto ad abbandonare l’idea della fibra di legno a favore della lana di roccia, evidenziando l’alto rischio di infiammabilità della prima (La fonte principale di riscaldamento della casa, oltre al gas, sarà una stufa a legna ad accumulo posta al centro dell’abitazione, con una canna fumaria debitamente isolata). È così alto il rischio che il tetto vada a fuoco? Come potrei dormire sonni tranquilli?
2. Secondo lei nella stratigrafia è opportuno prevedere la ventilazione oppure no? Anche in questo caso mi è stato consigliato il tetto caldo, anche per limitare il rischio incendio di cui sopra, ma è davvero la soluzion migliore?
3. Guaine bitumose, teli traspiranti, barriere… come deve essere chiusa correttamente la stratigrafia?
La ringrazio con d’ora per tutte le informazioni che vorrà darmi.
Federico Sampaoli Autore articolo 28 Settembre 2017 alle 18:48
progettare la tenuta all’aria significa che devo decidere tutte le soluzioni per ottenere un involucro ermetico ai passaggi d’aria incontrollati (spifferi per capirci bene).
senza questo progetto “anti spifferi” il suo tetto rischia delle condense interstiziali nei punti “non a tenuta” e legno e condensa NON sono buoni amici.
i ponti termici sono un’altra cosa e non essendo eliminabili si devono attenuare.
il sistema a cappotto va deciso nello spessore analizzando le stratigrafie comprensive di muratura e sua qualità e spessore.
Antonio 28 Settembre 2017 alle 15:03
Grazie Dott. Sampaoli per la risposta.
Cosa intende precisamente per progetto di tenuta dell’aria?
Si riferisce all’eliminazione dei ponti termici tra tetto e parete?
Riguardo le pareti esterne avrei pensato ad un cappotto esterno, anche se non so nè il tipo nè lo spessore della muratura e dell’isolante.
Federico Sampaoli Autore articolo 27 Settembre 2017 alle 08:57
questo è esattamente il mio lavoro.
sono sicuro che la sua nuova copertura in legno abbia come obiettivo primario la protezione dal surriscaldamento, quindi dovrà chiedere un pacchetto isolante in fibra di legno.
trattandosi di un tetto in legno, prima di decidere la struttura lignea si deve progettare la tenuta all’aria perchè non succeda che il vapore degli ambienti riscaldati d’inverno possa uscire dall’edificio nel perimetro del nodo tetto-parete.
fino a che il progetto di tenuta all’aria non è fatto è inutile continuare.
a seconda dell’inclinazione delle falde si dovrà stabilire lo spessore del canale di ventilazione sotto tegola che permette al pacchetto isolante traspirante di funzionare correttamente.
circa lo spessore dell’isolante bisogna calcolare una stratigrafia precisamente con i pannelli che si sceglieranno e le loro prestazioni e poi eseguire una verifica delle prestazione della copertura secondo il nuovo DM 26.6.2015
stabilito il pacchetto si devono decidere tutti i fissaggi e ancoraggi meccanici in base agli spessori previsti.
infine il trattamento del legno a vista sia interno che esterno:
meglio evitare prodotti della categoria vernici ed impregnanti cat. 1/e per finiture interne esterne che pur rispettano il valore limite UE della categoria A/e di 130 grammi per litro di VOC (Composti Organici Volatili)
optando per prodotti di origine vegetale, senza elementi di sintesi o elementi pericolosi per l’uomo e l’ambiente.
Antonio 27 Settembre 2017 alle 02:23
Salve Dott. Sampaoli,
mi trovo in zona B, gradi giorno 729 e altitudine 60.
Possiedo un rustico a due elevazioni fuori terra e devo realizzare la copertura. L’obiettivo è di avere un tetto in legno a vista, evitando la realizzazione di un solaio in cemento armato.
Se non è troppo, potrebbe consigliarmi una stratigrafia su cui basarmi per chiedere dei preventivi?
Federico Sampaoli Autore articolo 13 Giugno 2017 alle 21:53
credo che la membrana traspirante riflettente e impermeabile che chiude il pacchetto coibente sia sufficiente e il manto di copertura metallico un’ulteriore garanzia contro le infiltrazioni.
la protezione dal surriscaldamento è ancora scarsa (quasi 12 ore di sfasamento non sono abbastanza), deve ricordare che si tratta di un tetto in legno e non in latero cemento, mentre il contenimento delle dispersioni invernali è molto buono.
Andrea 12 Giugno 2017 alle 20:16
buonasera, dovendo realizzare una copertura in legno a Pescara volevo realizzare una stratificazione cosi composta:
travatura in legno
perlina da 25 mm
telo freno vapore 150 gr
coibentazione in fibra di legno 180 mm densità 140
membrana traspirante riflettente 200 gr
camera di ventilazione h 50 mm
tavolato grezzo 25 mm
membrana traspirante 3D
copertura in alluminio aggraffato.
quello che mi chiedo è se la trasmittanza e lo sfasamento siano sufficienti per una zona in cui è prevalente il caldo ( consideri che oggi eravamo a ca 30 gradi ed il tetto è esposto sempre ai aggi diretti del sole ) che non il freddo.
marco de pinto 29 Maggio 2017 alle 11:15
La prestazione dell’impianto fotovoltaico installato su un tetto in legno non aumenta e non diminuisce.
Cambia la prestazione se esposto bene, se correttamente ventilato se pulito o sporco ma non in funzione a a quale tetto è installato. Meglio tenere i pannelli ventilati ma nello stesso tempo potrebbero essere integrati e non dipende dalla progettazione. L’efficienza e sopratutto il risultato che si chiede al fotovoltaico cambia per altri aspetti molto più importanti
raffaele 20 Maggio 2017 alle 18:27
Salve e grazie per la chiarezza con cui ci fa capire molte cose. Quali effetti produce, a livello prestazionale, l’ installazione di un impianto fotovoltaico su un tetto il legno già progettato e realizzato a regola d’ arte? Viste le elevate temperature che i pannelli raggiungono, specie in estate, nella progettazione di un nuovo tetto è un parametro da tenere in considerazione? Meglio un impianto integrato o impianto non integrato? Grazie
Federico Sampaoli Autore articolo 24 Febbraio 2017 alle 08:01
sismicamente parlando non è una buona idea caricare ulteriormente un tetto progettato per determinati carichi.
è conveniente applicare una stratigrafia ottimamente progettata per lo scopo.
un tetto dovrebbe avere una vita minima di 30anni. meglio far meglio
vincenzo 23 Febbraio 2017 alle 18:57
Preciso che il solaio è da 25 e non da 30. Dal calcolo viene fuori che occorrerebbe uno spessore di 8,5 cm per le tavelle o in alternativa 5,5 cm di fibra di legno per raggiungere l’obbiettivo di 12 h di sfasamento.
Anche se non raggiungo l’obbiettivo di 12 h comunque con le tavelle che possiedo miglioro la mia stratigrafia in estate.
I miei dubbi però sono inerenti a questa mia “invenzione”:
– le tavelle devo incollarle o posso semplicemente “poggiarle” sul solaio?
– quando fisserò i pannelli in EPS+OSB sarò costretto a bucare le tavelle: non rischio di creare dei ponti termici?
Federico Sampaoli Autore articolo 23 Febbraio 2017 alle 14:27
il solaio in laterocemento da 30cm possiede già una bella massa e se non fessurato o forato per impianti è questo strato ad occuparsi di frenare il vapore e a garantire la tenuta all’aria del volume riscaldato.
le dispersioni invernali saranno contenute grazie allo strato di eps.
lo sfasamento estivo resta scarso, intorno alle 10ore
per scoprire la prestazione estiva e valutare il miglioramento eventualmente offerto dalle tavelle disponibili si deve fare il calcolo della stratigrafia:
superare le 11ore non è certo un peggioramento, ma fin che il materiale isolante non è adatto alla protezione estiva, poco cambierà
vincenzo 23 Febbraio 2017 alle 13:20
Ho commesso un errore nel riportare la stratigrafia:
– solaio in laterocemento 20+5
– tavelle sp. 3 cm
– EPS sp. 10 cm
– camera ventilata
– OSB sp. 1,2 cm
– freno al vapore
– lamiera.
vincenzo 23 Febbraio 2017 alle 12:57
Coibentazione del tetto in laterocemento contro il caldo riutilizzando delle vecchie tavelle.
Pre motivi economici sono costretto ad utilizzare l’antipatico EPS preaccoppiato con OSB con ventilazione monodirezionale.
Posseggo delle tavelle sp. 3 cm (quindi costo 0), rinvenienti da una precedente ristrutturazione, che vorrei riutilizzare interponendole tra il solaio e la coibentazione come segue:
Domande sulle tavelle: vanno fissate o posso semplicemente “poggiarle”? devo prevedere un telo sotto o sopra le tavelle? complessivamente è una buona idea?
Federico Sampaoli Autore articolo 18 Febbraio 2017 alle 09:43
prima di prendere decisioni esecutive consiglio di farsi fare dal tecnico almeno la verifica della prestazione estiva inserendo tutti gli strati della stratigrafia
elio 16 Febbraio 2017 alle 13:32
Le chiedo un’ultima cosa, per avere un discreto comfort in estate, che spessore dovrei realizzare? 30/40cm?
Federico Sampaoli Autore articolo 16 Febbraio 2017 alle 13:06
non trattandosi di un’intercapedine da riempire, i fiocchi di cellulosa avranno una densità massima di circa 30kg/mc.
questa soluzione non è solo valida, è la migliore. con il suo calore specifico insuperabile
elio 16 Febbraio 2017 alle 13:00
Grazie per la celere risposta, per il solaio un isolamento con fiocchi di cellulosa può essere valido?
Federico Sampaoli Autore articolo 16 Febbraio 2017 alle 12:47
a parte il nodo tetto parete che è tutto da progettare,
consiglierei di eseguire l’isolamento termico sul solaio del sottotetto, e di prevedere per le falde in laterocemento solo un nuovo manto impermeabile e traspirante per la successiva posa su listellatura delle nuove tegole.
naturalmente il volume riscaldato sotto il sottotetto deve garantire la tenuta all’aria senza passaggi incontrollati tra ambiente e sottotetto.
elio 16 Febbraio 2017 alle 11:11
a breve dovrei rifare la copertura della mia casa, attualmente non c’è alcun isolante ed il tetto è in latero cemento. La soffitta è utilizzata solo come ripostiglio, l’altezza è di circa 2 metri al colmo, quindi abbastanza alta. Secondo lei se isolassimo il tetto con eps e isolassimo il solaio con fiocchi di cellulosa, sarebbe una buona soluzione anche per l’estate? La prima opzione era quella di isolare con la fibra di legno, ma per contenere un po’ i costi avevo pensato all’eps più la cellulosa.
Federico Sampaoli Autore articolo 5 Novembre 2016 alle 14:10
i pannelli in eps sono economici ed offrono elevate prestazioni invernali, se si vuole ottenere una buona protezione estiva si deve optare per pannelli in fibra di legno che offrono valori di calore specifico e densità ai massimi livelli
Roberto 5 Novembre 2016 alle 10:17
La ringrazio per la risposta ma allora cosa le verrebbe in mente al posto dei 25 cm di eps?
Federico Sampaoli Autore articolo 27 Ottobre 2016 alle 09:24
una falda unica è di lavorazione ben più facile rispetto a forme più complesse, e necessita di meno accorgimenti.
la spesa per i lavori contiene manodopera e materiali + spese accessorie prevedibili e impreviste.
la voce di spesa del solo pannello per coibentazione è anch’essa un spesa ma, non muove l’ago della bilancia così sensibilmente.
quindi vale la pena, almeno prima di decidere, di valutare eventualmente una stratigrafia diversa idonea per coibentazione esterna con materiali salubri e naturali, chiedendo, in base agli spessori, la analisi delle prestazioni invernali e protezione estiva per un adeguato comfort in tutte le stagioni (si chiama Prestazione Energetica Estiva – Metodo dei parametri qualitativi) .
Roberto 26 Ottobre 2016 alle 23:22
Mi sono stati proposti su un tetto a falda con soletta di cemento armato di 25 cm un isolamento in polistirene da 25 cm e copertura in alluminio. Dai calcoli effettuati sembra il miglior compromesso con ottime prestazioni soprattutto in inverno (non mi è ancora ben chiara la prestazione estiva) e spesa. La domanda che le faccio è possibile trovare un’altra soluzione che sostituisca l’isolante plastico con qualcosa di naturale mantenendo la prestazione estiva ed invernale e la sostenibilità economica?
Federico Sampaoli Autore articolo 1 Settembre 2016 alle 10:42
poliuretano espanso a spruzzo…
e se un giorno volessi mettere le mani a questa stratigrafia? io non avrei il coraggio di far eseguire questo tipo di intervento.
comunque, per coperture ventilate (doppia listellatura) meglio che l’altezza della camera di ventilazione sia 5-7 cm (dipende anche dall’inclinazione).
il fatto che gli spessori dell’isolante rispettino la normativa dice ancora poco sui risultati che lei otterrà.
immagino comunque che 16cm di lana di roccia offrano scarse prestazioni estive.
dalla sua descrizione ” Il tetto attualmente consiste di travi in cemento su cui poggiano dei tavelloni in laterizio, e
sopra delle marsigliesi ” mi sorge il dubbio che si tratti di una copertura che insiste sul sottotetto: in questo caso varrebbe la pena progettare la coibentazione nel sottotetto per evitare che il volume riscaldato abbia sopra un volume non riscaldato e delle falde isolate.
in ogni caso la stratigrafia tetto in lana di roccia
-telo impermeabile e traspirante
-doppio strato listoni 6×8 cm incrociati
-doppio strato di 8 cm di pannelli rigidi di lana di roccia (lambda 0,039) densita’ 150 kg/mc
– secondo telo impermeabile aperto alla diffuzione del vapore acqueo sd ca. 0.02m
-listoni di 4 x 6 cm per la ventilazione
-freno al vapore con funzione di tenuta all’aria
-telo impermeabile e traspirante sd ca. 0.02m
-guarnizione per viti nei punti di fissaggio dell’orditura primaria (dove si fora il manto impermeabile)
-listelli portategola
Paolo 31 Agosto 2016 alle 23:04
Devo rifare il tetto e mi sono state proposte due soluzioni, questo suo bell’articolo mi
ha fatto venire un dubbio su quale isolamento sia il migliore durante il periodo estivo.
Il tetto attualmente consiste di travi in cemento su cui poggiano dei tavelloni in laterizio, e
sopra delle marsigliesi.
La prima soluzione prevede una gettata in cemento di 6 cm sui tavelloni, su cui vengono posati dei
listoni d’abete 10 x 15 cm, entro questi listoni viene messo poliuretano espanso a spruzzo
con lambda 0,022 (densita’ 35/40 kg/mc) per uno spessore di 10 cm; vengono lasciati quindi 5 cm per
La seconda soluzione prevede:
Secondo un ingegnere da me contattato le due coperture dovrebbero essere entrambe
Anche il ritardo e l’attenuazione possono essere considerate equvalenti?
Federico Sampaoli Autore articolo 26 Luglio 2016 alle 17:52
a livello economico non penso che i 3€/mq del pannello in fibra di legno possano essere una ragione per fare due forniture distinte su un tetto.
circa la sensibilità all’acqua non esiste stratigrafia che possa avere vita lunga se a rischio infiltrazioni.
uno strato di xps è da sconsigliare in un pacchetto traspirante per non ostacolare la normale migrazione del vapore.
Salvatore 26 Luglio 2016 alle 12:31
Intendevo in sostituzione del solo pannello in fibra di legno di 1,9 cm con la densità di 230 kg/mc in funzione alla loro massa superiore.
Analizzare infatti se questa o altre opzioni possano essere un buon compromesso, magari risparmiando qualcosa e capire cosa cambierebbe in termini di prestazioni.
La “delicatezza” tanto criticata alla fibra di legno rispetto alla sensibilità all’acqua è fondata? Si potrebbe migliorare con uno strato superiore con caratteristiche differenti?
Se non ricordo male in qualche suo articolo aveva scritto di un ulteriore strato in xps a protezione dell’impermeabilizzazione
Federico Sampaoli Autore articolo 26 Luglio 2016 alle 09:52
i pannelli in lana di legno mineralizzata possono essere previsti per la loro funzione acustica oppure per la loro funzione antincendio ma sicuramente non in sostituzione del pannello termoisolante in fibra di legno.
in ogni caso si deve analizzare il calcolo della stratigrafia compreso lo strato in lana di legno mineralizzata.
Salvatore 25 Luglio 2016 alle 21:20
Considerando materiali di diversa densità come recita l’articolo si potrebbe pensare di utilizzare al posto della fibra di legno alla massima densità la lana di legno mineralizzata che possiede densità maggiore?
E forse anche costi minori?
Si dovrebbe cercare il giusto compromesso costo/prestazioni

References: articolo 16
 articolo 16
 articolo 16
 articolo 1
 articolo 26
 articolo 18
 articolo 10
 articolo 28
 articolo 27
 articolo 13
 articolo 24
 articolo 23
 articolo 18
 articolo 16
 articolo 16
 articolo 5
 articolo 27
 articolo 1
 articolo 26
 articolo 26