Source: http://docplayer.it/9824102-La-riforma-dell-ordinamento-professionale-stato-dell-arte-e-adempimenti-per-cni-ordini-ed-iscritti.html
Timestamp: 2018-01-22 03:09:56+00:00

Document:
LA RIFORMA DELL ORDINAMENTO PROFESSIONALE: STATO DELL ARTE E ADEMPIMENTI PER CNI, ORDINI ED ISCRITTI - PDF
Download "LA RIFORMA DELL ORDINAMENTO PROFESSIONALE: STATO DELL ARTE E ADEMPIMENTI PER CNI, ORDINI ED ISCRITTI"
1 LA RIFORMA DELL ORDINAMENTO PROFESSIONALE: STATO DELL ARTE E ADEMPIMENTI PER CNI, ORDINI ED ISCRITTI Armando Zambrano,Presidente CNI Rimini, 12 settembre
2 IL REGOLAMENTO SULLA RIFORMA Il regolamento (Dpr 137/2012) recante riforma degli ordinamenti professionali, a norma dell articolo 3, comma 5, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 è in vigore dal 15 Agosto scorso Il Governo ha recepito tutte le richieste di modifica/integrazione chieste dalle rappresentanze dei professionisti dell area tecnica (CNI in particolare) 2
3 AMBITO DI APPLICAZIONE (ART.1) Il regolamento è circoscritto alle professioni regolamentate e ai relativi professionisti. «Professione regolamentata» è l'attività( ) il cui esercizio è consentito solo a seguito d iscrizione in ordini o collegi ( ) ; 3
4 ACCESSO ED ESERCIZIO ATTIVITA PROFESSIONALE (ART.2) INSERITO RIFERIMENTO ART.33 COST Ferma la disciplina dell esame di Stato prevista ( ) all articolo 33 della Costituzione, ( ) l accesso alle professioni regolamentate è libero. Sono vietate limitazioni alle iscrizioni agli albi professionali ( ) non fondate ( ) sul riconoscimento dei titoli previsti dalla legge per la qualifica e l esercizio professionale ( ). L esercizio della professione è libero e fondato sull autonomia e indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnico ( ) 4
5 ACCESSO ED ESERCIZIO ATTIVITA PROFESSIONALE/ALBO UNICO (ART.2) L ART.9, COMMA 7 DEL DL. 1/2012 (inserito in sede di conversione, con modificazioni, del decreto con legge n.27/2012) prevede che gli ordinamenti professionali devono essere riformati anche:, secondo i princìpi della riduzione e dell accorpamento, su base volontaria, fra professioni che svolgono attività similari ( ): 5
6 ACCESSO ED ESERCIZIO ATTIVITA PROFESSIONALE/ALBO UNICO (ART.2) NEL REGOLAMENTO APPROVATO NON VI E TUTTAVIA ALCUN RIFERIMENTO ALLA CREAZIONE DELL ALBO UNICO DEI TECNICI 6
7 ALBO UNICO NAZIONALE (ART.3) NASCE L ALBO UNICO NAZIONALE E L ANNOTAZIONE DEI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI Gli albi territoriali ( ), tenuti dai rispettivi consigli ( ), sono pubblici e recano l anagrafe di tutti gli iscritti, con l annotazione dei provvedimenti disciplinari adottati nei loro confronti. L insieme degli albi territoriali di ogni professione forma l albo unico nazionale degli iscritti, tenuto dal consiglio nazionale competente. I consigli territoriali forniscono ( ) ai consigli nazionali tutte le informazioni rilevanti ai fini dell aggiornamento dell albo unico nazionale. 7
8 ALBO UNICO NAZIONALE (ART.3) GLI ORDINI PROVINCIALI DEVONO INDICARE NEGLI ALBI PUBBLICI DEGLI ISCRITTI ANCHE GLI EVENTUALI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI A LORO CARICO I CONSIGLI TERRITORIALI DEVONO TRASMETTERE AI CONSIGLI NAZIONALI TUTTE LE INFORMAZIONI PER COSTITUIRE ALBO UNICO NAZIONALE 8
9 CONCORRENZA E PUBBLICITÀ (ART.4) PUBBLICITA INFORMATIVA E LIBERA 1. E ammessa con ogni mezzo la pubblicità informativa avente ad oggetto l'attività delle professioni regolamentate, le specializzazioni, i titoli posseduti attinenti alla professione ( ) e i compensi richiesti per le prestazioni. 2. La pubblicità ( ) dev essere ( ) veritiera e corretta, non deve violare l obbligo del segreto professionale e non dev essere equivoca, ingannevole o denigratoria. 3. La violazione della disposizione ( ) costituisce illecito disciplinare. 9
10 CONCORRENZA E PUBBLICITÀ (ART.4) PER GLI ISCRITTI DIVENTA POSSIBILE PUBBLICIZZARE IL COSTO DELLA PRESTAZIONE PER CNI AGGIORNAMENTO CODICE DEONTOLOGICO (introduzione nuove sanzioni per quest ambito) 10
11 OBBLIGO DI ASSICURAZIONE (ART.5) RC PROFESSIONALE OBBLIGATORIA DA AGOSTO 2013 Il professionista è tenuto a stipulare, ( ) idonea assicurazione per i danni derivanti al cliente dall esercizio dell'attività professionale, ( ). Il professionista deve rendere noti al cliente( ) gli estremi della polizza professionale ( ). La violazione ( ) costituisce illecito disciplinare. Al fine di consentire la negoziazione delle convenzioni collettive ( ), l obbligo di assicurazione ( ) acquista efficacia decorsi dodici mesi dall entrata in vigore del presente decreto. 11
12 OBBLIGO DI ASSICURAZIONE (ART.5) PER ISCRITTI OBBLIGO STIPULA SPOSTATA AD AGOSTO 2013 NECESSITA DI AGGIORNARE CODICE DEONTOLOGICO PER CNI NEGOZIAZIONE DI CONVENZIONI COLLETTIVE CON IMPRESE ASSICURATIVE/BROKER 12
13 TIROCINIO (ART.6) IL TIROCINIO RESTA OBBLIGATORIO SOLO PER LE PROFESSIONI CHE LO PREVEDONO HA UNA DURATA MASSIMA DI 18 MESI PUO ESSERE SVOLTO IN PARTE ALL ESTERO O ALL ULTIMO ANNO DI UNIVERSITA Il tirocinio professionale è obbligatorio ove previsto dai singoli ordinamenti professionali, e ha una durata massima di diciotto mesi ( ). Il tirocinio può essere svolto, in misura non superiore a sei mesi, presso enti o professionisti di altri Paesi ( ), può essere altresì svolto per i primi sei mesi ( ) in concomitanza con l ultimo anno del corso di studio per il conseguimento della laurea necessaria. 13
14 TIROCINIO (ART.6) TIROCINIO PUO ESSERE SVOLTO ANCHE SE DIPENDENTI PUBBLICI O PRIVATI Il tirocinio può essere svolto in costanza di rapporto di pubblico impiego o( ) di rapporto di lavoro subordinato privato, purché le ( ) discipline prevedano orari di lavoro idonei a consentirne l effettivo svolgimento ( ) 14
15 TIROCINIO (ART.6) RESA FACOLTATIVA E NON PIU OBBLIGATORIA LA POSSIBILITA DI SVOLGERE IL TIROCINIO ATTRAVERSO LA FREQUENZA DI CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE Il tirocinio, oltre che nella pratica svolta presso un professionista, può consistere ( ) nella frequenza ( ), per un periodo non superiore a sei mesi, di specifici corsi di formazione professionale organizzati da ordini ( ). Il consiglio nazionale dell ordine ( ) disciplina con regolamento ( ): le modalità ( ) i contenuti ( ) la durata ( ) dei corsi di formazione ( ) 15
16 TIROCINIO (ART.6) RESTA UNA OPZIONE LA CUI INTRODUZIONE PER GLI INGEGNERI ANDRA VALUTATA E MODULATA ATTENTAMENTE. 16
17 FORMAZIONE CONTINUA (ART.7) OBBLIGO DI FORMAZIONE CONTINUA PER GLI ISCRITTI. Al fine di garantire la qualità della prestazione professionale ( ) ogni professionista ha l obbligo di curare il ( ) costante aggiornamento della propria competenza professionale ( ). La violazione dell obbligo costituisce illecito disciplinare. I CORSI POTRANNO ESSERE ANCHE TENUTI DA SOGGETTI DIVERSI DAGLI ORDINI MA AUTORIZZATI DA CONSIGLI NAZIONALI E PREVIO PARERE MINISTERO VIGILANTE I corsi di formazione possono essere organizzati ( ) oltre che da ordini e collegi, anche da associazioni di iscritti agli albi e da altri soggetti, autorizzati dai consigli nazionali ( ) 17
18 FORMAZIONE CONTINUA (ART.7) NECESSARIO REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DEI CONSIGLI ENTRO AGOSTO 2013 Il consiglio nazionale dell ordine o collegio disciplina con regolamento ( ) entro un anno dall entrata in vigore del presente decreto: le modalità e le condizioni per l assolvimento dell obbligo di aggiornamento ( ) gestione e l organizzazione dell'attività di aggiornamento a cura degli ordini ( ); requisiti minimi, uniformi su tutto il territorio nazionale, dei corsi di aggiornamento ( ); il valore del credito formativo professionale quale unità di misura della formazione continua. Con apposite convenzioni stipulate tra i consigli nazionali e le università possono essere stabilite regole comuni di riconoscimento reciproco dei crediti formativi ( ). 18
19 FORMAZIONE CONTINUA (ART.7) ADEMPIMENTI PER ISCRITTI, ORDINI, CNI ISCRITTI: OBBLIGO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE CON RELATIVE SANZIONI IN CASO DI INADEMPIMENTO ORDINI: ORGANIZZAZIONE DEI CORSI CNI: EMANAZIONE REGOLAMENTO DI DISCIPLINA CORSI DI FORMAZIONE (ENTRO AGOSTO 2013); FACOLTA DI STABILIRE CONVENZIONI CON: UNIVERSITA PER RICONOSCIMENTO RECIPROCITA CREDITI (FORMATIVI E UNIVERSITARI); EMANAZIONE REGOLAMENTO PER CREDITI FORMATIVI PROFESSIONALI INTERDISCIPLINARI
20 PROCEDIMENTI DISCIPLINARI (ART.8) NASCONO I CONSIGLI DI DISCIPLINA TERRITORIALI. I SUOI MEMBRI SARANNO NOMINATI DAL TRIBUNALE SU INDICAZIONE E PROPOSTA DEGLI ORDINI. Presso i consigli dell ordine o collegio territoriali sono istituiti consigli di disciplina territoriali cui sono affidati i compiti di istruzione e decisione delle questioni disciplinari riguardanti gli iscritti all albo.( ) sono composti da un numero di consiglieri pari a quello dei consiglieri che ( ) svolgono funzioni disciplinari nei consigli dell ordine ( ) presso cui sono costituiti. ( ) I consiglieri componenti dei consigli di disciplina territoriali sono nominati dal presidente del tribunale ( ) tra i soggetti indicati in un elenco di nominativi proposti dai corrispondenti consigli dell ordine ( ) l Elenco ( ) è composto da un numero di nominativi pari al doppio del numero dei consiglieri che il presidente del tribunale è chiamato a designare. I consigli di disciplina territoriale restano in carica per il medesimo periodo dei consigli dell ordine o collegio territoriale ( ). I consiglieri dei consigli nazionali dell ordine o collegio che esercitano funzioni disciplinari non possono esercitare funzioni amministrative. ( ) 20
21 PROCEDIMENTI DISCIPLINARI (ART.8) NECESSARIO REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO NAZIONALE PER INDIVIDUARE I CRITERI DI PROPOSTA PER I MEMBRI I criteri in base ai quali è effettuata la proposta dei consigli dell ordine o collegio e la designazione da parte del presidente del tribunale, sono individuati con regolamento ( ) adottato, ENTRO IL 13 NOVEMBRE 2012, dai consigli nazionali dell ordine ( ) previo parere vincolante del ministro vigilante. IL DPR NON INTERVIENE SUGLI ORGANI AVENTI NATURA GIURISDIZIONALE (CNI) 21
22 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI (ART.10 L.183/2011) L art. 10, 3 comma della L. n. 183/2011 regolamenta le Società tra professionisti (STP) anche multidisciplinari, con la forma delle: Società di persone; Cooperative (ma con un numero di soci non inferiori a tre); Società di Capitale. 22
23 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI (ART.10 L.183/2011) L atto costitutivo dovrà prevedere: l'esercizio in via esclusiva dell'attività professionale da parte dei soci; l'ammissione in qualità di soci dei soli professionisti iscritti ad ordini, albi e collegi, anche in differenti sezioni, ( ) oppure di soggetti non professionisti soltanto per prestazioni tecniche, o per finalità di investimento. 23
24 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI (ART.10 L.183/2011) In ogni caso, il numero dei soci professionisti e la partecipazione al capitale ( ) dei professionisti deve essere tale da determinare la MAGGIORANZA DI DUE TERZI NELLE DELIBERAZIONI O DECISIONI DEI SOCI. 24
25 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI (ART.10 L.183/2011) I PROFESSIONISTI CON MENO DI 35 ANNI POTRANNO (all approvazione del Regolamento sulle STP) COSTITUIRE DELLE STP ADOTTANDO LA FORMA DELLE SRL SEMPLIFICATE 25
26 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI (ART.10 L.183/2011) LE «SRL SEMPLIFICATE (SRLS)» si caratterizzano per: CAPITALE SOCIALE INFERIORE A 10 MILA EURO NESSUN COSTO NOTARILE ATTO COSTITUTIVO STANDARD (COME DA REGOLAMENTO APPROVATO CON IL DECRETO N.138 DEL 23 GIUGNO 2012) 26
27 TEMPI DI ATTUAZIONE DEI PROVVEDIMENTI RIFERIMENTO ARTICOLO ART.3, COMMA 2 (Albo Unico) ART.5, COMMA 1 (Assicurazione) ADEMPIMENTI/TEMPI DI ATTUAZIONE ISTITUZIONE ALBO UNICO NAZIONALE OBBLIGO STIPULA ASSICURAZIONE/ENTRO 15 AGOSTO 2013 ART.7 COMMA 3 (Aggiornamento professionale) ADOZIONE REGOLAMENTO AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE/ENTRO 15 AGOSTO
28 TEMPI DI ATTUAZIONE DEI PROVVEDIMENTI RIFERIMENTO ARTICOLO ART.7.COMMA 4 (Aggiornamento professionale) ART.7 COMMA 4 (Aggiornamento professionale) ADEMPIMENTI/TEMPI DI ATTUAZIONE PROPOSTE CONVENZIONI PER RICONOSCIMENTO RECIPROCITA CREDITI FORMATIVI UNIVERSITA EMANAZIONE REGOLAMENTI COMUNI PER CREDITI FORMATIVI PROFESSIONALI INTERDISCIPLINARI ART.8 COMMA 3 (Procedimento disciplinare) ARTT. 4,5,7 (Aggiornamento codici deontologici) EMANAZIONE REGOLAMENTO PER CRITERI DI DESIGNAZIONE DEI COMPONENTI CONSIGLI DI DISCIPLINA TERRITORIALE /ENTRO 13 NOVEMBRE 2012 REVISIONE CODICI DEONTOLOGICI PER INTRODURRE DISCIPLINA DELLE SANZIONI PER VIOLAZIONI IN TEMA DI: PUBBLICITA, POLIZZA PROFESSIONALE, FORMAZIONE 28 CONTINUA.
29 ULTIME NOVITA LEGISLATIVE DECRETO PARAMETRI GIUDIZIARI Art. 9 DL n. 1/2012 (convertito in legge, con modificazioni, dalla L.n 27/2012) prevedeva che ( ) nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista è determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del Ministro vigilante ( ). Il Decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 22 agosto 2012, n. 195 (Decreto Ministero della Giustizia 20 luglio 2012, n. 140 Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della Giustizia, ai sensi dell art. 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27) 29
30 I TASSELLI MANCANTI DELLA RIFORMA TESTO UNICO CON NORME NON ABROGATE Il Governo, entro il 31 dicembre 2012, provvede a raccogliere le disposizioni aventi forza di legge che non risultano abrogate per effetto dell entrata in vigore del Dpr 137/2012 in un testo unico da emanare ai sensi dell articolo 17 bis della legge 23 agosto 1988, n
31 I TASSELLI MANCANTI DELLA RIFORMA REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DISCIPLINA SOCIETÀ TRA PROFESSIONISTI Art. 10, commi 3-11, legge n. 183/2011. ( ) il Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, entro sei mesi dalla data di pubblicazione della presente legge, adotta un regolamento allo scopo di disciplinare le materie di cui ai precedenti commi (vale a dire criteri e modalità esecuzione incarico professionale conferito alla società; incompatibilità partecipazione a più società, osservanza codice deontologico dei soci professionisti e regime disciplinare della società tra professionisti). LO SCHEMA DI REGOLAMENTO, CHE HA GIÀ ACQUISITO IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO, È IN FASE DI REVISIONE PRESSO L UFFICIO LEGISLATIVO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. 31
32 I TASSELLI MANCANTI DELLA RIFORMA DECRETO PARAMETRI CORRISPETTIVI SERVIZI INGEGNERIA «Ai fini della determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all'architettura e all'ingegneria ( ), si applicano i parametri individuati con il decreto di cui al primo periodo, da emanarsi ( ) di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti; con il medesimo decreto sono altresì definite le classificazioni delle prestazioni professionali relative ai predetti servizi. I parametri individuati non possono condurre alla determinazione di un importo a base di gara superiore a quello derivante dall'applicazione delle tariffe professionali vigenti prima dell'entrata in vigore del presente decreto.». (periodo introdotto all art.9, comma 2 dl 1/2012 dall art. 5, dl 83/2012 convertito dalla legge 134/2012) 32
33 I TASSELLI MANCANTI DELLA RIFORMA DECRETO PARAMETRI CORRISPETTIVI SERVIZI INGEGNERIA 2. Fino all'emanazione del decreto ( ) le tariffe professionali e le classificazioni delle prestazioni vigenti prima della data di entrata in vigore del predetto decreto-legge n.1 del 2012 possono continuare ad essere utilizzate, ai soli fini, rispettivamente, della determinazione del corrispettivo da porre a base di gara per l'affidamento dei contratti pubblici di servizi attinenti all'architettura e all'ingegneria e dell'individuazione delle prestazioni professionali. IL DECRETO È IN FASE DI ELABORAZIONE PRESSO L UFFICIO LEGISLATIVO DEL MINISTERO DI GIUSTIZIA CHE HA GIÀ RICHIESTO I PARERI DEL MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI E DELL AUTORITÀ PER LA VIGILANZA SUI CONTRATTI PUBBLICI 33
34 RIORDINO DELLE PROVINCE E ALBI PROVINCIALI Il Dl n.95 del 6 luglio 2012 (convertito con modificazioni dalla L.n.135/2012 del 7 agosto 2012) prevede, tra le altre cose, il Riordino delle province e delle loro funzioni sulla base dei criteri definiti con la deliberazione del Cdm del 20 luglio 2012: - Dimensione territoriale non inferiore a kmq; - Popolazione residente non inferiore a 350 mila abitanti. TALE RIORDINO POTREBBE AVERE CONSEGUENZE SULLA DISTRIBUZIONE TERRITORIALE DI ORDINI PROVINCIALI (soppressione ed eventuali accorpamenti) 34

References: articolo 3
 ART.33
 articolo 33
 ART.9
 art. 10
 ART.3
 ART.5
 ART.7
 ART.7
 ART.7
 ART.8
 Art. 9
 art. 9
 articolo 17
 Art. 10
 art.9
 art. 5