Source: http://nobiomassepontinia.blogspot.com/2008/12/
Timestamp: 2017-10-20 05:05:00+00:00

Document:
NO CENTRALE BIOMASSE PONTINIA: dicembre 2008
La crisi sta arrivando, così ci informa Beppe Grillo ormai da più di due mesi.
"Appoggio l'orecchio al terreno e sento un rumore. Sempre più vicino. Un brontolio, una carica, un tuono. Sono milioni di nuovi disoccupati".
I nostri banchieri hanno ipotecato il popolo, L'Islanda ha un debito di 90 milioni di euro e noi con un debito pubblico poco inferiore, stiamo iniziando a sentire il freddo che avanza. Sarà l'inverno, è la stagione delle piogge e del gelo, dei danni alle campagne e quelli nelle case degli Italiani che da un giorno all'altro non si trovano più un lavoro, una sicurezza economica, un punto fermo, stabile dove poter far poggiare le aspettative di vita dei tuoi cari(te compreso).Tutto per colpa di chi e di che cosa?
Convinti abbia avuto origine negli Stati Uniti e dagli States?
Ebbene tale disastro è nato in Gran Bretagna, nella City e, nello specifico, all'interno di numerose società di ingegneria finanziaria. Dobbiamo tener presente che il 90% dei prodotti finanziari, buoni ma soprattutto non buoni, viene studiato e progettato presso queste società finanziarie/bancarie.
In questo caso, la causa dei principali mali del mondo è rappresentata dai cosiddetti strumenti derivati, denominati CDO (collateral debt obbligation) e CDS (credit default swap).
Cosa sta per succedere invece nella nostra mini-town?
L'AIA per la Turbogas favorevole, le procedure per l'approvazione a costruire andranno avanti, la bufera politica comincia a crescere, la crisi pure, ma queste Multinazionali non arrestano l'ondata anomala di costruire queste centrali! Ma è possibile che loro la crisi non la sentono? sono immuni?
...E ci sarà qualcosa che le farà fermare?!
Leggi come riescono ulteriormente a prendere i soldi per creare il loro paradiso energetico, ovvero il nostro inferno della salute: Cip 6 & Certificati Verdi, non muoiono mai.
Approfondisci: La grande Crisi su disinformazione.it
Leggi tutti i post di Grillo, Gli zoccoli dei bisonti:
Via Emilia e il West
Etichette: beppe grillo, cip6, PONTINIA, turbogas
Consigli utili in tempo di crisi!
Dal movimento Decrescita felice: Dieci consigli solidali per sopravvivere in tempo di crisi
4) Metti le tue risorse (tempo, soldi, competenze, beni, esperienze, idee…) al servizio della collettività: le vedrai moltiplicarsi. E po la solidarietà è contagiosa!
8)Utilizza la bicicletta, condividi l’automobile, usa i mezzi pubblici. Ne guadagneremo tutti!
Etichette: articolo, decrescita felice
7) Giugno 2008: Il presidente del Brasile Lula annuncia l'istituzione di tre nuove aree protette nella foresta amazzonica
Post completo sul sito di jacopo Fo
Fonti: Nel numero di dicembre de La Nuova Ecologia
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 5:35 PM
Un incontro culturale: il compleanno di Pontinia
Ieri presso il Teatro Fellini di Pontinia si è festeggiato "culturalmente" il compleanno della terza città di Fondazione. Una conferenza voluta da Onlus Nemesis, Rete dei cittadini di Pontinia e Anonima scrittori di Latina, un incontro informale di studiosi ha regalato alla cittadinanza(poco-attiva), due ore di approfondimenti e studi sulla pianura pontina. L'incontro aperto dal Dott. Antonio Rossi dell'associazione Onlus Nemesis, ha visto seguire l'intervento della Dottoressa Carmela Anastasia del Groningen Institute of Archeology che ci ha mostrato una carta topografica di Filippo Ameti del 600' introducendoci così nella ricostruzione della pianura pontina: una zona di acquetrini e aree boschive. Anche se poco studiata dal punto di vista archeologico, la pianura trova i suoi primi colonizzatori nell'età del Ferro, con i primi insediamenti abitativi. Un'altra carta ci porta alla conoscenza delle centuriazioni, maglie di una fitta rete che venivano create nel terreno estendendosi con regolarità individuando i confini di proprietà. Se si sovrappone la mappa ad una attuale, queste tagliano le migliare a 45 gradi e in alcuni punti intersecano con la Via Appia, da considerare che un tempo esisteva già una Via che poi successivamente verrà costruita e nominata da Appio Claudio Cieco : la Via Appia. Partendo da questo studio, gli archeologi hanno proseguito in una ricerca sistematica di superficie sul territorio di Casal Traiano, dove sono stati rinvenuti ritrovamenti risalenti al IV e I Secolo A.C. Fortemente indiziata invece è l'odierna zona Industriale di Mazzocchio, realizzata negli anni 80' dalla ditta Salemi, ci sono stati degli importanti ritrovamenti, oggi purtroppo non tangibili, ma resi conoscibili solo tramite le relazioni tecniche stilate durante la costruzione.Nell'Antichità una terra fertilissima, attraversata da due fiumi e densamente abitata.
Come in un passaggio dimensionale ci troviamo a scoprire che dagli insediamenti abitativi dei Romani, passiamo oggi a degli insediamenti industriali che sono andati a cancellare un gran pezzo di storia.
Attualmente la Dott. Anastasia conduce gli scavi nell'area dove l'Acea-Electrabel s.p.a e la Pontinia Rinnovabili s.p.a vorrebbero erigere i monumenti odierni al Dio Denaro. Il professor Alimonti, Ingegnere delle acque, del dipartimento di Ingegneria Chimica della Sapienza, ci coinvolge nell'analisi tecnica scientifica sulla Bonifica e il rapporto con le acque. Una trasformazione del territorio molto forte, un continuo mutare, un equilibrio sorretto dagli interventi tecnici (le idrovore) che permettono di far defluire l'acqua che stagna nella vallata della pianura (alle pendici dei monti lepini) verso il mare. Le uniche parti alte sono state sempre, l'area del Mazzocchio e la Duna costiera. La prima, anche in periodi anteriori alla bonifica, una zona densamente popolata, mentre la seconda perennemente coperta da boschi. La duna era una seconda via per i Romani che oltre ad utilizzare la Via Appia, seguivano la via lungo i laghi costieri. Fin dai tempi più antichi l'acqua è stata sempre di notevole importanza in questa pianura. Oggi dopo le bonifiche torna ad essere un principale problema. Cosi il professore ci spiega il rapporto che sussiste tra le acque profonde e di superficie, e la consistenza del terreno permeabile connesso all'artesianesimo , artefice dello sconvolgimento idrogeologico. L'abbassamento della falda per la continua richiesta d'approvvigionamento idrico attraverso i pozzo artesiani e i possibili sprofondamenti detti "sinkhole" potranno causare danni consistenti alla pianura Pontina. Segue la conferenza Mimmo Frassineti che ci racconta come è giunto a noi e perché ha deciso di scattare delle foto a Pontinia. Era circa un anno fa quando preso da un articolo su Repubblica, venni a fotografare la MegaDiscarica abusiva dei gricilli. Non conosceva la nostra pianura e ne rimase sorpreso, scatto delle foto e dopo essersi documentato, le presentò al National Geographic, a Ottobre 2008 usci un articolo "Oltre il Giardino", un importante articolo dove presenta la lussureggiante oasi (che rischia di perdere un fragile equilibrio) seguendo le tracce storiche, architettoniche, sociali e ambientalistiche. Nella sala del teatro veniamo travolti dalle liriche dei poeti classici e dai filosofi del tempo; Prima con Orazio, la quinta satira ci descrive gli ambienti palustri e insalubri dell'agro pontino, poi con Gothe: "Viaggi in Italia", dove nel viaggio tra Roma e Napoli, nel 1887 passa per l'agro pontino e infine con un sonetto di Gioacchino Belli: "Er deserto". Non poteva mancare il punto di vista storico, offertoci dallo scrittore Antonio Pennacchi. Veniamo a conoscere che la pianura pontina, soggetto politico di una riconquista delle pianure centro meridionali, ha fatto parte di quel movimento fondativo d'inizio 900', insieme ad altre 146 città di Fonazione Italiane.
Ci spiega cosa è successo nel periodo del Fascismo, quale scelte sono state fatte e cosa sarebbe successo se i Latifondisti avessero avuto la meglio.
Oggi L'agro Pontino sarebbe abitato solo da 2000 persone, larghe distese di terreni coltivati avrebbero attorniato le piccole città di Fondazione. L'urbanizzazione avrebbe coinvolto solo le città e non avrebbe creato l'estrema frammentazione che oggi grazie anche ad una non lontana legge della Democrazia Cristiana, ha permesso di costruire molte abitazioni e di dividere quelle proprietà poderali. Teorizza così Pennacchi, che questa bonifica è stata pensata per avere una forte antropofizzazione. La vita dell'uomo è un continuo equilibrio e per sopravvivere bisogna soddisfare dei bisogni. In questi fa rientrare l'Industrializzazione, la mobilità, e la cementificazione del territorio, opportuni per rendere questo equilibrio stabile. Un pensiero che si arresta difronte alle problematiche che oggi toccano Pontinia, l'Italia ma anche l'intero pianeta, basta pesare al riscaldamento globale, un pensiero che si divincola da quel movimento di sviluppo Sostenibile. Un discorso che ha fatto salire la tensione della conferenza, ci ha fatto pensare a dove potremo essere oggi se il "fascismo Rosso" avesse perso la sua strategia (bonificare il territorio e distribuire ai contadini le terre). Sul finire l'intervento dell'antropologo Cocchieri Alessandro, che a nome della Rete dei cittadini ringraziava per la buon riuscita della conferenza e ci descriveva la differenza del subalterno a confronto con l'egemone che viveva la città al tempo della bonifica, la struttura della casa abitativa della città e la forza antropomorfa che ha spinto nei minimi cambiamenti sociali una città giovane, ma con un passato antichissimo. I cambiamenti sono minimi e lenti, ma la città cresce sentendosi ogni giorno con un pò più di radici da piantare nel terreno.
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 2:10 PM
Etichette: Ambiente, conferenza, PONTINIA
COMUNICATO STAMPA - RETE CITTADINI CONTRO LA TURBOGAS DI APRILIA
Il popolo No-Turbogas ha incassato negli ultimi mesi vari "duri colpi" che hanno scosso notevolmente gli animi dei tantissimi uomini e donne che lo costituiscono. Dallo sgombero forzato del Presidio, alla blanda risposta della Regione Lazio, alle risultanze dei tavoli istituzionali, che la Rete ha intrapreso con le istituzioni e la società Sorgenia nell'ultimo anno.
Nonostante ciò migliaia di famiglie sono scese in come portatrici di legittime istanze a rivalutare l'opportunità di realizzare un progetto che se da un lato risulta autorizzato, dall'altro è gravato da pesanti ombre sulla corretta valutazione del suo impatto ambientale ed economico su un'area vasta, che va dai Castelli al litorale romano, e di fatto manca - a tutt'oggi - del rispetto della prescrizione che ascrive al Sindaco di Aprilia l'emissione della "compatibilità territoriale" dell'impianto. Si ricorda infatti che il TAR Latina in data 25 luglio 2008 ha "sospeso" la compatibilità territoriale NEGATIVA espressa dal Sindaco.
La Rete, che ha organizzato la manifestazione del 14 dicembre ricevendo l'appoggio morale e pratico di tante realtà sociali e di lotta dei nostri territori, oltre che l'appoggio istituzionale di tutti i sindaci dell'area interessata dalla ricaduta degli inquinanti della costruenda Turbogas di Aprilia, non aveva previsto né tanto meno pianificato sia l'invasione della Pontina, sia l'occupazione simbolica dell'ex-presidio (durata fra l'altro, meno di 10 minuti). Tuttavia la Rete è al fianco dei cittadini denunciati, perché la Rete sono i cittadini e le cittadine che hanno manifestato domenica scorsa, inoltre condivide la tesi di chi ritiene che sia un grave errore trasformare una vertenza lunga e difficile come quella contro la Turbogas di Aprilia in una questione di ordine pubblico, chiedendo il ritiro delle paventate denunce contro centinaia di cittadine e cittadini delusi dagli esiti del percorso legale ed amministrativo.
Le persone che hanno messo in atto queste forti azioni simboliche certo non intendevano perpetrare un reato ma realizzare solo azioni pacifiche di disobbedienza civile. Si è trattato infatti di azioni "soft" di tanti comuni cittadini esasperati che a quelle azioni hanno preso parte forse con un pizzico di temerarietà, ma certamente con il coraggio e la determinazione di chi si
sente inascoltato.
La Rete da appuntamento ai cittadini per giovedì alle ore 21 presso il Centra Sada (ex CRAL) di Via delle Margherite ove si svolgerà la prossima assemblea pubblica.
*RETE CITTADINI CONTRO LA TURBOGAS DI APRILIA*
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 2:50 PM
In 5000 a Manifestare ad Aprilia
Riporto un articolo di Andrea Palladino pubblicato sul manifesto del 16/12/2008
Erano cinquemila i manifestanti che domenica scorsa ad Aprilia, in provincia di Latina, hanno rioccupato simbolicamente per qualche minuto i terreni che dovranno ospitare la centrale turbogas della Sorgenia. Tante famiglie con bambini, partite in mattinata dal centro della città, hanno accompagnato i ragazzi della rete territoriale creata per contrastare un impianto fortemente voluto dal gruppo De Benedetti. A differenza delle tante altre manifestazioni che si sono tenute prima dello sgombero del presidio, avvenuto lo scorso ottobre, questa volta le forze dell'ordine hanno proceduto ad identificare più di 300 persone, accusandole di violenza privata, danneggiamento (la rottura della recinzione) e violazione di proprietà privata. Le denunce riguardano anche l'occupazione della strada statale Pontina. Un segnale che sta preoccupando il movimento No turbogas, che si è sempre contraddistinto per le azioni pacifiche. La rete cittadina di Aprilia - secondo la questura di Latina - è già stata denunciata per l'occupazione del sito della Sorgenia e la procura della repubblica dovrà decidere nei prossimi mesi sull'eventuale richiesta di rinvio a giudizio. La proprietà di Sorgenia non si tocca, le ruspe e gli operai venuti dal sud potranno lavorare protetti dalle forze dell'ordine, alzando i camini della megacentrale, giudicata da tanti esperti inutile e pericolosa. L'intera provincia di Latina sta vivendo una crisi industriale e di vocazione, rischiando di divenire una sorta di territorio di serie B nel Lazio, dove affiancare alle tante industrie inquinanti già presenti impianti di produzione di energia per il mercato nazionale, nuove discariche ed inceneritori. Trasformare la piana della bonifica in una terra di veleni sembra essere il piano degli amministratori di centrodestra del sud del Lazio, pronti però ad allearsi con qualsiasi gruppo industriale al momento del bisogno. Nel caso della turbogas progettata da Sorgenia l'impatto ambientale - ricostruito dalla rete di Aprilia - è terrificante: più di 16 milioni di quintali di CO2 all'anno, 450 quintali di particolato e un beneficio per la città pari sostanzialmente a zero. Un pezzo di quell'Italia inquinante sgradita in Europa.
Dal 2002 sono state autorizzate in Italia 45 centrali con tecnologia turbogas.
Un affare voluto dai principali produttori di energia italiani quali Enel, Sorgenia, Edison, Acea Electrabel, E.on, Eni ed Endesa. A queste negli ultimi anni si sono aggiunte altre 73 nuove richieste di centrali elettriche, di cui nove nel Lazio.
I veri investimenti puntano decisamente verso le tecnologie sporche, preferendo non scommettere sul risparmio energetico. I cittadini di Aprilia, che avevano vinto una prima battaglia legale davanti al Tar, revocata poi dal Consiglio di stato, dopo lo sgombero del presidio e la recinzione del terreno, non si sono arresi di fronte all'accelerazione imposta da Sorgenia. Hanno chiesto un incontro con il ministro per le attività produttive e soprattutto stanno preparando nuovi studi per cercare di bloccare l'inizio del cantiere.
Il punto fondamentale - spiega la rete No turbogas - è evitare il dato di fatto, le forzature da parte dei costruttori della centrale.
Il comune di Aprilia e la rete cittadina hanno infatti presentato una richiesta di sospensiva dei lavori davanti al Tar e chiedono che le opere non partano fino alla decisione dei giudici amministrativi.
La manifestazione di domenica dimostra poi che lo sgombero e le denunce non hanno bloccato la mobilitazione della città. Di certo contano più la salute e il futuro dei figli.
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 2:40 PM
Etichette: Aprilia, articolo, Manifestazione, turbogas
Il Protocollo di Kyoto lontano, mai un'Italia Ambientalista
Il protocollo di Kyōto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyōto l'11 dicembre 1997 da più di 160 paesi. Il trattato prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra, ovvero metano, ossido di diazoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo). L'Italia ha sottoscritto nel 2008 l'impegno di bilancio per una riduzione delle emissioni di CO2 del 6,5%, ma di questo andazzo non riuscendo a rispettare l'impegno, esso diventa voce di spesa, stimabile in alcuni miliardi di Euro, ogni anno ovviamente. E' chiaro che le ricadute in termini di "multe" sono a danno dei cittadini e delle loro aziende.
Nella riduzione dei gas serra, l'Italia si piazza al 44/o posto sui 57 Paesi a maggiori emissioni di CO2. L'anno scorso eravamo al 41/o posto.
Il Governo fa studi e stime dei consumi, prevedono un incremento e fissano a 243,6 Mtep (1 TEP = 49*10^9 J) il fabbisogno energetico nel 2020. Ma Se adesso è solo l'inizio della Crisi che avrà sicuramente delle ricadute negative sul PIL, le stime che il Governo ha creato, sono destinate a passare per il cestino! Se i Consumi calano e gli Italiani dormienti della Repubblica voluta delle Banane, s'inseriscono in quel cambiamento che già oggi s'incomincia a sentire (la terza Rivoluzione Industriale di Jeremy Rifkin) che ci faremo con 45(già approvate)+ 73(in approvazione)centrali termoelettriche a Turbogas? Senza dimenticare che il 6 Agosto 2008, mentre eravamo alle prese con le vacanze e le ferie, il Governo procedeva nella stesura della Legge 133, un vergognoso minestrone di scelte brutali e speculative su ogni settore dello sviluppo Nazionale, nonché l'assurda volontà di costruire centrali Nucleari nel nostro paese (Capo III , art. 7 comma 1 lettera d).
Che ci faranno Enel, Sorgenia, Edison, Acea-Electrabel, Eni, Endesa con questa enorme quantità di produzione elettrica?
Considerando forse che la maggior parte delle centrali non entreranno nemmeno in funzione, o in minima produzione, tutto per farle solo costruire e far intascare i soldi (anche pubblici) alle società cementificatrici del nostro territorio.
Forse la venderanno? Magari all'estero? Mentre le altre Nazioni iniziano a chiudere le vecchie e andate centrali bruciatrici di fossili, per adeguarsi alle normative del protocollo di Kyoto e a quelle Europee e a costruire con ingegneri e idee italiane centrali termosolari e nanotecnologie solari, l'Italia con gli Imprenditori privati (con i soldi pubblici) creano il mercato internazionale di produzione d'energia. Hanno creato l'Italiano che paga le tasse a sua immagine e somiglianza, soldi sicuri che non scappano dalle mani degli imprenditori, grazie a leggi irrazionali e ai conflitti d'interesse nel Governo. Dovrebbero fare una ricerca dettagliatissima su quello che si può recuperare in Italia, sulla riduzione dei consumi iniziando dal più piccolo comune. Siamo degli Spreconi! Propongo d'iniziare noi dal nostro. A Pontinia, il palazzo comunale è sprovvisto di pannelli fotovoltaici e termo-solari, di porte e finestre a coibentazione termica. I lampioni della città a volte sono accesi anche di giorno e non sono SOLARI. Si vuole cambiare Aria? Si vuole respirare un'aria pulita? Iniziamo dagli assessori, proponiamo un assessore che studia gli sprechi, la riduzione dei consumi e la creazione di progetti idonei ad un consumo ZERO! L'Italia importa gran parte delle risorse energetiche primarie dall'estero. Ha una capacità di produzione di energia minima, pari a 30 Mtep; Ok è pochina per il fabbisogno Nazionale, ma se si insiste sulla riduzione degli sprechi, senza interrompere la regolare condizione civile della popolazione, ma innovandola, costruendo Impianti Solari termici, utilizzando al massimo le risorse rinnovabili e progettando secondo uno Sviluppo Sostenibile, si potrebbe fare a meno di tutto questo costruire Turbogas, inceneritori, nucleare e carbone, potremmo forse un giorno iniziare a respirare un'aria pulita!
http://www.rainews24.it/Notizia.asp?NewsId=89323
http://www.studioarchidea.com
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 12:42 AM
Etichette: Ambiente, Energie rinnovabili, politica, PONTINIA, PROTOCOLLO KYOTO, riduzione dei consumi
ANNO NUOVO E PROPOSITI NUOVI?
NO ALLA TURBOGAS PER QUESTI MOTIVI:
•Le centrali a combustione ad alte temperature immettono nell’aria un numero elevato di inquinanti: ossidi di azoto, monossido di carbonio, aldeidi e furani.
•Tra questi spiccano le DIOSSINE le quali essendo liposolubili, non vengono eliminate con le urine, accumulandosi nel tessuto grasso dell’uomo e degli animali causando malfunzionamento cellulare e genesi dei tumori.
•I fumi sprigionati nell’aria entrano nelle catene alimentari incidendo nell’ecosistema di cui anche noi siamo parte: gli allevamenti del bestiame e i prodotti della terra saranno inevitabilmente contaminati causando una svalutazione economica dei nostri prodotti alimentari.
•Nessuno comprerà più casa e terre nella nostra provincia; le nostre case perderanno valore svalutando completamente il territorio e causando una perdita nel settore turistico.
•Il funzionamento della Turbogas prevede l’uso di ingenti quantità della nostra acqua (falda-acquedotto) causando un ulteriore rincaro della bolletta e gravi scompensi idrogeologici.
•IL GAS E’ UNA RISORSA MORTA, NON RINNOVABILE.
•Adeguarci alle normative del Protocollo di Kyoto e all’intesa dell’Unione Europea, sottoscritta da tutti i Paesi membri tranne l’Italia che con posizioni da medioevo rifiuta l’intesa del 20/20/20 (20% di energie rinnovabili e riduzione del 20% di emissioni CO2 entro il 2020).
•Ridurre gli sprechi autoproducendoci l’energia elettrica e l’acqua calda; incentivando le eco tecnologie tramite la costruzione di “CASE PASSIVE”che impediscono la dispersione di energia.
•Fare una SPESA CONSAPEVOLE favorendo prodotti con imballaggio ridotto e della FILIERA CORTA (produttore-consumatore)
•Utilizzare le VERE energie rinnovabili: solare, eolico, idroelettrico, geotermico. La pratica dell’incenerimento di qualsiasi materiale NON RIENTRA NELLE ENERGIE RINNOVABILI.
Semplicemente AMA IL TUO TERRITORIO!
Etichette: comunicato, Energie rinnovabili, PROTOCOLLO KYOTO, riduzione dei consumi, turbogas
UNITE/I NELLA LOTTA
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 3:47 AM
Adesione alla Manifestazione dalla Rete Nazionale Rifiuti Zero
La lotta contro ogni nocività ( dai cicli produttivi “sporchi”, inquinanti, non sicuri per lavoratori e popolazioni, agli impianti dannosi per salute, ambiente e economie locali, alle emissioni di sostanze, nanoparticelle e nanopolveri pericolose e spesso cancerogene ), la difesa della salute come diritto prioritario e fondamentale, il NO a un modello energetico – e quindi economico, produttivo e insediativo - che privilegia sprechi di materia ed energia invece di porre al centro il risparmio e l’ uso di fonti energetiche realmente rinnovabili e pulite (solare termico e fotovoltaico, eolico, idraulico ) sono da sempre alla base dell’ impegno, delle mobilitazioni, delle vertenze e delle concrete proposte alternative portate avanti dalle tantissime realtà locali e dai comitati popolari che si riconoscono nel Movimento Rifiuti Zero e nella Rete Nazionale Rifiuti Zero. Per questo aderiamo con entusiasmo e condivisione alla Manifestazione nazionale NO TURBOGAS di domenica 14 dicembre ad Aprilia - e a quella in contemporanea di Pontinia - e appoggiamo la Piattaforma che le convoca.
SIAMO CON VOI per dire NO TURBOGAS ad Aprilia, Pontinia e ovunque : un impianto tecnologicamente obsoleto, dannoso e termodistruttivo;
SIAMO CON VOI per dire NO all’ “estorsione” dalle nostre tasche - attraverso CIP 6, Certificati Verdi e Tariffe - di soldi per finanziare l’ utilizzo di fonti energetiche che non sono assolutamente rinnovabili e pulite come ad esempio rifiuti urbani e industriali, e per regalare a petrolieri e corporazioni inceneritoriste milioni di euro che dovrebbero essere utilizzati per finanziare fonti energetiche realmente rinnovabili ( il Movimento Rifiuti Zero ha promosso una vertenza contro il gestore unico per la restituzione del “maltolto” : quota dei CIP 6 regalata agli inceneritoristi );
SIAMO CON VOI per dire NO al delirante rilancio del “Nucleare”;
SIAMO CON VOI per dire NO all’ attacco alle popolazioni e alla democrazia attraverso il violento sgombero dei presidi (Aprilia, ValdiSusa) e l’ uso dell’ esercito per imporre alle popolazioni impianti dannosi e costosi o basi militari(Acerra, Chiaiano, Valdisusa, Vicenza);
SIAMO CON VOI per dire NO alla Combustione di materia ed energia e alla combustione delle BIOMASSE – il nuovo grande affare energetico e la nuova insensata frontiera della distruzione di beni fondamentali operata dal capitalismo neoliberale – : si tratti dell’ incenerimento dei rifiuti biodegradabili, o della combustione degli “agrocombustibili” che utilizza i prodotti della terra per produrre energia invece di cibo, contribuendo alla fame e alla
morte delle popolazioni del Sud del mondo;
SIAMO CON VOI per dire NO alla liberalizzazione dei servizi locali e per rifondare su basi nuove l’ interesse pubblicocollettivo e la messa in comune dei beni fondamentali per la vita (acqua, terre, cibo sano, salute, fonti energetiche);
SIAMO CON VOI per dire NO allo spreco dell’ acqua nei cicli produttivi e energetici, e negli impianti di incenerimento;
SIAMO CON VOI per dire NO alla precarietà dell’ esistenza : lavoro, nocività sanitarie e ambientali, chiusura di spazi collettivi, mercificazione dei beni comuni a cominciare dai saperi e dalla conoscenza.
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 3:39 AM
Oggi nell'aula consiliare di Pontinia c'è stata la conferenza stampa sulla Manifestazione che il 14 Dicembre 2008 vedrà mobilitare la città di Pontinia.
Una mobilitazione che va a toccare il punto forte del nostro corpo umano, lo stomaco, oltre che il punto nevralgico su cui poggia l'economia del nostro territorio: l'agricoltura di qualità.
Una manifestazione sui generis, cosi' prende la parola Alessandro Cocchieri, abbiamo pensato di portare in piazza i nostri prodotti tipici, quei prodotti che sono pregiati dei marchi di riconoscimento di qualità. In modo tale da pubblicizzare un prodotto che deve esser protetto e valorizzato e solo migliorato. La turbogas potrà solo che far arretrare e forse cancellare questi prodotti dalla lista di qualità.
Mangiando alla faccia della Turbogas, è questo ciò che succederà Domenica in piazza Indipendenza? Non solo, ci saranno prodotti tipici, prodotti del nostro terreno, della nostra fatica, ma anche dibattiti aperti e comizi politici da parte dei partiti e delle sigle sindacali che hanno aderito alla manifestazione, balletti, giochi per i più piccoli e giocolieri.
Così Paolo Cima ci spiega che molti sono gli imprenditori e gli agricoltori che esporranno i loro prodotti, molte le sigle sindacali che aderiscono: CIA, CONFAGRICOLTURA, COLDIRETTI, COMITATO AGRICOLTORI RIUNITI. Abbiamo avuto un'idea diversa di avvicinarci ai cittadini, non ci sarà nessun corteo di protesta, ma una forma di auto identificazione.
Il consumatore medio valuta questi tipi di impianti nocivi per la salute e i prodotti tipici sono la nostra alimentazione, quindi ci sarà una svalutazione dell'intera economia locale, oltre a mettere in pericolo la nostra salute.
E bene si, la svalutazione e l'inquinamento ci porteranno a vivere un incubo, così penso alle mitiche crostatine di Sezze che non saranno più di visciole bio, ma al sapore di formaldeide, ai provoloni pluripremiati, che non potranno più partecipare a concorsi se non in compagnia di mozzarelle alle nanopolveri.
E già, il Sindaco nella conferenza ci parla anche di COLOSSELLA, la mozzarella Doc dell'agro pontino, che fine farà con una turbogas ad eruttare nanopolveri, aldeidi e Ossido di Azoto in piena campagna?
Questo è un tema molto importante ribadisce, auspica che la Regione dirà di NO a questo IMPIANTO, è fiducioso, da bravo Dottore andrà in settimana a tastare il polso al Governatore della Regione, Marrazzo. Ma ci confida che è indispettito dal fatto che ATTI AMMINISTRATIVI dalla Regione o dal Ministero, arrivano tardi pieni di errori, geografici per esempio come da qui riportato, errori a riferimenti normativi, figuriamoci sugli aspetti tecnici!
Non si riesce a capacitare, come mai non vengono presi in considerazione documenti prodotti dal Comune, atti normativi che rispondono all'iter per contrastare la costruzione degli impianti, mentre quelli di Aziende private(Acea-electrabel e Pontinia Rinnovabili)sono pieni di errori e vengono fatti passare avanti. Mi devono spiegare come fanno a considerare validi documenti di aziende private che vogliono costruire in un area inibita a qualsiasi opera costruttoria per questioni paseaggistiche-territoriali e idrologiche. E' spaventato -e lo siamo tutti- dal fatto che siamo in Italia, un paese pieno di corruzione sia nel costruire che nel controllare.
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 9:23 PM
Etichette: Ambiente, conferenza, Manifestazione, politica, turbogas
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO SINISTRA DEMOCRATICA DI LATINA
Le Federazioni provinciali di Verdi, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Socialista, Sinistra Democratica, Comunisti Italiani e Italia Dei Valori aderiscono alle iniziative di domenica prossima 14 dicembre, di Aprilia e Pontinia, contro la realizzazione delle centrali turbogas e a favore della difesa dell’ambiente, del territorio, della salute dei cittadini.
Enzo De Amicis - Italia Dei Valori
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 9:22 PM
Una rana posta nell'acqua bollente cerca disperatamente di fuggire. Ma la stessa rana, messa in acqua fredda poi scaldata progressivamente, se ne resta lì a godersi il bagno caldo fino a finire bollita a morte senza neppure accorgersene. E' la stessa cosa che sta accadendo a noi, l'acqua si sta scaldando molto ma l'umanità non se ne sta rendendo conto...se non si prendono drastici provvedimenti finirà per bollire e saremo tutti morti. Forse siamo un errore della natura e quindi destinati all'estinzione. Intanto non ci resta che limitare i danni e cercare di dare un futuro vivibile ai nostri figli. Rispettare l'ambiente significa rispettare la vita.
Rispettiamo l'ambiente iniziando a cambiare stile di vita, abitudini e comportamenti. Siamo giunti in un periodo della nostra esistenza dove la biforcazione della strada si sta facendo sempre più nitida. Da un lato abbiamo lo sprecone, l'imperialista, il colonizzatore, l'affarista, il lobbista, il termocombustore, lo speculatore e dall'altro lato: il libero cittadino soggetto allo sfruttamento del primo, l'attento all'ambiente, il ricercatore di nuovi stili di vita, il sostenitore di uno sviluppo sostenibile, il fruitore di energie rinnovabili, colui che sopravvive con l'autoproduzione di beni, questa divisione sta crescendo ogni giorno di più. Nell'aria si inizia a respirare un'aria particolare e di particolato, un cambiamento? Bisogna stare attenti a non prendere la strada sbagliata. L'insofferenza che percuote i nostri volti, il malcontento, la disperazione sono azioni che si generano dagli strumenti che usano i primi. E' arrivata per noi l'ora di iniziare a fortificare con più creatività le nostre idee, i nostri obiettivi, senza farci sopprimere dalla forza prorompente dei loro molteplici strumenti. Non facciamoci bollire!
Come si legge nel libro di Wackernagel e E. Rees " "L' impronta ecologica", per raggiungere la sostenibilità bisognerà combattere tre dure battaglie. La sindrome della rana bollita, l'apartheid mentale e la tragedia dei beni comuni. Una rana messa in una pentola d'acqua fatta scaldare lentamente non è in grado di riconoscere il graduale, ma letale cambiamento(...). Due sono i poli della sostenibilità: stabilità ecologica e qualità della vita umana. Nei paesi industrializzati la strategia è quella di ridurre "l'impronta ecologica" e garantire un vita soddisfacente per tutti mettendo in evidenza la relazione tra globale e locale.
Misurate la vostra impronta ecologica.
Leggi: La rana nella pentola
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 12:12 AM
Etichette: Ambiente, riduzione dei consumi, suicidio energetico
"Siamo riusciti a far fare marcia indietro al governo. Non ci sarà la norma che toglieva in modo retroattivo la detrazione fiscale del 55% per i lavori di miglioramento dell'efficienza energetica degli immobili: un obrobrio giuridico che non poteva stare in piedi". Così dal blog di Jacopo Fò, apprendo la notizia che ci risolleva un po' d'umore. I responsabili del Gse ci hanno comunicato che il Ministro per lo Sviluppo Economico CLAUDIO SCAJOLA si è impegnato a RIVEDERE LA NORMA. Stiamo a vedere... (intanto firma la petizione) Ma il primo risultato ottenuto sul 55% è solo l'inizio. Tutta la norma va cancellata in quanto toglie un incentivo fondamentale per sviluppare in futuro pannelli solari per l'acqua calda e caldaie ad alto rendimento, isolamento termico dei tetti e finestre con doppi o tripli vetri. La campagna NO AL SUICIDIO ENERGETICO va avanti, il governo deve fare marcia indietro su tutta la linea e varare i provvedimenti che tiene bloccati.
Scrivi anche tu al Governo cliccando sul sito : http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_trasparenza.asp, chiedi spiegazioni e l'immediata cancellazione dell'art. 29 inerente agli sgravi degli interventi di riqualificazione energetica sugli edifici.
fatte dal Governo per risparmiare energia e rispettare gli impegni presi con il protocollo di Kyoto, chiedo che l'iniziativa venga ripristinata. grazie
il decreto anti-crisi taglia i fondi per l'efficienza energetica
IL GOVERNO CONTRO LE FONTI RINNOVABILI
Assolterm e Legambiente: 11 dicembre in piazza per il clima e i diritti dei cittadini
Etichette: Energie rinnovabili, firma petizione, suicidio energetico
Riporto il comunicato dal sito dei NO-TURBOGAS DI APRILIA
APRILIA - PONTINIA 14 DICEMBRE 2008
Siamo donne e uomini di Aprilia e dei comuni limitrofi impegnati da anni in una dura battaglia per la difesa del nostro territorio, per il riconoscimento della salute e dei beni comuni come diritti umani universali da sottrarre al mercato e al profitto e da restituire alla gestione partecipata delle comunità locali. Uomini e donne che, nella notte del 18 novembre scorso, con lo sgombero del Presidio permanente pacifico creato l’11 marzo 2007 nel sito ove Sorgenia intende costruire la centrale, hanno sentito sulla loro pelle cosa significa opporsi a questo modello di sviluppo basato sul profitto di pochi, sempre più aggressivo verso gli uomini e la natura e che ritiene di sopravvivere alla crisi devastando in modo irresponsabile il territorio. Sono arrivati a notte fonda a centinaia. Agenti in tenuta antisommossa, scortati da elicotteri e camionette pronte a portar via quanti dissentono dallo scellerato progetto di installare una centrale Turbogas nel cuore del territorio di Aprilia. Con un blitz in piena regola, durante lo sgombero, un cordone di poliziotti, carabinieri, finanzieri e guardie forestali (!!) ha “protetto” operai e mezzi di scavo ed è stata avviata la recinzione del terreno dove dovrebbe sorgere la centrale.
Il Presidio è stato per 20 mesi un centro di democrazia diretta, aperto e solidale con tutte le vertenze per la tutela dei beni comuni, vissuto e partecipato intensamente dalla popolazione e da centinaia di cittadini che lo hanno animato e sorretto. Lì si è svolta una delle più riuscite riunioni del Patto di Mutuo Soccorso. Lì si è tenuto un partecipatissimo campeggio estivo, condiviso con tutte le vertenze ambientali aperte del Lazio e con numerose delegazioni nazionali. Pare sia così che ora in Italia “risolvono” le criticità: quanti andrebbero ringraziati per la generosità con cui difendono il territorio e la salute dell’intera popolazione, vengono “scacciati” come fossero un problema, un errore, che impedisce ai soliti potentati economici di procedere speditamente per la realizzazione di un impianto energetico di concezione vetero-industriale, che serve solo a soddisfare le politiche che incentivano il consumo energetico nazionale, legato per l’ennesima volta alle fonti fossili di provenienza extra-europea e sovradimensionato rispetto alla capacità di carico del nostro territorio. L’autorizzazione concessa a Sorgenia dal Ministero dello Sviluppo Economico è, ad oggi, incompleta (e quindi non consentirebbe l’avvio di nessun lavoro) mancando la dichiarazione di compatibilità territoriale, e soprattutto, essendo basata su risultanze di dati fermi al 1975! La “Turbogas”, inoltre, insisterebbe su un territorio già martoriato da anni di cementificazione selvaggia, che vive il preoccupante depauperamento delle falde acquifere, la cui aria, dalla campagna di monitoraggio che sta ultimando l’Università “La Sapienza” di Roma (su incarico e finanziamento della Regione Lazio), risulta già gravemente compromessa.
Forti di queste ragioni i cittadini di Aprilia e dei comuni limitrofi, stanno portando avanti la loro battaglia per chiedere alle istituzioni, dalla Regione Lazio al Governo nazionale, che venga annullata l’autorizzazione a costruire.
Riteniamo indispensabile che i governi nazionali e locali si facciano promotori di politiche concrete di riduzione dei consumi energetici e di razionalizzazione delle infrastrutture/strutture esistenti, incentivando nuovi modelli di sviluppo basati sul risparmio e sulle fonti energetiche realmente rinnovabili, anziché dissipare milioni di euro pubblici in Cip 6, Certificati Verdi e bolletta elettrica a beneficio di vecchi impianti inquinanti, inceneritoristi e petrolieri. Consideriamo vergognoso privatizzare e liberalizzare i servizi pubblici locali, ormai diventati S.p.A. con al centro il profitto e non più l’interesse della collettività. Vogliamo che la Regione Lazio e il Governo aprano immediatamente un tavolo per analizzare accuratamente ed approfonditamente la questione energetica nel Lazio, in cui si parli anche della Turbogas di Aprilia non considerandola “cosa fatta”!
Facciamo quindi appello ai singoli cittadini, a tutte le forze sociali, alle associazioni e ai movimenti, alle Reti nazionali e locali che si battono per la ripubblicizzazione del servizio idrico, alle forze sindacali, al mondo del lavoro, dei disoccupati e dei precari, al mondo della scuola e dell’Università, ai partiti e ai movimenti, alle comunità territoriali e nazionali in lotta per difendere i DIRITTI UMANI FONDAMENTALI:
IL 14 DICEMBRE SI SVOLGERÀ PER LE STRADE DI APRILIA UNA GRANDE MANIFESTAZIONE A CARATTERE NAZIONALE IN CONTEMPORANEA CON PONTINIA
APRILIA SA DI NON ESSERE SOLA IN QUESTA BATTAGLIA, PERCHÉ IN MOLTI CREDIAMO CHE UN MONDO MIGLIORE SIA POSSIBILE: ORA!!!!
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 12:18 PM
Etichette: Aprilia, riduzione dei consumi, turbogas
L'iniziativa della RETE DEI CITTADINI DI PONTINIA di domenica 14 Dicembre 2008
A Pontinia, nell'area industriale di Mazzocchio, sta per essere autorizzata la costruzione di una CENTRALE TURBOGAS. La minaccia è reale: è stato già avviato il procedimento di ESPROPRIO DEI TERRENI dove passeranno le opere accessorie (gasdotto ed elettrodotto). Cos'è una Turbogas? Si tratta di una centrale che "brucia" gas per produrre energia elettrica. Perché ci opponiamo? Siamo contrari perché questo tipo di industrie hanno un FORTISSIMO IMPATTO SUL TERRITORIO LIMITROFO: in termini di ricaduta al suolo di inquinanti chimici, di variazioni del microclima, di contaminazione dell'aria e dell'acqua. Sono più di due anni che ci battiamo con forza affinché questa centrale non venga mai autorizzata. Questo per non trovarci nella stessa situazione di Aprilia dove è stata già autorizzata la costruzione di una centrale Turbogas a Campo di Carne. E' bene anche ricordare che esistono delle VALIDE ALTERNATIVE per produrre energia elettrica in maniera pulita: solare (fotovoltaico, termico), biogas, biodiesel ecc. Quello che ci preme sottolineare è che
SE LA TURBOGAS DI PONTINIA VERRA' AUTORIZZATA CAUSERA' GRAVISSIMI DANNI ECONOMICI E DI IMMAGINE ALLA PRODUZIONE ZOOTECNICA ED AGROALIMENTARE DI PONTINIA E DEI COMUNI LIMITROFI.
Questo fenomeno rischia di danneggiare ulteriormente un territorio già in seria difficoltà e di snaturare la nostra VOCAZIONE AGROALIMENTARE. Riteniamo infatti che le nostre aziende non possano sopportare un ulteriore danno all’immagine e alla loro economia. I nostri prodotti (ortaggi, mozzarella di bufala, carni ecc ecc) sono prodotti tipici d’eccellenza, esportati in tutto il mondo, che devono essere assolutamente salvaguardati. Questo proprio per TUTELARE I CONSUMATORI E GARANTIRCI LA LORO FIDUCIA. E' per questo che siamo fortemente preoccupati di ciò che sta accadendo. Temiamo che possa essere travolto tutto ciò che di buono si stava facendo per lo sviluppo del nostro territorio. Inoltre LA REGIONE LAZIO PRODUCE PIU' ENERGIA DI QUANTA NE CONSUMA.
La costruzione della Turbogas non porterà NESSUN BENEFICIO PER LA NOSTRA COMUNTA': nè in termini di ricaduta occupazionale né in termini economici. Si tratta di UNA SERVITU', l'ennesima, che noi dobbiamo subire per dare energia alle Regioni che ne producono di meno, come ad esempio la Toscana o la Lombardia. Come al solito, sulla questione si stanno spendendo troppe parole: bisogna passare tempestivamente dalle dichiarazioni ai fatti concreti. Noi abbiamo deciso di non piangerci addosso ma di provare a fare QUALCOSA DI COSTRUTTIVO.
E' per questo che Ti invitiamo a partecipare alla MANIFESTAZIONE PUBBLICA indetta domenica 14 dicembre 2008 in Piazza Indipendenza a PONTINIA (ore 10.00).
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 12:02 PM
Etichette: comunicato, Manifestazione, PONTINIA, turbogas
E' TURBOGAS, MA SERVE ACQUA PER FUNZIONARE
L'acqua è bene comune, scende dal cielo, è gratis (naturalmente parlando) dobbiamo averla di diritto! L'acqua è un diritto! L'acqua è il futuro!
Il nostro dovere è quello di sprecarne il meno possibile. Con una turbogas se ne spreca molta. L'impianto a cogenerazione turbogas che vogliono costruire a Mazzocchio, assorbirà una quantità eccessiva d'acqua dalle falde o dall'acquedotto(non hanno problemi nel pagarla, sono loro adesso i possessori delle acque). Essendo un bene non dovrebbe essere soggetta a speculazione, non dovrebbe essere una merce, la commercializzazione dell'H2O è uno dei timori che ci proiettavano nel passato i nostri nonni: "Vedrai te, quando ci faranno pagare pure l'acqua e l'aria!".
Il momento di pagare l'acqua è arrivato ormai da tempo, dalla riforma sulle autonomie locali L142/90 e la legge Galli n36/1994, le società private hanno iniziato la conquista degli acquedotti, tassando pesantemente l'acqua che esce dai nostri rubinetti. Numerosi i ricorsi, le raccolte firme, le manifestazioni per contestare e contrastare la privatizzazione dell'acqua, per cercare di proporre una nuova legge popolare che faccia ritornare gli acquedotti a gestione pubblica.
Se democrazia etimologicamente significa governo del popolo, in Italia assume una connotazione diversa, sarà anche per il fatto che se non sussiste il fattore chiave della presenza di democrazia, all'interno di una nazione, di una cultura democratica (una "democrazia politica" senza cultura democratica diffusa nei cittadini non sarebbe una democrazia) chi governa il popolo può sentirsi libero di non rispettare la democrazia così come succede, il suo significato, cambia in: RESISTERE!
Una resistenza che ci porta all'esasperazione, che ci fa unire in comitati che ci fa esplorare nuove conoscenze. Di seguito riporto una serie di articoli e comunicati dai comitati acqua pubblica.
I SINDACI SI METTONO IL CAPPIO AL COLLO E TIRANO DA SOLI!
Come ormai noto il Consiglio di stato, ha chiarito che la Provincia di Latina non ha il potere di procedere contro i comuni dell'ambito idrico ATO4.
La decisione dei giudici è stata presa respingendo l'appello di Acqualatina, Provincia di Latina, Fondi e Minturno, contro i comuni "ribelli" di Cori ed Amaseno, che non hanno voluto approvare il contratto con il gestore.
Una bella batosta per il Presidente Cusani e la stessa provincia di Latina, che fin dai tempi dell'Avv.to MARTELLA (ex presidente di Acqualatina), ha voluto svolgere un ruolo di padre-padrone espropriando i comuni delle loro funzioni.
Ma come è noto il presidente Cusani, non è un amministratore sprovveduto ed è capace di fare atti di prospettiva ed anticipare il futuro!
Ecco allora che non si da per vinto. Alla prossima conferenza dell'ATO4, prevista per il 12 Dicembre, tra le altre "imbarazzanti" delibere, né ha preparata una "ad hoc" per imporre le sue decisioni sui comuni.
In pratica, scrive Cusani o forse il suo legale, che la sentenza del consiglio di stato è tutta sbagliata! Punto per punto elenca gli errori dei giudici, tanto che la delibera sembra essere la memoria difensiva da presentare il prossimo 13 gennaio. Infatti i giudici del consiglio di stato saranno chiamati ad esprimersi su analogo ricorso presentato dalla "cordata" Acqualatina, Provincia di Latina, Fondi e Minturno contro il comune di Aprilia, che non ha voluto approvare il contratto con il gestore. Nella delibere "salvaricorsi" preparata "ad hoc", il Presidente della provincia chiede quindi alla conferenza dei sindaci la delega per agire legalmente contro tutti gli enti che si mettono di traverso sulla gestione dell'acquapoliticalatina! Questo per "salvare" le ben 22 cause fatte dal suo legale, contro Aprilia, Bassiano, Anzio, Formia, Regione Lazio, consorzi di bonifica.
Se i sindaci votano la delibera "salvaricorsi", automaticamente autorizzano il Presidente a fare ricorsi contro qualunque comune dissenziente, anche per il futuro.
Il Presidente diventa l'unico arbitro dell'acqua, nonostante la PROVINCIA DI LATINA NON APPARTIENE all'ATO4, tant'è che Cusani NON HA DIRITTO DI VOTO in conferenza dei sindaci!
Staremo a vedere con quale faccia i sindaci di Latina, Anzio, Formia, ed Aprilia, che hanno contenziosi con l'ATO4 e/o Acqualatina, si metteranno il cappio al collo da soli!
Chiediamoci tutti: cosa succederebbe, se alcuni comuni fossero costretti a fare ricorso, per farsi restituire la loro parte dei 44 milioni di debiti, che il gestore deve restituire all'ATO4?
Cusani, avuta "carta bianca", chi difenderebbe? .. l'acquapoliticalatina oppure il comune "ribelle"?
ore 17,00 Aula Consiliare Comune di Aprilia
ATO4: LE PROSSIME "TEGOLE" DELLA CONFERENZA DEI SINDACI
In vista delle prossime "tegole" che arriveranno sulla testa dei cittadini e delle comunità: aumenti della tariffa 8%, gestione "vincolata" alla banca d'affari DEPFA, diminuzione degli investimenti, ricorsi contro i comuni "ribelli", previste per la Conferenza dei Sindaci del prossimo 12 dicembre, abbiamo organizzato di concerto con i gruppi consiliari di Verdi, Partito della Rifondazione Comunista, Socialisti Democratici Italiani, Forum per Aprilia e Aprilia Domani, un assemblea pubblica in aula consiliare ad Aprilia, Martedì 9 Dicembre 08 alle ore 17.00.
Chiediamo a TUTTI I CITTADINI di PARTECIPARE, affinché la pratica della trasparenza e della partecipazione possa convincere TUTTI GLI AMMINISTRATORI a NON FARE scelte CONTRO L'INTERESSE GENERALE delle COMUNITA' RAPPRESENTATE.
Oggi è il momento di agire e prendere coscienza fino in fondo sulla deriva della gestione del servizio idrico che pagheremo profumatamente x i prossimi 25 anni! Dopo il 12 dicembre saranno solo lacrime da coccodrillo!
Per saperne di più leggi Report del seminario del Secondo Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
APRILIA “Acqualatina e mutuo Depfa, ultimi giorni di tempo”
ACQUALATINA? NO GRAZIE!
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 10:20 PM
Etichette: ACQUA BENE COMUNE, Aprilia, turbogas
L'I.P.P.C. e l'AIA - Nozioni tecniche
L'IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) è una nuova strategia, comune a tutta l’Unione Europea, per aumentare le “prestazioni ambientali” dei complessi industriali soggetti ad autorizzazione.
Quali sono i principi dell'IPPC?
I principi generali alla base dell'IPPC sono i seguenti:
* prevenire l’inquinamento utilizzando le migliori tecniche disponibili;
* evitare fenomeni di inquinamento significativi;
* evitare la produzione di rifiuti o favorirne il recupero o l’eliminazione;
* favorire un utilizzo efficace dell’energia;
* organizzare il monitoraggio in modo integrato;
* prevenire gli incidenti e limitarne le conseguenze;
* favorire un ripristino del sito al momento della cessazione dell’attività.
L'applicazione dell'IPPC e l'AIA
Nella Gazzetta Ufficiale del 22 aprile 2005, n. 93, S.O.m., è stato pubblicato il D.Lgs. 18/02/2005 n. 59 avente per oggetto la prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento al fine di ottenere un elevato livello di protezione dell’ambiente.
* attività energetiche;
* produzione e trasformazione dei metalli;
* industria dei prodotti minerari;
* altre attività (cartiere, allevamenti, macelli, industrie alimentari, concerie...)
Esso disciplina il rilascio, il rinnovo e il riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale che di fatto sostituisce ogni altro visto, nulla osta, parere o autorizzazione in materia ambientale.
Il D. Lgs. 59/05 attribuisce all’APAT, per gli impianti di competenza statale, e alle ARPA, per gli altri impianti, il compito di svolgere attività di controllo con oneri a carico del gestore.
L'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA)- principi generali (art.3)
E’ il provvedimento che autorizza l’esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni che devono garantire che lo stesso sia conforme ai requisiti del decreto. Essa sostituisce ad ogni effetto ogni altro visto, nulla osta, parere o autorizzazione in materia ambientale.
Quali sono i principi generali di cui deve tener conto?
L'Autorità competente nel determinare le condizioni per il rilascio dell'A.I.A. tiene conto dei seguenti principi generali:
* devono essere prese le opportune misure di prevenzione dell’inquinamento, applicando in particolare le migliori tecniche disponibili;
* non si devono verificare fenomeni di inquinamento significativi;
* deve essere evitata la produzione di rifiuti; in caso contrario i rifiuti devono essere recuperati o, se ciò non è economicamente o tecnicamente possibile, devono essere eliminati evitandone e riducendone l’impatto sull’ambiente;
* l’energia deve essere utilizzata in modo efficace;
* devono essere prese le misure necessarie per prevenire gli incidenti e limitarne le conseguenze;
* deve essere evitato qualsiasi rischio di inquinamento al momento della cessazione definitiva dell’attività e il sito stesso ripristinato ai sensi della normativa vigente in materia di bonifiche e ripristino ambientale.
Deve includere tutte le misure necessarie a conseguire un livello di protezione elevato dell’ambiente mediante l’utilizzo delle migliori tecniche disponibili, senza però l’obbligo di adoperare una tecnica o tecnologia specifica, tenendo conto delle caratteristiche dell’impianto in questione, della sua ubicazione geografica e delle condizioni locali dell’ambiente. In particolare deve contenere:
* i valori limite fissati per le sostanze inquinanti (Allegato III) che possono essere emesse dall’impianto in quantità significativa in base alla loro natura e potenzialità di trasferimento da un elemento ambientale all’altro (acqua, aria, suolo) nonché i valori limite di emissione sonora ai sensi della vigente normativa in materia di inquinamento acustico. I valori limite di emissione fissati nelle autorizzazione integrate non possono essere meno rigorosi di quelli fissati dalla normativa vigente nel territorio in cui è ubicato l'impianto. In alcune circostanze possono essere integrati o sostituiti con parametri o misure tecniche equivalenti;
* gli opportuni requisiti di controllo che specificano la metodologia e la frequenza di misurazione, nonché la relativa procedura di valutazione. I dati raccolti devono essere comunicati all’autorità competente per la verifica della conformità dell’attività alle condizioni di autorizzazione;
* le misure relative alle condizioni diverse da quelle normali di esercizio, in particolare le fasi di avvio e di arresto dell’impianto, per le emissioni fuggitive, per i malfunzionamenti e per l’arresto definitivo dell’impianto.
* le prescrizioni ai fini della sicurezza e della prevenzione dei rischi di incidente rilevante trasmesse all'Autorità competente dal Comitato Tecnico Regionale
Quali sono le autorizzazioni comprese nell'autorizzazione integrata ambientale?
L'AIA comprende:
* Autorizzazione alle emissioni in atmosfera, fermo restando i profili concernenti aspetti sanitari (D.P.R. 24 maggio 1988, n. 203)
* Autorizzazione allo scarico (D. Lgs. 11 maggio 1999, n. 152)
* Autorizzazione alla realizzazione o modifica di impianti di smaltimento o recupero dei rifiuti (D. Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 27)
* Autorizzazione all'esercizio delle operazioni di smaltimento o recupero dei rifiuti (D. Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, art. 28)
* Autorizzazione allo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB-PCT (D. Lgs. 22 maggio 1999, n. 209, art. 7)
* Autorizzazione alla raccolta ed eliminazione oli usati (D. Lgs. 27 gennaio 1992, n. 95, art. 5)
* Autorizzazione all'utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura (D.Lgs. 1992, n.99, art. 9)
* Comunicazione ex art. 33 del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 per gli impianti non ricadenti nella categoria 5 dell'Allegato I, ferma restando la possibilità di utilizzare successivamente le procedure previste dagli articoli 31 e 33 del D.Lgs. 22 del 1997 e dalle rispettive norme di attuazione.
Per saperne di più, leggi il post su Pontinia ecologia.
Pubblicato da NO TURBOGAS! a 7:26 PM
Etichette: Ambiente, COMITATI, politica, turbogas
Turbogas SI, Latte Crudo No...il delirio è tra di noi!
Il Ministero della Salute, Sottosegretario Martini, annuncia :
Vi chiediamo, a nome di tutti i produttori di Latte crudo, di firmare e fare firmare la petizione online.
Perché non si devono costruire Centrali a combustione ad alta temperatura.
L'Oms: la diossina negli alimenti non deve esserci mai.
Etichette: Centrali, firma petizione, turbogas
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References: art. 7
sui generis
 sentenza 
 art. 27
 art. 28
 art. 7
 art. 5
 art. 9
 art. 33