Source: https://milella.blogautore.repubblica.it/2016/12/06/consulta-e-politica/
Timestamp: 2020-06-01 09:31:07+00:00

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Consulta e politica - Toghe - Blog - Repubblica.it
Consulta e Italicum. La Corte, il suo calendario sulla legge elettorale, le pretese e le pressioni della politica. Un vero caso da manuale. Il cui primo atto è andato in scena a settembre e il cui secondo atto si dispiega adesso. Di mezzo ci sono i ricorsi contro la legge elettorale denominata Italicum, contro cui l'avvocato Felice Besostri ha scatenato un'offensiva tradotta, al momento, negli atti di ben quattro tribunali, Messina, Torino, Perugia e Genova. Ma altri sono in arrivo.
Ebbene, la politica pretende di stabilire l'ordine del giorno dei lavori della Consulta. A settembre c'era il tam tam del rinvio. La Corte doveva rinviare perché altrimenti, con una sua decisione, fosse stata in un senso (la bocciatura più o meno pesante), o in quello opposto (il via libera alla legge) avrebbe influenzato l'esito del referendum. Nel primo caso avrebbe danneggiato Renzi, nel secondo gli avrebbe fatto un favore. Tale è stata la pressione, unita anche all'opportunità di aspettare l'esito di un referendum che avrebbe comunque cambiato il quadro dell'assetto istituzionale, che la Corte il 19 settembre ha deciso di rinviare tutto. Anche se al suo interno c'era chi, come il relatore Nicolò Zanon, avrebbe voluto una decisione immediata, trattando l'Italicum come qualsiasi altra pratica che approda sul tavolo degli alti giudici. Forse sarebbe stata una decisione saggia, soprattutto perché avrebbe costretto la politica a non temporeggiare ancora rispetto a una legge che chiaramente così com'è rischia una censura costituzionale (premio di maggioranza, soglia del ballottaggio, capilista bloccati).
Tant'è. Adesso che il referendum è alle spalle la Consulta torna di nuovo in scena. E la politica "pretende" che decida su due piedi sull'Italicum, anche ignorando le minime regole tecniche interne. Come quella che dà obbligatoriamente alle parti 20 giorni di tempo per aggiornare precedenti memorie o presentarne di nuove. Invece la politica ha fretta. Adesso vuole che la Consulta risolva il problema che essa non sa risolvere da sola e sui cui traccheggia. La Consulta deve decidere subito e indicare la strada alla politica sull'Italicum. Dovrebbe farlo pure nel giorno di Santo Stefano, visto che i 20 giorni cadrebbero proprio durante le feste. Il presidente Paolo Grossi ha ignorato le voci e ha fissato l'unica data possibile, il 24 gennaio. Toccherà al relatore Zanon, nel frattempo, aggiornare il suo dossier.
Nulla di strano in tutto questo, per chi conosca la Corte e i suoi tempi. Soprattutto il suo fastidio, chiunque ne sia il presidente, rispetto al fiato pesante della politica, quella che pretende decisioni su misura. Un po' come succedeva ai tempi di Berlusconi, delle sue leggi ad personam, dei suoi lodi. Tutte e tutti bocciati. Beccandosi l'accusa di Corte comunista.
A voler essere seri dalla politica ci si aspetterebbe ben altro. L'inizio di un rapido iter legislativo nella commissione Affari costituzionali della Camera per un nuovo Italicum. A quel punto la Consulta potrebbe anche farsi da parte e attendere, come ha fatto molte volte, che sia la politica a riscrivere una legge. Sempre che ne sia capace e non cerchi invece disperatamente l'imbeccata della Corte.
giorgio murru 6 dicembre 2016 alle 23:18
Condivido in toto le parole di Liana Milella.
Forse sarebbe stato meglio, anche per evitare il formarsi di pericolose prassi, adottare una decisione prima del referendum così da evitare l'accusa di decisioni in qualche modo condizionate dalla politica.
rramella 7 dicembre 2016 alle 08:56
giusto e condivisibile
Gigas 7 dicembre 2016 alle 09:15
LA BUONA FEDE E’ DATA,LA MALA FEDE E’ STATA DIMOSTRATA.
La buona fede è data ,la mala fede va dimostrata. E’ questo uno dei principi del diritto. La mala fede del porcellum è stata dimostrata, sia dalla consulta, sia dal voto referendario ( Uno dei temi della campagna referendaria è stato per l’appunto il parlamento eletto con una legge elettorale incostituzionale ).
Sarebbe oltremodo stupido, andare ad elezioni anticipate con l’Italicum, che presenta di certo le stesse anomalie del porcellum.
La buona fede esige una legge elettorale, conforme alla forma costituzionale della nostra democrazia.
La nostra democrazia prevede che nessuno può sostituirsi all’elettore. I partiti possono solo selezionare chi eleggere, presentandoli all’elettorato, che sceglierà in coscienza chi lo rappresenta.( Cosa affermata nella sentenza N° 1 del 2014, della consulta )
Andare ad elezioni anticipate con qualsiasi legge elettorale, calpesterebbe la prima parte della costituzione, cosi strenuamente difesa dalla maggioranza degli Italiani, che hanno votato No al referendum, alla stregua di chi prevedeva di abolire l’elezione diretta dei senatori, per eleggerli in seno ai partiti, calpestando di fatto la prima parte della costituzione e ingannando gli Italiani.
gapfv01 7 dicembre 2016 alle 20:03
il fatto è che la serietà ci vorrebbe un pò dappertutto negli organi istituzionali italiani
In politica manca da almeno 40 anni e cioè da quando i politici hanno tirato la testa fuori dalle due camere ... i disastri sono iniziati e NON sono più finiti ...
Sarebbe bello che in Italia non si facesse il governo per 2 anni ... scommetto che l'Italia si risolleva da sola ... non dovendo combattere giornaeemnete con i contini casini combinati da 'sti incompetenti incapaci e collusi politici che abbiamo.
Il problema è che i politici italiani sono così perchè chi comanda veramente vuole ch ein italia i politici siano degli incompetenti casinari ... e prima lo capiremo e meglio sarà ...
la dimostrazione è semplice :
- come può un popolo così capace come quello italiano su tantissimi fronti diversi, non riuscire a produrre politici almeno "decenti"???
E' vero che i giornalisti italiani ci mettono tanto del proprio a mostrare lucciole per lanterne, ma il dato di fatto inconfutabile è questo :
- finchè i politici se ne sono stati rintanati nelle camere, il popolo italiano ha portato l'Italia ad essere la terza potenza industriale del Mondo
- dopo che da metà '75 in poi i politici si sono creduti di poter "governare", è iniziato il disastro e NON è più finito
L'ultimo poi ( aiutato anche dall'ex presidente della repubblica, Napolitano, figlio di Umberto secondo) ne ha veramente combinate di tutti i colori ... ed i dolori li sentiremo per un bel pò di anni ...
Domenico Corradini H. Broussard 8 dicembre 2016 alle 09:14
detto con franchezza e nel dialogo delle opinioni: io non la penso come lei la pensa, pur nel rispetto della sua cultura giudiziaria e giuridica. Non penso infatti che nella sua storia la Consulta abbia mai permesso alla Politica di Questi o di Quelli, dei Democristiani come dei Socialisti Craxiani e dei Forzaitalisti come dei Montiani e dei Renziani, di dettarle o di consigliarle il terminus a quo e il terminus ad quem in cui rispettivamente aprire l’esame della costituzionalità d’una legge e chiuderlo prima con la decisione e poi con la motivazione.
I giudici della Consulta dal 19 settembre al 24 gennaio hanno rinviato la decisione sull’Italicum non perché in questo senso pressati o influenzati dalla Politica, ma per riaffermare il principio costituzionale della leale collaborazione tra le istituzioni dello Stato. A che scopo quella decisione il 19 settembre, se già era cominciata la campagna per il Sì e il No nel referendum, massima espressione della sovranità popolare o della democrazia diretta, e non s’intendeva turbare questa campagna né per il Sì né per il No, che sarebbe stato vincitore e avrebbe chiesto «elezioni politiche subito» trovando il diniego del Presidente della Repubblica per la mancanza di una legge elettorale vigente? Corretto dunque, in termini costituzionali, che i giudici della Consulta facessero passare il 5 dicembre e con l’esplicazione delle Memorie difensive giungessero al 24 gennaio.
Un nuovo Italicum approvato dalle due Camere prima del 24 gennaio? Non credo sia pensabile, Cara Liana Milella. Sia perché la maggioranza parlamentare avrà come suo punto di riferimento un governo nel complesso debole – con Padoan o Delririo o Gentiloni alla Presidenza del Consiglio. E sia perché in democrazia tempo ci vuole per fare una sola legge elettorale per Montecitorio e per Palazzo Madama, con i distinguo necessari.
Gigas 8 dicembre 2016 alle 09:28
QUEI COLPI DI SOLE CHE GENERANO CONFUSIONE,NEMMENO LE INSOLAZIONI ELETTORALI CI HA RISPARMIATE.
Il peccato originale del porcellum,è presente anche nell’Italicum. I capi lista bloccati identici in più di un collegio, viola il principio di uguaglianza,il privilegio politico di chi si piazza al primo posto ,potendo scegliere perfino in quale tra i tanti collegi risultare essere eletto,danneggia gli altri candidati in lista.
I capilista bloccati sono eletti al di la delle preferenze, ovvero imposti e non presentati all’elettorato dai partiti. Un eletto con voto di preferenza liberamente espresso dai cittadini, può essere messo da parte da un capilista scelto dai partiti, pur non avendo ricevuto voti.
Renzi di prima o poi,lascia un paese nell’anarchia elettorale, il cosiddetto leader di qualità politiche, l’ unica qualità se la si può definire cosi, è la confusione. I colpi di sole sono il leitmotiv di certa destra incestuosa con l’indefinitezza di ciò che non vogliamo.
Di certo ci vuole il giudizio della consulta,nei tempi prescritti, è soprattutto vero che senza rappresentanza certa e non di premialità al di là delle soglie di sbarramento,i premi di maggioranza, non diventano governi rappresentativi del 51% degli elettori.
Credo che gli Italiani cosi come hanno dimostrato con il referendum,non disdegnano il voto,anzi sono stati pronti a recarsi alle urne. Eleggere futuri parlamenti dai quali far nascere governi non rappresentativi di una effettiva maggioranza elettorale,sarebbe oltremodo offensivo, dei valori e dei diritti dei cittadini.
PS. Il suo articolo sulla legge elettorale ,compendia il tema del blog.
carlovitorioso 8 dicembre 2016 alle 13:09
diffido di sottane, e toghe a cui bisogna baciare il sacro anello.
alexandertwo 8 dicembre 2016 alle 14:55
Mi permetto di osservare che alla considerazione della dott.ssa Milella - "forse sarebbe stata una decisione saggia" - circa l'auspicio del relatore Zanon di una decisione dela Consulta sull'Italicum da prendere il 19 settembre, si possa tranquillamente togliere il "forse". E ciò anche tenendo conto delle altre puntuali considerazioni, contenute nel suo articolo odierno su Repubblica, riguardo alle più che probabili censure di incostituzionalità degli aspetti già bocciati con riferimento al Porcellum e riproposti dall'ineffabile Renzi anche nell'Italicum. Conseguentemente, la decisione di rinviare tutto al dopo referendum, sostanzialmente, si può considerare un "favore" della Consulta allo stesso Renzi, "sollecitato" da più di un ambiente politico istituzionale. E ciò trova anche conferma nel fatto che, quando ancora non erano state definitivamente fissate le date della pronuncia della Corte e quella di svolgimento del referendum, il governo aveva anche ipotizzato di fare svolgere quest'ultimo prima della data della decisione della Consulta, tanto era sicuro della bocciatura dell'attuale testo dell'Italicum e delle conseguenti negative ripercussioni per la campagna referendaria a favore del "si".
Ora, quindi, è altamente auspicabile che la Consulta non si "pieghi" nuovamente alle supposte esigenze della politica, e di certi suoi esponenti, e decida, nella sua più completa autonomia secondo le procedure di legge, i tempi dell'esame della ipotizzata legge elettorale per la Camera e del connesso giudizio.
Non è infatti concepibile che la Consulta sia condizionata, nella sua funzione costituzionale di "giudice delle leggi", dal dover tener conto anche degli effetti "secondari" (di ordine personale) che le sue decisioni potrebbero comportare a causa degli stravolgimenti che di un referendum costituzionale possa aver fatto l'attuale dimissionario PdC (con la personalizzazione a proprio vantaggio), così come un precedente PdC era solito fare con l'emanazione delle c.d. leggi ad personam, salvo poi gridare ad un supposto accanimento giudiziario contro di lui da parte di giudici (di merito e di legittimità) ritenuti, a torto, politicamente schierati.
Liana Milella 8 dicembre 2016 alle 20:50
Sicuramente una bocciatura dell'Italicum prima del referendum non avrebbe fatto bene a Renzi, ma sarebbe stata un punto fermo che avrebbe già costretto la politica a rivedere il testo. Invece adesso siamo ancora qui "in attesa di Consulta"...
gianfranco fiore 8 dicembre 2016 alle 21:08
Se si fanno meno leggi bislacche la Corte Costituzionale sarebbe più veloce.Possibile che solo in Italia si arrivi ad avere due leggi per il voto?Siamo con i pensionati costretti ad emigrare in paesi più economici per campare e altri che prendono vitalizi da 10000 o 20000 euro e, pensiamo ad andare avanti con queste storture antidemocratiche che stanno radicalizzando la fascia più povera del nostro paese divisa tra Grillo e Salvini.La Giustizia non bisognerebbe tirarla dalla propria e occorre sia certa per chi non si può permettere l'avvocato.Ci sono storture come il filtro in appello che per me è anticostituzionale e ci si lamenta che la Cassazione arriva a superare i 5 o 6 anni per il civile,nonostante un buon cassazionista romano ti chiede 50.000 euro come nulla di acconto,mentre il cassazionista di paese non esisterà più perchè non puoi permetterti di perdere la clientela locale dedicandoti alla giurisdizione superiore.Il 24 Gennaio è anche troppo vicino.In Italia più che alla politica siamo interessati al clima da derby e conseguentemente alla lite,troppi provano gioie sadiche dal malessere degli altri.Cerchiamo di dare più umanità alla politica che ormai pare in mano ai"fissati"se non ai psicotici.
alexandertwo 8 dicembre 2016 alle 22:15
... e poi magari ci saranno anche le solite anime belle che grideranno alla "invadenza" della Magistratura nei riguardi delle competenze della Politica, che è attualmente così "imbelle" da non essere in grado di adottare le necessarie decisioni di sua competenza, ma al tempo stesso così "ignorante" da farsi bocciare - per incostituzionalità o per effetto di referendum - molte di quelle che adotta (come la riforma della pubblica amministrazione, alla quale potrebbero fare seguito le disposizioni sull'introduzione dei "voucher" e quelle che hanno abolito l'art. 18 dello Statuto dei lavoratori).
Domenico Corradini H. Broussard 9 dicembre 2016 alle 09:26
Ancora il disaccordo, se permette, Cara Liana Milella. Lei censura la Consulta, e dunque in primis Paolo Grossi, per non aver bocciato l’Italicum il 19 settembre, a Renzi del bene non facendo. E così, per implicito legando l’attività della Consulta all’interesse di Questo o di Quello, non ha voluto tener conto, nelle righe che sul blog ha scritto ieri, della Nota della stessa Consulta, conosciuta dai giornali del 7: che non si possono violare le regole procedurali in alcun organo giurisdizionale. Ad altri, e non a lei, democratica fin nel midollo, lascio senza batter qui ciglio ogni superflua e faziosa considerazione sull’anormalità della Consulta. Grazie per l’attenzione e la pubblicazione.
Gigas 9 dicembre 2016 alle 10:03
Che delusione Michele Serra, sulla repubblica di oggi 09-12-16. Sentir raccontare un PD centro sinistra con milioni di voti, da chi come Renzi definì una sconfitta quella del suo predecessore Bersani.La maggioranza che gli ha permesso di insediarsi come Primo Ministro di un governo parlamentare, per carità, legale ma al contempo figlio di una rappresentatività drogata da premi di maggioranza incostituzionali, ha perso ieri l’altro. Magari è vera la sconfitta.
Non bisogna essere alla sinistra di Renzi per rendersi conto di un fallimento…
Contento di non averlo votato alle Europee, se non altro non ho avuto l’illusione di vincere, e votando NO non ho avuto la volontà di sconfiggermi. Ma che parte dell’Italia aspetta dal PD di sapere cosa fare è quotidianità sorta da quelle elezioni definite perdenti.
( L’espressione “ incestuoso “ che uso qualche volta riferendolo a Renzi e Berlusconi, è semplicemente data dal fatto che Berlusconi considerava Renzi un suo figlio politico )
Bisogna saper vincere a volte.
Gigas 9 dicembre 2016 alle 13:26
Per Matteo Renzi,il No, ci ha gettati nella palude, parlando al plurale dice ci siamo cacciati, nella palude.
Singolare per un Primo ministro che usando in modo improprio i padri costituenti, ha rivendicato la possibilità dei governi di intervenire nelle riforme costituzionali. Magari la sua riforma improvvida contornata di bugie e spavaldi parallelismi ai padri costituenti ha cacciato l’Italia in qualcosa di prevedibilissimo.( Solo un improvvido non prevedeva di perdere, e se fosse il contrario, ovvero qualcosa di calcolato, è una cosa ancora più grave )
I padri costituenti non furono eletti con premi di maggioranza incostituzionali, ne tanto meno i governi che vi furono in quel periodo, voler essere grandi senza la statura dei grandi, ci lascia nelle condizioni nelle quali si è.
Concordo con la Dottoressa Liana Milella, se la consulta prima del referendum dava il suo verdetto, oggi avremmo un problema in meno.
Gigas 9 dicembre 2016 alle 19:57
Chissà se le mucche nei corridoi, sono ascrivibili al surrealismo. Infondo i surrealisti,mettevano gli elefanti sui pali del telegrafo. Dal new dada al surrealismo,vi è una certa continuità artistica.
Cera perfino chi metteva le giraffe sui tetti delle case. Povere giraffe ,sono a rischio di estinzione.
Gigas 10 dicembre 2016 alle 09:19
Sulla Repubblica di oggi 10-12-16 (In edicola o in PDF ,comodo e versatile,anche se trova il disappunto dell’edicolante , che borbotta,ormai non mi vieni a trovare nemmeno per il quotidiano… L’era social, ma è proprio vero ? ).
C’è un bell’articolo di Francesco Merlo, La Rottamazione. Almeno fa ridere,fa ridere anche il cucca come eccezione,ricorda tanto l’eccezione che fa la regola. Più auto demolito di Berlusconi, credo non ci siano altri,non per il tempo,ma per l’immagine…Come si dice,ognuno è la sua storia,tante immagini nella memoria, quella dei mal di testa dell’neurocomunismo,se non altro ti fa ricordare di averci la testa.
Un articolo da conservare,ridendo e scherzando si può avere una narrazione veritiera.
Quando si pone lu pilù prima degli interessi generali, si finisce a …
alexandertwo 10 dicembre 2016 alle 15:27
A proposito di "Consulta e Politica", e dei possibili "condizionamentI" (indiretti) della seconda sulla prima, credo non sia superfluo ricordare - anche a beneficio di coloro che sono dotati di memoria un po' corta (oppure "selettiva") - due vicende neanche tanto remote.
Con la sentenza n. 70/2015, la Corte Costituzionale bocciò il blocco della rivalutazione (perequazione) delle pensioni, di importo pari ad almeno 1.500 euro lordi, introdotto con la c.d. norma Fornero contenuta nel decreto "Salva Italia" varato dal governo Monti. Se si fosse data applicazione integrale al disposto della Corte, il governo Renzi (nel frattempo subentrato) si stracciò le vesti denunciando che ciò avrebbe comportato un buco nei conti pubblici di oltre 5 miliardi di euro. Si decise, conseguentemente, per un parziale ristoro dei pensionati ingiustamente colpitii, limitando l'onere complessivo per lo Stato a meno di 2 miliardi (decreto-legge n. 65/2015).
Chiamata poi a decidere sulla costituzionalità del blocco dei contratti e degli stipendi dei dipendenti pubblici (risalente al 2010), la Corte (sentenza n. 178/2015), nel dichiarare la illegittimità costituzionale sopravvenuta del blocco della contrattazione collettiva nel pubblico impiego, precisa e specifica... "con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza". Cioè, mentre il blocco è considerato legittimo per il passato, non lo è più per il futuro.
E perchè la Corte così stabilisce? Forse perchè l'Avvocatura dello Stato (con memoria dell'avv. Rago) aveva quantificato in oltre 35 miliardi di euro l'onere per lo Stato che sarebbe derivante dalla contrattazione nazionale per tutto il periodo di blocco (2010-2015)?
Ma perchè l'Avvocatura dello Stato aveva fatto ciò? Forse perche dopo la sentenza "sulle pensioni", la Consulta era stata investita da una marea di critiche da parte della "politica" per aver deciso solo in base al "diritto" e senza tenere conto delle conseguenze per il bilancio dello Stato che l'accoglimento del ricorso avrebbe comportato in termini di spese necessarie per corrispondere le somme risparmiate per effetto della originaria disposizione legislativa successivamente dichiarata incostituzionale?
Non mi permetto di dare una risposta... tranchant; ma, al tempo stesso non nascondo che qualche dubbio mi è sorto riguardo all'ipotesi che tra aprile e giugno 2015 (periodo che intercorre tra le due decisioni della Corte), ci si sia un po' allontanati da uno "Stato di diritto" per incamminarsi verso un "diritto dello Stato":
Liana Milella 10 dicembre 2016 alle 20:45
Ho vissuto, per seguirne la cronaca, le vicissitudini di quelle sentenze. E debbo dire che in effetti, dopo la sentenza Sciarra sulle pensioni, s'è riversata sulla Corte una tale marea di critiche che potrebbe aver sortito l'effetto, almeno su alcuni giudici, di una sorta di richiamo al senso di responsabilità. Da qui l'esigenza di essere più "responsabili" nel decidere tempi e sostanza delle cause. Sicuramente il richiamo a tenere nel debito conto il bilancio dello Stato ha avuto le sue conseguenze.
alexandertwo 10 dicembre 2016 alle 21:58
Grazie, gentile dott.ssa Milella, per le sue puntuali e cortesi ulteriori considerazioni/precisazioni.
La "partita", come sicuramente Lei ben sa, è tuttora in corso. La sentenza n. 70/2015 aveva riconosciuto l'illeggitimità del blocco per gli anni 2012-2013. Per gli anni successivi (fino al corrente 2016) erano intervenuti i governi Letta (Legge di stabilità 2014-2015) e Renzi (legge n. 109/2015) per reiterare il blocco e "falcidiare" le percentuali di calcolo delle rivalutazioni.
Con l'assistenza di singoli legali o di proprie associazioni, un rilevante numero di pensionati ha fatto ricorso anche contro queste norme. Al 31 dicembre corrente - termine ultimo per presentare ricorso onde non far cadere in prescrizione il diritto al rimborso - si ipotizza che sarà dell'ordine di 6 milioni il numero di interessati rivoltosi ai tribunali italiani
Ora, poichè già il Tribunale di Milano (con ordinanza del maggio scorso) ha ritenuto la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale anche delle altre norme in precedenza ricordate e ne ha rimesso la trattazione alla Corte Costituzionale, questa dovrà di nuovo esaminare il "problema pensioni" (blocco, percentuali di rimborso, importi arretrati ed eventuale "ricostituzione" degli emolumenti annui spettanti), con riferimento a tutto il periodo 2012-2016.
Attendiamo, quindi, con viva curiosità di vedere come si regolerà in merito la Corte e come verrà dara attuazione, nello spacifico, al "senso di responsabilità" dei suoi componenti.
Domenico Corradini H. Broussard 11 dicembre 2016 alle 09:06
Voglia per cortesia, Cara Liana Milella, prendere in considerazione queste mie righe su ciò che oggi Scalfari ha detto nel suo editoriale.
Se si dice, come lui dice, che la Consulta ha già deciso sull’Italicum e che la sua decisione la terrà segreta fino al 24 gennaio, quali le fonti di questa notizia? E quale il significato (giuridico) della Nota della Consulta riportata il 7 scorso dai giornali e conoscibile anche online sulle procedure che la stessa Consulta deve seguire anche per quanto riguarda il tempo da dare agli Avvocati per le loro pubbliche difese? E in più, ha così commesso un qualche presumibile reato o un qualche illecito disciplinare la Consulta?
Gigas 11 dicembre 2016 alle 12:01
IL NO non ha permesso la cancellazione di ulteriori diritti,ovvero ha fatto il bene del prossimo,al quale è riconosciuto per gli stessi diritti il ricorrere alle corti preposte.
Mi ritorna in mente una vecchia affermazione di Don Primo Mazzolari.
Dio. Dipende da come lo prendi, o ti fa saggio o al contrario…
http://www.repubblica.it/politica/2016/12/11/news/per_essere_uno_statista_renzi_studi_garibaldi_e_cavour-153864060/?ref=HRER2-1
Link dell’articolo di Eugenio Scalfari.
Eugenio Scalfari spiega le sue ragioni del Si ,ragioni identiche a quelle di Romano Prodi.
Votando SI ha collaborato con quello che lui riporta essere un anno disastroso per i diritti umani.
Con il SI intendevano limitare il suffragio universale, ovvero l’elezione diretta dei senatori. Il nostro modello democratico costituzionale Italiano, è alla francese, cosi definito dalla consulta con la sentenza N°1 del 2014 che bocciò il porcellum, ovvero i partiti presentano ed i cittadini elettori scelgono,nessuno può sostituirsi all’elettore, questo in Italia è reputato il voto libero, nel quale si sono riconosciuti il 60% degli Italiani. La dichiarazione universale dei diritti umani Articolo 21 comma/punto 3
I partiti devono per costituzione conformarsi al metodo democratico riconosciuto dal nostro ordinamento.
Scalfari e compagnia,i cosiddetti difensori della prima parte della costituzione. L’articolo 2 della costituzione:
Da poco è vi è stato il ventennale della morte di Dossetti,partigiano tra i padri costituenti che contribuì alla scrittura dell’articolo 2 .
Dio dipende da come lo prendi, o ti fa saggio o al contrario…
Gigas 11 dicembre 2016 alle 18:46
Se scalfari e Prodi sono il PD e L’ulivo, preferisco alice nel paese delle meraviglie.
Il popolo del Pd vuole renzi premier alle prossime elezioni, secondo un sondaggio del quale riporto il link.
http://www.huffingtonpost.it/2016/12/10/sondaggio-renzi-candidato-premier_n_13545836.html?utm_hp_ref=italy
Per me che son cresciuto con alice nel paese delle meraviglie, amo ricordare nella lentezza di una tartaruga di un film altrettanto famoso:
Quando noi siamo con noi stessi,amiamo ricordare un Renzi che pur di convincere ed attirare a se per il referendum costituzionale , affermava addirittura di dimettersi da segretario del PD pur di vincere.
Quelli di destra stanno sempre li a dire di rimetterci la faccia, magari dimenticano che la faccia la perdono anche cosi…
Io la mia neanche la ricordo,in tempi lontani e saggi mi schierarono a sinistra e son rimasto li…
Il narcisismo non fa bene , a nessuna fede nella quale si manifesta, liberi di esprimerlo,ma non contate su di noi per sostenerlo.
Detto con Dossetti, che brutto mondo un mondo senza diritti civili. « Forse già in questi giorni si preparano nuovi presidi, nuove illusioni storiche, nuove aggregazioni che cerchino di ricompattare i cristiani. Ma i cristiani si ricompattano solo sulla parola di Dio e sull'Evangelo! La Chiesa stessa, se non si fa più spirituale, non riuscirà ad adempiere la sua missione e a collegare veramente i figli del Vangelo! »
Il 15 dicembre del 1996 Dossetti lascio questo mondo, pur rimanendo nel mondo.
Gigas 12 dicembre 2016 alle 09:49
Gigante din, don, pensaci tu…
DA Speedy Gonzales a Joe Condor.
Va da se che Matteo Renzi ci sia rimasto molto male,nel dover lasciare il governo, quello che scrivo non è per infierire, ma per come dice lui non perdere il buon umore.
Quando scrive su FB :
Ricorda tanto joe condor dei carosello, di qualche tempo fa…

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