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Timestamp: 2018-09-21 10:29:58+00:00

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Consulta Nazionale della Proprietà Collettiva: RD 332/1928
RD 332/1928
RD 26/02/1928 Num. 332 [Parte 1 di 2]
Regio decreto 26 febbraio 1928, n. 332 (in Gazz. uff., 8 marzo, n. 57). --- Approvazione del regolamento per l'esecuzione della legge 16 giugno 1927, n. 1766, sul riordinamento degli usi civici nel regno. [testo DECRETO] [parte 1 di 2]
» Preambolo
» Articolo 1
CFR L 04.03.1958 n. 180 Art. 1
CFR DPR 24.07.1977 n. 616 Art. 66
CFR L 01.12.1981 n. 692 Art. 2
CFR DPR 22.02.1982 n. 182 Art. 38
CFR OM 31.10.1996 n. 2470 Art. 3
CFR RD 26.02.1928 n. 332 E Parte 2
CFR L 16.06.1927 n. 1766 Parte 1
CFR L 16.06.1927 n. 1766 Parte 2
Vista la legge 16 giugno 1927, n. 1766, per il riordinamento degli usi civici nel regno.
é approvato il regolamento per l'esecuzione della legge 16 giugno 1927, n. 1766, concernente il riordinamento degli usi civici annesso al presente decreto e visto e sottoscritto, d'ordine nostro, dal ministro proponente.
RD 26/02/1928 Num. 332 [Parte 2 di 2]
Regio decreto 26 febbraio 1928, n. 332 (in Gazz. uff., 8 marzo, n. 57). --- Approvazione del regolamento per l'esecuzione della legge 16 giugno 1927, n. 1766, sul riordinamento degli usi civici nel regno. [testo REGOLAMENTO] [parte 2 di 2]
Istanze e dichiarazioni.
» Articolo 3
» Articolo 4
» Articolo 5
» Articolo 6
Affrancazioni.
» Articolo 8
» Articolo 10
» Articolo 11
» Articolo 12
» Articolo 14
» Articolo 15
» Articolo 16
Scioglimento delle promiscuità.
» Articolo 17
» Articolo 19
» Articolo 20
» Articolo 21
» Articolo 23
» Articolo 24
Legittimazione e reintegra delle occupazioni.
» Articolo 25
» Articolo 26
» Articolo 27
» Articolo 28
» Articolo 29
» Articolo 30
» Articolo 32
» Articolo 33
Piani di massima e destinazione delle terre.
» Articolo 34
» Articolo 35
» Articolo 37
» Articolo 38
» Articolo 39
» Articolo 40
» Articolo 41
Regolamento degli usi civici.
» Articolo 42
» Articolo 43
» Articolo 44
» Articolo 45
» Articolo 46
Ripartizione in quote.
» Articolo 47
» Articolo 48
» Articolo 49
» Articolo 54
» Articolo 55
» Articolo 56
» Articolo 57
Associazioni agrarie e frazioni di comuni.
» Articolo 58
» Articolo 59
» Articolo 60
» Articolo 61
» Articolo 62
» Articolo 63
» Articolo 64
» Articolo 65
» Articolo 66
» Articolo 67
» Articolo 68
» Articolo 69
» Articolo 70
» Articolo 71
» Articolo 72
» Articolo 73
» Articolo 74
» Articolo 75
» Articolo 76
» Articolo 77
» Articolo 78
» Articolo 79
» Articolo 80
» Articolo 81
» Articolo 82
» Articolo 83
» Articolo 84
» Articolo 85
CFR RD 26.02.1928 n. 332 E Parte 1
Le dichiarazioni del podestà e dei rappresentanti delle associazioni agrarie, da presentarsi ai sensi dell'art. 3 della legge, dovranno contenere l'indicazione degli usi esercitati o pretesi e delle terre che si ritengono gravate. Trascorso il termine di sei mesi dalla pubblicazione della legge, senza che siensi fatte le dichiarazioni, rimane estinta ogni azione diretta ad ottenere il riconoscimento dei diritti di cui all'art. 2 della legge, che non trovinsi in esercizio, e la rivendicazione delle terre che vi sono soggette. Le dichiarazioni presentate da singoli cittadini dovranno essere sottoscritte con firme autenticate.
Qualora i commissari regionali credano che vi sia motivo per ritenere che a favore di una popolazione esistano diritti da farsi valere a norma della legge in tutto od in parte non dichiarati, potranno chiedere al prefetto della provincia, cui il comune o l'associazione appartengono, la nomina di un commissario che provveda a fare od integrare la dichiarazione, oppure procedere senz'altro alla nomina di un istruttore allo scopo di accertare gli anzi cennati diritti. Il decreto di nomina dell'istruttore conterrà l'indicazione dei diritti e delle terre a norma del precedente art. 1, e la pubblicazione di esso, fatta prima del decorso del termine stabilito dall'art. 3 della legge nell'albo pretorio del comune, nel cui territorio trovansi i fondi, equivarrà, per ogni effetto, alla dichiarazione prescritta dall'articolo medesimo. Per la pubblicazione del decreto il prefetto, se il commissario regionale ne faccia richiesta, deve nominare un commissario. Il ministro dell'economia nazionale potrà promuovere l'emanazione del decreto suddetto.
Le dichiarazioni ed i decreti di cui agli articoli precedenti debbono essere annotati in sunto, secondo l'ordine di data della presentazione od emanazione, in apposito registro, dal segretario dell'ufficio commissariale. I fogli del registro saranno numerati e porteranno la firma del commissario. Spirato il termine di cui all'art. 3 della legge, il commissario scriverà nel registro, immediatamente dopo l'ultima annotazione, un verbale di chiusara attestante il numero complessivo delle dichiarazioni e dei decreti, ed il numero dei fogli occupati.
Salvo la facoltà discrezionale del commissario di procedere di ufficio, i podestà e le associazioni agrarie, dopo la dichiarazione o contemporaneamente ad essa, dovranno presentare le loro istanze al commissario. Tali istanze e quelle presentate dai singoli interessati saranno scritte in carta da bollo e conterranno: 1º i nomi delle parti e l'indicazione della loro residenza o del loro domicilio; 2º l'esposizione sommaria dei fatti e l'indicazione degli elementi di diritto e delle prove che sorreggono l'istanza; 3º l'indicazione delle terre a cui l'istanza si riferisce; 4º le conclusioni.
CFR L 16.12.1985 n. 752 Art. 3
Gli usi civici di pesca non daranno luogo a divisione e si eserciteranno in base a regolamenti deliberati dai comuni ed approvati dai consigli provinciali dell'economia. Le questioni relative all'esistenza ed estensione dei detti usi civici saranno risolute dal commissario a norma dell'art. 29 della legge, salva pur nondimeno la competenza dei ministeri dell'economia nazionale e delle comunicazioni (marina mercantile) e del tribunale superiore delle acque sulla materia preveduta dagli articoli 16 e 22 della legge 24 marzo 1921, n. 312, e dall'art. 33 del regolamento 29 ottobre 1922, n. 1647.
Il perito ufficiale di cui all'art. 6 della legge, ricevuta comunicazione della nomina, avviserà le parti interessate a mezzo di lettera raccomandata con ricevuta di ritorno del giorno ed ora in cui si recherà sopraluogo. Egli farà risultare dai verbali delle sue operazioni l'intervento delle parti o dei rispettivi periti di fiducia e le loro osservazioni ed istanze; e potrà disporre che le parti ed i loro periti presentino per iscritto (in carta da bollo) le osservazioni ed istanze, ed in tal caso farà menzione di ciò nei verbali ed alligherà le scritture che gli venissero presentate. Il perito terrà conto delle osservazioni delle parti e dei loro periti nella relazione che presenterà al commissario.
La liquidazione degli usi civici mediante imposizione di canone non può farsi che nei casi stabiliti dall'art. 7 della legge. Nel procedere alla liquidazione il commissario esaminerà anzitutto se concorrano le condizioni stabilite dal primo comma del suddetto articolo, nel qual caso il fondo sarà lasciato per intero al proprietario col peso del canone. Se le cennate condizioni non concorrano, si divideranno le terre a norma dell'art. 5 della legge, e potrà farsi luogo, nelle province ex-pontificie, all'affrancazione a favore della popolazione ai sensi dell'art. 9 del regio decreto 3 agosto 1891, n. 510.
Per l'applicazione del cennato art. 9 il commissario fisserà la prima quota spettante al comune, frazione od associazione agraria a norma dell'art. 5 della legge, e determinerà poi se anche l'altra quota spettante al proprietario debba essere in tutto od in parte ceduta alla popolazione mediante l'imposizione, a favore del proprietario, di un annuo canone commisurato al valore della medesima quota o parte di quota. Nel prendere l'anzidetta determinazione il commissario terrà presenti, insieme alle altre circostanze, il numero delle famiglie di coltivatori diretti sforniti di terre, la quantità dei terreni di cui il comune, frazione od associazione sono già in possesso e la possibilità che essi abbiano di ottenere compensi in natura sopra altre terre, le quali non formino oggetto del procedimento o giudizio di affrancazione in corso.
Contro le decisioni del commissario, nel caso con cui si consente o si nega la cessione alla popolazione della quota o parte di quota spettante al proprietario, è ammesso il ricorso al ministro per l'economia nazionale, il quale, udito il parere del consiglio di Stato, deciderà definitivamente. Per tale ricorso restanto ferme, in quanto applicabili, le disposizioni del regio decreto 6 agosto 1891, n. 518, intendendosi sostituito il commissario regionale alla giunta d'arbitri. Il decreto del ministro sarà comunicato al commissario, che ne curerà la notificazione e l'esecuzione. Tuttavia la decisione definitiva del ministro per l'economia nazionale non potrà aver luogo, qualora, essendo stato proposto reclamo contro la decisione del commissario in ordine all'esistenza, la natura e l'estensione dei diritti di cui all'art. 1 della legge, la corte di appello abbia ordinato la sospensione della decisione impugnata, ai termini dell'art. 32, ultimo capoverso, della predetta legge, e fino a quando la predetta sospensione non sia cessata a norma di legge.
Il commissario può incaricare uno dei suoi assessori od istruttori della formazione di un progetto di liquidazione dei diritti di cui all'art. 1 della legge. Il progetto, con le eventuali modificazioni che il commissario crederà apportarvi, dovrà essere depositato nella segreteria del comune o della associazione agraria del luogo dove sono situate le terre e tutti gli interessati avranno diritto di prenderne visione. Del deposito sarà dato avviso mediante bando da affiggersi all'albo pretorio e con la notificazione per biglietto in carta libera ai singoli interessati per mezzo del messo addetto all'ufficio di conciliazione. Hanno diritto di opporsi al progetto il comune o l'associazione agraria nel termine di trenta giorni dalla pubblicazione del bando ed i possessori delle terre su cui si pretendono i diritti di uso civico entro trenta giorni dalle rispettive notificazioni. Se entro i termini stabiliti non siano pervenute opposizioni al commissario, questi con suo decreto renderà esecutivo il progetto. Se invece saranno fatte opposizioni, il commissario provvederà per la risoluzione di esse in contenzioso e potrà rendere esecutivo il progetto nelle parti non impugnate. Il progetto reso esecutivo dal commissario sarà titolo per la riscossione dei canoni che siano stati in esso stabiliti e per le operazioni di divisione, distacco e rilascio di terre in esso prevedute.
Le opposizioni di cui all'articolo precedente, scritte in carta da bollo da lire 4, saranno depositate nella segreteria del commissario regionale o inviate ad essa in piego raccomandato con ricevuta di ritorno e conterranno l'esposizione dei motivi sui quali sono fondate. Le disposizioni di questo articolo e di quello precedente saranno riprodotte nel bando.
Di regola i commissari provvederanno ai termini dell'art. 8 della legge allo scioglimento di tutte le promiscuità. Quando sia richiesta dalle parti o proposta di ufficio dal commissario la conservazione della promiscuità, a norma dell'ultimo comma dell'articolo suddetto, il rapporto da trasmettersi al ministero dell'economia nazionale sarà corredato dalle deliberazioni che al riguardo verranno prese dai podestà dei comuni e dai rappresentanti delle associazioni agrarie che vi hanno interesse e dal parere dell'autorità forestale.
Quando in applicazione di leggi anteriori o per effetto di concessioni valide sia stata acquistata da associazioni o comunioni di particolari la proprietà di alberi su terre comuni, la promiscuità sarà sciolta nel modo seguente: Se si tratti di interi corpi sui quali non sia ancora avvenuta la divisione fra partecipanti o consorti, si divideranno le terre, assegnando una quota al comune ed una quota in massa ai partecipanti o consorti in base al valore dei rispettivi diritti. Se invece la divisione tra consorti sia stata regolarmente eseguita ed approvata, tutti i diritti sul suolo e sugli alberi si concentreranno nelle persone dei singoli consorti, mediante l'imposizione di annui canoni enfiteutici a favore del comune. Il canone da stabilirsi in questo secondo caso sarà pari al valore del diritto ceduto dal comune. Le stesse norme saranno adottate quando la proprietà degli alberi appartenga al comune, ed un'associazione o comunioni di particolari abbia acquistata la proprietà del suolo.
Non sarà considerata come causa di promiscuità la consuetudine di piantare od innestare alberi nelle terre comuni. In tal caso gli alberi resteranno nel godimento degli attuali possessori sin che esisteranno, se trattisi di alberi sparsi, ed è vietato ai possessori stessi di sostituirli. Gli utenti corrisponderanno al comune un canone da stabilirsi dal commissario. Quando una persona abbia il godimento di una notevole quantità di alberi che occupino una estensione di terre continua, si potrà far luogo alla legittimazione del possesso degli alberi e del suolo ai termini degli articoli 9 e 10 della legge.
L'adempimento degli obblighi imposti dalla concessione sarà accertato da un perito nominato dal commissario regionale. Il perito farà l'elenco dei concessionari; identificherà le quote possedute; distinguerà i quotisti inadempienti dagli adempienti e per questi ultimi proporrà i nuovi canoni. Il commissario provvederà alla concessione definitiva a favore degli adempienti con decreto da sottoporsi alla sovrana approvazione.
Le terre, rispetto alle quali i concessionari non abbiano adempito agli obblighi della concessione, saranno rimesse in massa per essere ripartite a norma dell'art. 13 della legge, ed ove i possessori non le rilascino volontariamente, il commissario provvederà a norma dell'art. 29 della legge. Lo stesso avrà luogo per le concessioni a miglioria fatte dopo la pubblicazione del decreto-legge 22 maggio 1924, n. 751, in base a disposizioni di statuti e regolamenti che non potevano più applicarsi; ma se i concessionari siano tra i coltivatori diretti della terra, che potrebbero beneficiarsi della quotizzazione, giusta il citato art. 13 della legge, ed abbiano adempito agli obblighi della concessione, potranno applicarsi anche ad essi le norme stabilite dai due precedenti articoli.
Qualora il commissario regionale abbia ritenuto disporre la verifica delle occupazioni delle terre comuni o demani comunali, si procederà anzitutto alla ricognizione dei fondi ed alla loro circoscrizione in base ai documenti e piante, e solamente in difetto di documenti originari si potrà supplire con le notizie desunte dai catasti antichi e recenti e con quelle fornite da indicatori locali. Precisata la consistenza del fondo nei suoi confini esterni, il perito rileverà tutti i possessi privati in esso esistenti, e, col confronto degli atti delle precedenti legittimazioni, quotizzazioni e censuazioni ritualmente eseguite, distinguerà i possessi legittimi dalle arbitrarie occupazioni. Di queste ultime redigerà uno stato indicante il nome, cognome e domicilio dell'occupatore, l'estensione occupata, le migliorie introdottevi e farà la proposta del canone da imporre, ai termini dell'art. 10 della legge, sulle terre rispetto alle quali concorrano i requisiti per la legittimazione. Per le terre che dovranno essere reintegrate accerterà pure la misura dei frutti indebitamente percepiti da restituire al comune od all'associazione agraria.
Gli atti istruttori così formati saranno sottoposti all'esame del commissario, che, previa rettifica nel caso non li riconosca regolari, disporrà il deposito di essi presso la segreteria del comune o dell'associazione agraria, la pubblicazione del bando e la notificazione agl'interessati ai termini, dell'art. 15 del regolamento. Contro le operazioni come sopra fatte potranno proporre opposizioni comune, l'associazione agraria ed i possessori delle terre nei termini indicati dal suddetto articolo. I possessori inoltre nei termini medesimi potranno presentare al commissario o la domanda di legittimazione, ovvero la dichiarazione di bonario rilascio delle terre occupate. Alle opposizioni, domande e dichiarazioni di cui nel precedente articolo sono applicabili le disposizioni dell'art. 16.
Il commissario provvederà a norma di legge sulle opposizioni e sulle domande di legittimazione. Per le occupazioni relativamente alle quali non siansi presentate opposizioni né domande di legittimazione sarà ordinata senz'altro la reintegra e la restituzione dei frutti in conformità alla perizia depositata. Lo stesso avrà luogo per le occupazioni rispetto alle quali, malgrado l'offerta di bonario rilascio, questo non sia stato eseguito con il contemporaneo pagamento dei frutti indebitamente percetti. In quanto alla restituzione dei frutti il commissario potrà, in ogni caso, su richiesta degli occupatori, concedere una equa dilazione.
Dopo eseguite le operazioni di scioglimento delle promiscuità, di affrancazione delle terre soggette ad usi civici e di sistemazione delle occupazioni o ricupero delle terre occupate a norma dei precedenti articoli, si formerà il piano di massima per la destinazione dei fondi pervenuti al comune od all'associazione agraria e di quelli già in precedenza da loro posseduti. Se però le circostanze lo rendano opportuno, potrà disporsi, col consenso del ministero dell'economia nazionale, che, anche in pendenza delle operazioni suddette, si formi il piano di massima per le terre che sono in possesso dell'ente e si proceda alla ripartizione di quelle destinate a coltura agraria, salvo a provvedere separatamente per le altre terre che potranno in seguito pervenire all'ente medesimo, ferma restando la ripartizione già eseguita.
Il piano di massima per la destinazione dei terreni di uso civico consisterà nella esatta determinazione delle terre da assegnarsi a ciascuna delle categorie stabilite dall'art. 11 della legge. Esso sarà eseguito dal delegato tecnico nel termine prefisso dal commissario regionale col decreto di nomina, o da lui prorogato per giusti motivi. Tale piano sarà redatto in due esemplari da depositarsi presso l'ufficio commissariale, che curerà la trasmissione di uno di essi all'ufficio comunale od all'associazione agraria; e dell'altro all'ufficio provinciale dell'economia, che provocherà l'approvazione del consiglio ai sensi dell'art. 3, n. 5, della legge 16 giugno 1927, n. 1071, e potrà, ove occorra, chiedere al delegato tecnico i chiarimenti opportuni. Il podestà del comune od i rappresentanti dell'associazione agraria potranno, entro quindici giorni dal deposito del piano, presentare i loro rilievi su di esso al consiglio provinciale dell'economia. Il consiglio potrà introdurre nel piano quelle modificazioni od aggiunte che reputerà necessarie.
Il commissario regionale, dopo avere accertata la consistenza delle terre possedute dai comuni e dalle associazioni, ed avere approvati i piani di massima e di utilizzazione, potrà anche proporre al ministro l'alienazione di quei fondi che per le loro esigue estensioni non si prestano a qualsiasi forma di utilizzazione prevista dalla legge. Per ottenere l'autorizzazione ad alienare terre comuni o demani comunali e le altre provenienti dall'affrancazione degli usi civici, i comuni e le associazioni agrarie dovranno farne domanda con motivata deliberazione da sottoporsi all'approvazione della giunta provinciale amministrativa. Il ministero dell'economia nazionale provvederà sentito il parere del commissario regionale.
Dopo che sarà stato approvato il piano di massima per la destinazione delle terre o si sarà provveduto ai sensi dell'art. 37 del presente regolamento, il commissario regionale emanerà un decreto nel quale indicherà gli usi civici accertati sulle terre assegnate alla categoria a), di cui all'art. 11 della legge. Il decreto sarà comunicato al comune od all'associazione agraria a cui appartengono le terre, e indi affisso all'albo pretorio per trenta giorni consecutivi. Nel termine suddetto potranno essere presentate opposizioni al commissario dal comune, dall'associazione e dai cittadini interessati nella forma stabilita dall'art. 16 del presente regolamento. Il commissario, se non siano state proposte opposizioni o dopo che queste siano state risolute a norma di legge, comunicherà il decreto al prefetto ed all'autorità forestale della provincia.
Quando le rendite delle terre non bastino al pagamento delle imposte su di esse gravanti ed alle spese necessarie per la loro amministrazione e sorveglianza, il comune e l'associazione agraria potrà, per sopperirvi, imporre agli utenti un corrispettivo per l'esercizio degli usi consentiti. Le erbe e la legna esuberanti saranno vendute a profitto dell'amministrazione del comune o dell'associazione agraria, con preferenza ai cittadini utenti. é espressamente proibita la divisione fra gli utenti del ricavato della vendita.
Qualora se ne riconosca la necessità, il piano di ripartizione conterrà l'indicazione delle opere di sistemazione e trasformazione da eseguirsi, con gestione unita, prima dell'assegnazione delle quote e quella della spesa approssimativa e dei mezzi più idonei a sopperirvi. In tal caso il piano sarà comunicato al ministero dell'economia per i provvedimenti di cui all'art. 15 della legge.
Il commissario, approvato il piano di ripartizione, formulerà un bando col quale tutti i capi di famiglia, che credano di avere diritto a concorrere secondo le disposizioni dell'art. 13 della legge, saranno invitati a presentare le domande per l'assegnazione delle quote nel termine di trenta giorni dalla pubblicazione del bando medesimo, ed inviterà il podestà del comune od il presidente dell'associazione agraria a farlo pubblicare mediante affissione all'albo pretorio e nei principali luoghi del comune o delle frazioni interessate. Durante il suddetto termine il bando dovrà rimanere continuamente affisso nell'albo del comune e per lo stesso periodo di tempo il piano di ripartizione in quote resterà depositato presso la segreteria del comune o dell'associazione, con facoltà a chiunque di prenderne visione.
Le domande in carta bollata saranno presentate alla segreteria del comune o dell'associazione agraria, che ne rilascierà ricevuta e le annoterà in un elenco, copia del quale sarà affissa all'albo pretorio nel giorno successivo a quello della scadenza del termine di cui all'articolo precedente e vi rimarrà affisso per otto giorni. Coloro che non presenteranno la domanda nel termine stabilito perderanno il diritto di concorrere alla ripartizione in corso, ma potranno concorrere ad eventuali ripartizioni successive o alla riconcessione di quote non accettate od abbandonate.
Sono considerati capi famiglia agli effetti dell'art. 13 della legge: a) il coniugato o il vedovo con o senza prole; b) la vedova con prole; c) il tutore per i minorenni sottoposti alla sua tutela; d) il maggiore di età in genere, che viva stabilmente diviso dalla propria famiglia; e) il primogenito maggiorenne degli orfani di ambo i genitori.
Le domande saranno esaminate da una commissione presieduta dal podestà del comune e composta di sei membri scelti, tra i cittadini del comune o della frazione interessata, dal pretore del mandamento. Se si tratti di terre appartenenti ad un'associazione agraria, faranno parte anche della commissione il presidente dell'associazione ed un membro del consiglio di amministrazione delegato dal consiglio medesimo. Le deliberazioni della commissione saranno valide quando in seguito a regolare convocazione sia intervenuta la maggioranza dei suoi membri. In caso di parità di voti prevarrà quello del presidente.
La commissione esaminerà quali fra i concorrenti abbiano i requisiti di legge per essere ammessi alla ripartizione e ne formerà l'elenco. Annoterà il separato elenco quelli che debbono escludersi, indicando i motivi dell'esclusione. Se il numero degli ammessi superi quello delle quote disponibili, la commissione sceglierà un numero di concorrenti pari a quello delle quote, preferendo i meno abbienti, purché diano affidamento di poter trarre la maggiore utilità dalle terre. Per stabilire il grado di possidenza ai fini dell'attribuzione delle quote si terrà conto cumulativamente dei beni di tutti i componenti la famiglia. A parità di requisiti gli agricoltori ex combattenti avranno la preferenza. Se non vi siano, in tutto od in parte, sufficienti motivi di preferenza, si procederà in seduta pubblica al sorteggio fra i concorrenti che trovinsi in condizioni uguali. Formato in tal modo l'elenco di coloro ai quali dovranno assegnarsi le quote, esso sarà pubblicato nel modo stabilito per il bando di concorso.
I concorrenti che si ritengano lesi dai deliberati della commissione, potranno fare ricorso al commissario regionale nel termine perentorio di giorni venti dalla pubblicazione dell'elenco degli assegnatari. Durante il detto termine tutti gli atti della commissione saranno visibili nella segreteria comunale o dell'associazione agraria. I ricorsi in carta da bollo saranno presentati nella stessa segreteria, che ne rilascerà ricevuta.
Trascorso il termine utile per ricorrere, il podestà od il presidente dell'associazione agraria trasmetterà tutti gli atti ed i ricorsi al commissario che, assunte le informazioni necessarie, anche, ove occorra, per mezzo di un suo assessore o di un istruttore da lui nominato, stabilirà definitivamente l'elenco degli assegnatari delle quote. In base a questo elenco la commissione di cui all'art. 52 procederà in seduta pubblica ed in giorno festivo al sorteggio delle quote fra gli assegnatari. Il verbale di sorteggio sarà subito trasmesso al commissario, il quale, constatatane la regolarità, emanerà il decreto di ripartizione contenente la indicazione dei concessionari, delle quote loro assegnate, dei canoni stabiliti, e degli altri obblighi imposti ai quotisti. Questo decreto costituirà il titolo dei quotisti dopo che avrà avuto la sovrana approvazione ai sensi dell'art. 13 della legge.
L'immissione in possesso dei quotisti avrà luogo dopo la sovrana approvazione per mezzo del perito ripartitore o di altra persona specialmente delegata dal commissario regionale, con l'assistenza del podestà o del presidente dell'associazione o di loro speciali delegati, nei giorni che saranno stabiliti con pubblici bandi. Dell'immissione in possesso sarà redatto verbale da trasmettersi al commissario. I quotisti che non si presentassero saranno invitati personalmente con avviso notificato per mezzo del messo comunale almeno trenta giorni prima di quello che sarà nuovamente stabilito per la consegna delle rispettive quote, ed in caso di non comparsa, se l'avviso non sia stato notificato a mani proprie, sarà ripetuto con intervallo di dieci giorni. Coloro che invitati nel modo anzidetto non si presenteranno, personalmente o per mezzo di persona munita di regolare mandato, saranno di pieno diritto considerati come rinuncianti, e le loro quote saranno riassegnate a norma dell'art. 21 della legge. Il mancato intervento dei quotisti dovrà risultare dal verbale che sarà all'uopo redatto.
Le associazioni agrarie provvederanno all'amministrazione ed al godimento dei beni suddetti in conformità di statuti e regolamenti loro particolari. Questi però nel termine di un anno dalla pubblicazione del presente regolamento dovranno essere sottoposti a revisione per coordinare le norme alle disposizioni della legge per il riordinamento degli usi civici e della legge comunale e provinciale. Le deliberazioni relative alla detta revisione saranno trasmesse per la approvazione alla giunta provinciale amministrativa. Una copia degli statuti e regolamenti, con le eventuali modificazioni, sarà trasmessa al ministero dell'economia nazionale, il quale, udito il consiglio di Stato, potrà annullarli in tutto od in parte in quanto siano contrari alle leggi ed ai regolamenti generali.
Il prefetto della provincia curerà tali adempimenti, anche per mezzo di un suo commissario, qualora le associazioni si mostrino negligenti. La giunta, dopo di averne comunicati i motivi alle rappresentanze interessate ed avere esaminate le eventuali repliche delle medesime, potrà introdurre nei regolamenti tutte le modificazioni che riterrà necessarie nell'interesse dell'ente agrario. Contro le decisioni della giunta spetta alle associazioni la facoltà di ricorrere entro quindici giorni dalla comunicazione al ministero dell'economia nazionale, che deciderà definitivamente.
Lo scioglimento delle associazioni agrarie, ai termini dell'art. 25 della legge, potrà essere promosso in ogni tempo, ed anche dopo che sarà completata la sistemazione del patrimonio mediante la ripartizione delle terre e la formazione dei regolamenti degli usi civici. Saranno soppresse le associazioni che non possedessero fondi rustici né diritti da far valere su altre terre. I decreti ministeriali di scioglimento delle associazioni saranno pubblicati nell'albo pretorio del comune, a cui l'associazione appartiene, per notizia di tutti gli interessati.
Per l'amministrazione separata di cui nel capoverso dell'art. 26 della legge, la giunta provinciale amministrativa procederà alla costituzione di un comitato di amministrazione composto di tre o cinque membri scelti tra i frazionisti. Saranno applicabili all'amministrazione separata dei beni delle frazioni le disposizioni della legge comunale e provinciale. L'amministrazione separata della frazione resterà soggetta alla sorveglianza del podestà del comune, il quale potrà sempre esaminarne l'andamento e rivederne i conti.
All'applicazione delle disposizioni del precedente articolo si provvederà con decreto del ministro per l'economia nazionale, su istanza dell'associazione interessata, previo accertamento dello stato di cultura delle terre da farsi con perizia. Le istanze delle associazioni dovranno essere presentate nel termine di giorni novanta dall'entrata in vigore del presente regolamento.
Gli istruttori potranno essere incaricati: di compiere le ricerche e raccogliere gli elementi necessari per l'accertamento degli usi civici e delle occupazioni illegittime; di fare tutti gli atti preparatori per la liquidazione degli usi civici e lo scioglimento delle promiscuità e di formulare i relativi progetti; di compiere istruttorie sulle questioni attinenti all'assegnazione di quote nelle ripartizioni e sopra ogni altro oggetto sul quale i commissari debbono provvedere; di promuovere l'esecuzione delle decisioni; di trattare e ricevere conciliazioni; e di eseguire ogni altra disposizione che verrà loro impartita dal commissario. Essi, ove occorra, inviteranno gli interessati, con atti di avviso da notificarsi per mezzo del messo addetto all'ufficio di conciliazione, a recarsi alla loro presenza e ad intervenire nelle loro operazioni. Delle dichiarazioni e rilievi delle parti prenderanno nota in verbale.
Gli istruttori, che non abbiano anche la qualità di periti saranno assistiti nelle operazioni l'indole tecnica da periti nominati dal commissario. Il commissario potrà pure assegnare ad unica persona le funzioni di delegato tecnico, istruttore e perito.
Gli istruttori, delegati tecnici e periti nominati dal commissario, che abbiano espletato l'incarico o per qualsiasi causa ne siano decaduti, debbono immediatamente restituire gli atti e documenti loro affidati e consegnare gli atti già da essi compiuti nell'esercizio dell'ufficio, ancorché non siano stati soddisfatti delle loro competenze e rimborsati delle spese anticipate. Lo stesso obbligo hanno gli eredi quando si avveri la morte dei detti incaricati. In caso di inadempimento, il prefetto, su richiesta del commissario, provvederà nei modi stabiliti dall'art. 76 del regio decreto 2 ottobre 1911, n. 1163, salva l'azione penale ove ricorrano gli estremi di un reato.
I podestà dei comuni ed i rappresentanti delle associazioni sono tenuti a mettere esperti indicatori a disposizione dei delegati tecnici, istruttori e periti, come pure il locale necessario per le incombenze da compiere in ufficio. I podestà dovranno inoltre sorvegliare affinché i messi comunali eseguano con prontezza e diligenza le notificazioni richieste dagli incaricati suddetti.
Nei casi di urgenza i provvedimenti conservativi potranno essere disposti dal commissario anche senza citazione di parte. Il decreto del commissario sarà notificato agli interesssati i quali avranno diritto di proporre reclamo davanti lo stesso commissario nel termine di quindici giorni dalla notificazione. Il reclamo non avrà effetto sospensivo.
Quando il commissario ravviserà che nei procedimenti promossi dalle parti, o da promuoversi d'ufficio, esista opposizione d'interessi tra il comune e una frazione o tra più frazioni dello stesso comune per le quali non sia stata già costituita la speciale rappresentanza prevista dall'art. 64 del presente regolamento, ne darà notizia alla giunta provinciale amministrativa, la quale costituirà la rappresentanza delle frazioni nominando commissioni di tre o cinque membri scelti tra i frazionisti. Lo stesso procedimento si seguirà quando, contestandosi dal comune la qualità demaniale del suolo e comunque l'esistenza degli usi civici, sorga opposizione d'interessi tra il comune e i comunisti ed occorra nominare a questi ultimi la speciale rappresentanza.
Tutte le azioni che intendonsi esercitare davanti il commissario devono essere proposte con ricorso motivato a lui diretto. Nello stesso modo saranno riassunte le cause indicate nell'ultimo capoverso dell'art. 41 della legge. Il commissario con decreto, in piedi al ricorso, stabilirà il giorno per la comparizione delle parti, assegnando il termine che riterrà opportuno, secondo le circostanze, per la notificazione agli interessati.
La notifica e l'esecuzione delle decisioni dei commissari sarà fatta sempre per mezzo dell'ufficiale giudiziario. Potrà però il commissario disporre che l'ufficiale giudiziario venga assistito da un perito per l'identificazione dei terreni che formano oggetto della decisione.
L'ordine di deposito di cui all'art. 39 della legge sarà notificato al tesoriere comunale o ai debitori da un ufficiale giudiziario della pretura o dall'usciere dell'ufficio di conciliazione. Le spese di notifica ed eventualmente di trasferta saranno pagate dal commissario all'ufficiale giudiziario o all'usciere appena avvenuto il deposito. Quando risulti la trasgressione del tesoriere comunale all'ordine di deposito, il prefetto, su richiesta del commissario regionale, invierà presso la tesoreria comunale un proprio commissario per l'esecuzione dell'ordine, salva l'applicazione a carico del tesoriere de le sanzioni di legge.
Il rilascio delle copie degli atti del commissariato, in quanto concerne la misura e la liquidazione dei diritti è regolato come quello degli uffici giudiziari dei tribunali civili. Il commissario stabilirà la misura della ripartizione dei proventi tra il personale di segreteria.
MOD L 15.11.1973 n. 734 Art. 39
Le note specifiche insieme agli atti riguardanti le operazioni eseguite dai vari incaricati saranno dal commissario immediatamente comunicate ai comuni, alle associazioni agrarie e a coloro che hanno anticipato le spese ai termini dell'art. 7 del presente regolamento. Ad essi è concesso un termine di quindici giorni per presentare al commissario le loro osservazioni ed opposizioni. Trascorsi questi termini il commissario procederà alla revisione delle note specifiche, anche quando non siano pervenute opposizioni ed osservazioni e quindi udito il parere dell'ufficio locale del genio civile nei soli casi che trattisi di operazioni tecniche e peritali, emetterà motivata ordinanza di tassazione indicando le singole partite ammesse ed escluse, comunicandola immediatamente all'associazione o al comune, che ne cureranno, nello stesso giorno in cui perverrà, l'affissione per quindici giorni all'albo pretorio. Identica comunicazione sarà fatta ai delegati tecnici, agli istruttori e periti, per mezzo del messo comunale, nel loro domicilio reale o in quello eletto nella nota specifica del delegato tecnico, dell'istruttore o del perito. Contro l'ordinanza di tassazione è dato ricorso al ministro per l'economia nazionale il quale pronuncierà definitivamente. Potranno ricorrere al ministro per l'economia nazionale i podestà, i presidenti delle associazioni agrarie, i delegati tecnici, gli istruttori ed i periti nonché tutti coloro che hanno interesse nelle operazioni di divisione, nel termine di quindici giorni dalla data dell'avvenuta comunicazione ovvero dall'ultimo giorno dell'affissione. Trascorsi i termini anzidetti senza che siano proposti ricorsi all'autorità superiore, l'ordinanza di tassazione emessa dal commissario diventerà definitiva.
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References: Articolo 1
 Art. 1
 Art. 66
 Art. 2
 Art. 38
 Art. 3
 Articolo 3
 Articolo 4
 Articolo 5
 Articolo 6
 Articolo 8
 Articolo 10
 Articolo 11
 Articolo 12
 Articolo 14
 Articolo 15
 Articolo 16
 Articolo 17
 Articolo 19
 Articolo 20
 Articolo 21
 Articolo 23
 Articolo 24
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 Articolo 30
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 Articolo 35
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 Articolo 38
 Articolo 39
 Articolo 40
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 Articolo 48
 Articolo 49
 Articolo 54
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 Articolo 57
 Articolo 58
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 Articolo 66
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 Articolo 69
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 Articolo 84
 Articolo 85
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 Art. 3
 art. 9
 art. 13
 Art. 39