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Timestamp: 2016-12-10 08:50:37+00:00

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RICHIEDI CONSULENZA SU QUESTO ARGOMENTO	La sospensione condizionale della pena è ammessa soltanto se, avuto riguardo alle circostanze indicate nell’art. 133, il giudice presume che il colpevole si asterrà dal commettere ulteriori reati.
La sospensione condizionale della pena non può essere conceduta: 1) a chi ha riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto, anche se è intervenuta la riabilitazione, nè al delinquente o contravventore abituale o professionale; 2) allorchè alla pena inflitta deve essere aggiunta una misura di sicurezza personale, perchè il reo è persona che la legge presume socialmente pericolosa.
La sospensione condizionale della pena non può essere concessa più di una volta. Tuttavia il giudice, nell’infliggere una nuova condanna, può disporre la sospensione condizionale qualora la pena da infliggere, cumulata con quella irrogata con la precedente condanna anche per delitto, non superi i limiti stabiliti dall’articolo 163 (1).
(1) La Corte costituzionale, con sentenza 28 aprile 1976, n. 95, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale del presente comma di questo articolo nella parte in cui non consente la concessione della sospensione condizionale della pena a chi ha già riportato una precedente condanna a pena detentiva per delitto non sospesa, qualora la pena da infliggere cumulata con quella irrogata con la condanna precedente non superi i limiti stabiliti dall’art. 163 del codice penale.
Giurisprudenza annotataSospensione condizionale della pena.
Il giudice, nel concedere la sospensione condizionale della pena inflitta per il reato di esecuzione di lavori in assenza di concessione edilizia o in difformità, legittimamente può subordinare detto beneficio all'eliminazione delle conseguenze dannose del reato mediante demolizione dell'opera eseguita, disposta in sede di condanna del responsabile, occorre, però, spiegare perché, sul piano prognostico di cui all'art. 164, comma 1, c.p., si ritenga necessario porre l'esecuzione di tale ordine come condizione per la fruizione del beneficio della sospensione condizionale della pena.
Cassazione penale sez. III 30 settembre 2014 n. 43576 La sospensione condizionale della pena non può essere concessa a chi ha riportato "due" precedenti condanne a pena detentiva per delitti non uniti dal vincolo della continuazione, giacché in tal caso la reiterazione dei reati lascia presumere una proclività a delinquere incompatibile con il beneficio. La concessione del beneficio, in tal caso, sarebbe comunque in contrasto con il disposto dell'art. 164, comma 2, n. 1, c.p., anche nel significato "allargato" determinato dalla sentenza n. 95 del 1976 della Corte costituzionale, che ha riconosciuto al giudice la facoltà di concedere il beneficio anche a colui che abbia riportato "una" condanna a pena detentiva per delitto (sospesa o meno), qualora la pena da infliggere cumulata con quella irrogata con la condanna precedente non superi i limiti stabiliti dall'art. 163 c.p. In realtà, la reiterazione del beneficio, dopo una seconda condanna, potrebbe ammettersi solo quando quest'ultima riguardasse una contravvenzione o la pena della multa per delitto, vale a dire reati considerati, dall'ordinamento, di minore gravità, e ciò purché sempre non vengano così superati i limiti massimi indicati nell'art. 163 c.p. (cfr. sezioni Unite, 28 gennaio 1984, N.).
Cassazione penale sez. V 27 giugno 2014 n. 41645 Il giudice dell'esecuzione, qualora, in applicazione dell'art. 673 c.p.p., pronunci per intervenuta "abolitio criminis" ordinanza di revoca di precedenti condanne, le quali siano state a suo tempo di ostacolo alla concessione della sospensione condizionale della pena per altra condanna, non può, nell'ambito dei "provvedimenti conseguenti" alla suddetta pronuncia, concedere il beneficio, previa formulazione del favorevole giudizio prognostico richiesto dall'art. 164 c.p., esprimendo proprie e autonome valutazioni che si pongono in contrasto con quelle già formulate dal giudice della cognizione. (Fattispecie in cui il giudice della cognizione aveva negato il riconoscimento del beneficio per i precedenti penali e per la gravità del fatto). (Rigetta, Trib. Roma, 24/10/2013 )
Cassazione penale sez. I 20 giugno 2014 n. 33817 Le precedenti condanne relative a fatti non più costituenti reato per abolitio criminis non sono preclusive della concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena con riferimento al divieto formale di cui all'art. 164, comma 4, primo inciso, c.p., restando impregiudicata, peraltro, la valutazione anche delle condotte relative a dette condanne ai fini del giudizio prognostico di cui al comma 1 del medesimo articolo.
Cassazione penale sez. un. 24 aprile 2014 n. 38344 In materia di sospensione condizionale della pena, il disposto di cui all'art. 164 comma 3 c.p., secondo il quale la concessione del beneficio rende inapplicabili le misure di sicurezza diverse dalla confisca, deve intendersi limitato alle sole misure personali la cui applicazione sia consentita discrezionalmente. (Rigetta, Trib.sorv. Napoli, 27/03/2013 )
Cassazione penale sez. I 14 febbraio 2014 n. 9824 È legittima in sede esecutiva, stante la sua natura meramente dichiarativa, la revoca della sospensione condizionale della pena, concessa, pur in assenza dei presupposti di legge, con sentenza di patteggiamento, a nulla rilevando che nell'accordo delle parti la proposta dell'imputato fosse stata subordinata alla concessione del citato beneficio. (Fattispecie in cui è stata ritenuta legittima la revoca della sospensione condizionale in quanto la pena inflitta, cumulata a quella irrogata con una precedente pronuncia, superava il limite di cui all'art. 164 comma 4 c.p.). Rigetta, Gip Trib. Milano, 05/11/2012
Cassazione penale sez. I 18 luglio 2013 n. 43498 La sospensione condizionale della pena è caratterizzata da un massimo ambito di autonomia e facoltatività ("il giudice può ordinare che l'esecuzione della pena rimanga sospesa": art. 163 comma 1 c.p.), in assenza di automatismi applicativi. Al riguardo, il giudice, ai fini del giudizio prognostico richiesto dall'art. 164 comma 1 c.p., non è obbligato a prendere in esame tutti gli elementi indicati dall'art. 133 c.p., ma può limitarsi a far menzione di quelli ritenuti prevalenti, sia per negare che per concedere il beneficio: il relativo giudizio, se effettuato nel rispetto dei parametri valutativi di cui agli art. 163 e 164 c.p., è censurabile in cassazione solo quando sia frutto di mero arbitrio o di ragionamento illogico. (Nella specie, la Corte ha ritenuto congruamente motivato il diniego del beneficio basato sui precedenti penali specifici, ritenuti tali da far ritenere che l'imputato non si sarebbe astenuto dal commettere reati della stessa specie).
Cassazione penale sez. IV 21 giugno 2013 n. 45617 L'istituto della sospensione condizionale della pena, previsto dagli art. 164 ss. c.p., non trova applicazione nel sistema sanzionatorio delineato dal d.lg. n. 231 del 2001.
Cassazione penale sez. II 15 dicembre 2011 n. 10822 La reiterazione del beneficio della sospensione condizionale della pena è possibile se, nel periodo compreso tra la precedente condanna sospesa e quella per la quale esso viene invocato, sia stata pronunciata condanna (cosiddetta intermedia) a pena pecuniaria per delitto o a pena detentiva o pecuniaria per contravvenzione, altrimenti ostandovi la previsione di cui all'art. 164, comma secondo, n. 1 cod. pen. Annulla senza rinvio, Trib. Teramo, 06/12/2010
Cassazione penale sez. IV 30 novembre 2011 n. 47512 Ai fini dell'applicabilità dell'ultimo comma dell'art. 164 c.p., nella parte in cui consente di concedere la sospensione della pena anche a chi abbia già riportato una condanna sospesa, è necessario che tra la precedente e la nuova condanna non sia inserita condanna intermedia a pena detentiva per delitto ancorché non sospesa, in quanto essa dimostra che l'imputato è stato immeritevole della fiducia in lui risposta e rende quindi impossibile la rinnovazione di una prognosi favorevole circa la sua condotta futura. Annulla in parte senza rinvio, App. Catanzaro, 03/12/2010
Cassazione penale sez. I 30 giugno 2011 n. 29865 Art. precedente
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