Source: http://www.ildirittoamministrativo.net/permesso-di-costruire.htm
Timestamp: 2020-02-17 08:20:05+00:00

Document:
Il permesso di costruire e la DIA
il DPR n 380 del 2001
i provvedimenti concessori
la DIA nella L. n. 241 del 1990
il silenzio rifiuto (o inadempimento)
L'attività edificatoria, a seguito dell'entrata in vigore del Testo Unico sull'Edilizia di cui al D.p.r. n. 380 del 2001 e della legge n. 443 del 2001 è subordinata, a seconda del tipo di intervento da effettuare, a liberalizzazione, al rilascio del permesso di costruire o, in alternativa, per talune tipologie di interventi e/o al ricorrere di determinati presupposti previo versamento dei contributi di costruzione, alla denuncia di inizio attività.
In particolare, il TU prevede tre diversi regimi giuridici di disciplina. In relazione alle attività di manutenzione ordinaria e di eliminazione delle barriere architettoniche che non implichino manufatti esterni alteranti la sagoma degli edifici o di rampe ed ascensori esterni, l'attività edilizia è libera. Per gli interventi che il TU indica come di manutenzione straordinaria e di restauro e risanamento conservativo, è sufficiente la denuncia di inizio attività, senza il versamento del contributo di costruzione, per gli interventi di ristrutturazione edilizia, di nuova costruzione e di ristrutturazione urbanistica il regime giuridico prevede il permesso di costruire, in via generale, e la denuncia di inizio attività con versamento del contributo di costruzione con riferimento agli interventi di ristrutturazione edilizia e, in presenza di norme di dettaglio in merito ai requisiti plano volumetrici e in ordine alle modalità costruttive dettate dai piani attuativi e riconosciute dal competente organo comunale, anche con riferimento agli interventi di nuova costruzione e di ristrutturazione urbanistica.
Il permesso di costruire è il provvedimento di natura autorizzatoria, subordinato al versamento dei contributi di costruzione per concorso agli oneri di urbanizzazione ed al costo di costruzione (di natura tributaria), legittimante l'attività edificatoria ed è rilasciato a cura del dirigente o del responsabile del competente ufficio comunale. Il procedimento per il rilascio del permesso di costruire prevede che la domanda sia corredata del titolo giuridico legittimante l'attività edificatoria e del correlato progetto di edificazione. Il responsabile del procedimento si deve pronunciare sull'istanza entro il termine di sessanta giorni; ove ravvisi la necessità di apportare modifiche al progetto onde concedere il premesso di costruire lo comunicherà al soggetto istante che, in caso di adesione, apporterà le modifiche richieste nei 15 giorni successivi. E' previsto che sia formulata una proposta di provvedimento da parte del responsabile del procedimento e che entro i 15 giorni successivi il responsabile o il dirigente emettano il provvedimento finale. In caso di silenzio dell'amministrazione comunale in ordine all'istanza presentata, il privato potrà alternativamente attivare il procedimento del silenzio inadempimento di cui all'art. 21 - bis della Legge TAR ovvero richiedere allo Sportello Unico per l'edilizia che il dirigente o il responsabile si pronunci entro 15 giorni; in caso di inutile decorso di tale ulteriore termine, il privato potrà richiedre l'intervento sostitutivo della Regione che potrà nominare, all'uopo, un commissario ad acta. In caso di inerzia a fronte di tale ulteriore istanza non resterà che la procedura giudiziale di cui all'art. 21 bis della Legge TAR a fronte del silenzio amministrativo di cui all'art. 2 della L. n. 241 del 1990.
Il permesso di costruire non è revocabile ma è soggetto a provvedimenti in autotutela ed all'annullamento in via giudiziale, è soggetto, altresì, a decadenza in caso di mancato inizio dei lavori entro un anno dal rilascio e di mancata ultimazione entro tre anni dall'inizio.
Ai sensi dell'art. 10 del D.p.r. n. 380 del 2001, il permesso di costruire è necessario per:
interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente;
mutamenti di destinazione d'uso connessi ad interventi di ristrutturazione edilizia.
Tale elencazione è aperta in quanto il 3° comma dell'art. 10 consente alle Regioni di sottoporre al preventivo permesso di costruire ulteriori categorie di intrventi in relazione all'incidenza sul territorio e sul carico urbanistico.
Con riferimento al permesso di costruire è applicabile l'art. 10 bis della legge n. 241/1990 in materia di obbligo di comunicazione del preavviso di rigetto.
Come già evidenziato, una diversa procedura (alternativa rispetto a quella dell'ottenimento del provvedimento di permesso di costruire) per intraprendere l'attività edificatoria è quella della denuncia di inizio attività, prevista dalla legge n. 443 del 21 dicembre 2001.
Sono previste due diverse tipologie di denuncia di inizio attività, la prima, c.d. leggera, in relazione alle attività di manutenzione straordinaria e di restauro e risanamento conservativo nonchè in caso di varianti rispetto al permesso di costruire che non alterino i vincoli volumetrici e le prescrizioni del permesso, non è subordinata al versamento dei contributi di costruzione; la seconda, c.d. pesante (superdia), è alternativa rispetto al permesso di costruire con riferimento agli interventi di ristrutturazione edilizia, nonchè agli interventi di nuova costruzione ed agli interventi di ristrutturazione urbanistica ove vi siano norme di dettaglio in merito ai requisiti plano volumetrici e in ordine alle modalità costruttive dettate dai piani attuativi e riconosciute dal competente organo comunale; in tal caso la DIA è subordinata al versamento degli oneri di costruzione.
Tale procedura prevede la denuncia di inizio attività da parte del privato che intenda intraprendere un'attività edificatoria tra quelle indicate. Ove, nel successivo termine di trenta giorni, la Pa non opponga dinighi rispetto alla denuncia, il privato può, previo versamento, nei casi in cui la denuncia di inizio attività prenda le veci del permesso di costruire, del contributo per gli oneri di urbanizzazione e per i costi di costruzione, intraprendere l'attività d'edificazione denunciata.
L'inquadramento della DIA è oggetto di ampio dibattito in quanto, mentre secondo una prima tesi, essa avrebbe liberalizzato l'attività edilizia, sicchè al terzo pregiudicato dall'attività edificatoria posta in essere, non rimarrebbe alternativa se non quella di compulsare la PA all'adozione di provvedimenti sanzionatori ed in autotutela con il rimedio del silenzio rifiuto in caso di inerzia, secondo la tesi prevalente nella giurisprudenza amministrativa, la DIA avrebbe comportato una semplice inversione procedimentale, con la conseguenza che il decorso del termine produrrebbe un provvedimento autorizzatorio implicito autonomamente imugnabile nel termine decadenziale dall'avvenuta conoscenza dello stesso.
Deve chiarirsi che le disposizioni di cui alla legge n. 443 del 2001 hanno una mera funzione di semplificazione procedurale non avendo inteso incidere sulla disciplina sanzionatoria e penale prevista per gli abusi edilizi.
Art.10 Interventi subordinati a permesso di costruire
(legge n. 10 del 1977, art. 1; legge 28 febbraio 1985, n. 47, art.
25, comma 4)
c) gli interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino aumento di unità immobiliari, modifiche del volume, della sagoma, dei prospetti o delle superfici, ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A, comportino mutamenti della destinazione d'uso (1) .
3. Le regioni possono altresì individuare con legge ulteriori interventi che, in relazione all'incidenza sul territorio e sul carico urbanistico, sono sottoposti al preventivo rilascio del permesso di costruire. La violazione delle disposizioni regionali emanate ai sensi del presente comma non comporta l'applicazione delle sanzioni di cui all'articolo 44 (2) .
(1) Lettera integrata dall'articolo 1 del D.Lgs. del 27 dicembre 2002, n. 301.
(2) Vedi deroga di cui all'articolo unico dell'ordinanza 13 dicembre 2005.
3. Il rilascio del permesso di costruire non comporta limitazione dei diritti dei terzi (1).
(1) Vedi deroga di cui all'articolo unico dell'ordinanza 13 dicembre 2005.
(art. 4, comma 1, legge n. 10 del 1977;
art. 31, comma 4, legge n. 1150 del 1942;
4. A richiesta del sindaco, e per lo stesso periodo, il presidente della giunta regionale, con provvedimento motivato da notificare all'interessato, può ordinare la sospensione di interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia del territorio che siano tali da compromettere o rendere più onerosa l'attuazione degli strumenti urbanistici (1).
legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 41-quater)
2. La regione disciplina l'esercizio dei poteri sostitutivi di cui all'articolo 21, comma 2, per il caso di mancato rilascio del permesso di costruire entro i termini stabiliti (1).
(legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 41-quater,
introdotto dall'art. 16 della legge 6 agosto 1967, n. 765; decreto legislativo n. 267 del 2000, art. 42, comma 2, lettera b);
legge 21 dicembre 1955, n. 1357, art. 3)
3. La deroga, nel rispetto delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza, può riguardare esclusivamente i limiti di densità edilizia, di altezza e di distanza tra i fabbricati di cui alle norme di attuazione degli strumenti urbanistici generali ed esecutivi, fermo restando in ogni caso il rispetto delle disposizioni di cui agli articoli 7, 8 e 9 del decreto ministeriale 2 aprile 1968, n. 1444 (1).
(1) Vedi anche l'articolo unico dell'ordinanza 13 dicembre 2005.
(legge 28 gennaio 1977, n. 10, art. 4, commi 3, 4 e 5;
legge 17 agosto 1942, n. 1150, art. 31, comma 11)
(legge 28 gennaio 1977, n. 10, articoli 3; 5, comma 1; 6, commi 1, 4
e 5; 11; legge 5 agosto 1978, n. 457, art. 47;
legge 24 dicembre 1993, n. 537, art. 7;
legge 29 settembre 1964, n. 847, articoli 1, comma 1, lettere b) e c), e 4; legge 22 ottobre 1971, n. 865, art. 44; legge 11 marzo 1988, n. 67, art. 17; decreto legislativo 5 febbraio 1997,
n. 22, art. 58, comma 1; legge 23 dicembre 1998, n. 448, art. 61, comma 2)
2. La quota di contributo relativa agli oneri di urbanizzazione è corrisposta al comune all'atto del rilascio del permesso di costruire e, su richiesta dell'interessato, può essere rateizzata. A scomputo totale o parziale della quota dovuta, il titolare del permesso può obbligarsi a realizzare direttamente le opere di urbanizzazione, nel rispetto dell'articolo 2, comma 5, della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, con le modalità e le garanzie stabilite dal comune, con conseguente acquisizione delle opere realizzate al patrimonio indisponibile del comune (1) .
7-bis. Tra gli interventi di urbanizzazione primaria di cui al comma 7 rientrano i cavedi multiservizi e i cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazioni, salvo nelle aree individuate dai comuni sulla base dei criteri definiti dalle regioni. (2)
10. Nel caso di interventi su edifici esistenti il costo di costruzione è determinato in relazione al costo degli interventi stessi, così come individuati dal comune in base ai progetti presentati per ottenere il permesso di costruire. Al fine di incentivare il recupero del patrimonio edilizio esistente, per gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all'articolo 3, comma 1, lettera d), i comuni hanno comunque la facoltà di deliberare che i costi di costruzione ad essi relativi non superino i valori determinati per le nuove costruzioni ai sensi del comma 6 (3).
Art. 1 comma 6 legge 443/2001 (c.d. legge lunardi)

References: Art.10
 art. 1
 art.
25

art. 31
 art. 41
 art. 41
 art. 42
 art. 3
 art. 4
 art. 31
 art. 47
 art. 7
 art. 44
 art. 17
 art. 58
 art. 61

Art. 1