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Timestamp: 2018-01-24 09:19:51+00:00

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Regolamento di Mediazione - in vigore dal 2 febbraio 2015
- per “Organismo di mediazione”, o semplicemente “Organismo”, si intende l’Ente del sistema camerale, iscritto nell’apposito Registro istituito presso il Ministero della Giustizia, deputato a gestire il procedimento di mediazione ai sensi della normativa vigente;
- per “Responsabile dell’Organismo” si intende la persona fisica, cui sono attribuiti i compiti e le prerogative riservate a tale soggetto dalla normativa vigente, o la persona individuata quale sostituto del Responsabile;
- per “Segreteria” si intende la struttura di supporto, comunque denominata, che cura la gestione delle procedure di mediazione; a capo della Segreteria vi è il Responsabile dell’Organismo.
Il Servizio di mediazione offre la possibilità di comporre le controversie civili e commerciali vertenti su diritti disponibili tra due o più soggetti, comprese le liti tra imprese e tra imprese e consumatori, tramite l’assistenza di un mediatore indipendente, imparziale e neutrale.
Il presente regolamento, completo degli allegati che ne fanno parte integrante, si applica salvo quanto previsto dalla legge.
- in qualsiasi momento le stesse dichiarino o dimostrino di non avere interesse a proseguire il procedimento;
- qualora siano decorsi tre mesi dal deposito dalla domanda, salvo diversa concorde volontà delle parti.
La Segreteria dichiara concluso il procedimento dandone notizia alle parti ove l'incontro non abbia luogo per rifiuto, espresso o tacito, della parte invitata ad aderire alla mediazione e qualora la parte istante abbia espressamente richiesto, per iscritto, una semplice attestazione della Segreteria di conclusione del procedimento per mancata adesione della parte invitata.
La presente disposizione non si applica quando l’esperimento del procedimento di mediazione costituisce condizione di procedibilità ai sensi dell’art. 5 del D.Lgs. n. 28 del 4 marzo 2010.
L’Organismo potrà avvalersi, anche per lo svolgimento di singole procedure, delle strutture, del personale, dei mediatori di altri Organismi, con i quali abbia concluso uno specifico accordo.
Il mediatore non decide la controversia, ma, durante il primo incontro, chiarisce alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione e le aiuta a cercare la composizione della controversia stessa, tramite la ricerca di un accordo soddisfacente.
Il mediatore è individuato dal Responsabile dell’Organismo tra i nominativi inseriti negli appositi elenchi formati sulla base di standard definiti dall’Unione Italiana delle Camere di commercio, nel rispetto della normativa vigente. La designazione avviene secondo criteri di specifica competenza desunta anche dalla tipologia di laurea conseguita, turnazione,
disponibilità e esperienza in mediazione, tenendo conto dell’oggetto e delle parti della controversia, in maniera da assicurare l’imparzialità e l’idoneità al corretto e sollecito espletamento dell’incarico. Le parti possono individuare congiuntamente il mediatore tra i nominativi inseriti negli elenchi.
Ciascuna parte può richiedere al Responsabile dell’Organismo, in base a giustificati motivi, la sostituzione del mediatore.
Art. 5) Criteri per la nomina dei Mediatori
Presso l’Organismo devono essere conservati, per ciascun mediatore, fascicoli contenenti curriculum dettagliato del professionista, attestati relativi ai corsi frequentati dallo stesso, schede di valutazione dell’operato del mediatore.
Per ciascun mediatore il Responsabile deve predisporre una scheda, anche su supporto informatico, relativa ai titoli di studio e professionali, alle specializzazioni eventualmente possedute, alle procedure gestite, ai corsi frequentati, sia relativamente alla competenza professionale che alle tecniche di mediazione e comunicazione. Il mediatore annualmente deve provvedere all’aggiornamento del proprio fascicolo e della propria scheda.
Il Responsabile dell’Organismo provvede a raggruppare per categorie i mediatori iscritti nell’elenco tenendo conto delle diverse aree di specifica competenza professionale nonché, all’interno di ciascuna di esse, del grado di competenza in materia di mediazione di ciascun mediatore.
Il Responsabile dell’Organismo, valutati il curriculum professionale del mediatore (tipologia di laurea, corsi di specializzazione, competenza tecnica in mediazione, competenze prevalenti nella professione esercitata) e l’oggetto della mediazione, individua in prima istanza una rosa di mediatori. Il Responsabile procede quindi ad un ulteriore approfondimento, sulla base di un’ istruttoria sommaria degli altri elementi della procedura.
Ove si tratti, a giudizio del Responsabile, di controversia che presenta profili di alta difficoltà, si procede ad una designazione in favore dei mediatori di pari grado di competenza, sulla base del successivo criterio di esperienza.
Ove, sempre sulla base della valutazione del Responsabile, si tratti di controversia rientrante in ambiti che sono da considerarsi di normale gestione, possono essere seguiti il criterio della disponibilità e quello della turnazione.
L’esperienza maturata in concreto dal mediatore costituisce un elemento ulteriore per la scelta del professionista più idoneo a gestire la mediazione demandata all’organismo. Il Responsabile dell’Organismo valuta quindi l’esperienza dei mediatori avendo riguardo non solo al numero di mediazioni svolte ma anche alla tipologia di conflitto (per esempio multiparte), al livello di conflitto raggiunto dalle parti, alla tipologia di mediazione da affidare (delegata, volontaria, obbligatoria). Deve essere oggetto di valutazione anche il continuo aggiornamento del mediatore.
Al fine di procedere all’assegnazione dell’incarico, il Responsabile verifica quindi la disponibilità del soggetto o dei soggetti individuati come i più idonei a gestire la mediazione per cui si discute.
Qualora il Responsabile individui per la mediazione oggetto della nomina più mediatori ugualmente idonei in base ai criteri sopra individuati, dovrà procedere ad applicare un criterio di turnazione avendo riguardo sia al numero di incarichi assegnati ai mediatori nell’anno sia al valore delle procedure precedentemente assegnate.
Le parti possono fornire una comune indicazione per la scelta del mediatore individuandolo tra quelli inseriti nelle liste dell’Organismo di mediazione. Le parti, inoltre, possono anche indicare congiuntamente la qualifica professionale che ritengono più adeguata o viceversa quella che non ritengono appropriata. Spetta comunque al Responsabile valutare l’opportunità di dar seguito alla richiesta delle parti. Qualora il Responsabile non accolga la richiesta delle parti, il provvedimento di nomina del mediatore dovrà essere adeguatamente motivato.
Il Responsabile inoltre, prima di applicare il criterio della turnazione, può offrire alle parti la possibilità di effettuare una scelta congiunta su una rosa di nominativi individuati sulla base dell'applicazione dei criteri precedenti.
Se le parti non comunicano, in modo concorde, un nominativo entro cinque giorni, l’organismo nomina il mediatore tra i candidati proposti, secondo i criteri sopra indicati.
Art. 6) Avvio del procedimento
Il procedimento di mediazione può essere avviato su istanza di parte anche sulla base di un’apposita clausola contrattuale, o disposto dal Giudice e qualora la legge preveda l’obbligo di esperire un tentativo di mediazione prima di proporre l’azione giudiziale.
Il procedimento si avvia attraverso il deposito presso la Segreteria di una domanda completa, utilizzando gli appositi moduli cartacei o disponibili on-line sul sito internet dell’Organismo di mediazione.
- il nome dell’Organismo di mediazione;
- le generalità ed i recapiti delle parti e dei loro difensori tecnici e/o consulenti ove nominati;
- l’oggetto della controversia,precisando se si tratta di un’ipotesi ex art.5, commi 1bis e 2;
- le ragioni della pretesa;
- il valore della controversia, sulla base dei criteri indicati nel codice di procedura civile.
Alla domanda dovrà essere allegata la ricevuta dell’avvenuto pagamento delle spese di avvio, salvo specifiche esenzioni.
Qualora il valore della lite risulti indeterminato, indeterminabile, o vi sia una notevole divergenza tra le parti sulla stima, l’organismo decide il valore di riferimento, sino al limite di Euro 250.000,00, e lo comunica alle parti. In ogni caso, se all’esito del procedimento di mediazione il valore risulta diverso, l’importo dell’indennità è dovuto secondo il corrispondente scaglione di riferimento”.
Il Responsabile dell’Organismo fissa la data del primo incontro tra le parti entro 30 giorni dal deposito della domanda, salvo diverso accordo tra le parti o motivate esigenze organizzative.
La sede dell’incontro è presso le sedi dell’Organismo o, eventualmente, presso un’altra sede concordata tra le parti, il mediatore e il Responsabile dell’Organismo.
La Segreteria comunica alla parte che ha attivato la procedura la data dell’incontro. La Segreteria invia alle altre parti la domanda di mediazione e comunica la data del primo incontro con mezzo idoneo a dimostrarne l’avvenuta ricezione. Le parti, 3 gg prima dell’incontro, confermano chi sarà presente allo stesso.
Art. 7) L’incontro di mediazione
Il primo incontro con il mediatore, le parti ed i loro legali si svolge con l'obiettivo di chiarire alle parti la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione; invitare le stesse ed i loro avvocati ad esprimersi sulla possibilità di iniziare la procedura di mediazione, verificandone insieme anche l’opportunità. Nel caso in cui le parti decidano, nel corso del primo incontro, di non proseguire , il procedimento si conclude con un verbale di mancato accordo. Nulla è dovuto per le spese di mediazione.
Le parti devono farsi assistere da un avvocato, quando la legge espressamente lo prevede.
Se, al termine del primo incontro, le parti decidono di procedere con la mediazione, prima dell’incontro successivo, devono corrispondere le spese di mediazione per intero e queste sono dovute in solido da ciascuna parte.
Art. 8) Esito dell'incontro di mediazione
Il verbale di fallita mediazione o il verbale di accordo sono documenti sottoscritti dal mediatore, dalle parti ed eventualmente dai loro avvocati, secondo quanto previsto dalla legge, che dà atto dell'esito dell'incontro ed eventualmente, dell'impossibilità di una parte di sottoscriverlo
Il Responsabile dell’Organismo, in caso di sopravvenuto impedimento del Mediatore designato o per esigenze organizzative condivise dal Mediatore, può nominare altro Mediatore.
Quando tutte le parti lo richiedono, il mediatore, formula una proposta di accordo.
Il verbale sarà consegnato alle parti dopo il versamento all’Organismo dell’intero importo delle spese di mediazione.
Il verbale è redatto in tanti originali quante sono le parti, più uno per l’Organismo di mediazione. Su motivata richiesta delle parti possono essere confezionati, contestualmente alla redazione del verbale, ulteriori esemplari.
Tutti gli oneri e obblighi derivanti dall’accordo raggiunto restano a carico delle parti.
Art. 9) Riservatezza
Le parti non possono utilizzare, nel corso di un eventuale successivo giudizio, arbitrato o procedimento contenzioso promossi dalle stesse parti in relazione al medesimo oggetto, anche parziale, iniziato, riassunto o proseguito dopo l’insuccesso della mediazione, le dichiarazioni e le informazioni apprese durante il procedimento di mediazione, salvo il caso in cui vi sia consenso della parte da cui provengono le informazioni e le dichiarazioni. Le parti non possono chiamare il mediatore, gli addetti della Segreteria e chiunque altro abbia preso parte al procedimento a testimoniare in giudizio o deferire il giuramento decisorio sui fatti e sulle circostanze di cui sono venuti a conoscenza in relazione al procedimento di mediazione.
Art. 10) Tirocinio assistito
Il tirocinio assistito consiste nell’osservazione dell’operato del mediatore esperto senza che il tirocinante possa interferire in alcun modo sul procedimento di mediazione in corso.
I nominativi dei tirocinanti sono comunicati alle parti ed al mediatore prima dell’inizio dell’incontro di mediazione.
Le parti della mediazione e il mediatore, in qualunque momento, potranno chiedere l’allontanamento dei tirocinanti.
Il Servizio di mediazione consente gratuitamente lo svolgimento del tirocinio e determinerà il numero massimo dei tirocinanti per ciascun incontro di mediazione.
Il tirocinante è tenuto agli stessi obblighi di riservatezza, di indipendenza e di imparzialità a cui sono tenuti il mediatore e la segreteria e non ha diritto a percepire alcun compenso.
Art. 11) Adempimenti e responsabilità delle parti
- la proponibilità della domanda, con riferimento alla materia, alle ragioni della richiesta e alla competenza territoriale;
- la qualificazione della natura della controversia;
- la forma e il contenuto dell’atto con cui la parte, se necessario, conferisce delega al proprio rappresentante di cui all’art. 7 del presente Regolamento;
- l’indicazione del valore della controversia;
- l’individuazione dei soggetti nei confronti dei quali la domanda viene presentata;
- la dichiarazione, che la parte rilascia contestualmente al deposito della domanda di mediazione, di non avere avviato presso altri Organismi la medesima procedura.
- mancata o ritardata effettuazione delle comunicazioni rispetto agli adempimenti non riconducibili alla responsabilità dell’Organismo;
- imprecisa, inesatta o mancata individuazione dell'oggetto della domanda e del diritto tutelato ad opera dell'istante.
In entrambi i casi uniche responsabili sono le parti interessate. Ai fini interruttivi dei termini di decadenza o di prescrizione, è fatta salva la possibilità per la parte istante di effettuare a propria cura la comunicazione del deposito della domanda di mediazione, anche senza l'indicazione della data dell'incontro di mediazione.
Regolamento di Mediazione in vigore dal 2 febbraio
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References: Art. 5

Art. 6
 art.5

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11