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Timestamp: 2020-02-28 09:13:06+00:00

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22-11-2019 15:47:30 | Autore: Marcolucio Losasso | Fonte: La Nuova del Sud
L’obiettivo è chiarire il tema della responsabilità penale e civile in sanità
Raccolta premi assicurativi 2014
Sulla base delle informazioni fornite anticipatamente dalle imprese di assicurazione operanti in Italia e dalle rappresentanze in Italia di imprese aventi sede legale in paesi europei ed extra europei, lANIA ha raccolto i dati relativi ai premi lordi contabilizzati nel 2014 per il lavoro diretto italiano dei rami Danni e dei rami Vita. Le informazioni sono da considerarsi ancora provvisorie.
Hanno partecipato alla rilevazione tutte le 121 imprese nazionali e le 2 rappresentanze di imprese extra europee che hanno contabilizzato premi nel 2014. Sono state invece 61 le rappresentanze di imprese europee ad aver aderito alla rilevazione statistica rispetto alle 91 ammesse ad operare in Italia in regime di stabilimento; in termini di quota mercato si stima che queste rappresentino tuttavia circa l80% del totale (in particolare il 95% nel settore Danni e il 70% nel settore Vita).
Raccolta Premi Complessiva Nel 2014 la raccolta complessiva dei premi delle imprese di assicurazione nazionali e delle rappresentanze per lItalia di imprese extra europee è stata pari a 143,3 miliardi con una crescita, in termini omogenei, del 20,6% rispetto al 2013 (Tav. 1). La dinamica è il risultato di un aumento significativo dei premi del settore Vita (+29,9%) e di una diminuzione di quello Danni (-2,7%). Lincidenza dei premi totali (Vita e Danni) sul Prodotto Interno Lordo è conseguentemente cresciuta, passando dal 7,4% nel 2013 all8,9% nel 2014.
Anche le rappresentanze di imprese europee operanti in Italia in regime di stabilimento hanno registrato una variazione positiva (+2,2%) dei premi contabilizzati. Nel dettaglio, i premi del settore Danni sono diminuiti (-2,9%), mentre quelli del settore Vita sono risultati in aumento (+9,9%).
Rami Vita Nel 2014 la raccolta premi nei rami Vita ha superato i 110 miliardi con una crescita del 30% rispetto al 2013 (Tav. 2); questo aumento fa seguito a quello già registrato nel 2013 (+22%), dopo la forte diminuzione registrata nel biennio 2011-2012 (-23% in due anni).
Nel 2014, i prodotti di ramo I - Vita umana hanno contabilizzato oltre 82 miliardi di premi, il valore più elevato mai registrato in questo ramo, con un aumento del 27%. In crescita anche la raccolta premi di tutti gli altri rami. Nel dettaglio sono cresciuti del 41% i premi delle polizze di Ramo III Polizze Linked, per un volume di quasi 22 miliardi, rappresentando circa il 20% dei premi totali. Stessa percentuale di crescita si è registrata per le polizze di ramo V Capitalizzazione i cui premi sono stati pari a 4,6 miliardi (4,2% del totale). Il ramo VI Fondi Pensione ha raccolto premi per 1,4 miliardi in crescita del 9% mentre le polizze di Ramo IV Malattia (con appena 67 milioni di raccolta premi) sono cresciute del 29%.
Lincidenza della raccolta Vita sul Prodotto Interno Lordo è aumentata di 1,5 punti percentuali passando dal 5,3% nel 2013 al 6,8% nel 2014.
Per quanto riguarda le rappresentanze in Italia di imprese UE, i premi contabilizzati alla fine del 2014 sono stati pari a 3,2 miliardi con una crescita di quasi il 10%. In particolare il ramo III Polizze Linked ha contabilizzato premi per circa 2,7 miliardi, ossia l84% dei premi totali raccolti da tali imprese.
Rami Danni Nel 2014 la raccolta premi nei rami Danni è stata pari a 32,8 miliardi con un calo del 2,7% rispetto al 2013 (Tav. 3).
La dinamica è il risultato di:
una diminuzione nel settore Auto, i cui premi hanno registrato una flessione del 5,8%; più specificatamente, -6,5% nel ramo R.C. Auto e veicoli marittimi e -1,1% nel ramo Corpi veicoli terrestri. La diminuzione del volume premi del ramo R.C. auto nel 2014 è coerente con il calo del premio medio stimato dallANIA nellordine del 6,0% rispetto allanno precedente e con un parco di veicoli assicurati sostanzialmente invariato;
un lieve aumento negli altri rami Danni i cui premi sono cresciuti dell1,2%. Allinterno di questo macro-settore i premi dei seguenti rami hanno registrato una variazione positiva: Perdite pecuniarie (+12,2%), Assistenza (+8,4%), Corpi veicoli ferroviari (+6,6%), Tutela legale (+5,6%), R.C. Aeromobili (+4,8%), Altri danni ai beni (+4,3%), Cauzione (+1,2%), Infortuni (+0,6%) e Incendio (+0,5%). I rami invece in calo sono stati Corpi veicoli aerei (-19,9%), Credito (-17,7%), Merci trasportate (-9,8%), Corpi veicoli marittimi (-4,2%), Malattia (-0,8%) e R.C. Generale (-0,6%).
Lincidenza dei premi degli altri rami Danni sul totale premi del comparto è salita dal 44,6% del 2013 al 46,3% del 2014 mentre quella del settore Auto è diminuita dal 55,4% al 53,7%. I rami più rappresentativi, in termini di market share (dopo il settore Auto), rimangono gli Infortuni (9,1%), il ramo R.C. Generale (8,6%) e il ramo Altri danni ai beni (8,5%).
Nel 2014, lincidenza della raccolta Danni sul Prodotto Interno Lordo è stata pari al 2,0%, in lieve riduzione dal 2,1% nel 2013.
Le rappresentanze di imprese aventi sede legale nei paesi europei hanno contabilizzato premi per 4,3 miliardi, in diminuzione del 2,9% rispetto al 2013. Oltre che nel ramo R.C. Auto e veicoli marittimi che, per queste rappresentanze costituisce il 19% del business danni complessivo, si registra unimportante raccolta nel ramo R.C. Generale (21%), nel settore Credito e Cauzioni (12%) e nel ramo Infortuni (9,5%). Mentre il ramo R.C. Auto registra una contrazione dei premi anche più marcata rispetto a quella delle imprese italiane (-15,8%), i premi degli altri rami danni sono risultati in lieve crescita (+1%), in linea con quanto registrato dalle imprese italiane.
Nel commentare i dati il Presidente ANIA Aldo Minucci ha sottolineato: Ci riteniamo soddisfatti per landamento del ramo Vita che conferma la fiducia che gli italiani, in questi anni di crisi economica, ripongono nel settore assicurativo, sia per la sua solidità e forza patrimoniale sia per i significativi rendimenti che le compagnie di assicurazione con le gestioni separate sono in grado di offrire ai propri risparmiatori. Il calo del ramo Danni è invece dovuto principalmente a una diminuzione dei premi della R.C. Auto, che attesta la tanto attesa riduzione dei premi delle polizze, conseguenza di una accentuata competitività delle imprese e di una lieve riduzione della frequenza dei sinistri. Complessivamente limportanza che il settore assicurativo sta assumendo nel nostro Paese è dimostrato anche dalla crescita della raccolta premi sul PIL, che è passata dal 7,4% nel 2013 all8,9% nel 2014.
ASL paga 1 milione per errore in sala parto
Nacque nel 2013 in un ospedale rientrante nella circoscrizione dell'ASL 2 di Lucca, riportando danni permanenti causati da mancanza di ossigeno,
La famiglia aveva avanzato richiesta di risarcimento in sede civile, instaurando un contenzioso che nei giorni scorsi si è chiuso con una proposta dellASL di liquidare la somma di 1 milione di euro a chiusura del contenzioso.
Secondo il legale della famiglia del neonato, i sanitari dellospedale S. Francesco Barga non seguirono correttamente il protocollo che prevede un monitoraggio cardiotocografico fetale adatto a consentire la registrazione della frequenza cardiaca fetale e della contrattualità dellutero, segnali utili a informare sulla grave situazione del feto e indirizzare i medici a optare per un parto cesareo che poteva evitare linsorgenza dei danni riportati dal neonato.
La chiusura della trattativa con i familiari del bimbo, con laccettazione della proposta avanzata dallASL, non chiude le procedure amministrative collegate al sinistro.
Il fascicolo verrà, infatti, trasmesso alla procura regionale presso la Corte dei Conti che valuterà leventuale sussistenza del dolo o della colpa grave dei sanitari coinvolti per decidere se avanzare lazione di rivalsa nei loro confronti.
Cyber security: rischio strategico di azienda
Il posto di lavoro sta subendo da diversi anni cambiamenti continui determinati da diversi fattori, tra cui la recessione economica, gli avanzamenti tecnologici e i nuovi modelli organizzativi. Tra questi, la mobilità del personale è una fenomeno dirompente, come indica una recente indagine di Idc: il 37 percento della forza lavoro mondiale opererà in mobilità entro la fine dellanno in corso.
Questo fenomeno, che qualcuno ha definito del dipendente connesso, ha un profondo impatto sulle organizzazioni e sulle interazioni dei team di lavoro.
Ma uno degli aspetti di questo trend riguarda oltre che i sistemi di lavoro anche la modalità con la quale si accede a dati e informazioni confidenziali, oltre che il modo in cui vengono protette.
E utile anche una considerazione di tipo più sociologico e piscologico. Recenti ricerche indicano chiaramente che il personale si sente sicuro e ha fiducia sia nei sistemi di protezione che usa sia nei siti che utilizza. Si tratta di una fiducia intrinseca che lascia alle aziende il compito di proteggere il team di lavoro, mentre in realtà questo senso di (falsa) fiducia è innegabilmente un punto debole nella cyber security e anzi una fonte ulteriore di rischio.
Un esempio potrebbe essere la scarsa consapevolezza di schemi di rottura della sicurezza come quelli tuttora in atto con Heartbleed. Una falla di questo tipo espone lorganizzazione a molteplici rischi aprendo una porta agli hacker.
Inoltre è pericoloso il comportamento stesso del personale che utilizza la rete aziendale per transazioni personali, in particolare home banking, shopping e social media. Questo viene fatto con la costante fiducia che un simile comportamento abbia solo un profilo moderato di rischio sui dati aziendali. E convinzione diffusa che sia lazienda per cui il personale lavora a dover provvedere anche alla sicurezza dei dispositivi personali. La fiducia è tale che, anche in presenza di rischio, il personale non cambia le proprie abitudini e nemmeno si preoccupa di differenziare la propria password in funzione dei diversi siti Web che visita.
Il quadro che ne esce è quello di un alto profilo di rischio aziendale causato dal comportamento dei dipendenti, oltre che da quello dellambiente di lavoro.
Sono dunque le imprese ad essere chiamate a mettere a punto nuovi modelli di approccio alle tematiche di sicurezza del posto di lavoro, insieme alle difese verso minacce sconosciute.
Modellizzazione per la gestione del rischio
Per mettere al sicuro da un lato le attività di collaborazione e di innovazione IT e dallaltro mantenere pulite reti, dispositivi e cloud da attacchi esterni, la cyber security diventa una componente strategica del risk management. In questa prospettiva le aziende devono mettere in atto un approccio cosiddetto olistico per tenere sotto controllo i rischi di sicurezza attraverso un ciclo di miglioramento continuo delle procedure, formazione compresa.
E un equilibrio sottile tra abilitazione delle operatività aziendali e nuovi approcci di protezione che devono tenere conto di comportamenti, nuove piattaforme IT e nuove minacce. Soluzioni vecchio stile di difesa puntuale dellendpoint e di difesa semplicemente perimetrale mettono le organizzazioni a rischio.
Quali sono dunque le ricette per ottenere una vista globale e coerente sui rischi alla sicurezza? Quali sono i risvolti organizzativi e culturali in azienda?
Un primo fatto è certo: la sicurezza IT è una questione che non riguarda unicamente il reparto IT di unazienda. E un problema più vasto. E un detto comune che una catena è forte quanto il suo anello più debole. E in questo caso gli anelli deboli possono prendere diverse forme: utenti che si sentono falsamente al sicuro, software non aggiornato, codice software scritto in maniera sciatta, un sito web non presidiato con cura, errori in fase di sviluppo delle applicazioni.
Un dipendente che ha fiducia cieca nella sicurezza del proprio dispositivo diventa complice non volontario e infelice degli hacker. E non sorprende che molte ricerche segnalino il fatto che la maggior parte del personale non aderisca che in modo marginale alle policy aziendali di sicurezza, mentre molti si danno da fare per aggirarle consapevolmente e totalmente. Daltra parte è più pigrizia e ignoranza che malizia.
Se le persone diventano il punto debole allora anche le aziende devono spostare il tiro dalla sicurezza degli oggetti reti, software o dispositivi al comportamento delle persone. Il fattore umano è spesso ignorato o sottovalutato, ma ormai è un elemento critico della difesa IT. Oppure, detto con altre parole, le minacce arrivano più da dentro che da fuori.
E qui partono le solite raccomandazioni: cambiare le password con regolarità, usare lautenticazione forte, creare consapevolezza e formazione. Per citare una recente ricerca di PwC, lunica strada verso la creazione di unorganizzazione in grado di sopravvivere e prosperare in mezzo al disordine è questa: organizzazioni agili e adattabili, capacità di far fronte alle rotture di continuità. In parallelo lunica strada per creare una sicurezza aziendale concreta è un approccio che sia in grado di accrescere in modo automatico la protezione e nello stesso tempo di abilitare lagilità dellimpresa.
Per questo la cyber security diventa un rischio strategico di cui tenere conto nella vita quotidiana di unazienda.
Cyber risk: quanto costa un attacco informatico
È la prima delle evidenze messe in luce dalledizione 2015, lottava in ordine di tempo, del Verizon Data Breach Investigations Report condotta analizzando oltre 2.100 violazioni accertate e circa 80mila incidenti di sicurezza segnalati.
Anche perché, è lulteriore precisazione già puntualizzata da Hp Security Research, molte vulnerabilità note rimangono irrisolte, prevalentemente perché le patch di sicurezza disponibili da tempo non sono mai state applicate.
Ne deriva che oggi, come nei precedenti dieci anni di vita dello studio, in cui il totale delle violazioni registrate è arrivato a superare gli 8mila casi, con quasi 195mila incidenti, il suggerimento si conferma sempre lo stesso: gestire al meglio i rischi semplicemente prestando maggiore attenzione alle attività di base. Numerosi attacchi informatici ricorda, infatti, Verizon potrebbero essere evitati con un approccio più vigile alla sicurezza informatica.
La riprova sta nel fatto che, ben il 96% dei circa 80mila incidenti analizzati questanno può essere fatta risalire a nove schemi di attacco che variano da settore a settore. Parliamo di errori vari, come linvio di email a destinatari sbagliati, crimeware, ossia malware che punta al controllo dei sistemi, utilizzo improprio di privilegi e autorizzazioni, ma anche di perdite o furti fisici, di attacchi a Web app, così come Denial of Service, ma anche di cyber spionaggio, intrusioni nei sistemi Pos e skimmer per carte di pagamento.
In aumento rispetto al 76% riportato nel 2014, ledizione del report di questanno ha rilevato che l83% degli incidenti di tutti i settori comprendono le prime tre tipologie, così da suggerire alle aziende in ascolto una scala di priorità efficiente per le proprie attività correlate alla sicurezza e stabilire così un approccio più mirato ed efficace per contrastare le minacce informatiche più ricorrenti.
Minacce in ambito mobile? Sostanzialmente esagerate
Fortunatamente, scorrendo il 2015 Data Breach Investigations Report di Verizon una buona notizia cè.
Includendo per la prima volta nellanalisi anche una panoramica sulla sicurezza dei dispositivi mobili, dellInternet of Things e dellimpatto economico di una violazione, il Verizon Data Breach Investigations Report evidenzia come, in generale, le minacce in ambito mobile siano esagerate, visto linsignificante numero complessivo di vulnerabilità che sfruttano tutte le piattaforme mobili.
Nei casi esaminati, in cui dispositivi collegati a Internet sono, invece, stati utilizzati come punti di ingresso per compromettere altri sistemi allo scopo di scatenare attacchi Denial of Service, i dati del report 2014 confermano nuovamente la necessità per le aziende di rendere la sicurezza una priorità anche nella fase di implementazione di dispositivi intelligenti di ultima generazione.
Perché conviene predisporre le difese necessarie
E per convincere ulteriormente le aziende della bontà di quanto affermato, Verizon ha pensato bene di sviluppare un nuovo modello di valutazione per misurare limpatto economico di un attacco informatico.
Analizzando quasi 200 richieste di risarcimento assicurativo per danni causati da violazioni, il modello tiene conto del fatto che il costo di ciascun record sottratto è direttamente influenzato dal tipo di dato e dal numero totale di record compromessi. Lo stesso offre, inoltre, una gamma di valori più alti o più bassi relativi al costo di un record sottratto come, ad esempio, il numero di una carta di credito o i dati di una cartella clinica elettronica.
E per dimostrare, senza ombra di dubbio, che raramente, o forse mai, risulta meno costoso subire un attacco informatico piuttosto che predisporre le difese necessarie, il modello prevede che, nel 95% dei casi, il costo di una violazione che coinvolge 10 milioni di record possa essere compreso tra i 2,1 e i 5,2 milioni di dollari salendo, a seconda delle circostanze, anche fino a 73,9 milioni di dollari. Ancora nel 95% dei casi, per le violazioni che coinvolgono 100 milioni di record il costo potrà rientrare in un intervallo che spazia tra i 5 e i 15,6 milioni di dollari, ma potrebbe anche lievitare a 199 milioni di dollari.
Medical Malpractice: eventi sentinella nelle strutture SSN
Sono 1918 le segnalazioni di eventi sentinella (eventi avversi particolarmente gravi e potenzialmente evitabili, che possono comportare la morte o un grave danno al paziente) accaduti nelle strutture del Servizio sanitario nazionale (SSN) tra il 2005 e il 2012.
Levento più segnalato (24,6%) è la morte o grave danno per caduta di paziente, seguito dal suicidio o tentato suicidio di paziente in ospedale (15,4%). Levento ha comportato la morte del paziente nel 35,6% dei casi, mentre si è verificato un trauma grave nel 15,9% dei casi e un reintervento chirurgico nel 10,6%.
Gli eventi segnalati si sono verificati principalmente nei reparti di degenza (39,3%), seguiti dalla sala operatoria (18,7%), e larea di assistenza maggiormente interessata è stata la medicina generale (13,6%), seguita da ostetricia e ginecologia (10,8%).
Sono questi alcuni dei risultati illustrati nel 5 Rapporto di monitoraggio degli eventi sentinella, (pdf, 600 Kb) che ha analizzato tutti gli eventi sentinella segnalati dalle strutture del SSN e validati da Regioni e PA e Ministero della Salute e, raccolti nel SIMES (Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità) dal settembre 2005 al dicembre 2012.
Il Rapporto è a cura della Direzione generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute, ufficio III ex DGPROGS.
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha approvato oggi 21 aprile in via definitiva lo schema di decreto legislativo relativo al controllo dello Stato di approdo.
Lo schema di decreto legislativo è emanato ai sensi della delega conferita con lart. 1, allegato B, della legge 7 ottobre 2014, n. 154 (legge di delegazione europea 2013 secondo semestre), al fine di dare attuazione alla direttiva 2013/38/UE relativa al controllo delle unità navali mercantili da parte dello Stato di approdo.
Con lo schema di provvedimento legislativo si intende, in particolare, adeguare la normativa vigente in materia di controlli a bordo delle unità mercantili che effettuano scalo, ossia arrivano e partono dai nostri porti, alle innovazioni introdotte a livello internazionale a seguito dellentrata in vigore e della ratifica della Convenzione internazionale sul lavoro marittimo (ILO) n. 186 del 2006.
Si prevede infatti che le ispezioni condotte dal personale specializzato appartenente al Corpo delle Capitanerie di porto - Guardia Costiera, dovranno tener conto, tra laltro, della disciplina internazionale inerente le condizioni di vita e di lavoro a bordo della nave.
In caso di difformità alle prescrizioni previste, ad esempio, lispettore PSC (Port State Control) segnalerà immediatamente le carenze al comandante della nave stabilendo termini per la correzione delle stesse.
E previsto, inoltre, il fermo della nave in porto, nel caso di condizioni di vita e di lavoro a bordo che rappresentino un evidente pericolo per lincolumità, la salute o la sicurezza dei marittimi.
Il provvedimento è stato esaminato dal Consiglio dei ministri nella riunione preliminare del 20 gennaio 2015. Sul testo sono stati acquisiti i pareri delle Competenti Commissioni parlamentari di Camera e Senato, entrambi favorevoli senza condizioni o osservazioni.
Ritiro prodotti: avviso della Hut Hroup Ltd
Il sistema dallerta per alimenti e mangimi segnala il ritiro dal mercato da parte della ditta inglese Hut Group Ltd di uno snack a base di proteine denominato Myprotein Salt & Vinegar Protein Puffs.
Per un errore di etichettatura alcuni lotti includerebbero confezioni allaroma di barbecue contenenti proteine del grano non menzionate in etichetta. Come è noto le proteine del grano possono rappresentare un serio rischio per i consumatori che ne sono allergici o intolleranti.
Lalimento è venduto on line tramite il sito Myprotein.com.
Distributore: : The Hut Group Ltd t/a Myprotein.com, Meridian House, Gadbrook Park,Gadbrook Way, CW9 7RA Northwich, Cheshire, Regno Unito
Con Circolare n. 7/E del 26 febbraio 2015 lAgenzia delle Entrate fornisce i chiarimenti in merito alle modifiche apportate nel decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175 (decreto semplificazioni), con riferimento alle sanzioni previste dallarticolo 39 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, alle garanzie, di cui agli articoli 6 e 22 del decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164 e alle modalità di esecuzione dei controlli, di cui allarticolo 26 del medesimo decreto ministeriale, con particolare riguardo al il visto di conformità.
Larticolo 2, comma 1, del decreto n. 164 del 1999, prevedeva che: il rilascio del visto di conformità di cui allarticolo 35, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, implicasse il riscontro della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze della relativa documentazione e alle disposizioni che disciplinano gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni e i crediti dimposta, lo scomputo delle ritenute dacconto.
Il decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, art. 35, comma 3, individua i professionisti che possono apporre il visto di conformità:
- gli iscritti nellalbo dei dottori commercialisti ed esperti contabili;
- gli iscritti nellalbo dei consulenti del lavoro;
- gli iscritti nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi alla data del 30 settembre 1993, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria.
Ogni professionista è competente al rilascio del visto di conformità dalla data di presentazione della comunicazione seguito dalla verifica da parte della Direzione regionale della sussistenza di tutti i requisiti richiesti dalla norma.
Abilitati al rilascio in base allarticolo 7, comma 1, del decreto n. 164 del 1999 e allarticolo 1 del decreto 12 luglio 1999, sono anche i Caf autorizzati dellAgenzia delle entrate e, in particolare, della Direzione regionale territorialmente competente, con riferimento al luogo ove la società richiedente ha la sede legale.
Larticolo 6, comma 2, lettere a) e b), e 22 del decreto semplificazioni prevede lobbligo di stipulare una polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale adeguato al numero dei contribuenti assistiti, nonché al numero dei visti di conformità rilasciati.
Linnalzamento previsto è fino a tre milioni di euro della soglia del massimale a cui si aggiunge lestensione della garanzia, nel caso di visto infedele apposto su un modello 730, che si basa sul pagamento di una somma pari alle imposte, interessi e sanzioni che sarebbero stati richiesti al contribuente a seguito del controllo ai sensi dellarticolo 36-ter del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973, ove lerrore non sia imputabile a dolo o colpa grave del contribuente.
La polizza deve essere mantenuta nel tempo da parte del professionista abilitato che ha l obbligo di trasmettere alla Direzione regionale copia del rinnovo annuale di detta polizza utilizzando la posta certificata.
Sulle Dichiarazione IVA e richieste di rimborso IVA infrannuale
Larticolo 13 del decreto semplificazioni ha disposto che il rilascio del visto di conformità è subordinato:
- alla regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie;
- alla corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili;
- alla corrispondenza dei dati esposti nelle scritture contabili alla relativa documentazione Responsabilità dei professionisti e Caf.
Se la dichiarazione è presentata direttamente dal contribuente o al sostituto dimposta il controllo formale è eseguito su tutti i dati indicati in dichiarazione.
Se la dichiarazione è presentata ad un Caf o a un professionista abilitato, con o senza modifiche, il controllo formale si effettua nei riguardi del soggetto che appone il visto di conformità sulla dichiarazione.
Il Caf e il professionista che riscontrano errori hanno l obbligo di avvisare il contribuente al fine di procedere alla elaborazione e trasmissione allAgenzia delle entrate della dichiarazione rettificativa, entro il 10 novembre dellanno in cui è stata prestata lassistenza.
Al rifiuto della presentazione della dichiarazione rettificativa, il Caf e il professionista possono comunicare ugualmente entro la stessa data allAgenzia delle entrate i dati rettificati.
Larticolo 39, comma 1, lettera a), del decreto legislativo n. 241 del 1997 prevede che, in caso di violazioni ripetute o particolarmente gravi, è attribuita allAgenzia delle entrate la possibilità di sospendere la facoltà di rilasciare il visto di conformità, o lasseverazione, per un periodo da uno a tre anni fino ad inibire tale facoltà in caso di ripetute violazioni, commesse successivamente al periodo di sospensione.
Inoltre il comma 4 dello stesso articolo 39, prevede la sospensione per un periodo da tre a dodici mesi dellautorizzazione allesercizio dellattività di assistenza fiscale rilasciata al Caf, quando sono commesse gravi e ripetute violazioni di norme tributarie o contributive e delle disposizioni di cui agli articoli 34 e 35 dello stesso decreto legislativo n. 241 del 1997, nonché quando gli elementi forniti allAmministrazione finanziaria risultano falsi o incompleti rispetto alla documentazione fornita dal contribuente. In caso di ripetute violazioni, ovvero di violazioni particolarmente gravi, è disposta la revoca dellesercizio dellattività di assistenza.
In caso di mancata regolarizzazione per il Caf, è previsto la decadenza dallautorizzazione con cancellazione dallAlbo e, per i professionisti, la revoca dellabilitazione telematica, nonché la comunicazione allOrdine professionale per leventuale adozione di ulteriori provvedimenti.
Nei casi di irregolarità che presentino aspetti di particolare gravità, può essere disposta la sospensione cautelare dellattività di assistenza nonché la condanna allinterdizione perpetua dai pubblici uffici, di cui allarticolo 28 del Codice Penale, a carico dei liberi professionisti.
Dal dettato normativo si evince la responsabilità dei professionisti e i centri fiscali che a causa di un contribuente poco accorto potrebbero trovarsi in situazione che rasentano lillegalità.
Incendi a Milano
Nella mattinata è scoppiato un incendio in un appartamento all'ultimo piano di un condominio di viale Cuoco. L'unità immobiliare, di proprietà dell'Aler, vuota al momento dell'incendio, è stata completamente distrutta dal fuoco.
Parte del condominio è stata evacuata dai soccorritori per permettere il corretto compimento delle operazioni, oltre che per questioni di sicurezza, riuscendo ad evitare feriti e intossicati.
Poi, intorno alle 4 del pomeriggio, è bruciato un palazzo in viale Monza, al civico 101, non lontano dalla Stazione Centrale, nella zona nord est della città, partito dal laboratorio di un'impresa attiva nella produzione di giocattoli e materiale pubblicitario, all'interno di un condominio.
Il palazzo è stato evacuato dai vigili del fuoco che sono intervenuti con 10 mezzi, chiudendo il tratto di strada interessato dal sinistro; l'intervento necessario per domare le fiamme si è concluso in circa 10 ore, senza feriti e scongiurando blocchi o rallentamenti del traffico ferroviario che passa su un cavalcavia in quella zona.
Due guide EMA per prevenire errori terapeutici
L'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), a nome del Network regolatorio dell'Unione europea, ha rilasciato per consultazione pubblica due draft di linee guida di buone pratiche che mirano a migliorare la segnalazione, la valutazione e la prevenzione degli errori terapeutici da parte delle autorità regolatorie e dellindustria farmaceutica in tutta l'UE. Lo riporta lEMA in un comunicato pubblicato sul suo sito istituzionale. Con l'entrata in vigore della legislazione di farmacovigilanza dell'UE nel 2012, la segnalazione di tutte le sospette reazioni avverse derivanti da errori terapeutici è diventata obbligatoria.
Le aziende farmaceutiche e le agenzie regolatorie nazionali degli Stati membri dell'UE sono obbligate a inserire anche questi eventi avversi nella banca dati europea EudraVigilance, il sistema di raccolta e gestione delle reazione avverse dell'UE. Lo scopo principale delle due guide è supportare l'industria e le agenzie regolatorie nell'attuazione di queste disposizioni di legge. Il termine per inviare i commenti allEMA è il 14 giugno 2015.
Gli errori terapeutici sono errori non intenzionali nella prescrizione, dispensazione e somministrazione di un farmaco, che potrebbero provocare danni al paziente. Sono la più comune causa evitabile di effetti nocivi indesiderati (eventi avversi) nella pratica medica e presentano un importante onere di salute pubblica.
Una delle due guide (Good practice guide on risk minimisation and prevention 5 of medication errors) si concentra sulla prevenzione degli errori terapeutici. Descrive le principali fonti e i tipi di errori e propone misure per ridurre al minimo il rischio di errori terapeutici per tutto il ciclo di vita di un medicinale.
L'altra guida (Good practice guide on recording, coding, reporting and 5 assessment of medication errors) fornisce indicazioni su come devono essere registrate, codificate, riportate e valutate le sospette reazioni avverse causate da errori terapeutici. Contiene inoltre raccomandazioni ai titolari di autorizzazione all'immissione in commercio sul modo di comunicare le informazioni sugli errori terapeutici che vengono portate alla loro attenzione, ma che non hanno causato reazioni avverse. Queste informazioni devono essere riportate nei rapporti periodici di aggiornamento sulla sicurezza (PSUR) e nei piani di gestione del rischio obbligatori per tutti i medicinali. Ciò consente una valutazione continua da parte dei regolatori dei benefici e dei rischi di un farmaco sulla base dei dati della real life.
La guida è uno dei risultati principali del Piano d'azione congiunto EMA/Capi delle Agenzie dei medicinali (HMA) sugli errori terapeutici concordato nel 2013 (Medication Errors - Follow-up Actions from Workshop). È stato sviluppato in collaborazione con lEuropean Commissions Patient Safety Quality of Care Working Group e tiene conto delle raccomandazioni dei soggetti interessati che sono state raccolte nel corso di un seminario tenutosi presso lEMA a febbraio 2013.
È stato inoltre rilasciato per la consultazione pubblica un addendum (Risk minimisation strategy for high strength and fixed combination insulin products, addendum to the good practice guide on risk minimisation and prevention of medication errors) che si concentra sul rischio di errori terapeutici legati alle nuove insuline ad alta resistenza e ad altri medicinali contenenti insuline. La guida è stata sviluppata dal Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) dellEMA a seguito delle preoccupazioni che gli errori terapeutici con questi nuovi medicinali possano danneggiare i pazienti per sovra o sotto-dosaggio.
La guida fornisce una strategia per affrontare in modo proattivo tale rischio in modo uniforme in tutta l'UE e potrà essere rivista man mano che si acquisiranno nuove esperienze. Le parti interessate sono invitate a fornire commenti sulle guide di buone pratiche e l'addendum sulle insuline entro il 14 giugno 2015 allindirizzo medicationerrors2013@ema.europa.eu
Responsabilità ASL per errore del medico convenzionato
E' stata diffusa con grande clamore la recente sentenza che ha stabilito che la ASL e' responsabile in solido col medico curante dei danni da questi provocati al suo assistito. (n . 6243/2015 della III sezione di Cassazione). Cosa puo' cambiare, per il medico?
Il 27 marzo 2015 la Cassazione ha emesso un principio di diritto definito da alcuni "epocale" e che porta ad un netto cambiamento di rotta rispetto a pronunce precedenti affermando la responsabilita' della ASL sull' opera del medico convenzionato.
Va pero' sottolineato innanzitutto che la stessa Cassazione si fosse espressa precedentemente in modo diametralmente opposto: (si veda ad es. Cass. penale , sez. IV, sentenza 23.09.2008 n 36502); in questa sentenza la Corte sottolinea invece che la ASL non esercita alcun potere di vigilanza, controllo e direzione sul medico convenzionato, il quale è del tutto libero sia nella predisposizione dellorganizzazione che mette a disposizione del paziente, sia nella scelta delle cure da praticare.
La Corte del 2008 nega anche la responsabilità derivante dal cosiddetto contatto sociale fra quest'ultima ed il paziente, con conseguente insorgenza di un rapporto obbligatorio: " Il professionista non è una longa manus della ASL né quest'ultima può essere considerata un imprenditore o, comunque, un committente che organizza l'attività dei suoi collaboratori o del proprio personale. Ne deriva che non ricorre tra il paziente e la ASL (come avviene, invece, secondo la giurisprudenza prevalente, fra il paziente e la casa di cura... il cd. contratto di spedalità in virtù del quale ... costituendosi un rapporto atipico da cui discende una responsabilità della struttura medesima ai sensi dei summenzionati artt. 1228 e 2049 c.c..... unico debitore del "servizio sanitario" (ribadisce la Corte nel 2008) "deve essere considerato il medico, dovendosi escludere la ricorrenza di qualunque relazione fra l'azienda sanitaria ed il paziente.
Del tutto opposta la sentenza attuale (6243/2015), ove viene invece affermato il principio di diritto:
"l'ASL è responsabile civilmente, ai sensi dell'art. 1228 cod. civ., del fatto illecito che il medico, con essa convenzionato per l'assistenza medico-generica, abbia commesso in esecuzione della prestazione curativa, ove resa nei limiti in cui la stessa è assicurata e garantita dal S.S.N. in base ai livelli stabiliti secondo la legge".
Stara' ai giuristi (e soprattutto alle Corti di merito, preposte all' attuazione delle norme, stabilire la reale portata di questa "rivoluzione" ; vanno pero' sottolineati alcuni aspetti.
Prima considerazione: questa sentenza e' assolutamente importante per gli utenti (che vedono garantito un risarcimento integrale e certo, nonche' per gli avvocati che possono indirizzare le richieste risarcitorie a piu' di un soggetto di cui uno (la ASL) certamente solvibile rispetto al singolo sanitario. Potrebbe pero' conseguirne un aumento dei contenziosi.
Va poi considerato che il medico, nella sentenza in oggetto, non viene esentato dagli obblighi risarcitori, essendo stata la ASL inserita come responsabile "in solido" non escludendosi percio'la possibilita', in certi casi, di rivalsa.
Tutto considerato, alla luce di queste ultime disposizioni, i tempi sono probabilmente maturi per effettuare una netta "sterzata" sulla problematica della responsabilita' sanitaria, di cui tanto si parla e che produce danni ingenti anche per la diffusione delle famigerate tecniche di "medicina difensiva".
Sulla linea di questa sentenza diventa plausibile adottare anche per i medici convenzionati territoriali, un regime analogo a quanto gia' previsto per molti medici dipendenti pubblici.
In caso di supposto errore medico verrebbe cioe' chiamata a risarcire l' eventuale danno in primo luogo la ASL. Solo in secondo tempo e solo nel caso di dolo o colpa grave verrebbe effettuata una eventuale rivalsa nei confronti del medico (e della sua assicurazione personale). Un argomento da valutare da parte degli organismi sindacali medici.
Potrebbe essere la soluzione per una situazione che crea tanto timore e disaffezione da parte dei sanitari, con una drastica riduzione delle tecniche di medicina difensiva con risparmio per la collettivita'.
Fonte - Pillole.org
Incendio al reparto di clinica medica dell'Universita di Messina
Tanta paura questo pomeriggio (Martedì, 14 Aprile 2015), poco dopo le 14, all'interno della Facoltà di Veterinaria, all'Annunziata. Secondo una prima stima, i danni materiali sarebbero parecchi. Sul posto i vigili del Fuoco di Messina, distaccamento Nord.
Potrebbe essere stato un cortocircuito a far andare in fiamme, poco dopo le 14, l'intero Reparto di Clinica Medica della Facoltà di Veterinaria, all'interno della cittadella universitaria dell'Annunziata.
Nel giro di pochissimo, le fiamme si sono propagate da una stanza all'altra, coinvolgendo anche tre uffici e distruggendo, nel loro avanzare, ogni tipo di documenti, carte, mobili, controsoffitti ed armadi. Fortunatamente, al momento dell'incendio, nessuno tra studenti, docenti e personale si trovava all'interno del Reparto.
L'edificio è stato prontamente evacuato ed i pompieri del Distaccamento Nord si sono messi subito all'opera per circoscrivere e domare le fiamme. Ad allertare la Sala Operativa dei Vigili del Fuoco di Messina sono stati alcuni universitari che, non appena notato il fumo, hanno subito chiamato il 115. Da una primissima stima, sembrerebbe che i danni materiali siano stati parecchi.
Cyber crime: infettati oltre tre milioni di pc nel mondo
Il server della rete pirata, localizzato nell'area milanese, è stato sequestrato dai poliziotti del CNAIPIC (Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche) e verrà messo a disposizione dell'European Cyber Crime Center di Europol per gli approfondimenti dell'attività investigativa.
Gli esperti della Polizia postale e delle comunicazioni hanno verificato che infettati i pc con il virus malevolo (malware), attraverso link contenuti nelle e-mail di spam o siti web, i cyber criminali sottraevano informazioni relative ad account bancari, password di accesso alla posta elettronica nonchè credenziali dei più noti social network.
Il malware associato alla botnet è noto con il nome "Ramnit" e colpisce computer con sistema operativo Microsoft Windows, riuscendo, tra le altre cose, a disabilitare i sistemi di protezione antivirus.
Inoltre, il virus sfrutta un meccanismo di generazione automatico di nomi di dominio (Dga) che successivamente vengono registrati ed utilizzati come server di comando e controllo (C&C) codificato all'interno del malware, cosa che ne rende molto difficoltosa l'individuazione.
L'operazione che ha consentito di neutralizzare i server di comando e controllo utilizzati dai cyber criminali, è il frutto di una stretta collaborazione tra la Polizia di Stato e l'European Cyber Crime Center (EC3) di Europol oltre alle unità specializzate nel cyber crime di Germania, Paesi Bassi e Regno Unito.
Esclusione da gara di appalto
La società arrivata seconda aveva proposto ricorso al TAR Piemonte, per l'annullamento della determinazione che aggiudicava la gara ad un'altra impresa. Ma il TAR Piemonte respingeva il ricorso, ritenendo illegittima la stessa partecipazione alla gara di tale società a causa delle gravi inadempienze poste in essere nellesecuzione di un precedente contratto sempre relativo al servizio di raccolta rifiuti e nettezza urbana.
La società, allora, ha proposto appello al Consiglio di Stato il quale le ha dato ragione ed ha affermato, con sentenza n. 1619 del 27 marzo 2015, che lart. 38, comma 1, lett. f) del D.Lgs. 163/2006 riguarda, in realtà, "un fatto complesso che impone la distinzione tra il giudizio afferente la fase negoziale del pregresso rapporto ed il giudizio relativo allesercizio di poteri amministrativi. Il primo giudizio è riservato allamministrazione che, quale parte di un pregresso rapporto, può ritenere che laltra parte abbia posto in essere, nellesecuzione delle prestazioni, un comportamento connotato da grave negligenza o malafede.
Lamministrazione potrebbe decidere di risolvere il contratto stipulato. In questo caso, se insorgano contestazioni, la competenza a dirimerle spetta al giudice ordinario. Il secondo giudizio spetta anchesso allamministrazione che adotta, nellesercizio di un potere pubblico, la determinazione con la quale esclude unimpresa da una gara ovvero annulla una aggiudicazione già disposta. Si tratta di un potere discrezionale che deve valutare se il fatto pregresso abbia concretamente reso inaffidabile limpresa con possibile pregiudizio dellinteresse pubblico connesso alla realizzazione di determinati servizi. In questo caso, se insorgono contestazioni, la competenza a dirimerle spetta al giudice amministrativo che esercita un controllo sulle cause esterne che hanno determinato la rottura del rapporto fiduciario al fine di accertare se esista una figura sintomatica delleccesso di potere idonea a comportare lillegittimità degli atti amministrativi".
Fonte: Il Quotidiano della PA
Medicina difensiva e responsabilita professionale
"La medicina difensiva, sia positiva che negativa, è diffusa in maniera capillare e preoccupante tra gli operatore sanitari. Si parla di un costo di circa 10 miliardi di euro, cifre pesanti, perché parliamo dello 0,75% del PIL. Quello che più mi preoccupa è che il 93% dei medici ritengano che la medicina difensiva sia destinata ad aumentare. Per questo dobbiamo trovare delle soluzioni valide per risolvere un fenomeno che incide sulla spesa sanitaria in misura pari al 10% del Fondo sanitario nazionale.
"In questi anni sono state fatte alcune cose ha ricordato il Ministro il primo tentativo è stato quello di un approfondimento la questione della malpractice con comparazioni con altri paesi per adottare riforme strutturali ad hoc. La legge Balduzzi ha provato a normare e a dare una chiarezza interpretativa, ma non è riuscita ad essere operativa per vari motivi. Per questo ritengo che dobbiamo riuscire a risolvere la questione. La Camera ha aggiunto sta lavorando da due anni su sette proposte normative per arrivare ad un testo unico che garantisca da un lato al paziente il risarcimento in caso di danno grave e dallaltro per lasciare al professionista un maggiore respiro nellesercitare la professione medica, oltre al grande tema delle assicurazioni. Tutto questo è sufficiente? No, per questo come azione sinergica a quella del Parlamento abbiamo deciso di istituire la Commissione consultiva al ministero della Salute. Se riusciamo grazie a questo a trovare la quadra e un punto di caduta per tutti e un veicolo veloce saremo tutti soddisfatti".
Il 77,9% dei medici ha praticato medicina difensiva almento una volta nellultimo mese di lavoro
Il report affronta anche il tema delle dimensioni del fenomeno e le ragioni per le quali la medicina difensiva è praticata. Le indagini scientifiche hanno dato risultati ampiamente sovrapponibili: il 77,9% del campione ha tenuto almeno un comportamento di medicina difensiva nellultimo mese di lavoro (92,3% nella classe 32-42 anni). Il 68,9% ha proposto o disposto il ricovero di pazienti che riteneva gestibili ambulatorialmente e il 61,3% ha prescritto un numero di esami maggiore rispetto a quello ritenuto necessario per effettuare la diagnosi.
Secondo le indagini riportate nel report, il 78,2% per cento dei medici ritiene di correre un maggiore rischio di procedimenti giudiziari rispetto al passato e il 65,4% per cento ritiene di subire una pressione indebita nella pratica clinica quotidiana a causa della possibilità di tale evenienza. Per il 67,5% si subisce linfluenza di esperienze di contenzioso legale capitate ai propri colleghi e il 59,8% ha timore di ricevere richieste di risarcimento. Inoltre il 51,8% risente di precedenti esperienze personali di contenzioso legale ed il 43,5% esprime il timore di ricevere pubblicità negativa dai mass-media. Infine il 15% teme di incorrere in sanzioni disciplinari.
Medicina difensiva e responsabilità professionale, insediata la commissione consultiva
Responsabilita degli insegnanti
In incidenti tra alunni la responsabilità dei docenti va provata nei fatti e non in via ipotetica, a stabilirlo la Corte dei Conti della Lombardia con la sentenza 41/2015 del 25 febbraio scorso.
In un incidente avvenuto nel 1986 il MIUR è stato condannato al risarcimento danni, pari ad oltre 37 mila euro, per un incidente tra bambini. Alluscita di scuola, alla fine delle lezioni in una scuola elementare, mentre gli alunni scendevano le scale, una bimba aveva spintonato un compagno facendolo cadere. Nella caduta il bambino si è fratturato i denti. Linsegnante che precedeva gli alunni nella discesa. Inizialmente il MIUR era stato condannato al risarcimento dei danni dal giudizio civile promosso dai genitori dellalunno leso, visto che lartico 2048 del codice civile stabilisce la responsabilità dei docenti. Il MIUR ha chiesto il risarcimento dei danni erariali alla docente che vigilava sulla classe nel momento dellincidente.
La Corte Costituzionale ha, però, stabilito che levento non era prevedibile e di certo non imputabile allinsegnante. Uno spintone tra ragazzi, infatti, è difficilmente evitabile secondo la Corte Costituzionale al punto che anche il miglior maestro del mondo con lo sguardo fisso sugli alunni non avrebbe potuto evitarla.
Pagamento del danno erariale
Se il MIUR è condannato a pagare il risarcimento dei danni subiti da uno studente in seguito ad un incidente avvenuto per omessa vigilanza dellinsegnante, questultimo può essere condannato al pagamento del danno erariale soltanto se la sua condotta viene qualificata come colpa grave. In un incidente non prevedibile e inevitabile, come quello che può derivare da uno spintone tra compagni, il docente non è tenuto al risarcimento del MIUR.
Nello specifico caso avvenuto nel 1986, la Corte dei Conti non ha ritenuto che potesse esistere un danno erariale poiché il comportamento dellinsegnante non può essere ritenuto di condotta grave. Per i giudici anche il miglior maestro che avesse fissato direttive persino minatorie sulle modalità di uscita, che fosse stato con lo sguardo proteso verso gli alunni e che fosse stato in cima alle scale e non a valle [] né un guizzo fisico della convenuta (anche a volerlo ritenere cinematograficamente possibile) avrebbe potuto impedire il fulmineo contatto fisico tra i due allievi, non essendoci prova alcuna agli atti di un preliminare attrito o diverbio tra i due alunni che la insegnante avrebbe potuto stroncare evitandone sviluppi fisici dannosi
Chiudono gli ospedali psichiatrici giudiziari
E scaduto il 31 maggio il termine per la chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari, fissato dal decreto-legge n 211 del 22 dicembre 2011. Dal primo aprile, quindi, le misure di sicurezza del ricovero in Opg e dellassegnazione a casa di cura e custodia, saranno eseguite presso strutture residenziali socio-sanitarie denominate Residenze per lesecuzione della misura di sicurezza (Rems).
Sotto il monitoraggio dellOrganismo di coordinamento istituito presso il Ministero della Salute, quasi tutte le regioni hanno individuato e allestito le strutture che saranno disponibili entro il termine previsto: sono strutture definitive o in alcuni casi provvisorie, predisposte per garantire il rispetto della scadenza fissata dalla legge.
Alcune regioni completeranno tale percorso nelle prossime settimane: si tratta del Friuli Venezia Giulia, della Puglia, della Provincia autonoma di Trento e del Piemonte, che avrà la disponibilità di tali strutture solo fra qualche mese.
Per le regioni inadempienti, eventuali commissariamenti si moduleranno in relazione alle concrete caratteristiche delle diverse realtà.
Sarà il Dipartimento dellAmministrazione Penitenziaria, in collaborazione con lAutorità giudiziaria, con le Regioni e con le Province autonome, a provvedere ai trasferimenti presso le Rems dei soggetti destinatari delle misure di sicurezza.
In una lettera inviata nei giorni scorsi al ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in merito alla chiusura degli Opg, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha segnalato lopportunità che la prosecuzione della positiva esperienza dellOrganismo di coordinamento del ministero della Salute possa essere sostenuta dalla istituzione, in ambito regionale, di analoghi meccanismi di raccordo delle competenze coinvolte e della cooperazione istituzionale, anche sollecitando il contributo delle competenti Autorità giudiziarie.
Fonte: Ministero della Giustizia tramite Quotidiano della Pubblica Amministrazione
Responsabilita infermiere del pronto soccorso addetto al triage
Cassazione Penale - Responsabilità dellinfermiere del pronto soccorso addetto al triage Risponde di omicidio colposo linfermiere del pronto soccorso addetto al triage (iniziale valutazione e attribuzione del codice e alla progressione numerica degli accessi alle cure) che pone in essere una condotta omissiva riguardo al monitoraggio delle variazioni delle condizioni del paziente, previsto dai protocolli di triage. (Sentenza n. 11601/15)
FATTO: . Il Tribunale di Milano dichiarava -----. e ----, entrambi infermieri addetti al triage presso il pronto soccorso della Clinica ----, responsabili del reato di omicidio colposo in danno di ---, deceduto per sindrome coronarica acuta. Il Tribunale disponeva, altresì, il risarcimento dei danni in favore delle costituite parti civili, alle quali attribuiva una somma a titolo di provvisionale. Alla --- era addebitato di aver assegnato al paziente un codice verde nonostante lamentasse dolore toracico atipico, di aver omesso di monitorare le variazioni delle condizioni del paziente ogni 30-60 minuti e di non avere segnalato all'infermiere che la sostituiva, al momento del passaggio di consegne, la presenza di un paziente con dolore toracico in sala di attesa.
Al secondo imputato era addebitato di non aver ripetuto il monitoraggio del paziente in sala di attesa ogni 30 - 60 minuti.In fatto era accaduto che il ---, soggetto di ---- anni senza precedenti clinici di rilievo, era stato accettato presso il Pronto Soccorso alle 18.43 con algia sternale. Sottoposto al triage (iniziale valutazione) da parte del personale infermieristico, gli veniva assegnato il codice verde ed era inviato in sala d'attesa, dove, seduto sulla sedia da circa sei ore, alle 00.30 si era accasciato improvvisamente per arresto cardiaco. Sottoposto ad angioplastica coronarica, era deceduto a seguito di progressive complicanze.
DIRITTO: La sentenza impugnata è, altresì, censurabile quanto alle conclusioni cui è giunta con riferimento all'inesigibilità della condotta degli infermieri (questione posta con i motivi sub 2 e 3 del ricorso del Procuratore Generale e 2 e 4 del ricorso della parte civile). La Corte territoriale, infatti, ha desunto l'impossibilità di rivalutazione della situazione del paziente, pur prevista dal protocollo ospedaliero, dalla esiguità del personale in servizio quel giorno, a fronte della situazione eccezionale, per il numero di persone giunte in pronto soccorso "tale da rendere effettivamente impossibile la rivalutazione di qualsiasi ---, delle persone presenti". Il suddetto giudizio ha tratto dalla prova documentale "---- rappresentata dall'elenco delle valutazioni di triage succedutesi senza soluzione di continuità, tra le quali casi di coma e infarti conclamati.
E ciò pur essendo messo in evidenza dalla sentenza di primo grado (pg 21- 22), che aveva proceduto all'analisi degli ingressi dei pazienti risultanti documentalmente, che "nè il prospetto riepilogativo o le cartelle, anche con riferimento ai pazienti presi in consegna alle ore 20.00, è indicativo di situazioni di tale gravità per numero e urgenza da aver ostacolato la normale routine del pronto soccorso" e che, specificamente, risultava che la paziente in coma era entrata in pronto soccorso solo alle 23.21, talchè una situazione di emergenza sarebbe al più prospettabile con riferimento alla situazione temporalmente connessa al turno di lavoro del secondo infermiere. Va
rilevato, inoltre, che l'affermazione dell'esonero da responsabilità per omessa
attuazione di una condotta doverosa ai fini della salvaguardia della vita umana avrebbe richiesto una compiuta analisi riguardo alla presenza di medici e infermieri in rapporto all'affluenza delle presenze in pronto soccorso, considerando non solo il personale ivi addetto, ma anche le disponibilità delle forze presenti nell'intero ospedale. Ed invero deve ritenersi che spetti al personale pronto soccorso allertare il personale dei reparti ove si verifichino situazioni di emergenza tali da determinare la compromissione grave della salute dei cittadini bisognosi di cure di primo intervento,
circostanza che in base alla compiuta valutazione delle risultanze probatorie non risulta emergere nella specie.
Gestori campi di calcetto responsabili per gli infortuni
Dopo la sentenza della Cassazione (sesta sezione civile) sarà più difficile per i proprietari/gestori di strutture sportive difendersi dalle richieste di risarcimento per gli incidenti subiti dagli utenti (...)
Cardiologia invasiva: pace maker per ultracentenario
La procedura di elettrofisiologia interventistica molto frequente in cardiologia invasiva è stata portata a termine, con successo, su un paziente di 101 anni.
Leggi la notizia (...)
Obbligo assicurazione professionale al fotofinish
Ad oggi è ancora valida la scadenza del 15 Agosto, per i professionisti, di assicurare la propria Responsabilità Civile connessa allo svolgimento della professione, in quanto non è stato approvato lemendamento al decreto cd. del fare che prorogava lobbligo di un altro anno.
Esclusione del tacito rinnovo alle polizze RC Auto
Polizza scaduta entro i 15 giorni
ART. 180 E 181 DEL C.D.S.
circolazione del veicolo con certificato e contrassegno scaduti.
Obbligo assicurazione professionale ancora prorogato
Scatterà il 15 agosto 2014, anzichè il 15 agosto 2013, lobbligo per tutti i professionisti di stipulare una polizza assicurativa che copra eventuali danni arrecati a terzi nellesercizio della propria attività.
La proroga di un anno è contenuta in un emendamento al ddl di conversione del Decreto del Fare (DL 69/2013) approvato ieri sera dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera.
Lobbligo di stipulare lassicurazione e di renderne noti al cliente gli estremi e il massimale, al momento dellassunzione dellincarico, sono stati introdotti dallarticolo 3, comma 5, lettera e) del DL 138/2011, convertito nella Legge 148/2011.

References: art. 35
 articolo 39
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 Cass. 
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ART. 180