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Timestamp: 2020-05-31 07:14:27+00:00

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CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21901 depositata il 28 ottobre 2016 - Nel caso di lavoratori esposti al rischio di rapina, l'osservanza del generico obbligo di sicurezza di cui all'art. 2087 c.c., impone al datore di lavoro l'adozione delle correlative misure di sicurezza cd. "innominate", sicché incombe sullo stesso, ai fini della prova liberatoria correlata alla quantificazione della diligenza ritenuta esigibile nella predisposizione delle suindicate misure - Studio Cerbone
CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21901 depositata il 28 ottobre 2016 – Nel caso di lavoratori esposti al rischio di rapina, l’osservanza del generico obbligo di sicurezza di cui all’art. 2087 c.c., impone al datore di lavoro l’adozione delle correlative misure di sicurezza cd. “innominate”, sicché incombe sullo stesso, ai fini della prova liberatoria correlata alla quantificazione della diligenza ritenuta esigibile nella predisposizione delle suindicate misure
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CORTE di CASSAZIONE sentenza n. 21901 depositata il 28 ottobre 2016
LAVORO – RAPPORTO DI LAVORO – SICUREZZA SUL LAVORO – LAVORATORI ESPOSTI AL RISCHIO DI RAPINA – OBBLIGO DI SICUREZZA – RESPONSABILITA’ DEL DATORE
1. La Corte di appello di Roma, con sentenza n. 1423/2014, accogliendo l’appello proposto da M. P., annullava il licenziamento intimato dalla ASL datrice di lavoro per superamento del periodo di comporto e ordinava la reintegrazione dell’appellante nel posto di lavoro; condannava la ASL al risarcimento del danno pari alla retribuzione globale di fatto dal licenziamento alla reintegra, oltre al risarcimento dei danni non patrimoniali, liquidati in euro 93.001,99, oltre interessi legali.
3. Dall’evento traumatico, oltre alle assenze per malattia, erano derivati postumi permanenti. L’accertamento peritale aveva evidenziato un danno biologico pari al 27%, superiore a quello riconosciuto dal Tribunale. Applicate le tabelle elaborate dal Tribunale di Roma – anno 2013 – applicate in primo grado e considerata l’età del ricorrente all’epoca dell’evento (42 anni), la Corte di appello riconosceva un risarcimento pari ad euro 77.001,99, oltre euro 20.000,00 per risarcimento di ulteriori danni non patrimoniali, come quantificato in primo grado secondo una tecnica di computo che non aveva formato oggetto di specifiche censure.
4. Per la cassazione di tale sentenza la ASL RM G propone ricorso affidato ad un motivo. Resiste il dott. M. con controricorso, seguito da memoria ex art. 378 c.p.c.
3.1. La Corte di appello ha evidenziato, con accertamento di fatto incensurabile in questa sede, che erano stati comprovati in giudizio la notorietà dell’insufficiente sicurezza dell’Ospedale, la particolare pericolosità del reparto di radiologia (ubicato nel seminterrato) e soprattutto il fatto che già in precedenza si erano verificati furti e rapine. Ha dunque formulato il proprio giudizio muovendo dalla considerazione che al datore di lavoro fosse nota la pericolosità dei locali facilità di accesso da parte di terzi estranei e ciò nonostante nessuna misura idonea a scongiurare il ripetersi di fatti criminosi fosse stata adottata dalla ASL per assicurare l’incolumità del personale in servizio, soprattutto in orario notturno. Parte ricorrente non si confronta con tale specifica motivazione, limitandosi ad opporre, in modo del tutto generico, che l’art. 2087 c.c. non configura un’ipotesi di responsabilità oggettiva, laddove la sentenza aveva ben evidenziato la sussistenza di colpevoli omissioni.
4.1. L’odierna ricorrente prescinde tanto dalla disamina della disciplina contrattuale, quanto dalla ricostruzione delle assenze operata dal giudice di appello, per assumere a riferimento – senza spiegarne i motivi e senza denunciare alcuna erronea interpretazione del contratto collettivo – il triennio anteriore alla prima assenza (24.2.2002) successiva al verificarsi dell’evento traumatico.
Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese, che liquida in Euro 100,00 per esborsi e in Euro 4.500,00 per compensi professionali, oltre spese generali nella misura del 15% e accessori di legge.
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References: sentenza 
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 art. 378
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