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Timestamp: 2017-01-17 17:30:04+00:00

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⭐RISPOSTE AI BISOGNI ABITATIVI E AZIONI DI SOCIAL HOUSING NELLA PROVINCIA DI TORINO: analisi delle politiche pubbliche dei Comuni
RISPOSTE AI BISOGNI ABITATIVI E AZIONI DI SOCIAL HOUSING NELLA PROVINCIA DI TORINO: analisi delle politiche pubbliche dei Comuni
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1 POLITECNICO DI TORINO RISPOSTE AI BISOGNI ABITATIVI E AZIONI DI SOCIAL HOUSING NELLA PROVINCIA DI TORINO: anali delle politiche pubbliche dei Comuni marzo 2008 Franco Prizzon Luisa Ingaramo Marco Bagnasacco Giuseppina Taccone Assessore Solidarietà Sociale - Politiche Giovanili - Programmazione Sanitaria2 Risposte ai bisogni abitativi e azioni di social houng nella provincia di Tori: anali delle politiche pubbliche dei Comuni Tori, marzo 2008 prof. F. Prizzon arch. L. Ingaramo ing. M. Bagnasacco ing. G. Taccone3 INDICE 1. INTRODUZIONE 4 (A CURA DEL SETTORE SOLIDARIETÀ SOCIALE - POLITICHE GIOVANILI - PROGRAMMAZIONE SANITARIA DELLA PROVINCIA DI TORINO) 2. PREMESSA 7 3. IL CONTESTO DI RIFERIMENTO IN TEMA DI RISPOSTE AI BISOGNI ABITATIVI Il programma casa della Regione Piemonte Politiche per la casa promosse dal Comune di Tori Lo.C.A.Re. Agenzia Sociale Per la Locazione Metropolitana ANALISI DELLE ESPERIENZE CONDOTTE DAI COMUNI DELLA PROVINCIA I Piani di Zona Questionario predisposto dal Gruppo di Lavoro interarea sulle politiche pubbliche di contrasto alla vulnerabilità sociale ad alla povertà Fragili Orizzonti Risultati dell indagine diretta e confronto con i dati emer dalla rilevazione provinciale OSSERVAZIONI CONCLUSIVE 45 ALLEGATO 48 RASSEGNA DELLE AZIONI INTRAPRESE: RISULTATI DELL INDAGINE DIRETTA Airasca Alpigna Banchette Bardonecchia Beinasco Borgaro Torinese Brandizzo Bricherao Cambia Candiolo Carmagla Caselle Torinese Castellamonte Chieri Chivasso Coazze Colleg Cumiana Cuorgnè Druento For Canavese Grugliasco Ivrea La Loggia Leinì Mazzè Moncalieri Montalto Dora Monteu da Po None Pavone Canavese Pecetto Torinese Pinerolo Piossasco Piscina Pont-Canavese Rivalta di Tori Rivarolo Canavese Rivoli Rosta Sanga San Maurizio Canavese San Mauro Torinese Santena Settimo Torinese Strambi Susa Torre Pellice Trofarello Venaria Reale Villafranca Piemonte Villar Perosa Volpia 34 1. Introduzione (a cura del settore Solidarietà Sociale - Politiche Giovanili - Programmazione Sanitaria della Provincia di Tori) Risposte ai bisogni abitativi e azioni di social houng nella Provincia di Tori: anali delle politiche pubbliche dei Comuni è una ricerca commisonata dalla Provincia di Tori a SiTI Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l Invazione, condotta nel periodo , che inserisce come una delle iniziative del Programma Triennale di Politiche Pubbliche di contrasto alla Vulnerabilità Sociale e alla Povertà, definito Fragili Orizzonti, della Provincia di Tori. Il Programma triennale ha la finalità di promuovere politiche pubbliche che contrasti il feme che prende il me di vulnerabilità sociale e che distingue dal concetto clasco di povertà. Con Vulnerabilità Sociale vuole dare me alla tuazione di incertezza dei nuclei famigliari che trova nella condizione di n riuscire più ad accedere ai beni primari per il sopraggiungere di eventi improvvi che muta la propria condizione di una o più sfere della vita quotidiana: la condizione abitativa, la tuazione finanziaria, la salute, la condizione lavorativa, le relazioni sociali ed affettive famigliari. Queste circostanze posso condizionare i progetti di vita delle persone, n essendo più sufficienti le risorse di cui dispongo per affrontare gli imprevisti. Il rapporto Istat Distribuzione del reddito e condizioni di vita in Italia ( ) aiuta a ricostruire le caratteristiche del feme attraverso la rilevazione delle difficoltà che più spesso incontra le circa famiglie appena sopra alla soglia di povertà: n essere in grado di affrontare una spesa imprevista di 600 euro, di essere in arretrato con il pagamento delle bollette, di n riuscire a scaldare adeguatamente l abitazione, di essere in difficoltà con le spese mediche e nell acquisto di abiti necessari e un terzo di loro fatica anche nell acquistare il cibo necessario. Viene confermato come le nuove povertà so sempre più legate a un insufficienza di patrimonio e n solo di entrate correnti, cioè all imposbilità e/o incapacità di risparmiare e quindi di accumulare certezza per il futuro. La vulnerabilità così definita implica che quala politica sociale di contrasto di questa condizione, affinché a efficace nel suo intento, a pensata e condotta in modo integrato tra tutti i soggetti attivi. Il Programma Fragili Orizzonti della Provincia di Tori trae spunto da una ricerca sulla vulnerabilità sociale, condotta nel 2005, nell ambito delle attività per la costruzione dell Osservatorio Provinciale delle Politiche Sociali, svolte dall Univertà degli Studi di Tori sul territorio della provincia di Tori. 45 La sua definizione è stata promossa, curata e coordinata dall Assessorato alla Solidarietà Sociale coinvolgendo una molteplicità di contributi e apporti di partner esterni, così da riuscire ad offrire in maniera nergica azioni di sosteg che interes le varie sfere della vita delle persone: reddito, consumi, abitazione, salute, ambiente, pari opportunità e lavoro. Conseguentemente il Programma Triennale, approvato con delibera N nell ottobre 2005 dal Conglio Provinciale della Provincia di Tori articola in cinque linee: Sosteg al Risparmio e al Credito Sosteg al Consumo Politiche del Lavoro Politiche Abitative Politiche per la Salute Ciascuna linea di intervento gravita attor a u o più Assessorati della Provincia di Tori: Assessorato all Ambiente, all Agricoltura, allo Sviluppo rurale e alla Montagna, al Lavoro, alle Pari Opportunità, alla Pianificazione Territoriale e alla Solidarietà Sociale. La promozione della sperimentazione di nuove politiche pubbliche di risposta al feme è avvenuta attraverso gli Uffici dei Piani di Zona scelti in quanto prima e gnificativa sede di coordinamento e programmazione delle politiche sociali dei territori, sottolineando iltre il valore del principio di susdiarietà orizzontale e il ruolo della Provincia come ente di programmazione di secondo livello. Il Programma Fragili Orizzonti 1 è quindi eto di un lungo processo di lavoro che ha seguito alcuni passaggi: conclusa la fase di progettazione e di approvazione è stato presentato agli Uffici di Pia di alcuni territori. Le aree so state individuate attraverso gli eti di una ricerca che ha individuato gli indici di vulnerabilità sociale del territorio della provincia condotta dal Sistema Informativo del Servizio Solidarietà della Provincia di Tori e/o di una autocandidatura. La costruzione dei progetti di fattibilità è stata realizzata, attraverso il coordinamento del Servizio Solidarietà Sociale, da èquipe territoriali che han visto la presenza dei referenti individuati dagli Uffici Piani di Zona e dei partner attuatori delle misure. Infine, per tutte quelle azioni di cui era destinatari diretti i cittadini, la loro attivazione ha visto il coinvolgimento delle stesse comunità di persone. Nello specifico dell interesse e della connesone con la ricerca di cui al presente elaborato, la linea di intervento sulle Politiche Abitative aveva come obiettivo 1 Programma Fragili Orizzonti: 56 quello di istruire e condividere i nuovi bisogni abitativi rilevati dai territori e di individuare delle politiche pubbliche di contrasto alla vulnerabilità efficaci. A tal fine so state attivate le seguenti azioni: la costituzione del Gruppo di Lavoro Interarea 2 che è stato sede di confronto, scambio, supporto e coordinamento tra i diver soggetti intor ad alcuni temi dell abitare: il Programma alloggi per il 2012 della Regione Piemonte, la condivione delle banche dati, l agenzia di locazione sociale Lo.ca.re del Comune di Tori come buona pratica da esportare, una struttura permanente di coordinamento provinciale dei Comuni; l anali dei dati sul Fondo per il sosteg alla locazione del 2005 da cui è potuto fare emergere una prima mappa della dislocazione sul territorio del disagio abitativo; una ricognizione leggera ma stematica che ricostruisse quali caratteristiche quantitative e sociali assumesse il bisog abitativo sul territorio e quali politiche abitative di risposta i Comuni avessero attivato; affidamento a SiTI di un indagine sulle buone pratiche di politiche dell Abitare in Italia. Dalla condivione dei dati raccolti è emersa la necestà di u strumento di lettura agile delle politiche pubbliche dell abitare attivate negli ultimi anni dai Comuni del territorio della provincia di Tori, in grado di fornire dati utili al dibattito degli Enti di gover del territorio che stan cimentando nell importante compito di rispondere in maniera adeguata ai nuovi bisogni abitativi espres dai cittadini. Da qui la decione di affidare a SiTI questa ricerca. 2 Al gruppo partecipa oltre ai Servizi Solidarietà Sociale, Pari Opportunità e Pianificazione Territoriale della Provincia, la Regione Piemonte, l ATC ed i Comuni di Carigna, Carmagla, Chieri, Ciriè, Colleg, Grugliasco, Ivrea, Pinerolo, Poiri, Rivoli, Tori e Villastellone, cioè i territori che han aderito a questa linea del Programma. Il gruppo è stato istituito nel luglio7 2. Premessa Il termine social houng è difficile da definire, soprattutto perché il suo gnificato varia da un Paese all altro. Solitamente so conderati sociali gli alloggi dati in affitto alle famiglie disagiate, anche se in alcuni Pae rientra nel concetto di social houng anche le abitazioni di proprietà delle cooperative e perfi una parte degli immobili in regime di proprietà privata. La definizione comunemente accettata è quella data dal Cecodhas, Comitato Europeo per la promozione del diritto alla casa, che definisce l houng sociale come l ineme delle attività atte a fornire alloggi adeguati, attraverso regole certe di assegnazione, a famiglie che han difficoltà nel trovare un alloggio alle condizioni di mercato perché incapaci di ottenere credito o perché colpite da problematiche particolari. Pertanto, n ricado nella definizione di houng sociale gli alloggi realizzati, venduti o affittati secondo i principi del libero mercato. Nel stro Paese, nel corso degli ultimi dieci anni, è registrata una nuova esploone della questione abitativa, con un allargamento dalle categorie sociali più deboli al ceto medio. La cri in atto riguarda proprio le famiglie che vivo in abitazioni in affitto a cane di mercato, ed il feme sembra concentrar n soltanto nelle grandi aree metropolitane, dove so stati più constenti gli incrementi dei cani negli ultimi anni (più 60 per cento in cinque anni) ma anche nei centri urbani medio piccoli. I cani alti, soprattutto, la n continuità del rapporto di lavoro - e quindi delle entrate - la cri di molte fabbriche dislocate sul territorio han accresciuto le problematiche connesse all accesso/fruizione dell abitazione. La questione abitativa è gnificativamente trasformata, il quadro è più complesso e vario: so cresciute alcune forme di disagio; so comparse nuove figure all inter dei gruppi in tuazioni di bisog; è estesa l area del rischio abitativo e della vulnerabilità fi a toccare parti di popolazione n coinvolte in precedenza da questo problema. È il caso di famiglie dotate di una discreta capacità di spesa, degli studenti fuorisede, delle coppie giovani che n riesco a trovare un alloggio se n dovendo impegnare quantità della propria ricchezza percentualmente elevate esponendo, di conseguenza, al rischio di scivolamento nell area del disagio o della marginalità abitativa. Spesso la domanda di casa combina con altri tipi di richiesta: inserimento sociale, abilitazione profesonale, ricerca di un lavoro, supporto e asstenza alla persona. L intreccio tra questi diver bisogni introduce nel campo dell intervento abitativo tuazioni nuove e complesse. 78 La domanda abitativa è restituita nel discorso pubblico sulla casa e nelle pratiche amministrative attraverso l uso del termine categorie deboli/vulnerabili - fascia grigia. Tra queste quelle più spesso indicate so: gli anziani (soli), gli immigrati, i giovani (e le coppie), le famiglie mogenitoriali, le famiglie moreddito, le nuove povertà. Un altra questione riguarda la relazione tra fattori abitativi di disagio e i più ampi proces di impoverimento e di marginalizzazione sociale. In diverse tuazioni la casa rappresenta solo un elemento di un disagio più esteso, in altri ca è il supporto su cui regge una condizione di equilibrio precario, in altri ca ancora rivela essere una risposta eccesvamente pesante che limita, nel tempo, la posbilità di soddisfare altre egenze elementari o la maturazione di progetti di emancipazione. So evidenti le ragioni che spingo persone e famiglie verso tuazioni di disagio e di escluone abitativa: da una parte ritrova problemi di reddito e di disponibilità ecomica (derivanti da condizioni di povertà materiale, di precarietà e di instabilità lavorativa, difficoltà a ricollocar lavorativamente in tempi brevi, mire capacità di risparmio che n permette la costruzione di un patrimonio personale), dall altra evidenzia problemi associati alle diverse forme di emarginazione sociale (derivanti anche da pregiudizi, o da una varietà di ostacoli sociali e culturali, che funziona come barriere all ingresso nel stema delle opportunità). È con la capacità di trattare queste due dimeni che le politiche pubbliche, direttamente e indirettamente, anche in modo selettivo, so chiamate a confrontar. Nel presente lavoro, pertanto, è fatto riferimento ad una definizione di social houng maggiormente rispondente ai nuovi bisogni descritti, cioè a politiche che faciliti l'accesso e il mantenimento del bene casa agendo sulla promozione di nuove forme dell abitare, sull incontro tra domanda e offerta e su pratiche alternative di sosteg ai nuclei in temporanea difficoltà. In questo contesto e a partire dalla 1 fase del lavoro (vedi rapporto Social Houng: quadro interpretativo dei metodi e delle esperienze in Italia) già presentata, che ha riguardato un ntetico esame delle pratiche di social houng a livello nazionale, con un primo tentativo di individuazione e clasficazione delle diverse tipologie di intervento, è sviluppata la seconda fase del lavoro, con un indagine diretta ai Comuni della Provincia. Il presente lavoro costituisce iltre un approfondimento e un integrazione della rilevazione delle esperienze condotte a livello locale dai ngoli Comuni, presentata nel mese di maggio 2007 in occaone del seminario di studio e confronto tra Enti sulle politiche pubbliche dell abitare e pubblicata sul to web della Provincia. In particolare segnala che l anali è stata svolta attraverso un indagine diretta presso i Comuni durante la quale so state verificate le azioni intraprese o in progetto da parte delle ngole Amministrazioni: le informazioni raccolte han permesso di aggiornare il database predisposto dalla Provincia. 89 In parallelo so stati esaminati i 21 Piani di Zona, al fine di accertare se includessero eventuali azioni sul tema della casa. La ricerca restituisce il quadro delle politiche abitative attivate dai 79 Comuni (ovvero l 80% dei Comuni con più di abitanti) selezionati dalla Provincia. Le schede di nte, riportate per ogni ngola Amministrazione, fornisco il dettaglio delle iniziative a in termini di utenti finali (immigrati, anziani, famiglie moreddito, donne sole con bambini, ecc.), a dal punto di vista tecnico (dati relativi alla constenza, alla realizzazione, alla gestione, ecc.). 910 3. Il contesto di riferimento in tema di risposte ai bisogni abitativi 3.1. Il programma casa della Regione Piemonte 3 Il programma casa 4 della Regione Piemonte assume come obiettivo prioritario l offerta di alloggi a cane calmierato per dare una prima risposta alle egenze delle famiglie piemonte. La sua attuazione sviluppa in tre bienni attraverso piani e programmi specifici di intervento approvati dalla Giunta regionale, nell ambito delle misure delineate dallo stesso programma. I piani ed i programmi stabilisco i criteri ed i tempi per la realizzazione degli interventi, per l individuazione dei soggetti attuatori e per l attribuzione dei contributi. Complesvamente il pia prevede la realizzazione di unità abitative destinate a: edilizia sovvenzionata, edilizia agevolata sperimentale, edilizia agevolata, programma giovani, programma anziani. Di seguito riporta u schema di nte delle diverse misure del programma. Misure di intervento Soggetti attuatori Destinatari Locazione permanente Programma manutenzione Edilizia sovvenzionata Edilizia agevolata sperimentale Edilizia agevolata Edilizia sovvenzionata Comuni, Agenzie Territoriali per la Casa (ATC) Comuni, ATC, Cooperative edilizie e loro Consorzi, Imprese edilizie e loro Consorzi Comuni, ATC, Cooperative edilizie e loro Consorzi, Imprese edilizie e loro Consorzi Comuni, ATC Cittadini con reddito n superiore al limite masmo previsto per l accesso alla locazione in edilizia sovvenzionata Cittadini con reddito n superiore al limite masmo per l accesso all edilizia sovvenzionata incrementato del 30% Cittadini con reddito n superiore al limite masmo previsto per l accesso alla locazione in edilizia agevolata Cittadini con reddito n superiore al limite masmo per l accesso alla proprietà in edilizia agevolata Programma Giovani Privati Cittadini con età inferiore a 35 anni e reddito n superiore al limite masmo per l accesso alla proprietà in edilizia agevolata Programma anziani Sovvenzionata Comuni, ATC Cittadini con età superiore a 65 anni e con un reddito n superiore al limite masmo previsto per l accesso in edilizia sovvenzionata 3 Bibliografia di riferimento al paragrafo 3.1: Regione Piemonte, DGR n del 5 vembre 2007 (pubblicata sul BUR n. 46 del 15 vembre 2007) Regione Piemonte, Allegato A alla DGR n del 5 vembre 2007, Linee guida per il social houng in Piemonte ad integrazione del Programma Casa alloggi entro il Regione Piemonte, Deliberazione del Conglio Regionale 20 dicembre 2006, n , (Pubblicata sul BUR n 2 del ). Regione Piemonte, Allegato alla Deliberazione del Conglio Regionale 20 dicembre 2006, n , Programma casa: alloggi entro il Pubblicato in allegato al BUR n. 2 della Regione Piemonte dell 11 gennaio11 Studi di fattibilità Sosteg alle agenzie per la locazione Agevolata Cooperative edilizie e loro Consorzi, Imprese edilizie e loro Consorzi Comuni, ATC, Cooperative edilizie e loro Consorzi, Imprese edilizie e loro Consorzi Comuni Cittadini con età superiore a 65 anni e con un reddito n superiore al limite masmo per l accesso alla locazione in edilizia agevolata Fonte: elaborazione degli autori su indicazioni dell allegato al BUR n. 2 della Regione Piemonte dell 11 gennaio Il programma è attuato in tre bienni attraverso piani e programmi specifici di intervento. Con D.G.R. n del 19/02/2007 è stata presentata la programmazione per il primo biennio, per i succesvi dovrà essere approvata entro il mese di ottobre 2008 ed entro il mese di ottobre 2010, rispettivamente per il secondo e terzo biennio. I soggetti beneficiari dei contributi so individuati, per l edilizia sovvenzionata, a seguito di presentazione di domanda e, per le altre misure, attraverso la partecipazione a specifici bandi 5. Il Programma casa prevede un impeg finanziario complesvo di 748,85 mln di euro e la realizzazione di alloggi. Per il primo biennio ( ) l impeg finanziario è di 317,65 mln di euro. Le risorse previste nei succesvi bienni ( , ) so ripartite tra edilizia sovvenzionata e agevolata ed ammonta a 256,08 e 185,87 mln di euro. Le misure invative del programma genera progetti e azioni per rispondere ai bisogni di nuove fasce di popolazione: elevata vulnerabilità ecomica che n riesce quindi ad accedere all edilizia sovvenzionata per modesti superamenti del limite reddituale di accesso, e nel contempo n è in grado di sostenere il pagamento del cane di un alloggio in edilizia agevolata giovani costruzione di una nuova famiglia, ma che spesso per motivi legati alla precarietà del lavoro n so in grado di affrontare da soli l onere dell acquisto o del recupero anziani, che soprattutto in occaone dell uscita dal lavoro vedo diminuire il proprio reddito e parallelamente trova spesso soli ad affrontare un periodo di vita più lungo e necesta di vivere in un ambiente accogliente e stimolante dotato di adeguati servizi asstenziali, so oggetto di provvedimenti specifici Le misure del Programma Casa che consento di rispondere a queste fasce di popolazione so: Edilizia agevolata sperimentale 5 Sul to internet della Regione - - so pubblicate le graduatorie dei bandi del 1 biennio. 1112 Il programma giovani Il programma anziani Il sosteg alle agenzie per la locazione Gli studi di fattibilità A quest ultima misura è stato delegato anche l obiettivo di promuovere azioni integrate che riguardi parti di territorio, coinvolgendo soggetti pubblici e privati nella riqualificazione delle aree urbane, e che abbia caratteri invativi quali quelli del social houng Politiche sociali della Regione Piemonte di risposta al disagio abitativo La Giunta della Regione Piemonte con la Delibera del 5 vembre 2007 ha approvato il documento Linee guida per il social houng in Piemonte che definisce le nuove linee di sviluppo per l attuazione di un modello di intervento e che pone come obiettivo il completamento della risposta al variegato mondo dell egenza abitativa e l individuazione di nuovi spazi per una politica pubblica attenta all evolver dei bisogni sociali. Dall anali delle numerose iniziative attivate dalle automie locali in ambito nazionale e dei contesti nei quali so sviluppate, cerca di trasformare le ngole esperienze in stema. Gli interventi di social houng che la Regione Piemonte vuole offrire al fine di temperare il disagio e la vulnerabilità dei cittadini nella ricerca di una abitazione adeguata e decorosa, so suddividibili in due macro tipologie per realizzare redenze temporanee, a loro volta articolate in alloggi individuali, redenze collettive e alloggi per l incluone sociale e alloggi individuali destinati alla locazione permanente. Redenze temporanee Gli interventi di realizzazione di redenze temporanee so preferibilmente da comprendere nell ambito di progetti integrati caratterizzati da pluralità di destinazioni e funzioni e dalla compresenza di più tipologie e modalità di intervento. La localizzazione degli interventi è prevista nei Comuni capoluogo di provincia e nei Comuni ngoli o associati con popolazione superiore a abitanti. Vengo individuati come soggetti attuatori i Comuni, ATC, Cooperative edilizie, Imprese, Fondazioni bancarie, terzo settore con consolidata esperienza nell edilizia sociale. Gli Enti gestori potran essere gli stes soggetti attuatori o un eventuale altro soggetto, convenzionato con il soggetto attuatore, scelto tra organizzazioni/enti/istituzioni del terzo settore profit. Per le categorie deboli invece la gestione è svolta in collaborazione con i servizi sociali territoriali e con gli altri enti che occupa del disagio. Il finanziamento degli interventi prevede il concorso di più soggetti operatori, a pubblici a privati. Il contributo pubblico in conto capitale è compreso tra il 20 e il 30% del costo. La destinazione d uso della struttura realizzata dal soggetto attuatore rimane vincolata per un periodo pari a 30 anni, al cui termine ne acquisterà la proprietà. 1213 Redenze temporanee - Alloggi individuali e redenze collettive Categorie di beneficiari Requiti dei soggetti beneficiari soggetti aventi necestà abitative temporanee legate a contratti o rapporti di lavoro o formazione, in particolare: lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato lavoratori che contrattualmente n percepisco indennità di misone per sedi di lavoro variabili giovani lavoratori/studenti lavoratori reddito del nucleo familiare n superiore a quello di accesso in vigore per l edilizia agevolata in locazione maggiorato del 20%, calcolato con il metodo ISEE ( /m) tempo di percorrenza della distanza intercorrente tra il Comune di redenza e il Comune sede di attività lavorativa/studio/ricovero n inferiore a 60 minuti, secondo l orario dei mezzi di trasporto pubblico (i tempi di percorrenza all inter del Comune sede di attività/studio/ricovero so esclu dal conteggio) altri soggetti aventi necestà di locazione per periodi determinati, per ragioni di studio, di cura o di asstenza, in particolare: stagisti, borsti, ricercatori, studenti univertari, partecipanti a cor di formazione o master pazienti necestanti di cure continuative rese in day hospital, parenti di malati in cura presso ospedali o centri clinici reddito del nucleo familiare n superiore a quello di accesso in vigore per l edilizia agevolata in locazione maggiorato del 20%, calcolato con il metodo ISEE ( /m) tempo di percorrenza della distanza intercorrente tra il Comune di redenza e il Comune sede di attività lavorativa/studio/ricovero n inferiore a 60 minuti, secondo l orario dei mezzi di trasporto pubblico (i tempi di percorrenza all inter del Comune sede di attività/studio/ricovero so esclu dal conteggio) soggetti aventi necestà abitative temporanee legate alla perdita dell abitazione, in particolare: soggetti con sfratto già eseguito o sottoposti a procedura esecutiva di rilascio, anche in coordinamento con le azioni e le misure delineate nella legge 8 febbraio 2007, n. 9 reddito del nucleo familiare n superiore a quello di accesso in vigore per l edilizia agevolata in locazione maggiorato del 20%, calcolato con il metodo ISEE ( /m) soggetti con frattura del nucleo di provenienza per separazione/divorzio o inseriti in percor di ricerca di automia soggetti coinvolti in fallimenti immobiliari soggetti che a seguito della perdita del lavoro n so più in grado di affrontare affitti a libero mercato; reddito del nucleo familiare n superiore a quello di accesso in vigore per l edilizia agevolata in locazione maggiorato del 20%, calcolato con il metodo ISEE ( /m) soggetti che per motivi turistici, individualmente o in gruppo organizzati generalmente appartenenti a cooperative o associazioni, han egenze di ospitalità di breve periodo a prezzi accesbili. reddito del nucleo familiare n superiore a quello di accesso in vigore per l edilizia agevolata in locazione maggiorato del 20%, calcolato con il metodo ISEE ( /m) Fonte: elaborazione degli autori su Allegato alla DCR 20/12/2006, n14 Il Comune può individuare ulteriori categorie di beneficiari aventi egenze abitative di natura temporanea in relazione alle specificità socioecomiche del proprio territorio e stabilisce l ordine di priorità in base al quale le diverse categorie han accesso ai posti alloggio disponibili. Occorre evidenziare alcune specificità per i progetti che prevedo la realizzazione di alloggi di incluone sociale. Nei futuri bienni del Programma Casa la presenza di questa tipologia di alloggio costituirà criterio premiale per la selezione degli interventi da ammettere a finanziamento. Queste strutture dovran garantire al beneficiario un progetto personalizzato complesvo teso all incluone sociale; l offerta del posto alloggio, quindi, deve far parte di un più vasto intervento di accompagnamento sociale sostenuto da ulteriori servizi integrativi (linguistici, formativi, educativi, sanitari), che contempla, ai fini della efficacia dell azione, anche altri strumenti come il sosteg al lavoro (percor di tirocinio e inserimento lavorativo, borse lavoro, percor di tutoring e mediazione del lavoro in generale) o il micro-credito per l avvio o il rilancio di microimprese e attività lavorative autome/artigianali che n riesco ad accedere alle forme ordinarie di finanziamento bancario. In questo caso la destinazione d uso della struttura realizzata dal soggetto attuatore rimane vincolata in modo perenne e la struttura stessa rimane di proprietà pubblica. Alloggi individuali Gli alloggi individuali in locazione permanente costituisco un posbile soluzione all egenza di trovare una stemazione alloggiativa stabile, a cani inferiori a quelli del libero mercato con eventuale e futura posbilità di riscatto per quei cittadini che pur avendo redditi superiori al limite di permanenza nell edilizia sovvenzionata, n riesco ad accedere al mercato della libera locazione o della proprietà. Per garantire la fattibilità ecomica dell intervento posso essere previste unità immobiliari con destinazione commerciale, terziaria, artigianale e box auto, da destinare alla vendita immediata. Iltre gli interventi devo essere progettati, realizzati e gestiti secondo criteri di compatibilità ambientale. La localizzazione degli interventi è prevista nei Comuni ngoli o associati con popolazione superiore a abitanti. Il finanziamento dell intervento prevede il concorso di più operatori, a pubblici a privati. So previsti riduzioni ICI e fondi di garanzia per il regolare pagamento dell affitto. Vengo individuati come soggetti attuatori i Comuni, ATC, Cooperative edilizie, Imprese, Fondazioni bancarie, terzo settore con consolidata esperienza nell edilizia sociale. Gli Enti gestori potran essere gli stes soggetti attuatori o un eventuale soggetto gestore convenzionato con il soggetto attuatore. La destinazione d uso della struttura realizzata dal soggetto attuatore rimane vincolata per un periodo pari a anni. Al termine la struttura alloggiativa realizzata rimane di proprietà del soggetto attuatore o può essere riscattata dall affittuario o dal Comune. 1415 Alloggi individuali in locazione permanente Categorie di beneficiari soggetti in possesso dei requiti per accedere ad un alloggio di edilizia agevolata in proprietà. Requiti dei soggetti beneficiari n titolarità, da parte di tutti i componenti il nucleo familiare, dei diritti di piena proprietà, usufrutto, uso o abitazione su un alloggio adeguato alle egenze del nucleo familiare n titolarità, da parte di tutti i componenti il nucleo familiare, di altra abitazione, dell assegnazione in proprietà, immediata o futura, di alloggio realizzato con contributi pubblici, ovvero con finanziamenti agevolati, in qualunque forma conces dallo Stato o da Enti pubblici reddito del nucleo familiare n inferiore a quello di permanenza nell edilizia sovvenzionata ( 1772 /m ) e n superiore a quello di accesso in vigore per l edilizia agevolata in proprietà, calcolato con il metodo ISEE ( /m). Il limite reddituale minimo può essere derogato qualora il beneficiario usufruisca di accompagnamento e garanzia anche da parte di organizzazione/ente/istituzione operante nel terzo settore profit Fonte: elaborazione degli autori su Allegato alla DCR 20/12/2006, n Il Comune in accordo con il soggetto attuatore può individuare particolari categorie di beneficiari stabilendo l ordine di priorità in base al quale le diverse categorie han accesso alloggio disponibili Politiche per la casa promosse dal Comune di Tori 6 Le politiche per la casa promosse dal Comune di Tori in questi ultimi anni rappresenta il tentativo di coniugare la gestione delle tradizionali modalità di intervento, ancora tutte incentrate sull'edilizia redenziale pubblica (E.R.P.) con la costruzione di un stema alternativo, orientato al mercato. Le politiche messe in atto dal Comune di Tori ed esplicitate nel Pia Casa 2007/2008 della Città, vengo qui di seguito ntetizzate. Il servizio Lo.C.A.Re. del Comune di Tori L immobiliare sociale comunale Lo.C.A.Re. (Locazioni Convenzionate, Asstite, Redenziali) costituita dal Comune di Tori nel 2000 è nata con l obiettivo di favorire l incontro tra domanda ed offerta sul mercato privato della locazione. Gli strumenti mes a punto in questi anni per agevolare l incontro tra domanda ed offerta so specifici incentivi e un fondo di garanzia a favore dei proprietari e un contributo a favore degli inquilini. Il Comune di Tori ha così definito i suddetti incentivi una tantum ed a fondo perduto: 500 euro, per i proprietari nel caso di contratto a mercato libero con un cane n superiore a 500 euro menli; tra e euro, (secondo la durata contrattuale), nel caso di contratti convenzionati ai sen dell art. 2, comma 3 della Legge 431/98; euro per gli inquilini. 6 Bibliografia di riferimento al paragrafo 3.2: Edoardo D amato, Giovanni Laiaco, Osservatorio condizione abitativa, 3 Rapporto, an 2006, Città di Divione Edilizia Redenziale Pubblica. Adria Sorba, Edoardo D amato, Osservatorio condizione abitativa, 2 Rapporto, an 2005, marzo, Tori 1516 Nel corso degl anni è registra una crescita continua e gnificativa a del numero di cittadini che so rivolti all agenzia cittadina per accedere a contratti agevolati e asstiti, che quello dei proprietari che han offerto alloggi in locazione. Nelle tabelle riporta i dati essenziali dell attività realizzata nel primo semestre Domande pervenute Allo sportello 442 Provenienti da CEA 49 Contratti stipulati totale 298 Fonte: Da Maggio 2007 Lo.CA.Re. è trasformata in una Agenzia immobiliare sociale di area Metropolitana con l adeone di 10 Comuni vedere paragrafo specifico dove è diffusamente descritto il modello di funzionamento sperimentato con successo dalla Città di Tori e che è stato completamente riproposto nella più amplia agenzia Metropolitana. Patrimonio di ERP In conderazione dell'ormai limitato numero di aree di proprietà pubblica in Città e tenuto conto dell'egenza di n creare ulteriori ghetti e di garantire nuovi insediamenti di ERP integrati in contesti urbani con una variegata presenza di tipologie edilizie e di categorie sociali, è operata la scelta, in questi ultimi anni, di incrementare il patrimonio di ERP anche attraverso l'acquisto di immobili sul mercato privato. Le modalità attraverso le quali la Città può accedere all'acquisto di immobili so, ad oggi, tre e cioè: un bando pubblico per l'acquisto, aperto a tutti i proprietari in grado di proporre immobili con caratteristiche idonee; specifici convenzionamenti tra la Città e gli operatori; l'esercizio del diritto di prelazione da parte della Città nel caso di alloggi di edilizia agevolata posti in vendita dagli assegnatari. L'eventuale acquisto è subordinato al fatto che il prezzo relativo n superi il masmale di costo fissato dalla Regione Piemonte (tale masmale è attualmente pari a 1.781,00 /mq). Nel corso dell'an 2007 so state stipulate con l ATC di Tori le convenzioni per la concesone in diritto di superficie vantavennale all'agenzia stessa, di cinque aree di proprietà comunale, sulle quali dovran essere realizzati alloggi di edilizia pubblica. Il Comune iltre ha partecipato al bando previsto dal Pia Casa regionale, per l'accesso ai finanziamenti destinati all'edilizia agevolata sperimentale, per realizzare circa un centinaio di alloggi su un lotto comunale. Alcuni degli insediamenti di nuova costruzione so stati riservati a categorie speciali di richiedenti (anziani e disabili), tenuto conto delle condizioni di particolare debolezza sociale. 1617 Al fine di rispondere ai bisogni di qualità dell abitare espres negli insediamenti di e.r.p.s., è stata avviata una politica di Mix sociale incentrata sulle modalità di assegnazione degli alloggi tale da contemperare le egenze degli aspiranti assegnatari inseriti nelle graduatorie comunali e le ragioni di coloro che già abita nel quartiere. I progetti prevedo ad esempio: assegnazione a favore di appartenenti alle forze dell ordine, ed alle categorie speciali delle giovani coppie e delle coppie di nuova formazione di alloggi posti in aree socialmente compromesse; trasferire il vincolo di ERP su alloggi di nuova acquizione inseriti in ambiti urbani di edilizia privata e agevolata; trasformare alcuni alloggi di ERP di proprietà della Città in patrimonio disponibile da destinar alla locazione permanente con contratti convenzionati; assegnare, con procedimento di evidenza pubblica, gli alloggi del patrimonio disponibile destinato alla locazione permanente a categorie sociali poco o per nulla rappresentate che n han i requiti di ERP. Programmi sperimentali per la realizzazione di condomini solidali riservati agli anziani La domanda abitativa espressa, in Tori, dalle fasce sociali deboli registra una quota crescente di anziani il cui disagio più grave è, di rma, rappresentato dall'inadeguatezza dell'alloggio, dall'eccesva onerotà del cane o dallo sfratto pendente. Nell'ambito degli interventi di ERP realizzati dalla Città, so state progettate specifiche risposte rivolte agli anziani, con contenuti sperimentali e invativi. E' stato individuato un primo complesso edilizio di proprietà comunale, fortemente degradato ed in stato di abbando. Il programma prevede la realizzazione di 29 alloggi (28 alloggi destinati agli anziani, un alloggio di servizio destinato al volontariato per la realizzazione del progetto "Condominio solidale"), detti alloggi saran integrati ad ampie superfici n redenziali, con ambienti in parte destinati a spazi comuni alle unità abitative e in parte per la localizzazione di servizi disponibili n solo agli anziani redenti ma anche agli altri abitanti del quartiere. Si prevede in particolare la realizzazione di un'articolata struttura di servizi: un poliambulatorio, un Punto Famiglia/Spazio gioco, un baby-parking, che alterni come orari al Punto Famiglia, una palestra, una lavanderia a gettone e un soggior comune a dispozione degli anziani. Per i servizi è previsto di affidare la gestione al terzo Settore con un convenzionamento atto a garantire l'applicazione di tariffe calmierate, a fronte di una contestuale riduzione del cane relativo ai locali conces in uso dal Comune, il valore differenziale tra l'importo del cane di mercato e l'importo effettivamente dovuto costituirà cioè il vantaggio ecomico attribuito dal Comune alle associazioni -profit. Il programma verrà realizzato con i fondi del Pia Casa regionale che destinati a programmi sperimentali per gli anziani. Un ulteriore intervento per la realizzazione di alloggi riservati per i due terzi agli anziani, sarà realizzato attraverso la ristrutturazione di un immobile di ERP comunale molto degradato, to in via Fiocchetto 13, ove ampi spazi al pia terre potran essere destinati alla realizzazione di servizi. 1718 Interventi di edilizia redenziale agevolata Gli interventi ammes a finanziamento dell 8 Programma di Edilizia Agevolata, delle ecomie dell 8 Programma di Edilizia Agevolata, del Programma Ministeriale alloggi in affitto e dei programmi di cui all art. 9 della Legge 493/93 riguarda diverse tipologie di destinazione puntualmente disciplinate dai bandi: locazione permanente; locazione a termine (minimo 8 anni) con patto di futura vendita o vendita immediata. Tali interventi so attuati, per la maggior parte, su aree di proprietà dei soggetti attuatori. La determinazione dei cani di locazione degli alloggi ammes a beneficiare del contributo pubblico sarà determinata secondo quanto previsto dai bandi e, nel caso del Programma alloggi in affitto, applicando i cani concordati tra le Associazioni della Proprietà e dell Inquilinato ai sen della Legge 431/98, art. 2, comma 3. Salvaguardie e garanzie a favore dei giovani che intenda acquistare un alloggio L acquisto della casa richiede ormai un elevatismo investimento finanziario, posbile solo in tuazioni di stabilità occupazionale e di buona disponibilità di capitale di partenza. In assenza di queste condizioni o n programma alcun acquisto oppure, qualora lo faccia, ciò comporta un tevole stress finanziario ed il costante rischio di n riuscire, nel corso del tempo, a far fronte al pagamento dei ratei di mutuo. A partire da queste conderazioni è stato elaborato il progetto che prevede salvaguardie e garanzie a favore di giovani con determinati requiti per l'acquisto di un alloggio, individuati attraverso un bando pubblico. Nello specifico intende prevedere la posbilità di subentro da parte del Comune nel mutuo e, conseguentemente nella titolarità dell'alloggio ove, nel corso del tempo, l'acquirente n a più in grado di sostenerne il relativo onere. In questo caso tuttavia il Comune garantirebbe al mancato acquirente la posbilità di permanere nell'alloggio corrispondendo un cane sociale rapportato al reddito nché la posbilità in futuro di riscattare la proprietà dell'alloggio previo rimborso al Comune dei ratei corrisposti dallo stesso. Iltre l auspicio è che le banche, ricevendo tali garanzie da parte del Comune, pratichi agli acquirenti tas di interesse ridotti. Redenze temporanee: l albergo sociale Este una quota di domanda, con contazioni di emergenza che impone, nell'immediato, risposte di carattere temporaneo. Si tratta in sostanza di offrire una stemazione abitativa per un lasso di tempo ricompreso tra qualche mese ed un an, a persone che per ragioni di carattere sociale, ecomico, familiare, profesonale, vivo una fase di tranzione o di momentanea difficoltà, (separati, madri sole con figli a carico, ex carcerati, lavoratori fuori sede, studenti, etc) La Città di Tori sta a tal fine promuovendo la realizzazione di una struttura sul modello dell albergo sociale, gestito dal privato con attese di remunerazione n speculative, con costi di affitto contenuti e 1819 parametrati al reddito degli utenti ed in grado di fornire agli stes servizi e spazi comuni. A tale scopo è stata individuata una struttura dotata di 200 camere con angolo cottura e ampi spazi comuni, di proprietà delle Poste S.p.A., ta in via Ivrea 24 ed edificata all'inizio degli anni 70, con destinazione a Casa Albergo per i propri dipendenti provenienti da altre regioni. Il progetto ha suscitato l'interesse di un fondo di investimento etico con sede a Mila, al quale concorro fondazioni bancarie e grandi investitori privati e che proprio a Mila ha già realizzato, con successo, un modello mile di albergo sociale. Promozione di interventi privati per la realizzazione di alloggi in locazione permanente a cane convenzionato L'inverone di tendenza rispetto al progresvo decremento degli alloggi in locazione nella stra Città, è una delle irrinunciabili pre-condizioni atte a consentire un'efficace risposta al fabbisog abitativo emergente. All'inter di questa precondizione più generale, grande importanza rivesto poi quei programmi in grado di attrarre capacità finanziarie e gestionali private che, congruamente remunerate, realizzi abitazioni in locazione a cani calmierati. Il Comune di Tori intende aderire al programma regionale con proposte invative da realizzar direttamente o attraverso il ricorso ad altri soggetti pubblici e privati. A tal fine è individuata un'area comunale con una potenzialità edificatoria di circa 100 alloggi, sulla quale dovran essere edificate unità abitative destinate alla locazione permanente a cane convenzionato. Cohoung e Case Giovani Este una domanda crescente, soprattutto da parte di giovani o di persone ngle che n so in grado di sostenere per intero il cane di locazione di un alloggio, che chiedo di poter condividere tali spese con altri coabitanti, sul modello di esperienze già consolidate e diffuse in molti altri pae europei (dalla Francia, alla Gran Bretagna, ai pae Scandinavi). Il Comune ha recentemente finanziato un progetto dell'associazione YLDA che sta realizzando esperienze associative di cohoung soprattutto tra gli studenti univertari. Una prima sperimentazione in questo senso effettuerà prevedendo, nel progetto di ristrutturazione dell'immobile comunale di ERP to in via Fiocchetto, il mantenimento, su un pia dell'edificio, della tipologia edilizia della mocamera nché la contestuale destinazione del pia terre a servizi a supporto dei redenti e del quartiere Lo.C.A.Re. Agenzia Sociale Per la Locazione Metropolitana Nell an 2007 è stato glato un accordo tra 10 comuni dell area metropolitana per la creazione di una agenzia in rete che prevede di mettere a dispozione di tutti i cittadini le attività e i servizi offerti dall Agenzia Lo.C.A.Re. della Città di Tori, è nata 1920 pertanto Lo.C.A.Re. Metropolitana. Fan parte di questa agenzia i comuni di Tori, Colleg, Grugliasco, Moncalieri,Nicheli, Orbassa, Piossasco, Rivalta, Rivoli, Settimo Torinese e Venaria Reale. L obiettivo di questa agenzia è quello di incrementare la collaborazione tra i Comuni dell area metropolitana attraverso un approccio integrato e trasversale ai problemi del territorio, partendo dal presupposto che il Pia Casa regionale per gli anni 2007/2012 prevede, tra l altro, finanziamenti destinati alla creazione o allo sviluppo di tali strutture. Sul pia operativo la domanda presentata alle sedi locali di Lo.C.A.Re. dal cittadi in condizione di emergenza abitativa e con un reddito di n oltre il 30% superiore al limite per l accesso all ERP, ottiene il parere delle Commisoni Comunali per l Emergenza Abitativa (CEA), del Comune di redenza. I criteri di assegnazione dei punteggi so omogenei e prevedo: in caso di sfratto o di assenza di una stemazione abitativa (4 punti), di presenza di anziani o disabili (3 punti), di presenza di figli miri a carico (1 punto per ogni figlio), nché di altre eventuali tuazioni di grave disagio sociale, valutate dalla Commisone (3 punti). A fronte del parere favorevole il richiedente viene collocato nella graduatoria dell Agenzia Metropolitana gestista dalla struttura Lo.CA.Re. del Comune di Tori. Contestualmente alla collocazione in graduatoria il richiedente riceve una certificazione nella quale i Comuni attesta l impeg e la quantificazione degli incentivi e garanzie al proprietario che stipuli un regolare contratto di locazione a favore dell intestatario dell attestato. A questo punto il richiedente ha due posbilità per risolvere il suo problema abitativo e cioè: 1) Ricercare direttamente un proprietario disponibile ad affittare il proprio alloggio ebendo, in questa ricerca, l attestazione del Comune circa garanzie e incentivi offerti e mettendo posbilmente in contatto il personale di Lo.C.A.Re. con il proprietario stesso; 2) Essere collocato in una graduatoria dalla quale saran estrapolati i soggetti da propor ai proprietari che metta propri alloggi a dispozione del Comune. Alla stipula di un regolare contratto di locazione, che può riguardare un alloggio tuato in quala comune della provincia, il proprietario ed inquili fruiran degli incentivi e dei contributi previsti localmente. Sempre riproponendo il modello sperimentato con successo da Lo.CA.Re Tori gli strumenti per agevolare l incontro tra domanda ed offerta so: un FONDO di GARANZIA appotamente costituito attraverso u stanziamento iniziale su un appoto capitolo di bilancio, succesvamente conservato nei redui, che fornisce al proprietario un ascurazione contro il rischio di morotà del conduttore, tale fondo copre ad un masmo di 18 menlità del cane a fronte di sentenza esecutiva di sfratto. Iltre so previsti incentivi ecomici una tantum ed a fondo perduto, al proprietario che stipuli un nuovo contratto di locazione con un inquili inserito nella specifica graduatoria comunale. L ultimo incentivo utilizzato prevede l inquili riceva a sua volta un bonus, 20 Vedere altro
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 art. 9
 art. 2
 sentenza 
 art. 11
 Art. 1
 Art. 1
 Art. 1
 ART.1
 Art. 1
 art. 3
 ART. 1
 art. 11
 Art. 1
 Art. 2
 Art. 1
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 Art. 1
 ART. 1
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