Source: http://www.dirittoitaliano.com/giurisprudenza/provvedimento.php?Morte-da-illecito---pregiudizio---risarcibilita-iure-hereditatis---fattispecie-2871
Timestamp: 2018-09-20 15:07:59+00:00

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In materia di danno non patrimoniale, in caso di morte cagionato da un illecito, il pregiudizio conseguente è costituito dalla perdita della vita, bene giuridico autonomo rispetto alla salute, fruibili solo in natura dal titolare e insuscettibile di essere reintegrato per equivalente, sicchè, ove il decesso si verifichi immediatamente o dopo un brevissimo tempo dalle lesioni personali, deve escludersi la risarcibilità iure hereditatis di tale pregiudizio in ragione - nel primo caso - dell'assenza del soggetto al quale sia collegabile la perdita del bene e nel cui patrimonio possa essere acquisito il relativo credito risarcitorio, ovvero nel secondo - della mancanza di utilità di uno spazio di vita brevissimo
G.G., in proprio ed anche quale erede ab intestato del padre G.V. e della madre C.M., fratello della vittima primaria, G.A. in proprio e quale erede ab intestato del padre G.V. e della madre C.M., sorella della vittima primaria, G.L. in proprio e quale erede ab intestato del padre G.V. e della madre C.M., fratello della vittima primaria, G.R. in proprio e quale erede ab intestato del padre G.V. e della madre C.M., sorella della vittima primaria, GR.AN. in proprio e quale erede ab intestato del padre G.V. e della madre C.M., sorella della vittima primaria, G.F. in proprio e quale erede ab intestato del padre G.V. e della madre C.M., sorella della vittima primaria, G.A.in proprio e quale erede ab intestato del padre G.V. e della madre C.M., sorella della vittima primaria, elettivamente domiciliati in ROMA, VIA MONTE ZEBIO 9, presso lo studio dell'avvocato GIORGIO DE ARCANGELIS, rappresentati e difesi dagli avvocati ALESSANDRO GRACIS, GAETANO GRIECO giusta procura speciale a margine del ricorso;
GENERALI ITALIA SPA (già ASSITALIA ASSICURAZIONI D'ITALIA SPA), a mezzo della propria mandataria e rappresentante GENERALI BUSINESS SOLUTIONS S.C.P.A., in persona dei procuratori speciali P.V. e D.G., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA GIUSEPPE FERRARI 35, presso lo studio dell'avvocato MARCO VINCENTI, che la rappresenta e difende giusta procura speciale in calce al controricorso;
S.D., GR.VA., G. SRL, ASSOCIAZIONE POLISPORTIVA SE MEDITERRANEA;
udito l'Avvocato ALESSANDRO GRACIS;
1. La presente controversia trae origine da un sinistro stradale nel quale perse la vita G.M.
Quindi nel ____, i genitori ed i sette fratelli superstiti convennero in giudizio i responsabili della morte della loro congiunta, ed in particolare, il conducente del minibus, la proprietaria dello stesso, l'assicuratrice obbligatoria, la società che aveva la materiale disponibilità del minibus e l'associazione sportiva che l'aveva noleggiato, al fine di ottenere il risarcimento di ogni danno patrimoniale e non patrimoniale.
2. La decisione è stata confermata dalla Corte d'Appello di Roma, con sentenza n. 4917 del 9 ottobre 2012. La Corte ha ritenuto congrua la cifra liquidata ai congiunti a titolo di danno morale (inteso sia come turbamento dello stato d'animo sia come sconvolgimento della vita familiare), ed ha ritenuto non dovere risarcire il danno psichico iure proprio ai genitore, nè il danno esistenziale.
3.1. Resistono con controricorso le Generali Italia s.p.a.
4.1. Con il primo motivo, i ricorrenti deducono la violazione di plurime disposizioni di legge, anche di rango costituzionale, con cui denunciano l'omessa integrale ingiusta riparazione degli unitari danni parentali da morte della sorella. Lamentano che la corte territoriale si sarebbe limitata, nella globale quantificazione del danno parentale da morte, a confermare la statuizione di primo grado ratificando "pigramente" l'operato estimativo matematico del primo giudice che nel 2005, aveva valutato i danni non patrimoniali sulla base di una tabella del tribunale di Roma risalente al 2004 relativa al solo danno morale transeunte anzichè applicare le tabelle disponibili nel 2012 che avrebbero consentito una liquidazione del danno non patrimoniale più corretta ed accurata.
Con il secondo motivo censurano l'omesso esame di un fatto decisivo, ovvero, quello della rilevante entità dell'unitario danno non patrimoniale già accertato nelle sue componenti dal Tribunale.
I ricorrenti non indicano dove nel giudizio di merito abbiano introdotto la questione relativa alla richiesta di adeguamento alle nuove tabelle milanesi del 2011 considerando che la sentenza della Corte d'Appello è del 9 ottobre 2012. Il Giudice del merito è tenuto ad applicare le ultime tabelle aggiornate ma è necessaria l'introduzione della questione da parte dei ricorrenti in sede di merito, in quanto il giudice non può applicare automaticamente le nuove tabelle.
4.2. Con il terzo e quarto motivo, denunciano l'omesso esame della censura relativa al mancato accertamento peritale del danno psichico lamentato dai genitori quale conseguenza della morte della sorella nonchè la violazione del diritto al risarcimento integrale del danno alla salute psichica e la violazione anche della prova documentale e di quella presuntiva semplice circa l'esistenza del denunciato danno psichico da lutto.
In realtà i ricorrenti pur denunciando, apparentemente, violazione di legge chiedono in realtà a questa Corte di pronunciarsi ed interpretare questioni di mero fatto non censurabili in questa sede mostrando di anelare ad una surrettizia trasformazione del giudizio di legittimità in un nuovo, non consentito, terzo grado di merito, nel quale ridiscutere analiticamente tanto il contenuto dei fatti storici quanto le valutazioni di quei fatti espresse dal giudice di appello - non condivise e per ciò solo censurate al fine di ottenerne la sostituzione con altre più consone alle proprie aspettative (Cass. n. 21381/2006).
4.3. Con il quinto, sesto settimo e ottavo motivo, i ricorrenti lamentano la liquidazione del danno morale, cd. danno catastrofale, trapassato iure hereditario.
E' principio di questa Corte che in materia di danno non patrimoniale, in caso di morte cagionato da un illecito, il pregiudizio conseguente è costituito dalla perdita della vita, bene giuridico autonomo rispetto alla salute, fruibili solo in natura dal titolare e insuscettibile di essere reintegrato per equivalente, sicchè, ove il decesso si verifichi immediatamente o dopo un brevissimo tempo dalle lesioni personali, deve escludersi la risarcibilità iure hereditatis di tale pregiudizio in ragione - nel primo caso - dell'assenza del soggetto al quale sia collegabile la perdita del bene e nel cui patrimonio possa essere acquisito il relativo credito risarcitorio, ovvero nel secondo - della mancanza di utilità di uno spazio di vita brevissimo (Cass. 5684/2016; Cass. 1535/2015). Nel caso di specie il giudice del merito ha accertato che dalla cartella clinica dell'Ospedale di (OMISSIS) risultava che G.M. versava in "grave stato di shock" avendo riportato tra l'altro un grave trauma cranio-facciale e che il decesso era intervenuto dopo poche ore.
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente principale, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso principale, a norma del citato art. 13, comma 1-bis.
Depositato in Cancelleria il 25 ottobre 2016.
Corte di Cassazione - Terza civile Sentenza 21453 del 25.10.2016

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 Cass. 
 art. 13
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