Source: https://temi.camera.it/leg17/temi/interventi_per_i_professori_e_i_ricercatori_universitari
Timestamp: 2019-05-26 19:27:48+00:00

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In seguito, l'art. 14, co. 3, del D.L. 95/2012 (L. 135/2012 ), introducendo il co. 13-bis nell'art. 66 del D.L. 112/2008 (L. 133/2008 ), ha fissato le misure percentuali di turn-over valide con riferimento "al sistema" delle università nel suo complesso e ha previsto che all'attribuzione del contingente di assunzioni spettante a ciascun ateneo si provvede con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, tenuto conto di quanto previsto dall'art. 7 del d.lgs. 49/2012 .
Nel corso della XVII legislatura, la normativa in materia di turn-over del sistema universitario nel suo complesso, recata dal co. 13-bis dell'art. 66 del D.L. 112/2008 (L. 133/2008 ), è stata ripetutamente modificata.
Sulla base delle modifiche intervenute con le leggi di stabilità dal 2014 al 2016 (art. 1, co. 460, L. 147/2013, art. 1, co. 346, L. 190/2014, art. 1, co. 251, L. 208/2015 ), il sistema delle università statali ha potuto procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato e di ricercatori a tempo determinato nel limite di un contingente corrispondente ad una spesa pari al 20% per il biennio 2012-2013, al 50% per il biennio 2014-2015, al 60% per il 2016 e all'80% per il 2017 di quella relativa al corrispondente personale cessato dal servizio nell'anno precedente. A decorrere dal 2018, tale percentuale è divenuta pari al 100%.
Sempre sulla base di quanto disposto dall'art. 66, co. 13-bis, del D.L. 112/2008 , sono stati adottati il DM 22 ottobre 2012, n. 297 , il DM 9 agosto 2013, n. 713 e il DM 18 dicembre 2014, n. 907 , che hanno definito – utilizzando le combinazioni previste dall'art. 7, co. 1, del d.lgs. 49/2012 – criteri e contingente assunzionale delle università statali per gli anni 2012, 2013 e 2014, espresso in termini di punti organico.
L'applicabilità anche agli anni 2013 e 2014 delle disposizioni recate dall' art. 7 del d.lgs. 49/2012 era stata esplicitamente confermata dal Governo alla Camera il 4 dicembre 2013, in occasione della risposta all'interrogazione a risposta immediata 3-00496 , nonché, il 3 aprile 2014, nella risposta all'interrogazione a risposta in Commissione 5-01342 .
Successivamente, sulla base dell'art. 1, co. 9, del D.L. 150/2013 (L. 15/2014 ) – che aveva prorogato il termine per l'adozione del DPCM con il quale ridefinire, per il triennio successivo, la disciplina per l'individuazione della misura delle assunzioni per ciascun ateneo – è intervenuto il DPCM 31 dicembre 2014 , che ha dettato disposizioni per il rispetto dei limiti delle spese di personale e delle spese di indebitamento da parte delle università per il triennio 2015-2017.
E' stato conseguentemente emanato il DM 10 agosto 2017, n. 614 , che ha definito criteri e contingente assunzionale delle università statali per il 2017.
In particolare, lo stesso art. 66, co. 13-bis, del D.L. 112/2008 – come modificato dalle leggi di stabilità 2014 (art. 1, co. 460, L. 147/2013 ), 2015 (art. 1, co. 346, L. 190/2014 ) e 2016 (art. 1, co. 251, L. 208/2015 ) – ha consentito alle università aventi un indicatore delle spese di personale inferiore all'80% di procedere, per il 2015, alla stipula di contratti per ricercatori a tempo determinato, sia di tipo "a" che di tipo "b" (art. 24, L. 240/2010 ), in aggiunta alle facoltà assunzionali previste per il sistema universitario, anche utilizzando le cessazioni dei ricercatori di tipo "a" avvenute nell'anno precedente, già assunti a valere sulle facoltà assunzionali di cui allo stesso co. 13-bis, e, a decorrere dal 2016, alla stipula di contratti per ricercatori a tempo determinato di tipo "a", senza soggiacere alle limitazioni da turn-over.
Da ultimo, l'art. 1, co. 672, della L. 205/2017 (L. di bilancio 2018) ha consentito alle università che hanno un valore dell'indicatore delle spese di personale inferiore all'80% di attivare, entro il 31 dicembre 2018, procedure di chiamata di professori di prima e seconda fascia, nonché di ricercatori a tempo indeterminato (ruolo ad esaurimento, a seguito della L. 240/2010 ), riservate a personale già in servizio presso università che si trovino in una situazione di significativa e conclamata "tensione finanziaria" – deliberata dagli organi competenti – e che abbiano un valore dell'indicatore delle spese di personale pari o superiore all'80%.
Il conseguente piano di reclutamento è stato disciplinato con Decreto Interministeriale 10 dicembre 2015, n. 924 .
E', conseguentemente intervenuto il DM 18 febbraio 2016, n. 78 , che ha previsto 861 assunzioni.
E', conseguentemente intervenuto il DM 28 febbraio 2018, n. 168 , che ha previsto 1.305 assunzioni.
In particolare, l'art. 1, co. 10-octies, primo periodo, del D.L. 210/2015 (L. 21/2016 ) – come modificato dall'art. 4, co. 3, del D.L. 244/2016 (L. 19/2017 ) – ha autorizzato le università a prorogare fino al 31 dicembre 2017, con risorse a proprio carico e previo parere favorevole del dipartimento di afferenza, i contratti di ricercatore a tempo determinato di "tipo b" in scadenza prima della medesima data, i cui titolari non avevano partecipato alle procedure per il conseguimento dell'abilitazione scientifica nazionale.
A sua volta, l'art. 1, co. 338, lett. b), della L. 232/2016 ha soppresso la previsione di non rinnovabilità dei contratti di ricercatore di tipo "b", recata dall'art. 24, co. 3, lett. b), della L. 240/2010 .
Per quanto concerne il reclutamento dei professori, l'art. 6, co. 6-bis, del D.L. 150/2013 (L. 15/2014 ) – come modificato dall'art. 4, co. 5-quinquies, del D.L. 244/2016 (L. 19/2017 ) – ha esteso complessivamente (da 5) a 9 anni la validità dell'idoneità conseguita per posti di professore e ricercatore universitari sulla base della disciplina previgente la L. 240/2010 (L. 210/1998 ). Ciò, evidentemente, al fine di consentire agli interessati di poter ancora essere chiamati dalle università.
A sua volta, l'art. 6, co. 2, del D.L. 192/2014 (L. 11/2015 ) ha prorogato al 31 ottobre 2015 il termine – già differito (dal 31 ottobre 2014) al 30 giugno 2015 con l'art. 14, co. 4, del D.L. 90/2014 (L. 114/2014 ) – per le chiamate di professori associati per gli anni 2012 e 2013, previste dal piano straordinario di cui all'art. 1, co. 24, della L. 220/2010 e all'art. 29, co. 9, della L. 240/2010 , mentre l'art. 1, co. 206, della L. 208/2015 ha previsto un piano straordinario per la chiamata di professori di prima fascia, al quale hanno potuto partecipare anche coloro che avevano ottenuto l'idoneità ai sensi della L. 210/1998 . A tal fine, ha disposto un incremento del FFO di € 6 mln nel 2016 e di € 10 mln annui dal 2017.
L'art. 1, co. 314-338, della stessa L. 232/2016 , istituendo il Fondo per il finanziamento quinquennale dei dipartimenti universitari di eccellenza, ha disposto, in particolare, che non più del 70% dell'importo complessivo del finanziamento (elevato, dal quinquennio 2023-2027, all'80% dall'art. 1, co. 633, della L. 205/2017 ) può essere utilizzato per il reclutamento di professori e di ricercatori.
Infine, l'art. 4, co. 3-bis, del D.L. 244/2016 (L. 19/2017 ) ha prorogato (dal 31 dicembre 2017) al 31 dicembre 2019 la possibilità per le università di procedere alla chiamata nel ruolo di professore di prima e di seconda fascia, previa valutazione, di professori di seconda fascia e ricercatori a tempo indeterminato già in servizio presso il medesimo ateneo, che abbiano conseguito l'abilitazione scientifica nazionale, utilizzando fino alla metà delle risorse disponibili per coprire i posti di professore di ruolo.
Tale previsione, introdotta dall' art. 7, co. 3, della L. 240/2010 , era stata revocata dall' art. 49 del D.L. 5/2012 ( L. 35/2012 ). Il vigente art. 7, co. 3, inoltre, prevede che possono essere attribuiti incentivi finanziari, a carico del FFO, ai professori e ai ricercatori che prendono servizio in atenei con sede in altra regione rispetto a quella della sede di provenienza, o nella stessa regione se previsto da un accordo di programma approvato dal Ministero, ovvero, a seguito di procedure di fusione o federazione fra atenei, in sede diversa da quella di appartenenza.
Nello specifico, l'art. 14 del D.L. 90/2014 (L. 114/2014 ) ha modificato innanzitutto la disciplina recata dagli artt. 15 e 16 della stessa L. 240/2010 , prevedendo, in particolare:
Inoltre, aveva previsto che la procedura di abilitazione relativa al 2014 doveva essere indetta entro il 28 febbraio 2015, previa revisione del regolamento emanato con DPR 222/2011 . La procedura di abilitazione relativa al 2014 non è, però, stata mai avviata.
Sulla base dell'art. 1, co. 10-sexies, del D.L. 210/2015 (L. 21/2016 ) – che ha differito al 31 dicembre 2016 il termine per l'emanazione del regolamento di modifica del DPR 222/2011 – è stato dunque emanato il DPR 95/2016 , il cui art. 3, co. 1, ha disposto che con decreto del competente direttore generale del Ministero, adottato ogni due anni entro il mese di dicembre, sono avviate, per ciascun settore concorsuale e distintamente per la prima e la seconda fascia dei professori universitari, le procedure per il conseguimento dell'abilitazione. Ha, altresì, disposto che le domande dei candidati sono presentate, unitamente alla relativa documentazione e secondo le modalità indicate nel regolamento, durante tutto l'anno.
L'art. 8, co. 3, a sua volta, ha disposto che la commissione conclude la valutazione di ciascuna domanda nel termine di tre mesi decorrenti dalla scadenza del quadrimestre nel corso del quale è stata presentata la candidatura (su tale previsione è poi intervenuto l'art. 4, co. 5-sexies, del D.L. 244/2016 -L. 19/2017 , estendendo il termine di 30 giorni).
Successivamente, sempre sulla base dell'art. 1, co. 10-sexies, del D.L. 210/2015 (L. 21/2016 ) – che ha fissato alla medesima data del 31 dicembre 2016 il termine per la riemanazione del decreto ministeriale volto a ridefinire criteri e parametri per la valutazione dei candidati ai fini dell'attribuzione della stessa abilitazione – è stato emanato il DM 120/2016 .
Con Decreto Direttoriale 29 luglio 2016, n. 1532 , è stata poi definita la procedura per il conseguimento dell'abilitazione scientifica nazionale e con Decreto Direttoriale 29 luglio 2016 n. 1531 è stata definita la procedura per la formazione delle commissioni nazionali per il conferimento della stessa.
In base all' art. 2 del D.D. 1532/2016, la domanda di partecipazione è presentata, ai sensi di quanto disposto dall' art. 3 del DPR 95/2016 , durante tutto l'anno, con modalità telematiche e secondo i seguenti termini:
Inoltre, con DM 29 luglio 2016, n. 602 , sono stati determinati i valori-soglia degli indicatori che devono essere raggiunti dai candidati per conseguire l'abilitazione, nonché quelli che devono essere raggiunti dagli aspiranti commissari per le procedure di abilitazione (di cui agli allegati C, D ed E del DM 120/2016).
Qui , in particolare, gli esiti dell'ASN secondo le nuove procedure.
Nel corso della XVII legislatura è stata più volte modificata la disciplina per la chiamata diretta da parte delle università per la copertura di posti di professore ordinario e associato (art. 1, co. 9, della L. 230/2005 ).
L' art. 1, co. 9, della L. 230/2005 prevede anche che possono essere destinatari di chiamata diretta: studiosi di chiara fama; studiosi impegnati all'estero da almeno un triennio in attività di ricerca o insegnamento universitario, che ricoprano una posizione accademica equipollente in istituzioni universitarie estere; studiosi che abbiano già svolto per chiamata diretta autorizzata dal MIUR, nell'ambito del "programma di rientro dei cervelli", un periodo di almeno 3 anni di ricerca e di docenza nelle università italiane e conseguito risultati scientifici congrui rispetto al posto per il quale ne viene proposta la chiamata; studiosi che siano risultati vincitori nell'ambito di specifici programmi di ricerca di alta qualificazione, finanziati dall'Unione europea o dallo stesso MIUR.
Nella XVII legislatura, l'art. 58, co. 3, del D.L. 69/2013 (L. 98/2013 ), ha escluso la necessità del parere nel caso di chiamata diretta di studiosi che siano risultati vincitori di specifici programmi di ricerca di alta qualificazione, ove la chiamata sia effettuata entro 3 anni dalla vincita del programma, e l'art. 14, co. 3-quater, del D.L. 90/2014 (L. 114/2014 ) ha sostituito il parere della commissione nominata dal CUN con il parere della commissione nazionale per le procedure di abilitazione scientifica per il settore scientifico-disciplinare per il quale è proposta la chiamata. Da ultimo, l'art. 1, co. 207-212, della L. 208/2015 ha escluso la necessità del previo parere anche per la chiamata di studiosi di elevato e riconosciuto merito scientifico reclutati in base alle procedure di cui al Fondo Natta.
In tal modo, si ritornerà alla cadenza previgente a quella introdotta con l'art. 8 della L. 240/2010 e conseguentemente disciplinata con il DPR 232/2011 , utilizzando gli stessi importi definiti per ciascuna classe stipendiale (triennale) dal medesimo DPR 232/2011 .

References: art. 1
 art. 1
 art. 7
 art. 66
 art. 7
 art. 49
 art. 7
 art. 3
 art. 2
 art. 3
 art. 1