Source: http://www.eccellenzeitaliane.com/dop-doc-igp/carota-novella-ispica-disciplinare.html
Timestamp: 2016-12-11 00:16:56+00:00

Document:
Carota Novella di Ispica-Disciplinare - Eccellenze Italiane
Carota Novella di Ispica-Disciplinare
Art. 1 – Denominazione L’indicazione Geografica Protetta ‘Carota Novella di Ispica’ è riservata esclusivamente alle carote che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di produzione.
Art. 2 – Descrizione e caratteristiche al consumo La ‘Carota Novella di Ispica’ ad indicazione geografica protetta è il prodotto della coltivazione della specie Daucus carota L.
All’atto della sua immissione al consumo presenta i seguenti parametri qualitativi: 1) Morfologici – forma cilindrica-conica; – assenza di radichette secondarie e radice apicale; – aspetto lucido dell’epidermide; – uniformità di colore; – assenza di fessurazioni del fittone; – calibro minimo: diametro 15 mm peso 50 g; – calibro massimo: diametro 40 mm peso 150 g.
3) Chimici-Nutrizionali – contenuto in glucidi: 5% del peso fresco; – contenuto in beta-carotene, in considerazione dell’epoca di produzione: 4 mg/100 g di prodotto fresco; – contenuto in sali minerali: compreso tra 0.5% e 0.9%.
Può ottenere il riconoscimento solo la ‘Carota Novella di Ispica’ appartenente alle categorie commerciali Extra e I , definite dalla norma CEE-ONU riguardante la commercializzazione e il controllo della qualità commerciale delle carote, così distinte: a) Categoria extra Le carote di questa categoria devono essere di qualità superiore e obbligatoriamente lavate.
Esse non devono presentare la colorazione verde o rosso violacea.
b) Categoria 1 a Le carote di questa categoria devono essere di buona qualità.
Art. 3 – Zona di produzione La zona di produzione dell’Indicazione Geografica Protetta (I.G.P.) ‘Carota Novella di Ispica’ comprende i comuni delle seguenti province fino ad un’altitudine di 550 m.s.l: – provincia di Ragusa: comuni di Acate, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Ispica, Modica, Pozzallo, Ragusa, Santa Croce Camerina, Scicli, Vittoria; – provincia di Siracusa: comuni di Noto, Pachino, Portopalo di Capo Passero, Rosolini; – provincia di Catania: comune di Caltagirone; – provincia di Caltanissetta: comune di Niscemi.
Le aree interessate alla coltivazione della Carota di Ispica e appartenenti ai suddetti comuni, sono da sempre state caratterizzate da un’omogeneità delle condizioni climatiche e pedologiche che ne hanno permesso la coltivazione fin dagli anni ’50. Infatti, il territorio di produzione della ‘Carota Novella di Ispica’ è caratterizzato da temperature medie invernali elevate, elevato numero di ore di luce solare, terreni di medio impasto tendente allo sciolto, talvolta al sabbioso, con scheletro non grossolano, con buona dotazione di elementi nutritivi, con buone caratteristiche di profondità e freschezza.
Art. 5 – Tecniche di produzione 5.1 – Lavorazioni preparatorie Le lavorazioni preparatorie principali consistono nell’eseguire un’aratura profonda 40-50 cm almeno un mese prima della semina. Successivamente si eseguiranno le lavorazioni preparatorie complementari volte ad ottenere un amminutamento e affinamento dello strato arato, mediante strumenti discissori e una o più fresature per interrare la concimazione di base. Ultima lavorazione prima della semina sarà effettuata con l’aiolatrice per la formazione delle prode rialzate in cui vengono seminate le carote.
5.2 Tecniche di avvicendamento La rotazione colturale deve essere effettuata allo scopo di ridurre le problematiche fitosanitarie e di evitare fenomeni di stanchezza del terreno. A tal fine dovrà essere attuata una rotazione triennale e, pertanto, la coltivazione di carota non potrà ritornare sullo stesso appezzamento prima che siano trascorse due annate agrarie. E’ ammessa la coltivazione sullo stesso appezzamento per due annate successive solo nei terreni in cui non sia stata mai coltivata la carota (ad esempio terreni in cui vi è stato un espianto di colture arboree).
La rotazione non è di tipo ‘chiuso’, nel senso che la coltivazione di carota può essere avvicendata con ortaggi da pieno campo, cereali e leguminose con schemi di rotazione ‘aperta’, secondo le programmazioni colturali aziendali.
5.4 – Fertilizzazione La fertilizzazione viene effettuata con un intervento in pre-semina (concimazione di base) e un paio di interventi post-emergenza (concimazione di copertura). Le unità fertilizzanti (U.F.) distribuite vengono calcolate in relazione ai livelli di asportazione della coltura per una resa media stimata in 400 500 quintali per ettaro, privilegiando sempre concimi misto-organici onde evitare accumulo di nitrati nei fittoni. E’ ammesso l’uso di concimi a base di meso e micro elementi.
In ogni caso non possono essere superate le seguenti quantità di U.F. ad ettaro: N P 2 O 5 K 2 O MgO
5.5 – Irrigazione Svolgendosi il ciclo vegetativo della pianta nel periodo autunnale invernale primaverile, le irrigazioni verranno effettuate per aspersione o irrigazione localizzata, utilizzando 150-300 mc di acqua per ettaro.
5.6 – Difesa fitosanitaria La difesa fitosanitaria viene basata sui principi della lotta integrata, attraverso interventi agronomici (semine rade, rispetto delle rotazioni colturali, scelta degli appezzamenti di coltivazione in funzione dell’esposizione, semine tardive nella seconda decade di ottobre meno suscettibili agli attacchi di alternaria), biologici (utilizzo di Bacillus per la lotta a lepidotteri nottuidi, oculata scelta delle varietà) e chimici.
I danni da fitofagi sulla ‘Carota Novella di Ispica’ sono normalmente poco rilevanti perché quasi tutto il ciclo della coltura coincide con il periodo di riposo invernale degli insetti e, pertanto, gli interventi con insetticidi chimici sono molto limitati.
Questo poi viene preso da una coppia di cinghie gommate che lo sollevano portandolo al dispositivo di cimatura del tipo a lama oscillante. Mentre le foglie vengono espulse verso la parte posteriore cadendo a terra, i fittoni cadono in un sottostante trasportatore trasversale a barrette rivestite di gomma che provvedono ad una prima separazione dalla terra. Altri trasportatori elevatori, poi completano tale pulizia, provvedendo a riversare i fittoni in appositi contenitori (bins) che, una volta riempiti, vengono scaricati a terra.
Le favorevoli condizioni pedo-climatiche caratterizzano l’epoca di produzione della ‘Carota Novella di Ispica’. Infatti, la Carota di Ispica è ‘novella’ cioè raggiunge la maturazione commerciale già alla fine di Febbraio (20 febbraio) e fino agli inizi di Giugno (15 giugno). Si delinea così un prodotto novello, tipico siciliano, che si lega totalmente al territorio di produzione.
La ‘Carota Novella di Ispica’, pertanto, è una carota presente sul mercato nel periodo invernale primaverile avente le caratteristiche organolettiche tipiche del prodotto fresco, quali croccantezza, profumo intenso ed un aroma di erbaceo.
Il territorio di produzione della ‘Carota Novella di Ispica’ è caratterizzato da temperature medie invernali elevate, elevato numero di ore di luce solare, terreni di buona fertilità. I parametri qualitativi e il particolare ciclo produttivo risultano intimamente legati alle caratteristiche fisiche (pedologiche e climatiche) e biochimiche (processi di trasformazione e utilizzazione delle sostanze necessarie alla vita) che interagendo, fanno del territorio ibleo un indispensabile sistema armonico, capace di esaltarli e caratterizzarli.
Nel territorio interessato alla produzione della ‘Carota Novella di Ispica’ non si verificano né eccessivi cali di temperatura, né eccessi di piovosità o di aridità. E’ dimostrato che le temperature che si verificano nel comprensorio sono quelle che favoriscono una colorazione molto intensa, anche per effetto non indifferente della luminosità, una conformazione molto regolare e un’ottimizzazione dei contenuti in zuccheri, beta carotene e sali minerali. Anche i terreni rispondono alle esigenze della coltivazione, che predilige il medio impasto tendente allo sciolto, con scheletro non grossolano, con buona dotazione di elementi nutritivi, con buone caratteristiche di profondità e freschezza, ma che va bene anche in terreni tendenti al sabbioso purché sostenuti da adeguate concimazioni e irrigazioni. Questi di fatto sono le caratteristiche pedologiche delle superfici su cui si sviluppa la coltivazione della ‘Carota Novella di Ispica’.
Nasce così in un’intima connessione tra l’area di produzione e la carota novella. Il consumatore identifica le sue caratteristiche con il territorio di origine. I vecchi produttori ricordano ancora che gli importatori europei dicevano di riconoscere immediatamente un carico di ‘Carota Novella di Ispica’, appena si apriva il vagone che le conteneva, per il profumo particolare e intenso che si sviluppava.
Nello stesso tempo nel territorio, a cominciare dagli anni 50, accadeva una rivoluzione socio economica che segnerà il territorio e che ne caratterizzerà il suo sviluppo nel futuro.
Rimane ancora il ricordo di quel grosso fenomeno sociale della migrazione bracciantile che avveniva nelle provincie di Ragusa e Siracusa nel periodo della raccolta della ‘Carota Novella di Ispica’ che, nel passato impegnava notevoli quantità di manodopera, innescando un flusso verso le zone del comprensorio proveniente, in particolare, dall’area montana dove le occasioni di lavoro erano limitate.
Sin dagli anni 70 l’intima connessione della ‘Carota Novella di Ispica’ con il territorio del comprensorio delimitato è stata occasione di pubblicazioni scientifiche (Pina avveduto, ‘La coltivazione della Carota ad Ispica’, L.E.R, 1972), convegni, tesi di laurea con riferimenti a prove e sperimentazioni svolte nel territorio del comprensorio, (G. Corallo, ‘La carota ad Ispica’, A.A
1969-1670, Università degli studi di Catania Facoltà di Economia e Commercio).
Le origini documentate della coltivazione della carota di Ispica risalgono al 1955 e a pochi anni dopo le prime notizie sulla sua esportazione. Dagli anni ’50, la coltivazione della Carota di Ispica si è progressivamente allargata fino a comprendere l’area delimitata al punto 4, sia per motivi legati al fenomeno agrario della ‘stanchezza del terreno’ sia per il grande successo commerciale riscontrato sui mercati nazionali ed esteri. Importanti testimonianze sono fornite dalla pubblicazione di Pina Avveduto ‘La Coltivazione della Carota ad Ispica’ del 1972, l’autrice relativamente alla rapida espansione della coltivazione della Carota di Ispica scriveva: ‘ Come è intuibile , la rapida diffusione della nuova coltivazione è stata favorita dalla facile commerciabilità del prodotto, accettato ed anzi richiesto da tutti i mercati nazionali ed internazionali per i sui pregi intrinseci . La nostra carota infatti si fa preferire per precocità, qualità di forma (pezzatura), proprietà organolettiche (colore, sapore), proprietà chimiche ( ricchezza di carotene e glucosio)’.
Art. 7 Controlli Il controllo sulla conformità del prodotto al disciplinare è svolto, da una struttura di controllo, conformemente a quanto stabilito dagli articoli 10 e 11 del Reg. (CE) n. 510/2006. Tale struttura è l’Organismo di controllo Suolo e Salute, Via Paolo Borsellino, 12/B – 61032 Fano (PU), tel./ fax.
39 0721 860543, e-mail : info@suoloesalute.it.
Art. 8 Confezione ed Etichettatura La ‘Carota Novella di Ispica’ IGP è confezionata in imballaggi sigillati, in maniera tale che l’apertura della confezione comporti la rottura del sigillo. Sono ammesse le seguenti confezioni: – vassoio fino a 2 kg ricoperto da film di protezione; – sacco di peso compreso tra 1 e 6 kg, in polietilene o polipropilene; – sacco salva-freschezza di peso compreso tra 6 e 12 kg.
La confezione reca obbligatoriamente sulla etichetta a caratteri di stampa chiari e leggibili, oltre al simbolo grafico comunitario e le informazioni corrispondenti ai requisiti di legge le seguenti ulteriori indicazioni: – logo della denominazione ‘Carota Novella di Ispica’ IGP; – il nome, la ragione sociale, l’indirizzo dell’azienda produttrice e confezionatrice; – la categoria commerciale di appartenenza ‘extra’ e ‘I’.
Il logo della ‘Carota Novella di Ispica’ si compone di un segno grafico (colore arancio) che rappresenta una carota, sormontato da un triangolo irregolare (verde) con il vertice rivolto verso il basso. Il segno grafico è disposto a sinistra rispetto alla dicitura ‘Carota Novella di Ispica’. La ‘N’ maiuscola di ‘Novella’ interseca la sagoma della carota circa a metà della propria altezza, mentre la dicitura ‘di Ispica’ viene riportata sotto ‘Novella’, tutte le lettere sono di colore verde. I caratteri hanno le estremità arrotondate.
I colori pantone di riferimento sono: Pantone 348 C (verde) stampa in quadricromia: C 100; M 0; Y 79; K 27; Pantone 144c (arancio) stampa in quadricromia: C 0; M 47; Y 100; K 0.
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References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 5

Art. 7

Art. 8