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Timestamp: 2019-04-24 22:55:24+00:00

Document:
Dies_Annualis
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AL TRIBUNALE DELLA ROTA ROMANA
PER L'INAUGURAZIONE DELL'ANNO GIUDIZIARIO
Sala Clementina Martedì, 29 gennaio 2019
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2019/january/documents/papa-francesco_20190129_rota-romana.html
D’altra parte, i coniugi che vivono il loro matrimonio nell’unità generosa e con amore fedele, sostenendosi a vicenda con la grazia del Signore e con il necessario supporto della comunità ecclesiale, rappresentano a loro volta un prezioso aiuto pastorale alla Chiesa. Infatti, offrono a tutti un esempio di vero amore e diventano testimoni e cooperatori della fecondità della Chiesa stessa. Davvero tanti sposi cristiani sono una predica silenziosa per tutti, una predica “feriale” direi, di tutti i giorni, e dobbiamo purtroppo constatare che una coppia che vive da tanti anni insieme non fa notizia - è triste questo -, mentre fanno notizia gli scandali, le separazioni, i divorzi… (cfr Omelia a S. Marta, venerdì 18 maggio 2018).
Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 26.02.2019
del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro
sull’Attività del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro nel 2018
Rev.mo prof. Giuseppe BONFRATE Professore Straordinario della Facoltà di Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana,
Rev.mi Rappresentanti Religiosi, Onorevoli Autorità Civili,
Signori Avvocati e Illustri Operatori Giudiziari del Tribunale,
Cari Signore e Signori
Rivolgo un cordiale saluto e ringraziamento a Voi tutti intervenuti che, accogliendo il nostro invito, onorate con la Vostra presenza, la celebrazione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2019 del nostro Tribunale.
Esprimo innanzitutto un sincero ringraziamento alla Conferenza Episcopale Umbra con il Suo Presidente S. Ecc. Rev.ma Mons. Renato BOCCARDO, Arcivescovo di Spoleto-Norcia, per la fiducia accordataci e per l’attenzione a noi riservata e, in particolare, gratitudine a Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Gualtiero BASSETTI, Presidente della CEI, ma nello stesso tempo Moderatore del nostro Tribunale che, attraverso il costante consiglio e l’attenta vigilanza accompagna con premura la nostra attività.
Un grazie caloroso rivolgo al Rev.mo prof. Giuseppe BONFRATE, Socio della Fondazione Lorenzo Valla, Membro del Gruppo Italiano di Ricerca su Origene e la Tradizione Alessandrina (GIROTA), già docente di Fondamenti Etico-religiosi delle relazioni internazionali all’Università Link Campus – University of Malta in Rome e di Storia delle religioni all’Università Roma Tre, Professore Straordinario della Facoltà di Teologia, presso la Pontificia Università Gregoriana, Consultore della Segreteria Generale Sinodo dei Vescovi, autore di numerose pubblicazioni di cui cito a mo’ di esempio «Amoris laetitia, la sapienza dell’amore. Fragilità e bellezza della relazione nel matrimonio e nella famiglia» pubblicato il 30/11/2017.
Il prof. Giuseppe BONFRATE ha accolto il nostro invito di partecipare a questa solenne Inaugurazione dell’Anno giudiziario e ci farà una preziosissima relazione sul tema: “Amoris laetitia”, un tema che espone la bellezza dell’amore coniugale descritto da Papa Francesco alla luce degli approfondimenti e considerazioni attuali emersi nei due Sinodi dei Vescovi. Il Testo dell’esortazione pontificia è stato oggetto di critiche e incomprensioni, estrapolando alcune espressioni pontificie dal contesto, trascurando invece l’intera opera, che in modo stupendo dipinge l’amore umano nel contesto matrimoniale, trattando luci e ombre, con la franchezza e la chiarezza tipiche di Papa Francesco. Nella sua Esortazione Egli affronta tutti i temi della vita familiare, senza mai eccedere nell’idealismo surreale, ma nello stesso tempo impossibile e utopistico, e confidiamo nel nostro Relatore, affinché possa aiutarci ad approfondire e apprezzare ancora meglio l’Esortazione del Papa.
Con viva cordialità porgo il mio benvenuto a Mons. Roberto Malpelo, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Etrusco, per noi il Tribunale ordinario d’appello, insieme a don Pedro Daniel Dalio.
Un saluto a Don Mario Colabianchi Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno, accompagnato da un patrono stabile, venuti dalle Marche.
SINTESI DELL’ATTIVITÀ DEL TEIU NELL’ANNO 2018
Premessa: Prima di esporre l’attività del nostro Tribunale ecclesiastico, ritengo doveroso precisare che la vita del nostro Tribunale, nell’anno appena trascorso, si è svolta in un clima di grande serenità e collaborazione da parte di tutti gli operatori. Come sempre l’attività del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro, svolta nell’ultimo anno, rappresenta il frutto di un impegno corale del Collegio dei Giudici, dei Collaboratori e di tutti gli Operatori della giustizia canonica. L’impegno unanime e fattivo per rispondere al meglio alle attese dei Pastori e dei fedeli che si sono avvicinati al ministero di giustizia del nostro Tribunale è stato, come sempre, tangibile.
L’incremento dei procedimenti decisi e un lieve calo delle cause introdotte, dovuto all’avvicendamento di un patrono stabile, rappresentano la risposta più evidente alla sfida lanciata dalla vigente nuova normativa canonica, ma è stato anche il frutto di un impegno di sensibilizzazione capillare realizzato nel corso dello scorso anno. L’informazione e la formazione rappresentano lo strumento più idoneo alla conoscenza della dimensione giudiziale della Chiesa.
Si può affermare che talune diffidenze e incomprensioni, che per anni hanno accompagnato la vita dei tribunali, quali ad esempio: l’eccessiva lunghezza dei processi e la questione degli oneri economici esagerati, iniziano lentamente ad essere ridimensionate. Ciò anche grazie all’intervento di parroci e sacerdoti che informano puntualmente e incoraggiano i fedeli a verificare la propria situazione matrimoniale presso il nostro Tribunale ecclesiastico. Il rapporto con i sacerdoti, ancora da migliorare, è davvero fondamentale ed esprime al meglio la natura pastorale del servizio giudiziale, che sempre più assume la forma di un servizio “in uscita”. Anche gli operatori della giustizia ecclesiale si sentono, ormai a pieno titolo, protagonisti di una “chiesa in uscita” (EG 20-24).
Ora voglio riferire sull’attività svolta dal nostro Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro di prima istanza, competente per le cause di nullità matrimoniale per le Arcidiocesi e le Diocesi in Umbria, nell’anno 2018:
A pag. 4 del libretto: cause di nullità pendenti al 31/12/2017 erano 94.
Nel corso dell’anno 2018 sono state introdotte n. 94 cause di N.M. più 1 riassunta, n. 1 Super Rato e nessun breviore.
Nel 2018 sono state trattate ben n. 189; cause di N.M. concluse 111, di cui 110 con sentenza affermativa, nessuna con sentenza negativa, 1 causa è andata perenta.
Al 31/12/2018 risultavano pendenti 78 cause NM e nessuna richiesta di dispensa super rato, di cui: 8 = prossime alla sentenza, 12 = in fase dibattimentale; 30 = giacenti presso i Periti; 27 = in fase istruttoria e 1 = sospesa.
Ora (a pag. 7 del libretto), vogliamo brevemente soffermarci sui CAPI DI NULLITÀ ACCUSATI, CON I RISPETTIVI PRONUNCIAMENTI:
Circa la durata delle cause, (a pag. 7 del libretto) a conferma che il cd. processo ordinario, di fatto è un processo che si conclude nei tempi rapidi (brevi):
Attività dei Patroni stabili (a pag. 19 del libretto):
Riepilogo dell’attività di consulenza dei Patroni stabili nel 2018
Pendenti al 31.12.2017
Introdotte nel 2018
Pendenti al 31.12.2018
Procedimenti di dispensa di Super Rato supportate dal Patrono stabile:
Pendenti dal 31.12.2017
Introdotti nel 2018
Aggiungo ancora per completezza il confronto dell’attività dei nostri Patroni stabili con il numero delle cause NM introdotte da loro e da cd. “Patroni esterni”, (a pag. 5 del libretto):
CAUSE INTRODOTTE NEL 2018
Patrocinio ex officio
Questo sintetico, ma nello stesso tempo chiarissimo confronto vi dà l’idea della grande mole di lavoro, di ascolto e di servizio offerto dai nostri Patroni stabili, ai quali ogni anno ricorrono tantissimi fedeli che svolgono gratuitamente la loro prestazione d’opera professionale. Ora, da una parte i numeri riportati confermano la gravità della crisi economica che continua a gravare sulle persone, tante delle quali, non avrebbero avuto nessuna possibilità di ricorrere agli avvocati ecclesiastici, (i quali pur avendo ben definiti limiti del loro onorario dal min. di € 1575,00 – al max. di € 2.992,00), non se lo sarebbero potuto permettere e senza l’assistenza del Patrono stabile, non avrebbero potuto conoscere la verità sul loro matrimonio.
Dall’altra parte notiamo dai numeri l’impagabile, costante impegno dei nostri due Patroni stabili, che non si risparmiano, anzi con grande ed ammirevole dedizione vengono incontro alle numerosissime richieste di consulenza e patrocinio, dando ascolto, accoglienza e comprensione ai numerosi fedeli. L’impatto con il patrono stabile è spesso il primo e decisivo incontro con il tribunale e la prima impressione determina la fiducia e stima verso le Istituzioni della Chiesa.
Grazie carissimi Patroni Stabili perché con il Vostro operato e l’esempio date viva testimonianza della gratuità e dell’ascolto della Chiesa ai fedeli bisognosi di verità sul loro matrimonio.
È da osservare, che con la fine dell’anno 2018, il Patrono stabile, avv. Giuseppe Carpita, dopo oltre 20 anni di un egregio e fruttuoso servizio, ha concluso il suo servizio, andando in meritata pensione. Al suo posto è stata nominata come patrono stabile l’avv. Daniela Pagano, che dal primo gennaio 2019 ha iniziato il servizio presso QNT. Questo avvicendamento ha portato un minimo calo delle cause introdotte, che siamo sicuri riprenderà con nuova forza e slancio dell’Avv. Pagano, alla quale diamo il nostro benvenuto e augurio di un fruttuoso servizio;
Il Giudice Don Marek SYGUT nel dicembre 2018 ha cambiato Diocesi trasferendosi dall’Umbria in Toscana e così non potrà più collaborare con noi. Ci dispiace perché perdiamo un validissimo giurista e collaboratore, impoverendo ulteriormente il già risicato numero dei giudici, ma nello stesso tempo Gli auguriamo ogni Bene nel Signore, affinché possa esprimere, altrettanto bene, se non di più, le Sue doti umane e giuridiche nella nuova Regione Ecclesiastica.
In vista del prossimo rinnovo quinquennale dell’Organico del nostro Tribunale, previsto entro il giugno 2019, ho chiesto a tutti gli avvocati del nostro Albo di fornirmi i dati utili e necessari per mantenere la loro iscrizione, come da ultime disposizioni. Alla fine è stato redatto l’elenco aggiornato, drasticamente ridotto dalle risposte degli interessati.
Inoltre, come ben sapete, dopo l’entrata in vigore del GDPR (in inglese General Data Protection Regulation, – Regolamento Generale sulla Protezione Dati – ufficialmente regolamento (=vigente) UE n. 2016/679) in tutti i paesi dell’Unione Europea dal 25 maggio 2018 e quindi anche in Italia, ho chiesto una precisa ed esplicita autorizzazione al Trattamento dei Dati Personali da parte di tutti gli interessati. Le risposte hanno determinato i dati aggiornati, che ora sono confrontabili sul nostro sito http://www.tribunaleecclesiasticoumbro.it e nei libretti informativi stampati, come ogni anno, in occasione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario.
Quest’anno, nel suo tradizionale Discorso alla Rota Romana, papa Francesco ha posto l’attenzione sull’importanza dell’unità e della fedeltà del vincolo matrimoniale. Unità e fedeltà sono i due “fondamentali capisaldi” – afferma il Pontefice – “non solo della teologia e del diritto matrimoniale canonico, ma anche e ancor prima dell’essenza stessa della Chiesa di Cristo”. “Questi due beni matrimoniali, infatti, – sottolinea il Papa –, prima di essere, anzi, per essere obblighi giuridici di ogni unione coniugale in Cristo, devono essere epifania della fede battesimale”.
“Perché sia validamente contratto, – precisa il Papa – il matrimonio richiede che si stabilisca in ciascuno dei nubendi una piena unità e armonia con l’altro, affinché, attraverso il mutuo scambio delle rispettive ricchezze umane, morali e spirituali – quasi a modo di vasi comunicanti – i due coniugi diventino una sola cosa. Il matrimonio richiede anche un impegno di fedeltà, che assorbe tutta la vita, diventando stabilmente consortium totius vitae (can.1135)”.
Papa Francesco indica un’urgenza impellente: “È necessario che la Chiesa, in tutte le sue articolazioni, agisca concordemente per offrire adeguato sostegno spirituale e pastorale”. In questo contesto – conclude il Pontefice – “Il diritto si pone al servizio della salus animarum e della fede degli sposi, per comprendere (…) i principi della dottrina cattolica, per quanto riguarda l’idea naturale del matrimonio, con relativi obblighi e diritti, e ancor più per quanto concerne la sua realtà sacramentale”.
Mi piace concludere con quanto il Papa afferma al n. 3 dell’esortazione postsinodale Amoris Laetitia: “Ricordando che il tempo è superiore allo spazio, desidero ribadire che non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero. Naturalmente, nella Chiesa è necessaria una unità di dottrina e di prassi, ma ciò non impedisce che esistano diversi modi di interpretare alcuni aspetti della dottrina o alcune conseguenze che da essa derivano. Questo succederà fino a quando lo Spirito ci farà giungere alla verità completa (cfr Gv 16,13), cioè quando ci introdurrà perfettamente nel mistero di Cristo e potremo vedere tutto con il suo sguardo. Inoltre, in ogni paese o regione si possono cercare soluzioni più inculturate, attente alle tradizioni e alle sfide locali. Infatti, «le culture sono molto diverse tra loro e ogni principio generale [...] ha bisogno di essere inculturato, se vuole essere osservato e applicato»”.
Con questi presupposti siamo certi di poter sempre meglio operare nel futuro.
A tutti: Giudici, Difensori del Vincolo, Cancelliere, Notai, Periti, Avvocati, la più viva gratitudine e l’augurio di buon lavoro. Grazie per l’attenzione!
Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 06.03.2018
Relazione del Vicario Giudiziale P. Cristoforo Pawlik OFM Cap.
sull’Attività del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro nel 2017
Eminenza Reverendissima Cardinale Gualtiero BASSETTI
Mons. Paolo BIANCHI Vicario Giudiziale del TER Lombardo,
Rivolgo un cordiale saluto e ringraziamento a Voi tutti intervenuti che, accogliendo il nostro invito, onorate con la Vostra presenza, la celebrazione dell’Inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2018 del nostro Tribunale.
Consentitemi di ringraziare gli Eccellentissimi Arcivescovi e Vescovi della Regione Ecclesiastica Umbra: abbiamo bisogno della Vostra vicinanza per continuare a fornire un sollecito e puntuale servizio.
È con particolare gratitudine che mi rivolgo a Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Gualtiero BASSETTI, Moderatore del nostro Tribunale, che il 24/05/2017 è stato nominato Presidente della CEI, e comunque accompagna con premura la nostra attività.
Vogliamo complimentarci con S. Ecc. Rev.ma Mons. Renato Boccardo, Arcivescovo di Spoleto-Norcia, per la sua recente elezione (8/09/2017) a Presidente della CEU.
Inoltre, vogliamo dare il nostro più cordiale benvenuto a S. Ecc. Rev.ma Mons. Luciano Paolucci Bedini, nuovo Vescovo di Gubbio, che per la prima volta partecipa al nostro Dies annualis.
Un grazie caloroso rivolgo al Mons. Paolo BIANCHI Vicario Giudiziale del TER Lombardo, insigne esperto di Diritto processuale canonico, che ha accettato di partecipare a questa solenne Inaugurazione dell’Anno giudiziario.
Mons. Paolo BIANCHI ha accolto il nostro invito e ci terrà una preziosa prolusione sul tema: “Le Condizioni di Ammissione al Processo Breviore e il Ruolo del Vescovo in tale Forma Processuale”, la vera novità del MP Mitis Iudex Dominus Iesus con cui Papa Francesco nel 2015 ha riformato il processo di nullità matrimoniale. Sono convinto che la Sua relazione per tutti noi sarà un vero arricchimento.
Con viva cordialità porgo il mio benvenuto a Mons. Roberto Malpelo, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Etrusco - per noi il Tribunale ordinario d’appello - e a Don Pedro Daniel Dalio venuti da Firenze.
Un saluto a Don Mario Colabianchi nuovamente nominato Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Piceno e altri venuti dalle Marche.
Benvenuto a Mons. Pasquale Larocca, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Pugliese.
Sono grato a tutti i miei collaboratori che nei vari ruoli: Cancelliere, Giudici, D.V. Patroni stabili, Periti e personale dipendente, che si impegnano per il buon andamento del Tribunale. Ringrazio il Signore per avermeli affiancati, perché grazie a loro si sono potuti ottenere i risultati che esporrò.
SINTESI DELL’ATTIVITÀ DEL TEIU NELL’ANNO 2017
È mio gradito compito, ora, riferire sull’attività svolta dal nostro Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro di prima istanza, competente per le cause di nullità matrimoniale per le Arcidiocesi e le Diocesi in Umbria, nell’anno 2017:
A pag. 5 del libretto: Cause di nullità pendenti al 31/12/2016 erano 93.
Nel corso dell’anno 2017 sono state introdotte n. 106 cause di N.M. e nessun Super Rato. NB. Tra le cause di nullità trattate dal TEIU 1 è stata introdotta e trattata con rito breviore e 1 documentale.
Nel 2017 sono state portate a termine n. 104 cause di N.M., compresa breviore e documentale, di cui 102 con sentenza affermativa, 1 con sentenza negativa e 1 causa è stata archiviata per la morte della Parte convenuta.
Al 31/12/2017 risultavano pendenti 95 cause NM e nessuna richiesta di dispensa super rato, di cui: 9 = prossime alla sentenza, 14 = in fase dibattimentale; 35 = giacenti presso i Periti; 36 = in fase istruttoria e 1 sospesa.
Ora, vogliamo brevemente soffermarci sui CAPI DI NULLITÀ ACCUSATI, CON I RISPETTIVI PRONUNCIAMENTI:
Esclusione indissolubilità 1101 § 2 5 -
1108§1 1111§2
Come ben noto la causa di nullità matrimoniale può essere presentata per più capi, che comunque devono essere trattati singolarmente, in quanto basta che sia provato un solo capo di nullità per dichiarare nullo il matrimonio. Così complessivamente abbiamo avuto nel 2017 ben 112 decisioni affermative e 19 negative che complessivamente danno 131 decisioni, che vanno ben oltre le statistiche riferite al numero delle cause introdotte e decise. Questo confronto rende meglio l’opera del nostro Tribunale nel 2017.
È importante rilevare che oltre alla breve durata del processo di nullità si è raggiunta anche una rapida stesura delle sentenze a conferma che si è tenuto a dare risposte puntuali alle domande, nell’arco di un mese nel rispetto dei cann. 1453 e 1610 §3.
Dobbiamo invece migliorare i tempi delle perizie per evitare il protrarsi delle cause oltre i tempi canonici. Qui il mio appello a tutti i periti di rispettare i termini di quattro mesi per l’espletamento delle perizie che partono dalla data della nomina. A tal proposito aggiungo che negli altri Tribunali Ecclesiastici Italiani il tempo concesso per la perizia va da 2 a 3 mesi dalla nomina.
I COSTI DELLE CAUSE E ATTIVITÀ DEI PATRONI
Nonostante come tante volte ripetuto da diverse autorevoli fonti e in questa sede, purtroppo ancora oggi circolano notizie infondate riguardo ai costi delle cause per ottenere la dichiarazione di nullità matrimoniale. Per questo tante persone sono scoraggiate, diffidenti fino a rinunciare in partenza ad accostarsi al Tribunale Ecclesiastico per introdurre la causa, pur avendone diritto e motivi validi.
Per questo motivo torno a ricordare e ribadire con fermezza, perché ne siano informati tutti i qui presenti e altri che potranno leggere questa nota esplicativa, che il contributo delle parti alle spese processuali è il seguente:
la parte convenuta non è tenuta ad alcun contributo, ove partecipi all’istruttoria e SOLO nel caso in cui si costituisce è tenuta a versare €262,50.
Ricordo che nella Chiesa la giustizia è accessibile a tutti senza distinzione, tanto è vero che anche quest’anno tante persone, trovandosi in difficoltà hanno chiesto ed ottenuto la riduzione o l’esonero dal contributo dovuto per le spese processuali. Ne è la prova: (47 sono stati gli esonerati totali; 22 le riduzioni; 37 P.A. e 3 P.C. hanno contribuito regolarmente).
Circa il numero delle CAUSE INTRODOTTE NEL 2017 (a pag. 6 del libretto) si nota che ben 97 sono state patrocinate dai Patroni stabili (dove le parti non hanno dovuto sborsare neppure un centesimo per l’avvocato, che è totalmente retribuito dal Tribunale); e solo 9 sono state introdotte dai Patroni di fiducia.
Per chiarezza ritengo utile ricordare che, per le Norme CEI, l’onorario complessivo per il patrocinio dell’avvocato di fiducia nel primo grado: va dal min. di € 1575,00 – al max. di € 2.992,00 e nel processo di appello ai suddetti onorari si aggiungono: da un min. di € 604,00 – ad un max. di € 1.207,00, che non sono cifre impossibili per chi lavora e ha uno stipendio. A scanso di equivoci aggiungo che gli avvocati di fiducia, sono obbligati a presentare la nota spese, giustificando le voci e le cifre, che vengono da noi inviate ai loro assistiti, per avere la conferma, e per vigilare sulle richieste che non eludano i criteri di buon senso e l’honesta mercede, un principio irrinunciabile della morale cattolica cristiana, che prevede per chi lavora il diritto alla giusta ricompensa.
A pag. 19 del libretto: Troverete in dettaglio l’attività dei Patroni stabili
Riepilogo dell’attività dei Patroni stabili nel 2017
Pendenti al 31.12.2016 = 23 + 49
Introdotte nel 2017 = 44 + 53
Trattate = 67 + 102
Definite = 26 + 59
Pendenti al 31.12.2017 = 41 + 43
Il confronto numerico riportato ci ricorda la gravità della crisi economica della nostra società, che nonostante i proclami della campagna elettorale alla quale abbiamo recentemente assistito, non migliora. Di fronte alla vera emergenza devo elogiare l’impagabile impegno dei nostri due Patroni stabili, che non si risparmiano, anzi con ammirevole dedizione e abnegazione vengono incontro alle numerosissime richieste di consulenza e patrocinio dei fedeli.
Allo stato attuale non ci sono norme o disposizioni che definiscano o limitino il ricorso ai patroni stabili. Da una parte ne soffrono i patroni di fiducia, avvocati ecclesiastici che hanno investito tempo e denaro per servire i fedeli con situazioni matrimoniali fallite, e oggi non hanno “clienti”, vivendo anch’essi un grave disagio economico. Dall’altra, però, i patroni stabili sono l’esempio e la testimonianza della gratuità dei procedimenti matrimoniali, accessibili a tutti, indigenti e benestanti, senza distinzione. Grazie carissimi Patroni Stabili perché con il Vostro operato e l’esempio date viva testimonianza della gratuità, dell’ascolto e dell’accoglienza della Chiesa ai fedeli bisognosi di verità sul loro matrimonio.
Quest’anno, nel suo tradizionale Discorso alla Rota Romana (ndr invito tutti alla lettura integrale del testo), papa Francesco ha posto l’attenzione sull’importanza della coscienza nel dichiarare la nullità o la validità del vincolo matrimoniale. «L’ambito della coscienza è stato molto caro ai Padri degli ultimi due Sinodi dei Vescovi, – ricorda Papa Francesco – ed è risuonato in modo significativo nell’Esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia. Ciò è derivato dalla consapevolezza che il Successore di Pietro e i Padri sinodali hanno maturato circa l’impellente necessità di ascolto, da parte dei Pastori della Chiesa, delle istanze e delle attese di quei fedeli i quali hanno reso la propria coscienza muta e assente per lunghi anni e, in seguito, sono stati aiutati da Dio e dalla vita a ritrovare un po’ di luce, rivolgendosi alla Chiesa per avere la pace della loro coscienza.
La fede è luce che illumina – precisa il Papa – non solo il presente ma anche il futuro: matrimonio e famiglia sono il futuro della Chiesa e della società. È necessario pertanto favorire uno stato di catecumenato permanente, affinché la coscienza dei battezzati sia aperta alla luce dello Spirito. L’intenzione sacramentale non è mai frutto di un automatismo, ma sempre di una coscienza illuminata dalla fede, come il risultato di una combinazione tra umano e divino. In questo senso, l’unione sponsale può dirsi vera solo se l’intenzione umana degli sposi è orientata a ciò che vogliono Cristo e la Chiesa». (Cfr. Allocuzione alla Rota Romana, 29/01/2018).
NB. Mentre negli altri Sacramenti il Ministro celebrante è il vescovo o il sacerdote, invece per il Matrimonio i celebranti sono gli stessi sposi nel momento in cui manifestano e si scambiano il consenso[1]; il sacerdote accoglie il consenso e celebra la Messa Nuziale, ma non è lui a “sposare”. Infatti nel Rito del Matrimonio il sacerdote non pronuncia frasi che “sposano”, ma “assiste” e ratifica le dichiarazioni dei coniugi.
Alla luce dell’insegnamento Pontificio, la mancanza della fede, la lontananza dalla pratica religiosa e la vita vissuta nell’opposizione ai principi morali cristiani, ecc. (elementi che in buona parte possono essere verificati e provati con l’istruttoria canonica), incidono o almeno possono incidere gravemente sul consenso matrimoniale, che non può più essere inteso – come insegna Papa Francesco – come un “automatismo” (=ex opere operato[2]), ma esige sempre per la sua validità «una coscienza illuminata dalla fede (ossia l’intenzione di fare davvero ciò che fa la Chiesa[3]), come il risultato di una combinazione tra umano e divino».
A queste condizioni risulta ovvio che «la coscienza assume un ruolo decisivo nelle scelte impegnative che i fidanzati devono affrontare per accogliere e costruire l’unione coniugale e quindi la famiglia secondo il disegno di Dio».
Di conseguenza la mancanza della fede può costituire una causa simulandi, dove gli sposi formalmente compiono un rito nuziale, senza però (ac)cogliere tutti i beni e le proprietà del matrimonio e così, di fatto, simulano il consenso matrimoniale. In tal caso le persone compiono un atto solo per iocum = per gioco (dal latino iocus = scherzo, burla, gioco), simulando e fingendo di sposarsi, ma di fatto non producono alcun effetto. In altre parole, alla luce dell’insegnamento di Papa Francesco, non si può pretendere che l’intenzione umana generale nel consenso matrimoniale sia identificata automaticamente “a ciò che vogliono Cristo e la Chiesa”.
Ovviamente bisogna approfondire e comprendere bene il livello della fede minima e necessaria, cosa assai difficile, per dar vita al sacramento del matrimonio, che non possiamo affrontare e risolvere in questa sede. Speriamo che la dottrina e la giurisprudenza, in un breve lasso di tempo, ci diano aiuti e indicazioni certe per applicare bene la Legge canonica e gli insegnamenti pratici sul matrimonio di Papa Francesco.
«In ordine alla dichiarazione di nullità o validità del vincolo matrimoniale, – ricorda ancora Papa Francesco – voi (ndr giudici) vi ponete, in certo senso, come esperti della coscienza dei fedeli cristiani. In questo ruolo, siete chiamati ad invocare incessantemente l’assistenza divina per espletare con umiltà e misura il grave compito affidatovi dalla Chiesa, manifestando così la connessione tra la certezza morale, che il giudice deve raggiungere ex actis et probatis, e l’ambito della sua coscienza, noto unicamente allo Spirito Santo e da Lui assistito. Grazie alla luce dello Spirito vi è dato, infatti, di entrare nell’ambito sacro della coscienza dei fedeli…
Cari giudici della Rota Romana, la stretta connessione tra l’ambito della coscienza e quello dei processi matrimoniali di cui quotidianamente vi occupate, – insiste il Sommo Pontefice – chiede di evitare che l’esercizio della giustizia venga ridotto a un mero espletamento burocratico. Se i tribunali ecclesiastici cadessero in questa tentazione, tradirebbero la coscienza cristiana. (…) Tale opera deve svolgersi nella sapienza e nella ricerca della verità: solo così la dichiarazione di nullità produce una liberazione delle coscienze». (Cfr. Allocuzione alla Rota Roman, c.a.).
Alla luce delle parole del Sommo Pontefice abbiamo la consapevolezza che le procedure canoniche eseguite con equità garantiscono la Giustizia, la Verità, la Carità ai fedeli che chiedono una risposta autorevole e autentica che dia le soluzioni ai loro fallimenti matrimoniali e non semplicemente risposte sbrigative, affermazioni che non portano la pace desiderata e auspicata, non “liberano le coscienze” – così come si è espresso il Santo Padre –, ma lasciano lo spazio ai dubbi, timori e perplessità di non essere stati trattati seriamente. Le vigenti procedure canoniche non sono cavillose e «l’esercizio della giustizia non è ridotto a un mero espletamento burocratico», non perseguitano la gente e non impediscono di ottenere la Giustizia con la “G” maiuscola nei tempi ragionevoli.
Vi assicuro che, chi lavora nel Tribunale ecclesiastico non è prevenuto né insensibile alle sofferenze dei fedeli, anzi è molto attento e aperto alle indicazioni del Magistero Autentico, ma nello stesso tempo non può fingere e applicare soluzioni solo apparenti, (il c.d. buonismo) che non risolvono il problema di fondo, ovvero la Fede in Dio e nella Chiesa, con i suoi Sacramenti che sono e rimangono fonte genuina di Grazia.
Mi permetto, in conclusione, di ribadire che, noi Giudici e tutti gli operatori di QNT, nell’arduo e delicato compito di giudicare, abbiamo cercato di farlo sempre guidati dal senso della carità pastorale, attenti, secondo le indicazioni pontificie, affinché la Fede della Chiesa nel Sacramento del Matrimonio non venga disattesa.
Ora chiediamo a S. Em. Rev.ma Card. Gualtiero BASSETTI, Moderatore del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Umbro, di voler benedire il nostro lavoro e dichiarare Solennemente Aperto l’Anno Giudiziario 2018 del nostro Tribunale.
[1] Cfr. CCC n. 1623: Secondo la tradizione latina, sono gli sposi, come ministri della grazia di Cristo, a conferirsi mutuamente il sacramento del Matrimonio esprimendo davanti alla Chiesa il loro consenso. (v. Papa Francesco, Es. Ap. Amoris Laetitia, n. 75).
[2] Cfr. CCC, n. 1128: “È questo il significato dell’affermazione della Chiesa: i sacramenti agiscono ex opere operato (lett. «per il fatto stesso che l’azione viene compiuta»), cioè in virtù dell’opera salvifica di Cristo, compiuta una volta per tutte. Ne consegue che «il sacramento non è realizzato dalla giustizia dell’uomo che lo conferisce o lo riceve, ma dalla potenza di Dio». Quando un sacramento viene celebrato in conformità all’intenzione della Chiesa, la potenza di Cristo e del suo Spirito agisce in esso e per mezzo di esso, indipendentemente dalla santità personale del ministro. Tuttavia i frutti dei sacramenti dipendono anche dalle disposizioni di colui che li riceve”.
[3] La sana teologia insegna che l’intenzione oggettiva del Ministro, per rendere valido il sacramento, consiste nel fare ciò che fa la Chiesa (Concilio di Trento, DS 1611). [Questa formula era già stata usata dal 1414 al 1418 nel Concilio di Costanza (DS 1262), dal 1438 al 1445 nel Concilio di Firenze, e dopo il Concilio tridentino sarà usata nel 1690 nel Decreto contro i Giansenisti (DS 2328) ed infine da LEONE XIII nella Lettera Apostolicae curae del 1896 (DS 3318)] e non consiste nel credere ciò che essa crede e insegna, cosa che renderebbe la validità dei sacramenti soggetta a una miriade di dubbi negativi e soggettivi, i quali porterebbero allo scrupolo universale. Quindi dalla premessa, realmente fondata, dei suddetti teologi non si può dedurre la conclusione, indebita, della invalidità in sé dei nuovi Riti dei sacramenti, ma al massimo si può arguire che la nozione teologica dei Ministri post-conciliari riguardo ai sacramenti non sempre sia in sintonia con quella della Chiesa, il che, però, non invalida di per sé il sacramento, anche se può portare il Ministro al peccato grave contro la fede e all’eresia personale. In breve il sacramento è valido in sé, ma potrebbe essere gravemente illecito da parte del ministro.
http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2018/january/documents/papa-francesco_20180129_annogiudiziario-rotaromana.html

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 § 2
 §3