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Timestamp: 2020-03-30 05:11:16+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 12951 del 23/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12951 del 23/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 23/05/2017, (ud. 04/04/2017, dep.23/05/2017), n. 12951
sul ricorso 8018-2016 proposto da:
N.R., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA GIOVANNI
ANTONELLI, 4, presso lo studio dell’avvocato Angelo Gigliola, che lo
avverso la sentenza n. 4221/12/2015 della COMMISSIONE TRIBUTARIA
partecipata del 04/04/2017 dal Consigliere Dott. MANZON Enrico.
Con il secondo mezzo – ex art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4, il ricorrente denuncia la nullità della sentenza di appello per violazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, art. 132 c.p.c. e art. 118 disp. att. c.p.c., poichè la CTR sul merito della causa ha motivato per relationem alla sentenza della CTP, ma senza effettuare una propria “autonoma valutazione”.
Con il terzo motivo il ricorrente propone analoga censura per violazione di dette norme ordinarie e dell’art. 111 Cost., comma 6 e art. 24 Cost., poichè la CTR ha solo apparentemente motivato la propria decisione ricorrendo a espressioni di mero stile e ad affermazioni apodittiche/tautologiche.
Va anzitutto premesso e ribadito che “La motivazione è solo apparente, e la sentenza è nulla perchè affetta da “error in procedendo”, quando, benchè graficamente esistente, non renda, tuttavia, percepibile il fondamento della decisione, perchè recante argomentazioni obbiettivamente inidonee a far conoscere il ragionamento seguito dal giudice per la formazione del proprio convincimento, non potendosi lasciare all’interprete il compito di integrarla con le più varie, ipotetiche congetture” (Sez. U, Sentenza n. 22232 del 03/11/2016, Rv. 641526 – 01); che “In tema di processo tributario, è nulla, per violazione del D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 36 e 61, nonchè dell’art. 118 disp. att. c.p.c., la sentenza della commissione tributaria regionale completamente carente dell’illustrazione delle critiche mosse dall’appellante alla statuizione di primo grado e delle considerazioni che hanno indotto la commissione a disattenderle e che si sia limitata a motivare “per relationem” alla sentenza impugnata mediante la mera adesione ad essa, atteso che, in tal modo, resta impossibile l’individuazione del “thema decidendum” e delle ragioni poste a fondamento del dispositivo e non può ritenersi che la condivisione della motivazione impugnata sia stata raggiunta attraverso l’esame e la valutazione dell’infondatezza dei motivi di gravame” (Sez. 6 – 5, Ordinanza n. 28113 del 16/12/2013, Rv. 629873).
La Corte accoglie il secondo ed il terzo motivo di ricorso, assorbito il primo, cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in diversa composizione, anche per le spese del presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 sentenza 
 art. 36
 art. 132
 art. 118
 sentenza 
 art. 24
 sentenza 
 Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza