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Timestamp: 2020-07-12 14:01:24+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 18918 del 26/09/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 18918 del 26/09/2016
Cassazione civile sez. VI, 26/09/2016, (ud. 06/07/2016, dep. 26/09/2016), n.18918
sul ricorso 15021/2014 proposto da:
O.E., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA FOSSATO DI VICO
9, presso lo studio dell’avvocato RICCARDO IONTA, rappresentata e
difesa dall’avvocato PASQUALE LUCIO MONACO giusta procura speciale
avverso la sentenza n. 8344/2013 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI del
5/12/2013, depositata il 19/12/2013;
“Con ricorso al Tribunale di Napoli O.E., dipendente della Regione Campania titolare di incarico di responsabile di posizione organizzativa di livello A nel periodo dal (OMISSIS), lamentava la mancata corresponsione, ai sensi dell’art. 10 CCNL 31/3/1999 e dell’art. 11 del CCDI 1998/2001, della retribuzione di risultato nella misura specificata in ricorso. A sostegno della domanda esponeva che detta retribuzione doveva essere corrisposta previa valutazione dei risultati da parte dei dirigenti di settore, sulla base di un sistema di valutazione messo a punto dal nucleo di valutazione e che presso l’ente convenuto il sistema di valutazione risultava istituito con Delib. Giunta Regionale 22 novembre 1998, n. 8493.
Sulla base di tali premesse le ricorrenti conveniva in giudizio la Regione chiedendo, previo accertamento del diritto alla percezione della retribuzione di risultato nella misura del 20% della retribuzione di posizione, la condanna della convenuta al pagamento delle somme indicate in ricorso a titolo di risarcimento del danno per perdita di chance o, in via subordinata per inadempimento contrattuale.
L’adito giudice rigettava la domanda e tale decisione veniva confermata dalla Corte di appello di Napoli, con sentenza del 19 dicembre 2013.
Per la cassazione di tale decisione propone ricorso la O. affidato a due motivi.
E’ stato innanzi tutto rilevato che il primo motivo di ricorso ha carattere misto, ossia non distingue tra la violazione del contratto collettivo di comparto 31 marzo 1999 (artt. 9 e 10) e la violazione del contratto collettivo decentrato integrativo per il personale della giunta della Regione Campania del 27 marzo 2000 (art. 11). La prima censura è da ricondurre alla violazione della normativa contrattuale collettiva di livello nazionale che il n. 3, art. 360 c.p.c. ora affianca alla violazione di legge sicchè la ricorrente avrebbe dovuto dedurre direttamente l’interpretazione delle richiamate disposizioni del contratto collettivo di comparto. Invece la seconda censura, riferendosi ad un contratto collettivo integrativo, non ricade nella richiamata previsione del n. 3, art. 360 e quindi, non essendo possibile dedurre direttamente l'(asserito) errore nell’interpretazione della norma collettiva, il motivo della ricorrente si sarebbe dovuto focalizzare – in via indiretta – nella violazione dei canoni legali di interpretazione del contratto ex art. 1362 c.c. e segg.. La ricorrente, non operando questa distinzione che implica una diversa portata del sindacato di legittimità, rivolgono indistintamente le loro censure alla sentenza impugnata con riferimento sia alla normativa collettiva di livello nazionale sia a quella di carattere integrativo venendo così meno al canone di specificità dei motivi del ricorso.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 360
 art. 1362
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