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Rif. L1169B Comune di Bussero (Provincia di Milano) - PDF
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1 Rif. L1169B Comune di Bussero (Provincia di Milano) Norme di Polizia Idraulica aai i sseenssi i deel llaa D..G.R.. deel l 2255/0011/ n.. 77/ ,, D..G.R.. deel l 0011/0088/ n.. 77/ ee ss..m.i.. Vermeer, Il Geografo STUDIO PROFESSIONALE Dr. Geol. Carlo D. Leoni Iscrizione N 776 all Albo dell Ordine dei Geologi della Regione Lombardia Geologia Geotecnica Geotermia Idrogeologia Indagini ambientali Pianificazione territoriale Cave, discariche Ripristini ambientali Indagini geognostiche Ingegneria naturalistica Coommi itttteenttee:: Amm.. ccoomunaal lee Basiano, 08/06/2011 Dott. Geol. Carlo Leoni delibera di adozione C.C. n. 58 del ; delibera di approvazione C.C. n. 14 del ; GeoArbor Studio di Leoni Carlo
2 INDICE 1. DELIMITAZIONE DELLE FASCE DI TUTELA E ISTITUZIONE DELLE NORME DI POLIZIA IDRAULICA Delimitazione delle fasce di rispetto Fasce di rispetto del reticolo principale di competenza Regionale Aree allagabili di pertinenza del Torrente Molgora Fasce di rispetto del reticolo principale di competenza del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi Fasce di rispetto del reticolo minore di competenza del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi 6 2. NORME GENERALI A TUTELA DEI CORSI D ACQUA Attività vietate Attività soggette ad autorizzazione 7 3. NORME PER LE FASCE DI RISPETTO DEL RETICOLO PRINCIPALE DI COMPETENZA REGIONALE Attività vietate Attività soggette ad autorizzazione Note NORME PER I CORSI D ACQUA DI COMPETENZA DEL CONSORZIO DI BONIFICA EST TICINO VILLORESI Attività vietate Attività soggette ad autorizzazione Regolamento di gestione della polizia idraulica del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi NORME PER LE AREE ALLAGABILI DI PERTINENZA AL TORRENTE MOLGORA Attività vietate aree allagabili TR = Attività vietate aree allagabili TR = Pag. 1
3 6. PROCEDURE AI SENSI DELLA D.G.R. 7/7868 E DELLE NORMATIVE VIGENTI Ripristino dei corsi d acqua demaniali a seguito di violazioni in materia di polizia idraulica Atti e Canoni di polizia idraulica DOCUMENTAZIONE SPECIALISTICA PER LE OPERE SOGGETTE AD AUTORIZZAZIONE E NULLA OSTA IDRAULICO 18 Pag. 2
4 1. DELIMITAZIONE DELLE FASCE DI TUTELA E ISTITUZIONE DELLE NORME DI POLIZIA IDRAULICA A tutela dei corpi idrici di competenza pubblica o consortile (competenza diretta del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi) del territorio di Bussero sono state istituite delle fasce di rispetto all interno delle quali alcune attività ed opere saranno vietate e/o soggette ad autorizzazione e nulla osta idraulico ai sensi del R.D. 523/1904, del R. R. n 3 del 8/2/2010 e della D.G.R. 6/4/11 n IX/1542. La tutela delle aste fluviali dell intero sistema idrografico comunale è altresì espletata mediante le norme generali di tutela dei corsi d acqua. 1.1 Delimitazione delle fasce di rispetto A) La fascia di rispetto per i corsi d acqua di competenza pubblica deve essere fissata in base alle necessità che di seguito sono descritte e che devono intendersi per entrambe le sponde. Area di scarpata morfologica stabile (Fascia 1) In base alla legislazione di riferimento (d.g.r. n.7/7868 e d.g.r. 7/13950, Allegato B, punto 5.2), lungo tutti i corsi d acqua individuati, dovranno comunque essere vietate le nuove edificazioni e i movimenti di terra in una fascia non inferiore a 4 metri dal ciglio di sponda, intesa quale scarpata morfologica stabile, o dal piede esterno dell argine per consentire l accessibilità al corso d acqua. Area di manutenzione e di pronto intervento (Fascia 2) Questa area è necessaria per la movimentazione dei mezzi (ad esempio trattori, ruspe) per attività di manutenzione e di pronto intervento sull alveo dei corsi d acqua. E utile delimitare in circa 6 metri questa zona che sommati alla fascia 1 permette di avere a disposizione 10 metri per le attività indicate Pag. 3
5 Piano Campagna F1 F2 F.R. In corrispondenza del Torrente Molgora la fascia di rispetto (F.R.) viene individuata per ogni sponda come somma tra l area di scarpata morfologica stabile e l area di manutenzione e di pronto intervento e, pertanto: F.R. = F1 + F2 = = 10 metri B) La fascia di rispetto per i corsi d acqua di competenza diretta del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi (canali terziari e Naviglio Martesana), in conformità con le prescrizioni di cui alle succitate norme, viene individuata nel modo seguente: In corrispondenza dei tratti a cielo aperto del Naviglio Martesana: 10 metri per ciascuna sponda misurati dal ciglio superiore della riva incisa o dal piede dell argine ove presente. In corrispondenza dei tratti a cielo aperto dei canali terziari: 5 metri per ciascuna sponda misurati dal ciglio superiore della riva incisa o dal piede dell argine ove presente. In corrispondenza dei tratti intubati dei canali terziari: 5 metri per ciascun lato a partire dalla circonferenza esterna della dorsale del tratto intubato. Pag. 4
6 Di seguito si riportata un estratto dell Allegato C della delibera interna del Consorzio Est Ticino Villoresi N 424 del 2 marzo 2011, parte integrante e sostanziale della D.G.R. n IX/1542, illustrante le modalità di calcolo delle fasce di rispetto del reticolo di competenza consortile. La cartografia allegata (Tavola n 2), di fatto, costituisce un chiaro riferimento ai limiti della fascia di rispetto, ma l esatto limite deve essere determinato da una misura diretta sul terreno rispetto alle caratteristiche morfologiche del corpo idrico interessato. L esatta delimitazione delle fasce di rispetto dovrà, inoltre, essere riportata per ogni singolo intervento soggetto ad autorizzazione, nelle planimetrie ottenute da rilievi topografici di dettaglio dell area oggetto dell intervento. Pag. 5
7 1.2 Fasce di rispetto del reticolo principale di competenza Regionale Il Torrente Molgora presenta una fascia di rispetto di 10 metri per ogni sponda. 1.3 Aree allagabili di pertinenza del Torrente Molgora In corrispondenza dell alveo fluviale del Torrente Molgora sono state delimitate delle aree allagabili per eventi di piena con tempo di ritorno inferiore rispettivamente a 10 e 100 anni, individuate in base alle caratteristiche morfologiche stazionali in riferimento a quanto riportato nello Studio di fattibilità della sistemazione idraulica dei corsi d acqua naturali e artificiali all interno dell ambito idrografico di pianura Lambro-Olona., commissionato dall Autorità di bacino del fiume Po (datato Giugno 2004). La messa in opera, ed il successivo collaudo, di interventi volti alla mitigazione del rischio idraulico connesso alle piene del Torrente Molgora potrà comportare una ridefinizione del vincolo idrogeologico, delle aree perimetrate. 1.4 Fasce di rispetto del reticolo principale di competenza del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi Il Naviglio Martesana presenta una fascia di rispetto di 10 m. per ogni sponda per l intero tratto insistente all interno del territorio comunale di Bussero. 1.5 Fasce di rispetto del reticolo minore di competenza del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi I canali terziari di competenza diretta del Consorzio presentano una fascia di rispetto pari a 5m. per ogni sponda in corrispondenza dei tratti a cielo aperto e 5m. per i tratti intubati insistenti all interno del territorio comunale di Bussero. Pag. 6
8 2. NORME GENERALI A TUTELA DEI CORSI D ACQUA Tali norme vengono individuate al fine di preservare la funzionalità idraulica dell intero sistema idrografico del territorio comunale, pertanto in corrispondenza dell alveo di tutti i corsi d acqua presenti all interno del territorio comunale di Bussero è fatto obbligo di rispettare le seguenti prescrizioni: 2.1 Attività vietate a) E fatto divieto assoluto di procedere alla copertura e/o tombinatura dei corsi d acqua (art. 115 D.Lgs. 152/06), che non sia imposta da ragioni di tutela della pubblica incolumità; b) E assolutamente vietata l occupazione o la riduzione delle aree di espansione e di divagazione dei corsi d acqua; c) Non è ammesso il posizionamento longitudinalmente in alveo di gasdotti, fognature, acquedotti, tubature e infrastrutture a rete in genere, che riducano la sezione del corso d acqua; d) Non è ammesso lo scarico nei corpi idrici delle acque di prima pioggia o di lavaggio di aree esterne, così come disciplinate dalla normativa nazionale di settore (art. 113 D.Lgs. 152/06). 2.2 Attività soggette ad autorizzazione a) Realizzazione di muri spondali verticali o ad elevata pendenza unicamente all interno dei centri abitati e comunque dove non vi siano possibili alternative di intervento a causa della limitatezza delle aree disponibili; b) In caso di assoluta necessità e di accertata impossibilità di diversa localizzazione è consentito il posizionamento longitudinalmente in alveo, di gasdotti, fognature, acquedotti, tubature e infrastrutture a rete in genere, interrare purché non si riduca la sezione del corso d acqua; c) Possono essere consentiti guadi/selciatori, traverse di fondo, manufatti di sistemazione idraulica e opere di difesa; d) Realizzazione di opere di derivazione d acqua; e) E consentito lo scarico di acque meteoriche, delle acque fognarie degli scolmatori di troppo pieno, di acque fognarie depurate ed acque industriali, nei corsi d acqua previa verifica, da Pag. 7
9 parte del richiedente l autorizzazione, della capacità del corpo idrico a smaltire le portate scaricate. La domanda di autorizzazione dovrà essere accompagnata da apposita relazione idrologica-idraulica, per il calcolo delle portate di piena si dovranno utilizzare i metodi indicati nella direttiva dell Autorità di Bacino Direttiva sulla piena di progetto da assumere per la progettazione e le verifiche di compatibilità idraulica paragrafi 4, 5 e 6 (approvata con delibera dell Autorità di Bacino n 18/2001); f) Si dovranno rispettare comunque i limiti imposti dal Piano Regionale di Risanamento delle Acque che indica i seguenti parametri di ammissibilità: - 20 l/s per ogni ettaro di superficie scolante impermeabile, relativamente alle aree di ampliamento e di espansione residenziale ed industriale; - 40 l/s per ogni ettaro di superficie scolante impermeabile, relativamente alle aree già dotate di pubbliche fognature; Il manufatto di recapito, dovrà essere realizzato in modo che lo scarico avvenga nella medesima direzione del flusso e dovrà prevedere degli accorgimenti tecnici per evitare l innesco di fenomeni erosivi nel corso d acqua. Nel caso in cui il corpo idrico risulti insufficiente allo smaltimento delle portate scaricate e/o affetto da problemi idraulici, potranno essere utilizzate tecniche alternative (pozzi filtranti, sistemi di laminazione con restituzione modale nella rete, ecc.) previa verifica della permeabilità dei terreni; g) Spostamento dei corsi d acqua. Lo spostamento dei corsi d acqua dalla loro sede attuale per motivi urbanistici è possibile, quando ciò si renda necessario, nel rispetto però delle seguenti prescrizioni: - Domanda di autorizzazione all Ente competente - Richiesta di sdemanializzazione al Demanio e nuovo accatastamento - Relazione di compatibilità idraulica che certifichi che il nuovo tracciato non pregiudichi la funzionalità del corso d acqua in quanto ne ripete le sezioni idrauliche senza riduzioni critiche. Pag. 8
10 3. NORME PER LE FASCE DI RISPETTO DEL RETICOLO PRINCIPALE DI COMPETENZA REGIONALE All interno delle fasce di rispetto del Reticolo Principale di competenza regionale (cfr. Tavola 1), si applicano le seguenti disposizioni: 3.1 Attività vietate I seguenti lavori ed atti sono vietati: a) Attività di trasformazione dei luoghi, che modificano l assetto morfologico, idraulico, infrastrutturale, edilizio, fatte salve le prescrizioni indicate dalle norme per le attività soggette ad autorizzazione; b) Realizzazione di nuove edificazioni e/o di ampliamenti in planimetria. c) Insediamenti per attività produttive; d) Gli interventi che comportino una riduzione apprezzabile o una parzializzazione della capacità d invaso, salvo che questi interventi prevedano un pari aumento della capacità d invaso in area idraulicamente equivalente; e) Realizzazione di nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, l ampliamento degli stessi impianti esistenti, nonché l esercizio delle operazioni di smaltimento e recupero dei rifiuti così come definiti dal D. Lgs. N 22/57, fatto salvo quanto prescritto dalle norme per le attività soggette ad autorizzazione; f) Realizzazione di argini, interventi e strutture che tendano a orientare la corrente verso le sponde. Scavi o abbassamenti del piano di campagna che possano compromettere la stabilità dell argine. g) I lavori e gli atti di cui all art. 96, del R.D. 25 luglio, 1904, n Attività soggette ad autorizzazione Sono consentiti, solo dopo espressa autorizzazione e/o nulla osta idraulico da parte dell Ente Competente, i seguenti lavori ed atti: a) Gli interventi di ristrutturazione edilizia, così come definiti all art. 3 del D.P.R. 380/01, e gli interventi di demolizione senza ricostruzione, manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risanamento conservativo senza aumento di superficie o di volume e senza Pag. 9
11 aumento del carico insediativo, come definiti alle lett. a), b) e c) dell art. 27 della L.R. 12/2005; b) La ristrutturazione e la realizzazione di infrastrutture lineari (viabilità) e a rete riferite a servizi pubblici essenziali e relativi impianti, previo studio di compatibilità dell intervento validato dall Ente Competente; gli interventi devono garantire la sicurezza dell esercizio delle funzioni cui sono destinati, tenuto conto delle condizioni idrauliche presenti, l intervento è subordinato all adozione di adeguati provvedimenti cautelativi nei confronti di possibili allagamenti dell area e di un progetto corredato da uno studio idraulico che preveda eventuali opere di difesa nei confronti delle acque tali da non compromettere la sicurezza delle aree circostanti; c) Interventi di sistemazione idraulica quali argini o casse di espansione e ogni altra misura idraulica atta ad incidere sulle dinamiche fluviali, solo se compatibili con l assetto idrogeologico ed idraulico dell area. Il progetto di queste opere dovrà essere accompagnato da uno studio idrogeologico ed idraulico del bacino di riferimento; d) Impianti di trattamento delle acque reflue, qualora sia dimostrata l impossibilità della loro localizzazione al di fuori delle fasce, nonché gli ampliamenti e messa in sicurezza di quelli esistenti, i relativi interventi saranno soggetti a parere di compatibilità dell Ente Competente. Il progetto di queste opere dovrà essere accompagnato da uno studio idrogeologico ed idraulico del bacino di riferimento; e) Il rimodellamento del terreno può essere concesso, solo laddove fa parte di un progetto di sistemazione idraulica che consideri l influenza che gli interventi inducono a monte e a valle dell area; f) L accumulo temporaneo di letame per uso agronomico e la realizzazione di contenitori per il trattamento e/o stoccaggio degli effluenti zootecnici, fermo restando le disposizioni all art. 112 del D. Lgs. N 152/06 e successive modifiche ed integrazioni; g) Il completamento degli esistenti impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti a tecnologia complessa, quand esso risultasse indispensabile per il raggiungimento dell autonomia degli ambiti territoriali ottimali così come individuati dalla pianificazione regionale e provinciale, i relativi interventi saranno soggetti a parere di compatibilità dell Ente Competente; h) I cambi delle destinazioni colturali, che potranno interessare esclusivamente, aree attualmente coltivate; Pag. 10
12 3.3 Note Gli interventi consentiti previa autorizzazione devono assicurare il mantenimento o il miglioramento delle condizioni di drenaggio superfiale dell area, l assenza di interferenze negative con il regime delle falde freatiche presenti e con la sicurezza delle opere di difesa esistenti. All interno delle fasce di rispetto così definite è consentita la realizzazione di opere pubbliche atte a garantire la messa in sicurezza della viabilità ordinaria. Pag. 11
13 4. NORME PER I CORSI D ACQUA DI COMPETENZA DEL CONSORZIO DI BONIFICA EST TICINO VILLORESI Ogni atto od opera previsto in corrispondenza dei corpi idrici di competenza diretta del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi (cfr. Tavola 1), dovrà essere preventivamente concordato con l ente gestore, nel rispetto delle disposizioni di cui al Regolamento Regionale n 3 del 8 febbraio 2010 e della D.G.R. n IX/1542 del 6 aprile Valgono nella fattispecie le seguenti disposizioni: 4.1 Attività vietate a) La realizzazione di fabbricati e di tutte le costruzioni ad una distanza minima compresa dai 5 ai 10 metri dal ciglio dei canali a seconda dell importanza del canale; b) La messa a dimora di alberature quali siepi o filari, lo scavo di fossi e canali nonché il movimento di terreno negli alvei, nelle scarpate, nelle sommità arginali e nelle zone di rispetto dal piede interno ed esterno degli argini e loro accessori o dal ciglio delle sponde dei canali non muniti di argini o dalle scarpate delle strade, per una distanza di almeno metri 4, salvo deroghe motivate per interventi di rinaturalizzazione e valorizzazione ambientale realizzati dal consorzio competente; c) Qualunque occupazione o riduzione delle aree di espansione e di divagazione dei corsi d'acqua; d) Qualunque scarico di acque di prima pioggia e di lavaggio provenienti da aree esterne o suscettibili di inquinamento; e) Qualunque apertura di cave, temporanee o permanenti, che possa dar luogo a ristagni d'acqua o impaludamenti di terreni o in qualunque modo alterare il regime idraulico della bonifica stessa; f) Qualunque opera, atto o fatto che possa alterare lo stato, la forma, le dimensioni, la resistenza e la convenienza all'uso a cui sono destinati gli argini, opere di difesa e loro accessori e manufatti attinenti, od anche indirettamente degradare o danneggiare i corsi d'acqua; g) Qualunque ingombro totale o parziale dei canali di bonifica o di irrigazione col getto o caduta di materie terrose, pietre, erbe, acque o sostanze che possano comunque dar luogo a qualsiasi inquinamento dell'acqua; Pag. 12
14 h) Qualunque deposito di terre o di altro materiale di risulta a distanza inferiore di metri 10 dai suddetti corsi d'acqua, che per una circostanza qualsiasi possano esservi trasportate ad ingombrarli; i) Qualunque ingombro o deposito di materiale come sopra definito, sul piano viabile delle strade di servizio e loro pertinenze; j) Qualunque interruzione o impedimento, con la costruzione di rilevati, del deflusso superficiale dei fossi e dei canali. 4.2 Attività soggette ad autorizzazione Sono soggetti a provvedimenti di assenso oneroso, rilasciati dal consorzio di bonifica competente, nella forma della concessione o dell'autorizzazione, le seguenti opere e interventi, collegati al reticolo idrico di bonifica: a) Variazione o alterazione di canali, argini, manufatti e qualunque altra opera consorziale; b) Costruzione di ponti, passerelle, chiaviche, botti, sifoni, travate, acquedotti, metanodotti ed altri manufatti, attraverso o nei canali e strade di bonifica, nonché le loro demolizioni e ricostruzioni sulle pertinenze consorziali; c) Derivazioni o prelievi di acqua dai canali consorziali, per usi diversi da quello agricolo; d) Immissione nei canali consorziali di acque con mezzi artificiali, o comunque scarico di acque di rifiuto di opifici industriali e simili; e) Costruzione di rampe di ascesa ai corpi arginali, nonché carreggiate o sentieri sulle scarpate degli argini; f) Transito sulle sommità arginali e sulle banchine dei canali consorziali con veicoli di ogni tipo; g) Estrazione di terra, sabbia o altre materie dagli alvei dei canali consorziali; h) Realizzazione di recinzioni a carattere amovibile, da intendersi per tali, esclusivamente, recinzioni a 'maglia sciolta' con pali di sostegno semplicemente infissi nel terreno senza opere murarie e con l'impegno scritto a rimuoverle su semplice richiesta del consorzio a cura e spese di chi inoltra l'istanza, a distanza non inferiore a metri 4 dal ciglio o dall'unghia esterna arginale, lasciando la fascia libera e sgombra da qualsiasi impedimento; tale possibilità autorizzatoria è estesa a pali, aventi la stessa caratteristica d'amovibilità, costituenti testata di serra mobile; i) Il taglio e lo sfalcio delle erbe nascenti sulle pertinenze consorziali; Pag. 13
15 j) La temporanea utilizzazione colturale di terreni di proprietà del consorzio. La tombinatura può essere consentita, con provvedimento di assenso, solo qualora sia imposta da ragioni di pubblica incolumità o dalla realizzazione di impianti di smaltimento rifiuti, previa espressa richiesta comunale. L'immissione nei canali consorziali di acque provenienti da fognature o stabilimenti industriali non può essere assentita se non sono state preventivamente ottenute dai richiedenti le autorizzazioni prescritte dalla legislazione vigente in materia di tutela delle acque, e se non sono state adottate tutte le misure atte a determinare la decantazione e la depurazione delle acque anzidette. 4.3 Regolamento di gestione della polizia idraulica del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi La D.G.R. n IX/1542 del 6 aprile 2011 approva e recepisce come parte integrante della stessa norma il regolamento consortile emanato con delibera interna di consorzio n 424 del 2 marzo 2011, determinando un quadro normativo più completo ed esaustivo. L elenco tipologico delle attività vietate, concesse o soggette ad autorizzazione sui canali consortili, fatto salvo quanto riportato ai precedenti paragrafi 4.1 e 4.2, dovrà pertanto tener conto delle disposizioni di cui alla delibera di consorzio e, in particolare, degli articoli dal n 4 a n 22. Tale deliberazione viene riportata, omettendone gli allegati, alla pagina seguente. Pag. 14
16 Deliberazione 424 del 2 marzo 2011 REGOLAMENTO DI GESTIONE DELLA POLIZIA IDRAULICA RETE CONSORTILE art. 1 - Premesse art. 2 - Definizioni art. 3 - Rete consortile art. 4 - Fasce di rispetto art. 5 - Obblighi dei frontisti e dei privati art. 6 - Attività vietate art. 7 - Attività ammesse art. 8 - Tombinature e coperture di canali art. 9 - Realizzazione di opere art Transiti veicolari e ciclopedonali art Navigabilità e altri usi delle acque art Scarichi di acque non consortili art Regolazione dei canali ed asciutte PROCEDURE art Inclusione nella rete consortile art Dismissione di rete consortile art Autorizzazione di attività di terzi Sommario art Concessione art Concessione di scarico art Autorizzazione art Nulla osta e pareri art Canoni e altri oneri art Cessione, trasferimento e rinuncia VIGILANZA E CONTROLLO art Autorità di polizia idraulica art Agente accertatore art Commissione di polizia idraulica consortile art Sanzioni e procedure art Norme transitorie Allegato A Rete consortile - Elenco dei canali Allegato B Fasce di rispetto e altri vincoli Allegato C Modalità di calcolo fasce di rispetto RETE CONSORTILE art. 1 - Premesse 1. Il Regolamento Regionale 8 febbraio 2010 n. 3 si applica integralmente a tutta la rete consortile. 2. Il presente regolamento definisce le regole per l uso della rete consortile con particolare riferimento alla gestione dei rapporti con terzi interferenti. 3. Il Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi assume funzioni di gestione, manutenzione e polizia idraulica sui corsi inseriti nella rete consortile, definita con appositi atti del Consiglio d amministrazione conformemente alla normativa vigente e al presente regolamento. art. 2 - Definizioni 1. Nel regolamento i seguenti termini assumono i significati in appresso definiti: a) Autorità di polizia idraulica: il Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi; b) Rete consortile (anche abbreviato in rete ): i canali, le opere idrauliche, le servitù di acquedotto, le pertinenze e fasce di rispetto, cui si applica il presente regolamento; c) Canale: corso d acqua, alveo, naviglio, roggia, derivatore, diramatore e altre infrastrutture lineari atte a vettoriare acque; d) Fascia di rispetto: porzione di territorio nell intorno dei canali, all interno della quale ogni tipo di attività è normata dal presente regolamento; e) Atto autorizzativo: provvedimento di assenso rilasciato dal Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, a titolo oneroso o non oneroso, per permettere lavori, atti o fatti che rientrano nelle attività ammesse dal presente regolamento e che interessano la rete consortile. 2. Per quanto non citato valgono le definizioni di cui all articolo 2 del Regolamento Regionale 8 febbraio 2010 n. 3. art. 3 - Rete consortile 1. La rete consortile è costituita da canali, opere idrauliche, servitù di acquedotto pertinenze e fasce di rispetto con diretta titolarità del Consorzio o affidati in concessione o in gestione o comunque in diritto d uso a vario titolo. L individuazione dei canali e altre opere idrauliche costituenti la rete consortile, è definita dal Consiglio di amministrazione con apposite deliberazioni. 2. La rete consortile si divide in principale, secondaria e terziaria. La graduazione dei canali avviene in base al livello di derivazione da un corso d acqua pubblica. Nel catasto consortile può essere variata la classificazione in base all importanza idraulica del canale stesso. 3. Nell Allegato A è riportato l elenco dei canali consortili, cui si applicano le norme del presente regolamento. 4. La Direzione Area Programmazione cura la tenuta di un Catasto della rete consortile anche tramite apposito Sistema informativo territoriale. La mappa e il catasto di tutta la rete vengono periodicamente aggiornati e approvati con apposita delibera del Reg. p.i. ETV - pagina 1
17 Deliberazione 424 del 2 marzo 2011 Consiglio d amministrazione. Entro 180 giorni dall approvazione del presente regolamento sarà approvato il primo catasto della rete. 5. Nel catasto e nel SIT risulteranno l elenco dei canali primari, secondari e terziari con specificati almeno: le fasce di rispetto, i punti di origine, i comuni attraversati, la portata nominale all origine, la navigabilità e altri vincoli d uso specifici, il titolo da cui discende la gestione consortile e la modalità di gestione prevista. 6. Il catasto e il SIT registreranno allo stesso modo l elenco delle opere di regolazione idraulica almeno nei punti di origine di ogni canale le altre opere idrauliche principali di regolazione o sollevamento comunque gestite dal consorzio. art. 4 - Fasce di rispetto 1. Tutti i canali sono affiancati da fasce di rispetto atte a proteggerli, a permetterne lo sviluppo futuro, a garantirne una corretta manutenzione e a ridurre i danni conseguenti a perdite d acqua accidentali. 2. Nelle fasce di rispetto vige il divieto di edificazione nel soprassuolo e nel sottosuolo, salvo quanto previsto dal presente regolamento e dalla normativa vigente. 3. Sulla rete principale le fasce di rispetto sono pari a 10 metri per ogni argine. Sulla rete secondaria le fasce sono pari a 6 metri e sulla rete terziaria le fasce sono pari a 5 metri, sempre per ogni argine. Le fasce di rispetto sulla rete consortile, in base alla classificazione della rete stessa, sono riportate nell Allegato B al presente regolamento. 4. Quando tratti tombinati o coperti della rete consortile si trovano in ambito fortemente urbanizzato, la fascia di rispetto può essere ridotta, limitatamente al sottosuolo, sino a m. 5 con provvedimento motivato della Commissione consortile di polizia idraulica. Con il medesimo provvedimento, la Commissione definisce le condizioni specifiche per garantire la sicurezza del canale e gli obblighi ed oneri a carico dei frontisti e privati usufruenti della riduzione della fascia. La definizione di tali obblighi ed oneri avviene con specifico atto convenzionale tra il Consorzio e il terzo interessato. 5. Le fasce di rispetto sono misurate come descritto nell Allegato C. 6. Le edificazioni o altre compromissioni delle fasce di rispetto esistenti al momento dell approvazione del presente regolamento si considerano temporaneamente ammesse quando siano in regola con le norme consortili in vigore all atto della loro realizzazione e purché rispettino le norme urbanistiche edilizie, sanitarie e ambientali. Tali edificazioni o compromissioni devono essere rimosse ove siano di pregiudizio immediato alla sicurezza, alla manutenzione e alla gestione dei canali. Tali edificazioni e compromissioni, giunte a maturità o deperimento, non possono essere più ammesse se non rispettano il presente regolamento. Eventuali modifiche che interverranno in tempi successivi dovranno anch esse rispettare il presente regolamento. 7. Per i canali inseriti nel Piano Paesaggistico Regionale, parte integrante del Piano Territoriale Regionale, alle relative fasce di rispetto sono altresì applicati i vincoli di cui all art. 21 della relativa normativa. Nell Allegato B sono individuati i canali rientranti nel Piano Paesaggistico Regionale. 8. Alle Amministrazioni comunali e provinciali sarà data comunicazione dell avvenuta approvazione del presente regolamento affinché adeguino i loro strumenti urbanistici e regolamentari riportando e segnalando opportunamente la rete consortile e le fasce di rispetto dei canali prescrivendo opportune misure di salvaguardia. art. 5 - Obblighi dei frontisti e dei privati 1. Per i frontisti, su tutta la rete consortile valgono le norme di cui all art. 12 del Regolamento Regionale 8 febbraio 2010, n I proprietari, gli usufruttuari e/o i conduttori dei terreni compresi nel perimetro consortile, sono tenuti all osservanza degli obblighi di cui all art. 13 del Regolamento Regionale 8 febbraio 2010, n Su tutti i terreni ricadenti nel perimetro consortile, il Consorzio, ai fini dell assolvimento dei propri compiti istituzionali ha la facoltà di: a) occupare permanentemente o temporaneamente i terreni consorziati, salvo le esenzioni di cui all art C. 2 del C.C., per la costruzione di nuove opere consorziali e per la sistemazione e manutenzione di quelle esistenti e relative pertinenze; b) utilizzare fossi e cavi dei consorziati anche se di proprietà o ragione privata; c) praticare sui fondi dei consorziati nuovi transiti o passaggi di carattere permanente o temporaneo; d) accedere ai fondi dei consorziati per motivi di studio e di procedere sui fondi prescelti a sperimentazioni attinenti ai sistemi irrigui od alla ricerca di elementi statistici, con obbligo dei consorziati di comunicare al Consorzio tutte le notizie, le informazioni ed i dati relativi al proprio ordinamento irriguo e colturale richieste. e) di far transitare il personale addetto ai servizi consortili sulle sponde dei canali ed accedere ai fondi privati per ogni necessità di lavoro o di vigilanza; 4. Le occupazioni ed i vincoli di cui alle precedenti lettere a), b), c), e d) danno diritto ai consorziati ad un indennità la cui determinazione spetta al Dirigente competente. In particolare per le occupazioni ed i transiti permanenti di cui alle lettere a) e c) del precedente c. 3, le occupazioni dovranno essere costituite con atto di servitù. Le occupazioni ed i vincoli di cui al presente comma, si costituiscono con l invio di comunicazione all interessato mediante lettera raccomandata A.R. contenente copia della relativa determinazione dirigenziale. art. 6 - Attività vietate 1. Su tutta la rete consortile, relative pertinenze e fasce di rispetto valgono i divieti assoluti di cui all articolo 3 del Regolamento regionale 8 febbraio 2010, n Sulla rete consortile, relative pertinenze e fasce di rispetto è fatto divieto di: a) realizzare qualunque opera o posizionare infrastrutture in alveo; b) aprire nuove bocche e punti di derivazione, salvo quelli disposti dal Consorzio; c) realizzare canali e fossi nei terreni laterali ai corsi Reg. p.i. ETV - pagina 2

References: art. 96
 art. 3
 art. 27
 art. 112
 art. 1
 art. 2
 art. 3
 art. 4
 art. 5
 art. 6
 art. 7
 art. 8
 art. 9
 art. 1
 art. 2
 articolo 2
 art. 3
 art. 4
 art. 21
 art. 5
 art. 12
 art. 13
 art. 6
 articolo 3