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Timestamp: 2019-09-22 06:38:10+00:00

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Art. 2756 codice civile - Crediti per prestazioni e spese di conservazione e miglioramento - Brocardi.it
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Dispositivo dell'art. 2756 Codice civile
I crediti per le prestazioni e le spese relative alla conservazione o al miglioramento di beni mobili [1152] hanno privilegio sui beni stessi, purché questi si trovino ancora presso chi ha fatto le prestazioni o le spese [2778 n. 4] (1).
Il privilegio ha effetto anche in pregiudizio dei terzi che hanno diritti sulla cosa [1153, 2747], qualora chi ha fatto le prestazioni o le spese sia stato in buona fede (2).
Il creditore può ritenere la cosa soggetta al privilegio finché non è soddisfatto del suo credito e può anche venderla secondo le norme stabilite per la vendita del pegno [2797; 502 c.p.c.; l.f. 53] (3).
(1) La norma si fonda su un presupposto fondamentale: i beni sui quali vengono posti i privilegi devono necessariamente trovarsi presso chi ha affrontato la spesa o compiuto le prestazioni migliorative.
(2) Perchè il privilegio generale posto sui beni in questione possa essere opponibile anche ai terzi estranei, è necessaria la dimostrazione probatoria espressa della bona fides, la quale è ovviamente a carico del creditore medesimo.
(3) Nel caso in cui non abbia ottenuto piena soddisfazione della propria pretesa, il creditore può vantare il cosiddetto diritto di ritenzione nei confronti del bene: un diritto in virtù del quale egli è legittimato alla trattenuta presso di sè della cosa che dovrebbe invece essere di regola restituita al legittimo proprietario. Si tratta chiaramente di un metodo finalizzato ad esercitare pressione sul debitore, per indurlo all'adempimento del suo debito.
La disposizione in esame mira a compensare i creditori che in qualche misura hanno apportato determinati miglioramenti al bene, incrementandone per di più il valore, allo scopo di evitare che altri creditori si avvantaggino di tali utilità.
Massime relative all'art. 2756 Codice civile
Cass. civ. n. 64/2013
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 64 del 3 gennaio 2013)
Cass. civ. n. 14533/2009
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 14533 del 22 giugno 2009)
Cass. civ. n. 4061/1993
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 4061 del 5 aprile 1993)
Cass. civ. n. 3546/1991
Il privilegio consentito sui mobili dall'art. 2756, primo comma. c. c., relativamente ai crediti per le prestazioni e le spese fatte per la conservazione e per il miglioramento dei mobili stessi deve ritenersi sussistente finché esiste il rapporto materiale di detenzione di detti mobili.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3546 del 5 aprile 1991)
Cass. civ. n. 3362/1987
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3362 del 7 aprile 1987)
relative all'articolo 2756 Codice civile
Norma di riferimento: Articolo 2756 Codice civile - Crediti per prestazioni e spese di conservazione e miglioramento | Quesito Q201820687
Dionigi L. chiede
martedì 27/02/2018 - Sardegna
“Dopo un mese l'officina ford mi invia il preventivo di spesa di circa 3000€ per riparare il kit di accensione per una vecchia fiesta il cui valore è all'incirca lo stesso. Non avendo intenzione di ripararla sono andato a riprendere l'auto ma con mia grande sorpresa pretendono oltre 600 € per il preventivo asserendo che hanno impiegato 15 ore per capire il problema.
Consulenza legale i 05/03/2018
Sul tema del preventivo in materia di riparazioni autovetture, non vi è una normativa specifica.
In mancanza ci si appella alla prassi seguita dalle officine che effettuano riparazioni ed alla libera contrattazione tra le parti.
Ciò premesso, in relazione al caso in esame, se il cliente è stato avvertito della circostanza che il preventivo fosse a pagamento e/o se la non gratuità del preventivo è stata pubblicizzata adeguatamente nei locali dell’officina e, quindi, il cliente ne poteva venire a conoscenza con un minimo di diligenza, allora egli è tenuto al pagamento.
In mancanza, invece, di una preventiva informazione sulla onerosità del preventivo, si rende doverosa una valutazione del caso concreto in merito all’attività svolta.
Nel caso di danni non visibili e nell’ipotesi, quindi, che il preventivo non potesse che essere redatto dopo il parziale smontaggio della vettura o comunque con attività che abbiano comportato un lavoro per il carrozziere e/o meccanico, allora è ben ipotizzabile che l’officina addebiti al cliente il costo per il lavoro eseguito al fine di preventivare la eventuale spesa complessiva della riparazione.
In casi del genere, le officine sono solite fatturare tra il 5 ed il 10% dell’importo complessivo della riparazione.
Viceversa, laddove si sia trattato di danni facilmente visibili e verificabili, tendenzialmente si tende a fornire un preventivo gratuito.
Pertanto, se, come viene riportato nel quesito, l’officina ha impiegato 15 ore di lavoro per capire il guasto, è legittimo, da parte del carrozziere e/o meccanico, pretendere un corrispettivo per il lavoro comunque svolto.
Sarebbe opportuno, a nostro avviso, farsi dare un elenco dettagliato del lavoro svolto al fine di capire la congruità della somma richiesta ed eventualmente avviare una trattativa al fine di corrispondere un importo minore alla luce del tempo realmente impiegato per la individuazione del guasto. E' chiaro, infatti, che l'incapacità eventuale del meccanico non può essere messa in conto all'ignaro cliente.
Per completezza va precisato che l'officina può esercitare il cosiddetto diritto di ritenzione sull'automobile nel caso in cui non venga pagata (si veda art. 2756 c.c.).
Non integra, infatti, il delitto di appropriazione indebita di cui all'art. 646 del codice penale il creditore che, a fronte dell’inadempimento del debitore, eserciti a fini di garanzia del credito il diritto di ritenzione sulla cosa di proprietà di quest’ultimo legittimamente detenuta in ragione del rapporto obbligatorio, a meno che egli non compia sul bene atti di disposizione che rivelino l’intenzione di convertire il possesso in proprietà (Cass. n. 17295 del 23/03/2011).
In casi come questi è certamente sempre meglio chiarire fin dalla consegna dell'auto come sarà il preventivo: se gratuito o a pagamento.
Purtroppo, infatti, in caso nasca un problema, il "coltello dalla parte del manico" ce l'ha sempre il meccanico, che può creare notevole disagio al cliente trattenendosi l'autovettura (diritto di ritenzione). E se poi anche il cliente non avesse a patire di questo sgarbo, e volesse attivare una causa civile per andare a fondo alla questione attraverso la nomina di un consulente tecnico, un meccanico poco onesto ci metterebbe poco a manomettere ad arte quel che serve per far apparire poi quello che non è.
Norma di riferimento: Articolo 2756 Codice civile - Crediti per prestazioni e spese di conservazione e miglioramento | Quesito Q20101771
Elisa G. chiede
vorrei sapere quali sono le modalità per procedere alla vendita della cosa mobile ai sensi del terzo comma dell'art.2756 cc.
L'art. 2756 del c.c. prevede la possibilità per il creditore di vendere la cosa soggetta al privilegio “secondo le norme previste per la vendita del pegno”. E' necessario in tal caso seguire la disposizione di cui all'art. 2797 del c.c., il quale prevede che prima di procedere alla vendita il creditore, a mezzo di ufficiale giudiziario, debba intimare al debitore di pagare il debito e gli accessori, avvertendolo che, in mancanza, si procederà alla vendita. Se entro cinque giorni dall'intimazione non è proposta opposizione, o se questa è rigettata, il creditore può far vendere la cosa al pubblico incanto, o, se la cosa ha un prezzo di mercato, anche a prezzo corrente, a mezzo di persona autorizzata a tali atti.
La particolare forma di notifica, di cui al primo comma dell'art. 2797 c.c., non è prescritta a pena di nullità: quindi la diffida raggiunge ugualmente il suo effetto se, pur non essendosi adempiuto alle formalità prescritte, tale certezza risulti incontestabilmente da una dichiarazione del debitore non disconosciuta. L'intimazione e l'avvertimento possono avvenire anche tramite raccomandata.
L'opposizione di cui al secondo comma dell'art. 2797 c.c. si ritiene debba farsi mediante citazione avanti al giudice normalmente competente per il giudizio di cognizione.
Il creditore deve procedere alla vendita usando usando il grado di comune diligenza.

References: Articolo 2756

Cass. 
 sentenza 

Cass. 
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 Articolo 2756
 art. 2756
 Articolo 2756