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Timestamp: 2020-07-11 19:39:43+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19708 del 03/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19708 del 03/10/2016
Cassazione civile sez. lav., 03/10/2016, (ud. 05/07/2016, dep. 03/10/2016), n.19708
sul ricorso 3415-2015 proposto da:
P.G., C.F. (OMISSIS), domiciliato in ROMA PIAZZA CAVOUR
rappresentato e difeso dall’avvocato BRUNO MELE, giusta delega in
S. MERCADANTE 9, presso lo studio dell’avvocato CARLO MOLAIOLI, che
avverso la sentenza n. 3544/2014 della CORTE D’APPELLO di NAPOLI,
depositata il 10/07/2014 R.G.N. 5820/2009;
udito l’Avvocato MELE BRUNO;
udito l’Avvocato MOLAIOLI CARLO;
Con sentenza depositata il 10.7.14 la Corte d’appello di Napoli rigettava il gravame di P.G. contro la sentenza n. 5172/09 con cui il Tribunale partenopeo ne aveva respinto la domanda volta ad ottenere il riconoscimento del diritto ad essere inquadrato nel livello B (ex 8) CCNL per i dipendenti delle Ferrovie dello Stato e la condanna in via generica di Trenitalia S.p.A. a pagargli le conseguenti differenze retributive.
Per la cassazione della sentenza ricorre P.G. affidandosi a due motivi, poi ulteriormente illustrati con memoria ex art. 378 c.p.c..
Trenitalia S.p.A. resiste con controricorso.
1- Il primo motivo denuncia violazione dell’art. 112 c.p.c. e dei criteri di classificazione del personale previsti dal CCNL per i dipendenti delle Ferrovie dello Stato, per avere la Corte territoriale omesso di verificare se per le mansioni svolte il ricorrente avesse conseguito il diritto ad essere inquadrato, se non nel livello B, in quello C anzichè in quello D applicatogli da Trenitalia S.p.A., nonostante che nelle conclusioni di cui al ricorso introduttivo di lite fosse stato espressamente richiesto il livello B o il diverso livello che fosse stato accertato in corso di causa.
Compulsando gli atti di causa (il che è consentito a questa Corte al fine di accertare – come nel caso di specie – il mero fatto processuale) risulta che effettivamente l’odierno ricorrente aveva formulato pure un’esplicita domanda subordinata per ottenere il livello intermedio (vale a dire il livello C), domanda non esaminata in alcun modo dai giudici di merito.
Conseguentemente, sussiste il denunciato vizio di omessa pronuncia, in violazione dell’art. 112 c.p.c..
La soluzione non sarebbe mutata neppure se la domanda volta ad ottenere, in subordine, il livello intermedio non fosse stata esplicita.
Infatti, per costante insegnamento di questa Corte Suprema (cfr. Cass. n. 9653/14; Cass. n. 22872/13; Cass. n. 8862/13; Cass. n. 1717/09; Cass. n. 15053/07; Cass. n. 27430/05; Cass. n. 13740/04; Cass. n. 11557/03) la domanda intesa ad ottenere una superiore qualifica professionale in relazione alle mansioni svolte include implicitamente anche quella di una qualifica contrattuale intermedia fra quella rivendicata e quella invece applicata dal datore di lavoro. Pertanto, qualora il giudice di merito, rigettando espressamente la domanda di inquadramento nella qualifica superiore, non esamini la domanda relativa alla qualifica immediatamente inferiore a quella rivendicata, incorre nel vizio di omessa pronunzia.
2- Con il secondo motivo si lamenta omesso esame circa un fatto decisivo del giudizio e motivazione apparente per avere la Corte territoriale ritenuto contrariamente al vero – che l’unica teste escussa ( R.P.) avesse riferito, in modo vago e generico, circostanze di fatto (relative alle mansioni in concreto espletate dal ricorrente) apprese solo de relato.
Il mezzo va disatteso.
La nuova formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 (applicabile, ai sensi del cit. art. 54, comma 3, alle sentenze pubblicate dal trentesimo giorno successivo a quello di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, cioè alle sentenze pubblicate dal 12.9.12 e, quindi, anche alla pronuncia in questa sede impugnata) rende denunciabile per cassazione solo il vizio di “omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti”.
In tal modo il legislatore è tornato, pressochè alla lettera, all’originaria formulazione dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 codice di rito del 1940.
Ma il riferimento al fatto secondario non implica che possa denunciarsi ex art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5 anche l’omesso esame di determinati elementi probatori: basta che il fatto sia stato esaminato, ancorchè – in astratta ipotesi – in modo errato o poco convincente.
Sempre le S.U. precisano gli oneri di allegazione e produzione a carico del ricorrente ai sensi dell’art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6 e art. 369 c.p.c., comma 2, n. 4: il ricorso deve non solo indicare chiaramente il fatto storico del cui mancato esame ci si duole, ma deve indicare il dato testuale (emergente dalla sentenza) o extra-testuale (emergente dagli atti processuali) da cui risulti la sua esistenza, nonchè il come e il quando tale fatto sia stato oggetto di discussione tra le parti e spiegarne, infine, la decisività.
Invece, il mezzo in oggetto non risponde ai requisiti prescritti dalla citata sentenza delle S.U. perchè si riferisce a tutt’altro, ossia alla percezione (che l’odierno ricorrente assume essere erronea) del significato d’una data deposizione.
Nè, infine, può dirsi che la sentenza sia affetta da vizio di motivazione apparente (peraltro da denunciarsi non ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 5, ma ai sensi del precedente n. 4, per violazione dell’art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4), che si verifica soltanto quando il giudice di merito ometta di indicare gli elementi posti a base del proprio convincimento o li indichi senza idonea disamina logico-giuridica (cfr., ex alits, Cass. n. 9113/12; Cass. n. 1756/06; Cass. n. 2067/98), mentre nel caso di specie la gravata pronuncia ha analiticamente esaminato la deposizione della teste Rodriguez, valutandone le dichiarazioni – a torto o a ragione è questione non suscettibile di essere apprezzata in sede di legittimità – come vaghe, generiche e derivanti da mera cognizione indiretta.
3- In conclusione, si accoglie il primo motivo, si rigetta il secondo e si cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto, con rinvio, anche per le spese, alla Corte d’appello di Napoli in diversa composizione.
accoglie il primo motivo, rigetta il secondo, cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese, alla Corte d’appello di Napoli in diversa composizione.

References: Sentenza 
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 art. 378
 Cass. 
 Cass. 
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 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 art. 54
 art. 360
 art. 369
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