Source: http://www.ateneoweb.com/approfondimenti-legali/adozione-maggiorenni-la-convenzione-italia-urss-del-1979-e-i-recepimenti-nei-paesi-ex-urss-delle-sentenze-italiane-3-i-rapporti.html
Timestamp: 2016-10-21 09:14:43+00:00

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Il giurista e tanto meno l'avvocato non sono chiamati a dirimere questioni di regolamentazione pratica.	Se esiste una norma questa va applicata, nel modo esattamente rispondente allo spirito ed alla lettera della legge. I problemi che possono sorgere nell'applicazione della norma devono essere appianati in senso favorevole alla norma, o per essere più precisi, in modo da adempiere perfettamente al dettato normativo. Non hanno importanza le pretese difficoltà: se esiste una disposizione questa è prevalente su ogni considerazione pratica.
A maggior ragione i trattati o le convenzioni internazionali ratificate e recepite non possono essere disattese, senza venir meno ad una fonte di diritto sovrannazionale, con ogni conseguenza Porsi la questione se la materia regolamentata sia o meno lesiva dell'ordinamento nazionale, come qualcuno maldestramente ha fatto , quando è già stato oggetto di una convenzione ratificata e recepita con legge nazionale, significa decidere di ricorrere i fantasmi della propria mente, invece che studiare diritto. Inoltre ogni volta che facciamo riferimento a lesioni all'ordinamento nazionale o all'ordine pubblico, parliamo di violazioni delle norme generali dello Stato e quelle dell'ordinamento penale. La introduzione di una fattispecie normativa, un' istituto nuovo, una modifica alla norma, una integrazione alla norma non sono lesioni all'ordinamento o violazioni dell'ordine pubblico. Possono essere tali solo norme che violassero la costituzione come ad esempio una norma che vietasse la liberta' di stampa, o possono essere considerate tali le norme che violano un comando penale, ad esempio il reato di bigamia.
Cognome. Secondo la norma italiana il cognome dell'adottato maggiorenne muta con l'anteposizione del cognome degli adottanti al proprio cognome originario. Ma spesso i tribunali italiani sono intervenuti, in modo ancora più frequente nei casi di adozione non legittimante di minore, per l'esclusione del secondo cognome, onde ottenere una migliore integrazione nel tessuto familiare del soggetto adottato. Inoltre l'ufficiale di stato civile in Italia stenta a operare comunque il cambiamento del cognome se non c'è una precisa disposizione da parte del giudice italiano. Ovviamente tutto questo quando sia gli adottati che gli adottanti sono Italiani. Nel caso invece di un adottato straniero, l'ordinamento italiano non può in alcun modo, tanto meno in forza della sentenza di un giudice che non ha giurisdizione, mutare il cognome dell'adottato. Ne abbiamo parlato più volte. Il cognome fa parte dei diritti personalissimi garantiti dall'ordinamento dello stato di cittadinanza. In forza dei principi generali e delle convenzioni internazionali il cognome di un cittadino straniero può essere mutato solo dalle autorità del suo Paese, ed in forza delle sue leggi. Ovviamente il recepimento delle sentenze italiane di adozione maggiorenne in forza del trattato bilaterale Italia Urss del 1979, può e risolve ogni difficoltà dato che recepiamo ed adeguiamo una sentenza italiana alla norma Bielorussa. In questo caso, quindi, il maggiorenne adottato prende un unico cognome, quello del padre italiano. Rapporto parentale e Integrazione sociale. All'adottato maggiorenne, secondo la norma italiana, manca lo status di figlio legittimo nel senso più antico del termine. I nuovi rapporti parentali sono ridotti a quelli che si contraggono in via diretta nella sentenza. Nessun altro legame si aggiunge a quelli. L'adottato maggiorenne contrae un rapporto privato solo con chi lo adotta, e questo rapporto privato ha rilevanza pubblica solo nei limiti di consentire una effettiva rispondenza delle volontà delle parti alla loro posizione avanti alla società ed allo Stato. Se l'adottato maggiorenne è straniero, questa rilevanza pubblica è del tutto inesistente, a meno di non ottenere un recepimento nella Nazione di cittadinanza dell'adottato. Il recepimento in forza della convenzione il rapporto parentale muta. L'adottato entra nella società italiana a pieno titolo, ossia con il titolo di figlio di cittadini italiani. Questione con lo stato civile. Gli uffici di Stato Civile in Italia non hanno serie difficoltà ad accogliere atti di stato civile stranieri (ad esempio nascita e matrimonio). Il limite è quello della lesione all'ordine pubblico o ai principi generali dell'ordinamento italiano. Per cui l'ufficiale di Stato civile italiano non può esimersi dall'accettare atti stranieri a meno che questi non siano palesemente contrari ai principi generali dello Stato Italiano. Quindi non potrà accettare atti di matrimonio in aperta violazione al reato di bigamia e via di seguito. Con espresso riferimento alle adozioni maggiorenni, quando i certificati di nascita provengono da Nazioni in cui l'adozione è legittimante (facevamo prima il caso della Svizzera) ed in mancanza di una convenzione o un trattato che assicuri il risultato, il Massimario dello Stato Civile Italiano prevede espressamente che la questione venga risolta tramite la classica procedura del recepimento giudiziale ,così come previsto dal sistema riformato di Diritto internazionale privato, e quindi anche quale procedura incidentale. Il risultato è abbastanza scontato: difficilmente la Corte Italiana negherà il recepimento per un atto che non è contrario al nostro ordinamento, è in favore dell'integrazione sociale del più debole, ed è in regola con le norme internazionali di garanzia processuale, ed è sostenuto dai principi di diritto internazionale in tema di filiazione, status, e tutela dei diritti personalissimi. Nel caso dei certificati di nascita provenienti dalla Bielorussia, esiste un preciso trattato che risolve ogni contestazione o perplessità o dubbio. Cosa è successo in realtà in questi primi sei recepimenti nel momento in cui sono giunti sui tavoli degli ufficiali di Stato Civile Italiano? Sinceramente io non credevo che nel cuore dei burocrati italiani albergasse tanto provincialismo, ma superato il primo stupore, ed anche un certa dose di diffidenza nei confronti di un atto proveniente da una Nazione ex Urss, tutto ha preso a procedere senza eccessive complicazioni ed abbiamo al momento sei recepimenti pieni (sei su sei) cioè carta di identità, permesso di soggiorno, codice fiscale pienamente rispondenti al certificato di nascita emesso dalla Repubblica di Belarus. Le voci non accreditate di condizioni di improcedibilità non hanno trovato riscontro nella realtà concreta. In tutti i casi tutte le questioni che sono state poste sono state risolte in senso corrispondente allo spirito ed alla lettera dei certificati rilasciati dalla Bielorussia
di Isabella Cusanno	Fonte: www.aduc.it
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