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Timestamp: 2020-04-04 06:06:24+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 13983 del 06/06/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13983 del 06/06/2017
Cassazione civile, sez. un., 06/06/2017, (ud. 23/05/2017, dep.06/06/2017), n. 13983
sulla istanza cautelare proposta con ricorso iscritto al N.R.G. 8596
del 2017 da:
F.U., rappresentato e difeso per procura speciale in calce
al ricorso dall’Avvocato Stefano Latella, presso lo studio del quale
in Roma, via Tortona n. 4, è elettivamente domiciliato;
CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI LUCCA, in persona del
per la sospensione della efficacia della sentenza del Consiglio
Nazionale Forense n, 407/2016, depositata il 31 dicembre 2016;
23 maggio 2017 dal Presidente relatore Stefano Petitti;
l’accoglimento dell’istanza di sospensione della esecutorietà della
Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lucca, all’esito del procedimento disciplinare avviato nei confronti dell’Avvocato F.U., ha irrogato nei confronti del professionista la sanzione della sospensione dall’esercizio della professione per la durata di due mesi. Il ricorso proposto dall’Avvocato F. avverso tale decisione è stato dichiarato inammissibile per tardività dal Consiglio Nazionale Forense, con sentenza depositata il 31 dicembre 2016, n. 407.
Il CNF ha rilevato che il ricorso è stato depositato il 24 aprile 2014, e quindi oltre il termine di venti giorni dalla notificazione della decisione del COA (R.D. n. 1578 del 1933, art. 50), avvenuta il 1 aprile 2014. Per la cassazione di questa decisione l’Avvocato F. ha proposto ricorso affidato a cinque motivi.
Il COA di Lucca non ha svolto attività difensiva.
Poichè il ricorrente, con il citato ricorso ha altresì chiesto, ai sensi del R.D.L. n. 1578 del 1933, art. 56, comma 4, l’adozione del provvedimento di sospensione della esecutorietà della sentenza impugnata, sono state richieste le conclusioni al Pubblico Ministero ed è stata fissata l’adunanza camerale non partecipata del 23 maggio 2017.
1. – Va preliminarmente affermata l’ammissibilità della istanza cautelare contenuta nel ricorso per la cassazione della sentenza del CNF, alla luce del principio per cui “l’istanza di sospensione della esecutorietà della decisione adottata dal Consiglio nazionale forense può essere contenuta nel ricorso proposto, avverso quest’ultima, alle Sezioni Unite della Corte di cassazione, sempre che abbia una sua autonoma motivazione e sia riconoscibile quale istanza cautelare, atteso che la L. n. 247 del 2012, art. 36, comma 6, limitandosi a prevedere che le Sezioni Unite possano sospendere l’esecuzione su richiesta di parte, non consente di desumere che la corrispondente istanza debba essere formulata al suddetto Consiglio o che vada proposta in via autonoma rispetto al ricorso” (Cass., S.U., n. 6967 del 2017).
2. – L’istanza è altresì fondata, risultando sussistente il requisito del fumus del ricorso, e segnatamente del suo primo motivo.
Con tale motivo il ricorrente censura la sentenza del CNF per avere individuato il momento di proposizione del ricorso nella data in cui l’atto è pervenuto nella disponibilità del destinatario CNF invece che nel momento di consegna per la spedizione a mezzo del servizio postale.
La Corte sospende l’esecutorietà della sentenza impugnata.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 50
 art. 56
 sentenza 
 sentenza 
 art. 36
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