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Timestamp: 2017-06-26 05:37:02+00:00

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L ADOZIONE NELLA PROVINCIA DI TRENTO: LE PROBLEMATICHE DELLE FAMIGLIE E LE RISPOSTE DEI SERVIZI NEL PERIODO SUCCESSIVO AL PRIMO ANNO POST- ADOTTIVO. - PDF
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1 L ADOZIONE NELLA PROVINCIA DI TRENTO: LE PROBLEMATICHE DELLE FAMIGLIE E LE RISPOSTE DEI SERVIZI NEL PERIODO SUCCESSIVO AL PRIMO ANNO POST- ADOTTIVO. Ricercatrice: Serena Bezzi Trento, gennaio giugno 2002 Obiettivo della ricerca L obiettivo di questa ricerca era indagare le problematiche ed i bisogni che le famiglie adottive incontrano dopo il primo anno di post-adozione e le risposte date loro dai servizi preposti, sociali e sanitari, e dagli enti autorizzati.3 Ipotesi Le fasi di vita critiche che la famiglia adottiva attraversa secondo la letteratura sono: la costruzione della relazione di attaccamento genitori-bambino; il rapporto con le origini del bambino e la sua storia passata; l inserimento scolastico del bambino adottato; le fasi della pre-adolescenza adolescenza; eventuale crisi o separazione della coppia genitoriale; l arrivo in famiglia di fratelli (naturali o da adozioni successive).4 Le domande alle quali abbiamo cercato di rispondere con la nostra ricerca: quali sono i bisogni e le problematiche più diffusi e sentiti in relazione a queste fasi critiche; a chi si rivolgono preferibilmente le famiglie nel momento del bisogno ed in che modo lo fanno; che tipo di risposte ricevono dai servizi sociali e sanitari; che tipo di risposte ricevono dagli enti autorizzati per le adozioni internazionali. Ipotizziamo la conferma della tipologia di problematiche, delle fasi più delicate e degli aspetti critici dell esperienza adottiva rispetto a quanto riscontrato nelle ricerche in quest ambito. Ipotizziamo l esistenza di una rete di collaborazione tra le diverse professionalità a disposizione di questa particolare fascia di utenti.5 Metodologia e disegno della ricerca Campione - 3 servizi socio-assistenziali ( Comprensori più Comune di Trento e Comune di Rovereto) - settore preposto alla tematica adottiva (con funzione di raccolta dati interna al servizio); - 2 Unità Operative di Psicologia Clinica (UO di Trento e UO2 di Riva del Garda); - 2 Unità Operative di Neuropsichiatria Infantile (NPI e NPI2); - Ufficio Servizio Sociale per i Minori (USSM); - Servizio di riferimento per le attività alcologiche; - Servizio per le tossicodipendenze (Ser. T.); - Consultorio Ucipem; - Enti Autorizzati per l adozione internazionale con sede in Provincia di Trento; - Associazioni di famiglie adottive con sede in Provincia di Trento. Procedura Contatto con i servizi attraverso una lettera formale con la richiesta di individuazione di un referente ed allegata la griglia di raccolta dati. Contatto con il referente ed invio via della griglia di raccolta dati. Contatto con gli enti autorizzati e le associazioni di famiglie adottive, per i quali era stata invece preparata una traccia di intervista qualitativa riguardo alla loro esperienza ed alle loro attività con le famiglie. Raccolti tutti i dati quantitativi, sono stati effettuati degli approfondimenti tramite intervista, soprattutto riguardo alle problematiche ed agli interventi messi in atto per chiarire alcuni aspetti ritenuti importanti ai fini della ricerca.6 Strumenti Griglia di raccolta dati quantitativi somministrata ai servizi sociali e sanitari: - Quantificazione delle famiglie adottive seguite (da gennaio 2006 a giugno 2009); - Caratteristiche dell adozione; - Caratteristiche dei bambini/ragazzi adottati; - Caratteristiche della richiesta; - Tipologia della problematica; - Tipologia degli interventi; - Tipo di servizio e il ruolo del referente. Traccia di intervista qualitativa somministrata agli enti autorizzati - Informazioni relative ai Paesi d origine (PO) e al periodo di monitoraggio; - le problematiche che le famiglie adottive incontrano dopo il primo anno di post adozione e quali bisogni esprimono in modo più frequente; - se erano stati, o si sentivano, un punto di riferimento per le famiglie per consigli o richieste di aiuto; - se avevano attivato iniziative, come gruppi di auto-mutuo aiuto, seminari, incontri,come erano organizzati, con quale cadenza e da chi erano condotti.7 I dati quantitativi8 I Servizi sociali Servizio sociale C Valle di Fiemme C2 Primiero C3 Bassa Valsugana C Alta Valsugana C5 Valle dell Adige C6 Valle di Non C7 Valle di Sole C8 Valli Giudicarie C9 Alto Garda e Ledro C0 Vallagarina C Ladino di Fassa Comune di Rovereto Comune di Trento Totale Referente ass.soc. post-adozione ass.soc. post-adozione responsabile Servizio S.A. ass.soc. adozione ass.soc. post-adozione coordinatrice Servizio P.S.A. ass.soc. ass.soc. ass.soc. post-adozione ass.soc. adozione ass.soc. post-adozione ass.soc. post-adozione ass.soc. adozione Numero richieste9 La psicologia clinica UO psicologia clinica Referente Numero richieste UO Psicologa dell UO 89 UO2 Psicologa dell UO 28 Totale 710 La neuropsichiatria infantile (NPI) Questo servizio, nonostante si sia dichiarato disponibile a collaborare, non ha fatto pervenire i propri dati, nonostante ripetuti solleciti.11 L Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) L USSM, articolazione territoriale sul fronte sociale del Ministero di Giustizia, fornisce assistenza ai minori autori di reati in ogni stato e grado del procedimento penale e predispone, su richiesta del Pubblico Ministero, la raccolta di elementi conoscitivi concernenti tali minori per l accertamento della personalità, fornendo anche concrete ipotesi progettuali e concorrendo alle decisioni dell Autorità Giudiziaria Minorile. Di norma, opera in collaborazione con il servizio sociale territoriale competente per residenza del minore; infatti, tutti i casi riportati dall USSM erano anche seguiti dai servizi sociali (o prima o successivamente alla presa in carico dell USSM). La referente per questo servizio ha calcolato tutti i casi che erano in carico da gennaio 2006 a giugno 2009, quindi anche i casi iniziati precedentemente ed ancora in corso negli anni considerati per i quali l intervento del servizio sociale poteva essere terminato; per questo motivo non c è una totale corrispondenza con i dati del servizio sociale.12 L Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni (USSM) Comprensorio Comune di Trento C3 C C9 C0 Totale Numero richieste13 Il servizio di riferimento per le attività alcologiche Numero richieste Totale La referente del servizio di alcologia ha raccolto tutti i casi di famiglie o componenti di famiglie adottive seguiti dagli distretti sul territorio provinciale. Si riscontrano pochi casi di problematiche alcool-correlate nelle famiglie adottive; in tutti i casi riportati la problematica è a carico del figlio adottivo.14 Il servizio per le tossicodipendenze Anno giugno Totale Numero richieste Sono stati selezionali tutti gli utenti afferiti per la prima volta al Ser.T nell intervallo temporale 0/0/ /06/2009 di cui fosse certamente documentato lo stato di adottato. In tutti i casi si tratta di persone che si sono rivolte al Servizio per problemi legati all uso di sostanze stupefacenti (con diagnosi di abuso o dipendenza). In alcuni casi nella presa in carico risultano coinvolti anche i familiari, tuttavia il titolare della domanda, in tutti i casi selezionati, è lo stesso utente.15 Consultorio Ucipem Periodo di riferimento Numero richieste gennaio 2006-giugno 2009 Non è stato fornito il dato differenziato per anno ma solo quello aggregato riferito al totale delle famiglie nel periodo di riferimento.16 Limiti della raccolta dati Gli obiettivi della ricerca non erano stati sufficientemente condivisi a priori, soprattutto riguardo agli item inseriti nelle griglie; le istruzioni erano interpretabili. Ne conseguono la parziale affidabilità e la non confrontabilità (tra territori) dei dati raccolti; la difficoltà a reperire il dato richiesto: i sistemi di raccolta dati dei soggetti interpellati non registrano la variabile famiglia adottiva, per cui la ricerca del dato ha dovuto affidarsi alla memoria degli operatori risentendo dei turnover degli stessi; per la psicologia clinica, in sede di approfondimento, non potendo risalire alla fonte dei dati per ciascun distretto, non si sono potute raccogliere informazioni più specifiche, né sulla quantificazione delle richieste né sulla tipologia di problematiche ed interventi messi in atto; non tutti i servizi interpellati hanno forniti i dati, o tutti i dati richiesti, non essendone in possesso.17 Riepilogo dei dati quantitativi dei servizi sociali e sanitari18 Tipo di servizio Servizio sociale Psicologia clinica Neuropsichiatria infantile USSM Servizio alcologia Ser.T UCIPEM TOTALE Numero richieste pervenute ai servizi (gennaio 2006-giugno 2009) 57 7 Dato non pervenuto Tabella numero di richieste pervenute nel periodo di riferimento per servizio19 Caratteristiche dell adozione Tipo di servizio Adozioni nazionali Adozioni internazionali Dato mancante Totale richieste Servizio sociale Psicologia clinica USSM Alcologia Ser.T. UCIPEM 3 TOTALE Tabella 2 richieste di famiglie con adozione nazionale e internazionale20 Caratteristiche dell adozione Tipo di servizio Prima adozione II adozione/ successive Dato mancante Totale richieste Servizio sociale Psicologia clinica USSM 9 9 Alcologia 2 Ser.T. 6 7 UCIPEM 3 TOTALE Tabella 3 richieste di famiglie con prima adozione o seconda/successive21 Caratteristiche dell adozione Tipo di servizio Un figlio Coppia/ gruppo di fratelli Dato mancante Totale richieste Servizio sociale Psicologia clinica USSM 9 9 Alcologia 2 2 Ser.T. 5 5 UCIPEM 2 2 TOTALE Tabella richieste di famiglie adottanti un figlio o coppie/gruppo fratelli22 Caratteristiche dell adozione Tipo di servizio Famiglie con figli naturali Famiglie senza figli naturali Dato mancante Totale richieste Servizio sociale Psicologia clinica USSM 9 9 Alcologia 3 Ser.T. UCIPEM 3 TOTALE Tabella 5 figli naturali in famiglia23 Caratteristiche dei bambini/ragazzi adottati Tipo di servizio Maschi Femmine Dato mancante Totale interventi su minori adottati Servizio sociale Psicologia clinica USSM 9 9 Alcologia Ser.T. 9 5 UCIPEM 5 6 TOTALE Tabella 6 interventi su bambini/ragazzi adottati per genere.24 Caratteristiche dei bambini/ragazzi adottati Età all adozione Numero bambini/ragazzi Dato mancante Totale interventi < anno 2 (20%) -3 anni 6 (22%) -6 anni 56 (26,6%) 7-0 anni 6 (22%) > 0 anni 20 (9,%) Totale Tabella 7 bambini/ragazzi suddivisi per età all adozione25 Caratteristiche della richiesta Anni dall adozione Numero richieste Dato mancante Totale richieste Dopo -5 anni 88 (8,6%) Dopo 6-0 anni 57 Oltre anni 36 Totale Tabella 8 richieste delle famiglie in base a quanti anni dall adozione si sono presentate al servizio26 Caratteristiche della richiesta Quando Numero richieste Dato mancante Totale richieste All insorgere del problema 5 Dopo 3-6 mesi 26 Oltre i 6 mesi 99 (55,3%) Totale Tabella 9 richieste delle famiglie in base a quando, rispetto all insorgenza della problematica, si sono presentate al servizio27 Tipologia della problematica Ambito problematica Numero richieste Rapporto genitori-figli 69 (30,%) Inserimento scolastico 08 (7,5%) Problemi sanitari 2 Dipendenze 8 Comportamenti devianti 9 Altro: problemi adolescenziali separazione genitori Totale 227 Tabella 0 richieste per tipologia di problematica28 Interventi attivati: servizi precedenti Servizio precedente NPI Psicologo privato Psicologia clinica Servizio sociale Altro operatore servizio sociale Altra UO Psicologia Cooperativa sociali Associazione ANFAA Altro (logopedia, CDCA, USSM, consultorio, MGM, Centro Audiofonetico, Centro Aiuto Vita) Totale Numero richieste al servizio precedente (38,5%) Totale richieste giunte ai servizi 205 Tabella numero di richieste a servizi precedenti al servizio interpellato29 Counseling genitoriale Sostegno genitoriale/familiare Sostegno psicosociale Collaborazioni/rete Interventi attivati dai servizi Servizio sociale 2 0 Psicologia clinica USSM Alcologia, Ser.T. Consult. UCIPEM Totale tipo intervento Psicoterapia individ Assessment 2 2 Cura/riabilitazione dipendenze 8 8 Consulenza scolastica 3 3 Servizi socio-educativi e interventi educativi domiciliari Assistenza/sostegno procedimento penale 2 9 Inserimenti in struttura (centri diurni, gruppi appartamento) 6 6 continua..30 ..continua Servizio sociale Psicologia clinica USSM Alcologia, Ser.T. Consult. UCIPEM Totale tipo intervento Certificazioni (L.0) 5 6 Richiesta consulenze o collaborazioni NPI 5 5 Consulenza sociale Colloqui individuali con figlio adottivo Consulenza: pedagogica, psicologica e/o familiare Segretariato sociale 3 3 Psicoterapia familiare CDCA (consulenza, collaborazione) Consultorio Totale interventi per servizio 6 3 (58,8%) Totale richieste pervenute ai servizi Tabella 2 interventi attivati dai servizi.31 Interventi attivati: invii altri servizi Tipo servizio NPI Psicologia clinica Privato sociale (centro diurno minori,..) Numero richieste inviate altro servizio 3 0 Totale richieste giunte ai servizi Consultorio 2 Psichiatria adulti 2 Psicologo privato 2 Altra UO Psicologia Servizio sociale Struttura residenziale CDCA UO ginecologia/ostetricia Edilizia agevolata ANFAA Totale 0 (9,5%) Tabella 3 numero di richieste inviate ad altro servizio 20532 Sintesi delle interviste agli Enti Autorizzati33 Gli Enti Autorizzati Amici Trentini Azione per famiglie nuove La Dimora onlus Nucleo Assistenza Adozione e Affido (N.A.A.A.) Servizio Polifunzionale per l Adozione Internazionale (S.P.A.I.)34 Si confermano come momenti critici: l inserimento scolastico, soprattutto per i bambini che arrivano grandicelli per i quali la tendenza è di inserimento precoce; l inserimento in famiglia e la correlata costruzione dei legami di attaccamento e la gestione del tema delle origini; in base ai vari paesi di provenienza, hanno maggiore o minore peso problematiche sanitarie specifiche. Le richieste di aiuto poste dalle famiglie riguardano per lo più: avere chiavi di lettura e comprensione di comportamenti dei propri figli che risultano incomprensibili o preoccupanti; avere indicazione di specialisti a cui rivolgersi in casi di particolari problematiche. Rivolgersi o meno all ente piuttosto che al servizio pubblico risulta, comprensibilmente, correlato alla qualità del rapporto instaurato tra la famiglia e gli operatori dell ente. Il protrarsi più o meno a lungo dei contatti dipende anche dalla legislazione dei vari paesi di origine (PO) relativa all invio dei report post-adottivi. Dalle interviste emerge che non sempre le famiglie vivono in maniera positiva, come risorsa, gli incontri finalizzati alla rendicontazione per il PO. Inoltre, la gestione di tali incontri risulta diversificata, assumendo un carattere più formale o sostanziale a seconda dell organizzazione e delle risorse dell ente. In relazione alle richieste poste dalle famiglie, le risposte maggiormente attivate dall ente riguardano chiavi di lettura di comportamenti specifici, l offerta di momenti formativi con la presenza di specialisti e di occasioni/momenti di aggregazione con spazi più o meno strutturati per il confronto tra genitori adottivi.35 Le Associazioni di famiglie adottive Associazione Genitori Adottivi e Preadottivi (A.G.A.P.) Associazione Nazionale Famiglie Affidatarie e Adottive (A.N.F.A.A.)36 Conclusioni37 I limiti La ricerca ha risentito dei limiti metodologici e organizzativi già esposti e della difficoltà nel reperire i dati richiesti da parte dei soggetti interpellati. Non essendo possibili comparazioni nominative non si è in grado fornire il numero reale delle famiglie che hanno presentato ai servizi le loro problematiche. Il numero totale delle richieste effettuate contiene sicuramente un numero di famiglie comuni a più servizi. La presente ricerca consente comunque di formulare alcune importanti riflessioni su: le problematiche emerse e il periodo di insorgenza delle stesse; gli interventi attivati.38 Le problematiche emerse Si confermano come criticità maggiormente presenti: l inserimento scolastico; il rapporto genitori-figli. L inserimento scolastico, il passaggio da un grado di scuola ad un altro e l entrata nella fase pre -adolescenziale/adolescenziale si confermano come momenti delicati durante i quali possono esplodere aspetti di criticità fisiologici e/o poco affrontati precedentemente (fragilità nei legami di attaccamento, identificazione debole nei ruoli genitori/figli, aspetti legati al tema delle origini, alla storia adottiva, all identità etnica,..). Non sembra essere dato determinante l età all adozione. La percentuale relativa ai bambini adottati da piccolissimi, sotto il primo anno di vita (20%), non si discosta in maniera decisiva rispetto alle altre fasce di età (le percentuali si attestano intorno al %, v. Tab. 7).39 Tempi di insorgenza e di presentazione della richiesta Quasi il 9% delle richieste avviene dopo 5 anni dall adozione; il 3% dopo 6 0 anni dall adozione; il 20% oltre gli anni. Nel 55% dei casi la famiglia fa richiesta oltre i 6 mesi dall insorgenza della problematica; nel 30% dei casi all insorgenza del problema; nel % dopo 3 6 mesi. Più della metà delle famiglie tende quindi a non richiedere subito un aiuto qualificato oppure percorre altre vie prima di giungere al servizio che la prende in carico.40 Interventi attivati dai servizi Grande articolazione di interventi da parte della psicologia e del servizio sociale; forte presenza di interventi di sostegno genitoriale e familiare; compresenza di più interventi per una parte delle situazioni; presenza non significativa di attività di collaborazione e lavoro di rete (6% sul totale degli interventi attivati per il servizio sociale, % per la psicologia); limitato numero di interventi (2%) correlati all ambito della scuola a fronte dell inserimento scolastico portato come prima problematica, che coinvolge il 55 % delle famiglie che si sono rivolte ai servizi; il servizio maggiormente coinvolto dalle richieste delle famiglie risulta essere la psicologia, con il 58% degli interventi attivati; segue il servizio sociale con il 25% degli interventi attivati; minoritari gli altri servizi interpellati.41 Interventi attivati dagli enti Il ruolo degli enti autorizzati appare centrato su: l ottemperanza degli impegni assunti con i Paesi di origine relativi alla presentazione delle relazioni post-adottive; fornire, a richiesta dei genitori, delle chiavi di lettura e comprensione dei comportamenti e problematiche dei figli adottivi; offrire alle famiglie degli strumenti di mutuo aiuto e/o occasioni di incontro e confronto, anche di tipo ludico.42 Aspetti di carattere generale del fenomeno adottivo La problematicità sembra riguardare maggiormente le famiglie con adozione internazionale e le prime adozioni (va tenuto conto anche dell esiguità numerica delle adozioni nazionali); l età all adozione appare un elemento importante ma non determinante della buona riuscita dell esperienza adottiva: anche bambini adottati piccolissimi possono sviluppare nel tempo delle problematiche in una percentuale non molto diversa da altre fasce di età; la maggioranza delle situazioni emerse riguarda famiglie che non hanno potuto usufruire di un qualificato accompagnamento post-adottivo nel primo periodo di inserimento del bambino/ragazzo in famiglia; la normalizzazione delle famiglie adottive può costituire un elemento critico nel momento di accesso ai servizi, i quali rischiano di perdere uno sguardo specifico sulla situazione (non riconoscimento o riconoscimento tardivo tra la problematica portata e l esperienza adottiva); gli studi ci riportano come la famiglia adottiva rimanga tale tutta la vita e sia portatrice di una complessità specifica.43 Il lavoro di rete La ricostruzione degli interventi attivati, in sede di interviste di approfondimento, evidenzia come fattori vincenti: l importanza di un approccio multi-professionale alla problematica riportata; un intervento di rete e la collaborazione tra i vari soggetti coinvolti; la cura delle modalità di passaggio dell utente da un servizio all altro. A questo proposito, si evidenzia il ruolo importante del servizio di NPI (primo soggetto ad essere coinvolto da altri servizi), con il quale diventa necessario attivare sinergie specifiche.44 Per concludere In conclusione, si ritiene che possano costituire fattori protettivi dell esperienza adottiva: una attenta ed approfondita preparazione della futura coppia genitoriale; un qualificato ed attento accompagnamento nel post-adozione, che sostenga la nuova famiglia anche nell affrontare i temi specifici dell adozione (TSA); la programmazione di forme di attenzione negli anni successivi al primo anno di post-adozione, quando le famiglie si trovano ad affrontare le fasi delicate già nominate e non sono più seguite dai servizi; la preparazione del mondo della scuola ai bisogni specifici dei bambini/ragazzi adottati e la promozione di tempi e modi di inserimento scolastico più consoni ai loro bisogni; l investimento nel raccordo tra il mondo della scuole ed il mondo dei servizi e nell attivazione di sinergie scuola-famiglia-servizi; l intervento in rete dei vari servizi/soggetti coinvolti nella presa in carico delle famiglie.45 Sarebbe interessante riproporre fra 5-6 anni un indagine con gli stessi obiettivi della presente, ma più rigorosa ed attendibile sul piano metodologico e scientifico, al fine di verificare se l attuale investimento nell accompagnamento/sostegno nel primo anno di post- adozione e quello relativo al raccordo con il mondo della scuola modifichino o meno e come l insorgenza di problematiche negli anni successivi. A tale scopo sarebbe utile che i servizi sociali e sanitari inserissero la voce adozione o famiglia adottiva come una variabile fissa nella registrazione degli utenti che accedono al servizio. Ciò renderebbe più semplice e attendibile, nel caso di una nuova indagine, la raccolta dei dati relativamente ai percorsi delle famiglie adottive. Documenti analoghi
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