Source: http://www.educarewaldorf.it/chi-siamo/statuto/
Timestamp: 2018-05-21 06:43:11+00:00

Document:
Scuola Waldorf - Steiner Borgnano di Cormons statuto
ALLEGATO “B” AL REP. N. 9164/4050
Articolo 1 – Denominazione – Sede – Modello societario
E’ costituita, con sede nel Comune di Cormons (GO), la società cooperativa denominata
“EDUCARE WALDORF FVG – SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE ONLUS”.
Le operazioni di trasferimento in un Comune diverso della sede legale sono di competenza dei soci e comportano modifica dell’atto costitutivo.
Spetta inoltre ai soci istituire, trasferire o sopprimere sedi secondarie.
E’ attribuita alla competenza dell’organo amministrativo la facoltà di aprire, trasferire e sopprimere, nel rispetto delle disposizioni di legge vigenti, filiali, unità locali, cantieri e depositi di materiali, anche presso terzi.
Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente statuto e nei relativi regolamenti attuativi, si applicano le disposizioni del codice civile e delle leggi speciali sulle cooperative a mutualità prevalente, nonché le disposizioni in materia di società a responsabilità limitata in quanto compatibili con la disciplina cooperativistica.
Qualora la società dovesse superare i limiti previsti dall’articolo 2519, secondo comma, del codice civile, relativi al numero dei soci cooperatori ed all’attivo dello stato patrimoniale, dovrà essere senza indugio convocata l’assemblea dei soci per l’adeguamento del presente Statuto alle disposizioni sulla società per azioni.
La Cooperativa ha durata fino al 31 agosto 2050 e potrà essere prorogata con decisione dei soci.
Articolo 3 – Scopo mutualistico
La cooperativa si propone di fornire prestazioni educative ed assistenziali ai minori ed ai soggetti in situazione di disagio o di svantaggio secondo i principi della pedagogia ideata da Rudolf Steiner (di seguito denominata Steiner-Waldorf).
La società cooperativa è retta dai principi della mutualità prevalente previsti dagli articoli 2512 – 2514 del codice civile e persegue, quale scopo sociale, senza finalità di lucro, l’interesse generale della comunità alla promozione umana ed all’integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi educativi ed assistenziali secondo quanto previsto dalla L. 381/91, e successive modificazioni ed integrazioni, dalla L.R. F.V.G. 20/2006 e dalle altre disposizioni applicative. In particolare la società eserciterà le attività educative e socio-assistenziali di cui alla lettera a) dell’art. 3, comma 2 della L.R. n. 20/2006.
di operare per favorire la crescita e lo sviluppo libero ed armonico dell’essere umano;
di garantire il libero accesso alle attività organizzate, senza vincoli o distinzioni di sesso, razza, religione, convinzioni politiche e censo;
di garantire il rispetto del diritto prioritario della famiglia, come prima responsabile dell’educazione dei figli, ad effettuare in piena libertà le scelte educative;
di favorire la comprensione ed il dialogo tra fanciulli e gli adulti allo scopo di promuovere il senso di responsabilità e di partecipazione alla vita civile e democratica;
di sviluppare la vita comunitaria e cooperativistica nella scuola, favorendo l’espansione della personalità di ognuno secondo i principi mutualistici e di solidarietà ed ispirandosi alla triarticolazione sociale descritta da R. Steiner.
Per quanto inerente gli scopi mutualistici, la cooperativa, operando nel rispetto dei principi e dei metodi della mutualità, senza finalità lucrative, si propone di fornire ai propri soci, ed in particolare ai loro figli minori, servizi educativi ed assistenziali qualificati come precedentemente evidenziato.
Ai fini del raggiungimento dei propri scopi sociali e mutualistici, la cooperativa potrà:
promuovere, organizzare e gestire in conto proprio o per conto terzi scuole di ogni ordine e grado e progetti pedagogici diretti anche ai non soci ed in particolare ai loro figli minori;
promuovere, organizzare e gestire in conto proprio o per conto di terzi, attività educative parascolastiche in genere aventi carattere sociale, culturale, ricreativo e sportivo, anche provvedendo direttamente alla realizzazione, gestione ed amministrazione di locali ed attrezzature atti a tali scopi;
promuovere, organizzare e gestire, in conto proprio o per conto di terzi, tutte le iniziative connesse alle attività educative sopra indicate, quali convegni, conferenze, seminari, gruppi di studio, manifestazioni, feste, incontri e soggiorni di studio anche all’estero, che curino l’approfondimento delle materie di studio, delle discipline artistiche e sportive attivate e delle innovazioni pedagogiche; in particolare di sostenere la partecipazione dei genitori e degli alunni alle attività formative e socio-culturali, nonché per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle tematiche connesse alla scuola ed all’educazione;
offrire assistenza agli studenti frequentanti le scuole gestite dalla Società Cooperativa attraverso l’ospitalità in convitto o semiconvitto, fornendo loro ogni servizio relativo al soggiorno ed al tempo libero;
produrre e distribuire sussidi didattici e strumenti per l’istruzione e l’educazione collegati alla propria attività, nonché informative, bollettini periodici, ed altri strumenti culturali analoghi in formato cartaceo o elettronico e pubblicare libri, studi e ricerche in qualità di casa editrice, previe le necessarie autorizzazioni di legge;
promuovere, organizzare e gestire, in conto proprio o per conto di terzi, corsi di formazione e/o aggiornamento per le persone operanti nel campo educativo e scolastico;
stipulare opportune convenzioni con altri soggetti aventi personalità giuridica, associazioni, enti pubblici e privati per promuovere iniziative analoghe od affini ovvero per integrare la propria attività per il raggiungimento degli scopi sociali e mutualistici.
La Società potrà inoltre svolgere qualunque altra attività che risulti direttamente connessa od affine con quelle precedentemente elencate, nonché partecipare a convenzioni, trattative, gare ed appalti con enti pubblici e privati.
La cooperativa potrà sempre svolgere la propria attività anche con terzi non soci.
La cooperativa, in quanto cooperativa sociale, si avvale delle disposizioni di cui all’articolo 111-septies delle norme attuative e transitorie del codice civile.
La cooperativa, nel rispetto della normativa vigente, potrà inoltre compiere tutte le operazioni immobiliari, mobiliari, commerciali e finanziarie necessarie e/o utili al raggiungimento del proprio scopo mutualistico e del proprio oggetto sociale principale. A tal fine potrà:
assumere interessenze, quote e partecipazioni, anche azionarie, in società, cooperative, consorzi e/o in altri enti ed organismi economici aventi finalità ed oggetto affini, analoghi o complementari al proprio;
concedere fideiussioni, prestare avalli e consentire iscrizioni ipotecarie sugli immobili sociali e prestare ogni altra garanzia reale e/o personale per debiti e obbligazioni propri o di terzi, ogni qualvolta l’organo amministrativo lo ritenga opportuno;
promuovere o partecipare ad Enti, Società, Consorzi di garanzia fidi aventi per scopo il coordinamento e la facilità al credito di ogni tipo ed ogni iniziativa di reperibilità di mezzi finanziari a breve, medio ed a lungo termine, prestando le necessarie garanzie fideiussorie;
acquistare o cedere aziende e rami aziendali aventi per oggetto attività richiamate, similari, affini o complementari a quelle ricomprese nel presente oggetto sociale;
associare e/o associarsi in partecipazione con altre imprese per l’esercizio in comune di specifiche attività rientranti nell’oggetto sociale principale;
aderire ad un gruppo cooperativo paritetico ai sensi dell’articolo 2545-septies del codice civile.
La cooperativa si propone altresì di stimolare lo spirito di previdenza e di risparmio dei soci, istituendo una sezione di attività per la raccolta dei prestiti, limitata ai soli soci ed effettuata esclusivamente ai fini del conseguimento dello scopo mutualistico e dell’oggetto sociale principale, il tutto a norma dell’articolo 12 della Legge n. 127/71 e successive modificazioni, e con l’espressa esclusione della raccolta del risparmio tra il pubblico sotto ogni forma. Tale sezione di attività dovrà essere conforme alle vigenti deliberazioni C.I.C.R. in materia, in relazione all’articolo 11 del D.Lgs. 385/93 e alla conseguente normativa secondaria, e sarà disciplinata secondo le modalità ed i termini dell’apposito regolamento interno, approvato dall’assemblea ai sensi del successivo articolo 32 dello statuto, che avrà valore di proposta contrattuale.
Il numero dei soci è illimitato ma non può essere inferiore al numero minimo stabilito dalla legge.
Possono essere soci cooperatori le persone fisiche e giuridiche che:
siano interessate al raggiungimento degli scopi sociali e mutualistici;
condividano i principi indicati nel precedente articolo 3;
intendano contribuire allo sviluppo della cooperazione scolastica e dei suoi compiti educativi;
siano interessate alle iniziative previste dall’oggetto sociale;
non abbiano interessi in contrasto con quelli della cooperativa.
L’ammissione è finalizzata allo svolgimento dello scambio mutualistico nonché alla partecipazione del socio all’attività economica della cooperativa; l’ammissione deve essere coerente con la capacità economica della cooperativa di soddisfare gli interessi dei soci, anche in relazione alle strategie imprenditoriali di medio e lungo periodo.
Non possono essere soci coloro che, esercitando in proprio imprese identiche o affini a quella della cooperativa, svolgano un’attività effettivamente concorrente o in contrasto con quella della cooperativa stessa.
Possono inoltre essere soci le persone fisiche, con qualsiasi titolo professionale, che condividano i principi indicati nel precedente articolo 3 e manifestino la volontà di esplicare in seno alla Cooperativa un’attività di volontariato che sia attinente agli scopi della cooperativa stessa. Tali soci assumono la denominazione di soci volontari ai sensi della Legge 381/91.
I soci volontari, il cui numero non potrà superare la metà del numero complessivo dei soci, sono iscritti in un’apposita sezione del libro soci.
Il socio volontario non percepirà alcuna retribuzione o ristorno, sia dalla cooperativa sia dagli utenti dei servizi, fatto salvo il solo rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate sulla base dei parametri stabiliti per la totalità dei soci.
Nella gestione dei servizi educativi ed assistenziali posti in essere in applicazione dei contratti stipulati con Amministrazioni pubbliche, le prestazioni dei soci volontari possono essere utilizzate in misura complementare e non sostitutiva rispetto ai parametri d’impiego di operatori professionali previsti dalle disposizioni vigenti.
Possono infine essere soci anche le persone giuridiche, pubbliche e private, gli Enti e le Associazioni nei cui statuti sia previsto il finanziamento e lo sviluppo delle attività della cooperativa e che intendano sostenere ed appoggiare la società nel raggiungimento dei propri obiettivi.
Il domicilio dei soci per quanto riguarda i rapporti con la cooperativa sarà quello indicato nel libro dei soci. Il socio è obbligato a comunicare tempestivamente alla Cooperativa le variazioni del proprio domicilio.
l’indicazione del nome, cognome, residenza, data e luogo di nascita, codice fiscale, se trattasi di aspirante socio persona fisica;
la denominazione, la sede legale, il numero di partita IVA, nonché i dati relativi al soggetto avente la legale rappresentanza se trattasi di aspirante socio persona giuridica o ente comunque diverso dalla persona fisica;
l’attività svolta in relazione ai requisiti prescritti dallo Statuto;
la categoria dei soci a cui chiede di essere iscritto ed i motivi della richiesta;
l’esplicita condivisione dei principi espressi all’art. 3 del presente Statuto;
la dichiarazione di non svolgere attività concorrenti con quella della Cooperativa;
l’ammontare della quota che si propone di sottoscrivere nel rispetto del limite massimo fissato dalla legge;
la dichiarazione di attenersi al presente statuto ed alle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali;
la dichiarazione di accettazione della clausola compromissoria di cui all’articolo 29 del presente Statuto.
Per le persone giuridiche la domanda deve essere sottoscritta dal legale rappresentante della società e la stessa deve essere corredata da documentazione idonea a comprovarne i poteri e l’assenza dello stato di liquidazione, fallimento e concordato della Società.
L’ammissione di un nuovo socio è fatta con deliberazione dell’organo amministrativo su domanda dell’interessato.
L’organo amministrativo deve motivare entro sessanta giorni la deliberazione di rigetto della domanda di ammissione e comunicarla agli interessati.
Entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’eventuale diniego, chi ha proposto l’istanza può chiedere che sulla stessa si pronunci l’assemblea dei soci, la quale delibera sulle domande non accolte, se non appositamente convocata, in occasione della sua prossima successiva convocazione.
Nel caso di deliberazione difforme da quella dell’organo amministrativo, quest’ultimo è tenuto a recepire quanto stabilito dall’assemblea, con deliberazione da assumersi entro trenta giorni dalla data dell’assemblea stessa.
Gli amministratori nella relazione al bilancio devono illustrare le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione dei nuovi soci.
Qualora l’accoglimento della domanda di ammissione determini il superamento dei limiti previsti dall’articolo 2519, comma 2, del codice civile, gli amministratori devono convocare l’assemblea per la modificazione dello statuto.
In tal caso, la delibera di ammissione deve essere comunicata all’interessato e annotata a cura degli amministratori nel libro dei soci solo dopo che l’assemblea abbia proceduto alla modificazione dello Statuto.
Articolo 7 – Obblighi del socio
Con l’ammissione in Società il socio assume l’obbligo:
di versamento della quota di partecipazione sottoscritta con le modalità e nei termini previsti dal successivo quarto comma nonché dell’eventuale tassa di ammissione;
di osservare lo Statuto, i regolamenti interni e le deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali;
di partecipare in generale all’attività della cooperativa per tutta la durata della sua permanenza nella stessa;
di concorrere alle spese della cooperativa in rapporto alla quantità e qualità di scambio mutualistico posto in essere con la medesima.
Al nuovo socio, oltre all’importo delle quote sociali sottoscritte, potrà essere richiesto il versamento di una tassa di ammissione da determinarsi dall’organo amministrativo, per ciascun esercizio sociale, in misura non superiore a cinque volte il valore minimo della quota sociale come determinato nel successivo articolo 17.
Le somme versate dal nuovo socio quale tassa di ammissione si intendono versate a titolo di indennità forfetaria delle spese sostenute dalla cooperativa per la procedura di ammissione e confluiscono pertanto nel conto economico dell’esercizio in cui ha avuto inizio il rapporto sociale con il socio nuovo ammesso.
Il versamento della quota sociale sottoscritta e dell’eventuale tassa di ammissione dovrà essere effettuato in un’unica soluzione all’atto dell’ammissione o ratealmente secondo quanto deliberato dall’organo amministrativo. Ove nulla fosse stabilito, il versamento della quota sociale sottoscritta e dell’eventuale tassa di ammissione potrà anche avere luogo mediante trattenuta sulla prima liquidazione, anche in acconto, del prodotto conferito in cooperativa.
La disposizione di cui al comma precedente si applica anche agli aumenti delle quote sociali sottoscritte dai soci durante l’esistenza della Società.
I soci che non partecipano all’amministrazione hanno diritto di avere dagli amministratori notizie sullo svolgimento degli affari sociali e di consultare, anche tramite professionisti di loro fiducia, i libri sociali nonché i documenti relativi alla amministrazione.
Per la consultazione dei libri sociali e dei documenti relativi all’amministrazione, da effettuarsi presso la sede sociale, i soci che ne hanno diritto dovranno farne richiesta scritta agli amministratori mediante lettera raccomandata da inviarsi almeno otto giorni prima del giorno o dei giorni prescelti (esclusi festivi e prefestivi), indicando l’ora dell’accesso o degli accessi e la loro ragionevole durata, nell’ambito delle ore lavorative, ed indicando altresì le generalità del professionista eventualmente incaricato della consultazione.
Articolo 9 – Perdita della qualità
La qualità di socio si perde per recesso, esclusione, per causa di morte, fallimento o scioglimento del socio persona giuridica o ente comunque diverso dalla persona fisica.
Articolo 10 – Recesso del socio
Il socio può recedere dalla cooperativa nei casi previsti dalla legge e qualora:
Spetta all’organo amministrativo constatare, entro sessanta giorni dalla comunicazione di recesso, se ricorrano i motivi che, a norma della legge e del presente statuto, legittimino il recesso.
Qualora i presupposti del recesso non sussistano, gli amministratori devono darne immediata comunicazione al socio che, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, può attivare le procedure arbitrali di cui al successivo articolo 29.
Il recesso ha effetto dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda, trasmessa all’interessato mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, sia per quanto riguarda il rapporto sociale che il rapporto mutualistico. L’organo amministrativo, a sua discrezione, potrà tuttavia, su espressa richiesta dell’interessato, far decorrere l’effetto del recesso, per quanto inerente il rapporto mutualistico, dalla chiusura dell’esercizio sociale.
Articolo 11 – Esclusione
L’esclusione sarà deliberata dall’organo amministrativo, oltre che nei casi previsti dalla legge, nei confronti del socio che:
i requisiti per l’ammissione o comunque non più in grado di concorrere al raggiungimento degli scopi sociali, non abbia prodotto la richiesta di recesso di cui all’articolo precedente
previa intimazione dell’organo amministrativo, non esegua in tutto o in parte il versamento del capitale sociale sottoscritto nonché delle altre somme determinate nel precedente articolo 7;
sia gravemente inadempiente agli obblighi derivanti dalla legge, dal presente statuto, dai regolamenti interni, dal rapporto mutualistico, dalle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali;
venga a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilità previste dall’articolo 5, o comunque svolga o tenti di svolgere atti o attività di concorrenza con la cooperativa o comunque attività contraria agli interessi sociali;
violi i principi di correttezza e buona fede nello svolgimento del rapporto sociale, nel rapporto mutualistico e nei rapporti in generale con la società e ciò anche con riferimento all’ultimo comma dell’articolo 29 del presente statuto;
abusi delle informazioni ottenute con l’esercizio del diritto di ispezione di cui al secondo comma dell’articolo 2476 del codice civile come richiamato e disciplinato dal precedente articolo 8;
non adempia, senza giustificato motivo e previa intimazione dell’organo amministrativo, agli obblighi assunti a qualunque titolo verso la Cooperativa.
Oltre a quanto già previsto nei punti precedenti, in alcuni particolari casi, l’organo amministrativo, a sua discrezione, preventivamente all’adozione della deliberazione di esclusione, potrà invitare il socio, a mezzo lettera raccomandata, a regolarizzare la sua situazione od a rimuovere le cause di inadempimento, fissando un termine per la regolarizzazione o per la rimozione delle cause di inadempimento. In tali casi, trascorso il termine fissato, l’organo amministrativo, riscontrata la permanenza dell’irregolarità o dell’inadempimento, potrà deliberare l’esclusione del socio.
L’esclusione ha effetto dall’annotazione del provvedimento nel libro dei soci, che sarà eseguita senza indugio dagli amministratori, che dovranno altresì tempestivamente comunicare al socio il provvedimento di esclusione.
Lo scioglimento del rapporto sociale per esclusione determina anche la risoluzione dei rapporti mutualistici pendenti con effetto dall’annotazione di cui sopra.
Contro la deliberazione di esclusione il socio, entro sessanta giorni dalla comunicazione inviata mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, può attivare le procedure arbitrali di cui all’articolo 29.
Articolo 12 – Liquidazione
I soci receduti od esclusi hanno soltanto il diritto al rimborso del capitale da essi effettivamente versato, eventualmente rivalutato ai sensi del successivo articolo 20, nonché degli eventuali dividendi maturati ai sensi del medesimo articolo 20, la cui liquidazione, eventualmente ridotta in proporzione alle perdite imputabili al capitale, avrà luogo sulla base del bilancio dell’esercizio nel quale si è verificato lo scioglimento del rapporto sociale.
I soci esclusi per i motivi indicati nel precedente articolo 11, lettere b), d) ed e) saranno tenuti al risarcimento dei danni ed al pagamento dell’eventuale penale, ove determinata nel regolamento, con possibilità di compensarla con quanto eventualmente ancora dovuto al socio escluso a titolo di rimborso del capitale o altro.
La liquidazione o il rimborso della frazione di capitale assegnata al socio ai sensi degli articoli 2545-quinquies e 2545-sexies può essere corrisposta in più rate, unitamente agli interessi legali, entro un termine massimo di cinque anni.
Articolo 13 – Morte del socio o scioglimento della persona giuridica socia
Nel caso di decesso di un socio persona fisica, la società continuerà con gli eredi o i legatari della di lui quota sociale, purché gli stessi possiedano i requisiti per l’ammissione.
Gli eredi o i legatari, entro un anno dalla data del decesso, dovranno indicare quello di loro che assumerà la qualità di socio o li rappresenterà di fronte alla società. In difetto di tale designazione si applica l’articolo 2347, secondo e terzo comma, del codice civile.
Nel caso di scioglimento del socio persona giuridica o comunque diverso da persona fisica, i liquidatori hanno diritto di chiedere e di ottenere dalla cooperativa il rimborso della quota di capitale sociale e delle altre somme con le modalità e nella misura stabilite dal precedente articolo 12.
Articolo 14 – Termini di decadenza, limitazioni al rimborso, responsabilità dei soci cessati
I soci receduti od esclusi e gli eredi del socio deceduto, nonché i liquidatori dei soci diversi dalla persona fisica in stato di scioglimento, dovranno richiedere il rimborso della quota di partecipazione versata entro i 5 (cinque) anni dalla data di approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale è divenuto operativo.
Le quote per le quali non sarà richiesto il rimborso nel termine suddetto saranno devolute con deliberazione dell’organo amministrativo al fondo di riserva legale.
La Cooperativa può in ogni caso compensare il debito derivante dal rimborso delle quote, come sopra determinato, o dal pagamento della prestazione mutualistica e dal rimborso dei prestiti sociali, con il credito derivante da penali, da risarcimento danni o da prestazioni fornite, anche fuori dai limiti previsti dall’articolo 1243 del codice civile.
Il socio che cessa di far parte della Cooperativa, o i suoi eredi, rispondono verso questa per il pagamento dei conferimenti non versati per un anno dal giorno in cui si siano verificati il recesso, l’esclusione o la cessione delle quote.
Al socio che cessa di far parte della Cooperativa si applicano altresì le altre disposizioni previste dall’articolo 2536 del codice civile.
Articolo 15 – Strumenti finanziari
Con deliberazione dell’assemblea, assunta con le modalità di cui all’articolo 2480 del codice civile, la Cooperativa può emettere titoli di debito nonché strumenti privi di diritti di amministrazione ad investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale e ad investitori qualificati rispettivamente ai sensi dell’articolo 2483 del codice civile e dell’articolo 111-octies delle disp. att. trans. del codice civile.
In tal caso, con apposito regolamento approvato dalla stessa assemblea, saranno stabiliti:
le eventuali modalità di circolazione, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 2483 c.c.;
i criteri di determinazione del rendimento e le modalità di corresponsione degli interessi ovvero di partecipazione agli utili;
l’eventuale termine di scadenza e le modalità dirimborso.
La deliberazione dell’assemblea stabilisce altresì i compiti che vengono attribuiti all’organo amministrativo ai fini del collocamento dei titoli.
All’assemblea speciale dei possessori dei titoli di cui al presente articolo ed al relativo rappresentante comune si applica quanto previsto dagli articoli 2541 e seguenti del codice civile, in quanto compatibili con le successive disposizioni del presente Statuto.
Articolo 16 – Funzionamento mutualistico e ristorni
Per i servizi prestatigli dalla cooperativa ai sensi del presente statuto, il Socio, in considerazione della natura mutualistica rivestita dall’operazione, dovrà liquidare un corrispettivo da determinarsi dall’organo amministrativo secondo criteri prudenziali, anche fissati dagli eventuali specifici regolamenti interni, e tenuto conto dell’andamento di mercato.
Alla chiusura dell’esercizio, sulla base dei risultati di bilancio ed in particolare sulla base del risultato economico specifico dell’attività di servizi realizzata, ricorrendone i presupposti, potrà darsi luogo al ristorno secondo i criteri previsti nel presente statuto.
Per particolari sezioni di attività e di servizi realizzati potrà anche essere stabilita una forma di valorizzazione diversa da quella prevista dai due commi precedenti ma da stabilirsi comunque con apposito regolamento interno.
Per i beni acquistati dalla cooperativa ai sensi del presente statuto, il Socio, in considerazione della natura mutualistica rivestita dall’operazione, dovrà liquidare un corrispettivo da determinarsi dall’organo amministrativo secondo criteri prudenziali, anche fissati dagli eventuali specifici regolamenti interni, e tenuto conto dell’andamento di mercato.
Alla chiusura dell’esercizio, sulla base dei risultati di bilancio ed in particolare sulla base del risultato economico specifico dell’attività di commercializzazione relativo alla categoria specifica di beni commercializzati, ricorrendone i presupposti, potrà darsi luogo al ristorno secondo i criteri previsti nel presente statuto.
Per particolari sezioni di attività e di beni commercializzati potrà anche essere stabilita una forma di valorizzazione diversa da quella prevista dai due commi precedenti ma da stabilirsi comunque con apposito regolamento interno.
Al termine di ciascun esercizio, l’eventuale avanzo di ciascuna gestione mutualistica, fatto salvo quanto diversamente stabilito ai sensi del terzo e sesto comma del presente articolo, potrà quindi essere ripartito tra i soci interessati, a titolo di ristorno, in proporzione alla quantità e qualità di specifico scambio mutualistico posto in essere dal singolo socio nel corso dell’esercizio anche secondo quanto eventualmente stabilito dallo specifico regolamento interno.
L’assemblea può deliberare l’erogazione dei ristorni a ciascun socio:
in forma liquida e quindi mediante erogazione diretta;
mediante l’aumento proporzionale delle rispettive quote detenute dai soci, anche in deroga ai limiti stabiliti dall’articolo 2525 del codice civile.
Articolo 17 – Capitale sociale
Il capitale sociale della Cooperativa è variabile ed è formato da un numero illimitato di quote sociali del valore nominale minimo di Euro 25,00 (venticinque virgola zero zero) ciascuna detenute dai soci cooperatori.
La quota di partecipazione complessiva detenuta da ciascun socio non può essere superiore ai limiti di legge. I limiti di partecipazione al capitale sociale non si applicano nel caso di conferimenti di beni in natura o di crediti nonché nel caso di soci diversi dalle persone fisiche.
Articolo 18 – Caratteristiche delle quote sociali
verso la società se la cessione o la sottoposizione a pegno non sono autorizzate dall’organo amministrativo.
Il socio che intenda trasferire la propria quota di partecipazione deve darne comunicazione all’organo amministrativo con lettera raccomandata precisando i requisiti dell’acquirente. Salvo espressa autorizzazione dell’organo amministrativo, la cessione può essere effettuata esclusivamente per l’intera quota di partecipazione detenuta dal socio.
Il provvedimento dell’organo amministrativo deve essere comunicato al socio entro sessanta giorni dal ricevimento della richiesta, decorsi i quali il socio è libero di trasferire la propria partecipazione e l’organo amministrativo deve iscrivere nel libro dei soci l’acquirente, a condizione che lo stesso abbia i requisiti previsti dall’articolo 5.
In caso di diniego dell’autorizzazione, l’organo amministrativo deve motivare la relativa delibera e comunicarla entro sessanta giorni al socio interessato, il quale, entro i successivi sessanta giorni dalla comunicazione, può attivare le procedure arbitrali di cui all’articolo 29.
Il patrimonio della società è costituito secondo quanto stabilito dall’articolo 2424 del codice civile.
BILANCIO E DESTINAZIONI DEL RISULTATO ECONOMICO
Articolo 20 – Bilancio di esercizio e destinazioni del risultato economico
Alla fine di ogni esercizio sociale, l’organo amministrativo, previa esatta redazione dell’inventario, provvede alla redazione del bilancio, nelle componenti stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa, corredandolo, se del caso, con la relazione sulla gestione, che dovrà anche contenere, a norma di legge:
le indicazioni di incidenza della mutualità, a norma dell’articolo 111-septies delle disposizioni per attuazione del Codice Civile e disposizioni transitorie;
le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione dei nuovi soci, a norma dell’articolo 2528 del codice civile;
l’indicazione specifica dei criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico, a norma dell’articolo 2545 del codice civile;
i dati relativi all’attività svolta con i soci, a norma dell’articolo 2545-sexies del codice civile;
ogni altra indicazione richiesta da norme di legge.
Il bilancio deve essere presentato all’assemblea dei soci per l’approvazione entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, ovvero entro 180 (centottanta) giorni qualora ricorrano le condizioni di cui all’ultimo comma dell’articolo 2364 del codice civile, certificate dall’organo amministrativo ai sensi di legge.
L’assemblea che approva il bilancio delibera altresì sulla destinazione degli utili annuali che dovrà avere luogo come segue:
almeno la quota obbligatoria, prevista per legge, al fondo di riserva legale indivisibile;
la quota obbligatoria, prevista per legge, al competente fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui all’articolo 11 della Legge 59/1992;
una quota di quanto residua successivamente alle destinazioni precedenti potrà essere destinata alla rivalutazione del capitale sociale effettivamente versato, purché nei limiti consentiti dalla legislazione vigente per garantire il godimento delle agevolazioni tributarie alla Cooperativa;
un’ulteriore quota potrà essere destinata alla remunerazione del capitale sociale effettivamente versato, mediante distribuzione di dividendi in misura non superiore al limite massimo consentito dalla legislazione vigente per garantire il godimento delle agevolazioni tributarie e fatti salvi i limiti previsti dal successivo articolo 35;
un’ulteriore quota potrà essere destinata ad eventuale remunerazione degli strumenti privi di diritti di amministrazione di cui al precedente articolo 15;
un’eventuale quota per finalità di pubblica utilità o per iniziative aventi finalità sociali;
l’intera eventuale rimanenza deve sempre essere destinata alla costituzione e/o all’incremento di un fondo di riserva straordinario indivisibile, finalizzato all’autofinanziamento sociale ed alla generica copertura dei rischi e degli impegni futuri.
L’assemblea può sempre deliberare, in deroga alle precedenti disposizioni, che la totalità degli utili netti di bilancio venga devoluta al fondo di riserva legale indivisibile, detratta la sola quota di cui alle precedenti lettere a) e b).
I ristorni saranno ripartiti tra i soci cooperatori, in proporzione alla quantità e alla qualità degli scambi mutualistici, secondo quanto stabilito dal precedente articolo 16 e dall’apposito regolamento interno approvato ai sensi del successivo articolo 32.
Il dividendo ai soci cooperatori potrà essere deliberato nel solo caso in cui il rapporto tra il patrimonio netto ed il complessivo indebitamento della società sia superiore ad un quarto.
Le riserve non possono essere ripartite tra i soci durante la vita della società e dopo il suo scioglimento.
Articolo 21 – Decisioni dei soci
I soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dalla legge, dal presente statuto, nonché sugli argomenti che uno o più amministratori o tanti soci che rappresentano almeno un terzo del numero complessivo degli aventi diritto al voto sottopongano alla loro approvazione. In ogni caso sono riservate alla competenza dei soci:
l’approvazione dei regolamenti interni previsti dalla legge o dal presente statuto;
l’approvazione del bilancio, la ripartizione del ristorno e la distribuzione degli utili;
la nomina degli amministratori;
la nomina dei sindaci e del Presidente del collegio sindacale, in quanto previsto dalla legge o dal presente statuto, nonché dell’eventuale soggetto incaricato della revisione legale;
Le decisioni di competenza dei soci sono assunte mediante deliberazione assembleare, con le modalità previste dall’articolo 2479-bis del codice civile.
Articolo 22 – Assemblee
La convocazione dell’assemblea sarà effettuata mediante avviso scritto da affiggersi nei locali della sede sociale e da comunicare a mezzo lettera ai soci ed ai membri del Collegio Sindacale, se nominato, almeno 10 (dieci) giorni prima di quello fissato per l’adunanza. L’avviso dovrà indicare il giorno, l’ora ed il luogo dell’adunanza, l’elenco delle materie da trattare nonché il giorno, l’ora ed il luogo dell’eventuale seconda convocazione che non potrà avere luogo nello stesso giorno fissato per la prima.
In mancanza dell’adempimento delle suddette formalità, l’Assemblea si reputa validamente costituita quando siano presenti o rappresentati tutti i soci con diritto di voto e siano presenti, o informati della riunione, tutti gli Amministratori e i Sindaci effettivi, se nominati. Tuttavia ciascuno degli intervenuti può opporsi alla discussione degli argomenti sui quali non si ritenga sufficientemente informato.
Articolo 23 – Costituzione e quorum deliberativi
In seconda convocazione l’Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati aventi diritto al voto.
L’Assemblea delibera a maggioranza qualificata (2/3) dei soci presenti ed aventi diritto di voto.
Articolo 24 – Votazioni
Le deliberazioni della assemblea hanno luogo con voto palese: per alzata di mano, per appello nominale ovvero con altro sistema, adottato dai presenti a maggioranza, che comunque garantisca l’evidenza del voto espresso da ciascun socio.
Articolo 25 – Voto
I soci che abbiano contratto con la cooperativa un rapporto di impiego e di lavoro di carattere continuativo per il quale percepiscano una retribuzione in denaro o in natura a carico del bilancio, non hanno diritto di partecipare, per tutta la durata di tale rapporto di impiego o di lavoro, alle votazioni nelle assemblee convocate per l’approvazione del bilancio e per l’elezione degli amministratori e dei sindaci della cooperativa stessa.
Il socio diverso dalla persona fisica interviene all’assemblea tramite un proprio legale rappresentante ovvero un proprio amministratore, un proprio dipendente o un altro socio dallo stesso delegati.
I soci che, per qualsiasi motivo, non possono intervenire personalmente in assemblea, hanno facoltà di farsi rappresentare, mediante delega scritta, soltanto da un altro socio che non sia amministratore, sindaco o dipendente della Società, ovvero che rivesta tali qualifiche in società controllate, e che abbia diritto al voto.
Ciascun socio può rappresentare solamente un altro socio.
Articolo 26 – Presidenza dell’Assemblea
L’Assemblea è presieduta dal Presidente dell’Organo amministrativo ed in sua assenza dal Vice Presidente, ed in assenza anche di questi, dalla persona designata dall’Assemblea stessa, col voto della maggioranza dei presenti. Essa provvede altresì alla nomina di un segretario, scelto anche tra i non soci. La nomina del segretario non ha luogo quando il verbale è redatto da un Notaio.
Articolo 27 – Amministrazione
La Cooperativa è amministrata da un Consiglio di Amministrazione composto da un minimo di 3 (tre) ad un massimo di 9 (nove) membri, su decisione dei soci in sede di nomina.
La maggioranza del Consiglio di Amministrazione deve essere scelta tra i soci cooperatori che siano direttamente coinvolti come fruitori (per i loro figli minori) dei servizi pedagogici della cooperativa.
Nei limiti di quanto sopra possono essere nominati amministratori anche i non soci.
Gli amministratori durano in carica per un periodo non superiore a tre esercizi e scadono con la data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica. La cessazione degli amministratori per scadenza del periodo determinato dai soci ha effetto dal momento in cui il nuovo organo amministrativo è stato ricostituito.
Gli amministratori possono essere sempre rieletti.
I soci che abbiano contratto con la cooperativa un rapporto di impiego e di lavoro di carattere continuativo per il quale percepiscano una retribuzione in denaro o in natura a carico del bilancio, non possono essere nominati amministratori.
Il Consiglio di Amministrazione elegge fra i suoi membri un Presidente un Vice Presidente.
Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente tutte le volte nelle quali vi sia materia su cui deliberare ovvero quando lo richiedano un terzo degli amministratori.
La convocazione, recante l’ordine del giorno, la data, il luogo e l’ora della riunione, deve essere spedita a tutti gli amministratori, sindaci effettivi e revisore, se nominati, con qualsiasi mezzo idoneo ad assicurare la prova dell’avvenuto ricevimento, almeno tre giorni prima dell’adunanza e, in caso di urgenza, almeno un giorno prima.
Per la validità delle deliberazioni del consiglio di amministrazione è necessaria la presenza effettiva della maggioranza dei membri in carica.
Le deliberazioni sono prese con la maggioranza qualificata (2/3) dei voti dei presenti. In caso di parità dei voti, la proposta si intende respinta.
Delle deliberazioni della seduta si redige un verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario. Il verbale deve essere trascritto nel libro delle decisioni degli amministratori.
Il Consiglio di Amministrazione ha tutti i poteri di legge per l’amministrazione ordinaria e straordinaria della cooperativa. In sede di nomina potranno tuttavia essere deliberati ed indicati, ai sensi di legge, limiti ai poteri degli amministratori.
Il Consiglio di Amministrazione può affidare specifici incarichi a singoli amministratori o a un comitato esecutivo, delegando loro i necessari poteri e precisando i contenuti, i limiti e le modalità di esercizio della delega, nei limiti di cui agli articoli 2381 e 2544 del codice civile.
Ogni 180 (centottanta) giorni gli organi delegati devono riferire agli Amministratori e al Collegio sindacale, se nominato, sul generale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle operazioni di maggior rilievo, in termini di dimensioni o caratteristiche, effettuate dalla Cooperativa e dalle sue controllate.
Nel Consiglio di Amministrazione, la rappresentanza della cooperativa spetta al Presidente, al Vice Presidente ed ai consiglieri delegati specificamente muniti, all’atto della nomina, di tale potere.
In caso di mancanza sopravvenuta di uno o più amministratori, gli altri provvedono a sostituirli nei modi previsti dall’articolo 2386 del codice civile. Se viene meno la maggioranza degli Amministratori, quelli rimasti in carica devono ricorrere alla decisione dei soci per la sostituzione dei mancanti.
In caso di mancanza sopravvenuta di tutti gli Amministratori, il ricorso alla decisione dei soci deve essere fatto d’urgenza dal Collegio sindacale, se nominato, il quale può compiere nel frattempo gli atti di ordinaria amministrazione. In caso di mancanza del Collegio sindacale, il Consiglio di Amministrazione è tenuto a far ricorso alla decisione dei soci e rimane in carica fino alla sua sostituzione.
Spetta alla decisione dei soci determinare i compensi dovuti agli Amministratori e ai membri del Comitato esecutivo, se nominato. In presenza di amministratori investiti di particolari cariche, la remunerazione degli stessi è stabilita dal Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Collegio Sindacale, se nominato. L’assemblea può anche determinare un importo complessivo per la remunerazione di tutti gli amministratori, inclusi quelli investiti di particolari cariche.
Articolo 28 – Organo di controllo
Ove si verificassero i presupposti di legge di cui all’articolo 2543, primo comma, del codice civile, la cooperativa, con decisione dei soci, procede alla nomina di un Collegio Sindacale.
In tali casi il Collegio Sindacale è composto da un Presidente, da due Sindaci Effettivi e da due Sindaci Supplenti, in possesso dei requisiti di legge, nominati dall’assemblea che, all’atto della nomina, provvede anche alla determinazione del compenso loro attribuito, tenuto conto delle tariffe professionali vigenti.
I Sindaci durano in carica tre anni e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica. Essi sono sempre rieleggibili.
Il Collegio Sindacale, se nominato, ha tutte le competenze di legge ed esercita inoltre anche la revisione contabile ed è quindi integralmente composto da Revisori Contabili iscritti nel Registro istituito presso il Ministero della Giustizia.
Laddove non ricorrano le condizioni per la nomina del Collegio Sindacale, la revisione legale sulla società, qualora comunque obbligatorio per legge, è esercitato da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel Registro istituito presso il Ministero della Giustizia che sono incaricati con decisione dei soci e svolgono la propria funzione secondo quanto stabilito dal D.Lgs. 39/2010.
L’assemblea dei soci, anche laddove non ricorrano le condizioni di legge per la nomina del Collegio Sindacale o dell’incaricato alla revisione legale di cui al comma precedente, può sempre deliberare, in quanto lo ritenga opportuno:
la nomina di un Collegio Sindacale composto da un Presidente, da due Sindaci Effettivi e da due Sindaci Supplenti, in possesso dei requisiti di legge;
l’affidamento dell’incarico della revisione legale ad un revisore contabile o ad una società di revisione;
che svolgono la propria funzione secondo quanto stabilito dalla legge e dal presente articolo.
Tutte le controversie derivanti dal presente statuto, dai regolamenti interni e più in generale dal rapporto sociale, ivi comprese quelle relative alla validità, interpretazione e l’applicazione delle disposizioni statutarie e regolamentari o delle deliberazioni adottate dagli organi sociali e quelle relative a recesso od esclusione dei soci, che dovessero insorgere tra la società ed i soci, o tra soci, in quanto compromettibili per legge, devono essere rimesse alla decisione di un collegio di tre arbitri da nominarsi a cura della Camera Arbitrale di Gorizia; l’autorità di nomina provvederà anche alla designazione del Presidente del Collegio.
Ove il soggetto designato non provveda, la nomina degli arbitri sarà effettuata, su istanza della parte più diligente, dal Presidente del Tribunale del luogo ove ha sede legale la cooperativa.
Rientrano nella presente clausola compromissoria anche le controversie promosse da amministratori, liquidatori e sindaci ovvero promosse nei loro confronti, essendo la presente clausola per essi vincolante dal momento dell’accettazione del relativo incarico.
L’arbitrato avrà sede nel luogo ove ha sede legale la cooperativa.
Ai fini della determinazione del valore della controversia si tiene conto della domanda di arbitrato, osservati i criteri di cui agli articoli 10 e seguenti del codice di procedura civile.
La disciplina delle spese di funzionamento dell’organo arbitrale è stabilita dallo stesso organo e comunque sono anticipate dalla Parte che promuove l’attivazione della procedura.
Articolo 30 – Scioglimento anticipato
Verificandosi una delle cause di scioglimento previste dall’articolo 2545-duodecies del codice civile o da altre disposizioni di legge, i soci, con decisione da adottarsi con il metodo assembleare, stabiliscono:
In mancanza di alcuna disposizione in ordine ai poteri dei liquidatori si applica la disposizione dell’articolo 2489 del codice civile.
La Società, con delibera dell’assemblea dei soci, può in ogni momento revocare lo stato di liquidazione, occorrendo previa eliminazione della causa di scioglimento. In questo caso al socio dissenziente spetta il diritto di recesso. La revoca ha effetto ai sensi dell’articolo 2487-ter, secondo comma, del codice civile.
Articolo 31 – Devoluzione patrimonio finale
In qualunque caso di scioglimento della cooperativa, l’eventuale residuo attivo della liquidazione dovrà essere destinato nell’ordine:
al rimborso delle quote di capitale sociale sottoscritte ed effettivamente versate dai soci, comprensive delle eventuali rivalutazioni operate ai sensi del precedente articolo 20, nonché degli eventuali dividendi maturati, sempre nei limiti di quanto previsto dal precedente articolo 20;
per l’intera eventuale rimanenza, al competente fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione di cui all’articolo 11 della Legge 59/92.
Per meglio disciplinare il funzionamento interno della cooperativa e soprattutto per disciplinare i rapporti tra la società ed i soci determinando criteri e regole inerenti lo svolgimento dell’attività mutualistica, le modalità di funzionamento delle attività sociali, i criteri per la ripartizione dei ristorni, la disciplina dei prestiti sociali, la disciplina degli strumenti finanziari ed in generale quant’altro stabilito dalla legge o dal presente statuto, l’organo amministrativo potrà elaborare appositi regolamenti sottoponendoli successivamente alla approvazione dell’Assemblea con le maggioranze previste per le modifiche statutarie.
Nella determinazione delle modalità di funzionamento mutualistico ricomprese negli specifici regolamenti interni debbono essere rispettate le disposizioni di cui all’articolo 2516 C.C.
Nella determinazione dei criteri di ripartizione dei ristorni ai soci ricompresi negli specifici regolamenti interni debbono essere rispettate le disposizioni di cui all’articolo 2545-sexies del codice civile, ed in particolare la proporzionalità dei ristorni medesimi alla quantità e qualità degli scambi mutualistici posti in essere.
Nella predisposizione dei regolamenti interni si dovrà tener conto, per quanto possibile, dei principi della triarticolazione sociale.
Articolo 33 – Collegio degli Insegnanti
Il Collegio degli Insegnanti ha funzione consultiva e propositiva nonché di organizzazione e gestione diretta dei progetti e delle attività pedagogiche di cui all’art.4, al fine di tutelare l’ispirazione ai principi della pedagogia Steiner-Waldorf. Il Collegio è composto da Insegnanti formati secondo il metodo Steiner-Waldorf o che stanno completando la formazione, fatti salvi i casi specificatamente individuati da apposito regolamento interno.
Esso ha autonomia nell’elaborazione delle proposte pedagogiche. Con apposito regolamento interno saranno precisate le forme di interazione fra Collegio degli Insegnanti e Consiglio di Amministrazione, ferme restando le prerogative di legge di quest’ultimo.
E’ prevista la partecipazione di un rappresentante del Collegio degli Insegnanti, con funzioni consultive e senza diritto di voto, alle riunioni dell’Organo amministrativo.
Articolo 34 – Penali
Il socio inadempiente agli obblighi statutari, nonché alle norme disciplinari previste dai regolamenti interni di cui al precedente articolo 32 ed alle decisioni assunte dagli organi sociali potrà essere chiamato a versare una somma a titolo di penale che, in considerazione della natura risarcitoria sua propria, confluisce nel conto economico dell’esercizio in cui l’inadempimento ha avuto luogo.
I relativi importi, nel minimo e nel massimo, sono fissati con decisione dei soci assunta secondo il metodo assembleare, con le maggioranze previste per le modifiche statutarie, mentre l’irrogazione delle penali, entro i limiti minimo e massimo stabiliti, è di competenza dell’organo amministrativo.
L’organo amministrativo, nel determinare l’ammontare della penale da imputare al socio inadempiente, terrà conto della gravità dell’infrazione e dell’eventuale recidiva.
Articolo 35 – Clausole Mutualistiche
Le seguenti clausole mutualistiche:
divieto di remunerare gli eventuali strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi;
divieto di distribuire le riserve fra i soci cooperatori durante la vita della Società e dopo il suo scioglimento;
obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell’intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale rivalutato e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione;
unitamente alle altre contenute nel presente Statuto sociale, sono inderogabili e devono di fatto sempre essere osservate.
La soppressione delle clausole di cui al comma precedente e la modifica della presente clausola dovrà essere assunta in sede di assemblea e solamente con il voto favorevole della maggioranza di tutti i soci aventi diritto di voto.
F.to Piero Bertossi
F.to Laura Quagliotti
F.to Riccardo De Luca
F.to Francesco Martines
F.to Liliana Giacovani
F.to Alessandra Fabris
F.to Adriana Pantarotto
F.to Giuseppe Conza
F.to Damilano Nadia
F.to Luca Balloch
F.to Damjan Hlede
Triarticolazione sociale →

References: Articolo 1

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