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Timestamp: 2020-07-12 19:16:39+00:00

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ï»¿ Â§ 3.10.60 - L.R. 6 agosto 2007, n. 13. Organizzazione del sistema turistico laziale. Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e [...]
Â§ 3.10.60 - L.R. 6 agosto 2007, n. 13.
Organizzazione del sistema turistico laziale. Modifiche alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e [...]
Materia: 3. sviluppo economico
Capitolo: 3.10 turismo, industria alberghiera
Art. 1. (Oggetto e finalitÃ )
Art. 2. (Principi generali)
Art. 4. (Funzioni delle province)
Art. 5. (Funzioni dei comuni e di Roma Capitale
Art. 5 bis. (Elenco regionale delle localitÃ turistiche)
Art. 6. (Comune di Roma)
Art. 7. (Atti di direttiva e poteri sostitutivi)
Art. 8. (Organizzazione turistica regionale)
Art. 9. (Sistemi turistici locali)
Art. 10. (Riconoscimento dei sistemi turistici locali)
Art. 11. (Progetti di sviluppo dei sistemi turistici locali)
Art. 12. (Agenzia regionale del turismo)
Art. 13. (Partecipazione e rappresentanza della Regione nellâ€™Agenzia)
Art. 14. (Servizi di informazione e accoglienza turistica)
Art. 15. (Associazioni pro-loco)
Art. 16. (FinalitÃ della programmazione turistica)
Art. 17. (Piano turistico regionale)
Art. 18. (Procedure per lâ€™adozione del piano turistico regionale)
Art. 19. (Attuazione del piano turistico regionale)
Art. 20. (Osservatorio regionale del turismo)
Art. 21. (Imprese turistiche)
Art. 22. (AttivitÃ ricettiva)
Art. 23. (Individuazione delle strutture ricettive)
Art. 24. (Periodi di apertura e gestione unitaria)
Art. 25. (Classificazione delle strutture ricettive)
Art. 25 bis. (Disposizioni per lâ€™attivitÃ edilizia nellâ€™ambito delle strutture ricettive allâ€™aria aperta)
Art. 26. (Esercizio delle attivitÃ )
Art. 27. (Sospensione e divieto di prosecuzione dellâ€™attivitÃ )
Art. 28. (Comunicazione a fini statistici)
Art. 29. (Informazioni sui prezzi e sui periodi di apertura)
Art. 30. (Compiti di vigilanza e controllo)
Art. 31. (Sanzioni amministrative pecuniarie)
Art. 32. (Definizione delle agenzie di viaggi e turismo. Elenchi delle agenzie di viaggi e turismo)
Art. 33. (Garanzia assicurativa e deposito cauzionale).
Art. 34. (Condizioni per lâ€™apertura delle agenzie di viaggi e turismo e per lâ€™esercizio delle attivitÃ )
Art. 35. (Rilascio dellâ€™autorizzazione allâ€™apertura ed ai mutamenti nellâ€™organizzazione delle agenzie di viaggi e turismo)
Art. 35 bis. (Direttore tecnico dellâ€™agenzia di viaggi e turismo)
Art. 36. (Sospensione e decadenza dellâ€™autorizzazione)
Art. 37. (Elenco regionale delle agenzie sicure)
Art. 38. (Esclusione)
Art. 39. (Associazioni ed altri enti senza scopo di lucro operanti a livello nazionale)
Art. 40. (Associazioni ed altri enti senza scopo di lucro, gruppi sociali e comunitÃ , operanti a livello locale)
Art. 41. (Vigilanza e controllo)
Art. 42. (Sanzioni amministrative pecuniarie)
Art. 43. (Marchio turistico regionale)
Art. 44. (Scuola di alta formazione per il turismo)
Art. 45. (Interventi a favore del turista)
Art. 46. (Piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo)
Art. 46 bis. (Valenza turistica delle aree del demanio marittimo)
Art. 47. (Concessioni delle aree del demanio marittimo e di quelle immediatamente prospicienti per finalitÃ turistiche e ricreative)
Art. 48. (Deposito cauzionale)
Art. 49. (Revoca e decadenza dalla concessione)
Art. 50. (Affidamento ad altri delle attivitÃ . Subingresso nella concessione)
Art. 51. (Canone e imposta regionale sulle concessioni delle aree demaniali marittime)
Art. 52. (Tipologie di utilizzazione delle aree demaniali per finalitÃ turistiche e ricreative)
Art. 52 bis. (Periodo di apertura delle attivitÃ )
Art. 53. (Esercizio delle attivitÃ oggetto di concessione)
Art. 53 bis. (Trasparenza delle concessioni)
Art. 54. (Vigilanza)
Art. 55. (Sanzioni amministrative pecuniarie)
Art. 56. (Regolamenti autorizzati)
Art. 57. (Rispetto della normativa comunitaria sugli aiuti di Stato. Clausola di sospensione degli aiuti)
Art. 58. (Modifiche alla l.r. 14/1999 e successive modifiche)
Art. 59. (Abrogazioni)
Art. 59 bis. (Modifica dello statuto dellâ€™Agenzia regionale per la promozione turistica del Lazio S.p.a.)
Art. 60. (Esercizio provvisorio delle funzioni di competenza delle APT. Soppressione delle APT)
Art. 61. (Primo piano turistico regionale)
Art. 62. (Disposizioni finanziarie)
(B.U. 10 agosto 2007, n. 22 - S.O. n. 5)
FINALITÃ€
Â Â Â Â 1. La Regione riconosce il turismo come fenomeno integrato di sviluppo economico sostenibile, di promozione e valorizzazione del territorio, di crescita sociale e culturale della persona e della collettivitÃ .
Â Â Â Â 2. La presente legge, nel rispetto dei principi della Costituzione e dello Statuto, nonchÃ© degli obblighi comunitari, detta norme in materia di sviluppo del sistema di offerta turistica, per rendere tale offerta motore della crescita sostenibile della comunitÃ regionale.
Â Â Â Â 3. A tal fine la Regione interviene, in particolare, per:
Â Â Â Â a) favorire lâ€™integrazione tra lâ€™offerta turistica e gli altri settori economici e produttivi, al fine di aumentare il valore prodotto a beneficio sia del visitatore che della comunitÃ locale;
Â Â Â Â b) consolidare e promuovere, sul mercato locale, nazionale ed estero, lâ€™immagine unitariaÂ e complessiva del sistema turistico regionale e di ciascuna delle sue parti;
Â Â Â Â c) orientare il processo di costruzione e miglioramento del sistema dellâ€™offerta turistica sul territorio, anche attraverso il sostegno allâ€™innovazione tecnologica ed organizzativa del settore;
Â Â Â Â d) promuovere la posizione competitiva internazionale dellâ€™offerta turistica regionale, con particolare riferimento allâ€™attrazione di flussi di domande con caratteristiche e modelli di consumo coerenti con lo sviluppo sostenibile di tutto il territorio regionale;
Â Â Â Â e) favorire il rafforzamento strutturale del sistema di offerta turistica anche attraverso la qualificazione degli operatori, dei servizi e delle strutture;
Â Â Â Â f) favorire lo sviluppo di servizi basati sulle tecnologie dellâ€™informazione e della comunicazione per le imprese e le destinazioni turistiche, al fine di migliorare i sistemi di qualitÃ di gestione, e dei sistemi di informazione e di assistenza ai turisti, anche attraverso il coordinamento del sistema informativo turistico regionale;
Â Â Â Â g) definire e attuare politiche di gestione coordinata delle risorse turistiche, valorizzando anche il patrimonio storico, monumentale, naturalistico e culturale della Regione;
Â Â Â Â h) promuovere uno sviluppo economico-sociale equilibrato e sostenibile in materia di economia del mare e attuare una politica di gestione unitaria della costa; i) promuovere il turismo montano valorizzando lâ€™immagine delle localitÃ montane;
Â Â Â Â l) garantire la migliore accoglienza dei visitatori e promuovere la qualitÃ complessiva del prodotto e dei servizi turistici;
Â Â Â Â m) promuovere il turismo sociale, favorendone la fruibilitÃ , con particolare riferimento ai diversamente abili, ai giovani ed alla terza etÃ ;
Â Â Â Â n) favorire politiche attive tese a promuovere la stabilizzazione del mercato del lavoro, lâ€™emersione del lavoro irregolare, il rispetto della normativa in materia di sicurezza sul lavoro e della disciplina contrattuale nazionale ed integrativa dei rapporti di lavoro, nonchÃ© la qualificazione e la riqualificazione professionale degli addetti del settore, anche mediante il sistema della bilateralitÃ , tramite processi di formazione continua;
Â Â Â Â o) promuovere, concordemente con le altre Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, lâ€™unitarietÃ del comparto turistico.
PRINCIPI GENERALI E RIPARTIZIONE DELLE FUNZIONI
Â Â Â Â 1. La Regione, ai sensi dellâ€™articolo 189, comma 2, della legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e successive modifiche, individua le specifiche funzioni ed i compiti amministrativi da attribuire, delegare o subdelegare agli enti locali in materia di turismo ed organizza il sistema turistico laziale ispirandosi al principio di sussidiarietÃ e favorendo lâ€™integrazione delle funzioni tra i soggetti operanti nel settore nonchÃ© lo sviluppo del partenariato tra pubblico e privato.
Â Â Â Â 1. La Regione, nelle materie disciplinate dalla presente legge, svolge le funzioni amministrative concernenti:
Â Â Â Â a) lâ€™adozione del piano turistico regionale triennale degli interventi, con il quale sono determinati gli obiettivi da perseguire nel triennio di validitÃ , gli indirizzi, i criteri e le metodologie dâ€™intervento nonchÃ© i criteri per la concessione di contributi per le imprese turistiche e le attivitÃ ricettive;
Â Â Â Â b) lâ€™attuazione degli interventi riservati alla Regione dal piano turistico regionale, nonchÃ© la definizione e lâ€™attuazione di specifici progetti e programmi di interesse regionale; c) lâ€™elaborazione e il coordinamento dellâ€™attuazione dei programmi di intervento previsti dallâ€™Unione europea o da leggi statali;
Â Â Â Â d) i rapporti con gli organi istituzionalmente preposti alla tutela del patrimonio storico, monumentale, naturalistico e culturale, per la valorizzazione del proprio territorio a fini turistici;
Â Â Â Â e) il coordinamento e lâ€™indirizzo in relazione allâ€™attivitÃ e alle iniziative per la promozione del prodotto turistico, fatta salva lâ€™autonomia degli enti locali;
Â Â Â Â e-bis) Al fine di valorizzare quanto disciplinato dalla l.r. 21/2001 (Disciplina delle strade del vino, dellâ€™olio dâ€™oliva e dei prodotti agroalimentari tipici e tradizionali) e confermato dalla Regione Lazio attraverso il riconoscimento ad ogni â€œstradaâ€� di uno specifico simbolo, le stesse possono essere coinvolte nelle manifestazioni fieristiche legate al turismo, qualora attinenti al settore enogastronomico tipico/locale, al fine di avere visibilitÃ sulle valenze e potenzialitÃ territoriali [1];
Â Â Â Â f) la promozione turistica sul mercato nazionale che abbia particolare rilievo per lâ€™immagine complessiva del turismo regionale nonchÃ©, in via esclusiva, sul mercato estero [2];
Â Â Â Â g) lâ€™agevolazione dellâ€™accesso al credito delle imprese turistiche mediante apposite convenzioni con istituti di credito;
Â Â Â Â h) la determinazione dei requisiti minimi funzionali e strutturali per la classificazione delle strutture ricettive nonchÃ© per la classificazione degli stabilimenti balneari;
Â Â Â Â i) lâ€™assegnazione del marchio turistico regionale;
Â Â Â Â l) lâ€™adozione della carta del turista;
Â Â Â Â m) lâ€™adozione del piano di utilizzazione a scopo turistico ricreativo delle aree del demanio marittimo;
Â Â Â Â n) la tenuta e lâ€™aggiornamento dellâ€™elenco, nonchÃ© la vigilanza sulle associazioni senza scopo di lucro con finalitÃ ricreative, culturali, religiose e sociali, operanti a livello nazionale, che abbiano sedi operative nel territorio regionale;
Â Â Â Â o) il riconoscimento dei sistemi turistici locali nonchÃ© il finanziamento dei relativi progetti di sviluppo;
Â Â Â Â p) il coordinamento della raccolta per lâ€™elaborazione e la diffusione delle rilevazioni e delle informazioni concernenti la domanda e lâ€™offerta turistica regionale in tutte le loro articolazioni;
Â Â Â Â q) la costituzione dellâ€™Osservatorio regionale del turismo;
Â Â Â Â r) lâ€™alta formazione degli operatori del comparto turistico attraverso la â€œScuola di alta formazione del turismoâ€�;
Â Â Â Â s) la tenuta dellâ€™elenco regionale delle agenzie sicure;
Â Â Â Â t) la pubblicazione annuale dellâ€™elenco regionale delle agenzie di viaggi e turismo nel Bollettino ufficiale della Regione (BUR);
Â Â Â Â t bis) lâ€™organizzazione dellâ€™informazione, dellâ€™accoglienza, dellâ€™assistenza e della tutela del turista, anche con lâ€™ausilio delle tecnologie dellâ€™informazione e comunicazione (ICT), attraverso i servizi di informazione e accoglienza turistica (IAT) [3];
Â Â Â Â t ter) la consulenza e lâ€™assistenza agli operatori pubblici e privati operanti nel settore [4];
Â Â Â Â t quater) la valorizzazione turistica del sistema turistico regionale nonchÃ© la promozione di manifestazioni e iniziative atte a stimolare flussi turistici, ivi comprese le manifestazioni tradizionali [5];
Â Â Â Â t quinquies) il controllo della qualitÃ dei servizi [6];
Â Â Â Â t-sexies) le associazioni pro-loco [7].
Â Â Â Â 1. Nel rispetto degli obiettivi, degli indirizzi e dei criteri contenuti nella programmazione regionale, le province:
Â Â Â Â a) adottano i piani di valorizzazione, promozione locale ed accoglienza turistica;
Â Â Â Â b) attuano specifici interventi turistici di rilevanza provinciale previsti nel piano turistico regionale, nonchÃ© nei programmi nazionali e comunitari;
Â Â Â Â c) realizzano attivitÃ di promozione del prodotto turistico;
Â Â Â Â d) [svolgono, fatto salvo quanto previsto nellâ€™articolo 6, le seguenti funzioni giÃ di competenza delle aziende di promozione turistica (APT) di cui alla legge regionale 15 maggio 1997, n. 9 (Nuove norme in materia di organizzazione turistica nel Lazio) e successive modifiche:
Â Â Â Â 1) lâ€™organizzazione dellâ€™informazione, dellâ€™accoglienza, dellâ€™assistenza e della tutela del turista, anche con lâ€™ausilio delle tecnologie dellâ€™informazione e comunicazione (ICT), attraverso i servizi di informazione e accoglienza turistica (IAT);
Â Â Â Â 2) il controllo della qualitÃ dei servizi;
Â Â Â Â 3) la consulenza e lâ€™assistenza agli operatori pubblici e privati operanti nel settore;
Â Â Â Â 4) la valorizzazione turistica del proprio ambito territoriale nonchÃ© la promozione di manifestazioni e iniziative atte a stimolare flussi turistici;
Â Â Â Â 5) la partecipazione ad iniziative di promozione turistica regionale allâ€™estero ai sensi dellâ€™articolo 3, comma 1, lettera f), per il tramite dellâ€™Agenzia regionale di promozione turistica di Roma e del Lazio S.p.A.] [8].
Â Â Â Â 2. Le province svolgono, altresÃ¬, le funzioni e i compiti amministrativi delegati dalla Regione concernenti:
Â Â Â Â a) [la vidimazione, la raccolta e la pubblicazione delle tariffe delle strutture ricettive] [9];
Â Â Â Â b) la verifica della classificazione delle strutture ricettive e degli stabilimenti balneari sulla base dei requisiti fissati dalla Regione [10];
Â Â Â Â c) le agenzie di viaggi e turismo, nonchÃ© le associazioni e gli altri enti senza scopo di lucro, i gruppi sociali e le comunitÃ , operanti a livello locale, ivi compresa lâ€™attivitÃ di vigilanza;
Â Â Â Â d) [le associazioni pro-loco] [11];
Â Â Â Â e) la concessione di contributi.
Â Â Â Â 3. Le province inoltre:
Â Â Â Â a) provvedono alla raccolta ed elaborazione dei dati sul movimento turistico delle strutture ricettive anche con la collaborazione dei comuni;
Â Â Â Â b) provvedono alla trasmissione dei dati alla Regione nellâ€™ambito del sistema statistico regionale ed assicurano la necessaria collaborazione allâ€™Osservatorio regionale del turismo.
Art. 5. (Funzioni dei comuni e di Roma Capitale [12])
Â Â Â Â 1. I comuni, singoli o associati, nel rispetto dei principi di cui allâ€™articolo 2, degli obiettivi, degli indirizzi e dei criteri contenuti nella programmazione regionale svolgono le seguenti funzioni concernenti:
Â Â Â Â a) lâ€™individuazione e la realizzazione degli interventi promozionali di livello comunale, ivi compresi quelli riguardanti il turismo sociale;
Â Â Â Â b) le segnalazioni certificate di inizio attivitÃ (SCIA) presentate dalle strutture ricettive e la relativa vigilanza [13];
Â Â Â Â b bis) la fornitura, ai titolari o ai gestori delle strutture ricettive, delle tabelle riepilogative dei prezzi e del relativo cartellino, nonchÃ© la verifica dellâ€™avvenuta esposizione dei prezzi e lâ€™applicazione della relativa sanzione, ai sensi dellâ€™articolo 31, commi 7 e 8 [14];
Â Â Â Â c) la formulazione di proposte alla provincia competente per territorio per lâ€™attivazione di uffici di informazione e accoglienza turistica e per la realizzazione di iniziative o la fornitura di servizi di interesse turistico.
Â Â Â Â 2. I comuni svolgono, altresÃ¬, funzioni e compiti amministrativi delegati concernenti la classificazione delle aree demaniali e degli specchi acquei in relazione alla valenza turistica, sulla base dei criteri previsti dallâ€™articolo 46 bis il rilascio, il rinnovo, la revoca delle concessioni relative alle aree del demanio marittimo, comprese quelle immediatamente prospicienti, per finalitÃ turistiche e ricreative nonchÃ© la relativa vigilanza [15].
Â Â Â Â 3. I comuni, inoltre:
Â Â Â Â a) collaborano con la provincia per la raccolta dei dati sul movimento turistico delle strutture ricettive;
Â Â Â Â b) assicurano allâ€™Osservatorio regionale del turismo e al sistema statistico regionale la necessaria collaborazione.
Â Â Â Â 3 bis. In attesa del completamento dellâ€™attuazione di quanto previsto dallâ€™articolo 24 della legge 5 maggio del 2009 n. 42 (Delega al Governo in materia d federalismo fiscale, in attuazione dellâ€™articolo 119 della Costituzione), Roma Capitale svolge le funzioni ed i compiti in materia di turismo di cui al presente articolo [16].
Art. 5 bis. (Elenco regionale delle localitÃ turistiche) [17]
Â Â Â Â 1. Sono comuni turistici, ai fini di cui allâ€™articolo 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale) e successive modifiche, tutti i comuni della Regione.
Art. 6. (Comune di Roma) [18]
Â Â Â Â [1. Nelle more della entrata in vigore della legge concernente lâ€™ordinamento di Roma Capitale della Repubblica, di cui allâ€™articolo 114, comma terzo, della Costituzione, al Comune di Roma sono attribuite, in conformitÃ allâ€™articolo 9, comma 3, della l.r. 14/1999, oltre alle funzioni di cui allâ€™articolo 5, le funzioni giÃ di competenza dellâ€™APT, istituita nellâ€™ambito del comune stesso, ai sensi della l.r. 9/1997, ed individuate nellâ€™articolo 4, comma 1, lettera d).]
Â Â Â Â 1. Al fine di garantire lâ€™effettivo e corretto svolgimento delle funzioni e dei compiti delegati alle province, la Giunta regionale, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, adotta atti di direttiva ai sensi dellâ€™articolo 17, comma 3, della l.r. 14/1999.
Â Â Â Â 2. Nel caso di inerzia o inadempimento nellâ€™esercizio delle funzioni conferite la Regione esercita i poteri sostitutivi ai sensi dellâ€™articolo 49 dello Statuto.
Â Â Â Â 1. Lâ€™organizzazione turistica regionale si articola in:
Â Â Â Â a) sistemi turistici locali;
Â Â Â Â b) Agenzia regionale per la promozione turistica di Roma e del Lazio S.p.A.;
Â Â Â Â c) servizi di informazione e accoglienza turistica;
Â Â Â Â d) associazioni pro-loco.
Â Â Â Â 1. I sistemi turistici locali, di seguito denominati STL, sono il principale ambito di programmazione integrata per lo sviluppo turistico del territorio, caratterizzati dallâ€™offerta integrata di attrazioni turistiche, beni culturali e ambientali, compresi i prodotti eno-gastronomici e dellâ€™artigianato locale, nonchÃ© dalla presenza diffusa di imprese turistiche, singole o associate.
Â Â Â Â 2. Ai STL possono partecipare le province, i comuni, le comunitÃ montane, le comunitÃ isolane, le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, le associazioni pro-loco, gli enti e i privati, singoli o associati, che operano nel settore turistico e nei settori ad esso collegati.
Â Â Â Â 1. La Giunta regionale, previa concertazione con gli enti pubblici locali, le parti economiche e sociali, gli altri organismi operanti nel settore, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la commissione consiliare permanente competente in materia di turismo, con propria deliberazione specifica i parametri minimi, utili ai fini del riconoscimento dei STL e concernenti i seguenti elementi:
Â Â Â Â a) numero e ubicazione geografica, con specifico riferimento alla consistenza demografica ed allâ€™estensione territoriale, dei comuni partecipanti;
Â Â Â Â b) consistenza della ricettivitÃ alberghiera ed extralberghiera e numero degli arrivi e delle presenze turistiche;
Â Â Â Â c) presenza di unâ€™offerta turistica significativa che coinvolga tutto il territorio del STL ed i suoi attori e che determini una rappresentazione integrata e sinergica dal punto di vista della domanda;
Â Â Â Â d) valenza turistica caratterizzata dallâ€™offerta di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dellâ€™agricoltura e dellâ€™artigianato locale.
Â Â Â Â 2. La Giunta regionale, previa concertazione con gli enti pubblici locali, le parti economiche e sociali, gli altri organismi operanti nel settore, sentita la commissione consiliare permanente competente in materia di turismo, riconosce i STL sulla base dei parametri di cui al comma 1.
Â Â Â Â 3. La Giunta regionale riconosce, altresÃ¬, i STL interregionali sulla base di criteri stabiliti dâ€™intesa con le altre Regioni interessate.
Â Â Â Â 1. La Regione, nel rispetto della normativa comunitaria vigente e tenuto conto del piano turistico regionale, cofinanzia progetti di sviluppo predisposti, attraverso forme di programmazione negoziata, dai soggetti di cui allâ€™articolo 9, comma 2, finalizzati a:
Â Â Â Â a) sostenere attivitÃ e processi di aggregazione e di integrazione tra le imprese turistiche, anche in forma cooperativa, consortile e di affiliazione;
Â Â Â Â b) attuare interventi intersettoriali ed infrastrutturali necessari alla qualificazione dellâ€™offerta turistica e alla riqualificazione urbana e territoriale delle localitÃ con insediamenti turistico-ricettivi o ad alta valenza turistica;
Â Â Â Â c) sostenere lâ€™innovazione tecnologica dei servizi di informazione e di accoglienza turistica; d) sostenere la qualificazione delle imprese turistiche, con prioritÃ per le misure volte a garantire stabilitÃ nellâ€™occupazione, gli adeguamenti dovuti a normative di sicurezza, di accessibilitÃ e fruibilitÃ , per la classificazione e la standardizzazione dei servizi turistici, con particolare riferimento allo sviluppo dei livelli di eccellenza ed ai sistemi di certificazione ambientale (Emas ed Ecolabel) dei servizi e delle strutture turistiche, nonchÃ© alla tutela dellâ€™immagine del prodotto turistico locale.
Art. 12. (Agenzia regionale del turismo) [19]
Â Â Â Â 1. Ai sensi dellâ€™articolo 54 dello Statuto e nel rispetto delle norme generali previste nella legge regionale 1Â° febbraio 2008, n.1 (Norme generali relative alle agenzie regionali istituite ai sensi dellâ€™articolo 54 dello Statuto. Disposizioni transitorie relative al riordino degli enti pubblici dipendenti) Ã¨ istituita lâ€™Agenzia regionale del turismo, di seguito denominata Agenzia.
Â Â Â Â 2. Lâ€™Agenzia Ã¨ preposta allo svolgimento di attivitÃ tecnico-operative di interesse regionale in materia di turismo a supporto delle finalitÃ di cui alla presente legge e nel rispetto degli indirizzi, delle direttive e dei programmi della Regione e, in particolare, sentita la competente commissione consiliare:
a) promuove lâ€™offerta turistica in Italia e allâ€™estero;
b) realizza campagne promozionali e azioni di comunicazione di interesse regionale;
c) organizza e partecipa a fiere e manifestazioni turistiche e non, al fine di promuovere il territorio e le varie offerte regionali;
d) fornisce supporto e assistenza tecnica alla struttura regionale competente in materia di turismo per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali nonchÃ© allâ€™Osservatorio regionale del turismo di cui allâ€™articolo 20;
e) svolge attivitÃ di monitoraggio e supporto alla valutazione dellâ€™impatto delle politiche sul turismo;
e bis) promuove, coordina e gestisce in maniera integrata gli interventi sulla rete dei cammini della Regione Lazio (RCL) [20].
Â Â Â Â 2 bis. Le funzioni di cui al comma 2, lettera e bis), sono svolte nel rispetto delle competenze attribuite dalla normativa statale e regionale vigente agli enti di gestione delle aree naturali protette istituite ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394 (Legge quadro sulle aree protette) [21].
Â Â Â Â 3. Il direttore dellâ€™Agenzia Ã¨ nominato dalla Giunta regionale ai sensi dellâ€™articolo 53, comma 2, dello Statuto, su proposta congiunta degli assessori regionali competenti in materia di turismo e organizzazione e personale ed Ã¨ scelto tra i soggetti iscritti nel ruolo del personale dirigente della Regione ovvero tra esperti e professionisti esterni allâ€™amministrazione regionale, in possesso dei seguenti requisiti:
b) comprovata professionalitÃ ed esperienza in materia turistica e nella direzione di organizzazioni complesse.
Â Â Â Â 4. Lâ€™incarico di direttore Ã¨ conferito per un periodo non superiore a cinque anni. Ai sensi dellâ€™articolo 53, comma 2, dello Statuto e dellâ€™articolo 39, comma 4, della legge regionale 15 settembre 2005, n. 16 (Assestamento del bilancio di previsione della Regione Lazio per lâ€™anno finanziario 2005) e successive modifiche, lâ€™incarico del direttore cessa di diritto il novantesimo giorno successivo allâ€™insediamento della nuova Giunta regionale, salvo conferma da parte di questâ€™ultima. La Giunta regionale puÃ² revocare lâ€™incarico nei casi previsti dagli articoli 20 e 24 della legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 (Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale) e successive modifiche.
Â Â Â Â 5. In coerenza con le previsioni dellâ€™articolo 11 della l.r. 6/2002 e del titolo III, capo I, del regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta regionale) e successive modifiche, il sistema organizzativo dellâ€™Agenzia Ã¨ definito dal direttore con specifico regolamento di organizzazione, in conformitÃ alle esigenze di speditezza, efficienza ed efficacia dellâ€™azione amministrativa, ai sensi dellâ€™articolo 5 della l.r. 1/2008. Entro trenta giorni dalla nomina il direttore predispone la proposta di regolamento di organizzazione e la trasmette ai direttori dei dipartimenti e delle direzioni regionali competenti in materia di turismo e organizzazione e personale, ai fini della predisposizione della deliberazione della Giunta regionale di adozione del regolamento stesso, su proposta dellâ€™assessore regionale competente in materia di turismo, di concerto con lâ€™assessore regionale competente in materia di organizzazione e personale, sentite le organizzazioni sindacali di categoria e, da ultimo, la competente commissione consiliare.
Â Â Â Â 5 bis. Il regolamento di cui al comma 5, in particolare, prevede, quali delocalizzazioni periferiche dellâ€™Agenzia, gli sportelli territoriali del turismo, con funzioni informative e di supporto in materia di attivitÃ turistiche e ricettive, nei confronti degli operatori turistici e degli amministratori locali [22].
Â Â Â Â 6. Il controllo strategico dellâ€™attivitÃ dellâ€™Agenzia Ã¨ effettuato secondo quanto previsto dallâ€™articolo 30 del r.r. 1/2002 e successive modifiche. Il controllo di gestione e la valutazione del direttore dellâ€™Agenzia Ã¨ effettuato secondo quanto previsto dalla normativa regionale vigente per il direttore regionale.
Â Â Â Â 7. Ai sensi dellâ€™articolo 2 della l.r. 1/2008 la Giunta regionale esercita il controllo e la vigilanza nei confronti dellâ€™Agenzia. A tal fine la Giunta regionale puÃ² acquisire dallâ€™Agenzia provvedimenti, atti e qualsiasi informazione utile e puÃ² disporre ispezioni e controlli. In particolare la Giunta regionale:
a) esercita il potere sostitutivo nei confronti del direttore in caso di inerzia, ritardo o grave inosservanza degli indirizzi e delle direttive, tali da determinare pregiudizio per lâ€™interesse pubblico, previa diffida ad adempiere entro un congruo termine ed a seguito dellâ€™inutile decorso del termine stesso, attraverso la nomina di un commissario ad acta;
b) esercita il potere di annullamento degli atti del direttore, esclusivamente per motivi di legittimitÃ , previa diffida a provvedere entro un congruo termine ed a seguito dellâ€™inutile decorso del termine stesso.
Â Â Â Â 8. Le risorse finanziarie dellâ€™Agenzia sono costituite da:
a) un fondo stanziato nellâ€™UPB B43;
b) i proventi derivanti dalle attivitÃ svolte a favore di enti locali e di altri enti pubblici ai sensi dellâ€™articolo 3 della l.r. 1/2008;
c) eventuali specifici finanziamenti disposti dallâ€™Unione europea, dallo Stato o dalla Regione.
Â Â Â Â 9. Per quanto non disciplinato dal presente articolo si applica quanto previsto dalla l.r. 1/2008.
Art. 13. (Partecipazione e rappresentanza della Regione nellâ€™Agenzia) [23]
Â Â Â Â [1. La partecipazione della Regione alla Agenzia Ã¨ subordinata alla condizione che lo statuto preveda che:
Â Â Â Â a) alla Regione sia riservata la maggioranza assoluta delle azioni, da mantenere anche in caso di aumento di capitale o di emissione di obbligazioni convertibili;
Â Â Â Â b) possano essere azionisti dellâ€™Agenzia, oltre alla Regione, le province, il Comune di Roma, gli altri comuni, singoli o associati e le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura regionali, anche in forma associata;
Â Â Â Â c) la promozione dellâ€™offerta turistica sia attuata mediante un programma annuale delle attivitÃ , adottato nel rispetto delle previsioni contenute nel piano turistico regionale;
Â Â Â Â d) alla Regione sia riservata la facoltÃ , ai sensi dellâ€™articolo 2449 del codice civile, di nominare un numero di amministratori e di sindaci proporzionale alla quota di partecipazione della Regione stessa allâ€™Agenzia;
Â Â Â Â e) lâ€™Agenzia si doti di una struttura organizzativa tale da garantire un raccordo stabile con i territori provinciali.
Â Â Â Â 2. La Regione Ã¨ rappresentata nellâ€™assemblea dellâ€™Agenzia dal Presidente della Regione o dallâ€™assessore competente in materia di turismo da lui delegato.
Â Â Â Â 3. I rappresentanti della Regione negli altri organi dellâ€™Agenzia sono contestualmente designati dal Consiglio regionale con voto limitato, e sono vincolati, nellâ€™esercizio del mandato, allâ€™osservanza degli indirizzi e delle direttive della Regione [24].
Â Â Â Â 4. Per lâ€™attuazione del programma annuale di attivitÃ dellâ€™Agenzia, di cui al comma 1, lettera c), Ã¨ istituito un fondo di rotazione, di seguito denominato fondo, affidato in gestione, con apposita convenzione, allâ€™Agenzia stessa, che lo amministra con propria contabilitÃ . La convenzione disciplina i diritti e gli obblighi della Regione e dellâ€™Agenzia relativamente alla gestione del fondo stesso, alla destinazione degli eventuali rendimenti ed agli oneri di gestione del fondo stesso, nonchÃ© le modalitÃ di verifica da parte della Regione circa lâ€™utilizzo delle risorse.]
Â Â Â Â 1. Le province ed il Comune di Roma organizzano sul territorio di propria competenza servizi di informazione e accoglienza turistica, di seguito denominati IAT, sulla base di un piano organico che tenga conto della qualitÃ ed entitÃ delle correnti di traffico turistico, della consistenza e qualitÃ delle strutture ricettive, extraricettive e turistico-sportive, della consistenza ed omogeneitÃ delle risorse turistiche e dei servizi pubblici esistenti, della presenza di parchi archeologici, parchi e riserve naturali, siti di rilevanza storico-artistica e religiosa, nonchÃ© di eventuali IAT giÃ presenti sul territorio.
Â Â Â Â 2. Il piano di cui al comma 1 Ã¨ adottato, in conformitÃ agli indirizzi programmatici della Regione e tenuto conto delle eventuali proposte presentate dai comuni interessati, con atto deliberativo del competente organo provinciale o del Comune di Roma.
Â Â Â Â 3. In base al periodo di apertura ogni servizio puÃ² essere annuale, stagionale o occasionale.
Â Â Â Â 4. La gestione degli IAT puÃ² essere svolta dalle province e dal Comune di Roma anche mediante convenzione con le associazioni pro-loco e con altri organismi associativi operanti sul territorio, ovvero ricorrendo a forme di gestione associata.
Â Â Â Â 1. Le associazioni pro-loco sono associazioni senza scopo di lucro, dirette a favorire la conoscenza, la valorizzazione e la tutela delle risorse turistiche locali.
Â Â Â Â 2. Le associazioni pro-loco, in particolare:
Â Â Â Â a) promuovono iniziative atte a preservare e diffondere le tradizioni culturali e folkloristiche piÃ¹ significative delle localitÃ ;
Â Â Â Â b) svolgono attivitÃ di propaganda per la tutela e la valorizzazione delle bellezze naturali, artistiche e monumentali del luogo;
Â Â Â Â c) svolgono attivitÃ ricreative nonchÃ© attivitÃ dirette a migliorare, in generale, le condizioni di soggiorno dei turisti;
Â Â Â Â d) garantiscono migliori servizi di assistenza e informazione turistica, anche attraverso convenzioni con gli IAT;
Â Â Â Â e) intraprendono iniziative idonee a favorire, attraverso processi partecipativi, il raggiungimento degli obiettivi sociali del turismo.
Â Â Â Â 3. La Regione riconosce il ruolo di coordinamento dellâ€™Unione nazionale delle pro-loco dâ€™Italia (UNPLI) nelle sue articolazioni regionali e provinciali, come associazione rappresentativa delle pro-loco attive in ambito regionale e provinciale.
Â Â Â Â 4. Presso la Regione Ã¨ istituito lâ€™albo regionale delle associazioni pro-loco. Per lâ€™iscrizione allâ€™albo devono ricorrere le seguenti condizioni:
Â Â Â Â a) che nello stesso comune non esista altra associazione giÃ iscritta allâ€™albo, a meno che nel comune stesso siano presenti piÃ¹ localitÃ fortemente caratterizzate e distinte sotto il profilo turistico; in tal caso lâ€™iscrizione allâ€™albo di ulteriori associazioni pro-loco puÃ² essere consentita sentita lâ€™UNPLI regionale;
Â Â Â Â b) che lâ€™associazione sia costituita con scrittura privata registrata;
Â Â Â Â c) che nello statuto dellâ€™associazione sia garantito il metodo democratico di accesso ai cittadini, il divieto di ripartizione degli utili tra gli associati, lâ€™obbligo di reinvestire gli eventuali utili per il raggiungimento degli scopi statutari, la devoluzione dei beni, in caso di scioglimento, ad altra associazione di utilitÃ sociale [25].
Â Â Â Â 5. Nellâ€™ambito della programmazione turistica regionale, la Regione concede contributi alle associazioni pro-loco sulla base di programmi annuali di attivitÃ , predisposti dalle stesse associazioni pro-loco, nei quali Ã¨ contenuta la relativa spesa. Lâ€™iscrizione allâ€™albo di cui al comma 4 costituisce condizione per accedere ai contributi regionali [26].
Â Â Â Â 6. Le associazioni pro-loco presentano domanda di iscrizione allâ€™albo alla Regione, corredata dalla copia autenticata dellâ€™atto costitutivo e dello statuto e dal parere positivo del comune, il quale esprime la propria valutazione entro sessanta giorni dalla richiesta. Decorso infruttuosamente tale termine, si prescinde dallâ€™acquisizione del parere del comune [27].
Â Â Â Â 7. La denominazione â€œpro-locoâ€� Ã¨ riservata esclusivamente alle associazioni iscritte allâ€™albo.
Â Â Â Â 8. La cancellazione dallâ€™albo Ã¨ disposta qualora vengano meno i requisiti previsti, sia comprovata unâ€™inattivitÃ di almeno un anno o lo svolgimento di attivitÃ diverse da quelle previste dalla legge.
Â Â Â Â 1. La Regione riconosce il turismo quale componente essenziale dello sviluppo sostenibile e promuove:
Â Â Â Â a) lâ€™elaborazione di una strategia organica per il turismo che orienti lâ€™evoluzione delle diverse offerte territoriali esistenti nella regione e individui i raccordi e le sinergie esistenti tra le stesse;
Â Â Â Â b) lâ€™identificazione dei criteri operativi di allocazione delle risorse pubbliche disponibili, nonchÃ© delle modalitÃ di coinvolgimento delle risorse private per lâ€™attuazione dei progetti strategici;
Â Â Â Â c) la definizione degli interventi volti a favorire lo sviluppo diffuso del turismo regionale e sostenere le opportunitÃ delle aree meno avvantaggiate;
Â Â Â Â d) la destagionalizzazione dellâ€™offerta turistica, indirizzandola verso le fasce di popolazione interessata, al fine di promuovere nuovi turismi o turismi di nicchia, quali quelli relativi ai diversamente abili, ai giovani ed alla terza etÃ ;
Â Â Â Â e) lâ€™elevazione del livello di qualitÃ del prodotto turistico;
Â Â Â Â f) lâ€™innovazione del prodotto attuata attraverso il sostegno alle tecniche innovative nei settori della bioarchitettura e del risparmio energetico e dei sistemi di certificazione ambientale (Emas ed Ecolabel) dei servizi e delle strutture turistiche;
Â Â Â Â g) il coordinamento tra il sistema infrastrutturale del territorio e le aree di fruizione turistica.
Â Â Â Â 1. La Regione, in conformitÃ agli obiettivi di programmazione socio-economica e territoriale comunitaria, nazionale e regionale, adotta un piano turistico triennale delle azioni da realizzare sul territorio regionale, nel quale sono definiti, in particolare:
Â Â Â Â a) gli obiettivi generali da perseguire nel triennio di validitÃ nonchÃ© i criteri e le modalitÃ per la verifica del loro perseguimento;
Â Â Â Â b) gli obiettivi specifici per il rafforzamento e per la promozione dellâ€™offerta turistica regionale da perseguire anche mediante i progetti dâ€™intervento da realizzare nellâ€™ambito dei STL;
Â Â Â Â c) gli indirizzi per lo sviluppo della competitivitÃ del sistema di offerta turistica della Regione e per la sua promozione in ambito locale, nazionale e internazionale;
Â Â Â Â d) gli interventi la cui realizzazione Ã¨ riservata allâ€™amministrazione regionale;
Â Â Â Â e) i criteri per la concessione dei contributi alle imprese turistiche e alle strutture ricettive;
Â Â Â Â f) le indicazioni e lâ€™orientamento, in conformitÃ alla vigente normativa comunitaria sugli aiuti di Stato, delle misure di sostegno economico, per il raggiungimento di elevati standard qualitativi nonchÃ© per la realizzazione di sistemi di eccellenza, di nuovi prodotti turistici e per il potenziamento di unâ€™offerta turistica che generi sviluppo sostenibile e diffuso in tutto il proprio sistema territoriale;
Â Â Â Â g) i criteri per il riconoscimento dei sistemi turistici locali interregionali;
Â Â Â Â h) le misure integrate per la formazione, la qualificazione e la riqualificazione degli addetti;
Â Â Â Â i) la ripartizione dei finanziamenti per i diversi ambiti dâ€™intervento, con la relativa copertura finanziaria;
Â Â Â Â l) i criteri e le modalitÃ per la concessione e la revoca dei finanziamenti;
Â Â Â Â m) le modalitÃ per il monitoraggio e il controllo sullâ€™utilizzazione dei finanziamenti e sullo stato di attuazione degli interventi.
Â Â Â Â 1 bis. I contributi pubblici erogati per la valorizzazione e promozione del settore turistico sono concessi prioritariamente alle imprese il cui fatturato o il ricavato dellâ€™attivitÃ ricettiva degli ultimi tre anni sia integralmente derivante dallâ€™attivitÃ turistica, secondo criteri e modalitÃ definiti con deliberazione approvata dalla Giunta regionale, previo parere della commissione consiliare competente. Nel fatturato o ricavato non sono computate le entrate relative ad attivitÃ conseguenti a calamitÃ naturali o altri eventi determinati da disastri naturali o incidenti di particolare rilevanza nonchÃ© per motivi riconducibili ad esigenze di ordine e di sicurezza pubblici o altresÃ¬ in esecuzione di specifici provvedimenti coattivi [28].
Â Â Â Â 1. La Giunta regionale, entro il 30 giugno dellâ€™anno precedente il triennio di riferimento, previa concertazione con le associazioni, gli enti locali, le autonomie funzionali, le parti economiche e sociali, delibera la proposta di piano turistico regionale.
Â Â Â Â 2. Il Consiglio regionale approva il piano turistico regionale che, pubblicato sul BUR, costituisce direttiva per le strutture regionali e per gli enti ed i soggetti interessati.
Â Â Â Â 3. Il piano turistico regionale Ã¨ modificato con la stessa procedura prevista per la sua approvazione.
Â Â Â Â 4. Il piano turistico regionale mantiene validitÃ fino allâ€™approvazione del piano turistico triennale successivo.
Â Â Â Â 1. Ai fini dellâ€™attuazione del piano turistico regionale, nonchÃ© di un suo eventuale aggiornamento, la Giunta regionale, entro il 31 marzo, sentita la commissione consiliare permanente competente in materia di turismo, adotta un piano annuale, il quale, per lâ€™anno di riferimento, in particolare, individua:
Â Â Â Â a) gli interventi da realizzare;
Â Â Â Â b) le coperture finanziarie e le modalitÃ di impiego delle risorse.
Â Â Â Â 1. Al fine di monitorare il settore turistico attraverso lâ€™acquisizione, la gestione e la diffusione delle informazioni e dei dati statistici relativi al flusso tra domanda e offerta turistica regionale nonchÃ© alla promozione dellâ€™offerta turistica regionale, presso lâ€™assessorato regionale competente in materia di turismo, Ã¨ istituito, nel rispetto della normativa vigente in tema di organizzazione, lâ€™Osservatorio regionale del turismo, di seguito denominato Osservatorio [29].
Â Â Â Â 2. Le modalitÃ di funzionamento dellâ€™Osservatorio sono disciplinate con apposita deliberazione della Giunta regionale, adottata previo parere della commissione consiliare permanente competente in materia di turismo.
Â Â Â Â 3. I comuni e le province mettono a disposizione dellâ€™Osservatorio i dati e le informazioni di cui dispongono al fine di realizzare un flusso informativo continuo.
IMPRESE TURISTICHE ED ATTIVITÃ€ RICETTIVA
Â Â Â Â 1. Sono imprese turistiche, ai sensi dellâ€™articolo 7, commi 1 e 2, della legge 29 marzo 2001, n. 135 (Riforma della legislazione nazionale del turismo), quelle che esercitano attivitÃ economiche, organizzate per la produzione, la commercializzazione, lâ€™intermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, ivi compresi gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte dei STL, concorrenti alla formazione dellâ€™offerta turistica.
Â Â Â Â 2. La Regione, concordemente con le altre Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, definisce gli standard minimi comuni delle attivitÃ svolte e dei sevizi offerti dalla imprese turistiche.
Â Â Â Â 1. Si definisce attivitÃ ricettiva quella diretta alla produzione ed allâ€™offerta al pubblico di ospitalitÃ intesa come prestazione di alloggio e di servizi accessori e connessi.
Â Â Â Â 1. Le strutture ricettive si distinguono in:
Â Â Â Â a) strutture ricettive alberghiere;
Â Â Â Â b) strutture ricettive extralberghiere;
Â Â Â Â c) strutture ricettive allâ€™aria aperta.
Â Â Â Â 2. Sono strutture ricettive alberghiere le strutture ricettive a gestione unitaria, aperte al pubblico che, ubicate in uno o piÃ¹ stabili o parti di stabili, forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente ristorazione, in camere, suite e unitÃ abitative fornite di servizio autonomo di cucina.
Â Â Â Â 3. Sono strutture ricettive extralberghiere le strutture ricettive attrezzate per il soggiorno a fini turistici di persone singole o gruppi, organizzate e gestite da persone fisiche, societÃ , enti pubblici o privati senza scopo di lucro, da enti religiosi, da associazioni per il conseguimento di finalitÃ ricreative, assistenziali, sociali, culturali, religiose o sportive, nonchÃ© da enti pubblici o privati per il soggiorno dei propri dipendenti.
Â Â Â Â 4. Sono strutture ricettive allâ€™aria aperta i complessi ricettivi aperti al pubblico, a gestione unitaria, attrezzati per la sosta e il soggiorno sia di turisti provvisti di mezzi autonomi di pernottamento sia dei medesimi sprovvisti di tali mezzi autonomi di pernottamento. Nelle strutture ricettive allâ€™aria aperta, oltre alla realizzazione delle strutture destinate ai servizi, sono consentite, esclusivamente per lâ€™esercizio delle attivitÃ per le quali Ã¨ stata presentata la SCIA [30]:
a) lâ€™installazione ed il rimessaggio dei mezzi mobili di pernottamento, quali roulotte, caravan, maxicaravan, case mobili, e dei relativi preingressi e cucinotti;
b) lâ€™installazione di manufatti realizzati con sistemi di prefabbricazione leggera, quali tukul, gusci, capanni, bungalow monolocali, bilocali, trilocali;
c) la realizzazione di manufatti, quali tukul, gusci, capanni, bungalow monolocali, bilocali, trilocali, non permanentemente infissi al suolo;
d) lâ€™installazione di strutture non permanentemente infisse al suolo e di facile rimozione, quali le tende [31].
Â Â Â Â 4 bis. Sono alberghi diffusi le strutture ricettive aperte al pubblico situate nei centri storici e minori, a gestione unitaria, anche compresi in programma di itinerario, che forniscono alloggio anche in stabili separati purchÃ© ubicati nel centro storico e distanti non oltre 300 metri dallâ€™edificio principale in cui sono ubicati i servizi di ricevimento e portineria e gli altri servizi accessori generali compreso lâ€™eventuale servizio di ristorazione. Le caratteristiche e le tipologie delle strutture di cui al presente comma sono determinate dalla Giunta regionale con apposito regolamento da approvarsi entro novanta giorni [32].
Â Â Â Â 5. Le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere ubicate in immobili soggetti ai vincoli di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dellâ€™articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137) e successive modifiche ed ammobiliate con arredi dâ€™epoca possono assumere la specificazione aggiuntiva di â€œresidenze dâ€™epocaâ€�.
Â Â Â Â 6. Lâ€™individuazione e le caratteristiche delle singole strutture ricettive sono stabilite nei regolamenti regionali di cui allâ€™articolo 56, prevedendo in ogni caso che le strutture ricettive ostelli per la gioventÃ¹, di nuova apertura, siano gestite da enti pubblici, enti di carattere morale o religioso, cooperative sociali e associazioni operanti, senza scopo di lucro, nel campo del turismo sociale e giovanile per il conseguimento di finalitÃ sociali e culturali, individuando altresÃ¬ misure volte a favorire la presenza di almeno un ostello per la gioventÃ¹ in ogni capoluogo di provincia e a favorire anche il turismo giovanile per i disabili ed istituendo un numero verde con il fine di creare una sinergia tra gli operatori e le categorie del settore nonchÃ© un centro di prenotazione unica per il turismo giovanile Tra le strutture ricettive extralberghiere individuate dai regolamenti regionali di cui allâ€™articolo 56 sono in ogni caso previste le case del camminatore, i cui requisiti minimi funzionali e strutturali sono i medesimi di quelli previsti dagli stessi regolamenti per i rifugi escursionistici, ubicate sui tracciati della RCL o in un raggio non superiore a 1000 metri, che forniscono alloggi e servizi, compreso lâ€™eventuale servizio di somministrazione di alimenti e bevande, ai camminatori. Sono altresÃ¬ strutture ricettive extralberghiere i beni appartenenti al patrimonio indisponibile della Regione, individuati con deliberazione della Giunta regionale, aventi i requisiti minimi funzionali e strutturali previsti per i rifugi escursionistici dai medesimi regolamenti regionali di cui all'articolo 56 [33].
Â Â Â Â 1. I periodi di apertura delle strutture ricettive sono distinti in annuali e stagionali. Per apertura annuale si intende un periodo di apertura di almeno nove mesi complessivi nellâ€™arco dellâ€™anno solare. Per apertura stagionale si intende un periodo di apertura non inferiore a tre mesi consecutivi e non superiore complessivamente a nove mesi nellâ€™arco dellâ€™anno solare.
Â Â Â Â 2. Per gestione unitaria di una struttura ricettiva si intende la gestione che fa capo ad un unico soggetto per la fornitura sia dei servizi principali, quelli relativi allâ€™alloggio, sia degli ulteriori servizi forniti. La gestione si considera unitaria anche qualora la fornitura dei servizi diversi da quello di alloggio sia affidata ad altro gestore, purchÃ¨ lo stesso sia in possesso di regolare titolo abilitativo, ove previsto, e sia stipulata unâ€™apposita convenzione che regoli i rapporti con il fornitore del servizio di alloggio, in capo al quale resta la responsabilitÃ in solido di garantire agli addetti lâ€™applicazione organica delle normative di legge e contrattuali del settore del turismo nonchÃ© la coerenza della gestione dellâ€™attivitÃ complessiva e dei servizi con il livello di classificazione ottenuto dalla struttura ricettiva [34].
Â Â Â Â 1. Nei regolamenti di cui allâ€™articolo 56 sono stabiliti i diversi livelli di classificazione delle strutture ricettive e i relativi segni distintivi nonchÃ© i corrispondenti requisiti minimi funzionali e strutturali concernenti i seguenti elementi:
a) le condizioni strutturali degli immobili e la qualitÃ e quantitÃ delle strutture esistenti;
b) la qualitÃ ed il numero dei servizi prestati;
c) la quantitÃ e la professionalitÃ del personale acquisita anche attraverso la partecipazione a specifici corsi di formazione e aggiornamento.
Â Â Â Â 2. La provincia competente per territorio verifica la classificazione indicata nella SCIA di cui allâ€™articolo 26 da parte dei titolari o dei gestori delle strutture ricettive sulla base dei requisiti di cui al comma 1. Qualora, per qualsiasi causa, le strutture ricettive presentino i requisiti di una classificazione diversa da quella segnalata, la provincia procede, di volta in volta, sentite le associazioni maggiormente rappresentative di categoria, ad una nuova classificazione [35].
Â Â Â Â 3. Qualora in conformitÃ a quanto previsto dallâ€™articolo 1, comma 3, lettera o) vengano determinati gli standard minimi di qualitÃ cui riferire la classificazione delle strutture ricettive, la Regione provvede, ove necessario, ad adeguare i regolamenti di cui al comma 1.
Art. 25 bis. (Disposizioni per lâ€™attivitÃ edilizia nellâ€™ambito delle strutture ricettive allâ€™aria aperta) [36]
Â Â Â Â 1. Entro il perimetro delle strutture ricettive allâ€™aria aperta di cui allâ€™articolo 23, comma 4, lâ€™installazione e il rimessaggio dei mezzi mobili di pernottamento, dei relativi preingressi e cucinotti, anche se collocati permanentemente, previsti dal citato articolo 23, comma 4, lettera a) e delle altre strutture di cui al medesimo articolo 23, comma 4, lettera d), costituiscono attivitÃ edilizia libera e non sono quindi soggetti a titolo abilitativo edilizio, sempre che siano effettuati nel rispetto delle condizioni strutturali e di mobilitÃ stabilite dal regolamento di cui allâ€™articolo 56, fatto comunque salvo quanto stabilito dagli articoli 5, comma 5, 6, comma 6 e 10, comma 8 bis, della legge regionale 6 luglio 1998, n. 24 (Pianificazione paesistica e tutela dei beni e delle aree sottoposti a vincolo paesistico) e successive modifiche, considerato che le installazioni ed il rimessaggio dei predetti mezzi nelle strutture ricettive allâ€™aria aperta collocate allâ€™interno di aree naturali protette regionali, fatte salve le eventuali ulteriori modalitÃ esecutive fissate nel piano e nel relativo regolamento approvati ai sensi degli articoli 26 e 27 della legge regionale 6 ottobre 1997, n. 29 (Norme in materia di aree naturali protette regionali) e successive modifiche, non comportano modifiche sostanziali sotto il profilo ambientale [37].
Â Â Â Â 2. Lâ€™installazione dei manufatti di cui allâ€™articolo 23, comma 4, lettera b) Ã¨ soggetta alla segnalazione certificata di inizio attivitÃ ai sensi dellâ€™articolo 5, comma 1, lettera b) del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70 (Semestre europeo â€“ Prime disposizioni urgenti per lâ€™economia), convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106, nel caso in cui il manufatto abbia un carattere assolutamente temporaneo e sia smontato al termine della stagione turistica, ed in ogni caso entro i dodici mesi, o al rilascio del permesso di costruire previsto dallâ€™articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e successive modifiche nel caso sia utilizzato per un periodo piÃ¹ lungo. A tal fine per prefabbricati leggeri si intendono i manufatti costituiti, nel rispetto dei criteri di idoneitÃ statica, da elementi di dimensioni ridotte, prodotti fuori opera, da assemblare a secco, cioÃ¨ senza lâ€™ausilio di cemento o altri leganti idraulici, secondo quanto previsto dal regolamento di cui allâ€™articolo 56.
Â Â Â Â 3. La realizzazione dei manufatti di cui allâ€™articolo 23, comma 4, lettera c) e dei manufatti edilizi destinati ai servizi di cui al medesimo articolo 23, alinea del comma 4 Ã¨ subordinata al rilascio del permesso di costruire previsto dallâ€™articolo 10 del d.p.r. 380/2001 e successive modifiche.
Â Â Â Â 4. Il rilascio del permesso di costruire di cui al comma 3 Ã¨ subordinato alla sottoscrizione di atto dâ€™obbligo unilaterale a favore del comune, anche eventualmente assistito da polizza fideiussoria, mediante il quale il titolare della struttura ricettiva deve impegnarsi per sÃ¨ e aventi causa, a realizzare a sua cura e spese tutte le opere interne al complesso turistico a servizio delle unitÃ di soggiorno temporaneo di cui allâ€™articolo 6 della legge regionale 12 settembre 1977, n. 35 (Tabelle parametriche regionali e norme di applicazione della legge 28 gennaio 1977, n. 10, per la determinazione del contributo per le spese di urbanizzazione gravante le concessioni edilizie) e delle eventuali ulteriori opere che si dovessero rendere necessarie per il corretto esercizio delle attivitÃ previste dalla SCIA [38].
Â Â Â Â 5. Lâ€™installazione delle reti tecnologiche e di manufatti interni alle strutture ricettive a servizio delle piazzole non sono soggette ad alcun titolo abilitativo edilizio, purchÃ© connessi alle reti comunali o a un depuratore della struttura stessa e realizzati nel rispetto della normativa vigente in materia di igiene e sicurezza.
Â Â Â Â 6. Le aree ed i manufatti delle strutture ricettive allâ€™aria aperta di cui allâ€™articolo 23, comma 4 non possono essere oggetto di frazionamento mediante vendita o cessione del diritto di superficie o qualsiasi altra forma di cessione a singoli.
Â Â Â Â 7. Lâ€™accertamento di opere eseguite o in corso di esecuzione senza i prescritti titoli abilitativi edilizi comporta lâ€™applicazione delle sanzioni previste dalla parte I, titolo IV, capo II del d.p.r. 380/2001 e successive modifiche nonchÃ© quelle previste dalla legge regionale 11 agosto 2008, n. 15 (Vigilanza sullâ€™attivitÃ urbanistico-edilizia) e successive modifiche.
Â Â Â Â 8. Nelle strutture ricettive allâ€™aria aperta collocate nei territori ricadenti nelle aree naturali protette di cui alla l.r. 29/1997 e successive modifiche, nelle more dellâ€™approvazione del piano e del regolamento di cui agli articoli 26 e 27 della stessa, sono consentiti gli interventi di cui allâ€™articolo 3, comma 1, lettere a), b) e c) del d.p.r. 380/2001 nonchÃ©, previa comunicazione allâ€™ente gestore dellâ€™area, il quale puÃ² dettare, nel termine di trenta giorni, specifiche modalitÃ realizzative dellâ€™intervento, quelli necessari per lâ€™adeguamento alle prescrizioni di cui al regolamento adottato ai sensi dellâ€™articolo 56 per la prima classificazione delle strutture o per la loro riclassificazione migliorativa. Nelle strutture precedentemente perimetrate, inserite negli strumenti urbanistici vigenti, regolarmente autorizzate allâ€™esercizio ricettivo e ricadenti nei parchi successivamente istituiti, lâ€™installazione, la rimozione e/o lo spostamento dei mezzi mobili di pernottamento di cui allâ€™articolo 23, comma 4, lettere a) e d) non costituiscono mutamento dello stato dei luoghi, pertanto non sono soggetti al preventivo parere degli enti gestori. Nei casi in cui le strutture sono state autorizzate successivamente allâ€™istituzione del parco ove sono ricomprese, il rilascio del parere dellâ€™ente parco riguardante un intervento che non prevede titoli abilitativi edilizi Ã¨ reso entro il termine di sessanta giorni, decorso il quale interviene lâ€™accoglimento per silenzio assenso [39].
Â Â Â Â 9. La trasformazione da una tipologia di struttura ricettiva allâ€™aria aperta ad unâ€™altra (campeggio, villaggio turistico, area di sosta temporanea) ovvero il passaggio da una determinata classificazione della struttura ad unâ€™altra (stelle), ai sensi di quanto previsto dal regolamento regionale 24 ottobre 2008, n. 18 (Disciplina delle strutture ricettive allâ€™aria aperta) e successive modifiche, non assume rilevanza urbanistica ed edilizia purchÃ©, sotto questâ€™ultimo aspetto, non si tratti di interventi soggetti a titolo abilitativo edilizio.
ESERCIZIO DELLE ATTIVITÃ€ RICETTIVE
Art. 26. (Esercizio delle attivitÃ ) [40]
Â Â Â Â 1. Lâ€™esercizio dellâ€™attivitÃ ricettiva alberghiera, extralberghiera e allâ€™aria aperta Ã¨ subordinato alla presentazione della SCIA, ai sensi dellâ€™articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e diritto di accesso ai documenti amministrativi) e successive modifiche, allo sportello unico per le attivitÃ produttive (SUAP), ove costituito, del comune competente in cui la struttura Ã¨ situata, che ne trasmette copia alla provincia.
Â Â Â Â 2. Se la struttura ricettiva di cui al comma 1 Ã¨ situata in un comune presso cui il SUAP non Ã¨ costituito, la SCIA Ã¨ presentata allâ€™ufficio comunale competente in materia di attivitÃ produttive.
Â Â Â Â 3. La SCIA contiene le indicazioni relative alla denominazione, alla classificazione di appartenenza sulla base dei requisiti previsti dallâ€™articolo 25, comma 1, alla capacitÃ ricettiva, al periodo di apertura e allâ€™ubicazione della struttura.
Â Â Â Â 4. La SCIA abilita ad effettuare, unitamente al servizio ricettivo e nel rispetto della normativa vigente in materia, la somministrazione di alimenti e bevande alle persone alloggiate, ai loro ospiti e a coloro che sono ospitati nella struttura ricettiva in occasione di manifestazioni e convegni organizzati. La SCIA abilita, altresÃ¬, ad effettuare, nei confronti dei medesimi soggetti, la vendita di giornali, riviste, pellicole per uso fotografico e di registrazione audiovisiva o strumenti informatici, cartoline e francobolli, nonchÃ© la gestione, ad uso esclusivo di detti soggetti, di attrezzature e strutture a carattere ricreativo, per le quali Ã¨ fatto salvo il rispetto della disciplina vigente in materia di sicurezza, di igiene e sanitÃ .
Â Â Â Â 5. Nel rispetto della normativa vigente in materia, ed in particolare delle modalitÃ stabilite nel regolamento regionale 24 ottobre 2008, n. 17 (Disciplina delle strutture ricettive alberghiere) e successive modifiche, la presentazione della SCIA abilita le strutture ricettive ad esercitare la somministrazione di alimenti e bevande anche nei confronti delle persone non alloggiate nelle strutture, compreso lâ€™esercizio delle attivitÃ legate al benessere della persona o allâ€™organizzazione congressuale.
Art. 27. (Sospensione e divieto di prosecuzione dellâ€™attivitÃ ) [41]
Â Â Â Â 1. Nel caso di carenze di alcuni requisiti oggettivi previsti e quando lâ€™attivitÃ svolta abbia dato luogo ad irregolaritÃ tecnico-amministrative, ad evasione fiscale o contributiva o ad inosservanza dellâ€™applicazione delle norme contrattuali e di legge relative ai rapporti di lavoro e alla sicurezza dei luoghi di lavoro, accertate dalle autoritÃ competenti, il comune provvede a diffidare il titolare della struttura ricettiva, assegnando un termine non superiore a trenta giorni per la regolarizzazione, decorso inutilmente il quale, puÃ² disporre la sospensione dellâ€™attivitÃ per un periodo non superiore a sei mesi.
Â Â Â Â 2. Il comune dispone il divieto di prosecuzione dellâ€™attivitÃ :
a) qualora il titolare o il gestore della struttura ricettiva non abbia consentito agli enti competenti gli accertamenti ai fini della verifica della sussistenza dei requisiti indicati nella SCIA di cui allâ€™articolo 26;
b) qualora vengano meno i requisiti soggettivi previsti per lâ€™esercizio delle relative attivitÃ ;
c) [nelle ipotesi previste dallâ€™articolo 100 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza)] [42];
d) in caso di reiterata violazione dellâ€™obbligo, ove previsto, di esposizione e pubblicizzazione dei prezzi praticati, nonchÃ© dellâ€™obbligo di applicazione di prezzi conformi a quelli esposti.
Â Â Â Â 3. Il comune puÃ² disporre la sospensione dellâ€™esercizio dellâ€™attivitÃ ricettiva, per un periodo non superiore a sei mesi, e nei casi piÃ¹ gravi la chiusura dellâ€™attivitÃ , in presenza di rifiuto di accoglienza illegittimamente discriminante da parte del gestore.
Â Â Â Â 4. Il comune comunica contestualmente alla provincia e alla Regione ogni provvedimento adottato ai sensi del presente articolo.
DISPOSIZIONI COMUNI. VIGILANZA, CONTROLLO E SANZIONI AMMINISTRATIVE
Â Â Â Â 1. Tutti i soggetti titolari o gestori di esercizio ricettivo comunicano, per via telematica, gli arrivi e le presenze alla Regione e allâ€™amministrazione provinciale competente per territorio ai fini della rilevazione statistica del movimento turistico regionale [43].
Â Â Â Â 1 bis. La Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con propria deliberazione, al fine di garantire uniformitÃ su tutto il territorio regionale, adotta specifiche linee guida concernenti modalitÃ e termini delle comunicazioni di cui al comma 1 [44].
Art. 29. (Informazioni sui prezzi e sui periodi di apertura) [45]
Â Â Â Â 1. Nel rispetto del principio di pubblicitÃ e di trasparenza dei prezzi dei servizi, i titolari o i gestori delle strutture ricettive provvedono ad esporre, in modo ben visibile al pubblico nelle stanze e all'ingresso della struttura, nonchÃ© sui siti web e sulle pagine web delle strutture stesse, i prezzi praticati nell'anno di riferimento al fine della loro verificabilitÃ da parte degli utenti, nonchÃ© i relativi periodi di apertura previsti dall'articolo 24, comma 1.
Â Â Â Â 2. I prezzi di cui al comma 1, riepilogati in una apposita tabella fornita dai comuni o da Roma Capitale sulla base di un modello adottato dalla Regione da esporre allâ€™ingresso della struttura ricettiva, sono comprensivi:
a) del prezzo dell'alloggio praticato nell'anno di riferimento;
b) dei servizi necessari alla classificazione della struttura;
c) degli oneri e delle imposte evidenziati separatamente.
Â Â Â Â 3. I prezzi di cui al comma 2 non comprendono quello degli ulteriori servizi disponibili a richiesta del cliente.
Â Â Â Â 4. I titolari o i gestori delle strutture ricettive non possono praticare prezzi superiori ai massimi dichiarati.
Â Â Â Â 5. Il prezzo di ciascun alloggio della struttura ricettiva Ã¨ riportato su un apposito cartellino prezzi, fornito dai comuni o da Roma Capitale, sulla base di un modello adottato dalla Regione, ed esposto, in modo ben visibile, in ogni camera o unitÃ abitativa della struttura ricettiva.
Â Â Â Â 6. I titolari o gestori delle strutture provvedono altresÃ¬ a pubblicizzare, rendendoli ben visibili al pubblico, i periodi di apertura delle strutture ricettive e lâ€™ora di rilascio dellâ€™alloggio.
Â Â Â Â 7. Il comune o Roma Capitale provvede alla verifica dellâ€™avvenuta esposizione dei prezzi di cui al comma 1.
Â Â Â Â 1. Le funzioni di vigilanza e di controllo sullâ€™osservanza delle disposizioni di cui al presente capo sono esercitate dai comuni e dalle province nellâ€™ambito delle rispettive competenze.
Â Â Â Â 2. Le province ed i comuni sono tenuti a fornirsi reciprocamente informazioni circa le funzioni rispettivamente svolte in attuazione del presente capo e a comunicarle, se richieste, alla struttura regionale competente in materia di turismo.
Â Â Â Â 1. Lâ€™esercizio di unâ€™attivitÃ ricettiva in violazione di quanto stabilito dallâ€™articolo 26 Ã¨ soggetto a sanzione amministrativa da 5.000 a 10.000 euro e allâ€™immediata chiusura dellâ€™attivitÃ [46].
Â Â Â Â 2. Lâ€™inosservanza delle disposizioni in materia di classificazione, da parte delle strutture ricettive soggette alla stessa, comporta la sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro.
Â Â Â Â 3. [La mancata esposizione al pubblico dellâ€™autorizzazione comporta la sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro] [47].
Â Â Â Â 4. La mancata esposizione da parte delle strutture ricettive del segno distintivo di classificazione comporta la sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro [48].
Â Â Â Â 5. La mancata esposizione da parte delle strutture ricettive dellâ€™apposito cartello indicante il percorso antincendio comporta la sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro.
Â Â Â Â 5-bis. La mancata indicazione da parte delle strutture ricettive extralberghiere, nelle comunicazioni inerenti lâ€™offerta e la promozione dei servizi allâ€™utenza, dellâ€™apposito codice identificativo, come definito nei regolamenti di cui allâ€™articolo 56, comporta la sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro [49].
Â Â Â Â 6. Lâ€™attribuzione alla propria struttura ricettiva con scritti, stampati ovvero pubblicamente con ogni altro mezzo di un requisito o di una denominazione non corrispondente a quella indicata nella SCIA o di una classificazione diversa da quella di cui allâ€™articolo 25, comma 2 Ã¨ soggetta alla sanzione amministrativa da 1.000 a 5.000 euro [50].
Â Â Â Â 7. La mancata esposizione da parte delle strutture ricettive dei prezzi praticati ai sensi dell'articolo 29, commi 1 e 5 comporta l'applicazione della sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro [51].
Â Â Â Â 8. L'applicazione da parte delle strutture ricettive di prezzi difformi da quelli esposti comporta la sanzione amministrativa da 1.000 a 10.000 euro [52].
Â Â Â Â 9. La dotazione, in modo permanente, nelle strutture ricettive, escluse quelle allâ€™aria aperta, di un numero di posti letto superiore a quello indicato nella SCIA Ã¨ soggetta alla sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro per ogni posto letto in piÃ¹ [53].
Â Â Â Â 10. La mancata osservanza, da parte delle strutture ricettive alberghiere, dellâ€™obbligo di rimuovere il posto letto aggiunto alla partenza del cliente Ã¨ soggetta alla sanzione amministrativa da 500 a 1.500 euro.
Â Â Â Â 11. La mancata comunicazione del movimento degli ospiti ai sensi dellâ€™articolo 28 da parte delle strutture ricettive comporta la sanzione amministrativa da 1.000 a 2.000 euro [54].
Â Â Â Â 12. Lâ€™accoglienza, da parte delle strutture ricettive allâ€™aria aperta, di un numero di persone superiore alla capacitÃ ricettiva massima indicata nella SCIA Ã¨ soggetta ad una sanzione amministrativa di 500 euro per ogni persona ed ogni giorno in piÃ¹ [55].
Â Â Â Â 13. In caso di reiterazione di una delle violazioni di cui al presente articolo, nei due anni successivi, le relative sanzioni pecuniarie sono raddoppiate.
Â Â Â Â 14. Le sanzioni di cui ai commi 1, 5, 7, 8, 9, 10 e 12 sono irrogate dai comuni o da Roma Capitale e i relativi importi sono introitati e trattenuti dallo stesso ente e destinati alle funzioni conferite in materia di turismo [56].
Â Â Â Â 15. Le sanzioni di cui ai commi 2, 4, 5 bis, 6 e 11 sono irrogate dall'Agenzia regionale del turismo di cui allâ€™articolo 12 e i relativi importi sono introitati e trattenuti dallo stesso ente e destinati alle funzioni conferite in materia di turismo [57].
Agenzie di viaggi e turismo ed altri organismi operanti nel settore
Â Â Â Â 1. Sono agenzie di viaggi e turismo le imprese che esercitano lâ€™attivitÃ di produzione ed organizzazione di viaggi e soggiorni o di intermediazione nellâ€™acquisto di tali servizi o entrambe le attivitÃ , ivi compresi i compiti di assistenza ed accoglienza ai turisti, secondo quanto previsto dalla Convenzione internazionale relativa ai contratti di viaggio, di cui alla legge 27 dicembre 1977, n. 1084 (Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale relativa al contratto di viaggio â€œCCVâ€�, firmata a Bruxelles il 23 aprile 1970) nonchÃ© dal decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo, a norma dellâ€™articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229).
Â Â Â Â 1 bis. Sono, altresÃ¬, agenzie di viaggio le imprese esercenti attivitÃ di trasporto terrestre, marittimo, aereo, lacuale e fluviale, che organizzano e realizzano viaggi, crociere, gite ed escursioni individuali o collettive, visite guidate di cittÃ o dei dintorni, con ogni mezzo di trasporto di proprietÃ delle agenzie stesse o noleggiato, con o senza conducente, per finalitÃ turistiche, nonchÃ© ogni altra attivitÃ complementare o accessoria definita nel regolamento di cui al comma 4 [58].
Â Â Â Â 2. Le agenzie di viaggi e turismo, autorizzate ai sensi della presente legge, e le rispettive filiali sono iscritte in apposito elenco istituito presso la provincia competente per territorio, che provvede alla sua tenuta ed aggiornamento. In tale elenco sono riportati, per ogni agenzia, i dati relativi alla denominazione, al tipo di attivitÃ autorizzata, al nome del titolare o alla ragione sociale, in caso di societÃ , ed al nome del direttore tecnico, nonchÃ© tutti i provvedimenti concernenti la singola agenzia eventualmente assunti dalla provincia ai sensi della presente legge.
Â Â Â Â 3. Entro il 31 gennaio di ciascun anno, le province trasmettono alla Regione gli elenchi di cui al comma 2, aggiornati al 31 dicembre dellâ€™anno precedente, ai fini della pubblicazione annuale dellâ€™elenco regionale delle agenzie di viaggi e turismo nel BUR.
Â Â Â Â 4. Con i regolamenti di cui allâ€™articolo 56 sono definite le attivitÃ delle agenzie di viaggi e turismo prevedendo:
a) i criteri e le modalitÃ per lâ€™apertura delle filiali gestite da soggetti aventi gli stessi requisiti previsti per lâ€™agenzia principale;
b) i criteri per la redazione dei programmi dei viaggi;
c) i soggetti responsabili delle agenzie di viaggi e turismo;
d) idonea distinzione tra lâ€™attivitÃ di organizzazione e quella di intermediazione da specificare al momento del rilascio delle autorizzazioni.
Â Â Â Â 1. Le agenzie di viaggi e turismo sono tenute a stipulare polizze assicurative di responsabilitÃ civile a garanzia dellâ€™esatto adempimento degli obblighi assunti verso gli utenti dei servizi turistici ed a copertura dei rischi derivanti alle persone dalla partecipazione a programmi di viaggi e soggiorno, nellâ€™osservanza delle disposizioni previste in materia di contratti di viaggio dalla Convenzione internazionale di cui alla l. 1084/1977 nonchÃ© dal d.lgs. 206/2005. Le agenzie di viaggi e turismo inviano annualmente alla provincia territorialmente competente la documentazione comprovante lâ€™avvenuto pagamento del premio assicurativo.
Â Â Â Â 2. [Le agenzie di viaggi e turismo sono tenute a versare alla provincia competente per territorio un deposito cauzionale di 20.000 euro per lâ€™autorizzazione allâ€™esercizio dellâ€™attivitÃ . Tali importi possono essere aggiornati con decreto del Presidente della Regione. La cauzione puÃ² essere prestata in titoli di rendita pubblica esenti da vincolo o al portatore o puÃ² essere costituita mediante fideiussione bancaria irrevocabile o polizza fideiussoria assicurativa anche fornita da mutue costituite da agenti di viaggio] [59].
Â Â Â Â 3. [La cauzione di cui al comma 2 Ã¨ vincolata per tutto il periodo di esercizio dellâ€™agenzia a garanzia di tasse non pagate o di sanzioni pecuniarie] [60].
Â Â Â Â 4. [Nei casi in cui la cauzione sia stata ridotta rispetto alla sua consistenza per effetto dellâ€™applicazione del comma 3, essa deve essere reintegrata nel suo importo originario nel termine di trenta giorni dal ricevimento della richiesta di adempiervi da parte della provincia] [61].
Â Â Â Â 5. [Lo svincolo della cauzione, su domanda dellâ€™interessato, viene effettuato dalla provincia entro e non oltre novanta giorni consecutivi dalla data di ricezione della domanda, purchÃ© risulti regolare il pagamento delle tasse e di eventuali sanzioni] [62].
Â Â Â Â 1. Lâ€™apertura delle agenzie di viaggi e turismo nonchÃ© lâ€™esercizio della relativa attivitÃ sono soggetti ad autorizzazione da parte della provincia competente per territorio, rilasciata alla persona fisica o alla societÃ nella persona del legale rappresentante che ne abbiano fatto richiesta. Lâ€™autorizzazione Ã¨ annuale e viene tacitamente rinnovata con il pagamento della tassa di concessione regionale di cui al comma 2.
Â Â Â Â 2. Il titolare dellâ€™autorizzazione Ã¨ soggetto al pagamento della tassa di concessione regionale dovuta nella misura stabilita dalla normativa statale e regionale vigente in materia e i cui proventi spettano alle province ai sensi dellâ€™articolo 15 della l.r. 14/1999 e dei relativi provvedimenti di attuazione.
Â Â Â Â 3. Le agenzie di viaggi e turismo possono aprire propri uffici in occasione di fiere o manifestazioni temporanee nellâ€™area di svolgimento della fiera o manifestazione, limitatamente al periodo della manifestazione medesima, previa comunicazione alla provincia.
Â Â Â Â 4. Le agenzie di viaggi e turismo devono esporre in modo visibile lâ€™autorizzazione allâ€™esercizio delle attivitÃ sia nei locali ad essa preposti che nei siti on line in caso di vendita di prodotti e-commerce.
Â Â Â Â 5. Le agenzie di viaggi e turismo devono usare sempre ed esclusivamente la denominazione risultante dal provvedimento di autorizzazione. In caso di utilizzo da parte delle agenzie, per la promozione e la commercializzazione dei loro prodotti, di marchi diversi dalla loro denominazione, deve comunque risultare in modo chiaro ed evidente la denominazione dellâ€™agenzia che propone o vende il prodotto turistico.
Â Â Â Â 1. La provincia rilascia lâ€™autorizzazione allâ€™apertura delle agenzie di viaggi e turismo con apposito provvedimento che indica espressamente:
a) la denominazione dellâ€™agenzia di viaggi e turismo;
b) il titolare, persona fisica o giuridica e, relativamente alle societÃ , la denominazione, la ragione sociale ed il legale rappresentante;
c) lâ€™attivitÃ autorizzata;
d) il direttore tecnico;
e) lâ€™ubicazione dei locali di esercizio.
Â Â Â Â 2. La provincia autorizza, altresÃ¬, i mutamenti nellâ€™organizzazione dellâ€™agenzia di viaggi e turismo relativi agli elementi di cui al comma 1. A tal fine i mutamenti devono essere comunicati, entro trenta giorni dal loro verificarsi, alla provincia stessa, che, previa verifica dei presupposti, provvede alla modifica richiesta. I mutamenti relativi alla titolaritÃ dellâ€™agenzia di viaggi e turismo o alla ragione sociale comportano il pagamento della tassa di concessione.
Â Â Â Â 3. Sono ammessi mutamenti nellâ€™organizzazione dellâ€™agenzia dovuti a subentri nellâ€™impresa giÃ esistente a condizione che il subentrante sia in possesso dei requisiti di legge per tale attivitÃ .
Â Â Â Â 4. Per il rilascio dellâ€™autorizzazione a persone fisiche o a persone giuridiche straniere non appartenenti a Stati membri dellâ€™Unione europea sono fatte salve le disposizioni previste dallâ€™articolo 58 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui allâ€™art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382) e dal decreto legislativo 23 novembre 1991, n. 392 (Attuazione della direttiva n. 82/470/CEE nella parte concernente gli agenti di viaggio e turismo, a norma dellâ€™art. 16 della legge 29 dicembre 1990, n. 428 - legge comunitaria 1990).
Â Â Â Â 5. Le province comunicano allâ€™assessorato regionale competente in materia di turismo lâ€™elenco delle autorizzazioni concesse nonchÃ© ogni modifica ad esse relativa.
Art. 35 bis. (Direttore tecnico dellâ€™agenzia di viaggi e turismo) [63]
Â Â Â Â 1. Ai fini del rilascio dellâ€™autorizzazione di cui allâ€™articolo 35, il titolare dellâ€™agenzia o il legale rappresentante ovvero il direttore tecnico dellâ€™agenzia, qualora diverso dal titolare o dal legale rappresentante, deve essere in possesso dei requisiti previsti dal regolamento di cui allâ€™articolo 56 ovvero delle condizioni di cui al comma 2.
Â Â Â Â 2. Nel rispetto del principio di paritÃ di trattamento rispetto ai cittadini degli altri Stati membri dellâ€™Unione europea, possono esercitare lâ€™attivitÃ di direttore tecnico dellâ€™agenzia di viaggi e turismo ed iscriversi nel relativo elenco, altresÃ¬, i cittadini italiani in possesso delle condizioni di cui allâ€™articolo 29 del decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 (Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonchÃ© della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dellâ€™adesione di Bulgaria e Romania).
Â Â Â Â 1. La provincia dispone la sospensione dellâ€™autorizzazione per un periodo da un minimo di quindici giorni ad un massimo di sei mesi: a) quando vengano esercitate attivitÃ difformi da quelle autorizzate; b) qualora venga accertato che lâ€™attivitÃ dellâ€™agenzia risulti pregiudizievole per lâ€™immagine dellâ€™offerta turistica regionale in conseguenza di gravi inadempimenti e irregolaritÃ amministrative.
Â Â Â Â 2. La provincia dichiara la decadenza dellâ€™autorizzazione: a) qualora, trascorso il periodo massimo di sospensione previsto al comma 1, lâ€™agenzia non provveda allâ€™eliminazione delle irregolaritÃ o non ottemperi alle disposizioni della provincia entro lâ€™ulteriore termine assegnato dalla stessa a pena di decadenza dellâ€™autorizzazione; b) nel caso di condanna per reati connessi allâ€™esercizio delle attivitÃ di agenzia di viaggi e turismo;
c) in caso di mancata garanzia assicurativa ai sensi dellâ€™articolo 33.
Â Â Â Â 1. Presso lâ€™assessorato regionale competente in materia di turismo Ã¨ istituito lâ€™elenco regionale delle agenzie sicure, di seguito denominato elenco, al quale possono iscriversi le agenzie di viaggi e turismo che garantiscano un alto livello nellâ€™organizzazione e nella sicurezza dei servizi offerti nonchÃ© il rispetto del â€œturismo eticoâ€�. Tale elenco Ã¨ aggiornato annualmente ed Ã¨ pubblicato sul BUR e sul sito Internet della Regione.
Â Â Â Â 2. I criteri e le modalitÃ per lâ€™iscrizione allâ€™elenco sono stabiliti nei regolamenti di cui allâ€™articolo 32, comma 4.
Â Â Â Â 1. Non sono soggetti alle disposizioni di cui alla presente sezione:
a) le imprese esercenti servizi pubblici di trasporto ferroviario, automobilistico, di navigazione aerea, marittima, lacuale e fluviale, la cui attivitÃ si limiti esclusivamente alla prenotazione e vendita di propri biglietti;
b) i consorzi e le societÃ consortili di cui, rispettivamente, agli articoli 2602 e seguenti e 2615 ter del codice civile, fra strutture ricettive che effettuino servizi di prenotazione ed assistenza esclusivamente a favore delle imprese consorziate, anche avvalendosi di strumenti infotelematici e mediante lâ€™apertura di propri distinti uffici.
ALTRI ORGANISMI OPERANTI NEL SETTORE
Â Â Â Â 1. Eâ€™ istituito presso lâ€™assessorato regionale competente in materia di turismo lâ€™elenco delle associazioni e degli altri enti senza scopo di lucro operanti a livello nazionale per finalitÃ ricreative, culturali, religiose e sociali che abbiano sedi operative nel Lazio ed almeno in altre tre regioni e che, ai sensi della normativa vigente, svolgano in modo continuativo ed esclusivamente per i propri associati lâ€™attivitÃ di organizzazione e vendita di viaggi e soggiorni.
Â Â Â Â 2. Ai fini dellâ€™iscrizione nellâ€™elenco di cui al comma 1, le associazioni e gli altri enti devono possedere, per disposizione statutaria, i seguenti requisiti:
a) assenza di qualunque forma di lucro nellâ€™esercizio delle attivitÃ , desumibile dai bilanci sociali;
b) organizzazione e funzionamento secondo criteri di democraticitÃ ;
c) fruizione dei servizi solo da parte degli associati.
Â Â Â Â 3. Le modalitÃ di iscrizione allâ€™elenco regionale di cui al comma 1 sono disciplinate nel regolamento previsto allâ€™articolo 32, comma 4.
Â Â Â Â 4. Le associazioni e gli altri enti inviano, entro il 31 marzo di ogni anno, alla struttura regionale competente in materia di agenzie di viaggi e turismo il programma annuale delle singole iniziative previste. Eventuali variazioni devono essere comunicate tempestivamente e comunque prima dellâ€™inizio dellâ€™attivitÃ .
Â Â Â Â 5. La Regione, oltre allâ€™applicazione delle sanzioni amministrative di cui allâ€™articolo 42, sospende lo svolgimento delle attivitÃ delle associazioni e degli altri enti fino allâ€™eliminazione dellâ€™irregolaritÃ , qualora: a) la documentazione di cui ai commi 3 e 4 risulti insufficiente od incompleta; b) siano accertate gravi irregolaritÃ nello svolgimento delle attivitÃ ; c) non risulti lâ€™esistenza della garanzia assicurativa di cui allâ€™articolo 33.
Â Â Â Â 6. Fatto salvo quanto previsto allâ€™articolo 40, ogni associazione o altro ente deve servirsi, per lâ€™organizzazione tecnica dei viaggi, di agenzie di viaggi e turismo che risultino autorizzate ai sensi della presente legge.
Â Â Â Â 1. Le associazioni e gli altri enti senza scopo di lucro, i gruppi sociali e le comunitÃ , operanti a livello locale aventi finalitÃ ricreative, culturali, religiose e sociali possono organizzare e realizzare, senza carattere di professionalitÃ , gite occasionali riservate esclusivamente ai propri associati od appartenenti
Â Â Â Â 2. Lâ€™organizzazione e la realizzazione delle attivitÃ di cui al comma 1 non sono soggette alle disposizioni della presente legge, purchÃ© venga stipulata unâ€™assicurazione a copertura dei rischi derivanti ai partecipanti dallâ€™effettuazione di ogni singola iniziativa.
VIGILANZA, CONTROLLO E SANZIONI AMMINISTRATIVE
Â Â Â Â 1. Le funzioni di vigilanza e controllo sullâ€™osservanza delle disposizioni di cui al presente capo sono esercitate dalla provincia competente per territorio, salvo quanto previsto allâ€™articolo 3, comma 1, lettera n).
Â Â Â Â 1. Salva lâ€™applicazione delle norme penali, chiunque intraprenda o svolga in forma continuativa od occasionale, anche senza scopo di lucro, le attivitÃ delle agenzie di viaggi e turismo senza aver ottenuto le autorizzazioni prescritte dalla presente legge Ã¨ soggetto al pagamento di una somma da 5.000 a 10.000 euro, tenuto conto delle attivitÃ abusivamente esercitate.
Â Â Â Â 2. Lâ€™inosservanza delle prescrizioni relative alla redazione dei programmi di viaggio comporta il pagamento di una somma da 1.000 a 5.000 euro, tenuto conto delle attivitÃ che lâ€™agenzia Ã¨ autorizzata a svolgere.
Â Â Â Â 3. Il titolare che con qualsiasi mezzo di comunicazione attribuisca alla propria agenzia una denominazione diversa da quella autorizzata Ã¨ soggetto al pagamento di una somma da 3.000 a 6.000 euro.
Â Â Â Â 4. La mancata esposizione al pubblico dellâ€™autorizzazione di cui allâ€™articolo 35 comporta il pagamento della sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro.
Â Â Â Â 5 La tardiva comunicazione dei mutamenti nellâ€™organizzazione delle agenzie di viaggi e turismo di cui allâ€™articolo 35, comma 2 comporta il pagamento di una somma da 250 a 500 euro.
Â Â Â Â 6. Le associazioni e gli altri enti senza scopo di lucro operanti a livello nazionale che esercitano le attivitÃ previste dalla presente legge senza essere iscritti nellâ€™elenco regionale sono soggetti al pagamento di una somma da 5.000 a 10.000 euro.
Â Â Â Â 7. La mancata stipula da parte delle associazioni e degli altri enti senza scopo di lucro di cui agli articoli 39 e 40 della polizza assicurativa prescritta comporta il pagamento di una somma da 5.000 a 10.000 euro.
Â Â Â Â 8. Il mancato invio alla struttura regionale competente in materia di agenzie di viaggi e turismo del programma annuale delle attivitÃ da parte delle associazioni e degli altri enti senza scopo di lucro di cui allâ€™articolo 39 comporta il pagamento di una somma da 1.000 a 5.000 euro.
Â Â Â Â 9. Allâ€™applicazione delle sanzioni previste dal presente articolo provvede l'Agenzia regionale del turismo di cui allâ€™articolo 12 [64].
STRUMENTI PER LO SVILUPPO TURISTICO
Â Â Â Â 1. Eâ€™ istituito il marchio turistico regionale mirato a riconoscere lâ€™eccellenza in ambito turistico di aree territoriali, comuni, strutture ricettive e imprese turistiche del Lazio. Il marchio Ã¨ attribuito per singole ed esclusive attivitÃ tenendo conto di quella prevalente del richiedente.
Â Â Â Â 2. Con deliberazione della Giunta regionale, adottata previo parere della commissione consiliare permanente competente in materia di turismo, sentite le associazioni datoriali e delle organizzazioni sindacali di categoria piÃ¹ rappresentative a livello regionale e le organizzazioni dei consumatori, sono stabiliti i criteri e le modalitÃ per lâ€™assegnazione del marchio turistico regionale a coloro che ne facciano richiesta.
Â Â Â Â 3. Il marchio Ã¨ assegnato con decreto del Presidente della Regione, su proposta dellâ€™assessore regionale competente in materia di turismo.
Â Â Â Â 1. Al fine di favorire una continua crescita professionale e manageriale degli operatori del comparto turistico regionale, la Regione promuove la costituzione di una fondazione denominata â€œScuola di alta formazione per il turismoâ€�, di seguito denominata scuola, quale ente di interesse pubblico senza fini di lucro, con sede legale in Roma ed eventuali sedi operative in comuni a forte vocazione turistica, in cui sono presenti istituti pubblici di formazione nelle attivitÃ turistiche.
Â Â Â Â 2. Possono partecipare alla scuola, in qualitÃ di soci fondatori, oltre alla Regione e agli enti locali, anche istituzioni, enti, imprese, pubbliche o private, regionali, statali e internazionali, che ne condividano le finalitÃ .
Â Â Â Â 3. La partecipazione della Regione alla scuola Ã¨ subordinata alla condizione che il relativo atto costitutivo e lo statuto prevedano che:
a) la fondazione, una volta costituita, chieda alla Regione il riconoscimento della personalitÃ giuridica di diritto privato;
b) siano individuate le funzioni del consiglio di amministrazione, del presidente, del collegio dei revisori e lâ€™eventuale presenza di altri organi;
c) sia riservata alla Regione, quale socio promotore, la nomina della maggioranza dei componenti del consiglio di amministrazione, del collegio dei revisori dei conti e del presidente della fondazione;
d) siano richieste le maggioranze qualificate per le determinazioni piÃ¹ rilevanti per lâ€™ente e la sua attivitÃ ;
e) venga adottato un programma pluriennale di attivitÃ , aggiornato annualmente;
f) venga inviata alla Regione copia della relazione di accompagnamento al bilancio consuntivo annuale, approvata dal consiglio di amministrazione;
g) vi sia il vincolo di destinare tutti gli avanzi di gestione agli scopi istituzionali, con il divieto di distribuire utili.
Â Â Â Â 4. Lo statuto, inoltre, puÃ² stabilire che:
a) la fondazione, per svolgere le sue attivitÃ , possa stipulare accordi, convenzioni o contratti con enti o istituti pubblici o privati, costituire e partecipare a consorzi e a societÃ , nel rispetto delle finalitÃ indicate dallo statuto;
b) le modifiche statutarie siano approvate dal consiglio dâ€™amministrazione, con una maggioranza dei due terzi dei componenti.
Â Â Â Â 5. Il fondo di dotazione della scuola Ã¨ costituito da beni immobili e mobili, da dotazioni finanziarie conferite dai soci allâ€™atto della costituzione della fondazione o successivamente secondo quanto previsto dallâ€™atto costitutivo e dallo statuto.
Â Â Â Â 6. La Regione, in sede di costituzione, Ã¨ autorizzata a conferire al fondo di dotazione della scuola beni mobili ed immobili, diritti reali e personali.
Â Â Â Â 7. Il Presidente della Regione Ã¨ autorizzato a compiere tutti gli atti esecutivi necessari per rendere operante la partecipazione della Regione alla scuola ed, in particolare, a sottoscrivere lâ€™atto costitutivo e lo statuto.
Â Â Â Â 1. La Regione sostiene le attivitÃ per la tutela dei diritti del turista, comprese forme non giudiziali di soluzione delle controversie, a partire dalle commissioni arbitrali e conciliative delle camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura, che hanno compiti istituzionali in materia.
Â Â Â Â 2. La Regione, sentite le organizzazioni di categoria e le associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative a livello regionale, adotta la â€œcarta del turistaâ€� e ne promuove la distribuzione presso le strutture ricettive, gli IAT, le associazioni pro-loco, le agenzie di viaggi e turismo e comunque a livello capillare sul territorio. Detta carta, in particolare, contiene informazioni sulla normativa nazionale e regionale in materia turistica, sui servizi turistico-ricettivi, sulle tradizioni e sugli usi delle comunitÃ locali, sulla fruibilitÃ dei beni storici, artistici ed ambientali presenti sul territorio regionale, nonchÃ© sullâ€™educazione ad un turismo responsabile nei confronti della comunitÃ ospitante.
UTILIZZAZIONE DEL DEMANIO MARITTIMO PER FINALITÃ TURISTICHE E RICREATIVE
Â Â Â Â 1. Per garantire lâ€™utilizzazione programmata e razionale delle aree del demanio marittimo per finalitÃ turistiche e ricreative, la Regione adotta, sulla base della cartografia catastale nonchÃ© dei dati forniti dal Sistema informativo del demanio marittimo (SID), ai sensi dallâ€™articolo 6, comma 3, del decreto legge 5 ottobre 1993, n. 400 (Disposizioni per la determinazione dei canoni relativi a concessioni demaniali marittime) convertito, con modificazioni, della legge 4 dicembre 1993, n. 494, un piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo. Detto piano, in particolare:
a) individua le aree destinate allâ€™utilizzazione turistico-ricreativa, tenuto conto anche dei piani di utilizzazione degli arenili (PUA) adottati dai comuni;
b) stabilisce i criteri per lâ€™utilizzazione delle aree demaniali per finalitÃ turistiche e ricreative, nel rispetto delle norme urbanistiche, di tutela ambientale e di quanto previsto dal presente capo;
c) [stabilisce la classificazione delle aree demaniali e degli specchi acquei in relazione alla valenza turistica] [65].
Â Â Â Â 2. Il piano di cui al comma 1 Ã¨ approvato con deliberazione dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, sentiti i sindaci dei comuni interessati nonchÃ©, limitatamente al piano di cui al comma 1, lettera a), la competente autoritÃ marittima statale e le associazioni regionali di categoria, appartenenti alle organizzazioni sindacali piÃ¹ rappresentative del settore [66].
Â Â Â Â 3. I PUA dei comuni devono essere conformi alle disposizioni contenute nei piani di cui al presente articolo.
Art. 46 bis. (Valenza turistica delle aree del demanio marittimo) [67]
Â Â Â Â 1. I comuni provvedono a classificare le aree demaniali marittime, i manufatti, le pertinenze e gli specchi acquei destinati ad un utilizzo per finalitÃ turistiche e ricreative in conformitÃ a quanto previsto dallâ€™articolo 03, comma 1, del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400 (Disposizioni per la determinazione dei canoni relativi a concessioni demaniali marittime), convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, come sostituito dallâ€™articolo 1, comma 251, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato â€“ legge finanziaria 2007). La classificazione Ã¨ effettuata, anche per aree omogenee, sulla base dei seguenti criteri:
a) caratteristiche fisiche, ambientali e paesaggistiche;
b) grado di sviluppo turistico esistente;
c) stato delle acque con riferimento alla balneabilitÃ ;
d) ubicazione ed accessibilitÃ agli esercizi.
Â Â Â Â 2. Lâ€™applicazione dei criteri di cui al comma 1 avviene sulla base dei dati medi relativi allâ€™ultimo triennio, tenendo conto delle fonti e degli indicatori individuati con deliberazione della Giunta regionale, sentita la commissione consiliare competente.
Â Â Â Â 3. La classificazione delle aree demaniali marittime, manufatti, pertinenze e specchi dâ€™acqua Ã¨ soggetta, di norma, a revisione quinquennale. I comuni, qualora riscontrino variazioni di uno o piÃ¹ dati di cui al comma 2, tali da influire sulla classificazione effettuata, possono procedere ad una nuova classificazione nel corso del quinquennio e comunicano lâ€™eventuale variazione alla Giunta regionale.
Â Â Â Â 1. I comuni nel cui territorio sono comprese le relative aree demaniali provvedono al rilascio, alla decadenza e alla revoca, nonchÃ© a qualsiasi variazione, delle concessioni delle aree demaniali marittime, comprese quelle immediatamente prospicienti, quando lâ€™utilizzazione abbia finalitÃ turistiche e ricreative, in conformitÃ alla normativa statale e regionale e ai contenuti del piano di cui allâ€™articolo 46, per quanto riguarda le aree demaniali marittime [68].
Â Â Â Â 2. I comuni curano lâ€™aggiornamento delle concessioni di propria competenza comunicando i dati, anche su supporto informatico, alla Regione e trasmettendo ad essa, entro il mese di febbraio di ogni anno, una relazione, riferita allâ€™anno precedente, sullâ€™esercizio delle funzioni di cui al presente articolo.
Â Â Â Â 3. La durata delle concessioni demaniali marittime per finalitÃ turistiche e ricreative Ã¨ stabilita in conformitÃ alla normativa statale vigente in materia [69].
Â Â Â Â 1. I concessionari, a garanzia dellâ€™osservanza degli obblighi assunti con la concessione, prima del rilascio della stessa, provvedono a stipulare una polizza fideiussoria pari ad un importo doppio del canone annuo.
Â Â Â Â 1. I provvedimenti di revoca e decadenza delle concessioni sono adottati dal comune competente con provvedimento adeguatamente motivato.
Â Â Â Â 2. In caso di revoca di una concessione per motivi di pubblico interesse non riconducibili a fatto del concessionario o, per quanto riguarda la concessione di aree del demanio marittimo, in caso di contrasto sopravvenuto con il piano di cui allâ€™articolo 46, il comune, su richiesta del concessionario, puÃ² rilasciare al medesimo, qualora fosse disponibile sul litorale di propria competenza, una concessione equivalente per estensione, in conformitÃ al suddetto piano.
Â Â Â Â 3. La decadenza dalla concessione puÃ² essere dichiarata nei seguenti casi:
a) per mancata esecuzione delle opere previste nellâ€™atto di concessione o per mancato inizio della gestione nei termini assegnati;
b) per non uso continuato durante il periodo fissato nellâ€™atto di concessione o per cattivo uso;
c) per mutamento sostanziale non autorizzato dello scopo per il quale Ã¨ stata fatta la concessione;
d) per omesso pagamento del canone nel numero di rate fissato dallâ€™atto di concessione;
f) per inadempienza degli obblighi derivanti dalla concessione o imposti da norme di leggi o di regolamenti.
Â Â Â Â 4. Nel caso di cui al comma 3, lettere a) e b) il comune puÃ² accordare una proroga al concessionario. Prima di dichiarare la decadenza, lâ€™amministrazione comunale fissa un termine entro il quale lâ€™interessato puÃ² presentare le sue controdeduzioni.
Â Â Â Â 5. Al concessionario decaduto non spetta alcun rimborso per opere eseguite, nÃ© per spese sostenute.
Â Â Â Â 1. Il comune concedente rilascia:
a) lâ€™autorizzazione allâ€™affidamento, da parte del concessionario, ad altri soggetti della gestione dellâ€™attivitÃ oggetto della concessione, nonchÃ© di attivitÃ secondarie rientranti nellâ€™ambito della stessa;
b) lâ€™autorizzazione al subingresso di altri soggetti nella concessione delle aree demaniali.
Art. 51. (Canone e imposta regionale sulle concessioni delle aree demaniali marittime) [70]
Â Â Â Â 1. Le concessioni delle aree demaniali marittime sono soggette al pagamento del canone nella misura stabilita dalla normativa vigente, nonchÃ© al pagamento dellâ€™imposta regionale nella misura stabilita dallâ€™articolo 14 della legge regionale 12 gennaio 2001, n. 2, relativo allâ€™imposta regionale sulle concessioni statali del demanio marittimo.
Â Â Â Â 2. Le funzioni relative allâ€™accertamento e riscossione dellâ€™imposta, al contenzioso tributario e allâ€™eventuale rappresentanza in giudizio spettano ai comuni.
Â Â Â Â 3. I comuni provvedono entro il mese di febbraio di ciascun anno a comunicare alla Regione gli importi dei canoni e dellâ€™imposte dovuti dai concessionari ai sensi del presente articolo.
Â Â Â Â 1. Rientrano tra le tipologie di utilizzazione delle aree demaniali marittime per finalitÃ turistiche e ricreative, in particolare:
a) gli stabilimenti balneari;
b) spiagge libere con servizi;
c) spiagge libere;
d) i punti di ormeggio;
e) gli esercizi di ristorazione e somministrazione di bevande, cibi precotti e generi di monopolio;
f) lâ€™esercizio del noleggio di imbarcazioni e natanti in genere; g) la gestione di strutture ricettive ed attivitÃ ricreative e sportive [71].
Â Â Â Â 2. La Regione, concordemente con le altre Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, individua le ulteriori tipologie a valenza generale relativamente alle attivitÃ correlate con la balneazione, la fruizione turistica di arenili e di aree demaniali diverse ed il turismo nautico.
Â Â Â Â 3. Con i regolamenti regionali di cui allâ€™articolo 56 sono stabiliti i requisiti e le caratteristiche delle diverse tipologie di utilizzazione delle aree demaniali di cui al comma 1.
Â Â Â Â 4. La provincia competente per territorio provvede alla classificazione degli stabilimenti balneari in relazione alle specifiche caratteristiche ed ai requisiti posseduti. A tal fine, con i regolamenti regionali di cui al comma 3 sono stabiliti, in particolare, i criteri ed i requisiti minimi funzionali e strutturali per lâ€™attribuzione dei diversi livelli di classificazione ed i relativi segni distintivi.
Art. 52 bis. (Periodo di apertura delle attivitÃ ) [72]
Â Â Â Â 1. Al fine di promuovere la destagionalizzazione dell'offerta turistica e lo svolgimento di attivitÃ collaterali alla balneazione sulle aree del demanio marittimo per finalitÃ turistiche e ricreative, l'utilizzazione delle suddette aree ai sensi dell'articolo 52, comma 1, puÃ² avere durata annuale, fatto salvo quanto previsto dall'atto di concessione.
Â Â Â Â 2. In attuazione del comma 1, le strutture di facile rimozione utilizzate per finalitÃ turistiche e ricreative, eventualmente presenti sull'area demaniale marittima assentita in concessione, possono essere autorizzate dal comune, su istanza del concessionario, a rimanere allocate sull'area demaniale marittima assentita in concessione per tutto il periodo di durata della stessa, ove in possesso dei titoli abilitativi, delle autorizzazioni, dei pareri e degli altri atti di assenso comunque denominati previsti dalla normativa vigente in materia.
Art. 53. (Esercizio delle attivitÃ oggetto di concessione) [73]
Â Â Â Â 1. Lo svolgimento delle attivitÃ oggetto della concessione Ã¨ subordinato alla presentazione della SCIA al SUAP, ove attivato, ovvero alla competente struttura, del comune concedente.
Â Â Â Â 2. La SCIA contiene, in particolare, indicazioni sullâ€™ubicazione della struttura e sul periodo di apertura ed Ã¨ corredata dalle dichiarazioni sostitutive comprovanti il possesso, da parte del titolare, dei requisiti prescritti ai sensi della normativa vigente, ivi compresi quelli inerenti la somministrazione di alimenti e bevande.
Â Â Â Â 3. Eâ€™ fatto obbligo di esporre in modo ben visibile al pubblico una tabella con i prezzi aggiornati e di dotarsi di un proprio spazio web dedicato, sul quale pubblicare il listino prezzi aggiornato alla stagione in corso e la documentazione relativa alla SCIA presentata.
Art. 53 bis. (Trasparenza delle concessioni) [74]
Â Â Â Â 1. I comuni sono tenuti a pubblicare, sui propri siti istituzionali, le informazioni identificative relative alle concessioni demaniali marittime per finalitÃ turistiche e ricreative di propria competenza nonchÃ© i canoni concessori e lâ€™imposta regionale dovuta. In particolare, sono pubblicati i dati relativi alla localitÃ , al titolare della concessione, alla tipologia concessoria e la relativa planimetria, compresi i dati oggetto di pubblicazione nellâ€™albo regionale di cui allâ€™articolo 75, comma 1, lettera m), della l.r. 14/1999 e successive modifiche, istituito con deliberazione della Giunta regionale 23 aprile 2014, n. 205.
Â Â Â Â 2. La mancata pubblicazione da parte del comune dei dati di cui al comma 1 preclude lâ€™accesso alle agevolazioni finanziarie regionali destinate ai comuni del litorale.
Â Â Â Â 3. I comuni sono tenuti ad attivare procedure di evidenza pubblica ai fini del rilascio di nuove concessioni, nonchÃ© nei casi di affidamento ad altri soggetti delle attivitÃ oggetto della concessione e di subingresso ai sensi, rispettivamente, degli articoli 45 bis e 46 del codice della navigazione e successive modifiche.
Â Â Â Â 1. Ferme restando le funzioni di polizia marittime disciplinate dal codice della navigazione e dal relativo regolamento di esecuzione, le funzioni di vigilanza sullâ€™utilizzo delle aree demaniali marittime e sulle aree immediatamente prospicienti, quando lâ€™utilizzazione abbia finalitÃ turistiche e ricreative, sono esercitate dalle province e dai comuni nellâ€™ambito delle rispettive competenze.
Â Â Â Â 1. Lâ€™esercizio delle attivitÃ oggetto della concessione senza la presentazione della SCIA comporta la sanzione amministrativa da 2.500 a 5.000 euro e lâ€™immediata chiusura dellâ€™esercizio [75].
Â Â Â Â 2. [La mancata comunicazione dei prezzi da applicare nei termini previsti comporta la sanzione amministrativa da 2.000 a 4.000 euro] [76].
Â Â Â Â 3. [Lâ€™applicazione di prezzi difformi da quelli comunicati comporta la sanzione amministrativa da 1.500 a 3.000 euro] [77].
Â Â Â Â 4. La mancata esposizione al pubblico delle tabelle prezzi aggiornate comporta la sanzione amministrativa da 2.000 a 4.000 euroÂ [78].
Â Â Â Â 5. Lâ€™utilizzazione da parte degli stabilimenti balneari di una classificazione diversa da quella attribuita Ã¨ soggetta alla sanzione amministrativa da 2.000 a 4.000 euro.
Â Â Â Â 6. Le sanzioni di cui ai commi 1 e 4 sono applicate dal comune competente e le somme introitate sono trattenute dallo stesso ente e destinate alle funzioni delegate in materia di demanio marittimo. Le sanzioni di cui al comma 5 sono di competenza della provincia [79].
Â Â Â Â 1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale adotta uno o piÃ¹ regolamenti regionali autorizzati ai sensi dellâ€™articolo 47, comma 2, lettera c), dello Statuto, sulla base delle norme generali contenute nella presente legge, fatta salva la potestÃ normativa delle province e dei comuni, secondo i principi fissati dallâ€™articolo 117, comma sesto della Costituzione e dallâ€™articolo 4 della legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per lâ€™adeguamento dellâ€™ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3). Alla data di entrata in vigore dei suddetti regolamenti sono abrogate le leggi regionali individuate allâ€™articolo 59.
Â Â Â Â 2. Nelle more della costituzione del Comitato di garanzia statutaria di cui allâ€™articolo 68 dello Statuto, i regolamenti di cui al presente articolo sono adottati sentito il parere della commissione consiliare competente.
Â Â Â Â 1. I contributi previsti dalla presente legge sono concessi nel rispetto della normativa comunitaria vigente relativa agli aiuti di Stato, tenendo conto, in particolare, di quanto disciplinato ai commi 2 e 3.
Â Â Â Â 2. I contributi di cui al comma 1, esentati dallâ€™obbligo di notifica di cui allâ€™articolo 88, paragrafo 3, del Trattato della ComunitÃ europea, sono concessi nel rispetto dei regolamenti della Commissione europea, tenendo conto dei relativi periodi di validitÃ , emanati ai sensi del regolamento (CE) n. 994/98 del Consiglio del 7 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle ComunitÃ europee L 142 del 14 maggio 1998.
Â Â Â Â 3. I contributi di cui al comma 1, soggetti allâ€™obbligo di notifica di cui allâ€™articolo 88, paragrafo 3, del Trattato della ComunitÃ europea, sono concessi a condizione che la Commissione europea abbia adottato o sia giustificato ritenere che abbia adottato una decisione di autorizzazione dei contributi stessi ai sensi del regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle ComunitÃ europee L 83 del 27 marzo 1999. I contributi sono concessi a decorrere dalla data di pubblicazione sul BUR dellâ€™avviso relativo allâ€™autorizzazione esplicita o implicita della Commissione europea.
Â Â Â Â 1. Al comma 1 dellâ€™articolo 75 della l.r. 14/1999 e successive modifiche sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo la lettera a) sono inserite le seguenti:
â€œa bis) lâ€™attuazione degli interventi riservati alla Regione dal piano turistico regionale, nonchÃ© la definizione e lâ€™attuazione di specifici progetti e programmi di interesse regionale;
a ter) lâ€™elaborazione ed il coordinamento dellâ€™attuazione dei programmi dâ€™intervento previsti dallâ€™Unione europea o da leggi statali;
a quater) i rapporti con gli organi istituzionalmente preposti alla tutela del patrimonio storico, monumentale, naturalistico e culturale, per la valorizzazione del proprio territorio a fini turistici;â€�;
b) le lettere b), c) ed e) sono sostituite dalle seguenti:
â€œb) la determinazione dei requisiti minimi funzionali e strutturali per la classificazione delle strutture ricettive nonchÃ© per la classificazione degli stabilimenti balneari;
c) lâ€™agevolazione dellâ€™accesso al credito delle imprese turistiche mediante apposite convenzioni con istituti di credito;
e) la promozione turistica sul mercato nazionale che abbia particolare rilievo per lâ€™immagine complessiva del turismo regionale nonchÃ©, in via esclusiva, sul mercato estero, fatto salvo quanto previsto allâ€™articolo 76, comma 1, lettera c sexies), numero 5;â€�;
c) alla lettera d) le parole: â€œe la commercializzazioneâ€� sono soppresse;
d) dopo la lettera e) sono inserite le seguenti:
â€œe bis) lâ€™assegnazione del marchio turistico regionale;
e ter) lâ€™adozione della carta del turista;
e quater) la tenuta dellâ€™elenco regionale delle agenzie sicure;
e quinquies) la pubblicazione annuale dellâ€™elenco regionale delle agenzie di viaggi e turismo nel BUR;â€�;
e) alla lettera h) le parole da: â€œnel settoreâ€� a â€œdellâ€™alboâ€� sono sostituite dalle seguenti: â€œa livello nazionale, ivi compresi la tenuta e lâ€™aggiornamento del relativo elenco,â€�;
f) alla lettera m) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: â€œnonchÃ© lâ€™adozione del piano di utilizzazione per finalitÃ turistiche e ricreative delle aree del demanio marittimo;â€�;
g) dopo la lettera n bis) sono aggiunte le seguenti:
â€œn ter) il riconoscimento dei sistemi turistici locali nonchÃ© il finanziamento dei relativi progetti di sviluppo;
n quater) il coordinamento della raccolta per lâ€™elaborazione e la diffusione delle rilevazioni e delle informazioni concernenti la domanda e lâ€™offerta turistica regionale in tutte le loro articolazioni;
n quinquies) lâ€™alta formazione degli operatori del comparto turistico attraverso la â€œScuola di alta formazione per il turismoâ€�.â€�.
Â Â Â Â 2. Dopo la lettera c ter) del comma 1 dellâ€™articolo 76 della l.r. 14/1999 e successive modifiche sono aggiunte le seguenti:
â€œc quater) lâ€™adozione dei piani di valorizzazione, promozione locale ed accoglienza turistica;
c quinquies) lâ€™attuazione di specifici interventi turistici di rilevanza provinciale previsti nel piano turistico regionale, nonchÃ© nei programmi nazionali e comunitari e la realizzazione di attivitÃ di promozione del prodotto turistico, nel rispetto dellâ€™azione di coordinamento regionale di cui allâ€™articolo 75, comma 1, lettera d);
c sexies) lo svolgimento delle seguenti funzioni giÃ di competenza delle aziende di promozione turistica (APT) di cui alla legge regionale 15 maggio 1997, n. 9 (Nuove norme in materia di organizzazione turistica nel Lazio) e successive modifiche:
1) lâ€™organizzazione dellâ€™informazione, dellâ€™accoglienza, dellâ€™assistenza e della tutela del turista, anche con lâ€™ausilio delle tecnologie dellâ€™informazione e comunicazione (ICT), attraverso i servizi di informazione e accoglienza turistica (IAT);
2) il controllo della qualitÃ dei servizi;
3) la consulenza e lâ€™assistenza agli operatori pubblici e privati operanti nel settore;
4) la valorizzazione turistica del proprio ambito territoriale nonchÃ© la promozione di manifestazioni e iniziative atte a stimolare flussi turistici;
5) la partecipazione ad iniziative di promozione turistica regionale allâ€™estero ai sensi dellâ€™articolo 75, comma 1, lettera e), per il tramite dellâ€™Agenzia regionale di promozione turistica di Roma e del Lazio S.p.A..â€�.
Â Â Â Â 3. Dopo la lettera b) del comma 2 dellâ€™articolo 76 della l.r. 14/1999 e successive modifiche Ã¨ inserita la seguente:
â€œb bis) le associazioni e gli altri enti senza scopo di lucro, i gruppi sociali e le comunitÃ , operanti a livello locale, e la relativa vigilanza;â€�.
Â Â Â Â 4. Il comma 5 dellâ€™articolo 76 della l.r. 14/1999 e successive modifiche Ã¨ abrogato.
Â Â Â Â 1. Fatto salvo quanto previsto dal comma 1 bis, sono abrogate le seguenti disposizioni [80]:
a) la legge regionale 8 gennaio 1975, n. 1 (Istituzione dellâ€™Albo regionale delle associazioni pro-loco);
b) la legge regionale 17 settembre 1984, n. 53 (Interventi finanziari per la qualificazione e lo sviluppo delle attivitÃ ricettive);
c) il regolamento regionale 4 marzo 1985, n. 1 (Regolamento di esecuzione della legge regionale 17 settembre 1984, n. 53, concernente: â€œInterventi finanziari per la qualificazione e lo sviluppo delle attivitÃ ricettiveâ€�);
d) il regolamento regionale 4 marzo 1985, n. 2 (Modifica dellâ€™articolo 6 del regolamento regionale 4 marzo 1985, n. 1, concernente: â€œRegolamento di esecuzione della legge regionale 17 settembre 1984, n. 53â€�);
e) la legge regionale 3 maggio 1985, n. 59 (Disciplina dei complessi ricettivi campeggistici);
f) la legge regionale 28 luglio 1988, n. 45 (Modifiche e integrazioni alla legge regionale 17 settembre 1984, n. 53 concernente: â€œInterventi finanziari per la qualificazione e lo sviluppo delle attivitÃ ricettiveâ€�);
g) il regolamento regionale 28 luglio 1988, n. 5 (Modifiche del regolamento regionale 4 marzo 1985, n. 1 e del regolamento regionale 4 marzo 1985, n. 2, di esecuzione della legge regionale 17 settembre 1984, n. 53 â€œInterventi finanziari per la qualificazione e lo sviluppo delle attivitÃ ricettiveâ€�);
h) la legge regionale 20 giugno 1990, n. 78 (Interventi per attivitÃ di promozione e propaganda turistica da parte delle pro-loco iscritte allâ€™albo regionale);
h bis) la legge regionale 27 settembre 1991, n. 60 (Interventi a sostegno della promozione turistica nel territorio regionale) [81];
i) il regolamento regionale 27 settembre 1993, n. 2 (Caratteristiche tecniche dei villaggi turistici e dei campeggi e requisiti per la loro classificazione in attuazione dellâ€™articolo 7 della legge regionale 3 maggio 1985, n. 59 â€œDisciplina dei complessi ricettivi campeggisticiâ€�);
l) la legge regionale 13 dicembre 1996, n. 54 (Regolamentazione del turismo itinerante con istituzione delle aree attrezzate di sosta per veicoli autosufficienti);
m) la legge regionale 15 maggio 1997, n. 9 (Nuove norme in materia di organizzazione turistica nel Lazio);
n) la legge regionale 15 maggio 1997, n. 10 (Modifiche alla deliberazione legislativa, approvata dal Consiglio regionale nella seduta del 13 marzo 1997, concernente: â€œNuove norme in materia di organizzazione turistica nel Lazioâ€�);
o) lâ€™articolo 23 della legge regionale 22 maggio 1997, n. 11 (Disposizioni finanziarie per la redazione del bilancio di previsione della Regione Lazio per lâ€™esercizio finanziario 1997), relativo a modifiche alla legge regionale 17 settembre 1984, n. 53;
p) la legge regionale 29 maggio 1997, n. 18 (Norme relative alla disciplina ed alla classificazione degli esercizi di affittacamere, degli ostelli per la gioventÃ¹ e delle case per ferie);
q) lâ€™articolo 19 della legge regionale 23 dicembre 1997, n. 46 (Assestamento del bilancio di previsione della Regione Lazio per lâ€™anno finanziario 1997), relativo a modifiche alla legge regionale 15 maggio 1997, n. 9;
r) la legge regionale 5 agosto 1998, n. 33 (Disciplina e gestione delle case ed appartamenti per vacanze);
s) la legge regionale 27 gennaio 2000, n. 10 (Disciplina dellâ€™esercizio delle attivitÃ professionali delle agenzie di viaggi e turismo e di altri organismi operanti in materia);
t) il comma 2 dellâ€™articolo 61 della legge regionale 16 aprile 2002, n. 8 (Legge finanziaria regionale per lâ€™esercizio 2002), relativo a modifiche alla legge regionale 27 gennaio 2000, n. 10;
u) la legge regionale 20 dicembre 2002, n. 43 (Modifiche allâ€™articolo 26 della legge regionale 27 gennaio 2000, n. 10 â€œDisciplina dellâ€™esercizio delle attivitÃ professionali delle agenzie di viaggi e turismo e di altri organismi operanti in materiaâ€�);
v) lâ€™articolo 55 della legge regionale 27 febbraio 2004, n. 2 (Legge finanziaria regionale per lâ€™esercizio 2004), relativo a modifiche alla legge regionale 27 gennaio 2000, n. 10;
z) lâ€™articolo 30 della legge regionale 15 settembre 2005, n. 16 (Assestamento del bilancio di previsione della Regione Lazio per lâ€™anno finanziario 2005), relativo a modifiche alla legge regionale 15 maggio 1997, n. 9;
aa) lâ€™articolo 177 della legge regionale 28 aprile 2006, n. 4 (Legge finanziaria regionale per lâ€™esercizio 2006), relativo alla Scuola di alta formazione del turismo.
Â Â Â Â 1 bis. Lâ€™abrogazione delle disposizioni elencate al comma 1 relative alle materie la cui disciplina Ã¨ rinviata ai regolamenti previsti dallâ€™articolo 56 decorre dalla data di entrata in vigore dei regolamenti stessi [82].
Art. 59 bis. (Modifica dello statuto dellâ€™Agenzia regionale per la promozione turistica del Lazio S.p.a.) [83]
Â Â Â Â [1. In attuazione di quanto previsto dagli articoli 12 e 13, entro il 31 marzo 2008, lâ€™Agenzia regionale per la promozione turistica del Lazio S.p.a., giÃ costituita ai sensi del Capo II della l.r. 9/1997, adegua il proprio statuto alle citate disposizioni.]
Art. 60. (Esercizio provvisorio delle funzioni di competenza delle APT. Soppressione delle APT) [84]
Â Â Â Â [1. Le APT istituite dallâ€™articolo 12 della l.r. 9/1997 sono soppresse a decorrere dalla data del concreto esercizio da parte delle province e del Comune di Roma delle funzioni giÃ di competenza di tali aziende, ai sensi della citata legge regionale, attraverso le proprie strutture amministrative, ovvero con le forme di gestione previste dal titolo V del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (Testo unico delle leggi sullâ€™ordinamento degli enti locali), secondo quanto stabilito con apposito atto di organizzazione.
Â Â Â Â 2. Fino alla suddetta data e comunque non oltre duecentoquaranta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge le funzioni di cui al comma 1 continuano ad essere esercitate dalle APT. Limitatamente alle funzioni ed ai compiti relativi allâ€™attribuzione della classificazione delle strutture ricettive, le funzioni dellâ€™APT della Provincia di Roma sono prorogate per diciotto mesi [85].
Â Â Â Â 3. Ai fini della soppressione delle APT, i commissari straordinari in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, oltre allo svolgimento delle funzioni proprie del presidente e del consiglio di amministrazione delle aziende stesse, fatto salvo quanto predisposto dal comma 9 bis con la collaborazione del collegio dei revisori contabili, redigono e trasmettono alla Regione e agli enti locali di riferimento, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un verbale di ricognizione attestante [86]:
a) lo stato di consistenza patrimoniale dei beni mobili ed immobili, indicando la rispettiva destinazione dâ€™uso;
b) i rapporti giuridici attivi e passivi esistenti;
c) la situazione finanziaria e contabile;
d) le unitÃ di personale in servizio e il rispettivo stato giuridico ed economico, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.
Â Â Â Â 3bis. Qualora i commissari straordinari non provvedano agli adempimenti di cui al comma 3 entro il termine ivi previsto, la Giunta regionale, previa diffida ad adempiere, esercita i poteri sostituitivi mediante la nomina di un commissario ad acta [87].
Â Â Â Â 4. Entro sessanta giorni dal ricevimento del verbale di ricognizione di ciascuna APT, il Presidente della Regione, previa verifica di quanto ivi attestato e sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative limitatamente al personale da trasferire, con proprio decreto:
a) prende atto dei dati di cui al comma 3;
b) individua il patrimonio mobiliare ed immobiliare dellâ€™APT non utilizzato per lo svolgimento delle relative attivitÃ alla data di entrata in vigore della presente legge, da trasferire in proprietÃ alla Regione.
Â Â Â Â 5. A seguito della comunicazione da parte di ciascuna provincia e del Comune di Roma dellâ€™avvenuta adozione dellâ€™atto di organizzazione ai sensi del comma 1, il Presidente della Regione, sulla base del decreto di cui al comma 4, impartisce ai commissari straordinari specifiche direttive in ordine al trasferimento del personale, del patrimonio mobiliare ed immobiliare con relativo vincolo di destinazione dâ€™uso, fatta eccezione per quello indicato dal comma 4, lettera b), e delle risorse strumentali alle province ed al Comune di Roma, che subentrano nei rapporti attivi e passivi facenti capo alle APT.
Â Â Â Â 6. Espletati gli adempimenti previsti nelle direttive di cui al comma 5:
a) i commissari straordinari cessano dallâ€™incarico e decade il collegio dei revisori contabili;
b) ciascuna provincia ed il Comune di Roma esercitano le funzioni della APT di rispettiva competenza, con le modalitÃ previste dallâ€™atto di organizzazione di cui al comma 1;
c) il Presidente della Regione dichiara con propri decreti lâ€™estinzione delle singole APT.
Â Â Â Â 7. Il personale di ruolo delle APT Ã¨ inquadrato nella corrispondente categoria di appartenenza e profilo professionale, senza soluzione di continuitÃ del rapporto di lavoro, del contratto applicato e del trattamento economico in godimento, nonchÃ© delle mansioni svolte, relativamente al personale delle APT provinciali, nei ruoli organici delle rispettive province e, relativamente al personale della APT del Comune di Roma, nei ruoli organici della Regione. [88]
Â Â Â Â 8. La contrattazione decentrata tra le organizzazioni sindacali territoriali, le province e la Regione, determina, entro sessanta giorni dalla data del trasferimento, le forme di tutela dei lavoratori interessati, in ordine al mantenimento del trattamento economico accessorio in godimento, della sede di lavoro, delle mansioni svolte allâ€™atto del trasferimento, nonchÃ© alla salvaguardia e allo sviluppo della professionalitÃ acquisita, con riferimento prioritario alle funzioni attribuite alle province e riservate alla Regione dalla presente legge. La contrattazione decentrata puÃ² prevedere il ricorso a procedure di mobilitÃ volontaria verso la Regione e gli enti locali [89].
Â Â Â Â 9. La Regione assicura alle province e al Comune di Roma, in sede di prima attuazione della presente legge e comunque fino alla data di entrata in vigore dei provvedimenti di attuazione dellâ€™articolo 119 della Costituzione in materia di autonomia di entrate e di spese, risorse non inferiori ai costi complessivamente sostenuti dalle APT per il personale trasferito e per la gestione degli uffici, sulla base delle risultanze dellâ€™ultimo esercizio precedente alla soppressione [90].
Â Â Â Â 9bis. Nelle more dellâ€™estinzione delle APT ai sensi del comma 6, lettera c) Ã¨ fatto divieto di procedere allâ€™alienazione di beni mobili e immobili delle APT. Eventuali procedimenti di alienazione in corso sono sospesi [91].]
Â Â Â Â 1. La Regione adotta, ai sensi dellâ€™articolo 17, il primo piano turistico regionale entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, secondo le procedure di cui allâ€™articolo 18.
Â Â Â Â 1. Agli oneri derivanti dallâ€™applicazione della presente legge si provvede mediante gli stanziamenti degli appositi capitoli di cui alle UPB B41, B43 e B44.
[1] Lettera inserita dall'art. 22 della L.R. 27 febbraio 2020, n. 1.
[2] Lettera cosÃ¬ modificata dall'art. unico della L.R. 13 agosto 2011, n. 12.
[3] Lettera inserita dall'art. unico della L.R. 13 agosto 2011, n. 12.
[4] Lettera inserita dall'art. unico della L.R. 13 agosto 2011, n. 12.
[5] Lettera inserita dall'art. unico della L.R. 13 agosto 2011, n. 12.
[6] Lettera inserita dall'art. unico della L.R. 13 agosto 2011, n. 12.
[7] Lettera aggiunta dall'art. 29 della L.R. 22 ottobre 2018, n. 7.
[8] Lettera abrogata dall'art. unico della L.R. 13 agosto 2011, n. 12.
[9] Lettera abrogata dall'art. 1 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[10] Lettera cosÃ¬ sostituita dall'art. 1 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[11] Lettera abrogata dall'art. 29 della L.R. 22 ottobre 2018, n. 7.
[12] Rubrica cosÃ¬ modificata dall'art. unico della L.R. 13 agosto 2011, n. 12.
[13] Lettera cosÃ¬ sostituita dall'art. 2 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[14] Lettera inserita dall'art. 2 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[15] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 2 della L.R. 14 luglio 2014, n. 7.
[16] Comma aggiunto dall'art. unico della L.R. 13 agosto 2011, n. 12.
[17] Articolo inserito dall'art. 29 della L.R. 22 ottobre 2018, n. 7.
[18] Articolo abrogato dall'art. unico della L.R. 13 agosto 2011, n. 12.
[19] Articolo sostituito dall'art. 1 della L.R. 10 agosto 2010, n. 3.
[20] Lettera aggiunta dall'art. 4 della L.R. 10 marzo 2017, n. 2.
[21] Comma inserito dall'art. 4 della L.R. 10 marzo 2017, n. 2.
[22] Comma inserito dall'art. unico della L.R. 13 agosto 2011, n. 12 e cosÃ¬ sostituito dall'art. 29 della L.R. 22 ottobre 2018, n. 7.
[23] Articolo abrogato dall'art. 1 della L.R. 10 agosto 2010, n. 3.
[24] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 38 della L.R. 28 dicembre 2007, n. 26.
[25] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 29 della L.R. 22 ottobre 2018, n. 7.
[26] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 29 della L.R. 22 ottobre 2018, n. 7.
[27] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 29 della L.R. 22 ottobre 2018, n. 7.
[28] Comma aggiunto dall'art. 3 della L.R. 31 dicembre 2016, n. 17.
[29] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 22 della L.R. 27 febbraio 2020, n. 1.
[30] Alinea cosÃ¬ modificato dall'art. 3 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[31] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 1 della L.R. 13 agosto 2011, n. 14.
[32] Comma inserito dall'art. 5 della L.R. 13 agosto 2011, n. 10.
[33] Comma giÃ modificato dall'art. 1 della L.R. 19 aprile 2011, n. 5, dall'art. 6 della L.R. 10 marzo 2017, n. 2 e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 7 della L.R. 20 maggio 2019, n. 8.
[34] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 4 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[35] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 5 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[36] Articolo inserito dall'art. 2 della L.R. 13 agosto 2011, n. 14.
[37] La Corte costituzionale, con sentenza 6 luglio 2012, n. 171, ha dichiarato l'illegittimitÃ del presente comma.
[38] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 6 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[39] La Corte costituzionale, con sentenza 6 luglio 2012, n. 171, ha dichiarato l'illegittimitÃ del secondo periodo del presente comma.
[40] Articolo cosÃ¬ sostituito dall'art. 7 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[41] Articolo cosÃ¬ sostituito dall'art. 8 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[42] Lettera abrogata dall'art. 2 della L.R. 14 luglio 2014, n. 7.
[43] Comma giÃ modificato dall'art. 1 della L.R. 16 dicembre 2011, n. 17 e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 9 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[44] Comma aggiunto dall'art. 1 della L.R. 16 dicembre 2011, n. 17.
[45] Articolo cosÃ¬ sostituito dall'art. 10 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[46] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 11 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[47] Comma abrogato dall'art. 11 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[48] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 11 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[49] Comma inserito dall'art. 22 della L.R. 27 febbraio 2020, n. 1.
[50] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 11 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[51] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 11 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[52] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 11 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[53] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 11 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[54] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 2 della L.R. 16 dicembre 2011, n. 17.
[55] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 11 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[56] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 11 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8.
[57] Comma sostituito dall'art. 11 della L.R. 27 novembre 2013, n. 8, giÃ modificato dall'art. 6 della L.R. 20 maggio 2019, n. 8 e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 22 della L.R. 27 febbraio 2020, n. 1.
[58] Comma inserito dall'art. 6 della L.R. 20 maggio 2019, n. 8.
[59] Comma abrogato dall'art. 22 della L.R. 27 febbraio 2020, n. 1.
[60] Comma abrogato dall'art. 22 della L.R. 27 febbraio 2020, n. 1.
[61] Comma abrogato dall'art. 22 della L.R. 27 febbraio 2020, n. 1.
[62] Comma abrogato dall'art. 22 della L.R. 27 febbraio 2020, n. 1.
[63] Articolo inserito dall'art. 29 della L.R. 22 ottobre 2018, n. 7.
[64] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 6 della L.R. 20 maggio 2019, n. 8.
[65] Lettera abrogata dall'art. 2 della L.R. 14 luglio 2014, n. 7.
[66] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 1 della L.R. 26 giugno 2015, n. 8.
[67] Articolo inserito dall'art. 2 della L.R. 14 luglio 2014, n. 7.
[68] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 2 della L.R. 26 giugno 2015, n. 8.
[69] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 2 della L.R. 26 giugno 2015, n. 8.
[70] Articolo abrogato dall'art. 6 della L.R. 29 aprile 2013, n. 2.
[71] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 3 della L.R. 26 giugno 2015, n. 8.
[72] Articolo inserito dall'art. 3 della L.R. 26 giugno 2015, n. 8.
[73] Articolo cosÃ¬ sostituito dall'art. 4 della L.R. 26 giugno 2015, n. 8.
[74] Articolo inserito dall'art. 5 della L.R. 26 giugno 2015, n. 8.
[75] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 6 della L.R. 26 giugno 2015, n. 8.
[76] Comma abrogato dall'art. 6 della L.R. 26 giugno 2015, n. 8.
[77] Comma abrogato dall'art. 6 della L.R. 26 giugno 2015, n. 8.
[78] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 6 della L.R. 26 giugno 2015, n. 8.
[79] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 6 della L.R. 26 giugno 2015, n. 8.
[80] Alinea cosÃ¬ modificato dall'art. 28 della L.R. 6 agosto 2007, n. 15.
[81] Lettera inserita dall'art. 38 della L.R. 28 dicembre 2007, n. 26.
[82] Comma aggiunto dall'art. 28 della L.R. 6 agosto 2007, n. 15.
[83] Articolo inserito dall'art. 38 della L.R. 28 dicembre 2007, n. 26 e abrogato dall'art. 1 della L.R. 10 agosto 2010, n. 3.
[84] Articolo abrogato dall'art. unico della L.R. 13 agosto 2011, n. 12.
[85] Comma giÃ modificato dall'art. 38 della L.R. 28 dicembre 2007, n. 26 e cosÃ¬ ulteriormente modificato dall'art. 26 della L.R. 24 dicembre 2008, n. 31.
[86] Alinea cosÃ¬ modificato dall'art. 38 della L.R. 28 dicembre 2007, n. 26.
[87] Comma inserito dall'art. 38 della L.R. 28 dicembre 2007, n. 26.
[88] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 38 della L.R. 28 dicembre 2007, n. 26.
[89] Comma cosÃ¬ sostituito dall'art. 38 della L.R. 28 dicembre 2007, n. 26.
[90] Comma cosÃ¬ modificato dall'art. 38 della L.R. 28 dicembre 2007, n. 26.
[91] Comma aggiunto dall'art. 38 della L.R. 28 dicembre 2007, n. 26.

References: Art. 1

Art. 2

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Art. 5

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Art. 6

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 articolo 23
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Art. 35

Art. 46

Art. 51

Art. 52

Art. 53

Art. 53
in fine

Art. 59

Art. 60
 sentenza 
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