Source: http://www.coffeenews.it/sentenza-vieta-la-trasformazione-negozi-strada-residenziali
Timestamp: 2017-03-26 20:42:02+00:00

Document:
Sentenza che vieta la trasformazione di negozi su strada in residenziali.
La sentenza 5084 del 2015 del Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) tratta di un cambio di destinazione d’uso da commerciale (Negozio) a civile abitazione e per il quale il Comune interessato aveva espresso parere contrario adducendo il fatto che «… la porzione tra l’edificio e la strada è comunque da considerarsi di uso pubblico essendo evidentemente stata realizzata per favorire l’accesso al pubblico al negozio o ai negozi occupanti il piano terreno…».
A tale giudizio gli interessati si costituivano parte civile al TAR, che convalidava il parere del Comune, con sentenza n. 7551/2010 respingendo quindi quanto sostenuto dagli appellanti, “ in quanto la norma del PUC (Piano Urbanistico Comunale), che s’assunse violata, in realtà vietava nelle zone di riqualificazione, da considerare quindi come conservazione ed auspicato recupero ad altre destinazioni dei locali a p.t. via via trasformati in abitazioni, quella a residenza di tali locali se prospicienti su aree o spazi pubblici".
A detta del TAR, quindi e sebbene l’immobile del sig. B. fosse privato e confinasse con, ma non prospettasse su un’area o spazio pubblici, la lettura complessiva delle norme del PUC ed il significato e la funzione di esse non avrebbero comunque consentito il tipo di opere che l’appellante avrebbe voluto realizzare”.
Successivamente gli interessati hanno avanzato ricorso al Consiglio di Stato, indicandoo principalmente, tra i tre motivi avanzati, “che Il TAR non ha colto il vero oggetto del contendere, posto dal provvedimento impugnato, cioè se il cortile, sul quale affaccia il negozio per la cui trasformazione chiese il PDC, potesse, o non, esser considerato soggetto ad uso pubblico, mentre esso è ed è sempre stato privato e non è gravato da alcuna servitù pubblica (al più fu adoperato dai soli clienti di detto negozio), dato, questo, non tra le parti controverso”
Il Consiglio di Stato ha concluso, che la richiesta fu respinta dal Comune e dal TAR in base al divieto stabilito per detta zona per le ristrutturazioni, altrimenti ammesse, che comportassero la «… destinazione a residenza dei locali a piano terreno prospicienti su aree o spazi pubblici…» chiarendo inoltre che non è controversa tra le parti la natura privata del negozio e della zona antistante (a quanto consta, senza evidenti soluzioni di continuità) cortile, né che solo quest’ultimo prospetti in modo diretto su una via pubblica.
Aggiunge che da un lato, è innegabile che detto negozio sia “prospiciente”, perché s’affaccia, guarda e prospetta sulla pubblica via senza alcuna barriera materiale interposta che escluda o limiti tutte o alcune di tali attività, così da consentire al proprietario di guardare ed affacciarsi comodamente sulla strada e di vederla senza usare strumenti artificiali ed in tutte le direzioni che la linea d’orizzonte consente.
Però respinge il ricorso del ricorrente, chiarendo che affaccio e prospetto non sono sinonimi di adiacenza, tant’è che, a seconda della conformazione fisica della veduta, la prospectio e l’inspectio si possono protendere al di là del fondo attiguo (o adiacente, che dir si voglia) e spaziare oltre, negli ovvi limiti della comodità della persona normale e senza l’ausilio di strumenti anomali.
Sentenza 5084 del 2015 del Consiglio di Stato
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