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Timestamp: 2020-08-08 09:41:39+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 7259 del 22/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 7259 del 22/03/2017
Cassazione civile, sez. trib., 22/03/2017, (ud. 19/12/2016, dep.22/03/2017), n. 7259
sul ricorso 1607-2012 proposto da:
avverso la sentenza n. 1043/2010 della COMM. TRIB. REG. SEZ. DIST. di
1. Con sentenza n. 1043 del 12.10.2010 la Commissione Tributaria Regionale di Roma – sez. dist. di Latina – accoglieva l’appello proposto dall’Agenzia delle entrate avverso la sentenza di primo grado della CTP di Latina che aveva accolto il ricorso proposto da A.G., intermediario finanziario, avverso un avviso di accertamento relativo ad IRPEF e IRAP 2001 con il quale, sulla scorta delle risultanze di un processo verbale di constatazione redatto dalla G.d.F., si recuperavano a tassazione ricavi non contabilizzati risultanti da versamenti bancari su uno dei propri conti correnti e spese considerate indeducibili. La commissione regionale accoglieva altresì l’appello dell’Amministrazione finanziaria sul capo di sentenza relativo al separato atto di contestazione con il quale erano state irrogate le conseguenti sanzioni.
1.1. Sostenevano i giudici di appello che il ricorso in CTP del contribuente avverso l’autonomo atto di irrogazione delle sanzioni, impugnato in primo grado congiuntamente all’accertamento, doveva giudicarsi inammissibile perchè tardivo, dal momento che la sospensione dei termini determinata dall’istanza di accertamento con adesione (avanzata dal contribuente avverso l’atto di accertamento prima di depositare il ricorso in CTP) non poteva operare in relazione all’autonomo atto di irrogazione delle sanzioni (avverso il quale era solo possibile presentare deduzioni difensive ai sensi del D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 16); quanto invece ai maggiori ricavi determinati nell’atto di accertamento, la CTR rilevava che gli assegni tratti sul c/c BNL relativo all’attività professionale (che a dire del ricorrente erano poi stati versati sul c/c familiare presso il Banco di Napoli) non trovavano corrispondenza nelle entrate sul conto familiare e dunque, in assenza di diverse spiegazioni del contribuente, doveva operare la presunzione di cui al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38, con il conseguente recupero a tassazione.
4. Con il quarto motivo di ricorso il ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione di legge in relazione al D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38 e agli artt. 2727, 2729 e 2697 c.c., per vizio del ragionamento presuntivo, dal momento che il recupero a tassazione degli importi versati sul c/c presso il Banco di Napoli è stato ritenuto fondato nonostante la pluralità di elementi contrastanti offerti dalla parte (con particolare riguardo alla cointestazione del conto familiare e alla esistenza di proventi dalle cariche amministrative di sindaco e assessore provinciale), sicchè la semplice mancanza di corrispondenza tra date e importi dei prelevamenti rispetto ai versamenti non può costituire valida presunzione utile a fondare l’accertamento.
5. Con il quinto motivo di ricorso il ricorrente deduce, ai sensi dell’art. 360 c.p.c., comma 1, n. 3, la violazione di legge in relazione al D.Lgs. n. 218 del 1997, artt. 1, 2, 3, 5, 6 e 7, e il D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 16, per essere stato considerato tardivo e inammissibile il ricorso relativo all’atto di contestazione delle sanzioni per omessa presentazione delle deduzioni difensive e del ricorso in CTP entro i 60 giorni dalla notifica; l’argomento, introdotto dall’amministrazione in sede di appello, deve considerarsi inammissibile e comunque è infondato, avendo il contribuente replicato con il richiamo alla istanza di accertamento per adesione, tempestivamente avanzata rispetto al coevo (rispetto alla contestazione delle sanzioni) avviso di accertamento, sicchè deve ritenersi validamente interrotto il termine per proporre ricorso anche in relazione all’atto relativo alle sole sanzioni.
La Corte accoglie i primi quattro motivi di ricorso, rigetta il quinto, cassa la sentenza impugnata in relazione ai motivi accolti e rinvia alla Commissione Tributaria regionale del Lazio – sez. dist. di Latina – in diversa composizione anche per le spese.
Così deciso in Roma, nella Camera di Consiglio, il 5 sezione civile, il 19 dicembre 2016.

References: Sentenza 
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 art. 16
 art. 38
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 art. 16
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