Source: https://www.asqsinergie.com/2019/11/contributo-delle-regioni-e-p-a-al-tavolo-politico-in-materia-di-sicurezza-sul-lavoro/
Timestamp: 2019-12-11 19:00:03+00:00

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CONTRIBUTO DELLE REGIONI E P.A. AL TAVOLO POLITICO IN MATERIA DI SICUREZZA SUL LAVORO - ASQ Sinergie
Le Regioni e le Province autonome esprimono apprezzamento per l’iniziativa dei Ministri del Lavoro e delle Politiche sociali e della Salute di costituire un tavolo di confronto articolato e aperto ai contributi e alle esperienze delle Istituzioni, delle Parti sociali e di tutti gli Stakeholders per individuare opportuni ed efficaci interventi da mettere in campo per contrastare il grave fenomeno degli incidenti e degli infortuni che si verificano sui luoghi di lavoro e che negli ultimi anni hanno conosciuto un marcato trend in aumento.
Le Regioni e le Province autonome apprezzano la volontà di riportare il tema della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro tra le priorità dell’agenda politica in una logica di forte collaborazione istituzionale per trovare insieme soluzioni concrete che nella direzione della semplificazione possano dare risposte idonee a contrastare il fenomeno delle morti sul lavoro che in questo momento conosce purtroppo una fase emergenziale.
Alla luce di quanto sopra, si pone quanto mai necessario adottare una Strategia Nazionale in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro in coerenza con il Quadro Strategico Europeo 2014-2020, che tenga conto anche delle progettualità che si stanno definendo congiuntamente tra Stato e Regioni nel nuovo Piano per la Prevenzione 2020-2025, con specifico riguardo ai progetti nazionali predefiniti negli ambiti di edilizia e agricoltura, e per l’esposizione al rischio relativo alle patologie da sovraccarico biomeccanico, stress lavoro correlato, tumori professionali.
Entrando nel merito, si ritiene di evidenziare che a garanzia della tutela del lavoratore è essenziale l’attività di controllo nelle imprese svolta dalle ASL, ovvero dal Sistema delle Regioni. Le ASL, controllano le imprese di ogni settore merceologico, pubblico e privato, garantendo il rispetto del relativo Livello Essenziale di Assistenza, ovvero il controllo nel 5% delle imprese attive. In concreto vigilano annualmente su circa 130.000-150.000 aziende con un totale di circa 150.000-200.000 controlli che comprendono ispezioni in loco, verifiche documentali, indagini di polizia giudiziaria ed assistenza.
Diversamente, la competenza ispettiva per la materia salute e sicurezza sul lavoro affidata, da disposto normativo, all’Ispettorato Nazionale del Lavoro è sostanzialmente limitata ai cantieri.
Per assicurare un intervento modulato in attività di assistenza a quelle imprese che, pur avendo la motivazione alla prevenzione hanno un gap di capacità nell’applicazione di ulteriori misure di tutela – d’ordine tecnico, organizzativo e/o procedurale – per il miglioramento delle condizioni e dei requisiti di sicurezza sul lavoro, le ASL realizzano i Piani Mirati di Prevenzione. Con i Piani le ASL assistono – ovvero controllano – più imprese accomunate da un identico profilo di rischio, in un unico contesto organizzativo; in questo modo, peraltro, innalzano il grado di efficienza dei controlli compensando, per quanto possibile, la carenza ormai strutturata di organico (medici del lavoro, chimici, ingegneri, tecnici della prevenzione) che risulta essere diminuito nel periodo 2013- 2017 del 19%.
Detta carenza si manifesta in tutta la sua criticità laddove sul territorio si verificano emergenze naturali (ad esempio, in caso di terremoti) che richiedono l’impiego urgente di personale per esercitare il controllo non solo nelle imprese danneggiate, ma anche nei cantieri di ricostruzione edilizia.
Altro aspetto da approfondire potrebbe riguardare la necessità di regolamentare la professione del Responsabile e addetto a servizi di prevenzione e protezione (RSPP e ASPP), del Coordinatore alla Sicurezza nei cantieri in fase di esecuzione e in fase di progettazione (CSE e CSP), andando a definirne le competenze specifiche e di conseguenza creando un vincolo “esterno” anche per i soggetti formatori, che dovrebbero progettare l’organizzazione e l’erogazione della formazione insieme a questi professionisti. Inoltre, a vantaggio delle microimprese, laddove il datore di lavoro eserciti direttamente il ruolo di RSPP, occorre definire il profilo professionale del consulente alla SSL, figura oggi non definita dalla norma nazionale. Si ritiene, altresì, che, per alcune professionalità, il percorso formativo debba essere rivisto al fine di riconoscere che l’esecuzione di speciali mansioni lavorative deve essere considerata a tutti gli effetti una competenza riconosciuta, individuata previa partecipazione a percorsi formativi ovvero a percorsi di abilitazione. La regolamentazione dei suddetti profili professionali renderebbe possibile la creazione di un albo, garantendo qualità al relativo servizio.
In questo contesto è necessaria una norma nazionale che definisca in maniera cogente la rappresentatività all’interno degli Organismi Paritetici.
D’altra parte, più in generale si ritiene che sia fondamentale promuovere un approccio culturale alla materia di salute e sicurezza sul lavoro, anticipando già ai primi momenti formativi dello studente – lavoratore del domani – insegnamenti appositamente modulati sia al grado di apprendimento in tema di tutela della salute e della sicurezza che alla tipologia di scuola secondaria di secondo grado frequentata. In concreto, si tratterebbe di coinvolgere il sistema dell’istruzione per rendere la materia argomento trasversale ad ogni insegnamento. Peraltro una proposta potrebbe essere quella di inserire i moduli sulla sicurezza sui luoghi di lavoro nell’ambito delle nuove discipline di educazione civica, nelle scuole di ogni ordine e grado.
Peraltro, si ritiene che si possa incrementare il grado di tutela dei lavoratori, anche prevedendo una premialità sotto forma di incentivi, finanziamenti e defiscalizzazione alle imprese “virtuose”. Parimenti è necessario prevedere disincentivi /sanzioni a carico delle imprese “non virtuose” ossia quelle in cui si sono verificati gravi infortuni o incidenti mortali a causa del mancato rispetto della normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Infine, la complessità della materia salute e sicurezza sul lavoro rende inderogabile disporre di un sistema informativo nazionale che, nel rispetto della normativa nazionale sulla privacy, possa ricondurre ad un’unica anagrafica delle aziende i controlli su di queste effettuati allo scopo di discernere le imprese virtuose da quelle non ottemperanti. Detto sistema diverrebbe strumento per migliorare e perfezionare il coordinamento operativo tra i diversi soggetti preposti alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, oltre che base per un’interazione su contenuti reali tra il Comitato di coordinamento ex art. 5, Commissione consultiva permanente ex art. 6 e i Comitati regionali di coordinamento ex art. 7, tutti articoli del D.Lgs 81/2008. In questa logica, l’attivazione del SINP, ovvero il perfezionamento della sua architettura così come già condivisa all’interno del tavolo all’uopo costituito (vi partecipano le Regioni ed Inail), richiederebbe maggiore slancio e un governo più attento dei tempi e dei contenuti da parte del Ministero competente.
• Articolo 21 – Disposizioni relative ai componenti dell’impresa familiare di cui all’articolo 230-bis del Codice civile e ai lavoratori autonomi – 1. I componenti dell’impresa familiare … devono: … aa) utilizzare opere provvisionali, apprestamenti o in genere qualsiasi oggetto necessario al lavoro secondo le indicazioni del fabbricante e nel rispetto delle norme del presente decreto; …
• Articolo 65 – Locali interrati o seminterrati – Si propone l’abrogazione della concessione in deroga da parte delle ASL di utilizzare come luogo di lavoro locali seminterrati.
• Titolo IV – Si propone l’integrazione (se non l’emanazione di una normativa nazionale dedicata) con specifico riguardo alla sicurezza dei lavori in copertura.
• Articolo 244 – Registrazione dei tumori – 3-bis. Allo scopo di alimentare i registri con l’emersione delle neoplasie di cui al comma 3 ed, in generale, delle malattie professionali, INPS rende disponibili alle Regioni, ovvero alle ASL ed ai COR, in cooperazione applicativa, l’estratto delle storie lavorative a garanzia dell’operatività di Occupation Cancer Monitoring (OCCAM).
Pubblicato il 18 Novembre 2019 in Articoli

References: art. 5
 art. 6
 art. 7
 Articolo 21
 Articolo 65
 Articolo 244