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Timestamp: 2017-12-12 15:07:49+00:00

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GIOVANI IN ASSOCIAZIONE GUIDA PRATICA PER CREARE E GESTIRE UN ASSOCIAZIONE - PDF
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Eloisa Orlando
1 GIOVANI IN ASSOCIAZIONE GUIDA PRATICA PER CREARE E GESTIRE UN ASSOCIAZIONE
2 Città di Torino Servizio Politiche Giovanili Via Garibaldi n Torino Guida Giovani in Associazione edizione aggiornata a gennaio 2014 Realizzata dalla Città di Torino Servizio Politiche Giovanili Coordinamento: Franca Sedda e Gian Franco Padovano Grafica: Orlando Saggion Si ringraziano per collaborazione e i contributi dati: Provincia di Torino Ufficio Terzo Settore: Chiara Arduino e Giuseppina Rossi Agenzia delle Entrate Direzione Regionale del Piemonte - Area di Staff al Direttore Regionale Emanuella Bruno revisione del testo: Monica Pastorino e Gian Luca Perla coordinamento editoriale: Settore Servizi e Consulenza - Adriana Noto Area di Staff al Direttore Regionale - Giovanna Dal Negro e Roberta Quarto La versione on line della guida è consultabile sui seguenti siti: 2
3 INDICE Introduzione Come costituire un associazione Cos è un associazione Forme associative Associazioni non riconosciute Associazioni riconosciute ONLUS Informazioni generali Atti costitutivi e organi dell associazione Registrazione dell atto costitutivo e dello statuto Iscrizioni presso gli albi associativi Associazioni di associazioni Come si finanzia un associazione Scadenze nel corso dell anno Tipologie di Associazioni Associazioni generiche Associazioni di volontariato Associazioni di promozione sociale (APS) Associazioni sportive dilettantistiche Come gestire un associazione Richiesta del Codice fiscale e/o della Partita IVA Modello EAS Imposte degli enti non commerciali Imposte sui Redditi IRAP - Imposta Regionale sulle Attività Produttive IVA - Imposta sul Valore Aggiunto Agevolazioni fiscali Il regime fiscale delle ONLUS Obblighi Contabili Collaboratori e dipendenti Collaboratori occasionali Collaboratori a progetto Dipendenti Glossario... Bibliografia... Riferimenti legislativi.... Scheda organizzazione eventi.... Scheda Sportello Giovani in Associazione
4 PRESENTAZIONI La Città di Torino realizza servizi, progetti, attività ed eventi rivolti alla popolazione giovanile e ha sempre prestato particolare attenzione ai tempi, agli interessi, all evoluzione e innovazione del mondo giovanile, concentrando risorse e idee sul rinnovamento dei propri ambiti operativi. Per tali ragioni da alcuni anni ha attivato un servizio specialistico di informazione dedicato all associazionismo presso il Centro InformaGiovani di Torino, che orienta, offre consulenza e accompagnamento alla costituzione e alla gestione di un associazione attraverso lo Sportello Giovani in Associazione. Rappresenta, nel panorama delle opportunità rivolte al mondo giovanile, una risposta al bisogno di espressione e manifestazione di cittadinanza, di partecipazione e contributo alla realizzazione di attività fondamentali per il territorio e la sua collettività. L associazionismo tra i giovani è un occasione concreta per permettere alle nuove generazione di effettuare azioni ed attività utili alla loro alla condizione umana ed alla realizzazione dei propri sogni e passioni, permettendo loro di scatenare quelle energie, creatività e dinamicità tipiche di questa fase della vita. Oltre all attività allo sportello, e quindi alla consulenza individuale, è stata creata la Guida Giovani in Associazione, concepita per supportare le attività dello sportello e garantire una consultazione autonoma on line, per ricercare e trovare risposte e contenuti organizzati e facilitare l accesso e la fruibilità delle informazioni dedicate al tema dell associazionismo. La versione attuale e aggiornata della Guida è l esito dei contributi e della collaborazione di molti partner e soggetti con cui la Città ha instaurato un rapporto duraturo e fruttuoso che ha permesso di migliorare la qualità dei servizi offerti ai giovani cittadini. In particolare hanno partecipato alla realizzazione del documento la Direzione Regionale del Piemonte dell Agenzia delle Entrate e l Ufficio Terzo Settore della Provincia di Torino, mettendo a disposizione dei giovani le loro competenze e conoscenze negli ambiti di competenza. A loro è rivolto un ringraziamento speciale per l impegno e il lavoro offerto, negli ambiti delle rispettive competenze, per l aggiornamento di questo fondamentale strumento, ma anche per la disponibilità dimostrata nel lavorare in rete con altri Enti per offrire un miglior servizio pubblico alla cittadinanza giovanile. Il Servizio Politiche Giovanili 4
5 IL particolare contesto attraversato dal nostro Paese spinge tutte le pubbliche amministrazioni a porre in essere atti concreti per tentare di risolvere, per quanto possibile, le situazioni critiche che quotidianamente si presentano. Possiamo, ad esempio, adoperarci per migliorare sempre più i nostri margini di efficienza garantendo ai cittadini un amministrazione che funzioni in modo efficace. E possiamo fare informazione: anzi, buona informazione, come lo è quella che ci proponiamo di offrire con questa guida. Partiamo da un dato evidente: il nostro è un sistema normativo complesso e i cittadini hanno bisogno di un amministrazione che fornisca loro assistenza e strumenti conoscitivi per poter fare le cose per bene e per non incorrere in errori involontari. Dunque, con questa guida, intendiamo aiutare i nostri giovani concittadini a muoversi con minori difficoltà attraverso il complesso delle norme esistenti mediante uno strumento semplice e accessibile. Questo opuscolo rappresenta anche un modo per abbattere barriere informative onde evitare che le opportunità concesse non siano colte per il solo fatto di non conoscerle, o di non sapere come procedere per accedervi. Rivendichiamo, con orgoglio, l attenzione dell Agenzia delle Entrate su queste tematiche. In Piemonte, anche ben prima del mio arrivo, si è sempre riscontrata una forte sensibilità verso i temi dell informazione e della formazione, soprattutto nei confronti delle categorie di cittadini più bisognose di colmare le proprie lacune conoscitive. Ogni volta per noi è una sfida: sfatare il mito delle amministrazioni pubbliche sempre uguali a se stesse, burocratizzate, incapaci a dare delle risposte concrete. La sinergia istituzionale con il Comune di Torino, di cui questa guida e le diverse attività progettuali congiunte rappresentano un segno evidente, viaggia proprio in questa direzione. Abbiamo fatto tesoro delle esperienze degli anni passati che ci hanno rafforzati nella convinzione che fare squadra è sempre positivo. Infatti, laddove abbiamo ravvisato un esigenza da soddisfare, che necessitava di un approccio complesso, con competenze differenziate, abbiamo riscontrato quanto sia produttivo unire le nostre energie, anziché andare ciascuno in ordine sparso. Il nostro punto di riferimento deve essere sempre il cittadino, il nostro concittadino. Cerchiamo di impegnarci al massimo per offrire risposte soddisfacenti ogni giorno nella quotidianità dei nostri uffici e cerchiamo di ribadirlo con una progettualità interistituzionale mirata ad incoraggiare lo slancio verso il mondo delle associazioni da parte di chi abbia voglia di darsi da fare, ma teme la complessità delle norme. La nostra missione è anche questa: ascoltare e dare risposta ai cittadini. Il nostro contributo di responsabilità e buona volontà è a disposizione di tutti, sperando che siano in molti a seguirci su questa strada. Rossella Orlandi Direttore regionale del Piemonte Agenzia delle Entrate 5
6 INTRODUZIONE COSA TROVERAI NELLA GUIDA Questa guida intende fornire alcune indicazioni per poter costituire, gestire e amministrare un associazione. Nella prima parte della guida ci si soffermerà su quelle che sono le caratteristiche di un associazione, in seguito si passerà ad identificare le quattro grandi tipologie in cui tutte le associazioni, in base all attività svolta, si dividono: Associazioni Generiche Associazioni di Volontariato Associazioni di Promozione Sociale Associazioni Sportive Dilettantistiche Fatta questa prima distinzione si passerà ad illustrare gli organi dell associazione e i diversi documenti necessari per la sua costituzione quali atto costitutivo e statuto, nonché le modalità per la richiesta del codice fiscale e/o della partita IVA presso l Agenzia delle Entrate e per l apertura di un Conto Corrente dedicato. Un analisi attenta sarà dedicata a quelle particolari forme di enti che acquisiscono la qualifica di ONLUS. Infine, si forniranno informazioni sulle possibilità ed opportunità di finanziamento utili al sostegno delle attività e del funzionamento dell associazione. 6
7 ITER PER COSTITUIRE UN ASSOCIAZIONE ADEMPIMENTI PER LA COSTITUZIONE ATTO COSTITUTIVO STATUTO ISCRIZIONI APERTURA CONTO CORRENTE FONTI DI FINANZIAMENTO ENTRATE E CONTRIBUTI EROGAZIONI LIBERALI TIPOLOGIE ASSOCIATIVE GENERICHE VOLONTARIATO PROMOZIONE SOCIALE SPORTIVE DILETTANTISTICHE RICONOSCIUTE NON RICONOSCIUTE ONLUS 7
8 Nella seconda parte saranno offerte indicazioni e informazioni utili per la gestione e amministrazione di un associazione. Inizialmente saranno affrontate le questioni inerenti ad obblighi contabili e imposte, agevolazioni fiscali e altre informazioni utili ai fini di una corretta gestione. Successivamente ci si occuperà di aspetti legati al mondo del lavoro, obblighi, diritti e doveri ai quali è soggetta un associazione nel momento in cui si avvale di collaboratori occasionali, a progetto o dipendenti. A termine della guida, inoltre, il lettore troverà un glossario che potrà servire per meglio comprendere alcuni termini tecnici contenuti nel testo e che si incontrano sovente nel mondo dell associazionismo. In appendice sono stati inseriti alcuni riferimenti legislativi, una scheda dello Sportello Giovani in Associazione della Città di Torino, la scheda della Consulta Regionale dei Giovani e, infine, uno schema sulle autorizzazioni necessarie per poter organizzare eventi. ELEMENTI DI GESTIONE DI UNA ASSOCIAZIONE GESTIRE UN ASSOCIAZIONE OBBLIGHI CONTABILI E IMPOSTE AGEVOLAZIONI FISCALI ONLUS ENTI NON COMMERCIALI COLLABORATORI E DIPENDENTI 8
9 1. COME COSTITUIRE UN ASSOCIAZIONE Perché costituire un associazione? Quali sono le motivazioni che spingono un gruppo di giovani e/o amici a costituire un associazione e non una cooperativa sociale o un impresa? L associazione consente a gruppi di giovani che condividono una passione o un interesse in ambito sportivo, culturale o sociale, di costituirsi come ente in modo da organizzare attività, iniziative ed instaurare rapporti con altre associazioni, enti pubblici e privati. La forma associativa permette a tutti di gestire in modo semplice e pratico la propria attività, che, per rientrare in questi ambiti, non deve avere ad oggetto lo svolgimento di attività commerciali in modo esclusivo o principale. Di conseguenza, la richiesta dell apertura di una partita IVA sarà necessaria solo qualora venga anche svolta attività di tipo commerciale con la possibilità di adottare un regime semplificato di contabilità. Insomma si tratta di un impianto organizzativo agile, ma allo stesso tempo oggetto di tutela da parte del legislatore in considerazione dell importante funzione sociale svolta da questo tipo di enti. Inoltre, l associazione può occuparsi di settori molto diversi tra loro e senza investimento di grandi risorse. Costituire un associazione può consentire di impegnarsi nella realizzazione dei propri obiettivi, che possono rispondere a interessi diversi, collettivi, sociali, culturali, politici. Tale possibilità è anche riconosciuta dall art. 18 della Costituzione Italiana: I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. 1.1 COS È UN ASSOCIAZIONE L associazione è una delle forme aggregative riconosciute dalla legge che ne tutela la libertà costitutiva e le attività. Le associazioni sono enti senza fini di lucro e insieme ad altre strutture associative con cui condividono i principi di promozione sociale e operatività sul territorio fanno parte del Terzo settore. In sintesi potremmo dire che le associazioni sono gruppi di persone liberamente costituiti, che svolgono la loro attività prevalentemente attraverso prestazioni personali o patrimoniali degli aderenti (soci). L'associazione è, quindi, la risultante di un contratto tra una pluralità di soggetti mediante il quale le parti si obbligano, attraverso un organizzazione stabile, a perseguire uno scopo comune. 9
10 1.2 FORME ASSOCIATIVE Le associazioni presenti sul territorio italiano si possono dividere in quattro macro aree: 1. Associazione generica: è la forma più semplice e più diffusa di associazionismo; essa svolge la sua attività prevalentemente in campo culturale o artistico. 2. Associazione di volontariato: svolge attività rivolte al conseguimento di finalità di carattere sociale, civile e culturale ed è caratterizzata da gratuità assoluta delle prestazioni fornite dai volontari in modo personale e spontaneo e anche dal divieto assoluto di retribuzione degli operatori-soci delle singole associazioni. 3. Associazione di promozione sociale: svolge attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati; contrariamente alle associazioni di volontariato può prevedere la retribuzione degli operatorisoci per lo svolgimento dell attività istituzionale. 4. Associazione sportiva dilettantistica: è la forma più utilizzata per svolgere attività sportiva dilettantistica, grazie al fatto che può costituirsi in modo semplice ed economico ed ha significativi vantaggi fiscali e gestionali. Le diverse forme associative saranno trattate più diffusamente nel capitolo 1.4. Ora è importante segnalare che tutte le associazioni, qualunque sia la loro tipologia, possono rientrare in due macro categorie: Associazioni non riconosciute Associazioni riconosciute La differenza tra le due categorie è dovuta alla modalità di costituzione, al riconoscimento o meno della personalità giuridica ed alla responsabilità degli amministratori ASSOCIAZIONI NON RICONOSCIUTE È la forma di associazionismo più diffusa, prevista e disciplinata dagli artt. 36 e seguenti del Codice Civile. Tali associazioni sono prive di personalità giuridica, non hanno un riconoscimento istituzionale, quindi non sussiste una perfetta separazione tra patrimonio dei membri e patrimonio dell Ente. Per poter costituire questo tipo di associazione è sufficiente un semplice accordo verbale, ma nella realtà la quasi totalità delle associazioni viene costituita mediante la stesura dei seguenti documenti: Atto costitutivo, primo documento ufficiale dell associazione, che ne accompagnerà l intera esistenza; Statuto, che delinea le finalità dell associazione e stabilisce criteri e vincoli che ne regolano l amministrazione, la gestione e le attività. Per dar vita ad un associazione è sufficiente stipulare una scrittura privata, senza l intervento di un notaio e senza altri elementi se non quelli previsti dal codice civile che identificano gli enti senza fini di lucro. Le sue caratteristiche strutturali sono: una forma di aggregazione aperta all ingresso e al ricambio degli associati, i quali devono avere parità di diritti e doveri; autonomia patrimoniale rispetto alle sfere patrimoniali dei singoli associati e a eventuali creditori personali dei medesimi; 10
11 attività finanziata principalmente attraverso i contributi degli associati, ma anche mediante donazioni o erogazioni di terzi, oppure, ancora, da marginali attività di natura commerciale; delega della gestione associativa a una o più persone fisiche, generalmente elette dall assemblea degli associati oppure designate in prima nomina in sede di costituzione, per limitati periodi di tempo. Le cause di estinzione dell ente possono avvenire per la scadenza del termine, il conseguimento dello scopo associativo o la sopravvenuta impossibilità di conseguirlo, la deliberazione dell assemblea degli associati ovvero il venir meno di tutti gli associati. Eventuali residui attivi della liquidazione dovranno essere devoluti ad associazioni simili per gli scopi, qualora vi sia stata apposita previsione statutaria, oppure - in mancanza di questa agli enti determinati dalla pubblica autorità ASSOCIAZIONI RICONOSCIUTE Le associazioni sono riconosciute quando acquisiscono la personalità giuridica, che determina la separazione del patrimonio dell ente da quello dei soci, che hanno agito in nome e per conto dell ente stesso. Per ottenere il riconoscimento della personalità giuridica occorre garantire l idoneità e l adeguatezza del patrimonio rispetto allo scopo dell ente. Per questo motivo le associazioni riconosciute sono molto rare (D.P.R. 361/2000 vedi Appendice). Gli atti da compiere per riconoscere un associazione sono i seguenti: costituirsi con atto pubblico, con l intervento di un notaio, che provvederà a registrare l atto; chiedere e ottenere il riconoscimento della personalità giuridica, presentando domanda alle Prefetture di competenza, qualora l ente operi a livello sovraregionale, o per l associazione che esplica la propria attività solo a livello regionale, alla Divisione della Regione Piemonte (Direzione Risorse Umane e Patrimonio Ufficio Persone Giuridiche); iscriversi negli appositi albi o registri. Esistono albi nazionali, regionali o provinciali. Per le associazioni di volontariato e di promozione sociale (cfr /1.4.3) la tenuta degli albi è prevista dalle rispettive leggi ONLUS - ORGANIZZAZIONI NON LUCRATIVE DI UTILITÀ SOCIALE La qualifica di ONLUS può essere assunta dalle associazioni, con o senza personalità giuridica, a fini fiscali, per lo svolgimento di alcune specifiche attività caratterizzate dall esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, come indicato nell art. 10 del D.Lgs. n. 460/1997. Il Decreto distingue le attività che sono chiamate a svolgere le ONLUS: a) attività nelle quali è insita la solidarietà sociale, come ad esempio l assistenza sociale e sociosanitaria o la beneficenza; b) attività per le quali la solidarietà sociale è da correlare alla condizione dei beneficiari; nello specifico le associazioni devono dimostrare che l attività da essi organizzata è rivolta a soggetti che versano in condizioni di svantaggio. Pertanto le attività non devono essere a beneficio degli associati o di coloro che a qualsiasi titolo operino per l organizzazione o ne facciano parte, a meno che non siano a loro volta svantaggiati; c) attività direttamente connesse. 11
12 Tipi di attività previste dal Decreto n. 460/97: Attività nelle quali è insita la solidarietà sociale Assistenza sociale e socio-sanitaria (settore 1) Beneficenza (settore 3) Tutela, promozione e valorizzazione delle cose d interesse artistico e storico (settore 7) Tutela e valorizzazione della natura e dell ambiente con esclusione dell attività, esercitata abitualmente, di raccolta dei rifiuti (settore 8) Promozione della cultura e dell arte, per le quali sono riconosciuti apporti economici da parte dell amministrazione centrale dello Stato (settore 9) Ricerca scientifica di interesse sociale svolta da fondazioni o affidata a università, enti di ricerca e altre fondazioni (settore 11). Attività per cui la solidarietà sociale è correlata ai beneficiari Assistenza sanitaria (settore 2) Istruzione (settore 4) Formazione (settore 5) Sport dilettantistico (settore 6) Promozione della cultura e dell arte, senza apporti economici da parte dell amministrazione centrale dello Stato (settore 9) Tutela dei diritti civili (settore 10). Attività connesse Tali attività debbono essere direttamente connesse all attività istituzionale dell ente e così si distinguono in: a) analoghe a quelle istituzionali, ma rivolte anche a persone che non versano in condizioni di svantaggio; b) accessorie, per natura, a quelle istituzionali, svolte all interno dell organizzazione per il perseguimento delle proprie finalità solidaristiche ed integrative di quelle istituzionali. Proprio perché connesse, esse non devono essere attività autonome, ma rientrare tra le attività istituzionali previste dallo Statuto ed avere come finalità il finanziamento o il reperimento di risorse. Al fine di considerarle connesse e di conservare i benefici previsti dalla legge, le stesse non devono essere prevalenti rispetto a quelle istituzionali ed i relativi proventi non devono superare il 66% delle spese complessive dell organizzazione sostenute per ogni anno di attività. Tipologia delle ONLUS: Sulla base di quanto descritto nella legge, le ONLUS si possono suddividere in: ONLUS di diritto, che acquisiscono direttamente lo status di ONLUS (ad esempio le organizzazioni di Volontariato e le Cooperative Sociali). Tali enti sono esonerati dall iscrizione nell anagrafe unica delle ONLUS ONLUS ordinarie, ossia enti che si conformano alle disposizioni contenute nell art. 10, commi 1-7 del D. Lgs. 460/97 e che devono richiedere l iscrizione all anagrafe delle ONLUS; ONLUS parziali, enti che, previa iscrizione nella detta anagrafe, acquisiscono la qualifica di ONLUS limitatamente alle attività svolte nell esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale nei settori espressamente previsti dalla legge (si tratta, sostanzialmente degli enti ecclesiastici delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese e le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui all articolo 3, comma 6, 12
13 lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell Interno ). Cosa occorre fare per ottenere la qualifica di ONLUS (art. 10 del D.Lgs. 460/97) Adeguamento dell atto costitutivo o dello statuto nella forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata da un notaio, oppure registrazione presso gli Uffici territoriali dell Agenzia delle Entrate della scrittura privata al fine di acquisire la data certa dell atto costitutivo. Iscrizione all anagrafe unica delle ONLUS presso le Direzioni Regionali dell Agenzia delle Entrate. Perdita della qualifica di ONLUS Il venir meno di anche uno solo dei requisiti di legge comporta la cancellazione dall anagrafe, nonché la decadenza delle agevolazioni fiscali fruite dalla data in cui gli stessi requisiti siano venuti meno. Ciò comporta, altresì, l obbligo di restituire i tributi eventualmente non corrisposti per il periodo in cui l ente ha ingiustamente goduto del regime agevolativo. Nella seconda parte della guida, al paragrafo verrà affrontato il tema degli obblighi fiscali e delle imposte a cui sono soggette le ONLUS. 1.3 INFORMAZIONI GENERALI ATTI COSTITUTIVI E ORGANI DELL ASSOCIAZIONE Per rendere più semplice il percorso di avvicinamento alla costituzione di un associazione, si indicano quali sono gli organi e i documenti necessari al suo avvio. Assemblea costitutiva L Assemblea costitutiva è lo strumento con il quale tutti i soci fondatori deliberano ed approvano l Atto costitutivo e lo Statuto. La redazione di due atti distinti non è obbligatoria anche se è usuale. In relazione alla forma scritta adottata sono richieste formalità diverse per la registrazione dell atto. Come accennato, durante l assemblea si redige: l Atto costitutivo che è il primo atto dell associazione, in cui devono essere indicati la denominazione dell ente, l indicazione dello scopo, del patrimonio e della sede, il luogo e la data di stipulazione, nonché i nomi dei soci fondatori, con i relativi dati anagrafici; esso viene firmato da tutti i soci fondatori. Per le associazioni riconosciute il verbale viene sottoscritto in presenza del notaio. All Atto costitutivo si allega lo Statuto adottato. Lo Statuto è la carta d identità dell associazione. Contiene i seguenti riferimenti : assenza di fini di lucro e divieto di dividersi gli utili eventualmente generati; democraticità della struttura; elettività e gratuità delle cariche associative; gratuità delle prestazioni fornite dagli aderenti; criteri di ammissione e di esclusione degli aderenti, nonché i loro diritti e doveri; 13
14 obbligo di formazione del bilancio, dal quale devono risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti, nonché le modalità di approvazione dello stesso da parte dell assemblea degli aderenti; procedura e modalità di estinzione dell associazione; clausola di devoluzione del patrimonio ad enti simili in caso di scioglimento dell associazione. Al fine di poter utilmente fruire delle agevolazioni fiscali, è opportuno che sin dalla redazione dello Statuto vengano adottate le indicazioni contenute nell art. 148 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Tuir). Inoltre all interno dello Statuto si trova l elenco degli Organi dell associazione, che sono obbligatoriamente: l Assemblea, cui partecipano con diritto di voto tutti i soci in regola con il versamento della quota associativa. L Assemblea approva i bilanci, modifica lo statuto e stabilisce il programma di attività dell associazione. Il Consiglio Direttivo, eletto dall Assemblea tra gli associati che abbiano compiuto 18 anni, che resta in carica per una durata stabilita nello Statuto. Il Direttivo è l organo esecutivo dell associazione. Il Presidente, che ha la legale rappresentanza dell'ente nei confronti dei terzi ed in giudizio; ne sorveglia il buon andamento amministrativo, curando l'osservanza dello Statuto. Egli inoltre convoca e presiede le sedute del Consiglio Direttivo e dell'assemblea dei soci, assicurando l'esecuzione delle relative decisioni. Il Presidente viene eletto dall Assemblea o dal Consiglio Direttivo, secondo quanto specificato nello Statuto. Oltre ai suddetti Organi, l atto costitutivo o lo statuto possono prevedere la presenza di altri organi. Spesso è prevista la presenza di un organo di controllo, la cui composizione, durata e funzionamento sono definiti nell atto costitutivo/statuto. Ulteriori cariche possono essere: il Vice Presidente, che esercita le funzioni del Presidente qualora questi sia impossibilitato; il Segretario, che redige i verbali delle sedute del Consiglio, i quali andranno vistati dal Presidente, nonché dà attuazione agli stessi. Il Tesoriere, che tiene i conti di cassa, effettua e sorveglia la riscossione delle entrate ed esegue i pagamenti su mandato del Consiglio o del Presidente. I compiti specifici e le caratteristiche delle singole cariche vengono descritti nello Statuto, che potrà prevedere anche altri organi per svolgere specifiche funzioni, secondo le esigenze delle singole associazioni. ATTENZIONE! È molto importante conservare i verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo e i Verbali delle Assemblee, redatti su due registri conservati presso la segreteria, in modo che possano essere consultati dai soci, i quali ne hanno diritto. I verbali devono essere datati e sottoscritti dal Segretario e dal Presidente. E altresì importante, ancorché non sia normativamente previsto, istituire ed aggiornare un libro Associati, che deve essere in grado di dimostrare, insieme agli altri libri sociali, l effettivo svolgimento dell attività associativa. 14
15 Il Presidente, primo e unico responsabile legale dell associazione, è anche responsabile della gestione e amministrazione del Conto Corrente dell associazione. Da qualche tempo infatti è diventato obbligatorio, ai fini della normativa sull antiriciclaggio, per poter effettuare movimenti di denaro a partire da euro, avere un conto corrente (bancario o postale) intestato all associazione. Se lo Statuto lo prevede, la responsabilità del conto corrente può essere condivisa da Presidente e Tesoriere, o da Presidente e Segretario. La doppia firma è sempre consigliata per permettere una maggiore flessibilità gestionale e un più efficace controllo sulla gestione ATTRIBUZIONE DEL CODICE FISCALE E REGISTRAZIONE DELL ATTO COSTITUTIVO E DELLO STATUTO L associazione dopo la sua costituzione è obbligata a richiedere l attribuzione del codice fiscale, utilizzando lo specifico modello AA5/6 previsto per i soggetti diversi dalle persone fisiche non titolari di partita iva. Se invece l associazione intende richiedere anche l attribuzione della partita iva il modello da utilizzare sarà AA7/10. Nel primo caso sono previste due modalità: direttamente presso qualsiasi ufficio dell Agenzia delle Entrate, mediante spedizione con raccomandata indirizzata ad un qualsiasi ufficio dell Agenzia delle Entrate. Nel secondo caso, l attribuzione del codice fiscale/partita iva dovrà essere effettuata entro 30 giorni dall inizio dell attività secondo una delle seguenti modalità alternative: direttamente presso qualsiasi ufficio dell Agenzia delle Entrate, mediante spedizione con raccomandata indirizzata ad un qualsiasi ufficio dell Agenzia delle Entrate, telematicamente, direttamente o tramite intermediari abilitati. La registrazione è curata direttamente dal notaio nell ipotesi in cui l atto costitutivo sia stato redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata. Negli altri casi (scrittura privata non autenticata) la registrazione può essere richiesta presso un qualsiasi ufficio dell Agenzia delle Entrate, presentando richiesta di registrazione (modello 69)in duplice esemplare (due originali o un originale ed una copia), previo pagamento dell imposta di registro mediante F23 (codice tributo 109T) e dell imposta di bollo. Per poter più agevolmente svolgere queste operazioni, potrebbe essere utile sapere che nei moduli occorre indicare: la natura giuridica dell associazione che si intende registrare: solitamente si indica il codice 12, equivalente a Associazioni non riconosciute e comitati ; il codice attività. Generalmente si scrive il codice , definito come Attività di altre organizzazioni associative. In ogni caso il codice A.TE.CO. dell attività può essere desunto dalla classificazione delle attività economiche vigente al momento della presentazione del modello, disponibile presso gli Uffici e sul sito internet dell Agenzia delle Entrate (www.agenziaentrate.gov.it) ISCRIZIONI PRESSO GLI ALBI ASSOCIATIVI L iscrizione presso gli albi delle associazioni tenuti dai diversi enti locali (Regione, Provincia e Comune) è facoltativa. La Regione Piemonte tiene gli albi delle associazioni di volontariato e della promozione sociale, che hanno presso le singole Province le rispettive sezioni (ad es. Provincia di Torino Servizio Solidarietà Sociale - c.so Lanza 75). 15
16 Per quanti intendano collaborare con la Città di Torino per la realizzazione di progetti, o abbiano intenzione di richiederne il patrocinio per l organizzazione di eventi, si consiglia di iscrivere la propria associazione al Registro Città di Torino tenuto presso il Gabinetto del Vice Sindaco. Il Registro è un elenco costituito dalle schede informative delle associazioni che hanno presentato istanza d iscrizione, contenenti i dati dell associazione. Possono iscriversi al Registro tutte le associazioni, gruppi e comitati legalmente costituiti, anche se privi di personalità giuridica, purché non abbiano scopo di lucro. Per le iscrizioni e per ulteriori informazioni si può fare riferimento al sito della Città di Torino: ASSOCIAZIONI DI ASSOCIAZIONI Si possono distinguere due tipi di associazioni in relazione ai soci: associazioni di 1 livello: i soci sono persone fisiche; associazioni di 2 livello: i soci sono altre associazioni o enti. Un associazione (di 1 livello) può decidere di costituire, insieme ad altre associazioni, un associazione di 2 livello (o associazione di associazioni), con la quale perseguire obiettivi comuni. Ne è un esempio Libera, l associazione per la lotta alle mafie, che è composta a sua volta da più di 30 associazioni. La costituzione e la gestione di un associazione di 2 livello sono simili a quelle di un associazione di 1 livello, con la differenza che la loro base associativa è costituita da associazioni di 1 livello, le quali accettano i diritti e i doveri definiti dallo Statuto di 2 livello. Un tipo particolare di associazioni di 2 livello sono le Centrali Associative, cioè quelle associazioni di associazioni che, fin dal momento della loro costituzione, si prefiggono come scopo l assistenza e la consulenza a Circoli, Enti e Associazioni. Quali esempi di Centrali associative, si possono citare: gli enti di promozione sportiva, quali CSI, PGS, UISP e altri, che promuovono l attività motoria nelle scuole e nel territorio locale; le associazioni di promozione sociale nazionali che raccolgono associazioni e circoli presenti sul territorio. Alcuni esempi sono: ARCI, AICS, ENDAS, Noi Associazione; i Centri di Servizio del Volontariato, di cui si parlerà più approfonditamente nei capitoli successivi. Se si aderisce ad una centrale associativa si ha la possibilità di usufruire di servizi di consulenza, informazioni, reti sociali per la gestione e l organizzazione di eventi; generalmente si aggiornano gli associati sulle novità fiscali, amministrative e gestionali COME SI FINANZIA UN ASSOCIAZIONE Naturalmente un associazione ha la necessità di vivere e ha bisogno di liquidità per organizzare e gestire le proprie attività; dove allora un associazione trova linfa e sostentamento? La prima forma di entrata è quella delle quote di adesione dei soci; ogni socio deve contribuire annualmente con una quota variabile a seconda delle delibere assunte dal Consiglio Direttivo e dall Assemblea dei soci. È però importante evidenziare che le attività dell associazione non traggono sostentamento esclusivamente dalle quote associative, sebbene, in alcuni casi, a fronte di quote ingenti o di un gran numero di associati questo sia possibile. Altre entrate derivano da: partecipazione a progetti sociali in rete con altri soggetti del territorio, siano essi associazioni, imprese o altri enti; 16
17 contributi richiesti a enti pubblici per l organizzazione e la gestione di attività e servizi. Tali contributi possono essere richiesti a: - Comune, Provincia o Regione; - Ministeri che emanano bandi su progetti specifici (in questo caso è consigliabile proporre progetti in rete con altre realtà sul territorio nazionale); - Unione Europea; richiesta di contributi a enti privati, fondazioni o altri soggetti. Per quanto concerne i contributi chiesti ad Enti pubblici è bene sapere che esistono diverse forme di erogazione: - Affidamento: il Comune incarica l associazione di gestire e di organizzare un evento o un attività. L associazione, per poter incassare la somma stabilita dall ente pubblico e oggetto di delibera, dovrà emettere fattura o, se sprovvista di Partita IVA, una ricevuta. - Contributi: i contributi sono dovuti su richiesta dell associazione per la realizzazione di un evento o di un progetto. Tale realizzazione è indipendente dall erogazione del contributo, che spesso copre solo una parte del fabbisogno dell associazione. Una forma particolare di entrata è rappresentata dalle erogazioni liberali: elargizioni fatte da persone fisiche o giuridiche ad un associazione per particolari progetti o eventi. Tali erogazioni possono comportare per chi le effettua agevolazioni fiscali entro certi limiti, sul pagamento delle imposte. Le persone fisiche e gli enti commerciali residenti e non residenti (cioè residenti o meno sul territorio italiano) possono elargire liberalità in favore di ONLUS, Associazioni di Promozione Sociale, Organizzazioni di Volontariato o altre associazioni con un risparmio fiscale pari alla detrazione del 19% dell imposta lorda. Le norme tributarie riconoscono numerose agevolazioni tributarie ai contribuenti che effettuano erogazioni liberali a favore di determinate categorie di enti sia sotto forma di detrazioni d imposta che come deduzioni dal reddito imponibile. Specifici benefici fiscali sono poi previsti in relazione ad erogazioni liberali effettuate dalle imprese in termini di riduzione della base imponibile IRES. Per le associazioni è importante tenere presente che chi eroga: deve effettuare un versamento postale o bancario, con carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari, in maniera tale che sia tracciabile lo spostamento di denaro; deve conservare le ricevute di versamento in conto corrente postale, le quietanze e le ricevute dei bonifici bancari, relative alle somme erogate; deduzioni e detrazioni sono spesso alternative SCADENZE NEL CORSO DELL ANNO Si vedranno ora gli adempimenti ai quali è tenuta un associazione nel corso dell anno sociale, ossia il periodo compreso tra Gennaio e Dicembre. A partire da Gennaio il Segretario dovrà occuparsi di contattare gli associati per sapere se intendono rinnovare l iscrizione all associazione per il nuovo anno (generalmente le tessere sono valide fino al 31 gennaio dell anno successivo). Nei mesi di Febbraio e Marzo il Consiglio Direttivo è impegnato nell elaborazione del bilancio consuntivo dell esercizio precedente e nell organizzazione delle attività. 17
18 Entro il 31 Marzo occorre segnalare, sul modello EAS 1, variazioni e cambiamenti rilevanti ai fini fiscali qualora l ente rientri tra i soggetti tenuti a quest obbligo (esempio: cambio Consiglio Direttivo o del Presidente, numero soci, settore di attività, etc.). Entro il 30 Aprile si convoca l assemblea dei soci per l approvazione del Bilancio Consuntivo dell anno precedente, proposto dal Consiglio Direttivo. Di solito a Maggio scade la richiesta di iscrizione nelle liste del 5x1000 per tutte le associazioni che ne hanno diritto: ONLUS - Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale (art. 10 del D.lgs 4/12/1997, n 460); associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali (art. 7, commi e 4, della L. 7/12/2000, n. 383); organizzazioni di volontariato iscritte nei registri del volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266; organizzazioni non governative riconosciute idonee ai sensi della legge 26 febbraio1987, n. 49, iscritte presso il Ministero degli Affari Esteri; associazioni e fondazioni di diritto privato iscritte nei registri delle persone giuridiche che operano nei settori indicati dall'art. 10, comma 1, lettera a) del D.lgs 4/12/1997, n 460; associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI a norma di legge (art. 90 L. 27/12/2002, n 289) che svolgono una rilevante attività di interesse sociale. I soggetti interessati possono presentare domanda, esclusivamente per via telematica, attraverso l apposito prodotto informatico reso disponibile gratuitamente sul sito dell Agenzia delle Entrate. Nel mese di Giugno, qualora siano dovute, dovranno essere versate le imposte sul reddito mentre a Luglio occorrerà presentare la dichiarazione modello 770, nell ipotesi in cui siano stati corrisposti emolumenti a dipendenti ovvero altri compensi soggetti a ritenuta alla fonte. I mesi estivi (Luglio e Agosto) sono destinati alla verifica delle attività svolte ed alla programmazione delle nuove attività che partono da Settembre in poi. Entro il mese di Settembre occorre predisporre e trasmettere la dichiarazione relativa agli Enti non Commerciali (ENC), qualora si siano prodotti redditi da assoggettare da tassazione. Entro il 31 dicembre generalmente si convoca la seconda assemblea dei soci per illustrare e far approvare il bilancio preventivo per il nuovo anno dopo l approvazione del Consiglio Direttivo. 1.4 TIPOLOGIE DI ASSOCIAZIONI Come indicato nell introduzione, le Associazioni possono essere suddivise in quattro grandi categorie: Associazioni generiche Associazioni di volontariato Associazioni di promozione sociale Associazioni sportive ASSOCIAZIONI GENERICHE Tale forma di associazione è la più semplice e, al momento, la più diffusa sul territorio nazionale. Per la sua semplicità e informalità, può essere costituta anche mediante solo accordo verbale dei soci fondatori; questo tipo di accordo preclude però ogni forma di attività ad eccezione 1 Si tratta del Modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali da parte degli Enti Associativi all Agenzia delle Entrate, ai sensi dell art. 30 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n
19 dell iscrizione dei soci. Per poter svolgere le consuete attività (interagire con le istituzioni, organizzare e promuovere eventi, partecipare a bandi) queste associazioni devono formalizzare la loro costituzione producendo l Atto costitutivo, lo Statuto ed effettuando le opportune registrazioni (cfr. par ). Svolgono la loro attività prevalentemente in campo culturale o artistico, organizzando eventi, fiere e mostre anche in collaborazione con enti pubblici o privati ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO Sono definite e regolamentate dalla Legge 266/1991. Le loro principali caratteristiche sono: - gratuità assoluta delle prestazioni fornite dai volontari in modo personale e spontaneo; - divieto assoluto di retribuzione degli operatori soci delle associazioni. Le organizzazioni di volontariato possono assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo esclusivamente nei limiti necessari al loro regolare funzionamento oppure occorrenti a qualificare o specializzare l attività da esse svolta. La stessa legge prescrive che le associazioni debbano garantire democraticità della struttura, elettività e gratuità delle cariche associative. Le organizzazione di volontariato finanziano la propria attività attraverso: contributi di aderenti o privati; contributi dello Stato, di enti pubblici o organismi internazionali; donazioni e lasciti testamentari; rimborsi derivanti da convenzioni; entrate derivanti da attività commerciali e produttive a carattere marginale. Tutte le associazioni di volontariato, per godere dei benefici fiscali e per poter organizzare la propria attività, devono iscriversi nell apposito registro; il registro è regionale, tenuto dall Assessorato ai Servizi Sociali e alla Famiglia ed è articolato in sezioni provinciali. Ad esempio, la Provincia di Torino è competente per le funzioni amministrative relative alla tenuta della Sezione provinciale del registro regionale delle Organizzazioni di Volontariato. L Ufficio Terzo Settore del Servizio Solidarietà Sociale è preposto all accoglienza delle istanze di iscrizione delle Associazioni di Volontariato, alla cura dei relativi adempimenti per il registro, nonché all erogazione dei contributi previsti a sostegno delle Organizzazioni iscritte. L Ufficio Terzo Settore della Provincia di Torino ha la competenza diretta di tenuta delle sezioni riguardanti l ambito socio-assistenziale e di impegno civile. Al registro del volontariato possono iscriversi le Associazioni (AdV) che svolgano attività solidaristica a favore di terzi e che si avvalgano in modo prevalente e determinante delle prestazioni volontarie, personali e gratuite dei propri aderenti. Il registro è articolato in diverse sezioni tematiche: 1. Socio-assistenziale 2. Impegno civile Tutela e promozione dei diritti 3. Sanitaria 4. Protezione civile 5. Promozione della cultura Istruzione Educazione permanente 6. Tutela del patrimonio storico artistico 7. Tutela dell ambiente 8. Educazione motoria Promozione attività sportive e tempo libero 9. Organismi di collegamento e coordinamento provinciali. 19
20 L iscrizione viene effettuata in una sezione tematica corrispondente all attività prevalente svolta dall associazione. La normativa di riferimento può essere visionata sul sito della Regione Piemonte - Politiche Sociali al link: Il Registro regionale viene pubblicato annualmente sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte. Sul sito della Provincia di Torino potete trovare tutte le indicazioni per iscrizioni, modulistica e riferimenti utili. Obblighi derivanti dall iscrizione nel registro assicurare i propri aderenti che prestano attività di volontariato contro infortuni e malattie, nonché per la responsabilità civile verso terzi; trasmettere, entro il 31 luglio di ogni anno, ai sensi dell'art. 5 della L.R. 38/94, una relazione dettagliata che illustri l'attività svolta e una copia dell ultimo bilancio (la prescritta documentazione deve essere inviata ai competenti uffici provinciali). Le Associazioni di volontariato godono dell appoggio dei Centri di Servizio per il Volontariato. L'art. 15 della Legge 266/1991, legge quadro sul volontariato, prevede la costituzione dei Centri di Servizio per il Volontariato garantendo, grazie alle fondazioni bancarie che devono devolvere su base regionale almeno 1/15 dei loro proventi, il loro finanziamento. L'art. 4 del Decreto Ministeriale dell 8 ottobre 1997 fornisce indicazioni sulle attività che i Centri di Servizi per il Volontariato possono svolgere. I Centri di Servizio hanno lo scopo di sostenere e qualificare l attività di volontariato. A tal fine erogano le proprie prestazioni sotto forma di servizi a favore delle organizzazioni di volontariato iscritte e non iscritte nei registri regionali. In particolare, fra l altro: a) approntano strumenti e iniziative per la crescita della cultura della solidarietà, la promozione di nuove iniziative di volontariato e il rafforzamento di quelle esistenti; b) offrono consulenza e assistenza qualificata nonché strumenti per la progettazione, l avvio e la realizzazione di specifiche attività; c) assumono iniziative di formazione e qualificazione nei confronti degli aderenti ad organizzazioni di volontariato; d) offrono informazioni, notizie, documentazione e dati sulle attività di volontariato locale e nazionale." Per le associazioni di Torino, i Centri di riferimento sono: Idea Solidale (www.ideasolidale.org) e VSSP (www.vssp.it) ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE (APS) Le associazioni di promozione sociale sono enti costituiti con la finalità di organizzare e gestire attività di utilità sociale a favore di associati e di terzi; tali enti sono disciplinati dalla Legge 383/2000, secondo la quale nell art. 2 sono considerate associazioni di promozione sociale le associazioni riconosciute e non riconosciute, i movimenti, i gruppi e i loro coordinamenti o federazioni costituiti al fine di svolgere attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati. La stessa legge esclude da questa categoria i partiti politici, le organizzazioni sindacali, le associazioni dei datori di lavoro, le associazioni professionali e di categoria e tutte le associazioni che hanno come finalità la tutela esclusiva di interessi economici degli associati. Queste associazioni si avvalgono prevalentemente delle attività prestate volontariamente e gratuitamente dai propri aderenti, pur ammettendo la possibilità di retribuire lavoro dipendente e autonomo. Tra le risorse economiche si prevedono espressamente i proventi derivanti da attività commerciali, artigianali o agricole, purché svolte in maniera ausiliaria e sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi istituzionali. 20
GUIDA PRATICA PER CREARE E GESTIRE UN ASSOCIAZIONE.
GIOVANI IN SSOCIAZIONE GUIDA PRATICA PER CREARE E GESTIRE UN ASSOCIAZIONE. TorinoGiovani, nell ambito dei Piani Locali Giovani - Città Metropolitane, promossi e sostenuti dal Dipartimento della Gioventù
COME CREARE E GESTIRE UN ASSOCIAZIONE E CONCRETIZZARE LE TUE IDEE.
GIOVANI IN SSOCIAZIONE COME CREARE E GESTIRE UN ASSOCIAZIONE E CONCRETIZZARE LE TUE IDEE. TorinoGiovani, nell ambito dei Piani Locali Giovani - Città Metropolitane, promossi e sostenuti dal Dipartimento

References: art. 18
 art. 10
 art. 10
 articolo 3
 art. 148
 art. 30
 art. 2