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Timestamp: 2018-11-18 18:20:08+00:00

Document:
15 Imposte del periodo
Imposte correnti (Ires, Irap e Imposta sostitutiva) 83.837 72.508 11.329
Imposte differite 268 (674) 942
Imposte anticipate (6.393) (7.871) 1.478
Totale 77.712 63.963 13.749
Le imposte di periodo sono pari a 77.712 migliaia di euro rispetto alle 63.963 del 1° semestre 2012.
Ires 61.821 56.157 5.664
Irap 21.855 16.190 5.665
Imposta sostitutiva "scissione perimetro" 161 161 0
83.837 72.508 11.329
Il tax rate del 1° semestre 2013, calcolato senza ricomprendere l’effetto straordinario generato dalla voce “Altri ricavi non operativi non ricorrenti” è pari al 44,21% rispetto al 44,34% del 1° semestre 2012.
Nella determinazione delle imposte dell’esercizio si sono tenuti in debita considerazione gli effetti derivanti dalla riforma fiscale Ias introdotte dalla L. n.244 del 24 dicembre 2007, e dai relativi decreti attuativi, D.M. del 1° aprile 2009, n. 48 e D.M. 8 giugno 2011, di coordinamento dei principi contabili internazionali con le regole di determinazione della base imponibile dell’Ires e dell’Irap, previsto dall’art. 4, comma 7-quater, del D. Lgs. 38/2005. In particolare è stato applicato il rafforzato principio di derivazione statuito dall’art.83 del Tuir che ora prevede che per i soggetti che applicano i principi contabili internazionali valgono, anche in deroga alle disposizione del Tuir, “i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti da detti principi contabili”.
Informativa sulla “moratoria fiscale”
In attuazione del decreto legge 15 febbraio 2007, n. 10, convertito nella legge 6 aprile 2007, n. 46, con il quale sono state disciplinate le modalità di restituzione degli aiuti di stato dichiarati illegittimi dalla decisione 2003/193 del 5 giugno 2002 della Commissione UE, in data 6 aprile 2007 sono state notificate ad Hera Spa, in relazione alla posizione relativa alla ex Seabo Spa, le comunicazioni-ingiunzioni emesse dall’Agenzia delle Entrate territorialmente competente, con la richiesta del pagamento di un importo complessivo pari a 22.313 migliaia di euro per periodi di imposta dal 1997 al 1999 interessati dal recupero.
I ricorsi presentati alla Commissione Tributaria Provinciale di Bologna sono stati respinti con sentenze del 19 aprile 2008, eccezion fatta per il periodo d’imposta 2007 per il quale la Commissione ha ritenuto di riconoscere lo scomputo delle ritenute d’acconto subite e del credito d’imposta riportato a nuovo dagli esercizi precedenti per 3.738 migliaia di euro; pertanto, nel giugno 2008, è stato eseguito il pagamento di complessive 17.400 migliaia di euro.
In seguito, in data 11 settembre 2008, l’Agenzia delle Entrate ha notificato un’altra cartella di pagamento riguardante gli interessi per il periodo di sospensione, pagata nel mese di dicembre 2008, per 660 migliaia di euro.
In data 3 ottobre 2008 sono stati proposti i ricorsi in appello, respinti, con sentenze depositate in data 29 gennaio 2010, dalla Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna, la quale, riformando le sentenze di primo grado, ha disconosciuto lo scomputo delle ritenute d’acconto subite e del credito dei periodi d’imposta ante 2007; pertanto, in data 27 ottobre 2010, sono stati pagati ulteriori 7.455 migliaia di euro a tale titolo.
Si fa presente che, secondo quanto stabilito dagli accordi fra i soci (e specificamente riportato nel prospetto informativo di quotazione) all’atto dell’integrazione societaria che ha portato alla nascita di Hera Spa, gli enti locali si erano impegnati “a indennizzare Hera Spa per ogni eventuale costo, perdita o danno subito dalla stessa in relazione a provvedimenti normativi obbligatori che revochino le agevolazioni tributarie di cui la società e le società partecipanti all’integrazione abbiano usufruito”. Pertanto, in relazione al recupero non è stato contabilizzato alcun costo, e alla data del 31 dicembre 2011 i residui crediti da incassare, in relazione a tutti i pagamenti effettuati da Hera spa per la posizione relativa alla ex Seabo Spa, ammontano a 44 migliaia di euro alla data del 31 dicembre 2012.
L’art. 24 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni nella legge 28 gennaio 2009, n. 2, interviene “al fine di dare completa attuazione” alla decisione della Commissione del 5 giugno 2002 più volte citata. Riguardo a tale disposizione, il 30 aprile 2009 la Direzione Regionale dell’Emilia Romagna ha notificato tre avvisi di accertamento che si riferiscono alla posizione della ex Meta per i periodi di imposta 1997, 1998 e 1999, per i quali in data 8 maggio 2009 si é provveduto al pagamento di 4.823 migliaia di euro. In data 7 luglio 2009 sono stati depositati presso la Commissione Tributaria Provinciale di Bologna i ricorsi avverso i suddetti avvisi di accertamento; nell’udienza del 14 febbraio 2011, a seguito della riunificazione ai procedimenti di trattazione degli avvisi di accertamenti integrativi, pendenti innanzi ad altra sezione della medesima Commissione, di cui si dirà nel prosieguo, tutti i procedimenti sono stati rinviati a nuovo ruolo per tentare la conciliazione tra le parti. La discussione della controversia dovrebbe essere fissata entro la fine del 2013.
L’art. 24 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 è stato quindi modificato dall’art 19 del D.L. 25 settembre 2009, n. 135, che ha aggiunto il comma 1-bis all’art. 24 sopra citato. In data 2 ottobre 2009 la Direzione Regionale dell’Emilia Romagna ha notificato due avvisi di accertamento per la società ex Meta Spa, relativi ai periodi d’imposta 1998 e 1999, ad “integrazione” di quelli già emessi in data 30 Aprile 2009, al fine di disconoscere le due variazioni in diminuzione, precedentemente ammesse sulla base del parere fornito in data 28 Aprile 2009 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, condiviso con l’Avvocatura di Stato, relative alla quota di utili reimmessi nel circuito pubblico per effetto della distribuzione agli enti locali soci ed alla ulteriore quota di utili realizzati nel settore dell’energia elettrica. Le somme richieste ammontano a complessive 22.751 migliaia di euro.
In pari data, la Direzione Regionale dell’Emilia Romagna ha notificato quattro avvisi di accertamento per la società ex Seabo Spa, relativi ai periodi di imposta dal 1997 al 1999, al fine di recepire i rilievi già contenuti nel processo verbale di constatazione del 17 ottobre 2005 e dei quali non aveva potuto tener conto al momento dell’emissione delle comunicazioni-ingiunzioni del 6 Aprile 2007 poiché l’art. 1 del D.L. 15 febbraio 2007, n. 10 aveva attribuito all’Agenzia delle Entrate, in quella sede, poteri di “mera liquidazione” delle dichiarazioni presentate dal contribuente. Le somme richieste a tale titolo per la ex Seabo ammontano ad ulteriori 759 migliaia di euro.
Le somme complessivamente richieste per effetto della procedura prevista dall’art. 19 del D.L. n. 135/2009 ammontano quindi a 23.510 migliaia di euro e sono state pagate in data 20 ottobre 2009.
In data 27 novembre 2009 la Società ha presentato alla Commissione Tributaria Provinciale di Bologna i ricorsi per l’annullamento degli avvisi di accertamento del 2 ottobre 2009, per entrambe le posizioni ex Seabo ed ex Meta. Per la posizione ex Seabo la trattazione in pubblica udienza è avvenuta in data 26 gennaio 2011, nella quale il Collegio ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per tentare la conciliazione tra le parti; le cause sono state trattate all’udienza del 15 febbraio 2012 e sono state decise dalla CTP di Bologna, Sezione n. 17, con quattro sentenze, depositate il 23 febbraio 2012, con le quali sono stati accolti parzialmente i ricorsi della Società con riferimento alle riprese concernenti i fondi post mortem delle discariche; attualmente le sentenze sono passate in giudicato. A tal riguardo si precisa che per effetto degli accordi tra i soci sopra citati, le somme incassate a tale titolo dovranno essere restituite ai medesimi.
A parte i contenziosi ancora in essere, volti al recupero di quanto già pagato, l’intera vicenda “moratoria fiscale” deve ritenersi conclusa, non prevedendosi futuri esborsi che generino impatti economici sui conti del Gruppo.
I rilievi hanno ad oggetto sostanzialmente un mero errore intercorso nell’esercizio 2005 nella contabilizzazione di costi intercompany tra Hera Ferrara Srl ed Hera Spa, che ha determinato una doppia registrazione del medesimo costo, pari a circa 200 migliaia di euro. Tuttavia, nel successivo esercizio 2006, rilevato il suddetto errore, si è proceduto alla correzione del medesimo mediante la contabilizzazione di una sopravvenienza attiva di pari importo, regolarmente assoggettata a tassazione. Con la conseguenza che, in vigenza del regime di tassazione consolidata, l’effetto della doppia deduzione del costo nel periodo d’imposta 2005 è stato eliminato mediante la rilevazione contabile, e successiva imposizione, del medesimo come sopravvenienza attiva. In data 13 gennaio 2011 sono state proposte istanze di accertamento con adesione, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del D.Lgs. n. 218 del 1997, alla Direzione Regionale dell’Emilia Romagna, Ufficio Grandi Contribuenti, concluse con esito positivo per le società ed il pagamento delle sole sanzioni ridotte ad un quarto.
Con riferimento alla medesima fattispecie in data 27 dicembre 2011 è stato notificato avviso di accertamento ai fini dell’imposta sul valore aggiunto riferita all’errore di contabilizzazione di cui si è detto per 40 mila euro; in data 29 febbraio 2012 la società ha presentato ricorso, procedendo al pagamento del terzo a titolo provvisorio in data 31 agosto 2012; la discussione della controversia è avvenuta in data 15 maggio 2013 e la sentenza, depositata in data 20 giugno 2013, è favorevole alla Società.
In data 29 dicembre 2010 sono stati notificati ad Hera Spa tre avvisi di accertamento per Ires, Irap ed Iva relativi al periodo di imposta 2005, a seguito della verifica fiscale relativa al periodo di imposta 2005 conclusasi con il processo verbale di constatazione del 1° ottobre 2010 redatto dalla Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia tributaria di Bologna; il processo verbale di constatazione ha per oggetto un rilievo relativo a servizi intercompany (c.d. spese di regia e relative all’utilizzo del marchio) forniti da Hera Spa, in qualità di società controllante del Gruppo Hera, alla Società operativa Territoriale controllata di Forlì-Cesena, Hera Forlì-Cesena Srl.
L’Amministrazione Finanziaria, pur ritenendo legittimo il criterio di ripartizione dei costi inizialmente stabilito dai contratti intercompany, ha contestato la successiva riduzione delle percentuali di riaddebito delle spese di regia, qualificate genericamente come management fee, a seguito di un successivo accordo intervenuto tra le parti, che ha rettificato i criteri inizialmente previsti. Tale rettifica in diminuzione dei compensi dovuti per i servizi resi dalla capogruppo ha comportato, ad avviso dell’Amministrazione Finanziaria, un’evasione d’imposta in capo ad Hera Spa, poiché il minor riaddebito a titolo di management fee alla Sot di Forlì –Cesena ha fatto sì che tali costi rimanessero in capo ad Hera Spa che li avrebbe pertanto “illegittimamente dedotti”, in assenza del requisito di inerenza, ai fini del calcolo della propria base imponibile Ires ed Irap. Analogamente, il mancato addebito del canone per l’utilizzo del marchio del “Gruppo Hera” avrebbe determinato un presunto minor ricavo in capo ad Hera Spa, rispetto a quello originariamente previsto nel contratto intercompany, e dunque anche in questo caso si sarebbe determinata una evasione di imposta, sia ai fini Ires ed Irap che ai fini Iva, contestata dall’Ufficio. In data 18 Febbraio 2011 la società ha proposto istanza di accertamento con adesione, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del D.Lgs. n. 218 del 1997, alla Direzione Regionale dell’Emilia Romagna, Ufficio Grandi Contribuenti, concluse con esito negativo per la Società. Pertanto, in data 20 maggio 2011, sono stati presentati i relativi ricorsi alla Commissione Tributaria Provinciale di Bologna.
A seguito dei ricorsi presentati dalla Società l’Amministrazione Finanziaria, con atto notificato in data 17 agosto 2011, annullava parzialmente in autotutela gli atti impositivi già emessi con riferimento alla componente di Ires inerente alle royalties per l’utilizzo del marchio, nonché per la totalità del recupero effettuato ai fini Iva. Nelle more del processo tributario è stata notificata, in data 4 gennaio 2012, la cartella esattoriale per l’iscrizione a titolo provvisorio, pari a 653 migliaia di euro, che la società ha provveduto a pagare in data 29 febbraio 2012. L’udienza innanzi alla Commissione tributaria provinciale di Bologna si è svolta in data 19 settembre 2012 e le sentenze, depositate in data 31 ottobre 2012, sono tutte favorevoli alla Società, sia ai fini Ires, che Irap ed Iva.
A seguito di tali pronunce, con provvedimenti in data 19 novembre 2012, la DRE Emilia Romagna ha comunicato alla Società lo sgravio delle iscrizioni a ruolo intervenute in pendenza di giudizio; nel mese di dicembre 2012 la Società ha ricevuto il rimborso dell’iscrizione a titolo provvisorio a suo tempo versata per 653 migliaia di euro. In data 29 Aprile 2013 sono stati notificati gli appelli della Direzione Regionale delle Entrate avverso le sentenze di primo grado ed in data 26 Giugno 2013 la Società ha depositato gli atti di controdeduzioni e costituzione in appello.
Informativa sulle verifiche fiscali effettuate nel periodo d’imposta 2011: rapporti con le Atesir e Iva sui canoni e quote mutui
In data 29 settembre 2011 iniziava presso la Società una verifica fiscale ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap condotta dalla Guardia di Finanza, Nucleo di Polizia Tributaria di Bologna. Le operazioni ispettive, terminate nel marzo del 2012, hanno preso in esame, ai fini Ires ed Irap, i periodi di imposta dal 2006 al 2010, con particolare attenzione ai rapporti economico-finanziari intrattenuti dalla Società con le Aato dei servizi pubblici. In data 24 ottobre 2011 veniva redatto e rilasciato alla Società il processo verbale di constatazione per il solo periodo di imposta 2006, limitatamente al presunto non corretto trattamento fiscale delle spese di funzionamento delle Aato. Secondo quanto affermato nel p.v.c., i suddetti costi, per un ammontare complessivo, relativo al solo periodo d’imposta 2006, di 2.581 migliaia di euro, afferenti il funzionamento delle Aato, sarebbero da considerarsi, sulla base del combinato disposto degli artt. 148, comma 4, e 154, comma 1 del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, indeducibili per difetto di inerenza, ai sensi dell’art. 109 del T.U.I.R., all’attività di impresa svolta. La Società ha presentato osservazioni difensive, a seguito delle quali l’Ufficio non ha dato seguito alla proposta di accertamento formalizzata nel p.v.c. della Guardia di Finanza.
In data 26 marzo 2012 veniva redatto successivo processo verbale di constatazione per i periodi di imposta dal 2006 al 2011, con particolare riferimento al trattamento Iva dei canoni relativi alla concessione in uso delle reti e degli impianti ed i rimborsi delle rate di mutuo agli enti locali, nonché i canoni di affitto dei rami d’azienda o delle concessioni di beni afferenti la gestione del servizio idrico integrato e la gestione del servizio rifiuti urbani addebitati ad Hera S.p.a. dalle società degli assets. Secondo quanto affermato nel p.v.c., i suddetti canoni afferenti l’utilizzo delle infrastrutture sarebbero da considerarsi rilevanti ai fini Iva, con applicazione dell’aliquota ordinaria pro-tempore vigente del 20%. A ciò conseguirebbe, secondo quanto ritenuto dai verificatori, l’applicabilità in capo ad Hera S.p.a. delle sanzioni amministrative di cui all’art. 6, comma 8, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471 con riferimento alle fatture ricevute senza Iva o con applicazione dell’aliquota ridotta del 10%. La Società ha presentato osservazioni difensive in data 31 maggio 2012 e l’Ufficio non ha al momento notificato alcun avviso di accertamento.
In data 2 ottobre 2012 è stato notificato alla Società da parte della Direzione Regionale dell’Emilia Romagna l’atto di contestazione delle sanzioni (n. TGBCOP400039/2012) con riferimento all’IVA relativa al periodo d’imposta 2007, per mezzo del quale irrogava nei confronti della Società la sanzione amministrativa pecuniaria di euro 1.164.239,76. Avverso tale atto la Società ha presentato, in data 29 novembre 2012, specifiche deduzioni difensive ex art. 16, comma 4, D.Lgs. n. 472 del 1997, alle quali non è seguita la notifica del conseguente atto di irrogazione delle suddette sanzioni.
Informativa sulle verifiche fiscali effettuate nel periodo d’imposta 2012 e 2013
In data 7 marzo 2012 iniziava presso Herambiente S.p.a. una verifica fiscale ai fini delle Imposte sui Redditi, dell’Iva e dell’Irap condotta dall’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale dell’Emilia Romagna – Ufficio Grandi Contribuenti.
La verifica ha riguardato il periodo d’imposta 2009 e particolare oggetto di disamina, e successiva contestazione, è stata la spettanza dell’agevolazione Irap di cui ai nn. 2), 3) e 4) del comma 1, lettera a) dell’art. 11 del D.Lgs. 446/97, c.d. “cuneo fiscale”, oltre che, sempre ai fini Irap, l’applicazione della norma di cui all’art 36, comma 7, del D.L. 223/2006 relativa all’ammortamento dei terreni.
Inoltre, ai fini Iva, è stata contestata l’indebita detrazione dell’Iva erroneamente addebitata da taluni fornitori sulle prestazioni di smaltimento dei rifiuti con aliquota del 20% e non del 10%.
In data 22 maggio 2012 veniva consegnato il processo verbale di constatazione alla Società, che ha presentato le osservazioni difensive contestandone integralmente il contenuto.
In data 20 maggio 2013 veniva notificato alla Società un avviso di accertamento relativo all’Iva del 2008, con cui è stata contestata l’indebita detrazione dell’imposta erroneamente addebitata da un fornitore sulle prestazioni di smaltimento dei rifiuti con aliquota del 20% anziché del 10%. La Società ha presentato ricorso in data 11 luglio 2013, provvedendo al pagamento del terzo a titolo provvisorio per 13 mila euro.
In data 12 giugno 2012 iniziava presso Hera Trading S.r.l. una verifica fiscale ai fini delle Imposte sui Redditi, dell’Iva e dell’Irap condotta dall’Agenzia delle Entrate – Direzione Regionale dell’Emilia Romagna – Ufficio Grandi Contribuenti.
La verifica ha riguardato il periodo d’imposta 2009 ed i periodi di imposta antecedenti e successivi allo stesso per gli eventuali riflessi derivanti dalle operazioni collegate a tale annualità.
Particolare oggetto di disamina e successiva contestazione, è stata l’applicazione dell’aliquota Irap maggiorata prevista per l’attività di produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e calore di cui all’art. 1 della L.R. Emilia Romagna n. 19/2006, di cui si dirà nel prosieguo.
Ai fini Ires e Irap è stata inoltre contestata alla Società l’omessa contabilizzazione di una sopravvenienza attiva relativa alla presunta sopravvenuta insussistenza di debiti per fatture da ricevere contabilizzati in esercizi precedenti, ai sensi dell’art. 88, comma 1, del T.U.I.R.
Particolare attenzione è stata posta dai verificatori al trattamento Iva riservato dalla Società ai contratti derivati su commodities ed indici ad essi collegati, con particolare riferimento alla qualificazione delle medesime operazioni quali “esenti” da Iva ai sensi dell’art. 10, comma 1, punto n. 4) del D.P.R. 633/72; ed alla conseguente applicazione del pro-rata di detraibilità dell’imposta ex art. 19, comma 5, del D.P.R. 633/72, contestando alla società la qualificazione delle indicate operazioni sui derivati come escluse dal calcolo del pro-rata di detraibilità Iva in quanto operazioni senza dubbio “accessorie” alle operazioni imponibili relative all’attività di commercio all’ingrosso di energia elettrica e gas naturale.
In data 12 luglio 2012 veniva consegnato il processo verbale di constatazione alla Società, che ha presentato le osservazioni difensive in data 11 settembre 2012 contestandone integralmente il contenuto. La Direzione Regionale dell’Emilia Romagna non ha al momento emesso l’avviso di accertamento.
La Società ha ritenuto di non dover procedere ad alcun accantonamento al Fondo rischi per il processo verbale in oggetto ritenendo le asserite violazioni contestate prive di fondamento.
Con riferimento all’applicazione dell’aliquota Irap maggiorata, la Società ha ricevuto in data 3 febbraio 2012 la cartella di pagamento relativa al periodo di imposta 2008, per un ammontare complessivo pari ad euro 126.624,91, all’esito di un controllo automatizzato ex art. 36-bis del D.P.R. 600/73, contro la quale ha proposto ricorso; l’udienza per la sospensione si è svolta il 16 gennaio 2013 (ma la società nelle more ha pagato la cartella scaduta) e l’udienza per il merito si è svolta in data 15 maggio 2013; la sentenza, depositata in data 20 giugno 2013, è risultata sfavorevole alla Società.
Inoltre, ancora per l’aliquota Irap maggiorata relativa al periodo d’imposta 2009, la Società ha ricevuto, in data 10 ottobre 2012, una comunicazione di irregolarità all’esito di un controllo automatizzato ex art. 36-bis, D.P.R. 600/73, per euro 282.385,05 avverso la quale è stato proposto ricorso in data 7 dicembre 2012.
In data 13 maggio 2013 è stata notificata la relativa cartella di pagamento, per Euro 376.353,23, avverso la quale la Società ha proposto ricorso in data 5 Luglio 2013, chiedendo anche la sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato; la sospensione è stata accordata con decreto presidenziale fino al prossimo 29 agosto 2013.
Infine, ancora per l’aliquota Irap maggiorata relativa al periodo d’imposta 2007, la Società ha ricevuto, in data 28 dicembre 2012, a seguito della segnalazione contenuta nel processo verbale di constatazione sopra citato, avviso di accertamento ( n. TGB03F300284), per un ammontare complessivo pari ad euro 110.246,47, contro il quale ha proposto ricorso in data 26 febbraio 2013. Con ordinanza in data 27 giugno 2013 la CTP di Bologna ha respinto l’istanza di sospensione, e la Società ha provveduto al pagamento del terzo degli importi dovuti a titolo provvisorio per imposte ed interessi.
Con riferimento all’applicazione dell’aliquota Irap maggiorata prevista per l’attività di produzione e distribuzione di energia elettrica, gas e calore di cui all’art. 1 della L.R. Emilia Romagna n. 19/2006, la Società ha ricevuto in data 13 marzo 2012 una cartella di pagamento, per un ammontare complessivo pari ad euro 126.940,20, relativa al periodo di imposta 2008, all’esito di un controllo automatizzato ex art. 36-bis del D.P.R. 600/73, contro la quale ha proposto ricorso; l’udienza per la sospensione dell’atto si è svolta il 16 gennaio 2013 ed al momento non è noto l’esito.
Inoltre, ancora per l’aliquota Irap maggiorata relativa al periodo d’imposta 2009, la Società ha ricevuto, in data 11 ottobre 2012, una comunicazione di irregolarità all’esito di un controllo automatizzato ex art. 36-bis, D.P.R. 600/73, per € 376.174,78 avverso la quale è stato proposto ricorso in data 7 dicembre 2012.
In data 19 aprile 2013 è stata notificata la relativa cartella di pagamento, per Euro 501.353,02, avverso la quale la Società ha proposto ricorso in data 3 Maggio 2013. In data 24 Maggio 2013, con decreto presidenziale, è stata accordata la sospensione dell’esecuzione fino al 10 Ottobre 2013.
In data 1 Giugno 2013 la Società ha ricevuto una comunicazione di irregolarità relativa all’Irap maggiorata del periodo di imposta 2010, per Euro 564.338,19, contro la quale ha proposto ricorso.
In data 12 marzo 2013 iniziava presso Hera Comm Srl. una verifica fiscale ai fini dell’Ires, dell’Irap e dell’IVA, condotta dalla Guardia di Finanza – Nucleo Polizia Tributaria Bologna; in data 13 giugno 2013 è stato ricevuto il processo verbale di constatazione dal quale emerge un unico rilievo in materia di cessioni di crediti pro-soluto e perdite su crediti. In particolare, con riferimento ad uno dei suddetti contratti, è stato rileva il differimento della competenza di una quota di perdite su crediti pari a 638 migliaia di euro. In data 13 giugno 2013 veniva consegnato il processo verbale di constatazione ad Hera Comm, che sta valutando le opportune azioni difensive.
Informativa sugli avvisi di accertamento ICI notificati nel periodo d’imposta 2012
In data 24 Aprile 2012 è stato notificato ad Herambiente un avviso di accertamento da parte del Comune di Ferrara per omessa denuncia ed omesso versamento di ICI, relativa al periodo di imposta 2009, con riferimento al WTE di Ferrara; l’importo accertato, comprensivo di sanzioni ed interessi, è pari a 718 migliaia di euro.
In data 24 Aprile 2012 sono stati notificati ad Hera Spa due avvisi di accertamento sempre da parte del Comune di Ferrara per omessa denuncia ed omesso versamento di ICI, relativa ai periodi di imposta 2008 e 2009, con riferimento al WTE di Ferrara; l’importo accertato, comprensivo di sanzioni ed interessi, è pari rispettivamente a 1.461 e 723 migliaia di euro.
Gli avvisi di accertamento, tutti impugnati con ricorso del 23 luglio 2012, derivano dalla riclassificazione catastale avviata a fine 2001 dall’Agenzia del Territorio di Ferrara che, relativamente all’inceneritore di Via Diana, aveva operato una riclassificazione dalla categoria E9 – esente dall’imposta per la natura di immobili “destinati a soddisfare particolari esigenze pubbliche e/o di pubblico interesse”- proposta dalla Società, alla categoria D1 “Opifici industriali”, con conseguente debenza dell’imposta comunale sugli immobili (ora IMU) per gli importi che risultano dagli atti di accertamento impugnati. Attualmente non sono state ancora fissate le date delle udienze per la discussione dei ricorsi.

References: art. 16
 art. 19
 art. 36
 art. 36
 art. 36
 art. 36