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Timestamp: 2018-11-21 03:49:14+00:00

Document:
Legge Regionale 15 Marzo 1983, n° 11
Titolo Esercizio delle funzioni amministrative delegate in materia di distribuzione di carburanti - (Art. 52, lettera a) del D.P.R. 24 luglio 1977, n. 616)
Oggetto Distribuzione carburanti - Funzioni amministrative delegate - Esercizio - Disciplina
Abrogazioni Abrogata intera legge dalla legge n. 4/1995 art. 24
Art. 1: CONTENUTO DELLE LEGGE
L'esercizio delle funzioni amministrative delegate relative agli impianti di distribuzione automatica di carburanti per uso autotrazione, esclusi quelli autostradali, nell'ambito della Regione Molise e' assoggettato alle norme di cui alla presente legge.
Art. 2: PIANO REGIONALE DI RAZIONALIZZAZIONE DELLA RETE DISTRIBUTIVA DEI CARBURANTI
La Regione approva un piano di razionalizzazione e ristrutturazione della rete distributiva dei carburanti, in conformita' a quanto previsto nel D.P.C.M. 8 luglio 1978, e successive modificazioni e integrazioni.
Il piano di cui al precedente comma e' predisposto dalla Giunta Regionale e sottoposto all'approvazione del Consiglio Regionale e tende al raggiungimento dei seguenti obiettivi fondamentali:
a)	garanzia del pubblico servizio, in relazione alle esigenze economiche di sviluppo turistico, urbanistico e industriale del territorio regionale, del traffico, tenuto conto della necessita' di salvaguardia dei vincoli ambientali ed ecologici, di tutela e di recupero dei valori dei centri storici, di non intralcio alla circolazione;
b)	sufficiente redditivita' degli impianti da realizzare anche attraverso l'eliminazione degli impianti marginali;
c)	miglioramento del servizio reso agli utenti, da attuarsi prevedendo caratteristiche strutturali minime degli impianti, adeguate alle esigenze dell'utenza.
Il piano deve prevedere la presenza di impianti di distribuzione nei piccoli centri e in quelli isolati o caratterizzati da turismo stagionale.
L'obbiettivo di cui alla lettera b) del comma precedente e' perseguito sulla base delle direttive del Governo e delle prescrizioni del CIPE e giusta la presente legge.
Il piano prevede l'individuazione degli impianti ubicati nei centri storici, definiti dagli strumenti urbanistici, che non turbino i valori storici e ambientali e costituiscano grave intralcio o pericolo alla circolazione. La relativa indicazione e' fornita dai Comuni.
Il piano, pertanto, deve indicare le aree idonee e i criteri di priorita' per il trasferimento degli impianti di cui al comma precedente, trasferimento che i titolari delle concessioni relative devono ottenere entro un periodo di cinque anni. Trascorso tale termine, senza che sia stato richiesto il trasferimento, la concessione relativa agli impianti di cui al quinto comma del presente articolo e' revocata.
Il piano deve prevedere la salvaguardia del ruolo degli operatori indipendenti in possesso dei requisiti minimi, previsti dal piano stesso, per non alterare sostanzialmente il loro peso nel sistema distributivo.
Il piano deve prevedere, inoltre, che per l'installazione e l'esercizio degli impianti per la distribuzione di metano per uso autotrazione, debbono essere rispettati dei limiti di distanza dal piu' vicino impianto preesistente allo scopo di evitare la realizzazione di ulteriori iniziative in zone gia' servite.
Il piano deve contemplare anche una razionale distribuzione su tutto il territorio regionale delle apparecchiature per l'erogazione dei carburanti con il sistema a prepagamento corrispondente alle esigenze dell'utenza interessata, favorendo all'uopo il trasferimento delle apparecchiature stesse da un impianto ad un altro del medesimo concessionario.
Il piano deve prevedere che il rilascio delle concessioni per l'installazione e l'esercizio di impianti per la distribuzione del g.p.l. nonche' le modifiche consistenti nel cambio di destinazione degli erogatori e dei serbatoi tra carburanti liquidi e g.p.l., possono essere autorizzati solo nel caso in cui gli impianti di g.p.l. gia' autorizzati non raggiungano il 3% della rete e che comunque siano rispettati limiti di distanza dal piu' vicino impianto preesistente, allo scopo di evitare la realizzazione di ulteriori iniziative in zone gia' servite.
Il piano deve prevedere pure che il carico degli impianti decentrati e meno remunerativi, mantenuti a garanzia del pubblico servizio, venga equamente suddiviso tra gli operatori presenti nella Regione per evitare fughe da queste zone e conseguente creazione di ulteriori squilibri del sistema.
Il piano e' articolato nelle seguenti fasi:
1 ) Rilevazione della consistenza della rete distributiva di carburanti nella Regione e contestuale previsione di un sistema di informazione permanente in ordine agli elementi strutturali, commerciali, giuridici, occupazionali e funzionali di ogni impianto, ai suoi rapporti con la rete di rifornimento, col territorio e col traffico e alla sua collocazione all'interno del sistema di distribuzione;
2) Indicazione delle linee di razionalizzazione della rete distributiva e individuazione delle conseguenti operazioni di concentrazione, trasferimento, ristrutturazione e chiusura di impianti;
3) Modalita' e tempi per la gestione del piano.
Le categorie o gli Enti locali interessati sono chiamati a collaborare all'elaborazione e all'attuazione del piano.
Art. 3: NUOVE CONCESSIONI
Nessuna nuova concessione relativa a impianti stradali di distribuzione automatica di carburanti per uso autotrazione puo' essere assentita fino all'entrata in vigore del piano a meno che non sia rilasciata in corrispondenza della chiusura di un impianto esistente della stessa consistenza, in attivita' nella stessa provincia.
Per l'attuazione del comma precedente e' esclusa la possibilita' di utilizzare gli impianti le cui concessioni debbono essere revocate secondo il criterio indicato al punto 2 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 1978, e successive modificazioni ed integrazioni.
In deroga a quanto previsto dal comma precedente e dalle vigenti disposizioni, in base al disposto dell'art. 2 della legge 25 luglio 1971, n. 568, i profughi che chiedono di poter riprendere la stessa attivita' gia' legalmente esplicata nei territori di provenienza, nonche' gli emigrati rientrati definitivamente in Italia nell'ultimo quinquennio, hanno diritto di ottenere una concessione per installare ed esercire un impianto stradale di distribuzione carburanti, purche' dimostrino di essere stati titolari di licenze per l'esercizio di impianti analoghi nei paesi di provenienza.
Nel provvedimento di concessione di cui al comma precedente dovra' essere contenuta un'apposita clausola che preveda l'obbligo della gestione diretta dell'impianto da parte del titolare ed il divieto del trasferimento della concessione stessa per almeno nove anni dalla data del suo rilascio.
Art. 4: FUNZIONI AMMINISTRATIVE
Restano ferme le disposizioni legislative statali vigenti e, salvo quanto precisato dalla presente legge regionale, il D.P.R. 27 ottobre 1971, n. 1269 contenente le norme per l'esecuzione dell'art. 16 del D.L. 26 ottobre 1970, n. 745, convertito in legge con modificazioni, con la legge 18 dicembre 1970, n. 1034.
Gli atti di cui e' prevista la pubblicazione sulla G.U. vengono pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione.
L'autorizzazione prevista dalla lettera f), dell'art. 54 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616, e' necessaria per il rilascio delle concessioni per l'istallazione e l'esercizio di nuovi impianti di distribuzione di carburanti o di nuove attrezzature presso punti di vendita gia' esistenti per il rinnovo delle concessioni in scadenza e per il trasferimento degli impianti su nuove ubicazioni.
L'autorizzazione di cui al precedente comma attiene alla localizzazione dell'impianto in rapporto alla polizia locale.
Le funzioni gia' esercitate dal Ministero per l'Industria, Commercio e Artigianato e da altri Organi Statali centrali in materia di impianti stradali di distribuzione di carburanti per uso autotrazione, esclusi gli impianti autostradali, sono esercitate dalla Giunta Regionale.
Sono esercitate dal Presidente della Giunta Regionale le attribuzioni del Prefetto, previste dall'art.16 della legge 16 dicembre 1960, n.1034 e da regolamento approvato con D.P.R. 27 ottobre 1971, n.1269 espressamente richiamato dalla presente legge regionale.
Non e' piu' richiesto il parere delle Camere di Commercio.
E' fatto obbligo ai concessionari di consentire il libero accesso agli impianti ai funzionari regionali ed ai rilevatori in possesso di autorizzazione rilasciata dall'Assessore competente.
Art. 5: MODIFICHE E POTENZIAMENTI
Fino all'entrata in vigore del piano di cui all'art. 2 possono essere autorizzate dal Presidente della Giunta Regionale soltanto quelle modifiche ad impianti gia' esistenti e funzionanti che non consistano nell'installazione di nuove colonnine e nell'aggiunta e/o variazione dei prodotti gia' erogati e limitatamente a quei casi in cui le modifiche stesse servono a rendere piu' funzionali gli impianti nell'interesse generale dell'utenza.
Le modifiche da autorizzare possono pertanto consistere nella sostituzione di colonnine ad un solo erogatore con altre a doppia erogazione di prodotti gia' autorizzati a suo tempo nell'impianto, nella sostituzione di serbatoi con altri di maggiore capacita', nella installazione di nuovi serbatoi relativamente ai prodotti gia' autorizzati e nell'inversione di destinazione dei serbatoi gia' esistenti senza diminuire ne' aumentare i prodotti gia' autorizzati.
Costituisce potenziamento dell'impianto, come tale oggetto a concessione, l'aumento del numero degli apparecchi erogatori e dei prodotti erogati.
Fino alla data di entrata in vigore del piano il potenziamento di un impianto puo' essere autorizzato da parte del Presidente della Giunta Regionale soltanto in occasione della contemporanea chiusura di altro impianto esistente nella Provincia, la cui concessione non debba essere revocata ai sensi del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 1978 - punto n. 2, e per i soli prodotti da quest'ultimo erogati.
Fino all'entrata in vigore del piano di cui all'art. 2 puo' essere autorizzata l'installazione di apparecchiature a prepagamento solo presso gli impianti che effettuano il servizio notturno e qualora il punto vendita autorizzato risulti ad una distanza non inferiore a 1.000 metri su una stessa direttrice da un impianto ove siano gia' installate apparecchiature a prepagamento.
La rinuncia da parte del concessionario a prestare il servizio notturno comporta la revoca dell'autorizzazione all'installazione delle apparecchiature a prepagamento.
Art. 6: TRASFERIMENTI E CONCENTRAZIONI
Le domande di trasferimento degli impianti stradali per la distribuzione automatica di carburanti per uso autotrazione ad altre localita' ubicate in Comune diverso della stessa Provincia, vanno presentate al Presidente della Giunta Regionale corredate dai pareri dei Sindaci dei Comuni di provenienza e destinazione.
Analoga procedura e' prescritta per la concentrazione di due o piu' impianti situati in Comuni diversi della stessa Provincia, in un unico impianto.
E' vietato il trasferimento di impianti di distribuzione di carburanti tra Comuni appartenenti a Province diverse.
Sino all'entrata in vigore del piano regionale l'autorizzazione per il trasferimento o la concentrazione di impianti puo' essere concessa con l'osservanza dei criteri e delle modalita' che seguono.
In occasione del trasferimento non puo' essere consentito il potenziamento dell'impianto, ne' trasferimenti parziali di impianti anche quando i singoli erogatori o prodotti di un unico impianto hanno formato oggetto di separate concessioni e autorizzazioni, o che siano stati potenziati nell'ultimo quinquennio.
Nel provvedimento di autorizzazione di trasferimento, quando si tratti di trasferimenti volontari e solo in questi casi, deve essere inserita apposita clausola che, con riferimento all'art. 15 del D.P.R. 27 ottobre 1971, n. 1269, stabilisca il divieto di potenziare l'impianto trasferito per il periodo di cinque anni dalla data di emanazione del provvedimento stesso.
Il trasferimento dell'impianto, compresi gli erogatori di G.P.L. puo' essere autorizzato, se fuori dalla perimetrazione urbana, soltanto quando il punto prescelto per la nuova ubicazione risulti esterno ad una zona delimitata da una circonferenza con raggio di almeno 3 km. da un impianto preesistente ovvero distante da questo non meno di 10 km. su una stessa direttrice. Per gli erogatori di G.P.L. tali valori si intendono triplicati.
All'interno della perimetrazione urbana, il trasferimento puo' essere ammesso in nuove aree di espansione residenziale e di traffico gia' destinate dal piano regolatore generale o da altro strumento urbanistico all'installazione di distributori di carburanti per autotrazione.
Le concentrazioni di due o piu' impianti in un unico impianto sono incoraggiate e le domande rese a realizzarle, accolte in via prioritaria.
L'autorizzazione alla concentrazione, comportante la chiusura di impianti situati in altri Comuni della Provincia, e' accordata con la condizione che, contestualmente all'apertura del nuovo impianto avvenga la chiusura dei punti vendita preesistenti con relativo provvedimento di revoca o di rinuncia delle concessioni relative.
Art. 7: IMPIANTI AD USO PRIVATO
L'autorizzazione all'installazione degli impianti di cui all'art. 21 del D.P.R. 27 ottobre 1971, n. 1269, e' rilasciata dal Presidente della Giunta Regionale solo in presenza di reali e comprovate necessita'.
Gli impianti, costituiti da uno o piu' serbatoi collegati a colonnine ovvero ad altre apparecchiature per il prelievo e la misurazione del carburante, devono essere installati all'interno di stabilimenti, cantieri, magazzini e simili delle imprese private interessate all'impianto.
L'autorizzazione deve essere preceduta dall'accertamento dell'effettiva necessita' della ditta interessata e dell'importanza dell'attivita' svolta dalla stessa.
Nei provvedimenti di autorizzazione da rilasciare, sentito il preventivo parere del Comune, del Comando dei Vigili del Fuoco e dell'UTIF competenti per territorio, devono essere esplicitamente indicate la destinazione dell'impianto all'uso privato per l'esclusivo rifornimento degli automezzi di proprieta' dell'impresa interessata nonche' l'espresso divieto di concessione del carburante a terzi, a titolo oneroso o gratuito, pena la revoca immediata, in caso di inosservanza dell'autorizzazione stessa.
Art. 8: IMPIANTI PER IL RIFORNIMENTO NATANTI
L'autorizzazione all'installazione ed esercizio di impianti per la distribuzione di carburanti destinati al rifornimento di natanti, e' rilasciata dal Presidente della Giunta Regionale, ferme restando le facolta' spettanti alla competente autorita' marittima.
Art. 9: ULTIMAZIONE DEI LAVORI
Le norme e il termine di cui al 2° comma -lettera d) dell'art. 10 del D.P.R. 27 ottobre 1971, n. 1269 si intendono estese ai provvedimenti relativi a trasferimenti, concentrazioni, modifiche e potenziamenti degli impianti.
Nei casi in cui non vengano rispettati dai concessionari i termini per l'ultimazione dei lavori, qualora almeno un mese prima della scadenza non venga richiesta la proroga, le autorizzazioni di cui al comma precedente decadono.
La proroga ha la durata massima di sei mesi. Oltre tale termine possono essere accordate proroghe solo per documentati casi di forza maggiore.
Ad ultimazione dei lavori, gli impianti devono essere collaudati entro 60 giorni dalla richiesta del concessionario da apposita Commissione nominata dal Presidente della Giunta della quale fanno parte, un funzionario dell'assessorato competente di livello non inferiore al VII in qualita' di Presidente, un rappresentante dell'UTIF e un rappresentante dei Vigili del Fuoco.
Le funzioni di segretario sono svolte da un impiegato di livello non inferiore al V dell'Assessorato competente. Le spese relative saranno a carico del richiedente.
Art. 10: SOSPENSIONE DELL'ATTIVITA' - DECADENZA – REVOCA
Le richieste di sospensione temporanea dell'esercizio degli impianti sono accolte solo per motivi che determinano un'oggettiva impossibilita' di servizio.
Le sospensioni per impianti ubicati in localita' ad intenso movimento turistico stagionale, salve ed impregiudicate le esigenze dell'utenza residente nelle stesse localita', possono essere autorizzate solo per brevi e determinati periodi di tempo in nessun caso superiori a sei mesi per ogni anno.
Per gli impianti, la cui inattivita' non sia stata autorizzata, e' disposta previa diffida la decadenza dei relativi provvedimenti di autorizzazione o di concessione.
Analogo provvedimento di decadenza della concessione deve essere disposto previa diffida, ai sensi dell'art. 10 del D.P.R. 27 ottobre 1971, n. 1269, nel caso in cui l'impianto sia stato posto in esercizio senza il prescritto collaudo, ovvero nei casi in cui siano state apportate agli impianti modifiche non autorizzate preventivamente o siano state date agli stessi destinazioni diverse da quelle assegnate.
La revoca dei provvedimenti di autorizzazione o di concessione e' disposta, per motivi di pubblico interesse, nel rispetto delle condizioni e delle modalita' indicate dall'art. 18 del D.P.R. 27 ottobre 1971, n. 1269.
Art. 11: RINNOVI
Ai fini del rinnovo delle concessioni e delle autorizzazioni, la data di scadenza viene desunta da quella del Decreto originario, salvo che in eventuali successivi provvedimenti tale data risulti esplicitamente posticipata.
La domanda per ottenere il rinnovo della concessione o il rinnovo e la conversione dell'autorizzazione in concessione deve essere prodotta sei mesi prima della scadenza del provvedimento di cui si chiede il rinnovo.
Il rilascio dei provvedimenti di rinnovo e' sempre preceduto dall'accertamento dei requisiti soggettivi del concessionario ed oggettivi dell'impianto.
Per quanto riguarda il titolare della nuova concessione e' necessario che lo stesso:
-	sia provvisto della prescritta capacita' tecnico-organizzativa di cui all'art. 5 del D.P.R. 27 ottobre 1971, n. 1269;
-	risulti proprietario dell'impianto.
Per gli impianti situati nei perimetri dei centri storici, delimitati dagli strumenti urbanistici, in caso di accertamento dell'incompatibilita' dell'installazione con i valori storici ed ambientali e con il regolare deflusso della circolazione stradale, il provvedimento di rinnovo deve contenere l'obbligo del trasferimento dell'impianto, entro un periodo di cinque anni, su aree indicate dal Comune.
Il rilascio dei provvedimenti di rinnovo e' sempre preceduto dall'accertamento dell'idoneita' tecnica delle attrezzature dell'impianto, risultante da verbale di collaudo redatto da una Commissione composta da un funzionario dell'Assessorato competente, da un rappresentante dei Vigili del Fuoco e da un rappresentante dell'UTIF (vedi art. 9).
In tutti i casi in cui le domande di rinnovo non possono essere accolte deve essere disposta la chiusura degli impianti.
Analogo provvedimento e' adottato per gli impianti che risultino inattivi alla data della scadenza dell'autorizzazione o concessione, salvo casi di forza maggiore.
Art. 12: TRASFERIMENTO DELLA TITOLARITA'
Per ottenere l'autorizzazione al trasferimento della concessione, a norma dell'art. 16 decimo comma del Decreto Legge 26 ottobre 1970, n. 745 convertito in legge 1034/70, il proprietario deve presentare domanda al Presidente della Giunta Regionale secondo le modalita' indicate all'art. 14 del D.P.R. 1269/71.
L'autorizzazione al trasferimento delle concessioni da parte di chi sia proprietario di piu' impianti di distribuzione di carburanti, situati in Province diverse, e' accordata dalla Giunta Regionale, sentito il parere del Ministero dell'Industria.
Art. 13: COMMISSIONE REGIONALE CONSULTIVA
E' nominata, presso la Regione, una Commissione Consultiva, con Decreto del Presidente della Giunta Regionale e su designazione degli Enti ed Associazioni interessati, composta come segue:
Assessore preposto al Settore o suo delegato:
-	n. 3 rappresentanti delle Societa' petrolifere operanti nella rete distributiva della Regione, di cui almeno uno designato dall'ENI;
-	n. 1 rappresentante designato dall'Associazione dei privati titolari di concessioni o autorizzazioni se costituita per l'esercizio di impianti di distribuzione carburanti operanti nella Regione;
-	n. 2 rappresentanti delle organizzazioni sindacali a carattere nazionale della categoria dei gestori presenti nella Regione;
-	n. 1 rappresentante designato dall'A.C.I.;
-	n. 1 rappresentante designato dall'ANCI;
-	Ingegnere capo, o suo delegato, dell'UTIF competente per territorio;
-	Ingegnere capo, o suo delegato, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco;
-	Sindaco o Assessore del Comune interessato alle domande da esaminare;
-	n. 1 rappresentante rispettivamente designato dall'Amministrazione Provinciale, dall'ANAS, dalla competente autorita' marittima, dall'Associazione distributori G.P.L. e della Federazione Nazionale distributori di metano, che parteciperanno alle sedute della Commissione solo quando interessate alle domande da esaminare;
-	il dipendente regionale Responsabile del Settore;
-	il dipendente regionale Responsabile del Settore Urbanistico;
-	n. 3 rappresentanti dei lavoratori dipendenti designati dalla Federazione regionale CISL- UIL- CGIL.
Le funzioni di Segreteria della Commissione sono esercitate da un funzionario dell'Assessorato Regionale al Commercio.
Le sedute della Commissione sono valide con la presenza della maggioranza assoluta dei componenti e le deliberazioni sono adottate con il voto della maggioranza dei presenti.
L'ordine del giorno deve essere inviato ai componenti la Commissione almeno 15 giorni prima di ciascuna riunione.
La Commissione dura in carica 3 anni.
La Commissione esprime pareri preventivi non vincolanti su tutte le materie oggetto di deliberazione da parte della Giunta Regionale, sentito il parere della Commissione Consiliare competente, ai sensi della presente legge e puo' su richiesta del Presidente della Giunta Regionale, dare pareri su ogni questione riguardante la distribuzione dei carburanti.
Ai componenti la suddetta Commissione, con esclusione dei dipendenti regionali, e' corrisposto un gettone di presenza oltre le spese di viaggio se dovute, secondo le modalita' previste dalla legge regionale 7 agosto 1972, n. 11 e successive modificazioni ed integrazioni.
Per i dipendenti regionali compreso il Segretario, si applica il disposto dell'art. 78 della legge regionali 31 agosto 1974, nn. 11 e 12 e successive modifiche ed integrazioni.

References: art. 24

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11
 art. 9

Art. 12

Art. 13