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ANDAMENTO OCCUPAZIONALE E AZIONI DI POLITICA ATTIVA DELLA PROVINCIA DI TRIESTE - PDF
ANDAMENTO OCCUPAZIONALE E AZIONI DI POLITICA ATTIVA DELLA PROVINCIA DI TRIESTE
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Serafino Castellani
1 ASSESSORATO ALLE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO E COLLOCAMENTO MIRATO, PROGRAMMAZIONE SCOLASTICA E DIRITTO ALLO STUDIO, COOPERAZIONE SOCIALE Assessore Adele Pino ANDAMENTO OCCUPAZIONALE E AZIONI DI POLITICA ATTIVA DELLA PROVINCIA DI TRIESTE Analisi storica a cura di Francesca Pedron Osservatorio Provinciale Mercato del Lavoro Area Servizi al Cittadino Dirigente: Alberto Gagliardi U.O. Politiche attive del Lavoro Responsabile di PO: Marina Urti2 SOMMARIO Andamento mercato del lavoro IL MERCATO DEL LAVORO IN PROVINCIA DI TRIESTE NEGLI ANNI Centro per l Impiego FLUSSI DI UTENZA. 7 GESTIONE DELLA MOBILITÀ.. 10 Iscrizioni in lista di mobilità Politiche attive del Lavoro TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO...15 BORSE FORMAZIONE LAVORO..19 INCENTIVI REGIONALI.22 Orientamento professionale e Formazione PROGRAMMA SPECIFICO 13 - Piano d azione per la ricollocazione lavorativa dei disoccupati 25 Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste3 Andamento mercato del lavoro è il sistema informativo regionale per l automazione degli adempimenti e dei servizi dei Centri per l Impiego. Grazie a estrazioni periodiche effettuate dal database di tale sistema è possibile elaborare dati di flusso derivanti dalle comunicazioni obbligatorie relative al periodo temporale di interesse, ottenendo così la possibilità di avere una visione generale dell andamento dei flussi del mercato del lavoro (avviamenti, cessazioni). I dati relativi agli avviamenti al lavoro, alle cessazioni e ai saldi presentati in questo rapporto sono stati estratti da alla data del 12 luglio Tali dati possono essere soggetti a lievi modifiche nel corso del tempo, poiché l inserimento delle pratiche relative agli avviamenti e alle cessazioni negli archivi informatici non sempre avviene in tempo reale. Inoltre, nei dati riportati sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie riferite al lavoro domestico, che però sono inoltrate all INPS e in seguito registrate negli archivi informatici regionali. Per questo motivo è possibile che vi siano delle discrepanze tra i dati riportati in questo report e quelli riportati in altre precedenti analisi dell andamento del mercato del lavoro. Nella Tabella 1 sono riportati i dati sulle assunzioni effettuate nel periodo dal 2007 al Avviamenti Cessazioni Saldo Tabella 1 Dinamica dei rapporti di lavoro in provincia di Trieste serie storica Dal 2007 al 2012, per la domanda di lavoro dipendente in provincia di Trieste, si evidenzia una contrazione significativa con una perdita di nuovi rapporti di lavoro avviati pari a un decremento percentuale del 21.7%. L analisi storica delle cessazioni evidenzia un trend stabile, a eccezione del picco di rapporti di lavoro conclusi nell anno Dall analisi dei saldi emerge chiaramente la situazione di grave crisi occupazionale presente sul territorio locale: se nel 2007 il saldo occupazionale descrive un mercato del lavoro vivo e ricettivo, nel 2012 si evidenzia un saldo negativo di rapporti di lavoro che rappresenta pienamente la scarsa richiesta di lavoro dipendente nella nostra provincia. Inoltre, è importante rilevare che, mentre gli avviamenti riguardano unicamente i nuovi rapporti di lavoro nell anno di riferimento, le cessazioni si riferiscono a chiusure di rapporti di lavoro avviati sia nel medesimo anno sia in quelli precedenti, e pertanto quelle non compensate rappresentano opportunità occupazionali perse. Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 34 La differenza di genere e la dinamica del mondo del lavoro Nella Tabella 2 sono riportati i dati dei rapporti di lavoro avviati e cessati dal 2007 al 2012 distinti per genere. MASCHI Avviamenti (41.2%) (41.9%) (40.9%) (41%) (42.1%) (41.7%) Cessazioni (41.4%) (40.7%) (41.7%) (42.8%) (44.2%) (42.4%) Saldo FEMMINE Avviamenti (58.8%) (58.1%) (59.1%) (59%) (57,9%) (58.3%) Cessazioni (58.6%) (59.3%) (58.3%) (57.2%) (55.8%) (57.6%) Saldo Tabella 2. Rapporti di lavoro avviati e cessati per genere anni Le percentuali riportate indicano l incidenza del genere sul totale degli avviamenti/cessazioni Dall analisi delle serie storica emerge una differenza di genere rilevante nell incidenza percentuale sia riguardo al numero di rapporti avviati sia a quelli cessati: i dati mostrano una maggior percentuale di rapporti avviati e cessati nelle donne. Dai dati emerge quindi un equilibrio sostanziale nell entrata e nell uscita dal mercato del lavoro tra uomini e donne; per questo sembra plausibile ipotizzare che questa differenza tra i due generi non sia puramente numerica, ma piuttosto riveli differenti modalità di inserimento. Poiché i dati riportatati fanno riferimento a rapporti di lavoro avviati/cessati (e non al numero di occupati), è plausibile ritenere che per la componente femminile si utilizzino contratti connotati da una maggior precarizzazione o con durata più breve. Per un maggior approfondimento, si veda il report trimestrale dell Osservatorio Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste. Età e inserimento nel mercato del lavoro Nelle Tabelle 3, 4 e 5 sono riportati i dati dei nuovi rapporti di lavoro avviati nelle diverse fasce di età distinti per tipologia contrattuale di inserimento. Per facilitare il confronto sono stati presi in considerazione gli anni 2007 (anno precedente alla crisi economica e occupazionale), 2011 e Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 45 15 29 ANNI Apprendistato professionalizzante 424 (2.3%) 889 (6.5%) (8.6%) Tirocinio 439 (2.4%) 563 (4.1%) 631 (5.1%) Lavoro a tempo determinato (45.7%) (40.3%) (40.9%) Lavoro a tempo indeterminato (21.8%) (12.2%) (10.8%) Lavoro a tempo determinato per sostituzione 172 (0.9%) 977 (7.2%) 802 (6.4%) Lavoro intermittente 227 (1.3%) (19.5%) (13.3%) Lavoro occasionale 122 (0.7%) 499 (3.7%) 372 (3%) Co.co.co./lavoro a progetto (15.5%) (10.3%) (9%) Altre tipologie contrattuali (9.4%) 522 (3.8%) 375 (3%) TOTALE Tabella 3. Rapporti di lavoro avviati e cessati per età anni 2007, 2011, 2012 Le percentuali riportate indicano l incidenza del tipo di contratto sul totale degli avviamenti Riguardo ai giovani dai 15 ai 29 anni, è rilevante evidenziare il forte aumento dei contratti di apprendistato registrato dal 2007 al 2012 (+650 unità pari a un incremento percentuale del 153%) riconducibile alle modifiche introdotte dal D.Lgs. 167/2011 Testo unico dell apprendistato. La situazione occupazionale dei più giovani è però connotata anche dalla forte contrazione degli avviamenti a tempo indeterminato ( nuovi contratti dal 2007 al 2012 pari a un decremento del 66%) e a tempo determinato ( nuovi contratti dal 2007 al 2012 pari a un decremento del 38%). Infine, è da segnalare la forte crescita del lavoro intermittente (lavoro a chiamata). Riguardo alla fascia di età dai 30 ai 49 anni, si evidenzia un forte decremento dei contratti a tempo indeterminato ( nuovi rapporti di lavoro avviati pari a -53% dal 2007 al 2012) e dei contratti a tempo determinato ( nuovi rapporti di lavoro avviati pari a -31% dal 2007 al 2012). Anche per i rapporti di lavoro avviati con contratto a progetto si registra una contrazione significativa con la perdita di nuove assunzioni dal 2007 al Come per la fascia dei più giovani, anche nella fascia di età centrale si assiste ad un rilevante aumento dei contratti di lavoro intermittente. Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 56 30 49 ANNI Apprendistato professionalizzante Tirocinio 118 (0.4%) 274 (1.2%) 237 (1.1%) Lavoro a tempo determinato (55%) (45.4%) (47%) Lavoro a tempo indeterminato (25.8%) (17.7%) (15%) Lavoro a tempo determinato per sostituzione 368 (1.4%) (12.4%) (14.3%) Lavoro intermittente 125 (0.4%) 995 (4.3%) (5%) Lavoro occasionale 141 (0.5%) 661 (2.9%) 594 (2.6%) Co.co.co./lavoro a progetto (15.1%) (11.6%) (10.2%) Altre tipologie contrattuali 399 (1.4%) (4.5%) (4.9%) TOTALE Tabella 4. Rapporti di lavoro avviati e cessati per età anni 2007, 2011, 2012 Le percentuali riportate indicano l incidenza del tipo di contratto sul totale degli avviamenti Nella fascia di età degli over 50, si registra un calo dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (-589 nuovi rapporti di lavoro avviati pari a -38% dal 2007 al 2012), che risulta comunque più contenuto se confrontato con le altre fasce di età considerate. E interessante notare, invece, la buona tenuta dei contratti di lavoro a progetto per questo target. OVER 50 ANNI Apprendistato professionalizzante Tirocinio 21 (0.3%) 48 (0.8%) 40 (0.7%) Lavoro a tempo determinato (47.2%) (37.6%) (39.3%) Lavoro a tempo indeterminato (23.7%) (16.7%) 929 (15.3%) Lavoro a tempo determinato per sostituzione 31 (0.5%) 359 (6%) 362 (6%) Lavoro intermittente 46 (0.7%) 347 (5.8%) 391 (6.4%) Lavoro occasionale 47 (0.7%) 209 (3.5%) 140 (2.3%) Co.co.co./lavoro a progetto (24.7%) (19.2%) (17.3%) Altre tipologie contrattuali 135 (2.1%) 629 (10.4%) 778 (12.8%) TOTALE Tabella 5. Rapporti di lavoro avviati e cessati per età anni 2007, 2011, 2012 Le percentuali riportate indicano l incidenza del tipo di contratto sul totale degli avviamenti Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 67 Centro per l Impiego FLUSSI DI UTENZA Di seguito sono riportati i dati del monitoraggio relativo al flusso di utenza presso il Centro per l Impiego relativamente agli anni dal 2009 al In particolare, si evidenzia il dato del numero totale di utenti che hanno rilasciato la Dichiarazione di disponibilità al lavoro e che hanno sottoscritto il Patto di servizio con il Centro per l impiego, secondo quanto previsto nel D.P.Reg. dd. 5 luglio 2005, n. 0227/Pres (Tabella 6). La Dichiarazione di disponibilità al lavoro consiste in una dichiarazione con la quale l utente, oltre ad attestare l eventuale attività lavorativa in precedenza svolta, si rende immediatamente disponibile allo svolgimento e alla ricerca di un attività lavorativa secondo le modalità definite con i servizi competenti. Il rilascio della Dichiarazione di disponibilità al lavoro è indispensabile al fine dell acquisizione dello stato di disoccupazione. Il Patto di Servizio è un accordo in forma scritta, di validità annuale, stipulato all atto del rilascio della dichiarazione di disponibilità dell utente con il Centro per l Impiego (CPI). Utenti che hanno rilasciato Dichiarazione di Disponibilità al lavoro e che hanno sottoscritto il Patto di Servizio Uomini Donne Totale Anno Anno Anno Anno Tabella 1 Flussi di utenza al CPI: dati in sintesi Come riportato nella Tabella 6, il flusso di utenza presso il CPI è in costante crescita. In particolare, dal 2009 al 2012 il flusso è aumentato di unità, pari a +42,3%. Da un analisi di genere degli utenti del CPI si evidenzia una maggior presenza di donne in tutte le annualità prese in considerazione; nessuna differenza di genere significativa si riscontra, invece, per il trend dal 2009 al Tipologia dei servizi erogati Nella Tabella 7 sono riportati distintamente i dati riferiti al numero di servizi erogati relativi alla stipula del Patto di Servizio e al colloquio di approfondimento per coloro che sono interessati al Servizio di Incontro Domanda Offerta di lavoro (IDO) del Centro per l Impiego. Il colloquio consente di completare in i dati sulle competenze, sulle esperienze scolastiche, formative e lavorative, sulle aspirazioni professionali e sulle reali disponibilità occupazionali Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 78 dell utente. Al termine del colloquio è prevista l attivazione automatica del Curriculum Vitae nella banca dati operazione quest ultima che rende visibile tale profilo agli operatori del Servizio IDO. L analisi della tipologia di servizi erogati evidenzia un andamento altalenante. Se si considera che nel numero di utenti che hanno richiesto il servizio di incontro domanda offerta di lavoro (IDO) vengono computati unicamente quelli utenti che effettuano il colloquio di orientamento al lavoro per la prima volta, è interessante notare la crescita di tale utenza, concentrata soprattutto negli anni 2010 e La minore erogazione di colloqui nel corso del 2012, invece, sembra suggerire un consolidamento dell utenza del servizio IDO, riconducibile probabilmente alla difficoltà di inserimento lavorativo connessa alla crisi economica in atto. Inoltre, dal 2009 al 2012 sono aumentati in modo rilevante anche gli utenti che si rivolgono al Centro per l Impiego per la stipula o il rinnovo del Patto di Servizio. Utenti che si sono limitati alla stipula/rinnovo del Patto di Servizio Utenti che hanno richiesto il servizio IDO Anno Anno Anno Anno Tabella 7 Acceso ai servizi del CPI: dati di sintesi Cittadinanza Utenti Per quanto riguarda la provenienza degli utenti (Tabella 8), la percentuale più elevata di coloro che si rivolgono al CPI è composta da cittadini italiani; anche se nettamente inferiore, rilevante è anche la percentuale di utenti extracomunitari. Come si può osservare dalla Tabella sottostante, l analisi storica dei dati sulla provenienza degli utenti non mostra differenze significative: per tutte le annualità l incidenza percentuale della diversa provenienza appare comunque costante. Cittadinanza utenti CPI Italiana Comunitaria Extracomunitaria Totale Anno (79.6%) 395 (4.2%) (16.2%) Anno (79.5%) 457 (4.6%) (15.9%) Anno (78.3%) 624 (5.5%) (16.2%) Anno (78.7%) 692 (5.2%) (16.1%) Tabella 8 Dettaglio cittadinanza degli utenti del CPI (percentuali di riga) Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 89 Età utenti Un dato rilevante riguardo gli accessi al CPI è quello riferito all età dell utenza. Nella Tabella 9 sono riportati i dati relativi agli utenti distinti in tre fasce di età. Fasce di età utenti CPI < 30 anni anni 55 anni Totale Anno (29.6%) (63.2%) 684 (7.2%) Anno (30%) (61.3%) 866 (8.7%) Anno (31.7%) (60%) 948 (8.3%) Anno (33.1%) (58.5%) (8.4%) Tabella 9 - Utenti totali del CPI per fascia di età (percentuali di riga) Per quanto riguarda l età, per tutti gli anni considerati la fascia che caratterizza prevalentemente gli utenti del Centro per l Impiego è quella tra i 31 e i 54 anni, ma considerevole è anche l incidenza dei giovani sotto i 30 anni. Inferiore, invece, l incidenza percentuale degli over 55. L analisi del trend di accesso al CPI per le diverse fasce di età evidenzia un aumento rilevante di giovani con meno di 30 anni, che sono passati da nel 2009 a nel 2012 ( unità pari a +60%). La fascia intermedia (31-54 anni) mostra una crescita negli accessi più contenuta, con aumento percentuale del 31.7%. Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 910 GESTIONE DELLA MOBILITÀ Iscrizioni In questa sezione sono presentati i dati relativi alle iscrizioni nelle liste di mobilità per gli anni dal 2009 al E opportuno premettere che a fronte delle modifiche normative intervenute con la Legge 24 dicembre 2012 n. 228 (Legge di stabilità 2013), dal primo gennaio 2013 non è più possibile accogliere domande di iscrizione in lista di mobilità ai sensi della legge 236/93. Secondo quanto era previsto dall art. 4 della L. 236/93, potevano essere iscritti in lista di mobilità i lavoratori licenziati, da imprese (anche artigiane o da cooperative di produzione lavoro), che occupano anche meno di 15 dipendenti, per giustificato motivo oggettivo riconducibile a riduzione di personale, trasformazione, ovvero cessazione dell'attività aziendale. I lavoratori aventi diritto all iscrizione dovevano presentare domanda al Centro per l Impiego entro 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, allegando alla richiesta la lettera di licenziamento ricevuta dal datore di lavoro. In base alle procedure di cui agli artt. 4 e ss. della legge 223/91 (mobilità indennizzata), i lavoratori sottoposti a licenziamento collettivo (almeno 5 licenziamenti nell arco di 120 giorni) da imprese che occupano più di 15 dipendenti vengono iscritti "d'ufficio" in lista di mobilità. Il periodo di permanenza nella lista di mobilità è determinato da diversi fattori quali, ad esempio, l'età del lavoratore alla data del licenziamento, eventuali rapporti di lavoro a tempo determinato del lavoratore iscritto in lista mobilità, la tipologia di determinati contratti di lavoro. Le aziende possono beneficiare di agevolazioni contributive per i lavoratori, che, alla data dell'assunzione, risultano iscritti nella lista di mobilità, sia per i rapporti di lavoro a tempo determinato, che per quelli a tempo indeterminato. I benefici economici sono concessi per un periodo massimo di 12 mesi se il contratto di lavoro è a termine, prorogabili di ulteriori 12 mesi in caso di trasformazione a tempo indeterminato. Per le assunzioni a tempo indeterminato, l'agevolazione contributiva è concessa per un massimo di 18 mesi. Mobilità L. 223/91 serie storica anni Nella Tabella 10 sono riportati i dati degli iscritti in mobilità L 223/91 dal 2009 al 2012 distinti per genere. Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Donne Uomini TOTALE Tabella 10 - Iscrizioni alle liste di mobilità L. 223/91 distinti per genere Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 1011 Il trend del numero di iscritti nelle liste di mobilità ex L.223/91 evidenzia una decrescita dal 2009 al 2011, con un decremento di 106 unità pari a -42.2%. Per l anno 2012 si registra, invece, un forte incremento delle entrate nelle liste di mobilità con un aumento di 95 unità pari a +65.5%. E plausibile ipotizzare che l andamento degli iscritti nelle liste di mobilità sia strettamente connesso ai dati di Cassa Integrazione Straordinaria e Cassa Integrazione in deroga; nel periodo in cui si evidenziano meno licenziamenti e di conseguenza una diminuzione delle iscrizioni nelle liste di mobilità si assiste a una crescita significativa del ricorso da parte delle imprese agli ammortizzatori sociali di CIGS e CIG in deroga (dati INPS). Il forte incremento degli iscritti nelle liste di mobilità registrato nel 2012 deriva quindi dalla fuoriuscita definitiva dei lavoratori che per un periodo hanno potuto beneficiare degli ammortizzatori sociali. Nella Tabella 11 sono riportati i dati dei lavoratori over 45 iscritti nelle liste di mobilità L. 223/91 negli anni dal 2009 al Tali dati rappresentano un sotto-campione del totale. DI CUI OVER 45 Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Donne Uomini TOTALE 156 su 251 (62.2%) 123 su 181 (67.9%) 92 su 145 (63.5%) Tabella 11 - Iscrizioni alle liste di mobilità L. 223/91: estratto over su 240 (51.2%) Come riportato in tabella, l incidenza percentuale degli iscritti nelle liste di mobilità over 45 è significativamente elevata: per tutti gli anni presi in considerazione, la meta e più dei lavoratori licenziati e posti in mobilità ex L. 223/91 ha più di 45 anni di età. Tale dato è particolarmente significativo dal momento che il ricollocamento di questo target appare particolarmente critico. Mobilità L. 223/91 Settori di Crisi Nella Tabella 12 è riportato l estratto dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità provenienti dai settori di crisi dal 2009 al Questi lavoratori rappresentano un sotto-campione del totale. DI CUI SETTORI DI CRISI Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Donne Uomini TOTALEì 101 su 251 (40.2%) 65 su 181 (35.9%) 88 su 145 (60.7%) Tabella 14 - Iscrizioni alle liste di mobilità L. 223/91: estratto Settori di crisi 117 su 240 (48.7%) Anche nel caso dei lavoratori provenienti dai settori di crisi, l analisi del trend delle iscrizioni nelle liste di mobilità evidenzia una crescita dal 2010 al 2012 con un aumento percentuale del 32%. Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 1112 Nella Tabella 15 sono riportati nel dettaglio i dati riferiti agli iscritti nelle liste di mobilitò ai sensi della L. 223/61 provenienti dai settori di crisi dal 2009 al E importante specificare che gli ambiti caratterizzati da grave difficoltà occupazionale così come decretati dalla Regione Friuli Venezia Giulia (Piani di gestione delle situazioni di grave crisi occupazionale) non sono omogenei per le diverse annualità. In particolare, il settore dell edilizia è stato riconosciuto quale ambito di grave situazione occupazionale nel 2010 (Decreto assessorile dd. 7 aprile 2010 DGR dd. 4 agosto 2010). Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Metalmeccanico Edilizia Commercio Autotrasporti Elettronica Chimica Spedizionieri Tessile TOTALE Tabella 15 - Iscrizioni alle liste di mobilità L. 223/91 Settori di crisi Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 1213 Mobilità L. 236/93 serie storica anni Nella Tabella 16 sono riportati i dati distinti per genere delle iscrizioni alla mobilità ex L. 236/93. Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Donne Uomini TOTALE Tabella 16 - Iscrizioni alle liste di mobilità L. 236/93 distinti per genere L andamento degli iscritti nelle liste di mobilità ai sensi della L. 236/93 si mostra costante dal 2009 al 2011, con una crescita importante nel Lo scorso anno il totale degli iscritti in lista di mobilità è stato di lavoratori, con aumento percentuale rispetto al 2011 di +28%. Se si considera che questo istituto è stato abolito dalla recente normativa in materia di lavoro, il dato assume un significato particolarmente rilevante; allo stato attuale, infatti, non sono più previsti gli sgravi fiscali e contributivi per il re-inserimento lavorativo di questo target. Sono comunque da rilevare altre tipologie di benefici disposti dall art. 4 commi da 8 a 11 delle L. 92/2012 (Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro) a favore dei datori di lavoro che assumano, dal 2013, determinate categorie di lavoratori socialmente svantaggiati. In particolare, nella nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Direzione generale per le Politiche attive e passive del Lavoro), dd. 25/07/2013, si identificano quali lavoratori socialmente svantaggiati: - i lavoratori di età non inferiore a 50 anni, disoccupati da almeno 12 mesi; - le donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, residenti in regioni ammissibili ai finanziamenti nell ambito dei fondi strutturali dell UE; - le donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti. Nella Tabella 17 sono riportati i dati relativi ai lavoratori over 45 iscritti nelle liste di mobilità ai sensi della L. 236/93 (sotto-campione del totale). DI CUI OVER 45 Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Donne Uomini TOTALE 395 su (38.5%) 374 su (36.9%) 432 su (41.5%) Tabella 17 - Iscrizioni alle liste di mobilità ex L. 236/93: estratto over su (36.1%) Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 1314 Come riportato in Tabella, per le annualità prese in considerazione nell analisi, l incidenza percentuale di lavoratori con più di 45 anni di età rappresenta circa un terzo del totale. Mobilità L. 236/93 Settori in Crisi Nella Tabella 18 sono riportati gli iscritti nelle liste di mobilità ex L. 236/93 provenienti dai settori di crisi. DI CUI SETTORI DI CRISI Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Donne Uomini TOTALE 354 su (34.5%) 399 su (39.4%) 549 su (52.8%) Tabella 18 - Iscrizioni alle liste di mobilità L. 236/93: estratto Settori di crisi 690 su (51.8%) Nella Tabella 19 vengono illustrati in dettaglio i dati riferiti ai lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ex L. 239/93 provenienti dai settori di crisi per l anno E importante specificare che gli ambiti caratterizzati da grave difficoltà occupazionale così come decretati dalla Regione Friuli Venezia Giulia (Piani di gestione delle situazioni di grave crisi occupazionale) non sono omogenei per le diverse annualità. In particolare, il settore dell edilizia è stato riconosciuto quale ambito di grave situazione occupazionale nel 2010 (Decreto assessorile dd. 7 aprile 2010 DGR dd. 4 agosto 2010). Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Metalmeccanico Edilizia Commercio Autotrasporti Elettronica Chimica Spedizionieri Alberghiero Agenzie per il turismo Tessile 3 TOTALE Tabella 19 - Iscrizioni alle liste di mobilità L. 236/93 dettaglio Settori di crisi Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 1415 Politiche attive del Lavoro TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO Il tirocinio è uno strumento che si propone di agevolare l incontro tra aziende e risorse umane, favorendo la crescita professionale del tirocinante e l orientamento nelle scelte professionali, mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro. Attraverso il tirocinio, l azienda ha la possibilità di formare una figura professionale, anche nell ottica di una possibile collaborazione futura. Anche se il tirocinio non costituisce un rapporto di lavoro e non è retribuito, l azienda ospitante ha la facoltà di erogare un rimborso spese a favore del tirocinante durante il periodo di svolgimento dell attività formativa. La durata del tirocinio non può superare i 6 mesi. La Provincia di Trieste, quale Ente promotore ai sensi dell art. 18 L. 196/1997, al fine di rendere lo strumento dl tirocinio formativo e di orientamento un azione concretamente finalizzata allo sbocco lavorativo, è altresì intervenuta, sostenendo con fondi propri gli interventi volti all inserimento occupazionale. Al termine del percorso, il tirocinante può richiedere una certificazione di competenze che attesti le mansioni svolte e le competenze acquisite durante il tirocinio e riportarle nel proprio Curriculum Vitae. Il tirocinio formativo e di orientamento si rivolge a: Lavoratori inoccupati, disoccupati, in mobilità; Neolaureati e neodiplomati (entro 12 mesi dal conseguimento del titolo di studio); Persone svantaggiate (comma 1, art.4 legge 381/91); Portatori di handicap. Le diverse tipologie di tirocinio trovano specifica regolamentazione nelle seguente normativa: - Legge 196/97; - D.M. 142/98; - Regolamento regionale per l attivazione di tirocini formativi e di orientamento e tirocini estivi; - Legge 148/2011; - Regolamento provinciale per interventi di sostegno all inserimento lavorativo. Ciascun intervento prevede un costante monitoraggio da parte del soggetto promotore che, individua un tutor didattico-organizzativo responsabile delle attività e dell istruttoria necessaria all avvio del procedimento e da parte della stessa azienda ospitante che designa un tutor responsabile dell inserimento e della formazione del tirocinante. Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 1516 L attivazione del tirocinio formativo e di orientamento è subordinata alla stipula di una convenzione, firmata dai legali rappresentanti del soggetto promotore e dell azienda ospitante e di un progetto formativo e di orientamento, che dettaglia gli obiettivi e le modalità di svolgimento del tirocinio. A favore del tirocinante sono attivate le posizioni assicurative INAIL e R.C. A conclusione del percorso formativo l azienda ospitante elabora una relazione riferita all attività svolta durante il periodo di tirocinio, alle competenze di base, tecnico-professionali e trasversali acquisite durante il percorso formativo. Tale relazione, elaborata dal tutor aziendale, viene firmata dall azienda e trasmessa al soggetto promotore per la stesura dell attestato e della certificazione di competenze da rilasciarsi su richiesta del tirocinante e che può avere valore di credito formativo. L attestato è firmato dal legale rappresentante dell azienda, dal tutor del soggetto promotore e dal tutor aziendale. Nella Tabella 20 sono riportati i dati dei tirocini attivati dal 2009 al TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO Con rimborso a carico di Ente promotore Provincia Trieste Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno Con rimborso a carico dell azienda ospitante TOTALE TIROCINI ATTIVATI Tabella 20 - Numero di tirocini attivati serie storica I dati relativi all attivazione di tirocini formativi e di orientamento mostrano un andamento relativamente stabile, fatta eccezione per la diminuzione registrata nel 2011 (- 58 unità pari a %). Questo dato può essere in parte spiegato dalla modifica normativa intervenuta nel corso dell estate 2011, che ha reso più selettiva la procedura per l individuazione del tirocinante da parte dell azienda. Nella Tabella 21 sono riportatati in dettaglio i dati distinti per genere. Come si può osservare, non si evidenzia nessuna differenza di genere nell accesso allo strumento, anche se si registra comunque una maggior presenza femminile. TIROCINI FORMATIVI E DI ORIENTAMENTO Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 Uomini 111 (41.7%) 135 (54.4%) 79 (41.6%) 101 (40.9%) Donne 155 (58.3%) 113 (45.6%) 111 (58.4%) 146 (59.1%) TOTALE Tabella 21 - Numero di tirocini attivati distinti per genere Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 1617 Di seguito sono riportati i dati sugli esiti dei tirocini attivati (Tabella 22). E interessante notare come l incidenza percentuale degli inserimenti lavorativi a conclusione del percorso formativo sia in continua crescita dal 2009 al 2012; il trend registrato è particolarmente significativo, soprattutto in considerazione della grave crisi occupazionale che ha coinvolto e coinvolge il mercato del lavoro locale e nazionale. ESITI TIROCINI FORMATIVI: DATO GENERALE ESITI A CONCLUSIONE DEL TIROCINIO Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 TOTALE TIROCINI CONCLUSI NELL ANNO Conclusi e assunti 27 (16.8%) 25 (28.7%) 34 (24.6%) 66 (44.6%) Conclusi e non assunti Interrotti Ancora in svolgimento alla fine dell anno di riferimento Richiesti dall azienda ma non avviati TOTALE TIROCINI ATTIVATI NELL ANNO Tabella 22 Esiti tirocini serie storica Dopo aver analizzato i dati generali, di seguito sono riportati, in modo distinto, gli esiti dei tirocini formativi e di orientamento attivati con fondi propri della Provincia di Trieste a sostegno di soggetti con maggior difficoltà di inserimento da quelli che prevedono, invece, il rimborso a carico dell azienda ospitante (Tabella 23 e 24). ESITI TIROCINI FORMATIVI: FONDI PROVINCIA ESITI A CONCLUSIONE DEL TIROCINIO Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 TOTALE TIROCINI CONCLUSI NELL ANNO Conclusi e assunti 11 (29.8%) 14 (26.4%) 11 (30.5%) 19 (38.8%) Conclusi e non assunti Interrotti Ancora in svolgimento alla fine dell anno di riferimento Richiesti dall azienda ma non avviati TOTALE TIROCINI ATTIVATI NELL ANNO Tabella 23 Esiti tirocini attivati con fondi Provincia serie storica Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 1718 I dati confermano l efficacia dei tirocini formativi finanziati dalla Provincia di Trieste quali strumenti propedeutici all inserimento lavorativo, soprattutto per coloro che evidenziano maggiori difficoltà occupazionali. E importante rilevare che molta attenzione viene posta alla scelta dell azienda ospitante, in particolare per l effettiva volontà di assunzione al termine del periodo formativo. ESITI TIROCINI FORMATIVI: AZIENDA OSPITANTE ESITI A CONCLUSIONE DEL TIROCINIO Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 TOTALE TIROCINI CONCLUSI NELL ANNO Conclusi e assunti 16 (12.9%) 11 (22.4%) 23 (22.5%) 47 (47.5%) Conclusi e non assunti Interrotti Ancora in svolgimento alla fine dell anno di riferimento Richiesti dall azienda ma non avviati TOTALE TIROCINI ATTIVATI NELL ANNO Tabella 24 Esiti tirocini attivati con fondi Provincia serie storica Nei dati riferiti ai tirocini formativi e di orientamento attivati con aziende che erogano direttamente il rimborso spese è interessante notare il forte incremento di coloro che, al termine del percorso, sono stati inseriti. Dal 2009 al 2012 sono state inserite nel mondo del lavoro a conclusione del periodo di tirocinio 152 persone. Nella Tabella 25 sono riportate, in dettaglio, le tipologie contrattuali di inserimento. TIPOLOGIE CONTRATTUALI DI INSERIMENTO AL TERMINE DEL TIROCINIO SERIE STORICA TOTALE Con contratto a tempo indeterminato 28 (18.4%) Con contratto a tempo determinato 62 (40.9%) Con contratto di apprendistato professionalizzante 42 (27.4%) Con contratto a progetto 18 (11.9%) Altra tipologia contrattuale 2 (1.4%) TOTALE 152 (100%) Tabella 25 Tipologie contrattuali di inserimento a conclusione del periodo di tirocinio E importante sottolineare che le tipologie contrattuali offerte al termine del percorso formativo rappresentano forme di inserimento che prevedono buone garanzie per il lavoratore. Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 1819 BORSE FORMAZIONE LAVORO La Borsa Formazione Lavoro è uno strumento di inserimento-reinserimento lavorativo che, attraverso un percorso di formazione-lavoro, opera sul target dello svantaggio socio-economico. L individuazione di tale situazione di disagio è individuata a partire da alcuni indicatori specifici, cui il primo (vincolante) è dato dalla situazione reddituale del richiedente, misurata tramite modello ISEE, stabilito in non superiore ai annui. La durata prevista per l intervento di Borsa Formazione Lavoro è pari a 6 mesi, per un monte settimanale di 20 ore e un incentivo pari a 310 mensili erogato alla persona dalla Provincia di Trieste in qualità di Ente Promotore dell intervento. Tale intervento, per la stessa natura del target cui si rivolge, prevede e richiede notevole flessibilità ed elasticità, associate a un monitoraggio costante da parte degli operatori del CPI della relazione tra l azienda ospitante e il beneficiario al fine di intervenire sulle evenienze (sospensioni, interruzioni, cambi d orario e/o mansione, altre esigenze della persona e/o dell azienda ospitante). Per poter accedere alle borse di formazione lavoro è previsto l inserimento nella graduatoria predisposta annualmente e aggiornata semestralmente. Dall anno 2012 è stata disposta la conclusione di questa tipologia di intervento. La Provincia di Trieste ha deciso, in sede di Bilancio, di non finanziare tale strumento per favorire e potenziare altri strumenti di sostegno all inserimento lavorativo. In questo modo, per le situazioni di svantaggio complesso si fa riferimento alla rete istituzionale dei Servizi territoriali per strutturare percorsi di inserimento lavorativo e di presa in carico più idonei. Gli operatori del Centro per l Impiego hanno preso contatto con tutti gli iscritti nella graduatoria, al fine di poterne regolare la posizione presso il Centro per l Impiego e, attraverso la partecipazione a laboratori informativi e la redazione di strumenti di autopresentazione in azienda (curriculum vitae, lettera di presentazione, incentivi assunzione), offrire loro strumenti conoscitivi utili all accesso al mercato del lavoro. Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 1920 Nella Tabella26 sono riportati i dati relativi al numero di soggetti iscritti in graduatoria dal 2009 al Per gli anni dal 2009 al 2012 sono riportati i dati riferiti sia alla prima sia alla seconda graduatoria, mentre per il 2012 sono riportati i dati riferiti alla graduatoria unica. Inoltre, nella presentazione dei dati si sono tenuti separati gli iscritti in graduatoria appartenenti alle categorie protette ai sensi della L. 68/99. Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Anno 2012 I II I II I II UNICA Collocamento ordinario L. 68/ Totali inseriti in graduatoria Tabella 26 - Graduatoria borse formazione lavoro: serie storica Gli iscritti nella diverse graduatorie sono stati in costante aumento fino al 2012: dai 128 idonei della prima graduatoria del 2009 si è arrivati ai 415 idonei nella seconda graduatoria del 2011, con un aumento percentuale del 224%. Questo dato è strettamente connesso alla grave crisi occupazionale in atto, che ha aumentato in modo significativo le persone in cerca di lavoro e abbassato il reddito di molte persone. Le Tabelle 27 e 28 rendono conto della suddivisione di genere e della provenienza dei borsisti all interno della graduatoria unica 2012: i dati non evidenziano particolari differenze di genere. Italiani Stranieri Totale I graduatoria (64.8%) 45 (35.2%) 128 II graduatoria (85.4%) 24 (14.4%) 164 I graduatoria (86.4%) 23 (13.4%) 169 II graduatoria (76.6%) 62 (23.4%) 265 I graduatoria (73.6%) 82 (26.4%) 309 II graduatoria (73.3%) 111 (26.7%) 415 graduatoria unica (67.9%) 103 (32.1%) 321 Tabella 27 - Graduatoria borse formazione lavoro: provenienza - serie storica In riferimento alla provenienza degli utenti iscritti nelle graduatorie di borse formazione lavoro si evidenzia una prevalenza di cittadini italiani, anche se nel corso del tempo l incidenza degli utenti stranieri è cresciuta. Osservatorio provinciale Mercato del Lavoro della Provincia di Trieste 20 Vedere altro
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