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Timestamp: 2017-06-22 14:11:30+00:00

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19 febbraio 1797, Trattato di Tolentino | Sisohpromatem (Marco Vignolo Gargini)
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19 febbraio 1797, Trattato di Tolentino	Pubblicato il 19 febbraio 2017	di Marco Vignolo Gargini Trattato di pace tra il Papa e la Repubblica Francese
Il Sig. Marchese Massimi
Il Generale in capite Bonaparte Comandante dell’Armata d’Italia
Il cittadino Cacault Agente della Repubblica Francese in Italia
Plenipotenziari incaricati dei pieni poteri del Direttorio Esecutivo. sono convenuti negli Articoli seguenti:
Art. 1. – Vi sarà pace, amicizia e buona intelligenza tra il Papa Pio VI e la Repubblica Francese.
Art. 2. – Il Papa revoca ogni adesione, consenso e accessione palese o segreta da lui data alla Coalizione armata contro la Repubblica Francese, ed ogni Trattato di alleanza offensiva e difensiva con qualsivoglia Potenza o Stato. Egli si obbliga a non somministrare tanto per la guerra attuale che per le guerre avvenire ad alcuna delle Potenze armate contro la Repubblica Francese verun soccorso in truppe, vascelli, armi, munizioni da guerra, viveri e denari per qualunque titolo e sotto qualunque denominazione che possa essere.
Art. 3. – Sua Santità licenzierà dentro cinque giorni dopo la ratifica del presente Trattato le t:ruppe di nuova erezione, non ritenendo che quei Reggimenti i quali esistevano prima del Trattato d’armistizio firmato a Bologna.
Art. 4. – I vascelli da guerra o corsari delle potenze armate contro la Repubblica non potranno entrare, e ancor meno dimorare. durante la presente guerra, nei porti e rade dello Stato ecclesiastico.
Art. 5. – La Repubblica Francese continuerà a godere come prima della guerra di tutti i diritti e prerogative che la Francia aveva in Roma e sarà trattata in tutto come le potenze le più considerate. specialmente riguardo al suo Ambasciatore o Ministro, e ai Consoli e Vice-consoli.
Art. 6. – Il Papa rinuncia puramente e semplicemente a tutti i diritti che potrebbe pretendere sopra le città e territori di Avignone. Contado Venassino e sue dipendenze, e trasferisce, cede e abbandonai diritti suddetti alla Repubblica Francese.
Art. 7. – Il Papa rinuncia similmente per sempre, cede e trasferisce alla Repubblica Francese tutti i suoi diritti sopra i Tenitori conosciuti sotto il nome di Legazioni di Bologna, di Ferrara e della Romagna. Non sarà fatta alcuna innovazione alla Religione cattolica nelle suddette Legazioni.
Art. 8. – La Città, Cittadella e i villaggi che formano il territorio della città di Ancona, resteranno alla Repubblica Francese fino alla pace continentale.
Art. 9. – Il Papa si obbliga per sé e i suoi successori a non trasferire ad alcuno i Titoli delle Signorie annessi al territorio da lui ceduto alla Repubblica Francese.
Art. 10. – Sua Santità si obbliga di far pagare e con segnare in Foligno al Tesoriere dell’Arn1ata francese prima dei 15 del mese di ventoso corrente (li 5 marzo prossimo) la somma di quindici milioni di lire tornesi di Francia, dei quali dieci milioni in con tanti e cinque milioni in diamanti e altri effetti preziosi per conto della somma di circa sedici milioni che restano di debito secondo l’articolo 9 dell’armistizio firmato a Bologna li 5 Messidoro anno 4, e ratificato da Sua Santità li 27 giugno.
Art. 11. – Per sodisfare definitivamente ciò che resterà a pagarsi per l’intera esecuzione dell’Armistizio segnato a Bologna. Sua Santità farà somministrare all’Armata ottocento cavalli di cavalleria bardati, ottocento cavalli da tiro, bovi, bufali ed altri oggetti prodotti del Territorio della Chiesa.
Art. 12. – Indipendentemente dalla somma enunciata nei due articoli precedenti il Papa pagherà alla Repubblica Francese in contanti. diamanti e altro valore la somma di 15 milioni di lire tornesi di Francia. dei quali dieci milioni dentro il mese di Marzo e cinque milioni nel mese di Aprile prossimo.
Art. 13. – L’articolo 8 del Trattato d’armistizio segnato a Bologna, riguardante i manoscritti e gli oggetti d’arte, avrà la sua intera esecuzione al più presto possibile.
Art. 14. – L’Armata francese evacuerà l’Umbria, Perugia. Camerino subito che 1’articolo 10 del presente Trattato avrà avuto esecuzione e adempimento.
Art. 15. – L’Armata francese evacuerà la Provincia di Macerata. a la riserva di Ancona, di Fano e del lor territorio, tostoché i cinque primi milioni della somma mentovata all’artico1o 12 di questo Trattato saranno stati pagati e consegnati.
Art. 16. – L’Armata francese evacuerà il territorio della città di Fano e il Ducato di Urbino subito che i cinque secondi milioni della somma accennata all’articolo 12 del presente Trattato saranno stati pagati e consegnati, e quando gli articoli 3. 10.11 e 13 del presente Trattato saranno stati eseguiti. Li cinque ultimi milioni facendo parte della somma stipulata all’articolo 12 sararmo pagati al più tardi entro l’Aprile prossimo.
Art. 17. – La Repubblica Francese cede al Papa tutti i suoi diritti sopra le diverse fondazioni pie francesi nella città di Roma e a Loreto; e il Papa cede in tutta proprietà alla repubblica tutti i Beni allodiali appartenenti alla santa sede nelle tre Province di Bologna, di Ferrara e della Romagna e segnatamente la Terra della Mesola e sue dipendenze. Il Papa si riserva pero in caso di vendita il terzo delle somme che ne proverranno, le quali dovranno essere rimesse agli autorizzati a riceverli.
Art. 18. – Sua Santità farà disapprovare per mezzo d’un suo Ministro a Parigi l’assassinio commesso nella persona del Segretario di Legazione Basseville. Verrà pagata dentro un armo da Sua Santità e messa a disposizione del Governo francese la somma di trecento mila lire da ripartirsi tra quelli che hanno sofferto per questo attentato.
Art. 19. – Sua Santità farà mettere in libertà le persone che possono trovarsi detenute a motivo delle loro opinioni politiche.
Art. 20. – Il Generale in capite darà la libertà di ritirarsi alle case loro a tutti i prigionieri di guerra delle Truppe pontificie subito che avrà ricevuto la ratifica del presente Trattato.
Art. 21. – Fino a tanto che venga conchiuso un Trattato di Commercio tra il Papa e la Repubblica Francese, il commercio della Repubblica sarà ristabilito e mantenuto negli Stati di Sua Santità sul piede della Nazione la più favorita.
Art. 22. – In conformità al1’articolo 6 del Trattato conchiuso all’Aja li 27 Floreale dell’anno 3, la pace conchiusa col presente Trattato tra il Papa e la Repubblica Francese e dichiarata comune alla Repubblica Olandese.
Art. 23. – La Posta di Francia sarà ristabilita a Roma nella stessa maniera che esisteva in addietro.
Art. 24. – La Scuola delle Arti istituita a Roma per tutti i Francesi vi sarà ristabilita, e continuerà ad essere diretta come prima della guerra. Il Palazzo spettante alla Repubblica dove questa Scuola trovavasi collocata sarà reso nello stato in cui era.
Art. 25. – Tutti gli articoli, clausole e condizioni del presente Trattato, senza eccezione, sono obbligatori perpetuamente tanto per Sua Santità il Papa Pio VI quanto per i suoi Successori.
Art. 26. – Il presente Trattato sarà ratificato colla possibile maggior sollecitudine.
Fatto e segnato nel Quartier Generale di Tolentino dai suddetti Plenipotenziari il primo Ventoso, anno quinto della Repubblica Francese una e indivisibile (19 Febbraio 1797).
A. Card. Mattei L. Caleppi L. Duca Braschi Onesti Camillo Marchese Massimo
Le général en chef Bonaparte, commandant l’armée d’Italie, et le citoyen Cacault, agent de la république française en Italie, chargés des pouvoirs du Directoire exécutif ; son éminence le cardinal Mattei, M. Louis Caleppi, le duc Braschi, le marquis Massimo, plénipotentiaires de Sa Sainteté, sont convenus de ce qui suit :
Art. II. Le Pape révoque toute adhésion, consentement et accession par écrit, ou secrète, par lui donnée, contre la république française, à tout traité d’alliance, offensive ou défensive, avec quelque puissance que ce soit. Il s’engage à ne fournir, tant pour la guerre actuelle que pour les guerres à venir, à aucune des puissances armées contre la république française, aucun secours eu hommes, vaisseaux, armes, munitions de guerre, vivres et argent, à quelque titre et sous quelque domination que ce puisse être.
Art. III. Sa Sainteté licenciera, dans cinq jours après la ratification du présent traité, les troupes de nouvelle formation, ne gardant que les régiments existants avant le traité de l’armistice signé à Bologne.
Art. IV. Les vaisseaux de guerre ou corsaires des puissances armées contre la république, ne pourront entrer et encore moins demeurer pendant la présente guerre, dans les ports et rades de l’État ecclésiastique.
Art. V. La république française continuera à jouir, comme avant la guerre, de tous les droits et prérogatives que la France avait à Rome, et sera en tout traitée comme les puissances les plus considérées, et spécialement à l’égard de son ambassadeur et ministre, et des consuls et vice-consuls.
Art. VI. Le Pape renonce purement et simplement à tous les droits qu’il pourrait prétendre sur les villes et territoire d’Avignon, le comtat Vénaissin et ses dépendances, et transporte, cède et abandonne lesdits droits à la république française.
Art. VII. Le Pape renonce également à perpétuité, cède et transporte à la république française, tous ses droits sur les territoires connus sous les noms de légations de Bologne, de Ferrare et de Romagne. Il ne sera porté aucune atteinte à la religion catholique dans les susdites lègations.
Art. VIII. La ville, citadelle et les villages formant le territoire de la ville d’Ancône, resteront à la république française, jusqu’à la paix continentale.
Art. IX. Le Pape s’oblige pour lui et pour ceux qui lui succéderont, à ne transporter à personne le titre de seigneurie attaché au territoire par lui cédé à la république française.
Art. X. Sa Sainteté s’engage à faire payer et délivrer à Foligno, avant le 15 du mois de ventôse courant (le 5 mars 1797), la somme de 15,000,000 de livres tournois de France, dont 10,000,000 en numéraire, et 5,000,000 en diamants et autres effets précieux, sur celle d’environ 16,000,000 qui réste due suivant l’armistice signé à Bologne.
Art. XI. Pour acquitter définitivement ce qui reste à payer pour l’entière exécution de l’armistice, Sa Sainteté fera fournir à l’armée huit cents chevaux de cavalerie enharnachés, huit cents chevaux de trait ; des bœufs et des buffles, et autres objets produits du territoire de l’Église.
Art. XII. Indépendamment de la somme énoncée dans les deux articles précédents, le Pape paiera à la république française en numéraire, diamants ou autres valeurs, la somme de 15,000,000 de livres tournois de France, dont 6,000,000 dans le courant du mois de mars, et 5,000,000 dans le courant d’avril prochain.
Art. XIII. L’article VIII du traité d’armistice signé à Bologne, concernant les manuscrits et objets d’art, aura son exécution entière et la plus prompte possible.
Art. XIV. L’armée française évacuera l’Ombrie, Perugia, Camerino, aussitôt que l’article X du présent traité aura été exécuté.
Art. XV. L’armée française évacuera la province de Macérata, à la réserve d’Ancône, de Fano, et de leur territoire, aussitôt que les cinq premiers millions de la somme mentionnée à l’article XII du présent traite auront été payés et délivrés.
Art. XVI. L’armée française évacuera le territoire de Fano et du duché d’Urbin, aussitôt que les cinq seconds millions de la somme mentionnée à l’article XII, auront été payés et délivrés. Les cinq derniers millions, faisant partie de la somme stipulée en l’article XII, seront payés au plus tard, dans le courant d’avril prochain.
Art. XVII. La république française cède tous ses droits sur les différentes fondations religieuses françaises, dans les villes de Rome et Lorette, et le Pape cède en toute propriété à la république française tous les biens allodiaux appartenant au Saint-Siége dans les trois provinces de Ferrare, Bologne, et la Romagne, et notamment la terre de Mésola et ses dépendances. Le Pape se réserve cependant, en cas de vente, le tiers des sommes qui en proviendront.
Art. XVIII. Sa Sainteté fera désavouer, par un ministre à Paris, l’assassinat commis sur la personne du secrétaire de légation Basseville. Il sera payé par Sa Sainteté, et mis à la disposition du gouvernement français, la somme de 300,000 livres, pour être répartie entre ceux qui ont souffert de cet attentat.
Art. XIX . Le général en chef rendra la liberté à tous prisonniers de guerre des troupes de Sa Sainteté, aussitôt après avoir reçu la ratification du présent traité.
Art. XX. En attendant qu’il soit conclu un traité de commerce entre la » république française et le Pape, le commerce de la république sera rétabli dans les États de Sa Sainteté sur le pied de la nation la plus autorisée.
Art. XXI. Conformément au traité conclu à La Haye, la paix conclue par le présent traité, est déclarée commune à la république Batave.
Art. XXII. Le poste de France sera rétablie à Rome.
Art. XXIII. L’école des Arts, instituée à Rome par les Fraucais, continuera d’être dirigée comme avant la guerre. Le palais appartenant à la république, où cette école était placée, sera rendu sans dégradation.
Art. XXIV. Tous les articles du présent traité sont obligatoires à perpétuité, tant pour Sa Sainteté le Pape Pie VI, que pour ses successeurs.
Art. XXV. Le présent traité sera ratifié dans le plus court délai.
Fait et signé au quartier général de Tolentino, le 1er ventôse an V de la république française, une et indivisible. »
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References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25

Art. 26