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Timestamp: 2016-12-04 22:20:52+00:00

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Nuova legge regionale sulla “Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico” | Federazione speleologica pugliese's Blog
Nuova legge regionale sulla “Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico”
tags: cnsas, Federazione speleologica pugliese, grotte, patrimonio geologico e speleologico, regione puglia
Il presidente della Federazione speleologica pugliese, Vincenzo Martimucci, ha ricevuto questo pomeriggio il testo definitivo della nuova legge regionale, approvato durante la seduta di Consiglio regionale lo scorso 25 novembre. Lo riportiamo integralmente, in anteprima, alla vigilia dell’incontro regionale del prossimo fine settimana.
A tutti gli speleologi della Puglia i migliori auguri!
Art. 3 – Catasto regionale dei geositi
Art. 4 – Catasto regionale del patrimonio speleologico
Art. 5 – Sezioni speciali e monumenti naturali
Art. 6 – Gestione, tutela e pianificazione
Art. 7 – Interventi regionali e relazioni con gli enti locali
Art. 9 – Funzioni di controllo e sorveglianza
riconosce il pubblico interesse alla tutela, gestione e valorizzazione della geodiversità regionale e del patrimonio geologico a essa collegato, con particolare attenzione al fenomeno carsico, in quanto depositari di valori scientifici, ambientali, culturali e turistico-ricreativi;
promuove la conoscenza, la fruizione pubblica compatibile con la conservazione del bene e l’utilizzo didattico dei luoghi di interesse geologico e speleologico e dei paesaggi geologici e carsici;
garantisce la conservazione e la valorizzazione del sottosuolo, del patrimonio ambientale delle zone carsiche, delle cavità naturali e degli ipogei artificiali di particolare valore culturale e della biodiversità ipogea, anche attraverso l’emanazione di provvedimenti conservativi specifici diretti a impedire il degrado, la distruzione, l’ostruzione, il danneggiamento, il deturpamento e l’inquinamento, nonché per consentirne una corretta fruizione.
il miglioramento della conoscenza e la conservazione del patrimonio geologico e speleologico regionale e della biodiversità ipogea;
l’accertamento dello stato dei geositi e dell’ambiente carsico;
la conservazione e l’aggiornamento del catasto regionale delle grotte e delle cavità artificiali e l’istituzione del catasto regionale dei geositi;
la fruizione pubblica compatibile con la conservazione del bene e l’utilizzo didattico del patrimonio geologico e speleologico.
l’organizzazione delle attività di studio, ricerca, tutela e conservazione dei geositi, di significative manifestazioni superficiali e sotterranee del fenomeno carsico, di cavità artificiali di particolare valore culturale e della biodiversità ipogea;
la formazione tecnica e culturale degli speleologi e delle guide speleologiche nell’ambito dei gruppi associati alla Federazione speleologica pugliese (FSP) o riconosciuti nell’ambito speleologico nazionale (Società speleologica italiana e club alpino italiano);
le attività di valorizzazione sostenibile del patrimonio speleologico;
la prevenzione e la vigilanza degli infortuni nell’esercizio delle attività connesse alla frequentazione a scopo turistico, sportivo, scientifico, ricreativo e culturale degli ambienti ipogei, riconoscendo quale soggetto di riferimento per tali attività il Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico (CNSAS).
“patrimonio geologico” della Regione, l’insieme dei luoghi e delle singolarità ove sono conservate importanti testimonianze della storia e dell’evoluzione geologica, geomorfologica, idrogeologica e pedologica del territorio regionale;
“patrimonio speleologico”, l’insieme degli ambienti sotterranei, originati da processi carsici in ambiente terrestre e marino o creati da attività antropiche in contesti naturali o urbani;
“speleologia”, il complesso delle attività di studio e di esplorazione delle cavità naturali e artificiali e dei fenomeni naturali e culturali in esse osservabili;
“biodiversità ipogea”, varietà di organismi viventi che abitano gli ecosistemi ipogei, suddivisi tra troglobi, strettamente legati agli ambienti ipogei, e troglofili, che utilizzano gli stessi saltuariamente .
“geositi”, ovvero qualsiasi località, area o territorio in cui possa essere definibile un interesse geologico, geomorfologico, idrogeologico, paleontologico e pedologico per la conservazione;
“aree carsiche”, ovvero zone formate da rocce carsificabili, solubili, nelle quali l’idrografia di superficie è limitata, mentre il sottosuolo è caratterizzato dallo sviluppo di grotte e cavità. Le aree carsiche sono, altresì, caratterizzate in superficie da depressioni chiuse, doline, valli cieche, inghiottitoi e risorgenti.
“sistemi carsici”, ovvero complessi di forme carsiche ipogee e epigee organicamente e funzionalmente collegate tra loro;
“grotte naturali”, ovvero forme vuote sotterranee di origine naturale, di sviluppo superiore ai 5 metri lineari, oltre a cavità di entità inferiore ma di rilevante interesse geologico, archeologico, biologico, mineralogico, naturalistico e idrogeologico;
“cavità artificiali”, ovvero l’insieme delle strutture ipogee realizzate dall’azione dell’uomo, di particolare valore storico, archeologico, naturalistico e geominerario;
“geositi ipogei”, ovvero tutti quegli ambienti sotterranei che, per le loro caratteristiche morfologiche intrinseche, per la natura delle rocce nelle quali sono scavate, per quello che contengono o per l’uso che ne è stato fatto dall’uomo nel tempo, presentano caratteri di eccezionalità in senso lato;
“grotte e cavità turistiche”, ovvero le grotte naturali e le cavità artificiali per le quali è riconosciuta una valenza turistica o rispetto alle quali sono in atto attività di fruizione turistica già organizzate e/o disciplinate.
Gli elenchi e i rispettivi aggiornamenti sono approvati, su conforme proposta dell’Assessorato regionale all’ecologia, con delibera di Giunta regionale da notificarsi ai proprietari dei fondi su cui insistono i beni. La medesima delibera è pubblicata sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia (BURP) e notificata ai comuni interessati, che provvedono a darne pubblicità con l’affissione all’albo pretorio e con ogni mezzo che ritengano utile.
l’elenco delle grotte e cavità turistiche.
la Giunta regionale formula la proposta di istituzione del monumento naturale;
la proposta di istituzione è notificata al proprietario del fondo o del bene interessato a norma dell’articolo 8 della legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi), come modificato dagli articoli 5 e 21 della legge 11 febbraio 2005, n. 15;
la Regione procede alla convocazione della conferenza di servizi di cui all’articolo 6 della l.r. 19/1997, come sostituito dall’articolo 30 della legge regionale 19 luglio 2006, n.22 e successivamente modificato dall’articolo 3, comma 15, primo periodo, della legge regionale 31 dicembre 2007, n. 40, cui sono invitati oltre ai soggetti ivi indicati, anche i proprietari dei fondi e/o dei beni interessati osservando il procedimento di cui alla l.r. 19/1997 in quanto applicabile;
la legge istitutiva, è pubblicata sul BURP e notificata ai comuni interessati, che provvedono a darne pubblicità con l’affissione all’albo pretorio e con ogni mezzo che ritengano utile.
alterare il regime idrico con l’effettuazione di scavi, sbancamenti e colmamenti;
accedere, se non per giustificate attività di esplorazione e ricerca, alle cavità ipogee e ai geositi iscritti alle sezioni speciali dei catasti di cui al comma 1 dell’articolo 5 e ai monumenti naturali, per questi ultimi salvo diversa specifica regolamentazione eventualmente prevista nella legge istitutiva;
asportare o danneggiare affioramenti rocciosi, concrezioni, elementi della biodiversità ipogea o resti di essa, fossili, reperti paleontologici e paletnologici;
realizzare nuove cave e discariche.
a eventuali aree di rispetto contermini ai geositi inseriti nel catasto di cui all’articolo 3, individuate ai fini della tutela degli stessi e riportate nelle schede di censimento;
a eventuali aree di rispetto estese tra le cavità iscritte nel catasto di cui all’articolo 4 e il piano campagna sovrastante, per una superficie riportata nelle schede di censimento.
le iniziative di carattere scientifico divulgativo ed educativo dirette alla diffusione della tutela naturalistica e della conoscenza del patrimonio geologico e speleologico regionale;
gli studi e le pubblicazioni inerenti alle ricerche geologiche e speleologiche aventi per tema la valorizzazione e la tutela dei geositi, degli ipogei naturali e artificiali e delle aree carsiche di cui all’articolo 2;
l’organizzazione di corsi propedeutici, di formazione e di aggiornamento all’attività speleologica e alla conoscenza degli ambienti carsici, alle esplorazioni e alle ricerche negli ambienti ipogei del territorio regionale;
l’attuazione di programmi di iniziativa pubblica e privata per la sistemazione, tutela e fruizione, nonché per la delimitazione in sito, mediante apposita segnalazione, dei geositi, delle grotte e delle aree di cui all’articolo 2;
l’individuazione di itinerari e la redazione di guide, carte e pubblicazioni al fine di valorizzare e mettere in rete gli elementi del patrimonio geologico e speleologico di cui all’articolo 2, anche a fini educativi e turistici nell’ambito dei circuiti nazionali e internazionali;
il recupero e il ripristino dei siti degradati di particolare pregio ed interesse.
la localizzazione e le caratteristiche degli interventi previsti;
i tempi di realizzazione prevedibili e le priorità degli interventi;
l’impatto ambientale e la ricaduta pubblica prevista;
le forme di finanziamento.
violazione dei divieti di cui alle lettere b) e c) del comma 3 dell’articolo 6: da un minimo di euro 1.033,00 a un massimo di euro 10 mila .330;
violazione dei divieti di cui alle lettere a) e d) del comma 3 dell’articolo 6: da un minimo di euro 26,00 a un massimo di euro 259,00. La medesima sanzione si applica in caso di contravvenzione ai divieti di accesso di cui ai commi 5 e 6 dell’articolo 6;
violazione del divieto di cui alla lettera e) del comma 3 dell’articolo 6: da un minimo di euro 103,00 a un massimo di euro 1.029,00.
Per l’accertamento delle violazioni e l’applicazione delle sanzioni previste dalla presente legge si applicano le norme e i principi di cui al capo I della legge 24 novembre 1981, n. 689 (Modifiche al sistema penale). Gli importi provenienti da dette sanzioni affluiscono sul capitolo di entrata 3061120 “Proventi derivanti dalle indennità pecuniarie per violazione delle disposizioni legislative in materia dei beni culturali e ambientali” e devono essere utilizzate per gli scopi di tutela e valorizzazione previste dalla presente legge.
E’ estratto del verbale della seduta del 25 novembre 2009 ed è conforme al testo deliberato dal Consiglio regionale
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References: Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 9