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Timestamp: 2020-01-28 12:07:12+00:00

Document:
Camera dei deputati Dossier AS0021 modello dossier
Titolo: Rendiconto 2005 - Assestamento 2006 - A.C. 1253 e A.C. 1254 - Commissione affari sociali
Serie: Progetti di legge Numero: 25 Progressivo: 12
n. 25/12
File: AS0021
3. I risultati di finanza pubblica nel 2005. 9
4. I saldi del conto del bilancio. 11
5. La gestione di competenza. 14
Tavole riepilogative. 17
6. Profili di interesse della Commissione Affari sociali27
§ 6.1 Sanità. 27
§ 6.2 Politiche sociali31
1. L’assestamento del bilancio dello Stato. 39
2. I saldi del bilancio dello Stato risultanti dalle previsioni assestate. 44
Tavole riepilogative. 47
4. Profili di interesse della Commissione Affari sociali55
§ 4.1 Premessa. 55
§ 4.2 Lo stato di previsione del Ministero della salute. 55
§ 4.3 Lo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze. 56
§ 4.4 Lo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali59
Glossario dei principali termini macroeconomici e di finanza pubblica. 63
Corte dei conti – Relazione sul Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2005 (stralcio)87
§ Ministero della salute. 89
§ Ministero del lavoro e delle politiche sociali (stralcio)91
6. Profili di interesse della Commissione Affari sociali
6.1 Sanità
Va innanzitutto evidenziato che le risorse destinate alla sanità afferiscono solo in parte allo stato di previsione del Ministero della salute, perché esse affluiscono anche ad altre Amministrazioni statali e, in particolare, al Ministero dell’economia, cui fanno capo gran parte delle risorse relative alla tutela della salute (Fondo sanitario nazionale e stanziamenti per l’edilizia sanitaria).
Questo elemento contribuisce ad inquadrare le caratteristiche dell’Amministrazione del Ministero della salute, volta solo in minima parte alla gestione delle risorse finanziarie, in quanto mirata soprattutto a funzioni di programmazione, supporto e monitoraggio della spesa sanitaria, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. L’esercizio di tali funzioni deve essere svolto non solo attraverso un raccordo con le altre amministrazioni dello Stato (e, in primis, al Ministero dell’economia, cui spetta un ruolo assai rilevante nell’ambito dei processi di contenimento e razionalizzazione della spesa del settore) ma anche in collaborazione con le singole Regioni, con la Conferenza Stato Regioni e la Conferenza Unificata Stato e autonomie locali, sedi essenziali di confronto e decisione comune tra i diversi soggetti istituzionali che operano nel comparto sanitario.
La legislazione più recente conferma il ruolo del Ministero sopra delineato. In particolare, si prevede:
- in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi di contenimento della spesa sanitaria da parte di singole Regioni, la definizione di un accordo tra la Regione interessata e i Ministri della salute e dell’economia per l’individuazione degli interventi necessari al raggiungimento dell’equilibrio economico;
- il rafforzamento del ruolo dell’Agenzia italiana del farmaco, sottoposta alle funzioni di indirizzo del Ministero della salute e alla vigilanza dei Ministeri della salute e dell’economia, che ha come scopo istituzionale l’unitarietà delle attività in materia di farmaceutica e la promozione degli investimenti in ricerca e sviluppo. Il programma annuale dell’attività e degli interventi è trasmesso alla Conferenza Stato-Regioni, che esprime su di esso un parere;
- la definizione degli standard qualitativi (strutturali, tecnologici, di processo e possibilmente di esito) e quantitativi di cui ai livelli essenziali di assistenza, con regolamento emanato dal ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia (previa intesa con la Conferenza Stato regioni[1]);
- l’estensione del potere di accesso riconosciuto al Ministro della salute, nei confronti degli uffici delle aziende sanitarie locali ed ospedaliere e dei relativi presìdi e servizi "per le esigenze della programmazione sanitaria nazionale" nonché ai fini della vigilanza sulla gestione delle medesime aziende e sull'attuazione del piano sanitario nazionale. Il nuovo SIVeAS (sistema nazionale di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria costituisce un ulteriore passo per una valutazione dell’efficienza e dell’appropriatezza delle prestazioni del SSN.
Anche l’Intesa raggiunta in sede di Conferenza Stato Regioni il 23 marzo 2005 conferma il ruolo propositivo del Ministero nell’ambito dei “tavoli” di discussione volti ad individuare le soluzioni più idonee al conseguimento degli obiettivi generali di razionalizzazione della spesa; in tale ambito svolge importante funzione di supporto tecnico scientifico anche l’Agenzia per i servizi sanitari regionali (ente sottoposto alla vigilanza del Ministero della salute). Un ruolo primario è assicurato dal sistema informativo nazionale, alla cui alimentazione contribuiscono tutti i soggetti interessati.
Qui di seguito sono evidenziati i dati aggregati più significati concernenti le risorse per la spesa sanitaria assegnate al Ministero della salute e al Ministero dell’economia e delle entrate, rinviando alla relazione sul rendiconto generale dello Stato (pubblicata in allegato al presente dossier) per l’analisi analitica delle singole U.P.B (unità revisionali di base).
Lo stato di previsione del Ministero della salute
Lo stato di previsione del Ministero della salute per l'anno finanziario 2005 – approvato con legge 30 dicembre 2004, n. 312 [2] (Tabella n. 15) – recava le seguenti dotazioni iniziali:
1.162.587.783
1.289.092.032
113.950.754
537.754.129
1.276.538.537
1.826.846.161
In sede di rendiconto le assegnazioni complessive sono state pari a:
1.353.869.786
1.539.266.189
142.742.205
557.638.660
1.496.611.991
2.096.904.849
Le variazioni rispetto alla dotazione iniziale, in termini assoluti, sono pertanto le seguenti:
191.282.003
250.174.157
28.791.451
19.884.531
220.073.454
270.058.688
Il totale dei residui al 31/12/2005 ammonta a 1.472.254684,42 di euro.
Lo stato di previsione del Ministero dell’Economia e delle finanze
UPB 4.2.3.3 (cap. 7464) Edilizia sanitaria.
661.119.000
I residui totali del capitolo 7464ad inizio esercizio ammontano a 3.610.917.204 euro. A fine esercizio (31/12/2005) ammontano a 3.640.786.091 euro.
UPB 4.1.2.1Fondo sanitario nazionale di parte corrente.
Gli importi di competenza e di cassa sono determinati dalla somma dei seguenti capitoli:
- Fondo sanitario nazionale - cap. 2700;
- finanziamento del Fondo sanitario nazionale in relazione alle minori entrate dell’IRAP (Cfr. D.Lgs. n. 56/2000, art. 13, comma 3) - cap. 2701;
- contributo alla regione Friuli Venezia Giulia a titolo di anticipazione sulle maggiori compartecipazioni ai tributi statali, da devolvere in relazione al maggiore fabbisogno della spesa sanitaria - cap. 2702;
- somma da assegnare alle regioni in relazione agli interventi in materia sanitaria per la legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari - cap. 2703.
9.952.780.000
101.125.623
2.736.205.623
10.053.905.623
12.688.985.623
I residui totali per i capitoli interessati ammontano ad inizio esercizio a 2.751.7480.560. A fine esercizio (31/12/2005) ammontano a 6.117.441.285 euro.
UPB 5.2.3.1 (cap. 7630) Fondo sanitario nazionale in conto capitale.
I residui totali per il cap. 7630 ad inizio esercizio ammontano a 59.114.224,77 euro. A fine esercizio (31/12/2005) ammontano a 39.114.224,77 euro.
6.2 Politiche sociali
Si riportano di seguito i dati relativi allo stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, relativi al Centro di responsabilità n. 7 “Gestione del Fondo nazionale delle politiche sociali e monitoraggio della spesa sociale”.
A detto centro sono attribuite somme per l'adozione di iniziative relative all'età minorile e giovanile, all'associazionismo, alla cooperazione, alla solidarietà sociale, al volontariato, alla famiglia, agli anziani, ai disabili e per l'adozione di misure contro l'emarginazione e di strumenti di prevenzione della tossicodipendenza. Fa inoltre capo a questo centro di responsabilità la UPB (7.1.2.1) relativa ai trasferimenti da erogarsi a favore di invalidi civili, ciechi e sordomuti e la UPB (7.1.5.2) relativa al Fondo per le politiche sociali in cui confluiscono gli stanziamenti relativi al finanziamento delle principali leggi in materia assistenziale.
16.053.451.039
16.076.701.052
- 20.817.903
54.909.043
16.032.633.136
16.131.610.095
I residui totali per il Centro di responsabilità n. 7 ad inizio esercizio ammontano a 730.376.817 euro. A fine esercizio (31/12/2005) ammontano a 724.901.380 euro.
Con riferimento ai profili di specifica competenza della XII Commissione, va posta una particolare attenzione al Fondo nazionale per le politiche sociali, le cui risorse sono riportate in diversi capitoli di spesa dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per un totale di 1.308 milioni di euro circa:
a) capitolo 3671[3] «Fondo da ripartire per le politiche sociali»: risultano iscritti, in seguito alle note di variazione, € 1.193.767.000.
b) capitolo 3535[4]: risultano presenti € 105.000.000 (assegno a nuclei familiari disagiati);
c) capitolo 3532[5]: risultano presenti € 6.713.940 (benefici ai parenti di soggetti portatori di handicap);.
d) capitolo 3537[6]: risultano presenti € 2.600.000 (Benefici per lavoratori affetti da talassemia major e depranocitosi).
A tale riguardo si ricorda che la legge n. 289/2002(finanziaria per il 2003, art. 46) ha modificato la disciplina relativa al Fondo, facendovi confluire gli stanziamenti previsti per numerosi interventi disciplinati da altre disposizioni. Tali stanziamenti affluiscono “senza vincolo di destinazione”, fatta eccezione per le risorse destinate a soddisfare diritti soggettivi. La ripartizione per le diverse finalità avviene con decreto annuale del Ministro del Lavoro, d’intesa con la Conferenza unificata Stato ed autonomie locali.
Le risorse complessive del Fondo sono pari, nel 2005, a 1.308 milioni di euro circa. Come evidenziato dal decreto di riparto per il 2005 (posto a confronto nella tabella seguente con il riparto degli anni 2003 e 2004), esse risultano gestite direttamente dal Ministero del lavoro solo in minima parte (39 milioni circa); una quota molto consistente è infatti assegnata all’INPS (706 milioni circa) per l’attribuzione degli assegni di maternità e per i nuclei familiari; una quota consistente delle risorse (518 miliardi) è gestita dalle Regioni che decidono autonomamente la loro destinazione. Va infatti sottolineato che non risulta ancora realizzata un’altra previsione della legge n. 289 del 2002, concernente la determinazione con DPCM dei livelli essenziali delle prestazioni sociali, attraverso i quali garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale le prestazioni nel campo sociale, analogamente al modello definito con i LEA nel comparto sanitario. E alcune sentenze della Corte costituzionale hanno affermato la piena autonomia delle Regioni nella decisione in merito alla finalizzazione delle risorse, dichiarando l’illegittimità di alcuni vincoli di destinazione stabiliti con legge nazionale.
(Per un’analisi più approfondita dell’evoluzione normativa del Fondo vedi il dossier documentazione e ricerche del servizio studi n. 126 della scorsa legislatura; per l’attività di monitoraggio sulla spesa sociale cfr. la relazione sul rendiconto, pubblicata in allegato al presente dossier e, più diffusamente, il Rapporto di monitoraggio sulle politiche sociali, pubblicato sul sito www.welfare.gov.it).
Tabella di confronto della destinazione delle risorse finanziarie prevista dai decreti di riparto del Fondo Nazionale per le politiche sociali negli anni 2003, 2004, 2005
1.884.346.940[7]
A) Totale fondi destinati all’INPS
808.630.000
706.630.000
A1) Assegni ai nuclei familiari etc (L. n. 448/98, art. 65)
366.349.253
A2) Assegni di maternità etc (L. n. 448/98, art. 66)
A3) Agevolazioni di soggetti con handicap grave (L. n. 104/92, art. 33)
A4) Lavoratori affetti da talassemia major (L. n. 448/2001, art. 39)
A5) Onere pregresso
B) Somme destinate ai comuni (promozione diritti dell’infanzia ex lege n. 285/1997)
44.466.939
C) Risorse del Dipartimento politiche antidroghe della Presidenza del Consiglio
----[8]
D) Totale risorse destinate a Regioni e province autonome
1.000.000.000 [9]
D1) Risorse indistinte
479.565.306
D2) Risorse di cui all’ex Fondo per gli asili nido (L. n. 448/2001, art. 70)
--------- [10]
----- [11]
D3) Politiche per la famiglia, l’acquisto della prima casa ed il sostegno della natalità
173.434.694
D4) Misure di sostegno della povertà
D5) Politiche per la famiglia e in particolare per gli anziani e disabili
D6) Abbattimento delle barriere architettoniche (L. 9 gennaio 1989, n. 13)
D7) Integrazione scolastica degli alunni portatori di handicap
D8) servizi per la prima infanzia e scuole dell'infanzia
E) Risorse destinate al Ministero del lavoro per interventi di carattere sociale
96.985.863
17.250.001
E1) Fondo immigrazione (D.lgs. n. 286/98)
E2) Contributo Federazione pro ciechi (L. n. 284/97)
E3) Infanzia (L. n. 285/97; L. n. 451/97)
1.200.000 e 1.410.000
E4) Famiglia (L. n. 328/2000)
1.770.900
E5) Volontariato e associazionismo (L. n. 266/91; L. n. 342/2000; L. n. 438/1998)
6.088.473
E6) Politiche sociali e reddito ultima istanza (L. n. 328/2000)
E7) Fondo di rotazione per il finanziamento dei datori di lavoro per la costruzione di asili nido (art. 91 della L. n. 289 del 2002 - legge finanziaria 2003)[12].
E8) Rimanenze
- dai prelievi dal fondo di riserva per le spese obbligatorie e d’ordine (ivi compresi i prelievi necessari alla reiscrizione dei residui passivi perenti di conto corrente[13])edal fondo di riserva delle spese impreviste (articoli 7 e 9 della legge n. 468/1978), nonché dal fondo di riserva per l'integrazione delle autorizzazioni di cassa (di cui all’articolo 9-bis della legge n. 468/1978, inserito dall'articolo 8 della legge n. 94/1997) e dal fondo di riserva per l’integrazione delle autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di natura corrente inserite nella Tabella C della legge finanziaria (di cui all’articolo 9-ter della legge n. 468/1978, inserito dall’art. 2 della legge n. 208/1999);
- gli slittamenti di copertura, vale a dire l’utilizzo di quote dei fondi speciali stanziate nel bilancio di previsione per l’esercizio precedente e non utilizzate entro il termine di tale esercizio, ai sensi dell’articolo 11-bis, comma 5, della legge n. 468/1978[14];
- il trasporto all’esercizio in corso di titoli di spesa rimasti insoluti alla chiusura dell'esercizio precedente, con la conseguente integrazione delle autorizzazioni di cassa, ai sensi dell’articolo 17, ultimo comma, della legge n. 468/1978[15].
b)I saldi di cassa
II -Tasse e imposte sugli affari
III -Imposte sulla produzione, consumi e dogane
V -Lotto, lotterie ed altre attività di giuoco
X -Interessi su anticipazioni e crediti vari del tesoro

References: § 6

§ 6

§ 4

§ 4

§ 4

§ 4
 art. 13
 art. 46
 art. 65
 art. 66
 art. 33
 art. 39
 art. 70