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Timestamp: 2017-01-18 01:47:13+00:00

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12 Asset Quality Review 20 Torna a crescere lo stipulato
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Numero 3 Marzo 2014 - Unione del Commercio di Milano pdf14 933 KB
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Autorizzazione Trib . N. 6/98 del 13.1. 98 &middot; Poste Italiane S.p.A. Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46 Art. 1, c. 1 - DCB RM) &middot;
Trib . N. 6/98
13.1. 98De
&middot; Poste
Art. 1, c. 1 - DCB RM) &middot;
Dott.del
&amp; Lanci
S.r.l. - TipografiaPostale
di Albano,(conv.
20 - 00010
Direttore Responsabile Dott. Gianluca De Candia Stampa Palombi &amp; Lanci S.r.l. - Tipografia - Via Lago di Albano, 20 - 00010 (Villa Adriana) - Roma
Rivista di informazione dell’Associazione Italiana Leasing a cura di Assilea Servizi S.u.r.l.
NUMERO 2 2014
12 Asset Quality Review
20 Torna a crescere lo
stipulato nei comparti
tradizionali del leasing
Sabaleasing, chi era costui?
Vitilio Chionna Responsabile Ufficio Pianificazione strategica
della rivista direttamente
Benchmark Economico Finanziario di Assilea si rif&agrave; il trucco
16 IlAndrea
Torna a crescere lo stipulato nei comparti tradizionali
20 del leasing
Leasing on the road
24 Gianluca De Candia
Il leasing: principi e fondamenti
28 Katia Ricci
L’usurarieta’ degli interessi di mora
32 Massimo Rodolfo La Torre Avvocato
Il bollo auto &egrave; dovuto solo dall’utilizzatore
40 Francesco Falcitelli Avvocato
parole sono importanti…
Paolo Lorenzoni Presidente &amp; General Manager REVIS
a SILVANA CHILELLI, Direttore Commerciale di Mediocredito
RASSEGNA STAMPA (in pillole)
Andrea Albensi, Andrea Beverini,
Alberto Mazzarelli, Francesco Pascucci,
Lea Caselli
Art Attack ADV - www.artattackadv.com
Copertina,pubblicit&agrave; ME.CI,
pubblicit&agrave; Assilea:
concept - Lea Caselli
design - Paolo Ricciardelli
twoeight studio - www.twoeight.it
Silvana Chilelli Direttore Commerciale di
Vitilio Chionna Responsabile Ufficio
SARDALEASING S.p.A.,
Francesco Falcitelli Avvocato,
Paolo Lorenzoni Presidente &amp; General
Manager REVIS,
Chiara Palermo, Katia Ricci,
Massimo Rodolfo La Torre Avvocato
Chiuso in redazione il 12 maggio 2014
Le opinioni espresse nella rivista sono
di esclusiva responsabilit&agrave; degli autori
degli articoli e non impegnano
in alcun modo n&egrave; l’ASSILEAAssociazione Italiana Leasing,
n&egrave; l’Assilea Servizi S.u.r.l.
Luci ed ombre stanno caratterizzando questo primo quadrimestre del 2014.
Mentre sul versante politico arrivano messaggi concilianti dal Governo alle imprese in termini di riforme strutturali
da tempo attese, invece, sul fronte regolamentare, crescono
le preoccupazioni in capo al mondo bancario per quanto sta
avvenendo in fase di revisione della qualit&agrave; degli attivi, meglio nota come Asset quality review, il check-up che la Bce sta
svolgendo sui bilanci delle 128 maggiori banche europee per
verificarne lo stato di salute.
Come evidenziato dal quotidiano di Confindustria, nonostante le rassicurazioni del Governatore di Bankitalia Ignazio
Visco, le difformi normative tutt’ora presenti negli Stati membri nonch&eacute; i rigidi standard tecnici diffusi dall’Eba rischiano di mettere in grave difficolt&agrave; molte capogruppo bancarie
italiane ma anche di chiudere definitivamente i rubinetti del
A titolo esemplificativo, tra le regole diffuse dall’autorit&agrave; bancaria europea, vi sono due norme specifiche che alimentano
questi timori: la regola numero 179 di fatto impedisce a un
istituto di intervenire a supporto di un cliente in difficolt&agrave;
pi&ugrave; di una singola volta; altrimenti lo dovr&agrave; automaticamente classificare come non-performing, quindi dichiarare il suo
credito in default e prevedere nuovi accantonamenti. L’altra
regola &egrave; la 155 che introduce norme egualmente inflessibili
numero 2 anno 2014
sugli sconfinamenti dei fidi. Fino ad oggi lo sconfinamento
per oltre 90 giorni generava il default solo se superava una
certa soglia, detta &laquo;soglia di materialit&agrave;&raquo;, pari al 5% del totale
delle linee di credito del cliente; da ora un qualsiasi sconfinamento oltre i 90 giorni, costringer&agrave; la banca a dichiarare il
default su tutte le sue linee di credito.
Nel rimandare all’interessante testimonianza resa nelle pagine della nostra Rivista da una societ&agrave; di leasing sugli aspetti
pi&ugrave; salienti dell’AQR, commentiamo ora le prime evidenze del
Rapporto Annuale sul Leasing 2013, recentemente diffuso da
Assilea e disponibile sul sito assilea.it.
In un contesto economico in lento miglioramento, il leasing
nel 2013 ha registrato un primo importante cambio di marcia.
E’ cresciuto il numero dei contratti stipulati, trainato da una
dinamica positiva, anche in termini di valore, del comparto
Pur in presenza di una lieve riduzione del peso del leasing sugli investimenti fissi lordi, si &egrave; mantenuta pressoch&eacute; costante
la penetrazione del leasing sui finanziamenti bancari a medio/
lungo termine, con un incremento del peso di tale fonte di
finanziamento sui crediti agli investimenti produttivi.
Si conferma elevata l’incidenza del comparto delle PMI fra
la clientela leasing e nuovi impulsi alla crescita provengono
dalle recenti modifiche fiscali introdotte nella Legge di Stabilit&agrave;. Il leasing diventa un prodotto pi&ugrave; snello e conveniente
dal punto di vista fiscale, adatto a rimettere in moto le PMI e
l’economia del Paese.
I primi segnali di ripresa sono gi&agrave; visibili dai dati relativi al
primo trimestre 2014, che presenta un incremento medio superiore al 10% nei comparti tradizionali dell’auto, strumentale e immobiliare. L’immobiliare in particolare, dopo anni
di flessione, vede, nel mercato del leasing a professionisti per
l’acquisizione di immobili strumentali, nuovi prospettive di
Positive, dunque, le aspettative degli operatori sul 2014, con
uno stipulato del settore che potrebbe superare i 16 miliardi
e stimolare la ripresa degli investimenti produttivi nel nostro
Paese. Alla luce di quanto descritto &egrave; bello, a mio parere, sintetizzare il “nostro oggi” con le parole di Robert Kennedy:
“Alcuni uomini vedono le cose per quello che sono state e ne
spiegano il perch&eacute;. .. Io sogno cose che ancora devono venire e
dico... perch&eacute; no”.
Sabaleasing, chi
Quando si parla di Sabatini si rievoca
un’agevolazione storica con quasi 50
anni di vigenza, tra le pi&ugrave; conosciute
ed utilizzate in Italia (legge 1329 del
Tramite la Legge Sabatini, migliaia di
piccole e medie imprese di ogni settore hanno acquistato beni strumentali
a tasso agevolato, anche attraverso lo
strumento della locazione finanziaria.
Il finanziamento, di durata massima di
5 anni, prevede l’erogazione da parte di
Mediocredito Centrale di un contributo in c/interessi (erogato in un’unica
soluzione ed in via anticipata) ad abbattimento degli oneri finanziari. Inoltre il contributo &egrave; variabile in funzione
dell’ubicazione sul territorio in quanto
le varie Regioni o Provincie possono
aggiungere un ulteriore contributo secondo disponibilit&agrave; finanziarie regionali.
La legge Sabatini, regolando in maniera specifica l’agevolazione applicata ai
contratti di locazione finanziaria, ha
assunto la nota denominazione di Sabaleasing.
Aspetto particolarmente interessante
della Sabaleasing sta nel fatto che l’U-
tilizzatore non versa alcun anticipo
contrattuale se non gli oneri accessori
e l’IVA sui canoni di locazione.
Se pensiamo quindi alla c.d. Nuova
Sabatini capiamo subito perch&eacute; &egrave; bene
chiamarla “Decreto Beni strumentali”.
L’unica caratteristica comune delle due
agevolazioni riguarda i soggetti a cui &egrave;
rivolta l’agevolazione ovvero le micro,
La durata massima prevista per il finanziamento, 5 anni, apparentemente
simile, si differenzia, invece, per il fatto
che nella Sabatini i tempi decorrono
dal collaudo del bene e non dalla stipula del contratto come espressamente
previsto dal Decreto beni strumentali.
Iniziamo quindi con il dire “per favore
non chiamatela Sabatini”.
Vediamo adesso nel dettaglio di cosa
Il decreto beni strumentali, istituito
dal decreto-legge c.d. “del Fare” (art. 2
decreto-legge n. 69/2013) &egrave; rivolto alle
PMI, operanti in tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca, che realizzano investimenti, anche mediante
operazioni di leasing finanziario, in
macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di
fabbrica ad uso produttivo, nonch&eacute; investimenti in hardware, software e tecnologie digitali.
I principali aspetti dell’agevolazione
• Cassa Depositi e Prestiti eroga una
provvista alle Banche e agli intermediari finanziari garantiti da una banca
aderente alla convenzione. La provvista viene erogata attraverso la costituzione presso Cassa depositi e prestiti
(CDP) di un plafond di risorse (fino
a un massimo di 2,5 miliardi di euro,
eventualmente incrementabili con
successivi provvedimenti fino a 5 miliardi).
• Le banche e gli intermediari finanziari potranno utilizzare il plafond per
concedere finanziamenti (bancari o
leasing finanziari) fino al 31 dicembre
• Il Ministero dello sviluppo economico (MiSE) concede un contributo in
conto impianti alle PMI; il contributo
&egrave; commisurato agli interessi pagati
dall’impresa su un piano di investimento convenzionale di 5 anni ad
un tasso del 2,75%; a tal fine &egrave; stato stanziato in bilancio un importo
complessivo di 191,5 milioni di euro
per gli anni 2014-2021 cos&igrave; ripartiti:
7,5 milioni per il 2014, 21 milioni per
il 2015, 35 milioni per ciascuno degli
anni dal 2016 al 2019, 17 milioni per
il 2020 e 6 milioni per il 2021.
• Le PMI beneficiano del contributo
erogato dal MiSE, previa verifica di
disponibilit&agrave; delle risorse.
• Il finanziamento bancario/leasing
finanziario pu&ograve; essere assistito, con
priorit&agrave; di accesso, dalla garanzia
del “Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese”, fino al massimo
previsto dalla vigente normativa (80%
dell’ammontare del finanziamento).
Ma parliamo degli aspetti critici di
questa forma agevolativa.
Una prima nota dolente del decreto attiene quanto inopportunamente previsto per gli intermediari finanziari ovvero la necessit&agrave; di ottenere una garanzia
Come reiteratamente evidenziato da
Assilea agli organismi istituzionali
competenti, la previsione dell’obbligo
della garanzia di una banca aderente
alla convenzione a favore di un intermediario finanziario &egrave; in aperto contrasto con il combinato disposto degli
artt. 47 e 110 del TUB in materia di
finanziamenti agevolati e gestione di
fondi pubblici che pongono sullo stesso piano le banche e gli intermediari
finanziari vigilati da Banca d’Italia.
Inoltre, in pi&ugrave; occasioni &egrave; stato evidenziato che, in ambito di disciplina pru-
denziale, per gli intermediari finanziari
ex art. 107 TUB &egrave; gi&agrave; in atto da parte
della Banca d’Italia una vigilanza equivalente a quella delle banche; infatti la
vigilanza della Banca d’Italia sugli intermediari finanziari li pone sullo stesso piano delle banche per il rischio di
“default”, con l’effetto che la previsione
di una garanzia non pu&ograve; che tradursi
in una loro penalizzazione che viola
la libera concorrenza, oltre che in un
maggior aggravio dei costi per la PMI.
La declinazione di tale garanzia, operata da CDP, varia a seconda della classificazione degli intermediari finanziari
se consolidati all’interno di un gruppo
bancario o meno.
Nel caso di Intermediari Finanziari
consolidati all’interno di un gruppo
bancario, la garanzia viene disciplinata
nella forma di una c.d. lettera di patronage.
Nel caso invece di Intermediari Finanziari non consolidati all’interno di un
gruppo bancario, il modello di riferimento &egrave; disciplinato nella forma di un
contratto autonomo di garanzia.
Ad aggravare ulteriormente la procedura, vi &egrave; anche l’indicazione secondo
cui, in caso di intermediario finanziario consolidato all’interno di un gruppo bancario, il garante potr&agrave; essere
solo la relativa banca che stipuli un
contratto di finanziamento con CDP
in conformit&agrave; a quanto previsto nella
Altra nota dolente, che ha trovato per&ograve;
una reale soluzione il 26 marzo scorso
con una circolare ministeriale fortemente voluta da Assilea, riguarda il
pagamento al fornitore che il testo del
decreto prevede debba esser fatto ad
avvenuta ricezione della provvista CDP
e comunque entro 30 giorni dalla data
di stipula del contratto di leasing.
Tale obbligo, che rappresentava una
delle maggiori restrizioni per il leasing
in quanto, contrariamente alla consueta prassi di settore, avrebbe obbligato la
societ&agrave; di leasing a pagare il fornitore
prima della consegna del bene con il
rischio di frodi a danno della banca/
intermediario finanziario oltre che del
cliente, &egrave; stato superato con la creazione di un conto tecnico dedicato (cfr.
Circolare del Ministero dello Svilup-
po Economico n.10677 del 26 marzo
Ci&ograve; vuol dire che, nell’ipotesi in cui la
societ&agrave; di leasing non riesca a pagare il
fornitore entro 30 giorni dalla stipula
del contratto di locazione finanziaria,
la stessa &egrave; tenuta a versare la provvista
ricevuta da CDP nell’apposito conto
tecnico, dedicato esclusivamente a tale
fine; in questo modo viene meno l’obbligo di pagare il fornitore in 30 giorni,
restando inteso per&ograve; che l’investimento, come previsto dall’art. 5 del decreto
ministeriale, deve concludersi entro 12
mesi dalla stipula del contratto.
Alla luce di tali considerazioni e ricordando che dalle ore 9 del 31 marzo u.s.
le PMI hanno avuto modo di presenta-
re le prime domande a banche e intermediari finanziari, lasciamo largo agli
attori principali di questo strumento
agevolativo per cogliere le prime impressioni con la prima apertura dello
sportello “beni strumentali”.
1. L’impresa presenta il modulo di domanda alla banca/intermediario finanziario all’atto della richiesta del
finanziamento; attraverso la compilazione del modulo e i relativi allegati richiede al MiSE di poter accedere al
contributo attestando il possesso dei requisiti e l’aderenza degli investimenti ai dettami di legge.
2. La banca/intermediario finanziario richiede la verifica di disponibilit&agrave; della provvista a CDP, che comunica al
MiSE la richiesta di prenotazione del contributo.
3. Il Mise prenota le risorse e comunica l’avvenuta prenotazione a CDP che, acquisita l’avvenuta prenotazione,
comunica la disponibilit&agrave; delle risorse erariali e della provvista alla banca/intermediario finanziario.
4. La banca/intermediario finanziario delibera i finanziamenti e invia la proposta di contratto e la richiesta di
utilizzo della provvista di scopo a CDP e contestualmente invia l’elenco dei finanziamenti deliberati e le relative
domande allegate al MiSE.
5. La banca/intermediario finanziario stipulano i contratti di finanziamento
6. Il bene deve essere consegnato entro 12 mesi dalla data di stipula del contratto
7. Il MISE eroga il contributo alla PMI
Ing. Antonio Martini, Dirigente della Divisione VI “Programmazione e
gestione delle risorse finanziarie” Ministero dello Sviluppo Economico
Non chiamatela Sabatini Bis. Questo &egrave; un messaggio da non sottovalutare che anche alle istituzioni preme
trasmettere. Perch&eacute;?
La nuova misura Beni strumentali (BS) &egrave; stata definita giornalisticamente Sabatini bis evocando uno strumento
(la legge 28/11/1965) che ha accompagnato per 40 anni lo sviluppo del settore manifatturiero nel Paese. Tale
paragone &egrave; lusinghiero e di buon auspicio, visto il successo avuto nel tempo da quello strumento, ma sebbene
siano ispirati dalla stessa finalit&agrave; (l’acquisto di macchinari e attrezzature) e presenti dei punti di contatto (il
finanziamento di medio termine) le due misure sono profondamente diverse. Infatti la nuova misura agevolativa
BS rappresenta in estrema sintesi un modello integrato ed innovativo di aiuto che accanto ad una provvista di
scopo di Cassa Depositi e Prestiti, che favorisce la liquidit&agrave; del sistema finanziario attore del credito, prevede un
contributo pubblico sugli interessi del medesimo credito direttamente versato dal Ministero all’impresa, la quale
potr&agrave; in via prioritaria usufruire anche della garanzia pubblica del Fondo Centrale.
Quali sono le principali opportunit&agrave; per le Pmi?
Per quanto evidenziato nella precedente risposta, le Pmi avranno un miglioramento nell’accesso al credito ed
una significativa riduzione degli interessi ordinariamente pagati.
Possiamo dire che il Decreto beni strumentali sia un primo passo per dare ossigeno alle Pmi?
I risultati delle prime due tornate mensili di prenotazione delle risorse (aprile e maggio) mostrano una importante
risposta delle Pmi allo strumento, infatti dopo le iniziali 2010 domande per circa 655 milioni di euro di finanziamenti
CDP e 50 milioni di euro di contributi MiSE, nell’attuale sessione di maggio sono state proposte dal sistema finanziario
oltre 1000 domande di Pmi per circa 300 milioni di euro di finanziamenti, con un trend quindi che conferma le
aspettative sulla misura.
Andrea Bianchi, Direttore dell’Area Politiche Industriali di Confindustria
Decreto beni strumentali: pensa che sia il tanto atteso strumento per la ripresa dell’economia in favore delle Pmi?
La crisi economica e finanziaria ha colpito molto duramente l’industria italiana. I dati sono noti: la produzione
industriale si &egrave; ridotta di oltre il 25% rispetto al 2008 e, dato ancor pi&ugrave; allarmante, evidenziano una riduzione della
capacit&agrave; produttiva di oltre il 15% rispetto al 2008 con punte che in alcuni settori superano il 40%.
A questo quadro vanno aggiunte le difficolt&agrave; che le imprese incontrano ormai da pi&ugrave; di sei anni nell’accesso al
credito. Basti pensare che da settembre 2011 il credito erogato a imprese e famiglie si &egrave; ridotto di 96 miliardi di
euro. La rigidit&agrave; nel mercato del credito &egrave; stata determinata da un insieme di cause che vanno dalla crisi del
debito sovrano ai vincoli regolamentari e al generale deterioramento del merito di credito, che a sua volta ha
determinato l’accumulo di enormi sofferenze nei bilanci delle banche.
In questa situazione la necessit&agrave; di un intervento per il rilancio degli investimenti era una misura assolutamente
necessaria. Confindustria l’aveva gi&agrave; indicata nel suo Progetto per l’Italia, lanciato nel gennaio 2013, e quella che
viene comunemente indicata come “Nuova Sabatini” &egrave; una prima risposta a questa esigenza.
Siamo consapevoli del fatto che, per come &egrave; strutturata l’agevolazione, le imprese devono comunque affrontare
l’iter di un finanziamento ordinario, con una regolare e accurata istruttoria sul merito di credito, ma certamente
la prospettiva di una riduzione del costo del credito pu&ograve; “catturare” quelle imprese titubanti e che in questa fase
pianificano i propri investimenti con molta prudenza.
&Egrave; evidente anche che questa misura da sola non &egrave; sufficiente a rilanciare la “rinascita industriale” di cui si parla in
Europa e che deve essere inserita in un pacchetto pi&ugrave; ampio di misure per la crescita, che incidono a 360 gradi
sull’operativit&agrave; delle imprese e sulle quali Confindustria si &egrave; gi&agrave; espressa.
Come giudica i risultati relativi a questa prima apertura dello sportello?
I primi dati informali di cui disponiamo indicano una buona risposta delle imprese. Sono poco pi&ugrave; di 2000 le PMI
che hanno presentato la domanda di finanziamento e di contributo per un ammontare complessivo di oltre 655
milioni di euro, quindi con importi medi superiori a 300.000 euro.
Non si &egrave; verificato dunque il temuto “click day” sia perch&eacute; l’adesione del sistema bancario e delle societ&agrave;
di leasing – queste ultime per i motivi che Assilea ben conosce – &egrave; avvenuta in prossimit&agrave; della data di avvio
dell’agevolazione sia perch&eacute; i 2,5 miliardi di euro che Cassa depositi e prestiti ha destinato a questa misura
rappresentano risorse cospicue.
Con questi ritmi il plafond si esaurir&agrave; entro l’estate e a quel punto sar&agrave; utile valutare l’incremento del plafond, come
peraltro previsto dal Decreto del Fare che ha istituito la misura, e contestualmente sar&agrave; necessario lo stanziamento
di risorse aggiuntive da parte del Ministero.
Cosa pensa debba cambiare in questo strumento agevolativo per renderlo pi&ugrave; agevole in favore delle pmi?
In queste settimane abbiamo ricevuto un’enorme quantit&agrave; di quesiti sull’applicazione della misura. Molti di questi
riguardano la procedura di erogazione del finanziamento e del contributo che appare piuttosto complessa e che
presenta margini di incertezza sull’ammontare del finanziamento e sulle sue condizioni nonch&eacute; sulla disponibilit&agrave;
stessa del contributo.
La criticit&agrave; principale sembra la lunghezza della procedura stessa e i tempi stimati per ottenere il finanziamento
che possono arrivare fino a 5 mesi.
Le imprese hanno bisogno di risposte e indicazioni pi&ugrave; rapide e questi tempi in qualche caso rischiano di scoraggiare
la decisione di avvalersi dell’agevolazione.
Alfredo Mariotti, Direttore Generale di UCIMU
Decreto beni strumentali: pensa possa essere la tanto attesa boccata d’ossigeno per il settore della produzione?
Ovviamente accogliamo positivamente l’emanazione della Circolare di attuazione, avvenuta l’11 febbraio u.s.,
che ha reso operativo l’articolo 2 del decreto legge 21/06/13, n. 69, convertito dalla legge 9 agosto 2013, n.98,
relativamente alla concessione e l’erogazione del contributo previsto dal “Decreto beni strumentali”, la c.d.
“Sabatini bis”.
A distanza di diversi mesi dal primo annuncio, che ha portato paradossalmente ad un ulteriore e tangibile blocco
degli ordini, finalmente le micro PMI possono accedere ai finanziamenti (anche mediante operazioni di leasing) e
ai contributi a tasso agevolato per gli investimenti in macchinari, impianti e attrezzature nuove di fabbrica.
Da sempre UCIMU ha suggerito il ripristino di un incentivo con il chiaro obiettivo di sostenere la ripresa della
domanda di beni strumentali in Italia e scongiurare il rischio di completa deindustrializzazione del paese.
Ora inizieremo a misurarci con questo strumento che oltre a prevedere incentivi diretti potrebbe avere anche
ulteriori effetti benefici sul mercato. Le banche e le societ&agrave; di leasing, ad esempio, mi pare si stiano attrezzando
per proporre alle aziende soluzioni competitive.
Per gli imprenditori questo significa avere opportunit&agrave; in pi&ugrave; per poter avviare i propri investimenti.
I primi dati emersi sulle operazioni presentate dal primo giorno utile (31 marzo) confermano l’interesse da parte
delle aziende e l’efficacia dello strumento.
Per l’acquisto di quali beni &egrave; maggiormente indicato il “Decreto beni strumentali”?
Il decreto &egrave; ben chiaro sulla tipologia di beni ammissibili; macchinari, impianti, beni strumentali e attrezzature
ovviamente nuovi di fabbrica … e possibilmente italiani, aggiungo io!
Bisogna per&ograve; stare attenti alle tempistiche: gli investimenti devono essere conclusi entro il periodo di
preammortamento (o di prelocazione) della durata massima di 12 mesi dalla data di stipula del finanziamento.
Questo potrebbe essere un limite per i grossi impianti o macchinari che richiedono tempi lunghi di approntamento;
caratteristica purtroppo molto comune ai costruttori di macchinari italiani dove la tecnologia e la complessit&agrave;
della commessa richiede pi&ugrave; tempo per le consegne.
Pagamento al fornitore in 30 giorni: quali conseguenze avrebbe avuto questa imposizione se il Ministero non avesse
pubblicato la circolare del 26 marzo?
Proprio perch&eacute; consapevoli dell’importanza e dell’impatto che potrebbe avere sul sistema manifatturiero del
Paese, abbiamo posto particolare attenzione su alcune criticit&agrave; emerse dalle prime analisi del provvedimento.
Prevedendo un pagamento al fornitore entro 30 gg dalla data di stipula (e non dalla consegna) questo avrebbe
portato, soprattutto nelle operazioni di locazione (che ad oggi &egrave; lo strumento pi&ugrave; utilizzato per l’acquisto di
beni produttivi), ad una consegna quasi immediata del bene escludendo quindi quei macchinari/impianti che
richiedono tempi di approntamento pi&ugrave; lunghi (e che, come gi&agrave; detto, rappresentano la maggior parte dei beni
prodotti da costruttori Italiani, che lavorano su commessa) agevolando quindi gli importatori che hanno, il pi&ugrave;
delle volte, la disponibilit&agrave; quasi immediata del bene.
Con Assilea siamo intervenuti presso il MISE che &egrave; prontamente intervenuto con la pubblicazione della circolare
esplicativa contenente le indicazioni per risolvere tecnicamente il problema.
Maria Olimpia Airoldi, Responsabile Expertise aiuti alle imprese - BNP
Paribas Leasing Solutions S.p.A.
A quali ostacoli devono fare attenzione le Pmi?
Le PMI devono prestare prima di tutto attenzione alla scelta della banca/intermediario finanziario in quanto
l’impianto dell’agevolazione non consente nessuna flessibilit&agrave; e non lascia spazio alla concorrenza fra banche.
Una volta presentata la domanda ad una banca/intermediario, se tutto va bene e se l’investimento risulta coperto
dalla provvista CDP, diventa poi impossibile cambiare partner finanziario, salvo rinunciare a quella prenotazione
e mettersi in coda per il mese successivo, sempre che ci sia ancora disponibilit&agrave; di fondi. Un altro punto a cui
fare attenzione &egrave; che una volta inserito il flag in domanda su “finanziamento” o “leasing” non &egrave; pi&ugrave; possibile
cambiare la modalit&agrave; di realizzazione dell’investimento. Le imprese devono inoltre ricordarsi dell’obbligo di inviare
al Ministero, entro 60 giorni, comunicazione dell’avvenuta realizzazione dell’investimento.
A quali tipi di interventi &egrave; maggiormente rivolto il “Decreto beni strumentali? E a quali meno?
I vincoli sono innanzi tutto quelli imposti dalla normativa che prevede l’agevolabilit&agrave; dei soli beni strumentali.
Questo in via generale, ma se si entra nell’ambito della locazione finanziaria il discorso si complica. Innanzi tutto
bisogna sottolineare che l’investimento oggetto di una domanda deve poter essere inserito in un unico contratto
di locazione finanziaria. Oppure bisogna che le imprese presentino tante domande quanti sono i contratti previsti.
Questa per&ograve; non &egrave; una preoccupazione delle imprese che tendono a presentare sempre una sola domanda anche
per investimenti complessi. Inoltre, per le societ&agrave; di leasing, far fronte ad investimenti che prevedono consegne
nell’arco dei dodici mesi comporta una notevole penalizzazione in quanto una recente circolare ministeriale
impone che la provvista non utilizzata entro i trenta mesi dalla data di stipula del contratto sia “congelata” su un
conto dedicato. Ne deriva che la societ&agrave; di leasing deve pagare a CDP interessi su una provvista non impiegata.
Bisogna dunque concludere che nell’ambito della locazione finanziaria l’investimento ideale &egrave; quello che ha per
oggetto pochi beni e consegnati in breve tempo.
Garanzia bancaria, perch&eacute;?
Questa domanda dovrebbe essere rivolta a CDP che sembra mettere in dubbio l’affidabilit&agrave; di intermediari
finanziari comunque sottoposti al controllo di Banca d’Italia.
In particolare per le societ&agrave; di leasing appartenenti ad un gruppo estero, come Bnp Paribas Leasing Solutions,
&egrave; stata una doccia fredda prendere atto del testo della garanzia imposta dalla convenzione nel caso in cui
la banca garante non fosse la capogruppo e al contempo banca aderente alla convenzione. Una garanzia
pesantissima e costosissima, sicuramente eccessiva se rapportata alla solidit&agrave; del gruppo di appartenenza, ma
che siamo stati costretti a presentare in quanto era impossibile deludere le aspettative della nostra clientela.
Questi sono i primi passi di CDP in un rapporto diretto con il mondo della locazione finanziaria. Confidiamo che ne
derivi una maggiore conoscenza del settore e un approccio diverso in occasioni future.
Pio Guenzi, Responsabile Agevolato e Supporto Canale Banca - Unicredit
A quali ostacoli devono far fronte le PMI?
Le PMI, in fase di presentazione della domanda devono porre la massima attenzione, in primis su un corretto invio
della domanda di agevolazione alla Banca o Intermediario finanziario seguendo, in maniera corretta le direttive
indicate sulla normativa, errori formali nella presentazione, prevedono infatti un ritorno della stessa da parte degli
enti convenzionati, nel contempo, devono organizzarsi al meglio per far coincidere la consegna del bene con la
giusta data prevista dalla normativa per la stipula del contratto.
Inoltre, le imprese devono scegliere con estrema attenzione, in fase iniziale il giusto intermediario finanziario su
cui appoggiare la propria richiesta in considerazione del fatto che successivamente la delibera non &egrave; possibile
A quali tipi di interventi &egrave; maggiormente rivolto il Decreto beni strumentali?
Riteniamo che gli investimenti che vengono definiti, salvo quanto stabilito dalla normativa, che prevede una
durata massima per quanto attiene la locazione finanziaria non superiore ai 5 anni data stipula, siano caratterizzati
dalla velocit&agrave; nella consegna ed inserimento nel ciclo di produzione, pertanto dei macchinari “pronta consegna”,
che permettano un uso in tempi ristretti delle disponibilit&agrave; concesse da CDP agli intermediari finanziari.
L’acquisizione di una garanzia bancaria, a carico degli istituti intermediari, &egrave; a ns. avviso una stortura nella
consolidata operativit&agrave; di Cassa Depositi e prestiti, che di fatto, ha creato nel mese scorso non pochi problemi alle
societ&agrave; di leasing interessate al convenzionamento. Su questo particolare punto ritengo sia necessario un ulteriore
confronto con CDP per eliminare un vincolo di per se dannoso.
Operativit&agrave; e criticit&agrave; per il mondo del leasing: l’esperienza di Sardaleasing
condotto in questi mesi da BCE e Banca d’Italia. Tale revisione del portafoglio rientra nell’ambito del complesso
processo di valutazione (“Comprehensive Assessment”) che precede l’imminente passaggio sotto la supervisione
diretta da parte della BCE dei maggiori
gruppi bancari europei.
Vitilio Chionna
Riportiamo una prima testimonianza
del mondo leasing sugli aspetti pi&ugrave; salienti dell’AQR (Asset Quality Review),
L’AQR (Asset Quality Review) costituir&agrave;
l’ ”evento” per il mondo finanziario nel
E’ difficile rispondere a questa domanda oggi, nella fase di massimo sforzo
della macchina organizzativa di tutti i
principali intermediari italiani per la
produzione dell’ingente mole di dati e
documenti richiesti dalla BCE. Ritengo, per&ograve;, che gli esiti di questa revisione possano condizionare normative ed
assetti futuri anche per i prossimi anni.
Alcune considerazioni, dal punto di
vista di chi sta operativamente contribuendo, come la Sardaleasing S.p.A.,
all’analisi sulla propria Capogruppo
Bper (Banca popolare dell’Emilia Romagna) sono, tuttavia, gi&agrave; possibili. Mi
concentrer&ograve;, ovviamente, sulle principali criticit&agrave; riscontrate.
Il loan tape 1
Sotto il profilo dell’ IT, l’alimentazione
dei numerosi campi rilevanti ai fini delle
analisi degli ispettori BCE ha comportato un non banale sforzo di programmazione per i nostri consulenti informatici.
Gli “ambienti” interessati sono stati diversi, determinando l’esigenza di verificare coerenza e corrispondenza dei dati
sotto vari profili. Cito in ordine sparso:
anagrafiche, analisi dei crediti e svalutazioni, vigilanza e centrale dei rischi, garanzie, valutazione dei cespiti.
1. Con questa espressione si indica l’insieme dei dati e delle informazioni legate ai singoli crediti in portafoglio; si tratta di un vero e proprio database inclusivo
di tutte le informazioni sul cliente e sulle garanzie.
Personalmente reputo premiante, in
questi casi, l’adozione di procedure
integrate nel sistema informatico centrale dell’azienda rispetto a soluzioni
di patchwork tra piattaforme differenti.
Ulteriore fattore di successo deriva
dal livello di “colloquio” tra le procedure, spesso differenti, della banca
capogruppo e della societ&agrave; di leasing.
Banalmente, chiamare gli stessi soggetti con lo stesso nome (anagrafiche
comuni) velocizza i processi ed incrementa il livello di data quality.
In questo senso, rappresentano un serio ostacolo le note divergenze nelle
rispettive normative di vigilanza tra
banche ed intermediari finanziari, anche nell’aspettativa di una predisposizione ricorrente del loan tape nel prossimo futuro.
Non appena il nucleo di ispettori ha
diramato il primo elenco di posizioni
interessate dalla verifica per il Gruppo
Bper &egrave; scattata la rincorsa dell’ AQR
Team per recuperare la documentazione da check list.
In queste occasioni ci si rende conto
degli enormi vantaggi competitivi derivanti dall’archiviazione elettronica
delle pratiche. Per la nostra societ&agrave;, la
disponibilit&agrave; solo parziale dei documenti ha comportato, in alcuni casi,
un fattore di rallentamento.
Sappiamo dove far spendere al nostro
Consigliere delegato il budget per i
Le perizie immobiliari
Il percorso virtuoso avviato negli scorsi
esercizi dalle societ&agrave; di leasing, anche
grazie alla procedura G.E.P.I. di Assilea, per il puntuale aggiornamento dei
valori delle perizie immobiliari sui cespiti in leasing non ha comportato particolari ansie ai fini della compilazione
del loan tape.
Ci&ograve; non significa che dormiamo sonni
tranquilli circa la consistenza e tenuta
di tali valori nell’ambito delle ispezioni
in corso. Abbiamo (relativamente da
poco) preso confidenza con gli International Valuation Standards (IVS), ovvero con il complesso di regole uniformi
e condivise, a livello internazionale, di
natura metodologica e applicativa, raccolte e presentate in modo sistematico
per la stima degli immobili. Agli IVS si
richiamano anche le linee guida dell’ABI per la valutazione degli immobili in
garanzia delle esposizioni creditizie e
ad essi &egrave; coerente la citata procedura
G.E.P.I. di Assilea.
Siamo, allo stato, in attesa di conoscere
se questo prodotto sia ritenuto coerente in ambito AQR.
Ritengo, tuttavia, plausibile prevedere
la prossima concentrazione di queste
attivit&agrave; su operatori istituzionali, qualificati e di standing internazionale.
Le valutazioni degli altri beni in leasing
Le valutazioni delle garanzie accessorie
a contratti di leasing di tipo mobiliare
hanno fatto emergere difficolt&agrave; superiori rispetto all’immobiliare.
Infatti, se la stima iniziale (stipula)
di veicoli, impianti ed imbarcazioni,
quanto meno in termini di congruenza
del prezzo di acquisto, &egrave; parte integrante delle policy aziendali, l’aggiornamento nel corrente &egrave; obiettivamente complesso.
Per le societ&agrave;, come la Sardaleasing,
con struttura contenuta ed offerta di
prodotti variegata, l’investimento in
metodologie e strumenti sofisticati di
valutazione pu&ograve; costituire un rebus
inestricabile. La complessit&agrave; della tabella cespiti presente in BDCR Assilea
rende l’idea del problema.
Abbiamo ovviato (con solidit&agrave; dell’approccio tutta da verificare) con un metodo statistico massivo legato a curve
di deprezzamento dei beni dedotte dalle “Indagini sui beni ex-leasing Assilea”.
Per la verit&agrave;, le pi&ugrave; recenti edizioni non
contengono pi&ugrave; le “rette di regressione”
che, alla luce di questa esperienza, potrebbero tornare utili.
Rispetto al tema generale, fanno eccezione le posizioni mobiliari deteriorate
di importo pi&ugrave; rilevante per le quali &egrave;
prassi un aggiornamento periodico del
La “Forbearance”
Come noto, la classificazione “forborne” introdotta da BCE non trova corrispondenza con gli status previsti dalla
Il termine forbearance pu&ograve; essere interpretato come tolleranza, sopportazione; in termini tecnici (riduttivi) &egrave; stato
tradotto con “moratoria”. In realt&agrave;, il
concetto &egrave; pi&ugrave; ampio e comprende tutte quelle misure di modifica delle origi-
narie previsioni contrattuali finalizzate
ad evitare al cliente difficolt&agrave; finanziarie tali da mandarlo in default.
La domanda chiave a cui abbiamo cercato di rispondere (anche retroattivamente) &egrave; stata: se non si fosse adottata
la misura specifica “di favore” sul contratto, si sarebbe verificato il default? 2
Abbiamo utilizzato, come Gruppo bancario, le seguenti linee guida:
a)Criteri oggettivi per l’estrazione di
contratti potenzialmente interessati.
Il tracciato &egrave; stato corredato da alcuni
dati rilevanti per fornire indicazioni
utili alla successiva fase.
b)Analisi soggettiva per l’effettiva attribuzione dell’attributo a cura degli
uffici interessati nella fase di delibera
delle concessioni (modifiche contrattuali)
I criteri oggettivi per l’individuazione
del blocco di produzione da analizzare:
• Contratti che risultassero attivi (esposizione maggiore di zero) rispettivamente al 31/12/2012 ed al 31/12/2013
• Contratti interessati dalle seguenti
modifiche contrattuali con effetti dal
01 gennaio 2009 in avanti. Tale limite
temporale era necessario per completare l’iter di permanenza in forborne
e l’eventuale uscita da tale situazione.
Le principali tipologie di modifiche
contrattuali considerate:
• Misure di moratoria di qualsiasi tipo
(ABI, sisma, individuale, in forza di
altre leggi, ecc.), ovvero presenza nel
piano di ammortamento di canoni con
quota capitale pari a zero o negativa.
• Allungamenti di durata contrattuale
• Presenza di “buchi” nel piano di ammortamento (ovvero discontinuit&agrave;
nel pagamento periodico dei canoni)
• Contratti che risultassero alle date di
rilevazione (31/12/2012 e 31/12/2013)
in allestimento, con valore di erogato
(sommatoria dei S.a.l.) superiore alla
soglia del 90% del valore nominale
del contratto e con modifiche contrattuali pari o superiori a due.
Ma la domanda cruciale a cui in questo
momento vorremo saper rispondere &egrave;:
quale sar&agrave; il livello di copertura che la
BCE vorr&agrave; attribuire a queste posizioni?
Forse non &egrave; un caso che questo breve
excursus abbia inizio e fine con una domanda ……..
Altri documenti esaminati in fase di
• Report Centrale dei Rischi (anche
Assilea) da cui risultassero nei periodi precedenti alla misura eventuali
sconfini significativi
• Notizie specifiche sulle ragioni della
richiesta di modifica presenti nella
relazione istruttoria.
Indizi forniti alla struttura per agevolare la decisione di attribuire ex post lo
status di “forborne”:
• Scaduto significativo alle date immediatamente precedenti alla misura di
• Peggioramento di status della posizione (default) successivamente all’adozione della misura di “moratoria”
• Reiterazione delle modifiche contrattuali nel periodo esaminato.
Gli esiti della rilevazione sono stati
successivamente riportati nel loan tape
E’ parere pressoch&eacute; unanime degli operatori che la nuova classificazione sar&agrave;
presto integrata nella nostra normativa
di riferimento, sicch&eacute; lo sforzo profuso
in questa occasione torner&agrave; molto utile.
2. Default nell’accezione Banca d’Italia, ovvero classificazione da scaduto deteriorato in avanti.
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ATTIVITA’ ASSILEA SERVIZI
Finanziario di Assilea
si rif&agrave; il trucco
d’ora, hanno indotto Assilea Servizi, in
occasione della riproposizione del progetto “Benchmarking delle societ&agrave; di
Leasing”, ad introdurre alcune profonde novit&agrave; nella natura del report, pur
mantenendo, come nelle precedenti
edizioni, la forma snella e la focalizzazione sulle informazioni segnalate dal
Consiglio Assilea.
Le condizioni mutevoli del contesto
economico, il perdurare di una crisi
di intensit&agrave; e durata mai viste prima
Nell’ottica di mantenere la missione di
fornire alle associate utili strumenti di
confronto e di riflessione, si &egrave; ritenuto
opportuno rafforzare l’impostazione
del progetto e l’articolazione dei report
essenzialmente nel “Modello di Analisi
del valore Assilea” e quindi, nella dimostrazione della performance storica
e nella ipotesi di scenari prospettici di
creazione del valore; &egrave; intenzione di
Assilea Servizi differenziare l’output in
modo significativo dal passato perch&eacute;:
1. sar&agrave; costruito dai dati di bilancio di
esercizio, anzich&egrave; da quelli delle segnalazioni di vigilanza;
2. proporr&agrave; il dettaglio della performance del valore con riferimento alle
principali tipologie di prodotto.
Premesso che l’idonea evidenziazione
di alcuni fenomeni gestionali significativi ha sempre richiesto la collaborazione delle societ&agrave; associate aderenti al progetto, che hanno integrato le
informazioni provenienti dalla base
informativa impiegata con quelle derivanti dalla reportistica gestionale interna, potendo contare sulla conferma
di detta collaborazione, Assilea Servizi
ritiene possibile abbandonare la base
informativa delle segnalazioni di vigilanza per adottare quella dei bilanci
di esercizio senza che i report generati
perdano di valore per via del minore dettaglio delle informazioni che li
caratterizzano. Inoltre, l’adozione di
questa base informativa permetter&agrave; di
impiegare, a supporto della interpretazione dei valori e degli andamenti
di valore evidenziati dalle societ&agrave; e dai
cluster, tutte le informazioni contenute
nella reportistica di bilancio rispetto
alla quale, la base informativa adottata
risulta perfettamente allineata.
Il nuovo Benchmark non si limiter&agrave;
alla sola evidenziazione dei fenomeni
storici ma intende proporre un “salto”
in avanti: tenuto conto che &egrave; ragionevole attendersi nel medio lungo periodo una forte incidenza dei “non performing” sui bilanci, sar&agrave; interessante
analizzare una gestione “stand alone”
per individuare la capacit&agrave; del nuovo
corso leasing di creare valore.
Nella convinzione, poi, che a fronte
di un notevole incremento del valore
della reportistica prodotta, le societ&agrave;
partecipanti al progetto saranno dispo-
nibili ad ampliare la collaborazione che
ne permette la realizzazione, Assilea
Servizi ritiene opportuno e necessario
spingere l’approfondimento dell’oggetto dei report dalle societ&agrave; nel loro
complesso, ai singoli prodotti che esse
offrono sul mercato opportunamente
Il livello di approfondimento ottenuto
dipender&agrave; dalla natura delle informazioni integrative che le societ&agrave; saranno
in grado di offrire, natura che, attualmente, &egrave; oggetto di verifica.
fenomeni economici e finanziari che
caratterizzano le organizzazioni. Come
al solito la dimostrazione di ci&ograve; potr&agrave;
verificarsi solo con una massima adesione e partecipazione attiva delle societ&agrave; di leasing
L’obiettivo ottimale da perseguire sarebbe quello di fornire, come output
l’analisi del valore (storico e prospettico) dei raggruppamenti di prodotti per
ciascuna societ&agrave; e per cluster di societ&agrave;.
Considerato, tuttavia, che detto obiettivo sarebbe conseguibile solo se le societ&agrave; fossero in grado di fornire per ciascuna classe di prodotto lo spaccato dei
costi e dei ricavi nonch&eacute; dell’outstanding e dei debiti, di finanziamento e di
dilazione, ad essi associati (conti economici e stati patrimoniali gestionali
per prodotto) e che detto livello di det-
taglio informativo potrebbe non essere
disponibile, secondo Assilea Servizi la
reportistica sarebbe caratterizzata da
un notevole incremento di valore aggiunto anche con il solo conseguimento di obiettivi subottimali, basati sulla
disponibilit&agrave; di informazioni di dettaglio per raggruppamenti dei prodotti
dei soli conti economici (anche per
risultati parziali di reddito: margine finanziario, margine di intermediazione,
ecc.) e dell’outstanding.
Crediamo fermamente che il progetto
sia strategico per la comprensione dei
Torna a crescere lo
stipulato nei
comparti tradizionali
mestre 2014 sullo stipulato leasing iniziano a mostrare un sensibile cambio
di “marcia”. Si amplifica la ripresa in
numero di contratti che, gi&agrave; iniziata nel
2013 con un +2,5% su base annua, sale
al +6,7% nel primo trimestre dell’anno.
In risposta alle recenti modifiche alla
fiscalit&agrave; del leasing per il rilancio degli
investimenti delle PMI introdotte nella
Legge di Stabilit&agrave;, i dati del primo bi-
Crescono tutti i comparti “tradizionali”
del leasing: auto, strumentale e, per la
prima volta dopo cinque anni, anche il
leasing immobiliare. In termini di volumi di stipulato, questi comparti determinano un incremento netto rispetto al bimestre corrispondente del 2013,
pari al +10,4%. La dinamica ancora
debole in termini di volumi complessivi di stipulato risente del perdurante
rallentamento registrato sul fronte del
leasing aeronavale e ferroviario e, soprattutto, della drastica riduzione del
leasing di impianti e centrali di produzione di energia da fonti rinnovabili, il
cui peso si sta progressivamente comprimendo come conseguenza della fine
degli incentivi al settore (tab. 1 e fig. 1).
Guardando ai singoli comparti, cresce lo stipulato in numero e valore del
comparto auto (rispettivamente +6,1%
e +8,1%), con dinamiche positive in
tutti i sotto-comparti. In particolare,
oltre ad una crescita dei volumi riferiti al leasing di autovetture, si osserva
una dinamica positiva sia in termini
di numeri che di valore nel comparto
dei veicoli commerciali ed in quello
dei industriali, per i quali si registra un
incremento addirittura a due cifre sul
valore complessivo delle nuove stipule.
Nel leasing strumentale, prosegue e
si amplifica la dinamica positiva gi&agrave;
osservata nel 2013, con un incremento sia in termini di numero che di
valore di contratti, rispettivamente
Var.% 2014/13
Aeronavale e
Tab. 1 – Stipulato Leasing gen.-mar. 2014 (valori in miliardi di euro)
+8,2% e +7,7%. Le dinamiche sono
comunque positive in tutti i maggiori
sotto-comparti a testimonianza di una
ripresa della vivacit&agrave; dei rispettivi investimenti. Particolarmente elevati gli
incrementi registrati nelle operazioni
di leasing strumentale prive di opzione
finale d’acquisto, cresciute di circa un
terzo del loro valore rispetto al trimestre corrispondente del 2013.
Riprende anche la dinamica degli investimenti a pi&ugrave; lungo termine: nello specifico, il leasing di immobili strumentali all’attivit&agrave; d’impresa. Tale comparto
sembra trarre finalmente una boccata
d’ossigeno dall’accorciamento della durata minima ai fini della deducibilit&agrave;
fiscale dei canoni leasing e dalla con-
Fig. 1 – Dinamica trimestrale dello stipulato leasing per il totale dei comparti auto, strumentale, immobiliare (var.% sul trimestre corrispondente)
testuale estensione di tale deducibilit&agrave;
anche ai professionisti, per l’acquisizione dei propri uffici/studi.
In questo comparto si registra in particolare un incremento del 20,0% in termini di valore delle nuove stipule. Oltre la met&agrave; dello stipulato si concentra
nel comparto del leasing su immobili
finiti, con crescite vicine al 10% sia sul
numero che sul valore dei contratti.
Tali dinamiche fanno sperare in una
imminente ripresa degli investimenti
produttivi nei prossimi mesi. Dai dati
sulla serie storica trimestrale dello stipulato leasing mobiliare e degli investimenti fissi lordi in beni mobili (auto e
strumentale), si evidenzia la dinamica
coerente di queste due grandezze ed il
possibile effetto anticipatore del leasing
sul trend degli investimenti (fig. 2).
Fig. 2 – Investimenti mobiliari e stipulato leasing (auto + strumentale) – var. % sul trimestre corrispondente (prezzi correnti)
Assilea insieme alle Associazioni degli Industriali e agli Ordini dei
Commercialisti porta il leasing sul territorio
A fine febbraio il Sole 24 Ore titolava
“Le riforme per la crescita attendono
513 attuazioni”.
Tuttavia, da gennaio 2014 vi &egrave; un’im-
portante novit&agrave; fiscale che non ha bisogno di attuazione o di interpretazione,
&egrave; gi&agrave; in vigore e pu&ograve; essere utilizzata
per l’avvio dei nuovi investimenti produttivi: il leasing.
Essa rappresenta un importante risultato dell’attivit&agrave; di interlocuzione e di
confronto che Assilea, l’Associazione
Italiana Leasing, ha condotto con il
Governo, i Ministeri ed il Parlamento.
In questo contesto favorevole, grazie ad
una tempestiva e unanime decisione
consiliare, Assilea ha avviato un’iniziativa istituzionale volta a diffondere in
maniera semplice, chiara e capillare le
novit&agrave; fiscali del leasing.
Da qui &egrave; partita la campagna stampa
e radio con lo slogan “Meno barriere
al credito e pi&ugrave; vantaggi fiscali: cos&igrave; il
Leasing rimette in moto il Paese” con
una call to action “Prova i vantaggi del
leasing con una simulazione di finanziamento su www.assilea.it”.
Ma non solo; in collaborazione con
l’Ordine dei dottori commercialisti di
Roma Assilea ha pubblicato una Guida alle novit&agrave; fiscali leasing 2014 con
annesso un file di calcolo della convenienza fiscale del leasing rispetto al
La guida ed il modello di convenienza
fiscale, a cura di Assilea e dell’ODCEC
di Roma, sono disponibili gratuitamente sui siti internet di Assilea, delle
societ&agrave; di leasing e dei principali Ordini locali dei dottori commercialisti,
nonch&eacute; sul sito de Il Sole 24 Ore.
Nel frattempo &egrave; partito anche un Road
Show sul territorio nazionale riguardo
le novit&agrave; fiscali 2014 del leasing. Il tour
vede impegnati la direzione generale di
Assilea e, a turno, un rappresentante
apicale di una societ&agrave; di leasing, da un
lato a illustrare i vantaggi e le opportunit&agrave; del leasing e, dall’altro, a testimoniare la volont&agrave; di dare seguito concre-
tamente alle aspettative che si stanno
generando tra le imprese.
Partiti il 24 gennaio dalla culla del leasing (Brescia), sono stati organizzati
eventi informativi in tutta Italia coinvolgendo le associazioni imprenditoriali locali e gli ordini dei dottori commercialisti.
Di seguito sono riportati gli eventi gi&agrave;
14 gennaio ODCEC Roma;
24 gennaio ODCEC Brescia presso
sede UBI Banca con la partecipazione
di Andrea Tassoni, Ubi Leasing;
28 gennaio ODCEC Roma presso sala
del Senato con la partecipazione di
Edoardo Bacis, Presidente di Assilea;
6 febbraio ODCEC Milano presso sede
ODCEC Milano con la partecipazione di
Denis Delespaul, BNP Paribas Leasing
Brescia 24 Gennaio
7 febbraio Consiglio Nazionale Notariato presso Tribunale di Torino;
11 febbraio Convegno Optime Milano
12 febbraio ODCEC Padova presso
sede ODCEC Padova con la partecipazione di Stefano Brunino, Claris
13 febbraio ODCEC Sassari presso sede
CCIAA Sassari con la partecipazione di
Stefano Esposito , Sardaleasing;
27 febbraio ODCEC Marche presso
Auditorium San Benedetto del Tronto con la partecipazione di Stefano
Esposito , Sardaleasing;
27 febbraio Federmacchine e ANIMA
presso sede Milano con la partecipazione di Angelo Abelli , Alba Leasing;
28 febbraio ODCEC Torino presso
sede ODCEC Torino con la partecipazione di Alberto De Lachenal - Biella
3 marzo Confindustria Piccola Industria Calabria presso sede Catanzaro con la partecipazione di Luigi
Macchiola, MPS L&amp;F e Presidente
Assilea Servizi;
5 marzo APINDUSTRIA Brescia
presso sede Brescia con la partecipazione di S. Chilelli, Mediocredito
Italiano, C. Piazzalunga , Unicredit
Leasing, A. Tassoni, Ubi Leasing;
Bolzano 7 Aprile
6 marzo ODCEC Parma presso Parma con la partecipazione di Maurizio
Giglioli, Credemleasing;
6 marzo UCIMU Parma presso Parma con la partecipazione di Maurizio
10 marzo Confindustria Firenze e
ODCEC Firenze presso sede Confindustria Firenze con la partecipazione
di Luigi Macchiola MPS L&amp;F, Michele
Tartaglia, di Mediocredito Italiano;
11 marzo BCC Lombardia e Piemonte a Milano con la partecipazione di
R. De Michele Iccrea BancaImpresa;
12 marzo BCC Centro Italia a Bologna
con la partecipazione di Rosaria De
Michele Iccrea BancaImpresa;
13 marzo BCC Veneto a Padova con
la partecipazione di Alberto Spigariol
19 marzo ODCEC Treviso e Unindustria Treviso con la partecipazione di
Stefano Brunino, Claris Leasing;
19 marzo ODCEC Udine con la partecipazione di Maurizio Giglioli,
Credemleasing;
20 marzo Unindustria Reggio Emilia
con la partecipazione di Maurizio
20 marzo Confindustria Brescia;
24 marzo Confindustria Modena e
ODCEC Modena con la partecipazione
di Maurizio Giglioli, Credemleasing e
Vincenzo Aloe Credit Agricole Leasing
7 aprile ODCEC Bolzano con la partecipazione di M. Meyer Hypo Vorarlberg
3 aprile ODCEC Reggio Emilia con
la partecipazione di M. Colli Iccrea
BancaImpresa;
9 aprile Unione Parmense degli Industriali con la partecipazione di
Olivier Joyeux Credit Agricole Lasing Italia;
14 aprile ODCEC e Confindustria
Palermo con la partecipazione di
Enrico Duranti IccreaBancaimpresa;
15 aprile ODCEC Vicenza con la
partecipazione di Maurizio Giglioli,
Credemleasing.
Parma 9 Aprile
Il leasing: principi
e fondamenti
Il leasing &egrave; in forte evoluzione. Si diversificano i canali distributivi e sempre pi&ugrave; persone, con esperienze diverse
nelle aziende di credito, si trovano a
occuparsi di questo complesso prodotto. Di recente, grazie agli incentivi
fiscali introdotti dalla Legge di Stabilit&agrave; 2014, si nota un rinnovato interesse
per il leasing che ci invita a riflettere
sulla necessit&agrave; che tutte le strutture di
vendita e di consulenza siano aggior-
nate, al fine di procedere al passo con
i tempi. Per questo motivo ritengo che
la formazione sia tanto pi&ugrave; efficace se
fatta al momento giusto poich&egrave; per il
leasing, che notoriamente anticipa i
trend di sviluppo degli investimenti, i
prossimi mesi saranno cruciali. Da tale
premessa &egrave; facile comprendere l’importanza, per Assilea, di trasferire le
conoscenze e competenze maturate in
seno all’associazione nei contenuti del
nuovo corso di formazione “Il Leasing:
principi e fondamenti”. Il corso, dopo
una premessa generale ed un quadro
conoscitivo e ricognitivo del mercato
e degli operatori, intende illustrare le
caratteristiche del prodotto nelle sue
varie forme. Sono evidenziate, infatti,
le modalit&agrave; di gestione di un bene concesso in leasing, i processi creditizi ed
operativi sottostanti ad un’operazione
di leasing, gli elementi economici e finanziari dell’offerta che, gestiti correttamente, possono rappresentare un valore aggiunto rispetto ad altre forme di
finanziamento. Durante l’esposizione
vengono esaminate le fasi ante e post
contratto e particolare attenzione &egrave; dedicata alle opportunit&agrave; per imprese e
professionisti introdotte dalla Legge di
Stabilit&agrave; per i contratti stipulati a partire dal 1 gennaio 2014 nel settore targato, strumentale e immobiliare. Il corso,
destinato ad operatori in possesso di
una conoscenza almeno basilare del
leasing, ovvero un’esperienza limitata
a specifici ruoli o funzioni, &egrave; rivolto a
quanti, pur lavorando nel settore bancario o finanziario, intendono acquisire una “conoscenza d’insieme” del prodotto e dei suoi aspetti caratterizzanti.
La disamina degli argomenti garantisce
un rapido percorso di apprendimento
e di aggiornamento sulle maggiori peculiarit&agrave; del leasing. L’attenzione, poi,
al contenimento dei costi e dei tempi
legati agli spostamenti dei potenziali
interessati, ha indirizzato la scelta verso
la modalit&agrave; on line, permettendo agli
utenti di decidere il luogo ed momento
migliore da dedicare alla formazione.
Nel box che segue vengono elencate le
principali caratteristice del corso, dai
contenuti didattici alla tebella dei costi
particolarmente convenienti per acquisti multipli.
I processi operativi tipici
Prescrizioni e restrizioni
Soggetti abilitati alla locazione finanziaria
Schema generale-pre decorrenza
• Valutazione del credito
La definizione di leasing finanziario in Italia
Testo della definizione, Ri-formulazione locazione finanziaria
Formulazione locazione operativa
Il leasing finanziario &egrave;…
Il leasing full payout &egrave;…
La piramide della locazione finanziaria
Soggetti ruoli e attivit&agrave; – utilizzatore, fornitore, concedente
Struttura “finanziaria ed economica” standard
Il corrispettivo e il corrispettivo a tasso fisso
La durata: il contenitore “debordante”
Opzione di acquisto finale a.k.a. prezzo di riscatto
Contratto – aspetti normativi
Principali tipologie di leasing
Tipo di controparte
Leasing Immobiliare, tipologie, governo dei rischi
Leasing autoveicoli, caratteristiche, credito e commerciale
Leasing di beni immateriali
Leasing Pubblico, vantaggi
Sale &amp; Lease-back, rischi, struttura
Leasing Agevolato, beneficiari
Leasing Internazionale, schemi, cenni giuridici
Leasing Operativo struttura, disposizioni Banca d’Italia, Leasing
finanziario, Quadro caratteristiche, Quadro soggetti
Il mercato del leasing in Italia
Perch&eacute; ricorrere al Leasing – vantaggi
• Decorrenza del contratto
• Pagamento al fornitore
• Eventi post contrattuali: incassi, subentri, riscatti parziali, riscatti anticipati, modifiche finanziarie, recupero crediti, risoluzione furto, risoluzione sinistro, risoluzione per inadempimento, riscatto a termine
• Una fattispecie inesistente: il riscatto a terzi
Proventi accessori del contratto e coperture
I proventi accessori
Intermediari finanziari e prodotti assicurativi
Intermediari finanziari e Isvap: i divieti
Intermediari finanziari e Ivass: i divieti caduti
Rischi di credito e rischi operativi nel leasing
Fonti informative – Banche dati e centrali rischi
• I tre pilastri
• PD ed LGD
Ottimizzare il rendimento del rischio
Alcuni rischi… erogando costruendo e nel Sale &amp; Lease Back
I rischi operativi ed il risultato d’impresa
Una fiaba sui rischi operativi…
Le api e il rischio operativo
Novit&agrave; fiscali per il leasing 2014
Imprese no IAS: confronto vecchie e nuove regole
Lavoratori autonomi: confronto vecchie e nuove regole
Durata e test finale
Il corso ha una durata di circa sei ore e si conclude con un test di verifica delle conoscenze acquisite. Il test consiste in un
questionario con domande a scelta multipla e risposta singola. Il candidato pu&ograve; selezionare solamente una delle opzioni e ad
ogni domanda per cui &egrave; stata selezionata l’opzione corretta &egrave; attribuito un punteggio pari a uno. Il test si considera superato se
il candidato raggiunge una votazione non inferiore al 60% delle risposte corrette. Al superamento del test finale &egrave; rilasciato un
I curatori del corso possiedono conoscenze e competenze approfondite e dirette sulle tematiche trattate.
Il costo per la singola utenza &egrave; di euro 170,00*.
Per acquisti superiori a 5 utenze vengono applicati sconti secondo il seguente schema:
Prime 5 utenze:
dalla 6^ alla 10^ utenza
€ 127,50 (-25%)
dalla 11^ alla 30^ utenza
dalla 31^ alla 50^ utenza
€ 42,50 (-75%)
dalla 51^ alla 100^ utenza
€ 25,50 (-85%)
dalla 101^ utenza
€ 17,00 (-90%)
(Ad es. in caso di acquisto di n. 8 utenze il costo sar&agrave; € 1.232,00 cos&igrave; composto:
€ 170,00 x n. 5 utenze (€ 850,00) + € 127,50 x n. 3 utenze (€ 382,00) = € 1.232,00). *(IVA esclusa)
Esemplificazione costo in caso di acquisti multipli:
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L’usurarieta’ degli
1. La sentenza 9 gennaio 2013, n. 350
della I Sezione Civile della S.C. di
Cassazione ha riproposto non tanto
il problema dell’usurariet&agrave; degli interessi di mora, sancito ormai da anni
sia dalla medesima S.C. che dalla
Corte Costituzione; quanto, soprattutto, quello inerente alle modalit&agrave;
della loro determinazione e, quindi,
della assoggettabilit&agrave; alla fattispecie
formale, determinata dal superamento del c.d. “tasso soglia”, ovvero alla
fattispecie residuale di cui al comma
3 seconda parte dell’art. 644 c.p., secondo il quale: “Sono altres&igrave; usurari
gli interessi, anche se inferiori a tale
limite, e gli altri vantaggi o compensi
che, avuto riguardo alle concrete modalit&agrave; del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, risultano
comunque sproporzionati rispetto alla
prestazione di denaro o di altra utilit&agrave;,
ovvero all’opera di mediazione, quando chi li ha dati o promessi si trova in
condizioni di difficolt&agrave; economica o finanziaria”.
Prima di entrare nel merito di questa
sentenza e degli aspetti pratici applicativi che ne sono scaturiti &egrave; necessario stabilire la natura degli interessi di
mora e la loro distinzione dagli altri
Il codice civile conosce tre tipi di interessi:
i)gli interessi corrispettivi, che ai sensi
dell’art. 820 c.c. sono i “frutti civili …
che si ritraggono dalla cosa come corrispettivo del godimento che altri ne abbia. Tali sono gli interessi dei capitali
…”. Sulla base di questa disposizione,
che ha introdotto il principio della
“fruttuosit&agrave; del denaro”, l’art. 1282 c.c.
stabilisce che nelle obbligazioni pecuniarie, che sono quelle che hanno
ad oggetto una somma di denaro (art.
1277 c.c.), questi interessi scaturiscono di “pieno diritto” quando il credito
della somma di denaro &egrave; liquido ed
ii)gli interessi di mora, che maturano in
caso di inadempimento nelle obbligazioni pecuniarie, al fine di risarcire il
danno del creditore. Infatti, l’art. 1224
c.c., collocato nel Capo sull’Inadempimento delle obbligazioni, rubricato
“Danni nelle obbligazioni pecuniarie”,
stabilisce che: “Nelle obbligazioni che
hanno per oggetto una somma di danaro, sono dovuti dal giorno della
mora gli interessi legali, anche se non
erano dovuti precedentemente e anche
se il creditore non prova di aver sofferto alcun danno. Se prima della mora
erano dovuti interessi in misura superiore a quella legale, gli interessi moratori sono dovuti nella stessa misura”;
iii)gli interessi compensativi, previsti
dall’art. 1499 c.c. per indennizzare
il venditore che abbia consegnato la
cosa al compratore e non abbia ancora ricevuto il pagamento del prezzo;
per cui: “Salvo diversa pattuizione,
qualora la cosa venduta e consegnata
al compratore produca frutti o altri
proventi, decorrono gli interessi sul
prezzo, anche se questo non &egrave; ancora
esigibile”.
Come si pu&ograve; rilevare, dalle rispettive
discipline codicistiche emerge che tali
“interessi”, ancorch&eacute; comportino sempre e comunque il pagamento di una
somma di denaro, comunque, costituiscono tre tipi autonomi e distinti cui
corrisponde una natura e funzione differente.
Infatti, gli interessi corrispettivi hanno
natura di remunerazione del creditore
del godimento della somma di denaro
fatta dal debitore; gli interessi di mora
hanno, invece, una funzione risarcitoria di remunerazione del danno subito
dal creditore a seguito del ritardo nel
pagamento dell’obbligazione pecuniaria da parte del debitore; infine, gli
interessi compensativi, i quali seppur
scaturenti dal principio della fruttuosit&agrave; del denaro, hanno per&ograve; una natura
autonoma rispetto agli interessi corrispettivi, poich&eacute; hanno una funzione
indennitaria, che &egrave; quella di compensare il venditore, che non ha ancora
ricevuto il prezzo della cosa venduta,
dei frutti che questa produce in capo
al compratore che gi&agrave; la possiede e ne
Ci&ograve; posto avendo una autonoma e distinta natura e funzione, gli interessi
corrispettivi, gli interessi di mora e gli
interessi compensativi non si possono
affatto cumulare tra di loro.
Infatti, secondo Cass. civ., Sez. I,
23/01/2008, n. 1377: “La richiesta di
corresponsione degli interessi, non seguita da alcuna particolare qualificazione,
deve essere intesa come rivolta all’ottenimento soltanto degli interessi corrispettivi, i quali, come quelli compensativi,
decorrono, in base al principio della
naturale fecondit&agrave; del denaro, indipendentemente dalla colpa del debitore nel
mancato o ritardato pagamento, salva
l’ipotesi della mora del creditore”.
Pertanto, secondo Cass. civ., Sez. II,
23/08/2007, n. 17931: “La parte che intende ottenere interessi compensativi ex
art. 1499 cod. civ. deve proporre specifica
domanda, non potendo questa ritenersi
compresa nella domanda di pagamento
di interessi moratori per mancato o ritardato pagamento del prezzo”; poich&eacute;:
“La domanda di corresponsione degli
interessi compensativi sul residuo prezzo
dovuto per una vendita di immobile, se
proposta per la prima volta nel giudizio
di appello, &egrave; da considerare nuova, come
tale inammissibile ai sensi dell’art. 345
cod. proc. civ., potendo tali interessi, in
quanto dotati di un fondamento autonomo rispetto a quello dell’obbligazione
pecuniaria, essere attribuiti soltanto su
espressa domanda che ne indichi la fonte e la misura” (cos&igrave; Cass. civ., Sez. II,
17/11/2010, n. 23195).
2. Fatta questa doverosa premessa, in
questi mesi le banche e le societ&agrave; di
leasing stanno subendo un conten-
zioso passivo di tipo seriale fondato
esclusivamente su un’interpretazione
alquanto singolare, oltre che errata, ad
avviso di chi scrive, della citata sentenza della Cassazione n. 350/2013,
secondo cui la S.C. avrebbe sancito il
principio in base al quale, ai fini della
verifica dell’usurariet&agrave; degli interessi
di mora, il tasso di interesse moratorio indicato in contratto andrebbe
sommato al tasso dell’interesse corrispettivo con l’effetto di determinare,
ai sensi dell’art. 1815, comma 2, c.c.,
la nullit&agrave; della clausola sugli interessi
e, quindi, la gratuit&agrave; del contratto.
Il passo della motivazione della sentenza di Cass. n. 350/2013 dal quale si
trarrebbe una simile interpretazione
sarebbe il seguente: “… parte ricorrente
aveva specificamente censurato il calcolo del tasso pattuito in raffronto con
il tasso soglia senza tenere conto della
maggiorazione di tre punti a titolo di
mora, laddove, invece, ai fini dell’applicazione dell’art. 644 c.p., e dell’art. 1815
c.c., comma 2, si intendono usurari gli
interessi che superano il limite stabilito
dalla legge nel momento in cui essi sono
promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di
interessi moratori”.
Da una serena lettura di quanto sopra
riportato, emerge in maniera oggettiva ed inequivoca che il S.C. non ha
affatto sancito che gli interessi di mora
debbano essere cumulati agli interessi
corrispettivi, ma si &egrave; limitato soltanto
a ribadire, in conformit&agrave; alla propria
giurisprudenza, il principio di diritto
che anche gli interessi di mora soggiacciono all’usura.
Quest’ultima interpretazione &egrave; stata di
recente confermata dai giudici di merito ai quali &egrave; stata sottoposta la citata interpretazione della sentenza della S.C.,
secondo cui il tasso di mora andrebbe
sommato agli interessi corrispettivi.
Si tratta di decisioni risalenti al gennaio
La prima in ordine cronologico &egrave; quella del Tribunale di Brescia, Pres. ed Est.
De Lellis, ordinanza del 16 gennaio
2014, nella cui motivazione si legge
che: “Le particolari caratteristiche degli interessi di mora (che non sono do-
vuti al momento della erogazione del
credito, ma solo in seguito all’eventuale
inadempimento del cliente utilizzatore)
giustificano, invece, la maggiore onerosit&agrave; di questi ultimi (volti a compensare
il soggetto finanziatore per il predetto
inadempimento) e l’esclusione degli stessi dal conteggio del TEG”, con l’effetto,
quindi, che non possono essere cumulati agli interessi corrispettivi.
Molto pi&ugrave; esplicite sono, invece, le
due ordinanze del Tribunale di Trani,
G.U. dott.ssa Pastore, entrambe in data
25.1.2014, secondo cui: “sostenere che il
tasso soglia ex l. 108/1996 sarebbe superato per effetto della sommatoria fra il
tasso debitore del mutuo e quello moratorio &egrave; un errore di carattere logico oltre
che giuridico”.
Nella motivazione dell’ordinanza si
legge, inoltre, che “… le parti hanno
pattuito un tasso diverso e alternativo
per due differenti tipologie di interessi,
applicabili in ipotesi distinte ed alternative”; poich&eacute; in un caso &egrave; fissato, in
misura sotto soglia, l’interesse corrispettivo, che rappresenta “il prezzo
dell’operazione di mutuo e il vantaggio
che il mutuante riceve nel sinallagma”; e
nell’altro si fissa “la misura dell’interesse
dovuto ove il rapporto entri nella patologia”, ossia il tasso di mora.
Tutto ci&ograve; considerato, il Tribunale di
Trani ha concluso che dalla suddetta
pattuizione non si evince che le parti abbiano inteso stabilire la misura
dell’interesse (moratorio o corrispettivo) come la somma dei due tassi; n&eacute; che
una tale interpretazione sia ravvisabile
nella sentenza della Cass. n. 350/2013,
n&eacute; in altra decisione della S.C.; ma non
solo, qualora per assurdo si dovesse
applicare un simile criterio, stante l’interesse corrispettivo al di sotto della
soglia, la nullit&agrave; ex art. 1815, comma
2, c.c., riguarderebbe esclusivamente la
clausola sugli interessi di mora, ma non
anche quella sugli interessi corrispettivi, i quali sarebbero sempre comunque
dovuti (in questo senso anche Trib. Napoli, Sez. V, G.U. dott. Ardituro, ord.
In questo orientamento si inserisce
anche l’ordinanza del 28.1.2014 del Tribunale di Milano Sez. VI, G.U. dott.ssa
Cosentini, il quale, oltre ad escludere
il cumulo tra interessi corrispettivi ed
interessi moratori, per estremo scrupolo nel punto 6 della motivazione osserva che “un possibile cumulo di tasso
corrispettivo e tasso di mora potrebbe
rilevare ... con riferimento alla concreta somma degli effettivi interessi (corrispettivi e di mora) conteggiati a carico
del mutuatario ... nel solo caso in cui, in
presenza di ritardato pagamento, il conteggio dell’interesse di mora sull’intera
rata, comprensiva di interessi, sommato
all’interesse corrispettivo [n.d.r. della
sola rata], determinasse un conteggio
complessivo d’interessi che, rapportato
alla quota capitale, si esprimesse in una
percentuale superiore al tasso soglia; ci&ograve;
&egrave; tuttavia ipotesi estremamente improbabile ... dovendo considerarsi che il tasso di mora va ad incidere non gi&agrave; sull’intero capitale, ma sulla frazione mensile
portata in ammortamento e sulla relativa quota interessi compresa nella rata
rimasta impagata”.
Con questo passaggio, il Tribunale
di Milano introduce un argomento
che, in astratto, introduce il problema
dell’eventuale anatocismo determinato
dall’applicazione dell’interesse dimora
sulla rata scaduta.
A questo riguardo, per&ograve;, si fa rilevare
che l’art. 1224 e l’art. 3 della deliberazione CICR del febbraio 2000 sull’anatocismo, sanciscono che gli interessi
di mora si applicano sulla rata scaduta
considerata nel suo intero, senza che
si debba distinguere la quota capitale
da quella interessi e senza che ci&ograve; costituisca capitalizzazione, trattandosi,
appunto, di interessi di diversa natura e
come tali non cumulabili, posto che gli
interessi di mora costituiscono una penale finalizzata ad indennizzare il creditore dal danno conseguente al ritardo
con cui riceve il pagamento.
Peraltro, secondo la Cass. SSUU,
19.5.2008, n. 12639: “il contratto di mutuo costituisce un contratto di durata,
rispetto al quale la risoluzione opera per
il futuro determinando l’anticipata scadenza dell’obbligazione di rimborso del
capitale, resta ferma, in caso di ritardo
nel pagamento, l’applicabilit&agrave; degli interessi di mora al tasso convenuto ex art.
1224 c.c, ma va escluso il riconoscimento dei medesimi interessi su quella parte
delle rate a scadere che comprende, oltre
alla quota capitale, anche gli interessi
corrispettivi, non potendo operare l’anatocismo legale previsto dal D.P.R. n.
7/1976, art. 14. 4. Ritengono le sezioni
unite che la soluzione da ultimo menzionata sia da preferire”; per cui secondo
le SS.UU. della Cassazione solo le rate
a scadere devono essere attualizzate e
sulla somma attualizzata sono dovuti
gli interessi di mora, mentre su quelle
scadute si applicano sull’intero gli interessi di mora.
Assodato, quindi, che ai fini dell’usurariet&agrave; degli interessi di mora questi non vanno cumulati agli interessi
corrispettivi, si pone l’interrogativo di
quale fattispecie di usura debba trovare
applicazione agli interessi di mora: la
fattispecie formale del superamento del
tasso soglia o quella residuale di cui al
citato comma 3 dell’art. 644 c.p.
3. Come gi&agrave; rilevato, la legge n. 108/96
ha integralmente riscritto il reato di
usura di cui all’art. 644 c.p., prevedendo due distinte ed autonome fattispecie: al comma 1, la c.d. “usura
formale” costituita dal superamento
del tasso soglia determinato sulla
base dei tassi effettivi globali medi
(TEGM) stabiliti trimestralmente dal
MEF che si avvale della Banca d’Italia; e, al comma 3, la c.d. “usura reale”,
per la cui commissione &egrave; necessaria la
presenza di tutti gli elementi costitutivi della fattispecie ivi indicati.
Pertanto, stante la natura degli interessi di mora e la chiara formulazione del
comma 1 dell’art. 644 c.p., che fa esclusivo riferimento agli interessi o altra
utilit&agrave; dati o promessi “in corrispettivo
di una prestazione di denaro …”, ed in
mancanza di una apposita rilevazione
nell’ambito dei TEGM trimestrali, in
passato, a ragione, si poteva ritenere
che sul piano normativo questi interessi, se del caso, si sarebbero potuti ricondurre esclusivamente nella fattispecie
residuale della c.d. “usura reale” di cui
al comma 3 dell’art. 644 c.c.
Le cose, per&ograve;, sono cambiate a seguito
dell’emanazione della legge di interpretazione autentica n. 24/2001, secondo
cui: “si intendono usurari gli interessi
che superano la soglia stabilita dalla
legge nel momento in cui essi sono promessi o convenuti, a qualunque titolo,
indipendentemente dal momento del
loro pagamento”.
A questo riguardo nella Relazione del
Governo al d.d.l. di conversione del
decreto legge n. 324/2000 contenente
(Atto Senato n. 4941 del 30 dicembre
2000), si dice espressamente che l’inciso “a qualunque titolo” &egrave; riferito a
qualunque tasso di interesse, sia esso
corrispettivo, moratorio o compensativo; ma non solo, chi scrive ha gi&agrave;
avuto modo di rilevare, criticandolo1,
che l’espresso richiamo agli “interessi”
ha riferito la portata della norma di interpretazione autentica alla fattispecie
formale della c.d. “usura pecuniaria”
che si estrinseca nel semplice superamento del tasso soglia, con l’effetto che
anche gli interessi di mora devono essere ricondotti in questa fattispecie.
Successivamente, la riconduzione degli
interessi di mora nell’ambito della fattispecie formale del reato di usura, ancorch&eacute; questi abbiano una funzione di
penale per il ritardo che nulla ha a che
vedere con la ratio della fattispecie penale, &egrave; stato confermato, oltre che dalla
Corte Costituzionale (sent. n. 29/2002),
dalla consolidata giurisprudenza della
Cassazione, la quale ultima, comunque, non ha mai stabilito che ai fini della verifica dell’usurariet&agrave; degli interessi
di mora questi debbano essere sommati agli interessi corrispettivi; ma, al contrario, la S.C. ha semplicemente sancito
il principio, che emerge dalla legge di
1. V. LA TORRE M. R., Manuale della locazione finanziaria, Giuffr&egrave;, 2002, Milano, p. 390, in particolare la nota 24.
interpretazione autentica n. 24/2001,
che: “la fissazione di un tasso soglia al di
l&agrave; del quale gli interessi pattuiti debbono
essere considerati usurari, riguarda sia
gli interessi corrispettivi che gli interessi
moratori” (Cass. n. 5286/2000; Cass. n.
5324/2003; Cass. n. 16992/2007).
4. Assodato ci&ograve;, resta aperto l’ultimo
problema, ossia di come determinare
il tasso soglia degli interessi di mora,
posto che la Banca d’Italia e, quindi,
il MEF rilevano trimestralmente solo
i TEGM relativi agli interessi corri-
spettivi nel cui ambito non possono
essere ricondotti gli interessi di mora.
Infatti, i decreti del MEF recanti la “Rilevazione dei tassi di interesse effettivi
globali medi, ai fini della legge sull’usura
(…)”, al comma 4 dell’art. 3 ribadiscono che: “I tassi effettivi globali medi …..
non sono comprensivi degli interessi di
mora contrattualmente previsti per i
casi di ritardato pagamento. L’indagine statistica condotta ai fini conoscitivi
dalla Banca d’Italia e dall’Ufficio italiano dei cambi ha rilevato che, con riferi-
mento al complesso delle operazioni facenti capo al campione di intermediari
considerato, la maggiorazione stabilita
contrattualmente per i casi di ritardato pagamento &egrave; mediamente pari a 2,1
punti percentuali”.
Orbene, considerato che la griglia dei
tassi pubblicata trimestralmente dal
MEF rappresenta solo i tassi medi degli
interessi corrispettivi (ossia i “Tassi Effettivi Globali Medi” c.d. TEGM) sulla
base dei quali si deve poi determinare
il tasso soglia usurario, sempre degli
interessi corrispettivi, aumentandoli
della met&agrave; per i contratti stipulati fino
al 2011, ovvero di &frac14; e maggiorati di ulteriori 4 punti, per i contratti stipulati a
partire dal 2011; si ha che per determinare la eventuale usurariet&agrave; degli interessi di mora &egrave; necessario aggiungere al
TEGM dell’interesse corrispettivo dello scaglione di importo dell’operazione
di riferimento 2,1 punti e, quindi, aumentare tale “tasso medio di mora” della met&agrave; o di &frac14; + 4 punti a seconda che
il trimestre della stipula sia stato precedente o successivo al 2011.
La conferma di quanto sopra &egrave; stata
recentemente ulteriormente ribadita
dalla Banca d’Italia con i “Chiarimenti
in materia di applicazione della legge
antiusura” emanati il 3 luglio 2013.
Infatti, nel &sect; 4 di tali “Chiarimenti” la
Banca d’Italia scrive: “Gli interessi di
mora sono esclusi dal calcolo del TEG,
perch&eacute; non sono dovuti dal momento
dell’erogazione del credito ma solo a seguito di un eventuale inadempimento
da parte del cliente. L’esclusione evita di
considerare nella media operazioni con
andamento anomalo. Infatti, essendo gli
interessi moratori pi&ugrave; alti, per compensare la banca del mancato adempimento, se inclusi nel TEG medio potrebbero
determinare un eccessivo innalzamento
delle soglie in danno della clientela. ...
L’esclusione degli interessi di mora dalle
soglie &egrave; sottolineata nei Decreti trimestrali del Ministero dell’Economia e delle
In ogni caso, anche gli interessi di mora
sono soggetti alla normativa antiusura.
Per evitare il conflitto tra tassi disomogenei (TEG applicato al singolo cliente,
comprensivo della mora effettivamen-
te pagata, e tasso soglia che esclude la
mora), i Decreti trimestrali riportano i
risultati di un’indagine statistica per cui
‘la maggiorazione stabilita contrattualmente per i casi di ritardato pagamento
&egrave; mediamente pari a 2,1 punti percentuali’. In assenza di una previsione legislativa che determini una specifica soglia in presenza di interessi moratori, la
Banca d’Italia adotta nei suoi controlli
sulle procedure degli intermediari, il criterio in base al quale i TEG medi pubblicati sono aumentati di 2,1 punti per poi
determinare la soglia su tale importo”.
ATTIVITA’ ASSILEA
Il bollo auto &egrave;
dovuto solo
di Roma con la sentenza n. 7929/41/14
depositata lo scorso 11 aprile 2014.
I giudici capitolini con una motivazione estremamente puntuale hanno affermato il principio di diritto dell’inesistenza della solidariet&agrave; passiva delle
societ&agrave; di leasing con gli utilizzatori.
Il soggetto passivo delle tasse automobilistiche &egrave; esclusivamente l’utilizzatore
dell’autoveicolo concesso in locazione
finanziaria; lo riconosce espressamente
La Regione Lazio ha iscritto a ruolo la
tassa automobilistica relativa al periodo
successivo al 15 agosto 2009 con riferimento a veicoli acquistati da una societ&agrave;
di leasing e concessi in locazione finanziaria ai propri clienti.
Tale iscrizione a ruolo era scaturita dal
fatto che la Regione aveva ritenuto le societ&agrave; di leasing solidalmente responsabili
agli utilizzatori nel pagamento della tassa
in commento, a seguito di un’erronea interpretazione delle modifiche legislative,
intervenute nel corso dell’anno 2009, che
hanno profondamente interessato i profili soggettivi della tassa automobilistica.
In particolare, l’art. 7, comma 2, lett. a)
della legge 23 luglio 2009, n. 99, che ha
modificato l’art. 5, comma 32 del d.l. 30
dicembre 1982, n. 953, convertito con
modificazioni dalla legge 28 febbraio
1983, n. 53.
Il richiamato art. 5, nella formulazione
ante modifica, prevedeva unicamente
che al pagamento della tassa automobilistica erano tenuti i proprietari dei
veicoli iscritti al pubblico registro.
La citata modifica normativa, ampliando il novero dei soggetti passivi della
tassa in esame, con specifico riferimento ai beni concessi in locazione finanziaria, ha individuato nell’utilizzatore
il soggetto passivo della tassa automobilistica, in luogo del proprietario del
bene concesso in leasing.
La Commissione Tributaria Provinciale di Roma ha accolto i ricorsi proposti
dalla societ&agrave; di leasing e per l’effetto ha
disposto l’annullamento delle cartelle
di pagamento emesse dalla Regione
Lazio, risolvendo la questione di diritto se il proprietario di un autoveicolo
concesso in leasing sia da considerarsi
obbligato solidalmente con l’utilizzatore al pagamento della tassa automobilistica o meno, sancendo espressamente
l’inesistenza di tale vincolo.
I richiamati giudici hanno ulteriormente precisato che l’unico obbligato,
a partire dal 15 agosto 2009, &egrave; l’utilizzatore in leasing.
La Commissione Tributaria Provinciale di Roma ha affermato che la tesi
avanzata dalla Regione Lazio non teneva in adeguata considerazione delle
modifiche apportate nel 2009 alla normativa fiscale di riferimento.
Mentre precedentemente alla modifica dell’articolo 5, comma 32, del d.l.
n. 953/1982, l’obbligato tributario era
individuato nel proprietario dei mezzi,
anche in caso di locazione finanziaria, con l’intervento del legislatore del
2009, vi &egrave; stata l’inclusione dell’utilizzatore quale destinatario della tassa.
La predetta inclusione – si legge nella
sentenza - non pu&ograve; per&ograve; portare a considerare che per la tassa automobilistica possano esservi indifferentemente
pi&ugrave; soggetti passivi, e, soprattutto, che,
la stessa abbia introdotto un regime di
solidariet&agrave; passiva non espresso nel testo della legge e non applicabile in virt&ugrave;
di interpretazioni analogiche o estensive inammissibili con riferimento a un
tributo disciplinato da leggi speciali.
Concludendo i giudici di merito hanno
riconosciuto che con la richiamata legge n. 99/2009 il legislatore abbia voluto
individuare la soggettivit&agrave; passiva della
tassa in esame in via esclusiva sul soggetto utilizzatore.
Presidente &amp; General Manager
Le parole pesano, sono la forza d’urto
nelle relazioni umane; attraverso le loro
mutazioni cambiano le epoche. Sinergia, qualit&agrave;, protocollo, high tech, ottimizzazione etc., negli anni non hanno solo cambiato dei suoni ma hanno
avvicendato concetti, hanno mosso le
azioni, hanno creato il nuovo.
Le parole sono quindi azioni o perlomeno lo diventano, stigmatizzando un
momento storico; la loro radice, il loro
significato pi&ugrave; intimo a volte non &egrave; cos&igrave;
scontato. Specie i neologismi nascono
da una necessit&agrave; sociale o, a volte, pi&ugrave;
Una di queste &egrave; “outsourcing” che letteralmente: in uno specifico lavoro &egrave; il
decentramento a risorse esterne, pi&ugrave;
generalmente &egrave; prendere una fase operativa ed affidarla esternamente alla
propria azienda; negli anni il concetto
sta via via sfumando in favore del termine “workout”, che per&ograve; non &egrave; la stessa cosa. Questo letteralmente non vuol
dire, come invece sembrerebbe “lavoro
fuori” ma significa invece “capire, calcolare, decifrare, computare, argomentare”
Nella sostanza tra il periodo pre-crisi e
oggi, tra “outsourcing” e “workout” c’&egrave;
un passaggio concettuale sottile molto
pi&ugrave; ampio; si passa stringendo al sim-
bolo, da “l’individuo dispone” a “il metodo dispone”.
In questo avvicendamento di termini
passa la necessit&agrave; di affidarsi ai metodi
pi&ugrave; che alle persone, ai sistemi efficaci
pi&ugrave; che a persone “anyway”, all’oggettivo pi&ugrave; che al soggettivo.
Potrei dire che questa estremizzazione concettuale, &egrave; particolarmente vera
nell’oggi del settore leasing, e direi vitale relativamente al default. I beni di
ritorno da default specie quelli di natura strumentale devono disporre di
metodi pi&ugrave; che di generici gestori.
Osservazione di partenza: i beni usati
da default sono i pi&ugrave; complessi di base,
questo da ogni punto di vista (legale
- tecnico - documentale etc.); il loro
smaltimento e la loro gestione profittevole &egrave; una corsa contro il Tempo, contro il Periodo storico, contro un Mercato nemico e contro i molti Problemi
Qui si potrebbe parlare molto e dettagliare altrettanto, ogni singolo argomento potrebbe essere meritevole di
approfondimento e di esempi concreti
che prover&ograve; a condensare in poche idee
essenziali in modo didascalico.
a)non si tratta solo di vendere genericamente i beni strumentali ma soprattutto di VALORIZZARLI.
b)per vendere/valorizzare i beni strumentali bisogna analizzare attentamente come &egrave; CAMBIATO il Remarketing nel tempo di ogni brand,
cavalcando e non subendo l’ONDA
c)le 3 “Keywords” di oggi sono INTERNAZIONALIZZAZIONE della
proposta commerciale - DIFFUSIONE WEB della proposta commerciale
- CARING della clientela.
DIFFUSIONE WEB: visibilit&agrave; tramite
portali e aggiornamento contenuti e
forma - interattivit&agrave; anche dialettica sui
portali con i costumers e con il mercato
– aggancio a portali e siti di ampia visibilit&agrave; ma di natura contigua ai propri
– utilizzo di widgets – partecipazione
a blogs e social networks - feedback
dei flussi informativi generali – sfruttare l’evento tecnologico, un esempio:
creazione di app per SMART PHONE
e TABLET da tenere in tasca ... e mille
altri ancora. Poi le canoniche mailing
lists, gli sms sistematizzati, i focus web
CARING: accurata collazione dei clienti nel mondo per categorie attraverso
db organizzati e funzionali al resto, date
importanti, eventi personali, convenzioni con alberghi e locations adeguate,
accompagnamenti, in sostanza il cliente deve diventare closer, un vicino, un
personaggio della Community sempre
coccolato ed aggiornato.
Questo a mio modo di vedere &egrave; “metodo” con il quale affrontare il difficile
periodo in maniera adeguata, questa e
la macchina da guidare oggi . &Egrave; chiaro che poi &egrave; necessario il Pilota o meglio pi&ugrave; Piloti, esperti, affidabili, onesti, ognuno in grado di fare il proprio
tempo di gara, nessuno di questi sicuro
del posto di guida in gara, ma ognuno
coinvolto e in dovere di garantire risultato, sempre.
Il sistema poi non deve avere usure o
contro-meccanismi; tutti gli ingranaggi umani e tecnologici devono essere
orientati nella stessa direzione in ottica
win to win che coinvolga operatori interni ed esterni sotto una guida di una
governance attenta, intellettualmente
onesta e soprattutto competente.
INTERNAZIONALIZZAZIONE: scelta dei territori d’interesse (buone risorse - momento di crescita o in alternativa alto grado di industrializzazione)
diffusione e penetrazione di strutture
proprie sui territori, rete di segnalatori/collaboratori “motu proprio”, partnerships di scambio, incontri politici
o assimilabili ergo INVESTIMENTI in
tempo e viaggi; fondamentale l’interlocuzione in LINGUA e cognizione LEGALE diritto internazionale.
Mediocredito Italiano,
una banca dedicata al
sostegno ed alla crescita
Incontriamo SILVANA CHILELLI, Direttore Commerciale di Mediocredito
Italiano, che propone un modello innovativo di banca per le imprese, con
un’offerta a 360 gradi per lo sviluppo delle PMI.
Dott.ssa Chilelli, a lei &egrave; stata affidata la
Direzione Commerciale di Mediocre-
dito Italiano, dove sono confluite le nostre associate Leasint e Centro Leasing.
Come &egrave; nato questo progetto e in che
Siamo partiti dall’analisi del panorama
imprenditoriale italiano ed in particolare dalla consuetudine del Gruppo
Intesa Sanpaolo a lavorare con le PMI,
come noto il comparto pi&ugrave; numeroso
e caratteristico della nostra economia:
siamo convinti che ci sia un grande
potenziale inespresso, che merita un
sostegno di professionalit&agrave; adeguata e
Le imprese devono raggiungere la massa critica sufficiente per poter competere sul mercato, eventualmente aggregandosi in reti, devono innovare,
internazionalizzarsi e devono essere in
grado di pianificare il proprio percorso
nel medio termine, grazie ad un’ade-
guata capitalizzazione.
Come rispondere a queste esigenze
cos&igrave; diffuse?
Intesa San Paolo ha risposto con la
creazione in Mediocredito Italiano del
polo della finanza di impresa. Mediocredito Italiano riunisce le competenze
di leasing, finanziamenti a medio-lungo termine, finanza agevolata, consulenza alle PMI e consulenza specialistica per il settore agricolo.
Interpretando il pensiero dei lettori
della nostra lettera, mi chiedo: ma in
una societ&agrave; cos&igrave; articolata, il leasing
perde inevitabilmente attenzione, diventa solo uno dei tanti prodotti?
Innanzitutto il nostro obiettivo &egrave; sostenere gli imprenditori nei loro percorsi
di crescita e nella realizzazione dei loro
investimenti. Mediocredito propone
intraprenderlo. Inclusi quelli di finanza
strutturata e di finanza straordinaria,
facendo leva, dove occorre, anche sulle
competenze presenti in altre aree del
Gruppo Intesa.
E’ un approccio del tutto nuovo, ma abbiamo – letteralmente - tutti i numeri
per proporlo: un portafoglio di 80.000
clienti serviti e 37 miliardi di impieghi;
di questi, 28 miliardi soltanto per le
l’intera gamma di prodotti scegliendo
di volta in volta insieme all’imprenditore la soluzione che meglio risponde
alle proprie esigenze. Siamo ben consapevoli del valore del leasing e del ruolo
che anche storicamente ha sempre sostenuto nella crescita del tessuto industriale. Il leasing rimane un prodotto
core del catalogo prodotti di Mediocredito Italiano.
Quindi il punto di forza di Mediocredito Italiano &egrave; l’integrazione dell’offerta?
Certamente ma non solo, ci sono altri
due elementi fondamentali: l’approccio settoriale e la presenza capillare sul
territorio integrata con la rete filiali del
I nostri desk specialistici ci permettono di conoscere a fondo i settori pi&ugrave;
importanti e con maggiore potenziale
ad esempio: alimentare e agribusiness,
energia, meccanica, media &amp; entertainment, turismo, sistema casa, gran-
de distribuzione, infrastrutture, lusso/
moda, elettronica, materiali e beni di
consumo, sanit&agrave; e farma. La conoscenza profonda del settore permette di
proporre agli imprenditori soluzione
mirate e soluzioni di filiera.
Come &egrave; strutturata la presenza di Mediocredito nel territorio?
La presenza di Mediocredito sul territorio si fonda innanzitutto sull’integrazione con la rete territoriale del Gruppo Intesa Sanpaolo, ed in particolare
con le filiali dedicate alle imprese. Il
gestore &egrave; la figura chiave nella relazione
con il cliente, conosce le sue esigenze
e attiva le competenze specialistiche di
Mediocredito Italiano per affiancarsi
all’imprenditore nel definire piani di
crescita e strumenti per realizzarli.
Anche i nostri specialisti sono distribuiti sul territorio: quasi 170 risorse
presenti in tutta Italia. In totale, oltre
800 colleghi dedicati allo sviluppo delle
Ma aver radunato tutte queste competenze/prodotti in un’unica Societ&agrave;, che
cosa cambia dal punto di vista delle imprese clienti?
Questa riorganizzazione implica un
significativo cambiamento dell’offerta alle imprese, perch&eacute; tutte queste
competenze sono a disposizione della
clientela in modo integrato. L’impresa
trova quindi in un unico interlocutore
sia il supporto consulenziale per la definizione del migliore percorso di sviluppo sia gli strumenti finanziari per
Tutte le notizie e curiosit&agrave; sul leasing tratte dalla
Rassegna Stampa pubblicata quotidianamente
Italia Oggi 11/04/2014
Nell’ambito di un contratto di locazione finanziaria di un’unit&agrave; abitativa acquistata dal costruttore entro cinque anni, i
canoni e il riscatto in capo all’utilizzatore sono da considerare
in completa esenzione da Iva. E la cessione alla societ&agrave; di leasing &egrave; obbligatoriamente soggetta a Iva, con esclusione del
meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge), peraltro indetraibile. Cos&igrave; l’Associazione italiana leasing (Assilea)
che, nella circolare 12/2014, serie immobiliare n. 5/2014, dello
scorso 9 aprile, &egrave; intervenuta sulla disciplina tributaria dei trasferimenti immobiliari e della canonizzazione delle locazioni
finanziarie, dopo l’adozione delle nuove misure fiscali, entrate
in vigore dal 1&deg; gennaio scorso.
Asca 29/04/2014
(ASCA) - Roma, 29 apr 2014 - Cresce il settore del leasing
grazie alle recenti modifiche alla fiscalita’ del leasing introdotte con la Legge di Stabilita’. Assilea, Associazione Italiana Leasing, ha presentato nel corso dell’assemblea dei soci i
risultati dello stipulato leasing in Italia del 2013 e del primo
trimestre 2014. L’incremento medio totale registrato dai nuovi finanziamenti leasing nel primo trimestre 2014 e’ stato infatti pari al 6,7% nel numero di stipule con una stabilita’ sui
volumi, per un importo complessivo di circa 3,5 miliardi di
nuovi investimenti in leasing da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi. Prendendo in considerazione i comparti
principali dello strumentale, dell’immobiliare e dell’auto - che
tradizionalmente ricorrono a tale forma di finanziamento - la
dinamica del mercato cresce sensibilmente anche nel valore
dei contratti, con un +10,4% nei valori di stipulato e un +
7,0% in termini di numero di nuove stipule. In particolare, si
consolida la ripresa del leasing strumentale, in quasi tutte le
fasce d’importo esaminate, con una crescita piu’ sostenuta per
i contratti a piu’ alto valore unitario.
Bresciaoggi 30/04/2014
Torna a crescere del 6,7% nel numero di stipule il mercato
del leasing nel primo trimestre 2014, grazie alla nuova fiscalit&agrave; introdotta con la Legge di Stabilit&agrave;. Lo rende noto
l&acute;Associazione Italiana Leasing, sottolineando che i tre comparti &laquo;core&raquo; del leasing (auto, strumentale, immobiliare), da
soli, archiviano un primo trimestre 2014 con una crescita &laquo;a
due cifre&raquo;, del 10,4% in termini di valore contratti e del 7,0%
in termini di numero di nuove stipule.
Lo stipulato nel comparto dei beni strumentali, ossia il leasing
di macchinari ed attrezzature, aveva gi&agrave; visto un timido incremento del numero e del valore delle stipule nell&acute;anno scorso,
aggiunge l&acute;associazione, spiegando che questa dinamica si &egrave;
amplificata ad inizio 2014: da un +7,3% nel numero delle nuove stipule ed un +2,3% sul valore dei nuovi contratti totalizzati
nel corso di tutto il 2013, nei primi tre mesi del 2014 si &egrave; passati ad un +8,2% e ad un +7,7% rispettivamente su numero e
valore contratti.
A questo andamento positivo, si &egrave; affiancata in questi primi
mesi del 2014 una crescita anche del leasing auto e, dopo un
lungo periodo di contrazione, una ripresa del leasing immobiliare.
I dati mostrano un&acute;inversione di tendenza del mercato che
sembra ritrovare un sentiero di crescita basato proprio su quei
comparti di beni che storicamente sono finanziati attraverso il
leasing e che vengono utilizzati dalle imprese.
Macchinari e utensili, ma anche capannoni e mezzi. Il mondo
artigiano - a dirlo &egrave; Assilea, il sodalizio che rappresenta gli
operatori del settore leasing - crede nella possibilit&agrave; di guardare avanti e, nonostante il clima non certo favorevole in termini
economici, ha aperto il 2014 con una crescita vicina al 7% nel
numero di operazioni avviate.
A Como, cos&igrave; come lungo tutto lo Stivale, la forza motrice
del Paese si mostra desiderosa di non piangersi addosso. A
dirlo sono i numeri e, ancor pi&ugrave;, le sensazioni raccolte dalle due principali associazioni di categoria Confartigianato e
Cna Como. &laquo;In termini assoluti - afferma Francesco Chirico,
direttore di Confartigianato Como - i numeri non sono quelli
di un post-crisi. I problemi permangono e, a fronte di attivit&agrave;
strutturate che continuano a chiudere, ci sono s&igrave; numerose
altre aziende che provano a partire, ma non in misura tale
da assicurare che il peggio &egrave; alle spalle. Di certo, un velato
ottimismo c’&egrave;, segnale importante di una tensione al miglioramento che va certamente alimentata e sostenuta&raquo;. A livello
nazionale, a trainare il rinnovato ricorso ai finanziamenti e
leasing sono immobili (+20), macchinari e mezzi di trasporto
(+8%). Sale, dunque, la richiesta di credito per investimenti,
un indicatore della volont&agrave; di contrastare l’adagio che vede
il mercato interno, e dunque la produzione, contrarsi quasi
inesorabilmente. &laquo;Non appena hanno il sentore che qualcosa
stia migliorando - commenta Chirico - gli artigiani iniziano
Il Sole 24 Ore 05/05/2014
In caso di cessione del contratto di leasing immobiliare,
cedente e cessionario sono i soggetti solidalmente obbligati al pagamento dell’imposta di registro del 4%, mentre
la societ&agrave; di leasing ceduta interviene nell’atto di cessione
per manifestare il proprio consenso ma non &egrave; soggetto solidalmente obbligato. Se il subentro avviene per operazioni
di riorganizzazione societaria, l’imposta del 4% non trova
applicazione, perch&eacute; prevale la disciplina generale del Dpr
131/86 sulla tassazione degli atti societari. Lo ha chiarito la
Direzione centrale normativa delle Entrate in una risposta
finora inedita a una richiesta di consulenza giuridica di Assilea, associazione delle societ&agrave; di leasing. La legge di stabilit&agrave;
2014 (articolo 1, comma 164, legge 147/2013) ha introdotto
un’imposta di registro del 4% sulle cessioni da parte degli
utilizzatori dei contratti di leasing aventi a oggetto immobili
strumentali, con un nuovo articolo (8-bis) nella tariffa, parte
prima, del Dpr 131/86. L’imposta del 4%, che si applica in
deroga all’alternativit&agrave; tra Iva e registro, si calcola sul corrispettivo pattuito per la cessione del contratto aumentato
della quota capitale compresa nei canoni ancora da pagare,
oltre al prezzo di riscatto (valore di mercato dell’immobile).
a scadere e del riscatto), al netto delle passivit&agrave; proporzionalmente imputabili.
Sull’impossibilit&agrave; che ai fini del calcolo dell’usura gli interessi di mora vadano sommati a quelli corrispettivi interviene
anche Gianluca De Candia, direttore generale di Assilea, che
detta anche una sorta di vademecum per gli operatori del leasing. Sulla sentenza della Cassazione n.350/2013 che ha toccato il tema usura-interessi di mora ci sono state differenti inter-
pretazioni. Qual ritiene corretta? La Cassazione non ha affatto
sancito che gli interessi di mora debbano essere cumulati agli
interessi corrispettivi ma si &egrave; limitata a ribadire, in conformit&agrave;
alla propria giurisprudenza, il principio di diritto che anche
gli interessi di mora soggiacciono all’usura. C’&egrave; allora una differenza sostanziale tra i tre tipi di interessi previsti dal Codice
civile? Anche se comportano sempre e comunque il pagamento di denaro, &egrave; chiaro che i tre differenti tipi di “interessi” siano autonomi e distinti. Infatti, gli interessi corrispettivi hanno
natura di remunerazione del creditore; gli interessi di mora,
invece, hanno una funzione risarcitoria di remunerazione del
danno subito dal creditore a seguito del ritardo nel pagamento; infine, gli interessi compensativi, i quali seppur scaturenti
dal principio della fruttuosit&agrave; del denaro, hanno una natura
autonoma rispetto agli interessi corrispettivi in quanto hanno una funzione indennitaria che &egrave; quella di compensare il
venditore il quale, tra le altre cose, non ha ancora ricevuto il
prezzo della cosa venduta.
Borsa Italiana 05/05/2014
Nel primo trimestre del 2014 l’incremento medio totale registrato dai nuovi finanziamenti leasing e’ stato del 6,7% nel
numero di stipule con una stabilita’ sui volumi, per un importo complessivo di circa 3,5 miliardi di nuovi investimenti in
leasing da parte delle imprese e dei lavoratori autonomi. I dati
sono stati resi noti oggi nel corso dell’assemblea di Assilea,
l’associazione italiana leasing. Prendendo in considerazione
i comparti principali dello strumentale, dell’immobiliare e
dell’auto, si legge in una nota, la dinamica del mercato cresce
sensibilmente anche nel valore dei contratti, con un +10,4%
nei valori di stipulato e un + 7% in termini di numero di nuove stipule. In particolare, si consolida la ripresa del leasing
Quattroruote 05/05/2014
Torna a sorridere il leasing auto nel primo trimestre del 2014.
Non tanto per il numero di contratti stipulati, in leggerissima
crescita rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quanto
per l’incremento a doppia cifra del loro valore. &Egrave; quanto risulta dal consuntivo trimestrale diffuso da Assilea, l’Associazione
italiana leasing, in occasione dell’assemblea dei soci che si &egrave;
svolta oggi a Roma.
Contratti per 434 milioni. Tra gennaio e marzo 2014 sono stati stipulati 14.163 contratti autovetture, lo 0,56% in pi&ugrave; rispetto al primo trimestre del 2013, per un valore complessivo pari
a 434,56 milioni di euro, il 10,23% in pi&ugrave;. Andamento positivo
ma opposto tra i due indicatori, invece, per quanto riguarda i
veicoli commerciali, per i quali sono stati stipulati 5.863 contratti (+15,07%) per 141,82 milioni di euro (+6,72%). Complessivamente, il settore che Assilea chiama “auto”, e che comprende, oltre alle autovetture e ai veicoli commerciali anche i
veicoli industriali e il renting a medio termine, &egrave; cresciuto del
6,1% in quantit&agrave; (39.482 contratti) e dell’8,1% in valore (pari
a 1,2 miliardi di euro).
“I dati sulla ripresa degli investimenti finanziati in leasing nel
primo trimestre”, ha affermato Edoardo Bacis, presidente di
Assilea, commentando i risultati del primo trimestre, “mostrano che, senz’altro, includere il leasing nelle politiche fiscali
e di semplificazione a sostegno delle PMI &egrave; una strategia vincente. L’aver introdotto, nella Legge di Stabilit&agrave; 2014, una serie
di semplificazioni sulla fiscalit&agrave; del leasing, un’anticipazione
dei tempi di ammortamento fiscale degli investimenti finanziati, l’estensione della deducibilit&agrave; dei canoni anche ai professionisti per l’acquisizione degli immobili strumentali alla loro
attivit&agrave;, si &egrave; tradotto in una visibile ripresa degli investimenti
produttivi finanziati attraverso il leasing”.
Toolbox 05/05/2014
Un anno particolare questo 2014 per risparmio e investimenti.
Da una parte la crisi ha intaccato le “riserve strategiche” degli
italiani, dall’altra la situazione europea e la nuova tassazione
sulle rendite finanziarie obbligano a un importante ripensamento dei propri portafogli. “Per i risparmiatori - spiega la
redazione di Plus24 anticipando i temi del numero in edicola
domani, sabato 3 maggio, con il Sole 24 Ore – &egrave; il momento di
fare un check-up. La sezione Professionisti del Risparmio approfondisce la questione della remunerazione dei promotori
finanziari alla luce delle recenti novit&agrave; legislative comunitarie,
fa il punto sulle decisioni dell’Arbitro bancario finanziario in
tema di tassi di mora e riporta la posizione di Assilea Associazione delle imprese di leasing in materia di tassi usurari.
Il tasso moratorio pattuito nel mutuo stipulato dal signor Antonio Costanzo con Meliorbanca per l’acquisto della casa &egrave;
superiore alla soglia d’usura del periodo. Nel complesso, alla
data di stipula, il tasso &egrave; del 4,485 per cento. Nel contratto,
oltre a essere precisato l’indicatore sintetico di costo (Isc) al
5,15%, &egrave; prevista una serie di opzioni per consentire al cliente di passare al tasso fisso e di ritornare poi a quello variabile. Dopo circa due anni dalla stipula, per&ograve;, il signor Antonio
Costanzo per problemi familiari e di lavoro non sarebbe pi&ugrave;
stato in grado di pagare le rate del mutuo e oggi gli si intima
di pagare 72mila euro. i tassi moratori Nel contratto di mutuo
&egrave; previsto che ogni somma dovuta a qualsiasi titolo (capitale
e interessi) dal cliente e non pagata alla banca produrr&agrave; interessi di mora nella misura pari al tasso corrispettivo con una
maggiorazione - il cosiddetto spread di mora (da non confondere con il tasso di mora totale, ndr) - del 2 per cento. Il tasso
di mora totale &egrave; quindi del 6,32% (4,32% pi&ugrave; 2%), a fronte
di una soglia prevista per i mutui a tasso variabile del 5,76
per cento. Insomma, soltanto il tasso di mora - senza alcuna
somma (eventualmente erronea) con il tasso corrispettivo - &egrave;
superiore alla soglia d’usura dei mutui a tasso variabile (valida anche per i mutui a tasso misto come nel caso del signor
Antonio Costanzo). la rivelanza dei tassi di mora Sulla rilevanza dei tassi di mora ai fini della verifica dell’usurariet&agrave; di
un mutuo non vi sembrano essere pi&ugrave; dubbi (si veda &laquo;Plus24&raquo;
del 15 febbraio scorso). Nel contratto, poi, vi &egrave; una clausola
secondo la quale la maggiorazione di 2 punti di spread sarebbe giustificata in base alla circolare Abi del 25 settembre 2003,
per la quale il Tasso effettivo globale medio (Tegm) andrebbe
maggiorato di 2,1% - pari alla media dei tassi moratori, cos&igrave;
come risultanti in una rilevazione statistica campionaria eseguita da Banca d’Italia nel 2002; il tutto va poi aumentato della
met&agrave; per giungere a una soglia d’usura “modificata”. &laquo;Questa
soluzione - spiegano da Almaiura - pare attualmente priva
di qualsiasi appiglio normativo che la autorizzi (anche se sul
punto bisogna rilevare la posizione contraria di Assilea, l’Associazione di categoria che raggruppa la quasi totalit&agrave; degli
operatori del leasing finanziario, si veda &laquo;Plus24&raquo; di sabato
scorso, ndr)&raquo;. le eventuali conseguenze A fronte dell’eventuale
usurariet&agrave; del solo tasso di mora rimarrebbe dunque da risolvere il problema di quali sarebbero le conseguenze economiche: l’eventuale obbligo della banca di restituire soltanto gli
interessi moratori eventualmente pagati oppure il possibile
obbligo di restituire tutti gli interessi, anche quelli corrispettivi? Sull’argomento la giurisprudenza sta ancora dibattendo.
Consulta la rassegna stampa in versione
integrale su www.assilea.it/rassegnastampa
Ha chiesto l’iscrizione nella categoria c) - Esercenti attivit&agrave; di
recupero crediti la societ&agrave; Hamilton S.r.l.
Il Socio UniCredit Leasing S.p.A., a seguito dell’atto di fusione
con effetti dal 1&deg; aprile 2014, ha incorporato Fineco Leasing
S.p.A. che pertanto viene cancellata dal Libro Soci.
Hanno chiesto l’iscrizione nella categoria d) - Attivit&agrave; strumentali connesse a quelle del leasing le societ&agrave;: Mannheim
Italia S.r.l., operante nella vendita tramite asta di veicoli usati,
Consulgest S.r.l., attiva nel recupero e nella gestione di beni
ex-leasing, e Swing S.r.l., operante nei sistemi e nella consulenza sugli gli aspetti di compliance e vigilanza.
La Banca di Legnano &egrave; stata incorporata nella Banca Popolare
di Milano. Pertanto, il Socio assume la denominazione Banca
Popolare di Milano Scarl – Comparto Leasing.
A seguito della fusione per incorporazione della Hypo Tirol
Bank Spa, gi&agrave; socio ordinario dell’Associazione, in Hypo Tirol
Bank AG, viene modificata la ragione sociale dell’Associata.
La nuova ragione sociale &egrave; Hypo Tirol Bank AG Succursale
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha disposto la procedura di amministrazione straordinaria per Medioleasing
S.p.A., la cui denominazione nel Libro Soci diventa Medioleasing S.p.A. in amministrazione straordinaria.
Ha presentato domanda di recesso l’Aggregato agente in attivit&agrave; finanziaria Kyberlease S.r.l.
Si &egrave; deliberata l’uscita dall’Associazione per non ottemperanza
agli obblighi statutari gli Aggregati ADL S.r.l., Fin Area S.r.l.,
M&amp;M Leasing S.r.l., Media Lease Roma S.r.l., Mercurio S.r.l.,
Peschiulli &amp; Partners S.a.s., Pinna Giancarlo Ditta individuale, Studio Dimensione Finanza S.r.l. e Umbria Leasing S.r.l.
L’Assemblea dei Soci del 29 aprile 2014, ha eletto Consigliere
Olivier Joyeux, Direttore generale e Amministratore delegato
di Cr&eacute;dit Agricole Leasing Italia S.r.l., in sostituzione di Lorenzo Tagni, gi&agrave; Consigliere Assilea in rappresentanza del
Gruppo Mediocreval, che ha rassegnato le dimissioni.
Ha chiesto l’iscrizione come Aggregato nella categoria a) Agenti in attivit&agrave; finanziaria la societ&agrave; Gruppodieci S.r.l.
Ha chiesto l’iscrizione come Aggregato nella categoria b) –
Mediatori creditizi la societ&agrave; di mediazione creditizia Gruppodieci Media S.r.l.
Per maggiori informazioni &egrave; possibile consultare il sito www.assilea.it
Gruppo di Lavoro Agevolato
mar, 4 marzo, 15:00 – 17:00
Roma - presso Ente Nazionale del Microcredito - Via Emilio
d&egrave; Cavalieri, 7 (Zona Piazza Ungheria)
Assemblea ordinarie e straordinaria Assilea
mar, 29 aprile, 12:00 – 13:00
Assilea - Via Massimo d’Azeglio, 33 - Roma
Commissione Compliance
ven, 7 marzo, 10:00 – 13:30
Via Sile, 18 - Milano presso Alba Leasing
In Videoconferenza con la sede di Assilea
mar, 29 aprile, 14:00 – 17:30
Gruppo di Lavoro Criticit&agrave; GSE
mer, 2 aprile, 10:30 – 13:30
Via Giovanni Battista Pirelli, 32, Milano, MI, Italia - Presso
Gruppo di Lavoro Segnalazioni perdite storicamente registrate
mar, 8 aprile, 10:30 – 13:30
Via Sile, 18 - Milano - Banca Italease
Assemblea Assilea Servizi
mar, 29 aprile, 11:00 – 12:00
Decreto Nuovi macchinari (c.d. &quot;Nuova Sabatini&quot;). Emanazione della circolare ministeriale.
Fondo di Garanzia - Disposizioni per il rafforzamento del
Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e chiarimenti sulla gestione operativa del Fondo.
Agevolazione Beni strumentali (&quot;Nuova Sabatini&quot;). Nota riepilogativa.
Regione Umbria - POR FESR 2007-2013 - Estensione efficacia
delle convenzioni sottoscritte dalle societ&agrave; di leasing.
Fondo di Garanzia - Disposizioni per il rafforzamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese e chiarimenti sulla gestione operativa del Fondo - Nota Interpretativa.
Agevolazione Beni strumentali (&quot;Nuova Sabatini&quot;). Pagamento
al fornitore in 30 giorni.
Agevolazione Beni strumentali (&quot;Nuova Sabatini&quot;). Presentazione e caratteristiche della domanda.
Agevolazione Beni strumentali (&quot;Nuova Sabatini&quot;). Forma della procura speciale.
Agevolazione Beni strumentali (&quot;Nuova Sabatini&quot;). Quesiti in
materia di locazione finanziaria.
Regione Emilia Romagna - Ordinanza n. 28 del 17 aprile 2014:
chiarimenti in materia di leasing.
Noleggio Auto. Atti cumulativi di vendita di veicoli. Semplificazioni per le Societ&agrave; di noleggio.
Immatricolazioni di febbraio 2014.
Leasing auto. IPT: Riscatto con variazione ragione sociale del
Immatricolazioni di marzo 2014.
05/mag/14
Leasing Auto. Incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni di CO2.
06/mag/14
Immatricolazioni di aprile 2014.
Diagnostico Contribuzioni BDCR 2.0. Aggiornamento.
Fatturazione Corrispettivi Gestione BDCR 2014.
&quot;Aggiornamento dati Assilea nei moduli Informativa - Consenso Privacy ai fini della contribuzione dei dati nella BDCR.
Nuova disciplina delle svalutazioni e delle perdite su crediti
Revisione del sistema fiscale. Gazzetta ufficiale.
Comunicazione all'Anagrafe tributaria e &quot;Spesometro&quot;.
Comunicazione integrativa annuale all'Archivio dei rapporti
finanziari - Nuovo termine comunicazione dati 2013.
Eliminazione dello Stato di &quot;San Marino (Repubblica di San
Marino)&quot; dall'elenco degli Stati aventi un regime fiscale privilegiato.
Leasing Immobiliare. Prospetto di tassazione degli atti immobiliari. Aggiornamento.
Imposta di registro sul subentro nel contratto di leasing immobiliare strumentale. Chiarimenti Agenzia delle Entrate.
Corso di formazione &quot;Gli Intermediari Finanziari e la compliance: Trasparenza, Usura, Privacy e banche dati, Codice Etico, Conflitto di interessi, Open Reporting, Gestione dei Terzi e
Pagamenti Illeciti&quot;.
Corso in aula &quot;La fiscalit&agrave; del leasing: novit&agrave; ed opportunit&agrave;&quot;.
Milano 2 e 3 aprile 2014.
Corso di formazione &quot;Usura, anatocismo e dintorni: principi
giuridici e finanziari e applicazioni pratiche&quot;.
Corso di formazione &quot;Credit Scoring e Banche Dati: Introduzione ai concetti e stato dell'arte in Italia&quot;.
Corso di formazione: &quot;Il controllo del rischio di controparte e i
sistemi di analisi precoce delle insolvenze&quot;.
08/mag/14
Corso di formazione: “Analisi dei settori economici e valutazione del merito creditizio”.
Agenti in attivit&agrave; finanziaria e Mediatori creditizi. Bando d'esame per l'iscrizione negli elenchi.
Agenti in attivit&agrave; finanziaria e Mediatori creditizi - Avviso
OAM su disservizi all'accesso nell'Area Privata del sito e sul
Antiriciclaggio - Istruzioni per la comunicazione delle operazioni di restituzione ai sensi dell'art. 23, comma 1-bis, del d. lgs.
n. 231 del 2007.
Requisiti organizzativi per l'iscrizione nell'elenco dei mediatori
creditizi.
ANTIRICICLAGGIO. Nuovo sistema di controlli statistici sulle
Segnalazioni Antiriciclaggio Aggregate (SARA).
Aggiornamento del Codice di comportamento dell’Assilea.
Soci ed Aggregati - richiesta anticipo contributo.
Trasferimento Sede.
Classifiche provvisorie out-standing e aggiornamento dati associativi.
Assemblea 29 aprile 2014 - Documentazione.
Annuario online Assilea 2014. Aggiornamento dati societari.
Classifiche stipulato 2013.
Aggiornamento Classifiche stipulato 2013.
Avvio Rilevazione Beni ex-Leasing annualit&agrave; 2013.
Classifica definitiva outstanding al 31.12.2013.
Usura - Tassi soglia vigenti a partire dal 1&deg; aprile 2014.
Novit&agrave; in tema definizione di esposizioni scadute/sconfinanti.
Usura - Tassi soglia vigenti a partire dal 1&deg; aprile 2014. Gazzetta
Applicazione aliquota IVA 10% ai canoni di locazione finanziaria aventi ad oggetto impianti di produzione di energia elettrica
da fonte solare-fotovoltaica ed eolica.
Leasing avente ad oggetto un impianto fotovoltaico - Cessione
dei crediti in garanzia - Determinazione base imponibile ai fini
Imposta sostitutiva delle imposte ipotecaria e catastale (articolo 1, comma 16, Legge n. 220/2010) - Moratoria ABI - Proroga del contratto di locazione finanziaria.
Imposte indirette. Cessione in blocco di contratti di leasing.
Leasing nautico da diporto. Noleggio occasionale.
Pagina pubblicitaria sulla rivista periodica associativa
“La lettera di Assilea”
Tiratura: ______________________________________________________________________________ n. 2000 copie circa
Pagina intera interna: _____________________________________________________________________ € 900,00 (+ IVA)
da n. 2 a n. 3 numeri: _______________________________________________________________________ sconto del 10%
da n. 4 a n. 5 numeri: _______________________________________________________________________ sconto del 20%
da n. 6 numeri: ____________________________________________________________________________ sconto del 30%
Banner pubblicitario sul portale internet associativo
Contatti medi giornalieri: ______________________________________________________________________ n. 1.300 circa
Banner pubblicitario sulla newsletter elettronica
“Il robot di Assilea”
Destinatari: __________________________________________________________________ n. 4000 circa (1 invio al giorno)
Singola settimana solare: _________________________________________________________________ € 1.500,00 (+ IVA)
da n. 2 a n. 4 settimane solari: ________________________________________________________________ sconto del 10%
da n. 5 settimane solari: _____________________________________________________________________ sconto del 20%
Abbonamenti e pubblicit&agrave;: Lea Caselli, tel. 06 99703629, [email&#160;protected]
Via Massimo d’Azeglio, 33 – 00184 Roma Tel 06 9970361 • Fax 06 45440739
www.assilea.it • [email&#160;protected]
INIZIATIVE IN PROGRAMMA 2014
Di seguito il calendario delle iniziative formative in programma. Le date potranno subire variazioni.
Corso base su vendita e gestione del leasing auto
Credit Scoring e Banche Dati:
Introduzione ai concetti e stato dell' arte in Italia
Il controllo del rischio di controparte e i sistemi di analisi
precoce delle insolvenze
e valutazione del merito creditizio
Risk management: accordi di Basilea e gestione del credito
UNITARIO (*)
Per maggiori informazioni &egrave; possibile visitare il sito internet www.assilea.it nella sezione SERVIZI - AREA FORMAZIONE .
CORSI PER AGENTI IN ATTIVITA' FINANZIARIA, MEDIATORI CREDITIZI
E DIPENDENTI E COLLABORATORI (rif. circ n.5 e 6/2012 OAM)
Percorso formativo preparazione Esame Oam
(formazione a
Percorso formativo +
Prova Valutativa dipendenti e collaboratori
frazione anno solare - 10 ore
Aggiornamento professionale biennale
Da 3 a 4 iscritti
Da 5 a 10 iscritti
Da 11 a 20 iscritti
Da 21 a 50 iscritti
Oltre i 50 iscritti
ed in corso
Nella seguente tabella elenchiamo gli sconti relativi ai corsi per gli agenti e mediatori
(*) I costi si intendono iva esclusa e sono riferiti all'adesione di un singolo partecipante. Per adesioni multiple sono previsti agevolazioni e sconti.
La formazione direttamente in azienda!
L’Area Formazione Assilea Servizi, certificata UNI EN Iso 9001:2008, dedica particolare attenzione alla personalizzazione dei percorsi formativi offrendo ai Soci Assilea la possibilit&agrave; di erogare i corsi direttamente presso le sedi aziendali, nei giorni e con le modalit&agrave; di volta in volta concordate. I corsi in house ricalcano i contenuti
di quelli erogati in aula ma il programma viene personalizzato e ritagliato partendo da uno schema base predefinito*.
Di seguito l’elenco completo dei corsi Assilea Servizi
- La pianificazione ed il controllo nel leasing
- La trasparenza alla base della compliance delle banche e delle finanziarie
- La compliance per le Banche e le Finanziarie di Leasing
- Il ruolo e l'adeguatezza dei modelli organizzativi previsti dal
D. Lgs.231/2001
- Corso avanzato su ABF, reclami e mediaconciliazione
- La privacy nel leasing
- L'anti-usura alla base della compliance delle Banche e delle
Finanziarie di Leasing
- Corso pratico sulle procedure operative e gli adempimenti
- Il Risk management nel leasing: la misurazione, il monitoraggio ed il controllo dell'esposizione al rischio
- Credit Scoring e Banche Dati: Introduzione ai concetti e stato dell' arte in Italia
- L'analisi del bilancio nel leasing: lettura, riclassificazione,
- La gestione del recupero del credito nel leasing
- L'istruttoria di fido nel leasing
- Il processo di credito nel leasing - la valutazione istruttoria
- La valutazione preliminare del rischio nel leasing dalla vendita all'analisi: un'opportunit&agrave; per commerciali, agenti ed
- L'attivit&agrave; commerciale nel leasing a 360&deg;
- L'intermediazione assicurativa nel leasing - Aggiornamento
annuale (15 ore d'aula)
- L'intermediazione assicurativa nel leasing - Formazione per
l'iscrizione al RUI (30 ore d'aula)
Fondamenti di matematica finanziaria applicata al leasing
Corso base sul leasing
La gestione e la rivendita dei beni ex leasing
Corso avanzato sulla gestione operativa del contratto di
- La fiscalit&agrave; del leasing
- La fiscalit&agrave; del leasing auto
- L'auto elettrica in leasing
- Corso basic per i nuovi account delle Societ&agrave; di leasing
- Auto: non solo finanziamento. Il prodotto-auto come non &egrave;
mai stato visto
- Condurre efficacemente la trattativa commerciale per auto e
veicoli commerciali. Strategie di acquisizione e logiche decisionali dei Fleet Managers
- Auto aziendali: strategie commerciali per gli account delle
Societ&agrave; di Leasing
- Il leasing pubblico come Partnership Pubblico Privato alla
luce delle decisioni della Corte dei Conti: nuovi principi
contabili e recenti novit&agrave; normative
- Contabilit&agrave; pubblica e valutazione di merito creditizio di un
- Aspetti normativi, operativi e commerciali del Leasing Pubblico
*Le Associate interessate a progettare i corsi in house sono invitate a definire modalit&agrave; e condizioni economiche contattando l’Area
Formazione di Assilea Servizi. &Egrave; possibile, inoltre, finanziare la formazione attraverso i Fondi Paritetici interprofessionali nazionali,
istituiti dalla legge 388/2000 al fine di promuovere lo sviluppo della formazione continua in Italia. I Fondi sono finanziati dalle imprese che facoltativamente vi aderiscono attraverso la quota dello 0,30% dei Contributi versati all’INPS.
I corsi a distanza, disponibili sulla nuova piattaforma Assilea Servizi, rappresentano la
soluzione ideale per quanti vogliono aggiornarsi nelle diverse materie direttamente dal Web!
COSTO UNITARIO(*)
FASCE DI SCONTO(**)
Il leasing: principi e fondamenti (new)
Aspetti tecnici e normativi dei servizi di pagamento
Elementi sulla valutazione del merito creditizio:
famiglie, imprese minori, societ&agrave; di capitali
La privacy nel leasing
Gli adempimenti antiriciclaggio - aggiornamento 2013
L'usura nel leasing
La trasparenza nel leasing
Elementi fondamentali di diritto societario e di diritto fallimentare
La normativa sulla responsabilit&agrave; amministrativa delle Societ&agrave; di leasing:
i modelli organizzativi del D.Lgs. 231/2001
L'intermediazione assicurativa per l'iscrizione al RUI
L' Intermediazione assicurativa - aggiornamento 2013
(*) Il costo si intende iva esclusa
(**)Il costo si riferisce all’acquisto di una singola utenza. Per acquisti superiori a 5 utenze vengono applicati sconti secondo il seguente
schema: Prime 5 utenze: € 170,00 - dalla 6^ alla 10^ utenza € 127,50 (-25%) - dalla 11^ alla 30^ utenza € 85,00 (-50%) - dalla 31^
alla 50^ utenza € 42,50 (-75%) - dalla 51^ alla 100^ utenza € 25,50 (-85%) - dalla 101^ utenza € 17,00 (-90%).
Referenti in Assilea
Ufficio Formazione: Katia Ricci (Tel. 06 99703626, Mob. 346 1092255 - [email&#160;protected]); Ilaria Nanni (Tel. 06 99703622 [email&#160;protected]); Ufficio Qualit&agrave;: Emanuela Cioci (Tel. 06 99703630 - [email&#160;protected])
Allegato al numero2- 2014 de la Lettera di Assilea

References: Art. 1

Art. 1
 art. 107
 sentenza 

sentenza 
 Cass. 
 Cass. 

art. 1499
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 art. 1815
 Cass. 
 art.
1224
 art. 14
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 art. 5

sentenza 
 sentenza