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Timestamp: 2016-05-29 19:55:47+00:00

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LA CLAUSOLA PENALE 62 62
LA CLAUSOLA PENALE (art. 1382 c.c.)<< La clausola, con cui si conviene che, in caso diinadempimento uno dei contraenti è tenuto ad unadeterminata prestazione, ha l’effetto di limitare ilrisarcimento alla prestazione promessa, se non è stataconvenuta la risarcibilità del danno ulteriore.La penale è dovuta indipendentemente dalla prova deldanno >> (art. 1382 c.c.). 63
LA RIDUZIONE DELLA PENALE ART. 1384 c.c.“La penale può essere diminuita equamente dal giudice, sel’obbligazione principale è stata eseguita in parte ovvero sel’ammontare della penale è manifestamente eccessivo, avutosempre riguardo all’interesse che il creditore avevaall’adempimento”Il criterio cui il giudice deve porre riferimento per esercitare il potere di riduzione dellapenale non è la valutazione della prestazione in sé astrattamente considerata, mal’interesse che la parte ha, secondo le circostanze, all’adempimento della prestazionecui ha diritto, tenendosi conto delle ripercussioni dell’inadempimento sull’equilibriodelle prestazioni e della sua effettiva incidenza sulla situazione contrattuale concreta”(Cass. n. 7835 del 4 aprile 2006)“Il potere conferito al giudice ex art. 1384 c.c. di ridurre ad equità la penale (permanifesta eccessiva o sopravvenuta onerosità) non può essere esercitato d’ufficio,ma richiede l’istanza della parte interessata” (Cass. n. 5691 del 19 aprile 2002) 64
DIVIETO DI CUMULO<<Il creditore non può domandare insieme la prestazione principale e la penale, se questa non è stata stipulata per il semplice ritardo >> (art. 1383 c.c.) tuttavia... << L’azione generale di condanna ad adempiere è cumulabile con la azione di condanna al risarcimento del danno (ovvero pagamento di una penale ex art. 1382 c.c., se prevista). Infatti, il divieto di cumulo fra esecuzione in forma specifica delle prestazione e clausola penale previsto dall’art. 1383 c.c. riguarda le sole prestazioni già maturate e inadempiute e non quelle non ancora maturate, per le quali permane l’obbligo di adempimento >> (Cass. n. 6976 del 21 giugno 1995). 65
2. LE CLAUSOLE DI FIDELIZZAZIONE: IL PATTO DI STABILITÀ 66 66
LA CLAUSOLA DI STABILITA’La clausola di stabilità - detta anche di “permanenza minima” o di “durataminima garantita”- si può definire come quella clausola apposta ad uncontratto di lavoro in forza della quale il prestatore di lavoro o il datore dilavoro - ovvero entrambe le parti contrattuali – si impegnano a non recedereunilateralmente dal contratto di lavoro per un periodo di tempo prefissato(solitamente salvo giusta causa o giustificato motivo) Limitazione alla facoltà di recesso unilaterale di una o di entrambe le parti contraenti 67
RIFERIMENTI NORMATIVIArt. 2118 c.c. RECESSO DAL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATOArt. 2119 c.c. RECESSO PER GIUSTA CAUSAArt.1322 c.c. AUTONOMIA CONTRATTUALEArt. 1362-1371 c.c. INTERPRETAZIONE DEL CONTRATTO 68
LA CLAUSOLA DI STABILITA’Può essere determinata in fase precontrattuale o in costanza dirapporto di lavoro, mediante modifica delle condizioni originarie.Non ha ad oggetto diritti indisponibiliNon ha natura transattiva e, quindi, non è assoggettata alladisciplina di cui all’art. 2113 c.c.Non rientra tra le clausole vessatorie (art. 1341, co. 2, c.c.) 69
APPOSIZIONE DELLA CLAUSOLA STABILITA’ VANTAGGI Datore di lavoro DipendenteInteresse a preservare, per quanto Stabilità del posto di lavoro perpossibile, la permanenza in il periodo indicato nellaazienda delle risorse clausola ovvero eventualiprofessionali più meritevoli oper i quali l’azienda ha indennità o altre gratificheeffettuato degli investimenti e (in rapporto alle categorie esclusesostenuto dei costi o fa dalla disciplina limitativa deiaffidamento per un certo licenziamenti)periodo 70
ASSUNZIONE DELL’OBBLIGO DI DURATA MINIMA IL DATORE DI LAVORO Clausola di durata minima Preventiva rinuncia del datore di lavoro alla facoltà di recesso per una durata predeterminata di tempo garanzia per il lavoratore alla conservazione del posto per il medesimo periodoUtilità per le categorie escluse dalla disciplina limitativa protezionistica deilicenziamenti e soggette alla normativa codicistica di cui agli artt. 2118 e 2119c.c. 71
ASSUNZIONE DELL’OBBLIGO DI DURATA MINIMA IL LAVORATORE Clausola di durata minima Preventiva rinuncia del lavoratore alla facoltà di recesso per il medesimo periodo di tempo Garanzia per il datore di lavoro di acquisire e conservare per una durata predeterminata risorse con profili professionali specialistici e per questo investiti di incarichi strategici di circoscrivere l’impatto negativo della perdita di tali professionalità 72
LA CLAUSOLA DI STABILITÀ È LECITA E PERSEGUIBILE? “E’ valida e non contrasta con alcuna norma o principio dell’ordinamento giuridico la clausola contrattuale con cui il lavoratore, disponendo liberamente della propria facoltà di recesso, pattuisce una garanzia di durata minima del contratto di lavoro e si obbliga a risarcire il danno al datore nell’ipotesi di dimissioni anticipate” Corte Cass. 19 agosto 2009, n. 18376 73
AUTONOMIA PRIVATA E CLAUSOLA DI DURATA MINIMA DEL RAPPORTOAnche nell’ambito del contratto di lavoro subordinato è possibile adattareuno strumento contrattuale tipico alle particolari esigenze dei contraenti, davalutare e inquadrare giuridicamente nel concetto di libertà contrattualealla stregua delle previsioni di cui all’art. 1322 c.c. “Le parti possono liberamente determinare il contenuto del contratto nei limiti imposti dalla legge”. 74
LA FACOLTÀ DI RECESSO DAL RAPPORTO DI LAVORO È DISPONIBILE? Art. 2118 c.c. Recesso dal contratto a tempo indeterminato“Ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempoindeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modi stabiliti [dallenorme corporative], dagli usi o secondo equità” (…)Le dimissioni si possono dare in ogni momento in quanto appartengono adun sistema di libertà assoluta che comprende anche il potere di disporre ditale libertà. 75
1. RECESSO ANTICIPATO DEL DATORE DI LAVORO: CONSEGUENZE In ipotesi di anticipata e ingiustificata risoluzione del rapporto da parte del datore di lavoro, il lavoratore avrà diritto al risarcimento del danno pari allammontare delle retribuzioni che avrebbe percepito se la risoluzione non fosse intervenuta, per tutto il periodo in cui egli, pur usando lordinaria diligenza nel ricercarla, non trovi altra idonea occupazione Incombe sul datore di lavoro che voglia limitare la misura del risarcimento dovuto l’onere di provare il difetto di diligenza del lavoratore nella ricerca di un nuovo lavoro (1227 c.c.) o i proventi eventualmente ricavati dal lavoratore - aliunde perceptum (Cass. 15 novembre 1996, n. 10043) 76Materiale prodotto da LABALAW Studio Legale
2. RECESSO ANTICIPATO DEL DIRIGENTE: CONSEGUENZE In ipotesi di anticipata e ingiustificata risoluzione del rapporto da parte del dipendente, il datore di lavoro potrà agire per ottenere il risarcimento del danno, che potrebbe essere quantificato in ragione dei costi sostenuti per l’addestramento o per reperire il sostituto a) obbligo di restituzione delle somme se preventivamente versate al lavoratore quale corrispettivo ovvero b) mancato pagamento delle somme promesse alla scadenza di un termine prefissato Opportunità di prevedere l’inserimento di una clausola penale che predetermini pattiziamente la quantificazione del danno da inadempimento da detrarre dalle competenze di fine rapporto e dal Tfr 77Materiale prodotto da LABALAW Studio Legale
LA CLAUSOLA DI PROLUNGAMENTO DEL PREAVVISO DI DIMISSIONI 78 78
Clausola con la quale datore di lavoro e lavoratorepattuiscono la prosecuzione del periodo di preavviso oltre iltermine previsto dalla contrattazione collettiva. 79
Art. 2118 c.c. RECESSO DAL CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATOCiascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro atempo indeterminato, dando il preavviso nel termine e nei modistabiliti [dalle norme corporative], dagli usi o secondo equità.In mancanza di preavviso, il recedente è tenuto verso laltra parte aunindennità equivalente allimporto della retribuzione che sarebbespettata per il periodo di preavviso.La stessa indennità è dovuta dal datore di lavoro nel caso dicessazione del rapporto per morte del prestatore di lavoro. 80
L’art. 2118 c.c. stabilisce l’obbligo del preavvisorinviando alla contrattazione collettiva il “termine”ed i “modi” 81
Ragioni del lavoratore per l’utilizzo della clausola di prolungamento del preavviso di dimissioni 1. percorso formativo del lavoratore 2. raggiungimento di una posizione particolarmente qualificata 3. corresponsione di un emolumento retributivo integrativo 82
Liceità del patto di prolungamento del preavviso di dimissioni• La pattuizione individuale con la quale il datore di lavoro e dipendente concordano di prolungare il preavviso dovuto nell’ipotesi di dimissioni, con contestuale riconoscimento di benefici per il lavoratore è da ritenersi legittima (Trib. Genova, 7 settembre 2004)• La clausola di prolungamento del preavviso non urta contro alcuna disposizione inderogabile di legge o di contratto (Cass. 9 giugno 1981, n. 3741 – Corte d’Appello di Brescia, 8 aprile 2005, n 67)• Il sacrificio posto a carico del lavoratore è quello di un preavviso di durata superiore a quella stabilita dal ccnl, ma è bilanciato dall’acquisizione di professionalità e da un corrispettivo 83
Vantaggi del patto di prolungamento di preavviso di dimissioni Consente di introdurre uno strumento per dissuadere il lavoratore ad abbandonare l’azienda 84
Svantaggi del patto di prolungamento di preavviso di dimissioni  Non consente di vincolare il lavoratore a non abban- donare l’azienda  Non è possibile agire in via d’urgenza in caso di inadempimento 85
IL CORRISPETTIVOAlcuna norma di legge subordina la validità del patto di stabilitàall’erogazione di un corrispettivoTuttavia la giurisprudenza si è pronunciata sulla legittimità del vincolo inrelazione a fattispecie in cui il vincolo per il lavoratore rinveniva uncorrispettivo nella natura della prestazione o in particolariinvestimenti formativi e/o economici del datore di lavoro (Cass. 11febbraio 1998, n. 1435; Cass. 7 settembre 2005, n. 17817).il versamento di un corrispettivo vincola maggiormente il dipendente alrispetto dell’obbligo in esso previsto (sia come perdita del beneficio siacome sanzione in caso di violazione dell’impegno) 86
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References: ART. 1384
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 Cass. 
 Art. 2118

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 Cass.