Source: http://dnn5.regione.marche.it/Regione-Utile/Paesaggio-Territorio-Urbanistica-Genio-Civile/Genio-civile/Invasi-e-attingimenti
Timestamp: 2020-04-02 13:38:05+00:00

Document:
Regione Utile / Paesaggio Territorio Urbanistica Genio Civile / Genio civile / Invasi e attingimenti
Presentazione attingimenti acque
Presentazione invasi
Documentazione da allegare alle Richieste
La tutela qualitativa delle acque ha come obiettivo l'uso sostenibile della risorsa acqua, che viene assicurato dall'attività di autorizzazione e controllo dei prelievi idrici.Le funzioni che la Regione Marche svolge in questo ambito riguardano in particolare, quanto disciplinato con L.R. del 9 giugno 2006 n. 5 “Disciplina delle derivazioni di acqua pubblica e delle occupazioni del demanio idrico”
rilascio di concessioni di derivazione di acqua pubblica superficiale;
rilascio di autorizzazioni alla ricerca e concessioni uso di acque sotterranee;
Controllo, vigilanza e verifica delle utilizzazioni d'acqua;
Gestione del sistema informativo integrato sulle risorse idriche e relativo Catasto delle Utenze Idriche;
Procedure autorizzative per il riconoscimento d'uso di utenze esistenti.
Concessione d'acqua pubblica superficiale o sotterranea (PICCOLE DERIVAZIONI)
Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico (cioè sono “acque pubbliche”) tutte le acque sotterranee e le acque superficiali, anche raccolte in invasi o cisterne.
Il prelievo e l’utilizzo delle acque pubbliche sono regolamentati da Leggi dello Stato (Regio Decreto n.1775 del 11/12/1933 e s.m.i) e della Regione Marche (L.R 5/2006).
Per il prelievo e l’utilizzo delle acque è necessario un Provvedimento di concessione rilasciato dalla Regione Marche
Non necessitano di alcun tipo di autorizzazione i seguenti utilizzi:
l’utilizzo dell’acqua piovana raccolta in invasi e cisterne a servizio di fondi agricoli o di singoli edifici,
i prelievi da parte delle autorità preposte alla salvaguardia del patrimonio forestale per la costituzione di scorte antincendio,
le utilizzazioni d’acqua effettuate presso lavatoi pubblici accessibili liberamente da parte dell’utenza purché detti lavatoi non siano oggetto di gestione avente finalità di lucro e le utilizzazioni delle acque calde geotermiche di cui alla Legge 896/1986.
L’Ufficio Istruttore del Presidio Territoriale esamina l'istanza e la documentazione tecnica allegata;
l'Ufficio Istruttore chiede la pubblicazione dell'istanza sul BURM – al fine di comunicare l’avvio del procedimento - ed all'Albo Pretorio del Comune/Comuni interessato/i; la pubblicazione sul BURM può essere verificata consultando il sito internet della Regione Marche;
dopo almeno 30 giorni dalla data di pubblicazione sul BURM l'Ufficio Istruttore effettuerà una visita locale di istruttoria;
in caso di derivazione da pozzo l’ufficio rilascia la relativa autorizzazione a cui farà seguito il collaudo dell’opera e l’approvazione del certificato di collaudo;
acquisiti tutti i pareri necessari (Autorità di Bacino competente e eventualmente altri pareri) l'Ufficio Istruttore conclude l’istruttoria redigendo una relazione contenente, tra l’altro, indicazioni relative alla quantità d’acqua che si può concedere, alle opere da realizzarsi, alle cautele e prescrizioni da imporre al concessionario e alla domanda da preferire in caso di concorrenza;
Firma, da parte del richiedente la concessione, del disciplinare di concessione ed emissione del decreto di concessione che verrà pubblicato sul BURM.
La Regione Marche è competente sulle Autorizzazioni e Controlli delle Dighe con altezza massima di metri 15,00 e volume di invaso non superiore ad 1.000.000 di metri cubi.
Per gli sbarramenti la cui altezza non supera i 10 metri e che determinano un volume di invaso non superiore a 100.000 metri cubi, l’Amministrazione competente alla vigilanza sulla sicurezza, nella Regione Marche, è il Servizio Infrastrutture Trasporti ed Energia – P.F. ex Genio Civile. Tali uffici potranno, come previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica del 1 novembre 1959, n. 1363 e dal Decreto ministeriale 26 giugno 2014, caso per caso e in relazione alle caratteristiche dell’impianto di ritenuta, stabilire quali delle norme di riferimento delle grandi dighe siano da applicare.
Sono escluse opere che non necessitano di rilevato o diga di contenimento, bacini di accumulo totalmente ricavati in trincea nonché vasche e serbatoi totalmente interrati. Per eventuali verifiche di assoggettabilità alla normativa dighe, può essere comunicata la realizzazione alla P.F. ex Genio Civile territorialmente competente, allegando gli elaborati progettuali del manufatto. Tali manufatti sono, tuttavia, soggetti alle autorizzazioni previste dalle norme urbanistico edilizie, sismiche e quelle specifiche di settore, ecc. .
Sono, inoltre, escluse dalla normativa dighe in interesse, tutte le opere di sbarramento che determinano invasi adibiti, esclusivamente, a deposito o decantazione o lavaggio di residui industriali, che restano di competenza del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
Le opere di sbarramento, dighe o traverse, che superano i 15 metri di altezza o che determinano un volume di invaso superiore a 1.000.000 di metri cubi, sono soggette, ai fini della pubblica incolumità, all'approvazione tecnica del progetto da parte della Direzione Generale per le Dighe e le Infrastrutture idriche ed elettriche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Aziende o privati cittadini che intendono realizzare laghi artificiali adibiti a qualsiasi uso, irriguo, industriale, pesca sportiva ed altro, mediante la costruzione di dighe o sbarramenti di ritenuta che possono essere eseguiti con materiali e tecnologie diverse, terra, cemento armato, muratura ecc..
Presentazione istanza e relativa documentazione progettuale (è stato predisposta modulistica con modello di domanda ed elenco degli allegati tecnici - progettuali).
Verifica istanza da parte della P.F. Ex Genio Civile territorialmente competente.
Eventuali sopralluoghi preventivi nella zona di realizzazione.
Richiesta nulla osta militare.
Rilascio autorizzazione alla Costruzione.
Verifiche discrezionali durante l'esecuzione dei lavori ed eventuali prescrizioni.
Invio Certificazione di regolare esecuzione delle opere e Richiesta di verifica finale a lavori ultimati.
Verifica finale del manufatto e rilascio dell'Autorizzazione all'Esercizio.
Vigilanza durante l'esercizio ed eventuali prescrizioni ed ordinanze
Sopralluoghi periodici dell'ufficio competente onde verificare la corretta manutenzione e stabilità dello sbarramento, efficienza degli organi di scarico e situazione idrogeologica della zona circostante.
Emanazione di prescrizioni o ordinanze relative a provvedimenti ordinari o d'urgenza a tutela della pubblica incolumità.
Enti interessati oltre al Servizio Infrastrutture Trasporti ed Energia – P.F. Presidio Territoriale ex Genio Civile:
Amministrazione comunale competente per territorio.
Comando Regionale Militare RFC "Marche".
In relazione alla consistenza, localizzazione, uso dell'opera ed approvvigionamento idrico, potranno essere interessati tutti gli enti ed uffici ai quali competono: Valutazioni di impatto ambientale, assetti idrografici, interessi urbanistici, paesaggistici, artistici, storico archeologici, sanitari, demaniali, della difesa nazionale, dell'ordine pubblico e della pubblica sicurezza nonché i relativi vincoli e prescrizioni.
NORMATIVA riferita agli ATTINGIMENTI ACQUE
R.D. 14 agosto 1920 n. 1285 - Regolamento per le derivazioni e utilizzazioni di acque pubbliche;
R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775 - Testo unico sulle acque pubbliche;
D.Lgs. 12 luglio 1993 n. 275 - Riordino in materia di conessione di acque pubbliche;
D.Lgs. 03 aprile 2006 n. 152 - Norme inmateria ambientale;
D.Lgs. 29 dicembre 2003 n. 387 - Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità.
L.R. 14 giugno 2006 n. 5 - Disciplina delle derivazioni di acqua pubblica e delle occupazioni del demanio idrico;
D.C.R. 26 gennaio 2004 n. 116 - Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico. pubblicato sul B.U.R. n. 5 del 13 febbario 2004;
D.C.R. 26 gennaio 2010 n. 145 - Approvazione del nuovo Piano di Tutela delle Acque (PTA).
Atti d'indirizzo, direttive, circolari
Direttiva CE 2000/60 - Direttiva quadro per l'azione comunitaria di acque (direttiva Quadro sulle Acque - DQA)
NORMATIVA riferita agli INVASI
D.P.R. 1 novembre 1959 n. 1363 - Pubblicato sulla G.U. n. 72 del 24.3.1960 – costituisce il Regolamento base per la progettazione, costruzione ed esercizio degli sbarramenti di ritenuta;
D.M. LL.PP. 24 marzo 1982 (Suppl. alla G.U. 04/08/1982 n. 212) - Detta le Norme tecniche per la progettazione e la costruzione delle dighe di sbarramento collegando i provvedimenti con le prescrizioni per le zone sismiche, di cui alla L. 2.2.1974 n. 64. La normativa sostituisce il testo delle “Norme per il calcolo e la costruzione dei diversi tipi di sbarramento” di cui alla seconda parte del “Regolamento per la compilazione dei progetti, la costruzione e l’esercizio degli sbarramenti di ritenuta (dighe e traverse)” approvato con il D.P.R. 1.11.1959 n. 1363 .
L. 21 ottobre 1994 n. 584 - è la conversione in legge, con modificazioni, del decreto - legge 8 agosto 1994 n. 507, recante misure urgenti in materia di dighe. – All’Art. 1 comma 3 viene sancito: Il comma 4 dell’articolo 10 della legge 18 maggio 1989 n. 183, è sostituito dal seguente “4. Rientrano nella competenza delle regioni a statuto ordinario e a statuto speciale e delle provincie autonome di Trento e Bolzano le attribuzioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1° novembre 1959, n. 1363, per gli sbarramenti che non superano i 15 metri di altezza e che determinano un invaso non superiore a 1.000.000 di metri cubi. ….. . La legge prevede l'emanazione di regolamenti nazionali e regionali per la disciplina del procedimento di approvazione dei progetti e del controllo sulla costruzione e l’esercizio delle dighe che, a tutt’oggi sopra richiamati non sono stati ancora emanati, mentre l’ampliamento delle competenze è stato attuato;
D.lgs 31 marzo 1998 n. 112 - Conferisce funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 - All'art. 89 comma 1 lett. B, cita il trasferimento alle regioni e agli enti locali relativo alle dighe non comprese tra quelle indicate all’art. 91 comma 1 della legge 21 ottobre 1994, n. 584 - Sbarramenti di ritenuta che non superano i 15 metri di altezza o che determinano un invaso con volumetrie non superiori a 1.000.000 di metri cubi;
D.M. LL.PP. 24 giugno 2014 (G.U. 04/08/1982 serie generale n. 156 del 08/07/2014) - Detta le nuove Norme tecniche per la progettazione e la costruzione degli sbarramenti di ritenuta (dighe e traverse) collegando i provvedimenti con le prescrizioni per le zone sismiche, di cui alla L. 2.2.1974 n. 64, all’art. 52 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. La normativa sostituisce il testo del D.M. 24.03.1982.
a seguito dell’emanazione del Decreto del Dirigente del Servizio Tutela, Gestione e Assetto del Territorio n. 97 del 14 maggio 2019 per la presentazione di istanze e di dichiarazioni di soggetti pubblici e privati previste dalla normativa di riferimento per gli attingimenti la Regione Marche ha abilitato la sezione DAP – Derivazioni Acque Pubbliche nell'ambito del sistema informativo regionale SIAR
SIAR - https://siar.regione.marche.it
per informazioni e supporto tecnico è possibile contattare il servizio di help-desk on line al numero sotto riportato:
071 806 7358
Per l’accesso al SIAR-DAP, nel caso di IMPRESA (se non ancora abilitata) seguire la procedura indicata dalla piattaforma stessa altrimenti per PERSONA FISICA utilizzare la seguente modulistica:
1. Richiesta abilitazione SIAR utente PERSONA FISICA.pdf
2. Richiesta abilitazione PinCohesion.pdf
La sottoscrizione delle istanze e delle dichiarazioni dei consumi all'interno di SIAR DAP richiede l'utilizzo dei seguenti dispositivi di firma digitale:
per LICENZA ANNUALE:
1. Marca da bollo da €. 16,00 da apporre ad ogni licenza da rilasciare (ricordando che si rilascia una licenza per ogni punto di prelievo richiesto).
2. Visura catastale ed estratto di mappa con indicato il punto esatto di prelievo (in rosso) nonché la zona di impiego (luogo dello stabilimento, della centralina ecc..); per l’uso irriguo disegnare gli appezzamenti irrigati distinti per tipo di colture praticate e indicare l’area di ciascuno.
3. Copia di un documento d’identità valido, per le richieste non presentate direttamente dal richiedente ad un funzionario competente della Regione Marche.
4. Spese istruttorie (per uso irriguo € 15 fino a Ha 7.00.00, € 20 da Ha 7.00.01 a Ha 15.00.00 e € 25 da Ha 15.00.01 o più; per tutti gli altri usi € 25, rif. DGR 1332 del 03.11.2016): ricevuta del versamento ai sensi dell'art.11, 1° comma del R.D. n.1285 del 14.8.1920 e ai sensi degli art. 16 bis e 16 ter della legge sulla contabilità generale dello Stato e successive modificazioni ed integrazioni (L. 790/1975 e della legge 15.11.1973 n. 765), sul c/c postale n. 1034627750 intestato a: Regione Marche prov. utilizzo Idrico art. 46 L.R. 5/2006 S.T.; causale: “sigla Prov. – S.I., nominativo richiedente, licenza anno”, oppure, tramite bonifico bancario utilizzando il codice IBAN: IT 49 X 07601 02600 001034627750 causale: “sigla Prov. – S.I., nominativo richiedente, licenza anno”.
5. Canone annuo (per gli importi consultare il sito internet (1) o contattare l’Ufficio di riferimento): ricevuta del versamento del canone annuo sul c/c postale n. 1034627750 intestato a: Regione Marche prov. utilizzo Idrico art. 46 L.R. 5/2006 S.T.; causale: “sigla Prov. – C.D., nominativo richiedente, licenza anno”, oppure, tramite bonifico bancario utilizzando il codice IBAN: IT 49 X 07601 02600 001034627750 causale: “sigla Prov. – C.D., nominativo richiedente, licenza anno”.
per CONCESSIONE PLURIENNALE:
Progetto di massima (redatto ai sensi del D.M. 16.12.1923) con atti tecnici "delle opere da eseguire per la raccolta, regolazione, estrazione, derivazione, condotta, uso restituzione e scolo delle acque" (art.7 T.U. 1775/33) che deve comprendere la seguente documentazione (art. 9 RD 1285/20):
relazione particolareggiata con speciale riguardo alla razionale utilizzazione del corpo idrico e del bacino idrografico/idrogeologico (art. 9, R.D. 1285/20)
corografia (IGM scala 1:25.000)
profili longitudinali e trasversali
disegni delle principali opere d'arte
fotocopia documento d’identità titolare o rapp.te legale
nel caso di persona giuridica allegare visura camerale CCIA
Per l'avvio del procedimento istruttorio dovranno inoltre essere presentati i seguenti documenti:
Qualora il progetto, rientri in siti Natura 2000 (SIC, ZSC, ZPS) lo stesso dovrà essere sottoposto alla conseguente procedura della valutazione di incidenza
Dichiarazione sostitutiva o certificazione antimafia (ove prevista)
In caso di uso potabile certificazione attestante il rispetto dei parametri di potabilità delle acque, controlli sanitari e trasmissione dei risultati ai sensi del D.Lgs. 31/01
Autorizzazioni rilasciate ai sensi del D.Lgs. 152/06 (scarichi) (rifiuti) (emissioni atmosferiche) ove necessario
Nel caso di derivazione di acque superficiali ad uso irriguo il quantitativo richiesto dovrà essere determinato in funzione dei tipi di coltura praticati, dei consumi medi e dei metodi di irrigazione effettuati nel rispetto di quanto disposto dall'art. 21 del R.D. 1775/33
Nel caso di derivazione di acque superficiali ad uso industriale con restituzione inferiore all'80% dovranno essere presentati documenti atti a comprovare che l'utilizzo per il quale è stata avanzata la richiesta di concessione "dia garanzia di risparmio della risorsa, eliminazione degli sprechi e riduzione dei consumi, anche mediante l'utilizzazione delle migliori tecniche disponibili"
Corografia su carta tecnica regionale in scala 1:10.000 con evidenziati eventuali vincoli e zone vulnerabili e su cartografia I.G.M. in scala 1:25.000
Planimetria catastale in scala 1:2.000, (se la concessione è richiesta ad uso irriguo, dovrà essere delimitato ed evidenziato il comprensorio di irrigazione)
Piante, prospetti, sezioni e particolari in scala adeguata dell'invaso, dei canali derivatori e di scarico, delle condotte ed attraversamenti (strade, corsi d'acqua ecc.)
Progetto definitivo per le strutture a protezione della fauna ittica di cui alla L.R. 3 giugno 2003 n. 11 in caso di sbarramenti su corpi idrici
Relazione geologica, geomorfologica, idrogeologica e geotecnica in caso di realizzazione di invasi totalmente in scavo
Documentazione fotografica rappresentativa delle opere esistenti, dei luoghi e delle opere di progetto ed attrezzature (contatori ed altro)
In caso di uso potabile dichiarazione di rispetto dell'art. 94 del D.Lgs. 152/06 per la "Disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano"
Deposito delle spese istruttorie ai sensi dell’art. 12, comma 3 della L.R. 9 giugno 2006, n.15
Qualora la domanda di concessione preveda la derivazione di acque sotterranee mediante perforazione, oltre alla documentazione di cui sopra, dovrà essere presentata la proposta di ricerca e captazione che dovrà contenere:
Relazione tecnico-illustrativa relativa a:
il piano di massima per la ricerca, estrazione, uso, restituzione delle acque;
il metodo di perforazione;
il tipo e le caratteristiche della tubatura di rivestimento;
il tipo di drenaggio e di filtri;
il tipo di finestratura;
il metodo di protezione e separazione della falda;
il metodo di sviluppo del pozzo;
disegni delle opere in scala 1:500, rappresentanti le opere di estrazione, adduzione e utilizzo;
Relazione geologica ed idrogeologica da presentare contestualmente alla domanda, redatta da tecnico abilitato, contenente:
considerazioni sulla compatibilità delle captazioni con il bilancio d'acqua e con l'assetto idrogeologico (i quantitativi richiesti dovranno assicurare l'equilibrio tra prelievi e capacità di ricarica degli acquiferi ex art. 12 bis del T.U.1775/33 e s.m.i.);
sezioni geologiche rappresentative della geometria degli acquiferi e delle unità litostratigrafiche impermeabili al contorno, possibilmente intersecanti i potenziali punti di approvvigionamento (le tracce di sezione dovranno essere riportate nella carta geologica);
ricostruzione della piezometria del sistema acquifero;
modalità di esecuzione delle eventuali indagini preliminari, nel caso siano perforazioni dovrà essere indicata la massima profondità raggiungibile, il massimo diametro realizzabile e le eventuali falde captabili;
Relazione di fine lavori da presentare al termine dei lavori unitamente al certificato di collaudo, entro 30 giorni dalla chiusura degli stessi, contenente:
la quantità d'acqua da captare espressa in l/s e in mc/annui la distribuzione mensile del prelievo nell'anno precisando, nel caso di captazioni variabili, i valori assentiti di portata massima e media. I prelievi dovranno comunque assicurare l'equilibrio con la capacità di ricarica degli acquiferi ex art.12 bis del TU 1775/33 e s.m.i.
le modalità di realizzazione della perforazione;
le cautele da adottarsi per prevenire effetti negativi sull'equilibrio idrogeologico e possibili inquinamenti della falda;
l'ubicazione di eventuali piezometri o altre apparecchiature installate per rilevare il livello della falda;
l'esatta localizzazione della perforazione, mediante le coordinate UTM WGS84;
l'indicazione del diametro del pozzo, delle quote delle fenestrature e del tipo di filtri utilizzati, le modalità costruttive delle opere a protezione del pozzo;
il tipo o i tipi di falda captati;
le modalità di effettuazione ed i risultati di una prova di pompaggio, finalizzata alla determinazione della potenzialità dell'acquifero interessato e dei parametri caratterizzanti il comportamento idrodinamico del sistema messo in pompaggio;
Qualora la domanda di concessione preveda l'utilizzo di acque sotterranee mediante captazione di sorgente, oltre alla documentazione di cui ai punti precedenti, ed in sostituzione degli elaborati indicati al punto 15, dovrà essere presentata anche la seguente:
Relazione geologica ed idrogeologica, redatta da tecnico abilitato, contenente la documentazione relativa a:
considerazioni sulla compatibilità delle captazioni con il bilancio d'acqua e con l'assetto idrogeologico (i quantitativi richiesti dovranno assicurare l'equilibrio tra prelievi e capacità di ricarica degli acquiferi - ex art. 12 bis del T.U.1775/33 e s.m.i.);
Sezioni geologiche rappresentative della geometria degli acquiferi e delle unità litostratigrafiche impermeabili al contorno, delle quali almeno una intersechi il punto di emergenza considerato;
Quota del punto di emergenza;
Indicazione del tipo di sorgente in base alle caratteristiche di emergenza;
Le istanze ad uso idroelettrico considerate sopra soglia ai sensi del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387 vanno presentate alla Regione Marche - Servizio Infrastrutture, Trasporti e Energia - P.F. Rete Elettrica Regionale, Autorizzazioni Energetiche, Gas ed Idrocarburi nelle modalità previste dalla DGR 255 del 08/03/2011 e dalla DGR 1312 del 03/10/2011.
Gli allegati tecnici alla domanda, la relazione finale e quant'altro richiesto, dovranno essere presentati tutti debitamente firmati da tecnico regolarmente iscritto all'albo dell'ordine competente in materia.
Unitamente alla domanda dovranno essere allegati per la procedibilità della stessa (art.11 RD 1285/20 - art. 7 RD 1775/33):
Contributo idrografico: Ricevuta del versamento della quota prevista dall'art. 7 del R.D. 1775/33 (1/40) del canone che non potrà essere inferiore a € 30,99 e che dovrà essere effettuato sul c/c postale n. 1034627750 intestato: Regione Marche prov. utilizzo Idrico art. 46 L.R. 5/2006 S.T.; causale: “sigla Prov. – S.I. 1/40 del canone, nome richiedente”, oppure, tramite bonifico bancario utilizzando il codice IBAN: IT 49 X 07601 02600 001034627750 causale: “sigla Prov. – S.I. 1/40 del canone, nome richiedente”;
Spese istruttorie: Ricevuta del versamento ai sensi della DGR 1332 del 03.11.2016 (€ 100 tutti gli usi eccetto idroelettrico, € 200 uso idroelettrico fino a 100 kWp, € 500 uso idroelettrico oltre 100 kWp), sul c/c postale n. 1034627750 intestato: Regione Marche prov. utilizzo Idrico art. 46 L.R. 5/2006 S.T.; causale: “sigla Prov. - S.I., nome richiedente”, oppure, tramite bonifico bancario utilizzando il codice IBAN: IT 49 X 07601 02600 001034627750 causale: “sigla Prov. - S.I., nome richiedente”.
ATTINGIMENTI DI ACQUE PUBBLICHE
Le utenze di acqua pubblica sono sottoposte al pagamento di un canone annuo ai sensi di quanto previsto all’art. 35 del R.D. 1775/1933 secondo la tabella sotto riportata.
Tariffe canoni derivazioni.pdf
Ai sensi dell'art.7 del R.D. 1775/33 ogni richiedente di nuove concessioni deve depositare al momento dell’istanza una somma pari ad un quarantesimo del canone annuo nella misura minima di Euro 30,99 quale contributo idrografico, da versare sul conto corrente postale n. 1034627750 intestato a: “REGIONE MARCHE PROV. UTILIZZO DEM. IDRICO ART. 46 L.R. 5/2006 S.T.” indicando la causale "ID pratica o codice identificativo dell'utenza, contributo idrografico capitolo 1301020021.
NEWS per il territorio di Pesaro -Urbino
EMERGENZA IDRICA 2018 - Disposta la limitazione dei prelievi da tutti i corsi d'acqua del bacino del Metauro - leggi articolo - Decreto n. 260/18

References: art. 16
 art. 46
 art. 46
 art. 12
 art.12
 art. 12
 art. 7
 art. 46
 art. 46
 ART. 46