Source: https://www.laleggepertutti.it/195753_cartella-dopo-sentenza-entro-quanto-puo-essere-notificata
Timestamp: 2018-04-19 11:59:31+00:00

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Lo sai che? Cartella dopo sentenza: entro quanto può essere notificata?
Cartella esattoriale dopo la sentenza che ha rigettato il ricorso del contribuente: quali sono i termini di decadenza? Esempio imposta di registro.
Se il contribuente impugna un avviso di accertamento e il giudice, respingendo il ricorso, conferma con sentenza la validità dell’avviso, l’Agenzia delle Entrate può procedere alla riscossione del tributo mediante cartella esattoriale. La cartella, fondata sulla sentenza del giudice, può essere notificata al contribuente oltre i termini di decadenza previsti per l’avviso ed entro il termine di prescrizione di dieci anni, previsto dalla legge in caso di sentenza divenuta definitiva.
1 Che significa termine di decadenza
2 Termine di decadenza imposta di registro
3 Cartella fondata su sentenza
4 Decadenza cartella imposta di registro
Che significa termine di decadenza
La decadenza può essere definita come la sanzione per non aver esercitato in tempo una determinata azione necessaria ad acquisire un diritto. Il Fisco decade dall’azione di riscossione se entro determinati termini non notifica alcun atto al contribuente (avvisi e cartelle).
La legge prevede precisi termini entro i quali l’Agenzia delle Entrate può accertare, per esempio, l’imposta di registro.
Termine di decadenza imposta di registro
Per l’imposta di registro la legge [1] prevede espressamente che:
Cartella fondata su sentenza
Secondo la Cassazione [2], la riscossione di un credito tributario fondato su una sentenza passata in giudicato non soggiace più ai termini di decadenza previsti per l’esecuzione degli atti amministrativi, ma al termine di prescrizione decennale. Ciò in quanto il titolo della pretesa tributaria cessa di essere l’atto tributario e diventa la sentenza che, pronunciando sul rapporto, ne ha valutato la legittimità.
La cartella si riferisce quindi ad una pretesa impositiva divenuta definitiva a seguito di sentenza, non più impugnabile, resa a definizione del giudizio di opposizione all’avviso di liquidazione.
Decadenza cartella imposta di registro
Il termine di tre anni per l’imposta di registro riguarda la decadenza dell’amministrazione finanziaria nella fase di imposizione ed accertamento della pretesa tributaria, non già in quella di riscossione in forza di giudicato.
Ne consegue che il termine di perenzione – non di decadenza, ma di prescrizione –, deve essere individuato in quello decennale; trattandosi di realizzazione – mediante riscossione esattoriale – di un credito che, in forza dell’accertamento giudiziale definitivo, era divenuto ormai certo, liquido ed esigibile.
La Cassazione [3] ha dunque affermato il seguente principio di diritto: In tema di imposta di registro, qualora la pretesa erariale si fondi su una sentenza passata in giudicato, la relativa cartella esattoriale, avendo ad oggetto un credito definitivamente accertato a seguito di contenzioso e, come tale, avente titolo nella sentenza, va emessa entro il termine decennale di prescrizione. Non trova applicazione, nell’ipotesi, né il termine triennale di decadenza che concerne, invece, l’esercizio del potere di imposizione, né il termine annuale di decadenza che attiene alle somme dovute in base agli accertamenti dell’ufficio divenuti definitivi per mancata impugnazione dell’atto impositivo che li contiene.
Il titolo della pretesa tributaria non è più l’atto impositivo, ma la sentenza che ne ha confermato la legittimità pronunciando sul rapporto; sicché è la sentenza, non l’atto di accertamento, che viene ad avere successiva esecuzione.
[1] Art. 76 DPR n. 131/1986.
[2] Cass. sent. n. 6354/2016.
[3] Cass. sent. n. 1528/2017.

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 sentenza 
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 Art. 76
 Cass. 
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