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Evoluzione della Normativa Antincendio - PDF
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1 I Professionisti e i nuovi indirizzi di prevenzione e sicurezza antincendio Evoluzione della Normativa Antincendio Con il patrocinio di: Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli Ing. Alberto Di Martino Ing. Fulvio Francesconi2 Normativa Rivelazione Incendio INDICE 1. INTRODUZIONE 2. QUADRO NORMATIVO 3. NORMA UNI NORMA UNI (cenni) 5. DIRETTIVE, MARCATURA CE PRODOTTI 6. CEN/TS 54-143 1 INTRODUZIONE4 SISTEMI FISSI AUTOMATICI DI RIVELAZIONE, DI SEGNALAZIONE MANUALE E DI ALLARME D INCENDIO I sistemi fissi automatici di rivelazione, di segnalazione manuale e di allarme d incendio rientrano nella più larga categoria degli IMPIANTI DI PROTEZIONE ANTINCENDIO, così come specificato dal Decreto 22 gennaio 2008 n 37 del Ministero dello Sviluppo Economico (Regolamento relativo al riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all interno degli edifici) che ha sostituito la Legge 46/90. Il nuovo Decreto specifica nel dettaglio i tipi di impianto che vengono definiti di protezione antincendio. Infatti, l articolo 2 Definizioni relative agli impianti recita: g) Impianti di Protezione Antincendio: Impianti di alimentazione ad idranti Impianti di estinzione di tipo automatico e manuale Impianti di rivelazione di gas, di fumo e d incendio. In quanto tali sono soggetti alle attività di progettazione, installazione, certificazione, esercizio e manutenzione come richiesto, per altro, anche per il rispetto di Leggi specifiche di settore (ad esempio alberghi, ospedali, scuole, autorimesse, locali di pubblico spettacolo, metropolitane e grandi magazzini), o di Leggi di applicazione a più ampio respiro (come la DLGS 9 aprile 2008 ex DLGS 626/94), decreti (come il DM 16 Febbraio 1982, il DM 10 Marzo 1998), norme e regole tecniche (UNI, CEI, UNI EN 54).5 I criteri per la progettazione, la realizzazione e l esercizio degli impianti fissi automatici di rivelazione di segnalazione manuale e di allarme d incendio sono prescritti nella norma UNI 9795 che costituisce, di fatto, la norma raccomandata da seguire affinché tali sistemi siano progettati e realizzati secondo la regola dell arte, come gli articoli 5 e 6 del Decreto 22 gennaio 2008 n 37 prescrivono. La UNI 9795, al capitolo 2 Riferimenti normativi - richiama le norme UNI EN54, che sono quelle specifiche degli apparati per i sistemi di rivelazione d incendio, e le norme CEI (prova di resistenza al fuoco di cavi elettrici) e CEI 64-8 (impianti elettrici utilizzati a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in continua). In tutti i casi regolamentati e/o previsti all art. 5 del Decreto 22 gennaio 2008, un sistema fisso automatico di rivelazione, di segnalazione manuale e di allarme d incendio deve essere progettato secondo la regola dell arte. A tal fine i progetti devono essere elaborati in conformità alla vigente normativa e alle indicazioni delle guide e alle norme dell UNI (nel caso specifico UNI 9795 ed UNI EN 54), del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell Unione Europea. Prodotti diversi da quelli normativi, soluzioni impiantistiche non rispondenti a norme e Leggi vigenti o non conformi al progetto approvato dai Vigili del Fuoco, non possono essere certificabili agli effetti del rilascio del certificato di prevenzione incendi, mettendo a rischio, nel migliore dei casi, l esercizio stesso dell attività.6 Decreto 22 gennaio 2008 n 37 Ministero dello Sviluppo Economico (estratti) ART. 5 - PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI 1. Per l installazione, la trasformazione e l ampliamento degli impianti di cui all articolo 1, comma 2, lettere a),b),c),e) e g) (lettera g)= impianti di protezione antincendio), è obbligatoria la redazione del progetto da parte di professionisti iscritti negli albi professionali, secondo la competenza tecnica richiesta. 2.h) La redazione del progetto è obbligatoria per gli impianti di protezione antincendio se sono inseriti in un attività soggetta al rilascio del CPI e, comunque, quando gli idranti sono in numero pari o superiore a 4 o gli apparecchi di rilevamento sono in numero pari o superiore a I progetti contengono almeno gli schemi dell impianto e i disegni planimetrici, nonché una relazione tecnica sulla consistenza e sulla tipologia dell installazione, della trasformazione o dell ampliamento dell impianto stesso, con particolare riguardo all individuazione dei materiali e componenti da utilizzare e alle misure di prevenzione e sicurezza da adottare. ART. 6 REALIZZAZIONE ED INSTALLAZIONE DEGLI IMPIANTI 1. Le imprese installatrici sono tenute ad eseguire gli impianti secondo la regola dell arte, in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi. Gli impianti realizzati in conformità alle norme dell Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI) e del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell Unione Europea, si considerano costruiti secondo la regola dell arte.7 ART. 7 DICHIARAZIONE DI CONFORMITA 1. Al termine dei lavori,.., l impresa installatrice è tenuta a rilasciare al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di cui all articolo 6. Di tale dichiarazione,, fanno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati nonché, ove previsto, il progetto di cui all articolo Nel caso in cui la dichiarazione di conformità prevista dal presente articolo,.., non sia stata prodotta o non sia più reperibile, tale atto è sostituito per gli impianti eseguiti prima dell entrata in vigore del presente decreto da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, in esito a sopralluogo ed accertamenti, ovvero, per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell articolo 5, comma 2 (non soggetti ad obbligo di progetto), da un soggetto che ricopre, da almeno 3 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un impresa abilitata di cui all articolo 3, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.8 ART. 13 DOCUMENTAZIONE 1. I soggetti destinatari delle prescrizioni previste dal presente decreto conservano la documentazione amministrativa e tecnica, nonché il libretto di uso e manutenzione e, in caso di trasferimento dell immobile, a qualsiasi titolo, la consegnano all avente causa. L atto di trasferimento riporta la garanzia del venditore in ordine alla conformità degli impianti alla vigente normativa in materia di sicurezza e contiene in allegato, salvo espressi patti contrari, la dichiarazione di conformità ovvero la dichiarazione di rispondenza di cui all articolo 7, comma 6. Copia della stessa documentazione è consegnata anche al soggetto che utilizza, a qualsiasi titolo, l immobile.9 2 QUADRO NORMATIVO ANTINCENDIO European Commission10 2 QUADRO NORMATIVO ESTINTORI ANTINCENDIO SISTEMI AUTOMATICI DI RIVELAZIONE INCENDIO RETI DI IDRANTI UNI 9994 UNI UNI 9795 UNI EN54 PROTEZIONE PASSIVA VARIE IMPIANTI DI SPEGNIMENTO AUTOMATICO -Estinguente gassoso, polvere -Acqua, schiuma, water mist UNI EN UNI EN UNI EN EVACUATORI DI FUMO e CALORE UNI 949411 2 QUADRO NORMATIVO ENTI NORMATORI CEN EU UNI - ITALIA CENELEC EU CEI - ITALIA ANTINCENDIO IMPIANTI ELETTRICI ANTINTRUSIONE12 2 QUADRO NORMATIVO UNI 9795 par. 4.2: Componenti (EN54 1) A Riv. Aut. Segnalazione C D Riv. Man. C.I.E. E J F K Tx e Rx Allarmi Tx e Rx Guasti B G H Comando e sistema Aut. Antincendio L Alim. Impianto, costituito da più componenti interoperabili, atto a rivelare e segnalare tempestivamente l insorgenza di una possibile causa di pericolo nell ambito di un edificio/insediamento (componenti obbligatori: A, B, C, D, L)13 2 QUADRO NORMATIVO NORME/LINEE GUIDA SISTEMI UNI 9795:2005 Sistemi fissi automatici di rilevazione, di segnalazione manuale e di allarme incendio UNI CEN/TS 54-14:2004 Sistemi di rilevazione e di segnalazione d incendio Parte 14: Linee guida per la pianificazione, la progettazione, l installazione, la messa in servizio, l esercizio e la manutenzione UNI EN 54-13:2005 Sistemi di rilevazione e di segnalazione d incendio Parte 13: Valutazione della compatibilità dei componenti di un sistema UNI 11224:2007 Controllo iniziale e Manutenzione dei sistemi di rilevazione incendi >14 2 QUADRO NORMATIVO NORME DI PRODOTTO UNI EN :2004 Sistemi fissi di lotta contro l incendio Componenti di impianti di estinzione a gas Requisiti e metodi di prova per dispositivi elettrici automatici di comando e gestione spegnimento e di ritardo Data fpc 01/05/2006 UNI EN parti da 2 a 16 Sistemi fissi di lotta contro l incendio Componenti di impianti di estinzione a gas Requisiti e metodi di prova per 01/04/ /05/200915 2 QUADRO NORMATIVO NORME DI PRODOTTO Data fpc(1) UNI EN 54-1:1998 Sistemi di rivelazione e di segnalazione d incendio - Introduzione UNI EN 54-3/A1:2002 Dispositivi sonori di allarme incendio 30/06/2005 UNI EN 54-5/A1:2002 Rivelatori di calore Rivelatori puntiformi 30/06/2005 UNI EN 54-7/A1:2002 Rivelatori puntiformi di fumo 30/06/2005 UNI EN 54-12:2003 Rivelatori di fumo Rivelatori lineari che utilizzano un raggio ottico luminoso 31/12/2005 (1) fpc= fine periodo coesistenza con norme nazionali16 2 QUADRO NORMATIVO NORME DI PRODOTTO Data fpc(1) UNI EN 54-4/A1:2002 Apparecchiatura di alimentazione 31/12/2007 UNI EN 54-10/A1:2005 Rivelatori puntiformi di fiamma 01/09/2008 UNI EN 54-11/A1:2005 Punti di allarme manuale 01/09/2008 UNI EN 54-17/2006 Parte 17: Isolatori di corto circuito 01/12/2008 UNI EN 54-18:2006 Parte 18: Dispositivi di ingresso/uscita 01/12/2008 UNI EN 54-20:2006 Parte 20: Rivelatori di fumo ad aspiraz 01/07/2009 (1) fpc= fine periodo coesistenza con norme nazionali17 2 QUADRO NORMATIVO NORME DI PRODOTTO UNI EN 54-21:2006 Apparecchiature di trasmissione allarme e di segnalazione remota di guasto e avvertimento UNI EN 54-2/A1:2006 Centrale di Comando e Segnalazione pr EN Fire Detection & Alarm System point detector using a combination of detected fire phenomena pr EN FDAS Voice alarm control & indicating equipment previsione 06/2009 >= 2009 > 2010 > 2010 pr EN FDAS Line type heat detectors > 201118 2 QUADRO NORMATIVO NORME DI PRODOTTO previsione pr EN FDAS Fire alarm devices- Visual alarm > 2010 pr EN FDAS Voice alarm - Loudspeakers > 2011 pr EN FDAS Components using radio links > 2010 pr EN FDAS Point fire detectors using carbon monoxide sensors > 2012 EN Smoke Alarm devices > 200819 3 NORMA UNI 979520 3 UNI 9795 UNI 9795 EDIZIONI RECENTI - UNI 9795 Ed. Marzo 1999 SISTEMI FISSI AUTOMATICI DI RILEVAZIONE, DI SEGNALAZIONE MANUALE E DI ALLARME D INCENDIO Sistemi dotati di rivelatori puntiformi di fumo e calore e punti di segnalazione manuale - UNI 9795 Ed. marzo 2005 SISTEMI FISSI AUTOMATICI DI RILEVAZIONE, DI SEGNALAZIONE MANUALE E DI ALLARME D INCENDIO Sistemi dotati di rivelatori puntiformi di fumo e calore, rivelatori ottici lineari di fumo e punti di segnalazione manuale21 3 UNI 9795 Innovazioni edizione ) Introduzione dei dispositivi sonori di allarme incendio conformi a EN54-3 2) Rivelatori di calore - Introduzione UNI EN54-5:2003 Rivelatori puntiformi di calore - Sostituisce le UNI: - UNI EN54-5 Ed UNI EN54-6 Rivelatori velocimetrici senza elemento statico UNI EN54-8 Rivelatori di calore a soglia di temperatura elevata Altezza massima installazione rivelatori di calore ridotta da 9 a 8 metri 3) Punti di rilevazione manuale in accordo alle EN54-1122 3 UNI 9795 Innovazioni edizione ) Introduzione dei rivelatori lineari secondo EN ) Modifica sorveglianza delle centrali Ed Quando la centrale non sia sotto costante controllo da parte del personale addetto, omissis il collegamento con dette stazioni di telesorveglianza deve essere tenuto costantemente sotto controllo. Ed Quando la centrale non è sotto costante controllo da parte del personale addetto, omissis il collegamento con dette stazioni ricevitrici non può essere effettuato via radio e deve essere tenuto costantemente sotto controllo23 3 UNI 9795 Innovazioni edizione ) Modifica elementi di connessione Ed La presente norma considera soltanto interconnessioni in cavo. I tipi di cavo e le modalità di posa devono essere gli stessi per gli impianti elettrici e telefonici omissis Ed La presente norma considera soltanto interconnessioni in cavo. I cavi devono essere del tipo usato per gli impianti elettrici, ma opportunamente schermati, se connessi ad apparati sensibili ai disturbi elettromagnetici. La sezione minima dei conduttori di alimentazione dei componenti (rivelatori, punti manuali, ecc.) deve essere di 0,5 mm 2. Eliminato il riferimento alle modalità di posa ed ai cavi normalmente usati per le linee telefoniche24 3 UNI 9795 UNI 9795 Ed Introduzione DEFINIZIONE Sistemi fissi automatici di rilevazione, di segnalazione manuale e di allarme d incendio Sistemi dotati di rivelatori puntiformi di fumo e calore, rivelatori ottici lineari di fumo e punti di segnalazione manuale. E una norma volontaria, approvata dalla Commissione Centrale Tecnica, per la pubblicazione come norma raccomandata Gli impianti realizzati nel rispetto delle norme CEI e UNI si intendono rispondenti alla regola dell arte.25 3 UNI 9795 Ed E costituito da 3 parti principali: Organizzazione del Documento A Prima parte introduttiva, articolata in 4 capitoli: Cap. 1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE Cap. 2 RIFERIMENTI NORMATIVI Cap. 3 TERMINI E DEFINIZIONI Cap. 4 CARATTERISTICA DEI SISTEMI B Seconda parte. E la parte centrale che espone i criteri di progettazione ed installazione dei sistemi ed è articolata in 3 capitoli: Cap. 5 PROGETTAZIONE ED INSTALLAZIONE DEI SISTEMI FISSI AUTOMATICI Cap. 6 SISTEMI FISSI DI SEGNALAZIONE MANUALE D INCENDIO Cap. 7 ELEMENTI DI CONNESSIONE C Terza parte. Espone i criteri per la verifica, l esercizio e la manutenzione dei sistemi ed è articolata in 2 capitoli: Cap. 8 VERIFICA DEI SISTEMI Cap. 9 ESERCIZIO DEI SISTEMI26 3 UNI 9795 Ed Capitoli Cap. 1 Scopo e campo di applicazione Criteri per la realizzazione e l esercizio dei sistemi di rilevazione, di segnalazione manuale e di allarme incendio. Tipologie sistemi - Sistemi fissi automatici di rilevazione e di allarme incendio, dotati di rivelatori puntiformi di fumo e calore, rivelatori ottici lineari di fumo e punti di segnalazione manuale, collegati o meno ad impianti di estinzione o ad altro sistema di protezione -Sistemi fissi di segnalazione manuale e di allarme incendio Ambito di applicazione - Installazione in edifici adibiti ad uso civile ed industriale - Deve essere tenuta in considerazione in tutte le altre condizioni di installazione di rivelatori d incendio27 3 UNI 9795 Ed Cap. 2 Riferimenti Normativi UNI EN 54-1 SRSI Introduzione UNI EN 54-2 SRSI Centrale di controllo e segnalazione UNI EN 54-4 SRSI Apparecchiatura di alimentazione UNI EN 54 5 SRSI - Rivelatori di calore puntiformi UNI EN 54-7 SRSI Rivelatori puntiformi di fumo UNI EN SRSI - Punti di allarme manuali UNI EN SRSI - Rivelatori lineari di fumo che utilizzano un raggio ottico CEI Prova di resistenza al fuoco dei cavi elettrici CEI Cavi resistenti al fuoco isolati con mescola elastomerica con tensione nominale Uo/U non superiore a 0,6/1 KV CEI 64 8 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua28 3 UNI 9795 Ed Cap. 3 Termini e Definizioni Si applicano i termini e le definizioni della UNI EN 54 1 oltre ai seguenti: 3.1 altezza di un locale: distanza tra il pavimento e il punto più alto dell intradosso del soffitto o della copertura, quando questa costituisce il soffitto 3.2 area specifica sorvegliata: superficie a pavimento sorvegliata da un rivelatore automatico d incendio 3.3 compartimento: parte di edificio delimitata da elementi costruttivi di resistenza al fuoco predeterminata e organizzata per rispondere alle esigenze della prevenzione incendi 3.4 punto: componente connesso al circuito di rilevazione, in grado di trasmettere o ricevere informazioni relative alla rivelazione d incendio (comprende i dispositivi A e D della figura 1 della UNI EN 54 1) 3.5 sorveglianza di ambiente: sorveglianza estesa ad un intero locale od ambiente 3.6 sorveglianza di oggetto: sorveglianza limitata ad un macchinario, impianto od oggetto 3.7 zona: suddivisione geografica dei locali o degli ambienti sorvegliati, in cui sono installati uno o più punti e per la quale è prevista una propria segnalazione di zona comune ai diversi punti 3.8 area: una o più zone protette dal sistema29 3 UNI 9795 Ed Cap. 4 Caratteristiche dei Sistemi 4.1 Finalità Rivelare e segnalare l insorgenza di una condizione di incendio il più tempestivamente possibile, allo scopo di: - Favorire il rapido esodo delle persone, degli animali e lo sgombero di beni; - Attivare i piani di intervento; - Attivare i sistemi di protezione contro l incendio ed eventuali altre misure di sicurezza Notifica allarme: - Dispositivi ottici e acustici sulla centrale - Dispositivi ottici e acustici distribuiti nell ambiente - Trasmissione a postazione di monitoraggio remota30 3 UNI 9795 Ed Cap. 5 Progettazione ed Installazione dei Sistemi 5.1 Estensione della sorveglianza Le aree sorvegliate devono essere interamente tenute sotto controllo dal sistema di rilevazione Sorveglianza diretta con rivelatori anche per: - locali tecnici e vani corsa di elevatori, ascensori e montacarichi, condotti di trasporto e comunicazione - cortili interni e coperti - cunicoli, cavedi e passarelle per cavi elettrici - condotti di condizionamento dell aria e condotti di aereazione e di ventilazione - spazi nascosti sopra i controsoffitti e sotto i pavimenti sopraelevati31 3 UNI 9795 Ed Piccoli locali utilizzati per servizi igienici Eccezioni Condotti e cunicoli correttamente protetti contro l incendio e compartimentati Spazi nascosti, compresi quelli sopra i controsoffitti e sotto i pavimenti sopraelevati Sezione minore di 1 m 2 h<0,8 m AND S< 100 m2 AND L<25 m AND rivestimento totale classe 0 AND No cavi per sistemi di emergenza con R<30 Vani scale compartimentati Vani corsa di elevatori, ascensori e montacarichi purché facciano parte di un compartimento sorvegliato dal sistema di rilevazione Banchine di carico scoperte (senza tetto) In assenza di sostanze infiammabili, rifiuti, materiali combustibili e cavi elettrici asserviti ad aree diverse da quella in questione32 3 UNI 9795 Ed Suddivisione dell area in zone Estensione Zona Superficie a pavimento di ciascuna zona (la zona non deve comprendere più di un piano del fabbricato) (1) Zona di più locali contigui con accessi sul medesimo disimpegno AND numero locali <=10 Zona di più locali contigui con accessi sul medesimo disimpegno AND segnalatori d allarme visibili sugli accessi AND numero locali<= m 2 S tot. <= 600 m 2 S tot. <= 1000 m 2 Zone distinte devono essere assegnate ai rivelatori installati negli spazi nascosti ripetitore ottico locale (1) Eccezione per vani scala, vani di ascensori e montacarichi di edifici di piccole dimensioni anche se a piani, ciascuno dei quali può costituire un unica zona33 3 UNI 9795 Ed Estensione circuiti di rivelazione Circuito aperto un circuito una sola zona Max 32 punti di rilevazione Più zone o più di 32 punti su di uno stesso circuito: circuito ad anello Isolatori se n punti > 32 Rivelatori sensibili a differenti fenomeni non possono essere collegati su di uno stesso circuito (1) I pulsanti manuali di allarme non possono essere collegati sugli stessi circuiti dei rivelatori automatici (1) (1) A meno che i rispettivi segnali siano univocamente identificabili alla centrale di controllo e segnalazione34 3 UNI 9795 Ed Criteri di scelta dei rivelatori I rivelatori devono essere conformi alla norma UNI EN 54 Condizioni ambientali e natura dell incendio nella sua fase iniziale Configurazione geometrica dell ambiente in cui i rivelatori operano, tenendo presente i limiti specificati nella presente forma Le funzioni particolari richieste al sistema (azionamenti)35 3 UNI 9795 Ed Criteri di installazione Ogni tipo d incendio prevedibile nell area sorvegliata, deve essere rilevabile fin dal suo stadio iniziale ed in modo da evitare falsi allarmi. Numero e posizione dei rilevatori dipendono da: Tipo di rivelatori previsti Superficie ed altezza del locale Forma del soffitto o della copertura Condizioni di aereazione e di ventilazione naturale o meccanica del locale Almeno un rivelatore per ogni locale dell area sorvegliata36 3 UNI 9795 Ed Rivelatori puntiformi di calore EN A1: 2003 Ambienti con: - fonti di irraggiamento termico, aria calda (anche transitoriamente) - velocità dell aria occasionalmente maggiore di 5 m/s Massima altezza di installazione: 8 m Spazio libero attorno al rivelatore: R>= 0,5 m Valori di Amax dell area specificata a pavimento, in funzione della superficie in pianta S, dell altezza h e dell inclinazione α del soffitto/copertura (prospetto 1 del testo di norma)37 3 UNI 9795 Ed Rivelatori puntiformi di calore Prospetto 1 Distribuzione dei rivelatori puntiformi di calore Locale sorvegliato Area a pavimento massima sorvegliata da ogni rivelatore Amax m 2 Superficie S in pianta m 2 Inclinazione α del soffitto/copertura (*) rispetto all orizzontale (**) S<=40 qualsiasi 40 S>40 0 <α<=20 20 < α<=45 45 < α (*) Quando l intradosso della copertura costituisce il soffitto del locale (**) Nel caso di copertura a shed o con falde a diversa pendenza, si considera come inclinazione α la pendenza minore. Nota: ai fini dei computi di cui sopra, le coperture a forma curva (cupole, volte, ecc.) devono essere assimilate a coperture piane aventi pendenza determinata dall inclinazione della corda sottesa tra il colmo e l imposta.38 3 UNI 9795 Ed Rivelatori puntiformi di calore Distanza tra un rivelatore e le pareti o l area sorvegliata da un altro rivelatore (prospetto 2 del testo di norma) Posizionamento nei locali con soffitto/copertura a correnti o a travi in vista (figura 3 e prospetto 3 del testo di norma Posizionamento in vicinanza bocchette di immissione aria calda Fori otturati per 1 m attorno Altre prescrizioni del costruttore per soglia elevata39 3 UNI 9795 Ed Rivelatori puntiformi di calore Nell ambito dell area sorvegliata da ciascun rivelatore, la distanza fra questo ed ogni punto del soffitto (o della copertura) non deve essere maggiore dei valori limite specificati nel prospetto 2. Detta distanza deve essere misurata in orizzontale, cioè proiettando su di un piano orizzontale, passante per il centro del rivelatore il punto del soffitto (o della copertura) considerato. Figura 3 - Distanza massima dell area sorvegliata per rivelatori puntiformi di calore Legenda: 1 Soffitto 2 Tratto orizzontale di riferimento 3 Distanza massima sorvegliata (prospetto 2) 4 Inclinazione del soffitto o copertura Prospetto 2 Distanze dei rivelatori puntiformi di calore40 3 UNI 9795 Ed Rivelatori puntiformi di calore Figura 3 Posizionamento dei rivelatori puntiformi di calore nel caso di soffitti (o coperture) con elementi sporgenti Legenda: X Altezza S dell elemento sporgente (trave, canalizzazione, ecc) in millimetri Y Altezza h del locale in metri Settore 1- I rivelatori devono essere posti all interno dei riquadri delimitati da correnti, travi, ecc quando la superficie A dei riquadri stessi è maggiore dell area specifica sorvegliata A max. I rivelatori devono essere fissati sulla faccia inferiore degli elementi sporgenti quando i riquadri delimitati da questi hanno superficie A< dell area specifica sorvegliata A max Settore 2 I rivelatori devono essere posti sempre all interno dei riquadri delimitati dagli elementi sporgenti. NOTA: Un elemento è considerato sporgente se lo spazio libero compreso tra il soffitto e la parte superiore di tale elemento è inferiore a 15 cm. Nel caso in cui lo spazio libero è superiore a 15 cm il soffitto si considera piano e quindi non si applicano i criteri di cui al diagramma Prospetto 3 Install. in caso di soffitto con elem. sporgenti Se dalla figura 3 risulta necessario installare i rivelatori nei riquadri, è necessario prevederne almeno 1 per ciascun riquadro con S>= 0,6 A max Se i riquadri hanno S< 0,6 A max i rivelatori vanno installati secondo la distribuzione di cui al prospetto 341 3 UNI 9795 Ed Rivelatori puntiformi di fumo EN A1: 2003 Ambienti con: - sviluppo aereosol - velocità dell aria normalmente maggiore di 1 m/s - velocità dell aria occasionalmente maggiore di 5 m/s Massima altezza di installazione rispetto al pavimento: 12 m Spazio libero attorno al rivelatore: R >= 0,5 m Limiti Amax dell area specificata a pavimento, in funzione della superficie in pianta S, dell altezza h e dell inclinazione α del soffitto/copertura (prospetto 4 del testo di norma) Distanza tra un rivelatore e le pareti o l area sorvegliata da un altro rivelatore (prospetto 5 del testo di norma)42 3 UNI 9795 Ed Rivelatori puntiformi di fumo Distanze verticali ammissibili fra i rivelatori ed il soffitto/copertura in dipendenza dalla forma di questo e dall altezza del locale sorvegliato (prospetto 6 del testo di norma) Posizionamento nei locali con soffitto/copertura a correnti o a travi in vista (figura 5 e prospetto 7 del testo di norma) Criteri di installazione negli ambienti con circolazione d aria elevata Criteri di installazione nei controsoffitti e sotto i pavimenti flottanti Altre prescrizioni particolari43 3 UNI 9795 Ed Prospetto 4 Distribuzione dei rivelatori puntiformi di fumo Locale sorvegliato Area a pavimento massima sorvegliata da ogni rivelatore Amax m 2 Altezza h del soffitto o copertura (*) m Superficie S in pianta m 2 Inclinazione α del soffitto/copertura (*) rispetto all orizzontale (**) h<=6 S<=80 S>80 qualsiasi qualsiasi h>6 qualsiasi 0 <α<=20 20 < α<=45 45 < α (*) Quando l intradosso della copertura costituisce il soffitto del locale (**) Nel caso di copertura a shed o con falde a diversa pendenza, si considera come inclinazione α la pendenza minore. Nota: ai fini dei computi di cui sopra, le coperture a forma curva (cupole, volte, ecc.) il cui colmo è più di 6 m dal pavimento del locale, devono essere assimilate a coperture piane inclinate aventi pendenza determinata dall inclinazione della corda sottesa tra il colmo e l imposta.44 3 UNI 9795 Ed Rivelatori puntiformi di fumo Nell ambito dell area sorvegliata da ciascun rivelatore, la distanza fra questo ed ogni punto del soffitto (o della copertura) non deve essere maggiore dei valori limite specificati nel prospetto 5. Detta distanza deve essere misurata in orizzontale, cioè proiettando su di un piano orizzontale, passante per il centro del rivelatore il punto del soffitto (o della copertura) considerato. Figura 4 - Distanza massima dell area sorvegliata per rivelatori puntiformi di fumo Legenda: 1 Soffitto 2 Tratto orizzontale di riferimento 3 Distanza massima sorvegliata (prospetto 2) 4 Inclinazione del soffitto o copertura Prospetto 5 Distanze dei rivelatori puntiformi di fumo La distanza tra i rivelatori e le pareti del locale sorvegliato non deve essere minore di 0,5 m, a meno che siano installati in corridoi, cunicoli, condotti tecnici o simili di larghezza minore di 1 m.45 3 UNI 9795 Ed Rivelatori puntiformi di fumo Il prospetto 6 riporta le massime e le minime distanze verticali ammissibili tra i rivelatori ed il soffitto (o la copertura) in funzione della forma di questo e dell altezza del locale sorvegliato Prospetto 6 Distanze dal soffitto (o dalla copertura) dei rivelatori puntiformi di fumo L altezza dei rivelatori puntiformi di fumo rispetto al pavimento non deve essere maggiore di 12 m. Nei locali di altezza maggiore adibiti a magazzino con scaffalatura si possono tuttavia utilizzare detti rivelatori purché siano installati, oltre che a soffitto, anche ad altezze intermedie. Nei locali bassi (h < 3 m) è necessario adottare tutte le precauzioni possibili per evitare il generarsi di allarmi a causa del fumo prodotto nelle normali condizioni ambientali (es. fumo sigarette). Nei locali con forti correnti d aria, per evitare falsi allarmi dovuti ad esempio a turbini di polvere, si devono installare apposite protezioni per i rivelatori (schermi), a meno che i rivelatori siano adatti a funzionare in tali condizioni.46 3 UNI 9795 Ed Rivelatori puntiformi di fumo Figura 5 Posizionamento dei rivelatori puntiformi di fumo nel caso di soffitti (o coperture) con elementi sporgenti Legenda: X Altezza S dell elemento sporgente (trave, canalizzazione, ecc) in millimetri Y Altezza h del locale in metri Settore 1- I rivelatori devono essere posti all interno dei riquadri delimitati da correnti, travi, ecc quando la superficie A dei riquadri stessi è maggiore dell area specifica sorvegliata A max. I rivelatori devono essere fissati sulla faccia inferiore degli elementi sporgenti quando i riquadri delimitati da questi hanno superficie A< dell area specifica sorvegliata A max Settore 2 I rivelatori devono essere posti all interno dei riquadri ad una distanza Non inferiore a 0,5 m dalla superficie laterale degli elementi sporgenti Settore 3 I rivelatori devono essere fissati sulla faccia inferiore degli elementi sporgenti. NOTA: Un elemento è considerato sporgente se lo spazio libero compreso tra il soffitto e la parte superiore di tale elemento è inferiore a 15 cm. Nel caso in cui lo spazio libero è superiore a 15 cm il soffitto si considera piano e quindi non si applicano i criteri di cui al diagramma Prospetto 7 Install. in caso di soffitto con elem. sporgenti Superficie del riquadro <0,6 A max <0,4 A max <0,3 A max <0,2 A max Distribuzione dei rivelatori di fumo puntiformi 1 ogni 2 riquadri 1 ogni 3 riquadri 1 ogni 4 riquadri 1 ogni 5 riquadri Y Se dalla figura 5 risulta necessario installare i rivelatori nei riquadri, è necessario prevederne almeno 1 per ciascun riquadro con S>= 0,6 A max Se i riquadri hanno S< 0,6 A max i rivelatori vanno installati secondo la distribuzione di cui al prospetto 7 X 47 3 UNI 9795 Ed Rivelatori puntiformi di fumo Criteri d installazione nei locali di condizionamento e di ventilazione Oltre ai criteri già esposti, nel caso di locali con circolazione d aria elevata (es. CED, sale quadri, ecc.), il numero dei rivelatori di fumo, installati a soffitto o sotto eventuali controsoffitti, deve essere opportunamente aumentato per compensare l eccessiva diluizione del fumo stesso. In tal caso, il numero di rivelatori calcolato con i sopra elencati criteri, deve essere moltiplicato secondo i coefficienti maggiorativi riportati nel Prospetto 8. Prospetto 8 Rivelatori puntiformi di fumo in ambienti con circolazione d aria elevata48 3 UNI 9795 Ed Rivelatori puntiformi di fumo Criteri d installazione nei locali di condizionamento e di ventilazione Gli spazi nascosti sopra i controsoffitti e sotto i pavimenti sopraelevati (nel caso di locali con circolazione d aria elevata tipo CED e sale quadri) devono essere sempre direttamente sorvegliati, qualunque sia la loro altezza e dimensione, se contengono cavi elettrici e/o reti dati e/o presentano rischio di incendio. Nel caso in cui tali spazi abbiano altezza non maggiore di un metro, il numero di rilevatori da installare, calcolato secondo i normali criteri di dimensionamento sopra esposti, deve essere incrementato secondo i coefficienti maggiorativi del seguente Prospetto 9. Prospetto 9 Rivelatori puntiformi di fumo negli spazi nascosti (controsoffitti e pavimenti sopraelevati) Nel caso in cui tali spazi abbiano altezza maggiore di 1 m, il numero dei rivelatori deve essere calcolato secondo i normali criteri di dimensionamento sopra esposti, come se si trattasse di un locale dotato di impianto di condizionamento e Ventilazione con circolazione d aria elevata (Prospetto 8). Nei locali con impianti di condizionamento e ventilazione per il benessere delle persone con circolazione d aria non elevata, i rivelatori di fumo vengono dimensionati secondo gli ordinari criteri esposti (senza coefficienti maggiorativi). In tal caso, negli spazi entro i controsoffitti o sotto i pavimenti sopra elevati, si applicano le disposizioni valide per i locali non dotati di impianto di condizionamento e ventilazione. Tutti i rivelatori non direttamente visibili (entro controsoffitti, sotto pavimento, nei canali di condizionamento, all interno dei macchinari ecc.) devono essere sempre dotati di una segnalazione luminosa in posizione visibile.49 3 UNI 9795 Ed Rivelatori lineari di fumo Conformità Norma UNI EN A1 Per rivelatore ottico lineare di fumo si intende un dispositivo di rivelazione incendio che utilizza l attenuazione e/o i cambiamenti di uno o più raggi ottici. Il rivelatore consiste di almeno un trasmettitore e di uno o più ricevitori. Area specificata di copertura: max 1600 m 2 Larghezza dell area specifica di copertura: max 15 m50 3 UNI 9795 Ed Rivelatori lineari di fumo Soffitti con copertura piana Posizionamento rispetto al piano di copertura compreso entro il 10% dell altezza totale del locale da terra: indicazioni soggette a variazione discrezionale del progettista in funzione delle reali condizioni d uso e ambientali dell area h h = 10% H H Prescrizione base: posizionamento h<=10% H51 3 UNI 9795 Ed Rivelatori lineari di fumo Coperture non piane (falda, shed, cupola,volta): In questi casi i rivelatori possono essere installati sia in senso parallelo che in senso trasversale rispetto all andamento dello shed o della copertura a doppia falda. Quando possibile si devono privilegiare soluzioni con installazione delle unità prossime alla linea di falda o di colmo del tetto e parallele alla lina di colmo SOFFITTI A MINI SHED O TRAVI FUORI SPESSORE MA DI PICCOLE DIMENSIONI Prescrizione base: posizionamento a raggio parallelo alla linea di colmo SOFFITTI A SHED O CON TRAVI FUORI SPESSORE DI DIMENSIONI MAGGIORI52 3 UNI 9795 Ed Rivelatori lineari di fumo COPERTURE A DOPPIA FALDA CON INCLINAZIONE EVENTUALMENTE RIPIDA E SIMULTANEA PRESENZA DI CUSCINETTI D ARIA CALDA La presenza di cuscinetti d aria a temperatura più elevata nell immediato sottotetto rispetto alla media della temperatura ambientale dipende da molti fattori. Un criterio utile per affrontare il problema consiste nello studio dell angolo del tetto. Posizionare il rilevatore come mostrato nella figura che segue a sinistra individua uno degli errori d installazione più comuni.l installazione da preferire in assenza di ventilazione ambientale è quella di destra. Esempio di installazione nel caso di capannone con larghezza superiore a 15 m (limite massimo di larghezza di area coperta a pavimento dal singolo rilevatore). 53 3 UNI 9795 Ed Rivelatori lineari di fumo Coperture/soffitti con elementi sporgenti TRAVI RETICOLARI IN ACCIAIO OD IN CEMENTO Questo tipo di strutture consentono l installazione nelle 4 posizioni indicate in figura: A-B-C-D. Grossolanamente, le posizioni B e C vanno preferite nel caso di stabili privi di riscaldamento, con soffitti termicamente ben isolati ed eventualmente in ambienti polverosi. TRAVI PREFABBRICATE PIENE CONTINUE IN CLS CON COPERTURA A DOPPIA FALDA Vedere altro
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References: articolo 2
 art. 5
 ART. 5
 articolo 1
 ART. 6
 ART. 7
 articolo 6
 articolo 5
 articolo 3
 ART. 13
 articolo 7
 art. 5
 ART. 29
 ART. 29
 Art. 4
 Art. 2
 Art. 38