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Timestamp: 2019-04-21 06:47:01+00:00

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Revocatoria fallimentare pagamento del fideiussore o del garante
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Il fatto che fideiussione e contratto autonomo diano luogo a figure di garanzia tra loro diverse non comporta, all’evidenza, che le stesse siano regolate, o debbano venire regolate, in modo diverso sotto ogni profilo di disciplina. Nel rapporto tra debitore principale e creditore beneficiario il pagamento fatto dal garante autonomo produce effetti identici – sotto il profilo dell’attribuzione patrimoniale – a quello posto in essere dal fideiussore: in entrambi i casi si tratta di un pagamento del terzo, che trova titolo nell’assunzione negoziale di un obbligo di garanzia. E che risulta revocabile ex articolo 67, comma 2, al ricorrere di identici presupposti, sia oggettivi (pagamento e regresso) che soggettivi.
Corte di Cassazione, Sezione 1 civile Ordinanza 2 novembre 2017, n. 26062
8.- L’eccezione di difetto di “mandato rappresentativo”, mossa da (OMISSIS) nei confronti di Societa’ (OMISSIS) dev’essere respinta.
In effetti, il testo della relativa procura notarile (che si trova riprodotto, peraltro, da Societa’ (OMISSIS) e non gia’ da (OMISSIS), che pure ha proposto l’eccezione), che la Banca Popolare a suo tempo ha rilasciato a Societa’ (OMISSIS), e’ idonea a ricomprendere anche il rapporto relativo alla questione qui in oggetto e si riferisce pure al profilo processuale (“… rappresenti essa societa’ mandante in tutti gli atti sostanziali, giudiziali e stragiudiziali, aventi ad oggetto… ogni rapporto giuridico, attivo e passivo, in contenzioso”).
9.- Pure l’eccezione di tardivita’ promossa dalla Rappresentanza Generale nei confronti del “controricorso e ricorso incidentale” depositato da (OMISSIS) e’ da respingere.
Detto atto risulta essere stato notificato in data 23 dicembre 2011, entro il termine di cui all’articolo 288 c.p.c., comma 4, visto che l’ordinanza di correzione della sentenza impugnata reca, quale data di proprio deposito, il 4 febbraio 2011.
10.- Il primo motivo, che e’ stato proposto dal ricorso principale, si sostanzia nel censurare l’affermazione della sentenza impugnata, secondo cui “le peculiarita’ del contratto autonomo non valgono a distinguerlo dai contratti di garanzia connotati dall’accessorieta’ tra obbligazione garantita e obbligazione di garanzia, in riferimento alla revocabilita’ dei pagamenti L. Fall., ex articolo 67”.
In tale prospettiva critica, il ricorrente fa richiamo alle differenze strutturali e funzionali che corrono, in linea generale, tra fideiussione e contratto autonomo di garanzia; e specificamente invoca – al fine di escludere la revocabilita’ del pagamento a suo tempo posto in essere dalla Banca Popolare – la circostanza che, nel contratto autonomo, il garante assume “una obbligazione personale e propria”, che viene a comportare l'”autonomia del debito” di quest’ultimo nei confronti del creditore che dell’obbligazione medesima viene a beneficiare.
11.- Il motivo e’ infondato.
Per constatarlo, appare in se’ sufficiente rilevare che la tesi svolta del ricorrente porta in via diretta alla conseguenza di ritenere compiutamente sottratto all’istituto della revocatoria fallimentare il pagamento fatto – in quanto tale – dal garante che ha assunto il relativo obbligo sulla base di un contratto autonomo di garanzia.
Di un simile esonero non v’e’, invero, traccia nella legislazione vigente. E neppure si vede quale potrebbe esserne, in linea di ipotesi, la ragione.
A ben vedere, anzi, nel porre a confronto tra fideiussione e contratto autonomo rispetto all’angolo visuale del fallimento (o liquidazione coatta) del debitore principale, e’ proprio questa seconda figura a risultare di maggiore peso e incidenza per la massa dei creditori insinuati: posto che il contratto autonomo assicura al garante che ha pagato un regresso assai piu’ agevole di quello del fideiussore, perche’ in se’ svincolato dalle vicende inerenti al rapporto garantito (salvo il caso ricorrano, nel concreto della fattispecie, gli estremi dell’exceptio doli generalis).
12.- La sostanza del secondo motivo del ricorso principale si trova riassunta nell’affermazione del ricorrente secondo cui “ogni contenuto della decisione impugnata riguardante la generica asserzione di nullita’ o inefficacia del contratto autonomo di garanzia e del pagamento conseguente” fatto dalla Banca Popolare a (OMISSIS) “appare affetto dalla rilevata genericita’ e non conclusivita’ dell’assunto, ed altresi’ in contrasto con la riconosciuta peculiarita’ ed autonomia della causa o funzione del contratto autonomo di garanzia (al pari del suo oggetto), nonche’ inammissibile sotto il profilo processuale in quanto, mancando comunque una domanda” della Rappresentanza Generale nei confronti della Banca Popolare “per impugnare la validita’ ed efficacia di quel contratto autonomo”, “nessuna pronuncia poteva essere ammessa a favore” della Rappresentanza Generale nei confronti della Banca Popolare.
13.- Il motivo e’ inammissibile.
La sentenza della Corte territoriale non contiene alcuna declaratoria di invalidita’, o inefficacia, del contratto autonomo stipulato a suo tempo tra le parti; e neppure contiene pronunce che riguardino in modo diretto la Rappresentanza Generale, da una parte, e la Banca Popolare, dall’altro.
Del resto, il motivo non risulta incrociare la ratio decidendi della decisione della Corte, che per l’appunto sta nella corretta rilevazione che, sotto il profilo della revocatoria fallimentare dei pagamenti, contratto autonomo e fideiussione non presentano differenze di rilievo (cfr. sopra, n. 11).
14.- Il terzo motivo addotto dal ricorso principale viene nel concreto a censurare una parte del dispositivo formato dalla Corte territoriale: quello, in specie, in cui la stessa dichiara che, “in accoglimento dell’appello principale, i pagamenti per cui e’ causa vengono dichiarati inefficaci e (OMISSIS) viene condannato a pagare” alla Rappresentanza Generale “il controvalore delle somme”.
Secondo il ricorrente, “se il pagamento a favore di (OMISSIS) risulta non revocabile perche’ (OMISSIS) ha ricevuto l’adempimento di un’obbligazione propria” della Banca Popolare, “il dispositivo della sentenza risulterebbe riferibile solo all’atto di “addebito” effettuato” dalla stessa a carico della Rappresentanza Generale “sul conto corrente della societa’”; se cosi’ fosse, la “sentenza risulterebbe illegittima… in quanto tra i “pagamenti di cui sopra”, cosi’ genericamente indicati nel dispositivo, non figura l’atto di addebito in c/c con compensazione”.
15.- Il motivo non puo’ essere accolto.
In coerenza con quanto richiesto dalla Rappresentanza Generale in sede di citazione in appello (cfr. le relative conclusioni, come riportate a p. 2 s. dalla sentenza impugnata), la Corte territoriale ha dichiarato l’inefficacia L. Fall., ex articolo 67, del pagamento del debito della detta Rappresentanza verso (OMISSIS), come compiuto da un terzo (la Banca Popolare).
Non v’e’ dubbio, d’altra parte, che il fatto del regresso del terzo che ha pagato si limita a fare parte di presupposti di revocabilita’ del pagamento, senza incidere sul tema della legittimazione passiva dell’azione (cfr. Cass. 31 marzo 2016, n. 6282; Cass., 31 maggio 2012, n. 8783).
Quanto all’inconferenza del carattere autonomo dell’obbligazione assunta dal garante autonomo ai fini dell’esercitabilita’ dell’azione revocatoria, si veda quanto gia’ rilevato nel n. 11.
16.- Il quarto motivo del ricorso principale censura l’interpretazione di una clausola contenuta nel contratto autonomo di garanzia, che riguarda il diritto di regresso della Banca Popolare e che prevede l’impegno di questa a non esercitare il relativo potere “sino a quando ogni Vostra (di (OMISSIS)) ragione di credito… non sia stata interamente soddisfatta” (il testo esteso della clausola si trova a p. 18 della sentenza impugnata).
Secondo il ricorrente, la Corte territoriale ha interpretato tale clausola nel senso di “prevedere una durata ed operativita’ sine die” dell’obbligo di garanzia assunto dalla Banca Popolare nei confronti di (OMISSIS). Posta questa lettura, il ricorrente afferma altresi’ che questa “viola sotto ogni profilo la normativa sull’interpretazione del contratto, con evidente vizio e carenza di motivazione”.
17.- Il motivo e’ inammissibile.
Quale che sia la lettura che la sentenza impugnata ha dato della clausola limitativa dell’esercizio del regresso, resta comunque che la stessa risulta estranea alla ratio decidendi della decisione assunta dalla Corte territoriale in punto di revocatoria del pagamento fatto a (OMISSIS) (su cui v. ancora il n. 11). Del resto, e’ pacifico in causa che, nei fatti, la Banca Popolare ha effettivamente esercitato il diritto di regresso.
18.- Il motivo del ricorso incidentale, che e’ stato formulato da (OMISSIS)., si compone di due distinte ragioni.
La prima ragione e’ che la Corte territoriale ha trascurato che, nel contratto autonomo di garanzia, il garante, che paga, lo fa “in adempimento di propria preesistente obbligazione atipica, ma assolutamente lecita”.
La seconda ragione e’ che la Corte territoriale ha pure trascurato che la Banca Popolare ha esercitato il proprio diritto di regresso a mezzo compensazione, che come tale risulta assogettata alle regole poste dalla norma della L. Fall., articolo 56.
19.- Il motivo e’ infondato.
La prima ragione addotta non fa altro che ripetere, nella sostanza, quanto viene sostenuto nel primo motivo del ricorso principale. Si’ che sul punto si puo’ rinviare a quanto gia’ esposto in precedenza, nel corso del n. 11.
La seconda ragione assume a proprio presupposto che oggetto della revocatoria promossa dalla Rappresentanza Generale sia l’esercizio del regresso da parte della Banca Popolare.
Cosi’ non e’, peraltro, oggetto della azione revocatoria risultando invece il pagamento fatto a (OMISSIS) a mezzo di un terzo (la Banca Popolare, appunto). Con la conseguenza che manca ogni possibile spazio perche’ la disciplina dettata dalla L. Fall., articolo 56, possa, nel caso, venire in effettiva applicazione.
20.- In conclusione, va rigettato il ricorso principale e pure va rigettato il ricorso incidentale.
Le spese seguono il principio della soccombenza.
La Corte respinge il ricorso principale e respinge il ricorso incidentale; condanna inoltre il ricorrente principale e il ricorrente incidentale, in solido tra loro, al pagamento delle spese del giudizio di legittimita’, che liquida in complessivi Euro 5.200,00 (di cui Euro 200,00 per esborsi).
Fallimento Nullità vendita per violazione art. 108 L.F. vecchio testo Illegittimità...

References: articolo 67
 sentenza 
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 Cass. 
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 articolo 56
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 art. 108