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Timestamp: 2019-02-20 07:36:40+00:00

Document:
PRESCRIZIONE E DECADENZA IN MATERIA CIVILE - Prescrizioni brevi - - risarcimento del danno
PRESCRIZIONE E DECADENZA IN MATERIA CIVILE - Non rilevabilità di ufficio
SANITÀ PUBBLICA - Attività soggette a vigilanza sanitaria - - trasfusione del sangue umano ed emoteche
PRESCRIZIONE E DECADENZA IN MATERIA CIVILE - Decorrenza
DANNI - Causalità: nesso
DANNI - In genere
RESPONSABILITÀ CIVILE - Amministrazione pubblica - - U.S.L. e ospedali pubblici (Servizio Sanitario Nazionale)
Con atto notificato il 27.10.1999, 223 attori convenivano davanti al tribunale di Roma il Ministero della Sanità, chiedendone la condanna al risarcimento del danno, da liquidarsi in separato giudizio, ai sensi degli artt. 2043, 2049 e 2050 c.c., per non avere evitato che agli attori o ai loro danti causa, che necessitavano per patologie congenite di continue trasfusioni, venissero somministrati prodotti emoderivati senza i necessari controlli, per cui questi contraevano varie affezioni, quali HIV, HBV ed HCV, alle quali a distanza di alcuni anni in alcuni casi seguiva la morte.
Intervenivano in giudizio anche altri soggetti che assumevano anch'essi di aver contratto il contagio e di avere diritto al risarcimento del danno.
Il Tribunale accoglieva la domanda di condanna generica al risarcimento del danno.
L'appello proposto dal Ministero veniva rigettato dalla corte di appello di Roma, con sentenza depositata il 12.1.2004.
Riteneva la corte territoriale che l'eccezione di prescrizione era infondata, in quanto a norma dell'art. 2935 c.c., il diritto può essere esercitato solo allorchè il titolare abbia raggiunto la piena cognizione dell'esistenza e del fondamento del medesimo, ed individuando il dies a quo nel momento del rilascio delle certificazioni relative all'indennizzo di cui alla L. n. 210 del 1992, da parte delle Commissioni medico ospedaliere. Riteneva la corte di merito che il termine di prescrizione era decennale, trattandosi di fattispecie di reati di epidemia colposa, lesioni colpose plurime e di omicidio colposo. Nel merito riteneva la corte che, trattandosi di accertamento del solo an debeatur non era necessario valutare la prescrizione in relazione alle singole posizioni, attenendo tale valutazione al successivo giudizio di liquidazione dei danni, mentre risultava accertata la riconducibilità degli eventi dannosi alla responsabilità dell'amministrazione per essere gli stessi stati causati...
1.1. La causa è stata rimessa alle Sezioni Unite, presentando questioni di massima di particolare importanza relative: al nesso causale in tema di responsabilità civile, segnatamente da condotta omissiva; al dies a quo della prescrizione per il risarcimento dei danni lungolatenti; alla responsabilità del Ministero della Salute per danni "da sangue infetto".
1.2. Preliminarmente va dichiarato inammissibile il ricorso nei confronti di A.C., per sopravvenuta carenza di interesse.
Infatti come risulta dalla documentazione prodotta da quest'ultima, tra lei ed il Ministero della Salute è intervenuta una transazione, la quale, comportando la cessazione della materia del contendere, fa venire meno l'interesse del ricorrente alla decisione del ricorso nei confronti dell' A..
1.3. Con il primo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione e falsa applicazione degli artt. 2697, 2934, 2935, 2943, 2946, 2947 c.c., art. 112 c.p.c., nonchè omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia, a norma dell'art. 360 c.p.c., nn. 3, 4 e 5.
Il ricorrente assume che erratamente, ai fini della prescrizione, nel corso del giudizio di merito non sono state vagliate autonomamente le varie posizioni degli attori, risalenti a diversi momenti, giustificando ciò con il rilievo che nella fattispecie si trattava di domanda di condanna generica al risarcimento del danno.
Assume poi che i fatti nella maggior parte dei casi si collocavano tra il 1978 ed il 1988 e che quindi al momento della proposizione della domanda erano maturate sia la prescrizione decennale che quella quinquennale, le quali andavano valutate con riferimento al verificarsi del danno.
Secondo il ricorrente in ogni caso il termine di prescrizione è quinquennale e non decennale, sia perchè il convenuto nel giudizio risarcitorio non coincide con l'autore dell'illecito penale, sia perchè manca...
Le Sezioni Unite ed il limite prescrizionale nel danno da emotrasfusioni infette (Greco Fernando)
Legislazione Correlata (40)
L n. 251 del 05/12/2005
L n. 238 del 25/07/1997
L n. 210 del 25/02/1992
L n. 107 del 04/05/1990
L n. 833 del 23/12/1978
DPR n. 1256 del 24/08/1971
L n. 592 del 14/07/1967
Codice Civile, Art. 2934
Costituzione della Repubblica, Art. 28
Codice di Procedura Civile, Art. 278
Codice Civile, Art. 1221
Codice Penale, Art. 157
Codice Penale, Art. 589
Codice Penale, Art. 590
Codice Civile, Art. 1225
Codice Civile, Art. 2034
Codice Civile, Art. 2049
Codice Civile, Art. 2052
Codice Civile, Art. 2943
Codice Civile, Art. 2946
Codice Penale, Art. 438
Codice Penale, Art. 452

References: sentenza 
 art. 112
 Art. 2934
 Art. 28
 Art. 278
 Art. 1221
 Art. 157
 Art. 589
 Art. 590
 Art. 1225
 Art. 2034
 Art. 2049
 Art. 2052
 Art. 2943
 Art. 2946
 Art. 438
 Art. 452