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Timestamp: 2019-07-17 13:49:03+00:00

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The World Of Il Consulente n. 14 by ANTONIO SCACCO - Issuu
IL CONSULENTE THE WORLD OF
Periodico telematico - Reg. Tribunale di Roma n. 280 del 20 settembre 2011
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N U M E RO 14 31 OTTOBRE 2 0 1 1 ADALBERTO BERTUCCI
All'insegna dell'interesse comune
PARISI Nuovo apprendistato e modello ispettivo sottoscrizione degli avvisi di accertamento CpO Roma/Inps
AA.VV. Validità della
AA.VV. Al via il nuovo Protocollo N U M E RO 14
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In copertina: Halloween, foto di Terry.Tyson by Flickr
La sindrome di BrĂźning
Mauro Parisi Il nuovo apprendistato mette in discussione il modello ispettivo?
Incarichi esterni dei docenti universitari
ValiditĂ della sottoscrizione degli avvisi di accertamento
Vita nell'Ordine ... Ordine nella Vita
Metti un Presidente a cena
Il CpO di Roma firma il Protocollo d'intesa con l'Inps
Voci dal Territorio Faccia a faccia con Andrea Catarci di Andrea Tommasini
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N U M E RO 14
con piacere registriamo un rinnovato clima di apertuDirettore responsabile ra e confronto, Antonio Carlo Scacco se non ancora di collaborazione, con la Unione provinciale roComitato scientifico mana dell’Ancl. Segnali positivi che abbiamo riscontrato sia neGabriella Di Michele - Aldo Forte - Giuseppe Sigillò gli incontri esplorativi già avveMassara - Pierluigi Matera nuti tra le rispettive delegazioni, Antonio Napolitano - Mauro sia in alcune prese di posizione, Parisi - Vincenzo Scotti ufficiali ed informali (ad Virginia Zambrano esempio l’ultimo lancio apparso Progetto grafico e digitalizzazione sul sito ufficiale dell’Ancl romaAntonio Carlo Scacco na). T H Tribunale E W O R L D di O FRoma Reg.
Periodico telematico n. 280 del 20 settembre 2011 - House Organ del Consiglio provinciale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma - Pubblicazione quindicinale
Redazione Eleonora Marzani Massimiliano Pastore Daniele Donati Giuseppe Marini Andrea Tommasini Aldo Persi
Editore Ordine dei Consulenti del Lavoro Consiglio Provinciale di Roma 00145 Roma - via Cristoforo Colombo, 456 Tel. 06/89670177 r.a. - Fax 06/86763924 Segreteria: segreteria@cdlrm.it Ente di Diritto Pubblico - Legge 11-11979 N.12
Per contributi e suggerimenti TheWorldOfIlConsulente@cdlrm.it
Questo numero è stato chiuso in redazione il 30 ottobre 2011
E ED D II TT O OR R II A A LL E E
ALL’INSEGNA DELL’INTERESSE COMUNE
Dopo un lungo periodo di incomprensioni e divergenze, sembra stia prevalendo la consapevolezza della superiore esigenza che dovrebbe illuminare e guidare il nostro operare quotidiano: l’interesse dei colleghi romani, di tutti i colleghi romani, di sentirsi parte di un’unica famiglia e di vedere rappresentate le proprie legittime aspirazioni ed esigenze professionali nel modo migliore e più efficace possibile. Una consapevolezza che non abbiamo mai perso di vista ed in nome della quale è iniziato il percorso di cui si diceva in premessa. Le forze che da sempre appoggiano questo Consiglio si sono sempre rese disponibili al riconoscimento ed alla valorizzazione delle minoranze, nella
profonda convinzione che il ruolo di queste ultime sia fondamentale all’interno di un pacato dialogo democratico e per la crescita professionale di tutti. La critica, quando fondata e argomentata. può essere il metro di confronto che consente di scoprire eventuali errori e, soprattutto, correggerli. Nella realtà romana il richiamo all’unità degli intenti assume un valore peculiare: la nostra provincia, è forse superfluo ricordarlo, è di gran lunga quella con il maggior numero di iscritti e quella che maggiormente contribuisce finanziariamente alla vita della Categoria. Ma a tale impegno non corrisponde attualmente una adeguata valorizzazione del ruolo di Roma negli organismi apicali. Noi crediamo che tale “deformazione istituzionale”, per usare un eufemismo, debba essere prontamente corretta, in primo luogo riaffermando l’unità e la coesione dei colleghi romani. Da parte nostra, come sempre, offriamo la massima disponibilità: se, come crediamo, i nostri interlocutori saranno animati dallo stesso spirito costruttivo, i risultati non tarderanno ad arrivare.
LA SINDROME DI BRÜNING Sistema "Euro": elemento di sviluppo o catena ?
Heinrich Brüning, austero cattolico di posizioni centriste, fu cancelliere della Germania dal 1930 al 1932 (in quel sistema politico che passò alla storia come la Repubblica di Weimar). Sulle orme del Presidente americano Herbert Hoover, affrontò gli effetti della grande crisi del ‘29 puntando su una politica deflazionistica (attuata tramite i famigerati Notverordnungen, una sorta di decretazione d’urgenza ante litteram), orientata al pareggio del bilancio ed al rispetto del gold standard. Il risultato ? una depressione assai più accentuata nella Germania rispetto a tutti gli N U M E RO 14 31 OTTOBRE 2 0 1 1
altri paesi che , oltre a sprofondare il paese nella miseria più nera, preparò la strada, come tutti sanno, all’avvento del partito nazionalsocialista. La odierna politica (anzi: politik) della BCE e dell’Unione, orientata ad una parossistica politica deflazionistica (hard money ed austerity), ricorda molto da vicino le nefaste politiche di allora. La terribile crisi odierna, che potrebbe avere effetti assai più devastanti di quella – tragica – del ’29, sembra vivere contraddizioni assolutamente singolari. Il nostro Paese, che pure ha fondamentali di tutto rispetto, è oggetto di attacchi speculativi sia per il suo elevato debito pubblico, sia per le sue, chiamiamole così, difficoltà politiche. Chi compra titoli del debito italiano, a fronte del maggior ri-
schio, chiede tassi più alti; ma l’aumentare di questi rende ancora più oneroso il servizio del debito e così via, fino alla
bancarotta. Ma perché paesi come gli Stati Uniti ed il Giappone che pure hanno un debito pubblico spaventoso, riescono ancora a spuntare tassi molto bassi ? semplice. Hanno conservato la loro moneta
nazionale e la facoltà di stamparla: uno speculatore non aggredirebbe mai i titoli del debito statunitense sapendo che la Fed potrebbe stampare facilmente tutti i dollari necessari per sostenerne il corso. Qui da noi solo la BCE può calmierare i corsi dei titoli italiani stampando euro: ma lo fa a fronte di un vero e proprio “commissariamento” della nostra politica economica all’insegna dell’austerità e della deflazione. I corifei del sistema euro, che strillano indignati contro tutti coloro che osano mettere in discussione la loro creatura, non sembrano mostrare molta consapevolezza della crisi incombente. In realtà il sistema euro, privato di una politica fiscale ed economica comune, non ha fatto altro che ricreare una ragnatela di “lacci e lacciuoli”, se non vere e proprie catene, che minacciano di strangolare i paesi più deboli dell’Europa.
Una riproposizione di un sistema gold standard che rischia di trasformarsi in una tagliola mortale (in primo luogo per noi italiani). Il sistema euro, nato per superare le crisi inflazionistiche degli anni ’70, non è assolutamente in grado di fronteggiare una crisi simile a quella del ’29 (ed anzi, paradossalmente, è suscettibile di alimentarla). Sarebbe interessante sapere perché le economie europee che in Europa, al momento, godono di migliore salute sono proprio sono proprio quelle che hanno mantenuto la loro valuta nazionale: Danimarca, Inghilterra, Svezia, paesi ex-comunisti. Riteniamo che se da domani la Banca d’Italia recuperasse la piena sovranità sulla nostra moneta, la speculazione cesserebbe un momento dopo di interessarsi dei nostri titoli del debito pubblico, il nostro export esploderebbe (soprattutto in Germania) e, forse, frau Merkel e monsieur Sarkozy avrebbero qualche motivo in meno per ridere. Fandor
Crisi finanziaria di Blackmuse by Flickr
IL NUOVO APPRENDISTATO METTE IN DISCUSSIONE IL MODELLO ISPETTIVO? In vigore il "Testo Unico" del nuovo apprendistato: luci e ... ombre?
Dal 25 ottobre è entrata in vigore la nuova disciplina dell’apprendistato, “riordinata” dal decreto attuativo n. 167 del 2011. Si tratta del cosiddetto “Testo unico sull’apprendistato”, come è oramai universalmente noto Mauro Parisi dall’estate scorsa, benché dell’innovativo ruolo offerto un vero “testo unico” non sia. ai contratti di prossimità), soAssieme ad alcune novità no diversi i motivi di interesnon indifferenti della nuova se che discendono dal disciplina (che vedrà grande restyling della disciplina del protagonista la contrattaziopiù importante (unico, in ne collettiva, anche alla luce effetti) contratto formativo. (*) Consulente del lavoro e Direttore generale di Tempor s.p.a. N U M E RO 14 31 OTTOBRE 2 0 1 1
Non ultimo –e non solo con riferimento alle verifiche sul contratto di apprendistato- il fatto che, con due commi particolarmente innovativi nel panorama normativo, si è venuti a mettere in discussione il tradizionale modello dell’ispezione del lavoro in Italia. Per intendersi, quello che vede l’ispettore operare con “disconoscimenti” e “trasformazioni” di quei rapporti lavorativi che non corrispondono al tipo voluto dalla legge e dal contratto collettivo. Come opera il “sistema”? E’ risaputo da tutti. L’ispettore si presenta in azienda e, attra-
IL CONSULENTE verso la documentazione e le informazioni assunte dai lavoratori e dalle altre persone informate dei fatti, verifica che al contratto formalmente concluso dalle parti si dia applicazione puntuale e “genuina”. Se non è così, fa “scattare” le sanzioni. Quali? Quelle previste dall’ordinamento per i casi di mancato rispetto del negozio tipico, si dirà. Ma…il punto è proprio questo! Con il nuovo apprendistato il legislatore introduce una novità pressoché assoluta nel nostro ordinamento: la previsione di tassative sanzioni pecuniarie nel caso di mancato rispetto dei tratti salienti (i requisiti caratteristici e fondamentali) del contratto. Per esempio, se mancherà una corretta formazione nell’apprendistato gli ispettori dovranno disporre (art. 7, comma 1, TU sull’apprendistato) che l’azienda vi provveda: in difetto, scatterà una semplice sanzione pecuniaria. Ma non certo la conseguenza di vedere “qualificare” il rapporto tra le parti. Un ulteriore esempio può rendere ancora più chiaro il discorso. Dal 25 ottobre scorso, nel caso in cui gli ispettori accertino che il datore di lavoro non ha provveduto a concludere per iscritto un contratto con l’apprendista, si provvederà a diffidare l’azienda a regolarizzare la si-
tuazione e, quindi, nel caso di ottemperanza, ad ammettere il responsabile alla prevista sanzione amministrativa: il pagamento di una somma pari a € 100. È questa infatti una delle previsione punitive stabilite dall’articolo 7, comma 3, del decreto 167/2011. Che la forma scritta costituisca un requisito previsto a pena di validità del contratto di lavoro è cosa del tutto nota ed evidente, malgrado qualche (incomprensibile) voce fuori dal coro. Per cui, in difetto di
Resta la necessità della forma scritta ad substantiam
forma scritta del contratto, il lavoratore potrebbe bene rivolgersi al Giudice e chiedere l’accertamento della sussistenza di un ordinario rapporto a tempo indeterminato. In tale caso sarà il Giudice a operare –in forza dei suoi poteri di legge- quello che correntemente viene definito un “disconoscimento”. In una situazione di lavoro che nella sua effettività appare diversa da quella formale (dissimulazione), tutti i funzionari che si occupano di
controlli sul lavoro, tradizionalmente, sono soliti procedere con un cd. “disconoscimento”. Quindi, provvedono ad applicare sanzioni e recuperi contributivi. Non vi è dubbio che, in passato, la mancanza di un contratto scritto di apprendistato avrebbe quindi condotto proprio alla prospettata soluzione: quella del “disconoscimento” dell’apprendistato a favore di un rapporto di carattere qualificato. E dopo il 25 ottobre? Non sarà più possibile. Se mancherà la forma scritta del contratto, la reazione –pubblicistica- dell’ordinamento non potrà che essere quella prevista dalla legge: la sanzione da € 100 a € 600. Nulla di più e di diverso, poiché tale disposizione assorbe tutto il disvalore giuridico del fatto. E ciò è quello che stabilisce espressamente il legislatore, per cui… Ma attenzione: cosa sarebbe accaduto prima del 25 ottobre nel caso in cui gli ispettori avessero constatato la medesima assenza di un contratto di apprendistato in forma scritta? Avrebbero senz’altro disconosciuto il rapporto di apprendistato, non ci sono dubbi. Vale a dire che la conseguenza di un’invalidità “privatistica” del rapporto si sarebbe riflettuta in un effetto “pubblicistico” notevolissimo: il travolgimento dell’originario rapporto.
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Ma se ciò, per quanto riguarda l’apprendistato, non può più accadere per l’esistenza di una nuova disposizione (l’articolo 7, comma 2, TU sull’apprendistato) che supera ogni eventuale precedente, è interessante domandarsi in forza di quale disposizione accadeva che si “disconoscesse” in precedenza? Oggi non pare del tutto corretto dire che è “mutata” la volontà del legislatore. Sembra invece meglio affermare che si è “manifestata” una volontà del tutto nuova in seno all’ordinamento: e ciò a fronte della mancanza di qualsivoglia precedente volontà al riguardo. Quindi, se ora non si può essere puniti che con la predetta sanzione pecuniaria -mentre in precedenza il rapporto veniva addirittura travolto con maggiori conseguenze sanzionatorie indirette (per tutti gli adempimenti omessi o non eseguiti “correttamente”) e recuperi contributivi-, la cosa non può che apparire sospetta… Piccola indagine… …ed ecco il risultato: in realtà non risulta sia mai esistita una disposizione che abbia attribuito agli ispettori il potere di qualificare diversamente un rapporto di apprendistato già formalmente concluso tra le parti. Una situazione singolare? No. La medesima che sorregge pressoché tutte le verifiche relative alla genuinità delle relazioni di lavoro. Mancano N U M E RO 14 31 OTTOBRE 2 0 1 1
previsioni di legge (e solo di tale natura possono essere le fonti di sanzioni, nel rispetto del principio di legalità) che stabiliscano “disconoscimenti” e “trasformazioni” di rapporti di lavoro ritenuti non genuini. Il metodo ispettivo classico di “disconoscimento” non sembrerebbe allora “coperto” da disposizioni testuali. Ma se difettano tali fonti, come ben ci mostra la vicenda dell’apprendistato, le eventuali conseguenze relative alla
La assenza di una “riqualificazione” amministrativa di rapporti di lavoro difformi dal tipo, mette in discussione il vigente modello dell’ispezione del lavoro difformità dal tipo contrattuale formalmente voluto che se ne sono sempre tratte non sono, probabilmente, del tutto coerenti. Diciamo. Per cui, partendo dalla nuova disciplina dell’apprendistato, la presa di coscienza dell’assenza di previsioni (generali o speciali) che stabiliscono la “riqualificazione” in via amministrativa di rapporti di lavoro difformi dal tipo, non può che mettere in discussione il modello dell’ispezione del lavoro fino a ora praticato in Italia. Ciò fa riflettere se non sia allora finalmente il caso di “escogi-
tare”, anche in questo ambito, interventi normativi mirati a garantire migliori garanzie per aziende e lavoratori.
INCARICHI ESTERNI DEI DOCENTI UNIVERSITARI La legge disciplina in modo puntuale i casi di incompatibilità nello svolgimento della professione di docente universitario
La disciplina in materia di incompatibilità e cumulo di incarichi. La disciplina relativa alle attività extraistituzionali e alle incompatibilità dei pubblici dipendenti, con specifico riferimento ai docenti universitari a tempo pieno, è regolata dalle disposizioni di cui all’art. 1, commi da 56 a 65, della Legge 662/96, dall’art. 53 del D.Lgs. (*) Avvocato in Lecce N U M E RO 14 31 OTTOBRE 2 0 1 1
Maurizio Villani (*) n. 165/01 nonché da ultimo dall’art. 6, commi 9, 10 e 12, della Legge 240/2010. In particolare, l’art. 1, comma 60, della legge 662/96, per i dipendenti pubblici con rapporto di lavoro a tempo pieno o a tempo parziale con prestazione lavorativa superiore al 50% di quella a tempo pieno, stabilisce il divieto di “svolgere qualsiasi altra attività di lavoro subordinato o autonomo tranne che la legge o altra fonte normativa ne prevedano l’autorizzazione rilasciata dall’amministrazione di appartenenza e l’autorizzazione sia concessa”. Parimenti l’art. 53 del D.Lgs. n. 165/01 al comma 7 prevede che “I dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti
che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall’amministrazione di appartenenza. Con riferimento ai professori universitari a tempo pieno, gli statuti o i regolamenti degli atenei disciplinano i criteri e le procedure per il rilascio dell’autorizzazione nei casi previsti dal presente decreto”. Tra gli incarichi per cui è prevista la previa autorizzazione vi rientrano tutti gli incarichi, anche occasionali, non compresi nei compiti e doveri d’ufficio, per i quali è previsto sotto qualsiasi forma un compenso. Sono, invece, eccezionali e tassative le deroghe previste per incarichi retribuiti dal comma 6 art. 53 del D.Lgs. 165/01. La ratio del regime autorizzato-
IL CONSULENTE rio va individuata nella necessità di consentire ai dipendenti pubblici, in deroga alla regola della incompatibilità, l’assunzione e lo svolgimento di incarichi occasionali retribuiti allorquando questi non raffigurano delle stabili attività commerciali, industriali, professionali.
ne delle sanzioni previste dall’art. 53 non provvede l’amministrazione di appartenenza, bensì il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che si avvale della Guardia di Finanza; con la conseguenza che le somme riscosse sono acquisite alle entrate del Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’autorizzazione con la formula “ora per allora”. Accertamento delle violazio- In relazione a quanto innanzi detto, si segnala come una reni ed irrogazione delle cente attività ispettiva della sanzioni. Guardia di Finanza ha riguardato gli incarichi extraistituIn caso di violazione delle dispozionali dei pubblici dipendenti, sizioni in tema di incompatibilinello specifico dei professori unità e cumulo di incarichi, il versitari: in seguito a tale attiviregime punitivo è assai rigoroso tà ispettiva, i soggetti che hanno in quanto sono previste sanzioni conferito un incarico retribuito sia per chi conferisce l’incarico, al docente universitario, a dire sia per chi lo espleta in assenza dell’Organo accertatore senza audi autorizzazione. Lo stesso torizzazione, si sono visti notificomma 7 dell’art. 53 del D.Lgs. care il verbale di contestazione 165/01 prevede che, salve le più con conseguente irrogazione gravi sanzioni e ferma restando delle sanzioni. la responsabilità disciplinare, il In buona sostanza, le violazioni compenso dovuto per le prestacontestate dalla Guardia di Fizioni eventualmente svolte deve nanza attengono ai commi 9 e essere versato, a cura dell’ero11 dell’art. 53 del D.Lgs. 30 gante o, in difetto, del percettomarzo 2001, n. 165: re, nel conto dell’entrata del 1) l’aver conferito l’incaribilancio dell’amministrazione co retribuito al professore unidi appartenenza del dipendente versitario senza la previa per essere destinato ad increautorizzazione dell’amministramento del fondo di produttività zione di appartenenza (nello speo di fondi equivalenti. cifico l’Università): Al riguardo dottrina e giurispru2) l’aver omesso di comunidenza sono unanimi nel ritenere care all’amministrazione nei che la previsione dell’art. 53, termini di legge (30 aprile di ciacomma 7, ha valenza risarcitoscun anno) i compensi erogati al ria e non sanzionatoria , come ridocente universitario nell’anno sulta chiaramente dall’inciso precedente. “salve le più gravi sanzioni e Orbene, ciò che preme rilevare ferma restando la responsabilità è che l’Organo accertatore ha disciplinare”. irrogato le sanzioni anche E d’altronde, all’accertamento allorquando l’autorizzazione a delle violazioni e all’irrogaziosvolgere l’incarico è stata richie-
sta o dal dipendente pubblico o dal soggetto pubblico o privato che ha conferito l’incarico, così come prescrive il comma 10 dell’art. 53, e l’amministrazione l’ha in seguito concessa. In sostanza, la Guardia di Finanza contesta la circostanza che la richiesta di autorizzazione per l’espletamento dell’ incarico professionale sia stata avanzata da parte del dipendente in data successiva a quella di inizio dell’attività di consulenza. Ebbene, si evidenzia come la contestazione sollevata dall’Organo accertatore in merito alla violazione dell’art. 53, comma 9, del D.Lgs. 165/2001 appare del tutto illegittima e infondata: ed infatti, la circostanza che, nel momento in cui viene avanzata la richiesta di autorizzazione, l’incarico extraistituzionale conferito al professore universitario sia già iniziato, non va in alcun modo ad inficiare la validità dell’autorizzazione rilasciata dall’amministrazione, la quale dovrà considerarsi concessa con la formula “ora per allora”. Al riguardo si osserva come è del tutto pacifico, in dottrina e giurisprudenza l’ammissibilità delle autorizzazioni “ora per allora” in tutti i settori dell’ordinamento amministrativo italiano, eccezion fatta – anche se in parte – per la materia paesaggistica (vedi art. 146, comma a, D.Lgs. 42/2004). Ma all’infuori di questa ipotesi espressamente vietata, non sussistono dubbi in ordine al rilascio delle autorizzazioni “ora per allora”, “essendo peraltro ritenuta irrilevante (dalla giurisprudenza e dalla dottrina) la N U M E RO 14
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circostanza che tale forma di autorizzazione non sia espressamente prevista”. D’altronde, l’utilizzo dell’autorizzazione “ora per allora” è diffuso in tutte le Amministrazioni nonché nelle Università, le quali sovente concedono ai docenti autorizzazioni per incarichi extraufficio retribuiti già iniziati o addirittura conclusi. Alla luce di tanto, è da considerarsi sicuramente possibile un intervento autorizzatorio postumo a sanatoria di incarichi già espletati: la portata convalidante dell’intervento tardivo dell’amministrazione esclude, inevitabilmente, ogni risvolto disciplinare o pecuniario in capo al dipendente pubblico. E del resto, essendo la ratio dell’autorizzazione quella di verificare la sussistenza di eventuali situazioni di conflitto fra l’interesse del privato richiedente e quello della P.A. destinataria, è evidente che tale accertamento, così come può essere eseguito ex ante, a maggior ragione può essere effettuato ex post alla luce dell’attività professionale concretamente svolta dal richiedente e dei compensi da lui effettivamente percepiti.
L’esimente dell’incolpevole errore sul fatto: art. 3 della Legge 24 novembre 1981, n. 689. Un ulteriore profilo da esaminare concerne, poi, l’applicazione al caso de quo dell’esimente dell’incolpevole errore sul fatto. Non c’è dubbio, infatti, che il soggetto privato che conferisce l’incarico al professore universitario lo conferisce in virtù
dell’attività del professionista in quanto tale (avvocato, ingegnere, commercialista …), non ponendosi di certo la questione della qualifica di dipendente pubblico dell’affidatario, e tantomeno di dipendente pubblico a tempo pieno, stante l’assoluta indifferenza di tale qualifica ai fini sia del conferimento dell’incarico che del suo svolgimento. E’ noto come l’art. 3 della Legge 24 novembre 1981, n. 689 esclude la responsabilità dell’agente nell’ipotesi in cui l’infrazione sia stata commessa per “errore sul fatto” non determinato da colpa del soggetto attivo: con questa disposizione il
negligenza o imprudenza. Per contro, l’errore esclude l’illecito amministrativo ove sia incolpevole, non suscettibile cioè di essere impedito dall’interessato con l’ordinaria diligenza (Cass. 05/06/2001, n. 7603; Cass 15/06/2004, n. 11253). Una volta accertato che la condotta del soggetto che conferisce l’incarico è priva di dolo e tantomeno di colpa, viene indubbiamente ad operare nei suoi confronti l’esimente dell’incolpevole errore sul fatto.
Per la configurabilità dell’illecito amministrativo è necessaria la colpa
Si rileva, inoltre, come i recenti accertamenti relativi ad eventuali situazioni di incompatibilità e cumulo di incarichi ex art. 1, c. da 56 a 65, della L. 662/96 e art. 53, D.Lgs. n. 165/01, nei confronti dei soggetti che hanno conferito incarichi retribuiti a professori universitari, sono stati effettuati dalla Guardia di Finanza in spregio a quanto previsto dagli art. 17 e 18 della Legge n. 689/1981 in materia di competenza territoriale. In particolare, l’art. 17 della Legge n. 689/1981 dopo aver premesso al comma 1 che l’Organo accertatore «deve presentare il rapporto … all’ufficio periferico cui sono demandati attribuzioni e compiti del Ministero nella cui competenza rientra la materia alla quale si riferisce la violazione …», al successivo comma 3 individua l’«ufficio territorialmente competente» in «quello del luogo in cui è stata commessa la violazione»; l’art. 18 del medesimo testo normativo poi, al
legislatore della depenalizzazione ha inteso eliminare – sul modello della responsabilità soggettiva penale – dall’ordinamento sanzionatorio amministrativo ogni traccia residuale di responsabilità oggettiva, ammettendo per converso la buona fede e l’errore incolpevole quali cause di esclusione dell’illecito amministrativo. Anche per la configurabilità dell’illecito amministrativo si ritiene, quindi, necessario che nella condotta dell’agente si possano ravvisare quantomeno gli estremi della colpa, in termini di
Burgos - pellegrino stanco sul Cammino di Santiago Foto di lancierebianco by Flick
Problematiche attinenti la competenza territoriale.
IL CONSULENTE comma 1, precisa che l’Autorità cui far pervenire scritti difensivi, documenti ed eventuali richieste di audizione è appunto quella «competente a ricevere il rapporto a norma dell’articolo 17» (quella cioè del luogo in cui è stata commessa la violazione), attribuendo a quest’ultima, nel successivo comma 2, la competenza ad adottare i provvedimenti di rito (ordinanza-ingiunzione ovvero ordinanza di archiviazione), dopo aver esaminato quanto dedotto, prodotto e chiesto dagli interessati. Nonostante la normativa in materia di competenza territoriale sia quanto mai chiara ed intelligibile, la Guardia di Finanza, del tutto illegittimamente, ha ritenuto competente l’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate prendendo, con ogni probabilità come riferimento il domicilio fiscale del presunto trasgressore: la competenza, invece, da un punto di vista territoriale, così come previsto ex lege, spetta all’Ufficio dove è stata commessa la violazione e, quindi, nel caso di specie, all’Ufficio del luogo dove ha sede l’amministrazione di appartenenza (Università) del pubblico dipendente (professore universitario) cui viene richiesta l’autorizzazione ed al quale vanno comunicati i compensi.
La riforma Gelmini: Legge 22 dicembre 2011 n. 240. Per concludere, un breve cenno merita la riforma Gelmini introdotta dalla Legge 22 dicembre 2011 n. 240 la quale ha, in larga parte, innovato il regime delle
incompatibilità dei professori e dei ricercatori universitari sia a tempo pieno che a tempo definito, liberalizzando alcune attività prima soggette ad autorizzazione e sottoponendo all’autorizzazione del Rettore altre tipologie di attività, in riferimento all’assenza di conflitto di interessi con l’Università di appartenenza nonché a condizione che le attività medesime non rappresentino detrimento alle attività didattiche, scientifiche e gestionali affidate ai richiedenti. In particolare, l’art. 6 della suddetta legge, al comma 9,
Quali sono le attività che i docenti universitari possono svolgere liberamente?
statuisce che la posizione di professore e ricercatore è incompatibile con l’esercizio del commercio e dell’industria e, limitatamente ai professori e ricercatori a tempo pieno, con l’esercizio di attività libero-professionale. Il successivo comma 10 prevede, invece, che i professori a tempo pieno, possono svolgere liberamente, anche con retribuzione, e conseguentemente senza la necessità di acquisire un’autorizzazione preventiva: a) attività di valutazione e referaggio; b) lezioni e seminari di carattere occasionale;
c) attività di collaborazione scientifica e di consulenza; d) attività di comunicazione e divulgazione scientifica e culturale; e) attività pubblicistiche ed editoriali. Il comma 12, infine, prevede la possibilità che i professori e i ricercatori a tempo definito svolgano attività libero-professionali e di lavoro autonomo anche continuative, purché non determino situazioni di conflitto di interesse rispetto all’ateneo di appartenenza disponendo anche che gli stessi possono svolgere attività didattica e di ricerca presso università o enti di ricerca esteri, previa autorizzazione del Rettore, che valuta la compatibilità con l’adempimento degli obblighi istituzionali. Alla luce della nuova normativa, ferma l’incompatibilità per i professori e ricercatori a tempo pieno, con l’esercizio del commercio e dell’industria e con l’esercizio di attività libero professionali, vengono ampliate le tipologie di incarichi retribuiti non soggetti al regime di autorizzazione previsti dall’art. 53, comma 6, del D.L.gs. 165/2001. In particolare, la novità maggiormente rilevante riguarda la possibilità per i professori e ricercatori a tempo pieno di svolgere liberamente qualsiasi attività di consulenza: il professore o ricercatore potrà, quindi, espletare l’incarico di consulenza come attività occasionale, vale a dire per periodi non superiori a 30 giorni per anno solare e con un compenso complessivo annuo non superiore a € 5,000,00.
VALIDITA' DELLA SOTTOSCRIZIONE DEGLI AVVISI DI ACCERTAMENTO L'Amministrazione finanziaria dovrà prestare molta più attenzione che in passato per la formazione dell'atto impositivo 1.
Con la riforma della L. 241/90, attuata dalla L.15/2005, viene introdotto espressamente nell’ordinamento amministrativo l’istituto della nullità dell’atto amministrativo. In particolare, la L. n. 15/2005 recante “Modifiche ed integrazioni alla legge 7 agosto 1990, n. 241, concernenti norme generali sull'azione amministrativa” ha aggiunto due previsioni normati(*) Avvocati in Lecce N U M E RO 14 31 OTTOBRE 2 0 1 1
Maurizio Villani e Francesca Giorgia Romana Sannicandro (*) ve, rispettivamente gli artt. 21 septies e 21 opties, contenenti una integrazione relativa ad alcuni dei requisiti formali degli atti posti in essere dall’Amministrazione Finanziaria. Gli artt. 21 septies e 21 opties (L. 241/90), rubricati rispettivamente “nullità del provvedimento” e “annullabilità del provvedimento”, dispongono che: “1. È nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché negli altri casi espressamente previsti dalla legge…omissis” (art. 21 septies); “1. È annullabile il provvedimento amministrativo adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da
incompetenza… omissis (art 21 opties). Atteso che la correttezza del procedimento di formazione della pretesa tributaria è assicurata mediante il rispetto di una sequenza procedimentale di determinati atti, allo scopo di rendere possibile un efficace diritto alla difesa del destinatario, l’Amministrazione Finanziaria dovrà prestare molta più attenzione, nel predisporre gli atti (avvisi di accertamento, rettifiche, ecc..), non solo relativamente agli aspetti sostanziali riguardanti il “quantum”, ma anche e soprattutto, relativamente agli aspetti procedurali, il cui inadempimento totale o parziale potrebbe causare la nullità ad integrum. Il primo comma dell’art. 42 del
IL CONSULENTE D.P.R. 600/73, nel disciplinare gli aspetti formali e sostanziali del provvedimento amministrativo, prevede che: “Gli accertamenti in rettifica e gli accertamenti d'ufficio sono portati a conoscenza dei contribuenti mediante la notificazione di avvisi sottoscritti dal capo dell'ufficio o da altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato…omissis. L'accertamento e' nullo se l'avviso non reca la sottoscrizione, le indicazioni e la motivazione di cui al presente articolo.”
2. Il concetto di delega: di firma o di funzioni. Negli ultimi anni, accade, sempre più spesso, di imbattersi in avvisi di accertamento sottoscritti da persone diverse dal capo dell’Ufficio. E così, in sede processuale, il ricorrente invoca la nullità dell’atto perché carente della firma del capo dell’ufficio; successivamente, l’Amministrazione finanziaria provvede a depositare la delega che autorizza la firma ad un’altra persona dell’ufficio. Ci si interroga, quindi, sulla validità di codesti atti, ed in particolare sugli eventuali diversi requisiti che debba avere un atto sottoscritto da una persona diversa dal capo dell’Ufficio. Diventa così massima l’esigenza del contribuente di verificare l’esistenza di una delega e soprattutto di verificare che il delegato sia in possesso dei requisiti professionali che gli permettano di agire per conto del direttore dell’ufficio, in virtù di qualità professionali certe e desumibili; ciò soprattutto perché l’ avviso
di accertamento, in quanto atto idoneo ad incidere autoritativamente sulla sfera giuridico – patrimoniale del contribuente, è un atto amministrativo che deve riunire tutti gli elementi previsti dalla legge, tra i quali, quindi, anche la sottoscrizione dell’atto stesso, ovvero il segno documentato e certo che renda esplicita, con chiara procedura di delega, la piena adesione, quale soggetto investito di pubblico potere, anche del differito mantenimento, della rappresentanza dell’Agenzia delle Entrate. L’art. 42 del DPR 600/73 fa riferi-
E' opportuno individuare la funzione della delega
mento ad “altro impiegato della carriera direttiva delegato”. In questa sede, sarebbe opportuno, dunque, cercare di individuare la funzione della delega ed in particolare la qualificazione della stessa; se intesa come delega di firma o come delega di funzioni. La delega per natura viene definita come “l’atto dispositivo di un soggetto o dell’organo di un soggetto mediante il quale quest’ultimo, fondandosi sulla propria competenza a provvedere in ordine a un determinato oggetto, attribuisce ad altro soggetto o organo i poteri e le facoltà che reputa necessari affinché quest’ultimo possa provvedere in modo altrettanto legittimo in ordine
all’oggetto stesso entro i limiti e secondo i criteri stabiliti nell’atto di delegazione” (Delega ; diritto amministrativo) – G. Miele ; Enciclopedia del diritto. La definizione di delega di firma e la sua distinzione con il fenomeno della delega di funzione si ritrova di frequente sia in dottrina che in giurisprudenza, senza mostrare incertezze alcune sul significato e sull’accezione delle stesse. Alcune correnti giurisprudenziali hanno affermato che “non può escludersi la piena validità dell’atto, completo in ogni sua parte, compresa la sottoscrizione che ne esprime all’esterno la volontà, mentre resta preclusa ogni indagine sull’organizzazione interna dell’ufficio in ordine alle deleghe” (CTP di Como, sentenza n. 134 del 24/2/2005). Sembrerebbe quindi affermarsi un principio di insindacabilità della delega del capo ufficio innanzi all’autorità giurisdizionale, riconducibile al fatto che la delega non risulterebbe suscettibile di verifiche di legittimità in virtù della sua qualità di atto interno agli uffici. (delega di firma). Vi è chi invece sostiene che, con la delega, un ufficio è legittimato a provvedere in ordine a specifici interessi attribuiti alla sua cura, incarica un altro a compiere una determinata attività preordinata al medesimo fine: così, il delegato acquisisce poteri e facoltà che, in base all’ordinamento generale, spetterebbero in via esclusiva al delegante. (delega di funzioni). Così, mentre la delega di firma, attraverso la firma in calce ad un provvedimento, comporta semplicemente l’autorizzazione N U M E RO 14
concessa da una persona fisica ad un’altra, facendo permanere l’attribuzione del provvedimento in capo al delegante, la delega di funzioni, attraverso uno spostamento delle competenze relative ad una questione specifica, oltre alla sottoscrizione del provvedimento, trasla la competenza in toto al delegato che prende pienamente il posto del delegante in maniera formale e sostanziale. La delega, dunque, in quanto atto “endoprocedimentale”, deve rispettare i requisiti, le motivazioni e le ragioni giuridiche che hanno determinato la volontà dell’Amministrazione finanziaria. Da un punto di vista contenutistico, sarà, dunque, opportuno verificare anche il contenuto della delega, in quanto dovrà essere precisato oltre all’organo e alla persona che prende in carico determinate vicende normative, anche l’oggetto, i limiti temporali della delega e nello specifico gli atti che il delegato dovrà e potrà compiere in sostituzione del delegante; questo perché negli anni, oltre alla circostanza dell’omessa allegazione della delega durante i processi, spesso ci si è trovati dinanzi a delle deleghe recanti date antiche e non corrispondenti con i procedimenti in corso. (delega specifica e non generale). Di talché la violazione dei principi sanciti dalla L. 241/90 – in particolare dell’art. 5 -, oltre che dei principi dello Statuto del Contribuente – artt. 5, 7, 10 – e della Costituzione Italiana – art. 97.
Il caso: la regolarità
della sottoscrizione degli avvisi di accertamento. Lo Statuto del Contribuente all’art. 10 sottolinea che: “ i rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria, sono improntati al principio della collaborazione e buona fede”. La norma si fa interprete della previsione Costituzionale che all’art. 97 recita: “ I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'ammi-
L'avviso di accertamento è nullo se non reca la firma del capo dell'ufficio
nistrazione.” Assistiamo, invece, oggi ad “atti di fiducia” dei contribuenti relativamente alle fantomatiche deleghe e alle persone delegate e ad affannose e spesso giurisdizionali ricerche della conformità dell’art. 42 del DPR 600/73. Secondo alcune sentenze della Corte di Cassazione "... l'avviso di accertamento è nullo, ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n.600, art. 42, se non reca la sottoscrizione del Capo dell'ufficio o di altro impiegato della carriera direttiva da lui delegato. Se la sottoscrizione non è quella del Capo dell'ufficio titolare ma di un funzionario, quale direttore tributario, di nona qualifica funzio-
nale, incombe all'Amministrazione dimostrare, in caso di contestazione, l'esercizio del potere sostitutivo da parte del sottoscrittore o la presenza della delega del titolare dell'Ufficio. Fermi, infatti, i casi di sostituzione e reggenza di cui al D.P.R. 8 maggio 1987, n.266, art. 20, comma 1, lett. a) e b), è espressamente richiesta la delega a sottoscrivere: il solo possesso della qualifica non abilita il direttore tributario alla sottoscrizione, dovendo il potere di organizzazione essere in concreto riferibile al Capo dell'ufficio (Cass. sez. 5, n. 14626 del 10.11.2000)". In modo più specifico, la giurisprudenza di merito ha ritenuto che la sottoscrizione dell’avviso di accertamento costituisce preciso obbligo di legge, da assolversi da parte del titolare dell’ufficio. Conseguentemente, laddove il soggetto preposto intenda delegare ed abilitare altri soggetti, con qualifica dirigenziale, alla sottoscrizione degli atti aventi rilevanza esterna, incombe sull’Amministrazione finanziaria provare la sussistenza di tale attribuzione di facoltà. Ne consegue che in assenza di idonea prova in ordine all’esercizio del potere sostitutivo o all’intervenuto conferimento di specifica delega del Direttore, il sottoscrittore non è abilitato alla sottoscrizione, rivestendo una qualifica che lo legittima esclusivamente ad espletare la sostituzione e la reggenza, nonché ad essere destinatario dei provvedimenti di delega nell’esercizio di funzioni istituzionalmente devolute al capo dell’ufficio. La carenza di sottoscrizione
IL CONSULENTE dell’atto, dunque, ne determina la giuridica inesistenza ed essa è del tutto insuscettibile di sanatoria in applicazione del principio del raggiungimento dello scopo (ex art. 42 DPR 600/73). In conclusione, appare evidente che l’irregolarità della sottoscrizione degli avvisi di accertamento, comporta inevitabilmente la nullità degli atti stessi, in virtù anche dell’inosservanza dei principi sanciti in materia processuale – tributaria oltre che delle disposizione a garanzia del contribuente, quale contraente più debole nei processi tributari. Al fine di consentire il corretto svolgimento dei processi tributari e di consentire l’applicazione dei principi relativi all’attuazione del Giusto Procedimento, come sancito dall’art. 111 della Costituzione, sarebbe auspicabile, anche attraverso una regolazione normativa, che gli atti adottati in violazione delle disposizioni contenute nello Statuto del Contribuente, siano nulli senza possibilità di rimessione alcuna.
4. Violazione e falsa applicazione dei principi in materia di incarichi dirigenziali e di reggenza dirigenziale (TAR - Lazio, 6884/2011). La sentenza n. 6884 emessa dal TAR Lazio il 25 maggio 2011, annulla la delibera del comitato di gestione n. 55 del 02.12.2009, con cui è stato istituito l’art. 24 del regolamento di amministrazione dell’Agenzia delle Entrate. Sono così nulle i 3/4 delle nomine dirigenziali dell’Agenzia delle Entrate pari a 376 posti diri-
genziali regolari rispetto ai 1.143 dislocati sul territorio nazionale!!! Il giudice amministrativo ha stabilito che la figura del dirigente è soltanto quella riconosciuta dalla fonte normativa e che l’istituto della reggenza non può che avere carattere di eccezionalità ed impone alla Pubblica Amministrazione di rimuoverne le cause nei modi e nei termini fissati dalla legge. Il TAR ha dichiarato illegittimo l’art. 24 del regolamento di amministrazione dell’Agenzia, che, costituito su misura per consentire le nomine annullate, permetteva
In determinati casi è possibile contestare la possibilità dell'Agenzia di conferire incarichi dirigenziali a funzionari
di coprire i posti vacanti dell’organico dirigenziale con incarichi ai funzionari. In sostanza, viene contestata la possibilità dell’Agenzia di conferire incarichi dirigenziali a funzionari non in possesso della qualifica relativa, al di fuori delle ipotesi tassativamente previste dalla legge, senza indicazione del termine di durata e senza che l’ente abbia provveduto a bandire le procedure concorsuali per l’accesso alla qualifica dirigenziale. L’art. 24 del regolamento di amministrazione, nel testo risultante dalla delibera del Comitato di gestione n. 55 del 02.12.2009 – oggetto di impugna-
zione - , stabilisce che : “ per inderogabili esigenze di funzionamento dell’Agenzia, le eventuali vacanze sopravvenute possono essere provvisoriamente coperte, previo interpello e salva l’urgenza, con le stesse modalità di cui al comma 1 (cioè mediante la stipula di contratti di lavoro a termine con propri funzionari, con l’attribuzione dello stesso trattamento economico dei dirigenti), fino all’attuazione delle procedure di accesso alla dirigenza e comunque fino al 31 dicembre 2010”. Evidente, dunque, la censura di diritto relativamente all’art. 52 della Riforma Brunetta (rubricato “disciplina delle mansioni”) che prevede: “1. Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali e' stato assunto o alle mansioni considerate equivalenti nell'ambito della classificazione professionale prevista dai contratti collettivi, ovvero a quelle corrispondenti alla qualifica superiore che abbia successivamente acquisito per effetto dello sviluppo professionale o di procedure concorsuali o selettive. L'esercizio di fatto di mansioni non corrispondenti alla qualifica di appartenenza non ha effetto ai fini dell'inquadramento del lavoratore o dell'assegnazione di incarichi di direzione; 2. Per obiettive esigenze di servizio, il prestatore di lavoro puo' essere adibito a mansioni proprie della qualifica immediatamente superiore: a) nel caso di vacanza di posto in organico, per non piu' di sei mesi, prorogabili fino a dodici, qualora siano state avviate le procedure per la copertura dei N U M E RO 14
posti vacanti come previsto al co. 4; b) nel caso di sostituzione di altro dipendente assente con diritto alla conservazione del posto, con esclusione dell'assenza per ferie, per la durata dell'assenza… 4. Nei casi di cui al comma 2, per il periodo di effettiva prestazione, il lavoratore ha diritto al trattamento previsto per la qualifica superiore. Qualora l'utilizzazione del dipendente sia disposta per sopperire a vacanze dei posti in organico, immediatamente, e comunque nel termine massimo di novanta giorni dalla data in cui il dipendente e' assegnato alle predette mansioni, devono essere avviate le procedure per la copertura dei posti vacanti.” Secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, una parte rilevante dei posti vacanti è stata coperta secondo le indicazioni regolamentari di cui alla delibera impugnata, da cui si evince palesemente l’intento elusivo della stessa, sia in termini di competenze professionali ad personam, sia in termini di profili organizzativi dell’organico amministrativo. Il conferimento dell’incarico dirigenziale in favore di un funzionario non dirigente, in virtù dell’assegnazione di mansioni superiori ed al di fuori di quelle previste dalla legge, deve considerarsi nullo ai sensi e per gli effetti dell’art. 52 del D. Lgs. 165/2001 che al comma 5 prevede “ Al di fuori delle ipotesi di cui al comma 2, e' nulla l'assegnazione del lavoratore a mansioni proprie di una qualifica superiore….”.
Gli aspetti di transitorietà e di occasionalità stabiliti nelle disposizioni della riforma Brunetta non solo non sono mai stati recepiti, ma non possono essere riconducibili all’ambito di temporanea reggenza, in quanto i conferimenti di incarichi vengono poi, all’atto pratico, rinnovati di anno in anno e senza limiti di tempo. Emerge così una deroga a tutte le disposizioni relative al buon funzionamento dei procedimenti amministrativi, sia da un punto di vista organizzativo – interno, oltre che, e non da meno, da un punto di vista esterno, in virtù delle gravi ripercussioni che queste violazioni riflettono sull’andamento dei processi tributari scaturenti dall’invio di atti amministrativi emanati dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate, nelle persone dei “dirigenti” – che dirigenti non sono e probabilmente non lo saranno mai! In buona sostanza, ogni volta che un contribuente riceve un avviso di accertamento – e questa circostanza varrebbe anche e soprattutto per gli anni precedenti – ci si dovrebbe premurare di andare a ricercare il nominativo del dirigente che ha sottoscritto l’avviso e verificare la validità e la legittimità della sua sottoscrizione, in virtù di poteri effettivamente conferitigli. Nonostante la turbolenza degli ultimi tempi, il direttore Befera, si stringe ai suoi, attestando immutata stima nei loro confronti, anche relativamente al lavoro svolto dagli stessi. Il direttore sottolinea che i progressi degli ultimi anni sono do-
vuti anche alla dirigenza degli uffici dell’Agenzia e all’organizzazione degli stessi, che oggi viene aspramente contestata e ripudiata. Nel rivendicare, tuttavia, l’autonomia delle agenzie fiscali, dell’organizzazione interna delle stesse, il direttore rende noto che a breve il giudizio proseguirà in appello, nel mentre “lunga vita ai dirigenti”!
M E TTI UN PRESIDENTE A CENA
Quando un ristorante diventa un “ponte” verso il dialogo e la conoscenza interpersonale
Metti un Presidente a cena ! Parafrasando il famoso film di Giuseppe Patroni Griffi e con tutt’altra situazione e soprattutto con lieto finale, è partito il 27 ottobre scorso, con grande soddisfazione dei presenti, il primo appuntamento della positiva ed allegra serie di appuntamenti conviviali posti in essere dal Presidente Adalberto Bertucci. Questo primo invito inaugurale della serie è nato per rispondere alle innumerevoli richieste pervenute all’Ordine da parte di molti colleghi Consulenti, che hanno espresso il desiderio di potersi incontrare ed in alcuni casi conoscere, al di fuori dei consueti contesti istituzionali, con il Presidente e gli Organi di Governo del Consiglio Provinciale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Roma. Con questo scopo, nel caratteristico quadro romano del ristorante “La Locanda” di Roma, si sono incontrate e conosciute fra loro, oltre 120 persone fra Consulenti del Lavoro con i loro familiari ed i collaboratori dei rispettivi studi, in una serena e maN U M E RO 14 31 OTTOBRE 2 0 1 1
gica atmosfera dai sapori e dai suoni romani. Illustri ospiti ci hanno onorato della loro presenza alla serata, in veste di amici della Categoria o del Presidente, insieme ad importanti dirigenti di Enti Pubblici ed eminenti esponenti del mondo dello spettacolo e della televisione. Ad allietare la splendida serata, insieme ad una tipica selezione eno-gastronomica locale servita dai proprietari e da simpaticissimi camerieri in costume romanesco, le note della migliore tradizione popolare romanesca, cantate dalla bella voce di Maurizio Fortini accompagnato dalla sua chitarra e da un simpatico violinista. Il coinvolgente ritmo della musica, insieme al piacere del buon cibo, hanno colorato la serata di gioia ed allegria, facendoci mettere da parte per qualche ora i pressanti impegni che ogni giorno si nutrono del nostro tempo. Una piacevole atmosfera che ha fatto si’ che questo primo gruppo di Consulenti che ha preso parte alla brillante iniziativa, abbia potuto avere un rapporto diretto e personale di conoscenza con il Presidente Bertucci ed il Suo staff, anche per parlare “del piu’ o del meno” e non necessariamente di lavoro. Un’altra risposta alle richieste di molti. Il Presidente, durante tutta la cena, si è piace-
IL CONSULENTE cantare tutti insieme un vasto repertorio musicale. Più che positivo quindi il feedback ricevuto dai convenuti per l’appuntamento inaugurale. A pochi giorni dal successo riscontrato, cresce già l’attesa per il prossimo appuntamento della se-
rie inaugurata con la serata del 27 ottobre e per il quale attendiamo con ansia la nuova data ed il gradito invito.
... ORDINE NELLA VITA
volmente intrattenuto con tutti i commensali spostandosi fra i tavoli in un clima di serena e familiare condivisione che, grazie anche ai bravi artisti che animavano, ha fatto sì che si potessero superare le rigide forme, a favore di una piacevole sostanza che ci ha visti
QUANDO POSSO ANDARE IN PENSIONE? Mercure Roma West - 21 ottobre
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IL CPO DI ROMA FIRMA IL PROTOCOLLO D'INTESA CON L'INPS Gentili Signore e Signori Consulenti, con molto piacere questa mattina ho incontrato il Presidente Bertucci per la sottoscrizione di un Protocollo di Intesa tra le strutture INPS della Regione Lazio ed il Consiglio dell'Ordine di Roma.
L'accordo siglato ha lo scopo di incrementare l'efficienza degli Uffici dell'Istituto e di migliorare la qualità delle risposte alle istanze di servizio presentate, riorganizzando peraltro l'accesso dei professionisti ai nostri Punti di Incontro e limitandone le attese. Il particolare momento economico che il nostro territorio sta vivendo non può non ripercuotersi sull'organizzazione dell'attività degli Uffici INPS i cui dipendenti, sempre meno numerosi a causa dei pensionamenti degli ultimi anni, hanno aumentato sensibilmente il loro impegno per cercare di alleviare i disagi dei cittadini in difficoltà. I mutamenti che negli ultimi mesi avete verificato presso le nostre Sedi, mi rendo conto fonte di disorientamento per i tanti abituati ad una differente distribuzione delle competenze, sono funzionali a consentire all'Ente di garantire un servizio adeguato ad una realtà in rapido mutamento. E' evidente che l'approccio sul quale si basa la ristrutturazione degli Uffici verte sulle potenzialità offerte dai servizi telematici, la cui crescente diffusione può determinare risparmi di risorse e celerità nella comunicazione. Penso che sia superfluo richiamare l'importanza del ruolo dei Consulenti per la nostra attività: la rilevanza del servizio che l'INPS offre non può prescindere dalla Vs. riconosciuta professionalità e da un clima di collaborazione necessario ad ottimizzare l'impegno di tutte le parti del rapporto previdenziale. Nel rinnovare la mia disponibilità ad ascoltare, tramite il Vs. Ordine, i preziosi consigli che vorrete comunicarmi per migliorare l'intesa raggiunta, porgo a tutti Voi i miei auguri di buon lavoro. Gabriella Di Michele (*)
(*) Direttore regionale Inps Lazio N U M E RO 14 31 OTTOBRE 2 0 1 1
CLICCA PER LEGGERE IL PROTOCOLLO
CONVEGNO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE MERCURE ROMA WEST - 25 OTTOBRE
... ORDINE NELLA VITA N U M E RO 14
VOCI DA TERRITORIO
FACCIA A FACCIA CON ANDREA CATARCI
Andrea Catarci è Presidente del Municipio XI: con lui facciamo il punto su lavoro, formazione, cultura e progetti sociali nel territorio
Con questo numero intendiamo creare all'interno della rubrica “Voci dal Territorio” uno spazio di relazione e dialogo con le Istituzioni locali, atto ad esprimere a pieno il decentramento attuato dal Consiglio Provinciale di Roma dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, attraverso l’istituzione delle Consulte Territoriali di Municipi/Quadranti. Come noto, infatti, le Consulte costituiscono il nuovo punto di riferimento tra professionisti, N U M E RO 14 31 OTTOBRE 2 0 1 1
pubblica amministrazione, imprenditori e cittadini, tali da consentire, ove possibile, la semplificazione di procedimenti burocratici, lo scambio di comunicazione e buona prassi fra aree diverse del territorio, oltre ad offrire una rete di servizi ai diversi Municipi/ Comuni. Infatti, in un clima dove molte sono le occasioni per perdere di vista l’aspetto collettivo e sociale dei problemi, incentivare i processi di partecipazione, riteniamo possa solo contribuire ad aumentare positivamente il processo di corresponsabilizzazione, fra i Colleghi all’interno dell’Ordine, ma anche, in senso
Andrea Catarci piu’ ampio, fra i Colleghi ed il rispettivo territorio di riferimento. Nel rapporto con le Istituzioni certamente diviene rilevante la possibilità di creare un positivo
IL CONSULENTE Per poter rispondere alla domanda è certamente necessario in premessa descrivere un territorio che così come articolato, offre grandi luoghi di lavoro pubblico in convivenza totale con un terziario prevalente. Grandi ruoli del lavoro pubblico con la presenza di Regione Lazio, Ospedale CTO ed altre importanti istituzioni pubbliche. Il Centro Commerciale i Granai
ed un’importante asse culturale che gira intorno a Roma III ed ai suoi circa 40.000 studenti, con prevalente presenza sull’asse compreso fra Ostiense e Marconi, dove, intorno al microcosmo universitario, sono sorte moltissime attività commerciali fra pizzerie, centri copie e librerie. Un altro importante segmento sempre lungo l’asse della Via Ostiense si sviluppa un’imponente terziario composto da oltre Presidente Catarci qual’e’ la 30 locali notturni che fanno da situazione del lavoro sul terri- punto di riferimento per la cosiddetta movida romana. torio da Lei amministrato? Vi è poi, verso Via del Serafico, Tintoretto e dintorni,
un’importante asse tecnologico diversamente costituito dalle più importanti Aziende Nazionali e multinazionale dei settori dell’information technology e delle telecomunciazioni. Possiamo con certezza affermare di essere in un territorio estremamente vivo sul piano economico con una netta prevalenza del Terziario e con un tessuto frastagliatissimo di piccole imprese, anche edili e di servizi che vivono e sopravvivono in questa lunga e perdurante situazione di crisi iniziata dal 2008.
V VO O CC II D DA A LL
scambio di flussi informativi atti ad aumentare il livello di consapevolezza e di governo, per quanto di rispettiva competenza e nel perseguimento delle distinte linee di indirizzo, così come emanato negli indirizzi istitutivi per le Consulte da parte del Consiglio Provinciale di Roma. Dopo una serie di positivi confronti all’interno della Redazione, l’importante rubrica che abbiamo l’onore di far inaugurare insieme a noi al Presidente del nostro Territorio di riferimento, prevede che il territorio sia presentato attraverso una linea guida di intervista che procederà all’analisi dello stesso passando attraverso una breve panoramica informativa e di confronto con i rispettivi Presidenti dei Municipi, sui temi localizzati relativamente a lavoro, formazione, cultura e progetti sociali sul territorio. Quello che appare assai interessante da questa prima intervista al Presidente dell’XI Municipio, On. Dott. Andrea Catarci, è che già dai contenuti della medesima, si conferma la stretta necessità per il governo del territorio di quanto proprio del ruolo attributo alle Consulte. Relativamente al territorio dell’XI Municipio di Roma Capitale, emergono dunque interessanti e rilevanti dati relativi ad un variegato territorio ed ad un forte impegno al servizio delle molteplici problematiche che il vasto panorama presenta.
Quali sono i dati relativi alla disoccupazione relativamente al territorio di competenza?
Si sta toccando un grosso problema con questa domanda, in quanto tutti i dati che pervengono alla gestione delle cose pubbliche si fermano a livello Comunale e Provinciale o Regionale, ma non pervengono a chi come me è chiamato ad amministrare il territorio di un Municipio. I dati dell’osservatorio Comunale, Provinciale e Regionale si fermano purtroppo ad una visione al livello dei rispettivi Enti di appartenenza. Io vengo dal Censis a cui chiedo spesso dati che non sono sezionati sul municipio. Sarebbe per me eccezionale poter avere una lettura della sezione dei dati che riguarda il territorio del Municipio. Significherebbe per me avere una visione che possa aiutarmi a prevenire il verificarsi di fenomeni dei quali, in mancanza della dovuta informazione, a volte ci si ritrova a sapere e conoscere solo N U M E RO 14
quando qualcuno viene a bussare alla porta della presidenza od in senso piu’ generale delle istituzioni. In ogni caso, a parte quanto di piu’ preciso potrei solo dire “dati alla mano” certamente posso descrivere sul piano dell’occupazione il nostro ricco territorio.
Qual è la situazione della Cultura sul Suo territorio e quanto questa contribuisce all’economia generale e lavorativa?
classi sociali. E’ il Municipio dove trova luogo “Fotoleggendo” la più importante iniziativa di Fotografia d’italia che quest’anno vede due mesi di punto d’incontro fra i professionisti del settore ed a tutt’oggi in corso. Ogni anno si festeggia nel nostro Municipio il compleanno della Garbatella, unico quartiere romano del quale si conosce l’esatta data di nascita (il 18 febbraio 1920). In quella data esiste infatti una foto dove si vede il re Vittorio Emanuele III che pone la prima pietra di fondazione. In un punto di incontro fra cultura e sociale segnalo con piacere che siamo un Municipio che tutti
C’e’ un vasto universo e frastagliato mondo di Associazioni e Cooperative che producono occupazione e lavoro sul territorio con particolare attenzione ai temi della fotografia, della musica e del teatro, che si interseca in continuo rapporto con il territorio ed i suoi cittadini, per offrire una ricchissima e continuativa proposta culturale. Certamente le deficienze economiche del Municipio non ci consentono un aiuto economico alle imprese culturali che fanno tutto con mezzi propri. Quello che facciamo pero’, a favore dello sviluppo culturale e sociale del territorio, in mancanza di fondi, è di mettere a disposizione le nostre I rifugiati politici afgani strutture per l’esclusivo interesse della collettività. Segnalo che nel territorio trova gli anni produce in collaborazioluogo ogni anno uno dei piu’ ne con sei o sette associazioni spegrandi eventi Romani che è la “Fe- cializzate nel settore, eventi di sta della Cultura”, giunta ormai grande sensibilità dedicati al alla sua 18esima edizione, promos- mondo della ricollocazione ed il so dall’Associazione La Contro- reinserimento degli ex-detenuti. chiave, nella quale decine di Da ultimo, in aiuto al terzo settopiazze del Municipio si popolano re, l’anno scorso abbiamo messo di eventi dedicati ad una comple- a bando per il mondo associativo, ta e ricca offerta culturale desti- sette spazi (di cui 5 erano stanze) nata a tutte le età ed a tutte le su progetti, per i quali abbiamo riN U M E RO 14 31 OTTOBRE 2 0 1 1
cevuto oltre 150 domande. Questo nell’interesse generale, rispetto al quale, le associazioni li hanno acquisiti in uso, nello stato in cui si trovano, per mantenerlo ed a loro cura e spese rimetterlo in manutenzione.
Cosa vuole segnalare ai nostri lettori relativamente alle iniziative ed interventi sul piano sociale che sono in corso sul territorio da Lei amministrato? Sul piano sociale, sfruttiamo al meglio il nostro territorio e tessuto urbano, in stretta collaborazione con il ricco panorama
associativo, per fare da cuscinetto con le deficienze istituzionali ed i vuoti normativi nonché quale elemento di rafforzamento per le iniziative municipali. Emblematico del nostro impegno sul sociale è certamente la questione dei rifugiati politici Afghani ai quali abbiamo trovato accoglienza in collaborazione con le Ferrovie dello Stato, la Protezione Civile ed alcune Asso-
IL CONSULENTE questa portata che è aperto dal 2006 e che tocca persone alle quali è stato offerto riparo, proveniendo i medesimi, da gravi condizioni di disagio dovute alla situazione di guerra nel loro Paese e che certamente necessiterebbe di maggior sensibilità umana, a prescindere dai vuoti normativi nei quali, per certi aspetti, si viene ad incuneare. Una situazione paradossale rispetto alla quale, grazie al prezioso aiuto delle Associazioni di Volontariato, continuiamo a garantire il nostro impegno e la tutela di queste persone.
Sulle esigenze formative del territorio c’e’ consapevolezza di quelle che potrebbero essere le esigenze formative? Da ricercatore che sono, il dato puntuale dovrebbe essere analizzato elementi oggettivi e numerici alla mano. Certamente c’e’ vivo il bisogno di creare un’offerta che sia conforme alle realtà presente sul territorio. Per spiegarmi meglio vorrei utilizzare ad esempio, la situazione della Fondazione Santa Lucia, punto di eccellenza ed istituto di ricerca di rilevanza nazionale ed internazionale che, paradossalmente, forma anche in proprio gli infermieri. Essa stessa ha difficoltà a reperire professionalità da preparare alla professione infermieristica. Sembra un paradosso, ma la definizione delle necessità formative, non puo’ prescindere da un’attenta analisi delle componenti dell’economia e del gap da colmare, anche rispetto all’economia locale e nazionale.
Pensa che una collaborazione con l’Ordine dei Consulenti del Lavoro e sue strutture presenti sul territorio, possa essere utile alla miglior definizione delle politiche del Lavoro e della Formazione sul territorio di competenza?
ciazioni del Territorio, in prossimità del binario 15 della Stazione Ostiense, dove piu’ di 100 rifugiati politici Afghani vivono in condizioni purtroppo ancora piuttosto precarie, senza acqua potabile ed al riparo di tende e bagni chimici appositamente messi a disposizione per l’accoglienza con l’ausilio delle forze del territorio. Abbiamo cercato di fare tutto quello che è possibile per dare delle condizioni di vita, le piu’ degne possibili, alla luce di uno sconfortante quadro di latitanza da parte dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma che sembra non rispondere alle innumerevoli istanze che questa Presidenza continua a reiterare per la messa in sicurezza e l’individuazione di idonee soluzioni alloggiative che forse richiederebbero l’intervento diretto anche del Sindaco di Roma. Grande sensibilità è stata dimostrata da parte delle Ferrovie dello Stato che, secondo linee di pensiero assolutamente condivisibili, richiederebbero, non disponendo di un locale idoneo, l’intervento del Sindaco di Roma nel richiedere una soluzione di c.d. “Emergenza Sociale” che prevederebbe interventi di lavori e messa in sicurezza con tutto quello che ne consegue. Nella mancanza di disponibilità economiche, questa Presidenza si è resa anche disponibile a procurare, ove del caso, idonei mezzi insieme alle Associazioni, per i sostanziali lavori necessari a garantire le condizioni minime di accoglienza. Si rileva comunque una sostanziale latitanza da parte delle Amministrazioni competenti relativamente ad un problema di
Nella trasversalità delle competenze dell’Ordine Professionale dei Consulenti del Lavoro, sarebbe certamente di grande impulso lo sviluppo di importanti sinergie atte ad aiutarci rispettivamente all’acquisizione dei dati e dei confronti atti a prevenire gli interventi sul territorio, rispetto alle politiche del lavoro ed alle esigenze formative. L’esigenza primaria sul tema è l’acquisizione di dati e strumenti scientifici per la miglior gestione e prevenzione di fenomeni lavorativi che, in assenza di dati, rischiano di divenire difficilmente controllabili. Esprimo pertanto il piacere di poterci incontrare quanto prima per rendere concreta una positiva sinergia con il Vostro Ordine Professionale, augurando un buon lavoro a tutti.
The World Of Il Consulente n. 14
House Organ del Consiglio provinciale dei consulenti del lavoro di Roma
antonio.scacco

References: art. 53
 art. 146
 art. 3
 art. 1
 art. 53
 art. 17
 sentenza 
 art. 97
 art. 42
 art. 20
 art. 42
 sentenza