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INDICAZIONI GEOGRAFICHE E. Relazione presentata in occasione del Salone della PROPRIETA INDUSTRIALE - PDF
INDICAZIONI GEOGRAFICHE E. Relazione presentata in occasione del Salone della PROPRIETA INDUSTRIALE
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Ida Chiesa
1 INDICAZIONI GEOGRAFICHE E MARCHI COLLETTIVI : AMBITI DI PROTEZIONE E RAPPORTI RECIPROCI Avv. Nicoletta Amadei
2 COS E UN MARCHIO Art. 7. dlgs.30/2005 Oggetto della registrazione 1. Possono costituire oggetto di registrazione come marchio d'impresa tutti i segni suscettibili di essere rappresentati graficamente, in particolare le parole, compresi i nomi di persone, i disegni, le lettere, le cifre, i suoni, la forma del prodotto o della confezione di esso, le combinazioni o le tonalità cromatiche, purché' siano atti a distinguere i prodotti o i servizi di un'impresa da quelli di altre imprese.
3 TIPOLOGIE DI MARCHIO Il CPI prevede varie tipologie di marchi: - Marchi denominativi (ad es. patronimici denominazioni sociali, sigle, parole di fantasia ecc.) - Marchi figurativi (ad es. emblemi, disegni, vignette, etichette ecc.) - Marchi di forma, marchi di colore (colore del prodotto) marchi sonori, marchi olfattivi ecc.
4 I MARCHI COLLETTIVI Art. 11. Il Marchio collettivo Chi può essere titolare di un marchio collettivo? 1. I soggetti che svolgono la funzione di garantire l'origine, la natura o la qualità di determinati prodotti o servizi, possono ottenere la registrazione per appositi marchi come marchi collettivi ed hanno la facoltà di concedere l'uso dei marchi stessi a produttori o commercianti.
5 Caratteristiche ti del marchio collettivo E collettivo il marchio (nominativo, figurativo ecc.) il cui è titolare è UNICO mentre l utilizzo è PLURIMO; Titolare è un ente od un associazione, l utilizzo è consentito agli imprenditori che accettano di fabbricare il prodotto alle condizioni poste dal disciplinare -In questo senso, più che un marchio d impresa è stato considerato un marchio di categoria
6 Peculiarità dei marchi collettivi : Oltre ad indicare la provenienza geografica di un prodotto, ne descrivono anche la qualità, le particolari modalità di produzione, i controlli cui soggiacciono e così via; così facendo si giustifica il fatto di aggirare il divieto i (art.13 lett.b) di registrare come marchio un luogo geografico g (funzione solo descrittiva) - Viene meno l uso esclusivo del marchio dal momento che l uso luso viene consentito ad una pluralità d imprenditori
7 Come si regolamenta l utilizzo di una marchio collettivo? Art.11 CPI n. 2. «I regolamenti concernenti l'uso dei marchi collettivi, i controlli e le relative sanzioni devono essere allegati alla domanda di registrazione; i le modificazioni i iregolamentari devono essere comunicate a cura dei titolari all'ufficio italiano brevetti e marchi per essere incluse tra idocumenti allegati alla domanda.» d
8 UN ESEMPIO DI MARCHIO COLLETTIVO IL MARCHIO «TERRE DI SIENA»
9 I contenuti ti del disciplinare i Il disciplinare normalmente contiene : -l indicazione dell ente ente titolare del marchio; - le condizioni indispensabili affinché il singolo imprenditore sia ammesso all utilizzo del marchio collettivo (accettazione del disciplinare); -l indicazione delle modalità tecniche produttive alle quali devono sottostare coloro che utilizzano il marchio collettivo; - l indicazione dell organismo di controllo del rispetto del disciplinare; -Modalità di decadenza o di volontaria cessazione dell utilizzo del marchio da parte del singolo.
10 I DOP e gli IGP : Le fonti normative 1. Il Regolamento CEE del Consiglio n del 1992 relativo alla protezione delle indicazioni geografiche g e delle denominazione di origine dei prodotti agricoli ed alimentari,,poi sostituito dai Regolamenti CE 509 e 510/2006.
11 Segue Il presupposto per accedere a questa tutela è : - l esistenza di un collegamento dimostrabile tra una determinata caratteristica ti dl del prodotto alimentare ed un dt determinato t luogo di produzione spazialmente delimitato. - L'ambiente Lambiente geografico comprende : 1) fattori naturali (clima, caratteristiche ambientali), 2) fattori umani (tecniche di produzione tramandate nel tempo, artigianalità, ii liàsavoir-faire) i che, combinati i insieme, i consentono di ottenere un prodotto inimitabile al di fuori di una determinata zona produttiva. Affinché un prodotto sia DOP, le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un'area geografica delimitata. Chi fa prodotti DOP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.
12 Segue In questo ambito trovano protezione le denominazioni i igeografiche e le indicazioni i idi provenienza rette da un titolo (la registrazione) alle quali l ordinamento comunitario assicura una protezione uniforme: Denominazioni di Origine protette (DOP) e indicazioni geografiche Protette(IGP)
13 I DOP Art. 2 Reg.CE n.510/2006 : S intende per denominazione d origine il nome di una regione, di un luogo determinato o (in casi eccezionali) di un paese che serve a designare un prodotto agricolo od alimentare; -originario di tale regione, di tale luogo o paese ; -La cui qualità o caratteristiche sono dovute ad un particolare ambiente geografico, inclusi i fattori naturali ed umani e -La cui produzione trasformazione ed elaborazione avvengono nella zona geografica delimitata.
14 GLI IGP Sempre ai sensi dell art.2 Reg. CE 210/06 s intende per Indicazione geografica il nome di una regione, di un luogo determinato o (in casi eccezionali) di un Paese che serve a designare un prodotto agricolo od alimentare; - originario di tale regione, di tale luogo o paese ; - del quale una determinata qualità, la reputazione o altre caratteristiche possono essere attribuite a tale origine geografica, g inclusi i fattori naturali ed umani e -La cui produzione, e/o trasformazione e/o elaborazione avvengono nella zona geografica g delimitata.
15 ESEMPIO DI PRODOTTO DOP
16 Marchio DOP
17 Marchio IGP
18 L interazione dei Marchi collettivi con i DOP e gli IGP Art. 11 n.4 In deroga all'articolo 13, comma 1, lett.b CPI un marchio collettivo può consistere in segni o indicazioni che nel commercio possono servire per designare la provenienza geografica dei prodotti o servizi, purchè oltre a contenere elementi geografici descrittivi ne contenga altri dotati di capacità distintiva. - La ratio della norma è che non si crei un diritto di esclusiva su di un parole che designino i un area geografica e che come tale devono rimanere nel libero utilizzo
19 -In ogni caso, l'ufficio italiano brevetti e marchi può rifiutare, con provvedimento motivato, la registrazione quando i marchi richiesti possano creare situazioni di ingiustificato privilegio o comunque recare pregiudizio allo sviluppo di altre analoghe iniziative nella regione. -L'Ufficio italiano brevetti e marchi ha facoltà di chiedere al riguardo l'avviso delle amministrazioni i i i pubbliche, categorie e organi interessati o competenti. -L'avvenuta registrazione del marchio collettivo costituito da nome geografico g non autorizza il titolare a vietare a terzi l'uso nel commercio del nome stesso, purché quest'uso sia conforme ai principi della correttezza professionale e quindi limitato alla funzione di indicazione di provenienza.
20 Marchi collettivi e DOP IGP: differenze ed analogie Le differenze : - mentre i marchi collettivi sono marchi veri e propri dotati di capacità distintiva e solo in parte possono avere connotazioni descrittive della provenienza da una determinata regione geografica; Inoltre coprono prodotti di tutte le categorie merceologiche invece nei DOP e negli IGP il fattore geografico g è determinante rispetto alle caratteristiche qualitative e produttive del prodotto per cui assume una connotazione fondamentale;
21 - tale denominazione viene concessa solo in sede comunitaria, i e dà diritto itt ad un marchio (marchio DOP o marchio IGP), che è uguale per tutti i prodotti; inoltre copre solo prodotti alimentari, esclusi quelli vitivinicoli. Analogie : In entrambi i casi ci sarà un disciplinare finalizzato a regolamentare le modalità d ingresso degli utilizzatori e le modalità produttive, nonché i controlli cui saranno soggetti i produttori ammessi a fruire del marchio collettivo o della denominazione o e di origine.
22 GRAZIE DELL ATTENZIONE Avv. Nicoletta Amadei
LA GESTIONE ECONOMICA E GIURIDICA DEI MARCHI: NORME E MODELLI CONTRATTUALI. ANNALUCE LICHERI Avvocato
LA GESTIONE ECONOMICA E GIURIDICA DEI MARCHI: NORME E MODELLI CONTRATTUALI ANNALUCE LICHERI Avvocato IL SORPASSO 2 Rapporto BREVETTI/MARCHI 3 I MARCHI FANNO VENDERE DI PIU OLTRE ALLA FUNZIONE DISTINTIVA
GUIDA PER ORIENTARE I RICHIEDENTI NELLA COMPILAZIONE DEL DOCUMENTO UNICO Si prega di prestare particolare attenzione ai "PUNTI ESSENZIALI" Nota bene: la presente guida ha lo scopo di aiutare i richiedenti

References: Art. 7
 Art. 11
 Art.11
 Art. 2
 art.2
 Art. 11