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Timestamp: 2016-10-25 01:36:19+00:00

Document:
Circolare INPS n. 134 del 29.09.2004
Trasformazione titolo. Sentenze n. 8433 e n.
9492 del 2004 della Corte di Cassazione a Sezioni Unite
SOMMARIO: I titolari di pensione di invalidità e
degli assegni ordinari di invalidità non sono ammessi alla trasformazione del
titolo in pensione di anzianità
Con messaggio n. 23276
del 20 luglio 2004 è stato indicato di sospendere la definizione delle domande
pendenti di trasformazione delle pensioni di invalidità e degli assegni
ordinari di invalidità in pensione di anzianità.
A scioglimento della riserva di cui al predetto
messaggio si forniscono le seguenti istruzioni.
Con circolare n. 91 del 15 maggio 2002 è stata
ammessa la trasformazione dellassegno di invalidità in pensione di
anzianità nonché la trasformazione della pensione di invalidità in pensione
di anzianità o di vecchiaia aderendo allorientamento assunto dalla Sezione
lavoro della Corte di Cassazione.
Secondo la Suprema Corte l'articolo 1, comma 10, della
legge 12 giugno 1984, n. 222, di revisione dell'invalidità pensionabile,
consentendo la trasformazione dellassegno di invalidità in pensione di
vecchiaia, si ricollega ad un concetto, più generale ed immanente nel sistema,
di posizione assicurativa, caratterizzata dalla sua unicità quale base fattuale
che legittima tutti gli interventi di tutela economica possibili in favore del
suo titolare e che è di continuo finalizzata a soddisfare quelle esigenze
sociali che il legislatore ha tipizzato nelle diverse fattispecie
La medesima Corte aveva precisato che una volta
ammessa - in linea di principio - la mutabilità del titolo della pensione, è
allora evidente che il legislatore del 1984 ha inteso regolamentare
espressamente (ma non esclusivamente) la vecchiaia, che è la più comune e
tipica delle situazioni astrattamente generatrici di bisogno, tant'è che la
disciplina della pensione di vecchiaia rappresenta il cuore del sistema
previdenziale e, in qualche modo, lo caratterizza nel suo complesso. Da ciò,
tuttavia, non consegue che lo stesso legislatore abbia escluso lipotizzabilità
di una conversione dell'assegno di invalidità in pensione di anzianità.
2. Sentenze n. 8433 e n. 9492 del 2004 della
Corte di Cassazione a Sezioni Unite.
Sulla questione della trasformazione della pensione
di invalidità in pensione di vecchiaia e in pensione di anzianità si sono
pronunciate le Sezioni Unite della Corte di Cassazione rispettivamente con
sentenze n. 8433 del 4.5.2004 e n. 9492 del 19.5.2004, in quanto si trattava di
problematica che aveva dato luogo a contrasto di giurisprudenza.
3. Sentenza n. 8433 del 2004: mutabilità
della pensione di invalidità in pensione di vecchiaia.
Con sentenza n. 8433 del 4.5.2004 le Sezioni Unite
della Cassazione, esaminando la situazione concernente la conversione della
pensione di invalidità in pensione di vecchiaia, affermano che nel sistema
previdenziale, il trattamento per linvalidità e la pensione di vecchiaia
risultano accomunati  e, collegati, sul piano sistematico, dal rilievo della
natura del rischio protetto, che per entrambe riguarda la perdita della
capacità di lavoro  ; ad esso corrispondono - in relazione ad ununica
posizione assicurativa - le esigenze sociali di protezione dallo stato di
bisogno tipizzate nelle diverse fattispecie pensionistiche, che in attuazione
del medesimo precetto dellart. 38
Cost. garantiscono il diritto dei lavoratori a mezzi adeguati alle loro esigenze
di vita per i casi di invalidità e vecchiaia. In relazione a questo rapporto
tra le due forme previdenziali si deve anche ritenere  lidoneità dellunica
posizione assicurativa a realizzare nel corso del tempo i presupposti per lattribuzione
delluna o dellaltra prestazione.
Secondo la Corte un collegamento con la tutela per
la vecchiaia è stato stabilito dallart. 8 del d.l. 12 settembre 1983 n. 463,
convertito con modifiche nella legge 11 novembre 1983 n. 638, con il quale si
disponeva, stabilendo i limiti reddituali per lerogazione della pensione di
invalidità, che in caso di sospensione per il superamento di tale soglia il
trattamento era comunque erogato al raggiungimento delletà prevista per il
Questo assetto normativo va ora raffrontato con quello
risultante dalla legge n. 222/1984, con la quale  la pensione di invalidità
è stata sostituita da due prestazioni differenziate (in funzione della
distinzione tra invalidità parziale, invalidità totale o inabilità), restando
peraltro concettualmente unitario il rischio tutelato.
La Cassazione individua la fonte normativa del
coordinamento tra trattamenti di invalidità e pensione di vecchiaia nellarticolo
1, comma 10, della legge n. 222 del 1984 che stabilisce la trasformazione dellassegno
ordinario di invalidità in pensione di vecchiaia al compimento delletà
stabilita per il diritto a pensione di vecchiaia, in presenza dei requisiti di
assicurazione e contribuzione.
Secondo le Sezioni Unite della Cassazione le
considerazioni svolte portano ad affermare che tale regola, posta dallart. 1
decimo comma della legge n. 222/1984, trova applicazione anche per il
trattamento della pensione di invalidità previsto dal precedente regime, in
quanto espressivo di un principio generale, affermato con lentrata in vigore
della legge citata, di idoneità dellunica posizione assicurativa a
realizzare i presupposti delle varie forme previdenziali considerate, in
funzione della protezione dalla stessa situazione generatrice di bisogno.
Per effetto dei principi affermati dalla Cassazione con
la sentenza in parola i titolari di pensione di invalidità continuano ad essere
ammessi a fruire della pensione di vecchiaia secondo le istruzioni fornite con
circolare n. 91 del 15 maggio
4. Sentenza n. 9492 del 2004: immutabilità
dei trattamenti di invalidità in pensione di anzianità.
La Corte di Cassazione, esaminando a Sezioni Unite
la situazione concernente la conversione della pensione di invalidità in
pensione di anzianità, con sentenza n. 9492 del 19 maggio 2004 ha fissato il
seguente principio di diritto il sistema non consente una conversione o
trasformazione della pensione di invalidità in pensione di anzianità, per
conseguire il vantaggio di questo secondo trattamento ... sulla base dellanzianità
contributiva e assicurativa raggiunta con la prosecuzione dellattività
lavorativa, in relazione alla quale è possibile solo la liquidazione di
supplementi di pensione, disciplina peraltro richiamata per lassegno
ordinario di invalidità dallarticolo 1, comma 9, della legge 12 giugno 1984,
Secondo la Corte la garanzia costituzionale opera per
le pensioni che trovano la loro causa nella cessazione dellattività
lavorativa per ragioni di età.
La medesima garanzia costituzionale non è riferibile
anche alle pensioni il cui presupposto consiste nellavvenuto svolgimento dellattività
lavorativa per un tempo predeterminato, così come nel caso dei trattamenti
pensionistici di anzianità, che corrispondono ad una forma previdenziale
Pertanto la Corte di Cassazione osserva che non
esiste alcuna previsione di collegamento tra la tutela per linvalidità e la
pensione di anzianità.
In relazione ai principi fissati dalle Sezioni Unite
della Corte di Cassazione con la sentenza in esame sono modificati i principi
sinora seguiti per la trasformazione delle pensioni di invalidità e degli
assegni ordinari di invalidità in pensione di anzianità.
Le domande tendenti a trasformare la pensione di
invalidità e lassegno di invalidità in pensione di anzianità devono essere
I trattamenti di invalidità suddetti conservano il
loro titolo e continuano ad essere assoggettati alla relativa disciplina
5. Applicazione dei nuovi principi.
I principi sopra delineati, stante i pregressi
contrasti giurisprudenziali, trovano applicazione a decorrere dalla data della
Relativamente alle domande di trasformazione già
presentate continuano a trovare applicazione le istruzioni fornite con circolare
n. 91 del 15 maggio 2002 se alla
data della presente circolare ricorrono i prescritti requisiti di assicurazione
e di contribuzione nonché di cessazione del rapporto di lavoro dipendente.
6. Titolare di trattamento di pensione a
carico delle gestioni dei lavoratori autonomi. Articolo 2-ter della legge 16
aprile 1974, n. 114.
Nulla è innovato per quanto concerne le domande di
pensione a carico dellassicurazione generale obbligatoria dei lavoratori
dipendenti presentate da titolare di pensione o di assegno di invalidità a
carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi. Dette domande - in
presenza dei requisiti di legge - sono suscettibili di accoglimento secondo le
richiamate disposizioni (circolare n.60006 Prs del 5 agosto 1974 e circolare n. 91 del 15.5.2002 p. 4).
Al riguardo si richiama larticolo 2-ter del decreto
legge 2 marzo 1974, n. 30, convertito nella legge 16 aprile 1974, n.114, secondo
cui Il titolare di pensione liquidata a carico delle gestioni speciali per i
coltivatori diretti, mezzadri e coloni, per gli artigiani e per gli esercenti
attività commerciali ha diritto a liquidare la pensione prevista dalle norme
dellassicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, con la
decorrenza di legge, quando tutti i requisiti risultino perfezionati nellassicurazione
stessa indipendentemente dai contributi accreditati nelle gestioni speciali
predette.
7. Titolare di pensione di invalidità.
Reiezione della domanda di pensione di inabilità.
Per completezza si confermano le istruzioni della
circolare n. 53616 AGO/262 del 3 dicembre 1984, p.2.2.1 secondo cui è stata
esclusa la possibilità di liquidazione della pensione di inabilità nei
confronti dei titolari di pensione di invalidità liquidata sulla base della
normativa vigente anteriormente alla legge n.222 del 1984. Tale criterio deve
ritenersi tuttora operante, tenuto conto dellorientamento giurisprudenziale
in materia (sentenze n. 1116 del 1988 e n 205 del 1995 della Corte
Costituzionale e sentenza n.8504 del 2000 della Corte di Cassazione). Pertanto la domanda di pensione di inabilità
presentata dal titolare di pensione di invalidità non è suscettibile di
accoglimento (v. circolare n. 91
del 15 maggio 2002, p. 6).

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