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Timestamp: 2019-01-17 03:58:40+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 12029 del 10/06/2016 – La Legge per tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12029 del 10/06/2016
Cassazione civile sez. VI, 10/06/2016, (ud. 24/05/2016, dep. 10/06/2016), n.12029
sul ricorso 2836/2015 proposto da:
avverso il decreto del TRIBUNALE di VIBO VALENTIA del 23/7/2014,
depositata il 23/7/2014;
“Con ricorso del 2/5/2012, F.E. presentava istanza per accertamento tecnico preventivo, ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., per la verifica della propria condizione inabilitante ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità di accompagnamento. Il c.t.u. officiato accertava solo la sussistenza di una invalidità del 100% (non, dunque, una impossibilità di deambulare autonomamente ovvero di attendere agli atti quotidiani della vita). Avverso tali conclusioni non venivano mosse contestazioni. Il Tribunale, con decreto ai sensi dell’art. 445 bis c.p.c., comma 5, omologava l’accertamento relativo requisito sanitario. Con lo stesso decreto il Giudice poneva a carico dell’I.N.P.S. le spese processuali nonchè quelle della c.t.u., liquidate come da separato decreto.
F.E. è rimasta intimata.
Con il motivo di ricorso l’I.N.P.S. censura la sentenza per violazione degli artt. 91, 92, 113 e 116 c.p.c. e art. 152 disp. att. c.p.c., in relazione all’art. 445 bis c.p.c., comma 5; lamenta che esso Istituto, nonostante fosse stata parte totalmente vittoriosa, sia stato condannato al pagamento delle spese processuali (le doglianze, invero, riguardano solo la parte della pronuncia nella quale è liquidata al difensore del ricorrente la somma di Euro 650,00, oltre IVA e CAP come per legge “che pone a carico dell’I.N.P.S.”, non anche la regolamentazione delle spese di c.t.u.).
Orbene, nel caso di specie il giudice adito ha provveduto, nel decreto di omologa, alla statuizione sulle spese in favore della parte privata pur essendo indubbio che l’Istituto fosse totalmente vittorioso, non essendo stato riconosciuto a F.E. il requisito sanitario da lei invocato.
In conclusione, si propone l’accoglimento del ricorso e la cassazione del decreto di omologa nella parte relativa alla condanna dell’I.N.P.S. alle spese processuali in favore dell’odierna intimata.
La causa potrà essere decisa nel merito ex art. 384 c.p.c., previa verifica dell’eventuale rituale assolvimento, da parte dell’originaria ricorrente, dell’onere di formulare, nel ricorso introduttivo, la dichiarazione sostitutiva di certificazione della sua situazione reddituale al fine di ottenere l’esenzione dal pagamento delle spese, come richiesto dall’art. 152 disp. att. c.p.c.; il tutto con ordinanza, ai sensi dell’art. 375 c.p.c., n. 5″.
4 – In conclusione il ricorso va accolto e va cassata la sentenza impugnata nella parte relativa alla condanna dell’I.N.P.S. alle spese processuali; non essendo necessari ulteriori accertamenti in fatto, la causa può essere decisa nel merito, ex art. 384 c.p.c. e, considerata l’inefficacia, ai fini dell’esenzione di cui all’art. art. 152 disp. att. c.p.c., sostituito dal D.L. n. 269 del 2003, art. 42, comma 11, convertito nella L. n. 326 del 2003, della dichiarazione sottoscritta in calce al ricorso di primo grado solo dal difensore e non anche dalla parte (poichè a tale dichiarazione la norma connette un’assunzione di responsabilità non delegabile al difensore, stabilendo che “l’interessato” si impegna a comunicare, fino a che il processo non sia definito, le variazioni rilevanti dei limiti di reddito – cfr. ex multis Cass. 4 aprile 2012, n. 5363 -), condannando l’originaria ricorrente al pagamento in favore dell’I.N.P.S. delle spese processuali dell’ATP, come quantificate dal Tribunale.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata nella parte relativa alla condanna dell’I.N.P.S. alle spese processuali e, decidendo nel merito, condanna l’originaria ricorrente al pagamento in favore dell’I.N.P.S. delle spese processuali dell’ATP, come quantificate dal Tribunale; compensa tra le parti le spese del presente giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 152
 art. 384
 sentenza 
 art. 384
 art. 152
 art. 42
 Cass. 
 sentenza