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Timestamp: 2019-04-24 14:51:06+00:00

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News su Omessa dichiarazione
“Per ragioni di equità e di coerenza dell’impianto generale delle disposizioni in materia di pacificazione fiscale, si suggerisce di prevedere la possibilità di definire in modo agevolato anche le violazioni relative agli omessi versamenti delle imposte dichiarate, siano esse state già contestate o non a mezzo dei cosiddetti avvisi bonari”. Così il CNDCEC nel corso dell’audizione presso la Commissione Finanze del Senato sul Decreto legge fiscale n. 119.
Dalla redazione una selezione delle pronunce della Cassazione di maggior interesse depositate nel mese di settembre 2016.
Alla CGUE la questione del ne bis idem nella manipolazione del mercato
Cass. civ., sez. trib., 13 ottobre 2016, n. 20675
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria n. 20675/2016 depositata ieri, ha rilevato che la mancata previsione, nell’ordinamento italiano, dell’allargamento del principio del ne bis in idem anche ai rapporti tra sanzione penale e amministrativa di natura penale appare non conforme ai principi UE. Viene, pertanto, disposto il rinvio degli atti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea.
Sì alla determinazione dell'imposta evasa nel procedimento penale
Cass. pen., sez. III, 26 settembre 2016, n. 39789
I Giudici della Corte, con sentenza n. 39789/2016, hanno ricordato che spetta esclusivamente al giudice penale il compito di accertare e determinare l'ammontare dell'imposta evasa, attraverso una verifica che può venire a sovrapporsi o anche entrare in contraddizione con quella eventualmente effettuata dinanzi al giudice tributario.
Sale and lease back e computazione delle plusvalenze
Cass. pen., sez. III, 23 agosto 2016, n. 35294
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 35294/2016, ha chiarito che le plusvalenze derivanti da operazioni di compravendita con locazione finanziaria al venditore devono essere ripartite in funzione della durata del contratto di locazione.
Dichiarazione telematica: l'errore bloccante dev'essere rimosso
Cass. civ., sez. trib., 4 novembre 2015, n. 22466
I Giudici della Suprema Corte con sentenza n. 22466/2015 sostengono che la dichiarazione del contribuente trasmessa tramite procedure telematiche si considera regolarmente inviata con la comunicazione, ovvero la ricevuta, dell'Agenzia delle Entrate che attesta l'avvenuto ricevimento del modello.
Errori bloccanti, serve sempre la ricevuta dell’Agenzia
Cass. civ., sez. trib., 24 settembre 2015, n. 18912
La dichiarazione si considera presentata con la comunicazione ovvero la ricevuta dell’Agenzia delle Entrate che attesta l’avvenuto ricevimento del modello: lo hanno ricordato i Giudici della Cassazione con la sentenza n. 18912/2015.
Non rilascia il 770, assolto per omesso versamento di ritenute
Cass. pen., sez, III, 15 settembre 2015, n. 37075
La sentenza pronunciata a carico del sostituto d'imposta rischia la nullità, se l’imputato afferma di non aver mai rilasciato le certificazioni. Il Giudice dovrà fornire risposte concrete sui motivi per i quali ha privilegiato la prova indiretta del reato. Lo hanno affermato dalla Cassazione con la sentenza n. 37075/2015.
Il piano concordatario che prevede la dilazione del pagamento IVA salva l’imprenditore dal reato di omesso versamento
Cass. pen., sez. III, 16 aprile 2015, n. 15853
Il fumus commissi delicti del reato di cui all’art. 10-ter d. lgs. n. 74/2000 è incompatibile con l’inclusione del debito Iva nel piano concordatario, nel senso di mera dilazione che non incide sul quantum, qualora l’ammissione al concordato preventivo sia anteriore alla scadenza del termine per il relativo versamento, ovvero anteriore alla consumazione del reato.

References: CGUE 

Cass. 

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 sentenza 

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