Source: http://www.megafincas.it/leggi-normative-sentenze/il-suono-del-pianoforte-insopportabile-i-vicini-vanno-risarciti.html
Timestamp: 2019-03-21 09:06:16+00:00

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In fatto di tipologia di attività immissive, le immissioni acustiche, rivestono sicuramente maggiore importanza, sia perché i fenomeni di propagazione di suoni e rumori sono fra i più diffusi, sia perché le finalità del soggetto immettente acquistano particolare rilievo.
Preliminarmente è opportuno ricordare che le attività dedite alla attività canore o musicali, possono essere limitate e disciplinate da norme contenute nel regolamento condominiale. Infatti quest'ultimo può contenere un elenco di divieti di natura eterogenea a carico dei condomini, tra cui l'indicazione degli orari in cui si possono esercitare determinate attività. Ma può anche capitare di trovarsi innanzi ad alcuni regolamenti che dispongano un divieto tassativo di svolgere determinate attività. In tali casi in presenza di una clausola regolamentare disciplinante le immissioni sonore.
Tra i rumori che si propagano all'interno di un edificio condominiale quelli prodotti da uno strumento musicale sono tra i più ricorrenti e fastidiosi. Il caso analizzato dalla Corte di Cassazione si riferisce ad un ipotesi di risarcimento del danno scaturita dal fatto che i vicini erano costretti sopportare continuamente rumori molesti provenienti dal pianoforte di un vicino.
Ma prima di analizzare la recente pronuncia è opportuno dare uno sguardo ad alcuni precedenti giurisprudenziali. La Cassazione con sentenza 44916, del 07-11-2013
ha precisato che risponde penalmente chi, per via di schiamazzi e rumori provocati dal suono del pianoforte e dell'abbaiare del proprio cane, disturba le occupazioni e il riposo del vicinato durante le ore pomeridiane se questo avviene all'interno del condominio. Ancor prima, lo stesso ente giudicante, con sentenza n. 9434 del 11 giugno 2012 ha condannato al risarcimento dei danni morali uno studente del conservatorio che con le continue esercitazioni al pianoforte disturbava i condomini, imponendo al medesimo di limitare l'orario di uso dello strumento e a eseguire un'opera di insonorizzazione. Recentemente- con sentenza 7 novembre 2013, n. 44916- due coniugi vengono condannati per aver disturbato il riposo e le occupazioni della donna, ad una ammenda di 100 euro, causa l'acclarata intensità dei rumori molesti e diffusività delle molestie cagionate ad un intero condominio, provenienti dal suono del pianoforte e dall'abbaiare del cane della coppia.
Anche la giurisprudenza di merito ha avuto modo di pronunciarsi su questa casistica. Tra le tante si segnalano:
App. Torino, 23 marzo 1993: Deve essere inibita, fino a che non siano realizzate le necessarie opere di insonorizzazione, l'attività canora e pianistica fonte di ripetute immissioni acustiche eccedenti la normale tollerabilità (9 dB rispetto al rumore di fondo). Il rumore, soprattutto quello persistente e continuativo di strumenti musicali, provoca un sicuro turbamento del benessere psicofisico, risarcibile in via equitativa come danno biologico.
Pret. Milano, 18 febbraio 1993: Il suono di un pianoforte che superi il limite di normale tollerabilità può essere causa di un pregiudizio imminente ed irreparabile alla salute dei vicini: deve perciò inibirsi l'uso dello stru­mento fino a che non siano poste in essere le necessarie misure di insonorizzazione.
Nella recente sentenza - 14513, del 10-07-2015 - la stessa Corte di Cassazione ha richiamato la giurisprudenza consolidata negli anni precisando, in motivazione, che "nell'ipotesi di immissioni intollerabili, si è in presenza di una attività illegittima, a fronte della quale non ha ragion d'essere un sacrificio al diritto di proprietà o di godimento, e viene in rilievo l'illiceità del fatto generatore del danno arrecato, secondo l'azione generale di risarcimento del danno di cui all'art. 2043 Cc". La sentenza inoltre merita di essere segnala perché effettua la seguente precisazione: "nel caso di una attività illegittima vi sic concretizza una sacrificio del diritto di proprietà/godimento, e per tali motivi si applica l'azione di risarcimento del danno ex art. 2043 cod. civ.; invece i ricorrenti qualificano questo danno come dominicale, che avrebbe bisogno di una specifica domanda".
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