Source: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/nsilib/nsi/documentazione/contenzioso/ricorso+tributario
Timestamp: 2016-07-28 16:22:23+00:00

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Va ricordato che, per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro, il ricorso produce gli effetti del reclamo e può contenere anche una proposta di mediazione, ossia di rideterminazione degli importi dovuti.
Nel valutare l’opportunità di instaurare un contenzioso tributario occorre comunque ponderare sia tempi che costi; infatti, la proposizione di un ricorso comporta, nella maggior parte dei casi, costi aggiuntivi rappresentati dall’obbligo di farsi assistere da un difensore (per le controversie di valore superiore a 3.000 euro) e dal rischio, per chi perde, di essere condannato al pagamento delle spese.
in primo grado, dinanzi alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente, si può ricorrere contro gli atti emessi dagli uffici (delle Agenzie) delle Entrate, delle Dogane e dei Monopoli, dagli Enti locali e contro le cartelle di pagamento e i provvedimenti emessi dagli agenti e dai concessionari della riscossione;
Contro le sentenze della Commissione tributaria regionale è possibile ricorrere per Cassazione. Inoltre, sull’accordo delle parti, la sentenza della Commissione tributaria provinciale può essere impugnata direttamente con ricorso per cassazione (a norma dell'art. 360, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile).
Dinanzi alla Commissione tributaria centrale (soppressa dalla riforma del 1992, entrata in vigore il 1º aprile 1996) continuano ad essere decisi i giudizi già proposti alla data del 1° aprile 1996, fino ad esaurimento delle liti pendenti. Le sezioni della Commissione tributaria centrale hanno sede presso ciascuna Commissione tributaria regionale e presso le Commissioni tributarie di secondo grado di Trento e di Bolzano. A decorrere dal 1° gennaio 2015, i procedimenti giurisdizionali pendenti al 31 dicembre 2014 dinanzi alla cessata Commissione tributaria centrale proseguono innanzi alla Commissione tributaria regionale del Lazio.
tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, comunque denominati, compresi quelli regionali, provinciali e comunali, le sovrimposte e le addizionali, le sanzioni amministrative, gli interessi e ogni altro accessorio
I termini per la proposizione del ricorso sono sospesi nel periodo feriale dal 1º agosto al 31 agosto dal 2015. Per le domande di rimborso alle quali l’Amministrazione non ha dato risposta, il ricorso si può produrre dopo 90 giorni dalla data di presentazione della richiesta. Il ricorso deve essere notificato innanzitutto all’ufficio che ha emesso l’atto contestato, mediante:
Entro 30 giorni dalla data in cui ha provveduto alla notifica del ricorso, il contribuente deve costituirsi in giudizio, cioè deve depositare o trasmettere alla Commissione tributaria copia del ricorso, con fotocopia della ricevuta di deposito o della spedizione per raccomandata a mezzo del servizio postale. Per le controversie rientranti nel campo di applicazione della mediazione tributaria, qualora questa non sia stata conclusa, tale termine inizia a decorrere trascorsi novanta giorni dalla notifica del ricorso all’ente impositore.
All’atto di costituzione in giudizio va allegata la nota di iscrizione a ruolo del ricorso tributario nel registro generale dei ricorsi, nella quale devono essere indicate tutte le informazioni utili a identificare la controversia modelli.
Se il ricorso viene accolto, il tributo corrisposto in eccedenza rispetto a quanto stabilito dalla sentenza della Commissione deve essere rimborsato d’ufficio, con i relativi interessi, entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza. In caso di mancata esecuzione del rimborso il contribuente può richiedere l’ottemperanza a norma dell’articolo 70 del D.lgs. n. 546 del 1992 alla Commissione tributaria provinciale ovvero, se il giudizio è pendente nei gradi successivi, alla Commissione tributaria regionale.
Con la Legge n. 148 del 14/9/2011 è stato introdotto l’obbligo di indicare nel ricorso la Pec (Posta elettronica certificata) del ricorrente. Per effetto delle disposizioni del Dl n. 98 del 2011, ai ricorsi tributari notificati successivamente al 6 luglio, si applica il contributo unificato in sostituzione dell’imposta di bollo.
Tuttavia, il ricorrente ha facoltà di chiedere alla Commissione tributaria competente la sospensione dell’atto impugnato (per esempio avviso di accertamento o cartella di pagamento), mediante la proposizione di un’apposita istanza, qualora ritenga che dall’atto gli possa derivare un danno grave e irreparabile.
A seguito della riforma operata con il D.Lgs. n. 156 del 2015, la sospensione dell’atto impugnato può essere chiesta anche nei gradi successivi al primo (in appello, con istanza formulata alla CTR; in pendenza del ricorso per cassazione, con istanza formulata alla CTR che ha emesso la sentenza impugnata; in pendenza del giudizio di revocazione, alla CT presso cui pende tale giudizio).
A seguito delle modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 156 del 2015, è possibile richiedere anche la sospensione della sentenza di primo grado oppure della sentenza di appello.
In particolare, l’appellante può chiedere alla CTR di sospendere in tutto o in parte l’esecutività della sentenza impugnata, se sussistono gravi e fondati motivi.
Per le controversie aventi ad oggetto tributi di valore superiore a 3.000 euro è indispensabile l’assistenza di un difensore abilitato.
In caso di sentenza a favore del contribuente, anche non definitiva, l’ufficio deve attivarsi tempestivamente entro 30 giorni dalla notifica della sentenza, per eseguire gli obblighi stabili dalla sentenza stessa. Ai sensi del nuovo art. 69 del D.Lgs. n. 546 del 1992, applicabile alle sentenze depositate a decorrere dal 1° giugno 2016, sono immediatamente esecutive anche le sentenze non definitive concernenti istanze di rimborso ovvero atti relativi ad operazioni catastali. In tale ultimo caso, l’ufficio è tenuto ad eseguire la sentenza entro 90 giorni dalla notifica ovvero entro 90 giorni dalla presentazione della garanzia, alla quale il giudice può subordinare l’esecuzione del rimborso.
Il ricorso va presentato al Presidente della Commissione che ha emesso la sentenza di cui si chiede l’ottemperanza,come disposto dall’art. 70 del D.Lgs. n. 546 del 1992.
Con la sentenza, la Commissione tributaria decide anche l’ammontare delle spese processuali a carico della parte soccombente. In caso di soccombenza reciproca o qualora sussistano gravi ed eccezionali ragioni, che devono essere espressamente motivate, la Commissione tributaria può decidere di compensare le spese tra le parti del giudizio.
Le sentenze favorevoli al contribuente sono immediatamente esecutive anche in ordine alle spese di giudizio.
Il nuovo comma 2-bis dell’art. 62 del D.Lgs. n. 546 del 1992 consente alle parti di accordarsi per impugnare la sentenza della Commissione tributaria provinciale proponendo direttamente ricorso per cassazione, a norma dell’art. 360, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile (c.d. ricorso per saltum).
violazione o falsa applicazione di norme di diritto e dei contratti o accordi collettivi nazionali di lavoro
Inoltre, come precisato al precedente paragrafo, il nuovo comma 2-bis dell’art. 62 del D.Lgs. n. 546 del 1992 consente alle parti di accordarsi per impugnare la sentenza della Commissione tributaria provinciale proponendo direttamente ricorso per Cassazione, a norma dell’art. 360, primo comma, n. 3, del codice di procedura civile (c.d. ricorso per saltum).
Il ricorso per Cassazione deve essere sottoscritto, a pena di inammissibilità, da un avvocato iscritto nell'apposito albo, munito di procura speciale. Processo tributario telematico (PTT)
Nella Gazzetta Ufficiale 10 agosto 2015, n.184, è stato pubblicato il Decreto del Direttore Generale delle Finanze 4 agosto 2015, contenente le regole tecniche per l'avvio del processo tributario telematico. Il decreto costituisce la prima attuazione dell'articolo 3, comma 3, del Decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163, "Regolamento recante la disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario in attuazione delle disposizioni contenute nell’articolo 39, comma 8, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111", pubblicato a sua volta nella G.U. 14 febbraio 2014, n. 37. Le parti, previa notifica a mezzo posta elettronica certificata del ricorso all'ente impositore competente, si possono costituire in giudizio con modalità telematiche relativamente ai ricorsi notificati a partire dal 1° dicembre 2015, da depositare presso le Commissioni tributarie provinciali e regionali della Toscana e dell'Umbria; l'avvio operativo presso detti Organi giurisdizionali è finalizzato a testare le funzionalità realizzate nell'ambito del nuovo Sistema Informativo della Giustizia Tributaria (S.I.Gi.T), per poi procedere alla graduale estensione su tutto il territorio nazionale. L'accesso ai servizi del S.I.Gi.T. deve avvenire previa registrazione delle parti processuali (agenzie fiscali, enti della riscossione, camere di commercio, enti territoriali locali, professionisti e cittadini), e richiede il possesso di una casella di posta elettronica certificata (PEC) e di una firma digitale valida. La costituzione telematica consente alle parti processuali di: effettuare con modalità telematiche il deposito dei ricorsi e degli altri atti processuali presso le Commissioni tributarie;
Le nuove modalità procedurali, alternative rispetto a quelle tradizionali cartacee - non è infatti un obbligo - rendono più celeri e semplici gli adempimenti processuali, incrementeranno l'efficienza della giustizia tributaria e contribuiranno alla riduzione della spesa pubblica. Le parti possono depositare telematicamente i loro atti processuali presso le Commissioni tributarie (al momento quelle sopra citate, in seguito quelle individuate con successivi decreti, in attuazione di quanto previsto dall'art. 3, comma 3, del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 23 dicembre 2013, n. 163) attraverso l'utilizzo del S.I.Gi.T., cui si potrà accedere dal Portale della Giustizia tributaria (www.giustiziatributaria.gov.it).
Decreto del 23/12/2013 n. 163 - Min. Economia e Finanze Menu di Documentazione5 per milleArchivioAttività di controlloBiglietterie e misuratoriContenzioso e strumenti deflativiProgetto pilota “Cross Border Ruling”Desk "Destinazione Italia"Documentazione economica e finanziaria Fatturazione elettronica PA - Regole generaliFatturazione elettronica PA - Comunicazione ai fornitori dell’Agenzia delle EntrateFiscalità internazionaleInterpelloOsservatorio del Mercato ImmobiliareProvvedimenti, circolari e risoluzioniRivista "Argomenti di discussione"Ruling internazionaleServizio @e.bolloSicurezza stradale e regolarità del mercato: soggetti esclusi dai benefici fiscali Start up innovative

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 art. 69
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