Source: https://www.laleggepertutti.it/288449_autovelox-ecco-come-devono-essere-le-foto?replytocom=336030
Timestamp: 2019-09-19 20:06:32+00:00

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Autovelox: ecco come devono essere le foto
Eccesso di velocità: multa nulla se nella foto si vede solo la targa.
Immagina di ricevere un verbale con una multa stradale per eccesso di velocità. Convinto di aver rispettato i limiti e intenzionato a verificare la correttezza della misurazione, ti rechi alla polizia per visionare la foto scattata dall’autovelox. L’agente ti esibisce un fotogramma sul quale però compare solo la targa della tua auto. Ti sembra un elemento insufficiente per dimostrare la violazione del Codice della strada: a far scattare la cellula dell’autovelox potrebbe ben essere stata un’altra macchina che, magari, in quello stesso istante ti stava superando o che era appena passata davanti a te. A quel punto, ti chiedi come devono essere le foto autovelox affinché la multa sia legittima.
I chiarimenti sono stati forniti a più riprese dalla Cassazione e, di recente, da una sentenza del giudice di pace di Avellino [1] che richiama appunto l’orientamento di riferimento della Suprema Corte [2]. Sono sicuro che, leggendo questa pronuncia, scoprirai qualcosa a cui non avevi mai fatto caso: l’orientamento delle foto scattate dall’autovelox deve essere necessariamente “perpendicolare” al senso di marcia. Che significa? Che, se nella foto si vede solo la targa, la multa autovelox è illegittima.
Ma come fare a riconoscere una contravvenzione illegittima e come capire quando è possibile contestarla dinanzi a un giudice di pace? Lo spiegheremo qui di seguito riproponendo le stesse parole della sentenza in commento. Forniremo cioè i chiarimenti di cosa fotografa l’autovelox, come devono essere le foto autovelox. Ma procediamo con ordine.
1 Autovelox: come devono essere affinché siano a norma?
2 Foto autovelox: cosa si deve vedere?
3 Certificati da produrre in originale
Autovelox: come devono essere affinché siano a norma?
La legge [3] stabilisce una serie di regole che deve osservare ogni apparecchio autovelox. Innanzitutto, le apparecchiature destinate a controllare gli automobilisti vanno costruite in modo tale da documentare la velocità del veicolo, in un dato momento, in modo chiaro ed accertabile. Il tutto deve essere eseguito rispettando la privacy dell’utente: il che significa che la foto non può riprendere il volto di eventuali passeggeri all’interno dell’abitacolo dell’auto.
Le singole apparecchiature devono essere approvate dal ministero dei Lavori pubblici. Gli accertamenti della velocità devono sempre tenere conto di una tolleranza pari al 5%, con un minimo di 5 km/h.
L’infrazione va documentata con sistemi fotografici, di ripresa video o con analoghi dispositivi che consentano di accertare, anche in tempi successivi, le modalità di svolgimento dei fatti costituenti illecito amministrativo, nonché i dati di immatricolazione del veicolo ovvero il responsabile della circolazione. Se vengono utilizzati dispositivi che consentono di accertare in modo automatico la violazione, senza la presenza o il diretto intervento degli agenti preposti, gli stessi devono essere approvati o omologati.
La Corte Costituzionale ha infine aggiunto un’ulteriore incombenza che spetta agli organi accertatori: l’autovelox deve essere sottoposto a taratura almeno una volta all’anno. Il verbale deve indicare la data in cui è stata eseguita l’ultima taratura.
Foto autovelox: cosa si deve vedere?
Da un’attenta lettura delle norme – si legge nel provvedimento in commento – l’infrazione deve essere accertata in modo perpendicolare al senso di marcia del veicolo in modo da avere prova certa che soltanto quel veicolo abbia interagito con lo strumento di rilevamento.
In pratica, le fotografie devono essere, sia quella della violazione, eseguite perpendicolarmente alla strada (onde dimostrare che il veicolo, e solo esso, ha interagito con i raggi o magneti di rilevamento), sia una serie di foto che riconducano sempre all’ultimo fotogramma l’identificazione dei dati d’immatricolazione del veicolo.
Se così non fosse – prosegue il giudice di pace di Avellino – non si capirebbe perché la legge prevede, in alternativa alle foto, un filmato dell’infrazione.
Risultato: non ci si può affidare al solo fotogramma dei dati di identificazione dell’auto o al massimo ad una foto che inquadra tutto il veicolo e poi un ingrandimento del dettaglio con la targa.
Risulta, invece, necessaria una registrazione completa effettuata nel corso della misurazione della velocità che culmina soltanto nell’individuazione del veicolo.
In altre parole – come già chiarito dalla Cassazione – la contestazione dell’infrazione è valida solo se il rilievo fotografico è stato eseguito in tutto lo spazio controllato dall’autovelox.
Certificati da produrre in originale
Altro aspetto che il conducente può contestare dinanzi al giudice, contro il verbale autovelox, è l’omessa omologa e/o la taratura dello strumento: spetterà alla polizia produrre le certificazioni in originale o in copia autentica attestata da un pubblico ufficiale che dimostrano il contrario. Altrimenti, l’autovelox risulterà non a norma. È infatti l’amministrazione che, in caso di eccezione da parte dell’automobilista, deve difendersi allegando tutti i documenti che provano il corretto funzionamento della macchina e le verifiche periodiche.
[1] GdP Avellino, sent. n. 1241/19.
[2] Art. 345 co. 1 Reg. esec. codice strada e Legge n. 168/2002 art. 4, co. 3
[3] Cass. sent n. 14514/2009.
Art. 345. Apparecchiature e mezzi di accertamento della osservanza dei limiti di velocità
3. Il controllo dell’osservanza del limite di velocità, può essere anche effettuato, ai sensi dell’articolo 142, comma 6, del Codice, attraverso le annotazioni cronologiche stampigliate sui biglietti autostradali all’atto dell’emissione e dell’esazione del pedaggio, raffrontandosi tali annotazioni con la distanza tra i caselli di ingresso e di uscita, quale risulta dalle tabelle distanziometriche ufficiali predisposte dagli enti proprietari. In tale caso alla determinazione della velocità è associato l’errore relativo – a favore del trasgressore – pari al 5, 10, 15 per cento a seconda che la velocità dedotta risulti, rispettivamente, inferiore a 70 km/ora, ovvero pari a 70 km/ora ed inferiore a 130 km/ora, ovvero pari o superiore a 130 km/ora.
4. Per l’accertamento delle violazioni ai limiti di velocità, le apparecchiature di cui al comma 1 devono essere gestite direttamente dagli organi di polizia stradale cui all’articolo 12 del Codice, e devono essere nella disponibilità degli stessi.
Legge n. 168/2002
1. Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali di cui all’articolo 2, comma 2, lettere A e B, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, gli organi di polizia stradale di cui all’articolo 12, comma 1, del medesimo decreto legislativo, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, sentito il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, possono utilizzare o installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico, di cui viene data informazione agli automobilisti, finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni alle norme di comportamento di cui agli articoli 142 e 148 dello stesso decreto legislativo, e successive modificazioni. I predetti dispositivi o mezzi tecnici di controllo possono essere altresi’ utilizzati o installati sulle strade di cui all’articolo 2, comma 2, lettere C e D, del citato decreto legislativo, ovvero su singoli tratti di esse, individuati con apposito decreto del prefetto ai sensi del comma 2.
3. Nei casi indicati dal comma 1, la violazione deve essere documentata con sistemi fotografici, di ripresa video o con analoghi dispositivi che, nel rispetto delle esigenze correlate alla tutela della riservatezza personale, consentano di accertare, anche in tempi successivi, le modalità di svolgimento dei fatti costituenti illecito amministrativo, nonché i dati di immatricolazione del veicolo ovvero il responsabile della circolazione. Se vengono utilizzati dispositivi che consentono di accertare in modo automatico la violazione, senza la presenza o il diretto intervento degli agenti preposti, gli stessi devono essere approvati od omologati ai sensi dell’articolo 45, comma 6, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
4. Nelle ipotesi in cui vengano utilizzati i mezzi tecnici o i dispositivi di cui al presente articolo, non vi e’ l’obbligo di contestazione immediata di cui all’articolo 200 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.
11/06/2019 alle 02:12
Le vostre spiegazioni sono sempre molto chiare e gli aggiornamenti sono sempre puntuali. Il vostro sito di informazione giuridica lo trovo molto interessante. Questa storia delle foto che devono comprendere la panoramica e non solo l’auto o la targa è illuminante. Saprò come difendermi qualora, spero mai, dovessi prendere una multa e notassi queste anomalie. grazie ancora

References: sentenza 
 sentenza 
 Art. 345
 art. 4
 Cass. 

Art. 345