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Timestamp: 2019-06-19 01:07:11+00:00

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L’iscrizione a scuola – VADEMECUM
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Ai bambini oggi è riconosciuto il diritto all’educazione e ad essere istruiti, anche per costruire un’identità personale e sviluppare un buon processo di socializzazione. Ai bambini da 0 a 3 anni, anche con disabilità, è garantito l’inserimento negli asili nido. È garantito inoltre il diritto all’educazione e all’istruzione della persona con disabilità nelle sezioni di scuola dell’infanzia, nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie
L’esercizio del diritto all’educazione e all’istruzione è comunque garantito dalla Costituzione.
La Legge 104/1992, art.12 , comma 2 ne sancisce l’obbligo, precisando che tale diritto non può essere impedito da difficoltà di apprendimento né da altre difficoltà derivanti dalle disabilità.
Prima di effettuare l’iscrizione dell’alunno a scuola,
i genitori devono recarsi presso il Servizio Specialistico dell’Infanzia e dell’Adolescenza ovvero il Centro di riferimento territoriale della propria A.S.L. di residenza, e richiedere, su istanza, la valutazione per il rilascio della:
1. Certificazione della situazione di handicap ai fini scolastici (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 185 del 23 febbraio 2006, Regolamento Regionale 8 marzo 2007 n. 6), da parte del Collegio Medico competente, per accertare la tipologia e grado del deficit riscontrato.
La certificazione consente di accedere agli interventi educativi, assistenziali (es. servizio di trasporto scolastico, di Assistenza per l’autonomia e la comunicazione) e di sostegno previsti dalle vigenti disposizioni di legge (L. 104/1992, art. 3, comma 5) nel percorso di integrazione scolastica.
Chi la redige? Il Collegio Medico di valutazione dell’ A.S.L. di residenza – Servizio di Neuropsichiatria infantile – composto da Neuropsichiatra infantile, Psicologo, Assistente Sociale.
Quando? Il Collegio deve concludere il procedimento di valutazione entro trenta giorni dalla ricezione della domanda e comunque in tempo utile alla formazione delle classi e l’inizio del nuovo anno scolastico (da Ottobre a Marzo).
Validità: la certificazione non è soggetta a rinnovo annuale; in ogni caso i genitori possono richiedere l’interruzione dei benefici previsti dalla L.104/1992 in qualunque momento lo ritengano opportuno, attraverso una semplice richiesta indirizzata al Dirigente Scolastico.
Attenzione: l’accertamento/valutazione del Collegio Medico
non ha il valore di riconoscimento dell’invalidità civile, dell’indennità di frequenza o di accompagnamento; la competenza per questi aspetti resta della Commissione Medica della A.S.L. per l’invalidità civile;
ha valenza medico-legale ed è quindi possibile presentare richiesta di riesame e/o ricorso avverso il giudizio espresso nella certificazione.
I genitori che abbiano già ottenuto in precedenza la valutazione possono autocertificare la condizione ai fini dell’iscrizione a scuola (L. 448/1998, art. 39).
2. Diagnosi funzionale in sigla D.F., è un atto di valutazione dinamica di ingresso e di avvio della presa in carico per la piena inclusione scolastica e sociale dell’alunno con disabilità certificata in situazione di svantaggio; diversamente dalla Certificazione di handicap, la D.F. non si limita ad accertare il tipo e la gravità del deficit riscontrato, ma è finalizzata al recupero della persona con disabilità, attraverso una attenta analisi delle sue aree di potenzialità registrabili dal punto di vista funzionale, ai suoi bisogni di persona – che cambiano nel tempo – adattati agli ambiti quotidiani nei quali articola il suo vivere, alle potenzialità cognitive, comunicative, relazionali e sociali, alle opportunità da attivare ed alle barriere da superare (DPR 24.02.1994, art. 3) .
La D.F. deve essere redatta secondo i criteri del modello bio-psico-sociale alla base dell’ICF (Intesa della Conferenza Stato-Regioni del 20 marzo 2008) e costituisce il presupposto necessario per la stesura del Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.) e del conseguente Piano di Studio Personalizzato (P.S.P.).
Nella D.F. viene espressa inoltre la proposta di sostegno e dell’eventuale assistenza specialistica.
Attenzione: pensare alla Diagnosi funzionale non come giudizio alla persona bensì come constatazione tecnica delle reali potenzialità e capacità da cui partire per sviluppare ed adattare gli strumenti di supporto è la base culturale su cui si fonda la buona prassi di inclusione nei confronti di persone con disabilità.
Chi la redige? Vi provvede l’Unità di Valutazione (Equipe) Multidisciplinare per l’Integrazione Scolastica del Servizio specialistico dell’Infanzia e dell’adolescenza della A.S.L. (Distretto Socio Sanitario), composta dal medico specialista nella disfunzione segnalata, dal neuropsichiatra infantile, dal terapista della riabilitazione, dagli operatori sociali in servizio presso la A.S.L. in collaborazione con scuola e famiglia.
(Intesa Stato-Regioni 20 marzo 2008 art.2 comma 2)
Quando? Viene elaborata (e/o rinnovata) all’inizio di ogni passaggio di ciclo scolastico ovvero a seguito dell’individuazione dell’alunno quale persona in situazione di svantaggio, ed aggiornata ogni qual volta se ne ravvisi la necessità in relazione al variare delle condizioni psico-fisiche-sensoriali dell’alunno.
La verifica periodica della Diagnosi Funzionale è obbligatoria
Nota: la A.S.L. deve elaborare la Diagnosi Funzionale entro 30 giorni dal colloquio-visita e deve essere consegnata alla scuola entro 45 giorni dalla iscrizione ( Marzo ).
Attenzione: la diagnosi funzionale è atto sottoposto alla legge di tutela della privacy, tuttavia il Dirigente Scolastico deve comunicare la Diagnosi Funzionale ai membri dell’equipe pedagogica ed ai componenti del G.L.H. Operativo per la formulazione del Programma Educativo Individualizzato e del Piano di Studi Personalizzato, con vincolo di riservatezza e obbligo al rispetto del segreto d’ufficio.
i genitori possono prendere contatti con il Dirigente Scolastico dell’istituto scolastico scelto per:
visionare il Piano dell’Offerta Formativa ( P.O.F.), una sorta di “Guida per lo Studente”; nel POF dovranno essere indicati, tra l’altro, i diritti e gli obblighi degli alunni/studenti con disabilità e i criteri per l’esercizio del loro diritto allo studio;
verificare se vi siano tutti i presupposti (strutturali, organizzativi, metodologici) per un adeguato inserimento e la proficua frequenza dell’alunno.
All’atto dell’iscrizione a scuola i genitori devono:
presentare oltre alla documentazione prevista di norma per tutti gli alunni, anche la Certificazione di handicap dell’alunno/a;
accertarsi che sia pervenuta a scuola, dall’A.S.L. competente, la Diagnosi Funzionale;
segnalare particolari necessità del proprio figlio/a (trasporto, esigenze alimentari, terapie da seguire, assistenza di base, assistenza all’autonomia e comunicazione);
verificare, nel caso di trasferimento da altro Istituto scolastico, che avvenga il passaggio della documentazione, e che siano assicurate “forme obbligatorie e di consultazione tra insegnanti del ciclo inferiore e del ciclo superiore” a garanzia della continuità educativa (L. 104/1992, art. 14, comma 1, lett. c);
verificare siano effettuate, se previste, le richieste per il sostegno e/o per l’assistenza specialistica per l’autonomia e la comunicazione.
Nota: la tempestività nella presentazione della documentazione richiesta permette l’attivazione di tutti gli interventi di supporto e delle procedure connesse, anche per la continuità da un ordine di scuola all’altro.
Quando? E’ necessario presentare la tutta la documentazione entro il termine di scadenza ministeriale per l’iscrizione (Gennaio-Febbraio).
Attenzione: le iscrizioni di alunni con disabilità individuati in situazione di svantaggio, anche se di un bacino di utenza diverso, non possono essere rifiutate ed hanno priorità nel caso vi sia un numero di iscrizioni superiori alla capacità ricettiva della scuola (L.104/1992, art. 3 – C.M. 364/1986, punto f).
All’inserimento a scuola e durante l’intero percorso di studi, i genitori partecipano attivamente :
agli incontri individuali del Gruppo di Lavoro Operativo (GLHO) sul singolo caso (L.104/1992, art. 12 comma 5) per la definizione dei Piano Educativo individualizzato (PEI), elaborare proposte relative all’individuazione delle risorse necessarie, ivi compresa l’indicazione del numero delle ore di sostegno, che devono essere esclusivamente finalizzate all’educazione e all’istruzione dell’alunno con disabilità (L.122/2010 – art.10 D.L. 78/2010), e dei vari altri aspetti connessi (vedi qui)
alla riunione per la costituzione del Gruppo di Lavoro di Istituto (GLHI) e successivamente agli incontri periodici per la definizione dei provvedimenti da attivare per le necessità degli alunni con disabilità iscritti (L. 104/1992, art. 15, comma 2)

References: art.12
 art. 3
 art. 39
 art. 3
 art.2
 art. 14
 art. 3
 art. 12
 art.10
 art. 15