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Timestamp: 2018-04-23 11:21:39+00:00

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M.G. ha dedotto di aver lavorato alle dipendenze della società SAGIT come addetto alla lavorazione di gelati e surgelati, obbligato ad indossare una tuta, scarpe antinfortunistiche copricapo e indumenti intimi forniti dall'azienda, e a presentarsi al lavoro 15/20 minuti prima dell'inizio dell'orario di lavoro aziendale; solo dopo aver indossato tali abiti ed essere passato da un tornello con marcatura del badge poteva entrare nel luogo di lavoro accedendo al reparto dove una macchina bollatrice rilevava l'orario di ingresso.
Tali operazioni si ripetevano al termine dell'orario di lavoro per dismettere gli indumenti indossati.
Costituitosi il contraddittorio con la Unilever Italia s.r.l., (già SAGIT s.r.l.). Il Tribunale di Napoli ha rigettato la domanda. Con la sentenza oggi impugnata la Corte di Appello di Napoli ha riformato tale decisione, condannando la società datrice di lavoro al pagamento di Euro 3.086,61 oltre accessori.
Il giudice dell'appello ha riconosciuto il diritto del dipendente alla retribuzione per il tempo impiegato nelle operazioni di vestizione e svestizione, considerandone il carattere necessario e obbligatorio per l'espletamento dell'attività lavorativa, e lo svolgimento sotto la direzione del datore di lavoro. Una diversa regolamentazione di tale attività non poteva essere ravvisata, sul piano della disciplina collettiva, dal "silenzio" delle organizzazioni sindacali sul problema del "tempo tuta", nè da accordi aziendali intervenuti per la disciplina delle pause fisiologiche.
La sentenza ...
1. Ai sensi dell'art. 335 cod. proc. civ., deve essere disposta la riunione dei ricorsi proposti contro la stessa sentenza.
2.1. Il ricorso principale investe la sola statuizione relativa alla decorrenza della prescrizione, censurata perchè non considera valido atto interruttivo la mera presentazione della richiesta di tentativo obbligatorio di conciliazione rivolta alla Direzione Provinciale del Lavoro. Con il primo motivo si denuncia la violazione dell'art. 2943 cod. civ. e art. 410 cod. proc. civ., richiamando la giurisprudenza di questa Corte che connette gli effetti di interruzione della prescrizione e di sospensione dei termini di decadenza ex art. 410 cod. proc. civ., comma 2, alla mera instaurazione del tentativo obbligatorio di conciliazione.
2.4. Con il quarto motivo si denuncia la violazione dell'art. 421 cod. proc. civ., comma 2, art. 115 cod. proc. civ., rilevandosi che il lavoratore resta in possesso soltanto dell'istanza diretta alla D.P.L. con cui promuove il tentativo di conciliazione e non della conseguente comunicazione inoltrata al datore di lavoro dalla D.P.L., che rimane in possesso della prova della spedizione e ...
DLT 19 luglio 2004 n. 213
DLT 8 aprile 2003 n. 66, Art. 1
RDL 15 marzo 1923 n. 692, Art. 3

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 410
 art. 410
 art. 115
 Art. 1
 Art. 3