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Timestamp: 2019-03-19 15:28:11+00:00

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Prodotti da costruzione, le novità più importanti del decreto per il tecnico | Teknoring
Lo schema di decreto che armonizza la normativa italiana a quella UE prevede importanti novità per i tecnici chiamati a firmare i progetti. Vediamo cosa dice la normativa su dichiarazione di prestazione, marcatura Ce e prodotti strutturali
Dietro la definizione “condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione” si cela, a tutti gli effetti, una responsabilità nuova e importante per il progettista: lo schema di decreto di adeguamento del regolamento UE n. 305/2011, approvato nei giorni scorsi, in sostanza certificherebbe che i professionisti che firmeranno il progetto saranno responsabili della conformità al Regolamento UE n. 305/2011 dei prodotti da costruzione che prescrivono.
Ma cosa prevede nel dettaglio questo decreto? Proviamo a fare un’analisi delle diciture normative corrette.
“Salvo che il fatto costituisca più grave reato, il costruttore, il direttore lavori, il direttore dell’esecuzione o il collaudatore che, nell’ambito delle specifiche competenze, utilizzi prodotti non conformi al Capo II del regolamento (UE) n. 305/2011 e all’art. 5, comma 5 del presente decreto è punito, con l’arresto sino a sei mesi e con l’ammenda da 4.000 a 24.000 euro; il medesimo fatto è punito con l’arresto da sei mesi a tre anni e con l’ammenda da 10.000 euro a 50.000 euro qualora vengano utilizzati prodotti e materiali destinati ad uso strutturale o ad uso antincendio”, questo è quanto recita l’art. 20 lo “Schema di decreto legislativo recante l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento UE n. 305/2011 che fissa le condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE (402)”.
Regolamento (UE) n. 305/2011 – Capo II – Dichiarazione di prestazione e marcatura CE (Artt. 5, 6, 7 e 8)
Il capo II del regolamento n. 305/2011 illustra le modalità di prestazione e di marcatura CE dei prodotti da costruzione, intendendo con tale termine: “qualsiasi prodotto o kit fabbricato e immesso sul mercato per essere incorporato in modo permanente in opere di costruzione o in parti di esse e la cui prestazione incide sulla prestazione delle opere di costruzione rispetto ai requisiti di base delle opere stesse”. Il capo II si compone dei seguenti articoli:
art. 4 – Dichiarazione di prestazione
Quando un prodotto da costruzione rientra nell’ambito di applicazione di una norma armonizzata (= norma adottata da uno degli organismi europei di normalizzazione di cui all’allegato I della direttiva 98/34/CE, in seguito a una richiesta formulata dalla Commissione conformemente all’articolo 6 di tale direttiva) o è conforme a una valutazione tecnica europea (= valutazione documentata della prestazione di un prodotto da costruzione, in relazione alle sue caratteristiche essenziali, conformemente al rispettivo documento per la valutazione europea) rilasciata per il prodotto in questione, il fabbricante redige una dichiarazione di prestazione all’atto dell’immissione di tale prodotto sul mercato.
art. 5 – Deroghe alla redazione della dichiarazione di prestazione
art. 6 – Contenuto della dichiarazione di prestazione
b) il sistema o i sistemi di valutazione e verifica della costanza della prestazione del prodotto da costruzione di cui all’allegato V;
art. 7 – Fornitura della dichiarazione di prestazione
In formato cartaceo o supporto elettronico
art. 8 – Principi generali e uso della marcatura CE
Art. 5, comma 5 “Schema di decreto legislativo recante l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE n. 305/2011 che fissa le condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE (402)”
L’impiego nelle opere di un prodotto da costruzione è soggetto, per i materiali e prodotti per uso strutturale, alle norme tecniche per le costruzioni adottate in applicazione dell’art. 52 del D.P.R. n. 380/2001 e successive modifiche, e per i materiali e prodotti per uso antincendio alle disposizioni del D.Lgs. 8 marzo 2006, n. 139
Materiali e prodotti strutturali: D.P.R. n. 380/2001, art. 52
“1. In tutti i comuni della Repubblica le costruzioni sia pubbliche sia private debbono essere realizzate in osservanza delle norme tecniche riguardanti i vari elementi costruttivi fissate con decreti del Ministro per le infrastrutture e i trasporti, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici che si avvale anche della collaborazione del Consiglio nazionale delle ricerche. Qualora le norme tecniche riguardino costruzioni in zone sismiche esse sono adottate di concerto con il Ministro per l’interno. Dette norme definiscono:
2. Qualora vengano usati materiali o sistemi costruttivi diversi da quelli disciplinati dalle norme tecniche in vigore, la loro idoneità deve essere comprovata da una dichiarazione rilasciata dal Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici su conforme parere dello stesso Consiglio”.
Da qui il riferimento al Capitolo 11 delle attuali norme tecniche (NTC08) “Materiali e prodotti per l’uso strutturale”:
“I materiali e prodotti per uso strutturale devono essere:
– identificati univocamente a cura del produttore, secondo le procedure applicabili;
– qualificati sotto la responsabilità del produttore, secondo le procedure applicabili;
– accettati dal Direttore dei lavori mediante acquisizione e verifica della documentazione di qualificazione, nonché mediante eventuali prove sperimentali di accettazione”.
“Ad eccezione di quelli in possesso di Marcatura CE, possono essere impiegati materiali o prodotti conformi ad altre specifiche tecniche qualora dette specifiche garantiscano un livello di sicurezza equivalente a quello previsto nelle presenti norme. Tale equivalenza sarà accertata attraverso procedure all’uopo stabilite dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sentito lo stesso Consiglio Superiore” …omissis… “Per i prodotti non recanti la Marcatura CE, il Direttore dei Lavori dovrà accertarsi del possesso e del regime di validità dell’Attestato di Qualificazione (caso B) o del Certificato di Idoneità Tecnica all’impiego (caso C) rilasciato del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici”.

References: art. 4

art. 5

art. 6

art. 7

art. 8

Art. 5
 art. 52