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⭐L'abitato neolitico de «La Vela» di Trento
L'abitato neolitico de «La Vela» di Trento
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Annibale Vanni
1 Annaluisa Pedrotti L'abitato neolitico de «La Vela» di Trento Recu~ 1976 't'(l v Scavi VELA VII \, "J N~ o Bue"," di polo Scovi MlI'obitoto.... RKup.n neu'a.bitolo C:J Tomb. o dsta MQnalatlt l~llillliii PGIItOluoio ~ico O Tof'l'\be' o retlnto di pletr. Planirnelrio dell'area dell'abitalo neolitico de 'LA VELA. TRENTO 10m 1 Il sito neolitico de «La Vela» è situato a nord-ovest di Trento sull'ampio conoide del torrente omonimo in prossimità della sua confluenza nel fiume Adige. L'importanza paletnologica di questa località è nota a partire dagli anni sessanta, momento in cui quest'area, in seguito al processo di espansione della città di Trento, veniva lottizzata a scopi di edilizia privata. Da allora sono state costruite otto palazzine. Nelle trincee di fondazione è sempre stato possibile rilevare, tranne nel caso di una palazzina eretta abusivamente, tracce di un abitato neolitico con la relativa necropoli. Si è naturalmente, di volta in volta, immediatamente proceduto al recupero di tali importanti testimonianze. L'area attualmente indagata ricopre una superficie di circa 800 m 2 ed è stata s~ddivisa in sette settori (Vela 1- VII) la cui nomenclatura rispecchia la successione degli interventi (fig.l). Il sito de «La Vela» rappresenta l'abitato con necropoli della cultura dei vasi a bocca quadrata più vasto attualmente noto nel Trentino Alto Adige. Storia delle ricerche Il 5 giugno del 1960 F. Zorzi segnalava in occasione della V Riunione Scientifica dell'istituto Italiano di Preistoria e Protostoria tenuta a Firenze la scoperta di questo importante sito (Zorzi 1960). Nella primavera Figura 1. La Vela. Planimetria dei settori scavi. 2192 2 dello stesso anno gli scavi di fondazione di una villetta (Vela I) avevano infatti portato alla luce un livello antropico neolitico ed alcune inumazioni di cui almeno tre in cista litica. Gli strati contenenti i materiali neolitici vennero sconvolti dall'opera di una scavatrice meccanica: mancano quindi dati stratigrafici sicuri sulla posizione originaria dei reperti. I materiali recuperati a cura del Museo Tridentino di Scienze Naturali sono stati oggetto di uno studio da parte di Barfield (1970). Quest'autore, sulla base di un'analisi tipologica dei reperti, attribuisce il livello antropico alla cultura dei vasi a bocca quadrata e precisamente al momento di transizione tra l'orizzonte Quinzano-Finale e quello di Rivoli-Chiozza che corrisponde oggi, secondo la terminologia introdotta da Bagolini e Biagi (1977), ad un orizzonte con elementi di stile geometrico-lineare e meandro-spiralico. La presenza inoltre di una tazzina tipo Fiorano (fig. 5,1) permette a Barfield di riconoscere tra questi materiali anche una componente più antica di cui, data l'esiguità dei reperti, non fu in grado di fornire una definizione precisa (Barfield 1970, ). Delle successive campagne di scavo (Vela II-VI) promosse dall'ufficio Beni Archeologici in collaborazione con il Museo Tridentino di Scienze Naturali esistono solo relazioni preliminari (Bagolini et al. 1975, AA.VV: 1977, Bagolini et al. 1976). Esse pongono soprattutto l'accento sulle modalità delle scoperte e la descrizione stratigrafica, soffermandosi in alcuni casi sull'analisi dei complessi tombali. Per un approfondimento dei quali, rimandiamo alla relazione di Bagolini in questo stesso volume. Completamente inediti sono i risultati della campagna di scavo del (Vela VII) promossa sempre dall'ufficio Beni Archeologici di Trento in collaborazione con l'università e portata a termine dalla CO.RA (Cooperativa di Ricerche Archeologiche). Geologia e Stratigrafia L'area del conoide Vela presenta una superficie a dolce pendio prospiciente il fondovalle, lambito allora con molta probabilità da aree impaludate e da bacini lacustri alimentati dalle acque del fiume Adige. Il conoide è formato da una serie di strati alluvionali torrentizi intercalati nelle zone più depresse e periferiche da sedimenti del fondovalle. La stratigrafia più completa a nostra disposizione è quella rilevata da Bagolini (Bagolini et al. 1975, 328) durante la campagna di scavo del 1975, Vela II (fig. 2): 2203 1-"bi""" neolitico <le.la Vda. d. T'cnl", fj.-{il)cn, Livdk> '01crCS"lIO da hm.;..g.iooh in ",perlieie <"n rcsl' di 5.,0', 'c~clali,,1ier,,", i a le nli..ilu"ionali gl""mn: c Ò"lh~,,,,, ndl" p,",e inferiore_ 1O-22.~<'m Pacco di dcflo"u allu""mh,10;1 Vela ros!,'u,lo da cioe tola"", d,la, al" d, '.,,,,a l'''zzaluf3.' alla ba'c dello "...,Q.,; b:a un atna:hl~nro ~rio In \3.bbic,hla,,"'. Quo:>I" cr'sodlo allu\oonale. nella;zona <ktlo...'" a..,.,'c ~"O al \da. l"-'i:pa di~":am<"nlc,ul 1;,,,11,,, onuop;en 1""...:nlc _rrw:nl'c ""Ila l'''i1c a,alle...>le f"'l'p»l<> un dcpo'.>!" d. bolli <.abbi<"; 1'"1" pcdojclllz' "'".. 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Questa più antica frequentazione ha restituito scarso materiale attribuibile ad un episodio inseribile nel locale Neolitico inferiore. Il I livello antropico attribuibile alla cultura dei vasi a bocca quadrata compare su tutta l'area finora indagata (Vela I-VII). Le sepolture messe in luce nei settori Vela I; II; IV; VII, sono da riferire a tale episodio (fig. 1). Il II livello, quello del Neolitico inferiore, è stato messo in luce solo nelle campagne di scavo del 1975 (Vela II) e del 1976 (Vela III). Diversa invece è la situazione rilevata durante la campagna di scavo (Vela VII). Qui sono stati individuati tre livelli antropici. I primi due sono riferibili alla cultura dei vasi a bocca quadrata mentre il terzo, non avendo restituito finora alcun frammento ceramico, sembrerebbe attribuibile, sulla base della tipologia litica, al mesolitico recente. Nei settori Vela III e VII sono stati registrati inoltre fenomeni di ruscellamento in direzione est-ovest che hanno in parte intaccato i depositi asportandone i livelli antropici (fig. 1; fig. 4). I- I I --..., ~~4 IJ~ I 3 \ \ I ~-~7 Datazione È a disposizione per il momento un'unica data al C14 effettuata su un campione prelevato dal livello della cultura dei vasi a bocca quadrata del settore Vela II corrispondente in datazione non calibrata a UD ± 180 b.c., equiparabile ad esempio molto bene a quella B ± 100 b.c. proveniente dai livelli dell'insediamento ticinese di Castelgrande contenenti ceramica della facies Isolino della cultura dei vasi a bocca quadrata ((Donati, Carazzetti 1985, 472). Altre datazioni al C14 di campioni provenienti dai livelli antropici degli altri settori sono in corso di analisi. Materiale archeologico I reperti sia ceramici che litici presenti nel livello inferiore de «La Vela» manifestano caratteristiche comuni al Gruppo dal Gaban. Tra le ceramiche sono riconoscibili forme vascolari in ceramica fine lucida di colore nero o camoscio decorate talvolta con motivi geometrico-lineari graffiti (Fig. 5,2-4-8) e ceramiche più grossolane decorate a motivi incisi (Fig. 5,5-6). Sono presenti anche ceramiche d'imitazione o importazione della sfera culturale di Fiorano (Fig. 5,1). Tra gli strumenti litici più significativi si annoverano bulini di Ripabianca (Fig. 5,9), trapezi (Fig. 5,15), denticolati (Fig. 5,13-14) e microbulini (Fig. 5,16). 5 I & O 11 ~~ 14 /fj\15 \.I-~ 16 Il livello superiore ha restituito invece reperti inquadrabili nel momento pieno della cultura dei vasi a bocca quadrata. Le sintassi decorative richiamano motivi che sono tipici dell'aspetto meandro-spiralico. È presente la tecnica ed excisione e i motivi prevalenti sono quelli dinamici (Fig. 6,4-6; 8). Ricorrono anche sintassi decorative di gusto geometrico-lineare, come i triangoli campiti a reticolo, le scalette (Fig. 6,1-2-7), e la decorazione ad incisione (Fig. 6,3). Sporadicamente com- 2225 ?./ 4 paiono anche motivi ottenuti nello stile ad incisione ed impressione (Fig. 5,9). Dagli scavi del 1976 proviene una pintadera con la faccia operativa impressa ad S (Fig. 6, 10) i cui confronti con un oggetto analogo dalla Grotta dell'erba (TA) denunciano rapporti intercorsi con la cultura di Serra d'alto (Bagolini 1977). L'industria litica rispetto al livello precedente cambia completamente: abbondano i foliati, compaiono le punte a ritocco invadente a base piana (Fig. 6, 14) o concava (Fig. 5, 15), a peduncolo (Fig. 6, 14-17), i raschiatoi (Fig. 6, 11) ed un'alta percentuale di grattatoi (Fig. 6, 12-13). La fauna 11 \ \ 9 I I 6 I dati della fauna a disposizione riguardano attualmente il materiale proveniente dalla campagna di scavo del 1975 (Vela II). Lo studio preliminare è stato condotto da Benedetto Sala (AA.V~ 1977, 57-58). Nel II livello antropico, quello attribuibile al Neolitico inferiore, le specie domestiche sono scarsamente documentate; vi è un'assoluta prevalenza del cervo. In quest'epoca quindi la caccia era dominante sull'allevamento, dato questo rilevato anche in altri giacimenti trentini del Neolitico inferiore. Il livello attribuibile alla cultura dei vasi a bocca quadrata contiene invece una fauna con dominanza assoluta di animali domestici, in particolare capra o pecora, indicante rispetto al livello precedente, un notevole cambiamento dell'indirizzo economico. 13 Resti vegetali macroscopici 10 Lo studio è stato condotto da Castelletti sui resti vegetali carbonizzati del livello della cultura dei vasi a bocca quadrata messo in luce dagli scavi del 1975 (Vela II, AA.V\Z 1977, 59). Accanto a numerosi frammenti di legno carbonizzato, residuo del combustibile del foco Figura 5. La Vela I ceramica tipo fiorano. - La Vela II1975, il livello antropico: 2-16 ceramica ed industria litica del Neolitico inferiore tipo Gaban. 1:2. Figura 6. La Vela II industria litica della cultura dei vasi a bocca quadrata ceramica di stile geometrico-lineare. - La Vela V ceramica di stile meandro-spiralico. - 9 ceramica di stile ad incisione ed impressione. - La Vela VI ceramica di stile meandro-spiralico decorata ad excisione. - La Vela pintadera. 1:2. 2236 lare, è stata riconosciuta la presenza di una piccolissima quantità di cariossidi vegetali in cattivo stato di conservazione. Si tratta di orzo (Hordeum sp.) e di frumento (Triticum sp.) attribuibile al tipo monococco/dicocco (T. Monococcum/T. dicoccum) dati questi ultimi che testimoniano una delle più antiche attività di coltura cerealicola nella regione trentina. Accanto ai chicchi di cereali sono presenti noccioli carbonizzati della sanguinella (Cornus sanguines L.), frammenti di guscio di nocciolo (Corylus avellana L.) e semi carbonizzati del lampone (Rubus idaeus L.). Considerazioni Il sito neolitico della Vela riveste nella comprensione dei fenomeni inerenti la neolitizzazione della Valle dell'adige e dell'area alpina un'importanza fondamentale. L'aver individuato durante la campagna di scavo del la presenza di ben tre livelli antropici che non sempre trovano riscontro negli altri settori è chiaro sintomo di stratigrafia orizzontale. Le più antiche tracce di occupazione di questo insediamento sembra si possano far risalire a gruppi di cacciatori raccoglitori del Mesolitico recente e sono concentrate essenzialmente al centro dell'area attualmente scavata (Fig. 1: Vela VII). Se il perseguire delle ricerche confermerà tale attribuzione tali rinvenimenti rappre- senterebbero i primi esempi di bivacchi mesolitici rinvenuti in area spondale all'aperto lungo la valle dell'adige. A sud-est di tale area sono locali~zabilile testimonianze relative al Gruppo Gaban del primo Neolitico atesino (Fig. 1: Vela II-III). La segnalazione da parte di Barfield (1970) di ceramica tipo fiorano (Fig. 5,1) tra i reperti portati alla luce durante la campagna di scavo del 1960 (Fig. 1: Vela I) induce ad ipotizzare,l'ésistenza anche in questo settore di un livello riferibile al Neolitico inferiore. Con la comparsa nel territorio trentino della cultura dei ~ vasi a bocca quadrata e precisamente con l'affermarsi,dello stile decorativo meandro-spiralico, l'abitato della Vela registra il momento di massimo sviluppo. Sintassi decorative riconducibili a tale stile sono diffuse in tutta l'area. A questo momento è possibile riferire anche la necropoli. La fine della frequentazione è segnata dall'apparire di elementi dello stile ad incisione ed impressione di chiara impronta nord-alpina. Una possibile comprensiòne dei singoli episodi culturali potrà naturalmente derivare solo dallo studio completo del complesso de «La Vela». L'esame analitico dei fenomeni strutturali, corredato da numerose analisi al C14, potrà permettere di approfondire inoltre le nostre conoscenze sulle modalità topografiche e di aggregazioni abitative delle popolazioni neolitiche in relazione alle mesolitiche nonché di specificare meglio il rapporto tra gli aspetti sepolcrali e abitativi che per ora sono ancora poco chiari. Bibliografia AA.VV:, L'ambiente neolitico de «La Vela» (Trento). Il momento meandro-spiralico nella cultura dei vasi a bocca quadrata. Museo Tridentino di Scienze Naturali 1977, 1ss. Bagolini B., Alcune considerazioni sulla «pintadera» della Caverna dell'erba di Avertana presso Taranto e su un analogo oggetto proveniente da La Vela di Trento. Bollettino del Centro Camuno di Studi Preistorici 16, 1977, 134ss. Bagolini B., Biagi P., Sala B., La Vela (Cantiere Segalla). Notiziario Preistoria Alpina 11, 1975, 326ss. Indirizzo: Annaluisa Pedrotti, Provincia Autonoma di Trento, Ufficio Beni Archeologici, Castello del Buonconsiglio, Trento. Bagolini B., Biagi P., Evett D., La Vela (Trento). Notiziariò Preistoria Alpina 12,1976, 222ss. Bagolini B., Biagi P., La Vela de Trente et le «moment de style adriatique» dans la Culture des vases à bouche carrée». Preistoria Alpina 12,1976, 71 ss. Barfield L. H., La stazione neolitica de «La Vela» presso Trento. Considerazioni sulle tombe a cista nel Trentino Alto Adige. Studi Trentini di Scienze Naturali, sez. B. 47, 1970 N.l,35ss. Donati P., Carazzetti R., La Stazione neolitica di Castelgrande. In: Atti della XXVI Riunione Scientifica. Il Neolitico in Italia. Firenze, 7-10 novembre VoI. II, 467ss. Firenze ' Zorzi F., Segnalazione di una necropoli eneolitica con vasi a bocca quadrata in località Vela di Trento. Rivista di Scienze Preistoriche 15, 1960, 264. Provenienza delle illustrazioni: 1-6: Archivio Ufficio Beni Archeologici, Trento (5-6 disegni G. Berlanda). 224 Documenti analoghi
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