Source: http://www.slideshare.net/WWFITALIA/dossier-wwf-monitoraggio-biodiversita-rete-natura-2000-2013
Timestamp: 2016-08-30 12:23:59+00:00

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by Pascal 1420 views
I servizi ecosistemici: dalla valut...
Sono stati complessivamente raccolti 7238 dati, di questi il 16,5% cioè 1191 (84 habitat e 1107 specie) rappresentano segnalazioni nuove rispetto a quanto riportato nei Formulari di Rete Natura 2000 . Il 2,8%, cioè 185 (10 habitat e 175 specie) tra specie e habitat attualmente sono scomparse o, comunque, non più segnalate; l’1,5%, cioè 112 tra habitat o specie non sono mai stati presenti e rappresenterebbero un errore nel Formulario di Natura 2000. Infine, è emersa la necessità di un approfondimento di indagini e ricerche in quanto risulta che complessivamente per circa il 30% degli habitat sono necessari approfondimenti; analoga la situazione delle specie per le quali complessivamente per il 38,3 % è indispensabile avviare approfondimento, studi e monitoraggi.
1 Maggio 2 013 – May2013Ilmonitoraggio dellabiodiversitànellaReteNatura2000LeOasidelWWFItalia MonitoringofbiodiversityInthenatura2000NetworkWWFItaly’sprotectedareas©FlickrCC 2.
2 Realizzato nell’ambito del progetto“Natura e territorio: i giovaniprotagonisti del loro futuro per unpianeta vivente”Developed in the context of the Italianproject “Natura e territorio: i giovaniprotagonisti del loro futuro per unpianeta vivente” (Nature and localcontexts: young people are theprotagonists of their future for a livingplanet) 3.
3 AUTORE/AUTHOR:Andrea Agapito LudoviciHanno collaborato al progetto/contribution by:Luigi Agresti, Mauro Belardi, Fabrizio Bulgarini, Antonio Canu, Francesco Cecere, RiccardoCopiz, Augusto De Sanctis, Franco Ferroni, Annarita Frattaroli, Piero Genovesi, AnnaGiordano, Francesco Marcone, Domenico Palladino, Filomena Ricci, Alessandro Ripamonti,Paola Sozzi, Guido Trivellini, Sergio Zerunian e tutti gli esperti inseriti nella tabellasuccessiva.Traduzione/TranslationGiorgio Tomasi (Babylon Servizi).Progetto grafico/Graphic designEmanuela Pietrobelli, Carolina Marcos.Hanno inoltre contribuito / have also contributedTommaso Addabbo, Barbara Albonico, Carmine Annicchiarico, Barbara Anselmi, MalcolmAusdem, Leonardo Beccarisi, David Belfiori, Paola Belluomo, Gaetano Benedetto, AndreaBenocci, Stefano Borella, Sergio Boschele, Jacopo Capuzzo, Giovanni Carmignani, DanteCaserta, Alessandro Ciccolella, Fabio Cologni, Marco Costantini, Ermanno De Pisi, OriettaDi Baldassarre, Fernando Di Fabrizio, Antonio Di Luca, Maria Franca Emili, AntonioEsposito, Patrizia Fantilli, Manuela Formenti, Stefano Franciosi, Annarita Frattaroli, CarlaGrassi, Clive Hurford, Stefano Lenzi, Enzo Malagoli, Carlotta Maggio, Mauro Mangiapelo,Elisabetta Marchiori, Marcello Marinelli, Maria Masone, Giacomo Marzano, Enzo Mauri,Enrico Panirossi, Claudio Papini, Franco Pedrotti, Marco Pioppi, Linda Ragghianti, PatriziaRanieri, Vanessa Ranieri, Caterina Scarafino, Gloria Sigismondi, Max Strata.Un ringraziamento particolare a Domenico Palladino per l’enorme lavoro di preparazionedelle schede per il censimento e per le elaborazioni successive senza il quale sarebbe statoimpossibile portare a termine il presente lavoro.Si ringrazia per l’aiuto e l’interesse dimostrato il Cons. Antonio Agostini Segretariogenerale, Eleonora Bianchi, Eugenio Duprè, Valentina Mazzenga, Gilberto Jacopo e PaolaZingaretti, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.In particular, we would like to thank Domenico Palladino for the enormous work to prepare censussheets and following processing, without which it would have been impossible to complete this workand Cons. Antonio Agostini, Eleonora Bianchi, Eugenio Duprè, Valentina Mazzenga,Gilberto Jacopo and Paola Zingaretti, of Ministero dell’Ambiente e della Tutela delTerritorio e del Mare.Maggio 2013 4.
4 ELENCO COMPILATORI PER OASIREG	Nome	Oasi	COMPILATORI	AB Calanchi di Atri De Ascentiis Adriano AB Cascate del Verde Di Renzo Giuseppe, Salvatore BiagioAB Gole del Sagittario Ricci Filomena, Matricardi Costanza, Giannangeli Luisa AB Lago di Serranella Natale Andrea Rosario, Artizzu Federico, Cericola Sante, Di Tizio Luciano, Pellegrini Mario AB Sorgenti del Pescara Testi Anna, Fanelli Giuliano, Piera Lisa Di Felice,D’Angeli Diego, AB Lago di Penne Artese Caterina BA Lago Pantano di Pignola Romano Francesco, Cerverizzo Andrea, Berillo MariaBA Bosco di Policoro Antonio Colucci, Luigi Agresti BA Lago di San Giuliano Agresti Luigi, Berillo Maria CA Lago dellAngitola Paolillo Giuseppe, Prof. PizzolottoCA Cratere degli Astroni Canonico Fabrizio CA Persano Lenza Remigio CA Bosco di San Silvestro Paolella Francesco V., Russo DaniloCA Grotte del Bussento ‐ Morigerati Ventre Nicola CA Campolattaro ‐ alta valle fiume Tammaro Mancini Vincenzo CA Monte Polveracchio Armenante Enzo, La Magna GiovanniCA Montagna di Sopra Tedeschi Costantino, Capasso Silvia, Carpino FilomenaCA Lago di Conza Giannotti Marcello, Zapponi Livia, Mancuso Claudio, Croce Antonio, Gentile Alberto, Russo Danilo ER Ghirardi (PR) Sardella Guido, Ottolini Enrico, Ghillani LuigiER Montovolo/Monte Vigese (BO) Senni Leonardo ER Cà Brigida (RN) Bagli Loris ER Dune fossili Massenzatica (FE) Balboni Giampaolo, Sykorova MariaER Marmirolo/Rio Rodano Marco Benelli ER Ex risaia Bentivoglio S Pietro in Casale (ex oasi) Bonazzi Dante ER La Francesa/Valle di Gruppo Massarenti Alberto, Turci Carlo, Contini SauroFVG Miramare Spoto Maurizio LA Macchiagrande (RM) Marcone Francesco, Di Giuseppe RiccardoLA Torre Flavia (ex Oasi) Battisti Corrado LA Ninfa WWF Oasi LA Lago Secco Cammerini Giampiero LO Torbiere di Albate (CO) Brambilla Mattia, Marelli Bianchi Ottorina,LO Monticchie (ex Oasi) Canova Luca LO Foppe di Trezzo Defilippis Giuliana LO Valpredina (BG) Gibellini Anna Maria, Brambilla MattiaLO Bosco di Vanzago (MI) Longo Andrea Maria LO Le Bine Bolpagni Rossano, Cecere FrancescoMA Frasassi Angelini Jacopo MA Ripa Bianca di Jesi Biondi Edoardo, Gambelli Pierfrancesco, De Paoli AndreaMA Torricchio WWF OASI MO Guardiaregia‐Campochiaro Merola Nicola, De Lisio Lorenzo, Colella RobertoPI Baraggia di Bellinzago Fortina Riccardo, Ripamonti Alessandro 5.
5 PI La Bula/Stagni di Belangero De Maria Marco, Baldizzone Giorgio, Caprio EnricoPI Il Verneto Ferrero Teo, Baldizzone GiorgioPI Valmanera Baldizzone Giorgio, De Maria Marco, Pensati Fabrizio, Caprio Enrico PI Cascina Bellezza/Stagni Poirino Sindaco Roberto, Seglie Daniele, Vallinotto Elisa, Soldato Giovanni, Evangelista Massimo PU Torre Guaceto Leonardo Lorusso PU Le Cesine Liuzzi Cristiano, De Matteis GiuseppePU Monte Sant Elia/Area Gravine Chiatante Pietro, Chiatante Gianpasquale, Monaco AntonioPU Lago Salso Caldarella Matteo, Rizzi Vincenzo, Marrese MaurizioSA Monte Arcosu Loddo Antonello SA Steppe sarde WWF OASI SI Capo Rama Genco Laura SI Lago Preola e Gorghi Tondi D’Angelo Stefania, Pasta Salvatore, Lo Valvo Mario, Marchese Maurizio SI Saline di Trapani e Paceco Piacentino Antonina Silvana, Adragna Francesco, Culmone Girolamo SI Torre Salsa Callea Gerlando, Giacalone Gabriele, Lentile RenzoTAA Valtrigona Mayr Stefano TAA Inghiaie Negra Osvaldo, Menegon MicheleTO Cornacchiaia Guglielmi Roberto TO Stagni di Focognano Scoccianti Carlo TO Padule di Bolgheri Politi Paolo Maria TO Orti Bottagone Politi Paolo Maria TO Lago di Burano (I)Lago di Burano (II) Cianchi Fabio TO Orbetello Cianchi Fabio TO Bosco Rocconi Cianchi Fabio, Margiacchi RobertaTO San Felice Anselmi Giuseppe, Ragazzini Roberto, Simoni MarcoUM Alviano Capoccia Alessio VE Stagni di Casale Tasinazzo Stefano, Fiorentin Roberto, Fracasso Giancarlo, Farinello Fabio, Stefani Lorenzo VE Vajo Galina Dall’O’ Michele, Bombieri RiccardoVE Palude del Busatello Cuizzi, Trivellini Guido VE Dune degli Alberoni Cavolo Fabio,Castelli Stefano, Bernardi Marco, Pulliero Massimiliano, Sommaggio Daniele, Pegorer Michele,Perlasca Paolo, Novarini Nicola, Uliana Marco, Bon Mauro VE Cave di Noale Bano Martina, Carraro Vinicio, Bon Mauro, Novarini NicolaVE Valle Averto Perlasca Paolo, Scarpa Davide, Castelli Stefano, Semenzato Massimo, Bon Mauro, Uliana Marco, Buffa Gabriella, Ghirelli Leonardo 6.
6 Indice Premessa di Fulco Pratesi – Presidente Onorario del WWF Italia 8Un modello di Conservazione di Adriano Paolella – Direttore Generale del WWF Italia 10 Introduzione 12 1. LaDirettivaHabitatelaReteNatura2000 16 La Rete Natura 2000 tra criticità e sviluppi 183° Report Nazionale Direttiva Habitat: verso un sistema nazionaledi monitoraggio, per una conservazione basata sulla conoscenza 22Obblighi e rendicontazioni 26 2. IlsistemadelleOasiWWFItalia 30 3. IlmonitoraggionelleOasidelWWF 40 Gli obiettivi 40Il metodo 42Regioni biogeografiche ed ecoregioni 46 4. Risultati 50GLI HABITAT 54Bioregione alpina - Habitat 56Bioregione continentale - Habitat 58Bioregione mediterranea- Habitat 60LE SPECIE 62Bioregione alpina – Specie – L’orso 68Bioregione continentale – Specie - La regressione delle specie ornitiche di ambienti aperti 74Bioregione mediterranea – Specie 825. Leminacce 966. HabitatespecietargetdelsistemaOasidelWWF 1027. Considerazionifinali 114Bibliografia 122 7.
7 Contents Preamble by Fulco Pratesi, Honorary President of WWF Italy 9A Conservation model by Adriano Paolella, General Director of WWF Italy 13Introduction 14 1. ThehabitatdirectiveandNatura2000Network 17 The Natura 2000 Network between Critical Aspects and Developments 19Obligations and Reporting 233rd NationalRreport on Habitat Directive: towards a nationalmonitoring system, for conservation based on knowledge 27 2. ThesystemofWWfItaly’sprotectedareas 31 3. MonitoringinWWF’sprotectedareas 41 The targets 41The method 43Biogeographical regions and Ecoregions 47 4. Theachievements 51THE HABITATS 55The Alpine bioregion - Habitat 57The Continental Bioregion - Habitat 59The Mediterranean Bioregion - Habitat 61LE SPECIES 63The alpine bioregion –Species - Bear 69The continentale Bioregion – Species - The regression of avian species in open environments 75The Mediterranean Bioregion – Species 835. Thethreats 976. Habitatsandtargetspecies 1037. Finalconsiderations 115References 122 8.
8 PREMESSA Che le Oasi del WWF siano all’avanguardia in Italia nelle classifiche deiluoghi ove la biodiversità sia più attentamente ed efficacemente tutelata ècosa nota. E i successi ottenuti nei 45 anni dalla loro prima realizzazioneconfermano questo primato.Basti pensare al salvataggio del cervo sardo, al recupero numerico dellalontra, alle tante specie, animali e vegetali scoperte e protette all’interno dei35.000 ettari di questo “Parco nazionale diffuso”, che spazia dalle Alpi allaSicilia e alla Sardegna, salvaguardando paludi e faggete, fiumi e spiagge,falesie e praterie, in tante piccole e grandi tessere di un mosaico compositoeretto a presidio dei paesaggi e degli ambienti del Bel Paese.Ma le agiografie e gli autoincensamenti sarebbero effimeri se - come si puòverificare nel presente documento, creato con la collaborazione e ilpatrocinio del Ministero dell’Ambiente - essi non fossero sostenuti da unamesse grandissima di ricerche e di studi ai quali centinaia di volontari e diesperti hanno generosamente contribuito.Questo monitoraggio, accompagnato dalle Liste Rosse delle specie inpericolo che il WWF ha elaborato in tanti anni di ricerca sul campo, oltre afornire dati importanti e incontrovertibili, segnala lo status di molte specie,il loro declino, la loro stabilità e, in qualche caso, anche il loro confortanterecupero al quale, sarebbe ingiusto negarlo, le Oasi hanno contribuito inmodo spesso sostanziale. Soprattutto grazie alla molteplicità di siti protettiche comprendono anche aree, spesso al di fuori della rete Natura 2000,prevalentemente agricole o marginali, ove però si concentrano purtroppo lemaggiori minacce alla biodiversità, non solo ai danni di flore messicole, maanche di faune, soprattutto uccelli, dei quali il monitoraggio e i censimentici segnalano preoccupanti cali.La lettura, anche da parte di non specialisti, apporterà, in forma piacevoleed agile, notizie e informazioni su specie considerate rarissime come la bellarosalia alpina, il colorato ululone ventre giallo, la farfalla monarca africanae tanti altri.Infine, ancora una volta, oltre contare sulla passione ed entusiasmo dicollaboratori, soci e volontari che operano nel mondo delle Oasi, il WWF hapotuto basare la sua azione su solide competenze scientifiche, utilizzando icomponenti del suo Comitato Scientifico, ai quali va la nostra gratitudine. Fulco PratesiPresidente Onorario del WWF Italia 9.
9 PREAMBLEIt is known that WWF’s protected areas are advanced in Italy wherebiodiversity is more carefully and effectively protected. And the successachieved during the first 45 years since they were established confirmsthis primacy.Examples of this are the protection of Sardinian red deer from extinction,the recovery of the number of otters, and the many animal and plantspecies discovered and protected within the 35,000 hectares of this“Widespread National Park”, going from the Alps to Sicily and Sardinia,protecting wetlands and beech forests, rivers and beaches, cliffs andmeadows, in many small and big tiles of a composite mosaic made toprotect the Italian natural landscape and environments.However, hagiography and self-celebrations would be short-lived if – as itis possible to see in this document, created with the cooperation andsupport of the Italian Ministry of the Environment – they were notsupported by a very large quantity of research and studies with thegenerous contributions of hundreds of volunteers and experts.This monitoring, including the Red Lists of endangered species developedby the WWF during many years of field activities, provides important andincontrovertible data and shows the status of many species, their decline,their stability, and, in some cases, also their reassuring recovery alsothrough substantial and undoubted contributions of WWF Italy’sprotected areas. The contributions of WWF Italy’s protected areas alsoinclude agricultural or marginal areas, which are not in the Natura 2000network but where the main threats for biodiversity are found, not only tothe detriment of crop species, but also of fauna, especially birds, whosenumber is dramatically dropping, as monitoring and censuses areshowing.This text also provides news and information about very rare species, suchas the beautiful Rosalia longicorn, colourful yellow-bellied toad, Africanmonarch butterfly, and many others, also for non-specialists in a pleasantway.Finally, once again, in addition to the passion and enthusiasm of its staff,members, and volunteers working in its protected areas, the WWF couldfocus its action on solid scientific knowledge of the members of itsScientific Committee, and we thank them for this.Fulco PratesiHonorary President of WWF Italy 10.
10 Conservare la diversità non è cosa facile in un modello economico e socialeche consuma, spreca e genera una continua domanda di risorse e che nonpone limiti all’esponenziale crescita della popolazione.Essendo proprio i comportamenti umani la principale causa di alterazionedegli ecosistemi è necessario che tutte le attività umane siano sotteseall’obiettivo di conservare la natura e quindi la conservazione, in quanto lasua realizzazione necessita di una consapevolezza collettiva, non può cheessere l’esito di una modificazione culturale.Ciò implica che all’intervento diretto su habitat e specie si deve affiancareun’azione di sensibilizzazione che indirizzi l’interesse delle comunità versola ricerca di un nuovo equilibrio fondato sul valore insostituibile dellanatura e sulla sua centralità nella definizione del benessere degli individui.E’ questo il progetto Oasi del WWF.Un progetto di prossimità che rende possibile l’interazione con la natura(perché la qualità della natura è rileggibile ovunque, anche vicino casa) epossibile praticare concretamente comportamenti che conservano i sisteminaturali, parte qualificante della nostra esistenza e non ostacoli al nostrobenessere. Un progetto di conservazione diretta che con efficacia nel corsodegli anni ha dimostrato come sia possibile gestire qualificatamente areeprotette. Un progetto economico e sociale che giorno per giorno concretizzain sede locale un equilibrio tra attività economiche e conservazione.Questi sono i principali caratteri del modello di conservazione praticato dalWWF Italia che, oltre a sostenere la conservazione di habitat e specieprioritari nel pianeta, si è impegnato a conservare parti di territorio in unPaese, come il nostro, ad elevata densità di popolazione, di insediamenti, diinfrastrutture consapevole del fatto che se si vuole conservare la natura ènecessario lasciare spazio ai sistemi naturali. Spazi fisici perché non vi puòessere conservazione di specie (se non in condizioni di artificialità) se nonrimane spazio in cui esse possano vivere e spazi comportamentali perchénon essendo sempre possibile avere degli spazi esclusivi per le specie ènecessario operare per convivere con esse.Il WWF attraverso le Oasi ha parlato un linguaggio comprensibile,semplice, diretto senza rinunciare, e questa pubblicazione lo mostra, ad unaindispensabile qualità tecnica scientifica nella gestione delle aree; unlinguaggio di prossimità non banalizzato che ci ha permesso di interloquirecon tutti i settori della società per porre la natura al centro del comuneinteresse.Adriano PaolellaDirettore Generale del WWF ItaliaUN MODELLO DI CONSERVAZIONE 11.
11 Conservation of diversity is not easy in a social and economic model thatconsumes, wastes, and generates a continuous demand for resources anddoes not put any limit to the exponential growth of the population.As human behaviours are the main cause of the deterioration ofecosystems, it is necessary that all human activities are aimed atachieving the objective of preserving nature. Therefore, conservation, asits implementation requires a collective consciousness, can only be theoutcome of a cultural change.This implies that direct actions on habitats and species must be combinedwith an awareness campaign action, which guides the interests ofcommunities towards the search for a new balance based on theirreplaceable value of nature and its central role in the definition ofindividual well-being.This is the meaning of WWF’s ‘Oases’ project.This is a proximity project that makes it possible to interact with nature(as the quality of nature can be assessed everywhere, even near home) andcan actually practice behaviours that conserve natural systems, which area qualifying part of our existence and not obstacles to our well-being. The‘Oases’ direct conservation project has increased its effectiveness over theyears and has shown that it is possible to manage protected areas in aqualified way. The ‘Oases’ project is also an economic and social projectthat translates a balance between business activities and conservation intothe local context day after day.These are the main characteristics of the conservation model practiced bythe WWF Italy, which, in addition to supporting conservation of habitatsand priority species on the planet, has pledged to preserve parts of theterritory in Italy that has a high density of population, human settlements,and infrastructures, being aware that if you want to conserve nature it isnecessary to leave space to natural systems. Physical spaces arenecessary, because conservation of species (unless it is practiced inartificial conditions) is not possible if there is space in which species canlive, as well as behavioural spaces, because it is not always possible tohave exclusive areas for the species and it is necessary to ensure humanscan live with them.Through its ‘Oases’, the WWF has spoken an understandable, simple, anddirect language, without neglecting – and this book shows this – anindispensable scientific and technical quality in the management of itsprotected areas. The WWF has spoken a non-trivialized proximitylanguage that allowed us to interact with all sectors of the society to putnature at the centre of common interest.Adriano PaolellaGeneral Director of WWF ItaliaACONSERVATIONMODEL 12.
12 INTRODUZIONE Il Sistema delle Oasi WWF Italia è attualmente costituito da 117 oasi, di cui78 sono inserite nella Rete Natura 2000, cioè appartengono, in parte o deltutto, a Siti d’Importanza Comunitaria (Direttiva “Habitat” - 42/93/CEE) oZone di Protezione Speciale (Direttiva“Uccelli” 2009/147/CEE - ex79/409/CEE). Nel sistema delle Oasi del WWF Italia hanno anche fattoparte altre 60 aree, 32 delle quali rientrano in Rete natura 2000 e due diqueste, Torre Flavia (Lazio) e Monticchie (Lombardia), hanno partecipatoal monitoraggio presentato in questo lavoro.L’attuale complessità del sistema e la responsabilità di gestire unpatrimonio estremamente importante come quello custodito nelle OasiWWF Italia, ha portato l’Associazione ad avviare una valutazioneaggiornata dello stato della conservazione nelle aree appartenenti a ReteNatura 2000. E’ stato così predisposto un metodo di valutazione “speditivo”basato sulla “conoscenza” diretta delle aree da parte dei responsabili delWWF e degli esperti che con essa collaborano, che ha consentito di“fotografare” l’attuale situazione e ottenere indicazioni sull’efficacia delleazioni e politiche di conservazione in un campione rappresentativo perl’Italia.Questa prima “fotografia” non vuole e non può essere esaustiva o sostitutivadi quanto richiesto dall’Unione europea che prevede all’art. 17 delladirettiva Direttiva “Habitat” e all’art.12 della Direttiva “Uccelli” unospecifico e approfondito monitoraggio dei siti Natura 2000 per il qualel’ISPRA, per conto del Ministero dell’Ambiente, ha redatto delle appositeLinee Guida per l’intero territorio nazionale.Il monitoraggio del WWF può essere considerato un primo consistentepasso verso quella direzione e un contributo per possibili verificheincrociate tra i dati raccolti dalle Regioni e le risultanze del monitoraggioWWF nelle “proprie” Oasi.ArchivioWWF/F.Cianchi 13.
13 INTRODUCTION The System of WWF Italy’s protected areas called ‘Oases’ currentlyconsists of 117 protected areas, 78 of which are included in the Natura2000 Network, i.e. they are partly or totally included in Sites ofCommunity Importance (“Habitats” Directive - 42/93/EEC) or SpecialProtection Areas (‘Birds’ Directive 2009/147/EEC - former 79/409/EEC).The system of WWF Italy’s protected areas also includes 60 moreprotected areas, 32 of which are included in the Natura 2000 Networkand two of them: Torre Flavia (Latium) and Monticchie (Lombardy), wereinvolved in the monitoring activities presented in this work.The current complexity of the system of WWF Italy’s protected areas andresponsibility to manage the important heritage they host encouraged theWWF Italy to start an up-to-date assessment of the conservation status inthe areas included in the Natura 2000 Network. Therefore, an“expeditious” assessment method based on direct “knowledge” of the areasby WWF coordinators and experts was organised. This assessmentmethod allowed “taking a picture” of the present conservation status ofcommunity interest species and habitats and obtain information about theeffectiveness of protection actions and policies in a representative samplefor Italy.This first “picture” should not and cannot be considered as a full orsubstitutive description of the requirements of the European Union. Infact, the art. 17 of the ‘Habitats’ Directive and art. 12 of the ‘Birds’ Directiveprovide for specific and thorough monitoring of the Natura 2000 Networksites for which the ISPRA, on behalf of the Italian Ministry of theEnvironment, released specific Guidelines.WWF’s monitoring may be considered as a first significant step in thatdirection and a contribution for possible crosschecks of the data collectedat the regional level and outcomes of WWF monitoring in its ‘own’protected areas. ArchivioWWF/F.Cianchi 14.
15 ArchivioWWF/F.Cianchi1. LA DIRETTIVA HABITATELARETENATURA2000 16.
16 1. LADIRETTIVAHABITATELARETENATURA2000In base alla Direttiva “Habitat” 92/43/CEE del 21 maggio 1992, è statocondotto a livello continentale il rilevamento della biodiversità per favorirela “conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e dellafauna selvatica”. Il ruolo centrale assegnato agli habitat riconosciuti diinteresse conservazionistico dalla Direttiva (All. I) evidenzia esplicitamenteil valore del livello di organizzazione fitocenotica mediante l’identificazionedelle tipologie vegetazionali come unità base della biodiversità. In questomodo si realizza direttamente e indirettamente anche la conservazione dellespecie (Allegato II) in quanto la conservazione delle popolazioni si attua,prima di tutto, mediante la conservazione degli habitat che sono utilizzaticome fonte di cibo, riproduzione, ecc. Di ciascun habitat la vegetazione,oltre a evidenziare la parte immediatamente percepibile, ci fornisce ancheun’indicazione delle caratteristiche ecologiche, in base al postulatoscientifico per il quale ad ogni particolare ambiente corrisponde una serie divegetazioni adattate a tali condizioni.Per la prima volta viene, infatti, chiaramente espresso in ambito legislativoil legame tra specie e comunità, per la prima volta si sceglie lasintassonomia1 come riferimento di base per tutti i paesi membri della CEEe per la prima volta si intende considerare nella rete dei Siti di ImportanzaComunitaria anche porzioni di territorio seminaturali o parzialmentedegradate che evidenzino elementi di resilienza verso la vegetazionenaturale potenziale. Per la prima volta, inoltre, si riconosce ad alcuni aspettidel paesaggio antropico un particolare valore di biodiversità e se nepropone la conservazione attiva.Il recepimento della Direttiva “Habitat” in Italia è stato accompagnato daun intenso dibattito, non solo scientifico, che ha portato allo sviluppo nelleprime fasi di attuazione a un modello che si potrebbe definire “regionale”.Ciò anche perché, nelle prime fasi, il Ministero dell’Ambiente, da pocoistituito, non aveva ancora le strutture e le competenze adeguate percoordinare e sviluppare con efficacia un programma così complesso eambizioso. Tuttavia, grazie all’impegno della Direzione per la Protezionedella Natura del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e delMare, in collaborazione con la Società Botanica Italiana e l’UnioneZoologica Italiana, si riuscì a coinvolgere le Università e le struttureregionali al fine di predisporre il primo elenco di Siti da proporre per lacostituenda Rete NATURA 2000. In seguito, l’ampliamento delleconoscenze di base e l’efficace ruolo di regia avuto dal Ministerodell’Ambiente, hanno consentito alle Regioni di migliorare e integrare laprima formulazione, definendo una Rete molto estesa e coerente con gliobiettivi proposti2. 1 Sintassonomia: sistematica delle comunità vegetali o Tassonomia fitosociologica. Ciascuno dei ranghi che si riconosconoal suo interno è detto sintaxon. Lunità di base è lassociazione, cui seguono in ordine gerarchico crescente lalleanza,lordine e la classe.2 Tratto dal sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Marehttp://vnr.unipg.it/habitat/premessa.jsp 17.
17 1. THEHABITATDIRECTIVEANDNATURA2000NETWORKBased on the “Habitats” Directive 92/43/EEC dated 21 May 1992,biodiversity was assessed at the European level to support the“conservation of natural and semi-natural habitats and wild flora andfauna”. The key role assigned to the habitats considered as important forconservation purposes by the Directive (Annex I) clearly shows the valueof the phytocenotic organisation level through the identification ofvegetation types as basic units of biodiversity. In this manner, speciesconservation is also ensured directly and indirectly (Annex II), as theconservation of populations is implemented, first and foremost, throughconservation of the habitats used as sources of food, reproduction, etc. Thevegetation of every habitat highlights the readily perceivable part andprovides an indication of ecological characteristics, based on the scientificpostulate according to which every specific environments corresponds to anumber of vegetations adapted to these conditions.In fact, for the first time, the link between species and communities isclearly specified in the legislation. For the first time, syntaxonomy3 isselected as the basic reference for all EEC member countries. For the firsttime, parts of semi-natural or partially degraded areas showing elementsof resilience towards potential natural vegetation are included in thenetwork of Sites of Community Importance. For the first time, a specialbiodiversity value is assigned to some aspects of human-shaped landscapeand its active conservation is proposed.In Italy, intense debates were held during the implementation of the“Habitats” Directive. The debates were not only in the scientific field, andthey lead to the development of a model that may be called “regional” inthe initial implementation steps. The reason for this was also that,initially, the Italian Ministry of the Environment, which had just beenestablished, did not have the appropriate organisation and skills requiredto effectively coordinate and develop such a complex and ambitious plan.However, through the commitment of the Directorate for NatureProtection of the Italian Ministry of the Environment and Land and SeaProtection, in cooperation with the Italian Botanical Society and ItalianZoological Union, it was possible to involve Universities and regionalorganisations to draw up the first list of Sites to be proposed for theNATURA 2000 Network that was being established. Subsequently, theextension of basic knowledge and effective coordination role of the ItalianMinistry of the Environment allowed the Regional Authorities improvingand integrating the first version, defining a widespread and consistentNetwork with the proposed objectives4. 1 Syntaxonomy: Systematics of plant communities or phytosociological Taxonomy. Every rank it contains is calledsintaxon. The basic unit is the association, followed by alliance, order, and class in growing hierarchical order.2 Abstract from the website of the Italian Ministry of the Environment and Land and Sea Protectionhttp://vnr.unipg.it/habitat/premessa.jsp 18.
18 LA RETE NATURA 2000, TRA CRITICITÀ E SVILUPPINegli anni ’90, come si è detto, prese vita la Rete Natura 2000, mediantel’individuazione di aree che, secondo determinati criteri scientifici econservazionistici, dovevano costituire una “rete” per la di biodiversità.Obiettivi e modalità di questo eccezionale percorso virtuoso voluto dallaUnione europea, furono una “boccata d’ossigeno” per la conservazionedella natura: IBA (Important Bird Area), divenute nel tempo ZPS (Zonaa Protezione Speciale), ai sensi della Direttiva “Uccelli” e SIC (Siti diImportanza Comunitaria) per la Direttiva “Habitat”, divennero oggettodi attenzione e di speranza per chi conosce il grande valore dellabiodiversità e ne auspica la salvaguardia. Specie animali e vegetali ehabitat, divennero in pochi anni motivo forte di opposizione a progettiscellerati, a tentativi costanti di manomissione di ambienti unici almondo o, se anche non unici, in ogni caso fondamentali per garantire lasopravvivenza di ogni genere di essere vivente, dal più noto al piùsconosciuto, ma finalmente riconosciuto e sostenuto per la suaimportanza alla collettività.Questo momento magico ha avuto per anni l’interlocuzione sinergicadella Direzione generale Ambiente della Commissione Europea e, aseguire, laddove si attivavano le procedure di infrazione, la condivisionedi obiettivi e principi anche della Corte di Giustizia Europea. Laddove lagiustizia italiana falliva, vuoi per mancanza di volontà o di mezzi osemplicemente di insufficienti strumenti legislativi, si aveva la certezzache l’organismo centrale europeo, nella sua diramazione ambientale,avrebbe ascoltato e contribuito a far rispettare la Direttiva “Habitat” e laDirettiva “Uccelli”. Si era quindi da un lato rassicurati da questi entilontani geograficamente ma vicini negli obiettivi, dall’altro frustrati dalladiffusa indifferenza nostrana a queste norme sconosciute ai più, e dalvedere fallire in molti casi, i tentativi di impedire la distruzione del benenaturale oggetto di volta in volta di accese battaglie locali, regionali onazionali. Purtroppo in questi ultimi anni la situazione è cambiata e si èriscontrata una notevole e preoccupante diminuzione dell’attenzione suqueste problematiche anche da parte degli organismi europei. 19.
19 NATURA 2000 NETWORK, BETWEEN CRITICAL ASPECTSAND DEVELOPMENTS During the 1990s, the Natura 2000 Network was established throughthe identification of areas that, according to specific scientific andconservationist criteria, had to constitute a ‘network’ for biodiversity.The objectives and procedures of this exceptional virtuous processdecided by the European Union were a “a shot in the arm” for natureconservation. The IBAs (Important Bird Areas), which became SPA(Special Protection Areas) through time, in accordance with the ‘Birds’Directive and SCI (Sites of Community Importance) for the ‘Habitats’Directive, attracted the attention and hope of those who know the greatvalue of biodiversity and want its protection. After a few years, animaland plant species and habitats became a strong reason to opposewicked projects, constant attempts to tamper unique environments inthe world or, even though they were not unique, they were in any casecrucial to ensure the survival of any living beings, from the mostfamous to the most unknown, but finally recognised and supported fortheir community importance.For years, this magic moment had the synergic support of theDirectorate General for the Environment of the European Commissionand, subsequently, the same objectives and principles were also sharedby the European Court of Justice, in the case infraction procedureswere activated. Whenever the Italian justice failed, due to either lack ofcommitment or tools, or simply due to insufficient legislative tools, itwas certain that the European Commission, in its environmental sector,would have listened and contributed to ensure the observance of the‘Habitats’ Directive and ‘Birds’ Directive. Therefore, on one hand, wewere reassured by these geographically far institutions, which sharedour same objectives; on the other hand, we were frustrated because ofwidespread indifference in Italy towards these rules that the majorityof people did not know, and because we saw that the attempts toprevent the destruction of natural value being the subject, each time, ofheated local, regional, or national battles, failed in many cases.Unfortunately, during the last few years, the situation has changed andconsiderable and concerning reduction of attention on these issues isnow experienced also from European institutions. 20.
20 Opere devastanti dal chiaro impatto irreversibile, venivano assolte senzamotivazioni tecnico scientifiche, vanificando l’approccio positivo delledirettive europee per la conservazione di habitat e specie prioritarie. Nellostesso tempo, gli strumenti attivati dalle norme di recepimento nazionale eregionale diventavano inutili, con maglie larghissime di interpretazione epochissimi strumenti per intervenire a evitare il proseguo di opere e/oazioni devastanti per la biodiversità. Di fronte ad un costante e inarrestabiledepauperamento di questi siti, che insieme avrebbero dovuto essere la retedella biodiversità, la stessa diventava oggetto di campagne internazionalima senza vedere coniugati gli obiettivi del passato e quelli attuali. La gravederegulation normativa che varia da regione a regione, la stessaValutazione di Incidenza ridotta spesso a semplice esercizio autoassolutoriodi qualsivoglia opera o attività, per cui “nulla mai accade a specie animali ovegetali, a sistemi biotici o abiotici”, sono la realtà di oggi, con pocheeccellenze e ancor meno casi esemplari di corretta applicazione. WWF Italiae LIPU5 hanno recentemente redatto un dossier da inviare allaCommissione Europea sull’Ambiente riguardo le principali minacce sui sitidi Rete Natura 2000 in Italia, al fine di denunciare molti interventi di forteimpatto ambientale e la mancanza di adeguate valutazioni di incidenza.La Rete Natura 2000, che doveva mantenere in buono stato diconservazione la biodiversità, è sottoposta quotidianamente a stress emodifiche spesso irreversibili, è sempre più lontana dagli obiettivi postidalla stessa Unione Europea, che, purtroppo, non sembra più in grado oforse intenzionata a fermare questo trend negativo. Dobbiamo lavorareaffinché il divario tra obiettivi dichiarati e quotidiana inazione, siricomponga e si torni al necessario rigore di un tempo, prima che siatroppo tardi. 5 Lega Italiana Protezione UccelliReti di aree protetteRete Natura 2000 rispecchia una cultura in parte già presente in Europa, e non solo, che evidenzia l’importanza direti di aree protette; ciò è testimoniato dalle importanti esperienze di organizzazioni nazionali e internazionali chesi sono distinte nella tutela della natura e nella sensibilizzazione ed educazione ambientale. Dalle più anticheorganizzazioni inglesi come la Royal Society for the Protection of Birds (RSPB), fondata nel 1889, chepromuove la protezione degli uccelli e si occupa di 213 riserve naturali per complessivi 143.000 ettari, al NationalTrust che dal 1895 lavora per conservare e proteggere i luoghi storici e ambienti naturali per sempre e per tutti,alle più recenti organizzazioni come Eurosite che riunisce organizzazioni governative e non governative, nonchégli organismi privati (62 membri di 21 Paesi europei), in collaborazione attiva per la gestione pratica della natura inEuropa, per passare alle 117 Oasi naturali del WWF Italia o alle 35 della Lega Italiana Protezione Uccelli. Visono poi altre reti di aree protette gestite da enti statali come il Corpo Forestale dello Stato in Italia chegestisce 110 riserve dello Stato o Conservatoire du Littoral in Francia che si occupa della conservazione dellecoste sotto la supervisione del Ministro della conservazione. E’ indubbia l’importanza di soggetti che si occupano disistemi di aree protette perché sono in grado di promuovere azioni di sensibilizzazione, di educazione ambientale,di conservazione della natura e monitoraggio che assicura una visione a larga scala che sfugge alla letturaindividuale delle singole riserve o oasi naturali, contribuendo all’individuazione di politiche di conservazione piùefficaci ed efficienti anche e soprattutto in relazione all’attuazione delle direttive europee - “Habitat” e “Uccelli” - ea Rete Natura 2000. 21.
21 Devastating works having a clear irreversible impact on the environmentwere acquitted with no technical-scientific reasons, frustrating thepositive approach of the European directives for conservation of habitatsand priority species. At the same time, the tools activated by the nationaland regional implementation rules became useless, with very broadpossible interpretations and very few tools to act to avoid the continuationof devastating works and/or actions for biodiversity. In a situation ofconstant and relentless impoverishment of these sites, which should haveformed together the network of biodiversity, this situation became thesubject of international campaigns, but without the implementation ofpast and present objectives. The serious deregulation that changes fromregion to region, and even the Impact Assessment often reduced to a mereself-acquitting exercise of any work or activity, due to which “nothinghappens to animal or plant species, biotic or abiotic systems”, correspondto today’s situation, with just a few excellences and even less exemplarycases of proper implementation. The WWF Italy and LIPU6 have recentlyformulated a report to be sent to the European Commission of theEnvironment, concerning the main threats affecting the sites of the Natura2000 Network in Italy, in order to report many actions having a strongenvironmental impact and the lack of appropriate Impact Assessments.The Natura 2000 Network, which had to keep biodiversity in a goodconservation status, undergoes stress and often irreversible changes on adaily basis. The Network is increasingly far from the objectives set by theEuropean Union and, unfortunately, it seems it is no longer able or maybewilling to stop this negative trend. We have to work to ensure that thedifference between declared objectives and daily inaction is removed andwe go back to the necessary rigour of the past, before it is too late. 5 Italian Bird Protection LeagueNetworks of Protected AreasThe Natura 2000 Network reflects a culture that partly already exists in Europe, and not only, which shows theimportance of the networks of protected areas; this is shown by the important experience of national andinternational organisations which have stood out for the protection of nature and in awareness-raisingcampaigns and environmental education. From the oldest British organisations, such as the Royal Society forthe Protection of Birds (RSPB), established in 1889, which promotes the protection of birds and manages 213natural reserves for a total surface of 143,000 hectares, to the National Trust, which has been working since1895 to conserve and protect the historical locations and natural environments forever and for all, to the morerecent organisations, such as Eurosite, whose members are governmental and non-governmentalorganisations, as well private organisations (62 members from 21 European countries), in active partnership forpractical management of nature in Europe, to the 117 protected areas of the WWF Italy, or 35 protected areasof the Lega Italiana Protezione Uccelli (Italian Bird Protection League). There are also other networks ofprotected areas managed by government authorities, such as the Corpo Forestale dello Stato (State ForestRangers) in Italy, which manages 110 National Nature reserves, or the Conservatoire du Littoral in France,which deals with the conservation of coastal areas under the supervision of the French Minister of Conservation.The organisations dealing with systems of protected areas are certainly important, as they are able to promoteawareness-raising, environmental education, nature conservation, and monitoring actions, which ensure a widescale vision, which is not possible through the analysis of individual protected areas or natural reserves. Theseactions help identifying more effective and efficient conservation policies also and mainly in relation to theimplementation of European directives - “Habitats” and “Birds” – and Natura 2000 Network. 22.
22 *Fig. 1 Confronto tra numero di schede attese dall’Italia (verde), Danimarca eGran Bretagna (Fonte: elaborazione ISPRA su dati tratti da Article 17DataBase;http://bd.eionet.europa.eu/article17/reference_portal)Piero Genovesi, Anna Alonzi, Pierangela Angelini, Stefania Ercole, Valeria Giacanelli,Francesca Ronchi *L’Italia deve, entro giugno 2013, completare ed inviare alla Commissione Europea il 3°Rapporto della Direttiva Habitat, che dovrà contenere una valutazione sullo status ditutte le specie e gli habitat di interesse comunitario segnalati per il nostro Paese. Losforzo richiesto all’Italia è particolarmente impegnativo, perché il numero di habitat especieda rendicontare è molto elevato e comprende 216 specie animali, 113 specievegetali e 134 habitat (126 terrestri, 8 marini), un numero quadruplo rispetto a paesicome il Regno Unito, che investe nel monitoraggio della biodiversità molto più di quantonon si faccia in Italia (Fig. 1). 3° REPORT NAZIONALE DIRETTIVAHABITAT: VERSO UN SISTEMANAZIONALE DI MONITORAGGIO, PERUNA CONSERVAZIONE BASATA SULLACONOSCENZA Fig. 1 Comparison between the number of forms expected from Italy (green),Denmark, and the UK (Source: ISPRA report based on data fromArticle17DataBase; http://bd.eionet.europa.eu/article 17/reference_portal)ISPRA – Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione dell’Ambiente - Via Vitaliano Brancati 48- 00144 Roma.Email - piero.genovesi@isprambiente.it 23.
23 *3rd NATIONAL REPORT ON HABITATDIRECTIVE: TOWARDS A NATIONALMONITORING SYSTEM, FORCONSERVATION BASED ON KNOWLEDGEPiero Genovesi, Anna Alonzi, Pierangela Angelini, Stefania Ercole, ValeriaGiacanelli, Francesca RonchiBy the end of June 2013, Italy shall complete the 3rd Report of the Habitat Directive andsend it to the European Commission. The Report shall contain an assessment of thestatus of all species and habitats of community interest reported in Italy. The effortrequested to Italy is particularly challenging, as the number of habitats and species tobe reported is very high and includes 216 animal species, 113 plant species, and 134habitats (126 terrestrial and 8 marine habitats). This number is four times higher thanin countries like the United Kingdom, which invests much more than Italy inmonitoring of biodiversity (Fig. 1).ISPRA – Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione dell’Ambiente - Via Vitaliano Brancati 48- 00144 Roma.Email - piero.genovesi@isprambiente.itRanadiLataste_AndreaAgapitoLudovici 24.
24 Non si può nascondere la complessità del processo e limpegno che larendicontazione richiede al nostro Paese, dovendo organizzare una notevole moledi informazioni in un generale quadro di carenza di risorse, tempi strettissimi eusando tra l’altro il complesso schema tecnico imposto dalla CommissioneEuropea per questa attività. La scheda predisposta dalla CE si focalizza sullavalutazione dello stato di conservazione delle specie e degli habitat di interessecomunitario, per ciascuna regione biogeografica in cui queste sono presenti,attraverso diversi gradi di giudizio, da “favorevole” (specie per le quali non sirichiede un cambiamento delle strategie di gestione), a “sfavorevole-inadeguato”(specie per le quali è necessario un cambiamento delle politiche di gestione) finoa “sfavorevole-cattivo” (specie in serio pericolo di estinzione, almeno a livellolocale). Il processo si basa su una valutazione dei valori di distribuzione,consistenza e trend delle popolazioni e di estensione e qualità dell’habitat idoneo,tutti dati che richiederebbero un livello di dettaglio di conoscenze quasi maidisponibile nel nostro Paese. Vanno inoltre analizzate le prospettive future per laspecie o l’habitat, valutando se esistono fattori di minaccia che possonocompromettere il loro stato di conservazione tenendo anche conto delle eventualimisure di tutela messe in campo dalle amministrazioni competenti, anche questoelemento particolarmente complesso da valutare compiutamente. Va infineevidenziato come le valutazioni richieste impongano un confronto dello stato diconservazione di diversi parametri (range, consistenza delle popolazioni, ecc.)con valori di riferimento stabiliti dallo Stato Membro e una valutazione del loroandamento in un arco temporale di 12 anni, attraverso un percorso decisionaleapprossimato ma rigoroso, i cui risultati possono comportare obblighi e impegniper lo Stato e per le Regioni.Per affrontare questo impegnativo compito il Ministero dell’Ambiente e dellaTutela del Territorio e del Mare ha siglato un protocollo d’intesa con le Regioni ele Province Autonome, con il quale le Amministrazioni locali si impegnano adattivare una rete di osservatori regionali e a realizzare un programma di raccoltadei dati tenendo conto di linee guida tecniche elaborate da ISPRA (IstitutoSuperiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale). In seguito a tale accordo,ISPRA ha quindi lavorato durante gli scorsi 12 mesi allelaborazione delvolume:“Linee guida per le regioni e le province autonome in materia dimonitoraggio delle specie e degli habitat di interesse comunitario; valutazione erendicontazione ai sensi dell’art. 17 della Direttiva Habitat”, in corso di adozioneda parte del Ministero dell’Ambiente e delle Amministrazioni Locali. Le lineeguida hanno il principale obiettivo di garantire omogeneità di interpretazione e diassicurare che la raccolta e la compilazione dei dati avvenga in modostandardizzato. Per facilitare il lavoro di compilazione delle schede da parte delleRegioni e Province Autonome, ISPRA ha inoltre predisposto un appositodatabase relazionale. Questo sistema ha permesso di raccogliere per il 3°Rapporto una mole di dati superiore a quanto mai realizzato per le precedentirendicontazioni; le Regioni e le Province Autonome hanno infatti prodotto 1940schede di valutazione per le specie animali, 358 per le specie vegetali e 1126relative agli habitat. Sono state inoltre fornite 1617 mappe relative alladistribuzione delle specie animali (più 186 addizionali), 327 per le specie vegetali(più 28 addizionali), e 982 per gli habitat (103 aggiuntive). Nel complesso quindi,Regioni e Province Autonome hanno realizzato 3924 schede di valutazione e 3243mappe di distribuzione, contribuendo a determinare una mole di conoscenzadavvero significativa. 25.
25 The complexity of the process and efforts required by reporting for Italy areevident, as a considerable amount of information has to be organised in ageneral context of lack of resources, very short time, and use of the complextechnical procedures imposed by the European Commission for this activity. Theform prepared by the European Commission focuses on the assessment of theconservation status of species and habitats of community interest, for everybiogeographical region where they are present, through various judgementlevels, from “favourable” (species for which no change in managementstrategies is required), to “unfavourable-inappropriate” (species for which achange in management strategies is required), to “unfavourable-bad” (speciesin serious risk of extinction, at least at local level). The process is based on anassessment of distribution values, population size and trend, and extension andquality of appropriate habitats. All these data would require a level of detail ofknowledge, which is almost never available in Italy. Furthermore, the futureperspectives for a species or habitat shall be assessed on the basis of theexistence of threat factors, which may compromise their conservation status,also considering any protection measures implemented by the competentauthorities, and this component is also particularly complex to be properlyassessed. Finally, the requested assessments impose a comparison of theconservation status of various parameters (range, population size, etc.) withreference values set forth by the Member States and an assessment of theirtrend over a time period of 12 years, through an approximate but rigorousdecision-making process, whose outcomes may involve obligations andcommitments for the national and regional authorities.To face this challenging task, the Italian Ministry of the Environment and Landand Sea Protection signed a memorandum of understanding with Regionalauthorities, through which the local Authorities commit themselves to establisha network of regional observatories and develop a data collection plan, basedon the technical guidelines provided by ISPRA (Istituto Superiore per laProtezione e la Ricerca Ambientale - Institute for Research and EnvironmentalProtection). Based on this agreement, ISPRA has worked during the last 12years to publish the “Guidelines for regional and provincial authorities formonitoring of species and habitats of community interest; assessment andreporting in accordance with the art. 17 of the Habitats Directive”, which isbeing adopted by the Italian Ministry of the Environment and Local Authorities.The main purpose of guidelines is to ensure homogeneous interpretation andcollection and processing of data in a standardised way. To facilitate thecompletion of forms by the Regional and Provincial Authorities, ISPRA has alsoprepared a specific relational database. This system allowed collecting aquantity of data for the 3rd Report that is larger than for any previous reports.In fact, the Regional and Provincial Authorities submitted 1940 assessmentforms for animal species, 358 for plant species, and 1126 for habitats.Furthermore, 1617 distribution maps of animal species (and 186 additionalones) were provided: 327 for plant species (and 28 additional ones), and 982for habitats (103 additional ones). Therefore, the Regional and ProvincialAuthorities completed a total number of 3924 assessment forms and 3243distribution maps, providing a contribution to determine a significant quantityof knowledge. 26.
26 Fare il miglior uso di quanto prodotto, anche integrando i dati con leinformazioni provenienti dal mondo delle università e della ricerca, dalleassociazioni e dalle aree protette, richiede un notevole impegno, in particolareper riuscire a mettere a sistema i risultati dei programmi di monitoraggiorealizzati dalle amministrazioni locali e nazionali, con gli altri soggetti cheoperano per la conservazione della natura nel nostro Paese.Negli ultimi anni si sono venuti a formare dei contesti potenzialmente in gradodi stimolare la collaborazione tra queste realtà, considerato che – oltre ad avervisto l’adozione del protocollo di intesa sopra richiamato - è stata formalmenteadottata la Strategia Nazionale per la Biodiversità ed è stato istituitol’Osservatorio Nazionale Biodiversità, cui partecipano AmministrazioniPubbliche, Aree protette, ISPRA ed alcune società scientifiche. Per ottimizzarele attività in questo contesto e fornire un più solido supporto alle Regioni edalle Provincie Autonome sul monitoraggio della biodiversità, ISPRA hapromosso, con il supporto del Ministero dellAmbiente, la creazione di untavolo di coordinamento con le società scientifiche di ambito faunistico, cuihanno aderito Unione Zoologica Italiana, Comitato Scientifico Fauna d’Italia,Associazione Teriologica Italiana, Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri,Associazione Italiana Ittiologi Acque Dolci, SocietasHerpetologica Italica edOdonata. Questo tavolo tecnico riunisce quindi le più elevate competenzescientifiche presenti in ambito nazionale nel settore faunistico, che stannofornendo un essenziale supporto alla redazione del 3° Rapporto DirettivaHabitat, sia integrando i dati forniti dalle Amministrazioni Locali siapermettendo la realizzazione di più dettagliate valutazioni complessive dellostato di conservazione delle specie animali di interesse comunitario.Parallelamente, in ambito botanico, sono stati ultimati due importanti progettiinerenti habitat e specie vegetali di Direttiva. Questi progetti realizzati dallaSocietà Botanica Italiana per il MATTM, hanno riguardato la distribuzione evalutazione dello stato di conservazione degli habitat e la valutazione, secondo ilprotocollo IUCN, della categoria di rischio di estinzione delle specie vegetali diinteresse conservazionistico. Tali progetti hanno permesso di raccogliereinformazioni aggiornate che stanno fornendo un essenziale contributo per lastesura delle schede relative ad habitat e specie vegetali, necessarie per ilreporting.OBBLIGHI DI MONITORAGGIO E RENDICONTAZIONEDIRETTIVA 92/43/CEE DEL CONSIGLIO del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione deglihabitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche - (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7)Informazione - Articolo 171. Ogni sei anni a decorrere dalla scadenza del termine previsto allarticolo 23, gli Stati membri elaborano unarelazione sullattuazione delle disposizioni adottate nellambito della presente direttiva. Tale relazione comprendesegnatamente informazioni relative alle misure di conservazione di cui allarticolo 6, paragrafo 1, nonché lavalutazione delle incidenze di tali misure sullo stato di conservazione dei tipi di habitat naturali di cui allallegato Ie delle specie di cui allallegato II e i principali risultati della sorveglianza di cui allarticolo 11. Tale relazione,conforme al modello di relazione elaborato dal comitato, viene trasmessa alla Commissione e resa nota alpubblico.2. La Commissione elabora una relazione globale basata sulle relazioni di cui al paragrafo 1. Tale relazionecomprende unadeguata valutazione dei progressi ottenuti e segnatamente del contributo di Natura 2000 allarealizzazione degli obiettivi di cui allarticolo 3. La parte del progetto di relazione riguardante le informazionifornite da uno Stato membro viene inviata, per verifica, alle autorità dello Stato membro in questione. Il testofinale della relazione, dopo essere stato sottoposto al comitato, viene pubblicato a cura della Commissione, almassimo entro due anni dal momento in cui le relazioni di cui al paragrafo 1 sono pervenute e viene trasmessoagli Stati membri, al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale.3. Gli Stati membri possono indicare le zone designate ai sensi della presente direttiva mediante i tabellonicomunitari predisposti a tale scopo dal comitato. 27.
27 During the last few years, contexts have appeared that are potentially able tostimulate cooperation between these different contexts, considering that – inaddition to the adoption of the above-mentioned memorandum ofunderstanding – the National Strategy for Biodiversity was formally adoptedand the National Biodiversity Observatory was established, with theparticipation of Public Authorities, Protected Areas, ISPRA, and a number ofscientific societies. To optimise the activities in this context and provide a moresolid support to Regional ad Provincial Authorities for monitoring ofbiodiversity, ISPRA promoted – through the support of the Italian Ministry ofthe Environment – the establishment of a coordination board with scientificsocieties in the field of fauna, with the participation of the followingorganisations: Unione Zoologica Italiana, Comitato Scientifico Fauna d’Italia,Associazione Teriologica Italiana, Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri,Associazione Italiana Ittiologi Acque Dolci, Societas Herpetologica Italica, andOdonata. This technical board brings together the highest scientific skills at thenational level in the field of fauna, which are providing an essential support todrawing up the 3rd Habitats Directive Report, by both integrating the dataprovided by Local Authorities and allowing more detailed overall assessmentsof the conservation status of animal species of community interest.At the same time, in the botanical field, two important projects regardingdirective habitats and plant species have been completed. These projectsdeveloped by the Società Botanica Italiana for the Italian Ministry of theEnvironment concerned the distribution and assessment of the conservationstatus of habitats and the assessment, according to the IUCN protocol, of theextinction risk category for plant species of conservation interest. Theseprojects allowed collecting up-to-date information, which is providing anessential contribution to complete the forms about habitats and plant species,which is required for reporting.MONITORING AND REPORTING OBLIGATIONSCOUNCIL DIRECTIVE 92/43/EEC of 21 May 1992 on the conservation of natural habitats and of wildfauna and flora - (OJ L 206, 22.7.1992, p. 7) Information - Article 171. Every six years from the date of expiry of the period laid down in Article 23, Member States shall draw up areport on the implementation of the measures taken under this Directive. This report shall include in particularinformation concerning the conservation measures referred to in Article 6 (1) as well as evaluation of the impact ofthose measures on the conservation status of the natural habitat types of Annex I and the species in Annex II andthe main results of the surveillance referred to in Article 11. The report, in accordance with the format establishedby the committee, shall be forwarded to the Commission and made accessible to the public.2. The Commission shall prepare a composite report based on the reports referred to in paragraph 1. This reportshall include an appropriate evaluation of the progress achieved and, in particular, of the contribution of Natura2000 to the achievement of the objectives set out in Article 3. A draft of the part of the report covering theinformation supplied by a Member State shall be forwarded to the Member State in question for verification. Aftersubmission to the committee, the final version of the report shall be published by the Commission, not later thantwo years after receipt of the reports referred to in paragraph 1, and shall be forwarded to the Member States, theEuropean Parliament, the Council, and the Economic and Social Committee.3. Member States may mark areas designated under this Directive by means of Community notices designed forthat purpose by the committee. 28.
28 specie animali12%13%17%31%21%5%anellidipescianfibirettilimammiferiartropodicephalaspidomorphicnidariechinodermimolluschiFig.2 Ripartizione delle specieanimali soggette a valutazione; sonocompresi gruppi tassonomicicaratterizzati da notevoli carenze diinformazioni.Crediamo che l’impostazione adottata per ottemperare a questo impegno –che costituisce il primo esempio di una collaborazione tra Regioni, ProvinceAutonome, ISPRA, Ministero dell’Ambiente ed una così ampia rappresentanzadelle società scientifiche nazionali – possa rappresentare un modelloimportante per il futuro, utile per creare finalmente nel nostro Paese unoschema di monitoraggio coordinato, così come richiesto dalla stessa direttivaHabitat, che metta a sistema gli sforzi di tutti i soggetti che operanonell’ambito della conservazione, anche estendendo questa collaborazione almondo delle associazioni e delle aree protette. Seguendo questa idea le lineeguida prodotte da ISPRA contengono un capitolo che propone criteri eindicazioni per la realizzazione, nei prossimi anni, di programmi dimonitoraggio più efficaci e mirati per la realizzazione dei successivi Rapporti.L’estrema variabilità dei gruppi tassonomici interessati – piante ed animali(Fig. 2), invertebrati e vertebrati, specie terrestri e marine – e dei contestigeografici ed ambientali, non rende realistico elaborare indicazioni di dettagliosugli specifici programmi di monitoraggio, tuttavia la collaborazione che si èsviluppata per la redazione del 3° Rapporto Nazionale e, più in generale, ilcontesto creatosi con l’approvazione della Strategia Nazionale Biodiversità,l’istituzione dell’Osservatorio Nazionale Biodiversità, la creazione della ReteNazionale degli Osservatori regionali e l’implementazione del NetworkNazionale della Biodiversità ha costituito la necessaria premessa per poterottimizzare i risultati del lavoro condotto fino ad ora da associazioni, regioni,parchi ed istituti di ricerca.Al contempo, la possibilità di aggregare e analizzaredati in modo omogeneo, permette sicuramente una maggiore congruenza esinergia con le attività di monitoraggio e reporting derivanti da altri impegnicomunitari, come quelli legati alla Direttiva Acque ed alla Strategia marina.Fig.2 Distribution of animalspecies being assessed; thetaxonomic groups characterised byconsiderable lacks of informationare included. 29.
29 We think that the system adopted to comply with this commitment – which isthe first example of cooperation between Regional, Provincial Authorities,ISPRA, Ministry of the Environment, and such a large number ofrepresentatives of the national scientific societies – may be an important modelfor the future, which is useful to create, finally, a coordinated monitoringsystem in Italy, as required by the Habitats Directive, which integrates theefforts of all entities operating in the field of conservation, also extending thiscollaboration to the associations and protected areas. Following this idea, theguidelines produced by ISPRA contain a chapter that proposes criteria andindications to develop, in the next few years, more effective and targetedmonitoring plans to issue the following Reports. Due to the extremely highvariability of the taxonomic groups involved – plants and animals (Fig. 2),invertebrates and vertebrates, terrestrial and marine species – andgeographical and environmental contexts, it is not realistic to develop detailindications on the specific monitoring plans. However, the cooperationdeveloped to issue the 3rd National Report and, more in general, the contextcreated through the approval of the National Biodiversity Strategy, theestablishment of the National Biodiversity Observatory, creation of the NationalNetwork of Regional Observatories, and implementation of the NationalBiodiversity Network was the preamble required to optimise the results of thework carried out up to now by associations, regional authorities, protectedareas, and research institutes. At the same time, the possibility to aggregate andanalyse data in a homogeneous way certainly allows better consistency andsynergy with monitoring and reporting activities originating from othercommitments with EU authorities, such as those related to the WaterFramework Directive and Marine Strategy.TestugginePalustre–StefaniaD’Angelo 30.
30 2. IL SISTEMA DELLEOASIDELWWFITALIAIl WWF Italia fin dalla sua nascita nel 1966 si è adoperato per la tutela diambienti naturali di grande pregio e in grave pericolo di sopravvivenza. Ilprimo concreto e coraggioso passo ufficiale fu compiuto nel 1968 quandolallora piccola associazione (contava circa 800 soci) prese in affitto il Lagodi Burano. Quella scelta ha determinato laspetto più significativo e costantein tutti questi anni dellazione del WWF: così lacquisizione e la gestionediretta di ambienti naturali si è rivelato un mezzo efficace per tutelarehabitat di specie in pericolo di estinzione e allo stesso tempo unoccasioneunica per avvicinare e sensibilizzare chiunque al rispetto e alla tutela dellanatura. Al lago di Burano sono seguite Bolgheri, Orbetello, Vanzago fino araggiungere le oltre 110 oasi odierne. Il Sistema delle Aree Protette delWWF Italia è composto da circa 35.000 ettari di territorio; si tratta diunestensione considerevole paragonabile a quella di un parco nazionale,ma con la necessità di un indubbio maggior impegno a causa dellaframmentarietà di questo patrimonio distribuito per tutto il Paese.Il WWF Italia gestisce attualmente 117 “Oasi” che sono aree, generalmente“protette” (riserve dello Stato, riserve naturali regionali, oasi di protezionedella fauna, aree interne a parchi naturali, SIC, ZPS), che conservanoimportanti valori naturalistici (ad es. “habitat” e “specie” prioritari secondola Direttiva 43/92/CEE) e dove è caratterizzante e strategica la presenza delWWF. Il “sistema di Oasi del WWF Italia” presenta situazioni molto diversetra loro per estensione, caratteristiche ecologiche, ubicazione e contestoterritoriale, vincoli, impegno WWF, ma ciò che rende particolari tutte le“Oasi WWF” è la riconoscibilità del ruolo dell’Associazione per la lorosalvaguardia (dalla fondazione all’impegno diretto) o gestione (completa odi alcuni aspetti specifici).Il sistema delle Oasi nasce per rispondere operativamente alla strategia delWWF Internazionale, la cui missione è quella di conservare la natura e diridurre le principali minacce alla biodiversità del pianeta. Più in particolare,lobiettivo che il WWF Internazionale intende conseguire entro il 2020 èquello di conservare le 15 più importanti ecoregioni del mondo per:proteggere e ripristinare le specie e i loro habitat;rafforzare la capacità delle comunità locali di conservare le risorsenaturali da cui dipendono;indurre delle trasformazioni nei mercati e nelle politiche per ridurrelimpatto della produzione e il consumo dei prodotti agricoli;assicurare che il valore della natura sia riflesso nelle decisioni prese dagliindividui, le comunità, i governi e le imprese;mobilizzare centinaia di milioni di persone per sostenere laconservazione. 31.
31 2.THESYSTEMOFTHEWWFITALY’SPROTECTEDAREASSince it was established in 1966, the WWF Italy has been working forprotection of important natural environments and exposed to seriousthreats. The first practical and important official step was taken in 1968,when the WWF Italy (it was a small association with approximately 800members) rented the Lake of Burano. That decision determined the mostsignificant and constant aspect during all these years of WWF’s action. So,the acquisition and direct management of natural environments was aneffective tool to protect habitats of species in danger of extinction and, atthe same time, it was a unique opportunity to approach and raise theawareness of anyone for respect and protection of nature. The Lake ofBurano was followed by Bolgheri, Orbetello, Vanzago, to over 110protected areas at present. The System of WWF Italy’s Protected Areasconsists of approximately 35,000 hectares of land; it is a considerablearea, comparable to that of a national park, but with the need forcertainly better commitment on reducing the fragmentation of thisnatural heritage distributed all over the country.The WWF Italy now manages 117 “Oases”, which are usually ‘protected’areas (National Nature reserves, regional natural reserves, areas forprotection of fauna, areas within natural parks, Sites of CommunityImportance, and Special Protection Zones), which conserve importantnatural values (e.g. priority ‘habitats’ and ‘species’ according to the43/92/EEC Directive) and where the WWF presence is characterising andstrategic. The “system of WWF Italy’s protected areas” has very diversesituations in the various areas as concerns their extension, ecologicalfeatures, location, and local contexts, constraints, and WWF contribution;however, all “WWF’s protected areas” are special for the clear role playedby the WWF for their protection (from establishment to direct work) ormanagement (full or of some specific aspects).The system of WWF Italy’s protected areas was established to provideoperational responses to the strategy of the WWF International, whosemission is to conserve nature and reduce the main threats to biodiversityon our planet. In particular, the objective that the WWF Internationalintends to achieve by the year 2020 is to conserve the 15 most importantecoregions in the world to:protect and restore the species and their habitats;build the capacity of local communities to conserve the naturalresources they depend on;induce changes in the markets and policies to reduce the impact ofproduction and consumption of agricultural products;ensure that the value of nature is reflected in the decisions made byindividuals, communities, governments, and businesses;mobilize hundreds of millions of people to support conservation. 32.
32 Il WWF Italia attraverso la tutela e gestione delle proprie areeprotette intende:• conservare campioni rappresentativi di ecosistemi particolarmente rari ominacciati, aree di eccezionale valore naturalistico ed habitat di specie arischio, inserite nelle liste rosse o prioritarie per le direttive europee diconservazione;• ridurre, prevenire o arrestare particolari minacce sul territorio;• sensibilizzare ed educare alla salvaguardia e al rispetto della natura;• favorire l’educazione e la fruizione responsabile;• sviluppare adeguate ricerche scientifiche per la conservazione dellabiodiversità anche in rapporto allo studio di tecniche di utilizzo razionaledelle risorse naturali;• sviluppare metodologie e tecniche di gestione adeguate agli obiettivi ditutela, che possano, inoltre, costituire un valido esempio per le aree naturaliprotette gestite da altri soggetti;• sperimentare, laddove possibile e tenendo conto delle priorità diconservazione, modelli di sviluppo compatibile con la salvaguardiadellambiente;• utilizzare il sistema di oasi per realizzare progetti di conservazione adampio respiro e più alta efficacia (a scala nazionale, internazionale edecoregionale), promuovendo contemporaneamente azioni coordinate insistemi di aree protette;• promuovere e adottare piani di gestione realizzati in accordo con gliStandards di Conservazione Internazionali e secondo i criteri della“gestione adattativa”;• promuovere modelli di sostenibilità di produzione e che rispondanoadeguatamente a un uso delle risorse sostenibile funzionale allaconservazione;• promuovere azioni per il volontariato;• favorire l’iscrizione di nuovi soci al WWF;• svolgere un ruolo di catalizzatore per quanto riguarda le attività diconservazione ed educazione, nonché quelle relative all’indotto in modo daestendere la funzionalità dell’area WWF oltre i suoi confini. 33.
33 Through the protection and management of its protected areas,the WWF Italy intends to:• conserve representative samples of particularly rare or threatenedecosystems, areas with exceptional environmental value, and habitats ofthreatened species, included in the red or priority lists for Europeanconservation directives;• reduce, prevent, or stop specific threats at local level;• raise awareness and educate to the protection and respect of nature;• facilitate education and responsible use;• develop appropriate scientific research for conservation of biodiversityalso in relation to the study of techniques for rational use of naturalresources;• develop appropriate management methodologies and techniques forprotection objectives, which can also be a good example for naturalprotected areas managed by others;• test, whenever possible and considering the conservation priorities,development models that are compatible with environmental protection;• use the system of protected areas to implement large scale and highlyeffective conservation projects (at the national, international, andecoregional scale), promoting at the same time coordinated actions insystems of protected areas;• promote and adopt management plans developed in accordance withInternational Conservation Standards and the criteria of “adaptivemanagement”;• promote models of production sustainability, which properly meet therequirements of sustainable use of resources, which is functional toconservation;• promote volunteering actions;• facilitate membership of new WWF members;• play a catalyser role as concerns conservation and education activities, aswell as the activities of related sectors in order to extend the functionalityof a WWF area beyond its borders. 34.
34 Distribuzione delle Oasi WWF in ItaliaDistribution of WWF’s protected areas in Italy 35.
35 REG Nome Oasi Oasi Ha SIC Ha SIC Cod. ZPS Cod. AB Calanchi di Atri 380 1154.00 SIC‐IT7120083 AB Diga di Alanno 320 36119.00 SIC‐IT7140203 IT7140129AB Cascate del Verde 287.5 450 SIC IT 7140212 AB Gole del Sagittario 400 1349.00 SIC ‐IT7110099 AB Lago di Serranella 302 1092.00 SIC‐IT7140215 AB Sorgenti del Pescara 47 288 SIC‐IT7110097 AB Lago di Penne 1300 109 SIC‐IT7130214 BA Lago Pantano di Pignola 155 164.68 ZPS‐SIC‐IT9210142 BA Bosco di Policoro 21 1092 ZPS‐SIC‐IT9220055 BA Lago di San Giuliano 1000 2575 ZPS SIC‐IT9220144 CAL Lago dellAngitola 875 875 SIC‐IT9340086 CA Cratere degli Astroni 247 253 ZPS‐SIC‐IT8030007 CA Diecimare 444 ‐ CA Persano 110 1515 ZPS‐SIC‐IT8050021 CA Bosco di San Silvestro 76 81 SIC‐IT8010004 CA Grotte del Bussento ‐ Morigerati 607 2.94 SIC‐IT8050016 CA La Punta/Oasi Blu di Pioppi 157 ‐ CA Bosco Camerine 100 ‐ CA Campolattaro ‐ alta valle fiume Tammaro 1000 2300 SIC‐IT8020001 CA Monte Polveracchio 200 14307 SIC‐IT8050052 CA Valle della Caccia (nuova oasi) 200 14307 SIC‐IT8050052 CA Montagna di Sopra 312 15641 SIC‐IT8040006 CA Parco Croce 0.3 ‐ CA Lago di Conza 800 1214 SIC‐IT8040007 ZPS IT8040007ER Ghirardi (PR) 600 306 SIC‐IT4020026 ER Sassoguidano (MO) 0.3 2413 SIC‐IT4040004 ER Montovolo (BO) 79,5 627 SIC‐IT4040004 ZPS‐IT4040004ER Cà Brigida (RN) 14 ‐ SIC‐IT4050013 ZPS‐IT4050013ER Dune fossili Massenzatica (FE) 37.20 52 SIC IT4060010 ZPS IT4060010ER Marmirolo 10 SIC‐IT4060010 ZPS‐IT4060010ER La Francesa 23 ‐ SIC‐ZPS IT4050024 ER Oasi fluviale del Molino Grande 20 ‐ FVG Miramare 30 120 IT3340007 LA Macchiagrande (RM) 280 317 SIC‐IT6030023 LA Vasche di Maccarese 33 ‐ LA Pian SantAngelo 254 ‐ LA Forre di Corchiano 42 ‐ LA Ninfa 106 22 SIC‐IT6040002 LA Lago Secco 15 135 ZPS ‐SIC‐IT6020002 ZPS‐IT6020002LA Foce dellArrone 30 ‐ ELENCO DELLE OASI DEL WWF ITALIALIST OF WWF ITALY’S PROTECTED AREAS 36.
36 LA Orto Botanico Collepardo 1 ‐ ZPS‐IT60500008LA Oasi urbana del Tevere 1 ‐ LO Torbiere di Albate (CO) 90 74 SIC‐IT2020003 LO Fosso del Ronchetto (MI) 8 ‐ LO Il Caloggio (MI) 7 ‐ SIC‐IT2050002 LO Bosco Villoresi (MI) 1 ‐ LO Parco Noci (MI) 4 ‐ LO Foppe di Trezzo 5,5 9,67 SIC‐IT2050011 LO Bosco di Suzzara (MN) 1.4 ‐ LO Parco dei Fontanili (VA) 25 ‐ LO Montorfano (MI) 4 ‐ LO Levadina ( Area di esondazione Lambro) 12 ‐ LO Valpredina (BG) 90 90 SIC‐IT2060016 LO Bosco di Vanzago (MI) 200 193 ZPS‐SIC‐IT2050006 LO Le Bine 100 144 SIC‐IT20A0004 ZPS‐IT20B0401LO Galbusera Bianca 20 1213 SIC‐IT2030006 LO oasi urbana San Giuliano Milanese 4 ‐ LO bosco di Zivido 9 ‐ MA Frasassi 4,5 692 SIC‐IT5320003 ZPS‐IT5320017MA Ripa Bianca di Jesi 310 140 ZPS‐SIC‐IT5320009 MA Torricchio 317,12 1023 SIC‐IT5330022 ZPS‐IT5330030MO Guardiaregia‐Campochiaro 3135 25002 SIC‐IT222287 ZPS‐IT7222296PI Bosco Tenso 22 ‐ PI Giardino Botanico di Oropa 1,7 ‐ PI Garzaia Val Bormida 6,2 ‐ PI Baraggia di Bellinzago 7 119 SIC‐IT1150008 PI Bosco del Lago 10 ‐ PI La Bula 20 SIC IT117003 PI Il Verneto 3 104 SICIT1170005 PI Valmanera 10 2190 SIC‐IT1170002 PI Forteto della Luja 15 ‐ PI Cascina Bellezza 4 1844 SIC IT1110035 PU Torre Guaceto 1800 7978 ZPS‐SIC‐IT9140005 PU Il rifugio Mellitto 6 ‐ PU Le Cesine 348 2148 ZPS‐SIC‐IT9150032 PU Monte Sant Elia 92 26740 ZPS‐SIC‐IT9130007 PU Lago Salso 1000 14109 SIC‐IT9110005 ZPS‐IT9110038PU Fonte di Acquaviva 2.5 ‐ PU Boschi Romanazzi‐Marzegaglia 11 SA Monte Arcosu 3572 30369 SIC‐ITB041105 ZPS‐ITB044009SA Steppe sarde 8 20408 SIC‐ITB011113 ZPS‐ITB013048SA Scivu 200 2899 SIC‐ITB040071 SI Capo Rama 57 180 SIC‐IT020009 37.
37 SI Lago Preola e Gorghi Tondi 335.62 1511 SIC‐ITA010005 ZPS‐ITA010031SI Saline di Trapani e Paceco 968 962 SIC‐ITA010007 ZPS‐ITA010028SI Torre Salsa 762 1231 SIC‐ITA040003 TAA Valtrigona 236 ‐ ZPS‐IT3120160TAA Inghiaie 1.5 30 SIC‐IT3120038 ZPS‐IT3120038TO Bosco del Bottaccio 20 15 SIC‐IT5120101 TO Dune di Forte dei Marmi 3.17 ‐ TO parco Didattico Ronchi 1.5 ‐ TO Dune di Tirrenia 24 9657 SIC‐IT5170002 ZPS‐IT5170002TO Cornacchiaia 89 9657 SIC‐IT5160002 TO Lago di Chiusi 10 802 SIC‐IT5190009 ZPS‐IT519009TO Stagni di Focognano 35 1902 ZPS‐SIC‐IT5140011 TO val di Rose 2 1902 TO Padule di Bolgheri 513 577 ZPS‐SIC‐IT5160004 TO Orti Bottagone 121.00 121 ZPS‐SIC‐IT5160010 TO Lago di Burano (I) Lago di Burano (II) 700700 98 236 SIC‐IT51A0032 SIC‐IT51A0031 ZPS‐IT51A0033TO Orbetello 230 3694 SIC‐IT51A0026 ZPS‐IT51A0027TO Bosco Rocconi 140 6299 ZPS‐SIC‐IT51A0018 TO Capra Matilda 62.5 ‐ TO Oasi Dynamo 900 ‐ TO San Felice 50 373 ZPS‐SIC‐IT51A0012 TO Gabbianello 25 ‐ UM Alviano 900 740 SIC‐IT5220011 ZPS‐IT5220024VE Stagni di Casale 24 36 SIC‐IT3220005 ZPS‐IT3220005VE Oasi Valle Buora 10 ‐ VE la Bora 1.6 ‐ VE Boj della Feriana 7 ‐ VE Canalnovo 10 ‐ VE Golena di Panarella 50 ‐ VE Vajo Galina 22 989 SIC‐IT3210012 VE Palude del Busatello 50 443 SIC‐IT3210013 ZPS‐IT3210013VE Dune degli Alberoni 160 166 SIC‐IT3250023 ZPS‐IT3250023VE Cave di Noale 20 43 SIC‐IT3250017 VE Valle Averto 206 26384 SIC‐IT3250030 ZPS‐IT3250046LEGENDAAB Abruzzo; BA Basilicata; CAL Calabria; CA Campania; ER Emilia Romagna; FVG Friuli Venezia Giulia; LA Lazio;LO Lombrdia; MA Marche; MO MOLISE; PI Piemonte; PU Puglia; SA Sardegna; SI Sicilia; TAA Trentino Alto Adige;TO Toscana; UM Umbira; VE Veneto. 38.
39 ArchivioWWF/F.Cianchi3. ILMONITORAGGIONELLEOASIWWF 40.
40 3. IL MONITORAGGIO NELLE OASI WWF L’esigenza di definire un metodo veloce, poco dispendioso per valutare ilpatrimonio naturale tutelato nelle Oasi WWF ha portato a sperimentare unapproccio “expert based”, già positivamente usato in altri progettidell’Associazione (ad es. nell’identificazione delle aree prioritarie dellabiodiversità7). Questo metodo che non è sostitutivo di analisi piùapprofondite o di quanto previsto dall’art.17 della Direttiva “Habitat” edall’art.12 della Direttiva “Uccelli”, rappresenta un “livello d’attenzione” peragire in tempi rapidi su specie e habitat, inseriti negli allegati delle direttive“habitat” e “uccelli”, sottoposti a continue pressioni e minacce. Il fattoretempo è fondamentale nella conservazione della natura. Spesso bisognaagire per “salvare il salvabile” e vi è la necessità di fare scelte che nonpossono attendere tutti gli opportuni approfondimenti scientifici (chehanno anche bisogno di risorse economiche generalmente poco disponibili),seguendo un approccio tipico della “biologia della conservazione”,"disciplina di crisi" (Soulè, 1985), nata in seguito alla grave situazioneambientale di questi ultimi decenni.Il presente monitoraggio ha quindi i seguenti obiettivi:1. confermare o meno la presenza di habitat e specie d’interessecomunitario indicati dai formulari di Rete Natura 2000;2. Integrare con specie o habitat d’interesse comunitario non segnalatiprima e non presenti nel formulario di Rete Natura 2000;3. fornire un’indicazione dello stato di “habitat” e “specie” presenti, inrelazione all’ultimo aggiornamento costituito dalle schede del“Formulario standard di Natura 2000”.Nel presente contributo vengono evidenziate le criticità riguardo lapresenza di habitat e specie, inseriti negli allegati delle direttive “habitat” e“uccelli”, nel Sistema delle Oasi del WWF Italia, rimandando a successiviapprofondimenti l’analisi dettagliata delle cause di quanto rilevato. 7 Sogliano et alii , 2007 ; Bulgarini et alii 2006Gli obiettivi 41.
41 3. MONITORINGINWWF’SPROTECTEDAREAS In order to define a quick and low-cost method to assess the naturalheritage preserved in WWF’s protected areas, an expert-based approachhas been tested and used in other WWF’s projects with positive outcomes(e.g. in the identification of priority areas for biodiversity8). This methoddoes not replace more detailed analyses or the provisions of the art. 17 ofthe “Habitats” Directive and art. 12 of the “Birds” Directive. This method isa “warning level” to rapidly act on species and habitats, which areincluded in the annexes of “Habitats” and “Birds” directives and areexposed to continuous pressure and threats. The time factor is crucial innature conservation. It is often necessary to act “to save whatever onecan” and there is the need to make choices that cannot wait for alladditional scientific studies required (which also need financial resourcesthat are usually not available), following a typical approach of“conservation biology”, "crisis discipline" (Soulé, 1985), established as aresult of the serious environmental situation of the last decades.Therefore, this monitoring has the following purposes:1. confirm or not the presence of community interest habitats andspecies included in the forms of the Natura 2000 Network;2. integrate any community interest species or habitats, which werenot previously reported and not included in the forms of the Natura2000 Network;3. provide an indication of the status of the “habitats” and “species”, inrelation to the last updating consisting of the sheets of the “StandardNatura 2000 Form”.This contribution shows the critical aspects about the presence of habitatsand species included in the annexes of “Habitats” and “Birds” directives, inthe System of WWF Italy’s protected areas, postponing the detailedanalysis of the causes of the information collected to subsequent detailedstudies. 8 Sogliano et alii , 2007; Bulgarini et alii 2006.The objectives 42.
42 E’ stata preparata una scheda di monitoraggio (in formato excel) per ogniarea protetta (con il nome specifico del SIC o della ZPS), nella quale sonostati riportati gli habitat e le specie indicate nel “Formulario standard diNatura 2000” 9 (fig.1) corrispondente al SIC della riserva o dell’Oasi. Il“foglio” con il materiale di spiegazione è stato inviato a ogni responsabile diOasi WWF inserita in parte o del tutto nei siti di Rete Natura 2000. Il“foglio excel” della scheda di monitoraggio è formato di celle già“compilate” da controllare e altre alle quali si è chiesto di rispondere; oltread una nota di spiegazione per la sua compilazione allegata alla scheda dimonitoraggio, ad ogni “cella” è stato abbinato un commento esplicativo. Lascheda di monitoraggio è costituita da una parte dedicata ai “dati generali”,tra cui vi è la richiesta di indicare le 3 principali “minacce” per il sito,scegliendo tra le “pressioni e minacce” previste per la compilazione delformulario10. Si è trattato quindi:di confermare o meno la presenza di habitat e specie d’interessecomunitario , segnalate dai Formulari di Rete Natura 2000;di fornire una “valutazione” sul loro stato in relazione all’ultimoaggiornamento del “Formulario standard di Natura 2000” diriferimento. 9 Allindirizzo ftp://ftp.dpn.minambiente.it/Cartografie/Natura2000/schede_e_mappe si trovano tutte le schede informato PDF e tutte le mappe in formato JPG di SIC e ZPS, organizzate per regioni amministrative.10 Da “Indicazioni per la compilazione del formulario Natura 2000. Fenomeni e attività che influenzano lo stato diprotezione del sito” (Allegato E) della Direttiva “Habitat”Il metodoOasidiFocognano_F.Cianchi 43.
43 An Excel monitoring spreadsheet was prepared for every protected area(with the specific name of the SCI or SPA). The spreadsheet contains thehabitats and species reported in the “Natura 2000 Standard Form” 11 (fig.1) corresponding to the SCI of the protected area. The “sheet” withexplanation material was sent to all managers of WWF’s protected areaspartly or totally included in the sites of the Natura 2000 Network. TheExcel spreadsheet of the monitoring sheet consists of boxes alreadycompleted, which have to be checked, and other boxes where specificanswers shall be provided; in addition to an explanation note for itscompletion annexed to the monitoring sheet, an explanatory comment hasbeen provided for every box. The monitoring sheet consists of a partdedicated to “general data”, including the request to list the three main‘threats’ for the area, selecting the answer among the “pressures andthreats” provided for completion of the form12. Therefore, it was necessaryto:confirm or not the presence of community interest habitats andspecies, as reported by the Natura 2000 Network Forms; andprovide an “assessment” of their status in relation to the lastupdate of the reference “Natura 2000 Standard Form”. 11 All sheets in PDF format and CIS e SPA maps in JPG format, organised by administrative regions are available onthe website ftp://ftp.dpn.minambiente.it/Cartografie/Natura2000/schede_e_mappe.12 From “Instructions to complete the Natura 2000 form. Phenomena and activities influencing the protection status ofthe site” (Annex E) of the “Habitat” DirectiveThe methodBiscadalcollare_DavideAgapitoLudovici 44.
44 Figura 1. Nel foglio excel della scheda di monitoraggio sono riportati le specie e gli habitat delformulario: quelli indicati nei due ovali rossi. Per gli habitat, per facilitare la comprensione, è statoindicato il codice e il nome per esteso. Il monitoraggio degli aspetti più particolareggiati, riguardanti larappresentatività, la rilevanza, la superficie relativa, il grado di conservazione etc, non sono riportati nelfoglio excel perché, come si è detto, necessitano di maggior tempo e risorse economiche e quindi diapprofondimenti che ci si augura si possano fare in seguito.Figure 1. The Excel monitoring spreadsheet provides the species and habitats of the form in the twored ovals. For the habitats, to facilitate understanding, the code and full name was provided.Monitoring of the most detailed aspects, concerning the representativeness, importance, relativesurface, conservation degree, etc. are not provided in the Excel spreadsheet, as they require moretime and financial resources, and further studies that hopefully can be performed at a later stage. 45.
45 Figura 2. Porzione superiore della scheda che riguarda i dati generali. La freccia indica comeselezionare il foglio (l’altro è quello x “Pressioni e minacce”)Figura 3. Allo stesso file excel della scheda di monitoraggio è collegata anche una pagina con l’elencoufficiale delle “Pressioni e minacce”Figure 2. Upper part of the sheet about general data. The arrow shows how to select the sheet (theother is for “Pressures and Threats”)Figure 3. The Excel file of the monitoring sheet is also connected with a page containing the officiallist of “Pressures and Threats” 46.
46 La Regione biogeografia è generalmente intesa come l’unità tipologica dellabiogeografia compresa tra il regno e la provincia. La Regione biogeograficaèun territorio che vanta una vasta flora e fauna originali con specie, generi oaddirittura famiglie esclusive, oltre che macroserie e macrogeoserie proprie.In base alla Direttiva Habitat viene definita una mappa biogeograficaeuropea funzionale all’applicazione della Direttiva stessa e quindiall’individuazione degli habitat che spesso però afferiscono ad areebiogeografiche diverse. Il territorio dellUnione Europea é così statosuddiviso in 9 Regioni biogeografiche: boreale, atlantica, continentale,alpina, mediterranea, macaronesica, steppica, pannonica e la regione delMar Nero. In Italia ne vengono riconosciute tre: alpina, continentale emediterranea.Il WWF Internazionale da anni promuove la Conservazione Ecoregionale(WWF, AAVV, 2006 - 1 e 2) che rappresenta un nuovo modo di pensare eagire, che si basa sulla necessità di coinvolgere gli stakeholder presenti nelcontesto territoriale omogeneo individuato come ecoregione. Quest’ultimaviene definita come un’unità di territorio relativamente granderappresentata da habitat terrestri, marini e/o d’acqua dolce, caratterizzatida un insieme peculiare di comunità naturali le quali condividonoparticolari comunità di specie, dinamiche e condizioni ambientali. Traqueste ecoregioni e le regioni biogeografiche intese dall’Unione europea cisono alcune rilevanti differenze evidenziate nella tabella 1. Per evitarefraintendimenti e per semplicità nel presente lavoro, che fa riferimento alleRegioni biogeografiche dell’Unione europea, queste ultime vengonodefinite “bioregioni”. Regionibiogeograficheed ecoregioni Orchisitalica–MonteArgentario_F.Cianchi_F.Cianchi 47.
47 A biogeographical Region is usually considered as the typological unit ofbiogeography between kingdom and province. A biogeographical Regionis a territory hosting a large amount of original flora and fauna withexclusive species, genera, or even families, as well as macroseries andmacrogeoseries. Based on the Habitats Directive, a Europeanbiogeographical map, which is functional to the implementation of theDirective and the identification of habitats is defined. However, thehabitats often refer to different biogeographical areas. Therefore, theterritory of the European Union was divided into 9 biogeographicalRegions: Boreal, Atlantic, Continental, Alpine, Mediterranean,Macaronesian, Steppic, Pannonian, and Black Sea region. In Italy, threeregions are identified: Alpine, Continental, and Mediterranean.For years, the WWF International has promoted EcoregionalConservation (WWF, AAVV, 2006 - 1 and 2), which is a new way ofthinking and acting and is based on the need to involve the stakeholdersbeing in the homogeneous territorial context identified as Ecoregion. TheEcoregion is defined as a relatively large territory unit includingterrestrial, marine, and/or fresh water habitats characterised by apeculiar set of natural communities, which share specific speciescommunities, dynamics, and environmental conditions. These ecoregionsand biogeographical regions, as they are considered by the EuropeanUnion, include significant differences shown in the Table 1. To avoid anymisunderstanding, and to facilitate this work, which refers to thebiogeographical regions of the European Union, the biogeographicalregions of the European Union are defined as “bioregions”. BiogeographicalRegions andEcoregions 48.
49 ArchivioWWF/F.Cianchi4. RISULTATI Recommended
Pascal I servizi ecosistemici: dalla valutazione alla governance - Davide Marino

References: art. 17
 art. 12
 art. 17
 Articolo 171
 art. 17
 art. 12