Source: http://www.lavorincasa.it/proroga-piano-casa-campania/
Timestamp: 2017-02-22 15:09:01+00:00

Document:
Prorogato al 2017 il piano Casa Campania
Anche il Piano Casa della Regione Campania è stato prorogato, questa volta fino al 31 dicembre 2017. Lo ha stabilito la Legge Regionale n. 1 del 18 gennaio 2016
, proroga piano casa campania
, legge regionale campania n. 1 del 2016
Piano Casa Campania, i principali testi normativiIl Piano casa Campania è stato introdotto con la Legge Regionale n. 19 del 2009, intitolato Misure urgenti per il rilancio economico, per la riqualificazione del patrimonio esistente, per la prevenzione del rischio sismico e per la semplificazione amministrativa; detto testo normativo è stato poi modificato con la L.R. n. 1 del 2011, la L. R. n. 4 del 2011, la L.R. n. 1 del 2012, la L.R. n. 5 del 2013 e la L.R. n. 16 del 2014.A seguito della L.R. n. 1 del 2011 sono poi state emanate le Linee Guida per la valutazione della sostenibilità energetica e ambientale degli edifici (Delib. Giunta Reg. n. 145 del 2011).Altre norme hanno poi modificato la copertura temporale della legge.Piano Casa Campania, i nuovi terminiIl Piano Casa in Campania, al pari di molte altre regioni, è stato più volte prorogato.Precisamente, sono stati più volte prorogati i termini per la proposizione della domanda volta a ottenere i titoli abilitativi, di cui all'art. 12, co.1, della L.R. n. 19 e riguardanti gli interventi di cui agli artt. 4, 5, 6-bis , 7 e 8 della stessa legge.Inizialmente, i termini previsti scadevano infatti a giugno del 2011: così disponeva la Legge n.19 del 2009; tali termini sono stati poi prorogati all'11 luglio 2012 con la L.R. n. 1 del 2011; la L.R. n. 17 del 2012 ha poi disposto l'ulteriore proroga di sei mesi e la L.R. n. 40 del 2012 ancora di un anno; poi, ancora, con la L.R. n. 2/2014, una nuova scadenza al gennaio 2016, per arrivare infine alla proroga attuale.Nel 2016, precisamente con la Legge Regionale n. 1 del 18 gennaio, è stata infatti emanata la nuova proroga, fino al 31 dicembre 2017.Quella della proroga sembra l'unica novità in materia apportata dalla L.R. n. 1 del 2016: l'impianto normativo sembra rimasto quello già vigente.Piano Casa CampaniaData la complessità del testo normativo, esponiamo brevemente i tratti più salienti riguardanti gli interventi di cui agli artt. artt. 4, 5, 6-bis, 7 e 8, cui si riferisce la proroga, rinviando alla lettura integrale dei testi normativi (le norme sul Piano Casa vanno lette insieme con le altre che regolano la materia dell'urbanistica e del territorio), nonché alla consulenza di un esperto per le risposte a quesiti specifici.Naturalmente, dati i temi di cui si occupa Lavorincasa.it, terremo in particolare considerazione gli aspetti legati agli edifici residenziali.Prima di tutto le norme in esame indicano a quali obiettivi esse sono volte, e cioè, in sostanza: a) al contrasto della crisi economica e alla tutela dei livelli occupazionali... e al miglioramento della qualità urbana ed edilizia utilizzando criteri di sostenibilità...b) a favorire l’utilizzo di energia proveniente da fonti rinnovabili al miglioramento strutturale del patrimonio edilizio esistente e del suo sviluppo funzionale nonché alla prevenzione del rischio sismico e idrogeologico;c) a incrementare, in risposta anche ai bisogni abitativi delle famiglie in condizioni di particolare disagio economico e sociale, il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e privata anche attraverso la riqualificazione di aree urbane degradate o esposte a particolari rischi ambientali e sociali assicurando le condizioni di salvaguardia del patrimonio storico, artistico, paesaggistico e culturale... (v. art.1).Successivamente, all'art. 2 sono fornite le definizioni di concetti essenziali nella lettura del testo: abbiamo cioè le definizioni di aree urbane degradate (lett.a); di edifici residenziali (lett.b); di prevalenza dell'uso residenziale (lett. c); di superficie lorda (lett. d); di volumetria esistente (lett. e); di volumetria lorda da assentire (lett. f); di aree urbanizzate (lett. g), di distanze minime e altezze massime (lett. h).I casi di esclusioneL'art. 3 indica invece i casi di esclusione e cioè ove si tratti di interventi (di cui agli artt. 4, 5, 6-bis e 7 della legge) su edifici che al momento dell'istanza risultano: realizzati in mancanza o in difformità al titolo abilitativo e senza sanatoria; posti all'interno delle cosiddette zone territoriali omogenee di cui alla lettera A) dell’articolo 2 del decreto ministeriale n.1444/1968 o ad esse assimilabili come indicate dai comuni con gli strumenti urbanistici comunali ad eccezione degli edifici realizzati o ristrutturati negli ultimi cinquanta anni qualora non rientrino in altri casi di esclusione ai sensi del presente articolo.Le zone di cui alla lett. a, dell'art. 2 del decreto ministeriale n.1444/1968 sono definite come A) le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi, comprese le aree circostanti, che possono considerarsi parte integrante, per tali caratteristiche, degli agglomerati stessi.Sono poi esclusi gli edifici definiti di valore storico, culturale ed architettonico dalla normativa vigente, secondo quanto prescritto dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n.42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio), dagli atti di governo del territorio o dagli strumenti urbanistici comunali e per i quali vi è un vincolo di inedificabilità assoluta.Sono anche esclusi gli edifici posti nelle aree di inedificabilità assoluta ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, e nelle aree sottoposte a vincoli imposti a difesa delle coste marine, lacuali, fluviali secondo le norme dell’art. 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio), a tutela ed interesse della difesa militare e della sicurezza interna.Inoltre, sono esclusi gli edifici posti in territori di riserve naturali o di parchi nazionali o regionali...Sono anche esclusi gli edifici in aree dichiarate a pericolosità o rischio idraulico elevato o molto elevato o molto elevata, o a pericolosità geomorfologica elevata o molto elevata.Infine sono esclusi posti all’interno della zona rossa ad alto rischio vulcanico dell'area vesuviana di cui alla L.R. 10 dicembre 2003, n.21 (Norme urbanistiche per i comuni rientranti nelle zone a rischio vulcanico dell’area Vesuviana).Inoltre, per il solo caso degli interventi di sostituzione edilizia e mutamento di destinazione d'uso di cui ai commi 5 e 6 dell'art. 7, ne è esclusa l'applicazione nelle Aree di Sviluppo Industriale (ASI), nei Piani di Insediamenti Produttivi (PIP) nelle zone agricole non urbanizzate.Esclusioni da cosa?Dalla possibilità di effettuare sugli immobili una serie di interventi, che sono quelli sostanzialmente indicati dai successivi artt. 4, 5, 6-bis e 7 della legge.Si tratta, cioè, degli interventi straordinari di ampliamento (art.4), degli interventi straordinari di demolizione e costruzione (art. 5), degli interventi edilizi in zona agricola (art. 6-bis) e della riqualificazione delle aree urbane degradate (art. 7).Vediamoli più da vicino.Interventi straordinari di ampliamentoL'art. 4 consente gli Interventi straordinari di ampliamento, dà cioè la possibilità di ampliare, per uso abitativo, in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, fino al venti per cento della volumetria esistente i seguenti edifici: a) edifici residenziali uni-bifamiliari; b) edifici di volumetria non superiore ai millecinquecento metri cubi; c) edifici residenziali composti da non più di tre piani fuori terra, oltre all’eventuale piano sottotetto.Tale ampliamento è consentito alle seguenti precisazioni (co.2):a) su edifici residenziali come definiti dall'art. 2, co.1 la cui restante parte abbia utilizzo compatibile con quello abitativo;b) per interventi che non modificano la destinazione d’uso degli edifici interessati, fatta eccezione per quelli di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b) di cui al decreto ministeriale n. 1444/1968: si tratta cioè delle zone totalmente o parzialmente edificate diverse da quelle incluse nella lett. a) (queste ultime sono: le parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestono carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientale...).Gli interventi di ampliamento sono poi ammessi:c) su edifici residenziali ubicati in aree urbanizzate, nel rispetto delle distanze minime e delle altezze massime dei fabbricati;d) su edifici residenziali ubicati in aree esterne agli ambiti dichiarati in atti formali a pericolosità idraulica e da frana elevata o molto elevata;e) su edifici ubicati in aree esterne a quelle definite ad alto rischio vulcanico;f) su edifici esistenti, nelle aree di rispetto nei pressi dei cimiteri di cui all’ art. 338, co. 7, R.D. n. 1265 del 1934 (Approvazione del testo unico delle leggi sanitarie), secondo limiti di tale disciplina;g) su edifici regolarmente autorizzati ma non ultimati al momento dell' entrata in vigore della legge.Negli edifici con prevalente destinazione residenziale, nel rispetto delle prescrizioni obbligatorie di cui al co. 4 dell'art. 4, sottoindicate, è ammesso, invece dell’ampliamento della volumetria, il cambio di destinazione d’uso da volumetria esistente non residenziale a volumetria residenziale per una quantità massima del venti per cento.Secondo il co. 4 dell'art. 4, l'ampliamento deve poi avvenire nel rispetto delle seguenti prescrizioni obbligatorie:a) l’utilizzo di tecniche costruttive, con criteri di sostenibilità e utilizzo di materiale eco-compatibile, che garantiscano prestazioni energetico-ambientali nel rispetto dei parametri stabiliti dagli atti di indirizzo regionali e dalla vigente normativa...b) la conformità alle norme sulle costruzioni in zona sismica.Viene poi specificato che per gli edifici e loro frazionamento su cui siano realizzati gli ampliamenti ammessi dalla Legge n. 19, è vietato il cambio di destinazione d’uso prima dei cinque anni dalla comunicazione di ultimazione dei lavori.Non è ammesso l’ampliamento di edifici residenziali privi di accatastamento o per i quali al momento della richiesta dell’ampliamento non sia in corso la procedura di accatastamento.La norma lascia poi liberi i comuni (quelli provvisti di strumenti urbanistici generali vigenti, con provvedimento da adottare entro sessanta giorni dall'entrate in vigore della legge) di individuare ulteriori zone dove l’ampliamento non può essere realizzato.Interventi straordinari di demolizione e ricostruzioneCon il successivo art. 5, sempre in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, viene ammesso l'aumento sino al trentacinque per cento della volumetria esistente per gli edifici demoliti e ricostruiti all'interno dell'unità immobiliare catastale e delle pertinenze esterne.L’aumento è ammesso: sugli edifici a destinazione abitativa (v. art.2, co.1, lett. b e c), sostanzialmente alle stesse condizioni previste per gli ampliamenti di cui all'art. 4, con i dovuti adeguamenti: ad esempio, la demolizione e ricostruzione non sembra ammessa nella zona di rispetto vicino ai cimiteri, dove invece è espressamente ammesso l'ampliamento, anche se limitato da prescrizioni.Per gli interventi di demolizione e ricostruzione, poi, il mutamento di destinazione d'uso non è ammesso nemmeno per le zone diverse dalla zona di cui all'art.2, co.2, lett. b (a differenza che per gli ampliamenti).L'art. 5 ammette anche, con la demolizione e la ricostruzione, la variazione del numero delle unità immobiliari residenziali precedentemente esistenti, purchè ciascuna delle eventuali unità immobiliari aggiuntive abbia una superficie utile non inferiore a quarantacinque metri quadrati.Per la realizzazione dell’aumento si dovranno rispettare determinate condizioni concernenti:a) l’utilizzo di tecniche costruttive, anche con uso di materiale ecocompatibile, che garantiscano prestazioni energetico- ambientali nel rispetto dei parametri stabiliti dagli atti di indirizzo regionali e dalla normativa vigente...b) il rispetto delle prescrizioni tecniche di cui al decreto ministeriale n.236/1989, attuativo della legge 9 gennaio 1989, n. 13 (Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati); condizione questa non richiesta per gli ampliamenti.c) la conformità alle norme sulle costruzioni in zona sismica.Valgono anche in questo caso il divieto di cambio destinazione d'uso prima dei cinque anni e l'esclusione in assenza di accatastamento o di pratica di accatastamento in corso al momento della domanda, nonchè, la previsone che consente ai comuni (dotati di strumenti urbanistici generali vigenti) di individuare zone dove gli aumenti non possono essere effettuati.Infine, al co.8 vengono fatte salve, a parità di volume, le distanze preesistenti da edifici fronteggianti, se inferiori a quelle prescritte per le nuove edificazioni dalla normativa vigente.Interventi edilizi in zona agricolaL'art. 6-bis ammette nelle zone agricole mutamenti di destinazione d’uso di immobili o di loro parti, regolarmente assentiti, per uso residenziale del nucleo familiare dell’imprenditore agricolo o per attività connesse allo sviluppo integrato dell’azienda agricola, compreso strutture agrituristiche, che non determinino nuova edificazione e che non comportino consumo di suolo.Per tali immobili l'articolo ammette l'applicazione delle norme previste per gli ampliamenti straordinari di cui all'art. 4 e di demolizione e ricostruzione di cui all'art. 5 con l’obbligo di destinare non meno del venti per cento della volumetria esistente ad uso agricolo.L'articolo ammette, inoltre, il cumulo delle volumetrie di più edifici ricadenti nell’ambito fondiario unitario, formato da particelle contigue, di proprietà del medesimo richiedente già alla data dell’entrata in vigore della presente legge.Riqualificazione delle aree urbane degradateL'art. 7 si occupa di perseguire il fine di risolvere i problemi connessi alle problematiche abitative e della riqualificazione del patrimonio edilizio e urbanistico, mediante la promozione dello sviluppo sostenibile della città e con strategie per la valorizzazione del tessuto urbano, la riduzione del disagio abitativo, il miglioramento delle economie locali e l’integrazione sociale.Pertanto, al co.3, è previsto che Al fine di favorire la sostituzione e l’adeguamento integrale edilizio ai criteri costruttivi di sostenibilità nelle aree urbane da riqualificare... anche in variante e in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, è consentito l’aumento entro il limite del cinquanta per cento della volumetria esistente per interventi sugli edifici residenziali pubblici.Inoltre, per quanto qui interessa, negli immobili dismessi, in deroga agli strumenti urbanistici generali e ai parametri edilizi, con particolare riferimento alle altezze fissate dagli stessi strumenti purchè nel rispetto degli standard urbanistici di cui al decreto ministeriale n.1444/1968 e nel rispetto delle procedure vigenti, sono consentiti interventi di sostituzione edilizia a parità di volumetria esistente, anche con cambiamento di destinazione d’uso, che prevedono la realizzazione di una quota non inferiore al trenta per cento per le destinazioni di edilizia sociale. La volumetria che ne deriva può avere le destinazioni di: edilizia abitativa, uffici ma non più del dieci per cento, esercizi di vicinato, botteghe artigiane, attività commerciali di piccola e media distribuzione di vendita.Se l’intervento di sostituzione edilizia riguarda immobili già adibiti ad attività manifatturiere industriali, di allevamento intensivo, artigianali e di grande distribuzione commerciale, le attività di produzione o di distribuzione già svolte nell’immobile assoggettato a sostituzione edilizia devono essere cessate e quindi non produrre reddito da almeno tre anni antecedenti alla data di entrata in vigore della presente legge.Sempre l'art. 7 consente il mutamento di destinazione d'uso a fini abitativi in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, per gli edifici posti nelle aree urbanizzate – comunque con le esclusioni di cui all’art. 3 - che non abbiano più di diecimila metri cubi destinati prevalentemente ad uffici e residenze o alloggi di servizio e che non abbiano goduto dei benefici contributivi, purchè vi sia una previsione a edilizia convenzionata in misura non inferiore al venti per cento del volume dell’edificio, nel rispetto delle caratteristiche tecnico-prestazionali previste per gli ampliamenti straordinari (art. 4, co.4) e gli interventi di demolizione e ricostruzione (art.5, co.5).Previsione simile è prevista per gli edifici adibiti a residenze turistico-alberghiere: con l'aggiunta che il tutto deve avvenire nel rispetto di quanto stabilito all’art.5 L.R. n.16 del 2000, sulla rimozione dal vincolo di destinazione delle strutture ricettive-turistiche; è dunque consentito il mutamento di destinazione d’uso a fini abitativi purchè vi sia una previsione a edilizia residenziale sociale, in questo caso in misura superiore al trentacinque per cento della volumetria modificata, nel rispetto delle caratteristiche tecnico prestazionali previste per gli ampliamenti straordinari (art. 4, co.4) e gli interventi di demolizione e ricostruzione (art.5, co.5).Anche in questo caso è prevista la facoltà per i comuni provvisti di strumenti urbanistici generali vigenti di escludere determinate aree nelle quali dagli interventi di sostituzione edilizia.Vengono però fatti salve le domande proposte prima dell'entrata in vigore della legge.Ricostruzione di ruderi
Viene inoltre consentito il recupero edilizio solo agli aventi titolo alla data di entrata in vigore della legge, sempre in deroga agli strumenti urbanistici vigenti, con la ricostruzione in sito, di edifici diruti e ruderi.A tal fine è però necessario poter dare prova della preesistenza alla data di entrata in vigore della legge nonché la consistenza e l’autonomia funzionale, con obbligo di destinazione ad edilizia residenziale e secondo le disposizioni di cui all’art. 5 della legge.Infine, tra le norme transitorie, l'art. 12-bis prevede che possono essere autorizzati gli interventi già realizzati all'entrata in vigore delle norme e ad esse conformi.Per il resto si rinvia come detto lalla lettura integrale del testo.
Articolo: Proroga Piano Casa Campania
Proroga Piano Casa Campania: Commenti e opinioni Nome visualizzato nel commento
Luigi Lunedì 17 Ottobre 2016, alle ore 17:19 Buonasera Avvocato, può un edificio restaurato prima del 2009 (ed aumentato in volume del 20% mediante realizzazione di un sottotetto) beneficiare del Piano Casa Campania con un ulteriore aumento del 20% in volume? Per essere chiari, l'aumento complessivo in volume del fabbricato, dopo le due modifiche risulterà essere il 44% della struttura originale.rispondi al commento Angelo1960 Venerdì 9 Ottobre 2015, alle ore 12:16 Salve Architetto,sono proprietario di un appartamento con corte esclusiva, posso ampliare il 20% in aderenza al garage che affaccia sulla corte? Grazierispondi al commento Alfonso1975 Martedì 3 Marzo 2015, alle ore 15:57 Buonasera Architetto,sono proprietario di un appartamento in Napoli zona cavalleggeri d'aosta con annesso giardino privato.Vorrei ampliare l'appartamento costruendo un ulteriore stanza nel giardino e collegare quest'ultima all'appartamento mediante una scala ricavata nel balcone (che ovviamente affaccia nel medesimo girdino). Secondo l'attuale Piano Casa Regionale questo è possibile? Basta una DIA? A quanto ammonterebbero gli oneri? Grazie.rispondi al commento Luciabianca Mercoledì 28 Gennaio 2015, alle ore 16:32 Salve Architetto, cosa bisogna allegare alla richiesta dell'aumento di cubatura del 20% tramite permesso di costruire.grazie millerispondi al commento Arch.granata Luciabianca Giovedì 29 Gennaio 2015, alle ore 09:54 E' necessario consultare l'elenco degli elaborati richiesti dal suo comune, ma il tecnico incaricato saprà sicuramente quali sono.rispondi al commento Nicolagr Mercoledì 3 Dicembre 2014, alle ore 16:58 Salve Architetto. Innanzi tutto complimenti per l'articolo. Vorrei Porle questo quesito. Sono proprietario di un immobile in centro storico. Nel 1965 sono stati fatti dei lavori di manutenzione straordinaria del tipo "sostituzione del manto di copertura", Tuttavia non c'è alcuna traccia agli atti comunali di questo tipo di intervento. Posso dichiarare che tali lavori sono stati fatti ed usufruire del bonus del 35%? Grazie per l'attenzionerispondi al commento Arch.granata Nicolagr Giovedì 4 Dicembre 2014, alle ore 15:05 Non sono ammessi interventi in centro storico, a meno che l'edificio non sia stato ristrutturato negli ultimi 50 anni. A parte che la sostituzione del manto di copertura è semplice manutenzione ordinaria, in più non se ne hanno neanche tracce documentali.rispondi al commento Eruocco Venerdì 10 Ottobre 2014, alle ore 14:53 Salve Archietto.Vorrei chiederle se posso utilizzare nel piano casa della campania, la superficie di un locale accatastato commerciale, insieme alla superficie di casa dei miei genitori, al fine di creare una nuova unità abitativa?Grazierispondi al commento Arch.granata Eruocco Lunedì 13 Ottobre 2014, alle ore 09:35 Negli edifici a prevalente destinazione residenziale è consentito il cambio di destinazione d'uso, ma sempre nei limiti del 20%.rispondi al commento Parmenide Venerdì 11 Luglio 2014, alle ore 17:07 Gent.ssimo arch. Granata, sa se esistono limitazioni riguardo l'applicabilità del piano casa alla zona centrale del quartiere Bagnoli (Napoli), per uno stabile non avente vincoli storico-artistici e che rientra nei limiti di volumetria da lei riportati nell'articolo? Grazie in anticipo per la sua attenzione.rispondi al commento Maia986 Mercoledì 2 Luglio 2014, alle ore 12:03 Buongiorno architetto.Sto valutando l'acquisto di una casa; il fabbricato è stato ultimato negli anni '70. L'attuale proprietario ha acquistato l'appartamento nel 2002 ma pare che la zona, dopo una legge emessa nel 2004, sia ora sottoposta a vincoli paesaggistici.Premettendo che sono state presentate le carte nel 1986 per il condono che ancora non è stato concesso, con il subentro di questi vincoli può essere rischioso l'acquisto? grazierispondi al commento Arch.granata Maia986 Mercoledì 2 Luglio 2014, alle ore 12:16 Sì, perchè non essendo ancora stato rilasciato il condono, i nuovi vincoli potrebbero determinare un diniego.rispondi al commento Martinaiacovelli Martedì 24 Giugno 2014, alle ore 12:46 Buongiorno, vorrei acquistare un appartamento. Mi sono fatta consegnare tutte le carte e vorrei una delucidazione.La palazzina è stata costruita senza concessione ma sono state pagate interamente le oblazioni nel 1986. In una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà il prorietario dichiara che gli immobili sono oggetto di condono edilizio ai sensi l 47/85. Ciò significa che sono stati regolarmente condonati giusto? grazie in anticiporispondi al commento Arch.granata Martinaiacovelli Martedì 24 Giugno 2014, alle ore 13:00 La dichiarazione che " gli immobili sono oggetto di condono edilizio ai sensi l 47/85" può significare anche che è stata semplicemente presentata la domanda, ma il condono non è stato ancora rilasciato. Per averne la certezza, non basta una dichiarazione, ma serve il titolo vero e proprio, a meno che nella dichiarazione non sia indicato n. e data dello stesso.rispondi al commento Martinaiacovelli Arch.granata Giovedì 26 Giugno 2014, alle ore 10:47 Grazie mille! un'ultima cosa... in base a questo piano casa è possibile anche costruire sui terreni agricoli?rispondi al commento Arch.granata Martinaiacovelli Giovedì 26 Giugno 2014, alle ore 11:13 Il piano casa riguarda "ampliamento di edifici esistenti", quindi la risposta è no.rispondi al commento Micheleboccia Venerdì 6 Giugno 2014, alle ore 16:13 Salve, gentilmente, potrebbe dirmi se posso eseguire una sopraelevazione in un condominio formato da piano terra, primo e secondo, i cui mc saranno sicuramente superiore a 1500 mc. Inoltre c'è bisogno dell'autorizzazione del condominio? è vincolante? l'autorizzazione sismica deve essere esguita su tutto lo stabile? al comune mi hanno detto che anche se sup. ai 1500 mc si può fare perché basta che soddisfi un solo requisito (metri cubi, n. piani)rispondi al commento Claudiopiccirillo Domenica 27 Aprile 2014, alle ore 17:13 Buonasera, posseggo un appartamento in zona Vomero situato all'ultimo piano di un palazzo di tre piani. ? di mia esclusiva proprietà anche il terrazzo di copertura. Vorrei sapere se fosse possibile aumentare la cubatura costruendo un monolocale sul terrazzo e se si necessita dell'autorizzazione condominiale.Grazierispondi al commento Arch.granata Claudiopiccirillo Martedì 29 Aprile 2014, alle ore 10:48 La volumetria esistente non deve essere superiore a 1.500 mc e va chiesto permesso al condominio.rispondi al commento Claudiopiccirillo Arch.granata Martedì 29 Aprile 2014, alle ore 11:08 Grazie per la celere risposta. Un solo dubbio, la cubatura totale del condominio non può superare i 1500mc? E in questo caso il 20% sarà sul totale dello stabile? Claudiorispondi al commento Arch.granata Claudiopiccirillo Martedì 29 Aprile 2014, alle ore 11:25 Sì, potrà usufruire del 20% di tutto l'edificio solo se gli altri condomini glielo consentono.rispondi al commento Giacomopesce Domenica 9 Marzo 2014, alle ore 16:22 Gentile Arch., sono proprietario di un edificio, situato in centro storico, ma ristrutturato negli ultimi 50 anni, la cui volumetria esistente è di 2325 mc. Viste le numerose interpretazione fornitemi al riguardo (secondo alcuni in presenza di uno dei tre requisiti di cui all'art. 4 della legge sul Piano Casa, sarebbe possibile l'ampliamento), le chiedo di esprimermi le sue certezze al riguardo.Saluti.rispondi al commento Arch.granata Giacomopesce Lunedì 10 Marzo 2014, alle ore 10:22 Gli edifici ammessi devono essere uni ? bi familiari, di volumetria non superiore ai 1.500 mc, e connon più di 3 piani fuori terra. Se un edificio ricadente anche in centro storico, ma ristrutturato negli ultimi 50 anni ha questi requisiti, è ammesso. Ma il suo è già superiore per limiti volumetrici.rispondi al commento Giacomopesce Arch.granata Lunedì 10 Marzo 2014, alle ore 10:33 La ringrazio per la celere risposta.rispondi al commento Martegene Giovedì 16 Gennaio 2014, alle ore 11:08 Gent.ma arch. GranataUna casa unifamiliare su due livelli oggetto di ampliamento (Piano Casa) ed usufruisce di agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, Solo il primo livello sarà oggetto anche di una ridisegno tipologico e funzionale con rifacimento di tramezzi, degli impianti idrici ed elettrici e pavimentazione. le chiedo è possibile usufruire delle agevolazioni per il recupero del patrimonio edilizio, per questi lavori? grazierispondi al commento Alice Martegene Giovedì 16 Gennaio 2014, alle ore 11:29 Sì, per la sola parte già esistente, per l'ampliamento no.rispondi al commento Guerino Mercoledì 8 Gennaio 2014, alle ore 12:13 Dove posso trovare un documento ufficiale che attesti la proroga?Dato che sul sito della Regione Campania non c'è.Grazie.rispondi al commento Arch.granata Guerino Martedì 14 Gennaio 2014, alle ore 10:36 Sul BURC del 10 gennaio: http://burc.regione.campania.it/eBurcWeb/publicContent/home/index.ifacerispondi al commento Raffaele Martedì 3 Dicembre 2013, alle ore 10:20 Vorrei sapere se sono state apportate modifiche per quanto riguarda la zona industriale in residenziale.rispondi al commento Marco Domenica 6 Ottobre 2013, alle ore 16:46 Gentilissimo architetto, un fabbricato unifamiliare inferiore a 1500 mc. con annessi porticato e copertura può essere oggetto di piano casa (recupero abitativo del sottotetto e ampliamento antro il limite volumetrico del 20% all'interno dell'area di sedime del portico) in zona rischio e pericolosità elevata secondo le previsioni del piano dell'Autorità di bacino sx Sele?Le preciso, che tali interventi non implicheranno consumo di suolo.Grazie.rispondi al commento Architetto Avallone Gerardo Marco Giovedì 7 Novembre 2013, alle ore 22:55 In zona a rischio idrogeologico non è possibile applicare la legge Regionale 192011 e s.m.i. infatti l'art. 3 parla chiaro può però presentare presso l'autorità di bacino una riperimetrazione della zona con uno studio di fattibilità idrogeologico.rispondi al commento Tanux Mercoledì 2 Ottobre 2013, alle ore 17:54 Volevo chiedere alcune informazioni: supponiamo che sia possessore di una casa che si articola su due piani di cui solo uno è abitato, l'altro è un sottotetto che deve essere reso abitabile.Mi hanno informato del fatto che entro il 14 gennaio 2014, è necessario presentare il piano casa presso il mio comune di residenza.1) Quali documenti si presentano?2)Chi li presenta?3)Quanto costa questa operazione?Grazie.rispondi al commento Arch.granata Tanux Venerdì 4 Ottobre 2013, alle ore 10:03 Ci si rivolge ad un architetto che verifica la fattibilità dell'intervento e, in caso affermativo, elabora tutta la documentazione necessaria.Il costo dell'operazione comprende oneri e tributi vari al comune, e parcella del professionista.Se interessato, io opero in Regione Campania.rispondi al commento Luigi Giovedì 12 Settembre 2013, alle ore 07:48 A seguito della sentenza del Consiglio di Stato 339/2013 sembra che quelle elencate all'art. 4 del Piano Casa Campania siano tre diverse e differenti tipologie di edifci, tra loro del tutto indipendenti, pertanto è possibile asserire che anche per tutti gli edifici in condominio che presentano tre piani fuori terra oltre il sottotetto (qualunque sia la volumetria) è consentito l'ampliamento straordinario?Le invio link relativo alla direttiva del Piano Casa approvata dal C.C. di Contursi Terme e la invito a leggere il punto 2.2 Interventi di ampliamento in deroga http://www.comune.contursiterme.sa.it/index.php?action=index&p=553Quindi in Campania la legge viene applicata in modo non univoco?rispondi al commento Arch.granata Luigi Giovedì 12 Settembre 2013, alle ore 11:23 Per Luigi: la sentenza da lei citata mi risulta non riguardare il Piano Casa, magari può inviarmi il link esatto di quella a cui si riferisce.Invece, per quanto riguarda il documento linkato, è vero che l'art. parla di "deroghe", ma in esso non è molto chiaro a quali edifici la deroga si riferisce.rispondi al commento Luigi Domenica 1 Settembre 2013, alle ore 20:48 Gent.mo arch. Granata, è possibile richiedere ampliamento straordinario per un'unitá abitativa posta al piano rialzato di un edificio in condominio formato da tre piani fuori terra e la cui cubatura complessiva è superiore ai 1500 mc?Sono molte le interpretazioni della norma, può indicarmi eventuali riferimenti di indirizzo?rispondi al commento Arch.granata Luigi Lunedì 2 Settembre 2013, alle ore 10:35 Per Luigi: non capisco di che interpretazioni ci sia bisogno: se la legge parla di edifici mono o bifamiliari, di cubatura inferiore a 1500 mc, mi sembra pacifico che gli altri siano esclusi.rispondi al commento Gabriele Bel Russo Venerdì 23 Agosto 2013, alle ore 12:28 Ho un casa agricola che ho costruito con relativo permesso di costruire in Salerno, ho già beneficiato del cambio di di destinazione d'uso in agricola a civile abitazione, posso ancora usufruire dell'ampliamento del 20%?Grazie per la sollecita risposta.rispondi al commento Arch.granata Gabriele Bel Russo Lunedì 26 Agosto 2013, alle ore 09:41 Per Gabriele Bel Russo: sì.rispondi al commento Andrea Esposito Lunedì 19 Agosto 2013, alle ore 15:56 Buongiorno... posseggo una proprietà molto ampia a Praiano e in questa proprietà vi è un rudere, abbattendo e ricostruendo questo rudere il volume totale si può aumentare del 35% ; ma poiché di fronte a questo rudere si trova un'altra abitazione volevo sapere se è possibile demolirlo e ricostruirlo in un'altra parte della proprietà grazie e cordiali salutirispondi al commento Arch.granata Andrea Esposito Giovedì 22 Agosto 2013, alle ore 18:21 Per Andrea Esposito: sì, il Piano Casa non prevede necessariamente il rispetto della stessa area di sedime.rispondi al commento Mario Lunedì 10 Giugno 2013, alle ore 14:38 Buongiorno, vorrei sapere se due sottotetti e un asciugatoio, costruiti prima del 2000, possono rientrare nel piano casa per il recupero a fini abitativi e quindi cambiandone la destinazione d'uso!Grazie molte.rispondi al commento Arch.granata Mario Martedì 11 Giugno 2013, alle ore 10:00 Per Mario: i sottotetti sì, purchè abbiano i requisiti richiesti.rispondi al commento Giuseppe Morelli Lunedì 27 Maggio 2013, alle ore 13:28 Posseggo un appartamento a Napoli di 80 mq, in un condominio in zona Vomero Alto, non sottoposto a vincoli paesagistici.Vorrei, in base alle disposizioni contenute nel Piano Casa Campania, Legge Regionale 40/2012, costruire una veranda su un balcone della casa, di circa 8 mq di superficie, anche per abbattere i rumori provenienti dal cortile dell'abitazione, dove affaccio.Può il Comune di Napoli rilasciarmi una regolare autorizzazione? Grazierispondi al commento Arch.granata Giuseppe Morelli Martedì 28 Maggio 2013, alle ore 10:00 Per Giuseppe Morelli: no, perchè, come è spiegato nell'articolo, in Campania il Piano Casa non è applicabile ai condomini.rispondi al commento Christophe Arch.granata Lunedì 29 Luglio 2013, alle ore 12:10 Per Arch. Carmen Granata: buongiorno, il Piano Casa non si applica nemmeno nel caso in cui l'abitazione sia situata a piano terra con un giardino di 500mq?rispondi al commento Arch.granata Christophe Martedì 30 Luglio 2013, alle ore 09:55 Per Christophe: se si riferisce al Piano Casa Campania, trova i riferimenti nel paragrafo Edifici ammessi ed esclusi dal Piano Casa Campania.rispondi al commento Antonio Domenica 10 Marzo 2013, alle ore 11:40 Buongiorno, Volevo sapere se posso sfruttare questa opportunità unica e secondo me irripetibile.Ho un appartamento all ultimo piano di un palazzo di tre piani con un ampio terrazzo, volevo sapere se una parte potrei chiuderla in muratura e ricavare il 20% in più, tipo veranda. La mia domanda é questa, oltre a chiedere la DIA al comune debbo dar conto al condominio o non devo dar conto a nessuno?rispondi al commento ';$('#post-comment-box .reply-container').html('');$('#post-comment-box .reply-container').html(html);$('#post-comment-box .reply-container').html('');$('#post-comment-box .reply-container').html(html);$('.btn-toltip').unbind();$('.btn-toltip').each(function(){$(this).poshytip({className:'tip-yellowsimple',content:$($(this).attr('toltip')),showTimeout:1,alignTo:'target',alignX:'center',offsetY:5,allowTipHover:false,fade:false,slide:false});});$('#post-comment-box .reply-container .reply-unset').unbind();$('#post-comment-box .reply-container .reply-unset').bind('click',function(){$('.avviso').show();$('.sep-comment').hide();$('#box-comment').animate({top:"0px"},800);$("html, body").animate({scrollTop:positionOld.top-750},800);$('#post-comment-box .reply-container').html('');$('#post-comment-box input[name="comment[idreply]"]').val('0');});});tinymce.init({selector:"textarea.item-textarea",menubar:false,statusbar:false,toolbar:false,plugins:"placeholder"});$('#post-comment-box .btn-send').bind('click',function(){if($("#post-comment-box").valid()&&validateCaptcha()){var text=tinymce.get('comment[text]').getContent();var d=$('#post-comment-box').serialize()+'&comment[text]='+encodeURIComponent(text);var req='';var dReq=d;$('.upload').show();$.ajax({url:"http://www.lavorincasa.it/articoli/action.php?act=savecomment-logout"+req,type:"POST",data:dReq,success:function(data){if(data=='Commento in attesa di conferma'){location.href="http://www.lavorincasa.it/servizi/page/conferma-e-mail-per-inserimento-commento/";}}});}else{return false;}});});
Notizie che trattano Proroga Piano Casa Campania che potrebbero interessarti
Nuovo Piano Casa CampaniaLa L.R. Campania n. 1/2011 introduce diverse modifiche al Piano Casa ed alla Legge Regionale Urbanistica. Proroga di 6 mesi.
Stop alle demolizioni in Campania?Il presidente del Consiglio ha annunciato ierii di aver pronto un provvedimento per bloccare temporaneamente le demolizioni degli edifici abusivi in Campania.
L'Orto in CampaniaSi chiama L'Orto in Campania un'iniziativa ludico-didattica destinata ai bambini tra i 6 e i 12 anni, iniziata ad aprile, ed in corso di svolgimento...
Riapertura Condono Edilizio in CampaniaIl CdM impugna la legge regionale n. 16/2014 della Campania, che aveva prolungato i termini entro cui i comuni potevano pronunciarsi sulle istanze di condono '85 e '94.
272918 UTENTI REGISTRATI
Tonin casa pouf truly tonin casa...
Kit allarme antifurto senza fili...
Casa collection / art for living...
Scade il 30 Luglio 2017 Enciclopedie varie istituto geografico...

References: art.1
 art. 338
 art. 5
 art.2
 sentenza 
 sentenza