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Timestamp: 2018-12-09 22:07:37+00:00

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DELIBERA 3 marzo 2017 - Indice n. 233 Panorama statale
BILANCIO MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
ENTI LOCALI DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 25 maggio 2017.
Visto il decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, che all’art. 39, comma 1, demanda al CIPE, su proposta del Ministro della salute, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano (Conferenza Statoregioni), l’assegnazione annuale delle quote del Fondo sanitario nazionale di parte corrente alle Regioni e Province autonome; Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, che all’art. 115, comma 1, lettera a) , dispone che il riparto delle risorse per il finanziamento del Servizio sanitario nazionale avvenga previa intesa della Conferenza Stato-regioni;
Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008) che all’art. 2, comma 283, al fine di dare attuazione al riordino della medicina penitenziaria - comprensivo dell’assistenza sanitaria negli istituti penali minorili, nei centri di prima accoglienza, nelle comunità e negli ospedali psichiatrici giudiziari - prevede che siano definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute e del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, d’intesa con la Conferenza Stato-regioni, le modalità e i criteri per il trasferimento, dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e dal Dipartimento della giustizia minorile del Ministero della giustizia al Servizio sanitario nazionale, di tutte le funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali, in materia di sanità penitenziaria;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) del 1° aprile 2008, emanato in attuazione della legge n. 244/2007 sopra citata, recante «Modalità e criteri per il trasferimento al Servizio sanitario nazionale delle funzioni sanitarie, dei rapporti di lavoro, delle risorse finanziarie e delle attrezzature e beni strumentali in materia di sanità penitenziaria» ed in particolare l’art. 6, comma 1, il quale prevede che, ai fini dell’esercizio delle funzioni sanitarie afferenti alla sanità penitenziaria, le risorse finanziarie trasferite nelle disponibilità del Servizio sanitario nazionale sono quantificate complessivamente in 157.800.000 euro per l’anno 2008, in 162.800.000 euro per l’anno 2009 e in 167.800.000 euro a decorrere dall’anno 2010;
Visto, altresì, lo stesso art. 6 del DPCM sopra citato, il quale prevede, al comma 2, che dette risorse finanziarie siano ripartite tra le regioni sulla base anche della tipologia delle strutture penitenziarie e dei servizi minorili presenti sul territorio di competenza, nonché dei flussi di accesso ai medesimi, secondo i criteri definiti in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Viste le disposizioni di cui all’art. 1, comma 3, del decreto legislativo 19 novembre 2010, n. 252 e della legge 23 dicembre 2009, n. 191, art. 2, comma 109, che prevedono che per le Province autonome di Trento e Bolzano gli oneri siano a carico dei rispettivi fondi sanitari provinciali; Visto l’art. 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di stabilità 2014), ed in particolare il comma 513, che modifica il comma 7 dell’art. 49 della legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 (Statuto speciale del Friuli Venezia Giulia) elevando da 9 decimi a 9,19 decimi il gettito fiscale dell’imposta erariale di consumo relativa ai prodotti dei monopoli dei tabacchi consumati nella regione stessa e consentendo in tal modo di provvedere autonomamente al finanziamento della sanità penitenziaria, rendendo efficaci e completandone, in applicazione dell’art. 7 del decreto legislativo 23 dicembre 2010, n. 274 (norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Friuli Venezia Giulia in materia di sanità penitenziaria), il definitivo trasferimento. Di conseguenza, a tale scopo, lo stesso art. 1, comma 513, della legge di stabilità 2014, ridetermina il livello del finanziamento del Servizio sanitario nazionale in riduzione dell’importo di 2.375.977 euro annui, a decorrere dall’anno 2014;
Visto il decreto-legge 31 marzo 2014, n. 52, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 30 maggio 2014, n. 81, che fissa al 31 marzo 2015 il termine della chiusura degli Ospedali psichiatrici giudiziari (OPG);
Visto l’art. 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), ed in particolare il comma 562, il quale dispone che a decorrere dall’anno 2015 il riparto dell’importo destinato al finanziamento delle funzioni trasferite al Servizio sanitario nazionale in applicazione del riordino della medicina penitenziaria, di cui all’art. 2, comma 283, lettera c), della legge 24 dicembre 2007, n. 244, deve tenere conto di eventuali modifiche dei relativi criteri condivisi nell’ambito del Tavolo di consultazione permanente sulla sanità penitenziaria, istituito ai sensi dell’allegato A del DPCM 1° aprile 2008;
Visto il decreto legislativo 15 dicembre 2015, n. 222, recante le norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Siciliana per il trasferimento delle funzioni in materia di sanità penitenziaria, entrato in vigore il 5 febbraio 2016, ed in particolare l’art. 7, comma 2, il quale stabilisce che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ed il Dipartimento della giustizia minorile del Ministero della giustizia sono chiamati a svolgere, fino al sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto stesso, le funzioni di uffici erogatori dei trattamenti economici in godimento per il personale trasferito;
Vista la propria delibera adottata in data odierna, concernente il riparto tra le Regioni e le Province autonome delle disponibilità del Fondo sanitario nazionale per l’anno 2016, che ha disposto l’accantonamento della somma di 165.424.023 euro per il finanziamento della medicina penitenziaria, ai sensi del citato art. 2, comma 283, della legge n. 244/2007;
Vista la nota del Ministero della salute n. 390 del 16 gennaio 2017 con la quale è stata trasmessa la proposta del Ministro della salute relativa al riparto, tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, dell’importo di 165.424.023 sopra citato destinato al finanziamento della sanità penitenziaria per l’anno 2016;
Vista l’intesa in sede di Conferenza unificata sancita sulla proposta in esame nella seduta del 22 dicembre 2016 (rep. atti n. 146/CU);
Considerato che nella citata proposta del Ministro della salute il finanziamento originario complessivo, al lordo della riduzione operata dalla legge di stabilità 2014, pari a 167.800.000 euro, viene destinato, così come avvenuto per il precedente anno 2015, per 15.798.416 euro agli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG), per 8.674.888 ai centri clinici e per 143.326.696 a titolo di quota indistinta;
Considerato che, in attesa delle decisioni del Tavolo di consultazione permanente sulla sanità penitenziaria (tavolo di cui all’allegato A del suddetto DPCM 1° aprile 2008) per un aggiornamento dei criteri di riparto, la somma di 165.424.023 euro viene ripartita con i medesimi criteri adottati per l’anno 2015; Considerato che la proposta in esame prevede, ai sensi dell’art. 8 del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° aprile 2008, che il trasferimento delle risorse alle Regioni a statuto speciale sia subordinato al trasferimento delle funzioni in materia di medicina penitenziaria sulla base delle relative norme attuative, adottate secondo i rispettivi statuti e secondo le norme di cui al medesimo DPCM;
Considerato che per la Regione Siciliana, in applicazione del già citato art. 7, comma 2, del decreto legislativo n. 222/2015 concernente le «Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione siciliana per il trasferimento delle funzioni in materia di sanità penitenziaria», viene assegnata, con il presente riparto, la sola quota corrispondente al periodo che va dal 5 aprile 2016 al 31 dicembre 2016; Considerato altresì che la medesima proposta, in applicazione del richiamato art. 2, comma 109, della legge n. 191/2009, prevede che le quote relative alle Province autonome di Trento e Bolzano siano rese indisponibili;
Considerato che alla Regione Friuli Venezia Giulia non viene trasferita alcuna risorsa finanziaria in quanto la stessa provvede con risorse proprie, così come stabilito dal già citato art. 1, comma 513, della legge n. 147/2013;
1. L’importo di euro 165.424.023,00 - destinato al finanziamento della medicina penitenziaria con delibera di questo Comitato concernente il riparto tra le Regioni e le Province autonome delle disponibilità del Fondo sanitario nazionale per l’anno 2016, adottata in data odierna - viene ripartito tra le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano come riportato nella tabella allegata, che costituisce parte integrante della presente delibera.
2 . Nell’ambito della ripartizione di cui al punto 1, viene assegnato alle Regioni a statuto ordinario, nonché alle regioni Sardegna, Valle d’Aosta e Siciliana, l’importo di euro 159.592.888, ripartito tra le medesime secondo quanto indicato nella citata tabella, allegata alla presente delibera.
3. Nell’ambito della ripartizione di cui al punto 1, l’importo di euro 4.895.723 relativo alla Regione Siciliana resta accantonato per tenere conto di quanto disposto dall’art. 7, comma 2, del decreto legislativo 15 dicembre 2015, n. 222, citato in premessa. La quota relativa alle Province autonome di Trento e di Bolzano, pari a euro 935.412, resta indisponibile ai sensi dell’art. 2, comma 109, della legge n. 191/2009 e dell’art. 1, comma 3, del decreto legislativo n. 252/2010 richiamati in premessa.
Registrato alla Corte dei conti il 6 giugno 2017 Ufficio controllo atti Ministero economia e finanze, reg.ne prev. n. 771
Visto il decreto legislativo 15 dicembre 2015, n. 222, recante le norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Siciliana per il trasferimento delle funzioni in materia di sanità penitenziaria, entrato in vigore il 5 febbraio 2016, ed in particolare l’art. 7, comma 2, il quale stabilisce che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ed il Dipartimento della giustizia minorile del Ministero della giustizia siano chiamati a svolgere, fino al sessantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore del decreto stesso, le funzioni di uffici erogatori dei trattamenti economici in godimento per il personale trasferito;
Vista la propria delibera adottata in data odierna, concernente il riparto tra le regioni e le province autonome delle disponibilità del Fondo sanitario nazionale relative all’anno 2016, che ha destinato la somma di euro 55.000.000 per il finanziamento degli oneri derivanti dal completamento del processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari;
Vista la nota del Ministero della salute n. 390 del 16 gennaio 2017 con la quale è stata trasmessa la proposta di riparto, tra le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, della somma di 55.000.000 di euro da destinare per l’anno 2016 al finanziamento degli oneri connessi alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e al trasferimento dei pazienti ivi internati nelle strutture territoriali gestite dalle regioni e dalle province autonome nell’ambito dei rispettivi servizi sanitari regionali e provinciali, secondo gli stessi criteri utilizzati per il riparto relativo all’anno 2015;
Vista l’intesa sancita, sulla ripartizione in esame, in sede di Conferenza unificata nella seduta del 22 dicembre 2016 (rep. atti n. 147/CU);
Considerato che, nella citata proposta, i criteri di riparto della somma complessiva stanziata per l’anno 2016, pari a 55.000.000 di euro, sono riferiti per il 50 per cento alla popolazione residente in ciascuna regione o provincia autonoma alla data del 31 dicembre 2015 (dati ISTAT) e per il restante 50 per cento al numero di persone internate negli ospedali psichiatrici giudiziari alla data del 31 dicembre 2014, suddivise per regione o provincia autonoma di provenienza, così come comunicato dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria del Ministero della giustizia;
Considerato che il trasferimento delle sopra indicate risorse alle regioni a statuto speciale è subordinato al trasferimento delle funzioni in materia di medicina penitenziaria, comprensive nel caso specifico del superamento degli opg, con le modalità previste dai rispettivi statuti e dalle correlate norme di attuazione, così come stabilito dall’art. 8 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 1° aprile 2008;
Considerato che per quanto riguarda le province autonome di Trento e Bolzano la quota spettante viene resa indisponibile e che gli oneri sono posti a carico dei rispettivi fondi sanitari provinciali, in applicazione del già citato art. 2, comma 109, della legge 191/2009, nonché del già citato art. 1, comma 3, del decreto legislativo 19 novembre 2010, n. 252;
Considerato che per la Regione Siciliana il periodo di riconoscimento del trasferimento delle funzioni, ai fini dell’assegnazione della relativa quota, decorre dal 5 aprile 2016 fino al 31 dicembre 2016, ai sensi del già citato art. 7, comma 2, del decreto legislativo n. 222/2015 contenente le norme di attuazione del proprio statuto speciale per il trasferimento delle funzioni in materia di sanità penitenziaria, mentre per il periodo antecedente, dal l° gennaio 2016 al 4 aprile 2016, la relativa quota non viene assegnata;
Vista la nota n 1068 del 3 marzo 2017, predisposta congiuntamente dal Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica della Presidenza del Consiglio dei ministri e dal Ministero dell’economia e delle finanze, con le osservazioni e le prescrizioni da riportare nella presente delibera;
1. A valere sulle disponibilità a carico del Fondo sanitario nazionale 2016, l’importo di euro 55.000.000,00 — destinato al finanziamento degli oneri connessi al superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari ai sensi dell’art. 3 -ter , comma 7 del decreto-legge n. 211/2011, come convertito, con modificazioni, in legge n. 9/2012 — è ripartito tra le regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano, come riportato nella tabella allegata che costituisce parte integrante della presente delibera.
2. Nell’ambito della ripartizione complessiva di cui al punto 1, viene assegnata alle regioni a statuto ordinario, nonché alle regioni Sardegna, Valle d’Aosta e alla Regione Siciliana, la somma di euro 51.954.086, ripartita tra le medesime secondo quanto indicato nella citata tabella allegata alla presente delibera.
3 . Nell’ambito della ripartizione di cui al punto 1, viene in particolare assegnata alla Regione Siciliana la somma di euro 4.339.299, ai sensi dell’art. 7, comma 2, del decreto legislativo n. 222/2015 richiamato in premessa, mentre la restante somma, pari a 1.521.157 rimane accantonata. La quota relativa alla Regione Friuli-Venezia Giulia, pari a euro 880.965, è accantonata non essendo stata emanata la legge statale di modifica dello statuto regionale, in applicazione delle procedure dell’art. 7 del decreto legislativo n. 274/2010. La quota relativa alle province autonome di Trento e di Bolzano, pari a euro 643.792, resta indisponibile ai sensi dell’art. 2, comma 109, della legge n. 191/2009 e dell’art. 1, comma 3, del decreto legislativo n. 252/2010 richiamati in premessa.
Registrato alla Corte dei conti il 6 giugno 2017 Ufficio controllo atti Ministero economia e finanze, reg.ne prev. n. 772006.B
Gli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, senza tabacchi, relativi ai singoli mesi del 2015 e 2016 e le loro variazioni
rispetto agli indici relativi al corrispondente mese dell’anno precedente e di due anni precedenti risultano:
Anni Indici Variazioni percentuali rispetto
e mesi base 2015=100 al corrispondente periodo dell’
anno precedente di due anni precedenti
Maggio 99,7 - 0,4 - 0.5
Giugno 99,9, - 0.3 -0,4
Luglio 100,0 -0.1 -0.2
Agosto 100,2 -0.1 -0.2
Settembre 100,0 -0,1 -0.0
Ottobre 100,0 - 0,1 -0,1
Novembre 100,0 - 0,1 -0,1
2015 Media 99,9
Gennaio 100,6 0,9 1,2
Visto l’art. 1, comma 380, lettera b) della legge 24 dicembre 2012, n. 228 che istituisce, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, il Fondo di solidarietà comunale che è alimentato con una quota dell’imposta municipale propria (IMU), di spettanza dei comuni, di cui all’art. 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, definita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’interno, previo accordo da sancire presso la Conferenza Statocittà e autonomie locali;
Visto l’art. 1, comma 380 -ter , lettera a) , secondo periodo, della legge n. 228 del 2012, il quale prevede che a decorrere dall’anno 2016 la dotazione del Fondo di solidarietà comunale è incrementata di 3.767,45 milioni;
Visto l’art. 1, comma 448, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 secondo il quale a decorrere dall’anno 2017, la dotazione del Fondo di solidarietà comunale, al netto dell’eventuale quota dell’IMU di spettanza dei comuni connessa alla regolazione dei rapporti finanziari è stabilita in euro 6.197.184.364,87, di cui 2.768.800.000 assicurata attraverso una quota dell’IMU, di spettanza dei comuni, di cui all’art. 13 del decreto-legge n. 201 del 2011, eventualmente variata della quota derivante dalla regolazione dei rapporti finanziari connessi con la metodologia di riparto tra i comuni interessati del Fondo stesso;
Visto l’art. 1, comma 449, della legge n. 232 del 2016 in base al quale il Fondo di solidarietà comunale è:
a) ripartito, quanto a euro 3.767.450.000, tra i comuni interessati sulla base del gettito effettivo dell’IMU e del tributo per i servizi indivisibili (TASI), relativo all’anno 2015 derivante dall’applicazione dei commi da 10 a 16, e dei commi 53 e 54 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208;
b) ripartito, nell’importo massimo di 80 milioni di euro, tra i comuni per i quali il riparto dell’importo di cui alla lettera a) non assicura il ristoro di un importo equivalente al gettito della TASI sull’abitazione principale stimato ad aliquota di base. Tale importo è ripartito in modo da garantire a ciascuno dei comuni di cui al precedente periodo l’equivalente del gettito della TASI sull’abitazione principale stimato ad aliquota di base;
c) destinato, per euro 1.885.643.345,70, eventualmente incrementati della quota di cui alla lettera b) non distribuita e della quota dell’imposta municipale propria di spettanza dei comuni connessa alla regolazione dei rapporti finanziari, ai comuni delle regioni a statuto ordinario, di cui il 40 per cento per l’anno 2017, il 55 per cento per l’anno 2018, il 70 per cento per l’anno 2019, l’85 per cento per l’anno 2020 e il 100 per cento a decorrere dall’anno 2021, da distribuire tra i predetti comuni sulla base della differenza tra le capacità fiscali e i fabbisogni standard approvati dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard entro il 30 settembre dell’anno precedente a quello di riferimento. L’ammontare complessivo della capacità fiscale perequabile dei comuni delle regioni a statuto ordinario è determinata in misura pari al 50 per cento dell’ammontare complessivo della capacità fiscale da perequare. La restante quota è, invece, distribuita assicurando a ciascun comune un importo pari all’ammontare algebrico della medesima componente del Fondo di solidarietà comunale dell’anno precedente, eventualmente rettificata, variato in misura corrispondente alla variazione della quota di fondo non ripartita secondo i criteri di cui al primo periodo;
Visti i fabbisogni standard approvati dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard nella seduta del 13 settembre 2016 e adottati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 dicembre 2016 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 44 del 22 febbraio 2017 - S.O. n. 12);
Visto il decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 2 novembre 2016 concernente l’adozione della stima delle capacità fiscali 2017 per singolo comune delle regioni a statuto ordinario, rideterminata tenendo conto dei mutamenti normativi intervenuti, del tax gap nonché della variabilità dei dati assunti a riferimento;
Visto l’art. 1, comma 450, della legge n. 232 del 2016 il quale stabilisce che, con riferimento ai comuni delle regioni a statuto ordinario, nel caso in cui l’applicazione dei criteri di riparto di cui alla lettera c) del precedente comma 449 determini una variazione delle risorse di riferimento, tra un anno e l’altro, superiore a +4 per cento o inferiore a -4 per cento rispetto all’ammontare delle risorse storiche di riferimento, si può applicare un correttivo finalizzato a limitare le predette variazioni. Le risorse di riferimento sono definite dai gettiti dell’IMU e della TASI, entrambi valutati ad aliquota di base, e dalla dotazione netta del Fondo di solidarietà comunale. Per il calcolo delle risorse storiche di riferimento la dotazione netta del Fondo di solidarietà comunale è calcolata considerando pari a zero la percentuale di applicazione della differenza tra capacità fiscali e fabbisogni standard di cui alla lettera c) del comma 449. Ai fini di cui al primo periodo dello stesso comma 450, nell’ambito del Fondo di solidarietà comunale, è costituito un accantonamento alimentato dai comuni che registrano un incremento delle risorse complessive rispetto all’anno precedente superiore al 4 per cento. I predetti enti contribuiscono in modo proporzionale all’accantonamento in misura non superiore all’eccedenza di risorse rispetto alla soglia del 4 per cento e, comunque, nel limite complessivo delle risorse necessarie per ridurre le variazioni negative dei comuni con una perdita superiore al 4 per cento. Il predetto accantonamento è ripartito proporzionalmente tra i comuni che registrano una riduzione delle risorse complessive rispetto all’anno precedente superiore al 4 per cento nei limiti delle risorse accantonate;
Visto l’art. 1, comma 450 -bis , della legge n. 232 del 2016, il quale dispone che per il solo anno 2017, la quota di cui alla lettera b) del comma 449 non distribuita, nel limite di 14 milioni di euro, unitamente al contributo di cui al comma 24 dell’art. 1 della legge n. 208 del 2015, non attribuito ai comuni a titolo di compensazione del minor gettito per l’anno 2016, nel limite di 11 milioni di euro, sono accantonati per essere attribuiti a favore dei comuni che presentino contemporaneamente una variazione negativa degli effetti perequativi derivanti dall’aggiornamento della metodologia di determinazione dei fabbisogni standard approvata dal Consiglio dei ministri il 16 dicembre 2016, una variazione negativa della dotazione netta del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2017 rispetto alla dotazione netta considerata per il calcolo delle risorse storiche di riferimento di cui al comma 450 e una variazione negativa superiore al 1.3% della dotazione netta del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2017 rispetto alla dotazione netta del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2016. Il riparto viene effettuato in proporzione alla distanza dalla percentuale del -1.3% dello scostamento tra la dotazione netta del Fondo di solidarietà comunale del 2017 e la dotazione netta del Fondo di solidarietà comunale del 2016 in percentuale delle risorse storiche nette di riferimento così come modificate in base alle disposizioni previste dal comma 450;
Considerato che lo stanziamento del capitolo 1365, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’interno, relativo al Fondo di solidarietà comunale deve essere integrato nel 2017, con apposita variazione di bilancio, di 11 milioni di euro provenienti dal capitolo 1368 del medesimo stato di previsione quale quota residuale del contributo di cui al comma 24 dell’art. 1 della legge n. 208 del 2015, non attribuito ai comuni a titolo di compensazione del minor gettito per l’anno 2016;
Visto l’art. 1, comma 451, della legge n. 232 del 2016 il quale prevede che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’interno, previo accordo da sancire in sede di Conferenza Statocittà ed autonomie locali entro il 15 ottobre dell’anno precedente a quello di riferimento e da emanare entro il 31 ottobre dell’anno precedente a quello di riferimento, sono stabiliti i criteri di riparto del Fondo di solidarietà comunale di cui al successivo comma 449. In caso di mancato accordo, il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al periodo precedente è, comunque, emanato entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello di riferimento;
Visto l’Accordo sancito in sede di Conferenza Statocittà e autonomie locali il 19 gennaio 2017, ai sensi del comma 451 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016; S u proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’interno;
Art. 1. Composizione del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2017
1. Per l’anno 2017 il Fondo di solidarietà comunale è composto:
a) dalla quota assicurata attraverso una quota dell’IMU, di spettanza dei comuni, di cui all’art. 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, incrementata dell’ulteriore quota dell’IMU derivante dalla regolazione dei rapporti finanziari connessi con la metodologia di riparto tra i comuni interessati del Fondo stesso;
b) dalla quota di cui all’art. 1, comma 380 -ter , lettera a), secondo periodo, della legge 24 dicembre 2012, n. 228.
2. Per l’anno 2017 a valere sulla quota di cui al comma 1, lettera a) è prededotto il contributo, sino all’importo massimo di 80 milioni di euro, destinato alle finalità di cui all’art. 1, comma 449, lettera b) , della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e, per 14 milioni, alle finalità di cui all’art. 3, comma 4.
Art. 2. Determinazione della dotazione del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2017
1. Il Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2017 di cui all’art. 1, comma 1, è stabilito nel complessivo importo di euro 6.197.184.364,87 al netto di euro 338.105.850,42 derivanti dall’ulteriore quota dell’IMU di spettanza dei comuni dovuta alla regolazione dei rapporti finanziari dei comuni di cui all’art. 7, comma 4, ed al netto dell’importo di 11 milioni di cui all’art. 3, comma 4.
2. Relativamente all’importo di euro 338.105.850,42 di cui al comma 1 è prioritariamente acquisito all’entrata del bilancio dello Stato l’importo di euro 149.959.351,01 e la rimanente somma di euro 188.146.499,40 è assegnata al capitolo 1365 iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’interno.
3. Ai sensi dell’art. 1, comma 380 -ter , lettera a) , della legge n. 228 del 2012, ed ai fini della formazione del Fondo di solidarietà comunale, l’Agenzia delle entrate - Struttura di gestione - versa al capitolo 3697 dell’entrata del bilancio dello Stato una quota dell’IMU di spettanza dei comuni delle regioni a statuto ordinario, della Regione siciliana e della Regione Sardegna pari, complessivamente, a euro 2.768,8 milioni, determinata per ciascun comune in proporzione alle stime di gettito dell’IMU valide per l’anno 2015, come comunicate dal Ministero dell’economia e delle finanze, Dipartimento delle finanze. Il valore relativo a ciascun comune è indicato nell’allegato 1 al presente decreto.
Art. 3. R iparto della quota del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2017 di cui all’art. 1, comma 1, lettera a) per i comuni delle regioni a statuto ordinario
1. Il riparto della quota del Fondo di solidarietà comunale di cui all’art. 1, comma 1, lettera a) spettante per l’anno 2017 ai comuni delle regioni a statuto ordinario è effettuato prendendo come valore di riferimento per ciascun comune il valore del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2016, calcolato al lordo dell’applicazione per l’anno 2016 dei meccanismi perequativi di cui all’art. 1, comma 380 -quater , della legge n. 228 del 2012. Il valore di cui al periodo precedente è rettificato degli importi derivanti:
a) dagli effetti, per l’anno 2017, delle correzioni puntuali di cui al decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze 3 aprile 2017;
b) dal ripristino per l’anno 2017 delle quote portate in detrazione per l’anno 2016 di cui all’art. 1, comma 2, lettera d) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 maggio 2016;
c) dall’applicazione per l’anno 2017 delle disposizioni di cui all’art. 1, commi 436 -bis e 436 -ter , della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
d) dall’utilizzo parziale per l’anno 2017 della quota di cui all’art. 1, comma 2.
2. In applicazione di quanto previsto dall’art. 1, comma 449, della legge n. 232 del 2016, il 40 per cento della quota del Fondo di solidarietà comunale di cui all’art. 1, comma 1, lettera a) relativa, per l’anno 2017, ai comuni delle regioni a statuto ordinario, come determinata in base al comma 1 del presente articolo, è accantonato e redistribuito ai medesimi comuni sulla base della differenza tra le capacità fiscali, considerate nella misura del 50 per cento di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 2 novembre 2016 e i fabbisogni standard approvati dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard nella seduta del 13 settembre 2016 e adottati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 29 dicembre 2016.
3 . Al risultato di cui al comma precedente si applica il correttivo di cui al comma 450 dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016.
4 . Per l’anno 2017 l’importo risultante dal comma precedente è rettificato con l’applicazione del correttivo di cui al comma 450 -bis dell’art. 1 della legge n. 232 del 2016. A tale fine sono utilizzate, nel limite di 14 milioni, le risorse non utilizzate di cui all’art. 1, comma 2, e, nel limite di 11 milioni, parte del contributo di cui al comma 24 dell’art. 1 della legge n. 208 del 2015, non attribuito ai comuni a titolo di compensazione del minor gettito per l’anno 2016.
5 . Per i singoli comuni delle regioni a statuto ordinario il valore risultante dalle operazioni di calcolo di cui ai commi da 1 a 4 è riportato nell’allegato 2.
6. Per i comuni istituiti a seguito di fusione a decorrere dal 2017 i dati di cui al presente articolo si intendono riferiti ai comuni preesistenti.
Art. 4. Riparto della quota del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2017 di cui all’art. 1, comma 1, lettera a) per i comuni della Regione siciliana e della Regione Sardegna
1. Il riparto della quota del Fondo di solidarietà comunale di cui all’art. 1, comma 1, lettera a) spettante per l’anno 2017 ai comuni della Regione siciliana e della Regione Sardegna è effettuato prendendo come valore di riferimento per ciascun comune il valore del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2016, rettificato degli importi derivanti:
b) dal ripristino per l’anno 2017 della quota portata in detrazione per l’anno 2016 di cui all’art. 1, comma 2, lettera d) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 18 maggio 2016;
2 . Per i singoli comuni della Regione siciliana e della Regione Sardegna il valore risultante dalle operazioni di calcolo di cui al comma 1 è riportato nell’allegato 2.
Art. 5. Riparto della quota del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2017 di cui all’art. 1, comma 1, lettera b) e attribuzione della quota del Fondo di solidarietà comunale di cui all’art. 1, comma 2 1. La quota del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2017 di cui all’art. 1, comma 1, lettera b) , pari a 3.767,45 milioni è ripartita tra i comuni delle regioni a statuto ordinario e tra i comuni della Regione siciliana e della Regione Sardegna secondo gli importi di cui all’allegato 3, colonne 1, 2 e 3. 2. La quota del Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2017 di cui all’art. 1, comma 2, è attribuita ai comuni beneficiari in base a quanto disposto dall’art. 1, comma 449, lettera b) , della legge n. 232 del 2016, secondo gli importi di cui all’allegato 3, colonna 4.
Art. 6. Accantonamento per l’anno 2017
1 Per l’anno 2017 è costituito un accantonamento di Euro 15.000.000 sul Fondo di solidarietà comunale.
2. L’accantonamento è destinato a eventuali conguagli ai singoli comuni derivanti da rettifiche dei valori e dei criteri utilizzati ai fini del presente decreto. Le assegnazioni sono disposte con uno o più decreti del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali. 3 . La quota da imputare ai singoli comuni ai fini dell’accantonamento è calcolata per ciascun comune in modo proporzionale alle risorse di riferimento valide per l’anno 2017, di cui all’art. 3, comma 1 ed all’art. 4, comma 1.
Art. 7. Determinazione della quota del Fondo di solidarietà per l’anno 2017 relativa ai singoli comuni
1 Per i singoli comuni delle regioni a statuto ordinario, della Regione siciliana e della Regione Sardegna la somma algebrica del valore di cui all’allegato 2 e del valore di cui all’allegato 3, colonna 5, è riportata nell’allegato 4, colonna 1.
2 . Gli importi risultanti per i singoli comuni in base al comma 1 sono corretti in relazione all’accantonamento di cui all’art. 6, i cui valori per singolo ente sono riportati nell’allegato 4, colonna 2.
3 . Il risultato positivo della somma algebrica dei valori di cui all’allegato 4, colonne 1 e 2, determina per i singoli comuni l’importo spettante per l’anno 2017 a titolo di Fondo di solidarietà comunale, riportato all’allegato 4, colonna 3.
4. Il risultato negativo della somma algebrica dei valori di cui all’allegato 4, colonne 1 e 2, determina per i singoli comuni un’ulteriore quota di imposta municipale propria di spettanza dei comuni dovuta per l’anno 2017 a titolo di alimentazione del Fondo di solidarietà comunale, il cui importo è riportato all’allegato 4, colonna 4. In tal caso l’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione versa ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato una quota dell’imposta municipale propria di spettanza dei singoli comuni pari al predetto importo.
5. Ove l’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione non riesca a procedere, in tutto o in parte, ai recuperi di cui al comma 4, i comuni interessati sono tenuti a versare la somma residua direttamente all’entrata del bilancio dello Stato, dando comunicazione dell’adempimento al Ministero dell’interno. In caso di mancato versamento da parte del comune entro il 31 dicembre 2017 l’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione provvede al recupero negli anni successivi a valere sui versamenti di entrata a qualunque titolo dovuti al comune.
Art. 8. Compensazioni finanziarie per l’anno 2017
1. Per l’anno 2017 sugli importi a credito o a debito relativi ai singoli comuni risultanti dall’applicazione dell’art. 7, sono applicate le detrazioni conseguenti all’applicazione dell’art. 7, comma 31 -sexies , del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.
Art. 9. Erogazioni di risorse per l’anno 2017
1. Per l’anno 2017, il Ministero dell’interno, Direzione centrale della finanza locale, provvede a erogare a ciascun comune quanto attribuito a titolo di Fondo solidarietà comunale in base all’art. 7, al netto delle detrazioni di cui all’art. 8, in due rate da corrispondere entro i mesi di giugno e ottobre 2017, di cui la prima pari al 66 per cento, comunque nei limiti della disponibilità di cassa del capitolo 1365, relativo al Fondo di solidarietà comunale, iscritto nello stato di previsione del Ministero dell’interno.
Art. 10. Operazioni da parte dell’Agenzia delle entrate
1. Per l’anno 2017 gli importi dovuti dai singoli comuni, come indicati nell’allegato 1 e nell’allegato 4, colonna 4, o derivanti dall’applicazione dell’art. 8 sono comunicati dal Ministero dell’interno all’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione, la quale provvede a trattenere le relative somme dall’imposta municipale propria riscossa tramite il sistema del versamento unitario, di cui all’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. La trattenuta da parte dell’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione è effettuata in due rate di pari importo a valere sulle somme versate in relazione alle scadenze del 16 giugno e del 16 dicembre 2017. Gli importi recuperati dall’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione sono versati ad appositi capitoli dell’entrata del bilancio dello Stato. Ai predetti importi si applica quanto previsto dall’art. 2, commi 2 e 3 del presente decreto. Il presente decreto verrà trasmesso alla Corte dei conti per la registrazione e sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 25 maggio 2017
Il Ministro dell’interno MINNITI Registrato alla Corte dei conti il 9 giugno 2017 Ufficio controllo atti P.C.M. Ministeri giustizia e affari esteri, reg.ne prev. n. 1362

References: art. 6
 art. 2
 art. 1
 art. 2
 art. 7
 art. 2
 art. 1
 art. 2
 art. 1
 art. 7

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10