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Timestamp: 2019-09-16 00:02:00+00:00

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Legge 151/2001. Congedo straordinario. L' assistenza deve essere continuativa ed ininterrotta? Normativa e sentenza - Infermieristicamente - Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche
Legge 151-2001. Congedo straordinario. L' assistenza deve essere continuativa ed ininterrotta? Normativa e sentenza
L’ art. 42, D. lgs. n. 151/2001 prevede un congedo biennale retribuito in favore di chi assiste familiari con handicap grave: come precisato dalla Circ. Inps n. 32/2012, punto 3.3 : il beneficio del Congedo Straordinario consiste in 2 anni di assenza dal lavoro indennizzata nella misura della retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo straordinario, nell’arco della vita lavorativa.
Il lavoratore che usufruisce del congedo straordinario, deve prestare assistenza continuativa senza che possa allontanarsi dal disabile di cui si prende cura?
La sentenza n. 19580/2019 fornisce un chiarimento in merito.
La Corte di Appello di Milano aveva ritenuto privo di giusta causa il licenziamento intimato da una società ad un proprio dipendente in congedo straordinario, scoperto a partecipare ad una gita in bicicletta, piuttosto che prestare assistenza al disabile.
Al riguardo la Corte d’appello milanese aveva affermato che “ai fini del congedo straordinario di cui al D.Lgs. n. 151 del 2001, ex art. 42, “non è richiesta una assistenza personale, continuativa ed ininterrotta per tutta la giornata e per tutti i giorni del congedo in favore del familiare disabile”; in tale prospettiva aveva considerato che “la partecipazione di un solo giorno alle gite in bicicletta, come contestato dal proprio datore di lavoro, non comportasse l’elusione del fine sotteso al congedo straordinario”.
Con la sentenza n. 19580/2019 i giudici stabiliscono che erra in diritto la Corte di Appello di Milano, laddove afferma che, ai fini del congedo straordinario, “non sia richiesta una assistenza personale, continuativa ed ininterrotta” in favore del familiare disabile.
Tanto premesso è valido per il godimento dei permessi di cui alla L. n. 104 del 1992, art. 33, ma non è, al contempo, applicabile all’istituto del congedo straordinario per il quale non solo è prevista la necessità della convivenza ma anche che si realizzi “un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione” in favore del disabile.
In relazione alla “convivenza” questa “non si esaurisce in un dato meramente formale e anagrafico, ma esprime, nella quotidiana condivisione dei bisogni e del percorso di vita, una relazione di affetto e di cura”.
Per tali motivi, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla corte d’appello milanese che ora dovrà attenersi ai citati arresti giurisprudenziali.
da Responsabile Civile
Laura Re calegari
Buongiorno cmq io nn so chi fa le leggi mia mamma affetta da demenzafro temporale malattia degenerativa da 5anni allettata ormai io 2anni di congedo retribuito li ho fatti ora ho dovuto ancora stare a casa senza nessuno stipendio xchè ormai nn mangia piu'e alimentata con sondino se stara'ancora qua tanto io nn potrò prendere nessun soldo sembra giusto avere solo 2anni retribuiti ?figuriamoci x uscire io devo chiedere sempre a qualcuno gratis quando devo fare compere se mi un piacere xchè i soldi nn mi bastano x prendere una badante ma si può
Hugo Latuca
Lavoro in una azienda privata,sposato con unione civile,mio marito ha si certo un tropo bay pass,e la sua mamma affetta de demenzia pre senile,posso avere il congedo straordinario x attendere mia suocera.e cosa devo presentare

References: sentenza 
 sentenza

 art. 42
 sentenza 
 art. 42
 sentenza 
 art. 33
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