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⭐DISTRETTO SOCIO SANITARIO D.1
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1 Allegato A DISTRETTO SOCIO SANITARIO D.1 COMUNI DI AGRIGENTO, ARAGONA, COMITINI, FAVARA, JOPPOLO GIANCAXIO, PORTO EMPEDOCLE, RAFFADALI, REALMONTE, S. ANGELO MUXARO, S. ELISABETTA, SICULIANA COMUNE CAPOFILA AGRIGENTO RELAZIONE SOCIALE DOCUMENTO PRELIMINARE AL PIANO DI ZONA L. 328/00 12 INDICE INTRODUZIONE pag. 4 PREMESSA METODOLOGICA» IL TERRITORIO, LA POPOLAZIONE E IL CONTESTO ECONOMICO-SOCIALE 1.1 Il territorio: aspetti geo-morfologici e linee di comunicazione 1.2 Descrizione socio-demografica 1.3 Caratteristiche economiche e occupazionali 2 - ANALISI DEI BISOGNI ESPRESSI DAI COMUNI DEL DISTRETTO SOCIO-SANITARIO 2.1 Comune di Agrigento 2.2 Comune di Aragona 2.3 Comune di Comitini 2.4 Comune di Favara 2.5 Comune di Joppolo Giancaxio 2.6 Comune di Porto Empedocle 2.7 Comune di Raffadali 2.8 Comune di Realmonte 2.9 Comune di S. Angelo Muxaro 2.10 Comune di S. Elisabetta 2.11 Comune di Siculiana» 7» 7» 7» 8» 10» 10» 26» 29» 35» 52» 53» 54» 58» 59» 61» L AZIENDA U.S.L. N. 1 AGRIGENTO» Consultorio familiare 3.2 Dipartimento salute mentale 3.3 Neuropsichiatria infantile 3.4 Servizio per le tossicodipendenze» 72» 75» 79» IL TERZO SETTORE» Cooperative sociali 4.2 Associazionismo 4.3 Volontariato 4.4 IPAB» 83» 112» 117» GLI ENTI TERZI» 121 23 6 - BIBLIOTECHE E CENTRI CULTURALI» I PUNTI DI FORZA E I PUNTI DI CRITICITÀ» Area adulti 7.2 Area disabilità e salute mentale 7.3 Area anziani 7.4 Area minori e famiglia» 135» 138» 142» RIFLESSIONI» PIANI FINANZIARI 150 34 INTRODUZIONE La disamina e lo studio di possibili linee programmatiche presuppone sempre un analisi minimale della realtà locale, anche se breve e schematica, attraverso una buona raccolta di informazioni capace di mettere a raffronto sia l analisi dei bisogni che le domande espresse dal territorio. Anche per la stesura del Piano di Zona, strumento di programmazione triennale degli interventi integrati socio-sanitari, è indispensabile una raccolta delle informazioni che, come una fotografia di gruppo, vanno riportate nella Relazione Sociale. Questa, oltre ad essere il documento preliminare alla elaborazione del Piano di Zona, costituisce indubbiamente un importante fonte di informazione sulla realtà socio/sanitaria ed economica/culturale del nostro territorio, necessaria per orientare le scelte di indirizzo politico gestionale, in relazione alle comunità locali, le quali sono un ambito privilegiato di analisi di bisogni e di elaborazione delle risposte fortemente ancorate alla realtà. La Relazione Sociale, quale strumento ricognitivo, quindi, non può e non deve essere vista solo come strumento settoriale e funzionale alla sola stesura del Piano di Zona. L elaborazione e la redazione del Piano triennale di zona non possono nascere dal nulla, ma devono essere frutto di un attento processo di raccolta, di lettura ed analisi dei dati; un articolato processo ed una chiave di lettura finalizzata ad indirizzare le risorse umane e finanziarie, secondo una logica di priorità di interventi operativi. In tale intento si è cercato di redigere la Relazione Sociale con l impegno ed il coinvolgimento professionale degli operatori del Distretto, dei funzionari referenti dei Comuni dell area distrettuale e della AUSL. Attraverso un lavoro di gruppo si è proceduto ad una raccolta di dati sulla base di specifici indicatori socio-economico, evitando per quanto possibile frammentarie informazioni. Oltre ai dati demografici e alla tipologia dei servizi socio-sanitari erogati sono stati evidenziati gli elementi di criticità e di positività, così da avere un quadro di insieme ed una lettura del bisogno sia individuale che complessiva oltre che un individuazione dei vari fattori problematici emarginanti. L obiettivo prefisso dal Team di lavoro è stato quello di comporre un quadro abbastanza vicino alla realtà, utilizzando diverse fonti, nella consapevolezza che la conoscenza dei fenomeni sociali non è finalizzata alla sola stesura del Piano di Zona, ma è la fotografia dell esistente e degli interventi effettuati. L elaborazione ha un ruolo significativo, di base alla sostanziale funzione di indirizzo e di individuazione di soluzioni coerenti che devono essere svolte dal Comitato dei Sindaci in risposta alle aspettative della società. Il Piano, infatti, non può costituire il libro dei sogni né può costituire una semplice distribuzione ed un impiego di risorse finanziarie sganciate dall analisi dei bisogni. 45 La fase più difficile è senza dubbio l esplicitazione del sistema di valutazione delle priorità, superando il concetto legato alle sole erogazioni monetarie per fronteggiare l emergenza. La Relazione Sociale di questo Distretto Socio-Sanitario D1 non vuole essere una sterile raccolta di dati sociali del territorio, ma uno strumento dinamico fortemente ancorato alla realtà, capace di integrare continuamente nuove informazioni e di potere operare sia un analisi dei bisogni emergenti nelle loro caratteristiche specifiche sia di elaborare le adeguate risposte. Il Coordinatore Sanitario (Dr. S. Castellano) Il Dirigente del Distretto Socio-sanitario (Dr.ssa F. Inglima Modica) PREMESSA METODOLOGICA 56 Per la realizzazione della Relazione Sociale, il Gruppo Piano si è avvalso del contributo del Team di Lavoro Redazione Relazione Sociale, composto da funzionari dei Comuni dell area distrettuale e della A.U.S.L. n. 1 di Agrigento. L attività svolta è stata prioritariamente mirata ad un attenta analisi ed elaborazione dei dati quantitativi e descrittivi forniti dai rappresentanti dei singoli Comuni del Distretto Socio-Sanitario, dai Servizi della A.U.S.L. n. 1, dal Terzo Settore, dagli Enti Terzi, così come previsto dalla L. 328/2000. La composizione professionale prevalente del Team è costituita dalle figure di assistente sociale, psicologo, personale amministrativo e sanitario. La conoscenza del territorio del Distretto di Agrigento - D 1 e della popolazione che vi risiede, con le sue caratteristiche ed i suoi bisogni, rappresenta l elemento basilare e necessario allo scopo della programmazione e della valutazione delle attività sociosanitarie. La definizione della base conoscitiva, cioè l analisi del territorio del Distretto Socio- Sanitario e dei bisogni socio-sanitari, infatti, è propedeutica alla stesura del piano di zona. La rilevazione dei dati e l applicazione della corretta metodologia, hanno comportato alcune fasi che possono essere così riassunte: Raccolta dei dati quantitativi, relativi all anno solare 2002, tramite apposite schede regionali allegate alle Linee di Programmazione Regionale. Non sempre tale codificazione ha trovato riscontro con quella in uso presso gli Enti, le strutture e i servizi consultati per il reperimento dei dati. Pertanto, nella prospettiva dell approntamento di un sistema unico di codificazione, si è proceduto meticolosamente ad una supplemento di indagine al fine di inserire correttamente i dati numerici nelle schede di rilevamento predisposte. Raccolta dei dati descrittivi, ovvero delle singole relazioni sociali dei Comuni del Distretto Socio-Sanitario, dei Servizi della A.U.S.L. n. 1, del Terzo Settore, degli Enti Terzi e che successivamente sono state integralmente riportate nella Relazione Sociale. Alcuni enti hanno dichiarato di aver bisogno di più tempo per produrre i dati di pertinenza, sia per i problemi di codificazione cui si è fatto riferimento prima, sia per la necessità di adeguare alla richiesta i database consultati. I dati, pertanto, sono stati gradualmente inseriti nella Relazione Sociale. Tuttavia, data la complessità della materia, è convinzione degli operatori del Team che esiste la possibilità che non tutti i dati relativi alle risorse del territorio siano pervenuti. Lettura, analisi e riflessione sui dati forniti dai Comuni, dalla A.U.S.L. n. 1, dal Terzo Settore, dagli Enti Terzi. Predisposizione di griglie sintetiche nelle quali sono state messe a confronto e schematizzate tutte le informazioni pervenute. Ciò ha permesso di mettere in evidenza gli elementi positivi e gli elementi critici per ciascuna area tematica: Area Adulti, Area Disabilità e Salute Mentale, Area Anziani, Area Minori e Famiglia. Il lavoro del Team è stato mirato alla costruzione di un adeguato sistema informativo, finalizzato ad un arricchimento della conoscenza della complessa realtà socio-sanitaria del Distretto. Come tutte le fasi iniziali la Relazione Sociale del Distretto D 1 è la sperimentazione di una nuova metodologia che postula la necessità di strutturare adeguati strumenti di rilevazione, per una migliore analisi e valutazione dei bisogni socio-sanitari, propedeutici alla progettazione. 67 1 - IL TERRITORIO, LA POPOLAZIONE E IL CONTESTO ECONOMICO-SOCIALE 1.1 Il territorio: aspetti geo-morfologici e linee di comunicazione Il territorio del Distretto Socio-Sanitario di Agrigento - D1 ha un estensione di 630 Kmq. e comprende 11 Comuni: Agrigento, Aragona, Comitini, Favara, Joppolo Giancaxio, Porto Empedocle, Raffadali, Realmonte, S. Angelo Muxaro, S. Elisabetta, Siculiana. Il territorio non presenta particolari asperità ed è costituito, nell entroterra, da modesti rilievi basso-medio collinari, mentre ad ovest è caratterizzato da un lungo litorale sabbioso che si affaccia sul Canale di Sicilia. Quattro dei Comuni sono rivieraschi (Agrigento, Porto Empedocle, Realmonte, Siculiana) e gli altri sono distribuiti geograficamente in maniera omogenea nel restante territorio. I Comuni sono collegati tramite tre principali strade statali (SS. n. 189 AG-PA, SS. n. 640 AG-CL, SS. n. 115 AG-TP) e varie strade provinciali. Il territorio non presenta corsi d acqua di rilievo. Alcuni dei Comuni (Agrigento, Aragona e Comitini) sono collegati dalla tratta ferroviaria Agrigento - Palermo. E presente, inoltre, la zona portuale di Porto Empedocle. Il territorio distrettuale presenta insediamenti archeologici e siti turistici di grande importanza, in particolare il Parco Archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi, il Parco Letterario Luigi Pirandello e vari Musei. Il sito dell antica Akragas è stato inserito dall UNESCO tra i trentadue siti italiani considerati patrimonio mondiale dell umanità per il loro valore universale. La storia culturale ed archeologica della città di Agrigento si integra con il territorio di altri Comuni per caratteristiche culturali, ambientali e paesaggistiche come i vulcanelli di Macalubbe nel territorio di Aragona, le miniere di zolfo nel territorio di Favara, le bellezze storiche delle strutture religiose, ecc. venendo a costituire con il territorio di Agrigento un grande serbatoio di bellezze naturalistiche, archeologiche, architettoniche. 1.2 Descrizione socio-demografica La popolazione residente sul territorio del Distretto socio-sanitario D 1 risulta essere al 31/12/2000 di abitanti, così distribuita: Agrigento abitanti, Aragona abitanti, Comitini 948 abitanti, Favara abitanti, Joppolo Giancaxio abitanti, Porto Empedocle abitanti, Raffadali abitanti, Realmonte abitanti, S. Angelo Muxaro abitanti, S. Elisabetta abitanti, Siculiana abitanti. Vedi le Tabelle n. 1 e n. 2 allegate per quanto riguarda: numero di abitanti suddiviso per fasce di età e per sesso; numero della popolazione residente suddivisa per stato civile. Nel corso dell ultimo ventennio la situazione sociale è profondamente cambiata. Le trasformazioni dei modi di formazione delle famiglie (aumento dei divorzi, delle convivenze, dei matrimoni civili), l aumento del tasso di occupazione della popolazione femminile con la conseguente maggiore richiesta di servizi di supporto alla famiglia, l invecchiamento della popolazione che produce l esigenza di assistenza socio-sanitaria, l aumento della presenza straniera, la diffusione della criminalità connessa ai problemi di tossico e alcoldipendenza, sono 78 tutti fenomeni che si traducono inevitabilmente in mutevoli percezioni dei bisogni e delle domande rivolte al sistema pubblico. Pertanto risulta fondamentale realizzare un monitoraggio continuo di tali fenomeni sociali e dei bisogni ad essi connessi, per definire strategie e politiche di intervento pubblico più mirate. 1.3 Caratteristiche economiche e occupazionali L attuale configurazione socio-economica dei Comuni del Distretto nasce da un territorio in gran parte agricolo; l economia della zona era basata in prevalenza sull agricoltura e l artigianato locale fino agli anni 50. Infatti, dal secondo dopoguerra in poi, sul territorio si sono avute radicali trasformazioni socio-economiche; in tutto il territorio si è assistito ad un incremento urbanistico sempre maggiore con la trasformazione dell economia, che ha visto ridursi sempre di più l attività agricola. A ciò non è corrisposto uno sviluppo industriale, anche se la società veniva investita dall economia del benessere, dall aumento dei consumi e dall irruzione di codici, valori e modelli di vita introdotti dalla televisione e dalla scolarizzazione di massa. Ciò ha indubbiamente fatto insorgere nuovi bisogni. Il Comune di Agrigento risulta maggiormente sviluppato in relazione alla dotazione infrastrutturale e ai servizi di livello superiore (credito, attività commerciali, istruzione) e presenta una maggiore incidenza del terziario pubblico, integrato dal flusso turistico attivato dal patrimonio archeologico, naturalistico e paesaggistico che incrementa la ricettività alberghiera. I flussi turistici sono in crescita ormai da alcuni anni. La politica di amministrazione viene attuata anche al fine di incrementare l'afflusso turistico in periodi stagionali alternativi, sfruttando le eccezionali condizioni climatiche siciliane. Agrigento, inoltre è sede di un Polo Universitario. Nella città di Agrigento è inoltre presente una struttura ospedaliera pubblica (Azienda ospedaliera San Giovanni di Dio) ed una Casa di Cura privata residenziale (Clinica Sant Anna), oltre a Centri di riabilitazione, di dialisi ecc. che con il servizio di elisoccorso contribuiscono ad assicurare un intervento a favore dei cittadini di tutto il distretto sociosanitario. Il problema occupazionale, nel territorio del Distretto Socio-Sanitario, raggiunge livelli di guardia. Basti pensare che già nel 1997, l'ufficio Provinciale del Lavoro di Agrigento lanciava un allarme: nel biennio precedente, quindi a partire dal 1995, ventimila disoccupati agrigentini avevano lasciato la propria terra per cercare lavoro altrove. I dati più recenti, forniti nel 2000 dall'istat, rivelano che questo fenomeno è in aumento. Nel 1999 il saldo migratorio della provincia di Agrigento è stato di individui (risultanti dalla differenza fra nuovi iscritti e cancellati). Sempre nel 1997, il tasso di disoccupazione è stato del 15,7 %. Gran parte dei lavoratori e delle lavoratrici appartenenti alle classi più giovani risulta essere occupata in lavori socialmente utili, oppure articolisti presso vari enti e strutture. Si segnala tuttavia anche una consolante voglia di impresa, come dimostrano le centinaia di domande presentate da giovani disoccupati per accedere al cosiddetto Prestito d'onore, gestito dalla Società per l'imprenditorialità Giovanile con sede a Roma, che permette di accedere a un contributo a fondo perduto di trenta milioni più 20 milioni a tasso agevolato e 10 milioni quale contributo per le spese di gestione per il primo anno. Modeste sono le attività industriali ubicate nel Comune di Porto Empedocle, ove è presente un attività portuale e peschereccia. Attualmente l economia dei Comuni del Distretto si basa sull agricoltura, sull edilizia, sulle imprese commerciali, artigiane e di trasformazione, sul 89 settore terziario. Sono sorte iniziative di cooperativismo e di volontariato, con l attivazione di servizi rivolti alla persona che spesso vanno ad integrarsi con le attività dei servizi pubblici. Speculari agli indicatori economici sono gli indicatori culturali: poche sono le librerie e le palestre e ridotta è la spesa pro capite per assistere a spettacoli sportivi o cinematografici. Non numerose sono le associazioni artistiche, culturali e ricreative. Sono indicatori che bene si armonizzano con la cultura dominante a carattere familiaristico, dove l unità domestica è intesa come rifugio e fonte di valori che sono garanzia di sicurezza, di stabilità e di continuità. La famiglia può, in tal senso, divenire anche una piccola azienda o un unità produttiva di beni e servizi. Si comprende perciò come i membri della famiglia, soprattutto quelli più deboli (donne, figli, anziani), trovano nella comunità domestica il luogo elettivo dove è possibile l espressione dei bisogni di solidarietà, di mutuo sostegno, di compagnia ed anche il luogo protetto dove possono realizzare i propri ruoli. Ma anche questa struttura portante, negli ultimi anni, rischia di vacillare con l irruzione e l intensificazione degli stimoli che dall esterno accelerano, soprattutto nelle nuove generazioni, le dinamiche delle aspettative e dei bisogni crescenti. Il rischio della disgregazione strutturale e valoriale della famiglia è avvertibile nei fenomeni giovanili dei comportamenti a rischio o delle dipendenze patologiche (alcol, droghe, gioco d azzardo, anoressia e bulimia). Tuttavia possono riscontrarsi elementi di novità quali: una maggiore sensibilità verso il recupero della cultura e delle tradizioni locali; la valorizzazione ai fini turistici del patrimonio storico-artistico e ambientale, un accresciuta vitalità di una nuova soggettività sociale capace di progettare e gestire nuovi interventi nell ambito dell imprenditoria. 2 - ANALISI DEI BISOGNI ESPRESSI DAI COMUNI DEL DISTRETTO SOCIO-SANITARIO 910 L analisi dei bisogni socio-sanitari è il punto di partenza indispensabile per un attività di pianificazione continua, concertata, connotata da una visione strategica attenta alle diverse componenti territoriali e inserita in un processo di sviluppo globale e sostenibile. Ciascun Comune del Distretto Socio-Sanitario, nella ricognizione dei dati quantitativi e descrittivi, ha individuato i punti di forza e di debolezza del proprio contesto, delle esigenze e delle risorse. Ciò attraverso gli strumenti classici della ricerca (statistiche, dati, relazioni periodiche). L obiettivo è quello di fornire sia gli opportuni elementi conoscitivi e gli strumenti interpretativi atti a comprendere meglio i bisogni della popolazione sia di valutare l attività e la rispondenza dei servizi e delle prestazioni socio-sanitarie alle necessità della popolazione. I dati sotto elencati sono riferiti all anno solare Comune di Agrigento La città di Agrigento sorge lungo la costa meridionale della Sicilia, su un altura a circa m. 230 dal livello mare Mediterraneo, e si estende su una superficie di 244,45 Kmq. Per la sua storia - Akragas fu una delle più importanti città della Magna Grecia - rappresenta ancora oggi un importante sito archeologico e turistico. Al suo interno, lo spazio destinato a verde pubblico è di mq, con la presenza di cinque ville comunali ed altri spazi adibiti a Parco archeologico e Parco Letterario. La struttura economica della città si fonda, prevalentemente, sul settore terziario (a differenza dell intera provincia in cui il settore primario assorbe circa il 40% delle attività produttive). Tuttavia, a parte il commercio, Agrigento si colloca agli ultimi posti nelle classifiche nazionali per servizi, trasporti e credito. Anche per ciò che concerne il settore secondario i dati non sono confortanti: la presenza di industrie è minima, tra le più basse del Paese, a differenza del settore turistico che rappresenta ancora oggi una potenzialità (non adeguatamente sfruttata) per l intero territorio. Al suo interno la città, centro burocratico e amministrativo dell intera provincia, accoglie diverse scuole pubbliche di cui: 20 scuole materne, 19 elementari, 9 medie inferiori, 10 medie superiori. La città è sede di un Polo Universitario di recente costituzione. Sono presenti, inoltre, due strutture pubbliche rivolte alla prima infanzia (asili nido, che accolgono in totale un utenza pari a 100 unità) con una maggiore presenza di strutture private che operano con modalità differenti (alcune di queste, infatti, offrono servizi di mensa, di baby parking, ecc.) In città sono presenti anche 15 biblioteche, gestite da diversi organi istituzionali e non (Comune, Chiesa e da soggetti privati); un Centro Studi Preistorici, numerose associazioni culturali, cooperative sociali e diverse associazioni di volontariato. Agrigento, con il suo ricco patrimonio storico-archeologico, è sede di ben cinque musei che accolgono parte dell ingente ricchezza archeologica dichiarata dall UNESCO patrimonio dell umanità. 1011 Nella strada di collegamento tra il Comune di Agrigento ed il Comune di Porto Empedocle è sorto da qualche anno un centro fieristico, finalizzato alla conoscenza e diffusione dei prodotti artigianali, alimentari della nostra terra. Nell area urbana sono presenti anche strutture di tipo ludico-ricreativo: un centro sociale per minori, una ludoteca, diverse piscine (di cui una pubblica), palestre, un palazzetto dello sport, campi di calcio e tennis, tre sale cinematografiche, due teatri. Due Parchi Polivalenti per attività sportive, culturali e ricreative (Parco del Mediterraneo e Parco dell Addolorata) sono in stato di abbandono. Per ciò che concerne le strutture assistenziali è possibile rilevare la presenza di: sei case di riposo (di cui 2 pubbliche e 4 private), due centri di riabilitazione per disabili, due Comunità per pazienti psichiatrici con un Centro Diurno ed una Comunità per minori. E evidente, dall analisi delle infrastrutture generali (economico e sociali) presenti nel territorio, che tali risorse risultano carenti e inadeguate al fabbisogno dell intera popolazione: Agrigento, infatti, si colloca al 79 posto per la vivibilità, fra 103 province italiane. La popolazione residente è di abitanti, con una densità di 231 abitanti per kmq e si distribuisce nel territorio in modo variabile (con una maggiore concentrazione di abitanti al centro -circa il 43%- rispetto alle periferie che, complessivamente, accolgono circa il 57% della popolazione totale), a causa della morfologia di tipo stellare di espansione della città, così da avere una residenza di cittadini in frazioni, borgate e quartieri (Villaseta-Monserrato. Fontanelle- Villaggio Mosè San Leone Giardina e Montaperto) lontani dal centro urbano. Negli anni 80 il centro urbano ha subito l esodo dei residenti verso la periferia costituita in prevalenza da agglomerati urbani di edilizia economica e popolare e di edilizia residenziale sorti in aree distanti dal centro della Città e fino a qualche tempo fa prive di qualsiasi infrastruttura. In linea con la tendenza che attraversa il territorio nazionale, anche Agrigento è attraversata, in misura minore rispetto al nord-italia, dal processo di generale invecchiamento della popolazione che si contrappone ad un basso tasso di natalità (0,99% di nascite nel 2002). Più precisamente, i dati mostrano un indice di vecchiaia pari al 25,26%, con una presenza di soggetti di età superiore ai 65 anni del 16,40%, rispetto alla popolazione infraquattordicenne che è pari al 4,14%. La percentuale di soggetti maschi in età lavorativa è tra le più basse d Italia. Alto è il tasso di migrazione verso le zone più produttive del Paese. Anche per ciò che concerne la famiglia è possibile rilevare una continuità con le tendenze nazionali, sia rispetto alle nuove forme di famiglia che alla composizione del nucleo: i dati mostrano una maggiore presenza di famiglie mononucleari (24,31%); di famiglie con un numero limitato di figli (massimo due 23,99%); un incremento delle separazioni/divorzi con la nascita, in parallelo, di nuove forme di famiglie cosiddette allargate. Tali cambiamenti si riflettono, inevitabilmente, sul sociale e sulla domanda d aiuto che afferisce ai Servizi. Il numero limitato di operatori, l inadeguatezza delle strutture dove poter effettuare gli interventi, l organizzazione parcellizzata dei servizi e dei diversi enti che intervengono su un utente. Complessivamente, nel territorio vi è una presenza di minori, di età compresa tra 0 e 18 anni, pari al 20,15% della popolazione. Il tasso di evasione e mortalità scolastica è pari il 3,77 della popolazione minorile. Dai dati rilevati, è possibile evidenziare una presenza di minori portatori di handicap inseriti nella scuola dell obbligo pari al 1,62%. Il tasso di disoccupazione, secondo i dati pubblicati dall Istat, è pari al 17 % (con punte del % nell intera provincia). In particolare, il tasso di disoccupazione raggiunge soglie critiche nei soggetti di età compresa tra 15 e 24 anni. La gran parte dei giovani svolge lavori di 1112 tipo precario (come lavori socialmente utili, contratti di collaborazione, ecc.) o, spesso, occupano ruoli privi di ogni forma di tutela contrattuale. L economia sommersa, infatti, coinvolge circa il 52% percento della popolazione occupazionale. La posizione geografica e la stretta vicinanza con l isola di Lampedusa, pongono Agrigento come vera frontiera del Mediterraneo e, quindi, costretta a confrontarsi continuamente con il fenomeno migratorio e con quello della clandestinità. Nel territorio vi è una presenza di immigrati pari al 2% in gran parte proveniente, prevalentemente, dai diversi paesi del nord-africa (52,19% provenienti dal Marocco e Tunisia). Tra i minori stranieri, presenti nel territorio, la gran parte frequenta regolarmente la scuola dell obbligo, ma una percentuale significativa (il 36%) resta fuori dagli ambiti istituzionali scolastici. All interno della città, vi è un centro di prima accoglienza per cittadini stranieri, gestito dal Ministero dell Interno e uno Sportello Informativo per cittadini stranieri realizzato dalla Provincia Regionale di Agrigento, in collaborazione con soggetti del privato sociale. Per far fronte a tale fenomeno, negli ultimi anni, il Comune di Agrigento ha attivato progetti rivolti ai cittadini stranieri e richiedenti asilo. La politica del decentramento amministrativo, su cui poggia la nuova concezione del welfare state, ha suddiviso il territorio agrigentino in cinque circoscrizioni (vedi Tab. 1) con la funzione di filtro tra il territorio e l amministrazione centrale. Ogni circoscrizione corrisponde ad una specifica zona del territorio e prevede, al suo interno, operatori del settore amministrativo, del Servizio Sociale Professionale e del Segretariato Sociale. Tabella 1 CIRCOSCRIZIONE ZONA TERRITORIALE POPOLAZIONE PERCENTUALE PRIMA Agrigento-centro 121 0,21 Quadrivio Spinasanta, San Giusippuzzu, Fontanelle 64 0,11 TERZA Giardina Gallotta, Montaperto 11 0,02 QUARTA Villaseta, Monserrato 50 0,09 Vill.Mosè, San Leone, QUINTA Vill.Peruzzo, Cannatello, Maddalusa,Zingarello, Cavalieri 59 0,10 Magazzeni SECONDA TOTALE 305 0,54 Compito del Servizio Sociale è quello di attivare azioni-intervento finalizzate alla promozione del benessere della comunità, al pieno sviluppo della personalità dei cittadini, nell ambito dei rapporti familiari e sociali. L obiettivo finale è, infatti, quello di prevenire, ridurre ed eliminare le diverse forme di disagio sociale. 1213 Il Segretariato Sociale, invece, ha una funzione sia informativa che di consulenza. Si propone di offrire informazioni sulle risorse ed i servizi attivati dall amministrazione ed effettua un azione di orientamento del cittadino nel territorio. Entrambi i Servizi si sono avvalsi della consulenza di un equipe di Specialisti Esterni (costituita da uno psicologo, un sociologo, due addetti al segretariato sociale e cinque assistenti sociali) in convenzione con il Comune di Agrigento attraverso una cooperativa sociale. La scelta di incrementare il numero degli operatori all interno del Servizio Sociale nasce dal bisogno di eliminare la carenza strutturale di operatori del territorio (in prevalenza di assistenti sociali ed addetti al segretariato sociale). L intento è promuovere il benessere della comunità facilitando le possibilità di espressione del disagio a superamento di quella logica assistenziale che ha attraversato la politica sociale degli ultimi cinquant anni. Tuttavia, tale orientamento è di recente attuazione e numerosi sono gli elementi di criticità, sia di tipo strutturale e/o organizzativo, che culturale, con i quali ci si confronta quotidianamente: il numero di operatori impiegati non risponde ai criteri previsti dalla legge 22/86 cui si deve l attuazione di tali servizi (la legge stabilisce un rapporto tra numero operatori e popolazione che per esempio per gli assistenti sociali è di 1 ogni 5000) e, pertanto è inadeguato alle finalità della suddetta normativa; la carenza della politica della formazione in favore degli operatori sociali rispetto al lavoro in gruppo, ha generato una parcellizzazione degli interventi e l impossibilità di operare in èquipe (utilizzando competenze diverse per affrontare problemi complessi) e, inevitabilmente, difficoltà agli utenti (cronicizzazione) con la conseguenza della non preparazione ad affrontare le nuove problematiche sociali indotte dai cambiamenti sociali, economici e culturali che attraversano il Paese (alto rischio di burn-out) e che ha relegato la propria attività a funzioni finalizzate al controllo e all esecuzione dei vari adempimenti burocratici; carenza di fondi destinati ai Servizi Sociali che limitano gli strumenti a disposizione degli operatori; inoltre, la politica assistenziale ha favorito lo sviluppo di un atteggiamento culturale di passività nel cittadino che, all amministrazione, chiede solo un risarcimento per le condizioni di disagio in cui vive. Tale dinamica viziata è rinforzata anche dalle azioni punitive che spesso gli operatori sono chiamati ad attuare e che accentuano lo scollamento tra il cittadino e le istituzioni). ANALISI DEI BISOGNI Le problematiche con cui il Servizio Sociale si confronta sono prevalentemente legate a fenomeni di emarginazione, a forme di esclusione sociale, a condizioni di disabilità e/o disagio sia individuale che familiare. Le più rilevanti forme di malessere sociale si registrano, con maggiore incidenza, nel territorio della prima e della quarta circoscrizione, anche se è possibile evidenziare una presenza di tali fenomeni, sparsi a macchia di leopardo, su tutto il territorio. Il territorio della I circoscrizione, (la cui zona di riferimento è Agrigento-centro), sembra caratterizzato da forme di disagio sociale legate, in parte, al livello socio-culturale della popolazione che vi risiede. 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