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FORMAZIONE LAVORATORI - ppt scaricare
PubblicatoRosaria Mascia Modificato 5 anni fa
Presentazione sul tema: "FORMAZIONE LAVORATORI"— Transcript della presentazione:
1 FORMAZIONE LAVORATORI
PARTE GENERALE Riferimenti normativi: DLgs 81/2008 – artt. 36 e 37 Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 Contenuti La SICUREZZA… Concetti di rischio, danno, prevenzione e protezione Organizzazione della prevenzione aziendale Diritti, doveri e sanzioni per i vari soggetti aziendali Organi di vigilanza, controllo e assistenza
2 SICUREZZA Sine cura = Senza preoccupazioni
3 SICUREZZA SECURITY SAFETY
4 SICUREZZA SAFETY TUTELA SALUTE stato di completo benessere fisico,
mentale e sociale, non consistente solo in un’assenza di malattia o d’infermità; (d.Lgs. 81/08 – Art 2 – c1, l o) TUTELA SALUTE
6 SICUREZZA SUL LAVORO – PAROLE CHIAVE
PREVENZIONE PROTEZIONE LAVORATORI NORMATIVA FORMAZIONE ENTI DI ISPEZIONE O ASSICURAZIONE
7 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
(G.U. n. 289 del 27/12/1947) Art.32 La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività ... Art.35 La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme e applicazioni ... Art. 41 L’iniziativa economica è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno all’integrità fisica e morale delle persone ivi addette …
8 CODICE CIVILE (R.D. n. 262 del ) Art Responsabilità per l’esercizio di attività pericolose Art Tutela delle condizioni di lavoro Art Diligenza del prestatore di lavoro
9 CODICE PENALE (R.D del ) Art. 437 – Rimozione o omissione DOLOSA di cautele contro infortuni sul lavoro Art. 451 – Omissione COLPOSA di cautele o difese contro disastri o infortuni sul lavoro Art. 590 – Lesioni personali colpose Art. 589 – Omicidio colposo
10 NORMATIVA ITALIANA D.Lgs. 19 dicembre 1994 n Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008, n.37 - Riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici D.Lgs. 30 aprile 2008, n.81 modificato dal D.Lgs. 3 agosto n.106 Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro D.Lgs. 27 gennaio 2010, n.17 Attuazione della Direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine
11 13 Titoli (306 articoli) / 51 Allegati (232 pagine)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81 13 Titoli (306 articoli) / 51 Allegati (232 pagine) Titolo I Principi comuni (art 1-61) Allegati I, II e III Sanzioni artt 55-60 Titolo II Luoghi di lavoro (art 62-68) Allegato IV Sanzioni art 68 Titolo III Uso delle attrezzature di lavoro e dei DPI (art 69-87) Allegati dal V al IX Sanzioni art 87 Titolo IV Cantieri temporanei o mobili (art ) Allegati dal X al XXIII Sanzioni artt
12 13 Titoli (306 articoli) / 51 Allegati (232 pagine)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81 13 Titoli (306 articoli) / 51 Allegati (232 pagine) Allegati dal XXIV al XXXII Titolo V Segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro (art ) Sanzioni artt Titolo VI Movimentazione manuale dei carichi (art ) Allegato XXXIII Sanzioni artt Allegato XXXIV Titolo VII Attrezzature munite di videoterminali (art ) Sanzioni artt Allegati XXXV, XXXVI e XXXVII Titolo VIII Agenti fisici (art ) Sanzioni artt
13 13 Titoli (306 articoli) / 51 Allegati (232 pagine)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81 13 Titoli (306 articoli) / 51 Allegati (232 pagine) Allegati dal XXXVIII al XLIII Titolo IX Sostanze pericolose (art ) Sanzioni artt Allegati dal XLIV al XLVIII Titolo X Esposizione ad agenti biologici (art ) Sanzioni artt Titolo XI Protezione da atmosfere esplosive (art ) Allegati XLIX, L e LI Sanzioni art 297
14 13 Titoli (306 articoli) / 51 Allegati (232 pagine)
D.Lgs. 9 aprile 2008 n.81 13 Titoli (306 articoli) / 51 Allegati (232 pagine) 298 - Specialità Titolo XII Disposizioni in materia penale e di procedura penale (art ) 301 – D.Lgs. 758/94 301bis – Estinzione illeciti amministrativi 302 – Pena di solo arresto 302bis – Potere di disposizione Titolo XIII Norme transitorie e finali (art ) 303 – Attenuanti ABROGATO
15 Concetto di rischio e danno
Proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni (da D.Lgs. 81/2008) PERICOLO Probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione (da D.Lgs. 81/2008) RISCHIO Lesione fisica o danno alla salute (da UNI EN ISO ) DANNO
16 INFORTUNIO MALATTIA PROFESSIONALE
Incidente determinato da una causa violenta in occasione di lavoro dal quale derivi la morte o una invalidità permanente o una inabilità temporanea MALATTIA PROFESSIONALE Malattia causata da attività lavorativa dalla quale derivi la morte o l’invalidità permanente o l’inabilità temporanea
17 PREVENZIONE PROTEZIONE CONTROLLO / VERIFICA
MACCHINE IMPIANTI ATTREZZATURE PROTEZIONE USO DEI D.P.I. PROCEDURE FORMAZIONE CONTROLLO / VERIFICA
Insieme di azioni che hanno lo scopo di mantenere lo stato di salute, inteso come benessere psico-fisico dell’uomo PREVENZIONE PRIMARIA PREVENZIONE SECONDARIA
19 PREVENZIONE PRIMARIA Interventi alla sorgente Interventi sulla
Insieme di azioni e/o interventi per la riduzione dei rischi negli ambienti di lavoro (es. relativo ad inquinanti aerodispersi) Eliminazione sostanza nociva Modifica processo produttivo Interventi alla sorgente Manutenzione Modifica impianto Pulizia Modifica organizz. lavoro Controllo ritmi produttivi Aspirazione localizzata Interventi sulla propagazione Ventilazione generale Spazio Lay-out Modifica organizz. lavoro Dispositivi di protezione individuale Interventi sull’uomo Chiusura in cabina Riduzione tempo di esposizione Modifica organizz. lavoro Informazione
20 PREVENZIONE SECONDARIA
Ricerca di alterazioni precliniche negli organi, prima che si manifesti la malattia SORVEGLIANZA SANITARIA per gli esposti a fattori di rischio professionali - Accertamenti Sanitari Preventivi: prima dell’assunzione per il rilascio dell’idoneità - Accertamenti Sanitari Periodici: per la verifica e il controllo dello stato di salute
21 INFORTUNIO E PREVENZIONE
Ambiente Uomo Macchina Azioni di prevenzione Rispondenza alle norme di prevenzione Manutenzioni e controlli Macchina Ambiente Condizioni del fondo Viabilità Segnaletica Ordine pulizia Passaggi Uomo Istruzione Formazione Sensibilizzazione Procedure Controlli Questa analisi di una sequenza che porta all’infortunio è di notevole utilità per definire i vari punti in cui è possibile intervenire a fini preventivi. L’analisi attenta ed approfondita degli infortuni che accadono in un reparto o in una azienda rappresenta uno strumento di grande potenzialità per l’allestimento di efficaci azioni preventive. Infatti ci consente di riconoscere tutti i vari fattori che hanno concorso al determinarsi dell’infortunio. Di valutare il ruolo svolto da ciascuno di essi e di interpretare la dinamica nel suo complesso.
22 FATTORI CHE CARATTERIZZANO
IL RISCHIO ATTREZZATURE, MACCHINE, IMPIANTI UOMO RISCHIO AMBIENTE
23 FATTORI DI RISCHIO OCCUPAZIONALE RISCHIO INFORTUNI RISCHIO CHIMICO RISCHIO da MOVIMENTAZIONE MANUALE CARICHI RISCHIO ORGANIZZAZIONE legato a DEL LAVORO RISCHIO FISICO RISCHIO BIOLOGICO
24 RISCHIO INFORTUNI MECCANICO ELETTRICO
IMPIGLIAMENTO INTRAPPOLAMENTO SCHIACCIAMENTO TRASCINAMENTO MECCANICO ATTORCIGLIAMENTO CESOIAMENTO PROIEZIONE URTO CONTATTO - TAGLIO PERFORAZIONE ATTRITO - ABRASIONE ELETTRICO CONTATTO DIRETTO CONTATTO INDIRETTO
25 RISCHIO CHIMICO GAS VAPORI AEROSOL
Rischio dovuto a sostanze inquinanti che interagiscono con l’organismo umano e che possono provocare patologie acute, croniche e irreversibili GAS Saldatura: Ossidi di Carbonio,Ossidi di Azoto VAPORI Uso di solventi: Laboratorio di chimica, Vernici POLVERI Argilla, Plastica, Legno AEROSOL FIBRE Minerali (Amianto) NEBBIE Lavoraz. con impiego di olii, Fitofarmaci FUMI Saldatura, Stampaggio a caldo plastica
26 IONIZZANTI E NON IONIZZANTI
RISCHIO FISICO RUMORE MACCHINE, IMPIANTI MICROCLIMA TEMPERATURA, UMIDITA’, VENTILAZIONE ILLUMINAZIONE ABBAGLIAMENTO, LUCE SCARSA RADIAZIONI IONIZZANTI E NON IONIZZANTI CAMPI ELETTROMAGNETICI, RAGGI X, LASER VIBRAZIONI UTENSILI AD ARIA COMPRESSA VIDEOTERMINALI
27 RISCHIO BIOLOGICO BATTERI FUNGHI MUFFE VIRUS PARASSITI
LAVORAZIONI CON OLII BATTERI PRODOTTI ANIMALI PROVENIENZA UMANA FUNGHI MUFFE LAVORAZIONI ALIMENTARI PRODOTTI ANIMALI LAVORAZIONI AGRICOLE VIRUS PRODOTTI ANIMALI PROVENIENZA UMANA PARASSITI LAVORAZIONI CON ANIMALI PROVENIENZA UMANA
28 ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
RISCHIO ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO ANSIA RESPONSABILITA’ MANSIONI SUPERIORI RITMI ECCESSIVI LAVORO A COTTIMO MONOTONIA RIPETITIVITA’ CATENA DI MONTAGGIO TURNI DI LAVORO LAVORO NOTTURNO
29 MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI CARATTERISTICHE DEL CARICO
RISCHIO DA MOVIMENTAZIONE MANUALE DEI CARICHI CARATTERISTICHE DEL CARICO PESO AFFERRABILITA’ FORMA/INGOMBRO AMPIEZZA SPOSTAMENTO ESIGENZE OPERATIVE FREQUENZA SPOSTAMENTO MODALITA’ SPOSTAMENTO FORMAZIONE PERSONE CORRETTEZZA DEI MOVIMENTI SCELTA MODALITA’ OPERATIVE
30 RAPPORTO RISCHIO - DANNO
CAUSA EFFETTO Rischio Danno CHIMICO INFORTUNIO FISICO BIOLOGICO MALATTIA PROFESSIONALE INFORTUNI ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO MALATTIA ASPECIFICA MOVIMENTAZIONE MANUALE CARICHI
31 CALCOLO INDICE DI RISCHIO: R = PxD
4 8 12 16 3 6 9 2 1 D R > 8 Azioni correttive da programmare con urgenza R > 3 Azioni correttive da programmare nel breve/medio termine R > 1 Azioni correttive da programmare R = 1 Azioni correttive da valutare in fase di seconda programmazione
32 Art. 28 – Valutazione dei Rischi
La Valutazione deve riguardare TUTTI i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori anche nella scelta di attrezzature, sostanze o preparati chimici e nella sistemazione dei luoghi di lavoro considerando anche i lavoratori esposti a rischi particolari quali: Rischi collegati allo stress lavoro-correlato; Lavoratrici in stato di gravidanza; Rischi connessi a: Differenza di genere; Differenza di età; Provenienza da altri Paesi; Specifica tipologia contrattuale in cui opera il lavoratore;
33 Art. 28 – Valutazione dei Rischi
CONTENUTI Relazione sulla valutazione con specifica dei criteri adottati; Indicazione delle misure attuate; Programma delle misure da attuare ritenute opportune; Individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure; Individuazione dei ruoli nell’organizzazione aziendale che devono provvedere all’attuazione; Nominativo RSPP, RLS (o RLST), Medico Competente; Individuazione mansioni con rischi che richiedono particolari capacità professionali, esperienza, formazione, addestramento; Quanto altro previsto dai titoli del D.Lgs. 81/08 successivi al I;
34 Art. 29 – Modalità di effettuazione
In collaborazione con RSPP e Medico Competente Previa consultazione RLS Rielaborazione entro 30 giorni in caso di: modifiche al processo produttivo modifiche alla organizzazione del lavoro evoluzione della tecnica infortuni significativi particolari risultati della Sorveglianza Sanitaria DVR e DUVRI devono essere custoditi presso l’Unità Produttiva alla quale si riferiscono
35 Datore di Lavoro Medico RSPP Dirigente 1 Dirigente 2 Preposto A Preposto B Preposto C Preposto D Lavoratore Lavoratore Lavoratore Lavoratore Lavoratore Lavoratore Lavoratore Lavoratore Lavoratore Lavoratore Lavoratore Lavoratore RLS Addetti Emergenza
36 DATORE DI LAVORO Soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore, ovvero il responsabile, con poteri decisionali e di spesa, della organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività Nelle pubbliche amministrazioni è il dirigente cui spettano poteri di gestione o il funzionario preposto ad un ufficio con autonomia gestionale. Se tale funzionario non è formalmente stato individuato dall’organo di vertice della amministrazione e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa, il Datore di Lavoro coincide con il vertice medesimo
37 DIRIGENTE Persona che attua le direttive del Datore di Lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa Tale ruolo viene svolto in ragione delle competenze professionali e dei poteri gerarchici e funzionali che devono essere adeguati alla natura dell’incarico conferito al Dirigente Art. 299 – La posizione di garanzia grava anche su colui che pur sprovvisto di regolare investitura, esercita in concreto i poteri giuridici riferiti al Dirigente o al Datore di Lavoro
38 PREPOSTO Persona che sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa Tale ruolo viene svolto in ragione delle competenze professionali e nei limiti dei poteri gerarchici e funzionali che devono essere adeguati alla natura dell’incarico conferito al Preposto Art. 299 – La posizione di garanzia grava anche su colui che pur sprovvisto di regolare investitura, esercita in concreto i poteri giuridici riferiti al Preposto
39 OBBLIGHI DEL PREPOSTO Sovrintende all’osservanza delle norme da parte dei lavoratori; Accesso luoghi a rischio solo a chi è formato informato addestrato; Informa i lavoratori esposti a pericolo; Non richiedere la ripresa dei lavori in caso di pericolo; Segnala al datore di lavoro le deficienze di mezzi attrezzature DPI; Frequenta corsi di formazione previsti
40 LAVORATORE persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un'arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e familiari
41 OBBLIGHI DEI LAVORATORI
Prendersi cura della propria e della altrui salute e sicurezza in base alla formazione e ai mezzi a disposizione; Contribuire all’adempimento degli obblighi di legge; Osservare le disposizioni di sicurezza impartite; Utilizzare correttamente attrezzature sostanze DPI ecc.; Segnalare carenze di sicurezza e condizioni di pericolo; Non rimuovere o modificare i dispositivi di sicurezza; Non compiere operazioni non di propria competenza; Partecipare ai programmi di formazione e addestramento Sottoporsi ai controlli sanitari se previsti; Esporre il tesserino di riconoscimento nei lavori in appalto;
42 A grandi linee le Responsabilità possono essere così suddivise
LE RESPONSABILITA’ A grandi linee le Responsabilità possono essere così suddivise Datore di Lavoro Gestione Organizzazione Controllo Vigilanza Attuazione Dirigente Organizzazione Controllo Vigilanza Attuazione Preposto Controllo Vigilanza Attuazione Lavoratore Attuazione
43 MEDICO COMPETENTE Medico in possesso dei dovuti titoli e requisiti formativi e professionali, che collabora con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti previsti dalla normativa Effettua la sorveglianza sanitaria; Istituisce una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore; Consegna la cartella sanitaria al lavoratore dimesso; Fornisce informazioni ai lavoratori; Comunica al datore di lavoro, al RSPP al RLS i risultati anonimi collettivi della sorveglianza sanitaria; Visita gli ambienti di lavoro almeno una volta all’anno o a cadenza diversa che stabilisce in base alla valutazione dei rischi;
44 RSPP Persona designata dal Datore di Lavoro, a cui risponde, per coordinare il Servizio di Prevenzione e Protezione dai rischi SPP Insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati alla attività di prevenzione e protezione dai rischi Individua e valuta i rischi; Elabora le misure di sicurezza e salute e le necessarie procedure; Propone i programmi di informazione e formazione dei lavoratori; Partecipa alle riunioni periodiche; Fornisce informazioni ai lavoratori;
45 INCARICATI DI ATTUARE LE MISURE DI:
NOMINA DI LAVORATORI (SQUADRE) INCARICATI DI ATTUARE LE MISURE DI: PRONTO SOCCORSO PREVENZIONE E LOTTA ANTINCENDIO EVACUAZIONE IN CASO DI EMERGENZA
46 RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)
Rappresenta il portavoce dei lavoratori per problematiche di sicurezza e salute sul lavoro Può accedere a tutti i luoghi di lavoro Riceve informazioni sui rischi aziendali Può consultare la documentazione aziendale sulla sicurezza Riceve documentazione e informazioni dall’organo di vigilanza in visita
47 Gestione delle emergenze in azienda
48 Il panico è una forte paura, collettiva o individuale che provoca alterazioni nei comportamenti e reazioni irrazionali, può avere manifestazioni che, se incontrollate, costituiscono un elemento di pericolo. Lo scopo della paura è puramente biologico, assolve alla funzione di proteggere l’organismo. Da questo punto di vista, la paura, se mantenuta a livelli tollerabili, assolve questa funzione di protezione dell’organismo, preparandolo all’azione. La funzione protettiva significa che l’organismo si protegge dall’aggressione immediata, contingente, per preparare un’azione di risposta, una reazione.
49 La paura si trasforma in panico quando l’organismo non riesce ad elaborare una strategia, quella che normalmente viene chiamata “strategia di salvezza”, una contromossa, una risposta positiva che possa far fronte agli stimoli negativi.
50 E’ necessaria la diffusione di una “cultura della catastrofe”, che prepari l’individuo a prendere coscienza della possibilità del verificarsi di un evento calamitoso e fornisca le informazioni utili per elaborare risposte per far fronte al suo verificarsi e così far ridurre le reazioni distruttive. La procedura di evacuazione di uno stabilimento produttivo fornisce gli elementi indispensabili per permettere un deflusso rapido, razionale e ordinato. L’applicazione della procedura, verificata, durante le prove periodiche di evacuazione, limita il rischio di reazioni negative, in particolare il Panico, che può anche spingere ad una “fuga isterica collettiva”, con conseguenze immaginabili. 50
51 Piano di EMERGENZA affrontare l’emergenza sin dal primo insorgere per contenere gli effetti e riportare rapidamente la situazione alle condizioni di normale esercizio; prevenire ulteriori incidenti che potrebbero derivare dall’incidente di origine; pianificare le azioni necessarie e proteggere le persone all’interno ed all’esterno dello stabilimento; prevenire o limitare i danni all’ambiente ed alla proprietà; attuare provvedimenti tecnici ed organizzativi per isolare e bonificare l’area interessata dall’incidente; 51
52 Piano di EMERGENZA assicurare il coordinamento con i servizi di emergenza, con lo staff tecnico e la direzione aziendale; soccorrere persone coinvolte dall’emergenza ed organizzare un presidio sanitario per gli infortunati; assicurare, nel più breve tempo possibile, la continuità delle attività produttive e commerciali.
53 Piano di EMERGENZA SOGGETTI COINVOLTI Datore di Lavoro
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione Responsabile dell’emergenza Centralinista (ai fini della gestione emergenza) Addetti Antincendio Addetti Pronto Soccorso 53
54 Comunicazione dell’EMERGENZA
La comunicazione ai lavoratori e clienti di un’emergenza in atto dovrà avvenire a mezzo voce. Questo dovrebbe consentire di avvisare automaticamente tutte le persone interessate, attivando in tal modo il Piano di Emergenza. Dopo il richiamo a voce tutti i lavoratori non utilizzati ai fini dell’intervento, e quindi non compresi nella tabella precedente, devono procedere all’evacuazione dei locali, recandosi nella più prossima “area sicura” e quindi nel “punto di raccolta”. Al termine dell’emergenza il Responsabile dell’Emergenza darà indicazioni per la ripresa dell’attività, dopo avere verificato le esatte condizioni degli edifici e delle attrezzature eventualmente coinvolti. 54
55 Comunicazione esterna dell’EMERGENZA
I numeri telefonici di utilizzo più frequente sono: Municipio (varia) Comando Provinciale Vigili del Fuoco	115 Pronto Soccorso Questura Carabinieri Servizio GAS – ACQUA Enel Unità Sanitaria Locale	(varia) Centro Antiveleni - Milano 55
56 Il messaggio da utilizzare per richiedere l’intervento dei
Vigili del Fuoco o del Pronto Soccorso sarà: “Pronto, qui è la Ditta ____________– indirizzo ____________; è richiesto il vostro intervento per un principio d’incendio nell’impianto ____________. Il mio nominativo è ____________________, il nostro numero telefonico è ____________. Ripeto: qui è la Ditta ____________– indirizzo ____________; è richiesto il vostro intervento per un principio d’incendio nell’impianto ____________. Il mio nominativo è ____________________, il nostro numero telefonico è ____________. ”. 56
57 Procedura in caso di incendio
La Squadra Antincendio interviene sul focolaio con gli estintori, avendo cura di utilizzare la sostanza estinguente più idonea per le apparecchiature o i materiali in fiamme. In particolare non sarà mai usata l’acqua sulle apparecchiature elettriche. La Squadra Antincendio chiude la valvola d’intercettazione del gas e mette fuori tensione macchinari e attrezzature, nella zona o nelle sue immediate vicinanze. La squadra Antincendio circoscrive per quanto possibile la zona interessata allontanando materiale infiammabile che potrebbe essere raggiunto dal fuoco. 57
58 Procedura in caso di incendio
I lavoratori, se non addetti all’emergenza o utilizzati per incarichi particolari, si allontanano ordinatamente verso postazioni non a rischio ed eventualmente defluiscono all’esterno verso le “aree sicure”; altrettanto devono fare immediatamente eventuali visitatori o lavoratori di imprese esterne. La Squadra Antincendio verifica che all’interno del locale non siano rimaste bloccate persone, ispezionando anche i locali non abitualmente utilizzati. La Squadra Antincendio presidia l’ingresso impedendo l’accesso a chiunque non sia addetto alle operazioni di emergenza. Se il fuoco non è domato in 5 min. devono essere avvertiti per telefono i Vigili del Fuoco.
59 Procedura in caso di incendio
Se vi sono persone intossicate o ustionate deve essere avvertito il Pronto Soccorso. Al termine dell’incendio gli addetti alle emergenze verificano i danni provocati ad impianti elettrici, rete gas, macchinari, arredi e strutture civili, chiedendo ove necessario consulenza a tecnici VV.F. o ad altri tecnici qualificati. Si ripristinano le condizioni di agibilità e sicurezza nei locali. Il Responsabile dell’Emergenza dichiara la fine dell’emergenza. Si riprendono le normali attività lavorative.
60 Procedura in caso di infortunio o malore
Il Responsabile dell'Emergenza convoca immediatamente sul luogo dell’infortunio o malore gli addetti alla Squadra di Pronto Soccorso. Gli addetti al Pronto Soccorso si astengono da qualsiasi intervento sull’infortunato che possa aggravarne le condizioni, nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza. Gli addetti di Pronto Soccorso operano per evitare affollamenti nei pressi dell’infortunato. Tutti collaborano con gli addetti al Pronto Soccorso, seguendone le istruzioni e fornendo loro le attrezzature ed i materiali richiesti. Si chiama telefonicamente il soccorso medico esterno. 60
63 Procedura in caso di terremoto
Tutti devono evitare di precipitarsi disordinatamente all’esterno dei locali di lavoro. Il Responsabile delle Emergenze fa sospendere le attività lavorative ponendo in sicurezza le macchine e le attrezzature. Il Responsabile delle Emergenze provvede a chiudere il rubinetto generale del gas. Il Responsabile dell’Emergenza provvede se necessario ad aprire il quadro dell’interruttore generale dell’energia elettrica. Il Responsabile dell’Emergenza provvede a chiudere eventualmente anche il rubinetto generale dell’acqua. Il Responsabile delle Emergenze fa evacuare ordinatamente il personale interno ed esterno presente, seguendo le vie di fuga segnalate facendolo raccogliere nell’”area sicura” (spazio esterno aperto lontano da edifici e linee elettriche aeree) più vicina. 63
64 Procedura in caso di terremoto
Il Responsabile delle Emergenze verifica che all’interno del locale non siano rimaste bloccate persone; in caso contrario fa chiamare immediatamente la Squadra Antincendio interna ed avvisa il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Il Responsabile delle Emergenze verifica che non vi siano persone ferite; in caso contrario fa chiamare immediatamente la Squadra di Pronto Soccorso. Il Responsabile dell’Emergenza coordina gli interventi e cerca di raccogliere informazioni sull’entità dell’evento (radio, televisione, telefoni ecc.).
65 Procedura in caso di terremoto
Prima di riprendere le attività lavorative il Responsabile dell'Emergenza ispeziona unitamente al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione i locali, verificando l’assenza di lesioni strutturali, di fughe di gas, di principi d’incendio, di sversamenti di liquidi pericolosi, di visibili danni alle macchine, apparecchi, quadri e linee di distribuzione elettrica, di carichi instabili; in caso negativo fanno effettuare da personale competente gli interventi di ripristino, chiedendo l’aiuto, ove necessario, dei Vigili del Fuoco, dell’Unità Sanitaria Locale, dell’Enel e degli enti erogatori di gas ed acqua.
66 ORGANI DI VIGILANZA PRINCIPALI ORGANI DI VIGILANZA: SPSAL AUSL SSIA SIAN e SVET (igiene alimenti DIREZIONE PROVINCIALE LAVORO ISPESL (INAIL ATTUALMENTE) VIGILI DEL FUOCO CARABINIERI E POLIZIA
67 RIEPILOGO DELLE SANZIONI
Datore di Lavoro fino a 8 mesi € Dat. Lavoro e Dirigente	fino a 4 mesi € Preposto	fino a 2 mesi € Lavoratore	fino a 1 mese € Progettista	fino a 6 mesi € Fabbricante e fornitore da 3 a 6 mesi € Installatore	fino a 3 mesi	€ Noleggiatore e concedente in uso	€
68 RIEPILOGO DELLE SANZIONI
Medico Competente fino a 3 mesi € Committente	fino a 6 mesi	€ Coordinatore Progett.	da 3 a 6 mesi	€ Coordinatore Esecuz. da 2 a 6 mesi	€ Lavoratore autonomo fino a 1 mese	€
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References: Art.32
 Art.35
 Art. 41
 Art. 437
 Art. 451
 Art. 590
 Art. 589
 Art. 28
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 299
 Art. 299