Source: http://docplayer.it/2371199-Angela-grieco-vitantonio-petrelli-metodologie-operative-nuovo-corso-per-l-indirizzo-sociosanitario-hoepli.html
Timestamp: 2017-03-23 18:55:02+00:00

Document:
Angela Grieco Vitantonio Petrelli. Metodologie operative. Nuovo corso per l indirizzo sociosanitario HOEPLI - PDF
Angela Grieco Vitantonio Petrelli. Metodologie operative. Nuovo corso per l indirizzo sociosanitario HOEPLI
Download "Angela Grieco Vitantonio Petrelli. Metodologie operative. Nuovo corso per l indirizzo sociosanitario HOEPLI"
1 Angela Grieco Vitantonio Petrelli Metodologie operative Nuovo corso per l indirizzo sociosanitario 1 HOEPLI2 3 ANGELA GRIECO VITANTONIO PETRELLI Metodologie operative Nuovo corso per l indirizzo sociosanitario Volume 1 EDITORE ULRICO HOEPLI MILANO4 UN TESTO PIÙ RICCO E SEMPRE AGGIORNATO Nel sito sono disponibili: materiali didattici integrativi; eventuali aggiornamenti dei contenuti del testo. Copyright Ulrico Hoepli Editore S.p.A Via Hoepli 5, Milano (Italy) tel fax Tutti i diritti sono riservati a norma di legge e a norma delle convenzioni internazionali5 Indice Prefazione MODULO 0 Il profilo professionale dell Operatore dei servizi sociosanitari 1 Unità 1 Caratteristiche dell Operatore dei servizi sociosanitari 2 1. Un confronto con il passato 2 2. Le basi teoriche della professione 5 3. Conoscenze, competenze e responsabilità 8 4. A chi si rivolge l intervento dell OSS 8 5. L OSS: catalizzatore di energie potenziali 9 6. L OSS: esperto di vita associata I nuovi elementi nel profilo dell OSS rispetto al passato 11 Operatore pubblico e rilevatore dei bisogni 11 Privacy e sicurezza sociale e sanitaria 12 Comunicazione e documentazione 12 Personalità umana e sociale La personalità dell OSS 13 Personalità di base 13 Leadership La documentazione richiesta e il controllo di qualità La professionalità dell OSS 16 Come studiare: consigli di metodo 17 Sintesi & verifiche 23 MODULO 1 Evoluzione storica e legislativa dei servizi sociali 25 Unità 1 Presentazione del settore dei servizi sociali Che cosa si intende per servizio sociale Perché nascono i servizi sociali Attività e servizi sociali nella storia 28 Mondo antico 28 Medioevo 29 XVI secolo 29 XVII secolo 29 XVIII secolo 29 XIX secolo 29 XX secolo La formazione degli Operatori dei servizi sociali in Italia La nascita dell Istituto professionale per i servizi sociali 32 Storia dell istruzione professionale in Italia 32 L Istituto professionale per i servizi sociali 33 I programmi dell Istituto professionale per i servizi sociali La finalità formativa e i contenuti delle Metodologie operative 34 Unità 2 Evoluzione legislativa dei servizi sociali La Costituzione italiana e la legislazione successiva La legge 8 novembre 2000, n I principi generali 37 Il sistema integrato 38 A chi si rivolge il servizio 38 Compiti delle istituzioni 38 Le figure professionali sociali 39 La Carta dei servizi sociali 39 Sintesi & verifiche 40 MODULO 2 Dalla teoria alla pratica. Il tirocinio 43 Unità 1 Teoria e pratica La figura dell Operatore dei servizi sociosanitari Il progetto 45 Individuazione del fine 46 Ricognizione degli elementi di partenza 46 Inventario degli strumenti 47 Realizzazione dell ipotesi d intervento 47 Ordinamento e scansione delle fasi d intervento 48 Predisposizione delle procedure di verifica La programmazione 48 Il diario di bordo 49 La programmazione in sintesi Il lavoro di gruppo o in équipe La creatività intuitiva 51 Scheda operativa I termini della programmazione 53 Unità 2 Modalità e funzione del tirocinio Dalla teoria alla pratica 54 Che cos è il tirocinio Il tirocinio: operare sul campo 55 L essenza del tirocinio 556 Iniziare a operare 56 Orientare le proprie scelte 56 La registrazione delle criticità Gli stage e le visite guidate Tipologie di tirocinio 57 Schede di osservazione sulle diverse comunità 57 Tirocinio in comunità di persone diversamente abili o portatrici di handicap 58 Tirocinio in comunità di anziani 58 Tirocinio in comunità di bambini 59 Tirocinio in comunità di adolescenti 59 Didattica laboratoriale Il proprio orientamento Il tirocinio: punto d arrivo 61 Scheda operativa La scheda di osservazione e la scheda di autovalutazione 64 Sintesi & verifiche 66 MODULO 3 Il laboratorio delle attività 69 Unità 1 In laboratorio Dall aula al laboratorio Le caratteristiche del laboratorio 71 Ambiente e sicurezza 71 Illuminazione e acustica 71 Arredi 71 Materiali di lavoro 71 Aree di lavoro 73 Unità 2 Il laboratorio e la didattica laboratoriale Il clima di laboratorio 75 La didattica laboratoriale 75 La simulazione della verifica Il pensiero creativo Attività e giochi da laboratorio 79 Scheda operativa 1 Giochi e test psicologici 80 Scheda operativa 2 Giochi per la stimolazione della mente 84 Sintesi & verifiche 87 MODULO 4 Le tecniche di animazione ludiche e culturali 89 Unità 1 Racconto, animazione teatrale e psicodramma Le attività di animazione Il racconto 90 Lettura di racconti 91 La tecnica del racconto interrotto 91 Associazione di parole 92 Completamento di disegno o figura 92 Inventare un racconto partendo da un immagine 92 Inventare un racconto su un tema dato o completamente libero Animazione teatrale e psicodramma 93 Racconto e teatro a confronto 94 Organizzazione e allestimento della rappresentazione 94 Rappresentazione di un testo teatrale già esistente 95 Rappresentazione di un testo ideato 95 Rappresentazione di una favola 95 Lo psicodramma vero e proprio 96 Sketch di autorappresentazione Il teatro delle marionette e dei burattini Clowneria, giocoleria, comicheria e gelotologia Il giornalino Il film e il documentario 105 Scheda operativa 1 Storie da completare 106 Scheda operativa 2 Test con le immagini 107 Scheda operativa 3 Rappresentazione di una fiaba 108 Unità 2 Attività grafiche, pittoriche e manipolative L utilità delle attività espressive Evoluzione grafica e pittorica nell infanzia Le forme di disegno Il valore del cromatismo 115 Cromoterapia e test con i colori 115 Cromatismo e bambini Tecniche e materiali per le attività espressive 116 Gli strumenti 116 Le tecniche L attività plastico-manipolativa Giardinaggio e orticoltura 119 Scheda operativa Il laboratorio dell attività manipolativa 121 Unità 3 Attività musicali e ritmiche Il linguaggio musicale Raccolta e produzione di suoni e rumori 126 Attività con i suoni e i rumori Musica come supporto, musica come attività 1287 Musica come sfondo 128 Musica come supporto di altre attività 128 Musica come attività Le attività musicali: l ascolto e il fare musica 129 L ascolto 129 Fare musica Le attività musicali secondo l età La musicoterapia 132 Scopi ed effetti della musicoterapia 132 L OSS e la musicoterapia 133 I campi d intervento della musicoterapia 133 Scheda operativa Fare musica - Il ritmo 135 Unità 4 Uso della tecnologia audiovisiva e informatica Le attrezzature Le attività collegate all audiovisivo 138 Bambini 138 Adolescenti 139 Adulti e anziani Le attività collegate all uso del computer 141 Unità 5 Attività motorie e psicomotricità Psicomotricità Attività psicomotorie nell infanzia 144 Attività psicomotorie individuali 145 Attività psicomotorie collettive 146 Attività psicomotorie con regole Attività psicomotorie nell adolescenza e giovinezza 146 Attività motorie individuali 147 Attività motorie e sport collettivi Attività psicomotorie per persone adulte e anziane 148 Scheda operativa Attività ludiche e motorie 150 Sintesi & verifiche 153 MODULO 5 La fenomenologia e l animazione dei gruppi 157 Unità 1 Il gruppo e le sue caratteristiche Che cos è un gruppo Natura dei gruppi L influenza del gruppo La struttura del gruppo e il sociogramma 161 Il leader 163 Il gregario Le risorse del gruppo La psicoterapia di gruppo Il gruppo e la personalità di base Il gruppo autoritario e il gruppo democratico 165 Il gruppo autoritario 166 Il gruppo democratico Il gruppo e l azione dell OSS 168 Scheda operativa Fare l esperienza del gruppo 169 Unità 2 Come animare un gruppo: i metodi attivi L OSS e i gruppi Natura del metodo attivo Il dibattito Il dibattito a gruppi e il dibattito incrociato Il brainstorming Il panel o tavola rotonda Il dibattito sulle opinioni come gioco delle parti La tecnologia 177 Scheda operativa L attivazione del gruppo 178 Sintesi & verifiche 179 MODULO 6 L ambiente tra osservazione e intervento 181 Unità 1 L approccio all ambiente Che cos è l ambiente La conoscenza scientifica è avalutativa La raccolta dei dati La sistemazione dei dati La ricerca sperimentale Il monitoraggio L indagine, il sondaggio, l intervista e il questionario 186 Scheda operativa Il questionario 194 Unità 2 L intervento sull ambiente L intervento dell OSS sull ambiente Requisiti istituzionali Requisiti scientifici e tecnici Requisiti ambientali La programmazione degli interventi Monitoraggio e valutazione finale Percorsi alternativi La comunicazione 203 Sintesi & verifiche 2048 MODULO 7 I sistemi e le leggi della comunicazione 207 Unità 1 La comunicazione verbale La comunicazione 208 Che cos è la comunicazione 208 Breve storia della comunicazione La struttura della comunicazione 210 L intenzionalità della comunicazione L emittente e la potenza della parola 213 L emittente 213 La potenza della parola I livelli di codificazione dei sistemi linguistici Caratteristiche e vizi del linguaggio Patologie del linguaggio Saper ascoltare Il silenzio 220 Unità 2 La comunicazione non verbale Che cos è la comunicazione non verbale L organizzazione dello spazio nella comunicazione Il linguaggio del corpo 225 Pantomima 225 Gestualità 227 Silenzio e logorrea Il linguaggio del contesto 228 Sintesi & verifiche 229 MODULO 8 Argomenti di compresenza: psicologia 233 Unità 1 La famiglia Nozioni introduttive 234 Famiglia e società 234 Il matrimonio 236 Tipi di convivenza familiare La famiglia nel contesto storico-antropologico 237 Evoluzione della famiglia 237 La famiglia nelle grandi civiltà La famiglia nel mondo occidentale 239 Antica Grecia 239 Antica Roma e cristianesimo 239 Medioevo 240 Età moderna La famiglia oggi 240 Legislazione sulla famiglia 240 Educazione dei figli e natalità Influenza della famiglia sull educazione dei figli 242 Influenza familiare e sociale 242 Omologazione dei comportamenti 243 L OSS e i minori 244 Scheda operativa 1 Raccolta di testimonianze 246 Scheda operativa 2 Analisi di dati reali 246 Unità 2 Il gioco Il ruolo del gioco Natura e tipologie di giochi Teorie e interpretazioni del gioco Dimensione del gioco nella società contemporanea Il valore del gioco nella evoluzione della persona 250 Gioco e conoscenza 250 Il bambino e il gioco 251 L adolescente e il gioco 251 L età adulta e il gioco 251 Conclusione Il gioco per l infanzia 252 Funzioni e tipologie di gioco 252 Documenti sui diritti del bambino Il gioco per l adolescenza e la giovinezza Il gioco per l età adulta 254 Conclusione 255 Unità 3 Bisogni, pulsioni, motivazioni, frustrazioni La ricerca dell equilibrio psicofisico I bisogni 258 I bisogni secondo Malinowski 258 I bisogni secondo Maslow 259 I bisogni secondo Murray Le pulsioni La motivazione 261 La motivazione al successo 261 La motivazione all autorealizzazione 262 La motivazione alla conoscenza 262 La motivazione alla competenza 263 Le motivazioni inconsce La frustrazione 263 I meccanismi di reazione Utilità per l OSS 266 Unità 4 La relazione di aiuto Le istituzioni e la relazione d aiuto La persona e la sua autenticità 268 Autenticità e inautenticità della persona 268 Il ruolo dello psicoterapeuta 2699 3. La relazione d aiuto 270 Che cos è la relazione d aiuto 270 L accettazione dell altro 270 L autenticità del rapporto 271 La comicità Il counseling Come si svolge la relazione d aiuto 272 Le caratteristiche del processo terapeutico Il rispecchiamento L intervento dell OSS 276 Scheda operativa Come si prepara la relazione d aiuto 277 Sintesi & verifiche 280 MODULO 9 Le figure professionali e gli utenti dei servizi 285 Unità 1 Le figure professionali nei servizi sociali Le figure professionali nei servizi socioassistenziali, socioeducativi e sociosanitari Livello dirigenziale Figure con diploma di laurea universitaria Figure con diploma di scuola secondaria superiore L Operatore sociosanitario (OSS) 290 La nuova figura dell OSS 290 Capacità programmatiche e attuative 291 Capacità di relazionarsi 291 Conoscenze teoriche 292 Organizzazione del lavoro in contesti diversi 292 Unità 2 Gli utenti: gli interventi e i servizi I settori in cui si svolge il servizio di relazione d aiuto Interventi e servizi destinati all intera popolazione 293 Gli interventi 294 I servizi Interventi e servizi per i disabili 297 Gli interventi 297 I servizi Interventi e servizi per i minori 299 Gli interventi 299 I servizi Interventi e servizi per gli anziani 306 Gli interventi 306 I servizi 307 Scheda operativa L anagrafe delle istituzioni sul territorio 309 Sintesi & verifiche 310 MODULO 10 Igiene, alimentazione, sicurezza 313 Unità 1 Cenni di igiene, alimentazione e sicurezza L igiene 314 Igiene nella medicina preventiva 314 Igiene personale 314 Igiene ambientale 315 Malattie causate da mancanza di igiene L igiene personale L alimentazione Le sostanze nutrienti indispensabili Aspetti dietetici e dieta mediterranea 319 Iponutrizione e ipernutrizione 319 La dieta equilibrata 320 La dieta mediterranea 320 La piramide alimentare della dieta mediterranea La sicurezza 321 Sintesi & verifiche 323 MODULO 11 Analisi di un caso e progetto di intervento 325 Unità 1 Il caso professionale Il caso professionale L accoglienza Individuazione del problema Anamnesi del soggetto e del decorso del problema Anamnesi del contesto familiare e socioambientale Analisi delle pratiche professionali e dei metodi di intervento utilizzati Riconoscimento dei servizi e delle figure professionali per un piano di intervento Ipotesi di soluzione con elaborazione del progetto e delle subordinate Applicazione delle procedure di rientro dal problema Valutazione dei risultati e rendicontazione 334 Scheda operativa Analisi di casi professionali 335 Sintesi & verifiche 34210 Prefazione Le vigenti disposizioni di riforma della Scuola secondaria superiore hanno arricchito la precedente figura di Operatore dei servizi sociali, istituita con D.M. 7 agosto 1992, aggiungendo come importante settore di intervento anche quello dei servizi sanitari. L attuale corso quinquennale punta, quindi, alla formazione della nuova figura professionale di Operatore dei servizi sociosanitari, in cui è confermato un insegnamento di carattere teorico e teorico-pratico, chiamato didattica laboratoriale, tipica del l Istituto professionale. La disciplina Metodologie operative, presente nei primi tre anni del nuovo indirizzo dei Servizi sociosanitari, è da iscrivere specificamente tra le materie teorico-pratiche in quanto, agganciandosi a nuclei disciplinari teorici di diversa provenienza, ha lo scopo di fornire agli studenti i concetti base dell agire pratico professionale, «utilizzando metodologie e strumenti operativi per collaborare a rilevare bisogni sociosanitari del territorio e concorrere a predisporre e attuare progetti individuali, di gruppi e di comunità». Nelle pagine che seguono, con un esposizione sobria, ordinata ed esauriente, vengono proposti allo studente gli elementi essenziali che, sotto la guida del docente, possono orientarlo e sostenerlo nel costruire il proprio profilo professionale, appropriandosi delle metodologie operative migliori per un eccellente servizio alla persona. Questo primo volume sviluppa i temi principali relativi all agire professio nale nell ambito dei servizi sociali. Il secondo volume è invece rivolto all ambito del servizio sanitario. Saremo sinceramente grati ai colleghi che cortesemente ci segnaleranno carenze o errori. Intanto auguriamo loro e ai loro studenti un ottimo percorso formativo. AngelA grieco VitAntonio Petrelli11 MODULO 0 Il profilo professionale dell Operatore dei servizi sociosanitari L OSS possiede le competenze necessarie per organizzare e attuare interventi adeguati alle esigenze sociosanitarie di persone e comunità, per la promozione della salute e del benessere bio-psico-sociale. CONTENUTI Il profilo dell OSS: novità rispetto al passato. La base dottrinaria dell OSS. Le conoscenze, le competenze e le responsabilità dell OSS. A chi si rivolge l intervento dell OSS. La personalità dell OSS. La professionalità dell OSS. OBIETTIVI Conoscere la professionalità e il ruolo dell OSS. Apprendere gli ambiti e le finalità degli interventi. Saper individuare i compiti che la società attribuisce all OSS. Avere consapevolezza dell allargamento del campo di azione dell OSS anche nel settore sanitario. Essere consci dell interazione tra professione e personalità. Conoscere le caratteristiche strutturali della personalità di base. RIFERIMENTI LEGISLATIVI Legge n. 132/1968, sugli enti ospedalieri e sull assistenza ospedaliera. Legge n. 833/1978, Istituzione del Servizio sanitario nazionale. Legge n. 381/1991, Disciplina delle cooperative sociali. Legge n. 285/1997, Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l infanzia e l adolescenza. D.Lgs. n. 460/1997, sulle organizzazioni non lucrative di utilità sociale ONLUS. D.Lgs. n. 112/1998, art. 128 sui servizi sociali. Legge n. 328/2000, Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali. Legge n. 104/1992, Legge quadro per l assistenza, l integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate. D.M. 7 agosto 1992, Corso di qualifica per Operatore dei servizi sociali. Legge n. 53/2003, Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale. D.Lgs. n. 226/2005, Norme generali e livelli essenziali delle prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione. Legge n. 133/2008, art. 64, Disposizioni in materia di organizzazione scolastica. D.P.R. n. 87/2010, Regolamento per il riordino degli istituti professionali.12 modulo 0 IL PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI Unità 1 CARATTERISTICHE DELL OPERATORE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI SOMMARIO 1. Un confronto con il passato 2. Le basi teoriche della professione 3. Conoscenze, competenze e responsabilità 4. A chi si rivolge l intervento dell OSS 5. L OSS: catalizzatore di energie potenziali 6. L OSS: esperto di vita associata 7. I nuovi elementi nel profilo dell OSS rispetto al passato 8. La personalità dell OSS 9. La documentazione richiesta e il controllo di qualità 10. La professionalità dell OSS 1. Un confronto con il passato L iter della Riforma dell istruzione professionale, iniziato con la legge n. 133/2008, si è concluso con il D.P.R. n. 87 del 15 marzo 2010 (Regolamento recante norme per il riordino degli istituti professionali) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 15 giugno 2010, n. 137, S.O. n Vediamo in sintesi che cosa cambia rispetto al passato. Il Progetto Õ92Ó delineava in forma sintetica il profilo e la mansione professionale dell OSS, indicando in cinque punti le sue principali competenze. Nel D.P.R. 87/2010, Allegato B, Indirizzo B2 - Servizi sociosanitari, si compie la stessa operazione, indicando tuttavia otto competenze, in parte simili, sebbene espresse in altro modo, e in parte diverse e nuove. 213 CARATTERISTICHE DELL OPERATORE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI unità Competenze dell Operatore dei servizi sociali nel Progetto 92 Opera in base a una specifica formazione professionale di carattere teorico-pratico. Agisce nell abito dei servizi socioeducativi-culturali. Svolge la propria attività nei riguardi di soggetti di diversa età. Promuove e contribuisce allo sviluppo delle potenzialità di crescita personale e/o di inserimento e partecipazione sociale. Si inserisce in maniera articolata nelle istituzioni pubbliche e private, ovunque si sviluppi un momento di vita comunitaria. Competenze dell Operatore dei servizi sociosanitari nella Riforma 2010 Utilizza metodi e strumenti di valutazione, monitoraggio della qualità del servizio erogato nell ottica del miglioramento e della valorizzazione delle risorse. Interviene nella gestione dell impresa sociosanitaria e nella promozione di reti di servizio per attività di assistenza e di animazione sociale. Interagisce con gli utenti del servizio e predispone piani individualizzati di intervento. Organizza interventi a sostegno dell inclusione sociale di persone, comunità e fasce deboli. Individua soluzioni corrette ai problemi organizzativi, psicologici e igienicosanitari della vita quotidiana. Partecipa alla rilevazione dei bisogni sociosanitari del territorio attraverso l interazione con soggetti istituzionali e professionali. Si rapporta ai competenti enti pubblici e privati anche per orientare l utenza verso idonee strutture. Applica la normativa vigente relativa alla privacy e alla sicurezza sociale e sanitaria. Si può osservare che, oltre all aggiunta del settore sanitario, vi è nella nuova formulazione del 2010 una indicazione pi operativa del proþlo dellõoss, con l elencazione più concreta e dettagliata dei compiti e degli interventi. Si aggiungono competenze nuove, relative alle nuove esigenze e ai problemi dell attuale società, come il richiamo esplicito ai compiti sociosanitari, al rapporto con le strutture e gli enti pubblici e privati, alla difesa della privacy e della sicurezza sociale e sanitaria. Per un approfondimento riportiamo di seguito la scheda dell Allegato B. 314 modulo 0 IL PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI PER APPROFONDIRE Allegato B Ð Indirizzo B2 ÒServizi sociosanitarió Profilo Il diplomato di istruzione professionale dell indirizzo Servizi sociosanitari possiede le competenze necessarie per organizzare e attuare interventi adeguati alle esigenze sociosanitarie di persone e comunità, per la promozione della salute e del benessere bio-psico-sociale. È in grado di: partecipare alla rilevazione dei bisogni sociosanitari del territorio attraverso l interazione con soggetti istituzionali e professionali; rapportarsi ai competenti enti pubblici e privati anche per orientare l utenza verso idonee strutture; intervenire nella gestione dell impresa sociosanitaria e nella promozione di reti di servizio per attività di assistenza e di animazione sociale; applicare la normativa vigente relativa alla privacy e alla sicurezza sociale e sanitaria; organizzare interventi a sostegno dell inclusione sociale di persone, comunità e fasce deboli; interagire con gli utenti del servizio e predisporre piani individualizzati di intervento; individuare soluzioni corrette ai problemi organizzativi, psicologici e igienico-sanitari della vita quotidiana; utilizzare metodi e strumenti di valutazione e monitoraggio della qualità del servizio erogato nell ottica del miglioramento e della valorizzazione delle risorse. 1. A conclusione del percorso quinquennale, il diplomato nei Servizi sociosanitari consegue i risultati di apprendimento descritti nel punto 2.2 dell Allegato A, di seguito specificati in termini di competenze. 2. Utilizzare metodologie e strumenti operativi per collaborare a rilevare i bisogni sociosanitari del territorio e concorrere a predisporre e attuare progetti individuali, di gruppo e di comunità. 3. Gestire azioni di informazione e di orientamento dell utente per facilitare l accessibilità e la fruizione autonoma dei servizi pubblici e privati presenti sul territorio. 4. Collaborare nella gestione di progetti e attività dell impresa sociale e utilizzare strumenti idonei per promuovere reti territoriali formali e informali. 5. Contribuire a promuovere stili di vita rispettosi delle norme igieniche, della corretta alimentazione e della sicurezza, a tutela del diritto alla salute e del benessere delle persone. 6. Utilizzare le principali tecniche di animazione sociale, ludica e culturale. 7. Realizzare azioni, in collaborazione con altre figure professionali, a sostegno e a tutela della persona con disabilità e della sua famiglia, per favorire l integrazione e migliorare la qualità della vita. 8. Facilitare la comunicazione tra persone e gruppi, anche di culture e contesti diversi, attraverso linguaggi e sistemi di relazione adeguati. 9. Utilizzare strumenti informativi per la registrazione di quanto rilevato sul campo. 10. Raccogliere, archiviare e trasmettere dati relativi alle attività professionali svolte ai fini del monitoraggio e della valutazione degli interventi e dei servizi. 415 CARATTERISTICHE DELL OPERATORE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI unità 1 U GLOSSARIO Interazione Azione reciproca, infl uenza. U GLOSSARIO Estemporaneo Senza preparazione. 2. Le basi teoriche della professione La formazione dellõoss non si limita solo all apprendimento pratico di procedure, tecniche d intervento, contenuti e moduli operativi, ma poggia anche su una base di conoscenze e di apprendimenti teorici, che corrispondono alle convenzioni scientifiche riconosciute negli ambiti accademici internazionali. La rilevazione dei bisogni sociosanitari deve avvenire secondo schemi e procedure corrette, che consentano una interazione con le istituzioni e i soggetti professionali che agiscono nel settore. L OSS deve svolgere il suo ruolo con assoluta professionalitˆ e ciò richiede competenza teorica e pratica. Questa competenza serve a fornire all OSS la chiara consapevolezza di quello che è chiamato a realizzare, e di come farlo, anche operando scelte autonome in particolari situazioni. Egli dovrà essere, perciò, in grado di adattare la dottrina appresa alla singola, e spesso imprevista, situazione concreta. Questa capacità di inquadrare la situazione nell ambito di una dottrina, quanto meno di quella più prossima possibile alla situazione data, potrà avvenire correttamente se egli possiederà davvero una solida preparazione e formazione teorica. Le scelte che l OSS dovrà compiere per fronteggiare le più varie situazioni devono, dunque, sempre essere fondate e motivate da una base dottrinaria che le legittimi. Se così non fosse l OSS rischierebbe d agire d impulso, improvvisando in modo del tutto arbitrario ed estemporaneo, esponendosi al rischio di commettere errori, che potrebbero essergli contestati anche penalmente. Se la formazione teorica e pratica necessita di una base dottrinaria, questa fa riferimento diretto a discipline come Metodologie operative, Psicologia e scienze sociali e dell educazione, Lingua straniera, Diritto ed economia, Musica, Disegno ed Educazione fisica, e perfino Matematica, perché sono discipline che forniscono conoscenze speciþche, che diventano strumenti per la valutazione e l analisi del territorio o delle situazioni sociosanitarie, e forniscono strumenti e risposte direttamente o indirettamente utilizzabili nell attività pratica. Altre discipline, come Italiano, Storia, Religione contribuiscono, piuttosto, allo strutturarsi di un consapevole retroterra, il background culturale, e di un complessivo orizzonte ideale di riferimento, che plasmano fortemente la personalitˆ di base, umana e sociale, dellõoss e lo motivano sul piano 516 modulo 0 IL PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI dei più nobili e alti valori (suprema dignità della persona umana e di ogni persona; spirito di solidarietà e di fraternità; rispetto della privacy, della libertà e dell autonomia di ogni individuo; dovere professionale di porsi in una sincera e profonda relazione d aiuto ecc.). Una profonda e solida cultura evita il rischio di agire con sciatteria, approssimazione o superficialità professionale, ed eleva la qualità dei rapporti interpersonali. PER APPROFONDIRE Le Metodologie operative La disciplina delle Metodologie operative Il termine metodologia sta a indicare che l attività del futuro OSS non può essere improvvisata, ma deve svolgersi secondo un metodo e cioè secondo procedure e modalità ben definite, in quanto si tratta di attività legate all esercizio di una professione, con responsabilità sociale, riconosciuta istituzionalmente e pubblicamente. Ponendo l accento sulla dizione metodologia operativa si vogliono indicare tutte quelle procedure che hanno in sé una validità codificata, in quanto corrispondenti alle indicazioni delle diverse discipline (Psicologia, Diritto, Musica, Disegno ecc.) e hanno una modalità di svolgimento, una procedura o un protocollo che le rendono degne di un professionista e rispondenti alle legittime attese degli utenti. La metodologia indica, dunque, i canoni di un agire professionale degno e confacente al ruolo dell OSS. Questa operatività riguarda i contenuti distinti in due grandi settori: quello socioassistenziale e quello sanitario. Nel settore dei servizi sociali hanno particolare importanza gli argomenti che riguardano le procedure per la progettazione e l organizzazione di attività singole e di gruppo; i principi e le leggi che regolano la comunicazione; la conoscenza delle dinamiche di gruppo; le varie attività nel campo della narrativa, del teatro, della musica, del disegno e delle tecniche figurative e manipolative, della psicomotricità, con grande apertura alla libera inventività artistica e ricreativa. Nella sezione sanitaria tali attività sono trasposte anche ai settori della malattia e della sua prevenzione; delle malattie infettive, di quelle epidemiche e di quelle sociali; del primo soccorso; delle tecniche operative di tipo sanitario e della modalità progettuale di operare in équipe o teamwork, che è la modalità oggi più diffusa. A integrazione delle materie trattate in modo prevalentemente espositivo, c è il momento concreto del laboratorio e del tirocinio, delle visite guidate e degli stage, che rappresentano momenti importanti in cui si evidenzia la destinazione cui deve tendere lo studio teorico. La didattica laboratoriale sta a significare che ogni nozione teorica deve trovare il suo riscontro nella pratica concreta, come sede della verifica e del farsi vero, ma anche dell ampliamento delle conoscenze e di nuove intuizioni. Un insegnamento teorico-pratico Quello di Metodologie operative è, dunque, un insegnamento teorico-pratico, che corrisponde alla caratteristica complessiva del corso di studi dell Istituto professionale e 617 CARATTERISTICHE DELL OPERATORE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI unità 1 rappresenta in sé il miglior compendio di ogni scienza: unire insieme teoria e pratica. Senza la teoria la pratica risulta incoerente, disorganica, occasionale, priva di un ordine razionale e universale; ma anche la teoria, senza la verifica nella pratica, risulta campata in aria. Il vero sapere, dunque, si costituisce nel binomio di teoria e di pratica, ed è quanto si impegna di fare l insegnamento di Metodologie operative, anche attraverso l esperienza del metodo laboratoriale e l alternanza scuola-lavoro. Nell Allegato A del D.P.R. 87/2010 si afferma che tali esperienze conducono alla formazione di un pensiero operativo, teso «all analisi e soluzione dei problemi, al lavoro cooperativo per progetti, per consentire agli studenti di cogliere concretamente l interdipendenza tra cultura professionale, tecnologie e dimensione operativa della conoscenza». È utile, intanto, prendere sintetica visione degli argomenti che verranno trattati nell ambito dell insegnamento specifico del settore dei servizi sociali. Il programma può distribuirsi in quattro comparti principali: nel primo l OSS prende conoscenza dell ambiente in cui dovrà operare, assumendone dati e informazioni; nel secondo l OSS costruisce i suoi strumenti di approccio e di comunicazione con l ambiente; nel terzo l OSS definisce le principali risorse di intervento: metodiche, procedure, contenuti e attività varie; nel quarto si descrivono le principali istituzioni e i luoghi degli interventi in cui si svolge la professione dell OSS. In conclusione, occorre ribadire la specificità dell agire professionale e la peculiarità della disciplina delle Metodologie operative, che è disciplina sia teorica che operativa e pratica. La professionalità richiede una operatività sorretta da conoscenze teoriche e scientifiche ben possedute. Queste si acquisiscono anche con lo studio di altre discipline (Psicologia e Scienze umane soprattutto), che operano anche in compresenza. Esse, però, sono fornite, per quanto riguarda il loro aspetto concreto e operativo, in modo peculiare dai contenuti di Metodologie operative, che hanno il compito di stimolare verifiche e nuove ricerche anche attraverso l esperienza del laboratorio e del tirocinio, affidata allo stesso docente. In quanto mira all applicazione pratica, e cioè agli interventi sul campo, alla materia Metodologie operative deve essere riconosciuta una specie di centralità nella formazione professionale dell OSS, perché agisce da cerniera o interfaccia tra gli insegnamenti teorici, anche di altre discipline, e l operare concreto dell OSS. Conoscenze Fenomenologia dei gruppi. Modalità di lettura delle interazioni sociali e personali: metodi e strumenti di osservazione. Le tecniche di animazione ludiche e culturali (attività grafico-pittoriche e manipolative, attività sonoro-musicali, musicoterapia, drammatizzazione, espressione mimica). Il valore del gioco nell evoluzione della persona. Il laboratorio come setting di apprendimento. Mappa dei servizi del territorio. Analisi di casi Semplici progetti di intervento. Abilità Analizzare semplici fenomeni di interazione dei gruppi. Applicare le principali tecniche di manua- 718 modulo 0 IL PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI Entrambi i profili dell OSS, quello del Progetto 92 e quello della Riforma 2010, sono espliciti nel prevedere che egli debba intervenire, quasi priolità e di animazione, in riferimento alle varie tipologie di utenza. Individuare gli spazi e i materiali in funzione delle attività e degli utenti. Analizzare le pratiche professionali oggetto di osservazione e riconoscere i metodi di intervento utilizzati. Utilizzare tecniche e strumenti di base per impostare attività di accoglienza. Riconoscere i servizi e le figure professionali funzionali alla definizione, progettazione e gestione di un piano d intervento. 3. Conoscenze, competenze e responsabilità È evidente che l allargamento di campo, dal sociale al sociosanitario, richiede maggiori conoscenze, competenze e responsabilitˆ. Nella visione attuale, l OSS diventa un Operatore sociosanitario inteso in senso imprenditoriale, cioè come colui che possiede capacitˆ di iniziativa sul campo, per concorrere alla soluzione dei problemi del territorio, istituzionali, strutturali, comunitari e personali. In tal senso, egli deve «gestire azioni di informazione e orientamento dell utente per facilitare l accessibilità e la fruizione autonoma dei servizi pubblici e privati presenti sul territorio». Questa destinazione, comprensiva di molti servizi in settori diversi e impegnativi, implica cultura, ma anche formazione, come strutturazione della propria personalitˆ, e socialitˆ. L Operatore sociosanitario assolve questi compiti con una solida preparazione e con competenze di fondo nelle Scienze umane e sociali, come Psicologia, Sociologia e Pedagogia, e una buona conoscenza generale. L Operatore sociosanitario deve anche apprendere i fondamenti essenziali del settore sanitario. L eventuale impiego dell OSS anche nella promozione e organizzazione di servizi a scopi culturali e artistici, nell ambito dei gruppi o delle comunità, presuppone, inoltre, che vi sia in lui una preparazione e una sensibilità in tal senso. Ciò giustifica la presenza e lo studio delle materie teoriche, che non sono per nulla superfl ue o meno importanti di quelle specificamente pratiche e professionali. A maggior ragione va curata la competenza in campo speciþcamente sociosanitario, cosicché l OSS possa intervenire con competenza e svolgere con eccellenza il proprio ruolo. 4. A chi si rivolge l intervento dell OSS 819 CARATTERISTICHE DELL OPERATORE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI unità 1 U GLOSSARIO Empatia Partecipazione intensa ai pensieri e agli stati d animo di un altra persona, tanto da produrre un processo di identificazione emotiva con lei. ritariamente, per rivolgere la sua specifica relazione dõaiuto verso le singole persone, che sono sempre l obiettivo finale di ogni iniziativa, anche collettiva. In questo senso, l OSS deve soprattutto curare la sua capacitˆ di intercettare le esperienze individuali, entrare in sintonia con esse, istituire un canale di empatia che consenta di entrare nel loro vissuto, sempre unico e irripetibile. Da ciò discende l enorme importanza delle conoscenze psicologiche, che devono contemplare non solo la psicologia dell età evolutiva, certamente necessaria, ma anche lo studio delle altre età dell uomo e, soprattutto, della terza età. I campi della destinazione operativa dell OSS sono tanti e diversi. Egli durante gli anni di formazione deve prepararsi adeguatamente per affrontarli tutti, con specificità di approccio e di trattamento, sia che si tratti di bambini, di adolescenti, di giovani o di anziani, sia che si tratti di malati, di persone con problemi o di semplici case-comunità per anziani senza famiglia, ma perfettamente sani. Sono in espansione, infatti, tutti i servizi e, a causa dell allungamento della vita, soprattutto quelli diretti agli anziani, non solo verso quelli che presentano qualche limitazione fisico-psichica o disabilità, ma anche verso anziani sani che desiderano trascorrere il loro tempo, per intero o solo in parte, in strutture di accoglienza pubbliche o private. La Þnalitˆ dellõazione dell OSS, quindi, può essere varia e in strutture con Þnalitˆ diverse: per una cura, per una funzione riabilitativa o per promozione di una migliore qualità di vita. L OSS deve quindi possedere una notevole e versatile capacitˆ di animazione del tempo libero, diretta sia a gruppi sia a singole persone, varia e accattivante, articolata su attività diversificate, come si vedrà nel seguito del volume. 5. L OSS: catalizzatore di energie potenziali L OSS promuove e contribuisce allo sviluppo delle potenzialitˆ di crescita personale e di inclusione sociale. Questa attività è la più impegnativa, perché richiede all OSS di essere, per le persone affidate alle sue cure, un catalizzatore delle loro energie potenzia- 920 modulo 0 IL PROFILO PROFESSIONALE DELL OPERATORE DEI SERVIZI SOCIOSANITARI U GLOSSARIO Assertivitˆ Il possesso delle abilità cognitive e comportamentali che consentono di affermare la propria personalità e sostenere e valorizzare le proprie idee nel confronto con gli altri, pur senza prevaricarli. U GLOSSARIO Elemento catalizzatore La sostanza chimica, che, pur non entrando nella reazione, può accelerarla. L espressione si usa per indicare quella forza che ha il potere di favorire lo sviluppo di un processo e la sua manifestazione. li, di farle emergere, di portarle alla loro realizzazione e sviluppo, per metterle a disposizione della persona, del gruppo e delle realtà sociali. L OSS deve essere in grado di «realizzare azioni, in collaborazione con altre figure professionali, a sostegno e a tutela della persona con disabilità e della sua famiglia, per favorire lõintegrazione e migliorare la qualità della vita». Per questo impegnativo compito l OSS deve possedere chiare conoscenze psicopedagogiche, ma soprattutto una personalitˆ forte e consapevole, capace di innescare e alimentare processi di cambiamento, anche nel profondo nelle persone, utilizzando, come vedremo, le tecniche relative alla relazione centrata sul cliente e alle dinamiche di gruppo. Ma è, soprattutto, con l assertivitˆ della sua personalità che l Operatore sociosanitario sa sollevare una persona prostrata dal dolore o da problematiche sociali, sa trainarsi dietro adolescenti smarriti, e sa dare gioia ai bimbi istituzionalizzati. Il lavoro dell OSS richiede, ovviamente, una grande capacitˆ di leadership, sia che debba guidare dei gruppi o delle comunità, sia che debba intrattenere una relazione d aiuto individuale. Insieme alla consapevolezza del bagaglio di conoscenze necessarie per la propria professionalità, deve esserci anche la cura di una strutturazione forte e consapevole della propria personalitˆ, che verrà spesa per la buona riuscita della operatività sul campo. 6. L OSS: esperto di vita associata Si può affermare che l OSS è esperto di vita associata, di gruppi di pari o di diversi, di realtà in cui persone anche eterogenee, per ceto, per cultura, per condizione sociale, sono protagoniste di esperienza di vita associata, entrano in relazione tra di loro per realizzare momenti di vita comunitaria, tesa a migliorare la qualitˆ della loro esistenza, nel reciproco aiuto e condivisione di esperienze positive, piacevoli, gratificanti. L OSS deve «facilitare la comunicazione tra persone e gruppi, anche di culture e contesti diversi, attraverso linguaggi e sistemi di relazione adeguati». L OSS si comporta, dunque, come un elemento catalizzatore dei processi di una buona socializzazione e di vita ed esperienze comuni. Egli deve essere conscio che il suo lavoro deve soprattutto consistere non nel produrre, ma nel far produrre, non nell imporre il processo, ma nel farlo nascere dall interno delle persone o dei gruppi, perché egli sa spostare la centralità da sé alle persone utenti, rendendole protagoniste della soddisfazione dei loro bisogni, delle loro modalità di essere, dei loro codici 10 Vedere altro
La scuola dell infanzia, anello fondamentale del sistema formativo del paese, deve essere in continuità con: V E NIDO DIPARTIMENTO MATERNO INFANTILE R ENTI LOCALI T QUARTIERE I C SCUOLA DELL INFANZIA FAMIGLIA Dettagli Allegato A. Il profilo culturale, educativo e professionale dei Licei
CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il Dettagli CONFERENZA STATO-REGIONI Seduta del 22 febbraio 2001
COMUNE di ORISTANO Provincia di Oristano Assessorato ai Servizi Sociali Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche Approvato con Delibera di C.C. n. 38 del 20.05.2014 1 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI Dettagli Napoli. Riconosciuto dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca M.I.U.R.
Napoli Centro Psicopedagogico Formazione Studi e Ricerche OIDA Scuola di Formazione riconosciuta dal M.I.U.R. Decreto 3 agosto 2011 Scuola di Formazione riconosciuta dalla P.ED.I.AS. Comunicazione Efficace Dettagli CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO
COOPERATIVA LOMBARDA F.A.I. Societa Cooperativa Sociale - Onlus Carta dei Servizi Famiglie Anziani Infanzia Indice di revisione n. 1 del 1/3/2014 3 INDICE CHI SIAMO IDENTITA E VALORI 4 5 COSA FACCIAMO Dettagli IL MINISTRO DELL ISTRUZIONE, DELL UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA
Istituto S.Vincenzo Erba Scuola primaria paritaria parificata LETTURA, SCRITTURA, TEATRO LA DIDATTICA DEL FARE 1 BISOGNI Sulla scorta delle numerose riflessioni che da parecchi anni aleggiano sulla realtà Dettagli SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE DELLE ATTIVITA EDUCATIVE DIDATTICHE. Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco
Disciplina: Matematica Classe: 5A sia A.S. 2014/15 Docente: Rosito Franco ANALISI DI SITUAZIONE - LIVELLO COGNITIVO La classe ha dimostrato fin dal primo momento grande attenzione e interesse verso gli Dettagli Istituto Comprensivo di Via Nazario Sauro Brugherio Via Nazario Sauro 135 Tel. 039. 2873466 e mail istituto : icsauro@yahoo.it
Istituto Comprensivo di Via Nazario Sauro Brugherio Via Nazario Sauro 135 Tel. 039. 2873466 e mail istituto : icsauro@yahoo.it Anno Scolastico 2010-2011 Email: icsauro@yahoo.it Fratelli Grimm La Scuola Dettagli Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti
Appunti lezione 1 anno Med 48 Educatori Professionale docente Cleta Sacchetti 1 L educatore professionale nasce negli anni successivi alla seconda guerra mondiale Risponde alle esigenze concrete lasciate Dettagli Campo d esperienza: IL SE E L ALTRO
FORMAT DELL UNITÀ DI APPRENDIMENTO Scuola secondaria 1 grado S.Ricci di Belluno classe 2 ULSS n.1 Belluno Autori: PERSONALE AZIENDA ULSS N. 1 BELLUNO: Dr.ssa Mel Rosanna Dirigente medico SISP (Dipartimento Dettagli ITALIANO TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE DELLA SCUOLA PRIMARIA
PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO Settore di intervento: Assistenza agli anziani Sede di attuazione del Benevento 1- VIA DEI LONGOBARDI 9 progetto: Numero di volontari richiesti: 4 Attività di Dettagli Progetto Educazione al Benessere. Per star bene con sé e con gli altri. Progetto di Circolo
CAMPO DI ESPERIENZA: IL SE E L ALTRO I. Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini. I I. Sviluppa il Dettagli Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende
Workshop n. 3 Quando a scuola ci si esercita nel far del gruppo il soggetto che apprende Introducono il tema e coordinano i lavori - Irene Camolese, Confcooperative - Franca Marchesi, Istituto Comprensivo Dettagli Le competenze professionali dell educatore sociale. Piattaforma concettuale
CTI della provincia di Verona Seminario conclusivo - Bardolino ottobre 2013 Per non perdere nessuno La crisi economica e valoriale che stiamo vivendo entra dapprima nelle famiglie e poi nella scuola. Gli Dettagli Presentazione ai Dirigenti Scolastici
Il Progetto Adolescenza del Lions Quest International Presentazione ai Dirigenti Scolastici La scuola sta vivendo, da alcuni anni, un periodo molto complesso Potersi dotare di strumenti che facilitino Dettagli ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE CARLO LIVI
ISTITUTO STATALE D ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE CARLO LIVI Via Pietro Maroncelli 33 59013 Montemurlo (Prato) tel. +39 0574 683312 fax +39 0574 689194 email pois00300c@istruzione.it pec pois00300c@pec.istruzione.it Dettagli EDUCATRICE ed EDUCATORE PROFESSIONALE
EDUCATRICE ed EDUCATORE PROFESSIONALE 1. CARTA D IDENTITÀ...2 2. CHE COSA FA...4 3. DOVE LAVORA...5 4. CONDIZIONI DI LAVORO...6 5. COMPETENZE...7 CHE COSA DEVE ESSERE IN GRADO DI FARE...7 CONOSCENZE...10 Dettagli Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista
Master Universitario Online in Management delle Cure primarie e Territoriali: il Professionista Specialista Master Universitario Online di I Livello 60 Crediti Formativi (CFU) 1. Premesse Le ragioni della Dettagli REGOLAMENTO Autorizzazione al funzionamento e Accreditamento delle strutture, Accreditamento Soggetti erogatori Servizi Sociali
AMBITO TERRITORIALE DI AGNONE AGNONE BELMONTE DEL SANNIO CAPRACOTTA CAROVILLI CASTEL DEL GIUDICE CASTELVERRINO PESCOPENNATARO PIETRABBONDANTE POGGIO SANNITA SAN PIETRO AVELLANA SANT ANGELO DEL PESCO VASTOGIRARDI Dettagli Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri
MPI - USP di Padova Comune di Padova Settore Servizi Scolastici Centro D.A.R.I. Una scuola per tutti Percorso di formazione per docenti Valutare gli apprendimenti degli alunni stranieri I parte a cura Dettagli Catalogo dei servizi residenziali, semiresidenziali, territoriali e domiciliari di cui al Regolamento di attuazione della L.R.
Catalogo dei servizi residenziali, semiresidenziali, territoriali e domiciliari di cui al Regolamento di attuazione della L.R. /2007 Sommario PREMESSA COMUNE ALLE SEZIONI A E B...3 SEZIONE A - SERVIZI Dettagli Codice Deontologico degli psicologi italiani
Codice Deontologico degli psicologi italiani Testo approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine nell adunanza del 27-28 giugno 1997 Capo I - Principi generali Articolo 1 Le regole del presente Codice Dettagli L educazione non formale e l apprendimento interculturale. Info days
L educazione non formale e l apprendimento interculturale Info days Roma, 16 novembre 2009 Una donna portò suo figlio a vedere Gandhi, il quale le chiese il motivo della sua presenza. Vorrei che mio figlio Dettagli ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE Moro Lamanna Mesoraca - Kr
ISTITUTO COMPRENSIVO DI SCUOLA MEDIA E SUPERIORE 86029 TRIVENTO (CB) Via Acquasantianni s.n. - (Tel. 0874-871770 - Fax 0874-871770) Sito web: http://digilander.libero.it/ictrivento/ - e-mail: cbmm185005@istruzione.it Dettagli VIAGGIANDO CON LA NATURA
VIAGGIANDO CON LA NATURA Il progetto intende, attraverso l esplorazione del mondo naturale (terra, acqua, aria e fuoco) sistematizzare le conoscenze per comprendere l organizzazione dell ecosistema naturale. Dettagli Protocollo per l inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali
IC n 5 L.Coletti Progetto GREEN SCHOOL Proposta di percorsi tematici nei vari ordini di scuola GREEN SCHOOL Principio fondante del Progetto GREEN SCHOOL..Coniugare conoscenza, ambiente, comportamenti nell Dettagli BIENNIO DI SECONDO LIVELLO IN DISCIPLINE MUSICALI MUSICA ELETTRONICA E TECNOLOGIE DEL SUONO
BIENNIO DI SECONDO LIVELLO IN DISCIPLINE MUSICALI MUSICA ELETTRONICA E TECNOLOGIE DEL SUONO Requisiti d'ammissione Dal Regolamento didattico del Conservatorio di Como Ex Art. 24: Ammissione ai corsi di Dettagli INTRODUZIONE 17. Introduzione
INTRODUZIONE 17 Introduzione Questo libro nasce dal desiderio di raccogliere e condividere le idee elaborate dal nostro gruppo di lavoro nel corso della progettazione e realizzazione di progetti inerenti Dettagli REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE
REGOLAMENTO PER LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI PERSONALIZZATI DI INTEGRAZIONE SOCIALE I Progetti Personalizzati sono rivolti a minori e adulti con disabilità, residenti nel territorio dell Azienda ULSS n. Dettagli 18, 21 febbraio, 5, 11, 18 marzo 2008
18, 21 febbraio, 5, 11, 18 marzo 2008 Informazioni generali Legge 22 aprile 1941, n. 633 più volte modificata modifiche disorganiche farraginosa in corso di revisione integrale (presentata bozza il 18.12.2007) Dettagli RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA:
RAPPORTO GLI ALUNNI CON DISABILITÀ NELLA SCUOLA ITALIANA: BILANCIO E PROPOSTE Edizioni Erickson Presentano il Rapporto: Attilio Oliva Vittorio Nozza Andrea Gavosto Intervengono: Valentina Aprea Maria Letizia Dettagli CONFERENZA STATO-REGIONI SEDUTA DEL 15 GENNAIO 2004
Definizione e struttura della comunicazione Sono state date molteplici definizioni della comunicazione; la più semplice e comprensiva è forse questa: passaggio di un'informazione da un emittente ad un Dettagli DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
DIRETTIVA DEL MINISTRO DELLA FUNZIONE PUBBLICA SULLE MISURE FINALIZZATE AL MIGLIORAMENTO DEL BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI A tutti i Ministeri - Uffici di Gabinetto -Uffici del Dettagli INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO
INDICAZIONI INERENTI L'ATTIVITA' PSICOLOGICA IN AMBITO SCOLASTICO INTRODUZIONE L Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia e l Ufficio Scolastico Regionale, firmatari di un Protocollo d Intesa stipulato Dettagli Cooperativa COS Cooperativa Operatori Sanitari
Cooperativa COS Cooperativa Operatori Sanitari Società Cooperativa sociale onlus corso Torino 4/3 16129 Genova tel. 010 5956962 fax 010 5950871 info@cosgenova.com; coscooperativa@fastwebnet.it 1 Sede legale Dettagli Codice deontologico dell Assistente Sociale
Codice deontologico dell Assistente Sociale Approvato dal Consiglio Nazionale dell Ordine Roma, 6 aprile 2002 TITOLO I Definizione e potestà disciplinare 1. Il presente Codice è costituito dai principi Dettagli All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI. Art. 1-
All. 2 REGOLAMENTO SUI DIRITTI, DOVERI E MANCANZE DISCIPLINARI DEGLI STUDENTI Art. 1- Diritti e doveri degli studenti I diritti e i doveri degli studenti sono disciplinati dagli art. 2 e 3 del D.P.R. 21 Dettagli DIREZIONE DIDATTICA Albert Sabin C.so Vercelli,157 10153 tel. 011\2426534 fax 011\ 2462435 Codice Fiscale 80093750018 e-mail TOEEO5600D@ istruzione.
RELAZIONE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO AL CONTO CONSUNTIVO 2013 La presente relazione illustra l andamento della gestione dell istituzione scolastica e i risultati conseguiti in relazione agli obiettivi programmati Dettagli 12 ATTIVARE LE RISORSE DEL GRUPPO CLASSE. Figura 1 OTTO STRATEGIE PER VALORIZZARE IL GRUPPO CLASSE COME RISORSA EDUCATIVA E DIDATTICA
COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi Questo documento vuole essere una sintetica descrizione dei servizi e delle opportunità che i servizi sociali del Comune-tipo Dettagli TITOLO VALORE DI RIFERIMENTO.
Istituto Comprensivo di Iseo a.s. 2012/2013 Progetto Di Casa nel Mondo - Competenze chiave per una cittadinanza sostenibile Gruppo lavoro Dott. Massetti Scuola Primaria Classi Terze TITOLO: I prodotti Dettagli Si cura a scuola? Per una cura del processo educativo
Si cura a scuola? Per una cura del processo educativo Dal PEI al Progetto di Vita L ovvietà delle sigle, la routine delle pratiche Il potere delle procedure di progettazione individualizzata Porsi domande Dettagli INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP. Relazione Generale
SERVIZIO SANITARIO REGIONALE BASILICATA Azienda Sanitaria Locale di Potenza INDAGINE DI CUSTOMER SATISFACTION SUL SERVIZIO DELL ASSISTENZA OSPEDALIERA DELLA ASP Relazione Generale A cura degli Uffici URP Dettagli Scuola dell infanzia: Il corpo e il movimento. Scuola primaria: Educazione fisica
Istituto «San Giuseppe» Scuole Primaria e dell Infanzia Paritarie 71121 Foggia, via C. Marchesi, 48-tel. 0881/743467 fax 744842 pec: istitutosangiuseppefg@pec.it e-mail:g.vignozzi@virgilio.it sito web: Dettagli Profilo e compiti istituzionali dell insegnante della scuola ticinese
Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, della cultura e dello sport Profilo e compiti istituzionali Bellinzona, novembre 2014 Repubblica e Cantone Ticino Dipartimento dell educazione, Dettagli Scuola secondaria di primo grado: Educazione fisica
Ufficio XVI - Ambito territoriale per la provincia di Reggio Emilia Ufficio Educazione Fisica e Sportiva Scuola secondaria di primo grado: Educazione fisica Prof. CRONISTORIA DELLA DISCIPLINA DAL 1979 Dettagli Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA
Oggetto: INSEGNAMENTO/ APPRENDIMENTO DELLE LINGUE STRANIERE E DSA PREMESSA A tutt oggi i documenti ufficiali a cui ogni docente di lingue straniere è chiamato a far riferimento nel suo lavoro quotidiano, Dettagli I RAPPORTI TRA DIRIGENTE SCOLASTICO E DIRETTORE DEI SERVIZI GENERALI ED
SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO PROGETTO DI INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI Classi Prime - Seconde - Terze Anno scolastico 2012-2013 SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO MASTRO GIORGIO Dettagli CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI
CODICE DEL DIRITTO DEL MINORE ALLA SALUTE E AI SERVIZI SANITARI PREMESSO CHE Nel 2001 è stata adottata in Italia la prima Carta dei diritti dei bambini in ospedale. Tale Carta era già ispirata alle norme Dettagli ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO
ALLEGATO 6 TITOLO DEL PROGETTO: ANNO RICCO MI CI FICCO SETTORE e Area di Intervento: Settore A: Assistenza Aree: A02 Minori voce 5 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO OBIETTIVI DEL PROGETTO OBIETTIVI GENERALI Dettagli CURRICULUM VITAE INFORMAZIONI PERSONALI. Papalia Grazia Maria Data di nascita 29/06/1959
ALLEGATO 6 ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGETTO PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 TITOLO DEL PROGETTO: DALL EMARGINAZIONE ALL INTEGRAZIONE 1 Settore e Area di Intervento: Settore: ASSISTENZA Dettagli PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL CORTILE SCOLASTICO Plesso di C.so Soleri
Scuola Primaria 1 Circolo di Cuneo PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE DEL CORTILE SCOLASTICO Plesso di C.so Soleri Responsabile del Progetto: Ins. Rosanna BLANDI 2 INDICE PRESENTAZIONE DEL PROGETTO pag. 5 L Dettagli GUIDA ALLA RIFORMA. Profili d uscita, competenze di base, risultati di apprendimento e quadri orari dei nuovi istituti tecnici e professionali
GUIDA ALLA RIFORMA degli istituti tecnici e professionali Profili d uscita, competenze di base, risultati di apprendimento e quadri orari dei nuovi istituti tecnici e professionali Il futuro è la nostra Dettagli La definizione L approccio
I BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI (BES) La definizione Con la sigla BES si fa riferimento ai Bisogni Educativi Speciali portati da tutti quegli alunni che presentano difficoltà richiedenti interventi individualizzati Dettagli DELLA REGIONE DELL UMBRIA
Supplemento ordinario n. 1 al «Bollettino Ufficiale» - serie generale - n. 59 del 27 dicembre 2006 Spedizione in abbonamento postale Art. 2, comma 20/c, legge 662/96 - Fil. di Potenza REPUBBLICA ITALIANA Dettagli ATTIVITA' DIDATTICA PER LE SCUOLE DELL'INFANZIA
P9.07.1 attività didattica scuoleinfanzia.doc P9.07.1 Comune di Rimini p.za Cavour, 27 47921 Rimini http://qualità.comune.rimini.it Direzione e di Protezione Sociale via Ducale, 7 47900 Rimini tel. 0541/ Dettagli Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione
Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell infanzia e del primo ciclo d istruzione Una breve guida per la lettura e l utilizzo delle Indicazioni Nazionali nell elaborazione di un curricolo Dettagli Gira gira il mestolo NIDO INFANZIA POLLICINO. Documentazione Progetto per lo Sviluppo e l Apprendimento a/s 2012/13
GRIGLIA DI OSSERVAZIONE E DI RILEVAZIONE DELLE ABILITA IN INGRESSO PER I TRE ANNI INGRESSO Si mostra sereno Ricerca gli altri bambini Porta gli oggetti a scuola SERVIZI IGIENICI Ha il controllo sfinterico Dettagli Per lo sviluppo delle competenze: Proposte didattico-metodologiche:
Italiano Lingua Seconda 1 biennio FWI, SGYM, SP raguardi di sviluppo delle competenze al termine dell anno scolastico. L alunno / L alunna sa comprendere gli elementi principali di un discorso chiaro in Dettagli La collaborazione tra le imprese e le scuole per migliorare la preparazione dei diplomati tecnici. Laura Mengoni
La collaborazione tra le imprese e le scuole per migliorare la preparazione dei diplomati tecnici Laura Mengoni Milano, 24 febbraio 2011 Seminario di formazione per i dirigenti scolastici sui temi della Dettagli Il lavoro per progetti
Il lavoro per progetti (personalizzati, di attività,, di servizio, ) nei servizi alla persona Gianmaria Gioga Padova, 7 giugno 2013 QUALI SERVIZI ALLA PERSONA? I servizi alla persona devono connotarsi Dettagli Scuola primaria: obiettivi al termine della classe 5
FAQ: AREA DELLA PROGRAMMAZIONE (PDP) QUAL È LA NORMATIVA DI RIFERIMENTO SUI DSA NELLA SCUOLA? Al momento è in vigore la Legge 170 che regola in modo generale i diritti delle persone con DSA non soltanto Dettagli Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti
Il pomeriggio dello studente dislessico alle superiori: il ragazzo, la famiglia, lo studio, i compiti Relatore: Prof.ssa Chiara Frassineti, genitore e insegnante Il rapporto tra genitori e ragazzo (studente) Dettagli Un allegro pomeriggio con Giulio Coniglio
Scuola aperta 2015 Un allegro pomeriggio con Giulio Coniglio alla scoperta dell Asilo di Follina... l Asilo di Follina: LINEE PEDAGOGICO EDUCATIVE IL PROGETTO EDUCATIVO DIDATTICO. Il curricolo della scuola Dettagli IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO
IL PROGETTO PEDAGOGICO DEL SERVIZIO Premessa L estate per i bambini è il tempo delle vacanze, il momento in cui è possibile esprimersi liberamente, lontano dalle scadenze, dagli impegni, dai compiti, dalle Dettagli Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi
Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi La Regione Puglia nel percorso del POAT DAGL Laboratori e sperimentazioni per il miglioramento della qualità della Dettagli PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER ALUNNI STRANIERI
Pagina 1 di 5 PROTOCOLLO ACCOGLIENZA PER PREMESSA Il Protocollo di Accoglienza intende presentare procedure per promuovere l integrazione di alunni stranieri, rispondere ai loro bisogni formativi e rafforzare Dettagli DECRETO N.173 IL CAPO DELL UFFICIO NAZIONALE
Prot. n. 21096/II/1 dell 11 giugno 2009 UFFICIO NAZIONALE PER IL SERVIZIO CIVILE DECRETO N.173 IL CAPO DELL UFFICIO NAZIONALE VISTA la Legge 8 luglio 1998, n. 230, recante "Nuove norme in materia di obiezione Dettagli LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto. LA PROGETTAZIONE Come fare un progetto
LA PROGETTAZIONE 1 LA PROGETTAZIONE Oggi il raggiungimento di un obiettivo passa per la predisposizione di un progetto. Dal mercato al terzo settore passando per lo Stato: aziende, imprese, organizzazioni, Dettagli Mario Polito IARE: Press - ROMA
Mario Polito info@mariopolito.it www.mariopolito.it IMPARARE A STUD IARE: LE TECNICHE DI STUDIO Come sottolineare, prendere appunti, creare schemi e mappe, archiviare Pubblicato dagli Editori Riuniti University Dettagli ISTITUTI PROFESSIONALI
ISTITUTI PROFESSIONALI Settore Industria e Artigianato Indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica Nell indirizzo Manutenzione e assistenza tecnica sono confluiti gli indirizzi del previgente ordinamento Dettagli CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE PRESSO IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
REGOLAMENTO 16 luglio 2014, n. 6 Regolamento per la formazione continua IL CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE nella seduta del 16 luglio 2014 visto l art. 11 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, rubricato Formazione Dettagli RICERCA-AZIONE. l insegnamento riflessivo. Caterina Bortolani-2009

References: art. 128
 art. 64
 Articolo 1
 Art. 24
 Art. 1
 Art. 1
 art. 2
 Art. 2
 art. 11