Source: https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioLegge.aspx?id=198750
Timestamp: 2019-04-25 02:56:17+00:00

Document:
Art. 6 - Progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici ovvero alla ristrutturazione di edifici esistenti
Art. 7 - Interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche soggetti a denuncia di inizio di attività
Art. 8 - Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche
Art. 9 - Risorse per interventi destinati all’eliminazione delle barriere architettoniche
Art. 10 - Facilitazioni per interventi su immobili abitati da persone con disabilità
Art. 11 - Edifici e spazi pubblici
Art. 12 - Edifici e spazi privati aperti al pubblico
Art. 13 - Edifici privati
Art. 14 - Facilitatori della vita di relazione
Art. 15 - Accessibilità ai servizi di trasporto
Art. 16 - Adattamento di mezzi di locomozione privati
Art. 17 - Piano annuale di intervento per l’eliminazione delle barriere architettoniche
Art. 18 - Centro regionale di documentazione sulle barriere architettoniche
Art. 19 - Progetti speciali
Art. 20 - Domande di contributo degli enti pubblici e delle aziende concessionarie di servizi di trasporto pubblico locale
Art. 21 - Domande di contributo degli enti e dei soggetti privati
Art. 22 - Assegnazione dei fondi regionali alle province ed ai comuni
Art. 23 - Modalità di erogazione dei contributi
Art. 24 - Ulteriori adempimenti della Giunta regionale
Art. 25 - Rapporti finanziari
Dati informativi concernenti la legge regionale12 luglio 2007, n. 16
- La Giunta regionale , su proposta dell'Assessore Antonio De Poli, ha adottato il disegno di legge con deliberazione 7 febbraio 2006, n. 3/ddl;
- Il disegno di legge è stato presentato al Consiglio regionale in data 9 febbraio 2006, dove ha acquisito il n. 120 del registro dei progetti di legge;
- Il progetto di legge è stato assegnato alla 7° commissione consiliare;
- La 7° commissione consiliare ha completato l’esame del progetto di legge in data 2 maggio 2007;
- Il Consiglio regionale, su relazione del consigliere Carlo Alberto Azzi, ha esaminato e approvato il progetto di legge con deliberazione legislativa 28 giugno 2007, n. 7441.
a diversi anni dell’entrata in vigore della legge regionale 30 agosto 1993, n. 41 “Norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche e per favorire la vita di relazione”, emerge con forza l’esigenza di operarne una revisione integrale.
Molti infatti sono gli elementi di novità intervenuti negli ultimi anni che determinano l’opportunità di sostituire un testo legislativo che ha, per altro, costituito un valido strumento operativo ai fini dell’attuazione delle politiche regionali mirate al sostegno della disabilità.
Un primo fattore che spinge alla elaborazione di un nuovo articolato deriva dalla decisione del Consiglio europeo 2001/903/CE che ha istituito per l’anno 2003 l’“anno europeo dei disabili”.
Gli obiettivi di tale iniziativa,individuati all’articolo 2, possono essere così indicati:
a) la sensibilizzazione relativamente al diritto dei disabili di essere tutelati dalla discriminazione di godere di pieni e pari diritti;
b) l’incoraggiamento della riflessione e la discussione sulle misure necessarie per promuovere pari opportunità per i disabili in Europa;
d) l’intensificare la cooperazione fra tutte le istanze interessate, in particolare i governi, le parti sociali, le ONG, i servizi sociali, il settore privato, il settore associativo, i gruppi di volontariato, i disabili e i loro familiari;
e) il miglioramento della comunicazione concernente l’handicap (rectius: la disabilità) e la promozione di una rappresentazione positiva dei disabili;
f) la sensibilizzazione all’eterogeneità delle forme di handicap (rectius: disabilità) e alle molteplici forme di handicap (rectius: disabilità);
h) l’accordare un’attenzione particolare alla sensibilizzazione al diritto dei bambini e dei giovani disabili ad un pari trattamento nell’insegnamento, in modo da favorire e sostenere la loro piena integrazione nella società e lo sviluppo di una cooperazione a livello europeo tra il personale preposto all’insegnamento speciale dei bambini e dei giovani disabili, per migliorare l’integrazione degli alunni e degli studenti ad esigenze specifiche negli istituti normali o specializzati, come pure nei programmi di scambi nazionali ed europei.
Fra gli esiti più significativi dell’iniziativa comunitaria che si sono verificati a livello nazionale, possono essere sicuramente indicate le conclusioni tratte nella “Prima conferenza nazionale per l’eliminazione ed il superamento delle barriere architettoniche” del 2004, nell’ambito della quale è stata posta in forte evidenza l’esigenza della classificazione di un linguaggio omogeneo che serva da modello di riferimento per la classificazione della salute umana e degli stati ad essa correlati. Il riferimento evidente è dato dai principi della nuova Classificazione del Funzionamento Umano, approvata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2001, nota come ICF.
Un secondo fattore di rilevanza è quello legato alla sempre maggiore innovazione tecnologica che caratterizza gli strumenti a disposizione della disabilità, tanto da poterne sintetizzare la portata nella definizione di “facilitatori della vita di relazione”, termine nel quale possono essere ricomprese tutte le suppellettili e gli arredi che consentono alla persona con disabilità la pratica delle funzioni quotidiane. Ma in tale ambito figurano in particolare anche quella serie di strumentazioni automatizzate, sempre più correntemente classificate nel termine di “domotica”, intesa come tecnologia applicata all’elettronica per la gestione della casa, ai fini di consentire un sempre maggior grado di autonomia alle persone con disabilità.
Un terzo elemento innovativo di rilevante interesse è costituito, come è noto, dalla riforma del Titolo V della Costituzione, attuata con legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, “Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione”, che amplia la sfera delle competenze legislative delle Regioni, attribuendo alle stesse (articolo 117, quarto comma) potestà esclusiva nelle materie non espressamente indicate nei commi secondo e terzo del novellato articolo 117 e rinnovando al contempo l’elenco di quelle ascrivibili alla potestà legislativa concorrente, che riserva allo Stato il compito di definire i principi fondamentali della materia e riconosce alle Regioni la competenza ad emanare la normativa di dettaglio.
Per giunta, la conferma e il rafforzamento del ruolo già attribuito a province e comuni dalla precedente legge in relazione alla disciplina del procedimento per l’erogazione dei contributi regionali, risponde pienamente al principio di sussidiarietà, elevato a rango di norma costituzionale con la predetta riforma del Titolo V, e dunque a canone primario dal quale il legislatore regionale non può prescindere nella regolamentazione delle funzioni amministrative, sotto il profilo della titolarità al loro esercizio.
In questa prospettiva, senza alterare sensibilmente il quadro della normativa di riferimento in materia di barriere architettoniche, il nuovo articolato si prefigge l’obiettivo di introdurre elementi di semplificazione e flessibilità, anche mediante il ricorso alla previsione di provvedimenti della Giunta regionale per l’attuazione della legge stessa, e quindi a strumenti di più agile e celere adozione in adeguamento all’evoluzione normativa, tecnologica, ecc. dei diversi aspetti della materia. Assicurando peraltro, come nel caso delle prescrizioni tecniche da osservare nella redazione dei progetti, previste dall’articolo 6, il rispetto dei principi fondamentali desumibili dalla legislazione statale.
A tali fattori di portata generale va aggiunta la necessità di conferire maggiore funzionalità alla legge di spesa che si intende sostituire con il presente disegno, per quanto riguarda in particolare le modalità mediante le quali la Regione destina risorse del proprio bilancio a favore di interventi mirati in materia di eliminazione delle barriere architettoniche.
In sintesi, l’intenzione del legislatore regionale è quella di “affinare” uno strumento legislativo, la legge regionale n. 41/1993 che, pur avendo dimostrato, come già rilevato, un’adeguata efficacia nel corso della sua vigenza, necessita ora di un adeguamento commisurato ai nuovi ambiti di competenza regionale ed ai mutamenti che hanno caratterizzato l’evoluzione della società nell’ultimo decennio, con riguardo al tema della disabilità.
Illustrazione dell’articolato
Si ritiene di illustrare l’articolato del progetto di legge stabilendo un sistematico raffronto con le disposizioni della legge regionale n. 41/1993, della quale viene sostanzialmente mantenuto l’impianto, salvo conferire nuovi contenuti derivanti dal perseguimento delle finalità e degli obiettivi sopra descritti.
È suddiviso in cinque articoli, contiene l’enunciazione delle finalità della legge, le definizioni introdotte con la stessa, l’indicazione degli interventi, dei beneficiari e delle competenze.
Il primo articolo, dopo aver richiamato la potestà legislativa regionale in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, enuncia il contenuto della legge che riguarda la promozione di iniziative ed interventi finalizzati a garantire la fruibilità degli edifici pubblici e privati, nonché degli spazi aperti al pubblico per favorire la vita di relazione e la partecipazione alle attività sociali e produttive da parte di persone con disabilità.
L’introduzione del termine “fruibilità” (possibilità, per chiunque, di utilizzare con pieno godimento spazi aperti, spazi costruiti, arredi, servizi informativi, attrezzature ed espletare attività in sicurezza e in modo autonomo), è nata dall’esigenza di ampliare il concetto della norma sostituita che richiamava i concetti di “accessibilità, adattabilità e visitabilità”, definizioni riportate nel DM 14 giugno 1989, n. 236, “Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l’accessibilità, l’adattabilità e la visitabilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell’eliminazione delle barriere architettoniche” relativamente ai vari livelli di capacità fisico-motoria di accedere ad edifici, singole unità immobiliari e di fruire di spazi e attrezzature in condizioni di adeguata sicurezza e autonomia.
Sempre in linea con tale estensione concettuale, è stata introdotta la definizione di “persone con disabilità” sostituendo la dizione “persone con ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale”. Si è inteso in tal modo alludere a disabilità non solo fisiche, ma anche sensoriali, psicologiche-cognitive, sia permanenti che temporanee.
In questo articolo vengono introdotte le nuove definizioni a cui si farà riferimento nel seguito del progetto di legge regionale, con particolar riguardo alle indicazioni fornite dal documento International Classification Functionality (ICF) sopra richiamato.
Articolo 3 - Interventi.
In questo articolo vengono introdotti alcuni aggiornamenti di termini e ampliamento degli ambiti di intervento conseguenti agli aspetti di portata innovativa stabiliti nei successivi articoli del progetto di legge regionale.
L’articolo elenca gli oggetti dell’intervento finanziario della Regione nell’ambito dei quali figurano anche, con carattere di novità rispetto alle disposizioni della legge regionale n. 41/1993, la formazione ed aggiornamento di specifiche figure professionali e le incentivazioni per la redazione e la revisione dei Piani comunali di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) di cui all’articolo 32 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" e successive modificazioni e articolo 24, comma 9 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, “Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” e successive modificazioni.
Articolo 4 - Beneficiari.
Nella consapevolezza che la vita di relazione del cittadino portatore di handicap non si ferma alle esigenze connesse alla propria abitazione, al proprio lavoro o alla funzione dei servizi pubblici, ma si estende anche all’ambito della mobilità, del tempo libero, della cultura, della vacanza, sia essa di carattere solo ed esclusivamente turistico, sia essa finalizzata all’accrescimento del proprio benessere psico-fisico, tra i soggetti beneficiari delle agevolazioni si è ritenuto opportuno includere anche le aziende concessionarie di servizi di trasporto pubblico locale.
Per quanto attiene i soggetti privati, inoltre, viene precisata la necessità che i soggetti privati, diversi dalle persone con disabilità, possano fruire delle agevolazioni previste dalla legge regionale solo in quanto proprietari di “spazi o edifici aperti al pubblico”.
Beneficiari del finanziamento non saranno inoltre esclusivamente le persone con disabilità o coloro che abbiano in carico i citati soggetti ma anche chi li rappresenti ai sensi della legge 9 gennaio 2004, n. 6, “Introduzione nel libro primo, titolo XII, del codice civile del capo I, relativo all’istituzione dell’amministrazione di sostegno e modifica degli articoli 388, 414, 417, 418, 424, 426, 427 e 429 del codice civile in materia di interdizione e di inabilitazione, nonché relative norme di attuazione, di coordinamento e finali” e successive modificazioni.
Articolo 5 - Competenze.
Le competenze della Giunta regionale rimangono per lo più invariate rispetto a quelle previste dalla norma che si intende sostituire.
Vengono introdotte due nuove attribuzioni esercitate direttamente della Giunta regionale relativamente all’assegnazione dei contributi per la redazione dei Piani comunali di eliminazione delle barriere architettoniche e per la promozione e l’organizzazione dei corsi di formazione e aggiornamento di tecnici edili in materia di eliminazione delle barriere architettoniche.
Rimangono confermate le competenze delle province e dei comuni per le sole funzioni amministrative relative agli interventi finanziari previsti dal presente disegno di legge nell’ambito del piano annuale degli interventi di cui all’articolo 17.
Il capo attiene gli aspetti di connessione con la disciplina urbanistica ed edilizia. Tratta in particolare le norme per la realizzazione degli interventi edilizi, gli strumenti a carattere programmatorio-pianificatorio e le facilitazioni per interventi edilizi su immobili abitati da persone con disabilità.
Articolo 6 - Progetti relativi alla costruzione di nuovi edifici ovvero alla ristrutturazione di edifici esistenti.
Nell’articolo viene precisato che le disposizioni in materia di eliminazione delle barriere architettoniche nel campo della ristrutturazione edilizia si applicano alla parte di edificio oggetto dell’intervento.
Al comma 2, in particolare, si sancisce l’esclusione del rispetto della norma per i casi specifici in cui la stessa non può essere in alcun modo applicata.
Viene introdotta in questo articolo la competenza diretta della Giunta regionale a dettare disposizioni a carattere tecnico in relazione alla materia delle barriere architettoniche, nel rispetto dei principi fondamentali della materia stabiliti dalla legislazione statale.
L’articolo in commento precisa altresì che, per quanto non diversamente disciplinato sia dalla legge regionale o dal provvedimento di Giunta regionale, si applicano le disposizioni di cui alla normativa statale vigente in materia di barriere architettoniche.
Articolo 7 - Interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche soggetti a denuncia di inizio di attività.
Con l’articolo in esame si è inteso dare risposta plausibile e legittima alle richieste, da più parti avanzate, di semplificazione della procedura di rilascio dei titoli abilitativi per la realizzazione di interventi edilizi finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici esistenti.
Al comma 1, infatti, viene prevista la possibilità di ricorrere alla denuncia di inizio di attività (DIA), dando luogo ad una procedura amministrativa semplificatoria più rapida di quanto non sia quella rappresentata dal permesso a costruire, (sia pure alternativa a quest’ultimo), per la realizzazione di alcune tipologie di intervento.
La previsione della DIA trova legittimazione, in particolare, nel Testo unico dell’edilizia, DPR 6 giugno 2001, n. 380 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”, che all’articolo 22, laddove disciplina i casi per i quali è ammessa la denuncia di inizio di attività, al comma 4 stabilisce che: “Le Regioni a statuto ordinario con legge possono ampliare o ridurre l’ambito applicativo delle disposizioni di cui ai commi precedenti (si tratta dei commi che descrivono le ipotesi nelle quali il testo unico per l’edilizia ammetta la DIA, n.d.r.), restano comunque ferme le sanzioni penali previste dall’articolo 44”.
Il secondo comma dell’articolo 7 stabilisce che la procedura di DIA di cui al comma 1 deve essere riferita alla realizzazione di interventi conformi alle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti e deve essere corredato dalla documentazione di cui al comma 5 dell’articolo 10 del progetto di legge. A tale proposito si ricorda che la documentazione in questione ricomprende:
- la certificazione medica rilasciata dall’Azienda ULSS attestante la situazione di handicap grave, ai sensi del comma 3 della legge quadro dell’assistenza, legge n. 104 del 1992;
- una dettagliata relazione a firma di progettista abilitato, accompagnata da idonea rappresentazione grafica dello stato di fatto, che attesti l’impossibilità tecnica di reperire spazi adeguati nell’edificio;
- il progetto del nuovo volume che evidenzi le soluzioni tecniche adottate per il conseguimento delle speciali finalità dell’intervento nel rispetto della normativa vigente.
Il terzo comma precisa che la procedura di DIA di cui al comma 1 è disciplinata dall’articolo 23 del D.P.R. n. 380 del 2001.
Il quarto comma, infine, stabilisce che al titolo abitativo edilizio, formatosi all’esito della procedura di DIA, si applica in ogni caso il comma 6 dell’articolo 10 della presente proposta. Ciò significa che, sia nel caso l’avente diritto si avvalga del permesso a costruire, quanto nel caso in cui si avvalga della DIA, all’atto del rilascio dei titoli abilitativi edilizi sulle volumetrie realizzate è istituito, a cura del titolare del permesso, un vincolo di durata decennale di non variazione della destinazione d’uso, di non alienazione e non locazione a soggetti che non siano persone con disabilità, da trascriversi presso la conservatoria dei registri immobiliari.
Articolo 8 - Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
L’articolo stabilisce in capo alla Giunta regionale la facoltà di dettare disposizioni per la redazione e la revisione dei Piani di eliminazione barriere architettoniche di cui all’articolo 32, comma 21, della legge n. 41 del 1986 e articolo 24, comma 9, della legge n. 104 del 1992.
Per incentivare gli adempimenti connessi, la Giunta regionale è autorizzata ad assegnare contributi ai comuni nel limite del 50 per cento della spesa sostenuta.
Articolo 9 - Risorse per interventi destinati all’eliminazione delle barriere architettoniche.
I Comuni sono tenuti a destinare alla realizzazione di interventi rivolti all’eliminazione delle barriere architettoniche il 10 per cento delle entrate derivanti dal contributo di costruzione di cui al DPR 6 giugno 2001 n. 380, “Testo unico delle disposizione legislative e regolamentari in materia edilizia”, e successive modificazioni, e delle sanzioni amministrative in materia edilizia, paesaggistica ed urbanistica, ivi comprese le somme introitate ai sensi delle disposizioni statali e regionali in materia di condono edilizio.
Per i comuni con popolazione inferiore a 3.500 abitanti tale percentuale è ridotta al 5 per cento.
Tale scelta legislativa, innovativa rispetto alle disposizioni previgenti, è motivata dalla minore disponibilità di entrate per i comuni di piccola dimensione demografica.
Articolo 10 - Facilitazioni per interventi su immobili abitati da persone con disabilità.
Al primo comma dell’articolo viene ridotta del 100 per cento l’entità del contributo di costruzione dovuto in relazione ad incrementi di volume o di superficie utile abitabile, realizzati da persone invalide, riconosciute dalla competente commissione, ai sensi dell’articolo 4 della legge n. 104/1992.
Il secondo comma rinvia ad un provvedimento della Giunta regionale la definizione dei criteri per l’attuazione di quanto disposto al comma precedente.
I restanti quattro commi riportano, con intento compilativo, e adeguano alla attuale normativa le norme stabilite dalla legge regionale 4 aprile 2003, n. 7 “Deroghe alle volumetrie previste dagli indici di zona degli strumenti urbanistici generali in favore delle persone handicappate gravi”, che viene quindi abrogata.
CAPO III - INTERVENTI FINANZIARI PER LA FRUIBILITA’ DEGLI EDIFICI PUBBLICI E PRIVATI E DEGLI SPAZI APERTI AL PUBBLICO
In tale capo vengono individuate le azioni finanziabili a termini del presente disegno di legge, precisando in particolare la misura minima e la misura massima del sostegno finanziario della Regione.
Articolo 11 - Edifici e spazi pubblici.
Articolo 12 - Edifici e spazi privati aperti al pubblico.
Articolo 13 - Edifici privati.
Articolo 14 - Facilitatori della vita di relazione.
I rispettivi articoli stabiliscono che i contributi regionali concessi per la realizzazione di opere finalizzate al superamento e alla eliminazione di barriere architettoniche possano essere concessi in misura percentuale sulla spesa effettivamente sostenuta, come stabilito nel provvedimento di cui all’articolo 17, fissandone comunque il limite percentuale inferiore e quello superiore.
Viene ribadito inoltre che i contributi non sono cumulabili con quelli concessi in base ad altre leggi regionali sullo stesso immobile.
All’articolo 13, in particolare, viene invece precisato che i contributi sono cumulabili, fino a concorrere alla copertura dell’intera spesa con altri contributi concessi sul medesimo immobile.
Recependo le segnalazioni pervenute da alcuni comuni ed associazioni di persone con disabilità che, pur con le dovute priorità di intervento, evidenziano come l’abitazione secondaria non può essere esclusa a priori dalla possibilità di accedere ai contributi previsti dalla legge, si è ritenuto infine di non escludere dalla possibilità di ottenere contributi eventuali richieste relative a seconde abitazioni.
Si evidenzia inoltre che sono stati adeguati gli importi massimi concedibili per singolo contributo, adeguandone il valore in euro e al costo della vita intervenuta dall’approvazione della legge che si va a sostituire.
All’interno di questo capo viene trattato il tema specifico degli interventi finanziari relativi trasporti pubblici e privati.
Articolo 15 - Accessibilità ai servizi di trasporto.
In questo articolo si evidenzia il riferimento alle disposizioni specifiche che interessano tale settore. Viene demandata alla Giunta regionale la definizione delle modalità e dei criteri per l’adeguamento dei servizi di trasporto pubblico locale, al fine di consentirne l’utilizzo anche da parte delle persone con disabilità.
Alle aziende concessionarie di servizio di trasporto pubblico locale viene quindi prevista la concessione di contributi, nella misura non inferiore quindici per cento e non superiore al trenta percento della spesa sostenuta.
Articolo 16 - Adattamento di mezzi di locomozione privati.
Nei primi due commi vengono indicati i limiti percentuali inferiori e superiori dell’ammontare del contributo erogabile, sia per lavori di adattamento di motoveicoli ed autoveicoli in funzione delle minorazioni anatomiche e funzionali di cui agli articoli 327 e 328 del DPR 16 dicembre 1992, n. 495 “Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada” e successive modificazioni, sia per quanto riguarda l’adattamento di mezzi ai fini del trasporto di persone con disabilità sprovviste di patente.
L’importo massimo del contributo erogabile viene indicato al comma 2; i contributi sono cumulabili sino alla completa concorrenza della spesa effettivamente sostenuta.
Il capo indica le specifiche competenze della Giunta regionale per l’attuazione delle disposizioni del disegno di legge regionale.
Articolo 17 - Piano annuale di intervento per l’eliminazione delle barriere architettoniche.
Viene definito il termine ordinatorio del 31 gennaio di ogni anno entro cui la Giunta regionale, sentite le competenti commissioni consiliari, adotta il piano annuale di intervento, definendo l’ammontare complessivo dei fondi regionali disponibili, i criteri di ripartizione di detti fondi, le priorità di intervento, i criteri e le modalità per la concessione agli enti pubblici e ai soggetti privati.
Articolo 18 - Centro regionale di documentazione sulle barriere architettoniche.
L’articolo modifica la analoga norma previgente, stabilendo la possibilità di affidare anche a soggetti privati, che esercitano la propria attività senza scopo di lucro, la gestione del centro di documentazione sulle barriere architettoniche, le cui attribuzioni vengono per altro confermate.
Articolo 19 - Progetti speciali.
Non sono state apportate modifiche sostanziali alle analoghe disposizioni già presenti nella norma che si intende sostituire.
Nei cinque articoli che compongono il capo vengono fornite indicazioni temporali e pratiche per la presentazione delle domande di contributo da parte di enti pubblici, degli enti e soggetti privati, l’assegnazione di fondi regionali alle province e ai comuni, le modalità di erogazione dei contributi, ulteriori adempimenti della Giunta regionale.
Articolo 20 - Domande di contributo degli enti pubblici e delle aziende concessionarie di servizi di trasporto pubblico locale.
Articolo 21 - Domande di contributo degli enti e dei soggetti privati.
Le disposizioni in argomento stabiliscono il termine per la presentazione delle istanze di contributo dei soggetti pubblici alle province e dei soggetti privati ai comuni.
Detto termine, che viene individuato in sessanta giorni decorrenti dalla data di pubblicazione sul BUR del provvedimento suddetto, differisce da quello stabilito dalla normativa previgente che lo individuava nel 31 marzo di ogni anno.
Si rendono in tal modo più agevoli gli adempimenti per l’accesso alle risorse regionali in caso di dilazione dei termini di cui all’articolo 17, comma 1.
La decorrenza del termine in questione dalla pubblicazione sul BUR del provvedimento di cui all’articolo 17, inoltre, consente di formulare la domanda sulla base di una effettiva e legale conoscenza dell’avvenuta adozione del Piano annuale di intervento.
Articolo 22 - Assegnazione dei fondi regionali alle Province ed ai Comuni.
Province e comuni sono tenuti, entro il termine di sessanta giorni dalla scadenza dei termini sopra definiti, a trasmettere alla Regione la determinazione del fabbisogno complessivo, a seguito dell’esperimento della necessaria fase istruttoria.
Rispetto alla norma previgente è stato quindi ridotto da novanta a sessanta giorni il tempo a disposizione delle amministrazioni comunali e provinciali per comunicare alla Regione il rispettivo fabbisogno.
Tale accorgimento è stato adottato per limitare il margine temporale di incertezza che contraddistingue la fase che intercorre tra la presentazione dell’istanza di contributo ed il suo eventuale accoglimento. Va infatti evidenziato come in molti casi che interessano prevalentemente soggetti privati, si determini una estrema urgenza di realizzare l’opera a seguito della formulazione della domanda.
La misura introdotta costituisce quindi un’attenuazione del disagio di tali situazioni.
Articolo 23 - Modalità di erogazione dei contributi.
In questo articolo sono stata introdotte due novità rispetto alla norma che si intende sostituire.
La prima innovazione riguarda la possibilità di erogare una anticipazione pari al 50 per cento del contributo dovuto, previa presentazione di polizza fidejussoria di pari importo.
La seconda innovazione consiste nel considerare aventi diritto al beneficio anche gli eredi dei soggetti privati che “a seguito di regolare istanza, risultino beneficiari ai sensi della legge e siano deceduti prima dell’emissione del provvedimento di liquidazione del contributo da parte del comune di residenza, previa documentazione attestante che i lavori o l’acquisto di beni per l’eliminazione di barriere architettoniche abbiano avuto luogo prima del decesso del beneficiario”.
Articolo 24 - Ulteriori adempimenti della Giunta regionale.
Le disposizioni dell’articolo, che presenta carattere di novità rispetto al regime previgente, si pongono lo scopo di perseguire obiettivi di snellezza e di certezza nelle procedure per l’attuazione delle disposizioni della nuova normativa regionale in materia di erogazione dei contributi.
Viene pertanto demandato alla Giunta regionale l’onere di stabilire:
a) i requisiti dei soggetti ammessi a presentare istanza di contributo, che potranno quindi subire modificazioni mediante semplice provvedimento amministrativo, circoscrivendo od ampliando l’ambito di applicazione della legge regionale secondo gli intendimenti della Giunta regionale commisurati all’entità delle risorse disponibili ed alla specificità delle politiche che l’Amministrazione regionale intende mettere in atto;
b) la documentazione da allegare alla richiesta di contributo che dovrà essere improntata a criteri di essenzialità;
c) i limiti di ammissibilità e la documentazione da allegare per la rendicontazione della spesa, tra cui le relative autorizzazioni edilizie che potranno essere, pertanto, acquisite anche nella parte finale del procedimento, avuta la certezza di attribuzione del finanziamento.
Articolo 25 - Rapporti finanziari.
Viene confermato il diritto delle Province e dei Comuni, già contenuto nella legge regionale n. 41/1993, di trattenere a compenso delle prestazioni effettuate, una percentuale delle somme trasferite dalla Regione per l’assegnazione ai beneficiari finali.
Articolo 26 - Norma finanziaria.
L’articolo stabilisce il necessario raccordo tra le indicazioni della spesa prevista dalla proposta di legge regionale e le necessarie risorse per attuarle.
Articolo 27 - Disposizioni transitorie.
La disposizione in argomento delimita, sotto il profilo temporale, l’applicazione della nuova disciplina in materia di intervento finanziario della Regione, facendolo decorrere dalla prima approvazione del Piano annuale di intervento, successivo all’entrata in vigore della legge.
Articolo 28 - Abrogazioni.
L’articolo stabilisce l’abrogazione della legge regionale n. 41/1993 e della legge regionale n. 7/2003.
- Il testo dell’art. 32 della legge 41/1986 è il seguente:
32. 1. A decorrere dal 1° gennaio 1986, l'ammontare del fondo di cui all'articolo 25 della legge 27 dicembre 1977, n. 968 , è determinato in lire 3.160 milioni, da iscrivere nel bilancio annuale e in quello pluriennale con le modalità di cui al quattordicesimo comma dell'articolo 19, L. 22 dicembre 1984, n. 887.
2. Gli importi di cui al comma precedente sono assegnati, entro il mese di marzo di ciascun anno, con decreto del Ministro del tesoro, di concerto con i Ministri delle finanze e dell'agricoltura e delle foreste, all'Istituto nazionale di biologia della selvaggina, per i compiti di cui all'articolo 34 della legge 2 agosto 1967, n. 799 . È abrogata la lettera a) dell'articolo 25, L. 27 dicembre 1977, n. 968 .
3. Il fondo previsto dal comma 6 dell'articolo 4, D.L. 19 dicembre 1984, n. 853 , convertito, con modificazioni, nella L. 17 febbraio 1985, n. 17, è elevato a decorrere dall'anno finanziario 1986 da lire 30 miliardi a lire 70 miliardi.
4. Le somme di cui all'articolo 4, comma 26, del D.L. 19 dicembre 1984, n. 853 , convertito, con modificazioni, nella L. 17 febbraio 1985, n. 17, non impegnate alla chiusura dell'esercizio 1985 possono esserlo in quello successivo.
5. L'autorizzazione di spesa di lire 2.477 miliardi per l'anno 1986, di cui all'articolo 10 della legge 16 maggio 1984, n. 138 , recante nuove norme in materia di occupazione giovanile, e ridotta di lire 350 miliardi.
6. L'importo degli interessi per ritardato pagamento spettanti fino al 31 dicembre 1985 alla Cassa depositi e prestiti ai sensi dell'articolo 19, tredicesimo comma, della legge 22 dicembre 1984, n. 887 , concernente le modalità di versamento alla Cassa stessa delle annualità di contributo dovute dallo Stato, è forfettariamente determinato in lire 30 miliardi per le somme dovute a tutto il 31 dicembre 1984. Il predetto importo è iscritto in apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno 1986.
7. L'importo massimo delle garanzie per il rischio di cambio che il Ministro del tesoro è autorizzato ad accordare nell'anno 1986 per le occorrenze in linea capitale su prestiti esteri contratti in base alla legislazione vigente resta fissato in lire 3.300 miliardi.
8. Le parole «ogni trimestre» di cui all'articolo 60, primo comma, del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440 , e successive modificazioni concernenti il periodo di presentazione dei conti delle somme erogate da parte dei funzionari delegati, sono sostituite con le altre «ogni semestre».
9. L'importo di lire 5.000, stabilito dall'articolo 2 della legge 15 marzo 1956, n. 238, è elevato a lire 2 milioni.
10. ... (1).
11. ... (2).
12. ... (3).
13. ... (4).
14. Il comma precedente si applica anche per i titoli collettivi emessi nell'anno 1985.
15. È autorizzato in favore dell'Ente per le ville vesuviane di cui all'articolo 1 della legge 29 luglio 1971, n. 578 , un contributo straordinario di lire due miliardi annui, per il triennio 1986-1988, da destinare agli interventi di cui all'articolo 2, lettere a), b) e c) della stessa legge n. 578 del 1971.
16. Per l'anno 1986 le economie risultanti dal conto consuntivo della Commissione nazionale per le società e la borsa (CONSOB) sono versate ad apposito capitolo dello stato di previsione dell'entrata del bilancio dello Stato e possono essere riassegnate, in tutto o in parte, al bilancio della Commissione stessa con decreti del Ministro del tesoro.
17. Le disponibilità esistenti al 31 dicembre 1985 sulla autorizzazione di spesa di cui all'articolo 19, terzo comma, della legge 7 agosto 1982, n. 526 , possono essere impegnate negli anni successivi.
18. Per il finanziamento delle iniziative del Comitato costituito presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento e uguaglianza tra i lavoratori e le lavoratrici, è autorizzata la complessiva spesa di lire 6 miliardi da ripartire nel triennio 1986-1988, in ragione di lire 2 miliardi annui.
19. È autorizzata a favore dell'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno (SVIMEZ) la concessione di un contributo di lire 3.000 milioni per l'anno 1986. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento di cui all'articolo 4 della legge 1° dicembre 1983, n. 651 , e successive modificazioni ed integrazioni.
20. Non possono essere approvati progetti di costruzione o ristrutturazione di opere pubbliche che non siano conformi alle disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384 , in materia di superamento delle barriere architettoniche. Non possono altresì essere erogati dallo Stato o da altri enti pubblici contributi o agevolazioni per la realizzazione di progetti in contrasto con le norme di cui al medesimo decreto.
21. Per gli edifici pubblici già esistenti non ancora adeguati alle prescrizioni del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, numero 384 , dovranno essere adottati da parte delle Amministrazioni competenti piani di eliminazione delle barriere architettoniche entro un anno dalla entrata in vigore della presente legge.
22. Per gli interventi di competenza dei comuni e delle province, trascorso il termine previsto dal precedente comma 21, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano nominano un commissario per l'adozione dei piani di eliminazione delle barriere architettoniche presso ciascuna amministrazione.
23. Nell'ambito della complessiva somma che in ciascun anno la Cassa depositi e prestiti mette a disposizione degli enti locali, per la contrazione di mutui con finalità di investimento, una quota pari all'1 per cento è destinata ai prestiti finalizzati ad interventi di ristrutturazione e rinnovamento in attuazione della normativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384 . Per gli anni successivi la quota percentuale e elevata al due per cento.
24. A decorrere dall'anno 1986, una quota pari al 5 per cento dello stanziamento iscritto al capitolo n. 8405 dello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici deve essere destinata ad interventi di ristrutturazione ed adeguamento in attuazione della normativa di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1978, n. 384 . La quota predetta è iscritta in apposito capitolo dello stato di previsione del medesimo Ministero con contestuale riduzione dello stanziamento del richiamato capitolo n. 8405.
25. Una quota pari all'1 per cento dell'ammontare dei mutui autorizzati dall'articolo 10, comma 13, della presente legge, a favore dell'Ente Ferrovie dello Stato è destinata ad un programma biennale per l'eliminazione delle barriere architettoniche nelle strutture edilizie e nel materiale rotabile appartenenti all'Ente medesimo.
26. Il contributo ordinario annuo concesso al comune di Roma ai sensi dell'articolo 1 della legge 25 novembre 1964, n. 1280 , elevato a lire venticinque miliardi dall'articolo 35, diciassettesimo comma, della legge 27 dicembre 1983, n. 730 , a titolo di concorso dello Stato agli oneri finanziari che il comune sostiene in dipendenza delle esigenze cui deve provvedere quale sede della capitale della Repubblica, è ulteriormente elevato, a decorrere dall'anno finanziario 1986, a lire 35 miliardi.
(1) Il comma che si omette sostituisce l'art. 2, L. 24 dicembre 1955, n. 1312.
(2) Il comma che si omette sostituisce il secondo comma dell'art. 1, L. 8 febbraio 1973, n. 17, recante norme per l'aumento dell'assegnazione annua a favore del CNEL.
(3) Il comma che si omette sostituisce, a decorrere dall'anno 1986, l'articolo unico, D.Lgs.C.P.S. 23 agosto 1946, n. 154.
(4) Il comma che si omette sostituisce l'art. 55, L. 21 dicembre 1978, n. 843.”.
- Il testo dell’art. 24, comma 9, della legge 104/1992 è il seguente:
“24. Eliminazione o superamento delle barriere architettoniche.
9. I piani di cui all'articolo 32, comma 21, della citata legge n. 41 del 1986 sono modificati con integrazioni relative all'accessibilità degli spazi urbani, con particolare riferimento all'individuazione e alla realizzazione di percorsi accessibili, all'installazione di semafori acustici per non vedenti, alla rimozione della segnaletica installata in modo da ostacolare la circolazione delle persone handicappate.”.
- Il testo dell’art. 12 del DPR 917/1986 è il seguente:
“12. Detrazioni per carichi di famiglia.
c) 800 euro per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati. La detrazione è aumentata a 900 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Le predette detrazioni sono aumentate di un importo pari a 220 euro per ogni figlio portatore di handicap ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Per i contribuenti con più di tre figli a carico la detrazione è aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. La detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l'importo di 95.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 95.000 euro. In presenza di più figli, l'importo di 95.000 euro è aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al primo. La detrazione è ripartita nella misura del 50 per cento tra i genitori non legalmente ed effettivamente separati ovvero, previo accordo tra gli stessi, spetta al genitore che possiede un reddito complessivo di ammontare più elevato. In caso di separazione legale ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita, in mancanza di accordo, nella misura del 50 per cento tra i genitori. Ove il genitore affidatario ovvero, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore. Quest'ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, è tenuto a riversare all'altro genitore affidatario un importo pari all'intera detrazione ovvero, in caso di affidamento congiunto, pari al 50 per cento della detrazione stessa. In caso di coniuge fiscalmente a carico dell'altro, la detrazione compete a quest'ultimo per l'intero importo. Se l'altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli naturali e il contribuente non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero se vi sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non è coniugato o, se coniugato, si è successivamente legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si applicano, se più convenienti, le detrazioni previste alla lettera a);
4. Se il rapporto di cui al comma 1, lettera a), numero 1), è uguale a uno, la detrazione compete nella misura di 690 euro. Se i rapporti di cui al comma 1, lettera a), numeri 1) e 3), sono uguali a zero, la detrazione non compete. Se i rapporti di cui al comma 1, lettere c) e d), sono pari a zero, minori di zero o uguali a uno, le detrazioni non competono. Negli altri casi, il risultato dei predetti rapporti si assume nelle prime quattro cifre decimali.”.
- Il testo dell’art. 23 del DPR 380/2001 è il seguente:
“23. (R) (Disciplina della denuncia di inizio attività).
7. Ultimato l'intervento, il progettista o un tecnico abilitato rilascia un certificato di collaudo finale, che va presentato allo sportello unico, con il quale si attesta la conformità dell'opera al progetto presentato con la denuncia di inizio attività. Contestualmente presenta ricevuta dell'avvenuta presentazione della variazione catastale conseguente alle opere realizzate ovvero dichiarazione che le stesse non hanno comportato modificazioni del classamento. In assenza di tale documentazione si applica la sanzione di cui all'articolo 37, comma 5.”.
- Per il testo dell’articolo 32 della legge n. 41/1986 e dell’art. 24, comma 9, della legge n. 104/1992 vedi nota all’articolo 3.
- Il testo dell’art. 3, comma 3, della legge 104/1992 è il seguente:
“3. Soggetti aventi diritto.
Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.”.
- Il testo dell’art. 94, comma 3, della legge 289/2002 è il seguente:
“94. Disposizioni varie.
3. In considerazione del carattere specifico della disabilità intellettiva solo in parte stabile, definita ed evidente, e in particolare al fine di contribuire a prevenire la grave riduzione di autonomia di tali soggetti nella gestione delle necessità della vita quotidiana e i danni conseguenti, le persone con sindrome di Down, su richiesta corredata da presentazione del cariotipo, sono dichiarate, dalle competenti commissioni insediate presso le aziende sanitarie locali o dal proprio medico di base, in situazione di gravità ai sensi dell'articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ed esentate da ulteriori successive visite e controlli. Per l'accertamento delle condizioni di invalidità e la conseguente erogazione di indennità, secondo la legge in vigore, delle persone affette dal morbo di Alzheimer, le commissioni deputate sono tenute ad accogliere le diagnosi prodotte secondo i criteri del DSM-IV dai medici specialisti del Servizio sanitario nazionale o dalle unità di valutazione Alzheimer.”.
Note all’articolo 16
- I testi degli articoli 327 e 328 del DPR 495/1992 sono i seguenti:
“327. (Art. 119 Cod. Str.) Requisiti relativi agli arti e alla colonna vertebrale, per il conseguimento, la conferma e la revisione della patente speciale delle categorie A, B, C e D.
6. La commissione medica locale nel valutare la possibilità del rilascio di patenti speciali ai portatori di più minorazioni relative a più organi o apparati considera lo stato psicofisico complessivo del soggetto, e può fissare un periodo di validità minore di quello massimo previsto dall'articolo 126 del codice.”.
“328. (Art. 119 Cod. Str.) Requisiti relativi ad anomalie somatiche per il conseguimento, la conferma e la revisione della patente speciale delle categorie A, B, C e D.
1. Coloro che, per anomalie della conformazione o dello sviluppo somatico non possono eseguire agevolmente e con sicurezza tutte le manovre inerenti alla guida di quei determinati tipi di veicoli ai quali la patente abilita, possono conseguire, ottenere la conferma di validità o essere sottoposti a revisione della patente speciale delle categorie A, B, C e D, purché i veicoli siano adattati secondo le loro esigenze ovvero presentino caratteristiche costruttive tali da rendere superfluo l'adattamento.”.
- Il testo dell’art. 27, comma 1, della legge 104/1992 è il seguente:
“27. Trasporti individuali.
1. A favore dei titolari di patente di guida delle categorie A, B, o C speciali, con incapacità motorie permanenti, le unità sanitarie locali contribuiscono alla spesa per la modifica degli strumenti di guida, quale strumento protesico extra-tariffario, nella misura del 20 per cento, a carico del bilancio dello Stato.”.
4 Leggi regionali abrogate
L’art 28 abroga le seguenti leggi regionali:
30 agosto 1993, n. 41;
4 aprile 2003, n. 7.

References: Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 18

Art. 19

Art. 20

Art. 21

Art. 22

Art. 23

Art. 24

Art. 25
 articolo 117

Articolo 3
 articolo 24

Articolo 4

Articolo 5

Articolo 6

Articolo 7

Articolo 8
 articolo 24

Articolo 9

Articolo 10

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 18

Articolo 19

Articolo 20

Articolo 21

Articolo 22

Articolo 23

Articolo 24

Articolo 25

Articolo 26

Articolo 27

Articolo 28