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Timestamp: 2020-08-05 22:28:02+00:00

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Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 26 novembre 2014, n. 25116. L'accettazione dell'eredità con il beneficio dell'inventario non mette al riparo gli eredi dalle pretese del Fisco quando l'inventario stesso non venga compilato entro i termini previsti dalla norma - Renato D'Isa
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Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza 26 novembre 2014, n. 25116. L'accettazione dell'eredità con il beneficio dell'inventario non mette al riparo gli eredi dalle pretese del Fisco quando l'inventario stesso non venga compilato entro i termini previsti dalla norma
1. I ricorrenti lamentano, con il primo motivo, la violazione e falsa applicazione, ex articolo 360 c.p.c., n. 3, degli articoli 484, 485, 486, 487, 493, 494 e 505 c.c., dovendo ritenersi, contrariamente a quanto ritenuto dalla C.T.R., che la limitazione di responsabilita’ per l’erede accettate con beneficio d’inventario consegua alla sola, dichiarazione di accettazione beneficiata e che i creditori del de cuius, laddove abbiano interesse a superare la limitazione di decadenza del beneficio, siano tenuti a proporre apposita domanda di decadenza (in particolare, per mancato compimento dell’inventario nei termini previsti dagli articoli 485 e 487 c.c.) al giudice competente, in difetto della quale alcun altro provvedimento puo’ essere adottato dal giudice adito, nell’azione personale di esecuzione del debito fiscale.Con il secondo motivo, gli stessi invocano altresi’ la violazione e falsa applicazione, ex articolo 360 c.p.c., n. 3, del Decreto Legislativo n. 546 del 1992, articolo 57, e articoli 112, 345 e 347 c.p.c., non avendo i giudici della C.T.R. ritenuto nuova la domanda di decadenza dei ricorrenti dall’accettazione beneficiata, proposta per la prima volta in appello, ed avendo gli stessi giudici ritenuto di dover pronunciare sulla questione, pur in difetto di appello incidentale da parte dell’Ufficio sul punto, deciso in senso sfavorevole dal giudice di primo grado (che aveva ritenuto di non poter decidere in ordine alla questione relativa alla valenza o meno dell’autorizzazione del giudice ordinario alla erezione dell’inventario, essendo competente esclusivamente il giudice ordinario).
Anche in altra decisione (Cass. 7792/2005), questa Corte ha espressamente chiarito che “la giurisdizione tributaria, avendo ad oggetto sia l'”an” che il “quantum” della pretesa tributaria, comprende anche l’individuazione del soggetto tenuto al versamento dell’imposta o dei limiti nei quali esso, per la sua qualita’, sia obbligato; ne consegue che, qualora tra i debiti ereditari rientri un debito di imposta (nella specie, imposta di registro ed INVIM) e l’erede abbia accettato con beneficio di inventario, spetta alle commissioni tributarie conoscere dell’impugnazione dell’avviso di liquidazione con cui esso erede con beneficio d’inventario, adducendo la propria responsabilita’ per il debito fiscale ereditario nei limiti di valore dei beni a lui pervenuti (“ex” articolo 490 c.c., comma 2, n. 2), faccia valere il vizio proprio di tale atto impositivo, ad esso destinato, in quanto volto a conseguire il pagamento dell’intera imposta, e non in quanto possibile per effetto della accettazione beneficiata. Del resto, se cosi’ non fosse, qualsiasi forma di tutela, concernente la ridotta responsabilita’ dell’erede accettante con beneficio di inventario per il debito d’imposta imputabile al “de cuius”, sarebbe, nella sede ordinaria, preclusa dalla definitivita’ dell’avviso di liquidazione”.
3. Anche il terzo motivo (strettamente correlato al primo) e’ infondato.
4. Del pari e’ infondato il secondo motivo, in quanto, come correttamente ritenuto dai giudici della C.T.R., il perfezionamento o meno della fattispecie di accettazione di eredita’ beneficiata (ovvero, in difetto, la qualita’ di eredi “puri e semplici” dei ricorrenti) costituiva l’oggetto del contendere sin dal primo grado del giudizio, avendo l’Amministrazione Finanziaria comunque contestato il mancato compimento dell’incombente relativo alla redazione dell’inventario, cosicche’ non vi era stata una domanda nuova, proposta in appello dall’Ufficio, di una pronuncia di decadenza dei ricorrenti.
5. Per tutto quanto sopra esposto, il ricorso deve essere respinto.
Corte di Cassazione, sezione III, ordinanza 1 aprile 2014, n. 7533....

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 360
 articolo 360
 articolo 57
 articolo 490