Source: http://www.tgmaddalena.it/diretta-udienza-no-tav-terrorismo/
Timestamp: 2019-05-21 04:23:53+00:00

Document:
TGMaddalena – Diretta udienza appello processo No Tav – terrorismo- 11 dicembre 2015
Alle 9:00 puntuali arrivano i primi presidianti, all’esterno si anima un po’… i solidali iniziano ad entrare nell’aula con la solita procedura di identificazione intorno alle 9:30, molti restano fuori in presidio, con musica e prelibatezze culinarie.
Avv. Pelazza contesta la scelta dell’aula bunker “una localizzazione determinata da un’interferenza del potere esecutivo sul potere giudiziario” perché “l’essere qui attribuisce una sorta di stigma all’imputato e costituisce una sorta di pregiudizio, ma la corte non ravvisa terzietà e pregiudizio e il processo resta in aula bunker.
Parti civili: Avv. di Stato. Mi rimetto alla decisione della corte su questa decisione di tipo logistico. Sulle motivazioni dell’istanza ho qualche perplessità , non sono certo che vi sia un’opzione riconosciuta dalla legge per sindacare la scelta dell’aula di tribunale, ricordo che in altro processo, forse anche per questo in primo grado ma in altro processo per fatti diversi che rientrano nella contiguità qui richiamata la questione è stata lungamente dibattuta tanto da ridurre poi il Presidente del Tribunale ad emettere due ordinanze in cui ha spiegato le ragioni per cui si colloca… la linea organizzativa abbiamo scelto di celebrare quel processo in quest’aula. Per la Presidenza del Consiglio e l’Avvocatura dello Stato che qui rappresento io non ho nessuna preferenza, lascio che la corte si pronunci.
Sintesi del percorso del TAV e cronologia del giudizio relativo al sabotaggio del 13-14 maggio 2013 da parte del giudice a latere.
“Annotazione iniziale che questo processo è parallelo, poi è iniziato un processo ad altri esponenti del medesimo gruppo che ha fatto l’attacco a Chiomonte che ha
La Stampa – 19 ottobre 1991
avuto un diverso percorso, in entrambi i processi abbiamo delle decisioni in materia cautelare della Cassazione che incidono poi in maniera diversa su posizioni uguali. Breve riepilogo della vicenda TAV, giusto un accenno per grandi linee, per i giudici popolari. Nell’atto di appello sono ripercorsi i vari passaggi ma ne ho focalizzati solamente alcuni per dare un quadro generale del progetto TAV che ha inizio il 18 ottobre 1991, vertice a Viterbo, ministeri dei trasporti dei governi italiano e francese predisposero studio fattibilità per tunnel sotto le alpi. 24 ottobre 1994 gruppo d’interesse economico italiano-francese AlpeTunnel per lo studio della tratta internazionale. Poi vertici del consiglio europeo, accordi tra i governi interessati e nell’ottobre 2001 si crea società di diritto privato francese LTF che avvia gli studi per la parte preliminare. Dal 2000 in poi delibere del CIPE sul tracciato sinistra Dora, imponenti manifestazioni popolari di protesta da parte di manifestanti contrari al progetto, la principale era relativa all’irruzione nell’area del cantiere di Venaus dove doveva essere scavato un cunicolo esplorativo di circa 10.000 mt. Fu creato un tavolo istituzionale, nel 2006 l’Osservatorio per l’asse ferroviario Torino Lione che rispondeva a Palazzo Chigi, e nel febbraio 2006 i lavori di Venaus vengono sospesi per definire nuovo per corso. Giugno 2008 con la collegialità dell’Osservatorio viene concordato un documento, accordo di Pra Catinat viene spostato il progetto sulla sponda destra della Dora. 18 novembre 2010 il CIPE approvava il progetto definitivo del cunicolo esplorativo della Maddalena, opera propedeutica poi alla realizzazione del tunnel di base. Ci fu un’occupazione dell’area di cantiere della Maddalena, la liberazione da parte delle forze dell’ordine , poi scontri, e il 12 novembre 2011 viene stabilita l’area strategica nazionale. Poi accordo governativo che costituisce accordo addizionale che stabilisce condizioni di realizzazioni ed esercizio dell’opera, arriviamo al 16 aprile 2012 quando vengono avviati i lavori di scavo del cunicolo esplorativo, che all’epoca dei fatti era lungo circa mt.96 e alla fine delle opere dovrà raggiungere la lunghezza di circa 7,5 km. Ad oggi siamo a 3,5 km, occorreranno ancora un paio d’anni per la realizzazione di quest’opera propedeutica, questo in sintesi. Adesso dobbiamo determinare innanzitutto la sentenza di primo grado che ripercorre i fatti avvenuti nella notte del 13 maggio 2013, un gruppo di 20 persone poneva in atto un attacco al cantiere di Chiomonte, un vasto scavo in zona boschiva sovrastato da viadotto, circondato da reti con cancelli numerati che consentono o impediscono l’accesso al cantiere. Nella notte verso le ore 3 personale che era addetto alla videosorveglianza avvistava un gruppo di persone travisate vestite di scuro che si avvicinavano nel bosco a nord del cantiere. Nella sentenza si dà atto che questi soggetti erano divisi in tre gruppi “marmotte, RC e Trento”. L’attacco era stato repentino, violento, brevissimo, circa 3 minuti, alcuni soggetti avevano bloccato i cancelli 4,5 e 8, altri erano entrati attraverso il cancello 8 bis forzando lucchetto e tagliando la rete limitrofa. Sia quelli all’interno che quelli all’esterno lanciavano verso il cantiere artifici pirotecnici, molotov, poi si allontanavano verso il bosco e facevano perdere le proprie tracce. All’esterno del cantiere è stato rinvenuto numeroso materiale tra cui mortai, un bastone, bottiglie con liquido infiammabile, resti di bottiglie incendiarie con stoppino in tessuto (molotov), cesoie, una maschera antigas, bomboletta per segnalazione acustica etc. All’interno dell’area venivano rinvenuti dei residui di bottiglie molotov e altri reperti meglio catalogati nei verbali redatti dalla polizia scientifica. Su questi reperti c’è la consulenza balistica del dott. La Sala [ qui la deposizione del 18/09/2014 ndr ] che ha concluso che le uniche ad essere qualificate come armi da guerra per definizione legislativa sono proprio le bottiglie incendiarie, classificate in 10 esplose, una confezionata ma non lanciata, una lanciata ma non esplosa. Gli altri reperti li ha definiti non armi da guerra ma potenzialmente pericolosi, razzi da segnalazione nautica, qualora lanciati in modo da attingere le persone. Il consulente in questo senso non esprimeva alcuna valutazione circa il fatto che si fosse o meno realizzata questa circostanza. I mortai, tubi metallici, spiegava il consulente che il materiale rinvenuto nei due manufatti esaminati faceva ipotizzare che fossero stati utilizzati per sparare delle fontane luminose, fuochi d’artificio non pericolosi ma in grado di creare scompiglio. Per quanto riguarda gli altri artifici pirotecnici fissati ad un bastone di legno il consulente li riteneva analoghi a quelli che vengono utilizzati nelle feste di paese e che vengono attivati e partono in sequenza.
Tornando alla sentenza di primo grado nei confronti di Alberto, Blasi, Zanotti, Zenobi, vengono ripercorse alcune testimonianze sia di appartenenti alle forze dell’ordine sia di lavoratori, sottolinea il primo giudice che comunque la visione dei filmati consente (….)… Il giudicante fa un breve escursus storico sulla norma 270 sexies poi osserva come il legislatore nazionale consideri condotte con finalità terroristiche quelle in grado di colpire le fondamenta politiche istituzionali di un paese arrecando un danno che viene definito grave. Quindi, continua che al fine di convincere i poteri pubblici a compiere o astenersi dal compiere un qualsiasi atto, nel caso astenersi da realizzare e finanziare le opere relative la torino lione, al fine di costringere i poteri pubblici deve essere letto in armonia con le altre finalità previste dalla norma, intimidire la popolazione, etc… Solo questa lettura complessiva e non frammentaria , secondo la corte, consente di dare una visione corretta delle condotte con finalità di terrorismo … Questa decisione della Corte trae spunto soprattutto dalla sentenza della Cassazione che si è occupata in maniera esaustiva di questa vicenda e delle caratteristiche per la finalità di terrorismo. Sempre richiamando questa decisione si sottolinea che questa interpretazione rigorosa sarebbe dettata dalla necessità di integrare tale norma aperta alle disposizioni della norma di terrorismo contenuta nelle convenzioni internazionali, in particolare quella delle Nazioni Unite nel 1999, e quelle europee. Dopo avere elencato quelle che sono le condotte terroristiche secondo la decisione quadro, evidenzia che questa condotta terroristica deve essere idonea a comportare un danno grave e a giudizio della corte la natura del danno grave deve essere ricercata attraverso una lettura congiunta delle norme che definiscono il terrorismo… Terrorismo deve esser un grave danno al paese, deve incidere sui beni di rango primario (libertà dei singoli.. ) … (…) comportamenti di portata tale da incidere sui beni sopra indicati, distruzione di strutture pubbliche… che possono mettere a repentaglio vite umane o causare perdite considerevoli …
Fanno inoltre notare che la lunghezza del cunicolo all’epoca era di 96 metri e non 7,5 km come dichiarato in sentenza. Sono state poi omesse molte testimonianze in particolare di appartenenti all’esercito , vengono riportati alcuni stralci di testimonianze per esempio Pagliaro che parla di molotov lanciate nella sua direzione, Frattini… “siamo stati fatti oggetto di lancio di materiale pirotecnico e una bottiglia incendiaria è caduta… ” (etc). Guerini “cominciarono a piovere fuochi artificiali, ho visto molotov e bombe incendiarie ,una è esplosa alla base del cancello 5”. Tutte le dichiarazioni delle forze dell’ordine sono univoche nel descrivere la situtazione del pericolo in cui si sono trovate a causa della condotta degli imputati. Anche dalla visione dei filmati estrapolati dalla CAM1 e CAM2 si percepisce la gravità e pericolosità dell’attentato. Quindi l’apprezzamento del primo giudice che ha parlato di un’azione che ha portato “scompiglio” e “allarme” è estremamente minimalista. Ulteriore censura la mancata accettazione dei tabulati, omissione nella valutazione di altri due telefoni nella disponibilità degli attentatori , che erano già stati utilizzati in un periodo antecedente alle attività preparatorie e realizzative del 14 maggio. Si sostiene appunto che attraverso questi tabulati che non sono stati attentamente esaminati non si è accertato che questi apparati erano stati utilizzati nei medesimi luoghi e orari compatibili con l’assalto del 5-6 novembre 2012. Ancora elementi probatori che non sono stati valutati evidenziano un grado di preparazione per l’assalto che va oltre questa accurata pianificazione apprezzata dal primo giudice, quindi si rileva non solo la continuità del tempo ma anche la reiterazione della condotta delittuosa, non un evento singolo ma, comprovando la partecipazione di queste utenze ad altri eventi in danno del cantiere TAV. L’appello affronta poi la tematica della qualificazione giuridica del fatto, finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico… (..). Per l’appellante l’azione era idonea a cagionare incendi e danni a infrastrutture con il rischio per l’incolumità fisica delle persone presenti in loco e questa natura si ricava dalle condizioni di tempo, orario notturno, luogo, sito strategico, carattere violento, diversificazione dei punti d’attacco attuato con tecnica di guerriglia, predisposizione dei mezzi logistici, travisamento, armi da guerra, utensili, materiale logistico, schede telefoniche anonime, spostamenti con vetture predisposte. Contesto, elementi che nel loro insieme offrono un segnale chiaro e univoco della condotta che dimostra la matrice terroristica. Sotto il profilo spaziale viene attaccato proprio il cantiere di Chiomonte elevato a simbolo … in una fase in cui il cantiere era in crescita. Profilo temporale, condotte attuate precedentemente e successivamente con continuità e insistenza, profilo soggettivo e attivo degli autori che appartengono all’area dell’anarchia che “non dialogano con lo stato” ma attraverso “condotte violente” mirano da un lato ad ottenere consensi e contemporaneamente attuano una forma di coazione e costrizione sullo Stato. Profilo soggettivo-passivo occorre tenere conto che operai e forze dell’ordine sono colpiti come soggetti rappresentativi dello Stato. Si cita poi intercettazione ambientale Alberti-Savini… Sul profilo del danno grave l’appellante prende in considerazione molteplici danni macroscopicamente rilevanti, spese sostenute per l’opera, perdita di vantaggi connessi a rete europea di trasporti, ma anche danni al cantiere e per le misure per garantire la sicurezza del luogo, danni all’immagine, danni per l’impossibilità di attuare una politica di trasporti condivisa, una politica energetica diretta a favorire il trasporto su rotaia anziché su gomma. Poi lesioni costituzionali, danni per la violazione di beni primari (vita e incolumità personale) nei confronti di persone che in quel contesto rappresentano la volontà dello Stato di perseguire obiettivi economici, danni per la violazione del bene costituzionalmente protetto del fisiologico esercizio del bene pubblico da parte dello stato che con politiche trasportistiche ed energetiche contribuirebbe all’economia e poi danno finale in caso di abbandono dell’opera da parte dell’Italia. Poi caratteristiche paramilitari dell’attacco al cantiere, una linea che si disegna attraverso l’insieme di azioni piccole o grandi e deve essere letto come un atto di guerra verso lo Stato per condizionarlo nelle sue future scelte. Quindi questo attacco che mina a disturbare le future essenziali dello Stato creando condizioni di grave danno deve essere qualificato come terroristico, secondo quanto indicato nel 270 sexies.
Il Procuratore Generale Maddalena chiede di acquisire “corrispondenza e carteggio intervenuta tra la procura della Repubblica di Torino e la Prefettura di Torino in relazione a quello che è successo dopo le vicende dell’8 dicembre 2005 a Venaus” perché “sono tutti anelli di una lunga catena che ancora adesso non è terminata”. Infatti si chiama resistenza.
L’avv. Novaro è “radicalmente contrario al rinnovo dell’istruttoria dibattimentale soprattutto sulle richieste del PM. Nell’appello della procura ci sono anche modalità un po’ oltraggiose nei confronti della Corte d’Assise, un pochino diffamatorio nei confronti di magistrati che hanno svolto correttamente il loro lavoro e non hanno posto un costante rifiuto al tentativo di valutare le prove.” Sul deposito di atti integrativi , arrivati solo ieri ai difensori, “è una sorta di investigazione permanente perché è la terza volta che si depositano atti nuovi.“
Detto questo si tratta di capire qual è il perimetro della richiesta del PM, quali gli agganci normativi e quali risposte si possono dare. Il PM ha fatto una richiesta rinnovando quanto richiesto dalla Procura e chiedendo a sua volta di poter introdurre nuovi elementi di prova dettagliatamente indicati. Breve riflessioni sugli elementi in diritto… poi farei osservazioni nel merito perché sono radicalmente contrario al rinnovo dell’istruttoria dibattimentale soprattutto sulle richieste del PM. Nell’appello della procura ci sono anche modalità un po’ oltraggiose nei confronti della Corte d’Assise, un pochino diffamatorio nei confronti di magistrati che hanno svolto correttamente il loro lavoro e non hanno posto un costante rifiuto al tentativo di valutare le prove. La procura richiede una rinnovazione, qual è il criterio di valutazione? Il giudice non è in grado di decidere allo stato degli atti … però anche sul punto si è sviluppata una giurisprudenza corposa che spiega come questo meccanismo di rinnovazione su richiesta di parte sia eccezionale, perché il giudizio di appello è uno strumento di controllo di quanto fatto in primo grado che non richiede introduzione di nuove prove.. Quanto alla possibilità di rinnovare il criterio è l’impossibilità di decidere sulla base degli atti. Anche qui la Cassazione dice che “possa essere ammessa una prova tale da incidere in modo significativo sul processo decisionale del giudice”.. Diversa è la rinnovazione ai sensi del secondo comma, qui il rimando che il codice fa è all’art. 495 quindi alla valutazione sulla superfluità… Proviamo ad affrontare la questione in fatto. Sulle prove trovate in epoca successiva anche qui la Cassazione è stata specifica, sentenza del 2013 29/01 11530 sezione III “in tema di rinnovazione dell’istruttoria per prova sopravvenuta si intende la prova con carattere di novità rinvenibile là dove essa sopraggiunga autonomamente o quando venga esperita….. dando risultati superiori alla decisione”. Vediamo le richieste del dott. Maddalena: anzitutto di acquisire la sentenza della corte di cassazione e su questo c’è consenso unanime. Ha anche chiesto di acuisire l’ordinanza del riesame del 22/12/2014 e su questo c’è il consenso perché la lettura di quell’ordinanza riesce ad illuminare una serie di passaggi contenuti nella sentenza della Cassazione. Non c’è consenso invece all’acquisizione del ricorso per cassazione che è quasi l’esatta copia dell’atto d’appello…. Così come l’ordinanza del GIP che non ha nessun rilievo per la pronuncia della Cassazione, oltrettutto emessa il 14 dicembre, prima della sentenza della Corte d’Assise. Il Dott. Maddalena ha spiegato, e l’ha spiegato anche a noi perché la notizia del deposito di atti integrativi di indagine a noi è arrivata solo ieri, una sorta di investigazione permanente perché è la terza volta che si depositano atti nuovi, io nel pomeriggio ero impegnato in una lunga difesa, una mia sostituta questa mattina è andata a vedere gli atti depositati e abbiamo potuto consultarli.. verbali di sequestro e altro riferiti ad una vicenda avvenuta nel dicembre 2005. Allora è del tutto evidente che i processi si fanno su fatti specifici, questi signori devono rispondere di quello che hanno fatto loro e non di quanto il movimento ha fatto l’8 dicembre.. cosa c’entra una vicenda che riguarda il 2005, i fatti di Venaus, e a prova contraria vi chiederò l’acquisizione di un’ordinanza del GIP di Torino che però non ha nulla a che fare con il processo. Maddalena dice che c’è la prova che nel 2005 le istituzioni hanno dovuto piegarsi di fronte ad un atto di violenza commesso dal movimento no tav, quindi quella famosa idoneità … di un assalto fatto da 20 persone… che la cassazione non ha ritenuto idonea a cambiare la decisione dello stato sul TAV, ebbene quella è la prova che nel 2005 c’era quella idoneità, io sono esterefatto, perché sono storicamente infondate, è vero che nel 2005 c’è stato un ripensamento ma a fronte del fatto che migliaia di persone sono intervenute ed hanno occupato quel prato … ma quella era una manifestazione popolare e di massa e di fronte a quella partecipazione popolare quella politica che fino allora era stata autoreferenziale ha ripensato parzialmente il proprio punto di vista e ha deciso di dare qualche contentino, ma cosa c’entra questo episodio con quello attuale? Due degli imputati all’epoca avevano 15 e 16 anni…. a me sembra evidente che queste non sono prove sopravvenute, il titolare di questa roba qua è il dott. Maddalena, è lui il protagonista attorno al quale ruota questa vicenda e questo carteggio e lo sapeva ben prima dell’inizio di questo processo, non è stato dedotto nulla nell’atto d’appello quindi dovrebbero essere prove sopravvenute ma non lo sono e poi sono irrilevanti, non possiamo fare un processo che parte dai fatti del 2005, perché allora chiederò che vengano sentite decine di testi… Visto che il ragionamento della procura è che questo fatto si inserisce in un contesto più lungo allora vediamolo tutto, ma il processo d’appello non è quello in cui si può fare una ricostruzione storica, la responsabilità penale è personale e non riguarda i fatti di Venaus. Studio dell’Università Bocconi… questo è un tentativo di obliterare un principio costituzionale, si tenta di introdurre uno studio del quale abbiamo avuto contezza in primo grado e la corte d’assise ha rifiutato correttamente di acquisirlo. Alcune osservazioni di merito.. era lo studio che portava la sigla della Bocconi ma non era firmato. Questo ci ha insospettito, abbiamo chiesto notizie, nel fascicolo della procura continuava ad essere NON FIRMATO, non sappiamo perché. Ci siamo fatti qualche domanda e l’unica cosa che siamo riusciti a scoprire che il dipartimento dell’università bocconi di MIlano è un dip. speciale diretto da Oliviero Bacelli che in allora era direttore e oggi fa parte del consiglio di amministrazione di LTF /TELT quindi con un’imparzialità che vi lascio immaginare… Poco elegante dal punto di vista della richiesta di introdurre quell’atto nel fascicolo del dibattimento d’appello. Poi c’è un problema di diritto, le consulenze non si inseriscono così, viene richiesto un contradditorio con il consulente, si sente un altro consulente, l’acquisizione cartacea non è prevista dal nostro codice… si tratta di consulenza irrilevante, non firmata, e se ne chiede l’ammissione senza audizione del consulente io chiedo che la corte bocci questa richiesta. Veniamo ai testimoni indicati dalla pubblica accusa, c’è un cambiamento in corso d’opera, avevano indicato Di Gregori e Petronzi.. Petronzi e in America e lo cambiamo con Massarelli , se facessimo noi difensori una richiesta di questo tipo ci riderebbero dietro tutti… Massarelli e Petronzi avrebbero dovuto essere sentiti su una circostana specifica , sulle indagini svolte in occasione del 6 novembre 2012 e sull’utilizzo dei cellulari, la corte in primo grado aveva ritenuto che non fosse rilevante, anche perché non si sapeva chi li aveva utilizzati, fatto che continua ad essere irrilevante dal mio punto di vista. Il passaggio nuovo è quello ai sensi del secondo comma dell’art. 603 perché Maddalena oggi ci dice che non gli basta sentire su quei fatti ma anche su circostanze ulteriori, avvenuti prima e dopo il 13 maggio 2013, quindi su tutto quello che è capitato dal gennaio 2012 al dicembre 2015. Sono quasi imbarazzato, ma la corte di cassazione ha detto chiaramente che il contesto è coevo o precedente, perché è necessario per gli imputati che abbiano la consapevolezza di inserire la loro condotta in un contesto più alto, ma oggi Maddalena cita un passaggio in cui la corte sembra ventilare la possibilità di ragionare in termini futuri là dove ci sia una programmazione specifica, ma qui non c’è perché questi signori sono scomparsi… Qui si parla di anelli di un’unica catena, si torna alla responsabilità collettiva, ma come si fa a dire che dal 2005 al 2011 e 2015 siano tutti fatti legati da un’unica catena… il movimento non tav è una pluralità di soggetti, se si fa un processo si parla di responsabilità personali e non collettive... la Cassazione lo dice chiaramente in tutti i passaggi argomentativi.. quello che conta per definire il contesto nel quale si riferiscono le condotte degli imputati sono i fatti di cui gli imputati avevano consapevolezza. Tutto quello che avviene dopo il maggio 2013 non c’entra nulla con questo processo quindi l’audizione di questi testi è del tutto ininfluente, come lo è sentire testimoni su fatti antecedenti il maggio 2013… Sulla fase precedente sono state acquisite le comunicazioni di notizie di reato che riguardano episodi precedenti, la corte ha acquisito gli atti con l’intento di ricostruire fatti storici, dopo di che non ha utilizzato questo materiale perché ininfluente sul piano della valutazione giudiziaria ma avete tutto in atto, avete migliaia di atti e aggiungere nuove carte mi sembra superfluo! Queste nuove prove non sono sopraggiunte ma la procura ne disponeva quantomeno dall’inizio di questo processo, vi si chiede di sentire testimoni che non sono stati rintracciati all’improvviso ma sono due pubblici ufficiali di cui si conoscevano nominativi ed attività ben prima che si iniziasse il processo, queste non sono prove nuove o sopravvenute, sono vecchie e la procura le ha tenute nel cassetto ma non possono tirarle fuori adesso… Se voleste sentire questi testi nuovamente si pone il problema di equilibrio, perché se mi vengono a dire che nel 2012 ci sono state attività che hanno provocato incidenti allora io ho il diritto di portare testimoni che raccontino come determinati eventi si sono svolti… e io vi chiedo per ciascun fatto di sentire almeno due o tre testi della difesa che vi spieghino il punto di vista di chi ha partecipato a quelle manifestazioni! Vado a conclusione perché restano ancora i testi indicati nell’atto d’appello: Virano, Besson, Bufalini e Brinkhorst. Sono consulenti più che testi, non vengono a riferire fatti ma quanto a loro conoscenza sulla valenza della linea in ambito europeo, che la corte in primo grado aveva opportunamente stoppato suggerendo di produrre documentazione, cosa che è stata fatta con 2 o 3000 fogli transitati dalla procura alla Corte d’Assise, nel tentativo di provare la valenza del progetto in ambito europeo ma sono testimoni questi? A me sembrano consulenti che vengono a riferire circostanze già provate in via documentale del tutto irrilevante. Prova ne è che nell’ordinanza del riesame c’è un fuggevole accenno, quella di Virano, nella sentenza della Cassazione neanche quella… a tacere del fatto che il dottor Virano che prima era giudice imparziale è diventato parte perché è direttore generale di TELT quindi non ha più ruolo di imparzialità, può essere sentito come teste ma tenete presente che si tratta di persone che hanno un interesse evidente sul fronte dell’alta velocità, che devono essere sentiti su fatti dei quali c’è ampia valutazione, allora se volete sentire questi noi vorremo sentiremo i nostri testimoni a prova contraria. Resta l’ultimo testimone che è il dott. Bufalini che parla dei costi per la sicurezza del cantiere anche questo non è rilevante, è noto a tutti ed è stato documentato, è altrettanto noto che la Cassazione ha detto che il danno grave non è un danno economico e non c’entra nulla la circostanza relativa alle misure di sicurezza. La nostra richiesta di notifica dell’atto d’appello della Procura, quindi di nuovo termine di 15 giorni per imputata Zenobi lo ancoriamo al fatto che si voglia rinnovare istruttoria dibattimentale. In ogni caso chiediamo a prova contraria l’audizione di una serie di persone e fin d’ora posso darvi dei nominativi, per Gregori e Massarelli sono tre persone che hanno svolto un ruolo importante come Fissore, Dosio e Perino che possono riferire con dovizia di particolari la storia del movimento No Tav, insieme a loro Marco Revelli, per quanto concerne l’audizione di Virano, Besson e Brinkhorst io chiederei che venissero sentiti il prof. Cancelli, Tartaglia, Luca Giunti, Marina Clerico e per il momento mi fermo qua.
[ Qui tutti i resoconti delle udienze precedenti e qui i video del processo in primo grado, e una videosintesi ]
Foto&video by Roberto Bertiond
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e contrario
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