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Timestamp: 2020-08-10 02:54:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 34307 del 23/12/2019 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 34307 del 23/12/2019
Cassazione civile sez. trib., 23/12/2019, (ud. 22/10/2019, dep. 23/12/2019), n.34307
sul ricorso iscritto al n. 8891/2017 proposto da:
AGENZIA DELLE ENTRATE (C.F.: 06363391001), in persona del Direttore
Stato (C.F.: 80224030587), presso i cui uffici in Roma, Via dei
S.V., rappresentata e difesa dall’avvocato Maurizio de Lorenzi
ed elettivamente domiciliata presso il suo studio in Roma, Via P.
Aretino n. 63;
avverso la sentenza n. 105/22/17 della Commissione tributaria
Regionale della Puglia, depositata il 16/1/2017 e notificata il
26/1/2017;
Dott. Stefano Pepe.
1.. A seguito di richiesta di classamento del Comune di Lecce L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335, venivano notificati a S.V. i conseguenti avvisi di accertamento con rideterminazione della rendita catastale.
2. La contribuente impugnava i suddetti avvisi e la CTR della Puglia, con sentenza n. 105/22/17, notificata il 26/1/2017, confermava la sentenza di primo grado e, per l’effetto, accoglieva il ricorso rilevando il difetto di motivazione degli atti impugnati.
4. S.V. ha depositato controricorso deducendo l’inammissibilità e l’infondatezza dell’avverso ricorso.
1. Con il primo motivo la ricorrente deduce la violazione, per erronea e falsa applicazione del D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 39, per non aver la CTR disposto la sospensione del processo per pregiudizialità, in ragione della pendenza del giudizio dinnanzi al Consiglio di Stato avente ad oggetto le delibere con le quali il Comune di Lecce aveva dato avvio al procedimento L. n. 311 del 2004, ex art. 1, comma 335; delibere poste a fondamento, tra gli altri, dell’avviso di classamento impugnato.
La L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, della disciplina tale procedimento prevedendo che “la revisione parziale del classamento delle unità immobiliari di proprietà privata site in microzone comunali, per le quali il rapporto tra il valore medio di mercato individuato ai sensi del regolamento di cui al D.P.R. 23 marzo 1998, n. 138, e il corrispondente valore medio catastale ai fini dell’applicazione dell’imposta comunale sugli immobili si discosta significativamente dall’analogo rapporto relativo all’insieme delle microzone comunali, è richiesta dai comuni agli Uffici provinciali dell’Agenzia del territorio. Per i calcoli di cui al precedente periodo, il valore medio di mercato è aggiornato secondo le modalità stabilite con il provvedimento di cui al comma 339. L’Agenzia del territorio, esaminata la richiesta del comune e verificata la sussistenza dei presupposti, attiva il procedimento revisionale con provvedimento del direttore dell’Agenzia medesima”.
Sempre con riferimento all’onere motivazionale questa Corte con riferimento a fattispecie sovrapponibile a quella in esame – anch’essa relativa ad un avviso di accertamento di revisione del classamento conseguente al medesimo procedimento L. n. 311, ex art. 1, comma 335, della avviato dal Comune di Lecce – ha affermato che “In tema di estimo catastale, qualora il nuovo classamento sia stato adottato ai sensi della L. n. 311 del 2004, art. 1, comma 335, nell’ambito di una revisione dei parametri catastali della microzona nella quale l’immobile è situato, giustificata dal significativo scostamento del rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali, il provvedimento di riclassamento, atteso il carattere diffuso dell’operazione, deve essere adeguatamente motivato in merito agli elementi che, in concreto, hanno inciso sul diverso classamento della singola unità immobiliare, in modo che il contribuente sia posto in condizione di conoscere le ragioni che ne giustificano l’emanazione” (ex plurimis Cass. n. 9770 del 2019).
Ed invero, il contenuto degli atti impugnati – per come riassunto nella sentenza d’appello ed indicato nei suoi tratti essenziali nello stesso ricorso – non risponde a quei requisiti primi e indefettibili sopra indicati, in quanto caratterizzato da una motivazione affidata a formule stereotipate e di stile, se non meramente riproduttive di precetti normativi risultando, in tal modo, assenti proprio quei dati primigeni ed essenziali del peculiare procedimento valutativo delineato dall’art. 1 cit., comma 335, e dalle fonti normative integrative.
6. Le spese vanno compensate, in ragione del recente consolidarsi della giurisprudenza in materia.

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 art. 39
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 art. 1
 Cass. 
 sentenza