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Timestamp: 2019-12-08 08:30:46+00:00

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Art. 676 codice di procedura penale - Altre competenze - Brocardi.it
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Articolo 676 Codice di procedura penale
Dispositivo dell'art. 676 Codice di procedura penale
1. Il giudice dell'esecuzione è competente a decidere in ordine all'estinzione del reato dopo la condanna (1), all'estinzione della pena quando la stessa non consegue alla liberazione condizionale o all'affidamento in prova al servizio sociale, in ordine alle pene accessorie, alla confisca o alla restituzione delle cose sequestrate (2). In questi casi il giudice dell'esecuzione procede a norma dell'articolo 667 comma 4.
2. Qualora sorga controversia sulla proprietà delle cose confiscate, si applica la disposizione dell'articolo 263 comma 3.
3. Quando accerta l'estinzione del reato o della pena, il giudice dell'esecuzione la dichiara anche di ufficio adottando i provvedimenti conseguenti (3).
(1) Un esempio è rappresentato dal caso di positivo decorso del termine legalmente fissato dall'art. 445 in tema di benefici collegai all'applicazione della pena su richiesta.
(2) Tale comma è stato prima sostituito dall'art. 30, del D.lgs. 14 gennaio 1991, n. 12, e poi dall'art. 2, della l. 24 dicembre 2007, n. 244, che vi introdusse le parole “o alla devoluzione allo Stato delle somme di denaro sequestrate ai sensi del comma 3-bis dell’articolo 262”, successivamente eliminate dall'art. 2, comma 9, del D.L. 16 settembre 2008, n. 143, convertito nella l. 13 novembre 2008, n. 181.
La norma in esame disciplina un ulteriore caso di procedimento incidentale de plano in fase esecutiva, la cui ratio si ravvisa in un principio di favore verso il condannato.
Spiegazione dell'art. 676 Codice di procedura penale
La norma in esame si occupa della altre competenze del giudice dell'esecuzione, non disciplinate dagli articoli precedenti.
Il giudice dell'esecuzione ha innanzitutto la competenza a decidere circa l'estinzione del reato dopo la condanna, nei casi in cui la legge prevede che in seguito all'accertamento positivo di una certa condotta da parte del condannato, il reato si estingua, come ad esempio in tema di sospensione condizionale della pena, in cui, trascorsi cinque anni (o due se trattasi di contravvenzione) senza che l'imputato commetta altri delitti o contravvenzioni della stessa indole, il reato viene dichiarato estinto dal giudice dell'esecuzione.
Quest'ultimo è inoltre competente a decidere in merito all'estinzione della pena, quando non sia conseguenza della liberazione condizionale o all'affidamento in prova al servizio sociale (il classico esempio è rappresentato dall'estinzione della pena per prescrizione della stessa, da tenere ben distinta dalla prescrizione del reato), in ordine alle pene accessorie, alla confisca o alla restituzione di cose sequestrate.
Quando il giudice accerta l'avvenuta estinzione del reato o della pena, lo dichiara anche d'ufficio, adottando i relativi provvedimenti.
In tali ipotesi il giudice dell'esecuzione decide de plano, ovvero con contraddittorio eventuale, senza formalità, a meno che non vi sia opposizione dell'interessato.
Inoltre, se sorge controversia sulla proprietà delle cose sequestrate, il giudice deferisce la questione al giudice civile, mantenendo intanto il sequestro.
Massime relative all'art. 676 Codice di procedura penale
Cass. pen. n. 23716/2017
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 23716 del 12 maggio 2017)
Cass. pen. n. 1800/2013
L'erronea applicazione, da parte del giudice di cognizione, di una pena accessoria predeterminata per legge nella specie e nella durata può essere rilevata, anche dopo il passaggio in giudicato della sentenza, dal giudice dell'esecuzione ovvero, quando venga dedotta in sede di legittimità, anche dalla Suprema Corte.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 1800 del 15 gennaio 2013)
Cass. pen. n. 7036/2012
Qualora la confisca sia stata disposta con sentenza irrevocabile, il giudice dell'esecuzione non può ordinare la restituzione delle cose confiscate all'imputato, non potendo la relativa statuizione essere riesaminata per la preclusione del giudicato.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 7036 del 22 febbraio 2012)
Cass. pen. n. 41078/2008
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 41078 del 4 novembre 2008)
Cass. pen. n. 3877/2004
La confisca disposta ai sensi dell'art. 12 sexies D.L. 8 giugno 1992, n. 306 (conv. in Legge 7 agosto 1992, n. 356) con sentenza definitiva non può essere revocata dal giudice dell'esecuzione, non essendo contemplato tale potere dall'art. 676 c.p.p. e non rendendosi applicabile in tale ipotesi la disciplina della revoca di cui all'art. 7 Legge 27 dicembre 1956, n. 1423, che espressamente si riferisce al procedimento di prevenzione.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3877 del 30 gennaio 2004)
Cass. pen. n. 42978/2003
Nei confronti del provvedimento del giudice che dispone la restituzione dei beni sottoposti a sequestro probatorio l'unico rimedio esperibile è l'incidente di esecuzione ai sensi dell'art. 676 c.p.p. e, qualora sia stato utilizzato un mezzo di impugnazione, non opera il principio della conservazione, poiché si tratta di rimedi eterogenei e l'incidente di esecuzione non può essere considerato mezzo di impugnazione.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 42978 del 11 novembre 2003)
Cass. pen. n. 3596/2000
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 3596 del 13 giugno 2000)
Cass. pen. n. 448/1999
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 448 del 8 aprile 1999)
Cass. pen. n. 5455/1997
L'art. 676, comma 1, c.p.p., che prevede e disciplina le “altre competenze” del giudice dell'esecuzione, diverse da quelle specificamente indicate negli articoli precedenti, trova applicazione, per analogia, anche con riguardo al provvedimento di concessione o diniego del nulla osta al rilascio del passaporto o di altro documento valido per l'espatrio, previsto dall'art. 3, lett. d), della L. 21 novembre 1967 n. 1185 nel caso di soggetti nei cui confronti debbasi eseguire una pronuncia di condanna, rimanendo altrimenti priva di protezione giurisdizionale una posizione di diritto soggettivo da considerare, come tale, sempre tutelabile davanti al giudice.
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 5455 del 19 dicembre 1997)
Cass. pen. n. 3242/1997
Le cause di estinzione del reato che possono essere dichiarate in sede esecutiva sono esclusivamente quelle che operano successivamente al passaggio in giudicato della condanna, sicché dal novero di esse va esclusa la prescrizione del reato che ha effetti estintivi soltanto in relazione al decorso del tempo in permanenza della fase di cognizione, e anteriormente al passaggio in giudicato della sentenza, mentre l'eventuale compimento del termine prescrizionale dopo tale evento non può avere alcun effetto.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 3242 del 9 ottobre 1997)
Cass. pen. n. 2414/1995
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 2414 del 28 luglio 1995)
Cass. pen. n. 1182/1995
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1182 del 7 luglio 1995)
Cass. pen. n. 2156/1994
(Cassazione penale, Sez. I, sentenza n. 2156 del 8 giugno 1994)
Anche in tema di pene accessorie non discrezionali è sempre e comunque necessaria la pronuncia del giudice. E se lo stesso non vi ha provveduto con la sentenza di condanna, si dovrà provvedere in sede esecutiva, ai sensi degli artt. 666 e 676 c.p.p., salva la possibilità di ricorrere alla procedura della correzione di cui agli artt. 136 e 146 dello stesso codice.
Cass. pen. n. 1308/1993
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 1308 del 2 luglio 1993)
Cass. pen. n. 6532/1991
(Cassazione penale, Sez. II, sentenza n. 6532 del 11 giugno 1991)

References: Articolo 676

Articolo 676

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