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Timestamp: 2018-06-25 19:34:38+00:00

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Infotel Software: marzo 2008
Pubblicato da Lilino Albanese | 15:53 | 626 infotel, Dm 22 gennaio 2008 n. 37, Faq Dm 37/2008, infotel, Software d.lgs. n° 81 del 09 04 08, Software Sicurezza Lavoro | 0 commenti »
Pubblicato da Lilino Albanese | 15:32 | cancelli, Gazzetta Ufficiale n. 61 del 12.3.2008, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, impianti elettrici, impianti per l'automazione di porte, Norme sulla sicurezza degli impianti, Software Sicurezza Lavoro | 3 commenti »
Pubblicato da Lilino Albanese | 14:56 | Consorzio Infotel Web, In G.U. il Milleproroghe, Legge n. 31 del 28 febbraio 2008, Software Sicurezza Lavoro | 0 commenti »
E` stata pubblicata (GU n. 51 del 29-02-2008 - S.O. n. 47) la Legge n. 31 del 28 febbraio 2008 che ha convertito, con una serie di modifiche (tra cui programmi integrati per la realizzazione di alloggi per le forze armate, accesso al Fondo per i fallimenti immobiliari, nuovo blocco degli sfratti) il testo originario del DL 248/2007 recante proroga dei termini e disposizioni urgenti in materia finanziaria.
e` stato aggiunto l`art. 18-bis: grazie al quale viene riaperto il termine (chiuso il 31 dicembre 2007) per presentare le istanze di indennizzo al Fondo fallimenti immobiliari. Per effetto della proroga ci sara` quindi tempo fino al 30 giugno 2008. La norma, inoltre, interviene a correggere l`art 12 co. 2 del D. Lgs. 122/05 chiarendo cosi` che per l`accesso al Fondo vittime dei fallimenti immobiliari devono risultare procedure implicanti una situazione di crisi (oltre che non concluse in data antecedente il 31 dicembre 2003) non instaurate successivamente all`effettiva entrata in vigore della disciplina sulla garanzia fideiussoria.
e` stato soppresso l`art. 23: con il quale era stato previsto che le modifiche apportate all`art. 21 bis del decreto legge 159/07 - recante il finanziamento delle proposte di programmi innovativi in ambito urbano ``Contratti di quartiere II`` - successive alla data di entrata in vigore della sua legge di conversione (legge 29 novembre 2007 n. 222) trovassero applicazione solo dal 1 gennaio 2009.
Di fatto la norma avrebbe bloccato, per oltre un anno, l`operativita` delle modifiche apportate con la Legge Finanziaria (Legge 244/2007 art. 2 comma 444), rischiando cosi` di determinare forti ritardi nell`attuazione dei programmi integrati previsti dall`art. 18 della legge 203/91, per la costruzione di alloggi in locazione per i dipendenti pubblici impegnati nella lotta alla criminalita`.
Pertanto con la soppressione dell`articolo 23 del decreto legge ``milleproroghe``, mantiene immediata operativita` l`art. 21 bis cosi` come modificato dalla Legge Finanziaria. In tal modo sono fatte salve tutte quelle proposte di programmi integrati per gli alloggi dei dipendenti statali (art. 18 legge 203/1991) che alla data del 31 dicembre 2007 abbiano conseguito la ratifica dell`accordo di programma anche senza aver sottoscritto la convenzione con il Ministero delle Infrastrutture.
e` stato inserito l`art 22-ter: che sospende fino al 15 ottobre 2008 l`esecuzione dei provvedimenti di sfratto per finita locazione nei confronti di particolari categorie disagiate alle medesime condizioni di applicazione gia` previste dalla Legge 9/2007.
www.operapp.it
Pubblicato da Lilino Albanese | 14:51 | gare appalto, La sicurezza negli appalti pubblici dopo la l.123/2007, software gare appalto, software gare decreto 12 aprile 2006, Software Sicurezza Lavoro | 0 commenti »
Il legislatore ha mostrato di recente di rinnovare una particolare sensibilità per la tematica della sicurezza lavoro. In particolare, ne è effetto la legge 3 agosto 2007, n.123"Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delga al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia". Tale legge solleva il problema del divieto del ribasso degli oneri per la sicurezza. infatti la l.123 stabilisce che "Il costo relativo alla sicurezza non può essere comunque soggetto a ribasso d'asta".
Di costi della sicurezza –se ne è ampiamente discusso con il d.p.r. 222/03 in tema di redazione dei Piani di sicurezza nei cantieri temporanei o mobili (D.Lgs 494/96), i quali, in particolare, devono contenere la stima dei costi della sicurezza da operarsi nel rispetto di quanto specificamente disposto – come contenuto minimo – nell’art. 7 (Stima dei costi della sicurezza).
Infatti, ove sia necessaria la redazione del PSC ai sensi del d. lgs. n. 494/96, si specifica che nei costi della sicurezza vanno stimati, per tutta la durata delle lavorazioni previste nel cantiere, i costi:
Quando, invece, si tratta di opere che rientrano nel campo di applicazione della l. 109/94 (oggi Codice dei Contratti) per le quali non e' prevista la redazione del PSC ai sensi del d. lgs. n. 494/96, saranno i soggetti appaltanti che nei costi della sicurezza dovranno stimare, per tutta la durata delle lavorazioni nell’ambito cantiere, i costi delle misure preventive e protettive finalizzate alla sicurezza e salute dei lavoratori.
Dovrà trattarsi di una stima congrua, analitica per voci singole, a corpo o a misura, riferita ad elenchi prezzi standard o specializzati, oppure basata su prezziari o listini ufficiali vigenti nell'area interessata, o sull'elenco prezzi delle misure di sicurezza del committente. Se un elenco prezzi non sia applicabile o non sia disponibile, si dovrà fare riferimento ad analisi costi complete e desunte da indagini di mercato. Inoltre, le singole voci dei costi della sicurezza vanno calcolate considerando il loro costo di utilizzo per il cantiere interessato che comprende, quando applicabile, la posa in opera ed il successivo smontaggio, l'eventuale manutenzione e l'ammortamento.
Ai sensi del 222/03, i costi della sicurezza così individuati saranno compresi nell'importo totale dei lavori: essi individueranno la parte del costo dell'opera da non assoggettare a ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici.
Nonostante l’articolazione ed il dettaglio delle sue disposizioni, la disciplina dettata dal d.p.r. n. 222/03 non è comunque stata in grado di comporre la lunga diatriba interpretativa ed applicativa che ne aveva consigliato l’emanazione. Ne è la riprova il fatto che proprio per aiutare i soggetti, pubblici e privati al rispetto delle norme descritte, il Coordinamento tecnico delle Regioni e delle Province autonome della Prevenzione nei luoghi di lavoro della Commissione Salute e il Gruppo di lavoro “Sicurezza Appalti Pubblici” di ITACA, entrambi organi di coordinamento della Conferenza delle Regioni, hanno stilato fondamentali Linee guida applicative (Roma, 1° marzo 2006).
Le Linee guida, relativamente al tema delle “voci” rientranti nei costi della sicurezza ribadiscono che :
- devono essere soggetti a stima nel PSC soltanto i costi relativi all’elenco delle voci presenti nel citato art. 7 del Regolamento (costi specifici) e che tali costi non dovranno essere soggetti a ribasso d’asta;
- dunque, non rientrano nei costi per la sicurezza da inserire nel PSC, i costi derivanti dall’applicazione delle norme del d. lgs. n. 626/94 (costi generali) da parte delle singole imprese esecutrici (DPI, formazione, informazione, sorveglianza sanitaria, spese amministrative), fatta eccezione per tutti quei costi che siano determinati dalle misure ulteriori (dunque, con aggravio) che siano previste nel PSC (costi interferenziali) o comunque stimate e riconoscite dall’amministrazione appaltante;
- mentre il Piano di sicurezza e coordinamento (PSC, ma anche PSS, laddove previsto) è a carico della committenza (che si deve occupare della sicurezza generale del cantiere, tenuto conto delle caratteristiche di contesto e delle peculiarità di coordinamento ed interferenza), il Piano operativo di sicurezza (POS) è di competenza delle imprese esecutrici; esso è complementare ed esecutivo rispetto al PSC. Tuttavia il POS, formalmente assimilato per contenuti al documento di valutazione di rischi della singola impresa previsto dall’art. 4 del d. lgs. n. 626/94 (art. 2, d. lgs. n. 494/96), non può non contenere tutti i riferimenti di costo ai comuni adempimenti in materia di salute e sicurezza dei lavoratori dell’azienda (DPI, formazione, informazione, sorveglianza sanitaria), dunque anche di quelli che non dipendono dall’esecuzione del contratto. Ovviamente, in quanto obbligatori per legge, quindi non connessi all’esecuzione del contratto stipulato con la committenza, per questo tipo di adempimenti non dovrà essere riconosciuto alcun costo da parte della stazione appaltante, perché tale costo è relativo ad obblighi indipendenti dal contratto. Ciò ribadito, le Linee guida danno atto che l’art. 31, co. 2, della legge 109/94 (ora art. 131, codice appalti) pone l’obbligo alle stazioni appaltanti di evidenziare tutti gli oneri della sicurezza e di escluderli dal ribasso. Ne consegue che mentre per i costi derivanti dal PSC vi è piena coerenza tra la legge appalti pubblici ed il regolamento n. 222/03, non altrettanto coerente è il riferimento specifico anche ai costi indicati nel POS (piano operativo di sicurezza), che la Stazione appaltante è tenuta ad evidenziare, pur se non a stimare, essendo tale stima di competenza delle singole imprese, nell’ambito della propria offerta. In sede di valutazione dell’offerta, l’Amministrazione potrà esprimere parere sulla congruità delle spese generali che assolvono a questa funzione in relazione al prezzo offerto. Per quanto riguarda l’esatto significato attribuibile alla locuzione utilizzata dal legislatore “metterli in evidenza”, ma non anche a stimarli, riferita ai costi non compresi tra gli adempimenti imposti dal PSC, essa sembra indicare la volontà di sottrarre anch’essi dal ribasso, per evitare comportamenti scorretti nella formulazione delle offerte. Ne deriva che nessun onere per la sicurezza come individuato può essere oggetto di ribasso ex art. 131 cod. appalti; dunque, neppure gli oneri assimilabili alle spese generali, in coerenza con la necessità per l’impresa appaltante di obbligare le imprese ad evidenziare gli oneri della sicurezza nell’offerta finale. L’obiettivo perseguito sembra essere proprio quello di poter meglio controllare la congruità e la correttezza dell’offerta ed evitare comportamenti anomali o speculativi utilizzando proprio i costi per la sicurezza, anche quando questi sarebbero astrattamente assimilabili alla categoria delle spese generali, dunque non relativi all’esecuzione del contratto. E’ del tutto evidente che per l’efficacia e la trasparenza di tale controllo i prezzari realizzati nell’ambito di molte Regioni, in cui vengono specificati i valori percentuali di incidenza delle spese generali per la sicurezza all’interno delle singole voci sono essenziali affinché le amministrazioni pubbliche in fase di valutazione delle offerte possano valutare in modo organico e non arbitrario la congruità delle offerte delle imprese e l’assenza di ribassi sulle voci evidenziate.
Successivamente, l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture si è pronunciata con la Determinazione n. 4 del 26 luglio 2006. In particolare, l’Autorità non ritiene condivisibile la tesi secondo cui, oltre ai c.d. costi contrattuali indicati nel PSC sulla base dell’elencazione contenute nell’art. 7 del d.p.r. n. 222/03, anche gli altri costi sostenuti per la tutela dei lavoratori nell’esecuzione delle singole lavorazioni unitamente a quelli relativi all’organizzazione di sicurezza dell’impresa appaltatrice (pur non dovuti in quanto già compresi nel prezzo di appalto) siano anch’essi sostanzialmente esclusi dal ribasso. L’Autorità sostiene che la verifica che l’appaltatore non pregiudichi il livello di sicurezza ex lege assicurato ai propri lavoratori per l’esecuzione del contratto (v. art. 1, co. 2, lett. s), punto 2), l. n. 123/07), deve essere effettuata dalla Stazione appaltante nei confronti dell’offerta dell’aggiudicatario; nel caso in cui l’offerente primo classificato non dovesse riuscire a dimostrare la congruità del suo ribasso rispetto al valore economico complessivo dei lavori da effettuare, verrebbe giudicato inidoneo, e si passerebbe a valutare la successiva offerta. La tesi dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici sembrerebbe preoccuparsi di mantenere ben distinti i compiti e le responsabilità nell’ambito delle procedure di aggiudicazione: l’individuazione e la stima dei costi per la sicurezza è adempimento che attiene alla competenza esclusiva della Stazione appaltante, nel quadro della predeterminazione del corrispettivo proprio del contratto; l’appaltatore, come tale, non può né provvedere né partecipare alla definizione del prezzo da escludere dal ribasso d’asta, ma soltanto influenzare la determinazione del costo della sicurezza risultante dal PSC (o PSS), attraverso le modifiche che può comunque proporre al Piano di Sicurezza e coordinamento.
La posizione assunta dall’Autorità è stata oggetto di non poche critiche, prevalentemente fondate sulla lettera dell’art. 131 codice appalti, secondo la quale tutti i costi della sicurezza, in quanto contenuti nei Piani di sicurezza (PSC o PSS, ma anche POS), dunque sia i costi specifici della sicurezza - ovvero i costi specifici imposti all’impresa per l’esecuzione del contratto (si pensi ai ponteggi, ai tra battelli, agli impianti elettrici ed all’utilizzo di macchinari per il singolo contratto stipulando) individuati ex art. 7 d.p.r. n. 222/03, sia i costi generali della sicurezza - quelli necessari per l’attuazione degli adempimenti imposti dalla normativa vigente in materia di sicurezza, già compresi nelle spese relative al costo dei lavori computato con i prezziari – devono essere integralmente considerati.
A meglio chiarire, secondo questo orientamento, quando si parla di costi della sicurezza, si fa riferimento alla somma di tutti i costi sostenuti sia per far fronte tanto all’attuazione degli adempimenti imposti dalla normativa di sicurezza applicabili (e, quindi, per fare qualche esempio, in materia di documento di valutazione dei rischi, servizio di prevenzione e protezione, sorveglianza anitaria, fornitura di DPI, formazione ed informazione) sia per dare esecuzione agli adempimenti specifici relativi al contratto da eseguire (rischi interferenziali, formazione specifica, documenti integrativi, controlli mirati). Soltanto attraverso un tale approccio si ritiene potranno essere individuati compiutamente i costi della sicurezza, che dovranno poi essere specificamente indicati – rispettivamente secondo le proprie competenze - dalla stazione appaltante per il PSC e dall’impresa per il POS, riportati negli elaborati contrattuali e nei documenti aziendali della sicurezza, risultare congrui rispetto alla natura dell’opera, ed essere riconosciuti per intero agli appaltatori. A tale orientamento se ne contrappone tuttavia un’altro, non meno consolidato, secondo il quale soltanto i costi specifici individuati nel PSC (vale a dire i “costi contrattuali”) costituiscono i “costi della sicurezza” cui si riferisce il legislatore della legge 123/07, visto il valore di disciplina organica ed esaustiva che va riconosciuto alle norme del d.p.r. n. 222/03. Ne consegue che sarebbero da ritenere non compresi nella nozione di costi relativi alla sicurezza i c.d. “costi generali” che il datore di lavoro è comunque obbligato a sostenere per dare corretta attuazione agli obblighi imposti dal d. lgs. n. 626/94 (già compresi nei prezzi unitari). La descritta diatriba, dopo l’emanazione della legge 123/07, si è rinnovata ed ulteriormente rafforzata, non certo risolta. Si è quindi in attesa di un definitivo chiarimento che potrebbe arrivare dalla stesura del Testo unico.
Pubblicato da Lilino Albanese | 14:49 | Dall’ Europa un freno all’ assegnazione diretta degli appalti alle società miste pubblico-private, gare appalto, Opera Pubblica, Software Sicurezza Lavoro | 0 commenti »
La Commissione europea ricorda che tutti i contratti di affidamento di lavori, servizi e forniture di queste società devono essere messi a gara, a meno che non siano già stati oggetto della competizione iniziale con cui si è scelto il partner privato. È tutta schierata a garanzia della trasparenza e della massima apertura al mercato la comunicazione interpretativa della Commissione europea sull’ «Applicazione del diritto comunitario su appalti e concessioni alle società miste pubblico-private» varata nei giorni scorsi (C-2007-6661). La nota di Bruxelles nasce, in realtà, con l’obiettivo di incrementare sempre di piu` questa forma di collaborazione tra soci (e capitali) privati e soggetti pubblici che ha due funzioni: da un lato sopperire alla mancanza di fondi da parte delle amministrazioni e, dall`altro, «iniettare» nel settore pubblico processi e metodi di stampo privato. Allo stesso tempo, pero`, la Commissione e prima ancora il Parlamento europeo si sono accorti che su questa formula mancano indicazioni. Proprio questa incertezza e` uno dei motivi alla base del mancato decollo delle societa` miste. Da qui la spinta a fornire alcuni chiarimenti. Innanzitutto la Commissione ricorda il punto di partenza messo a fuoco anche dalla Corte di giustizia: basta anche una piccolissima partecipazione privata per eliminare qualsiasi possibilita` di ricorso all`in house. In altre parole, il socio privato di una spa mista non puo` beneficiare di affidamenti diretti. D`altro canto, pero`, Bruxelles si rende anche conto dell`aggravio di tempi e procedure che comporterebbe una doppia gara, prima per la scelta del socio e poi per le concessioni o gli appalti. Da qui il suggerimento di concentrare il tutto in una solo competizione in cui si sceglie, insieme, sia il partner privato sia l`affidatario dei futuri contratti. Una gara difficile (e la Commissione accenna alla possibilita` di utilizzare il nuovo strumento del dialogo competitivo pensato per gli appalti complessi) ma che certo ha il vantaggio di dimezzare i tempi. Il raggio d`azione del socio privato, pero`, deve restare circoscritto. «Le direttive sugli appalti e i principi comunitari - si legge nella nota - devono comunque essere rispettati quando si tratta di affidare altri contratti diversi da quelli oggetto della gara per la creazione della spa mista». La comunicazione europea colma un vuoto anche italiano: l`unico tentativo di inserire una regolamentazione del fenomeno dell`affidamento diretto di contratti a soci privati, fatto con la prima bozza del Codice dei contratti e` fallito. E proprio l`assenza di regole e` stata tra le cause del proliferare di questi tentativi di aggirare la concorrenza.
Pubblicato da Lilino Albanese | 14:46 | Alcune delle novità introdotte dal Testo Unico sulla Sicurezza, DUVRI, legge 3 agosto 2007, n. 123, Software Sicurezza Lavoro | 1 commenti »
Approvato nel Consiglio dei ministri del 6 marzo 2008 - lo schema di decreto legislativo attuativo della legge 3 agosto 2007,n. 123 in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Sullo schema approvato dovranno ora esprimersi con un parere le commissioni parlamentari competenti e la Conferenza Stato-Regioni, quindi il provvedimento dovrà tornare in Consiglio dei ministri. ...
Tanto aspettato e forse anche temuto il nuovo decreto introduce una serie di novità, tra le principali:
Revisione del sistema delle sanzioni:
· a pena dell'arresto da sei a diciotto mesi per il datore di lavoro che non abbia effettuato la valutazione dei rischi cui possono essere esposti i lavoratori in aziende che svolgano attività con elevata pericolosità;
· nei casi meno gravi di inadempienza, il decreto legislativo prevede, invece, che al datore di lavoro si applichi la sanzione dell'arresto alternativo all'ammenda o della sola ammenda, con un'attenta graduazione delle sanzioni in relazione alle singole violazioni;
Per favorire l'adeguamento alle disposizioni indicate, al datore di lavoro che si mette in regola non è applicata la sanzione penale ma una sanzione pecuniaria. Nella stessa logica, il datore di lavoro che cominci ad eliminare concretamente le conseguenze della violazione o che adempia, pur tardivamente, all'obbligo violato ottiene, nel primo caso, una riduzione della pena, nel secondo caso la sostituzione della pena con una sanzione pecuniaria che va da un minimo di 8.000 a un massimo di 24.000 euro. Ovviamente tale possibilità è esclusa quando il datore di lavoro sia recidivo o si siano determinate, in conseguenza della mancata valutazione del rischio, infortuni sul lavoro con danni alla salute del lavoratore. Restano, naturalmente, inalterate le norme del codice penale - estranee all'oggetto della delega - per l'omicidio e le lesioni colpose (articolo 589 e 590) causate dal mancato rispetto delle norme in materia di sicurezza sul lavoro;
· istituzione di un Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione (SINP) nei luoghi di lavoro; Tale sistema informativo verrà costituito dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale, dal Ministero della salute, dal Ministero dell’interno, dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano, dall’INAIL, dall’IPSEMA e dall’ISPESL, con il contributo del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL);
· e regole tecniche per la realizzazione ed il funzionamento del SINP, nonché le regole per il trattamento dei dati, verranno definite con decreto dei Ministri del lavoro e della previdenza sociale e della salute, di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, acquisito il parere della Conferenza Stato, Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano, da emanarsi entro 180 giorni dalla data dell’entrata in vigore del testo unico;
· finanziamento di progetti di investimento in materia di salute e sicurezza sul lavoro da parte delle piccole, medie e micro imprese;
· finanziamento di progetti formativi specificamente dedicati alle piccole, medie e micro imprese;
· finanziamento delle attività degli istituti scolastici, universitari e di formazione professionale finalizzata all’inserimento in ogni attività scolastica ed universitaria, nelle istituzioni dell’alta formazione artistica e coreutica e nei percorsi di istruzione e formazione professionale di specifici percorsi formativi interdisciplinari alle diverse materie scolastiche volti a favorire la conoscenza delle tematiche della salute e della sicurezza nel rispetto delle autonomie didattiche.
Pubblicato da Lilino Albanese | 14:43 | Bonus volumetrici per pareti e solai, CONSORZIO INFOTEL PROPONE PROMOZIONE PRODOTTI SOFTWARE.software sicurezza lavoro, direttiva 2006/32, Edilizia pubblica, RISPARMIO ENERGETICO NELL'EDILIZIA, Software Sicurezza Lavoro | 0 commenti »
Nella riunione dello scorso 27 febbraio il Consiglio dei Ministri ha approvato in prima lettura uno schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva 2006/32/CE in materia di incremento dell'efficienza energetica, di risparmio energetico e sviluppo delle fonti rinnovabili. La bozza, sulla quale saranno ora acquisiti i prescritti pareri (Commissioni parlamentari, Consiglio di Stato e Conferenza Stato-Regioni), reca anche importanti disposizioni in materia di edilizia, di seguito brevemente sintetizzate.
Il provvedimento si propone di contribuire al miglioramento della sicurezza dell'approvvigionamento energetico ed alla tutela dell'ambiente, attraverso la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, ed a questo scopo stabilisce un quadro di misure volte al miglioramento dell'efficienza degli usi finali dell'energia sotto il profilo costi e benefici, definendo obiettivi , meccanismi ed incentivi necessari ad eliminare le barriere e le imperfezioni esistenti sul mercato che ostacolano un efficiente uso finale dell'energia.
Tra le misure di maggiore interesse per il settore dell'edilizia e delle costruzioni si segnala in particolare il comma 1 dell'art. 11, il quale prevede che negli edifici di nuova costruzione lo spessore superiore ai 30 centimetri delle murature esterne, delle tamponature o dei muri portanti, nonché il maggior spessore dei solai e tutti i maggiori volumi e superfici necessari all'esclusivo miglioramento dei livelli di isolamento termico o di inerzia termica degli edifici, non sono considerati nei computi per la determinazioni dei volumi, delle superfici e dei rapporti di copertura, non conteggiando la parte eccedente i 30 centimetri, fino ad un massimo di ulteriori 25 cm per gli elementi verticali e di copertura e di 15 cm per quelli orizzontali intermedi.
Risparmio energetico in nuovi edifici o complessi immobiliari
Il comma 4 dell'art. 11, in riferimento agli incentivi di cui al comma 351 della L. 296/2006 (finanziaria 2007 - Cfr BLT n. 1/2007), dispone che la data ultima di inizio lavori è prorogata al 31.12.2009 e quella di fine lavori da comprendersi entro i tre anni successivi. Si ricorda che il citato comma 351 dispone l'erogazione di un contributo pari al 55% delle spese extra, ivi comprese quelle per la progettazione, sostenute per il conseguimento, nell'ambito di lavori per la realizzazione di nuovi edifici o complessi di edifici di volumetria totale superiore a 10.000 mc (iniziati entro il 31.12.2007, salvo approvazione del nuovo decreto) e conclusi entro i tre anni successivi, di un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per mq di superficie utile dell'edificio inferiore di almeno il 50% rispetto ai valori riportati nell'allegato C, numero 1), tabella 1, annesso al D. Leg.vo 192/2005, nonché del fabbisogno di energia per il condizionamento estivo e l'illuminazione.
Impianti solari termici e fotovoltaici senza DIA
Il comma 3 dell'art. 11 prevede che gli interventi di installazione di impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda, ed i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi, sono considerati interventi di manutenzione ordinaria e non sono soggetti alla disciplina della denuncia di inizio attività. In pratica l'installazione di pannelli solari e fotovoltaici, nel rispetto delle condizioni sopra illustrate, ricade nel regime dell'attività edilizia libera. In pratica in questi casi, qualora i medesimi edifici non ricadano in centri storici, è sufficiente una comunicazione preventiva al Comune.
Dunque in pratica viene liberalizzata la possibilità di aumentare lo spessore di murature portanti (fino ad un massimo di 30+25cm) e solai (fino ad un massimo di 30+15cm) senza incidere nel calcolo di volumi e superfici, rendendo in questo modo più semplice l'applicazione di nuove tecnologie per il risparmio energetico.
Deroga normative su distanze ed altezze massime
Il comma 2 del medesimo art. 11 prevede inoltre, in caso di interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti che comportino maggiori spessori nelle murature e nei solai, la possibilità di derogare alle normative nazionali, regionali o locali in materia di distanze minime tra gli edifici e dalle strade, fino ad un massimo di 20cm per il maggiore spessore delle pareti verticali esterne e di 25cm per il maggiore spessore degli elementi di copertura.
Installazione impianti negli edifici: pubblicato il nuovo Regolamento
Pubblicato da Lilino Albanese | 14:41 | 626 infotel, Installazione impianti negli edifici pubblicato il nuovo Regolamento, Software Sicurezza Lavoro | 0 commenti »
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 61 del 12 febbraio 2008 è stato pubblicato il decreto del Ministero dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37 recante “Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici.”
Con il decreto, che è composto da 15 articoli e da 2 allegati, e con quanto previsto all’articolo 3, comma 1 del decreto legge 28 dicembre 2006, n. 300 convertito dalla legge 26 febbraio 2007, n. 17, dal 27 marzo prossimo, data di entrata in vigore del Regolamento contenuto nel decreto in argomento, sono abrogati il regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 dicembre 1991, n. 447, gli articoli da 107 a 121 (CapoV contenente le Norme per la sicurezza degli impianti) del testo unico di cui al D.P.R. n. 380/2001, e la legge 5 marzo 1990, n. 46, ad eccezione degli articoli 8, 14 e 16.
Oltre all’art 1 che si riferisce all’ambito di applicazione, il decreto contiene:
-articolo 1 – Ambito di applicazione
-articolo 2 – Definizioni relative agli impianti
-articolo 3 – Imprese abilitate
-articolo 4 – Requisiti tecnico-professionali
-articolo 5 – Progettazione degli impianti
-articolo 6 – Realizzazione ed installazione degli impianti
-articolo 7 – Dichiarazione di conformità
-articolo 8 – Obblighi del committente o del proprietario
-articolo 9 – Certificato di agibilità
-articolo 10 – Manutenzione degli impianti
-articolo 11 – Deposito presso lo sportello unico per l'edilizia del progetto, della dichiarazione di conformità o del certificato di collaudo
-articolo 12 – Contenuto del cartello informativo
-articolo 13 – Documentazione
-articolo 14 – Finanziamento dell'attività di normazione tecnica
-articolo 15 – Sanzioni
-allegato I – Schema di dichiarazione di conformità dell’impianto a regola d’arte
-allegato II – Schema di dichiarazione di conformità dell’impianto a regola d’arte ad uso degli uffici tecnici interni di imprese non installatrici
Pubblicato da Lilino Albanese | 18:39 | 626 Lavoro system 2.3, Documento Unico Valutazione Rischi da Interferenze per la gestione dei lavori di appalto/subappalto, DUVRI, legge 123/07, Software Sicurezza Lavoro | 3 commenti »
redazione e stampa del DUVRI Documento Unico Valutazione Rischi da Interferenze per la gestione dei lavori di appalto/subappalto, forniture e servizi (art. 7, comma 3 del D. Lgs. 626/94 come aggiornato e modificato dalla Legge 123/07)
stima costi della sicurezza (artt. 3 e 8, Legge 123/2007 che modifica rispettivamente l' art. 7 del D. Lgs. 626/94 e l' art. 86 del codice dei contratti pubblici)
Pubblicato da Lilino Albanese | 19:09 | 626 infotel, Decreto sicurezza testo unico, Scarica il testo del decreto sicurezza, Software Sicurezza Lavoro | 2 commenti »
Consiglio dei Ministri n. 95 del 06.03.2008
Le disposizioni contenute nel presente decreto legislativo costituiscono attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, per il riassetto e la riforma delle norme vigenti in materia di salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle medesime in un unico testo normativo.
Pubblicato da Lilino Albanese | 17:33 | Appalto System, Comunicazioni all’Osservatorio dei LL.PP, fasi di aggiudicazione di un’opera, Software Sicurezza Lavoro | 5 commenti »
Gestisce le fasi di aggiudicazione di un’opera. Segue l’iter di aggiudicazione dalla fase di indizione della gara alla stipula del contratto, per poi essere elemento fondamentale per le Comunicazioni all’Osservatorio dei LL.PP.
Integrazione con Gare System, il software per la gestione della gara, che consente lo svolgimento della gara, l’archiviazione e la redazione di tutti gli atti di gara. In tal modo, in automatico vengono esportati i dati da OPERA PP a Gare System per lo svolgimento della gara nonché per la redazione degli atti di gara, e da Gare System ad Opera PP perle comunicazioni all’osservatorio sia per le opere inferiori a € 150.000 che superiori a € 150.000.
Pubblicato da Lilino Albanese | 17:29 | Acquisizione Pareri, Conformità ambientale e Urbanistiche, Project System, Scadenzario attività, Software Sicurezza Lavoro, Validazioni | 3 commenti »
Gestisce le fasi di progettazione dell’opera. Consente il monitoraggio delle diverse attività legate al progetto (Conformità ambientale e Urbanistiche, Acquisizione Pareri, Validazioni, Scadenzario attività).
Si interfaccia con Contab System, il programma per il computo e la contabilità lavori di Consorzio Infotel. In tal modo in automatico viene creato un lavoro in Contab System con tutti i dati generali dell’opera già inserita in OPERA PP.
Pubblicato da Lilino Albanese | 17:24 | D.M. 9 Giugno 2005, operapp, osservatorio triennale, piani system, software opere pubbliche, Software Sicurezza Lavoro | 5 commenti »
Questo modulo consente la redazione dei Piani triennali ai sensi degli schemi tipo previsti dal D.M. 9 Giugno 2005:
SCHEDA 2 – ARTICOLAZIONE DELLA COPERTURA FINANZIARIA
SCHEDA 3 – ELENCO ANNUALE
SCHEDA 2B – ELENCO DEGLI IMMOBILI DA TRASFERIRE
Crea il file nel formato richiesto dal ministero per la pubblicazione sul sito dell’Osservatorio Regionale dei dati della programmazione.
Si preoccupa della gestione delle fasi di Espropriazione legate alla singola Opera inserita.
Pubblicato da Lilino Albanese | 15:40 | 626 infotel, 626 software, 626 visite mediche, blog infotel, news infotel, Software Sicurezza Lavoro | 0 commenti »
L'area di interventodel medico competente è quella definita nell'articolo 16, comma 1, del D.Lgs 626/94 ove si precisa che la sorveglianza sanitaria, effettuata dal medico competente ai sensi del successivo comma 2, è richiesta solo nei casi previsti dalla normativa vigente, cioè quando la legislazione precedente (o anche quella di emanazione) faccia espressa previsione dell'intervento del medico competente, come ad esempio nel caso della tabella allegata all'articolo 33 del DPR 303/56, del D.Lgs 277/91, ovvero dei titoli V, VI, VII e VIII del D.Lgs 626/94.
Scarica software 626 visite Mediche
Pubblicato da Lilino Albanese | 18:57 | articolo 275 (Requisiti di partecipazione), Gare più accessibili, http://www.operapp.it/, software gare appalto, Software Sicurezza Lavoro | 3 commenti »
Pubblicato da Lilino Albanese | 18:55 | Entità della contribuzione per i contratti di lavori pubblici, forniture e servizi, Ridotti importi contributo gare, Software Sicurezza Lavoro, Soggetti tenuti alla contribuzione | 0 commenti »

References: art. 2
 art. 7
 art. 131
 art. 131
 art. 1
 art. 7
 art. 11
 art. 7
 art. 86
 articolo 275