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1 2 3 Gli aggiornamenti rispetto alla precedente edizione (dicembre 2008) sono evidenziati in grassetto in modo da semplificare per il lettore la ricerca dei soli punti aggiornati che, in questo caso, sono: Il testo della presente pubblicazione, così come tutte le pubblicazioni dell Agenzia delle Entrate, può essere liberamente riprodotto, con qualunque mezzo, a condizione che siano citate la fonte e la data di aggiornamento.4 SOMMARIO 1.0 LE ULTIME NOVITÀ DISPOSIZIONI IN VIGORE PER GLI ANNI PRECEDENTI IN COSA CONSISTE L AGEVOLAZIONE Quadro riassuntivo delle detrazioni e dei limiti di spesa Costi rimborsati dopo l utilizzo delle detrazioni I BENEFICIARI I beneficiari nel condominio Se variano i beneficiari (vendita, eredità, donazione, cambio di domicilio dell inquilino o del comodatario) GLI IMMOBILI OGGETTO DEGLI INTERVENTI AGEVOLATI TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLE AGEVOLAZIONI Manutenzione ordinaria Manutenzione straordinaria Restauro e risanamento conservativo Ristrutturazione edilizia Regola dell assorbenza Altri interventi agevolati Opere finalizzate al risparmio energetico Costi detraibili ACQUISTO O COSTRUZIONE IN PROPRIO DI BOX O POSTI AUTO PERTINENZIALI ALL ABITAZIONE ACQUISTO DI ABITAZIONE FACENTE PARTE DI CASEGGIATI INTERAMENTE RISTRUTTURATI GLI ADEMPIMENTI PER USUFRUIRE DELL AGEVOLAZIONE Adempimenti preliminari Altri adempimenti Pagamento con bonifico Dichiarazione di esecuzione lavori Documenti da conservare LA FATTURA E LA INDICAZIONE DEL COSTO DEL LAVORO MODALITÀ DI FRUIZIONE Determinazione dell anno in cui utilizzare la detrazione Limiti di spesa Ripartizione delle detrazioni in rate DISPOSIZIONI IN MATERIA DI IVA AL 10% Iva art 7, comma 1, lettera b), legge n.488/ Beni Significativi Esclusioni Disposizione Iva permanente Per quali lavori Beni finiti Esclusione LE CAUSE DI DECADENZA DALLE AGEVOLAZIONI DETRAZIONI PER L ACQUISTO DI MOBILI ED ELETTRODOMESTICI RITENUTA DEL 10% 34 RIFERIMENTI NORMATIVI 25 1.0 LE ULTIME NOVITA Ritenuta del 10% L art. 25 del Dl 31 maggio 2010, n. 78 ha introdotto una ritenuta del 10% a titolo di acconto dell imposta sul reddito dovuta dai beneficiari che, a decorrere dal 1 luglio 2010, le banche e le Poste Italiane SPA devono operare all atto dell accredito dell importo. Proroga delle agevolazioni La Finanziaria per l anno 2010, all articolo 2, commi 10, 11 e 18 (legge 191 del ) ha prorogato le seguenti agevolazioni : 1. IRPEF - ristrutturazioni Prorogate al 2012 le detrazioni del 36% delle spese sostenute a partire dal 1 gennaio 2008 a condizione che nelle fatture venga indicato il costo della relativa mano d opera (così precisato dall articolo 1, comma 19, della legge 244/2007); 2. IVA ristrutturazioni Prorogate al 2010, 2011, 2012 e successivi l applicazione dell aliquota Iva del 10% alle prestazioni di cui all articolo 7, comma 1, lettera b), della legge 488/1999, fatturate dal 1 gennaio Si rileva che il comma 19 dell articolo 1 della legge 244/2007 non ha prorogato la decadenza dal beneficio dell Iva nel caso di mancata indicazione del costo della mano d opera, pertanto per le operazioni fatturate a partire dal 1 gennaio 2008 la mancata indicazione del costo della mano d opera non è più causa di decadenza dall agevolazione Iva ma solo di quella Irpef; 3. IRPEF acquisto di case ristrutturate Prorogate al 2012 le detrazioni del 36% anche per chi acquista, con atto da stipulare entro il 30 giugno 2013, abitazioni facenti parte di caseggiati interamente ristrutturati con interventi di recupero edilizi eseguiti dal 1 gennaio 2008 al 31 dicembre L agevolazione, non in vigore per l anno 2007, era stata reintrodotta dal comma 17, lettera b) della Finanziaria 2008, legge 244/2007 (vedi punto 7.0). 1.1 DISPOSIZIONI IN VIGORE PER GLI ANNI PRECEDENTI Proroga delle agevolazioni fino all anno 2010 La Finanziaria 2008 ha prorogato le agevolazioni del 36% per le ristrutturazioni edilizie, per l acquisto delle abitazioni ristrutturate e dell Iva al 10% fino al Proroga delle detrazioni IRPEF per l anno6 Le detrazioni sono state prorogate al 31 dicembre del 2007 dal comma 387 dell unico articolo della Finanziaria Misura della detrazione Dal 1 ottobre 2006 la percentuale di detrazione è stata ridotta dal 41% al 36% in concomitanza alla riduzione dell Iva agevolata dal 20% al 10% (disposta dall articolo 35, comma 35-quater del decreto-legge 223/2006). L innovazione è stata introdotta per allineare le misure delle detrazioni IRPEF a quelle dell Iva in materia di ristrutturazioni edilizie. La circolare n. 28/E/2006, al punto 11, precisa che la misura della detrazione IRPEF usufruibile è strettamente correlata a quella dell Iva in vigore in quel momento, così che una detrazione IRPEF del 41% può essere fruita solo in corrispondenza a lavori fatturati con Iva al 20%. Coerentemente a lavori fatturati con l aliquota Iva del 10% deve corrispondere una detrazione IRPEF del 36%. Pertanto, come riportato nelle istruzioni per la compilazione del modello 730 per l anno 2006, la detrazione spetta nella misura del 36% per le spese sostenute nel 2006 relative a fatture emesse dal 1 ottobre % per le spese sostenute nel 2006 relative a fatture emesse dal 1 gennaio al 30 settembre Limite di spesa Sempre a far tempo dalla stessa data (1 ottobre 2006), il limite di spesa di ,00 ammesso al beneficio, deve essere riferito globalmente (indipendentemente dal numero di persone che partecipano alla spesa) alla singola abitazione comprensiva di eventuali pertinenze. Prima di tale data il limite di spesa era riferito anche alle singole pertinenze se accatastate separatamente dall abitazione (circolare n. 121/E/1998, punto 3). Obbligo di indicare nelle fatture il costo della mano d opera Dal 4 luglio 2006, come disposto dall articolo 35, comma 19, del già citato decretolegge, è necessario, a pena di decadenza dalle agevolazioni IRPEF, che nelle fatture venga specificato il costo della mano d opera. Sull argomento si rinvia al punto 9. La Finanziaria 2007, al comma 388, ha esteso tale decadenza anche alle agevolazioni Iva previste dall articolo 7, comma 1, lettera b), della legge n. 488/99, fatturate dal 1 gennaio del Detrazioni IRPEF non prorogate per il solo anno 2007 Non sono state prorogate, invece, le detrazioni relative al costo di ristrutturazione, forfetariamente presunto nella misura del 25% di quello di acquisto, di abitazioni facenti parte di fabbricati interamente ristrutturati. Tuttavia questi ultimi interventi continuano ad essere agevolati per gli acquisti effettuati entro il 30 giugno 2007 di abitazioni facenti parte di caseggiati interamente ristrutturati entro il 31 dicembre del 2006, come disposto dall articolo 1, comma 121 della legge n. 266/2005 (Finanziaria 2006). Riduzione dell Iva dal 20% al 10% L articolo 35, comma 35-ter, del decreto-legge 223/2006, ha riportato l aliquota Iva dal 20% al 10% con decorrenza 1 ottobre7 2.0 IN COSA CONSISTE L AGEVOLAZIONE L agevolazione consiste nella possibilità di detrarre dall Irpef relativa all anno in cui sono state pagate le spese, il 36% o il 41% (secondo il periodo) del costo sostenuto per interventi di recupero edilizio, comunemente dette di ristrutturazione, e spetta entro valori massimi di spesa che sono variati nel corso degli anni. Nel caso di più possessori, le detrazioni vengono ripartite in base ai costi sostenuti da ciascuno e non in base alla quota di possesso (circolare n. 55/E/2001, punto 1.5.3). La ripartizione deve risultare dalla fattura e dal bonifico di pagamento. Se non viene indicata la spesa si intende sostenuta in parti eguali. Per le spese sostenute per le parti comuni nei condomini residenziali, la detrazione è riconosciuta a ciascun condomino avente diritto: per l anno in cui il condominio ha pagato le imprese esecutrici dei lavori; nei limiti delle singole quote imputate a ciascuno secondo la ripartizione millesimale delle spese condominiali; nei limiti delle quote versate da ciascun condomino entro il termine di presentazione della propria dichiarazione dei redditi, anche se tardiva ma non oltre i 90 giorni. Nei casi in cui i costi detraibili sono stati sostenuti solo da alcuni condomini la loro ripartizione deve, comunque, avvenire nei limiti della quota millesimale di ciascuno. Pertanto le detrazioni relative a quella parte di spese sostenute per conto di eventuali condomini morosi va perduta. La Risoluzione n. 264/E del 25 giugno 2008 ha ribadito il criterio della ripartizione millesimale anche a proposito della installazione di un ascensore nell ambito di un intervento per l abbattimento delle barriere architettoniche, ad opera di un solo condomino disabile. In tal caso, poiché l ascensore realizzato rientra nella proprietà comune, anche se il costo è stato interamente sostenuto dal disabile, può essere detratto da questi soltanto nella misura della propria quota millesimale ed entro un ammontare massimo di ,00 euro. Se, invece, la installazione (sempre nell ambito di interventi destinati alla eliminazione delle barriere architettoniche) riguarda un montascale per andare in garage, realizzato da un condomino disabile, la Risoluzione n 336/E del 1 agosto 2008 ha precisato che la detrazione per l intera spesa spetta al disabile che l ha sostenuta (nei limiti di ,00 euro). Infatti in tal caso, spiega il documento di prassi, essendo il montascale un mezzo di ausilio specifico del disabile, è utilizzabile soltanto dallo stesso che ne ha sostenuto il costo di installazione, mentre gli altri condomini non ne traggono alcun vantaggio. Per spese sostenute si intendono quelle rimaste effettivamente a carico. Sono esclusi dagli importi detraibili quei costi eventualmente rimborsati a titolo di rimborsi, sovvenzioni, o contributi. Coloro i quali hanno ricevuto somme a tali titoli dopo avere utilizzato le detrazioni, devono restituire i vantaggi fiscali usufruiti a fronte dei costi non effettivamente sostenuti secondo quanto chiarito al punto 2.2. Si precisa che le detrazioni sono sconti sulle imposte dovute, ritenute o versate, e possono essere utilizzate solo nella dichiarazione relativa all anno di riferimento. Non è 58 possibile, in caso di incapienza, riportarle a credito nella dichiarazione successiva, perché non sono né rimborsi né crediti d imposta. Per Irpef dovuta si intende non solo quella da versare ma anche quella già versata o ritenuta dal sostituto d imposta. In tali due ultime ipotesi la detrazione determinerà un rimborso nei limiti dell imposta già versata o ritenuta. Coloro i quali non hanno l obbligo di presentare la dichiarazione, perché esonerati, possono ugualmente presentarla per potere beneficiare delle detrazioni. Per ulteriori chiarimenti su questo aspetto consultare il punto 10.0 di questa pubblicazione. 2.1 QUADRO RIASSUNTIVO DELLE DETRAZIONI E DEI LIMITI DI SPESA AMMESSI NEI VARI ANNI Si riporta di seguito un quadro completo delle percentuali di detrazioni e dei limiti massimi di spesa ammessi in vigore nei vari anni. Anni Detrazioni Num. Rate Importi massimi % 5/ , % 5/ , % 5/ , % 5/ , % , % 10/5/ , % 10/5/ , % 10/5/ , % fino al 30/09/ % dal 10/5/ ,00 ¹ 1/10/ % 10/5/ ,00 ¹ ¹ A partire dal 1 ottobre 2006 il limite di spesa di ,00 deve essere riferito globalmente ad ogni singola abitazione indipendentemente dal numero dei partecipanti ai costi di ristrutturazione. Sull argomento consultare il punto 10.2 di questa pubblicazione. 2.2 COSTI RIMBORSATI DOPO L UTILIZZO DELLE DETRAZIONI La detrazione deve essere applicata sull effettivo costo sostenuto dal contribuente, pertanto se l interessato riceve contributi, sovvenzioni o rimborsi nel corso dell anno in cui ha sostenuto le spese, i relativi importi devono essere decurtati delle spese su cui applicare la detrazione. Qualora i costi sostenuti, o parte di essi, vengano rimborsati in un periodo d imposta successivo a quello in cui sono stati detratti, il contribuente deve restituire i benefici usufruiti indicando nella dichiarazione dei redditi successiva le somme detratte e rimborsate. Tali importi vengono assoggettati a tassazione separata, a norma dell articolo 17, comma 1, lettera n-bis, del Dpr 917/86, salvo opzione di sottoporle a tassazione ordinaria, ai sensi del 3 comma dello stesso articolo. 69 A maggior chiarimento di quanto sopra detto si espongono i seguenti esempi: 1 esempio - costi sostenuti nel ,00 euro - costi rimborsati nel 2009 (contributi, sovvenzioni, risarcimenti) ,00 euro - importo su cui calcolare la detrazione nella dichiarazione del ,00 euro 2 esempio - costi sostenuti nel ,00 euro - importo su cui è stata calcolata la detrazione nella dichiarazione del ,00 euro - costi detratti nella dichiarazione del 2008 e rimborsati nel ,00 euro il beneficio del 36% dell importo di 4.000,00 euro deve essere restituito nella dichiarazione dei redditi relativa all anno 2009 (da presentare nel 2010) nel modello UNICO PF nell apposito quadro RM REDDITI SOGGETTI A TASSAZIONE SEPARATA SEZ. III, rigo RM8. Analogo quadro esiste per il mod. 730 (D sez. II rigo D7). Le istruzioni chiariscono che l importo da dichiarare non è quello della detrazione ma quello del costo prima sostenuto e poi rimborsato. La situazione sopra descritta non comporta l applicazione di alcuna sanzione al contribuente, in quanto la detrazione è stata legalmente utilizzata prima del rimborso e restituita dopo. 3.0 I BENEFICIARI Sono beneficiari dell agevolazione, se soggetti passivi Irpef, i possessori e i detentori dell immobile sul quale eseguire i lavori, residenti e non residenti nel territorio dello Stato. Al solo fine di dare un idea approssimativa di cosa sono il possesso e la detenzione possiamo dire che il possessore è consapevole di essere il proprietario di una abitazione, anche se data in locazione. Il detentore, invece, è consapevole che l immobile in cui abita non è suo ma appartiene al proprietario: può abitarci perché ha stipulato un contratto di locazione o di comodato che gliene da diritto. Nel nostro argomento la differenza tra possessore e detentore è molto importante per le conseguenze che ne possono derivare nel caso di vendita, donazione o eredità, come meglio esposto al punto 3.2. La circolare n. 57/E/1998, punto 2, cita i seguenti beneficiari: i possessori (proprietari e nudi proprietari, usufruttuari e coloro che posseggono per diritto di abitazione) i detentori (inquilini e comodatari), previo consenso scritto dei possessori 710 i familiari dei soggetti sopra indicati, se conviventi entro la data d invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara, purché le fatture ed i bonifici dei pagamenti siano intestati a loro (circolare n. 121/E/1998 punto 2.1). Sono familiari, ai sensi dell art. 5 del Testo unico delle imposte dirette, i coniugi, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado secondo il seguente prospetto GRADI PARENTI AFFINI I genitori e figli suoceri, generi e nuore II nonni, nipoti (figli dei figli), fratelli e sorelle cognati III bisnonni, bisnipoti (figli dei nipoti da parte dei figli), zii, nipoti (figli di fratelli e sorelle) Le detrazioni spettano al familiare per i costi sostenuti da questi per la ristrutturazione di qualsiasi abitazione in cui si esplica la convivenza. Pertanto tutte le abitazioni a disposizione del nucleo familiare, ad esempio anche una seconda o una terza casa, possono essere ristrutturate dal familiare convivente. Sono familiari: i futuri acquirenti, se immessi nel possesso, come da compromesso di vendita debitamente registrato (circolare n. 121/E/1998). In tal caso i dati della registrazione devono essere indicati nell apposita comunicazione di inizio lavori da inviare al Centro Operativo di Pescara; i soci di cooperative a proprietà divisa (in qualità di possessori), assegnatari di alloggi, anche se non ancora titolari di mutuo individuale (nelle cooperative a proprietà divisa gli assegnatari diventano proprietari dell abitazione); i soci di cooperative a proprietà indivisa, (in qualità di detentori) assegnatari di alloggi, previo consenso scritto della cooperativa che possiede l immobile (nelle cooperative a proprietà indivisa gli assegnatari diventano inquilini in quanto la proprietà dell abitazione rimane alla cooperativa); gli imprenditori individuali ed i soggetti di cui all articolo 5 del TUIR 917/86 (soggetti che producono redditi in forma associata), limitatamente alle abitazioni diverse da quelle strumentali o merce; singoli condomini per i lavori effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali indicate dall articolo 1117, del codice civile, nei limiti della ripartizione millesimale 811 delle spese e nei limiti delle quote effettivamente pagate. I condomini morosi sono ammessi al beneficio se saldano le loro quote anticipate dal condominio entro il termine di presentazione della loro dichiarazione, anche tardiva, ma non oltre i 90 giorni. 3.1 I BENEFICIARI NEL CONDOMINIO Ai fini delle detrazioni i condomini devono essere distinti in: Condomini a prevalente destinazione abitativa Sono quelli con più del 50% della superficie fuori terra adibita ad abitazione. In questi immobili le detrazioni spettano anche a chi possiede o detiene unità immobiliari diverse da quelle abitative. Ad esempio: il proprietario di un negozio, sempre che sia un soggetto passivo Irpef e fermo restando le altre condizioni, può detrarre i costi sostenuti per la manutenzione del prospetto dell edificio, limitatamente alla propria quota millesimale. Condomini a prevalente destinazione non abitativa Sono quelli con una superficie fuori terra adibita ad uso abitativo non superiore al 50%. In tal caso il diritto alle detrazioni per le spese sostenute per gli interventi sulle parti comuni spetta soltanto ai soggetti possessori o detentori delle abitazioni, sempre entro i limiti delle rispettive quote millesimali e sempre che siano soggetti passivi Irpef. 3.2 SE VARIANO I BENEFICIARI I beneficiari possono variare nel corso del tempo necessario per utilizzare interamente le detrazioni per i seguenti motivi: 1. vendita dell immobile ristrutturato 2. eredità dell immobile ristrutturato 3. donazione dell immobile ristrutturato 1 - Vendita dell immobile ristrutturato In caso di vendita dell immobile ristrutturato l articolo 1, comma 7, della legge n. 449/97, stabilisce che il diritto a fruire delle quote delle detrazioni non ancora utilizzate dal venditore si trasferisce all acquirente, se soggetto IRPEF, (circolare n. 55/E/2001, punto 1.5). L articolo 13 della stessa legge pone una eccezione agli interventi effettuati nelle regioni Emilia Romagna e Calabria negli anni 1996 e Il trasferimento delle detrazioni avviene soltanto se le spese di ristrutturazione sono state sostenute dal possessore (proprietario, nudo proprietario, usufruttuario e possessore per diritto di abitazione). Tale trasferimento, essendo previsto espressamente dalla legge, non può essere impedito da patti contrari inseriti come clausola nell atto di vendita. La disposizione appare logica in considerazione del fatto che il proprietario, o gli altri possessori, vendono l immobile al valore che questo ha una volta ristrutturato. Quindi, chi ha sostenuto i costi di recupero edilizio incassa 912 subito con la vendita il rimborso di tali spese. Pertanto appare equo che le rate delle detrazioni IRPEF, non ancora utilizzate dal venditore al momento della vendita, vengano trasferite all acquirente che ha già rimborsato i costi di ristrutturazione inglobati nel valore della transazione. Al contrario, se i costi di recupero edilizio sono stati sostenuti da un detentore (inquilino, comodatario) o da un familiare convivente, la vendita dell immobile non può compromettere il diritto alle detrazioni IRPEF acquisito da tali soggetti, che rimangono titolari del beneficio anche in caso di cessione dell immobile che hanno ristrutturato (circolare n. 57/E/1998, punto 4). La circolare n. 95/E/2000, al punto , ha precisato che nel caso di vendita di una quota della proprietà dell immobile ristrutturato le detrazioni non si trasferiscono all acquirente. Infatti tale trasferimento può avvenire solo con la cessione dell intero immobile. La Risoluzione n. 77/2009 ha tuttavia precisato che nel caso in cui la cessione di una parte della proprietà dell immobile ristrutturato avvenga a favore di chi era già possessore dell altra parte, il diritto alle detrazioni si trasferisce all acquirente che consolida in tal modo l intera proprietà. La stessa circolare, al punto 4, ha chiarito che benché la norma faccia riferimento alla vendita, la disposizione trova applicazione in tutti i casi di cessione dell immobile anche a titolo gratuito. Pertanto queste considerazioni sono applicabili anche ai seguenti casi di eredità e donazione (circolare n. 57/E/1998, punto 4). 2 - Eredità dell immobile ristrutturato Nel caso di trasferimento per successione dell abitazione ristrutturata, valgono le regole sopra esposte, e cioè le detrazioni non ancora utilizzate si trasferiscono all erede solo se le spese di ristrutturazione edilizia sono state sostenute dal deceduto in qualità di possessore. E inoltre richiesto (a partire dal 2003) che l erede, per usufruire del beneficio, abbia anche la detenzione materiale e diretta dell immobile ereditato. Per detenzione materiale e diretta si intende la semplice disponibilità dell abitazione senza che questa debba necessariamente essere adibita a dimora principale, ben potendo essere una seconda casa; non è disponibile, invece, un abitazione data in locazione e pertanto in detenzione all inquilino. Il coniuge superstite che rinuncia all eredità, pur mantenendo il diritto di abitazione, non può usufruire delle detrazioni residue (circolare n. 24/E/2004, punto 1.1) perché, appunto, rinunciando all eredità non ha più titolo al beneficio. 3 - Donazione In caso di donazione dell abitazione ristrutturata, le detrazioni residue si trasferiscono al donatario solo se le spese di recupero edilizio sono state sostenute dal donante in qualità di possessore. Se, invece, le spese sono state sostenute da un detentore (inquilino, comodatario) o da un familiare convivente, il diritto alle detrazioni rimane a questi ultimi. In tutti i casi di variazione del beneficiario è necessario che il soggetto che subentra nelle agevolazioni, indichi nell apposito spazio della dichiarazione dei redditi in cui utilizzerà la detrazione, il codice fiscale di colui che a suo tempo ha inviato la comunicazione di inizio lavori al Centro Operativo di Pescara. Solo in tal modo l Anagrafe Tributaria sarà in grado di collegare la posizione del subentrante (numero 1013 delle rate e importi ancora da utilizzare) a quella del suo predecessore (numero delle rate ed importi già utilizzati). Trasferimento del detentore in altra abitazione Il trasferimento del detentore o del familiare convivente che ha sostenuto i costi di ristrutturazione in altra abitazione, non comporta la perdita del beneficio. Pertanto tali soggetti conservano il diritto alle detrazioni purché le spese siano state sostenute nel periodo in cui erano conviventi nell abitazione ristrutturata. 4.0 GLI IMMOBILI OGGETTO DEGLI INTERVENTI AGEVOLATI Oggetto degli interventi di recupero edilizio possono essere: 1. Le abitazioni e/o le loro pertinenze (circolare n. 57/E/1998, punto 3) anche se: diverse da quelle principali o prime case; con caratteristiche di lusso; non accatastate ma in via di accatastamento e utilizzate, di fatto, come immobili residenziali; rurali; non ad uso abitativo per le quali i titoli abilitativi delle competenti autorità ne autorizzino le ristrutturazioni con variazione delle destinazioni in quelle ad uso abitativo (Risoluzione n. 14/2005); ad uso promiscuo, per le quali i benefici spettano nella misura del 50%. A tal proposito la Risoluzione n. 18 del 24 gennaio 2008 ha precisato che l agevolazione, al 50 %, spetta anche alle abitazioni adibite a Bed & Breakfast, essendo queste unità abitative adibite in parte ad attività ricettiva non qualificabile come impresa ma produttrice di redditi diversi. E ciò indipendentemente dal fatto che l attività venga svolta in maniera occasionale oppure no. Sono esclusi dai benefici i fabbricati adibiti ad agriturismo. 2. I condomini residenziali (abitativi) per i lavori effettuati sulle parti comuni. Sono agevolati gli interventi di recupero edilizio effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali di cui all articolo 1117 del codice civile. La risoluzione 167/E del 12 luglio 2007 ha precisato che per parti comuni si intendono quelle riferibili a più unità immobiliari funzionalmente autonome, a prescindere dalla esistenza di una pluralità di proprietari. Inoltre, secondo la stessa risoluzione, non 1114 possono essere considerate parti comuni quelle esistenti tra l abitazione e le relative pertinenze. 5.0 TIPI DI INTERVENTI AMMESSI ALLE AGEVOLAZIONI Sono agevolabili i seguenti tipi di interventi di recupero edilizio. Nei condomini residenziali (abitativi), sulle parti comuni di cui all articolo 1117 del codice civile: le spese di manutenzione ordinaria; le spese di manutenzione straordinaria; le spese di restauro e di risanamento conservativo; le spese di ristrutturazione edilizia. Nelle abitazioni le spese di manutenzione straordinaria; le spese di restauro e di risanamento conservativo; le spese di ristrutturazione edilizia. Gli interventi da effettuare devono essere classificati tra quelli sopra indicati secondo la definizione tecnica che ne da l articolo 3 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, Dpr n. 380 del 6 giugno 2001 e successive modificazioni ed integrazioni di cui al Decreto legislativo n. 301 del 27 dicembre MANUTENZIONE ORDINARIA E ammessa solo per gli interventi sulle parti condominiali di edifici residenziali indicate al punto 5.0. Articolo 3,comma 1, lettera a), del Dpr n. 380/2001: sono manutenzioni ordinarie gli interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelli necessari ad integrare o a mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti. La circolare n. 57/98, a titolo puramente esemplificativo, cita i seguenti tipi di interventi: la sostituzione integrale o parziale di pavimenti e le relative opere di finitura e conservazione; la riparazione di impianti per servizi accessori (impianti idraulici, impianti per lo smaltimento delle acque bianche e nere); rivestimenti e tinteggiature di prospetti esterni senza modifiche dei preesistenti oggetti, ornamenti, materiali e colori; rifacimenti di intonaci interni e tinteggiatura; rifacimenti di pavimentazioni esterni e manti di copertura senza modifiche ai materiali; 1215 sostituzione di tegole e altre parti accessorie deteriorate per smaltimento delle acque, rinnovo delle impermeabilizzazioni; riparazioni di balconi, terrazze e relative pavimentazioni; riparazioni e recinzioni; sostituzione di elementi di impianti tecnologici; sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande, senza modifiche delle tipologie di infisso. 5.2 MANUTENZIONE STRAORDINARIA E ammessa tanto sulle singole abitazioni che sulle parti condominiali di edifici residenziali indicate al punto 5.0. Articolo 3, comma 1, lettera b) del Dpr n. 380/2001: sono interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d uso. La circolare n.57/98 cita ad esempio: sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande, con modifica di materiale o tipologia di infisso; realizzazione ed adeguamento di opere accessorie e pertinenziali che comportino aumento di volumi o di superfici utili, realizzazione di volumi tecnici, quali centrali termiche, impianti di ascensori, scale di sicurezza, canne fumarie; realizzazione ed integrazione di servizi igienico-sanitari senza alterazione dei volumi e delle superfici; realizzazione di chiusure o aperture interne che non modifichino lo schema distributivo delle unità immobiliari e dell edificio; consolidamento delle strutture di fondazione e in elevazione; rifacimento di vespai e scannafossi; sostituzione di solai interpiano senza modifica delle quote d imposta; rifacimento di scale e rampe; realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate; sostituzione di solai di copertura con materiali diversi dai preesistenti; realizzazione di elementi di sostegno di singole parti strutturali; interventi finalizzati al risparmio energetico. 1316 Per tali tipi di interventi vedere il successivo punto RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO E ammesso tanto sulle singole abitazioni che sulle parti condominiali di edifici residenziali indicate al punto 5.0. Articolo 3, comma 1,lettera c) del Dpr. n. 380/2001: sono gli interventi edilizi rivolti a conservare l organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell organismo stesso, ne consentano destinazioni d uso con esso compatibili. Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell edificio, l inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze d uso, l eliminazione degli elementi estranei all organismo edilizio. La circolare n. 57/98 cita ad esempio: modifiche tipologiche delle singole unità immobiliari per una più funzionale distribuzione; innovazione delle strutture verticali e orizzontali; ripristino dell'aspetto storico-architettonico di un edificio, anche tramite la demolizione di superfetazioni; adeguamento delle altezze dei solai, con il rispetto delle volumetrie esistenti; apertura di finestre per esigenze di aerazione dei locali. 5.4 RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA E ammessa tanto sulle singole abitazioni che sulle parti condominiali di edifici residenziali indicate al punto 5.0. Articolo 3, comma 1, lettera d) del Dpr. n. 380/2001: sono quelli rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costituitivi dell edificio, l eliminazione, la modifica e l inserimento di nuovi elementi ed impianti. Nell ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi anche quelli consistenti nella demolizione e nella fedele ricostruzione con la stessa volumetria e sagoma di quello preesistente, fatte salve le sole innovazioni necessarie per l adeguamento alla normativa antisismica. La circolare n. 57/98 cita ad esempio: riorganizzazione distributiva degli edifici e delle unità immobiliari, del loro numero e delle loro dimensioni; costruzione dei servizi igienici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti; 1417 mutamento di destinazione d uso di edifici, secondo quanto disciplinato dalle leggi regionali e dalla normativa locale; trasformazione dei locali accessori in locali residenziali; modifiche agli elementi strutturali, con variazione delle quote d imposta dei solai; interventi di ampliamento delle superfici. 5.5 LA REGOLA DELL ASSORBENZA Nel caso in cui un intervento di manutenzione ordinaria, non ammissibile al beneficio se realizzato su una abitazione, sia reso necessario per la realizzazione di interventi edilizi di livelli superiori, per effetto della cosiddetta regola dell assorbenza, rientra anche esso nell ambito delle agevolazioni in argomento. 5.6 ALTRI INTERVENTI AGEVOLATI Rientrano inoltre tra le agevolazioni i seguenti interventi: eliminazione di barriere architettoniche, tanto sulle parti comuni degli immobili, quanto sulle singole abitazioni. Gli interventi devono avvenire secondo la specifica disciplina in materia edilizia. E da rilevare che nei condomini residenziali tali interventi sono agevolati anche se realizzati sulle parti comuni diverse da quelle elencate all articolo 1117, comma 1 del Codice civile. Pertanto rientrano nel beneficio, ad esempio, i costi sostenuti per l installazione di un ascensore nell ambito di un intervento volto ad eliminare le barriere architettoniche per agevolare la mobilità delle persone portatrici di handicap in situazioni di gravità, ai sensi dell articolo 3, comma 3, della legge 104/92. Tali interventi, se direttamente finalizzati al superamento o all eliminazione delle barriere architettoniche, sono assoggettati all aliquota Iva del 4%. Così dispone il Dpr 633/72, Tabella A, parte II, n. 41-ter), a condizione che vengano eseguiti con prestazioni di servizi dipendenti da contratti di appalto; opere finalizzate al risparmio energetico. Per maggiori ragguagli sull argomento consultare il punto successivo; realizzazione di opere finalizzate alla cablatura degli edifici; realizzazione di opere finalizzate al contenimento dell inquinamento acustico; interventi relativi all adozione di misure antisismiche; interventi volti a prevenire infortuni domestici; interventi per la messa a norma degli edifici, per quanto riguarda gli impianti elettrici (legge 5 marzo 1990, n. 46) e per gli impianti a metano (legge 6 dicembre 1971, n. 1083); 1518 interventi volti a prevenire il compimento di atti illeciti; interventi di bonifica dell amianto. Le opere sopra descritte rientrano nell agevolazione soltanto se comportano interventi sull edificio. Ad esempio, tra gli interventi volti a prevenire il compimento di atti illeciti, può figurare l installazione di un antifurto. Tale opera non è agevolabile se i componenti che lo costituiscono non sono strutturalmente inseriti nell edificio Realizzazione di opere finalizzate al risparmio energetico L'art 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, ha inserito la realizzazione di opere finalizzate al conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all'installazione di impianti basati sull'impiego delle fonti rinnovabili di energia, tra quelle agevolabili ai fini della detrazione dall'irpef. L'argomento è trattato dagli artt. da 122 a 135 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia. La circolare n.57/e del 24 febbraio 1998 specifica che le tipologie ammesse ai benefici fiscali sono quelle previste dall'art. 1 del decreto del ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato del 15 febbraio 1992, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 9 maggio 1992, n. 107 e cioè: a. opere di coibentazione dell involucro edilizio che consentano un contenimento del fabbisogno energetico per la climatizzazione di almeno il 10% purché realizzate con regole tecniche previste nella tabella A allegata alla legge 9 gennaio 1991, n. 10 e successive modifiche; b. opere di coibentazione di reti di distribuzione di fluidi termovettori; c. impianti di climatizzazione e/o produzione di acqua calda sanitaria utilizzanti pannelli solari piani; d. impianti che utilizzano pompe di calore per climatizzazione ambiente e/o produzione di acqua calda sanitaria; e. impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica. Il Decreto 19 febbraio 2007 del Ministero dello Sviluppo economico, art. 9, comma 4, esclude dalla tariffa incentivante l'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici per i quali sia stata riconosciuta o richiesta la detrazione del 36%; f. generatori di calore che, in condizioni di regime presentino un rendimento misurato con metodo diretto, non inferiore al 90%; g. generatori di calore che utilizzino come fonte energetica prodotti di trasformazione di rifiuti organici ed inorganici o di prodotti vegetali a condizione che, in condizione di regime, presentino un rendimento, misurato con metodo diretto, non inferiore al 70%; h. apparecchiature per la produzione combinata di energia elettrica e calore a condizione che il fattore di utilizzo globale del combustibile non sia inferiore al 70%; i. apparecchiature di regolazione automatica della temperatura dell aria all interno delle singole unità immobiliari o dei singoli ambienti, purché, in quest ultimo caso, applicati almeno al 70% degli ambienti costituenti l unità immobiliare; 1619 l. apparecchiature di contabilizzazione individuale dell energia termica fornita alle singole unità immobiliari; m. trasformazione, legittimamente deliberata, di impianti centralizzati di riscaldamento in impianti unifamiliari a gas per la climatizzazione e la produzione di acqua calda sanitaria, purché da detta trasformazione derivi un risparmio di energia non inferiore al 20% e purché gli impianti siano dotati di un sistema automatico di regolazione della temperatura e di un generatore di calore con rendimento, misurato con metodo diretto, non inferiore al 90%. Sono escluse le abitazioni situate nelle aree individuate dalle regioni e province autonome di Trento e Bolzano, ai sensi dell articolo 6 della legge 9 gennaio 1991, n. 10, come siti per la realizzazione di impianti e reti di teleriscaldamento; n. sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua alimentati a combustibile; o. sorgenti luminose aventi un efficienza maggiore o uguale a 50 Lumen/Watt, nel limite massimo annuo di una sorgente luminosa per vano dell unità immobiliare. Per le opere sopra indicate è richiesta un attestazione rilasciata dall installatore in cui venga dichiarata che le stesse sono state eseguite in conformità alle vigenti disposizioni in materia di contenimento dei consumi energetici negli edifici e sono rispondenti ai requisiti tecnici eventualmente richiesti dal Decreto Ministeriale Per le opere di cui ai punti a. e m., è necessaria una dichiarazione di un professionista abilitato che attesti la rispondenza delle opere stesse agli specifici criteri tecnici previsti. Per l acquisto delle sorgenti luminose indicate alla lettera o. è sufficiente che nelle fatture o nelle ricevute fiscali risultino il produttore, il modello ed il valore di efficienza delle sorgenti luminose. Queste opere possono essere realizzate in assenza di interventi edilizi propriamente detti. Eventuali contributi o sovvenzioni ricevuti per la realizzazione degli interventi devono essere sottratti interamente dalle spese sostenute prima di effettuare il calcolo della detrazione. Alcuni degli interventi sopra indicati ricadono nella previsione normativa dell articolo 1, commi da 344 a 348 della legge finanziaria 2007, che nell ambito dei cosiddetti Interventi di riqualificazione energetica degli edifici per il riscaldamento invernale dispone le seguenti condizioni più favorevoli: detrazioni del 55% sull imposta dovuta (IRPEF o IRES); limiti di detraibilità più ampi; possibilità di ripartire in 5 rate le detrazioni per le spese sostenute a partire del 1 gennaio Per il 2008 la ripartizione poteva avvenire in un numero di rate variabili tra 3 e 10. Per il 2007 solo in 3 rate. Le detrazioni del 36% o del 41% non sono cumulabili con quelle previste da detta normativa, per cui, in caso di sovrapponibilità degli interventi alle due leggi, l interessato dovrà scegliere quella più adatta alle proprie esigenze. La risoluzione n. 152 del 5 luglio 2007, ha chiarito che nel caso in cui i lavori di ristrutturazione, agevolati con una detrazione del 36%, comportino anche lavori inquadrabili tra quelli definiti Interventi di riqualificazione energetica degli edifici, agevolati con una 1720 detrazione del 55%, il contribuente può utilizzare il beneficio più vantaggioso con l osservanza, ovviamente, delle relative modalità applicative. 5.7 COSTI DETRAIBILI Sono detraibili, nei limiti indicati al punto 2.1, i seguenti costi: per progettazione dei lavori; per acquisto di materiali; per l esecuzione dei lavori; per altre prestazioni professionali richieste dal tipo di intervento; per la relazione di conformità degli stessi alle leggi vigenti; per perizie e sopralluoghi; per l imposta sul valore aggiunto, l imposta di bollo e diritti pagati per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori; per oneri di urbanizzazione; per altri eventuali costi strettamente inerenti la realizzazione degli interventi. 6.0 ACQUISTO O COSTRUZIONE IN PROPRIO DI BOX O POSTI AUTO PERTINENZIALI ALL ABITAZIONE Rientra tra le agevolazioni in argomento, prorogate per gli anni 2008, 2009, 2010, 2011 e 2012, anche quella per l acquisto di box o posti auto, anche a proprietà comune, pertinenziali ad una abitazione. La detrazione IRPEF, però, non opera sul costo di acquisto, ma su quello di costruzione che deve essere attestato dal costruttore-venditore. Pertanto ai fini della detrazione non bisogna fare riferimento all importo del bonifico relativo al costo di acquisto, ma a quello di costruzione dichiarato dal costruttore. Per quanto detto sono esclusi dal beneficio gli acquisti da privati o da imprese che non siano identificabili nella figura del costruttore stesso. La risoluzione n. 39/E/2006 ha chiarito che l acquisto o la costruzione di un box pertinenziale alla prima casa è assoggettabile all Iva del 4%. E il caso di evidenziare che la nozione di prima casa è diversa da quella di abitazione principale, anche se spesso tali nozioni vengono utilizzate erroneamente l una al posto dell altra. Infatti la prima abitazione che si acquista non è necessariamente la dimora principale, ben potendo essere quest ultima un altra abitazione acquistata successivamente a quella. Pertanto sarebbe fuorviante pretendere o riconoscere l applicazione dell Iva al 4% all acquisto di un box pertinenziale ad una abitazione principale che non sia anche prima casa. Il vincolo pertinenziale deve risultare dall atto di acquisto o di assegnazione (nel caso di cooperative) o da un preliminare di acquisto debitamente registrato (circolare n. 55/E/2001, punto ). La Risoluzione n. 38/E dell 8 febbraio 2008 ha precisato che nessun beneficio può essere riconosciuto a chi acquista box o posti auto pertinenziali all abitazione, se la spesa viene sostenuta prima dell atto di acquisto o in assenza di un contratto preliminare di vendita regolarmente registrato. La Risoluzione n. 282/E 18 Vedere altro
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