Source: http://confconsumatoripuglia.com/it/news.asp
Timestamp: 2018-05-25 22:23:58+00:00

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Il presidente di Confconsumatori Puglia, Antonio Pinto, venerdì 25 maggio, terrà un intervento nel corso del Convegno "La Giustizia amministrativa in una società sempre più complessa". Giornata di studio organizzata dal TAR Bari con le associazioni forensi, fra cui l’A.G.AMM. 8 crediti formativi per i partecipanti. Presso l'Aula Aldo Moro, Dipartimento di Giurisprudenza di Bari. L'intervento avrà ad oggetto strumenti di tutela dei consumatori nella giustizia amministrativa.
Grazie all'intervento dell'avv. Alessandra Taccogna, legale di Confconsumatori Bari, una signora di Bari, intestataria di un conto corrente presso Poste Italiane, la quale aveva subito, a sua insaputa, diversi giroconti dell'importo complessivo di circa €. 5.200,00, ad opera di ignoti che avevano effettuato tali operazioni non autorizzate sul suo conto corrente postale, è riuscita a recuperare integralmente la somma sottratta.
L'avv. Taccogna, infatti, previa denuncia presso la Polizia di Stato dell'ammanco in oggetto, ha inviato diffida stragiudiziale a Poste Italiane, di cui ha evidenziato la piena responsabilità, per la scarsa sicurezza del sistema di protezione, evidentemente non idoneo ad ostacolare il verificarsi di episodi di tal tipo.
Ebbene, solo in seguito all'intervento dell'avvocato, la signora ha potuto ottenere il pieno rimborso della somma che le era stata detratta illecitamente dal conto corrente postale, dal momento che per ben oltre dieci mesi dall'accaduto, la stessa si era recata infinite volte personalmente all'Istituto Postale, ma senza ottenere nulla.
La vicenda, quindi, è stata risolta ancora una volta con l'intermediazione di Confconsumatori, interamente in via stragiudiziale e senza la necessità di adire l'Autorità Giudiziaria.
Si invitano, pertanto, i cittadini ed utenti a non arrendersi di fronte a truffe ed episodi di tal tipo, sempre più ricorrenti, ma a recarsi presso le varie Sedi di Confconsumatori presenti sul territorio e pronte a fornire assistenza a chi ne abbia bisogno.
Grazie all'intervento dell'avv. Alessandra Taccogna, legale di Confconsumatori Capurso (Bari), un'anziana signora di Capurso, la quale aveva ricevuto da Acquedotto Pugliese una fattura esagerata di circa €. 10.000,00 per conguagli relativi a consumi idrici, ha ottenuto lo storno della stessa di circa €. 5.000,00.
L'avv. Taccogna ha, infatti, avviato la procedura di conciliazione con l'Acquedotto, nel corso della quale è riuscita a dimostrare che quanto richiesto da AQP era alquanto sproporzionato, rispetto al fabbisogno reale di acqua dell'associata.
Ne consegue che l'AQP ha dovuto procedere con lo storno richiesto e la fattura è stata dimezzata.
La vicenda, quindi, è stata risolta con l'intermediazione di Confconsumatori, interamente in via stragiudiziale e senza la necessità di adire l'Autorità Giudiziaria.
Si invitano, pertanto, tutti gli utenti a non arrendersi di fronte alle fatture contenenti addebiti esagerati, le quali, quasi sempre, riportano consumi e voci incomprensibili, che gli stessi Enti emittenti, non riescono nè a spiegare, nè a dimostrare.
Dal 9 maggio sono operative le nuove sanzioni per le etichette irregolari degli alimenti. E’ entrato in vigore il decreto legislativo n.231 del 15 dicembre 2017 che dà attuazione alla disciplina Ue a tutela dei consumatori. Le penalità per gli inadempienti varieranno da un minimo di 500 euro a un massimo di 40mila. Definire, ad esempio, un prodotto come «naturale» o «senza solfiti» quando non ne sussistono le caratteristiche costituisce una violazione delle pratiche leali d’informazione che può costare da 3mila a 24mila euro. Il fine della nuova normativa è quello di garantire che i consumatori siano adeguatamente informati sugli alimenti, in modo da consentire scelte consapevoli , prevenendo qualunque pratica suscettibile di indurre in errore i cittadini. Sono state così definite le informazioni che devono obbligatoriamente comparire sull’etichetta di un prodotto alimentare preimballato, come ad esempio, il termine minimo di conservazione o la data di scadenza dell’alimento, la dichiarazione nutrizionale o l’elenco degli ingredienti. Il decreto legislativo italiano 231/2017, che essenzialmente interviene in due distinti ambiti: da un lato, definisce le sanzioni per le violazioni del regolamento Ue 1169/2011, disponendo le pene pecuniarie che variano, a seconda della gravità delle singole infrazioni, raggiungendo - come detto - un tetto massimo di 40mila euro; in secondo luogo adegua la normativa nazionale alle disposizioni del regolamento Ue, disciplinando aspetti non armonizzati a livello europeo, come, ad esempio, la vendita dei prodotti non preimballati, l’indicazione del lotto e la vendita in distributori automatici di alimenti non preimballati, prevedendo, al contempo, le sanzioni correlate. Il regolamento europeo, inoltre, dispone che sugli alimenti vadano indicate obbligatoriamente le sostanze che possono provocare allergie o intolleranze e detta norme relative ai requisiti di etichettatura di queste sostanze: ad esempio, la loro messa in evidenza rispetto ad altri ingredienti. In questo caso, la mancata apposizione dell’indicazione obbligatoria viene punita con una sanzione amministrativa da 5mila a 40mila euro. Le sanzioni vengono irrogate dal ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressioni frodi dei prodotti agroalimentari), restando comunque ferme le competenze spettanti all’Autorità garante della concorrenza e del mercato per le violazioni della normativa sulle pratiche commerciali abusive.
Il convegno nasce dalla volontà di stimolare la riflessione sui consumatori di domani e sul tema della sostenibilità, attraverso il contributo di figure di spicco del mondo scientifico e istituzionale. L’Italia, sconta, almeno in parte, un ritardo sul fronte dell’innovazione e, in particolare, pochi sono culturalmente preparati ad affrontare l’idea di nuovi cibi (sia nel comparto food sia nel feed). Si approfondirà, allora, il tema dei novel food, per rispondere alle curiosità (e perplessità) dei cittadini e per stimolare il dibattito sull’evoluzione del consumatore e sulla crescente domanda di alimenti sostenibili, funzionali, sani e di qualità (a prezzi accessibili). Confconsumatori è convinta che la tutela delle eccellenze italiane, pur fondamentale e certamente prioritaria, passi anche attraverso la ricerca di nuovi cibi proteici, peraltro già pienamente integrati all’alimentazione tradizionale in molti Paesi. E ciò principalmente al fine di assicurare sufficienza di cibo, sicurezza alimentare e la salvaguardia dell’ambiente, valori – tutti – condivisi universalmente.
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30/04/2017 VINOWAY WINE SELECTION 2018
Confconsumatori il 4 maggio sarà a Salice Salentino per partecipare al convegno "Vino Italiano: valutazioni del mercato interno ed estero – Mercato del Vino in Italia: confronto tra vino “convenzionale” e “artigianale”". Evento organizzato da Vinoway, rivista leader del settore. L'attenzione alle regole di tutela del consumatore, dal campo all'etichetta e passando per il prezzo, è utile ai produttori che vogliono aumentare i volumi di vendita.
29/04/2017 CONFCONSUMATORI E NUOVA SENTENZA SUI RIMBORSI PER CANCELLAZIONI DI VOLI AEREI.
23/04/2017 L'ANTITRUST APRE ISTRUTTORIA SU AGOS, FINDOMESTIC E CARDIF PER SOSPETTE PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE.
L’Antitrust torna a occuparsi di polizze, anche a seguito di esposti giunti da vari cittadini assistiti dalle Associazioni dei consumatori, fra cui la nostra. Il sospetto del garante della concorrenza, questa volta, è che sia avvenuta una concessione di prestiti personali, subordinati all’accensione di polizze assicurative non collegate al finanziamento. Per queste presunte pratiche commerciali scorrette l’Antitrust ha aperto pochi giorni fa un’istruttoria su Findomestic Banca, Agos Ducato (Credit Agricole) e due compagnie assicurative del gruppo Cardif (Bnp Paribas) effettuando perquisizioni presso le tre società con il del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.
La prima istruttoria riguarda Agos Ducato e la compagnia Cardif Assurance Vie (ramo Vita); la seconda Findomestic Banca e la compagnia Cardif Assurances Risques Divers (ramo danni). Secondo l'ipotesi dell'AGCM si sarebbe realizzata una «pratica legante» tra i prodotti bancari e assicurativi, in violazione del Codice del Consumo.
Dal canto loro, Cardif Assurance Vie e Cardif Assurances Risques Divers avrebbero posto in essere condotte contrarie alla diligenza professionale e idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore.
29/03/2017 MINISTERO DELLA SALUTE CONDANNATO A RISARCIRE I PARENTI DI UNA VITTIMA PER TRASFUSIONE DI SANGUE INFETTO: SENTENZA ESEMPLARE DEL TRIBUNALE DI BARI, OTTENUTA DAL PRESIDENTE DI CONFCONSUMATORI PUGLIA.
Una trasfusione di sangue infetto provocò la morte di un paziente, il ministero della Salute è stato condannato dal Tribunale di Bari a pagare oltre 918mila euro agli eredi. La vittima è morta nel 2007 dopo aver contratto l’Hiv per colpa di una trasfusione di sangue infetto avvenuta nel Policlinico barese.
La sentenza è la numero 5203 posta in esecuzione ieri dal giudice Oronzo Putignano che ha accolto la richiesta risarcitoria formulata dai parenti di un paziente che aveva contratto il virus HIV- HCV a seguito di trasfusioni. L’uomo, a 42 anni, è deceduto nel 2007: per via di una patologia con la quale combatteva sin da tenera età, dal 1976 al 1993 è stato sottoposto a diverse trasfusioni. Nel 1991 ha scoperto di essersi ammalato di Aids, l’infezione da Hiv – come stabilito da una commissione interna – fu causata proprio da una sacca di sangue infetto. Il Tribunale ha condannato il ministero della Salute al pagamento del risarcimento danni, sia iure proprio che iure hereditatis, in favore dei congiunti, difesi dall’avvocato Antonio Pinto, per un totale complessivo di euro 918.100 oltre interessi legali. E’ stato riconosciuto, infatti, il nesso di causalità diretta fra la condotta colposa ed omissiva del ministero, per mancata vigilanza, e la morte del paziente.
22/03/2018 LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE E LE CONSEGUENZE PER GLI AZIONISTI DELLA BANCA POPOLARE DI BARI
La Corte Costituzionale ha deciso sulle questioni di costituzionalità sollevate dal Consiglio di Stato sulla riforma delle banche popolari, introdotta con il DL n. 3 del 2015. Le questioni di incostituzionalità sono state ritenute infondate. Secondo la Corte quindi: 1) è costituzionale la normativa che prevede l’obbligo per le banche popolari di trasformarsi in società per azioni; 2) la normativa impugnata - che prevede la possibilità per le banche di introdurre limitazioni al rimborso in caso di recesso del socio - non lede il diritto di proprietà dei soci stessi. Le motivazioni della sentenza saranno rese note fra qualche settimana.
La sentenza implica che ora la BPB dovrà trasformarsi in S.p.A.. Inoltre, la banca, in caso di recesso degli azionisti, potrà limitare il diritto al rimborso del valore dell’azione al socio receduto, come previsto dalla normativa oggi dichiarata legittima. Ora occorrerà attendere che il Consiglio di Stato fissi i termini per dare seguito alla trasformazione in S.p.A., subito dopo dovrà essere convocata l’assemblea dei soci per deliberare sulla predetta trasformazione e solo dopo inizierà a decorrere il termine per esercitare eventualmente il diritto di recesso, per chi lo voglia.
Il contenuto di questa sentenza conferma che l’azione del Comitato dovrà continuare anche a seguire le due strade sino ad oggi perseguite: 1) svolgere iniziative di tutela collettiva, cercando di ottenere risultati utili per i soci, come ad es. il Fondo di solidarietà, maggiore e migliore accesso al credito per i soci, la trasparenza del mercato di negoziazione delle azioni. 2) Svolgere azioni giudiziali finalizzate a chiedere l’accertamento della sussistenza di eventuali violazioni – da parte della banca – della normativa in materia di prestazione dei servizi d’investimento. Ad oggi sono stati tutti accolti i primi ricorsi in favore di 5 azionisti, presentati all’Arbitro per le Controversie Finanziarie in Consob dai legali del Comitato. L’ACF ha infatti condannato la Banca Popolare di Bari a risarcire gli azionisti del danno subito, calcolato nella differenza fra la somma che gli azionisti avevano pagato per comprare le azioni, ed il valore presumibile di smobilizzo dell’azione (oltre interessi e rivalutazione monetaria).
IL COMITATO PER LA TUTELA DEGLI AZIONISTI DELLA BPB

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