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Timestamp: 2020-06-03 09:50:11+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 6944 del 17/03/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 6944 del 17/03/2017
Cassazione civile, sez. trib., 17/03/2017, (ud. 27/02/2017, dep.17/03/2017), n. 6944
sul ricorso iscritto al n. 21557/2012 R.G. proposto da:
L.A., rappresentato e difeso dall’Avv. Eugenio Romanelli
Grimaldi, elettivamente domiciliato in Roma alla via Germanico n.
107 presso lo studio dell’Avv. Nicola Bultrini, per procura a
Campania n. 189/31/11 depositata il 27 giugno 2011;
Udito l’Avv. Eugenio Romanelli Grimaldi per il controricorrente;
Generale DEL CORE Sergio, che ha concluso per l’accoglimento del
primo motivo di ricorso, assorbiti gli altri.
In accoglimento dell’appello di L.A. e in riforma della sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli, la Commissione Tributaria Regionale della Campania annullava l’avviso di accertamento emesso nei di lui confronti per recupero IRAP e IVA sull’anno d’imposta 2000, recupero conseguente alla qualificazione di plurime cessioni immobiliari come attività d’impresa in società di fatto.
Il giudice d’appello negava la sussistenza dell’attività d’impresa in società di fatto, assumendo che L.A. e la coniuge S.A. non avevano svolto opere edilizie, ma si erano limitati a vendere alcuni immobili ricevuti in permuta dal terzo costruttore ( V. s.r.l.) a fronte della cessione del suolo edificatorio.
L’Agenzia delle Entrate ricorre per cassazione sulla base di cinque motivi.
L.A. resiste mediante controricorso.
1. Il primo motivo di ricorso denuncia nullità della sentenza per difetto di integrità del contraddittorio, essendo stati pretermessi i soci, i quali pure avevano separatamente impugnato i rispettivi avvisi di accertamento, nei loro confronti emessi anche per redditi di partecipazione.
La controversia sull’esistenza di una società di fatto ai fini della pretesa tributaria comporta il litisconsorzio necessario di tutti i soggetti coinvolti, in quanto la struttura unitaria del rapporto giuridico implica che la decisione sia utile solo se resa nei confronti di tutti i titolari (Cass. 25 giugno 2014, n. 14387, Rv. 631535).
1.2. Non è possibile la riunione sanante in fase di legittimità (secondo il modello inaugurato da Cass. 18 febbraio 2010, n. 3830, Rv. 611765), essendo incontestato quanto dedotto dall’Agenzia delle Entrate (pag. 9-10 di ricorso), cioè che una parte del contenzioso (quella sui redditi di partecipazione dei soci) è stata rimessa in primo grado ai fini d’integrazione del contraddittorio dallo stesso giudice d’appello.
2. Attesa la priorità logica del motivo sull’error in procedendo, restano assorbiti gli altri motivi di ricorso, concernenti il fondo delle questioni (legittimità dell’accertamento induttivo puro e impiego delle presunzioni supersemplici, natura abituale e societaria dell’attività).
3. La violazione della necessità del litisconsorzio vizia l’intero processo, imponendo l’annullamento con rinvio al giudice di primo grado ex art. 383 c.p.c., comma 3.
4. Il giudice di rinvio disporrà l’integrazione del contraddittorio nei confronti della società e dei soci – prospettati in thesi -, svolgerà un nuovo esame di merito e regolerà le spese processuali.
Accoglie il ricorso nel primo motivo, assorbiti gli altri; cassa la sentenza impugnata e quella di primo grado, rinviando alla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli in differente composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

References: Sentenza 
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 sentenza 
 Cass. 
 art. 383
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