Source: http://briguglio.asgi.it/immigrazione-e-asilo/2003/maggio/seminario-normativa-2.html
Timestamp: 2017-10-23 02:21:07+00:00

Document:
PRINCIPALI ELEMENTI DELLA NORMATIVA SU IMMIGRAZIONE, ASILO E CITTADINANZA IN VIGORE AL TERMINE DELLA XIII LEGISLATURA[1]
10. Sponsorizzazione e autosponsorizzazione
11. Ingresso e soggiorno per lavoro extra-quote
12. Ricongiungimento familiare e soggiorno per motivi familiari
13. Minori stranieri
14. Ingresso e soggiorno per studio
16. Protezione sociale
17. Respingimento alla frontiera
19. Trattenimento nei CPT
20. Sanzioni a carico di terzi
23. Assistenza sociale
24. Enti di patronato
25. Accoglienza e accesso all’alloggio
26. Discriminazione
27. Status di rifugiato
28. Protezione temporanea
29. Protezione complementare
30. Cittadinanza
· Uno o piu’ decreti annuali flussi (DPCM; sentite Commissioni parlamentari)
· In mancanza decreto, direttiva Presidente Consiglio Ministri: conformita’ decreti anno precedente (utilizzata nel 1999)
· Quote per lavoro subordinato a tempo determinato e indeterminato; lavoro stagionale; lavoro autonomo; sponsorizzazione
· Decreti 1998-2002:
o 2002: antipazioni: Decreto Ministro del lavoro 4/2/02: stagionali da paesi con accordi o candidati all’ingresso nell’UE (33.000); Decreto Ministro del lavoro 12/3/02: stagionali da stessi paesi o con diritto di precedenza (6.400), autonomi (3.000; la circ. Minlavoro 23/02, poi annullata dal TAR Veneto, limitava la possibilita’ di conversione ex art. 39, co. 7 Regolamento ai soli stranieri che avessero fatto ingresso prima della data di pubblicazione del decreto); Decreto Ministro del lavoro 22/5/02: stagionali da stessi paesi o con diritto di precedenza (6.600)
o tipo D: per adozione, cure mediche, diplomatico, per familiare al seguito, inserimento nel mercato del lavoro, lavoro autonomo, lavoro subordinato, missione, motivi religiosi, reingresso, residenza elettiva, ricongiungimento familiare, studio, vacanze-lavoro (visti di lunga durata)
· Comunicazione scritta allo straniero cui e’ rilasciato il visto, in lingua comprensibile, su principali diritti e doveri relativi a ingresso e soggiorno in Italia
· Possibile il rientro dello straniero sottoposto a procedimento penale, per il tempo strettamente necessario all’esercizio del diritto di difesa, al solo fine di partecipare al giudizio o al compimento di atti per i quali e’ necessaria la sua presenza; autorizzazione rilasciata, su richiesta dell’interessato o del difensore, dal questore, anche tramite la rappresentanza diplomatica o consolare italiana
o disponibilita’ alloggio
o lavoro subordinato: pari a durata del rapporto, ma comunque < 2 anni
o familiari: come per il familiare (o affidatario) “perno”; affidamento (minore affidato a comunita’ familiare o istituto di assistenza, ex art. 2 L.184/83): fino al compimento dei 18 anni (?)
o lavoro stagionale: < 9 mesi
· Richiesta di rinnovo del permesso: almeno 30 gg. prima della scadenza (insanabile oltre 60 gg. dopo la scadenza)
· Durata del permesso rinnovato < doppio della durata stabilita col rilascio iniziale
· In caso di dubbi sull’identita’ dello straniero, possibile il rilevamento segnaletico
· Permesso per motivi di studio utilizzabile per lavoro subordinato, per un massimo di 1040 ore per anno; convertibile, salvo che sia escluso da accordi o condizioni di ammissione, in permesso per lavoro subordinato, previa idonea documentazione del rapporto di lavoro, entro quote, prima della scadenza (pochi posti per regione riservati per circolare)
· Tutti i permessi (anche di breve durata; non utilizzabili per lavoro: da Regolamento; “anche se” non utilizzabili per lavoro: da Vademecum Mininterno; di fatto, esclusi permessi temporanei: cura, richiesta asilo) convertibili in permesso per lavoro autonomo a condizione del rispetto dei requisiti per l’ingresso e entro quote (la circ. Minlavoro 23/02, poi annullata dal TAR Veneto, limitava la possibilita’ di conversione ex art. 39, co. 7 Regolamento ai soli stranieri che avessero fatto ingresso prima della data di pubblicazione del decreto-flussi)
· Altre conversioni:
o motivi familiari o affidamento in lavoro o studio; al compimento della maggiore eta’ o in caso di separazione legale o scioglimento del matrimonio, extra quote
o inserimento nel mercato del lavoro in lavoro subordinato o (alla scadenza) lavoro autonomo (circolare Mininterno 19/5/01)
o 5 anni di soggiorno legale
· La circolare del Mininterno 23/10/2000 sosteneva la necessita’ del possesso di permesso indefinitamente rinnovabile per tutti e cinque gli anni; sentenze di diversi TAR (es.: TAR Lombardia) contrarie; la circolare del Mininterno 3/6/02 ha rivisto l’interpretazione: 5 anni di soggiorno legale a qualunque titolo e titolarita’ di permesso indefinitamente rinnovabile solo al momento della richiesta della carta
· La richiesta deve contenere l’indicazione dei luoghi di soggiorno negli ultimi 5 anni (del solo richiedente; circolare Mininterno 4/4/2001)
· Richiesta nominativa (eventualmente da lista istituita in base ad accordi bilaterali) di autorizzazione al lavoro da parte del datore di lavoro (italiano o straniero regolarmente soggiornante) presso la Direzione provinciale del lavoro
· Possibile (Circolare Ministero lavoro 55/00) la pluralita’ di rapporti di lavoro part-time, come pure il singolo rapporto part-time, a condizione che il reddito del lavoratore sia non inferiore all’importo dell’assegno sociale (alloggio escluso)
o generalita’ del datore di lavoro e del lavoratore e sede dell’impresa o dell’attivita’ lavorativa
o indicazione delle modalita’ di alloggio
· Documentazione da allegare:
o eventuale certificato di iscrizione dell’impresa alla Camera di commercio
o copia del contratto sottoscritto dal datore di lavoro e dal lavoratore, condizionato al solo rilascio del permesso di soggiorno (copia sottoscritta dal datore di lavoro presso la Direzione provinciale del lavoro; spedita al lavoratore che la restituisce firmata; rispedita, a procedura completata, al lavoratore, che autentica la firma presso il consolato italiano al momento della richiesta del visto!)
o certificazione attestante la capacita’ reddituale del datore di lavoro (determinata, per il lavoro domestico, dalla Circolare Ministero lavoro 55/00, sulla base del redditometro: circa 95 Milioni annui)
· Rilascio (nel rispetto delle quote) o diniego dell’autorizzazione entro 20 gg. (limite con carattere puramente ordinatorio)
· Richiesta in Questura di nulla-osta provvisorio all’ingresso, previa presentazione dell’autorizzazione al lavoro e di copia della domanda e della documentazione gia’ presentata
· Nulla-osta concesso entro 20 gg. (limite a carattere ordinatorio) se non vi sono motivi ostativi all’ingresso del lavoratore (es.: divieti di reingresso) e se il datore di lavoro non ha condanne o denunce pendenti per reati relativi all’immigrazione o reati di cui agli artt. 380 e 381 c.p.p. ne’ e’ stato sottoposto a misure di prevenzione
· Autorizzazione al lavoro (da utilizzare entro 6 mesi dal rilascio), copia del contratto sottoscritto e nulla-osta provvisorio spediti al lavoratore, che chiede il visto presso il consolato italiano
· Visto di ingresso per lavoro subordinato rilasciato o negato entro 20 gg.
o due anni per rapporto a tempo indeterminato
o durata del rapporto, ma comunque < 2 anni, per rapporto a tempo determinato
o iscrizione al collocamento per durata residua del permesso, ma comunque > 1 anno
· Consentita l’assunzione, senza richiesta di autorizzazione al lavoro, ma con comunicazione alla Direzione provinciale del lavoro, anche di titolari di permesso per inserimento nel mercato del lavoro, lavoro autonomo, motivi familiari o affidamento (salvi requisiti di eta’), studio (salvo che sia escluso da accordi o condizioni di ammissione), asilo, motivi umanitari (se e’ consentito l’accesso al lavoro), protezione sociale; e’ consentita anche l’iscrizione al collocamento (non citata esplicitamente nel caso di permesso per studio e per affidamento; discende, in caso di sopravvenuta disoccupazione, dalla parita’ di diritti tra lavoratore straniero e lavoratore italiano?)
o accede alle misure di edilizia popolare a parita’ con l’italiano
· Non oltre 15 gg. di tempo per il rilascio dell’autorizzazione al lavoro da parte della Direzione provinciale del lavoro
· Il lavoratore che rispetti l’obbligo di uscita al termine del permesso di soggiorno ha la precedenza rispetto agli altri lavoratori per l’ingresso per lavoro stagionale per l’anno successivo presso lo stesso datore di lavoro (o per le stesse chiamate cumulative), come pure per le chiamate che attingano da liste
o disponibilita’ di reddito non inferiore a quello al di sotto del quale e’ prevista l’esenzione dal ticket (nel 1998 era di circa 16 milioni di lire annui; successivamente la disciplina dell’esenzione dal ticket e’ stata riformata; soglia di riferimento: assegno sociale?), o garanzia sostitutiva, o dichiarazione di un committente della prestazione di lavoro autonomo o del rappresentante legale della cooperativa dalle quali risultino compensi equivalenti
· Rinnovo condizionato alla dimostrazione della disponibilita’ di alloggio e di reddito non inferiore all’importo dell’assegno sociale (da circolare Mininterno 19/05/2001) o garanzia sostitutiva
· Puo’ ottenere il permesso per lavoro autonomo il titolare di permesso (anche di breve durata) per altri motivi (che non consentono attivita’ lavorativa – da Regolamento; qualsiasi – da Vademecum Mininterno; esclusi i permessi temporanei, quale richiesta asilo o cura – da prassi) che soddisfi i requisiti per l’ingresso (incluso il rispetto delle quote programmate)
· Richiesta di ingresso presentata in questura, entro 60 gg. dall’entrata in vigore del decreto di programmazione, dal garante
· Possono prestare garanzia
o cittadini italiani o comunitari
o stranieri con permesso di soggiorno di durata residua > 1 anno
o regioni, enti locali (anche in associazione o consorzio, e incluse comunita’ montane)
o associazioni professionali o sindacali
o enti o associazioni di volontariato iscritti nell’apposita sezione dell’albo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri
· Numero di sponsorizzazioni consentito:
o 2 per anno (per privati)
o il numero stabilito con l’iscrizione all’albo (per associazioni e enti di volontariato
o il numero stabilito con delibera (per regioni o enti locali)
o il numero corrispondente alle capacita’ patrimoniali e compatibile con l’ordinamento (per associazioni professionali e sindacali)
· Il privato che voglia prestare garanzia deve soddisfare i seguenti requisiti:
o disporre di un reddito commisurato (come per il ricongiungimento familiare) alle dimensioni del proprio nucleo familiare
o non avere condanne o denunce pendenti per reati relativi all’immigrazione o reati di cui agli artt. 380 e 381 c.p.p. e non essere stato sottoposto a misure di prevenzione
· La richiesta in questura deve essere corredata da:
o copia di dichiarazione dei redditi o Mod. 101 che attesti la disponibilita’ di reddito
o dimostrazione della disponibilita’ di alloggio idoneo per lo straniero (attestazione del Comune di conformita' alloggio ai parametri previsti da leggi regionali o certificato di idoneita' sanitaria rilasciato dalla ASL)
o fideiussione bancaria o polizza fideiussoria a garanzia di
- iscrizione dello straniero al SSN (con pagamento forfetario pari al minimo previsto dalle leggi vigenti; da Vademecum Mininterno)
- sostentamento dello straniero in misura non inferiore all’importo dell’assegno sociale
- copertura spese rimpatrio
· L’iscrizione dell’ente o associazione di volontariato con sede in Italia che voglia prestare garanzia nell’apposita sezione dell’albo presso la Presidenza del Consiglio e’ consentita (con indicazione del numero massimo di garanzie per anno) se
o l’ente o associazione
- opera da almeno 3 anni nel campo dell’immigrazione
- non ha fini di lucro e ha struttura democratica (ovvero e’ una ONLUS)
- ha disponibilita’ patrimoniali adeguate
- ha disponibilita’ di strutture alloggiative per ospitare gli stranieri per i quali prestera’ garanzia
o il rappresentante legale non ha condanne o denunce pendenti per reati relativi all’immigrazione o reati di cui agli artt. 380 e 381 c.p.p. e non e’ stato sottoposto a misure di prevenzione
· La richiesta in questura da parte di ente o associazione di volontariato iscritti nell’apposita sezione dell’albo o di associazione professionale o sindacale deve essere corredata da
o copia autentica della deliberazione concernente la prestazione di garanzia
o documentazione attestante la disponibilita’ di risorse (commisurate al numero di stranieri per cui si garantisce come per il ricongiungimento familiare, con incremento del 75% dell’importo assegno sociale per ogni straniero successivo al quinto)
· La richiesta in questura da parte di regione o ente locale
o deve essere corredata da copia autentica della delibera concernente la prestazione di garanzia
o deve riguardare stranieri iscritti nelle liste di prenotazione di cui all’art. 23, co. 4, secondo la graduatoria (basata sull’anzianita’ di iscrizione)
· La questura rilascia o nega l’autorizzazione all’ingresso entro 60 gg., previo accertamento requisiti in capo al garante e assenza motivi ostativi all’ingresso dello straniero
· In caso di diniego, titolo relativo alla fideiussione restituito al garante (se privato)
· Autorizzazione spedita dal garante allo straniero, che la presenta al consolato italiano chiedendo il visto di ingresso per inserimento nel mercato del lavoro entro 6 mesi dalla presentazione della domanda in questura (o i 6 mesi includono l’ingresso?)
· In caso di mancato esaurimento, dopo 60 gg. dall’entrata in vigore del decreto di programmazione, delle quote appositamente definite, possibile richiedere il visto per ingresso nel mercato del lavoro (senza garante), nei limiti stabiliti dal decreto stesso, da parte degli iscritti nelle liste di prenotazione presso i consolati; requisiti (Direttiva del Ministro dell’interno sui mezzi di sussistenza):
o indicazione di un alloggio in Italia
o disponibilita’ di mezzi per il sostentamento pari almeno a meta’ dell’importo annuale dell’assegno sociale
o disponibilita’ dei mezzi necessari per le spese di rimpatrio (o esibizione del biglietto di ritorno)
o disponibilita’ di mezzi per l’iscrizione al SSN con contributo forfetario pari al minimo previsto dalle leggi vigenti (da Vademecum Mininterno), o stipula di un’assicurazione privata valida su tutto il territorio nazionale
· I decreti di programmazione per il 2000 e il 2001 hanno limitato la possibilita’ di ingresso per inserimento nel mercato del lavoro senza garante a iscritti nelle liste istituite nei paesi con accordi (Albania, Tunisia, Marocco, Albania); utilizzato, nel 2001, da Albania (1231), Tunisia (2024) e Marocco (313)
· Visto rilasciato o negato entro 30 gg.
· Richiesta in questura del permesso di soggiorno per inserimento nel mercato del lavoro entro 8 gg. lavorativi dall’ingresso
· Rilascio condizionato alla conferma (da parte della Direzione provinciale del lavoro) dell’iscrizione nelle liste di collocamento e di iscrizione al SSN (ottenute esibendo la ricevuta con foto di richiesta del permesso) ovvero di assicurazione contro il rischio di malattia, infortunio, maternita’
· Durata del permesso: 1 anno
· Rilascio, su richiesta del titolare, di un permesso per lavoro subordinato della durata
o di 2 anni, in caso di assunzione con contratto a tempo indeterminato
o della durata del rapporto, in caso di assunzione con contratto a tempo determinato, ma comunque con scadenza non anteriore a quella dell’originario permesso per inserimento nel mercato del lavoro
· Restituzione, in caso di rilascio di permesso per lavoro subordinato, del titolo relativo alla fideiussione al garante (affrancato dagli obblighi di sostentamento; e di alloggio?)
· Possibile, alla scadenza del permesso per inserimento nel mercato del lavoro, il rilascio di permesso per lavoro autonomo (extra-quote), se sono soddisfatti gli altri requisiti (circolare Mininterno 19/5/01)
· In mancanza di rilascio di permesso per lavoro subordinato o autonomo, alla scadenza dell’anno di soggiorno, lo straniero e’ tenuto al rimpatrio
· Ingresso extra-quote per le seguenti categorie:
o genitori a carico (un’ordinanza del Tribunale di Padova stabilisce che l'entita' delle rimesse in favore dei genitori va valutata, al fine di verificare la condizione di genitori a carico, con riferimento al tenore di vita tipico del paese in cui i genitori risiedono, e che attestazioni da parte delle autorita’ locali sulla dipendenza economica dei genitori dal figlio sono rilevanti)
o familiari entro il III grado, inabili al lavoro secondo la legge italiana (nella assoluta e permanente impossibilita' di svolgere una qualsiasi attivita' lavorativa per inabilita' o difetto fisico o mentale), a carico
· Il ricongiungimento puo’ essere chiesto anche dal cittadino italiano in tutti i casi in cui puo’ chiederlo il cittadino comunitario, e per il figlio maggiorenne adottato (da decreto MAE); dubbia la legittimita’ costituzionale dell’imposizione di requisiti relativi a reddito e alloggio (diritto all’unita’ familiare non limitabile per l’italiano)
· Richiesta in questura di nulla-osta all’ingresso; documentazione da presentare:
o allo straniero regolarmente soggiornante da almeno un anno che abbia sposato un cittadino italiano o cumunitario o uno straniero regolarmente soggiornante (titolare di diritto al ricongiungimento? e in possesso dei requisiti?)
· Permesso di soggiorno per motivi familiari della stessa durata di quello del familiare in possesso dei requisiti per richiedere il ricongiungimento, rinnovabile con questo; carta di soggiorno a chi si ricongiunge con cittadino italiano o comunitario (senza ulteriori requisiti? in contrasto con art. 9 T.U. e T.U. comunitari)
· In caso di separazione o di scioglimento del matrimonio o, per il figlio che non possa ricevere una carta di soggiorno, al compimento della maggiore eta’, al familiare straniero il permesso e’ convertito in permesso per lavoro subordinato o autonomo o per studio (in base ai requisiti previsti?)
o nel caso in cui i presupposti per il mantenimento del permesso per motivi familiari vengano meno per separazione o scioglimento del matrimonio, o in cui, al compimento dei 18 anni, non e’ possibile il rilascio di una carta di soggiorno, il permesso per motivi familiari e’ convertito (solo in presenza dei requisiti?) in permesso per lavoro subordinato o autonomo (salvi i requisiti di eta’) o per studio (art. 30, co. 5)
o al compimento dei 18 anni il minore titolare del permesso per motivi familiari rilasciato, dopo iscrizione nel permesso dell’adulto, al compimento dei 14 anni (nota: la disposizione sembra travalicare l’ambito di applicazione definito dalla rubrica dell’art. 32 T.U.) e al minore affidato a comunita’ di tipo familiare o istituto di assistenza ex art. 2, L. 184/83 (titolare quindi di permesso per affidamento) e’ rilasciato un permesso per lavoro subordinato o autonomo (salvi i requisiti di eta’), per studio, per accesso al lavoro (inserimento nel mercato del lavoro?), anche senza requisiti, o per motivi sanitari (?) o di cura (art. 32, co. 1 T.U.)
· Il minore straniero accede alla carta di soggiorno in quanto figlio di titolare di carta di soggiorno e in quanto minore a lui affidato (art. 31, T.U.; in presenza dei requisiti di reddito e alloggio?), o in quanto minore affidato a cittadino italiano o comunitario (art. 30, co. 4, art. 30, co. 1, lettera c, T.U.), o in quanto soggiornante legalmente in Italia da almeno 5 anni e titolare di un permesso illimitatamente rinnovabile (lavoro subordinato o autonomo, in seguito a conversione ex art. 14 Regolamento, o asilo)
· Accesso al lavoro come per minore italiano (art. 5, D. Lgs. 345/99), salvo titolari di permesso per minore eta’:
· In caso di inopportunita’ di rimpatrio, il Comitato dispone il “non luogo a provvedere al rimpatrio” e informa l’autorita’ giudiziaria per la valutazione dello stato di abbandono (e i provvedimenti conseguenti) e i servizi sociali per l’affidamento
o non e’ utilizzabile per lavoro ne’ convertibile al compimento dei 18 anni (Circolare Mininterno 13/11/00; in contrasto con la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo, secondo sentenza del Tribunale di Torino)
· Il permesso per affidamento (e, piu’ in generale, la condizione di minore affidato ai sensi dell’art. 2, L. 184/83: a comunita’ di tipo familiare o istituto di assistenza) da’ diritto all’assistenza sanitaria (con iscrizione obbligatoria al SSN) e all’avviamento scolastico e consente l’accesso al lavoro; convertibile al compimento dei 18 anni in permesso per lavoro subordinato o autonomo (salvi i requisiti di eta’), per studio, per accesso al lavoro (inserimento nel mercato del lavoro?), anche senza requisiti, o per motivi sanitari (?) o di cura (art. 32, co. 1 T.U.)
· Accesso a tutti i corsi, a parita’ con i cittadini italiani (fuori quota), per stranieri regolarmente soggiornanti ad altro titolo in possesso di titolo superiore conseguto in Italia o di titolo equipollente, se conseguito all’estero
· Conversione prima della scadenza in permesso per lavoro subordinato o autonomo entro quote (senza precedenza) previa idonea documentazione del rapporto di lavoro o, rispettivamente, dei requisiti previsti per il soggiorno per lavoro autonomo
o all’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica a parita’ con gli italiani, a condizione che esercitino regolare attivita’ di lavoro subordinato o autonomo
· Prevista l'erogazione di fondi per la ristrutturazione di alloggi da destinare ad abitazioni per titolari di permessi di lunga durata (incluso studio) per un congruo numero di anni
II. Allontanamento
· Obbligo per il vettore di riconduzione immediata dello straniero respinto nel paese che ha rilasciato il documento di viaggio
· Sanzioni per il vettore che non abbia controllato la regolarita’ dei documenti dello straniero trasportato ai fini dell’ingresso o non ne abbia segnalato la presenza (la segnalazione non libera dalle sanzioni)
o come sanzione sostitutiva della detenzione
o eseguita (successivamente all’espiazione della pena) con accompagnamento immediato alla frontiera (non affermato esplicitamente, ma deducibile logicamente; lo stesso dovrebbe valere per il trattenimento in CPT)
o per straniero che debba essere condannato per reato non colposo o per il quale si debba applicare la pena su richiesta (patteggiamento) alla detenzione < 2 anni senza possibilita’ di sospensione, e che dovrebbe comunque, in mancanza, subire l’espulsione per soggiorno illegale o come misura di prevenzione
o divieto di reingresso per un periodo > 5 anni
o eseguita con accompagnamento immediato alla frontiera se c’e’ il rischio che lo straniero si sottragga all’obbligo di lasciare l’Italia; con intimazione a lasciare l’Italia entro 15 gg., in caso contrario
- accompagnamento immediato alla frontiera, in caso di
§ elusione dei controlli di frontiera e mancanza di documenti attestanti identita’ e nazionalita’, se c’e’ il rischio che lo straniero si sottragga all’obbligo di lasciare l’Italia
§ mancato rispetto dell’obbligo di lasciare l’Italia o del divieto di reingresso derivanti da precedente espulsione
- intimazione a lasciare il territorio dello Stato entro 15 gg., negli altri casi
o ricorso al giudice ordinario del luogo dove ha sede il prefetto che ha adottato il provvedimento,
- entro 30 gg. dalla comunicazione, anche dal consolato o dall’ambasciata italiana, in caso di accompagnamento immediato alla frontiera
- entro 5 gg. dalla comunicazione, in caso di intimazione
o in caso di trattenimento in CPT, e’ competente per il ricorso il giudice competente per la convalida del trattenimento
o il giudice decide, in tutti i casi, entro 10 gg. (termine a carattere ordinatorio), sentito l’interessato ai sensi degli artt. 737 e seguenti c.p.c. (e se lo straniero e’ gia’ all’estero?)
o diritto al gratuito patrocinio a spese dello Stato e all’assistenza del difensore di fiducia (o, in mancanza, del difensore d’ufficio) e, se necessario, dell’interprete
o divieto di reingresso (esteso, tramite segnalazione al SIS, a tutti i paesi Schengen): 5 anni (salvo durata minore, ma > 3 anni, fissata dal giudice in sede di ricorso) a decorrere dalla data documentata (col timbro a data o con altro documento) di uscita dall’Italia; arresto da 2 a 6 mesi in caso di trasgressione (oltre alla nuova espulsione con accompagnamento immediato alla frontiera)
· Il rifugiato regolarmente residente non puo’ essere espulso, se non per motivi di ordine pubblico e sicurezza dello Stato (Convenzione di Ginevra del 1951, art. 32) o in seguito a condanna per reato per il quale rappresenti un pericolo per la collettivita’ (Convenzione di Ginevra del 1951, art. 33): sembrano escluse solo l’espulsione come misura di prevenzione e quella sostitutiva alla detenzione, nei casi in cui lo straniero sia in possesso di permesso valido o scaduto da non piu’ di 60 gg.; salvo motivi di sicurezza dello Stato deve poter presentare ricorso ed avere un tempo adeguato per cercare paese sicuro di destinazione (escluso l’accompagnamento immediato)
· Trattenimento in Centro di permanenza temporanea ed assistenza (CPT) piu’ vicino (tra quelli con posti disponibili), ovvero nel luogo di cura in cui lo straniero e’ ricoverato per esigenze di soccorso sanitario, per il tempo strettamente necessario e comunque < 20 gg.
· Trattenimento prorogabile, da parte del giudice, per altri 10 gg., se e’ imminente l’eliminazione dell’impedimento all’espulsione o al respingimento
· Arresto da 3 mesi ad un anno e ammenda da 2 a 6 milioni di lire per ogni lavoratore impiegato per il datore di lavoro che impieghi alle proprie dipendenze (anche in attivita’ di lavoro stagionale) un lavoratore straniero privo di permesso di soggiorno che abiliti al lavoro in corso di validita’ o per il quale sia stato chiesto, nei termini di legge, il rinnovo
· Obbligo per il vettore di riconduzione immediata nel paese di provenienza o in quello che ha rilasciato il documento di viaggio dello straniero che debba essere respinto
· Sanzioni (da uno a 5 milioni di lire) per il vettore che non abbia controllato la regolarita’ dei documenti dello straniero trasportato ai fini dell’ingresso o non ne abbia segnalato la presenza (la segnalazione non libera dalle sanzioni)
· In caso di atti diretti a procurare l’ingresso illegale di stranieri nel territorio italiano, si applicano le seguenti disposizioni:
o il responsabile e’ punito con la reclusione fino a 3 anni e con la multa fino a 30 milioni di lire per ogni persona
o se il fatto e’ commesso per fini di lucro, o e’ commesso da 3 o piu’ persone in concorso o utilizzando servizi di trasporto internazionali o documenti contraffatti, o riguarda l'ingresso illegale di 5 o piu’ persone, e’ punito con la reclusione da 4 a 12 anni e con la multa di 30 milioni di lire per ogni persona
o se il fatto e’ commesso al fine di reclutare persone da destinare alla prostituzione o comunque allo sfruttamento sessuale ovvero riguardano l’ingresso di minori da destinare allo sfruttamento, e’ punito con la reclusione da 5 a 15 anni e la multa di 50 milioni di lire per ogni persona
· Confisca di beni e denaro nelle attivita’ di prevenzione e repressione del traffico e dello sfruttamento dell’immigrazione clandestina
· In caso di rimpatrio il lavoratore straniero non stagionale (art. 22, co. 11)
o conserva i diritti maturati, anche in assenza di accordi di reciprocita’
o in mancanza di diritti maturati
- qualora vi siano accordi tra l’Italia e lo Stato di provenienza del lavoratore, i contributi versati vengono trasferiti all’ente assicuratore di quello Stato in base agli accordi
- in mancanza di accordi, il lavoratore puo’ chiedere la liquidazione dei contributi versati in suo favore per forme di previdenza obbligatoria, maggiorati del 5%; il pagamento e’ effettuato a rimpatrio avvenuto sulla banca estera indicata dal lavoratore
- in caso di decesso del lavoratore anteriore alla presentazione della domanda, i superstiti non hanno diritto alla liquidazione dei contributi; possono chiedere, se in possesso dei requisiti, un’indennita’ una tantum (Circolare INPS 112/99, Lettera Ministero del lavoro 19/4/99)
· Il lavoratore stagionale ha diritto al trasferimento dei contributi relativi all’assicurazione per l’invalidita’, la vecchiaia e i superstiti (in presenza di accordi) o alla loro liquidazione con maggiorazione del 5% (in assenza di accordi); ha anche diritto alla ricostruzione della posizione contributiva in caso di successivo ingresso in Italia
· Il sindaco puo’ disporre, in casi di emergenza, l’accoglienza di stranieri illegalmente soggiornanti, ferme restando le disposizioni sull’allontanamento
· Possono (devono?) essere predisposti, da enti locali o altri soggetti pubblici o privati, sulla base dei criteri stabiliti da leggi regionali, pensionati a pagamento, con rette calmierate, per stranieri e italiani, nell’attesa che questi trovino una sistemazione alloggiativa definitiva
· Le Regioni possono concedere contributi a enti locali o enti morali pubblici o privati per il risanamento di stabili di proprieta’ di questi da adibire, per almeno 15 anni, ad abitazioni (ospitalita’ temporanea o affitto) per stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno per lavoro subordinato o autonomo, studio, motivi familiari, asilo, asilo umanitario (motivi umanitari?)
· Accesso a parita’ con il cittadino italiano agli alloggi di edilizia residenziale pubblica, ai servizi di intermediazione delle agenzie sociali eventualmente predisposte da Regioni o enti locali per facilitare locazioni e credito agevolato in materia di edilizia, recupero, acquisto e locazione della prima casa, per
o straniero legalmente soggiornante impegnato in regolare attivita’ lavorativa subordinata o autonoma
o straniero legalmente soggiornante iscritto nelle liste di collocamento
· Norme di riferimento: Convenzione di Ginevra 1951 (ratificata con L. 722/54); Art. 1 L. 39/90; DPR 136/90, Decreti Ministro dell’interno 237/90 e 284/98; T.U.
· Il questore competente per territorio rilascia un permesso di soggiorno temporaneo per richiesta di asilo valido fino alla definizione della procedura di riconoscimento dello status di rifugiato
· Erogazione, su richiesta presentata all’ufficio di polizia del Comune di domicilio, di un contributo di prima assistenza per 45 gg. al richiedente asilo privo di risorse e di ospitalita’: £. 25.000 al giorno (Decreto del Ministro dell’interno 237/90; aggiornata a £. 34.000 con Decreto del Ministro dell’interno 284/98); contributo riscosso presso la tesoreria provinciale, previa esibizione di documento di identita’ (in mancanza, lo straniero chiede la carta di identita’ al Comune di domicilio; difficolta’ con il requisito di dimora abituale?); ricorso contro il diniego del contributo, al Ministro dell’interno
· Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato presieduta da un prefetto e composta da
o un funzionario dirigente in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri
o un funzionario del MAE (di grado > consigliere di legazione)
o due funzionari del Mininterno (di grado > primo dirigente), del dipartimento di PS e della direzione dei Servizi civili
· Possibile l’istituzione di ulteriori sezioni (si forma un Consiglio di presidenza, che fissa le direttive, presieduto dal Presidente della prima Sezione)
· Il richiedente asilo puo’ chiedere di essere ascoltato dalla Commissione
· Nel corso dell’audizione il richiedente ha diritto a esprimersi nella propria lingua o, se nessuno dei membri della Commissione la conosce, in inglese, francese o spagnolo; se non conosce alcuna di queste lingue, e’ nominato un interprete
· La Commissione puo’ disporre d’ufficio l’audizione
· La Commissione decide entro 15 gg. dal ricevimento della domanda (disposizione largamente disattesa!)
· La decisione motivata e’ notificata per iscritto all’interessato
· Contro il diniego del riconoscimento dello status e’ ammessa la citazione (=ricorso) innanzi al giudice ordinario, senza limiti di tempo); il mancato rinnovo del permesso per richiesta asilo e il conseguente invito a lasciare il territorio dello Stato entro 15 gg. (art. 12, Regolamento) e’ impugnabile davanti al TAR entro 60 gg.; in caso di accoglimento dell’istanza di sospensione da parte del TAR, al ricorrente dovrebbe essere prorogato o rinnovato quello per richiesta asilo (utile anche per la prosecuzione dell’iscrizione al SSN; garantita forse, comunque, dalla Circolare Ministro della sanita’ 24/3/00); nella prassi, spesso il ricorrente resta privo di permesso
· In caso di diniego del riconoscimento, lo straniero e’ tenuto a lasciare l’Italia, salvo che gli venga rilasciato altro permesso (eventualmente in seguito al ricorso?) e sempre che sia possibile individuare un paese di destinazione sicuro (DPR 136/90, art. 19 T.U.)
· Raccomandazione della Commissione per il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari in caso di impossibilita’ di individuare un paese di destinazione sicuro (art. 19 T.U., art. 28 Regolamento; circ. Mininterno 24/2/03: il permesso puo’ essere rilasciato e rinnovato anche in assenza di documento di viaggio; in questo caso e’ rilasciato titolo di viaggio per stranieri, di copertina verde, previsto da circ. Mininterno 48/1961)
o un premesso di soggiorno per asilo della durata (secondo la prassi) di 2 anni; il permesso e’ rinnovato in genere con durata di 4 anni
· Iscrizione obbligatoria al SSN, con parita’ di diritti e doveri con il cittadino italiano (art. 34, co. 1, lettera b, T.U.), per il titolare di permesso per asilo o asilo umanitario (da Circ. Ministro della sanita’: incluso il permesso ex art. 20, per protezione temporanea; stranamente non citato il permesso ex art. 19, co. 1, rilasciato su raccomandazione della Commissione) e per il richiedente asilo (da Circ. Ministro della sanita’: anche in possesso del solo cedolino di ricevuta della domanda) per tutta la durata della procedura (inclusi ricorsi giurisdizionali)
· Accesso a parita’ con il cittadino italiano agli alloggi di edilizia residenziale pubblica e ai servizi di intermediazione per locazioni e credito agevolato in materia di alloggio, se titolare di carta di soggiorno, o iscritto al collocamento o in presenza di regolare attivita’ lavorativa autonoma o subordinata
· Accesso alla carta di soggiorno, dopo 5 anni, come per gli altri stranieri
· Divieto di respingimento in Paese in cui lo straniero possa essere perseguitato per razza, religione, sesso, lingua, cittadinanza, opinioni politiche, condizioni personali (piu’ ampio della definizione della Convenzione di Ginevra) o sociali, o dal quale possa essere respinto verso altro Paese nel quale non sia protetto dalla persecuzione (art. 19, co. 1, T.U.; senza considerazione delle clausole di esclusione)
· Permesso per motivi umanitari (ex art. 5, co. 6, T.U.) in caso di impossibilita’ di allontanamento (art. 28 Regolamento, in applicazione di art. 19, co. 1, T.U.), in particolare (o soltanto?) su raccomandazione della Commissione centrale (circ. Mininterno 24/2/03: il permesso puo’ essere rilasciato e rinnovato anche in assenza di documento di viaggio; in questo caso e’ rilasciato titolo di viaggio per stranieri, di copertina verde, previsto da circ. Mininterno 48/1961)
· Deroga alle restrizioni derivanti dalla Convenzione di applicazione dell’Accordo di Schengen per rilascio o rinnovo del permesso, per motivi umanitari, obblighi costituzionali o internazionali (art. 5, co. 6, T.U.)
· Diritto d’asilo costituzionale (art. 10 Costituzione): lo straniero al quale sia effettivamente impedito l’esercizio delle liberta’ democratiche garantite dalla Costituzione (quelle della I Parte) ha diritto d’asilo nel territorio dello Stato alle condizioni stabilite dalla legge
· Problema: le condizioni rinviate alla legge attuativa possono restringere la categoria degli aventi diritto o solo imporre delle modalita’ di riconoscimento?
· Immediata precettivita’ del diritto costituzionale:
o contro: Consiglio di Stato 27/2/52, 2/5/58, Tribunale di Roma 13/2/97
o a favore: TAR Lazio 15/5/86, TAR Friuli 19/2/92
o risolutivo: Cassazione a sezioni riunite (19/2/97): la giustificazione del diritto sta nell’impedimento; il criterio di accertamento della situazione consiste nell’effettivita’ dell’impedimento; categoria dei rifugiati piu’ ristretta: L. 39 non applicabile, in mancanza di legge attuativa; L. 39 non incostituzionale perche’ non pretende di disciplinare il diritto d’asilo costituzionale
· Conseguenze della sentenza:
o la legge non puo’ essere considerata attuativa se pone restrizioni (?)
o competenza per il riconoscimento del diritto d’asilo (diritto soggettivo perfetto): giudice ordinario; attribuita al giudice ordinario anche la competenza del ricorso nell’ambito del riconoscimento dello status di rifugiato
· E’ cittadino italiano per nascita
o chi e’ nato da un genitore italiano
o chi e’ nato in Italia da genitori ignoti o apolidi
o chi e’ nato in Italia da genitori stranieri che, in base alla legge dello Stato di appartenenza, non gli trasmettano la cittadinanza
o chi e’ trovato in Italia come figlio di ignoti, se non puo’ essere provato il possesso di altra cittadinanza
· Se il riconoscimento della paternita’ o maternita’ avviene successivamente alla nascita, si applicano le stesse norme che valgono in caso di riconoscimento alla nascita; se il riconoscimento avviene quando e’ stata gia’ raggiunta la maggiore eta’, l’interessato mantiene il proprio stato di cittadinanza, ma puo’ scegliere, entro un anno dal riconoscimento, la cittadinanza che ne deriva
· Se la paternita’ o la maternita’ non possono essere dichiarate, ma e’ stato riconosciuto il diritto al mantenimento o agli alimenti, si applicano le stesse disposizioni che valgono nel caso di avvenuto riconoscimento
· Il minore adottato da cittadino italiano acquista la cittadinanza italiana (la acquista anche lo straniero adottato nella minore eta’ prima dell’entrata in vigore della L. 91/92); la perde se l’adozione e’ revocata per sua responsabilita’, sempre che abbia o riacquisti altra cittadinanza
· Il cittadino straniero o apolide puo’ acquisire la cittadinanza italiana per
o discendenza da ex cittadini italiani
o beneficio di legge
o matrimonio con cittadino italiano
o naturalizzazione
· Condizioni per acquistare la cittadinanza per discendenza da ex cittadini italiani:
o avere un genitore o un nonno che sia stato cittadino italiano per nascita
o essere, al compimento dei 18 anni, legalmente residente in Italia da almeno 2 anni
o dichiarare di scegliere la cittadinanza italiana entro un anno dal compimento dei 18 anni
· In alternativa al requisito di residenza, lo straniero (o apolide) puo’ far valere il fatto di ricoprire un impiego statale o di aver prestato effettivamente (salvo il caso di interruzione dipendente da cause di forza maggiore; art. 1 DPR 572/93, Regolamento L. 91/92) servizio militare o civile in Italia (purche’ abbia dichiarato preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana)
· Lo straniero discendente da cittadino italiano per nascita, in possesso di valido permesso di soggiorno, e’ iscritto all’anagrafe (residenza legale), su richiesta, a prescindere dal titolo e dalla durata del permesso (circ. Mininterno 23/12/2002)
· Condizioni per acquistare la cittadinanza per beneficio di legge:
o essere nato in Italia
o essere stato legalmente residente in Italia ininterrottamente fino al compimento dei 18 anni
· Condizioni per acquistare la cittadinanza per matrimonio con cittadino italiano:
o essere stato legalmente residente in Italia per 6 mesi successivamente al matrimonio, ovvero aver celebrato il matrimonio da almeno 3 anni
o assenza di motivi ostativi relativi alla sicurezza dello Stato
o assenza di condanne (o successiva riabilitazione)
- per uno dei delitti previsti nel libro secondo, titolo I, capi I, II e III del Codice penale (delitti contro la personalita’ interna ed internazionale dello Stato – spionaggio, attivita’ sovversiva, distruzione o sabotaggio di opere militari, etc. – o diretti ad impedire l’esercizio dei diritti politici dei cittadini italiani)
- per un reato non colposo per il quale la legge preveda una pena massima > 3 anni di reclusione
- all’estero (con sentenza riconosciuta dallo Stato italiano) ad una pena detentiva > 1 anno per un reato non politico
o assenza di separazione legale e di scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio
· Il riconoscimento della sentenza straniera e’ richiesto, anche solo al fine del diniego dell’acquisto della cittadinanza, dal Procuratore generale del distretto dove ha sede l’ufficio di stato civile in cui e’ iscritto o trascritto il matrimonio
· In caso di procedimento penale in corso per uno dei reati per i quali puo’ essere negata la cittadinanza, ovvero in pendenza di riconoscimento di una sentenza straniera di condanna, l’acquisto della cittadinanza e’ sospeso, fino a definizione dei procedimenti
· La cittadinanza per naturalizzazione puo’ essere concessa (dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’interno)
o allo straniero (maggiorenne; da dossier Mininterno sulla cittadinanza) nato in Italia, o che abbia un genitore o un nonno che sia stato cittadino italiano per nascita, e che sia legalmente residente in Italia da almeno 3 anni
o allo straniero maggiorenne adottato da un cittadino italiano, che risieda legalmente in Italia, successivamente all’adozione, per almeno 5 anni
o allo straniero che abbia prestato servizio alle dipendenze dello Stato italiano, anche all’estero, per almeno 5 anni
o al cittadino di uno Stato membro dell’Unione europea che risieda legalmente in Italia da almeno 4 anni
o a un apolide o a uno straniero rifugiato che risiedano legalmente in Italia da almeno 5 anni
o a uno straniero che risieda legalmente in Italia da almeno 10 anni
o allo straniero che abbia reso servizi di particolare valore all’Italia
o nei casi in cui vi sia un particolare interesse per lo Stato italiano
· La concessione della cittadinanza e’ comunque atto pienamente discrezionale, basato su una valutazione complessiva e insindacabile della persona dello straniero, che tiene conto dell’autosufficienza economica, dell’assenza di precedenti penali, dell’affidabilita’ dal punto di vista fiscale, etc.
· Il DPR di concessione della cittadinanza non ha effetto se l’interessato non presta, entro 6 mesi dalla notifica del Decreto, giuramento di fedelta’ alla Repubblica
· Istanza di acquisto della cittadinanza per matrimonio con cittadino italiano o per naturalizzazione presentata al Prefetto o, per lo straniero residente all’estero, al consolato italiano
· L’emanazione del decreto di rigetto dell’istanza di acquisto di cittadinanza per matrimonio e’ preclusa se dalla data di presentazione dell’istanza corredata della prescritta documentazione sono trascorsi 2 anni (Art. 8, L. 91/92)
· Ai fini dell’applicazione della L. 241/90, il termine per la definizione dei procedimenti relativi all’esame delle istanze di acquisto di cittadinanza per matrimonio e di concessione della cittadinanza per naturalizzazione e’ fissato in 730 gg. (Regolamento, DPR 362/94; con quale conseguenza?)
· Avverso il provvedimento di rigetto dell’istanza di acquisto della cittadinanza e’ possibile il ricorso al TAR del Lazio; nel caso in cui l’acquisto o il riconoscimento di configuri come un diritto (es.: nascita o matrimonio), il riconoscimento dello status di cittadino puo’ essere chiesto, in seguito a rigetto da parte dell’autorita’ amministrativa, al giudice ordinario
· I figli minori (anche adottati?) conviventi di uno straniero che acquisti o riacquisti la cittadinanza italiana la acquistano anch’essi (nota: la convivenza deve essere stabile ed effettiva al momento dell’acquisto o del riacquisto della cittadinanza, e deve essere adeguatamente documentata; da art. 12 DPR 572/93, Regolamento L. 91/92)
· Il cittadino perde la cittadinanza
o se decide di rinunciarvi, essendo in possesso di altra cittadinanza ed avendo stabilito la residenza all’estero; la riacquista
- se dichiara di volerla riacquistare e, entro un anno dalla dichiarazione, ristabilisce la residenza in Italia o presta servizio militare o assume un impiego pubblico (anche all’estero) per lo Stato italiano
o se, avendo accettato un impiego pubblico o una carica pubblica da uno Stato estero, da un ente pubblico estero o da un ente internazionale cui l’Italia non partecipi, o prestando servizio militare per uno Stato estero, non obbedisce all’eventuale intimazione, da parte del Governo italiano, a lasciare l’impiego o la carica o il servizio militare; la riacquista se dimostra di aver abbandonato l’impiego o la carica o il servizio militare e se ha ristabilito da almeno 2 anni la residenza in Italia
o se, in caso di guerra tra l’Italia e uno Stato estero, accetta o mantiene un impiego pubblico o una carica pubblica o se presta, senza esservi costretto, servizio militare per quello Stato, o ne acquista volontariamente la cittadinanza (la perdita della cittadinanza decorre dalla cessazione dello stato di guerra); in questo caso non e’ possibile riacquistare la cittadinanza
· La perdita della cittadinanza da parte del genitore non comporta analoga perdita per il figlio (salvo il caso di acquisto di cittadinanza di uno Stato contraente la Convenzione di Strasburgo del 1963)
· Chi ottiene la cittadinanza per naturalizzazione e’ tenuto (Circolare Mininterno 22/11/94, ex art. 1 co. 4 DPR n.362/94 che autorizza il Ministero dell'Interno "…ad emanare, con proprio decreto, disposizioni concernenti l'allegazione di ulteriori documenti") ad inviare alla rappresentanza diplomatica del paese di cittadinanza originarie una lettera di svincolo da quella cittadinanza, e ad esibire all’amministrazione italiana copia della lettera e ricevuta di ritorno; nei fatti si tratta di atto o privo di conseguenze (in base alla legislazione dell’altro paese) o dalle conseguenze facilmente eludibili (copia non conforme alla raccomandata inviata)
[1] Nota: alcune circolari o sentenze citate nel testo sono state emanate nel corso della XIV Legislatura, sulla base, pero’, di disposizioni approvate nella XIII Legislatura.

References: art. 39
 art. 2
 art. 39
 art. 9
 art. 2
 art. 30
 art. 14
 sentenza 
 art. 32
 art. 33
 Art. 1
 art. 19
 art. 28
 art. 20
 art. 19
 art. 5
 art. 19
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 12
 art. 1