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Timestamp: 2018-06-19 19:56:53+00:00

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Professioni tecniche: nozione di reddito professionale rilevante ai fini contributivi | Bollettino di Legislazione Tecnica
FAST FIND : AR1486
Giurisprudenza di Legislazione Tecnica n. 2/2017
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Gli obblighi contributivi delle professioni tecniche prese in considerazione ai fini della presente nota sono previsti dalle norme seguentiN1:
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questione interpretativa
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Nozione di reddito professionale e connessione tra attività svolta e professione
I criteri utilizzati dalla giurisprudenza per definire ed individuare in che misura ed in quali casi l’attività del professionista rientra nell’ambito della nozione di reddito professionale non sono univoci.
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La Sent. Corte Cost. 12/11/1991, n. 402
Prima di dare conto di alcune rilevanti pronunce della Corte di Cassazione sul tema in oggettoN2, si segnala che molte di esse richiamano i princ
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nozione ampia
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Connessione di natura intellettuale tra reddito e professione
Secondo un primo orientamento della Corte di Cassazione, che richiama i principi enunciati nella Sent. Corte Cost. 12/11/1991, n. 402, il parametro dell'assoggettamento alla contribuzione è la connessione fra l'attività (da cui il reddito deriva) e le conoscenze professionali, ossia la base culturale su cui l'attività si fonda; il limite di tale connessione è l'estraneità
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La Circ. INPS 10/04/2015, n. 72
Le sentenze della Suprema Corte che aderiscono alla nozione ampia di reddito professionale sono richiamate nella
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Sull’attività di consulente finanziario
In applicazione degli enunciati principi, la Sent. C. Cass. 25/10/2
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Sull’attività di consulente informatico e amministratore di società automobilistica
Inoltre, la Suprema Corte ha affermato che in tema di previdenza di ingegneri e architetti, l'imponibile contributivo va determinat
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Sull’attività di amministratore e sindaco di società edile
Secondo lo stesso orientamento, anche l'ingegnere che riveste la carica di amministratore e sindaco di una società
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Sull’attività di amministratore di società immobiliare e di condominio
In linea con quanto sopra, è stato statuito che l’ingegnere è tenuto a versare alla Cassa di appartene
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Sull’attività di consulente e valutatore di sistemi di qualità
La Corte di Cassazione ha ribadito nel 2014, in linea con la
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Sull’attività di perito assicurativo per società di assicurazioni
Tale orientamento è stato del resto affermato anche dalla
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Secondo il filone giurisprudenziale sopra delineato, si schematizzano le attività professionali sulle quali si è pronunciata la Suprema Corte ritenendo di includerle tra quelle i cui proventi sono assoggettabili alla contribuzione previdenziale.
Attività svolta inclusa nella nozione di reddito professionale
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NOZIONE restrittiva
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Connessione necessaria tra reddito e professione
Un diverso orientamento giurisprudenziale sembra in via di affermazione, il quale, pur richiamando la già citata Sent. Corte Cost. 12/11/1991, n. 402
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Sull’attività di Presidente del consiglio di amministrazione di società di ingegneria ed impiantistica
Da quanto sopra discende che non sono soggetti a contributo integrativo i corrispettivi percepiti da un ingegnere iscritto
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Sull’attività di consulente informatico
Così, il consulente commerciale, che non svolga con carattere di continuità l’attività professionale tipica degli ingegneri ed
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Sull’attività di Presidente del consiglio di amministrazione di società immobiliare
Allo stesso modo, è stato ribadito che il contributo professionale dovuto alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza dei geometri va determinato in relazione al reddito professionale strettamente inerente all’esercizio della professio
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Sull’attività di perito balistico
In proposito, si veda anche l’
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Sull’attività di amministratore di società
La Sent. C. Cass. 14/08/20
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Sull’attività di amministratore di condominio
Infine, si segnala la Sent
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Si schematizzano di seguito le attività professionali sulle quali si è pronunciata la Corte di Cassazione, ritenendo di escluderle da quelle i cui proventi sono assoggettabili alla contribuzione previdenziale secondo il suddetto orientamento restrittivo.
Attività svolta esclusa dalla nozione di reddito professionale
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L’excursus giurisprudenziale sopra delineato - a titolo orientativo e senza pretese di esaustività - conferma che l’orientamento della Corte di Cassazione non è univoco con riferimento all’individuazione dei criteri per l’assoggettamento del reddito percepito dai professionisti alla contribuzione previdenziale delle rispettive casse. Tuttavia, le due citate pronunce del 2017 sembrano indicare una svolta verso un’interpretazione restrittiva dell’ambito applicativo del concetto di reddito professionale delle professioni tecniche, con le conseguenti ricadute sul corretto inquadramento contributivo.
Sent. C. Cass. civ. 15/11/2017, n. 27125
Previdenza professionale - Geometri - Reddito professionale - Nozione - Compensi per carica di amministratore di condominio - Soggezione a contributo soggettivo - Esclusione.
Il contributo dovuto alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza dei geometri (in base alla L. 773/1982) va determinato in relazione al "reddito professionale netto" del geometra, ossia a quello strettamente inerente all'esercizio della professione. Ne discende che sono esclusi dal contributo previdenziale altri redditi non direttamente riconducibili alla suddetta professione, poiché non basta una semplice connessione soggettiva (ovvero che un medesimo soggetto iscritto all'albo eserciti una qualsiasi altra attività professionale), né è sufficiente un’eventuale connessione di natura intellettuale; occorre invece una connessione necessaria tale per cui l'attività professionale, da cui derivano i proventi da assoggettare alla contribuzione, non possa che essere svolta da un geometra libero professionista o che comunque richieda l'impiego necessario della stessa base di conoscenze tecniche del geometra libero professionista (nel caso di specie, la Suprema Corte ha aderito al ragionamento della Corte di Appello, secondo il quale i proventi derivanti dall’attività di amministratore di condominio svolta da un geometra non rientrano nel concetto di reddito professionale di cui all’art. 10, comma 1, della L. 773/1982, e non sono quindi sottoposti al contributo soggettivo spettante alla Cassa dei Geometri perché non sono direttamente ricollegabili alla professione di geometra).
Sent. C. Cass. civ. 14/08/2017, n. 20106
Previdenza professionale - Geometri - Reddito professionale - Esercizio della professione - Compensi per amministrazione di una società - Esclusione da contributo previdenziale.
Il contributo professionale dovuto alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza tra i geometri va determinato in relazione al reddito professionale del geometra, ossia a quello strettamente inerente all'esercizio della professione; ne consegue che sono esclusi dal contributo previdenziale altri redditi non direttamente riconducibili alla suddetta professione, quali gli emolumenti percepiti a titolo di compenso per la presidenza del consiglio di amministrazione di una società.
Sent. C. Cass. civ. 27/11/2015, n. 24303
Professionisti - Previdenza professionale - Geometri - Imponibile contributivo - Redditi da attività professionali atipiche - Inclusione - Fondamento - Fattispecie.
Il concetto di "esercizio della professione", rilevante ai fini di stabilire se i redditi prodotti da un libero professionista siano qualificabili come redditi professionali soggetti come tali, alla contribuzione dovuta alla Cassa previdenziale di categoria, deve intendersi, alla luce della lettura adeguatrice operatane dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 402 del 1991, comprensivo oltre che dell'espletamento delle prestazioni tipicamente professionali (ossia delle attività riservate agli iscritti negli appositi albi) anche l'esercizio di attività che, pur non professionalmente tipiche, presentino, tuttavia, un nesso con l'attività professionale strettamente intesa, in quanto richiedono le stesse competenze tecniche di cui il professionista ordinariamente si avvale nell'esercizio dell'attività professionale e nel cui svolgimento, quindi, mette a frutto anche la specifica cultura che gli deriva dalla formazione tipo logicamente propria della sua professione, derivandone, di conseguenza, che il parametro dell'assoggettamento alla contribuzione è la connessione fra l'attività da cui il reddito deriva e le conoscenze professionali, ossia la base culturale su cui l'attività stessa si fonda, connessione che trova esclusivamente il limite dell'estraneità dell'attività stessa alla professione. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha rigettato le pretese di un geometra che aveva proposto ricorso avverso la decisione di merito che aveva incluso nell'imponibile contributivo i redditi a lui derivati dalle attività di perito automobilistico).
Circ. INPS 10/04/2015, n. 72
Gestione separata INPS/INARCASSA – Iscrizione e obbligo contributivo. Chiarimenti.
Professioni - Previdenza professionale - Ingegneri e architetti - Obbligo contributivo per consulenza - Sussistenza - Iscrizione alla gestione separata INPS - Irrilevanza.
Il professionista deve versare i contributi alla Cassa di appartenenza per tutte le attività connesse all’esercizio della libera professione, dunque, anche quelle espletate nella veste di consulente per conto di una società. È irrilevante, nel periodo di riferimento, l'iscrizione alla gestione separata INPS. L'obbligo contributivo copre qualunque tipo di attività connessa alle competenze professionali della categoria e l'esclusione della sussistenza dell'obbligo contributivo sussiste solo nel caso in cui non sia, in concreto, ravvisabile una connessione tra l'attività svolta e le conoscenze tipiche del professionista. (Nella fattispecie la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un ingegnere condannato, dalla Corte d'Appello di Roma, a versare i contributi Inarcassa - Cassa nazionale di previdenza e assistenza per ingegneri ed architetti liberi professionisti -, in relazione a un periodo nel quale aveva prestato delle consulenze per conto di una società).
Sent. C. Cass. civ. 15/04/2013, n. 9076
Professioni - Previdenza professionale - Ingegnere - Attività svolta come amministratore di condominio - Versamento di contributi alla Cassa - Obbligo - Sussistenza.
L’ingegnere è tenuto a versare alla Cassa di appartenenza i contributi anche sul compenso percepito in qualità di amministratore di condominio e di società. Il prelievo si estende, infatti, a tutte quelle attività che richiedono le competenze tecniche della categoria. Il concetto di «esercizio della professione» va oggi interpretato non in senso statico e rigoroso bensì tenendo conto dell'evoluzione subita nel mondo contemporaneo e, pertanto, la professione di ingegnere ha assunto connotazioni più ampie e diversificate rispetto a quelle originariamente previste.
Sent. C. Cass. civ. 08/03/2013, n. 5827
Professioni - Previdenza professionale - Ingegneri e architetti - Inarcassa - Obbligo contributivo - Esclusione - Condizioni.
L'ingegnere che riveste la carica di amministratore e sindaco di una società attiva nel settore dell'edilizia è tenuto a versare all’Inarcassa anche i contributi sui redditi riferiti ai compensi percepiti in qualità di amministratore e sindaco di tale società. Il concetto di «esercizio della professione» va interpretato non in senso statico e rigoroso, bensì tenendo conto dell'evoluzione subita nel mondo contemporaneo dalle specifiche competenze e dalle cognizioni tecniche libero professionali. Ciò ha comportato la progressiva estensione dell'ambito proprio dell'attività professionale, con occupazione, da parte delle professioni, di tutta una serie di spazi inesistenti nel quadro tipico iniziale e, specificamente, per la professione di ingegnere, l'assunzione di connotazioni ben più ampie e di applicazioni diversificate rispetto a quelle originariamente previste, cosicché deve ritenervisi ricompreso, oltre all'espletamento delle prestazioni tipicamente professionali (ossia delle attività riservate agli iscritti negli appositi albi), anche l'esercizio di attività che, pur non professionalmente tipiche, presentino, tuttavia un «nesso» con l'attività professionale strettamente intesa, in quanto richiedono le stesse competenze tecniche di cui il professionista ordinariamente si avvale nell'esercizio dell'attività professionale e nel cui svolgimento, quindi, mette a frutto (anche) la specifica cultura che gli deriva dalla formazione tipologicamente propria della sua professione.
Sent. C. Cass. civ. 29/08/2012, n. 14684
Professionisti - Previdenza professionale - Ingegneri e Architetti - Imponibile contributivo - Redditi da attività professionali atipiche - Inclusione - Fondamento - Fattispecie.
In tema di previdenza di ingegneri e architetti, l'imponibile contributivo va determinato alla stregua dell'oggettiva riconducibilità alla professione dell'attività concreta, ancorché questa non sia riservata per legge alla professione medesima, rilevando che le cognizioni tecniche di cui dispone il professionista influiscono sull'esercizio dell'attività. La limitazione dell'imponibile contributivo ai soli redditi da attività professionali tipiche non trova fondamento nell'art. 7 della legge n. 1395 del 1923 e negli artt. 51, 52 e 53 del R.D. n. 2537 del 1925, che riguardano soltanto la ripartizione di competenze tra ingegneri e architetti, mentre l'art. 21 della legge n. 6 del 1981 stabilisce unicamente che l'iscrizione alla Cassa è obbligatoria per tutti gli ingegneri e gli architetti che esercitano la libera professione con carattere di continuità. (Nella specie, in applicazione dell'enunciato principio, la S.C. ha respinto il ricorso avverso la decisione di merito che aveva incluso nell'imponibile contributivo di un ingegnere elettronico i redditi a lui derivati dalle attività di consulente nell'elaborazione dati e di amministratore di una società automobilistica).
Ord. C. Cass. civ. 26/01/2012, n. 1139
Professionisti - Previdenza professionale - Ingegneri e Architetti - Ingegnere - Svolgimento dell'attività di perito balistico - Obbligo di iscrizione alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Ingegneri e Architetti - Esclusione - Conseguenze - Insussistenza dell'obbligo contributivo - Ragioni.
L'ingegnere che svolga attività di perito balistico non è tenuto all'iscrizione alla Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Ingegneri e Architetti, né, conseguentemente, al pagamento dei relativi contributi previdenziali, poiché l'art. 21 della legge 3 gennaio 1981, n. 6, pone l'obbligo di iscrizione solo per gli ingegneri e gli architetti che esercitano la libera professione con carattere di continuità e, quindi, di effettività, in relazione ai contenuti tipici della stessa, fissati dall'art. 7 della legge 24 giugno 1923, n. 1395 e dagli artt. 51 e 52 del R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537, ai quali è estranea l'attività di perito balistico, per il cui esercizio, non occorre né il titolo di ingegnere né l'iscrizione al relativo albo, essendo inoltre irrilevante che la competenza professionale e culturale acquisita come ingegnere possa influire sull'attività in concreto svolta.
Sent. C. Cass. civ. 18/04/2011, n. 8835
Previdenza professionale - Avvocati - Compensi per consulenza finanziaria - Contributi alla cassa - Imponibile.
L'attività di consulenza finanziaria svolta dall'avvocato deve reputarsi connessa - o comunque non estranea - rispetto a quella tipica della professione, con la conseguenza che i relativi redditi e volumi di affari vanno assoggettati a contribuzione previdenziale.
Sent. C. Cass. 19/02/2008, n. 4057
Previdenza professionale - Geometri - Reddito professionale - Compensi per carica di amministratore - Contributo - Esclusione.
Il contributo professionale dovuto alla Cassa nazionale di previdenza ed assistenza tra i geometri va determinato in relazione al reddito professionale del geometra, ossia a quello strettamente inerente all’esercizio della professione; ne consegue che sono esclusi dal contributo previdenziale altri redditi non direttamente riconducibili alla suddetta professione, quali gli emolumenti percepiti a titolo di compenso per la presidenza del consiglio di amministrazione di una società.
Ingegneri ed architetti - C.N.P.I.A. - Ingegnere svolgente occasionalmente attività di consulente - Obbligo di iscrizione alla C.N.P.I.A. e contributivo - Esclusione.
L'ingegnere o architetto consulente commerciale, che non svolga con carattere di continuità l'attività professionale tipica degli ingegneri ed architetti, riservata ai professionisti iscritti nei rispettivi albi (ricavabile dagli artt. 51 e 52 del regolamento R.D. 23 ottobre 1925 n.2537 artt. 51 e 52), non è tenuto all'iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza e assistenza per gli ingegneri e architetti professionisti né è tenuto al pagamento dei relativi contributi previdenziali (nella specie, la Corte di cassazione ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso l'obbligo di iscrizione e di contribuzione a carico di un ingegnere già lavoratore subordinato, in prepensionamento, che occasionalmente forniva consulenze informatiche, affermando che l'attività di consulenza informatica non rientrava fra le attività riservate agli ingegneri).
Sent. C. Cass. civ. 25/10/2004, n. 20670
Previdenza professionale - Ingegneri - Redditi promiscui - Compensi per consulenza finanziaria - Imponibile - Parametri - Soggezione a contributo soggettivo.
Nell'ipotesi di redditi promiscui, l'imponibile, ai fini dei contributi Inarcassa, va verificato alla stregua del parametro della connessione fra l'attività da cui il reddito deriva e le conoscenze professionali, ed in tal modo la base culturale su cui l’attività stessa si svolge; il limite della connessione (e pertanto del parametro dell’assoggettabilità) è l’estraneità dell’attività stessa alla professione (nella specie, la Corte ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto l'attività di consulente finanziario - consistente nel curare pratiche di finanziamento Cee per attività agricole, industriali, commerciali, alberghiere, con particolare riguardo al settore energetico - connessa alle conoscenze professionali dell'ingegnere).
Sent. C. Cass. 11/06/2004, n. 11154
1. Ingegneri ed architetti - C.N.P.I.A. - Ingegnere presidente e componente del consiglio d'amministrazione di società di ingegneria ed urbanistica - Diritto prestazioni a carico C.N.P.I.A. - Esclusione - Soggezione a contributo integrativo - Condizioni.
1. La carica rivestita da un ingegnere di presidente (o componente) del consiglio di amministrazione di società di ingegneria e impiantistica, che da sola non consente la maturazione del diritto a prestazioni a carico della Cassa nazionale ingegneri e architetti liberi professionisti, non esclude però di per sé la soggezione a contributo integrativo dei corrispettivi erogati in ragione di tale carica ove la Cassa fornisca la prova che ne risultino compensate attività obiettivamente riconducibili all'esercizio della professione.
D. Leg.vo 10/02/1996, n. 103
Attuazione della delega conferita dall'art. 2, comma 25, della L. 335/95, in materia di tutela previdenziale obbligatoria dei soggetti che svolgono attivita' autonoma di libera professione.
Sent. Corte Cost. 12/11/1991, n. 402
Giudizio di legittimità costituzionale dell'art. 11, primo comma, legge 20 settembre 1980, n. 576 (Riforma del sistema previdenziale forense).
Dichiara non fondata, nei sensi di cui in motivazione, la questione di legittimità costituzionale
dell'art. 11, primo comma, legge 20 settembre 1980, n. 576 (Riforma del sistema previdenziale forense),
sollevata, in riferimento all'art. 3 della Costituzione.
L. 20/10/1982, n. 773
Riforma della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza a favore dei Geometri.
L. 03/01/1981, n. 6
L. 20/09/1980, n. 576
Riforma del sistema previdenziale forense.
In questo articolo si forniscono chiarimenti sulle condizioni alle quali è possibile effettuare prestazioni d’opera intellettuale sotto forma di “attività occasionali”, da parte di soggetti iscritti ad albi professionali che siano dipendenti pubblici o privati o che svolgano comunque un’altra diversa attività (ad es. attività imprenditoriale). Viene altresì posta l’attenzione su quei professionisti che operano nell’ambito delle cosiddette “collaborazioni a progetto”. L’articolo tiene conto della documentazione predisposta dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri e delle ulteriori precisazioni successivamente fornite dal Ministero dell’economia e delle finanze con lettera prot. 4594 del 25/02/2015, e contiene anche uno schema grafico riepilogativo.
Professioni: occorre versare i contributi anche per l'attività di consulenza
Il professionista è tenuto a versare alla Cassa previdenziale i contributi relativi allo svolgimento dell'attività di consulenza. Escluso l'obbligo contributivo solo nel caso in cui non sia ravvisabile una connessione tra l'attività svolta e le conoscenze tipiche del professionista.
L'ingegnere che amministra il condominio versa i contributi Inarcassa (Cass. 9076/2013)
Il professionista deve versare i contributi alla Cassa di categoria anche sul compenso percepito per attività che, seppure non "tipiche", richiedono le competenze tecniche della categoria.
La Corte di Cassazione ha chiarito che per l'iscrizione alla Cassa di previdenza dei geometri è imprescindibile il requisito dell'esercizio con continuità dell'attività libero professionale.
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