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Leopoldo Vigano
1 Avviso pubblico n. 26/2006 per la presentazione di progetti per attività formative cofinanziate dal FSE, dallo Stato e dalla Regione Puglia - POR Puglia Complemento di programmazione Asse III Risorse Umane Progetto Misura 3.9 azione d): progetto per Analisi e ricerche per la definizione delle figure professionali emergenti e dei fabbisogni professionali utili allo sviluppo delle filiere economiche del territorio Modello e manuale per la rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi (Rapporto di ricerca) Progetto realizzato da 12 INDICE Premessa 1 1. Obiettivi della proposta progettuale 2 2. Presentazione, finalità e ipotesi assunte per la predisposizione del Modello-Manuale 3 3. Prima Parte: L'analisi dei fabbisogni come processo di ricerca sociale Processo e soggetti coinvolti Le domande che originano l analisi dei fabbisogni I caratteri distintivi della ricerca sociale 10 Finestra 1. Riferimenti bibliografici e schemi esplicativi sull analisi dei fabbisogni Seconda Parte: l esperienza realizzata e criteri di disseminazione Gli obiettivi della ricerca sui fabbisogni professionali e formativi Le componenti e la logica del modello La mappatura socio-economica del territorio regionale. 22 Obiettivi 22 Fonti _ 23 Metodologia 23 Tempi di realizzazione e di aggiornamento 24 - Risultati ottenuti dall'applicazione del modello: le mappe dei profili socio- economici dei Comuni pugliesi 24 - I gruppo: i Comuni locomotiva, ma a vapore (52 comuni) 25 - II gruppo: i Comuni del capitale umano giovanile non valorizzato (60 comuni) 26 - III gruppo: i Comuni tartaruga (23 comuni) 26 - IV gruppo: i Comuni nel guado (80 comuni) 27 - V gruppo: i Comuni a doppia velocità (43 comuni) La rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi delle imprese 29 Obiettivi 29 Fonti _ 29 Metodologia 29 Strumenti di rilevazione 30 Somministrazione di un questionario strutturato alle imprese selezionate I Casi studio Risultati ottenuti dall'applicazione del modello I casi di studio Il Grand Hotel Tiziano Il Bikini Hotel L Azienda agricola Agrigiuliano L Azienda avicola Nuova Pollipoli 59 ALLEGATI_ 63 Questionario per la rilevazione dei fabbisogni formativi delle imprese agroalimentari della Puglia 64 Questionario per la rilevazione dei fabbisogni formativi delle imprese turistico-ricettive della Puglia 72 23 PREMESSA L obiettivo generale del progetto presentato da S3 Opus e ammesso al cofinanziamento FSE (Misura 3.9 POR Puglia ) prevedeva la realizzazione di una serie di analisi e ricerche finalizzate a definire le figure professionali maggiormente richieste dal tessuto produttivo, i relativi profili professionali e le conoscenze/competenze ad essi correlati, utili allo sviluppo delle filiere economiche del territorio pugliese. La proposta intendeva anche realizzare uno studio di fattibilità e il conseguente Modello (strumentale, metodologico e di accompagnamento consulenziale ) da trasferire al termine delle attività all Amministrazione, nella prospettiva di poter disporre di un Sistema Permanente di analisi dei fabbisogni professionali e formativi. Ciò anche al fine di porre l Amministrazione nella condizione di poter affrontare la programmazione dei Fondi Strutturali, grazie ad una più affinata selezione delle priorità su cui intervenire, a partire da una base conoscitiva via via aggiornabile ed esauriente dei diversi fenomeni e dei bisogni che il territorio e il suo tessuto produttivo potranno esprimere nel settennio suddetto. 14 1. OBIETTIVI DELLA PROPOSTA PROGETTUALE Sulla base di tale premessa e della sua complessiva finalità, il progetto ha proposto una metodologia composita e articolata secondo la seguente scansione di attività: 1. realizzare un analisi del territorio (mappatura con indicatori statistici a base comunale), secondo le diverse connotazioni socio-economiche e produttive della regione; 2. interpretare, conseguentemente, le esigenze di sviluppo del capitale umano, occupato e non, alla luce di squilibri, vocazioni e specificità locali ed in funzione di una allocazione razionale delle risorse disponibili; 3. procedere alla progettazione e realizzazione di metodi e strumenti, finalizzati ad effettuare una compiuta e diretta rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi emergenti dalle imprese e dal territorio nel suo complesso; 4. orientare le attività di studio ed analisi alla definizione di un modello di analisi dei fabbisogni formativi ed occupazionali che consenta di mettere in relazione le sollecitazioni della domanda del sistema produttivo, da un lato, e la morfologia socioeconomica dei sottosistemi territoriali; 5. trasferire all Amministrazione un Modello per la reiterazione e l aggiornamento di azioni di analisi e valutazione dei fabbisogni formativi ed occupazionali espressi dal territorio e aperto all interazione con gli altri attori che, vario titolo, operano sul mercato del lavoro. Il presente Rapporto di Ricerca costituisce, in particolare, la concretizzazione dei precedenti punti 4 e 5 dell articolato progettuale, rappresentando un percorso illustrativo del precipitato di tutte le metodologie impiegate nelle diverse analisi e ricerche previste e delle modalità che potrebbero consentire all Amministrazione Regionale di reiterare dette analisi e di aggiornare, nel corso del tempo e con le cadenze che l Amministrazione riterrà più opportune e funzionali alle proprie esigenze programmatiche, la lettura e l interpretazione delle esigenze professionali e formative del proprio contesto produttivo e territoriale di riferimento. Nei capitoli successivi vengono, dunque, descritti i percorsi metodologici che hanno presieduto alla realizzazione dell intero progetto, organizzandone il contenuto al fine di renderne sostenibile il trasferimento non solo alla Regione ma, auspicabilmente, anche al resto del reticolo istituzionale (dalle Amministrazioni Provinciali ai Servizi per l Impiego) in varia misura competente nella programmazione e gestione dell offerta formativa, cofinanziata o meno dal FSE (inclusa, quindi, anche l offerta resa disponibile dalle risorse derivanti dai Fondi Interprofessionali o da altre fonti ordinarie ). 25 2. PRESENTAZIONE, FINALITÀ E IPOTESI ASSUNTE PER LA PREDISPOSIZIONE DEL MODELLO-MANUALE Il Modello-Manuale è stato predisposto con l obiettivo di facilitare la trasferibilità e per la riproducibilità dell esperienza di rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi delle filiere produttive del territorio pugliese, assumendo quale proprio destinatario di riferimento l Amministrazione Regionale, ma anche qualsiasi altra organizzazione pubblica o servizio da essa erogato (come, in particolare, i Servizi Pubblici per l Impiego), di livello provinciale o territoriale, dotata di competenze istituzionali nella programmazione delle politiche del lavoro e della formazione professionale; in questa ottica i risultati e, soprattutto, le metodiche impiegate per l analisi dei fabbisogni rappresenta un input prevalentemente orientato a supportare l elaborazione dei programmi di governo, poliennali ed annuali, del sistema formativo locale. Per la redazione del Manuale si è fatto riferimento anche ad altre analoghe esperienze maturate dal soggetto attuatore in altri contesti regionali (con particolare riguardo alla Regione Sardegna), quindi ai caratteri fondamentali del processo analisi dei fabbisogni e ad alcuni esempi di prassi attuate in altre Amministrazioni, nonché alle competenze dell Analista di fabbisogni formativi territoriali e settoriali declinate nell allegato 2.3 del Decreto Ministero del Lavoro 25 maggio 2001, n. 166 in materia di Accreditamento delle sedi formative e Orientative, così some si evidenzia dallo schema 1. Il Manuale è strutturato in due parti: nella prima si declina l analisi dei fabbisogni come attività di ricerca sociale; nella seconda (esperienza realizzata e criteri di disseminazione) si ripercorrono le fasi e i risultati più significativi conseguiti dalle diverse analisi e ricerche realizzate per il progetto cofinanziato dal FSE e della regione Puglia, riportandone in sintesi gli esiti prodotti. Al termine della prima parte ed in alcuni paragrafi (definizione del campione; definizione delle modalità di rilevazione dei dati; definizione delle modalità di analisi dei dati) sono proposte delle finestre che contengono indicazioni su fonti bibliografiche, note metodologiche, esperienze di altri contesti, materiali utilizzabili dagli analisti dei fabbisogni. 36 Schema1. Decreto 25 maggio 2001, n Aree di competenza e compiti dell analista dei fabbisogni. Funzione di analisi dei fabbisogni Figura di sistema: Analista di fabbisogni formativi territoriali e settoriali Aree di competenza Compiti Competenze necessarie Analisi del sistema socio economico (vocazioni produttive, piani di sviluppo, strutturazione del sistema produttivo e del mercato del lavoro, sistema di valori e attese nei confronti del lavoro ) del territorio di riferimento mediante: AF1. Rilevazione del fabbisogno occupazionale a livello territoriale. AF2. Rilevazione del fabbisogno occupazionale a livello aziendale. individuazione, rilevazione, sistematizzazione, lettura di dati ed informazioni prodotte dalle letteratura specialistica; individuazione di e interviste a testimoni privilegiati. Analisi del fabbisogno di nuove figure professionali (occupazione aggiuntiva) o di nuovi compiti (per gli attuali occupati) nel territorio di riferimento relativamente a settore/area, famiglia professionale, mediante: indagine di campo, con questionario o intervista a testimoni privilegiati, analisi desk: ricerca biblico emerografica. Sistematizzazione, analisi dei dati raccolti e report. Dalla rilevazione delle prospettive aziendali di carattere produttivo, tecnologico,commerciale, organizzativo, mediante analisi documentale di piani e programmi e interviste a testimoni, definizione di fabbisogni di: ulteriore personale per figure professionali già esistenti, occupazione aggiuntiva per figure professionali nuove, nuovi compiti per il personale presente. Identificare le principali fonti informative sul sistema socio economico locale: definire la struttura delle principali fonti che rilevano i fabbisogni occupazionali e formativi con particolare riferimento a quelle realizzate dagli OOBB e da Unioncamere nell ambito del PON del Ministero del lavoro e dei POR delle regioni. Utilizzare le procedure per la definizione del campione ed elaborazione di strumenti (questionari strutturati, semi strutturati, traccia per interviste a testimoni privilegiati). Predisporre rapporti su fabbisogni occupazionali. Utilizzare le procedure per la definizione del campione e selezionare/produrre strumenti di analisi (questionari strutturati, semi strutturati, traccia per interviste, ecc.) Predisporre piani formativi aziendali. 47 3. PRIMA PARTE: L'ANALISI DEI FABBISOGNI COME PROCESSO DI RICERCA SOCIALE 3.1. Processo e soggetti coinvolti L analisi dei fabbisogni professionali e formativi identifica un processo (insieme di attività e risorse che opportunamente coordinate consentono di conseguire un prodotto scambiabile in una catena clienti/fornitori) che fa parte del più ampio ciclo di produzione della formazione (cfr. Finestra 1 in coda al capitolo) I soggetti che possono attivare (commissionare o realizzare direttamente) questo processo sono sostanzialmente due: gli organismi di programmazione della formazione e delle politiche del lavoro (Regioni e Province dove la FP è in parte delegata ad esse); gli Organismi Bilaterali e delle parti sociali e gli Organismi di Formazione (OdF) nell ambito di progetti di sviluppo delle proprie attività o per conto di organizzazioni clienti (imprese o enti pubblici di programmazione). Nel primo dei due casi, l analisi dei fabbisogni è prevalentemente a supporto della programmazione, nel secondo è a supporto della progettazione formativa. I prodotti delle analisi dei fabbisogni a supporto della programmazione 1 possono essere collocati, in rapporto alle specifiche esigenze dell ente e delle proprie logiche di programmazione, su un asse che va dal generale al particolare. A livello generale le analisi motivano la declinazione operativa degli orientamenti strategici di politica formativa e del lavoro a cui l ente (regione o provincia) farà riferimento per un certo arco temporale. A livello particolare l analisi può spingersi a indicare i comparti o settori economici per i quali la formazione è prioritaria, declinare le figure professionali da formare, enucleare le tipologie formative da sviluppare (o contenere); accennare ai sistemi di competenze da consolidare, proporre interventi per lo sviluppo del sistema formativo o delle filiere di istruzione e formazione. In entrambi i livelli l analisi comporta ricerche, osservazioni, studi delle tendenze sociali ed economiche del territorio e la loro correlazione con l offerta formativa esistente. 1 Il FSE precisa i seguenti requisiti fondamentali dei Programmi di Formazione Professionale e Politiche del lavoro: analisi di contesto, analisi di impatto (verifica del precedente periodo di programmazione), obiettivi e strategie di intervento (priorità per ambiti di intervento, iniziative di sistema), percorso di attuazione del programma. 58 Essendo il sistema formativo fortemente governato da principi e risorse di valenza comunitaria, l analisi dei fabbisogni a supporto della programmazione richiede di essere raccordata con le finalità generali, le Priorità e le declaratorie degli Obiettivi generali e specifici dei diversi Documenti di Programmazione (dal QSN ai POR e anche ai PON, attraverso il filtro interpretativo della Strategia di Lisbona), sebbene, in linea di massima, siano da ritenere essenziali, nella fattispecie, i documenti di programmazione delle regioni, che rappresentano gli input assunti dall analisi dei bisogni a supporto della programmazione. I processi di analisi dei fabbisogni svolte da agenzie formative si possono a loro volta suddividere in due aggregati: analisi dei fabbisogni per un sistema cliente debolmente definito (connessi, ad esempio, alla partecipazione ad un bando/avviso pubblico regionale per la realizzazione di interventi di formazione); analisi dei bisogni per un sistema cliente precisamente definito (una singola impresa, una filiera di imprese). Nel primo caso gli input saranno le linee di programmazione regionale (e/o le specifiche del singolo bando), i prodotti configurano un insieme di informazione utili a supportare la progettazione formativa (descrizione di profili professionali; declinazione di fabbisogni di competenze formative per tipologia aziendale, area/processo di lavoro, di settore, trasversale; raffigurazione degli elementi costitutivi delle competenze; specificazione dei caratteri organizzativi in cui i beneficiari degli interventi formativi andranno ad operare, ecc). Nel secondo caso i prodotti possono essere simili ma contestualizzati rispetto agli input del sistema cliente ed ai relativi vincoli (risorse per la formazione, prefigurazioni del ruolo della formazione, figure o processi da formare, ecc.). In entrambe le opzioni l analisi dei bisogni farà riferimento ai problemi di cambiamento che le organizzazioni (a cui la formazione sarà indirettamente riferita, nel primo caso, o direttamente riferita, nel secondo caso) stanno attraversando, alle innovazioni che sono necessarie o imprescindibili per consolidare la competitività di processi e prodotti/servizi, agli apprendimenti auspicabili, ai destinatari degli interventi. Quasi sempre l analisi richiede un esplorazione (diretta o attraverso colloqui e interviste) finalizzata a comprendere e raffigurare cosa fanno e come le persone al lavoro e/o alle quali è destinata la formazione (in genere definita analisi del lavoro). 69 3.2. Le domande che originano l analisi dei fabbisogni Sono molteplici gli interrogativi, le domande, da cui possono trarre origine analisi dei fabbisogni più o meno sofisticati; a titolo esemplificativo, tra le domande per l analisi a supporto della programmazione si riportano le seguenti: Come declinare operativamente nel contesto ove il Manuale viene impiegato le finalità declinate dalla programmazione FSE, dalla Strategia di Lisbona e dalle priorità delle politiche nazionali di istruzione e formazione? Cosa sta cambiando (nel settore o nel territorio); come si configurano i trend occupazionali; quali figure professionali richiederanno le imprese in funzione di questi cambiamenti? Vi sono professioni o competenze che rischiano di divenire obsolete e di esporre le persone a rischi di espulsione dai processi produttivi? L offerta della scuola, dell istruzione, della formazione è in sintonia con tali cambiamenti? Quali sono le competenze utili a potenziare l occupabilità delle persone e il loro accesso alla formazione lungo l intero arco della vita? Vi sono categorie, figure professionali, fasce sociali particolarmente deboli sul mercato del lavoro? Cosa fare per consolidare le loro competenze? Quali fabbisogni esprimono le imprese dei principali settori economici del territorio? Quali la Pubblica Amministrazione? Quali sono le caratteristiche dei giovani che nei prossimi anni si troveranno in fasce di età soggette al Diritto-Dovere all Istruzione, quali domande di formazione manifestano? Quali relazioni si verranno a creare tra sistema scolastico, sistema formativo, sistema del lavoro in rapporto alle innovazioni normative in atto e degli scenari occupazionali attuali e futuri? Quali livelli di qualità esprime un determinato sistema regionale della FP, quali sono auspicabili? Che strategie ed azioni di miglioramento è possibile porre in essere? Le domande che attivano analisi dei fabbisogni per un sistema cliente debolmente definito si possono enucleare nel modo seguente: Una certa Regione intenderà programmare progetti integrati con la scuola? A quali candidarci, per quali motivazioni? Come sosteniamo le nostre proposte? Una certa Provincia reputa prioritaria la formazione continua in un determinato settore: quali progetti realizzare, perché? 710 Come caratterizzare per l anno successivo le attività di formazione permanente? Una certa azienda ha chiesto al fornitore di realizzare un corso sul front office, attraverso quali bandi o avvisi è possibile che ottenga un cofinanziamento? Con quali modalità sarà possibile motivare la proposta?. Le esigenze che attivano processi di analisi dei fabbisogni di una o più organizzazioni identificate, si possono a loro volta articolare in due aggregati; per quanto riguarda il primo di tali aggregati: E stato installato un nuovo software; che progetto formativo è necessario per gli operatori che devono acquisire le competenze necessarie per poterlo utilizzare? Gli operatori alle macchine utensili hanno necessità di aggiornamento sui nuovi sistemi di programmazione. Il sistema di controllo di gestione prevede nuove procedure; come fare per renderle un effettivo strumento di lavoro quotidiano delle persone? Si rileva la necessità di formare gli addetti all area commerciale per aggiornare le loro competenze linguistiche e di comunicazione. Nella loro diversità, gli interrogativi riportati fanno riferimento a cambiamenti legati da una logica comune, da un filo rosso che li contraddistingue: in tutti i casi si tratta di innovazioni che richiedono compiti di lavoro sostanzialmente ruotinari, prevedibili, in parte standardizzabili; modificazioni che sottendono fabbisogni tecnico operativi e che fanno prevalente riferimento a specifici ruoli. Il secondo aggregato di interrogativi si riferisce a situazioni di cambiamento di più difficile interpretazione; ad esempio: I problemi sono dichiarati ma nella realtà non vengono, di fatto, affrontati. Le relazioni tra... e... sono problematiche / conflittuali. Le riunioni di lavoro sono poco efficaci, non si arriva mai al dunque. I collaboratori dicono di voler cambiare ma continuano a fare quello che hanno sempre fatto. I clienti contestano i prodotti e non sappiamo quali siano le cause effettive. 811 In azienda dicono che dobbiamo coordinarci di più, ma le informazioni circolano male. I tre giovani appena inseriti hanno atteggiamenti verso il lavoro molto diversi rispetto ai loro capi; la convivenza è difficile. Si parla tanto di orientamento al cliente "interno" ed "esterno" ma non si sa bene come fare? Pur nella loro apparente semplicità, queste domande (od esemplificazioni) sottendono problematiche che afferiscono a compiti non ruotinari, a questioni che risultano essere scarsamente prevedibili e standardizzabili. Rimandano alla dimensione dell organizzarsi, quindi della distribuzione di compiti, della regolamentazione dei rapporti tra attività (cose da fare) e ruoli (chi fa cosa), al problema del controllo sulle cose (e quindi sulle persone), al tema della dominanza tra chi (per il ruolo che ricopre) richiede un certo tipo di cose (di prestazioni) ad altri che eseguono la prestazione, ad un mix di aspetti di lavoro in parte prescrittivi in parte discrezionali (cioè suscettibili di una definizione personale). Siamo pertanto in presenza di questioni di cambiamento che afferiscono alle dimensioni meno esplicite, nascoste, dell organizzazione e che per loro natura hanno a che fare con il come le persone si organizzano e vivono la quotidianità del lavoro, con la cultura professionale di individui e gruppi di individui che nelle organizzazioni agiscono. Interrogarsi su questa particolare area di fabbisogno richiede non solo strumentazioni di analisi e diagnosi del funzionamento organizzativo, ma anche un mandato esplicito al consulente-formatore. L analisi del fabbisogno si configura come lettura e interpretazione del funzionamento dell organizzazione, delle modalità con cui si funziona effettivamente, delle interazioni individui, gruppi, ruoli e culture, delle connessioni tra parti dell organizzazione e del loro coordinamento. 912 3.3. I caratteri distintivi della ricerca sociale La diverse modalità di analisi dei fabbisogni cui si è fatto ora riferimento si possono ritenere attività, più o meno complesse, di ricerca sociale, principalmente per due ordini di motivi: da un lato comportano e richiedono interazioni e comunicazioni tra una pluralità di attori in gioco; dall altro necessitano di strumenti di raccolta dati (griglie, questionari, colloqui, interviste) tipiche dei processi di ricerca. Le relazioni tra gli attori in gioco in un percorso di ricerca sociale/analisi dei fabbisogni si possono articolare nelle seguenti fasi: Fase 1: definizione del problema. Il committente (ente pubblico, impresa) ha un problema (ed una prefigurazione del ruolo che la formazione può ricoprire rispetto alla risoluzione del problema) e lo comunica (direttamente o tramite una procedura di evidenza pubblica) ad un ente di ricerca (singolo ricercatore, società; interno od esterno all organizzazione del committente). L'interazione produce un "mandato" che definisce in modo operativo il problema stesso. Fase 2: predisposizione del Progetto di ricerca. L ente di ricerca interpreta il problema posto dal committente predisponendo un progetto in cui vengono descritte metodologie e tecniche che saranno utilizzate, tempi, costi e risultati attesi. Fase 3: disegno della ricerca. L ente di ricerca traduce operativamente il Progetto. In particolare: 3.1: precisa, attraverso l'analisi di contesto, il campo di indagine e l'oggetto della sua analisi, sulla base di una preventiva documentazione e esplorazione dei dati di contesto; 3.2: costruisce un modello interpretativo fatto di ipotesi, relazioni tra variabili che si configurano come risposte al problema per la soluzione del quale viene realizzata la ricerca (il modello e le risposte sono formulate sulla base di quadri di riferimento, teorie esistenti o ad esse riferite, da sottoporre a verifica empirica per accertarne o meno la validità); 3.3: costruisce gli strumenti per rilevare le informazioni; 3.4: definisce il campione su cui effettuare la rilevazione dei dati; 3.5: progetta le modalità di rilevazione dei dati (individua cioè le fonti che detengono dati utili ad accertare la validità delle ipotesi formulate); 1013 3.6: sceglie le modalità di analisi dei dati raccolti (i criteri di controllo, codifica, archiviazione ed analisi dei dati). Fase 4: rilevazione dei dati. Il ricercatore entra negli ambienti dei soggetti che detengono dati utili a verificare le ipotesi di ricerca e provvede alla loro raccolta attraverso strumenti (schede, questionari, griglie di osservazione e valutazione messe a punto nella fase precedente). Fase 5: codifica, archiviazione e analisi dei dati. I dati raccolti vengono analizzati secondo quanto previsto dal disegno della ricerca, con l intento di dimostrare la veridicità delle ipotesi formulate (o la loro non veridicità); questo processo spesso porta con sé la formulazione di nuove ipotesi interpretative. Fase 6: stesura del Rapporto Finale. A partire dall'analisi dei dati vengono proposte le soluzioni al problema inizialmente posto dal committente di solito riportate in un documento convenzionalmente definito Rapporto Finale. Fase 7: restituzione dei risultati al committente. Il rapporto finale (dati trattati e soluzioni ipotizzate) viene comunicato al committente il quale sceglierà una propria specifica linea di azione per risolvere il problema alla base del quale ha finanziato la ricerca. Rispetto all esperienza di rilevazione realizzata per la Regione Puglia da S3 Opus, le precedenti considerazioni sono contestualizzate nello schema 2. 1114 Schema 2. Le connessioni tra la ricerca sociale e la rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi per lo sviluppo delle filiere produtive del territorio pugliese. fasi ricerca Fase 1. Definizione del problema attori e loro interazioni; articolazione della fasi Il committente (Regione Puglia) comunica il problema attraverso un Avviso Pubblico: Obiettivi: "Rendere l'intervento pubblico in materia di formazione professionale più coerente con le esigenze del mercato del lavoro regionale, favorire l'inserimento dei formati nel mercato del lavoro e la permanenza in esso degli occupati, dando vita a un sistema permanente di rilevazione territoriale, adeguatamente trasferibile agli organismi pubblici facenti parte della rete regionale dei Servizi per l'impiego, per la rilevazione continua dei fabbisogni formativi". Fase 2. Predisposizione dell'offerta per ricerca in risposta all Avviso Pubblico Fase 3. Disegno della ricerca 3.1. Analisi di contesto 3.2. Definizion e modello, variabili e ipotesi 3.3. Progettazione strumenti Azioni: "Ricerca presso le imprese di uno o più settori-filiere produttive per la rilevazione dei fabbisogni formativi interni (formazione continua) e in rapporto alle esigenze di inserimento lavorativo.". (fonte: Avviso Pubblico per l'affidamento di un progetto per Analisi e ricerche per la definizione delle figure professionali emergenti e dei fabbisogni professionali utili allo sviluppo delle filiere economiche del territorio, FSE-POR Puglia , Misura 3.9) Il soggetto proponente (S3 Opus S.r.l.), predispone l'offerta di ricerca sui fabbisogni professionali e formativi per lo sviluppo delle filiere produttive del territorio. Analisi di contesto: mappatura socio-economica del territorio regionale. Definizione dei criteri di controllo, codifica, archiviazione ed analisi dei dati, al fine di individuare gli indicatori semplici e, poi, sintetici Scelta del modello metodologico di rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi (processi di cambiamento nei settori produttivi proposti turismo e agroalimentare, competenze correlate). Analisi di sfondo per verificare la coerenza delle ipotesi e declinare il modello operativo della ricerca. Progettazione degli strumenti di rilevazione dei dati (questionario strutturato per le imprese; griglia di intervista per condurre casi di studio e per realizzare interviste a testimoni privilegiati). Verifica degli strumenti attraverso interviste preliminari con testimoni significativi. 1215 Fase Definizion e campione 3.5. Progettazione modalità di rilevazion e dati 3.6. Scelta modalità analisi dati Rilevazione dei dati Fase 5. Analisi dei dati Fase 6. Redazione del Rapporto finale Fase 7. Restituzione al committente Definizione del campione di imprese e individuazione dei soggetti da intervistare. Determinazione del percorso di accesso alle fonti. Individuazione delle competenze dei ricercatori e delle procedure operative di raccolta e restituzione dei dati. Predisposizione piano degli incroci. Individuazione dei testimoni privilegiati Formazione dei ricercatori e gestione del processo di rilevazione dei dati. Somministrazione del questionario strutturato ai titolari, o loro delegati, delle imprese costituenti il campione. Interviste ai testimoni privilegiati individuabili tra quelli istituzionali e quelli del partenariato sociale Inserimento dei dati nell'archivio Analisi preliminare dei dati e verifica di congruenza interna Costruzione matrici di elaborazione (per dati quantitativi) e analisi di contenuto (per dati qualitativi). Calcolo delle statistiche descrittive (frequenza, media, mediana, varianza, ecc.) Effettuazione incroci fra le variabili attraverso tecniche statistiche anche multivariate (correlazione, chi quadrato, analisi della varianza) Analisi delle risposte ottenute dai testimoni privilegiati e loro sistematizzazione per procedere al commento e alla redazione del Rapporto di Ricerca Indice: metodologie e strumenti per la rilevazione dei fabbisogni professionali e formativi delle imprese (turiste e agroalimentari) pugliesi: finalità e ambiti della rilevazione; la metodologia e il modello di ricerca; risultati della ricerca sul campo (imprese e testimoni privilegiati, conclusioni); il percorso della ricerca nell'ottica del trasferimento Sessioni di lavoro, seminari organizzati in forma di workshop con gli attori più rilevanti dello sviluppo locale, news periodiche. Convegno conclusivo 1316 Finestra 1. Riferimenti bibliografici e schemi esplicativi sull analisi dei fabbisogni Riferimenti bibliografici Testi sulla formazione Alessandrini G., Manuale per l esperto dei processi formativi, Carocci, 1998 Monista A., a cura di, Mestiere: progettista di formazione, NIS, Roma, 1997 Bentivogli C., Callini D., I piani formativi aziendali. Metodologie e strumenti, Angeli, Milano, 2000 Quaglino G.P., Fare formazione, Il Mulino, Bologna, 1985 Quaglino G.P., Carozzi G.P., Il processo di formazione. Dall analisi dei bisogni alla valutazione dei risultati, Angeli, Milano, Ghiotto G. La formazione per l impresa, Angeli, Milano, Testi sulla ricerca sociale De Masi D. (a cura di), Manuale di ricerca sul lavoro e sulle organizzazioni, NIS, Roma, De Masi D. e Bonzanini A. (a cura di), Trattato di sociologia del lavoro e dell'organizzazione. La ricerca, Angeli, Milano, 1984 McBurney D.H., Metodologia della ricerca in psicologia, Il Mulino, Bologna, 1986 Areni A., Ercolani M.P., Scalisi T.G., Introduzione all'uso della statistica in psicologia, Edizioni Universitarie di lettere, Economia e Diritto, Roma, 1994 Corrao S., Il focus-group, Angeli, Milano, 2000 Pellicciari G, Tinti GC., Tecniche di ricerca sociale, F,Angeli, Zammuner V.L., Tecniche dell intervista e del questionario, Il Mulino, Bologna, 1998 Seguono tre Schemi (A, B e C) esplicativi sull analisi dei fabbisogni tratti da 1417 Schema A. Il ciclo di produzione della formazione (adattato da Pier Giovanni Bresciani, prima della didattica, Quaderni di Nuova Formazione n1) Unione Europea Piano di sviluppo (regionale, provinciale, settoriale, aziendale) PON e POR (Obb. 1,2,3, ) Linee di politica/strategia formativa e del lavoro (istituzionale, aziendale, settoriale, ecc.) Programmazione formativa Individuazione figure professionali, tipologie formative, servizi per il lavoro Analisi dei fabbisogni Specificazione competenze professionali Analisi del lavoro Progettazione formativa Definizione dei progetti (obiettivi, contenuti, contesto ed utenti,, prove di valutazione) Programmazione didattica Valutazione ex ante (approvazione da parte del committente) Attuazione (itinerario didattico, modalità formative, docenza, verifica apprendimenti) monitoraggio Valutazione finale Valutazione ex post (impatto) 1518 Schema B: Le decisioni del processo di analisi dei fabbisogni ambiente organizzazioni vincoli, opportunità Mercati dei fattori produttivi Utilizzo delle risorse Tecniche Finanziarie Umane Ecc. domanda/fabbisogni di risorse decisione Domanda/fabbisogno di risorse umane, di competenze, di lavoro Domanda/fabbisogno di altre risorse (capitali, crediti, tecnologie ) fabbisogno di competenze formative Fabbisogno di competenze non formative (informazione, consulenza, assistenza..) decisione Per tipologia a aziendale, per area/processo, per settore, trasversali Progettazione formativa Offerta formativa decisione Formazione iniziale, permanente, continua. 1619 Schema C: Percorso per l elaborazione del Programma provinciale delle politiche delavoro e delle formazione professionale, triennio 2000/02. Adattato da Provincia di Ferrara, Assessorato FP, Politiche e Servizi per il lavoro e Pari opportunità input trasformazione output Unione Europea: Assessorato Formazione Fasi, azioni, risorse, strumenti, competenze, strategie europea per Professionale, Politiche e tempi del processo di programmazione l occupazione Servizi per il Lavoro. 2000/06. Stato: Piano Nazionale Obiettivo 3 Regione Emilia Romagna: Programma Operativo 2000/06 Programma FP 97/99 Priorità programmatiche Differenze tra le aree del territorio Provincia: tavolo di concertazione (differenze tra le aree del territorio) Decisione sul coinvolgimento dei Comuni e delle forze sociali nel processo di analisi dei fabbisogni delle varie aree del territorio Programmazione delle riunioni di area Progettazione degli strumenti input Programmazione 98/99 Politiche del lavoro Formazione professionale trasformazione Gruppo di lavoro composti da dirigenti e funzionari Assessorato FP e Politiche del Lavoro. Demografia e mercato del lavoro Sistema scolastico e formativo Monitoraggio del processo di elaborazione del Programma output intermedi Indice Programma... Report sintesi di Programma provinciale delle politiche del lavoro e della formazione professionale 2000/02 Prima parte, Analisi di contesto, capitoli 1,2,3 Comuni e forze sociali area territoriale (A, B, C, D) Proposte di singole amministrazioni comunali Analisi delle problematiche di sviluppo/consolidamento: Mercato del lavoro e servizi per l impiego Sistema formativo e scolastico Sistema economico Sistema sociale Priorità delle amministrazioni comunali Report di sintesi sui contenuti dell incontro in ciascuna area. Necessità di approfondimenti su specifici settori economici: agricoltura e commercio Prima parte, Analisi di contesto, capitolo 4: Il ruolo della formazione e del lavoro nelle politiche locali di sviluppo Paragrafo 4.1: il punto di vista degli attori locali (area A, area B, area C, ecc.)20 input Programmazione pubblica Patto Territoriale Programma d Area Programma Speciale d Area trasformazione Assessorato FP e Politiche del Lavoro. Decisione di costituire due Gruppi Tecnici (uno per settore) composto da rappresentanti delle forze sociali. Progettazione del percorso, delle metodologie di lavoro, degli strumenti. output intermedi Indice Programma... I programmi di sviluppo locale Prima parte, Analisi di contesto, capitolo 4: Il ruolo della formazione e del lavoro nelle politiche locali di sviluppo Paragrafo 4.2: I programmi di sviluppo Da incontri di area: necessità di specifici approfondimenti su settori agricoltura e commercio Sintesi dei contenuti Obiettivi Assi ed azioni Direttrici prioritarie di intervento Obiettivi dei Gruppi Tecnici, metodologie, proposta di articolazione del percorso, comunicazioni, tracce di lavoro. Componenti gruppo Tecnico settore Agricoltura Componenti gruppo Tecnico settore Commercio Proposta di lavoro Griglia qualitativa sugli assetti professionali nelle imprese della Grande Distribuzione Primo incontro Attuale configurazione dei settori Dinamiche di cambiamento avvenute e in essere Secondo incontro Coordinamento con i competenti assessorati provinciali. Cambiamenti intervenuti nei settori. Punti di forza e di debolezza. Tendenze in atto e prospettive di sviluppo. Esplorazione sui fabbisogni di competenza Fabbisogni connessi alle dinamiche di competenze sviluppo / consolidamento di ed ipotesi per la programmazione. Prima parte, Analisi di contesto, capitolo 5: L economia provinciale all inizio del 2000, tendenze in atto e fabbisogni di competenza in alcuni settori. Paragrafo 5.1 Agricoltura Paragrafo 5.2 Commercio Input trasformazione output Programmazione 98/99 e monitoraggio attività: significatività degli interventi formativi per i settori industriali. Necessità informazioni articolate dinamiche settoriali. di più sulle Approfondimento sulle prospettive dell industria in provincia di Ferrara. Decisione di richiedere un contributo aggiuntivo alle forze sociali. Progettazione strumenti di raccolta dati. Griglia analisi delle tendenze in atto e delle problematiche di sviluppo dei settori: Metalmeccanico Tessile abbigliamento Edilizia Contributi delle Analisi e interpretazione di Quadro generale Prima parte, Analisi di 18 Vedere altro
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