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Timestamp: 2020-08-10 03:41:28+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 1540 del 23/01/2020 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1540 del 23/01/2020
Cassazione civile sez. VI, 23/01/2020, (ud. 02/07/2019, dep. 23/01/2020), n.1540
Dott. SPENA Francessca – Consigliere –
sul ricorso 22621-2018 proposto da:
INPS – ISTITUTO NAZIONALE DELLA PREVIDENZA SOCIALE 80078750587, in
ESTER ADA VITA SCIPLINO, CARLA D’ALOISIO;
partecipata del 02/07/2019 dal Consigliere Relatore Dott. ALFONSINA
il Tribunale di Foggia, Giudice dell’esecuzione, con provvedimento del 16/1/2018, dichiarava inammissibile l’impugnazione proposta dall’Inps avverso il provvedimento del 3/7/2017 con il quale lo stesso giudice aveva disposto la correzione della sua precedente ordinanza del 28/6/2013, resa a conclusione del procedimento ex art. 612 c.p.c., instaurato da M.V. nei confronti dell’Istituto ai fini dell’esecuzione della sentenza dichiarativa del diritto del predetto all’iscrizione nell’elenco dei lavoratori agricoli;
la correzione dell’errore materiale era stata disposta nella parte in cui il giudice dell’esecuzione aveva omesso di considerare e liquidare, tra le spese riconosciute al procuratore antistatario Tarantino Angela, l’indennità di trasferta e le spese di trasferta sostenute, richieste dal difensore;
1) deve premettersi che l’originaria controversia decisa dal Tribunale di Foggia era rivolta all’accertamento della qualifica di lavoratore agricolo e del conseguente diritto del ricorrente all’iscrizione negli appositi elenchi e che successivamente, con ricorso ex art. 612 c.p.c., la parte aveva chiesto al giudice di fissare le modalità di esecuzione della predetta sentenza e di determinare, ex art. 614 c.p.c., la somma di denaro dovuta per l’inosservanza dell’obbligo di iscrizione e/o per il ritardo nella stessa, oltre alle spese della procedura in favore del procuratore antistatario, Avv. Angela Tarantino;
a seguito di successiva istanza, l’Avv. Tarantino, quale antistatario, aveva domandato al giudice dell’esecuzione la correzione dell’errore materiale relativamente all’omessa liquidazione, in seno all’ordinanza, dell’indennità di trasferta e delle spese di trasferta sostenute, nonostante il ricorso ne contenesse esplicita richiesta;
con il primo motivo l’Inps deduce la violazione degli artt. 616,617 c.p.c., in relazione all’art. 287 c.p.c., affermando che erroneamente il giudice aveva ritenuto ammissibile l’istanza di correzione della ordinanza, in violazione del disposto dell’art. 617 c.p.c., comma 2;
con il secondo motivo l’Inps contesta la violazione e falsa applicazione dell’art. 287 c.p.c. e ss., e deduce la conseguente nullità dell’ordinanza di correzione, avendo, il giudice, erroneamente ritenuto sussistere un errore materiale nella omessa liquidazione delle somme richieste a titolo di trasferta e spese di trasferta;
con il terzo motivo l’Inps lamenta la violazione e falsa applicazione dell’art. 91 c.p.c., e del D.M. 8 aprile 2004, per la errata determinazione dell’indennità di trasferta, pur in presenza di numerose controversie della stessa natura contestualmente trattate dall’Avv. Tarantino e per le quali si rendeva doverosa la riduzione delle competenze e spese per la sua attività procuratoria;
3) in via preliminare va scrutinata l’eccezione d’inammissibilità, prospettata in sede di controricorso dall’Avv. Tarantino con riguardo all’inammissibilità del ricorso per cassazione avverso il provvedimento impugnato;
4) stante l’ammissibilità del ricorso, si procede all’esame dei motivi prospettati dall’Inps, che, per la loro stretta connessione, vanno trattati congiuntamente;
a riguardo deve richiamarsi il costante orientamento di questa Corte, cui si intende dare seguito, secondo cui “Il procedimento per la correzione degli errori materiali di cui all’art. 287 c.p.c., è esperibile per ovviare ad un difetto di corrispondenza fra l’ideazione del giudice e la sua materiale rappresentazione grafica, chiaramente rilevabile dal testo stesso del provvedimento mediante il semplice confronto della parte del documento che ne è inficiata con le considerazioni contenute nella motivazione, senza che possa incidere sul contenuto concettuale e sostanziale della decisione” (da ultimo Cass. n. 572/2019);
poichè una liquidazione delle spese è stata compiuta, l’esclusione della voce relativa alla trasferta deve essere ricondotta al consapevole mancato riconoscimento della stessa, talchè il rilievo attinente all’omissione esula dai confini del procedimento di correzione ex art. 287 c.p.c., e implica un ripensamento richiedente la valutazione del giudice nell’ambito di un vero e proprio giudizio;
considerato l’esito del giudizio si dà atto che non sussistono i presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto dal D.P.R. 30 maggio, art. 13, comma 1 quater, introdotto dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17 (legge di stabilità 2013).

References: Sentenza 
 art. 612
 sentenza 
 art. 612
 sentenza 
 art. 614
 Cass. 
 art. 287
 art. 13
 art. 1