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Timestamp: 2019-02-23 15:25:30+00:00

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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 22 maggio 2015, n. 2562. In materia di contratti della P.A., ogni questione relativa al recesso esercitato nel corso del rapporto contrattuale riguarda l'esercizio di diritti potestativi iscrivibili nell'autotutela di diritto privato, con conseguente radicamento della giurisdizione del giudice ordinario. Tale principio è applicabile anche al recesso dai contratti di fornitura o servizi, di cui all'art. 1, comma 13, del d.l. 6 luglio 2012, n. 95, convertito in legge 7 agosto 2012, n. 135 - Renato D'Isa
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Consiglio di Stato, sezione V, sentenza 22 maggio 2015, n. 2562. In materia di contratti della P.A., ogni questione relativa al recesso esercitato nel corso del rapporto contrattuale riguarda l’esercizio di diritti potestativi iscrivibili nell’autotutela di diritto privato, con conseguente radicamento della giurisdizione del giudice ordinario. Tale principio è applicabile anche al recesso dai contratti di fornitura o servizi, di cui all’art. 1, comma 13, del d.l. 6 luglio 2012, n. 95, convertito in legge 7 agosto 2012, n. 135
sentenza 22 maggio 2015, n. 2562
sul ricorso numero di registro generale 6804 del 2014, proposto da:
En. S.r.l., rappresentato e difeso dall’avv. Fr.Sc., con domicilio eletto presso Fr.Sc. in Roma, Via (…);
Comune di Marcheno;
della sentenza breve del T.A.R. LOMBARDIA – SEZ. STACCATA DI BRESCIA: SEZIONE II n. 00391/2014, resa tra le parti, concernente appello avverso sentenza con cui è stato dichiarato il difetto di giurisdizione – cessazione convenzione per la gestione del servizio di illuminazione pubblica
Relatore nella camera di consiglio del giorno 17 marzo 2015 il Cons. Francesco Caringella e uditi per le parti l’avvocato Fl.Ia., su delega dell’avv. Fr.Sc.;
Rilevato che il giudizio ha ad oggetto il recesso del Comune dalla convenzione stipulata con En., avente ad oggetto la gestione del servizio di illuminazione pubblica;
– alla stregua di consolidate coordinate giurisprudenziali, ogni questione relativa al recesso esercitato nel corso del rapporto contrattuale riguarda l’esercizio di diritti potestativi iscrivibili nell’autotutela di diritto privato, con conseguente radicamento della giurisdizione del giudice ordinario (cfr., ex plurimis, Cass. SS.UU., 28 novembre 2008, n. 28345);
– tali coordinate sono estensibili anche al recesso di cui all’art. 1, comma 13, del d.l. n. 135 del 2012, in quanto tale norma, nel onsentire, a determinate condizioni, alle Amministrazioni che abbiano validamente stipulato un autonomo contratto di fornitura e servizi di “recedere in qualsiasi tempo dal contratto, previa formale comunicazione all’appaltatore, con preavviso non inferiore a quindici giorni e previo pagamento delle prestazioni già eseguite, oltre al decimo delle prestazioni non ancora eseguite” – tale norma non attribuisce al soggetto pubblico il potere di “intervenire ab extra sul rapporto stesso in forma e modalità autoritative” ma riconosce una facoltà di matrice privatistica riconducibile al paradigma di cui agli artt. 1373 c.c. e 21 sexies della legge n. 241/1990;
– ne discende la carenza di giurisdizione del giudice amministrativo, a favore del giudice ordinario ai sensi dell’art. 11 c.p.a.;
Reputato, infine, che la mancata costituzione in giudizio del Comune appellato esime il Collegio dalla statuizione sulle spese;
Depositata in Segreteria il 22 maggio 2015.
Consiglio di Stato, sezione IV, sentenza 27 aprile 2015, n. 2109....

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