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Timestamp: 2017-02-19 20:57:55+00:00

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LA QUALITÀ NEI SERVIZI DI ORIENTAMENTO E INSERIMENTO LAVORATIVO NEI CENTRI PER L IMPIEGO: LINEE GUIDA E CARTA DEI SERVIZI - PDF
LA QUALITÀ NEI SERVIZI DI ORIENTAMENTO E INSERIMENTO LAVORATIVO NEI CENTRI PER L IMPIEGO: LINEE GUIDA E CARTA DEI SERVIZI
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1 I libri del Fse Il volume, risultato della ricerca azione Modelli organizzativi ed operativi dei servizi di orientamento nei CPI, intende fornire un supporto alla gestione della Qualità nei servizi di orientamento e inserimento al lavoro, per progettare soluzioni organizzative integrate orientate al contesto e in un ottica di miglioramento continuo. Il volume è suddiviso in due parti: la prima parte propone delle indicazioni operative di supporto alle attività di gestione che in particolare riguardano l individuazione di standard di servizio, di un meta-modello organizzativo, nonché i Requisiti identificativi e Caratteristiche di Qualità dei Servizi. La seconda parte del volume presenta una proposta per la redazione della Carta dei Servizi, quale strumento di comunicazione fra CPI e l Utente, volto a promuovere la partecipazione attiva dell utenza alla costruzione del servizio. Il volume è diretto, quindi, a tutti coloro che operano nell ambito dei SPI e che intendono rispondere alla domanda di servizio del territorio in rapporto alla mission assegnata loro dagli orientamenti politici nazionali ed europei per l occupazione. ISSN LA QUALITÀ NEI SERVIZI DI ORIENTAMENTO E INSERIMENTO LAVORATIVO I libri del Fse I libri del Fondo sociale europeo UNIONE EUROPEA Fondo sociale europeo LA QUALITÀ NEI SERVIZI DI ORIENTAMENTO E INSERIMENTO LAVORATIVO NEI CENTRI PER L IMPIEGO: LINEE GUIDA E CARTA DEI SERVIZI2 I libri del Fondo sociale europeo ISSN3 L Isfol, Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, è stato istituito con D.P.R. n. 478 de 30 giugno 1973, e riconosciuto Ente di ricerca con Decreto legislativo n. 419 del 29 ottobre 1999; ha sede in Roma ed è sottoposto alla vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. L Istituto opera in base al nuovo Statuto approvato con D.P.C.M. del 19 marzo 2003 ed al nuovo assetto organizzativo approvato con delibera del Consiglio di Amministrazione n. 12 del Svolge attività di studio, ricerca, sperimentazione, documentazione, informazione e valutazione nel campo della formazione, delle politiche sociali e del lavoro, al fine di contribuire alla crescita dell occupazione, al miglioramento delle risorse umane, all inclusione sociale ed allo sviluppo locale. Fornisce consulenza tecnico-scientifica al Ministero del lavoro e della previdenza sociale e ad altri Ministeri, alle Regioni, Province autonome e agli Enti locali, alle Istituzioni nazionali pubbliche e private. Svolge incarichi che gli vengono attribuiti dal Parlamento e fa parte del Sistema statistico nazionale. Svolge anche il ruolo di struttura di assistenza tecnica per le azioni di sistema del Fondo sociale europeo, è Agenzia Nazionale LLP - Programma settoriale Leonardo da Vinci, Centro Nazionale Europass, Struttura nazionale di supporto all iniziativa comunitaria Equal. Presidente Sergio Trevisanato Direttore generale Giovanni Principe La Collana I libri del Fondo sociale europeo raccoglie i risultati tecnico-scientifici conseguiti nell ambito del Piano di attività ISFOL per la programmazione di FSE Progetti operativi: Azioni per l attuazione del Programma Operativo Nazionale Ob. 3 Azioni di sistema e del Programma Operativo Nazionale Ob. 1 Assistenza tecnica e azioni di sistema. La Collana I libri del Fondo sociale europeo è curata da Isabella Pitoni responsabile Ufficio Comunicazione Istituzionale Isfol.4 I libri del Fondo sociale europeo UNIONE EUROPEA Fondo sociale europeo ISFOL LA QUALITÀ NEI SERVIZI DI ORIENTAMENTO E INSERIMENTO LAVORATIVO NEI CENTRI PER L IMPIEGO: LINEE GUIDA E CARTA DEI SERVIZI5 Il volume raccoglie i risultati di una sperimentazione curata dall Area Ricerche sui sistemi del lavoro, nell ambito del Piano di attività Sperimentazione di un Modello Operativo dei Servizi Orientativi dei CPI dell OB.1 Asse 1 Misura II.1.A Sotto-Azione A.1, e delle Attività 4 del PON OB.3 Misura A1 Azione 1. Hanno partecipato al gruppo di lavoro: Per l ISFOL: Daniela Pavoncello (Coordinamento scientifico), Roberta Fefè, Sandra Susanna. In qualità di esperti esterni: Maria Cecchin, Francesco Marcigliano, Claudio Marletto, Maria Muscolo, Silvana Rasello, Carla Ruffini. Il volume è a cura di Daniela Pavoncello. Sono autori del volume: Diana Gilli (Presentazione); Daniela Pavoncello (Parte I: Introduzione, Cap. 1; Cap. 2 - Par. 2.4; Parte II: Presentazione); Roberta Fefè (Parte I: Cap. 2 - Parr. 2.1, 2.2, 2.3); Pier Giovanni Bresciani (Parte I: Cap. 3); Maria Cecchin (Parte I: Cap. 6 - Par. 6.1; Parte II: Sez.4); Carla Ruffini (Parte I: Cap. 4 - Par. 4.1); Francesco Marcigliano (Parte I: Cap. 4 - Par Parte II: Sez.4); Maria Muscolo (Parte I: Cap. 5 - Par Parte II: Sez.4, 6); Silvana Rasello (Parte I: Cap. 6 - Par. 6.1; Parte II: Sez.1, 2, 3, 4); Claudio Marletto (Parte II: Sez. 5, 6). I par 4.3 (cap. 4), 5.2 (cap. 5), e (cap. 6), sono frutto di un lavoro congiunto fra Maria Cecchin, Roberta Fefè, Maria Elena Giannino, Giulio Iannis, Francesco Marcigliano, Maria Muscolo, Daniela Pavoncello, Carla Ruffini, Silvana Rasello. Pier Giovanni Bresciani ha contribuito come relatore, in qualità di esperto esterno, ai seminari di avvio del progetto. Coordinamento editoriale della collana I libri del Fondo sociale europeo: Aurelia Tirelli e Piero Buccione. Collaborazione di Paola Piras.6 ringraziamenti Desideriamo ringraziare i Dirigenti ed i Responsabili Provinciali dei Servizi per l Impiego che hanno aderito al progetto, indicando e supportando i Centri per l Impiego con i quali è stata realizzata la sperimentazione del modello organizzativo e dei percorsi operativi. In particolare ci rivolgiamo ai referenti delle Province di Chieti, L Aquila, Pescara, Teramo, Matera, Potenza, Bari, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Avellino, Benevento, Caserta, Salerno, Piacenza, Rimini, Riccione, Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Viterbo, La Spezia, Ascoli Piceno, Pesaro-Urbino, Macerata, Campobasso, Isernia, Firenze, Grosseto, Massa Carrara, Pistoia, Siena, Perugia, Terni, Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia. Rivolgiamo inoltre un affettuoso e sincero ringraziamento ai diretti protagonisti della sperimentazione: responsabili, coordinatori, operatori e collaboratori dei Centri, che, con dedizione, esperienza e competenza, hanno contribuito alla riuscita del progetto, riservando tempo e lavoro alla riflessione ed alla sperimentazione, nell intento di organizzare servizi sempre più orientati alle domande dei propri interlocutori. In particolare ringraziamo per le Province dell Area Obiettivo 3: i CPI di Roma Cinecittà, Dragoncello e Tivoli (Rm); Latina; Rieti e Poggio Mirteto (Ri); Viterbo, Tarquinia e Civitacastellana (Vt); Frosinone, Cassino, Pontecorvo, Anagni e Sora (Fr); Chieti, Ortona e Lanciano (Ch); Sulmona e Carsoli (Aq); Pescara e Scafa (Pe); Teramo; Como; La Spezia; Piacenza, Castel San Giovanni e Fiorenzuola D Arda (Pc); Rimini e Riccione (Rn); Ascoli Piceno e Fermo (Ap); Macerata e Civitanova Marche (Mc); Pesaro, Fano e Urbino; Firenze-Quartiere 1, Scandicci (Fi); Grosseto; Massa Carrara; Pistoia e Monsummano (Pt); Siena e Poggibonsi (Si), Perugia; Terni e Orvieto (Tr); Padova; Belluno; Rovigo, Adria e Badia Polesine (Ro); Treviso; Mestre, Dolo e San Donà di Piave (Ve). Per le Province dell Area Obiettivo 1: i Centri per l Impiego di Campobasso e Isernia, Policoro (Mt); Potenza e Lauria (Pt); Cosenza, Castrovillari, Corigliano e Rossano Calabro (Cs); Crotone; Reggio Calabria; Sant Angelo dei Lombardi (Av); Benevento; Caserta; Vallo della Lucania (Sa); Bari, Monopoli e Rutigliano (Ba). Ringraziamo anche i referenti dell agenzia per il lavoro della Regione Campania ARLAV, delle Agenzie per il diritto allo studio ARDSU, ANDISU e ARESTUD, dell Ente di formazione CNOS/Lazio per aver contributo ad arricchire lo scambio professionale sul tema dei servizi per l orientamento e lavoro. Ed infine, scusandoci per eventuali dimenticanze, rivolgiamo un grazie particolare a tutti gli utenti dei Centri per l Impiego che sono stati coinvolti nella sperimentazione dei servizi di orientamento, nella speranza che questa esperienza abbia contribuito alla possibilità di individuare loro prospettive di sviluppo professionale. Il gruppo di lavoro 57 8 indice Presentazione 13 Introduzione 17 Parte prima Linee guida per la gestione dei servizi di orientamento e inserimento lavorativo nei centri per l impiego 21 Cap. 1 Il progetto Modelli organizzativi ed operativi dei servizi di orientamento e inserimento lavorativo nei Centri per l Impiego I Servizi di orientamento nei Centri per l Impiego: la ricerca La sperimentazione Le fasi del progetto I prodotti della sperimentazione 30 Cap. 2 I Servizi di Orientamento nei CPI: dall Accreditamento alla qualità dei Servizi La domanda di orientamento e lo sviluppo delle politiche europee per l occupazione I servizi di orientamento nei CPI: alcune considerazioni sulla riforma La Qualità dei Servizi per l Orientamento nei CPI: l integrazione dei servizi fra accreditamento ed orientamento al cliente Verso la qualità dei servizi di orientamento nei CPI 45 Cap. 3 L organizzazione dei servizi di orientamento nell ambito dei Centri per l Impiego: linee guida per un meta-modello Premessa Le ragioni dell integrazione tra orientamento e servizi per l impiego Verso un meta-modello di organizzazione dei servizi di orientamento nei CPI: considerazioni e proposte Un percorso in 10 tappe. Linee-guida per la progettazione organizzativa dei servizi di orientamento nel CPI Orientamento: le sfide del futuro 63 Cap. 4 Gli standard dei Servizi di Orientamento e Inserimento Lavorativo nei CPI Introduzione Natura e scopo degli Standard di servizio 69 79 4.3 Una proposta per gli standard dei servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro 72 Cap. 5 Requisiti Identificativi del Servizio Introduzione Descrizione analitica dei Requisiti identificativi dei Servizi 87 Cap. 6 Le Caratteristiche di Qualità dei Servizi Caratteristiche del servizio di accoglienza Finalità del servizio Principi metodologici L organizzazione del servizio di accoglienza Il processo di lavoro Sintesi, monitoraggio e valutazione del servizio di accoglienza Caratteristiche del servizio di informazione orientativa Finalità del servizio Principi metodologici Organizzazione del servizio di informazione orientativa Il processo di lavoro Sintesi, monitoraggio e valutazione del servizio di informazione orientativa Caratteristiche del servizio di consulenza orientativa Finalità del servizio Principi metodologici Organizzazione del servizio di consulenza orientativa Il processo di lavoro Sintesi, monitoraggio e valutazione di un intervento di consulenza orientativa Caratteristiche del servizio di bilancio di competenze Finalità del servizio Principi metodologici Organizzazione di un intervento di bilancio di competenze Il processo di lavoro Sintesi, monitoraggio e valutazione di un bilancio di competenze Caratteristiche del servizio di formazione orientativa Finalità del servizio Principi metodologici della formazione orientativa 118 810 6.5.3 Organizzazione e personalizzazione dei percorsi di formazione Il processo di lavoro Sintesi, monitoraggio e valutazione di percorsi di formazione orientativa Caratteristiche del servizio di consulenza e tutoring all inserimento lavorativo: interventi per il successo formativo Finalità del servizio Principi metodologici della consulenza per il successo formativo Organizzazione del servizio Il processo di lavoro Sintesi, monitoraggio e valutazione di percorsi di consulenza all inserimento lavorativo 125 Allegati: Guida per la stesura dei piani sperimentazione locale 129 Tabella riassuntiva dei Piani di Sperimentazione 132 Parte seconda Linee guida per la redazione della Carta dei Servizi di orientamento e inserimento lavorativo nei Centri per l Impiego 137 Presentazione del documento 139 Sez. 1 La premessa per la Carta dei Servizi 143 Esempio di compilazione 145 Sez. 2 Presentazione del Centro per l Impiego 147 Esempio di compilazione 148 Sez. 3 I Principi fondamentali 149 Sez. 4 I Servizi Realizzati 151 Esempio di compilazione Presentazione dei Servizi a Accoglienza b Informazione orientativa c Formazione orientativa d Consulenza orientativa 157 911 4.1.e Bilancio di competenze f Counselling Orientativo g Tutoring all inserimento lavorativo h Sostegno all incontro domanda/offerta i Assistenza informativa e consulenza alla job creation 164 Sez. 5 Le modalità per suggerire miglioramenti al servizio reso e per formulare un reclamo 165 Esempio di compilazione 166 Esempio di questionario di gradimento utente 168 Fac simile del modulo: Gestione segnalazioni del cliente 170 Sez. 6 Indicatori di monitoraggio e valutazione dei Servizi 171 Esempio di compilazione 171 Bibliografia12 Il segreto dell esistenza umana non sta soltanto nel vivere, ma anche nel sapere per che cosa si vive. FËDOR DOSTOEVSKIJ13 14 presentazione L Area Ricerche sui sistemi del lavoro svolge da diversi anni un azione di costante monitoraggio delle politiche attive del lavoro, in particolare quelle relative al funzionamento del sistema dei Servizi per il lavoro. A partire dal 2000, l allora nascente sistema decentrato dei servizi per l impiego, si confrontava con la necessità di porre le fondamenta del nuovo sistema di servizi per l occupazione, anche sulla base degli obiettivi previsti dal Masterplan nazionale, successivamente ripresi e specificati su base territoriale dai corrispondenti documenti regionali. L istituzione dei servizi di orientamento nei Centri per l impiego si inserisce, dunque, nell ambito di un processo di riforma della disciplina del collocamento, che ha preso le mosse da indirizzi, dibattiti e riflessioni di scala europea, integrate in maniera sistematica nella Strategia europea per l occupazione e nel cosiddetto processo di Lisbona. Nel nostro paese, a partire dal D.Lgs. n. 469 del 1997 (che ha delineato il processo di trasferimento delle competenze in materia di Servizi all impiego, alle Regioni e agli Enti locali), si è sviluppata una importante produzione normativa, che ha trovato momenti significativi nel D.Lgs. n.181 del 2000 (che ha ridefinito le procedure di accertamento dello stato di disoccupazione) e nel D.Lgs. 297 del 2002, che ha completato il quadro della trasformazione del collocamento da funzione pubblica a servizio per l incontro tra domanda ed offerta di lavoro. Con la riforma Biagi ed il D.Lgs. 276 del 2003 veniva sistematizzato il sistema misto di servizi per il lavoro, con l ingresso di nuovi intermediari e la regolamentazione dell infrastruttura di Borsa. A fronte delle sfide poste dalla globalizzazione e dalle trasformazioni del sistema sociale ed economico, la riforma nel suo complesso chiedeva al sistema dei servizi per l occupazione di svolgere una funzione di integrazione sul mercato del lavoro, dotandosi di servizi e strumenti volti a promuovere l'incontro fra domanda ed offerta, e di rendere più trasparente e fluido il mercato del lavoro, facilitando, nei confronti dei propri stakeholders, la possibilità di esplorare i cambiamenti in atto. Si richiedeva in particolare il passaggio da un approccio adempimentale e burocratico centralizzato, ad un orientamento progettuale condotto da una pluralità di attori (insieme ai Centri per l impiego gli Enti locali, ma anche Scuole, Università, Agenzie per il lavoro private ed una serie di altri agenti che permettessero una più capillare presenza di servizi sul territorio e nei diversi ambiti di raccordo tra istruzione, formazione e lavoro). L obiettivo principale - come negli altri paesi europei -, era quello di far fronte agli effetti sociali prodotti dalle trasformazioni in atto nel mercato del lavoro. Tra questi ricordiamo la necessità di stimolare una maggiore attivazione degli individui non inseriti nel lavoro; l urgenza di una razionalizzazione delle risorse dedicate alle politiche passive ed attive del lavoro; le problematicità connesse a fenomeni di ristrutturazione o crisi produttive e settoriali; le strozzature dovute a deficit ed asimmetrie fra competenze offerte dal sistema scolastico/formativo e domanda di competenze espressa dal mondo datoriale; l accresciuta flessi- 1315 14 bilità nel mondo del lavoro che di fatto rende più articolata e complessa la permanenza nel mercato del lavoro da parte delle persone e delle imprese. Il contesto di forte trasformazione dei sistemi del lavoro, dell istruzione, del welfare e del mondo produttivo in generale, richiede ai Servizi, in altri termini, di promuovere nuovi percorsi per favorire l occupabiltà e curare un efficiente accompagnamento al lavoro, sostenere l adattabilità reciproca tra individui ed imprese, stimolare una maggiore partecipazione al lavoro per allargare significativamente la base produttiva del Paese; si tratta di approcci orientati a ridisegnare gli strumenti di intervento in materia di politica del lavoro, nella direzione di un passaggio da politiche passive di sostegno ed intervento in situazione di crisi, a politiche attive orientate allo sviluppo di committenze e competenze per trattare la variabilità ed i dinamismi del mercato del lavoro, ed individuarne risorse. A partire da quegli anni, l ISFOL ha approntato indagini ed interventi ad hoc volti a descrivere e proporre letture, chiavi interpretative e strumenti che accompagnassero l evoluzione organizzativa e la costruzione delle modalità di azione e di intervento dei SPI che hanno via via scandito la fase di costruzione e perfezionamento dei sistemi regionali per l impiego. A circa sette anni dall avvio della riforma, dai risultati ottenuti dai monitoraggi condotti dal 2000 al 2006, emerge con chiarezza che il sistema ha sostanzialmente raggiunto gli obiettivi fissati dal Masterplan: in gran parte del paese l offerta di servizi si è largamente assestata sugli standard minimi di funzionamento concordati in Sede di Conferenza Unificata nel La realizzazione dei sistemi decentrati, e l attivazione dei nuovi servizi, lungo percorsi assai differenziati è riuscita a conferire un profilo funzionale compiuto ai nuovi Servizi per l Impiego. In molte realtà, alle strutture meramente preposte ad adempimenti di stampo burocratico, sono subentrate strutture in grado di farsi carico delle domande delle persone in cerca di lavoro, realizzando un approccio attivo e preventivo alla disoccupazione ed alla ricerca di lavoro. Restano, comunque, insuperate differenze territoriali nella qualità dei servizi offerti, che caratterizzano ancor oggi la geografia del nostro sistema. La parziale sburocratizzazione delle attività dei CPI a favore di linee di organizzazione ed intervento più orientate alla progettualità e basate sul rapporto diretto con gli utenti - cittadini ed imprese - sul territorio, ha comportato in molte realtà una progressiva ridefinizione dei contenuti delle relazioni con gli attori istituzionali e produttivi del territorio, aprendo nuovi spazi di azione per questi partner, coinvolti in progetti ed interventi specifici. È stato possibile ricostruire il manifestarsi di logiche di lavoro e modelli di intervento sempre più orientati a programmare interventi volti a differenti tipologie di utenti o ad affrontare specifiche situazioni territoriali. Tali orientamenti, iniziano così a delineare nuovi ambiti per lo sviluppo e la modernizzazione dei servizi per l occupazione.16 Le nuove politiche dovrebbero concretizzarsi sulla base di modelli di intervento che richiamino non solo gli input provenienti dal contatto diretto con l utenza nelle strutture territoriali, ma che riguardino anche la capacità programmazione degli Enti locali, così come quella di posizionamento strategico dei Servizi per l Impiego; è necessario riflettere e operare per più efficaci sistemi di governance del sistema, strutturare in maniera più chiara il ruolo dei Spi in quanto registi dei sistemi territoriali del lavoro, progettare l operatività dei Centri per l Impiego nel contesto del mercato del lavoro locale, con riferimento tanto alle specializzazioni produttive dei territori di riferimento ed ai progetti di sviluppo che su queste insistono, quanto alla rete complessiva degli altri erogatori di servizi. In questa fase infatti, assume una valenza essenziale la capacità di integrazione di competenze diverse (le sfere dei servizi al lavoro con quelle dei servizi di orientamento e formazione, ad esempio) in ordine a medesime questioni, in rapporto alle domande del territorio, e con essa quella di dotarsi di strutture amministrative, organizzative e funzionali in grado di supportare la gestione del nuovo sistema allargato. Su questo versante vengono a delinearsi nuove linee di intervento: lo sviluppo della qualità dei servizi; lo sviluppo di strumenti ed interventi di governance. Sul primo versante, lo sviluppo di approcci organizzativi e culturali di orientamento all utente sarà la chiave di volta per lo sviluppo di modelli di intervento ed organizzazione capaci di rispondere al cambiamento assumendo come risorsa la variabilità delle domande di servizio. La possibilità di promuovere la conoscenza, lo scambio e la verifica dei modelli organizzativi e di intervento individuati, potrà costituire una fonte di apprendimento per il miglioramento continuo dei servizi e una risorsa per far fronte ai ritmi delle transizioni sociali, individuando linee di sviluppo ancorate alle risorse dei contesti locali. Sul secondo versante, si pone lo sviluppo della capacità progettuale da parte degli Enti locali e delle strutture di servizio, nella direzione di una più efficace ed efficiente definizione di obiettivi, priorità di intervento ed assetti organizzativi. Su questo aspetto, l esigenza di rinnovamento ha coinvolto i Centri per l Impiego, le Province e le Regioni nella questione che riguarda la necessità di identificare, progettare ed erogare servizi definendo a livello nazionale i livelli essenziali delle prestazioni erogate e con essi degli standard di servizio che consentano di implementarne la qualità. Alla luce di tali considerazioni, il progetto di ricerca e sperimentazione realizzato dall ISFOL ha inteso proporre un contributo per l elaborazione di un modello organizzativo ed operativo in linea con le logiche dei sistemi di qualità con riferimento al sistema per l accreditamento. La ricerca, avviata nel 2004 e conclusa nel 2006, di seguito illustrata, mette in luce come la qualità dei servizi erogati da un Centro per l impiego dipenda in maniera significativa dalla struttura dell intero sistema dei Servizi per l impiego. Un sistema che si compone di diversi elementi: non solo l organizzazione interna dei Centri, ma anche l architettura re- 1517 16 gionale e provinciale dei Servizi, il coinvolgimento degli utenti che ne sono destinatari, la partecipazione dei diversi attori operanti sul territorio. Per questo motivo si è inteso supportare i Centri per l impiego nel cammino verso la qualità sia riguardo alla riorganizzazione di processi e funzioni, sia favorendo la diffusione di un approccio culturale nuovo; un approccio che ricerca la qualità nella centralità dell utente e nel coinvolgimento dell organizzazione e dei suoi interlocutori sul territorio, all interno di un ciclo che, partendo dalla domanda espressa o latente colta da chi opera sul territorio, si conclude con l offerta di un servizio in grado di potenziare gli strumenti che l utente ha per perseguire propri obiettivi di sviluppo, e soddisfare in maniera efficace i suoi fabbisogni.18 introduzione Il lavoro di seguito proposto, rappresenta il frutto di una sperimentazione di un modello organizzativo ed operativo per la gestione dei servizi di orientamento ed inserimento al lavoro, realizzata fra il 2004 ed il 2006 dal gruppo di lavoro ISFOL in collaborazione con operatori e responsabili di circa sessanta centri per l Impiego distribuiti sul territorio nazionale. La sperimentazione, nel progetto di ricerca-intervento Modelli Organizzativi ed Operativi dei Servizi di orientamento nei Centri per l Impiego, è stata condotta nell ambito delle Azioni di Sistema finanziate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (con fondi FSE) volte all implementazione della riforma dei Servizi per l Occupazione. Nel contesto del dibattito europeo sulle politiche per l impiego, le Azioni di Sistema, erano mirate a sostenere le amministrazioni locali e le strutture territoriali (Centri per l Impiego) nel processo di trasformazione organizzativa e culturale che la riforma ha avviato; nella realizzazione di nuovi modelli e nuovi strumenti per la gestione delle vecchie e nuove attività a cui i servizi sono chiamati (consulenza, orientamento, matching fra domanda e offerta, animazione territoriale); nella realizzazione di attività di monitoraggio censuario e campionario delle strutture dei Centri. In rapporto a tali finalità, il progetto ISFOL, intendeva proporre un contributo a due ordini di questioni che si sono poste nei Centri per l Impiego (CPI) in relazione alla riforma: la necessità di individuare e testare modelli innovativi di servizio, nuovi servizi di orientamento ed accompagnamento al lavoro, utili a far fronte alle problematiche emergenti del mondo del lavoro; la necessità di individuare nuove modalità e forme organizzative studiate sia per integrare i nuovi servizi con quelli già consolidati, sia per rendere più efficaci le prestazioni stesse, in un ottica che tenesse conto delle peculiarità locali del mercato del lavoro, dei diversi attori delle politiche attive, degli strumenti messi a disposizione dalla riforma. Il progetto, inoltre, intendeva rispondere al bisogno, sempre più avvertito dal personale dei Centri, di individuare strategie organizzative e di servizio sempre più competenti a conoscere, interpretare ed intervenire sulle domande del territorio, in un ottica di qualità e miglioramento continuo del servizio. Il Sistema dei Servizi per l Occupazione, ha sempre più bisogno di organizzazioni che, in un quadro di decentramento, di maggiore autonomia, e a fronte di un mercato del lavoro ed un sistema sociale in continua trasformazione, siano in grado di adottare strategie e strumenti per il governo del cambiamento, rispondendo in modo puntuale o anticipando i bisogni dei cittadini ed utilizzando al meglio le risorse disponibili. In questo senso, in questa fase di evoluzione del sistema dei servizi italiano, diviene un fattore cruciale, lo sviluppo di competenze, e la sperimentazione di strumenti di programmazione e gestione (dei servizi, delle azioni, delle risorse) che consentano al CPI di farsi carico di proprie strategie, ed ottimizzare le performance e la qualità dei servizi. 1719 L obiettivo del volume dunque, è quello di fornire ai Responsabili dei CPI ed agli operatori un supporto operativo per quelle attività che consistono nel definire le modalità e l assetto organizzativo con il quale intendono rispondere alla domanda di servizio del territorio, in rapporto sia alla mission assegnata loro dagli orientamenti politici nazionali ed europei per l occupazione, sia ai vincoli ed alle risorse locali di cui il CPI dispone. Il volume è suddiviso in due parti principali: Parte I: Linee guida per la gestione dei servizi di orientamento ed inserimento lavorativo nei centri per l impiego; Parte II: Linee guida per la redazione della carta dei servizi di orientamento ed inserimento lavorativo nei centri per l impiego. La prima parte del volume, intende fornire indicazioni operative di supporto alle attività di gestione che in particolare riguardano l individuazione di standard di servizio, la costruzione di criteri ed indicatori di verifica, la definizione di un modello operativo utile a progettare, sistematizzare e rendere verificabili le attività di servizio per un loro miglioramento in ottica di qualità, in termini di efficacia, efficienza ed in rapporto alla capacità della struttura di leggere e soddisfare la domanda della propria utenza. In questa direzione, partendo dalla individuazione e definizione di un modello operativo e di standard minimi per la gestione dei servizi di orientamento ed inserimento, si è cercato di individuare criteri per costruire indicatori di efficacia ed efficienza dei servizi, per giungere infine alla proposta dei requisiti identificativi e delle caratteristiche di qualità dei servizi. La seconda parte del volume raccoglie alcuni riferimenti operativi volti alla redazione di una Carta dei Servizi. La Carta dei Servizi, viene proposta quale strumento di comunicazione fra CPI e l Utente, volto a promuovere la partecipazione attiva dell utenza alla costruzione del servizio. In questo senso essa rappresenta una prima offerta su obiettivi e risultati che il CPI intende garantire ai propri interlocutori, secondo il mandato istituzionale ad essi affidato e secondo i principi della Costituzione ai quali il servizio pubblico si ispira. La redazione di una Carta, oltre che un adempimento ad un mandato sociale, può essere occasione per il CPI, utile a rielaborare la propria mission, ma anche ripensare e verificare le proprie strategie in termini di efficacia ed efficienza. In rapporto a tali tematiche, il volume è così articolato. La prima parte è suddivisa in sei capitoli: nel primo capitolo viene descritto il progetto Modelli organizzativi ed operativi dei servizi di orientamento nei Centri per l Impiego (CPI), e le prospettive di sviluppo dei 1820 CPI, dalle quali hanno tratto le mosse la ricerca e la sperimentazione realizzate presso i Centri a livello locale. In particolare nel capitolo viene dettagliata la metodologia utilizzata per la sperimentazione, gli obiettivi perseguiti e le fasi di lavoro, nonché i principali prodotti del progetto; nel secondo capitolo si affronta la tematica del passaggio dall accreditamento alla qualità dei servizi per l impiego. Si pongono in luce gli attuali orientamenti comunitari in linea con le vigenti riforme legislative in materia di politiche attive del lavoro e soprattutto in funzione della qualità dei servizi, auspicata ed evidenziata come elemento cardine per indirizzare l offerta verso un approccio orientato al cliente, tenendo in considerazione lo sviluppo organizzativo, la governance e la riqualificazione dei servizi sul territorio. Viene sottolineata la centralità della domanda per l organizzazione del servizio e l importanza della Carta dei Servizi; nel terzo capitolo viene presentato un meta - modello organizzativo funzionale alla gestione dei servizi di raccordo sia con il sistema cliente che con il sistema impresa. Il capitolo consente di definire in maniera gestionale la struttura organizzativa più consona al funzionamento interno ed esterno dei servizi, tenendo conto delle risorse e dei vincoli dei CPI; nel quarto capitolo, dopo una breve introduzione sul significato del concetto di standard si descrive, per ogni singolo servizio erogato, una proposta di standard di funzionamento con le caratteristiche ed i criteri propri della qualità, avendo posto precedentemente a confronto le linee guida dei masterplan regionali. Per ogni servizio analizzato vengono definiti obiettivi, attività e target di riferimento. Tale prodotto, è il frutto di una forte collaborazione con gli operatori, e nella sua messa a punto, si è privilegiato un approccio bottom up. La proposta degli standard dei servizi di orientamento ed inserimento lavorativo, che ha consentito l avvio della sperimentazione presso i CPI, è stata oggetto della stessa sperimentazione ed ha inoltre consentito la definizione delle procedure idealtipiche; il quinto capitolo si sofferma a definire i Requisiti Identificativi dei Servizi, gli elementi cioè che contraddistinguono un servizio e permettono all utente di individuare una configurazione riconoscibile, distinguibile e quindi verificabile di un specifico servizio orientativo; il sesto capitolo rappresenta uno sviluppo dei precedenti; dopo la definizione degli standard e dei Requisiti identificativi del servizi, illustra una prima ipotesi di definizione delle Caratteristiche di Qualità dei Servizi di Orientamento ed Inserimento Lavorativo. Il capitolo propone alcuni elementi concettuali e metodologici che identificano condizioni di qualità nell erogazione dei servizi, a partire dalle quali è possibile elaborare indicatori di efficacia ed efficienza del servizio stesso. Il capitolo prende in esame solo i servizi che sono stati oggetto di sperimentazione. 19 Vedere altro
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 art. 5
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 art. 8
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 Art. 2