Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-12328-del-17-05-2017
Timestamp: 2020-07-14 01:37:31+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 12328 del 17/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 12328 del 17/05/2017
Cassazione civile, sez. trib., 17/05/2017, (ud. 12/04/2017, dep.17/05/2017), n. 12328
sul ricorso 9684-2013 proposto da:
G. SRL IN LIQUIDAZIONE in persona del legale rappresentante pro
tempore, elettivamente domiciliato in ROMA VIA VALADIER 43, presso
lo studio dell’avvocato GIOVANNI ROMANO, che lo rappresenta e
avverso la sentenza n. 21/2013 della COMM.TRIB.REG. di MILANO,
L’agenzia delle entrate propone quattro motivi di ricorso per la cassazione della sentenza n. 21/35/13 del 30 gennaio 2013, con la quale la commissione tributaria regionale della Lombardia, a conferma della prima decisione, ha ritenuto illegittimo l’avviso di liquidazione per imposta proporzionale di registro, ipotecaria e catastale notificato alla “G srl” in sede di riqualificazione, D.P.R. n. 131 del 1986, ex art. 20 dell’operazione complessa con la quale la “G srl” aveva: – costituito, quale socio unico, la Are Alfa srl (31 maggio 2007); – conferito a quest’ultima un ramo aziendale (13 giugno 2007); – ceduto alla Atlantis Capital Special Situation spa la totalità della partecipazione da essa detenuta nella neocostituita Are Alfa srl (13 giugno 2007).
In particolare, ha ritenuto la commissione tributaria regionale che: – l’operazione in questione (comportante la tassazione in misura fissa, e non proporzionale) non avesse natura elusiva, non potendo quest’ultima essere fatta valere nè D.P.R. n. 600 del 1973, ex art. 37 bis (norma relativa alle sole imposte dirette), nè D.P.R. n. 131 del 1986, ex art. 20 cit. (sussistendo la valida ragione economica rappresentata dalla salvaguardia dei livelli occupazionali di G srl mediante conferimento dell’azienda alla Are Alfa invece che alla Atlantis; avendo quest’ultima natura di holding pura di partecipazione e non di società operativa).
Resiste con controricorso e memoria la G srl in liquidazione.
Con il secondo motivo di ricorso si deduce insufficiente motivazione su un fatto controverso e decisivo del giudizio, rappresentato dalla insussistenza, nella specie, di valide ragioni economiche e patrimoniali. Contrariamente a quanto sostenuto dalla commissione tributaria regionale, la natura di holding finanziaria della Atlantis non ostava infatti all’acquisto diretto da parte sua del ramo aziendale, posto che – ex art. 2384 bis cod. civ. – l’atto eccedente l’oggetto sociale non comportava nullità negoziale ma, al più, l’inefficacia ed inopponibilità dell’atto nei rapporti con i terzi consapevoli. Con la conseguenza che l’acquisizione diretta dell’azienda da parte Atlantis non trovava impedimento giuridico nella natura di holding da quest’ultima rivestita; tanto più che lo strumento utilizzato (cessione della partecipazione della società conferitaria di ramo aziendale) comportava esso stesso l’aggiramento di istituti tipici della cessione di azienda, in primo luogo quello della responsabilità patrimoniale dell’acquirente per i debiti aziendali ex art. 2560 c.c., comma 2.
Si rileva infatti che la parte ricorrente – pur dopo aver dato atto, in ricorso, dell’avvenuta notificazione ad essa della sentenza impugnata – non ha depositato, come sarebbe stato suo onere ex art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2), copia autentica della stessa con la pertinente relata di notificazione (risulta unicamente l’annotazione a protocollo di tale notificazione).
Si tratta di incombente finalizzato alla verifica di tempestività del ricorso, e riscontrabile anche d’ufficio dal giudice; esso, inoltre, è scevro dalla possibilità di equipollenti, così come ritenuto da costante giurisprudenza di legittimità: Cass. nn.14207/15; 6712/13.
In particolare, Cass. 14207/15 cit. ha stabilito (proprio in fattispecie di contenzioso tributario) che: “in materia d’impugnazione di cassazione, l’art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2, esigendo, a pena d’improcedibilità, che con il ricorso venga depositata copia autentica della sentenza impugnata, esclude che al mancato deposito possa supplirsi con la conoscenza che della stessa sentenza si attinga da altri atti del processo e, in particolare, dalla copia depositata dalla controparte o dall’esistenza della sentenza nel fascicolo d’ufficio”.
Si sono pronunciate nel senso della improcedibilità del ricorso per cassazione in ipotesi di mancata allegazione della copia autentica con relata di notifica – tra le altre – Cass. SSUU 9005/09 e Cass. 16498/16.
Cass. 9987/16 ha riaffermato (in fattispecie L. Fall., ex artt. 98 e 99 ma sulla base di un principio di portata generale) che il mancato deposito di copia autentica del provvedimento impugnato, corredata dalla prova della sua notificazione, “determina l’improcedibilità del relativo ricorso, ex art. 369 c.p.c., comma 2, n. 2, atteso che tale omissione impedisce alla Suprema Corte la verifica – a tutela dell’esigenza pubblicistica del rispetto del vincolo della cosa giudicata formale – della tempestività dell’esercizio del diritto di impugnazione; a nulla valendo la mera indicazione delle corrispondenti date nell’epigrafe del ricorso, o la non contestazione dell’osservanza del termine breve da parte del controricorrente, ovvero il deposito, da parte sua, di una copia con la relata, o la presenza di tale copia nel fascicolo d’ufficio, da cui emerga, in ipotesi, la tempestività dell’impugnazione”.
Le spese del presente procedimento, liquidate come in dispositivo, vengono poste a carico dell’agenzia delle entrate, in ragione di soccombenza.
condanna l’agenzia delle entrate alla rifusione delle spese del presente procedimento, che liquida in Euro 5.000,00, oltre rimborso forfettario ed accessori di legge.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 20
 art. 37
 art. 20
 art. 2384
 art. 2560
 sentenza 
 art. 369
 Cass. 
 Cass. 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 

Cass. 
 art. 369