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Ordinanza n. 70 del 13 novembre Approvazione Programma per gli studi di microzonazione sismica - PDF
Ordinanza n. 70 del 13 novembre Approvazione Programma per gli studi di microzonazione sismica
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1 IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL D.L.N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 70 del 13 novembre 2012 Approvazione Programma per gli studi di microzonazione sismica Il Presidente della Giunta Regione Emilia-Romagna, assunte, a norma dell articolo 1, comma 2, del D.L. n. 74 del 6 giugno 2012, in G.U. n. 131 del 7 giugno 2012, recante Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato il territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo, il 20 e il 29 maggio 2012 le funzioni di Commissario Delegato per l attuazione degli interventi previsti dallo stesso decreto-legge; Vista la legge 24 febbraio 1992, n. 225; Visto la legge regionale n. 1 del 2005, recante Norme in materia di protezione civile ; Visto il D.L. n. 74 del 2012, convertito con modificazioni ed integrazioni dalla L. n. 122 del 2012, ed in particolare il comma 4 dell art. 1 ai sensi del quale agli interventi di cui al medesimo decreto provvedono i Presidenti delle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto operando con i poteri ci cui all art. 5, comma 2 della L. n. 225 del 1992; Viste le deliberazioni del Consiglio dei Ministri del 22 e 30 maggio 2012 che hanno dichiarato per i territori delle Province di Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo lo stato d emergenza, poi prorogato fino al 31 maggio 2013 dall art. 1, comma 3, del D.L. n. 74 del 2012; Premesso che: - gli studi di Microzonazione Sismica (MS) consentono di caratterizzare il territorio in base alla risposta sismica locale, cioè al comportamento del terreno durante e dopo il terremoto, individuando e delimitando le aree a comportamento omogeneo, distinguendo tra zone stabili, zone suscettibili di amplificazione del moto sismico e zone soggette a instabilità, quali frane, fratturazioni superficiali e liquefazioni; - la MS, suddividendo il territorio in zone a diversa pericolosità sismica, permette di indirizzare le scelte urbanistiche verso le aree a minore pericolosità e caratterizzare gli interventi di trasformazione del territorio sulla base della risposta sismica locale attesa; 1
2 Viste: - la MS è quindi uno strumento fondamentale per la prevenzione e la riduzione del rischio sismico che trova applicazione nella pianificazione urbanistica, nella progettazione e nella ricostruzione post-sisma; - la MS è fondamentale anche per la pianificazione degli interventi di superamento dell emergenza in quanto consente una migliore e consapevole individuazione degli elementi strategici di protezione civile; - la LR 20/2000 Disciplina generale sulla tutela e uso del territorio e la LR 19/2008 Norme per la riduzione del rischio sismico che richiedono l esecuzione di studi di microzonazione sismica per la redazione e l approvazione dei piani urbanistici comunali; - la deliberazione dell Assemblea Legislativa n.112/2007 della Regione con cui sono stati approvati gli Indirizzi per gli studi di microzonazione sismica in Emilia- Romagna per la pianificazione territoriale e urbanistica ; - gli Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica approvati in data 13 novembre 2008 dal Dipartimento della Protezione Civile e dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome; Evidenziato che il Direttore dell Ufficio Rischio Sismico e Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile con nota prot. n. SIV/ del 9 luglio 2012: - ha precisato che gli studi e le attività per la microzonazione sismica rientrano tra le attività funzionali alla ricostruzione; - ha condiviso la necessità di realizzare in tempi rapidi gli studi di microzonazione sismica per una corretta pianificazione e attuazione della ricostruzione, come già avvenuto in occasione dei terremoti che hanno interessato il territorio nazionale a partire dal terremoto del Friuli del 1976; Preso atto delle informazioni disponibili fornite dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale: Terremoti dell Emilia Maggio Rilievo Macrosismico speditivo. Rapporto finale. 15 giugno 2012, e dall Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, gruppo QUEST Rapporto Macrosismico sui terremoti del 20 (ML 5.9) e del 29 maggio 2012 (ML 5.8 e 5.3) nella pianura padano-emiliana ; Ritenuto pertanto di procedere alla realizzazione degli studi di microzonazione sismica nei centri abitati e nelle aree di potenziale ricostruzione ed espansione dei Comuni in cui sono stati osservati effetti di intensità macrosismica 6, come di seguito elencati: Provincia Modena Comune Camposanto Cavezzo Concordia s/s. Finale Emilia Medolla Mirandola Novi di Modena 2
3 S. Felice s/p. S. Possidonio Bondeno Cento Mirabello Ferrara Poggio Renatico S. Agostino Vigarano M. Reggio Emilia Reggiolo Bologna Crevalcore Ravvisato che occorre predisporre un Programma per gli studi di microzonazione sismica in cui siano descritte le fasi si lavoro e i criteri per la realizzazione degli studi, la redazione degli elaborati e l archiviazione dei dati; Considerato che per le elaborazioni cartografiche si è reso disponibile, a titolo gratuito, anche il Servizio Pianificazione Urbanistica e Cartografia della Provincia di Modena; Rilevato che i costi stimati pari a Euro per il Programma per gli studi di microzonazione sismica corrispondono all importo minimo previsto dall OPCM 4007/2012 Contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico per l anno 2011 per studi di microzonazione sismica da effettuarsi in comuni con stesso numero di abitanti (v. tab. 1, art. 7, OPCM 4007/2012) e che tale spesa trova copertura finanziaria nell ambito dello stanziamento previsto dall articolo 2 del decreto-legge 6 giugno 2012 n 74, convertito con modificazioni dalla L. n. 122 del 2012 ; Considerato che per l individuazione delle Ditte/professionisti cui affidare le prestazioni/indagini che verranno individuate in tale programma si intende procedere mediante affidamento diretto e/o gara informale e pubblicizzazione di fabbisogni di incarichi professionali; Visto l art. 27 comma 1, della L. 24 novembre 2000, n. 340 e successive modifiche ed integrazioni ai sensi del quale i provvedimenti commissariali divengono efficaci decorso il termine di 7 giorni per l esercizio del controllo preventivo di legittimità da parte della Corte dei Conti, ma possono essere dichiarati con motivazione espressa dell organo emanante, provvisoriamente efficaci; Ritenuto che la necessità di procedere alla immediata approvazione del Programma per gli studi di microzonazione sismica al fine di consentire nel più breve tempo possibile il recepimento di tali studi negli strumenti di pianificazione urbanistica e nei piani di protezione civile, sia tale da rendere necessaria la dichiarazione di provvisoria efficacia ai sensi della L. 24/11/2000 n. 340;; Tutto ciò premesso e considerato, DISPONE 3
4 1) di approvare il Programma di microzonazione sismica nei comuni colpiti dai terremoti del 20 e29 maggio 2012 in cui sono stati osservati effetti di intensità macrosismica I MCS 6, come riportato nell Allegato A, parte integrante e sostanziale della presente ordinanza; 2) di approvare i Criteri per la realizzazione degli studi di microzonazione sismica, redazione degli elaborati e archiviazione dei dati, nei comuni colpiti dai terremoti del 20 e29 maggio 2012 in cui sono stati osservati effetti di intensità macrosismica I MCS 6, come riportato nell Allegato B, parte integrante e sostanziale della presente ordinanza; 3) di approvare la conseguente spesa presunta di ,00, necessaria per l espletamento delle attività individuate al punto 8 del programma Allegato A alla presente per prestazione di servizi e prestazioni d opera intellettuale di natura professionale; 4) di provvedere alla individuazione cui affidare le prestazioni/indagini di cui sopra mediante affidamento diretto e/o gara informale e pubblicizzazione di fabbisogni di incarichi professionali; 5) di dare atto che l importo complessivo di ,00 Euro trova copertura finanziaria nell ambito dello stanziamento previsto dall articolo 2 del decreto-legge 6 giugno 2012 n 74, convertito con modificazioni dalla L. n. 122 del 2012, dando atto che tale fondo presenta la necessaria disponibilità, come evidenziato dal Budget predisposto per la finalizzazione delle risorse. 6) di dichiarare la presente ordinanza provvisoriamente efficace ai sensi della Legge 24 novembre 2000 n. 340 e di disporre l invio della stessa alla Corte dei Conti per il controllo preventivo di legittimità, ai sensi della Legge n. 20 del 1994; 7) che il coordinamento degli studi di Ms sia effettuato dal Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli e dal Servizio Pianificazione Urbanistica, Paesaggio e Uso Sostenibile del Territorio, come specificato nell Allegato A. La presente ordinanza è pubblicata nel Bollettino Ufficiale Telematico della Regione Emilia-Romagna (BURERT). Bologna, 13 novembre 2012 Vasco Errani 4
5 ALLEGATO A PROGRAMMA DI MICROZONAZIONE SISMICA NEI COMUNI COLPITI DAI TERREMOTI DEL 20 E 29 MAGGIO 2012 IN CUI SONO STATI OSSERVATI EFFETTI DI INTENSITÀ MACROSISMICA I MCS 6 Aspetti generali La microzonazione sismica (MS) sarà effettuata nei centri abitati, nelle parti di territorio nelle quali attuare la ricostruzione così come individuate dal Piano della ricostruzione e negli ambiti suscettibili di urbanizzazione dei comuni in cui sono stati osservati diffusi effetti di intensità macrosismica 6; riferimento per tale valutazione sono i rapporti del Dipartimento della Protezione Civile, Ufficio rischio sismico e vulcanico, e dell Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, gruppo QUEST. I comuni così individuati sono i seguenti: provincia Reggio Emilia Reggiolo Modena Ferrara Bologna comune Camposanto Cavezzo Concordia sulla Secchia Finale Emilia Medolla Mirandola Novi di Modena San Felice sul Panaro San Possidonio Bondeno Cento Mirabello Poggio Renatico Sant Agostino Vigarano Mainarda Crevalcore In questi comuni saranno effettuati studi di secondo livello, con analisi delle Condizioni Limite per l Emergenza e, laddove siano presenti le condizioni predisponenti, stime del rischio di liquefazione (approfondimento di terzo livello). L individuazione delle aree in cui valutare il potenziale di liquefazione sarà effettuata sulla base delle carte di primo livello realizzate dalle Amministrazioni Provinciali per i Piani Territoriali di Coordinamento e, ove disponibili, dalle amministrazioni comunali. In alcuni dei comuni sopra indicati sono già disponibili analisi della pericolosità sismica locale (studi di livello 1) e studi di MS di livello 2; gli elaborati di tali studi costituiranno la base per le nuove analisi previste nel presente programma. 5
6 Fasi di lavoro 1) Analisi della pericolosità di base e definizione del moto di input Verifica dei parametri di moto di input (v. Allegato 4 della DAL 112/2007 e allegati alle Norme Tecniche per le Costruzioni 2008), da impiegare nei codici di calcolo e stima del rischio di liquefazione. Nel caso si renda necessario un aggiornamento di tali dati occorrerà avvalersi della collaborazione di istituti specialistici; il coordinamento di tale attività sarà a cura del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione. Tale attività richiede un impegno temporale di circa 4 settimane. 2) Raccolta delle prove disponibili Parte delle informazioni disponibili sono già presenti nelle banche dati regionali ma si ritiene necessario aggiornare gli archivi delle prove disponibili. Tale raccolta dovrà essere effettuata sistematicamente presso tutti gli enti territoriali, le società e gli studi professionali che a vario titolo si sono occupati di interventi di trasformazione del territorio. Si sottolinea l importanza di questa fase: le nuove indagini da effettuare, e quindi le risorse da investire nell acquisizione di nuovi dati, dipenderanno fortemente dalla quantità, e qualità, dei dati disponibili. Tale attività sarà coordinata dal Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli e dal Servizio Pianificazione Urbanistica, paesaggio e uso sostenibile del territorio della Regione. Per tale attività si prevede un impegno di circa 4 settimane. 3) Raccolta degli strumenti urbanistici comunali e degli studi di microzonazione sismica già realizzati Parte delle informazioni disponibili sono già presenti nelle banche dati regionali in quanto il lavoro di raccolta degli strumenti urbanistici comunali e degli studi di microzonazione sismica già realizzati è iniziato nelle settimane successive agli eventi sismici ed è stato condotto in collaborazione con le Amministrazioni Provinciali. Le informazioni già raccolte e archiviate sono le seguenti: - strumenti urbanistici comunali in formato digitale; - studi di microzonazione simica in attuazione agli adempimenti derivanti dalla DAL 112/2007 in formato digitale; - rintracciati studi geologici allegati agli strumenti urbanistici comunali (PSC, PRG, PP e POC). Si ritiene necessario verificare le informazioni presenti e aggiornarle in relazione ai danni conseguenti agli eventi sismici. Tale attività sarà coordinata dal Servizio Pianificazione Urbanistica, paesaggio e uso sostenibile del territorio e dal Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione in collaborazione con le Amministrazioni Provinciali e Comunali coinvolte. Per tale attività si prevede un impegno di circa 4 settimane. 4) Archiviazione e analisi dei dati disponibili Per la programmazione delle nuove indagini è necessaria l analisi delle informazioni disponibili. Per effettuare quest attività in tempi rapidi sono necessarie l archiviazione numerica dei dati ed elaborazioni GIS. Tale attività sarà coordinata dal Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli e dal Servizio Pianificazione Urbanistica, paesaggio e uso sostenibile del territorio della Regione. Per questa fase si prevede un impegno di circa 4 settimane (in parziale sovrapposizione con la fase 1). 6
7 5) Nuove indagini Tipologia delle nuove indagini necessarie: a) sondaggi a carotaggio continuo e a distruzione, fino alla profondità di circa m, per la descrizione della stratigrafia, prelievo di campioni indisturbati per analisi di laboratorio, prove geotecniche in sito e prove geofisiche in foro, installazione di piezometri; b) prove penetrometriche statiche con piezocono (CPTU) e con cono sismico (SCPTU) fino alla profondità di almeno 30 m; c) prove geotecniche di laboratorio (di classificazione e per la caratterizzazione dinamica dei terreni) da effettuarsi su campioni prelevati nei sondaggi di cui al punto a); d) prove geofisiche in foro (down-hole e cross-hole) da effettuarsi nei sondaggi di cui al punto a); e) misure di vibrazioni ambientali a stazione singola e array, f) prove geofisiche lineari di superficie. Tutti i dati saranno archiviati nelle banche dati regionali di cui al punto 4. La densità delle nuove indagini in sito dovrà essere tale da consentire una dettagliata ricostruzione del modello geologico e geotecnico del sottosuolo e la MS delle aree d interesse, tenuto conto anche della distribuzione dei dati disponibili. Per l esecuzione di queste indagini è necessario ricorrere all impiego di ditte e enti specializzati; il coordinamento delle indagini e l archiviazione dei dati sarà a cura del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione, che si avvarrà anche della collaborazione dei Servizi Tecnici di Bacino territorialmente competenti e delle collaborazioni messe in atto per le attività 2 e 4. Per l esecuzione di queste prove saranno necessari almeno 2 mesi. 6) Microzonazione sismica Saranno effettuati studi di secondo livello, con analisi delle Condizioni Limite per l Emergenza e, laddove siano presenti le condizioni predisponenti, valutazioni dell indice di liquefazione (approfondimento di terzo livello). La MS sarà realizzata nei centri abitati, nelle parti di territorio nelle quali attuare la ricostruzione così come individuate dal Piano della ricostruzione e negli ambiti suscettibili di urbanizzazione (su indicazione delle Amministrazioni Comunali, Provinciali in collaborazione con il Servizio Pianificazione Urbanistica, paesaggio e uso sostenibile del territorio della Regione). L interpretazione dei dati e l elaborazione dei documenti di primo e secondo livello saranno a cura del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione, che si avvarrà anche delle collaborazioni attivate per le attività 1, 2, 3 e 4; gli approfondimenti di terzo livello (analisi più approfondita della risposta sismica locale e stima del rischio di liquefazione) richiederanno il coinvolgimento di enti specializzati, con il coordinamento del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli e del Servizio Pianificazione Urbanistica, paesaggio e uso sostenibile del territorio della Regione. Per la MS e la redazione degli elaborati (mappe, relazioni, banche dati) saranno necessari circa 3 mesi. 7) Analisi delle Condizioni Limite per l Emergenza Al fine di realizzare una maggiore integrazione tra piani urbanistici, i piani della ricostruzione e piani di protezione civile, e per il miglioramento della gestione delle attività di emergenza nella fase immediatamente successiva al terremoto, gli studi di MS saranno accompagnati dall analisi della Condizione Limite per l Emergenza (CLE). Anche per l elaborazione e restituzione di questi dati sono necessarie l archiviazione e l elaborazione dei dati con sistemi GIS. Per questa attività si ritiene necessario l impiego di collaboratori esterni (ingegneri e architetti). Tale attività, realizzata in collaborazione con 7
8 l Agenzia di Protezione Civile della Regione e l Ufficio Rischio Sismico e Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile, sarà coordinata dal Servizio Pianificazione Urbanistica, paesaggio e uso sostenibile del territorio. Tale attività richiederà circa 4-5 mesi ed, essendo indipendente dalle attività di MS sopra descritte, sarà immediatamente avviata. 8) Applicazione della MS e della CLE ai piani urbanistici e ai piani di protezione civile I documenti di sintesi saranno mappe derivate dal confronto della MS, della CLE, degli strumenti urbanistici e dei piani di protezione civile per la prevenzione e il superamento dell emergenza sismica. Tale attività sarà coordinata e realizzata dal Servizio Geologico Sismico e dei Suoli e dal Servizio Pianificazione Urbanistica, paesaggio e uso sostenibile del territorio, in collaborazione con l Agenzia regionale di Protezione Civile. Tale sintesi, risultato di tutte le attività precedenti, richiederà circa 1 mese e dovrà necessariamente essere svolta dopo la conclusione di tutte le attività sopra descritte. Nella tabella seguente sono sintetizzate le attività e i tempi previsti. Attività 1) moto input 2) raccolta prove disponibili 3) raccolta strumenti urbanistici 4) analisi e archiviazione dati 5) nuove indagini liv. 1 6) MS liv. 2 7) CLE 8) sintesi finale liv. 3 Settimane Costi Per la realizzazione delle attività sopra indicate si prevede un costo totale di circa , da destinare esclusivamente ad attività che non possono essere svolte dai Servizi regionali: per l approvvigionamento di servizi (attività 5); per l acquisizione di studi e consulenze. 8
9 ALLEGATO B CRITERI PER LA REALIZZAZIONE DEGLI STUDI DI MICROZONAZIONE SISMICA, REDAZIONE DEGLI ELABORATI E ARCHIVIAZIONE DEI DATI, NEI COMUNI COLPITI DAI TERREMOTI DEL 20 E 29 MAGGIO 2012 IN CUI SONO STATI OSSERVATI EFFETTI DI INTENSITÀ MACROSISMICA I MCS 6 ASPETTI GENERALI La microzonazione sismica sarà realizzata nelle aree urbanizzate, nelle parti di territorio nelle quali attuare la ricostruzione così come individuate dal Piano della ricostruzione, negli ambiti suscettibili di trasformazioni urbanistiche e lungo le fasce a cavallo delle principali reti infrastrutturali. Le aree in cui realizzare la microzonazione sismica saranno indicate dalle Amministrazioni Comunali e Provinciali in collaborazione con il Servizio Pianificazione Urbanistica, paesaggio e uso sostenibile del territorio della Regione. Per quanto non specificato nel presente documento, il riferimento tecnico per la realizzazione di questi studi e per l elaborazione e la redazione degli elaborati richiesti è costituito dagli Indirizzi per gli studi di microzonazione sismica in Emilia-Romagna per la pianificazione territoriale e urbanistica approvati con Deliberazione dell Assemblea Legislativa della Regione Emilia- Romagna n. 112/ (da qui in avanti indirizzi regionali o DAL 112/2007) e dagli Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica approvati dal Dipartimento della Protezione Civile e dalla Conferenza delle Regioni e Province Autonome 2 e successive modifiche e integrazioni (da qui in avanti ICMS ). La stima della pericolosità sismica delle aree è riferita ad una probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni. Saranno effettuati studi di secondo livello, con analisi delle Condizioni Limite per l Emergenza (CLE) e, laddove siano presenti le condizioni predisponenti, stime del rischio di liquefazione (approfondimenti di terzo livello). Il documento di sintesi finale sarà dato dalla carta di microzonazione sismica risultante dagli studi di secondo livello e terzo livello, con evidenziate le strutture con funzioni strategiche ritenute essenziali per l analisi della CLE. L analisi della CLE sarà svolta secondo i criteri stabiliti nel Decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n.1755 del 27 aprile 2012 e nel documento Analisi della Condizione Limite per l Emergenza (CLE) standard di rappresentazione e archiviazione informatica versione 1.0beta-II pubblicata nel giugno 2012, scaricabile dal sito web: 1 Deliberazione dell Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna n.112 del 2 maggio 2007: Approvazione dell Atto di indirizzo e coordinamento tecnico ai sensi dell art.16 comma 1, della L.R. 20/2000 per Indirizzi per gli studi di microzonazione sismica in Emilia-Romagna per la pianificazione territoriale e urbanistica. Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna n. 64 del 17 maggio Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica. A cura del Gruppo di Lavoro MS. Conferenza delle Regioni e Province Autonome - Dipartimento della Protezione Civile, Roma, 3 vol. e Dvd. 9
10 I dati relativi alle indagini saranno archiviati secondo la struttura della banca dati geognostici del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli, illustrata in: I dati relativi agli elaborati cartografici di MS e alla valutazione della CLE saranno archiviati secondo le specifiche linee guida disponibili all indirizzo: sezione Allegati: 1) Standard di rappresentazione e archiviazione informatica versione 2.0 (Microzonazione sismica); 2) Standard di rappresentazione e archiviazione informatica versione 1.0 (Analisi della Condizione Limite per l Emergenza (CLE). Tutti gli elaborati saranno realizzati in formato cartaceo e digitale (formato pdf e shape file). PRIMO LIVELLO DI APPROFONDIMENTO Finalità - Individuare le aree suscettibili di effetti locali in cui effettuare le successive indagini di microzonazione sismica. - Definire il tipo di effetti attesi. - Indicare, per ogni area, il livello di approfondimento necessario. - Descrivere le caratteristiche delle unità geologiche del sottosuolo, in termini di litologia, stratigrafia, tettonica e geometria per definire il modello geologico di base per la microzonazione sismica. Elaborati 1) Carta delle indagini; in questa cartografia, a scala 1: (o maggiore) saranno indicate le prove pregresse e quelle di nuova esecuzione (anche quelle eseguite per i successivi livelli di approfondimento); tutte le prove dovranno essere classificate in base al tipo e alla profondità raggiunta. 2) Carta geologico-tecnica, derivata dalla revisione a scala dettagliata (1:5.000) dei rilievi geologici e morfologici disponibili. In questa cartografia saranno rappresentati gli elementi geologici e morfologici che possono modificare il moto sismico in superficie (cfr. DAL 112/2007, Allegato A1). Questa cartografia sarà corredata da sezioni geologiche significative, in numero adeguato, orientate sia trasversalmente sia longitudinalmente ai principali elementi geologici (strutture tettoniche e assi dei bacini). 3) Carta delle frequenze naturali dei terreni, a scala 1: (o maggiore), derivate da indagini speditive di sismica passiva (HVSR sulle vibrazioni ambientali) o, se disponibili, SSR da registrazioni di terremoti. In questa carta saranno riportati tutti i punti di misura, con associato il risultato della prova (valore del picco significativo a più bassa frequenza corrispondente alla frequenza di risonanza fondamentale e di altri picchi significativi a più alta frequenza o indicazione dell assenza di picchi). Ove possibile, il territorio indagato sarà suddiviso in base a classi di frequenza allo scopo di distinguere aree caratterizzate da assenza di fenomeni di risonanza significativi (nessun massimo relativo significativo nelle funzioni HVSR o SSR nell intervallo Hz) o da presenza di fenomeni di risonanza, distinguendo fra spessori attesi maggiori di 100 m (indicativamente f 0 1 Hz), spessori compresi fra 100 e 30 m (indicativamente 1 Hz < f 0 2 Hz), spessori compresi fra 30 e 10 m (indicativamente 2 Hz < f 0 8 Hz), spessori minori di 10 m (indicativamente f 0 > 8 Hz). Saranno effettuate distinzioni anche fra zone caratterizzate da alti contrasti di impedenza alla base delle coperture (ampiezza massima curva HVSR maggiore di 3) e bassi contrasti di impedenza (ampiezza HVSR <3). 10
11 4) Carta delle aree suscettibili di effetti locali o delle microzone omogenee in prospettiva sismica (MOPS); è il documento fondamentale di questo livello di approfondimento. In questa cartografia sarà indicato, per ogni area, il livello di approfondimento ritenuto necessario. A supporto di tale cartografia sarà realizzata anche una carta dei depositi di sottosuolo che possono influenzare il moto in superficie (es.: isobate del tetto dei depositi grossolani, come le ghiaie di conoide, isobate del tetto di corpi sabbiosi significativi presenti nei primi 20 m di profondità, isobate del tetto della falda, isobate della base dei depositi continentali, altre isobate di discontinuità stratigrafiche importanti,...). Le aree suscettibili di effetti locali saranno classificate in due categorie: a) zone stabili suscettibili di amplificazioni locali, nelle quali sono attese amplificazioni del moto sismico, come effetto dell assetto litostratigrafico e morfologico locale; b) zone suscettibili di instabilità, nelle quali gli effetti sismici attesi e predominanti, oltre i fenomeni di amplificazione, sono riconducibili a deformazioni permanenti del territorio; i principali tipi di instabilità attesi in Emilia-Romagna sono: - instabilità di versante in presenza di pendii instabili e potenzialmente instabili, - liquefazioni in presenza di importanti spessori di terreni granulari saturi nei primi 20 m da piano campagna, - densificazioni in presenza di terreni granulari poco addensati e terreni coesivi poco consolidati, - cedimenti differenziali in aree che presentano terreni con significative variazioni laterali delle caratteristiche meccaniche; in queste zone sono richiesti approfondimenti di terzo livello. Saranno chiaramente indicati i siti in cui effettuare indagini, con indicazione del tipo di prove da realizzare. Poiché una delle finalità fondamentali di questo livello di approfondimento è la definizione del modello geologico del sottosuolo che costituirà la base per la microzonazione sismica, sarà accuratamente descritta la stratigrafia e fornita una stima indicativa, su basi geologiche, della profondità dell orizzonte ipotizzato essere il substrato rigido. La definizione del substrato rigido è uno degli obiettivi degli approfondimenti successivi. SECONDO LIVELLO DI APPROFONDIMENTO Finalità - Conferma delle condizioni di pericolosità indicate dal precedente livello di approfondimento ed eventuale nuova perimetrazione delle aree in cui effettuare la microzonazione sismica. - Definizione del bedrock sismico. - Suddivisione dettagliata del territorio, in base all amplificazione attesa, in aree a maggiore e minore pericolosità sismica. - Conferma o migliore definizione delle aree, indicate dal livello di approfondimento precedente, in cui si ritengono necessari approfondimenti di terzo livello e indicazione delle indagini e analisi da effettuare. Per la definizione dell amplificazione si utilizzeranno le tabelle indicate nell Allegato A2 degli indirizzi regionali (DAL 112/2007). Elaborati 1) Carta delle velocità delle onde di taglio S (Vs) in cui saranno ubicati tutti i punti di misura di Vs con indicazione, per ogni punto di misura, del valore di Vs H (in m/s) e H (in m) nelle aree in cui H non è maggiore di 30 m, o di Vs 30 (in m/s) nelle aree di pianura dove H è maggiore di 30 m. 11
12 2) Carte dei fattori di amplificazione delle aree (carte di microzonazione sismica). L amplificazione sarà quantificata in termini di parametri FA PGA, FA 0,1-0,5s, FA 0,5-1s, (v. DAL 112/2007, Allegato A2). Saranno perimetrate in dettaglio le aree che necessitano di approfondimenti di terzo livello, con indicazione del tipo di effetto atteso e delle indagini e analisi di approfondimento da effettuare. TERZO LIVELLO DI APPROFONDIMENTO Finalità - Conferma delle condizioni di pericolosità indicate dai precedenti livelli di approfondimento ed eventuale nuova perimetrazione delle aree in cui effettuare la microzonazione sismica. - Valutazione più approfondita della risposta sismica locale, in termini di amplificazione e/o stima degli indici di rischio. Questo livello di analisi è finalizzato a valutare l effettivo grado di pericolosità sismica locale delle aree soggette a liquefazione e densificazione, sempre ai fini della redazione della carta di microzonazione. Elaborati Oltre agli elaborati dei livelli di approfondimento precedenti per le aree in cui viene effettuato il terzo livello di approfondimento dovranno essere forniti, come requisiti minimi: la perimetrazione dettagliata delle aree indagate e i valori indicativi della pericolosità locale (indice di liquefazione, cedimenti attesi,...); nel caso di analisi di risposta sismica locale, gli spettri di risposta riferiti a tali aree, per un periodo di ritorno di 475 anni con smorzamento ζ = 5% e le mappe di amplificazione in termini di: 1. PGA/PGA 0 ; 2. SI/SI 0. La caratterizzazione geotecnica dei terreni sarà essere effettuata sia in campo statico che dinamico. Negli Allegato A3 e A4 della DAL 112/2007 e nella Parte II degli ICMS 2008 sono indicati alcune procedure di riferimento per le analisi di terzo livello. Come segnale di input per il calcolo degli effetti locali saranno utilizzati accelerogrammi selezionati attraverso specifiche analisi di pericolosità sismica; in assenza di tali studi saranno utilizzati gli accelerogrammi disponibili nel sito web del Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli della Regione Emilia-Romagna. ANALISI DELLA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) Finalità Definizione della condizione al cui superamento, a seguito del manifestarsi dell evento sismico, pur in concomitanza con il verificarsi di danni fisici e funzionali tali da condurre all interruzione delle quasi totalità delle funzioni urbane presenti, compresa la residenza, l insediamento urbano conserva comunque, nel suo complesso, l operatività della maggior parte delle funzioni strategiche per l emergenza, la loro accessibilità e connessione con il contesto territoriale. Tale analisi comporta: a) l individuazione degli edifici e delle aree che garantiscono le funzioni strategiche per l emergenza e degli eventuali elementi critici; b) l individuazione delle infrastrutture di accessibilità e di connessione con il contesto territoriale, degli edifici e delle aree di cui al punto a) e degli eventuali elementi critici; 12
13 c) l individuazione degli aggregati strutturali e delle singole unità strutturali che possono interferire con le infrastrutture di accessibilità e di connessione con il contesto territoriale. Elaborati L analisi della CLE sarà effettuata secondo i criteri indicati nel Decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile n.1755 del 27 aprile 2012 e nel documento Analisi della Condizione Limite per l Emergenza (CLE) standard di rappresentazione e archiviazione informatica versione 1.0beta-II pubblicata nel giugno 2012, scaricabile dal sito web: In tale documento è disponibile anche la modulistica da utilizzare. Saranno prodotti i seguenti elaborati: 1) schede degli Edifici Strategici (ES), degli Aggregati Strutturali (AS), delle Unità Strutturali (US), delle Aree di Emergenza (AE) e delle Infrastrutture di Accessibilità/Connessione (AC) compilate secondo le indicazioni contenute nel documento sopra indicato; 2) mappa degli elementi con funzioni strategiche essenziali per l analisi della CLE (ES, AS, US, AE, AC); la base cartografica è la carta di microzonazione sismica. 13
4$5 (2% 1 (...* (.. ("2 2 (.." "")" ' 3 3.%.&( % ( (2%%.""".("2 % +.* %# ) <% "" " 3 3"". 0 %' 3'=..(' >6 6%4(5 ) <3 3"".</a> </h3> <p> <img alt="4$5 (2% 1 (...* (.. (2 2 (.. ) ' 3 3.%.&( % ( (2%%..(2 % +.* %# ) <% 3 3. 0 %' 3'=..(' >6 6%4(5 ) <3 3." title="4$5 (2% 1 (...* (.. (2 2 (.. ) ' 3 3.%.&( % ( (2%%..(2 % +.* %# ) <% 3 3. 0 %' 3'=..(' >6 6%4(5 ) <3 3." class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/26/8132212.jpg"> 1 Premessa... 3 1.1 Normativa di riferimento... 5 2 Inquadramento dell area... 6 3 Inquadramento geologico e geomorfologico regionale... 8 4 Indagini geotecniche in situ... 17 4.1 Modalità d indagini... </p> <a href="/8132212-4-5-2-1-2-2-3-3-2-2-3-3-0-3-6-6-4-5-3-3.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/15411905-Il-sistema-delle-dotazioni-per-la-gestione-delle-acque.html">IL SISTEMA DELLE DOTAZIONI PER LA GESTIONE DELLE ACQUE</a> </h3> <p> <img alt="IL SISTEMA DELLE DOTAZIONI PER LA GESTIONE DELLE ACQUE" title="IL SISTEMA DELLE DOTAZIONI PER LA GESTIONE DELLE ACQUE" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/32/15411905.jpg"> IL SISTEMA DELLE DOTAZIONI PER LA GESTIONE DELLE ACQUE Interventi programmati sui depuratori acque reflue Base: copertura della rete fognaria LEGENDA Tavola di inquadramento generale Zone di rispetto dei </p> <a href="/15411905-Il-sistema-delle-dotazioni-per-la-gestione-delle-acque.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/10683427-Metodi-numerici-e-sperimentali-per-la-valutazione-dell-amplificazione-del-moto-sismico.html">Metodi numerici e sperimentali per la valutazione dell amplificazione del moto sismico</a> </h3> <p> <img alt="Metodi numerici e sperimentali per la valutazione dell amplificazione del moto sismico" title="Metodi numerici e sperimentali per la valutazione dell amplificazione del moto sismico" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/27/10683427.jpg"> Metodi numerici e sperimentali per la valutazione dell amplificazione del moto sismico - Numerical and experimental methods for estimating ground motion amplifications Alessandro Pagliaroli CNR-IGAG, Istituto </p> <a href="/10683427-Metodi-numerici-e-sperimentali-per-la-valutazione-dell-amplificazione-del-moto-sismico.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/14349439-Ubicazione-dell-area-in-carta-di-tutela-del-territorio-del-piano-assetto-idrogeologico-bacino-ombrone-scala-1-10-000-tavola-3.html">UBICAZIONE DELL AREA IN CARTA DI TUTELA DEL TERRITORIO DEL PIANO ASSETTO IDROGEOLOGICO BACINO OMBRONE- SCALA 1:10.000 TAVOLA 3</a> </h3> <p> <img alt="UBICAZIONE DELL AREA IN CARTA DI TUTELA DEL TERRITORIO DEL PIANO ASSETTO IDROGEOLOGICO BACINO OMBRONE- SCALA 1:10.000 TAVOLA 3" title="UBICAZIONE DELL AREA IN CARTA DI TUTELA DEL TERRITORIO DEL PIANO ASSETTO IDROGEOLOGICO BACINO OMBRONE- SCALA 1:10.000 TAVOLA 3" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/30/14349439.jpg"> UBICAZIONE DELL AREA IN CARTA DI TUTELA DEL TERRITORIO DEL PIANO ASSETTO IDROGEOLOGICO BACINO OMBRONE- SCALA 1:10.000 TAVOLA 3 TAVOLA 4 UBICAZIONE DELL AREA IN CARTA DELLA PERICOLOSITA' GEOLOGICA DEL PIANO </p> <a href="/14349439-Ubicazione-dell-area-in-carta-di-tutela-del-territorio-del-piano-assetto-idrogeologico-bacino-ombrone-scala-1-10-000-tavola-3.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/2946118-Ordinanza-n-17-dell-8-maggio-2015.html">Ordinanza n. 17 dell 8 Maggio 2015</a> </h3> <p> <img alt="Ordinanza n. 17 dell 8 Maggio 2015" title="Ordinanza n. 17 dell 8 Maggio 2015" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/24/2946118.jpg"> IL PRESIDENTE IN QUALITÀ DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL DL N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 17 dell 8 Maggio 2015 Convenzione con ANCI </p> <a href="/2946118-Ordinanza-n-17-dell-8-maggio-2015.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/1921921-Ordinanza-n-35-del-30-aprile-2014.html">Ordinanza n. 35 del 30 aprile 2014</a> </h3> <p> <img alt="Ordinanza n. 35 del 30 aprile 2014" title="Ordinanza n. 35 del 30 aprile 2014" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/23/1921921.jpg"> IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL D.L.N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 35 del 30 aprile 2014 Acquisizione di </p> <a href="/1921921-Ordinanza-n-35-del-30-aprile-2014.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/7959110-Indice-1-introduzione-3-2-descrizione-del-sito-di-interesse-4-2-1-ubicazione-del-sito-ed-estratti-cartografici-4.html">INDICE 1. INTRODUZIONE... 3 2. DESCRIZIONE DEL SITO DI INTERESSE... 4. 2.1 Ubicazione del sito ed estratti cartografici... 4</a> </h3> <p> <img alt="INDICE 1. INTRODUZIONE... 3 2. DESCRIZIONE DEL SITO DI INTERESSE... 4. 2.1 Ubicazione del sito ed estratti cartografici... 4" title="INDICE 1. INTRODUZIONE... 3 2. DESCRIZIONE DEL SITO DI INTERESSE... 4. 2.1 Ubicazione del sito ed estratti cartografici... 4" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/26/7959110.jpg"> INDICE 1. INTRODUZIONE... 3 2. DESCRIZIONE DEL SITO DI INTERESSE... 4 2.1 Ubicazione del sito ed estratti cartografici... 4 2.1 Classificazione sismica... 6 3. MODELLAZIONE GEOLOGICA... 8 3.1. DESCRIZIONE </p> <a href="/7959110-Indice-1-introduzione-3-2-descrizione-del-sito-di-interesse-4-2-1-ubicazione-del-sito-ed-estratti-cartografici-4.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/10879871-Modello-geologico-e-modello-geotecnico-geol-fabio-garbin.html">MODELLO GEOLOGICO E MODELLO GEOTECNICO. Geol. Fabio Garbin</a> </h3> <p> <img alt="MODELLO GEOLOGICO E MODELLO GEOTECNICO. Geol. Fabio Garbin" title="MODELLO GEOLOGICO E MODELLO GEOTECNICO. Geol. Fabio Garbin" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/27/10879871.jpg"> MODELLO GEOLOGICO E MODELLO GEOTECNICO Geol. Fabio Garbin Preparazione all Esame di Stato, Roma 8 aprile 2011 Riferimenti Normativi essenziali D.M. 14.01.2009: Approvazione delle nuove Norme Tecniche sulle </p> <a href="/10879871-Modello-geologico-e-modello-geotecnico-geol-fabio-garbin.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/15602827-Protocollo-d-intesa-tra-commissario-delegato-per-la-ricostruzione-regione-abruzzo-provincia-di-l-aquila-comune-di-barisciano-comune-di-l-aquila.html">PROTOCOLLO D INTESA TRA COMMISSARIO DELEGATO PER LA RICOSTRUZIONE REGIONE ABRUZZO PROVINCIA DI L AQUILA COMUNE DI BARISCIANO COMUNE DI L AQUILA</a> </h3> <p> <img alt="PROTOCOLLO D INTESA TRA COMMISSARIO DELEGATO PER LA RICOSTRUZIONE REGIONE ABRUZZO PROVINCIA DI L AQUILA COMUNE DI BARISCIANO COMUNE DI L AQUILA" title="PROTOCOLLO D INTESA TRA COMMISSARIO DELEGATO PER LA RICOSTRUZIONE REGIONE ABRUZZO PROVINCIA DI L AQUILA COMUNE DI BARISCIANO COMUNE DI L AQUILA" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/32/15602827.jpg"> REGIONE ABRUZZO PROTOCOLLO D INTESA TRA COMMISSARIO DELEGATO PER LA RICOSTRUZIONE E REGIONE ABRUZZO PROVINCIA DI L AQUILA COMUNE DI BARISCIANO COMUNE DI L AQUILA Polo tecnologico pubblico per lo stoccaggio </p> <a href="/15602827-Protocollo-d-intesa-tra-commissario-delegato-per-la-ricostruzione-regione-abruzzo-provincia-di-l-aquila-comune-di-barisciano-comune-di-l-aquila.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/14842452-Comune-di-castellina-m-ma-provincia-di-pisa.html">COMUNE DI CASTELLINA M.ma Provincia di Pisa</a> </h3> <p> <img alt="COMUNE DI CASTELLINA M.ma Provincia di Pisa" title="COMUNE DI CASTELLINA M.ma Provincia di Pisa" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/31/14842452.jpg"> Studio di Geologia COMUNE DI CASTELLINA M.ma Provincia di Pisa Variante al Regolamento Urbanistico INDAGINI GEOLOGICO TECNICHE ai sensi del D.P.G.R. 53/R del 25/10/2011 di supporto alla fattibilità degli </p> <a href="/14842452-Comune-di-castellina-m-ma-provincia-di-pisa.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/5059577-Sessione-2-analisi-dei-progetti-punti-di-forza-e-criticita-ing-vania-passarella.html">SESSIONE 2 Analisi dei progetti: punti di forza e criticità. Ing. Vania Passarella</a> </h3> <p> <img alt="SESSIONE 2 Analisi dei progetti: punti di forza e criticità. Ing. Vania Passarella" title="SESSIONE 2 Analisi dei progetti: punti di forza e criticità. Ing. Vania Passarella" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/25/5059577.jpg"> SESSIONE 2 Analisi dei progetti: punti di forza e criticità Ing. Vania Passarella RICOSTRUZIONE POST SISMA: Regolata dalle Ordinanze del Commissario Delegato per la Ricostruzione collegate all esito di </p> <a href="/5059577-Sessione-2-analisi-dei-progetti-punti-di-forza-e-criticita-ing-vania-passarella.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/18564169-Acea-distribuzione-direzione-operazioni-rete-at.html">ACEA Distribuzione Direzione Operazioni Rete AT</a> </h3> <p> <img alt="ACEA Distribuzione Direzione Operazioni Rete AT" title="ACEA Distribuzione Direzione Operazioni Rete AT" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/39/18564169.jpg"> Capitolato Tecnico per le prestazioni professionali relative alla redazione di documentazione inerente la gestione delle terre e rocce da scavo DATA rev. 00 ottobre 2012 Elaborato N. 7-3-329 REDATTO VERIFICATO </p> <a href="/18564169-Acea-distribuzione-direzione-operazioni-rete-at.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/4491623-La-gestione-delle-demolizioni-e-della-rimozione-delle-macerie-del-dopo-sisma-gli-interventi-realizzati-dalla-rer.html">La gestione delle demolizioni e della rimozione delle macerie del dopo sisma: gli interventi realizzati dalla RER</a> </h3> <p> <img alt="La gestione delle demolizioni e della rimozione delle macerie del dopo sisma: gli interventi realizzati dalla RER" title="La gestione delle demolizioni e della rimozione delle macerie del dopo sisma: gli interventi realizzati dalla RER" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/25/4491623.jpg"> La gestione delle demolizioni e della rimozione delle macerie del dopo sisma: gli interventi realizzati dalla RER Francesca Bellaera Andrea Zuppiroli Direzione Generale Ambiente e Difesa del Suolo e della </p> <a href="/4491623-La-gestione-delle-demolizioni-e-della-rimozione-delle-macerie-del-dopo-sisma-gli-interventi-realizzati-dalla-rer.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/14841989-Regione-lombardia-provincia-di-pavia-comune-di-cura-carpignano-piano-di-governo-del-territorio.html">Regione Lombardia. Provincia di Pavia COMUNE DI CURA CARPIGNANO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO</a> </h3> <p> <img alt="Regione Lombardia. Provincia di Pavia COMUNE DI CURA CARPIGNANO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO" title="Regione Lombardia. Provincia di Pavia COMUNE DI CURA CARPIGNANO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/31/14841989.jpg"> Regione Lombardia Provincia di Pavia COMUNE DI CURA CARPIGNANO PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO ai sensi della L. R. per il Governo del Territorio del 11.03.2005 n 12 Gennaio 2008 NORME GEOLOGICHE DI PIANO </p> <a href="/14841989-Regione-lombardia-provincia-di-pavia-comune-di-cura-carpignano-piano-di-governo-del-territorio.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/12289263-1-introduzione-pag-3-1-1-analisi-dei-microtremori-pag-4-1-2-descrizione-in-ordine-cronologico-delle-varie-fasi-operative-pag.html">1 INTRODUZIONE...pag. 3 1.1 Analisi dei microtremori...pag. 4 1.2 Descrizione, in ordine cronologico, delle varie fasi operative...pag.</a> </h3> <p> <img alt="1 INTRODUZIONE...pag. 3 1.1 Analisi dei microtremori...pag. 4 1.2 Descrizione, in ordine cronologico, delle varie fasi operative...pag." title="1 INTRODUZIONE...pag. 3 1.1 Analisi dei microtremori...pag. 4 1.2 Descrizione, in ordine cronologico, delle varie fasi operative...pag." class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/27/12289263.jpg"> Comune di SCANDIANO (RE) Quadro o conoscitivo o geolog eologico, idrogeolo eologico e sismico a supporto del Piano Struttur utturale Comunale ai sensi della L.R. n. 20/2000 e s.m. della Circolar colare </p> <a href="/12289263-1-introduzione-pag-3-1-1-analisi-dei-microtremori-pag-4-1-2-descrizione-in-ordine-cronologico-delle-varie-fasi-operative-pag.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/16931977-Autorita-di-bacino-interregionale-del-fiume-tronto-il-comitato-istituzionale.html">AUTORITÀ DI BACINO INTERREGIONALE DEL FIUME TRONTO IL COMITATO ISTITUZIONALE</a> </h3> <p> <img alt="AUTORITÀ DI BACINO INTERREGIONALE DEL FIUME TRONTO IL COMITATO ISTITUZIONALE" title="AUTORITÀ DI BACINO INTERREGIONALE DEL FIUME TRONTO IL COMITATO ISTITUZIONALE" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/34/16931977.jpg"> DELIBERAZIONE DEL COMITATO ISTITUZIONALE N. 03 DEL 07/06/2007 L anno duemilasette (2007) il giorno sette (7) del mese di giugno alle ore 10,30, presso la sede dell Autorità di Bacino Interregionale del </p> <a href="/16931977-Autorita-di-bacino-interregionale-del-fiume-tronto-il-comitato-istituzionale.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/4935037-Il-direttore-dell-agenzia-in-base-alle-attribuzioni-conferitegli-dalle-norme-riportate-nel-seguito-del-presente-provvedimento-dispone.html">IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento Dispone</a> </h3> <p> <img alt="IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento Dispone" title="IL DIRETTORE DELL AGENZIA. In base alle attribuzioni conferitegli dalle norme riportate nel seguito del presente provvedimento Dispone" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/25/4935037.jpg"> Protocollo n. 2012/156146 Modifiche al provvedimento del Direttore dell Agenzia delle entrate del 22 ottobre 2012 di approvazione del modello di comunicazione dei dati per l accesso al finanziamento dei </p> <a href="/4935037-Il-direttore-dell-agenzia-in-base-alle-attribuzioni-conferitegli-dalle-norme-riportate-nel-seguito-del-presente-provvedimento-dispone.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/13020874-Comune-di-ravenna-area-economia-e-territorio-u-o-giuridico-amminsitrativa-e-staff-di-area-piazzale-farini-21-48121-ravenna.html">COMUNE DI RAVENNA AREA ECONOMIA E TERRITORIO U.O. Giuridico-Amminsitrativa e Staff di Area Piazzale Farini, 21 48121 Ravenna</a> </h3> <p> <img alt="COMUNE DI RAVENNA AREA ECONOMIA E TERRITORIO U.O. Giuridico-Amminsitrativa e Staff di Area Piazzale Farini, 21 48121 Ravenna" title="COMUNE DI RAVENNA AREA ECONOMIA E TERRITORIO U.O. Giuridico-Amminsitrativa e Staff di Area Piazzale Farini, 21 48121 Ravenna" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/28/13020874.jpg"> COMUNE DI RAVENNA AREA ECONOMIA E TERRITORIO U.O. Giuridico-Amminsitrativa e Staff di Area Piazzale Farini, 21 48121 Ravenna OGGETTO: INDAGINE DI MERCATO FINALIZZATA ALL INDIVIDUAZIONE DI OPERATORI ECONOMICI </p> <a href="/13020874-Comune-di-ravenna-area-economia-e-territorio-u-o-giuridico-amminsitrativa-e-staff-di-area-piazzale-farini-21-48121-ravenna.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/15749132-Esame-di-stato-per-l-abilitazione-all-esercizio-della-professione-di-geologo.html">ESAME DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI GEOLOGO</a> </h3> <p> <img alt="ESAME DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI GEOLOGO" title="ESAME DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI GEOLOGO" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/33/15749132.jpg"> ESAME DI STATO PER L ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI GEOLOGO SECONDA SESSIONE 2012 PRIMA PROVA SCRITTA Tema n. 1 Aspetti geologici, minero-petrografici e normativi relativi alle attività </p> <a href="/15749132-Esame-di-stato-per-l-abilitazione-all-esercizio-della-professione-di-geologo.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/7960086-Categorie-di-sottosuolo-3-2-2-categorie-di-sottosuolo-e-condizioni-topografiche.html">Categorie di sottosuolo 3.2.2 CATEGORIE DI SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE</a> </h3> <p> <img alt="Categorie di sottosuolo 3.2.2 CATEGORIE DI SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE" title="Categorie di sottosuolo 3.2.2 CATEGORIE DI SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/26/7960086.jpg"> 3.2.2 CATEGORIE DI SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE Categorie di sottosuolo Per definire l azione sismica di progetto, si valuta l effetto della risposta sismica locale (RSL) mediante specifiche analisi </p> <a href="/7960086-Categorie-di-sottosuolo-3-2-2-categorie-di-sottosuolo-e-condizioni-topografiche.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/14841982-Circolare-n-1-del-6-ottobre-2009-o-g-b.html">Circolare n. 1 del 6 ottobre 2009 O.G.B.</a> </h3> <p> <img alt="Circolare n. 1 del 6 ottobre 2009 O.G.B." title="Circolare n. 1 del 6 ottobre 2009 O.G.B." class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/31/14841982.jpg"> Circolare n. 1 del 6 ottobre 2009 O.G.B. ISTRUZIONI TECNICHE PER L APPLICAZIONE DEL REGOLAMENTO PER L ESECUZIONE DEI CONTROLLI - REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA L.R. 6 AGOSTO 1997 N. 38 - NORME PER L ESERCIZIO </p> <a href="/14841982-Circolare-n-1-del-6-ottobre-2009-o-g-b.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/16005150-Ordinanza-n-21-del-29-maggio-2015.html">Ordinanza n. 21 del 29 Maggio 2015</a> </h3> <p> <img alt="Ordinanza n. 21 del 29 Maggio 2015" title="Ordinanza n. 21 del 29 Maggio 2015" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/33/16005150.jpg"> IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL D.L.N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 21 del 29 Maggio 2015 Integrazione e modifica </p> <a href="/16005150-Ordinanza-n-21-del-29-maggio-2015.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/12167827-Ordine-dei-geologi-regione-del-veneto-commissione-g-i-s-per-il-convegno-sono-stati-richiesti-4-crediti-apc.html">Ordine dei Geologi - Regione del Veneto. Commissione G.I.S. Per il convegno sono stati richiesti 4 crediti APC.</a> </h3> <p> <img alt="Ordine dei Geologi - Regione del Veneto. Commissione G.I.S. Per il convegno sono stati richiesti 4 crediti APC." title="Ordine dei Geologi - Regione del Veneto. Commissione G.I.S. Per il convegno sono stati richiesti 4 crediti APC." class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/27/12167827.jpg"> Ordine dei Geologi - Regione del Veneto Commissione G.I.S. Per il convegno sono stati richiesti 4 crediti APC. Descrizione dell evento: Nell ambito dei lavori della commissione tecnica G.I.S. dell Ordine </p> <a href="/12167827-Ordine-dei-geologi-regione-del-veneto-commissione-g-i-s-per-il-convegno-sono-stati-richiesti-4-crediti-apc.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/3394839-Il-centro-funzionale-della-regione-emilia-romagna.html">IL CENTRO FUNZIONALE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA</a> </h3> <p> <img alt="IL CENTRO FUNZIONALE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA" title="IL CENTRO FUNZIONALE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/24/3394839.jpg"> IL CENTRO FUNZIONALE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PREVISIONE Attività diretta allo studio ed alla determinazione dei fenomeni calamitosi, alla identificazione dei rischi, ed alla individuazione delle zone </p> <a href="/3394839-Il-centro-funzionale-della-regione-emilia-romagna.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/18705573-Comune-di-taurianova-verbale-di-deliberazione-della-commissione-straordinaria-con-i-poteri-del-consiglio-comunale.html">COMUNE DI TAURIANOVA VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA COMMISSIONE STRAORDINARIA CON I POTERI DEL CONSIGLIO COMUNALE</a> </h3> <p> <img alt="COMUNE DI TAURIANOVA VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA COMMISSIONE STRAORDINARIA CON I POTERI DEL CONSIGLIO COMUNALE" title="COMUNE DI TAURIANOVA VERBALE DI DELIBERAZIONE DELLA COMMISSIONE STRAORDINARIA CON I POTERI DEL CONSIGLIO COMUNALE" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/39/18705573.jpg"> COPIA COMUNE DI TAURIANOVA PROVINCIA DI RC Codice Fiscale 82000670800 Piazza Libertà Deliberazione n 63 in data 09/04/2010 Pubblicata il Immediatamente eseguibile SI [ X ] NO [ ] VERBALE DI DELIBERAZIONE </p> <a href="/18705573-Comune-di-taurianova-verbale-di-deliberazione-della-commissione-straordinaria-con-i-poteri-del-consiglio-comunale.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/18453697-Sisma-emilia-romagna-20-29-maggio-2012-provincie-di-bologna-ferrara-modena-reggio-emilia.html">Sisma Emilia-Romagna 20-29 maggio 2012. Provincie di: Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia</a> </h3> <p> <img alt="Sisma Emilia-Romagna 20-29 maggio 2012. Provincie di: Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia" title="Sisma Emilia-Romagna 20-29 maggio 2012. Provincie di: Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/39/18453697.jpg"> Sisma Emilia-Romagna 20-29 maggio 2012 Provincie di: Bologna, Ferrara, Modena, Reggio Emilia Comuni danneggiati in Emilia Romagna PROVINCIA DI BOLOGNA PROVINCIA DI FERRARA PROVINCIA DI MODENA PROVINCIA </p> <a href="/18453697-Sisma-emilia-romagna-20-29-maggio-2012-provincie-di-bologna-ferrara-modena-reggio-emilia.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/14265142-R-a1-05-relazione-di-non-interferenza-del-progetto-sui-piani-di-protezione-civile.html">R.A1.05 RELAZIONE DI NON INTERFERENZA DEL PROGETTO SUI PIANI DI PROTEZIONE CIVILE</a> </h3> <p> <img alt="R.A1.05 RELAZIONE DI NON INTERFERENZA DEL PROGETTO SUI PIANI DI PROTEZIONE CIVILE" title="R.A1.05 RELAZIONE DI NON INTERFERENZA DEL PROGETTO SUI PIANI DI PROTEZIONE CIVILE" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/30/14265142.jpg"> EMILIO CARAVATTI ARCHITETTO PIAZZA SAN PAOLO 4 20900 MONZA MB T +39 039 327425 www.emiliocaravatti.it studio@emiliocaravatti.it GOLF CLUB ARGENTA Via Poderi n 2/A, Argenta (FE) Progettista: Emilio Caravatti </p> <a href="/14265142-R-a1-05-relazione-di-non-interferenza-del-progetto-sui-piani-di-protezione-civile.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/9263614-Microzonazione-sismica-e-forti-stratificazioni-antropiche.html">Microzonazione sismica e forti stratificazioni antropiche</a> </h3> <p> <img alt="Microzonazione sismica e forti stratificazioni antropiche" title="Microzonazione sismica e forti stratificazioni antropiche" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/26/9263614.jpg"> Microzonazione sismica e forti stratificazioni antropiche Seismic microzonation and thick anthropic cover M. Moscatelli (CNR IGAG) in collaborazione con A. Pagliaroli (CNR IGAG) e G. Raspa (SAPIENZA Univ. </p> <a href="/9263614-Microzonazione-sismica-e-forti-stratificazioni-antropiche.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/17033678-Decreto-segretariale-n-10-del-03-01-2012.html">DECRETO SEGRETARIALE N. 10 DEL 03.01.2012</a> </h3> <p> <img alt="DECRETO SEGRETARIALE N. 10 DEL 03.01.2012" title="DECRETO SEGRETARIALE N. 10 DEL 03.01.2012" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/34/17033678.jpg"> DECRETO SEGRETARIALE N. 10 DEL 03.01.2012 OGGETTO: L. 365/00. Istanza di aggiornamento PAI Tagliamento, ai sensi dell art. 6 delle Norme di Attuazione, a seguito della progettazione di interventi urgenti </p> <a href="/17033678-Decreto-segretariale-n-10-del-03-01-2012.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/14842007-Linee-guida-per-la-redazione-delle-relazioni-geologiche-e-geotecniche-e-relative-indagini-geognostiche.html">LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DELLE RELAZIONI GEOLOGICHE E GEOTECNICHE E RELATIVE INDAGINI GEOGNOSTICHE</a> </h3> <p> <img alt="LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DELLE RELAZIONI GEOLOGICHE E GEOTECNICHE E RELATIVE INDAGINI GEOGNOSTICHE" title="LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DELLE RELAZIONI GEOLOGICHE E GEOTECNICHE E RELATIVE INDAGINI GEOGNOSTICHE" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/31/14842007.jpg"> ALLEGATO N. 2 LINEE GUIDA PER LA REDAZIONE DELLE RELAZIONI GEOLOGICHE E GEOTECNICHE E RELATIVE INDAGINI GEOGNOSTICHE Le seguenti linee di indirizzo per la redazione della relazione geologica e relazione </p> <a href="/14842007-Linee-guida-per-la-redazione-delle-relazioni-geologiche-e-geotecniche-e-relative-indagini-geognostiche.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/1042029-Semplificato-che-si-basa-sull-individuazione-di-categorie-di-sottosuolo-di-riferimento-tab-3-2-ii-e-3-2-iii-e-sulle-condizioni-topografiche.html">semplificato, che si basa sull individuazione di categorie di sottosuolo di riferimento (Tab. 3.2.II e 3.2.III) e sulle condizioni topografiche.</a> </h3> <p> <img alt="semplificato, che si basa sull individuazione di categorie di sottosuolo di riferimento (Tab. 3.2.II e 3.2.III) e sulle condizioni topografiche." title="semplificato, che si basa sull individuazione di categorie di sottosuolo di riferimento (Tab. 3.2.II e 3.2.III) e sulle condizioni topografiche." class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/20/1042029.jpg"> 3.2.2 CATEGORIE DI SOTTOSUOLO E CONDIZIONI TOPOGRAFICHE Categorie di sottosuolo Per definire l azione sismica di progetto, si valuta l effetto della risposta sismica locale (RSL) mediante specifiche analisi </p> <a href="/1042029-Semplificato-che-si-basa-sull-individuazione-di-categorie-di-sottosuolo-di-riferimento-tab-3-2-ii-e-3-2-iii-e-sulle-condizioni-topografiche.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/2551241-Programma-regionale-degli-studi-e-indagini-di-microzonazione-sismica-e-analisi-della-condizione-limite-per-l-emergenza-cle-annualita-2012-iii.html">PROGRAMMA REGIONALE DEGLI STUDI E INDAGINI DI MICROZONAZIONE SISMICA E ANALISI DELLA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) ANNUALITA' 2012 (III</a> </h3> <p> <img alt="PROGRAMMA REGIONALE DEGLI STUDI E INDAGINI DI MICROZONAZIONE SISMICA E ANALISI DELLA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) ANNUALITA' 2012 (III" title="PROGRAMMA REGIONALE DEGLI STUDI E INDAGINI DI MICROZONAZIONE SISMICA E ANALISI DELLA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) ANNUALITA' 2012 (III" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/24/2551241.jpg"> PROGRAMMA REGIONALE DEGLI STUDI E INDAGINI DI MICROZONAZIONE SISMICA E ANALISI DELLA CONDIZIONE LIMITE PER L EMERGENZA (CLE) ANNUALITA' 2012 (III Annualità) DISCIPLINARE DI INCARICO PROFESSIONALE INGEGNERI/ARCHITETTI </p> <a href="/2551241-Programma-regionale-degli-studi-e-indagini-di-microzonazione-sismica-e-analisi-della-condizione-limite-per-l-emergenza-cle-annualita-2012-iii.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/16014922-Inquadramento-generale-dell-area-di-studio-e-descrizione-dell-applicazione.html">INQUADRAMENTO GENERALE DELL AREA DI STUDIO E DESCRIZIONE DELL APPLICAZIONE</a> </h3> <p> <img alt="INQUADRAMENTO GENERALE DELL AREA DI STUDIO E DESCRIZIONE DELL APPLICAZIONE" title="INQUADRAMENTO GENERALE DELL AREA DI STUDIO E DESCRIZIONE DELL APPLICAZIONE" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/33/16014922.jpg"> INQUADRAMENTO GENERALE 5 INQUADRAMENTO GENERALE DELL AREA DI STUDIO E DESCRIZIONE DELL APPLICAZIONE La possibilità di applicare e di approfondire, sotto il profilo della ricerca, alcuni dei concetti teorici </p> <a href="/16014922-Inquadramento-generale-dell-area-di-studio-e-descrizione-dell-applicazione.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/525864-La-giunta-regionale-dell-emilia-romagna-aveva-approvato-lo-schema-di-protocollo-suddetto-con-propria-deliberazione-n-2274-del-27-dicembre-2010.html">- la Giunta regionale dell Emilia-Romagna aveva approvato lo schema di protocollo suddetto con propria deliberazione n. 2274 del 27 dicembre 2010;</a> </h3> <p> <img alt="- la Giunta regionale dell Emilia-Romagna aveva approvato lo schema di protocollo suddetto con propria deliberazione n. 2274 del 27 dicembre 2010;" title="- la Giunta regionale dell Emilia-Romagna aveva approvato lo schema di protocollo suddetto con propria deliberazione n. 2274 del 27 dicembre 2010;" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/20/525864.jpg"> REGIONE PIEMONTE BU3 16/01/2014 Deliberazione della Giunta Regionale 9 dicembre 2013, n. 26-6845 Schema di Convenzione per l'utilizzo del "MUDE Piemonte per l'emergenza Terremoto Emilia Romagna", in attuazione </p> <a href="/525864-La-giunta-regionale-dell-emilia-romagna-aveva-approvato-lo-schema-di-protocollo-suddetto-con-propria-deliberazione-n-2274-del-27-dicembre-2010.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/11377281-Per-e-ch-c-e-un-u-ana-n-lisi-del-e-la-perico-c-losita-sism-s-ica-a-locale-luca-martelli.html">Per e ch c é un u ana n lisi del e la perico c losità sism s ica a locale? Luca Martelli</a> </h3> <p> <img alt="Per e ch c é un u ana n lisi del e la perico c losità sism s ica a locale? Luca Martelli" title="Per e ch c é un u ana n lisi del e la perico c losità sism s ica a locale? Luca Martelli" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/27/11377281.jpg"> Perché un analisi della pericolosità sismica locale? Luca Martelli Gli strumenti di programmazione territoriale e pianificazione urbanistica devono fornire indicazioni per la riduzione del rischio sismico </p> <a href="/11377281-Per-e-ch-c-e-un-u-ana-n-lisi-del-e-la-perico-c-losita-sism-s-ica-a-locale-luca-martelli.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/225096-2-2-il-modello-di-denuncia-e-la-documentazione.html">2.2. Il modello di denuncia e la documentazione</a> </h3> <p> <img alt="2.2. Il modello di denuncia e la documentazione" title="2.2. Il modello di denuncia e la documentazione" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/19/225096.jpg"> 2.2. Il modello di denuncia e la documentazione Per tutte le opere e gli interventi sottoposti a denuncia e sull intero territorio regionale, la denuncia è redatta ai sensi dell art. 93 del D.P.R. 380/2001 </p> <a href="/225096-2-2-il-modello-di-denuncia-e-la-documentazione.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> <div class="news-blocks"> <h3> <a href="/13036731-20-12-2012-4-2-2013-periodo-temporale-di-vigenza-dal-21-05-2012-al-31-12-2012.html">20.12.2012 4.2.2013 Periodo temporale di vigenza Dal 21.05.2012 al 31.12.2012</a> </h3> <p> <img alt="20.12.2012 4.2.2013 Periodo temporale di vigenza Dal 21.05.2012 al 31.12.2012" title="20.12.2012 4.2.2013 Periodo temporale di vigenza Dal 21.05.2012 al 31.12.2012" class="news-block-img pull-right" src="/thumbs/28/13036731.jpg"> Modulo 1 - Scheda 1.1 Illustrazione degli aspetti procedurali, sintesi del contenuto del contratto ed autodichiarazione relative agli adempimenti della legge Data di SIGLA Preintesa Data di sottoscrizione </p> <a href="/13036731-20-12-2012-4-2-2013-periodo-temporale-di-vigenza-dal-21-05-2012-al-31-12-2012.html" class="news-block-btn"> Dettagli <i class="m-icon-swapright m-icon-black"></i> </a> </div> </div> <!-- END RIGHT SIDEBAR --> </div> </div> </div> <!-- END CONTENT --> </div> <!-- END SIDEBAR & CONTENT --> </div> </div> <!-- BEGIN FOOTER --> <div class="footer"> <div class="container"> <div class="row"> <!-- BEGIN COPYRIGHT --> <div class="col-md-10 col-sm-10 padding-top-10"> 2017 © DocPlayer.it <a href="/support/privacy-policy/">Privacy Policy</a> | <a href="/support/terms-of-service/">Condizioni del servizio</a> | <a href="/support/feedback/">Feed-back</a> </div> <!-- END COPYRIGHT --> <!-- BEGIN PAYMENTS --> <div class="col-md-6 col-sm-6"> </div> <!-- END PAYMENTS --> </div> </div> </div> <!-- END FOOTER --> <!--[if lt IE 9]> <script src="/static/theme/global/plugins/respond.min.js"></script> <![endif]--> <script src="/static/js/eba7/total.js" type="text/javascript"></script> <div style="display: none;"> <script> var page_data = {"domain_id":32,"design_id":0,"page_id":0}; (function(){ var img = new Image(); var pixel_image_src = '/pix/'+Math.random()+'/report/pixel.gif?type=pageview&domain_id=32&page_id=0&design_id=0&l='+encodeURIComponent(navigator.language)+'&p='+encodeURIComponent(navigator.platform)+'&url='+encodeURIComponent(document.location); document.write(' '); }());

References: ART. 1
 articolo 1
 art. 1
 art. 5
 art. 1
 art. 7
 articolo 2
 art. 27
 articolo 2
 art.16
 ART. 1
 ART. 1
 ART. 1
 art. 6
 art. 93