Source: https://www.slideshare.net/zocknet/le-recenti-novita-in-materia-di-normativa-per-la-tutela-dellambiente
Timestamp: 2017-07-25 07:00:09+00:00

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Il Gruppo di Studio Ambiente e Sicurezza ha organizzato Mercoledì 16 novembre 2011 una conferenza gratuita intitolata: LE RECENTI NOVITA' IN MATERIA DI NORMATIVA PER LA TUTELA DELL'AMBIENTEDurante l'incontro sono stati affrontati i seguenti temi:1. l'estensione del D.lgs. 231/2001 all’ambiente e, in particolare, ai reati in materia di gestione dei rifiuti;2. breve analisi della disciplina sulla responsabilità amministrativa degli enti e delle fattispecie di reato;3. il modello per l’ambiente: aspetti operativi e rapporto con i SGA esistenti.Relatori:Avv. Mara CHILOSI, Avvocato presso lo studio B & P Avvocati, specializzata in materia ambientale.Dott. Camillo FRANCO, Amministratore di SOGESCA Srl, è professionista ambientale dal 1989.
GRUPPO DI STUDIO SICUREZZA E AMBIENTE LE RECENTI NOVITA IN MATERIA DINORMATIVA PER LA TUTELA DELLAMBIENTE Relatori: Avv. Mara CHILOSI Dott. Camillo FRANCO Mercoledì 16 novembre 2011 Ore 16.00 Centro Produttività Veneto - Fondazione Giacomo Rumor Area Gruppi di Studio 2.
Fondazione Giacomo Rumor Centro Produttività VenetoIL DECRETO 231 E I NUOVI REATI AMBIENTALI Art. 25-undecies D.lgs. 231/2001 avv. Mara Chilosi a Partner di B&P Avvocati Largo Guido Donegani 2, Milano Tel. T l 02/65560496 mara.chilosi@buttiandpartners.com 3.
Il 231 in sintesi• Il D.lgs. 231/2001 colpisce la “colpa di organizzazione”, responsabilizzando gli enti per taluni reati commessi dalle persone fisiche operanti al loro interno (cd. “reati-presupposto”)• Quando viene accertato che il reato è stato commesso e che ciò è avvenuto nell’interesse o a vantaggio d ll’ t ( h può consistere t ll’i t t i dell’ente (che ò i t anche in un semplice risparmio), a quest’ultimo vengono comminate, a seconda dei casi, sanzioni pecuniarie e/o interdittive• L’unica difesa per l’ente è quella di dimostrare che l’illecito si è verificato a causa della violazione, da parte della persona fisica, delle “norme interne . Si tratta, in altre parole di dimostrare che norme interne” tratta parole, l’illecito si è consumato al di fuori della volontà dell’ente• Le “norme interne” prendono per l’appunto il nome di “Modello 231” 4.
231 e ambiente• Tra i reati presupposto figurano, dal 16 agosto di quest’anno, alcuni “reati ambientali” (art 25-undecies) introdotti dal D lgs 121/2011 reati ambientali (art. 25-undecies), D.lgs. in attuazione delle direttive 2008/99/CE e 2009/123/CE• Peraltro, alcune fattispecie di “rilevanza ambientale” già erano state attratte nell’“orbita 231” attraverso i reati di associazione per tt tt ll’“ bit tt ti i i delinquere e di truffa aggravata ai danni della PA (cfr. Cass. Pen. Sentenze 234/2011 e 15657/2011), nonché, in prospettiva, attraverso i reati informatici (SISTRI) 5.
231 e ambiente• In generale, le sanzioni previste in materia ambientale non appaiono – per diversi motivi, legati soprattutto ai pp p , g p modelli sanzionatori adottati – sufficientemente efficaci ai fini della effettiva tutela del bene giuridico “ambiente”• La discussione in tema tutela penale dell’ambiente: – Proposte di inserimento nel Codice Penale dei delitti contro l’ambiente – Convenzione di Strasburgo del 4/11/98 – Direttiva 2008/99/CE del 19/11/2008 (da adottarsi entro il 26/12/2010) – Legge delega 300/2000 – Legge comunitaria 2009 6.
Il D.lgs. 121/2011Il D.lgs. 121/2011, in attuazione della delega contenuta nella leggeComunitaria 2009 (art. 19):• Modifica il Codice penale, introducendo due nuove fattispecie di reato in attuazione della Direttiva 2008/99/CE, ossia quella di Uccisione, distruzione, cattura, prelievo, detenzione di esemplari di , , ,p , p specie animali o vegetali selvatiche protette (art. 272-bis) e quella di Distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto (art. (art 733-bis)• Apporta modifiche all’art. 260-bis D.lgs. 152/2006 (sanzioni SISTRI)• Modifica il D.lgs. 231/2001, introducendo, tra i reati presupposto della responsabilità amministrative degli Enti, ALCUNI reati ambientali (art 25-undecies) (art. 25 undecies)• Il testo normativo appare poco qualitativo, per l’imprecisione del linguaggio (vd. ad es. art. 25-undecies, c. 7) e per altri aspetti di natura più sostanziale 7.
Art. 25-undecies D.lgs. 231/2001• Nuovi reati di cui agli artt. 272-bis e 733-bis c.p.• Reati previsti dal D.lgs. 152/2006, segnatamente: – Alcuni reati previsti dalla normativa sugli scarichi di acque reflue (art. 137, c. 2, 3, 5/1-2, 11 e 13 D.lgs. 152/2006) – Diversi reati previsti dalla disciplina generale sui rifiuti (artt 256 c 1/a b (artt. 256, c. 1/a-b, 3, 4, 5, 6 257, c. 1, 2, 258, c. 4/2, 259/1, 260, 260-bis, c. 6, 7/2-3, 8/1-2 D.lgs. 152/2006) – U reato previsto dalla normativa sulle emissioni i atmosfera ( t 279 c. Un t i t d ll ti ll i i i in t f (art. 279, 5 D.lgs. 152/2006)• Reati previsti dalla L. 150/1992 sul commercio di specie p p animali e vegetali protette e di mammiferi e rettili pericolosi• Reati previsti dalla L. 549/1993 recante misure a tutela dell’ozono stratosferico e dell’ambiente• Reati previsti dal D.lgs. 202/2007 sull’inquinamento provocato dalle navi 8.
231 e ambiente scarichi di acque reflueArticolo (D.lgs. 152/2006) Fattispecie Sanzione per la persona fisica Sanzione per l’enteArt, 137, comma 2 Scarico di acque reflue Arresto Sanzione pecuniaria industriali contenenti sostanze + sanzione interdittiva non pericolose (Tab. 5 e 3/A All 5 (Tab All. superiore a 6 mesi Parte III) senza autorizzazione o con autorizzazione sospesa o revocataArt. 137, comma 3 Scarico di acque reflue industriali Arresto Sanzione pecuniaria contenenti sostanze pericolose (Tab. 5 e 3/A All. 5 Parte III) in violazione delle prescrizioni autorizzative o comunque impartite dall’Autorità competenteArt. 137Art 137, comma 5 primo periodo 5, Scarico di acque reflue industriali Arresto e ammenda Sanzione pecuniaria con superamento dei limiti di scarico fissati dalle Tab. 3 e 4 All. 5 Parte III in relazione alle sostanze pericolose di Tab. 5 All. 5 Parte III ovvero dei limiti più restrittivi fissati dall’Autorità competenteArt. 137, comma 5, secondo Scarico di acque reflue Arresto e ammenda Sanzione pecuniariaperiodo industriali con superamento dei + sanzione interdittiva non limiti di scarico fissati in superiore a 6 mesi relazione alle sostanze pericolose di Tab. 3/A All. 5 Parte IIIArt. 137, comma 11 Violazione del divieto di scarico Arresto Sanzione pecuniaria su suolo, sottosuolo e acque + sanzione interdittiva non sotterranee superiore a 6 mesiArt. 137, comma 13 Scarico in mare da parte di navi o Arresto Sanzione pecuniaria aeromobili di sostanze o materiali vietati 9.
231 e ambiente rifiuti e bonificheArticolo (D.lgs. 152/2006) Fattispecie Sanzione per la persona fisica Sanzione per l’enteArt, 256, comma 1, lett. a Gestione illecita di rifiuti non Arresto o ammenda + confisca Sanzione pecuniaria pericolosi del mezzo di trasportoArt. 256, comma 2, lett. b Gestione illecita di rifiuti pericolosi Arresto e ammenda + confisca del Sanzione pecuniaria mezzo di trasportoArt. 256A t 256, comma 3/1 Discarica abusiva Di i b i Arresto e ammenda + confisca e A t d fi Sanzione pecuniaria S i i i ripristinoArt. 256, comma 3/2 Discarica abusiva per rifiuti Arresto e ammenda + confisca e Sanzione pecuniaria pericolosi ripristino + sanzione interdittiva non superiore a 6 mesiArt. 256, comma 4 Inosservanza delle prescrizioni o Le tre precedenti ridotte delle Sanzione pecuniaria assenza dei requisiti per metà iscrizioni/comunicazioniArt. 256, comma 5 Miscelazione vietata Arresto e ammenda Sanzione pecuniariaArt. 256, comma 6/1 Deposito temporaneo illecito di Arresto o ammenda Sanzione pecuniaria rifiuti sanitari pericolosiArt. 257, comma 1 Omessa comunicazione di Arresto o ammenda Sanzione pecuniaria inquinamento. Omessa bonifica con superamento delle CS CSRArt. 257, commi 1 e 2 Omessa bonifica con Arresto e ammenda Sanzione pecuniaria superamento delle CSR per inquinamento da sostanze pericoloseArt. 258, comma 4/2 Predisposizione/utilizzo di Reclusione Sanzione pecuniaria certificato di analisi falso 10.
231 e ambiente rifiuti e bonificheArticolo (D.lgs. 152/2006) Fattispecie Sanzione per la persona fisica Sanzione per l’enteArt. 259/1 Traffico illecito di rifiuti Arresto e ammenda + confisca Sanzione pecuniaria del mezzo di trasportoArt. 260, commi 1 e 2 Attività organizzata per il Reclusione + pene accessorie Sanzione pecuniaria traffico illecito di rifiuti + sanzione interdittiva non superiore a 6 mesi (interdizione definitiva dall’esercizio dell’attività per gli enti stabilmente utilizzati allo scopo unico o prevalente di commettere il reato)Art. 260-bis, comma 6 Predisposizione/utilizzo di Reclusione Sanzione pecuniaria certificato di analisi falso nel SISTRIArt. 260-bis, comma 7/2 Trasporto di rifiuti pericolosi Reclusione Sanzione pecuniaria senza la copia cartacea della Scheda SISTRI – Area movimentazione.Art. 260-bis, comma 7/3 Utilizzo di certificato di analisi Reclusione Sanzione pecuniaria falso durante il trasporto pArt. 260-bis, comma 8/1-2 Trasporto di rifiuti con copia Reclusione + fermo del veicolo Sanzione pecuniaria cartacea della Scheda SISTRI – Area movimentazione fraudolentemente alterata 11.
231 e ambiente inquinamento provocato dalle naviArticolo Fattispecie Sanzione per la persona fisica Sanzione per l’enteArt. 8, comma 1 D.lgs. 202/2007 Versamento doloso in mare Arresto e ammenda Sanzione pecuniaria delle sostanze inquinanti di cui + sanzione interdittiva non agli All. I e II alla Convenzione superiore a 6 mesi Marpol 73/78 (interdizione definitiva dall’esercizio dell’attività per gli enti stabilmente utilizzati allo scopo unico o prevalente di commettere il reato)Art. 8, comma 2 D.lgs. 202/2007 Versamento doloso in mare Arresto e ammenda Sanzione pecuniaria delle sostanze inquinanti di cui + sanzione interdittiva non agli All. I e II alla Convenzione superiore a 6 mesi Marpol 73/78, con danni (interdizione definitiva permanenti o di particolari dall esercizio dell attività dall’esercizio dell’attività per gli gravità alle acque, a specie enti stabilmente utilizzati allo animali o vegetali o a loro parti scopo unico o prevalente di commettere il reato)Art. 9, comma 1 D.lgs. 202/2007 Versamento colposo in mare Ammenda Sanzione pecuniaria delle sostanze inquinanti di cui agli All. I e II alla Convenzione Marpol 73/78Art. 9, comma 2 D.lgs. 202/2007 Versamento colposo in mare Arresto e ammenda Sanzione pecuniaria delle sostanze inquinanti di cui + sanzione interdittiva non agli All I e II alla C li All. ll Convenzione i superiore a 6 mesi i i Marpol 73/78, con danni permanenti o di particolari gravità alle acque, a specie animali o vegetali o a loro parti 12.
231 e ambiente altre fattispecieArticolo Fattispecie Sanzione per la persona fisica Sanzione per l’enteArt. 727-bis c.p. Uccisione, distruzione, cattura, Arresto o ammenda/ Ammenda Sanzione pecuniaria prelievo, detenzione di esemplari di specie animali o vegetali selvatiche protetteArt. 733 bis c.p. 733-bis Distruzione o deterioramento di Arresto e ammenda Sanzione pecuniaria habitat all’interno di un sito protettoArt. 279, comma 5 Emissioni in atmosfera con Arresto Sanzione pecuniariaD.lgs. 152/2006 superamento dei limiti, con contestuale superamento dei valori limite di qualità dell’ariaArt. 1, commi 1 e 2 Violazioni della prescrizioni Arresto e ammenda Sanzione pecuniariaArt. 2, commi 1 e 2 relative al commercio/detenzione Arresto o ammendaArt. 6, comma 4 di specie animali e vegetali in via Reclusione/ Reclusione e multaArt. 3-bis, comma 1 3 bis, di estinzione o di specie animali Arresto o ammendaL. 150/1992 selvatici che costituiscano pericolo per la salute e l’incolumità pubblica (cfr. Regolamenti CE 338/1997 e 939/1997) e falsificazioni di certificati/licenze/notifiche/ dichiarazioni/comunicazioni previste dalla medesima normativaArt. 3, comma 6 L. 549/1993 Violazioni delle disposizioni in Arresto e ammenda + revoca Sanzione pecuniaria merito alla cessazione e autorizzazione/licenza nei casi riduzione dell’impiego delle più gravi sostanze ozono-lesive (cfr. Regolamento CE 3093/94) 13.
231 e rifiuti: problematiche principali• Eccessiva severità relativamente alla inclusione, fra i reati presupposto, presupposto anche di fattispecie contravvenzionali concernenti contravvenzionali, violazioni colpose, formali e comunque indipendenti dalla potenzialità lesiva per l’ambiente o la salute umana, spesso estinguibili dalla persona fisica mediante oblazione; ciò soprattutto tenendo conto che la Direttiva 2008/99/CE prevede che la tutela penale dell’ambiente si estenda alle attività «illecite» e «poste in essere i t intenzionalmente o quanto meno per grave negligenza» e i l t t li che «provochino o possano provocare il decesso o lesioni gravi alle persone o danni rilevanti alla qualità dell’aria, alla qualità del suolo o alla qualità delle acque, ovvero alla fauna o alla flora»• Violazione dei principi di adeguatezza e proporzionalità (richiamati anche nell’art 19 della L comunitaria 2009 quali “principi nell art. L. principi e criteri direttivi specifici” di esercizio della delega) in relazione all’introduzione, tra i reati presupposto, di fattispecie punite in maniera meno grave di altre che invece sono escluse dal “catalogo” catalogo (es. art. 255, comma 3 vs art. 256, comma 1 lett. a) D.lgs. 152/2006) 14.
231 e rifiuti: problematiche principali• Problematiche connesse alla natura del richiamo a sanzioni incluse t i reati presupposto, contenuto in disposizioni i l tra ti t t t i di i i i sanzionatorie previste in norme speciali non espressamente richiamate e spesso riferite a condotte diverse (es. richiamo all’art. 256 D.lgs. 152/2006 contenuto nell’art. 16 del D.lgs. 36/2003 relativo alla violazione dei criteri di accettabilità dei rifiuti in discarica)• Presenza di “grandi assenti” rispetto alle infrazioni contemplate dalla Direttiva 2008/99/CE• Assenza di un richiamo ai Sistemi di gestione ambientale (ISO 14001, EMAS) similare a quello contenuto nell’art 30 14001 nell art. 30, comma 5 D.lgs. 81/08 relativamente ai reati colposi di omicidio e lesioni personali commessi con violazione delle regole antinfortunistiche 15.
I “grandi assenti”DIRETTIVA 2008/99/CE• Art. 256, c. 2 e art. 255, c. 3 D.lgs. 152/2006, illecito abbandono di rifiuti (sorprendente soprattutto in relazione all’art. 192, c. 4) all art.• Art. 29-quattordecies D.lgs. 152/2006, reati previsti dalla normativa IPPC (sorprendente soprattutto alla luce della inclusione dei reati stabiliti dalle normative settoriali)• Art. 19 D.lgs. 133/2005, violazioni relative alla conduzione di impianti di incenerimento di rifiuti• Art 16 D.lgs. 36/2003 violazioni relative ai criteri di accettabilità dei rifiuti in Art. D lgs 36/2003, discarica• Art. 10 D.lgs. 209/1999, violazioni relative ai divieti di utilizzo ed agli obblighi di decontaminazione decontamina ione e smaltimento di apparecchiat re contenenti PCB PCT apparecchiature PCB-PCT• Art. 27 D.lgs. 334/1999, violazioni relative agli impianti a rischio di incidente rilevante• Art. 13 D.lgs. 209/2003, violazioni relativa alla gestione dei veicoli fuori usoCODICE PENALE• Art. 434 c.p., Disastro ambientale p,• Art. 635 c.p., Danneggiamento 16.
231 e rifiuti: l’approccio per l’aggiornamento del Modello• I reati relativi alla gestione dei rifiuti sono molto “attenzionati” dalla magistratura ed agli organi di controllo ed è facile per i soggetti apicali dell’impresa vederseli contestare anche soltanto gg p p a titolo di concorso, in quanto si tratta di fattispecie contravvenzionali, il cui normale titolo di imputazione è la colpa, spesso connesse ad irregolarità commesse dagli operatori professionali cui i rifiuti vengono affidati• La giurisprudenza è molto rigorosa nella interpretazione del principio di “ i i i “corresponsabilità” di tutti i soggetti l bilità” t tti tti lungo l fili la filiera: «siffatte responsabilità si configurano anche a livello di semplice istigazione, determinazione, rafforzamento o facilitazione nella realizzazione degli illeciti commessi dai soggetti impegnati direttamente nella gestione dei rifiuti» (Cassazione penale n. 32338 del 9 agosto 2007). g ) 17.
231 e rifiuti: l’approccio per l’aggiornamento del Modello• I reati ambientali sono stati introdotti nel “catalogo 231” con effetto dal 16 agosto e non è previsto un “periodo transitorio” per l’aggiornamento del Modello gg• E’ dunque opportuno partire, nell’aggiornamento del Modello ai reati ambientali, da quelli in materia di gestione dei rifiuti, e, tra questi, questi da quelli più “pesanti” in termini sanzionatori (discarica pesanti abusiva, attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti), anche in considerazione del fatto che: – rispetto alle altre fattispecie ambientali, nella loro commissione il fattore umano è molto influente (ed è sui comportamenti delle persone che il Modello può essere davvero incisivo) – spesso essi sono determinati da comportamenti dei fornitori – le misure di prevenzione sono le medesime che per gli altri reati (vd. ad es. giurisprudenza sul confine tra abbandono di rifiuti e discarica abusiva) 18.
231 e rifiuti: l’approccio per l’aggiornamento del Modello• Nell’adozione del Modello “Parte speciale ambiente” la presenza di un SGA certificato (ISO 14011 o EMAS) è un rilevante elemento di facilitazione; anzi, tale soluzioni organizzativa è ; , g caldamente raccomandabile, pur in assenza di una norma similare all’art. 30, c. 5 D.lgs. 81/2008, e può ben rappresentare il contenuto di una misura di prevenzione del Modello dal Modello, momento che la giurisprudenza ha già riconosciuto a questi standard il valore di “BAT”• Considerate l i C id t le innumerevoli e non sempre “i li “immediate” modalità di t ” d lità con cui i reati in materia di gestione dei rifiuti si realizzano (vd. giurisprudenza), l’assenza di un SGA rende la implementazione del Modello particolarmente gravosa• La mappatura dei rischi deve comunque essere effettuata , più che in altri ambiti, considerando attentamente la giurisprudenza e la normativa di settore, oltre che gli atti di indirizzi adottati dalle Autorità competenti 19.
L’identificazione dei rischi Storia Normativa Sentenze e Processi stampa Rischio NormeFunzioni (inerente/ interne residuo) 20.
La casistica giurisprudenziale: Gestione illecita di rifiutiReato Casistica giurisprudenzialeAttività di gestione rifiuti non Attività di trasporto di rifiuti anche in via non continuativa senza autorizzazione (cfr. Cass., sez. III,autorizzata (art. 256, comma 1 t i t ( t 256 1, 13 aprile 2010, n. 21655; Cass., sez. III, 25.11.2008, n.lettere a) e b) D.lgs. 152/2006) 9465); conferimento di rifiuti da smaltire ad impresa priva delle prescritte autorizzazioni (cfr. Cass., sez. III, 13 aprile 2010, n. 22034); trasporto di rifiuti propri non«Chiunque effettua una attività di raccolta, raccolta pericolosi con mezzi propri non autorizzati (cfr. Cass (cfr Cass.,trasporto, recupero, smaltimento, commercio sez. III, 25.11.2009, n. 8300); locazione di un terreno a terzi non autorizzati allo svolgimento dellattività died intermediazione di rifiuti in mancanza della smaltimento di rifiuti (cfr. Cass., sez. III, 9.7.2009, n.prescritta autorizzazione, iscrizione o 36836); reflui stoccati in attesa di successivocomunicazione di cui agli articoli 208 209 208, 209, smaltimento (cass sez III, 18 6 2009 n 35138); (cass., sez. III 18.6.2009, n.210, 211, 212, 214, 215 e 216 è punito: errata qualificazione di un rifiuto come sottoprodottoa) con la pena dellarresto da tre mesi a un (cfr. Cass., sez. III, 28.1.2009, n. 10711); tardivoanno o con lammenda da 2.600 euro a 26.000 smaltimento di rifiuti accumulati in deposito irregolare dal rappresentante di una società subentrato nellaeuro se si tratta di rifiuti non pericolosi; gestione dellimpresa (cfr. Trib. Rovereto, 1.7.2008, n.b) con la pena dellarresto da sei mesi a due 256); movimentazioni di rifiuti con mezzi nonanni e con l’ammenda da 2.600 euro a 26.000 autorizzati cominciato in area privata ma destinatieuro se si tratta di rifiuti pericolosi» allesterno (cfr. Cass., sez. III, 19.12.2007, n. 5312); trasporto di rifiuti diversi da quelli autorizzati (cfr. Cass., sez. III, 6.11.2007, n. 43849); delega da parte del titolare dellautorizzazione di attività di gestione di rifiuti a soggetti non autorizzati (cfr. Cass., sez. III, 15.5.2007, n. 24723) 21.
La casistica giurisprudenziale: Attività organizzate per il traffico illecitoReato Casistica giurisprudenzialeAttività organizzate per il traffico Gestione dei rifiuti svolta continuativamente in violazione di autorizzazioni, in assenza diillecitoill it di rifiuti ( t 260 D l ifi ti (art. D.lgs. autorizzazioni o con autorizzazioni palesemente152/2006) illegittime (cfr. Trib. Rieti, 1.2.2010, n. 17; Cass., sez. III, 20.11.2007, n. 358); predisposizione di una, anche rudimentale, organizzazione professionale per la«Chiunque,«Chiunque al fine di conseguire un ingiusto gestione continuativa ed illegale di rifiuti (cfr Cass (cfr. Cass.,profitto, con più operazioni e attraverso sez. III, 3.11.2009, n. 46705); gestione di ingente quantitativo di rifiuti, con operazioni aventilallestimento di mezzi e attività continuative singolarmente ad oggetto anche modiche quantità (cfr.organizzate, cede, riceve, trasporta, esporta, Cass., sez. III, 10.7.2008, n. 30847); l’ingiusto profittoimporta,importa o comunque gestisce abusivamente può essere rappresentato anche dalla sempliceingenti quantitativi di rifiuti è punito con la riduzione dei costi aziendali (cfr. Cass., sez. III,reclusione da uno a sei anni. 20.11.2007, n. 358; Cass., sez. IV, 2.7.2007, n. 28158)Se si tratta di rifiuti ad alta radioattività siapplica la pena della reclusione da tre a ottoanni».Spesso contestato in concorso con il reato diassociazione a delinquere con i reati relativi ai delinquere,FIR, con i reati di truffa associati ai titoliabilitativi, con i reati di falso ad es.relativamente alle dichiarazioni rese nellebollette doganali con il reato di traffico illecito doganali,di rifiuti (spedizioni transfrontaliere), con ilreato di disastro 22.
L’identificazione dei rischi Normativa Storia D.lgs. 152/06 No precedenti Artt. 183 Art. 256 Art 256, comma 1 Sentenze e stampa Sentenza Corte di Cassazione 16 Processi febbraio 2010, n. 6266 ( (Rifiuti solidi - Magazzino e Deposito temporaneo - spedizioni Volume occupato - Spazi vuoti - Non contano – Peso effettivo – Irrilevante) Funzioni Norme interneResponsabile magazzino Rischio … 23.
L’identificazione dei rischi 24.
Misure di prevenzione:senza SGA 25.
I due livelli di normazione interna• Primo livello: Modello 231 – Identificazione dei rischi – Programma di prevenzione – Misure per apicali + misure “cerniera” – Codice Etico – Sistema disciplinare – Nomina OdV• Secondo livello: SGA ISO 14001/EMAS – Politica – Manuale – Procedure – Istruzioni operative – Dichiarazione ambientale 26.
Misure di prevenzione (con SGA): alcuni esempi• Adozione del SGA certificato (tipica “misura cerniera”)• Criteri di definizione del budget (es. criteri di scelta dei fornitori di servizi di gestione dei rifiuti: attenzione a non scendere sotto il prezzo di mercato!)• Procedure di qualificazione dei fornitori (es. iscrizione al SISTRI come requisito da verificare obbligatoriamente assieme alle autorizzazioni ed indipendentemente dalla presenza di un intermediario/commerciante; rotazione dei laboratori cui affidare le analisi di classificazione dei rifiuti)• Adozione di standard contrattuali per i servizi di gestione dei rifiuti ifi i• Individuazione dei rifiuti e sottoprodotti derivanti dal ciclo p produttivo ( evitare la g (da gestione “estemporanea” e “casuale” p dei sottoprodotti e la classificazione dei rifiuti sulla base dei “suggerimenti” dei fornitori)• Aggiornamento normativo e verifica dei requisiti normativi e traduzione in norme interne (attenzione alle spedizioni transfrontaliere) 27.
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References: Art. 25
 Cass. 
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 Art. 29
 Art. 19
 Art. 10
 Art. 27
 Art. 13
 Art. 434
 Art. 635
 Art. 256
 Sentenza