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Timestamp: 2020-01-18 13:28:10+00:00

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RS 0.672.959.81 Convenzione del 7 settembre 1987 tra la Confederazione Svizzera e il Regno di Norvegia intesa a evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio (con Protocollo e scambi di lettere)
Convenzione tra la Confederazione Svizzera e il Regno di Norvegia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio
Conclusa il 7 settembre 1987
Approvata dall’Assemblea federale il 19 settembre 19882
Istrumenti di ratificazione scambiati il 2 maggio 1989
Entrata in vigore il 2 maggio 1989
(Stato 6 dicembre 2016)
Il Consiglio federale svizzero e il Governo del Regno di Norvegia,
2. Sono considerate imposte sul reddito e sul patrimonio le imposte sul reddito complessivo, sul patrimonio complessivo, o su elementi del reddito o del patrimonio, comprese le imposte sugli utili provenienti dall’alienazione di beni mobili o immobili, le imposte sull’ammontare complessivo dei salari pagati dalle imprese, nonché le imposte sui plusvalori.
l’imposta sul reddito riscossa dallo Stato (inntektsskatt til staten);
l’imposta sul reddito riscossa da associazioni di Comuni (inntektsskatt til fylkeskommunen);
l’imposta sul reddito riscossa dai Comuni (inntektsskatt til kommunen);
(iv) l’imposta sul patrimonio riscossa dallo Stato (formuesskatt til staten);
l’imposta sul patrimonio riscossa dai Comuni (formuesskatt til kommunen);
l’imposta riscossa dallo Stato sulle rimunerazioni di artisti non residenti ecc. (skatt til staten på honorar til utenlandske artister m.v.);
sul reddito (reddito complessivo, reddito del lavoro, reddito del patrimonio, utili industriali e commerciali, guadagni di capitale e altri elementi del reddito); e
sul patrimonio (patrimonio complessivo, beni mobili e immobili, patrimonio industriale e commerciale, capitale e riserve e altri elementi del patrimonio);
(dette qui di seguito «imposta svizzera»).
4. La Convenzione si applica anche alle imposte di natura identica o essenzialmente analoga che verranno istituite in uno degli Stati Contraenti dopo la firma della Convenzione in aggiunta o in sostituzione delle imposte attuali.
5. La Convenzione non si applica all’imposta preventiva svizzera riscossa alla fonte in Svizzera sulle vincite alla lotteria.
1 Aggiornato dall’art. 1 del Prot. del 12 apr. 2005, approvato dall’AF il 14 dic. 2005, con effetto dal 20 dic. 2005 (RU 2006 237 235; FF 2005 3615).
il termine «Norvegia» designa il Regno di Norvegia, ad eccezione dello Svalbard, dell’isola di Jan Mayen e dei possedimenti norvegesi («biland»);
ogni persona giuridica, società di persone e associazione costituite conformemente alla legislazione vigente di uno Stato Contraente;
le espressioni «uno Stato Contraente» e «l’altro Stato Contraente» designano, secondo il contesto, la Norvegia o la Svizzera;
in Norvegia: il Ministro delle finanze o il suo rappresentante autorizzato,
in Svizzera: il capo del Dipartimento federale delle finanze o il suo rappresentante autorizzato.
2. Per l’applicazione della Convenzione da parte di uno Stato Contraente, le espressioni non diversamente definite hanno il significato che ad esse è attribuito dal diritto di tale Stato relativo alle imposte oggetto della Convenzione, a meno che il contesto non richieda una diversa interpretazione.
1 Nuovo testo giusta l’art. 2 n. 1 del Prot. del 12 apr. 2005, approvato dall’AF il 14 dic. 2005, in vigore dal 20 dic. 2005 (RU 2006 237 235; FF 2005 3615).
2 Nuovo testo giusta l’art. I del Prot. del 4 set. 2015, approvato dall’AF il 17 giu. 2016, in vigore dal 6 dic. 2016 (RU 2016 5295 5293; FF 2015 6315).
Art. 4 Residenze
1. Ai sensi della presente Convenzione, l’espressione «residente di uno Stato Contraente» designa ogni persona che, in virtù della legislazione di tale Stato, è assoggettata ad imposta nello stesso Stato, a motivo del suo domicilio, della sua residenza, della sede della sua direzione o di ogni altro criterio di natura analoga. Tuttavia, tale espressione non comprende le persone che sono assoggettate a imposta in questo Stato soltanto per i redditi che esse traggono da fonti situate in tale Stato o per il patrimonio ivi situato.
essa è considerata residente dello Stato nel quale dispone di un’abitazione permanente; se dispone— di un’abitazione permanente in entrambi gli Stati, è considerata residente dello Stato nel quale le sue relazioni personali ed economiche sono più strette (centro degli interessi vitali);
3. Se, ai sensi del presente articolo, una persona fisica è considerata residente d’uno Stato Contraente soltanto per una parte dell’anno ed è considerata residente dell’altro Stato Contraente per il resto dell’anno (cambiamento di domicilio), ogni Stato può riscuotere le imposte— in funzione dell’assoggettamento illimitato, solo per il periodo di tempo durante il quale questa persona è considerata residente di questo Stato.
4. Quando, conformemente alle disposizioni dei paragrafi 1 e 2, una persona fisica sarebbe residente di uno Stato Contraente ma non vi è assoggettata alle imposte generalmente riscosse su tutti i redditi provenienti dall’altro Stato Contraente, generalmente imponibili giusta la legislazione fiscale di questo Stato, ai sensi della presente Convenzione essa non è considerata residente del primo Stato menzionato.
5. Quando, in base alle disposizioni del paragrafo 1, una persona diversa da una persona fisica è considerata residente di entrambi gli Stati Contraenti, essa è considerata residente dello Stato in cui è situata la sede della sua direzione effettiva.
3. Un cantiere di costruzione o una catena di montaggio, o attività di sorveglianza connessevi costituiscono una stabile organizzazione soltanto se la durata di detto cantiere di costruzione o di detta catena di montaggio o di dette attività eccede i 12 mesi.
merci appartenenti all’impresa sono immagazzinate ai soli fini di deposito, di esposizione o di consegna;
5. Nonostante le disposizioni dei paragrafi 1 e 2, se una persona – diversa da un agente che goda di uno statuto indipendente a tenore del paragrafo 6 – agisce per conto di un’impresa e dispone in uno Stato Contraente di poteri che esercita abitualmente e che le permettono di concludere contratti a nome dell’impresa, si considera che questa impresa ha in tale Stato una stabile organizzazione per tutte le attività che questa persona esercita a suo nome, a meno che le attività di questa persona non sì limitino a quelle menzionate al paragrafo 4 che, se fossero esercitate tramite una sede fissa di affari, non permetterebbero di considerare tale sede una stabile organizzazione giusta le disposizioni di tale paragrafo.
6. Non si considera che un’impresa ha una stabile organizzazione in uno Stato Contraente per il solo fatto che essa vi esercita la propria attività per mezzo di un mediatore, di un commissionario generale o di ogni altro agente che goda di uno statuto indipendente, a condizione che queste persone agiscano nell’ambito della loro ordinaria attività.
1. Gli utili di un’impresa di uno Stato Contraente sono imponibili soltanto in tale Stato, a meno che l’impresa non eserciti la sua attività nell’altro Stato Contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata. Se l’impresa esercita in tal modo la sua attività, gli utili dell’impresa sono imponibili nell’altro Stato ma soltanto nella misura in cui sono attribuibili a tale stabile organizzazione.
2. Salve le disposizioni del paragrafo 3, quando un’impresa di uno Stato Contraente esercita la sua attività nell’altro Stato Contraente per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, in ciascuno Stato Contraente sono attribuiti a questa stabile organizzazione gli utili che avrebbe potuto conseguire se fosse stata un’impresa distinta esercitante attività identiche o analoghe in condizioni identiche o analoghe e avesse trattato in piena indipendenza con l’impresa di cui essa costituisce una stabile organizzazione.
4. Se uno Stato Contraente segue la prassi di determinare gli utili da attribuire ad una stabile organizzazione in base al riparto degli utili complessivi dell’impresa fra le diverse parti di essa, nessuna disposizione del paragrafo 2 impedisce a tale Stato Contraente di determinare gli utili imponibili secondo la ripartizione in uso; tuttavia, il metodo di riparto adottato dovrà essere tale che il risultato sia conforme ai principi contenuti nel presente articolo.
1. Gli utili di un’impresa di uno Stato Contraente provenienti dall’esercizio, in traffico internazionale, di navi o di aeromobili sono imponibili solo in detto Stato.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 si applicano anche agli utili provenienti dalla partecipazione a un fondo comune («pool»), a un esercizio comune o a un organismo internazionale di esercizio.
3. I paragrafi 1 e 2 valgono per gli utili delle imprese aeree norvegesi, danesi e svedesi riunite nel Consorzio Scadinavian Airlines System (SAS), ma solo nella misura in cui gli utili della SAS Norge ASA, del partner norvegese della Scandinavian Airlines System (SAS), corrispondono alle loro partecipazioni al Consorzio.
1 Aggiornato dall’art. 3 del Prot. del 12 apr. 2005, approvato dall’AF il 14 dic. 2005, con effetto dal 20 dic. 2005 (RU 2006 237 235; FF 2005 3615).
2.1 Tuttavia, tali dividendi sono anche imponibili nello Stato Contraente di cui la società che paga i dividendi è residente e in conformità alla legislazione di questo Stato, ma se il beneficiario effettivo dei dividendi è residente nell’altro Stato Contraente, l’imposta così applicata non può eccedere il 15 per cento dell’ammontare lordo dei dividendi. Questi dividendi sono tuttavia esonerati dall’imposta nel primo Stato Contraente, se il beneficiario effettivo è una società (diversa da una società di persone) che detiene direttamente almeno il 10 per cento del capitale della società che paga i dividendi.
3.2 Qualora il Governo di uno Stato Contraente riceva dividendi quale beneficiario effettivo, questi dividendi possono essere imposti solo in detto Stato. Ai fini del presente paragrafo, l’espressione «Governo di uno Stato Contraente» comprende:
per quanto riguarda la Norvegia:
la Banca centrale della Norvegia;
il Fondo petrolifero dello Stato norvegese;
un ente legale o qualsiasi altra istituzione di proprietà, per intero o in maggioranza, del Governo di uno Stato Contraente definita a tempo debito con l’accordo reciproco delle autorità competenti.
5. Il termine «dividendi», di cui al presente articolo, designa i redditi provenienti da azioni, da azioni o diritti di godimento, da quote minerarie, da quote di fondatore o da altre quote di partecipazione agli utili, ad eccezione dei crediti, nonché i redditi di altre quote sociali assoggettati al medesimo regime fiscale dei redditi delle azioni secondo la legislazione dello Stato di cui la società distributrice è residente.
6. Le disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3 non si applicano nel caso in cui il beneficiario effettivo dei dividendi, residente di uno Stato Contraente, esercita nell’altro Stato Contraente di cui è residente la società che paga i dividendi, sia un’attività industriale o commerciale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, sia una professione indipendente mediante una sede fissa ivi situata, cui si ricollega effettivamente la partecipazione generatrice dei dividendi. In tale ipotesi trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 14, a seconda dei casi.
7. Quando una società residente di uno Stato Contraente trae utili o redditi dall’altro Stato Contraente, questo altro Stato non può applicare alcuna imposta sui dividendi pagati dalla società, a meno che tali dividendi non siano pagati ad un residente di questo altro Stato o a meno che la partecipazione generatrice dei dividendi non sia effettivamente collegata a una stabile organizzazione o a una sede fissa situata in questo altro Stato, né riscuotere alcuna imposta, a titolo di imposizione degli utili non distribuiti, sugli utili non distribuiti della società, anche se i dividendi pagati o gli utili non distribuiti costituiscono in tutto o in parte utili o redditi provenienti da questo altro Stato.
1 Nuovo testo giusta l’art. I del Prot. del 31 ago. 2009, approvato dall’AF il 18 giu. 2010, in vigore dal 22 dic. 2010 (RU 2011 197 195; FF 2010 1013).
2 Nuovo testo giusta l’art. 4 n. 2 del Prot. del 12 apr. 2005, approvato dall’AF il 14 dic. 2005, in vigore dal 20 dic. 2005 (RU 2006 237 235; FF 2005 3615).
1. Gli interessi provenienti da uno Stato Contraente e pagati a un residente dell’altro Stato Contraente sono imponibili in questo altro Stato, se il residente ne è il beneficiario effettivo.
2. Il termine «interessi», di cui al presente articolo, designa i redditi provenienti da crediti di qualsiasi genere, garantiti o no da ipoteca, e segnatamente i redditi provenienti da prestiti pubblici e obbligazioni, inclusi i premi e i guadagni relativi. Le pene per pagamento tardivo non sono considerate interessi ai sensi del presente articolo.
3. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano nel caso in cui il beneficiario effettivo degli interessi, residente di uno Stato Contraente, esercita nell’altro Stato Contraente dal quale provengono gli interessi, sia un’attività industriale o commerciale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, sia una professione indipendente mediante una sede fissa ivi situata, cui si ricollega effettivamente il credito generatore degli interessi. In tale ipotesi trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 14, a seconda dei casi.
4. Quando, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra debitore e beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze persone, l’ammontare degli interessi, tenuto conto del credito per il quale sono pagati, eccede quello che sarebbe stato convenuto tra debitore e beneficiario effettivo in assenza di simili relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a quest’ultimo ammontare. In tale ipotesi, la parte eccedente dei pagamenti è imponibile in conformità alla legislazione di ciascuno Stato Contraente e tenuto conto delle altre disposizioni della presente Convenzione.
1. I canoni provenienti da uno Stato Contraente e pagati ad un residente dell’altro Stato Contraente sono imponibili soltanto in detto altro Stato, se il residente ne è il beneficiario effettivo.
2. Il termine «canoni», di cui al presente articolo, designa i compensi di qualsiasi genere pagati per l’uso o la concessione dell’uso di un diritto d’autore su un’opera letteraria, artistica o scientifica, comprese le pellicole cinematografiche, di un brevetto, di un marchio di fabbrica o di commercio, di un disegno o di un modello, di un progetto, di una formula o di un procedimento segreti, come pure per l’uso o la concessione dell’uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche e per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico.
3. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano nel caso in cui il beneficiario effettivo dei canoni, residente di uno Stato Contraente, esercita nell’altro Stato Contraente dal quale provengono i canoni sia un’attività industriale o commerciale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, sia una professione indipendente mediante una base fissa ivi situata, cui si ricollega effettivamente il diritto o il bene generatore dei canoni. In tale ipotesi trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7 e dell’articolo 14, a seconda dei casi.
4. Quando, in conseguenza di particolari relazioni esistenti tra il debitore e il beneficiario effettivo o tra ciascuno di essi e terze persone, l’ammontare dei canoni, tenuto conto della prestazione per la quale sono pagati, eccede quello che sarebbe stato convenuto tra debitore e beneficiario effettivo in assenza di simili relazioni, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto a quest’ultimo ammontare. In tale ipotesi, la parte eccedente dei pagamenti è imponibile giusta la legislazione di ciascuno Stato Contraente e tenuto conto delle altre disposizioni della presente Convenzione.
1. Gli utili che un residente di uno Stato Contraente trae dall’alienazione di beni immobili menzionati all’articolo 6 e situati nell’altro Stato Contraente sono imponibili in questo altro Stato.
2. Gli utili provenienti dall’alienazione di beni mobili facenti parte dell’attivo di una stabile organizzazione che un’impresa di uno Stato Contraente ha nell’altro Stato Contraente o di beni mobili appartenenti a una base fissa di cui un residente di uno Stato Contraente dispone nell’altro Stato Contraente per l’esercizio di una professione indipendente, compresi analoghi utili provenienti dall’alienazione di tale stabile organizzazione (da sola o in una con l’intera impresa) o di tale base fissa, sono imponibili in questo altro Stato.
3.1 Gli utili di un’impresa di uno Stato Contraente provenienti dall’alienazione di navi o di aeromobili esercitati nel traffico internazionale o di beni mobili destinati all’esercizio di tali navi o aeromobili sono imponibili soltanto in detto Stato Contraente.
4. Gli utili provenienti dall’alienazione di tutte le azioni o della maggioranza di esse di una società i cui beni sono costituiti esclusivamente o principalmente da beni immobili siti in uno Stato Contraente sono imponibili in questo Stato.
5. Gli utili provenienti dall’alienazione totale o parziale d’una partecipazione preponderante a una società sono imponibili nello Stato Contraente di cui la società è residente se il cedente è una persona fisica residente dell’altro Stato Contraente che:
nel corso dei cinque anni immediatamente precedenti l’alienazione è stata residente del primo Stato Contraente ai sensi dell’articolo 4, e
non è assoggettata a nessuna imposta sugli utili dell’alienazione nell’altro Stato.
Si dà partecipazione preponderante quando il cedente dispone di più del 25 per cento del capitale della società.
1 Nuovo testo giusta l’art. 5 del Prot. del 12 apr. 2005, approvato dall’AF il 14 dic. 2005, in vigore dal 20 dic. 2005 (RU 2006 237 235; FF 2005 3615).
1. I redditi che un residente di uno Stato Contraente trae da una libera professione o da altre attività di carattere indipendente sono imponibili soltanto in tale Stato, a meno che questo residente non disponga abitualmente nell’altro Stato Contraente di una base fissa per l’esercizio della sua attività. Ove disponga di una tale base fissa, i redditi sono imponibili nell’altro Stato, ma limitatamente alla parte attribuibile alla base fissa.
le rimunerazioni sono pagate da o per conto di un datore di lavoro che è residente del primo Stato menzionato, e
3.1 Nonostante le disposizioni precedenti del presente articolo, le rimunerazioni ricevute per un’attività dipendente svolta a bordo di una nave o di un aeromobile di un’impresa di uno Stato Contraente esercitati nel traffico internazionale sono imponibili in detto Stato Contraente. Se queste rimunerazioni provengono tuttavia da un’attività dipendente svolta a bordo di una nave iscritta nel registro internazionale norvegese delle navi (N.I.S), sono imponibili solo nello Stato Contraente di cui il beneficiario è residente.
4.2 Qualora una persona residente di uno Stato Contraente percepisce rimunerazioni da un’attività dipendente, svolta a bordo di un aeromobile esercitato nel traffico internazionale dal Consorzio Scadinavian Airlines System (SAS), dette rimunerazioni sono imponibili solo nello Stato Contraente di cui il beneficiario è residente.
1 Nuovo testo giusta l’art. 6 n. 1 del Prot. del 12 apr. 2005, approvato dall’AF il 14 dic. 2005, in vigore dal 20 dic. 2005 (RU 2006 237 235; FF 2005 3615).
2 Introdotto dall’art. 6 n. 2 del Prot. del 12 apr. 2005, approvato dall’AF il 14 dic. 2005, in vigore dal 20 dic. 2005 (RU 2006 237 235; FF 2005 3615).
La partecipazione agli utili, i gettoni di presenza e le altre retribuzioni analoghe che un residente di uno Stato Contraente riceve in qualità di membro del consiglio d’amministrazione o di sorveglianza o di qualsiasi altro organo simile di una società residente dell’altro Stato Contraente sono imponibili in questo altro Stato.
2. I redditi provenienti da prestazioni personali di un artista dello spettacolo o di uno sportivo, se attribuiti a una persona che non sia l’artista o lo sportivo medesimo, sono imponibili nello Stato Contraente nel quale le attività dell’artista e dello sportivo sono esercitate, nonostante le disposizioni degli articoli 7, 14 e 15.
Le pensioni (comprese le pensioni di diritto pubblico) a titolo di impiego anteriore provenienti da uno Stato Contraente e pagate a una persona residente di un’altro Stato Contraente sono imponibili nel primo Stato. L’imposta così riscossa non deve eccedere il 15 per cento.
1 Nuovo testo giusta l’art. II del Prot. del 31 ago. 2009, approvato dall’AF il 18 giu. 2010, in vigore dal 22 dic. 2010 (RU 2011 197 195; FF 2010 1013).
Tuttavia, tali rimunerazioni sono imponibili soltanto nell’altro Stato Contraente se i servizi sono resi in questo Stato e se la persona fisica è un residente di questo Stato e;
non è divenuta residente di tale Stato unicamente al fine di rendere i servizi.
2. Le disposizioni degli articoli 15 e 16 si applicano alle rimunerazioni, diverse dalle pensioni, per servizi resi nell’ambito di un’attività industriale o commerciale esercitata da uno Stato Contraente, da una sua suddivisione politica o da un suo ente locale.
Le somme che uno studente, un praticante o un apprendista, il quale è, o era immediatamente prima di recarsi in uno Stato Contraente, residente dell’altro Stato Contraente e che soggiorna nel primo Stato ai soli fini di continuare gli studi o la formazione riceve per sopperire alle spese di mantenimento, di studio o di formazione non sono imponibili in questo Stato, a condizione che provengano da fonti situate fuori di questo Stato.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano ai redditi diversi da quelli provenienti da beni immobili come sono definiti all’articolo 6 paragrafo 2, quando il beneficiario di tali redditi, residente di uno Stato Contraente, esercita, nell’altro Stato Contraente, sia un’attività industriale o commerciale per mezzo di una stabile organizzazione ivi situata, sia una professione indipendente mediante una sede fissa ivi situata, cui si ricollega effettivamente il diritto o il bene generatore dei redditi. In tale ipotesi trovano applicazione le disposizioni dell’articolo 7 o dell’articolo 14 a seconda dei casi.
2. Il patrimonio costituito da beni mobili facenti parte dell’attivo di una stabile organizzazione che un’impresa di uno Stato Contraente ha nell’altro Stato Contraente o da beni mobili appartenenti a una base fissa di cui un residente di uno Stato Contraente dispone nell’altro Stato Contraente per l’esercizio di una professione indipendente è imponibile in questo altro Stato.
3.1 Il patrimonio costituito da navi e da aeromobili esercitati nel traffico internazionale da un’impresa di uno Stato Contraente nonché dai beni mobili destinati al loro esercizio, è imponibile soltanto in detto Stato Contraente.
4. Ogni altro elemento del patrimonio di un residente dì uno Stato Contraente è imponibile soltanto in tale Stato.
1 Nuovo testo giusta l’art. 7 del Prot. del 12 apr. 2005, approvato dall’AF il 14 dic. 2005, in vigore dal 20 dic. 2005 (RU 2006 237 235; FF 2005 3615).
1.1 Riservate le disposizioni del diritto norvegese sulla concessione di un computo sull’imposta norvegese dell’imposta pagata al di fuori della Norvegia (che non devono pregiudicare il principio generale menzionato di seguito) vale quanto segue:
Se un residente della Norvegia riceve elementi di reddito o possiede patrimonio che, conformemente alla presente Convenzione, possono essere imponibili in Svizzera, la Norvegia concede:
sull’imposta applicabile ai redditi di tale residente, una deduzione equivalente all’ammontare dell’imposta sul reddito pagata in Svizzera;
sull’imposta applicabile al patrimonio di tale residente, una deduzione equivalente all’ammontare dell’imposta sul patrimonio pagata in Svizzera.
I redditi o il patrimonio di una persona residente della Norvegia, che secondo la presente Convenzione non sono imponibili in Norvegia, possono nondimeno essere considerati nella base di calcolo dell’imposta in Norvegia; la Norvegia computa tuttavia sulle imposte norvegesi sul reddito e sul patrimonio la frazione dell’imposta sul reddito e sul patrimonio imputabile al reddito conseguito o al patrimonio conservato nell’altro Stato Contraente.
2.2 Per quanto concerne la Svizzera, la doppia imposizione è evitata nel modo seguente:
Qualora un residente della Svizzera ritragga redditi o possieda patrimonio che, giusta le disposizioni della presente Convenzione, sono imponibili in Norvegia, la Svizzera esenta da imposta detti redditi o detto patrimonio, salve le disposizioni della lettera b; ma può, per determinare l’imposta afferente al rimanente reddito o patrimonio di questo residente, applicare l’aliquota corrispondente all’intero reddito o patrimonio in questione, senza tener conto dell’esenzione. Per gli utili ai sensi dell’articolo 13 paragrafo 4, la presente esenzione vale solo se la loro imposizione in Norvegia è comprovata.
Qualora un residente della Svizzera riceva dividendi che secondo le disposizioni dell’articolo 10 sono imponibili in Norvegia, la Svizzera accorda, su domanda del residente, uno sgravio, che può avere le seguenti forme:
computo dell’imposta pagata in Norvegia, giusta le disposizioni dell’articolo 10, sull’imposta svizzera sul reddito di suddetto residente; l’ammontare computato non può tuttavia eccedere la frazione dell’imposta svizzera, calcolata prima del computo, corrispondente al reddito imponibile in Norvegia; o
esenzione parziale dall’imposta svizzera dei dividendi di cui si tratta, pari almeno all’imposta prelevata in Norvegia sull’ammontare lordo dei dividendi.
Qualora riceva dividendi da una società residente della Norvegia, una società residente di Svizzera fruisce, per quanto concerne la riscossione dell’imposta svizzera inerente a detti dividendi, dei medesimi vantaggi di cui beneficerebbe se la società che paga i dividendi fosse residente di Svizzera;
Qualora un residente della Svizzera ritragga redditi giusta l’articolo 18, la Svizzera accorda, su richiesta, un computo dell’imposta pagata in Norvegia conformemente all’articolo 18 sull’imposta svizzera dovuta su questi redditi; tuttavia la somma così computata non può eccedere la frazione dell’imposta svizzera calcolata prima del computo, corrispondente ai redditi imponibili in Norvegia.
1 Originari par. 1–2. Nuovo testo giusta l’art. 8 n. 1 del Prot. del 12 apr. 2005, approvato dall’AF il 14 dic. 2005, in vigore dal 20 dic. 2005 (RU 2006 237 235; FF 2005 3615).
2 Originari par. 3–6. Nuovo testo giusta l’art. 8 n. 2 del Prot. del 12 apr. 2005, approvato dall’AF il 14 dic. 2005, in vigore dal 20 dic. 2005 (RU 2006 237 235; FF 2005 3615).
3 Introdotta dall’art. III del Prot. del 31 ago. 2009, approvato dall’AF il 18 giu. 2010, in vigore dal 22 dic. 2010 (RU 2011 197 195; FF 2010 1013).
1. I cittadini di uno Stato Contraente non sono assoggettati nell’altro Stato Contraente ad alcuna imposizione od obbligo ad essa relativo, diversi o più onerosi di quelli cui sono o potranno essere assoggettati i cittadini di questo altro Stato trovantisi nella stessa situazione. La presente disposizione si applica anche, nonostante le disposizioni dell’articolo 1, alle persone che non sono residenti di uno Stato Contraente o di entrambi gli Stati Contraenti.
2. L’imposizione di una stabile organizzazione che un’impresa di uno Stato Contraente ha nell’altro Stato Contraente non può essere in questo altro Stato meno favorevole dell’imposizione a carico delle imprese di questo altro Stato che esercitano la medesima attività. La presente disposizione non può essere interpretata nel senso che faccia obbligo a uno Stato Contraente di accordare ai residenti dell’altro Stato Contraente le deduzioni personali, le esenzioni e le riduzioni d’imposta che esso accorda ai propri residenti in relazione alla loro situazione o ai loro oneri di famiglia.
3. A meno che non siano applicabili le disposizioni dell’articolo 9, dell’articolo Il paragrafo 4 o dell’articolo 12 paragrafo 4, gli interessi, i canoni e altre spese pagati da un’impresa di uno Stato Contraente a un residente dell’altro Stato Contraente sono deducibili, ai fini della determinazione degli utili imponibili di tale impresa, alle stesse condizioni come se fossero pagati a un residente del primo Stato. Parimenti, i debiti di un’impresa di uno Stato Contraente nei confronti di un residente dell’altro Stato Contraente sono deducibili, ai fini della determinazione del patrimonio imponibile di tale impresa, alle stesse condizioni come se fossero contratti nei confronti di un residente del primo Stato.
4. Le imprese di uno Stato Contraente il cui capitale è, in tutto od in parte, direttamente o indirettamente, detenuto o controllato da uno o più residenti dell’altro Stato Contraente, non sono assoggettate nel primo Stato Contraente ad alcuna imposizione od obbligo ad essa relativo, diverso o più oneroso di quelli cui sono o potranno essere assoggettate le altre imprese analoghe del primo Stato.
5. Le disposizioni del presente articolo si applicano, nonostante le disposizioni dell’articolo 2, alle imposte di qualsiasi genere o denominazione.
1. Quando una persona ritiene che le misure adottate da uno o da entrambi gli Stati Contraenti comportano o comporteranno per lei un’imposizione non conforme alle disposizioni della presente Convenzione, essa può, indipendentemente dai ricorsi previsti dal diritto interno di tali Stati, sottoporre il caso all’autorità competente dello Stato Contraente di cui è residente o, se il caso rientra nell’articolo 24 paragrafo 1, a quella dello Stato Contraente di cui ha la cittadinanza. Il caso deve essere sottoposto entro i tre anni che seguono la prima notificazione della misura che comporta un’imposizione non conforme alle disposizioni della Convenzione.1
le autorità competenti non sono in grado di giungere a un accordo ai sensi del paragrafo 2 entro tre anni dalla presentazione del caso all’autorità competente dell’altro Stato contraente,
le controversie irrisolte di questo caso devono essere sottoposte a un arbitrato se la persona lo richiede. Queste controversie irrisolte non possono tuttavia essere sottoposte a una procedura d’arbitrato se una decisione giurisdizionale è già stata emessa da uno dei due Stati. A meno che una persona direttamente interessata da questo caso rifiuti l’accordo amichevole che dà attuazione al lodo arbitrale o se le autorità competenti e le persone direttamente interessate giungono a un’altra soluzione entro sei mesi dalla notifica del lodo arbitrale, tale lodo è vincolante per entrambi gli Stati contraenti e va attuato indipendentemente dai termini previsti dal diritto interno degli Stati contraenti.2
6. Le disposizioni del paragrafo 5 non si applicano se:
prima dell’inizio della procedura d’arbitrato le autorità competenti convengono che il caso in questione non è adatto a tale procedura; o
il caso in questione riguarda operazioni abusive volte a ottenere vantaggi non previsti dalla Convenzione cui si applicano le disposizioni contro gli abusi del diritto interno.3
7. Gli Stati contraenti possono mettere a disposizione del tribunale arbitrale costituito secondo il paragrafo 5 le informazioni necessarie per l’esecuzione della procedura d’arbitrato. I membri di questo tribunale sono vincolati alle prescrizioni del segreto d’ufficio menzionate nel paragrafo 2 dell’articolo 26 della Convenzione.4
8. Le autorità competenti degli Stati contraenti disciplinano di comune accordo le modalità di applicazione dei paragrafi 5, 6 e 7.5
1 Nuovo testo del per. giusta l’art. 9 del Prot. del 12 apr. 2005, approvato dall’AF il 14 dic. 2005, in vigore dal 20 dic. 2005 (RU 2006 237 235; FF 2005 3615).
2 Introdotto dall’art. II del Prot. del 4 set. 2015, approvato dall’AF il 17 giu. 2016, in vigore dal 6 dic. 2016 (RU 2016 5295 5293; FF 2015 6315).
3 Introdotto dall’art. II del Prot. del 4 set. 2015, approvato dall’AF il 17 giu. 2016, in vigore dal 6 dic. 2016 (RU 2016 5295 5293; FF 2015 6315).
4 Introdotto dall’art. II del Prot. del 4 set. 2015, approvato dall’AF il 17 giu. 2016, in vigore dal 6 dic. 2016 (RU 2016 5295 5293; FF 2015 6315).
5 Introdotto dall’art. II del Prot. del 4 set. 2015, approvato dall’AF il 17 giu. 2016, in vigore dal 6 dic. 2016 (RU 2016 5295 5293; FF 2015 6315).
1. Le autorità competenti degli Stati contraenti si scambiano le informazioni verosimilmente rilevanti per l’esecuzione della presente Convenzione oppure per l’applicazione o l’esecuzione del diritto interno relativo alle imposte di ogni natura e denominazione, percepite per conto degli Stati contraenti, delle loro suddivisioni politiche o dei loro enti locali, nella misura in cui l’imposizione prevista non sia contraria alla Convenzione. Lo scambio di informazioni non è limitato dagli articoli 1 e 2.
2. Tutte le informazioni ottenute in virtù del paragrafo 1 da uno Stato contraente sono tenute segrete allo stesso modo di quelle ottenute in applicazione della legislazione di questo Stato e sono rese accessibili soltanto alle persone o autorità (compresi i tribunali e le autorità amministrative) che si occupano dell’accertamento o della riscossione delle imposte di cui al paragrafo 1, dell’esecuzione o del perseguimento penale relativi a tali imposte oppure della decisione circa i rimedi giuridici inerenti a queste imposte oppure della vigilanza sulle persone summenzionate. Tali persone o autorità possono utilizzare le informazioni unicamente per questi fini. Possono rivelarle nell’ambito di una procedura giudiziaria pubblica o in una decisione giudiziaria. Nonostante le disposizioni precedenti, uno Stato contraente può utilizzare ad altri fini le informazioni ricevute, se tali informazioni possono essere impiegate per tali altri fini secondo la legislazione di entrambi gli Stati e le autorità competenti dello Stato richiesto ne hanno approvato l’impiego.
4. Qualora, ai sensi del presente articolo, uno Stato contraente chieda informazioni, l’altro Stato contraente si avvale delle possibilità a sua disposizione al fine di ottenere le informazioni richieste, anche qualora queste informazioni non gli siano utili a fini fiscali propri. L’obbligo di cui al periodo precedente è soggetto alle limitazioni previste nel paragrafo 3; esse non sono tuttavia da interpretare come il rifiuto di comunicare informazioni a uno Stato contraente unicamente poggiandosi sul fatto che queste ultime non presentano per lui alcun interesse per la sua legislazione nazionale.
1 Nuovo testo giusta l’art. IV del Prot. del 4 set. 2015, approvato dall’AF il 17 giu. 2016, in vigore dal 6 dic. 2016 (RU 2016 5295 5293; FF 2015 6315).
1. Le disposizioni della presente Convenzione non pregiudicano i privilegi fiscali dì cui beneficiano gli agenti diplomatici o i funzionari consolari in virtù delle regole generali del diritto internazionale o di accordi particolari.
2. La Convenzione non si applica alle organizzazioni internazionali, ai loro organi o ai loro funzionari, né alle persone che sono membri di una missione diplomatica, di un posto consolare o di una delegazione permanente di uno Stato terzo, quando si trovino sul territorio di uno Stato Contraente e non sono trattate come residenti dell’uno o dell’altro Stato Contraente in materia di imposte sul reddito o sul patrimonio.
Art. 281Rimborso di imposte alla fonte
1. Se le imposte gravanti i dividendi, gli interessi e i canoni sono riscossi in uno Stato Contraente mediante trattenuta alla fonte, la presente Convenzione non pregiudica il diritto di procedere a tale trattenuta in base all’aliquota intera.
2. Nondimeno l’imposta così riscossa, in base all’aliquota intera, deve essere rimborsata su domanda nella misura in cui la riscossione è limitata dalla Convenzione.
3. Il termine per l’istanza di rimborso è di tre anni a contare dalla fine dell’anno civile in cui sono stati percepiti i dividendi, gli interessi o i diritti di licenza.
4. Le autorità competenti degli Stati Contraenti possono fissare di comune accordo la procedura per l’esecuzione delle agevolazioni d’imposta previste nella Convenzione.
5. Nonostante il paragrafo 4 lo Stato Contraente da cui provengono i redditi può esigere una procedura amministrativa ai fini dell’accertamento della residenza della persona che ha presentato l’istanza di rimborso.
1 Introdotto dall’art. 11 del Prot. del 12 apr. 2005, approvato dall’AF il 14 dic. 2005, in vigore dal 20 dic. 2005 (RU 2006 237 235; FF 2005 3615).
Art. 291Entrata in vigore
1. La presente Convenzione sarà ratificata e gli strumenti di ratificazione saranno scambiati a Oslo appena possibile.
2. La Convenzione entrerà in vigore alla data dello scambio degli strumenti di ratifica e le sue disposizioni saranno applicabili:
per quanto concerne le imposte riscosse alla fonte, agli ammontari pagati o accreditati a persone che non sono residenti, a decorrere dal primo giorno dell’anno civile che segue l’entrata in vigore della Convenzione; e
per quanto concerne le altre imposte sul reddito e sul patrimonio, per gli anni civili (compresi gli esercizi chiusi nel corso di questi anni) che seguono l’entrata in vigore della Convenzione.
3. La Convenzione firmata il 7 dicembre 19562 tra la Confederazione Svizzera e il Regno di Norvegia intesa a evitare i casi di doppia imposizione in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio è abrogata e con l’entrata in vigore della presente Convenzione, conformemente al paragrafo 2, cesserà d’essere applicabile.
2 [RU 1957 735]
Art. 301Denuncia
La presente Convenzione rimarrà in vigore sino alla denuncia da parte di uno degli Stati Contraenti. Ciascuno Stato Contraente può denunciare la Convenzione per via diplomatica con un preavviso minimo di sei mesi, prima della fine di ogni anno civile. In questo caso, la Convenzione cesserà d’essere applicabile:
per quanto concerne le imposte riscosse alla fonte, agli ammontari pagati o accreditati a persone che non sono residenti, a decorrere dal primo giorno dell’anno civile che segue la denuncia;
per quanto concerne le altre imposte sul reddito e sul patrimonio, per gli anni civili (compresi gli esercizi chiusi nel corso di questi anni) che seguono la denuncia.
In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati in merito dai loro rispettivi Governi, hanno firmato la presente Convenzione.
Fatto a Berna il 7 settembre 1987, in due esemplari in lingua tedesca, norvegese e inglese. In caso di interpretazione divergente farà stato il testo inglese.
Per il Governo del Regno di Norvegia:
1 Originario art. 29.
all’atto della firma della Convenzione conclusa tra i due Stati per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio hanno concordato le seguenti disposizioni che formano parte integrante della Convenzione:
1. Per quanto concerne l’articolo 3 paragrafo 1 lettera b) resta inteso che il termine «Norvegia» non comprende nessun territorio al di là delle acque territoriali norvegesi che, secondo il diritto norvegese e in accordo con il diritto internazionale, è stato o potrà essere designato dalla legislazione della Norvegia come territorio sul quale la Norvegia può esercitare diritti sovrani per quanto concerne il fondo ed il sottosuolo marini, così come le loro risorse naturali.
2. Per quanto concerne gli articoli 10, 11 e 12, resta inteso che i provvedimenti presi dalla Svizzera col decreto del Consiglio federale del 14 dicembre 19624 contro l’uso senza causa legittima delle convenzioni concluse dalla Confederazione per evitare le doppie imposizioni sono parimenti applicabili alla presente Convenzione. Inoltre, nell’ambito dello sgravio delle imposte sui redditi riscosse alla fonte da altri Stati Contraenti, il decreto non accorda questo sgravio ad agenti, mandatari ed altre persone che non sono i beneficiari effettivi dei redditi e prescrive condizioni sull’utilizzazione dei redditi sgravati d’imposta e sulla distribuzione degli utili.
3. Nonostante le disposizioni dell’articolo 14 paragrafo 1, i redditi che un residente della Svizzera trae da una libera professione o da altre attività di carattere indipendente esercitate in Norvegia in relazione alla prospezione o allo sfruttamento delle risorse naturali del fondo marino e del sottosuolo dello zoccolo continentale norvegese sono imponibili soltanto in Svizzera, salvo che:
questo residente disponga in Norvegia di una base fissa per l’esercizio della sua attività; ove disponga di una tale base fissa, i redditi sono imponibili in Norvegia ma limitatamente alla parte attribuibile alla base fissa, o
questo residente dimori in Norvegia al fine di esercitare le sue attività per oltre 183 giorni nel corso di 12 mesi; in questo caso i redditi sono imponibili in Norvegia.
Tuttavia, se non sono imposte in Norvegia, dette rimunerazioni possono esserlo in Svizzera.
4. Nonostante le disposizioni dell’articolo 15 paragrafo 2, le rimunerazioni che un residente della Svizzera riceve da un’attività dipendente esercitata in Norvegia in relazione alla prospezione o allo sfruttamento delle risorse naturali del fondo marino e del sottosuolo dello zoccolo continentale norvegese sono imponibili in Norvegia se il beneficiario di dette rimunerazioni dimora in Norvegia per oltre 183 giorni nel corso di 12 mesi.
5. Resta inteso che i principi descritti nel commentario OCSE sono considerati ai fini dell’interpretazione dell’articolo 26. In particolare resta inteso che:
lo Stato richiedente deve esaurire tutte le fonti d’informazione abituali previste dalla sua procedura fiscale interna prima di richiedere informazioni;
le autorità fiscali dello Stato richiedente forniscono le seguenti informazioni alle autorità fiscali dello Stato richiesto quando presentano una richiesta di informazioni secondo l’articolo 26 della Convenzione:
l’identità della persona o delle persone oggetto del controllo o dell’inchiesta,
il riferimento a informazioni «verosimilmente rilevanti» ha lo scopo di garantire uno scambio di informazioni in ambito fiscale il più ampio possibile, senza tuttavia consentire agli Stati contraenti di intraprendere una ricerca generalizzata e indiscriminata di informazioni («fishing expedition») o di domandare informazioni la cui rilevanza in merito agli affari fiscali di un determinato contribuente non è verosimile. Sebbene la lettera b) preveda importanti requisiti di tecnica procedurale volti a impedire la «fishing expedition», i numeri (i)–(v) devono essere interpretati in modo da non ostacolare uno scambio effettivo di informazioni. La condizione relativa a informazioni «verosimilmente rilevanti» può essere soddisfatta sia nei casi concernenti un solo contribuente (identificato mediante il suo nome o in altro modo) sia nei casi concernenti diversi contribuenti (identificati mediante il loro nome o in altro modo);
lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari e lo scambio spontaneo di informazioni tra le Parti devono essere convenuti in altra sede;
nel caso di uno scambio di informazioni si applicano nello Stato richiesto le norme di procedura amministrativa relative ai diritti del contribuente. Resta inoltre inteso che queste disposizioni servono a garantire al contribuente una procedura regolare e non mirano a ostacolare o ritardare indebitamente gli scambi effettivi di informazioni.4
Fatto a Berna il 7 settembre 1987 in due esemplari in lingua tedesca, norvegese e inglese. In caso di interpretazione divergente farà stato il testo inglese.
Articolo 14 numero 2 del Protocollo del 12 aprile 20055
2. Il presente Protocollo, che è parte integrante della Convenzione e del relativo Protocollo, entra in vigore alla data dell’ultima notificazione di cui al paragrafo 1 e le sue disposizioni sono applicabili:
nonostante la lettera b, alle imposte trattenute alla fonte sui redditi pagati a non residenti o loro accreditati il o dopo il primo giorno dell’anno civile successivo all’entrata in vigore del presente Protocollo;
alle imposte sui dividendi trattenute alla fonte scaduti il o dopo il 1° gennaio 2005 realizzati da una società (diversa da una società di persone), che detiene direttamente almeno il 20 per cento del capitale della società che paga i dividendi, a condizione che il presente Protocollo entri in vigore nel 2005.
alle altre imposte sul reddito e sul patrimonio per l’anno civile successivo all’entrata in vigore del presente Protocollo (compresi gli esercizi chiusi in tale anno).
Articolo VII numero 2 del Protocollo del 31 agosto 20096
2. Il presente Protocollo entra in vigore alla data dell’ultima notificazione di cui al paragrafo 1 e le sue disposizioni sono applicabili:
con riferimento al paragrafo 2 dell’articolo 10 della Convenzione, a dividendi esigibili il 1° gennaio dell’anno successivo a quello dell’entrata in vigore del Protocollo, o dopo tale data;
con riferimento all’articolo 18 della Convenzione, a pensioni pagate il 1° gennaio dell’anno successivo a quello dell’entrata in vigore del Protocollo, o dopo tale data;
con riferimento all’articolo 26 della Convenzione, agli anni fiscali che iniziano il 1° gennaio dell’anno successivo a quello dell’entrata in vigore del Protocollo, o dopo tale data. L’articolo 26 della Convenzione e il paragrafo 5 del Protocollo nella sua versione del 12 aprile 2005 continuano a essere applicabili agli anni fiscali che iniziano il 1° gennaio del 2006 o dopo tale data e finiscono l’ultimo giorno di dicembre dell’anno dell’entrata in vigore del presente Protocollo.
Articolo VII numero 2 del Protocollo del 4 settembre 20157
2. Nonostante il paragrafo 1, il Protocollo di modifica è applicabile:
per quanto riguarda l’articolo II del presente Protocollo di modifica, alle procedure amichevoli relative a tassazioni per i periodi fiscali che iniziano il 1° gennaio dell’anno successivo a quello dell’entrata in vigore del presente Protocollo di modifica, o dopo tale data;
per quanto riguarda gli articoli IV, V e VI del presente Protocollo di modifica, alle informazioni relative agli anni fiscali che iniziano il 1° gennaio dell’anno civile successivo a quello dell’entrata in vigore del presente Protocollo di modifica o dopo tale data. L’articolo 26 della Convenzione nel tenore del Protocollo del 12 aprile 2005 rimane applicabile agli anni fiscali che iniziano il 1° gennaio 2006, o dopo tale data, e terminano il 31 dicembre 2010. L’articolo 26 della Convenzione nel tenore del Protocollo della versione del 31 agosto 2009 continua a essere applicabile agli anni fiscali che iniziano il 1° gennaio 2011, o dopo tale data, e finiscono il 31 dicembre dell’anno dell’entrata in vigore del presente Protocollo di modifica.
Scambio di lettere8 tra il Consiglio federale svizzero e il Governo del Regno di Norvegia concernente la Convenzione tra la Confederazione Svizzera e il Regno di Norvegia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e il relativo Protocollo firmati il 7 settembre 1987 a Berna, modificati dal Protocollo firmato il 12 aprile 2005 a Oslo e dal Protocollo firmato in data odierna
Scambio di lettere del 15 maggio/13 giugno 20129 tra il Consiglio federale svizzero e il Governo del Regno di Norvegia concernente la Convenzione tra la Confederazione Svizzera e il Regno di Norvegia per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio e il relativo Protocollo firmati il 7 settembre 1987 a Berna, nel tenore modificato dai Protocolli firmati a Oslo il 12 aprile 2005 e il 31 agosto 2009
RU 1989 1356; FF 1988 II 293
2 RU 1989 1350
3 Aggiornato dall’art. 13 del Prot. del 12 apr. 2005, approvato dall’AF il 14 dic. 2005 (RU 2006 237 235; FF 2005 3615), dall’art. VI del Prot. del 31 ago. 2009, approvato dall’AF il 18 giu. 2010 (RU 2011 197; FF 2010 1013) e dall’art. VI del Prot. del 4 set. 2015, approvato dall’AF il 17 giu. 2016, in vigore dal 6 dic. 2016 (RU 2016 5295 5293; FF 2015 6315).
5RU 2006 237; FF 2005 3615
6RU 2011 197; FF 2010 1013
7RU 2016 5295; FF 2015 6315
8RU 2011 197 195; FF 2010 1013. Abrogato dall’art. V del Prot. del 4 set. 2015, approvato dall’AF il 17 giu. 2016, con effetto dal 6 dic. 2016 (RU 2016 5295 5293; FF 2015 6315).
9RU 2012 4221 6665. Abrogato dall’art. V del Prot. del 4 set. 2015, approvato dall’AF il 17 giu. 2016, con effetto dal 6 dic. 2016 (RU 2016 5295 5293; FF 2015 6315).
RU 1989 1356

References: Art. 4

Art. 281

Art. 291

Art. 301
 art. 29

Articolo 14