Source: https://www.ediesseonline.it/prodotto/anno-lxv-2014-2/
Timestamp: 2019-09-23 01:06:22+00:00

Document:
ANNO LXV – 2014 – 2 – Ediesse
Principio di legalità ed efficienza organizzativa:una «lente bifocale» per la lettura delle più recenti riforme del lavoro p >
Nella nostra Costituzione il rispetto del principio di legalità è funzionale al buon andamento e all’imparzialità dell’azione amministrativa. Nel saggio l'autore analizza il tema del rapporto tra il principio di legalità ed'efficienza organizzativa nella pubblica amministrazione alla luce delle recenti riforme.
Scritto da: Umberto Gargiulo
Pensioni: i diritti negati >
Le manovre fatte nel triennio 2010-2012 sulle pensioni hanno reso il nostro sistema pensionistico estremamente rigido e iniquo. Nel contributo si analizzano gli effetti socialmente insostenibili delle riforme attuate. L'autore illustra le proposte della CGIL in materia di previdenza.
Scritto da: Rita - Cavaterra
La riforma del licenziamento individuale tra law and economics e giurisprudenza (Parte I) >
Il saggio analizza la «colonizzazione» del diritto del lavoro da parte dell’Economia. Tutte le riforme in materia di lavoro sono giustificate dal raggiungimento di obiettivi economici (efficienza, crescita dei livelli occupazionali, competitività dell’impresa), senza considerare la specifica «essenza » di questo diritto (la protezione del lavoratore e la garanzia dei suoi diritti fondamentali). Lo studio analizza quindi la giurisprudenza sui licenziamenti individuali dopo la riforma introdotta nel 2012.
La nuova governance sociale europea >
in questo saggio si cerca di verificare se e in che modo il nuovo assetto del diritto europeo, come risultante dall’intersezione tra i trattati europei e le altre misure di governance economica intergovernativa, abbia inciso sul quadro regolativo delle politiche sociali. La questione più rilevante è quella della legittimità della richiesta di tagli ai sistemi di welfare per l’accesso all’assistenza finanziaria, sia sotto il profilo del rispetto delle competenze degli Stati membri, sia sotto quello, della coerenza di tali richieste rispetto alla realizzazione dei fini dell'Unione.
Che fine ha fatto il reddito minimo garantito? >
Nel saggio si esamina sinteticamente la proposta di legge delega presentata dal dicastero Renzi in ordine alla questione di un ipotizzato trattamento dopo la fruizione dell’Aspi in favore di lavoratori disoccupati e si osserva che tale misura, comunque prevista solo come «eventuale», non ha le caratteristiche tipiche dell’istituto del «Reddito minimo garantito» come diffusosi nell’Unione europea e come riconosciuto dalla Carta dei diritti dell’unione europea. Nella seconda parte si prendono in esame le indicazioni sovranazionali in materia di «Reddito minimo garantito».
Deprivazione materiale, assistenza sociale e diritti sulle cose >
Il saggio analizza gli effetti di contrasto alla deprivazione materiale attuato mediante l’assistenza sociale. Il che viene sviluppato fissando nella dignità umana (status positivus), da una parte, il limite esterno alla legislazione, nazionale ed europea, e al complicato quadro delle competenze Stato-Regioni, nonché, dall’altra, per ragioni di saldi-equilibri finanziari pubblici, il piano tecnico-giuridico entro cui muovere il bilanciamento sui diritti sociali a soddisfazione necessaria, tra norme costituzionali di protezione e nuove norme costituzionali di sostenibilità economica.
Il finanziamento delle misure di sostegno al reddito dopo la riforma Fornero >
La l. 92/2012 rappresenta il punto di arrivo di un lungo e tormentato processo di revisione delle misure di sostegno al reddito, con la quale il legislatore ha inteso far gravare la maggior parte dei costi della riforma degli ammortizzatori sociali proprio sulle imprese, incrementando gli oneri contributivi a loro carico e contestualmente decrementando i livelli di tutela per i lavoratori. Si tratta della parziale sostituzione del welfare pubblico con quello negoziale, mutato geneticamente da volontario e integrativo in obbligatorio e sostitutivo, con costi a totale carico delle imprese
Scritto da: Domenico Garofalo
Reddito di base e cittadinanza attiva nei nuovi scenari del welfare >
Il sistema di welfare italiano risulta ancora caratterizzato dall’assenza di misure di reddito minimo per le persone in difficoltà economica. Il dibattito politico e scientifico è aperto, e sembra sempre più orientarsi verso il riconoscimento di un sostegno economico ai soggetti abili, ma involontariamente privi di un lavoro, a fronte della loro responsabilizzazione verso forme attive di inserimento sociale.
Scritto da: Paola Bozzao
La tutela dei diritti previdenziali e assistenziali nella crisi >
Il saggio introduce il tema affrontato in questo numero della Rivista: la tutela dei diritti previdenziali e assistenziali alla luce dei vincoli economici fissati dalla legislazione europea e dalla norma imperativa sul pareggio di bilancio nella nostra Costituzione. L'A. fornisce un quadro della complessità della materia previdenziale attraverso l'analisi delle tendenze di medio e lungo periodo del sistema pensionistico (Relazione della Ragioneria generale dello Stato) e delle novità legislative nel settore previdenziale intervenute sino al mese di settembre del 2013.
Le pensioni nel passo del gambero >
La riforma pensionistica costituisce un lungo itinerario che si snoda dal 1992 fino alla L. 214/2011, nota per la questione dei cd. esodati, ma ben più pregnante nei vari aspetti strutturali e costituzionali. Il saggio ne ripercorre gli aspetti salienti analizzando tre temi cruciali: la formula di calcolo; l’età di accesso; il regime della perequazione; evidenziando le soluzioni nell’attuale contesto di crisi: un’età differenziata di accesso alla pensione secondo i vari tipi di lavoro, un basic income e soprattutto un Piano del lavoro, con l’inserimento degli anziani nel terzo settore.
rapporto di lavoro e diritto sindacale
Licenziamento per raggiunti requisiti pensionistici: dal recesso ad nutum alla discriminazione per età >
Il contrasto tra le annotate pronunce del Tribunale di Genova e del Tribunale di Roma mette in evidenza la difficoltà – e, al tempo stesso, l’importanza - di individuare con certezza la linea di demarcazione tra il corretto esercizio del recesso ad nutum nei confronti del lavoratore avente requisiti pensionistici e l’effettività della tutela contro la discriminazione per età.
Nota a sentenza >
Il Tribunale Arezzo, con ordinanza 3 ottobre 2013 e nell’ambito del procedimento d’urgenza (art. 700 c.p.c.), affronta il tema del diritto di critica e afferma la legittimità della diffusione, da parte delle organizzazioni sindacali, di “preoccupazioni” sulla crisi aziendale e sull’eventuale, conseguente esubero di lavoratori. Il profilo peculiare della decisione consiste nel riconoscimento espresso che il diritto di critica può assumere legittimamente una connotazione anticipatoria e concretizzarsi in valutazioni ipotetiche sulle probabili scelte di gestione del datore di lavoro.
Scritto da: Giampiero Golisano
Facoltatività del cd. rito Fornero e cambio appalto nel settore dei servizi aeroportuali >
Nella sentenza del 25 settembre 2013 il Tribunale di Napoli si pronuncia a favore della natura facoltativa del cd. rito Fornero che deve ritenersi alternativo e concorrente rispetto al rito ordinario del lavoro. Successivamente, entrando nel merito della vicenda, il giudice afferma che i licenziamenti intimati a seguito di un trasferimento di attività nell’ambito dei servizi aeroportuali sono regolati dall’art. 14 d. lgs. n. 18/1999 e non dalla legge n. 223/1991. Non ricorre, pertanto, la fattispecie del licenziamento collettivo, ma quella del licenziamento individuale plurimo.
Osservatorio Legge Fornero >
Proseguendo nell’attività di osservazione degli orientamenti giurisprudenziali sui nuovi regimi rimediali, in caso di licenziamento individuale illegittimo, ai sensi dell’art. 18 Stat. lav., dopo le modifiche apportate dalla legge n. 92/2012, già promossa da questa Rivista, si intende offrire un quadro aggiornato degli orientamenti della giurisprudenza che è stato possibile reperire sulle questioni interpretative già segnalate sotto il profilo sostanziale.
L'illegittimità del rapporto a progetto e l'inefficacia del recesso ante tempus >
Con ordinanza emessa a seguito di un ricorso ex art. 1, co. 48 l. n. 92/2012, il Tribunale di Roma riconosce che un rapporto di lavoro a progetto, costituito da una pluralità contratti e proroghe, si trasforma, ai sensi dell'art. 69 co. 2 del d.lgs. 276/2003, in rapporto di lavoro subordinato, poiché svoltosi in concreto secondo le modalità tipiche della subordinazione. Di conseguenza, il recesso ante tempus intimato verbalmente dall'azienda integra un licenziamento orale da dichiararsi inefficace ai sensi dell'art. 18, co. 1 Stat. lav., con condanna alla reintegrazione e al risarcimento danni
Contratto di collaborazione a progetto nel settore del call center outbound: un nuovo tipo contrattuale? >
L’art. 61, comma 1,d.lgs. n. 276/2003, così come novellato dalla l. n. 134/2012, introduce una fattispecie derogatoria al titolo VII, capitolo I, del d.lgs. n. 276/2003 per le attività di vendita diretta di beni e di servizi realizzate attraverso call center outbound, per le quali il ricorso al lavoro a progetto è consentito sulla base del corrispettivo definito dal Ccnl di riferimento.Ne segue che il settore del call center outbound non segue la disciplina tipica del lavoro a progetto, in quanto si configura quale disciplina speciale delle collaborazioni coordinate e continuative.
Scritto da: Maria Antonietta Carbone
Incertezze interpretative in tema di decadenza per l'impugnazione del contratto a termine >
Scritto da: Ester Villa
Corte Edu versus Troika. Cronaca di una sconfitta annunciata, oppure no? >
Nella nota sono ricostruiti i diversi passaggi della vicenda che ha visto protagonista il Portogallo a seguito della crisi finanziaria mondiale, in cui la sentenza si inserisce. Le argomentazioni utilizzate dalla Corte EDU per rigettare il ricorso contro la legge di bilancio del 2012 del Portogallo sono puntualmente esaminate e comparate con le pronunce del Comitato europeo dei diritti sociali sulle misure di austerità adottate in Grecia. Nel paragrafo conclusivo sono presentate alcune riflessioni sulla giurisprudenza delle corti al tempo della crisi.
Scritto da: Silvia Borelli
Il caso Fiat: come la tutela antidiscriminatoria riformula il conflitto sindacale >
La nota analizza gli aspetti rilevanti del caso Fiat, sotto il profilo sia del diritto nazionale che di quello sovranazionale e comparato, e tenta di stabilire se esso rappresenta semplicemente un esempio di prontezza strategica degli attori, volta a sfruttare le risorse normative proprie del diritto antidiscriminatorio, o se invece possa essere considerato come un locus in cui, invece di identità radicate nel luogo di lavoro, nuove identità sociali, legate a caratteristiche personali emergono e sono descritte nella narrativa dei ricorrenti e in quella della Corte.
I percorsi "accidentati" della Carta dei diritti fondamentali dell'Ue... eppur la talpa scava >
Nel caso Association de médiation sociale, la Corte di giustizia è stata chiamata a pronunciarsi su alcune questioni di fondamentale rilievo, relative: alla distinzione tra diritti e principi nella Carta dei diritti fondamentali e all’efficacia dei principi nelle controversie orizzontali. A partire dall’analisi dei percorsi argomentativi seguiti dalla Corte e dall’Avvocato generale Cruz Villalón, il contributo si sofferma su alcuni importanti interrogativi sul ruolo dei diritti sociali nello spazio giuridico sovranazionale e, più in generale, su prospettive e limiti del modello sociale europeo
Scritto da: Bruno-Caruso
Corte di giustizia, corti di legittimità e corti di merito sull'applicazione della cd. "indennità omnicomprensiva" >
In caso di irregolarità il rapporto di somministrazione di lavoro si trasforma in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato con chi abbia effettivamente utilizzato la prestazione lavorativa. In aggiunta è prevista la condanna del datore di lavoro al pagamento di indennità omnicomprensiva da un minimo di 2,5 ad un massimo di 12 mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto.
Partecipazione negoziale e maggiore rappresentatività: un binomio discutibile >
Il decreto, emanato a seguito di una denuncia ex art. 28 Stat. Lav., concerne la condotta di una azienda, che ha disconosciuto la legittimità delle Rsa di un sindacato autonomo, a causa della mancata stipula del contratto aziendale applicato nell'unità produttiva. Secondo il Trib. adito, che muove dalla pronuncia della Corte costituzionale n. 231/13 di incostituzionalità dell'art. 19 Stat. Lav., non è sufficiente che sia stato rispettato ai fini della costituzione di Rsa, il criterio della partecipazione alla negoziazione, essendo necessario anche un riscontro sulla maggiore rappresentatività
Impiego pubblico violazione delle regole su lavoro a termine, adeguatezza delle sanzioni.Spunti recenti dalla Corte di Giustizia >
La materia della regolamentazione del lavoro a tempo determinato nell’ambito del lavoro pubblico e, in particolare, il profilo riferibile alle conseguenze sanzionatorie riconducibili alla violazione delle regole sono stati oggetto, nel dicembre 2013, di un duplice intervento della Corte di Giustizia con le decisioni relative alle cause Carratù(C-361/12) e Papalia (C-50/13). Nel commentarle, l’A. ne sottolinea gli elementi innovativi, che offrono qualche utile spunto ai giudici nazionali per garantire una maggiore effettività della tutela ai lavoratori precari del settore pubblico.
La Corte Costituzionale. Le decisioni nel trimestre gennaio-marzo 2014. Rapporto di lavoro. >
Illegittimità dell’art. 8, comma 2, della legge della Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia 13 dicembre 2012, n. 25. Illegittimità della legge della Regione Abruzzo 28 dicembre 2012, n. 71. Illegittimità della legge della Provincia autonoma di Bolzano 17 gennaio 2011, n. 1. Illegittimità della legge della Regione Molise 17 gennaio 2013, n. 4. Infondata la questione di legittimità dell’art. 7, comma 6, del decreto legislativo 30 ottobre 1992, n. 449.
La registrazione occulta delle conversazioni dei colleghi costituisce giusta causa di licenziamento >
Il lavoratore, nel caso in esame, non essendo riuscito a raggiungere la prova sul mobbing subito, è stato licenziato per asserita giusta causa. Secondo la parte datoriale sarebbe venuto meno il rapporto fiduciario tra le parti in conseguenza della violazione del diritto di riservatezza dei colleghi e della mancanza di collaborazione creatasi. Si evidenzia, che non è illecito registrare una conversazione, perchè chi conversa accetta il rischio che questa sia registrata, ma è violata la privacy solo se si diffonde la conversazione per scopi diversi dalla tutela di un diritto proprio o altrui.
Il trasferimento del disabile per incompatibilità ambientale >
La Corte di Cassazione si pronuncia sul caso del trasferimento di un lavoratore disabile avvenuto senza il previo consenso richiesto dal comma 6 dell'art. 33 della L. 104/1992 e ritiene che, nella fattispecie, sia legittimo in quanto, secondo un ragionamento del giudice di merito ritenuto logico ed adeguato, risulta motivato da tensioni e contrasti sorti nell'ambiente di lavoro e con rilevanti ripercussioni sull'attività aziendale, ragioni che realizzano di per sè un'obiettiva esigenza di modifica del luogo di lavoro e giustificano l'inapplicabilità della tutela prevista dalla L. 104/1992.
Scritto da: Elvira Sessa
Licenziamento collettivo, procedimentalizzazione dei poteri datoriali e ambito di applicazione dei criteri di scelta >
Muovendo da una sentenza della Cassazione, la nota analizza la disciplina in materia di licenziamenti collettivi e procedimentalizzazione del relativo potere datoriale, esaminando in particolare se e in che misura l’art. 5, L. n. 223/1991 consenta al datore di lavoro di restringere ad una parte della struttura aziendale l’ambito di applicazione dei criteri per la messa in mobilità dei lavoratori. Enucleata la ratio della normativa, il commento ricostruisce criticamente le risposte fornite da dottrina e giurisprudenza emarginando gli specifici vizi patiti dalla sentenza esaminata
Scritto da: Susanna Ferrario
Diritti quesiti ed efficacia nel tempo del contratto collettivo aziendale: un apparente ripensamento della Corte di Cassazione >
La Corte di Cassazione ritorna sulla nota questione dei diritti quesiti, derivanti da disposizioni di contratto collettivo a tempo indeterminato, confermandone l’intangibilità quando siano già entrati a far parte del patrimonio dei lavoratori. I giudici di legittimità riaffermano anche la facoltà di recedere dal contratto collettivo senza l’indicazione della durata, conformemente ai generali principi di temporaneità delle obbligazioni e di inammissibilità dei vincoli contrattuali perpetui, purché sia esercitata nel rispetto dei criteri di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contatto
Scritto da: Azzurra de Salvia
Licenziamento intimato da un’impresa del gruppo e reintegra forte >
L’autore analizza la posizione assunta dalla Suprema Corte di Cassazione in ordine alla frammentazione dell’impresa elusive delle tutele poste a protezione del dipendente. Dopo alcuni cenni sulla nozione di codatorialità ha individuato gli elementi obiettivi indicati dalla giurisprudenza per la sussistenza di un unico centro di imputazione giuridica ex parte datoris. Inoltre ha esaminato la denuncia di violazione dell’art. 1344 cod. civ. formulata dal datore di lavoro e respinta nella sentenza in commento traendo spunti per affermare la irrilevanza dell’elemento psicologico.
La cessione di ramo d’azienda con lavoratori in Cigs non costituisce frode alla legge >
La Corte di Cassazione ha escluso la frode alla legge qualora vi sia una cessione di ramo d’azienda che comprende lavoratori in cassa integrazione, laddove il ramo ceduto configuri da sempre un’entità economica ben distinta ed autonoma rispetto al resto dell’azienda e la cessione sia volta anche a conservare i posti di lavoro, anziché procedere con un licenziamento collettivo.
Scritto da: Bruno Catania
in tema di decorrenza degli interessi legali e della rivalutazione monetaria sull’indennità ex art. 32, comma 5 >
La sentenza della Cassazione offre lo spunto per svolgere nella nota di commento alcune riflessioni sulla problematica relativa alla decorrenza degli accessori di legge ai sensi dell'art. 429, comma 3, cod. proc. civ., sull’indennità prevista dal Collegato lavoro nel caso di illegittima apposizione del termine nel contratto di lavoro

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 sentenza 
 art. 28
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 32
 sentenza