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L opera Omnia dei contratti pubblici: dal Decreto Legislativo 12 Aprile 2006 n.163 allo schema di Regolamento IN CAPO AL RUP - PDF
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Ortensia Alberti
1 L opera Omnia dei contratti pubblici: dal Decreto Legislativo 12 Aprile 2006 n.163 allo schema di Regolamento LE RESPONSABILITA IN CAPO AL RUP Reggio Emilia Mercoledì 12 Dicembre 2007 Matteo Biraschi
2 COMPITI E RESPONSABILITA' DEL RUP 2
3 FONTI NORMATIVE 3
4 NORMATIVA GENERALE LEGGE N.241 DEL 1990 e s.m.i. ART. 6 o valuta le condizioni di ammissibilità, i requisiti di legittimazione ed i presupposti rilevanti per l'emanazione del provvedimento; o o è responsabile del sollecito svolgimento dell'istruttoria; propone l'indizione della conferenza di servizi; o adotta, se competente, il provvedimento finale o trasmette gli atti a che è competente per l'adozione. 4
5 NORMATIVA DI SETTORE D. LGS. N.163 DEL 12 aprile 2006 ART. 10 ART. 119 ART. 125 REGOLAMENTO ATTUATIVO Art. 281 Art. 282 Art
6 D. LGS. N.163 DEL 12 aprile 2006 ART. 10 Programmazione Controllo prestazionale Corretto svolgimento procedura di gara Segnala ritardi e disfunzioni ART. 119 Direzione esecuzione del contratto ART. 125 Servizi e forniture in economia 6
7 REGOLAMENTO ATTUATIVO Art. 281 Il responsabile del procedimento nelle procedure di affidamento di contratti pubblici di servizi e forniture Art. 282 Funzioni e compiti del responsabile del procedimento Art. 283 Il responsabile del procedimento nei procedimenti complessi e nei procedimenti connessi. Acquisto tramite centrali di committenza 7
8 Art. 281 Funzionario anche di qualifica non dirigenziale; Il RUP provvede a creare le condizioni affinché il processo realizzativo dell'intervento possa essere condotto in modo unitario in relazione a tempi e costi preventivati oltre che agli ulteriori profili rilevanti individuati in sede di verifica della fattibilità del singolo intervento; E' responsabile dell'esecuzione del contratto, nei limiti delle proprie competenze professionali 8
9 Art. 282 Coordina attività nomina commissione; Garantisce il flusso informativo tra amministrazione e commissione; Monitoraggio tempi di svolgimento varie fasi procedurali; Svolge attività di controllo e vigilanza sulla esecuzione; Verifica il rispetto della normativa in materia di sicurezza e salute lavoratori sui luoghi di lavoro; Gestisce i rapporti con l'osservatorio; 9
10 Art. 282, comma 3 Il Responsabile del procedimento che violi gli obblighi posti a suo carico dal codice e dal presente regolamento o che non svolga i compiti assegnati con la dovuta diligenza è tenuto a risarcire i danni derivati alla amministrazione aggiudicatrice in conseguenza del suo comportamento, ferme restando le responsabilità disciplinari previste dall'ordinamento di appartenenza 10
11 RESPONSABILITA' DEL RUP 11
12 RESPONSABILITA' AMMINISTRATIVA CORTE DEI CONTI È la Responsabilità a contenuto patrimoniale di amministratori o dipendenti pubblici per i danni causati all ente nell ambito o in occasione del rapporto d ufficio. L accertamento della responsabilità comporta la condanna al risarcimento del danno a favore dell amministrazione danneggiata. 12
13 PRESUPPOSTI Condotta DOLOSA o GRAVEMENTE COLPOSA; Aver causato un DANNO PUBBLICO RISARCIBILE; Che il danno sia CONSEGUENZA DIRETTA ED IMMEDIATA DELLA CONDOTTA. La responsabilità è personale e non si trasferisce agli eredi se non in casi eccezionali (dolo ed arricchimento illecito del dante causa). 13
14 Concetto di Colpa Grave Evidente e marcata trasgressione degli obblighi di servzio o di regole di condotta che siano ex ante ravvisabili e riconoscibili per dovere professionale di ufficio, e che, in assenza di oggettive ed eccezionali difficoltà, si concretizzano nell'inosservanza di quel minimo di diligenza imposto dalle circostanze del caso concreto ovvero in una evidente imperizia o in un'irrazionale imprudenza. Non ogni condotta in ipotesi censurabile può integrare gli estremi della colpa grave, ma solo quella connotata da precisi elementi qualificanti, che - in mancanza di un criterio generale - vanno accertati di volta in volta dal giudice in relazione alle caratteristiche del fatto, all'atteggiamento soggettivo dell'autore, nonché al rapporto tra tale atteggiamento e l'evento dannoso (Corte dei Conti SS.RR. n.56/1997; Corte dei Conti Calabria n.249/2006). 14
15 Concetto di Colpa Grave UNA INTENSA NEGLIGENZA (Corte Conti, Sez. I centr. 16 marzo 2000 n.83/a) UNA INESCUSABILE NEGLIGENZA E UNA ANTIGIURIDICITA EVIDENTE (Corte Conti, Sez. I centr. 27 gennaio 2003 n.32) 15
16 QUINDI Il concetto di gravità della colpa è relativo: la stessa va valutata in relazione alla diversa natura delle funzioni svolte dall agente pubblico e alla specificità del contesto organizzativo; La colpa è grave quando si discosta notevolmente dallo standard normale richiesto dal tipo di prestazione svolta; Nel valutare la colpa il giudice deve porsi nella stessa situazione in cui si trovava il funzionario quando ha agito (c.d. giudizio ex ante). Al giudice non è consentito giudicare una scelta discrezionale riservata all amministrazione; Tenuto conto della complessità dell azione amministrativa, il legislatore ha voluto limitare la responsabilità alle fattispecie più gravi addossando in parte sulla stessa amministrazione il rischio derivante da eventuali danni ad opera dei propri dipendenti. 16
17 POSSIAMO EVITARE LA RESPONSABILITA In linea generale, il funzionario può invocare a propria discolpa l errore professionale scusabile (complessità di una normativa, oscillanti orientamenti della giurisprudenza etc.) oppure una irrazionale situazione organizzativa addebitabile all amministrazione. Nel caso di organi collegiali è responsabile solo chi ha espresso voto favorevole alla deliberazione. Per quel che riguarda i titolari di organi politici, gli stessi non rispondono se hanno approvato in buona fede atti di uffici tecnici o amministrativi. 17
18 QUALE DANNO VA RISARCITO? E un danno patrimoniale - presuppone un pregiudizio economico inteso come perdita, distruzione, sottrazione di beni o valori della p.a., ovvero come mancato guadagno; Il concetto di danno, inoltre, va rapportato al concetto di bene pubblico tutelato - anche il pregiudizio di un bene immateriale (ad esempio l immagine e il prestigio dell amministrazione) se comporta dei costi e delle spese per il suo ripristino è un danno risarcibile. Secondo le regole generali, per essere risarcibile il danno deve essere certo attuale ed effettivo. Nel quantificare il danno il giudice deve, comunque, tenere conto dei vantaggi conseguiti dalla collettività amministrata in relazione al comportamento degli amministratori o dipendenti sottoposti al giudizio di responsabilità (in altri termini, se dalla condotta illecita del funzionario è derivata anche un utilità, di ciò bisogna tener conto per determinare l ammontare del danno). 18
19 QUALE DANNO VA RISARCITO? Il responsabile deve risarcire solo la parte di danno che può essergli attribuita sulla base di un giudizio di rilevanza dell apporto causale effettuato dal giudice. Quindi, nel caso in cui vi siano più responsabili, non valgono le regole civili della solidarietà, per le quali ognuno dei responsabili risponde per l intero danno, ma ciascuno risponde solo della propria quota di danno. 19
20 RIDUZIONE DELL ADDEBITO Sin dalle più antiche leggi di contabilità era previsto il potere della Corte di ridurre l addebito dei pubblici ufficiali stipendiati. Anche la legge di contabilità di Stato del 1923 (regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440) stabilisce che la Corte dei conti valutate le singole responsabilità può porre a carico dei responsabili tutto o parte del danno accertato o del valore perduto. Il potere di riduzione del danno da porre a carico del responsabile (o dei responsabili) è sopravvissuto nel tempo, anche in seguito alla riforma del 1996, e consente al giudice di ridurre l entità del risarcimento in relazione a vari fattori quali il grado di gravità della colpa e altre circostanze (precedenti di servizio del dipendente etc...). 20
21 E NEL CONCRETO? LA CORTE DEI CONTI QUANDO CONDANNA? 21
22 Qualche esempio Inutilità della prestazione resa e mancato controllo sulla esecuzione del contratto (Corte dei Conti sez. Lazio n.1857/2006) 22
23 Qualche esempio Affidamento diretto senza alcuna verifica della congruita del prezzo (Corte dei Conti sez. Sardegna n. 275/07) 23
24 Qualche esempio Violazione della normativa di settore in materia di verifica anomalia dell'offerta (Corte dei Conti sez. Trento n.58/2006) 24
25 Qualche esempio Revisione prezzi non dovuta (Corte dei Conti Sez. Primo Appello n.32/2003) 25
26 Qualche esempio Omessa adozione di misure organizzative (Corte dei Conti sez. Emilia Romagna n.439/2007) 26
27 MISURE PRECAUZIONALI Motivare adeguatamente ciascun provvedimento di acquisto; Individuare sempre la norma di riferimento e citarla nel documento istruttorio; Verificare che il contratto sia correttamente eseguito; Non assumersi responsabilità che non competono alla nostra professione; Responsabilizzare gli altri professionisti che partecipano alle procedure di acquisto; Segnalare all amministrazione le eventuali difficoltà organizzative che si incontrano e che determinano ritardi; 27
28 MISURE PRECAUZIONALI POLIZZA ASSICURATIVA 28
29 RESPONSABILITA' PENALE GIUDICE PENALE Codice dei contratti art. 13 "Accesso agli atti e divieti di divulgazione" L'inosservanza del comma 2) e del comma 3) dell'art.13 del codice comporta per i pubblici ufficiali o per gli incaricati di pubblico servizio l'applicazione dell'art. 326 del codice penale 29
30 Art. 326 Codice Penale Rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio. Il pubblico ufficiale o la persona incaricata di un pubblico servizio, che, violando i doveri inerenti alle funzioni o al servizio, o comunque abusando della sua qualità, rivela notizie d'ufficio, le quali debbano rimanere segrete, o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Se l'agevolazione è soltanto colposa, si applica la reclusione fino a un anno. l pubblico ufficiale o la persona incaricata di un pubblico servizio, che, per procurare a sé o ad altri un indebito profitto patrimoniale, si avvale illegittimamente di notizie d'ufficio, le quali debbano rimanere segrete, è punito con la reclusione da due a cinque anni. Se il fatto è commesso al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto non patrimoniale o di cagionare ad altri un danno ingiusto, si applica la pena della reclusione fino a due anni. 30
31 Art. 326 Codice Penale Rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio. Rivelare o agevolare la conoscenza della notizia; L agevolazione può essere colposa (ad es. lasciare incustodito un documento che contiene notizie non divulgabili); Utilizzare la notizia per procurare a sé o ad altri un indebito profitto patrimoniale; Utilizzare la notizia al fine di procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto non patrimoniale o di cagionare ad altri un danno ingiusto; 31
32 Art. 326 Codice Penale Rivelazione ed utilizzazione di segreti di ufficio. Per la consumazione dei reati non è necessario che dal fatto dell agente sia derivato un danno all Amministrazione. Il dolo, oltre alla volontà del fatto (rivelazione, agevolazione, utilizzazione), richiede la consapevolezza che la notizia costituisca un segreto d ufficio 32
33 L opera Omnia dei contratti pubblici: dal Decreto Legislativo 12 Aprile 2006 n.163 allo schema di Regolamento LE RESPONSABILITA IN CAPO AL RUP GRAZIE Reggio Emilia Mercoledì 12 Dicembre 2007 Matteo Biraschi
Pag. 1 a 44 MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO ai sensi del decreto legislativo 8 Giugno 2001 n 231 DOCUMENTO DI ANALISI DEI RISCHI PARTE II - REATI CORRUTTIVI EX L.190/12 E P.N.A. In vigore
ACAM Ambiente S.p.A. Modello di organizzazione e controllo ex D.Lgs. 231/2001 Reati di ricettazione, riciclaggio ed impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita Approvato con determinazione

References: ART. 6
 ART. 10
 ART. 119
 ART. 125
 Art. 281
 Art. 282
 ART. 10
 ART. 119
 ART. 125
 Art. 281
 Art. 282
 Art. 283
 Art. 281
 Art. 282
 Art. 282
 art. 13
 Art. 326
 Art. 326
 Art. 326