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Timestamp: 2019-01-20 03:07:38+00:00

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Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 29 dicembre 2016, n. 55111 - Renato D'Isa
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Ove manchi qualsiasi attività di indagine con riferimento all’attività di trasporto, il fumus del reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti non può essere ritenuto sussistente unicamente sulla base della mera presunzione, non valorizzabile, secondo cui non sarebbe ipotizzabile che, in vista del trasporto, i materiali lecitamente utilizzabili siano preventivamente “ripuliti” di quelle parti che, in quanto non utilizzabili, acquistano la qualità di rifiuti
1. Il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha proposto ricorso per cassazione avverso l’ordinanza con cui il Tribunale del riesame di Bari ha accolto la richiesta di riesame proposta da (OMISSIS), nella sua qualita’ di legale rappresentante della (OMISSIS) S.p.a. avverso il decreto di perquisizione e sequestro probatorio emesso dal Pubblico ministero in data 2/12/2015 per i reati di cui al Decreto Legislativo n. 152 del 2006, articolo 260 nonche’ articoli 515 e 517-bis c.p.p.
2. Con un primo motivo lamenta la violazione del Decreto Legislativo n. 152 del 2006, articolo 260, articolo 183, lettera a) e articolo 184, comma 3, lettera a).
3. Con un secondo motivo lamenta la violazione dell’articolo 125 c.p.p. e la motivazione assente o apparente del provvedimento; deduce in particolare che l’ordinanza impugnata, dopo aver affermato l’irrilevanza, ai fini della legittimita’ del decreto di sequestro, dell’elemento soggettivo del reato, e’ giunta contraddittoriamente ad escludere la configurabilita’ del delitto di cui al Decreto Legislativo n. 152 del 2006, articolo 260 per la mancanza dell’ingiusto profitto, attinente proprio all’elemento soggettivo stesso. Aggiunge che l’ordinanza non ha considerato che, in ogni caso, analogo profitto potrebbe essere conseguito dagli altri soggetti attivi del reato, vale a dire a “chi taglia il frascame proveniente da zona infetta, a chi lo trasporta all’esterno di essa, a chi sarebbe tenuto ad eliminarlo ed invece lo vende alle aziende del (OMISSIS)”.
4. Infine, con un terzo motivo, lamenta sempre la violazione dell’articolo 125 c.p.p. e l’assenza o apparenza della motivazione circa il fatto che le indagini non avrebbero considerato gli esiti della consulenza tecnica di parte laddove si sottolineava la legittima movimentazione delle parti piu’ grosse degli alberi come branche e tronchi, senza considerare tuttavia che la nota interlocutoria del corpo forestale dello Stato del 15/01/2016 ha sottolineato, come evidenziato da riprese fotografiche del 20/03/2015, che il materiale esaminato e’ stato in massima parte fogliame e non legno massiccio di qui dovendo, a maggior ragione, ricavarsi la pericolosita’ di materiale che rappresenta fonte di inoculo del batterio e dunque non movimentabile al di fuori della zona infetta.
5. Con memoria pervenuta in data 5/09/2016, il Difensore dell’indagato ha preliminarmente osservato che dal momento che il ricorso sarebbe stato formulato limitatamente ai fatti qualificati sensi dell’articolo 260 cit. e non con riferimento al fumus del delitto di cui agli articoli 515 e 517 c.p., ne deriverebbe, con riferimento a quest’ultima fattispecie, l’inammissibilita’ del ricorso proposto per violazione dell’articolo 581 c.p.p., lettera a), b) e c), residuando l’impugnazione per la sola imputazione ex Decreto Legislativo 152 del 2006, articolo 260.
3. Cio’ posto, e chiarito che l’ordinanza impugnata non appare incentrata tanto sull’affermazione in assoluto che il materiale trasportato non avrebbe natura di rifiuto, quanto che la stessa non sarebbe, nel fumus sufficiente ai fini cautelari, dimostrata, il Tribunale ha dato compiutamente conto, quanto al primo e al terzo motivo, congiuntamente esaminabili, dei motivi per i quali si e’ appunto ritenuto che non fosse stato acquisito un compendio indiziario sufficiente in tal senso con riguardo in particolare al delitto di cui all’articolo 260 cit. (essendo stato, infatti, il ricorso incentrato unicamente su tale fattispecie incriminatrice).
4. Quanto infine al secondo motivo, lo stesso e’ manifestamente infondato atteso che, in realta’, il provvedimento impugnato, senza cadere in alcuna contraddizione, ha, facendo corretta applicazione del principio secondo cui ben e’ possibile, in sede di riesame, rilevare la insussistenza ictu oculi dell’elemento soggettivo del reato, dato atto delle emergenze fattuali (segnatamente il contenuto della documentazione prodotta dalla Difesa non contrastata da altri dati processuali) dimostrative del fatto che la (OMISSIS) S.r.l. abbia corrisposto alle aziende conferenti biomassa un corrispettivo assolutamente nella media se non superiore a quanto corrisposto ad altre aziende, da qui discendendo la mancanza del fine di trarre un ingiusto profitto.

References: sentenza 
 sentenza 
 articolo 260
 articolo 260
 articolo 183
 articolo 184
 articolo 260
 articolo 260