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Timestamp: 2020-08-06 20:03:47+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25195 del 07/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25195 del 07/12/2016
Cassazione civile sez. lav., 07/12/2016, (ud. 06/10/2016, dep. 07/12/2016), n.25195
sul ricorso 15672/2012 proposto da:
S.A.M. – STRADE ASFALTI MOVIMENTERRA S.P.A., P.I. (OMISSIS), in
domiciliata in ROMA, VIA DEI MONTI PARIOLI 48, presso lo studio
dell’avvocato GIUSEPPE MARINI, rappresentato e difeso dagli avvocati
ROBERTO DE PASQUALE, MASSIMO TORTOROGLIO, PATRIZIA COPPA, giusta
avverso la sentenza n. 231/2012 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
depositata il 16/03/2012 R.G.N. 527/2011;
udito l’Avvocato DIRUTIGLIANO DIEGO per delega DE PASQUALE ROBERTO;
1. Con sentenza depositata il 19 marzo 2012, la Corte d’appello di Torino rigettava l’appello proposto dall’INPS avverso la sentenza con cui il Tribunale di Alba aveva condannato l’Istituto a rimborsare alla s.p.a. odierna controricorrente, il 90% dei contributi versati nel triennio 1995-1997.
2. La Corte territoriale, per quanto qui rileva, respingeva l’eccezione di decadenza sollevata dall’Inps a mente del D.L. n. 300 del 2006, art. 3-quater (conv. con L. n. 17 del 2007), che aveva prorogato al 31.7.2007 il termine di presentazione delle domande di cui alla L. n. 350 del 2003, art. 4, comma 90, deducendo di aver ricevuto la richiesta di rimborso in data 3/8/2007; nel merito riteneva che la norma citata, che a sua volta aveva esteso ai soggetti colpiti dagli eventi alluvionali del novembre 1994 e destinatari di provvedimenti agevolativi in materia di versamento di somme dovute a titolo di tributi, contributi e premi, i benefici di cui alla L. n. 289 del 2002, art. 9, comma 17, avesse fugato ogni dubbio in ordine all’applicabilità delle disposizioni recate dalla norma ult. cit. anche ai contributi previdenziali. Sotto altro e connesso profilo, considerava che non potevano distinguersi, ai fini dell’accesso ai benefici in questione, la posizione di coloro che a tale data non avessero ancora provveduto al pagamento dei contributi e quella di coloro che, come la società ricorrente, vi avessero già provveduto, dovendo in tale caso riconoscersi il loro diritto a ripetere quanto versato in eccesso rispetto al dovuto. Infine riteneva la norma compatibile con le disposizioni comunitarie sugli aiuti di Stato, in particolare con l’art. 107 del TUFE.
3. Per la cassazione di tale pronuncia ricorre l’INPS, affidandosi due motivi. La società si difende con controricorso. Le parti depositano memorie.
2. Con il secondo motivo l’Inps deduce la violazione falsa applicazione della L. 11 agosto 1973, n. 533, art. 7 e si duole del capo della sentenza nella parte in cui ha riconosciuto la decorrenza degli interessi legali sulla somma da rimborsare nel giorno di presentazione della domanda amministrativa, ossia il 31 luglio 2007.

References: Sentenza 
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 art. 3
 art. 4
 art. 9
 art. 7
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