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1 Incontro del Sul tema: “Le procedure concorsuali ” Intervento del dott. Stefano Tonelato Argomento assegnato: Analisi degli strumenti giuridici. - ppt scaricare
1 Incontro del 15.10.2014 Sul tema: “Le procedure concorsuali ” Intervento del dott. Stefano Tonelato Argomento assegnato: Analisi degli strumenti giuridici.
PubblicatoDario Pagani
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1 Incontro del Sul tema: “Le procedure concorsuali ” Intervento del dott. Stefano Tonelato Argomento assegnato: Analisi degli strumenti giuridici esistenti per la soluzione della crisi di impresa con particolare riferimento a “concordato preventivo, fallimento e concordato fallimentare” Stefano TonelatoStefano Tonelato Dottore Commercialista - Revisore legale E mail: Sito internet: Iscritto all’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Verona, Sez. A al n. 662/A. Iscritto all’Albo dei Revisori Contabili al n con D.M. 12/4/1995, pubbl. su G.U. 21/4/1995 n. 31/bis 2
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Maggiore maneggevolezza Maggiore pericolosità ed instabilità Maggiore stabilità Maggiore sicurezza Minore manovrabilità 3 Minori vincoli nel movimento 4
Piano di risanamento attestato Ai sensi dell’art. 67 L.F Accordo di ristrutturazione dei debiti Ai sensi dell’art. 182 bis L.F Concordato preventivo Ai sensi dell’art. 160 e segg. L.F 4 Perché hanno minori vincoli rispetto al concordato Procedura con molti vincoli ma più stabile e più sicura 5
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Impossibilità di trovare soluzioni alternative E’ possibile solo il Recupero delle parti residue e di tutto l’attivo disponibile Irreversibilità della situazione generata 6 Perché è una nave ormai ingovernabile ed in balia del mare 7
Fallimento Concordato fallimentare 7 Perdita del comando Nascita reati fallimentari 8
 favorire la continuità dell’impresa in crisi;  creare degli strumenti con diverse utilità -Mantenimento della gestione dell’azienda; -Controllo della pubblica autorità a garanzia del piano; -Vantaggi fiscali -Ecc… 8 Queste procedure sono guidate dalla precisa volontà del legislatore di 9
Questi strumenti servono comunque a risolvere solo gli aspetti finanziari della crisi aziendale Non risolvono i problemi legati alla economicità della gestione E’ evidente che la scelta degli strumenti che possono servire a risolvere la situazione di crisi aziendale deve avvenire in un secondo momento ovvero quando si è prima compreso quali possono essere le possibilità di proseguimento dell’attività ed assicurare che l’effettivo contenimento delle perdite e la formazione di un utile 10
 la previsione (è meglio della constatazione) di una situazione di patologia dell’impresa (insolvenza, crisi, irregolarità nei pagamenti e disequilibrio finanziario);  La accettazione che l’accertamento sia rimesso all’apprezzamento di una autorità pubblica (giurisdizionale o amministrativa) ; I tratti che connotano indistintamente le procedure concorsuali 10 11
 la accettazione dell’affidamento della gestione – o di un controllo sulla gestione – ad un organo nominato dall’autorità pubblica;  la accetazione del coinvolgimento dell’intero patrimonio dell’imprenditore nella gestione sostitutiva I tratti che connotano indistintamente le procedure concorsuali 11 12
 Il controllo e l’inibizione alla creazione di posizioni di preferenza (divieto di azioni esecutive e controllo sull’acquisizione di cause di prelazione) I tratti che connotano indistintamente le procedure concorsuali 12 Attività finalizzata a preservare l’attivo aziendale Garantire il proseguimento dell’attività Blocco dei pagamenti relativi ai crediti precedenti 13
 l’applicazione tendenziale delle regole di parità di trattamento per tutti i creditori;  l’imposizione di un vincolo sui beni del debitore con formazione di una massa funzionalizzata alla soddisfazione dei creditori. I tratti che connotano indistintamente le procedure concorsuali 13 14
Soluzioni possibili per la risoluzione della situazione di squilibrio finaziario e di deficit parimoniale bis PIANO ATTESTATO idoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoria dell'impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione finanziaria ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE DEI DEBITI stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti Attestazione sulla veridicità dei dati aziendali e sull’attuabilità dell’accordo stesso con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare l’integrale pagamento dei creditori estranei nel rispetto dei seguenti termini: a) entro centoventi giorni dall’omologazione, in caso di crediti già scaduti a quella data; b) entro centoventi giorni dalla scadenza, in caso di crediti non ancora scaduti alla data dell’omologazione. 14 15
Soluzioni possibili per la risoluzione della situazione di squilibrio finaziario e di deficit parimoniale 182 bis domanda di omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti (già raggiunto con i creditori) proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti (accordo non ancora raggiunto) proposta di accordo di ristrutturazione dei debiti (accordo non ancora raggiunto) 15 16
Concordato preventivo Soluzioni possibili per la risoluzione della situazione di squilibrio finaziario e di deficit parimoniale L’imprenditore che si trova in stato di crisi può proporre ai creditori un concordato preventivo sulla base di un piano che può prevedere: a) la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei beni, accollo, o altre operazioni straordinarie, ivi compresa l’attribuzione ai creditori, nonché a società da questi partecipate, di azioni, quote, ovvero obbligazioni, anche convertibili in azioni, o altri strumenti finanziari e titoli di debito; b) l’attribuzione delle attività delle imprese interessate dalla proposta di concordato ad un assuntore; possono costituirsi come assuntori anche i creditori o società da questi partecipate o da costituire nel corso della procedura, le azioni delle quali siano destinate ad essere attribuite ai creditori per effetto del concordato; c) la suddivisione dei creditori in classi secondo posizione giuridica e interessi economici omogenei; d) trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a classi diverse. L’imprenditore che si trova in stato di crisi può proporre ai creditori un concordato preventivo sulla base di un piano che può prevedere: a) la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei beni, accollo, o altre operazioni straordinarie, ivi compresa l’attribuzione ai creditori, nonché a società da questi partecipate, di azioni, quote, ovvero obbligazioni, anche convertibili in azioni, o altri strumenti finanziari e titoli di debito; b) l’attribuzione delle attività delle imprese interessate dalla proposta di concordato ad un assuntore; possono costituirsi come assuntori anche i creditori o società da questi partecipate o da costituire nel corso della procedura, le azioni delle quali siano destinate ad essere attribuite ai creditori per effetto del concordato; c) la suddivisione dei creditori in classi secondo posizione giuridica e interessi economici omogenei; d) trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a classi diverse. 160 e segg 16 17
FALLIMENTO Soluzione della crisi aziendale subita dall’imprenditore Sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori che esercitano una attività commerciale, esclusi gli enti pubblici. Non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori di cui al primo comma, i quali dimostrino il possesso congiunto dei seguenti requisiti: a) aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila; b) aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila; c) avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila Sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori che esercitano una attività commerciale, esclusi gli enti pubblici. Non sono soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli imprenditori di cui al primo comma, i quali dimostrino il possesso congiunto dei seguenti requisiti: a) aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila; b) aver realizzato, in qualunque modo risulti, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell’istanza di fallimento o dall’inizio dell’attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila; c) avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila Procedimento previsto dall’art. 15 LIMITE per istruttoria prefallimentare euro ,00 17 18
Concordato fallimentare Caso di chiusura del fallimento e possibile opportunità per i terzi La proposta di concordato può essere presentata -da uno o più creditori -da un terzo, anche prima del decreto che rende esecutivo lo stato passivo, purché sia stata tenuta la contabilità ed i dati risultanti da essa e le altre notizie disponibili consentano al curatore di predisporre un elenco provvisorio dei creditori del fallito da sottoporre all’approvazione del giudice delegato. Essa non può essere presentata dal fallito, da società cui egli partecipi o da società sottoposte a comune controllo, se non dopo il decorso di un anno dalla dichiarazione di fallimento e purché non siano decorsi due anni dal decreto che rende esecutivo lo stato passivo. La proposta di concordato può essere presentata -da uno o più creditori -da un terzo, anche prima del decreto che rende esecutivo lo stato passivo, purché sia stata tenuta la contabilità ed i dati risultanti da essa e le altre notizie disponibili consentano al curatore di predisporre un elenco provvisorio dei creditori del fallito da sottoporre all’approvazione del giudice delegato. Essa non può essere presentata dal fallito, da società cui egli partecipi o da società sottoposte a comune controllo, se non dopo il decorso di un anno dalla dichiarazione di fallimento e purché non siano decorsi due anni dal decreto che rende esecutivo lo stato passivo. 124 e segg 18 19
Concordato fallimentare Soluzioni possibili per la risoluzione della situazione di squilibrio finanziario e di deficit patrimoniale 124 e segg La proposta può prevedere: a) la suddivisione dei creditori in classi, secondo posizione giuridica ed interessi economici omogenei; b) trattamenti differenziati fra creditori appartenenti a classi diverse, indicando le ragioni dei trattamenti differenziati dei medesimi; c) la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei beni, accollo o altre operazioni straordinarie, ivi compresa l’attribuzione ai creditori, nonché a società da questi partecipate, di azioni, quote ovvero obbligazioni, anche convertibili in azioni o altri strumenti finanziari e titoli di debito. La proposta può prevedere: a) la suddivisione dei creditori in classi, secondo posizione giuridica ed interessi economici omogenei; b) trattamenti differenziati fra creditori appartenenti a classi diverse, indicando le ragioni dei trattamenti differenziati dei medesimi; c) la ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante cessione dei beni, accollo o altre operazioni straordinarie, ivi compresa l’attribuzione ai creditori, nonché a società da questi partecipate, di azioni, quote ovvero obbligazioni, anche convertibili in azioni o altri strumenti finanziari e titoli di debito. 19 20
Prime differenze / identità 67 Non è una procedura concorsale 182 bis Concordato preventivo E’ una procedura concorsale Non attribuisce prededuzione Attribuisce prededuzione automatica Attribuisce prededuzione automatica Offre protezione dalla revocatoria fallimentare e dalla bancarotta (217 bis LF) Offre protezione dalla revocatoria fallimentare e dalla bancarotta (217 bis LF) Offre protezione del patrimonio Non offre protezione del patrimonio Non richiede la nomina di un commissario giudiziale / liquidatore giudiziario nominato dal tribunale Richiede la nomina di un commissario giudiziale / liquidatore giudiziario nominato dal tribunale Attribuisce prededuzione in casi particolari 20 21
Fattori di somiglianza Esenzione da revocatoria Atti, pagamenti e garanzie concesse sui beni del debitore bis Concordato preventivo Atti, pagamenti e garanzie Anche per gli atti successivi alla pubblicazione del ricorso Per atti compiuti in esecuzione 21 22
Fattori di identità Piano Oggetto: risanamento dell’impresa con necessaria continuità almeno parziale Generazione dell’equilibrio economico/finanziario) Oggetto: risanamento dell’impresa con necessaria continuità almeno parziale Generazione dell’equilibrio economico/finanziario) bis Concordato preventivo Oggetto: modalità pagamento creditori non aderenti e piano anche solo liquidatorio Oggetto: modalità e tempi di adempimento; piano di continuità o liquidatorio con regole rigide 22 23
Fattori di somiglianza Esenzione da azione di responsabilità per concessione abusiva del credito SI, se l’erogazione è successiva al piano ma con margini di sindacabilità dell’attestazione bis Concordato preventivo SI, se l’erogazione è successiva al piano e automatica dopo l’erogazione SI, se l’erogazione è successiva al piano e automatica dopo il 161, 167 e 182 quater 23 24
Fattori di identità Esenzione dal rischio penale 217 bis Esenzione dal rischio penale 217 bis Bancarotta preferenziale Bancarotta semplice Art. 217-bis Esenzioni dai reati di bancarotta Le disposizioni di cui all'articolo 216, terzo comma, e 217 non si applicano ai pagamenti e alle operazioni compiuti in esecuzione di -un concordato preventivo di cui all'articolo 160 -di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell'articolo 182- bis -del piano di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d), -ai pagamenti e alle operazioni di finanziamento autorizzati dal giudice a norma dell'articolo 182-quinquies. Art. 217-bis Esenzioni dai reati di bancarotta Le disposizioni di cui all'articolo 216, terzo comma, e 217 non si applicano ai pagamenti e alle operazioni compiuti in esecuzione di -un concordato preventivo di cui all'articolo 160 -di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell'articolo 182- bis -del piano di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d), -ai pagamenti e alle operazioni di finanziamento autorizzati dal giudice a norma dell'articolo 182-quinquies. 24 25
Fattori di somiglianza Pubblicità della crisi Pubblicità eventuale a richiesta del debitore (pubblicazione registro imprese) del piano attestato bis Concordato preventivo Pubblicazione registro imprese degli accordi Pubblicazione registro imprese dell’istanza di sospensione Pubblicazione registro imprese del ricorso 25 26
Fattori di somiglianza Protezione del patrimonio Esclusa bis Concordato preventivo Ammessa per azioni cautelari, esecutive, titoli di prelazione, non concordati Ammessa per azioni cautelari, esecutive, titoli di prelazione, non autorizzati Dalla pubblicazione nel registro delle imprese 1)Istanza sospensione pre accordo 2)accordo Dalla pubblicazione nel registro delle imprese 1)Istanza sospensione pre accordo 2)accordo Dalla pubblicazione nel registro delle imprese 26 27
Fattori di diversità Protezione del patrimonio 182 bis 1) L'accordo acquista efficacia dal giorno della sua pubblicazione e inibisce le azioni esecutive individuali per 60 giorni dalla pubblicazione. 2) Istanza di sospensione delle iniziative individuali (pubblicata nel registro delle imprese) e produce l'effetto del divieto di inizio o prosecuzione delle azioni esecutive e cautelari, nonché del divieto di acquisire titoli di prelazione, se non concordati, dalla pubblicazione. Obbligo di deposito: -della documentazione di cui all'articolo 161, primo e secondo comma, lettere a), b), c) e d). -proposta di accordo corredata da una dichiarazione dell'imprenditore, avente valore di autocertificazione relativa alle trattative in corso con il 60 % dei crediti -Attestazione relativa alla possibilità di soddisfacimento dei creditori non aderenti Obbligo di deposito: -della documentazione di cui all'articolo 161, primo e secondo comma, lettere a), b), c) e d). -proposta di accordo corredata da una dichiarazione dell'imprenditore, avente valore di autocertificazione relativa alle trattative in corso con il 60 % dei crediti -Attestazione relativa alla possibilità di soddisfacimento dei creditori non aderenti Anche per il successivo concordato 27 28
Fattori di diversità Protezione del patrimonio Concordato preventivo Art. 168 Le ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni che precedono la data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese sono inefficaci rispetto ai creditori anteriori al concordato. Art. 168 Le ipoteche giudiziali iscritte nei novanta giorni che precedono la data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese sono inefficaci rispetto ai creditori anteriori al concordato. Art. 168 Dalla data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, i creditori per titolo o causa anteriore non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore. Art. 168 Dalla data della pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e fino al momento in cui il decreto di omologazione del concordato preventivo diventa definitivo, i creditori per titolo o causa anteriore non possono, sotto pena di nullità, iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore. 28 29
Fattori di diversità Protezione del patrimonio Solo per Concordato preventivo Solo per Concordato preventivo 29 Concordato in bianco L'imprenditore può depositare il ricorso riservandosi di presentare -la proposta, -il piano -la documentazione entro un termine fissato dal giudice compreso fra sessanta e centoventi giorni e prorogabile, in presenza di giustificati motivi, di non oltre sessanta giorni. Art. 161 Nello stesso termine, in alternativa e -con conservazione sino all'omologazione degli effetti prodotti dal ricorso, -il debitore può depositare domanda ai sensi dell'articolo 182- bis, primo comma. (solo accordo sottoscritto e non proposta di accordo) Anche finalizzato al 182 bis 30
Fattori di diversità Protezione del patrimonio Solo per Concordato preventivo Solo per Concordato preventivo 30 Concordato in bianco Art. 161 Il tribunale -fissa il termine per il deposito della proposta del piano e dei documenti, -può nominare il commissario giudiziale -Dispone gli obblighi informativi Il commissario giudiziale, -riferisce immediatamente al tribunale sulle condotte previste dall’articolo 173; il debitore - puo' compiere gli atti urgenti di straordinaria amministrazione previa autorizzazione del tribunale, il quale può assumere sommarie informazioni e deve acquisire il parere del commissario giudiziale, se nominato I creditori - per crediti sorti per effetto degli atti legalmente compiuti dal debitore sono prededucibili. 31
Fattori di diversità Spossessamento Escluso 67 e 182 bis 67 e 182 bis Concordato preventivo Concordato preventivo fallimento Spossessamento attenuato (in base al piano) Spossessamento attenuato (in base al piano) Inefficacia ipoteche anteriori ai 3 mesi Inefficacia atti non opponibili art. 45 / 169 Scioglimento possibile contratti pendenti Spossessamento completo Il curatore diventa legale rappresentante Il commissario giudiziale ed il liquidatore giudiziario non diventano legali rappresentanti 31 32
Fattori di diversità Organi della procedura E’ un accordo privato che può essere pubblicato 67 E’ un accordo che deve essere pubblicato ed omologato dal Tribunale 182 bis Vi è solo un Controllo di legittimità del Tribunale Si conclude con un accordo scritto relativo alle linee di credito da concedere alle società Non vi sono organi nominati dal Tribunale 32 33
Fattori di diversità Organi della procedura Giudice delegato Concordato preventivo Concordato preventivo Commissario giudiziale Amministratori / Liquidatori Liquidatore giudiziale Comitato dei creditori Autorizza gli atti necessari Esercita poteri di controllo sull’operato degli amministratori e del liquidatore giudiziale (pubblico ufficiale) Rimangono rappresentanti legali della società, ma senza poteri Riceve dal tribunale un mandato finalizzato al realizzo dell’attivo ed al pagamento dei creditori Fornisce pareri non vincolanti Tribunale -Controllo di legittimità (discussa la convenienza) -Autorizzazioni particolari -Controllo di legittimità (discussa la convenienza) -Autorizzazioni particolari 33 34
Fattori di diversità Organi della procedura Giudice delegato Fallimento Amministratori / Liquidatori Curatore Comitato dei creditori Autorizza gli atti necessari ed a lui sottoposti dal curatore Rimangono in carica ma senza più alcun potere Riceve dal tribunale la legale rappresentanza della società (Pubblico ufficiale) Riceve dal tribunale la legale rappresentanza della società (Pubblico ufficiale) Autorizza gli atti sottoposti dal curatore Tribunale fallimentare E’ investito dell’intera procedura fallimentare 34 35
Fattori di diversità Trattamento dei creditori coinvolti e “favorevoli” In base al piano o agli accordi sottoscritti (Non vi è il vincolo delle prelazioni) In base al piano o agli accordi sottoscritti (Non vi è il vincolo delle prelazioni) bis Concordato preventivo In base agli accordi (Non vi è il vincolo delle prelazioni) In base agli accordi (Non vi è il vincolo delle prelazioni) In base alla proposta omologata (Seguendo scrupolosamente le prelazioni legali) In base alla proposta omologata (Seguendo scrupolosamente le prelazioni legali) 35 36
Fattori di diversità Trattamento dei creditori non coinvolti o contrari Irrilevanza del piano, nessuna modifica del diritto di credito bis Concordato preventivo Diritto all’integrale pagamento per i creditori non aderenti. Diritto al pagamento in conformità alla proposta approvata a maggioranza 36 37
Fattori di diversità Trattamento dei creditori privilegiati Neutralità dei privilegi rispetto al piano bis Concordato preventivo Vincoli nel loro soddisfacimento. Corrispondenza di valore del bene e graduazione Nel caso di CP in continuità moratoria sino a 1 anno se i beni non vengono prima liquidati Neutralità dei privilegi rispetto al piano ed agli altri creditori. Non possono formarsi nel corso dell’inibitoria 37 38
Fattori di diversità Opponibilità Degli atti Opponibilità Degli atti Art. 45 (richiamato dal 169) Le formalità necessarie per rendere opponibili gli atti ai terzi, se compiute dopo la data della dichiarazione di fallimento, sono senza effetto rispetto ai creditori. Art Alienazioni anteriori al pignoramento. Non hanno effetto in pregiudizio del creditore pignorante e dei creditori che intervengono nell'esecuzione, sebbene anteriori al pignoramento: 1) le alienazioni di beni immobili o di beni mobili iscritti in pubblici registri, che siano state trascritte successivamente al pignoramento; 2) le cessioni di crediti che siano state notificate al debitore ceduto o accettate dal medesimo successivamente al pignoramento; 3) le alienazioni di universalità di mobili che non abbiano data certa; 4) le alienazioni di beni mobili di cui non sia stato trasmesso il possesso ; anteriormente al pignoramento, salvo che risultino da atto avente data certa. Concordato e fallimento 38 39
Fattori di diversità Creazione di prededuzione Ante Pubblicazione Ante Pubblicazione Post Pubblicazione Post Pubblicazione 67 Concordato e fallimento Automatica alla pubblicazione Concordato e fallimento Automatica alla pubblicazione 182 bis Solo per alcuni casi specifici 182 bis Solo per alcuni casi specifici 39 40
Fattori di diversità Creazione di prededuzione Concordato e fallimento Art. 111 Ordine di distribuzione delle somme Le somme ricavate dalla liquidazione dell’attivo sono erogate nel seguente ordine: 1) per il pagamento dei crediti prededucibili; 2) per il pagamento dei crediti ammessi con prelazione sulle cose vendute secondo l’ordine assegnato dalla legge; 3) per il pagamento dei creditori chirografari, in proporzione dell’ammontare del credito per cui ciascuno di essi fu ammesso, compresi i creditori indicati al n. 2, qualora non sia stata ancora realizzata la garanzia, ovvero per la parte per cui rimasero non soddisfatti da questa. Sono considerati crediti prededucibili quelli così qualificati da una specifica disposizione di legge, e quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali di cui alla presente legge; tali debiti sono soddisfatti con preferenza ai sensi del primo comma n. 1). 40 41
Fattori di diversità Debiti prededucibili Escluso bis Concordato preventivo Escluso Possibile in esecuzione 182 quater e dopo autorizzazione 182 quinquies Applicabile Possibile in esecuzione 182 quater e dopo autorizzazione 182 quinquies o dopo 167 Fallimento Applicabile sempre 41 42
Fattori di somiglianza Debiti prededucibili 1)I crediti derivanti da finanziamenti in qualsiasi forma effettuati in esecuzione di un concordato preventivo ovvero di un 182-bis) sono prededucibili ai sensi e per gli effetti dell'articolo ) i crediti derivanti da finanziamenti erogati in funzione della presentazione della domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo o della domanda di omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti, qualora i finanziamenti siano previsti dal piano di cui all'articolo 160 o dall'accordo di ristrutturazione e purché la prededuzione sia espressamente disposta nel provvedimento con cui il tribunale accoglie la domanda di ammissione al concordato preventivo ovvero l'accordo sia omologato. 3) si applicano anche ai finanziamenti effettuati dai soci fino alla concorrenza dell'ottanta per cento del loro ammontare. 182 bis e concordato 182 bis e concordato 42 Art. 182-quater  DOPO L’OMOLOGA  PRIMA DELL’OMOLOGA  Finanziamento dai soci 43
Fattori di somiglianza Debiti prededucibili 182 quinquies 182 bis e concordato 182 bis e concordato Art. 182-quinquies finanziamento e continuità aziendale nel concordato preventivo e negli accordi di ristrutturazione dei debiti Il debitore può chiedere al tribunale di essere autorizzato a contrarre finanziamenti, prededucibili ai sensi dell'articolo 111. Se un attestatore, verificato il complessivo fabbisogno finanziario dell'impresa sino all'omologazione, attesta che tali finanziamenti sono funzionali alla migliore soddisfazione dei creditori. Il tribunale può autorizzare il debitore a concedere pegno o ipoteca a garanzia dei medesimi finanziamenti Finanziamento prededucibile per la continuità aziendale 43 Condizione 44
Fattori di somiglianza Pagamento debiti anche anteriori per prestazioni di beni o servizi Si. E’ possibile chiederlo al Tribunale Se il debitore che presenta domanda di concordato preventivo con continuità aziendale, può chiedere al tribunale di essere autorizzato a pagare crediti anteriori per prestazioni di beni o servizi, Si. E’ possibile chiederlo al Tribunale In tal caso i pagamenti effettuati non sono soggetti all'azione revocatoria di cui all'articolo bis E’ richiesta l’attestazione che tali prestazioni sono essenziali per la prosecuzione della attività di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori. NB: Condizione - attestazione Concordato preventivo in continuita’ Art quinquies 44 Pagamento debiti antecedenti 45
Fattori di diversità Solo concordato Solo concordato Art. 169 bis I.Il debitore può chiedere una specifica autorizzazione a sciogliersi dai contratti in corso di esecuzione alla data della presentazione del ricorso. II.Su richiesta del debitore può essere autorizzata la sospensione del contratto per non più di sessanta giorni, prorogabili una sola volta. In tali casi, il contraente ha diritto ad un indennizzo equivalente al risarcimento del danno conseguente al mancato adempimento. Tale credito è soddisfatto come credito anteriore al concordato. (quindi diviene chirografario) Lo scioglimento del contratto non si estende alla clausola compromissoria in esso contenuta. Le disposizioni di questo articolo non si applicano ai rapporti di lavoro subordinato nonché ai contratti di cui agli articoli 72, ottavo comma, 72 ter e 80 primo comma. 45 Contratti in corso di esecuzione 46
Fattori di diversità Solo concordato Solo concordato Se è prevista:  la prosecuzione dell'attività di impresa da parte del debitore  la cessione dell'azienda in esercizio  il conferimento dell'azienda in esercizio in una o più società, anche di nuova costituzione Allora: a)il piano deve contenere anche un'analitica indicazione -dei costi e dei ricavi attesi dalla prosecuzione dell'attività d'impresa -delle risorse finanziarie necessarie -delle relative modalità di copertura b) è necessaria l’attestazione che la prosecuzione dell'attività d'impresa prevista dal piano di concordato è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori c) il piano può prevedere una moratoria sino ad un anno dall'omologazione per il pagamento dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, salvo che sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione. Art. 186 bis 46 Concordato con continuità aziendale 47
Fattori di diversità Solo concordato Solo concordato Art. 186-bis Concordato con continuità aziendale Art. 186-bis Se nel corso di una procedura iniziata ai sensi del presente articolo l'esercizio dell'attività d'impresa cessa o risulta manifestamente dannoso per i creditori, il tribunale provvede ai sensi dell'articolo 173. Resta salva la facoltà del debitore di modificare la proposta di concordato. 47 48
Fattori di diversità Solo concordato Solo concordato Concordato con continuità aziendale prosecuzione contratti in corso di esecuzione Concordato con continuità aziendale prosecuzione contratti in corso di esecuzione Se è prevista:  la prosecuzione dell'attività di impresa da parte del debitore  la cessione dell'azienda in esercizio  il conferimento dell'azienda in esercizio in una o più società, anche di nuova costituzione Allora: I contratti in corso di esecuzione alla data di deposito del ricorso, anche stipulati con pubbliche amministrazioni, non si risolvono per effetto dell'apertura della procedura. Sono inefficaci eventuali patti contrari. Condizione Se viene attestato la conformità al piano e la ragionevole capacità di adempimento. Di tale continuazione può beneficiare, in presenza dei requisiti di legge, anche la società cessionaria o conferitaria d'azienda o di rami d'azienda cui i contratti siano trasferiti. Il giudice delegato, all'atto della cessione o del conferimento, dispone la cancellazione delle iscrizioni e trascrizioni. Art. 186 bis 48 49
Fattori di diversità Solo concordato Solo concordato Concordato con continuità aziendale partecipazione a procedure di assegnazione di contratti pubblici Concordato con continuità aziendale partecipazione a procedure di assegnazione di contratti pubblici Art. 186 bis a) una relazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'articolo 67, terzo comma, lettera d) che attesta la conformità al piano e la ragionevole capacità di adempimento del contratto Quando l'impresa presenta in gara: b) la dichiarazione di altro operatore in possesso dei requisiti di carattere generale, di capacità finanziaria, tecnica, economica nonché di certificazione, richiesti per l'affidamento dell'appalto, il quale si è impegnato nei confronti del concorrente e della stazione appaltante a mettere a disposizione, per la durata del contratto, le risorse necessarie all'esecuzione dell'appalto e a subentrare all'impresa ausiliata nel caso in cui questa fallisca nel corso della gara ovvero dopo la stipulazione del contratto, ovvero non sia per qualsiasi ragione più in grado di dare regolare esecuzione all'appalto. 49 50
Fattori di diversità Capitale sociale Necessità della permanenza del capitale sociale bis Concordato preventivo Sospensione delle regole sulla perdita del capitale sociale 182 sexies 182 sexies Riduzione o perdita del capitale della società in crisi (1) I. Dalla data del deposito della domanda per l'ammissione al concordato preventivo, anche a norma dell'articolo 161, sesto comma, della domanda per l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione di cui all'articolo 182 bis ovvero della proposta di accordo a norma del sesto comma dello stesso articolo e sino all'omologazione non si applicano gli articoli 2446, commi secondo e terzo, 2447, 2482-bis, commi quarto, quinto e sesto, e 2482-ter del codice civile. Per lo stesso periodo non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale di cui agli articoli 2484, n. 4, e 2545-duodecies del codice civile. II. Resta ferma, per il periodo anteriore a l deposito delle domande e della proposta di cui al primo comma, l'applicazione dell'articolo 2486 del codice civile. 50 51
Fattori di diversità Risanamento dell’impresa Necessità di prosecuzione dell’attività almeno in una componente determinante bis Concordato preventivo Irrilevanza della prosecuzione dell’attività Rilevanza della prosecuzione attività per norme speciali 182 quinquies e 186 bis 51 52
Fattori di diversità Controllo del tribunale Controllo a posteriori ai fini della revoca e del 217 bis bis Concordato preventivo Controllo sulla attuabilità degli accordi rispetto ai creditori non aderenti (controllo di legalità) Controllo sulla attuabilità degli accordi rispetto ai creditori non aderenti (controllo di legalità) Controllo di legittimità, sulla convenienza e (discusso) sulla fattibilità (Tutela della minoranza che vota contro la proposta) Controllo di legittimità, sulla convenienza e (discusso) sulla fattibilità (Tutela della minoranza che vota contro la proposta) 52 53
Fattori di diversità Costi (ulteriori a quelli dei vari advisor) Compenso attestatore bis Concordato preventivo Compenso attestatore e costo del processo di omologazione Compenso attestatore e costo del processo di omologazione; costo organi della procedura 53 54
Fattori di diversità 54 55
Concordato preventivo  Piano  Attestazione  Ricorso  Proposta 55 56
Concordato preventivo Progetto che contiene le modalità di ristrutturazione del debito con gli elementi disponibili ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma 56 Piano 57
bis  veridicità dei dati aziendali  la fattibilità del piano  veridicità dei dati aziendali  la fattibilità del piano piano che appaia idoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoria dell'impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione finanziaria Attestazione  veridicità dei dati aziendali  l’attuabilità dell’accordo  veridicità dei dati aziendali  l’attuabilità dell’accordo accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti 57 58
Concordato preventivo Attestazione Art. 161  veridicità dei dati aziendali  la fattibilità del piano Art. 161  veridicità dei dati aziendali  la fattibilità del piano Assicurare la possibilità di realizzazione della Proposta formulata ai creditori Art. 160 Accertare ed assicurare i creditori della possibilità del pagamento parziale ai creditori pignoratizi o ipotecari in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione indicato nella relazione giurata di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'art. 67, terzo comma, lettera d) Art. 160 Accertare ed assicurare i creditori della possibilità del pagamento parziale ai creditori pignoratizi o ipotecari in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale, sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione indicato nella relazione giurata di un professionista in possesso dei requisiti di cui all'art. 67, terzo comma, lettera d) 58 59
Attestazioni 1) Il debitore può chiedere al tribunale di essere autorizzato a contrarre finanziamenti, prededucibili ai sensi dell'articolo 111 Se l’attestatore, verificato il complessivo fabbisogno finanziario dell'impresa sino all'omologazione, attesta che tali finanziamenti sono funzionali alla migliore soddisfazione dei creditori 2) pagamento debiti anche anteriori per prestazioni di beni o servizi per favorire la continuità aziendale 182 bis e concordato Se viene attestato che tali prestazioni sono essenziali per la prosecuzione della attività di impresa e funzionali ad assicurare la migliore soddisfazione dei creditori Nell’ottica della continuità aziendale Ai sensi art. 182 quinques 59 60
Attestazioni 1) Se è previsto un concordato con continuità aziendale E’ necessaria una relazione che attesti che la prosecuzione dell'attività d'impresa prevista dal piano di concordato è funzionale al miglior soddisfacimento dei creditori Solo concordato Nell’ottica della continuità aziendale Ai sensi art. 186 bis Prosecuzione dei contratti in corso i contratti in corso di esecuzione alla data di deposito del ricorso, anche stipulati con pubbliche amministrazioni, non si risolvono per effetto dell'apertura della procedura. Sono inefficaci eventuali patti contrari. Prosecuzione dei contratti in corso i contratti in corso di esecuzione alla data di deposito del ricorso, anche stipulati con pubbliche amministrazioni, non si risolvono per effetto dell'apertura della procedura. Sono inefficaci eventuali patti contrari. E’ necessaria una attestazione della - conformità al piano - ragionevole capacità di adempimento E’ necessaria una attestazione della - conformità al piano - ragionevole capacità di adempimento 60 61
Attestazioni Solo concordato Nell’ottica della continuità aziendale Ai sensi art. 186 bis partecipazione a procedure di assegnazione di contratti pubblici a) una relazione che attesti: -la conformità al piano -la ragionevole capacità di adempimento del contratto b) la dichiarazione di altro operatore in possesso dei requisiti di carattere generale, di capacità finanziaria, tecnica, economica nonché' di certificazione, richiesti per l'affidamento dell'appalto, il quale si è impegnato nei confronti del concorrente e della stazione appaltante a mettere a disposizione, per la durata del contratto, le risorse necessarie all'esecuzione dell'appalto e a subentrare all'impresa ausiliata nel caso in cui questa fallisca nel corso della gara ovvero dopo la stipulazione del contratto, ovvero non sia per qualsiasi ragione più in grado di dare regolare esecuzione all'appalto E’ necessaria: 61 62
Concordato preventivo E’ la proposta formulata ai creditori Che deve essere accettata dalla maggioranza L’accettazione della maggioranza vincola la minoranza 62 Proposta (art. 160) 63
Concordato preventivo Il voto della maggioranza vincola la minoranza I creditori che non votano, di fatto votano a favore del concordato 63 Voto nel concordato Possibilità di voto nei 20 giorni successivi all’udienza L’espressione di voto determina il venir meno del privilegio 64
Concordato preventivo Il voto della maggioranza vincola la minoranza I creditori che non votano, di fatto votano a favore del concordato 64 Voto nel concordato Possibilità di voto nei 20 giorni successivi all’udienza L’espressione di voto determina il venir meno del privilegio 65
Concordato preventivo Il voto della maggioranza vincola la minoranza I creditori che non votano, di fatto votano a favore del concordato 65 Voto nel concordato Possibilità di voto nei 20 giorni successivi all’udienza L’espressione di voto determina il venir meno del privilegio 66
Fallimento 66 67
Fallimento E’ una procedura esecutiva Nomina il curatore fallimentare (legale rappresentate e pubblico ufficiale) Prevede lo spossessamento dei beni del debitore Sono nominati gli organi della procedura che -Vigilano -autorizzano l’operato del curatore Sono nominati gli organi della procedura che -Vigilano -autorizzano l’operato del curatore 67 68
Fallimento Fasi della procedura esecutiva 1) Formazione dello stato passivo 2) Inventariazione dell’attivo e modalità di realizzo 3) Studio delle azioni legali volte al recupero dell’attivo 4) Relazione sulle cause del fallimento e sulle responsabilità connesse (ai fini penali) 5) Con l’apertura del fallimento hanno origine i reati fallimentari 68 69
Fallimento Formazione dello stato passivo Concordato Fallimento E’ un procedimento amministrativo Formato dal debitore e Verificato -dal commissario -dal liquidatore giudiziale Formato dal debitore e Verificato -dal commissario -dal liquidatore giudiziale E’ un processo giudiziale definito da regole molto precise Unico rimedio è un’azione civile per l’accertamento del credito Rimedio possibile: -Insinuazione al passivo -Opposizione allo stato passivo; -Possibilità revocatoria nella ammissione; Rimedio possibile: -Insinuazione al passivo -Opposizione allo stato passivo; -Possibilità revocatoria nella ammissione; 69 ISTANZA DI RIVENDICA DEI BENI 70
Fallimento Revocatorie degli atti compiuti e dei pagamenti Atti a titolo oneroso, pagamenti, garanzie Sono revocati, salvo che l'altra parte provi che non conosceva lo stato d'insolvenza del debitore: 1) gli atti a titolo oneroso compiuti nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento, in cui le prestazioni eseguite o le obbligazioni assunte dal fallito sorpassano di oltre un quarto ciò che a lui è stato dato o promesso; 2) gli atti estintivi di debiti pecuniari scaduti ed esigibili non effettuati con danaro o con altri mezzi normali di pagamento, se compiuti nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento; 3) i pegni, le anticresi e le ipoteche volontarie costituiti nell'anno anteriore alla dichiarazione di fallimento per debiti preesistenti non scaduti; 4) i pegni, le anticresi e le ipoteche giudiziali o volontarie costituiti entro sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento per debiti scaduti. 70 Art. 67 71
Fallimento Revocatorie degli atti compiuti e dei pagamenti Sono altresì revocati, se il curatore prova che l'altra parte conosceva lo stato d'insolvenza del debitore, -i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili, -gli atti a titolo oneroso -Gli atti costitutivi di un diritto di prelazione per debiti, anche di terzi, contestualmente creati se compiuti entro sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento. 71 Art. 67 72
Fallimento Revocatorie degli atti compiuti e dei pagamenti 72 Art. 67 Sono revocati, se il curatore prova che l'altra parte conosceva lo stato d'insolvenza del debitore: -i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili, -gli atti a titolo oneroso e quelli costitutivi di un diritto di prelazione per debiti, anche di terzi, contestualmente creati, se compiuti entro sei mesi anteriori alla dichiarazione di fallimento. 73
73 Aspetti fiscali 74
Concordato fallimentare Concordato fallimentare 74 75
fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 4) Inizio fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 4.1) Iter della domanda di concordato scelta – (inizio fase giudiziale) 4.2) Il voto nel concordato 4.3) Approvazione del concordato 4.4) Giudizio di omologazione 4.6) Effetti del concordato 5) Risoluzione ed annullamento del concordato 4.7) Esecuzione del concordato 5.1) Risoluzione del concordato 5.2) Annullamento del concordato 6) Riapertura del fallimento 6.1) Riapertura del fallimento 4.5) Efficacia della omologazione 4.8) Fase della chiusura del concordato 75 76
4) Inizio fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 4.1) Iter della domanda di concordato scelta – (inizio fase giudiziale) Fase giudiziale: (art. 125 LF) 1) Parere del curatore con specifico riferimento ai presumibili risultati della liquidazione ed alle garanzie offerte. 2)Successiva acquisizione del parere del Comitato dei creditori. 3)Trasmissione della proposta, unitamente al parere del curatore e del Comitato dei creditori ai creditori specificando:  dove possono essere reperiti i dati per la sua valutazione  che la mancata risposta sarà considerata come voto favorevole  fissazione di un termine non inferiore a venti giorni né superiore a trenta, entro il quale i creditori devono far pervenire nella cancelleria del tribunale eventuali dichiarazioni di dissenso Fase giudiziale: (art. 125 LF) 1) Parere del curatore con specifico riferimento ai presumibili risultati della liquidazione ed alle garanzie offerte. 2)Successiva acquisizione del parere del Comitato dei creditori. 3)Trasmissione della proposta, unitamente al parere del curatore e del Comitato dei creditori ai creditori specificando:  dove possono essere reperiti i dati per la sua valutazione  che la mancata risposta sarà considerata come voto favorevole  fissazione di un termine non inferiore a venti giorni né superiore a trenta, entro il quale i creditori devono far pervenire nella cancelleria del tribunale eventuali dichiarazioni di dissenso 76 77
4.1) Iter della domanda di concordato scelta – (inizio fase giudiziale) Fase giudiziale: (art. 125 e 126 LF) 4)In caso di presentazione di più proposte o se comunque ne sopraggiunge una nuova, prima che il giudice delegato ordini la comunicazione, il comitato dei creditori sceglie quella da sottoporre all'approvazione dei creditori; 5)su richiesta del curatore, il giudice delegato può ordinare la comunicazione ai creditori di una o altre proposte, tra quelle non scelte, ritenute parimenti convenienti. 6)Art. 126 LF Ove le comunicazioni siano dirette ad un rilevante numero di destinatari, il giudice delegato può autorizzare il curatore a dare notizia della proposta di concordato, anziché con comunicazione ai singoli creditori, mediante pubblicazione del testo integrale della medesima su uno o più quotidiani a diffusione nazionale o locale. Fase giudiziale: (art. 125 e 126 LF) 4)In caso di presentazione di più proposte o se comunque ne sopraggiunge una nuova, prima che il giudice delegato ordini la comunicazione, il comitato dei creditori sceglie quella da sottoporre all'approvazione dei creditori; 5)su richiesta del curatore, il giudice delegato può ordinare la comunicazione ai creditori di una o altre proposte, tra quelle non scelte, ritenute parimenti convenienti. 6)Art. 126 LF Ove le comunicazioni siano dirette ad un rilevante numero di destinatari, il giudice delegato può autorizzare il curatore a dare notizia della proposta di concordato, anziché con comunicazione ai singoli creditori, mediante pubblicazione del testo integrale della medesima su uno o più quotidiani a diffusione nazionale o locale. 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 77 78
4.1) Iter della domanda di concordato scelta – (inizio fase giudiziale) Fase giudiziale: (art. 125 LF) 7) Qualora la proposta contenga condizioni differenziate per singole classi di creditori essa, prima di essere comunicata ai creditori:  deve essere sottoposta, con i pareri di cui al primo e secondo comma, al giudizio del tribunale che verifica il corretto utilizzo dei criteri di cui all’articolo 124, secondo comma, lettere a) e b) tenendo conto della relazione resa ai sensi dell’articolo 124, terzo comma.  Se la società fallita ha emesso obbligazioni o strumenti finanziari oggetto della proposta di concordato, la comunicazione è inviata agli organi che hanno il potere di convocare le rispettive assemblee, affinché possano esprimere il loro eventuale dissenso. Il termine previsto dal terzo comma è prolungato per consentire l’espletamento delle predette assemblee. Fase giudiziale: (art. 125 LF) 7) Qualora la proposta contenga condizioni differenziate per singole classi di creditori essa, prima di essere comunicata ai creditori:  deve essere sottoposta, con i pareri di cui al primo e secondo comma, al giudizio del tribunale che verifica il corretto utilizzo dei criteri di cui all’articolo 124, secondo comma, lettere a) e b) tenendo conto della relazione resa ai sensi dell’articolo 124, terzo comma.  Se la società fallita ha emesso obbligazioni o strumenti finanziari oggetto della proposta di concordato, la comunicazione è inviata agli organi che hanno il potere di convocare le rispettive assemblee, affinché possano esprimere il loro eventuale dissenso. Il termine previsto dal terzo comma è prolungato per consentire l’espletamento delle predette assemblee. 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 78 79
4.2) Il voto nel concordato Voto nel concordato: (art. 127 LF) Hanno diritto al voto: a)Prima della esecutività dello stato passivo:  i creditori che risultano dall’elenco provvisorio predisposto dal curatore e approvato dal giudice delegato; b) Dopo l’esecutività dello stato passivo  I creditori indicati nello stato passivo reso esecutivo ai sensi dell’articolo 97.  i creditori ammessi provvisoriamente e con riserva. Voto nel concordato: (art. 127 LF) Hanno diritto al voto: a)Prima della esecutività dello stato passivo:  i creditori che risultano dall’elenco provvisorio predisposto dal curatore e approvato dal giudice delegato; b) Dopo l’esecutività dello stato passivo  I creditori indicati nello stato passivo reso esecutivo ai sensi dell’articolo 97.  i creditori ammessi provvisoriamente e con riserva. 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 79 80
4.2) Il voto nel concordato Voto nel concordato: (art. 127 LF) non hanno diritto al voto se non rinunciano al diritto di prelazione:  I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, ancorché la garanzia sia contestata, dei quali la proposta di concordato prevede l’integrale pagamento.  La rinuncia può essere anche parziale, purché non inferiore alla terza parte dell’intero credito fra capitale ed accessori, salvo quanto previsto dal terzo comma. Voto nel concordato: (art. 127 LF) non hanno diritto al voto se non rinunciano al diritto di prelazione:  I creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca, ancorché la garanzia sia contestata, dei quali la proposta di concordato prevede l’integrale pagamento.  La rinuncia può essere anche parziale, purché non inferiore alla terza parte dell’intero credito fra capitale ed accessori, salvo quanto previsto dal terzo comma. 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 80 81
4.2) Il voto nel concordato Voto nel concordato: (art. 127 LF) non hanno diritto al voto se non rinunciano al diritto di prelazione: Qualora i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca rinuncino in tutto o in parte alla prelazione,  per la parte del credito non coperta dalla garanzia sono assimilati ai creditori chirografari;  la rinuncia ha effetto ai soli fini del concordato.  I creditori muniti di diritto di prelazione di cui la proposta di concordato prevede, ai sensi dell’articolo 124, terzo comma, la soddisfazione non integrale, sono considerati chirografari per la parte residua del credito Voto nel concordato: (art. 127 LF) non hanno diritto al voto se non rinunciano al diritto di prelazione: Qualora i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca rinuncino in tutto o in parte alla prelazione,  per la parte del credito non coperta dalla garanzia sono assimilati ai creditori chirografari;  la rinuncia ha effetto ai soli fini del concordato.  I creditori muniti di diritto di prelazione di cui la proposta di concordato prevede, ai sensi dell’articolo 124, terzo comma, la soddisfazione non integrale, sono considerati chirografari per la parte residua del credito 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 81 82
4.2) Il voto nel concordato Voto nel concordato: (art. 127 LF) Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze:  il coniuge del debitore,  i suoi parenti ed affini fino al quarto grado  coloro che sono diventati cessionari o aggiudicatari dei crediti di dette persone da meno di un anno prima della dichiarazione di fallimento.  La stessa disciplina si applica ai crediti delle società controllanti o controllate o sottoposte a comune controllo.  I trasferimenti di crediti avvenuti dopo la dichiarazione di fallimento non attribuiscono diritto di voto, salvo che siano effettuati a favore di banche o altri intermediari finanziari. Voto nel concordato: (art. 127 LF) Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze:  il coniuge del debitore,  i suoi parenti ed affini fino al quarto grado  coloro che sono diventati cessionari o aggiudicatari dei crediti di dette persone da meno di un anno prima della dichiarazione di fallimento.  La stessa disciplina si applica ai crediti delle società controllanti o controllate o sottoposte a comune controllo.  I trasferimenti di crediti avvenuti dopo la dichiarazione di fallimento non attribuiscono diritto di voto, salvo che siano effettuati a favore di banche o altri intermediari finanziari. 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 82 83
4.3) Approvazione del concordato Approvazione del concordato: (art. 128 LF) Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze: a) Caso di inesistenza delle classi dei creditori:  Il concordato è approvato dai creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto. b) Ove siano previste diverse classi di creditori,  il concordato è approvato se tale maggioranza si verifica inoltre nel maggior numero di classi c) I creditori che non fanno pervenire il loro dissenso nel termine fissato dal giudice delegato si ritengono consenzienti Approvazione del concordato: (art. 128 LF) Sono esclusi dal voto e dal computo delle maggioranze: a) Caso di inesistenza delle classi dei creditori:  Il concordato è approvato dai creditori che rappresentano la maggioranza dei crediti ammessi al voto. b) Ove siano previste diverse classi di creditori,  il concordato è approvato se tale maggioranza si verifica inoltre nel maggior numero di classi c) I creditori che non fanno pervenire il loro dissenso nel termine fissato dal giudice delegato si ritengono consenzienti 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 83 84
4.3) Approvazione del concordato Approvazione del concordato: (art. 128 LF)  La variazione del numero dei creditori ammessi o dell’ammontare dei singoli crediti, che avvenga per effetto di un provvedimento emesso successivamente alla scadenza del termine fissato dal giudice delegato per le votazioni, non influisce sul calcolo della maggioranza;  Quando il giudice delegato dispone il voto su più proposte di concordato ai sensi dell'articolo 125, secondo comma, terzo periodo, ultima parte, si considera approvata quella tra esse:  che ha conseguito il maggior numero di consensi a norma dei commi precedenti e, in caso di parità,  la proposta presentata per prima. : Approvazione del concordato: (art. 128 LF)  La variazione del numero dei creditori ammessi o dell’ammontare dei singoli crediti, che avvenga per effetto di un provvedimento emesso successivamente alla scadenza del termine fissato dal giudice delegato per le votazioni, non influisce sul calcolo della maggioranza;  Quando il giudice delegato dispone il voto su più proposte di concordato ai sensi dell'articolo 125, secondo comma, terzo periodo, ultima parte, si considera approvata quella tra esse:  che ha conseguito il maggior numero di consensi a norma dei commi precedenti e, in caso di parità,  la proposta presentata per prima. : 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 84 85
4.4) Giudizio di omologazione Giudizio di omologazione: (art. 129 LF)  Relazione del curatore sull’esito dei voti Decorso il termine stabilito per le votazioni, il curatore presenta al giudice delegato una relazione sul loro esito; Se la proposta e' stata approvata, il giudice delegato:  dispone che il curatore ne dia immediata comunicazione a mezzo posta elettronica certificata: -al proponente, affinche' richieda l'omologazione del concordato -ai creditori dissenzienti. -Al fallito, se non e' possibile procedere alla comunicazione con modalita' telematica, la notizia dell'approvazione e' comunicata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Giudizio di omologazione: (art. 129 LF)  Relazione del curatore sull’esito dei voti Decorso il termine stabilito per le votazioni, il curatore presenta al giudice delegato una relazione sul loro esito; Se la proposta e' stata approvata, il giudice delegato:  dispone che il curatore ne dia immediata comunicazione a mezzo posta elettronica certificata: -al proponente, affinche' richieda l'omologazione del concordato -ai creditori dissenzienti. -Al fallito, se non e' possibile procedere alla comunicazione con modalita' telematica, la notizia dell'approvazione e' comunicata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 85 86
4.4) Giudizio di omologazione Giudizio di omologazione: (art. 129 LF) Se la proposta e' stata approvata, il giudice delegato con decreto da pubblicarsi a norma dell'articolo 17 (al Registro delle Imprese), fissa un termine non inferiore a quindici giorni e non superiore a trenta giorni:  per la proposizione di eventuali opposizioni, anche da parte di qualsiasi altro interessato,  per il deposito da parte del comitato dei creditori di una relazione motivata col suo parere definitivo. Se il comitato dei creditori non provvede nel termine, la relazione e' redatta e depositata dal curatore nei sette giorni successivi: Giudizio di omologazione: (art. 129 LF) Se la proposta e' stata approvata, il giudice delegato con decreto da pubblicarsi a norma dell'articolo 17 (al Registro delle Imprese), fissa un termine non inferiore a quindici giorni e non superiore a trenta giorni:  per la proposizione di eventuali opposizioni, anche da parte di qualsiasi altro interessato,  per il deposito da parte del comitato dei creditori di una relazione motivata col suo parere definitivo. Se il comitato dei creditori non provvede nel termine, la relazione e' redatta e depositata dal curatore nei sette giorni successivi: 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 86 87
4.4) Giudizio di omologazione Giudizio di omologazione: (art. 129 LF)  L'opposizione e la richiesta di omologazione si propongono con ricorso a norma dell'articolo 26. a)Se nel termine fissato non vengono proposte opposizioni, il tribunale, verificata la regolarità della procedura e l'esito della votazione, omologa il concordato con decreto motivato non soggetto a gravame, Giudizio di omologazione: (art. 129 LF)  L'opposizione e la richiesta di omologazione si propongono con ricorso a norma dell'articolo 26. a)Se nel termine fissato non vengono proposte opposizioni, il tribunale, verificata la regolarità della procedura e l'esito della votazione, omologa il concordato con decreto motivato non soggetto a gravame, 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 87 88
4.4) Giudizio di omologazione Giudizio di omologazione: (art. 129 LF) a)Se sono state proposte opposizioni, il Tribunale assume i mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti di ufficio, anche delegando uno dei componenti del collegio. Nell’ipotesi di cui al secondo periodo del primo comma dell’articolo 128, se un creditore appartenente ad una classe dissenziente contesta la convenienza della proposta, il tribunale può omologare il concordato qualora ritenga che il credito possa risultare soddisfatto dal concordato in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili Il tribunale provvede con decreto motivato pubblicato a norma dell'articolo 17. Giudizio di omologazione: (art. 129 LF) a)Se sono state proposte opposizioni, il Tribunale assume i mezzi istruttori richiesti dalle parti o disposti di ufficio, anche delegando uno dei componenti del collegio. Nell’ipotesi di cui al secondo periodo del primo comma dell’articolo 128, se un creditore appartenente ad una classe dissenziente contesta la convenienza della proposta, il tribunale può omologare il concordato qualora ritenga che il credito possa risultare soddisfatto dal concordato in misura non inferiore rispetto alle alternative concretamente praticabili Il tribunale provvede con decreto motivato pubblicato a norma dell'articolo 17. 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 88 89
4.5) Efficacia della omologazione Efficacia della omologazione: (art. 130 LF) A seguito del decreto di omologa: La proposta di concordato diventa efficace -dal momento in cui scadono i termini per opporsi all’omologazione, -dal momento in cui si esauriscono le impugnazioni previste dall’articolo 129. Quando il decreto di omologazione diventa definitivo, -il curatore rende conto della gestione ai sensi dell’articolo 116 -il tribunale dichiara chiuso il fallimento. Efficacia della omologazione: (art. 130 LF) A seguito del decreto di omologa: La proposta di concordato diventa efficace -dal momento in cui scadono i termini per opporsi all’omologazione, -dal momento in cui si esauriscono le impugnazioni previste dall’articolo 129. Quando il decreto di omologazione diventa definitivo, -il curatore rende conto della gestione ai sensi dell’articolo 116 -il tribunale dichiara chiuso il fallimento. 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 89 90
4.6) Effetti del concordato Effetti del concordato: (art. 135 LF) Il concordato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori all’ apertura del fallimento, compresi quelli che non hanno presentato domanda di ammissione al passivo. A questi però non si estendono le garanzie date nel concordato da terzi. I creditori conservano la loro azione per l'intero credito contro i coobbligati, i fideiussori del fallito e gli obbligati in via di regresso. Effetti del concordato: (art. 135 LF) Il concordato è obbligatorio per tutti i creditori anteriori all’ apertura del fallimento, compresi quelli che non hanno presentato domanda di ammissione al passivo. A questi però non si estendono le garanzie date nel concordato da terzi. I creditori conservano la loro azione per l'intero credito contro i coobbligati, i fideiussori del fallito e gli obbligati in via di regresso. 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 90 91
Esecuzione del concordato: (art. 136 LF) I. Dopo l’omologazione del concordato il giudice delegato, il curatore e il comitato dei creditori ne sorvegliano l’adempimento, secondo le modalità stabilite nel decreto di omologazione. (1) II. Le somme spettanti ai creditori contestati, condizionali o irreperibili sono depositate nei modi stabiliti dal giudice delegato. III. Accertata la completa esecuzione del concordato, il giudice delegato ordina lo svincolo delle cauzioni e la cancellazione delle ipoteche iscritte a garanzia e adotta ogni misura idonea per il conseguimento delle finalità del concordato. (2) IV. Il provvedimento è pubblicato ed affisso ai sensi dell’art. 17 (Registro delle Imprese). Le spese sono a carico del debitore. Esecuzione del concordato: (art. 136 LF) I. Dopo l’omologazione del concordato il giudice delegato, il curatore e il comitato dei creditori ne sorvegliano l’adempimento, secondo le modalità stabilite nel decreto di omologazione. (1) II. Le somme spettanti ai creditori contestati, condizionali o irreperibili sono depositate nei modi stabiliti dal giudice delegato. III. Accertata la completa esecuzione del concordato, il giudice delegato ordina lo svincolo delle cauzioni e la cancellazione delle ipoteche iscritte a garanzia e adotta ogni misura idonea per il conseguimento delle finalità del concordato. (2) IV. Il provvedimento è pubblicato ed affisso ai sensi dell’art. 17 (Registro delle Imprese). Le spese sono a carico del debitore. 4.7) Esecuzione del concordato 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 91 92
Successivamente all’omologa, si pone poi la successiva fase dell’esecuzione che puo’ essere così indicata: 1)La fase di esecuzione ha inizio solo quando il decreto di omologa puo’ ritenersi definitivo. 2)Il provvedimento è pubblicato ed affisso ai sensi dell’art. 17. (Pubbl. sentenza di fallimento) 3)Puo’ essere ipotizzata l’esecuzione del concordato a cura diretta da parte del proponente / assuntore, ma in ogni caso, agli organi di vigilanza (giudice delegato, curatore, comitato dei creditori – autorità di vigilanza, commissari straordinari) compete un obbligo di sorveglianza che puo’ portare alla risoluzione ed annullamento di cui al punto 2. 4)Il decreto di omologa va sottoposto a registrazione. Successivamente all’omologa, si pone poi la successiva fase dell’esecuzione che puo’ essere così indicata: 1)La fase di esecuzione ha inizio solo quando il decreto di omologa puo’ ritenersi definitivo. 2)Il provvedimento è pubblicato ed affisso ai sensi dell’art. 17. (Pubbl. sentenza di fallimento) 3)Puo’ essere ipotizzata l’esecuzione del concordato a cura diretta da parte del proponente / assuntore, ma in ogni caso, agli organi di vigilanza (giudice delegato, curatore, comitato dei creditori – autorità di vigilanza, commissari straordinari) compete un obbligo di sorveglianza che puo’ portare alla risoluzione ed annullamento di cui al punto 2. 4)Il decreto di omologa va sottoposto a registrazione. 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 4.7) Esecuzione del concordato 92 93
5)L’esecuzione della procedura, viene generalmente gestita congiuntamente con il proponente / assuntore, il che vuol dire che anche i pagamenti possono essere effettuati a firme congiunte. 6)Le somme spettanti ai creditori contestati, condizionali o irreperibili sono depositate nei modi stabiliti dal giudice delegato. 7)Accertata la completa esecuzione del concordato, il giudice delegato ordina lo svincolo delle cauzioni e la cancellazione delle ipoteche iscritte a garanzia e adotta ogni misura idonea per il conseguimento delle finalità del concordato. 8)Nel caso di inadempimento puo’ essere risolto il concordato con il procedimento di cui all’art. 137 LF o annullato ex art. 138 LF. 5)L’esecuzione della procedura, viene generalmente gestita congiuntamente con il proponente / assuntore, il che vuol dire che anche i pagamenti possono essere effettuati a firme congiunte. 6)Le somme spettanti ai creditori contestati, condizionali o irreperibili sono depositate nei modi stabiliti dal giudice delegato. 7)Accertata la completa esecuzione del concordato, il giudice delegato ordina lo svincolo delle cauzioni e la cancellazione delle ipoteche iscritte a garanzia e adotta ogni misura idonea per il conseguimento delle finalità del concordato. 8)Nel caso di inadempimento puo’ essere risolto il concordato con il procedimento di cui all’art. 137 LF o annullato ex art. 138 LF. 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 4.7) Esecuzione del concordato 93 94
Conclusa l’esecuzione del concordato, si riportano gli adempimenti da svolgere nella fase di chiusura della procedura: 1)Predisposizione del conto della gestione e relativa approvazione; 2)Una volta approvato il conto della gestione si predispone l’istanza per la liquidazione del compenso al curatore. 3)Si provvede poi al deposito dell’istanza per la chiusura della procedura allegando alla stessa la prova della avvenuta esecuzione e delle quietanze relative ai pagamenti effettuati ai creditori. 4)Con il provvedimento di chiusura della procedura, il giudice ordina lo svincolo delle garanzie e la cancellazione delle ipoteche (art. 136 LF.) 4) fase giudiziale dopo il deposito della domanda di concordato 4.8) Fase della chiusura del concordato 94 95
Risoluzione del concordato: (art. 137 LF) E’ possibile se: -non vengono costituite le garanzie promesse -il proponente non adempie regolarmente gli obblighi derivanti dal concordato, Può essere chiesta da ciascun creditore. Si applicano le disposizioni dell’articolo 15 in quanto compatibili. Al procedimento è chiamato a partecipare anche l'eventuale garante. La sentenza che risolve il concordato riapre la procedura di fallimento ed è provvisoriamente esecutiva. Risoluzione del concordato: (art. 137 LF) E’ possibile se: -non vengono costituite le garanzie promesse -il proponente non adempie regolarmente gli obblighi derivanti dal concordato, Può essere chiesta da ciascun creditore. Si applicano le disposizioni dell’articolo 15 in quanto compatibili. Al procedimento è chiamato a partecipare anche l'eventuale garante. La sentenza che risolve il concordato riapre la procedura di fallimento ed è provvisoriamente esecutiva. 5.1) Risoluzione del concordato 5) Risoluzione ed annullamento del concordato 95 96
Risoluzione del concordato: (art. 137 LF) Il reclamo alla sentenza che riapre il fallimento La sentenza è reclamabile ai sensi dell’articolo 18. Il ricorso per la risoluzione deve proporsi entro un anno dalla scadenza del termine fissato per l’ultimo adempimento previsto nel concordato. Le disposizioni di questo articolo non si applicano quando gli obblighi derivanti dal concordato sono stati assunti dal proponente o da uno o più creditori con liberazione immediata del debitore. Non possono proporre istanza di risoluzione i creditori del fallito verso cui il terzo, ai sensi dell’articolo 124, non abbia assunto responsabilità per effetto del concordato. Risoluzione del concordato: (art. 137 LF) Il reclamo alla sentenza che riapre il fallimento La sentenza è reclamabile ai sensi dell’articolo 18. Il ricorso per la risoluzione deve proporsi entro un anno dalla scadenza del termine fissato per l’ultimo adempimento previsto nel concordato. Le disposizioni di questo articolo non si applicano quando gli obblighi derivanti dal concordato sono stati assunti dal proponente o da uno o più creditori con liberazione immediata del debitore. Non possono proporre istanza di risoluzione i creditori del fallito verso cui il terzo, ai sensi dell’articolo 124, non abbia assunto responsabilità per effetto del concordato. 5.1) Risoluzione del concordato 5) Risoluzione ed annullamento del concordato 96 97
Annullamento del concordato: (art. 138 LF) Il concordato omologato può essere annullato dal tribunale, su istanza: -del curatore; -di qualunque creditore, -in contraddittorio con il debitore, quando si scopre che è stato dolosamente esagerato il passivo, ovvero sottratta o dissimulata una parte rilevante dell'attivo. Non è ammessa alcuna altra azione di nullità. Si procede a norma dell’articolo 137. Annullamento del concordato: (art. 138 LF) Il concordato omologato può essere annullato dal tribunale, su istanza: -del curatore; -di qualunque creditore, -in contraddittorio con il debitore, quando si scopre che è stato dolosamente esagerato il passivo, ovvero sottratta o dissimulata una parte rilevante dell'attivo. Non è ammessa alcuna altra azione di nullità. Si procede a norma dell’articolo ) Annullamento del concordato 5) Risoluzione ed annullamento del concordato 97 98
Annullamento del concordato: (art. 138 LF) La sentenza che annulla il concordato riapre la procedura di fallimento ed è provvisoriamente esecutiva. Essa è reclamabile ai sensi dell’articolo 18. Il ricorso per l’annullamento deve proporsi: -nel termine di sei mesi dalla scoperta del dolo e, in ogni caso, -non oltre due anni dalla scadenza del termine fissato per l’ultimo adempimento previsto nel concordato. Annullamento del concordato: (art. 138 LF) La sentenza che annulla il concordato riapre la procedura di fallimento ed è provvisoriamente esecutiva. Essa è reclamabile ai sensi dell’articolo 18. Il ricorso per l’annullamento deve proporsi: -nel termine di sei mesi dalla scoperta del dolo e, in ogni caso, -non oltre due anni dalla scadenza del termine fissato per l’ultimo adempimento previsto nel concordato. 5.2) Annullamento del concordato 5) Risoluzione ed annullamento del concordato 98 99
6) Riapertura del fallimento Riapertura del fallimento: (art. 139, 140 LF) La sentenza che riapre la procedura a norma degli articoli 137 e 138 provvede ai sensi dell’articolo 121. Gli effetti della riapertura sono regolati dagli articoli 122 e 123. Possono essere riproposte le azioni revocatorie già iniziate e interrotte per effetto del concordato. I creditori anteriori conservano le garanzie per le somme tuttora ad essi dovute in base al concordato risolto o annullato e non sono tenuti a restituire quanto hanno già riscosso. Essi concorrono per l'importo del primitivo credito, detratta la parte riscossa in parziale esecuzione del concordato. Riapertura del fallimento: (art. 139, 140 LF) La sentenza che riapre la procedura a norma degli articoli 137 e 138 provvede ai sensi dell’articolo 121. Gli effetti della riapertura sono regolati dagli articoli 122 e 123. Possono essere riproposte le azioni revocatorie già iniziate e interrotte per effetto del concordato. I creditori anteriori conservano le garanzie per le somme tuttora ad essi dovute in base al concordato risolto o annullato e non sono tenuti a restituire quanto hanno già riscosso. Essi concorrono per l'importo del primitivo credito, detratta la parte riscossa in parziale esecuzione del concordato. 6.1) Riapertura del fallimento 99 100
Riapertura del fallimento: (art. 139, 140 LF) Reso esecutivo il nuovo stato passivo, il proponente è ammesso a presentare una nuova proposta di concordato. La stessa non può essere omologata se, prima dell’udienza a ciò destinata: -non sono depositate, nei modi stabiliti del giudice delegato, le somme occorrenti per il suo integrale adempimento -non sono prestate garanzie equivalenti. Riapertura del fallimento: (art. 139, 140 LF) Reso esecutivo il nuovo stato passivo, il proponente è ammesso a presentare una nuova proposta di concordato. La stessa non può essere omologata se, prima dell’udienza a ciò destinata: -non sono depositate, nei modi stabiliti del giudice delegato, le somme occorrenti per il suo integrale adempimento -non sono prestate garanzie equivalenti. 6.1) Riapertura del fallimento 6) Riapertura del fallimento 100 Scaricare ppt "1 Incontro del 15.10.2014 Sul tema: “Le procedure concorsuali ” Intervento del dott. Stefano Tonelato Argomento assegnato: Analisi degli strumenti giuridici."
Le società di capitali – caratteri generali Contratto di società (fanno parzialmente eccezione le società in accomandita) Nelle società di persone detta.
Il processo esecutivo Dr. Emanuele Riviello Giudice delegato ai fallimenti Tribunale di Firenze Tribunale di Firenze.

References: Art. 217
 Art. 217
 Art. 168
 Art. 168
 Art. 168
 Art. 168
 Art. 161
 Art. 161
 art. 45
 Art. 45
 Art. 111
 Art. 182
 Art. 182
 Art. 169
 Art. 186
 Art. 186
 Art. 186
 Art. 186
 Art. 186
 Art. 161
 Art. 161
 Art. 160
 Art. 160
 art. 182
 art. 186
 art. 186
 Art. 67
 Art. 67
 Art. 67
 sentenza 
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 art. 138
 art. 138
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