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CCNL normativo 2006 - 2009 economico 2006 – 2007 personale Unioncamere
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Unioncamere Quadriennio 1069 Kb
CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO DEL PERSONALE NON DIRIGENTE DELL’ UNIONE CAMERE QUADRIENNIO NORMATIVO 2006-2009 E BIENNIO ECONOMICO 2006-2007
Il giorno 4 agosto 2010, alle ore 17,00, ha avuto luogo l’incontro per la definizione del CCNL del personale non dirigente dell’UNIONCAMERE, Quadriennio Normativo 2006-2009 e Biennio Economico 2006-2007 tra:
nella persona del Commissario Straordinario Cons.
Antonio Naddeo firmato
Al termine della riunione le parti hanno sottoscritto l’allegato Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del personale non dirigente dell’UNIONCAMERE relativo al Quadriennio Normativo 2006-2009 e Biennio Economico 2006-2007.
Art. 3 Permessi sindacali
Art. 4 Conferma del sistema di classificazione
Art. 5 Disposizioni transitorie in materia di sistema di classificazione
Art. 6 Obblighi del dipendente
Art. 7 Sanzioni e procedure disciplinari
Art. 8 Codice disciplinare
Art. 9 Sospensione cautelare in corso di procedimento disciplinare
Art. 10 Sospensione cautelare in caso di procedimento penale
Art. 11 Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale
Art. 12 La determinazione concordata della sanzione
Art. 13 Disapplicazioni
Art. 15 Effetti dei nuovi trattamenti economici
Art. 16 Integrazione alla disciplina sulle risorse per le politiche del personale e per la produttività
Art. 17 Integrazione della disciplina dei permessi retribuiti
Art. 1: (Disposizioni di carattere generale)
Art. 2 : (Principi)
Art. 3: (Regali e altre utilità)
Art. 4: (Partecipazione ad associazioni e altre organizzazioni)
Art. 5: (Trasparenza negli interessi finanziari.)
Art. 6: (Obbligo di astensione)
Art. 7: (Attività collaterali)
Art. 8: (Imparzialità)
Art. 9: (Comportamento nella vita sociale)
Art. 10: (Comportamento in servizio)
Art. 11: (Rapporti con il pubblico)
Art. 12: (Contratti)
Art. 13: (Obblighi connessi alla valutazione dei risultati)
Art. 1 :Campo di applicazione
1. Il presente contratto concerne il periodo 1° gennaio 2006 - 31 dicembre 2009, per la parte normativa ed è valido dal 1° gennaio 2006 – 31 dicembre 2007 per la parte economica.
4. Il presente contratto, alla scadenza, si rinnova tacitamente di anno in anno qualora non ne sia data disdetta da una delle parti con lettera raccomandata, almeno tre mesi prima di ogni singola scadenza. In caso di disdetta, le disposizioni contrattuali rimangono integralmente in vigore fino a quando non siano sostituite dal successivo contratto collettivo. Resta altresì fermo quanto previsto dall’art.48, comma 3, del D.Lgs.n.165 del 2001.
Art. 3 : Permessi sindacali
2. In applicazione del comma 1, il nuovo contingente complessivo dei permessi sindacali per il personale dell’UNIONCAMERE, a decorrere dal 1° luglio 2009, è pari a 76 minuti e 30 secondi annui per dipendente in servizio.
7. Ai sensi dell’art. 4, comma 4, del DM 23 febbraio 2009 è fatto obbligo all’UNIONCAMERE di inviare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica, immediatamente e, comunque, non oltre due giornate lavorative successive all’adozione dei relativi provvedimenti di autorizzazione, le comunicazioni riguardanti la fruizione dei distacchi, aspettative e permessi sindacali da parte dei propri dipendenti. Tali comunicazioni devono avvenire esclusivamente attraverso il sito web GEDAP.
8. L’UNIONCAMERE comunica trimestralmente alle associazioni sindacali il numero di ore di permesso utilizzate. In caso di superamento del contingente di permessi assegnato l’Ente provvede immediatamente a darne notizia all’organizzazione sindacale interessata.
11. L’UNIONCAMERE è tenuto ad individuare il responsabile del procedimento dell’invio dei dati al Dipartimento della Funzione Pubblica nei termini legislativi e contrattuali previsti. La mancata trasmissione dei dati entro i termini sopra indicati costituisce in ogni caso, fatte salve le eventuali responsabilità di natura contabile e patrimoniale, infrazione disciplinare per lo stesso responsabile del procedimento. Qualora l’ente non ottemperi, nei tempi ivi previsti, al disposto del comma 7, oppure conceda ulteriori permessi dopo aver accertato il completo utilizzo del monte-ore a disposizione delle singole associazioni sindacali, sarà direttamente responsabile del danno eventualmente conseguente all’impossibilità di ottenere il rimborso di cui al comma 10.
Art. 4 : Conferma del sistema di classificazione del personale
1. Si conferma, in quanto compatibile con le vigenti disposizioni legislative, il sistema di classificazione professionale previsto dal Titolo III del CCNL dell’11 febbraio 2008, con le modifiche di seguito riportate.
2. Con riferimento all’art. 7 del CCNL dell’11 febbraio 2008 (Aree, profili professionali e livelli economici), sono definitivamente disapplicati:
a) l’ultimo periodo del comma 4;
b) il comma 5.
3. Nell’ambito dell’Allegato A (Declaratorie delle Aree) al CCNL dell’11 febbraio 2008, sono definitivamente disapplicate:
a) con riferimento all’Area B, la sezione recante “Più specifiche conoscenze e capacità richieste per i profili con accesso al livello B5” nonché l’ultimo periodo della sezione “Requisiti per l’accesso”;
b) con riferimento all’Area C, la sezione recante “Più specifiche conoscenze e capacità richieste per i profili con accesso al livello C3” ” nonché l’ultimo periodo della sezione “Requisiti per l’accesso”.
4. L’art.9, comma 1, del CCNL dell’11 febbraio 2008 (mansioni superiori) è sostituito dal seguente: “Nell’ambito del sistema di classificazione del personale previsto dal presente contratto si considerano “mansioni immediatamente superiori” quelle dell’area immediatamente superiore.”.
5. L’art.11 del CCNL dell’ 11 febbraio 2008 (Progressioni all’interno del sistema di classificazione) è sostituito dal seguente:
“1. Nell’ambito del sistema di classificazione sono possibili sviluppi economici all’interno delle aree che si realizzano mediante progressione economica al livello economico immediatamente successivo.”.
6. Relativamente all’art.12 del CCNL dell’ 11 febbraio 2008 (Criteri e procedure per gli sviluppi economici e professionali):
a) il comma 1 è sostituito dal seguente: “1. Nell’ambito del sistema di classificazione sono possibili sviluppi economici all’interno delle aree che si realizzano mediante progressione economica al livello economico immediatamente successivo, secondo i criteri e le procedure di cui al presente articolo, integrabili dalla contrattazione integrativa.”;
b) sono definitivamente disapplicati i commi 3, 4 e 5.
Art. 5 : Disposizioni transitorie in materia di sistema di classificazione
1. A seguito delle modifiche introdotte nel sistema di classificazione dall’art. 4, al personale che, alla data di entrata in vigore del presente CCNL, è inquadrato in profili delle Aree B e C, per i quali, ai sensi dell’art.7, comma 5, del CCNL dell’11 febbraio 2008 e dell’allegato A al medesimo contratto, l’accesso avveniva rispettivamente al livello B5 ed al livello C3 è conservato il profilo posseduto e il livello economico acquisito nell’ambito dell’area.
2. I profili di cui al comma 1 sono da considerarsi ad esaurimento.
Art. 6 : Obblighi del dipendente
1. Il dipendente conforma la sua condotta al dovere costituzionale di servire la Repubblica con impegno e responsabilità e di rispettare i principi di buon andamento e imparzialità dell'attività amministrativa, anteponendo il rispetto della legge e l'interesse pubblico agli interessi privati propri ed altrui. Il dipendente adegua altresì il proprio comportamento ai principi riguardanti il rapporto di lavoro, contenuti nel codice di comportamento allegato.
b) rispettare il segreto d'ufficio nei casi e nei modi previsti dalle norme dell’ordinamento ai sensi dell'art.24 della legge n. 241/1990;
d) nei rapporti con il cittadino, fornire tutte le informazioni cui abbia titolo, nel rispetto delle disposizioni in materia di trasparenza e di accesso all'attività amministrativa previste dalla Legge n. 241/1990, dai regolamenti attuativi della stessa vigenti nell'Ente nonché attuare le disposizioni dello stesso Ente in ordine al DPR n. 445/2000 in tema di autocertificazione;
k) non valersi di quanto è di proprietà dell'Ente per ragioni che non siano di servizio;
l) non chiedere né accettare, a qualsiasi titolo, compensi, regali o altre utilità in connessione con la prestazione lavorativa;
n) comunicare all'Ente la propria residenza e, ove non coincidente, la dimora temporanea, nonché ogni successivo mutamento delle stesse;
p) astenersi dal partecipare all'adozione di decisioni o ad attività che possano coinvolgere direttamente o indirettamente interessi finanziari o non finanziari propri o di suoi parenti entro il quarto grado o conviventi.
Art. 7 : Sanzioni e procedure disciplinari
1. Le violazioni da parte dei lavoratori, degli obblighi disciplinati all’art.6 danno luogo, secondo la gravità dell’infrazione, all’applicazione delle seguenti sanzioni disciplinari previo procedimento disciplinare:
e) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di quindici giorni, ai sensi dell’art.55-bis, comma 7, del D.Lgs.n.165 del 2001;
f) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di tre mesi, ai sensi dell’art.55-sexies, comma 3;
g) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni fino ad un massimo di tre mesi, ai sensi dell’art.55-sexies, comma 1, del D.Lgs.n.165 del 2001;
h) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da 11 giorni fino ad un massimo di sei mesi;
i) licenziamento con preavviso;
j) licenziamento senza preavviso.
2. Per l’individuazione dell’autorità disciplinare competente per i procedimenti disciplinari dei dipendenti e per le forme e i termini del procedimento disciplinare trovano applicazione le previsioni dell’art. 55-bis del D. Lgs n. 165 del 2001.
3. Non può tenersi conto, ad alcun effetto, delle sanzioni disciplinari decorsi due anni dalla loro applicazione.
4. I provvedimenti di cui al comma 1 non sollevano il dipendente dalle eventuali responsabilità di altro genere nelle quali egli sia incorso.
Art. 8 : Codice disciplinare
2. La recidiva nelle mancanze previste ai commi da 4 a 9, già sanzionate nel biennio di riferimento, comporta una sanzione di maggiore gravità tra quelle previste nell'ambito dei medesimi commi.
a) inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema di assenze per malattia, nonché dell'orario di lavoro, ove non ricorrano le fattispecie considerate nell’art. 55-quater, comma 1, lett. a) del D. Lgs n. 165/2001;
e) rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a tutela del patrimonio dell'Ente, nel rispetto di quanto previsto dall' articolo 6 della legge. n. 300/1970;
f) insufficiente rendimento, rispetto ai carichi di lavoro e, comunque, nell'assolvimento dei compiti assegnati, ove non ricorrano le fattispecie considerate nell’art. 55- quater, comma 2, del D. Lgs. n. 165/2001 ;
h) violazione di doveri ed obblighi di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti, da cui sia derivato disservizio ovvero danno o pericolo all'Ente, agli utenti o ai terzi.
c) ove non ricorra la fattispecie prevista dall’art.55-quater, comma 1, lett.b) del D.Lgs.n.165 del 2001), assenza ingiustificata dal servizio o arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi, l'entità della sanzione è determinata in relazione alla durata dell'assenza o dell'abbandono del servizio, al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione dei doveri del dipendente, agli eventuali danni causati all'Ente, agli utenti o ai terzi;
h) alterchi negli ambienti di lavoro, anche con utenti o con terzi;
i) manifestazioni ingiuriose nei confronti dell'Ente, salvo che siano espressione della libertà di pensiero, ai sensi dell' art. 1 della L. n. 300/1970;
k) ove non ricorrano le fattispecie considerate nell’art. 55- quater, comma 1, lett. e) del D. Lgs. n. 165/2001 sistematici e reiterati atti o comportamenti aggressivi ostili e denigratori che assumano forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un altro dipendente;
l) violazione di doveri ed obblighi di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti da cui sia, comunque derivato grave danno all’Ente agli utenti o ai terzi.
7. La sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di tre mesi, si applica nei casi previsti dall’art.55- sexies, comma 3 .
a) recidiva nel biennio delle mancanze previste nei commi 5 6, 7 e 8 quando sia stata comminata la sanzione massima oppure quando le mancanze previste dai medesimi commi presentino caratteri di particolare gravità;
e) alterchi con ricorso a vie di fatto negli ambienti di lavoro, nei riguardi di altri dipendenti, di utenti o di terzi;
f) violazione di doveri ed obblighi di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti da cui sia, comunque, derivato grave danno all’Ente agli utenti o a terzi.
a) le ipotesi considerate dall’art. 55-quater, comma 1, lett. b) e c) e comma 2, del D.Lgs.n.165 del 2001;
b) la recidiva plurima, in una delle mancanze previste ai commi 5 e 6, 7, 8 e 9 anche se di diversa natura, o recidiva, nel biennio, in una mancanza che abbia già comportato l’applicazione della sanzione massima di 6 mesi di sospensione dal servizio e dalla retribuzione, salvo quanto previsto al comma 11, lett. b);
c) recidiva nell’infrazione di cui al comma 9, lettera b);
d) recidiva nel biennio, anche nei confronti di persona diversa, di sistematici e reiterati atti e comportamenti aggressivi ostili e denigratori e di forme di violenza morale o di persecuzione psicologica nei confronti di un collega al fine di procurargli un danno in ambito lavorativo o addirittura di escluderlo dal contesto lavorativo;
e) recidiva nel biennio di atti, comportamenti o molestie, anche di carattere sessuale, che siano lesivi della dignità della persona;
f) condanna passata in giudicato, per un delitto che, commesso fuori del servizio e non attinente in via diretta al rapporto di lavoro, non ne consenta la prosecuzione per la sua specifica gravità;
g) violazione dei doveri e degli obblighi di comportamento non ricompresi specificatamente nelle lettere precedenti di gravità tale, secondo i criteri di cui al comma 1, da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro.
b) terza recidiva nel biennio di minacce, ingiurie gravi, calunnie o diffamazioni verso il pubblico o altri dipendenti, alterchi con vie di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;
c) commissione di gravi fatti illeciti di rilevanza penale, ivi compresi quelli che possono dare luogo alla sospensione cautelare, secondo la disciplina dell’art. 10, fatto salvo quanto previsto dall’art. 11, comma 1, (rapporto tra procedimento disciplinare e penale);
e) commissione in genere - anche nei confronti di terzi - di fatti o atti dolosi, che, pur non costituendo illeciti di rilevanza penale, sono di gravità tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro;
- per i delitti già indicati nell’art. 58, comma 1, lett. a), b) limitatamente all’art. 316 del codice penale, lett. c), d) ed e), e nell’art. 59, comma 1, lett. a), limitatamente ai delitti già indicati nell’art. 58, comma 1, lett. a) e all’art. 316 del codice penale, lett. b) e c), del D. Lgs. n. 267 del 2000;
g) violazioni intenzionali degli obblighi non ricomprese specificatamente nelle lettere precedenti, anche nei confronti di terzi, di gravità tale, in relazione ai criteri di cui al comma 1, da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro.
11. Le mancanze non espressamente previste nei commi da 4 a 9 sono comunque sanzionate secondo i criteri di cui al comma 1, facendosi riferimento, quanto all'individuazione dei fatti sanzionabili, agli obblighi dei lavoratori di cui all’art. 6 (Obblighi dei lavoratori), e facendosi riferimento, quanto al tipo e alla misura delle sanzioni, ai principi desumibili dai commi precedenti.
12. Al codice disciplinare, di cui al presente articolo, deve essere data la massima pubblicità mediante pubblicazione sul sito istituzionale dell’ente secondo le previsioni dell’art. 55, comma 2, ultimo periodo, del D. Lgs n. 165 del 2001.
Art. 9 : Sospensione cautelare in corso di procedimento disciplinare
1. L'Ente, laddove riscontri la necessità di espletare accertamenti su fatti addebitati al dipendente a titolo di infrazione disciplinare punibili con la sanzione della sospensione dal servizio e dalla retribuzione, può disporre, nel corso del procedimento disciplinare, l'allontanamento dal lavoro per un periodo di tempo non superiore a trenta giorni, con conservazione della retribuzione.
Art. 10 : Sospensione cautelare in caso di procedimento penale
2. Il dipendente può essere sospeso dal servizio, con privazione della retribuzione, anche nel caso in cui venga sottoposto a procedimento penale che non comporti la restrizione della libertà personale o questa sia comunque cessata, qualora l’ente disponga, ai sensi dell’art. 55-ter del D.lgs. n. 165 del 2001, la sospensione del procedimento disciplinare fino a termine di quello penale, ai sensi dell’art. 11 (Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale).
3. Resta fermo l’obbligo di sospensione del dipendente in presenza dei casi già previsti dagli artt. 58, comma 1, lett. a), b), limitatamente all'art. 316 del codice penale, lett. c), d) ed e), e 59, comma 1, lett. a), limitatamente ai delitti già indicati nell'art. 58 comma 1, lett. a) e all'art. 316 del codice penale, lett. b), e c), del D. Lgs .n. 267 del 2000.
5. Nei casi indicati ai commi precedenti, si applica quanto previsto dall’art.55-ter del d.lgs.165/2001 e dall’art. 11 in tema di rapporti tra procedimento disciplinare e procedimento penale.
6. Ove l’ente proceda all’applicazione della sanzione di cui all’art. 8, comma 10, n. 2 (Codice disciplinare), la sospensione del dipendente disposta ai sensi del presente articolo conserva efficacia solo fino alla conclusione del procedimento disciplinare. Negli altri casi, la sospensione dal servizio eventualmente disposta a causa di procedimento penale conserva efficacia, se non revocata, per un periodo non superiore a cinque anni. Decorso tale termine, essa è revocata ed il dipendente è riammesso in servizio, salvo i casi nei quali, in presenza di reati che comportano l’applicazione dell’art. 8, comma 10, n.2 (Codice disciplinare), l’ente ritenga che la permanenza in servizio del dipendente provochi un pregiudizio alla credibilità della stessa a causa del discredito che da tale permanenza potrebbe derivarle da parte dei cittadini e/o comunque, per ragioni di opportunità ed operatività dell’ente stesso. In tal caso, può essere disposta, per i suddetti motivi, la sospensione dal servizio, che sarà sottoposta a revisione con cadenza biennale. Ove il procedimento disciplinare sia stato eventualmente sospeso fino all’esito del procedimento penale, ai sensi dell’art. 11 (Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale), tale sospensione può essere prorogata, ferma restando in ogni caso l’applicabilità dell’art. 8, comma 10, n.2 (Codice disciplinare).
7. Al dipendente sospeso, ai sensi del presente articolo, sono corrisposti un'indennità pari al 50% dello stipendio tabellare, nonchè gli assegni del nucleo familiare e la retribuzione individuale di anzianità, ove spettanti.
8. Nel caso di sentenza penale definitiva di assoluzione, pronunciata con la formula “il fatto non sussiste” o “l’imputato non lo ha commesso”, quanto corrisposto, durante il periodo di sospensione cautelare, a titolo di indennità verrà conguagliato con quanto dovuto al dipendente se fosse rimasto in servizio, escluse le indennità o i compensi per servizi speciali o per prestazioni di carattere straordinario. Ove il procedimento disciplinare riprenda per altre infrazioni, ai sensi dell’art. 11, comma 2, secondo periodo (Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale), il conguaglio dovrà tener conto delle sanzioni eventualmente applicate.
9. In tutti gli altri casi di riattivazione del procedimento disciplinare a seguito di condanna penale, ove questo si concluda con una sanzione diversa dal licenziamento, al dipendente precedentemente sospeso verrà conguagliato quanto dovuto se fosse stato in servizio, escluse le indennità o compensi connessi ad incarichi o a servizi e funzioni speciali o a prestazioni di carattere straordinario nonchè i periodi di sospensione del comma 1 e quelli eventualmente inflitti a seguito del giudizio disciplinare riattivato.
Art. 11 : Rapporto tra procedimento disciplinare e procedimento penale
2. Nel caso del procedimento disciplinare sospeso, ai sensi dell’art. 55-ter del D.Lgs. n. 165 del 2001, qualora per i fatti oggetto del procedimento penale intervenga una sentenza penale irrevocabile di assoluzione che riconosce che il “fatto non sussiste” o “non costituisce illecito penale” o che “l’imputato non lo ha commesso”, l’autorità disciplinare procedente, nel rispetto delle previsioni dell’art. 55-ter, comma 4, del D.Lgs. n. 165 del 2001, riprende il procedimento disciplinare ed adotta le determinazioni conclusive, applicando le disposizioni dell’art. 653, comma 1, del codice di procedura penale. In questa ipotesi, ove nel procedimento disciplinare sospeso, al dipendente, oltre ai fatti oggetto del giudizio penale per i quali vi sia stata assoluzione, siano state contestate altre violazioni, oppure i fatti contestati, pur non costituendo illecito penale, rivestano comunque rilevanza disciplinare, il procedimento riprende e prosegue per dette infrazioni, nei tempi e secondo le modalità stabilite dall’art. 55-ter, comma 4.
3. Se il procedimento disciplinare non sospeso si sia concluso con l’irrogazione della sanzione del licenziamento, ai sensi dell’art. 8, comma 10, n.2 (codice disciplinare), e successivamente il procedimento penale sia definito con una sentenza penale irrevocabile di assoluzione, che riconosce che il “fatto non sussiste” o “non costituisce illecito penale” o che “l’imputato non lo ha commesso”, ove il medesimo procedimento sia riaperto e si concluda con un atto di archiviazione, ai sensi dell’art. 55-ter, comma 2, del D.Lgs. n. 165 del 2001, il dipendente ha diritto dalla data della sentenza di assoluzione alla riammissione in servizio presso l’ente, anche in soprannumero nella medesima sede o in altra, nella medesima qualifica e con decorrenza dell’anzianità posseduta all’atto del licenziamento. Analoga disciplina trova applicazione nel caso che l’assoluzione del dipendente consegua a sentenza pronunciata a seguito di processo di revisione.
4. Dalla data di riammissione di cui al comma 3, il dipendente è reinquadrato, nella medesima qualifica cui è confluita la qualifica posseduta al momento del licenziamento qualora sia intervenuta una nuova classificazione del personale. In caso di premorienza il coniuge o il convivente superstite e i figli hanno diritto a tutti gli assegni che sarebbero stati corrisposti nel periodo di licenziamento, tenendo conto anche dell’eventuale periodo di sospensione antecedente escluse le indennità comunque legate alla presenza in servizio ovvero alla prestazione di lavoro straordinario.
5. Qualora, oltre ai fatti che hanno determinato il licenziamento di cui al comma 3, siano state contestate al dipendente altre violazioni, ovvero nel caso in cui le violazioni siano rilevanti sotto profili diversi da quelli che hanno portato al licenziamento, il procedimento disciplinare viene riaperto secondo le procedure previste dal presente CCNL.
Art. 12 : La determinazione concordata della sanzione
3. L’autorità disciplinare competente o il dipendente può proporre all’altra parte, l’attivazione della procedura conciliativa di cui al comma 1, che non ha natura obbligatoria, entro il termine dei cinque giorni successivi alla audizione del dipendente per il contraddittorio a sua difesa, ai sensi dell’art. 55-bis, comma 2, del D.Lgs. n.165 del 2001. Dalla data della proposta sono sospesi i termini del procedimento disciplinare, di cui all’art. 55-bis del D.Lgs. n. 165 del 2001. La proposta dell’autorità disciplinare o del dipendente e tutti gli altri atti della procedura sono comunicati all’altra parte con le modalità dell’art. 55-bis, comma 5, del D.Lgs. n. 165 del 2001.
Art. 13 : Disapplicazioni
1. A seguito della sottoscrizione definitiva del presente CCNL, sono integralmente e definitivamente disapplicate le seguenti disposizioni:
· con riferimento al Titolo III, Capo II, gli artt.45, 46, 48, 49 e 50, del CCNL del 4 marzo 2003 nonché gli artt.20, 21, 22, 23, 24, 25 e 26 del CCNL dell’11 febbraio 2008.
Art. 14 : Stipendio tabellare
1. Gli stipendi tabellari stabiliti dall’art. 27, comma 1, e dalla tabella 4 del CCNL dell’11 febbraio 2008, sono incrementati degli importi mensili lordi, per quattordici mensilità, indicati nell’allegata tabella A, con le decorrenze ivi stabilite.
4. Il nuovo stipendio tabellare, di cui al comma 2, ricomprende le misure dell’indennità di contingenza, secondo le previsioni dell’art.27, comma 3, del CCNL dell’11 febbraio 2008.
Art. 15 : Effetti dei nuovi stipendi
1. Le misure degli stipendi risultanti dall’applicazione dell’art. 14 hanno effetto sulla tredicesima e sulla quattordicesima mensilità, sul compenso per lavoro straordinario, sul trattamento ordinario di quiescenza, normale e privilegiato, sul trattamento di fine rapporto, sulle indennità corrisposte in caso di sospensione dal servizio ai sensi dell’art. 10, sull’indennità in caso di decesso di cui all’art. 2122 C.C, sull’indennità sostitutiva del preavviso, sull’equo indennizzo, sulle ritenute assistenziali e previdenziali e relativi contributi.
2. I benefici economici risultanti dall’applicazione dell’art. 14 hanno effetto integralmente alle scadenze e negli importi previsti, sulla determinazione del trattamento di quiescenza del personale comunque cessato dal servizio, con diritto a pensione, nel periodo di vigenza economica del presente contratto. Agli effetti del trattamento di fine rapporto, dell’indennità sostitutiva del preavviso, nonché dell’indennità in caso di decesso di cui all’art. 2122 C.C., si considerano solo gli scaglionamenti maturati alla data di cessazione del rapporto di lavoro.
Art. 16 : Integrazione alla disciplina sulle risorse per le politiche del personale e per la produttività
1. Sono confermate, con le modifiche di cui al presente articolo, le disposizioni previste dagli artt. 59 e 60 del CCNL di Unioncamere del 4 marzo 2003, come integrate dall’art. 4 del CCNL del 14 aprile 2005 e dall’art.29 del CCNL dell’11 febbraio 2008, in ordine alle risorse per le politiche del personale e per la produttività ed al loro utilizzo.
2. Al fine di realizzare ulteriori incrementi di produttività e di efficacia dei servizi, con conseguente valorizzazione della qualità delle prestazioni, a decorrere dal 31 dicembre 2007 e a valere dall’anno 2008 le risorse per le politiche del personale e per la produttività di cui all’art. 29 del CCNL dell’11 febbraio 2008 sono ulteriormente incrementate di un importo pari allo 0,5% del monte salari annuo al 31.12.2005, relativo al personale destinatario del presente CCNL.
3. Eventuali economie di spesa realizzate nell'utilizzo delle risorse destinate al finanziamento del lavoro straordinario, accertate a consuntivo, confluiscono nelle risorse di cui all’art.29 del CCNL dell’11 febbraio 2008, per il solo anno cui l’accertamento si riferisce e sono utilizzate per le finalità di cui all’art.60, comma 2, del CCNL del 4 marzo 2003. Le medesime risorse sono riassegnate al finanziamento del lavoro straordinario a decorrere dall’esercizio finanziario successivo.
4. Le risorse dell’art.29 del CCNL dell’11 febbraio 2008 possono essere ulteriormente integrate anche con una eventuale quota dei risparmi sui costi di funzionamento derivanti da processi di ristrutturazione, riorganizzazione ed innovazione all’interno di Unioncamere, secondo le misure percentuali, le condizioni e le modalità stabilite dalla vigente legislazione.
Art. 17: Integrazione della disciplina dei permessi retribuiti
1. L’art.30, comma 5, del CCNL del 4 marzo 2003 è sostituito dal seguente:
“ 5. Nei permessi previsti da specifiche disposizioni di legge di cui al precedente comma 8, sono compresi:
a) i permessi per donazione di sangue di cui alla legge n.584/1967 e successive modifiche ed integrazioni, nonché quelli per donazione di midollo osseo di cui alla l. 6 marzo 2001, n. 52;
b) permessi di cui all'art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, che possono essere fruiti anche ad ore nel limite massimo di 18 ore mensili.
Dal 1.1.2007(1)
(1) L' incremento a decorrere dal 1.1.2007 comprende ed assorde quello corrisposto dal 1.1.2006.
Nuovo stipendio tabellare annuo
32.239,47
34.080,27
30.777,60
32.535,60
29.671,60
28.638,40
27.157,20
28.707,60
25.682,56
27.148,96
24.441,60
25.837,20
22.925,68
21.977,20
23.232,40
20.216,40
19.531,26
19.211,60
20.308,40
18.611,32
16.411,52
17.348,72
Le parti, alla luce della condivisione espressa in tal senso da UNIONCAMERE, ribadiscono che, ai fini della applicazione dell’art.37del CCNL del 4 marzo 2003, il comando o distacco possono avvenire solo per comprovate ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive, aventi carattere di temporaneità.
In relazione agli effetti degli assegni ad personam, di cui all’art.12, comma 9, del CCNL dell’11 febbraio 2008, sui trattamenti economici individuali, le parti si danno reciprocamente atto che la materia costituirà oggetto di verifica in sede di definizione delle dinamiche retributive contrattuali collettive future.

References: art. 70

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 15

Art. 16

Art. 17

Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9

Art. 10

Art. 11

Art. 12

Art. 13

Art. 1

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8
 articolo 6
 art. 1

Art. 9

Art. 10
 sentenza 

Art. 11
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 

Art. 12

Art. 13

Art. 14

Art. 15

Art. 16

Art. 17