Source: https://immigrazione.it/giurisprudenza/argomento/19/2
Timestamp: 2020-07-02 08:49:50+00:00

Document:
Unione europea (Pagina 3 di 51) - Giurisprudenza - Immigrazione.it
Sono state trovate 505 decisioni - pagina Pagina 3 di 51
In materia di MAE, la nozione di “autorità emittente” (art. 6, par.1, decisione quadro 2002/584/GAI) comprende i magistrati della procura di uno Stato membro incaricati dell’esercizio dell’azione pubblica e posti sotto il controllo gerarchico di un superiore se il loro status ne garantisce l’indipendenza, segnatamente dal potere esecutivo, nell’ambito del procedimento di emissione del MAE.I requisiti inerenti alla tutela giurisdizionale effettiva di cui deve beneficiare l’individuo oggetto del MAE sono soddisfatti qualora il diritto nazionale dello Stato emittente preveda che le...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza 12 dicembre 2019 nelle cause riunite C-566/19 PPU e C-626/19 PPU
Gli Stati membri possono (ma non devono) autorizzare il ricongiungimento di membri della famiglia di un rifugiato diversi da quelli contemplati dall’art. 4, direttiva 2003/86/CE, perché incapaci di provvedere al proprio sostentamento a causa del loro stato di salute, purché (i) essi siano a carico dello straniero (art. 10, par. 2, direttiva) e (ii) l’accertamento di detti requisiti sia condotto tenendo conto della particolare situazione del rifugiato e all’esito di un esame individuale del caso di specie. L’espressione “a carico” ricomprende le situazioni in cui il rifugiato prov...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. V, sentenza 12 dicembre 2019 nella causa C-519/18, Bevándorlási és Menekültügyi Hivatal (Regroupement familial - sœur de réfugié)
5/12/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Secondo l’Avvocato generale, l’art. 33, par. 2, direttiva 2013/32 osta a una normativa nazionale che considera inammissibile la domanda di protezione del richiedente che è giunto in tale Stato membro attraverso uno Stato terzo in cui non è esposto a persecuzioni o al rischio di danno grave, o in cui è garantito un adeguato livello di protezione. Tale figura non sembra infatti rientrare né nella nozione di Paese di primo asilo (art. 35 dir.) - che presuppone che lo straniero già benefici in detto Stato di una protezione effettiva e che sia garantito il principio del non respingimento �...
Conclusioni dell’avvocato generale M. Bobek presentate il 5 dicembre 2019 nella causa C-564/18, Bevándorlási és Menekültügyi Hivatal (Tompa)
28/11/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
In materia di mandato d’arresto europeo, l’Autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione non può disattendere in base a generiche censure le informazioni richieste e ufficialmente comunicate dalle Autorità dello Stato emittente volte ad escludere la sussistenza di un rischio reale di trattamento inumano e degradante dell’individuo oggetto del MAE in caso di consegna a tale Paese, che va apprezzato nella sua attualità. Non è pertanto censurabile la decisione di consegnare il condannato alla Romania, alla luce del miglioramento delle condizioni detentive generali in detto Stato, né ...
Corte di cassazione, sez. V penale, 28 novembre 2019, n. 48396
20/11/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
In materia di ricongiungimento per motivi familiari dei cittadini di Stati terzi regolarmente soggiornanti, le autorità nazionali dello Stato membro richiesto possono adottare anche una decisione implicita sulla domanda di ricongiungimento, a condizione che abbiano preventivamente accertato l’effettiva sussistenza delle condizioni per il rilascio del titolo di soggiorno conformemente alla direttiva 2003/86. [Nella fattispecie, tale requisito non è integrato dalla normativa belga che, in assenza di decisione decorso il termine di sei mesi dal deposito della domanda, prevede il rilascio auto...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. VI, sentenza 20 novembre 2019, nella causa C-706/18
12/11/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
Le sanzioni che gli Stati possono adottare nei confronti del richiedente protezione in caso di gravi violazioni delle regole dei centri di accoglienza nonché di comportamenti gravemente violenti ex art. 20, par. 4, dir. 2013/33 possono concernere anche la riduzione delle condizioni materiali di accoglienza, purché siano proporzionate e siano assicurate le garanzie previste dall’art. 20, par. 5, dir. Dette disposizioni, lette alla luce dell’art. 1 della Carta dei diritti fondamentali implicano che tali sanzioni non possono mai privare il richiedente della possibilità di far fronte ai suo...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza del 12 novembre 2019, nella causa C-233/18
6/11/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
La condizione del radicamento in Italia del ricercato ai fini del rifiuto dell’esecuzione del MAE, emesso ai fini dell’espiazione della pena, rileva esclusivamente in quanto strettamente connessa ai diritti e alle libertà assicurate ai cittadini degli Stati membri dal diritto dell’Unione europea. Ne consegue che il motivo di rifiuto di cui all’art. 18, lett. r), l. 69/2005 è invocabile solo dai cittadini italiani e dai cittadini europei. Non dà dunque luogo a censure di legittimità della decisione sulla consegna l’omesso esame del radicamento in Italia del cittadino di uno Stato ...
Corte di cassazione, sez. VI, 6 novembre 2019, n. 45190
31/10/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
La situazione critica delle carceri belghe determinata dagli scioperi degli agenti penitenziari attestata nel 2017 e nel 2018 dal Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa prospetta un rischio serio di trattamenti inumani e degradanti per i detenuti. Viola pertanto l’art. 18, lett. h), l. 69/2005 il giudice che disponga la consegna verso il Belgio dell’individuo oggetto del MAE senza aver preventivamente ottenuto dall’amministrazione penitenziaria di tale Paese le informazioni che gli consentano di escludere la sussistenza in concreto del predetto rischio. Nella ...
Corte di cassazione, sez. VI, 31 ottobre 2019, n. 44397
15/10/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
In tema di mandato d’arresto europeo e procedure di consegna tra Stati membri, l’autorità giudiziaria dell’esecuzione è tenuta a verificare le condizioni di detenzione degli istituti penitenziari dello Stato membro emittente al fine di valutare se esistano seri e comprovati motivi di ritenere che, a seguito della sua consegna al suddetto Stato membro, la persona oggetto di un mandato d’arresto europeo correrà un rischio reale di essere sottoposta a un trattamento inumano o degradante, ai sensi dell’articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali. In particolare occorre tener conto...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza del 15 ottobre 2019, nella causa C 128/18
10/10/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
Per il reato rispetto al quale non v’è giurisdizione italiana e per il quale non ha proceduto l’autorità italiana, non è possibile considerare nel periodo di espiazione della pena per altro reato commesso e giudicato in Italia il periodo trascorso in detenzione all’estero in forza del trasferimento temporaneo conseguente all’esecuzione di un mandato di arresto europeo. In virtù del principio secondo cui “in tema di fungibilità della pena, in tanto è possibile computare la detenzione patita in uno Stato straniero, in quanto essa sia relativa ad un fatto-reato per cui si è proce...
Corte di cassazione, sez. I, 10 ottobre 2019, n. 41659

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 20
 sentenza 
 sentenza