Source: http://padernodugnanopdci.blogspot.it/2012/10/
Timestamp: 2017-06-26 17:26:40+00:00

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PADERNODUGNANO PCdI: ottobre 2012
venerdi 19 ottobre al mercato di Palazzolo Milanese
elettori di Paderno Dugnano firmano per i referendum Sono molti i cittadini che hanno firmato i referendum sul lavoro ai banchetti organizzati dalla Sezione PdCI/FdS "Enrico Berlinguer" a Paderno Dugnano.
I cittadini si avvicinano ai banchetti per firmare i referendum per ripristinare gli articoli 8 e 18. Molti sono coloro che hanno la consapevolezza dell'atto che stanno per compiere. Altri pongono domande sulla materia referendaria , altri si soffermano per trasmettere la loro opinione, spesso critica.
I militanti del PdCI/FdS a tutti riservano una giusta risposta e l'invito a partecipare e sostenere pienamente alla campagna referendaria coinvolgendo amici, parenti e conoscenti. a
Anche a Paderno Dugnano, come in tutta Italia, si è avviata la campagna referendaria per reintrodurre i diritti dei Lavoratori, cancellati dai governi Berlusconi-Bossi e Monti-Fornero (art.8; art.18).
Due i banchetti organizzati: in via Rotondi dalla locale sezione del Partito dei Comunisti italiani e in via Gramsci dall'Italia dei valori.
Con questa prima videata, trasmettiamo le dichiarazioni di personaggi pubblici della politica, delle istituzioni, della cultura e dei Lavoratori.
Ascoltiamo Oliviero Diliberto e Antonio Ingroia:
SEGRETARIO NAZIONALE DEL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
ANTONIO INGROIA PROCURATORE AGGIUNTO DI PALERMO
REFERENDUN ART.8 ART 18
LA TRUFFA DI MONTI
Il disegno di legge approvato dal governo e contenente le disposizioni per l’attuazione della legge di stabilità prevede misure che sposteranno quote di ricchezza dai salariati a favore delle grandi imprese. In primo luogo, ci sarà un ulteriore aumento dell’Iva dell’1%, l’aliquota intermedia verrà portata all’11% e quella massima al 22%, malgrado Monti avesse preteso tagli alla spesa sociale in modo da evitarlo e le avesse già aumentate in precedenza. Come contentino, il governo prevede una riduzione dell’1% delle due aliquote Irpef più basse, quella fino a 15mila euro di imponibile dal 23% al 22% e quella da 15mila a 28mila euro dal 27% al 26%. Si tratta di una misura che ha il sapore della presa in giro, visto che non compensa la perdita del potere d’acquisto dei lavoratori (-3,5% nei primi sei mesi del 2012). Inoltre, i lavoratori pubblici, secondo lo Spi CGIL, perderanno tra 2010 e 2014 dai 6000 agli 8000 euro per il mancato rinnovo contrattuale e lo stop all’indennità di vacanza contrattuale, come previsto sempre dal Ddl governativo.
Molto di più dei 280 euro al massimo che potrebbero risparmiare con il taglio Irpef. Un risparmio aleatorio, perché la riduzione sull’Irpef, circa 5 miliardi, sarà superata dal maggiore gettito dell’Iva, intorno ai 5,5 miliardi. Essendo l’Iva una imposta regressiva che pesa maggiormente sui bassi redditi, quello che viene dato con una mano viene tolto con l’altra. In realtà, viene tolto molto di più, perché il Ddl prevede un risparmio dei costi per la sanità pubblica con tagli per 1,5 miliardi. Questo si scaricherà sui lavoratori che, visti i disastrati bilanci delle Regioni, vedranno aumentare addizionali e ticket e ridurre le prestazioni. Quanto risparmiato con la sanità verrà trasferito alle imprese private, che riceveranno 1,6 miliardi in riduzioni delle tasse, come incentivi alla produttività. Queste novità peggiorano un sistema fiscale già fortemente iniquo e che ha contribuito a deprimere l’economia, come dimostra il Bollettino del Dipartimento delle Finanze del Mef. Tra gennaio e agosto 2012 le imposte dirette pagate dai dipendenti privati e pubblici, nonostante la diminuzione dell’occupazione ed il blocco dei contratti, sono aumentate di 586 milioni, passando da 89,77 a 90,54 miliardi di euro, mentre quelle pagate dai lavoratori autonomi sono diminuite di 402 milioni, scendendo da 9,5 a 9,14 miliardi e quelle pagate dalle società di capitali (Ires) sono diminuite di 53 milioni, passando da 17,57 a 17,52 miliardi. È importante notare che l’aumento delle imposte indirette (+ 4,38 miliardi, pari al +3,7%), non dipende dall’Iva, il cui gettito è diminuito di 913 milioni di euro (-1,3%), nonostante l’aumento dell’1%. A pesare sulla diminuzione è stata la parte relativa agli scambi interni (-991 milioni e -1,6%), che ha subito ed anzi ha accentuato il crollo del mercato domestico, mentre quella relativa alle merci importate (+ 77 milioni e +0,7%) ha beneficiato dell’aumento del prezzo del petrolio. La maggior parte dell’aumento delle imposte indirette è dovuto all’aumento alle accise sui carburanti, per 3 miliardi (+ 24%), all’imposta di bollo per quasi 3 miliardi (+150%), alle imposte assicurative per 1,25 miliardi (+167%). Nel corso degli ultimi anni il sistema fiscale è diventato sempre meno progressivo: le imposte indirette sono state aumentate e gli scaglioni e le aliquote di quelle dirette sono stati ridotti. Il risultato si vede nel confronto con gli altri Paesi europei. Le aliquote Iva, ora all’11% e al 22%, sono superiori a quelle della maggior parte della Ue a 27 e dei principali Paesi. In Germania sono rispettivamente al 7 e 19%, in Francia al 5,5 e 19,6%, nel Regno Unito 5 e 20%, in Olanda al 6 e 19%. Viceversa, mentre da noi l’aliquota massima sui redditi delle persone fisiche è del 43%, nel Regno Unito è del 50%, in Germania del 45% e in Francia del 48%. L’aliquota dell’imposta sulle società (Ires), che in Italia fu portata nel 2008 da Prodi dal 33% al 27,5%, in Francia raggiunge il 34,4%, in Germania il 30,2% e in Spagna il 30%. L’unico modo per affrontare seriamente la questione fiscale è alleggerire la pressione su consumi e bassi e medi redditi e introdurre nuovi scaglioni che tassino gli alti redditi in modo progressivo e le rendite monopolistiche.
Questa mattina la conferenza stampa che trasmettiamo in video, presso la Camera dei Deputati, per la presentazione dei quesiti referendari su articolo 8 e articolo 18 e inizio della raccolta delle firme per abrogare le leggi di Berlusconi e di Monti, per ridare i diritti ai lavoratori.
TUTTI! CITTADINI, LAVORATORI, GIOVANI, ANZIANI, A FIRMARE I REFERENDUM PER IL DIRITTO E ALLA DIGNITA' DEL LAVORO
A PADERNO DUGNANO PRESSO LA SEDE DEL PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI IN VIA ROTONDI 41 DOMENICA 14 OTTOBRE DALLE ORE 9,00 a
Il Presidente della Regione Lombardia ancora oggi è ben attaccato alla sua poltrona. Editorialisti e commentatori, di destra e di sinistra, sono d'accordo nel suggerire al berlusco-ciellino Formigoni di lasciare lo scranno presidenziale.
L'alleato più importante di Formigoni, la Lega nord, manda a dire tramite lo scudiero Salvini che "L'azzeramento della giunta mi sembra il minimo e lo dico a malincuore. Se Formigoni debba fare o meno un passo indietro, sta a lui deciderlo." cioè non chiede le dimissioni ma semplicemente una dilazione temporale.
Al possibile ricatto pidiellino che potrebbe azzerare le giunte regionali di Piemonte e Veneto, il Segretario leghista si accontenta di una nuova giunta regionale lombarda, dimenticando o facendo finta che è l'intero Consiglio regionale della Lombardia che deve andare a casa, deve essere chiuso, rapidamente. Per Formigoni un'utile alleato. Dopo le dimissioni dalla Giunta comunale di Paderno Dugnano dell'ex assessore Katia Ruzzon sono seguite altre prese di distanze dal partito di Berlusconi. Si registrano defezioni fra l'altro Cinisello Balsamo e nel Consiglio provinciale di Milano.In questi giorni abbiamo avuto anche la buffonata ( mi dimetto non mi dimetto) di Guido Podestà, Presidente (sic!) della Provincia di Milano.
Non ci risultano dichiarazioni di Mario Mantovani, coordinatore del PDL lombardo, manager della sanità privata, tranne di una telefonata fra lo stesso e il padrone di Arcore. Il quotidiano "la Repubblica" in pagina milanese ci informa del contenuto di quella telefonata. Non sappiamo della risposta del coordinatore lombardo.
Sappiamo tutti del diretto rapporto politico fra il coordinatore lombardo PDL Mario Mantovani e il Sindaco di Paderno Dugnano Marco Alparone, di professione farmacista. A coloro che chiedono una presa di posizione del PDL padernese sulla situazione politica determinatesi in Regione Lombardia e sul piano nazionale immaginiamo che l'ex giovane farmacista potrebbe consigliare ai suoi simili l'assunzione di dosi massicce di < eurax > l'antirogna.
Noi gridiamo forte: a casa, via i governi regionali del PDL e della LEGA nord, i governi dei liberisti.
ELEZIONI, ELEZIONI ANTICIPATE
Elezioni, elezioni subito in Lombardia dopo l'ennesimo arresto dell'Assessore pidiellino Domenico Zambetti. La Giunta e il Consiglio regionale è invaso da collusi, indagati e arrestati. Lo stesso Presidente Roberto Formigoni è oggetto di indagini per corruzione.
Il gruppo di potere costruito intorno all'asse Berlusconi e Comunione e Liberazione ha imperversato in Lombardia negli ultimi venti anni e la scellerata riforma del titolo quinto della Costituzione (federalismo) ha in seguito consolidato e radicato il gruppo berlusco-ciellino permettendo di radicarsi in tutto il il Paese.
Ora è giunto il tempo di mandare a casa questa congrega economica e politica. Fondamentali saranno gli atteggiamenti che assumeranno la Chiesa cattolica e nell'istituzione regionale la Lega nord nelle prossimi giorni. Per evitare di essere corresponsabili la Chiesa e la Lega nord non potranno far finta di niente, temporeggiare o tergiversare in attesa di tempi migliori.
Analoga condizione spetterà ai partiti moderati. Per questo le elezioni regionali, da indire subito, per l'avvento di un nuovo governo, sono il migliore toccasana per questa democrazia. a
REFERENDUM ART 8;ART18
IL 13 OTTOBRE INIZIA LA CAMPAGNA REFERENDARIA PER ABOLIRE LE LEGGI DI BERLUSCONI E DI MONTI -FORNERO, CHE HANNO NEGATO I DIRITTI AI LAVORATORI , ARTICOLO 8 ARTICOLO 18
Il 13 ottobre, in tutta Italia, inizia la campagna referendaria per abrogare le norme introdotte dai governi Berlusconi e di Mario Monti che hanno cancellato i diritti dei Lavoratori (articoli 8 e 18)
Nei giorni scorsi sono stati presentati in Corte di Cassazione i quesiti referendari per reintrodurre i diritti dei Lavoratori in tema di licenziamenti e di inquadramenti professionali.
Tutte le forze a sinistra del Partito Democratico hanno firmato i due quesiti: Oliviero Diliberto, Paolo Ferrero, Nichi Vendola, Antonio Di Pietro e Angelo Bonelli. Promotori e sostenitori dei referendum il sindacato più rappresentativo dei metalmeccanici, la FIOM/CGIL. Inoltre sono fra i promotori e sostenitori l'associazione di intellettuali e studiosi ALBA e l'associazione dei Partigiani ANPI. Fra le personalità che sostengono i quesiti referendari, la figura di Sergio Cofferrati, già Segretario generale della CGIL, attualmente parlamentare europeo del PD. Anche a Paderno Dugnano, come nel resto d'Italia, si sta costituendo il comitato unitario per far conoscere l'iniziativa referendaria e preparare la mobilitazione per raccogliere le firme. Dopo anni di nani e ballerine, ora l'impegno costruttivo per riportare i temi del Lavoro e dei Lavoratori sulle prime pagine di stampa e TV. Per far ciò l'aiuto e il sostegno di tutti. Noi Comunisti italiani ci siamo! Ci siamo con le nostre bandiere e i nostri simboli e con il Comitato unitario milanese invitiamo tutti all'appuntamento di apertura della campagna referendaria SABATO 13 OTTOBRE, in PIAZZA SAN BABILA, dalle ore 10 alle ore 13, A MILANO
Senza ridare dignità al lavoro non c’è futuro per il nostro Paese.
I referendum da noi proposti vogliono restituire ai lavoratori la dignità del proprio lavoro, il diritto ad esaudire i propri bisogni, le proprie speranze, la libertà di organizzare la propria vita. Il lavoro non è sottomissione, non è sfruttamento, non è riduzione della persona a merce. Il lavoro è un diritto.
La cancellazione dell’articolo 18 da parte del governo Monti condanna lavoratrici e lavoratori a sottostare all’assoluto arbitrio dell’impresa. Senza l’articolo 18 possono licenziarti perché sei antipatico, perché sei di sinistra, perché sei gay, perché sei nero, perché sei anziano...O perché ti considerano improduttivo,non più necessario all’impresa, perché vogliono assumere un altro al posto tuo.
L’introduzione dell’articolo 8 da parte del governo Berlusconi cancella le regole e le norme stabilite dai contratti nazionali. Non c’è più certezza di salario, di inquadramento, di ferie, di orario… l’impresa può addirittura non rispettare le leggi sul lavoro. E tu, lavoratore e lavoratrice, resti solo, senza tutele, senza rispetto, in una condizione di precarietà strutturale che è l’obiettivo di fondo del padronato e dei governi liberisti e di destra.
C'e' un'Italia fatta di gente perbene, che lavora e paga le tasse fino all’ultimo centesimo. Quest’Italia attende di essere rappresentata e di voltare pagina. Noi comunisti siamo al suo fianco e con questi referendum vogliamo costruire l’Italia dell’eguaglianza e della libertà.
www.pdci.it

References: art.18
 ART.8
 articolo 8
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 ARTICOLO 8
 ARTICOLO 18