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Timestamp: 2019-05-24 11:02:36+00:00

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Danno da parto – neurolesione – risarcimento del danno iatrogeno – Avvocato Bruno Rondanini – Busto Garolfo – Milano
Danno da parto – neurolesione – risarcimento del danno iatrogeno
Il Tribunale di La Spezia – Giudice Dott.ssa Sebastiani -, in data 15.06.17 ha pubblicato la sentenza parziale n. 394/17 relativa al risarcimento del solo danno non patrimoniale spettante alla minore lesionata e ai genitori, ex vittime da rimbalzo, disponendo la rimessione della causa in istruttoria, con separata ordinanza, per la valutazione della domanda di risarcimento del danno patrimoniale subito sempre dalla minore.
Trattasi nella fattispecie di una grave negligenza di una Struttura Ospedaliera periferica ASL n. 5 Spezzino, peraltro non deputata, in merito alla gestione del periodo travaglio, parto e alle cure neonatologiche immediatamente successive, con la verificazione di un importante danno neurologico permanente.
In corso di causa, la consulenza tecnica espletata a firma del Prof. Bresadola ha potuto identificare le varie omissioni in ambito di monitoraggio cardiotocografico e quelle correlate al ritardo di espletamento del taglio cesareo; tutto ciò, ha comportato una sofferenza fetale acuta da asfissia grave, con la verificazione di una severa neurolesione.
I procuratori dell’attore (Avv. Bruno Rondanini, Avv. Gioia Triossi e Prof. Avv. Elio Lo Monte) e i consulenti di parte (Dott. Roberto Messina – Primario Emerito di Medicina Legale – e Dott. Dario Coviello – Ginecologo della Clinica Ostetrica “Mangiagalli” dell’Università degli Studi di Milano) hanno contestato l’elaborato peritale (seppur favorevole), eccependo l’infondatezza del concorso tra causa umana e causa naturale, in riferimento all’allegazione prodotta. In sintesi, l’ecografia effettuata sulla gestante, in attualità di travaglio, non manifestava anomalie, mentre il tracciato cardiotocografico era silente per più di 40 minuti.
Il Giudice, in sentenza, ha fatto proprie le argomentazioni della parte attorea, rigettando la tesi del CTU stesso che attribuiva un concorso di responsabilità tra la causa umana e quella naturale. Nel caso de quo, il Giudice ha precisato che dalla documentazione medica non emergeva nessuna patologia preesistente nel feto da ritenersi conclamata, allineandosi alla nota sentenza n. 15911/11 della Corte di Cassazione (Giudice Travaglino, III sez. civ.).
Detta sentenza statuisce che:
una comparazione del grado di incidenza eziologica di più cause concorrenti può istaurarsi solo tra una pluralità di comportamenti umani colpevoli, ma non tra una causa umana imputabile ad una concausa naturale non imputabile;
la riduzione del quantum in percentuale dell’incidenza di eventuali stati patologici preesistenti non deve avvenire sul piano della causalità materiale, bensì su quello giuridico;
la riduzione, o meglio la percentuale del concorso, può avvenire solo nel caso in cui il danneggiato, prima dell’evento dannoso, già presenti una reale e conclamata patologia, da rendere le conseguenze dell’evento configurabili quale aggravamento dello stato patologico pregresso.
La sentenza indica altresì la non valenza del concetto di statistica, in quanto il Giudice deve innanzitutto verificare la diligenza del sanitario ex art. 1176, II co. c.c. e, nel contempo, le allegazioni prodotte; solo successivamente si potrà intervenire attraverso la riduzione, applicando il c.d. concorso, sempre su una patologia conclamata preesistente e non su una mera predisposizione, ovvero un semplice stato di vulnerabilità.
Nel contempo si precisa che il Giudice di prime cure ha liquidato il danno non patrimoniale sulla minore, commettendo gravi errori e, più precisamente:
non ha applicato la personalizzazione, pur in presenza della grave macrolesione in atto (cfr. Tabella del Tribunale di Milano – solitamente sino al 30%), senza indicare nessuna motivazione;
ha ridotto il danno complessivo non patrimoniale nella misura del 30% sulla presumibile durata della vita della minore macrolesa (cfr. sentenza Corte di Cassazione, sez. III, n. 13331/15 – soggetto danneggiato deceduto per altra causa prima della liquidazione del danno, c.d. danno intermittente).
Avverso la sentenza in esame, verrà avanzata telematicamente la dichiarazione della riserva di appello per impugnare detto titolo, poiché la metodologia utilizzata dal Giudice circa la quantificazione del danno non patrimoniale, risulta integralmente infondata in diritto. Sotto il diverso profilo del danno patrimoniale spettante alla minore (danno specifico da capacità lavorativa – danno da lucro cessante – e oneri sanitari e di assistenza futuri – danno emergente futuro – ), il Giudice ha accettato, dopo ampi contrasti la tesi degli attori, disponendo con ordinanza separata la prosecuzione della causa per discutere tali voci di danno, nominando già un CTU esperto in materia.
Allo stato attuale, pertanto, il danno biologico omnicomprensivo residuale sulla minore risulta non inferiore al 90 % ed è stato liquidato in euro 770.000,00=, oltre gli interessi e la rivalutazione monetaria dalla data dell’evento sino al soddisfo (già tenendo conto della riduzione del 30 % per l’esistenza in vita e, addirittura, non personalizzando di un ulteriore 30%); per quanto concerne i genitori, è stato liquidato un danno non patrimoniale, ex rimbalzo, pari ad euro 350.000,00= per la madre ed euro 300.000,00= per il padre, oltre gli interessi e la rivalutazione monetaria, sempre dalla data dell’evento sino al soddisfo.
In conclusione, la sentenza parziale provvisoriamente esecutiva delle sole voci testé menzionate a tutt’oggi risulta pari ad un risarcimento di circa 2.000.000,00= di euro.
Consulenti e procuratori della parte attorea
Prof. Avv. Bruno Rondanini
Avv. Gioia Triossi
Prof. Avv. Elio Lo Monte
Dott. Roberto Messina ( Primario Emerito Medicina Legale )
Dott. Dario Coviello ( Ginecologo ed Ostetrico ) .
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Pubblicazione su La Nazione: Risarcimento alla bimba disabile. Salasso milionario... Incidente stradale mortale in un centro abitato ex art. 4 del CDS

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1176
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 4