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Timestamp: 2020-02-25 02:36:14+00:00

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Lunedì 28 Maggio 2012 19:58	Anna Esposito
Nell'ambito della categoria generale del danno non patrimoniale, la cui risarcibilità è limitata, per espressa previsione normativa, ai soli casi previsti dalla legge, il danno morale pur non individuando un'autonoma categoria di danno, in quanto sussumibile nel danno biologico, è comunque idoneo a descrivere, nel ventaglio dei pregiudizi non patrimoniali, una sofferenza soggettiva, transeunte o permanente, cagionata dal reato. Pur nell'esigenza di evitare duplicazioni risarcitorie e una indiscriminata proliferazione di distinte voci di danno, al fine di garantire un integrale ristoro del pregiudizio areddituale lamentato in giudizio, occorre procedere ad una adeguata personalizzazione della liquidazione del danno biologico, valutando nella loro effettiva consistenza le sofferenze fisiche e psichiche patite dal soggetto leso. Il danno morale dev'essere calcolato tenendo conto della entità della sofferenza, del turbamento dello stato d'animo, oltre che della lesione alla dignità della persona, connessi e in rapporto all'evento dannoso (Giudice di Pace Ottaviano - sentenza 15.02.2012).
nella causa civile iscritta al numero 4120/09 del Ruolo Generale degli affari contenziosi avente ad oggetto: risarcimento danni, derivante dalla circolazione di autoveicoli, vertente
AAA Mmm nata a <...> il <...>, C.F.: <...>, residente in <...>, alla Via <...>, 27 nello stesso comune elettivamente domiciliata alla Via Aaa, 20, nello studio dell'avvocato Fff AAA che la difende e la rappresenta in virtù di procura a margine dell'atto di citazione in giudizio;
Milano Assicurazioni S.p.A., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, difesa e rappresentata dall'avvocato Mmm Ttt, in virtù di procura in calce alla copia notificato dell'atto di citazione in giudizio, elettivamente domiciliata in <...>, alla Via <...>, nello studio dell'avvocato Rrr Mmm;
S.p.A. Generali Assicurazioni, in persona dei suoi legali rappresentanti pro tempore, quale impresa designata alla gestione dei sinistri posti a carico del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, P.I.:00079760328, difesa e rappresenta dall'avvocato Lll Vvv in virtù di procura in calce alla copia notificata dell'atto di citazione in giudizio, elettivamente domiciliata in <...>, alla Via <...>e, 18, nello studio dell'avvocato Ccc Ggg;
BBB AAA Ggg, residente in <...>, al Corso <...>, 494;
ED ALTRESI' IL
VVV Rrr, residente in <...>, alla Via <...>, 28;
VVV Lll,residente in <...>, alla Via <...>, 28;
TERZO CHIAMATO IN CAUSA CONTUMACE
All'udienza dell' 1 febbraio 2012 le parti concludevano come da relativo verbale.
Passando ad esaminare le ragioni di diritto della decisione rileva osservare che va dichiarata la contumacia del BBB AAA Ggg, del VVV Rrr e del VVV Lll, ritualmente citati e non costituitisi in giudizio.
Destituita di fondamento giuridico è l'eccezione di nullità della citazione, formulata dalla convenuta S.p.A. Milano Assicurazioni, subito osservandosi che l'atto di vocatio in ius contiene tutti i requisiti previsti dall'articolo 318 c.p.c. e l'oggetto della domanda risulta chiaro e determinato. Sul punto rileva osservare che nel giudizio dinanzi al giudice di pace il contenuto dell'atto di citazione è disciplinato dal citato articolo 318 c.p.c., il quale prescrive che il medesimo deve contenere l'indicazione del giudice, delle parti, l'esposizione dei fatti e l'indicazione dell'oggetto e deve ritenersi nullo solo nel caso in cui dall'esame complessivo dell'atto non sia identificabile o risulti sommariaente incerto il bene giuridico al cui conseguimento tende l'azione proposta (Cass. n.8074 del 4 giugno 2002). Va, pertanto, disattesa l'eccezione de qua.
Ancora in via preliminare rileva osservare che va dichiarata la proponibilità della domanda avendo l'AAA Mmm documentalmente provato di aver ottemperato all'onere previsto dalle disposizioni vigenti in subiecta materia e di aver lasciato decorrere, per la instaurazione del presente giudizio, lo spatium deliberandi previsto dalla medesima normativa.
Infondata è l'eccezione di improponibilità della domanda, atteso che, a parere di questo giudice, non è vincolante l'onere imposto al danneggiato dagli articoli 145 e 148 del decreto legislativo n. 209 del 2005, se l'impresa di assicurazione, di fronte ad una richiesta incompleta del danneggiato, pur potendo, non ha richiesto l'integrazione dei dati e dei documenti nella fase stragiudiziale, rinunciando, così, al vantaggio, offerto dalla citata norma, di ottenere un nuovo decorso dello spatium deliberandi, conseguendone, si ripete, la proponibilità della domanda de qua.
Rileva, altresì, osservare che sono da ritenere sussistenti la rispettiva legittimatio ad causam delle parti (condizione dell'azione ), nonché la loro rispettiva titolarità del rapporto sostanziale dedotto in giudizio ( questione di merito ), provate dalla documentazione ritualmente prodotta e dalla prova testimoniale.
Nel merito, la domanda proposta dalla AAA Mmm, tendente al risarcimento dei danni che la stessa assume di aver sofferto per le lesioni personali riportate, a seguito del sinistro stradale avvenuto il giorno 27 novembre 2007, in Terzigno, è parzialmente fondata e va accolta per quanto di ragione.
Il testimone Ddd Rrr Fff ha confermato la versione dei fatti prospettata dalla AAA Mmm con l'atto introduttivo del giudizio, con dichiarazioni puntuali, precise e dettagliate.
Dalle risultanze istruttorie acquisite è emerso che nel mese di novembre dell'anno 2007, alle ore 20.00-20.15 circa, in Terzigno, al Corso L. Da Vinci, il motociclo Piaggio Liberty, fu urtato da un'autovettura Fiat Cinquecento di colore verde che, proveniente dal senso opposto di marcia, effettuava una improvvisa manovra di svolta a sinistra senza azionare l'indicatore di direzione.
E', altresì, emerso che a seguito dell'urto, il motociclo finì a terra unitamente alla trasportata AAA Mmm che riportò lesioni personali.
Orbene, nella fattispecie ora allo scrutinio di questo giudice occorre individuare il soggetto responsabile dell'evento dannoso per cui è causa, tenuto al risarcimento dei danni sofferti dall’AAA Mmm, nel suo ruolo di trasportata a bordo del suddetto motociclo Piaggio Liberty, subito avvertendosi che la responsabilità esclusiva è addebitabile al conducente della menzionata autovettura Fiat Cinquecento.
Invero, l'istruttoria orale e documentale ha evidenziato che la responsabilità dell'evento dannoso per cui è causa è da ravvisare nella sola illecita, imprudente e negligente condotta di guida del conducente della menzionata autovettura Fiat Cinquecento che ha violato le più elementari norme di comune prudenza e diligenza e, pertanto, va dichiarato esclusivo responsabile del sinistro de quo, nulla potendosi addebitare al conducente del suddetto motociclo Piaggio Liberty, osservandosi al riguardo che nella concreta fattispecie, l'imprevedibilità della manovra, attuata dal conducente della suddetta autovettura Fiat Cinquecento ha impedito al conducente del menzionato motociclo di attuare una qualsiasi manovra di emergenza.
Secondo un consolidato orientamento della Suprema Corte, al quale questo giudice ritiene di aderire, nel caso di sinistro stradale, occorso tra due veicoli provenienti da direzioni opposte ( l'uno dei quali abbia intrapreso una manovra di svolta a sinistra ), è ravvisabile la colpa del conducente del veicolo che effettuata la manovra di svolta, nel caso in cui esegua tale manovra senza prima essersi fermato al centro della strada, in posizione parallela all'asse stradale, ma invada l'opposta corsia di marcia, ponendosi in posizione obliqua alla strada, tanto da essere urtato sulla parte anteriore destra del veicolo cui aveva tagliato la strada.
Ai fini della decisione rileva osservare che il comportamento colposo di uno dei conducenti non comporta, di per sé, il superamento della presunzione di corresponsabilità posta dall'articolo 2054, II° comma, c.c., dovendosi accertare anche il comportamento di guida tenuto dall'altro conducente, al fine di verificare se lo stesso si è pienamente uniformato alle norme sulla circolazione ed a quelle di comune prudenza.
La Suprema Corte ha affermato che la prova liberatoria deve ritenersi offerta dal danneggiato dalla dimostrazione che la condotta di guida dell'altro conducente sia stato il fattore causale esclusivo dell’evento dannoso, o dall'accertamento che sussisteva l'oggettiva impossibilità di attuare da parte del danneggiato una qualche idonea manovra di emergenza per evitare l'impatto, siccome nel caso ora allo scrutinio di questo giudice.
In aderenza all'or rievocato orientamento giurisprudenziale, nella fattispecie in rassegna, è da escludere l'applicabilità della presunzione di pari colpa dei conducenti dei veicoli, ex articolo 2054, II° comma, c.c, a tacer del fatto che per costante giurisprudenza, la presunzione in argomento ha funzione meramente sussidiaria ed è utilizzabile solo nei casi in cui non è dato ricostruire la dinamica del sinistro stradale (Cass. 11 giugno 1997, n. 5250, tra le tante, anche successive, conformi ), subito avvertendosi che nel caso di specie in rassegna non è dato negare la possibilità di una puntuale ricostruzione della dinamica del sinistro di che trattasi.
Ne consegue, pertanto, l'accoglimento della domanda proposta dall'AAA Mmm nei confronti del BBB AAA Ggg ( proprietario della suddetta autovettura Fiat Cinquecento) e della S.p.A. Milano Assicurazioni (assuntrice del rischio derivante dalla circolazione della menzionata autovettura Fiat Cinquecento ), mentre va rigettata la domanda proposta dalla nominata AAA Mmm anche nei confronti del VVV Rrr, del VVV Lll e della S.p.A. Generali Assicurazioni, non potendosi addebitare, si ripete, alcuna responsabilità al conducente del menzionato motociclo Piaggio Liberty, come emerso in modo inequivocabile dal dossier istruttorio. In ordine al quantum debeatur, si deve ritenere accertato, alla stregua della consulenza medico - legale di ufficio del dottore Aaa Ccc, immune da vizi logici e tecnici ed alle cui conclusioni, adeguatamente motivate, questo giudice ritiene di uniformarsi, che alle lesioni riportate dall'AAA Mmm sono conseguiti postumi di carattere permanente valutati nella misura dell'8 %, un periodo di invalidità temporanea assoluta di giorni 23, un periodo di invalidità temporanea parziale di giorni 20 valutabile al 50% ed un periodo di invalidità temporanea parziale di giorni 20 valutabile al 25%.
Al riguardo rileva osservare che la Suprema Corte ha affermato il principio secondo il quale il bene della salute costituisce, come tale, oggetto di autonomo diritto primario assoluto (articolo 32 della costituzione), sicchè il risarcimento dovuto per la sua lesione non può essere limitato alle conseguenze che incidono soltanto sull'idoneità a produrre reddito, ma deve autonomamente comprendere il danno biologico, che, inteso come la menomazione dell'integrità psico — fisica della persona in sé e per sé considerata in quanto incidente sul valore uomo in tutta la sua dimensione, non si esaurisce nella sola attitudine a produrre ricchezza, ma si collega alla somma delle funzioni naturali riguardanti il soggetto nel suo ambiente di vita ed aventi rilevanza non solo economica ma anche biologica, sociale, culturale ed estetica.
Effettuando la concreta liquidazione della somma da riconoscere, a titolo di risarcimento, tenuto conto della natura delle lesioni riportate, del grado di invalidità residuato ed attestato dal C.T.U. nella misura dell'8 %, dell'età della danneggiata al momento del sinistro per cui è causa ( anni 17 ), facendo riferimento ai criteri indicati nella Legge numero 57 del 2001, trattandosi di lesioni micropermanenti e di sinistro avvenuto dopo l'entrata in vigore della citata legge, tenuto conto dell'aggiornamento delle somme (D.M. 17 giugno 2011, pubblicato nella G.U. numero 147 del 27 giugno 2011 ), deve liquidarsi, a titolo di danno biologico da invalidità permanente, la somma di € 12.305,56.
Per quanto riguarda, poi, il danno biologico temporaneo, tenuto conto dei criteri applicati in campo nazionale ( che prevedono € 44,28 per ogni giorno di inabilità) va liquidata la somma di € 1.018,44 (€ 44,28 X 23 = € 1.018,44) per invalidità temporanea totale di giorni 23, € 442,80 (€ 22,14 X 20 = € 442,80) per invalidità temporanea parziale di giorni 20 valutabili al 50 % ed € 221,40 (€ 11,07 X 20 = € 221,40) per invalidità temporanea parziale di giorni 20 valutabili al 25 %.
L'AAA Mmm ha diritto anche al risarcimento del danno morale.
Sul punto rileva osservare che secondo l'orientamento della Suprema Corte di Cassazione, condiviso da questo giudice, la rilettura costituzionalmente orientata dell'articolo 2059 c.c., come norma deputata alla tutela risarcitoria del danno non patrimoniale inteso nella sua più ampia accezione, riporta il sistema della responsabilità aquiliana nell'ambito della bipolarità prevista dal vigente codice civile tra danno patrimoniale e danno non patrimoniale. Sotto tale aspetto, il risarcimento del danno patrimoniale da fatto illecito è connotato da atipicità, postulando l'ingiustizia del danno di cui all'articolo 2043 c.c. la lesione di qualsiasi interesse giuridicamente rilevante, mentre quello del danno non patrimoniale è connotato da tipicità, perché tale danno è risarcibile solo nei casi determinati dalla legge e nei casi in cui sia cagionato da un evento di danno consistente nella lesione di specifici diritti inviolabili della persona. Il danno non patrimoniale, identificandosi con il danno determinato dalla lesione di interessi inerenti la persona non connotati da rilevanza economica, costituisce categoria unitaria non suscettiva di suddivisione in sottocategorie. Il riferimento a determinati tipi di pregiudizio, in vario modo denominati ( danno morale, danno biologico, danno da perdita del rapporto parentale ) risponde ad esigenze descrittive, ma non implica il riconoscimento di distinte categorie di danno (Cass. S.S. U.U. 26972 dell' 11 novembre 2008).
Ne consegue, pertanto, che nell'ambito della categoria generale del danno non patrimoniale, il danno morale non individua una autonoma categoria di danno ma, rientrando nel danno biologico, descrive, tra i vari possibili pregiudizi non patrimoniali, un tipo di pregiudizio costituito dalla sofferenza soggettiva cagionata dal reato in sé considerata. Sofferenza la cui intensità e durata nel tempo non assumono rilevanza ai fini della esistenza del danno, ma solo della quantificazione del risarcimento. La Suprema Corte, con l'or citata sentenza, ha affermato che occorre procedere ad adeguata personalizzazione della liquidazione del danno biologico, valutando nella loro effettiva consistenza le sofferenze fisiche e psichiche patite dal soggetto leso, onde pervenire al ristoro del danno nella sua interezza. Il danno morale deve essere calcolato tenendo conto della entità della sofferenza, del turbamento dello stato d'animo, oltre che della lesione alla dignità della persona, connessi ed in rapporto all'evento dannoso.
Orbene, nel caso ora in esame tenuto conto della gravità delle lesioni riportate e dei postumi invalidanti documentati dalla documentazione medica ritualmente prodotta, a parere di questo giudice va liquidata per il danno biologico, comprensivo dei vari possibili pregiudizi non patrimoniali sofferti, la complessiva somma di € 16.388,20, compreso anche il danno morale, valutato in via equitativa.
All'AAA Mmm deve essere liquidato il danno per le spese mediche non documentate, quantificato in via equitativa nella somma di € 200,00.
La somma complessiva da liquidare all'AAA Mmm è di € 16.588,20.
Ne consegue che i convenuti BBB AAA Ggg e la S.p.A. Milano Assicurazioni, vanno condannati al pagamento, con il vincolo della solidarietà, in favore dell'AAA Mmm, della complessiva somma di € 16.588,20.
La suddetta somma è liquidata all'attualità e, pertanto, non è suscettibile di rivalutazione monetaria.
Sulla detta somma sono dovuti gli interessi da lucro cessante nella misura del 2 %, calcolati, in applicazione del principio giurisprudenziale affermato dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la sentenza n. 1712 del 1995, non sugli importi liquidati all'attualità bensì sulla somma devalutata, in base agli indici ISTAT, al momento del fatto e rivalutata anno per anno a partire dalla data del sinistro fino alla data della pubblicazione della presente sentenza, oltre agli interessi al tasso legale, da calcolare, sulla somma liquidata all'attualità, dalla data della pubblicazione della presente sentenza a quella della estinzione dell'obbligazione risarcitoria. Le spese processuali seguono la soccombenza e vanno liquidate d'ufficio come da dispositivo.
Le spese di C.T.U., poste in via provvisoria a carico dell'attrice, dovranno gravare in via definitiva a carico del BBB AAA Ggg e della S.p.A. Milano Assicurazioni, in solido.
Considerata la natura della causa, nonché il comportamento processuale delle parti, ritiene questo giudice che sussistono giusti motivi per compensare tra l'AAA Mmm e la S.p.A. Generali Assicurazioni, in persona dei suoi legali rappresentanti pro tempore, quale impresa designata alla gestione dei sinistri posti a carico del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, le spese processuali.
Il Giudice di Pace di Ottaviano, avvocato Anna Esposito, definitivamente pronunciando sulla domanda proposta dall'AAA Mmm nei confronti del BBB AAA Ggg, del VVV Rrr, del VVV Lll, della S.p.A. Milano Assicurazioni, in persona del suo legale rappresentante pro tempore e della S.p.A. Generali Assicurazioni, in persona dei suoi legali rappresentanti pro tempore, quale impresa designata alla gestione dei sinistri posti a carico del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, ogni altra domanda ed eccezione disattese, così provvede:
1 ) dichiara la contumacia del BBB AAA Ggg, del VVV Rrr e del VVV Lll;
2 ) rigetta la domanda dell'AAA Mmm nei confronti del VVV Rrr, del VVV Lll e della S.p.A. Generali Assicurazioni, in persona dei suoi legali rappresentanti pro tempore, quale impresa designata alla gestione dei sinistri posti a carico del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada;
3 ) dichiara il BBB AAA Ggg esclusivo responsabile nella produzione dell'evento dannoso per cui è causa;
4) in parziale accoglimento della domanda, condanna il BBB AAA Ggg e la S.p.A. Milano Assicurazioni, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con il vincolo della solidarietà, al pagamento, in favore dell'AAA Mmm, della complessiva somma di € 16 588,20 al valore attuale, oltre agli interessi come calcolati nella motivazione;
5 ) condanna il BBB AAA Ggg e la S.p.A. Milano Assicurazioni, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, in solido, al pagamento delle spese processuali che liquida in complessivi € 3.530,00 di cui € 530,00 per spese ( comprese quelle di C.T.U. ), € 1.750,00 per diritti, € 1.250,00 per onorario, oltre al rimborso spese generali, I.V.A. e C.P.A., con attribuzione, ex articolo 93 c.p.c., all' avvocato Fff Aaa;
6) compensa le spese tra l'AAA Mmm e la S.p.A. Generali Assicurazioni, in persona dei suoi legali rappresentanti pro tempore, quale impresa designata alla gestione dei sinistri posti a carico del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada.
Così deciso in Ottaviano il 15 febbraio 2012

References: sentenza 
 articolo 318
 articolo 2054
 sentenza 
 sentenza 
 articolo 93