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Timestamp: 2019-04-21 06:39:53+00:00

Document:
Lunedì 07 Maggio 2018 09:20	Francesco Annunziata
Con la sentenza che segue la Corte di Cassazione ha ribadito il principio secondo il quale in tema di sinistri stradali causati da veicoli non identificati, la presentazione di una denuncia o di una querela contro ignoti non è condizione di proponibilità dell'azione di risarcimento del danno nei confronti dell'impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, né il danneggiato è tenuto ad attivarsi per identificare il veicolo in quanto l'accertamento giudiziale, nel cui contesto la presentazione o meno della denuncia o della querela costituisce un mero indizio, non riguarda la diligenza della vittima nel consentire l'individuazione del responsabile, ma la circostanza che il sinistro stesso sia stato effettivamente provocato da un veicolo non identificato"(Corte di Cassazione, sez. VI Civile - 3, ordinanza del 3 maggio 2018 n. 10545/18;)
sul ricorso 6945-2017 proposto da:
MMM FABRIZIO, elettivamente domiciliato in ROMA, VIA <...>, presso lo studio dell'avvocato <...> , che lo rappresenta e difende; - ricorrente -
GENERALI ITALIA SPA, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, VIA <...>, presso lo studio dell'avvocato <...>, rappresentata e difesa dall'avvocato <...>; contronCorrente -
avverso la sentenza n. 3629/2016 della CORTE D'APPELLO di NAPOLI, depositata il 13/10/2016;
che, con ricorso affidato ad un unico motivo, Fabrizio MMM ha impugnato la sentenza della Corte di appello di Napoli, in data 13 ottobre 2016, che ne rigettava il gravame avverso la decisione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, sezione distaccata di Marcianise, che, a sua volta, aveva rigettato la domanda di risarcimento danni (proposta dalla madre del MMM, poi divenuto maggiorenne nel corso del giudizio, contro le Assicurazioni Generali S.p.A., quale impresa designata dal P'.G.V.S.) a seguito delle lesioni patite in sinistro stradale di cui era responsabile il conducente di veicolo rimasto non identificato;
che la Corte territoriale osservava che parte attrice non aveva mantenuto una condotta improntata a diligenza ai fini dell'identificazione del veicolo responsabile del sinistro, non avendo affatto indicato ai Carabinieri, né poi al P.M., le generalità delle persone presenti all'accaduto, che poi invece citava come testimoni (e in quanto tali venivano escussi) nel giudizio civile;
che il motivo è anche manifestamente fondato alla luce del seguente principio di diritto (non contrastato dai rilievi della memoria di parte controricorrente): "In tema di sinistri stradali causati da veicoli non identificati, la presentazione di una denuncia o di una querela contro ignoti non è condizione di proponibilità dell'azione di risarcimento del danno esperita, ai sensi dell'art. 19 della legge 24 dicembre 1969, n. 990 (ratione temporis applicabile), nei confronti dell'impresa designata dal Fondo di garanzia per le vittime della strada, né il danneggiato è tenuto ad attivarsi per identificare il veicolo in quanto l'accertamento giudiziale, nel cui contesto la presentazione o meno della denuncia o della querela costituisce un mero indizio, non riguarda la diligenza della vittima nel consentire l'individuazione del responsabile, ma la circostanza che il sinistro stesso sia stato effettivamente provocato da un veicolo non identificato" (tra le altre, Cass. n. 23434/2014, Cass. n. 374/2015, Cass. n. 27541/2016);
accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia la causa alla Corte di appello di Napoli, in diversa composizione, anche per la regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità.
Così deciso in Roma, nella Camera di consiglio della VI-3 Sezione civile della Corte suprema di Cassazione, in data 8 febbraio 2018

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