Source: http://mazzapegolo.blogspot.it/2008/
Timestamp: 2018-05-23 03:18:41+00:00

Document:
genius loci: 2008
Forlì, elezioni. Ipotesi di una seconda lista per il Pd
da romagnaoggi:
«Superate le primarie, ora il nuovo fronte di polemica all'interno del Pd a Forlì si chiama lista alternativa. Sarebbe, infatti, al vaglio di un gruppo di dirigenti dei democratici, attribuili in parte agli ex Ds ed in parte ad ex esponenti della Margherita, la costituzione di una seconda lista alle elezioni amministrative. Con lo scopo di far ‘pesare' la propria presenza sullo scacchiere del programma e soprattutto degli uomini che accompagneranno il candidato sindaco Roberto Balzani.
E' un'ipotesi che non viene smentita dal segretario territoriale, Alessandro Castagnoli, che interpellato si limita a spiegare che il 12 gennaio sarà la direzione territoriale del partito ad affrontare, eventualmente, la questione. "Di certo prima del 6 gennaio non avrò elementi sufficienti per valutare la situazione", spiega Castagnoli.»
I termini guelfi e ghibellini indicano le due fazioni che dal XII secolo sostennero in Germania, nel contesto del conflitto tra Chiesa ed Impero, rispettivamente la casata di Baviera dei Welfen (pronuncia velfen, da cui la parola guelfo) e quella di Svevia degli Hohenstaufen, signori del castello di Waiblingen (da cui la parola ghibellino), in lotta per la corona imperiale dopo la morte dell'imperatore Enrico V (1125), che non aveva eredi diretti.
All'interno delle città, la stessa dicotomia, superando il tradizionale significato di lotta politica tra papato e impero, si ripropose poi nella lotta tra le fazioni guelfa e ghibellina della popolazione, entrambe volte ad esercitare dominio del comune.In Italia, dunque, vi furono città come Firenze, Milano e Mantova che abbracciarono la causa guelfa, altre come Forlì, Pisa, Siena e Lucca che sposarono la causa imperiale.
La scelta aveva varie motivazioni: in primo luogo, la ricerca di autonomia spingeva città nominalmente sotto controllo imperiale a cercare alleanza nel Papato (come è il caso di Milano) e città nominalmente sotto l'influenza papale a cercare l'appoggio dell'Impero (come è il caso di Forlì); in secondo luogo, si sceglieva un partito per semplice opposizione al partito in cui si era schierata la città rivale (se Milano è guelfa, Pavia deve essere ghibellina; se Forlì è ghibellina, Faenza sarà guelfa, e così via...), in base al vecchio principio "il nemico del mio nemico è mio amico".
"Promozione e turismo" in liquidazione
romagnaoggi.it 18 dicembre 2008
«FORLI' - Si chiude l'esperienza di "Promozione e turismo", il braccio commerciale dell'aeroporto di Forlì, che da mercoledì è stata ufficialmente messa in liquidazione. A deciderlo sono stati i soci, guidati dal Comune di Forlì (che era quello di maggioranza) e tra cui figurano anche Seaf, Setram, Camera di Commercio, Confindustria, Cna, Confargianato e i Comuni d Ravenna, Cervia e Cesenatico. Aride Missiroli è il commercialista scelto per gestire la liquidazione.
Seaf (società di gestione dello scalo forlivese) includerà al suo interno tutte le attività commerciali che erano seguite da Promozione e Turismo, alla cui presidenza era stato nominato l'ex sindaco di Castrocaro, Maurizio Fussi, come successore di Raffaele Schiavo
(ex capo della ragioneria del Comune di Forlì).
L'ex sindaco di Forlì, Franco Rusticali, oggi presidente di Seaf, ha spiegato che i soci della società commerciale hanno rifiutato l'ipotesi di costituire una società analoga a "Promozione e turismo" sotto altra forma, con altre funzioni e con costi differenti.
Il piano da 102 milioni di euro di investimenti presentato martedì in Provincia, mercoledì è stato illustrato in commissione comunale, dove sono fioccate le criticità. "E' un libro dei sogni- dice Lauro Biondi (Pri), un investimento di 40-50 milioni di euro non lo farebbe nessuno in questo periodo". "Piu' che un colpo d'ali questo e' un colpo e basta: questo business plan e' fantascientifico", attacca Paolo Farneti (Fi-Pdl). Sottolinea un altro aspetto Alessandro Ronchi (Verdi): "Se il privato entrasse col 60%, e' difficile pensare che l'ente pubblico sara' in grado di governare l'aeroporto".»
Ultima ora n° 1:
«il Consiglio Provinciale è convocato in sessione ordinaria per le ore 15.00 di GIOVEDI’ 18 DICEMBRE 2008 e ore 09.30 di VENERDI’ 19 DICEMBRE 2008
La riunione si terrà nella sala consiliare della Residenza Provinciale – Piazza Morgagni, 9 Forlì e tratterà gli argomenti elencati nel seguente ordine del giorno:
1) Comunicazioni della Presidente del Consiglio;
2) Comunicazioni del Presidente della Giunta;
3) Approvazione dei verbali della seduta del 17 novembre 2008;
servizio finanze, bilancio e provveditorato
4) Emendamenti al bilancio di previsione 2009 e al bilancio pluriennale 2009-2011;
5) Approvazione bilancio di previsione esercizio 2009, bilancio pluriennale 2009/2011 e relazione previsionale e programmatica;
6) Ordini del giorno di indirizzo al bilancio;
7) Promozione e Turismo Società Consortile per Azioni – Liquidazione.»
ultima ora n° 2:
«ARGOMENTO AGGIUNTIVO IN CONSIGLIO PROVINCIALE
Il capitale sociale della SEAF
Se ne discute giovedì 18 e venerdì 19 nell’aula del Palazzo dei Signori della Missione
La Presidente del Consiglio Provinciale di Forlì-Cesena, Bruna Baravelli comunica che al Consiglio Provinciale, già convocato in sessione ordinaria per giovedì 18 dicembre 2008 (ore 15,00) e venerdì 19 dicembre 2008 (ore 9,30),
Società S.E.A.F. S.p.a. – RICOSTITUZIONE DEL CAPITALE SOCIALE FINO ALL’IMPORTO DI € 3.098.000.»
Sembra che anche Aurelio Saffi sia rimasto perplesso dagli sviluppi della vicenda !
"L'idea che tante fatiche e tanti pericoli dovessero procacciargli almeno la gratitudine delle generazioni che ora hanno una patria, non gli sfiorò neppure il pensiero.
Chi ha conosciuto Aurelio Saffi, il confidente di Mazzini, il triumviro della Repubblica Romana, il repubblicano convinto, cospiratore e combattente, può dire quanto egli fosse ingenuamente e profondamente buono. La sua tolleranza per l'opinione altrui arrivava fino allo scrupolo e la dolcezza dell'animo aveva delicatezze femminili.
Vedeva le cose e gli avvenimenti dall'alto e dalla piccola realtà saliva subito alle idealità e, se volete, anche alle illusioni di una filosofia umanitaria e generosa.
Povero Aurelio! Quanti l'avranno dimenticato a quest'ora; quanti l'avranno in cuore come un rimorso! Ben fortunati noi se possiamo rievocare "la cara e buona imagine paterna" coll'animo sicuro con cui gli stringevamo rispettosamente la mano leale."
da Olindo Guerrini (Lorenzo Stecchetti). "Brani di vita" – Nicola Zanichelli, Bologna, 1908
Forlì, primarie. Balzani: "Espelliamo le tossine, poi ragioneremo sul futuro"
(romagnaoggi.it 15 dicembre 2008 - 19.57)
Forlì, primarie: Roberto Balzani batte Nadia Masini...
(romagnaoggi.it 14 dicembre 2008)
da "commenti" sul blog forliperbalzani.it ... claudio scrive:
«Balzani ha in un qualche modo rappresentato la novità politica rispetto allo status degli ultimi decenni (dalla “seconda repubblica” dei cosiddetti “partiti leggeri” e “ad personam”) adottando un metodo di ascolto e confronto con i cittadini dimenticato da tempo (almeno dalla fine dei partiti popolari di massa).
Nell’intervista rilasciata alla stampa locale (http://www.romagnaoggi.it/forli/2008/12/8/110166/) in occasione dell’anteprima del “suo programma di mandato” ha affermato che il primo impegno sarà quello di promuovere “la partecipazione informale dei cittadini, andando da loro nei quartieri, costruendo assieme a loro l’agenda dell’Amministrazione, con la partecipazione dal basso”. Accanto a questa partecipazione, occorrerà affiancare anche “una diagnostica puntuale e precisa degli eletti, che sarà consultabile su internet da tutti e mostrerà cosa ciascun eletto ha in pancia: storia, professione, competenze”.
In queste poche righe ho riscontrato la vera novità di Balzani, futuro Sindaco per una nuova Forlì.
La prospettiva di adottare metodologie e prassi gestionali della “cosa pubblica” improntate sul modelli di democrazia partecipativa (il bilancio partecipato, i forum dei cittadini, i referendum propositivi, ecc.) sono l’unica alternativa politica praticabile per superare lo stallo del confronto con i cittadini che ha caratterizzato le ultime legislature.
L’autoreferenzialità dei politici “di professione” e l’uso indiscriminato della “delega in bianco” hanno snaturato il senso stesso di solidarietà e di partecipazione democratica generando il fenomeno dell’astensionismo e della rinuncia all’attivismo politico.
Un distacco culturale che ha interessato, guarda caso, proprio l’elettorato di centrosinistra.
I casi recenti (nazionali) sono lì a dimostrarlo ma se si guarda a fondo e più vicino a noi si scopre che la “gente comune”, i “cittadini”, non sono poi così apatici come i nostri politici di apparato di partito vorrebbero.
Il “risultato elettorale” della lista civica di Castrocaro dimostra che il mancato ascolto (e non solo), da parte degli amministratori pubblici delle istanze e delle esigenze reali dei propri concittadini, produce effetti indesiderati e collaterali proprio ai partiti stessi dell’”ultima generazione”.
Non deve quindi meravigliare se elettori che negli ultimi anni erano “piombati nell’oblio politico” o che si erano fatti attrarre dal “decisionismo del centro destra” si siano fatti convincere da alcune idee di fondo promosse dallo stesso Balzani (http://www.romagnaoggi.it/forli/2008/12/6/110137/) “La partecipazione dei cittadini non può essere limitata solo alla richiesta del voto” e, “L’ascolto deve essere praticato con continuità, i cittadini devono concorre alle scelte”.
Come credo molti altri forlivesi che hanno riposto la loro fiducia su Balzani, mi auspico che anche le dichiarazioni di Lorenzo Ciapetti (”Il metodo della partecipazione deve avere continuità deve servire anche per mediare tra gli antagonismi e gli interessi divergenti, non può essere solo finalizzato alla richiesta del voto”.), diventino realmente praticabili anche a Forlì per ri-generare e ri-attivare i cittadini alla vita della propria comunità locale.»
album di Forlì per Balzani
BERLUSCONI, NO DIALOGO, SU GIUSTIZIA CAMBIO COSTITUZIONE/ANSA MIO GOVERNO È PARADISO; MAI AL TAVOLO CON SINISTRA MARXISTA (di Milena di Mauro) (ANSA)
«Fin quando sarò al governo non mi siederò mai ad un tavolo con questi individui».
Per l'ennesima volta Silvio Berlusconi sbatte risoluto la porta del dialogo in faccia alla sinistra. Sulla giustizia come su tutto il resto.
«Marxisti leninisti», li bolla il premier, citando Dante per dire invece che il suo governo è «un nuovo inizio, il Paradiso che promette all'Italia il cambiamento necessario».
A partire da una riforma della giustizia, da fare anche mettendo mano alla Costituzione, che «si può cambiare dando poi l'ultima parola ai cittadini, perchè questa è la democrazia». (ndr. articolo 138)
Assai irritato dalle parole durissime pronunciate ieri da Walter Veltroni, Berlusconi affonda convinto che il Pd non si smarcherà mai da Di Pietro.
Avanti da soli, sprona perciò deciso il premier. Anche se è «difficile» che la riforma possa farsi entro Natale.
Una proposta arriverà presto in Parlamento e «garantirà i cittadini con la separazione degli ordini, perchè un pubblico ministero deve avere gli stessi diritti doveri di un avvocato, andare dal giudice, bussare la porta e prendere un appuntamento».
Dialogo non ci sarà, dunque. «Non accetto di parlare con questo tipo di persone - argomenta fermo Berlusconi mentre presenta il nuovo libro di Bruno Vespa - Non posso dialogare con chi accusa l'avversario di essere Hitler, il diavolo, di non avere voce in capitolo sulle questioni morali. Questa sinistra non è democratica, non è riformista».
E chi ora chiede al Cavaliere un ripensamento sull'Iraq, sappia che «l'Italia non ha partecipato alla guerra. Semmai è stato D'Alema ad autorizzare le bombe sulla Serbia».
Solo al mattino, Berlusconi scherzava in una lunga intervista ad un rotocalco patinato: «Non vi libererete di me tanto presto, mi sento ancora un ventenne nello spirito e nella voglia di fare. Non ho mai avuto defaillances».
Un piglio decisionista che, poche ore più tardi, confermerà seduto accanto al conduttore di 'Porta a Portà, per presentarne il «grande affresco che ricorda il poema dantesco», dove il Paradiso si incarna nel Berlusconi IV. Così il premier, alla vigilia del Consiglio europeo che discuterà di clima, annuncia che porrà «senza nessuna esitazione il veto, se saranno colpiti gli interessi italiani in modo eccessivo».
E in un giro di orizzonte a 360 gradi, garantisce deciso che «non ci sarà nessun aumento delle truppe italiane in Afghanistan», sostiene sicuro che «per la nuova Alitalia siano da preferire accordi commerciali con partner stranieri ad ingressi nel capitale», promette che penserà «ad un aumento degli amortizzatori sociali con fondi Ue se la crisi di estenderà».
E ancora Berlusconi torna a bacchettare «la scandalosa tv pubblica, dove il dileggio del premier è all'ordine del giorno». E ribadisce di non aver nulla a che fare con le scelte in Vigilanza e ai vertici Rai: «Non me ne sono interessato e non me ne voglio interessare. Villari? Mai conosciuto, anche se un certo Orlando mi accusa di aver lavorato per la sua elezione». Quanto a Sky, nel mirino sono ancora «le becere accuse ricevute per aver riportato alla norma l'Iva di un'azienda che ha superato in utili sia Rai che Mediaset ed ha già agevolazioni come il monopolio satellitare e nessun vincolo sulla pubblicita».
C'è ancora spazio per ricordare con fermezza all'Udc di Pier Ferdinando Casini che «le porte sono spalancate, ma dentro al Pdl» e dire che la legge elettorale per le europee resta quella attuale, senza preferenze.
Anche l'Italia, Paese tanto amato, merita il rimbrotto del premier, che la vede «provinciale», «non più caput mundi» e la sprona al cambiamento.
Parole tenere solo per la moglie Veronica, tornando sulla solitaria presenza di lei alla prima scaligera domenica scorsa. «Volevo farle una sorpresa, ero tornato a casa per accoglierla al suo ritorno ma mi sono ritrovato solo da solo».
E a Vespa che galante sottolinea l'eleganza della mise della first lady: «Ho visto. Ed anche molto apprezzato».(ANSA). DU 10-DIC-08 21:36 NNN
Forlì, primarie. Balzani: "Cittadini da coinvolgere non solo per chiedere il voto"
da romagnaoggi 6 dicembre 2008
"La partecipazione dei cittadini non può essere limitata solo alla richiesta del voto". Il Comitato "Forlì per Balzani" lo dice senza mezzi termini nell'illustrare gli esiti della campagna di ascolto compiuta dal candidato sindaco Roberto Balzani alle primarie del Pd del 14 dicembre. "L'ascolto deve essere praticato con continuità, i cittadini devono concorre alle scelte" ...
(clicca sull'immagine del libro "la Romagna" per leggere un'intervista a Roberto Balzani)
... "Il metodo della partecipazione deve avere continuità - dice Lorenzo Ciapetti, esperto di economia - deve servire anche per mediare tra gli antagonismi e gli interessi divergenti, non può essere solo finalizzato alla richiesta del voto". (vedi anche "Prima ascoltare poi decidere: Balzani interroga i forlivesi")
Insomma occorre passare dalla partecipazione rappresentativa, quella del Consiglio comunale, delle circoscrizioni e dei quartieri, ad una partecipazione diretta dei cittadini: "Non siamo utopici ma esperienze di bilancio partecipato dai cittadini in altre realtà si sono fatte e anche a Forlì si possono fare".
Di queste idee e dell'intero programma Balzani parlerà martedì sera alla Sala congressi della Fiera di Forlì (via Punta di Ferro) in occasione della presentazione pubblica alla città del suo programma. Una presentazione al di fuori degli schemi tradizionali, accompagnata da musica e parole e dalla voce di David Riondino.
ti presento una rassegna delle mie idee programmatiche, frutto di una campagna d’ascolto
molto ricca e vivace e dei tanti contributi di tanti volonterosi amici e compagni di strada.
Non sono tutte, ovviamente. Sono quelle sulle quali potrai misurare la differenza rispetto ad altri candidati e ad altri modo d’impostare la politica locale.
La politica, così come si presente oggi in Italia, dal centro giù giù a cascata fino alle città e ai paesi, secondo me non funziona. I cittadini sono sempre più sudditi ... io credo
che il Pd avrà la possibilità di affermarsi, in Italia, solo se saprà far funzionare la macchina
della partecipazione dal basso. Ma non in senso demagogico: occorre che i cittadini
partecipino, decidano, e poi verifichino. Il poco tempo che hanno a disposizione dev’essere messo a frutto.
Quindi, per i politici: limite delle due legislature, parità di genere per affermare una
presenza femminile più di quanto oggi sia avvenuto, inclusione di giovani e di individui
selezionati sulla base del merito. Essi dovranno rendere pubblici i loro redditi attraverso
un’apposita anagrafe degli eletti. Dovranno inoltre – almeno così sarà, se diventerò
Sindaco – documentare attraverso strumenti di comunicazione accessibili (penso ad
Internet) l’esito dei principali progetti varati dall’amministrazione, perché ciascuno possa
rendersi rapidamente conto di quanto si è speso e di come lo si è speso.
Ma ci sono doveri anche per i cittadini: partecipare vuol dire impegnarsi di più, tenere le mani sulla democrazia. Il Comune cercherà di avvicinarsi, di ascoltare: i cittadini dovranno reagire, chiedere, controllare. La libertà ha un prezzo che dobbiamo pagare tutti.
... consentire (attraverso nuove tecnologie) la semplificazione dei processi burocratici, l’accesso da casa ai servizi da parte del cittadino e delle imprese, l’uso a scopo educativo di progetti viaggianti su supporto elettronico o addirittura la partecipazione dei cittadini, attraverso forme di referendum e d’inchieste rapide. In questo modo, la componente più anziana della società potrà usufruire più facilmente (cioè senza code) dei servizi erogati secondo criteri tradizionali.
L’ambigua deriva della comunicazione nella dialettica politica. La televisione è il principale strumento utilizzato per formarsi un’opinione sull’offerta politica in campagna elettorale (il 78,3% degli elettori, in crescita rispetto alla precedente tornata elettorale del 2006). Segue la carta stampata (20,8%). I rapporti non mediati, come il confronto con familiari e parenti (16,7%), la partecipazione diretta a incontri politici, comizi e assemblee (9,8%), o anche le discussioni con amici e colleghi (9,2%), sono canali preferenziali per quote via via decrescenti di elettori. Internet è la fonte informativa per una fetta ancora minoritaria del corpo elettorale (7,6%, in crescita rispetto alla precedente rilevazione), con un livello di importanza assimilabile ai tradizionali volantini e materiali di propaganda dei partiti, e maggiore di quella attribuita a un altro mezzo tradizionale come la radio (6,3%, in netta flessione rispetto al 13% registrato alle elezioni del 2006). Nel complesso rapporto tra potere politico e media, si nota anche che nell’ultima legislatura si contano 64 deputati giornalisti (la quarta professione rappresentata alla Camera, dopo avvocati, dirigenti e imprenditori, prima dei funzionari di partito) e 28 giornalisti senatori (la sesta professione attualmente rappresentata al Senato): praticamente c’è un giornalista ogni dieci parlamentari. Ma si registra anche un pericoloso crollo della fiducia nei media (senza eccezioni per nessun mezzo), più bassa in Italia che negli altri Paesi europei. La stampa gode della fiducia del 36% dei cittadini (il valore medio in Europa è pari al 44%); la televisione è il mezzo di cui gli italiani si fidano di meno (solo il 35% la ritiene affidabile, valore che sale al 53% nella media europea); si fida della radio il 42% degli italiani (è il mezzo di comunicazione considerato più attendibile, ma con un consenso comunque inferiore al 61% medio europeo); infine, Internet è pienamente apprezzata dal 35%.
(Il Rapporto Annuale 2008 - 42° Rapporto sulla situazione sociale del paese - Censis)
BioWashBall: i test de “Il Salvagente”
Jacob Christian Schäffern
l'invenzione dell'ecologia
Lavatrice Haier WasH2O per lavare senza detersivo
Addio al detersivo, per smacchiare il bucato c'è l'acqua
Il bucato senza acqua né detersivi
Lavare senza detersivo? Il bluff delle Magic ball
Il bucato con il "cenerone"
Il bucato sull'aia
IL BUCATO E L’IGIENE - SAPONI E LISCIVE
BioWashBall, una bufala ?
Pallalinda: la nuova proposta di AQsystem
Palla Linda, lava con meno detersivo
Perchè la Laundry Washing Ball è meglio della Biowashball
Ai tempi delle nostre nonne si diceva che il bucato si faceva con la cenere. Ma quale tipo di cenere?
I danni dell’igiene
Gli albori dell'igiene del corpo
Facebook e la censura preventiva contro il Potere
clicca qui per "vedere ... per credere"
tratto dal sito "rassegna stampa" del Governo italiano
INTERVISTA A COSSIGA «Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei» di ANDREA CANGINI - ROMA PRESIDENTE Cossiga, pensa che minacciando l`uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato? «Dipende, se ritiene d`essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo.
Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...».
CONFRONTO «Ieri un Pci granitico oggi Pd ectoplasma Perciò Berlusconi dev`essere prudente» [.]
APPELLO AL PRESIDENTE NAPOLITANO PER FARE CHIAREZZA SULLE RECENTI DICHIARAZIONI DEL SEN. COSSIGA
e c'è chi ... ha il coraggio di denunciare Cossiga ... W l'idealismo ....
per avere in parte ceduto all’amico dopo averlo confezionato, uno spinello di marijuana ..... è reato penale
Corte di Cassazione – Sez. Quarta Penale – Sent. del 26.09.2008, n. 36876 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE QUARTA SEZIONE PENALE UDIENZA PUBBLICA pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da : 1) … omissis … avverso SENTENZA del 1/02/2007 CORTE APPELLO di MILANO visti gli atti, la sentenza e il ricorso udita in PUBBLICA UDIENZA a relazione fatta dal Consigliere FOTI GIACOMO Udito il Procuratore Generale che la concluso per l’inammissibilità del ricorso OSSERVA Con sentenza del 15 febbraio 2007, la Corte d’Appello di Milano, in parziale riforma della sentenza del Gup presso il tribunale di Sondrio, del 30.10.03, resa nelle forme del rito abbreviato, ha ribadito la penale responsabilità di in ordine al reato di cui all’art. 73, Co. 5, del dpr n. 309/00 - per avere in parte ceduto all’amico dopo averlo confezionato, uno spinello di marijuana - sol sostituendo la pena detentiva inflitta dal primo giudice con la corrispondente pena pecuniaria. Avverso tale sentenza propone ricorso, per il tramite del difensore, l’imputato che, con unico motivo, deduce manifesta illogicità della motivazione della sentenza impugnata e erronea applicazione dell’art 73 del citato dpr, laddove la corte territoriale ha ritenuto che la sostanza stupefacente rinvenuta nella disponibilità dell’imputato fosse destinata allo spaccio e non, come da questi sostenuto, all’uso personale ed all’uso comune con amici in conseguenza di un accordo che ben avrebbe potuto essere anche tacito, conseguente ad una prassi invalsa tra i due. In ogni caso, si sostiene ancora nel ricorso, l’imputato certamente si riproponeva, al momento dell’acquisto della droga, di consumarla insieme con l’amico; proposito che ben avrebbe potuto esser conseguenza dell’errata convinzione di dare corso ad un accordo tacito con il … omissis … Il ricorso è infondato e deve essere rigettato, essendo del tutto inesistenti i vizi dedotti. In tema di consumo di gruppo di sostanza stupefacente, questa Corte ha affermato che, perché una tale ipotesi possa ritenersi riscontrata, “occorre che la sostanza sia stata acquistata da uno dei componenti il gruppo su preventivo mandato degli altri, in vista della futura ripartizione, ed attraverso una partecipazione di tutti alla predisposizione dei mezzi finanziari occorrenti, di talchè possa affermarsi che l’acquirente agisca come “longa manus” degli altri’ e che il successivo frazionamento della sostanza acquisita sia solo una operazione materiale di divisione senza trasferimento dall’uno all’altro di valore”. E’ stato, ancora, affermato che “‘la condotta di un soggetto acquirente di sostanze stupefacenti può ritenersi non punibile, perchè finalizzata al consumo di gruppo, solo quando possa accertarsi che gli altri componenti del gruppo abbiano avuto, fin dall’origine e cioè fin dal momento dell’acquisto - quell’autonomo potere di fatto sulla cosa in cui si sostanzia la detenzione, con la conseguenza che, in mancanza, l’acquirente deve considerarsi l’unico originario detentore e che la successiva consegna si configura come una cessione principale”. Orbene, a tali principi, condivisi da questa Corte, si è attenuto il giudice dell’impugnazione, il quale ha ritenuto che la tesi dell’uso di gruppo non avesse trovato, nel caso di specie alcun concreto riscontro in atti posto che lo stesso nell’immediatezza dei fatti, non solo non aveva fatto alcun riferimento precedenti accordi intercorsi, neanche taciti o impliciti, con l’imputato per l’acquisto di sostanza stupefacente, né ad una prassi in tal senso invalsa tra i due, ma aveva negato qualunque coinvolgimento nell’acquisto della droga, assumendo di avere appreso che aveva con sé dello stupefacente solo durante il ritorno a Sondrio, allorché l’amico gli aveva offerto di fumare lo spinello. La tesi dell’uso di gruppo, quindi, che, in conformità ai principi sopra richiamati, presuppone un preciso mandato dei componenti il gruppo stesso all’acquisto dello stupefacente, non solo non ha trovato, nel caso di specie, validi riscontri, ma è stata in sostanza smentita dal testimone di riferimento. Mentre alcun rilievo può attribuirsi, alla tregua di quanto sopra rilevato, all’assunta erronea convinzione dell’imputato di dare seguito, nell’acquistare la droga, ad un accordo tacito con l’amico. Il ricorso deve essere, dunque rigettato ed il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali. P. Q. M. Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali
tratto da Studio Legale Law
Attenzione a non offrire spinelli agli amici
la libertà è partecipazione e la strada è l'unica salvezza
l'abc della raccolta differenziata
oh che bel castello!!!
Ho deciso!!! Voglio fare una bella escursione alla scoperta di alcuni castelli e città murate ... per cui digito due o tre parole chiave e dal web mi arrivano tanti suggerimenti utili per decidere di andare a conoscere Terra del Sole ....
TERRE DI SOLE, TERME E COLLINE
«Davvero pochi chilometri per questo suggerimento di viaggio nella bassa Val Montone tra due delle più belle e conosciute piccole cittadine di Romagna: Castrocaro con il fascino del suo borgo medioevale, l’imponenza della sua fortezza, la calma delle sue acque termali e Terra del Sole, piccola perla di architettura, città progettata da Cosimo de’ Medici definita la “Città ideale” ancora oggi ben conservata e racchiusa entro cinta murarie possenti.
(...) Da Castrocaro si percorrono appena 2 km in direzione Forlì per raggiungere uno dei gioielli architettonici della Romagna.
Terra del Sole, la città medicea, è un piccolo centro abitato la cui costruzione risale alla seconda metà del 1500 e conserva perfettamente intatte le cinta murarie ed il castello. Terra del Sole progettata su richiesta di Cosimo de’ Medici, venne definita “la città perfetta”.
Il perimetro interno delle mura misura poco più di 2 km. Ci si può limitare ad una passeggiata per le vie del centro, porgendo attenzione alle torri (ndt ???) e alle porte ben conservate (ndt ???) dei bastioni, a Piazza delle Armi, all’edificio del Municipio e alla Chiesa di Santa Reparata.
La cittadella è storicamente divisa in due borghi, quello Romano e quello Fiorentino, che ogni anno alla fine di agosto, danno vita al Palio di Santa Reparata.»
Dal sito delle Terme scopro che:
«Un ufficiale riconoscimento dell’importanza monumentale ed urbanistica di Terra del Sole è il Decreto Ministeriale del 26 Agosto 1965 (Gazzetta Ufficiale n. 235), che dichiara questo centro storico di "notevole interesse pubblico", tutelandolo con un vincolo ambientale.»
Da un'altro sito ...
«Occasioni per passeggiate a piedi, in bicicletta e a cavallo I dintorni di Castrocaro sono tutti da scoprire e per apprezzare appieno la loro bellezza, viste le distanze non proibitive, non c'è miglior mezzo di trasporto che i propri piedi o, in alternativa, una bicicletta E così ci si potrà immergere in luoghi dall'indiscutibile fascino come il parco fluviale, i laghetti della "Bolga" da dove sgorgano e vengono raccolte le acque termali, la rupe dei Cozzi di grande interesse geologico e al centro di un parco naturale. » e poi ... «si pensi solo al fascino della pressochè intatta Cittadella di terra del Sole che ha segnato a lungo il confine tra la Romagna-Toscana e la Romagna cosiddetta Papalina.»
Altri suggerimenti .... per questa escursione di scoperta .... Di valle in valle - Terra Acqua e Fuoco
«... Riguadagnato il fondovalle ci dirigiamo verso Terra del Sole e parcheggiata l'auto ci accingiamo a scoprire questa caratteristica cittadella
Antica città fortezza fondata nel 1564 con funzioni di controllo e di dogana al confine fra i territori dominati dallo stato Pontificio e la Romagna Toscana, conserva ancora oggi la sua antica fisionomia.
Circondata da alte ed ancora quasi intatte mura bastionate all'interno delle quali si sviluppa un insediamento simmetrico composto da quattro isolati.
Diversi i punti di interesse: dalle ben conservate mura bastionate, alle porte di accesso (Fiorentina e Romana) con i castelli che le sovrastano, rispettivamente Castello del Capitano delle Artigilierie e Castello del Governatore.
Percorrendo l'antica via che unisce le due porte non sfuggirà al visitatore più attento la ricerca di simmetria che caratterizza lo spirito architettonico rinascimentale.
Ai lati dei borghi Romano (destinato alle guarnigioni) e Fiorentino (abitazioni civili) una lunga serie di palazzi e case a schiera la cui altezza coincide con la larghezza della strada.
Centro della cittadella la grande piazza d'armi sulla quale si affacciano l'inconfondibile palazzo Pretorio, un tempo anche sede delle carceri medicee, e la chiesa di Santa Reparata.
Cittadella piccola, ma da visitare con la dovuta calma e, se si ha la fortuna di trovare aperto il portone del Palazzo Pretorio, da non perdere la visita al pittoresco cortiletto interno.
Eliopoli - La città del Sole - simboleggia "la città ideale" del rinascimento Italiano, ossia un microcosmo che riflette la perfezione dell'universo il cui simbolo è appunto il sole.
Un lungo e diritto viale alberato ci consente di raggiungere la vicina Castrocaro Terme. »
Nel Piano Strutturale Comunale infine leggo che .... «Per quanto riguarda il parco fluviale, il Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole identifica il suo ampliamento come uno dei progetti importanti per la qualificazione del proprio territorio .... il parco, mantenendo la propria funzione (...) può costituire una risorsa di eccezionale valore per l'integrazione dell'offerta ambientale (ricreativa, escursionistica, naturalistica) a sua volta in grado di qualificare il sistema urbano; ciò significa facilitare l'accesso - in forme ecologicamente compatibili - dalla città, e integrare in un'offerta più ampia il panorama di elementi di qualificazione naturalistica e turistica. Tale percorso o zona a parco è stato previsto in continuità con il Parco Urbano del Comune di Forlì che, già in avanzato stato di realizzazione, si congiungerà con quello di Castrocaro Terme per integrare l’offerta turistica.»
Per cui deduco e desumo che questo possa essere l'oggetto della mia escursione ... così decido di raggiungere in auto un bel campo a ridosso del fiume Montene proprio dietro le mura della cittadella rinascimentale ....
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la libertà è partecipazione e la strada è l'unica ...

References: articolo 138
 SENTENZA 
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