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Interrompere il possesso per evitare l'Usucapione » IL NOTAIO RISPONDE - Blog
« Il deposito notarile per acquistare immobili ancora sotto esame
Comprare un immobile all'asta conviene »
Scritto giovedì, 30 gennaio, 2014 alle 19:26	nella categoria Senza categoria.
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Salvitti Vincenzo scrive:	30 gennaio 2014 alle 21:58	In merito al possesso e all'usucapione, segnalo un caso particolare. Il possessore ultraventennale di un bene immobile non intende provvedere ad usucapire (accatastare) il bene posseduto trovando più comodo continuare ad esercitare il diritto di possesso ed evitare cosi di pagare tasse, tributi e quant'altro. Cosa può fare in tal caso l'intestatario catastale dell'immobile? Grazie. Vincenzo Salvitti
ilnotaiorisponde scrive:	17 febbraio 2014 alle 13:54	Buongiorno Sig. Salvitti,
Normalmente, il giudizio per far dichiarare l’usucapione viene avviato dal possessore che intende acquistare la proprietà. Tuttavia, è possibile che l’interesse ad agire sussista in capo al proprietario, il quale può preferire la perdita del suo diritto piuttosto che continuare a sostenere i costi connessi all’immobile e a rischiare di incorrere in responsabilità per i danni che dall’immobile stesso potrebbero derivare a cose e persone.
Ovviamente, per agire in giudizio occorrerà disporre delle prove da cui risulti la sussistenza di tutti i presupposti perché l’usucapione si sia perfezionata.
Valerio Maia scrive:	31 gennaio 2014 alle 08:57	Quanto costa la procedura di usucapione e che tempi prevede?
ilnotaiorisponde scrive:	17 febbraio 2014 alle 13:52	Buongiorno Sig. Maia,
Purtroppo e’ impossibile quantificare in anticipo i costi di una causa per usucapione. Sulla base del valore commerciale del bene di cui si sostiene l’usucapione viene determinato il valore della causa; e in relazione a questo valore chi agisce in giudizio deve versare il contributo unificato per gli atti del giudizio.
I costi (e i tempi) del giudizio dipenderanno dalla sua lunghezza, dal numero di udienze necessarie prima della pronuncia della sentenza: lo svolgimento del processo dipenderà dalla presenza o meno di prove documentali a sostegno dell’affermata usucapione, dalla necessità di acquisire prove testimoniali. Nei costi devono essere considerate anche le imposte da versare per registrare e per trascrivere la sentenza.
michela scrive:	31 gennaio 2014 alle 12:36	Gent Notai,
sono separata legalmente e con atto notarile sono diventata proprietaria immobile, dove vivo attualmente, ho scritto un testamento olografo perchè per ovvi motivi non voglio che ex coniuge entri in asse ereditario , la mia domanda è : fatto la cosa giusto o fintanto che ci sarà divorzio può esigere la quota legittima? eventuale atto testamentario deve essere redatto in forma particolare per escluderlo , nell'eventualità dovesse accadermi qualcosa prima del divorzio?
Ringrazio anticipatamente per l'attenzione e con l'occasione cordiali saluti
ilnotaiorisponde scrive:	10 febbraio 2014 alle 11:57	Gentile Signora Ottaviano,
le rispondo partendo dalla sua seconda domanda che riguarda la forma del testamento:
controlli il suo testamento: se è scritto, datato e sottoscritto di suo pugno, brava, lei ha redatto un testamento “olografo”, pienamente valido.
Per quanto concerne la possibilità di escludere suo marito (ancora giuridicamente tale fino a che non intervenga una sentenza di divorzio) è necessario, preliminarmente, precisare che
il coniuge è un legittimario, cioè un soggetto al quale la legge riserva una quota di eredità. Pertanto fino a che il vincolo di coniugio esiste, il coniuge, seppur separato, ha diritto alla sua quota di legittima. Ciò non significa che si debba per forza disporre di detta quota a suo favore.
Non potendo verificare il contenuto del documento da lei redatto, ipotizzo che lei abbia scritto un testamento con il quale ha nominato erede uno o più soggetti senza menzionare e nominare il suo ex marito. Se ha rispettato i requisiti formali da me sopra richiamati, il testamento è valido ma non ha eliminato la possibilità che il suo ex coniuge lo impugni e chieda giudizialmente la sua quota di legittima. E’ possibile limitare e/o attenuare le pretese dell’ex coniuge con delle disposizioni particolari ma non si potrà eliminare la facoltà riconosciuta dalla legge di ottenere la quota di riserva.
Chiaramente nulla vieta al suo ex coniuge di astenersi dall’impugnare il testamento, rispettando le sue volontà.
Pierluigi Maccioni scrive:	31 gennaio 2014 alle 21:32	Dove si puo' trovare un esempio di lettera da inviare per interrompere il decorso del termine di 20 anni ?
ilnotaiorisponde scrive:	17 febbraio 2014 alle 13:50	Gentile Sig.Maccioni,
Non c’è un modello uniforme da usare per la comunicazione con cui si interrompe il termine di maturazione dell’usucapione.
Trovano applicazione le norme dettate per l’interruzione della prescrizione: secondo l’art. 2943 cod. civ., oltre alla notifica di un atto con cui il proprietario intenta un giudizio nei confronti del possessore per ottenere la restituzione dell’immobile, è sufficiente qualsiasi atto sufficiente a costituire in mora il debitore. Pertanto, come prevede l’art. 1219, è sufficiente una intimazione o una richiesta fatta per iscritto, nella quale deve essere esplicitamente e chiaramente affermato il proprio diritto e deve essere chiesta la restituzione del bene.
Per essere sicuri (e per poter provare) che la comunicazione sia stata ricevuta dal possessore, è necessario che l’intimazione venga inviata a mezzo di raccomandata a.r. o notificata mediante ufficiale giudiziario.
giuseppina cossu scrive:	3 febbraio 2014 alle 19:14	vorrei sapere perchè per un errore del notaio (Goveani) che non ha trascritto l'atto di mio marito che doveva costituire il compendio unico , in qualità di imprenditore agricolo sia io a dover pagare un altro professionista per fare un ricorso all'ufficio entrate.
Al massimo è lui che deve risarcire i sottoscritti, dovrebbe esistere un'assicurazione che tutela gli eventuali danni che un notaio incompetente, per non dire truffaldino, arreca agli ignari clienti.
ilnotaiorisponde scrive:	10 febbraio 2014 alle 12:08	Gentile Signora Cossu,
Non vi è dubbio che accertato un errore da parte del notaio dovrà essere questi a rimediare e a sostenerne i costi nonché a risarcire i danni. Anche il codice deontologico dei notai lo prevede espressamente. Pertanto, ove ciò non fosse avvenuto può rivolgersi al Consiglio Notarile ove opera il notaio anche per i chiarimenti sull’ assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile dei notai. Il tutto fatta salva ogni azione giudiziaria che, naturalmente, volesse intraprendere.
Se può, ci tenga aggiornati, è anche un nostro interesse la soluzione del Suo caso.
Roberto Cividin scrive:	4 marzo 2014 alle 08:59	Vorrei chiarimenti su una situazioni in cui un agricoltore senza nessun permesso ha lavorato un terreno per i fatidici venti anni, mentre il proprietario, nello stesso tempo, ha pagato regolarmente le relative tasse oltre il Consorzio Bonifica, l'agricotore ha diritto all'usocopione o il proprietario pagando le tasse interrompe il periodo di venti anni?
ilnotaiorisponde scrive:	11 marzo 2014 alle 14:09	Buongiorno Signor Cividin,
nel suo caso se effettivamente la coltivazione del terreno è avvenuta per i fatidici venti anni e non si riesce a dimostrare che il decorso del tempo è stato interrotto (anche attraverso l'invio di raccomandate), a favore dell'agricoltore potrebbe essere maturata l'usucapione; l'acquisto di un diritto per usucapione viene comunque accertato mediante una sentenza dichiarativa.
Lei potrà, se ne ricorrono i presupposti, agire in giudizio per far accertare che non si è verificata l'usucapione.
Al riguardo, la invito a leggere sul blog altre risposte fornite da miei colleghi sul tema dell'usucapione e che possono integrare quanto da me esposto.
Lorenzo Cestaro scrive:	22 marzo 2014 alle 10:00	il 6/02/2004 ho acquistato un appartamento nella provincia di BL; nell'atto di compravendita risultano due ipoteche e due pignoramenti. Le due ipoteche sono state cancellate sono state cancellate durante l'atto stesso mentre per i due pignoramenti nel rogito è scritto testualamnte "la parte venditrice, con riferimentio ai sopracitati pignoramneti, dichiara che i rispettivi creditori sono stati pagati per intero e si obbliga a sua cura e spese a procurare le relative cancellazioni garantendo inoltre che nelle relative procedure esecutive pendenti non ci sono verificate insinuazioni".
Di fatto i due pignoramenti di cui sopra non sono stati cancellati e prima della data del rogito si sono insinuati altri due creditori in forza al decreto ingiuntivo in essere emesso il 18/03/2003.
A fine novembre 2004, in seguito ad un controllo fatto personalmente presso la Cancelleria del tribunale di BL, il Cancelliere stesso mi informava che si erano insinuati altri due creditori e che entro il 21/12/2014 era programmata l'udienza in tribunale nella quale il giudice avrebbe deliberato in merito: messo all'asta il mio appartamento. Sono stato costretto a liquidare personalmete i due creditori insinuati prima della udienza prevista (costo totale 13.000 €). Sono dieci anni che cerco di recuperare invano tale somma poichè chi mi ha venduto l'appartamneto è nulla tenente e privo di lavoro fisso.
Domanda: c'è un errore del notaio che ha stipulato il rogito, in quanto non ha accertato che si erano insinuati altri due creditori nettamente prima della data del rogito? Ne caso di risposta positiva come posso procedere?
ilnotaiorisponde scrive:	27 marzo 2014 alle 10:46	Gentile Signor Cestaro,
Certamente il Notaio ha effettuato i controlli relativi alla situazione giuridica dell’immobile ed ha quindi indicato nell’atto le formalità insistenti sullo stesso; la garanzia relativa al pagamento dei creditori e alla mancanza di eventuali insinuazioni è stata però espressamente assunta dalla parte venditrice come di solito avviene in questo caso poiché la verifica di questa circostanza richiede un’attività di indagine presso il Tribunale che coinvolge normalmente anche altri professionisti soprattutto per la cancellazione presso lo stesso Tribunale. Il consiglio è di recarsi dal notaio che ha seguito la pratica e verificare con lui le questioni sopraggiunte.
concetta67 scrive:	22 marzo 2014 alle 13:43	buon giorno, vorrei un consiglio su una situazione. Mio marito ha ereditato dal padre un pezzo di terreno agricolo che era del comune e che mio suocero ha acquistato nel novembre 1997.
Parte di questo terreno però se lo era già recintato ancor prima dell'acquisto da parte di mio suocero un altro fratello di mio marito che ha costruito la sua abitazione con regolare licenza nel terreno confinante che ha ricevuto in donazione anche se quella parte di terra è ancora proprietà del comune, tranne quel pezzo che invece è di proprietà di mio marito e sul quale mio cognato ha pure costruito due cantinole abusive. La domanda è, ci sono i presupposti affinchè questo pezzo di terra possa ritornare nelle nostre mani? Il diritto di usucapione parte dal giorno in cui mio cognato ha recintato oppure dalla data dell'acquisto da parte di mio suocero? In caso dovesse partire dalla data dell'acquisto siamo ancora in tempo ad interrompere il possesso visto che non sono ancora passati venti anni? Una volta interrotto il possesso mio cognato può comunque continuare ad usufruire di quella terra?
Qual'è la prassi da seguire per poter tentare di riavere indietro quella terra?
ilnotaiorisponde scrive:	26 marzo 2014 alle 13:06	Gentile Signora Concetta,
per stabilire l’usucapibilità di un bene comunale sarebbe necessario conoscere la sua appartenenza al demanio pubblico o al patrimonio disponibile o non.
In ogni caso, l’acquisto effettuato nel ’97 potrebbe valere come interruzione di un possesso cominciato prima e non protrattosi per venti anni.
In questo caso dal ’97 comincerebbe a decorrere un nuovo termine a tutt’oggi non ancora arrivato al compimento del ventennio.
Il mio consiglio è quello di compiere immediatamente un atto interruttivo del possesso e di rivolgersi ad un avvocato.
Bertocchi Rudi scrive:	28 marzo 2014 alle 10:06	Buongiorno volevo capire una cosa, vivo da oltre 20 anni in un casa intestata a mia mamma e volevo , con il benestare della mamma , intestarmela mi è balenata l'idea che usocapirla possa costare meno di qualsiasi altro atto qualcuno riesce ad aiutarmi ?? ed eventualmente quale può essere la strada migliore ?
ilnotaiorisponde scrive:	31 marzo 2014 alle 11:06	Buongiorno,
no, non credo che l'usucapione sia la strada giusta. Perché possa maturare il termine dei 20 anni, occorre che il bene sia tenuto in vero e proprio possesso e non in semplice detenzione. Questa si ha quando il bene si detiene in custodia, cioè ci si comporta come se il possesso fosse altrui. Facciamo un esempio: se io prendo in prestito un oggetto da un amico, anche se lui non me lo chiede indietro, non inizia l'usucapione, se non interviene un fatto oggettivo con il quale si manifesta la mia volontà di trasformare la detenzione in possesso. Nell'esempio di prima, solo quando il mio amico me lo richiederà ed io negherò la restituzione inizierà a decorrere il tempo del possesso necessario perché maturi l'usucapione.
Se lei paga un prezzo alla mamma, dovrà procedere con un atto di compravendita. La tassazione di una vendita di prima casa è pari al 2% del valore catastale più 2 tasse fisse da 50 euro ciascuna.
Se invece non passa alcun corrispettivo, l'atto giusto sarà quello di donazione. La donazione di una prima casa da genitore a figlio è esente da imposta di donazione (se di valore inferiore ad 1.000.000 di euro) e paga le tasse fisse ipo-catastali, il bollo e la voltura: 200 + 200 + 230 + 90, cioè 720 euro. Tenga presente che anche la sentenza che dichiara l'usucapione deve essere registrata e paga le imposte.
Per quanto riguardo la parcella del professionista, in caso di vendita o donazione dovrà pagare il notaio, in caso di usucapione l'avvocato che la seguirà in Tribunale. Non credo quindi che anche dal punto di vista dei costi quella dell'usucapione sia la strada migliore.
Notaio Sara Bono - Federnotai
Valentina scrive:	7 aprile 2014 alle 02:37	Esercito la mia attività commerciale con regolare licenza da oltre 27 anni, in un locale di proprietà dei miei suoceri.
In tutti questi anni non ho pagato affitto e nessuno mi ha chiesto nulla.
Ho provveduto a tutte le spese di corrente, acqua e restauri vari.
I miei suoceri sono venuti a mancare anni fa e io ho continuato a lavorare, senza interruzioni.
Purtroppo non vi è testamento scritto, quindi le mura del locale dove lavoro, spetterebbero a 3 figli (miei cognati).
Cosa posso fare per usufruire dell'usucapione? Ne ho diritto???
ilnotaiorisponde scrive:	29 aprile 2014 alle 19:57	Gentile Lettrice,
Per affermare l’acquisto per usucapione della proprietà dell’immobile in cui si svolge l’attività occorre provare che lo si è utilizzato per oltre venti anni con “animus possidendi”. In altre parole, non basta che lei abbia sostenuto le spese relative alle utenze e alla manutenzione ordinaria del locale, perché ciò avrebbe potuto avvenire anche in base ad un rapporto di comodato, tipicamente caratterizzato dalla mancanza di un canone da pagare a fronte del godimento.
Occorre, invece, dimostrare di avere sostenuto tutti i costi e di avere tratto tutti i frutti relativi all’immobile, appunto come avrebbe fatto il proprietario.
Zoorzetto Matteo scrive:	12 aprile 2014 alle 21:05	Buon giorno,
sono proprietario di un terreno dove una persona ha usato e posseduto per più di 20 anni una parte di questo terreno senza mai chiedere l'usucapione, ora morta questa persona è subentrato il figlio nell'uso e nel possesso ma non ha ancora raggiunto i 20 anni di uso e possesso, il figlio appunto può chiedere l'usucapione il terreno aggiungendo l suo periodo di uso quello del padre morto?
ilnotaiorisponde scrive:	29 aprile 2014 alle 19:56	Gentile Lettore,
Il figlio può attivarsi per fare dichiarare l’usucapione a proprio favore, anche se la successione del padre si è aperta da meno di venti anni. Il possesso infatti produce i suoi effetti senza soluzione di continuità a favore dell’erede del precedente possessore, ai sensi dell’art. 1146 del codice civile.
nicola scrive:	16 aprile 2014 alle 18:15	Buongiorno,
abito in un piccolo condominio costituito da 8 unità abitative di cui 4 "erano" pro indiviso tra 5 persone (A, B, C, D, E) che possedevano 1/5 cadauno . In fase assembleare le teste erano dunque in numero di 5 (4 appartamenti intestati a 4 differenti proprietari e 4 appartamenti intestati ai comunisti).
Ora il padre di 2 dei comunisti (A, B) si reca dal notaio e dichiara di aver usucapito per possesso ultraventennale (senza sentenza depositata dal giudice) i 4 appartamenti in questione e ne fa immediata donazione ai figli che diventano quindi "proprietari" di due appartamenti cadauno (effettuando il cambio di intestazione al catasto). A questo punto in fase assembleare non vengono più' convocati i legittimi proprietari in quanto le risultanze indicano diversamente e le teste da 5 passano a 6 modificando gli equilibri decisionali.
Successivamente uno dei due appartamenti frutto di donazione viene nuovamente donato, passando dalla figlia A al rispettivo marito. Con questa operazione le teste diventano 7 consentendo loro di arrivare a ottenere e la maggioranza dei millesimi e la maggioranza delle teste.
Ovviamente i legittimi proprietari si sono attivati per tutelarsi da questa operazione di usucapione (non sono nemmeno passati vent'anni tra le altre cose) ma, oltre al fatto che passeranno anni prima di arrivare alla sentenza, io ora mi ritrovo a dovere sottostare alle decisioni della nuova maggioranza condominiale che in questo modo assegna lavori di giardinaggio al padre, contratti assicurativi da stipularsi con il figlio ecc.. Come posso tutelarmi? Posso appellarmi al conflitto di interessi quando in fase di votazione optano per assegnare lavori piuttosto che contratti a componenti della loro famiglia?
ilnotaiorisponde scrive:	29 aprile 2014 alle 19:55	Gentile Lettore,
Per prima cosa, occorre sottolineare come le maggioranze riferite ai millesimi di proprietà del condominio non siano mutate per effetto dei mutamenti nelle intestazioni delle proprietà dei singoli appartamenti.
Possono invece essere mutate, considerato l’incremento numerico dei condomini, le maggioranze per teste. I problemi da lei segnalati possono sussistere nel caso in cui la combinazione prescritta dalla legge tra maggioranze millesimali e maggioranze dei partecipanti venga raggiunta con il voto dei condomini ai quali lei si riferisce.
Qualora sia effettivamente così, l’impugnazione delle delibere adottate con i loro voti non potrà fondarsi sul mancato raggiungimento dei quorum, ma solo – ove lo si dimostri – da ragioni di illegittimità sostanziale, riferite al contenuto delle delibere stesse. L’onere di provare questa circostanza, e il danno che può derivare dalle delibere di cui sopra, è posto a suo carico.
Ovviamente, resta salva la possibilità di contestare l’usucapione che è alla base della attuale situazione. Occorre però sincerarsi di poter contestare la durata ventennale del possesso.
Ricci Franco scrive:	20 aprile 2014 alle 19:22	Buongiorno,
A seguito di successione negli anni 40 tre sorelle entrano in proprietà di un lotto di terreno suddividendoli in tre parti uguali. Poiché una sorella da la possibilità ad un’altra di lavorare la propria quota e per avere i due lotti attigui immediatamente si scambiano il possesso senza mai regolarizzarlo in catasto. Nel corso degli anni la stessa viene acquistato dal figlio senza regolarizzare il possesso. Fatto sta che io figlio di uno dei tre mi ritrovavo di avere in possesso e lavorare dal 1970 un terreno intestato a mio cugino e quest’ultimo un terreno intestato a me. Naturalmente ho sempre pagato tutti i tributi di tutte e due ho apportato migliorie ( come il trapianto di piante di olivo) e coltivato regolarmente sul terreno. Cosa invece che non ha fatto mioi cugino in quanto dal 1980 al 2003 non ha lavorato il terreno a me intestato, lasciandola incolto.
Avendo i requisiti fondamentali richiesti per l’usucapione:
•	oggettivi (il possesso del corpo per più di venti anni
•	soggettivi in quanto sussiste l'animus possidenti ( dominio esclusivo di possesso e di proprietà.
Ho donato il 23/03/2004 a mio figlio tramite atto notarile detto terreno.
Il 18/12/2013 ho ricevuto una lettera raccomandata fatto da un avvocato che gli eredi di mio cugino avevano l’ intenzione di impugnare l’usucapione precisando di ritenere nullo l’atto perché non ottenuto in giudizio.
A prescindere che sull’atto io ho donato anche un altro terreno e quindi al limite loro avrebbero potuto impugnare non l’atto ma solo la parte di terreno sopra descritta e poi non trattasi di spoglio in quanto loro hanno in possesso un pari terreno a me intestato ed inoltre ho ampiamente dato disponibilità per la sua regolarizzazione, favorendo l’ usucapione o atto di vendita in loro favore.
E’ regolare la lettera raccomanda per l’impugnazione onde interrompere l’usucapione senza una impugnazione giudiziale visti che mancava tre mesi alla scadenza decennale dell’atto ed ora sono scaduti i termini?
C’è possibilità di andare in giudizio?
A chi tocca le eventuali spese?
ilnotaiorisponde scrive:	29 aprile 2014 alle 19:54	Gentile Lettore,
Nel suo caso la presenza dei requisiti per l’acquisto mediante usucapione abbreviata decennale appare dubbia.
In primo luogo, non è detto che occorra un atto di natura giudiziale da parte del proprietario per interrompere il termine di dieci anni dalla data dell’acquisto: l’invio di una lettera raccomandata può essere sufficiente.
In secondo luogo, occorre che chi afferma il proprio acquisto per usucapione sia in “buona fede” nel momento in cui acquista da chi non è proprietario. E’ verosimile che suo figlio, nel momento in cui ricevette la donazione, fosse al corrente della situazione, e non potesse quindi considerarsi in “buona fede” nel senso in cui questo concetto è utilizzato dall’art. 1159 c.c..
Mi pare più semplice trovare argomenti a sostegno di una usucapione ordinaria ventennale che consegua al possesso dell’immobile con “animus possidendi”. Il termine di venti anni, già raggiunto nel momento in cui lei stipulò la donazione a favore di suo figlio, potrebbe essere fatto valere per dimostrare l’intervenuta usucapione a suo favore.
Eventualmente, si potrebbe proporre di fare dichiarare con sentenza anche l’usucapione a favore di suo cugino del terreno che ancora oggi risulta intestato a lei.
Antonio scrive:	21 aprile 2014 alle 16:01	Buona sera,
un parere su questa situazione: mia suocera ha un fondo, avuto in eredità dai genitori, del quale è intestataria al 100%, come da estratti catastali, e sul quale paga regolarmente le tasse compresa la quota per il consorzio di bonifica; in realtà, da un controllo proprio sul posto dopo tanti anni, è emerso che di questo fondo si è appropriato il confinante, facendolo diventare parte integrante del suo fondo, recintandolo come se fosse tutto suo.
Il mio dubbio è appunto su 2 punti:
- sui vent'anni di tempo necessari al confinante per esercitare il diritto di usucapione (ovviamente insieme agli altri requisiti necessari), nel senso che i vent'anni decorrono da quando mia suocera ha avuto la proprietà (nel 1999, tramite eredità) o a prescindere da questo, ossia i vent'anni sono decorsi già da prima, anche da quando i proprietari erano i suoi genitori?
- sulle tasse pagate da mia suocera, e prima dai genitori, fin ora, nel senso che il fatto che lei abbia pagato continuamente le tasse è un punto a suo vantaggio per non far "succedere" l'usucapione oppure non conta nulla?
ilnotaiorisponde scrive:	29 aprile 2014 alle 19:53	Gentile Lettore,
La persona che occupa il terreno potrebbe far valere a suo vantaggio tutto il periodo durante il quale lo ha posseduto, anche anteriore al momento in cui sua suocera ha ereditato il fondo. Tuttavia, l’occupante deve dimostrare di avere utilizzato il terreno con “animus possidendi”, cioè comportandosi come se ne fosse stato proprietario. A questo riguardo, mi sembra significativo il fatto che le imposte siano state pagate sempre da parte di sua suocera. Se l’occupante non avesse fatto altrettanto, questa circostanza costituirebbe un argomento a favore di sua suocera.
E’ bene ricordare, comunque, la necessità di inviare all’occupante una comunicazione con data certa (lettera raccomandata a/r) nella quale sua suocera affermi il proprio diritto di proprietà, anche qualora intenda consentire la prosecuzione del godimento da parte dell’occupante.
tonino di giacomo scrive:	23 aprile 2014 alle 12:52	HO ERDITATO 1/4 di una cantina intestata a 4 fratelli, uno di questi mio padre che l'ha avuta in eredkta' da mio nonno x circa 70 anni senza mai essere stata reclamata dagli altri e loro eredi.Alcuni di questi dopo varie ricerche non sono stati trovati, vorrei un consiglio x fare usucapione a mio nome. Ringrazio x la risposta
ilnotaiorisponde scrive:	29 aprile 2014 alle 12:41	Gentile lettore,
se, come dice, non è in grado di rintracciare i proprietari potrà esclusivamente iniziare una normale causa di usucapione rivolgendosi ad un Avvocato che notificherà l’atto di citazione come per legge. Il giudice emetterà una sentenza di usucapione dichiarativa della sua proprietà sul locale. Qualora, invece, riuscisse a rintracciare i proprietari potrebbe iniziare una mediazione presso un Organismo di Conciliazione (ad esempio http://www.adrnotariato.org ) e risolvere in modo più veloce il problema.
Le consiglio di leggere le risposte già fornite sull’argomento su questo blog
ilnotaiorisponde scrive:	29 aprile 2014 alle 20:02	Gentile Lettore,
Per ottenere una sentenza di usucapione a suo favore, è necessario avviare un giudizio ordinario attraverso un atto di citazione che deve essere notificato a tutti i soggetti che potrebbero avere interesse contrario e nei cui confronti lei intende far valere il suo diritto.
Alla irreperibilità di alcuni di essi, a condizione che lei ne conosca le generalità, è possibile rimediare: l’art. 143 del codice di procedura civile indica le modalità con cui eseguire una notifica alle persone di cui non si conosce la residenza né il domicilio. Nel caso in cui non si sappia nulla in merito ai precedenti luoghi di residenza o domicilio, sarà possibile eseguire la notifica nel luogo di nascita.
Marco Pintus scrive:	28 aprile 2014 alle 12:18	buongiorno
a seguito di recentissima sentenza civile del 2014, ho usucapito un terreno di 270mq, che da visura catastale è classificato come vigneto Classe 2., il cui reddito DOMINICALE è 1,74 euro e quello agrario è 1,19.
Vorrei capire come si calcolano gli importi da versare all'agenzia delle entrate, per regolarizzare il tutto, ossia mi sembra di capire che le imposte fisse di registro , ipotecaria e catastala siano di 200euro l'una (nuova rormativa del 2014).
L'imposta fissa di registro, mi pare di aver capito che dovrebbe essere pari al 9%, ma di cosa? Valore catastale...???
Mi potreste fare un quadro chiarificatorio della situazione, visto che il mio legale sta tergiversando????
Ringraziandovi per la cortese attenzione porgo i miei saluti
ilnotaiorisponde scrive:	16 maggio 2014 alle 10:44	Gentile Lettore,
Lei ha correttamente esposto il problema. La sentenza di usucapione paga: il 12% quale aliquota relativa all’imposta di registro; l'imposta ipotecaria al 2%; l'imposta ipotecaria all’1%.
Le imposte si pagano sulla base del valore del bene (che è diverso dal valore catastale), con la precisazione che l’imposta minima di registro, ipotecaria e catastale, è pari ad euro 200.
Ad esempio, se il terreno valesse 10.000 euro, la sentenza sconterebbe euro 1.200 di imposta di registro, 200 di imposta ipotecaria ed euro 200 di imposta catastale (perché 1% sarebbe pari ad euro 100, ma si paga l’imposta minima di euro 200).
Il valore del bene ritengo sia stato indicato dall’avvocato negli atti di causa.
Donato Accoto scrive:	29 aprile 2014 alle 16:20	Nel 1978 ho acquistato un lotto di terreno sul quale ho costruito la mia casa e ci abito sin dal 1987 . Ora dopo tanti anni , sono venuto a conoscenza che un pezzo di terreno, una particella di 60mq (relitto stradale) tra la casa e la strada nel mio giardino recintato , essere, intestato al vecchio proprietario del terreno. Ora quest'ultimo non avanza nessun diritto, anzi mi ha detto di iniziare la pratica per l'acquisizione di questa particela per usucapione. Quindi cosa devo fare per ottenere oltre al possesso anche la proprietà? qual'é il metodo meno oneroso? Posso rivolgermi direttamente al giudice di pace per evitare costosi processi?
Ringrazio per la vostra e Cordiali saluti.
Donato 46
ilnotaiorisponde scrive:	15 maggio 2014 alle 16:08	Gentile Donato,
il caso da lei proposto prevede sicuramente il consiglio da parte del Notaio di agire giudizialmente per ottenere l’usucapione.
Sicuramente ben più costoso e farraginoso sarebbe il ricorso a successioni integrative per il cespite senza dubbio omesso con successivo rogito notarile di compravendita, sicuramente più veloce nei tempi ma più oneroso.
Siccome dalla richiesta traspare con chiarezza che il desiderio è quello di “sistemare” la cosa spendendo il meno possibile, consiglio perciò di interpellare un avvocato di fiducia ed iniziare un procedimento teso ad ottenere la pronuncia di usucapione a suo favore.
Non può pero’ passare per la scorciatoia del Giudice di Pace, più veloce e meno costoso giacché l’azione deve essere esercitata giudizialmente, in modo rituale, con notifica dell’atto di citazione al proprietario al momento del decorso ventennale. La competenza territoriale è del Tribunale del luogo ove si trova l’immobile in oggetto e trattasi di competenza funzionale ed esclusiva in capo al Tribunale stesso. Ecco perché non si può adire il GdP neanche adducendo un valore immobiliare inferiore ad Euro duemilacinquecento (2.500,00).
Come certamente saprà la prova del possesso potrà essere data con ogni mezzo, anche testimoniale ed il Giudice decide tramite sentenza che, quando risulta trascritta, produce gli effetti dell’acquisto della proprietà ma non a titolo derivativo bensì originario.
Corollario negativo a quanto sopra è che una pronuncia di primo grado, pur con tutte le differenze territoriali nella Penisola, viene emessa mediamente con un’attesa di circa tre anni……..
Buona usucapione e cari saluti,
mario scrive:	6 maggio 2014 alle 20:06	sono un dei 69 eredi erede di alcuni immobili ormai non del tutto ma quasi fatiscenti,perchè a prendere il possesso di tali immobili e in particolare un sola famiglia ,che dopo la morte dei legittimi proprietari anno preso le chiavi gestendo loro il tutto.tutti gli appartamenti sono disabitati da anni senza nessuna manutenzione tranne un locale che a tutt'oggi è in locazione prendendo loro l'affitto. tutti gli eredi ,abbiamo ricevuto dal sindaco una notifica in quanto ci intima di mettere in sicurezza il locale in locazione.come posso tutelarmi, visto che in quasi 30 anni nessuno di noi a mai percepito una lira/euro? possono loro sfruttare l'usocapione?come poso impedirlo e avvalermi della mia (pur minima )quotà ?
ilnotaiorisponde scrive:	7 maggio 2014 alle 17:01	Gentile lettore,
molto dipende da quanto tempo è trascorso dal momento in cui gli altri eredi hanno conseguito il possesso degli immobili di cui si tratta: qualora siano trascorsi più di venti anni senza contestazioni da parte degli altri eredi, chi ha avuto il possesso potrebbe ottenere una sentenza di usucapione a suo favore.
E' importante anche verificare se siano stati posseduti tutti i beni ereditari o solo alcuni di essi: se, come lei scrive, alcuni immobili non sono mai stati mantenuti e necessitano infatti di un intervento per la loro messa in sicurezza, è verosimile pensare che il possesso abbia riguardato solo alcuni beni.
Infine, occorre chiarire quale sia l'interesse da perseguire: opporsi all'usucapione equivale a chiedere il riconoscimento della comproprietà dei beni, e pertanto impegnarsi a rispettare l'intimazione proveniente dal Comune; chi non volesse essere coinvolto nelle spese di riparazione degli immobili dovrebbe far valere l'usucapione a favore degli eredi che li hanno posseduti, a condizione che ne ricorrano i presupposti.
Notaio Carmelo De Marco
Pino scrive:	12 maggio 2014 alle 18:43	Siamo 5 eredi di un appartamento di cui uno di questi eredi abita l'appartamento in questione con il consenso degli altri 4. Questo erede, dopo venti anni, può usufruire dell'esucapione? Grazie per la risposta. Distinti saluti.
ilnotaiorisponde scrive:	9 giugno 2014 alle 14:33	Gentile Pino,
se, come Lei scrive, uno dei 5 eredi ha utilizzato l'appartemento con il consenso degli altri e, quindi, riconoscendo che questi sono comproprietari, non vi e' alcun possibilita' di perdere la proprieta' per usucapione. Prove utili per i 4 eredi saranno, ad esempio, il pagamento dell'Ici (ora Imu) o l'aver inserito la quota di proprieta' nella dichiarazione dei redditi.
Nel caso in cui l'erede che abita la casa ha, da piu' di venti anni, contestato la proprieta' degli altri e utilizzato la medesima quale unico proprietario, potrebbe ottenere la sentenza di usucapione dal Giudice; cio' naturalmente, a seguito di un regolare giudizio.
Roberto scrive:	16 maggio 2014 alle 16:09	Mio zio è deceduto senza aver richiesto la sentenza di usucapione di un terreno per possesso ultraventennale. Posso, in qualità di erede, inserire il cespite nella dichiarazione di successione a titolo di proprietà? Cordiali saluti
ilnotaiorisponde scrive:	6 giugno 2014 alle 17:59	Gentile Roberto,
La risposta al suo quesito è contenuta nella risoluzione Agenzia delle Entrate n. 52 del 2009 , secondo la quale è legittimo indicare in dichiarazione di successione un immobile acquistato per usucapione, pur in assenza della sentenza accertativa di tale acquisto.
In effetti in base all’articolo 9, comma 1, del Testo Unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle successioni e donazioni, approvato con D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 “L’attivo ereditario è costituito da tutti i beni e diritti che formano oggetto della successione, ad esclusione di quelli non soggetti all’imposta a norma degli articoli 2, 3, 12 e 13”. Ne consegue, che qualora nell’asse ereditario sia presente un bene immobile acquisito per usucapione dal de cuius e manchi una sentenza accertativa di tale diritto, gli eredi o i legatari sono tenuti a inserire nella dichiarazione di successione i dati identificativi di detto bene, specificando che l’acquisto è avvenuto per usucapione.
enzo scrive:	16 maggio 2014 alle 21:58	ki puo darmi una mano? spiego il mio problema mia mamma haveva uno zio ke non aveva figli e ha lasciato in eredita con un testameto tutto tra cui un immobile ke e stato costruito da lui nel 1986 lui ( zio) e morto nel 1992 io ci abbito senza nessun contratto dal1988 questo fratello di mia madre ke ha ereditato non ci ha mai detto niete ne mai mandato mai nite ne mai ha rivendikato la proprieta.nel 2011 e morto e la moglie ci ha mandato una lettera ke dice ke noi okkupiamo questo appartameto senza titolo.. preciso ke la casa e su 2 livelli e ke abbiomo ricevuto questa casa grezza soo pilastri...e i miei genitori l' anno resa abbitabile tutte le utenze sono intestate a noi sono traskorsi 24 anni....stiamo per vie legali ..ki puo dirmi se lo usucapita questa proprieta.?
ilnotaiorisponde scrive:	6 giugno 2014 alle 17:54	Gentile Sig.Enzo,
da quanto descrive non dovrebbe neanche esser necessario dimostrare l’usucapione in quanto parla di un testamento. In questo caso chiaramente le sarebbe diventato erede di suo zio per successione ereditaria testamentaria. Qualora , invece, non ci sia il testamento dovrebbe comunque aver usucapito l’immobile in quanto mi sembra che lei abbia posseduto in modo pacifico, non conflittuale e ininterrotto per venti anni. In questo caso sarà comunque necessario far dichiarare l’usucapione con sentenza e quindi sarà necessario dimostrare con testimonianze ed altre prove (anche il pagamento delle utenze e delle imposte) quanto da lei affermato. Le consiglio di contattare un notaio e di portargli il testamento di cui parla al fine di chiarire ogni dubbio.
Ivano scrive:	18 maggio 2014 alle 13:51	Gentile notaio,
Ho acquistato di recente un terreno recintato da 6 anni dal precedente proprietario.Tale terreno è confinante con una servitù di passaggio larga 4 metri.
I proprietari che usufruiscono di tale servitù vorrebbero l'usucapione di 1 metro lungo tutto il confine del mio terreno affermando che prima della suddetta delimitazione passavano anche su di esso. Hanno ragione?
ilnotaiorisponde scrive:	6 giugno 2014 alle 18:12	Gentle Ivano,
Per prima cosa occorre sapere che diritto intendono usucapire: ritengo che i confinanti vogliano sostenere di avere acquistato per usucapione la servitù di passaggio su una strada larga un metro in più di quella attualmente esistente. Se questa è la pretesa dei confinanti, occorre valutare se vi siano i consueti presupposti per l'usucapione (possesso non violento e clandestino, proseguito ininterrottamente per venti anni senza contestazioni); in più, occorre tenere presente che possono essere usucapite solo le servitù c.d. apparenti, cioè quelle che vengono esercitate mediante opere visibili poste a loro servizio. Quindi, la discussione circa l'usucapione della servitù si può porre solo ove sulla striscia di terreno larga un metro che oggi si trova all'interno della recinzione insistesse una strada visibile, anche non asfaltata.
mario scrive:	19 maggio 2014 alle 19:28	Salve nel1993 ho acquistato una casa al mare (purtroppo pagando 80% dell´importo al contratto preliminare ). Nel1994 l´impresa edile e fallita e la casa dovrebbe essere messa all´asta, son passati 20 anni e non e´sucesso niente.Cosa posso fare ?In questo caso l´usucapione é aplicabile, lo só é molto complicato ,spero in una risposta. Cordiali saluti M. P.
ilnotaiorisponde scrive:	4 giugno 2014 alle 10:14	Gentile Sig.Mario,
dalla sua cortese lettera non si evincono particolari importanti per la ricostruzione completa della vicenda della quale stiamo trattando.
Ad esempio, i suoi rapporti con la Ditta si sono fermati alla sottoscrizione del preliminare o avete sottoscritto anche il rogito notarile di compravendita?
Ancora, nel caso di “solo” preliminare, esso è stato sottoposto a registrazione sì da avere la data certa?
Sono particolari da conoscere per poter meglio articolare una risposta ma, limitandomi a leggere quanto da lei scritto, è indubbio che sono trascorsi gli anni (20) cui la legislazione ancora la possibilità di usucapire ed è altresì indubbia la sua assoluta e piena buona fede.
Dando per scontato il fatto che in questi anni lei abbia fruito di questo appartamento al mare e che nessuno dal lontano 1993/1994 si sia fatto vivo con richieste che avrebbero potuto interrompere il decorso del termine ventennale, a mio giudizio può e con pieno diritto invocare l’intervenuta usucapione, richiedendo al Giudice competente di emettere una sentenza costitutiva da trascrivere nei Registri Immobiliari.
Guido scrive:	20 maggio 2014 alle 01:03	mio padre, ultimo di 8 fratelli e deceduto un mese fa, ereditò da suo padre un piccolo fondo agricolo, equamente diviso con gli altri fratelli. questo fondo, totalmente domenticato dalla famiglia per decenni, a causa della distanza (l'intera famiglia al nord, il fondo agricolo al sud), attualmente viene reclamato da una famiglia che asserisce di averlo coltivato per 20 anni. Posto che a nessuno della mia famiglia interessa più il possesso di quel terreno, e trovandoci citati in una causa per usucapione a più di 1000 km di distanza, è sufficiente non presentarsi all'udienza, per far cessare qualsiasi diatriba, o verremo comunque chiamati in causa per concorrere alle spese processuali? grazie mille
ilnotaiorisponde scrive:	4 giugno 2014 alle 11:01	Buongiorno sig. Guido.
Chi vanta di aver posseduto e coltivato il fondo agricolo da oltre 20 anni deve comunque sempre dimostrare che il suo possesso ultra-ventennale sia stato pacifico e indisturbato. Cioè che nessuno dei proprietari o comproprietari abbiano in tale periodo fatto alcuna azione per rivendicare la proprietà o comunque compiuto atti da proprietario.
Se effettivamente a nessuno degli eredi comproprietari interessa più la proprietà di quell'area, riconoscendo l'intervenuta usucapione, basterà non costituirsi in giudizio e rimanere "contumaci".
In tal caso, sempre che venga dimostrata, magari con testimonianze, l'intervenuta usucapione, il Giudice, che comunque rimane l'unico che può decidere in merito, trasferirà il bene ai possessori ultra-ventennali.
Non essendo intervenuti in causa, non dovrete affrontare spese.
Francesca D.P. scrive:	20 maggio 2014 alle 17:50	Buonasera, una consulenza: ho ricevuto alcuni giorni fa un atto giudiziario da parte di un notaio della prov.di Vicenza in merito alla richiesta di usucapione da parte di un signore a me sconosciuto. Leggendo l'atto, ho scoperto che mio padre -deceduto nel 1989 - aveva in Veneto 1/3 di un'immobile, 1/3 di campi (presumo) e che nel 1991 una signora (a me sconosciuta) gli aveva lasciato un ulteriore terzo di altri campi. Essendo mio padre deceduto nel 1989, quanto sopra è passato in eredità a mia madre, purtroppo anche lei deceduta nel 2012; quindi il tutto è ora passato a mio fratello ed a me. La questione è che noi non eravamo assolutamente al corrente di questi beni, nessun documento è stato trovato in merito. Ho letto che non è assolutamente necessario che ci siano documenti per richiedere l'usucapione come non è necessario che le persone co-proprietarie ne siano a conoscenza (come nel nostro caso). A fronte di quanto sopra, è legittimo opporsi alla richiesta di usucapione ? Grazie dell'attenzione.
ilnotaiorisponde scrive:	8 agosto 2014 alle 16:28	Gentile lettore, l’argomento dell’usucapione è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà sicuramente le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia, presentando tutti i documenti necessari a chiarire la fattispecie.
tiberio scrive:	22 maggio 2014 alle 14:31	buon giorno mia mamma e' proprietaria di un pezzo di terreno assieme a mio zio ,mio zio e' venuto a mancare e suo figlio dice di aver il possesso del terreno e quindi vuole continuare lui a coltivare gli ulivi volevo chiedere come potevo fare per interrompere tale privilegio vista che anche mia mamma e' propritaria del terreno perche' ha pagato la successione e anche noi vorremmo trarre beneficio di taleterreno
ilnotaiorisponde scrive:	6 giugno 2014 alle 17:47	Gentile signor Tiberio,
la prima cosa che sua madre deve porre in essere è un atto interruttivo dell'asserito possesso, da parte del figlio di sua zia.
Ossia almeno una raccomandata nella quale rappresenta che anche lei è titolare del bene in virtù di legittimi titoli di provenienza.
Inoltre, sua madre, deve curare la voltura catastale della successione, per la quale ha già pagato le imposte. Il che, secondo la giurisprudenza, le consentirà di qualificarsi erede della quota e quindi comproprietaria del terreno.
Notaio Stefano Poeta
sono un posesore di tereni con animalli dal 1990 oqupo questi tereni con un contrato di quindici giorni io sono un coltivatore tireto vivo sul posto. la societa miafato causa per ocupazione abusiva . foglio sapere se miapartiene la buona uscita grazie scrive:	29 maggio 2014 alle 09:04	dopo tantti procesi mi chiedono chevoglio per andarmene con il bestiame io chiedo un altro tereno in canbio per continuare la ativita tellefono 3804934931 se volete la mia storia chiamate raimondo
ilnotaiorisponde scrive:	6 giugno 2014 alle 18:10	Gentile Sig. Raimondo,
Secondo quello che scrive, sembra che si siano svolte più cause nel corso degli anni. Se l'occupazione del terreno è iniziata nel 1990, immagino che alcuni dei processi siano stati avviati prima del 2010, cioè prima che scadessero i venti anni necessari per l'usucapione.
Escludendo che lei abbia acquistato la proprietà per usucapione, resta da capire cosa preveda il contratto al quale fa riferimento. Ipotizzo che si sia trattato di un contratto di affitto, che lei non abbia rispettato alcune clausole del contratto e che quindi i proprietari abbiano agito per liberare l'immobile.
Margherita scrive:	3 giugno 2014 alle 23:14	Ho letto le indicazioni per l'interruzione dell'usucapione : "come prevede l’art. 1219, è sufficiente una intimazione o una richiesta fatta per iscritto, nella quale deve essere esplicitamente e chiaramente affermato il proprio diritto e deve essere chiesta la restituzione del bene. Per essere sicuri (e per poter provare) che la comunicazione sia stata ricevuta dal possessore, è necessario che l’intimazione venga inviata a mezzo di raccomandata a.r. o notificata mediante ufficiale giudiziario."
Vorrei chiedere se può essere sufficiente ad interrompere i termini di possesso far mettere per iscritto che il bene (nello specifico una cantina condominiale) è proprietà comune e indivisibile di tutti i condomini, chiedendo di verbalizzare tale chiarimento
durante una assemblea condominiale, alla presenza di tutti.
ilnotaiorisponde scrive:	6 giugno 2014 alle 18:02	Gentile Margherita,
Il verbale dell'assemblea condominiale può contenere una presa di posizione che esprime la volontà dei condomini di impedire il compimento dell'usucapione di un bene comune da parte di uno solo di essi.
È bene che il verbale venga recapitato a quel condomino con modalità tali da assicurare la ricezione del documento.
antonio scrive:	4 giugno 2014 alle 17:40	un immobile viene abitato per un ventennio(dal 1994 al 2014) ,ad uso gratuito .Niente affitto o altra richiesta di denaro. Chi vi abita e' completamente disinteressato all'acquisto dello stesso e con il trascorrere degli anni , il proprietario continua a pagare tutte le imposte dovute (ICI, IMU,ecc) senza la minima partecipazione di chi l'occupa. Anzi ,con il passare del tempo e degli anni,l'immobile richiede dei lavori di ristrutturazione e di messa in sicurezza,data la totale indifferenza nel farlo da chi vi risiede.Ovviamente ,il proprietario sollecita ,piu' volte ,chi lo occupa nel fare predetti lavori.( ti ho dato la possibilità di abitarlo gratuitamente,vuoi provvedere alla sua manutenzione???????) Indifferenza totale.Anzi la pretesa ,di chi lo occupa ,che predetti lavori vengano fatti dal proprietario.Adesso il proprietario ne richiede il diritto di possesso.Chi lo occupa pretende l'uso capione. Chi mi puo dare una risposta.Grazie.
ilnotaiorisponde scrive:	9 giugno 2014 alle 10:10	Gentile Antonio ,
Nel rispondere devo dare per scontate alcune informazioni che mi sembra emergano dal quesito.
Mi sembra che si tratti di un caso di comodato gratuito, e cioè di un vero e proprio prestito a tempo indeterminato.
In tal caso spero che abbiate, a suo tempo, firmato una scrittura di tal tenore.
Se così fosse ovviamente l'usucapione non opera in quanto il titolo per l'occupazione della casa sta proprio nel contratto di comodato.
L'usucapione opera solo nel caso di occupazione "senza titolo".
In virtù del comodato il proprietario ha diritto, con congruo preavviso, a richiedere la restituzione del bene.
Nel caso in cui, come temo, invece tale scrittura fra di voi non fosse stata mai fatta, ritengo comunque che non ci siano i presupposti per l'usucapione da parte del suo "ingrato amico".
Infatti lei potrà sempre dimostrare di aver ritenuto il bene di sua proprietà dato che ha sempre pagato le imposte relative allo stesso.
Inoltre spero che lei abbia richiesto il contributo agli interventi per iscritto. Se poi la richiesta da parte dell' occupante di interventi manutentivi al proprietario fosse stata fatta per iscritto, ancora meglio: sarebbe un riconoscimento della sua proprietà.
Ovviamente c'è la possibilità che questa persona " ci provi" e che si rifiuti di liberare l'immobile cercando di dimostrare l'usucapione.
In tal caso dovrà affrontare una causa per il recupero della disponibilità del bene.
In conclusione credo le convenga in primo luogo richiedere formalmente con raccomandata A/R, dando un congruo preavviso ( almeno tre mesi), la restituzione del bene. Se a tale richiesta non seguirà la restituzione dovrà rivolgersi ad un avvocato per intentare la causa per ottenere dal giudice quanto di suo diritto e cioè la restituzione del bene. In questa causa probabilmente il suo "amico" cercherà di provare l'intervenuta usucapione per decorso del termine ventennale, ma lei potrà provare di aver pagato le imposte sulla proprietà e che quindi si è sempre comportato da proprietario nonché il rapporto di comodato che di per se' esclude l'usucapione.
ketty scrive:	4 giugno 2014 alle 22:24	Salve! Vorrei un informazione. . I miei genitori vogliono farmi l atto della propria abitazione. Kiamando un notaio quando mi viene a costare? La ringr
ilnotaiorisponde scrive:	9 giugno 2014 alle 09:57	Gentile Ketty,
Salve! Vorrei un informazione. . I miei genitori vogliono farmi l atto della propria abitazione. Kiamando un notaio quando mi viene a costare? La ringr
Carissima Ketty
Ritengo che i suoi genitori Le vogliano donare un appartamento ma senza conoscere i dati relativi all'immobile e senza visionare i documenti (atto di provenienza, dati catastali) non è possibile fare un preventivo neanche di massima Le consiglio, pertanto di rivolgersi al notaio di sua fiducia o di cercare il notaio a lei più vicino per fare un colloquio e un preventivo ragionato senza alcun impegno di spesa da parte sua. Può trovare il notaio a lei più vicino nel sito http://www.federnotai.it cliccando su "trova notaio" o "Federnotaiweb"
Francesco scrive:	7 giugno 2014 alle 13:10	Buongiorno,mia moglie e le sue tre sorelle e la madre sono proprietarie di un immobile.
Mia moglie, la più piccola delle sorelle, e ultima ad essersi sposata, è rimasta nell'appartamento abitando con la madre, e vi abita da 20 anni, potrebbe esercitare il diritto all'usucapione?
Un'altra domanda è se Le sorelle potrebbero chiedere un'eventuale risarcimento o affitto pregresso degli ultimi 5 anni.
ilnotaiorisponde scrive:	17 giugno 2014 alle 13:45	Gentile Francesco,
dalla sua domanda sembrerebbe evincersi che l’immobile proviene probabilmente da una successione paterna nel qual caso a sua suocera, se si tratta della casa familiare, spetterebbe il diritto di abitazione; pertanto, se sua moglie lo ha abitato insieme alla madre così come ella non può vantare un’usucapione così le sorelle non possono chiederle un’indennità da occupazione.
Margherita scrive:	8 giugno 2014 alle 21:16	Una signora che falcia l'erba ogni anno su un terreno non suo (ma vicino allla sua abitazione), senza che le sia stato chiesto di farlo. Non disturba che che lo pulisca, ma non si vuole che questo costituisca titolo per l'usucapione. Per favore può dirmi se una lettera raccomandata A.R. può essere sufficiente per fermare l'usucapione e darmi qualche suggerimento degli elementi essenziali che devono essere presenti nella lettera?
ilnotaiorisponde scrive:	7 agosto 2014 alle 17:27	Gentile lettore, una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno indirizzata alla signora che falcia l'erba è sufficiente. Nella lettera può semplicemente ribadire che il terreno (da descrivere con precisione) è di sua proprietà e che la possibilità di tagliare l'erba viene concessa a puro titolo di cortesia senza che ciò possa costituire titolo di possesso e dar luogo al decorso del termine dell'usucapione.
miriam scrive:	13 giugno 2014 alle 17:53	Salve gentile notaio,
ho urgente bisogno di un suo parere. Da 33 anni mio padre ha il possesso di un terreno agricolo di proprietà di una Curia Arciconfraternità. Tenendo presente che il terreno era un fondo di natura rocciosa,incolto,senza alberi,adibito a pascolo e improduttivo, e negli anni il terreno è stato coltivato da mio padre tanto che oggi vi sono circa 100 alberi fra ulivi,alberi da frutto, eucaliptus ,ecc..di grandi dimensioni, e dato che il possesso è stato pacifico e continuo (senza mai interruzioni), DOMANDA : mio padre potrebbe far valere il diritto di usucapione ? E come fare visto che la curia arcivescovile 2 giorni fa (dopo 33 anni) ci ha contattato proponendoci di acquistare il terreno ??
Ci aiuti, spero in una risposta veloce. Cordiali saluti
ilnotaiorisponde scrive:	17 giugno 2014 alle 16:05	Gentile lettore,
se suo padre ha utilizzato il terreno senza che mai nessuno della Curia abbia avanzato alcuna pretesa e senza che ci sia stato da parte di suo padre alcun riconoscimento della proprietà dell’ente, potrà rivolgersi al Tribunale per veder riconosciuta l’usucapione. Per far ciò dovrà rivolgersi ad un avvocato. La Curia, se risulta intestataria del bene, verrà convocata: se non si presenterà, il Tribunale riconoscerà l’avvenuta usucapione di suo padre; se invece la Curia farà opposizione, si aprirà un giudizio in cui le parti dovranno provare le proprie pretese con testi e documenti.
miriam scrive:	24 giugno 2014 alle 14:39	Buongiorno,
l'immobile di proprieta di mio nonno di comune accordo con i 5 figli, che risultano proprietari in di un quindicesimo a testa dell'intea proprieta dopo la successione,viene messo in vendita ed io ho intenzione di accquistare.
Uno dei miei zii da 20 anni usufruisce (forse x 1 anno nn ha usufruito) di una parte della proprita x sfolgere la sua professione,il permesso e stato dato dai nonni a voce.
L'ambiente che circonda la struttura dove "lavora" é fatiscente,trascurata,priva di norme di sicurezza e pericolosa.Paga bollette ed imu....posso interrompere l'usucapione in qualche modo con l'aiuto degli altri zii data la situazione inadeguata iall'interno della proproprietà,vicino all'immobile da abitare e anche all'esterno,in modo tale di poterla acquistare senza problemi e facendo ORDINE.
ilnotaiorisponde scrive:	13 agosto 2014 alle 12:29	Gentile lettore, l’argomento dell’usucapione è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà sicuramente le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia, presentando tutti i documenti necessari a chiarire la fattispecie. Se non ha un notaio di fiducia può consultare il nostro sito alla pagina http://www.federnotaiweb.it/go/10/trova-il-notaio.aspx
Paola scrive:	26 giugno 2014 alle 11:26	Buongiorno , vorrei porre una domanda relativa ad un immobile di proprietà di mio marito e dei suoi fratelli e sorelle.. Ognuno di essi ne è proprietario per 1/6. Da circa 17 anni però , nell'abitazione risiede mia cognata (una delle sorelle) a titolo gratuito. Dall'aprile 2014 anche il mio nucleo familiare( 4 persone) vi si è trasferito (momentaneamente ) . Siamo però qui residenti e siamo tutti inseriti dal comune come se fossimo nello stesso nucleo. Basta ciò per interrompere l'usucapione? O è invece necessario un preciso periodo di tempo? Grazie per una Vs eventuale gentile risposta.
ilnotaiorisponde scrive:	13 agosto 2014 alle 12:28	Gentile lettore, l’argomento dell’usucapione è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà sicuramente le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia, presentando tutti i documenti necessari a chiarire la fattispecie. Se non ha un notaio di fiducia può consultare il nostro sito alla pagina http://www.federnotaiweb.it/go/10/trova-il-notaio.aspx
ivano scrive:	28 giugno 2014 alle 16:34	Gentile notaio,
avrei bisogno di un suo cortese parere.
Lungo il mio mappale sussiste una servitù di passaggio definita anch'essa da un mappale. Ho recintato il mio terreno dopo aver chiesto e fatto firmare una scrittura privata da coloro che usufruiscono di tale passaggio. Dopo 1 anno mi minacciano di chiedere l'usucapione di un metro di larghezza lungo tutto il mio mappale asserendo che prima della recinzione loro passavano anche su quel tratto ; in pratica vorrebbero una servitù di passaggio di un metro più larga. Possono farlo anche se hanno firmato la scrittura privata in cui acconsentivano la recinzione? Grazie
annamaria scrive:	29 giugno 2014 alle 16:40	salve
essendo in possesso dei requisiti per far valere l'usocapione la domanda è
quanto tempo ho per poter far valere questo diritto?
- cioè, sono passati venti anni il proprietario mi chiede l'acquisto del terreno, ma io
vorrei avvalermi dell'usocapione
- devo agire entro un certo periodo, oppure quando voglio?
ilnotaiorisponde scrive:	13 agosto 2014 alle 12:26	Gentile lettore, l’argomento dell’usucapione è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà sicuramente le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia, presentando tutti i documenti necessari a chiarire la fattispecie. Se non ha un notaio di fiducia può consultare il nostro sito alla pagina http://www.federnotaiweb.it/go/10/trova-il-notaio.aspx
Ivan scrive:	30 giugno 2014 alle 14:30	Cortesissimo e gentilissimo notaio,
Il problema e questo ,cerco di sintetizzare.
Nel 2008 ho avuto uno scambio con un amico di un oggetto ,uno scambio amichevole ma che ora a distanza di 6 anni lo rivuole indietro per sue ragioni.
ho qualche diritto in merito ?
Potrei non restituirglielo?
Avrei qualche diritto oppure no?
grazie della sua cortese disponibilità
ilnotaiorisponde scrive:	7 agosto 2014 alle 17:39	Gentile lettore, se non si tratta di immobili, la permuta può essere anche solo verbale. Se il vostro accordo era di uno scambio di proprietà, allora lei può non restituire il bene e trattenerlo. Se invece si trattava solo di un prestito reciproco, allora dovrà restituire l'oggetto alla richiesta del suo amico.
Alessandro scrive:	1 luglio 2014 alle 16:47	Buongiorno.
I miei genitori hanno acquistato un appartamentino in un paese nel 1971.
L'acquisto è stato fatto con scrittura privata mai registrata.
Da sempre ne pagano le tasse ICI TARSU TASI IMU ecc.
Ora vorremmo regolarizzare la proprietà.
Daccordo col mio unico fratello e ovviamente con i miei genitori vorremmo che venisse intestato a me, che ne dispongo da 10 anni.
Vorrei un consiglio sui passi più giusti ed economicamente vantagiosi e le chiedo se ci siano le condizione perchè io possa usucapirlo, oppure debbano farlo i miei.
ilnotaiorisponde scrive:	13 agosto 2014 alle 12:24	Gentile lettore, l’argomento dell’usucapione è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà sicuramente le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia, presentando tutti i documenti necessari a chiarire la fattispecie. Se non ha un notaio di fiducia può consultare il nostro sito alla pagina http://www.federnotaiweb.it/go/10/trova-il-notaio.aspx
Mauro scrive:	3 luglio 2014 alle 17:14	Buonasera, mia suocera ha un terreno, sfruttato dalla sorella di mia moglie e mio cognato da quasi 14 anni per parcheggiare le auto del loro hotel. Durante la stagione invernale non ci sono auto ma viene lo stesso usato come loro magazzino per appoggiare materiale edile come mattonelle tavole ghiaia ecc.La domanda è: possono usucapire il terreno dopo 20 anni?
Che cosa bisogna fare per far si che non succeda?
Veronica scrive:	8 luglio 2014 alle 13:29	Gentile notaio, avrei bisogno di un suo parere.
Una persona che possiede una casa da 50 anni vorebbe far passare il suo posesso a un'altra persona. Quale documento si puo fare in questo caso(donazione del posesso come beneficenza?), che cosa serve e quanto costa. La ringrazio in anticipo e le porgo cordiali saluti.
ilnotaiorisponde scrive:	7 agosto 2014 alle 17:50	Gentile lettrice, se lei è proprietaria di un bene e lo vuole trasferire, senza corrispettivo, ad un'altra persona, dovrà rivolgersi ad un notaio per perfezionare un atto di donazione.
Dovrà presentare al notaio il suo titolo di proprietà, le modifiche edilizie realizzate e documenti di identità suoi e di chi riceve la donazione. Il notaio incaricato verificherà se sono necessari altri documenti.
Il costo dipende dal rapporto che la lega al donatario. L'aliquota dell'imposta di donazione è diversa a seconda del rapporto di parentela (in linea retta, ad esempio, c'è un'esenzione fino ad 1.000.000 di euro, mentre tra estranei c'è una tassazione dell'8%). Va poi aggiunta l'imposta ipotecaria catastale al 3%, a meno che l'immobile non sia prima casa per chi lo riceve.
Per maggiori informazioni sulla donazione la rimando al nostro sito http://www.federnotai.it/item/100-le-donazioni-trasferire-un-bene-senza-pretendere-nulla-in-cambio
Pietro 72 scrive:	8 luglio 2014 alle 20:32	Gentile notaio ,
ancora riguardo l'argomento dell'Usucapione ...
vorrei sapere se è vero che i contadini ( o agricoltori ) di professione sono più facilitati dalla legge per realizzare l'Usucapione di un terreno .
Se SI' in che cosa consisterebbero queste facilitazioni ?
Ho sentito dire che a loro bastano 15 anni di cura del terreno e che , addirittura , a loro , trascorsi questi 15 anni , non serve una Sentenza di un Giudice ( quindi una causa legale ) ma , pagando una semplice tassa diventerebbero proprietari di quel terreno automaticamente .
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 19:32	Gentile lettore,
in effetti l'art.1159 BIS del codice civile prevede la c.d. usucapione speciale per la piccola proprietà rurale e statuisce che la proprietà dei fondi rustici con annessi fabbricati situati in comuni classificati montani dalla legge (o situati in comuni non classificati montani dalla legge, aventi un reddito non superiore ai limiti fissati dalla legge speciale) si acquista in virtù del possesso continuato per quindici anni.
E' comunque necessario che l'usucapione sia accertata con sentenza Probabilmente quello che a lei hanno riportato riguarda alcune forme passate di occupazione di terreni che poi leggi particolari attribuivano in enfiteusi agli occupanti o ai mezzadri.
MONICA scrive:	9 luglio 2014 alle 09:58	EGREGIO NOTAIO, AVREI UN QUESITO STO ACQUISTANDO UNA CASA DEL 34 SCAVANDO TRAB ATTI FRAMMENTARI E DOCUMENTI POCO CHIARI ABBIAMO SCOPERTO :
IO STO ACQUISTANDO CASA AL PIANO TERRA DAGLI EREDI DI Y;
AL PIANO DI SOPRA C'E UN APPARTAMENTO DELLA SORELLA DEFUNTA DI Y, LA QUALE ERA PROPRIETARIA DI UN PEZZO DI GIARDINO AL PIANO TERRA.
L'APPARTAMENTO E STATO VENDUTO PIU VOLTE SENZA MAI MENZIONARE LA PROPRIETÀ DI QUESTO GIARDINO TAN TE CHE NON RISULTA NEGLI ATTI.
IL BENE IN QUESTIONE NON E ANDATO NEMMENO IN SUCCESSIONE.
OGGI IO MI RITROVO QUESTO PEZZO DI GIARDINO DI CHI E PREMETTO CHE IL PRIMO ATTO DOVE RISULTA QUESTA COSA E DEL 56, COME POSSO RISOLVERE?
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 19:03	Gentile Lettrice,
problemi analoghi a quello da lei descritto sono abbastanza frequenti negli studi notarili. Tuttavia solo da un attento esame della documentazione è possibile comprendere se la porzione del giardino è o meno annessa all'appartamento del piano di sopra . Le consiglio pertanto di rivolgersi ad un notaio di sua fiducia. Se non ha un notaio di fiducia si rivolga a quello più vicino a Lei trovandolo sui siti http://www.federnotaiweb.it o http://www.federnotai.it
veronika scrive:	9 luglio 2014 alle 15:35	Gentile notaio, avrei bisogno del suo parere. Una persona che possiede una casa da 50 anni vuole dare in uso(o passare il suo posesso) di questa casa a un´altra persona. Quale documento notarile si puo fare e quanto costa? Il signore 88 anni che vorrebbe fare un documento a me non ha una sentenza di usufrutto (non e proprietario), ma possiede questa casa da 50 anni. Prima ha avuto contratto di affitto di pianoterra che e scaduto, ma per la casa di sopra non ha avuto nessun contratto. Una societa vendendo a un'altra societa tutta la cascina(anni 70) ha avvertito societa che acquistava questa cascina (dove si trova questo appartamento) che questo signore gia ha usufrutto di questo appartamento (ma le carte non sono state fatte, come lui mi ha detto basta essere in possesso). Adesso mi trovo io in questa casa (da piu di 10 anni, le bollette erano intestate a suo nome e solo 1 anno e mezzo le pago a mio nome). E possibile in qualche modo regolarizzarmi facendo un documento notarile da questo signore in modo tale che in prossimo futuro non vengo sfrattata da questa casa (senza fare pratica di usucapione, perche e molto complicato ) ? Grazie per la sua risposta.
ilnotaiorisponde scrive:	7 agosto 2014 alle 21:40	Gentile Lettrice,
da quanto mi descrive sembrerebbe che l'unico diritto di cui è titolare la persona di cui Lei parla è il diritto di usufrutto . Può sicuramente acquistare tale diritto con atto notarile ma si estinguerà al momento della morte del titolare.
Carlo Strudel scrive:	13 luglio 2014 alle 19:09	gentile notaio avrei bisogno di un suo cortese parere.
sono proprietario di un appartamento e sotto vi è un ristorante . mia suocera ,che allora era la proprietaria,dell'appartamento,fece passare attraverso una sua parete un tubo di eternit ,collegato con l'estrattore della cucina del ristorante- intanto mia suocera è morta e il proprietario del ristorante e cambiato-
Come mi devo comportare per non incorrere in qualche sgradito usocapione ?
REBECCA scrive:	16 luglio 2014 alle 13:28	Gentile notaio
posso ottenere per usucapione l'appartamento intestato ai miei suoceri che mi hanno concesso di abitare a titolo gratuito (senza un atto scritto) nella casa, in quanto moglie del figlio? In questi 20 anni mi sono occupata sia sia della ristrutturazione (in principio era un magazzino) sia della manutenzione, mentre le tasse sono state pagate dai mieri suoceri.Siamo in fase di separazione e non abbiamo figli.
ilnotaiorisponde scrive:	29 luglio 2014 alle 16:25	Gentile lettrice
non può chiedere di usucapire l'immobile in quanto la detenzione dello stesso le è stata permessa a titolo di comodato gratuito e quindi non ci sono i requisiti richiesti
Le consiglio per maggiori approfondimenti la lettura del primo articolo di questo blog
Enzo scrive:	19 luglio 2014 alle 00:33	Gentile notaio
Nel 1991 io e mio fratello abbiamo diviso in eredità un appartamento,con ingressi differenti del quale io ho preso due camere,la cucina ed il bagno e lui altre tre camere una delle quali collegata al mio appartamento con una porta rimasta sempre chiusa.Nella divisione una parte della camera comunicante,per precisione 1 metro lungo la parete confinante è stata trascritta come sua proprietà per un calcolo preciso dei metri quadri da dividere, ma a decorrere dal 1991 questo metro è sempre stato in mio possesso,ovvero poichè insisteva nella mia casa ho sempre sostenuto le spese di manutenzione relative al mantenimento.Ora vorrei acquistarlo per usucapione, ci sono i presupposti?
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 18:49	“Gentile lettore, l’argomento del suo quesito è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia o ad un notaio che potrà trovare sul sito http://www.federnotaiweb.it o http://www.federnotai.it , presentando tutti i documenti in suo possesso necessari a chiarire la fattispecie.
annamaria scrive:	20 luglio 2014 alle 18:18	salve, avrei la necessità di avere questa informazione. Mio padre ultra ottantenne ed ormai inabile ha per oltre 30 anni lavorato un terreno confinante al suo. Vorrei pertanto ottenere l'acquisto della proprietà per usucapione, magari prima che morisse, anche perchè io addirittura ho sempre pensato che quel terreno fosse tutto nostro. Posso costituirmi io, figlia, nel giudizio cjvile? Da poco è deceduta la mia mamma, posso inserire questo terreno nella successione indicando che l'acquisto è avvenuto per usucapione pur, tuttavia senza una sentenza del giudice.
ilnotaiorisponde scrive:	20 luglio 2014 alle 20:15	Gentile Annamaria
Il giudizio di usucapione deve essere iniziato da suo padre e continuato da lei in caso di decesso di suo padre. Quanto alla mamma occorre verificare se l'usucapione abbia interessato anche lei(se ha coltivato il terreno o se l'usucapione si è maturata vigente il regime di comunione legale) sono accertamenti da fare caso per caso Le consiglio di contattare un notaio o un avvocato di sua fiducia e di far visionare i documenti in suo possesso
Gero scrive:	21 luglio 2014 alle 09:04	Salve signor Notaio abito in una casa confinante con mio zio, due palazzine di 4 appartamenti ciascuno costruite insieme a mio padre nel
1979, sin da subito mio zio costrui in parte del nostro terreno per uno
spazio di 40 mtq e da subito lo ha recintato con muro e fil di ferro, senza
che noi abbiamo avuto mai accesso al nostro terreno quindi questa parte di palazzina e terrazza e diventata sua con l'usucampione?
Lui non mai chiesto il possesso.
Aspetto la sua cortese risposta.
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 18:42	“Gentile lettore, l’argomento del suo quesito è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia o ad un notaio che potrà trovare sul sito http://www.federnotaiweb.it o http://www.federnotai.it , presentando tutti i documenti in suo possesso necessari a chiarire la fattispecie.
Gian Carlo scrive:	21 luglio 2014 alle 16:29	Gentile Notaio,
cerco di esporre il mio problema.
Su un terreno di mq.490, diviso in due particelle catastali di mq.245 cadauna, è stato costruito un immobile costituto da due unità indipendenti pressochè uguali, con il muro centrale parzialmente in comune. L'immobile è sollevato dal terreno tramite colonne che formano un porticato.
Per rispettare la distanza dai confinanti l'immobile risulta spostato rispetto al centro per tutta la lunghezza del confine Praticamente una parte sfrutta circa 10 mq. di terreno in più dell'altro; peraltro circa 5 mq. risultano sovrastati dalla costruzione dell'altra parte. In pratica una parte, senza barriere al confine, utilizza effettivamente 235 mq e l'altra 255 mq.
L'immobile, intestato separatamente ai due proprietari delle particelle, è stato costruito nel 1963, nel 1985 è stato contratto un mutuo ipotecario con scadenza 2005 con iscrizione sull'intera particella catastale di mq.245 su cui effettivamente insiste anche il costruito dell'altra parte.
-se all'usucapione potrebbe fare ricorso la parte che si è giovata della costruzione decentrata,
-se l'ipoteca a suo tempo iscritta ha comportato la manifestazione di volontà di mantenere la proprietà quantomeno della parte a raso,
-se una nuova operazione di mutuo ipotecario, con iscrizione sull'intera particella, può giovare all'opposizione ad un eventuale giudizio di usucapione.
Ringrazio per l'attenzione che mi riserverete e per il prezioso tempo dedicatomi.
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 18:48	“Gentile lettore, l’argomento del suo quesito è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, molto complesso, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia o ad un notaio che potrà trovare sul sito http://www.federnotaiweb.it o http://www.federnotai.it , presentando tutti i documenti in suo possesso necessari a chiarire la fattispecie.
Catia scrive:	21 luglio 2014 alle 17:26	Domanda: I mie genitori hanno acquistato una casa circa 25 anni fa
Sull'atto di acquisto e identificato l'appartamento con particella catastale e l'uso esclusivo di un box in muratura posto sull'area condominiale indicato anche sulla planimetria allegata all'acquisto dell'appartamento. Ora dopo 25 anni dal comuni c'e stato comunicato che questo box non e stato accatastato e quindi occorre procedere con tale accatastamento. Per procede a ciò ci hanno detto che dobbiamo prima demolire il bx e poi procedere con l'accatastamento. La domanda e la seguente
e necessario demolire il bene visto che e stato utilizzato dai mie genitori facendo anche delle opere di miglioramento (pavimentandolo, rifacendo la guaina del tetto, imbiancandolo internamente).??
Grazie mille e in attesa di una Vs cortese risposta in merito distinti saluit
ilnotaiorisponde scrive:	28 luglio 2014 alle 19:04	Gentile lettrice, non capisco perché dobbiate procedere alla demolizione del box per poterlo accatastare. L'accatastamento è un adempimento fiscale. Se il tecnico vi ha parlato di demolizione, c'è da supporre che il box sia stato costruito in mancanza di concessione edilizia e non sia ora sanabile perché in grave contrasto con gli strumenti urbanistici in vigore. Il fatto che sia indicato in planimetria non significa di per sé che sia regolare. Mi pare più un problema di permessi del Comune che di Catasto. Le consiglio di chiedere ad un tecnico una relazione sullo stato giuridico del bene.
Giuseppe scrive:	23 luglio 2014 alle 22:04	Buonasera,
mi occupo dello sviluppo di sistemi eolici. Nell'ambito di tale attività mi è occorso un caso particolare, relativo al titolo di proprietà di un suolo investito da un potenziale impianto, su cui costituire diritto di superficie.
Il fondo in questione risulta nella disponibilità giuridica di due sorelle, che lo avevano acquisito mortis causa dalla madre deceduta l'anno precedente. Costei aveva acquistato il terreno circa 40 anni prima, a mezzo di scrittura privata, che però non risulta trascritta nei pubblici registri (la pratica di compravendite di terreni gestite e perfezionate in questo modo non era infrequente, illo tempore, in ambiti montani dell'Italia meridionale).
Orbene, il notaio (Diener) accetta di ricevere l'atto di costituzione del diritto di superficie, fondando però il primitivo acquisto della proprietà del terreno da parte della dante causa de cuius su usucapione di fatto, per possesso pacifico e continuato superiore a 15 anni, ma non dichiarato giudizialmente.
Tuttavia, dal momento che larga parte degli interventi eolici viene finanziata mediante ricorso al credito, di solito secondo la formula del leasing in costruendo, un possibile problema è che un istituto bancario potrebbe non ritenersi sufficientemente tutelato da un siffatto titolo di acquisto. Per tale ragione si ritiene opportuno ricorrere alla mediazione stragiudiziale al fine di consolidare definitivamente la situazione giuridica esistente; tuttavia, il quondam proprietario , che stipulò a suo tempo la compravendita non trascritta, è defunto, e non si ha notizia di alcun suo successore o avente causa, probabilmente emigrati da tempo immemore.
In questo contesto, a Vostro parere, è esperibile un'istanza di accertamento dell'intervenuta usucapione?
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 18:21	“Gentile lettore, non è possibile senza visionare la documentazione ed approfondire la fattispecie risolvere il suo caso specifico,molto complesso e del quale si sono interessati già alcuni professionisti ai quali le consiglio di affidarsi. Colgo l'occasione per chiarire che attraverso il blog viene trattato l’argomento in generale dei vari quesiti e quello dell'usucapione è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invito a leggere.
giuseppe scrive:	24 luglio 2014 alle 11:35	Salve sign.notaio....volevo chiederle un'informazione su uno dei modi di acquisto della proprietà a titolo originario e in particolar modo l'usucapione.
Le spiego brevemente la questione. I miei nonni materni hanno donato, circa 1 mesi fa, ai miei genitori una piccola casa in Calabria della quale noi ne conoscevamo l'esistenza ma non c'eravamo mai stati. Circa 3 settimane fa avevo espresso il desiderio di recarmi in questa casa con l'intento di capire innanzitutto se fosse stata abitabile,se ci fosse stato bisogno di qualche opera di manutenzione e se fosse stato possibile utilizzarla soprattutto durante le vacanze estive in quanto si affaccia sul mar ionico.Decisi quindi di recarmi lì e quando arrivai a destinazione,ebbi la bella sorpresa di trovare persone estranee nella nostra casa.Chiesi ovviamente delle spiegazioni e mi dissero che la casa è di loro proprietà,mi dissero che tutto era iniziato nel 1993 da quando avevano iniziato a possederla pubblicamente pagando le bollette per la fornitura dei servizi e delle imposte,insomma comportandosi come se fossero proprietari.Questo si è rivelato vero ma i miei nonni,quando ho raccontato loro la situazione,non sapevano della presenza di tali persone,perchè se lo avessero saputo prima,avrebbero fatto di tutto e anche l'impossibile pur di impedirne il possesso.Ora mi chiedo se il reato di violazione di domicilio e quindi il fatto di essere entrati abusivamente in casa d'altri nel 1993,oltre al fatto di non sapere, fino a 3 settimane fa circa, della presenza di persone estranee in casa,possa in qualche modo giocare a nostro favore e riprenderci ciò che è nostro.La ringrazio anticipatamente per la risposta.
ilnotaiorisponde scrive:	8 agosto 2014 alle 16:27	Gentile lettore, l’argomento dell’usucapione è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà sicuramente le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia, presentando tutti i documenti necessari a chiarire la fattispecie.
Luisa scrive:	24 luglio 2014 alle 16:24	Gentile notaio,
Nel 2001 ho acquistato l'appartamento dove vivevano i miei genitori a causa della messa all'asta dello stesso per problemi economici. I miei genitori hanno continuato a viverci dentro, senza alcun contratto particolare, e a pagare le varie utenze, che però sono a mio nome.
Attualmente nell'appartamento vive mia madre, e io pago l'IMU come seconda casa su questo appartamento.
Basta questo per interrompere l'usucapione, o devo comunque fare una raccomandata in cui rivendico il possesso del bene immobile prima della scadenza ventennale?
ilnotaiorisponde scrive:	8 agosto 2014 alle 16:26	Gentile lettore, l’argomento dell’usucapione è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà sicuramente le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia, presentando tutti i documenti necessari a chiarire la fattispecie.
Marco Rinaudo scrive:	25 luglio 2014 alle 15:55	Buongiorno,
fabbricato esistente da almeno 70 anni (scheda catastale del 1939) con confine tacitamente accettato (fino ad oggi) su un lato di detto fabbricato. io ne sono venuto in possesso mediante acquisto circa 5 anni fa. Ora il confinante mediante misurazione di un suo professionista mi dice che il confine non è più quello accettato ma bensì circa un metro verso la mia proprietà (come se il fabbricato fosse stato costruito sulla sua proprietà). Il vecchio proprietario che me l'ha venduto ha goduto del bene per ben più di vent'anni, ora però io mi chiedo posso usucapire il bene?
spero di essere stato chiaro, altrimenti non avete che da chiedere.
ilnotaiorisponde scrive:	29 luglio 2014 alle 14:49	Gentile lettore,
purtroppo il problema si verifica spesso ed è determinato anche da un diverso modo di identificare i confini (tramite strumenti più precisi rispetto al passato). Tuttavia la risposta può essere data solo verificando il problema in concreto . Se la situazione è rimasta immutata da oltre un ventennio potrà utilizzare l'istituto dell'usucapione
Michele scrive:	25 luglio 2014 alle 20:47	Gentile notaio, ho ereditato, circa quindici anni fa, un terreno agricolo, ma, soltanto nel 2010, mi sono accorto che parte di esso veniva coltivato dal mio confinante, da oltre venti anni. Ho, per mezzo raccomandata, intimato la restituzione del terreno, ma mi è stato risposto che avrebbe provveduto ad effettuare un controllo tramite il proprio tecnico di fiducia. Da allora non ho più ricevuto alcuna comunicazione, ma l'occupante ha continuato a coltivare il terreno. Che posso fare adesso per ottenere la restituzione del mio terreno, considerato che non ha proceduto ad avviare la procedura di uso capione? La ringrazio
luigi scrive:	26 luglio 2014 alle 08:30	Buongiorno e grazie del servizio che date,
desideravo esporre il mio caso e chiedere chiarimenti riguardo l'usucapione. Io ho vissuto in una villa di famiglia con i miei genitori accudendo loro fino alla loro morte e gestendo il mio interno assieme alla mia convivente e ai miei figli .
Io occupo dal 1990 l'interno 2 di questa villa e i miei genitori vivevano all'interno 1 (divisi catastalmente ma fecenti parte della stessa villa con particomuni e passaggi comuni) . io risiedo dal 1990 all'interno 2 e ciò fino al 2013 maggio quando ilterremoto ha reso la villa inagibile e determinato il mio allontanamento coatto. Io avevo contratto di affitto nel febbraio 2013 (cioè dopo 23 anni ) con un mio fratello , tale contratto fu da lui chiuso per via del terremoto. Lamia domanda era , avendo passato 22 anni come conduttore dell'interno 2 posso io aver maturato ocmunque ildiritto di usucapione per suddetto interno? il contratto di affitto stipulato in seguito e della durata inferiore a un anno può aver annullato il diritto di usucapione e quindi indefinitiva, ildiritto di usucapione viene comunque conservato anche se passati i 20 anni richiesti si sinserisce un fattore che lavrebbe interrotto( contrattodaffitto?) Vi ringrazio
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 18:11	“Gentile lettore, l’argomento del suo quesito è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, molto complesso, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia o ad un notaio che potrà trovare sul sito http://www.federnotaiweb.it o http://www.federnotai.it , presentando tutti i documenti in suo possesso necessari a chiarire la fattispecie.
Michele scrive:	26 luglio 2014 alle 09:22	Gentile notaio, ho ereditato un terreno agricolo, una quindicina di anni fa, ma solo dopo tempo ho scoperto che una piccola parte coltivata da mio vicino apparteneva alla mia proprietà. Nel 2010, ho inviato una raccomandata chiedendo la restituzione del terreno. Mi è stato risposto che avrebbe provveduto ad una verifica attraverso il proprio tecnico di fiducia e che mi avrebbe dato nuove comunicazioni, ricordandomi che coltivava quel terreno da oltre venti anni. Da allora, però, non ho avuto più alcuna notizia e non sono state attivate le procedure per far valere l'uso capione. Come posso fare per tornarne in possesso? Grazie
ilnotaiorisponde scrive:	29 luglio 2014 alle 14:38	Gentile lettore,
l'unico modo è di iniziare una causa civile per dimostrare i suoi diritti. Tenga presente che probabilmente il suo vicino le eccepirà l'usucapione se è vero che coltiva il terreno da oltre 20 anni
Ivano scrive:	26 luglio 2014 alle 16:39	Gentile notaio,
non avendo ricevuto risposta al mio quesito del 28/06,chiedo se sono stato forse poco chiaro nell'esporlo? Grazie
Giacomo scrive:	28 luglio 2014 alle 16:55	Buongiorno, ho da sottoporre un caso. Mia moglie nel 2013 ha acquistato ad un'asta fallimentare un terreno che da bando risultava essere "abbandonato ed incolto" che era stato pignorato al precedente proprietario nella metà degli anni 90 e che è stato venduto all'asta nel 2013. Adesso (siamo a luglio 2014) un soggetto, che non ha partecipato all'asta e che non ha avanzato alcuna istanza al Tribunale ne vanta il possesso continuato da oltre 20 anni (considerate che il terreno dal 93 al 2013 era del Curatore Fallimentare). E' possibile che gli venga riconosciuta l'usucapione? E se si, mia moglie può chiedere la resituzione di quanto pagato per l'acquisto al tribunale?
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 18:09	“Gentile lettore, l’argomento del suo quesito è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia o ad un notaio che potrà trovare sul sito http://www.federnotaiweb.it o http://www.federnotai.it , presentando tutti i documenti in suo possesso necessari a chiarire la fattispecie.
vito pietro loporcaro scrive:	31 luglio 2014 alle 10:43	----- Original Message -----
To: cosimoanaclerio@libero.it ; CSM ROMA ; 1 ; 9 ; 10 ; 3 ; 8 ; 7 ; 4 ; GOVERNO IT ; GOVERNO IT ; CSM
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Sent: Tuesday, July 29, 2014 11:09 PM
Subject: considerazioni finali e notaio delegato alla rettifica
Oggi martedì 29 luglio A.D. 2014 Sant' Olav (Olaf) Re di Norvegia,
si è svolto l'incontro tra il presidente del CNN barese e il nostro delegato plenipotenziario, la presidenza ha richiesto se vi fosse la possibilità richiesta dalla Legge per l'acquisto in virtù del possesso continuato del cortile comune di cui alla presente procedura di rettifica. A tale proposito, a parte com'è chiaro gli atti di acquisto inviati dal sottoscritto e da altro proprietario (in tutto siamo in 4 compreso quello contenente l'errore materiale), dall'esame delle Sentenze del Tribunale in Bari Giudice Unico Dott. Rana Giuseppe al N. 569/08 e Corte d'Appello Sezione Terza civile al N.1520/2013 composta dai Sig.ri Magistrati Di Lalla (presidente), Sannicandro e Sansone (consiglieri) si può escludere categoricamente tale ipotesi.
Si resta in attesa di ricezione del parere motivato in uno al notaio delegato alla rettifica con i relativi costi omnicomprensivi.
+vpl
From: cosimoanaclerio@libero.it
Sent: Sunday, July 27, 2014 6:54 PM
To: vitopietroloporcaro@libero.it ; CSM ROMA ; 1 ; 9 ; 10 ; 3 ; 8 ; 7 ; 4 ; GOVERNO IT ; GOVERNO IT ; CSM
Subject: R: incarico allo Studio Legale Anaclerio via Ugo Foscolo 35 - 70131 Bari
Sono Anaclerio Cosimo questo è il mio atto
Da: vitopietroloporcaro@libero.it
Data: 27-lug-2014 10.05
A: "CSM ROMA", "1", "9", "10", "3", "8", "7", "4", "GOVERNO IT", "GOVERNO IT", "CSM"
Cc: , , , , , , , "AMBASCIATA DI FRANCIA IN ROMA", "AMBASCIATA DI FRANCIA IN MILANO", , "UE Advice youreuropeadvice@ec.europa.eu<youreurope", "UE CORTE DEI CONTI", , "UE DIF CIVICO COORDINATORE PER ITALIA UE", "PREFETTO DI BARI", "Cosimo Anaclerio", "Agostino Lonero", "STUDIO LEGALE ANACLERIO Anaclerio", "Studio Legale Anaclerio Avv Giuseppe", "ARCHIVIO NOTARILE BARI", "CONSIGLIO NAZIONALE NOTARIATO", "UE difensore civico nazionale Toscana", , , , , , , , , , , , , ,
Ogg: incarico allo Studio Legale Anaclerio via Ugo Foscolo 35 - 70131 Bari Dopo consulto e incarico con lo Studio Legale Anaclerio, Avv. Gaetano, per maggior corredo, se gli altri due proprietari volessero, potrebbero inviare i propri atti per dimostrare la parte comune del cortile.
Purtroppo per problemi di salute del ns figliuolo, sarà difficile la partecipazione all'incontro di martedì, ma resta plenipotenziario alla questione lo studio legale di cui sopra con sede in Bari via Ugo Foscolo 35 - cap 70131 tlf 0805653404,
+vito pietro loporcaro
Sent: Thursday, July 24, 2014 11:27 PM
To: CSM ROMA ; 1 ; 9 ; 10 ; 3 ; 8 ; 7 ; 4 ; GOVERNO IT ; GOVERNO IT ; CSM
Cc: info@cnue.be ; rom-ob@bmeia.gv.at ; Defence.romex@fco.gov.uk ; InfoRome@fco.gov.uk ; ConsularRome@fco.gov.uk ; DLRomeManagementEnquiriesProtect@fco.gov.uk ; Info.Naples@fco.gov.uk ; AMBASCIATA DI FRANCIA IN ROMA ; AMBASCIATA DI FRANCIA IN MILANO ; ambassaden.rom@foreign.ministry.se ; UE Advice youreuropeadvice@ec.europa.eu<youreurope ; UE CORTE DEI CONTI ; ccpe@coe.int ; UE DIF CIVICO COORDINATORE PER ITALIA UE ; PREFETTO DI BARI ; Cosimo Anaclerio ; Agostino Lonero ; STUDIO LEGALE ANACLERIO Anaclerio ; Studio Legale Anaclerio Avv Giuseppe ; ARCHIVIO NOTARILE BARI ; CONSIGLIO NAZIONALE NOTARIATO ; UE difensore civico nazionale Toscana ; cpepe@notariato.it ; fpetrera@notariato.it ; ebrunetti@notariato.it ; cmongelli@notariato.it ; ddigiesi@notariato.it ; aarmenio@notariato.it ; bvolpe@notariato.it ; adabbicco@notariato.it ; mlanzillotta@notariato.it ; consigliobari@notariato.it ; pdimarcantonio@notariato.it ; bspano@notariato.it ; mlabriola@notariato.it ; enrico.amoruso@notariato.it
Subject: Re: conferma presa in carico parere e ringraziamento anticipato CNN Distretto di Bari
A seguito di cortese telefonata ricevuta questa sera da parte del Consigliere Notaio, delegato alla questione, Dott.ssa Brunetti, per fissare un incontro per il prossimo martedì 29/07/2014 ore 09:00 col Presidente, presso la sede distrettuale CNN di via Calefati 89 in Bari, sono ad inviare le Sentenze 569/08 e 1518/13 del Tribunale di Bari da cui si evince l'errore segnalato.
Sent: Thursday, July 17, 2014 11:37 AM
Subject: conferma presa in carico parere e ringraziamento anticipato CNN Distretto di Bari
Ieri, dopo aver parlato telefonicamente (0805212461) con il Consiglio Nazionale del Notariato - Distretto di Bari nella persona della Sig.ra Monno sono stato rassicurato del fatto che il caso sollevato di errore materiale contenuto nell'atto del 1973 rispetto a quello originario del 1957 sarà discusso nel prossimo consiglio distrettuale; verso le 10:00 ho ricevuto la telefonata da parte del Presidente del Consiglio Notarile Distrettuale SPANO Biagio Franco(3..........7) il quale mi ha confermato quanto sopra e che il tutto sarà comunicato allo scrivente per iscritto tenendo da conto le linee guida previste per tali casi come La rettifica degli atti mediante certificazione notarile .
Ringrazio per l'opportunità di approfondimento concessa allo scrivente in tale particolare e delicato compito assegnato dalla Legge ai Notai (cfr Per attribuire pubblica fede a un atto privato o renderlo opponibile, per far eseguire un atto, per avere un arbitro che decida una lite o, semplicemente, per ottenere una consulenza legale, può essere utile rivolgersi a un notaio. ).
Attendendo le conclusioni del consiglio Consiglio Distrettuale di Bari, porgo deferenti saluti.
Subject: RICHIESTA CORREZIONE ATTO PUBBLICO ERRATO!
Abbiamo ricevuto un consiglio da un Notaio, che giustamente, preferisce restare anonimo:" deve fare un'azione sui Diritti Reali, chiamando nella procedura giudiziaria tutte le parti..." infatti in base al titolo di acquisto a titolo originario avremmo diritto ad 1/4 della proprietà del cortile, che, pero' è intestata ad altri due posa lorusso (cfr atto notarile 1973).
Lo stato italiano obbliga i Cittadini a servirsi dei Notai garanti di Legge, quando poi questi sbagliano, i Cittadini devono scontrarsi in aule di tribunale dove i giudici (si vedano atti inviati 569/08 E 1518/13) RILEVANO L'ERRORE MA NON NE ORDINANO LA RETTIFICA...BENISSIMO HA VINTO IL DIRITTO TRIBALE LA COMMON LAW E IL BUON DIRITTO ROMANO LASCIAMOLI AGLI EUROPEI Adesso fermiamol'invasione islamica .
CHIEDO LA RETTIFICA DELL'ATTO NOTARILE (CFR ORIGINARIO 1957 E DERIVATO 1973 IN ALLEGATO) ALLO STATO ITALIANO CON LA MASSIMA URGENZA CON I COSTI A CARICO DI CHI SPETTA PER LEGGE, NON CERTO ALLE MIE TASCHE!
AL CSM SE VUOLE VERIFICHI LA MANCATA CORREZIONE DI ATTI NOTARILE RILEVATA IN SEDE GIUDIZIARIA DAI MAGISTRATI FIRMATARI!
Sent: Monday, July 07, 2014 2:06 PM
To: ARCHIVIO NOTARILE BARI ; CONSIGLIO NAZIONALE NOTARIATO ; UE difensore civico nazionale Toscana ; Avv Rella ; cpepe@notariato.it ; fpetrera@notariato.it ; ebrunetti@notariato.it ; cmongelli@notariato.it ; ddigiesi@notariato.it ; aarmenio@notariato.it ; bvolpe@notariato.it ; adabbicco@notariato.it ; mlanzillotta@notariato.it ; consigliobari@notariato.it ; pdimarcantonio@notariato.it ; bspano@notariato.it ; mlabriola@notariato.it ; enrico.amoruso@notariato.it
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Subject: richiesta RETTIFICA UNILATERALE ATTO NOTARILE
Il sottoscritto loporcaro vito pietro (come identificabile dal documento di identità allegato) è a richiedere urgentemente atto di rettifica unilaterale su atto in oggetto identificato come "N3 28 DIC 1973 BALICE POSA ERRORE CORTILE" tale errore si evince da atto in oggetto identificato come "N1 10 DIC 1957 TENERELLI BALICE ED ESCLUSIONE CORTILE", per legittimare la richiesta si allega in oggetto come "N3.2 DECRETO DI TRASFERIMENTO 27 MAR 2006 LPRVP" il proprio atto che dimostra l'interesse urgente alla rettifica. Legge in copia anche studio legale rella rappresentante degli interessi proprietari posa lorusso.
Si ringrazia lo studio NOTARILE PETRELLI per il servizio prestato conforme al CODICE EUROPEO DI DEONTOLOGIA NOTARILE (che qua si allega).
In attesa di un velocissimo riscontro, visto che i signori posa lorusso, stanno creando grave disagio per quel che attiene alla vita pacifica nel fabbricato ove risiediamo, Vi preghiamo di darci cenno di risposta fattuale nel più breve tempo possibile.
+vito pietro loporcaro (occorrendo 337628683)
LA RETTIFICA UNILATERALE DEGLI ATTI NOTARILI
Schema riassunto dalle “Novità Normative II semestre 2010” di G. Petrelli (www.gaetanopetrelli.it )
- Le varie fattispecie di rettifica previste
Esistono nell’ordinamento varie fattispecie di rettifica degli atti giuridici, configurate come rimedio contro gli “errori materiali” degli atti, ma è assente una compiuta disciplina della rettifica degli atti notarili.
In particolare il legislatore ha previsto diverse ipotesi di rettifica degli atti e precisamente:
- l’art. 287 c.p.c. (correzione di omissioni o in errori materiali o di calcolo delle sentenze e delle ordinanze non revocabili nel processo civile);
- l’art. 130 c.p.p. (correzione delle sentenze, delle ordinanze e dei decreti nel processo penale, che siano “inficiati da errori od omissioni che non determinano nullità, e la cui eliminazione non comporta una modificazione essenziale dell'atto”);
- l’art. 86 del D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 (correzione di omissioni o errori materiali dei provvedimenti del giudice amministrativo);
- l’art. 32 della Deliberazione della Corte Costituzionale del 7 ottobre 2008, in G.U. n. 261 del 7 novembre 2008 (correzione delle omissioni o degli errori materiali delle sentenze e delle ordinanze della Corte Costituzionale);
- l’art. 17 del d.p.r. 14 marzo 1986, n. 217 (correzione del testo di atti normativi, aventi ad oggetto “errori od omissioni che non influiscono sul contenuto normativo dei testi pubblicati”);
- l’art. 36-bis, comma 2, lett. a) e b), del d.p.r. 29 settembre 1973, n. 600 (correzione da parte dell’Amministrazione finanziaria degli errori materiali e di calcolo commessi dai contribuenti nelle dichiarazioni dei redditi, “sulla base dei dati e degli elementi direttamente desumibili dalle dichiarazioni presentate e di quelli in possesso dell’anagrafe tributaria”);
- l’art. 1430 c.c. (rettifica dell’errore di calcolo nel contratto, quando non si concreti in errore sulla quantità e non sia stato determinante del consenso);
- l’art. 17, ultimo comma, della legge 27 febbraio 1985, n. 52 (rettifiche eseguibili d’ufficio dal conservatore dei registri immobiliari aventi ad oggetto “errori materialidell'ufficio”);
- gli artt. 2841, comma 2, e 2886, comma 2, c.c. (rettifiche che possono essere ordinate dal giudice, da eseguirsi a margine dell’iscrizione ipotecaria, in relazione ad omissioni o inesattezze di alcune delle indicazioni nel titolo, in base al quale è presa l'iscrizione, o nella nota di iscrizione, che non inducano incertezza sulla persona del creditore o del debitore o sull'ammontare del credito ovvero sulla persona del proprietario del bene gravato, o sull'identità dei singoli beni gravati).
Tutti i suddetti casi presuppongono che la rettifica rimedi ad un “errore materiale”, o ad una “omissione” di natura “inequivoca” e l’assenza di discrezionalità in capo al soggetto chiamato a “correggerlo”. Si esclude infatti la rettifica in particolari ipotesi, come la presenza di nullità o quando la stessa darebbe luogo a “modificazione essenziale dell’atto” oppure in alcuni casi, si prevede la possibilità di rettifica “d’ufficio”, senza cioè che siano necessari la richiesta o il consenso delle parti interessate.
In ogni caso, oggetto della rettifica non è la “ricostruzione” del processo mentale e psicologico che ha condotto alla formazione dell’atto errato, bensì l’individuazione e correzione dell’errore su basi rigorosamente oggettive e documentali (cfr. ad es. l’art. 36-bis, comma 2, del d.p.r. n. 600/1973).
Ciò spiega perché la rettifica possa essere effettuata anche da persona fisica diversa dall’autore dell’atto, ad esempio dal giudice dell’impugnazione anziché da quello che ha commesso effettivamente l’errore (art. 130, comma 1, secondo periodo, c.p.p.).
La modificazione del contenuto del contratto (art. 1432, 1450 e 1467, comma 3, c.c.), che opera sul piano del regolamento negoziale, e necessita di una nuova dichiarazione di volontà, non rientra invece nel concetto proprio di rettifica.
- La rettifica “unilaterale” del Notaio
Con D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 110 è stata prevista la possibilità di rettifica di errori di trascrizioni di dati degli atti notarili, e più precisamente l’attribuzione al notaio della facoltà di provvedere, mediante propria certificazione, a rettificare errori od omissioni materiali di trascrizione di dati preesistenti alla redazione dell’atto, fatti salvi i diritti dei terzi.
A tal fine è introdotto nella legge notarile il seguente nuovo art. 59-bis:
“Il notaio ha facoltà di rettificare, fatti salvi i diritti dei terzi, un atto pubblico o una scrittura privata autenticata, contenente errori od omissioni materiali relativi a dati preesistenti alla sua redazione, provvedendovi, anche ai fini dell'esecuzione della pubblicità, mediante propria certificazione contenuta in atto pubblico da lui formato”.
La legge parla di “certificazione” del notaio: si tratta di una dichiarazione di scienza del pubblico ufficiale, che attesta determinati fatti di cui lo stesso ha acquisito, direttamente o indirettamente, conoscenza.
Anche in questa ipotesi è da escludere qualsiasi apporto discrezionale del notaio: la rettifica è mera dichiarazione di scienza e mai dichiarazione di volontà; essa è pertanto preclusa ogni qualvolta sussistano elementi di incertezza riguardo all’esistenza o al contenuto dell’errore, ed in particolare ogni
qualvolta sia necessaria un’attività di interpretazione del contenuto dell’atto, e di indagine nel processo psicologico degli autori dello stesso. A tal fine il notaio deve dar conto di quali sono i “dati preesistenti” dalla cui oggettiva ricognizione emerge l’errore o l’omissione “materiale”(eventualmente allegando documentazione a supporto, ove si tratti di documenti diversi dall’atto rettificato).
La forma giuridica dell’atto di rettifica è – per espressa previsione di legge – quella dell’atto pubblico, da tenere a repertorio e raccolta, che come già detto contiene unicamente una “certificazione del notaio”, anziché una dichiarazione delle parti interessate. Si tratterebbe, più precisamente, di un atto notarile senza parti (come, ad esempio, per i verbali di constatazione od i verbali di assemblea non contestuali).
Oggetto della rettifica deve essere, a norma dell’art. 59-bis l. not., un atto pubblico o una scrittura privata autenticata. La legge non contempla quindi la “scrittura privata non autenticata”.
Secondo l’Autore è inoltre possibile la rettifica notarile con riferimento agli atti pubblici negoziali formati nel corso di un procedimento civile ( verbali che documentano accordi dei coniugi in sede di separazione consensuale o divorzio; accordi con cui si approva un progetto divisionale; accordi documentati in un verbale di conciliazione giudiziale) in quanto trattasi di “atti pubblici”, suscettibili di rientrare nella ratio dell’art. 59-bis.. Più difficilmente può invece sostenersi l’applicazione della norma in esame agli atti o provvedimenti amministrativi.
Un discorso particolare va svolto riguardo alla rettifica dell’atto di concessione di ipoteca.
L’art. 2841, comma 2, c.c., disciplina l’ordine giudiziale di rettifica in presenza di errori od inesattezze, non solo nella nota di iscrizione ma anche nel titolo, che non inducano incertezza sui soggetti, l’oggetto o il rapporto giuridico. Da ciò una parte della dottrina ha desunto che in questo caso non sarebbe operabile una rettifica consentita dalle parti. In contrario, può osservarsi che – a condizione che la rettifica venga rigorosamente delimitata agli “errori ed omissioni materiali”, di cui all’oggetto – i terzi non possono comunque subire alcun pregiudizio; e d’altra parte l’art. 2886, comma 2, c.c., fa espresso riferimento al consenso delle parti. Oggi non avrebbe senso discriminare sul punto tra diverse pubblicità legali, ammettendo la rettifica notarile per gli atti soggetti a trascrizione e non per quelli soggetti ad iscrizione.
La legittimazione ad eseguire la rettifica: Non è necessario che l’autore della rettifica coincida con l’autore dell’atto da rettificare, non essendo in questione la ricostruzione di un processo psicologico ma unicamente quello del significato effettivo di un dato testuale. Ciò significa che nulla osta alla rettifica di un atto pubblico rogato da altro notaio; e che è anche verosimilmente possibile la rettifica notarile di un atto redatto in forma pubblica amministrativa, o anche di un provvedimento giudiziario.
Il Notaio ha sempre “facoltà di scegliere” la modalità di rettifica in questione, in luogo della
modalità alternativa (rettifica consentita dalle parti interessate), che rimane pur sempre praticabile. Questa seconda modalità potrebbe essere preferita, vuoi per evitare qualsivoglia contestazione in futuro, vuoi per accompagnare alla rettifica un’interpretazione autentica del precedente atto, che solo le parti possono effettuare, o ancora per qualsiasi altra ragione.
La lettera della legge non richiede in alcun modo un previo incarico delle parti del precedente atto da rettificare, o comunque dei titolari del rapporto giuridico da esso derivato. Inoltre l’esigenza pratica di redigere un atto senza parti, come quello in esame, nasce proprio dalla opportunità di apprestare uno strumento agile, finalizzato ad operare la rettifica di errori materiali imputabili a parti non più reperibili, o defunte, o per varie ragioni (liti in corso, e simili) indisponibili a prestare il proprio consenso o a fornire qualsiasi incarico.
Requisiti: “errori od omissioni materiali relativi a dati preesistenti alla redazione dell’atto”: La rettifica in oggetto è destinata a rimediare ad “errori od omissioni materiali”.
Secondo l’interpretazione unanime di dottrina e giurisprudenza, si ha “materialità” dell’errore ogni qualvolta lo stesso riguardi il documento in sé considerato, a prescindere dal processo psicologico di formazione della volontà, che ha condotto alla sua formazione.
Errore materiale è il lapsus calami, la svista, che non incide sul contenuto sostanziale dell’atto giuridico, e che come tale non ne impedisce l’idoneità dichiarativa, in applicazione del più generale principio falsa demonstratio non nocet. La giurisprudenza parla sul punto di “inesattezza rilevabile ictu oculi”, o “mera svista o disattenzione nella redazione”, quando si tratti di “non corrispondenza tra la materiale esteriorizzazione del pensiero ed i concetti cui tale esteriorizzazione è seguita”, o di “mero difetto di corrispondenza tra l’ideazione e la sua materiale rappresentazione grafica”, che come tale non incide sul “contenuto concettuale e sostanziale” dell’atto. Errore materiale è, pertanto, quello che non ingenera incertezza sul reale contenuto dell’atto.
Occorre, perciò, distinguere tra “errore nella dichiarazione” (divergenza tra volontà e dichiarazione) commesso dalla parte (in conseguenza di errore ostativo ex art. 1433 c.c.), ed “errore nella documentazione”, commesso dal notaio nell’atto pubblico ex art. 47 l. not. e dalle parti nella scrittura privata autenticata, e consistente nella erronea “trascrizione” di dati preesistenti nel documento: solo quest’ultimo errore rientra nell’ambito di applicazione della disciplina in esame.
Vi è inoltre un ulteriore elemento necessario per poter parlare di errore materiale rettificabile: i “dati preesistenti” da ricostruire devono emergere o dallo stesso documento autentico da rettificare, o da altro documento o pubblico registro preesistente, avente la medesima efficacia probatoria.
L’omissione è un errore negativo: omissione, o lacuna, che evidentemente per costituire oggetto
di rettifica non deve aver dato luogo a nullità; d’altra parte, deve trattarsi di un “dato” che ancorché non espresso a causa dell’omissione, sia comunque ricavabile inequivocabilmente dall’atto da rettificare, e non rappresentare invece una “assenza di decisione”. La lacuna è “materiale” solo quando nell’atto sia ravvisabile con assoluta certezza il positivo atto di volizione del suo autore.
– Casistica di possibili errori od omissioni suscettibili di rettifica.
1) Dati catastali.
L’esempio più frequente di errore materiale relativo a dati preesistenti è quello relativo ai dati catastali.
In questi casi, la correzione (mediante indicazione del numero esatto in luogo di quello errato) o l’integrazione (mediante indicazione del numero omesso) in tanto è possibile, in quanto dal complesso degli altri elementi risultanti dall’atto (descrizione, ubicazione, consistenza, confini, planimetrie allegate, riferimento ad atti di provenienza) sia possibile, senza possibilità di equivoco o incertezza, affermare che era a quel particolare dato catastale che le parti si erano effettivamente riferite.
Si ricorda il consolidato orientamento giurisprudenziale che assegna prevalenza ai dati “fattuali” (confini, consistenza, ecc.), rispetto a quelli catastali.
La rettifica non è invece tale – trattandosi piuttosto di stipulare un atto “dispositivo” di diversa natura (permuta, vendita, ecc.), ovvero di agire per l’annullamento a causa di errore vizio od ostativo, o di operare una “rettifica” negoziale ex art. 1432 c.c., con l’intervento delle parti – quando tutti gli elementi suindicati siano errati.
La rettifica in esame non può riguardare la qualità di pertinenza di un immobile rispetto ad un altro (qualifica non accertabile a mezzo di documenti fidefacienti preesistenti all’atto, ma dipendente dall’effettiva destinazione del bene).
2) Dati anagrafici delle parti.
Altro caso frequente di errore materiale è quello che riguarda i dati anagrafici delle parti.
In un sistema di pubblicità a base personale, come il nostro, l’erronea indicazione di uno di tali dati può, a seconda dei casi, determinare incertezza ai sensi degli artt. 2665 e 2841 c.c. e, quindi, invalidità della pubblicità (anche quando l’atto trascritto o iscritto è perfettamente valido). Da ciò, a seconda dei casi, la necessità od opportunità della rettifica.
Si ha errore “materiale”, suscettibile di rettifica, quando dal contesto dell’atto emerga inequivocabilmente che si tratta di quella determinata persona e non di un’altra (ad es., raffrontando la data di nascita errata con il codice fiscale, con i riferimenti all’atto di provenienza richiamato espressamente, in cui la persona è esattamente indicata, con riferimento al matrimonio con altra persona indicato nel medesimo atto, che consente anch’esso di risalire con certezza all’effettivo soggetto di cui trattasi). In assenza, invece, di elementi univoci nel senso suindicato, non è possibile stipulare la rettifica in oggetto, ma semmai un negozio di accertamento, con l’intervento di tutte le parti interessate.
3) Regime patrimoniale delle parti.
Potrebbe essere errata la dichiarazione del regime patrimoniale, effettuata a norma dell’art. 2659, comma 1, c.c. La rettifica di una tale dichiarazione di scienza – perché tale è la sua natura – è certamente effettuabile, potendosi riscontrare con certezza, mediante l’esame dell’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio, l’effettivo regime opponibile ai terzi.
Laddove una tale certezza non sia ottenibile, l’errore non può essere invece rettificato con la procedura in esame.
Parimenti non può essere oggetto di rettifica la dichiarazione di volontà consistente nella destinazione del bene acquistato all’attività professionale o imprenditoriale dell’acquirente (perché trattasi di dichiarazione di volontà e non di scienza, e non si riferisce a dati preesistenti all’atto).
4) Dichiarazioni fiscali.
Possono costituire oggetto di rettifica le dichiarazioni di scienza, riferite a dati preesistenti all’atto: ad esempio, la circostanza di essere residente nel Comune in cui si acquista la prima casa, o di svolgervi la propria attività lavorativa, o ancora la circostanza di essere iscritto come imprenditore agricolo professionale nell’apposita gestione dell’Inps.
Nella misura in cui la legge non richieda una dichiarazione di parte da formalizzarsi in atto, l’errore può essere rettificato anche dal notaio a norma dell’art. 59-bis l. not.
Non può essere, invece, rettificata una dichiarazione di volontà (ad esempio l’impegno a trasferire la residenza nel Comune), né può essere “rettificato” con lo strumento in esame un atto che non contenga una richiesta di agevolazioni fiscali, prescritta dalla legge (essendo in tal caso richiesta una dichiarazione della parte interessata).
5) Dichiarazioni urbanistiche.
Si è già visto che lo strumento della rettifica in esame non può essere utilizzato al fine di rimediare ad errori od omissioni riguardanti dati, o dichiarazioni, richiesti a pena di nullità.
Così, ad esempio, non è possibile inserire con una semplice “rettifica” il riferimento alle planimetrie catastali, richiesto dall’art. 29, comma 1-bis, della legge n. 52/1985.
Parimenti, non è possibile rimediare con lo strumento della rettifica ad omesse od inesatte dichiarazioni riguardanti il regime urbanistico dei fabbricati, ovvero l’assenza di modifiche agli strumenti urbanistici quanto alla destinazione dei terreni (artt. 46 e 30 del d.p.r. n. 380/2001). Gli “estremi” dei titoli abilitativi edilizi potrebbero, tuttavia, essere indicati in modo errato, anche solo parzialmente (ad es., numero errato di una licenza edilizia, la cui data è indicata esattamente): in tali ipotesi, salvo valutare caso per caso, la rettifica notarile deve ritenersi ammessa ogni qualvolta l’errore o l’omissione non danno luogo a nullità.
6) Errore di calcolo.
Un caso specifico di errore materiale è l’errore di calcolo, al primo espressamente equiparato quanto al relativo trattamento giuridico ed in particolare alla rettifica (art. 1430 c.c.; art. 287 c.p.c.; art. 36-bis, comma 2, lett. a), del d.p.r. n. 600/1973). Per potersi parlare di errore materiale e quindi di rettifica occorre però che i dati matematici, sulla base dei quali effettuare il calcolo, risultino dal contesto dell’atto, in modo tale da rendere rilevabile ictu oculi l’errore, e certo il procedimento di correzione mediante ricalcolo.
Altro esempio di dato numerico rettificabile in quanto errore materiale (non di calcolo) è l’errore nell’indicazione del prezzo, quando dallo stesso atto risultino gli estremi degli assegni con cui è pagato un prezzo diverso.
– Gli effetti giuridici dell’atto di rettifica.
Se l’errore “materiale” non incide sul contenuto sostanziale e sulla validità dell’atto, la relativa “rettifica” non può, evidentemente, produrre alcun effetto giuridico innovativo o preclusivo: alla stessa può essere ricollegato unicamente un effetto ricognitivo o dichiarativo, in ogni caso utile al fine di fare chiarezza, ma non modificativo di situazioni giuridiche preesistenti.
– Pubblicità legale e diritti dei terzi.
A norma dell’art. 59-bis l. not., il notaio provvede alla redazione dell’atto di rettifica “anche ai fini dell'esecuzione della pubblicità”.
La legge integra quindi il catalogo degli atti soggetti a trascrizione o iscrizione nei pubblici registri (tra cui l’art. 2657 c.c.), aggiungendovi questo particolare atto pubblico contenente unicamente la certificazione del notaio: sulla base di esso, il conservatore del pubblico registro di volta in volta interessato sarà pertanto obbligato a trascrivere o iscrivere l’atto nei confronti delle parti dell’atto
La pubblicità legale della rettifica è da sempre ammessa, nonostante essa non rientri nel catalogo degli atti espressamente assoggettati a pubblicità legale.
Quanto alle modalità della pubblicità immobiliare, si discute se debba farsi luogo a trascrizione o ad annotazione (riguardo alla pubblicità ipotecaria, in quest’ultimo senso dispone l’art. 2886, comma 2, c.c.). Va evidenziato da un lato come la prassi amministrativa sia orientata nel senso della trascrizione della rettifica (v. la Circ. Min. Fin. 2 maggio 1995, n. 128/T); d’altro lato, come almeno in alcuni casi (rettifica di dati anagrafici) il funzionamento tecnico del sistema personale di pubblicità immobiliare richieda la trascrizione, perché la rettifica sia resa effettivamente conoscibile.
Quanto agli effetti della trascrizione della rettifica, occorre tener conto del fatto che, per pacifica dottrina e giurisprudenza, i terzi hanno unicamente l’onere di consultare le note di trascrizione, e non i titoli; anche ipotizzando – per quanto qui interessa – il caso in cui un dato (catastale, o anagrafico) sia indicato in modo errato sia nel titolo che nella nota, l’errore nel primo è in genere individuabile agevolmente mediante il raffronto con tutti gli altri elementi indicati in atto (come sopra chiarito). Invece, nella nota di trascrizione potrebbero essere inseriti solo alcuni dati (in particolare dati catastali, senza confini, descrizione e consistenza effettive): ciò significa che il requisito della “materialità” dell’errore sussisterebbe nel titolo, ma non nella nota, nella quale invece esso assumerebbe carattere
Da ciò l’importanza della trascrizione della rettifica (riconosciuta anche dalla giurisprudenza, ai fini dell’opponibilità ai terzi del trasferimento sull’effettivo oggetto dell’atto); l’atto originario (traslativo o costitutivo) e l’atto di rettifica vengono a comporre una fattispecie complessa, che la trascrizione della rettifica rende opponibile nella sua reale consistenza.
Il che costituisce un argomento ulteriore per la scelta della formalità di trascrizione, in luogo di quella dell’annotazione della rettifica.
L’art. 59-bis l. not. fa “salvi i diritti dei terzi”, a ribadire il principio secondo cui, quando l’errore o l’omissione sia in sé idoneo ad ingenerare affidamento nei terzi, questo affidamento deve essere tutelato. Pertanto, che sia stata oggetto di pubblicità legale o meno, la rettifica non può mai retroagire a danno dei terzi stessi, ma può produrre effetto riguardo agli stessi unicamente a partire dal momento della relativa pubblicità legale.
– Regime fiscale della rettifica.
Ai fini fiscali, infine, non sembra dubbio che la rettifica in oggetto sia soggetta alle imposte fisse di registro, ipotecaria e catastale, in quanto atto privo di valore patrimoniale (art. 11 della tariffa, parte prima, allegata al d.p.r. n. 131/1986), che non comporta trasferimento o costituzione di diritti reali.
– Rettifica eseguita in assenza dei presupposti di legge.
La facoltà, attribuita dall’art. 59-bis l. not. al notaio di rettificare, senza il consenso delle parti, errori materiali od omissioni commesse in atti notarili, formando in tal modo un titolo idoneo alla pubblicità legale, valorizza la centralità della funzione notarile e la fides ricollegata all’operato del notaio. Contropartita di tale fiducia dell’ordinamento nella figura del notaio è la responsabilità del notaio che ponga in essere l’atto in oggetto al di fuori delle proprie attribuzioni.
Potrebbe infatti darsi il caso in cui un notaio ponga in essere un atto contenente la “certificazione” di rettifica in oggetto, al di fuori dei casi in cui ciò è consentito.
In questi casi il notaio porrebbe in essere un atto non consentito dalla legge ed al di fuori delle sue attribuzioni, incorrendo nella violazione dell’art. 28 della legge notarile. E’, quindi, di estrema importanza la delimitazione dell’impiego del nuovo istituto nei rigorosi limiti di applicazione segnati dai concetti di “erronea trascrizione di dati preesistenti”, “errore materiale” ed “omissione”, tra loro collegati.
Nei casi più gravi, di falsa certificazione da parte del notaio riguardo all’esistenza di un errore materiale da rettificare, è da ritenersi integrata la fattispecie della falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in certificati (art. 480 c.p.).
Quanto al rimedio civilistico a disposizione delle parti per reagire contro una rettifica eseguita dal notaio al di fuori dei presupposti di legge, esse possono esperire – oltre all’azione di danni – anche una azione di accertamento, diretta a far constare l’inefficacia nei loro confronti della rettifica notarile eseguita al di fuori dei presupposti di legge (ed a costituire titolo per la relativa pubblicità legale, che superi quella eseguita sulla base della certificazione notarile, salvi sempre i diritti dei terzi).
Sent: Monday, June 02, 2014 5:15 PM
To: MM ; ARCHIVIO NOTARILE BARI ; CONSIGLIO NAZIONALE NOTARIATO ; UE difensore civico nazionale Toscana
Cc: info@cnue.be ; rom-ob@bmeia.gv.at ; Defence.romex@fco.gov.uk ; InfoRome@fco.gov.uk ; ConsularRome@fco.gov.uk ; DLRomeManagementEnquiriesProtect@fco.gov.uk ; Info.Naples@fco.gov.uk ; AMBASCIATA DI FRANCIA IN ROMA ; AMBASCIATA DI FRANCIA IN MILANO ; ambassaden.rom@foreign.ministry.se ; UE Advice youreuropeadvice@ec.europa.eu<youreurope ; UE CORTE DEI CONTI ; ccpe@coe.int ; UE DIF CIVICO COORDINATORE PER ITALIA UE
Subject: Re: IN ITALIA SBAGLIANO GLI ATTI NOTARILI E LA GENTE VA IN GIRO CON ATTI "IMPRECISI" LO STATO ITALIANO NON RIMEDIA!
un anno fa abbiamo richiesto la correzione di atti notarili, ad oggi nessuno ha dato cenno di risposta fattuale
Sent: Friday, May 17, 2013 10:41 PM
To: ARCHIVIO NOTARILE BARI ; CONSIGLIO NAZIONALE NOTARIATO
Subject: IN ITALIA SBAGLIANO GLI ATTI NOTARILI E LA GENTE VA IN GIRO CON ATTI "IMPRECISI" LO STATO ITALIANO NON RIMEDIA!
vitopietro.loporcaro@postacertificata.gov.it
Data:18/11/2012 10.27
A:, Cc:, Oggetto:richiesta di rettifica urgente di atto notarile e correzione dati catasto di Bari
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atto tenerelli balice 1957 171120123033.jpg atto tenerelli balice 1957 171120123033.jpg ( Salva Allegato nel Fascicolo ) [ Cifra e Salva Allegato nel fascicolo ]
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atto posa lorusso 1973 171120123029.jpg atto posa lorusso 1973 171120123029.jpg ( Salva Allegato nel Fascicolo ) [ Cifra e Salva Allegato nel fascicolo ]
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atto posa lorusso 1973 171120123032.jpg atto posa lorusso 1973 171120123032.jpg ( Salva Allegato nel Fascicolo ) [ Cifra e Salva Allegato nel fascicolo ]
atto posa lorusso 1973 171120123031.jpg atto posa lorusso 1973 171120123031.jpg ( Salva Allegato nel Fascicolo ) [ Cifra e Salva Allegato nel fascicolo ]
atto posa lorusso 1973 171120123030.jpg atto posa lorusso 1973 171120123030.jpg ( Salva Allegato nel Fascicolo ) [ Cifra e Salva Allegato nel fascicolo ]
Lo scrivente loporcaro vito pietro si è aggiudicato un appartamento ed 1/4 di
cortile comune nella via ugo foscolo 155 (ingresso pedonale) e foggia 7
(ingresso carrabile) comune di Bari quartiere carbonara cap 70131 in Asta
Pubblica il 27/03/2006. Dal settembre 2011 è stato oggetto di vessazioni e
altri atti di emulazione da parte di soggetti noti alle AACC, tutto questo è
accaduto poichè, il perito incaricato dal Tribunale non ha rilevato i seguenti
errori che qua si riportano con le relative documentazioni ufficiali per le
correzioni urgenti del caso:
1. i coniugi posa giovanni e lorusso rosa maria hanno acquistato una proprietà
dai balice giuseppe e tenerelli rosa (cfr atto del 1973 in allegato in copia
conforme dell'archivio notarile distrettuale di bari ), tale atto è difforme
dall'originario del 1957 (che pure si allega in copia conforme dell'archivio
notarile distrettuale di bari), nel leggere e confrontare gli stessi, si noterà
che nell'originario del 1957 esiste solo una servitù di passaggio mentre in
quello successivo viene "erroneamente" citato come proprietà del <>(cfr atto 1973);
2. questo errore materiale, da circa 10 anni, produce un conflitto nella parte
comune del cortile e relativo al suo legittimo possesso, riconducibile d'ora
in poi all'esclusiva volontà di compiere atti di disturbo al godimento della
proprietà altrui, di chi non ha provveduto a far rettificare l'atto de qua.
Si resta in attesa degli atti da compiere ed eventuali costi (si richiede
l'attivazione della polizza per le professioni di giustizia come valevole alla
tutela dei diritti in ambito UE oppure di una tariffa convenzionata
giustificata dal fatto che l'errore è stato commesso da un Funzionario
Statale, infatti il concorso gestito dallo Stato uno è uno degli aspetti di
fondamentale rilevanza nel rapporto che lega lo Stato con i notai e che
rispecchia l'interesse della collettività è costituito dalla preparazione e
dall'accesso degli aspiranti alla professione notarile: il concorso è gestito
direttamente dal Ministero della Giustizia e non dal Notariato http://www.
notariato.it/it/notariato/accesso-professione/rapporto-stato-notaio.html).
Va poi rimarcato che già il Giudice Rana del Tribunale di Bari nello
spossessare i posa-lorusso con sentenza 569/08 cron. n.1222 rep. n.651 aveva
provveduto a rilevare tale "contrasto".
articolo estratto legge notarile
«Art. 59-bis. - 1. Il notaio ha facolta' di rettificare, fatti
salvi i diritti dei terzi, un atto pubblico o una scrittura privata
autenticata, contenente errori od omissioni materiali relativi a dati
preesistenti alla sua redazione, provvedendovi, anche ai fini
dell'esecuzione della pubblicita', mediante propria certificazione
contenuta in atto pubblico da lui formato.»;
Da:vitopietro.loporcaro@postacertificata.gov.it
Data:17/05/2013 22.37
A:, Cc:, Oggetto:R: richiesta di rettifica urgente di atto notarile e correzione dati catasto di Bari
dopo alcuni mesi nulla è accaduto, tant'è che il posa sta continuando, essendo
in possesso di un documento "impreciso..." ad impegnare il Giudice Italiano..
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 20:44	“Gentile lettore, l’argomento del suo quesito è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, ha già avuto risposte qualificate e circostanziate previo esame della documentazione (addirittura dal Consiglio Notarile Distrettuale ) e quindi penso che sarebbe inutile rivolgersi ad altro professionista "
vito pietro loporcaro scrive:	31 luglio 2014 alle 10:50	in sintesi abbiamo un atto del 1973 derivante da altro del 1957 dove è stato trasferito per errore materiale un cortile, in quello del 1957 c'era solo un diritto di passaggio. Queste persone non hanno mai avuto il possesso in modo pacifico, hanno intentato causa per dimostrare il possesso ex art. 1143-1147 nonchè 1152, ma sempre bocciato dai Sig.ri Magistrati del Tribunale di Bari. Abbiamo chiesto la rettifica per quest'errore ma il consiglio del notariato distretto di bari ha risposto in questo modo al nostro avvocato:
"From: Gaetano Anaclerio
Sent: Wednesday, July 30, 2014 10:38 PM
To: MM ; cosimoanaclerio@libero.it ; CSM ROMA ; 1 ; 9 ; 10 ; 3 ; 8 ; 7 ; 4 ; GOVERNO IT ; GOVERNO IT ; CSM
Cc: info@cnue.be ; rom-ob@bmeia.gv.at ; Defence.romex@fco.gov.uk ; InfoRome@fco.gov.uk ; ConsularRome@fco.gov.uk ; DLRomeManagementEnquiriesProtect@fco.gov.uk ; Info.Naples@fco.gov.uk ; AMBASCIATA DI FRANCIA IN ROMA ; AMBASCIATA DI FRANCIA IN MILANO ; ambassaden.rom@foreign.ministry.se ; UE Advice youreuropeadvice@ec.europa.eu<youreurope ; UE CORTE DEI CONTI ; ccpe@coe.int ; UE DIF CIVICO COORDINATORE PER ITALIA UE ; PREFETTO DI BARI ; Agostino Lonero ; Studio Legale Anaclerio Avv Giuseppe ; ARCHIVIO NOTARILE BARI ; CONSIGLIO NAZIONALE NOTARIATO ; UE difensore civico nazionale Toscana ; cpepe@notariato.it ; fpetrera@notariato.it ; ebrunetti@notariato.it ; cmongelli@notariato.it ; ddigiesi@notariato.it ; aarmenio@notariato.it ; bvolpe@notariato.it ; adabbicco@notariato.it ; mlanzillotta@notariato.it ; consigliobari@notariato.it ; pdimarcantonio@notariato.it ; bspano@notariato.it ; mlabriola@notariato.it ; enrico.amoruso@notariato.it
Subject: Re: considerazioni finali e notaio delegato alla rettifica
Come ho già anticipato per le vie brevi, il Consiglio del Notariato ha formalmente escluso la possibilità di procedere a rettifica per due ragioni che possono essere così sintetizzate: a) mancata immediata evidenza dell'errore; b) acquisto a non domino avvenuto nel 1973 che legittimerebbe in astratto la ricorrenza dell'ipotesi di prescrizione abbreviata decennale di cui all'art. 1159 del codice civile.
Tanto riporto in ottemperanza all'impegno preso nel corso dell'incontro di riferire fedelmente la posizione espressa al riguardo dalla Dott.ssa Brunetti e dal Presidente del Consiglio del Notariato.
Avv. Gaetano Anaclerio"
Secondo voi è possibile quanto sostenuto dal distretto notarile di Bari?
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 20:41	“Gentile lettore, l’argomento del suo quesito è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, ha già avuto risposte qualificate e circostanziate previo esame della documentazione (addirittura dal Consiglio Notarile Distrettuale ) e quindi penso che sarebbe inutile rivolgersi ad altro professionista "
Mario scrive:	31 luglio 2014 alle 22:14	Gentile notaio,
tramite donazione sono diventato proprietario di un immobile con annesso terreno.
Da rilievi effettuati risulta che il mio confinante ha recintato il suo terreno (parte con rete metallica e parte in muratura) sconfinando vistosamente nella mia proprietà da oltre venti anni.
Ho titolo per rientrare in possesso del terreno recintato visto che catastalmente risulto
esserne il proprietario?
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 20:35	Gentile lettore,
se vi sono i requisiti ulteriori (meglio indicati nell'articolo e nelle risposte su questo argomento che le consiglio di leggere) il passaggio del tempo (venti anni) determina usucapione del bene, usucapione che deve però essere accertata dal giudice. In ogni caso inizierei almeno una causa per regolamento dei confini per avere certezza ed eventualmente modificare le risultanze catastali.
Davide scrive:	3 agosto 2014 alle 08:44	Gentile Notaio,
sono a contattarla per avere qualche chiarimento e informazione sul così detto " Usocapione di terreni".
Noi viviamo nell'area del Trentino Alto Adige (Val di Fassa) e avendo effettuato da ormai qualche anno il passaggio di proprietà di terreni (non edificabili ma adibiti a fienagione) da padre in figlio, mi chiedevo, in quanto tali terreni sempre sfalciati e curati da contadini della zona per il foraggio dei loro animali e mai richiesto un compenso o quant'altro, se tali potessero essere usocapionati anche se non trascorsi eventuali 20 anni e/o nel caso se con il passaggio di proprietà tale legge decade automaticamente.
Vorrei chiedere anche qualche informazione riguardo a leggi per terreni situati nelle aree ex impero asburgico.
Attendo suo notizie in merito
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 20:19	“Gentile lettore, l’argomento del suo quesito è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia o ad un notaio che potrà trovare sul sito http://www.federnotaiweb.it o http://www.federnotai.it , presentando tutti i documenti in suo possesso necessari a chiarire la fattispecie.
Eleonora scrive:	7 agosto 2014 alle 15:37	Gentile Notaio,
dopo la morte di uno zio paterno, avvenuta 16 anni fa, i suoi beni non sono stati ancora divisi tra i suoi eredi. Non avendo avuto figli nè avendo lasciato un testamento, in teoria i beni (casa con terreno) sarebbero spettati ai suoi 10 fratelli o nipoti, giusto? Però a causa di dissapori familiari, i fratelli e nipoti non sono mai giunti ad un accordo. Sono venuta a sapere che uno dei nipoti che confina con il territorio dello zio deceduto, riscatterà la proprietà per usucapione, pur avendo lasciato incolto il terreno e in rovina la casa. Non essendo ancora trascorsi i 20 anni dalla morte del proprietario dei beni, posso ancora riscattare la proprietà, ad esempio sistemando la casa ed occupandomi del terreno? in tal caso, come dovrei muovermi legalmente? e dei 10 eredi, fossero tutti d'accordo al posseso della proprietà da parte mia, eccetto uno dei nipoti, cosa dovrei fare?
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 20:02	“Gentile lettore, l’argomento del suo quesito (come interrompere l'usucapione) è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia o ad un notaio che potrà trovare sul sito http://www.federnotaiweb.it o http://www.federnotai.it , presentando tutti i documenti in suo possesso necessari a chiarire la fattispecie.
malisan egidio scrive:	10 agosto 2014 alle 08:04	Buongiorno, la mia domanda è la seguente:
Si può interrompere una pratica di usucapione fatta da 1 persona confinante se il terreno in causa è stato usato con gli stessi sistemi (falciatura dell'erba e parcheggio)
anche da altri confinanti o vicini?
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 19:56	“Gentile lettore, l’argomento del suo quesito (come si interrompe l'usucapione) è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia o ad un notaio che potrà trovare sul sito http://www.federnotaiweb.it o http://www.federnotai.it , presentando tutti i documenti in suo possesso necessari a chiarire la fattispecie.
ornella scrive:	10 agosto 2014 alle 12:16	buongiorno, volevo chiedere è possibile che mio marito da cui mi sto separando perchè lui se ne è andato di casa per un'altra donna deve continuare a lavorare nei locali di mia proprietà e che devo aspettare la decisione del giudice per mandarlo via ?(cosa lunghissima) mentre io e mia figlia siamo disoccupate e lui non ci da mantenimento e non abbiamo altri redditi. Lui ha un'attività artigianale e io vorrei i miei locali per lavorarci visto che trovare un'altro lavoro sia per me che per mia figli sembra un'impresa impossibile, inoltre per i locali non c'è nessun contratto, mio padre cel li faceva usare a titolo gratuito perchè insieme al mio ex lavorava mio fratello come socio e io a nero. C'è un modo per farli lasciare subito? grazie
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 19:49	“Gentile lettrice, l’argomento del suo quesito è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia o ad un notaio che potrà trovare sul sito http://www.federnotaiweb.it o http://www.federnotai.it , presentando tutti i documenti in suo possesso necessari a chiarire la fattispecie.
Marco M. scrive:	10 agosto 2014 alle 18:54	Gentile Notaio, le espongo ora il mio caso:
Dopo la morte di mio padre, alla fine del 2012, eredito un magazzino, 1/3 di un primo terreno ed 1/3 di un secondo terreno, condivisi con i due Zii, fratelli di mio padre. Tutte queste proprietà rientrano in una successione legittima, di cui sono l'unico a beneficiare. Il magazzino ed i due terreni sono confinanti, ed il magazzino in questo momento viene utilizzato come garage per l'attività commerciale dei due zii, commercianti all'ingrosso alimentare, attività di cui mio padre faceva parte fino al 2006, anno in cui è andato in pensione. Il magazzino ed i terreni hanno continuato ad essere utilizzati e mantenuti da mio padre e da entrambi i fratelli, sia per l'attività commerciale sia per altre normali attività varie. Alla morte del mio genitore i fratelli chiedono la cessione della proprietà di questi immobili ma, avendogli chiesto un minimo compenso, si dimostrano disinteressati alla continuazione dell'iter. Successivamente si offrono di pagare l'imu sull'immobile, dato che la loro attività commerciale risulta tutt'ora ancora in essere, anche se a breve dovrebbero entrare anche loro nell'età pensionabile. Inoltre l'uso e manutenzione del magazzino continua normalmente, e sono gli unici ad occuparsene. Da parte mia non mi intrometto nella loro attività ed ''intimità'' che possono avere dell'immobile, dato che sono persone che non conosco assolutamente e si sono più volte dimostrate aggressive su questo fronte, anche per volontà di mio padre a cui promisi di lasciarli lavorare in pace.
Sicuramente, se continuassero a tenere questo atteggiamento potrebbero invocare l'usucapione, e credo sperino io non agisca in maniera contraria; vorrei sapere da quando partirebbe il conteggio degli anni necessari per usucapione e se pagandone l'imu potrei interromperne il decorso, od altrimenti quali strategie adottare.
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 19:48	“Gentile lettore, l’argomento del suo quesito è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia o ad un notaio che potrà trovare sul sito http://www.federnotaiweb.it o http://www.federnotai.it , presentando tutti i documenti in suo possesso necessari a chiarire la fattispecie.
MARIA scrive:	11 agosto 2014 alle 18:02	Gentile Notaio,
O ricevuto in ereditá al 1994 un terreno agricola il cuí scoprí che era stato usurpato in aprile 2004. In quel momento e per i seguenti 10 anni sono stata fuori dal paese. Per questo motivo ho fatto a mio cugino una procura per l´evacuazione immediata. Ora che sono tornata, trovo che l'usurpatore dice essere il legitimo propietario. O chiesto alla moglie di mio cugino, gia morto da 2 anni, e lei non ricorda niente, sembrerebbe che al quel momento non ha presentato denuncia alcuna contro questa occupazione. La domanda è, la data della procura è valida tentativi di perturbare il tempo dell´usucapione? Come devo fare per recuperare nel minor tempo possibile la mia proprietà?
ilnotaiorisponde scrive:	11 agosto 2014 alle 19:47	“Gentile lettrice, l’argomento del suo quesito è già stato ampiamente approfondito in altre risposte, che la invitiamo a leggere. In esse troverà le linee generali della questione. Per i particolari del suo caso specifico, le consigliamo di rivolgersi, di persona, ad un notaio di sua fiducia o ad un notaio che potrà trovare sul sito http://www.federnotaiweb.it o http://www.federnotai.it , presentando tutti i documenti in suo possesso necessari a chiarire la fattispecie.
Anna Rita scrive:	14 settembre 2014 alle 16:21	Gentile Notaio,
Le scrivo per chiederLe un consiglio:
Nel 2000 ho concesso, a titolo gratuito, l'uso della mia casa a mia sorella che si era appena sposata. Io vivo in un altra casa intestata amio marito e sita in altra regione rispetto a quella concessa a mia sorella. Adesso vorrei sapere se mia sorella, nel 2020 (a 20 anni di distanza da quando gli ho concesso la casa), potrebbe richiedere l'usucapione della mia casa ed eventualmente come potrei agire per evitarlo.?
In attesa di un cordiale cenno di riscontro, porgo
ilnotaiorisponde scrive:	30 settembre 2014 alle 13:35	Gent.ma Signora Anna Rita, rispondo alla sua domanda.
la concessione di una casa " a titolo gratuito" giuridicamente si denomina comodato.
sarebbe importante sapere se tale concessione gratuita da parte sua è avvenuta tramite un contratto scritto, e possibilmente registrato, ovvero solo "a parole".
Nel primo caso (contratto scritto e registrato) non avrà bisogno di fare nulla e non correrà alcun rischio di usucapione ventennale, in quanto esiste la prova che sua sorella abita la casa a titolo di comodato.
Nel caso in cui invece non esista prova scritta del comodato, le consiglio di predisporla già da ora, ben prima dell'avvicinarsi del termine ventennale di prescrizione, e di registrarlo all'Ufficio delle Entrate.
In tale maniera sarà chiaro che sua sorella abita la casa per sua concessione gratuita e che lei avrà sempre il diritto alla restituzione con impossibilità di usucapione.
Per la predisposizione del contratto di comodato potrà rivolgersi al suo notaio di fiducia che sicuramente si metterà a disposizione.
Umberto scrive:	9 ottobre 2014 alle 11:14	Mio nonno Vitale Giovanni, nato a Partenico nel 1888 a l'età di 30 anni ha lasciato il paese d'origne per la Tunisia ed è ritornato in Italia all'età di 89 anni. Vorrei sapere se è possibile vantare dei diritti visto che ha lasciato ai fratelli dei terreni avute in eredita dal padre. La ringrazio.
Lo Iacono Umberto nipote.
ilnotaiorisponde scrive:	17 ottobre 2014 alle 12:31	Gentile signor Lo Iacono,
Non so se ho capito bene la domanda, ma mi pare che lei mi chieda se è possibile recuperare la quota di una successione apertasi molti anni fa. Il diritto di accettare l'eredità si prescrive in 10 anni. Quindi, se l'erede non ha compiuto atti che hanno comportato l'accettazione tacita, né ha fatto accettazione espressa dell'eredità, decorsi 10 anni dalla morte del de cuius ha perso il diritto di accettare l'eredità e non può pertanto rivendicare alcuna quota.
Daniele scrive:	10 ottobre 2014 alle 10:49	Buongiorno. Avrei un piccolo problema da porle... 5 giorni fa è venuta a mancare mia nonna, e adesso penso inizieranno a nascere problemi con l'eredità... Vorrei spiegarle il problema: Io (ragazzo di 17 anni) con la mia famiglia, abbiamo vissuto assieme a mia nonna per 25 anni, dopo la morte di mio nonno... E la proprietà, alla sua morte, è stata divisa in 3: 1/3 a mia nonna, 1/3 a mio zio (fratello di mio papà) e 1/3 a mio papà... Noi ci siamo presi cura della terra, della casa, abbiamo pagato ogni cosa necessaria al suo mantenimento... E mio zio si limitava a venire a trovare noi o mia nonna saltuariamente, una o 2 volte al mese... Volevo chiedere se ora, per l'immobile, è possibile procedere per usucapione, escludendo così la casa dall'eredità e facendola diventare nostra a tutti gli effetti... E' la nostra prima abitazione, e mio zio ha già la sua prima abitazione... Quindi mi chiedevo se fosse possibile fare qualcosa in questo senso, lasciando solo i beni liquidi come eredità da spartire.... Cordiali saluti,
ilnotaiorisponde scrive:	17 ottobre 2014 alle 12:25	Mi dispiace ma non mi pare che nel suo caso ricorrano i requisiti dell'usucapione. Per ottenere l'esclusiva titolarità della casa, dovrete procedere con una divisione. Nel computo dell'asse ereditario però potrete inserire anche eventuali crediti che lei e i suoi genitori avete per la ristrutturazione della casa e per il mantenimento della nonna
fabrizio pirozzi scrive:	13 ottobre 2014 alle 21:42	Salve,
volevo sapere se è possibile che su un terreno di mia proprietà acquistato da poco, ci possa essere una persona a mia insaputa, dichiari che usa il mio terreno per coltivare ma in realtà lo fa soltanto per ricevere fondi per la coltivazione.
Fabrizio Pirozzi
ilnotaiorisponde scrive:	11 novembre 2014 alle 17:41	Gentile lettore,
il suo quesito non è molto chiaro e credo che dovrebbe portare la documentazione da un notaio di sua fiducia al fine di individuare meglio il problema
MARCO scrive:	20 ottobre 2014 alle 10:32	BUONGIORNO . PONGO LA SEGUENTE PROBLEMATICA. UN PAIO D'ANNI FA , CITO A GIUDIZIO IL MIO NEO-CONFINANTE(CAUSA TUTT'ORA PENDENTE) PER NEGARE L'ACCESSO DAI MIE FONDI VERSO AI SUOI , IN QUANTO IL MIO FONDO E SGRAVATO DA SERVITU' DI PASSAGGIO A SUO FAVORE .IL NEO CONFINANTE A CAUSA AVVIATA HA IN PRIMO TEMPO FRAZIONATO I SUOI FONDI IN PIU' MAPPALI , E CON " DONAZIONE " HA INTESTATO I SUDDETTI FRAZIONAMENTI AI FIGLI.ORA CHIEDO COME FA UN NOTAIO AD ACCETTARE UNA DONAZIONE , CON UNA CAUA CIVILE IN CORSO? E ASSAI EVIDENTE CHE LA "DONAZIONE" E' STATA FATTA AD HOC PER CREARE L'INTERCLUSIONE DEL FONDO . CHIEDO: POSSO IO ATTORE E PARTE LESA CHIEDERE AL GIUDICE L'ANNULLAMENTO DELLA DONAZIONE ?
ilnotaiorisponde scrive:	11 novembre 2014 alle 17:09	Gentile lettore,
l'esistenza di una causa civile non è conosciuta dal notaio a meno che la relativa domanda non sia trascritta. In questo ultimo caso l'esito della causa non sarà pregiudicato dalle donazioni effettuate che sono cronologicamente trascritte dopo la domanda giudiziale. Qualora invece la domanda non sia stata trascritta sarà necessario verificare se i diritti quesiti siano opponibili o meno .
Mario scrive:	22 ottobre 2014 alle 17:37	gentilissimo notaio, ho letto le Sue risposte sull'usucapione ma, non ho trovato una risposta confacente alla mia questione. Mio padre oltre 20 anni fa ha data in comodato a un suo partente. Mio padre è deceduto qualche anno fa e questo familiare non ha avviato alcuna procedura di usucapione. Quale erede posso chiedere la restituzione del terreno?
ilnotaiorisponde scrive:	21 novembre 2014 alle 17:07	Gentile lettore,
il godimento di un bene in forza di un rapporto di comodato esclude che il comodatario coltivi il c.d. animus possidendi: egli non può infatti ritenersi titolare di un diritto reale sull'immobile, bensì solo di un diritto personale di godimento. Non sussiste quindi il requisito soggettivo per affermare l'usucapione. premesso questo, il comodato - salvo che sia convenuta una durata nell'ambito del contratto - può perdere effetto in ogni momento qualora il proprietario chieda la restituzione del bene concesso in godimento. Questa prerogativa compete all'originario proprietario o, come nel caso specifico, al suo erede che ha nel frattempo acquistato per successione la proprietà del bene di cui si tratta.
daniela scrive:	31 ottobre 2014 alle 14:48	gentili notai,
Mi scuso anticipatamente per la mediocre stesura del mio "caso"
Mio padre insieme a due suoi due fratelli erano proprietari di un terreno ognuno di loro per la propria quota .Sono venuti a mancare tutti e tre i fratelli, così io ho ereditato la quota da parte di mio padre per la quale pago regolarmente le tasse ,io da sempre mi occupo di tenere pulito il terreno, lo coltivo, lo curo, anche perchè questo terreno è contiguo a casa mia e mai ne prima ne ora nessuno se ne è mai occupato .....ecco io non voglio per il momento informazioni sull'usocapione ma volevo sapere se per caso, visti i chiari di luna che non raramente si presentano non vorrei fra qualche mese o anno ricevere multe o sanzioni ecc ecc per le quote dei due fratelli morti solo perchè la mia quota fa parte dello stesso terreno. ringraziandovi anticipatamente per la vostra disponibilità, vi porgo cordiali saluti . Daniela
ilnotaiorisponde scrive:	11 novembre 2014 alle 16:56	Gentile lettrice,
se lei ritiene di non aver usucapito l'immobile non sarà tenuta a pagare le imposte. Tuttavia eventuali sanzioni fiscali a carico dei suoi parenti potrebbero causare l'iscrizione di un'ipoteca sulle altre quote e la conseguente vendita all'asta delle quote o in alcuni casi dell'intero bene con pagamento a Lei della quota corrispondente alla sua proprietà. Le consiglio pertanto di risolvere il problema con i suoi zii
Vincenzo scrive:	6 novembre 2014 alle 12:23	Buongiorno, ho un quesito complesso da porvi:
mia nonna e sua sorella negli anni cinquanta erano comproprietarie di un terreno di circa Ha. 0.50.00, successivamente, negli anni sessanta, la sorella di mia nonna ha deciso di vendere la parte del terreno di sua proprietà, frazionando la particella, la parte di terreno che in teoria rimaneva a mia nonna catastalmente è rimasta intestata ad entrambe le sorelle in egual misura. Alla morte di mia nonna mio padre e i suoi fratelli hanno fatto la successione del terreno inserendo l’intera superficie, mentre gli eredi della sorella di mia nonna non hanno fatto nessuna successione, forse perché hanno dato per scontato che sul suddetto terreno non avessero più diritti, in quanto la sorella di mia nonna aveva venduto la sua quota. Attualmente catastalmente questo terreno risulta per 1/2 di proprietà della sorella di mia nonna e per 1/2 ciascuno ai tre eredi di mia nonna.
La domanda è questa: come possono vendere il terreno mio padre e i suoi fratelli visto che catastalmente risulta la proprietà di ½ della sorella di mia nonna?
ilnotaiorisponde scrive:	21 novembre 2014 alle 16:49	Gentile lettore,
poichè il terreno è stato solo frazionato, senza dare corso ad una divisione della proprietà tra le due sorelle, ciascuna delle due porzioni è rimasta cointestata ad entrambe. Pertanto, quella venduta anni addietro avrebbe dovuto essere trasferita da parte di entrambe, e non solo di una.
Quella non venduta è rimasta cointestata alle due sorelle. Dopo il decesso di ciascuna delle due, i rispettivi eredi avrebbero dovuto includere il 50% della proprietà nella dichiarazione di successione, per poi procedere alla voltura catastale a favore di loro stessi.
Ciò è avvenuto solo in relazione all'eredità di sua nonna, ma non in relazione all'eredità della sorella.
Occorre quindi presentare una dichiarazione di successione integrativa in morte di quest'ultima, che consenta di intestare la proprietà del terreno rimasto a tutti gli effettivi aventi diritto.
All'esito di questo adempimento, si può procedere alla compravendita.
Restano da definire eventuali rapporti di debito e credito tra tutti i soggetti coinvolti, che potrebbero derivare dalla vendita della prima porzione di terreno.
Fabrizio scrive:	6 novembre 2014 alle 18:44	Gentile Notaio, avrei un problema da porle, mio padre sta utilizzando una parte di un terreno adibito a orto e frutteto con annessa legnaia da oltre 23anni alla luca del sole e in maniera bonaria e lo sta ancora utilizzando, una sua vicina di casa ha comunicato di aver acquistato ad agosto di quest'anno l'intero appezzamento con atto notarile e ha invitato mio padre a liberare il terreno. E' possibile impugnare l'atto e usucapire la parte di terreno posseduta da mio padre?
ilnotaiorisponde scrive:	11 novembre 2014 alle 16:28	Gentile lettore,
lei stesso parla di occupazione "bonaria". Se tale termine significa che il proprietario ha sopportato per rapporto di vicinanza o cortesia che suo padre utilizzasse il terreno, non c'è usucapione. In caso contrario (possesso quale proprietario "uti dominus" e decorso dei 20 anni) potrebbe esservi usucapione
NICO scrive:	6 novembre 2014 alle 21:54	SIG.
NOTAIO VOLEVO CHIEDERE UN CONSIGLIO;
MIA MADRE RUKTA PROPRIETARIO DI UN TERRENO, SULLO STESSO TERRENO
è STATA COSTRUITA UNA CASA PROPRIETARIO MIO PADRE,
MIO PADRE è MANCATO COME FARE LA SUCCESSIONE DELLA CASA
ilnotaiorisponde scrive:	11 novembre 2014 alle 16:25	Gentile lettore,
la sua domanda non è molto chiara. Mi sembra di capire che su un terreno di esclusiva proprietà di sua madre è stato costruito, da parte di suo padre, un immobile. Se così è non è necessario fare la successione perchè la casa costruita è di regola di proprietà del proprietario del terreno. Potrebbe, però, esistere un atto che dispone diversamente. Credo che sia necessario che lei si rechi presso lo studio di un notaio di sua fiducia portando tutta la documentazione per la soluzione al suo problema
stefano frizza scrive:	6 novembre 2014 alle 23:47	Vorrei avere una risposta ad un mio dubbio. Leggendo una consulenza tecnica per un esecuzione immobiliare in merito ad una particella di terreno inglobata all'interno di terreni di altra proprieta', il perito cita,(terreno incolto in quanto l'uliveto non viene curato da anni) inoltre, (la rata di terre e'presumibilmente da diversi anni ed a vario titolo ,goduta dai rispettivi proprietari dei terreni confinanti), inoltre cita,(gli stessi proprietari dei terreni confinanti, all'interno delle quali insiste il terreno pignorato, non hanno alcun interesse all'acquisto in quanto gia goduto dai medesimi da diversi anni).quindi le domande:ammesso e non concesso che ci sia una possibilita'di usocapione, pare evidente che questo non sia mai stato richiesto da altri proprietari dei terreni confinanti.ma poi non decade la possibilita'di usocapione con l'attivazione di un'asta?e nel caso di acquisto da parte mia come andrebbe a finire con i vicini che hanno goduto fino ad ora di quel terreno? Grazie
ilnotaiorisponde scrive:	11 novembre 2014 alle 16:19	Gentile lettore,
l'usucapione si realizza indipendentemente dalla sentenza che la accerta, sentenza che è, appunto, dichiarativa. Quanto al merito, solo caso per caso si potrà valutare se i suoi vicini abbiano o meno maturato tale usucapione. In caso di acquisto da parte sua spetterà agli stessi dimostrare l'avvenuta usucapione
Elisa scrive:	8 novembre 2014 alle 11:44	Mio padre, deceduto nel 2011, ha acquistato solo con scrittura privata un terreno nel 1981. Mio fratello ha scoperto che nel 2007 il vecchio proprietario lo ha rivenduto, ma stavolta lo ha registrato anche dal notaio. Mi chiedo se possiamo fargli causa e se ne vale la pena andare in giudizio. Abbiamo possibilità che vinceremo la causa e verremo risarciti?Grazie per l'attenzione.
ilnotaiorisponde scrive:	21 novembre 2014 alle 16:44	Gentile lettore,
Suo padre ha acquistato la proprietà non per usucapione ma mediante un atto di compravendita. Essendo stato stipulato mediante semplice scrittura privata, il contratto ha avuto effetto solo tra le parti, e non può essere fatto valere nei confronti dei terzi. Chi ha acquistato nel 2007 con atto notarile registrato e trascritto ha quindi compiuto un acquisto valido che non può essere messo in discussione.
Esiste invece la possibilità di far valere nei confronti del venditore il proprio diritto al risarcimento del danno subito, pari non solo al prezzo pagato nel 1981, ma anche al mancato incasso del valore dell'immobile maturato nel corso degli anni. Consiglio di verificare, tuttavia, che colui che ha venduto non abbia nel frattempo maturato nuovamente la titolarità della proprietà per effetto di usucapione a suo favore.
cilio Giuseppe scrive:	11 novembre 2014 alle 13:48	Buongiorno signor Notaio, gentilmente le volevo esporre un problema:
5 mesi orsono è venuto a mancare per un incidente sul lavoro, il fretello di un mio carissimo amico. Da premettere che il fratello del mio amico era meccanico, da sempre esercitava il proprio lavoro nel garage, messo a ddisposizione dal proprio genitore. Ora dopo 5 mesi dalla scomparsa del padre, i figli eredi hanno fatto causa alla nonna, e ai due fratelli del padre, per uso capione del garage dove il padre esercitava la professione di meccanico, da più di 30 anni, senza avere mai pagato niente. Volevo sapere se i figli del defunto vantano di un qualcosa.
ilnotaiorisponde scrive:	11 novembre 2014 alle 15:37	Gentile lettore,
è molto importante esaminare i documenti fiscali ed interpretare a quale titolo il defunto occupava l'immobile. Gli eredi dovranno dimostrare (oltre al periodo di possesso almeno ventennale) che tale uso era "uti dominus" e cioè come se fosse il proprietario. Un elemento importante per tale esame può essere rappresentato sia da eventuale corrispondenza nella quale il defunto affermasse la proprietà del bene, sia da pagamenti di tasse quali Irpef, IMU, ICI che spettano al proprietario . Di solito tuttavia la concessione in uso di un bene ad un solo figlio (come in questo caso per esercitarvi un lavoro) presuppone la volontà del genitore che tale bene al momento della morte vada in eredità a tutti i figli. Comunque sarà solo il giudice sulla base di questi elementi e di eventuali testimonianze che potrà riconoscere o meno l'intervenuta usucapione.

References: sentenza 
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e contrario
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 Sentenza 
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 art. 59
 art. 1433
 art. 47
 art. 1432
 art. 287
 art. 36
 sentenza 
 art. 1143
 sentenza 
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