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Timestamp: 2018-10-19 19:09:49+00:00

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1 DOCUMENTINEWS Approfondimenti schematici e monotematici di tipo tecnico-giuridico su Normative, Regole, Giurisprudenza, Tecnologie, Tecniche, Prodotti e Materiali da costruzione e per lo studio professionale. N.B.: il documentonews non rappresenta una pubblicazione, ne una testata giornalistica, ma un documento di lavoro del Centro Studi Romolo Balasso architetto N Edilizia: misure preventive e protettive da predisporre nei progetti edilizi Per informazioni scrivere a: OBBLIGHI DEI PROFESSIONISTI e DEI COMUNI (progettisti, direttori lavori, collaudatori e coordinatori per la sicurezza) Natura e criticità L.R. Veneto n. 61/85 art. 79-bis Misure preventive e protettive da predisporre negli edifici per l accesso, il transito e l esecuzione lavori di manutenzione in quota in condizioni di sicurezza. Nota: l articolo 79-bis, inserito nel titolo V della legge regionale 61/85 (disciplina dell attività edilizia), capo i (la concessione e l autorizzazione), è stato inserito con l art. 12 della L.R. n. 4/08. Tecnojus Centro Studi Romolo Balasso architetto Partner sponsor qualità e sponsor Tecnojus
2 GLI OBBLIGHI ED ADEMPIMENTI DEI PROFESSIONISTI E DEI COMUNI RELATIVAMENTE ALL ART. 79-BIS DELLA L.R. N. 61/85 Oggetto Nota Misure preventive e protettive da predisporre negli edifici per l accesso, il transito e l esecuzione lavori di manutenzione in quota in condizioni di sicurezza Con la pubblicazione nel BUR n. 86 del 20 ottobre 2009 delle istruzioni tecniche regionali relative alle misure preventive e protettive di cui all art. 79-bis della L.R. 61/85, le disposizioni normative sono diventate efficaci ai sensi dell art. 12, comma 2, della L.R. n. 4/2008. La L.R. 4/08 Art. 12 comma 1 Inserimento art. 79-bis Articolo 12 comma 2 Entrata in vigore 1. Ai fini della prevenzione rischi d infortunio, i progetti relativi agli interventi edilizi che riguardano nuove costruzioni o edifici esistenti devono prevedere, nella documentazione allegata alla richiesta relativa al titolo abilitativo o alla denuncia d inizio attività, idonee misure preventive e protettive che consentano, anche nella successiva fase di manutenzione, l accesso, il transito e l esecuzione lavori in quota in condizioni di sicurezza. 2. Per le finalità del comma 1, la Giunta regionale emana un proprio provvedimento contenente istruzioni tecniche sulle misure preventive e protettive. 3. La mancata previsione delle misure di cui al comma 1 costituisce causa ostativa al rilascio della concessione o autorizzazione a costruire ed impedisce, altresì, l utile decorso del termine per l efficacia della denuncia di inizio dell attività. 4. I comuni adeguano i propri regolamenti edilizi alle istruzioni tecniche del provvedimento di cui al comma 2 prevedendo altresì adeguati controlli sulla effettiva realizzazione delle misure anche ai fini del rilascio del certificato di abitabilità. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano a tutti gli interventi edilizi da realizzare successivamente all entrata in vigore del provvedimento di cui al comma medesimo comuni Natura delle misure preventive e protettive progettisti I comuni devono: 1. non rilasciare titoli abilitativi edilizi relativi agli interventi edilizi che riguardano nuove costruzioni o edifici esistenti, qualora nella documentazione progettuale allegata all istanza non siano previste idonee misure preventive e protettive che consentano, anche nella successiva fase di manutenzione, l accesso, il transito e l esecuzione lavori in quota in condizioni di sicurezza ; 2. adeguare il proprio regolamento edilizio alle istruzioni tecniche regionali deliberate con DGR n. 2774/09 (alleato A); 3. prevedere adeguati controlli sulla effettiva realizzazione delle misure anche ai fini del rilascio del certificato di abitabilità (rectius: agibilità). Dalle prescrizioni normative regionali emerge che le misure preventive e protettive per l accesso, il transito e l esecuzione lavori di manutenzione in quota sono, al contempo, misure igienicosanitarie e modalità costruttive. In altri termini sono requisiti di conformità degli interventi e, quindi, progetti condizionanti le attività progettisti e direttori lavori, oltre che coordinatori per la sicurezza in fase di progettazione e/o in fase di esecuzione. I progettisti devono: 1. Prevedere, nei progetti relativi agli interventi edilizi che riguardano nuove costruzioni o edifici esistenti, idonee misure preventive e protettive che consentano, anche nella successiva fase di manutenzione, l accesso, il transito e l esecuzione lavori in quota in condizioni di sicurezza.; a. Sono idonee le misure preventive e protettive contenute nelle istruzioni tecniche regionali di cui deliberate con DGR n. 2774/09 (alleato A); b. La previsione progettuale consiste nel riportare le soluzioni tecniche adottate per il caso di specie nella relazione di progetto e sugli elaborati grafici, definendo, in particolare: i. i materiali e i componenti da impiegare per la loro attuazione; i. il dimensionamento e le caratteristiche di qualunque altro elemento o componente necessario a garantire la sicurezza nella manutenzione. 2. dimensionare le misure preventive e protettive con particolare riguardo alle condizioni strutturali, ovvero prescrivere soluzioni tecniche, materiali e componenti conformi anche alla normativa tecnica (norme UNI EN). 3. allegare/corredare con quanto sopra la documentazione allegata alle istanze di permesso di costruire ovvero alle dichiarazioni di inizio attività (DIA). Pag. 2 di 5
3 direttori lavori collaudatori coordinatori CSP/CSE Il direttore lavori deve: 1. vigilare sulla conformità delle opere alle previsioni del permesso di costruire e alle modalità esecutive stabilite dal medesimo. 2. certificare, nel caso di opere pubbliche, in sostituzione del collaudo tecnico-amministrativo, quindi nel certificato di regolare esecuzione, l esecuzione a regola d arte anche delle misure preventive e protettive di cui all art. 79-bis. Il collaudatore deve: 1. collaudare sotto il profilo tecnico-amministrativo, anche le misure preventive e protettive adottate nelle opere pubblico oggetto di collaudo. 2. rilasciare un certificato di collaudo finale in cui attestare, per le opere subordinate a DIA (progettista o altro tecnico abilitato), la conformità dell opera al progetto presentato con la denuncia di inizio attività. Il coordinatore per la progettazione CSP, ovvero il per l esecuzione CSE, deve: 1. integrare il fascicolo dell opera di cui all art. 91, comma 1, lettera b) del d.lgs. 81/2008, con le soluzioni tecniche individuate ai fini dell art. 79-bis, inserendole nel Cap. II, come da modello delineato nell allegato XVI del d.lgs. 81/08. Criticità Campo o Ambito di applicazione Adeguamento regolamenti edilizi 1) la rubrica dell articolo 79-bis si riferisce ai lavori di manutenzione in quota senza distinzione alcuna con riguardo: A) al momento della loro esecuzione; infatti detti lavori possono riferirsi: a. all istanza; b. ad interventi successivi a quelli oggetto di istanza: - il primo comma riporta un anche nella successiva fase di manutenzione dando ad intendere che la norma agisca in entrambe le fattispecie. B) al tipo di intervento: a. tra quelli definiti all art. 3 del testo unico edilizia cui sono ricompresi anche gli interventi di manutenzione ordinaria, notoriamente non subordinati ad alcun titolo abilitativo; C) all oggetto dell intervento: a. la legge regionale sembra applicabile a qualsiasi intervento edilizio a prescindere dal suo oggetto specifico (norme analoghe di altre regioni precisano, ad esempio, che gli obblighi sono applicabili ad interventi relativi alle coperture o loro parti in relazione all ambito dell intervento). - Ci si chiede se sarebbe legittimo richiedere la previsione e la realizzazione delle misure preventive e protettive di una copertura se l intervento edilizio riguarda semplici opere interne? b. La legge regionale non prevede alcuna disciplina particolare con riguardo agli interventi: - Su aree e zone vincolate (parte III del d.lgs. 42/04 ma anche aree a parco, riserve, ecc..); - Beni culturali (parte II del d.lgs. 42/04); - Beni ambientali ex art. 28 L.R. 61/85 e art. 10 L.R. 24/85; - Edifici insorgenti sui centri storici quali aree di tutela ex L.R. 80/80; - Su edifici particolari (es. cupole, campanili, pinnacoli, edicole, ecc..). La legge regionale prescrive l obbligo di adeguamento senza precisare: 1) in cosa debba consistere l adeguamento alle istruzioni tecniche: A) trascrizione del testo nel regolamento edilizio? B) disciplina puntuale della documentazione progettuale prevista genericamente al Cap. I dell allegato A? C) disciplina puntuale del fine lavori di cui al Cap. 4 dell allegato A? D) disciplina del controllo sulla effettiva realizzazione delle misure? 2) tempi entro i quali deve essere adeguato: A) ciò pone questioni relative alla concreta efficacia delle disposizioni regionali in assenza di adeguamento regolamentare, anche con riguardo alla eventuale prevalenza delle istruzioni tecniche sulle eventuali disposizioni regolamentari in contrasto; B) il precetto ordinatorio pone altresì questioni relative al senso e alla funzione dell adeguamento prescritto (cui non è associata alcuna specifica conseguenza es. designazione di commissario ad acta, ecc..); infatti non è data capire, ad oggi, quale influenza o meno possa avere il mancato adeguamento. Pag. 3 di 5
4 Correlazione con l agibilità La legge regionale prescrive che l effettiva realizzazione delle misure sia correlata, attraverso una fase di controllo, al rilascio del certificato di agibilità. Infatti il certificato, ai sensi dell art. 24 del testo unico edilizia, deve attestare la sussistenza requisiti di sicurezza. Sembra dunque che il venir meno delle misure preventive e protettive, ovvero della loro efficacia, possa o debba costituire causa di inagibilità. Istruzioni tecniche regionali L allegato A alla DGR 2774/09 riporta le istruzioni tecniche regionali relative all applicazione del precetto di cui al primo comma dell art. 79-bis della L.R. 61/85. L allegato A riferisce le disposizioni a due componenti : 1) coperture 2) pareti comportanti accesso, transito ed esecuzione lavori di manutenzione in quota, ovvero quando il dislivello tra piano di lavoro e il piano stabile di riferimento supera i 2 metri. Le istruzioni tecniche regionali si riferiscono sia alle soluzioni tecniche relative le misure preventive e protettive da prevedere e realizzare, sia agli obblighi documentali in seno ai procedimenti. Coperture Criticità pareti criticità Obblighi documentali Le istruzioni tecniche regionali, in riferimento alle coperture, dispongono: 1) misure di accesso (cap. 1.2) 2) misure di transito, sosta ed esecuzione lavori sulla copertura (cap. 1.3) 3) misure relative ai casi particolari (cap. 1.5, secondo e terzo periodo) 4) misure informative di indicazione (cap. 2) Le misure preventive e protettive previste per il transito, la sosta ed esecuzione lavori in quota sulle coperture, prevedono l adozione di - elementi permanenti di protezione (c.d. DPC dispositivi di protezione collettiva); - ovvero di elementi che favoriscono la posa in opera e l utilizzo di dispositivi di sicurezza (individuali - DPI). Se in un primo momento si dice che nella scelta delle soluzioni sopraindicate deve essere considerata la frequenza degli interventi di manutenzione previsti, garantendo la priorità a sistemi collettivi di protezione rispetto a quelli individuali, pur in assenza di criteri cui riferire la frequenza degli interventi manutentivi, la discrezionalità è poi limitata soltanto qualora non sia possibile predisporre, in parte o in tutto, misure di protezione collettiva (parapetti, reti, ecc.). La non possibilità di predisporre gli elementi permanenti di protezione, sembra doversi ricondurre ai casi particolari di cui al Cap. 1.5, ovvero alla presenza di particolari vincoli costruttivi, i quali ammetterebbero addirittura sistemi diversi da quelli indicati, purchè di pari efficacia. Anche in questo caso la normativa non definisce, sia pure a mero titolo esemplificativo, in cosa debbano e/o possano consistere i vincoli costruttivi che si devono qualificare come particolari. Tale lettura della norma porta a ritenere che la soluzione tecnica relativa alla misura preventiva e protettiva costituente elemento permanente di protezione siano i parapetti fissi in copertura, con le inevitabili conseguenze sotto diversi profili. Le istruzioni tecniche regionali prescrivono l adozione di attrezzature fisse necessarie per i lavori in parete, quali ad esempio sistemi di scorrimento (verticale e orizzontale) e sistemi per l ancoraggio di ponti. Le pareti subordinate all obbligo sono quelle che hanno bisogno di frequente manutenzione (vetri, cristalli, ecc..). Se per vetri, cristalli il riferimento sembra essere quello delle facciate continue, non è dato capire se per le altre pareti sussiste una discrezionalità di scelta e da parte di chi (Comune o Autorità che rilascia il parere igienico-sanitario). documentali in seno al procedimento sono tre: - cap. 1 - all atto dell istanza: o riportando nella relazione di progetto e sugli elaborati grafici le soluzioni tecniche da adottare per i lavori in quota, con particolare riferimento a: materiali e componenti da impiegare per la loro attuazione; il dimensionamento e le caratteristiche di qualunque altro elemento o componente necessario a garantire la sicurezza nella manutenzione. - Cap. 3 integrazione del fascicolo dell opera da parte del Coordinatore per la progettazione; Pag. 4 di 5
5 - Cap. 4 documentazione e informazioni sulle misure predisposte da parte dell impresa/installatore. criticità Le istruzioni tecniche regionali non definiscono il soggetto professionale competente a predisporre le misure preventive e protettive. In base al d.lgs. 81/08 quando vi è obbligo della sua designazione, essendo le misure regionali una anticipazione di quelle previste in sede nazionale, competono al coordinatore per la progettazione (CSP) ovvero al coordinatore per l esecuzione (CSE) nei casi previsti. Si tratta di un tecnico in possesso di particolari requisiti formativi e di aggiornamento professionale permanente (corso base di 120 ore e aggiornamento quinquennale permanente di 40 ore). Nei casi previsti dalla normativa nazionale, l obbligo di aggiornamento del fascicolo compete al committente (cfr. allegato XVI d.lgs. 81/08) e non al Coordinatore. Tecnojus Centro Studi Romolo Balasso architetto Pag. 5 di 5

References: art. 79
 articolo 79
 art. 12
 ART. 79
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 art. 12
 Art. 12
 art. 79
 Articolo 12
 art. 79
 art. 91
 art. 79
 articolo 79
 art. 3
 art. 28
 art. 10
 art. 24
 art. 79