Source: http://dbnews.tchost.it/2016/11/
Timestamp: 2020-01-20 21:09:12+00:00

Document:
novembre 2016 – Db Notizie
A decorrere dal 1° gennaio 2017 i soggetti passivi IVA sono tenuti a comunicare, in via telematica all’Agenzia delle Entrate, per ogni trimestre, i dati delle fatture emesse, ricevute e registrate, ivi comprese le bollette doganali, e i dati delle liquidazioni periodiche IVA. La previsione, introdotta dal Decreto Legge n. 193/2016 (cd. “collegato fiscale 2017”), è stata modificata dal Parlamento in sede di conversione in legge (Atto Senato n. 2595 approvato definitivamente, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale).
DALLO SPESOMETRO ALLE COMUNICAZIONI PERIODICHE IVA
A decorrere dal 1° gennaio 2017, il “collegato fiscale 2017” ha disposto l’abrogazione della comunicazione dell’elenco clienti e fornitori (cd. “spesometro”) e l’introduzione di due nuovi adempimenti da effettuare telematicamente con periodicità trimestrale:
– la comunicazione analitica dei dati delle fatture emesse e ricevute;
Come per lo spesometro, le comunicazioni trimestrali interessano i soggetti passivi IVA, con riferimento alle operazioni rilevanti ai fini della medesima imposta.
Dopo un mese dalla trasmissione delle comunicazioni trimestrali, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti le informazioni relative ai dati comunicati, segnalando eventuali incoerenze anche con riferimento ai versamenti effettuati. In tal caso il contribuente può fornire chiarimenti, segnalare eventuali dati o elementi non considerati o valutati erroneamente, ovvero versare quanto dovuto avvalendosi del ravvedimento operoso.
Per effetto dell’introduzione delle comunicazioni fiscali trimestrali, a decorrere dal 1° gennaio 2017 sono eliminati, altresì, i seguenti adempimenti:
– comunicazione all’Anagrafe tributaria dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing, e dagli operatori commerciali che svolgono attività di locazione e di noleggio;
– presentazione all’Agenzia delle dogane e dei monopoli degli elenchi riepilogativi degli acquisti intracomunitari di beni e delle prestazioni di servizi ricevute da soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro dell’UE;
– comunicazione delle operazioni intercorse con operatori economici situati in Paesi cd. “black list”. In sede di conversione in Legge la soppressione di tale adempimento è stata anticipata di un anno, con decorrenza dalle comunicazioni relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016.
COMUNICAZIONI TRIMESTRALI FATTURE EMESSE E RICEVUTE
La comunicazione dei dati delle fatture, deve essere effettuata in forma analitica secondo modalità stabilite con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, con riferimento a tutte le fatture emesse, ricevute e registrate, ivi comprese le bollette doganali, e trasmessa esclusivamente in via telematica con periodicità trimestrale. In particolare, per effetto delle modifiche previste dalla Legge di conversione, deve essere trasmessa con le seguenti scadenze:
– 1° trimestre, entro il 31 maggio;
– 2° trimestre, entro il 16 settembre;
– 3° trimestre, entro il 30 novembre;
– 4° trimestre, entro l’ultimo giorno di febbraio.
Solo per il primo anno di applicazione è prevista una comunicazione semestrale iniziale da effettuare entro il 25 luglio 2017.
La comunicazione deve comprendere almeno i seguenti dati:
In sede di conversione in Legge sono stati espressamente esonerati dalla comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute i produttori agricoli esentati dal versamento dell’IVA e dagli obblighi documentali connessi situati nelle zone montane (si tratta dei produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare un volume d’affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli e ittici soggetti ad aliquota ridotta). Come per lo spesometro, peraltro, restano esonerati dalla comunicazione trimestrale delle fatture, i soggetti che optano per la trasmissione telematica delle fatture e dei corrispettivi.
COMUNICAZIONI TRIMESTRALI DELLE LIQUIDAZIONI IVA
Con la medesima periodicità, ed entro le stesse scadenze previste per le comunicazioni delle fatture, devono essere trasmesse le comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, fermo restando i termini ordinari di versamento dell’IVA dovuta in base alle liquidazioni periodiche effettuate.
Quindi la comunicazione deve essere trasmessa con le seguenti scadenze:
La comunicazione dovrà essere presentata anche nell’ipotesi di liquidazione con eccedenza a credito. Ciascun soggetto passivo presenta un’unica comunicazione per periodo, anche in caso di determinazione separata dell’imposta in presenza di più attività. Le modalità e le informazioni da trasmettere con la comunicazione delle liquidazioni IVA saranno definite con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.
Sono esonerati dall’adempimento i soggetti passivi non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche, a meno che nel corso dell’anno le condizioni di esonero vengano meno (ad es., i contribuenti forfetari e i produttori agricoli esentati dal versamento dell’IVA e dagli obblighi documentali connessi; ovvero i soggetti che nel periodo di riferimento non hanno effettuato alcuna operazione, né attiva né passiva, e che non hanno crediti d’imposta da riportare e i soggetti che hanno effettuato esclusivamente operazioni esenti e hanno optato per la dispensa dagli adempimenti IVA).
In sede di conversione in legge del “collegato fiscale 2017” sono state attenuate le sanzioni previste per le violazioni relative alle suddette comunicazioni trimestrali. Quindi:
– per l’omissione o per l’errata trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute si applica la sanzione amministrativa di 2 euro, con un massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre (gli importi originari erano di 25 euro per ogni fattura omessa o errata, con un massimo di 25.000 euro). Inoltre è stato previsto che la sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di euro 500, se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati. Non si applica la disciplina del cd.”cumulo giuridico” in caso di concorso e continuazione della violazione di norme tributarie: pertanto le sanzioni per le singole fatture omesse o errate si devono sommare singolarmente;
– per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, si applica una sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro (la sanzione originaria era da 5.000 a 50.000 euro). Inoltre è stato previsto che la sanzione è ridotta alla metà, se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.
A decorrere dal 1° gennaio 2017 i soggetti passivi IVA sono tenuti a comunicare, in via telematica all’Agenzia delle Entrate, per ogni trimestre, i dati delle fatture emesse, ricevute e registrate, ivi comprese le bollette doganali, e i dati delle liquidazioni periodiche IVA. La previsione, introdotta dal Decreto Legge n. 193/2016 (cd. "collegato fiscale 2017"), è stata modificata dal Parlamento in sede di conversione in legge (Atto Senato n. 2595 approvato definitivamente, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale).
A decorrere dal 1° gennaio 2017, il "collegato fiscale 2017" ha disposto l’abrogazione della comunicazione dell’elenco clienti e fornitori (cd. "spesometro") e l’introduzione di due nuovi adempimenti da effettuare telematicamente con periodicità trimestrale:
- comunicazione all’Anagrafe tributaria dei dati relativi ai contratti stipulati dalle società di leasing, e dagli operatori commerciali che svolgono attività di locazione e di noleggio;
- presentazione all’Agenzia delle dogane e dei monopoli degli elenchi riepilogativi degli acquisti intracomunitari di beni e delle prestazioni di servizi ricevute da soggetti passivi stabiliti in un altro Stato membro dell’UE;
- comunicazione delle operazioni intercorse con operatori economici situati in Paesi cd. "black list". In sede di conversione in Legge la soppressione di tale adempimento è stata anticipata di un anno, con decorrenza dalle comunicazioni relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016.
- 1° trimestre, entro il 31 maggio;
- 2° trimestre, entro il 16 settembre;
- 3° trimestre, entro il 30 novembre;
- 4° trimestre, entro l’ultimo giorno di febbraio.
In sede di conversione in Legge sono stati espressamente esonerati dalla comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute i produttori agricoli esentati dal versamento dell'IVA e dagli obblighi documentali connessi situati nelle zone montane (si tratta dei produttori agricoli che nell’anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare un volume d’affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti agricoli e ittici soggetti ad aliquota ridotta). Come per lo spesometro, peraltro, restano esonerati dalla comunicazione trimestrale delle fatture, i soggetti che optano per la trasmissione telematica delle fatture e dei corrispettivi.
Sono esonerati dall’adempimento i soggetti passivi non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale IVA o all’effettuazione delle liquidazioni periodiche, a meno che nel corso dell’anno le condizioni di esonero vengano meno (ad es., i contribuenti forfetari e i produttori agricoli esentati dal versamento dell'IVA e dagli obblighi documentali connessi; ovvero i soggetti che nel periodo di riferimento non hanno effettuato alcuna operazione, né attiva né passiva, e che non hanno crediti d’imposta da riportare e i soggetti che hanno effettuato esclusivamente operazioni esenti e hanno optato per la dispensa dagli adempimenti IVA).
In sede di conversione in legge del "collegato fiscale 2017" sono state attenuate le sanzioni previste per le violazioni relative alle suddette comunicazioni trimestrali. Quindi:
- per l’omissione o per l’errata trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute si applica la sanzione amministrativa di 2 euro, con un massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre (gli importi originari erano di 25 euro per ogni fattura omessa o errata, con un massimo di 25.000 euro). Inoltre è stato previsto che la sanzione è ridotta alla metà, entro il limite massimo di euro 500, se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati. Non si applica la disciplina del cd."cumulo giuridico" in caso di concorso e continuazione della violazione di norme tributarie: pertanto le sanzioni per le singole fatture omesse o errate si devono sommare singolarmente;
- per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, si applica una sanzione amministrativa da 500 a 2.000 euro (la sanzione originaria era da 5.000 a 50.000 euro). Inoltre è stato previsto che la sanzione è ridotta alla metà, se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.
Autore Teleconsul Editore S.p.A.Pubblicato il 30 novembre 2016 Categorie NEWS|FISCO
Le novità sulla rottamazione delle cartelle
In sede di conversione del D.L. n. 193/2016, sono state introdotte importanti novità per i contribuenti intenzionati ad aderire alla sanatoria agevolata dei propri debiti fiscali (artt. 6 e 6-ter, D.L. n. 193/2016).
A breve i contribuenti potranno procedere alla c.d. rottamazione delle cartelle, grazie all’entrata in vigore della disciplina definitiva sulla definizione agevolata dei debiti fiscali che, rispetto alla versione precedente, presenta le seguenti novità:
– estensione a tutto il 2016 dei debiti fiscali ammessi alla sanatoria;
– possibilità per i contribuenti di acquisire i dati necessari a individuare i carichi oggetto di definizione agevolata presso gli sportelli dell’agente della riscossione o sui rispettivi siti internet istituzionali;
– incremento da quattro a cinque del numero delle rate per i pagamenti, a condizione che le prime tre rate vengano pagate nel 2017 e siano pari al 70% del debito dovuto e le altre due nel 2018;
– slittamento del termine per aderire alla definizione agevolata dal 23 gennaio 2017 al 31 marzo 2017 (entro la stessa data il debitore può integrare la dichiarazione presentata anteriormente a tale data);
– l’agente di riscossione: entro il 28 febbraio 2017, deve avvisare il debitore dei carichi affidati nell’anno 2016 per i quali, alla data del 31 dicembre 2016, non risulta ancora notificata la cartelle di pagamento ovvero l’avviso di presa in carico degli accertamenti esecutivi; entro il 31 maggio 2017, deve comunicare ai debitori che hanno presentato la dichiarazione, l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonché quello delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse; entro il 30 giugno 2019, deve trasmettere agli enti creditori l’elenco dei debitori che hanno esercitato la facoltà di definizione;
– vengono incluse nella definizione agevolata anche i carichi che rientrano nei procedimenti instauratisi a seguito di istanza presentata dai debitori nei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento;
– vengono escluse dalla sanatoria le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti dagli enti previdenziali; relativamente alla sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada, la definizione agevolata riguarda i soli interessi sulle sanzioni amministrative;
– anche le regioni e gli enti locali possono optare per la definizione agevolata delle proprie entrate non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale notificati, nel periodo compreso fra il 2000 e il 2016, dallo stesso ente e dai concessionari alla riscossione; la rateizzazione del pagamento è ammessa esclusivamente per le sanzioni e non può andare oltre il 30 settembre 2018.
- estensione a tutto il 2016 dei debiti fiscali ammessi alla sanatoria;
- possibilità per i contribuenti di acquisire i dati necessari a individuare i carichi oggetto di definizione agevolata presso gli sportelli dell’agente della riscossione o sui rispettivi siti internet istituzionali;
- incremento da quattro a cinque del numero delle rate per i pagamenti, a condizione che le prime tre rate vengano pagate nel 2017 e siano pari al 70% del debito dovuto e le altre due nel 2018;
- slittamento del termine per aderire alla definizione agevolata dal 23 gennaio 2017 al 31 marzo 2017 (entro la stessa data il debitore può integrare la dichiarazione presentata anteriormente a tale data);
- l’agente di riscossione: entro il 28 febbraio 2017, deve avvisare il debitore dei carichi affidati nell’anno 2016 per i quali, alla data del 31 dicembre 2016, non risulta ancora notificata la cartelle di pagamento ovvero l’avviso di presa in carico degli accertamenti esecutivi; entro il 31 maggio 2017, deve comunicare ai debitori che hanno presentato la dichiarazione, l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonché quello delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse; entro il 30 giugno 2019, deve trasmettere agli enti creditori l’elenco dei debitori che hanno esercitato la facoltà di definizione;
- vengono incluse nella definizione agevolata anche i carichi che rientrano nei procedimenti instauratisi a seguito di istanza presentata dai debitori nei procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento;
- vengono escluse dalla sanatoria le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti dagli enti previdenziali; relativamente alla sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada, la definizione agevolata riguarda i soli interessi sulle sanzioni amministrative;
- anche le regioni e gli enti locali possono optare per la definizione agevolata delle proprie entrate non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale notificati, nel periodo compreso fra il 2000 e il 2016, dallo stesso ente e dai concessionari alla riscossione; la rateizzazione del pagamento è ammessa esclusivamente per le sanzioni e non può andare oltre il 30 settembre 2018.
Nuovi minimi retributivi per il CCNL Terziario Sistema Commercio/Confsal
30 non 2016 Previsti nuovi minimi retributivi per i dipendenti del CCNL terziario, commercio, distribuzione e servizi siglato tra Sistema Impresa e Fesica Confsal, Confsal Fisals
Il recente accordo firmato nel settore ha previsto due tranches di aumento, rispettivamente all’1/11/2016 e all’1/8/2017.
Questi, pertanto, i nuovi minimi vigenti
Minimo all’1/11/2016
2 1 18 1.592,68
19 36 1.763,29
3 1 18 1.487,26
19 36 1.592,68
4 1 18 1.386,42
19 36 1.487,26
5 1 18 1.264,65
19 36 1.386,42
6 1 12 1.264,65
13 24 1.386,42
Autore Teleconsul Editore S.p.A.Pubblicato il 30 novembre 2016 Categorie NEWS|LAVORO
Aziende agricole e riduzione dei contributi Inail, domande
Dal 1° gennaio 2008 al 31 dicembre 2015 è riconosciunta la riduzione dei contributi Inail dovuti per l’assicurazione dei lavoratori agricoli dipendenti dalle imprese in possesso di particolari requisiti.
In particolare, detta riduzione spetta alle aziende – attive da almeno un biennio – che:
– sono in regola con tutti gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro e con gli adempimenti contributivi e assicurativi;
– hanno adottato misure per l’eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro;
– non hanno registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio.
L’importo riconosciuto a titolo di riduzione contributiva sarà inserito nell’estratto conto contributivo delle singole aziende beneficiarie, le quali – insieme agli intermediari delegati – sono informate del riconoscimento della riduzione e del relativo importo con una comunicazione presente nella sezione “News individuali” del Cassetto Previdenziale Aziende Agricole dell’Inps.
Per ogni codice fiscale è presente il dettaglio degli importi della riduzione per ogni annualità di riferimento, suddiviso per ciascun progressivo aziendale; le aziende agricole che beneficiano della riduzione possono richiedere, telematicamente, la compensazione delle somme relative alla riduzione su periodi contributivi successivamente dovuti, indicando nel campo “Note” della domanda la motivazione “sconto INAIL”.
Laddove l’azienda agricola sia cessata è possibile inoltrare istanza telematica di rimborso, indicando nel campo “Note” la motivazione “sconto INAIL”.
In particolare, detta riduzione spetta alle aziende - attive da almeno un biennio - che:
- sono in regola con tutti gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro e con gli adempimenti contributivi e assicurativi;
- hanno adottato misure per l'eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro;
- non hanno registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio.
L’importo riconosciuto a titolo di riduzione contributiva sarà inserito nell’estratto conto contributivo delle singole aziende beneficiarie, le quali - insieme agli intermediari delegati - sono informate del riconoscimento della riduzione e del relativo importo con una comunicazione presente nella sezione "News individuali" del Cassetto Previdenziale Aziende Agricole dell’Inps.
Per ogni codice fiscale è presente il dettaglio degli importi della riduzione per ogni annualità di riferimento, suddiviso per ciascun progressivo aziendale; le aziende agricole che beneficiano della riduzione possono richiedere, telematicamente, la compensazione delle somme relative alla riduzione su periodi contributivi successivamente dovuti, indicando nel campo "Note" della domanda la motivazione "sconto INAIL".
Laddove l’azienda agricola sia cessata è possibile inoltrare istanza telematica di rimborso, indicando nel campo "Note" la motivazione "sconto INAIL".
Cruscotto infortuni, le informazioni vanno condivise con i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza
Gli obblighi informativi del datore di lavoro nei confronti degli Rls territoriali o aziendali.
A decorrere dal 23 dicembre 2015, è abolito l’obbligo da parte del datore di lavoro della tenuta del Registro infortuni; nulla è mutato, invece, rispetto all’obbligo del datore di lavoro di denunciare all’Inail gli infortuni occorsi ai dipendenti. Di qui, al fine di offrire agli organi di vigilanza, nonché ai datori di lavoro e loro intermediari uno strumento alternativo all’abolito Registro infortuni cartaceo, l’Inail ha realizzato il “Cruscotto infortuni”, un applicativo informatico accessibile dai servizi on line del portale istituzionale (www.inail.it). Qui è possibile consultare gli stessi dati presenti nell’abolito Registro, relativi agli infortuni occorsi ai dipendenti prestatori d’opera a partire dal 23 dicembre 2015 e denunciati dal datore di lavoro all’Inail.
In tale contesto, al fine di fornire istruzioni riguardanti le attribuzioni riconosciute ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls), relativamente all’utilizzo del nuovo applicativo informatico “Cruscotto infortuni”, pur non essendo i richiamati Rappresentanti tra i soggetti ammessi alla consultazione diretta dell’applicativo informatico, grava sui datori di lavoro l’obbligo di favorire la fruibilità delle predette informazioni da parte degli Rls, ad esempio mediante visualizzazione o stampa di copia delle schermate dell’applicativo, come peraltro già avveniva con l’abrogato Registro cartaceo.
A decorrere dal 23 dicembre 2015, è abolito l’obbligo da parte del datore di lavoro della tenuta del Registro infortuni; nulla è mutato, invece, rispetto all’obbligo del datore di lavoro di denunciare all’Inail gli infortuni occorsi ai dipendenti. Di qui, al fine di offrire agli organi di vigilanza, nonché ai datori di lavoro e loro intermediari uno strumento alternativo all’abolito Registro infortuni cartaceo, l’Inail ha realizzato il "Cruscotto infortuni", un applicativo informatico accessibile dai servizi on line del portale istituzionale (www.inail.it). Qui è possibile consultare gli stessi dati presenti nell’abolito Registro, relativi agli infortuni occorsi ai dipendenti prestatori d’opera a partire dal 23 dicembre 2015 e denunciati dal datore di lavoro all’Inail.
In tale contesto, al fine di fornire istruzioni riguardanti le attribuzioni riconosciute ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls), relativamente all’utilizzo del nuovo applicativo informatico "Cruscotto infortuni", pur non essendo i richiamati Rappresentanti tra i soggetti ammessi alla consultazione diretta dell’applicativo informatico, grava sui datori di lavoro l’obbligo di favorire la fruibilità delle predette informazioni da parte degli Rls, ad esempio mediante visualizzazione o stampa di copia delle schermate dell’applicativo, come peraltro già avveniva con l’abrogato Registro cartaceo.
Revoca del bonus assunzioni per chi viola le norme sulla sicurezza
Le violazioni accertate in materia di salute e sicurezza dei lavoratori costituiscono causa di revoca dell’agevolazione in ogni caso, a prescindere dall’importo della sanzione irrogata (CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 24 novembre 2016, n. 23989).
Nella fattispecie posta all’esame della Suprema Corte, l’Agenzia delle Entrate impugna la sentenza della CTR della Toscana che respingeva l’appello dell’Agenzia delle Entrate confermando la sentenza della CTP di Firenze che accoglieva il ricorso proposto dalla contribuente, così affermando la dichiarata illegittimità dell’avviso di recupero del credito d’imposta, previsto dalla L. n. 388 del 2000, art. 7, e fruito da una S.A.S., per gli anni 2001-2002-2003, in ragione dell’incremento occupazionale, sul rilievo che la revoca dell’agevolazione viene disposta qualora vengano accertate violazioni per le quali sono state irrogate sanzioni di importo superiore ad euro 2.528,28 e che siffatto limite è previsto anche per le violazioni concernenti la normativa sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
Con un unico motivo di doglianza l’Agenzia delle Entrate assume che, in base al disposto della L. n. 388 del 2000, art. 7, comma 7, le violazioni accertate in materia di salute e sicurezza dei lavoratori costituiscono causa di revoca dell’agevolazione in ogni caso, a prescindere dall’importo della sanzione irrogata, casi nei quali si prescinde dall’entità della sanzione.
La Corte di Cassazione, a riguardo, in una precedente pronuncia, ha affermato, con riferimento al credito d’imposta di cui all’art. 7 della legge n. 388 del 2000, riconosciuto ai datori di lavoro a fronte di un incremento dell’occupazione per gli anni dal 2001 al 2003, che l’accertamento in via definitiva di una delle violazioni non formali previste al primo periodo del comma 7, “che abbia determinato l’irrogazione di una sanzione di importo superiore ai cinque milioni di lire, comporta la revoca dal beneficio, essendo sufficiente che si sia verificata una delle condizioni ostative alla permanenza dell’agevolazione previste dalla citata norma – consistenti nel mancato rispetto della “normativa fiscale e contributiva in materia di lavoro dipendente” ovvero delle “prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori” ai sensi del d.lgs. n. 626 del 1994 e del d.lgs. 14 agosto 1996, n. 494 (e loro modificazioni), nonché dei successivi decreti legislativi attuativi di direttive comunitarie in materia di sicurezza ed igiene del lavoro ovvero nell’adozione di provvedimenti “per condotta antisindacale” – rispondendo tale previsione, a differenza di quella di cui al comma 5 dello stesso articolo, che pone le condizioni generali di spettanza del credito d’imposta quali requisiti che debbono sussistere congiuntamente e sono suscettibili di controllo ex post da parte della P.A., all’esigenza di mantenere il datore di lavoro sotto temporanea osservazione di meritevolezza per l’intero arco temporale di vigenza dell’agevolazione”.
Ne discende che una corretta lettura della norma impone di ritenere che il superamento dell’importo di Euro 2.582,28 sia contemplato al primo periodo della L. n. 388 del 2000, art. 7, comma 7, per le sole violazioni non formali alla normativa fiscale e contributiva in tema di lavoro dipendente, avuto riguardo alle fattispecie di cui all’incipit della disposizione e non anche, per quel che qui interessa, alle violazioni alla normativa sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, in ordine alle quali si prescinde dall’entità della sanzione, anche se trattasi di accertate violazioni formali, in quanto ciò appare “conforme alla ratio di coniugare la politica incentivante verso le imprese che assumono nuovi dipendenti con la necessità di garantire un livello non minore di tutela per l’incolumità psicofisica del luogo di lavoro”.
La Suprema Corte, in virtù di quanto esposto, accoglie il ricorso e cassa la sentenza impugnata con rinvio alla Commissione tributaria regionale della Toscana.
Le violazioni accertate in materia di salute e sicurezza dei lavoratori costituiscono causa di revoca dell'agevolazione in ogni caso, a prescindere dall'importo della sanzione irrogata (CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 24 novembre 2016, n. 23989).
Nella fattispecie posta all’esame della Suprema Corte, l’Agenzia delle Entrate impugna la sentenza della CTR della Toscana che respingeva l'appello dell'Agenzia delle Entrate confermando la sentenza della CTP di Firenze che accoglieva il ricorso proposto dalla contribuente, così affermando la dichiarata illegittimità dell'avviso di recupero del credito d'imposta, previsto dalla L. n. 388 del 2000, art. 7, e fruito da una S.A.S., per gli anni 2001-2002-2003, in ragione dell'incremento occupazionale, sul rilievo che la revoca dell'agevolazione viene disposta qualora vengano accertate violazioni per le quali sono state irrogate sanzioni di importo superiore ad euro 2.528,28 e che siffatto limite è previsto anche per le violazioni concernenti la normativa sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
Con un unico motivo di doglianza l'Agenzia delle Entrate assume che, in base al disposto della L. n. 388 del 2000, art. 7, comma 7, le violazioni accertate in materia di salute e sicurezza dei lavoratori costituiscono causa di revoca dell'agevolazione in ogni caso, a prescindere dall'importo della sanzione irrogata, casi nei quali si prescinde dall'entità della sanzione.
La Corte di Cassazione, a riguardo, in una precedente pronuncia, ha affermato, con riferimento al credito d'imposta di cui all'art. 7 della legge n. 388 del 2000, riconosciuto ai datori di lavoro a fronte di un incremento dell'occupazione per gli anni dal 2001 al 2003, che l'accertamento in via definitiva di una delle violazioni non formali previste al primo periodo del comma 7, "che abbia determinato l'irrogazione di una sanzione di importo superiore ai cinque milioni di lire, comporta la revoca dal beneficio, essendo sufficiente che si sia verificata una delle condizioni ostative alla permanenza dell'agevolazione previste dalla citata norma - consistenti nel mancato rispetto della "normativa fiscale e contributiva in materia di lavoro dipendente" ovvero delle "prescrizioni sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori" ai sensi del d.lgs. n. 626 del 1994 e del d.lgs. 14 agosto 1996, n. 494 (e loro modificazioni), nonché dei successivi decreti legislativi attuativi di direttive comunitarie in materia di sicurezza ed igiene del lavoro ovvero nell'adozione di provvedimenti "per condotta antisindacale" - rispondendo tale previsione, a differenza di quella di cui al comma 5 dello stesso articolo, che pone le condizioni generali di spettanza del credito d'imposta quali requisiti che debbono sussistere congiuntamente e sono suscettibili di controllo ex post da parte della P.A., all'esigenza di mantenere il datore di lavoro sotto temporanea osservazione di meritevolezza per l'intero arco temporale di vigenza dell'agevolazione".
Ne discende che una corretta lettura della norma impone di ritenere che il superamento dell'importo di Euro 2.582,28 sia contemplato al primo periodo della L. n. 388 del 2000, art. 7, comma 7, per le sole violazioni non formali alla normativa fiscale e contributiva in tema di lavoro dipendente, avuto riguardo alle fattispecie di cui all'incipit della disposizione e non anche, per quel che qui interessa, alle violazioni alla normativa sulla salute e la sicurezza dei lavoratori, in ordine alle quali si prescinde dall'entità della sanzione, anche se trattasi di accertate violazioni formali, in quanto ciò appare "conforme alla ratio di coniugare la politica incentivante verso le imprese che assumono nuovi dipendenti con la necessità di garantire un livello non minore di tutela per l'incolumità psicofisica del luogo di lavoro".
PdR per le Banche di Credito Cooperativo di Lazio, Umbria e Sardegna
Sottoscritto, tra la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Lazio, Umbria, Sardegna e le OO.SS. FABI, FISAC-CGIL, FIRST-CISL, UILCA, SINCRA-UGL Credito l’accordo sul premio di risultato.
Le Parti hanno convenuto di definire in via autonoma, rispetto al rinnovo del contratto integrativo interregionale Federlus, il Premio di risultato 2016 per i dipendenti delle banche di credito cooperativo che hanno prestato attività lavorativa nel corso dell’anno di misurazione 2015.
Nello specifico l’intesa ha fissato la liquidazione del premio nel mese di ottobre, salvo differimento al mese di novembre per esigenze di natura tecnica, ed ha garantito l’erogazione dello stesso a tutti i rapporti di lavoro alle dipendenze delle Aziende associate alla Federazione, fatta eccezione per le BCC di Capranica, Fiuggi, Frascati e Genzano in quanto hanno presentato un bilancio senza utili.
Le parti hanno, poi, convenuto di verificare le modalità ed i termini per consentire, su base individuale, ai lavoratori destinatari del presente accordo di fruire del premio loro dovuto anche mediante prestazioni di “Welfare”.
Le parti hanno, poi, convenuto di verificare le modalità ed i termini per consentire, su base individuale, ai lavoratori destinatari del presente accordo di fruire del premio loro dovuto anche mediante prestazioni di "Welfare".
Mancata corresponsione dell’EVR per gli edili di Novara
Con l’accordo di rinnovo del CIPL per i lavoratori edili della provincia di Novara, le parti territoriali hanno sottoscritto nella stessa data, anche l’accordo per la verifica annuale dell’Elemento Variabile della Retribuzione per l’anno 2016
Il giorno 15/11/2016, tra l’ANCE Novara e la FENEAL UIL di Novara, la FILCA-CISL Piemonte Orientale, la FILLEA-CGIL Novara e V.C.O., con l’accordo di rinnovo del CIPL firmato nella stessa data, le Parti hanno proceduto alla verifica degli indicatori territoriali per la provincia di Novara sulla scorta dei rilevati dalla Cassa Edile locale, allo scopo di valutare la possibilità di erogare o meno l’Elemento Economico Territoriale relativo all’anno 2016, così come previsto dalla Contrattazione Nazionale e Territoriale.
Al termine della riunione, le Parti hanno convenuto che per il periodo 1 novembre 2016 – 31 dicembre 2016 la verifica degli indicatori riportati nel citato accordo di rinnovo del CIPL, ha evidenziato che tutti i parametri sono negativi e che di conseguenza, per il medesimo periodo, non sarà erogato l’Elemento Variabile della Retribuzione.
Con l’accordo di rinnovo del CIPL per i lavoratori edili della provincia di Novara, le parti territoriali hanno sottoscritto nella stessa data, anche l’accordo per la verifica annuale dell'Elemento Variabile della Retribuzione per l’anno 2016
Al termine della riunione, le Parti hanno convenuto che per il periodo 1 novembre 2016 - 31 dicembre 2016 la verifica degli indicatori riportati nel citato accordo di rinnovo del CIPL, ha evidenziato che tutti i parametri sono negativi e che di conseguenza, per il medesimo periodo, non sarà erogato l'Elemento Variabile della Retribuzione.
Debutta il nuovo portale dell’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive per il Lavoro
Online da ieriil nuovo portale dell’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive per il Lavoro, disponibile all’indirizzo www.anpal.gov.it. Numerosi i servizi dedicati a chi è alla ricerca di un’occupazione.
Disponibile sul sito, innanzitutto, l’accesso alla piattaforma che consente di inserire il proprio CV nel data base nazionale e visualizzare le offerte di lavoro, ma anche nuove funzioni dedicate a chi è disoccupato, come la dichiarazione di immediata disponibilità (DID) on line, che consente diattivare un servizio personalizzato d’inserimento nel mercato del lavoro presso i centri per l’impiego.
La DID può essere presentata sul portale Anpal – già durante il periodo di preavviso – anche dai lavoratori dipendenti che hanno ricevuto la comunicazione di licenziamento. È necessario registrarsi all’area riservata inserendo username e password e selezionando dichiarazione di immediata disponibilità. Se l’utente è in possesso del Pin Inps, procede all’autenticazione e inserisce le informazioni richieste sulle esperienze professionali e lavorative, utili anche al calcolo dell’indice di profilazione
quantitativo. Se l’utente, invece, non è in possesso del Pin Inps è prevista una procedura semplificata. La sua immediata disponibilità al lavoro viene acquisita con riserva e – al momento del primo contatto con il centro per l’impiego – sarà invitato a confermare lo stato di disoccupazione e a convalidare l’autenticazione, munito di un documento d’identità.
Tuttavia, per tutto il 2016 e i primi mesi del 2017, la DID potrà essere presentata anche sui portali regionali o presso i centri per l’impiego.
Tramite il portale Anpal sarà altresì possibile richiedere l’assegno di ricollocazione da utilizzare per servizi di assistenza intensiva, pubblici o privati.La delibera infatti adottata dal Consiglio d’amministrazione dell’Anpal il 28 novembre rende operativo l’assegno di ricollocazione prevedendo un voucher da 1.000 a 5.000 euro in caso di risultato occupazionale che preveda un contratto a tempo indeterminato (compreso apprendistato); da 500 a 2.500 euro in caso di contratto a termine superiore o uguale a 6 mesi; da 250 a 1.250 euro per contratti a termine da 3 a 6 mesi.
Per testare il funzionamento della misura si partirà da subito con una prima fase di sperimentazione, su tutto il territorio nazionale, per un campione di almeno 20.000 soggetti destinatari, scelti mediante procedure di estrazione casuale dallo stock di potenziali destinatari comunicato dall’INPS. La definitiva entrata a regime è invece prevista per il primo semestre del 2017 (cfr. “Ai nastri di partenza la sperimentazione dell’assegno di ricollocazione“, in News 23 novembre 2016).
Il nuovo sito Anpal, dopo una prima fase di sperimentazione, diventerà la principale porta di ingresso ai servizi di supporto alla ricerca di un’occupazione. Cittadini, aziende e operatori registrati a Cliclavoro e Garanzia Giovani possono accedere sin d’ora all’aree a loro riservate con le medesime credenziali di accesso di cui già dispongono.
Online da ieriil nuovo portale dell'Agenzia Nazionale delle Politiche Attive per il Lavoro, disponibile all’indirizzo www.anpal.gov.it. Numerosi i servizi dedicati a chi è alla ricerca di un'occupazione.
Disponibile sul sito, innanzitutto, l'accesso alla piattaforma che consente di inserire il proprio CV nel data base nazionale e visualizzare le offerte di lavoro, ma anche nuove funzioni dedicate a chi è disoccupato, come la dichiarazione di immediata disponibilità (DID) on line, che consente diattivare un servizio personalizzato d'inserimento nel mercato del lavoro presso i centri per l'impiego.
La DID può essere presentata sul portale Anpal - già durante il periodo di preavviso - anche dai lavoratori dipendenti che hanno ricevuto la comunicazione di licenziamento. È necessario registrarsi all'area riservata inserendo username e password e selezionando dichiarazione di immediata disponibilità. Se l'utente è in possesso del Pin Inps, procede all'autenticazione e inserisce le informazioni richieste sulle esperienze professionali e lavorative, utili anche al calcolo dell'indice di profilazione quantitativo. Se l'utente, invece, non è in possesso del Pin Inps è prevista una procedura semplificata. La sua immediata disponibilità al lavoro viene acquisita con riserva e - al momento del primo contatto con il centro per l'impiego - sarà invitato a confermare lo stato di disoccupazione e a convalidare l'autenticazione, munito di un documento d'identità.
Tuttavia, per tutto il 2016 e i primi mesi del 2017, la DID potrà essere presentata anche sui portali regionali o presso i centri per l'impiego.
Tramite il portale Anpal sarà altresì possibile richiedere l'assegno di ricollocazione da utilizzare per servizi di assistenza intensiva, pubblici o privati.La delibera infatti adottata dal Consiglio d'amministrazione dell'Anpal il 28 novembre rende operativo l'assegno di ricollocazione prevedendo un voucher da 1.000 a 5.000 euro in caso di risultato occupazionale che preveda un contratto a tempo indeterminato (compreso apprendistato); da 500 a 2.500 euro in caso di contratto a termine superiore o uguale a 6 mesi; da 250 a 1.250 euro per contratti a termine da 3 a 6 mesi.
Per testare il funzionamento della misura si partirà da subito con una prima fase di sperimentazione, su tutto il territorio nazionale, per un campione di almeno 20.000 soggetti destinatari, scelti mediante procedure di estrazione casuale dallo stock di potenziali destinatari comunicato dall'INPS. La definitiva entrata a regime è invece prevista per il primo semestre del 2017 (cfr. "Ai nastri di partenza la sperimentazione dell'assegno di ricollocazione", in News 23 novembre 2016).
Aggiornate le specifiche tecniche sui distributori automatici
Al fine di apportare migliorie ed evoluzioni ai tracciati, ai servizi resi e alla infrastruttura informatica nonché per correggere alcuni errori materiali riscontrati a seguito dell’avvio delle attività, sono apportate modifiche agli allegati alle specifiche tecniche relative alla memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri derivanti dall’utilizzo di distributori automatici (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 29 novembre 2016).
Nello specifico, gli allegati alle specifiche tecniche oggetto di modifica sono i seguenti:
– allegato – api rest dispositivi;
– allegato – api rest gestionali;
– allegato – tipi dati per i corrispettivi;
– allegato – code list.
Al fine di apportare migliorie ed evoluzioni ai tracciati, ai servizi resi e alla infrastruttura informatica nonché per correggere alcuni errori materiali riscontrati a seguito dell’avvio delle attività, sono apportate modifiche agli allegati alle specifiche tecniche relative alla memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri derivanti dall’utilizzo di distributori automatici (Agenzia delle Entrate - Provvedimento 29 novembre 2016).
- allegato – api rest dispositivi;
- allegato – api rest gestionali;
- allegato – tipi dati per i corrispettivi;
- allegato – code list.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 7
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 Sentenza 
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 art. 7
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