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Timestamp: 2018-11-19 00:38:54+00:00

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Corte di Cassazione, ssezione V, sentenza 24 ottobre 2011, n. 38349. Ztl: la riproduzione in fotocopia di una autorizzazione amministrativa integra il reato di falso quando la fotocopia sia formata con modalità di imitazione tali da rendere il documento confondibile con l'originale sicchè la fotocopia possa dirsi, per modalità attuative, una forma di contraffazione del documento - Avvocato Renato D'Isa
Corte di Cassazione, ssezione V, sentenza 24 ottobre 2011, n. 38349. Ztl: la riproduzione in fotocopia di una autorizzazione amministrativa integra il reato di falso quando la fotocopia sia formata con modalità di imitazione tali da rendere il documento confondibile con l’originale sicchè la fotocopia possa dirsi, per modalità attuative, una forma di contraffazione del documento
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Corte di Cassazione – Sezione V penale – sentenza 24 ottobre 2011, n. 38349. Ztl: la riproduzione in fotocopia di una autorizzazione amministrativa integra il reato di falso quando la fotocopia sia formata con modalità di imitazione tali da rendere il documento confondibile con l’originale sicchè la fotocopia possa dirsi, per modalità attuative, una forma di contraffazione del documento
La riproduzione in fotocopia di una autorizzazione amministrativa integra il reato di falso quando la fotocopia sia formata con modalità di imitazione tali da rendere il documento confondibile con l’originale sicchè la fotocopia possa dirsi, per modalità attuative, una forma di contraffazione del documento; viceversa quando la fotocopia è predisposta senza alcuno dei detti accorgimenti e non è destinata a perdere la tipica valenza di mera documentazione della esistenza di un originale, non può dirsi realizzata la messa in pericolo della fede pubblica nè la commissione della condotta tipica penalmente rilevante.
Sentenza 24 ottobre 2011, n. 38349
Propone ricorso per cassazione P.G. avverso la sentenza della Corte di appello di Firenze 14 giugno 2010 con la quale è stata confermata quella di primo grado, di condanna per il reato di falsità del contrassegno per l’accesso alla zona ZTL, fatto accertato il 15 settembre 2004.
Il prevenuto aveva esposto, sul parabrezza dell’auto, una fotocopia del permesso rilasciato per l’accesso alla zona di traffico limitato:
fotocopia descritta dal giudice di primo grado come assai ben fatta, avendo le dimensioni identiche a quelle del permesso originale, gli stessi colori, ovviamente lo stesso contenuto e presentando altresì la tipica plastificazione con la quale il permesso in originale viene rilasciato. Il prevenuto si era difeso sostenendo che si trattava della fotocopia dell’originale che egli aveva realmente conseguito e che teneva a casa temendo che gli venisse sottratto.
Era altresì emerso che il permesso era stato rilasciato al P. per le due vetture di cui egli era proprietario.
Nel caso in esame invece la contestuale circolazione dei due veicoli del P. non era stata accertata.
Essa ha infatti osservato che hanno rilevanza penale le condotte di falsificazione di copie che tengono luogo degli originali, qualora il relativo documento abbia l’apparenza dell’originale e sia utilizzato come tale, non presentandosi come mera riproduzione fotostatica.
(Fattispecie concernente condanna per il reato di cui agli artt. 477 e 482 cod. pen. in relazione alla contraffazione di un permesso di trasporto per invalidi) (Rv. 247981).
Si è del resto affermato che integra il reato di falsità materiale del privato in autorizzazioni amministrative (artt. 477 e 482 cod. pen.) la riproduzione fotostatica del permesso di parcheggio riservato agli invalidi, a nulla rilevando l’assenza del timbro a secco e, comunque, dell’attestazione di autenticità, la quale non incide sulla rilevanza penale del falso allorchè, come nella specie, il documento abbia l’apparenza e sia utilizzato come originale, considerata anche la notevole sofisticazione raggiunta dai macchinari utilizzati, capaci di formare copie fedeli all’originale, come tali idonee a consentire un uso atto a trarre in inganno la pubblica fede (Rv. 239490; conformi rv. 233766; rv. 231171).
Invero, la fotocopia di un documento autorizzativo legittimamente detenuto, realizzata con caratteristiche e dimensioni tali da avere l’apparenza dell’originale, costituisce reato perchè neppure al titolare del documento stesso (certificato o autorizzazione) è consentita la riproduzione in maniera da creare un secondo documento che si presenti e sia utilizzato come l’originale (Rv. 203526). La regola fin qui esposta ovviamente non è applicabile quando la fotocopia sia esibita come tale, sia pure dopo la contraffazione, atteso che in tale caso si presenta priva dei requisiti, di forma e di sostanza, capaci di farla sembrare un provvedimento originale o la copia conforme di esso (Rv. 239112).
In conclusione, la materia appare uniformemente trattata dalla giurisprudenza di legittimità, salva la eccezione rappresentata dal precedente citato nel ricorso e rimasto isolato (vedi rv. 232320). Si è inteso cioè affermare che la riproduzione in fotocopia di una autorizzazione amministrativa integra il reato di falso quando la fotocopia sia formata con modalità di imitazione tali da rendere il documento confondibile con l’originale sicchè la fotocopia possa dirsi, per modalità attuative, una forma di contraffazione del documento; viceversa quando la fotocopia è predisposta senza alcuno dei detti accorgimenti e non è destinata a perdere la tipica valenza di mera documentazione della esistenza di un originale, non può dirsi realizzata la messa in pericolo della fede pubblica nè la commissione della condotta tipica penalmente rilevante.
Ebbene, il particolare che rende la sentenza della Corte Costituzionale non influente sul caso di specie è – a parte il rilievo che la pronuncia riguarda la sola circolazione dei veicoli che rendono servizi pubblici essenziali il fatto che in essa si afferma che il documento in fotocopia è legittimo in quanto rechi la autentica del proprietario del veicolo, con sottoscrizione del medesimo, si da denunciare esattamente la sua valenza sostitutiva dell’originale, così come consentita dallo stesso legislatore.
Pubblicato da Avv. Renato D'Isa|2011-12-05T12:12:38+00:005 dicembre 2011|Cassazione penale 2011, Diritto Penale e Procedura Penale, Sentenze - Ordinanze|0 Commenti

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