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15 ottobre 2009 Il reato di infedele patrocinio Tweet
La norma che descrive il reato di infedele patrocinio, collocato all’art. 380 del Codice Penale nei delitti “contro la amministrazione della giustizia”, rappresenta esempio preclaro di chiarezza ed assenza di insidiosi spazi interpretativi, eppure spesse volte se ne ravvisa una applicazione alquanto opinabile.
Lungi infatti dal costituire una sorta di improprio sindacato penal-giudiziario sul merito della attività di un professionista, la norma in oggetto configura il tipico caso di reato di evento, giacchè punisce l’avvocato che “arreca nocumento alla parte da lui difesa dinanzi alla Autorità Giudiziaria”.
Per prima cosa pertanto è necessario appurare con assoluta certezza l’arrecato nocumento al cliente che ovviamente deve configurarsi in modo concreto ed oggettivo e non certo astratto o “soggettivo”.
Tuttavia ad integrare il reato non basta ovviamente neppure l’appurato verificarsi dell’evento oggettivo giacchè non è certo compito del Giudice Penale quello di reprimere gli eventuali errori professionali anche madornali del difensore, occorrono infatti ad integrare il reato de quo altri due requisiti in tutto e per tutto necessari e da comprovare pertanto anche loro in modo pieno ed indiscutibile.
Il primo concerne la condotta espressamente richiesta che è quella di “essersi resi infedeli ai propri doveri professionali” il che significa che il comportamento del legale deve avere violato almeno una disposizione del cd. codice deontologico, giacchè non può certo “risolversi” la problematica con l’assioma teorico secondo cui ogniqualvolta si arreca un nocumento al proprio cliente ci si rende automaticamente infedeli ai doveri professionali, altrimenti il legislatore non avrebbe descritto la condotta prodromica al successivamente pure descritto evento.
Il secondo attiene ovviamente al dolo richiesto che seppure non qualificabile quale “specifico” comporta pur sempre che il nocumento in oggetto sia stato arrecato al proprio cliente intenzionalmente, ovvero con piena coscienza e volontà da parte del legale.
Ne deriva che non si ritiene in alcun modo configurabile tale reato ogni qualvolta appaia discutibile o persino tecnicamente sbagliata la iniziativa che è pur sempre discrezionale di un legale sia dal punto di vista omissivo che attivo.
Quest’ultima potrà semmai ed in taluni casi essere segnalata ai diversi e competenti Organi professionali preposti al controllo non solo della correttezza ma anche della tecnica idoneità dei propri iscritti.
Si badi che le pene previste per tale reato sono alquanto elevate, posto che nel caso dell’avvocato penalista il cui assistito avanti la A.G è per definizione un imputato, la pena massima di anni 3 anni è aumentata, e si applica addirittura una pena massima di 10 anni se la imputazione di tale assistito concerne reato con pena superiore ai 5 anni.
Occorre quindi stare molto attenti a non confondere un avvocato sulla cui scelta strategica magari non si concorda con un delinquente in toga visto anche perchè tale significativa valutazione viene affidata dall’Ordinamento stesso a chi avvocato non…..è.
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22 Commenti a “Il reato di infedele patrocinio”
Scritto il 19-1-2010 alle ore 10:56 La mia esperienza attuale con un avvocato il quale in merito ad un problema prima di farsi sottoscrivere il mandato ha prospetta la cosa tutta di vantaggio, dopo la sottoscrizione del mandato le cose cambiano; a questo punto come si può dimostrare il falso patrocinio, se detto legale è abile ad aggirare le prove, e di aver detto il falso e raggirato il cliente? perchè non viene introdotta una norma che prevede il rilascio di memoria in merito alla strategia che il legale intende perseguire in merito al mandato? in quanto verba volant? mi chiedo, si vuole veramente tutelare la deontologia professionale?
Scritto il 21-2-2010 alle ore 18:07 Mi è capitato di difendere un collega milanese che è stato rinviato a giudizio SOLO perchè non aveva avvisato (rectius non vi era prova dell’avvenuto avviso) il proprio assistito, dichiarato contumace, presso quel legale elettivamente domiciliato, della rinuncia al mandato defensionale. L’estratto contumaciale della sentenza di primo grado era stato notificato a quel difensore il quale, appunto, aveva successivamente immediatamente rinunciato all’incarico. L’avvocato d’ufficio nominato in sua vece non aveva impugnato. Ergo sentenza di primo grado passata in giudicato e successiva denuncia da parte dell'”inconsapevole” arrestato. Il Gip ha dichiarato il non luogo a procedere chiudendo questo increscioso episodio che avrebbe potuto comportare gravi conseguenze
Scritto il 24-11-2010 alle ore 17:14 Uno studio legale(due avvocati) di cui uno mio difensore quest’ultimo decide di chiedere il rinvio al processo di appello che mi riguardava adducendo come motivo che lo stesso giorno era imepegnato in altro processo di 1° grado.Al mio processo in appello non si presenta nessuno, mi viene nominato un difensore d’ufficio e viene confermata la condanna.Su mia richiesta si va in cassazione che non entra nel merito diventando così definitiva la mia condanna.Mi sento tradito e nonostante avessi sempre chiesto per otto anni di pagarlo(1999-2006)mi rispondeva che avrebbero pagato altri..dopo la definitiva mi manda una richiesta raccomandata per euro 5.800 nel contempo mi denuncia per diffamazione sostenendo che io ho dichiarato a conoscenti comuni che mi ha volutamente portato alla condanna definitiva per motivi politici.Ho pagato e lui ha ritirato la querela.Posso agire per infedele patrocinio nei suoi confronti vista l’assenza in appello ed altri fatti comportamentali lunghi da descrivere?
Mario Ferullo scrive:
Scritto il 17-12-2010 alle ore 05:04 Non sto a raccontare il fatto che sarebbe troppo lungo, mi limito a riassumere le fasi che a me sembrano importanti.
1) Il mio difensore in un processo d’appello da me vinto in primo grado in tutte le udienze ha sempre delegato un collega occasionale che non aveva nessun legame con il suo studio.
2) Sebbene avesse a sua disposizione documenti catastali che affermano il contrario non ha contestato la testimonianza di un notaio che ha reso palesemente falsa testimonianza,anzi mi ha tranquillizzato dicendo che testimonianza del notaio era favorevole a noi, impedendomi di denunciare il notaio.
3) Ha rinunciato alla escussione dei miei testi e per giustificarsi ha nominato di sua iniziativa come teste una persona che non che non era a conoscenza dei fatti.
Quali reati ha commesso?
Scritto il 23-3-2012 alle ore 10:41 aiuto solo perke il mio avvocato si e dimendicato di dirmi ke non mi era stata accettata la sospensiva in attesa del appello la contr parte mi a pignorato un immobile del valore di 350000 euro per un pagamento di 8500 euro ora voglio denunciare l avvocato lo posso fare.
zennaro scrive:
Scritto il 24-4-2012 alle ore 09:14 ho chiesto ad un avvocato che venisse abbassato l assegno di mantenimento che verso a l ex moglie .Non ha mai voluto portarmi in tribunale con la controparte , ma ha sempre e solo richiesto incontri a 4 con l avv. della ex moglie , ovviamente sempre rifiutati.
Al terzo anno di raccomandate e fax senza esito, l ex moglie ha perso il lavoro e l avv. che mi assisteva ha preferito chiudere la mia posizione presentando una cospicua parcella . Quindi dopo 3 anni sono al punto di partenza… Non intendo pagare l avvocato perchè non ha mai dato retta alle mie richieste . Come posso difendermi?
Scritto il 31-10-2012 alle ore 20:55 Il mio avvocato non si è presentato al processo d’appello, di cui non sono stato messo al corrente, per cui mi è stata confermata la sentenza in primo grado attribuendomi in tale sede il beneficio della non menzione.
In aggiunta mi ha mandato la parcella per aver dibattuto e discusso l’appello.
La cassazione mi ha poi assolto.
E’ infedele patrocinio?
Scritto il 3-11-2012 alle ore 10:50 No è “solo” un…ladro
Scritto il 6-11-2012 alle ore 23:23 Ho denunciato per patrocinio infedele il mio difensore che, in una causa di lavoro in appello rimessa dalla Cassazione ad un Tribunale diverso, ha invece riassunto il giudizio alla Corte d’Appello (incompetente); dopo la rimessione in termini ha riproposto la causa al Tribunale competente, ma al Giudice di primo grado anziché al Collegio; dopo che il Giudice unico ha scoperto l’errore ha affidato la causa ad uno studio legale della sede del Tribunale “disinteressandosi completamente” dell’andamento del giudizio e senza eleggere domicilio presso tale studio; quando poi lo studio legale incaricato – dopo l’ordine del Giudice di ricostruire il fascicolo di parte, andato smarrito – non vi ha provveduto determinando il rigetto del ricorso senza l’esame di merito, ha ignorato del tutto il deposito della sentenza sfavorevole notificatagli in Cancelleria; alle mie ripetute richieste di notizie ha continuato per mesi ad affermare falsamente che la sentenza non era stata ancora pubblicata e depositata; dopo le mie contestazioni per raccomandata in seguito alla scoperta del reale stato della causa non mi ha mai risposto; dopo la revoca dell’incarico e la diffida notificartagli per Ufficiale Giudiziario ha restituito al mio nuovo difensore solo alcuni dei miei documenti, trascurando tutto il resto del fascicolo con gli atti più importanti. Prima della denuncia penale ho chiesto al Consiglio dell’Ordine di perseguirlo disciplinarmente, ma il Consiglio ha portato in lungo il suo compito per anni interi, e alle mie insistenze ha archiviato il procedimento. Rivoltomi al Consiglio Nazionale Forense, ho fatto nuovamente un buco nell’acqua. Infine la Procura della Repubblica ha chiesto al GIP l’archiviazione “non riscontrando gli estremi di reato” ma solo alcune trascuratezze non perseguibili penalmente. Infine il GIP, in seguito alla mia opposizione, l’ha rigettata. Ma i Principi del Foro sono degli intoccabili, mentre in casi ben più lievi gli altri avvocati vengono puniti severamente e radiati dall’Albo. Allora anche nell’Ordine forense esiste una Casta!
fernando cazzato scrive:
Scritto il 11-12-2012 alle ore 17:31 Proprio domani dovrò affrontare un processo sia in qualità di testimone (unico) che parte offesa, a carico di un avvocato che nel 2007 mise in atto procedure fantomatiche per fare in modo che il processo contro superiori gerarchici terminasse in tempi brevi. Questi i fatti: dopo essermi consultato, delineava l’iter da seguire chiedendo un primo acconto di 3.500 Euro. Il giorno successivo,nel suo Studio tirava in ballo una strana “procedura veloce” che voleva attuare per velocizzare il tutto chiedendo 25.000 Euro, mettendomi nella triste condizione di dover ricorrere ad un prestito bancario, in un momento che ero distrutto emotivamente a causa del comportamento di alcuni miei Superiori. Convinto che la cosa si fermasse lì e stringendo i denti accettavo mio malgrado l’enorme peso di questo fardello, che si ripercuoteva anche sulla mia famiglia già provata. Seguivano però altre richieste di denaro, nonostante le mie rimostranze e senza ricevere mai una ricevuta, benchè richieste, che portavano nel breve volgere di un mese (giu – lug 2007) la somma a 50.660 Euro.
Fortemente indebitato e ridotti alla fame, non si avevano riscontri del suo operato, al punto che iniziavo a seguire di persona i suoi spostamenti chiedendo nelle varie cancellerie e uffici la presenza o meno di pratiche che mi rigradassero, ricevendo risposta negativa. Il calvario procedeva per mesi con falsità promanate a piene mani dal “professionista”, fino a quando mi rivolgevo ad un altro legale (poi risultato essere peggiore del primo) per ottenere la restituzione delle somme indebitamente percepite. Dopo mesi di assoluta inazione e chiusi in casa, alla fine denunciavo al Consiglio dell’Ordine di Lecce il comportamento dell’iscritto, producendo contestualmete Denuncia presso la Procura della Repubblica. In sede di indagini preliminari, il Pubblico Ministero conestava i reati di “Patrocinio Infedele e Truffa aggravata con abuso in prestazioni d’opera”, solo che qualcuno (presumo il GIP) cancellava il primo reato ascritto. Questo è tutto. E’ lecita questa cancellazione? Grazie per la Vs disponibilità.
Scritto il 6-2-2014 alle ore 13:18 buongiorno,
Ho intrapreso una causa di separazione affidandomi ad un mio MIO avvocato. Aveva promesso di seguirmi lui personalmente invece mi ha fatto seguire da due suoi collabboratori tra l’altro anche molto giovani. Ha fatto firmare al mio ex marito davanti al giudice, degli accordi che poi con il senno di poi, rileggendoli bene erano accordi che lui non avrebbe mai potuto mantenere e così è stato. In questi anni gli ho spesso dato soldi contanti, a volte mi faceva la fattura altre volte diceva: La fattura quando chiudiamo, li tengo come acconto. Mi fa telefonare da una sua collaboratrice tre giorni prima di andare ad un’udienza dicendo che ricusava l’incarico. Disperata mi rivolgo ad un’altro avvocato e questo solo aprendo le poche carte che avevo con me ha detto che erano state fatte cose poco chiare e che avrei potuto benissimo denunciarlo per patrocinio infedele, perchè aveva arrecato con il suo comportamento danno a me e ai miei figli. Mi focalizzo sulla separazione e divorzio, passa un pò di tempo e cosa succede? Mi ritrovo bloccato il conto in banca su cui però non ho quasi niente…il mio nuovo avvocato mi ha consigliato di rivolgermi ad un avvocato di un foro diverso da quello della mia città, vorrei sapere cosa ne pensate…..Grazie
Scritto il 6-2-2014 alle ore 13:21 Scusate dimenticavo di dire che l’avvocato di cui parlo era mio amico e quindi mi fidavo…..inoltre che mi ha chiesto ben 9.500 euro che a detta del mio nuovo avvocato sembrano un pò tantini…..questo caro avvocato nonchè mio ex amico più di una volta ha cercato di farmi fare la carina con lui, che sia per questo?
Scritto il 10-2-2014 alle ore 11:06 Date le dimissioni del precente avvocato ,ne abbiamo dovuto prendere un altro per la fase decisoria per 2 cause civili di egual valore ,l’avvocato in questione si basa su documentazione già esistente fornitagli da noi che gli avvocati precedenti avevano omesso, in Uno dei contenziosi il giudice ci da ragione e dopo 12 anni (di cui solo 2 patrocinati dall’avvocato attuale ) emette sentenza a nostro favore ,e relative spese per gli avvocati ,l’attuale avvocato vuole tutto per se al punto che quando la parte opposta chiede il nostro IBAN,lui non solo manda il suo, ma il nostro è sbagliato ,non essndo però riuscito a mettere le mani su quei soldi ci fa due parcelle molto superiori a ciò che ha stabilito il giudice nella sentenza ,che ne pensate cosa dovrei fare ???
Scritto il 7-6-2014 alle ore 17:20 in sintesi la mia storia e se qualcuno può dirmi qualcosa in proposito xkè nn so ancora cosa succederà dopo che il giudice ha emesso l’art. 425 bis.
in pratica sn stato aggredito da due persone..
denuncio i due e viene aperto un procedimento..viene rinviato x tre volte senza mai avere nessuna comunicazione scritta ma telefonica (poiché esausto mi decido di rimettere la querela in cambio di soldi)
l’atto di transazione viene redatto da l’avv. A..
L’avv. A… insieme a me ed ai due denunciati ci porta dai carabinieri x farci firmare la remissione di querela..
io pero’ ricevo solo la somma di uno dei due denunciati..poiche’ l’altro nn paga faccio decreto ingiuntivo..
l’avvocato della controparte a cui faccio decreto ingiuntivo è l’avv. A…(colui che scrive l’atto di transazione) e udite udite risultava anche il mio avvocato senza che io gli avessi firmato nessun mandato..ho fatto un esposto all’ordine degli avvocati e denunciato il tutto alla Procura della Repubblica, ma a distanza di un anno e mezzo ancora nn si muove niente…
qualcuno può dirmi come finiscono questi orrori…vanno in prescrizione, vero?
Scritto il 27-7-2014 alle ore 14:17 Ho revocato il mio avvocato perchè ha un incarico dalla mia controparte ( ente pubblico che gli ha affidato una parte civile) A seguito dell revoca mi ha mandato per vendetta una parcella esosa definendola “ipotesi di compenso” . Ho la possibilità di contestare ed inviare un esposto all’Ordine?
Scritto il 27-7-2014 alle ore 17:15 Ho revocato il mio avvocato perchè ha un incarico dalla mia controparte ( ente pubblico che gli ha affidato una parte civile) A seguito dell revoca mi ha mandato per vendetta una parcella esosa definendola “ipotesi di compenso” . Ho la possibilità di contestare ed inviare un esposto all’Ordine?
Scritto il 2-8-2014 alle ore 22:29 Il mio avv. mi doveva seguire una causa per infiltrazioni acqua e impedimento all’uso del passo carrabile. Mi ha fatto perdere la causa perché non ha eseguito nessuna atto di difesa e opposizioni alle richieste della controparte. Mi ha rovinato
Tania Rabatti scrive:
Scritto il 18-3-2015 alle ore 12:37 L’avvocato non propone l’appello, il cliente glielo ha chiesto ma non gli ha fatto firmare il mandato…l’avv. non si fa più sentire e si scopre che la sentenza è già passata in giudicato. Che si fa in questi casi? il cliente è molto arrabbiato
gadda donato scrive:
Scritto il 13-5-2015 alle ore 11:01 Sentenza di primo grado.Il giudice emana la sentenza
a mio sfavore precisando che non ha potuto valutare 2 fascicoli prelevati in cancelleria dalla controparte e non piu’depositati.
Il contenuto erano documenti falsi(che ho custodito)
che modificavano l’esito della sentenza.
1°E’normale che il Giudice emetta la Sentenza senza chiedere la rimessa agli atti degli stessi???
Ora sono in “Appello”,chiedo al mio legale di mettere lui agli atti detti fascicoli(non lo fa facendomi sospettare di complicita’con la parte avversa avversa )essendo nelle prime fasi dell’appello cosa posso fare(senza cambiare Avvocato perche’si protarrebbero i tempi e io non ne posso piu’)”5anni per un primo grado.Grazie
Scritto il 16-5-2015 alle ore 09:24 il mio avvocato si dimentica di chiedere la sospensione della pena nei termini di legge per tentata violazione di domicilio e mi fa arrestare in piu sono invalido totale . cosa posso fargli?
Franco Gugliotta scrive:
Scritto il 2-12-2015 alle ore 22:34 Vorre sapere se si puo denunciare un avvocato che a commesso il reato di patrocinio infedele e poi vorrei sapere se lacqua e un diritto costituzionale e se il giudice al quale si a provveduto a inoltrare lart.700 puo no autorizzare lallaciamento dellacqua poiche la proprietaria di casa aveva fatto staccare allamaie in quanto non aveva pagato le bollette.
Bollette che linquilino pagava nel canone
Daffito.
E quindi per mandare fuori lalloggio linquilino li avevavstaccato la fornitura dellacqua
Scritto il 4-12-2015 alle ore 15:39 Le cose che scrivete sono strane, molto strane..
459 Cpp, 460 Cpp, 461 Cpp, Alfano, Apicella, art. 263 Cpp, art. 317 cp, art. 438 Cpp, art. 606 Cp, art. 612 Cp, art. 629 Cp, art. 648 bis Cp, art. 660 Cp, assoluzione berlusconi processo ruby, berlusconi, cassazione, concorso esterno, concussione, custodia in carcere, Decreto Penale, delitto di Garlasco, Delitto di Perugia, De Magistris, deterrenza, discrezionalità, estorsione, Giudizio abbreviato, GUP, legge anticorruzione, minaccia, misure cautelari preventive, nozze gay, omicidio, omicidio del consenziente, patteggiamento, pena, pena giusta, perquisizioni, PM, prescrizione, Procedura Penale, processo Ruby, riciclaggio, rogatoria, sequestro penale Il tuo browser non supporta gli iframe, scaricane uno aggiornato

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 Sentenza 
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 Sentenza 
 art. 263
 art. 317
 art. 438
 art. 606
 art. 612
 art. 629
 art. 648
 art. 660