Source: http://docplayer.it/204456-Alternanza-scuola-lavoro.html
Timestamp: 2017-11-20 06:09:12+00:00

Document:
ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO - PDF
Download "ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO"
3 ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO UN MANUALE PER CAPIRE PROGETTARE E REALIZZARE L ALTERNANZA LE ESPERIENZE DEL SISTEMA CAMERALE LOMBARDO Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza. 1
4 GLI AUTORI Questo manuale è stato realizzato grazie alle esperienze elaborate in cinque anni dalle Camere di Commercio lombarde nell ambito del progetto A scuola con l impresa, promosso dal Fondo di Perequazione di Unioncamere nazionale e che ha visto la partecipazione delle Camere di Commercio di: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Milano (con Monza), Mantova, Pavia, Sondrio e Varese. Alla redazione del manuale hanno collaborato: Ilaria Casati, Alessandra Conci, Rossana Fodri, Maurizio Lozzi, Giusy Mingolla, Michela Nunzi, Monica Perego, Aldo Tropea, Antonio Venturini. Il coordinamento della pubblicazione è stato curato da Unioncamere Lombardia e Formaper, azienda speciale della Camera di Commercio di Milano. Si ringraziano, in particolare Laura Adobati, Walter Algarotti, Enrico Argentiero, Laura Baroni, Vanessa Biffi, Raffaella Ferrari, Paola Leoncelli, Luca Pascarelli, Antonio Scaglia. 2 Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza.
5 Sommario INTRODUZIONE 4 Cosa si intende per alternanza scuola-lavoro 4 Il progetto A scuola con l impresa 5 Perché un manuale 5 1. CAPIRE L ALTERNANZA 7 IL CONTESTO L alternanza scuola-lavoro: l evoluzione del quadro normativo Tirocini, stage e alternanza 9 I SOGGETTI I principali attori dell alternanza: la scuola e l impresa La scuola L impresa La formazione del sistema tutoriale 13 Strumenti per l azione - Esempio di percorso formativo per tutor scolastici e aziendali Le partnership sul territorio PROGETTARE L ALTERNANZA Le competenze Come promuovere le competenze nei percorsi di alternanza scuola-lavoro: i progetti formativi Le unità di apprendimento (UDA) 26 Strumenti per l azione Esempio di Unità di Apprendimento (UDA) sulla comunicazione REALIZZARE L ALTERNANZA Fase preparatoria: convenzione e documenti autorizzativi 29 Strumenti per l azione - Convenzione scuola-impresa 30 Strumenti per l azione - Lettera ai genitori Fase preparatoria orientativa: griglia di osservazione dell azienda e scheda elenco compiti e mansioni 35 Strumenti per l azione Griglia di osservazione da parte dello studente 36 Strumenti per l azione Elenco compiti e mansioni osservati Fase di tirocinio in azienda: patto formativo 38 Strumenti per l azione - patto formativo tra azienda/studente Fase di permanenza in azienda: Diario di Bordo, foglio presenze 41 Strumenti per l azione - Diario di Bordo dello studente 42 Strumenti per l azione - Foglio presenze Verifica e valutazione del percorso in alternanza: strumenti e metodologie Chi valuta-che cosa 45 Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza. 3
6 Strumenti per l azione - Scheda di valutazione dell esperienza da parte del tutor aziendale 47 Strumenti per l azione Guida alla compilazione del report finale da parte dello studente 50 Strumenti per l azione Questionario di gradimento da parte dello studente 52 Strumenti per l azione - Scheda di valutazione dell esperienza da parte del tutor scolastico CONSIDERAZIONI FINALI Le condizioni di successo dell alternanza scuola-lavoro La certificazione delle competenze Il Sistema camerale lombardo e l alternanza: prospettive di lavoro 60 APPENDICE 63 Mini dizionario terminologico 63 Decreto legislativo n. 77/ Regione Lombardia - Legge regionale 19/ Linee guida alternanza 73 PER SAPERNE DI PIÙ 84 Bibliografia 84 Siti internet di interesse 85 Il servizio alternanza scuola-lavoro nelle Camere di Commercio lombarde: riferimenti 86 4 Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza.
7 INTRODUZIONE Cosa si intende per alternanza scuola-lavoro L'alternanza scuola-lavoro è una modalità didattico-formativa trasversale a tutti i canali del sistema scolastico-formativo (sistema dei licei, dell istruzione e della formazione professionale) e si rivolge a studenti che abbiano compiuto i 15 anni di età. Regolamentata dal decreto legislativo n. 77/2005, attuativo dell'art. 4 della legge n. 53/2003 di riforma del sistema scolastico, l alternanza scuola-lavoro si propone di orientare e sostenere un ingresso consapevole degli allievi nella realtà lavorativa, mediante l acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro. I percorsi in alternanza hanno una struttura flessibile e si articolano in periodi di formazione in aula e periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro, attuate sulla base di convenzioni. I periodi di apprendimento in alternanza fanno parte integrante dei percorsi formativi personalizzati volti alla realizzazione del profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi. I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro sono articolati secondo criteri di gradualità (Art. 4 D.lgs 77/05). Questa innovativa metodologia didattica rappresenta la strada verso una fattiva alleanza tra il mondo della scuola e quello del lavoro: la scuola diventa più aperta al territorio e l impresa esercita un ruolo formativo primario verso i giovani, in un contesto che come indicato dal D.lgs n. 77/2005 vede il concorso e la collaborazione di diversi attori alla realizzazione delle iniziative di alternanza scuola-lavoro (associazioni d impresa, Camere di Commercio, enti pubblici e privati ecc.). A livello lombardo, l alternanza scuola-lavoro è altresì individuata come una leva delle politiche sul lavoro: la legge regionale n. 22 /2006 sul mercato del lavoro in Lombardia, agli art. 18 e 19, individua infatti, tra le opportunità di formazione attraverso il lavoro, i tirocini formativi e di orientamento e l istituzione della Bottega-scuola. La legge regionale n.19/2007, Norme sul sistema educativo di istruzione e formazione della Regione Lombardia pone, inoltre, l alternanza scuola-lavoro tra gli strumenti strategici di rinnovamento del sistema di istruzione e formazione professionale regionale. Pertanto, questa metodologia rappresenta uno strumento importante per: avvicinare i giovani al mondo del lavoro, offrendo loro l opportunità di ampliare conoscenze ed esperienze per rispondere meglio alle esigenze della società contemporanea e sostenere la competitività del nostro Paese favorire il raccordo tra mondo della scuola e mondo del lavoro e in ultima analisi contribuire allo sviluppo economico-sociale e culturale del territorio. Il progetto A scuola con l impresa Per contribuire alla realizzazione della diffusione della metodologia dell alternanza, l Unione Italiana delle Camere di Commercio nel giugno del 2003 ha siglato un protocollo di intesa con il Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca che prevede, in accordo con gli Uffici Scolastici Regionali, la sperimentazione e realizzazione di percorsi in alternanza scuola-lavoro con studenti delle scuole del territorio. Il Sistema camerale lombardo, in questo contesto, ha avviato, a valere sul Fondo di Perequazione di Unioncamere nazionale, il progetto A scuola con l impresa, giunto alla quinta annualità. Il progetto ha promosso un azione di sostegno alla diffusione della metodologia dell alternanza attraverso articolate linee di intervento: iniziative di promozione e di sensibiliz- Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza. 5
8 zazione a livello provinciale e regionale, formazione per tutor, supporto alla realizzazione di percorsi in alternanza tramite attività d orientamento, visite aziendali e stage, oltre ad attività di formazione e aggiornamento per referenti camerali sul tema centrale nella metodologia dell alternanza della progettazione per competenze. Sono stati attivati, inoltre, appositi tavoli di lavoro e specifiche intese tra Camere di Commercio, associazioni di categoria, uffici scolastici e altre istituzioni locali, scuole per la diffusione sul territorio di esperienze di alternanza scuola-lavoro e per il coordinamento delle iniziative. In questo modo, le Camere di Commercio lombarde hanno concretamente perseguito alcune delle principali finalità dalla legge 53/03 di riforma del sistema di istruzione, operando per un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e della società civile, per la partecipazione attiva nei processi formativi di imprese, associazioni, Camere di Commercio, Enti pubblici e privati e per correlare l offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese. Perché un manuale Per consolidare l esperienza realizzata in questi anni dal Sistema camerale lombardo, e contribuire ulteriormente allo sviluppo della metodologia dell alternanza scuola-lavoro, è sembrato opportuno, a conclusione di questo quinquennio di attività, realizzare uno strumento pratico, di supporto operativo, rivolto sia a coloro che affrontano il tema dell alternanza per la prima volta, sia a coloro che intendono confrontare modalità e strumenti utilizzati nei percorsi già avviati. La scelta di un manuale è parsa in tal senso la più idonea, al fine di proporre insieme ad alcuni spunti teorici e organizzativi soprattutto schemi e materiali di supporto per la concreta applicazione della metodologia dell alternanza. In coerenza con questi obiettivi, si è scelto di realizzare questo manuale in quattro capitoli: nel primo Capire l alternanza si delinea il significato di questa metodologia, la sua evoluzione normativa e una mappa ragionata dei principali attori; nel secondo, si Progetta l alternanza, introducendo il tema delle competenze e descrivendo il progetto formativo; i temi sono corredati da esempi e schemi di riferimento; nel terzo si Realizza l alternanza, individuando i passi da compiere, gli strumenti da adottare e le attenzioni da porre nell ambito dei percorsi formativi; tra gli strumenti, in particolare, viene trattato il tema della valutazione dei percorsi; nel quarto a partire dalle esperienze condotte si propone una sintetica chiave di lettura volta a identificare i fattori di successo dell alternanza, affrontando anche il tema ancora aperto della certificazione delle competenze e delineando alcuni possibili sviluppi del ruolo di servizio del Sistema camerale lombardo in tema di alternanza scuola-lavoro. In appendice, infine, sono riportati un mini-dizionario terminologico, il testo del D.lgs 77/2005 e le linee guida recentemente approvate da Regione Lombardia - per lo svolgimento dei percorsi formativi di istruzione e formazione professionale attraverso l alternanza scuola-lavoro, in attuazione della legge regionale n. 19/ Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza.
9 1. CAPIRE L ALTERNANZA IL CONTESTO Da un quindicennio a questa parte la scuola ha preso sempre più consapevolezza che l evoluzione dei processi produttivi richiama un sempre più elevato contenuto di conoscenza e che la conoscenza rappresenta oggi il fattore decisivo nella competizione globale. Questo mutamento porta al centro dello sviluppo il nodo della formazione e induce anche la scuola a un profondo ripensamento, che si sostanzia nello spostamento dell attenzione dalle sole discipline alle competenze. Da qui una serie di tentativi di mettere alla prova l insegnamento con diverse esperienze concrete di didattica laboratoriale, fino ad arrivare alla pratica dell alternanza scuola-lavoro, come all organizzazione di periodi di apprendimento sui luoghi di lavoro complementari a quello d aula. Per altro, in questi ultimi anni lo sviluppo delle ricerche di psicologia ha dimostrato come il processo di apprendimento dipenda sia dalla sistematica interazione tra la dimensione teorica e quella pratica dell agire, sia dal coinvolgimento emotivo della persona. Questa è la ragione per cui, generalmente, gli studenti vivono l esperienza di alternanza come significativa e produttrice di senso e richiedono che anche la didattica ordinaria cambi in misura corrispondente. 1.1 L ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO: L EVOLUZIONE DEL QUADRO NORMATIVO La prima risposta normativa alle convergenti esigenze di una più efficace qualificazione proveniente dal mondo del lavoro e di rinnovamento formativo sollecitato dal mondo della scuola è stata offerta dall art. 18 Tirocini formativi e di orientamento della legge 24 giugno 1997, n La legge consente di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro, attraverso iniziative di tirocini pratici e stages a favore di soggetti che hanno già assolto l'obbligo scolastico. La realizzazione di queste iniziative è affidata a soggetti pubblici o a partecipazione pubblica e a soggetti privati non aventi scopo di lucro; tra questi le agenzie regionali per l'impiego e gli uffici periferici del Ministero del lavoro e della previdenza sociale; università; provveditorati agli studi; le istituzioni scolastiche statali e istituzioni scolastiche non statali che rilascino titoli di studio con valore legale; i centri pubblici di formazione e/o orientamento Le norme applicative dell art. 18 della legge 196/97 sono contenute nel DM n.142 del 1998 che definisce le modalità operative e i vincoli che l alternanza scuola lavoro deve rispettare. Il successivo passaggio normativo è avvenuto con l approvazione dell art. 4 della legge 53/2003, con cui si garantisce ai giovani la possibilità di realizzare i corsi del secondo ciclo in alternanza scuola-lavoro, come modalità di realizzazione del percorso formativo progettata, attuata e valutata dall'istituzione scolastica e formativa in collaborazione con le imprese, con le rispettive associazioni di rappresentanza e con le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, che assicuri ai giovani, oltre alla conoscenza di base, l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro. Tale scelta viene regolamentata con il D.lgs n. 77 del 15 aprile Il decreto in questione all art. 1 riconferma che l alternanza può essere svolta sia nel sistema dei licei sia nel sistema dell'istruzione e della formazione professionale per assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro. Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza. 7
10 Gli studenti che hanno compiuto il quindicesimo anno di età, salva restando la possibilità di espletamento del diritto-dovere con il contratto di apprendistato ai sensi dell'articolo 48 del D.lgs 10 settembre 2003, n. 276, possono presentare la richiesta di svolgere, con la predetta modalità e nei limiti delle risorse di cui all'articolo 9, comma 1, l'intera formazione dai 15 ai 18 anni o parte di essa, attraverso l'alternanza di periodi di studio e di lavoro, sotto la responsabilità dell'istituzione scolastica o formativa ; nell art. 4 si afferma inoltre che I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro fanno parte integrante dei percorsi formativi personalizzati volti alla realizzazione del profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi e degli obiettivi generali e specifici di apprendimento stabiliti a livello nazionale e regionale. Con l innalzamento dell obbligo di istruzione (legge 296/2006) e i conseguenti decreti attuativi (DM 22 agosto 2007 n. 139), l alternanza cessa di essere un fattore collaterale alla didattica ordinaria per diventare un elemento di stimolo all innovazione. In un certo senso il regolamento dell obbligo di istruzione crea le condizioni reali perché la metodologia dell alternanza costituisca una prassi diffusa ed abbia pieno riconoscimento nel sistema dell istruzione. Alcuni punti di attenzione Una norma più specifica in materia di alternanza scuola-lavoro è costituita dal D.lgs 9 aprile 2008 n. 81 inerente la sicurezza sui luoghi di lavoro. Esso infatti definisce all art. 2 come lavoratore, ai fini della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dalla normativa vigente, ogni persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un attività lavorativa nell ambito dell organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un arte o una professione, equiparando esplicitamente al lavoratore così definito il soggetto beneficiario delle iniziative di tirocini formativi e di orientamento di cui all art. 18 della legge 24 giugno 1997, n. 196 e di cui a specifiche disposizioni delle leggi regionali promosse al fine di realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro o di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro ( art. 2). Sembrerebbe quindi, stando alla lettera del Decreto, che per gli studenti che effettuano i tirocini nell ambito dei percorsi di alternanza scuola-lavoro la sorveglianza sanitaria si sostanzi in una visita medica preventiva da effettuare dopo la firma della convenzione e del progetto formativo tra azienda e scuola e prima di inserire il tirocinante nelle attività previste dal progetto. Va però considerato che il tirocinante, pur essendo equiparato al lavoratore, non stabilisce attraverso il progetto formativo un rapporto di lavoro, mentre ogni forma di visita preassuntiva è esplicitamente vietata all art. 41, comma 3, lettera a) del medesimo decreto. In assenza di una normativa concordata tra Ministero dell Istruzione e del Welfare i comportamenti sono assai differenziati tra le diverse Regioni e addirittura tra le diverse province della stessa Regione. Ciò che, nella presente situazione, appare consigliabile è di precisare comunque in maniera chiara le mansioni effettivamente affidate durante il tirocinio e di effettuare comunque la visita medica nel caso di progetti formativi che prevedano situazioni o attività considerate a rischio dalla normativa o inserimenti in aziende che trattino agenti di rischio. Un secondo elemento di attenzione è costituito dall età anagrafica dello studente ai fini dell inserimento in progetti di alternanza scuola-lavoro: la legge 196/97 e il conseguen- 8 Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza.
11 te DM 142/98 trattano l alternanza come una metodologia usufruibile da coloro che abbiano assolto l obbligo scolastico; il Dlgs 77/05 tratta l alternanza come caso specifico e, in coerenza con le norme allora vigenti, indica in 15 anni l età per l inserimento nei percorsi. Con l innalzamento dell obbligo di istruzione ai 16 anni (legge 296/2006), può considerarsi auspicabile, in attesa di chiarimenti legislativi, far decorrere da tale età le esperienze di alternanza scuola-lavoro in azienda. 1.2 TIROCINI, STAGE E ALTERNANZA Trattando di alternanza scuola-lavoro ci si imbatte in termini che alludono a significati prossimi, apparentemente equivalenti: stage, tirocini, scuole bottega ecc. Per fare chiarezza, occorre considerare che: la legge 196/97 introduce l espressione alternanza scuola-lavoro, sotto la quale ricomprende tirocini pratici e stages. Per quanto la legge in questione consideri tra loro equivalenti i tirocini e gli stage, in quanto modalità attraverso cui l esperienza sui luoghi di lavoro concorre alla formazione, si può considerare il tirocinio come l esperienza che precede l inserimento lavorativo, o l avvio di una professione, e lo stage come una modalità in cui si articola il percorso formativo; il regolamento di cui al decreto ministeriale n. 142/98 regolamenta il dettato delle legge n.196/97 e declina l alternanza tra studio e lavoro come tirocini formativi e di orientamento, differenziando le finalità dell alternanza, ma senza distinguere tra attività individuali o collettive. A questa norma, ad esempio, fanno riferimento le attività che coinvolgono l intera classe e che si integrano nel normale percorso di istruzione di cui possono costituire una fase; il D.lgs n. 77/05 circoscrive l espressione alternanza scuola-lavoro ai percorsi a domanda individuale che con l attività di impresa sostituiscono parte del percorso scolastico. In questo senso i percorsi di alternanza costituiscono una specifica metodologia applicabile sia nel secondo ciclo del sistema di istruzione, sia nel sistema di istruzione e formazione professionale; il D.lgs n. 77/05, tenuto conto del successivo innalzamento dell obbligo di istruzione a 16 anni, costituisce oggi la fonte normativa per la realizzazione di esperienze di alternanza. Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza. 9
12 I SOGGETTI 1.4 I PRINCIPALI ATTORI DELL ALTERNANZA: LA SCUOLA E L IMPRESA L alternanza scuola-lavoro vede la scuola secondaria superiore come soggetto centrale che sviluppa la progettazione dell alternanza, inserendola nel contesto di tutto il percorso formativo. I percorsi in alternanza sono progettati, attuati, verificati e valutati sotto la responsabilità dell istituzione scolastica o formativa, sulla base di apposite convenzioni con le imprese, o con le rispettive associazioni di rappresentanza, o con le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, o con gli enti pubblici e privati, ivi inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento in situazione lavorativa, che non costituiscono rapporto individuale di lavoro (D.lgs 77/05 art. 1 comma 2). In questo paragrafo si dettagliano, in particolare, i compiti dei principali protagonisti dell alternanza: la scuola e l impresa LA SCUOLA Alla scuola è assegnata la responsabilità complessiva di un percorso di alternanza che si articola in termini di progettazione, attuazione, verifica e valutazione. La progettazione procede dall analisi del matching tra percorso scolastico e attività in impresa, per rilevare il concorso dell attività lavorativa sui processi di apprendimento in termini di conoscenze, abilità e competenze. La definizione delle modalità di attuazione considerano, attraverso lo strumento della convenzione, le risorse, i tempi e le modalità a cui scuola ed impresa vincolano uno specifico percorso in alternanza. Alla fase attuativa appartengono anche le attività di sensibilizzazione e informazione dirette all allievo e alla sua famiglia perché siano pienamente consapevoli delle opportunità che possono essere attivate con il percorso di alternanza. La verifica procede dal monitoraggio dell attività di alternanza per accertare progressivamente sia il rispetto dei vincoli considerati nella convenzione sia soprattutto per stimare la qualità del percorso e le sue ricadute, così eventualmente da poter assumere per tempo le azioni correttive che preservino le finalità e gli obiettivi progettati. L azione valutativa assume un duplice significato: per un verso è diretta alla stima dei risultati del processo di apprendimento, per altro verso considera e genera un bilancio complessivo del rapporto tra scuola e impresa, per come si è sviluppato in ogni percorso attivato (impatto dell alternanza sulla gestione organizzativa della scuola, attenzione formativa dell azienda ospitante, ecc). La scuola sviluppa la propria azione attraverso figure dedicate ed organi collegiali. Il dirigente scolastico Assicura un indirizzo generale all istituto, cura la rappresentanza e l adozione degli atti formali indispensabili alla configurazione dei ruoli di tutti i soggetti coinvolti nei percorsi di alternanza nei rispetto della normativa vigente. Il collegio docenti Il collegio approfondisce il significato di un percorso di alternanza rispetto all offerta scolastica, ne individua la collocazione rispetto all iter formativo complessivo, sviluppa la progettazione ed è il soggetto a cui spetta la valutazione dei risultati individuali dell alternanza rispetto al processo di apprendimento e ai suoi contenuti. In qualche caso, secondo le modalità organizzative degli istituti, parte di queste funzioni possono essere attribuite ad équipe specificatamente costituite, in attuazione dell autonomia propria di ogni istituto scolastico. 10 Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza.
13 Responsabile organizzativo dell alternanza formativa dell Istituto È la figura che ha il compito di gestire il progetto generale di alternanza scuola-lavoro nell ambito dell Istituto, coordinando in particolare le figure dei tutor. Il suo ruolo si esprime sia sul piano tecnico (redazione e aggiornamento delle banche dati che contengono le informazioni di interesse per gli studenti, i progetti svolti, le aziende presenti sul territorio, i riferimenti ad altri soggetti coinvolti a vario titolo nell ambito del progetto di alternanza), sia soprattutto nella gestione delle relazioni tra istituto e interlocutori esterni. Il responsabile può coincidere con la funzione del tutor scolastico. Studente È il beneficiario dell attività di alternanza che può richiedere (ai sensi del D.lgs 77/05) o alla quale può partecipare su iniziativa della scuola (ai sensi del DM 142/98). La condizione e premessa per un corretto avvio di un percorso in alternanza è costituito dalla condivisione da parte dello studente delle conoscenze, competenze ed abilità che potrà acquisire mediante l esperienza di alternanza. Le esperienze di alternanza scuola-lavoro hanno generalizzato l impiego di alcuni strumenti diretti all allievo: il diario di bordo da redigere quotidianamente durante l attività in azienda e nel quale sono riportate le attività svolte; il report di valutazione, che lo studente presenta al termine dell esperienza al tutor scolastico sullo sviluppo complessivo del progetto. La famiglia dello studente La famiglia dello studente è chiamata a condividere il progetto motivando e sostenendo lo studente nella rielaborazione dell esperienza e facendone emergere la rilevanza orientativa. Tutor scolastico Il tutor scolastico assiste e guida gli studenti impegnati in percorsi in alternanza scuolalavoro e verifica, in collaborazione con il tutor aziendale, la corrispondenza del percorso al progetto sottoscritto con la convenzione tra scuola ed impresa. Tra le sue attività vi sono compiti connessi sia alla gestione tecnica del progetto sia a quella amministrativa. Nei confronti dei colleghi docenti ha il compito di: collaborare alla redazione del progetto di alternanza; assicurare la circolazione delle informazioni; favorire le collaborazioni interdisciplinari; affrontare problemi di tipo gestionale e organizzativo; valutare l efficacia dell esperienza svolta. Nei confronti degli allievi ha il compito di: rendere partecipe sia l allievo sia la famiglia delle caratteristiche del percorso formativo, illustrando le conoscenze e le abilità da raggiungere; monitorare il percorso formativo in raccordo con il tutor aziendale; predisporre la documentazione amministrativa necessaria allo svolgimento del progetto (es. apertura posizione INAIL, stipula del contratto per l assicurazione del tirocinante in conformità alla normativa vigente). Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza. 11
14 Le attività del tutor scolastico non sono confinate entro i limiti del singolo progetto, ma si estendono ad attività propedeutiche, relazionali e di studio in tema di alternanza; in questo senso gli è chiesto di: collaborare e coordinarsi con il responsabile dell alternanza di istituto e con le altre figure dell organizzazione scolastica coinvolte nell attività; rapportarsi con il sistema territoriale delle imprese allo scopo di individuare le opportunità e le risorse per una co-progettazione dell alternanza; partecipare ai momenti di riflessione promossi dalle strutture associative delle imprese e del mondo del lavoro; garantire e promuovere lo sviluppo di partnership e la sinergia tra le risorse di un territorio; individuare opportunità di alternanza scuola-lavoro nell ambito dell offerta finanziata con risorse pubbliche o private. Al tutor scolastico è destinata un apposita formazione realizzata anche con il concorso delle associazioni di categoria o delle Camere di Commercio o degli Enti che in genere svolgono un azione di promozione e sviluppo dell alternanza. Al riguardo il sistema delle Camere di Commercio lombarde ha elaborato un percorso tipo costituito da momenti di approfondimento normativo e progettuale dedicato al sistema tutoriale scolastico e di impresa, il cui programma è riportato nello schema a pag L IMPRESA Il primo apporto richiesto all impresa è costituito da un confronto sulla cultura dell alternanza, con la scelta, cioè, di proporsi come risorsa per il bene comune, come occasione e contesto per una crescita professionale e personale dello studente. Indipendentemente dalle ricadute occupazionali immediate, l impresa che aderisce ad un sistema formativo in alternanza si confronta con la promozione della qualità del lavoro, della competitività complessiva e con l assunzione di uno specifico ruolo formativo. Ai fini della riuscita del percorso in alternanza scuola-lavoro è fondamentale che l impresa: in fase progettuale renda leggibile la propria organizzazione dal punto di vista formativo, affinché le opportunità di alternanza siano individuate e raccordate con gli obiettivi di apprendimento del percorso scolastico dell allievo; in fase di avvio metta in atto azioni preventive che realizzino un contesto favorevole all alternanza sia rispetto all andamento delle dinamiche produttive, sia rispetto alle persone che saranno direttamente od indirettamente coinvolte con la presenza dell allievo. Quest ultimo aspetto può richiedere attività mirate dirette a prevenire gli ostacoli e a riconoscere le disponibilità; in fase di attuazione si renda disponibile alla flessibilità che l alternanza può richiedere e, soprattutto, alla valutazione dell esperienza. Tra gli obblighi che ricadono sull impresa va ricordato, in particolare, il rispetto delle norme previste dal D.lgs 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro, che classifica come lavoratore anche lo studente presente in azienda per attività di formazione. In ragione delle caratteristiche del proprio processo produttivo, l azienda dovrà preoccuparsi di informare adeguatamente l allievo circa il trattamento delle informazioni e la sicurezza dei dati. Tutor aziendale Il tutor aziendale, esplicitamente previsto dalle norme vigenti, costituisce il punto di raccordo tra il mondo dell impresa e quello della scuola. Per il suo ruolo conosce gli obiettivi 12 Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza.
15 formativi del percorso in alternanza, per il cui perseguimento assicura le adeguate condizioni organizzative. A questo scopo, mantiene un costante rapporto con il tirocinante, lo sostiene nelle difficoltà e lo supporta da un punto di vista metodologico indirizzandolo al perseguimento degli obiettivi formativi. Per il suo ruolo di garante della qualità formativa dell esperienza, concorre alla valutazione dell allievo e alla proposta di interventi che migliorino l apporto formativo del lavoro in azienda. In sintesi, il tutor aziendale: condivide, per conto dell impresa, gli obiettivi e i contenuti dell intervento in alternanza; accompagna e facilita il processo di apprendimento dello studente, favorendo la sua partecipazione e la sua integrazione nell ente/azienda; collabora con il tutor scolastico, con il quale verifica la progressione e l efficacia dell intervento; valuta i risultati raggiunti compilando un proprio report finale. Per lo svolgimento del ruolo del tutor aziendale è auspicabile un attività di formazione specifica LA FORMAZIONE DEL SISTEMA TUTORIALE Nella fase di primo avvio di percorsi in alternanza scuola-lavoro può essere auspicabile o necessaria la formazione del cosiddetto sistema tutoriale, ovvero: tutor scolastico e tutor aziendale. Si riporta un esempio di percorso di formazione per tutor scolastici e tutor aziendali. Obiettivi Affiancare i tutor scolastici offrendo spunti teorici e, soprattutto, facilitandone il lavoro operativo nella fase di definizione dei percorsi e delle modalità di formazione in alternanza, coinvolgendo anche i tutor aziendali. Descrizione Il percorso formativo analizza il contesto normativo, culturale e del mercato del lavoro in cui si inserisce la metodologia didattica dell alternanza scuola-lavoro, per: fornire indicazioni e strumenti per la progettazione integrata e per la definizione degli obiettivi formativi; facilitare una riflessione sulle opportunità legate all alternanza, mettendo a punto tecniche di elaborazione e di gestione di concreti percorsi formativi; mettere i partecipanti in grado di elaborare autonomamente strumenti per il monitoraggio e la valutazione delle azioni condotte. Metodologia L approccio è interattivo e dinamico, volto al coinvolgimento diretto dei partecipanti, affinché l apprendimento sia immediatamente applicabile. Per facilitare un efficace lavoro comune rispetto alla possibilità di realizzare percorsi integrati in alternanza si prevede, al termine del percorso formativo, nell ambito dell ultimo modulo in programma, un momento di confronto in cui siano presenti sia i tutor scolastici, sia quelli aziendali. Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza. 13
16 STRUMENTI PER L AZIONE ESEMPIO DI PERCORSO FORMATIVO PER TUTOR SCOLASTICI E AZIENDALI Percorso per tutor scolastici 1 incontro: Lo scenario di riferimento (durata 4 ore) La dinamica occupazionale La dinamica imprenditoriale Come esplorare e conoscere il sistema produttivo locale Il contesto normativo in materia scolastica e in tema di lavoro Le figure coinvolte nel percorso di alternanza: opportunità e vincoli della nuova metodologia Confronto tra tutor scolastici ed aziendali 2 incontro: La progettazione della formazione per competenze nei percorsi in alternanza (durata 8 ore) Aspetti teorici e metodologici della progettazione per competenze Individuazione e modalità di certificazione delle competenze Ipotesi di un percorso progettuale di un Unità di apprendimento per competenze 3 incontro: Valutare e certificare l attività in alternanza (durata 4 ore) La valutazione: Rispetto alle aspettative iniziali Rispetto all obiettivo definito Rispetto all analisi dei contenuti e dei compiti Rispetto ai comportamenti messi in atto durante il tirocinio Rispetto ai risultati immediati (verifica a caldo ) Rispetto ai risultati conseguiti nel tempo Percorso per tutor aziendali 4 incontro: Monitorare e supportare l attività in azienda (durata 4 ore) La condivisione del percorso formativo dello studente L inserimento dei neo-arrivati: la motivazione dello studente all apprendimento La gestione e la valutazione dello studente in coerenza con gli obiettivi didattici condivisi Confronto con tutor scolastici 14 Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza.
17 1.5 LE PARTNERSHIP SUL TERRITORIO Per favorire la realizzazione dei percorsi di alternanza molteplici sono i soggetti che possono intervenire, fra questi: la Direzione Scolastica regionale, che svolge un azione di raccordo, di confronto e di guida per le scuole del territorio e che ha costituito in Lombardia un Gruppo di Coordinamento Regionale per l Alternanza, del quale fanno parte istituti scolastici, associazioni imprenditoriali, rappresentanze delle Camere di Commercio lombarde e associazioni di volontariato; gli Uffici scolastici provinciali, a cui l Ufficio Scolastico regionale ha decentrato il compito di validare i progetti e di monitorarne l effettivo svolgimento; le Camere di Commercio, che con l attivazione di iniziative e servizi per l alternanza scuola-lavoro promuovono l incontro tra domanda e offerta di tirocini tra istituzioni scolastiche e imprese, supportano le scuole nella progettazione dei percorsi didattici e operano a livello locale per garantire partnership favorevoli alla diffusione dell alternanza; le associazioni di categoria, strutture settoriali di rappresentanza delle imprese che sensibilizzano le imprese associate sul tema dell alternanza scuola-lavoro, ne sostengono la partecipazione alle forme di sperimentazione e partecipano agli specifici tavoli di coordinamento locali, quali importanti momenti di confronto e di raccordo tra scuole, imprese e istituzioni del territorio; la Provincia, per promuovere e favorire la realizzazione di esperienze guidate in ambienti lavorativi ed alternanza scuola-lavoro. Tutti questi soggetti, trovandosi a dover collaborare in modo sinergico, adottano spesso una modalità di lavoro condivisa, formalmente riconosciuta per sostenere e rispettare gli impegni reciprocamente assunti. Lo strumento per il riconoscimento della partnership e l assunzione degli impegni è rappresentato dal protocollo di intesa. OBIETTIVI Formalizzare le relazioni tra i diversi soggetti sul territorio per condividere obiettivi e facilitare il lavoro comune in tema di alternanza scuola-lavoro. DESCRIZIONE Si tratta di un documento sottoscritto dai soggetti interessati, nell ambito del quale ogni partner firmatario si assume impegni formali che hanno valenza di convenzione. METODOLOGIA Redazione e sottoscrizione di una convenzione in cui si chiariscono i compiti di ciascuno, le modalità e la durata della collaborazione. Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza. 15
18 PROTOCOLLO D INTESA PER LA REALIZZAZIONE NELLA PROVINCIA DI.. DELL ALTERNANZA SCUOLA LAVORO NELL AMBITO DEL PROGETTO A SCUOLA CON L IMPRESA FONDO PEREQUATIVO... ANNO... A seguito degli accordi intercorsi per la stipula del Protocollo d Intesa per la realizzazione nella Provincia di.. dell alternanza scuola - lavoro 16 Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza. tra Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (di seguito: Camera di Commercio ) di Provincia di.(di seguito: Provincia) Ufficio Scolastico Provinciale di (di seguito: USP) gli Istituti di Istruzione secondaria superiore (IPIA ) (IPS ) (IPSSCT ) (Istituto di Istruzione Superiore ) ecc le Associazioni Imprenditoriali di categoria (nome associazione 1 (nome associazione 2) (nome associazione 3) ecc VISTO il Decreto Legislativo 15 aprile 2005, n. 77 recante Definizione delle norme generali relative all alternanza scuola lavoro, a norma dell art. 4 della legge 28 marzo 2003, n. 53; VISTA la legge 28 marzo 2003, n. 53, recante Delega al Governo per la definizione delle norme generali sull istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia d istruzione e formazione professionale, e in particolare l art. 4 sull alternanza scuola-lavoro; VISTO il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche; VISTO il D.P.R. 6 novembre 2000, n. 347, Regolamento recante norme di organizzazione del Ministero della Pubblica Istruzione ; VISTA la legge 14 febbraio 2003, n. 30, recante Delega al Governo in materia di occupazione e mercato del lavoro, e in particolare l art. 2 sul riordino dei contratti a contenuto formativo e di tirocinio; VISTA la legge 24 giugno 1997, n. 196, recante Norme in materia di promozione dell occupazione, e in particolare l art. 18 sui tirocini formativi e di orientamento;
19 VISTO il decreto interministeriale 25 marzo 1998, n. 142, contenente il regolamento di attuazione dell art. 18 della legge 196/97; VISTA la legge 29 dicembre 1993, n. 580, concernente il riordinamento delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura; VISTO il Contratto integrativo nazionale del Comparto scuola,siglato il 17/07/06, relativamente alla funzione tutoriale degli insegnanti; VISTA la Direttiva Ministeriale n 16 del 25/01/08 su INVALSI e procedure di valutazione degli apprendimenti degli studenti; VISTE le Linee di Indirizzo per l anno scolastico 2006/2007 del Ministro della Pubblica Istruzione del 31/08/06, relativamente ai processi di innovazione e riqualificazione del sistema educativo ; CONSIDERATO che - l art. 4 della citata legge delega 28 marzo 2003, n. 53, prevede la possibilità di svolgere, sotto la responsabilità dell istituzione scolastica e formativa, l intera formazione dai 15 ai 18 anni attraverso l alternanza di periodi di studio e di lavoro, sulla base di convenzioni che possono essere stipulate anche con le Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura; - le Camere di Commercio, anche tenuto conto della presenza nei loro Consigli di rappresentanti dei diversi settori economici, dei sindacati dei lavoratori e dei consumatori designati dalle Associazioni imprenditoriali, sindacali e dei consumatori localmente più rappresentative possono garantire il coinvolgimento delle stesse favorendo un rapporto di collaborazione tra istituzioni scolastiche e formative e mondo della produzione e del lavoro; - Unioncamere, tramite il Fondo di Perequazione... ha promosso, nell ambito delle iniziative di sostegno allo sviluppo del sistema scolastico e formativo, un progetto nazionale destinato a supportare una rete di Sportelli camerali di servizio per l orientamento e l alternanza scuola-lavoro; - il MIUR attraverso apposite risorse ed in stretto raccordo con gli Uffici Scolastici Regionali intende promuovere e sostenere un piano strategico per favorire un raccordo sempre più stretto e proficuo tra le istituzioni scolastiche, statali e non statali, con il sistema produttivo del Paese; - il MIUR ed Unioncamere hanno stipulato il 27 giugno 2003 un Protocollo d Intesa finalizzato a favorire la collaborazione tra istituzioni scolastiche e Camere di Commercio per la realizzazione di percorsi in alternanza scuola-lavoro; - in attuazione del citato Protocollo d Intesa, Unioncamere ha destinato un apposita linea di finanziamento del Fondo di Perequazione... alla promozione di sperimentazioni Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza. 17
20 attuative dell art. 4 della Legge Delega per la Riforma della Scuola, ipotizzando diversi possibili modelli di percorsi in alternanza scuola-lavoro per i licei e per gli istituti tecnici, professionali e d arte, proposti a tutte le Camere di Commercio e loro Unioni Regionali; - presso la Camera di Commercio di è operativo dall anno scolastico... un tavolo di lavoro che ha consentito agli istituti scolastici e alle associazioni imprenditoriali di categoria firmatari del presente documento, oltre che alla stessa Camera di Commercio, di avviare un comune confronto continuativo sulla tematica dell alternanza e sulle prime possibilità di applicazione a livello locale; - che la positiva esperienza fin qui compiuta sul territorio ha consentito di progettare la realizzazione di ulteriori iniziative da parte della presente Camera di Commercio nel campo della formazione ed orientamento sia degli studenti che dei tutors interni ed esterni per l alternanza e nel campo della diffusione delle informazioni sull alternanza al fine di consentire una crescente applicazione di questa metodologia didattica. SI CONVIENE E SI STIPULA quanto segue Art. 1 (finalità) 1. La presente Convenzione intende favorire, nel rispetto dell autonomia scolastica e delle competenze istituzionali delle Regioni e degli Enti Locali, l attivazione di modelli di alternanza scuola-lavoro da realizzarsi sotto la responsabilità delle istituzioni scolastiche o formative prescelte, dalle stesse progettati, attuati e valutati, in collaborazione con la Camera di Commercio di e gli altri partner sottoscrittori del presente accordo, al fine di consentire agli studenti degli istituti di istruzione secondaria di 2 grado che abbiano compiuto il quindicesimo anno di età la possibilità di svolgere in alternanza, in parte o del tutto, la formazione fino al diciottesimo anno, attraverso modalità che assicurino loro l acquisizione di conoscenze di base e trasversali, nonché il conseguimento di competenze spendibili nel mercato del lavoro. 2. Le parti concordano sul fatto che l alternanza deve essere considerata una modalità formativa a cui si accede per scelta non residuale, ma che risponde ai bisogni individuali di formazione e ai diversi stili cognitivi. Non è quindi un percorso di recupero limitato a taluni indirizzi, bensì una metodologia didattica innovativa che valorizza l aspetto formativo dell apprendimento in situazione lavorativa, ponendo pertanto prioritariamente l accento sulle competenze trasversali e sulle abilità mentali e comportamentali di base oltre che sugli aspetti di professionalità. 3. In tale prospettiva, l alternanza non costituisce un nuovo canale scolastico o un terzo canale formativo, accanto a quello dei licei e dell istruzione e formazione professionale, ma si configura invece quale ulteriore modalità metodologica di acquisizione delle conoscenze e competenze previste dai percorsi tradizionali. 18 Alternanza scuola-lavoro: un manuale per capire, progettare e realizzare l alternanza.

References: art. 18
 art. 18
 art. 18
 art. 4
 art. 1
 art. 4
 art. 2
 art. 18
 art. 2
 art. 41
 art. 1
 art. 4
 art. 4
 art. 2
 art. 18
 art. 18
 art. 4
 art. 4
 Art. 1