Source: https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2008&numero=428
Timestamp: 2018-05-21 22:37:11+00:00

Document:
Sentenza 428/2008 (ECLI:IT:COST:2008:428)
Udienza Pubblica del 18/11/2008; Decisione del 15/12/2008
Deposito del 19/12/2008; Pubblicazione in G. U. 24/12/2008 n. 53
Norme impugnate: Artt. 7, 8 e 11 della legge della Regione Valle d'Aosta 13/11/2007, n. 29.
Massime: 33060 33061 33062
Atti decisi: ric. 4/2008
SENTENZA N. 428 ANNO 2008
composta dai signori: Presidente: Giovanni Maria FLICK; Giudici: Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Paolo MADDALENA, Alfio FINOCCHIARO, Alfonso QUARANTA, Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Maria Rita SAULLE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro RISCUOLO,
nel giudizio di legittimità costituzionale degli artt. 7, 8 e 11 della legge della Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste 13 novembre 2007, n. 29, recante «Modificazioni alla legge regionale 31 dicembre 1999, n. 44 (Disciplina della professione di maestro di sci e delle scuole di sci in Valle d'Aosta. Abrogazione della legge regionale 1° dicembre 1986, n. 59, della legge regionale 6 settembre 1991, n. 58 e della legge regionale 16 dicembre 1992, n. 74)», promosso con ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, notificato il 14 gennaio 2008, depositato in cancelleria il 16 gennaio 2008 ed iscritto al n. 4 del registro ricorsi 2008.
udito nell'udienza pubblica del 18 novembre 2008 il Giudice relatore Giuseppe Tesauro;
uditi l'avvocato dello Stato Anna Cenerini per il Presidente del Consiglio dei ministri e l'avvocato Francesco Saverio Marini per la Regione Valle d'Aosta.
1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri, con ricorso notificato il 14 gennaio 2008, depositato il successivo 16 gennaio, ha proposto, in riferimento agli artt. 4, 41 e 120 della Costituzione, nonché all'art. 2 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta), ed agli artt. 49, 50 ed 81 del Trattato CE ed alla «direttiva 2005/123/CE» (recte: direttiva 12 dicembre 2006, n. 2006/123/CE, recante Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai servizi nel mercato interno) – parametri questi ultimi indicati soltanto nella motivazione – questione di legittimità costituzionale, in via principale, degli artt. 7, 8 ed 11 della legge della Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste 13 novembre 2007, n. 29, recante «Modificazioni alla legge regionale 31 dicembre 1999, n. 44 (Disciplina della professione di maestro di sci e delle scuole di sci in Valle d'Aosta. Abrogazione della legge regionale 1° dicembre 1986, n. 59, della legge regionale 6 settembre 1991, n. 58 e della legge regionale 16 dicembre 1992, n. 74)», nonché dell'art. 25, comma 1, lettera d), della legge della stessa Regione 31 dicembre 1999, n. 44 (Disciplina della professione di maestro di sci e delle scuole di sci in Valle d'Aosta. Abrogazione della legge regionale 1° dicembre 1986, n. 59, della legge regionale 6 settembre 1991, n. 58 e della legge regionale 16 dicembre 1992, n. 74).
2. – Il ricorrente premette che la legge della Regione Valle d'Aosta n. 29 del 2007 ha modificato la legge regionale n. 44 del 1999, avente ad oggetto la disciplina della professione di maestro di sci e delle scuole di sci.
2.1. – Secondo la difesa erariale, l'art. 16, comma 2, della legge regionale n. 44 del 1999, nel testo sostituito dal citato art. 7, nella parte in cui vieta ai maestri di sci iscritti nella sezione ordinaria dell'albo professionale regionale di esercitare la professione nel quadro di un'attività, anche occasionale, organizzata con altri maestri di sci, ostacolerebbe lo svolgimento dell'attività lavorativa, condizionandone le scelte professionali ed imprenditoriali, in violazione dell'art. 4 Cost., il quale permetterebbe di stabilire limiti all'espletamento della medesima soltanto se siano ragionevoli e giustificati da esigenze di tutela di interessi generali o di utilità sociale.
Secondo il ricorrente, la disposizione in esame violerebbe anche l'art. 120, primo comma, Cost., nonchè gli artt. 49, 50 ed 81 del Trattato CE, i quali stabiliscono i principi della libera prestazione dei servizi all'interno della Comunità e di libera concorrenza, ponendosi in contrasto con la direttiva n. 2006/123/CE, che ha liberalizzato la circolazione dei servizi nel mercato interno e, al considerando numero 33 della premessa, comprende tra detti servizi anche «i centri sportivi», quali sono appunto le scuole di sci.
2.2. – Il ricorrente sostiene che «gli stessi motivi di illegittimità costituzionale [sopra] esposti» vizierebbero l'art. 19, comma 2, lettera a), della legge regionale n. 44 del 1999, nel testo modificato dal citato art. 8, il quale disporrebbe, non ragionevolmente, che l'autorizzazione all'apertura di una scuola di sci è concessa, tra l'altro, quando la scuola abbia un numero minimo di maestri, stabilito in applicazione dei parametri contenuti nell'allegato A) alla legge n. 44 del 1999. A suo avviso, siffatto limite non sarebbe giustificato da ragioni di interesse generale e da esigenze di utilità sociale e si porrebbe «in contrasto con i principi di libera concorrenza e di libera prestazione dei servizi», con «i principi costituzionali» e con le « norme della Comunità europea».
3. – Si è costituita nel giudizio la Regione Valle d'Aosta, che ha eccepito l'inammissibilità e, comunque, l'infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale, svolgendo in una successiva memoria le argomentazioni a conforto di dette conclusioni
3.1. – Secondo la resistente, la censura proposta in riferimento all'art. 120 Cost. sarebbe inammissibile, in quanto carente di motivazione in ordine alle ragioni che dovrebbero confortarla; comunque, sarebbe infondata, poiché le disposizioni in esame non ostacolano la libera circolazione delle persone, né limitano l'esercizio del diritto al lavoro in una parte del territorio nazionale.
3.2. – Secondo la Regione, le censure aventi ad oggetto l'art. 8 della legge n. 29 del 2007 – impugnato limitatamente al comma 2 – riguarderebbero esclusivamente la fissazione di un numero minimo di maestri di sci in relazione alla portata oraria degli impianti e sarebbero infondate, poiché siffatta previsione sarebbe in armonia con il principio di «concentrazione delle scuole di sci esistenti, al fine di razionalizzarne l'attività», stabilito dall'art. 20, comma 1, lettera b), della legge n. 81 del 1991.
3.3. – La questione proposta in riferimento alle norme comunitarie sarebbe inammissibile, sotto molteplici profili: la violazione di dette disposizioni non è stata denunciata nell'epigrafe e nella parte conclusiva del ricorso; non sarebbe stato indicato il parametro costituzionale vulnerato; sarebbe stata erroneamente indicata la direttiva comunitaria asseritamente lesa; non sarebbero state svolte argomentazioni a conforto delle censure.
Nel merito, la questione sarebbe comunque infondata, poiché l'art. 7 della legge in esame si limita a stabilire la modalità di svolgimento dell'attività di maestro di sci, quindi non vulnera i principi di libera prestazione dei servizi e di concorrenza. Analogamente, l'art. 8 della legge regionale n. 29 del 2007 mira a razionalizzare l'offerta di insegnamento delle scuole di sci, favorendone la concentrazione e neppure viola detti principi. Infine, quanto alla denunciata violazione della direttiva n. 2006/123/CE, quest'ultima neppure è stata attuata e, in virtù dell'art. 44 della medesima, ancora non è scaduto il relativo termine, quindi non produce effetti nell'ordinamento interno; comunque, l'art. 7-bis, comma 1, della legge regionale n. 44 del 1999 – introdotto dalla legge regionale 17 marzo 2005, n. 6 – reca una disciplina dell'attività di maestro di sci che sarebbe conforme ai principi stabiliti dalle norme comunitarie.
1. – Il Presidente del Consiglio dei ministri ha proposto, in riferimento agli artt. 4, 41 e 120 della Costituzione, nonché all'art. 2 della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4 (Statuto speciale per la Valle d'Aosta), ed agli artt. 49, 50 ed 81 del Trattato CE ed alla «direttiva 2005/123/CE» (recte: direttiva 12 dicembre 2006, n. 2006/123/CE, recante Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai servizi nel mercato interno) – parametri questi ultimi indicati soltanto nella motivazione – questione di legittimità costituzionale degli artt. 7, 8 ed 11 della legge della Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste 13 novembre 2007, n. 29, recante «Modificazioni alla legge regionale 31 dicembre 1999, n. 44 (Disciplina della professione di maestro di sci e delle scuole di sci in Valle d'Aosta. Abrogazione della legge regionale 1° dicembre 1986, n. 59, della legge regionale 6 settembre 1991, n. 58 e della legge regionale 16 dicembre 1992, n. 74)», nonché dell'art. 25, comma 1, lettera d), della legge della stessa Regione 31 dicembre 1999, n. 44 (Disciplina della professione di maestro di sci e delle scuole di sci in Valle d'Aosta. Abrogazione della legge regionale 1° dicembre 1986, n. 59, della legge regionale 6 settembre 1991, n. 58 e della legge regionale 16 dicembre 1992, n. 74).
2. – Il citato art. 7 ha sostituito l'art. 16 della legge regionale n. 44 del 1999, che, al comma 2, ora dispone: «Ai maestri di sci iscritti nella sezione ordinaria dell'albo professionale regionale è consentito l'esercizio della libera professione al di fuori delle scuole di sci, a condizione che le prestazioni professionali non siano offerte nel quadro di un'attività, anche occasionale, organizzata con altri maestri di sci».
3. – In linea preliminare, va osservato che il ricorrente ha impugnato «l'art. 11, comma 2, che sostituisce la lettera e) del comma 1 dell'art. 25 della l.r. n. 44/1999, nonché la lettera d) di tale ultimo articolo». La formulazione letterale del ricorso, in difetto di ulteriori esplicitazioni, rende chiaro che la questione avente ad oggetto il citato art. 11 della legge regionale in esame concerne soltanto il comma 2 di detta norma – il quale ha appunto sostituito l'art. 25, comma 1, lettera e), della legge Regione Valle d'Aosta n. 44 del 1999 – e che, inoltre, il ricorrente ha impugnato anche l'art. 25, comma 1, lettera d), della legge regionale n. 44 del 1999. Tuttavia, poichè quest'ultima norma non è stata modificata dall'art. 11 della legge regionale n. 29 del 2007, l'impugnazione della medesima è inammissibile, in quanto proposta oltre il termine di cui all'art. 127, primo comma, Cost.
3.1. – Del pari inammissibili sono le questioni di legittimità costituzionale promosse in riferimento agli artt. 2 dello statuto regionale speciale, 120 Cost. ed alle norme comunitarie sopra indicate, benché, contrariamente alla deduzione della resistente, debba ritenersi sufficiente il loro richiamo nella parte motiva del ricorso (sentenza n. 137 del 2007). Nondimeno, va ribadito che nel giudizio di legittimità costituzionale l'esigenza di una adeguata motivazione dell'impugnazione si pone in termini anche più pregnanti che in quello in via incidentale (ex plurimis: sentenze n. 120 e n. 2 del 2008; n. 430 del 2007). Il ricorrente non ha, invece, dedotto alcun argomento a conforto della censura riferita all'art. 120 Cost., limitandosi al riguardo a trascrivere il testo della norma costituzionale, deducendo a sostegno della denunciata violazione degli altri parametri una motivazione meramente assertiva, con conseguente inammissibilità delle questioni proposte in riferimento agli stessi.
4. – Le questioni aventi ad oggetto i citati artt. 7, 8, comma 2, ed 11, comma 2, promosse in riferimento agli artt. 4 e 41 Cost., non sono fondate.
4.1. – Secondo la giurisprudenza di questa Corte, l'art. 4, primo comma, Cost., nell'ambito della rilevanza costituzionale del lavoro, non esclude che il legislatore ordinario possa prevedere condizioni e limiti per l'esercizio del relativo diritto, in considerazione dei caratteri che connotano determinate attività, purché siano preordinati alla tutela di altri interessi e di altre esigenze sociali parimenti oggetto di protezione costituzionale (per tutte, sentenze n. 147 del 2005, n. 307 del 2002, n. 441 del 2000), finalità, questa, che permette altresì la fissazione di limiti, non incongrui e non irragionevoli, alla libertà di iniziativa economica privata (art. 41, primo e secondo comma, Cost.).
L'art. 16, comma 2, della legge regionale n. 44 del 1999, nel testo modificato dall'impugnato art. 7, reca, a sua volta, una prescrizione preordinata al conseguimento di detto scopo. Esso non vieta affatto lo svolgimento dell'attività dei maestri di sci al di fuori delle scuole autorizzate, ma si limita a stabilire, non irragionevolmente, le modalità con le quali essa può essere espletata, per evitare che – attraverso l'esercizio di attività occasionalmente organizzate – possa essere eluso l'obiettivo di garantire il citato rapporto numerico maestri-allievi, necessario per limitare i rischi connessi a questo sport, soprattutto quando sia svolto da principianti.
La strumentalità della disciplina in esame al soddisfacimento di siffatte esigenze – quindi allo scopo di garantire la tutela dell'incolumità degli allievi e dei terzi, perseguito mediante l'introduzione di un ragionevole limite alle modalità di svolgimento dell'attività delle scuole e dei maestri di sci – conduce ad escludere che i citati art. 7 ed 8, comma 2, nonché l'art. 11, comma 2, il quale stabilisce la sanzione applicabile nel caso di violazione dell'art. 19, comma 2, lettera a), della legge regionale n. 44 del 1999, si pongano in contrasto con gli artt. 4 e 41 Cost.
dichiara inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 7, 8, comma 2, ed 11, comma 2, della legge della Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste 13 novembre 2007, n. 29, «Modificazioni alla legge regionale 31 dicembre 1999, n. 44 (Disciplina della professione di maestro di sci e delle scuole di sci in Valle d'Aosta. Abrogazione della legge regionale 1° dicembre 1986, n. 59, della legge regionale 6 settembre 1991, n. 58 e della legge regionale 16 dicembre 1992, n. 74)», promosse, in riferimento all'art. 120 Cost., all'art. 2 dello statuto speciale della Regione Valle d'Aosta ed agli artt. 49, 50 ed 81 del Trattato CE ed alla direttiva 12 dicembre 2006, n. 2006/123/CE, dal Presidente del Consiglio dei ministri, con il ricorso indicato in epigrafe;
dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 7, 8, comma 2, ed 11, comma 2, della legge della Regione Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste 13 novembre 2007, n. 29, promosse, in riferimento agli artt. 4 e 41 Cost., dal Presidente del Consiglio dei ministri, con il ricorso indicato in epigrafe.

References: SENTENZA 
 art. 7
 art. 8
 art. 7
 art. 11
 art. 7
 art. 7