Source: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:32008L0105:IT:NOT
Timestamp: 2013-12-13 13:59:26+00:00

Document:
EUR-Lex - 32008L0105 - IT
GU L 348del 24.12.2008, pagg. 84–97 (BG, ES, CS, DA, DE, ET, EL, EN, FR, IT, LV, LT, HU, MT, NL, PL, PT, RO, SK, SL, FI, SV)
edizione speciale in lingua croata capitolo 15 tomo 006 pag. 235 - 248
di entrata in vigore: 13/01/2009; entrata in vigore data della pubblicazione + 20 vedi art. 14
proposta Commissione; Com ? (Com if it refers to doc. type, otherwise Com.) 2006/0397 Def
parere Comitato economico e sociale; GU C 97/2007 P 3
31982L0176 abrogazione 31982L0176 modifica cancellazione allegato 2 dal 13/01/2009
31983L0513 abrogazione 31983L0513 modifica cancellazione allegato 2 dal 13/01/2009
31984L0156 abrogazione 31984L0156 modifica cancellazione allegato 2 dal 13/01/2009
31984L0491 abrogazione 31984L0491 modifica cancellazione allegato 2 dal 13/01/2009
31986L0280 abrogazione 32000L0060 modifica sostituzione allegato 10 dal 13/01/2009
rettificato da 32008L0105R(01) modificato da 32013L0039 cancellazione allegato II dal 13/09/2013
modificato da 32013L0039 cancellazione allegato III dal 13/09/2013
modificato da 32013L0039 sostituzione allegato I P.A dal 13/09/2013
modificato da 32013L0039 sostituzione allegato I P.B PT 2 dal 13/09/2013
modificato da 32013L0039 sostituzione allegato I P.B PT 3 dal 13/09/2013
modificato da 32013L0039 sostituzione articolo 2 dal 13/09/2013
modificato da 32013L0039 sostituzione articolo 3 dal 13/09/2013
modificato da 32013L0039 cancellazione articolo 4.4 dal 13/09/2013
modificato da 32013L0039 cancellazione articolo 5.6 dal 13/09/2013
modificato da 32013L0039 aggiunta articolo 7 BI dal 13/09/2013
modificato da 32013L0039 sostituzione articolo 8 dal 13/09/2013
modificato da 32013L0039 sostituzione articolo 9 dal 13/09/2013
modifica proposta da 52011PC0876 Visualizza le misure nazionali di esecuzione
(1) L’inquinamento chimico delle acque di superficie rappresenta una minaccia per l’ambiente acquatico, con effetti quali la tossicità acuta e cronica per gli organismi acquatici, l’accumulo negli ecosistemi e la perdita di habitat e di biodiversità, nonché una minaccia per la salute umana. È opportuno in via prioritaria individuare le cause dell'inquinamento e affrontare alla fonte la questione delle emissioni, nel modo più efficace dal punto di vista economico e ambientale.
(4) Nella decisione n. 1600/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 luglio 2002, che istituisce il sesto programma comunitario di azione in materia di ambiente [3], si stabilisce che l’ambiente, la salute e la qualità della vita sono tra le principali priorità ambientali di detto programma e si sottolinea in particolare la necessità di formulare una normativa più specifica nel settore della politica delle acque.
(5) La direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque [4], definisce una strategia per combattere l’inquinamento idrico e invoca altre misure specifiche riguardanti il controllo dell'inquinamento e gli standard di qualità ambientale (SQA). La presente direttiva istituisce SQA conformemente alle disposizioni e agli obiettivi della direttiva 2000/60/CE.
(7) Dal 2000 in poi sono stati adottati numerosi atti comunitari applicabili a singole sostanze prioritarie che costituiscono misure di controllo delle emissioni a norma dell'articolo 16 della direttiva 2000/60/CE. Inoltre, molti provvedimenti di tutela ambientale ricadono nell’ambito di applicazione di altre normative comunitarie in vigore. È opportuno pertanto privilegiare l’attuazione e la revisione degli strumenti esistenti piuttosto che istituire nuovi controlli.
(9) Gli Stati membri dovrebbero migliorare le conoscenze e i dati disponibili sulle fonti delle sostanze prioritarie e sui modi in cui si verifica l'inquinamento onde individuare opzioni per controlli mirati ed efficaci. Gli Stati membri dovrebbero fra l'altro monitorare i sedimenti e il biota, ove opportuno, con una frequenza adeguata a fornire dati sufficienti per un'analisi attendibile delle tendenze a lungo termine delle sostanze prioritarie che tendono ad accumularsi nei sedimenti e/o nel biota. Nella misura in cui ciò è richiesto dall'articolo 3 della decisione n. 2455/2001/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2001, relativa all'istituzione di un elenco di sostanze prioritarie in materia di acque [5], i risultati del monitoraggio, compreso quello dei sedimenti e del biota, dovrebbero essere resi disponibili al fine di fornire informazioni per le future proposte della Commissione a norma dell'articolo 16, paragrafi 4 e 8, della direttiva 2000/60/CE.
(11) Nell’interesse della Comunità e al fine di garantire una regolamentazione più efficace in materia di tutela delle acque di superficie, è opportuno fissare SQA a livello comunitario per gli inquinanti classificati come sostanze prioritarie e lasciare agli Stati membri la facoltà di definire, se necessario, norme nazionali per gli altri inquinanti, ferma restando l'applicazione delle norme comunitarie del caso. Tuttavia, non sono stati inseriti nell’elenco di sostanze prioritarie otto inquinanti che rientrano nell'ambito di applicazione della direttiva 86/280/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1986, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di talune sostanze pericolose che figurano nell'elenco I dell'allegato della direttiva 76/464/CEE del Consiglio [6], e appartengono al gruppo di sostanze per le quali gli Stati membri dovrebbero attuare misure finalizzate a raggiungere un buono stato chimico entro il 2015, fatti salvi gli articoli 2 e 4 della direttiva 2000/60/CE. Gli standard comuni fissati per questi inquinanti si sono però rivelati utili ed è pertanto opportuno che continuino ad essere disciplinati a livello comunitario.
(12) Risulteranno conseguentemente superate e dovrebbero essere abrogate le disposizioni riguardanti gli attuali obiettivi di qualità ambientale definite nella direttiva 82/176/CEE del Consiglio, del 22 marzo 1982, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di mercurio del settore dell'elettrolisi dei cloruri alcalini [7], nella direttiva 83/513/CEE del Consiglio, del 26 settembre 1983, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di cadmio [8], nella direttiva 84/156/CEE del Consiglio, dell' 8 marzo 1984, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di mercurio provenienti da settori diversi da quello dell'elettrolisi dei cloruri alcalini [9], nella direttiva 84/491/CEE del Consiglio, del 9 ottobre 1984, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi di esaclorocicloesano [10], e nella direttiva 86/280/CEE.
(13) L’ambiente acquatico può essere colpito da inquinamento chimico a breve e a lungo termine ed è quindi opportuno, per definire gli SQA, basarsi sui dati relativi sia agli effetti acuti sia agli effetti cronici delle sostanze. Ai fini di un’adeguata protezione dell’ambiente acquatico e della salute umana è opportuno fissare SQA espressi come un valore medio annuo in grado di garantire una protezione nei confronti dell’esposizione a lungo termine e stabilire concentrazioni massime ammissibili per garantire la protezione contro l’esposizione a breve termine.
(15) Per la maggior parte delle sostanze, in questa fase è opportuno limitare la definizione di SQA a livello comunitario alle sole acque di superficie. Per l’esaclorobenzene, l’esaclorobutadiene e il mercurio non è tuttavia possibile garantire una protezione contro gli effetti indiretti e l’avvelenamento secondario a livello comunitario fissando SQA per le sole acque di superficie. È quindi opportuno fissare SQA per il biota a livello comunitario per queste tre sostanze. Al fine di consentire agli Stati membri una certa flessibilità legata alla loro strategia di monitoraggio, gli Stati membri dovrebbero poter monitorare e applicare detti SQA per il biota oppure fissare SQA più severi per le acque superficiali che offrano lo stesso livello di protezione.
(16) Inoltre, gli Stati membri dovrebbero poter fissare a livello nazionale SQA per i sedimenti e/o il biota e applicare tali SQA anziché quelli per le acque di cui alla presente direttiva. Detti SQA dovrebbero essere fissati attraverso una procedura trasparente che comporti notifiche alla Commissione e agli altri Stati membri, in modo da garantire un livello di protezione equivalente agli SQA per le acque fissati a livello comunitario. La Commissione dovrebbe riassumere tali notifiche nelle sue relazioni sull'attuazione della direttiva 2000/60/CE. Inoltre, i sedimenti e il biota rimangono matrici importanti per monitorare la presenza di alcune sostanze aventi un potenziale d'accumulo significativo. Per valutare l’impatto sul lungo periodo delle attività antropiche e le relative tendenze, gli Stati membri dovrebbero adottare misure, fatto salvo l'articolo 4 della direttiva 2000/60/CE, finalizzate a garantire che gli attuali livelli di contaminazione nel biota e nei sedimenti non aumentino in modo rilevante.
(18) Gli Stati membri devono conformarsi alla direttiva 98/83/CE del Consiglio, del 3 novembre 1998, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano [11], e gestire i corpi idrici superficiali utilizzati per l’estrazione di acqua potabile a norma dell'articolo 7 della direttiva 2000/60/CE. La presente direttiva dovrebbe pertanto essere attuata fatte salve tali disposizioni, che possono comportare la definizione di standard più rigorosi.
(20) Occorre verificare la conformità agli obiettivi di arresto o eliminazione graduale e di riduzione, definiti nell'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2000/60/CE, e rendere la valutazione della conformità a tali obblighi un’operazione trasparente, in particolare per quanto riguarda il considerare significativi le emissioni, gli scarichi e le perdite di origine antropica. Le scadenze per l’arresto o l’eliminazione graduale e la riduzione possono inoltre essere correlate soltanto ad un inventario. Dovrebbe altresì essere possibile valutare l’applicazione dell’articolo 4, paragrafi da 4 a 7, della direttiva 2000/60/CE. Serve del pari uno strumento adeguato per quantificare le perdite di sostanze che avvengono naturalmente o che derivano da processi naturali, poiché in questo caso sono impossibili sia l'arresto sia l'eliminazione graduale completi da tutte le fonti potenziali. Per rispondere a tali esigenze ciascuno Stato membro dovrebbe istituire un inventario delle emissioni, degli scarichi e delle perdite per ciascun distretto o parte di distretto idrografico situato nel suo territorio.
(21) Per evitare che la creazione di tali inventari si sovrapponga ad altre attività analoghe e per garantire che essi siano coerenti con altri strumenti esistenti nel campo della protezione delle acque di superficie, gli Stati membri dovrebbero utilizzare le informazioni raccolte a norma della direttiva 2000/60/CE e del regolamento (CE) n. 166/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 gennaio 2006, relativo all'istituzione di un registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti [12].
(23) Per rispecchiare al meglio le proprie esigenze, gli Stati membri dovrebbero poter scegliere un periodo di riferimento adeguato della durata di un anno per misurare le principali voci presenti nell’inventario. Si dovrebbe tuttavia tener conto del fatto che le perdite conseguenti all’applicazione di fitofarmaci possono variare notevolmente da un anno all’altro a causa del diverso tasso di irrorazione, ad esempio in conseguenza di diverse condizioni climatiche. Per questo motivo, gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di scegliere un periodo di riferimento triennale per alcune sostanze disciplinate dalla direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari [13].
(24) Per ottimizzare l’uso dell’inventario è opportuno fissare un termine entro la quale la Commissione dovrà verificare i progressi verso la conformità delle emissioni, degli scarichi e delle perdite agli obiettivi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 2000/60/CE, fatto salvo l'articolo 4, paragrafi 4 e 5, di detta direttiva.
(27) Sulla scorta delle relazioni presentate dagli Stati membri a norma dell'articolo 15 della direttiva 2000/60/CE, la Commissione dovrebbe riesaminare la necessità di modificare gli atti esistenti e la necessità di misure specifiche supplementari su scala comunitaria, come controlli delle emissioni, e, se del caso, presentare opportune proposte. La Commissione dovrebbe riferire le conclusioni di tale riesame al Parlamento europeo e al Consiglio nel contesto della relazione di cui all'articolo 18, paragrafo 1, della direttiva 2000/60/CE. Nel formulare proposte di misure di controllo delle emissioni, tenuto conto dell'articolo 10 della direttiva 2000/60/CE, la Commissione dovrebbe tener conto delle prescrizioni vigenti in materia di controllo delle emissioni, quali quelle di cui alla direttiva 2008/1/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento [14], e dei più recenti sviluppi delle tecnologie per la riduzione dell'inquinamento.
(28) Il documento di orientamento tecnico per la valutazione del rischio redatto a corredo della direttiva 93/67/CEE della Commissione, del 20 luglio 1993, che stabilisce i principi per la valutazione dei rischi per l'uomo e per l'ambiente delle sostanze notificate ai sensi della direttiva 67/548/CEE del Consiglio [15], della direttiva 98/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 1998, relativa all'immissione sul mercato dei biocidi [16] e del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche [17], istituisce criteri per individuare le sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche e le sostanze che destano preoccupazioni analoghe, in particolare le sostanze molto persistenti e altamente bioaccumulabili, di cui alla direttiva 2000/60/CE. Per garantire la coerenza della normativa comunitaria è opportuno che tali criteri siano i soli applicabili alle sostanze in fase di riesame a norma della decisione n. 2455/2001/CE e che l’allegato X della direttiva 2000/60/CE sia sostituito di conseguenza.
(29) Gli obblighi previsti dalle direttive elencate nell’allegato IX della direttiva 2000/60/CE figurano già nella direttiva 2008/1/CE e nella direttiva 2000/60/CE e, se gli SQA sono mantenuti o rivisti, è garantito almeno lo stesso livello di protezione. Per adottare un approccio coerente alla problematica dell’inquinamento chimico delle acque di superficie e per semplificare e rendere più chiara la normativa comunitaria vigente in materia, è opportuno abrogare, a norma della direttiva 2000/60/CE, a decorrere dal 22 dicembre 2012, le direttive 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE e 86/280/CEE.
(31) Conformemente al punto 34 dell'accordo interistituzionale "legiferare meglio" [18], gli Stati membri sono incoraggiati a redigere e rendere pubblici, nell'interesse proprio e della Comunità, prospetti indicanti, per quanto possibile, la concordanza tra la presente direttiva e i provvedimenti di attuazione.
(32) Poiché l'obiettivo della presente direttiva, vale a dire il raggiungimento di uno stato chimico buono delle acque superficiali attraverso l'istituzione di SQA per le sostanze prioritarie e per alcuni altri inquinanti, non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque, a motivo della necessità di mantenere lo stesso livello di protezione delle acque superficiali in tutta la Comunità, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(33) Le misure necessarie per l'esecuzione della presente direttiva dovrebbero essere adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [19].
a) applicano, per il mercurio e i relativi composti, uno SQA di 20 μg/kg, e/o per l'esaclorobenzene, uno SQA di 10 μg/kg e/o per l'esaclorobutadiene, uno SQA di 55 μg/kg; questi SQA si applicano ai tessuti (peso a umido) per i quali si sceglie l'indicatore più appropriato tra pesci, molluschi, crostacei e altro biota;
[1] GU C 97 del 28.4.2007, pag. 3.
[2] Parere del Parlamento europeo del 22 maggio 2007 (GU C 102 E del 24.4.2008, pag. 90), posizione comune del Consiglio del 20 dicembre 2007 (GU C 71 E del 18.3.2008, pag. 1), posizione del Parlamento europeo del 17 giugno 2008 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 20 ottobre 2008.
[4] GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.
[5] GU L 331 del 15.12.2001, pag. 1.
[6] GU L 181 del 4.7.1986, pag. 16.
[7] GU L 81 del 27.3.1982, pag. 29.
[8] GU L 291 del 24.10.1983, pag. 1.
[9] GU L 74 del 17.3.1984, pag. 49.
[10] GU L 274 del 17.10.1984, pag. 11.
[11] GU L 330 del 5.12.1998, pag. 32.
[12] GU L 33 del 4.2.2006, pag. 1.
[13] GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.
[15] GU L 227 dell'8.9.1993, pag. 9.
[16] GU L 123 del 24.4.1998, pag. 1.
[17] GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1; rettifica nella GU L 136 del 29.5.2007, pag. 3.
AA : media annua
CMA : concentrazione massima ammissibile
Unità di misura : [μg/l]
N. | Denominazione della sostanza | Numero CAS [1] | SQA-AA [2] Acque superficiali interne [3] | SQA-AA [2] Altre acque di superficie | SQA-CMA [4] Acque superficiali interne [3] | SQA-CMA [4] Altre acque di superficie |
(2) | Antracene | 120-12-7 | 0,1 | 0,1 | 0,4 | 0,4 |
(5) | Difeniletere bromato [5] | 32534-81-9 | 0,0005 | 0,0002 | non applicabile | non applicabile |
(6) | Cadmio e composti (in funzione delle classi di durezza dell’acqua) [6] | 7440-43-9 | ≤ 0,08 (classe 1) | 0,2 | ≤ 0,45 (classe 1) | ≤ 0,45 (classe 1) |
(6 bis) | Tetracloruro di carbonio [7] | 56-23-5 | 12 | 12 | non applicabile | non applicabile |
(7) | Cloro alcani, C10-13 | 85535-84-8 | 0,4 | 0,4 | 1,4 | 1,4 |
(9) | Clorpirifos (Clorpirifos etile) | 2921-88-2 | 0,03 | 0,03 | 0,1 | 0,1 |
(9 bis) | Antiparassitari del ciclodiene: | | Σ = 0,01 | Σ = 0,005 | non applicabile | non applicabile |
(9 ter) | DDT totale [7] [8] | non applicabile | 0,025 | 0,025 | non applicabile | non applicabile |
p,p'-DDT [7] | 50-29-3 | 0,01 | 0,01 | non applicabile | non applicabile |
(10) | 1,2-Dicloroetano | 107-06-2 | 10 | 10 | non applicabile | non applicabile |
(11) | Diclorometano | 75-09-2 | 20 | 20 | non applicabile | non applicabile |
(12) | Di(2-etilesil) ftalato (DEHP) | 117-81-7 | 1,3 | 1,3 | non applicabile | non applicabile |
(15) | Fluorantene | 206-44-0 | 0,1 | 0,1 | 1 | 1 |
(16) | Esaclorobenzene | 118-74-1 | 0,01 [9] | 0,01 [9] | 0,05 | 0,05 |
(17) | Esaclorobutadiene | 87-68-3 | 0,1 [9] | 0,1 [9] | 0,6 | 0,6 |
(18) | Esaclorocicloesano | 608-73-1 | 0,02 | 0,002 | 0,04 | 0,02 |
(20) | Piombo e composti | 7439-92-1 | 7,2 | 7,2 | non applicabile | non applicabile |
(21) | Mercurio e composti | 7439-97-6 | 0,05 [9] | 0,05 [9] | 0,07 | 0,07 |
(22) | Naftalene | 91-20-3 | 2,4 | 1,2 | non applicabile | non applicabile |
(23) | Nichel e composti | 7440-02-0 | 20 | 20 | non applicabile | non applicabile |
(24) | Nonilfenolo (4-Nonilfenolo) | 104-40-5 | 0,3 | 0,3 | 2,0 | 2,0 |
(25) | Ottilfenolo (1,1,3,3-tetrametil-4-butilfenolo) | 140-66-9 | 0,1 | 0,01 | non applicabile | non applicabile |
(26) | Pentaclorobenzene | 608-93-5 | 0,007 | 0,0007 | non applicabile | non applicabile |
(27) | Pentaclorofenolo | 87-86-5 | 0,4 | 0,4 | 1 | 1 |
(28) | Idrocarburi policiclici aromatici (IPA) [10] | non applicabile | non applicabile | non applicabile | non applicabile | non applicabile |
Benzo(a)pirene | 50-32-8 | 0,05 | 0,05 | 0,1 | 0,1 |
Benzo(b)fluorantene | 205-99-2 | Σ = 0,03 | Σ = 0,03 | non applicabile | non applicabile |
Benzo(k)fluorantene | 207-08-9 |
Benzo(g,h,i)perilene | 191-24-2 | Σ = 0,002 | Σ = 0,002 | non applicabile | non applicabile |
Indeno(1,2,3-cd)pirene | 193-39-5 |
(29 bis) | Tetracloroetilene [7] | 127-18-4 | 10 | 10 | non applicabile | non applicabile |
(29 ter) | Tricloroetilene [7] | 79-01-6 | 10 | 10 | non applicabile | non applicabile |
(30) | Tributilstagno (composti) (Tributilstagno catione) | 36643-28-4 | 0,0002 | 0,0002 | 0,0015 | 0,0015 |
(31) | Triclorobenzeni | 12002-48-1 | 0,4 | 0,4 | non applicabile | non applicabile |
(32) | Triclorometano | 67-66-3 | 2,5 | 2,5 | non applicabile | non applicabile |
(33) | Trifluralin | 1582-09-8 | 0,03 | 0,03 | non applicabile | non applicabile |
3. Gli SQA definiti nel presente allegato sono espressi sotto forma di concentrazioni totali nell'intero campione d'acqua; fanno eccezione il cadmio, il piombo, il mercurio e il nichel (di seguito"metalli"). Per i metalli lo SQA si riferisce alla concentrazione disciolta, cioè alla fase disciolta di un campione di acqua ottenuto per filtrazione con un filtro da 0,45 μm o altro pretrattamento equivalente.
[2] Questo parametro rappresenta lo SQA espresso come valore medio annuo (AA-SQA). Se non altrimenti specificato, si applica alla concentrazione totale di tutti gli isomeri.
[3] Per acque superficiali interne si intendono i fiumi, i laghi e i corpi idrici artificiali o fortemente modificati.
[4] Questo parametro rappresenta lo standard di qualità ambientale espresso come concentrazione massima ammissibile (CMA-SQA). Quando compare la dicitura "non applicabile" riferita agli CMA-SQA, si ritiene che i valori AA-SQA tutelino dai picchi di inquinamento di breve termine, in scarichi continui, perché sono sensibilmente inferiori ai valori derivati in base alla tossicità acuta.
[5] Per il gruppo di sostanze prioritarie "difenileteri bromati" (voce n. 5) elencate nella decisione n. 2455/2001/CE, viene fissato un SQA solo per i congeneri numeri 28, 47, 99, 100, 153 e 154.
[6] Per il cadmio e composti (voce n. 6) i valori degli SQA variano in funzione della durezza dell’acqua classificata secondo le seguenti cinque categorie: classe 1: < 40 mg CaCO3/l, classe 2: da 40 a < 50 mg CaCO3/l, classe 3: da 50 a < 100 mg CaCO3/l, classe 4: da 100 a < 200 mg CaCO3/l e classe 5: ≥ 200 mg CaCO3/l).
[7] Questa sostanza non è prioritaria ma è uno degli altri inquinanti i cui SQA sono identici a quelli fissati nella normativa applicata prima del 13 gennaio 2009.
[8] Il DDT totale comprende la somma degli isomeri 1,1,1-tricloro-2,2 bis(p-clorofenil)etano (numero CAS 50-29-3; numero UE 200-024-3), 1,1,1-tricloro-2(o-clorofenil)-2-(p-clorofenil)etano (numero CAS 789-02-6; numero UE 212-332-5), 1,1-dicloro-2,2 bis(p-clorofenil)etilene (numero CAS 72-55-9; numero UE 200-784-6) e 1,1-dicloro-2,2 bis(p-clorofenil)etano (numero CAS 72-54-8; numero UE 200-783-0).
[9] Se non applicano SQA per il biota, gli Stati membri introdurranno SQA più rigorosi per le acque al fine di ottenere lo stesso livello di protezione rispetto agli SQA per il biota di cui all'articolo 3, paragrafo 2, della presente direttiva. Essi notificano alla Commissione e agli altri Stati membri, tramite il comitato di cui all'articolo 21 della direttiva 2000/60/CE la motivazione e la base del ricorso a tale approccio, gli SQA alternativi per le acque fissati, inclusi i dati e la metodologia utilizzata per ottenere gli SQA alternativi, nonché le categorie di acque superficiali a cui si applicheranno.
[10] Per il gruppo di sostanze prioritarie "idrocarburi policiclici aromatici" (IPA) (voce n. 28) è applicabile ogni singolo SQA, devono cioè essere rispettati lo SQA per il benzo(a)pirene, lo SQA relativo alla somma di benzo(b)fluorantene e benzo(k)fluorantene e lo SQA relativo alla somma di benzo(g,h,i)perilene e indeno(1,2,3-cd)pirene.
Numero | Numero CAS [1] | Numero UE [2] | Denominazione della sostanza prioritaria [3] | Identificata come sostanza pericolosa prioritaria |
(2) | 120-12-7 | 204-371-1 | Antracene | X |
(5) | non applicabile | non applicabile | Difeniletere bromato [4] | X [5] |
32534-81-9 | non applicabile | Pentabromodifeniletere (Congeneri 28, -47, -99, -100, -153 e -154) | |
(6) | 7440-43-9 | 231-152-8 | Cadmio e composti | X |
(7) | 85535-84-8 | 287-476-5 | Cloro alcani, C10-13 [4] | X |
(9) | 2921-88-2 | 220-864-4 | Clorpirifos (Clorpirifos etile) | |
(12) | 117-81-7 | 204-211-0 | Di(2-etilesil) ftalato (DEHP) | |
(15) | 206-44-0 | 205-912-4 | Fluorantene [6] | |
(16) | 118-74-1 | 204-273-9 | Esaclorobenzene | X |
(17) | 87-68-3 | 201-765-5 | Esaclorobutadiene | X |
(18) | 608-73-1 | 210-158-9 | Esaclorocicloesano | X |
(20) | 7439-92-1 | 231-100-4 | Piombo e composti | |
(21) | 7439-97-6 | 231-106-7 | Mercurio e composti | X |
(22) | 91-20-3 | 202-049-5 | Naftalene | |
(23) | 7440-02-0 | 231-111-14 | Nichel e composti | |
(24) | 25154-52-3 | 246-672-0 | Nonilfenolo | X |
104-40-5 | 203-199-4 | (4-nonilfenolo) | X |
(25) | 1806-26-4 | 217-302-5 | Ottilfenolo | |
140-66-9 | non applicabile | (4-(1,1′,3,3′-tetrametil-butil)fenolo) | |
(26) | 608-93-5 | 210-172-5 | Pentaclorobenzene | X |
(27) | 87-86-5 | 231-152-8 | Pentaclorofenolo | |
(28) | non applicabile | non applicabile | Idrocarburi policiclici aromatici | X |
50-32-8 | 200-028-5 | (Benzo(a)pirene) | X |
205-99-2 | 205-911-9 | (Benzo(b)fluorantene) | X |
191-24-2 | 205-883-8 | (Benzo(g,h,i)perilene) | X |
207-08-9 | 205-916-6 | (Benzo(k)fluorantene) | X |
193-39-5 | 205-893-2 | (Indeno(1,2,3-cd)pirene) | X |
(30) | non applicabile | non applicabile | Tributilstagno (composti) | X |
36643-28-4 | non applicabile | (Tributilstagno-catione) | X |
(31) | 12002-48-1 | 234-413-4 | Triclorobenzeni | |
(32) | 67-66-3 | 200-663-8 | Triclorometano (cloroformio) | |
[1] CAS: Chemical Abstracts Services.
[2] Numero UE: inventario europeo delle sostanze chimiche esistenti a carattere commerciale (Einecs) o lista europea delle sostanze chimiche notificate (Elincs).
[3] Nel caso di gruppi di sostanze, (tra parentesi e senza numero) sono indicate, a titolo di parametro indicativo, le singole sostanze tipiche rappresentative. Per questi gruppi di sostanze il parametro indicativo deve essere definito con il metodo analitico.
[4] Questi gruppi di sostanze in genere comprendono un numero consistente di singoli composti. Allo stato attuale non è possibile fornire parametri indicativi appropriati.
[5] Solo pentabromodifenil etere (numero CAS 32534-81-9).
[6] Il fluorantene è stato iscritto nell'elenco quale indicatore di altri idrocarburi policiclici aromatici più pericolosi."
Numero CAS | Numero UE | Nome della sostanza |
25057-89-0 | 246-585-8 | Bentazone |
80-05-7 | | Bisfenolo-A |
57-12-5 | | Cianuro libero |
81-15-2 | 201-329-4 | Muschio xilene |
1763-23-1 | | Acido perfluorottano solfonico (PFOS) |
124495-18-7 | — | Chinossifen (5,7-dicloro-4-(p-fluorofenossi)chinolina) Diossine PCB |

References: art. 14
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 4
 articolo 5
 articolo 7
 articolo 8
 articolo 9