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Timestamp: 2017-01-20 22:18:48+00:00

Document:
Integrazioni e modifiche della disciplina dei lavori
socialmente utili, a norma dell'articolo 45, comma 2, della legge 17 maggio
1999, n. 144
GU 82 del 07/04/2000
Art. 1. - Enti utilizzatori
1. I soggetti di cui all'articolo 3, comma 1, del
decreto legislativo 1° dicembre 1997, n. 468, e successive modificazioni, di
seguito denominati enti utilizzatori, che, alla data del 31 dicembre 1999 hanno
in corso attività progettuali con oneri a carico del fondo per l'occupazione di
cui all'articolo 1, comma 7, del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148,
convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 236, possono
continuare ad utilizzare i soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, anche
attraverso il trasferimento dei soggetti medesimi ad altri enti di cui
all'articolo 3, comma 1, del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, sulla
base di apposite convenzioni stipulate tra enti interessati e secondo le
procedure di cui all'articolo 5, comma 3. Fermo restando quanto previsto
dall'articolo 4, gli enti utilizzatori, secondo le procedure di cui all'articolo
5, possono ricorrere all'utilizzo dei predetti soggetti anche per attività
diverse da quelle originariamente previste nei progetti, purché rientranti
nell'elenco delle attività di cui all'articolo 3.
2. In caso di progetti originariamente promossi in
concorso tra più enti in base alla vigente normativa, la possibilità di
continuare l'utilizzazione permane in capo agli enti cui istituzionalmente
l'attività è collegata ovvero a quelli presso i quali viene effettivamente
Art. 2. - Definizione dei soggetti utilizzati
applicano, salvo quanto previsto dall'articolo 10, comma 1, ai soggetti
impegnati in progetti di lavori socialmente utili e che abbiano effettivamente
maturato dodici mesi di permanenza in tali attività nel periodo dal 1° gennaio
2. Non rientrano tra i soggetti di cui il comma 1:
a) i soggetti in possesso, alla data del 31 dicembre
1999, dei requisiti richiesti per fruire dei contributi previsti dall'articolo
12, comma 5, lettera a), del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e
b) i soggetti fruitori del trattamento di cui
all'articolo 7, commi 6 e 7, della legge 23 luglio 1991, n. 223, e successive
c) i soggetti che abbiano conseguito, alla data di
entrata in vigore del presente decreto, la ricollocazione lavorativa ai sensi
dell'articolo 12 del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e successive
modificazioni, e del decreto interministeriale del 21 maggio 1998, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale del 19 luglio 1998, n. 141;
d) i soggetti che, alla data di entrata in vigore del
presente decreto, siano stati dichiarati decaduti o cancellati ai sensi
dell'articolo 9 del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e successive
e) i soggetti avviati sulla base di progetti finanziati
dagli enti di cui all'articolo 11, comma 4, del citato decreto legislativo n.
468 del 1997, e successive modificazioni;
f) i soggetti che non abbiano prodotto la dichiarazione
3. I soggetti di cui al comma 1, per continuare ad
essere utilizzati in attività socialmente utili, devono produrre una
dichiarazione resa ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, e successive
modificazioni, all'ente utilizzatore attestante l'indicazione dei progetti di
lavori socialmente utili o di pubblica utilità in cui sono stati impegnati,
dell'ente attuatore responsabile del relativo progetto, nonché dei periodi di
effettivo impegno in ciascun progetto, qualora promossi da enti diversi
dall'attuale ente utilizzatore.
Art. 3. - Attività socialmente utili
1. Le attività in cui sono impegnati i soggetti di
cui all'articolo 2, comma 1, sono:
a) quelle definite dall'articolo 1, comma 1, e
dall'articolo 2, comma 1, del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e
b) i servizi tecnici integrati della pubblica
c) i trasporti e la connessa logistica.
Le predette attività, già oggetto di progetti da
parte degli enti utilizzatori, costituiscono l'elenco generale. Gli enti
utilizzatori comunicano, entro un mese dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, ai servizi per l'impiego competenti, l'elenco delle attività
in cui sono impegnati i soggetti utilizzati.
2. Le regioni possono individuare attività aggiuntive
a quelle previste al comma 1 funzionali allo sbocco occupazionale territoriale
dei soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, in iniziative che comportano
trasferimenti di risorse finanziarie pubbliche per opere infrastrutturali,
ovvero siano finanziate da fondi strutturali europei ovvero siano oggetto di
programmazione negoziata. A tal fine istituiscono ed aggiornano l'elenco
regionale delle predette attività.
3. Le province, nell'ambito di propria competenza,
possono specificare ed integrare l'elenco delle attività di cui al comma 2 in
Art. 4. - Disciplina della prestazione in
1. L'utilizzo nelle attività di cui all'articolo 3
non determina l'instaurazione di un rapporto di lavoro. Per lo svolgimento di
dette attività compete ai soggetti utilizzati, per un impegno settimanale di
venti ore e per non più di otto ore giornaliere, un importo mensile di L.
850.000, denominato assegno di utilizzo per prestazioni in attività socialmente
2. La durata della prestazione, a decorrere dal 1°
maggio 2000, non può essere superiore a sei mesi, rinnovabile per un ulteriore
periodo di sei mesi. In caso di rinnovo e limitatamente a detto periodo, il 50
per cento dell'ammontare dell'assegno di cui al comma 1 è a carico del Fondo di
cui all'articolo 1, comma 1, ed il restante 50 per cento è corrisposto
dall'ente utilizzatore.
Art. 5. - Procedure di decisione, di
1. Al fine di proseguire le attività, secondo le
modalità di cui all'articolo 4, gli organi competenti degli enti utilizzatori,
preso atto delle dichiarazioni rese dai soggetti impegnati ai sensi
dell'articolo 2, comma 3, deliberano:
a) l'elenco nominativo dei soggetti impegnati;
b) le attività espletate dall'ente utilizzatore
nell'ambito di quelle indicate nell'articolo 3;
c) le eventuali qualifiche professionali di ciascun
soggetto e l'attività da svolgere;
d) la località e la sede di svolgimento delle
e) la durata dell'attività così come disciplinata
dall'articolo 4 del presente decreto;
f) le modalità organizzative delle attività;
g) l'eventuale quantità di ore aggiuntive e il
corrispettivo ammontare del trattamento economico;
h) le forme assicurative attivate;
i) il nome del dirigente responsabile della gestione
della disciplina delle attività svolte dai soggetti di cui alla lettera a) del
l) l'indicazione espressa dello sbocco occupazionale
nelle forme previste agli articoli 6 e 7;
m) l'impegno alla comunicazione delle variazioni
relative all'elenco dei soggetti di cui alla lettera a) del presente comma.
2. La delibera di cui al comma 1 deve essere resa
esecutiva dall'ente utilizzatore entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto legislativo e copia della stessa deve essere
inviata, entro il predetto termine, al servizio per l'impiego, alla direzione
provinciale del lavoro e all'Istituto nazionale della previdenza sociale
(I.N.P.S.) territorialmente competenti, ed agli altri organismi competenti al
sensi del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469.
3. In caso di mutamento di attività ovvero di
convenzioni ai sensi dell'articolo 1, comma 1, l'ente utilizzatore adotta
specifica delibera da inviare entro il secondo giorno successivo alla
commissione tripartita o all'organo competente diversamente individuato dalle
regioni ai sensi del decreto legislativo 23 dicembre 1997, n. 469. I predetti
organi sono tenuti a pronunciarsi entro venti giorni dal ricevimento della
delibera. In caso di decorrenza del predetto termine la delibera acquista
4. Alla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo, a fronte dell'attività comunque svolta, l'I.N.P.S., nei limiti
delle risorse disponibili a carico del fondo di cui all'articolo 1, comma 1,
corrisponde, a seguito di dichiarazione resa ai sensi della legge 4 gennaio
1968, n. 15, e successive modificazioni dai soggetti di cui all'articolo 2,
comma 1, ai soggetti medesimi, il 50 per cento dell'ammontare dell'assegno. Il
predetto Istituto corrisponde il restante ammontare al momento della
comunicazione della delibera da parte dell'ente utilizzatore.
5. Possono avvalersi delle disposizioni del presente
articolo: gli enti utilizzatori; altri enti individuati dalle regioni; le
province nell'ambito di propria competenza.
Art. 6. - Misure volte alla creazione di
1. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3,
dell'articolo 10 del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e successive
modificazioni, trovano applicazione fino al 31 dicembre 2002.
2. Le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1,
comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio l993, n. 29, e successive
modificazioni, possono, ove ne ricorrano le condizioni ed esigenze, affidare ai
soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, attraverso incarichi di collaborazione
coordinata e continuativa, e lavoro autonomo, le attività previste al comma 3
dell'articolo 10, del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e successive
modificazioni, per la stessa durata ivi prevista.
3. Per agevolare la stabilizzazione dell'occupazione
dei soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, le regioni, le province e i comuni,
singolarmente ovvero in cooperazione con altri comuni, possono utilizzare
4. Le disposizioni dell'articolo 8 del citato decreto
interministeriale 21 maggio 1998 sono estese anche ai committenti privati che
utilizzano finanziamenti pubblici. Le predette disposizioni trovano applicazione
sino al 31 dicembre 2001. La riserva ivi prevista potrà esplicitarsi attraverso
opzioni premiali ai fini dell'aggiudicazione delle relative gare di appalto.
Art. 7. - Incentivi alle iniziative volte alla
creazione di occupazione stabile
1. Ai datori di lavoro privati e agli enti pubblici
economici, comprese le cooperative e loro consorzi, che assumono a tempo pieno e
indeterminato i soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, è riconosciuto un
contributo pari a lire 18 milioni per ciascun soggetto assunto. La presente
disposizione trova applicazione anche nei confronti delle cooperative o dei
consorzi tra cooperative relativamente ai soggetti impegnati in qualità di soci
indeterminato inferiore a 30 ore settimanali medie calcolate anche su base
annuale, il contributo di cui al comma 1 è corrisposto in misura
proporzionalmente ridotta al numero delle ore.
3. Nel caso in cui i soggetti di cui all'articolo 2,
comma 1, siano assunti con contratto a tempo determinato, trovano applicazione
le disposizioni di cui all'articolo 8, comma 2, della legge 27 luglio 1991, n.
223, e successive modificazioni. Nelle ipotesi di trasformazione del contratto
da tempo determinato a tempo indeterminato è, altresì, riconosciuto il
contributo di cui al comma 1 che può essere concesso, a richiesta del datore di
lavoro, a conguaglio degli oneri contributivi dovuti anche per il periodo
antecedente alla predetta trasformazione.
applicazione nelle ipotesi di contratti di fornitura di lavoro temporaneo. In
caso di trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo
indeterminato, il contributo di cui al comma 1 spetta all'impresa utilizzatrice
ed è riconosciuto alla società fornitrice di lavoro temporaneo un incentivo di
lire 3 milioni.
cumulabili con altri benefici eventualmente riconosciuti in caso di nuove
assunzioni, nel limite consentito dalla normativa comunitaria.
6. Il contributo di cui al comma 1 è riconosciuto
anche ai soggetti di cui all'articolo 6, comma 2, a fronte dell'onere relativo
alla copertura contributiva. La corresponsione del predetto contributo comporta
la decadenza da qualunque altro beneficio previsto dal presente decreto
legislativo a carico del Fondo di cui all'articolo 1, comma 1.
trova applicazione l'articolo 20, comma 4, della citata legge n. 223 del 1991.
contributo di cui ai commi 1, 2, 3 e 4, l'avvenuta cancellazione dei soggetti
interessati dagli elenchi delle attività socialmente utili, nonché la
regolarità dei datori di lavoro nei confronti degli obblighi contributivi. Nei
casi di contratto di lavoro a tempo determinato o di contratto di fornitura di
lavoro temporaneo, la cancellazione dagli elenchi delle attività socialmente
utili non ha luogo nelle ipotesi in cui i contratti stessi, abbiano
complessivamente durata inferiore a dodici mesi.
2, 3 e 4, fermi restando gli adempimenti previsti dall'articolo 9-bis del
legge 28 novembre 1996, n. 608, i datori di lavoro comunicano all'I.N.P.S. e ai
competenti servizi per l'impiego il nominativo dei soggetti interessati, nonché
la sussistenza delle condizioni di cui al comma 8. L'I.N.P.S. provvede
all'erogazione del contributo previa verifica delle predette condizioni.
di cui ai commi l, 2, 3 e 4, sono a carico del Fondo di cui all'articolo 1,
comma 1. Le somme sono rimborsate, annualmente, all'I.N.P.S. sulla base di
apposita rendicontazione semestrale.
risorse preordinate allo scopo nell'ambito del Fondo di cui all'articolo 1,
comma 1, possono essere riconosciuti contributi per spese notarili relative alla
costituzione di imprese o di cooperative fino al limite massimo di lire 20
milioni per ciascun atto costitutivo delle predette società.
all'inserimento in attività lavorative dei soggetti di cui all'articolo 2,
comma 1, può essere, per un periodo non superiore a sei mesi, corrisposto
l'assegno di cui all'articolo 4, comma 1, nei casi:
indeterminato da parte di datori di lavoro privati che abbiano stipulato
apposite convenzioni con l'ente utilizzatore. Tali convenzioni sono comunicate
ai servizi per l'impiego e all'I.N.P.S. territorialmente competenti;
b) stages formativi seguiti da assunzione con rapporto
all'articolo 2, comma 4, del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e
successive modificazioni, riconosciute alla data del 31 dicembre 1999, può
essere concesso, nel limite delle risorse del Fondo di cui all'articolo 1, comma
1, ripartite ai sensi dell'articolo 8, comma 1, un contributo di lire 3 milioni
per ogni soggetto di cui all'articolo 2, comma 1, in caso di assunzione con
14. Alle società miste, alle cooperative e loro
consorzi, costituiti successivamente alla data di entrata in vigore del presente
decreto legislativo, può essere concesso nell'ambito delle risorse del fondo di
cui all'articolo 1, comma 1, preordinate allo scopo, un contributo straordinario
di lire 5 milioni per ciascun soggetto di cui all'articolo 2, comma 1, in caso
di assunzione con contratto a tempo pieno e indeterminato da parte delle stesse
società miste ovvero delle cooperative o consorzi di cooperative. Il predetto
incentivo è incompatibile con il contributo di cui all'articolo 7, commi 1, 2,
Art. 8. - Fondo per l'occupazione
1. Le risorse del fondo di cui all'articolo 1,
comma 1, destinate alle attività di lavori socialmente utili, per l'anno 2000,
sono ripartite tra le singole regioni e le province autonome di Trento e Bolzano
sulla base delle somme erogate dall'I.N.P.S. nel corso dell'anno 1999 per
assegni e sussidi a carico del predetto fondo ai soggetti impegnati nelle
attività progettuali locali e interregionali di competenza regionale. Le
predette risorse, per l'anno 2000, sulla base di apposite convenzioni da
sottoscrivere entro il 31 luglio 2000 tra il Ministero del lavoro e della
previdenza sociale e le regioni interessate, sentiti gli enti locali nelle sedi
previste, di cui all'articolo 4, comma 1, del citato decreto legislativo n. 469
del 1997, possono essere impiegate per lo svolgimento di misure politiche attive
per l'impiego e per la stabilizzazione occupazionale dei soggetti di cui
2. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale,
le regioni e gli enti utilizzatori interessati da situazioni straordinarie tali
da non poter garantire un programma definitivo di stabilizzazione dei soggetti
di cui all'articolo 2, comma 1, nell'ambito di quanto previsto dalle convenzioni
di cui al comma 1, possono definire accordi che prevedano misure particolari con
oneri a carico di tutti i sottoscrittori. Alla copertura degli oneri relativi
alla quota parte degli oneri a carico del Ministero del lavoro e della
previdenza sociale si provvede nell'ambito delle risorse impegnate nelle
convenzioni di cui al comma 1, ove dovessero rendersi disponibili in sede di
attuazione delle convenzioni medesime. Gli enti utilizzatori potranno accedere a
questa procedura a condizione di aver già deliberato i piani di stabilizzazione
occupazionale, di cui all'articolo 5, comma 1, lettera l).
3. Le risorse del fondo di cui al comma 1, qualora
impegnate per attività socialmente utili, sono destinate al pagamento del 100
per cento degli assegni e dei sussidi per il periodo dal 1° gennaio 2000 al 31
ottobre 2000 e per l'ammontare del 50 per cento degli assegni e dei sussidi per
i periodi dal 1° novembre 2000 al 30 aprile 2001.
Art. 9. - Disciplina sanzionatoria
1. I soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, ivi
compresi quelli che usufruiscono dei trattamenti previdenziali, vengono
cancellati dagli elenchi di cui all'articolo 3, comma 1, decadono dai benefici
previsti dal presente decreto legislativo e cessano di trovare applicazione nei
loro confronti le disposizioni vigenti in materia di attività socialmente utili
a) rifiutino l'assunzione, in luogo distante fino a 50
chilometri da quello di residenza, di cui all'articolo 7, commi 1, 2, 3, 4 e 6;
b) rifiutino di partecipare ai corsi di formazione di
cui all'articolo 7, comma 12, lettera a);
c) rifiutino l'avviamento a selezione effettuato dai
servizi per l'impiego competenti o da agenzie private convenzionate con il
Ministero del lavoro e della previdenza sociale, o con le regioni o con le
province, su richiesta dei datori di lavoro.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 non trovano
applicazione nelle ipotesi di contratto a tempo determinato, di fornitura di
lavoro temporaneo e di incarico di collaborazione coordinata e continuativa di
durata inferiore a tre mesi.
3. Nei casi di cui alle lettere b) e c) del comma 1, i
responsabili dell'attività di formazione ovvero i datori di lavoro comunicano
direttamente all'I.N.P.S. e al servizio per l'impiego territorialmente
competente i nominativi dei soggetti di cui all'articolo 2, comma 1, che hanno
rifiutato l'offerta di lavoro o che non si siano presentati ai colloqui di
selezione o alle attività formative. A seguito di detta comunicazione
l'I.N.P.S. sospende cautelativamente l'erogazione dell'assegno di cui
all'articolo 4, comma 1, dandone comunicazione agli interessati.
4. Avverso gli atti relativi ai benefici e all'assegno
di cui al presente decreto legislativo è ammesso ricorso entro trenta giorni
La decisione del ricorso è comunicata al competente
servizio per l'impiego e all'I.N.P.S.
1. Ai soggetti aventi titolo all'assegno di utilizzo per
prestazioni in attività socialmente utili e relative prestazioni accessorie, con oneri a carico del fondo di cui all'articolo 1, comma
1, in possesso alla data del 31 dicembre 2003 dei requisiti di ammissione alla contribuzione volontaria di cui all'articolo 12,
comma 5, lettera a), del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e successive modificazioni, determinati con riferimento ai requisiti
pensionistici vigenti alla data del 1º gennaio 2003, è riconosciuta una
indennità commisurata al trattamento pensionistico spettante in relazione
all'anzianità contributiva posseduta alla data della domanda di ammissione alla contribuzione volontaria, nel limite delle
risorse preordinate allo scopo dal decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 21 maggio 1998, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 141 del 19 giugno 1998. Tale indennità non potrà comunque essere inferiore all'ammontare dell'assegno di cui
all'articolo 4, comma 1, spettante alla data della suddetta domanda. Dalla data di decorrenza del predetto trattamento provvisorio ai
beneficiari non spettano i benefici previsti dall'articolo 12 del citato decreto legislativo n. 468 del 1997, e successive
modificazioni, con esclusione di quelli di cui al comma 5-bis del medesimo articolo. Al raggiungimento dei requisiti pensionistici
richiesti dalla disciplina vigente alla data del 1º gennaio 2003, il trattamento provvisorio viene rideterminato sulla base delle
disposizioni recate dalla disciplina medesima. Ai lavoratori destinatari delle disposizioni di cui al presente comma si applicano
anche le disposizioni di cui all'articolo 2, commi 1 e 2, del citato decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 21 maggio
1-bis. I lavoratori rientranti nelle fattispecie di cui al comma
1, per potersi avvalere delle disposizioni di cui al medesimo comma, devono presentare apposita domanda, a pena di decadenza, entro
l'ultimo giorno del mese successivo a quello nel corso del quale maturano i requisiti di ammissione alla contribuzione volontaria di
cui all'articolo 12, comma 5, lettera a), del decreto legislativo 1º dicembre 1997, n. 468, determinati come indicato nel medesimo comma
1, ovvero, qualora abbiano già maturato detti requisiti anteriormente al 1º gennaio 2003, entro il termine di decadenza del
28 febbraio 2003. Nei loro confronti cessano di trovare applicazione le disposizioni in materia di
attività socialmente utili a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello entro il quale possono
presentare la relativa domanda
2. Con appositi decreti interministerali, possono
essere individuate misure, nell'ambito di quelle previste dall'articolo 6, che
prevedano l'utilizzo di risorse, ove previste dalla normativa vigente, delle
amministrazioni statali di volta in volta interessate, finalizzate alla
stabilizzazione occupazionale esterna dei soggetti di cui all'articolo 2, comma
1, i quali hanno svolto attività di lavori socialmente utili sulla base di
apposite convenzioni stipulate dal Ministero del lavoro e della previdenza
sociale con le amministrazioni pubbliche aventi competenze interregionali, ai
sensi dell'articolo 5, comma 4, del decreto legislativo n. 468 del 1997.
3. Restano confermate le disposizioni vigenti in
materia di lavori socialmente utili di cui al decreto legislativo n. 468 del
1997, e successive modifiche, e al decreto interministeriale 21 maggio 1998 in
quanto compatibili con le disposizioni del presente decreto legislativo. In
particolare sono abrogate le seguenti disposizioni del decreto legislativo n.
468/1997:
a) articolo 1, comma 2, lettere a), b) e c), comma 3,
comma 4 e comma 6;
b) articolo 2, commi 2, 4, 6, 7 e 8;
c) articolo 3, commi 2 e 3;
f) articolo 6;
h) articolo 11.

References: Art. 1

Art. 2

Art. 3

Art. 4

Art. 5

Art. 6

Art. 7

Art. 8

Art. 9
 articolo 1
 articolo 2
 articolo 3
 articolo 6
 articolo 11