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⭐LE NOVITA IN MATERIA DI COMMERCIO E POLIZIA AMMINISTRATIVA
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Aureliana Leonardi
1 ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE POLIZIA MUNICIPALE E LOCALE D ITALIA riconoscimento ministero LL.PP. decreto del G.U serie generale n 296 Appartenente alla Consulta ANCI delle Associazioni CONVEGNO NAZIONALE DELLA POLIZIA MUNICIPALE 9 Edizione Giornate di Studio MODIFICA DEL TITOLO V DELLA COSTITUZIONE: QUALE POLIZIA MUNICIPALE? SULMONA (AQ) SALA CONGRESSI EUROPA PARK HOTEL FEBBRAIO 2004 LE NOVITA IN MATERIA DI COMMERCIO E POLIZIA AMMINISTRATIVA Relatrice: D.ssa Elena Fiore Comandante P.M. di Lugo S.Agata sul Santerno e Bagnara di Romagna (RA) 12 Indice: La disciplina dei video giochi 1. Premessa Pag Il t.u.l.p.s. Pag La legge 23 dicembre 2000, n.388 (legge finanziaria 2001) Pag La legge 27 dicembre 2002, n.289 (legge finanziaria 2003) Pag I decreti attuativi della legge 27 dicembre 2002, n.289 (finanziaria 2003) Pag La legge 24 novembre 2003, n.326 Pag L'art.110 del t.u.l.p.s. Pag La tabella dei giochi vietati Pag La vidimazione Pag L'installabilità dei video giochi Pag I limiti di luogo Pag I limiti quantitativi Pag Gli apparecchi per il gioco lecito (art.110, comma 6) Pag Altri apparecchi per il gioco lecito (art.110, comma 7) Pag I giochi previsti dalla lettera a) del comma 7 Pag I giochi previsti dalla lettera b) del comma 7 Pag I giochi previsti dalla lettera c) del comma 7 Pag Le licenze di polizia previste dall art.86 del t.u.l.p.s. Pag Le licenze di polizia e la legge finanziaria 2003 Pag Il procedimento amministrativo Pag L'installazione di video giochi nei circoli privati Pag L'installazione di video giochi negli spettacoli viaggianti Pag Le sanzioni Pag Esercizio abusivo dell'attività di distributore, gestore, installatore di Pag.43 apparecchi per il gioco lecito 9.2. Utilizzo ed uso di apparecchi da trattenimento vietati Pag Le sanzioni accessorie Pag La sospensione cautelare dell'attività Pag Altri provvedimenti di sospensione dell'attività Pag Il controllo degli apparecchi e dei congegni per trattenimento Pag.49 Ultime novita in materia di esercizi pubblici anno 2004 pag.52 23 PUBBLICI ESERCIZI ED ANNESSE ATTIVITA : GIOCHI LECITI La disciplina dei video giochi * di Elena Fiore ** 1. Premessa Gli apparecchi e i congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da trattenimento e da gioco di abilità, utilizzati in luoghi pubblici o aperti al pubblico o nei circoli privati, possono essere utilizzati per il gioco d azzardo e quindi creare allarme sociale per l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini; per tali motivi sono disciplinati dal r.d. 18 giugno 1931, n. 773, recante Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza Il t.u.l.p.s. La disciplina, individuata per gli apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da trattenimento e da gioco di abilità dal t.u.l.p.s. (che nel 1931 non poteva prevedere lo sviluppo e la diffusione di questa particolare forma di trattenimento), è stata in questi decenni, più volte, oggetto di provvedimenti di modifica ad opera: dell art.1 della legge 20 maggio 1965, n. 507, dell art.1, della legge 17 dicembre 1986, n. 904, dell art.1, della legge 6 ottobre 1995, n.425, dell art.37, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n.388 (finanziaria 2001), dell art. 22 della legge 27 dicembre 2002, n.289(finanziaria 2003) e da ultimo dell art. 39 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.326. In particolare il t.u.l.p.s. articola la disciplina concernente i videogiochi in due disposizione contenute: nell art.86, che sottopone l attività di distribuzione, di gestione e di installazione ad apposita autorizzazione rilasciata dal comune competente per territorio; * Il testo è tratto dal volume Elena Fiore I video giochi negli esercizi pubblici e nei circoli privati Maggioli Editore, Rimini, 2003 ed aggiornato alla data del 26 novembre ** Comandante Polizia Municipale di Lugo, S.Agata sul Santerno e Bagnara di Romagna (Ra) 34 nell art.110, che individua le caratteristiche degli apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da trattenimento e da gioco di abilità, diversificandoli da quelli per il gioco d azzardo La legge 23 dicembre 2000, n.388 (legge finanziaria 2001) La legge n.388/2000 ha modificato in modo sostanziale la disciplina dei video giochi in quanto: ha introdotto nell art.86 del t.u.l.p.s il terzo comma, che prevede la licenza per l esercizio di sale pubbliche da gioco in cui sono installati apparecchi o congegni automatici, semiautomatici ed elettronici da gioco (di cui al quinto comma dell'art.110 vigente fino al 31 dicembre 2002) e la licenza per lo svolgimento delle attività di distribuzione o di gestione, anche indiretta, di tali apparecchi; all art.38 ha previsto per i videogiochi l obbligo di un nulla osta da rilasciarsi previa verifica della documentazione prodotta dal richiedente, attestante: a) la conformità degli apparecchi alle prescrizioni di legge o di regolamento; b) l'installazione, su ciascun esemplare, di un dispositivo per la lettura delle schede a deconto o strumenti similari; c) l'ulteriore installazione, su ciascun esemplare, di un dispositivo idoneo a garantire l'immodificabilità delle caratteristiche e delle modalità di funzionamento nonché della distribuzione dei premi (dispositivo antimanomissione); ha modificato l art.110 del t.u.l.p.s. individuando nuove caratteristiche per i giochi elettronici per il gioco lecito. Le disposizioni introdotte dalla legge n.388/00, per quanto attiene il nulla osta degli apparecchi e l art.110 del t.u.l.p.s., sono state completamente riscritte dalla legge finanziaria La legge 27 dicembre 2002, n.289 (legge finanziaria 2003) La legge n.289/02 tenta di porre un freno al gioco d azzardo, ormai dilagante negli esercizi pubblici ove sono installati i videopoker, con rilevanti modifiche che: sostituiscono integralmente l art.38 della legge 23 dicembre 2000, n.388 in materia di nulla osta; riscrivono l art.110 del t.u.l.p.s. individuando nuove tipologie di apparecchi elettronici per il gioco lecito; modificano l art.14-bis del d.p.r. 26 ottobre 1972, n.640, che contiene la disciplina tributaria del settore relativa alle modalità di versamento delle imposte e di determinazione della base imponibile. 45 Le disposizioni introdotte dalla legge n.289/02, sono state in parte modificate dall art. 39 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 269 convertito, con modificazioni, con legge 24 novembre 2003, n I decreti attuativi della legge 27 dicembre 2002, n.289 (legge finanziaria 2003) Per rendere operative le disposizioni della legge finanziaria 2003 sono stati emanati alcuni decreti ministeriali ed in particolare: decreto del Ministero dell economia e delle finanze del 11 marzo 2003 recante le regole tecniche relative agli apparecchi e congegni da divertimento ed intrattenimento come definiti dall art. 110, comma 7, del t.u.l.p.s.; decreto del Ministero dell economia e delle finanze del 10 aprile 2003 recante le regole tecniche relative agli apparecchi e congegni da divertimento ed intrattenimento come definiti dall art. 110, comma 6, del t.u.l.p.s e modifiche al decreto 11 marzo 2003; decreto del Ministero dell economia e delle finanze del 21 maggio 2003 per l individuazione dei criteri per l applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria prevista per gli apparecchi e congegni da divertimento ed intrattenimento in assenza di nulla osta; decreto del Ministero dell economia e delle finanze del 27 ottobre 2003 Determinazione del numero massimo di apparecchi e congegni di cui all art.110, commi 6 e 7, lettera b) del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (T.U.L.PS.) che possono essere installati presso esercizi pubblici, circoli privati e punti di accolta di altri giochi autorizzati La legge 24 novembre 2003, n.326 L art.39, del decreto legge 30 settembre 2003, n.269, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.326, ha ancora una volta ritoccato la disciplina dei video giochi in quanto: modifica le caratteristiche degli apparecchi e congegni previsti dal comma 6 dell art.110 del t.u.l.p.s.; rivede le modalità previste dal comma 7 dell art.110 del t.u.l.p.s. per la messa a norma degli apparecchi individuati dalla lettera b); introduce nell art.110 del t.u.l.p.s. l art.7-bis che nega ai video giochi del comma 7 di riprodurre il gioco del poker o, comunque, anche in parte, le su regole fondamentali; modifica l art.14-bis del d.p.r. 26 ottobre 1972, n.640 56 2. L'art.110 del t.u.l.p.s. In tutte le sale da bigliardo o da gioco deve essere esposta una tabella, vidimata dal questore, nella quale sono indicati, oltre i giuochi d'azzardo, anche quelli che l'autorità stessa ritenga di vietare nel pubblico interesse. Nella tabella predetta deve essere fatta espressa menzione del divieto delle scommesse. E', in ogni caso, vietato di concedere licenze per l'uso, nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, di apparecchi e di congegni automatici da gioco o da trattenimento di qualsiasi specie. Nel caso in cui tali apparecchi o congegni siano tenuti abusivamente, il colpevole è punito con l'arresto da un mese a due anni e con l'ammenda da.1000 a Così, nel r.d. 18 giugno 1931, n.773, pubblicato sulla G.U. 26 giugno 1931 n.146, il legislatore aveva disciplinato gli apparecchi e i congegni automatici da gioco o da trattenimento. Una disciplina che non conosceva deroghe: nei luoghi pubblici o aperti al pubblico erano vietati gli apparecchi e i congegni automatici da gioco o da trattenimento di qualsiasi specie. In questi settanta anni la norma si è adeguata alle mutate esigenze di una società che considera i video giochi una componente importante del mondo giovanile che, però, racchiude in sé una grande potenzialità ed enormi rischi. Il vecchio impianto dell'art.110 del t.u.l.p.s., a poco a poco, a seguito di interventi del legislatore e della giurisprudenza, si è modificato, creando da un lato una più netta individuazione del rapporto intercorrente tra l'abilità del giocatore e l'aleatorietà della procedura e del meccanismo del gioco, dall'altro la determinazione di un tetto della posta in gioco, al di sotto della quale la vincita resta lecita. La stessa Corte di Cassazione nella sentenza del 6 maggio 1998, n.1625 aveva fortemente ridimensionato la nozione del "fine di lucro", essenziale perché si configuri il gioco d'azzardo; elemento che non può attuarsi quando "la posta in gioco sia talmente esigua da non configurarsi un guadagno economicamente apprezzabile". Gli interventi legislativi degli ultimi anni, ed in modo particolare la legge n.425/95 e la legge n.388/00, hanno tenuto conto di questa diversa 67 impostazione per determinare i parametri distintivi della liceità ed illiceità degli apparecchi per il gioco lecito, ponendo limiti certi e tassativi al costo massimo della giocata e al valore massimo del premio conseguibile. L'uso sconsiderato ed illecito, però, di questi apparecchi e il conseguente allarme sociale che li accompagna ha costretto il legislatore a rimettere in discussione i testi normativi precedenti con nuove soluzioni individuate nell'art.22 della legge 27 dicembre 2002, n.289 (legge finanziaria 2003). La citata novella legislativa ha profondamente mutato l'assetto normativo della materia degli apparecchi da video gioco, attraverso la riformulazione dell'art.110 del t.u.l.p.s, dell'art.38 della legge n.388/00 e dell'art.14-bis del r.d. n.640/ La tabella dei giochi vietati La tabella dei giochi vietati è disciplinata dal comma 1 dell'art.110 del t.u.l.p.s., che viene confermato dalla legge n.289/02 nella sua formulazione precedente, salvo alcuni aggiustamenti unicamente di tipo formale. Il primo comma dell art.110 del t.u.l.p.s. era stato comunque modificato dalla legge n. 388/00, e le novità introdotte possono essere così sintetizzate: l obbligo della tabella dei giochi vietati viene esteso dalle sale da bigliardo o da giuoco a tutti gli altri esercizi, compresi i circoli privati, autorizzati a praticare il gioco o ad installare apparecchi da gioco; nella tabella, oltre i giuochi d'azzardo e a quelli che l'autorità stessa ritenga di vietare nel pubblico interesse, possono essere inseriti le prescrizioni e i divieti specifici che la stessa autorità ritenga di disporre nel pubblico interesse. La giurisprudenza negli ultimi anni aveva sostenuto, in modo quasi unanime, che tutti i pubblici esercizi hanno l'obbligo di esporre la tabella dei giochi. Il termine "sale da biliardo o da gioco", infatti, (utilizzato nel comma 1 dell art.110 del t.u.l.p.s. prima della modifica) doveva essere inteso "in senso comune e cioè come luogo ove, oltre alle varie attività consentite, possa giocarsi anche al biliardo o ad altri giochi leciti, e non già in senso specifico, e cioè esercizio pubblico destinato esclusivamente allo svolgimento di quei giochi. Gli obblighi quindi - dell'esposizione della tabella e della visibilità della stessa nell'esercizio devono essere rispettati per ogni esercizio pubblico autorizzato allo svolgimento dei giuochi" (Cassazione Penale Sezione I, sentenza n del 26 settembre 1984). 78 La legge n.388/00, modificando il comma 1 dell art.110 del t.u.l.p.s., ha confermato questo orientamento giurisprudenziale, prevedendo infatti che la tabella dei giochi vietati deve essere esposta in tutti gli esercizi autorizzati a praticare il gioco e in luogo visibile (art.195 del reg. d'es. del t.u.l.p.s.). Il Ministero dell'interno, nella circolare 557/B (1) del 28 giugno 2001 aveva commentato che "Dalla nuova formulazione della disposizione - differente dalla previgente che imponeva l'obbligo di esporre la tabella dei giochi proibiti solo nelle sale "da biliardo o da gioco" - si comprende come il legislatore abbia conferito un particolare significato alla semplice presenza in un locale di uno o più apparecchi da gioco, tale da imporre l'obbligo di esposizione della tabella. Detta circostanza, che a prima vista potrebbe sembrare di poco rilievo, in concreto comporta non solo la conseguenza che gli apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici installati in un qualunque esercizio non possono riprodurre i giochi vietati contenuti nella tabella, ma anche che il Questore ha la possibilità di imporre particolari prescrizioni e divieti specifici che riguardano appunto tali apparecchi. A tale riguardo e soprattutto in considerazione del fatto che l'esposizione della tabella comporta una sorta di pubblicità notizia, è quanto mai opportuno che nel contesto della medesima siano indicati in modo puntuale gli elementi che caratterizzano e differenziano gli apparecchi automatici per il gioco d'azzardo (art comma) da quelli da trattenimento e di abilità (art comma) e dai giochi leciti (art comma).". La finanziaria 2001 comunque non si è limitata ad individuare con chiarezza i luoghi ove vige l obbligo di esposizione della tabella, ma ha ampliato i contenuti della tabella stessa prevedendo che in essa vi siano indicati: i giochi d azzardo, i giochi non d azzardo che l autorità competente ritenga di vietare nel pubblico interesse, le prescrizioni e i divieti specifici disposti nel pubblico interesse La vidimazione Il comma 1 dell art.110 del t.u.l.p.s. assegna la competenza a vidimare la tabella dei giochi vietati al questore, ma il d.p.r. n.311/01 ha introdotto nell art.195 del reg. di es. del t.u.l.p.s. una modifica a questo dettato legislativo: " In deroga, a quanto previsto dall'art.110, 1 comma della legge, la vidimazione è effettuata dal sindaco o da un suo delegato, in ottemperanza agli elenchi dei giochi vietati, oltre a quelli d'azzardo, stabiliti dal questore, o se si tratta di giochi in uso in tutto lo Stato dal Ministero dell'interno". 89 La legge finanziaria 2003, nella riformulazione del 1 comma dell'art.110 del t.u.l.p.s., ribadisce ancora che " ( ) è esposta una tabella, vidimata dal questore, ( )"; si ritiene comunque ancora vigente la deroga prevista dall'art.195 del reg. d'es. del t.u.l.p.s.. Il Ministero dell interno con nota 557/B A(4) del 7 luglio 2003 ha infatti confermato che la vidimazione della tabella dei giochi, prevista dall art.110 del t.u.l.p.s, spetta all autorità comunale. E' importante comunque sottolineare che al Sindaco è stata trasferita unicamente la competenza alla vidimazione della tabella e non quella di stabilirne i contenuti: prerogativa questa che appartiene unicamente all'autorità di pubblica sicurezza. Questo compito può essere svolto in prima persona dal Sindaco ovvero da una persona a questo delegata, e quindi da un assessore ovvero da un dirigente o da un responsabile di servizio: deve comunque risultare in un atto del comune che questa persona vidima la tabella dei giochi vietati in virtù di una delega concessa. Ma cosa deve intendersi per vidimazione? Questo termine deriva dal latino "vìdimus" e cioè "noi abbiamo visto" ed era la formula che veniva apposta dall autorità competente sui documenti in segno di approvazione. Vidimare quindi significa porre su un documento un segno, quale ad esempio una firma, per renderlo valido o per autenticarne il contenuto: la vidimazione della tabella è testimonianza della sua conformità alla tabella predisposta dal Questore. 3. L'installabilità dei video giochi La normativa, in vigore fino al 31 dicembre 2002, non aveva mai stabilito limiti per l'installabilità dei video giochi per il gioco lecito, a condizione comunque che la loro installazione avvenisse previo rilascio di licenza di polizia di cui all'art.86 del t.u.l.p.s. (nel tempo poi sostituita con denuncia di inizio attività). Eventuali limiti erano posti dai regolamenti locali adottati da moltissimi comuni per disciplinare questa particolare attività. La finanziaria 2003 ha, invece, adottato limiti precisi per l'installazione di questi apparecchi per il gioco lecito sia per quanto attiene i luoghi sia per il numero degli apparecchi collocati in un medesimo esercizio pubblico. 910 3.1. I limiti di luogo Con la legge n.289/02 il legislatore precisa che alcuni apparecchi da trattenimento per il gioco lecito possono essere installati unicamente negli esercizi autorizzati ai sensi dell'art.86 e dell'art.88 del t.u.l.p.s.. Nessuna incertezza sussiste per l'individuazione degli esercizi autorizzati ai sensi dell'art.86 del t.u.l.p.s.: articolo che disciplina i pubblici esercizi quali: le attività ricettive ( alberghi, locande, pensioni, ecc..) 1 ; gli esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande (ristoranti, pizzerie, bar, osterie, pub ecc ) 2 ; le sale gioco ( sale pubbliche per bigliardi o altri giochi leciti); gli stabilimenti di bagni; l'esercizio di somministrazione nei circoli privati 3. Gli esercizi disciplinati dall'art.88 del t.u.l.p.s. sono gli esercizi per la gestione delle scommesse e la sale Bingo. In queste ultime però non possono essere installati gli apparecchi da trattenimento, in quanto il legislatore della legge n.289/02 fa salvo il divieto previsto dall'art.2 del d.m. 31 gennaio 2000, n.29. La disposizione, contenuta nel comma 3, del vigente art.110 del t.u.l.p.s., rappresenta una rilevante novità, in quanto pone limiti precisi alla "possibilità" di installare giochi elettronici per il gioco lecito. Limiti però che sono applicabili unicamente agli apparecchi individuati nell'art.110: al comma 6, alla lettera b) del comma 7. Nelle more di una diversa interpretazione ministeriale 4, si ritiene che il comma 3 dell'art.110 del t.u.l.p.s. non consenta più di installare negli esercizi commerciali, negli esercizi artigianali e comunque in locali diversi dai pubblici esercizi e dalle sale scommesse i video giochi disciplinati dal comma 6 e dalla lettera b) del comma 7 dello stesso articolo 110: in questi 1 Le attività ricettive sono disciplinate dalla legge 29 marzo 2001, n.135, recante la riforma della legislazione nazionale del turismo e, per espressa disposizione dell'art.9 della citata legge, anche dall'art.86 del t.u.l.p.s.. 2 L'attività di somministrazione di alimenti e bevande è disciplinata dalla legge 25 agosto 1991, n. 287 e, per espressa disposizione dell'art.152 del regolamento di esecuzione del t.u.l.p.s., come modificato dal d.p.r. n.311/01, anche dall'art.86 del t.u.l.p.s.. 3 L'attività di somministrazione nei circoli privati è disciplinata dal d.p.r. 4 aprile 2001, n.235 e, per espressa disposizione dell'art.4 del citato d.p.r., anche dall'art.86 del t.u.l.p.s.. 4 Questa disposizione sarà comunque soggetta a interpretazioni discordanti in quanto forti saranno le pressioni delle categorie escluse, quali ad es. le sale Bingo e le tabaccherie (fatta eccezione per quelle che hanno licenza di cui all'art.88 del t.u.lp.s.). 1011 locali eventualmente potranno essere installati, previo rilascio di apposita licenza, gli apparecchi e i congegni da trattenimento per il gioco lecito individuati dalle lettere a) e c) del comma 7. Se gli apparecchi e i congegni da trattenimento per il gioco lecito, individuati dal comma 6, fino alla data del 31 dicembre 2002, non sono mai stati installati in locali aperti al pubblico, in quanto la precedente normativa non ne autorizzava l'installazione, quelli disciplinati dall'attuale comma 7, lett. b) (prima delle modifiche introdotte dalla legge n.289/02 erano previsti dal comma 5) venivano installati, con licenza di cui all'art.86, comma 3, del t.u.l.p.s, anche presso esercizi diversi dagli esercizi pubblici (negli esercizi commerciali ecc..). Dal 1 gennaio 2003 questa installazione sembra non essere più consentita in esercizi non assoggettati ad autorizzazione ai sensi degli articoli 86 o 88 e quindi occorre procedere alla revoca d'ufficio delle licenze rilasciate per esercizi diversi. Se da un lato la finanziaria 2003 vieta l'installazione dei video giochi negli esercizi commerciali ed artigianali, dall'altro ritiene questi apparecchi installabili negli esercizi di cui all'art.88 del t.u.l.p.s., e quindi nelle esercizi per la gestione delle scommesse, prima escluse da questa possibilità. Per le sale scommesse il divieto era posto dall'art.2, comma 1, lettera h) del D.M. 2 giugno 1998, n.174 che stabiliva. " h) l'accettazione delle scommesse avviene nei locali nei quali non si svolgono attività diverse dalla accettazione di scommesse." I limiti quantitativi Oltre a stabilire limitazioni sulla tipologia degli esercizi, ove poter installare alcuni degli apparecchi per il gioco lecito individuati dal t.u.l.p.s., il legislatore della legge n.289/02, al comma 6 dell'art.22, ipotizza l'emanazione di un decreto dirigenziale del Ministero dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, di concerto con il Ministero dell'interno, tenuto conto del parere della Conferenza Stato-città ed autonomie locali, per individuare: il numero massimo di apparecchi, con riferimento alle loro diverse tipologie di cui all'art.110, commi 6 e 7, del t.u.l.p.s., che possono essere installati presso pubblici esercizi o punti di raccolta di altri giochi autorizzati, fermo restando quanto stabilito dall'articolo 1, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 31 gennaio 2000, n. 29; le prescrizioni da osservare ai fini dell'installazione sulla base dei seguenti criteri direttivi: 1112 a) dimensione e natura dell'attività prevalente svolta presso l'esercizio o il locale; b) ubicazione dell'esercizio o del locale. La legge n.289/02, quindi, prevede l uscita di un regolamento per determinare non solo il limite quantitativo degli apparecchi installabili negli esercizi pubblici, ma anche le prescrizioni per la loro installazione, invalidando quanto già disposto in materia dai regolamenti comunali. Il regolamento è stato emanato con decreto 27 ottobre 2003 Determinazione del numero massimo di apparecchi e congegni di cui all art.110, commi 6 e 7, lettera b) del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (T.U.L.PS.) che possono essere installati presso esercizi pubblici, circoli privati e punti di raccolta di altri giochi autorizzati, pubblicato sulla G.U. n. 255 del 3 novembre L'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato nel decreto in esame sceglie di dimensionare esclusivamente gli apparecchi di cui ai commi 6 e 7, lettera b), dell'art.110, lasciando invece libera l'installazione degli apparecchi previsti dal comma 7, lettere a) e c) del medesimo articolo, in quanto questi ultimi giochi non sono vietati ai minori degli anni 18 e non contengono elementi d'azzardo ma solo di puro intrattenimento. Il numero massimo degli apparecchi è individuato come nella tabella di seguito riportata: Tipologia degli esercizi Numero massimo di apparecchi - bar ed esercizi similari n.1 ogni 15 mq (max 2 fino a 50 mq, elevabile di un'unità per ogni ulteriori 50 mq fino ad un numero max di 4) - ristorante ed esercizi similari n.1 ogni 30 mq (max 2 fino a 100 mq, elevabile di un'unità per ogni ulteriori 100 mq fino ad un numero max di 4) - stabilimento balneare ed esercizi similari n.1 ogni 1000 mq (max 2 fino a 2500 mq, elevabile di un'unità per ogni ulteriori 2500 mq fino ad un numero max di 4) - albergo ed esercizi similari n.1 ogni 20 camere (max 4 fino a 100 camere, elevabile di un'unità per ogni ulteriori 100 camere fino ad un numero max di 6) - sala pubblica da gioco n.1 ogni 10 mq ( il numero complessivo non deve superare il numero dei giochi delle altre tipologie) - agenzia di raccolta di scommesse ed esercizi autorizzati ai sensi dell'art.88 del t.u.l.p.s. n.1 ogni 15 mq (max 6 fino a 100 mq, elevabile di un'unità per ogni ulteriori 100 mq fino ad un numero max di 8) 1213 - esercizio di raccolte scommesse - circoli privati di cui al d.p.r. n.235/01 con autorizzazione alla somministrazione bevande - circoli privati di cui al d.p.r. n.235/01 con autorizzazione alla somministrazione alimenti n.1 ogni 15 mq (max 2 fino a 50 mq, elevabile di un'unità per ogni ulteriori 50 mq fino ad un numero max di 4) n.1 ogni 15 mq (max 2 fino a 50 mq, elevabile di un'unità per ogni ulteriori 50 mq fino ad un numero max di 4) n.1 ogni 30 mq (max 2 fino a 100 mq, elevabile di un'unità per ogni ulteriori 100 mq fino ad un numero max di 4) L'art.3 del decreto fissa, poi, delle disposizioni generali che prevedono: a) il divieto di installazione degli apparecchi, di cui ai commi 6 e 7, lettera b) dell'art.110 del t.u.l.p.s.: in tutte le aree poste all'esterno degli esercizi ove è possibile la loro installazione e quindi degli esercizi assoggettati alle licenze di cui agli artt.86 e 88 del tulps (escluso le sale bingo); nelle attività di somministrazione al servizio di ospedali, luoghi di cura, scuole od istituti scolastici e nelle pertinenze dei luoghi di culto; b) l obbligo di installare nelle attività di somministrazione di alimenti e/o bevande, negli stabilimenti balneari nelle attività ricettive, nei circoli privati e negli esercizi che raccolgono scommesse, oltre agli apparecchi di cui ai commi 6 e 7 lettera b) dell art.110, anche altri apparecchi e congegni; c) il divieto di installare nelle sale pubbliche da gioco gli apparecchi di cui ai commi 6 e 7 lettera b) dell art.110 in numero superiore al numero complessivo delle altre tipologie di apparecchi o congegni presenti nell esercizio stesso; d) nessun obbligo nelle agenzie di raccolta scommesse di installare oltre agli apparecchi di cui ai commi 6 e 7 lettera b) dell art.110, altre tipologie di apparecchi o congegni ; e) una separazione fisica, più o meno rigida a seconda della tipologia di esercizio tra apparecchi che appartengono alle tipologie individuate dai commi 6 e 7 lettera b) dell'art.110 e le altre tipologie di giochi e precisamente: nelle attività di somministrazione di alimenti e/o bevande, negli stabilimenti balneari, nei circoli privati e negli esercizi che raccolgono scommesse, gli apparecchi di cui ai commi 6 e 7 lettera b) dell art.110, non devono essere contigui ad altre tipologie di apparecchi; nelle attività ricettive e nelle sale pubbliche da gioco gli apparecchi di cui ai commi 6 e 7 lettera b) dell art.110, devono essere collocati in aree specificatamente dedicate. Il decreto 27 aprile 2003 stabilisce anche alcune disposizioni transitorie, prevedendo che fino al 30 aprile 2004, nel computo degli apparecchi di cui 1314 all art.110, comma 7, lettera b) che si possono installare, non si deve tenere conto di quelli installati anteriormente la data di efficacia del decreto stesso (3 novembre 2003) a condizione che siano in regola con il nulla osta rilasciato e siano state assolte le imposte per gli anni 2003 e Le altre disposizioni, individuate dall art.3 del decreto e che precisano le modalità di installazione di questi apparecchi, sono in vigore dal 3 novembre Occorre quindi prevedere una procedura per regolarizzare quegli esercizi pubblici che hanno installato un numero superiore di apparecchi di cui all art.110, comma 7 lettera b) (gli apparecchi di cui all art.110 comma 6 non sono ancora distribuiti sul territorio nazionale). Considerato non solo le limitazioni quantitative di questi apparecchi, ma anche l obbligo di installare contemporaneamente agli apparecchi di cui ai commi 6 e 7 lettera b), anche altri apparecchi e congegni (che devono comunque essere autorizzati), si ritiene opportuno invitare tutti coloro che hanno installato questi apparecchi di presentare, entro la data del 30 aprile , una nuova denuncia di inizio attività nella quale dichiararne il numero e la tipologia. Questa regolarizzazione, tramite una nuova d.i.a., consente di poter ritenere non autorizzati, ai sensi dell art.86 del t.u.l.p.s., quegli apparecchi che eventualmente dal 1 maggio 2004 saranno installati in soprannumero negli esercizi pubblici. Questi apparecchi infatti potrebbero essere in numero superiore, rispetto a quanto stabilito dal decreto in esame, ma essere autorizzati perché installati in data antecedente al decreto stesso. In tale ipotesi non potrebbero applicarsi le sanzioni amministrative previste per violazione dell art.86 del t.u.l.p.s. essendo apparecchi già autorizzati, ma neanche altre sanzioni poiché nulla è disposto in merito nel decreto 27 ottobre 2003 né nell art.110 del t.u.l.p.s.. E inoltre indispensabile disporre con un apposita ordinanza che, quale prescrizione di cui all art. 9 del t.u.l.p.s., gli apparecchi disciplinati dai commi 6 e 7 lettera b) devono essere collocati secondo le modalità indicate dall art.3 del d.m. 27 ottobre 2003; in tal modo, qualora si accerti la non ottemperanza a questa prescrizione, potranno essere applicate le sanzioni previste dall art.17-bis, secondo comma, del t.u.l.p.s.. La collocazione degli apparecchi di cui all art.110 commi 6 e 7 lettera b) con modalità conformi a quanto stabilito dall art.3 del decreto 27 ottobre 2003, che prevede una non contiguità ovvero una separazione tra le diverse tipologie di apparecchi ed un divieto di installarli all esterno dei locali, dovrà 5 Si rammenta anche che entro questa data gli apparecchi di cui all art.110, comma 7, lettera b) devono essere resi conformi alle caratteristiche previste per i giochi leciti e quindi non potranno più consentire il prolungamento o la ripetizione della partita. 1415 anche essere dichiarata nella d.i.a. dall interessato, che effettua tale dichiarazione sotto la propria personale responsabilità. Si rammenta che, ai sensi dell art.21 della legge n.241/90, con la denuncia di cui all art. 19 l'interessato deve dichiarare la sussistenza dei presupposti e dei requisiti di legge richiesti e che in caso di dichiarazioni mendaci o di false attestazioni non è ammessa la conformazione dell'attività e dei suoi effetti a legge o la sanatoria prevista dagli articoli medesimi ed il dichiarante è punito con la sanzione prevista dall'articolo 483 del codice penale, salvo che il fatto costituisca più grave reato. Se l ufficio dell amministrazione comunale, responsabile di questi procedimenti amministrativi, non ritiene opportuno ricorrere alla presentazione di una nuova d.i.a., si dovrà emanare un ordinanza per imporre entro il 30 aprile 2004, di eliminare gli apparecchi in soprannumero dichiarando che per questi l autorizzazione rilasciata deve intendersi revocata: questa soluzione appare comunque meno soddisfacente in quanto non dà certezza sul reale numero degli apparecchi installati negli esercizi pubblici. 4. Gli apparecchi per il gioco lecito (art.110, comma 6) Il comma 6 del t.u.l.p.s., vigente dal 1 gennaio 2003, e modificato dal d.l. 30 settembre 2003, n.269, convertito con modificazioni con l. 24 novembre 2003 n.326, introduce una nuova tipologia di apparecchi per il gioco lecito, la cui caratteristica principale è la corresponsione di somme denaro. La scelta del legislatore, di introdurre tra gli apparecchi per il gioco lecito anche quelli che possono erogare ai giocatori vincite sotto forma di modiche somme di denaro, è stata dettata dalla speranza di scoraggiare in questo modo l uso di apparecchi manomessi. Questi nuovi apparecchi devono avere particolari caratteristiche: gli elementi di abilità o trattenimento devono essere preponderanti rispetto all'elemento aleatorio - questo è un requisito indispensabile affinché non si configuri il gioco d'azzardo, come definito dall'art.721 del codice penale; possono essere attivati solo con l'introduzione di moneta metallica - con questa disposizione comunque non è ammesso il lettore di banconote; il costo della partita non deve superare 50 centesimi di euro; la durata della partita è compresa tra sette e tredici secondi; 1516 le vincite sono costituite da somme di denaro, ciascuna comunque di valore non superiore 50 euro, erogate dalla macchina subito dopo la sua conclusione ed esclusivamente in monete metalliche - le vincite sono computate dall'apparecchio, in modo non predeterminabile, su un ciclo complessivo di partite, e devono risultare non inferiori al 75 per cento delle somme giocate; gli apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o comunque anche in parte le sue regole - il divieto di riprodurre il gioco del poker evita che l'elemento aleatorio sia preponderante rispetto agli elementi di abilità o trattenimento e la precisazione che esso si estende anche ai giochi che ne riproducono le regole può essere interpretata nel senso che sono vietati i giochi che, pur non utilizzando le carte da gioco, si svolgono anche solo in parte secondo le regole del poker. Gli apparecchi che erogano, come vincita, delle somme di denaro, non possono essere utilizzati dai minori di anni 18 (anche se accompagnati da un familiare). Questo divieto, quindi, è posto limitatamente all'utilizzo degli apparecchi individuati dal comma 6 dell'art.110 del t.u.l.p.s. e non si applica per le altre tipologie di apparecchi per il gioco lecito. Naturalmente un' estensione del divieto di uso da parte di minori dei video giochi, di cui al comma 7, dell'art.110 del t.u.l.p.s., può essere inserita dal questore nella tabella dei giochi vietati, se si ravvisano motivi di pubblico interesse. 5. Altri apparecchi per il gioco lecito (art.110, comma 7) Nel comma 7, dell'art.110 del t.u.l.p.s., modificato dal d.l. 30 settembre 2003, n.269, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003, n.326, il legislatore della legge finanziaria 2003 ha previsto altri apparecchi da trattenimento per il gioco lecito, classificandoli in tre tipologie I giochi previsti dalla lettera a) del comma 7 Nella categoria individuata con la lettera a) sono inseriti gli apparecchi elettromeccanici, attraverso i quali il giocatore esprime la sua abilità fisica, mentale o strategica, aventi le seguenti caratteristiche: privi di monitor; 1617 attivabili unicamente con l'introduzione di monete metalliche, di valore complessivo non superiore, per ciascuna partita, ad 1 euro; distribuiscono, direttamente e immediatamente dopo la conclusione della partita, premi consistenti in prodotti di piccola oggettistica, non convertibili in denaro o scambiabili con premi di diversa specie. In tal caso il valore complessivo di ogni premio non può essere superiore a venti volte il costo della partita e quindi nel massimo pari a 20 euro. gli apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o comunque anche in parte le sue regole - questo divieto già previsto per gli apparecchi disciplinati dall art.110, comma 6, è individuato dall art.7-bis dell art.110 introdotto dall art.39 del d.l n. 269/2003, convertito con modificazioni con legge 24 novembre 2003 n.326. Nella lettera a) del comma 7, dell'art.110 del t.u.l.p.s., è stata quindi enucleata un'altra nuova categoria di apparecchi per il gioco lecito, privi di monitor; categoria che ripropone parzialmente le caratteristiche previste per i giochi disciplinati dal vecchio comma 6 dell'art.110. Nel confronto delle due tipologie emergono alcune differenze: comma 6, art.110, in vigore fino al apparecchi anche dotati di monitor attivabili con moneta metallica o gettone premi di valore complessivo non superiore a dieci volte il costo della partita (max 10 euro) comma 7, lettera a), art.110, in vigore dall' apparecchi senza monitor attivabili solamente con moneta metallica valore complessivo di ogni premio non superiore a venti volte il costo della partita (max 20 euro) non richiesto il nulla osta necessario il nulla osta dell'amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato non possono riprodurre gioco del poker (dal ) 1718 alcune analogie: comma 6, art.110, in vigore fino al premi consistenti in prodotti di piccola oggettistica, non convertibili in denaro o scambiabili con premi di diversa specie comma 7, lettera a), art.110, in vigore dall' premi consistenti in prodotti di piccola oggettistica, non convertibili in denaro o scambiabili con premi di diversa specie Diversamente da quanto disposto alla lettera b) del comma 7 in argomento, il legislatore non prevede una fase transitoria per regolarizzare gli apparecchi già installati, aventi in parte le caratteristiche previste dal precedente comma 6 dell'art.110 del t.u.l.p.s. e pertanto, dal 1 gennaio 2003, questi apparecchi possono essere installati solo alle seguenti condizioni: devono essere conformi alle caratteristiche individuate dall'attuale comma 7, lettera a) del t.u.l.p.s; devono essere denunciati all'amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato per il rilascio del nulla osta; devono essere contrassegnati con un numero progressivo e dotati di scheda esplicativa riportante le caratteristiche tecniche; devono essere oggetto di denuncia di inizio attività ai sensi dell'art.86 del t.u.l.p.s.. Gli apparecchi della lettera a) inoltre possono essere installati anche in esercizi diversi da quelli assoggettati alle licenze di cui agli artt.86 e 88 del t.u.l.p.s, - e quindi anche negli esercizi commerciali, nelle tabaccherie, negli esercizi artigianali ecc..- in quanto l'installabilità è limitata dal comma 3 del vigente art.110 del t.u.l.p.s. unicamente per gli apparecchi automatici di cui ai commi 6 e 7, lettera b), del medesimo articolo. A questi apparecchi sono ammessi a giocare anche i minori, salva diversa prescrizione fatta inserire dal Questore nella tabella dei giochi vietati I giochi previsti dalla lettera b) del comma 7 E' questa la categoria ove sono stati relegati i video giochi, o meglio gli apparecchi automatici, semiautomatici ed elettronici da trattenimento o da gioco di abilità, prima disciplinati dal comma 5 dell'art.110 del t.u.l.p.s.. Questi giochi, nei quali gli elementi di abilità o trattenimento sono preponderanti rispetto all'elemento aleatorio, alla luce delle nuove disposizioni sono così caratterizzati: 1819 si attivano solo con l'introduzione di moneta metallica; il valore per ciascuna partita non deve essere superiore a 50 centesimi di euro; possono consentire per ciascuna partita, subito dopo la sua conclusione, il prolungamento o la ripetizione della partita, fino a un massimo di dieci volte(ma solo fino al 30 aprile 2004 questo termine è individuato dal dall art.39 del d.l n. 269/2003, convertito con modificazioni con legge 24 novembre 2003 n.326); gli apparecchi non possono riprodurre il gioco del poker o comunque anche in parte le sue regole - questo divieto è individuato dall art.7-bis dell art.110 introdotto dall art.30 del d.l n. 269/2003, convertito con modificazioni con legge 24 novembre 2003 n.326, (e sembra comunque non applicabile fino alla data del 1 maggio 2004 per interpretazione contenuta nella circolare Prot. n. UDG/578 del 26 novembre 2003 della Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) Confrontando i giochi previsti dall'attuale comma 7, lettera b), dell'art.110 del t.u.l.ps. con quelli in precedenza disciplinati dal comma 5 si notano le seguenti differenze: comma 5, art.110, in vigore fino al si attivano sia con monete metalliche che con banconote (lettore di banconote) il valore del costo della partita non supera il valore della moneta metallica corrente di valore non superiore ad 1 euro comma 7, lettera b), art.110, in vigore dall' si attivano solo con l'introduzione di moneta metallica il valore del costo di ciascuna partita non superiore a 50 centesimi di euro la durata di ciascuna partita non può essere inferiore a dodici secondi non determinata la durata della partita non possono riprodurre gioco del poker (se regolarizzati entro la data del si applica dal ) alcune analogie: comma 5, art.110, comma 7, lettera b), art.110, 1920 in vigore fino al possono distribuire premi che consistono, per ciascuna partita ed immediatamente dopo la sua conclusione, nel prolungamento o ripetizione della partita stessa fino ad un massimo di dieci volte l'elemento abilità e trattenimento è preponderante rispetto all'elemento aleatorio in vigore dall' consentono per ciascuna partita, subito dopo la sua conclusione, il prolungamento o la ripetizione della partita, fino ad un massimo di dieci volte gli elementi di abilità o trattenimento sono preponderanti rispetto all'elemento aleatorio Considerato che il comma 7, lettera b), dell'art.110 del t.u.l.p.s. disciplina apparecchi già installati, il legislatore ha ritenuto di consentire la loro utilizzazione, prevedendo due fasi di regolarizzazione ( i cui termini sono stati modificati dal d.l. n.269/2003, convertito con modificazioni con legge 24 novembre 2003 n.326). Nella prima fase, che decorre dal 1 gennaio 2003 al 30 aprile 2004, questi apparecchi possono essere impiegati solo se denunciati ai sensi dell'articolo 14-bis del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, e se per essi sono state assolte le relative imposte. Gli apparecchi in argomento quindi : possono essere attivati unicamente con una moneta metallica e quindi deve essere eliminato da quelli già installati il lettore di banconote (dal 1 gennaio 2003); devono essere modificati in modo tale che il costo della partita passi da 1 euro a 50 centesimi di euro (dal 1 gennaio 2003) Per essi i proprietari o i gestori : devono presentare denuncia su apposito modello, ai sensi dell'art.14 bis del d.p.r. n.640/72, all'amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato (entro 21 marzo 2003); devono autocertificare, al momento della presentazione della denuncia, la sussistenza nel video gioco dei requisiti tecnici previsti dall'art.110 del t.u.l.p.s.; devono corrispondere l'imposta dovuta per l'anno 2003 su un imponibile di euro (entro 21 marzo 2003). L'art.14-bis dispone infatti che " Entro il 15 febbraio 2003 (termine poi prorogato al 21 marzo) gli apparecchi e congegni automatici, semiautomatici ed elettronici per il gioco lecito, come definiti ai sensi dell'articolo 110, comma 7, del predetto testo unico, installati prima del 1 gennaio 2003, devono essere denunciati, con apposito modello 20 Vedere altro
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 art.86
 art.110
 art.86
 art.38
 art.110
 art.110
 art.38
 art.110
 art.14
 art. 39
 art. 110
 art. 110
 art.110
 art.39
 art.110
 art.110
 art.110
 art.7
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 sentenza 
 art.110
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 sentenza 
 art.110
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 art.195
 art.110
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 articolo 110
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 art.110
 art.110
 art.3
 art.110
 art.110
 art.86
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 art.110
 art. 9
 art.3
 art.17
 art.110
 art.3
 art.110
 art.21
 art. 19
 art.110
 art.7
 art.110
 art.39
 art.110
 art.110
 art.110
 art.110
 art.110
 art.39
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 art.110
 art.30
 art.110
 art.110
 art.110
 art.110
 art.110
 Articolo 1
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 art. 110
 Art.1
 Art.2
 Articolo 1
 Articolo 2
 Art.1
 Art.2
 Art.3
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 Articolo 1
 Articolo 2
 Art. 110
 Art. 1
 ART. 1
 art. 49