Source: https://www.asgi.it/allontamento-espulsione/detenzione-centro-accoglienza-sentenza-khlaifia-italia/
Timestamp: 2018-09-24 07:31:46+00:00

Document:
Detenzione in centri di accoglienza, un commento sulla sentenza Khlaifia vs Italia - Asgi
21/02/2017 Allontanamento / Espulsione,Asilo / Protezione internazionale,Attività,Azioni legali,Commenti	Accoglienza, CEDU, Giurisprudenza, Hotspots, Lampedusa, Tunisia
Un commento di Francesco Ferri sulla prima condanna per l’illegittima detenzione dei migranti all’interno dei centri di prima accoglienza italiani. “La sentenza è di primaria importanza anche perché mette in discussione le prassi detentive attuali all’interno degli hotspot”.
La Grande Camera della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per il trattenimento illegittimo di tre cittadini tunisini, confermando la sussistenza della violazione del Diritto alla libertà e alla sicurezza, art. 5 CEDU, e del Diritto ad un ricorso effettivo, art. 13 CEDU. Si tratta di una decisione di assoluta rilevanza: è la prima condanna per l’illegittima detenzione dei migranti all’interno dei centri di prima accoglienza italiani. La sentenza è di primaria importanza anche perché mette in discussione le prassi detentive attuali all’interno degli hotspot.
Luca Masera a Strasburgo, settembre 2016 (CCO)
Il regolamento UE n. 603/2013 disciplina i rilievi fotodattiloscopici nei confronti di stranieri di età non inferiore a 14 anni che abbiano presentato domanda di protezione internazionale , o che siano fermati dalle competenti autorità di controllo in relazione all’attraversamento irregolare via terra, mare o aria della frontiera in provenienza da un paese terzo e che non siano stati respinti, o che rimangano fisicamente nel territorio e che non siano in stato di custodia, reclusione o trattenimento per tutto il periodo che va dal fermo all’allontanamento sulla base di una decisione di respingimento. In entrambi i casi i rilevamenti devono essere effettuati quanto prima e devono essere trasmessi al sistema centrale EURODAC entro 72 ore.
Siamo davanti ad una prassi di trattenimento informale, non codificata da nessuna previsione normativa, attuata senza che sia prodotto un ordine formale di trattenimento, senza che un giudice convalidi tale ordine, senza che la persona in condizione di detenzione possa esercitare il diritto di presentare un ricorso a un tribunale, affinché decida entro breve termine sulla legittimità della sua detenzione. Nel corso del tempo si sono registrate prassi altamente disomogenee nei vari hotspot attualmente attivi. In alcuni hotspot e in alcuni periodi i rilievi fotodattiloscopici avvengono, specialmente quando gli arrivi non sono numericamente significativi, in tempi tendenzialmente rapidi. In altri hotspot, e in specifici momenti di sovraffollamento, i trattenimenti si prolungano anche a lungo.
Garantire i diritti degli stranieri soccorsi in mare e sbarcati – Documento dell’ ASGI inviato al Ministero dell’interno il 21 ottobre 2015
La scheda dell’ASGI sul divieto dell’uso della forza per l’identificazione degli stranieri – Scheda dell’ASGI del 18 dicembre 2014
Il diritto negato: dalle stragi in mare agli hotspot – Documento della sezione ASGI Puglia del 22 gennaio 2016
Rapporto sui centri di identificazione ed espulsione in Italia – Commissione straordinaria per la ttela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica – aggiornato al 2 gennaio 2017
La pronuncia della Grande Camera della Corte EDU sui trattenimenti (e i conseguenti respingimenti) di Lampedusa del 2011 – Penale Contemporaneo, 23 dicembre 2016
Per leggere il testo (in lingua inglese) della sentenza qui annotata, clicca qui. Per la traduzione italiana, pubblicata sul sito internet del Ministero della Giustizia, clicca qui.
Da Palermo al CIE di Roma quattro donne nate e cresciute in Italia. È questa la “Sicurezza” che vogliamo?
Bonus bebè a chi ha permesso per lavoro : nuova decisione del tribunale di Bergamo

References: sentenza 
 sentenza 
 art. 5
 art. 13
 sentenza 
 sentenza