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Timestamp: 2014-07-26 19:13:28+00:00

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Sentenze di diritto e procedura penale, diritto civile, di diritto costituzionale ed amministrativo » CanestriniLex :: Studio Legale Canestrini Studio Legale Canestrini
Autorità Cassazione penale
186 C.d.S.,
art. 10 Costituzione,
Autorità Consiglio di Stato
Laddove l'autorità amministrativa non abbia preso parte al
giudizio penale concluso con l’assoluzione del ricorrente
non sussiste alcun vincolo di giudicato ex art. 652 c.p.p.
che impedisca l’autonomo apprezzamento dei fatti oggetto
dei provvedimenti impugnati da parte del G.A.: quindi il
giudice amministrativo, in mancanza di un espresso divieto
di legge e in ossequio al principio dell’atipicità delle
prove, ben può utilizzare come fonte anche esclusiva del
proprio convincimento le prove raccolte nel giudizio penale
conclusosi con sentenza non esplicante autorità di
giudicato nei confronti di tutte le parti della causa
amministrativa e ricavare gli elementi di fatto dalla
sentenza e dagli altri atti del processo penale, purché le
risultanze probatorie siano sottoposte a un autonomo vaglio
critico svincolato dall’interpretazione e dalla
valutazione che ne abbia già dato il giudice penale, e
purché la valutazione del materiale probatorio sia
effettuata in modo globale e non frammentaria e limitata a
singoli elementi di prova”.
colpa medica,
Nella valutazione sul profilo soggettivo della della colpa,
vanno considerate le contingenze del caso concreto con
conseguenze sulla concreta esigibilità della condotta
astrattamente doverosa: nelle emergenza anche le cose facili
libera manifestazione del pensiero,
Nella presentazione di un esposto con il quale si richieda
l'intervento della autorità amministrativa su fatto del
dipendente "ritenuto" contrario alla deontologia, anche se
nel comunicato vengono usate espressioni oggettivamente
aspre e polemiche, non è configurabile il delitto di
diffamazione. Infatti, nel bilanciamento tra due beni
costituzionalmente protetti, il diritto di critica (art. 21
Cost.) e quello alla dignità personale (artt. 2 e 3 Cost.),
occorre dare la prevalenza alla libertà di parola, senza la
quale la dialettica democratica non potrebbe realizzarsi.
Autorità Corte di giustizia Argomenti correlati:
art. 54 CAAS,
L’articolo 54 della convenzione di applicazione
dell’Accordo di Schengen, del 14 giugno 1985, tra i
governi degli Stati dell’Unione economica Benelux, della
Repubblica federale di Germania e della Repubblica francese
relativo all’eliminazione graduale dei controlli alle
frontiere comuni, firmata a Schengen (Lussemburgo) il 19
giugno 1990, deve essere interpretato nel senso che una
decisione di non luogo a procedere che osta, nello Stato
contraente in cui tale decisione è stata emessa, a un nuovo
procedimento penale per i medesimi fatti contro la stessa
persona che ha beneficiato di detta decisione, salvo
sopravvenienza di nuovi elementi a carico di quest’ultima,
deve essere considerata una decisione che reca una sentenza
definitiva, ai sensi di tale articolo, e che preclude
pertanto un nuovo procedimento contro la stessa persona per
i medesimi fatti in un altro Stato contraente (per
approfondimenti, cfr. l'articolo sul "Ne bis in idem in
ambito nazionale e ambito
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Assegno di mantenimento non può essere sostituito da regali (Cass. Pen. 23017/14) Autorità Corte di Cassazione
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Autorità Corte di giustizia europea
art. 50 Carta dei diritti fondamentali
dell’accordo di Schengen è compatibile con l’articolo
50 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione
europea anche nella parte nella quale subordina
l’applicazione del principio del ne bis in idem alla
condizione che, in caso di condanna, la sanzione «sia stata
eseguita» o sia «in corso di esecuzione attualmente»;
peraltro, l’articolo 54 della suddetta convenzione deve
essere interpretato nel senso che il solo pagamento della
sanzione pecuniaria penale, inflitta ad una persona che con
la medesima decisione di un giudice di un altro Stato membro
sia stata condannata ad una pena detentiva che non è stata
eseguita, non consente di considerare che la sanzione sia
stata eseguita o sia in corso di esecuzione ai sensi di tale
Autorità Cassazione civile
art. 73 TU stupefacenti
Nella valutazione della sussistenza del giustificato motivo
oggettivo di licenziamento di un lavoratore avente le
mansioni di guida di automezzi pesanti di trasporto di
rifiuti sulla pubblica via, il quale, con sentenza penale di
condanna per il reato di detenzione illegale di sostanze
stupefacenti sia risultato consumatore di sostanze
stupefacenti, è necessario - nella situazione normativa
antecedente l'emanazione della disciplina attuativa dei
primi due commi dell'art. 125 del d.P.R. n. 308 del 1990 -
che il lavoratore fornisca piena prova, attraverso la
produzione dell'esito di esami tossicologici ad hoc - del
proprio avvenuto pieno recupero, con la conseguente
dismissione dell'abitudine al consumo di sostanze
stupefacenti, la quale - anche al di sotto della soglia
della tossicodipendenza- è da sola sufficiente ad inibire
la guida di veicoli su strada (ex art. 187 del codice della
strada) e ad esporre il datore di lavoro al rischio di
essere chiamato a rispondere di eventuali danni cagionati a
Le sentenze pubbblicate sono ovviamente frutto di personalissima scelta: alcune condivisibili, altre meno. Nessuna è peraltro vincolante in un altro giudizio. L'Italia è infatti un paese di cd. civil law, sistema sviluppato nell'Europa continentale a partire dal diritto romano-giustinianeo. Il sistema giuridico di civil law(tradizionalmente distinto dai sistemi dicommon law) si basa su un ruolo importante dell'università (dottrina giuridica e educazione dei giuristi) e su un sistema di codici(aggregato omogeneo di leggi e norme).In questi sistemi il giudice si deve attenere, per quanto possibile, alla lettera della legge, come disposto dall'articolo 12 delle Preleggi (introdotte come il codice civile con regio decreto 16 marzo 1942, n. 262), articolo rubricato interpretazione della legge: Nell'applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore. Se una controversia non può essere decisa con una precisa disposizione, si ha riguardo alle disposizioni che regolano casi simili o materie analoghe; se il caso rimane ancora dubbio, si decide secondo i princìpi generali dell'ordinamento giuridico dello Stato. In sintesi (ma i problemi non mancano di certo): una sentenza non costituisce un precedente vincolante, ma con lo sviluppo del sistema giuridico sempre maggiore autorevolezza viene attribuita alla giurisprudenza, in particolare quella della Corte di Cassazione. Le decisioni di tale giudice, pur non avendo forza di legge, sono infatti utilizzate dai giudici di merito per formare le proprie sentenze (cd. funzione nomofilattica onomofiliachia). Ciò perchè le sentenze delle corti supreme contengono o enunciano principi di diritto da cui è difficile discostarsi motivatamente.Difficile, ma non impossibile: in questo sviluppo dell'interpretazione del diritto sta uno dei compiti più alti per l'avvocatura, attore (e non spettatore) della giustizia. Categorie
stupefacenti ne bis in idem estradizione guida in stato di ebbrezza art. 73 tu stupefacenti processo penale droga brasile 32/14 incidente di esecuzione rideterminazione della pena art. 652 art. 10 costituzione tortura incarico professionale amnesty international 186 c.d.s., sentenza straniera avvocato processo amministrativo Recenti Pubblicazioni
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References: art. 10
 art. 652
 sentenza 

sentenza 

art. 54
 sentenza

art. 50

art. 73
 sentenza 
 art. 187
 sentenza 
 art. 73
 art. 652
 art. 10
 sentenza 
 sentenza