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Timestamp: 2017-10-22 08:27:56+00:00

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Articolo 62: Antitrust sanziona Coop Italia e Adriatica per abuso di posizione commerciale contro piccolo fornitore che nel frattempo è fallito. La replica di Coop - Il Fatto Alimentare
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Redazione Il Fatto Alimentare 25 gennaio 2016	Supermercato Commenti 6,769 Visto
Vi proponiamo l’articolo pubblicato sul sito Teatronaturale.it sulla prima e unica sentenza dell’Antitrust che in virtù dell’articolo 62 della legge 27/2012, censura Coop Italia e Coop Adriatica per abuso di posizione commerciale nei confronti di un piccolo fornitore di pere strozzato dalle continue richieste di sconti e promozioni.
Il rapporto commerciale inizia con reciproca soddisfazione ma, pian piano, la Grande Distribuzione chiede condizioni sempre più stringenti, sconti sempre più alti. Poi allusioni, che possono suonare come minacce, a scegliere un altro partner commerciale nel caso non vengano accettare le condizioni contrattuali chieste dal buyer. Un cappio intorno al collo che si stringe, anno dopo anno, fino alla chiusura dei rubinetti, ovvero l’interruzione degli ordini e delle forniture. Il legislatore ha voluto porre un freno contro lo strapotere dei buyer della Grande Distribuzione attraverso una legge, la 1/2012 e il suo articolo 62, che impone non solo il pagamento in tempi ragionevoli ma una certa trasparenza nei contratti e nei rapporti. Coop Italia e Coop Adriatica, stando alla sentenza emessa dall’Antitrust, non si sarebbero attenute alla norma e quindi sono state multate per complessivi 49 mila euro. Entrambe le società hanno già annunciato che proporranno ricorso al Tar Lazio.
La storia è quella di un piccolo fornitore di pere, la Celox Srl, che avvia un rapporto commerciale con le due insegne della GDO a partire dal 1998. L’accordo viene tacitamente rinnovato di anno in anno ma le condizioni paiono sempre più stringenti. Nel corso del procedimento di fronte all’Antitrust, lo squilibrio tra le due posizioni negoziali emerge chiaramente in più passaggi. Significativo, perché può essere capitato a molte piccole imprese, il seguente paragrafo che riportiamo integralmente dalla sentenza dell’Antitrust: “Da uno scambio di mail acquisito in sede ispettiva emerge, invece, in modo lampante la forza di Coop Italia e Centrale Adriatica nell’imporre al fornitore di pere tali particolari condizioni a proprio favore: a fronte delle contestazioni di Celox che rilevava che “a quel prezzo [promozionale imposto] non potev[a] consegnare la merce perché andav[a] sottocosto”, Centrale Adriatica controbatteva, inizialmente, che avrebbe valutato la disponibilità di altri fornitori e concludeva, poi, riferendo di aver “stretto un accordo ulteriormente vantaggioso con altro fornitore per cui la liberiamo da ogni impegno”.
Secondo l’Antitrust: “Coop Italia e Centrale Adriatica hanno gestito la cessazione del rapporto con Celox, consapevoli della propria posizione di forza commerciale nei confronti del fornitore. In particolare, non essendo “mai stati presi impegni circa le quantità da ordinare”, Centrale Adriatica ha potuto, nei primi mesi del 2014, annullare del tutto gli ordinativi relativi alle pere estere e ridurre drasticamente quelli relativi alle pere nazionali effettuati a Celox126, nonostante fossero state definite le condizioni commerciali valide per tutto il 2014.”
Lo squilibrio delle posizioni negoziali che, a norma dell’articolo 62 della legge 1/2012, non è concesso a nessun operatore si desume, quindi, da una mancanza di effettiva negoziazione tra le parti (Coop Italia e Coop Adriatica imponevano le proprie condizioni al fornitore) e dalle condizioni poste che appaiono “ingiustificatamente onerose” come la richiesta di scontistiche extracontrattuali che potevano arrivare fino al 35%. Il giudizio di fronte all’Antitrust ha quindi punito Coop Italia e Coop Adriatica per una sorta di abuso di posizione dominante in violazione dei “principi di correttezza, proporzionalità e reciproca corrispettività delle prestazioni con riferimento ai beni forniti, ai sensi dell’art. 62, comma 1, configurandosi altresì come sleale nei confronti del proprio fornitore.”
La sentenza dell’Antitrust, oltre a far discutere, rappresenta sicuramente un passaggio storico, essendo la prima volta che si applica il principio della sussistenza di un “significativo squilibrio di forza commerciale” tra le parti del rapporto di fornitura. L’Antitrust delibera “che le società Coop Italia S.c. a r.l. e Centrale Adriatica S.c.a.r.l. si astengano dal porre in essere, nei confronti dell’operatore Celox Trade S.r.l., condotte commerciali analoghe a quelle descritte nei punti che precedono.” La Celox è però nel frattempo fallita.
Aberto Grimelli direttore di TeatroNaturale
Riceviamo e pubblichiamo una nota con la posizione di Coop Italia sulla vicenda.
“In relazione al caso singolo a noi contestato, di cessazione del rapporto con il grossista di Ortofrutta Celox, consideriamo illegittimo il provvedimento sanzionatorio dell’Antitrust e riteniamo l’impostazione complessiva grave e foriera di ostacoli per il corretto svolgersi dei rapporti commerciali in un settore delicato come quello agricolo.Per questa ragione Coop Italia proporrà urgente ricorso al giudice competente, riservandosi ogni azione nelle diverse sedi a tutela dei suoi legittimi comportamenti, ma anche e soprattutto a tutela dei valori che da sempre ispirano la sua azione”.“Un provvedimento che presenta gravi illegittimità per le carenze nella fase istruttoria, per l’assoluta genericità della motivazione e per la violazione del principio di contraddittorio. Riteniamo infatti che non siano state valutate adeguatamente le argomentazioni presentate da Coop Italia a dimostrazione del suo operato basato sulla trasparenza e correttezza di tutti i rapporti commerciali”. E’ il giudizio espresso da Coop in merito al provvedimento sanzionatorio dell’Antitrust per violazione dell’art. 62 su ricorso del fornitore Celox, un grossista di pere e non un produttore. La scelta di Coop è quella di accorciare la filiera e di rivolgersi più direttamente ai produttori agricoli, per favorire l’accesso diretto al mercato e una miglior distribuzione del valore a favore dei consumatori e degli stessi produttori primari.
“Ma ad essere ancora più grave è l’impostazione complessiva del provvedimento AGCM che di fatto lede i principi della libera concorrenza e può generare contraccolpi negativi proprio nei confronti di quei piccoli e medi produttori che vorrebbe tutelare e che per quanto riguarda Coop sono da sempre suoi alleati in un settore delicato qual e’ quello agricolo –continua Coop- Partendo dal singolo caso analizzato, infatti, si afferma che di per sè le dimensioni di impresa determinano uno squilibrio contrattuale e di conseguenza vengono considerati ingiustificatamente gravosi sconti che sono invece frutto di una libera negoziazione a cui un fornitore può decidere liberamente di aderire o no. Ad essere colpita è complessivamente la politica di acquisto di quella grande distribuzione, come in particolare Coop, attenta alla valorizzazione del territorio, dei prodotti locali, dei produttori piccoli e medi.
abuso posizione antitrust celx Coop Adriatica Coop Italia promozioni sconti	2016-01-25
Tagabuso posizione antitrust celx Coop Adriatica Coop Italia promozioni sconti
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Questa è la dimostrazione che questa legge non ha portato a nulla, che se ne fà il piccolo produttore di pere di una multa di qualche migliaio di euro, che comunque incassa lo stato, quando è già fallito ?
In realtà ce ne sono stati e ce ne sono migliaia di questi casi.
Anche sul fronte dei pagamenti , motivo per il quale era stata emanata la legge, non è cambiato nulla; Coop pagava puntualmente anche prima, altri no.
26 gennaio 2016 at 08:47
A prescindere da Coop e Gdo, in ogni caso la prevaricazione del grande sul (più) piccolo ed il ritardo dei pagamenti pianificato a tavolino è pratica comune in tutti i settori.
vedi: Piuttosto che pagarti puntuale….
http://paoblog.net/2016/01/20/lavoro-112/
Le leggi non servono a nulla se poi non sono applicate e/o non c’è vigilanza da parte dello Stato che, d’altro canto, gioca con regole diverse. Il banco vince sempre.
Vedi: La giustizia è lenta, il cliente fallisce ed io mi attacco al tram, a differenza dello Stato…
(http://paoblog.net/2015/02/17/lavoro-96/)
(http://paoblog.net/2015/09/07/lavoro-110/)
Buongiorno, in merito alla sanzione a COOP Italia per abuso di posizione commerciale nei confronti dei fornitori, desidero sottolineare che, non solo nei confronti delle piccole aziende fornitrici, ma anche nei confronti delle marche e grandi marche l’azienda COOP, in particolare, ha da sempre argomentato in chiave di “supremazia”: noi siano la Coop! Anche altre grandi società della GD usano pretendere oltre logiche commerciali, ma in termini meno pesanti.
3 febbraio 2016 at 13:22
in realtà tanto rumore per nulla: solo perchè si tratta della Coop. E comunque mi sembra di capire che la suddetta CELOX sia un’azienda grossista e non un produttore: motivo per cui, onestamente, la richiesta di abbassare i prezzi non sarebbe nemmeno del tutto sbagliata..sicuramente il grossista allunga la filiera e ha maggiori margini di un produttore. Se poi il problema è in un presunto atteggiamento costrittivo, non facciamo i moralisti solo quando fa comodo: è un problema generale che riguarda tutti quelli che vendono, qualsiasi cosa vendano. Consideriamo “un furto” se la Coop fa prezzi più alti dei concorrenti, ma nello stesso tempo pretendiamo che la stessa Coop debba fare “beneficenza” e pagare prezzi molto più alti ai venditori (che comporta un prezzo finale più alto), di quanto non facciano Conad Esselunga ecc; oppure che il prodotto Coop sia il massimo del massimo come qualità ecc: però poi vogliamo pagarlo come quello di un discount cinese…
3 febbraio 2016 at 17:50
No, molto più banalmente ci si aspetterebbe un mantenimento dei contratti.
Gli sconti non dovevano essere richiesti forzatamente, peggiora la situazione il fatto che a farlo sia stata la Coop una cooperativa per l’appunto.
5 febbraio 2016 at 07:46
sono presidente di una storica cooperativa agricola biologica, e piccolo produttore
negli anni ho conosciuto “nelle retrovie” (negli uffici commerciali) la vera natura della GDO italiana
anche se magari elegante e ben portato, l’approccio è sempre vessatorio, frutto dell’assenza (quando non della complicità …….) della politica, come soggetto regolatore dei rapporti di forza
così come dell’incapacità del settore agricolo di mettere in comune i propri costi e di farli valere, e su questo il discorso sarebbe lungo, e prenderebbe in esame aspetti storico/culturali, il ruolo delle Organizzazioni Professionali Agricole, di certa cooperazione, ecc. ecc.
da questo punto di vista la GDO si muove in maniera a suo modo “logica”: approfitta della situazione, massimizzando gli utili e spadroneggiando nelle contrattazioni e nella gestione dei rapporti coi fornitori, siano essi produttori o intermediari cambia poco
e la COOP non è da meno degli altri, anzi, almeno gli altri non si “vestono” di etica….
sul biologico il mantra più o meno è: caro fornitore, se vuoi rimane
re tale devi convertirti al bio, il resto delle condizioni le detto io come sempre – caro consumatore, il bio vale di più……. sarebbe bello poter avere conferma se sul settore bio non sia aumentato ili margine operativo
ovviamente noi non vendiamo alla GDO, sennò non sarei qui a scrivere
6 febbraio 2016 at 15:27
Lavoro con e per la grande distribuzione da anni e confermo quanto scrive Franco, bio o non bio
10 febbraio 2016 at 23:26
Non è arrivata la newsletter a proposito della triste vicenda su-esposta e mi par strano, data l’importanza dell’aspetto etico nella gestione della GDO.
Ho trovato casualmente la notizia su Informatore Agrario ed ho…aperto gli occhi.
Son d’accordo con Franco e Michele.
11 febbraio 2016 at 12:09
gentilissima Mariesa44, la notizia è presente nella Newsletter del primo febbraio 2016. Eccola: http://d7a8i.s72.it/f/rnl.aspx/?ijc=w_q_n3e:je=u4aj7=u2w25e9:c=2:g8j5eb7.3a&&&&x=pp&q2e:85jh3.eNCLM

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