Source: https://www.ilovelivigno.com/liv/2019/07/vallaccia-di-livigno-sentenza-della-corte-di-cassazione-impone-stop-ai-progetti-di-ampliamento-del-dominio-sciabile/
Timestamp: 2019-08-20 14:39:45+00:00

Document:
Vallaccia di Livigno: sentenza della Corte di Cassazione impone stop ai progetti di ampliamento del dominio sciabile – I Love Livigno
Home / NEWS / attualità / Vallaccia di Livigno: sentenza della Corte di Cassazione impone stop ai progetti di ampliamento del dominio sciabile
Redazione 15 Luglio 2019	attualità, cronaca Commenti disabilitati su Vallaccia di Livigno: sentenza della Corte di Cassazione impone stop ai progetti di ampliamento del dominio sciabile
Un altro capitolo della questione Vallaccia è stato concluso dopo che anche la Corte di Cassazione ha la scorsa settimana confermato la validità della sentenza pronunciata nell’agosto 2017 quando il Consiglio di Stato aveva bocciato la realizzazione dell’impianto in Vallaccia. A tale proposito vi proponiamo il comunicato stampa di Legambiente del 12 luglio 2019:
Legambiente: “Vittoria completa per la natura. Terremo gli occhi aperti sulle opere olimpiche in alta Valtellina”
La Corte Suprema non solo ha confermato la validità della sentenza già pronunciata, ma ha anche condannato i ricorrenti– la Società Mottolino e il Comune di Livigno – al pagamento delle spese. Entrando nel merito, la Cassazione ribadisce il pieno titolo del giudice amministrativo a emettere una sentenza che dichiari che la Vallaccia, alla luce del quadro normativo di riferimento, non può costituire un dominio sciabile. Cosa significa? Lo spiega Legambiente, che nella vertenza è supportata e difesa dall’avvocato Francesco Borasi: dal momento che non c’è nessuna istruttoria che possa mutare il quadro normativo di riferimento, il procedimento autorizzativo deve essere definitivamente archiviato. In proposito lo scorso 10 aprile, la Comunità Montana Alta Valtellina aveva riattivato, su istanza della Società Mottolino, una valutazione istruttoria ai fini di riapprovare il progetto bocciato dal giudice amministrativo. Ora, alla luce del giudizio della Cassazione, viene meno qualsiasi residuo presupposto a cui la Società e il Comune possano appigliarsi per tentare di riattivare un procedimento, che non può essere in alcun modo considerato legittimo.
La sentenza della Suprema Corte di Cassazione dice la parola fine su una vicenda che ormai si trascina da un decennio, e che ha già comportato dei forti e ingiustificati esborsi da parte del Comune, oltre a gravi danni ambientali nel momento in cui, con estrema imprudenza, pur in pendenza di giudizio, la società Mottolino era arrivata ad aprire i cantieri d’alta quota realizzando scavi e approntando manufatti che, ora, dovranno essere eliminati, ripristinando i luoghi a spese dei ricorrenti. «Basta con le ambiguità e le compiacenze da parte degli enti pubblici dell’Alta Valtellina, ed in particolare del comune di Livigno: i riflettori su quel territorio rerstano accesi, anche in vista dei Giochi olimpici del 2026. Non vogliamo che le Olimpiadi Invernali diventino un nuovo treno di finanziamenti a supporto di procedure amministrative disinvolte, e non vogliamo che le aree naturali dell’Alta Valtellina ne paghino il prezzo ambientale, come già avvenuto per i Mondiali di Sci del 2005. Amministratori e operatori dell’Alta Valle devono sapere che Legambiente terrà gli occhi ben aperti sul rispetto degli ambienti naturali interessati dall’evento olimpico»conclude Barbara Meggetto.
Livigno	2019-07-15

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza