Source: https://studiolegaleramelli.it/2018/12/07/lamministratore-di-diritto-risponde-di-bancarotta-fraudolenta-patrimoniale-solo-se-e-dimostrato-che-gli-atti-di-distrazione-ricadono-nel-periodo-della-sua-gestione/
Timestamp: 2019-11-20 03:34:48+00:00

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L’amministratore di diritto risponde di bancarotta fraudolenta patrimoniale solo se è dimostrato che gli atti di distrazione ricadono nel periodo della sua gestione – Avvocato Diritto Penale Roma Eur
L’amministratore di diritto risponde di bancarotta fraudolenta patrimoniale solo se è dimostrato che gli atti di distrazione ricadono nel periodo della sua gestione.
In tema di reati fallimentari si segnala ai lettori del blog la sentenza n. 54511/2018, depositata il 05.12.2018, con la quale la Corte di cassazione ha annullato la sentenza della Corte territoriale per vizio di motivazione sull’effettivo contributo causale dell’amministratore di diritto alle condotte distrattive a lui contestate (genericamente) quale fatto di bancarotta fraudolenta patrimoniale.
Secondo il ricorrente la Corte distrettuale non avrebbe confutato, se non apparentemente, i rilievi svolti con l’atto di appello circa il mancato accertamento dell’oggetto della presunta distrazione, l’effettiva sussistenza di beni nel patrimonio della fallita durante la sua gestione e la sussistenza dell’elemento soggettivo del delitto contestato.
La Suprema corte ha accolto il ricorso e cassato con rinvio la sentenza impugnata.
“… la sentenza impugnata si è limitata ad evidenziare la confusione tra la gestione della fallita ed altra società (la (omissis)) facente capo ai coimputati (omissis) e (omissis) e l’assunzione sostanzialmente formale da parte del (omissis) della carica di amministratore della (omissis) solo pochi mesi prima del suo fallimento, nonché il suo eventuale coinvolgimento nella sottrazione di due furgoni di proprietà della citata (omissis) (fatto che peraltro non risulta essergli stato contestato, quantomeno nel presente procedimento).
Nulla viene precisato, invece, in merito al reale contributo prestato dall’imputato alla condotta distrattiva contestata e, soprattutto, in ordine all’effettiva consumazione della medesima nel corso della sua breve gestione, nonché all’accertamento dei beni e delle attività presenti nel patrimonio della fallita al momento dell’assunzione della carica da parte del medesimo, posto che egli non potrebbe rispondere dei fatti eventualmente realizzati prima di tale momento.
In proposito va infatti ribadito che è illegittima l’affermazione della responsabilità dell’amministratore fondata esclusivamente sul mancato rinvenimento di dati beni di cui la società abbia avuto il possesso in epoca anteriore e prossima al fallimento, qualora sia subentrato un nuovo amministratore con estromissione del precedente dalla gestione dell’impresa, considerato che, in tal caso, la responsabilità dell’amministratore cessato può essere affermata solo a condizione che risulti dimostrata la collocazione cronologica degli atti di distrazione nel corso della sua gestione o l’esistenza di un accordo con l’amministratore subentrato per il compimento di tali atti (Sez. 5, n. 172/07 del 7 giugno 2006, Vianello e altri, Rv. 236031).
In tal senso la motivazione della sentenza non solo individua in maniera assertiva l’oggetto della distrazione (limitandosi a richiamare le dichiarazioni dei dipendenti della società in merito alla confusione gestionale con la citata (omissis), ma senza precisare quale fosse l’effettiva consistenza patrimoniale della fallita e cosa effettivamente sarebbe stato distratto), ma per l’appunto nemmeno chiarisce il momento in cui sarebbe intervenuta la spoliazione della (omissis), né motiva (se non in maniera apodittica) sull’eventuale consapevolezza da parte dell’imputato di aver contribuito attraverso la mera formale assunzione della gestione all’agevolazione di condotte poste in essere anche precedentemente da altri”.
Art.216 R.D. n. 267/1942. Bancarotta fraudolenta.
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Art.216