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Timestamp: 2017-03-25 19:30:47+00:00

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CASO ARKEON. Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Puglia commenta la sentenza della Corte di Appello di Bari – Favisonlus
Posted on 14 dicembre 201514 dicembre 2015	CASO ARKEON. Presidente dell’Ordine degli Psicologi della Puglia commenta la sentenza della Corte di Appello di Bari	14 Dicembre 2015
LA 3^ SEZIONE PENALE DELLA CORTE DI APPELLO DI BARI CON SENTENZA DELL’11 DICEMBRE HA CONFERMATO LA CONDANNA EMESSA IL 16 LUGLIO 2012 DAL TRIBUNALE DI BARI
Psicologi Puglia: confermata condanna contro ‘psico-setta’ Arkeon
Una “psico-setta”, era stata definita in questi termini dai mass media l’associazione che faceva capo al Moccia e nei confronti della quale l’Ordine degli Psicologi della Puglia si era costituito parte civile
Bari. La 3^ Sezione Penale della Corte di Appello di Bari con sentenza dell’11 dicembre ha confermato la condanna emessa il 16 luglio 2012 dal Tribunale di Bari – II Sezione Penale a carico di Vito Carlo Moccia nell’ambito del processo c.d. Arkeon; ha, altresì, provveduto unicamente alla riduzione della pena nei suoi confronti essendo stati dichiarati prescritti i fatti relativi al reato di esercizio abusivo della professione commessi fino al 14 febbraio 2008; ha, inoltre, dichiarato la prescrizione in ordine ai reati di associazione per delinquere ed esercizio abusivo della professione di psicologo e psicoterapeuta nei confronti degli altri imputati ad eccezione di uno solo di essi che è stato assolto per non aver commesso il fatto. Gli imputati furono condannati in primo grado perché coinvolti in un’organizzazione che, guidata dal fondatore Vito Carlo Moccia, tra il 1999 ed il 2008 aveva raggirato migliaia di persone in tutta Italia spinte a partecipare a costosissimi seminari.
Una “psico-setta”, era stata definita in questi termini dai mass media l’associazione che faceva capo al Moccia e nei confronti della quale l’Ordine degli Psicologi della Puglia si era costituito parte civile assistito e difeso dall’avvocato Francesco Mascoli. Con la sentenza in appello, pertanto, è stato confermato l’impianto accusatorio e la sussistenza dei fatti reato. La Corte prendendo atto del decorso dei termini per la prescrizione per sei degli imputati ha dovuto dichiarare “il non doversi procedere per intervenuta prescrizione, mentre per Moccia la pena è stata ridotta a due anni e cinque mesi dagli iniziali 2 anni e otto mesi. “L’Ordine degli Psicologi della Puglia – commenta il Presidente Antonio Di Gioia – vigila costantemente per bloccare qualsiasi tentativo di esercizio abusivo della professione. La nostra disciplina può essere oggetto di simili iniziative che, guidate da figure carismatiche, possono raggirare la buona fede di chi soffre. Casi come questi devono essere denunciati e soffocati perché provocano danni anche gravi nelle vittime e danni di immagine e reputazione nei confronti di psicologi e psicoterapeuti che operano legalmente, con impegno professionale, motivati dalla promozione del benessere psicologico”.
FONTE: STATO Quotidiano
http://www.statoquotidiano.it/14/12/2015/psicologi-puglia-confermata-condanna-contro-psico-setta-arkeon/413212/
PSICO-SETTA ARKEON: PSICOLOGI PUGLIA, DENUNCIARE RAGGIRI (ANSA) «Casi come questi devono essere denunciati e soffocati perché provocano danni anche gravi nelle
vittime e danni di immagine e reputazione nei confronti di psicologi e psicoterapeuti che operano legalmente, con impegno professionale, motivati dalla promozione del benessere
psicologico». È il commento di Antonio Di Gioia, presidente dell’Ordine degli Psicologi della Puglia, alla sentenza della Corte di Appello di Bari che nei giorni scorsi ha confermato, riducendola per prescrizione di alcuni reati, la pena nei confronti di Vito Carlo Moccia, capo della cosiddetta
psico-setta Arkeon.
«L’Ordine degli Psicologi della Puglia – continua Di Gioia – vigila costantemente per bloccare qualsiasi tentativo di esercizio abusivo della professione. La nostra disciplina può
essere oggetto di simili iniziative che, guidate da figure carismatiche, possono raggirare la buona fede di chi soffre». Nel processo l’Ordine, difeso dall’avvocato Francesco Mascoli, era costituito parte civile. Stando all’ipotesi accusatoria, confermata dalla sentenza di secondo grado, chi soffriva di tumori, Aids o infertilita’ si rivolgeva alla psico-setta sperando in una guarigione pagando fino a 100mila euro per le terapie. Nel corso delle indagini furono oltre 10mila i casi
denunciati. (ANSA)
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