Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-13219-del-25-05-2017
Timestamp: 2020-07-15 12:39:16+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 13219 del 25/05/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 13219 del 25/05/2017
Cassazione civile, sez. VI, 25/05/2017, (ud. 19/04/2017, dep.25/05/2017), n. 13219
sul ricorso 14579/2013 proposto da:
G.M.T., elettivamente domiciliata in ROMA, VIALE DELLE
avverso la sentenza n. 318/2013 della CORTE D’APPELLO di TORINO,
che la Corte di Appello di Torino ha respinto il gravame proposto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca avverso la sentenza del Tribunale della stessa città, che aveva riconosciuto il diritto di G.M.T. – docente di Scuola Secondaria di II grado alle dipendenze del MIUR in forza di consecutivi contratti a tempo determinato a far data dall’anno scolastico 2000/2001 – alla progressione professionale retributiva in relazione al servizio prestato e condannato il Ministero a corrispondere alla predetta le differenze stipendiali in ragione dell’anzianità di servizio maturata, nei limiti della prescrizione quinquennale;
che la Corte territoriale ha richiamato, a fondamento della pronuncia di rigetto del gravame, il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6,richiamandosi ai principi espressi dalla CGUE ed escludendo la rilevanza della specialità del sistema del reclutamento scolastico per giustificare la diversità del trattamento economico riservato agli assunti a tempo determinato precisando altresì l’incidenza dell’obbligo di disapplicazione delle norme in contrasto con la clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a t. d. trasfuso nella indicata Direttiva;
che di tale sentenza il MIUR chiede la cassazione sulla base di unico motivo, al quale ha opposto difese la G., con controricorso;
che la proposta del relatore, ai sensi dell’art. 380-bis c.p.c., è stata comunicata alle parti, unitamente al decreto di fissazione dell’adunanza in Camera di consiglio, in prossimità della quale il MIUR ha depositato atto di rinuncia al ricorso.
2. che, non essendo rispettate le formalità previste dall’art. 390 c.p.c. (rinuncia notificata alla parte costituta o comunicata agli avvocati della stessa) non può farsi luogo alla dichiarazione di estinzione del processo ai sensi di tale norma;
5. che il ricorso va, pertanto, dichiarato inammissibile alla stregua di tale rilevata mancanza di interesse della parte ricorrente, a prescindere dalla valutazione delle questioni relative alla ritualità e tempestività della notifica dell’impugnazione;
6. che la novità e la complessità della questione affrontata in ricorso, diversamente risolta dalle Corti territoriali e dalla Corte di legittimità soltanto dopo il deposito del ricorso, giustificano la compensazione delle spese del giudizio;

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 CGUE 
 sentenza