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Timestamp: 2018-10-23 00:30:40+00:00

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Denuncia contro i G.I.P. c/o il Tribunale di Roma dott. Giovanni Ariolli e Alessandra Boffi più altri magistrati, per elusione dell'obbligo dell'azione penale riguardo a 2 magistrati e un C.T.U. del Tribunale di Napolie > vs Magistrati > Esposti, denunce, querele > Denunciati & Querele... > Delitti in Tribunale > Diritti Violati, Vite nella ragnatela della Malagiustizia
Denuncia contro i G.I.P. c/o il Tribunale di Roma dott. Giovanni Ariolli e Alessandra Boffi più altri magistrati, per elusione dell'obbligo dell'azione penale riguardo a 2 magistrati e un C.T.U. del Tribunale di Napolie
Denuncia contro i magistrati che presso la Procura di Roma hanno avuto in cura i procedimenti che è stato necessario adire in conseguenza della richiesta di Archiviazione del procedimento R.G.N.R. n. 63513, per il quale ha chiesto l’archiviazione l’ora Procuratore Aggiunto presso la Procura di Roma Dott. Roberto Cucchiari, esimendosi dall’obbligo di esercitare l’azione penale, dichiarando il non doversi procedere, continuando a menzionare la denuncia “Contro Ignoti” mentre il suo dovere sarebbe stato quello di rilevarne l’errata rubricazione da parte del responsabile allo smistamento presso l’Ufficio Giudiziario di Napoli e, in considerazione di quanto ha osservato il G.I.P. di Napoli dott. Giovanni Ariolli con le ordinanze del 2010/2011, procedere a una esatta rubricazione dei reati attribuiti ai magistrati Mauro Criscuolo e Annamaria Lucchetta e al C.T.U. Santo Flagiello, (o se incompetente nel caso di quest’ultimo stralciarne la posizione per interessare il Tribunale di competenza).
Tanto è dato evidenziare dalle relazioni del Dott. Ariolli, il quale, pur non segnalando alle A.G. i certamente anormali impedimenti imposti ad inizio all’iter che questa denuncia querela avrebbe dovuto avere ne fa un resoconto ragionieristico, dal quale si è potuto evincere quanto segue:
La mia denuncia, già idonea per l’iscrizione al modello 21, fu invece iscritta al modella 45 da un magistrato restato ignoto, che agì in spregio all’art. 335 c.c.p. senza che nessuno fin’ora (anche il mio legale di fiducia) glielo abbia contestato, come del resto non ha fatto neanche Ariolli, instradandola su un binario diverso dal normale.
Il Dott. Cucchiari, ricevendo la denuncia con il Mod. 45 le ha attribuito un’indice di importanza non rilevante. Prima dell’8 marzo 2010 inoltrò alla Questura di Napoli una richiesta di sentirmi a verbale per la conferma, che io ribadii con fermezza.
Nonostante la verifica della mia convinzione a procedere il dott. Cucchiari continuò a tenere rubricata la denuncia al modello sbagliato e dopo alcuni mesi, senza fare indagini, ne chiese l’archiviazione, sostituendosi alla legge, assolvendo egli stesso i denunciati, senza fare indagini, dalle eventuali punizioni che i loro comportamenti avrebbero dovuto avere:
Il dott. Criscuolo Mauro, giudice Monocratico nel procedimento Civile n. 13288/98 per aver dichiarato il FALSO nei motivi della decisione nella sentenza n. 309/04, ritenendo eseguito un adempimento che, le circostanze urbanistiche ed amministrative di una pratica di condono, desumibile dai documenti presenti nel fascicolo, dalle 2 Relazioni che il C.T.U. aveva depositato e dalle dichiarazioni della stessa controparte non poteva avere avuto luogo. Né la sua decisione poteva essere dettata da una erronea interpretazione di norme o di prove.
Il C.T.U. Santo Flagiello omese di descrivere nelle relazioni la vera situazione di totale difformità dell’immobile, sussumibile dagli atti a lui sottoposti e dai luoghi visitati:
difformità eclatanti sia rispetto alla originaria concessione – n. 133 del 21.12.1990 - sia al condono n. 1947 prot. 9451 chiesto il 28.02.1995 dalla società costruttrice (con una istanza non procedibile per assenza dei documenti essenziali alla istruttoria e carenza delle Oblazioni, versate solo per 1/6 del dovuto per i pochi abusi denunciati – vedi racc. Tecnico Istruttore prot. 53150 del 6.12.1995 recapitata alla S.P.A. sulla quale, in sentenza, il giudice Criscuolo dirà che non conteneva una richiesta di integrazione, mentre il suo contenuto era ed è esplicito, ma non solo, costituiva obbligo imprescindibile all’integrazione in difetto della quale automaticamente il resp.le presso l’A.P. locale avrebbe dovuto decretare la decadenza con effetti deflagranti sulla concessione originaria e sulla Convenzione per Lottizzazione a monte e l’acquisizione gratuita al patrimonio indisponibile del Comune per gli immobili realizzati in difformità (cosa oggi in corso giusta ordinanza di demolizione n° 12/2012 Polizia Urbana di Casalnuovo di Napoli).
Dichiarò il falso nascondendo la diversa disposizione e ampliamento dell’immobile risetto all’autorizzato, e rispetto all’altezza dello stesso.
Sicché le relazioni tecniche di ufficio da lui giurate erano frutto di una rappresentazione inveritiera della situazione urbanistico amministrativa dell’immobile.
La dott.ssa Annamaria Lucchetta eluse la ns domanda di giustizia focalizzando da subito la sua attività investigativo sugli abusi edilizi realizzati a Casalnuovo di Napoli (territorio di competenza del Tribunale di Nola) tralasciando quanto io e mia moglie, assistiti dal ns legale di fiducia e da C.T.P. avevamo denunciato aver subito in Napoli, per il quale motivo ci eravamo rivolti al competente Tribunale, e, dopo aver conseguito accertamenti positivi e testimonianza reticenti dei responsabili presso il Comune e del C.T.U. Flagiello, si dichiarò incompetente, trasferendo la denuncia a Nola, dove diventò di competenza del Dott. Francesco Raffaele, dimostratosi in quel frangente anche lui a tutt’altro interessato.
Il risultato fu che per i reati da noi denunciati, compresa l’estorsione a ns danno, i responsabili sono restati impuniti in quanto mai indagati, venendo di fatto assolti da magistrati che hanno impedito che venissero giudicati secondo legge, addirittura chiedendo ed eseguendo le archiviazioni senza che, per i reati in denuncia, venissero iscritti ai modelli previsti ex art. 335 c.p.p..
Tanto si evidenzia non da divagazioni del sottoscritto, ma da ben 2 ordinanze firmate consecutivamente dal Giudice delle Indagini Preliminari Giovanni Ariolli, il quale, riconosciuta la necessità che la mia denuncia/querela dell’11.01.2007 fosse iscritta a modello 21, tacendo come aveva fatto il Cucchiari sulle gravissime responsabilità imputabili in capo ai denunciati, molto più consistenti del semplice abuso di ufficiò, indirizzò la sua delibazione in quella direzione, per poi concludere con l’archiviazione, in quanto, sebbene erano evidenti gli errori nel quale era incorso il Tribunale di Napoli e il C.T.U. nel giudizio di 1° grado rispetto alla decisione nella sentenza n° 309/04, riteneva insussistente l’abuso di ufficio, come pure riteneva il reato insussistente per il P.M. Annamaria Lucchetta, dichiarando il procedimento a lei sottoposto non prospettava profili di rilevanza penale che il magistrato napoletano avrebbe dovuto punire.
Indagando i magistrati di Napoli solo per l’abuso di ufficio, mentre i profili che potevano sussumersi per loro e per il C.T.U. erano ben più gravi, per poi assolverli, anche lui in presenza di atti, spiegati nella loro conferenza probatoria fin da quando il procedimento era curato dal Dott. Cucchiari e poi ulteriormente precisati capillarmente, atti che avrebbero dovuto consigliargli una diversa rubricazione del reato rispetto alla iscrizione al modello 21, ha reso anche il G.I.P. Giovanni Ariolli complice degli insabbiatori delle denunce a carico dei primi magistrati, i quali, con i loro comportamenti, e come se avessero affermato che una estorsione imposta con una sentenza che si conosceva viziata da errore inescusabile del magistrato fosse legalmente utilizzabile per imporre a un promittente acquirente di un immobile rivelatosi al rogito abusivo, dopo l’entrata in vigore delle leggi n. 47/85 e 122/89, in spregio alle quali era stato edificato, di perdere tutti i soldi versati, il diritto alla ritenzione dell’immobile fino al risarcimento, e l’obbligo di pagare un risarcimento ai propri estorsori.
Tutti gli altri magistrati che presso il Tribunale di Roma hanno avuto l’onere di delibare in merito, si sono appecoronati sulla decisione del dott.ri Cucchiari e Ariolli, procurando sempre che le mie richeiste di giustizia e le opposizioni alle richeiste di archiviazione delle mie originarie denunce venisse vanificato.
Questo anche dopo la pronuncia in ns favore della Suprema Corte di Cassazione, che ha cassato la sentenza di 2° grado n. 2360/05 e indicataci la strada per ottenere l’annullamento della sentenza n° 309/04 (che ancora ci obbliga al risarcimento ai nostri estorsori mai pagato) , strada che tutt’ora è istruita da nuovi comportamenti criminali, procurati dalle controparti e avallata da nuovi avvocati (già denunciati) e magistrati ipovedenti.
Per quanto concerne la denuncia contro i magistrati Pietro Giordano, Maria Teresa Gregori, e il G.I.P. Alessandra Boffi, si sono adeguati ai comportamenti illegittimi del Cucchiari e dell'Ariolli impedendo l'esecuzione dell'azione penale contro i denunciati.

References: sentenza 
 art. 335
 sentenza 
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