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parlamentari ART. 1 (Oggetto del regolamento) ART. 1 (Oggetto del regolamento) - PDF
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1 Schema di decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, recante regolamento concernente Definizione della disciplina dei requisiti e delle modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, ai sensi dell articolo 2, comma 416, della legge 24 dicembre 2007, n.244 Nuovo Testo definitivo ART. 1 (Oggetto del regolamento) Il presente decreto disciplina, ai sensi dell articolo 2, comma 416, legge 24 dicembre 2007, n. 244 e nelle more del complessivo processo di riforma della formazione iniziale e del reclutamento dei docenti, collegato all emanazione del regolamento di cui all articolo 64, comma 4, lettera a) del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, con legge 6 agosto 2008, n. 133, i requisiti e le modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, in coerenza con le previsioni di cui al piano programmatico adottato dal Ministro dell istruzione dell università e della ricerca, ai sensi del predetto articolo 64. ART. 2 (Obiettivi della formazione iniziale degli insegnanti) 1. La formazione iniziale degli insegnanti di cui all articolo 1 è finalizzata a qualificare e valorizzare la funzione docente attraverso l acquisizione di competenze disciplinari, psico-pedagogiche, metodologico-didattiche, organizzative e relazionali necessarie a far raggiungere agli allievi i risultati di apprendimento previsti dall ordinamento vigente. 2. E parte integrante della formazione iniziale dei docenti l acquisizione delle competenze necessarie allo sviluppo e al sostegno dell autonomia delle istituzioni scolastiche secondo i principi definiti dal decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. Testo presentato in sede di audizioni parlamentari ART. 1 (Oggetto del regolamento) 1. Il presente decreto disciplina, ai sensi dell articolo 2, comma 416, legge 24 dicembre 2007, n. 244 e nelle more del complessivo processo di riforma della formazione iniziale e del reclutamento dei docenti, collegato all emanazione del regolamento di cui all articolo 64, comma 4, lettera a) del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, con legge 6 agosto 2008, n. 133, i requisiti e le modalità della formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado, in coerenza con le previsioni di cui al piano programmatico adottato dal Ministro dell istruzione dell università e della ricerca, ai sensi del predetto articolo 64. ART. 2 (Obiettivi della formazione iniziale degli insegnanti) 1. La formazione iniziale degli insegnanti di cui all articolo 1 è finalizzata a qualificare e valorizzare la funzione docente attraverso l acquisizione di competenze disciplinari, psicopedagogiche, metodologico-didattiche, organizzative e relazionali necessarie a far raggiungere agli allievi i risultati di apprendimento previsti dall ordinamento vigente. 2. E parte integrante della formazione iniziale dei docenti l acquisizione delle competenze necessarie allo sviluppo e al sostegno dell autonomia delle istituzioni scolastiche secondo i principi definiti dal decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n.
2 Le competenze di cui ai commi 1 e 2 costituiscono il fondamento dell unitarietà della funzione docente. ART. 3 (Percorsi formativi) 1. I percorsi formativi sono preordinati, per tutte le classi di abilitazione all'insegnamento, all acquisizione delle competenze di cui all articolo I percorsi formativi sono così articolati: - per l insegnamento nella scuola dell infanzia e nella scuola primaria, un corso di laurea magistrale quinquennale, a ciclo unico in deroga a quanto previsto dall articolo 8, comma 2, del decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, comprensivo di tirocinio da avviare a partire dal secondo anno di corso; - per l insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, un corso di laurea magistrale biennale ed un successivo anno di tirocinio formativo attivo. 3. I percorsi formativi preordinati all insegnamento delle discipline artistiche, musicali e coreutiche della scuola secondaria di primo grado e di secondo grado sono attivati dalle università e dagli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508, nell ambito dei quali si articolano nel corso di diploma accademico di II livello e nel successivo anno di tirocinio formativo attivo secondo quanto prescritto dal presente decreto. 4. Costituiscono parte integrante dei percorsi formativi ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all articolo 2: - l acquisizione delle competenze linguistiche di lingua inglese di livello B2 previste dal Quadro comune europeo di riferimento per le lingue adottato nel 1996 dal Consiglio d Europa. La valutazione o la certificazione di dette competenze costituisce requisito essenziale per conseguire l abilitazione; - l acquisizione delle competenze digitali Le competenze di cui ai commi 1 e 2 costituiscono il fondamento dell unitarietà della funzione docente. ART. 3 (Percorsi formativi) 1. I percorsi formativi sono preordinati, per tutte le classi di abilitazione all'insegnamento, all acquisizione delle competenze di cui all articolo I percorsi formativi sono così articolati: - per l insegnamento nella scuola dell infanzia e nella scuola primaria, un corso di laurea magistrale quinquennale, a ciclo unico in deroga a quanto previsto dall articolo 8, comma 2, del decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, comprensivo di tirocinio da avviare a partire dal secondo anno di corso; - per l insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, un corso di laurea magistrale biennale ed un successivo anno di tirocinio formativo attivo. 3. I percorsi formativi preordinati all insegnamento delle discipline artistiche, musicali e coreutiche della scuola secondaria di primo grado e di secondo grado sono attivati dalle università e dagli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica di cui alla legge 21 dicembre 1999, n. 508 e successive modificazioni, nell ambito dei quali gli stessi si articolano nel corso di diploma accademico di II livello e nel successivo anno di tirocinio formativo attivo secondo quanto previsto dal presente decreto. 4. Costituiscono parte integrante dei percorsi formativi ai fini del raggiungimento degli obiettivi di cui all articolo 2: - l acquisizione delle competenze linguistiche di lingua inglese di livello B2 previste dal Quadro comune europeo di riferimento per le lingue adottato nel 1996 dal Consiglio d Europa. La valutazione o la certificazione di dette competenze costituisce requisito essenziale per conseguire l abilitazione. - l acquisizione delle competenze digitali
3 previste dalla raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio 18 dicembre In particolare dette competenze attengono alla capacità di utilizzo dei linguaggi multimediali per la rappresentazione e la comunicazione delle conoscenze, per l utilizzo dei contenuti digitali e, più in generale, degli ambienti di simulazione e dei laboratori virtuali. Al fine di consentirne la piena fruizione anche agli alunni con bisogni educativi speciali i contenuti digitali devono essere definiti nel rispetto dei criteri che ne assicurano l accessibilità; - l acquisizione delle competenze didattiche atte a favorire l integrazione scolastica degli alunni con disabilità secondo quanto disposto dalla legge 5 febbraio 1992, n. 104 e successive modificazioni e integrazioni. 5. I percorsi di cui ai commi 2, lettera b) e 3 prevedono nel corso della laurea magistrale e nel corso accademico di secondo livello periodi di tirocinio nelle istituzioni scolastiche facenti parte del sistema nazionale di istruzione, ricomprese nell elenco di cui all articolo 12. previste dalla raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio 18 dicembre In particolare dette competenze attengono alla capacità di utilizzo dei linguaggi multimediali per la rappresentazione e la comunicazione delle conoscenze, per l utilizzo dei contenuti digitali e, più in generale, degli ambienti di simulazione e dei laboratori virtuali. Al fine di consentirne la piena fruizione anche agli alunni con bisogni educativi speciali i contenuti digitali devono essere definiti nel rispetto dei criteri che ne assicurano l accessibilità. 5. I percorsi di cui ai commi 2, lettera b) e 3 possono prevedere periodi di tirocinio nelle istituzioni scolastiche, facenti parte del sistema nazionale di istruzione ricomprese nell elenco di cui all articolo La frequenza dei corsi previsti dal presente decreto è incompatibile, ai sensi dell articolo 142 del Regio decreto 31 agosto 1933, n. 1592, con l iscrizione a: - corsi di dottorato di ricerca; - qualsiasi altro corso che dà diritto all acquisizione di crediti formativi universitari o accademici, in Italia e all estero, da qualsiasi ente organizzati; 7. I percorsi formativi previsti dal presente decreto sono oggetto di costante monitoraggio e valutazione. A tal fine, il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca può avvalersi anche dell assistenza tecnica dell Agenzia Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR), dell Agenzia nazionale per lo sviluppo dell autonomia scolastica (ANSAS) e dell Istituto nazionale di valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione (INVALSI) ART. 4 (Corsi di laurea magistrale) ART. 4 (Corsi di laurea magistrale)
4 Le università istituiscono i corsi di laurea magistrale di cui al presente decreto, ai sensi del decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, anche in deroga al numero minimo di crediti di cui all articolo 10, commi 2 e 4 dello stesso decreto, in ragione del loro carattere professionalizzante. L'istituzione e l'attivazione dei corsi di cui al comma 1 è subordinata al possesso di specifici requisiti necessari definiti con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca ai sensi dell'articolo 9, comma 2, del Decreto ministeriale 22 ottobre 2004, n I corsi di laurea magistrale possono essere istituiti con il concorso di una o più facoltà dello stesso ateneo ovvero, sulla base di specifica convenzione, con il concorso delle facoltà di più atenei o in convenzione tra facoltà universitarie e istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica. La convenzione, sottoscritta dal rettore di ciascuna delle università e dal direttore di ciascuna delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica che partecipano all istituzione del corso, indica la facoltà o l istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica di riferimento, sede amministrativa dello stesso, e definisce l apporto di personale docente, di strutture didattiche e scientifiche, di laboratori e di risorse finanziarie messi a disposizione da ciascun ateneo o istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica per il funzionamento dei corsi. Allo scopo di ottimizzare l utilizzo delle competenze psico-pedagogiche e didatticodisciplinari messe a disposizione dalle università e dalle istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica, nonché le risorse economiche e organizzative, le stesse università e istituzioni possono istituire ed attivare strutture di servizi comuni o Centri interateneo o interistituzionali di interesse regionale o interregionale che assicurino supporto tecnico, metodologico e organizzativo, nonché coordinamento didattico ai corsi di laurea magistrale, ai corsi di diploma accademico e 1. Le università istituiscono i corsi di laurea magistrale di cui al presente decreto, ai sensi del decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, anche in deroga al numero minimo di crediti di cui all articolo 10, commi 2 e 4 dello stesso decreto, in ragione del loro carattere professionalizzante. 2. I corsi di laurea magistrale possono essere istituiti con il concorso di una o più facoltà dello stesso ateneo ovvero, sulla base di specifica convenzione, con il concorso delle facoltà di più atenei o in convenzione tra facoltà universitarie e istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica. 3. La convenzione, sottoscritta dal rettore di ciascuna delle università che partecipa all istituzione del corso, indica la facoltà di riferimento, sede amministrativa dello stesso, e definisce l apporto di personale docente, di strutture didattiche e scientifiche, di laboratori e di risorse finanziarie messi a disposizione da ciascun ateneo per il funzionamento dei corsi. 4. Al fine di ottimizzare le risorse economiche e organizzative le università possono prevedere strutture di servizi comuni ai diversi corsi di laurea magistrale.
5 alle attività formative previste per il tirocinio formativo attivo. È vietata la creazione di organi di gestione dei corsi di laurea magistrale e di diploma accademico di secondo livello indipendenti dalle facoltà di riferimento, dalle università e dalle istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica interessate. Dall attuazione dei commi 5 e 6 non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 5. E vietata la creazione di organi di gestione del corso indipendenti e separati dalle facoltà di riferimento e dalle università interessate. ART. 5 (Programmazione degli accessi) 1. Il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca definisce annualmente con proprio decreto la programmazione degli accessi ai percorsi di cui agli articoli 3 e Il numero complessivo dei posti annualmente disponibili per l accesso ai percorsi è determinato sulla base della programmazione regionale del fabbisogno di personale docente nelle scuole statali ed è deliberato ai sensi dell articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, previo parere del ministero dell economia e delle finanze e del ministro per la pubblica amministrazione e l innovazione, maggiorato nel limite del 30% in relazione al fabbisogno dell intero sistema nazionale di istruzione, e tenendo conto dell offerta formativa degli atenei e degli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica. 3. Le modalità di svolgimento, la valorizzazione del servizio eventualmente svolto e di particolari titoli accademici, e le caratteristiche delle prove di accesso ai percorsi di cui agli articoli 3 e 13 sono definite con apposito decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca. ART. 6 (Corso di laurea magistrale a ciclo unico per l insegnamento nella scuola dell infanzia e nella scuola primaria) Il corso di laurea magistrale per l insegnamento nella scuola dell infanzia e nella scuola primaria di cui all articolo 3, comma 2, lettera a) è a ART. 5 (Programmazione degli accessi) 1. Il Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca definisce annualmente con proprio decreto la programmazione degli accessi ai percorsi di cui agli articoli 3 e Il numero complessivo dei posti annualmente disponibili per l accesso ai percorsi è determinato sulla base della programmazione regionale del fabbisogno di personale docente nelle scuole statali ed è deliberato ai sensi dell articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, previo parere del Ministero dell economia e delle finanze e del Ministero per la pubblica amministrazione e l innovazione, maggiorato, nel limite del 30%, in relazione al fabbisogno dell intero sistema nazionale di istruzione, e tenendo conto dell offerta formativa degli atenei e degli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica. 3. Le modalità di svolgimento e le caratteristiche delle prove di accesso ai percorsi di cui agli articoli 3 e 13 sono definite con apposito decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca. ART. 6 (Corso di laurea magistrale a ciclo unico per l insegnamento nella scuola dell infanzia e nella scuola primaria) Il corso di laurea magistrale per l insegnamento nella scuola dell infanzia e nella scuola primaria di cui all articolo 3, comma 2, lettera a) è a
6 numero programmato con prova di accesso. Il corso è attivato presso le facoltà di scienze della formazione e presso altre facoltà autorizzate dal Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca. Per l ammissione al corso di laurea magistrale è richiesto, in deroga a quanto previsto dall articolo 6, comma 2, del decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, il possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di altro titolo di studio conseguito all estero e riconosciuto idoneo. Il corso di laurea magistrale è strutturato secondo la tabella 1 allegata al presente decreto. Le attività di tirocinio indirette e dirette, per complessive 600 ore pari a 24 crediti formativi universitari, hanno inizio nel secondo anno di corso e si svolgono secondo modalità tali da assicurare un aumento progressivo del numero dei relativi crediti formativi universitari fino all ultimo anno. Il corso di laurea si conclude con la discussione della tesi e della relazione finale di tirocinio che costituiscono, unitariamente, esame avente anche valore abilitante all insegnamento nella scuola dell infanzia e nella scuola primaria. A tale scopo la commissione, nominata dalla competente autorità accademica, è integrata da due docenti tutor di cui all articolo 11 e da un rappresentante designato dall Ufficio scolastico regionale. ART. 7 (Formazione degli insegnanti della scuola secondaria di primo grado) 1. I percorsi formativi di cui all articolo 3, comma 2, lettera b), per l insegnamento nella scuola secondaria di primo grado, comprendono: - il conseguimento della laurea magistrale a numero programmato con prova di accesso al relativo corso; - lo svolgimento del tirocinio formativo attivo comprensivo dell esame con valore abilitante, disciplinati dall articolo 10.. numero programmato con prova di accesso. Il corso è attivato presso le facoltà di scienze della formazione e presso altre facoltà autorizzate dal Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca. 2. Per l ammissione al corso di laurea magistrale è richiesto, in deroga a quanto previsto dall articolo 6, comma 2, del decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 22 ottobre 2004, n. 270, il possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di altro titolo di studio conseguito all estero e riconosciuto idoneo. Il corso di laurea magistrale è strutturato secondo la tabella 1 allegata al presente decreto. Le attività di tirocinio indirette e dirette, per complessive 600 ore pari a 24 crediti formativi universitari, hanno inizio nel secondo anno di corso e si svolgono secondo modalità tali da assicurare un aumento progressivo del numero dei relativi crediti formativi universitari fino all ultimo anno. Il corso di laurea si conclude con la discussione della tesi e della relazione finale di tirocinio che costituiscono, unitariamente, esame avente anche valore abilitante all insegnamento nella scuola dell infanzia e nella scuola primaria. A tale scopo la commissione è integrata da due tutor e da un rappresentante designato dall Ufficio scolastico regionale. Agli oneri di funzionamento della commissione si provvede con gli ordinari stanziamenti del bilancio del Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca. ART. 7 (Formazione degli insegnanti della scuola secondaria di primo grado) 1. I percorsi formativi di cui all articolo 3, comma 2, lettera b), per l insegnamento nella scuola secondaria di primo grado, comprendono: - il conseguimento della laurea magistrale a numero programmato con prova di accesso al relativo corso; - lo svolgimento del tirocinio formativo attivo e l esame con valore abilitante, disciplinati dall articolo 10.
7 2. Le tabelle 2, 3, 4, 5, 6 e 7, allegate al presente decreto, individuano per ciascuna delle classi di abilitazione ivi indicate e previste dal decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 26 marzo 2009, n. 37: - i requisiti per l accesso alla prova di cui al comma 1, lettera a); - la laurea magistrale necessaria per accedere al tirocinio annuale di cui al comma 1, lettera b). 2. Le tabelle 2, 3, 4, 5, 6 e 7, allegate al presente decreto, individuano per ciascuna classe di abilitazione di cui al decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 26 marzo 2009, n. 37: - i requisiti per l accesso alla prova di cui al comma 1, lettera a); - la laurea magistrale necessaria per accedere al tirocinio annuale di cui al comma 1, lettera b). 3. Le università ammettono in soprannumero al tirocinio di cui al comma 1, lettera b), coloro che, in possesso degli specifici requisiti curriculari di accesso di cui alle tabelle allegate e previo superamento di apposita prova orale svolta secondo le modalità di cui all articolo 15, comma 8, hanno conseguito il dottorato di ricerca ovvero hanno svolto per almeno due anni, anche non consecutivi, attività di ricerca scientifica sulla base di rapporti a tempo determinato costituiti ai sensi dell articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ovvero dell articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230, in ambito inerente agli specifici contenuti disciplinari della relativa classe di abilitazione. Salvo che lo impedisca l'adempimento dei rispettivi obblighi contrattuali, i predetti soggetti possono frequentare il tirocinio formativo attivo senza interrompere o sospendere il rapporto con l istituzione di appartenenza e anche in assenza di preventiva autorizzazione della stessa. ART. 8 (Formazione degli insegnanti della scuola secondaria di secondo grado) 1. I percorsi formativi di cui all articolo 3, comma 2, lettera b), per l insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado, comprendono: - il conseguimento della laurea magistrale a numero programmato con prova di accesso al relativo corso; - lo svolgimento del tirocinio formativo attivo comprensivo dell esame con valore abilitante disciplinati dall articolo 10. ART. 8 (Formazione degli insegnanti della scuola secondaria di secondo grado) 1. I percorsi formativi di cui all articolo 3, comma 2, lettera b), per l insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado, comprendono: - il conseguimento della laurea magistrale a numero programmato con prova di accesso al relativo corso; - lo svolgimento del tirocinio formativo attivo e l esame con valore abilitante disciplinati dall articolo 10.
8 2. Con successivi decreti del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, in relazione alle modifiche di ordinamento conseguenti all attuazione dell articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e del decreto legislativo 17 ottobre 2005 n. 226 e successive modificazioni, sono definiti a. le tabelle che individuano: - i requisiti per l accesso alla prova di cui al comma 1, lettera a); - le lauree magistrali necessarie per accedere al tirocinio annuale di cui al comma 1, lettera b). b. i percorsi finalizzati alla formazione e all abilitazione degli insegnanti tecnicopratici ART. 9 (Formazione degli insegnanti di materie artistiche, musicali e coreutiche della scuola secondaria di primo e di secondo grado) 1. I percorsi formativi per l insegnamento di materie artistiche, musicali e coreutiche nella scuola secondaria di primo e di secondo grado comprendono: - il conseguimento del diploma accademico di II 2. Con decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca avente natura non regolamentare, in relazione alle modifiche di ordinamento conseguenti all attuazione dell articolo 64, comma 4, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e del decreto legislativo 17 ottobre 2005 n. 226 e successive modificazioni, sono adottate le tabelle che individuano: - i requisiti per l accesso alla prova di cui al comma 1, lettera a); - la laurea magistrale necessaria per accedere al tirocinio annuale di cui al comma 1, lettera b). 3. Le università ammettono in soprannumero al tirocinio di cui al comma 1, lettera b), coloro che, in possesso degli specifici requisiti curriculari di accesso di cui alle tabelle indicate al comma 2 e, previo superamento di apposita prova orale, svolta secondo le modalità di cui all articolo 15, comma 8, hanno conseguito il dottorato di ricerca ovvero hanno svolto per almeno due anni, anche non consecutivi, attività di ricerca scientifica sulla base di rapporti a tempo determinato costituiti ai sensi dell articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997, n. 449 ovvero dell articolo 1, comma 14, della legge 4 novembre 2005, n. 230, in ambito inerente agli specifici contenuti disciplinari della relativa classe di abilitazione. Salvo che lo impedisca l'adempimento dei rispettivi obblighi contrattuali, i predetti soggetti possono frequentare il tirocinio formativo attivo senza interrompere o sospendere il rapporto con l istituzione di appartenenza e anche in assenza di preventiva autorizzazione della stessa. ART. 9 (Formazione degli insegnanti di materie artistiche, musicali e coreutiche della scuola secondaria di primo e di secondo grado) 1. I percorsi formativi per l insegnamento di materie artistiche, musicali e coreutiche nella scuola secondaria di primo e di secondo grado comprendono: - il conseguimento del diploma accademico di II
9 livello ad indirizzo didattico a numero programmato e con prova di accesso al relativo corso; - lo svolgimento del tirocinio formativo attivo comprensivo dell esame con valore abilitante, disciplinati dall articolo Le tabelle 8, 9 e 10 allegate al presente decreto individuano per ciascuna delle classi di abilitazione ivi indicate e previste dal decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 26 marzo 2009, n. 37: - i requisiti per l accesso alla prova di cui al comma 1, lettera a); - i corsi accademici biennali necessari per accedere al tirocinio annuale di cui al comma 1, lettera b). 3. Con successivo decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, in relazione alle modifiche di ordinamento conseguenti all attuazione dell articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e successive modificazioni, sono adottate le tabelle che individuano, per le classi di abilitazione all insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado, i corsi accademici di II livello necessari per accedere al tirocinio annuale di cui al comma 1, lettera b. 4. Per l utilizzazione dei docenti tutor si applicano le disposizioni dell articolo 11, con gli adattamenti resi necessari dalle specificità ordinamentali, organizzative e gestionali delle istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica. Le funzioni demandate ai consigli di facoltà sono attribuite ai consigli accademici. Per le attività del tirocinio formativo attivo e la suddivisione in crediti si applica la tabella 11 allegata al presente decreto. ART. 10 (Istituzione e svolgimento del tirocinio per la formazione degli insegnanti della scuola secondaria di primo e di secondo grado) 1. Il tirocinio formativo attivo di cui agli articoli 7 comma 1 lettera b), 8 comma 1 livello ad indirizzo didattico a numero programmato e con prova di accesso al relativo corso; - lo svolgimento del tirocinio formativo attivo e l esame con valore abilitante, disciplinati dall articolo Le tabelle 8, 9 e 10 allegate al presente decreto individuano, per ciascuna classe di abilitazione per l insegnamento nella scuola secondaria di primo grado i corsi accademici biennali necessari per accedere al tirocinio annuale di cui al comma 1, lettera b). 2. Con decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca avente natura non regolamentare, in relazione alle modifiche di ordinamento conseguenti all attuazione dell articolo 64, comma 4, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008 n. 133 e del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e successive modificazioni, sono adottate le tabelle che individuano, per le classi di abilitazione all insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado, i corsi accademici di II livello necessari per accedere al tirocinio annuale di cui alla, comma 1, lettera b). 3. Per l utilizzazione dei docenti tutor si applicano le disposizioni dell articolo 11, con gli adattamenti resi necessari dalle specificità ordinamentali, organizzative e gestionali delle istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica. Le funzioni demandate ai consigli di facoltà sono esercitate dai consigli accademici. Per le attività del tirocinio formativo attivo e la suddivisione in crediti si applica la tabella 11 allegata al presente decreto. ART. 10 (Istituzione e svolgimento del tirocinio per la formazione degli insegnanti della scuola secondaria di primo e di secondo grado) 1. Il tirocinio formativo attivo è un corso di preparazione all insegnamento di durata annuale
10 lettera b) e 9 comma 1 lettera b) è un corso di preparazione all insegnamento riservato ai soggetti che abbiano conseguito i titoli di cui agli articoli 7 comma 1 lettera a), 8 comma 1 lettera a) e 9 comma 1 lettera a). A conclusione del tirocinio formativo attivo, previo superamento di un esame finale, si consegue il titolo di abilitazione all insegnamento nella scuola secondaria di primo grado in una delle classi di abilitazione previste dal decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 26 marzo 2009, n. 37, e nella scuola secondaria di secondo grado, sino all adozione del regolamento di cui all articolo 64, comma 4, lettera a) del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, con legge 6 agosto 2008, n. 133, in una delle classi di concorso previste dal decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998, n. 39, e dal decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 9 febbraio 2005, n. 22; le attività in cui si articola il corso di tirocinio corrispondono a 60 crediti formativi, suddivisi secondo la tabella 11 allegata al presente decreto. 2. Il tirocinio formativo attivo è istituito presso una facoltà di riferimento ovvero presso le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica che ne sono altresì sedi amministrative. Il corso di tirocinio può essere svolto in collaborazione fra più facoltà della stessa università ovvero fra facoltà di una o più università o tra facoltà e istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica. 3. Il tirocinio formativo attivo comprende quattro gruppi di attività: - insegnamenti di scienze dell educazione; - un tirocinio indiretto e diretto di 475 ore, pari a 19 crediti formativi, svolto presso le istituzioni scolastiche sotto la guida di un tutor secondo quanto previsto dall articolo 11, comma 1, in collaborazione con il docente universitario o delle istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica di cui al comma 6; le istituzioni scolastiche progettano il percorso di tirocinio, che contempla una fase osservativa e una fase di insegnamento attivo, di concerto col consiglio di corso di tirocinio al fine di integrare fra loro le attività formative; almeno 75 ore del a conclusione del quale, previo superamento di un esame finale, si consegue il titolo di abilitazione all insegnamento nella scuola secondaria di primo grado in una delle classi di abilitazione previste dal decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 26 marzo 2009, n. 37, e nella scuola secondaria di secondo grado, sino all adozione del regolamento di cui all articolo 64, comma 4, lettera a) del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, con legge 6 agosto 2008, n. 133, in una delle classi di abilitazione previste dal decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998, n. 39, e dal decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 9 febbraio 2005, n. 22; le attività in cui si articola il corso di tirocinio corrispondono a 60 crediti formativi, suddivisi secondo la tabella 11 allegata al presente decreto. 2. Il tirocinio formativo attivo è istituito presso una facoltà di riferimento ovvero presso le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica che ne sono altresì sedi amministrative. Il corso di tirocinio può essere svolto in collaborazione fra più facoltà della stessa università ovvero fra facoltà di una o più università o tra facoltà e istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica. 3. Il tirocinio formativo attivo comprende quattro gruppi di attività: - insegnamenti di scienze dell educazione; - un tirocinio indiretto e diretto di 475 ore, pari a 19 crediti formativi, svolto presso le istituzioni scolastiche sotto la guida di un tutor secondo quanto previsto dall articolo 11, comma 1, in collaborazione con il docente universitario o delle istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica di cui al comma 6; le istituzioni scolastiche progettano il percorso di tirocinio, che contempla una fase osservativa e una fase di insegnamento attivo, di concerto col consiglio di corso di tirocinio al fine di integrare fra loro le attività formative;
11 predetto tirocinio sono dedicate alla maturazione delle necessarie competenze didattiche per l integrazione degli alunni con disabilità. - insegnamenti di didattiche disciplinari che, anche in un contesto di laboratorio, sono svolti stabilendo una stretta relazione tra l approccio disciplinare e l approccio didattico; - laboratori pedagogico-didattici indirizzati alla rielaborazione e al confronto delle pratiche educative e delle esperienze di tirocinio. 4. La gestione delle attività del tirocinio formativo attivo è affidata al consiglio di corso di tirocinio, così costituito: - nelle università, dai tutor coordinatori di cui all articoli 11 comma 2, dai docenti e ricercatori universitari che in esso ricoprono incarichi didattici, da due dirigenti scolastici o coordinatori didattici, designati dall ufficio scolastico regionale tra i dirigenti scolastici o i coordinatori didattici delle istituzioni scolastiche che ospitano i tirocini, e da un rappresentante degli studenti tirocinanti; il presidente del consiglio di corso è eletto tra i docenti universitari, il suo mandato dura tre anni ed è rinnovabile una sola volta; - negli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica, dai tutor coordinatori di cui all articolo 11 comma 2, dai docenti dei predetti istituti che in essi ricoprono incarichi didattici, da due dirigenti scolastici o coordinatori didattici, designati dall ufficio scolastico regionale tra i dirigenti scolastici o i coordinatori didattici delle istituzioni scolastiche che ospitano i tirocini, e da un rappresentante degli studenti tirocinanti; il presidente del consiglio di corso è eletto tra i docenti delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, il suo mandato dura tre anni ed è rinnovabile una sola volta. 5. Il consiglio di corso di tirocinio cura l integrazione tra le attività di cui al comma 3, organizza i laboratori didattici disciplinari e i laboratori pedagogico-didattici e stabilisce le modalità di collaborazione tra i tutor dei tirocinanti, i tutor coordinatori e i docenti universitari o delle istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica. - insegnamenti di didattiche disciplinari che, anche in un contesto di laboratorio, sono svolti stabilendo una stretta relazione tra l approccio disciplinare e l approccio didattico; - laboratori pedagogico-didattici indirizzati alla rielaborazione e al confronto delle pratiche educative e delle esperienze di tirocinio. 4. La gestione delle attività del tirocinio formativo attivo è affidata al consiglio di corso di tirocinio. Il consiglio è composto: - nelle università, dai docenti e ricercatori universitari che in esse ricoprono incarichi didattici, da due rappresentanti dei tutor coordinatori, da due dirigenti scolastici, designati dall ufficio scolastico regionale tra i dirigenti delle istituzioni scolastiche che ospitano i tirocini, e da un rappresentante degli studenti tirocinanti; il presidente del consiglio di corso è eletto tra la componente di docenti universitari; egli dura in carica tre anni ed può essere rieletto una sola volta; - negli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica, dai docenti dei predetti istituti che in essi ricoprono incarichi didattici, da due rappresentanti dei tutor coordinatori, da due dirigenti scolastici, designati dall ufficio scolastico regionale tra i dirigenti delle istituzioni scolastiche che ospitano i tirocini, e da un rappresentante degli studenti tirocinanti; il presidente del consiglio di corso è eletto tra la componente di docenti delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica; egli dura in carica tre anni ed può essere rieletto una sola volta. 5. Il consiglio di corso di tirocinio cura l integrazione tra le attività di cui al comma 3, organizza i laboratori didattici disciplinari e i laboratori pedagogico-didattici e stabilisce le modalità di collaborazione tra i tutor, i tutor coordinatori e i docenti universitari o delle istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica.
12 6. L attività di tirocinio nella scuola si conclude con la stesura da parte del tirocinante di una relazione del lavoro svolto in collaborazione con l insegnante tutor che ne ha seguito l attività. Della relazione finale di tirocinio è relatore un docente universitario o delle istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica che ha svolto attività nel corso di tirocinio e correlatore l insegnante tutor che ha seguito l attività di tirocinio. La relazione consiste in un elaborato originale che, oltre all esposizione delle attività svolte dal tirocinante, deve evidenziare la capacità del medesimo di integrare ad un elevato livello culturale e scientifico le competenze acquisite nell attività svolta in classe e le conoscenze in materia psico-pedagogica con le competenze acquisite nell ambito della didattica disciplinare e, in particolar modo, nelle attività di laboratorio. 6. L attività di tirocinio nella scuola si conclude con la stesura da parte del tirocinante di una relazione sul lavoro svolto in collaborazione con l insegnante tutor che ne ha seguito l attività. Della relazione di tirocinio è relatore un docente universitario o delle istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica che ha svolto attività nel corso di tirocinio e correlatore l insegnante tutor che ha seguito l attività di tirocinio. La relazione consiste in un elaborato originale che, oltre all esposizione delle attività svolte dal tirocinante, deve evidenziare la capacità del medesimo di integrare ad un elevato livello culturale e scientifico le competenze acquisite nell attività svolta in classe e le conoscenze in materia psicopedagogica con le competenze acquisite nell ambito della didattica disciplinare e, in particolar modo, nelle attività di laboratorio. 7. La frequenza alle attività del tirocinio formativo attivo è obbligatoria. L accesso all esame di abilitazione è subordinato alla verifica della presenza ad almeno il 70% delle attività di cui al comma 3 lettere a), ad almeno l 80% delle attività di cui al comma 3 lettera b), ad almeno il 70% delle attività di cui al comma 3 lettera c) e ad almeno il 70% delle attività di cui al comma 3 lettera d). 8. Al termine dell anno di tirocinio si svolge l esame di abilitazione all insegnamento che ne costituisce parte integrante e che consiste: - nella valutazione dell attività svolta durante il tirocinio; - nell esposizione orale di un percorso didattico su un tema scelto dalla commissione; - nella discussione della relazione finale di tirocinio. 9. La commissione d esame, nominata dalla competente autorità accademica, è composta: a. nelle università, da 3 docenti universitari che hanno svolto attività nel corso di tirocinio, da 2 tutor o tutor coordinatori, da un rappresentante designato dall ufficio scolastico regionale ed è presieduta da un docente universitario designato dalla facoltà di riferimento; b. nelle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica da 3 docenti delle predette 7. Al termine dell anno di tirocinio si svolge l esame di abilitazione all insegnamento che consiste: - nella valutazione dell attività svolta durante il tirocinio; - nell esposizione orale di un percorso didattico su un tema scelto dalla commissione; - nella discussione della relazione finale di tirocinio. 8. La commissione d esame, nominata dalla competente autorità accademica, è composta: a. nelle università, da 3 docenti universitari che hanno svolto attività nel corso di tirocinio, da 2 tutor o tutor coordinatori, da un rappresentante designato dall ufficio scolastico regionale ed è presieduta da un docente universitario designato dalla facoltà di riferimento; b. nelle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica da 3 docenti delle predette
13 istituzioni che hanno svolto attività nel corso del tirocinio, da 2 tutor o tutor coordinatori, da un rappresentante designato dall ufficio scolastico regionale ed è presieduta da un docente delle istituzioni medesime designato dall istituzione di riferimento. 10. La commissione assegna fino a un massimo di 30 punti all attività svolta durante il tirocinio; fino a un massimo di 30 punti alla prova di cui al comma 8 lettera b); fino a un massimo di 10 punti alla relazione finale di tirocinio. L esame di tirocinio è superato se il candidato consegue una votazione maggiore o uguale a 50/ La commissione aggiunge al punteggio conseguito il punteggio risultante dalla media ponderata dei voti conseguiti negli esami di profitto della laurea magistrale o del diploma accademico di secondo livello e degli esami di profitto sostenuti nel corso dell anno di tirocinio, fino a un massimo di 30 punti. Il punteggio complessivo, espresso in centesimi, è il voto di abilitazione all insegnamento. 12. La valutazione finale complessiva effettuata dalla commissione secondo le modalità previste dal presente articolo costituisce, unitariamente, esame avente valore abilitante all insegnamento e che dà luogo, ove superato, al rilascio del relativo diploma. istituzioni che hanno svolto attività nel corso del tirocinio, da 2 tutor o tutor coordinatori, da un rappresentante designato dall ufficio scolastico regionale ed è presieduta da un docente delle istituzioni medesime designato dall istituzione di riferimento. 9. La commissione assegna fino a un massimo di 30 punti all attività svolta durante il tirocinio; fino a un massimo di 30 punti alla prova di cui al comma 7 lettera b); fino a un massimo di 10 punti alla relazione finale di tirocinio. L esame di tirocinio è superato se il candidato consegue una votazione maggiore o uguale a 50/70. La commissione aggiunge al punteggio conseguito il punteggio risultante dalla media ponderata dei voti conseguiti negli esami di profitto della laurea magistrale o del diploma accademico di secondo livello e degli esami di profitto sostenuti nel corso dell anno di tirocinio, fino a un massimo di 30 punti. Il punteggio complessivo, espresso in centesimi, è il voto di abilitazione all insegnamento. 10. La valutazione finale complessiva effettuata dalla commissione secondo le modalità previste dal presente articolo costituisce, unitariamente, esame avente valore abilitante all insegnamento che dà luogo, ove superato, al rilascio del relativo diploma. 11. Agli oneri di funzionamento della commissione si provvede con gli ordinari stanziamenti del bilancio del Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca. ART. 11 (Docenti tutor) 1. Per lo svolgimento delle attività di tirocinio le facoltà di riferimento si avvalgono di personale docente e dirigente in servizio nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione. Ai predetti docenti sono affidati compiti tutoriali, in qualità di: a) tutor coordinatori; c) tutor dei tirocinanti. 2. Ai tutor coordinatori è affidato il compito di: a) orientare e gestire i rapporti con i tutor ART. 11 (Docenti tutor) 1. Per lo svolgimento delle attività di tirocinio le facoltà di riferimento si avvalgono di personale docente e dirigente in servizio nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione. Ai predetti docenti sono affidati compiti tutoriali, in qualità di: a) tutor coordinatori; b) tutor dei tirocinanti. 2. Ai tutor coordinatori è affidato il compito di: a) orientare e gestire i rapporti con i tutor
14 assegnando gli studenti alle diverse classi e scuole e formalizzando il progetto di tirocinio dei singoli studenti; b) provvedere alla formazione del gruppo di studenti attraverso le attività di tirocinio indiretto e l'esame dei materiali di documentazione prodotti dagli studenti nelle attività di tirocinio; c) supervisionare e valutare le attività del tirocinio diretto e indiretto; d) seguire le relazioni finali per quanto riguarda le attività in classe. 3. I tutor dei tirocinanti hanno il compito di orientare gli studenti rispetto agli assetti organizzativi e didattici della scuola e alle diverse attività e pratiche in classe, di accompagnare e monitorare l'inserimento in classe e la gestione diretta dei processi di insegnamento degli studenti tirocinanti. I docenti chiamati a svolgere i predetti compiti sono designati dai coordinatori didattici e dai dirigenti scolastici preposti alle scuole iscritte nell elenco di cui all articolo 12, tra i docenti in servizio con contratto a tempo indeterminato nelle medesime istituzioni e che ne abbiano fatto domanda. 4. I corsi di laurea magistrale di cui all articolo 6 si avvalgono altresì di tutor organizzatori, cui è assegnato il compito di: a) organizzare e gestire i rapporti tra le università, le istituzioni scolastiche e i relativi dirigenti scolastici; b) gestire tutte le attività amministrative legate ai distacchi dei tutor coordinatori, al rapporto con le scuole e con l Ufficio scolastico regionale, al rapporto con gli studenti e alle attività di tirocinio in generale; c) coordinare la distribuzione degli studenti nelle diverse scuole; d) assegnare ai tutor coordinatori, di anno in anno, il contingente di studenti da seguire nel percorso di tirocinio. 5. Con decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze sono stabiliti i contingenti del personale della scuola necessario per lo svolgimento dei compiti tutoriali di cui ai commi 2 e 4 e assegnando gli studenti alle diverse classi e scuole e formalizzando il progetto di tirocinio dei singoli studenti; b) provvedere alla formazione del gruppo di studenti attraverso le attività di tirocinio indiretto e l'esame dei materiali di documentazione prodotti dagli studenti nelle attività di tirocinio; c) supervisionare e valutare le attività del tirocinio diretto e indiretto; d) seguire le relazioni finali per quanto riguarda le attività in classe. 3 I tutor dei tirocinanti hanno il compito di orientare gli studenti rispetto agli assetti organizzativi e didattici della scuola e alle diverse attività e pratiche in classe, di accompagnare e monitorare l'inserimento in classe e la gestione diretta dei processi di insegnamento degli studenti tirocinanti. I docenti chiamati a svolgere i predetti compiti sono designati dai dirigenti scolastici preposti alle scuole iscritte nell elenco di cui all articolo 12, tra i docenti di ruolo in servizio nelle medesime istituzioni e che ne abbiano fatto domanda. 4. I corsi di laurea magistrale di cui all articolo 6 si avvalgono altresì di tutor organizzatori, cui è assegnato il compito di: a) organizzare e gestire i rapporti tra le università, le istituzioni scolastiche e i relativi dirigenti scolastici; b) gestire tutte le attività amministrative legate ai distacchi dei tutor coordinatori, al rapporto con le scuole e con l Ufficio scolastico regionale, al rapporto con gli studenti e alle attività di tirocinio in generale; c) coordinare la distribuzione degli studenti nelle diverse scuole; d) assegnare ai tutor coordinatori, di anno in anno, il contingente di studenti da seguire nel percorso di tirocinio. 5. Con decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell economia e delle finanze sono stabiliti, nei limiti dell autorizzazione di spesa di cui all articolo 1, comma 4, della legge 3 agosto 1998, n. 315, i contingenti del personale
15 la loro ripartizione tra le facoltà o le istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica di riferimento, nonché i criteri di selezione degli aspiranti ai predetti compiti. Sulla base dei criteri di selezione stabiliti, e nei limiti dei contingenti ad esse assegnati, le facoltà di riferimento provvedono all indizione ed allo svolgimento delle selezioni. La facoltà provvede all affidamento dell incarico tutoriale, che ha una durata massima di quattro anni e non è consecutivamente rinnovabile. L incarico è soggetto a conferma annuale secondo quanto previsto al comma 7, ed è prorogabile solo per un ulteriore anno. Il suo svolgimento comporta, per i tutor coordinatori, un esonero parziale dall insegnamento e, per i tutor organizzatori, l esonero totale dall insegnamento stesso. 6. I tutor coordinatori e i tutor organizzatori rispondono, nello svolgimento dei loro compiti, al consiglio di facoltà. 7. Il consiglio di facoltà procede annualmente alla conferma o alla revoca dei tutor coordinatori e dei tutor organizzatori sulla base dei seguenti parametri: a) conduzione dei gruppi di studenti e sostegno al loro percorso formativo; b) gestione dei rapporti con le scuole e con gli insegnanti ospitanti; c) gestione dei rapporti con l istituzione universitaria; d) gestione dei casi a rischio. 8. Il consiglio di facoltà può predisporre, per i tirocinanti, questionari di valutazione dell esperienza svolta, i cui risultati sono utilizzati anche ai fini della conferma. I risultati delle elaborazioni dei dati raccolti con i questionari sono pubblici. ART. 12 (Elenco regionale delle istituzioni scolastiche accreditate) 1. Per lo svolgimento delle attività di tirocinio le università o le istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica stipulano apposite convenzioni con le istituzioni scolastiche, ivi compresi i centri provinciali per l istruzione della scuola necessario per lo svolgimento dei compiti tutoriali di cui ai commi 2, 3 e4 e la loro ripartizione tra le facoltà o le istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica di riferimento, nonché i criteri di selezione degli aspiranti ai predetti compiti. Sulla base dei criteri di selezione stabiliti, e nei limiti dei contingenti ad esse assegnati, le facoltà di riferimento provvedono all indizione ed allo svolgimento delle selezioni. La facoltà provvede all affidamento dell incarico tutoriale, che ha una durata massima di quattro anni. L incarico è soggetto a conferma annuale secondo quanto previsto al comma 7, ed è prorogabile solo per un anno. Il suo svolgimento comporta, per i tutor coordinatori, un esonero parziale dall insegnamento e, per i tutor organizzatori, l esonero totale dall insegnamento stesso. 6. I tutor coordinatori e i tutor organizzatori rispondono, nello svolgimento dei loro compiti, al consiglio di facoltà. 7. Il consiglio di facoltà procede annualmente alla conferma o alla revoca dei tutor coordinatori e dei tutor organizzatori sulla base dei seguenti parametri: a) conduzione dei gruppi di studenti e sostegno al loro percorso formativo; b) gestione dei rapporti con le scuole e con gli insegnanti ospitanti; c) gestione dei rapporti con l istituzione universitaria; d) gestione dei casi a rischio. 8. Il consiglio di facoltà può predisporre, per i tirocinanti, questionari di valutazione dell esperienza svolta, i cui risultati sono utilizzati anche ai fini della conferma. ART. 12 (Elenco regionale delle istituzioni scolastiche accreditate) 1. Per lo svolgimento delle attività di tirocinio le università o le istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica stipulano apposite convenzioni con le istituzioni scolastiche a tal fine accreditate secondo quanto previsto dal
16 degli adulti di cui all articolo 1 comma 632 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, a tal fine accreditate secondo quanto previsto dal presente articolo. 2. Ciascun Ufficio scolastico regionale predispone e aggiorna annualmente un elenco telematico delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, accreditate ad accogliere i tirocinanti nei percorsi di cui all articolo 3, comma 5, e agli articoli 6, 10, 13 e 14, avendo cura di evidenziare per ogni istituzione scolastica i seguenti dati: a) elenco degli insegnanti con contratto a tempo indeterminato disponibili a svolgere il compito di tutor con il rispettivo curriculum vitae; b) piano di realizzazione e di inserimento nell attività della scuola delle attività di tirocinio attivo; c) eventuali precedenti esperienze di tirocinio; d) esistenza di dipartimenti disciplinari o pluridisciplinari attivi; e) eventuale partecipazione dell istituzione scolastica alle rilevazioni degli apprendimenti nazionali e, se campionata, a quelle internazionali; f) presenza di laboratori attrezzati; g) eventuali altri elementi che possono concorrere alla valorizzazione delle esperienze delle istituzioni scolastiche. 3. I criteri per l accreditamento sono stabiliti con decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca. 4. Ciascun Ufficio scolastico regionale vigila sul rispetto, da parte delle istituzioni scolastiche inserite nell elenco, delle convenzioni di cui al comma 1 e sulla persistenza delle condizioni previste per l inserimento nell elenco. Nel caso di mancato rispetto della convenzione o del venir meno delle predette condizioni l istituzione scolastica interessata è espunta dall elenco. ART. 13 (Percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità) presente articolo. 2. Ciascun Ufficio scolastico regionale predispone e aggiorna un elenco telematico delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, accreditate ad accogliere i tirocinanti nei percorsi di cui all articolo 3, comma 5, e agli articoli 6, 10, 13 e 14, avendo cura di evidenziare per ogni istituzione scolastica i seguenti dati: a) elenco degli insegnanti di ruolo disponibili a svolgere il compito di tutor con il rispettivo curriculum vitae; b) piano di realizzazione e di inserimento nell attività della scuola delle attività di esperienze delle istituzioni scolastiche. 1. I criteri per l accreditamento sono stabiliti con decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca. 2. Ciascun Ufficio scolastico regionale vigila sul rispetto, da parte delle istituzioni scolastiche inserite nell elenco, delle convenzioni di cui al comma 1 e sulla persistenza delle condizioni previste per l inserimento nell elenco. Nel caso di mancato rispetto della convenzione o del venir meno delle predette condizioni l istituzione scolastica interessata è espunta dall elenco. ART. 13 (Percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità)
17 1. In attesa della istituzione di specifiche classi di abilitazione e della compiuta regolamentazione dei relativi percorsi di formazione, la specializzazione per l attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità si consegue esclusivamente presso le università. Le caratteristiche dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, che devono prevedere l acquisizione di un minimo di 60 crediti formativi, comprendere almeno 300 ore di tirocinio pari a 12 crediti formativi universitari e articolarsi distintamente per la scuola dell infanzia, primaria, secondaria di primo grado e secondo grado, sono definite nel regolamento di ateneo in conformità ai criteri stabiliti dal Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, sentiti il Consiglio universitario nazionale e le associazioni nazionali competenti per materia. Ai corsi, autorizzati dal Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca, possono accedere gli insegnanti abilitati. 2. Le università possono avvalersi, per lo svolgimento di specifici insegnamenti non attivati nell ambito dell ateneo, di personale in possesso di specifica e documentata competenza nel campo delle didattiche speciali. 3. I corsi sono a numero programmato dal Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca tenendo conto delle esigenze del sistema nazionale di istruzione e presuppongono il superamento di una prova di accesso predisposta dalle università. 4. A conclusione del corso il candidato che supera con esito favorevole l esame finale consegue il diploma di specializzazione per l attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. 5. La specializzazione di cui al comma 4 consente l iscrizione negli elenchi per il sostegno ai fini delle assunzioni a tempo indeterminato ed a tempo determinato sui relativi posti disponibili. 1. In attesa della istituzione di specifiche classi di abilitazione e della compiuta regolamentazione dei relativi percorsi di formazione, la specializzazione per l attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità si consegue esclusivamente presso le università. Le caratteristiche dei corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità, che devono prevedere l acquisizione di un minimo di 60 crediti formativi, comprendere almeno 300 ore di tirocinio e articolarsi distintamente per la scuola dell infanzia, primaria, secondaria di primo grado e secondo grado, sono definite nel regolamento di ateneo in conformità ai criteri stabiliti dal Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca, sentiti il consiglio universitario nazionale e le associazioni nazionali competenti per materia. Ai corsi, autorizzati dal Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca, possono accedere gli insegnanti abilitati. 2. Le università possono avvalersi, per lo svolgimento di specifici insegnamenti non attivati nell ambito dell ateneo, di personale in possesso di specifica e documentata competenza nel campo delle didattiche speciali. 3. I corsi sono a numero programmato dal Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca tenendo conto delle esigenze del sistema nazionale di istruzione e presuppongono il superamento di una prova di accesso predisposta dalle università. 4. A conclusione del corso il candidato che supera con esito favorevole l esame finale consegue il diploma di specializzazione per l attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. 5. La specializzazione di cui al comma 4 consente l iscrizione negli elenchi per il sostegno ai fini delle assunzioni a tempo indeterminato ed a tempo determinato sui relativi posti disponibili.
18 ART. 14 (Corsi di perfezionamento per l insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera) Le università nei propri regolamenti didattici di ateneo possono disciplinare corsi di perfezionamento per l insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera. Ai predetti corsi accedono gli insegnanti in possesso di abilitazione e di competenze certificate nella lingua straniera di almeno Livello C1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue pubblicato nel 2001 dal Consiglio d Europa. I percorsi formativi di cui al comma 1 sono istituiti per la scuola secondaria di secondo grado e prevedono l acquisizione di almeno 60 crediti formativi comprensivi di un tirocinio di almeno 300 ore pari a 12 crediti formativi universitari. Per garantire uniformità tra i predetti corsi, le università si adeguano ai criteri stabiliti dal Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca con proprio decreto, sentito il Consiglio universitario nazionale. A conclusione del corso, al candidato che supera con esito favorevole l esame finale è rilasciato il certificato attestante le acquisite competenze per l insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera. ART. 15 (Norme transitorie e finali) 1. Conseguono l abilitazione per l insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, mediante il compimento del solo tirocinio formativo attivo di cui all articolo 10: - coloro che alla data di entrata in vigore del presente regolamento sono in possesso dei requisiti previsti dal decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 9 febbraio 2005, n. 22, per l accesso alle Scuole di specializzazione per l insegnamento secondario e i possessori di laurea magistrale che, secondo l allegato 2 al decreto del Ministro dell università e della ricerca del 26 luglio 2007, è corrispondente ad una delle lauree specialistiche cui fa riferimento il decreto del ART. 14 (Corsi di perfezionamento per l insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera) 1. Le università nei propri regolamenti didattici di ateneo possono disciplinare corsi di perfezionamento per l insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera. Ai predetti corsi accedono gli insegnanti in possesso di abilitazione e di competenze certificate nella lingua straniera di almeno Livello C1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue pubblicato nel 2001 dal Consiglio d Europa. 2. I percorsi formativi di cui al comma 1 sono istituiti per la scuola secondaria di secondo grado e prevedono l acquisizione di almeno 60 crediti formativi comprensivi di un tirocinio di almeno 300 ore pari a 12 crediti formativi universitari. 3. Per garantire uniformità tra i predetti corsi, le università si adeguano ai criteri stabiliti dal Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca con proprio decreto, sentito il Consiglio universitario nazionale. 4. A conclusione del corso, al candidato che supera con esito favorevole l esame finale è rilasciato il certificato attestante le acquisite competenze per l insegnamento di una disciplina non linguistica in lingua straniera. ART. 15 (Disposizioni transitorie) 1. Fino all anno accademico conseguono l abilitazione per l insegnamento nella scuola secondaria di primo grado, mediante il compimento del tirocinio formativo attivo di cui all articolo 10, - coloro che sono in possesso dei requisiti previsti dal decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 9 febbraio 2005, n. 22, per l accesso alle Scuole di specializzazione per l insegnamento secondario. Possono altresì conseguire l abilitazione per l insegnamento, mediante il compimento del tirocinio formativo attivo di cui all articolo 10, i possessori di laurea magistrale che, secondo l allegato 3 al decreto del Ministro dell università e della
19 Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 9 febbraio 2005, n coloro che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, ovvero per l anno accademico , sono iscritti a uno dei percorsi finalizzati al conseguimento dei titoli di cui alla lettera a). - per le classi di concorso A029 e A030, i soggetti in possesso del diploma rilasciato dagli istituti superiori di educazione fisica (ISEF) già valido per l accesso all insegnamento di educazione fisica. 2. I decreti di cui all articolo 8 comma 2 lettera a) e all articolo 9 comma 3 possono prevedere, in caso di ampliamento degli insegnamenti relativi alle classi di concorso della scuola secondaria di secondo grado ovvero in ordine alle attività di insegnamento previste dalle Indicazioni nazionali di cui all articolo 10, comma 3 del Regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010 n. 89, alle Linee guida emanate con Direttiva ministeriale n. 65, registrata alla Corte dei Conti il 20 agosto 2010 e alle Linee guida emanate con Direttiva ministeriale n. 57, registrata alla Corte dei Conti il 29 luglio 2010, ulteriori crediti formativi universitari o accademici, per un massimo di 24, da acquisire, ove non già posseduti, nel corso del tirocinio formativo attivo in aggiunta ai crediti previsti dalla tabella 11 ai fini dell integrazione e del rafforzamento delle relative competenze disciplinari. ricerca del 26 luglio 2007, sia corrispondente ad una delle lauree specialistiche cui fa riferimento il decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 9 febbraio 2005, n Fino all anno accademico e comunque fino alla revisione delle classi di concorso di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 30 gennaio 1998, n. 39, e al decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 9 febbraio 2005, n. 22, conseguono l abilitazione per l insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado, mediante il compimento del tirocinio formativo attivo di cui all articolo 10, coloro che sono in possesso dei requisiti previsti dal decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 9 febbraio 2005, n. 22, per l accesso alle scuole di specializzazione per l insegnamento secondario. Possono altresì conseguire l abilitazione per l insegnamento, mediante il compimento del tirocinio formativo attivo di cui all articolo 10, i possessori di laurea magistrale che, secondo l allegato 3 al decreto del Ministro dell università e della ricerca del 26 luglio 2007, è equiparata ad una delle laurea specialistiche cui fa riferimento il decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca 9 febbraio 2005, n I titoli posseduti dai soli soggetti di cui al comma 1 mantengono la loro validità ai fini dell inserimento nella terza fascia delle graduatorie di istituto. Le tabelle 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9 e 10 allegate al presente regolamento, unitamente al compimento del tirocinio formativo attivo di cui all articolo 10, sostituiscono integralmente per tutti gli altri soggetti e per le relative classi di concorso i titoli previsti dal decreto ministeriale 30 gennaio 1998 n. 39 e successive integrazioni e modificazioni. 4. Gli accessi al tirocinio formativo attivo di cui al comma 1 sono a numero programmato secondo le specifiche indicazioni annuali 3. Gli accessi al tirocinio formativo attivo di cui ai commi 1 e 2 sono a numero programmato secondo le specifiche indicazioni annuali
20 adottate con decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca ai sensi dell articolo 5, comma Le università e le istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica che istituiscono corsi di tirocinio formativo attivo curano lo svolgimento della relativa prova d accesso. La prova, che mira a verificare le conoscenze disciplinari relative alle materie oggetto di insegnamento della classe di abilitazione, si articola in un test preliminare, in prova scritta e in una prova orale. Il test preliminare, di contenuto identico sul territorio nazionale per ciascuna tipologia di percorso, è predisposto dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Il test preliminare comporta l attribuzione di un massimo di 30 punti, la prova scritta di un massimo di 30 punti e la prova orale di un massimo di 20 punti. Ulteriori punti possono essere attribuiti per titoli di studio, di servizio e pubblicazioni secondo le modalità indicate nel comma Il test preliminare si svolge a livello nazionale secondo le modalità previste dal comma 7. La data di svolgimento della prova è fissata dal Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca. 7. Il test preliminare è una prova costituita da domande a risposta chiusa con 4 opzioni di tipologie diverse, incluse domande volte a verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei testi. Il test, della durata di tre ore, comprende un numero di domande pari a 60. La risposta corretta a ogni domanda vale 0,5 punti, la risposta non data o errata vale 0 punti. adottate con decreto del Ministro dell istruzione, dell università e della ricerca ai sensi dell articolo 5, comma Le università e le istituzioni dell alta formazione artistica, musicale e coreutica che istituiscono corsi di tirocinio formativo attivo espletano la relativa prova d accesso. La prova, che mira a verificare le conoscenze disciplinari relative alle materie oggetto di insegnamento della classe di abilitazione, si articola in un test preliminare e in una prova orale. Il test preliminare, di contenuto identico sul territorio nazionale per ciascuna tipologia di percorso, è predisposto dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Il test preliminare comporta l attribuzione di un massimo di 60 punti e la prova orale di un massimo di 20 punti. Ulteriori 20 punti possono essere attribuiti per titoli di studio e pubblicazioni secondo le modalità indicate nel comma Il test preliminare si svolge a livello nazionale secondo le modalità previste dal comma 6. La data di svolgimento della prova è fissata dal Ministero dell istruzione, dell università e della ricerca. 6. Il test preliminare è una prova costituita da domande a risposta chiusa con 4 opzioni di tipologie diverse, incluse domande volte a verificare le competenze linguistiche e la comprensione dei testi. Il test, della durata di tre ore, comprende un numero di domande pari a 60. La risposta corretta a ogni domanda vale 1 punto, la risposta errata o non data vale 0 punti. 8. Per essere ammesso alla prova scritta il candidato deve conseguire una votazione maggiore o uguale a 21/ La prova scritta, predisposta a cura delle università o delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale, coreutica, consta di domande a risposta aperta relative alle discipline oggetto di insegnamento delle relative classi di concorso. Nel caso di classi di concorso per l insegnamento delle lingue classiche sono previste prove di traduzione;

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 ART. 7
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