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Timestamp: 2019-07-20 09:57:20+00:00

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Art. 319 ter codice penale - Corruzione in atti giudiziari - Brocardi.it
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Articolo 319 ter Codice penale
Dispositivo dell'art. 319 ter Codice penale
Se i fatti indicati negli artt. 318 e 319 sono commessi per favorire o danneggiare (1) una parte in un processo civile, penale o amministrativo (2), si applica la pena della reclusione da sei a dodici anni. (4)
Se dal fatto deriva l'ingiusta condanna di taluno alla reclusione non superiore a cinque anni, la pena è della reclusione da sei a quattordici anni; se deriva l'ingiusta condanna alla reclusione superiore a cinque anni o all'ergastolo, la pena è della reclusione da otto a venti anni (3). (4)
(1) Viene qui criminalizzato come reato autonomo, non più quindi come circostanza aggravante speciale rispetto ai delitti di cui agli artt. 318 e 319, la corruzione passiva del soggetto esercente un pubblica funzione, specificatamente di tipo giudiziario (magistrati o collaboratori istituzionali).
(2) L'indicazione in merito ai processi è tassativa, quindi non vi rientrano quelli disciplinari. Rispetto a questi si considera parte, ai fini dell'integrazione della fattispecie, la persona fisica o giuridica che abbia proposto o nei cui confronti sia stata proposta una domanda giudiziale. Relativamente al procedimento penale si ricordi che è parte l'imputato, il pm, ma anche la parte civile, il responsabile civile, il civilmente obbligato per la pena pecuniaria e l'indagato.
(3) Si tratta di due circostanze aggravanti indipendenti, in cui l'evento è a carico dell'agente, la cui libertà personale viene lesa determinando un aumento delle pene, che si vuole sottratto al giudizio di bilanciamento.
(4) Comma da ultimo modificato dall'art. 1, comma 1, lett. g) della L. 27 maggio 2015, n. 69.
La ratio dell’incriminazione sta nel punire più gravemente condotte corruttive aventi ad oggetto lo sviamento del potere giudiziario.
Spiegazione dell'art. 319 ter Codice penale
La norma in esame, secondo la giurisprudenza, configura una autonoma figura di reato, e non una semplice circostanza aggravante ad effetto speciale, sottraendosi dunque la fattispecie dal giudizio di bilanciamento delle circostanze ex art. 69.
Il bene giuridico tutelato è l'imparzialità dei giudici ed il corretto svolgimento delle funzioni giudiziarie.
Elemento di differenziazione rispetto alle ipotesi di corruzione semplice di cui agli artt. 318 e 319 è la finalità per cui la corruzione viene posta in essere, costituita dalla volontà di favorire o danneggiare una parte in un processo penale, civile o amministrativo.
Non è necessario l'effettivo conseguimento del risultato, essendovi una anticipazione della tutela penale e quindi a prescindere da un evento.
Per contro, il secondo comma punisce ancor più gravemente il colpevole qualora, come sito della corruzione in atti giudiziari, derivi una condanna alla pena della reclusione.
Massime relative all'art. 319 ter Codice penale
Cass. pen. n. 40759/2016
Integra il reato di corruzione in atti giudiziari "ex" art. 319-ter cod.pen. la promessa o la dazione di denaro rivolta al teste, e da questi accettata, affinchè con la sua falsa testimonianza favorisca una parte del processo penale. (In motivazione, la Corte ha escluso che tale condotta integri il meno grave reato di intralcio alla giustizia, previsto dall'art.377 cod.pen., che è invece configurabile nel caso in cui l'offerta o la promessa di denaro o di altra utilità, volta al condizionamento delle dichiarazioni dei testimoni, non sia accettata).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 40759 del 29 settembre 2016)
Cass. pen. n. 30542/2013
Integra il reato di corruzione in atti giudiziari l'accordo intercorso tra un ispettore del Ministero delle attività produttive, pubblico ufficiale, ed il presidente di un consorzio di cooperative edilizie, finalizzato a formare, in cambio di un corrispettivo in danaro, una relazione ispettiva compiacente rispetto alla sua situazione di difficoltà economica già registrata in precedenti, sfavorevoli relazioni del suo ufficio, al fine di evitarne la declaratoria di fallimento o la liquidazione coatta amministrativa nella pendente procedura giudiziaria, ottenendo con il deposito di tale relazione un rinvio dell'udienza.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 30542 del 16 luglio 2013)
Cass. pen. n. 13048/2013
Nel delitto di corruzione in atti giudiziari, non essendo applicabile l'ipotesi di cui all'art. 322 c.p., è configurabile il tentativo, quando sia posta in essere la condotta tipica con atti idonei e non equivoci (l'offerta o la promessa) e l'evento non si verifichi (ad esempio per mancata accettazione).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 13048 del 21 marzo 2013)
Cass. pen. n. 10443/2012
In tema di corruzione in atti giudiziari, il direttore sanitario presso una casa circondariale è pubblico ufficiale anche se non legato dall'Amministrazione Penitenziaria da un rapporto di pubblico impiego.
(Cassazione penale, Sez. V, sentenza n. 10443 del 16 marzo 2012)
Cass. pen. n. 36323/2009
Ai fini della configurabilità del delitto di corruzione in atti giudiziari rileva la natura dell'atto compiuto, nel senso che lo stesso deve essere funzionale ad un procedimento giudiziario e porsi quale strumento per arrecare un favore o un danno nei confronti di una delle parti di un processo civile, penale o amministrativo. (Fattispecie in cui la funzione giudiziaria si è estrinsecata in favore di una serie di professionisti, e in danno dei creditori e della massa attiva, attraverso una illecita gestione delle procedure concorsuali).
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 36323 del 18 settembre 2009)
Cass. pen. n. 19143/2009
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 19143 del 7 maggio 2009)
Cass. pen. n. 39290/2008
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 39290 del 21 ottobre 2008)
Cass. pen. n. 35118/2007
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 35118 del 20 settembre 2007)
Cass. pen. n. 25418/2007
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 25418 del 3 luglio 2007)
Cass. pen. n. 12409/2007
L'ipotesi di tentativo è configurabile nel delitto di corruzione in atti giudiziari previsto dall'art. 319 ter c.p., attesa la natura di questo quale figura autonoma di reato, allorchè sia posta in essere la condotta tipica con atti idonei e non equivoci (l'offerta o la promessa) e l'evento non si verifichi (ad esempio per mancata accettazione). Nell'affermare tale principio la Corte ha considerato non decisiva la mancanza di una figura di reato parallela a quella delineata nell'art. 322 c.p.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 12409 del 24 marzo 2007)
Cass. pen. n. 44971/2005
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 44971 del 7 dicembre 2005)
Cass. pen. n. 13919/2005
È configurabile il reato di corruzione in atti giudiziari nella condotta del giudice delegato ai fallimenti a carico del quale siano state accertate reiterate violazioni dei doveri nell'esecuzione della funzione giudiziaria, anche se non siano individuati singoli fatti corruttivi ma una disponibilità continuativa ad elargire benefici a singoli o a gruppi dietro contropartita economica con danno patrimoniale per i creditori dei fallimenti trattati.
Il delitto di corruzione in atti giudiziari si configura anche nella ripetuta dazione di utilità economiche al giudice delegato ai fallimenti ancorchè talvolta successiva al compimento di atti giudiziari contrari ai doveri del suo ufficio — da parte di singoli professionisti privati in vista di corrispettivi vantaggi patrimoniali costituiti dal conferimento di sempre nuovi incarichi di curatori nelle procedure fallimentari.
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 13919 del 14 aprile 2005)
Cass. pen. n. 1425/1998
(Cassazione penale, Sez. VI, sentenza n. 1425 del 11 giugno 1998)
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References: Articolo 319

Articolo 319
 art. 69

Cass. 
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Cass. 
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