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Timestamp: 2020-04-09 01:20:06+00:00

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0. LE NOVITA' 1.VIDIMAZIONE REGISTRI - 2. I TEMPI PER LA STAMPA - 3.REGIMI CONTABILI CLASSICI - 4. REGIME ORDINARIO - 5.REGIME SEMPLIFICATO (CONTRIBUENTI MINORI) - 6. REGIME FORFETTARIO (CONTRIBUENTI MINIMI) - 7.REGIME AGEVOLATO (MARGINALI) - 8. IL NUOVO REGIME DEI MINIMI DAL 2012 - 9.LA SCELTA DEL REGIME PER COMPORTAMENTI CONCLUDENTI - 10.BILANCIO CEE ABBREVIATO - 11. CONTABILITA' DI MAGAZZINO - 12. TONNAGE TAX
Con la Manovra 2011, con il D.L. 6 luglio 2011, n. 98, è presente una norma l'art. 27, che introduce un nuovo regime dei minimi tale regime viene completamente riscritto dal punto di vista:
- soggettivo: potranno accedere, per i primi cinque anni di attività, solo le persone fisiche che intraprendono un'attività d'impresa, arte o professione o l'hanno intrapresa dopo il 31 dicembre 2007;
- oggettivo: il contribuente non deve aver svolto attività d'impresa/lavoro autonomo nei tre anni precedenti, l'attività da esercitare non deve essere mera prosecuzione di altra attività svolta in precedenza sia in forma autonoma che dipendente e, se si tratta di attività svolta in precedenza da altri, i ricavi relativi al periodo d'imposta precedente non devono superare 30.000 euro;
- sostanziale: l'aliquota dell'imposta sostitutiva passa dall'attuale 20% al 5%.
Chi non avrà i nuovi requisiti, pur avendo quelli previsti dalle precedenti norme, verrà tassato in via ordinaria, anche se non sarà soggetto ad IRAP e potrà beneficiare di semplificazioni contabili.
i contribuenti minimi non saranno più soggetti alla ritenuta d'acconto e passeranno dal vecchio regime dei minimi (con ritenuta del 20%) al nuovo (imposta ridotta al 5%).
Lo chiarisce l'Agenzia delle Entrate con il provvedimento 22 dicembre 2011, n. 185825 contenente le indicazioni sull'applicazione del regime contabile agevolato (art. 27, D.L. 6 luglio 2011, n. 98).
Le fatture emesse dovranno essere modificate se non saranno pagate entro il 31 dicembre 2011.
Semplificazioni fiscali per i piccoli imprenditori
Tutti gli imprenditori senza dipendenti con un volume d'affari inferiore a 30.000€ senza dipendenti e investimenti nel triennio non superiore a 15.000,00€ potranno utilizzare un regime semplificato che comporterà il venir meno dell'obbligo di tenuta dei libri contabili, Iva e Irap. Per le piccole imprese solo un forfait.
Come funziona:per coloro che aderiscono scattano la franchigia dall'Iva (e dalla relativa documentazione), l'esenzione dall'Irap e un solo adempimento per l'Irpef.
Che cosa si paga: un'imposta sostitutiva sul reddito pari al 20 per cento.
Come si calcola il reddito imponibile: dal valore del giro di affari annuale si sottrae il valore dei costi sostenuti per l'impresa. Sulla differenza si calcola il 20%. A sostanziale parità di gettito complessivo per il fisco, il risparmio in termini di costo degli adempimenti e di tempo impiegato a tenere in regola la documentazione fiscale è enorme per le imprese. Il Nuovo regime (cosiddetto «dei minimi») comporta l'applicazione di un'imposta sostitutiva Irpef del 20%, l'esenzione dall'Irap, la non applicazione degli studi di settore, il congelamento degli obblighi Iva e l'esonero dagli adempimenti contabili, fatta salva la necessità di conservazione dei documenti, di certificazione delle operazioni attive e di presentazione della dichiarazione annuale.
Vengono soppressi il regime della franchigia Iva, quello delle attività marginali e il regime super semplificato per imprese e lavoratori autonomi. In questi primi giorni dell'anno, pertanto, gli operatori dovranno valutare attentamente la convenienza del nuovo regime. Il nuovo regime interessa la persone fisiche residenti che svolgono attività d'impresa e di lavoro autonomo e che, nel periodo 2007 se già in attività, hanno conseguito ricavi o compensi non superiori a 30mila euro, escludendo eventuali adeguamenti da studi di settore o parametri che dovessero essere richiesti in Unico 2008. Inoltre, i contribuenti non devono avere effettuato cessioni all'esportazione (anche a esportatori abituali nazionali), né avere sostenuto spese per lavoratori dipendenti, collaboratori o associati in partecipazione di solo lavoro. Infine, non deve essere presente una dotazione di beni strumentali acquistati – nel triennio 2005-2007 – in proprietà, locazione semplice o leasing, superiore a 15mila euro. l'Agenzia ha chiarito che per la verifica di quest'ultimo parametro si deve fare riferimento alle fatture Iva o altri documenti ricevuti, computando al 50% il valore dei beni utilizzati in modo promiscuo, a prescindere dalle altre diverse regole del Tuir (si pensi, ad esempio, al caso degli automezzi). Sono in ogni caso esclusi i soggetti che applicano regimi speciali Iva, coloro che effettuano attività esclusiva o prevalente di cessione di fabbricati, terreni o mezzi di trasporto nuovi, nonché i soggetti che partecipano enti che imputano il reddito per trasparenza. Il nuovo regime comporta, ai fini Iva, l'impossibilità di esercizio del diritto di rivalsa e di quello di detrazione quindi non si potrà scaricare Iva, in tal caso e' sconsigliabile a chi dovrà sostenere forti spese iniziali come attrezzature impianti etc.., mentre si dovrà continuare a emettere la fattura, la ricevuta o lo scontrino fiscale. Nel caso di acquisti con applicazione dell'inversione contabile (si pensi alle operazioni comunitarie o a quelle in reverse charge), l'Iva a debito dovrà essere versata entro il giorno 16 del mese successivo all'acquisto. L'ingresso nel regime comporta l'obbligo di rettificare l'eventuale Iva su beni strumentali acquisiti nei precedenti anni e ancora in periodo di osservazione oltre che sui beni e servizi non consumati al 31 dicembre 2007 (si pensi alle rimanenze di prodotti), così come la possibilità di richiedere il rimborso dell'eccedenza residua a credito del 2007. Ai fini delle imposte sui redditi, invece, il reddito deve essere determinato con il criterio di cassa, secondo regole specifiche che possono prescindere dalle indicazioni del testo unico, con particolare riguardo agli acquisti e alle vendite di cespiti e ai componenti sospesi a riporto da precedenti esercizi. L'imponibile viene assoggettato a una sostitutiva del 20% (che colpisce anche l'eventuale quota imputata ai collaboratori) e rimane assoggettato a eventuali contributi Inps, con possibilità di deduzione delle somme versate. Disapplicazione e uscita dal regime. I soggetti che non avessero interesse alla applicazione del regime possono optare per il regime di contabilità ordinaria nella prima dichiarazione dei redditi successiva, oppure porre in essere comportamenti concludenti (ad esempio applicare l'Iva sulle fatture emesse). Questa scelta per il regime ordinario vincola per il primo triennio e, successivamente, di anno in anno; in via di deroga e solo in fase di avvio delle nuove regole sarà possibile restare ordinari per il solo 2008 e revocare questa scelta per il 2009. La disapplicazione del regime naturale dei minimi, invece, può avvenire per libera scelta, oppure per effetto del venire meno dei requisiti richiesti dalla legge e produce i suoi effetti a decorrere dal periodo di imposta successivo. Nel caso in cui i ricavi o compensi superassero, in corso di periodo, i 45mila euro, la caducazione degli effetti è invece immediata, con conseguente obbligo di attivazione di tutti gli adempimenti sospesi (addebito e detrazione dell'Iva, ricalcolo dell'Iva pregressa dell'anno mediante scorporo, scritture contabili, determinazione ordinaria del reddito secondo le regole del Tuir, eccetera). In questo senso, un monitoraggio della situazione appare assolutamente necessario. Infine, la cessazione del regime potrebbe avvenire anche per effetto di accertamenti da parte degli organi preposti che, in sede di controllo, verificano il ricorrere di situazioni preclusive.
Il regime dei minimi esclude l’agricoltura Il regime dei contribuenti minimi introdotto dalla legge Finanziaria 2008 non riguarda il settore agricolo. Infatti il nuovo regime regolato dai commi da 96 a 117 non considera contribuenti minimi le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, che comprendono, come ribadito dal Decreto ministeriale 2 gennaio 2008 e dalla circolare 73/E del 21 dicembre 2007, anche le attività agricole di cui all’articolo 34 e quelle connesse di cui al successivo articolo 34 bis del Dpr 633/72, nonché le attività agrituristiche che usufruiscono del regime forfetario di cui all’articolo 5, della legge 413/91.
Novità della finanziaria 2007 per i professionisti incassi obbligatori in assegni e versamento su un c/c
A seguito della legge finanziaria 2007 i professionisti dovranno incassare i propri compensi rispettando i seguenti limiti per i compensi da incassare in contante
Elenco clienti e fornitori obbligatori già dal 2006, entro il 29/04/2007 bisognerà trasmettere i dati di tutti i propri clienti e fornitori relativi al 2006, sono esclusi i dati dei
privati.Snellite le procedure per la presentazione dei nuovi elenchi clienti e fornitori non e' necessario riportare anche il loro codice fiscale, come previsto dalla legge.
2. I TEMPI PER LA STAMPA DEI REGISTRI
La finanziaria del 2000, ha introdotto un importante disposizione in virtu’ della quale i registri contabili devono essere stampati su supporto cartaceo entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi, pertanto gli obblighi di registrazione (es. 60gg per il libro giornale) si riferiscono alle registrazioni al computer, la Guardia di Finanza o gli ispettori degli uffici fiscali in sede di verifica possono chiedere la stampa delle operazioni contabili.
Risulta chiaro che tale disposizione si applica solo alla tenuta della contabilita’ con elaboratori e non per la tenuta manuale.
DOPO L’ABOLIZIONE DELLA VIDIMAZIONE DEI REGISTRI CONTABILI I PROBLEMI PER I DECRETI INGIUNTIVI – il rifiuto dei Notai agli estratti autenticati dei registri non vidimati.
I notai rifacendosi all'art.634 cpc e all'art. 2214 cc, che impongono ai notai l'autentica dei solo registri bollati e vidimati, si rifiutano di procedere all'autentica degli estratti.
tale interpretazione e' stata pero' considerata restrittiva, in quanto l'art 8 della legge 383/2002 ha di fatto abrogato implicitamente le disposizione dell'art. 2710 del cc e 634 del cpc.
il consiglio nazionale dei notai con risposta al quesito 3982 ha stabilito, che il notaio puo' rilasciare comunque l'estratto anche se a loro parere non idoneo come documento probatorio.
Quindi dopo la semplificazione sono in molti a trovare problemi, in quanto quando il cliente non paga, l’Avvocato richiede l’estratto notarile delle scritture contabili, in genere la pagina del registro delle fatture emesse dove sono annotate le fatture non pagate, documento necessario ad ottenere il decreto ingiuntivo, e il Notaio si rifiuta di rilasciare l’estratto.
Sono in molti i creditori, che si sono trovati impossibilitati a procedere per la mancanza dell’estratto notarile dei registri.
Alla semplificazione fiscale, non ha avuto seguito purtroppo una semplificazione civilistica, non resta pertanto, che appellarsi al buon senso dei notai, pur essendo necessario a mio parere un intervento legislativo, che ponga fine alle diverse interpretazioni e semplifichi definitivamente la materia.
3. REGIMI CONTABILI
1) non abbiano superato l'ammontare di 400.000,00 euro per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi,
Se non si e’ superato il limite ci si trova in contabilità semplificata, se invece si e’ superato il limite l’azienda o il professionista e’ obbligato alla contabilità ordinaria.
N.B. Le società di capitali (srl, spa, sapa) sono sempre in contabilità ordinaria, visto che devono presentare il bilancio annuale, quindi non e’ prevista per questi soggetti la semplificata.
Oltre ai regimi classici ordinario e semplificato (minori), ci sono altri due regimi il forfetario (minimi) ed il regime agevolato.
Sono obbligati tutte le società di capitali e tutti i contribuenti con volume d’affari superiore a 309.874,14 € per le prestazioni di servizi e 516.546,90 € per le cessioni di beni
- 309.874,14, se oggetto dell'attività sono prestazioni di servizi;
- xxxxxx se vengono esercitate altre attività.
- libri sociali (obbligatori solo per le società di capitali);
- registro dei beni ammortizzabili (facoltativo se i dati richiesti vengono indicati nell'inventario);
- scritture ausiliarie di magazzino (in caso di superamento di particolari limiti
E’ applicabile qualora non si realizzi un volume d’affari superiore a 600.000.000 pari a 309.874,14 € per le prestazioni di servizi ed esercenti arti e professioni e 1 miliardo 516.456,90€ per le cessioni di beni e altre attività o per coloro che esercitano sia prestazione di servizi sia cessioni di beni.
Agevolazioni contabili: esonero dalla tenuta del libro giornale ed inventari.
- annotare, entro il 16 del mese successivo, l'ammontare delle operazioni IVA e di quelle escluse dal campo di applicazione della stessa imposta effettuate in ciascun mese;
- annotare, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, il valore delle rimanenze finali;
- annotare, entro il termine per la liquidazione trimestrale, l'importo degli acquisti effettuati nel trimestre;
- conservare la documentazione relativa agli altri costi non IVA per i quali si intende portare in deduzione dal reddito il relativo costo.
Le menzionate annotazioni possono essere effettuate nei registri IVA o nell'apposito prospetto conforme al modello di cui al D.M. 12 febbraio 1997.
Art.2 D.P.R. 12 aprile 2001, n. 222. Art.7 D.P.R. 14 ottobre 1999, n. 542.
6.REGIME FORFETTARIO MINIMI
Sono definiti contribuenti minimi, per il periodo d'imposta 2003, le persone fisiche esercenti attività 'impresa o arti e professioni per le quali nell’anno precedente sussistevano congiuntamente le seguenti condizioni (comma 171 dell'art. 3 della L. n. 662/1996):
1) volume d'affari - ragguagliato ad anno - non superiore a 10.329,14 euro (venti milioni di lire).
art. 15, comma 1; art. 74, comma 2, eccetera;
2) non hanno utilizzato beni strumentali di costo complessivo, al netto degli ammortamenti, superiore ad euro 10.329,14 (20 milioni di lire).
3) non hanno corrisposto, a dipendenti o altri collaboratori stabili, compensi complessivi, tenendo conto anche dei contributi previdenziali e assistenziali, superiori al 70 per cento del volume d'affari di cui al punto 1
Il regime cessa di avere applicazione dall'anno successivo a quello in cui viene meno una delle condizioni
- 73 per cento per le imprese che hanno esercitato prestazioni di servizi;
- 60 per cento per le imprese che hanno esercitato attività diverse dai servizi (commercio, ambulanti, eccetera);
- 84 per cento per gli esercenti arti e professioni
- 75 per cento per le imprese aventi ad oggetto prestazioni di servizi;
- 61 per cento per le imprese aventi per oggetto altre attività;
- 78 per cento per gli esercenti arti e professioni.
I contribuenti minimi sono esonerati dagli studi di settore.
L. 23 dicembre 1996, n. 662. [c.d. legge finanziaria 1997] [Art. 3. - commi da 171 a 185]
7.REGIME AGEVOLATO “marginali”o “forfettino”
Il contribuente può fruire del regime agevolato di cui all'articolo 13 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, Finanziaria Per il 2001, se, in base al suo comportamento concludente, pur non avendo esercitato alcuna opzione, ha applicato il regime sostitutivo, cosiddetto forfettino. Una conferma in questo senso è nella circolare 50/E del 12 giugno 2002. Per chiarezza, si riportano la domanda e la risposta contenute nel paragrafo 20 della circolare 50/E del 12 giugno 2002.
Le persone fisiche esercenti attività per le quali risultano applicabili gli studi di settore possono avvalersi del regime disciplinato nel presente articolo a condizione che i ricavi e i compensi del periodo d'imposta precedente risultino di ammontare non superiore al limite individuato con appositi decreti ministeriali
L'agevolazione si sostanzia in una semplificazione dell'assolvimento degli obblighi fiscali mediante: 1) applicazione di una imposta sostitutiva delle imposte sui redditi pari al 15 per cento dei ricavi e dei compensi minimi calcolati mediante la procedura informatica GE.RI.CO.; 2) riduzione degli adempimenti contabili mediante l'esonero dalla:
b) liquidazione e versamento periodico dell'Iva, presentazione della dichiarazione periodica dell'Iva nonché versamento dell'acconto annuale dell'Iva;
c) versamento delle addizionali comunali e regionali all'imposta sul reddito delle persone fisiche.
1) sono stati approvati gli studi di settore (a meno che non sussistano cause di esclusione o inapplicabilità); 2) vengono conseguiti ricavi o compensi inferiori al limite fissato da appositi provvedimenti del Direttore dell'Agenzia delle Entrate (sulla base delle dimensioni medie degli operatori del settore), in misura differente rispetto a ciascuno studio di settore, ma , comunque, mai superiore ad euro 25.825, pari a 50 milioni di lire. Il limite viene verificato utilizzando una apposita versione di GERI.CO., detta "GE.RI.CO marginali". Si tratta di uno specifico software messo a disposizione dall'Agenzia, dalla duplice funzione:
2) è utilizzato al fine di determinare l'ammontare dei ricavi e dei compensi minimi rispetto ai quali calcolare l'imposta sostitutiva dovuta.
Il beneficio di cui al comma 1 è riconosciuto a condizione che: a) il contribuente non abbia esercitato negli ultimi tre anni attività artistica o professionale ovvero d'impresa, anche in forma associata o familiare; b) l'attività da esercitare non costituisca, in nessun modo, mera prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l'attività precedentemente svolta consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell'esercizio di arti o professioni; c) sia realizzato un ammontare di compensi di lavoro autonomo non superiore a lire 60 milioni o un ammontare di ricavi non superiore a lire 60 milioni pari a € 30.987,41per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi ovvero a lire 120 milioni pari a € 61.974,82 per le imprese aventi per oggetto altre attività; d) qualora venga proseguita un'attività d'impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l'ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d'imposta precedente quello di riconoscimento del predetto beneficio, non sia superiore a lire 60 milioni per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi ovvero a lire 120 milioni per le imprese aventi per oggetto altre attività; e) siano regolarmente adempiuti gli obblighi previdenziali, assicurativi e amministrativi.
In cosa consiste l'agevolazione: verrà applicata un'imposta sostitutiva  con  aliquota del 10 per cento sul reddito
imponibile. il reddito soggetto  ad  imposta  sostitutiva  non  rientra  nel reddito  complessivo  Irpef  e  non
costituisce   base   imponibile   per l'applicazione delle  addizionali  regionali  e  comunali  all'imposta
sul reddito delle persone fisiche. Gli obblighi ai fini Irap ed  Iva  rimangono immutati, inoltre i ricavi/compensi
relativi al reddito oggetto del  regime agevolato non sono assoggettati a ritenuta d'acconto da parte del
con il provvedimento 22 dicembre 2011, n. 185820, l'Agenzia delle Entrate ha chiarito anche che le persone fisiche che intraprendono un’attività d’impresa o di lavoro autonomo dal 1° gennaio 2012 (ovvero che l’hanno intrapresa successivamente al 31 dicembre 2007, e che possiedono i requisiti previsti all’articolo 1, commi da 96 a 99 della Legge 24 dicembre 2007, n. 244 e dall’articolo 2 del decreto ministeriale 2 gennaio 2008) accedono al regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, a condizione che siano in possesso anche dei requisiti stabiliti dal comma 2 dell’articolo 27 del Decreto legge 6 luglio 2011, n. 98.
Il regime fiscale di vantaggio si applica per il periodo di imposta di inizio attività e per i quattro successivi.
I soggetti che non hanno ancora compiuto il trentacinquesimo anno di età possono continuare ad applicare il regime fiscale di vantaggio fino al periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età, senza esercitare alcuna opzione espressa.
1.3. Nel caso in cui i soggetti che si avvalgono del regime contabile agevolato esercitino contemporaneamente più attività, ai fini dell’individuazione del limite dei compensi o dei ricavi, nonché del limite relativo all’acquisto di beni strumentali, stabiliti dall’articolo 1, comma 96, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si fa riferimento alle attività complessivamente esercitate.
4.2. L’opzione, valida per almeno un triennio, è comunicata con la prima dichiarazione annuale da presentare successivamente alla scelta operata.
4.3. Trascorso il periodo minimo di permanenza nel regime contabile ordinario, l’opzione resta valida per ciascun anno successivo, fino a quando permane la concreta applicazione della scelta operata.
5.1. I contribuenti che si avvalgono del regime contabile agevolato sono esonerati dai seguenti obblighi:
6.2. Ai fini dell’individuazione del limite relativo all’ammontare dei ricavi conseguiti e dei compensi percepiti, di cui all’articolo 1, comma 96 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, non rileva l’adeguamento ai ricavi o compensi determinati sulla base degli studi di settore o dei parametri.
7.2. I soggetti di cui al punto precedente applicano il regime contabile agevolato dal periodo di imposta successivo a quello in cui riacquistano le caratteristiche di cui ai commi 96 e 99, dell’articolo 1, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, ovvero a seguito di revoca del regime contabile ordinario.
Testo unico delle imposte sul reddito approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni (articolo 32);
9. LA SCELTA DEL REGIME PER COMPORTAMENTI CONCLUDENTI
L'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 442, stabilisce che l'opzione o la revoca dei regimi di determinazione dell'imposta o dei regimi contabili si desumono da comportamenti concludenti del contribuente o dalle modalità di tenuta delle scritture contabili".
ART- 2435 BIS CC
11.CONTABILITA’ DI MAGAZZINO, articolo 14, 1° comma lettera d) del DPR 600/1973,
Limiti per l'individuazione dell'obbligo
L obbligo di tenuta della contabilità di magazzino decorre dal secondo periodo d imposta successivo a quello in cui l impresa, per la seconda volta consecutiva, ha superato: -
5.164.568,99 euro di ricavi di cui all'articolo 85 del TUIR;
1.032.913,80 euro di rimanenze di cui agli articoli 92 e 93 del TUIR.
Questi limiti devono essere superati congiuntamente e per 2 esercizi consecutivi, ne consegue che l obbligo non scatta se con riferimento a uno dei due periodi d imposta interessati, i ricavi superano il limite sopra indicato ma non le rimanenze o viceversa. L obbligo non scatta neppure nel caso in cui i parametri siano stati superati congiuntamente in un esercizio ma non in quello successivo o viceversa.
I ricavi effettivi sono da ragguagliare ad  anno,  qualora  il  periodo d'imposta sia superiore o inferiore ai 12 mesi.
La norma non impone un obbligo immediato, ma consente  il  differimento di un esercizio, lasciando all'impresa
un  congruo  margine  temporale  per attrezzarsi al riguardo.
Con il D.Lgs. n. 344/2003 l’Italia ha recepito la «tonnage tax».  Si tratta di un regime opzionale già noto in altri Paesi europei,
in base al quale il reddito delle imprese marittime è determinato  in via forfetaria e concorre alla formazione dell’imponibile complessivo
con gli altri redditi che restano determinati in via analitica.

References: articolo 34

Art.2
 Art.7

art. 15
 art. 74
 articolo 14