Source: http://www.turismoefisco.it/2017/01/
Timestamp: 2019-12-06 03:32:53+00:00

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Gennaio 2017 - Turismo e Fisco
contratti sportivi 7500 euro ( ora 10.000) esonero contribuzione Inps Enpals
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Contratti sportivi 7.500 ( dal 2018 10.000 euro)
I Contratti sportivi nelle ASD o SSD non lucrative hanno sempre creato dubbi interpretativi in merito alla contribuzione previdenziale. Recentemente il 7 giugno 2016 la sezione lavoro della Corte d’Appello di Bologna, con sentenza n. 250/2016, ha condiviso l’interpretazione del Ministero del Lavoro e in concreto ha ribadito la possibilità di definire l’esistenza di prestazioni di lavoro professionale nell’ambito delle società e associazioni sportive dilettantistiche in un quadro di esonero da contribuzione previdenziale e da trattamento fiscale agevolato di cui all’articolo 67, comma 1, lett. m, del Tuir. Il Ministero del Lavoro, con la circolare 21.02.2014 precisa: “In questo quadro il Ministero ravvisa pertanto l’opportunità di farsi promotore d’intesa con Inps di iniziative di carattere normativo volte ad una graduale introduzione di forme di tutela previdenziale a favore di soggetti che, nell’ambito delle associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, dalle Federazioni Sportive Nazionali nonché dagli enti di promozione sportiva, svolgono attività sportiva dilettantistica nonché attività amministrativa gestionale non professionale ex articolo 67 primo comma lett. m) ultimo periodo del Tuir”, con ciò affermando che, al momento, non esiste per la prestazione lavorativa sportiva dilettantistica alcun tipo di tutela.
La nuova disciplina approvata con la legge di stabilità 2018 nell’introdurre la nuova fattispecie della SSDL società sportiva dilettantistica lucrativa, mentre ha previsto l’assoggettamento alla contribuzione Enpals per le SSDL ha confermato l’esenzione dei contributi Inps ( o Enpals) per tutti i collaboratori delle ASD e delle SSD no profit.
“La precisazione legislativa non lascia dubbi quanto alla riconducibilità del rapporti di esercizio di attività sportive dilettantistiche … a quelli ricompresi nell’articolo 67 comma 1 lett. m) Tuir e, pertanto, assoggettati alla disciplina fiscale prevista dall’articolo 69 Tuir e dall’articolo 25 comma 1 della legge 133 del 1999. I relativi redditi sono pertanto soggetti ad imposizione fiscale solo per importi superiori ad euro 7.500 ( dal 2018 10.000) annui nella parte eccedente e nessuna contribuzione previdenziale è dovuta.
Per negare l’esenzione l’ente previdenziale dovrebbe provare l’insussistenza del presupposto formale fissato dalla normativa speciale e, quindi, la non esistenza di una società sportiva dilettantistica senza scopo di lucro riconosciuta dal Coni (cfr. Corte Appello Milano, sentenza 1172/14)
Alla luce dei rilievi svolti appare dimostrato che l’appellante avesse natura di società sportiva dilettantistica riconosciuta dal Coni e che in difetto di prova contraria le prestazioni svolte dagli istruttori fossero dirette all’insegnamento di discipline sportive dilettantistiche non rilevando la finalizzazione allo svolgimento di gare o manifestazioni sportive.
Non sono condivisibili le conclusioni cui è pervenuto il giudice di primo grado nel delineare un nesso tra la natura del rapporto di lavoro e la qualifica di «esercente attività sportiva dilettantistica» che ben può caratterizzare qualsiasi tipo di rapporto di lavoro, rendendo pertanto fruibili i relativi sgravi fiscali e contributivi a prescindere dalla natura autonoma o subordinata dello stesso”.
Non priva di forti aspetti di criticità appare la conclusione che rende utilizzabili i compensi per prestazioni sportive “a prescindere dalla natura autonoma o subordinata” del rapporto di lavoro.
Pertanto la prestazione sportivo dilettantistica rivestendo carattere “lavorativo” dovrebbe essere inserita alla iscrizione nel libro unico del lavoro e alla denuncia al centro per l’impiego.
Compensi sporti 7500 euro e familiari a carico ( dal 2018 10.000)
Ai fini della detrazione per familiari a carico non rilevano i redditi esenti da Irpef né quelli assoggettati a ritenuta a titolo di imposta. I compensi, le indennità di trasferta, i rimborsi forfettari di spesa e i premi ricevuti nell’esercizio diretto dell’attività sportiva dilettantistica sono considerati esenti da imposta fino all’importo di 7.500 euro e fino a questa cifra non concorrono alla formazione del reddito imponibile ai fini dell’Irpef di chi li ha percepiti.
In sintesi i compensi percepiti nell’esercizio di attività sportiva dilettantistica fino a ad euro 7.500,00 ( dal 2018 limite a 10.000) non subiscono tassazione; vanno solo dichiarati nella dichiarazione dei redditi. Sui redditi eccedenti gli euro 7.500,00 ( dal 2018 10.000) e fino ad euro 28.158,28 è dovuta una ritenuta a titolo di imposta del 23% trattenuta dalla società sportiva erogante.
Anche in questo caso, qualora sia l’unico reddito percepito non dovrà essere presentata la dichiarazione dei redditi.
Per i redditi eccedenti gli euro 28.158,28, invece, la ritenuta operata è a titolo di acconto e pertanto tali redditi dovranno essere indicati in dichiarazione dei redditi. I compensi ricevuti e assoggettati a ritenuta a titolo di imposta concorreranno comunque alla formazione del reddito imponibile ma unicamente ai fini della determinazione degli scaglioni di reddito.
Se si percepiscono altri redditi quali sono gli adempimenti?
Se i personal trainer o i collaboratori amministrativi , ricevono compensi da più associazioni o società sportive è assolutamente necessario comunicare mensilmente il plafond rimanente ( nel limite dei 7.500 euro) a ognuna delle associazioni committenti per le quali si lavora ( solo il plafond residuo non importi singoli o committenti) mediante un’autocertificazione al fine di permettere il corretto adempimento fiscale da parte dei committenti stessi ( trattenuta della ritenuta d’acconto o d’imposta IRPEF e Addizionale ).
Attenzione: la mancata comunicazione del plafond, qualora si superi il detto limite dei 7.500 euro l’anno comporterà un avviso di accertamento da parte dell’amministrazione finanziaria ( basata sulle comunicazioni certificazione unica e mod. 770 di ogni A.S.D./S.S.D. committente ) per le somme non versate che sarà posto a carico del collaboratore/personal trainer con conseguente irrogazione di sanzioni ed interessi.
I due adempimenti ( la Certificazione Unica e il modello 770 ) che vengono effettuati dalle A.S.D. e dalle S.S.D. hanno funzioni distinte:
nella Certificazione Unica devono essere indicati i dati relativi ai compensi corrisposti nel corso dell’anno e le relative ritenute e contributi se dovute;
nel modello 770 devono invece essere riepilogati i dati relativi alle ritenute effettuate ed ai relativi versamenti e compensazioni nonché il riepilogo dei crediti e gli altri dati contributivi ed assicurativi richiesti.
Per le A.S.D. e le S.S.D. tuttavia l’adempimento dichiarativo ai fini degli obblighi del sostituto d’imposta si potrebbe concludere con la sola trasmissione all’Agenzia delle Entrate della Certificazione Unica se non sono superati i limiti dei 7.500 euro annui derivanti da compensi sportivi per singolo percipiente . Se questo è il caso , infatti, non v’è alcun modello 770 da trasmettere.
Nel caso in cui, invece, si siano corrisposti anche compensi eccedenti il limite di 7.500,00 o somme di altro tipo (ad esempio, compensi professionali) assoggettate a ritenuta alla fonte, oltre all’invio della Certificazione Unica saranno tenuti a trasmettere il modello 770/2017 per riepilogare gli importi versati.
giochi elettronici competitivi : GEC Game Lan
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Giochi Elettronici Competitivi e ASD come funziona
I Giochi elettronici competitivi Game Lan la nuova frontiera del divertimento in ambiente videoludico dove un gruppo di persone appassionate di un particolare videogioco, o più d’uno in ambiente multigiocatore si sfidano in tornei competitivi sfruttando l’enorme potenzialità che offre internet, spesso con ausilio di arbitri, allenatori e squadre. I gruppi di giocatori uniti dalla passione spesso e volentieri creano o vengono convogliate in associazioni hobbistiche. Ma è possibile gestire tutto questo attraverso una A.S.D. associazione sportivo dilettantistica? La risposta è si da quando il CONI, nel 2014 ha aperto le porte ai videogiocatori, che, in questo modo possono tesserarsi come sportivi. In pratica, gli sport elettronici detti anche eSports sono equiparati alle altre discipline sportive grazie alla creazione del “GEC,” Giochi Elettronici Competitivi, un settore istituito dall’ASI, Associazioni Sportive e sociali Italiane, che a sua volta è riconosciuto dal CONI.
Perché il CONI ha inteso riconoscere i videogames che vengono giocati stando comodamente seduti in una poltroncina alla stregua di uno sport?
La motivazione nasce dal fatto che il CONI ha rilevato nei giochi elettronici competitivi Il requisito dell’agonismo, della competizione e della dedizione che i giocatori usano per affrontarsi, trovando che sono gli stessi di qualsiasi altra normale disciplina sportiva. Il concetto non si discosta molto da quello che ha permesso ad esempio di riconoscere gli scacchi come sport; gli scacchi costituiscono un gioco di strategia con finalità agonistica. Inoltre il riconoscimento tende a internazionalizzare e allineare l’Italia al resto del mondo dove la presenza di queste realtà è già da tempo riconosciuta e dotata di grande solidità.
Ma le associazioni non si fermano qui. Una A.S.D. deve necessariamente avvicinare le persone al concetto di gioco e istruirli sul come giocare, dando loro una formazione specifica, una sorta di allenamento che li porterà a competere tra loro e misurarsi con altri atleti elettronici di ogni parte del mondo, nel rispetto della salute e della persona. Sono questi gli elementi di base di ogni sport praticato e quindi perfettamente in linea con i concetti di sport. E a maggior suffragio di quanto detto finora, la figura di un ” E-player” professionista in alcuni Paesi, garantisce uno stipendio alla pari, se non superiore, a quello di un qualsiasi tipo di un normale sportivo professionista; questo è reso possibile dal fatto che i montepremi di alcuni tornei possono raggiungere cifre astronomiche.
Ricapitolando la A.S.D. può:
• regolamentare e promuovere come discipline sportive uno o più e-Sports;
• diffondere ed insegnare un corretto utilizzo dei videogame e supportarlo nei tornei;
• gestire sale LAN e multigaming team;
• organizzare tornei, eventi e campionati di videogames, online o dal vivo.
• applicare le regole e standard comuni alla tipologia del gioco e alla formazione del giocatore e fornirgli servizi ed assistenza tecnica.
• far crescere e sviluppare il talento dell’iscritto ( e-player).
Purché tutto questo avvenga nella logica del fine istituzionale e non a fini commerciali legati all’industria del gaming.
Attraverso l’affiliazione all’ASI e per essa al GEC sarà possibile da parte della A.S.D. usufruire delle convenzioni commerciali e sportive, nonché delle agevolazioni fiscali e tributarie previste dalla legge.
legge di stabilità assunzioni agevolate 2017
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Legge di stabilità: assunzioni agevolate 2017
L’obiettivo della presente circolare è fornire una indicazione delle numerose novità normativa contenute nella Legge n. 232 del 2016, definita di Stabilità 2017.
Bonus assunzioni al Sud
Per l’anno 2017, è prevista una agevolazione contributiva pari ad € 8.060,00, per le seguenti tipologie di assunzione:
-assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni di contratti a termine di disoccupati (di età compresa tra 15 e 24 anni) e/o persone (dai 25 anni in su) che non lavorano da almeno sei mesi.
-assunzioni di apprendisti professionalizzanti. L’agevolazione di cui sopra si riferisce alle assunzioni effettuati esclusivamente nelle sedi operative ubicate nelle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Abruzzo, Molise e Sardegna. Non sono agevolate le assunzioni a chiamata, il lavoro domestico ed il lavoro accessorio. Esclusi anche coloro che, nei sei mesi precedenti, hanno già intrattenuto un rapporto di lavoro con la stessa azienda. L’agevolazione è valida solo ed esclusivamente per le assunzioni effettuate nell’anno 2017.
Assunzione diplomati
Nel biennio 01 gennaio 2017 – 31 dicembre 2018 le assunzioni di studenti avvenute entro 6 mesi dall’ acquisizione del titolo di studio, da datori di lavoro, daranno diritto ad un esonero contributivo di € 3.250,00 per 36 mesi a patto che:
il lavoratore neoassunto abbia effettuato, presso l’azienda che lo sta assumendo, delle attività di alternanza scuola-lavoro (previste come requisito essenziale dalla regolamentazione vigente);
le assunzioni devono avvenire a tempo indeterminato (inclusi gli apprendisti); sono esclusi i lavoratori domestici, gli operai agricoli ed il lavoro intermittente; il beneficio è concesso anche nel caso in cui l’assunzione a tempo indeterminato si realizzi, (sempre entro sei mesi dall’acquisizione del titolo di studio) a favore di studenti che hanno svolto, presso il medesimo datore di lavoro, periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione. La riduzione contributiva non comprende i premi Inail.
Dal 1° gennaio 2017 gli incentivi economici per i datori di lavoro che assumeranno giovani disoccupati o fuori da qualsiasi percorso di istruzione o formazione, di età tra i 16 ed i 29 anni, iscritti al programma Garanzia giovani, saranno i seguenti:
-da 1.500€ a 8.060€ per le assunzioni a tempo indeterminato;
-da 1.500€ a 4.030€ per le assunzioni a tempo determinato;
-da 2.000€ a 3.000€ per i contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale di I livello; -massimo di 6.000€ per l’apprendistato per l’alta formazione e la ricerca (III livello);
-dai 300€ ai 500€ per i tirocini. In questo caso è la Regione che paga il giovane. Qualora il tirocinio si dovesse trasformare in un contratto di lavoro all’azienda verrà riconosciuto un bonus INPS che va dai 1.500€ ai 6.000€.
Disoccupazione edile e mobilità:
In linea con una disposizione contenuta nella riforma Fornero (legge 92/12) dal 1°gennaio 2017, verranno abrogati i seguenti ammortizzatori sociali:
-Mobilità;
-Disoccupazione speciale edile.
Tale cessazione porterà a tre conseguenze in capo all’azienda: -scomparsa della contribuzione ordinaria (0,30%); -eliminazione dei costi connessi al collocamento in mobilità dei lavoratori. Questi oneri (articolo 5, comma 4, legge 223/91) permarranno con riferimento alle procedure di licenziamento collettivo attuate entro il 30 dicembre 2016;
-dalle cessazioni avvenute a partire dal 31 dicembre 2016 le aziende saranno tenute (in caso di licenziamento collettivo) al versamento del cosiddetto “ticket dei licenziamenti” (articolo 2, comma 31, legge 92/12).
Da gennaio, i lavoratori che perderanno involontariamente l’occupazione saranno pertanto tutelati esclusivamente dalla Naspi.
Dal 1° gennaio 2017 chi occupa un numero di dipendenti prossimo alle 15 unità dovrà prestare particolare attenzione al raggiungimento di tale limite. Entra infatti a regime la nuova normativa introdotta dal decreto legislativo 151/2015 che, in attuazione della legge 183/2014, abroga, con effetto differito al 2017, la graduale applicazione degli obblighi di assunzione per i datori di lavoro che occupano da 15 a 35 dipendenti. Cessa, pertanto, il regime transitorio introdotto dall’articolo 3, comma 2 della legge 68/1999, il quale consentiva un’applicazione graduale degli obblighi di assunzione delle persone disabili da parte di datori di lavoro che erano esclusi dal collocamento obbligatorio dalla legge 482/1968. Il regime transitorio consentiva infatti ai datori di lavoro del settore privato che occupano da 15 a 35 dipendenti di rinviare l’adempimento dell’obbligo di assunzione di disabili al momento in cui fossero effettuate “nuove assunzioni”. I datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie protette nella seguente misura: -7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti; -due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti; -un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti. I limiti sono da intendere come riferiti all’intero territorio nazionale e non ad altro parametro territoriale o unità produttiva o altra suddivisione di origine aziendale. L’assunzione o l’attivazione di misure alternative deve avvenire entro 60 giorni dal momento in cui è sorto l’obbligo. Gli obblighi di assunzione sono sospesi nei confronti delle imprese che si trovano in stato di difficoltà e hanno richiesto l’intervento della Cigs per ristrutturazione, crisi aziendale o contratto di solidarietà. Il Dlgs 185/2016 ha aumentato le sanzioni a carico dei datori di lavoro che non adempiono al collocamento obbligatorio e punisce il datore di lavoro che non ottempera puntualmente alla copertura delle quote di assunzione obbligatorie con una sanzione amministrativa pari a cinque volte la misura del contributo esonerativo, equivalente a 153,20 euro per ogni giorno di scoperto e per ciascun disabile non assunto.
Cumulo Pensioni
Interessanti sono le modifiche apportate dalla legge di bilancio 2017 al cumulo gratuito delle contribuzioni accreditate nelle diverse gestioni previdenziali.
Il cumulo consente agli iscritti presso due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, e degli iscritti alla gestione separata dell’Inps, e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, di cumulare i periodi non coincidenti ai fini del conseguimento di un’unica pensione. Tale possibilità può essere esercitata qualora i richiedenti non siano già titolari di trattamento pensionistico diretto in una delle predette gestioni. La facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti è finalizzata a consentire ai lavoratori iscritti presso le citate forme di assicurazione il perfezionamento del diritto al trattamento pensionistico di vecchiaia, ovvero dei trattamenti di inabilità e ai superstiti di assicurato deceduto prima di aver acquisito il diritto a pensione. Dal 2017 il cumulo è stato esteso anche ai trattamenti pensionistici anticipati con 41 anni 10 mesi di contributi per le lavoratrici, 42 anni 10 mesi per gli uomini. Tali requisiti dal 2019 saranno oggetto di ulteriore adeguamento alla speranza di vita. E’ stata introdotta una disciplina transitoria volta a regolare gli eventuali recessi per coloro che hanno ricongiunzioni in corso. La domanda potrà essere presentata – entro dodici mesi – solo da coloro che non hanno perfezionato il pagamento integrale dell’importo dovuto. Tuttavia la restituzione sarà effettuata dopo 12 mesi dalla richiesta di rimborso in quattro rate annuali, non maggiorate di interessi. È precluso il recesso qualora la ricongiunzione abbia già dato titolo alla liquidazione del trattamento pensionistico. La possibilità di recesso è stata prevista anche per coloro che hanno manifestato la volontà di accedere alla pensione facendo ricorso alla totalizzazione nazionale. Anche in questo caso la rinuncia può avvenire a condizione che il procedimento amministrativo non sia ancora concluso. Infatti il cumulo contributivo si presenta come alternativa alla totalizzazione.
Congedo obbligatorio papà
Il congedo obbligatorio per i papà sarà di due giorni nel 2017 e di quattro nel 2018. Si allunga quindi la sperimentazione introdotta nelle precedenti leggi di stabilità che alzava a due giorni i giorni di congedo da fruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio. Per il 2018 il padre lavoratore dipendente potrà astenersi per un giorno in più previo accordo tra genitori e a valere sui giorni spettanti alla madre.
Premio nascita
Viene confermata la misura contenuta nella versione originaria del Ddl bilancio per il riconosciuto un premio di 800 euro alla nascita o all’adozione di minore, corrisposto in unica soluzione dall’Inps su richiesta della madre al compimento del settimo mese di gravidanza o all’atto dell’adozione. Non è stato vincolato all’Isee il buono di mille euro all’anno (e parametrato su undici mensilità) destinato ai nati dal 2016 per l’iscrizione ad asili nido pubblici e privati.
Detassazione premi di risultato.
La legge di Bilancio introduce, in linea con la legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016), sostanziali novità relativamente alla redditualità del lavoratore dipendente in particolare su aspetti concernenti i sistemi di welfare aziendale e flexible benefit anche a seguito di opzione del premio monetario in premio sociale. La detassazione per l’anno 2017 Relativamente alla detassazione la Legge di Bilancio 2017 è intervenuta stabilendo i seguenti parametri:
-Il limite reddituale per l’aliquota agevolata è passata da euro 50.000 ad euro 80.000;
-Il limite massimo delle somme assoggettabili ad aliquota agevolata del 10% è passato da euro 2.000 ad euro 3.000 (da euro 2.500 a euro 4.000 in caso di forme partecipative dei dipendenti).
Variazione appalto
Via la tassa di licenziamento nei cambi appalti anche nel 2017. Nell’anno 2017, in caso di cessazione (licenziamento) del rapporto di lavoro per cambio appalto con passaggio del personale dipendente alla ditta subentrante, non è dovuto il ticket sui licenziamenti (cosiddetta “tassa sui licenziamenti”).
Anche per tutto il 2017 a favore dei datori di lavoro che assumono apprendisti di primo livello, cioè per la per la qualifica, il diploma e la specializzazione professionale spettano i seguenti benefici (comma 241): a) disapplicazione del contributo di licenziamento; b) riduzione della specifica aliquota contributiva dal 10% al 5%; c) è riconosciuto lo sgravio totale dei contributi a carico del datore di lavoro di finanziamento della NASpI di cui all’art. 42, c. 6, lett. f), D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 e dello 0,30%, previsto dall’art. 25, legge n. 845/1978.
Segnaliamo le seguenti variazioni dispositive in merito alle aliquote contributive dovute alla gestione separata presso l’Inps:
-per i committenti di collaborazioni coordinate e continuative (tipiche e atipiche), per i contratti a progetto già in essere alla data del 25.6.2015 (che possono continuare fino a conclusione del progetto), per gli associati in partecipazione già in essere alla data del 25.6.2015 (che possono continuare fino alla scadenza del contratto), per i lavoratori autonomi occasionali (redditi superiori a Euro 5.000) la contribuzione da versare alla gestione separata (con rivalsa per 1/3 sul lavoratore ovvero nella misura del 45% sull’associato, in caso di associazione in partecipazione ancora validamente in essere), dal 1.1.2017, è così fissata:
non pensionati e soggetti non iscritti ad altra forma pensionistica (esclusi autonomi titolari di partita IVA): 32,72%;
pensionati titolari di pensione diretta e soggetti iscritti ad altra forma pensionistica obbligatoria: 24%.
calcolo rimborso chilometrico quattroruote
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Calcolo rimborso chilometrico per dipendenti e professionisti quattroruote: definite le nuove tabelle ACI
Pubblicate le nuove tabelle ACI utili per determinare l’imponibile da reddito di lavoro dipendente nei casi in cui il veicolo aziendale sia usato promiscuamente anche per l’azienda.
Molteplici i casi in cui il veicolo del dipendente sia usato anche a beneficio dell’azienda per lavoro ma la tabella si rende utilissima anche nei casi in cui si conceda un rimborso spese al professionista incaricato a un collaboratore aziendale.
Le tabelle elaborate dall’Aci infatti, tengono conto di tutti i costi di esercizio del veicolo specifico utilizzato a beneficio dell’azienda inquadrandone anche la sua progressiva usura. E’ arrivato con comunicato pubblicato nel supplemento ordinario n. 58 alla Gazzetta n. 294 del 22 dicembre 2016 fonte Agenzia delle Entrate, l’assegnazione di un fringe benefit per ogni veicolo, valido per tutto il 2018 e 2019 anche come calcolo rimborso chilometrico quattroruote e michelin..
Le tabelle fanno riferimento alle diverse categorie di autovetture e motocicli con la seguente differenziazione:
autoveicoli a benzina in produzione – scarica tabella
autoveicoli a gasolio in produzione – scarica tabella
autoveicoli a benzina-gpl e benzina-metano in produzione
scarica tabella
autoveicoli elettrici e ibridi in produzione – scarica tabella
autoveicoli a benzina fuori produzione –scarica tabella
autoveicoli a gasolio fuori produzione – scarica tabella
autoveicoli a benzina-gpl e benzina-metano fuori produzione
autoveicoli elettrici e ibridi fuori produzione – scarica tabella
motoveicoli – scarica tabella
Nelle tabelle ACI sono espressi valori ufficiali definiti per quantificare forfetariamente l’importo della remunerazione aggiuntiva derivante al dipendente dalla possibilità di utilizzare il veicolo aziendale anche per fini privati e l’importo spettante quale rimborso spese al professionista/collaboratore. In questo ultimo caso molto importante è l’analisi della penultima colonna “costo chilometrico” calcolato su una percorrenza di default di 15mila km annui.
E’ bene precisare che, ai sensi dell’articolo 51, comma 4, lettera a), del Tuir, per gli autoveicoli, i motocicli e i ciclomotori concessi in uso promiscuo, il valore del “beneficio marginale” è uguale al 30% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15mila chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali elaborate dall’Aci, al netto delle somme eventualmente trattenute al dipendente. L’ultima colonna di ciascuna tabella riporta il fringe benefit annuale.
fonte: Art. 3, comma 1, del decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 314. (16A08473) (GU Serie Generale n.298 del 22-12-2016 – Suppl. Ordinario n. 58
bando marchi storici 2016 – 2017
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Importante occasione per la valorizzazione e finanziamento dei marchi storici di aziende italiane arriva dal Ministero dello Sviluppo Economico e permette contributi fino all’80% per la valorizzazione di Marchi a condizione che siano stati depositati prima del 1 gennaio 1967. Al via le domande dal 4 aprile 2017
Finalmente una valida opportunità per rilanciare e rivalutare in questo modo aziende che hanno contribuito alla storia dell’imprenditoria itataliana. Fra le attività agevolabili rientrano l’estensione del marchio all’estero, la registrazione del marchio per ulteriori prodotti e servizi, l’assistenza legale in caso di contraffazione, le sorveglianze e le ricerche di anteriorità. Prerequisito essenziale è la registrazione del marchio presso l’UIBM o presso l’EUIPO con rivendicazione della preesistenza del marchio registrato presso l’UIBM, non estinti per mancato rinnovo o decadenza; la domanda di primo deposito presso l’UIBM deve essere antecedente il 01/01/1967.
Il bando si pone l’obiettivo di accrescere il valore dei marchi nazionali, esaltando la storia e cultura d’impresa del nostro Paese, attraverso la concessione di agevolazioni rivolte a micro, piccole e medie imprese.
Sono ammesse domande mirate alla realizzazione di un progetto finalizzato al rilancio ed alla valorizzazione produttiva e commerciale del marchio.
Le agevolazioni saranno orientate all’acquisto di servizi specialistici esterni e di beni strumentali ad uso produttivo correlati alla realizzazione del progetto di valorizzazione del marchio che deve riguardare prodotti/servizi afferenti l’ambito di protezione del marchio stesso con riferimento alle classi di appartenenza dei prodotti/servizi per le quali esso risulta registrato.
I contributi sono concessi a fondo perduto in conto capitale in misura massima pari all’80% delle spese ammissibili per l’acquisizione di servizi specialistici e del 50% per l’acquisto di macchinari, attrezzature e software.
Le domande partono dalle ore 9.00 del 4 aprile 2017.
I progetti devono prevedere obbligatoriamente una Fase 1 di “Valorizzazione produttiva e commerciale del marchio”, mentre è facoltativa la Fase 2 di “Servizi di supporto al rafforzamento del marchio” fra i quali l’estensione del marchio a livello comunitario e internazionale, la registrazione dello stesso marchio in ulteriori classi di prodotti o servizi, l’assistenza legale contro la contraffazione, le sorveglianze e le ricerche di anteriorità.
FASE 1 – Valorizzazione produttiva e commerciale del marchio: importo massimo 65 mila euro
Importo massimo in euro
Realizzazione di prototipi e stampi 40.000
Acquisto di macchinari e attrezzature 30.000
Consulenza tecnica finalizzata all’ammodernamento ed efficientamento catena produttiva 15.000
Consulenza specializzata approccio al mercato 5.000
FASE 2 – Servizi di supporto al rafforzamento del marchio: importo massimo 15 mila euro
Consulenza per attività di sorveglianza mondiale
Sorveglianza marchio fino a 3 classi 1.000
Sorveglianza marchio oltre 3 classi 1.300
Consulenza legale per la tutela da azioni di contraffazione 5.000
Consulenza per la realizzazione di ricerche di anteriorità
Ricerca di anteriorità tra i marchi italiani, comunitari e internazionali estesi all’Italia 550
Ricerca di anteriorità UE (28 paesi) 1.000
Ricerca di anteriorità per ciascun paese non UE 800
Tasse di deposito UIBM/EUIPO/OMPI Fino all’80% delle spese (entro limiti importo max.)
Assistenza per il deposito 300
canone rai bolletta per associazioni e agenzie di viaggi
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CANONE RAI: AGENZIE VIAGGI B&B A.S.D. E S.S.D. NON LO PAGANO IN BOLLETTA
Torna la scadenza del canone Rai: anche per il 2017 viene pagato in bolletta con uno sconto di 10 euro ma solo per le persone fisiche. Il canone speciale che pagano ad esempio Agenzie Viaggi B&B e associazioni e società sportive dilettantistiche va pagato entro il 31 gennaio 2017 con le solite modalità.
Tutte le società, associazioni ed enti che hanno sottoscritto un canone speciale ai fini Rai non soggiacciono alla regole generale che vede l’addebito del canone Rai nella bolletta dell’utenza elettrica; per loro non trova applicazione la nuova modalità di pagamento nella bolletta elettrica introdotta a partire dallo scorso anno e valevole solo per il canone di abbonamento alla televisione per uso privato.
Pubblichiamo quindi questo articolo in risposta alle numerose domande poste per un chiarimento sul canone per l’anno 2017. La normativa infatti prevede che dal 2016 il pagamento del canone RAI venga addebitato direttamente nella bolletta dell’utenza elettrica ( ENEL ACEA etc) questo va inteso però solo abbinato al possesso del televisore per le persone fisiche non titolari di attività ricettive ( chi non fa utilizzare apparecchi televisivi ad altre persone oltre se e la sua famiglia per scopi personali).
E’ ovvio invece che chi possiede una struttura ricettiva anche se persona fisica titolare di attività extraricettiva non imprenditoriale ( B&B o casa vacanza) o locali idonei alla visione della tv per più persone anche se a livello associativo è comunque soggetto al pagamento di un canone speciale RAI che esula da questa normativa.
Per maggiori dettagli, importi e scadenze visionate il nostro precedente articolo sulla materia.
Questo comporta che le associazioni e le società che detengono un apparecchio televisivo sono tenute a pagare il canone RAI entro il 31 gennaio.
Mentre il canone a uso privato è stato ridotto dai 100 euro del 2016 a 90,00 euro per il 2017 (art. 1, co. 40, l. 11 dicembre 2016, n. 232 – c.d. legge di bilancio), quello c.d. speciale è rimasto invariato.
Tutte le società ed enti soggetti a canone speciale anche quest’anno pagheranno pertanto € 203,70 se il pagamento avviene in unica rata, altrimenti € 103,93 a semestre (con scadenza 31 gennaio e 31 luglio), oppure € 54,03 a trimestre (scadenza 31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio e 31 ottobre).
Se l’ente non possiede televisori ma radio, dovrà corrispondere il relativo canone: € 29,94 annuale, € 15,28 se pagato semestralmente o € 7,95 se pagato trimestralmente.
Nessuna novità anche nelle modalità di pagamento: il bollettino di conto corrente postale del Canone TV Speciale (bollettino c/c n. 2105 inviato dalla RAI o, in mancanza, richiesto alla sede regionale della RAI competente per territorio) può essere pagato in contanti presso gli uffici postali, le banche e le tabaccherie convenzionate, con la carta bancomat o la carta di credito, o attraverso l’home banking. E’ possibile anche la domiciliazione bancaria, da richiedersi mediante i moduli predisposti dalla RAI: in questo caso non è possibile la rateizzazione.
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Contenuta nella Legge di Stabilità 2017 (decreto del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese n. 7814 del 22 dicembre 2016) la nuova Legge Sabatini viene prorogata al 31 dicembre 2018. Importante occasione attraverso agevolazioni per concessione dei finanziamenti a tassi estremamente interessanti a favore delle imprese previste per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature.
Le domande che potranno essere inviate a partire dal 2 gennaio 2017.
La Legge di Bilancio 2017 ha prorogato di due anni gli effetti della Legge Sabatini, portando al 31 dicembre 2018 il termine per accedere ai finanziamenti agevolati per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle piccole e medie imprese.
Inoltre, per gli investimenti in nuove tecnologie il contributo statale in conto impianti è maggiorato del 30 per cento rispetto alla misura massima stabilita dalla disciplina vigente.
Ma quali sono i benefici contenuti nella Legge? La norma prevede la concessione di un contributo nella misura del 2,75% annuo sugli interessi previsti, maggiorato del 30% per gli investimenti in tecnologie digitali e tracciamento e pesatura rifiuti; questo per favorire la transizione del sistema produttivo alla manifattura digitale e incrementare l’innovazione e l’efficienza del sistema imprenditoriale.
Previsti tra gli investimenti tecnologici gli investimenti in big data, cloud computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata e meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio frequency identification (RFID) e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.
Aspettiamo ora un successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero dello sviluppo economico che definirà termini e modalità di presentazione delle domande di agevolazione che possono accedere alla maggiorazione del contributo a valere sulla riserva del 20% delle risorse stanziate dalla legge di bilancio 2017.
La concessione di finanziamenti, avviene tramite da parte di banche o società di leasing, aderenti alla Convenzione MiSE-ABI-Cdp, a valere su un plafond di provvista, costituito presso la gestione separata di Cassa depositi e prestiti S.p.A. (Cdp).
Inoltre viene prevista la possibilità di riconoscere i contributi alle imprese anche a fronte di un finanziamento, compreso il leasing finanziario, non necessariamente erogato a valere sul plafond di provvista di cui sopra.
I finanziamenti di importo compreso tra 20.000 e 2 milioni di Euro sono previsti a fronte degli investimenti effettuati e possono essere concessi dagli istituti di credito anche mediante l’utilizzo di una provvista alternativa. Il finanziamento si avvale di un contributo del Ministero dello Sviluppo Economico , che copre parte degli interessi a carico delle imprese sui finanziamenti bancari di cui ai punti precedenti, in relazione agli investimenti realizzati. Tale contributo è pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni;
Le imprese hanno la possibilità di beneficiare della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, fino alla misura massima prevista dalla vigente normativa (80% dell’ammontare del finanziamento), sul finanziamento bancario, con priorità di accesso
Con la Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di bilancio 2017) è stato prorogato al 31 dicembre 2018 il termine per la concessione dei finanziamenti per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle piccole e medie imprese. Conseguentemente, il plafond di Cdp è stato incrementato fino a 7 miliardi di euro e sono stati stanziati ulteriori 560 milioni di euro, relativamente agli anni 2017-2023, per la corresponsione dei contributi e a partire dal 2 gennaio 2017, è stata disposta la riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di accesso ai contributi.
Per gli investimenti in tecnologie digitali e tracciamento e pesatura rifiuti, il contributo statale in conto impianti di cui all’art. 2, comma 4, del D.L. n. 69/2013 è concesso con una maggiorazione del 30 percento rispetto alla misura massima stabilita dalla disciplina (articolo 2, commi 4 e 5 del D.L. n. 69/2013 e relative disposizioni attuative), fermo restando il rispetto delle intensità massime di aiuto previste dalla normativa europea applicabile in materia di aiuti di Stato.
Dal 5 ottobre 2016, anche ai fini del rispetto della riservatezza dei soggetti interessati, le informazioni sullo stato dell’iter agevolativo delle singole pratiche sono fornite dal Ministero tramite comunicazioni ufficiali.
06 54927868 – Helpdesk informatico: dal lunedi al venerdi dalle ore 9.00 alle ore 13.00
Le domande vanno presentate alle banche o agli intermediari finanziari .
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Spesometro 2017, comunicazione liquidazioni liquidazioni Iva trimestrale, nuova contabilità semplificata per cassa: tutti i nuovi adempimenti cosa cambia e le nuove regole a partire dal 1 gennaio 2017
Tanti nuovi adempimenti investono l’anno appena iniziato e tutti nella logica della ” semplificazione”.
Iniziamo dallo spesometro annuale che in riferimento all’anno 2106 andrà presentato entro il 10 aprile 2017 ( contribuenti con liquidazione IVA mensile e entro il 20 aprile 2017 ( contribuenti con liquidazione IVA trimestrale).
Dal 1 gennaio 2017 lo spesometro sarà a cadenza trimestrale ma il primo invio per il 2017 è previsto al 25/07/2017 con una logica di semestralità al fine di agevolare le prime scadenze.
Le liquidazioni Iva dovranno essere trasmesse trimestralmente in via telematica, non importa se l’azienda è in credito o in debito di imposta la prima data utile è del 31 maggio 2017, poi 16 settembre 2017, 30 novembre 2017 e l’ultima a febbraio 2018.
Per semplicità pubblichiamo un prospetto riassuntivo delle scadenze:
28 febbraio 2017 Dichiarazione annuale IVA relativa al 2016
10 aprile o 20 aprile 2017 Spesometro relativo al 2016
31 maggio 2017 Comunicazione liquidazioni Iva I trimestre 2017
25 luglio 2017 1° Spesometro 2017: comunicazione fatture emesse e ricevute I semestre 2017
16 settembre 2017 Comunicazione liquidazioni Iva II trimestre 2017
30 novembre 2017 Comunicazione liquidazioni III trimestre 2017
2° Spesometro 2017: comunicazione fatture emesse e ricevute III trimestre 2017
28 febbraio 2018 Comunicazione liquidazioni IV trimestre 2017
3° Spesometro 2017: Comunicazione fatture emesse e ricevute IV trimestre 2017
30 aprile 2018 Dichiarazione annuale IVA relativa al 2017
INVIO TELEMATICO DELLE LIQUIDAZIONI PERIODICHE
Pubblichiamo un prospetto delle scadenze relativa alla trasmissione delle liquidazioni Iva trimestrali, dell’incrocio dati che viene effettuato dall’Agenzia delle Entrate e di quando questi dati sono a disposizione del contribuente per la verifica e analisi.
Attenzione: anche chi liquida l’IVA mensilmente dovrà trasmettere il prospetto trimestralmente e non mensilmente.
chi non effettua liquidazioni periodiche Iva ( esempio esenti art. 10),
soggetti passivi Iva non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale Iva
chi si trova nel regime dei minimi.
liquidazione scadenza elaborazione dati a disposizione
trasmissione dati incrocio dati del contribuente
marzo 31/05/2017 Giugno*2017 dal 1 luglio*2017
giugno 31/08/2017 Settembre*2017 dal 1 Ottobre*2017
settembre 30/11/2017 Dicembre *2017 dal 2 Gennaio*2018
dicembre 28/02/2018 15 Marzo*2018 dal 16 Marzo*2018
Tasso legale di interesse: dal 1 gennaio 2017 allo 0,1%
Proseguiamo indicando che dal 1° gennaio 2017 scende anche il tasso di interesse legale diventando pari allo 0,1%. L’aggiornamento annuale è previsto dall’articolo 1284, primo comma, del codice civile, secondo cui la percentuale deve essere rivista “sulla base del rendimento medio annuo lordo dei titoli di Stato di durata non superiore a dodici mesi e tenuto conto del tasso di inflazione registrato nell’anno”. La modifica è stata approvata con decreto MEF del 7 dicembre 2016 pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Il nuovo tasso ai fini fiscali riduce gli importi dovuti di vario tipo; si va dagli interessi maturati sui depositi cauzionali a quelli dovuti per ravvedimento sui versamenti di tributi vari ; per chi adotta il ravvedimento, è questo il tasso da considerare per il conteggio degli interessi dovuti: vanno calcolati giornalmente, tenendo conto del fatto che il tasso da applicare potrebbe non essere unico, ma cambiare in ragione di quello vigente nei diversi periodi.
Questo perché, negli ultimi anni, è stato puntualmente modificato:
dal 1° gennaio 2017, sarà pari allo 0,1%;
nel 2016, era lo 0,2%;
nel 2015, lo 0,5%;
nel 2014, l’1%;
negli anni 2013 e 2012, il 2,5 per cento
NUOVO REGIME DI CONTABILITA’ SEMPLIFICATA DAL 2017
Cambio di regole dal 2017 per tutte le aziende in regime naturale di contabilità semplificata.
Dal 2017, infatti, le contabilità semplificate dovranno determinare il reddito secondo il criterio di cassa, analogamente a quanto accade con i professionisti ed i lavoratori autonomi in genere. Oppure dovrà scegliere se rimanere in contabilità semplificata adottando ad esempio il nuovo criterio della registrazione ( inserendo la fattura come dato certo eliminando così il criterio di cassa sia per i ricavi che per i costi dando tutto per incassato) oppure tornare in contabilità ordinaria per opzione ritornando in questo modo al regime della competenza.
Nell’incertezza della norma ( attendiamo delucidazioni ) una cosa sembra imminente: sparirà la valutazione del magazzino; via quindi alla registrazione delle rimanenze iniziali e finali con evidente probabili perdite potenziali rilevate nel corso dell’esercizio 2017.
Cosa cambia nella sostanza? La norma introduce un diverso modo di determinare il reddito fiscale per le contabilità semplificate introducendo il criterio di cassa e permettendo quindi il pagamento delle imposte solo su proventi e costi che vengono viene effettivamente pagato ed viene incassato, a prescindere dalla relativa competenza economica. Viene scollegato quindi il principio di competenza normato e previsto per le imprese fotografando una situazione più realistica e adattabile alle contabilità di minore entità.
Tuttavia, questo non comporterà una semplificazione di adempimenti e di costi per le aziende bensì un aggravio;
negli adempimenti perché introduce lo spesometro trimestrale in luogo di quello annuale e l’obbligo di invio delle liquidazioni Iva telematicamente ( tranne per chi si avvale di invio dei corrispettivi telematici o fatturazione elettronica);
nei costi perché introduce nuovi registri obbligatori ( incassi e pagamenti) oltre gli adempimenti di cui sopra che procureranno più lavoro e che naturalmente andranno a gravare sui costi delle imprese.
Nei due nuovi registri andranno indicate in ordine cronologico, per ciascuna operazione, i seguenti dati:
importo dell’incasso;
le generalità del soggetto verso il quale si effettua l’incasso o a cui sia stato erogato il pagamento;
gli estremi del documento pagato/incassato.
Le operazioni fuori dal campo di applicazione Iva devono essere annotate separatamente rispetto a quelle soggette ad IVA. Inoltre, occorre annotare anche gli importi complessivi delle fatture non incassate e di quelle non pagate (con due registrazioni distinte), con contestuale indicazione dei documenti ricompresi nelle due sommatorie effettuate.
ADOZIONE DEL NUOVO REGIME ” DI REGISTRAZIONE”
Come già accennato sopra, la normativa consente una possibilità di deroga a questo regime optando per almeno tre anni verso un criterio cosiddetto di registrazione nel quale la contabilizzazione del documento di acquisto o di vendita equivale all’incasso o pagamento dello stesso. In pratica si da per incassato o pagato l’importo del documento, semplificando notevolmente la registrazione contabile e permettendo una più equilibrata gestione dei costi e dei ricavi d’esercizio.
Ovviamente saranno in tanti a migrare verso la contabilità ordinaria per evitare di applicare questo nuovo regime: in particolare tutti coloro che nel corso degli anni hanno accumulato delle rimanenze di magazzino notevoli e che si trovano ora a dover gestire questo nuovo passaggio cercando una soluzione “indolore”.
A tal fine è necessario esercitare un’apposita opzione comunicando nell’anno in cui l’opzione è esercitata, barrando l’apposita casella del quadro VO nel modello IVA.
A questo proposito ricordiamo che la contabilità ordinaria per ” opzione” è sempre una scelta possibile da parte dell’impresa mentre l’obbligatorietà del passaggio dalla contabilità semplificata a quella ordinaria è strettamente connessa all’ammontare dei ricavi realizzati nell’eserciiùzio precedente. Il limite dei ricavi è differenziato a seconda del tipo di attività esercitata.
– PRESTAZIONI DI SERVIZI: ricavi non superiori a € 400.000–> contabilità semplificata; oltre obbligo contabilità ordinaria;
– ALTRE ATTIVITA’: non superiori a € 700.000–> contabilità semplificata; oltre obbligo contabilità ordinaria.
Con riferimento al regime contabile applicabile nel 2017, quindi, è necessario verificare l’ammontare dei ricavi conseguito nel 2016 (dal 2018 si dovrà verificare l’ammontare dei ricavi percepiti).
Attenzione: I ricavi derivanti da affitti di immobili/abitazioni e le plusvalenze e minusvalenze rilevate ( nonché i leasing e gli ammortamenti ) continueranno a seguire un criterio di competenza e non di cassa in tutti i casi.
• i ricavi e i costi 2016 vanno individuati in base al principio di competenza;
• in caso di inizio attività nel 2016, è necessario ragguagliare ad anno i ricavi conseguiti in tale periodo.
Per individuare i ricavi va fatto riferimento agli artt. 57 e 85, TUIR ai sensi dei quali costituiscono ricavi, ad esempio:
• i corrispettivi delle cessioni di beni o servizi alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa;
• i corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e di altri beni mobili, esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione;
• le assegnazioni dei predetti beni ai soci / autoconsumo del titolare;
• la destinazione di questi beni a finalità estranee all’esercizio dell’impresa;
• i contributi in c/esercizio a norma di legge.
• tutte le società di capitali (srl, cooperative spa, ecc.) sono obbligate a tenere la contabilità ordinaria a prescindere dall’ammontare dei ricavi prodotti;
• i lavoratori autonomi possono tenere la contabilità semplificata a prescindere dall’ammontare dei compensi dell’anno precedente.
Esercizio contemporaneo di più attività
Nell’ipotesi di esercizio contemporaneo di prestazioni di servizi ed altre attività, ai fini della tenuta della contabilità semplificata è necessario fare riferimento:
• al limite relativo alle attività diverse da quelle di servizi (€ 700.000) se i ricavi delle attività esercitate non sono distintamente annotati;
• al limite relativo all’attività prevalente se i ricavi delle attività esercitate sono distintamente annotati.
Pertanto, se l’attività prevalente esercitata è quella:
– di prestazioni di servizi, il limite dei ricavi di riferimento è pari a € 400.000;
– diversa da quella di prestazioni di servizi (ad esempio, commercio al minuto), il limite dei ricavi di riferimento è pari a € 700.000.
obblighi fiscali dell’ amministratore di condominio
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La recente normativa ha riqualificato l’amministratore di condominio inquadrandolo di fatto nella figura professionale che tutela gli interessi delle proprietà l condominio. Ma quali sono effettivamente i suoi obblighi nei confronti del fisco? L’amministratore è il legale rappresentante del condominio, e un primo semplice adempimento è legato all’indicazione nel proprio modello Unico del quadro AC ( o modello 730 nel caso dell’amministratore non professionista) dell’elenco dei fornitori con relativi importi che i condomini hanno utilizzato nel corso dell’anno finanziario di riferimento. ( es Unico 2016 l’elenco riporta i fornitori del 2015).
AI fini giuridici l’amministratore viene nominato in base alle previsioni dell’art. 1129 del codice civile; l’obbligatorietà sorge quando i condomini sono più di otto pertanto fino a quando non viene raggiunto questo limite è facoltà dei proprietari di un immobile delegare un singolo proprietario a svolgere tutte le incombenze che occorrono per la gestione delle proprietà comuni.
La differenza sostanziale tra un amministratore professionista e un delegato all’amministrazione condominiale ( amministratore non professionista) sta negli obblighi che sono attribuibili al primo ( all’amministratore professionista è richiesto il diploma e l’attestato di frequenza di corsi di aggiornamento) e che nel condomino-amministratore non sussistono essendo invece richiesto i lsolo requisito di onorabilità, ovvero l’insussistenza di condanne penali e di protesti.
Pertanto il primo obbligo fiscale che si presenterà ad entrambe le figure è quello della richiesta del codice fiscale attribuibile al condominio ( mai per via telematica ma presentando il modello AA5/6 dove dovrà essere indicata la propria qualifica, quindi riportato il codice “13” che individua, l’amministratore di condominio) o anche la modifica della carica laddove l’amministrare subentra ad altro professionista. Da notare che il condominio ha solo il codice fiscale e non anche la Partita Iva ( tranne alcuni rari casi in cui il condominio si trovi a dover gestire situazioni specifiche come ad esempio fornitura di energia elettrica ai gestori di rete data dal possesso di pannelli solari e per questo debba emettere fattura)
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La comunicazione all’agenzia delle entrate della propria nomina completa la rappresentanza legale anche ai fini fiscali e da questo momento l’amministratore risponde in prima persona di tutti gli obblighi ai i fini fiscali derivanti dalla sua accettazione di carica..
Un altro importante ruolo fiscale è delegato all’amministratore laddove il condominio riveste il ruolo di sostituto d’imposta. Gli obblighi fiscali derivanti dalla sua carica sono pertanto in questa fase:
1. di effettuare e versare le ritenute di acconto, ogni qualvolta corrisponda compensi soggetti alle ritenute fiscali sia nei confronti di professionisti lavoratori autonomi ( architetti, commercialisti, notai, avvocati etc con il cod. 1040) sia nei confronti di fornitori prestatori di servizi che il condominio utilizza per la gestione comune ( imprese di pulizie, imprese edili, artigiani etc . Se persone fisiche con il cod. 1019 se società con il cod. 1020);
2. rilasciare la relativa certificazione a tutti coloro per i quali è stata versta la ritenuta d’acconto (Certificazione Unica);
3. presentare la dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770);
4. versare le imposte dovute (IMU, TARSI, TARI) per eventuali locali di proprietà comune (casa del portiere, locali commerciali dati in locazione);
5. presentare il modello AC di Unico, il modello K del 730, per comunicare all’Agenzia delle entrate l’elenco dei fornitori condominiali e i dati catastali, in caso di interventi di manutenzione per i quali è richiesta la detrazione fiscale.
Il versamento delle ritenute d’acconto ( cod 1001) è previsto anche nel caso in cui il condominio si avvalga di portiere o custode se quest’ultimo intrattiene un rapporto di lavoro dipendente applicando l’Irpef dovuta in riferimento al contratto di lavoro.
In questo caso l’amministratore sarà tenuto anche alle relative comunicazioni previdenziali e di trattenuta e versamento del relativo fondo di Trattamento di fine rapporto.
La ritenuta del 4%, per effetto delle novità introdotte dalla legge di Bilancio 2017 come vedremo successivamente nell’articolo dovrà essere effettuato con cadenza semestrale se non supera i 500 euro.
Attraverso questi adempimenti, l’amministratore non potrà più effettuare pagamenti in contanti ( precedentemente aveva già l’obbligo di far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio).
Tra gli adempimenti obbligatori che investono l’amministratore e che in qualche modo riguardano il fisco pur non responsabilizzandolo in maniera diretta desideriamo segnalare:
la comunicazione che l’amministratore deve fare nei confronti dei condomini che hanno richiesto la detrazione fiscale sulle parti comuni dell’immobile ( dal 2017 tramite modalità telematica) e per la quale la responsabilità del pagamento e certificazione della ritenuta d’acconto al fornitore di servizi grava direttamente sulla banca del condominio (mentre la certificazione delle somme pagate ai fini della detrazione spetta all’amministratore).
La comunicazione che deve essere effettuata ai condomini sugli affitti derivanti dai beni comuni in modo che gli stessi possano dichiarare i redditi percepiti pro-quota millesimale nella propria dichiarazione dei redditi.
Trasmissione dati spese edilizie: nuovo adempimento obbligatorio per gli amministratori. L’invio originariamente previsto entro il 28.02 è stato prorogato fino al 7 marzo 2017
Scatta al 28 febbraio 2017 il nuovo adempimento previsto per gli amministratori di condominio e relativo alla comunicazione obbligatoria all’Agenzia delle Entrate di tutti i dati relativi agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica eseguiti sulle parti comuni degli edifici (condomini) amministrati nel corso del 2016 per permettere all’Agenzia delle Entrate di inserire tali spese nelle dichiarazioni precompilate 2017.
Il nuovo adempimento è regolato dal decreto del MEF del 1° dicembre 2016 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20.12.2016. In pratica a partire dal 2016, gli amministratori di condominio ) dovranno trasmettere per via telematica all’Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio di ciascun anno una comunicazione contenente i dati relativi alle spese sostenute nell’anno precedente dal condominio con riferimento:
a) agli interventi di recupero del patrimonio edilizio effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali,
b)agli interventi di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni di edifici residenziali,
c) all’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici finalizzati all’arredo delle parti comuni dell’immobile oggetto di ristrutturazione.
Nella comunicazione devono essere indicate separatamente le quote di spesa imputate ai singoli condomini con indicazione:
la tipologia e l’importo complessivo di ogni intervento,
le quote di spesa attribuite ai singoli condòmini nell’ambito di ciascuna unità immobiliare.
Le comunicazioni telematiche debbono essere fatte utilizzando il servizio telematico Entratel o Fisconline, o tramite intermediari designandoli “responsabili o incaricati del trattamento dei dati”.
L’Amministratore di condominio dovrà necessariamente richiedere ai condomini degli immobili gestiti un aggiornamento dei dati catastali e personali ( anagrafe condominiale) per procedere correttamente all’invio della comunicazione.
scarica qui il facsimile di richiesta ai condomini
richiesta-dati adempimenti spese ristrutturazione edilizia 32.75 KB 64 downloads
Fac simile modulo richiesta dati per i nuovi adempimenti per spese di ristrutturazione...
Verrà fatto un invio ordinario con cui si comunicano i dati richiesti. Ovviamente è possibile inviare più comunicazioni ordinarie per lo stesso periodo di riferimento. I dati inviati in ogni comunicazione ordinaria successiva alla prima sono considerati aggiuntivi a quelli precedentemente comunicati. Se viene commesso un errore nella trasmissione dei dati è possibile effettuare un invio sostitutivo con il quale si opera la completa sostituzione di una comunicazione ordinaria o sostitutiva precedentemente inviata e acquisita con esito positivo dal sistema telematico. Nel caso l’errore fosse totale si può anche procedere all’annullamento della trasmissione che in questo caso determina la cancellazione di tutti i dati contenuti nella sostitutiva, senza ripristinare quelli della comunicazione precedente.
Attenzione: da un chiarimento effettuato dall’Agenzia delle entrate emerge che, qualora la spesa vada attribuita a un soggetto diverso dal proprietario dell’immobile (conosciuto all’amministratore tramite l’anagrafe condominiale) come ad esempio un familiare convivente, l’amministratore deve barrare nella comunicazione il codice tipologia residuale che individua «altre tipologie di soggetti». Le spese di ristrutturazione edilizia e risparmio energetico su parti comuni condominiali qualora siano imputate al proprietario, locatario, ecc., debbono essere esposte nella dichiarazione precompilata e saranno inserire in automatico dall’amministrazione finanziaria sul 730 precompilato. Se invece vengono imputate agli altri soggetti per i quali è stato indicato il codice residuale “altre tipologie di soggetti”, queste saranno riportate esclusivamente nel foglio informativo allegato alla dichiarazione. In questo caso sarà compito del contribuente inserire il dato per poterlo detrarre nella propria dichiarazione dei redditi se ritiene di possedere i requisiti previsti dalla normativa vigente per il diritto alla detrazione.
Per le piccole comunioni immobiliari, se si è formato un condominio condòmini fino a otto es è stato nominato un amministratore, quest’ultimo è tenuto a comunicare all’Agenzia delle entrate i dati relativi agli interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico effettuati sulle parti comuni condominiali. Se, viceversa, i condòmini del cd “condominio minimo” non hanno provveduto a nominare un amministratore, gli stessi non sono tenuti alla trasmissione all’anagrafe tributaria dei dati riferiti agli interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico effettuati sulle parti comuni dell’edificio
Con riferimento alla trasmissione dei dati relativi agli interventi di ristrutturazione e di risparmio energetico effettuati sulle parti comuni condominiali l’Agenzia delle entrate metterà a disposizione un software per la compilazione e per il controllo.
Ritenute sulle somme pagate dal condominio
Altra novità derivante alla Legge di Bilancio 2017 (art. 1, comma 36 L. 232/2016) è nella previsione che il condominio quale sostituto d’imposta ( e per esso l’amministratore) sia tenuto al versamento nei termini regolari della ritenuta del 4% a titolo di acconto sulle somme dovute per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi, solo al raggiungimento di una soglia minima della ritenuta pari a 500 euro. Nei casi in cui non sia raggiunto l’importo minimo, il condominio sarà comunque tenuto all’obbligo di versamento ma entro queste precise date:
entro il 30 giugno ( con riferimento al primo semestre dell’anno) e il 20 dicembre di ogni anno
per calcolare la soglia di 500 euro, si dovranno sommare ogni mese le ritenute effettuate e versarle il 16 del mese successivo a quello in cui la soglia viene superata.
I nuovi adempimenti comulativi non sono tassativi; l’amministratore del condominio può continuare a effettuare il pagamento delle ritenute con le scadenze previgenti anche se di importo inferiore a 500 euro in assenza di sanzioni ( chiarimento effettuato a Telefisco)
Importante: i pagamenti effettuati dal condominio per prestazioni relative a contratti di appalto resi a condomini, deve essere eseguito con modalità tracciabili e nella fattispecie:
mediante bonifici effettuati su conti correnti bancari o postali;
attraverso altre modalità che consentano il controllo da parte dell’amministrazione finanziaria.
Con questi ultimi adempimenti, l’amministratore non potrà più ricevere ed effettuare pagamenti in contanti ( precedentemente aveva già l’obbligo di far transitare le somme ricevute a qualunque titolo dai condomini o da terzi su uno specifico conto corrente, postale o bancario, intestato al condominio).
Attenzione: l’inosservanza di questo obbligo di legge sarà punita con la sanzione da 250 Euro a 2mila Euro.
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Bonus hotel 2018 credito d’imposta per la ristrutturazione delle strutture alberghiere
Il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo ha pubblicato il calendario per aderire al bonus alberghi per le spese sostenute nel 2016. L’agevolazione si è dimostrata un valido strumento di incentivo per la riqualificazione delle strutture ricettive esistenti, migliorando la qualità dell’offerta turistica del Paese.
il ministero dei Beni e delle attività culturali ha recentemente prorogato il termine per la presentazione delle domande:
dalle 10 del 09.01.2017 fino alle 16 del 03.02.2017 sarà possibile compilare le domande attraverso il canale telematico.
dalle ore 10.00 del 07.02.2017 alle 16.00 dell’8.2.2017
Il termine del click day era il 2 febbraio, ma un recente decreto ha previsto la proroga all’8 febbraio.
Le domande potranno essere presentate esclusivamente per via telematica, insieme all’attestazione dell’effettivo sostenimento della spesa, attraverso il Portale dei procedimenti, raggiungibile dal sito del Mibact.
Il Bonus hotel è stato oggetto di una modifica effettuata dalla legge di stabilità 2016 (art. 1 comma 320 della L. 208/2015), mediante la quale è stata estesa ( comma 2 bis) l’agevolazione “anche nel caso in cui la ristrutturazione edilizia di cui al comma 2 comporti un aumento della cubatura complessiva, nei limiti e secondo le modalità previste dall’articolo 11 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e successive modificazioni”.
La modifica al credito d’imposta per la ristrutturazione delle strutture alberghiere è subordinata ad un decreto ministeriale, ad oggi non emanato
Le modifiche apportate sono state chiarite dalla Circolare n. 20E dell’Agenzia delle entrate che potete scaricare qui.
Circolare n. 20 E del 18 maggio 2016 672.44 KB 179 downloads
Bonus Hotel e altri commenti alle novità fiscali sulla Legge 28 dicembre 2015,...
Pertanto il credito di imposta dovrà essere riconosciuto anche nel caso in cui dagli interventi di ristrutturazione ne consegua un aumento della cubatura, sempre che tale aumento sia effettuato nel rispetto della normativa vigente. Ma l’attuazione di questa disposizione è purtroppo subordinata all’emanazione di un decreto ministeriale a tutt’oggi non emanato.
Recita il comma 2 bis che le disposizioni applicative avrebbero dovuto essere stabilite entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della disposizione; considerando che la legge di stabilità 2016 è entrata in vigore il 1° gennaio 2016, la disciplina attuativa doveva già essere definita mentre non risulta ancora emanato alcun decreto
Cosa dovrà dirci la disposizione attuativa? Innanzi tutto dovrà fornirci:
il dato relativo alle tipologie di strutture alberghiere ammesse al credito d’imposta;
le tipologie di interventi ammessi al beneficio, tra quelli previsti dal comma 2 dell’art. 10 (ristrutturazione, eliminazione delle barriere architettoniche, incremento dell’efficienza energetica);
le procedure per l’ammissione al beneficio, che dovrebbe avvenire in base all’ordine cronologico di presentazione delle relative domande, nel rispetto dei limiti di cui ai commi 1 e 7 dell’art. 10;
le soglie massime di spesa ammissibile per singola voce di spesa sostenuta; le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d’imposta.
La circolare come in premessa ha specificato inoltre le modalità di utilizzo del credito d’imposta analizzando in particolare la ripartizione del credito in in tre quote annuali di pari importo riconoscendolo nel rispetto dei limiti previsti dal regolamento Ue n. 1407/2013, relativo al regime “de minimis”.
Il credito andrà successivamente indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta per il quale è concesso; tuttavia, solo con riferimento alle spese sostenute nel 2014 che è il primo anno di applicazione del beneficio, il credito deve essere indicato nel modello di dichiarazione relativo al periodo di imposta 2015 (ovvero in UNICO 2016), poiché i termini di presentazione del modello UNICO 2015 sono scaduti prima della concessione del credito.
ATTENZIONE: Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97, secondo le modalità stabilite con il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 14 gennaio 2016 n. 6743. Per farlo valere deve essere indicato nel modello F24 e compensato esclusivamente tramite servizio Entratel o Fisconline telematico , pena il rifiuto delle operazioni di versamento con codice tributo “6850” come indicato dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate del 20 Gennaio 2016:
Per comodità riportiamo il testo significativo della risoluzione AdE:
In attuazione del citato comma 6, il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 14 gennaio 2016 ha definito le modalità e i termini di fruizione della predetta misura agevolativa.
Per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta in argomento,tramite il modello F24, è istituito il seguente codice tributo:”6850” denominato “Credito d’imposta per la riqualificazione delle imprese alberghiere – D.M. 7 maggio 2015”.
In sede di compilazione del modello di pagamento F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati” ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di sostenimento della spesa, nel formato “AAAA”.
Non applicazione dei limiti alle compensazioni nel modello F24
Ricordiamo che in base alla Circolare 20 E dell’ Agenzia delle entrate all’utilizzo del credito d’imposta in esame non si applicano:
il limite generale annuale alle compensazioni nel modello F24, di cui all’art. 34 della L. 388/2000, attualmente pari a 700.000 euro;
il divieto di compensazione nel modello F24, ai sensi dell’art. 31 comma 1 del DL 78/2010, dei crediti relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo, per imposte erariali ed accessori, di ammontare superiore a 1.500 euro.
In assenza di un’espressa esclusione prevista dalla norma agevolativa, al credito d’imposta in esame si applica invece il limite annuale di utilizzazione dei crediti d’imposta da quadro RU, pari a 250.000 euro (art. 1 comma 53 della L. 244/2007).
Tuttavia, la circolare ci esplicita che, qualora in un determinato anno il contribuente si trovi nella condizione di non poter sfruttare appieno il suddetto limite generale di 700.000 euro, sarà possibile utilizzare i crediti d’imposta in questione anche oltre lo specifico limite dei 250.000 euro, fino a colmare la differenza non sfruttata del limite generale.
Per chi non ricorda le agevolazioni del Bonus facciamo un breve sunto sul DM 7 maggio 2015 del Ministero dei Beni Culturali per rinfrescare le agevolazioni per la riqualificazione delle strutture turistico-alberghiere previste dal Decreto Cultura ArtBonus.
Il credito di imposta viene concesso nella misura del 30%, fino a un massimo di 200 mila euro, delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2016, ripartito in 3 quote annuali di pari importo; è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante utilizzo del mod. F24 con codice 6850 come abbiamo visto in precedenza e non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali.
A chi è destinato: alle strutture alberghiere nella loro generale descrizione quindi:
Hotel, motel, villaggi albergo, residence turistico-alberghieri, strutture ricettive extralberghiere come campeggi, villaggi turistici, case per ferie, ostelli per la gioventù, rifugi alpini, rifugi escursionistici, alloggi agrituristici, esercizi di affittacamere, case per vacanze, appartamenti per vacanza ovvero tutte le strutture individuate come tali dalle specifiche normative regionali, esistenti al 1° gennaio 2012 e abbiano almeno 7 camere.
Quali sono le spese ammissibili:
interventi di restauro e di risanamento conservativo, come interventi di consolidamento, ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi degli edifici;
interventi volti all’abbattimento delle barriere architettoniche;
interventi volti al miglioramento dell’efficienza energetica;
l’acquisto di mobili e componenti di arredo.
La quota destinata ai mobili e componenti d’arredo non può però superare il 10% delle risorse annue disponibili.
ATTENZIONE: nel caso in cui un’impresa alberghiera subentri in data successiva al 1° gennaio 2012 nella gestione di una struttura alberghiera già esistente a tale data, il riconoscimento del credito verrà concesso se chi subentra è operativo ( ovvero detiene una partita IVA ) al 01.01.2012.
Da segnalare che il “bonus alberghi” è stato modificato con la legge di stabilità 2017. La Legge di Bilancio 2017 ha infatti prorogato il credito d’imposta a favore delle imprese alberghiere (ex art. 10 D.l. 83/2014) esistenti alla data del 1° gennaio 2012, che effettuano interventi di ristrutturazione della struttura quali:
manutenzione straordinaria,
restauro e risanamento conservativo,
ristrutturazione edilizia, e
liminazione delle barriere architettoniche,
incremento dell’efficienza energetica,
ulteriori interventi, compresi quelli per l’acquisto di mobili e componenti d’arredo destinati esclusivamente agli immobili oggetto degli interventi.
Il credito è prorogato per i periodi d’imposta 2017 e 2018, ed è incrementato nella misura del 65% delle spese sostenute fino ad un massimo di 200.000 euro. Può essere fruito nel limite massimo di:
60 milioni di Euro nel 2018,
120 milioni di € nel 2019;
60 milioni di Euro nel 2020.
Tra i beneficiari vengono incluse anche le strutture che svolgono attività agrituristica, di cui alla L. 96/2006, considerato che tali strutture rappresentano un segmento significativo della ricettività, e contribuiscono allo sviluppo di un’offerta turistica di qualità.
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References: sentenza 
 articolo 67
 sentenza 
 Art. 3
 art. 10
 art. 10