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Timestamp: 2017-11-19 12:40:07+00:00

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Regolamento d'Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità - TITOLO VI - ALTRE DISPOSIZIONI - Università degli Studi di Milano-Bicocca
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Regolamento d'Ateneo per l'amministrazione, la finanza e la contabilità - TITOLO VI - ALTRE DISPOSIZIONI
ART. 79 - Consulenze e collaborazioni esterne
1. L'Università provvede all'assolvimento dei propri compiti istituzionali avvalendosi del personale dipendente nell'ambito del rapporto di servizio.
2. Per ragioni eccezionali e motivate, o per materie che esulino dalle competenze o dai compiti istituzionali o che richiedano iscrizioni in albi professionali o qualora non sia possibile avvalersi di prestazioni ordinarie e straordinarie del personale dipendente e nei casi espressamente contemplati da norme legislative e contrattuali, l’Università può conferire incarichi individuali con contratti di lavoro autonomo di natura occasionale o coordinata e continuativa ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, con le modalità e nei limiti previsti dalla legislazione vigente e dai Regolamenti di Ateneo.
3. L’Università può affidare compiti di insegnamento curriculari attivati dall’Ateneo a personale esterno di comprovata qualificazione relativa all’oggetto di insegnamento con le modalità definite dalla normativa nazionale in materia e dalla regolamentazione interna d’Ateneo.
4. La stipula dei contratti di cui al comma 2 è disciplinata con apposito Regolamento di Ateneo.
5. Il ricorso a contratti di collaborazione coordinata e continuativa per lo svolgimento di funzioni ordinarie o l'utilizzo dei collaboratori come lavoratori subordinati è causa di responsabilità amministrativa per il responsabile di struttura che ha stipulato i contratti.
ART. 80 - Collaborazioni scientifiche e didattiche internazionali
1. Nell'ambito delle collaborazioni scientifiche con Università o Istituzioni di ricerca straniere, l’Amministrazione Centrale e i centri autonomi di gestione hanno facoltà di assumere, a carico dei propri fondi, le spese di viaggio e di ospitalità di studiosi e studenti provenienti dagli Enti in questione. Il rimborso è ammissibile solo se le spese sono debitamente documentate e nel rispetto di quanto stabilito dal Regolamento missioni d’Ateneo.
2. I responsabili delle strutture di cui al comma 1 possono invitare per attività scientifiche e didattiche, previa delibera dei rispettivi Organi Collegiali e per periodi non superiori a un anno, studiosi di Università o Istituzioni di ricerca stranieri, facendo gravare sui fondi delle stesse strutture gli oneri connessi, compresi gli eventuali compensi. Modalità e limiti sono determinati dai competenti Organi Collegiali nel rispetto di quanto stabilito dal Regolamento per il conferimento a terzi, estranei all'università, di incarichi di prestazione d'opera autonoma.
3. L'Università, con delibera del Consiglio di Amministrazione, può stipulare contratti di locazione, anche di breve durata, per alloggi da destinare all'ospitalità di studenti e di ricercatori stranieri inseriti in programmi di mobilità internazionale, o comunque ospitati dall'Ateneo. Le spese sono a carico dei relativi stanziamenti.
ART. 81 - Assegni di ricerca
1. L'Università conferisce assegni per la collaborazione ad attività di ricerca ai sensi dell’art. 22 della Legge 30 dicembre 2010 n. 240 e successive modifiche ed integrazioni.
2. L’università attiva gli assegni nel modo seguente:
a. annualmente, su fondi a ciò destinati dal Consiglio di Amministrazione nell'ambito delle disponibilità del Bilancio;
b. quando ve ne sia disponibilità, su fondi a carico di progetti di ricerca in corso, anche co-finanziati dall'Ateneo, ovvero derivanti da convenzioni e contratti di ricerca con Enti esterni che prevedano stanziamenti a ciò finalizzati.
3. I criteri di assegnazione e le condizioni di erogazione sono disciplinati da apposito Regolamento d’Ateneo.
ART. 82 - Borse di studio
1. L'Università, con oneri a carico del proprio Bilancio, può istituire borse di studio destinate a coprire i costi di mantenimento agli studi, anche post-laurea, degli studenti che siano destinatari degli strumenti e dei servizi del diritto allo studio conformemente alle disposizioni di cui al Decreto Legislativo 29 marzo 2012, n. 68.
2. L'Università, al fine di favorire il proseguimento o il completamento della formazione dei giovani laureati più promettenti, può istituire, in aggiunta alle borse di studio previste dall'attuale normativa, borse di studio ai laureati.
3. Le borse di studio per la formazione dei giovani più promettenti potranno essere attivate utilizzando fondi all’uopo destinati sul Bilancio dell’Ateneo. Le risorse messe a disposizione potranno provenire da finanziamenti ministeriali o comunitari, contratti e convenzioni con aziende, Enti pubblici e privati, nonché da contributi a carico degli studenti.
4. I criteri di assegnazione, l'entità delle borse e le condizioni di erogazione sono definite nel Regolamento di Ateneo per il conferimento di borse di studio e di ricerca
ART. 83 - Spese di missione e di mobilità
1. L’Università può assumere l’onere delle spese di missione e di mobilità dei dipendenti e degli altri soggetti coinvolti nelle attività dell'Ateneo. Tali spese sono disciplinate dalla normativa vigente, ivi comprese le disposizioni dell'apposito Regolamento d'Ateneo.
2. Le strutture universitarie possono inoltre assumersi l'onere delle spese per viaggi collettivi di studio o per esercitazioni pratiche collettive di esclusivo carattere didattico da svolgersi da parte degli studenti fuori della sede universitaria, purché sotto la guida di docenti della struttura interessata, previa richiesta motivata e autorizzata dal Direttore del Dipartimento o dal Presidente della Scuola. L'onere può comprendere le spese di viaggio e quelle di vitto e alloggio. A tal fine può eventualmente essere richiesta una partecipazione alla spesa da parte degli studenti
ART. 84 - Spese di rappresentanza
1. Le spese di rappresentanza sono quelle sostenute per valorizzare il prestigio istituzionale dell’Università in occasione di rapporti ufficiali e nella sua vita di relazione con soggetti e personalità del mondo culturale, scientifico, politico ed economico ed in generale con Enti ed Istituzioni del mondo esterno.
2. Vanno ricomprese nella nozione di spesa di rappresentanza quelle spese che concorrono al perseguimento delle finalità indicate al comma 1 e in particolare:
a. colazioni e consumazioni di bevande in occasione di riunioni prolungate, ad adeguato livello di rappresentanza, nonché in occasione di incontri di lavoro con personalità o autorità estranee all'Ente;
b. consumazioni di bevande, eventuali colazioni di lavoro, servizi fotografici, di stampa e di relazioni pubbliche, addobbi ed impianti vari, in occasione di visite presso l'Ateneo di autorità e di membri di missioni di studio italiane o straniere;
c. stampe di inviti, addobbi ed impianti vari, servizi fotografici e audiovisivi, pranzi, colazioni o rinfreschi, piccoli doni, in occasione di cerimonie di inaugurazione dell'anno accademico, di apertura di nuove strutture o di altri avvenimenti correlati ai fini istituzionali, alle quali partecipino autorità estranee all'Ateneo;
d. piccoli doni, quali targhe, medaglie, libri, coppe, oggetti floreali, a personalità o delegazioni italiane o straniere in visita all'Ateneo, oppure in occasione di visite compiute da rappresentanti o delegazioni ufficiali dell'Ateneo.
3. Pur trattandosi di riconoscimenti vari al proprio personale sono assimilati alle spese di rappresentanza:
a. medaglie o oggetti simbolici similari offerti al proprio personale, tenendo conto della notorietà della persona e del contributo arrecato alla vita ed al prestigio dell’Università;
b. rinfreschi di valore contenuto offerti al personale o a studenti in occasione di speciali ricorrenze o eventi.
4. La spesa di rappresentanza è autorizzata disgiuntamente dal Rettore, dal Direttore Generale, dai Direttori di Dipartimento, dai Presidenti delle Scuole e dai responsabili degli altri centri autonomi di gestione, a cui compete la valutazione della natura, la sussistenza dei requisiti e la congruità dell’ammontare della spesa. Il medesimo provvedimento autorizzativo viene controfirmato dal responsabile dei fondi su cui va imputata la spesa di rappresentanza, quale soggetto ordinatore.
5. Le spese di cui al comma 2 vanno poste a carico degli appositi fondi del Bilancio di Ateneo.
ART. 85 - Spese per scambi culturali, congressi e convegni
1. In occasione di scambi culturali, congressi, convegni, simposi, tavole rotonde, seminari ed altre manifestazioni riferibili ai fini istituzionali dell'Ateneo, l'Amministrazione Centrale e i centri autonomi di gestione hanno facoltà di assumere a carico del Bilancio, oltre alle spese organizzative e di gestione, le spese relative all'ospitalità di illustri studiosi e di autorità italiane e straniere. L'entità degli eventuali compensi agli ospiti invitati per la partecipazione alle attività culturali e scientifiche è stabilita con delibera del Consiglio di Amministrazione.
2. Nell'ambito di accordi culturali stabiliti con Università ed altre Istituzioni di ricerca straniere che prevedano anche lo scambio di personale e di studenti, l'Università può provvedere alle spese di viaggio e di soggiorno (vitto e alloggio) del personale e degli studenti interessati, entro i limiti stabiliti con delibera del Consiglio di Amministrazione.
3. L'Università può assumersi l'onere delle spese connesse con programmi di mobilità di studenti e personale universitario stabiliti da organismi nazionali od internazionali. L'onere può comprendere corsi di preparazione linguistica.
4. Per le spese di cui ai precedenti commi finanziate dall'Unione Europea attraverso convenzioni o contratti di ricerca, di formazione, di mobilità od altro, l'Ateneo applicherà le norme comunitarie ivi previste.
5. Le spese di cui ai precedenti commi 1, 2 e 3 gravano sugli appositi fondi del Bilancio di Ateneo. Fatto salvo il ricorso a finanziamenti finalizzati, le spese predette possono essere deliberate ove siano prioritariamente assicurate le normali esigenze della didattica e della ricerca
ART. 86 - Indennità di funzione e spese di funzionamento degli organi di Ateneo
1. Il Consiglio di Amministrazione può prevedere, in conformità alla normativa vigente, la corresponsione di gettoni di presenza ai componenti di Organi Collegiali dell'Università.
2. Le indennità di funzione di cui all'articolo 60 dello Statuto sono stabilite dal Consiglio di Amministrazione nel rispetto della normativa vigente e tenuto conto del rilievo istituzionale di ciascuna funzione, dell'impegno gestionale e della responsabilità connessa allo svolgimento della stessa, privilegiando il compito istituzionale svolto rispetto all'impegno di lavoro richiesto.
3. Gli importi delle indennità previste devono essere congrui alle cariche ricoperte e alle funzioni esercitate, nonché alle connesse decisioni e responsabilità derivanti dall'utilizzo delle rilevanti risorse umane ed economiche dell'Ateneo e alle esigenze istituzionali ed organizzative nell'ambito della autonomia universitaria.
4. Sono poste a carico del Bilancio universitario le spese derivanti da consumazioni per riunioni prolungate di commissioni nominate dal Consiglio di Amministrazione, dal Senato Accademico o dal Rettore.
5. Per riunioni prolungate del Consiglio di Amministrazione o del Senato Accademico sono ammesse le spese derivanti da colazioni di lavoro.
6. Al Rettore, al Prorettore, al Direttore Generale, ai Dirigenti nonché ad eventuali delegati del Rettore è consentito partecipare alle riunioni di organismi rappresentativi, nonché a conferenze, convegni e seminari che comunque interessino i fini istituzionali dell'Ateneo, con relativo trattamento di missione e con utilizzazione dell'autoveicolo dell'Amministrazione.
ART. 87 - Docenze aggiuntive ed integrative
1. Il Consiglio di Amministrazione, su proposta del Senato Accademico, stabilisce le modalità e l'entità dei compensi per l'attivazione ed il funzionamento di nuove iniziative didattiche e per il conferimento a titolo oneroso delle prestazioni didattiche istituzionali e complementari attribuite a professori e ricercatori al di fuori del rispettivo impegno orario complessivo, o a collaboratori esterni
ART. 88 - Formazione del personale
1. L’Ateneo considera la formazione e l’aggiornamento del proprio personale tecnico e amministrativo elemento strategico per la realizzazione dei cambiamenti organizzativi nonché strumento essenziale per il miglioramento professionale dei lavoratori.
2. L’Università organizza corsi di formazione utilizzando come docenti anche personale interno qualificato in possesso di competenze specifiche nelle materie di insegnamento.
L’individuazione del personale interno che collabora all’attività di formazione in qualità di docente è demandata al Direttore Generale, che autorizza inoltre il pagamento del relativo compenso nella misura stabilita dal Consiglio di Amministrazione.
In assenza di dipendenti in possesso di specifiche competenze per lo svolgimento del corso di formazione, l’Università può ricorrere all’esterno per l’acquisizione delle competenze richieste.
3. Per materie specifiche per le quali non è possibile organizzare un corso interno, l’Ateneo si impegna, nel rispetto della normativa vigente, a consentire la partecipazione del personale dipendente ad attività formative organizzate da Enti esterni.
ART. 89 – Incentivazione del lavoro
1. Per incrementare l’efficienza e l’efficacia della attività dell’Università, i fondi destinati ad incentivare la produttività del personale amministrativo e tecnico possono essere integrati con risorse aggiuntive in coerenza con il CCNL e con la normativa vigente.
2. Per valorizzare qualificati apporti nel campo della didattica, ricerca e gestione, a docenti e ricercatori possono essere attribuiti premi e compensi finalizzati ad incentivarne l’impegno, in conformità con la normativa vigente e secondo regole e modalità definite dagli organi di governo
ART. 90 - Collaborazione degli studenti ai servizi dell'Università
1. L'Università, nell'ambito delle attribuzioni definite dalle norme in materia di diritto agli studi universitari, disciplina con apposito Regolamento le modalità e le forme di collaborazione degli studenti dell'Università.
2. Gli studenti possono collaborare, a tempo parziale, ad attività connesse al buon funzionamento dell'Ateneo, con esclusione dei servizi inerenti alle attività di docenza, allo svolgimento degli esami e all'assunzione di responsabilità amministrative.
Le collaborazioni non potranno avere durata complessiva superiore a 150 ore nell'arco di un anno.
3. Il Consiglio di Amministrazione ripartisce annualmente il fondo destinato alle collaborazioni degli studenti ai servizi dell'Università.
4. Le Scuole e i Dipartimenti possono, con fondi propri, integrare le somme di cui al comma precedente.
ART. 91 - Attività sociali, culturali e ricreative
1. Ai fini della realizzazione di iniziative in favore del personale per attività sociali, culturali e ricreative, l'Università prevede nel proprio Bilancio uno specifico stanziamento, la cui utilizzazione deve essere disciplinata da apposito Regolamento deliberato dal Consiglio di Amministrazione sulla base degli accordi con le OO.SS. in sede di contrattazione decentrata.
ART. 92 - Spese per pubblicazioni
1. I contributi alle spese per la pubblicazione e/o per la diffusione, anche mediante supporti informatici, di libri, periodici ed altri testi concernenti ricerche e lavori originali svolti nell'ambito dei fini istituzionali dell'Università sono disciplinate da apposito Regolamento deliberato dal Consiglio di Amministrazione, sentito il Senato Accademico.
2. Tutte le pubblicazioni di cui al precedente comma 1 devono riportare la denominazione dell'Università, o che l'opera è stata edita con il contributo dell'Ateneo.
ART. 93 - Fondi del Dipartimento e utilizzo dei finanziamenti per la ricerca scientifica
1. I fondi del Dipartimento sono costituiti da:
a. i finanziamenti assegnati dal Consiglio di Amministrazione quali:
i. la dotazione ordinaria di funzionamento;
ii. la quota dei contributi universitari e dei contributi d’iscrizione versati dagli studenti;
iii. le assegnazioni per l'acquisto di attrezzature didattiche e scientifiche;
iv. i contributi per la ricerca scientifica.
b. i finanziamenti di Enti e di privati specificatamente assegnati ai Dipartimenti;
c. i finanziamenti derivanti da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati per attività di ricerca;
d. le quote dei proventi derivanti dalle attività per conto di terzi;
e. i contributi rettorali destinati ad iniziative specifiche;
f. ogni altro fondo che per legge o per disposizione del Consiglio di Amministrazione sia specificatamente destinato alle attività del Dipartimento.
2. Le assegnazioni finalizzate alle spese per la ricerca scientifica sono gestite con le modalità e nel rispetto delle norme e dei limiti di spesa indicati nel presente Regolamento, su indicazione dei singoli docenti e ricercatori titolari dei fondi che ne attestano anche la congruenza e la pertinenza alle finalità del fondo stesso.
3. In sede di formulazione del budget deve essere rispettata la destinazione dei fondi, laddove risultino vincolati a spese specifiche.
4. I professori di ruolo e i ricercatori che ai sensi della normativa in vigore siano autorizzati a svolgere esclusivamente attività di ricerca scientifica in istituzioni di ricerca italiane, estere e internazionali, durante il periodo di congedo possono utilizzare i fondi di ricerca di cui sono titolari, anche ai fini del rimborso delle spese vive di viaggio, vitto e alloggio debitamente documentate.
5. Con apposito Regolamento l’Ateneo può disciplinare il conferimento del titolo di professore emerito, professore onorario, professore senior o ricercatore senior ed individuarne le attività che questi possono svolgere all’interno dell’Ateneo.
Il docente/ricercatore di cui al presente comma può svolgere attività di ricerca nell’ambito della struttura di afferenza. Può altresì ricoprire l’incarico di responsabile/coordinatore di progetti, anche finanziati da enti pubblici e privati.
6. I fondi di cui al comma 1 lettera a) ed e) che dovessero risultare "non utilizzati" alla fine del terzo anno successivo a quello di assegnazione dovranno essere restituiti.

References: ART. 79

ART. 80

ART. 81

ART. 82

ART. 83

ART. 84

ART. 85

ART. 86

ART. 87

ART. 88

ART. 89

ART. 90

ART. 91

ART. 92

ART. 93