Source: http://www.prefettura.it/firenze/contenuti/13753.htm
Timestamp: 2017-09-25 11:50:02+00:00

Document:
Glossario dei termini amministrativi - Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Firenze
Il testo elenca alfabeticamente le voci.
A cura del dott. Sergio Breschi
Accesso (diritto di)
L'accesso ai documenti amministrativi è disciplinato dalla legge 241/90 e successive modifiche (legge 15/2005).
In base all'art. 22 l'accesso ai documenti è un principio generale dell'attività amministrativa per garantire la partecipazione, l'imparzialità e la trasparenza previsti dall'art. 117 della Costituzione.
La dottrina non è concorde nel ritenere che il diritto di accesso sia un vero "diritto soggettivo" (Consiglio di Stato, parere13 febbraio 2006, n. 3586/2005) ovvero un "interesse legittimo" (Consiglio di Stato Ad. Plenaria 24 giugno 1999 n. 16).
Titolare del diritto di accesso è il soggetto (compresi i portatori di interessi pubblici o diffusi) che abbiano un interesse concreto ed attuale ( art. 22, comma , lettera b) ed è escluso quindi l'accesso preordinato ad un controllo generalizzato della pubblica amministrazione, Aziende autonome speciali, enti pubblici, gestori di servizi e autorità indipendenti (art. 24, comma 3).
Nella nozione di pubblica amministrazione rientrano anche "i soggetti di diritto privato limitatamente alla loro attività di pubblico interesse disciplinata dal diritto nazionale o comunitario".
Oggetto dell'accesso sono i documenti amministrativi (anche di privati se utilizzati in processi decisionali pubblici), con esclusione degli atti coperti da segreto di stato, procedimenti tributari, atti normativi, amministrativi generali di pianificazione e di programmazione e gli atti contenenti informazioni di carattere psicoattitudinale relativi a terzi. Il comma 7 dell'art. 24 garantisce l'accesso ai documenti "la cui conoscenza sia necessaria per curare o difendere i propri interessi legittimi".
L'istanza di accesso (art. 25) deve essere motivata e, se viene accolta, la consultazione dei documenti è gratuita. Il rilascio di copia è subordinato al rimborso del costo di riproduzione.
L'eventuale rifiuto o il differimento dell'accesso devono essere motivati.
Contro un parere di diniego il cittadino (art. 27) può fare ricorso al T.AR. o al difensore civico ( per gli atti degli enti locali o regioni) o alla C.a.d.a. (Commissione accesso documenti amministrativi per gli atti delle Amministrazioni Statali).
La disciplina dell'accesso ai documenti amministrativi entra spesso in conflitto con la disciplina che regola l'accesso ai dati personali.
Accesso ai dati personali.
Il D.Lvo 30 giugno 2003, n. 196 ( Codice in materia di protezione dei dati personale) individua tre categorie di dati personali: dati comuni, sensibili e supersensibili.
I dati comuni sono consultabili.i dati sensibili definiti " dati personali idonei a rilevare l'origine razziale od etnica,le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, opinioni politiche, sindacali e l'adesione a partiti, sindacati, associazioni a carattere religioso,filosofico, politico o sindacale" il combinato disposto tra l'art 59 e la legge 241/90 prevede la possibilità di accesso nei limiti in cui esso risulti strettamente indispensabile per la difesa degli interessi giuridici dell'istante.
I dati "sensibilissimi" riguardano lo stato di salute e la vita sessuale della persona, il diritto di accesso è vietato sul piano internazionale o comunitario salvo quanto previsto dall'art. 60 cioè se "la situazione giuridicamente rilevante che si intende tutelare con la richiesta di accesso è di rango pari o superiore ai diritti del richiedente,ovvero consiste in un diritto della personalità o in altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile".
Accesso alle informazioni di materia ambientale.
E' regolata dal D. L.vo 19 agosto 2005, n. 195 (Direttiva 2003/4 CE.) L'accesso è garantito a chiunque ne faccia richiesta senza obbligo di motivazione art.3. tutti i documenti sono accessibile eccetto quelli indicati all'art.5.
Accesso ai documenti storici
La materia è regolata dal Decreto Legislativo 22gennaio 2004, n. 42 ( Codice dei beni culturali e del paesaggio). I documenti conservati negli Archivi di Stato sono liberamente consultabili ad eccezione di quelli dichiarati di carattere riservato (art. 125) relativi alla politica estera o interna dello Stato (che diventano consultabili cinquanta anni dopo la loro data), di quelli contenenti dati sensibili e i dati relativi a provvedimenti di natura penale espressamente indicati dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali (che diventano consultabili quaranta anni dopo la loro data). Il termine è di settanta anni se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare.
Principio giuridico che impone alla pubblica amministrazione di tenere in debito conto l'interesse alla conservazione di un vantaggio, un bene o qualsiasi utilità conseguito dal privato in buona fede grazie ad un atto della pubblica amministrazione, specialmente se si sia consolidato per effetto del decorso del tempo (art. 21 quinquies e nonies della legge 241/90).
A mmortamento
Procedura legale disposta per tutelare il possessore di un assegno o di una cambiale nel caso di smarrimento o di sottrazione ( art. 2006 C.C.). Il possessore del titolo deve innanzitutto avvisare il debitore dello smarrimento e poi presentare ricorso al presidente del tribunale del luogo in cui il titolo dovrebbe essere pagato. Il presidente del tribunale emette decreto di ammortamento che autorizza il pagamento del titolo alla scadenza prevista. Non si ammette l'ammortamento dei titoli al portatore.
Annullabilità vedi Provvedimento amministrativo
Si tratta di una specifica annotazione che deve essere fatta sull'originale del certificato rilasciato dalle autorità competenti del Paese interessato, da parte di una autorità identificata dalla legge di ratifica del Trattato stesso.
L' apostille, quindi, sostituisce la legalizzazione presso l'ambasciata, pertanto se una persona ha bisogno di fare valere in Italia un certificato di nascita e vive in un Paese che ha aderito a questa Convenzione non ha bisogno di recarsi presso l'ambasciata italiana e chiedere la legalizzazione, ma può recarsi presso l'autorità interna di quello Stato (designata dall'atto di adesione alla Convenzione stessa) per ottenere l'annotazione della cosiddetta apostille sul certificato. Una volta effettuata la suddetta procedura quel documento deve essere riconosciuto in Italia, perché anche l'Italia ha ratificato la Convenzione e quindi in base alla legge italiana quel documento deve essere ritenuto valido, anche se redatto nella lingua di un diverso Paese (al punto che dovrebbe essere sufficiente una normale traduzione che si può ottenere anche in Italia per essere fatto valere di fronte alle autorità italiane).
La Convenzione riguarda specificamente l'abolizione della legalizzazione di atti pubblici stranieri tra i quali rientrano, per espressa previsione della stessa, i documenti che rilascia un autorità o un funzionario dipendente da un'amministrazione dello Stato (compresi quelli formulati dal Pubblico Ministero, da un cancelliere o da un ufficiale giudiziario), i documenti amministrativi, gli atti notarili, le dichiarazioni ufficiali indicanti una registrazione, un visto di data certa, un'autenticazione di firma apposti su un atto privato, mentre invece non si applica ai documenti redatti da un agente diplomatico o consolare e ai documenti amministrativi che si riferiscono a una operazione commerciale o doganale.
Ne consegue che la gamma di documenti per i quali si può superare l'esigenza di legalizzazione, mediante richiesta e annotazione della cosiddetta apostille direttamente da parte delle autorità interne dello Stato di provenienza, è amplissima e si tratta di documenti che normalmente riguardano i rapporti di parentela, legami familiari, ovvero tutte quelle situazioni che in buona sostanza interessano la quasi totalità degli immigrati. Tralasciando i Paesi europei, che si avvalgono anche di successive convenzioni interne all'Unione, elenchiamo di seguito i Paesi che hanno ratificato la Convenzione, e rinviamo al testo allegato della stessa e agli atti di ratifica effettuati dagli Stati parti, per l'individuazione delle autorità competenti in ciascun Paese per l'apposizione dell'apostille:
SAN CHRISTOPHER E NEVIS
Si nota che molti dei Paesi elencati sono di principale interesse per l'Italia sotto il profilo migratorio.
Aquiescenza
E' causa di "conservazione soggettiva" dell'atto amministrativo che dipende da un comportamento di un privato che si preclude la possibilità di impugnare un provvedimento, riconoscendo la legittimità dell'operato della P.A.
In tema di sanzioni pecuniarie amministrative, il pagamento del verbale di accertamento di una violazione al Codice della Strada della somma indicata comporta acquiescenza al contrario il pagamento dell'ordinanza ingiunzione non comporta di per sé l'acquiescenza, né incide sull'interesse ad insorgere avverso il provvedimento medesimo, con il rimedio previsto dall'art. 22 della 689/81.
Atto amministrativo v. Provvedimento
L'assegno che la legge talvolta chiama anche " titolo " è uno strumento di pagamento mediante il quale un soggetto ( traente ) che dispone di un conto corrente presso una banca ordina alla banca stessa ( stabilimento trattario ) di pagare una certa somma a favore proprio o di un altro soggetto ( beneficiario o portatore ). Tale titolo non è "a sicuro buon fine " perché può essere emesso senza provvista , cioè se nel conto corrente non ci sono fondi sufficienti. In tal caso la banca non è obbligata a pagare se attiva la procedura del (preavviso di revoca) ( art 9 bis legge 386/90).
L'assegno è un " pagabile a vista ", cioè alla presentazione, deve essere presentato entro 8 giorni se pagabili sulla piazza ( stesso comune) di emissione, entro 15 giorni se pagabili fuori piazza (in altro comune) non un mezzo per concedere credito. Il presupposto per l'emissione di un assegno bancario è l'autorizzazione della banca ad emettere assegni (c.d. convenzione d'assegni ) e la presenza di somme disponibili sul conto. Gli assegni bancari sono moduli standardizzati contenuti in libretti che la banca consegna al correntista.
Per svolgere la sua funzione di pagamento, l'assegno contiene alcuni dati. I principali prestampati sono:
la denominazione di assegno bancario;
il nome della banca ( o stabilimento trattario) che effettuerà il pagamento;
il luogo di pagamento (piazza di pagamento);
le coordinate bancarie (codici ABI e CAB).
Altri dati devono essere indicati da chi emette l'assegno:
la data ed il luogo di emissione;
il nome del beneficiario (o prenditore);
la firma del correntista.
La Suprema corte così lo definisce:
"L'assegno bancario è un titolo di credito formale ed astratto, trasmissibile con girata, contenente l'ordine incondizionato, che prescinde dal rapporto sottostante, di pagamento a vista. La destinazione alla circolazione è un attributo intrinseco dell'assegno, non sopprimibile per volontà del privato, in quanto la norma incriminatrice tutela, non solo l'interesse del singolo creditore, ma anche quello dei terzi e, quindi, l'interesse pubblico alla sicura trasmissibilità del titolo. Tale disciplina è inderogabile, dunque, con la conseguenza che le interne pattuizioni, dirette a trasformare il titolo da mezzo di pagamento a strumento di garanzia, sono del tutto irrilevanti ai fini della configurabilità del reato di emissione di assegno bancario senza provvista.
La legge di depenalizzazione ( art. 18 co. 1) e il C.d.S. ( art 203 co 1) prevedono che il ricorrente possa chiede di essere sentito dall'autorità decidente: La legge 15 dicembre 1990 n° 386 (assegni) non prevede l'obbligo di audizione (cfr sent. Cass sez I civ 29 settembre 2005, n 19040).
La legge 241/90 prevede che qualsiasi provvedimento possa essere annullato o revocato dall'autorità che l'ha emesso se viene accertato che è interesse della Pubblica Amministrazione in quanto l'annullamento d'ufficio consente una procedura più veloce e meno costosa per l'Amministrazione.
a vviso di ricevimento (di raccomandata)
L'acquisizione in causa delle ricevute postali è stata correttamente ritenuta dai giudici di appello decisiva sul piano probatorio, dovendo rilevarsi che l'attestazione della spedizione della raccomandata a mezzo del servizio postale con il rilascio di apposita ricevuta da parte dell'ufficio postale è idonea a sorreggere la presunzione del suo arrivo a destinazione anche in mancanza di avviso di ricevimento, in considerazione dei particolari doveri che la spedizione di una raccomandata impone all'ufficio postale in ordine al suo inoltro e alla consegna al destinatario (cfr. in particolare, Cass., n. 8180 del 1996, n. 7181 del 1996).
C.A.I. Centrale d'Allarme Interbancaria
Dal 4 giugno 2002 la circolazione dell'assegno bancario è diventata più sicura. La Centrale d'Allarme Interbancaria è un archivio informatizzato dove sono registrati i nominativi di tutti coloro che hanno emesso assegni senza autorizzazione o senza provvista.
La CAI nasce per elevare il grado di sicurezza ed efficienza del sistema di circolazione dell'assegno. Non sempre infatti gli assegni vengono accettati volentieri come strumenti di pagamento, proprio per il timore che non vengano pagati. L'esistenza di una banca dati, unica a livello nazionale e consultabile da tutte le banche, consente ora di disporre di un efficacie "filtro" per escludere dal sistema dei pagamenti i soggetti e i titoli a rischio.
In dettaglio i dati contenuti nell'archivio sono:
Le generalità di coloro che hanno emesso assegni bancari o postali senza autorizzazione o risultati anche in parte senza provvista;
i dati relativi a questi assegni;
i dati degli assegni non restituiti alle banche e agli uffici postali dopo la revoca dell'autorizzazione;
i dati degli assegni di cui sia stato denunciato il furto o lo smarrimento.
La CAI censisce inoltre:
le generalità dei titolari di carte di pagamento revocate, smarrite o rubate;
i dati delle carte revocate, smarrite o rubate;
le sanzioni amministrative e le sanzioni penali.
Chi viene iscritto nella CAI può accedere alle informazioni che lo riguardano ed esercitare gli altri diritti previsti dall'articolo 13 della legge 675/96 sulla privacy, rivolgendosi alle banche, agli uffici postali ed alle filiali della Banca d'Italia.
Caratteristiche dell'archivio
L'archivio è composto dai seguenti segmenti:
CAPRI (Centrale Allarme Procedura Impagati) nel quale sono contenuti i dati relativi alle revoche dall'autorizzazione ad emettere assegni;
PASS (Procedura Assegni Sottratti e Smarriti) nel quale sono contenuti i dati relativi ai moduli di assegni sottratti, smarriti, non restituiti e bloccati per altri motivi;
CARTER (Carte Revocate) nel quale sono contenuti i dati nominativi relativi alle revoche dall'utilizzo delle carte di pagamento;
PROCAR (Procedura Carte) nel quale sono contenuti i dati relativi alle carte di pagamento revocate, smarrite e sottratte;
ASA (Assegni Sanzioni Amministrative) nel quale sono contenuti i dati relativi alle sanzioni amministrativi ai sensi dell'art.10-bis, comma 1 lettera c) della legge 15 dicembre 1990, n 386;
ASP (Assegni Sanzioni Penali) nel quale sono contenuti i dai relativi alle sanzioni penali ai sensi dell'art. 10-bis, comma 1 lettera c) della legge 15 dicembre 15 dicembre 1990, n 386;
Cartella (esattoriale)
Se il trasgressore non paga la sanzione pecuniaria volontariamente entro il termine di 30 giorni dalla notifica ( art. 18 co. 4 l. depenalizzazione) l'autorità procede in base alle norme previste per la esazione delle imposte dirette, trasmettendo il ruolo all'intendenza di finanza che lo da in carico all'esattore. La somma è maggiorata del 10% ogni sei mesi a decorrere da quello in cui la sanzione è divenuta esigibile. (vedi F.A.Q. - cartella esattoriale)
E' il documento rilasciato da una P.A. avente funzione di ricognizione, riproduzione o partecipazione a terzi di stati, qualità personali e fatti contenuti in albi, elenchi o registri pubblici o comunque accertati da soggetti titolari di funzioni pubbliche ( D.P.R. 445/2000 art. 1).
Il certificato è destinato a far fede anche presso organi diversi da quelli che li hanno rilasciati, il carattere essenziale è la forma scritta
Colpa (definizione)
è colposo, o contro l'intenzione quando l'evento, anche se preveduto [c.p. 61, n. 3] , non è voluto dall'agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline [c.p. 259, 326, 335, 350, 365, 387 , 391, 449, 450, 451, 452, 500, 527, 589, 590] .
Nel delitto colposo, o contro l'intenzione, l'elemento psicologico non è condizionato dalla soggettiva opinione della persona cui è contestato l'evento dannoso, né ha decisiva rilevanza la prevedibilità dell'evento, elemento costitutivo della colpa penale essendo soltanto la condotta contraria alla normale prudenza, diligenza o perizia ovvero alle leggi, regolamenti, ordini o discipline.
Sez. V, sent. n. 1743 del 28-02-1983 (cc. del 10-12-1982), Trezzi (rv 157650
Codice della Strada. (C.d.S.)
D. lvo 30 aprile 1992 n. 285, entrato in vigore il 1 gennaio 2003 è formato da 240 articoli ed è stato modificato in più occasioni. Vedi F.A.Q.
E' un provvedimento a carattere sanzionatorio ( vedi sanzioni accessorie) e consiste nell'acquisizione coattiva di un bene da parte della P.A.. La confisca si distingue dal sequestro che di natura cautelare e temporaneo. La confisca amministrativa è stata introdotta dalla legge 24 novembre 1981 n. 689/81. Non possono essere confiscate le cose appartenenti a terzi estranei alla commissione dell'illecito. Il provvedimento di confisca può essere impugnato davanti al giudice del luogo in cui è stata commessa la violazione aer. 22 bis.
Il C.d.S. prevede alcune ipotesi di confisca ad esempio per i veicoli che circolano non assicurati se il proprietario non provvede a pagare la sanzione amministrativi e l'assicurazione.
La confisca è prevista anche i motoveicoli e ciclomotori nei casi in cui vengono usati per commettere un reato; per cui in caso di guida in stato di ebbrezza o sotto sostanze psicotrope che il codice considera illeciti penali, è prevede la confisca del motoveicolo o ciclomotore ma non dell'autoveicolo. Molti giudici hanno eccepito la incostituzionalità di tale norma, ma la Corte Costituzionale ha ritenuto la questione infondata ( corte cost. 19 ottobre 2007, n. 345
E' una fonte di diritto non scritta; si ha quando si ha un comportamento ritenuto imposto dalla norma (opinio iuris ac necessitatis) cioè convinzione che tale comportamento sia giuridicamente necessario.
L'art. 8 delle preleggi al C.C. disciplina la consuetudine secundum legem, mentre l'art 15 dichiara inammissibile la consuetudine contra legem. ( vedi prassi amministrativa
E' l'orientamento legislativo introdotto dalla legge "modifiche al sistema penale", L. 24 novembre 1981, n. 689 . (c.d. legge di depenalizzazione) volto a trasformare i reati considerati di minore gravità in illeciti amministrativi, sia per snellire il diritto penale, evitando eccessivi accumuli di lavoro per la magistratura penale che rimane competente per i reati più gravi (cioè quelli che ingenerano un maggiore allarme sociale).
Il D. Lgs. 30 dicembre 1999, n. 507 . ha depenalizzato moltissimi altri reati fra cui anche quelli relativi all'emissione di assegni senza provvista o senza autorizzazione del trattario.
Le sanzione amministrativa sono pecuniarie (cioè comportano pagamento di una somma di denaro). Alla sanzione pecuniaria la legge può prevedere le c.d. " sanzioni accessorie ".
Le sanzioni al Codice della Strada rientrano nel sistema delle sanzioni depenalizzate ma con alcune caratteristiche peculiari.
In particolare è ammesso il pagamento in misura ridotta pari al minimo edittale, cioè al minimo previsto dalla legge per quella sanzione ( nell'art. 16 della legge 689/81 invece il pagamento è pari al terzo del massimo edittale, o doppio del minimo se più favorevole).
Nel codice della Strada il verbale non pagato nei termini diventa titolo esecutivo (nella legge 689/81 invece è l'ordinanza ingiunzione che diventa titolo esecutivo).
Viola il dovere di diligenza media, con conseguente impossibilità di invocare il fatto scusabile, l'emittente che anziché attenersi al dovere di conformare l'andamento del conto al fine di assicurare che in ogni momento vi sia disponibilità del denaro necessario al pagamento dell'assegno nei termini per la presentazione di esso all'incasso - si limiti a fare affidamento sullo svolgimento di un conto passivo con adempimenti reiterati, da parte della banca, di ordini di pagamento di esso correntista, anche in assenza di provvista e nell'ambito dei limiti di rischio dalla stessa banca precedentemente valutati.
E' quanto stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24842 del 24 novembre 2005,
In caso di inerzia della P.A. il cittadino prima di agire in via giudiziale o per attivare i poteri sostitutori intima di provvedere all'emanazione di atti obbligatori.
Come la circolare si pone a metà strada tra l'attività normativa e quella amministrativa. La direttiva presuppone un rapporto gerarchico di direzione o coordinamento; il destinatario deve conformarsi alle indicazioni contenute all'interno del margine di discrezionalità nelle modalità da seguire. ( art 95 Costituzione).
E' competente a decidere le opposizioni avverso le ordinanze-ingiunzioni per tutte ad eccezione di quelle indicate nell'art. 22 bis legge di depenalizzazione in cui la competenza è del Tribunale.
Ignoranza (della norma)
In base alla sentenza della C.C. n. 364 del 1988 non costituisce causa di indiscriminata scusabilità l'ignoranza della norma e sussiste sempre l'obbligo di informarsi con diligenza alla normativa esistente, è pur vero che la complessità della normativa nella materia degli assegni rende molto difficile per un soggetto che non abbia pratica di essa non incorrere in errore, tale da ritenersi scusabile se si considera che esso deriva dalla inesatta conoscenza di un complesso di norme anche di tipo regolamentare e di procedure, che richiedono un'erudizione tale a non potere essere richiesta ad un oggetto di media preparazione culturale o giuridica.
Peraltro la giurisprudenza è concorde nel ritenere che anche nella materia dell'illecito amministrativo disciplinato dalla legge 689/81 deve ritenersi applicabile l'art. 5 c.p. quale risulta a seguito della sentenza della Corte Cost. 24 marzo 1988 n. 364, secondo la quale viene a mancare l'elemento soggettivo quando ricorra l'inevitabile ignoranza del precetto da parte di chi commetta l'illecito ( cas. Civ. sez. trib. 9 aprile 2003 n. 5615)
atto compiuto in violazione di una norma di legge.
L'imprudenza consiste nella realizzazione di un'attività positiva che non si accompagni nelle speciali circostanze del caso a quelle cautele che l'ordinaria esperienza suggerisce di impiegare a tutela dell'incolumità e degli interessi propri ed altrui.
Sez. IV, sent. n. 5576 del 05-06-1985 (cc. del 21-05-1985), Cannella (rv 169631).
Legalizzazione (vedi apostilla)
Pagamento rateale (di sanzione amministrativa)
L'art. 26 della L 689/81 prevede la possibilità di concedere il pagamento rateale della sanzione all'interessato che ne faccia richiesta e versi in condizioni economiche disagiate, con un modello scaricabile dal sito.
Attenzione si può pagare ratealmente solo l'ordinanza prefettizia, non il verbale di accertamente di una violazione al C.d.S. che deve essere pagato entro 60 giorni.
La c.d. patente a punti è stata introdotta nel C.d.S. nel gennaio 2002, in pratica prevede che ogni patente abbia un punteggio di 20 punti, chi viola alcuni articoli del codice subisce decurtazione di punti (massimo 15 quando vengono accertate contemporaneamente più violazioni).
Il titolare della patente che perde tutti i punti deve sottoporsi ad esame d'idoneità tecnica (art. 128), se non si sottopone la patente è sospesa a tempo indeterminato non dal Prefetto ma dall'Ufficio del Dipartimento per i trasporti terrestri (un tempo chiamato Motorizzazione Civile).
Patente- ritiro - sospensione
Sono due sanzioni accessorie diverse; il ritiro è regolato dall'art. 216 C.d.S. è un provvedimento preso immediatamente dall'accertatore, è propedeutico all'emanazione dell'ordinanza di sospensione della patente.
La sanzione accessoria della sospensione della patente consiste nel fatto che per un periodo di tempo (da un minimo di 15 giorni ad un massimo di un anno) chi ha fatto una violazione del codice non può guidare le categorie di veicoli indicati nella patente (quindi può guidare biciclette o mezzi spinti a braccia ma non i ciclomotori).
La materia è regolata dall'art. 218 del C.d.S. che prevede una procedura molto veloce per l'emissione dell'ordinanza di sospensione della patente ritirata su strada.
Se non viene emanata entro 15 giorni il titolare della patente può chiedere la restituzione, ma non per questo ferma il provvedimento di sospensione per cui, prima o poi, dovrà scontare il residuo periodo di sospensione.
Termine giornalistico in latino maccheronico per indicare la legge 21 dicembre 2005 n. 270 "Modifiche alle norme per l'elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica" conosciuta anche come Legge Calderoli dal Ministro che la propose.
Prassi (amministrativa)
A differenza della Consuetudine non è fonte di diritto ma solo un riferimento per scelte discrezionali dell'Amministrazione, ma per il principio dell'affidamento assume una rilevanza giudirdica, per cui l'inosservanza di una prassi deve essere motivati altrimenti si può configurare un vizio dell'eccesso di potere per violazione del principio di coerenza o di affidamento.
constatazione, fatta da un pubblico ufficiale (detta perciò solenne) del mancato pagamento di cambiali accettate, di vaglia cambiari e di assegni bancari. Redatto da un notaio o da un ufficiale giudiziario e nei piccoli Comuni dal segretario comunale, dev'essere trasmesso al presidente della camera di commercio, competente per territorio, il giorno successivo alla fine di ogni mese ( L. 12 febbraio 1955, n. 77 e L. 18 agosto 2000, n. 235 , art. 1). I protesti effettuati in ciascuna Provincia sono resi noti tramite il bollettino dei protesti cambiari, pubblicato a cura della Camera di commercio, mediante registro informatico tenuto in modo tale da assicurare la completezza e la tempestività dell'informazione su tutto il territorio nazionale ( D.L. 18 settembre 1995, n. 381 , art. 3-bis). La notizia di ciascun protesto levato è conservata nel registro informatico per 5 anni ( d.m. 9 agosto 2000, n. 316 , art.11). Il debitore che esegue il pagamento entro 12 mesi può chiedere la cancellazione del proprio nome dall'elenco presentando domanda al presidente della Camera di commercio competente per territorio. In seguito all'atto di protesto il possessore della cambiale insoluta può svolgere azioni legali contro gli obbligati principali (azione diretta) o di regresso (azione di regresso).
Provvedimento Amministrativo: legge 241/90.
Nullità (Art. 21-septies)
E' nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che e' viziato da difetto assoluto di attribuzione, che e' stato adottato in violazione o elusione del giudicato, nonché negli altri casi espressamente previsti dalla legge.
Annullabilità (Art. 21-octies ) E' annullabile il provvedimento amministrativo adottato in violazione di legge o viziato da eccesso di potere o da incompetenza.
2. Non e' annullabile il provvedimento adottato in violazione di norme sul procedimento o sulla forma degli atti qualora, per la natura vincolata del provvedimento, sia palese che il suo contenuto dispositivo non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato. Il provvedimento amministrativo non e' comunque annullabile per mancata comunicazione dell'avvio del procedimento qualora l'amministrazione dimostri in giudizio che il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso da quello in concreto adottato.
Annullamento d'ufficio Il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi dell'articolo 21-octies può essere annullato d'ufficio, sussistendone le ragioni di interesse pubblico, entro un termine ragionevole e tenendo conto degli interessi dei destinatari e dei controinteressati, dall'organo che lo ha emanato, ovvero da altro organo previsto dalla legge.
2. E' fatta salva la possibilità di convalida del provvedimento annullabile, sussistendone le ragioni di interesse pubblico ed entro un termine ragionevole».
nell'ipotesi in cui il verbale di contestazione elevato da Agenti della Polizia Locale abbia acquistato efficacia di titolo esecutivo, la competenza a concedere il beneficio della rateizzazione della sanzione amministrativa pecuniaria irrogata in conseguenza della violazione di norme del Codice della Strada è da individuare nell'Ente destinatario dei proventi della stessa sanzione.
Sono di pura condotta i reati che si perfezionano con il compimento di una data azione o omissione; si dicono invece di evento quelli per la cui consumazione è necessario il verificarsi di un determinato effetto, distinto dall'azione o omissione.
Reiterazione delle violazioni .
La reiterazione si ha quando, nei cinque anni successivi alla commissione di una violazione amministrativa, accertata con provvedimento esecutivo, lo stesso soggetto commette una ulteriore violazione della stessa indole (articolo 8- bis della legge n. 689 del 1981).
Gli illeciti successivi al primo non debbano essere valutati, ai fini della reiterazione, quando risultino commessi in tempi ravvicinati e riconducibili ad una programmazione unitaria.
La nuova violazione deve essere, poi, della stessa indole di quella anteriormente commessa. La nozione di "violazioni della stessa indole", esplicitata dal secondo comma dell'articolo 8- bis , ricalca in buona misura quella offerta dall'articolo 7 del decreto legislativo n. 472 del 1997 in riferimento all'ordinamento sanzionatorio tributario: si considerano cioè, della stessa indole le violazioni della medesima disposizione e quelle di disposizioni diverse che tuttavia, per la natura dei fatti che le costituiscono o per le modalità della condotta, presentano una sostanziale omogeneità o caratteri fondamentali comuni. La reiterazione è "specifica" quando è violata la medesima disposizione (terzo comma dell'articolo 8- bis ).
Occorre che la precedente violazione risulti accertata con provvedimento esecutivo (che sarà costituito, di norma, dall'ordinanza-ingiunzione ex articolo 18 della legge n. 689 del 1981).
La figura è stata introdotta con la legge 8 agosto 1990 n. 241 in applicazione dell'art. 28 della Costituzione, ha lo scopo di garantire il dialogo con il cittadino. La nomina spetta al dirigente dell'unità organizzativa ( art. 5), se non è disposto niente il responsabile è il funzionario preposto all'unità organizzativa.
L'art. 6 detta i compiti spettati al Responsabili tra cui la comunicazione dell'avvio del procedimento ( art. 8 )
La sanzione amministrativa accessoria (art. 20 l. depenalizzazione) "accompagna" la sanzione pecuniaria principale; in altri termini oltre al pagamento della somma il trasgressore può essere sottoposto ad altre sanzioni; come la sospensione della validità della patente di guida per un periodo di tempo, o la revoca nei casi più gravi, altre sanzioni "colpiscono" il veicolo con cui è stato commesso l'illecito come il fermo per un certo tempo, il sequestro e la confisca dello stesso, in materia di assegni la sanzione accessoria più comune è il divieto di emettere assegni per un certo lasso di tempo.
La sanzione accessoria segue la sanzione principale pecuniaria, anche se talvolta è più temuta la sanzione accessoria che quella principale; non si può fare ricorso solo sulla sanzione accessoria se quella pecuniaria è stata fatta legittimamente e non viene impugnata.
La multa e l'ammenda sono sanzioni pecuniarie penali previste dal c.p. agli artt. 17, 24 e 26; mentre la sanzione amministrativa pecuniaria è fatta da un organo amministrativo (non da un magistrato) al soggetto che ha commesso un illecito amministrativo ( art. 19 l. depenalizzazione)
L'illecito amministrativo presenta molti punti di contatto con l'illecito penale. I primi articoli della legge 689/81 sono assai simili a quelli penali, ad esempio per commettere un illecito amministrativo è necessario aver compiuto i 18 anni e avere la capacità di intendere e di volere.
La sanzione amministrativa pecuniaria consiste nel pagare all'erario o ad altro ente pubblico (comune, provincia, regione) una somma di denaro (da 6 a 10329 € art 10 l. depenalizzazione), che comunque non si trasmette agli eredi ( art. 7).
Quindi per quel che riguarda il Codice della Strada si applicano quasi sempre "sanzioni amministrative" perchè pochissime sono le sanzioni rimaste penali (guida in stato di ebbrezza, sotto effetto di stupefacenti, guida senza aver conseguito la patente, omissione di soccorso).
Scoperto (assegno)
Significa assegno senza provvista o a vuoto.
Senza autorizzazione (assegno emesso)
Se una persona non autorizzata emette un assegno viene iscritta nella CAI entro 20 giorni dalla presentazione dell'assegno al pagamento, e soggiace alla sanzione amministrativa prevista dall'art. 1 legge 386/90.
Senza provvista (assegno emesso)
E' l'assegno che risulta privo di fondi nel momento in cui viene presentato alla banca per il pagamento. In questo caso la banca scrive al cliente inviandogli un "preavviso di revoca" avvertendolo che, se non paga entro 60 giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell'assegno), dovrà iscriverlo nella CAI. Scaduti i 60 giorni il cliente deve restituire subito tutti i libretti di assegni che gli ha rilasciato la banca.
L'assoggettamento a sanzione dell'obbligato solidale (sia esso una persona fisica come l'imprenditore individuale o un soggetto collettivo) non presuppone necessariamente l'identificazione dell'autore della violazione alla quale la sanzione stessa si riferisce. L'autonomia delle posizioni dei due obbligati si desume chiaramente dall'art. 14 della legge n. 689 del 1981 , che, dopo avere posto il principio che la violazione deve essere contestata immediatamente o notificata sia al trasgressore che all'obbligato solidale, prevede, nell'ultimo comma, che l'omissione di tale attività comporta l'estinzione dell'obbligazione a favore del solo soggetto nei cui confronti l'omissione stessa si è verificata, onde tale estinzione non impedisce l'assoggettamento a sanzione dell'altro obbligato (che abbia ricevuto la tempestiva contestazione).
Non vi è quindi un legame necessario tra le due obbligazioni, l'una potendo sussistere anche se l'altra si è estinta. Il collegamento è solo genetico, nel senso che l'obbligazione solidale sorge soltanto se è stato commesso un illecito amministrativo, nei suoi elementi non solo oggettivi, ma anche soggettivi (artt. 3 e 4 della legge n. 689 del 1981) .
Sussidiarietà (nel diritto amministrativo)
principio che stabilisce che l'intervento degli Enti pubblici territoriali ( Regioni , Aree Metropolitane , Province e Comuni ), sia nei confronti dei cittadini sia degli enti e suddivisioni amministrative ad esso sottostanti (oppure l'intervento di organismi sovranazionali nei confronti degli stati membri), debba essere attuato esclusivamente come sussidio ( subsidium ) nel caso in cui il cittadino o l'entità sottostante non possa ad agire per conto proprio.
Di conseguenza le attività amministrative dovrebbero essere svolte dall'entità territoriale amministrativa più vicina ai cittadini (i comuni), gli enti locali territoriali superiori (Regioni, Province, ecc) intervengono solo se possono rendere il servizio in maniera più efficace ed efficiente.
Il principio di sussidiarietà è stato recepito nell'ordinamento italiano con l'art. 118 della Costituzione .
Sussidiarietà (verticale/orizzontale)
Si parla di sussidiarietà verticale quando i bisogni dei cittadini sono soddisfatti dall'azione degli enti amministrativi pubblici, e di sussidiarietà orizzontale quando tali bisogni sono soddisfatti dai cittadini stessi, anche in forma associata o volontaristica.
Termine per l'emanazione dell'ordinanza prefettizia in materia che non riguarda il codice della Strada.
La sentenza Corte Cass. Sez. Unite Civ del 27 aprile 2006, n. 9591, ha stabilito che l'art 2 della legge 241/90 non trova applicazione in materia di depenalizzazione : R esta naturalmente salva la necessità che la pretesa sanzionatoria venga fatta valere entro il termine di prescrizione di cinque anni dalla commissione della violazione, stabilito dall'art. 28 L. 24 novembre 1981, n. 689: termine che non ha tuttavia natura procedimentale, ma sostanziale, poiché il suo inutile decorso comporta l'estinzione del diritto alla riscossione.
Traente (assegno):
soggetto che, disponendo di un conto corrente presso una banca, ordina alla banca stessa di pagare una certa somma a favore proprio o di un altro soggetto.
Trasparenza vedi Accesso
Trattario (anche stabilimenti trattario)
E' la banca che esegue l'ordine del traente di pagare un assegno se ci sono fondi disponibili.
Vuoto (assegno a)
Significa assegno senza provvista o scoperto.
Ultima modifica il 30/10/2008 alle 09:20

References: art. 22
 art.3
 art. 2006
 art. 18
 art. 18
 art. 1
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 1
 art. 3
 art.11
 articolo 18
 art. 5
 art. 8
 art. 19
 art. 7
 sentenza 
 Cass. Sez.