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Timestamp: 2018-06-19 18:12:39+00:00

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Luca and Paolo_The-Twins: 2010
Il consiglio dei ministri ha approvato una direttiva, che indice per il 9 febbraio la Giornata nazionale degli stati vegetativi. "Questa data - dice il sottosegretario Roccella - ricorda a tutti noi l'anniversario della morte di Eluana Englaro, una ragazza affetta da disabilità grave la cui vita è stata interrotta per decisione della magistratura. Da oggi, sottolinea il sottosegretario, "sarà un'occasione preziosa in più per ricordare a tutti noi quanto è degna l'esistenza di tutti coloro che vivono in stato vegetativo e non hanno voce per raccontare il loro attaccamento alla vita". Questa giornata, secondo Roccella, "sarà anche un appuntamento per fare il punto scientifico su tutte le scoperte su queste situazioni di cui sappiamo ancora troppo poco. E potrà rappresentare una finestra di visibilità per queste persone e le famiglie che le accudiscono amorevolmente".
Non possiamo che esprimere gratitudine per questa decisione soprattutto in un momento nel quale viene impedito ai malati e alle loro famiglie di far sentire la loro voce da moderni cantastorie.
La crisi tra le due COREE: dove sono i pacifisti?
Settimana scorsa tra la Corea del nord e quella del sud si è sparato e ci sono stati morti e case distrutte, una situazione gravissima che segue l'affondamento di una nave militare sud coreana (42 marinai morti) qualche mese fa. Non dimentichimao poi i test missilistici e nucleari della Corea del Nord e la situazione terribile dei cittadini della Corea del Nord che soffrono la fame e la dittutura che imprigiona tutti gli oppositori e chiunque non si pieghi a questa che è una delle ultime dittature comuniste del mondo. Adesso USA e Corea del Sud hanno annunciato un esercitazione navale per rispondere e fare pressione alla Corea del nord. Certamente una crisi in Asia coinvolgerebbe anche Cina e Giappone e sarebbe gravissima sul piano militare con rischi di escalation anche nucleare ma avrebbe anche fortissime ripercussioni economiche. Certamente la Cina non permetterà che la Corea del nord tiri troppo la corda ma prima o poi qualcuno dovrà decidere di liberare la popolazione della Corea del Nord da una dittatura che con la successione del figlio del leader nipote del Caro Leader come chimano il fondatore della patria , sta diventando una monarchia ereditaria il cui unico scopo è mantenere un potenziale militare enorme da usare per avere aiuti internazionali per continuare a mantenere un regime che non produce altro che fame e miseria per il suo popolo. Grandissima anche la repressione verso la Chiesa, che vive nella più completa clandestinità poichè la libertà di religione è completamente negata. Oggi la Chiesa del Nord rimane senza clero e senza culto.
Peccato che nessun pacifista sfili per la pace tra le due Coree e quasi nessun giornale racconti le pessime condizioni di vita del popolo nord coreano privo di tutto. Ma dov'è la famosa libertà di stampa se si limita a riportare solo notizie copia incolla delle agenzie di stampa? dove sono finiti tutti i rappresentatnti delle associazioni per i diritti umani? c'è sempre un dittatore mediaticamente più cattivo e un paese su cui interessa porre l'attenzione per ragioni politiche, mentre i veri oppressi e i veri poveri non interessano a nessuno sopratutto se le dittature sono vecchie e comuniste.
L’omosessualità non è mai moralmente giusta
Il Papa ricorda che il rispetto per la persona è assolutamente fondamentale e decisivo e quindi anche gli omossessuali vanno rispettati e non discriminati, ma ricorda anche che l’omosessualità non è mai moralmente giusta, rimane qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto e cioè una sessualità aperta alla vita. Il Papa distingue sempre il giudizio sulla moralità di un comportamento da quello sulla persona , il peccato dal peccatore ma non rinuncia a dire la verità, non si può scindere la sessualità dalla natura umana e anche in caso le tendenze omosessuali siano profondamente radicate – oggi ancora non si sa se sono effettivamente congenite – allora "questa è per lui una grande prova, così come una persona può dovere sopportare altre prove" ma appunto non per questo giustificabile. Chi lo spiega ora a tutti quei cattolici confusi e cattolici adulti che sostengono Vendola che dell'omossessualità ne fa un vanto e la presenta come normale anzi come solo un fattore di scelta personale?
La dottrina cristiana sulla morale sessuale non cambia
In merito alle anticipazione apparse sui giornali sul libro intervista al Papa Benedetto XVI vorremmo sottolineare che la dottrina cristiana sulla morale sessuale non cambia, rimane valido quanto scrisse Paolo VI nell'enciclica Humane Vitae "Tale dottrina è fondata sulla connessione inscindibile, che Dio ha voluto e che l’uomo non può rompere di sua iniziativa, tra i due significati dell’atto coniugale: il significato unitivo e il significato procreativo" e "richiamando gli uomini all’osservanza delle norme della legge naturale, interpretata dalla sua costante dottrina, la chiesa insegna che qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita" e nel capitolo dedicato alle Gravi conseguenze dei metodi di regolazione artificiale della natalità Paolo VI con grande lungimiranza ammoniva "i giovani specialmente, hanno bisogno d’incoraggiamento a essere fedeli alla legge morale e non si deve loro offrire qualche facile mezzo per eluderne l’osservanza. Si può anche temere che l’uomo, abituandosi all’uso delle pratiche anticoncezionali, finisca per perdere il rispetto della donna". Le parole di Benedetto XVI non mettono in dubbio l'inscindibilità dei due aspetti: unitivo e procreativo. Si fa carico però di situazioni già molto compromesse ben lontane da quell'idea di sessualità che edifica l'uomo ed allora porta ad esempio casi come quelli di una prostituta che è obbligata a comportamenti sessuali che possono metterla a rischio ed allora potrebbe sussistere la possibilità dell'uso del preservativo, restando comunque vero che non è il metodo migliore per una sessualità responsabile come non lo è per risolvere il problema dell'aids, primario rimane l'aspetto educativo di una sessualità basata su fedeltà e castità: ciò che aveva già espresso durante la visita in Africa evidenziando i buoni risultati del famoso metodo A-B-C Abc (Abstinence – Be Faithful – Condom).
Per chiarire le idee comunque ci pare utile riportare la Nota di padre Lombardi
Nota di padre Lombardi sulle interpretazioni date alle parole del Papa, riguardo i profilattici, nel libro-intervista di Peter Seewald
Allo stesso tempo il Papa considera una situazione eccezionale in cui l’esercizio della sessualità rappresenti un vero rischio per la vita dell’altro.
No alla cultura dell'eutanasia di Saviano e Fazio
Ci pare davvero troppo utilizzare una trasmissione TV pagata da tutti noi per fare l'elogio dell'eutanasia, settimana scorsa l'omessualità, "nuove idee" che di nuovo hanno solo la non accettazione del senso vero dell'umano. Le loro sono opinioni personali presentate come verità assolute e condivise da tutti, sul tema del fine vita nascondono la realtà di tutte quelle famiglie persone medici e associazioni che si impegnano a favore della vita e della cura della persona. Che negano diritto di parola a chi crede nella vita e alla pari dignità di tutte le persone come riaffermato anche dalla Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo.
Gli attacchi alla Chiesa sono scontati e sanno di vecchio ma c’è il tentativo di proporsi come predicatori quasi di una religione laica che ha invitato testimonial politici che rappresentano la cultura radicale di destra e sinistra. Ricordiamo che dietro i casi Welby ed Englaro ci sono personaggi con strategie culturali e politiche, hanno avuto un percorso chiaro i cui appoggi e retroscena andrebbero più spesso ricordati, come i documenti delle commissioni dell'allora ministro Veronesi (Decreti del Ministero della Sanità 20.10.2000 prot. SSD/I/4.223.1 e 4 maggio 2001) e le perizie mediche di Defanti risultate significative nell’elaborazione della sentenza n. 21748/2007 della Corte di Cassazione, associazioni pro-eutanasia come quella di Mori che hanno guidato la vicenda giudiziaria e che il 09 febbraio 2009 presentò il libro “Il caso Eluana Englaro. La porta pia del vitalismo ippocratico. Appoggi politici chiari come quelli del presidente della Regione Friuli Venezia Guglia, anche la clinica di Udine non è scelta casualmente, sostegno anche del PD e di Fini che hanno fino ad oggi ostacolato l'approvazione alla Camera della legge sul fine vita.
Siamo nell'era del digitale che almeno questi predicatori abbiano il coraggio di farsi una loro rete con i loro soldi e non con i nostri in modo che possiamo scegliere di non finanziare queste opere culturali che ce lo lasci dire sono un po’ funeree.
Commento alla crisi politica
Come avevamo già scritto a luglio dopo la rottura tra Fini e Berlusconi riaffermiamo oggi la convinzione che il destino della legislatura è segnato e le elezioni si svolgeranno la prossima primavera. Incerto invece il modo in cui si arriverà e su cosa succederà. L'incertezza non sta però nelle improbabili e irrealistiche ricostruzioni giornaliste che fanno intravedere la possibilità che Berlusconi faccia un passo indietro suggerendo un nuovo nome (come fece indicando Dini nel 1994) e tantomeno la possibilità che la Lega appoggi un governo diverso da quello presieduto da Berlusconi. No le elezioni dopo l'approvazione della legge di stabilità (la ex finanziaria) sono a nostro avviso ciò che accadrà. Tra tutte le soluzioni sono forse la migliore soluzione politica, anche se avremmo preferito lo scadere naturale della legislatura con un governo impegnato in una profonda azione riformatrice con la riforma della giustizia, del sistema fiscale finalmente veramente a sostegno delle famiglia, per la libertà di educazione, per lo snellimento della burocrazia, per un rilancio dell'economia, per la riforma in senso federale. Con le elezioni il governo avrà la possibilità di verificare se il paese e il popolo lo sostiene ancora e chi è all'opposizione potrà chiedere la fiducia agli italiani per una proposta nuova che ad oggi però non ha alcuna consistenza programmatica e nemmeno una vera leadership e che rischia nel ricadere in posizioni laiciste e stataliste. D'altronde il PD è allo sbando più completo, dopo che il suo candidato Boeri a Milano ha perso le primarie (con un netto calo della partecipazione) a favore del candidato di sinistra (ex rifondazione) e vendoliano Pisapia. Forse dovrebbero pensare di non farle più le primarie altrimenti finirà che il candidato del PD a primaverà sarà Vendola.
Berlusconi sa di non avere alternative a sinistra e questo gli permetterà di andare alle elezioni senza troppi patemi. Le elezioni saranno anche l'occasione per verificare la forza del cosiddetto terzo polo che incomincia ad intravedersi: Fini-Casini-Rutelli col sostegno di Montezemolo che finirà per concludere la sua corsa politica come quella della Ferrari oggi, buona prestazione ma alla fine non vincente. Speriamo che non decidano di schierarsi a Milano con Albertini adesso che Pisapia sarà il candidato di sinistra, perchè la Moratti merita di essere rieletta. In merito a questa alleanza UDC-FLI-API osiamo ancora sperare che Casini non faccia questo grave errore. Avvenire e quindi la CEI, chiaramente hanno già manifestato tutte le perplessità sulla linea politica laicista di Fini in netta contrapposizione con i valori e l'etica cattolica. In nessuno degli oppositori di Berlusconi si intravede un programma di governo forse perché hanno come unico scopo la caduta di Berlusconi ma sono divisi su tutto il resto. Casini meglio farebbe a sostenere Berlusconi e riguadagnare una posizione autorevole nel centro destra. Bossi permettendo, ma permetterà perché il leader è Berlusconi nonostante tutti i suoi errori.
La speranza della Birmania
Aung San Suu Kyi, un nome forse sconosciuto a molti, perchè nell'informazione ci sono sempre personaggi esaltati e altri no anche se sono esemplari per tenacia, personalità e qualità umane. Certo il fatto che Aung San Suu Kyi abbia deciso di proseguire la sua battaglia, anche dopo molti anni di prigionia, senza violenza e rancore e usando la parola speranza e libertà può essere meno accativante che dichiarazioni che fanno clamore. Ma proprio per questo questa donna è una grande donna e sicuramente nel futuro il valore della sua testimonianza non violenta per la libertà del suo popolo potrà essere paraganota a quella di Nelson Mandela in SudAfrica. La testimonianza della lotta attraverso la non violenza è importantissima e deve ricordarci il suo vero significato che non sta nella rassegnazione o accettazione della situazione ma di un costanza e perseveranza nel rivendicare i diritti fondamentali della persona ma senza ricorrere all’uso delle armi. La sua lotta come quella che furono quelle di Nelson Mandela o di Cosason Aquino nelle Filippine ci ricordano anche come per l’uomo non possa rinunciare al desiderio di libertà. Per Aung San Suu Kyi nessun rancore, invece pacificazione, speranza, certezza del risultato: la fine della dittatura. Infatti anche se non sono state certo elezioni democratiche il fatto che in Birmania si siano svolte delle elezioni e che poi Aung San Suu Kyi sia stata finalmente liberata può essere l'inizio di un lungo percorso che renda la Birmania libera e democratica. Solo il tempo però potrà dire se la liberazione di Aung San Suu Kyi, è più il segno della forza del regime o non della sua debolezza sul piano internazionale o la sua resa democratica della Birmania. Birmania la chiamiamo così come ha fatto Aung San Suu Kyi, Myammar infatti è il nuovo nome deciso dalla giunta militare che guida la dittatura, giunta che ha deciso tra le altre cose di trasferirsi e trasferire gli organi del governo in un nuova città fondata e costruita nella giungla, mostrando cosi la sua distanza dal popolo. In questa dittatura molte sono state le vittime, le minoranze etniche, gli oppositori politici, i monaci buddisti, ma è doveroso ricordare anche la repressione che ha colpito tutti i religiosi e missionari cristiani che erano presenti nel paese e che esplusi dalla Birmania negli anni 70. Per fortuna avevano preparato e formato il clero locale e costruito un sistema educativo e laicale che coraggiosamente ancora oggi educa i bambini e i ragazzi sopratutto delle minoranze ed evangelizza la popolazione. Uno di questi missionari espulsi è padre Mario Meda, che inventò le adozioni d’amore precursori delle più ben note adozioni a distanza e per questo ricevette l’ambrogino d’oro. Noi siamo onaorati di sostenere questa attività tramite l'adozione a distanza di bambini e ragazzi birmani tramite il PIME.
Una donna a capo della CGIL: contano le idee, non il sesso
Lettera pubblicata su Il Giornale il 7/11/2010
Da molte parti viene salutata come una svolta epocale l'elezione alla segreteria della CGIL della Signora Camusso, solamente per il fatto che si tratta di una donna ma il valore della svolta dipende dalle idee e dalle qualità della persona. Vogliamo allora ricordare le parole di Benedetto XVI nell'enciclica Caritas in Veritate, primo fra tutti la consapevolezza che oggi "occorre affermare che la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica" e che "non c'è sviluppo senza difesa della vita", inoltre oggi "Il contesto globale in cui si svolge il lavoro richiede anche che le organizzazioni sindacali nazionali, prevalentemente chiuse nella difesa degli interessi dei propri iscritti, volgano lo sguardo anche verso i non iscritti e, in particolare, verso i lavoratori dei Paesi in via di sviluppo, dove i diritti sociali vengono spesso violati". Non ci sembra che la Signora Camusso incarni queste nuove prospettive, anzi la ricordiamo più volte impegnata in polemiche nella regione Lombardia contro le normative regionali a difesa della vita.
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Due casi di questi giorni ci devono interrogare seriamente su quale società vogliamo costruire e su quali diritti vogliamo tutelare. I due fatti diversi tra di loro mostrano come i diritti del bambino e il fontale diritto alla vita sia sempre più un arbitrio in mano al relativismo etico.
Un risarcimento di un milione e 600 mila euro è stato riconosciuto ad una coppia di coniugi per un errore diagnostico che non li ha avvertiti della malattia del figlio e quindi non ha loro consentito di procedere con l'aborto. Come ha scritto il Foglio siamo ormai all'ideologia della "nascita sbagliata". Forse non tutti si rendono conto che questa sentenza ammette e permette che una vita malata può essere selezionata e impedita. Pur comprendendo le fatiche e i sacrifici cui sono sottoposte le famiglie che devono affrontare una seria malattia del loro figlio , non possiamo arrenderci a questa idea di uomo che ricorda troppo da vicino la rupe tarpea. Noi non ci rassegniamo e diciamo tutte le vite umane hanno uguale valore e tutte arricchiscono l'umanità, tutte sono segno di amore.
Che dire poi della notizia che appare sui giornali dove si racconta di un disabile (ironia della sorte proprio quella persona che forse oggi è ritenuta inutile e quindi sarebbe selezionata alla nascita) che vuole offrire il suo sperma per permettere a coppie di lesbiche di avere un figlio: un bambino ha diritto ad avere una mamma ed un papà, anche su questo non si può prescindere. L'idea, o meglio l'ideologia, che solo i sani debbano nascere o continuare a vivere (vedi anche l'eutanasia) è completamente disumana essendo l'uomo per sua natura sottoposto alla malattia e al dolore, ma forse è proprio questo il problema: si vuole disumanizzare l'uomo. Anche i recenti casi sulla fecondazione eterologa e con Fivet o attraverso un ragazzo disabile che si offre ad una coppia di lesbiche per avere un figlio (se si riflette l'eterologa anche in provetta è simile a questa "naturale" come scrivono i giornali) che per natura non possono avere in quanto dello stesso sesso, rappresenta l'estremizzazione di desideri che non rispettano o accettano la natura dell'uomo.
Le comunità cristiane in situazioni di grave persecuzione sono un segno indispensabile di speranza. Speranza offerta anche a quei paesi dove soffrono, speranza che nasce dalla rinuncia alla vendetta, dalla misericordia e dal perdono e dalla preghiera per i propri persecutori. Per la situazione dei cristiani in Asia valgono sicuramente le parole recentemente pronunciate da Papa Benedetto XVI all’apertura del sinodo della Chiesa del Medio Oriente.
Uno studio universitario, che ha coinvolto 3 diverse università italiane ed è stato pubblicato sulla rivista «PLos One», ha dimostrato che nei gemelli si evidenziano già prima della nascita delle volontà di relazione, nel grembo materno infatti si muovono uno verso l’altro e in modo diverso rispetto ai movimenti che compiono per interagire con la madre. Già qualche anno fa il Daily news aveva pubblicato le incredibili foto di un’ecografia 3D nella quale due gemelli si davano un bacio evidenziando così gesti di affettività e sentimenti presenti quindi fin dalla fase prenatale. Gli studi appena pubblicati dimostrano come il forte legame tra i gemelli nasce e dipende dalle loro relazioni già nel grembo materno, e che ognuno di noi ha inscritto dentro di sé il desiderio di amore e la ricerca dell’altro, della relazione; confermando così che l’uomo la ricerca fin da subito: prima con la madre e poi col fratello se si trova a dividere con lui lo spazio fin dall’inizio come nel caso dei gemelli. Interessante sapere, come scrive Bellieni su Avvenire (20 ottobre 2010), che riguardo al feto “la ricerca scientifica ci mostra come si muove, come risponde agli stimoli, anche a quelli dolorosi, perché dalla metà della gestazione il feto è in grado di sentire il dolore. Le ricerche in questo campo sono pubblicate sulle maggiori riviste di medicina. Ad esempio Julie Mennella, dal Texas ha studiato come si formano i gusti alimentari nel feto, l’irlandese Hepper come impara le voci prima di nascere. Hans Veldman e Catherine Dolto hanno studiato come entra in contatto con mamma e papà prima di nascere e come questi possano comunicare con lui/lei attraverso una metodica detta ‘aptonomia’, basata sulle carezze attraverso la parete del pancione”. Le nuove tecnologie nell’ecografia ci mostrano che il bambino ride, piange.
Tutto ciò ci spinge ad alcune considerazioni: nessuno può, se non ideologicamente, negare i sentimenti che già caratterizzano la nostra vita e quindi la vita umana fin dal grembo materno. Riflettendo sull’aborto dobbiamo soffermarci sul fatto che oltre al fatto gravissimo di interrompere una vita, sono interrotti i legami che ha già incominciato a costruire. L’aspetto relazionale ci ricorda che la decisione sulla vita interpella ancora di più le nostre coscienze, ci coinvolge tutti.
La ricerca della relazione nel grembo materno ci ricorda anche l’innata e insopprimibile ricerca della relazione con l’Altro, con Dio, che se accolta permette di accogliere gli altri. L’uomo non nasce solo e privo di legami ma li ricerca per tutta la vita.
Vogliamo esprimere la nostra gioia nell'apprendere la notizia dell'assegnazione del premio Nobel per la Pace al dissidente cinese Liu Xiaobo.
Una decisione coragggiosa visti i molteplici interessi economici e politici che coinvolgono i rapporti con la Cina.
Questo premio è un segno di speranza e di richiamo perchè anche in Cina e in altri paesi possono essere riconosciuti i dirirtti fondamentali della persona primi tra tutti la libertà, la giustizia, la libertà di religione e il diritto alla vita.
Anche se scontato deve fare riflettere il tentatico delle autorità cinesi di censurare la notizia in Cina.
L’estate 2010 è stata contrassegnata da un'ampia discussione sulle cellule staminali embrionali, soprattutto in conseguenza di due fatti accaduti entrambi negli USA. La FDA ha deciso di dare via libera agli esperimenti sull’uomo di cellule staminali embrionali. In direzione opposta invece la decisione di martedì 24 agosto 2010 di una corte distrettuale americana, di dire no ai finanziamenti pubblici per gli studi sulle cellule staminali embrionali, decisione confermata il 9 settembre da un giudice federale statunitense che ha respinto il ricorso presentato dell’amministrazione Obama, ma poi smentita dalla Corte d’appello federale di Washington il 10 settembre. La vicenda giudiziaria appare quindi complicata ma ha inizio col ricorso presentato da un ricercatore contrario a quanto il presidente degli Stati Uniti Barack Obama aveva invece concesso. Cioè il finanziamento con i soldi dei cittadini alle ricerche sulle cellule staminali embrionali. Ricordiamo che il precedente Presidente G. W. Bush aveva vietato l'uso di fondi federali per distruggere gli embrioni umani.
Ma cos’è una cellula staminale? .... leggi l'articolo pubblicato su Cultura Cattolica Biotecnologie e staminali tra illusioni e realtà
il nostro articolo sulla dnatalità articolo pubblicato su Cultura Cattolica
Quest’estate sulla famiglia e più in generale sulla denatalità in Italia, su giornali italiani e stranieri, sono stati pubblicati molti articoli, statistiche, interviste.
Famiglia e Denatalità un problema culturale
Quest’estate sulla famiglia e più in generale sulla denatalità in Italia ci sono stati vari dati, articoli, interviste su giornali italiani e stranieri. L’Italia spende per la famiglia l’1,4% (cioè sui 22-23 miliardi di euro) del Prodotto interno lordo,lontana dal 2,1% di media nella Ue a 15 e il 2% della complessiva Unione a 27, la Germania l’Austria (2,8%) la Francia (2,5%) i paesi scandinavi oltre il 3%. In generale per le spese per la famiglia e la maternità l’Italia spende il 4,7% a fronte dell’8% di media dell’UE. L’Italia rimane quindi uno dei paesi col più basso tasso di natalità del mondo e nello stesso tempo uno di quelli che spende meno per maternità e famiglia. Quindi si fa spesso l’equazione pochi soldi per le famiglie uguale scarsa natalità. Varie personalità hanno commentato la situazione italiana in particolare ci è piaciuto Gotti Tedeschi neopresidente dello IOR che ha avuto il coraggio di dire che invece la denatalità è legata soprattutto ad un aspetto culturale.
L’idea che da molti decenni plasma la cultura occidentale, appoggiata da giornali e da gruppi economici e scientifici, è quella che meno si è più si è ricchi.
Per Gotti Tedeschi , e noi condividiamo, invece questa idea e cultura si è dimostrata perdente sotto tutti i punti di vista: economico, sociale, finanziario. La bassa natalità aumenta la proporzione della popolazione che invecchia e quindi le spese sociali, alimenta la crisi abbassando risparmi e consumi, facendo aumentare le tasse che non aumento la popolazione non possono diminuire e causando secondo gotti Tedeschi i presupposti per la crisi economica. Inoltre una società vecchia ha meno propensione al rischio, è meno orientata al futuro, a produrre, a cambiare la società, a spendere ed investire. Ma nonostante questo per anni c’è chi ha predicato la denatalità addirittura la decrescita e adesso che c’è veramente tutti capiscono che non è meglio, e che invece la società deve puntare allo sviluppo demografico ed economico che per secoli sono stati alla base dello sviluppo occidentale, e si può vedere sono ora alla base di quello Asiatico o dei paesi emergenti, o rivedere la storia economica dell’Europa che è cresciuta quando è aumentata la popolazione e la qualità della vita creando un circolo virtuoso.
Bisogna tornare ad avere il coraggio di puntare al futuro, di rischiare sia dal punto di vista economico che culturale che demografico puntando all’aumento della natalità.
Chi pensa che per poter fare figli è necessario uno standard economico di garanzia, pur essendo il fattore economico importante, in verità antepone un discorso un po’ egoistico di pensare che i figli diminuiscono il tenore di vita, esemplare quanto apparso recentemente sull’inserto IO Donna del più importante e diffuso giornale italiano, dove vengono riportate diverse testimonianze che suggeriscono un elogio alla vita senza bambini, cosa non certo nuova come sottolinea lo stesso inserto che cita libri e film che hanno avuto ampio successo e diffusione. C’è addirittura chi sostiene che non procreare non è solo un diritto, non solo ci si risparmiano problemi e spese, ma è una scelta “verde”. Preoccupanti i dati riportati che evidenziano una tendenza culturale presente nel mondo occidentale, secondo una ricerca citata dalla Hymas, nel 2002 il 59 per cento degli adulti americani negavano che una vita senza figli sia vuota (nell’88, erano il 39 per cento), e solo il 41 per cento, nel 2007, pensava che i figli fossero centrali nel matrimonio (erano 65 su cento nel ’90). Sempre i bambini e i giovani sono stati il futuro delle nazioni e delle civiltà, allora per evitare che la previsione un pò catastrofista del Washington Post, che ha intitolato un articolo Italy R.I.P prevedendo che nel giro di qualche decennio gli italiani saranno solo 10 milioni, si avveri serve un cambio di politica veramente a favore della famiglia ma soprattutto un cambio culturale.
Piccolo appello per far risorgere il Movimento
pubblicato su Il Foglio del 21 settembre 2010
In merito all'articolo comparso su Il Foglio di 16 settembre di Agnoli, condividiamo la preoccupazione per l'immobilismo presente nel movimento per la vita, per i personalismi che hanno portato a divisioni anche tra i vari movimenti locali. Manca una seria azione che porti a fare rete tra i vari movimenti pro-life. Condividiamo dal punto di vista contenutistico l'operato di Carlo Casini che ha saputo guidare il movimento nelle scelte decisive a favore della vita anche di fronte alle nuove problematiche emergenti sapendo scegliere strategie vincenti (vedi legge40/2004, fine vita). Casini ha guidato il movimento quando la battaglia per la vita era minoritaria.
Adesso però è necessario un ricambio generazionale che rivitalizzi il movimento con uno slancio nuovo. Che proponga una nuova generazione libera dagli scontri anche aspri che hanno segnato il movimento. Il movimento per la vita ambrosiano ha già operato questa scelta, il presidente e tre membri del direttivo hanno meno di 40 anni e la continuità generazionale è garantita dalla presenza degli ex presidenti. La nostra posizione ci spinge a richiedere un Congreso Straordinario dove ci sia un solo punto all'ordine del giorno: ricambio del gruppo dirigente con riconoscimento di correttezza contenutistica e perciò culturale compiuti in tanti anni di gestione produttiva, ma che segni una svolta generazionale.
Luca Tanduo vice-presidente del movimento per la vita ambrosiano
Andrea Verga direttivo (ex presidente)
Chiara Corrado direttivo
Paolo Sorbi direttivo (ex presidente)
Paolo Tanduo direttivo - responsabile dei giovani
La rottura tra Fini e Berlusconi
In questi giorni si è consumata la rottura tra Fini e Berlusconi, alcune brevi considerazioni, perchè aprire la crisi dopo le regionali che con un vittoria indiscutibile invece avevano aperto ad un periodo di tranquillità e ad una possibile fase modernizzatrice del paese? Perchè attaccare il governo sulla lotta alla mafia come fatto da Granata, non sconfessato d Fini, dopo i numerossisimi successi del governo che ha raggiunto risultati come nessuno altro prima? Perchè attaccare Verdini senza aspettare l'esito delle indagini dando sfogo ad un mai sopito giustizialismo di destra? Ma la politica deve avere una sua autonomia rispetto alla magistratura? Si proprio questo alla fine è stato ciò che ha reso impossibile la ricomposizione della rottura, un ritorno al giustizialismo mascherato da questione morale (che pure esiste ed è chiaro che è comunque ineludibile) ma che è stata usata solo a per politici per conquistare posizioni (in realtà il vero problema è quale spazio Fini voleva) e che ha affossato anche la legge sulle intercettazioni. Questo per Berlusconi è risultato inacettabile. Rammarica il fatto che per commentare la rottura si assegni l'etichetta di uomini liberi a quelli che seguono Fini, come se gli altri non lo fossero. D'altronde Fini ha usato nella conferenza stampa frasi molto simili a quelle usate dal centro-sinistra. Certo Fini fuori dal Pdl avrà ancora mani più libere per ostacolare l'agenda del governo e forse in questo è stato sottovalutato il peso del nuovo gruppo che si sta formando sopratutto se sarà determinante ai fini della maggioranza alla Camera. Non è da escludere però che Berlusconi cercherà nuovi appoggi come potrebbe essere quello di Casini e il segnale potrebbe essere la vicepresidenza del CSM all'UDC, inoltre agli ambienti cattolici forse non dispiacerebbe un ritorno dell’UDC nella maggioranza anche se i rapporti tra Lega e UDC sono conflittuali. Ma certamente Fini deve essere molto cauto perchè una rottura che portasse alle elezioni sarebbe per lui la fine politica, nessuno spazio rilevante esiste fuori dall'alleanza Pdl-Lega e Fini non può nemmeno contare sul sotegno della Chiesa come invece ha potuto fare Casini. Insomma forse Berlusconi ha agito di impulso (a dopo mesi e mesi di provocazioni si può davvero dire così?) , forse è prevalsa un antipatia personale reciproca ma alla fine in uno scontro frontale chi può perdere è solo Fini anche perchè come si è nuovamente dimostrato in questi giorni il Pd e l'opposizione non fanno più nemmeno notizia se non per il fatto che si sono ridotti a tifare Fini per far cadere Berlusconi. Certo Berlusconi rischia di far cadere il Governo e quasi sicuramente la legislatura ora non arriverà alla fine comunque vada, ma bisogna dargli atto di chiarezza e coraggio, forse basato anche sul fatto di sapere di non avere un rivale nel caso di elezioni anticipate.
Questa estate sarà certamente ricordata anche per il caso FIAT, prima il contratto di Pomigliano e il contrasto con la FIOM adesso l'annuncio che il nuovo modello Lo sarà prodotto in Serbia. Una cosa subito va detta con chiarezza alla base di queste scelte ci sono problemi di produttività (se è vero che nello stabilimento in Polonia è più alta che a Pomigliano) e anche di costi della manodopera (in Serbia appunto) ma non solo, il fallimento della trattativa per l'OPEL l'anno scorso sicuramente ha ridotto le potenzialità sul mercato europeo lasciando che i costi fissi con l'attuale livello di market share siano insostenibili.
Il caso FIAT mette in luce secondo noi due aspetti che dovrebbero tutti interrogarci:
Il ruolo dei sindacati come la FIOM che non comprendono l'attuale situazione economica e non difendo i veri diritti ma i soliti furbetti, vedi per esempio il sindacalista che va alla manifestazione di Pomigliano usando un permesso retribuito per motivi famigliari, o la richiesta di sospensione della paga nei primi 3 giorni di malattia da parte della FIAT che nasconde in realtà un tasso di assenteismo elevato e non giustificato che si cerca di riportare a livelli normali. Oppure pensiamo allo sciopero per vedere la partita dei mondiali di Termini Imerese. Certo il piano FIAT prevedeva qualche sacrificio, ma in Germania per mantenere l'occupazione o hanno aumentato gli orari di lavoro senza incrementare i salari già alti, o hanno ridotto i salari. In Italia invece i sindacati pensano ancora che la FIAT sarà sempre obbligata a produrre in Italia, e forse lo era finché pagava i costi lo Stato che per fortuna ha interrotto questi finanziamenti, e quindi sembrano non accorgersi che il rischio e' la perdita del posto di lavoro. Ma perché il sindacato non si impegna per aumentare la produttività? Certo i diritti fondamentali vanno difesi e forse da parte di FIAT c'è un tono un po’ arrogante che sfrutta l'attuale situazione economica, ma ci sono anche reali problemi di produttività e questo non riguarda solo la FIAT ma l'industria italiana.
Un secondo punto riguarda l'indotto che sarà fortemente penalizzato da queste decisioni di FIAT, ma qui il vero problema è che non si è mai consentito di istallare in ITALIA impianti industriali di marche straniere che aprissero alla concorrenza anche il settore dell'indotto e la FIAT stessa. Ricordiamoci su tutto il caso ALFA ROMEO e la decisione del presidente dell'IRI di allora Romano Prodi di svenderla alla FIAT invece di venderla alla FORD. Insomma n Italia in alcuni settori si è impedito una giusta concorrenza ed allora come ora tutto risulta condizionato dalle decisioni industriali di pochi, in questo caso Marchionne, che evidentemente ha già deciso di trasformare la FIAT in un industria nord americana (mondo da cui viene e a cui è legato) e non più italiana. Certo è che, siano italiani, polacchi o serbi, a beneficiare del posto di lavoro sono sempre persone e famiglie che ne avranno un beneficio quindi è un po’ anacronistico pensare che debbano lavorare solo gli italiani, ma è anche vero che in Italia non ci sono investimenti stranieri e se anche le industrie italiane lasciano forse diventeremo quello che molti auspicano, ma noi no, la Florida d'Europa un paese buono solo per il turismo, a patto che organizziamo almeno quello.
MONDIALI prendiamo esempio
Sono finiti i mondiali
ha vinto la Spagna e seconda e' arrivata l'Olanda....ma i festeggiamenti sono stati gli stessi, grandi festeggiamenti per la nazionale anche in uruguay ed in ghana, ecco gli olandesi e questi paesi ci insegnano che non si festeggiano solo i vincitori ma anche chi si impegna fino alla fine. Una lezione anche per noi italiani che di impegno in questo mondiale ne abbiamo messo ben poco, e anche una lezione di sport per un paese come il nostro in cui sin dalla fanciullezza e' importante solo chi arriva primo, un paese in cui non si accetta di perdere . Come sottolineato da un bell'articolo di Samek Lodovici su Avvenire, Ratzinger quando era Cardinale ha ricordato come nel calcio avviene una felice sintesi tra la libertà e le regole . Ratzinger sosteneva come il gioco "Costringe l’uomo a imporsi una disciplina in modo da ottenere con l’allenamento, la padronanza di sé; con la padronanza, la superiorità e con la superiorità, la libertà. Inoltre gli insegna soprattutto un disciplinato affiatamento: in quanto gioco di squadra costringe all’inserimento del singolo nella squadra. Unisce i giocatori con un obiettivo comune; il successo e l’insuccesso di ogni singolo stanno nel successo e nell’insuccesso del tutto": allora forse l'esasperazione dell'individualismo potrebbe spiegare la nostra incapacità a godere del gioco e a raggiungere risultati positivi.
Famiglia e coppie di fatto. Non può esserci equiparazione automatica
Negli scorsi giorni la Corte europea di Strasburgo ha respinto un ricorso di una coppia gay contro l’Austria che gli ha negato le nozze. Nella motivazione della sentenza si fa riferimento all’articolo 9 della Carta dei Diritti fondamentali della Ue: «Il diritto di sposarsi e il diritto di costituire una famiglia sono garantiti secondo le leggi nazionali che ne disciplinano l’esercizio». Ricordiamo che anche la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO afferma nell'art 16 "Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia" e riconosce come "La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato". La sentenza quindi riafferma principi già riconosciuti. L'importanza della sentenza sta nell'aver respinto il tentativo dei gay di attivare il piano scivoloso per cui, ottenute “le parter¬ship registrate” si passa a chiedere che i diritti inclusi siano gli stessi di quelli del matrimonio, mirando ad acquisire anche quelli di paternità ed adozione. Questo ricorda anche all’opinione pubblica che l’Italia non è l’unico paese dove non si riconoscono i matrimoni di coppie omosessuali, e il fatto che questa notizia sia apparsa sommessamente dimostra come la stampa evidenzia notizie su questi temi solo in maniera unidirezionale, immaginiamo l’enfasi che avrebbe avuto se fosse stata in direzione opposta. E' importante anche che la corte abbia interpretato i diritti dell'uomo nel senso in cui sono stati scritti senza per una volta dargli un significato differente. Ricordiamo che recentemente la Consulta ha rigettato ricorsi analoghi(14 Aprile 2010) anche in Italia.
Ci domandiamo però se questo richiamo alle leggi nazionali non possa essere un po’ pericoloso nel momento in cui diversi Stati hanno approvato legislazioni che equiparano le unioni gay a quelle matrimoniali consentendo addirittura l'adozione da parte di queste coppie.
Non ci si può quindi solo affidare a maggioranze e legislazioni che potrebbero essere modificate, di fronte ad una sentente comunque positiva che ferma una deriva etica sul piano delle relazioni personali e della legislazione in tema di famiglia è però necessario riaffermare come detto Benedetto XVI che "tutti gli uomini, credenti e non credenti, sono chiamati a riconoscere le esigenze della natura umana espresse nella legge naturale e ad ispirarsi ad essa nella formulazione delle leggi positive, quelle cioè emanate dalle autorità civili e politiche per regolare la convivenza umana. Il Venerabile Giovanni Paolo II scriveva nella sua Enciclica Evangelium vitae parole che rimangono di grande attualità: "Urge dunque, per l'avvenire della società e lo sviluppo di una sana democrazia, riscoprire l'esistenza di valori umani e morali essenziali e nativi, che scaturiscono dalla verità stessa dell'essere umano, ed esprimono e tutelano la dignità della persona: valori, pertanto, che nessun individuo, nessuna maggioranza e nessuno Stato potranno mai creare, modificare o distruggere, ma dovranno solo riconoscere, rispettare e promuovere" (n. 71).
PUBBLICITÀ OSCENA - OFFESA AL SENSO DEL PUDORE
La nostra lettera pubblicata su Abvvenire il 23 giugno 2010
Caro direttore, vorremmo esprimere anche noi, il nostro disappunto per la pub­blicità di prodotti di alimenti per ca­ni e gatti che invade le nostre città (non solo Milano). Questa pubblicità offende la dignità umana oltre che il senso comune del pudore e troviamo as­surdo che i bambini e i ragazzi ne sia­no stati esposti. Contiene inoltre mes­saggi subliminali, evoca la parola a­more a fianco di immagini di uomini e donne nudi tutti insieme e tende ad equiparare gli uomini agli animali. Ma l’uomo non è come tutti gli altri ani­mali. Purtroppo le coscienze oggi so­no sempre più assuefatte a ogni cosa. Ci sembra che il vero pericolo non sia la mancanza di libertà di espressione (già immaginiamo che si faccia ap­pello ad essa), ma piuttosto l’equivo­co illuminista di una libertà che di­venta fine a sé stessa.
La morte di Mons Padovese
Ucciso Mons Padovese
Esprimiamo profondo cordoglio per la scomparsa di Mons. Luigi Padovese e vicinanza alla comunità cattolica turca.
Mons Padovese era stato ospite del Centro Culturala San Benedetto Venerdì 3 aprile 2009 all'incontro “La legge e la libertà” scarica il testo del suo intervento. Diceva Mons Padovese "San Paolo ci ricorda che possiamo essere liberi da e liberi di, se anzitutto siamo liberi in Cristo".
Il suo impegno per la Chiesa di Tarso - Il cordolio del Papa
La Lombardia una caso esemplare
Vogliamo esprimere il nostro ringraziamento al presidente Formigoni e alla sua giunta per aver varato un provvedimento di sostegno alla maternità che si impegna a dare un aiuto economico alle mamme che rinunciano all’aborto. Tutti coloro i quali continuano a sostenere che l’aborto è un necessario per garantire la libertà della donna dovrebbero seriamente interrogarsi sul fatto che molte donne abortiscono solo per motivi economici, sono pari al 45% dei casi che arrivano ai CAV. Se consideriamo poi che le donne di cittadinanza straniera assistite dai CAV sono passate dal 16% sul totale delle donne assistite del 1990 al 49% del 1996 all’82% dello scorso anno, il diritto all’accoglienza inizia dalla difesa della vita di questi bambini. Importantissima è la decisione di avvalersi della collaborazione dei CAV che nel silenzio generale o quasi hanno operato per 30anni per una vera prevenzione delle cause che spingono le donne all’aborto e hanno fatto nascere più di 120.000 bambini e che finalmente vedono riconosciuto il loro ruolo. Il finanziamento infatti avverrà grazie al ruolo dei CAV i quali faranno un progetto per la neo-mamma che per accedere al fondo dovrà accettarlo. Pretestuose le polemiche di chi come al solito si ferma all’ideologia senza guardare ai fatti. I consultori pubblici purtroppo spesso forniscono solo il certificato per abortire, una dato dovrebbe far riflettere: Le Gestanti che si sono presentate ad un CAV con il certificato per abortire sono state nel 2009 solo il 7% del totale delle mamme aiutate. la percentuale di Gestanti inviate ad un CAV da un Consultorio Pubblico solo il 5%.
La Lombardia e i suoi cittadini sono da sempre impegnati nell’accoglienza delle mamme e della vita se si pensa che i dati dei CAV della Lombardia sono: nel 2009 il CAV Milano Mangiagalli ha assistito ben 2810 donne e fatto nascere 1125 bambini, il Centro di Aiuto alla Vita Ambrosiano ha assistito 263 gestanti e supportato in ugual maniera altri 189 nuclei familiari, in gran parte di stranieri, il CAV di Bergamo ne ha fatti nascere 324, Cremona 221, Mantova 238, Como 112, Cernusco sul Naviglio 115, CASSANO assano D’Adda 51, Brescia 94, Busto Arsizio 67, Legnano 64, Lodi 57, San Donato Milanese 171. La Lombardia è la Regione italiana nella quale nel 2009 vi è stato, con riferimento alla popolazione residente, sia il maggior numero di Bambini nati grazie ai Centri di Aiuto alla Vita (44 ogni 100.000 abitanti) che di Gestanti assistite (66 ogni 100.000 abitanti); la Lombardia ha 58 CAV, in Italia ce ne sono 331.Ma questo non basta perché in Lombardia ci sono stati nel 2008 20.368 aborti (in Italia nel 2008 sono state effettuate 121˙406 interruzioni di gravidanza RELAZIONE DEL MINISTRO DELLA SALUTE SULLA ATTUAZIONE DELLA LEGGE 194).
L’aborto pubblicizzarlo o prevenirlo?
La politica influenza le scelte sulla vita e in questo articolo ne mostreremo alcuni esempi in direzioni opposte. Mentre in Lombardia si finanziano progetti per prevenire le cause economiche che portano all’aborto e facilitare la scelta delle ragazze e delle donne di accogliere la vita e non abortire, e per questo ringraziamo il presidente Formigoni e la regione Lombardia per questa scelta coraggiosa, in altre in altre regioni d’Europa come in Inghilterra e Galles si permette invece di pubblicizzare un messaggio pubblicitario promosso dall'organizzazione femminista Marie Stopes International che dice: “Una voce fuori campo pone la domanda: “Hai un ritardo?”, riferendosi al ritardo nel ciclo mestruale.Il messaggio pubblicitario non menziona la parola “aborto”, ma mostra un'adolescente a una fermata dell'autobus, una madre con due bambini che camminano e una ragazza in un bar che guarda in strada.“Se hai un ritardo, potresti essere incinta. Se sei incinta e non sai cosa fare, Marie Stopes International può aiutarti”, suggerisce la pubblicità, peccato che questa associazione non aiuta le neomamme a risolvere i loro problemi e non le aiuta ad accogliere la nuova vita ma è un agenzia che promuove l’aborto(25 maggio 2010 ZENIT.org)”. Siamo arrivati al peggio alla pubblicità dell’aborto ma “L'aborto non è un servizio al consumatore”, come hanno affermato in un comunicato stampa i Vescovi di Inghilterra e Galles dopo la diffusione nel Paese del primo messaggio pubblicitario sull'aborto. La politica può scegliere quali associazioni promuovere e in che direzione andare questi due esempi sono chiari, in Lombardia le istituzioni favoriscono e finanziano le attività per prevenire l’aborto, in Inghilterra le istituzioni favoriscono la pubblicità di associazioni che promuovono l’aborto spacciandolo per un aiuto alle donne, peccato che oltre la morte del bambino l’aborto crea tantissime conseguenze psicologiche e fisiche negative sulla donna ma questo non viene mai detto neanche in Italia da quelli che si ostinano a vedere nell’aborto una “soluzione” senza pensare alla vera salute delle donne e dei nascituri. Infatti la sindrome post aborto crea problemi di depressione e anche di suicidio in percentuale maggiore nelle donne che hanno abortito, problemi relazionali all’interno della coppia e delle famiglie nelle quali è avvenuto l’aborto, problemi anche sessuali e di disturbo del sonno nelle donne che hanno abortito, naturalmente in Italia questo è un tema tabù che invece andrebbe maggiormente studiato ed affrontato per aiutare le donne a scegliere la vita e anche la loro salute.
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e contrario
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