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Timestamp: 2019-01-19 08:23:20+00:00

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Corte Costituzionale, sentenza n. 218 del 18 luglio 2014. Dichiarata inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 83 del codice di procedura penale e del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300), sollevata, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale ordinario di Firenze - Renato D'Isa
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Corte Costituzionale, sentenza n. 218 del 18 luglio 2014. Dichiarata inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 83 del codice di procedura penale e del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300), sollevata, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale ordinario di Firenze
Sentenza 218/2014
Presidente CASSESE – Redattore LATTANZI
Udienza Pubblica del 08/07/2014 Decisione del 09/07/2014
Norme impugnate: Art. 83 del codice di procedura penale; decreto legislativo 08/06/2001, n. 231.
Atti decisi: ord. 61/2013
Visti gli atti di costituzione di G.F. e della Rete Ferroviaria Italiana spa, nonchè l’atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;
uditi l’avvocato Bruno Assumma per la Rete Ferroviaria Italiana spa e l’avvocato dello Stato Maurizio Greco per il Presidente del Consiglio dei ministri.
Il giudice rimettente premette che sta trattando un procedimento penale a carico di diverse persone imputate del reato di cui agli artt. 41 e 589, secondo e quarto comma, del codice penale, in relazione all’art. 590, terzo comma, cod. pen., e che al procedimento partecipano, quali enti responsabili per tale reato, a norma del d.lgs. n. 231 del 2001, le società Elettrifer srl e Rete Ferroviaria Italiana spa.
Nell’udienza successiva, le persone offese avevano chiesto la citazione, come responsabili civili, ai sensi dell’art. 83 cod. proc. pen., delle società Elettrifer srl e Rete Ferroviaria Italiana spa, ma il giudice rimettente ha ritenuto di non poter accogliere la richiesta, perché l’art. 35 del d.lgs. n. 231 del 2001 stabilisce che nei confronti delle società e degli enti si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni relative all’imputato e l’art. 83 cod. proc. pen. prevede, come si legge nell’ordinanza, «che l’imputato non può essere chiamato a rispondere in via civile nel processo penale per il fatto dei coimputati, qualora prima non sia stato prosciolto o non sia stata pronunziata nei suoi confronti sentenza di non luogo a procedere».
Secondo il giudice rimettente, le società Elettrifer srl e Rete Ferroviaria Italiana spa sono «“imputate” assieme a “coimputati” propri dipendenti» e quindi non possono essere citate come responsabili civili.
4.– Si è costituita, con memoria depositata il 23 aprile 2013, anche Rete Ferroviaria Italiana spa, in persona del legale rappresentante pro tempore, e ha concluso chiedendo a questa Corte di dichiarare non fondata la questione di legittimità costituzionale sollevata dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale ordinario di Firenze.
Con memoria depositata in data 16 giugno 2014, Rete Ferroviaria Italiana spa – richiamata la giurisprudenza di merito e di legittimità sull’ammissibilità della costituzione di parte civile nel processo a carico dell’ente responsabile ai sensi del d.lgs. n. 231 del 2001 – ha rilevato come la soluzione negativa non possa «considerarsi lesiva del principio costituzionale di cui all’art. 3 Cost., nella sua accezione di parametro valutativo della ragionevolezza intrinseca della norma impugnata, né del diritto di difesa tutelato dall’art. 24 Cost.».
Come riferisce il giudice rimettente, nell’udienza preliminare di un processo penale nei confronti di diverse persone imputate del reato di cui agli artt. 41 e 589, secondo e quarto comma, del codice penale, in relazione all’art. 590, terzo comma, cod. pen., e nei confronti delle società Elettrifer srl e Rete Ferroviaria Italiana spa, quali enti responsabili per tale reato, a norma del d.lgs. n. 231 del 2001, le persone offese hanno chiesto la citazione di tali società come responsabili civili, ai sensi dell’art. 83 cod. proc. pen. Il giudice rimettente ha però ritenuto che la richiesta non potesse essere accolta, perché l’art. 35 del d.lgs. n. 231 del 2001 prevede che nei confronti delle società e degli enti si applichino, in quanto compatibili, le disposizioni relative all’imputato e l’art. 83, comma 1, cod. proc. pen. stabilisce, come si legge nell’ordinanza, che «l’imputato non può essere chiamato a rispondere in via civile nel processo penale per il fatto dei coimputati, qualora prima non sia stato prosciolto o non sia stata pronunziata nei suoi confronti sentenza di non luogo a procedere». Perciò, a suo avviso, le società Elettrifer srl e Rete Ferroviaria Italiana spa, essendo «“imputate” assieme a “coimputati” propri dipendenti», non potrebbero essere citate come responsabili civili.
dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 83 del codice di procedura penale e del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231 (Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell’articolo 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300), sollevata, in riferimento all’art. 3 della Costituzione, dal Giudice dell’udienza preliminare del Tribunale ordinario di Firenze, con l’ordinanza indicata in epigrafe.

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Sentenza 
 Art. 83
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