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Timestamp: 2016-07-24 00:59:27+00:00

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Dlgs 195/2005 - Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del pubblico...
"Attuazione della direttiva 2003/4/CE sull'accesso del
pubblico all'informazione ambientale"
Vista la direttiva 2003/4/ CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio
2003, concernente l'accesso del pubblico all'informazione ambientale, che abroga la
direttiva 90/313/CEE del Consiglio;
Vista la legge 31 ottobre 2003, n. 306, recante disposizioni per l'adempimento degli
obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunit� europee (Legge comunitaria
Visto il decreto legislativo del 24 febbraio 1997, n. 39, recante attuazione della
direttiva 90/313/CEE, concernente la libert� di accesso alle informazioni in materia di
Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, recante norme in
materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, e successive
modificazioni, recante regolamento per la disciplina delle modalit� di esercizio e dei
casi di esclusione del diritto di accesso ai documenti amministrativi, in attuazione
dell'articolo 24, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241;
Vista la legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni, recante istituzione
del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante codice in materia di
del 20 maggio 2005;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reso nella seduta del 16 giugno 2005;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 29
luglio 2005;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro dell'ambiente e
della tutela del territorio, di concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, dell'economia e delle finanze, per la funzione pubblica e per gli affari
regionali; E m a n a il seguente decreto legislativo:
Art. 1. Finalit� 1. Il presente decreto, nello stabilire i principi generali in materia di informazione
ambientale, e' volto a:
a) garantire il diritto d'accesso all'informazione ambientale detenuta dalle
autorit� pubbliche e stabilire i termini, le condizioni fondamentali e le modalit� per
il suo esercizio;
b) garantire, ai fini della pi� ampia trasparenza, che l'informazione
ambientale sia sistematicamente e progressivamente messa a disposizione del pubblico e
diffusa, anche attraverso i mezzi di telecomunicazione e gli strumenti informatici, in
forme o formati facilmente consultabili, promuovendo a tale fine, in particolare, l'uso
delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Art. 2. Definizioni 1. Ai fini del presente decreto s'intende per:
a) �informazione ambientale�: qualsiasi informazione disponibile in forma
scritta, visiva, sonora, elettronica od in qualunque altra forma materiale concernente:
1) lo stato degli elementi dell'ambiente, quali l'aria, l'atmosfera, l'acqua, il suolo,
il territorio, i siti naturali, compresi gli igrotopi, le zone costiere e marine, la
diversit� biologica ed i suoi elementi costitutivi, compresi gli organismi geneticamente
modificati, e, inoltre, le interazioni tra questi elementi;
2) fattori quali le sostanze, l'energia, il rumore, le radiazioni od i rifiuti, anche
quelli radioattivi, le emissioni, gli scarichi ed altri rilasci nell'ambiente, che
incidono o possono incidere sugli elementi dell'ambiente, individuati al numero 1);
3) le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i
piani, i programmi, gli accordi ambientali e ogni altro atto, anche di natura
amministrativa, nonche' le attivit� che incidono o possono incidere sugli elementi e sui
fattori dell'ambiente di cui ai numeri 1) e 2), e le misure o le attivit� finalizzate a
proteggere i suddetti elementi;
5) le analisi costi-benefici ed altre analisi ed ipotesi economiche, usate nell'ambito
delle misure e delle attivit� di cui al numero 3);
6) lo stato della salute e della sicurezza umana, compresa la contaminazione della
catena alimentare, le condizioni della vita umana, il paesaggio, i siti e gli edifici
d'interesse culturale, per quanto influenzabili dallo stato degli elementi dell'ambiente
di cui al punto 1) o, attraverso tali elementi, da qualsiasi fattore di cui ai punti 2) e
b) �autorit� pubblica�: le amministrazioni pubbliche statali, regionali,
locali, le aziende autonome e speciali, gli enti pubblici ed i concessionari di pubblici
servizi, nonche' ogni persona fisica o giuridica che svolga funzioni pubbliche connesse
alle tematiche ambientali o eserciti responsabilit� amministrative sotto il controllo di
un organismo pubblico;
c) �informazione detenuta da un'autorit� pubblica�: l'informazione
ambientale in possesso di una autorit� pubblica in quanto dalla stessa prodotta o
ricevuta o materialmente detenuta da persona fisica o giuridica per suo conto;
d) �richiedente�: la persona fisica o l'ente che chiede l'informazione
e) �pubblico�: una o pi� persone, fisiche o giuridiche, e le associazioni,
le organizzazioni o gruppi di persone fisiche o giuridiche. Art. 3. Accesso all'informazione ambientale su richiesta 1. L'autorit� pubblica rende disponibile, secondo le disposizioni del presente
decreto, l'informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che
questi debba dichiarare il proprio interesse.
2. Fatto salvo quanto stabilito all'articolo 5 e tenuto conto del termine eventualmente
specificato dal richiedente, l'autorit� pubblica mette a disposizione del richiedente
l'informazione ambientale quanto prima possibile e, comunque, entro 30 giorni dalla data
del ricevimento della richiesta ovvero entro 60 giorni dalla stessa data nel caso in cui
l'entit� e la complessit� della richiesta sono tali da non consentire di soddisfarla
entro il predetto termine di 30 giorni. In tale ultimo caso l'autorit� pubblica informa
tempestivamente e, comunque, entro il predetto termine di 30 giorni il richiedente della
proroga e dei motivi che la giustificano.
3. Nel caso in cui la richiesta d'accesso e' formulata in maniera eccessivamente
generica l'autorit� pubblica pu� chiedere al richiedente, al pi� presto e, comunque,
entro 30 giorni dalla data del ricevimento della richiesta stessa, di specificare i dati
da mettere a disposizione, prestandogli, a tale scopo, la propria collaborazione, anche
attraverso la fornitura di informazioni sull'uso dei cataloghi pubblici di cui
all'articolo 4, comma 1, ovvero pu�, se lo ritiene opportuno, respingere la richiesta, ai
sensi dell'articolo 5, comma 1, lettera c).
4. Nel caso in cui l'informazione ambientale e' richiesta in una forma o in un formato
specifico, ivi compresa la riproduzione di documenti, l'autorit� pubblica la mette a
disposizione nei modi richiesti, eccetto nel caso in cui:
a) l'informazione e' gi� disponibile al pubblico in altra forma o formato, a
norma dell'articolo 8, e facilmente accessibile per il richiedente;
b) e' ragionevole per l'autorit� pubblica renderla disponibile in altra forma
5. Nei casi di cui al comma 4, lettere a) e b), l'autorit� pubblica
comunica al richiedente i motivi del rifiuto dell'informazione nella forma o nel formato
richiesti entro il termine di 30 giorni dalla data del ricevimento della richiesta stessa.
6. Nel caso di richiesta d'accesso concernente i fattori di cui all'articolo 2, comma
1, lettera a), numero 2), l'autorit� pubblica indica al richiedente, se da
questi espressamente richiesto, dove possono essere reperite, se disponibili, le
informazioni relative al procedimento di misurazione, ivi compresi i metodi d'analisi, di
prelievo di campioni e di preparazione degli stessi, utilizzato per raccogliere
l'informazione ovvero fa riferimento alla metodologia normalizzata utilizzata.
7. L'autorit� pubblica mantiene l'informazione ambientale detenuta in forme o formati
facilmente riproducibili e, per quanto possibile, consultabili tramite reti di
telecomunicazione informatica o altri mezzi elettronici. Art. 4. Cataloghi e punti d'informazione 1. Al fine di fornire al pubblico tutte le notizie utili al reperimento
dell'informazione ambientale, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, l'autorit� pubblica istituisce e aggiorna almeno annualmente appositi cataloghi
pubblici dell'informazione ambientale contenenti l'elenco delle tipologie
dell'informazione ambientale detenuta ovvero si avvale degli uffici per le relazioni con
il pubblico gi� esistenti.
2. L'autorit� pubblica pu� evidenziare nei cataloghi di cui al comma 1 le
informazioni ambientali detenute che non possono essere diffuse al pubblico ai sensi
dell'articolo 5.
3. L'autorit� pubblica informa in maniera adeguata il pubblico sul diritto di accesso
alle informazioni ambientali disciplinato dal presente decreto. Art. 5. Casi di esclusione del diritto di accesso 1. L'accesso all'informazione ambientale e' negato nel caso in cui:
a) l'informazione richiesta non e' detenuta dall'autorit� pubblica alla quale
e' rivolta la richiesta di accesso. In tale caso l'autorit� pubblica, se conosce quale
autorit� detiene l'informazione, trasmette rapidamente la richiesta a quest'ultima e ne
informa il richiedente ovvero comunica allo stesso quale sia l'autorit� pubblica dalla
quale e' possibile ottenere l'informazione richiesta;
b) la richiesta e' manifestamente irragionevole avuto riguardo alle finalit�
d) la richiesta concerne materiali, documenti o dati incompleti o in corso di
completamento. In tale caso, l'autorit� pubblica informa il richiedente circa l'autorit�
che prepara il materiale e la data approssimativa entro la quale detto materiale sar�
e) la richiesta riguarda comunicazioni interne, tenuto, in ogni caso, conto
dell'interesse pubblico tutelato dal diritto di accesso.
2. L'accesso all'informazione ambientale e' negato quando la divulgazione
dell'informazione reca pregiudizio:
a) alla riservatezza delle deliberazioni interne delle autorit� pubbliche,
secondo quanto stabilito dalle disposizioni vigenti in materia;
b) alle relazioni internazionali, all'ordine e sicurezza pubblica o alla
c) allo svolgimento di procedimenti giudiziari o alla possibilit� per
l'autorit� pubblica di svolgere indagini per l'accertamento di illeciti;
d) alla riservatezza delle informazioni commerciali o industriali, secondo
quanto stabilito dalle disposizioni vigenti in materia, per la tutela di un legittimo
interesse economico e pubblico, ivi compresa la riservatezza statistica ed il segreto
fiscale, nonche' ai diritti di propriet� industriale, di cui al decreto legislativo 10
e) ai diritti di propriet� intellettuale;
f) alla riservatezza dei dati personali o riguardanti una persona fisica, nel
caso in cui essa non abbia acconsentito alla divulgazione dell'informazione al pubblico,
tenuto conto di quanto stabilito dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196;
g) agli interessi o alla protezione di chiunque abbia fornito di sua volont�
le informazioni richieste, in assenza di un obbligo di legge, a meno che la persona
interessata abbia acconsentito alla divulgazione delle informazioni in questione;
h) alla tutela dell'ambiente e del paesaggio, cui si riferisce l'informazione,
come nel caso dell'ubicazione di specie rare.
3. L'autorit� pubblica applica le disposizioni dei commi 1 e 2 in modo restrittivo,
effettuando, in relazione a ciascuna richiesta di accesso, una valutazione ponderata fra
l'interesse pubblico all'informazione ambientale e l'interesse tutelato dall'esclusione
4. Nei casi di cui al comma 2, lettere a), d), f), g)
e h), la richiesta di accesso non pu� essere respinta qualora riguardi
l'autorit� pubblica dispone un accesso parziale, a favore del richiedente, qualora sia
possibile espungere dall'informazione richiesta le informazioni escluse dal diritto di
accesso ai sensi dei citati commi 1 e 2.
6. Nei casi in cui il diritto di accesso e' rifiutato in tutto o in parte, l'autorit�
pubblica ne informa il richiedente per iscritto o, se richiesto, in via informatica, entro
i termini previsti all'articolo 3, comma 2, precisando i motivi del rifiuto ed informando
il richiedente della procedura di riesame prevista all'articolo 7. Art. 6. T a r i f f e 1. L'accesso ai cataloghi previsti all'articolo 4 e l'esame presso il detentore
dell'informazione richiesta sono gratuiti, fatto salvo quanto stabilito all'articolo 25,
comma 1, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, relativamente al
2. Fermo restando quanto previsto al comma 1, l'autorit� pubblica pu�, in casi
specifici, applicare una tariffa per rendere disponibile l'informazione ambientale, dalla
stessa determinata sulla base del costo effettivo del servizio. In tali casi il pubblico
e' adeguatamente informato sulla entit� della tariffa e sulle circostanze nelle quali
pu� essere applicata.
3. Nei casi in cui l'autorit� pubblica mette a disposizione l'informazione ambientale
a titolo commerciale e l'esigenza di garantire la continuazione della raccolta e della
pubblicazione dell'informazione l'impone, pu� essere prevista una tariffa calcolata sulla
base del mercato. Detta tariffa e' predeterminata e pubblica. Art. 7. Tutela del diritto di accesso 1. Contro le determinazioni dell'autorit� pubblica concernenti il diritto di accesso e
nel caso di mancata risposta entro i termini di cui all'articolo 3, comma 2, il
richiedente pu� presentare ricorso in sede giurisdizionale secondo la procedura di cui
all'articolo 25, commi 5, 5-bis e 6 della legge 7 agosto 1990, n. 241, ovvero
pu� chiedere il riesame delle suddette determinazioni, secondo la procedura stabilita
all'articolo 25, comma 4, della stessa legge n. 241 del 1990, al difensore civico
competente per territorio, nel caso di atti delle amministrazioni comunali, provinciali e
regionali, o alla Commissione per l'accesso di cui all'articolo 27 della citata legge n.
241 del 1990, nel caso di atti delle amministrazioni centrali o periferiche dello Stato. Art. 8. Diffusione dell'informazione ambientale 1. Fatto salvo quanto previsto all'articolo 5, l'autorit� pubblica rende disponibile
l'informazione ambientale detenuta rilevante ai fini delle proprie attivit� istituzionali
avvalendosi, ove disponibili, delle tecnologie di telecomunicazione informatica e delle
tecnologie elettroniche disponibili.
2. Per le finalit� di cui al comma 1, l'autorit� pubblica stabilisce, entro sei mesi
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un piano per rendere l'informazione
ambientale progressivamente disponibile in banche dati elettroniche facilmente accessibili
al pubblico tramite reti di telecomunicazione pubbliche, da aggiornare annualmente.
3. Entro due anni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l'autorit�
pubblica, per quanto di competenza, trasferisce nelle banche dati istituite in attuazione
dei piani di cui al comma 2, almeno:
a) i testi di trattati, di convenzioni e di accordi internazionali, atti
legislativi comunitari, nazionali, regionali o locali, aventi per oggetto l'ambiente;
c) le relazioni sullo stato d'attuazione degli elementi di cui alle lettere a)
e b), se elaborati o detenuti in forma elettronica dalle autorit� pubbliche;
d) la relazione sullo stato dell'ambiente, prevista dall'articolo 1, comma 6,
della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni, e le eventuali relazioni
sullo stato dell'ambiente a livello regionale o locale, laddove predisposte;
e) i dati o le sintesi di dati ricavati dal monitoraggio di attivit� che
incidono o possono incidere sull'ambiente;
f) le autorizzazioni e i pareri rilasciati dalle competenti autorit� in
applicazione delle norme sulla valutazione d'impatto ambientale e gli accordi in materia
ambientale, ovvero un riferimento al luogo in cui pu� essere richiesta o reperita
l'informazione, a norma dell'articolo 3;
g) gli studi sull'impatto ambientale, le valutazioni dei rischi relativi agli
elementi dell'ambiente, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), ovvero il
riferimento al luogo in cui l'informazione ambientale pu� essere richiesta o reperita a
norma dell'articolo 3.
4. Fermo restando quanto previsto al comma 3, l'informazione ambientale pu� essere
resa disponibile creando collegamenti a sistemi informativi e a banche dati elettroniche,
anche gestiti da altre autorit� pubbliche, da rendere facilmente accessibili al pubblico.
5. In caso di minaccia imminente per la salute umana e per l'ambiente, causata da
attivit� umane o dovuta a cause naturali, le autorit� pubbliche, nell'ambito
dell'espletamento delle attivit� di protezione civile previste dalla legge 24 febbraio
1992, n. 225, e successive modificazioni, e dalle altre disposizioni in materia,
diffondono senza indugio le informazioni detenute che permettono, a chiunque possa esserne
colpito, di adottare misure atte a prevenire o alleviare i danni derivanti da tale
6. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 non si applicano all'informazione raccolta
dall'autorit� pubblica precedentemente alla data di entrata in vigore del presente
decreto, a meno che tale informazione non sia gi� disponibile in forma elettronica. Art. 9. Qualit� dell'informazione ambientale 1. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio garantisce, se possibile,
che l'informazione ambientale detenuta dall'autorit� pubblica sia aggiornata, precisa e
2. Per le finalit� di cui al comma 1, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per
i servizi tecnici elabora, se necessario, apposite specifiche tecniche da approvare con le
modalit� di cui all'articolo 15, comma 5, del decreto del Presidente della Repubblica 8
agosto 2002, n. 207. Art. 10. Relazioni 1. A decorrere dall'anno 2005 e fino all'anno 2008, entro il 30 dicembre di ogni anno,
l'autorit� pubblica trasmette al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio i
dati degli archivi automatizzati previsti agli articoli 11 e 12 del decreto del Presidente
della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352, relativi alle richieste d'accesso
all'informazione ambientale, nonche' una relazione sugli adempimenti posti in essere in
2. Entro il 14 febbraio 2009 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
elabora, sulla base delle informazioni di cui al comma 1 e secondo le modalit� definite a
livello comunitario, una relazione sulla attuazione del presente decreto.
3. Entro il 14 agosto 2009 il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
trasmette la relazione di cui al comma 1 alla Commissione europea. Detta relazione e',
altres�, presentata dal Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio al
Parlamento e resa accessibile al pubblico.
4. La relazione sullo stato dell'ambiente, prevista dall'articolo 1, comma 6, della
legge 8 luglio 1986, n. 349, e' pubblicata dal Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio con modalit� atte a garantire l'effettiva disponibilit� al pubblico. Art. 11. Aspetti organizzativi e procedimentali delle regioni e degli enti locali 1. In attuazione del principio di leale collaborazione, gli aspetti organizzativi e
procedimentali, che lo Stato, le regioni e gli enti locali debbono definire per
l'attuazione del presente decreto sono individuati sulla base di accordi, da raggiungere
in sede di Conferenza unificata ai sensi della legge 5 giugno 2003, n. 131, entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Nell'ambito di tali accordi sono
a) le modalit� di coordinamento tra le Autorit� pubbliche;
b) i livelli minimi omogenei di informazione al pubblico in applicazione
dell'articolo 5, comma 4, in coerenza con le norme in materia di protezione di dati
personali e nel rispetto della normativa comunitaria in materia di riutilizzo delle
informazioni nel settore pubblico;
d) le modalit� di produzione della relazione annuale sull'applicazione del
presente decreto. Art. 12. Norme finanziarie e abrogazioni 1. Entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto le autorit�
pubbliche si adeguano alle disposizioni del presente decreto.
2. Le autorit� pubbliche provvedono all'attuazione delle disposizioni di cui agli
articoli 3, comma 7, 4, 5, 7, 8, 9, 10 e di cui al comma 1 nell'ambito delle proprie
attivit� istituzionali ed utilizzando a tali fini le risorse umane, finanziarie e
3. In ogni caso, dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri ne' minori entrate a carico della finanza pubblica.
4. E' abrogato il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39.

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 Art. 9
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12