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Timestamp: 2018-03-21 04:07:40+00:00

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RIORDINO DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI AI TEMPI DELLA GELMINI RETE DI RESISTENZA IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA - PDF
RIORDINO DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI AI TEMPI DELLA GELMINI RETE DI RESISTENZA IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA
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1 RIORDINO DEGLI ISTITUTI PROFESSIONALI AI TEMPI DELLA GELMINI RETE DI RESISTENZA IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA
2 Riordino degli istituti professionali Introduzione Per il momento sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale solo tre dei Regolamenti previsti dal comma 4 dell articolo 64 del decreto legge n, 112/08 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133/08: il DPR n. 81/09 recante Norme per la riorganizzazione della rete scolastica e il razionale ed efficace utilizzo delle risorse umane della scuola, il DPR n. 89/09 sulla Revisione dell assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell infanzia e del primo ciclo di istruzione e il DPR n. 119/09 recante Disposizioni per la determinazione degli organici del personale amministrativo tecnico ed ausiliario (ATA) delle istituzioni scolastiche e educative statali. Inoltre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPR n. 122/09, Regolamento previsto dal comma 5 dell articolo 3 del decreto legge n. 137/08 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 169/08, concernente il Coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni. Sempre il 28 maggio il Consiglio dei Ministri ha approvato lo Schema di regolamento per il riordino degli Istituti professionali e quello per il riordino degli Istituti tecnici. Altri 2 Schemi di regolamento sono stati approvati il 12 giugno: quello per il riordino dei Licei e quello per la razionalizzazione e accorpamento delle classi di concorso. È sempre meglio precisare che i Regolamenti entrano in vigore dopo la loro pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, mentre gli Schemi di regolamento non sono legge e possono essere modificati prima della loro approvazione definitiva da parte del Consiglio dei Ministri. Dopo l approvazione preliminare da parte del Consiglio dei Ministri, devono infatti esprimere il loro parere sugli Schemi di regolamento: il Consiglio nazionale della pubblica istruzione (CNPI), la Conferenza unificata e il Consiglio di Stato. Per gli Schemi di regolamento in questione questa fase è in corso e non si è ancora conclusa. In questa Guida sono raccolti in sintesi e commentati i contenuti dello Schema di regolamento sul Riordino degli Istituti professionali approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 maggio. Istituti professionali 1. Il presente regolamento detta le norme generali relative al riordino degli istituti professionali in attuazione del piano programmatico di interventi di cui all articolo 64, comma 3, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, volti ad una maggiore razionalizzazione dell utilizzo delle risorse umane e strumentali disponibili, tali da conferire efficacia ed efficienza al sistema scolastico. [Articolo 1, comma 1] 2. L identità degli istituti professionali si caratterizza per una solida base di istruzione generale e tecnico professionale, che consente agli studenti di sviluppare, in una dimensione operativa, i saperi e le competenze necessari per rispondere alle esigenze formative del settore produttivo di riferimento, considerato nella sua dimensione sistemica. [Articolo 2, comma 1] 2
3 Durata e titolo di studio rilasciato 1. I percorsi degli istituti professionali hanno durata quinquennale, prevedono un primo biennio, un secondo biennio, un quinto anno e si concludono con un esame di Stato. 2. Con riferimento a specifiche competenze relative alle aree di indirizzo, le commissioni di esame si possono avvalere di esperti del mondo economico e produttivo con documentata esperienza nel settore di riferimento, per accertare la capacità dello studente di utilizzare i saperi e le competenze acquisiti nel corso degli studi anche in contesti applicativi [Articolo 6, comma 3]. 3. Al superamento dell esame di Stato viene rilasciato un diploma di istruzione secondaria superiore che costituisce titolo necessario per l accesso all università ed agli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica, agli istituti tecnici superiori (ITS) e ai percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS), fermo restando il valore del diploma medesimo a tutti gli altri effetti previsti dall ordinamento giuridico. [Articolo 6, comma 4] Qualifiche e diplomi professionali Il sistema di istruzione e formazione professionale, noto come secondo canale della riforma Moratti, regolamentato dal decreto legislativo n. 226 del 17 ottobre 2005, prevede dopo tre anni di corso professionale regionale il rilascio di una qualifica professionale di II livello e al termine del quarto anno un diploma professionale corrispondente a una qualifica professionale di III livello. Il diploma professionale è diverso dal diploma di istruzione secondaria superiore rilasciato al termine di un percorso di istruzione liceale, tecnico o professionale, perché non garantisce l accesso all università, ma solo all istruzione e formazione tecnica superiore (IFTS). Per accedere all università e, per il momento, all istruzione tecnica superiore (ITS) è necessario dopo aver conseguito il diploma professionale frequentare un quinto anno finalizzato al conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore. 1. Secondo quanto previsto dall art. 117 della Costituzione il rilascio di qualifiche e diplomi professionali è competenza esclusiva delle Regioni. Fino all avvio del riordino dell Istruzione secondaria superiore e, in ogni caso, in assenza di sistemi di istruzione e formazione professionale regionali, lo Stato, in regime di sussidiarietà, continuerà a rilasciare qualifiche professionali di II livello al termine del terzo anno di corso di un istituto professionale statale [Articolo 2, comma 3]. 2. In diverse regioni alcuni istituti tecnici o professionali statali hanno avviato a partire dall a.s. 2004/2005 la sperimentazione dei trienni di qualifica previsti dal sistema di istruzione e formazione professionale della riforma Moratti. A partire dall a.s. 2009/2010 in Lombardia, inseguito all accordo Gelmini-Formigoni del 16 marzo 2009, sarà avviata in alcuni istituti tecnici o professionali statali la sperimentazione di percorsi integrati tra Stato e Regione per il rilascio di qualifiche e diplomi professionali. Lo Schema di regolamento infatti prevede, per la realizzazione dell offerta coordinata tra i percorsi di istruzione degli istituti professionali e quelli di istruzione e formazione professionale regionali, che il MIUR, il MEF e le singole 3
4 Regioni possano concordare intese finalizzate alla sperimentazione di nuovi modelli organizzativi e di gestione degli istituti professionali, anche in relazione all erogazione dell offerta formativa [Articolo 8, comma 2]. Avvio del riordino 1. Gli istituti professionali [...] sono riorganizzati a partire dalle prime classi funzionanti nell anno scolastico 2010/2011, secondo le norme contenute nel presente regolamento. Nel medesimo anno scolastico le seconde e terze classi proseguono secondo i piani di studio previgenti con un orario complessivo annuale delle lezioni di 1122 ore, corrispondente a 34 ore settimanali. [Articolo 1, comma 2] 2. Mediante decreto il MIUR di concerto con il MEF, previo parere della Conferenza Stato, Regioni e Province autonome definirà: la rideterminazione dei quadri orario, comprensiva delle ore di compresenza degli insegnanti tecnico pratici, relativi alle classi successive alla prima funzionanti nell anno scolastico , nei limiti dell orario complessivo annuale delle lezioni di cui all articolo 1, comma 2 [1122 ore all anno, corrispondenti a 34 ore settimanali] e la sostituzione, limitatamente ai percorsi surrogatori realizzati in assenza di specifiche intese con le Regioni, dell area di professionalizzazione di cui all articolo 4 del decreto del Ministro della pubblica istruzione 15 aprile 1994, con complessive 132 ore di attività in alternanza scuola lavoro nelle quarte e quinte classi funzionanti sino alla messa a regime dell ordinamento di cui al presente regolamento a valere sulle risorse di cui all articolo 9, comma 1, del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 77. [Articolo 8, comma 3, lettere c) e d)] La legge n. 296/06 (Finanziaria 2007) e il DM n. 41/07 hanno disposto la riduzione dei carichi orari settimanali delle lezioni negli Istituti professionali da 40 a 36 ore. Il provvedimento applicato alle classi prime nell a.s. 2007/2008, prosegue dall a.s. 2009/2010 nelle classi terze. Secondo quanto previsto dallo Schema di regolamento, a partire dall a.s. 2010/2011 le classi seconde e terze passeranno da 36 a 34 ore settimanali. Attualmente nelle classi quarte e quinte sono previste 30 ore settimanali + 350/450 ore all anno dedicate all area di professionalizzazione. Secondo quanto previsto dallo Schema di regolamento, a partire dall a.s. 2010/2011 nelle classi quarte e quinte l area di professionalizzazione passerà a 132 ore all anno, in modo tale che il carico orario settimanale sia mediamente 34 ore. Negli Istituti professionali che attuano il Progetto 2002 sono già previste 34 ore settimanali. 3. Gli attuali istituti professionali di ogni tipo e indirizzo confluiscono negli istituti professionali di cui al presente regolamento secondo quanto previsto dalla tabella contenuta nell allegato D) a partire dall anno scolastico 2010/2011, ferma restando la prosecuzione dei percorsi attivati, sino all anno scolastico 2009/2010, secondo il previgente ordinamento. [Articolo 8, comma 1] 4
5 Organizzazione dei percorsi Percorsi I percorsi previsti per gli Istituti professionali si dividono in settori e ogni settore in indirizzi. I settori sono 2: servizi, industria e artigianato. Il MIUR mediante decreto aggiornerà periodicamente gli indirizzi tenendo presente le proposte del Comitato nazionale per l istruzione tecnica e professionale [Articolo 7, comma 3]. Istituti professionali per il settore dei servizi Il settore servizi prevede 5 indirizzi: servizi per l agricoltura e lo sviluppo rurale, servizi per la manutenzione e l assistenza tecnica, servizi socio sanitari, servizi per l enogastronomia e l ospitalità alberghiera, servizi commerciali [Articolo 3]. Istituti professionali per il settore industria e artigianato Il settore industria e artigianato prevede a partire dal secondo biennio 2 indirizzi: industria, artigianato [Articolo 4]. Ufficio tecnico 1. Gli istituti professionali per il settore industria e artigianato sono dotati di un ufficio tecnico con il compito di sostenere la migliore organizzazione e funzionalità dei laboratori a fini didattici e il loro adeguamento in relazione alle esigenze poste dall innovazione tecnologica nonché per la sicurezza delle persone e dell ambiente. Per i relativi posti, si fa riferimento a quelli già previsti, secondo il previgente ordinamento, dai decreti istitutivi degli istituti professionali confluiti negli ordinamenti di cui al presente regolamento in base alla tabella di cui all allegato D). [Art. 4, comma 3] 2. I posti relativi all Ufficio tecnico di cui all articolo 4, comma 3, sono coperti prioritariamente con personale titolare nell istituzione scolastica e, in mancanza, con personale appartenente a classe di concorso in esubero con modalità da definire in sede di contrattazione collettiva nazionale integrativa sulla mobilità e sulle utilizzazioni. [Articolo 8, comma 6] Quota di autonomia e opzioni 1. Per articolare in opzioni gli indirizzi gli Istituti Professionali avranno maggiore flessibilità rispetto agli Istituti Tecnici. In particolare gli spazi di flessibilità nell area di indirizzo riservati agli Istituti Professionali, aggiuntivi alla quota del 20% di autonomia già prevista, ammontano al 25% nel primo biennio, al 35% nel secondo biennio, per arrivare al 40% in quinta [Articolo 5, comma 3, lettera a)]. A tale proposito mediante decreto il MIUR di concerto con il MEF, previo parere della Conferenza Stato, Regioni e Province autonome, stilerà un apposito elenco nazionale di possibili opzioni per indirizzo [Articolo 8, comma 3, lettera b)]. Presumibilmente, così come per gli Istituti tecnici, anche se non esplicitamente previsto, le opzioni potranno essere attivate nei limiti degli organici determinati a legislazione vigente. 2. Ogni istituto professionale, nei limiti delle sue disponibilità di bilancio, potrà prevedere nel Piano dell Offerta Formativa (P.O.F.) insegnamenti affidati a esperti del mondo del lavoro e delle professioni, tali insegnamenti dovranno rientrare nella 5
6 quota di autonomia prevista. Gli esperti saranno individuati sulla base di criteri fissati dal Comitato tecnico scientifico. [Articolo 5, comma 3, lettera d)] Classi di concorso del personale docente e articolazione delle cattedre Il MIUR di concerto con il MEF definirà mediante decreto le classi di concorso del personale docente, ivi compreso quello da destinare all ufficio tecnico, e l articolazione delle cattedre per ciascuno degli indirizzi di cui agli allegati B) [Settore dei servizi] e C) [Settore industria e artigianato] [Articolo 8, comma 4, lettera a] Quadri orario Per ogni anno di corso sono previste 1056 ore, vale a dire 32 ore settimanali. Ogni percorso prevede la stessa area di istruzione generale e una specifica area di indirizzo. Area di istruzione generale Lingua e letteratura italiana Lingua inglese Storia, cittadinanza e costituzione Matematica Diritto ed economia Scienze integrate (Scienze della Terra e Biologia) Scienze motorie e sportive RC o attività alternative Totale Primo biennio 1. Nel primo biennio 20 delle 32 ore settimanali sono dedicate all istruzione generale: Italiano (4), Matematica (4), Inglese (3), Storia (2), Diritto ed economia (2), Scienze (2), Educazione fisica (2), RC o attività alternativa (1). Le restanti 12 ore sono dedicate alle materie di indirizzo. 2. Nel primo biennio il settore industria e artigianato e gli indirizzi servizi per l agricoltura e lo sviluppo rurale e servizi di manutenzione e assistenza tecnica sono praticamente identici. I restanti 3 indirizzi del settore servizi sono diversi dagli altri per quanto riguarda l area specifica, hanno solo in comune, anche se con un diverso monte ore settimanale, con tutti gli altri indirizzi lo studio di Fisica e Chimica, e tra di loro lo studio di una seconda lingua straniera. Secondo biennio e quinto anno 1. Nel secondo biennio e nel quinto anno le ore dedicate all istruzione generale 6
7 diminuiscono, rispetto al primo biennio scompaiono Scienze e Diritto, mentre Matematica perde 1 ora. Complessivamente le ore non sono più 20, ma 15 su 32. Le restanti 17 ore sono dedicate alle materie di indirizzo. 2. Dopo il primo biennio le differenze tra le aree specifiche dei diversi indirizzi sono notevoli e solo l area di istruzione generale resta comune a tutti i percorsi. Attività di laboratorio Le attività di laboratorio di norma si svolgono con la presenza sia del docente teorico che di quello tecnico pratico, solo in alcuni casi sono affidate esclusivamente al docente tecnico pratico. Il numero di ore di laboratorio cambia a seconda dell indirizzo anche in modo consistente: si passa dal settore industria e artigianato con il 26% delle ore in 5 anni, per arrivare al 9% previsto per l indirizzo servizi socio sanitari. N. ore di laboratorio Totale % Servizi per l agricoltura e lo sviluppo rurale 165 (99) 165 (99) % Servizi di manutenzione e assistenza tecnica 165 (99) 165 (99) 330 (132) 297 (99) 297 (99) % Servizi socio sanitari 165 (132) 165 (132) 132 (99) 462 9% Servizi per l enogastronomia e l ospitalità alberghiera 231 (198) 231 (198) 264 (198) 198 (198) 198 (198) % Servizi commerciali % Industria e artigianato 165 (99) 165 (99) 363 (165) 330 (132) 330 (132) % Tra parentesi il numero di ore affidate esclusivamente al docente tecnico pratico 7
8 Confronto tra vecchio e nuovo ordinamento Prendiamo a titolo di esempio il settore Industria e Artigianato, e mettiamo a confronto il vecchio e il nuovo ordinamento. Cominciamo dall area di istruzione generale. Industria e Artigianato Confronto tra vecchio e nuovo ordinamento Primo biennio Vecchio Secondo biennio e quinto anno Vecchio Vecchio Totale Lingua e letteratura italiana % % % Lingua inglese % % % Storia, cittadinanza e costituzione % % % Matematica % % % Diritto ed economia % % Scienze integrate (Scienze della Terra e Biologia) Scienze motorie e sportive RC o attività alternative % % % % % % % % Totale % % % Nel primo biennio si passa da 22 a 20 ore settimanali e si perde 1 ora di Italiano e 1 ora di Scienze. Nel terzo anno si guadagna 1 ora di Italiano, che compensa parzialmente quella persa nel primo biennio, e 1 ora di Inglese. Il quarto e quinto anno sono identici. Nel complesso quindi diminuisce il numero di ore di Italiano e Scienze, e aumenta quello delle ore di Inglese. Confrontiamo adesso i primi 3 anni del vecchio e del nuovo ordinamento. Confronto tra vecchio e nuovo ordinamento Primo biennio Terzo anno Totale Vecchio Vecchio Vecchio Area di istruzione generale % % % Area di indirizzo % % % Totale % % % Nei primi 3 anni si passa da 36 a 32 ore, con una riduzione assoluta di 396 ore e 8
9 percentuale dell 11%. L area d indirizzo si riduce del 14% nel primo biennio, del 26% il terzo anno, complessivamente del 20% nei primi 3 anni. In assoluto in 3 anni si perdono 330 ore di indirizzo vale a dire l 83% della perdita complessiva. I dati relativi al vecchio ordinamento sono stati presi da Iter 2008, pubblicazione a cura dell Assessorato all Istruzione e all Edilizia Scolastica della Provincia di Milano. Confronto tra il Progetto 2002 e il nuovo ordinamento Prendiamo a titolo di esempio il settore Industria e Artigianato, e mettiamo a confronto il progetto 2002 e il nuovo ordinamento. Cominciamo dall area di istruzione generale. Industria e Artigianato Confronto tra Progetto 2002 e nuovo ordinamento Primo biennio Progetto 2002 Secondo biennio e quinto anno Progetto 2002 Progetto 2002 Totale Lingua e letteratura italiana % % % Lingua inglese % % % Storia, cittadinanza e costituzione % % % Matematica % % % Diritto ed economia % % Scienze integrate (Scienze della Terra e Biologia) Scienze motorie e sportive RC o attività alternative % % % % % % % % Totale % % % Il Progetto 2002 prevede nell area comune del primo biennio 2 ore settimanali di Tecnologie dell informazione e della comunicazione (T.I.C.) che nell area di istruzione generale del nuovo ordinamento non compaiono. Nel primo biennio del nuovo ordinamento sono previste 2 ore settimanali di T.I.C., ma solo nell area di indirizzo del settore industria e artigianato e negli indirizzi servizi di manutenzione e di assistenza tecnica e servizi per l agricoltura e lo sviluppo rurale. Il Progetto 2002 prevede inoltre nell area comune al quarto e quinto anno un pacchetto di 33 ore che vengono lasciate a disposizione per la progettazione e la gestione, anche in codocenza, di una delle aree del curriculum. Nel confronto non si tiene conto né delle 2 ore di T.I.C. né del pacchetto orario delle 33 ore. Nel primo biennio si passa da 19 a 20 ore settimanali e si guadagna 1 ora 9
10 di Matematica. In terza si guadagna 1 ora di Matematica, 1 ora di Italiano e 1 ora di Inglese. In quarta e in quinta si guadagna 1 ora di Italiano. Complessivamente in 5 anni si guadagnano in assoluto 231 ore e in percentuale il 9% Confrontiamo adesso i primi 3 anni del Progetto 2002 e del nuovo ordinamento. Primo biennio Terzo anno Totale Confronto tra Progetto 2002 e nuovo ordinamento Progetto 2002 Progetto 2002 Progetto 2002 Area di istruzione generale % % % Area di indirizzo % % % Totale % % % Nei primi 3 anni si passa da 34 a 32 ore, con una riduzione assoluta di 198 ore e percentuale del 6%. L area d indirizzo si riduce dell 8% nel primo biennio, del 23% il terzo anno, complessivamente del 15% nei primi 3 anni. In assoluto in 3 anni si perdono 231 ore di indirizzo vale a dire il 117% della perdita complessiva. I dati relativi al progetto 2002 sono stati presi da Iter 2008, pubblicazione a cura dell Assessorato all Istruzione e all Edilizia Scolastica della Provincia di Milano. 10
11 Dipartimenti e Comitato tecnico scientifico Dipartimenti Gli Istituti professionali costituiscono, senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica, dipartimenti, quali articolazioni funzionali del collegio dei docenti, per il sostegno alla didattica e alla progettazione formativa [Articolo 5, com. 3, lettera b)]. Comitato tecnico scientifico Gli Istituti professionali costituiscono un comitato tecnico scientifico, senza nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica, con una composizione paritetica di docenti e di esperti del mondo del lavoro, delle professioni e della ricerca scientifica e tecnologica, con funzioni consultive e di proposta per l organizzazione delle aree di indirizzo e l utilizzazione degli spazi di autonomia e flessibilità; ai componenti del comitato non spettano compensi a qualsiasi titolo dovuti [Articolo 5, comma 3, lettera c)]. Il Comitato tecnico-scientifico fissa i criteri per individuare gli esperti del mondo del lavoro e delle professioni ai quali affidare particolari insegnamenti che dovranno comunque rientrare nella quota di autonomia prevista. [Articolo 5, com. 3, lettera d)] Il ruolo del Comitato è assolutamente delicato perché definisce: le aree di indirizzo e l utilizzo degli spazi di autonomia. Per questo dovrebbe essere il più possibile chiaro e trasparente in che modo se ne entri a far parte sia per quanto riguarda la componente dei docenti che per quanto riguarda quella degli esperti esterni. Preoccupa non poco il fatto che le linee guida del P.O.F. siano in sostanza definite al di fuori del Collegio dei docenti e con una consistente partecipazione di esperti estranei al mondo della scuola. Aggiornamento dei percorsi e valutazione di sistema Profilo culturale e risultati di apprendimento 1. Nell Allegato A allo Schema di regolamento sono indicati il profilo culturale e i risultati di apprendimento sia comuni a tutti gli indirizzi che specifici per il settore dei servizi e per il settore industria e artigianato [Articolo 2, comma 2]. 2. Mediante decreto il MIUR di concerto con il MEF, previo parere della Conferenza Stato, Regioni e Province autonome, definirà le indicazioni nazionali riguardanti le competenze, le abilità e le conoscenze relative ai risultati di apprendimento [Articolo 8, comma 3, lettera a)]. 3. Il MIUR sempre mediante decreto aggiornerà periodicamente gli indirizzi, i profili e i relativi risultati di apprendimento tenendo presente le proposte del Comitato nazionale per l istruzione tecnica e professionale [Articolo 7, comma 3]. 4. I risultati di apprendimento sono oggetto di valutazione periodica da parte dell Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), che ne cura anche la pubblicazione degli esiti. [Articolo 7, comma 4] 11
12 Comitato nazionale per l istruzione tecnica e professionale 1. Il MIUR con apposito decreto costituirà il Comitato nazionale per l istruzione tecnica e professionale, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica [Articolo 7, comma 1]. 2. Del Comitato faranno parte: dirigenti e docenti della scuola, esperti del mondo del lavoro e delle professioni, dell università e della ricerca, esperti indicati dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e dall Unione province d Italia, dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, dal Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero della gioventù. Il Comitato si articola in commissioni di settore [Articolo 7, comma 1]. 3. Il Comitato, sulla base delle indicazioni delle commissioni di settore, con riferimento agli sviluppi della ricerca scientifica e alle innovazioni tecnologiche nonché alle esigenze espresse dal mondo economico e produttivo, propone al MIUR in che modo aggiornare, mediante decreto, gli indirizzi, i profili e i relativi risultati di apprendimento degli istituti sia tecnici che professionali [Articolo 7, comma 4]. 4. Il Comitato propone al MIUR in che modo definire mediante decreto, di concerto con il MEF, gli indicatori per la valutazione e l autovalutazione degli istituti professionali anche con riferimento al quadro europeo per la garanzia della qualità dei sistemi di istruzione e formazione [Articolo 8, comma 4, lettera b)]. 5. Il Comitato si avvale dell assistenza tecnica dell Agenzia Nazionale per lo sviluppo dell autonomia Scolastica (ANSAS), dell Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale (ISFOL), di Italia Lavoro e dell Istituto per la Promozione Industriale (IPI) [Articolo 7, comma 1]. 6. Il Comitato, una volta costituito, assumerà le funzioni del Comitato nazionale per l istruzione e la formazione tecnica superiore che sarà pertanto soppresso [Articolo 7, comma 2]. 7. Ai componenti del Comitato non spettano compensi a qualsiasi titolo dovuti [Articolo 7, comma 1]. Il ruolo del Comitato è assolutamente delicato perché definisce: indirizzi, profili, risultati di apprendimento, indicatori per la valutazione e l autovalutazione degli Istituti professionali. Per questo dovrebbe essere il più possibile chiaro e trasparente in che modo se ne entri a far parte e quale sia il rapporto tra il numero di componenti provenienti dal mondo della scuola e quello di esperti esterni. 12
13 Disposizioni finali 1. Ai sensi dell articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le disposizioni del presente regolamento non possono essere derogate da norme contrattuali. [Articolo 9, comma 1] 2. All attuazione del presente regolamento si provvede in coerenza con il piano programmatico di cui all articolo 64, comma 3, del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei limiti delle risorse finanziarie previste dagli ordinari stanziamenti di bilancio senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. [Articolo 9, comma 2] Abrogazioni Sono abrogate, a partire dall anno scolastico , le disposizioni relative agli istituti professionali di cui all articolo 191, commi 2 e 3, e articolo 195 del testo unico delle leggi in materia di istruzione approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 e successive modificazioni. [Articolo 10, comma 1] QUADRI ORARI» 13
14 Settore Industria e Artigianato Industria e Artigianato 1 Lab. 2 Lab. 3 Lab. 4 Lab. 5 Lab. Area di istruzione generale Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica Fisica Chimica Tecnologie dell informazione e della comunicazione (T.I.C.) Laboratori tecnologici ed esercitazioni Totale Totale biennio Tecnologie applicate ai materiali e ai processi produttivi Industria Tecniche di produzione e di organizzazione Tecniche di gestione - conduzione di macchine e impianti Totale Artigianato Progettazione e realizzazione del prodotto Tecniche di distribuzione e marketing Totale Totale triennio Insegnamento affidato al docente tecnico pratico Insegnamento svolto congiuntamente dai docenti teorico e tecnico - pratico Ore di insegnamento svolto congiuntamente da docenti teorico e tecnico - pratico non distribuite 14
15 Servizi per l agricoltura e lo sviluppo rurale Servizi per l agricoltura e lo sviluppo rurale 1 Lab. 2 Lab. 3 Lab. 4 Lab. 5 Lab. Area di istruzione generale Ecologia e Pedologia Fisica Chimica Tecnologie dell informazione e della comunicazione (T.I.C.) Laboratori tecnologici ed esercitazioni Totale Totale biennio Biologia applicata 99 Chimica a pplicata e processi di trasformazione Tecniche di allevamento vegetale e animale Agronomia territoriale ed ecosistemi forestali Economia agraria e dello sviluppo territoriale Valorizzazione delle attività produttive e legislazione di settore Sociologia rurale e storia dell Agricoltura Totale Totale triennio Insegnamento affidato al docente tecnico pratico Insegnamento svolto congiuntamente dai docenti teorico e tecnico - pratico Ore di insegnamento svolto congiuntamente da docenti teorico e tecnico - pratico non distribuite 15
16 Servizi di manutenzione e di assistenza tecnica Servizi di manutenzione e assistenza tecnica 1 Lab. 2 Lab. 3 Lab. 4 Lab. 5 Lab. Area di istruzione generale Tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica Fisica Chimica Tecnologie dell informazione e della comunicazione (T.I.C.) Laboratori tecnologici ed esercitazioni Totale Totale biennio Tecnologie meccaniche e applicazioni Tecnologie elettrico - elettroniche e applicazioni Tecnologie e tecniche di installazione e di manutenzione Totale Totale triennio Insegnamento affidato al docente tecnico pratico Insegnamento svolto congiuntamente dai docenti teorico e tecnico - pratico Ore di insegnamento svolto congiuntamente da docenti teorico e tecnico - pratico non distribuite 16
17 Servizi socio sanitari Servizi socio sanitari 1 Lab. 2 Lab. 3 Lab. 4 5 Area di istruzione generale Fisica 66 Chimica 66 Scienze umane e sociali Laboratori di espressione musicale e grafica Metodologie operative Seconda lingua straniera Totale Totale biennio Igene e cultura medico - sanitaria Psicologia generale evolutiva ed educativa Diritto, economia sociale e legislazione socio - sanitaria Totale Totale triennio Insegnamento affidato al docente tecnico pratico Insegnamento svolto congiuntamente dai docenti teorico e tecnico - pratico Ore di insegnamento svolto congiuntamente da docenti teorico e tecnico - pratico non distribuite 17
18 Servizi per l enogastronomia e l ospitalità alberghiera Servizi per l enogastronomia e l ospitalità alberghiera 1 Lab. 2 Lab. 3 Lab. 4 Lab. 5 Lab. Area di istruzione generale Fisica 66 Chimica 66 Scienze degli alimenti Laboratorio di servizi enogastronomici Laboratorio di servizi di ospitalità Seconda lingua straniera Totale Totale biennio Scienza e cultura dell alimentazione Laboratorio di servizi enogastronomici e della ricettività alberghiera Diritto e tecniche amministrative della struttura ricettiva Totale Totale triennio Insegnamento affidato al docente tecnico pratico Insegnamento svolto congiuntamente dai docenti teorico e tecnico - pratico 18
19 Servizi commerciali Servizi commerciali 1 Lab. 2 Lab. 3 Lab. 4 Lab. 5 Lab. Area di istruzione generale Fisica 66 Chimica 66 Informatica e laboratorio Economia aziendale e laboratorio Seconda lingua straniera Totale Totale biennio Diritto ed Economia Tecniche di comunicazione Totale Totale triennio Insegnamento svolto congiuntamente dai docenti teorico e tecnico - pratico 19
20 Tieniti informato, non perdiamoci di vista Scrivi a 20

References: articolo 64
 articolo 3
 articolo 64
 art. 117
 articolo 1
 articolo 4
 articolo 9
 articolo 4
 articolo 2
 articolo 64
 articolo 191
 articolo 195