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Norme per l illuminazione di sicurezza
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Ruggero Gianluca Perini
1 E C O O S 1 Norme per l illuminazione di sicurezza Informazioni pratiche sull illuminazione di emergenza, segnaletica di sicurezza, tecniche d installazione e protezione antincendio in conformità alle normative Italiane. IT Italia 01/2010
3 S O M M A R I O 3 UNI EN 1838 Illuminazione di emergenza 1. Perché l illuminazione di emergenza? 5 2. Aree di validità, distinzioni e obiettivi 6 3. Requisiti e posizionamento dell illuminazione di sicurezza 8 4. Illuminazione di sicurezza nelle vie di fuga Illuminazione antipanico Illuminazione di sicurezza in posti di lavoro pericolosi 14 Segnaletica di sicurezza 7. Distanza di riconoscimento della segnaletica di sicurezza 16 Apparecchi di sicurezza 8. Apparecchi per illuminazione di sicurezza Requisiti per determinati impieghi e tipi di edifici 20 Sistemi per illuminazione di emergenza 10. Panoramica delle normative Informazioni generali Sorgenti di alimentazione di sicurezza 30 Requisiti dell illuminazione di sicurezza 30 Alimentazione di sicurezza 12. Zone di montaggio Esempio di installazione 32 Tipi di cablaggi ammessi 35 Resistenza degli isolamenti FE Mantenimento delle funzioni resistenza al fuoco 37 Progettazione e manutenzione 13. Collocazione e ventilazione, UNI EN (CEI 21-39) illuminazione di emergenza Prescrizioni di sicurezza per batterie e loro installazioni Sale e vani accumulatori (UNI EN ) Ventilazione di sale accumulatori Progetto e documentazione Controllo e manutenzione degli impianti per illuminazione di sicurezza 42
5 1. Perché l illuminazione di emergenza? U N I E N I L L U M I N A Z I O N E D I E M E R G E N Z A 5 La segnaletica luminosa è ovunque: nei cinema, nei parcheggi interrati, sui posti di lavoro, negli edifici pubblici, nei centri commerciali o nei passaggi. La segnaletica è comprensibile internazionalmente e in caso di pericolo indica la via di fuga verso l esterno. Unita a un impianto d illuminazione indipendente dalla rete, essa contribuisce in misura fondamentale alla sicurezza. La corrente può mancare in qualsiasi momento, per esempio a causa di forti temporali, di un incendio, di lavori in corso o di sovraccarico della rete. Vedere di giorno Vedere al crepuscolo Vedere di notte ( ) L cd E (lx), ρ = 30 % m Illuminazione generale 1 lx (Illuminazione di emergenza) L = 0,5 lx (Illuminazione antipanico) ρ π E t 1 Λt t 2 Illuminazione di sicurezza Tempo 0,25 lx Notte di luna piena 0,01 lx Notte serena In caso di pericolo è necessario garantire che si possa abbandonare l edificio in sicurezza e che siano presenti misure di salvataggio. Per l illuminazione di emergenza, le norme europee UNI EN 1838 stabiliscono i seguenti requisiti minimi: 1) L illuminazione di emergenza deve fornire una luminosità pari ad almeno il doppio di quella della luna in una notte serena (vedi grafico). 2) L illuminazione di sicurezza deve segnalare le vie di esodo in modo che siano facilmente identificabili e possano essere agevolmente seguite fino al luogo sicuro. Per l illuminazione di sicurezza va tenuto in conto un fattore di manutenzione pari a 0,8. Tale fattore è ricavato da una pubblicazione IEC del 1997 che così lo motiva: Si utilizzano apparecchi d illuminazione chiusi, dotati di lampade fluorescenti, che in base alle normative richiedono una manutenzione annua.
6 2. Aree di validità, distinzioni e obiettivi I membri del CEN* sono tenuti a rispettare le direttive CENELEC**. I requisiti previsti dalle norme europee sono validi anche senza essere trasformati in norme nazionali. * CEN = Comitato Europeo di Normazione ** CENELEC = Comitato Europeo di Normazione Elettrotecnica CEN national Members ON Austria BN Belgium CYS Cyprus CS Czech Republik DS Denmark EVS Estonia SFS Finland AFNOR France DIN Germany GEAOT Greece MSZT Hungary SRI Iceland NSAI Ireland UNI Italy LVS Latvia LI Liechtenstein LST Lithuania L Luxemburg MSA Malta NEN Netherlands NSF Norway PKN Poland IPQ Portugal SUTN Slovakia SIST Slovenia AENOR Spain SIS Sweden SNV Switzerland BSI United Kingdom Illuminazione di emergenza Illuminazione di sicurezza Illuminazione sostitutiva Illuminazione di sicurezza per vie di fuga Illuminazione antipanico Illuminazione di sicurezza per posti di lavoro particolarmente pericolosi Fonte: UNI EN 1838
7 U N I E N I L L U M I N A Z I O N E D I E M E R G E N Z A 7 Obiettivi dell illuminazione di sicurezza Abbandonare la zona problematica senza pericolo quando venga a mancare la corrente generale Assicurare orientamento e condizioni visive sufficienti nelle vie di fuga e nelle zone di pericolo Trovare facilmente i dispositivi di sicurezza e di estinzione degli incendi Obiettivi dell illuminazione antipanico Ridurre la probabilità che si scateni il panico Consentire di raggiungere con sicurezza le vie di fuga Assicurare orientamento e condizioni visive sufficienti Obiettivi dell illuminazione di sicurezza per posti di lavoro particolarmente pericolosi In caso di situazioni e processi lavorativi potenzialmente pericolosi sono previsti requisiti particolari. La sicurezza del personale e di tutti i presenti richiede infatti adeguate misure di spegnimento, per esempio in caso di: macchine in movimento laboratori con sostanze pericolose posti di lavoro di sorveglianza
8 3. Requisiti e posizionamento dell illuminazione di sicurezza Illuminazione di emergenza in prossimità dell uscite di sicurezza (all esterno in prossimità delle stesse 2 m) e fino a luogo sicuro Aula I Aula II Sala conferenze Pittogramma segnaletico Apparecchio di sicurezza (collegamento in emergenza) Apparecchio di sicurezza (collegamento in servizio permanente) Idrante a parete Estintore Segnalatore d incendio Corridoi Scale
9 U N I E N I L L U M I N A Z I O N E D I E M E R G E N Z A 9 Illuminazione di sicurezza per vie di fuga Illuminamento E minimo = 1 lx (illuminamento orizzontale minimo sul pavimento) Uniformità E massimo : E minimo 40 : 1 lx d < 4h installazione Limitazione dell abbagliamento h/m < 2,5 2,5 h < 3 3 h < 3,5 3,5 h < 4 4 h < 4,5 4,5 L min/cd I valori di questa tabella all interno della zona da 60 a 90 rispetto alla verticale non devono essere superati in tutte le angolature azimutali. Resa del colore R a 40 Autonomia nominale nelle vie di fuga UNI EN 1838 art e art ora Velocità di accensione UNI EN 1838 art e art Entro 5 secondi al 50 %, entro 60 secondi al 100 % dell illuminamento previsto Tempo di ricarica Ricarica completa entro 12 h per: edifici scolastici (D.M. 26/08/92 All. art. 7.1) attività turistico-alberghiere (D.M. 09/04/94 All. art. 9) impianti sportivi (D.M. 18/03/96 art. 17) locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo (D.M. 19/08/96 All. art CEI 64-8 art la ricarica deve avvenire nell intervallo giornaliero di chiusura del locale) strutture sanitarie (D.M. 18/09/02 All.art. 6) uffici (D.M. 22/02/06 All. art. 9) Apparecchi di emergenza autonomi 24h (UNI EN CEI 34-22) Requisiti dell illuminazione di sicurezza: Condizioni di visibilità necessarie per misure di evacuazione Installazione degli apparecchi ad almeno 2 m sopra il pavimento per essere ben visibili Pittogrammi segnaletici illuminati o retroilluminati lungo la via di fuga Indicazioni sulla direzione da prendere per raggiungere l uscita di emergenza Mantenimento dell uniformità Evitare l abbagliamento fisiologico UNI EN 1838 UNI EN (CEI ) Riconoscibilità e luminanza della segnaletica di sicurezza Se un uscita non è riconoscibile in modo immediato, oppure se possano sorgere dubbi sulla sua posizione, è necessario indicare la direzione (con frecce o con una sequenza di pittogrammi) in modo tale che la persona sia guidata con sicurezza fino all uscita.
10 4. Illuminazione di sicurezza nelle vie di fuga Uniformità E massimo : E minimo 40 : 1 Lungo la linea centrale della via di fuga, il rapporto tra l illuminamento massimo e quello minimo non deve essere superiore a 40 : 1. Illuminamento E minimo = 1 lx E minimo = illuminamento orizzontale minimo sul pavimento. Salvo diverse specificazioni legislative (Es: Locali pubblico spettacolo D.M. 19/08/96 5 lx ad 1 m di altezza nelle vie di esodo e almeno 2 lx negli ambienti accessibili al pubblico). Φ [lm] U [V] Caduta di tensione 50% 0,5 s 5 s 60 s Esercizio di rete Esercizio in emergenza UNI EN u. NIN UNI EN 1838 UNI EN % t t Nota sul riconoscimento della caduta di fase Se la tensione di rete scende sotto la soglia nominale dell 80 % per oltre 0,5 secondi (UNI EN *), l alimentazione di sicurezza deve entrare in funzione alimentando autonomamente i necessari apparecchi. < 40 lx > 1 lx < 40 lx > 1 lx < 40 lx Corridoi fino a 2 m di larghezza: minimo 1 lx sull asse centrale alla metà della larghezza 0,5 lx Velocità di accensione: Illuminamento minimo entro 5 secondi: 50 % E minimo Illuminamento minimo entro 60 secondi: 100 % E minimo Limitazione dell abbagliamento Nelle vie di fuga orizzontali, l intensità luminosa all interno della zona da 60 a 90 rispetto alla verticale non deve superare i valori previsti in tutte le angolature azimutali. I valori limite per tutte le altre vie di fuga (ad esempio scale) non devono essere superati in nessuna angolatura. 1 m 2 m Φ E Φ N (%) Zona di abbagliamento Zona di abbagliamento 0,5 lx 1 lx 0,5 lx t (s) L altezza di misurazione è di 2 cm sopra il pavimento; viene considerata esclusivamente l emissione diretta dell apparecchio (o degli apparecchi combinati). Illuminazione di sicurezza nelle vie di fuga Altezza utile dal pavimento Intensità luminosa massima dell illuminazione di sicurezza nelle vie di fuga e dell illuminazione antipanico I massimo h < 2,5 m 500 cd 1000 cd 2,5 h < 0,3 m 900 cd 1800 cd 3,0 h < 0,3 m 1600 cd 3200 cd 3,5 h < 0,3 m 2500 cd 5000 cd 4,0 h < 0,3 m 3500 cd 7000 cd h 4,5 m 5000 cd cd Intensità luminosa massima dell illuminazione di sicurezza in posti di lavoro particolarmente pericolosi I massimo
11 U N I E N I L L U M I N A Z I O N E D I E M E R G E N Z A 11 Requisiti degli apparecchi per illuminazione di sicurezza UNI EN 1838 UNI EN (CEI ) Apparecchi per illuminazione di sicurezza o segnaletici per vie di fuga: ad ogni cambio di direzione ad ogni incrocio di vie di fuga su ogni porta (uscita di emergenza) vicino alle scale (entro 2 m) Va considerata la distanza minima di riconoscimento dell apparecchio in ogni punto di un locale. Apparecchi per illuminazione di sicurezza nelle vie di fuga: su ogni porta d uscita che venga utilizzata in caso di emergenza in prossimità* di scale per illuminare direttamente i singoli gradini in prossimità* di qualsiasi altro cambio di livello ad ogni cambio di direzione ad ogni incrocio di corridoi all esterno e in prossimità* di ogni ultima uscita in prossimità* di ogni punto di pronto soccorso e di ogni dispositivo antincendio o di segnalazione nel luogo sicuro dove le persone confluiscono, dove si deve raggiungere un illuminamento pari a quello della corrispondente via di esodo (UNI EN art ) * in prossimità = distanza orizzontale fino a 2 m
12 5. Illuminazione antipanico Il ruolo dell illuminazione antipanico è quello di ridurre la probabilità che si scateni il panico fornendo condizioni di luce sufficienti a raggiungere con sicurezza le vie di fuga (per esempio in sale molto frequentate). A tale scopo l illuminazione antipanico dovrebbe emettere luce direttamente verso il basso ed evidenziare gli ostacoli fino a due metri sopra il piano di riferimento. 5 lx (Illuminazione delle vie di fuga) 0,5 lx (Illuminazione antipanico) 0,5 lx (Illuminazione antipanico)
13 U N I E N I L L U M I N A Z I O N E D I E M E R G E N Z A 13 Illuminazione antipanico Illuminamento UNI EN 1838 E (orizzontale sul pavimento) 0,5 lx h installazione > 2m (non sono considerate le zone marginali di larghezza 0,5 m) Uniformità E massimo : E minimo 40 : 1 lx Limitazione dell abbagliamento h/m < 2,5 2,5 h < 3 3 h < 3,5 3,5 h < 4 4 h < 4,5 4,5 L min/cd I valori di questa tabella all interno della zona da 60 a 90 rispetto alla verticale non devono essere superati in tutte le angolature azimutali. Resa del colore R a 40 Autonomia nominale UNI EN 1838 art e ora fatte salve disposizioni legislative particolari. Velocità di accensione UNI EN 1838 art e art Entro 5 secondi al 50 %, entro 60 secondi al 100 % dell illuminamento previsto Tempo di ricarica Ricarica completa entro 12 h per: edifici scolastici (D.M. 26/08/92 All. art. 7.1) attività turistico-alberghiere (D.M. 09/04/94 All. art. 9) impianti sportivi (D.M. 18/03/96 art. 17) locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo (D.M. 19/08/96 All. art CEI 64-8 art la ricarica deve avvenire nell intervallo giornaliero di chiusura del locale) strutture sanitarie (D.M. 18/09/02 All. art. 6) uffici (D.M. 22/02/06 All. art. 9) Apparecchi di emergenza autonomi 24 h (UNI EN , CEI 34-22) Criteri UNI EN 1838: Illuminamento orizzontale di almeno 0,5 lx sul pavimento libero esclusa una fascia perimetrale di 0,5 m. Rapporto massimo di 40 : 1 tra illuminamento maggiore e minore comunque relazionato all illuminamento ordinario Resa del colore della lampada di almeno 40 Ra (necessaria per identificare in modo univoco i colori di sicurezza) Autonomia nominale di almeno 1 ora nelle vie di fuga Entro 5 secondi: almeno il 50% dell illuminamento previsto Entro 60 secondi: 100 % dell illuminamento previsto Limitazione dell abbagliamento tale da rispettare i valori limite dell abbagliamento fisiologico almeno 2 apparecchi in ogni ambiente per ridondanza (UNI EN art CEI 64-8 art ) La norma UNI EN (CEI ) Art.4.4 richiede l'illuminazione di sicurezza antipanico nelle aree dove non sono definite le vie di fuga di ingressi e locali di dimensioni > 60m² oppure di dimensioni inferiori ma che possono essere occupati da un elevato numero di persone. Secondo il DM 19/08/96 e CEI 64-8 per i Locali di pubblico spettacolo, deve essere previsto un illuminamento di emergenza medio di 2 lx in ogni ambiente dove ha accesso il pubblico.
14 6. Illuminazione di sicurezza in posti di lavoro pericolosi Requisiti nei posti di lavoro particolarmente pericolosi In caso di situazioni e processi lavorativi potenzialmente pericolosi sono previsti requisiti particolari. La sicurezza del personale e di tutti i presenti richiede infatti adeguate misure di spegnimento, per esempio in caso di: macchine in moto/movimento laboratori con sostanze pericolose posti di lavoro di sorveglianza. Nota sui valori di manutenzione Non si deve mai scendere al di sotto del valore di manutenzione dell illuminamento (15 lx). Vanno evitati gli effetti stroboscopici come quelli che si possono verificare in presenza di meccanismi rotanti. Gli apparecchi d illuminazione con reattori elettronici escludono gli effetti stroboscopici. (flickering) Caduta di tensione E [lx] Emin = Enom 10 o almeno > 15 lx fintanto che esista il pericolo U [V] Esercizio di rete < 0,5 s < 0,5 s Esercizio in emergenza t t Consiglio: l apparecchio per illuminazione di sicurezza dovrebbe essere collegato in servizio permanente per poter essere acceso in < 0,5 s.
15 U N I E N I L L U M I N A Z I O N E D I E M E R G E N Z A 15 Illuminazione in posti di lavoro pericolosi Illuminamento E minimo = 10 % del valore di manutenzione previsto per il tipo di lavoro > 15 lx Uniformità E massimo : E minimo 40 : 1 lx Limitazione dell abbagliamento h/m < 2,5 2,5 h < 3 3 h < 3,5 3,5 h < 4 4 h < 4,5 4,5 L min/cd I valori di questa tabella all interno della zona da 60 a 90 rispetto alla verticale non devono essere superati in tutte le angolature azimutali. Resa del colore R a 40 Autonomia nominale nelle vie di fuga fintanto che esista il pericolo Velocità di accensione < 0,5 secondi Tempo di ricarica Ricarica completa entro 12 h per: edifici scolastici (D.M. 26/08/92 All. art. 7.1) attività turistico-alberghiere (D.M. 09/04/94 All. art. 9) impianti sportivi (D.M. 18/03/96 art. 17) locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo (D.M. 19/08/96 All. art CEI 64-8 art la ricarica deve avvenire nell intervallo giornaliero di chiusura del locale) strutture sanitarie (D.M. 18/09/02 All. art. 6) uffici (D.M. 22/02/06 All. art 9) Apparecchi di emergenza autonomi 24 h (UNI EN CEI 34-22)
16 7. Distanza di riconoscimento della segnaletica di sicurezza La direzione della via di fuga e le uscite devono essere riconoscibili tramite la segnaletica e l illuminazione di sicurezza: queste variano secondo la concentrazione di persone, il numero di piani, la posizione, l estensione e l uso degli edifici, secondo gli impianti o i compartimenti antincendio. Posizionamento 1 La direzione della via di fuga deve essere opportunamente contrassegnata nel caso non sia immediatamente visibile o se l ambiente è frequentato da persone che non hanno confidenza con la geometria del luogo (ad esempio scale, corridoi, cambi di direzione). 2 Vanno contrassegnate le uscite che non siano immediatamente identificabili come tali o che vengano usate solo in caso di emergenza. 3 La segnaletica deve essere facilmente riconoscibile e posizionata in modo tale che chiunque, da qualsiasi posizione nel locale, possa individuare almeno un pittogramma segnaletico. 4 La segnaletica delle vie di fuga e delle uscite deve essere installata in modo unitario all interno di un unico edificio. 5 La segnaletica per identificare le vie di fuga e le uscite va collocata in posizione trasversale rispetto alla direzione da seguire, in modo tale che in caso di incendio non venga prematuramente oscurata dal fumo ed ad almeno 0.5 m dal soffitto in ambienti dove vi è rilevante presenza di fumo in caso di incendio (CIE S 020/E). p Pittogramma retroilluminato d = s x p Luminanza > 2 cd/m² da tutte le direzioni rilevanti dello sguardo Colore ISO 3864 Limitazione dell abbagliamento Uniformità della luminanza all interno del rispettivo colore 10 : 1 Rapporto di luminanze 5 : 1 luminanza bianca luminanza verde 15 : 1 Velocità di accensione Entro 5 secondi > 50 %, entro 60 secondi al 100 % dell illuminamento previsto d d distanza di riconoscimento in m p altezza del pittogramma s costante: 100 per pittogramma illuminato esternamente 200 per pittogramma illuminato internamente Requisiti della segnaletica di sicurezza UNI EN 1838 I pittogrammi segnaletici devono: usare un linguaggio simbolico chiaro ed univoco soddisfare requisiti fisici Lverde massimo : Lverde minimo = 10 : 1 15 : 1 < Lbianco : Lverde > 5 : 1 Lverde minimo = oppure 2 cd/m 2 Lbianco massimo : Lbianco minimo = 10 : 1 Pittogrammi illuminati esternamente Distanza di riconoscimento d [m] Lunghezza laterale minima p [mm] Pittogrammi retroilluminati o illuminati internamente Distanza di riconoscimento d [m] Secondo il D.Lgs 493/96 Allegato II art un cartello di area A è visibile fino alla distanza (tale distanza è inferiore a quanto previsto dalla UNI EN 1838 perché si riferisce a cartelli non illuminati) d= (2000*A) Lunghezza laterale minima p [mm]
17 S E G N A L E t I C A d i S I C U R E Z Z A 17 Dimensioni ed esecuzione secondo le direttive antincendio UNI EN 1838 art. 5.6 Dimensioni dei pittogrammi segnaletici illuminati e esternamente La lunghezza laterale minima p è legata alla distanza di riconoscimento massima d con la seguente formula: d p= 100 Pittogrammi illuminati esternamente Distanza di riconoscimento d [m] Lunghezza laterale minima p [mm] Dimensioni dei pittogrammi segnaletici illuminati internamente La lunghezza laterale minima p è legata alla distanza di riconoscimento massima d con la seguente formula: p= d 200 Pittogrammi illuminati internamente Distanza di riconoscimento d [m] Lunghezza laterale minima p [mm] Dimensioni dei pittogrammi segnaletici non illuminati In questo caso la superficie minima A dipende dalla distanza di riconoscimento massima d con la seguente formula: d A> (distanza max. 50 m) Pittogrammi non illuminati Distanza di Superficie [m²] riconoscimento d [m] 10 0, , ,200 Ulteriori spiegazioni sulla segnaletica di sicurezza La segnaletica di sicurezza con i relativi pittogrammi, è stata definita a livello europeo dalla direttiva 92/58/CEE, recepita in Italia con il decreto legislativo 14/08/96 n 493. La segnaletica di sicurezza può avere più scopi; per ogni scopo è stabilità la forma e la colorazione del cartello: per esprimere un divieto (cartello rotondo: rosso, bianco e nero) avvertire della presenza di un pericolo (cartello triangolare: giallo e nero) fornire indicazioni sulle attrezzature antincendio (cartello quadrato o rettangolare: rosso e bianco) fornire indicazioni riguardanti le uscite di sicurezza o i mezzi di soccorso (cartello quadrato o rettangolare : verde e bianco)
18 8. Apparecchi per illuminazione di sicurezza Non v è nulla che dia nell occhio ed è proprio questo che conta. Gli apparecchi per illuminazione di sicurezza non sono riconoscibili come tali bensì formano parte dell impianto d illumina zione generale. Nulla disturba l aspetto d insieme dell ambiente, l architettura conserva tutta la sua efficacia. Gli apparecchi segnaletici possiedono un design sobrio che attira l attenzione solo in caso di pericolo.
19 A p p A R E C C h i d i S I C U R E Z Z A 19 Oggi gli apparecchi di sicurezza funzionano in prevalenza con lampade fluorescenti o compatte particolarmente economiche. I reattori elettronici (EVG) aumentano l economicità e consentono l esercizio a tensione continua o alternata. Aspetti fondamentali nella costruzione e produzione di apparecchi di qualità: Funzionamento economico Alta qualità illuminotecnica e funzionalità Sicurezza meccanica ed elettrotecnica Materiali d alta qualità Semplicità di montaggio e di manutenzione Conformità alle normative Normative Gli apparecchi di sicurezza devono essere conformi a tutti i requisiti e collaudi previsti dalle norme UNI EN La conformità deve essere certificata e documentata. Gli apparecchi devono essere facili da identificare e costantemente contrassegnati dal colore verde/bianco nonché dal numero di distribuzione e circuito. NOT SECOURS Le lampade destinate all illuminazione generale e quelle per la luce di sicurezza possono essere alloggiate all interno dello stesso apparecchio purchè siano separate. I portalampada dell illuminazione di sicurezza devono essere contrassegnati in verde. Requisiti degli apparecchi per illuminazione di emergenza e segnaletica: UNI EN 1838 UNI EN UNI EN Per evidenziare meglio i punti pericolosi si possono impiegare in aggiunta apparecchi di sicurezza montati vicino al pavimento.
20 9. Requisiti per determinati impieghi e tipi di edifici Tipo di ambiente Disposizioni legislative e regolamentari Norme o guide tecniche Caratteristiche richieste Tempo di intervento Autonomia Illuminamento Tempo di ricarica Commenti Abitazioni Accademie Affittacamere Agenzie bancarie Alberghi Alloggi agroturistici Ambulatori medici veterinari Appartamenti Archivi Ascensori DM 14/6/1989 n.236 artt e DPR 30/4/1999 n. 162 All. 1 artt. 4.8 e 4.9 Guida CEI art. 8.5 Guida CEI art h 12 h Consiglia l'installazione di un apparecchio di emergenza autonomo in prossimità del centralino (quadretto) e lampade ad accensione automatica estraibili nelle varie stanze e corridoi come illuminazione di riserva (non di sicurezza).. Ved. anche Edifici civili. Ved. Edifici scolastici Ved. Attività alberghiere 1 h Adeguato L'illuminazione di sicurezza è consigliata nei locali frequentati dal pubblico. Ved. Attività alberghiere Ved. Attività alberghiere Ved. Locali ad uso medico Ved. Abitazioni Ved. Edifici pregevoli per arte o storia 3 h Negli edifici privati e di edilizia pubblica sovvenzionata e agevolata ai fini del superamento e dell'eliminazione delle barriere architettoniche. È richiesta un'illuminazione di emergenza. Il tempo di funzionamento deve essere sufficiente per consentire il normale svolgimento delle operazioni di soccorso. UNI EN 81-1 e 81-2 art UNI EN art h Almeno una lampada da 1 W L'accumulatore che alimenta la lampada deve essere dotato di un dispositivo di ricarica automatica. UNI EN (CEI ) art Per le caratteristiche dell'illuminazione di sicurezza antipanico rimanda alla norma UNI EN Asili infantili Attività alberghiere (> 25 posti letto) DM 9/4/1994 AlI. art. 9 Ved. Edifici scolastici 0,5 s 1 h 5 lx 12 h Il dispositivo di carica degli accumulatori deve essere di tipo automatico. Questo decreto abroga tutte le precedenti disposizioni tecniche in materia. Guida CEI art ,5 s 1 h 5 lx 12 h L'illuminazione di sicurezza deve interessare tutti i locali ai quali ha accesso il pubblico, i locali tecnologici ad alto rischio nei quali opera il personale, i percorsi per raggiungere le uscite di sicurezza e la relativa segnaletica. Auditori Ved. Locali di pubblico spettacolo Autorimesse (> 300 veicoli) DM 1/2/1986 art. 5.2 Immediato 5 lx Autorimesse senza rampa con accesso da montauto ( > 30 veicoli) TuttoNormel, illuminazione di sicurezza (nuova edizione, 2007) 30 mi (1)
21 A p p A R E C C h i d i S I C U R E Z Z A 21 Tipo di ambiente Disposizioni legislative e regolamentari Norme o guide tecniche Caratteristiche richieste Tempo di intervento Autonomia Illuminamento Tempo di ricarica Commenti Aziende con più di 500 dipendenti Banche DM 8/3/1985 Allegato A, punto 8 Allegato B, punto 89 Adeguata Adeguato Ved. anche Luoghi di lavoro (2) Ved. Agenzie bancarie Bar Guida CEI art Biblioteche 1 Adeguato L'illuminazione di sicurezza è consigliata nella zona del banco di mescita e nelle aree aperte al pubblico. (3) Ved. Edifici pregevoli per arte e storia Cabine ed officine elettriche DPR 27/4/1955 n. 547, art. 341 CEI 11-1 art Deve essere predisposta una illuminazione sussidiaria indipendente. L'impianto di illuminazione di sicurezza, se ritenuto necessario, può essere realizzato con impianto fisso o con apparecchi elettrici portatili. Cantieri edili CEI 64-8/7 art (Commenti) Case da gioco Case di cura private Case vacanza Raccomanda di prevedere l'illuminazione nelle zone particolarmente scure dei cantieri, allo scopo di indicare le vie di esodo se viene a mancare l'illuminazione ordinaria. Ved. Locali di pubblico spettacolo Ved. anche Ospedali Ved. Locali ad uso medico Ved. Attività alberghiere Centrale im pianto rilelvazione ed allarme incendio UNI 9795 art Immediato È richiesta l'illuminazione di sicurezza del locale di installazione della centrale antincendio. Centri commerciali Guida CEI artt. 8.2 e 9.5 0,5 s 1 h Intervallo giornaliero di chiusura del locale L'impianto di illuminazione di sicurezza deve interessare tutti i locali a cui ha accesso il pubblico o in cui opera il personale. Ved. anche Grandi magazzini Cinematografi Ved. Locali di pubblico spettacolo Circhi Ved. Locali di pubblico spettacolo Cliniche Ved. Ospedali Collegi Ved. Edifici scolastici Collezioni Ved. Edifici pregevoli per arte e storia Depositi gas naturale liquido Discoteche UNI EN 1473 art L'illuminazione di emergenza deve essere alimentata da una sorgente elettrica, alimentata in continuo da batterie munite di inverter. Ved. Locali di pubblico spettacolo Distributori stradali di GPL Dormitori DPR 24/10/2003 n. 340 AlI. art. 9 1 h 5 lx L'illuminazione di sicurezza deve essere prevista nel locale gestore (dove devono essere tenute disponibili e sottocarica almeno due lampade portatili autoalimentate con autonomia non minore di 60 min). Ved. Attività alberghiere TuttoNormel, illuminazione di sicurezza (nuova edizione, 2007)
22 Tipo di ambiente Disposizioni legislative e regolamentari Norme o guide tecniche Caratteristiche richieste Tempo di intervento Autonomia Illuminamento Tempo di ricarica Commenti Edifici civili DM 16/5/1987 n. 246 AlI. art. 5 (4) Tempo di sfollamento Adeguato Si applica agli edifici destinati a civile abitazione con altezza uguale o superiore a 12 m. L'illuminazione di sicurezza è obbligatoria per gli edifici con altezza oltre 32 m. Guida CEI art lx presso scale e porte 2 lx in ogni altro ambiente L'illuminazione di sicurezza è obbligatoria per gli edifici di altezza superiore a 32 m e raccomandata per quelli di altezza compresa tra 24 m e 32 m. Ved. anche Abitazioni Edifici pregevoli per arte o storia destinati a musei esposizioni o mostre (5) DM 20/5/1992 n. 569, art. 8 Il sistema di illuminazione di sicurezza deve indicare i percorsi di deflusso delle persone e le uscite di sicurezza. Edifici pregevoli per arte o storia destinati a biblioteche ed archivi (5 ) DPR 30/6/1995 n. 418 artt. 6, 10 Tempo di sfollamento Adeguato Nelle sale di lettura e negli ambienti in cui è prevista la presenza del pubblico deve essere installato un sistema di illuminamento di sicurezza per il tempo necessario a consentire l'evacuazione di tutte le persone che si trovano nel complesso. Edifici pregevoli per arte o storia (5) CEI artt. 4.2, 4.3, 4.5 e 4.6 0,5 s 1 h 2 lx per gli ambienti aperti al pubblico 5 lx uscite, uscite di sicurezza e zone di deflusso Intervallo giornaliero di chiusura del locale Il sistema di illuminazione di sicurezza deve garantire l'illuminazione delle vie di esodo e delle uscite di sicurezza per il, tempo necessario all'evacuazione delle persone che si trovano nel complesso. L'illuminazione di sicurezza è prescritta in tutti i locali aperti al pubblico o dove sono installati dispositivi di video controllo, oppure dove si possano determinare pericoli per le persone o alle opere oggetto di tutela. Edifici scolastici DM 8/3/1985 Allegato A, punto 8 Allegato B, punto 85 Adeguata Adeguato (2) DM 26/8/1992 Allegato, punto min 5 lx 12 h Il decreto impone l'obbligo di prevedere un impianto elettrico di sicurezza, che alimenti l'illuminazione di sicurezza e il sistema di allarme. Deve essere possibile anche alimentare l'impianto elettrico di sicurezza mediante un comando manuale. Il dispositivo di carica degli accumulatori deve essere di tipo automatico. Per le scuole di tipo 0 (presenze effettive contemporanee di alunni e personale docente e non docente < 100) l'illuminazione di sicurezza non è obbligatoria. (6) Guida CEI art. 8.2 UNI art min 5 lx 12 h Fornisce indicazioni sull' illuminazione di sicurezza di aule magne e impianti sportivi. Richiede la predisposizione di un'illuminazione di emergenza ed antipanico nei vari locali, nel rispetto del DM 26/8/1992 e della norma UNI EN Empori Esposizioni Ved. Grandi magazzini Ved. Edifici pregevoli per arte o storia TuttoNormel, illuminazione di sicurezza (nuova edizione, 2007)
23 A p p A R E C C h i d i S I C U R E Z Z A 23 Tipo di ambiente Disposizioni legislative e regolamentari Norme o guide tecniche Caratteristiche richieste Tempo di intervento Autonomia Illuminamento Tempo di ricarica Commenti Gallerie ferroviarie DM 28/10/2005 AlI. art lx medi (1 lx minimo) L'illuminazione di sicurezza è richiesta lungo i percorsi d'esodo. Gallerie stradali DM 14/9/2005 artt. 1, 2 UNI art min 1 cd m² L'illuminazione di sicurezza è richiesta nelle gallerie > 400 m (500 m per il DM 14/9/2005) e con velocità massima > 70 km/h. Grandi magazzini Gruppi elettrogeni DM 8/3/1985 Allegato A, punto 8 Allegato B, punto 87 Circ. MI 31/8/1978 n. 31 AlI. art. 4.2 Circ. MI 8/7/2003 n. 12 Adeguata Adeguato Il decreto si applica a locali con superficie lorda 400 m², comprensiva dei servizi e dei depositi. (2) Ved. anche Centri commerciali L'illuminazione di sicurezza deve essere sempre garantita (non deve essere esclusa dal comando di emergenza del locale, che arresta anche il motore). Impianti di refrigerazione e pompe di calore UNI EN art L'impianto di illuminazione di emergenza (fisso o portatile) deve permettere il funzionamento dei comandi e l'evacuazione del personale. Impianti DM 18/3/1996 sportivi (7) artt. 17 e 20 0,5 s 1 h 5 lx lungo le vie di esodo 12 h Il dispositivo di carica degli accumulatori deve essere di tipo automatico. L'illuminazione di sicurezza può essere realizzata con apparecchi di emergenza autonomi, purché abbiano autonomia superiore a 1.h. Nei complessi e impianti con capienza inferiore a 100 spettatori, l'unico obbligo imposto dal decreto è quello di garantire un illuminamento di almeno 5 lx lungo le vie di esodo. UNI EN art Immediato Deve essere prevista l'illuminazione di sicurezza per il tempo necessario a consentire l'arresto precauzionale dell' evento sportivo e salvaguardare i partecipanti (livello minimo di illuminamento e durata dell' illuminazione di sicurezza dipendono dal tipo di evento). Ved. anche Impianti sportivi per riprese TV e Luoghi di pubblico spettacolo Impianti sportivi per riprese TV UNI 9316 art. 5.2 Immediato Tempo di sfollamento 10 % illuminamento medio dell' area di gioco Ved. anche Impianti sportivi Lavori in sotterraneo DPR 27/4/1955 n. 547, art. 31 Immediato Tempo di sfollamento Adeguato L'illuminazione di sicurezza è obbligatoria per le vie e le uscite di sicurezza, per i luoghi in cui si svolgono attività pericolose, in presenza di materiali esplodenti o infiammabili e in presenza di oltre 100 lavoratori. I lavori in sotterraneo rientrano solitamente tra le attività considerate pericolose. Se l'inserimento dell'illuminazione di sicurezza non è automatico, occorre predisporre dispositivi di accensione manuali in posizioni facilmente accessibili. DPR 20/3/1956 n. 320 art. 67 Il decreto non si applica a miniere, cave, torbiere. I lavoratori devono essere provvisti di idoneo mezzo di illuminazione portatile. TuttoNormel, illuminazione di sicurezza (nuova edizione, 2007)
24 Tipo di ambiente Disposizioni legislative e regolamentari Norme o guide tecniche Caratteristiche richieste Tempo di intervento Autonomia Illuminamento Tempo di ricarica Commenti Lavori in sotterraneo (continua) Locali ad uso medico Gruppo 0 (8) DM 12/3/1959 art. 2 Il decreto si applica ai presidi medicochirurgici nei cantieri di lavoro sotterraneo. Impone la disponibilità di una lampada ad accumulatore. CEI Nessuna prescrizione Locali ad uso medico Gruppo 1 (8) CEI art s ( 0,5 s per le lampade scialitiche) 24 h almeno un apparecchio di illuminazione per ogni locale 6 h L'autonomia può essere ridotta ad 1 h se le attività che si svolgono lo consentono e se è possibile in tale tempo l'evacuazione dei locali Locali ad uso medico Gruppo 2 (8) CEI art s ( 0,5 s per le lampade scialitiche) 24 h ( 3 h per le lampade scialitiche almeno il 50 % degli apparecchi di illuminazione del locale (100 % lampada scialitica) L'autonomia può essere ridotta ad 1 h se le attività che si svolgono lo consentono e se è possibile in tale tempo l'evacuazione dei locali. L'autonomia della lampada scialitica può essere ridotto ad 1 h se può essere commutata su un'altra sorgente di sicurezza. Ved. anche Ospedali Locali ad uso estetico (9) Ved. Locali adibiti ad uso medico Locali di pubblico spettacolo (10) DM 19/ art. 7 Allegato: titolo XIII, titolo XVII, titolo XIX 0,5 s 1 h 5 Ix lungo le vie di uscita 2 lx negli altri ambienti accessibili al pubblico 12 h Il dispositivo di ricarica degli accumulatori deve essere di tipo automatico. L'illuminazione di sicurezza può essere realizzata con lampade ad alimentazione autonoma, purché abbiano autonomia superiore a I h. Sulle uscite di sicurezza deve essere installata, e restare sempre accesa, una segnaletica di tipo luminoso, alimentata sia dal circuito normale che da quello di emergenza. Gli impianti elettrici dei locali esistenti dovevano essere adeguati entro 3 anni dall'entrata in vigore del decreto (scadenza il 27/9/1999). Il decreto abroga tutte le precedenti disposizioni di prevenzione incendi. CEI artt e ,5 s 1 h 5 lx presso scale e porte 2 lx altri locali cui ha accesso il pubblico Intervallo giornaliero di chiusura del locale L'impianto di sicurezza deve essere indipendente da qualsiasi altro impianto elettrico del locale. È possibile alimentare l'impianto di sicurezza con un generatore autonomo di energia. Tale generatore deve avere una potenza almeno uguale a 1,25 volte quella dell'impianto di sicurezza che alimenta. È possibile realizzare l'illuminazione di sicurezza con apparecchi di illuminazione autonomi. Ved. anche Impianti sportivi Luoghi di culto in edifici pregevoli per arte e storia (11) Luoghi di culto in edifici non pregevoli per arte e storia (11) Ved. Edifici pregevoli per arte o storia (6) TuttoNormel, illuminazione di sicurezza (nuova edizione, 2007)
25 A p p A R E C C h i d i S I C U R E Z Z A 25 Tipo di ambiente Disposizioni legislative e regolamentari Norme o guide tecniche Caratteristiche richieste Tempo di intervento Autonomia Illuminamento Tempo di ricarica Commenti Luoghi di lavoro DPR 27/ n. 547, art. 31 Immediato Tempo di sfollamento Adeguato L'illuminazione di sicurezza è obbligatoria per le vie e le uscite di sicurezza, per i luoghi in cui si svolgono attività pericolose, in presenza di materiali esplodenti o infiammabili e in presenza di oltre 100 lavoratori. Se l'inserimento dell'illuminazione di sicurezza non è automatico, occorre predisporre disposilivi di accensione manuali in posizioni facilmente accessibili. DM 8/3/1985 Allegato A, punto 8 Allegato B, punto 89 DLgs 19/9/1994 n. 626 art. 33, comma 1, punto 11 art. 33, comma 8, punto 3 (12) DM 10/ Allegato III punti 3.12 e 3.13 Adeguata Adeguato Per aziende e uffici nei quali siano occupati più di 500 addetti. (2) Adeguato Devono essere dotati di illuminazione sicurezza: i luoghi in cui vengono svolte lavorazioni rischiose; le vie e le uscite di emergenza. Adeguato Le vie di uscita devono essere chiaramente segnalate. Deve essere previsto un sistema di illuminazione di sicurezza ad inserimento automatico. Magazzini di vendita o esposizione Guida CEI art Ved. Grandi magazzini e Centri commerciali Magazzini merci È consigliata l'installazione di punti luce di sicurezza. Se il magazzino è destinato contenere merci soggette a prescrizioni di sicurezza contro l'incendio o l'esplosione occorre verificare se l'impianto elettrico è soggetto rispettivamente alla norma CEI 64-8, Sez. 751, o alla norma CEI Mense Metropolitane DM 11/1/1988 Allegato A punti 6.2.4, e Ved. Ristoranti 3s 2 h 5 lx L'illuminazione di sicurezza è obbligatoria nelle stazioni, nelle gallerie e in tutte le aree aperte al pubblico o in cui opera il personale. UNI 8097 art L'illuminazione di sicurezza nelle gallerie deve essere permanente e tale da garantire l'esodo delle persone. Montacarichi Mostre Motel Musei Negozi Guida CEI art Ved. Ascensori Ved. Edifici pregevoli per arte o storia Ved. Attività alberghiere Ved. Edifici pregevoli per arte o storia È opportuno prevedere una luce di sicurezza nel locale di vendita. Ved. anche Grandi magazzini TuttoNormel, illuminazione di sicurezza (nuova edizione, 2007)
26 Tipo di ambiente Disposizioni legislative e regolamentari Norme o guide tecniche Caratteristiche richieste Tempo di intervento Autonomia Illuminamento Tempo di ricarica Commenti Ospedali DM 8/3/11985 Allegato A, punto 8 Allegato B, punto 86 Adeguata Adeguato (2) DM 18/9/2002 Allegato punto 6 (13) 0,5 s 2 h 5 lx (a 1 m dal piano di calpestio) 12 h Lungo Tevie di uscita e nelle aree di tipo C e D (14) CEI 64-8/7 art Ved. Locali ad uso medico Ostelli Palazzetti dello sport Parchi di divertimento Pensioni Pinacoteche Piscine Accordo 16/1/2003 Ved. Attività alberghiere Ved. Impianti sportivi Ved. Impianti sportivi per riprese TV Ved. Circhi Ved. Attività alberghiere Ved. Edifici pregevoli per arte o storia Richiede l'illuminazione di sicurezza. Ved. anche Impianti sportivi Pompe antincendio Residence UNI 9490 art Guida CEI art. 8.5 Il locale pompe deve essere dotato di impianto di illuminazione di sicurezza (15) 0,5 s 1 h 12 h È suggerita l'installazione di un apparecchio di illuminazione di sicurezza autonomo ricaricabile in prossimità della porta di ingresso di ogni appartamento (un secondo apparecchio può essere posizionato nelle cucine degli appartamenti più grandi). Ved. anche Attività alberghiere Rifugi alpini ( > 25 posti letto) DM 9/4/1994 Ali. art. 26 0,5 s 1 h 5 lx 12 h Il decreto impone l'adeguamento dei rifugi di cat. B, C, D e E esistenti entro 5 anni dalla sua entrata in vigore (scadenza il 4/06/1999). Il dispositivo di carica degli accumulatori deve essere di tipo automatico. Il decreto abroga tutte le disposizioni tecniche in materia. Ristoranti Sale cinematografiche Sale convegni Sale da ballo Scuole Spettacoli viaggianti Guida CEI art h Adeguato L'illuminazione di sicurezza è consigliata negli ambienti aperti al pubblico. (3) Ved. Locali di pubblico spettacolo Ved. Locali di pubblico spettacolo Ved. Locali di pubblico spettacolo Ved. Edifici scolastici Ved. Locali di pubblico spettacolo Stabilimenti per lo sviluppo e la stampa di pellicole cinematografiche DM 8/3/1985 Allegato A, punto 8, Allegato B, punto 52 Adeguata Adeguata (2) Stadi Ved. Impianti sportivi e Impianti sportivi per riprese TV TuttoNormel, illuminazione di sicurezza (nuova edizione, 2007)
27 A p p A R E C C h i d i S I C U R E Z Z A 27 Tipo di ambiente Disposizioni legislative e regolamentari Norme o guide tecniche Caratteristiche richieste Tempo di intervento Autonomia Illuminamento Tempo di ricarica Commenti Strutture sanitarie Ved. Locali ad uso medico e Ospedali Strutture sotterranee polifunzionali Supermercati Teatri e/o teatri tenda CEI UNI UNI EN (CEI 11-46) La galleria deve essere provvista di un sistema di illuminazione ordinaria e di un sistema di illuminazione di sicurezza. Il sistema di illuminazione di sicurezza, dovendo operare anche in situazione di emergenza, deve essere adatto per la zona I (pericolo d'esplosione) di cui alla norma CEI EN Ved. Grandi magazzini e Centri commerciali Ved. Locali di pubblico spettacolo Teatri per posa TV e cinematografici DM 19/8/1996 art. 7, Titolo XIII, Titolo XVII, Titolo XIX 0,5 s 1 h 5 lx lungo le vie di uscita. 2 lx negli altri ambienti accessibili al pubblico 12 h L'illuminazione di sicurezza può essere realizzata con lampade ad alimentazione autonoma, purché abbiano autonomia superiore a I h. Sulle uscite di sicurezza deve essere installata, e restare sempre accesa, una segnaletica di tipo luminoso, alimentata sia dal circuito normale che da quello di emergenza. Il dispositivo di ricarica degli accumulatori deve essere di tipo automatico. Gli impianti elettrici dei locali esistenti dovevano essere adeguati entro 3 anni dall'entrata in vigore del decreto (scadenza il 27/09/1999). Il decreto abroga tutte le precedenti disposizioni di prevenzione incendi Uffici DM 22/2/2006 All. art Velodromi Villaggi albergo e/o turistici (17) 0,5 s 2 h 5 lx 12 h L'illuminazione di sicurezza è richiesta negli uffici nuovi con oltre 100 persone presenti. (16) L'autonomia minima è ridotta ad 1 h nel caso di apparecchi autonomi. Ved. Impianti sportivi Ved. Impianti sportivi per riprese TV Ved. Attività alberghiere e Residence TuttoNormel, illuminazione di sicurezza (nuova edizione, 2007) Legenda: : il valore della caratteristica dell'illuminazione di sicurezza non è specificato nel documento considerato Accordo: Accordo Conferenza Stato- Regioni; Circ. MI: Circolare del Ministero dell'interno; DLgs: Decreto legislativo; DM: Decreto ministeriale; DPR: Decreto del Presidente della Repubblica. Note: (1) Le autorimesse senza rampa con accesso da montauto con capacità di parcamento > 30 auto sono vietate perché ritenute troppo pericolose. (2) Il DM 8/3/1985 è superato da disposizioni di prevenzione incendi successive. (3) La stessa indicazione è riportata nella guida CEI (4) Le disposizioni riportate si applicano esclusivamente alle vie di uscita (atrio, scale, pianerottoli e corridoi) e non alle singole abitazioni (in base all'art. 8, comma I, dello stesso decreto anche in edifici preesistenti). (5) Sono da ritenersi "edifici pregevoli per arte e storia" gli edifici soggetti a tutela ai sensi del DLgs 22/1/2004 n. 42. (6) Bisogna valutare caso per caso la necessità dell'illuminazione di sicurezza e le sue caratteristiche in base al numero di persone (panico) e alla difficoltà di uscita (vie di esodo). (7) Il DM 18/3/1996 si applica agli impianti sportivi nuovi nei quali si svolgono manifestazioni e/o attività sportive regolate dal CONI e dalle Federazioni Sportive Nazionali riconosciute dal CONI, riportate nell'allegato al decreto stesso. Si applica anche negli impianti sportivi esistenti dove si realizzano varianti distributive e/o funzionali. Se la struttura viene usata per uno spettacolo pubblico si applicano anche le disposizioni riportate alla voce Locali di pubblico spettacolo. (8) Per le prescrizioni di prevenzione incendi del DM 18/9/2002 vedasi quanto detto alla voce Ospedali. (9) Per locali ad uso estetico, soggetti alla norma CEI 64-8, Sez. 710, si intendono i locali in cui un estetista abilitato ai sensi della legge 1/90 esegue trattamenti estetici mediante apparecchi elettrici ad uso estetico. (10) Per l'illuminazione di sicurezza nei locali di pubblico spettacolo vedasi anche la guida CEI 64-54, artt e 3.7. Per le attività di spettacolo viaggiante vedasi anche il DM 18/ (11) Gli edifici destinati al culto non sono da ritenere "luoghi di pubblico spettacolo", circ. MI 17/12/1986. (12) Il DLgs 626/94 si applica a tutti gli ambienti riortati nella presente tabella che siano luoghi di lavoro. (13) Non si applicano le prescrizioni del DM 18/9/2002 relative all'illuminazione di sicurezza a: ambulatori medici di superficie non superiore a 500 m² (sia esistenti che di nuova costruzione); ospedali e case di cura fino a 25 posti letto che erogano prestazioni a ciclo diurno (day-hospital), sia esistenti che di nuova costruzione, di superficie non superiore a 500 m²; case di cura esistenti fino a 25 posti letto, che erogano prestazioni in regime residenziale a ciclo continuativo, di superficie non superiore a 500 m². (14) Le aree di tipo C sono costituite dai locali destinati a prestazioni medico-sanitarie di tipo ambulatoriale (ambulatori, centri specialistici, centri di diagnostica, consultori, ecc.) in cui non è previsto il ricovero, quelle di tipo D dai locali destinati a ricovero in regime ospedaliero elo residenziale, nonché adibiti ad unità speciali (terapia intensiva, neonatologia, reparto di rianimazione, sale operatorie, terapie particolari, ecc.). (15) L'illuminazione di sicurezza del locale pompe non è richiesta dalla norma UNI EN 12845, che dal 1/10/2007 sostituisce la norma UNI (16) Nel caso di adeguamento di uffici esistenti, l'illuminazione di sicurezza è richiesta solo per gli uffici con oltre 500 persone presenti. (17) Per l'illuminazione di sicurezza sulle navi passeggeri adibite a viaggi nazionali, si rimanda al DLgs 4/2/2000 n. 45 e successive modifiche ed integrazioni.
28 10. Panoramica delle normative Norme Generali a livello mondiale ISO Organizzazione internazionale per le Standardizzazioni Europa CEN Comitato Europeo di Normazione Italia UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione Settore elettrotecnico IEC International Electrotechnical Commission CENELEC Comitato Europeo di Normazione Elettrotecnica CEI Comitato Elettrotecnico Italiano Una serie di leggi e decreti specifici e di dettaglio regolamentano la materia normativa elettrica italiana. Tra cui Legge /03/68 (regola d arte) sino al recente D.M. 37/08 in tema di sicurezza. Panoramica Legislativa e Normativa Italiana Norme CEI Norma CEI 11-1 Norma CEI UNI (UNI EN 70029) Norma CEI 64-8/7 Norma CEI Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kv in corrente alternata. Strutture sotterranee polifunzionali per la coesistenza di servizi a rete diversi. Progettazione, costruzione, gestione e utilizzo. Criteri generali e di sicurezza. Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua. Parte 7: Ambienti ed applicazioni particolari. Impianti elettrici negli edifici pregevoli per rilevanza storica e/o artistica. Norme UNI Norma UNI EN 81-1 Norma UNI EN Norma UNI EN Norma UNI EN 1473 Norma UNI 8097 Norma UNI 9316 Norma UNI 9795 Norma UNI Norma UNI Norma UNI EN Regole di sicurezza per la costruzione e l installazione degli ascensori e montacarichi. Regole per la costruzione e l installazione degli ascensori. Ascensori esistenti: Regole per il miglioramento della sicurezza degli ascensori per passeggeri e degli ascensori per merci esistenti. Impianti di refrigerazione e pompe di calore. Requisiti di sicurezza ed ambientali Installazione in sito e protezione delle persone. Installazioni ed equipaggiamenti per il gas naturale liquefatto (GNL). Progettazione delle installazioni di terra. Metropolitane Illuminazione delle metropolitane in sotterranea ed in superficie. Impianti sportivi Illuminazione per le riprese televisive a colori. Sistemi fissi automatici di rilevazione, di segnalazione manuale e di allarme incendio. Sistemi dotati di rilevatori puntiformi di fumo e calore, rilevatori ottici lineari di fumo e punti di segnalazione manuali. Luce e illuminazione locali i scolastici: criteri generali per l illuminazione artificiale e naturale. Luce e illuminazione delle gallerie. Luce e illuminazione di installazioni sportive.
29 S i s t e m i p e r I L L U M I N A Z I O N E d i E M E R G E N Z A 29 Norme e direttive tecniche DPR 320 del 20/03/56 DM 12/03/59 DM 08/03/1985 DM 01/02/86 DM 16/05/87 n.246 DM 14/06/89 n. 236 DM 20/05/92 n.569 DM 26/08/92 DM 09/04/94 DPR 30/06/95 DM 18/03/96 DLgs 14/08/96 n.493 DM 19/08/96 DM 10/03/98 DM 04/05/98 DPR 30/04/99 n. 162 DM 20/01/00 DM 09/05/01 DM 29/05/02 DM 18/09/02 DPR 24/10/03 n. 340 DM 14/09/05 DM 28/10/05 DM 22/ 02/06 D.M. 37 del 22/01/08 Norme per la prevenzione degli infortuni e l igiene del lavoro in sotterraneo Art. 67 Presidi medico-chirurgici nei cantieri per lavori in sotterraneo Art. 2 Circolare MI n. 31 MI del 31/08/78 Norme di sicurezza per installazione di motori a combustione interna accoppiati a macchina generatrice elettrica o a macchina operatrice. Modificato dalla circolare MI 08/07/03 n.12. All Cap. 4.2 Direttive sulle misure più urgenti ed essenziali di prevenzione incendi ai fini del rilascio del nullaosta provvisorio di cui alla legge 7 Dicembre 1984 n. 818 All A cap 8 Norme di sicurezza antincendi per la costruzione e l esercizio di autorimesse e simili ALL art. 5.2 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione Art. 5 Prescrizioni tecniche necessarie a garantire l accessibilità, l adattabilità e la visibilità degli edifici privati e di edilizia residenziale pubblica sovvenzionata e agevolata, ai fini del superamento e dell eliminazione delle barriere architettoniche Cap II Criteri generali di progettazione Art. 4 Criteri di progettazione per l accessibilità Art Ascensore Cap IV Specifiche soluzioni tecniche Art. 8 Specifiche funzionali e dimensionali Art Ascensore Regolamento contenente norme di sicurezza antincendio per gli edifici storici e artistici destinati a musei, gallerie, esposizioni e mostre. Norme di prevenzione incendi per l edilizia scolastica Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la costruzione e l esercizio delle attività ricettive turistico alberghiere Regolamento concernente norme di sicurezza antincendio per gli edifici di interesse storico artistico destinati a biblioteche ed archivi Circolare MI P1563/4108 del 29/08/95 Deroghe per l adeguamento delle autorimesse Norme di sicurezza per la costruzione e l esercizio degli impianti sportivi Attuazione della direttiva 92/58/CEE concernente le prescrizioni per la segnaletica di sicurezza e/o di salute sul luogo di lavoro. Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro. Disposizioni relative alle modalità di presentazione ed al contenuto delle domande per l avvio dei procedimenti di prevenzione incendi, nonchè all uniformità dei connessi servizi resi dai Comandi provinciali dei vigili del fuoco Regolamento recante norme per l attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di semplificazione dei procedimenti per la concessione del nullaosta per gli ascensori e montacarichi, nonchè della relativa licenza di esercizio. Atto di indirizzo e coordinamento recante requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per i centri residenziali di cure palliative Standard minimi dimensionali e qualitativi e linee guida relative ai parametri tecnici ed economici concernenti la realizzazione di alloggi e residenze per studenti universitari di cui alla legge 14/11/00 n. 338 Alloggi in affitto per gli anziani degli anni 2000 Disciplinare tecnico a supporto del bando di gara approvato con decreto 27/12/01 n Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione, e l esercizio delle strutture sanitarie pubbliche e private. Regolamento recante disciplina per la sicurezza degli impianti di distribuzione stradale di G.P.L. per autotrazione Accordo 16/01/03 Accordo tra il Ministro della salute, le regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano sugli aspetti igienico sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio. Norme di illuminazione delle gallerie stradali Sicurezza nelle gallerie ferroviarie Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per la progettazione, la costruzione e l esercizio di edifici e/o locali destinati ad uffici Regolamento concernente l attuazione dell articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all interno degli edifici (Gazzetta ufficiale 12/03/2008 n. 61).
30 11. Informazioni generali Sorgenti di alimentazione di sicurezza EB Impianto a batteria singola EB È composto da una batteria che non richiede manutenzione, da un dispositivo di carica e di controllo Alimenta il pittogramma retroilluminato oppure un altro dispositivo di sicurezza LPS LPS (Sistema Low Power) Impianto a batteria di gruppo Potenza d uscita limitata È composto da una batteria, da un dispositivo di carica e di controllo Alimenta i necessari dispositivi di sicurezza con una potenza impegnata fino a 1500 W e 1 ora di autonomia nominale CPS CPS (Sistema Central Power) Impianto a batteria centrale Accumulatore senza limitazione di potenza È composto da una batteria, da un dispositivo di carica e di controllo Alimenta i necessari dispositivi di sicurezza UNI EN (CEI ) SA (apparecchio di illuminazione di emergenza sempre acceso) SE (apparecchio di illuminazione di emergenza acceso in situazione di sola emergenza) L illuminazione di sicurezza deve intervenire automaticamente al mancare dell illuminazione ordinaria (UNI EN art. 5.2) anche per un guasto localizzato (circuito terminale) e non solo per mancanza di alimentazione generale. Classificazione della disponibilità: CEI 64-8 sez 352 di continuità : quando l alimentazione agli apparecchi di illuminazione di sicurezza non presenta interruzione ad intervento brevissimo: quando l alimentazione agli apparecchi di illuminazione di sicurezza avviene in un tempo < 0,15 s ad intervento breve: quando l alimentazione agli apparecchi di illuminazione di sicurezza è disponibile in un tempo > 0,15 s ma non > 0,5 s ad intervento medio: quando l alimentazione agli apparecchi di illuminazione di sicurezza è disponibile in un tempo > 0,5 s ma non > 15 s ad intervento lungo quando l alimentazione agli apparecchi di illuminazione di sicurezza è disponibile in un tempo > 15 s
31 Requisiti dell illuminazione di sicurezza S i s t E M I p e r I L L U M I N A Z I O N E d i E M E R G E N Z A 31 EB LPS CPS Limitazione della potenza nessuna 1500 W 1h / 500 W 3h nessuna Requisiti delle batterie Batterie conformi a UNI EN A1, CEI Batterie chiuse, che non richiedano manutenzione e stagne ai gas, con una durata minima di 4 anni. Una batteria può alimentare al massimo 2 lampade. Tempo di carica Batterie fisse, in costruzioni chiuse, che non richiedano manutenzione per almeno tre anni. Durata d impiego: 5 anni a 20 C (ovvero conf. UNI EN ). Batterie fisse in costruzioni chiuse. Non sono consentite batterie con starter. Durata d impiego: 10 anni a 20 C (ovvero conf. UNI EN ). 20 h per il 90 % dell autonomia nominale 12 h per raggiungere come minimo l 80 % dell autonomia prevista Protezione contro la scarica eccessiva 12 h per raggiungere come minimo l 80 % dell autonomia prevista necessaria per oltre due celle necessaria necessaria Criteri di commutazione Il sistema di alimentazione di sicurezza deve provvedere ad alimentare autonomamente i necessari dispositivi di sicurezza di un impianto o di sue parti nel momento in cui la tensione di rete scende sotto la soglia nominale dell 80 % per oltre 0,5 secondi (UNI EN ). Accensione dell illuminazione di sicurezza Al mancare della tensione di rete/in mancanza dell illuminazione ordinaria In caso di collegamento in servizio permanente, è necessario sorvegliare l alimentazione generale sulla distribuzione principale dell alimentazione di sicurezza. Quando ritorna la rete generale dopo un blackout, questa dovrà reinserirsi autonomamente. In caso di collegamento in emergenza, è necessario sorvegliare l alimentazione della luce generale all interno della derivazione per la parte interessata. Se un qualsiasi disturbo può far sì che la luce generale manchi portando l illuminamento a scendere sotto la soglia minima prevista, sarà necessario includere nella sorveglianza anche il dispositivo di protezione o il comando. La luce di sicurezza si deve disattivare autonomamente quando ritorna la tensione di rete sulla derivazione o sul circuito sorvegliato. Si presti comunque attenzione alla riaccensione delle lampade per la luce generale e a come procedere nei locali che vanno oscurati. In presenza di tensione di rete sulla derivazione principale della luce di sicurezza, è necessario che quest ultima sia alimentata dalla rete generale. Impianto di utenza Mancando il circuito dell illuminazione generale, si deve oppure che si accenda l illuminazione di sicurezza. Blocco dell impianto Nelle zone dove l illuminazione generale viene spenta in determinati orari, si deve impedire che si accenda o si scarichi la sorgente che alimenta l illuminazione di sicurezza associata all adozione di un adeguato dispositivo di controllo. La carica delle batterie (ad es. apparecchi a batteria singola) non deve essere interrotta. Dispositivo di controllo automatico con registrazione centrale UNI consigliabile per > 50 apparecchi d illuminazione consigliabile per > 50 apparecchi d illuminazione consigliabile per > 50 apparecchi d illuminazione Dispositivo di segnalazione Il funzionamento e i disturbi di un alimentazione per scopi di sicurezza devono essere segnalati opportunamente. Le segnalazioni di allarme devono essere identificabili in modo univoco.
32 12. Zone di montaggio Esempio d installazione Esempio di posizionamento: La sorgente centralizzata di alimentazione dei servizi di sicurezza deve essere installata a posa fissa in un luogo appropriato accessibile solo a persone addestrate CEI 64-8 art Non deve inoltre essere influenzata negativamente dai guasti all alimentazione ordinaria CEI 64-8 art Per garantire il rispetto di tali condizioni, la sorgente deve essere installata in un locale possibilmente dedicato ad essa, separato dalla cabina elettrica (cabina di trasformazione e/o locale quadri) in modo che un incendio nella cabina non metta fuori servizio anche l illuminazione di sicurezza. Aerazione CPS Impianti di bassa tensione Sorgente di alimentazione di sicurezza Variante 1: impianto di emergenza collocato liberamente nel locale di distribuzione. Distanza dalla distribuzione principale minimo 80 cm. Porta EI 30 (nbb) Variante 2: impianto di emergenza collocato direttamente accanto alla distribuzione o alla derivazione. La separazione deve essere come minimo EI 60 (icb). Alimentazione EW Misurazione Uscite generali Derivazione CPS El 60 (icb) La sorgente centralizzata per l illuminazione di sicurezza (costituita da una batteria di accumulatori, da un UPS o da un soccorritore) può tuttavia essere installata in un semplice armadio purchè il caricabatterie abbia una potenza fino a 3kVA e le batterie siano di tipo chiuso (regolate a valvole).
33 A L I M E N T A Z I O N E D I S I C U R E Z Z A 33 Resistenza al fuoco CEI 64-8 art Per i servizi di sicurezza che devono funzionare in caso di incendio, tutti i componenti elettrici devono presentare sia per costruzione sia (oppure) per installazione, una resistenza al fuoco di durata adeguata. Inoltre alcune specifiche disposizioni normative e di prevenzione incendi indicano i servizi di sicurezza che devono continuare a funzionare durante un incendio. Considerazioni progettuali: Le sorgenti di alimentazione e gli apparecchi in genere non hanno alcuna o ridotta resistenza al fuoco e se vi sono sottoposti smettono di funzionare. Bisogna quindi garantire la resistenza al fuoco per installazione in particolare per la sorgente non tanto per gli apparecchi. Il circuito alimenta un apparecchio o una parte di impianto che deve continuare a funzionare in caso di incendio. Siccome gli apparecchi non hanno generalmente resistenza al fuoco la continuità di alimentazione degli stessi mediante un circuito resistente al fuoco diventa inutile. Tale considerazione è da applicarsi ai circuiti presenti nello stesso locale degli apparecchi oppure nelle loro vicinanze. Delle volte circuito di sicurezza ed apparecchio coesistono nello stesso locale a cui e destinato il servizio di emergenza in caso quindi di incendio, gli eventuali occupanti del locale hanno pochi minuti per evacuarlo risulta quindi inutile che l illuminazione di sicurezza continui per un periodo superiore allo sfollamento completo. Separazione della rete di sicurezza con unità resistenti al fuoco EI 60 (icb) Rete (derivazione) Rete di sicurezza Interruttore di sovraccorrente per illuminazione normale 2. Interruttore di sovraccorrente per rete/illuminazione di sicurezza 3. Interruttore di sovraccorrente per sorveglianza della tensione, rete e carica dell alimentazione destinata a scopi di sicurezza 4. Interruttore di sovraccorrente per unità di commutazione 5. Unità di commutazione: il contatto va realizzato a caduta 6. Alimentazione per scopi di sicurezza 7. Interruttori La resistenza al fuoco in questi casi risulta superflua. I cavi resistenti al fuoco non devono essere confusi con quelli non propaganti l incendio i quali non sono in grado di funzionare durante l incendio. Per i luoghi a maggior rischio in caso di incendio, la norma CEI 64-8 art prescrive che i circuiti di sicurezza che li attraversano devono essere resistenti al fuoco; mentre per quelli che si sviluppano al loro interno è sufficiente che siano conformi all art della norma CEI 64-8/7. Analogo ragionamento è da applicarsi ai luoghi di pubblico spettacolo CEI 64-8 art In ogni caso i circuiti di sicurezza non devono attraversare luoghi con pericolo di esplosione CEI 64-8 art
34 Raccomandazioni: Un circuito per compartimentazione, da max. 15 apparecchi per luce o segnaletica di sicurezza. Max. 300 punti luce alimentati da una sorgente di sicurezza centrale. Se i cavi superano la lunghezza di 20 m, l AICAA raccomanda un cavo di allacciamento E 30 fino alla scatola di derivazione o fino all apparecchio successivo. I corpi illuminanti e le scatole di derivazione devono essere contrassegnati/numerati opportunamente. Primo piano Scatola di derivazione standard, fusibile e selettività del circuito finale sono assicurati dalla derivazione. Compartimento tagliafuoco Compartimento tagliafuoco NOT SECOURS Piano terra Le derivazioni che alimentano ulteriori compartimentazioni vanno eseguite in versione EI 60 icb. La scatola di derivazione deve essere eseguita in E 30 e con fusibili che garantiscano la selettività del circuito per ogni uscita. Le installazioni all interno della compartimentazione possono essere eseguite con cavi standard, in un ulteriore compartimentazione però in E 30! Installazione E 30 Compartimento tagliafuoco Compartimento tagliafuoco Piano interrato Compartimentazioni Installazione E 30 fino al primo apparecchio di sicurezza, con materiale standard fra un apparecchio e l altro. ZSV ambliabile modularmente Sistema per luce di emergenza: CPS EI 60 icb Compartimento tagliafuoco
35 Tipi di cablaggi ammessi A L I M E N T A Z I O N E D I S I C U R E Z Z A 35 Indipendenza dei circuiti La norma CEi 64-8 art definisce: I circuiti di alimentazione dei servizi di sicurezza devono essere indipendenti dagli altri circuiti ; più circuiti sono tra loro indipendenti se un guasto elettrico, un intervento, una modifica su un circuito non compromette il corretto funzionamento di un altro circuito. Il circuito di sicurezza deve circuito ; fisicamente separato dagli altri circuiti (entro certi limiti) in modo da non compromettere l integrità del circuito di sicurezza a causa di un guasto o un intervento sugli altri circuiti. Sono considerati indipendenti i circuiti costituiti da: cavi posati in tubi, canali e passerelle separate; cavi unipolari posati nello stesso canale con setto separatore; cavi multipolari o cavi con guaina anche se posati nel medesimo sistema di posa; Non sono considerati indipendenti invece i circuiti cosi costituiti: cavi multipolari nello stesso tubo protettitvo o canale senza setto separatore; sbarre appartenenti allo stesso condotto sbarre (in assenza di setti di separazione); anime facenti parte di uno stesso cavo multipolare; La separazione deve essere mantenuta in tutti i punti della conduttura (cassette di derivazione ecc). Sono ritenuti sufficienti 25 cm affinchè due cavi in aria libera non costituiscono un fascio (CEI 64-8 art ) Se il circuito è costituito da cavi resistenti al fuoco, per costruzione FTG10(O)M1 0,6/1 kv non si pone il problema della sua indipendenza da altri circuiti anche se posati nello stesso tubo o canale. circuito di sicurezza circuito ordinario a) b) c) d) e) Esempi di circuiti di sicurezza indipendenti da quelli ordinari: a) cavi posati in tubi separato; b) cavi unipolari senza guaina nello stesso canale; c) cavi multipolari nello stesso canale; d) cavi unipolari con guaina nello stesso canale; e) cavo multipolare resistente al fuoco nello stesso canale con cavi unipolari senza guaina. a) b) c) d) e) f) Esempi di circuiti di sicurezza non indipendenti da quelli ordinari: a) cavi unipolari senza guaina nello stesso tubo; b) cavi unipolari senza guaina nello stesso canale (senza setto separatore); c) sbarre di uno stesso condotto sbarre; d) anime di un cavo multipolare; e) cavi unipolari senza guaina posati assieme ad un cavo resistente al fuoco; f) cavi unipolari senza guaina in tubo sotto traccia (conduttura resistente al fuoco). Separazione dei circuiti di sicurezza: a) cassette di derivazione indipendenti; b) cassette di derivazione con setti di separazione. a) b) All interno di un quadro l indipendenza di un circuito di sicurezza dagli altri riguarda anche i dispositivi di protezione e comando, se non è necessaria la resistenza al fuoco, occorre almeno interporre uno schermo tra i dispositivi di protezione del circuito di sicurezza e quelli degli altri circuiti dello stesso quadro. Se il circuito di sicurezza deve essere resistente al fuoco i dispositivi dei circuiti di sicurezza dovranno essere collocati in quadri distinti da quelli dei circuiti ordinari ed in posizione protetta dall incendio (locale o nicchia compartimentato, in locale separato ma non necessariamente compartimentato, oppure anche a vista purchè distante da sostanze combustibili e protetto da sistema di rilevazione incendi.
36 Resistenza degli isolamenti FE 180 Resistenza degli isolamenti (FE 30, FE 90, FE 180) Norma di collaudo: IEC Un singolo cavo, appeso liberamente in posizione orizzontale, viene infiammato per un tempo definito a una distanza di circa 60 cm. Si rileva il cortocircuito e l interruzione dei conduttori sottoposti a tensione nominale. Il collaudo è valido se per tutta la durata del test e per le 12 ore successive non si verifica alcuna interruzione o cortocircuito. Per esempio i cavi FE 30 superano il collaudo con 30 minuti di resistenza, i cavi FE 180 con almeno 3 ore. La sigla FE indica la durata dell effetto delle fiamme. Il collaudo di resistenza dell isolamento (FE 30, FE 90 oppure FE 180) indica dunque per quanti minuti un cavo senza carico meccanico possa resistere alle fiamme con temperatura di minimo 750 C in un ambiente asciutto con il suo isolamento minimo. Di conseguenza non è dichiarata necessariamente l esatta durata del pieno mantenimento delle funzioni in caso di incendio. Questi valori costituiscono più che altro un ausilio orientativo. Cavi di sicurezza con guaina isolante (per il funzionamento in caso di incendio) Ciò che interessa in questi cavi è il funzionamento elettrico. Infatti, in caso di incendio, il cavo mantiene le sue proprietà elettriche per un tempo definito. I cavi di sicurezza privi di alogeni FE 180/E oppure FE180/E 90, installati in sistemi portanti collaudati oppure condotti in conformità alla norma DIN 4102 parte 12, devono essere impiegati nei seguenti casi: Impianti di evacuazione di fumo e calore Impianti di rivelazione antincendio Impianti sprinkler Illuminazione di emergenza e sicurezza per vie di fuga Impianti di segnalazione e informazione per l evacuazione Comando e alimentazione di sistemi di emergenza Ascensori con funzioni di evacuazione Direttive vincolanti. Confronto delle normative Requisiti International IEC Europa CENELEC Italia CEI Altro Certificazione degli alogeni IEC UNI EN CEI 20-37/2-0 CEI 20-37/1-1 NF C Corrosività dei gas combusti IEC UNI EN (HD 602) CEI 20-37/2-2 BS 6425 Part 2 NF C Tossicità dei gas combusti Densità dei gas combusti IEC CEI 20-37/2-0 CEI 20-37/2-1 CEI 20-37/4-0 CEI 20-37/2-3 IEC UNI EN (HD 606) CEI 20-37/3-0 CEI 20-37/3-1 NES 713 NF C BS 7622 Part 1 Resistenza dell isolamento (FE) IEC UNI EN (HD 405.3) CEI UNI EN BS6387 (CWZ) Resistenza al fuoco di un cavo IEC UNI EN (HD 405.1/2) CEI BS 4066 Part 1 Resistenza al fuoco dei fasci di cavi IEC UNI EN (HD 405.3) CEI BS 4066 Part 3 Mantenimento delle funzioni (E) di impianti di cavi DIN 4102 Parte 12
37 Mantenimento delle funzioni resistenza al fuoco A L I M E N T A Z I O N E D I S I C U R E Z Z A 37 DIN 4102 parte 12, collaudo del mantenimento delle funzioni Collaudo degli impianti di cavi elettrici installati su sistemi portanti reali con fascette. Il collaudo è superato quando per la durata prevista non si verifica alcuna interruzione della corrente o cortocircuito. Tipi di impianti di cavi: Cavi a corrente di rete Cavi isolati a corrente di rete Cavi d installazione Cavi d installazione per impianti di trasmissione dati, compresi i relativi fissaggi, collegamenti e sistemi portanti Costruzione di collaudo prima del test Costruzione di collaudo dopo il test Classificazione in base alla durata del mantenimento delle funzioni > 30 minuti: E 30 > 60 minuti: E 60 > 90 minuti: E 90 Componenti di un impianto di cavi: Sistema portante Cavi Tasselli e viti collaudati contro gli incendi Direttive sugli impianti di cavi: Conformità alle norme secondo UNI EN e UNI EN Posa dei cavi protetta da cortocircuiti e con messa a terra tra la sorgente di sicurezza e il primo dei relativi dispositivi di protezione da sovracorrente nonché tra batteria e caricatore Non in prossimità di materiali combustibili I cavi dell alimentazione di sicurezza di altre zone non devono essere condotti in aree a rischio di esplosione. Cavi di sicurezza + sistema di posa = impianto di cavi conf. DIN Conduzione cavi Fascette Hermann Canale di protezione dei cavi Fascette a staffa con o senza coppa longitudinale Scanalatura cavi
38 13. Collocazione e ventilazione UNI EN (CEI 21-39) Prescrizioni di sicurezza per batterie e loro installazioni Vale per la collocazione, per l accensione e per il funzionamento di accumulatori fissi e per impianti di batterie con tensione nominale fino a 1500 V Alloggio di batterie Negli impianti di batterie è necessario garantire la protezione dal contatto diretto con tutte le parti attive: protezione tramite isolamento delle parti attive protezione tramite copertura o guaine protezione tramite ostacoli 1) protezione tramite distanza 1) Inoltre vale quanto segue per le capacità nominali > 1500 Ah: pavimentazione di resistenza elettrolitica va impedito il passaggio elettrolitico in locali adiacenti. Ventilazione Le batterie con tensione nominale fino a 60 V (bassa tensione) non richiedono protezioni dal contatto diretto. Batteria EI 60 icb Se questi requisiti non possono essere soddisfatti, vale quanto segue: locali speciali riservati alle batterie all interno di edifici zone accuratamente separate in ambienti di lavoro come uffici, capannoni o sale macchine appositi armadi o contenitori dentro o fuori da edifici vani batterie all interno di apparecchiature HVS Alla batteria E30 L installazione delle batterie, può avvenire in: Locali appositamente dedicati alle batterie (locali batterie) Zone dedicate all interno di cabine elettriche Armadi o involucri collocati all interno o all esterno degli edifici Scompartimenti all interno di apparecchiature (UPS) Norma CEI 64-8 sez. 562 commento, le batterie regolate a valvole (o aperte ma a bassa emissione di idrogeno), possono essere poste all interno di un armadio con il relativo caricabatterie di potenza fino a 3 kva Ventilazione del luogo di installazione Q = 5 * 10-5 * n * I gas * C rt Dove: Q = portata d aria di ventilazione (m 3 /h) n = numero di elementi in serie Igas = corrente di carica per ogni Ah di capacità della batteria (ma/ah) Crt = capacità della batteria (Ah) La superficie di ventilazione sarà (possibilmente con aperture contrapposte) A (m 2 ) = 28 * Q (m 3 /h) Distanza di Sicurezza Secondo la UNI EN può esserci pericolo di esplosione fino ad una distanza d (cm) dalle batterie d = 2,88 3 (n * I gas * C rt )
39 14. Sale e vani accumulatori (UNI EN ) P R O T E Z I O N E A N T I N C E N D I O 39 Requisiti costruttivi delle sale accumulatori Caratteristiche locale batterie Adeguata ventilazione per garantire la portata d aria Q ed evacuazione all esterno dell edificio. L impianto elettrico può essere ordinario purchè a distanza > d. Il pavimento deve sostenere ampiamente il peso delle batterie. Se sono installate batterie di tipo aperto il pavimento deve essere impermeabile e chimicamente resistente all elettrolito. Inoltre deve presentare una resistenza elettrica inferiore a 10 MΩ per almeno 1,25 m intorno alle batterie, per impedire l accumulo di cariche elettrostatiche sulle persone (con calzature antistatiche), ma superiore a 50 kω ai fini della protezione contro i contatti indiretti (100 kω per batterie con Vn > 500 V). Gli accessori e la componentistica interna al locale batterie, deve resistere agli effetti chimici dell elettrolito. Sono da intendersi inclusi gli altri obblighi di sicurezza generale per locali tecnici con presenza di agenti chimici (docce e protezioni). Regole generali per le batterie Devono essere facilmente accessibili e comode per la manutenzione Devono essere protette dalla caduta di oggetti, dalla penetrazione di materiali estranei e dallo sporco Devono essere protette da temperature ambiente troppo alte o basse Se possibile vanno previsti ambienti protetti dal gelo Il posizionamento deve essere antivibrazione Requisiti costruttivi dei vani accumulatori Requisiti di vani e contenitori per accumulatori Devono essere protetti da effetti elettrolitici Devono possedere aperture per la ventilazione È consentita la ventilazione naturale dei vani batterie fino a una potenza di carica di 3 kva (batterie al piombo) Per potenze di carica superiori è necessaria l aerazione tecnica verso l esterno o nel locale di montaggio Ventilazione di vani batterie Calcolo della sezione dei fori di ventilazione in sale batterie conf. UNI EN Se non si può garantire il volume d aria naturale Q è indispensabile la ventilazione tecnica. L abbinamento al sistema di ventilazione è obbligatorio con il caricatore.
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Dpr 547/1955 (infortuni sul lavoro - Testo vigente) N.d.R.: il testo è aggiornato con tutte le modifiche intervenute sino ad oggi. Tali modifiche sono state apportate da: - Dpr 19 marzo 1956, n. 302; -
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DIPARTIMENTO DEI VIGILI DEL FUOCO, DEL SOCCORSO PUBBLICO E DELLA DIFESA CIVILE DIREZIONE CENTRALE PER LA PREVENZIONE E LA SICUREZZA TECNICA AREA PREVENZIONE INCENDI AUTORIZZAZIONE ED ISCRIZIONE DEI PROFESSIONISTI

References: art. 7
 art. 9
 art. 17
 art. 9
 art. 7
 art. 9
 art. 17
 art. 6
 art. 9
 Art.4
 art. 7
 art. 9
 art. 17
 art. 6
 art. 5
 art. 8
 art. 9
 art. 5
 art. 341
 art. 9
 art. 5
 art. 8
 art. 8
 art. 4
 art. 5
 art. 31
 art. 67
 art. 2
 art. 7
 art. 31
 art. 33
 art. 33
 art. 8
 art. 26
 art. 7
 Art. 67
 Art. 2
 art. 5
 Art. 5
 Art. 4
 Art. 8
 articolo 11
 art. 5
 ART. 16