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Timestamp: 2020-08-06 20:07:15+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 25336 del 12/12/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 25336 del 12/12/2016
Cassazione civile, sez. VI, 12/12/2016, (ud. 03/11/2016, dep.12/12/2016), n. 25336
sul ricorso 2922-2015 proposto da:
presso la CORTE CASSAZIONE, rappresentato e difeso dall’avvocato
GIANCARLO NICOTERA giusta procura speciale in calce al ricorso;
COMPAGNIA ASSICURATIVA ASSITALIA LE ASSICURAZIONI D’ITALIA S.P.A.,
C.M., P.R.;
avverso la sentenza n. 2146/2014 del TRIBUNALE di CATANZARO, emessa
il 29/09/2014 e depositata il 07/10/2014;
“1. M.A. ha impugnato per cassazione la sentenza 7.10.2014 n. 2146 del Tribunale di Catanzaro.
Tale sentenza ha rigettato il gravame proposto da M.A. avverso la sentenza del Giudice di pace di Catanzaro 30.8.2011 n. 1249, con la quale era stata rigettata la domanda di risarcimento del danno da sinistro stradale proposta dall’odierno ricorrente nei confronti di C.M., P.R. e la società Affilano s.p.a..
Il giudice d’appello ha rigettato il gravame ritenendo che il sinistro fosse da ascrivere a responsabilità esclusiva di M.A..
2. Col primo motivo di ricorso il ricorrente lamenta l’illogicità e l’insufficienza della motivazione, nella parte in cui ha escluso che C.M., conducente del veicolo antagonista, nulla potesse fare per evitare l’impatto col veicolo di M.A..
Il motivo è manifestamente inammissibile, in quanto la sentenza d’appello impugnata in questa sede è stata depositata dopo l’11.9.2012. Al presente giudizio, di conseguenza, si applica il nuovo testo dell’art. 360 c.p.c., n. 5.
Le Sezioni Unite di questa Corte, nel chiarire il senso della nuova norma, hanno stabilito che per effetto della riforma “è denunciabile in cassazione solo l’anomalia motiva,zionale che si tramuta in violazione di legge costituzionalmente rilevante, in quanto attinente all’esistenza della motivazione in sè, purchè il vizio risulti dal testo della sentenza impugnata, a prescindere dal confronto con le risultanze processuali. Tale anomalia si esaurisce nella mancanza assoluta di motivi sotto l’aspetto materiale e grafico”, nella “motivazione apparente”, nel “contrasto irriducibile tra affermazioni inconciliabili” e nella “motivazione perplessa ed obiettivamente incomprensibile”, esclusa qualunque rilevanza del semplice difetto di “sufficienza” della motivazione” (Sez. U, Sentenza n. 8053 del 07/04/2014, Rv. 629830).
Nel caso di specie, per contro, il ricorrente si duole col primo motivo di ricorso proprio del modo in cui il giudice di merito ha valutato le prove a sua disposizione.
3. Col secondo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la violazione degli artt. 2727 e 2729 c.c..
Sostiene che il Tribunale avrebbe ricavato la dinamica del sinistro da presunzioni semplici non correttamente sviluppate, errando nel ritenere che l’urto avvenne prima che M.A. completasse una manovra di svolta a sinistra.
Il motivo è manifestamente infondato: gli artt. 2727 o 2729 c.c. possono infatti dirsi violati quando il giudice ne violi i presupposti applicativi (ad esempio, risalga al fatto ignorato partendo da un fatto anch’esso ignorato, ovvero muovendo da un solo indizio). Non è invece censurabile in sede di legittimità la sentenza di merito per violazione delle regole sulla prova presuntiva, per il solo fatto che gli indizi utilizzati dal giudice di merito potessero essere valutati anche in modo diverso.
Questa Corte infatti da tempo è costante nell’affermare che la valutazione della prova presuntiva sfugge al sindacato di legittimità, e che la censura per vizio di motivazione (oggi, peraltro, ammessa solo nel caso di totale mancanza od inintelligibilità della motivazione) in ordine all’utilizzo o meno del ragionamento presuntivo “non può limitarsi ad affermare un convincimento diverso da quello espresso dal giudice di merito, ma deve fare emergere l’assoluta illogicità e contraddittorietà del ragionamento decisorio, restando peraltro escluso che la sola mancata valutazione di un elemento indiziario possa dare luogo al vizio di omesso esame di un punto decisivo” (così, ex multis, Sez. 3, Sentenza n. 8023 del 02/04/2009, Rv. 607382).
4. Col terzo motivo di ricorso il ricorrente lamenta la vioalzione dell’art. 2054 c.c., comma 2. Sostiene che tale norma sarebbe stata violata perchè “dalla sentenza (impugnata) non emerge la prova contraria richiesta dall’art. 2054 c.c., comma 2″.
Il motivo è manifestamente infondato: a p. 7, terzo e quarto capoverso, della sentenza impugnata, infatti, il Tribunale ha dato conto delle ragioni per le quali ha ritenuto che la convenuta C.M. nulla abbia potuto fare per evitare il sinistro: correttamente, dunque, il Tribunale ha ritenuto superata da parte dei convenuti la presunzione di corresponsabilità di cui all’art. 2054 c.c., comma 2.
3. Il Collegio condivide le osservazioni contenute nella relazione. Il ricorso va di conseguenza dichiarato inammissibile.
4. Non è luogo a provvedere sulle spese, attesa la indefesio degli intimati.
(-) dà atto che sussistono i presupposti previsti dal D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, per il versamento da parte di M.A. di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per l’impugnazione.

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 art. 13