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Timestamp: 2018-12-11 05:08:26+00:00

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S E N T E N Z A. sul ricorso n del 2006, integrato da motivi aggiunti, proposto - PDF
S E N T E N Z A. sul ricorso n del 2006, integrato da motivi aggiunti, proposto
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1 REPUBBLICA ITALIANA N IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Reg. Sent IL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE PER LA PUGLIA N Sede di Bari - Sezione Prima Reg. Ric ha pronunciato la seguente S E N T E N Z A sul ricorso n del 2006, integrato da motivi aggiunti, proposto dalla I.P.A.S. S.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentata e difesa dall avv. Enzo Monterisi, con domicilio eletto presso lo stesso in Bari alla piazza A. Moro, 33, C O N T R O il Consorzio per lo Sviluppo Industriale e dei Servizi Reali alle Imprese di Bari, in persona del Commissario Straordinario pro tempore, rappresentato e difeso dagli avv.ti prof. Francesco Paparella e Lucrezia Prisciantelli, con domicilio eletto presso lo studio del primo in Bari alla via Venezia, 14, e nei confronti della Gestor S.p.a. e della Fidanzia Sistemi S.r.l., in persona dei rispettivi legali rappresentanti pro tempore, non costituite nel presente giudizio, per l annullamento, previa sospensione, della delibera del Commissario Straordinario nr. 408/06 del 27 settembre 2006, avente ad oggetto: approvazione gara informale per
2 l affidamento della concessione in esclusiva dell utilizzo delle aree interne degli agglomerati di Bari Modugno e Molfetta per la gestione della pubblicità e della segnaletica di indicazione ed informazione, nonché per l annullamento di tutti gli atti connessi, preordinati, precedenti, successivi e conseguenti, nonché per l accertamento del diritto della I.P.A.S. S.p.a. a essere invitata e partecipare alla gara informale, nonché ancora per il riconoscimento dei danni derivati alla ricorrente dal provvedimento impugnato. Visto il ricorso con i relativi allegati; Visto l atto di costituzione in giudizio dell Amministrazione intimata; Viste le memorie della parti a sostegno delle rispettive difese; Visti i motivi aggiunti proposti dalla ricorrente in data 30 dicembre 2006, con i quali è stato inoltre chiesto l annullamento della nota del 2 novembre 2006, prot. nr. 5480/06, con il quale il Consorzio intimato ha respinto la richiesta della I.P.A.S. S.p.a. di essere invitata alla gara; Viste altresì le ordinanze di questa Sezione nr. 806 del 22 novembre 2006 e nr. 52 del 24 gennaio 2007, con le quali sono state respinte le domande incidentali di sospensiva formulate dalla ricorrente; Visti gli atti tutti della causa; Relatore il Primo Referendario Raffaele Greco; Uditi, all udienza pubblica del 7 novembre 2007, l avv. Monterisi per 2
3 la ricorrente e l avv. Prisciantelli per l Amministrazione; Ritenuto in fatto e in diritto quanto segue: F A T T O Con ricorso notificato il 3 novembre 2006 e depositato in Segreteria in pari data, la società I.P.A.S. S.p.a., operante nel settore della pubblicità, consulenza e servizi sul territorio pugliese, ha impugnato la delibera in epigrafe meglio indicata, con la quale il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Bari (d ora in poi Consorzio ASI) ha indetto una gara informale per l affidamento della concessione in esclusiva dell utilizzo delle aree interne degli agglomerati di Bari Modugno e Molfetta per la gestione della pubblicità e della segnaletica di indicazione ed informazione, dolendosi di non esser stata invitata alla gara neanche a seguito di apposita richiesta in tal senso inoltrata all Amministrazione, una volta appreso della gara medesima. A sostegno dell impugnazione ha dedotto: 1) violazione e falsa applicazione del decreto legislativo 17 marzo 1995, nr. 157, e del decreto legislativo 12 aprile 2006, nr. 163: illegittima per ingiusta discriminazione era la previsione di restringere la gara alle sole ditte aventi sede nelle province della Puglia, poi estese a quelle delle Regioni Basilicata, Molise e Abruzzo; 2) violazione del principio comunitario ed interno della concorrenza in relazione ai canoni di efficienza, economicità e trasparenza della pubblica amministrazione; violazione del d.lgs. nr. 157/95 e del decreto legislativo 18 agosto 2000, nr. 267, e successive modifiche; violazione del d.lgs. nr. 163/2006; violazione degli artt. 43 e 55 del 3
4 Trattato CEE; eccesso di potere: illegittima era la scelta dell Amministrazione di non procedere a gara nel rispetto della normativa interna e comunitaria, selezionando in maniera arbitraria le ditte invitate, con conseguente esclusione della ricorrente. La ricorrente ha chiesto, pertanto, l annullamento dell atto impugnato, previa sospensione della sua efficacia. L Amministrazione intimata, costituitasi il 7 novembre 2006, ha con successiva memoria: - chiesto l integrazione del contraddittorio nei confronti di tutte le ditte invitate alla gara de qua; - eccepito l inammissibilità del ricorso per mancata impugnazione della nota prot. nr del 2 novembre 2006, con la quale era stata respinta la richiesta della I.P.A.S. S.p.a. di essere invitata alla gara; - sostenuto l infondatezza delle censure articolate in ricorso, essendo quella in oggetto una gara informale ai sensi dell art. 30 d.lgs. nr. 163 del Alla camera di consiglio del 22 novembre 2006, questa Sezione ha respinto la domanda di sospensiva, ritenendone insussistenti i presupposti. In data 30 dicembre 2006, la ricorrente ha depositato motivi aggiunti ritualmente notificati, con i quali ha gravato, tra l altro, anche la suindicata nota prot. nr del 2 novembre 2006, deducendo: 3) violazione e falsa applicazione del d.lgs. nr. 157/95 e del d.lgs. nr. 163/2006; illogicità, contraddittorietà, irragionevolezza e irrazionalità, ingiustizia manifesta; inesistenza dei presupposti: l Amministrazione 4
5 risultava aver violato la stessa disciplina di cui all art. 30 d.lgs. nr. 163/2006, atteso che, contrariamente a quanto affermato dallo stesso Consorzio ASI secondo cui le ditte invitate erano state selezionate con l ausilio di motori di ricerca e delle Pagine Gialle sulla base del possesso dei requisiti di partecipazione alla gara, risultava che dette ditte peraltro in numero ben superiore a quello di cinque previsto dalla citata disposizione erano quasi del tutto sprovviste dei requisiti richiesti dal bando, laddove la ricorrente, certamente reperibile dalle Pagine Gialle e da Internet fra le ditte operanti nel settore di riferimento, non era stata invitata a partecipare. Con memoria del 22 gennaio 2007, l Amministrazione resistente ha eccepito in limine l inammissibilità dei motivi aggiunti per mancato rispetto dei termini di cui all art. 23 bis della legge 6 dicembre 1971, nr. 1034, e nel merito ne ha chiesto la reiezione siccome infondati. All esito dell ulteriore udienza camerale del 24 gennaio 2007, questa Sezione ha respinto la nuova istanza cautelare di parte ricorrente. Fissata l udienza di merito, entrambe le parti, con memorie depositate il 26 e il 30 ottobre 2007, hanno insistito nelle proprie iniziali richieste. All udienza del 7 novembre 2007, la causa è stata introitata per la decisione. D I R I T T O 1. Può prescindersi dalle questioni preliminari sollevate dall Amministrazione in ordine al ricorso e ai motivi aggiunti, in quanto entrambi si appalesano infondati nel merito e pertanto 5
6 meritevoli di reiezione. 2. Ed invero, tutte le doglianze articolate dalla ricorrente in ordine alla gara di che trattasi appaiono prive di pregio alla luce della particolare natura della gara stessa, la quale come si evince dalla piana lettura della stessa delibera di indizione (cfr. allegato 4 al ricorso introduttivo) segue lo schema della gara informale di cui all art. 30, comma III, del decreto legislativo 12 aprile 2006, nr Tale modulo procedimentale, secondo l opinione preferibile, è caratterizzata da amplissima discrezionalità dell Amministrazione nella fissazione delle regole selettive, con conseguente non soggezione alle regole interne e comunitarie dell evidenza pubblica, ferma restando la sola necessità del rispetto dei principi di logicità e parità di trattamento tra i concorrenti (cfr. T.A.R. Sicilia, Catania, sez. III; 13 giugno 2005, nr. 980; T.A.R. Toscana, sez. II, 20 maggio 2002, nr. 1020). Tale discrezionalità, ad avviso del Collegio, investe a maggior ragione lo stesso momento della scelta delle ditte da invitare alla gara informale. 3. Alla luce di ciò, risulta evidentemente destituito di fondamento il primo motivo di ricorso, con il quale si lamenta l introduzione di un criterio selettivo basato sull elemento territoriale della sede dell impresa concorrente. Infatti, dati i caratteri tipici della gara informale quali si sono appena delineati, non vi è luogo a censure di illegittimità di un siffatto criterio, ove esso non appaia sganciato da una ragionevole 6
7 considerazione della natura e dei caratteri delle prestazioni da affidare (ciò che certamente si dà nel caso di specie, trattandosi di attività da svolgersi in aree site in determinati Comuni della Regione Puglia). 4. Sempre in considerazione di quanto sopra rilevato, non occorrono molte parole per dimostrare l infondatezza anche del secondo motivo di ricorso introduttivo, con il quale ci si duole della mancata adozione di una procedura di evidenza pubblica. Si ribadisce, infatti, che nel caso che occupa l Amministrazione ha legittimamente optato per un modulo procedimentale, consentito dalla vigente normativa per le sole concessioni di servizi pubblici, e tale da esentare dal rispetto della normativa interna e comunitaria sull evidenza pubblica. 5. Con i motivi aggiunti, parte ricorrente ipotizza il mancato rispetto della stessa disciplina in materia di gara informale ex art. 30 d.lgs. nr. 163/2006. Anche tale prospettazione, peraltro, appare priva di pregio Innanzi tutto, non appare ex se sintomatica di vizi la circostanza che l Amministrazione abbia invitato alla gara un numero di ditte (sedici) molto superiore a quello previsto dalla disposizione precitata: infatti, il numero di cinque in essa indicato corrisponde come è ovvio al numero minimo dei concorrenti da coinvolgere nella gara, ma non esclude affatto che questo possa essere anche molto superiore, qualora la natura dei servizi da affidare in concessione e le caratteristiche del mercato di riferimento siano tali da suggerire un allargamento del confronto concorrenziale. 7
8 5.2. In secondo luogo, appaiono del tutto inconferenti i rilievi della ricorrente, che argomenta il mancato rispetto della procedura de qua dal fatto che buona parte delle ditte invitate sarebbero poi risultate sfornite dei requisiti richiesti dal bando. Tale doglianza muove dal presupposto, palesemente erroneo, che l Amministrazione fosse tenuta, già in sede di invito alla gara informale, a verificare analiticamente il possesso da parte delle imprese invitate dei requisiti richiesti dal bando; laddove, invece, è evidente che tale verifica andava svolta al momento dello svolgersi in concreto della gara, dapprima attraverso le dichiarazioni e attestazioni prodotte dai soli soggetti che avessero ritenuto di presentare domanda di partecipazione, e quindi tramite i successivi accertamenti direttamente disposti dall Amministrazione stessa. Va pertanto condivisa l impostazione di parte resistente, secondo cui legittimamente si è proceduto, in sede di selezione delle ditte da invitare, unicamente a uno screening preliminare delle imprese operanti nel settore interessato, individuando quelle che verosimilmente sarebbero risultate in possesso dei requisiti per l espletamento dei servizi oggetto della gara informale Anche alla luce dei rilievi che precedono, non emergono profili di illegittimità nella scelta del Consorzio ASI di non invitare alla gara in oggetto l odierna ricorrente. 6. Le spese seguono la soccombenza e vengono equitativamente liquidate in dispositivo. P. Q. M. 8
9 Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia, Sede di Bari, Sezione I, respinge il ricorso in epigrafe nr del Condanna la ricorrente I.P.A.S. S.p.a. al pagamento in favore del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Bari delle spese di giudizio, che liquida in duemila euro. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall Autorità amministrativa. Così deciso in Bari, nella camera di consiglio del 7 novembre 2007, con l intervento dei Signori: Corrado Allegretta Vito Mangialardi Raffaele Greco Presidente Componente Componente, est. L ESTENSORE IL PRESIDENTE Pubblicata mediante deposito in Segreteria il 21 novembre 2007 (Art. 55, Legge 27 aprile 1982 n.186) 9

References: art. 30
 art. 30
 art. 23
 art. 30
 art. 30
 sentenza