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Università degli Studi della Tuscia Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne Regolamento di Facoltà - PDF
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Eugenia Cosima Antonini
1 Università degli Studi della Tuscia Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne Regolamento di Facoltà Articolo 1 La Facoltà Articolo 2 Organi e strutture della Facoltà Articolo 3 Il Preside Articolo 4 Composizione del Consiglio di Facoltà Articolo 5 Competenze e funzioni del Consiglio di Facoltà Articolo 6 Organizzazione dei lavori del Consiglio di Facoltà Articolo 7 I Consigli di Corso di Studio Articolo 8 Le Commissioni di Facoltà Articolo 9 Gli Uffici di Facoltà Articolo 10 Dipartimenti e altri centri correlati Articolo 11 Attività di docenza Articolo 12 Modifiche di Regolamento Articolo 1 La Facoltà di Lingue e letterature straniere moderne La Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne promuove lo studio e la ricerca nell ambito delle lingue e dei linguaggi, delle letterature e culture italiana e straniere, a fini scientifici e professionali, mediante l istituzione e attivazione di corsi di laurea triennali e magistrali. A tale scopo orienta e coordina le attività didattiche, programma e utilizza i posti di professore e ricercatore, organizza e incentiva attività culturali, formative, tutoriali e di orientamento rivolte agli studenti. Articolo 2 Organi e strutture della Facoltà Sono organi della Facoltà: - il Preside - il Consiglio di Facoltà - i Consigli di Corso di Studio (CCS) - la Commissione didattica Sono strutture della Facoltà - l ufficio di Presidenza - l ufficio della segreteria studenti - l ufficio dei coordinatori dei Consigli di Corso di Studio. 1
2 Vengono inoltre riconosciuti correlati alla Facoltà i Dipartimenti e centri nei quali sono sviluppati settori di ricerca nelle aree disciplinari di competenza della Facoltà. Articolo 3 Il Preside 3.1- Funzioni ed attribuzioni Il Preside cura le iniziative e le attività di promozione scientifica e culturale, rappresenta la Facoltà, ha funzioni di iniziativa e promozione delle sue attività, è garante della rispondenza degli atti della Facoltà alle leggi dello Stato e allo Statuto dell Università della Tuscia. Il Preside convoca e presiede il Consiglio di Facoltà e ne rende esecutive le deliberazioni, ha la vigilanza sulle attività didattiche che fanno capo alla Facoltà ed esercita inoltre tutte le competenze attribuitegli dall Ordinamento universitario, dallo Statuto e dai Regolamenti (Art. 27 c. 1 SdA). In particolare, a) assicura il regolare svolgimento delle attività didattiche, coadiuvato per l organizzazione e la sovrintendenza dai Coordinatori dei Consigli di Corso di Studio; b) dà applicazione ai provvedimenti relativi alle materie delegate ai CCS; c) provvede al conferimento a titolo gratuito di supplenze, affidamenti ed affidamenti sostitutivi degli insegnamenti; cura la procedura per il conferimento dei contratti, di cui al Regolamento per la disciplina dei professori a contratto ; d) rilascia parere sullo svolgimento di incarichi professionali retribuiti a professori e ricercatori universitari; e) assicura, nell ambito delle proprie competenze, il funzionamento dei servizi della Facoltà; f) nomina le commissioni per gli esami di profitto e per il conseguimento dei titoli accademici; g) può designare tra i professori di ruolo di prima fascia un Preside vicario che lo supplisca in tutte le sue funzioni in caso di assenza o impedimento temporaneo (Art. 27 c.5 SdA). 3.2 Elezione del Preside Il Preside viene eletto tra i professori di ruolo di prima fascia a tempo pieno afferenti alla Facoltà. Hanno diritto all elettorato attivo i componenti del CdF, allargato alle rappresentanze del personale tecnico-amministrativo e degli studenti. Il Preside è nominato con decreto del rettore (Art. 27 c.2 SdA). L elezione del Preside avviene a scrutinio segreto, a maggioranza assoluta degli aventi diritto nelle prime tre votazioni; in caso di mancata elezione si ricorre al ballottaggio tra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di voti nella terza votazione. Risulta eletto chi riporta il maggior numero di voti. In caso di parità risulta eletto il candidato con maggiore anzianità nel ruolo e, in caso di ulteriore parità, il più anziano d età (Art.27 c.3 SdA ). Il Consiglio di Facoltà per l elezione del Preside è convocato dal Decano della Facoltà o, in caso di sua assenza o impedimento, dal professore di prima fascia che lo segue in ordine di anzianità di ruolo, almeno quaranta giorni prima della data stabilita per le votazioni e non più di centottanta giorni prima della scadenza del mandato. In caso di cessazione anticipata del mandato precedente, la convocazione deve aver luogo entro quaranta giorni dalla cessazione. Fino al rinnovo della carica le funzioni di Preside sono esercitate, limitatamente all ordinaria amministrazione, dal Decano come sopra precisato. Il Consiglio di Facoltà per l elezione del Preside è presieduto dal Decano che lo ha convocato (Art. 27 c.4 SdA). 2
3 Il Preside dura in carica tre anni accademici ed è immediatamente rieleggibile una sola volta (Art. 47 c.2 SdA). Articolo 4 Composizione del Consiglio di Facoltà 4.1 Composizione (Art. 28 c. 1-2, 4-5 SdA) Il Consiglio di Facoltà è composto dai professori di ruolo e fuori ruolo della Facoltà, dai ricercatori e figure ad essi equiparate, da un rappresentante del personale tecnico ed un rappresentante del personale amministrativo afferenti alla Facoltà, eletti dalle stesse categorie, da una rappresentanza degli studenti iscritti alla Facoltà nella misura di quattro studenti, tre di corso di laurea triennale e uno di corso di laurea magistrale. I professori a contratto possono partecipare alle riunioni con voto consultivo, e comunque non partecipano alla discussione relativa all attribuzione di supplenze, contratti e affidamenti. I professori fuori ruolo se assenti non concorrono alla formazione del numero legale. I rappresentanti eletti durano in carica tre anni e non possono essere rinnovati più di una volta consecutiva. Il personale tecnico-amministrativo afferente ai Dipartimenti opta per un solo Consiglio di Facoltà. Le chiamate e le altre questioni attinenti alle persone dei professori di prima e seconda fascia e dei ricercatori sono deliberate dal Consiglio di Facoltà nella composizione limitata alla fascia corrispondente e a quelle superiori. I rappresentanti del personale tecnico-amministrativo partecipano con voto deliberativo limitatamente a quanto concerne gli aspetti organizzativi e gestionali della Facoltà. Gli studenti partecipano con voto deliberativo limitatamente alle questioni attinenti all organizzazione della didattica e ai servizi agli studenti. Il CdF è presieduto dal Preside. Articolo 5 Competenze e funzioni del Consiglio di Facoltà Il CdF assicura il coordinamento di tutte le attività didattiche, di tutorato e di orientamento promosse dalla Facoltà e dai Consigli di Corso di Studio attivati nella Facoltà ed esercita tutte le attribuzioni che gli sono demandate dall Ordinamento Universitario Nazionale, dallo Statuto e dai relativi Regolamenti. In particolare, il CdF svolge i seguenti compiti: a) programma e definisce l utilizzazione delle risorse umane e materiali di cui la Facoltà dispone; b) propone al Senato Accademico l istituzione, l attivazione, la revisione o la disattivazione dei Corsi di Studio; c) approva i regolamenti dei Corsi di Studio predisposti dai rispettivi Consigli; d) programma e predispone le iniziative opportune per lo sviluppo della Facoltà da presentare al Senato Accademico in vista dell articolazione dei Piani Pluriennali di Sviluppo dell Ateneo; e) procede alla Programmazione Didattica Annuale della Facoltà provvedendo, acquisiti i pareri eventualmente espressi dai CCS e dai Dipartimenti interessati, alla richiesta dei posti di ruolo ed in particolare all attribuzione delle supplenze e dei contratti; 3
4 f) procede, sulla base della Programmazione Didattica Annuale della Facoltà, all attivazione e alla disattivazione degli insegnamenti e all attribuzione dei compiti didattici ai professori e ai ricercatori, acquisiti i pareri eventualmente espressi dai CCS; g) procede alla richiesta di nuovi posti in organico di professore di ruolo e di ricercatore, acquisiti i pareri eventualmente espressi dai CCS e dai Consigli di Dipartimento cui afferiscono le relative discipline; h) procede alla destinazione dei posti in organico di professore di ruolo e di ricercatore; i) provvede alla chiamata dei professori di ruolo sentito il parere dei Dipartimenti cui afferiscono le relative discipline; j) delibera il Regolamento di Facoltà e le eventuali modifiche; k) verifica la conformità dei Piani di studio presentati dagli studenti rispetto all ordinamento degli studi stabilito dalla Facoltà, e prende in esame i Piani di studio individuali eventualmente proposti dagli studenti; l) propone al Senato Accademico forme di attività didattica integrativa e di natura seminariale, da svolgersi nell'ambito della didattica dei docenti, che possono essere assegnate ai dottorandi di ricerca o ai titolari di assegni di ricerca o borse post-dottorato. Articolo 6 Organizzazione dei lavori del Consiglio di Facoltà 6.1 Segretario verbalizzante (Artt.11 e 3 RGA) Delle sedute del CdF si redige apposito verbale. Le funzioni di segretario verbalizzante sono svolte a rotazione dai professori di ruolo membri del Consiglio a partire dal componente con minore anzianità nel ruolo o, a parità di anzianità nel ruolo, dal più giovane d età. La funzione di segretario verbalizzante può essere riassegnata ripetutamente allo stesso componente con il consenso del Consiglio di Facoltà e dell interessato. In caso di riunioni a composizione ristretta, le funzioni di segretario verbalizzante saranno svolte da un professore di ruolo della fascia che ha diritto a partecipare a tutte le fasi dell adunanza. 6.2 Convocazione delle sedute Le sedute del CdF sono convocate dal Preside con comunicazione personale a ciascun membro avente diritto. La comunicazione può essere redatta su carta o su supporto informatico e deve contenere l ordine del giorno, la data, l ora e il luogo. Essa va fatta pervenire con un anticipo di almeno 5 giorni lavorativi sulla data dell adunanza a tutti i membri del CdF presso le strutture di afferenza o, per i rappresentanti degli studenti, presso la Segreteria di Presidenza. Nei casi d urgenza la convocazione può essere fatta pervenire con un anticipo di almeno 24 ore (Art.3 c.2 RGA). La documentazione relativa all ordine del giorno è a disposizione dei membri del CdF presso l ufficio di Presidenza nei 5 giorni precedenti la data della riunione. 6.3 Ordine del giorno L ordine del giorno di ciascuna seduta viene definito dal Preside. I membri del CdF possono ottenere l inserimento in esso di specifici argomenti tramite richiesta scritta firmata da almeno 1/5 dei componenti il CdF. I punti non all ordine del giorno possono essere trattati se comunicati dal Preside ai membri del CdF con le modalità delle convocazioni d urgenza del CdF. 4
5 6.4 Calendario delle sedute Il CdF si riunisce in seduta ordinaria almeno 6 volte per ogni anno accademico, secondo un calendario definito dal Preside e comunicato ai membri del CdF all inizio di ogni anno accademico. Eventuali sedute straordinarie potranno essere convocate dal Preside su propria iniziativa o, entro 15 giorni dalla richiesta, su richiesta motivata avanzata da un CCS o da almeno 1/4 dei componenti il CdF (Art.11, c.1-2 RGA). 6.5 Validità delle sedute Per la validità delle adunanze del CdF è sempre necessario che ad esse partecipi almeno la metà più uno degli aventi diritto con voto deliberativo Il Presidente del Cdf: a) dirige i lavori dell adunanza; b) regola la discussione; c) pone ai voti e proclama l esito delle votazioni; d) sospende temporaneamente l adunanza, anche a richiesta della maggioranza dei presenti Il Presidente apre la seduta dopo aver accertato l esistenza del numero legale, che rimane presunto durante tutta la durata della seduta. Ogni componente del collegio può però chiedere la verifica del numero legale prima che si proceda a deliberazione Nel caso in cui risulti accertata la sopravvenuta mancanza del numero legale, il Presidente sospende la seduta per mezz ora. Se alla ripresa manca il numero legale il Presidente dichiara chiusa la seduta. I rimanenti punti all o.d.g. sono rimandati ad una seduta successiva. Il Presidente può convocare specifica seduta per trattare i punti rimasti non trattati dalla seduta sospesa con all ordine del giorno i punti non trattati Una volta costituita l adunanza, è possibile deliberare su proposta del Presidente o di altro componente del collegio e con la maggioranza dei presenti con voto deliberativo, di modificare l ordine di trattazione degli argomenti all ordine del giorno Punti non all ordine del giorno possono essere trattati e deliberati solo nel caso in cui siano presenti tutti i componenti in carica con voto deliberativo e la relativa delibera sia assunta all unanimità In caso d urgenza, il Presidente può integrare l ordine del giorno con punti aggiuntivi se questi sono stati comunicati a tutti gli aventi diritto nei tempi e nei modi previsti per le convocazioni d urgenza Il Presidente può invitare alle sedute persone estranee al collegio al solo fine di illustrare argomenti specifici attinenti all ordine del giorno Ove possa ravvisarsi un contrasto tra l interesse di un componente del collegio e l interesse pubblico in discussione, ovvero nei casi di incompatibilità previsti dalla Legge, il Presidente accerta 5
6 che il componente lasci l adunanza prima della discussione dello specifico argomento. Si ha sempre situazione di incompatibilità quando una questione investe il componente, il coniuge, o i parenti e affini entro il quarto grado. 6.7 Modalità di votazione Salvo quanto diversamente disposto con disposizioni di Legge, di Statuto, di Regolamento generale di Ateneo, o del presente Regolamento di Facoltà, per l assunzione di delibere è necessario il voto favorevole di almeno la metà più uno dei presenti con voto deliberativo. Le proposte sono messe in votazione dal Presidente nel seguente ordine: a) dapprima gli eventuali emendamenti soppressivi; b) poi gli eventuali emendamenti modificativi; c) quindi il testo proposto, infine gli eventuali emendamenti aggiuntivi. Salvo diverso avviso del Presidente, il punto all odg Comunicazioni del Presidente non dà luogo a discussione La questione sospensiva o pregiudiziale può essere posta prima dell inizio della discussione di un argomento o nel corso della discussione ed è subito sottoposta a votazione Dopo che l argomento è stato sufficientemente esaminato, il Presidente dichiara chiusa la discussione con passaggio immediato alla votazione. Analoga richiesta può essere oggetto di mozione da parte di ciascun componente Terminata la discussione, nessuno può intervenire se non per dichiarazione di voto Le votazioni avvengono in modo palese, per alzata di mano. In caso di parità prevale il voto del Presidente. Le votazioni avvengono a scrutinio segreto, se richiesto da almeno 1/3 dei presenti con voto deliberativo. Ogni componente il collegio con voto deliberativo può chiedere che la votazione avvenga per appello nominale Tutte le elezioni avvengono a scrutinio segreto. 6.8 Verbali Per ogni adunanza del Consiglio di Facoltà deve essere redatto apposito verbale. Il verbale deve riportare: a) giorno, mese, anno, ora e luogo della riunione; b) ordine del giorno; c) attestazione della regolarità della convocazione; d) il nome dei componenti presenti e di quelli assenti, con l indicazione per questi ultimi se l assenza è giustificata; e) la qualifica di chi presiede; f) l indicazione di chi svolge le funzioni di segretario; g) il riassunto conciso delle discussioni e il testo delle delibere assunte. Ogni componente il CdF può chiedere trascrizione integrale di sue dichiarazioni di voto o intervento: in questo caso si fa obbligo al richiedente di far pervenire al Segretario il testo da 6
7 inserire a verbale entro 3 giorni dalla seduta. In caso di delibere approvate seduta stante, il testo scritto deve essere consegnato prima del termine della seduta; h) il numero complessivo dei votanti e il numero dei voti favorevoli, contrari e astenuti; a richiesta degli interessati, il verbale fa esplicita menzione nominale del voto favorevole, contrario o astenuto espresso dai singoli componenti; i) i nomi dei componenti che si sono allontanati per incompatibilità con l argomento trattato all odg; j) la sigla del Presidente e del Segretario su ogni pagina, compresi gli allegati che fanno parte integrante del verbale I verbali delle sedute sono approvati nella seduta immediatamente successiva. Su proposta del Presidente possono essere approvati, anche in parte, seduta stante. Le eventuali rettifiche chieste in sede di approvazione non possono modificare le deliberazioni adottate né riaprire la discussione. Anche in sede di approvazione successiva del verbale, le modifiche possono riguardare soltanto correzioni o chiarimenti I verbali delle sedute nelle quali si è provveduto a designazioni o elezioni sono approvati seduta stante I verbali da approvare sono fatti pervenire a tutti i componenti del collegio presso le strutture cui afferiscono con un anticipo di almeno tre giorni lavorativi rispetto alla seduta in cui si procede all approvazione dei verbali E prevista la presenza di personale tecnico amministrativo al solo fine di coadiuvare il segretario verbalizzante. I verbali vengono diffusi sul sito internet della Facoltà limitatamente alle delibere di interesse generale. La consultazione è comunque possibile presso gli Uffici della Presidenza. Articolo 7 I Consigli di Corso di Studio I Corsi di studio attivati presso la Facoltà sono retti da un Consiglio di Corso di Studio. I Corsi di Laurea appartenenti alla medesima Classe fanno capo ad un unico CCS. Ogni corso di Laurea magistrale fa capo al CCS a cui appartiene il Corso di Laurea triennale di cui riconosce integralmente i crediti formativi. I Corsi di Laurea magistrale non direttamente in successione con un Corso di Laurea triennale fanno capo al CCS cui appartiene il Corso di Laurea di cui riconoscono il maggior numero di crediti formativi Composizione dei CCS Il CCS è costituito dai membri del CdF titolari d insegnamenti impartiti nel Corso di Studio, dai ricercatori non incaricati di insegnamento che abbiano fatto opzione, da un rappresentante del personale tecnico-amministrativo afferente alla Facoltà, eletto dalla stessa categoria, e da un rappresentante degli studenti iscritti al Corso di Studio. I rappresentanti eletti durano in carica tre anni. Alle sedute del CCS possono partecipare con voto consultivo i supplenti esterni alla Facoltà e i docenti a contratto titolari d insegnamenti impartiti nel Corso di Studio. I docenti della Facoltà titolari di insegnamenti e i ricercatori incaricati di insegnamenti impartiti in più Corsi di studio 7
8 fanno parte del Consiglio del Corso di studio per il quale svolgono prevalentemente la propria attività didattica e, in caso di parità nel numero dei crediti, devono optare per uno dei CCS. Il CCS è presieduto da un coordinatore eletto dai componenti il CCS tra i professori di ruolo a tempo pieno afferenti al CCS. Il Coordinatore dura in carica tre anni ed è rieleggibile consecutivamente una sola volta. Le modalità di elezione del Coordinatore sono analoghe a quelle previste per il Preside Compiti Il CCS ha funzioni consultive e propositive nei confronti del CdF. Svolge i seguenti compiti: a) elabora, programma e coordina le attività didattiche ed organizzative del Corso di Studio e del CCS; b) propone il Regolamento Didattico del Corso di studio nel rispetto delle normative e del RDA; c) cura il coordinamento tra i diversi Corsi di Studio afferenti al CCS; d) propone il Manifesto degli Studi e la Guida dello Studente per le parti di propria competenza; e) propone al CdF la attivazione e disattivazione degli insegnamenti per il successivo anno accademico, nonché l attribuzione dei compiti didattici ai professori e ai ricercatori; f) propone al CdF la approvazione dei piani di studio degli studenti iscritti al Corso e delle pratiche studenti. I verbali delle sedute del CCS vengono inviati all ufficio di Presidenza che ne cura la pubblicità e l archiviazione. In casi particolari il CdF può delegare al CCS potere deliberativo su specifici argomenti didattici Ufficio dei Coordinatori del CCS Al fine di conseguire l adempimento dei compiti del CCS viene istituito l ufficio dei Coordinatori del CCS con compiti organizzativi. Articolo 8 Le Commissioni di Facoltà Il Consiglio di Facoltà si avvale di commissioni permanenti e temporanee per il proprio funzionamento. Le nomine dei componenti delle commissioni sono disposte in modo da distribuire gli incarichi sul più ampio numero possibile di membri del CdF. Se non indicato diversamente, i membri delle commissioni permanenti durano in carica tre anni e sono rieleggibili Commissioni permanenti Sono Commissioni permanenti della Facoltà: - Commissione Didattica - Commissione Biblioteca Commissione Didattica La Commissione Didattica della Facoltà, presieduta dal Preside o da un suo delegato, è composta da quattro docenti oltre al Preside e da quattro rappresentanti degli studenti eletti negli organismi. La Commissione: a) valuta l organizzazione didattica (art. 29 SdA); b) concorre alla predisposizione dei regolamenti dei corsi di studio (ex art SdA); 8
9 c) concorre a valutare l efficace copertura degli insegnamenti attivati e l andamento delle attività didattiche (art SdA); d) valuta le attività didattiche suscettibili di incentivazione, come disposto dal Regolamento di Ateneo per l incentivazione Commissione Biblioteca La Commissione scientifica della Biblioteca (CO.SCI.BI.), cui è affidato l indirizzo scientifico della Biblioteca stessa, è composta da 5 professori fra cui il Preside della Facoltà con funzioni di Presidente, due ricercatori e il Direttore della Biblioteca. La Commissione Scientifica della Biblioteca si riunisce almeno tre volte l anno e delibera su tutte le questioni riguardanti il funzionamento, la gestione, l organizzazione e l amministrazione della Biblioteca, e programma le linee generali della politica degli acquisti. 8.2 Commissioni temporanee La costituzione di Commissioni temporanee è approvata con delibera del CdF; tale delibera deve contenere in forma esplicita il mandato conferito alla Commissione, la sua composizione, i criteri operativi generali, la durata del periodo previsto per l espletamento dei lavori. Articolo 9 Gli Uffici di Facoltà 9.1 L ufficio di Presidenza L ufficio di Presidenza, organizzato e coordinato dal Preside, ha il compito di: a) assistere e coadiuvare il Preside nello svolgimento e nella esecuzione delle attività didattiche e operative legate alla sua funzione; b) curare la gestione ed il funzionamento delle strutture didattiche della Facoltà; c) mantenere i rapporti tra le strutture didattiche della Facoltà (CdF, CCS, Segreteria Studenti); d) curare la stesura dei verbali di Facoltà e degli atti prodotti dagli organi della Facoltà per la gestione della didattica; e) curare i rapporti con gli uffici amministrativi e tecnici dell Ateneo per gli interventi legati al funzionamento delle attività complessive della Facoltà; f) provvedere, nei giorni e negli orari stabiliti, all accesso agli atti amministrativi prodotti dalle strutture didattiche; 9.2 Gestione amministrativo-contabile Il RGA ed il RGAFC riconoscono la Presidenza di Facoltà come centro autonomo di spesa di tipo B, ovvero con autonomia di spesa nell ambito del bilancio dell Ateneo, sulla base delle linee d indirizzo e nei limiti definiti dall Ateneo. Il Preside è responsabile della gestione amministrativocontabile dei fondi assegnati alla Presidenza delle Facoltà dagli organi di governo dell Ateneo e provvede direttamente alle spese occorrenti (Art. 24, RGA, FCA). Per la gestione finanziaria del fondo assegnatole, la Presidenza di Facoltà può usufruire delle strutture e del personale amministrativo di un centro di spesa di tipo A, usualmente un Dipartimento correlato, sentito il Direttore del centro. 9.3 Segreteria Studenti 9
10 La Segreteria Studenti cura, nel rispetto delle normative vigenti, i rapporti con gli studenti iscritti ai Corsi di Studio della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere Moderne e attua le delibere del CdF relative alla gestione della carriera didattica degli studenti. 9.4 Ufficio dei coordinatori dei CCS. L ufficio, organizzato e gestito dalla Presidenza, assiste i coordinatori nello svolgimento e nell esecuzione delle attività legate ai compiti dei CCS; cura gli atti relativi alla gestione del CCS. Articolo 10 Dipartimenti e altri centri correlati La Facoltà riconosce come correlati i Dipartimenti e i Centri Interfacoltà o Interdipartimentali nei quali si sviluppano programmi di ricerca in aree disciplinari di competenza della Facoltà e in cui afferiscono almeno 5 professori o ricercatori della Facoltà o che rappresentino almeno il 25 % dei componenti docenti-ricercatori della struttura (Dipartimenti) o nel cui Consiglio Direttivo o Comitato Tecnico partecipino almeno due membri della Facoltà (Centri). I Dipartimenti e i centri correlati forniscono alla Facoltà, compatibilmente con la disponibilità di risorse umane e strutturali, il supporto scientifico, didattico e organizzativo alle attività dei singoli Corsi di Studio. La Facoltà sente il parere dei Dipartimenti, per i settori disciplinari di loro competenza, su: a) richiesta di posti di ruolo di professore e ricercatore; b) destinazione dei posti di ruolo ai settori scientifico- disciplinari; c) il profilo scientifico dei candidati alla copertura di posti di ruolo. Articolo 11 Attività di Docenza 11.1 Compiti dei docenti I docenti sono tenuti ad assicurare, in non meno di tre giorni settimanali, lo svolgimento di lezioni, esercitazioni, seminari, attività di supporto alla didattica, orientamento e tutorato, esami di profitto e di Laurea, partecipazione alle Commissioni di Facoltà e di Ateneo, etc. ( Art. 11, c. 1 RDA) Indisponibilità Qualora per ragioni di salute o altro legittimo impedimento, il docente non possa tenere la lezione o l esercitazione, questa può essere svolta da altro docente o rinviata. In quest ultimo caso, il docente deve provvedere affinché sia data tempestiva comunicazione agli studenti, e deve dare immediata comunicazione alla Presidenza. In caso di malattia o di altro legittimo impedimento, il docente o i docenti che facciano parte di una commissione di esami sono surrogati con docenti nominati dal Preside Certificazione delle attività I docenti sono tenuti a certificare tutte le proprie attività didattiche su appositi registri predisposti dall amministrazione dell Ateneo e disponibili presso l ufficio di Presidenza. Tali registri devono poter essere consultati, su richiesta, dal Preside o dal Rettore e vanno consegnati entro trenta giorni lavorativi dal termine dell anno accademico al Preside che ne cura la conservazione nell archivio di Facoltà (Art.11, c. 3-6, RDA) Docenti supplenti e a contratto 10
11 Ai docenti supplenti esterni alla Facoltà ed ai professori a contratto si applicano, ove non diversamente disposto nei relativi contratti di assegnazione degli incarichi, le stesse normative previste ai punti 9.1, 9.2 e 9.3. Articolo 12 Modifiche di Regolamento Il presente Regolamento può essere modificato con apposita delibera del CdF, approvata a maggioranza assoluta degli aventi diritto. Le proposte di modifica possono essere avanzate dal Preside, oppure, per iscritto, da almeno 1/4 dei membri del CdF. Le proposte, in quest ultimo caso, dovranno pervenire al Preside almeno 20 giorni prima della seduta del CdF nella quale si intende presentarle. Il Preside invierà copia della proposta di modifica del Regolamento a tutti i membri del CdF insieme alla convocazione della seduta. Il Regolamento di Facoltà, deliberato dal Consiglio di Facoltà, viene infine approvato dal Senato accademico ed emanato con un decreto rettorale che ne indica la data di entrata in vigore. 11
REGOLAMENTO DIDATTICO DELLA FACOLTA DI SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI UNIVERSITA DEGLI STUDI DEL SANNIO (emanato con Decreto Rettorale del 15 giugno 2010, n. 789) Parte prima NORME GENERALI Art.1

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