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Timestamp: 2019-09-20 08:55:24+00:00

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Tribunale di Monza - sentenza del 5 dicembre 2005
Responsabilità ed inadempimento contrattuale
Per imputare al medico di pronto soccorso un comportamento omissivo, è necessario che sia provata una sintomatologia specifica e non una generica indicazione di dolore diffuso, effetto normale in seguito ad un incidente con presunta rottura di femore.
Tribunale di Genova - sentenza del 23 novembre 2005
Tutti i medici che concorrono alla cura del paziente sono tenuti alla corretta compilazione della cartella clinica
Tutti i medici che concorrono alla cura del paziente sono tenuti, per quanto di competenza, alla corretta compilazione della cartella clinica. Anche nell'ipotesi di un consulto, esiste l'obbligo di partecipare alla redazione del documento o comunque di controllarne la completezza ed il contenuto.
Tribunale di Bolzano - ordinanza n. 577/2005
Divieto di esercizio di attività libero-professionale extramuraria
Ordinanza del 5 ottobre 2005 emessa dal tribunale di Bolzano nel procedimento civile vertente tra Acuti Roberto ed altri 449 contro Provincia autonoma di Bolzano ed altri.
Sanità pubblica - Provincia di Bolzano - Personale di ruolo dell'Azienda sanitaria di Bolzano - Divieto di esercizio di attività libero-professionale extramuraria - Contrasto con i principi fondamentali (diritto di opzione e indennità di esclusività) stabiliti dalla legislazione statale in materia (art. 2-septies, d.l. n. 81/2004, conv. in legge n. 138/2004).
Tribunale di Genova - sentenza del 1° settembre 2005
Medici e borse di studio 1983/1991: illecito aquiliano
La posizione dei medici specializzandi può trovare compiuta tutela risarcitoria sotto il profilo dell'illecito aquiliano del legislatore, essendo manifesta la gravità della violazione costituita non solo dal ritardo del recepimento della direttiva 82/76 fino al 1991 (che indubbiamente attribuiva diritti soggettivi ai medici in formazione specialistica), ma anche dalla sua solo parzialissima attuazione fino al 1991.
Il diritto riconosciuto dalla direttiva menzionata può essere fatto valere esclusivamente con una azione di risarcimento dei danni per tardivo ed inesatto adempimento della normativa comunitaria da parte dal legislatore nazionale; ne discende che la capacità di rappresentare lo Stato Italiano in giudizio per resistere all'azione risarcitoria compete alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Tribunale di Napoli - sezione lavoro - sentenza n. 18734/2005
Trattenimento in servizio fino al 70° anno di età: la discrezionalità della PA è limitata
Con sentenza n. 18734, il tribunale di Napoli ha affermato il diritto di un primario a proseguire il rapporto di lavoro fino al 70 anno di età, nonostante il diniego della propria azienda sanitaria, motivato dalla necessità di acquisire nuove professionalità con capacità gestionale e di direzione di tipo innovativo. Il comportamento dell'Azienda è illegittimo perché privo di idonea motivazione e di fatto discriminatorio nei confronti del medico resistente. Pertanto la discrezionalità dell'amministrazione è limitata e non può prescindere dal rispetto di una serie di elementi tra cui l'esperienza professionale del dipendente e l'efficiente andamento dei servizi.
Viene inoltre affermato il diritto del medico al risarcimento del danno biologico, quale menomazione psico-fisica del soggetto provocata dallo stress dovuta dall'illegittima interruzione del servizio.
Tribunale di Salerno - sentenza del 25 luglio 2005
Medico di guardia e omissione di atti d'ufficio
È configurabile il reato di cui all'art. 328 c.p. nel caso di rifiuto, da parte del sanitario in servizio presso la Guardia Medica, di prestare la propria assistenza medica domiciliare (rientrante nei compiti e doveri dell'addetto al servizio di guardia medica come previsto dall'art. 13 DPR 41/1991) in caso di richiesta di intervento urgente da parte della madre di una bambina di soli 17 mesi affetta da convulsioni febbrili, in assenza di plausibili e legittime cause impeditive del suo intervento, non essendo giustificativo la mera sollecitazione esternata alla madre di recarsi immediatamente in Ospedale.
Tribunale di Monza - IV sezione - sentenza del 16 giugno 2005
Tra paziente e struttura ospedaliera, un contratto di opera professionale
Il rapporto che si instaura tra il paziente e la struttura ospedaliera ove viene svolta la prestazione medica deve qualificarsi alla stregua di un contratto d'opera professionale, in forza del quale la responsabilità dell'ente ospedaliero o clinico deve considerarsi disciplinata dalle norme che regolano la responsabilità professionale medica e segnatamente dalla disposizione di cui all'art. 2236 c.c. conseguentemente, grava sul paziente, preteso danneggiato, anche nell'ipotesi di responsabilità per colpa lieve, l'onere di fornire la prova della erroneità o inadeguatezza della prestazione professionale ricevuta e del nesso di causalità tra la stessa ed i danni rivendicati. Nel caso di specie, la relazione di CTU ha consentito di escludere qualsivoglia profilo di responsabilità professionale dei sanitari dell'Ospedale in relazione all'intervento chirurgico dagli stessi eseguito sulla paziente, essendo stata accertata solo una carenza della solerzia necessaria ad approntare il successivo passo terapeutico non avendo i sanitari stessi offerto alla paziente la possibilità o l'opportunità del secondo intervento, tanto che la paziente chiese ed ottenne la soluzione dei propri problemi presso altro presidio ospedaliero.
Tribunale di Campobasso - sentenza del 15 giugno 2005
Il ritardo nel sottoporsi ad indagine diagnostica può legittimare l'ipotesi di concorso del fatto colposo
In assenza di diverse allegazioni , tese a comprovare l'impossibilità, soggettiva o oggettiva, di effettuare con minore ritardo una indagine diagnostica e la successiva visita in ambulatorio, deve rinvenirsi una ipotesi di ritardo colpevole; e se il ritardo del paziente (nell'effettuare la risonanza magnetica e nel farsi visitare dopo aver avuto il responso della stessa) ha contribuito a provocare l'evento dannoso, ricorrendo la ipotesi di concorso del fatto colposo del creditore di cui all'art. 1227.1 c.c., la stessa può essere rilevabile di ufficio.
Tribunale di Monza - I sezione - sentenza del 6 giugno 2005
Responsabilità per colpa professionale
In materia di responsabilità per colpa professionale sanitaria, al criterio della certezza degli effetti della condotta si sostituisce quello della probabilità di tali effetti e della idoneità della condotta a produrli.
La responsabilità del medico, qualora la sua prestazione professionale non implichi la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, deve essere valutata alla stregua dell'art. 1176 comma 2 c.c.
La limitazione della responsabilità professionale del medico ai soli casi di dolo o colpa grave a norma dell'art. 2236 c.c. si applica nelle ipotesi che presentino problemi tecnici di particolare difficoltà (perché trascendono la preparazione media o perché non sono stati ancora studiati a sufficienza, ovvero dibattuti con riguardo ai metodi da adottare). In ogni caso, tale limitazione di responsabilità attiene esclusivamente all'imperizia, non all'imprudenza e alla negligenza, con la conseguenza che risponde anche per colpa lieve il professionista che, nel formulare una diagnosi o nell'esecuzione di un intervento o di una terapia medica, provochi un danno per omissione di diligenza; la sussistenza della negligenza va valutata in relazione allo specifico impegno richiesto al debitore qualificato dall'art. 1176, comma 2, c.c. .
Tribunale di Bolzano - ordinanza del 27 maggio 2005
Orario di lavoro: in corsia per non oltre 48 ore
Tribunale di Nola - sentenza n. 567/2005
Esclusione della colpa professionale nel caso di danni prevedibili ma verificatisi nonostante la fedele osservanza delle regole
Nell'ambito di attività socialmente rischiose il puntuale rispetto delle regole specifiche e professionali dell'agire prefissate esime da responsabilità anche laddove si sia verificato l'evento dannoso, sempreché detto evento sia riconducibile al tipo di evento che la regola specifica mirava propriamente a prevenire. L'agente pertanto risponderà per colpa dei soli danni prevedibili ma prevenibili con l'osservanza delle regole tecniche, non di quelli prevedibili ma verificatisi nonostante la fedele osservanza. Laddove la norma cautelare scritta non è esaustiva e non esaurisce la misura di diligenza richiesta in quella situazione o in quella attività, l'agente non va esente dall'obbligo di rispettare sempre e comunque le regole prudenziali e di diligenza dettate dalla comune esperienza.
Tribunale di Bolzano - ordinanza del 2 aprile 2005
Tribunale di Milano - sentenza n. 3520/2005
Corretto adempimento dell'obbligo di informazione da parte del chirurgo
Il consenso deve essere frutto di un rapporto reale e non solo apparente tra medico e paziente, in cui il sanitario è tenuto a raccogliere un'adesione effettiva e partecipata, non solo cartacea, all'intervento. Esso non è dunque un atto puramente formale e burocratico ma è la condizione imprescindibile per trasformare un atto normalmente illecito (la violazione dell'integrità psicofisica) in un atto lecito, fonte appunto di responsabilità.
Tribunale di Bolzano - sentenza del 9 marzo 2005
Asl di Bolzano condannata per attività antisindacale
Tribunale di Bologna - sentenza del 22 febbraio 2005
Da quando decorre la prescrizione del diritto di credito per i medici specialisti 1983/91?
L'inizio del termine di prescrizione non può essere individuato nel giorno di pubblicazione delle sentenze della Corte di Giustizia del 25/02/99 (causa C-131/97 C. Università di Bologna) e 3/10/2000 (causa C-371/97 G. Università di Padova) argomentando che è solo in tale occasione che la disciplina ha acquisito chiarezza e univocità normativa che prima non possedeva; le pronunce della Corte di Giustizia, infatti, non hanno l'effetto di innovare il diritto preesistente, ma possiedono invece una funzione esclusivamente interpretativa in relazione al caso concreto sottoposto all'esame della Corte stessa. In questa prospettiva, il diritto dei medici specializzandi ad ottenere un'adeguata remunerazione poteva essere fatto valere in giudizio in epoca antecedente alle suddette pronunce della Corte e più precisamente dal momento in cui si è, in effetti, concretizzato il fatto illecito dello Stato, caratterizzato dalla mancata corretta trasposizione del diritto comunitario. Detto momento si deve ravvisare nella data di entrata in vigore del d.lgs. n. 257 del 8/08/1991 che applica in modo non corretto, né completo i principi contenuti nella direttiva CE 82/76.
Tribunale di Sulmona - sentenza del 27 gennaio 2005
Reintegrazione dell'incarico a dirigente di struttura complessa
Reintegrazione dell'incarico a Dirigente di struttura complessa U.O. e diritto alla ricostruzione del trattamento economico e normativo e alle relative differenze retributive.
Tribunale di Sulmona - ordinanza del 13 gennaio 2005
Reintegra nell'incarico dirigenziale
Reintegrato nell'incarico dirigenziale il segretario Anaao Assomed regione Molise, Giovanni Pulella

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