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Timestamp: 2020-04-06 13:21:03+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 1386 del 19/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 1386 del 19/01/2017
Cassazione civile, sez. VI, 19/01/2017, (ud. 06/12/2016, dep.19/01/2017), n. 1386
sul ricorso 16104/2015 proposto da:
avverso la sentenza n. 7809/35/2014 della Commissione Tributaria
Regionale di ROMA dell’11/06/2014, depositata il 19/12/2014;
L’Agenzia delle Entrate ricorre, affidandosi ad un solo motivo, per la cassazione della sentenza indicata in epigrafe, con la quale la Commissione Tributaria Regionale del Lazio, accogliendo l’appello del contribuente, ha riformato la decisione di primo grado di rigetto del ricorso proposto avverso il silenzio-rifiuto formatosi in esito ad istanza di rimborso dell’importo indebitamente trattenuto, dall’INPDAP, quale sostituto di imposta per IRPEF 2009 sull’indennità di buonuscita; importo trattenuto senza tener conto dei contributi previdenziali per gli anni ammessi a riscatto pagati in toto dal contribuente.
Con l’unico motivo di ricorso l’Agenzia, denunziando – ex art. 360 c.p.c., n. 3 – la violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 917 del 1986, art. 19, comma 2, sostiene che dall’imponibile ai fini IRPEF dovuta sull’indennità di buonuscita non deve essere esclusa la quota di detta indennità correlata a versamenti volontari effettuati dal contribuente; tanto al fine di evitare disparità di trattamento tra dipendenti con pari anzianità contributiva, attribuendo un minore imponibile (e quindi un minor carico tributario) al dipendente che abbia cumulato al servizio effettivo l’anzianità convenzionale.
La censura è fondata. Questa Corte, invero, ha già chiarito che “ove la formazione di una parte dell’indennità di buonuscita venga alimentata con contributi interamente ed esclusivamente a carico del dipendente – come nel caso delle anzianità convenzionali ovvero i servizi pre-ruolo ammessi a riscatto – tale parte dell’indennità non va sottratta al criterio di imposizione fiscale ordinaria, posto che, in tal caso, la funzione di detto versamento consegue essenzialmente il riconoscimento normativo del beneficio della valutazione di periodi altrimenti non valutabili” (Cass. n. 8405/2013 e di recente ord. n. 841/2016).
Ne consegue, in accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata, e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la decisione della causa nel merito ex art. 384 c.p.c., comma 2, con il rigetto dell’originario ricorso introduttivo proposto dal contribuente.
La peculiarità della fattispecie induce a compensare integralmente tra le parti le spese dei gradi di merito ed a dichiarare irripetibili quelle del presente giudizio.

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 360
 art. 19
 sentenza 
 art. 384