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Timestamp: 2017-11-20 15:26:19+00:00

Document:
Viene recapitata, alla residenza del Presidente della Casa della Legalità, una cartolina di avviso di Atto Giudiziario da ritirare alla posta. Si va quindi a ritirare l'Atto alla Posta. Nella busta c'è un foglietto in cui si indica che il 15 gennaio 2013 il Presidente della Casa della Legalità è citato in “APPELLO” su istanza del “COMUNE DI CELLE LIGURE”...
APPELLO??? Ma come, se non si è mai avuta notizia e notifica alcuna di una citazione in primo grado, e nemmeno di sentenza o provvedimento conseguente?
Sul foglietto è indicato che l'Atto di Citazione in Appello è da ritirare in “Via XX Settembre 12, 2 piano”. Si va ma non c'è nulla. Porte chiuse, l'Ufficio non esiste più. Alla fine si arriva nella nuova sede dell'Ufficio il cui indirizzo non è indicato da nessuna parte. E si ritira l'Atto... e la sorpresa è notevole... Ecco cosa emerge dall'Atto e da qualche bazzecola:
1) Il sindaco Renato ZUNINO, a nome del COMUNE DI CELLE LIGURE ha dato mandato – a seguito di Delibera della Giunta Comunale 165 del 9.8.2011 e di determinazione del Direttore Generale 386 del 24.08.2011 – agli avvocati Roberto ROMANI e Franco AGLIETTO, per presentare Appello contro la Sentenza del giudice monocratico del Tribunale di Savona che viene definita “ingiusta e gravatoria”.
2) L'Atto di Citazione in Appello, firmato dall'Avvocato Roberto ROMANI, è notificato ad “ABBONDANZA CHRISTIAN domiciliato presso la Casa della Legalità e della Cultura – Onlus in Genova – Via Santo Stefano 3”. Ma come: è l'avvocato ROMANI che sceglie dove il Presidente della Casa della Legalità ha il proprio domicilio? Curioso...
E’ curioso anche il fatto che quella indicata è la vecchia sede legale della Casa della Legalità, modificata da anni, con tanto di comunicazione sia all'Agenzia delle Entrate sia alla Regione Liguria, come prevede la norma. Così come anche la residenza del Presidente della Casa della Legalità è nota ed aggiornata all'Anagrafe.
Ma ancora più curioso è un fatto. La data dell'Atto di Citazione in Appello (firmato e siglato solo dall'Avvocato ROMANI) reca la data del “20 AGOSTO 2012”...
Non è il fatto che da quando hanno avuto mandato (con Delibera, Determina e firma del Sindaco) è passato un anno, la cosa straordinaria è un'altra. E' che l'Avvocato ROMANI sapeva bene che l'indirizzo indicato nella Relata di Notifica non è corretto... lo sa perché prima del “20 AGOSTO 2012” aveva fatto notificare alla “residenza del Presidente della Casa della Legalità – Onlus” un atto per conto dei FOTIA di cui avevamo già ampiamente parlato e che già aveva messo in luce che le notifiche della citazione per ex Art. 700 non erano giunte!
Quindi l'Avv. ROMANI, conscio dell'indirizzo giusto, fa notificare l'Atto di Citazione in Appello ad un altro indirizzo che, ovviamente, non è corretto. Fortunatamente l'Ufficiale Giudiziario addetto alla notifica ha fatto le sue verifiche ed ha provveduto a recapitalo correttamente... anche perché senza notifica non ci si può costituire e non ci si può, quindi, difendere... proprio come non potemmo fare sull'Art.700 dell'Avvocato ROMANI per conto dei FOTIA (leggi qui tutta la storia).
3) Nelle premesse dell'Atto di Citazione in Appello dell'Avv. ROMANI per conto del COMUNE DI CELLE LIGURE (con Delibera, Determina e conseguente firma del Sindaco per il Mandato) si legge:
“Con atto di citazione del 26.01.2009 e notificato in data 30.01.2009 il Comune di Celle Ligure conveniva in giudizio davanti al Tribunale di Savona il signor Christian Abbondanza per sentirlo dichiarare responsabile e, conseguentemente, condannare al risarcimento dei danni tutti conseguenti alla condotta perpetrata dal convenuto Christian Abbondanza.
Invero il convenuto, nel corso di una conferenza stampa tenutasi in data 9.08.2007 sulla pubblica via in Celle Ligure nonché tramite pubblicazione sul sito internet www.genovaweb.org rendeva pubblico e diffondeva il contenuto dell'articolo dal titolo “Pennello Buffou e CO.FOR, per Remo Zunino è tutto regolare? Quando l'indecenza si aggiunge all'inquietudine! ... ed allora vediamo, punto per punto, questo “appalto perfetto””, dallo stesso scritto nella sua qualità di presidente della Casa della Legalità e della Cultura – Onlus”.
Parte convenuta non compariva, né si costituiva in giudizio nonostante la rituale notifica dell'Atto introduttivo e ne veniva, pertanto dichiarata la contumacia.
a) la “rituale notifica dell'Atto” a quale indirizzo l'avranno fatta? Perché se si mandano le notifiche al posto giusto arrivano, se, come si è visto al punto precedente si indica un indirizzo di notifica non corretto, la cartolina giacerà in eterno.
b) anche qui, poi, c'è un aspetto curioso, davvero molto curioso... Si dice che vi sarebbe stata una “citazione” da parte del COMUNE DI CELLE LIGURE. Ma vi è un particolare... una storia particolare che ora illustriamo...
- nell'estate del 2010 ci era stato segnalato che sul libro del “protocollo” del Comune di Celle Ligure vi era un'annotazione che indicava “Avv. ROMANI, udienza Christian Abbondanza – Casa della Legalità rinviata”;
- noi non sapevamo nulla di “udienze” con il Comune di Celle Ligure, in quanto nulla in merito ci era stato notificato. Procedemmo immediatamente ad una verifica e non risultavano denunce – querele presso la Procura di Savona, sede competente, ed attendevamo di vedere se giungeva qualche notifica di iniziative legali in sede civili;
- abbiamo inoltre promosso un accertamento sull'albo pretorio on line del Comune di Celle Ligure (uno dei pochi dove venivano pubblicate Delibere ed anche Determine). Non vi era traccia di Delibere di Giunta ove si deliberasse di promuovere un’azione legale contro il Presidente della Casa della Legalità o la Casa della Legalità. Non vi era traccia alcuna di Determine che dessero mandato ad un qualsivoglia legale per promuovere un’azione legale contro il Presidente della Casa della Legalità o la Casa della Legalità (e non poteva logicamente esserci, visto che non vi era una Delibera di Giunta che dava mandato agli Uffici di procedere in tal senso). Vi erano molteplici Atti con cui il COMUNE DI CELLE LIGURE disponeva e dava mandato di procedere con azioni legali (per Tar, Consiglio di Stato, Tribunale di Savona, Corte di Appello) ma non contro la Casa della Legalità e/o il suo Presidente. In parallelo, non giungeva alcuna notifica, ed allora il 21 settembre 2010 procedevamo a presentare un esposto formale alla Procura di Savona in cui si illustrava il tutto.
- a quanto ci risulta la Procura di Savona avrebbe disposto accertamenti presso il Comune di Celle Ligure ove non sarebbe stata rinvenuta alcuna Delibera e nemmeno Determina in cui si disponeva di procedere legalmente nei confronti della Casa della Legalità e/o del suo Presidente.
Ed allora: chi ha dato mandato di fare causa civile al Presidente della Casa della Legalità? Quando un’azione legale viene intrapresa da un Ente come il Comune ci deve essere una deliberazione in merito e quindi una Determina in cui si da mandato, ci deve essere un impegno di spesa (e poi pure un mandato di pagamento), mica si può fare così, “alla carlona”... Anche perché, se non esiste (e la Procura di Savona avrebbe accertato che non esisteva, a seguito del nostro esposto) una Delibera ed una conseguente Determina, a che titolo i legali firmatari dell'Atto di Citazione del 26 gennaio 2009 hanno agito per conto del COMUNE DI CELLE LIGURE? Se fosse stato l'allora Sindaco, o il Direttore Generale oppure chicchessia del COMUNE DI CELLE LIGURE ad aver firmato un mandato ai legali, senza Delibera e Determina, non solo il “COMUNE DI CELLE LIGURE” non poteva citare in giudizio, ma nemmeno sostenere le spese sostenute per tale procedimento che, ovviamente, non possono certamente essere pagate con i soldi del Comune, bensì dalla persona che, senza Delibera e Determina, ha firmato il mandato.
Nel dettaglio dalla verifica online degli incarichi sul sito del COMUNE DI CELLE LIGURE, che chiunque può fare (clicca qui), e che noi abbiamo ripetuto oggi, salvando, nuovamente il tutto risulta che:
- nel 2007, anno delle dichiarazioni contestate, l'avvocato ROMANI ha ricevuto un solo incarico di consulenza in materia urbanistica (per l'anno 2008) e che quindi nulla può avere a che fare con il "mandato" per l'azione legale in primo grado (vedi qui) e quindi nessun incarico nel 2007 è stato dato per promuovere causa contro la Casa della Legalità e/o il suo Presidente (vedi qui raccolta delle schermate).
- Nel 2008 risultano, in merito ad incarichi per questioni legali, 2 incarichi a CTU per procedimenti civili, 4 incarichi per cause/ricorsi al Tribunale di Savona (di cui 3 all'Avv. ROMANI), 5 per procedimenti al TAR (di cui 5 all'Avv. ROMANI), 1 per Consiglio di Stato (all'Avv. ROMANI), ma nessun incarico nel 2008 è stato dato per promuovere causa contro la Casa della Legalità e/o il suo Presidente (vedi qui raccolta delle schermate).
- Nel 2009 risultano, in merito ad incarichi per questioni legali, il rinnovo della consulenza annuale in materia urbanistica all'Avv. ROMANI (vedi qui), 1 incarico per cause/ricorsi al Tribunale di Savona, 8 per procedimenti al TAR (di cui 8 all'Avv. ROMANI), 4 per ricorsi al Capo dello Stato (di cui 4 all'Avv. ROMANI), un incarico all'Avv. ROMANI per consulenza sulla partita delle EX CLONIE MILANESI (vedi qui), ma nessun incarico nel 2009 è stato dato per promuovere causa contro la Casa della Legalità e/o il suo Presidente (vedi qui raccolta delle schermate)
- Nel 2010 risulta il rinnovo della consulenza annuale in materia urbanistica all'Avv. ROMANI (vedi qui), nessun altro incarico in materia legale e, quindi, nessun incarico nel 2010 è stato dato per promuovere causa contro la Casa della Legalità e/o il suo Presidente (vedi qui raccolta delle schermate)
- Nel 2011 risultano 1 incarico per ricorso al TAR, 2 per Consiglio di Stato (di cui 1 all'Avv. ROMANI), 1 per un Appello, 1 per nomina CTU, 1 per promuovere azione penale (all'Avv. ROMANI), 1 incarico all'Avv. ROMANI per "Acquisizione di una porzione di manufatto oggi adibito a magazzino comunale, 1 incarico all'Avv. ROMANI per "svincolo albergo Marinella", 1 incarico all'Avv. ROMANI per "Colonia Milanese, progetto per la ristrutturazione di fabbricati da destinare a uso turistico-ricettivo", e all'Avv. ROMANI l'incarico per promuovere Appello contro la Sentenza del Tribunale di Savona, citando in Appello il Presidente della Casa della Legalità (costo 4.368,00 €) (vedi qui raccolta delle schermate)
- Nel 2012 risulta incarichi legali per 1 ricorso al Capo dello Stato (all'Avv. ROMANI), 3 per il TAR (di cui 3 all'Avv. ROMANI), 1 per il Consiglio di Stato, 1 consulenza legale per pratiche edilizie all'Avv. ROMANI (vedi qui la scheda)
E, se c'è il mandato per l'Appello, perché non c'è quello per la citazione di primo grado? L'hanno fatta e poi nascosta? Online non è mai stata pubblicata (e c'è il dovere di pubblicazione, sia per le Delibere che per Determine ed elenco consulenze e incarichi esterni!) e, come detto, dalle verifiche poste in essere, a seguito del nostro Esposto, non pare essere stata rinvenuta!
Inoltre l'omessa pubblicizzazione di una eventuale Delibera e conseguente Determina non è proprio un fatto “indifferente”, perché tale omissione ha impedito, con ogni evidenza, anche la possibilità (e diritto) di azione legale avversa, nonché anche di un eventuale impugnazione nelle forme previste dalla Legge! [* vedere approfondimento nell'aggiornamento in coda]
4) Quello che veniva contestato, a quanto si apprende dall'Atto di Citazione in Appello, era la nota stampa menzionata in premessa (che poi sarebbe questa).
Nel procedimento davanti al giudice monocratico del Tribunale di Savona, è comparsa solo una parte, l'Attore, ovvero questo (forse) “COMUNE DI CELLE LIGURE”; noi non c'eravamo perché mai giunse notifica e quindi mai avremmo potuto costituirci in giudizio.
Il procedimento si è svolto con la sola “accusa” dell'attore e la contumacia nostra (forzata vista la non consegna della notifica della citazione)... Come si legge nell'Atto di Citazione in Appello, la prova prodotta dal COMUNE DI CELLE LIGURE sul carattere diffamatorio degli scritti (che vengono tutti imputati al Presidente della Casa della Legalità, anche quando sono firmati dall'Ufficio di Presidenza), sapete quale è? Una condanna a seguito di querela? No, assolutamente no... anche perché non hanno mai sporto querela (né il COMUNE DI CELLE LIGURE, né Remo ZUNINO, né Franco ZUNINO, a meno che, in questi ultimi due casi, non sia stata presentata e poi archiviata, visto che non è mai stato notificato nulla di nulla). La prova, secondo il COMUNE DI CELLE LIGURE, prodotta nella causa (che si son fatti da soli) era la definizione di diffamatorietà di quegli scritti, pronunciata dallo stesso COMUNE DI CELLE LIGURE!
Straordinari... visto che lo hanno detto dei Pubblici Ufficiali, componenti della Giunta comunale, che sono diffamatori, quella è la prova!
Al termine del procedimento, il Giudice ha potuto solo considerare le “conclusioni” dell'Attore e la “memoria conclusionale” sempre e solo dell'Attore.
Quindi arriva la Sentenza (che ritireremo, visto che anche questa mai ci è stata notificata) del 15.07.2011 n. 677 e depositata il 21.07.2011. Una Sentenza che vede perdere non noi, ma proprio il “COMUNE DI CELLE LIGURE"... Ed è proprio perché quella Sentenza da torto e quindi rigetta le domande dell'Attore, ovvero del (forse) “Comune di Celle Ligure”, che (questa volta con Delibera, Determina e conseguente firma del Sindaco per il mandato) il COMUNE DI CELLE LIGURE presenta Appello... (che pagano i cittadini).
Ma, visto che la questione CO.FOR è tornata d'attualità, ecco qualche richiamo al merito della questione e qualche “dettaglio” in più...
Se avevamo già scritto chiaramente che l'appalto alla CO.FOR grida vendetta (leggi qui), il COMUNE DI CELLE LIGURE, che è passato dal Sindaco (PD) Remo ZUNINO al Sindaco (PD) Renato ZUNINO (già Sindaco di Celle Ligure, decaduto a seguito di un procedimento penale a suo carico per aver rilasciato nella qualità di Sindaco concessioni edilizie che non potevano essere rilasciate – vedi qui la Sentenza – ove era difeso dallo stesso Avv. Roberto ROMANI), continua nel negare l'evidenza e soprattutto nell'elude il dovere di provvedere ai rilievi mossi dall'"Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture"!!! Il COMUNE continua inoltre a negare la discussione in merito, richiesta a norma di Legge, da alcuni Consiglieri Comunali, in chiara violazione delle norme...
Andiamo con ordine e senza ripetere quanto già scritto e documentato in merito (vedi qui), procediamo:
- in data 29.10.2007 l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture, scriveva al Comune di Celle Ligure, una noticina avente ad oggetto:
“Procedura di verifica/screening delle opere contenute nel progetto urbanistico operativo per la sistemazione del litorale di Celle Ligure in particolare un pennello Buffou”.
Nella stessa si leggeva:
“In riscontro alle richieste istruttorie da parte del Servizio Ispettivo a seguito della segnalazione di criticità relativamente all'esecuzione delle opere di cui all'oggetto, il Comune di Celle Ligure ha inviato elementi informativi e documentali, che hanno consentito di operare una ricostruzione dei fatti che appresso si riepiloga nei suoi tratti essenziali:
Ma come si sul dire le risposte fornite dal Comune erano sbagliate... o meglio ci hanno provato a negare l'evidenza, ancora una volta, ma non sono riusciti nel cancellare le criticità dell'appalto in questione. Infatti, nella sua nota, l'Autorità scrive:
“Ai fini della valutazione del caso in esame, occorre anzitutto considerare le peculiari condizioni in cui si è sviluppato il procedimento, sin dalla fase iniziale di progettazione. In particolare, la S.A. nell'esecuzione del contratto ha privilegiato la conduzione dei lavori da terra. Tale scelta, motivata dalla difficoltà di recuperare i mezzi d'opera necessari per la conduzione dei lavori da mare (pontone) ha comportato un'alterazione del progetto originario. Infatti, l'Amministrazione appaltante ha mutato un elemento fondamentale del contratto, quale è la modalità di esecuzione.
Giova ricordare che non sussiste la possibilità per le Amministrazioni appaltanti di rinegoziare con il soggetto prescelto come contraente alcune condizioni di esecuzione dei contratti aggiudicati in esito a procedure concorsuali. Come già chiarito da questa Autorità con delibera n. 82 in data 12.10.2005 tale comportamento si configura in palese violazione delle regole di concorrenza e parità di condizioni tra i partecipanti alla gara, fondamentali per l'esistenza di un corretto mercato degli appalti.
Inoltre, dalla documentazione pervenuta non si rilevano valutazioni tecniche a sostegno della scelta da parte della S.A. del mutamento della modalità di conduzione dei lavori. Questa scelta, peraltro, ha comportato anche la necessità della redazione di una seconda perizia di variante per i danni causati alle opere provvisionali dalle mareggiate, nonché la formalizzazione del procedimento di accordo bonario per la definizione della riserva espressa dall'impresa relativamente ai maggiori costi sostenuti per le opere provvisionali, danneggiate da mareggiate, dell'importo di 23.973,00 euro (IVA esclusa). Come si evince, infatti, dalle dichiarazioni del direttore dei lavori, “... la conduzione dei lavori da terra... ha causato frequenti ed ingenti danni alle opere per effetto delle mareggiate invernali”.
Pertanto, l'inquadramento della prima perizia di variante nella tipologia dell'intervento migliorativo di cui all'art. 25, comma 3, della legge 109/94 non appare confacente alla disposizione normativa. Infatti il predetto comma sancisce che “... Sono inoltre ammesse, nell'esclusivo interesse dell'amministrazione, le varianti, in aumento o in diminuzione, finalizzate al miglioramento dell'opera e alla sua funzionalità, sempreché non comportino modifiche sostanziali...”
Inoltre, va osservato che sono state introdotte significative modifiche alle lavorazioni di contratto (le opere del ripascimento arenile, previste in progetti in sabbia e ghiaietto, sono state realizzate mediante l'utilizzo del materiale della rampa e della pista di cantiere), con variazioni qualitativo-quantitative, al fine di reperire risorse necessarie a finanziare gli interventi di modifica individuati con le n. 2 perizie di variante, che pur se contenute nell'importo finanziato di euro 648.153,41, sono da considerarsi sostanziali, come si rileva in particolare dal quadro di raffronto delle due perizie di variante.
In merito è chiarificante la determinazione n. 1/2001 di quest'Autorità ove si afferma che “... In tema di varianti, occorre premettere che non ogni modificazione può ritenersi espressione della naturale esecuzione dell'appalto, con conseguente applicazione dei criteri già previsti contrattualmente per la disciplina del rapporto. La variante, infatti, ha come necessario punto di riferimento e parametro di raffronto il progetto: le relative modifiche non possono, quindi, essere tali da snaturarlo. Se le parti realizzano un'opera totalmente diversa, la disciplina del rapporto non può più essere individuata nel primitivo contratto di appalto, bensì nel successivo negozio giuridico, anche se quest'ultimo non rechi patti diversi su alcuni degli aspetti essenziali del contratto. In tal caso, si compie un'opera necessariamente diversa da quella oggetto del precedente contratto. In definitiva, la variante deve avere carattere accessorio rispetto all'opera progettata e contrattualmente stabilita; altrimenti si è in presenza non di una modifica del progetto, ma di un nuovo contratto”.
Si ritiene, quindi, necessario rivalutare la classificazione delle perizie di variante, operata dalla S.A., in quanto l'inquadramento delle stesse nelle tipologie delle “imprevisto geologico” (25 comma 1 b.bis) e dell'intervento migliorativo (art. 25, comma 1) della legge 109/94, non appare pienamente rispondente al dettato normativo, peraltro confermato, in parte qua, dall'art. 132 del nuovo Codice dei contratti pubblici approvato con d.lgs n. 163 del 12.4.2006, ed in vigore dal 1° luglio 2006.
Alla luce di quanto sopra, si chiede di conoscere le misure che codesta S.A. intende adottare per evitare il ripetersi dei fenomeni evidenziati, nonché di trasmettere i risultati dell'attività di verifica dell'effettivo stato di consistenza quantitativo e qualitativo dell'arenile, con riserva di conoscere, ai fini del controllo del costo complessivo dell'opera, se la somma corrisposta all'impresa esecutrice – a titolo di accordo bonario – è contenuta nell'importo finanziato, potendosi altrimenti configurare un'ipotesi di danno erariale.”
[leggi qui la comunicazione integrale in formato .pdf]
- il 20 marzo 2009 l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture torna a scrivere al Comune di Celle Ligure, sul medesimo oggetto: “Procedura di verifica/screening delle opere contenute nel progetto urbanistico operativo per la sistemazione del litorale di Celle Ligure in particolare un pennello Buffou”. E scrive:
“Si fa riferimento alla Vostra comunicazione n.13299/08 con la quale in risposta alle richieste contenute nella nostra nota... sono state inviate le note esplicative del responsabile del procedimento e del direttore dei lavori e una relazione riferita al monitoraggio dei lavori indicati in oggetto.
Esaminate le note esplicative del Responsabile del Procedimento e del Direttore dei Lavori anche alla luce delle ulteriori argomentazioni esposte si ritiene di confermare le circostanze e le osservazioni già formulate da questa Direzione con la nota sopracitata.
Per quanto riguarda la relazione redatta dall'Università di Genova (Dipartimento per lo studio del Territorio e delle sue risorse) a conclusione del monitoraggio eseguito, su incarico del Comune, si prende atto che la stessa evidenzia la positiva efficacia dell'opera realizzata a difesa del litorale e si osserva che la stessa non entra però nel merito della sua corretta esecuzione secondo le disposizioni contrattuali (con riferimento allo stato di consistenza quantitativo e qualitativo dell'arenile e dei lavori eseguiti e contabilizzati, accertabile peraltro, considerato il tipo di intervento, in maniera certa solo con puntuali controlli durante la esecuzione dei lavori da parte del Direttore dei Lavori e del Collaudatore dei Lavori).”
Ora dovrebbe essere evidente che non erano opinioni o rilievi “diffamatori” quelli che abbiamo prodotto sull'appalto del COMUNE DI CELLE LIGURE, per il Pennello Buffou, alla CO.FOR. Può essere un elemento di "prova" leggermente più autorevole e imparziale quanto scritto dall'Autorità di Vigilanza, oppure vale di più l'autocertificazione del COMUNE DI CELLE LIGURE?
Tutto quanto indicato e denunciato, negli articoli, nei comunicati, così come anche nell'esposto alla Procura della Repubblica era l'esatta fotografia dell'irregolarità della proceduta e dell'esecuzione dell'appalto. I pronunciamenti dell'Autorità di Vigilanza che abbiamo sopra riportato sono infatti conferma dei rilievi che avevamo mosso.
E se fin qui abbiamo visto, in sintesi, quanto avevamo denunciato pubblicamente e nelle opportune sedi, in merito alla procedura ed all'esecuzione dei lavori, passiamo al resto...
L'allora amministrazione, guidata dal sindaco Remo ZUNINO, affermava che tutto era regolare e che loro avevano fatto tutte le verifiche del caso. In tale circostanza lo ZUNINO produceva copia di una visura camerale ordinaria della CO.FOR. ed i “carichi pendenti” nulli di Amministratore e Direttore Tecnico. Bastava che facessero una visura camerale storica ed avrebbero invece scoperto che non erano “rose e fiori”. Infatti, dalla visura storica, avrebbero potuto accertare che la società (con attività iniziata nel 1995) ha avuto molteplici sequestri preventivi antimafia!
Oltre a tali elementi (e nel 2007, all'epoca delle nostre iniziative e denunce la CO.FOR era nuovamente posta sotto sequestro preventivo per iniziativa della DDA di Reggio Calabria, mentre i GUARNACCIA ed il CUTRUPI erano posti agli arresti), vanno ad aggiungersi altri dettagli...
Prima di tutto… questo: la CO.FOR SRL comunicava al COMUNE DI CELLE LIGURE, nella persona dell'Ing. Franco ZUNINO (data di protocollo 4 novembre 2003) che nel proprio cantiere per i lavori relativi all'appalto per il Pennello Buffou operava nel cantiere la società (udite udite, sic) SCAVO-TER di Donato FOTIA!!!! Sì, proprio loro.... già in allora noti e stranoti per essere terminale nel savonese della cosca 'ndranghetista dei MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI!
Se ai tempi pubblicammo gli Atti ed i Verbali del Procedimento seguito dall'Ing. Franco ZUNINO, dimostrando che era tutto irregolare da cima a fondo, ecco qui, ora, la lettera della COFOR a ZUNINO sulla presenza dei FOTIA nel loro cantiere a CELLE LIGURE:
Ma anche qui, il COMUNE DI CELLE LIGURE va oltre, non vede, non sente e non parla... Ed i FOTIA sono realtà nel savonese da lungo lungo tempo, non sono arrivati come la COFOR da poco...
E, comunque, la CO.FOR. è alla ribalta della cronaca. Se lo era già nel numero dell'Espresso del 10 novembre 2005, nell'articolo “Quel cemento è cosa nostra” e sommario “L'impresa creata da due fratelli entra in tutte le opere pubbliche: aeroporti, binari, dighe, ateneo e tribunale. Ma ora la Prefettura la blocca: sono a rischio mafia”, con gli arresti ed il sequestro del 2007 anche gli appalti liguri dell'impresa dei GUARNACCIA trovano ampio risalto sulla stampa locale... entrano nel libro-inchiesta “Il Partito del Cemento” di Marco Preve e Ferruccio Sansa...
Invece va tutto bene secondo l'Amministrazione di Remo ZUNINO e per l'Ing. Franco ZUNINO responsabile del procedimento dell'appalto CO.FOR da cima a fondo... Quel Franco ZUNINO, fedele uomo di Rifondazione Comunista poi promosso Assessore Regionale all'Ambiente – sic! - della Giunta di Claudio Burlando dal 2005 al 2010, già Presidente del Consiglio Provinciale di Savona tra il 2004 e il 2005 ed ora Presidente dell'importante II° Commissione del Consiglio Comunale di Savona con competenze su Lavori Pubblici, Urbanistica, Grandi Infrastrutture, Programmi Innovativi, POR, Ambiente, Protezione civile, Mobilità.
Prima di dimenticarci… la CO.FOR. SRL spunta fuori anche in un’informativa del NOE per la Procura di Alessandria che indagava sui MAMONE, famiglia legata ed imparentata al Carmelo GULLACE, ovvero al “capo” nel nord-ovest della potente cosca dei GULLACE-RASO-ALBANESE legata ai PIROMALLI e MAMMOLITI. Nell'informativa del NOE, seguendo le intercettazioni di Gino MAMONE, si arriva a questo:
E nell'Informativa si legge:
Nella conversazione n. 1517 del 29/11/2004 MAMONE si informa presso il funzionario della Provincia di Genova, tale LATINO, sul nominativo della ditta che sta effettuando i lavori di asporto della ghiaia a Genova, alla foce del fiume Polcevera. Si tratta della ditta “CO.FOR”, calabrese che utilizza la ghiaia asportata con autorizzazione per il ripascimento di spiagge e scogliere nel Comune di Cogoleto. MAMONE “senti ma chi è che fa quel…nel fiume “Polcevera”…quel lavoro…” LATINO “è la “COFOR” diiiii…di giù… Brindisi… hanno preso l’appalto delle…delle scogliere di Cogoleto al ripascimento… lo gestisce direttamente il Comune, è un appaltooo…io ho solo dato la concessione e gli ho fatto pagar la ghiaia”. Nella conversazione n. 1518 del 29/11/2004 .MAMONE contatta un tale PIERO e chiede informazioni su questa ditta. L’interlocutore, a bassa voce, gli dice che si tratta di una ditta che ha pagato per ottenere tale appalto. MAMONE “come si chiama… “CUTRI”? quella impresa che porta via la ghiaia anche a Genova, c’è “GIUSTO”…PIERO “ehhh…”COFOR” sì “ MAMONE “eh “COFOR”, ma tu conosci questo qua?” PIERO “eh son quelliiiii…pagano!” MAMONE “pagano?” PIERO “sì…pagano!” Nella conversazione n. 1520 del 29/11/2004 PIERO comunica a MAMONE che riuscirà a farlo partecipare al trasporto della ghiaia da Genova a Cogoleto con alcuni camion.
E così, se davanti all'irregolarità della procedura, a quelle dell'esecuzione dei lavori, ed all'inquietante elemento derivante da chi siano e come operino i GUARNACCIA, il Comune di Celle Ligure non ha fatto causa alla CO.FOR... ma ha deciso (e per ora ha anche perso) di fare causa a noi!
Un ulteriore elemento, forse, potrebbe essere utile a capire che il COMUNE DI CELLE LIGURE di contrariare la CO.FOR proprio non voleva sentirne parlare... Infatti, il lavoro eseguito dalla CO.FOR., è risultato talmente eseguito bene, ma tanto tanto bene, che il COMUNE DI CELLE LIGURE ha dovuto procedere con “INTERVENTO DI SOMMA URGENZA” il 29/04/2005, terminati i lavori della società dei GUARNACCIA, per mettere in sicurezza l'area... una bazzecola che è costata ancora qualche migliaio di euro alla comunità!
AGGIORNAMENTO AL 28.09.2012 – ore 13
Abbiamo avuto accesso al fascicolo dell'Appello. Sensazionale... A parte la norma che ci impedisce di acquisire copia della Sentenza (a nostro favore) che è stata emessa dal Tribunale di Savona ed è oggetto di ricorso da parte del COMUNE DI CELLE LIGURE (per averne copia occorre andare a Savona, dove è stata emessa... e ci andremo la prossima settimana), le novità non mancano...
1) Abbiamo scoperto perché non ci arrivò la notifica della citazione in primo grado. Perché la notifica era NULLA, ovvero, già in allora, l'Avv. ROMANI non la inviava alla residenza del Presidente della Casa della Legalità, bensì la inviava in data 30/01/2009, al “domicilio” da lui selezionato di Via Santo Stefano. Ora, a parte il fatto che la “RESIDENZA” non è la sede dell'associazione, e l'Avv. ROMANI dovrebbe saperlo, la sede legale, come risulta all'Agenzia delle Entrate (atto che fa fede) alla data dell'invio della notifica (e da un bel po' di mesi) non era più quella, ma, dal 26/06/2008, era in Vico Sant'Antonio. (Si consiglia un ripasso dell'art. 139 del Codice di procedura civile, vedi qui)
La NULLITA' della notifica della citazione effettuata dall'Avv. ROMANI è quindi palese!
2) In allegato alla Citazione in Appello firmata dall'Avv. ROMANI vi sono sia la delibera sia la determina citate in merito al mandato per presentare APPELLO contro la sentenza del Tribunale di Savona che, come avevamo anticipato e possiamo confermare dopo la lettura, rigetta in toto le richieste del COMUNE DI CELLE LIGURE che chiedeva (e richiede ora con l'APPELLO) la condanna ad un risarcimento di 150 mila euro per il danno di immagine al Comune di Celle Ligure. (e su questo ci torniamo tra poco).
In questo caso la procedura di assegnazione di incarico è “formalmente” corretta: c'è la Delibera 165/2011 della Giunta Comunale che da mandato per l'Appello (vedi qui in formato .pdf), pubblicata il 12 agosto 2011 e dichiarata esecutiva il 22 agosto 2011. Vi è quindi la Determina 386 del 24 agosto 2011 che conferisce formalmente incarico per conto del COMUNE DI CELLE LIGURE all'Avv. ROMANI e Avv. CAUSA (domiciliatario in Genova), impegnando la spesa di 4.368,00 euro (vedi qui in formato .pdf).
3) Per quanto concerne il Mandato per promuovere la Causa Civile, come avevamo anticipato, la criticità indicata si consolida. L'unica cosa che si è rinvenuta è la Delibera di Giunta 137 del 05/10/2007 (vedi qui in formato .pdf). Una delibera in cui si dichiara di “conferire al Sindaco il potere di presentare, a nome dell'Amministrazione Comunale di Celle Ligure e quale legale rappresentante della stessa, azione civile contro i responsabili di diffamazione a mezzo stampa mediante la pagina web all'indirizzo riportato in premessa [www.genovaweb.org, ndr] nonché nel corso della citata conferenza stampa” e quindi “di incaricare, per la predisposizione degli atti di azione legale civile volta alla richiesta di risarcimento dammi, l'Avv. Roberto ROMANI...” e “di demandare al Direttore Generale l'adozione degli atti conseguenti alla presente deliberazione...”
La Delibera in questione, così come estratta dal fascicolo dell'Atto di Citazione in Appello, non indica la dichiarazione di “provvedimento immediatamente eseguibile, ai sensi dell'art. 134 comma 4 del D.Lgs 267/2000”.
Tanto è vero, come è ben visibile nell'ultima pagina, vi è la pubblicazione della Delibera, ma non vi è la “DICHIARAZIONE DI ESECUTIVITA'”!
E la Delibera in questione, come si evince dall'ultima pagina, nella versione prodotta dall'Avv. ROMANI è “copia conforme all'originale”.
Inoltre, come abbiamo visto, non è stata adottata e pubblicata alcuna “adozione degli atti conseguenti” da parte del Direttore Generale, ovvero non vi è una Determina in cui si adottavano gli atti conseguenti alla deliberazione di Giunta, con indicazione di spesa e del capitolo di Bilancio da cui attingere l'importo conseguente. Come abbiamo visto, questo “dettaglio” c'è per l'Appello, ma non per la citazione in primo grado, “bazzecola” che evidenza l'irregolarità del mandato e quindi la legittimità della procedura e quindi della stessa citazione in primo grado.
4) L'Avv. ROMANI, nella citazione in Appello, lamenta che il Giudice monocratico del Tribunale di Savona, con la Sentenza emessa, rigettando in toto le richieste del COMUNE DI CELLE LIGURE, non avrebbe considerato la "prova delle prove". Una prova, secondo l'Atto firmato dall'Avv. ROMANI, inconfutabile che, chiaramente e inequivocabilmente, sancisce il carattere diffamatorio che gli scritti contestati ad Abbondanza (anche quando non sono firmati da lui ma da altri). Questa "Prova delle Prove" è la Delibera della Giunta Comunale già citata, la 137 del 2007! Si, perché si sostiene che, essendo stata una delibera di Pubblici Ufficiali che definisce “diffamatori” quegli scritti, è da assumersi che tali scritti sono diffamatori senza margine di dubbio! In altre parole: la Giunta Comunale di Celle Ligure non procede a querela per chiedere all'Autorità Giudiziaria di accertare il carattere diffamatorio, lo stabilisce lei direttamente come Giunta, quindi cita in sede civile; e la prova della diffamazione è la loro Delibera. Sensazionali!!!
5) Ma torniamo un attimo, come annunciato, sulla questione del danno di immagine...
Per il COMUNE DI CELLE LIGURE (ma non è il solo) non sono le indecenze, le irregolarità e illegittimità commesse (come quelle plurime, da cima a fondo, nell'appalto alla CO.FOR dei GUARNACCIA e subappaltino alla SCAVO-TER dei FOTIA) che creano un danno di immagine, di credibilità (e pure economico) al Comune... il “danno di immagine e di onorabilità del Comune di Celle Ligure” è imputabile a chi indica, scrive e denuncia tali indecenze, irregolarità e illegittimità!
Ora, come abbiamo già abbondantemente e documentalmente dimostrato in allora e nell'articolo di ieri, in coda a cui scriviamo questi aggiornamenti, il DANNO al COMUNE DI CELLE LIGURE è quello prodotto da quella gara irregolare dall'inizio alla fine (e pure dopo, con conseguente incarico di “somma urgenza” per la messa in sicurezza dell'arenile e risistemare i massi del Pennello opera della CO.FOR).
Ne hanno parlato tutti. Siti, giornali (come Il Secolo XIX – vedi qui – che vi è tornato di recente – vede qui -, La Repubblica – vedi qui -)... ne parlano Ferruccio Sansa e Marco Preve nel libro-inchiesta “Il Partito del Cemento”... Qui l'articolo de L'Espresso datato 2005 sulla CO.FOR!!! Era evidente (è evidente) che la questione inquietante e grave era quell'appalto, come è stato gestito, la sua esecuzione ed il chi erano quelli della CO.FOR.
Il COMUNE DI CELLE LIGURE ha assecondato, senza fiatare, i desiderata della CO.FOR, ha radicalmente permesso la totale modifica del capitolato d'appalto, violando le regole della concorrenza, giustificando l'esecuzione difforme dal capitolato (e dal progetto approvato) eseguita dalla CO.FOR (con SCAVO-TER)... Ha omesso di compiere un'attenta e seria verifica su tale società, il cui comportamento era già ben noto...
E non si dica “in quel momento avevano il certificato antimafia e quindi non li potevamo escludere”. Non lo si dica perché la CO.FOR aveva partecipato ad una gara per realizzare un progetto, con lavori e posa di massi via mare. Lo ha vinto con il massimo ribasso. Poi, subito dopo l'assegnazione, nella procedura seguita dall'Ing. Franco ZUNINO, hanno comunicato che non potevano realizzarlo come da progetto e capitolato perché non avevano i mezzi e quindi avrebbero proceduto via terra. A parte la difformità al capitolato ed alle modalità di esecuzione previste ed alla base della gara, vi è una differenza di costi consistente. Un'opera realizzata via mare costa di più di un opera realizzata via terra. Ed allora, quel massimo ribasso con cui la CO.FOR si è aggiudicata la gara vi era stato perché loro sapevano che avrebbero speso meno, realizzando i lavori via terra. Le altre ditte partecipanti invece avevano fatto un'offerta per eseguire l'opera così come stabilito dal capitolato alla base della gara. Quando, subito dopo l'aggiudicazione alla CO.FOR, la società stessa ha comunicato che avrebbe eseguito l'opera in difformità totale da quanto alla base della gara, il responsabile del Procedimento Ing. Franco ZUNINO doveva (DOVEVA!!!) procedere nell'annullamento dell'assegnazione alla CO.FOR e quindi assegnare l'incarico alla seconda migliore offerta, così come indicata nel verbale della Commissione! Non lo ha fatto viziando, come detto, dall'origine, il tutto, con il solo ed unico vantaggio per la CO.FOR!
[per gli smemorati e chi si ostina a non vedere, rilinkiamo il verbale di verbale di gara dove risultava Presidente, il Responsabile del Procedimento (compresa la fase di esecuzione dei lavori), Ing. Franco ZUNINO - vedi qui]
Il COMUNE DI CELLE LIGURE non ha mai deliberato e nemmeno annunciato azioni legali contro la CO.FOR, anzi, come detto, li ha assecondati anche con un pagamento extra, bonario, basato su calcoli forfettari e indicativi sui materiali... Ed invece, quando qualcuno, noi come altri, ha visto, documentato, scritto e denunciato il tutto, anziché ammettere che vi sono stati errori da parte dell'Amministrazione, si arroccano ed accusano di danneggiare l'immagine proprio chi indica ciò che loro, l'Amministrazione del COMUNE DI CELLE LIGURE, hanno fatto, perpetuato e, in modo surreale e confuso, persino difeso davanti ad evidenze lapalissiane.
Questo è un estratto della Relazione del Sindaco di Celle Ligure il 18 settembre 2007 al Consiglio Comunale. Nell'estremo tentativo di dire che tutto era perfetto in quell'appalto alla CO.FOR e nell'esecuzione dei lavori da parte della CO.FOR, cosa afferma il Sindaco di allora, Remo ZUNINO? Che il problema sono i documenti che sono usciti dal Comune, arrivando nelle mani del Presidente della Casa della Legalità! Documenti (PUBBLICI) che riguardano opere e soldi pubblici, secondo il Remo ZUNINO non devono essere letti dai cittadini! Non ci si crede? Ecco qui:
Ed ancor prima, il 9 agosto 2007, un esponente della Maggioranza di centrosinistra guidata allora da Remo ZUNINO, il consigliere Nicolò PESCIO, cosa si spingeva a dire? Che quelli che scrivono e si firmano devono essere presi a bastonate!!! Ecco qui l'estratto:
Ora è forse è più chiaro il carattere intimidatorio dell'amministrazione cellese, quella di prima con Remo ZUNINO e quella di adesso con Renato ZUNINO... Se si osa scrivere, documentare e pubblicare documenti PUBBLICI (che loro non gradiscono essere conosciuti dai cittadini), indicando le criticità gravi, la reazione sarà quella di minacce di bastonate, per dirla come il PESCIO, o di cause civili da centinaia di migliaia di euro! Colpirne uno per educarne cento? E' questa la filosofia dei "democratici" esponenti dell'amministrazione di centrosinistra di Celle Ligure? Non si procede contro la stampa perché la stampa per loro è indispensabile averla il più possibile come amica, ma si rende evidente che non si deve osare dire le cose come stanno, producendo pubblicamente gli Atti pubblici che venivano (e vengono) tenuti nascosti ai cittadini? Ad ognuno la propria valutazione...
In allora, con l'amministrazione di Remo ZUNINO si opposero strenuamente alla richiesta di un confronto pubblico, in un'assemblea pubblica! La nuova amministrazione di Renato ZUNINO invece non da esecuzione alla richiesta di convocazione del Consiglio Comunale per discutere dei pesanti rilievi mossi dall'Autorità di Vigilanza (e che abbiamo già sopra ampiamente illustrato), omettendo di rispondere ai rilievi ed alle richieste da questa formulate!
Ora, per parte nostra, informeremo le Autorità competenti su tutti gli aggiornamenti della vicenda, e per il resto passiamo tutto ai nostri legali così da definire quali azioni adottare.
La CO.FOR aveva pratiche costanti chiaramente non corrette (vedi qui). Così come a seguito dell'ultimo sequestro antimafia dell'impresa, dopo il dissequesto nel 2008, sono falliti (vedi qui), perché ormai impresa "bruciata" per i GUARNACCIA e cumpari 'ndranghetusi.
Ecco, per il COMUNE DI CELLE LIGURE la CO.FOR andava bene, noi no! Loro, la CO.FOR, sono stati una bella esperienza per l'Amministrazione di Celle Ligure, le hanno donato un'immagine speciale, noi invece siamo quelli "brutti e cattivi"!
Casi (cause) straordinarie... è il Comune di Celle Ligure con l'avv. Romani (che persono, da soli, in primo grado)
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