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Timestamp: 2018-10-21 22:21:01+00:00

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Pubblici dipendenti: promozioni e nuove assunzioni mai senza concorso
> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 marzo 2015
Il principio vale anche per i dirigenti e per chi, già in servizio, deve passare a una fascia funzionale superiore e nuovo inquadramento.
È illegittima qualsiasi forma di promozione, all’interno del pubblico impiego, che non passi attraverso un pubblico concorso. Il principio sancito dalla Costituzione [1] (secondo cui, agli impieghi nella pubblica amministrazione si accede solo mediante concorso), vale anche per i dirigenti e non subisce eccezioni neanche nel caso in cui si tratti di disporre un nuovo inquadramento per i dipendenti già assunti in passato.
A precisarlo è una importante sentenza di ieri della Corte Costituzionale [2], in realtà nota per aver scoperto il vaso di Pandora all’interno dell’Agenzia delle Entrate.
La vicenda e lo scandalo all’Agenzia delle Entrate
Negli anni passati, gli uffici territoriali dell’amministrazione finanziaria avevano disposto la “promozione”, a funzione dirigenziale, di oltre mille soggetti, che tuttavia possedevano la semplice qualifica di funzionari, senza che gli stessi fossero passati dal normale concorso. E ciò in attesa che venissero espletate le relative procedure concorsuali. Che, tuttavia, erano state puntualmente rinviate, con il conseguente e puntuale rinnovo della carica dei “facenti funzione”. Insomma, una situazione di estrema illegittimità secondo i giudici della Consulta, che hanno provveduto a dichiarare incostituzionale il decreto legge del 2012 [3] che aveva legittimato questo scempio giuridico.
La sentenza verrà probabilmente ricordata più per lo scossone che potrebbe determinare nell’ambito della riscossione esattoriale. Se, infatti, verrà confermato – così come sino ad oggi avvenuto – l’orientamento della Cassazione, secondo cui sono inesistenti gli accertamenti fiscali emessi da funzionari privi di poteri o non muniti della delega da parte del dirigente, la conseguenza non potrà che essere una soltanto: gli atti firmati dai “falsi dirigenti” dovranno essere dichiarati nulli e non potranno essere mai sanati. E con essi lo saranno anche le cartelle esattoriali di Equitalia, notificate sulla scorta di tali accertamenti dell’Agenzia (leggi l’approfondimento: “La sorte delle cartelle esattoriali dopo la sentenza della Corte Costituzionale”).
Secondo la Corte non si può nutrire alcun dubbio sul fatto che il conferimento di incarichi di dirigente, nell’ambito della P.A., debba avvenire solo previo pubblico concorso.
Tale concorso è obbligatorio anche in caso di nuovo inquadramento di dipendenti già in servizio. Infatti, il passaggio ad una fascia funzionale superiore comporta l’accesso ad un nuovo posto di lavoro corrispondente a funzioni più elevate ed è soggetto, pertanto, quale figura di reclutamento, alla regola del pubblico concorso.
In realtà – chiarisce la Consulta – è possibile, in via del tutto eccezionale e straordinaria, che una amministrazione disponga personale interno a funzioni superiori attraverso l’istituto detto “reggenza” [3], che serve appunto a colmare delle carenze di organico nell’ufficio, determinate da cause imprevedibili.
Ma la reggenza – si legge ancora nella sentenza – deve essere una condizione straordinaria e, soprattutto, temporanea. In altre parole, non si può puntualmente rinnovare l’incarico affidato con la reggenza tanto da trasformalo, nei fatti, in un incarico a tempo indeterminato.
Insomma, va bene la reggenza per situazioni di emergenza, ma solo in attesa del pubblico concorso, che l’amministrazione ha l’obbligo di indire al più presto.
Ecco allora che, in assenza di gara, il conferimento di qualsiasi compito o carica, all’interno della pubblica amministrazione, anche a personale interno e a prescindere dall’inquadramento dello stesso, è impugnabile davanti al tribunale, perché illecito e contrario alla costituzione.
PER LEGGERE LA SENTENZA VAI QUI: “I dirigenti dell’Agenzia delle Entrate erano falsi: Equitalia trema”.
[2] C. Cost. sent. n. 37/2015.
[3] D.L. n. 16/2012.
[4] Art. 20 d.P.R. n. 266/1987.
13/05/2015 alle 18:47
questo non succederebbe se venissero banditi più concorsi di ogni ordine e grado.

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
e contrario
 SENTENZA 
 Art. 20