Source: https://www.ciwf.it/area-stampa/comunicati-stampa/2017/09/animali-trasportati-vivi-fuori-dallue-ancora-viaggi-dellorrore
Timestamp: 2020-07-12 02:05:21+00:00

Document:
Animali trasportati vivi fuori dall'UE: ancora viaggi dell'orrore | CIWF Italia
Nell’estate del 2017 gli investigatori di Compassion in World Farming si sono recati al confine tra Turchia e Bulgaria per documentare le condizioni degli animali in transito, trasportati fuori dai confini dell’Unione europea e hanno rilevato sofferenze devastanti. Con una petizione al presidente della Commissione europea Juncker e ai Commissari al Commercio Malmström e all’Agricoltura e Sviluppo rurale Hogan, Ciwf chiede di vietare le esportazioni di animali vivi fuori dall’Unione europea.
Per le TV: Scarica una versione lunga del video senza sottotitoli
Nell’Agosto 2017, gli investigatori di CIWF hanno trascorso 10 giorni al confine tra Turchia e Bulgaria, dove hanno documentato le condizioni degli animali in transito.
Hanno visto un numero altissimo di animali passare il confine. Con temperature bel al di sopra dei 30°, gli animali erano in cattivo stato di salute a causa delle condizioni sui camion, non igieniche e pericolose, della totale inosservanza della normativa e del disinteresse apatico dei soggetti preposti alla loro tutela. 500 pecore sono rimaste bloccate al confine per ben 4 giorni senza bere e senza mangiare.
Gli investigatori hanno fornito moltissime informazioni che CIWF ha provveduto ad inoltrare alle Autorità coinvolte.
Prima di giungere al confine, i bovini e gli ovini avevano già patito lunghi viaggi, misurabili in giorni piuttosto che in ore.
Gli investigatori hanno visto camion dotati di più livelli, pieni di pecore e vacche, i cui soffitti erano talmente bassi che toccavano le groppe degli animali. Gli animali non solo dovevano mantenere una posizione chinata senza poter alzare la testa, ma erano scomodamente intrappolati, senza poter avere una visuale chiara e in difficoltà nel mantenere l’equilibrio.
A metà Agosto, nel Sud Europa, la temperature esterna era estremamente alta; all’interno dei camion – molti col sistema di aerazione rotto – la temperatura superava i 35°.
Spesso i sistemi di abbeveraggio non erano funzionanti – e, ove funzionanti, non erano fruibili da tutti gli animali a causa della difficoltà di movimento - e gli animali, nel caldo insopportabile, erano disidratati.
Gli animali rischiavano di ferirsi per diverse cause; potevano essere schiacciati o calpestati dai propri simili; potevano incastrarsi le zampe nei pericolosi spazi vuoti dei tramezzi dei camion; potevano procurarsi dei profondi tagli con i bordi taglienti presenti all’interno dei mezzi, cadendoci addosso o venendo spinti contro di essi.
Molti dei camion non avevano la paglia o altro materiale come lettiera e per questo gli animali erano costretti a stendersi sul pavimento del camion, ricoperto da un alto strato di urina e feci. E anche dove la lettiera era presente, era spesso scarsa, impregnata e sudicia.
A causa delle terribili condizioni che erano costretti a subire non era raro vedere alcuni animali sottopeso, altri che tossivano e mostravano i sintomi di lesioni e malattie. Su alcuni camion erano visibili animali morti e quelli ancora vivi non potevano aggirare i corpi in decomposizione dei loro conspecifici.
Una corsia veloce verso il nulla
Anche se al confine, al fine di velocizzare i tempi di viaggio, era presente una corsia preferenziale per animali vivi, non vi era alcun addetto e quindi risultava inutilizzabile. Questo portava i camion traportanti animali vivi a convogliare sulla corsia per i controlli standard, prolungando i tempi dei viaggi.
Una volta raggiunto il confine, i documenti necessari per procedere erano spesso mancanti o incompleti, causando un ulteriore ritardo per gli animali all’interno dei mezzi.
Dopo aver varcato il confine gli animali continueranno il loro viaggio, alcuni ancora per molti giorni.
Il valore dell’esportazione di animali vivi dall’UE vale 4 miliardi secondo Eurostat. Dal 2012, l’esportazione di bovini ed ovini verso paesi terzi ome la Turchia, che hanno standard di benessere animale più bassi è aumentata del 50% dal 2012.
La scorsa settimana Eurogroup for Animals ha consegnato 1 milione di firme al Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis e grazie a questo il tema è stato inserito nell’agenda politica dell’Unione: sarà infatti creato un sottogruppo di lavoro dedicato ai trasporti nella piattaforma sul benessere animale dell'UE. Il sottogruppo avrà lo scopo di rivedere l’attuale sistema di regole che disciplinano il trasporto su animali vivi a lunga distanza.
Per mantenere viva l'attenzione sull'argomento e ribadire le richieste dei cittadini CIWF ha lanciato una nuova petizione internazionale per chiedere questa volta al presidente della Commissione europea Juncker e ai Commissari al Commercio Malmström e all’Agricoltura e Sviluppo rurale Hogan di vietare le esportazioni di animali vivi fuori dall’Unione europea.
Dichiara Annamaria Pisapia Direttrice di CIWF Italia Onlus: “Questo crudele commercio avviene in violazione del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. L’articolo 13 riconosce gli animali quali “esseri senzienti” e stabilisce che, nella formulazione e nell’attuazione delle politiche dell'Unione nel settore dell’agricoltura e del trasporto, la Commissione e gli Stati membri tengano pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali. Certamente permettere l’esportazione di animali tramite viaggi a lunga distanza verso Paesi in cui essi, dopo sofferenze di giorni, potrebbero essere macellati con metodi estremamente brutali non tiene affatto conto del benessere degli animali. Si tratta di un commercio tanto barbaro quanto spietato, che deve essere proibito il prima possibile. Ogni animale che soffre le pene dell'inferno durante queste crudeli esportazioni è una vergogna per l'Europa e quindi per tutti noi. ”
La sentenza della Corte di Giustizia e le pratiche di macellazione
L’Unione europea “esporta” in Medio Oriente, Nord Africa e Turchia oltre due milioni di bovini e ovini ogni anno. I viaggi a lunga durata e le pratiche di macellazione ammesse in questi luoghi infliggono immani sofferenze agli animali coinvolti. Le indagini nei macelli in Medio Oriente, Turchia e Nord Africa hanno svelato come gli animali vengano maneggiati brutalmente e crudelmente e macellati mentre sono ancora pienamente coscienti. Queste pratiche di macellazione infrangono le linee guida internazionali dell’OIE (Organizzazione mondiale per la Sanità Animale) relative al benessere degli animali durante l’abbattimento. Inoltre, molto spesso, i viaggi a lunga distanza violano una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. La Corte ha infatti deliberato che la normativa europea sulla protezione degli animali durante il trasporto è vigente e deve essere rispettata anche quando un camion o una nave adibiti al trasporto di animali vivi escono dall’Unione europea. Ma questa sentenza è spesso ignorata dalla Commissione europea e dagli operatori commerciali.
Le violazioni della normativa europea
Di seguito una serie di prescrizioni legali violate.
Si può sostenere che la maggior parte, anche se non la totalità, dei trasporti a lunga distanza di animali vivi infrangono il Regolamento (CE) N. 1/2005. L’articolo 3, “Condizioni generali per il trasporto di animali”, nel Capo I di tale regolamento, statuisce che “Nessuno è autorizzato a trasportare o a far trasportare animali in condizioni tali da esporli a lesioni o a sofferenze inutili”. Nell’Allegato I, Capo I, Sezione I è presente una statuizione ancora più ampia “Non può essere trasportato nessun animale che non sia idoneo al viaggio previsto, né le condizioni di trasporto possono essere tali da esporre l'animale a lesioni o a sofferenze inutili”. CIWF reputa che non sia possibile trasportare animali vivi per tali distanze e con queste durate di ore e giorni, senza che sia preventivabile un’alta probabilità di lesioni e sofferenze. Il trasporto di animali vivi sia crudele e non necessario, soprattutto perché è possibile un’alternativa: trasportare carne congelata in furgoni e camion refrigerati.
<p<(g) agli animali è garantito un sufficiente spazio d'impiantito e un'altezza sufficiente considerati la loro taglia e il viaggio previsto;
· Allegato I, Capo II, Sezione 1.1:
· Allegato I, Capo VI, Sezione 3.1:
Sistemi di abbeveraggio rotti o impossibilità di fruirne
· Allegato I, Capo IV, Articolo 4:
Aperture pericolose e bordi taglienti sui camion
Mancanza di lettiere o lettiere sudicie
Gli animali sono forniti di una lettiera appropriata o di materiale equivalente che ne garantisca il benessere in funzione della specie, del numero di animali trasportati, della durata del viaggio e delle condizioni atmosferiche. Il materiale deve consentire un assorbimento adeguato delle deiezioni
Sottopeso, con la tosse, malati e deboli
Animali morti sui camion
Corsia preferenziale chiusa
Capo III, Articolo 22:
Documenti mancanti/incompleti
Capo II, Articolo 4:

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 Articolo 4
 Articolo 22
 Articolo 4