Source: https://www.lafavolavagante.org/2014/12/uptecrom-favola-per-bambini/
Timestamp: 2020-07-12 18:04:13+00:00

Document:
Uptecrom – favola per bambini | La Favola Vagante
Uptecrom – favola per bambini
“UPTECROM”
Correva l’anno 2050.
La comunicazione tra le persone era diventa di grande importanza.
I mezzi di comunicazione erano molto sofisticati e diversificati.
Computer, Telefonini, Televisioni interattive, Internet.
La velocità della comunicazione aveva raggiunto il massimo raggiungibile e francamente impensabile.
Anche il linguaggio, pian piano aveva subito una trasformazione per stare dietro alla tecnologia.
La posta e il postino erano un antico ricordo, prima suonava tre volte, adesso non suonava per niente.
Si comunicava per email, sms, mms e altre diavolerie tecnologiche.
I messaggi erano sempre più compressi, abbreviati e sintetizzati per stare al passo con la velocità.
Non c’era bisogno di scrivere: TI VOGLIO TANTO BENE! Bastava scrivere TVTB.
Era diventato normale vedere messaggi tipo:
TVB, TVTB, CMQ; un nuovo linguaggio breve, conciso, efficace e soprattutto veloce, aveva sostituito quello vecchio… lento, lungo e inefficace.
Tutti comprendevano il significato di questo nuovo linguaggio.
Si comunicava con molta velocità la gioia, il dolore, la simpatia, l’allegria.
Intanto dal pianeta UPTECROM quattro alieni si erano messi in testa di conquistare la terra.
Erano i terribili Umnos, Umnor, Crom e Crop, il peggio che potesse capitare alla terra.
Non ci pensarono su due volte e, a bordo della loro astronave, raggiunsero in breve la terra.
Attraverso le loro incredibili capacità di mimetismo, presto si trasformarono in perfetti umani.
Si divisero in due gruppi per esplorare il mondo e il comportamento delle persone.
Nella loro ricerca, si chiedevano come poter rendere schiavi gli abitanti della terra.
Dopo una settimana di osservazioni, si ritrovarono per fare il punto della situazione.
Umnor e Umnos avevano scoperto che gli uomini parlavano e comunicavano incessantemente attraverso i più svariati mezzi tecnologici.
Crom e Crop avevano notato che ciò che comunicavano maggiormente erano acronimi, un linguaggio fatto di continue abbreviazioni.
La cattiveria di Crom e Crop venne fuori dicendo: “Possiamo renderli schiavi togliendo loro la capacita di capirsi e di comunicare i sentimenti”.
“Si”, dissero Umnor e Umnos, “Possiamo togliere dall’enciclopedia virtuale dei computer il significato degli acronimi, così, pian piano, non sapranno più cosa stanno comunicando e non rideranno più, non piangeranno, non proveranno più sentimenti… saranno delle larve”.
I quattro alieni già percepivano di avere in mano la conquista della terra e dei suoi abitanti
Grazie alle loro capacità di mimetismo, si trasformarono in quattro potentissimi Virus informatici e in pochi minuti infettarono tutti i computer del mondo, entrarono nell’enciclopedia virtuale e tolsero i significati a tutti gli acronimi.
Tutto sembrava come prima, la comunicazione apparentemente, era sempre uguale ma, ahimè! Il sorriso era scomparso dal viso di tutte le persone, le grida di gioia dei bambini non esistevano più.
Solo un’espressione, monotona, inespressiva che guardava nel vuoto.
L’uomo era diventato un automa senza anima e senza cuore….una larva.
I Quattro alieni: Crom, Crop, Umnor, Umnos avevano vinto la loro battaglia.
“L’uomo è nostro schiavo” dicevano, “gli abbiamo tolto il cuore e la gioia di comunicare”.
Intanto, sperduto in mezzo ad un bosco, lontanissimo dalle grandi città, esisteva un piccolissimo paesino formato da ventisette anime.
In questo paesino, la tecnologia non era riuscita ad arrivare, sembrava un paesino fuori dal tempo.
Qui, stranamente, la frutta, cresceva sugli alberi.
Il vino si faceva dall’uva e l’olio dalle olive.
Le mucche facevano il latte, le galline le uova.
I broccoli li trovavi d’inverno e le angurie d’estate.
I bambini giocavano per strada e conoscevano alla perfezione le tabelline.
7 x 8 = 56, 2 x 4 = 8, 3 x 8 = 24, che gioia vedere i bambini, avevano l’argento vivo addosso, in particolare Robertino, un bambino di quasi sei anni; curioso, intelligente, allegro, studioso e profondamente innamorato della sua mamma.
La mamma, in occasione del suo sesto compleanno, aveva pensato di fargli un regalo speciale, ma non sapendo cosa, decise di fare un lungo viaggio in città, per vedere le novità e trovare un’idea per il regalo a Robertino.
Erano anni che non si recava in città, dove a differenza del suo paesino, tutti erano motorizzati e avevano sempre uno strano aggeggio, davvero curioso, nelle mani o appoggiato in un orecchio!
Entrò in un negozio e vide le ultime novità elettroniche: televisori con cui potevi interagire, telefonini di tredicesima generazione per parlare con chiunque e dovunque ma, quello che la colpì, era un oggetto strano;
Sembrava un televisore ma in più potevi parlarci, scrivere e fare tante ma tante altre cose.
“E’ un COMPUTER” – disse il negoziante – “Con questo potrà fare davvero qualsiasi cosa, potrà usarlo come televisore oppure parlare o scrivere a chiunque, potrà vedere quello che succede in tutte le parti del mondo e molto altro ancora”.
Non ci poteva credere, questo coso era in grado di fare tutto.
Lo comprò subito così il mio Robertino non sarà più isolato dal mondo, come lo sono stata io e in più potrà vedere e comunicare con tutto il mondo”.
SIIIIII! – gridò eccitatissima – questo è il regalo che ci vuole per il mio Robertino.
Ritornò al suo paesino, giusto in tempo per il compleanno di Robertino.
“Questo è il mio regalo per il tuo compleanno” – disse – “È un COMPUTER, con esso potrai vedere quello che succede in tutto il mondo, potrai comunicare con tutti e con grande velocità, potrai imparare tante, ma tante cose e non essere isolato come lo sono stata io”.
Robertino, scartò il regalo e vide quel bellissimo e affascinante COMPUTER.
Adesso, anche Robertino poteva entrare nel mondo virtuale, adesso anche lui era nel futuro.
Robertino non si dimenticò di ringraziare la sua mamma: “Mamma leggi la mia letterina è sotto il tuo piatto”.
La mamma lesse la letterina di Robertino.
MAMMA, TI VOGLIO TANTO, MA TANTO BENE!
Non c’era scritto altro, un’intera pagina con quella scritta.
La mamma era commossa e non potendo parlare dall’emozione, abbracciò forte e a lungo Robertino.
Passata la festa, la curiosità di Robertino era irrefrenabile, accese il COMPUTER e incominciò a scrivere:
MAMMA TI VOGLIO TANTO BENE!
Mentre scriveva quella frase, aveva la sensazione di sentire fisicamente il calore dell’abbraccio della sua Mamma.
Il COMPUTER, non era più abituato alle frasi scritte per intero, era abituato ad un altro tipo di linguaggio, tanto da avere un leggero appannamento.
Stava succedendo qualcosa di strano.
Robertino, continuava a scrivere freneticamente quella frase, non voleva abbandonare l’emozione che c’era dietro.
MAMMA, TI VOGLIO TANTO BENE!
E più scriveva e più sentiva forte il calore dell’abbraccio di sua madre
Quella frenesia nello scrivere e quell’emozione dietro a quelle parole, fece accadere un MIRACOLO, in breve si creò un potentissimo VIRUS INFORMATICO.
Il VIRUS DELL’AMORE.
E’ più Robertino scriveva, più il virus dell’amore si diffondeva, andando a dare il significato alle parole accorciate e agli acronimi.
In più, il VIRUS produceva uno strano effetto collaterale.
Ogni persona che scriveva: TI VOGLIO BENE, era preda di un’irrefrenabile voglia di abbracciare qualcuno.
Pian piano, la memoria virtuale del computer stava tornando a ricordare e reinserire il significato delle parole che i quattro alieni; Crom, Crop, Umnor, Umnos, avevano cancellato.
Le persone pian piano, incominciarono a capire di nuovo il significato degli acronimi e delle abbreviazioni e anzi li sostituirono con il significato intero delle parole.
Gli effetti collaterali del VIRUS DELL’AMORE si aggravarono irrimediabilmente.
Tutte le persone che scrivevano o leggevano: TI VOGLIO BENE! Abbracciavano forte, ma forte, la persona più vicino.
QUESTI ERANO GLI EFFETTI CATASTROFICI DEL NUOVO VIRUS
Crom, Crop, Umnor, Umnos, vedendo il rapido diffondersi del VIRUS DELL’AMORE, incominciarono seriamente a preoccuparsi di essere contagiati e così di perdere la loro cattiveria.
“Presto” – dissero – “Lasciamo subito questo pianeta, altrimenti saremo contagiati e saremo costretti ad abbracciare qualcuno, perderemo la nostra cattiveria e saremo derisi dai nostri amici di UPTECROM” ed in un baleno ritornarono nel loro pianeta.
E’ fu così che, l’amore di un bambino per la sua mamma aveva impedito che il mondo divenisse schiavo degli alieni Crom, Crop, Umnor, Umnos venuti dal pianeta UPTECROM.
Questo articolo è stato pubblicato in Fiabe e Favole, Uncategorized e taggato come favola per bambini. il 31 Dicembre 2014 da Giovanni Ferraro
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28 pensieri su “Uptecrom – favola per bambini”
Francesca azzariti 31 Dicembre 2014 alle 21:04
Una favola che mi ha fatto pensare….A volte non solo la tecnologia, ma anche la stanchezza ci può far allontanare dai nostri figli e da tutti coloro che amiamo, quando a volte basta un semplice bacio o un abbraccio.
admin Autore articolo 1 Gennaio 2015 alle 10:40
Si esatto Francesca, abbracciamoci di più ma con intenzione vera.
chiara 1 Gennaio 2015 alle 22:34
Bellissima fiaba. Alla fine, quando soldi o salute terminano, resta la capacità di amare!!!
admin Autore articolo 1 Gennaio 2015 alle 23:35
infatti è solo il virus dell’amore che conta.
cecilia 31 Dicembre 2014 alle 21:19
quanto è bella questa favola, e quanto è vera!l’ amore non è una favola,è vero, è travolgente !grazie,è uno dei regali più belli che abbia ricevuto.
admin Autore articolo 1 Gennaio 2015 alle 10:39
Carissima Cecilia…sono davvero contento che hai apprezzato il mio regalo.
Rosa 31 Dicembre 2014 alle 22:39
Grazie per la sua stupenda storia! Leggo sempre con molto piacere le sue favole anche se non le commento…Grazie ancora per questo pensiero d’amore di fine anno e spero tanto che per il nuovo anno, il virus dell’amore abbia contagiato tutti noi… Sereno anno nuovo a lei e alla sua famiglia. 🙂
admin Autore articolo 1 Gennaio 2015 alle 10:38
Grazie Rosa…come vedi non ci vuole molto a scrivere un commento e per me anzi per noi è fondamentale comunicare…è lo spirito di questo blog.
wanda 1 Gennaio 2015 alle 09:19
Bellissima favola che leggerò ai miei alunni quando ritornerò scuola. Mi piacerebbe che accadesse realmente: un virus che contaggiasse tutti i computer e telefonini e invitasse le persone ad abbracciarsi dal vivo, ad abbracciarsi col cuore. Mi è molto piaciuta il tuo messaggio, perché non e stato sterile come quelli ricevuti in questi giorni con immagini e parole stereotipate e tutti uguali. Buon 2015 pieno di nuovi progetti come questi. Grazie per ciò che realizzi e auguri “nonno”, bellissima parola che racchiude in sé tanti significati. (Che ne dici di una favola con protagonisti i nonni?)
admin Autore articolo 1 Gennaio 2015 alle 10:36
Grazie Wamda delle tue bellissime parole…perchè no, una favola sui nonni…ci penso seriamente. 😉
Pat 1 Gennaio 2015 alle 13:00
Chi scrive come me, Giovanni e tantissime altre persone nel mondo, hanno la facoltà di attaccare il virus dell’amore a tutti quelli che leggono le nostre parole. Molto spesso accade che le persone ‘sane’, che non vogliono ammalarsi d’amore preferiscono non leggere, diventare miopi di fronte alla gigantesca realtà della vita. Per fortuna però, i contagiati sono tanti, si riconoscono facilmente, perchè quando ti guardano spunta loro un sorriso sulle labbra che diventa un tutt’uno con gli occhi; allora ci si accorge di parlare lo stesso linguaggio, di essere in sintonia sulla stessa lunghezza d’onda. Provate a toccare con un dito il cuore dell’altro, sentirete che energia!!!!! Pat
Buon anno, buon amore e buonumore a TUTTI !
admin Autore articolo 1 Gennaio 2015 alle 13:26
Ma si Pat…contaggiamo più persone possibili. un abbraccio frenetico per te. Buon anno
Nicoletta 1 Gennaio 2015 alle 20:04
Grazie per questa bella favola! Io sto cercando di tenere lontana la tecnologia, di darle il giusto spazio senza invadere le nostre vite, soprattutto quelle dei bambini che hanno bisogno di imparare ad esprimere sé stessi liberamente…è proprio un bimbo non schiavo della tecnologia che diffonde il virus dell’amore! Teniamoli vicini a noi ed insegnato loro i sentimenti…il resto lo impareranno poi…
Auguri per la tua nuova esperienza come nonno, i miei genitori dicono che è bellissimo!
admin Autore articolo 1 Gennaio 2015 alle 23:42
Grazie Nicoletta…si credo che essere nonni sarà una cosa bellissima.
Rossella 1 Gennaio 2015 alle 20:26
Giovanni sei l’augurio più gradito per il primo giorno del 2015
La tua favola e’ meravigliosa, efficace, giusta al momento giusto!
È la lettera che la precede arriva dove deve arrivare: infatti mi sono sentita in colpa per alcuni mancati commenti!
Subito pensi sia un modello di lettera preconfezionato poi ti arriva a toccare personalmente. Non so quale forza ti porti a fare ciò che fai ma sei unico!
admin Autore articolo 1 Gennaio 2015 alle 23:41
Carissima Rossella non era mia intenzione suscitare un qualche senso di colpa ma solo uno stimolo a conoscersi meglio… ogni persona che segue il mio blog so per certo che è una persona speciale e puo portare un contributo di crescita reciproca anche attraverso i commenti.
Ancora grazie per le tue belle parole ma, proprio le parole che tu mi hai scritto e altre persone scrivono nel blog mi danno la forza per fare ciò che faccio.
Maria luisa 1 Gennaio 2015 alle 23:29
Tanti auguri Giovanni e,come sempre grazie per questa favola che ci fa riconciliare con la vita è con le persone che troppo spesso dimentichiamo ,perché si da’ per scontato che ci siano e che siano a nostra disposizione .
Invece è indipensabile far emergere il sentimento che ti lega ad esse e prendersi il tempo per dirlo e dimostrarlo.
Come dice Pablo Neruda ….Prenditi il tempo per vivere!
admin Autore articolo 1 Gennaio 2015 alle 23:34
grazie a te Maria Luisa per apprezzare le mie favole.
Maria Bonaria Fanunza 2 Gennaio 2015 alle 01:08
CARO GIOVANNI, MIDISPIACE PERV QUANTO TI E’ ACCASDUTO, MENO MALE CHE TUTTO SI E0′ RISOLTO PER IL MEGLIO. TI SONO VICINA E TI CAPISCO, IO SONO CADUTA DEM^NTRO UN AUTOBUS, MI SONO ROTTE TRE COSTOLE ASCVELLARI, L’OMERO DEL BRACCIO SINISTRO E LA SCAPOPOLA SEMPRE DELLA PARTE SINISTRA, E QUEL’AUTISTA NO SI E’ NEPPURE FERMATO PER VEDERE SE MI ERO FATTA MALE, FIGURATO HO TIRATO UN URLO TIPO TARZAM, TUTTI SI SONIO INFURIATI COL CONF^DUCENTE MA LUI A TIRATO DRITTO ED E’ PARTITO. QUESTO IL 9 DI FEBBRAIO DELL’ANNO SCORSO, ED ANCORA NON SONO TANTO A POSTO. MENO MALE CHE CRERA UN SIGFGNORE CHE ATTENDEVA LA FIGLIA ALLA FERMATA, E CON LA SUA TESTIMONIANZA O FATTO LA DENUNCIA….SAI DI QUANTO MI HANO RISARCITO? 2000,00 EURO IO NE HO SPESO PER ANTI DOLORIFCI, PIU’ DI 1700,00, E DI QUESTI MIN HANNO DATO 350,50 ED I DOLORI CI SONO TUTT’ORA…TVTB…Maria Bonaria Fanunza.
LA FAVOLA E’ MERAVIGLIOSA—–
admin Autore articolo 2 Gennaio 2015 alle 09:42
mi dispiace tanto…ti auguro di guarire completamente al più presto.
Grazie per i complimenti…un abbraccio.
Gloria Perona 2 Gennaio 2015 alle 11:20
Bella bellissima……. anch’io in quest’anno ho avuto la brutta conferma che per una degenerazione precoce diventerò presto sorda, ma finchè potrò rimanere con i bambini, i loro abbracci e le tue favole mi aiuteranno in questo cammino Grazie e auguri per la tua prossima esperienza ( fare il nonno), Ciao Gloria
admin Autore articolo 2 Gennaio 2015 alle 16:12
Mi dispiace ma, con l’abbraccio dei bambini potrai sentire qualcosa di più interessante delle parole. Grazie
angela 3 Gennaio 2015 alle 13:32
Grazie del bellissimo e autentico messaggio che hai lanciato a tutti attraverso la favola! Penso che è nostro compito aiutare i nostri bambini e contagiarli con il virus dell’amore altrimenti saranno sempre più amici della tecnologia…
Buon anno a te e alla tua famiglia!
admin Autore articolo 3 Gennaio 2015 alle 14:49
Grazie tante carissima Angela.
zuleika 3 Gennaio 2015 alle 17:36
caro Giovanni, io leggo sempre con piacere i tuoi post anche se non lascio mai commenti, non per pigrizia o cattiveria, è solo che li leggo in piccoli spazi di tempo che ritaglio quando le mie piccole me li concedono..questa favola è davvero molto profonda,mi ha ricordato una vicenda accadutami a scuola: io sono rappresentante di una classe prima di s.elementare, le mamme di tale classe hanno creato un gruppo sui cellulari(il cosiddetto WhatsApp)e tempo fa a causa di alcuni messaggi sbagliati è successo un guaio; io mi sono lamentata che forse per alcune cose si comunica meglio a voce e non usando i cellulari..non trovo parole per descrivere come mi hanno guardata. Tutta questa tecnologia ci stà impoverendo, io sono Musicoterapista e lavorando con i bambini noto quanto manchino di creatività, fantasia, attenzione, pazienza ed è proprio un vero peccato!!!.Mi hai dato uno spunto per la recita di fine anno, magari ne riparleremo…detto ciò ti auguro di cuore un anno ricco di cose belle e goditi la tua “nonnità”con leggerezza perchè la RISORSA NONNI è l’ultima oasi di saggezza che i bimbi hanno.
admin Autore articolo 3 Gennaio 2015 alle 20:10
Carissima Zuleika, grazie per il tuo commento, se dovessi riuscire a programmare la tua recita con Uptecrom fammelo sapere in tempo magari ti scrivo un po di musica e coomunque ti posso dare una mano e… non ti preoccupare se non commenti, però come vedi i commenti sono importantissimi prima per darmi fiducia e poter portare avanti questo progetto e poi per conoscersi meglio e scambiarsi idee, grazie ancora.
silvia 23 Gennaio 2015 alle 11:02
come lei anche io ho avuto un brutto periodo alla fine dello scorso anno e sto cominciando a riprendermi solo adesso, grazie anche all forza che mi danno i miei bambini, sia a casa come mamma che a scuola come maestra. La ringrazio per questo nuovo gioiellino (ne ho ancora tanti da leggere in arretrato!) e ne approfitto per farle gli auguri per questa nuova paternità (per me i nonni sono papà bis! Cosa faremmo senza di loro!).
admin Autore articolo 23 Gennaio 2015 alle 12:32
Grazie Cara Silvia…in bocca al lupo per la tua salute.

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