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Timestamp: 2020-05-30 12:45:24+00:00

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Art. 2786 codice civile - Costituzione - Brocardi.it
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Articolo 2786 Codice civile
Dispositivo dell'art. 2786 Codice civile
Il pegno si costituisce con la consegna al creditore della cosa o del documento che conferisce l'esclusiva disponibilità della cosa [1794, 1997, 2014, 2026, 2787, 2789, 2790](1).
La cosa o il documento possono essere anche consegnati a un terzo designato dalle parti o possono essere posti in custodia di entrambe, in modo che il costituente sia nell'impossibilità di disporne senza la cooperazione del creditore [1263, comma 2](2)(3).
(1) Oltre alla consegna del bene pignoratizio al creditore, affinché la nascita del diritto sia completa, è necessaria anche la notifica per i crediti e l'annotazione nei registri appositi per i titoli di credito nominativi (ad esempio nel caso di azioni societarie).
(2) Se la consegna del bene pignoratizio è fatta ad un terzo, ipotesi espressamente concessa dalla norma, si instaura un rapporto di deposito (v. 1766), in forza del quale l'obbligo principale di custodia del bene medesimo grava esclusivamente sul terzo (depositario), lasciando immune da responsabilità il creditore pignoratizio. Nel caso in cui invece entrambe le parti del rapporto di pegno diventino custodi del bene, si sottolinea che al debitore non è consentito l'utilizzo del bene senza la collaborazione del creditore.
(3) Le cause di estinzione del pegno sono: il perimento del bene (con la relativa distruzione dello stesso); la rinuncia alla garanzia da parte del creditore; la verificazione dell'ipotesi di confusione ex art. 1253 (ad esempio nel momento in cui il creditore pignoratizio acquista il bene soggetto a pegno); ed infine la prescrizione (v. 2934), o l'avvenuta scadenza del termine o la realizzazione di un'eventuale condizione risolutiva (v. 1553) a carico del pegno.
La norma si occupa del momento costitutivo del diritto di pegno, al fine di affermare che la consegna della cosa al creditore, in aggiunta alla tradizionale funzione di perfezionamento del contratto reale, svolge anche effetto di pubblicità (analogamente all'iscrizione dell'ipoteca ex art. 2827) provocando uno spossessamento che rende conoscibile a terzi il vincolo di garanzia creato.
“ Cum vitiose vel inutiliter contractus pignoris intercedat, retentioni locus non est ”
Quando si stipuli un contratto di pegno viziato o inutile, non è possibile la ritenzione (della cosa impegnata)
“ Pignus appellatur a pugno, quia res quae pignori dantur manu traduntur ”
Il pegno è così definito da pugno, poiché le cose che sono date in pegno si consegnano con la mano
“ Pignus contrahitur non solum traditione, sed etiam nuda conventione ”
Un pegno si contrae non solo con la consegna della cosa, ma anche con una vera e propria convenzione
586 Circa il pegno di cose corporali, non ho stabilito che può costituirlo soltanto il proprietario della cosa, poiché se questa è la regola, dovranno sempre tenersi presenti le disposizioni sugli effetti del possesso delle cose mobili per natura e dei titoli al portatore, disposizioni che sono state fatte salve nell'ultimo comma dell'art. 683.
Massime relative all'art. 2786 Codice civile
Cass. civ. n. 2120/2014
In tema di pegno, sebbene le parti, nella loro autonomia negoziale, abbiano il potere di determinarne l'oggetto, la durata ed, eventualmente, la possibilità di sostituzione mediante il meccanismo cosiddetto rotativo, non hanno anche la facoltà di qualificarlo come regolare o irregolare, discendendo tale conseguenza giuridica dalle norme del codice civile in tema di diritti reali di garanzia opponibili a terzi, che hanno carattere indisponibile.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 2120 del 31 gennaio 2014)
Cass. civ. n. 17477/2012
(Cassazione civile, Sez. II, sentenza n. 17477 del 12 ottobre 2012)
Cass. civ. n. 4766/2007
In tema di pegno di titoli azionari, ai sensi dell'art. 2001 c.c., la disciplina speciale dettata dall'art. 3 R.D. 29 marzo 1942, n. 239 prevale su quella prevista in via generale dall'art. 2786 c.c., con la conseguenza che per la costituzione del vincolo e per la sua opponibilità ai terzi non è sufficiente lo spossessamento del titolo accompagnato da una scrittura avente data certa, ma è necessaria la doppia annotazione sul titolo e nel libro dei soci, ovvero la consegna del titolo accompagnata dalla girata in garanzia, senza che assuma alcun rilievo, a tal fine, la distinzione tra il terzo portatore del titolo ed altri terzi.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 4766 del 28 febbraio 2007)
Cass. civ. n. 19059/2006
Nel rapporto tra le parti, ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 2786, primo comma e 2787, terzo comma, c.c., il pegno è validamente costituito con la sola consegna della cosa senza la necessità di alcuna formalità, la forma scritta e l'identificazione del credito garantito e dei beni assoggettati alla garanzia essendo necessari per la prelazione, cioè per rendere opponibile la garanzia agli altri creditori del datore di pegno. Allo stesso modo, quando il pegno è costituito da un terzo, il mancato rispetto delle condizioni necessarie per il sorgere della prelazione giova agli altri creditori del terzo datore, ai quali la garanzia pignoratizia è quindi inopponibile, non già agli altri creditori del debitore garantito. In quanto non richiesto ad substantiam il requisito della forma scritta può considerarsi sussistente in presenza di documento o atto idoneo che sia autentico ed idoneo a dimostrare l'esistenza del diritto fatto valere in giudizio, ovvero a documentare il rapporto negoziale o a far desumere, contro il dichiarante, la prova del contenuto e dei limiti del contratto verbale concluso tra le parti: ne consegue che è idoneo ad integrare detto requisito il verbale dell'udienza avanti al giudice dell'esecuzione, ove è raccolta la dichiarazione resa dal terzo ai sensi dell'art. 547 c.p.c. Inoltre, dando luogo a mera inopponibilità, la mancanza dell'atto scritto - cosi come della datazione - non può essere rilevata d'ufficio dal giudice, ed integrando una eccezione - in senso stretto - dev'essere prospettata con l'osservanza, a pena di decadenza, delle norme stabilite dall'art. 183 c.p.c. (nel testo novellato dalla legge n. 353 del 1990), e dunque non per la prima volta in sede di precisazione delle conclusioni.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 19059 del 5 settembre 2006)
Cass. civ. n. 8517/1998
Il pegno di cosa futura rappresenta una fattispecie a formazione progressiva che trae origine dall'accordo delle parti (accordo in base al quale vanno determinate la certezza della data e la sufficiente specificazione del credito garantito) avente meri effetti obbligatori e si perfeziona con la venuta ad esistenza della cosa e con la consegna di essa al creditore. In tale fattispecie la volontà delle parti è già perfetta nel momento in cui nell'accordo sono determinati sia il credito da garantire che il pegno da offrire in garanzia, mentre l'elemento che deve verificarsi in futuro, per il completamento della fattispecie, è meramente materiale, consistendo esso (oltre che nella venuta ad esistenza della cosa) nella consegna di questa al creditore.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 8517 del 27 agosto 1998)
Cass. civ. n. 3942/1995
La costituzione del pegno ad opera del terzo funziona da garanzia del debito del debitore garantito e non può essere utilizzata per estinguere i crediti vantati dal beneficiario verso il terzo.
Nel contratto denominato di costituzione di pegno da parte di un terzo, la sottoscrizione dei debitori, richiesta dal creditore per mantenere la preesistente garanzia personale fornita attraverso la prestazione di fideiussione, comporta il coinvolgimento dei debitori nell'accordo, il quale non può essere interpretato come diretto alla sola costituzione del pegno, ma ha una portata soggettiva più vasta nell'ambito della quale occorre dare la giusta rilevanza alla posizione dei debitori.
(Cassazione civile, Sez. III, sentenza n. 3942 del 4 aprile 1995)
Cass. civ. n. 5353/1987
La consegna ad un terzo del bene oggetto del pegno ai sensi dell'art. 2786, secondo comma, c.c. integra una forma particolare di spossessamento del debitore o del terzo costituente, cui si fa ricorso quando il debitore non ha fiducia nel creditore e vuole premunirsi contro gli eventuali abusi dello stesso, onde quest'ultimo non può conseguire a suo piacimento e in qualsiasi tempo il possesso della cosa del terzo, il quale assume l'obbligo di conservare il bene finché il debito non sia scaduto e di restituirlo al costituente o consegnarlo al creditore, a seconda che vi sia stato o non vi sia stato l'adempimento. Non ricorre questa ipotesi, ma quella di consegna del pegno ad un adiectus solutionis causa, quando il terzo, per effetto di accordo trilaterale accedente al contratto di pegno, riceve la cosa offerta in garanzia in sostituzione del creditore pignoratizio e con gli stessi effetti che sarebbero derivati dall'acquisto diretto da parte di quest'ultimo.
(Cassazione civile, Sez. I, sentenza n. 5353 del 18 giugno 1987)

References: Articolo 2786

Articolo 2786
 art. 1253
 art. 2827

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