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1. Perche' gli studi di settore - PDF
1. Perche' gli studi di settore
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Gennaro Ferrari
1 Guida agli studi di settore Cosa sono e come si applicano gli studi di settore 1. Perche' gli studi di settore 2. L'utilita' degli studi di settore 3. Cosa s'intende per "studi di settore" 4. Gli studi come procedura di calcolo 5. Il ruolo dei contribuenti e delle loro organizzazioni di categoria. Gli Osservatori provinciali 6. Gli organismi tecnici e la revisione degli studi nel tempo 7. I cluster 8. La territorialita' 9. Le cause di esclusione della applicazione degli studi 10. Le cause di inapplicabilita' 11. I correttivi 12. Le "particolari circostanze" in presenza delle quali puo' essere giustificato uno scostamento 13. Gli studi e la dichiarazione Unico L'adeguamento spontaneo in dichiarazione 15. La congruita' e la coerenza 16. Gli studi come procedura di accertamento 17. Come difendersi dagli studi di settore 1. Perche' gli studi di settore La disciplina degli studi di settore è stata introdotta nel nostro ordinamento dall art. 62 bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla legge 29 ottobre 1993 n Il sistema tributario dei primi anni settanta aveva ancorato la determinazione del reddito d impresa e di lavoro autonomo alle risultanze delle scritture contabili. Ciò aveva, conseguentemente, determinato l introduzione di vincoli e cautele all utilizzo, da parte degli uffici tributari, di accertamenti induttivi che dovevano considerarsi del tutto eccezionali e legittimati solo in presenza di gravi irregolarità contabili commesse dal contribuente. In tale contesto gli accertamenti induttivi erano destinati a costituire una quota non significativa del totale delle rettifiche eseguite. Si realizzava così il paradosso per cui il sistema finiva per privilegiare il contribuente-evasore, che però aveva fatto attenzione a tenere in regola le scritture contabili, penalizzando invece il contribuente che pagava interamente tutte le sue tasse, ma che aveva semplicemente dimenticato di ottemperare ad alcune regole formali, come ad esempio la vidimazione di un registro contabile.2 Gli studi di settore sono stati introdotti per superare le incongruenze del vecchio sistema, per regolare e prevenire eventuali conflitti, nel nuovo clima di lealtà e collaborazione che si respira nel rapporto Fisco-contribuente, anche grazie all introduzione di istituti come l accertamento con adesione e l autotutela. In questo nuovo rapporto assume finalmente importanza tutto quello che è utile a circostanziare la posizione fiscale effettiva del singolo contribuente in relazione alle caratteristiche oggettive della sua attività. 2. L'utilita' degli studi di settore Gli studi di settore sono il frutto di un accordo di reciproca collaborazione tra Amministrazione finanziaria, associazioni di categorie e ordini professionali. Gli studi di settore introducono nel rapporto tra Fisco e contribuente elementi di certezza, di trasparenza e di perequazione del prelievo. L accertamento dei redditi delle piccole e medie imprese e dei professionisti rappresenta uno degli aspetti più delicati dell attività dell Amministrazione finanziaria. A partire dall avvio della riforma tributaria, per affrontare questo problema si sono seguite tre vie: aumento del numero dei soggetti obbligati alla tenuta della contabilità; introduzione di obblighi strumentali, quali la bolla di accompagnamento, gli scontrini e la ricevuta fiscale; adozione di particolari strumenti - come i coefficienti di congruità, i coefficienti presuntivi di reddito, la minimum tax - con i quali si cercava di determinare i ricavi o i compensi presunti in base ai dati contabili contenuti nelle dichiarazioni dei redditi. Nel corso degli anni ci si è resi conto che la capacità di produrre ricavi o conseguire compensi, anche all interno di attività identiche, può cambiare notevolmente al variare degli elementi strutturali e di mercato o della localizzazione territoriale. Utilizzando ciò che realmente serve all imprenditore o al professionista per gestire e tenere sotto controllo la propria attività, si possono ottenere risultati efficaci anche in termini di controlli. Gli studi di settore sono stati, pertanto, concepiti per essere utili al Fisco, ma al tempo stesso all imprenditore o al professionista, e a tutto il sistema Paese. L utilità per il Fisco è nella facilitazione delle procedure che consentiranno di calibrare e dimensionare gli accertamenti ai casi di evasione vera. L imprenditore o il professionista potrà utilizzare tale strumento a fini gestionali interni, per conoscersi meglio, misurando il livello oggettivo della propria efficienza economica in rapporto3 alle imprese similari o alle attività professionali. Gli studi di settore consentono di monitorare i modelli organizzativi all interno dei settori economici, di effettuare la valutazione delle performance economiche dell impresa e di conoscere meglio la capacità competitiva del singolo operatore economico considerato. Gli studi inoltre consentono al sistema-paese di disporre di uno strumento per monitorare le attività presenti sul territorio, distintamente per settori e localizzazione, e da utilizzare nelle scelte di programmazione economica da parte degli organi di governo. L applicazione corretta degli studi comporterà infine il venir meno delle situazioni di concorrenza sleale, che insidiano da sempre gli imprenditori e i professionisti in buona fede, costretti, fino a oggi, a misurarsi con chi riusciva a praticare prezzi più concorrenziali grazie al risparmio derivante dall evasione fiscale. 3. Cosa s'intende per "studi di settore" Gli studi di settore sono uno strumento utilizzabile per valutare la capacità di produrre ricavi o conseguire compensi dalle singole attività economiche. Gli studi sono realizzati tramite la raccolta sistematica di dati: sia quelli di carattere fiscale, che dati di tipo strutturale che caratterizzano l attività e il contesto economico in cui questa si svolge. Essi consentono quindi di determinare i ricavi o i compensi che con massima probabilità possono essere attribuiti al contribuente, individuandone non solo la capacità potenziale di produrre ricavi o conseguire compensi, ma anche i fattori interni ed esterni relativi all attività che potrebbero determinare una limitazione della capacità stessa (orari di attività, situazioni di mercato, eccetera). L espressione studi di settore identifica sia una procedura di calcolo, che una procedura di ausilio per l accertamento. Più precisamente essa sta a significare: un metodo informatizzato a base statistica per il calcolo dei ricavi o dei compensi presunti dall attività di ogni singola impresa o professionista (procedura di calcolo); un percorso facilitato per l accertamento, di cui l Agenzia delle Entrate può avvalersi. 4. Gli studi come procedura di calcolo Gli studi di settore sono realizzati rilevando, per ogni singola attività economica, le relazioni esistenti tra le variabili contabili e quelle strutturali, sia interne (processo produttivo, area di vendita, ecc.) che esterne all azienda o all attività professionale (andamento della domanda, livello dei prezzi, concorrenza, ecc.).4 Gli studi di settore, inoltre, tengono conto delle caratteristiche dell area territoriale in cui opera l azienda: dipendono infatti dal luogo ove la specifica attività è collocata sia il livello dei prezzi che le condizioni e le modalità operative, sia le infrastrutture esistenti e utilizzabili, che la capacità di spesa, come anche la tipologia dei fabbisogni o la capacità di attrazione e la domanda indotta. Per l elaborazione degli studi di settore sono state utilizzate tecniche statistico-matematiche che, nella fase iniziale, hanno operato sui dati contenuti in questionari inviati precedentemente, e che i contribuenti hanno restituito all'amministrazione finanziaria. Il prodotto software di applicazione degli studi di settore, mediante il quale è possibile conoscere i ricavi o i compensi presunti in base agli studi stessi, è stato denominato Gerico (GEstione dei RIcavi o COmpensi). L applicazione Gerico, che è resa disponibile gratuitamente dall Agenzia delle Entrate, è prelevabile dal sito Internet o dal Servizio telematico (per gli utenti del predetto Servizio). Per conoscere l ammontare dei ricavi o dei compensi presunti sulla base degli studi di settore, i contribuenti possono anche rivolgersi agli uffici locali dell Agenzia delle Entrate, presentando il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore, debitamente compilato. 5. Il ruolo dei contribuenti e delle loro organizzazioni di categoria. Gli Osservatori provinciali La costruzione degli studi di settore è stata possibile grazie alla collaborazione dei contribuenti, sia singolarmente, sia attraverso le proprie organizzazioni professionali di categoria. Le organizzazioni di categoria hanno dato un contributo essenziale partecipando alla predisposizione di questionari per la raccolta delle informazioni necessarie all elaborazione degli studi di settore e alla validazione degli studi elaborati. Il nuovo strumento di accertamento, pertanto, non è più astratto, lontano dalla realtà aziendale o professionale, ma per la prima volta può vantare questa importante condivisione ed accettazione preventiva da parte delle associazioni di categoria e degli ordini professionali direttamente interessati. Tale collaborazione prosegue ora nel tempo all interno degli Osservatori che sono stati costituiti per ciascuna Provincia, con provvedimento del Direttore Regionale delle Entrate, in base al decreto del Direttore Generale del Dipartimento delle Entrate del 15 aprile Fanno parte degli Osservatori provinciali: un dirigente della Direzione Regionale delle Entrate con funzioni di presidente; due funzionari degli uffici dell Agenzia delle Entrate presenti sul territorio provinciale;5 due rappresentanti delle associazioni di categoria più rappresentative in sede provinciale in ciascuno dei settori produttivi dell industria, del commercio e dell artigianato; un rappresentante degli ordini professionali degli esercenti arti e professioni in ciascuno dei seguenti quattro settori: economico, giuridico, tecnico e sanitario. Gli Osservatori hanno la funzione di: individuare le situazioni in cui lo studio non risulta idoneo a rappresentare la realtà economica di determinate attività, anche con riferimento a specifiche aree geografiche o economiche; rilevare informazioni utili a migliorare la capacità degli studi di rappresentare la realtà cui si riferiscono; provvedere, per il tramite della Direzione Regionale delle Entrate, a trasmettere le informazioni assunte all attenzione della Commissione di esperti che formulerà le proprie osservazioni all Agenzia delle Entrate. 6. Gli organismi tecnici e la revisione degli studi nel tempo La Commissione di esperti è stata istituita con decreto ministeriale 10 novembre 1998, con il compito di esprimere un parere preventivo (prima dell approvazione e della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale degli studi stessi) in merito alla idoneità dei singoli studi di settore a rappresentare la realtà economica cui essi si riferiscono. Nel corso dei primi anni di avvio la Commissione ha sottoposto a valutazione oltre 150 mila esempi di attività imprenditoriali e professionali, forniti dalle associazioni in forma anonima. Sulla base delle osservazioni degli esperti sono state apportate delle modifiche anche significative agli studi predisposti, migliorando l identificazione dei modelli organizzativi del settore e proponendo dei correttivi di carattere contabile per rendere lo studio maggiormente aderente alla realtà economica. Altro compito della Commissione è quello di raccogliere ed esaminare le osservazioni fornite dagli Osservatori provinciali. È inoltre previsto un monitoraggio continuo degli studi di settore già approvati, in modo da verificarne la validità nel tempo. A seguito di queste verifiche sono stati realizzati interventi di revisione degli studi allo scopo di tener conto delle variazioni dei prodotti, dei processi produttivi, del mercato di riferimento nonché del variare delle realtà professionali. Nella riunione del 7 febbraio 2002 la Commissione degli esperti ha espresso parere favorevole in merito alla prima revisione di uno studio di settore. Si tratta dello studio SG68U che riguarda il trasporto merci su strada. Nelle riunioni del 6 novembre 2002 e 13 febbraio 2003 sono state validate dalla Commissione degli esperti le revisioni, rispettivamente, degli studi SD13U ed6 SG69A/B/C/D/E (questi ultimi sostituiti da un unico studio SG69U). Nella riunione del 12 febbraio 2004 sono state sottoposte al parere della Commissione le evoluzioni di altri 13 studi di settore, che sostituiscono studi già in vigore e la cui manutenzione è stata richiesta dalle associazioni di categoria e, in taluni casi, dagli osservatori provinciali, al fine di cogliere le variazioni intervenute nel tempo relativamente ai processi produttivi, ai prodotti, al mercato e alla normativa relativamente ad alcuni settori economici. Gli studi di settore in evoluzione, approvati a decorrere dal periodo d imposta 2003, sono contrassegnati con la lettera T iniziale invece della lettera S. Infine, nelle riunioni del 12 gennaio e 16 febbraio 2005, la Commissione ha dato il proprio parere favorevole alle evoluzioni di altri 59 studi di settore, che sostituiscono ben 82 studi già in vigore. Gli studi revisionati sono parificati agli studi approvati ex novo. Anche nella fase di revisione degli studi di settore saranno utilizzate le osservazioni delle categorie, degli ordini professionali e degli osservatori provinciali. 7. I cluster La metodologia utilizzata da Gerico si fonda sull applicazione di tecniche statistiche che permettono di definire, per ogni singola attività economica, gruppi omogenei di imprese o di esercenti arti e professioni in base a caratteristiche strutturali comuni. Si tratta di un metodo di classificazione che permette di assegnare ciascuna impresa o ciascun professionista al gruppo omogeneo di appartenenza. Per ciascun gruppo omogeneo è prevista una funzione che descrive l andamento dei ricavi o dei compensi in relazione alle specifiche variabili contabili e strutturali dell azienda o dell attività professionale. La parola cluster ha lo stesso significato di gruppo omogeneo ed identifica un sottoinsieme di imprese o di professionisti all interno dello stesso settore di attività - contrassegnato da comuni caratteristiche strutturali. Ogni studio, che è sempre riferito a un particolare settore, ha individuato tra l universo dei contribuenti esercenti tale specifica attività, diverse tipologie di gruppi omogenei. Ogni gruppo accomuna contribuenti aventi le stesse caratteristiche, ma diverse da quelle degli altri contribuenti, che pur svolgendo la medesima attività identificano altri cluster. Relativamente ad alcune attività, lo studio di settore ha constatato differenziazioni tra fasce di imprese comportanti l individuazione di tre o quattro tipologie di cluster, mentre vi sono al tempo stesso settori in cui l esigenza di cogliere le specificità strutturali interne ha portato a identificare un numero di cluster sensibilmente più elevato. La funzione matematica che stima determinati ricavi o compensi di riferimento, a fronte di un insieme di elementi contabili ed extra-contabili forniti a Gerico dal contribuente, non opera sempre allo stesso modo all'interno dello stesso studio di settore, ma varia da cluster a cluster.7 A parità di dati contabili, pertanto, il ricavo stimato dal software può avere una entità diversa a seconda del cluster in cui l impresa è stata preliminarmente collocata. Anche i valori soglia che segnano il confine per la rilevazione dell'incoerenza vengono individuati da Gerico non con riferimento indiscriminato all intera massa di contribuenti che svolgono l attività a cui è riferito uno studio di settore, ma sulla base dei riscontri riferiti ai soli contribuenti inclusi nello stesso gruppo omogeneo di appartenenza. Poiché non sempre un impresa o un professionista hanno caratteristiche tali che li rendono riconducibili al cento per cento a un solo cluster, lo studio di settore prevede la possibilità che uno stesso soggetto sia assegnato a più cluster. Se infatti il collegamento al gruppo omogeneo di appartenenza avvenisse in forma rigida (cioè riferito necessariamente ad un solo cluster) si avrebbe l attribuzione di ricavi o compensi impropri e non rispondenti alla realtà concreta, in quanto non verrebbero considerate le situazioni intermedie (cioè di appartenenza promiscua a più cluster). Quando, pertanto, un soggetto non è colto adeguatamente da un ben preciso modello di riferimento, Gerico è in grado di assegnarlo contemporaneamente a più cluster, in modo frazionato, così da coglierne ogni specifica caratteristica di appartenenza a ciascun cluster. Lo stesso principio vale per le attività professionali. Dopo aver elaborato i dati che sono stati forniti al software, è Gerico stesso che indica al contribuente "il cluster (o i vari cluster) a cui l impresa è stata assegnata. Di ogni cluster il contribuente può conoscere il profilo, cioè una descrizione dettagliata dell impresa-tipo o del professionista-tipo che dà la connotazione specifica al gruppo omogeneo. È importante conoscere il profilo del cluster (o dei cluster) a cui si è stati abbinati da Gerico per prendere consapevolezza del modo di operare degli studi di settore e anche per effettuare un controllo in itinere del fatto che non vi siano errori o disguidi al riguardo. Leggersi il profilo del cluster a cui si è stati abbinati da Gerico, prima ancora di definire la posizione sui ricavi determinati dallo stesso software, consente al contribuente di fare una sorta di prova del nove anticipata sulla corretta applicazione dello studio. La circolare 121/E dell 8 giugno 2000 ha ricordato l opportunità per il contribuente di verificare che in fase di applicazione degli studi di settore il software Gerico abbia correttamente classificato il contribuente stesso nell ambito dei diversi gruppi omogenei individuati dallo studio di settore. La descrizione del cluster al quale il contribuente è stato assegnato è verificabile anche accedendo alla voce "cluster" dal menu informazioni contenuto nel software Gerico L eventuale attribuzione ad un gruppo omogeneo che non corrisponde alle caratteristiche del contribuente potrebbe essere sintomo di anomalie nell applicazione dello studio che devono essere attentamente considerate per valutare se lo studio sia effettivamente in grado di rappresentare in modo adeguato la realtà del contribuente esaminato. Per conoscere la descrizione dei cluster consulta i 206 studi di settore approvati, seguendo la procedura di instradamento indicata. Dopo aver cliccato sul codice dello studio di settore interessato8 interroga il link "Nota tecnica" nella nuova pagina che si apre relativamente allo studio di settore selezionato. 8. La territorialita' Le differenze che connotano l ambiente economico possono notevolmente influenzare le caratteristiche della domanda finale di beni e servizi e le condizioni in cui l impresa svolge la propria attività. Ecco perché nella fase di elaborazione degli studi di settore un ruolo chiave è svolto dalla «territorialità». Nella fase di elaborazione, gli studi di settore tengono conto, tra l altro, del contesto territoriale in cui le attività vengono svolte, prendendo in considerazione il livello dei prezzi, le infrastrutture esistenti e utilizzabili, la capacità di spesa, la tipologia dei fabbisogni. Tali fattori, che si riferiscono direttamente o indirettamente alla realtà territoriale possono incidere notevolmente sulla capacità della singola azienda di produrre ricavi, poiché a parità di condizioni dell operatore economico, i risultati dell attività variano in funzione del contesto ambientale in cui viene svolta. A tal fine, particolari elaborazioni, costituite da dati statistici significativi, consentono al software Ge.Ri.Co. di rilevare il fattore territorialità in modo da incidere nella procedura di calcolo della funzione di regressione. Il correttivo territoriale, comunque, non è previsto per tutte le attività ed inoltre trova applicazione diversa all interno della stessa attività. L abbinamento del correttivo territoriale allo specifico gruppo di comuni viene effettuato separatamente per ogni cluster, tenendo conto del gruppo aziendale nel quale l impresa è stata inserita dallo stesso software. Si può verificare, pertanto, che due imprese, pur svolgendo la medesima attività nello stesso comune, ma con caratteristiche strutturali tali da essere collocate in due cluster diversi, restino assoggettate ad un trattamento differenziato ai fini del correttivo utilizzato (che viene applicato dal software in via automatica), che potrà comportare, ad esempio, per una delle due un abbattimento dei ricavi, mentre per l altra un incremento degli stessi o nessun correttivo da applicare. Con la finalità di individuare l influenza del fattore territoriale, in sede di elaborazione degli studi di settore, il territorio nazionale è stato suddiviso in cinque aree omogenee, tenendo conto dei seguenti parametri: grado di scolarizzazione; livello di benessere; sviluppo economico produttivo.9 Tali aree si distinguono tra loro per il grado di benessere, il livello di qualificazione professionale, la struttura economica, il tasso d imprenditorialità, il grado di sviluppo dei servizi a sostegno dell attività economica. Definita così la territorialità generale, per conoscere la descrizione delle cinque aree omogenee, come anche per conoscere la collocazione di un Comune interessato all interno di un area omogenea, si può consultare la sezione riservata alla analisi della territorialità, con la relativa tabella delle territorialità attualmente previste. Dalla stessa tabella è anche possibile prelevare la nota tecnica e metodologica, che contiene la spiegazione completa delle elaborazioni statistiche e dell'intero percorso che ha portato ai risultati evidenziati nello studio della territorialità. Successivamente, sono state individuate le aree territoriali omogenee rispetto a specifici indicatori (cd. territorialità specifica) 9. Le cause di esclusione della applicazione degli studi Le situazioni che possono determinare la non applicazione degli studio di settore possono essere di due tipi: cause di esclusione e cause di inapplicabilità. Tali circostanze sono state indicate nella circolare 110/E del 21 maggio 1999 a cui hanno fatto seguito alcune precisazioni contenute nella circolare 148/E del 5 luglio Le cause di esclusione sono valutazioni più generali valide per qualsiasi tipo di studio e comportano la non applicazione degli studi. Si riporta di seguito l elenco delle cause di esclusione: hanno dichiarato ricavi di cui all articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e) del TUIR, approvato con D.P.R. n. 917 del 1986, ovvero compensi di cui all art. 53, comma 1, del TUIR, di ammontare superiore a euro ; hanno un periodo di imposta di durata diversa da 12 mesi, indipendentemente dalla circostanza che tale arco temporale sia o meno a cavallo di due esercizi; hanno iniziato o cessato l attività nel corso del periodo d imposta. Si ricorda che il periodo che precede l inizio della liquidazione è considerato periodo di cessazione dell attività. Costituisce, inoltre, causa di esclusione dall applicazione degli studi di settore la modifica in corso d anno dell attività esercitata. E il caso, ad esempio, di un imprenditore che fino ad aprile ha svolto l attività di commerciante e da maggio in poi quella di artigiano. Non costituisce, invece, causa di esclusione la modifica in corso d anno dell attività esercitata qualora le due attività (quella cessata e quella iniziata) siano contraddistinte da codici attività compresi nel medesimo studio di settore; determinano il reddito con criteri forfetari ; sono incaricati alle vendite a domicilio;10 non si trovano in un periodo di normale svolgimento dell attività. A titolo esemplificativo, si considerano di non normale svolgimento dell attività: i periodi nei quali l impresa è in liquidazione ordinaria, ovvero in liquidazione coatta amministrativa o fallimentare; i periodi nei quali l impresa non ha ancora iniziato l attività produttiva prevista dall oggetto sociale, ad esempio, perché: - la costruzione dell impianto da utilizzare per lo svolgimento dell attività si è protratta oltre il primo periodo d imposta, per cause non dipendenti dalla volontà dell imprenditore; - non sono state rilasciate le autorizzazioni amministrative necessarie per lo svolgimento dell attività, a condizione che le stesse siano state tempestivamente richieste; - è svolta esclusivamente un attività di ricerca propedeutica allo svolgimento di altra attività produttiva di beni e servizi, sempreché l attività di ricerca non consenta di per sé la produzione di beni e servizi e quindi la realizzazione di proventi; il periodo in cui si è verificata l interruzione dell attività per tutto l anno a causa della ristrutturazione dei locali. In questa ipotesi è però necessario che la ristrutturazione riguardi tutti i locali in cui viene esercitata l attività; il periodo in cui l imprenditore individuale o la società hanno affittato l unica azienda; il periodo in cui il contribuente ha sospeso l attività ai fini amministrativi dandone comunicazione alla Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura; relativamente ai professionisti, il periodo in cui si è verificata l interruzione dell attività per la maggior parte dell anno a causa di provvedimenti disciplinari. Sono, altresì, esclusi dall applicazione degli studi di settore i contribuenti che nel corso del periodo d imposta sono stati interessati da: donazioni; trasformazioni; scissioni. In tal caso, gli studi di settore restano però eventualmente applicabili con riferimento alle attività che continuano ad essere esercitate dalle due società scisse. Costituisce, altresì, causa di esclusione dall applicazione degli studi di settore, secondo le indicazioni fornite al punto 9.1 della circolare 58/E del 27 giugno 2002, la classificazione in una categoria reddituale diversa da quella prevista dal quadro degli elementi contabili contenuto nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione dello studio di settore approvato per l attività esercitata.11 Per i contribuenti tenuti alla compilazione dei modelli per l annotazione separata, l apertura ovvero la chiusura nel corso dell anno di un punto di produzione o vendita, comporta l esclusione dall applicazione dagli studi di settore nel caso in cui l attività esercitata nelle predette unità locali sia compresa in uno studio di settore per il quale sussista la causa d inapplicabilità relativa all esercizio dell attività in più punti di produzione o vendita. Qualora la predetta attività venga esercitata in un solo punto di produzione o di vendita, non costituisce comunque causa di esclusione la chiusura e la contemporanea apertura nell anno del punto di produzione o di vendita, semprechè l attività svolta rientri nel medesimo studio di settore. In tale ipotesi, nell apposito quadro B, occorrerà indicare i dati dell unità locale esistente alla data del 31 dicembre A decorrere dal periodo d imposta 2004, non costituisce, in ogni caso, causa di esclusione dagli studi, l apertura ovvero la chiusura di uno o più punti di produzione o di vendita qualora l attività esercitata nelle predette unità locali sia compresa in uno studio di settore per il quale non sussiste la causa di inapplicabilità relativa all esercizio dell attività in più punti di produzione o vendita (c.d. multipunto naturali). In tal caso l indicazione della data di chiusura e/o di apertura dovrà essere riportata nelle note esplicative contenute nella procedura GE.RI.CO. Cause di esclusione e parametri Tutte le cause di esclusione elencate nel paragrafo precedente funzionano da ostacolo non solo all applicazione dello studio di settore, ma - nei riguardi dei contribuenti accertabili in base ai parametri - impediscono al tempo stesso l applicazione dei parametri, anche in deroga alle regole parzialmente divergenti originariamente in vigore per tale procedura accertativa. Indipendentemente, inoltre, dal superamento di una qualsiasi soglia di ricavi o compensi, esistono alcune attività le quali sin dal periodo d imposta 1995 sono state escluse dalla applicazione dei parametri poiché non si prestano a essere correttamente trattate dalle tecniche di elaborazione statistica: o per via del numero particolarmente ridotto di soggetti presenti sull intero territorio nazionale o perché si tratta di attività che seguono un processo produttivo che non può essere adeguatamente rappresentato mediante tecniche su base statistica. L elenco delle attività escluse dai parametri è contenuto negli allegati 2/a e 2/b al DM 29 gennaio 1996, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale del 31 gennaio Le cause di inapplicabilita' Mentre le cause di esclusione comportano la non applicabilità sia degli studi di settore che dei parametri, le cause di inapplicabilità riguardano esclusivamente i contribuenti soggetti agli studi di settore. In questi casi, il soggetto resta ugualmente accertabile in base alle regole stabilite per i parametri. Le cause di inapplicabilità consistono infatti in circostanze che riguardano12 tipicamente gli studi di settore e possono in teoria essere divergenti a seconda della macroarea di attività considerata. Si tratta di quelle condizioni ostative aventi la propria ragion d essere in peculiarità che caratterizzano la singola attività concretamente svolta ponendola al di fuori del modello assunto a riferimento durante la costruzione dello studio di settore. Tali cause sono infatti emerse durante la lavorazione degli studi e sono indicate nei relativi decreti di approvazione. Per gli studi di settore riguardanti le attività professionali non sono state individuate cause di inapplicabilità. I decreti di approvazione degli studi di settore relativi alle attività economiche nei settori del commercio, delle manifatture e dei servizi, hanno previsto che gli stessi non si applicano: 1. nel settore delle manifatture se l esercizio dell attività di impresa, ed in assenza di annotazione separata, è svolto attraverso l utilizzo di più punti di produzione e di vendita in locali non contigui a quelli di produzione; 2. nei settori del commercio e dei servizi se l esercizio dell attività di impresa, ed in assenza di annotazione separata, è svolto attraverso l utilizzo, rispettivamente, di più punti di vendita e di più punti di produzione; 3. nel caso di esercizio di due o più attività d impresa non rientranti nel medesimo studio di settore ed in assenza di annotazione separata, se l importo complessivo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non prevalenti (non rientranti tra quelle prese in considerazione dallo studio di settore) supera il 20 per cento dell ammontare totale dei ricavi dichiarati. La causa di inapplicabilità di cui al punto 1), sussiste qualora l attività sia esercitata attraverso l utilizzo di più punti di produzione (in presenza o meno di punti vendita) ovvero di un punto di produzione e di più punti di vendita in locali non contigui a quello di produzione. Tale condizione di inapplicabilità non sussiste, invece, qualora l attività sia svolta attraverso l utilizzo di un punto di produzione (anche con annesso punto vendita) e di un punto di vendita in locali non contigui a quello di produzione. Per le cause di inapplicabilità di cui ai punti 1) e 2), si configura l esercizio dell attività di produzione o di vendita in più punti, qualora questi ultimi siano diversi, ad esempio, da locali o spazi adibiti a depositi, magazzini, centri di raccolta, uffici. Si rammenta che la condizione di inapplicabilità di cui ai punti 1) e 2) non si verifica quando la presenza di più punti di produzione o di vendita costituisce una caratteristica fisiologica dell attività esercitata. E il caso delle attività per le quali sono stati approvati gli studi di settore contraddistinti dai seguenti codici: SD17U, SD39U, SD40U, SD41U, SD42U, SD43U, SD44U, SD45U, SD46U, SD48U, SD49U, SG38U, SG40U, SG41U, SG42U, SG48U, SG52U, SG53U, SG54U, SG55U, SG68U, SG69U, SG72B, SG73A, SG73B, SG76U, SG77U, SG78U, SG79U, SG81U, SG82U, SG83U, SG85U, SG87U, SG88U, SG89U, SG90U, SG91U, SG92U, SG93U, SG94U, SG95U, SG96U, SM11B,13 SM18B, SM22A, SM22B, SM22C, SM23U, SM24U, SM31U, SM33U, SM34U, SM36U, SM37U, SM40B, SM41U, SM44U, SM45U, SM46U, SM81U, SM82U, SM83U, SM84U, SM86U, TD01U, TD02U, TD04A, TD04B, TD06U, TD07A, TD07B, TD08U, TD09A, TD09B, TD10B, TD12U, TD16U, TD18U, TD19U, TD20U, TD32U, TD34U, TG31U, TG34U, TG36U, TG37U, TG39U, TG44U, TG50U, TG61A, TG61B, TG61C, TG61D, TG61E, TG61F, TG61G, TG61H, TG66U, TG67U, TG70U, TG72A, TG74U, TG75U, TM01U, TM02U, TM03A, TM03B, TM03C, TM03D, TM04U, TM05U, TM06A, TM06B, TM07U, TM08U, TM09A, TM09B, TM10U, TM15A, TM16U, TM19U, TM20U, TM27A, TM27B, TM28U, TM29U, TM40A. Per gli studi di settore: SM17U, SM18A, SM21A, SM21B, SM21C, SM21D, SM21E, SM21F, SM25A, SM25B e SM26U, la predetta condizione di inapplicabilità non sussiste soltanto nel caso in cui i diversi punti vendita siano situati nell ambito dello stesso territorio comunale. La causa di inapplicabilità di cui al punto 3), non sussiste per lo studio di settore SM13U in quanto non prevista dal relativo decreto di approvazione. Si precisa tuttavia che il decreto dirigenziale del 24 dicembre 1999, pubblicato sulla G.U. 29 dicembre 1999, n. 304, introducendo l obbligo dell annotazione separata di tutti gli elementi rilevanti ai fini della applicazione degli studi di settore, per ciascun punto di produzione e/o di vendita, ovvero per ciascuna attività esercitata, rimuove, in linea di principio, le cause di inapplicabilità di cui ai punti 1), 2) e 3) stabilite dai decreti ministeriali di approvazione degli studi stessi. L introduzione dell obbligo di annotazione separata fa venir meno le citate condizioni di inapplicabilità a seguito della rilevazione separata degli elementi, strutturali e contabili, sui quali si basa l applicazione degli studi di settore relativamente ai diversi punti di produzione o di vendita ovvero alle diverse attività esercitate. Si ricorda che tale prescrizione sussiste solo se per tutte le attività esercitate è possibile applicare gli studi di settore. In presenza di una o più attività, anche marginali in termini di ricavi, non soggette a studi di settore, tale obbligo non sussiste. In tal caso occorre verificare l eventuale sussistenza di cause di inapplicabilità al fine di stabilire l assoggettamento agli studi di settore o ai parametri. L obbligo di annotazione separata non sussiste, inoltre, per i contribuenti: interessati dallo studio di settore SG96U per i quali tale obbligo decorre a partire dal 1 maggio 2005; che pur esercitando due o più attività d impresa per le quali risultano applicabili gli studi, ovvero una o più attività in diverse unità di produzione o di vendita, presentano i seguenti requisiti: - ammontare complessivo di ricavi non superiore a ,69 euro;14 - ricavi derivanti, in tutto o in parte, da attività svolte in comuni con popolazione residente inferiore a abitanti. Così come precisato, al punto 10.8 della circolare 27 giugno 2002, n. 58/E, ai fini della verifica del predetto requisito, è necessario far riferimento alla popolazione residente nel comune alla data del 1 gennaio dell anno precedente a quello in cui è approvata la dichiarazione dei redditi. Per il periodo d imposta 2004, quindi, si prenderà in considerazione la popolazione residente al 1 gennaio Detti contribuenti hanno, comunque, la facoltà di effettuare le annotazioni separate previste dal decreto del 24 dicembre Qualora, in via facoltativa, sia stata tenuta separata annotazione, per ciascuna attività esercitata, di tutti gli elementi rilevanti ai fini della applicazione degli studi di settore, non si configura la citata causa di inapplicabilità. Nel caso di annotazione separata effettuata volontariamente, si applicano le disposizioni precedentemente illustrate. ATTENZIONE I contribuenti obbligati all annotazione separata, per il periodo d imposta 2004, devono indicare i dati contabili e strutturali relativi ai singoli punti o alle singole attività per le quali è stato osservato l obbligo di separata annotazione degli elementi rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore con le modalità indicate nelle istruzioni per la compilazione del modello appositamente predisposto. L indicazione dei suddetti dati consentirà, mediante il software GE.RI.CO. A.s., l applicazione degli studi di settore all insieme delle attività o dei punti di produzione e/o di vendita per i quali sia stata tenuta annotazione separata. Cooperative Costituisce ulteriore condizione di inapplicabilità degli studi di settore l esercizio dell attività d impresa da parte di: società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate; società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi. 11. I correttivi In presenza di particolari situazioni, gli originari meccanismi di calcolo dello studio di settore rischiavano di non cogliere in modo adeguato la specifica realtà economica che lo studio stesso si proponeva di rappresentare. Sono stati, pertanto, introdotti appositi correttivi per rettificare gli15 effetti di particolari variabili sui ricavi o compensi stimati dal software. Tali correttivi (Gerico 2005 li identifica con il nome di "riduzioni") possono essere di portata generale e quindi riferiti a tutte le attività (come, in particolare, per l incidenza delle spese relative agli apprendisti), ma possono anche riguardare talune specifiche attività. I modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore contengono (nel quadro X) i dati utili ai fini dell applicazione dei predetti correttivi. 12. Le "particolari circostanze" in presenza delle quali puo' essere giustificato uno scostamento Data la valenza presuntiva dei conteggi effettuati mediante Gerico, è possibile che i ricavi o i compensi effettivi siano inferiori a quelli determinati dal software. In tale ipotesi il contribuente potrà dichiarare il reddito effettivamente prodotto, anziché quello determinato sulla base dei ricavi o dei compensi conteggiati da Gerico. In tal caso egli dovrà, tuttavia, giustificare in seguito quali sono i motivi per cui abbia ritenuto di adeguarsi a un livello di ricavi o di compensi inferiore a quello di riferimento. Per venire incontro a questa esigenza di difesa del contribuente nella fase del contraddittorio, l Agenzia delle Entrate ha individuato una serie di particolari circostanze che possono giustificare una riduzione dei ricavi conseguiti dal contribuente. Tali circostanze non si prestano a un applicazione automatica (e in questo si differenziano dai cosiddetti correttivi contabili di Gerico), ma richiedono che la loro capacità di incidere sull andamento effettivo dei ricavi sia verificata dall ufficio in contraddittorio con il contribuente, secondo una graduazione riferita al caso concreto. Pertanto, il fatto che tali circostanze vengano comunemente denominate "attenuanti" non sta ovviamente a significare che è automatico il riconoscimento di una giustificazione per l'eventuale scostamento del ricavo dichiarato, essendo comunque necessaria una specifica valutazione da caso a caso. In particolare, la circolare n. 110/E del 21 maggio 1999, e le circolari 121/E dell'8 giugno 2000, 54/E del 13 giugno 2001, 58/E del 27 giugno 2002, 39/E del 17 luglio 2003 e 27/E del 18 giugno 2004 hanno segnalato le osservazioni più rilevanti formulate dalla Commissione di esperti che potranno essere oggetto di particolare approfondimento e specifica valutazione in sede di accertamento nei confronti dei contribuenti che hanno dichiarato ricavi inferiori a quelli determinati sulla base degli studi di settore. A parte il caso delle particolari circostanze riconosciute in via generale dall Agenzia delle Entrate si potrà tenere conto, al momento di decidere sull adeguamento spontaneo in dichiarazione (e successivamente nella fase del contraddittorio pre-accertamento) di ulteriori circostanze, anche a carattere individuale o personale. Questi casi non possono essere previsti da una circolare, ma se essi sono in concreto capaci di condizionare l andamento dei ricavi o dei compensi conseguiti, non potranno essere ignorati dagli uffici finanziari nella fase del contraddittorio. Si consiglia perciò di conservare la relativa documentazione, con cui sarà in seguito possibile comprovarne la portata effettiva.16 13. Gli studi e la dichiarazione Unico 2005 Il modello dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore non va presentato qualora operi una causa di esclusione dagli studi stessi. Se vi è, invece, una causa di inapplicabilità (per cui si rendono applicabili i parametri), occorre compilare il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione dei parametri. I soggetti che sono esclusi dalla applicazione degli studi di settore in quanto rientranti tra quelli che determinano il reddito con criteri forfetari (come ad esempio i cosiddetti "contribuenti minimi") sono ugualmente tenuti alla presentazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore senza indicare i dati richiesti nel quadro F relativo agli elementi contabili. Si fa presente che, in caso di omessa presentazione del modello, si applica la sanzione amministrativa da euro 258,00 a euro 2.065,00, ridotta ad un quinto del minimo se la presentazione avviene entro il termine fissato per la presentazione della dichiarazione relativa all anno nel corso del quale è commessa la violazione. Per verificare se i risultati della dichiarazione dei redditi sono in linea con i ricavi o i compensi attesi dalla metodologia degli studi i contribuenti sono tenuti, al momento della dichiarazione dei redditi, a comunicare due tipi di dati: i dati contabili; i dati extra-contabili. Il modello dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore va presentato solo dai contribuenti che svolgono una o più delle 490 attività comprese nei 206 studi di settore approvati ed è utilizzato anche ad aggiornare al periodo d imposta 2004 la base dati riguardante le informazioni extra contabili presenti nell archivio informatico dell Amministrazione Finanziaria. Il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore si considera parte integrante della dichiarazione dei redditi e va presentato e inviato entro gli stessi termini previsti per quest ultima Applicazione dei codici di attività ATECOFIN Con provvedimento del Direttore dell Agenzia delle Entrate del 23 dicembre 2003 è stata approvata la nuova tabella di classificazione delle attività economiche, denominata ATECOFIN Tale nuova classificazione deve essere utilizzata con riferimento al codice di attività economica da indicare in atti e dichiarazioni da presentare all Agenzia delle Entrate a partire dal 1 gennaio 2004, ed in ogni altro adempimento posto in essere con l Agenzia delle Entrate che ne richieda l indicazione.17 La tabella ATECOFIN 2004 è resa disponibile in formato elettronico anche sul sito Internet dell Agenzia delle Entrate I modelli relativi agli studi di settore sono stati predisposti sulla base dei nuovi codici di attività ATECOFIN La nuova classificazione introdotta non comporta particolari problemi ai fini dell applicazione degli studi di settore, considerato che, nella maggior parte dei casi, anche con la nuova classificazione si rende applicabile lo stesso studio di settore in vigore precedentemente all introduzione dei nuovi codici. Tuttavia, come già evidenziato nella circolare n. 27/E del 18 giugno 2004, in particolari ipotesi, potrebbe accadere che, per effetto della nuova classificazione ATECOFIN 2004: 1. alcune attività, che con la precedente classificazione non erano assoggettate ad alcun studio di settore (o ai parametri), rientrino, con la nuova classificazione, in un codice di attività per il quale trova applicazione lo studio di settore (o i parametri); 2. alcune attività, che con la precedente classificazione erano assoggettate ad un determinato studio, con la nuova classificazione siano state incluse in uno studio diverso da quello precedentemente applicato; 3. alcune attività, che con la precedente classificazione erano assoggettate a parametri, con la nuova classificazione, siano assoggettabili ad uno studio di settore; 4. alcune attività, che con la precedente classificazione erano assoggettate a studi di settore, con la nuova classificazione, siano assoggettabili ai parametri; 5. alcune attività, che precedentemente erano assoggettate a studi o a parametri, con la nuova classificazione non siano assoggettabili né ad uno studio di settore né ai parametri. In tutte le predette ipotesi, il contribuente sarà comunque tenuto ad applicare la disciplina (studio di settore o parametri) vigente prima dell introduzione della nuova classificazione ATECOFIN Pertanto, ad esempio, nel caso in cui il soggetto, per effetto esclusivamente dell introduzione dei nuovi codici ATECOFIN 2004, venisse incluso in uno studio diverso da quello precedentemente applicato, lo stesso dovrà indicare nel quadro RF, RG o RE del modello Unico 2005 il codice ATECOFIN 2004 relativo alla propria attività esercitata, mentre nell allegato studi di settore dovrà indicare il codice attività ATECOFIN 2004 collegato allo studio di settore applicabile precedentemente alla introduzione dei nuovi codici di attività. Nel caso in cui precedentemente all introduzione dei nuovi codici ATECOFIN 2004 il contribuente fosse soggetto a parametri ed ora, invece, risulti applicabile uno studio di settore, lo stesso dovrà indicare nel quadro RF, RG o RE del modello Unico 2005 il nuovo codice e sempre nel medesimo quadro, la causa di inapplicabilità contraddistinta con il codice 4. In tal modo al contribuente sarà applicabile la metodologia di controllo sulla base dei parametri.18 Trova comunque applicazione la nuova classificazione ATECOFIN 2004 per gli studi approvati o revisionati sulla base dei nuovi codici di attività ATECOFIN 2004 (studi approvati o revisionati con provvedimenti successivi al 1 gennaio 2004). Regolarizzazione del codice attività I contribuenti che non hanno provveduto a presentare la dichiarazione di variazione attività disciplinata dall art. 35, 3 comma, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, o che abbiano effettuato tale dichiarazione in modo errato, possono indicare in dichiarazione dei redditi (in particolare, nei modelli per gli studi di settore e nei quadri RF, RG o RE) il codice dell attività prevalentemente esercitata senza incorrere nell irrogazione di sanzioni, purché provvedano anche a comunicare la variazione dati agli Uffici locali dell Agenzia delle Entrate entro il termine di presentazione dell Unico Nelle istruzioni per la compilazione dei modelli, vengono, pertanto, confermate le precisazioni fornite dall Agenzia con la risoluzione n. 112 del 6 luglio Nelle istruzioni viene anche chiarito che quando si verifica lo spostamento della prevalenza nell ambito di codici di attività già comunicati all Amministrazione finanziaria, non è necessario presentare la dichiarazione di variazione dati. Studi di settore e Concordato preventivo Sono tenuti alla compilazione dei modelli, per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore, anche i soggetti che hanno aderito al concordato preventivo di cui all art. 33 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L. 24 novembre 2003, n I contribuenti marginali I modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore vengono utilizzati anche dai contribuenti che si avvalgono del regime fiscale delle attività marginali di cui all art. 14, della legge 23 dicembre 2000, n Con le circolari n. 23 del 9 marzo 2001 e n. 86 del 2 ottobre 2001, l Amministrazione ha fornito indicazioni riguardo ai regimi agevolati previsti dalla finanziaria I contribuenti esercenti attività per le quali risultano applicabili gli studi di settore possono avvalersi del regime disciplinato dall art. 14, della legge 23 dicembre 2002, n. 388, a condizione che i ricavi o compensi conseguiti nel periodo d imposta precedente risultino di ammontare non superiore al limite stabilito in appositi decreti ministeriali e, comunque, non superiori a euro. I ricavi e compensi rilevanti ai fini della determinazione del diritto ad accedere e permanere nel regime agevolato sono quelli minimi derivanti dall applicazione del software Ge.Ri.Co., ridotti per tenere conto delle situazioni di marginalità che caratterizzano il contribuente anche in riferimento agli indici di coerenza economica. I criteri con cui vengono ridotti i ricavi e i compensi minimi determinati in base all applicazione dello studio di settore sono stati individuati con provvedimento dell Agenzia delle Entrate del 2 gennaio 2002.19 Per individuare la condizione di marginalità economica, tale provvedimento stabilisce le seguenti percentuali di riduzione: 6% riconosciuta a tutti i contribuenti in ragione delle condizioni oggettive di svolgimento dell attività; 4% riconosciuta ai contribuenti che svolgono l attività in comuni situati nelle aree individuate dal gruppo 5 della territorialità generale approvata con decreto ministeriale 30 marzo Si tratta delle aree di marcata arretratezza economica, basso livello di benessere e scolarità poco diffusa. Se l attività viene svolta in unità locali situate in più comuni, la riduzione spetta solo se tutti questi comuni appartengono all area individuata dal gruppo 5 della territorialità generale. La riduzione spetta, invece, in relazione al comune di domicilio fiscale del contribuente se non vengono utilizzate unità locali. Lo stesso criterio viene adottato qualora nel modello per l applicazione degli studi di settore non venga richiesta l indicazione del comune per le unità locali. 5% riconosciuta ai contribuenti che abbiano compiuto il sessantesimo anno di età. La riduzione spetta anche a coloro che hanno compiuto il sessantesimo anno d età nel corso dell anno d imposta di riferimento ed è attribuita in quanto con il progredire dell età si verifica una minore efficienza produttiva nello svolgimento dell attività lavorativa. La riduzione dei ricavi e dei compensi minimi può, quindi, oscillare da un minimo del 6% in presenza delle sole condizioni oggettive, ad un massimo del 15% in presenza di tutti e tre i fattori. La verifica dei requisiti per poter accedere e permanere nel regime agevolato va effettuata confrontando i ricavi e i compensi minimi, ridotti delle percentuali indicate, con i limiti stabiliti per ogni studio di settore. I provvedimenti 8 febbraio 2001, 28 febbraio 2001, 26 marzo 2001, 22 febbraio 2002, 17 aprile 2002, 15 aprile 2003, 13 aprile 2004 e 22 aprile 2005 hanno fissato tali limiti. All interno del software Ge.Ri.Co è disponibile una funzione specifica che consente di verificare quale sia l entità dei ricavi determinati tenendo conto delle predette riduzioni. Per accedere o permanere nel regime agevolato occorre prendere in considerazione sia i ricavi dichiarati dal contribuente che quelli calcolati in base agli studi di settore con l applicazione delle specifiche riduzioni precedentemente indicate. Nel caso in cui i ricavi o compensi dichiarati o quelli ridotti calcolati da Ge.Ri.Co. risultino superiori ai limiti stabiliti per ciascuno studio di settore non è possibile accedere al regime fiscale delle attività marginali o permanere nello stesso. Per il primo anno il contribuente è ammesso al regime agevolato solo se tanto i ricavi dichiarati nell anno precedente quanto quelli determinati con gli studi di settore (prendendo in considerazione i dati riferibili all anno precedente ed applicando le riduzioni più volte ricordate) sono inferiori al limite stabilito per i singoli studi. Se nell anno precedente si è verificata una20 causa di esclusione o di inapplicabilità degli studi, si prenderanno in considerazione solo i ricavi o compensi dichiarati senza effettuare alcun ragguaglio nel caso in cui l attività sia iniziata nel corso dell anno. Modelli per l annotazione separata Per i contribuenti obbligati all annotazione separata sono stati predisposti appositi modelli, da utilizzare per indicare i dati contabili e strutturali relativi ai singoli punti o alle singole attività per le quali è stato osservato l obbligo di separata annotazione degli elementi rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore. I soggetti esercenti più attività d impresa per le quali si applicano gli studi di settore ovvero una o più attività in diverse unità di produzione o di vendita (cosiddetti multipunto/multiattività), tenuti per il 2004 alla indicazione separata dei componenti rilevanti ai fini dell applicazione degli studi stessi o che per tale periodo di imposta facoltativamente intendano effettuarla, sono tenuti a compilare i seguenti modelli: i modelli di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore (SD, TD, SG, TG, SK e TK imprese, SM e TM), indicando i componenti direttamente afferenti e quelli promiscui che è possibile ripartire in base al criterio che il contribuente ritiene più idoneo; il modello M Annotazione separata composizione dei ricavi, indicando i ricavi relativi alle diverse attività esercitate ovvero alle diverse unità di produzione o di vendita; il modello N Annotazione separata - dati contabili e del personale a destinazione promiscua, per i dati del personale e quelli contabili che non è possibile ripartire tra le diverse attività esercitate ovvero tra le diverse unità di produzione o di vendita, ovvero quelli contabili e del personale direttamente afferenti che non è possibile indicare nei modelli di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell applicazione degli studi di settore. L attribuzione di tali componenti alle singole attività o alle singole unità di produzione o di vendita viene effettuato dal software GE.RI.CO. Annotazione Separata. La compilazione dei modelli per l annotazione separata consentirà l applicazione sperimentale degli studi di settore mediante il prodotto software Gerico A.s. che fornisce indicazioni in ordine: al numero e alla tipologia dei tradizionali modelli da compilare per il complesso delle attività svolte dal contribuente; alla congruità dei ricavi dichiarati; alla coerenza dei principali indicatori economici (ad esempio la produttività per addetto, la rotazione del magazzino) che caratterizzano nel complesso l attività svolta dal contribuente, rispetto ai valori minimi e massimi assumibili con riferimento a comportamenti normali degli operatori del settore che svolgono l attività con analoghe caratteristiche. Vedere altro
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References: art. 62
 articolo 85
 art. 53
 art. 35
 art. 33
 art. 14
 art. 14
 art. 3
 Articolo 3
 articolo 153