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Timestamp: 2019-07-20 07:11:52+00:00

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FITNESS FACTORY - Leggi Regionali in materia di sport ed impianti sportivi
Pubblicato: 26 Gennaio 2018 | Stampa	| Email	| Visite: 1896
Nelle palestre e nelle strutture sportive aperte al pubblico per l'esercizio di attività motorie dietro pagamento di corrispettivo, anche sotto forma di quote sociali di adesione, le attività sportive devono essere svolte con la presenza costante di un istruttore qualificato o di un istruttore specifico di disciplina, con abilitazione in corso di validità. Vi ricordo che istruttore qualificato si intende quelli RILASCIATI DA:
-ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA RICONOSCIUTI DAL CONI (che abbiano l'albo di quel determinato settore sportivo)
LEGGE REGIONALE CAMPANIA N. 18 DEL 25 NOVEMBRE 2013
“legge quadro regionale sugli interventi per la promozione e lo
sviluppo della pratica sportiva e delle attività motorio-educativo-ricreative
Art. 22 (Qualificazione degli operatori)
1. Sono considerati istruttori responsabili le persone in possesso di diploma Isef, o di laurea in scienze motorie, previsti dall’articolo 2 del decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178
(Trasformazione degli Istituti superiori di educazione fisica e istituzione di facoltà e di corsi Di laurea e di diploma in scienze motorie, a norma dell'articolo 17, comma 115, della legge 15
maggio 1997, n. 127), oppure in possesso di diploma o di laurea equipollenti conseguiti all’estero e legalmente riconosciuti in Italia, che hanno frequentato e superato un corso di
formazione di primo soccorso sportivo ( di seguito denominato Pss).
2. Sono considerati preparatore fisico e atletico le persone in possesso della laurea magistrale in scienze e tecniche dello sport, oppure in possesso di diploma o di laurea equipollenti
conseguiti in Italia e all’estero, nonché dell'abilitazione di primo grado alla disciplina specifica rilasciata dalla federazione sportiva nazionale competente, riconosciuta o affiliata al
Coni, nonché rilasciata dalle scuole regionali dello sport del Coni e dagli enti sportivi riconosciuti dal Coni.
3. Sono considerati specialisti dell'attività motoria per il benessere, le persone in possesso della laurea magistrale in scienze motorie per la prevenzione ed il benessere, oppure in
possesso di diploma o di laurea equipollenti conseguiti in Italia o all’estero, legalmente riconosciuti in Italia.
4. Sono considerati istruttori specifici di disciplina le persone in possesso di apposita e corrispondente abilitazione di primo e secondo grado rilasciata dalla federazione sportiva
nazionale competente, riconosciuta o affiliata al Coni, o al Cip, nonché rilasciata dagli enti di promozione sportiva e discipline sportive associate, riconosciuti dal Coni o dal Cip e che
hanno frequentato e superato un corso di formazione di Pss.
5. Il superamento del corso di formazione di Pss per il riconoscimento della qualifica di istruttore è vincolante a partire dal 1° gennaio 2015.
6. La Regione promuove, sentito il comitato previsto nell’articolo 10, la formazione e l’aggiornamento degli operatori sportivi, dei dirigenti, dei tecnici sportivi, dei docenti di
educazione fisica, favorisce le iniziative per elevare il livello professionale e riserva attenzione alla formazione degli operatori a supporto delle persone diversamente abili o in
condizioni di ridotta motricità.
Titolo II Tutela della salute
Art. 23 (Tutela della salute dei praticanti)
1. Per garantire la salute dei cittadini, nelle strutture pubbliche e private nelle quali si svolge attività motoria e sportiva in forma gratuita o con pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo,
anche a titolo di quote sociali di partecipazione ad associazione sportiva, è assicurata la presenza obbligatoria di almeno un istruttore responsabile in possesso dei titoli previsti
dall’articolo 22, commi 1 e 4. Nelle strutture indicate dal presente comma, per migliorare le prestazioni sportive, l’istruttore responsabile svolge le funzioni di direttore tecnico
responsabile dell’applicazione dei programmi svolti e del rispetto delle normative antidoping e dell’adeguata diffusione di informazioni sugli effetti collaterali connessi all’assunzione di
integratori alimentari o di sostanze non vietate dalla normativa vigente.
2. Il direttore tecnico previsto nel comma 1 ha l’obbligo di rendere noto per iscritto, al pubblico e alla clientela, il possesso dei titoli di studio che costituiscono requisiti per
l’esercizio delle attività previste nel comma 1.
3. Il direttore tecnico può avvalersi, per lo svolgimento delle attività, sotto la propria sorveglianza e responsabilità, di istruttori responsabili o di istruttori specifici o di specialisti
delle attività motorie per il benessere, previsti nell’articolo 22.
4. Le disposizioni previste nei commi 1 e 2 non si applicano:
a) per l’esercizio di programmi scolastici di educazione fisica previsti dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca;
b) per le attività libere amatoriali esercitate in modo individuale o collettivo, anche se svolte in aree pubbliche attrezzate;
c) per le attività, le competizioni e le manifestazioni sportive organizzate e disciplinate dalle federazioni sportive, dalle discipline sportive associate, da enti di promozione
sportiva riconosciuti dal Coni e dal Cip, le cui responsabilità, per la tutela della salute e della sicurezza degli atleti, sono a carico dei soggetti promotori ed organizzatori
L.R. 8/2017 REGIONE EMILIA ROMAGNA ART. 11
Assistenza nelle attività motorie e sportive e tutela del praticante
2. L'istruttore qualificato deve possedere il diploma rilasciato dall'Istituto superiore di educazione fisica (ISEF) di cui alla legge 7 febbraio 1958, n. 88 Sito esterno (Provvedimenti per l'educazione fisica) o la laurea in scienze motorie di cui al decreto legislativo 8 maggio 1998, n. 178 Sito esterno (Trasformazione degli Istituti superiori di educazione fisica e istituzione di facoltà e di corsi di laurea e di diploma in scienze motorie, a norma dell'articolo 17, comma 115, della L. 15 maggio 1997, n. 127 Sito esterno), oppure titoli di studio equipollenti conseguiti all'estero e riconosciuti dallo Stato italiano.
3. L'istruttore di specifica disciplina deve essere in possesso dei requisiti previsti per le singole attività motorie e sportive dalle relative federazioni sportive o dalle discipline sportive associate o dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e dal CIP.
4. Per l'esercizio di attività motorie e sportive finalizzate a contribuire a un corretto sviluppo, mantenimento, recupero psico-fisico e miglioramento dell'efficienza fisica delle persone che si svolgono in strutture aperte al pubblico, è necessario aver acquisito la disponibilità di almeno un istruttore qualificato al quale viene affidato il coordinamento delle attività svolte e la verifica della loro corretta applicazione.
5. Dei nominativi dell'istruttore qualificato e di quelli di specifica disciplina deve essere data adeguata pubblicità.
6. Sono esentati dall'obbligo di cui al comma 1:
b) le attività motorie a carattere ludico ricreativo non riferibili a discipline sportive riconosciute dal CONI e dal CIP ed esercitate senza finalità agonistiche, quali ballo e danza, non ricomprese nella disciplina della federazione nazionale competente, nonché le attività relative a discipline riferibili ad espressioni filosofiche dell'individuo che comportino attività motorie.
7. Sono esentati dall'obbligo di cui al comma 4 le attività sportive agonistiche disciplinate dalle federazioni sportive o dalle discipline sportive associate o dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI e dal CIP.
8. Nelle strutture in cui si svolgono le attività motorie e sportive deve essere assicurata la presenza dei necessari presidi di primo soccorso nel rispetto della normativa vigente.
9. Al fine dell'applicazione dei commi 1, 4, 6 e 7 la Regione Emilia-Romagna emana specifiche direttive.
1. Fermo restando il rispetto delle previsioni di cui all'articolo 11 per l'avvio dell'attività, la mancata nomina di un operatore qualificato o di specifica disciplina comporta l'erogazione di una sanzione, da parte del comune territorialmente competente, per una somma da un minimo di 1.000,00 euro a un massimo di 10.000,00 euro. Tali risorse sono destinate al sostegno dello sport dilettantistico.
2. L'accertamento circa la corretta applicazione delle disposizioni di cui all'articolo 11, commi 1, 4, 6 e 7 è effettuato secondo le prescrizioni contenute nelle direttive regionali di cui all'articolo 11, comma 9.
L.R. LAZIO 20 GIUGNO 2002, N. 15 (“TESTO UNICO IN MATERIA DI SPORT”).
LA LEGGE REGIONALE DELLA REGIONE LOMBARDIA N. 61 DEL 2002 CHE ALL'ARTICOLO 8 (tutela della salute dei praticanti, comma 1, 2, 3) riporta:
LEGGE REGIONALE PUGLIA 4 DICEMBRE 2006, n. 33“Norme per lo sviluppo dello sport per tutti”
Art. 10 (Tutela dei praticanti)
1. Le palestre, le sale ginniche e le strutture sportive aperte al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, anche sotto forma di
quote sociali di adesione, per l’esercizio di attività motorie finalizzate a contribuire a un corretto sviluppo, mantenimento o recupero psico-fisico della
persona utilizzano la presenza di almeno un responsabile tecnico munito di laurea in Scienze motorie o titolo equipollente cui è assegnata la responsabilitàn dell’applicazione dei programmi attuati nella struttura.
P.G.R. 13-2-2007 N. 7/R
REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 31 AGOSTO 2000, N. 72 (RIORDINO DELLE FUNZIONI E DELLE ATTIVITÀ IN MATERIA DI PROMOZIONE DELLA CULTURA E DELLA PRATICA DELLE ATTIVITÀ MOTORIE). Pubblicato nel B.U. TOSCANA 22 febbraio 2007, n. 3, parte prima.
Art. 16 - Responsabile tecnico e requisiti professionali degli operatori.
1. A tutela degli utenti ed a garanzia del servizio offerto presso ogni palestra opera un responsabile tecnico in possesso della laurea specialistica in scienze motorie.
2. Per lo svolgimento delle attività motorie e sportive all'interno della palestra il responsabile tecnico può avvalersi, sotto la proprio sorveglianza e responsabilità, dei seguenti soggetti:
c) operatori in possesso del diploma di laurea in scienze motorie o di titoli equiparati ai sensi della legge 18 giugno 2002, n. 136 (Equiparazione tra il diploma in educazione fisica e la laurea in scienze motorie).
LEGGE DELLA REGIONE VENETO N. 8 DEL 11 MAGGIO 2015
... Ai sensi di cui al comma 1 ed al fine dell’inizio dell’attività, i titolari delle attività segnalano al comune, per le verifiche di competenza, il nominativo dell’operatore qualificato di cui al comma 2 o dell’operatore di specifica disciplina sportiva di cui al comma 3, attestando, con dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, di aver acquisito certificazione del possesso dei titoli professionali previsti.
Art. 4 Tutela dei praticanti.
2. Nelle palestre, nelle sale ginniche e nelle strutture sportive aperte al pubblico dietro pagamento di corrispettivi a qualsiasi titolo, anche sotto forma di quote sociali di adesione, i corsi finalizzati al
miglioramento dell'efficienza fisica devono essere svolti con la presenza di un direttore tecnico e istruttori specifici per disciplina. Il ruolo di direttore tecnico è svolto da soggetti in possesso del diploma ISEF o di
laurea quadriennale in Scienze motorie o di laurea magistrale in Scienze e tecniche delle attività sportive (LM68) o in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive e adattate (LM67) o in Management dello
sport (LM47) purché in possesso della laurea triennale in Scienze motorie.
3. Sono considerati istruttori specifici per disciplina quelli in possesso di apposita abilitazione rilasciata dalla Scuola regionale dello sport del CONI, dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI o dalle
Federazioni sportive nazionali del CONI, limitatamente alle discipline ricadenti nell'ambito di tali federazioni. Gli istruttori devono essere in possesso dell'attestazione della partecipazione al corso "Basic life support
defibrillation" (BLSD) in corso di validità .

References: Art. 22

Art. 23
 ART. 11

Art. 10

Art. 16

Art. 4