Source: http://legislazionetecnica.it/59010/fonte/d-legvo-29-12-2003-n-387?parts=2467303
Timestamp: 2019-02-19 22:48:17+00:00

Document:
Deliberaz. G.R. Abruzzo 12/01/2016, n. 4
Obiettivi del Dipartimento Opere Pubbliche, Governo del Territorio e Politiche Ambientali, Servizio Politica Energetica, Qualità dell’Aria, SINA - Approvazione Modulistica Aggiornata per Autorizzazione Integrata Ambientale [D.Lgs 152/2006] e Autorizzazione Unica [D.Lgs. 387/2003].
D. Dirig.R. Campania 05/08/2015, n. 119
D. Dirig.R. Lombardia 19/12/2014, n. 12478
D.d.s. 9 luglio 2013 n. 6440. Modifica dello schema di fideiussione bancaria o assicurativa a carico dei soggetti autorizzati alla realizzazione ed all’esercizio di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili, ai sensi dell’art.12 del d.lgs. 387/03 e s.m.i. come garanzia della dismissione degli stessi adottato con decreto del 9 luglio 2013, n. 6440.
L. R. Basilicata 18/07/2014, n. 18
Recepimento linee guida di cui all'art. 12 del D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387 e procedure per l'individuazione delle aree non idonee.
D. Dirig.R. Lombardia 09/07/2013, n. 6440
Modifica dello schema di fideiussione bancaria o assicurativa a carico dei soggetti autorizzati alla realizzazione ed all’esercizio di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili, ai sensi dell’art.12 del d.lgs. 387/03 e s.m.i. come garanzia della dismissione degli stessi adottato con decreto del 24 giugno 2013, n. 5448.
D. Ass.R. Sicilia 17/05/2013
Disposizioni per la definizione dei procedimenti di autorizzazione unica di cui all’art. 12 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 e successive modifiche ed integrazioni.
Deliberaz. G.R. Veneto 22/02/2012, n. 253
La deliberazione definisce la disciplina delle garanzie per la rimessa in pristino dei luoghi al termine della vita degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, ed è stato inoltre approvato uno schema di contratto di cauzione tipo.
La disciplina si applica a tutti gli impianti per i quali la Regione ha competenza autorizzatoria, di seguito elencati:
impianti fotovoltaici a terra di potenza maggiore o uguale a 20 kW;
impianti eolici di potenza maggiore o uguale a 60 kW;
impianti idroelettrici di potenza maggiore o uguale a 100 kW;
impianti alimentati a biomassa di potenza maggiore o uguale a 200 kW;
impianti di biogas da produzioni agricole, forestali e zootecniche, da gas di discarica e di processi di depurazione di potenza maggiore o uguale a 250 kW.
La disciplina delle garanzie tratta in particolare:
tipologie di garanzia e momento della presentazione;
durata ed importo della garanzia;
dismissione dell’impianto e ripristino del sito alle condizioni originarie;
inadempimento dell’obbligo di prestazione della garanzia e decadenza del titolo abilitativo;
procedura di escussione della garanzia in caso di mancata realizzazione delle opere di dismissione e rimessa in pristino.
Inoltre, al fine di rendere omogenea la disciplina delle garanzie in argomento, è stata estesa anche ai titoli abilitativi di competenza comunale, già oggetto della Delib. G.R. 1270/2011, la disciplina delle garanzie, sostituendo il fac-simile di fidejussione approvato con la citata deliberazione, e conseguentemente la disciplina delle garanzie e relativo modello unico di contratto costituiscono atti di riferimento per ogni altro impianto di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, i cui titoli abilitativi sono di competenza comunale.
Deliberaz. G.R. Piemonte 30/01/2012, n. 5-3314
La deliberazione disciplina gli aspetti dei procedimenti relativi al rilascio dell'autorizzazione unica alla costruzione ed all'esercizio di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Il provvedimento attua il disposto del D. Min. Sviluppo Econ. 10/09/2010, concernente le Linee Guida nazionali che hanno disciplinato le modalità amministrative e i criteri tecnici da applicare alle procedure per la costruzione e l’esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, per gli interventi di modifica, potenziamento, rifacimento totale o parziale e riattivazione degli stessi, nonché per le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio dei medesimi impianti.
Le Linee Guida in particolare, al paragrafo 18.4, demandano alle Regioni il compito di adeguare le proprie discipline in materia, riconoscendo loro espressamente la possibilità di individuare le più opportune forme di semplificazione e coordinamento tra i procedimenti. Si rammenta che in Piemonte le funzioni per i procedimenti diretti all’autorizzazione di interventi per la produzione di energia elettrica mediante lo sfruttamento delle fonti rinnovabili sono attribuite alle Province.
Tra gli argomenti trattati nel documento si segnalano, in particolare, quelli inerenti la documentazione da allegare alla richiesta di autorizzazione, gli oneri istruttori, le modalità di esame delle richieste di autorizzazione, quelle di svolgimento e di conclusione del procedimento, la valutazione del cumulo degli interventi, la compatibilità paesaggistica dell’opera, le specificità del procedimento unico con riferimento alle procedure di valutazione di impatto ambientale, la variante “automatica” allo strumento urbanistico, le misure di compensazione e le garanzie finanziarie, la trasparenza e gli obblighi informativi.
D. Segr.R. Veneto 29/11/2011, n. 9
Decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 - articolo 12 - Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 10 settembre 2010. Deliberazione della Giunta regionale 2 marzo 2010, n. 453 - Adeguamento della documentazione utile ai fini del rilascio dell’autorizzazione unica alla costruzione e all’esercizio degli impianti di produzione di energia alimentati da biomassa e biogas entro i limiti di cui al comma 1 dell’articolo 272 del D.lgs. n. 152/2006 e successive modiche e integrazioni nonché dell’articolo 44 della Lr n. 11/2004 e successive modiche e integrazioni.
A partire dal 15/01/2012 le istanze di rilascio dell’autorizzazione unica devono essere conformi al fac-simile di domanda di cui all'Allegato B al provvedimento.
Deliberaz. G.R. Veneto 02/03/2010, n. 453
Con la deliberazione la Regione fa il punto su competenze e procedure per l'autorizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. La Regione aveva già adottato, in attuazione dell'art. 12 del D. Leg.vo 387/2003, la Delib. G.R. n. 2204 del 08/08/2008 e la Delib. G.R. n. 1192 del 05/05/2009 ma l'applicazione di tali disposizioni aveva fatto emergere, per talune fattispecie, alcuni dubbi interpretativi in merito alle strutture regionali responsabili del procedimento.
La deliberazione ha reputato necessario riassumere organicamente nella tabella Allegato A la ripartizione delle competenze per tutte le tipologie impiantistiche, a seconda della potenza installata, con l'individuazione delle strutture regionali responsabili del relativo procedimento autorizzatorio, e aggiornare, nel contempo, alcune disposizioni procedurali. Inoltre il provvedimento ha previsto per tutte le tipologie impiantistiche che eventuali limitate variazioni in corso d'opera di carattere meramente tecnico-dimensionale delle componenti impiantistiche e relativa installazione, conseguenti alle disponibilità (industriali/commerciali) della relativa fornitura, fermo restando le dimensioni complessive massime dell'impianto autorizzato e le relative prescrizioni generali, sono assentibili con decreto del dirigente della struttura competente, previa comunicazione motivata corredata di idonea documentazione da trasmettersi previamente alla Regione e agli enti interessati.
Sono stati infine fissati alcuni criteri generali sulle modalità di presentazione della garanzia finanziaria della rimessa in pristino dello stato dei luoghi a fine esercizio dell'impianto.
Delib. G.R. Veneto 04/08/2009, n. 2373
Disposizioni procedurali per il rilascio dell'autorizzazione alla costruzione e all'esercizio di impianti di produzione di energia elettrica, eolici e fotovoltaici (art. 12, D. Leg.vo 29 dicembre 2003, n. 387).
Delib. G.R. Veneto 05/05/2009, n. 1192
Aggiornamento delle procedure di competenza regionale per l'autorizzazione all'installazione ed esercizio di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (art. 12, D. Leg.vo 387/2003).
Delib. G.R. Veneto 08/08/2008, n. 2204
Prime disposizioni organizzative per l'autorizzazione, installazione ed esercizio degli impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.
Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica da fonte solare mediante cicli termodinamici.
Il provvedimento reca i criteri e le modalità per l'erogazione degli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonte solare mediante cicli termodinamici. Si ricorda che il provvedimento in oggetto attua la previsione contenuta nell'art. 7 del D. Leg.vo 387/2003, in materia di promozione della fonte energetica solare, di attuazione della direttiva 2001/77/CE.
Oltre a quanto già esposto, con particolare riferimento alle caratteristiche tecniche degli impianti ammessi agli incentivi tariffari, sono ammessi agli incentivi solo gli impianti di nuova costruzione entrati in esercizio dopo la data di entrata in vigore dell'apposito provvedimento che l'Autorità per l'energia elettrica e il gas è chiamata ad emanare per definire le modalità, i tempi e le condizioni per l'erogazione delle tariffe incentivanti previste.
L'obiettivo nazionale di potenza cumulata degli impianti solari termodinamici, inclusa la parte solare degli impianti ibridi, è corrispondente a 2 milioni di mq di superficie captante cumulativa da installare entro il 2016. Saranno peraltro ammessi agli incentivi gli impianti che concorreranno al raggiungimento della superficie captante installata di 1,5 milioni di mq e, oltre tale soglia, tutti gli impianti che entreranno in esercizio nei 14 mesi successivi alla data del suo conseguimento. Inoltre detto termine è innalzato a 24 mesi per gli impianti i cui responsabili sono soggetti pubblici.
Si rinvia al testo del decreto per dettagli sull'entità delle tariffe incentivanti e sulle modalità per l'accesso alle stesse.
Il decreto modifica il quadro normativo degli incentivi alla produzione di energia elettrica mediante conversione diretta della radiazione solare tramite effetto fotovoltaico, in attuazione dell’art. 7 del D. Leg.vo 29/12/2003, n. 387.
A seguito dell’emanazione del nuovo decreto, ai sensi dell’art. 16, comma 1, dello stesso, le disposizioni di cui ai precedenti decreti di incentivi al fotovoltaico si continuano ad applicare esclusivamente agli impianti fotovoltaici che abbiano già acquisito entro il 2006 il diritto alle tariffe incentivanti ivi stabilite. Il comma 1 dell’art. 4 del nuovo decreto prevede inoltre che gli impianti fotovoltaici che abbiano già beneficiato delle tariffe incentivanti previste dai sopra elencati decreti ministeriali non possono accedere ai nuovi incentivi.
Aggiornamento delle direttive per l’incentivazione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili ai sensi dell’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.
Decreto recante disposizioni per un efficace e trasparente funzionamento dei meccanismi di incentivazione alla produzione di energia elettrica con impiego di fonti energetiche rinnovabili.
Articolo 7, comma 2, lettera d)
Tariffa incentivante art. 7, c. 2, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387. Circolare n. 46/E del 19 luglio 2007 - Precisazione.
I responsabili degli impianti fotovoltaici di potenza fino a 20 kw, fruiscono della tariffa incentivante, sia nel caso in cui utilizzino direttamente l’energia prodotta, sia nel caso in cui optino per lo «scambio sul posto». È quanto chiarito dalla Circolare in oggetto, che fornisce ulteriori precisazioni a quanto già chiarito con Circolare 46/E, sul trattamento fiscale riservato alla tariffa incentivante erogata a titolari di impianti fotovoltaici.
Per gli impianti incentivati ai sensi del D.M. 19/02/2007, la tariffa incentivante spetta a prescindere dalle modalità di utilizzo dell’energia prodotta, mentre per gli impianti incentivati ai sensi del D.M. 28/07/2005 il contributo continua ad essere corrisposto solo in relazione all’energia prodotta e consumata in loco. L’Agenzia precisa che nessun cambiamento interviene dal punto di vista fiscale.
Circ.Ass.R. Sicilia 26/05/2006, n. 14
Impianti di produzione di energia eolica in Sicilia, in relazione alla normativa di salvaguardia dei beni paesaggistici.
Edilizia e immobili - Titoli abilitativi - Impianti alimentati da fonti rinnovabili - Zona agricola - Giudizio di compatibilità dell'impianto - Sindacabilità solo per manifesta illogicità.
La norma derogatoria dettata dall'art. 12, comma 7, D. Leg.vo 29 dicembre 2003, n. 387, consente in via eccezionale la costruzione in zona agricola di impianti, quali quello di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che, per loro natura, sarebbero incompatibili con la predetta destinazione. Essa, tuttavia, prevede, altresì, che si tenga conto delle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, alla tutela della biodiversità, così come del patrimonio culturale e del paesaggio rurale. Ne consegue che, ai sensi dell'art. 12, comma 7, cit., i Comuni possono esprimere, nell'esercizio della propria discrezionalità in materia di governo del territorio, il giudizio di compatibilità dell'impianto nelle aree suindicate. Tale giudizio è sindacabile dal giudice amministrativo solo per profili che attengano all'evidente illogicità. Nell'ambito di tali principi deve escludersi che il diniego di una DIA da parte del Comune per la realizzazione di un campo fotovoltaico da 999 kw in area agricola sottoposta alle tutele del PSC, per le quali è richiesta autorizzazione paesaggistica, si configuri come manifestamente illogica, anche in considerazione della consistenza dell'impianto.
Edilizia e urbanistica - Interventi in aree vincolate - Autorizzazione paesaggistica - Opere funzionali alla produzione di energia da fonte rinnovabile - Diniego - Motivazione - Deve essere particolarmente stringente.
Ai sensi del D. Leg.vo 29/12/2012, n. 387, le opere funzionali agli impianti di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile sono espressamente qualificate dalla legge come opere di pubblica utilità, in quanto la produzione di energia pulita è incentivata dalla legge in vista del perseguimento di preminenti finalità pubblicistiche correlate alla difesa dell’ambiente e dell’eco-sistema. Anche in vista del più proficuo raggiungimento di tale finalità, l’art. 12 del citato D. Leg.vo ha introdotto un procedimento unico semplificato per il rilascio delle autorizzazioni necessarie alla implementazione delle infrastrutture strumentali alla produzione dell’energia pulita da fonti rinnovabili. Tale premessa induce a ritenere che le motivazioni dell’eventuale diniego di autorizzazione paesaggistica alla realizzazione di un impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile devono essere particolarmente stringenti, non potendo a tal fine ritenersi sufficiente che l’autorità preposta alla tutela del vincolo paesaggistico rilevi una generica minor fruibilità del paesaggio sotto il profilo del decremento della sua dimensione estetica. (Fattispecie in cui non è stato ritenuto sufficiente il riferimento ad una generica minor fruibilità del paesaggio sotto il profilo del decremento della sua dimensione estetica in considerazione del fatto che il giudizio di compatibilità paesaggistica non può limitarsi a rilevare l’oggettività del novum sul paesaggio preesistente, essendo questo un elemento caratteristico di ogni nuova opera).
Energia - Fonti alternative - Impianti eolici - Procedimento di VIA - Termine - Natura perentoria.
Sussiste in capo al soggetto che ha presentato un progetto per la realizzazione di un parco eolico l’interesse alla definizione del procedimento di valutazione di impatto ambientale la cui conclusione è sottoposta al termine di centocinquanta giorni dalla presentazione dell’istanza stessa, ai sensi dell’art. 26, D. Leg.vo n. 152 del 2006. L’obbligo per l’Amministrazione preposta di pronunciarsi entro termini perentori sulle istanze di compatibilità ambientale costituisce principio fondamentale della materia non derogabile dalle Regioni e dagli Enti delegati. A ciò consegue che l’inutile decorso del termine comporta la violazione dell’obbligo di conclusione del procedimento nel termine di legge. Stesso discorso anche per quanto riguarda il procedimento di autorizzazione unica. L’art. 12, comma 4, del D. Leg.vo 29/12/2003, n. 387, stabilisce che «Il termine massimo per la conclusione del procedimento di cui al presente comma non può comunque essere superiore a centottanta giorni». L’inutile decorso del termine, posto a presidio della certezza dei tempi dell’azione amministrativa, che assume in materia rilevanza pregnante, determina di per sé la violazione dell’obbligo di concludere con provvedimento espresso il procedimento.
Urbanistica - Conferenza di servizi - Pareri - Dissenso - Motivazione - Necessità.
Ai sensi dell'art. 14-ter della L. n. 241/1990, il dissenso di un'Amministrazione che partecipa alla conferenza di servizi, per essere validamente espresso, deve essere sorretto da congrua motivazione e contenere altresì una critica construens, non potendo limitarsi ad una mera opposizione al progetto in esame. (Nel caso in esame il Consiglio di Stato ha ritenuto illegittimo il dissenso espresso da un Comune partecipante ad una conferenza di servizi convocata ai fini del rilascio di una autorizzazione unica ai sensi dell’art. 12 del D. Leg.vo 387/2003 per la costruzione di un impianto di cogenerazione di energia elettrica e calore alimentato a biomasse legnose in quanto tale dissenso non era stato adeguatamente motivato; il Comune aveva infatti manifestato la sua opposizione con un atto carente delle specifiche indicazioni circa le modifiche progettuali necessarie ai fini dell’assenso all’intervento limitandosi ad indicare la propria opposizione alla realizzazione dell’impianto e sostenendo in modo generico che sarebbe, invece, stato favorevole alla sua costruzione in altre parti del territorio comunale).
Energia e risparmio energetico - Impianto fotovoltaico - Realizzazione in area agricola - Ammissibilità - Sussistenza - Attuazione del principio europeo di sviluppo delle rinnovabili - Necessità.
La realizzazione di un impianto fotovoltaico in area agricola è ammessa anche qualora la successiva normativa urbanistica regionale non la consenta perché ritenuta incompatibile. La collocazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile in zona urbanistica agricola è ammessa, in linea generale, dall’art. 12, settimo comma, del D. Leg.vo 29 dicembre 2003, n. 387; questa norma statale «prevale» sulla normativa urbanistica regionale escludente la realizzazione di tale tipologia di impianti in area agricola. (Nel caso in esame il Supremo Collegio, pur ritenendo che l’installazione di un impianto fotovoltaico in zona agricola fosse in contrasto con l’art. 44 della L.R. Veneto 23 aprile 2004, n. 44 e con l’art. 30 delle norme tecniche di attuazione del piano regolatore generale del Comune nella parte in cui individuano gli interventi ammissibili in zona agricola, ha sottolineato come il citato art. 12, comma 7, del D. Leg.vo n. 387 del 2003 costituisca più che l’espressione di un principio, l’attuazione di un obbligo assunto dalla Repubblica Italiana nei confronti dell’Unione Europea di rispetto della normativa dettata da quest’ultima con la direttiva 201/77/CE).
Energia e risparmio energetico - Autorizzazione impianti fonti rinnovabili - Termine conclusione procedimento - Natura - Perentorietà - Obbligo della P.A. di concludere il procedimento - Sussistenza.
In materia di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili, il termine massimo di 180 giorni dalla presentazione della richiesta, entro il quale deve concludersi, ai sensi dell‘art. 12 del D. Leg.vo n. 387 del 2003, il procedimento per il rilascio dell’autorizzazione unica, oltre che essere perentorio risponde anche a finalità di semplificazione e accelerazione. Tale termine è qualificabile come principio fondamentale in materia di produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia, pertanto è del tutto ingiustificata, e configura un sostanziale inadempimento, la mancata adozione di un provvedimento espresso sulla richiesta di autorizzazione unica nel complessivo termine perentorio di 180 giorni, entro cui deve concludersi il relativo procedimento. A questo termine devono attenersi anche le Regioni nell’esercizio delle loro competenze legislative e amministrative.
Energia e risparmio energetico - Impianto eolico - Istanza rilascio autorizzazione unica - Silenzio della P.A. - Illegittimità.
Il silenzio della P.A. sull’istanza di rilascio dell’autorizzazioni unica (AU) per la realizzazione dell’impianto eolico è illegittimo e risponde ad un atteggiamento di inerzia. (Nella vicenda in esame il Collegio annulla la sentenza del Tar che riteneva non possibile parlare di inerzia da parte della Regione Puglia nella procedura di rilascio di un’autorizzazione unica per la realizzazione di un impianto eolico sulla base del presupposto che l’inerzia sarebbe venuta meno con l'invio da parte della Regione della richiesta istruttoria per l'integrazione della documentazione posta a corredo dell'istanza di autorizzazione unica).
Energia e risparmio energetico - Impianto fotovoltaico - Costruzione in assenza di titolo abilitativo - Sequestro - Esigenze cautelari anche dopo la realizzazione dell'impianto - Sussistenza.
Nel caso di installazione di un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni senza la prescritta autorizzazione unica vi è compromissione ambientale continuata. La compromissione di paesaggio e ambiente è «continuata» in quanto non si esaurisce dopo la realizzazione del manufatto. L'autorizzazione unica rappresenta «titolo a costruire ed esercire l'impianto in conformità al progetto»; pertanto l'assenza dell'autorizzazione unica assume rilevanza anche in corso di esercizio dell’impianto fotovoltaico con conseguente esclusione del venir meno delle esigenze cautelari alla base del provvedimento di sequestro dell'impianto.
Energia - Fonti alternative - Impianti eolici - Localizzazione - Destinazione agricola dell’area interessata - Compatibilità.
L’utilizzazione delle fonti di energia rinnovabile è considerata di pubblico interesse e di pubblica utilità, e le opere relative sono dichiarate indifferibili ed urgenti. Espressione evidente di tale favor legislativo per le fonti rinnovabili è la previsione dell’articolo 12, comma 7, del D. Leg.vo 387/2003, che costituisce una sorta di interpretazione autentica volta a chiarire positivamente la questione della compatibilità degli impianti eolici con la destinazione agricola dei terreni, a scapito dell’opzione interpretativa alternativa precedentemente prospettata, consistente nel ritenere necessaria per l’installazione la destinazione industriale del sito. Peraltro, detta possibilità non è senza limiti: i Comuni possono certamente prevedere, nell’esercizio della propria discrezionalità in materia di governo del territorio, aree specificamente destinate ad impianti eolici. In mancanza di una simile previsione conformativa, è indubbio che detti impianti possano essere localizzati, senza distinzione, almeno, per quanto riguarda la valutazione di compatibilità urbanistica, in tutte le zone agricole. (Nel caso di specie il Comune aveva negato la compatibilità urbanistica di un parco eolico destinato ad essere realizzato in zona agricola sul presupposto che il PRG non avesse individuato aree idonee per la realizzazione di parchi eolici nel territorio comunale. Il TAR ha censurato tale ricostruzione sostenendo che i Comuni possono certamente prevedere, nell’esercizio della propria discrezionalità in materia di governo del territorio, aree specificamente destinate ad impianti eolici).
Urbanistica e conferenza di servizi: il dissenso va motivato (C. Stato 1180/2014)
Il dissenso di un'Amministrazione che partecipa alla conferenza di servizi, per essere validamente espresso, deve essere sorretto da congrua motivazione e non può limitarsi ad una mera opposizione al progetto. Anche nel caso di questioni di compatibilità urbanistica. Lo ha affermato il Consiglio di Stato.
Energie rinnovabili e autorizzazione unica: illegittima l’inerzia della P.A. (C. Stato 4473/2013)
I termini per il rilascio dell'autorizzazione unica sono perentori. La P.A. ha l'obbligo di concludere il procedimento mediante l'adozione di un provvedimento espresso
Autorizzazione unica impianti e inerzia della P.A. (C. Stato 2634/2013)
Il Consiglio di Stato con la sentenza n. 2634 del 15/05/2013 si pronuncia in materia di autorizzazione unica per la realizzazione di impianti eolici.

References: articolo 12

Articolo 7
 art. 7
 art. 12
 sentenza 
 sentenza