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Timestamp: 2017-11-24 05:31:49+00:00

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CODICE PROCEDURA CIVILE: LIBRO II° TITOLO I
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Cod. proc. civile: Libro II° Tit. I° (Artt. 163 - 310)
Art. 163 Contenuto della citazione (codice procedura civile)
L'atto di citazione deve contenere: 1) l'indicazione del tribunale davanti al quale la domanda è proposta; 2) il nome, il cognome, e la residenza dell'attore, il nome, il cognome, la residenza o il domicilio o la dimora del convenuto e delle persone che rispettivamente li rappresentano o li assistono. Se attore o convenuto è una persona giuridica, un'associazione non riconosciuta o un Comitato, la citazione deve contenere la denominazione o la ditta, con l'indicazione dell'organo o ufficio che ne ha la rappresentanza in giudizio; 3) la determinazione della cosa oggetto della domanda; 4) l'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto costituenti le ragioni della domanda, con le relative conclusioni; 5) l'indicazione specifica dei mezzi di prova dei quali l'attore intende valersi e in particolare dei documenti che offre in comunicazione; 6) il nome e il cognome del procuratore e l'indicazione della procura, qualora questa sia stata già rilasciata; 7) l'indicazione del giorno dell'udienza di comparizione; l'invito al convenuto a costituirsi nel termine di venti giorni prima dell'udienza indicata ai sensi e nelle forme stabilite dall'articolo 166, ovvero di dieci giorni prima in caso di abbreviazione dei termini, e a comparire, nell'udienza indicata, dinanzi al giudice designato ai sensi dell'articolo 168-bis, con l'avvertimento che la costituzione oltre i suddetti termini implica le decadenze di cui all'articolo 167.
L'atto di citazione, sottoscritto a norma dell'art. 125, è consegnato dalla parte o dal procuratore all'ufficiale giudiziario, il quale lo notifica a norma degli artt. 137 e seguenti.
Art. 163 bis Termini per comparire(codice procedura civile)
Tra il giorno della notificazione della citazione e quello dell'udienza di comparizione debbono intercorrere termini liberi non minori di novanta giorni se il luogo della notificazione si trova in Italia e di centocinquanta giorni se si trova all'estero.
Nelle cause che richiedono pronta spedizione il presidente può, su istanza dell'attore e con decreto motivato in calce dell'atto originale e delle copie della citazione, abbreviare fino alla metà i termini indicati dal primo comma.
Se il termine assegnato dall'attore ecceda il minimo indicato dal primo comma, il convenuto, costituendosi prima della scadenza del termine minimo, può chiedere al presidente del tribunale che, sempre osservata la misura di quest'ultimo termine, l'udienza per la comparizione delle parti sia fissata con congruo anticipo su quella indicata dall'attore. Il presidente provvede con decreto, che deve essere comunicato dal cancelliere all'attore, almeno cinque giorni liberi prima dell'udienza fissata dal presidente.
Art. 164 Nullità della citazione (codice procedura civile)
La citazione è altresì nulla se è omesso o risulta assolutamente incerto il requisito stabilito nel numero 3)
dell'articolo 163 ovvero se manca l'esposizione dei fatti di cui al numero 4) dello stesso articolo.
Art. 165 Costituzione dell'attore (codice procedura civile)
L'attore, entro dieci giorni dalla notificazione della citazione al convenuto, ovvero entro cinque giorni nel caso di abbreviazione di termini a norma del secondo comma dell'art. 163-bis, deve costituirsi in giudizio a mezzo del procuratore, o personalmente nei casi consentiti dalla legge, depositando in cancelleria la nota d'iscrizione a ruolo e il proprio fascicolo contenente l'originale della citazione, la procura e i documenti offerti in comunicazione. Se si costituisce personalmente, deve dichiarare la residenza o eleggere domicilio nel comune ove ha sede il tribunale. Se la citazione è notificata a più persone, l'originale della citazione deve essere inserito nel fascicolo entro dieci giorni dall'ultima notificazione.
Art. 166 Costituzione del convenuto (codice procedura civile)
Il convenuto deve costituirsi a mezzo del procuratore, o personalmente nei casi consentiti dalla legge, almeno venti giorni prima dell'udienza di comparizione fissata nell'atto di citazione, o almeno dieci giorni prima nel caso di abbreviazione di termini a norma del secondo comma dell'articolo 163-bis ovvero almeno venti giorni prima dell'udienza fissata a norma dell'articolo 168-bis, quinto comma , depositando in cancelleria il proprio fascicolo contenente la comparsa di cui all'articolo 167 con la copia della citazione notificata, la procura e i documenti che offre in comunicazione.
Art. 167 Comparsa di risposta (codice procedura civile)
Art. 168 Iscrizione della causa a ruolo e formazione del fascicolo d'ufficio (codice procedura civile)
Contemporaneamente il cancelliere forma il fascicolo d'ufficio, nel quale inserisce la nota d'iscrizione a ruolo, copia dell'atto di citazione, delle comparse e delle memorie in carta non bollata, e successivamente i processi verbali d'udienza, i provvedimenti del giudice, gli atti di istruzione e la copia del dispositivo delle sentenze.
Art. 168 bis Designazione del giudice istruttore (codice procedura civile)
Art. 169 Ritiro dei fascicoli di parte (codice procedura civile)
Ciascuna parte ha la facoltà di ritirare il fascicolo all'atto della rimessione della causa al Collegio a norma dell'art. 189, ma deve restituirlo al più tardi al momento del deposito della comparsa conclusionale.
Art. 170 Notificazioni e comunicazioni nel corso del procedimento (codice procedura civile)
Le comparse e le memorie consentite dal giudice si comunicano mediante deposito in cancelleria oppure mediante notificazione o mediante scambio documentato con l'apposizione sull'originale, in calce o in margine, del visto della parte o del procuratore. Il giudice può autorizzare per singoli atti, in qualunque stato e grado del giudizio, che lo scambio o la comunicazione di cui al presente comma possano avvenire anche a mezzo telefax o posta elettronica nel rispetto della normativa, anche regolamentare concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi.
La parte che vi procede in relazione ad un atto di impugnazione deve darne comunicazione alla cancelleria del giudice che ha emesso la sentenza impugnata. A tal fine il difensore indica nel primo scritto difensivo utile il numero di telefax o l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere le comunicazioni.
Art. 171 Ritardata costituzione delle parti (codice procedura civile)
La parte che non si costituisce neppure in tale udienza è dichiarata contumace con ordinanza del giudice istruttore, salva la disposizione dell'art. 291.
Art. 172 Istanza per la designazione del giudice istruttore Articolo abrogato dalla Legge 14 luglio 1950, n. 581 (codice procedura civile)
Art. 173 Designazione del giudice istruttore Articolo abrogato dalla Legge 14 luglio 1950, n. 581 (codice procedura civile)
Art. 174 Immutabilità del giudice istruttore (codice procedura civile)
Art. 175 Direzione del procedimento (codice procedura civile)
Il giudice istruttore esercita tutti i poteri intesi al più sollecito e leale svolgimento del procedimento.
Quando il giudice ha omesso di provvedere a norma del comma precedente, si applica la disposizione dell'art. 289.
Art. 176 Forma dei provvedimenti (codice procedura civile)
Le ordinanze pronunciate in udienza si ritengono conosciute dalle parti presenti e da quelle che dovevano comparirvi; quelle pronunciate fuori dell'udienza sono comunicate a cura del cancelliere entro i tre giorni successivi, anche a mezzo telefax o a mezzo di posta elettronica nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi. A tal fine il difensore indica nel primo scritto difensivo utile il numero di fax o l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di volere ricevere la comunicazione.
Art. 177 Effetti e revoca delle ordinanze (codice procedura civile)
Le ordinanze comunque motivate, non possono mai pregiudicare la decisione della causa.
Non sono modificabili né revocabili dal giudice che le ha pronunciate: 1) le ordinanze pronunciate sull'accordo delle parti, in materia della quale queste possono disporre; esse sono tuttavia revocabili dal giudice istruttore o dal Collegio, quando vi sia l'accordo di tutte le parti; 2) le ordinanze dichiarate espressamente non impugnabili dalla legge; 3) le ordinanze per le quali la legge predisponga uno speciale mezzo di reclamo.
Art. 178 Controllo del Collegio sulle ordinanze (codice procedura civile)
Le parti, senza bisogno di mezzi d'impugnazione, possono proporre al Collegio quando la causa è rimessa a questo a norma dell'art. 189, tutte le questioni risolute dal giudice istruttore, con ordinanza revocabile.
Se il reclamo è presentato in udienza, il giudice assegna nella stessa udienza, ove le parti lo richiedano, il termine per la comunicazione di una memoria, e quello successivo per la comunicazione di una replica. Se il reclamo è proposto con ricorso, questo è comunicato a mezzo della cancelleria alle altre parti, insieme col decreto, in calce, del giudice istruttore che assegna un termine per la comunicazione dell'eventuale memoria di risposta. Scaduti tali termini, il collegio provvede entro i quindici giorni successivi.
Art. 179 Ordinanza di condanna a pene pecuniarie (codice procedura civile)
Se la legge non dispone altrimenti, le condanne a pene pecuniarie previste nel presente Codice sono pronunciate con ordinanza del giudice istruttore.
L'ordinanza pronunciata in udienza in presenza dell'interessato e previa contestazione dell'addebito non è impugnabile; altrimenti il cancelliere la notifica al condannato, il quale, nel termine perentorio di tre giorni, può proporre reclamo con ricorso allo stesso giudice che l'ha pronunciata. Questi, valutate le giustificazioni addotte, pronuncia sul reclamo con ordinanza non impugnabile.
Art. 180 Forma di trattazione (codice procedura civile)
Art. 181 Mancata comparizione delle parti (codice procedura civile)
Art. 182 Difetto di rappresentanza o di autorizzazione (codice procedura civile)
Quando rileva un difetto di rappresentanza, di assistenza o di autorizzazione, il giudice può assegnare alle parti un termine per la costituzione della persona alla quale spetta la rappresentanza o l'assistenza, o per il rilascio delle necessarie autorizzazioni, salvo che si sia avverata una decadenza.
Art. 183 Prima comparizione delle parti e trattazione della causa (codice procedura civile)
All'udienza fissata per la prima comparizione delle parti e la trattazione il giudice istruttore verifica d'ufficio la regolarità del contraddittorio e, quando occorre, pronuncia i provvedimenti previsti dall'articolo 102, secondo comma, dall'articolo 164, secondo, terzo e quinto comma, dall'articolo 167 secondo e terzo comma, dall'articolo 182 e dall'articolo 291, primo comma.
Il giudice istruttore fissa altresì una nuova udienza se deve procedersi a norma dell'art. 185.
Nella stessa udienza l'attore può proporre le domande e le eccezioni che sono conseguenza della domanda riconvenzionale o delle eccezioni proposte dal convenuto. Può altresì chiedere di essere autorizzato a chiamare un terzo ai sensi degli articoli 106 e 269, terzo comma, se l'esigenza è sorta dalle difese del convenuto. Le parti posso precisare e modificare le domande, le eccezioni e le conclusioni già formulate.
Se richiesto, il giudice concede alle parti i seguenti termini perentori: 1) un termine di ulteriori trenta giorni per il deposito di memorie limitate alle sole precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni già proposte; 2) un termine di ulteriori trenta giorni per replicare alle domande ed eccezioni nuove, o modificate dall'altra parte, per proporre le eccezioni che sono conseguenza delle domande e delle eccezioni medesime e per l'indicazione dei mezzi di prova e produzioni documentali; 3) un termine di ulteriori venti giorni per le sole indicazioni di prova contraria.
L'ordinanza di cui al settimo comma è comunicata a cura del cancelliere entro i tre giorni successivi al deposito, anche a mezzo telefax, nella sola ipotesi in cui il numero sia stato indicato negli atti difensivi, nonché a mezzo di posta elettronica, nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione e la trasmissione dei documenti informatici e teletrasmessi. A tal fine il difensore indica nel primo scritto difensivo utile il numero di fax o indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere gli atti.
Art. 184 Udienza di assunzione dei mezzi di prova (codice procedura civile)
Art. 184 bis Rimessione in termini (codice procedura civile)
La parte che dimostra di essere incorsa in decadenze per causa ad essa non imputabile può chiedere al giudice istruttore di essere rimessa in termini.
Art. 185 Tentativo di conciliazione (codice procedura civile)
Il giudice istruttore, in caso di richiesta congiunta delle parti, fissa la comparizione delle medesime al fine di interrogarle liberamente e di provocarne la conciliazione. Il giudice istruttore ha altresì la facoltà di fissare la predetta udienza di comparizione personale a norma dell'art. 117. Quando è disposta la comparizione personale, le parti hanno facoltà di farsi rappresentare da un procuratore generale o speciale il quale deve essere a conoscenza dei fatti della causa. La procura deve essere conferita con atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve attribuire al procuratore il potere di conciliare o transigere la controversia. Se la procura è conferita con scrittura privata, questa può essere autenticata anche dal difensore della parte. La mancata conoscenza, senza giustificato motivo, dei fatti della causa da parte del procuratore è valutata ai sensi del secondo comma dell'art. 116.
Art. 186 Pronuncia dei provvedimenti (codice procedura civile)
Art. 186 bis Ordinanza per il pagamento di somme non contestate (codice procedura civile)
L'ordinanza è soggetta alla disciplina delle ordinanze revocabili di cui agli artt. 177, primo e secondo comma, e 178, primo comma.
Art. 186 ter Istanza di ingiunzione (codice procedura civile)
Fino al momento della precisazione delle conclusioni, quando ricorrano i presupposti di cui all'art. 633, primo comma, n. 1), e secondo comma, e di cui all'art. 634, la parte può chiedere al giudice istruttore, in ogni stato del processo, di pronunciare con ordinanza ingiunzione di pagamento o di consegna. Se l'istanza è proposta fuori dall'udienza il giudice dispone la comparizione delle parti ed assegna il termine per la notificazione. L'ordinanza deve contenere i provvedimenti previsti dall'art. 641, ultimo comma, ed è dichiarata provvisoriamente esecutiva ove ricorrano i presupposti di cui all'art. 642, nonché, ove la controparte non sia rimasta contumace, quelli di cui all'art. 648, primo comma. La provvisoria esecutorietà non può essere mai disposta ove la controparte abbia disconosciuto la scrittura privata prodotta contro di lei o abbia proposto querela di falso contro l'atto pubblico.
Se il processo si estingue l'ordinanza che non ne sia già munita acquista efficacia esecutiva ai sensi dell'art.
653, primo comma.
Art. 186 quater Ordinanza successiva alla chiusura dell'istruzione (codice procedura civile)
L'ordinanza acquista l'efficacia della sentenza impugnabile sull'oggetto dell'istanza se la parte intimata non manifesta entro trenta giorni dalla sua pronuncia in udienza o dalla comunicazione, con ricorso notificato all'altra parte e depositato in cancelleria, la volontà che sia pronunciata la sentenza.
Art. 187 Provvedimenti del giudice istruttore (codice procedura civile)
Qualora il collegio provveda a norma dell'art. 279, secondo comma, numero 4), i termini di cui all'art. 183, ottavo comma, non concessi prima della remissione al collegio, sono assegnati dal giudice istruttore, su istanza di parte, nella prima udienza dinanzi a lui.
Art. 188 Attività istruttoria del giudice (codice procedura civile)
Art. 189 Rimessione al Collegio (codice procedura civile)
Il giudice istruttore, quando rimette la causa al collegio, a norma dei primi tre commi dell'articolo 187 o dell'articolo 188, invita le parti a precisare davanti a lui le conclusioni che intendono sottoporre al collegio stesso, nei limiti di quelle formulate negli atti introduttivi o a norma dell'articolo 183. Le conclusioni di merito debbono essere interamente formulate anche nei casi previsti dall'articolo 187, secondo e terzo comma.
La rimessione investe il Collegio di tutta la causa, anche quando avviene a norma dell'art. 187, secondo e terzo comma.
Art. 190 Comparse conclusionali e memorie (codice procedura civile)
Art. 190 bis Decisione del giudice istruttore in funzione di giudice unico Articolo abrogato dall'art. 63, Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51. (codice procedura civile)
SEZIONE III Dell'istruzione probatoria § 1 Della nomina e delle indagini del consulente tecnico
Art. 191 Nomina del consulente tecnico (codice procedura civile)
Nei casi di cui agli articoli 61 e seguenti il giudice istruttore, con l'ordinanza prevista nell'art. 187, ultimo comma, o con altra successiva, nomina un consulente tecnico e fissa l'udienza nella quale questi deve comparire.
Art. 192 Astensione e ricusazione del consulente (codice procedura civile)
Art. 193 Giuramento del consulente (codice procedura civile)
All'udienza di comparizione il giudice istruttore ricorda al consulente l'importanza delle funzioni che è chiamato ad adempiere, e ne riceve il giuramento di bene e fedelmente adempiere le funzioni affidategli al solo scopo di fare conoscere al giudice la verità.
Art. 194 Attività del consulente (codice procedura civile)
Il consulente tecnico assiste alle udienze alle quali è invitato dal giudice istruttore; compie, anche fuori della circoscrizione giudiziaria, le indagini di cui all'art. 62, da sé solo o insieme col giudice secondo che questi dispone. Può essere autorizzato a domandare chiarimenti alle parti, ad assumere informazioni da terzi e a eseguire piante, calchi e rilievi.
Art. 195 Processo verbale e relazione (codice procedura civile)
La relazione deve essere depositata in cancelleria nel termine che il giudice fissa.
Art. 196 Rinnovazione delle indagini e sostituzione del consulente (codice procedura civile)
Art. 197 Assistenza all'udienza e audizione in Camera di consiglio (codice procedura civile)
Art. 198 Esame contabile (codice procedura civile)
Il consulente sente le parti e, previo consenso di tutte, può esaminare anche documenti e registri non prodotti in causa. Di essi tuttavia senza il consenso di tutte le parti non può fare menzione nei processi verbali o nella relazione di cui all'art. 195.
Art. 199 Processo verbale di conciliazione (codice procedura civile)
Art. 200 Mancata conciliazione (codice procedura civile)
Le dichiarazioni delle parti, riportate dal consulente nella relazione, possono essere valutate dal giudice a norma dell'art. 116, secondo comma.
Art. 201 Consulente tecnico di parte (codice procedura civile)
Il consulente della parte, oltre ad assistere a norma dell'art. 194 alle operazioni del consulente del giudice, partecipa all'udienza e alla Camera di consiglio ogni volta che vi interviene il consulente del giudice, per chiarire e svolgere, con l'autorizzazione del presidente, le sue osservazioni sui risultati delle indagini tecniche.
Art. 202 Tempo, luogo e modo dell'assunzione (codice procedura civile)
Art. 203 Assunzione fuori della circoscrizione del tribunale (codice procedura civile)
Art. 204 Rogatorie alle Autorità estere e ai consoli italiani (codice procedura civile)
Le rogatorie dei giudici italiani alle Autorità estere per l'esecuzione di provvedimenti istruttori sono trasmesse per via diplomatica.
Art. 205 Risoluzione degli incidenti relativi alla prova (codice procedura civile)
Il giudice che procede all'assunzione dei mezzi di prova, anche se delegato a norma dell'art. 203, pronuncia con ordinanza su tutte le questioni che sorgono nel corso della stessa.
Art. 206 Assistenza delle parti all'assunzione (codice procedura civile)
Art. 207 Processo verbale dell'assunzione (codice procedura civile)
Le dichiarazioni delle parti e dei testimoni sono riportate in prima persona e sono lette al dichiarante che le sottoscrive.
Art. 208 Decadenza dall'assunzione (codice procedura civile)
Art. 209 Chiusura dell'assunzione (codice procedura civile)
Art. 210 Ordine di esibizione alla parte o al terzo (codice procedura civile)
Negli stessi limiti entro i quali può essere ordinata a norma dell'art. 118 l'ispezione di cose in possesso di una parte o di un terzo, il giudice istruttore, su istanza di parte, può ordinare all'altra parte o a un terzo di esibire in giudizio un documento o altra cosa di cui ritenga necessaria l'acquisizione al processo.
Se l'esibizione importa una spesa, questa deve essere in ogni caso anticipata dalla parte che ha proposto l'istanza di esibizione.
Art. 211 Tutela dei diritti del terzo (codice procedura civile)
Quando l'esibizione è ordinata ad un terzo, il giudice istruttore deve cercare di conciliare nel miglior modo possibile l'interesse della giustizia col riguardo dovuto ai diritti del terzo, e prima di ordinare l'esibizione può disporre che il terzo sia citato in giudizio, assegnando alla parte istante un termine per provvedervi.
Art. 212 Esibizione di copia del documento e dei libri di commercio (codice procedura civile)
Nell'ordinare l'esibizione di libri di commercio o di registri al fine di estrarne determinate partite, il giudice, su istanza dell'interessato, può disporre che siano prodotti estratti, per la formazione dei quali nomina un notaio e, quando occorre, un esperto affinché lo assista.
Art. 213 Richiesta di informazioni alla pubblica amministrazione (codice procedura civile)
Fuori dei casi previsti negli artt. 210 e 211, il giudice può richiedere d'ufficio alla pubblica amministrazione le informazioni scritte relative ad atti e documenti dell'amministrazione stessa, che è necessario acquisire al processo.
Art. 214 Disconoscimento della scrittura privata (codice procedura civile)
Art. 215 Riconoscimento tacito della scrittura privata (codice procedura civile)
La scrittura privata prodotta in giudizio si ha per riconosciuta: 1) se la parte, alla quale la scrittura è attribuita o contro la quale è prodotta, è contumace, salva la disposizione dell'art. 293, comma terzo; 2) se la parte comparsa non la disconosce o non dichiara di non conoscerla nella prima udienza o nella prima risposta successiva alla produzione.
Quando nei casi ammessi dalla legge la scrittura è prodotta in copia autentica, il giudice istruttore può concedere un termine per deliberare alla parte che ne fa istanza nei modi di cui al n. 2.
Art. 216 Istanza di verificazione (codice procedura civile)
Art. 217 Custodia della scrittura e provvedimenti istruttori (codice procedura civile)
Art. 218 Scritture di comparazione presso depositari (codice procedura civile)
Art. 219 Redazione di scritture di comparazione (codice procedura civile)
Art. 220 Pronuncia del Collegio (codice procedura civile)
Il Collegio, nella sentenza che dichiara la scrittura o la sottoscrizione di mano della parte che l'ha negata, può condannare quest'ultima a una pena pecuniaria non inferiore a euro 2 e non superiore a euro 20.
§ 5 Della querela di falso
Art. 221Modo di proposizione e contenuto della querela (codice procedura civile)
Art. 222 Interpello della parte che ha prodotto la scrittura (codice procedura civile)
Art. 223 Processo verbale di deposito del documento (codice procedura civile)
Il processo verbale è redatto in presenza del pubblico ministero e delle parti, e deve contenere la descrizione dello stato in cui il documento si trova, con l'indicazione delle cancellature, abrasioni, aggiunte, scritture interlineari e di ogni altra particolarità che vi si riscontra.
Art. 224 Sequestro del documento (codice procedura civile)
Se il documento impugnato di falso si trova presso un depositario, il giudice istruttore può ordinare il sequestro con le forme previste nel Codice di procedura penale, dopo di che si redige il processo verbale di cui all'articolo precedente.
Art. 225 Decisione sulla querela (codice procedura civile)
Art. 226 Contenuto della sentenza (codice procedura civile)
Il Collegio, con la sentenza che rigetta la querela di falso, ordina la restituzione del documento e dispone che, a cura del cancelliere, sia fatta menzione della sentenza sull'originale o sulla copia che ne tiene luogo; condanna inoltre la parte querelante a una pena pecuniaria non inferiore a euro 2 e non superiore a euro 20.
Con la sentenza che accerta la falsità il Collegio, anche d'ufficio, dà le disposizioni di cui all'art. 480 del Codice di procedura penale.
Art. 227 Esecuzione della sentenza che ha pronunciato sulla querela (codice procedura civile)
Se non è richiesta dalle parti, l'esecuzione è promossa dal pubblico ministero a spese del soccombente con l'osservanza, in quanto applicabili, delle norme dell'art. 481 del Codice di procedura penale.
Art. 228 Confessione giudiziale (codice procedura civile)
Art. 229 Confessione spontanea (codice procedura civile)
La confessione spontanea può essere contenuta in qualsiasi atto processuale firmato dalla parte personalmente, salvo il caso dell'art. 117.
Art. 230 Modo dell'interrogatorio (codice procedura civile)
Il giudice istruttore procede all'assunzione dell'interrogatorio nei modi e termini stabiliti dall'ordinanza che l'ammette.
Non possono farsi domande su fatti diversi da quelli formulati nei capitoli, ad eccezione delle domande su cui le parti concordano e che il giudice ritiene utili; ma il giudice può sempre chiedere i chiarimenti opportuni sulle risposte date.
Art. 231 Risposta (codice procedura civile)
Art. 232 Mancata risposta (codice procedura civile)
Art. 233 Deferimento del giuramento decisorio (codice procedura civile)
Il giuramento decisorio può essere deferito in qualunque stato della causa davanti al giudice istruttore, con dichiarazione fatta all'udienza dalla parte o dal procuratore munito di mandato speciale o con atto sottoscritto dalla parte.
Art. 234 Riferimento (codice procedura civile)
Finché non abbia dichiarato di essere pronta a giurare, la parte, alla quale il giuramento decisorio è stato deferito, può riferirlo all'avversario nei limiti fissati dal Codice civile.
Art. 235 Irrevocabilità (codice procedura civile)
Art. 236 Caso di revocabilità (codice procedura civile)
Art. 237 Risoluzione delle contestazioni (codice procedura civile)
Le contestazioni sorte tra le parti circa l'ammissione del giuramento decisorio sono decise dal Collegio.
Art. 238 Prestazione (codice procedura civile)
Il giurante, in piedi, pronuncia a chiara voce le parole "consapevole della responsabilità che col giuramento assumo [davanti a Dio e agli uomini] giuro ..." , e continua ripetendo le parole della formula su cui giura.
Art. 239 Mancata prestazione (codice procedura civile)
La parte alla quale il giuramento decisorio è deferito, se non si presenta senza giustificato motivo all'udienza all'uopo fissata, o, comparendo, rifiuta di prestarlo o non lo riferisce all'avversario, soccombe rispetto alla domanda o al punto di fatto relativamente al quale il giuramento è stato ammesso; e del pari soccombe la parte avversaria, se rifiuta di prestare il giuramento che le è riferito.
Il giudice istruttore, se ritiene giustificata la mancata comparizione della parte che deve prestare il giuramento, provvede a norma dell'art. 232 secondo comma.
Art. 240 Deferimento del giuramento suppletorio (codice procedura civile)
Art. 241 Ammissibilità e contenuto del giuramento d'estimazione (codice procedura civile)
Art. 242 Divieto di riferire il giuramento suppletorio (codice procedura civile)
Art. 243 Rinvio alle norme sul giuramento decisorio (codice procedura civile)
Art. 244 Modo di deduzione (codice procedura civile)
Art. 245 Ordinanza di ammissione (codice procedura civile)
Art. 246 Incapacità a testimoniare (codice procedura civile)
Art. 247 Divieto di testimoniare - La Corte costituzionale con sentenza 23 luglio 1974, n. 248 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo. (codice procedura civile)
Art. 248 Audizione dei minori degli anni quattordici - La Corte costituzionale con sentenza 11 giugno 1975, n. 139 ha dichiarato l'illegittimità costituzionale del presente articolo. (codice procedura civile)
Art. 249 Facoltà d'astensione (codice procedura civile)
Si applicano all'audizione dei testimoni le disposizioni degli artt. 351 e 352 del Codice di procedura penale relative alla facoltà d'astensione dei testimoni.
Art. 250 Intimazione ai testimoni (codice procedura civile)
L'intimazione di cui al primo comma, se non è eseguita in mani proprie del destinatario o mediante servizio postale, è effettata in busta chiusa e sigillata.
L'intimazione al testimone ammesso su richiesta delle parti private a comparire in udienza può essere effettuata dal difensore attraverso l'invio di copia dell'atto mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento o a mezzo di telefax o posta elettronica nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici e teletrasmessi.
Il difensore che ha spedito l'atto da notificare con lettera raccomandata deposita nella cancelleria del giudice copia dell'atto inviato, attestandone la conformità all'originale, e l'avviso di ricevimento.
Art. 251 Giuramento dei testimoni (codice procedura civile)
Il giudice istruttore avverte il testimone dell'obbligo di dire la verità e delle conseguenze penali delle dichiarazioni false e reticenti e lo invita a rendere la seguente dichiarazione: "Consapevole della responsabilità morale e giuridica che assumo con la mia deposizione mi impegno a dire tutta la verità e a non nascondere nulla di quanto è a mia conoscenza".
(C.Cost. 05.05.95 n. 149)
Art. 252 Identificazione dei testimoni (codice procedura civile)
Il giudice istruttore richiede al testimone il nome, il cognome, il luogo e la data di nascita, l'età e la professione, lo invita a dichiarare se ha rapporti di parentela, affinità, affiliazione o dipendenza con alcuna delle parti, oppure interesse nella causa.
Art. 253 Interrogazioni e risposte (codice procedura civile)
Alle risposte dei testimoni si applica la disposizione dell'art. 231.
Art. 254 Confronto dei testimoni (codice procedura civile)
Art. 255 Mancata comparizione dei testimoni (codice procedura civile)
Se il testimone regolarmente intimato non si presenta, il giudice istruttore può ordinare una nuova intimazione oppure disporne l'accompagnamento all'udienza stessa o ad altra successiva. Con la medesima ordinanza il giudice, in caso di mancata comparizione senza giustificato motivo, può condannarlo ad una pena pecuniaria non inferiore a 100 euro e non superiore a 1.000 euro.
Art. 256 Rifiuto di deporre e falsità della testimonianza (codice procedura civile)
Se il testimone, presentandosi, rifiuta di giurare o di deporre senza giustificato motivo, o se vi è fondato sospetto che egli non abbia detto la verità o sia stato reticente, il giudice istruttore lo denuncia al pubblico ministero, al quale trasmette copia del processo verbale. [Il giudice può anche ordinare l'arresto del testimone].
Art. 257 Assunzione di nuovi testimoni e rinnovazione dell'esame (codice procedura civile)
Il giudice può anche disporre che siano sentiti i testimoni dei quali ha ritenuto l'audizione superflua a norma dell'art. 245 o dei quali ha consentito la rinuncia; e del pari può disporre che siano nuovamente esaminati i testimoni già interrogati, al fine di chiarire la loro deposizione o di correggere irregolarità avveratesi nel precedente esame.
Art. 258 Ordinanza d'ispezione (codice procedura civile)
Art. 259 Modo dell'ispezione (codice procedura civile)
All'ispezione procede personalmente il giudice istruttore, assistito, quando occorre, da un consulente tecnico, anche se l'ispezione deve eseguirsi fuori della circoscrizione del tribunale, tranne che esigenze di servizio gli impediscano di allontanarsi dalla sede. In tal caso delega il giudice istruttore del luogo a norma dell'art. 203.
Art. 260 Ispezione corporale (codice procedura civile)
Il giudice istruttore può astenersi dal partecipare all'ispezione corporale e disporre che vi proceda il solo consulente tecnico.
Art. 261 Riproduzione, copie ed esperimenti (codice procedura civile)
Il giudice presiede all'esperimento e, quando occorre, ne affida l'esecuzione a un esperto che presta giuramento a norma dell'art. 193.
Art. 262 Poteri del giudice istruttore (codice procedura civile)
Nel corso dell'ispezione o dell'esperimento il giudice istruttore può sentire testimoni per informazioni e dare i provvedimenti necessari per l'esibizione della cosa o per accedere alla località.
Art. 263 Presentazione e accettazione del conto (codice procedura civile)
Se il giudice ordina la presentazione di un conto, questo deve essere depositato in cancelleria con i documenti giustificativi, almeno cinque giorni prima dell'udienza fissata per la discussione di esso.
Art. 264 Impugnazione e discussione (codice procedura civile)
La parte che impugna il conto deve specificare le partite che intende contestare. Se chiede un termine per la specificazione, il giudice istruttore fissa un'udienza per tale scopo.
Art. 265 Giuramento (codice procedura civile)
Il Collegio può ammettere il creditore a determinare con giuramento le somme a lui dovute, se la parte tenuta al rendiconto non lo presenta o rimane contumace. Si applica in tal caso la disposizione dell'art. 241.
Art. 266 Revisione del conto approvato (codice procedura civile)
SEZIONE IV Del'intervento di terzi e della riunione di procedimenti § 1 Dell'intervento di terzi
Art. 267 Costituzione del terzo interveniente (codice procedura civile)
Per intervenire nel processo a norma dell'art. 105, il terzo deve costituirsi presentando in udienza o depositando in cancelleria una comparsa formata a norma dell'art. 167 con le copie per le altre parti, i documenti e la procura.
Art. 268 Termine per l'intervento (codice procedura civile)
Art. 269 Chiamata di un terzo in causa (codice procedura civile)
Nell'ipotesi prevista dal terzo comma restano ferme per le parti le preclusioni ricollegate alla prima udienza di trattazione, ma i termini eventuali di cui al sesto comma dell'articolo 183 sono fissati dal giudice istruttore nella udienza di comparizione del terzo
Art. 270 Chiamata di un terzo per ordine del giudice (codice procedura civile)
La chiamata di un terzo nel processo a norma dell'art. 107 può essere ordinata in ogni momento dal giudice istruttore per una udienza che all'uopo egli fissa.
Art. 271 Costituzione del terzo chiamato (codice procedura civile)
Art. 272 Decisione delle questioni relative all'intervento (codice procedura civile)
Le questioni relative all'intervento sono decise dal Collegio insieme col merito, salvo che il giudice istruttore disponga a norma dell'art. 187 secondo comma.
Art. 273 Riunione di procedimenti relativi alla stessa causa (codice procedura civile)
Se più procedimenti relativi alla stessa causa pendono davanti allo stesso giudice, questi, anche d'ufficio, ne ordina la riunione.
Art. 274 Riunione di procedimenti relativi a cause connesse (codice procedura civile)
Se più procedimenti relativi a cause connesse pendono davanti allo stesso giudice, questi, anche d'ufficio, può disporne la riunione.
Art. 274 bis Rapporti tra collegio e giudice istruttore in funzione di giudice unico - Articolo abrogato dall'art. 67, Dlgs. 19 febbraio 1998, n. 51. (codice procedura civile)
Art. 275 Decisione del collegio (codice procedura civile)
Rimessa la causa al collegio, la sentenza è depositata in cancelleria entro sessanta giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle memorie di replica di cui all'art. 190.
Art. 276 Deliberazione (codice procedura civile)
Art. 277 Pronuncia sul merito (codice procedura civile)
Il Collegio nel deliberare sul merito deve decidere tutte le domande proposte e le relative eccezioni, definendo il giudizio.
Tuttavia il Collegio, anche quando il giudice istruttore gli ha rimesso la causa a norma dell'art. 187 primo comma, può limitare la decisione ad alcune domande, se riconosce che per esse soltanto non sia necessaria un'ulteriore istruzione, e se la loro sollecita definizione è di interesse apprezzabile per la parte che ne ha fatto istanza.
Art. 278 Condanna generica. Provvisionale (codice procedura civile)
Art. 279 Forma dei provvedimenti del Collegio (codice procedura civile)
Il Collegio quando provvede soltanto su questioni relative all'istruzione della causa, senza definire il giudizio, pronuncia ordinanza.
Il Collegio pronuncia sentenza: 1) quando definisce il giudizio, decidendo questioni di giurisdizione o di competenza; 2) quando definisce il giudizio, decidendo questioni pregiudiziali attinenti al processo o questioni preliminari di merito; 3) quando definisce il giudizio, decidendo totalmente il merito; 4) quando, decidendo alcune delle questioni di cui ai nn. 1, 2 e 3, non definisce il giudizio e impartisce distinti provvedimenti per l'ulteriore istruzione della causa; 5) quando, valendosi della facoltà di cui agli artt. 103, secondo comma, e104, secondo comma, decide solo alcune delle cause fino a quel momento riunite, e con distinti provvedimenti dispone la separazione delle altre cause e l'ulteriore istruzione riguardo alle medesime, ovvero la rimessione al giudice inferiore delle cause di sua competenza.
I provvedimenti per l'ulteriore istruzione, previsti dai nn. 4 e 5, sono dati con separata ordinanza.
I provvedimenti del Collegio, che hanno forma di ordinanza, comunque motivati, non possono mai pregiudicare la decisione della causa; salvo che la legge disponga altrimenti, essi sono modificabili e revocabili dallo stesso Collegio, e non sono soggetti ai mezzi di impugnazione previsti per le sentenze. Le ordinanze del Collegio sono sempre immediatamente esecutive. Tuttavia, quando sia stato proposto appello immediato contro una delle sentenze previste dal n. 4) del secondo comma, il giudice istruttore, su istanza concorde delle parti, qualora ritenga che i provvedimenti dell'ordinanza collegiale siano dipendenti da quelli contenuti nella sentenza impugnata, può disporre con ordinanza non impugnabile che l'esecuzione o la prosecuzione dell'ulteriore istruttoria sia sospesa, sino alla definizione del giudizio di appello.
Art. 280 Contenuto e disciplina dell'ordinanza del Collegio (codice procedura civile)
Con la sua ordinanza il Collegio fissa l'udienza per la comparizione delle parti davanti al giudice istruttore o davanti a sé nel caso previsto nell'articolo seguente.
Il cancelliere inserisce l'ordinanza nel fascicolo di ufficio e ne dà tempestiva comunicazione alle parti a norma dell'art. 176 secondo comma.
Art. 281 Rinnovazione di prove davanti al Collegio (codice procedura civile)
Quando ne ravvisa la necessità, il Collegio, anche d'ufficio, può disporre la riassunzione davanti a sé di uno o più mezzi di prova.
CAPO III bis Del procedimento davanti al tribunale in composizione monocratica
Art. 281 bis Norme applicabili (codice procedura civile)
Art. 281 ter Poteri istruttori del giudice (codice procedura civile)
Art. 281 quater Decisione del tribunale in composizione monocratica (codice procedura civile)
Art. 281 quinquies Decisione a seguito di trattazione scritta o mista (codice procedura civile)
Art. 281 sexies Decisione a seguito di trattazione orale (codice procedura civile)
Se non dispone a norma dell'articolo 281-quinquies, il giudice, fatte precisare le conclusioni, può ordinare la discussione orale della causa nella stessa udienza o, su istanza di parte, in un'udienza successiva e pronunciare sentenza al termine della discussione, dando lettura del dispositivo e della concisa esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione. In tal caso, la sentenza si intende pubblicata con la sottoscrizione da parte del giudice del verbale che la contiene ed è immediatamente depositata in cancelleria.
CAPO III ter Dei rapporti tra collegio e giudice monocratico
Art. 281 septies Rimessione della causa al giudice monocratico (codice procedura civile)
Il collegio, quando rileva che una causa, rimessa davanti a lui per la decisione, deve essere decisa dal tribunale in composizione monocratica, rimette la causa davanti al giudice istruttore con ordinanza non impugnabile perché provveda, quale giudice monocratico, a norma degli articoli 281-quater, 281-quinquies e 281-sexies.
Art. 281 octies Rimessione della causa al tribunale in composizione collegiale (codice procedura civile)
Il giudice, quando rileva che una causa, riservata per la decisione davanti a sè in funzione di giudice monocratico, deve essere decisa dal tribunale in composizione collegiale, provvede a norma degli articoli 187,188 e189.
Art. 281 nonies Connessione (codice procedura civile)
CAPO IV Dell'esecutorietà e della notificazione delle sentenze
Art. 282 Esecuzione provvisoria (codice procedura civile)
Art. 283 Provvedimenti sull'esecuzione provvisoria in appello (codice procedura civile)
Il giudice dell'appello, su istanza di parte, proposta con l'impugnazione principale o con quella incidentale, quando sussistono gravi e fondati motivi, anche in relazione alla possibilità di insolvenza di una delle parti, sospende in tutto o in parte l'efficacia esecutiva, con o senza cauzione.
Art. 284 Concessione o revoca dell'esecuzione provvisoria relativa a sentenze parziali - Articolo abrogato dalla Legge 14 luglio 1950, n. 581 (codice procedura civile)
Art. 285 Modo di notificazione della sentenza (codice procedura civile)
La notificazione della sentenza, al fine della decorrenza del termine per l'impugnazione, si fa, su istanza di parte, a norma dell'art. 170 primo e terzo comma.
Art. 286 Notificazione nel caso d'interruzione (codice procedura civile)
Se dopo la chiusura della discussione si è avverato uno dei casi previsti nell'art. 299, la notificazione della sentenza si può fare, anche a norma dell'art. 303 secondo comma, a coloro ai quali spetta stare in giudizio.
Se si è avverato uno dei casi previsti nell'art. 301, la notificazione si fa alla parte personalmente.
Art. 287 Casi di correzione (codice procedura civile)
Le sentenze [contro le quali non sia stato proposto appello] e le ordinanze non revocabili possono essere corrette, su ricorso di parte, dallo stesso giudice che le ha pronunciate, qualora egli sia incorso in omissioni o in errori materiali o di calcolo. (C.Cost. 10.11.04 n. 335)
Art. 288 Procedimento di correzione (codice procedura civile)
Se è chiesta da una delle parti, il giudice, con decreto da notificarsi insieme col ricorso a norma dell'art. 170 primo e terzo comma, fissa l'udienza nella quale le parti debbono comparire davanti a lui. Sull'istanza il giudice provvede con ordinanza, che deve essere annotata sull'originale del provvedimento.
Art. 289 Integrazione dei provvedimenti istruttori (codice procedura civile)
I provvedimenti istruttori, che non contengono la fissazione dell'udienza successiva o del termine entro il quale le parti debbono compiere gli atti processuali, possono essere integrati, su istanza di parte, o d'ufficio, entro il termine perentorio di sei mesi dall'udienza in cui i provvedimenti furono pronunciati, oppure dalla loro notificazione o comunicazione se prescritte.
Art. 290 Contumacia dell'attore (codice procedura civile)
Nel dichiarare la contumacia dell'attore a norma dell'art. 171 ultimo comma, il giudice istruttore, se il convenuto ne fa richiesta, ordina che sia proseguito il giudizio e dà le disposizioni previste nell'art. 187, altrimenti dispone che la causa sia cancellata dal ruolo, e il processo si estingue.
Art. 291 Contumacia del convenuto (codice procedura civile)
Se il convenuto non si costituisce e il giudice istruttore rileva un vizio che importi nullità nella notificazione della citazione, fissa all'attore un termine perentorio per rinnovarla. La rinnovazione impedisce ogni decadenza.
Se il convenuto non si costituisce neppure all'udienza fissata a norma del comma precedente, il giudice provvede a norma dell'art. 171 ultimo comma.
Se l'ordine di rinnovazione della citazione di cui al primo comma non è eseguito, il giudice ordina la cancellazione della causa dal ruolo e il processo si estingue a norma dell'art. 307, comma terzo.
Art. 292 Notificazione e comunicazione di atti al contumace (codice procedura civile)
L'ordinanza che ammette l'interrogatorio o il giuramento, e le comparse contenenti domande nuove o riconvenzionali da chiunque proposte sono notificate personalmente al contumace nei termini che il giudice istruttore fissa con ordinanza.
Art. 293 Costituzione del contumace (codice procedura civile)
La parte che è stata dichiarata contumace può costituirsi in ogni momento del procedimento fino all'udienza di precisazione delle conclusioni.
Art. 294 Rimessione in termini (codice procedura civile)
CAPO VII Della sospensione, dell'interruzione ed estinzione del processo
Art. 295 Sospensione necessaria (codice procedura civile)
Art. 296 Sospensione su istanza delle parti (codice procedura civile)
Il giudice istruttore, su istanza di tutte le parti, può disporre che il processo rimanga sospeso per un periodo non superiore a quattro mesi.
Art. 297 Fissazione della nuova udienza dopo la sospensione (codice procedura civile)
Se col provvedimento di sospensione non è stata fissata l'udienza in cui il processo deve proseguire, le parti debbono chiederne la fissazione entro il termine perentorio di sei mesi dalla cessazione della causa di sospensione di cui all'art. 3 del Codice di procedura penale o dal passaggio in giudicato della sentenza che definisce la controversia civile o amministrativa di cui all'art. 295.
Art. 298 Effetti della sospensione (codice procedura civile)
Art. 299 Morte o perdita della capacità prima della costituzione (codice procedura civile)
Se prima della costituzione in cancelleria o all'udienza davanti al giudice istruttore, sopravviene la morte oppure la perdita della capacità di stare in giudizio di una delle parti o del suo rappresentante legale o la cessazione di tale rappresentanza, il processo è interrotto, salvo che coloro ai quali spetta di proseguirlo si costituiscano volontariamente, oppure l'altra parte provveda a citarli in riassunzione, osservati i termini di cui all'art. 163-bis.
Art. 300 Morte o perdita della capacità della parte costituita o del contumace (codice procedura civile)
Se questo riguarda la parte dichiarata contumace, il processo è interrotto dal momento in cui il fatto interruttivo è notificato o è certificato dall'ufficiale giudiziario nella relazione di notificazione di uno dei provvedimenti di cui all'art. 292.
Se alcuno degli eventi previsti nell'articolo precedente si avvera o è notificato dopo la chiusura della discussione davanti al Collegio, esso non produce effetto se non nel caso di riapertura dell'istruzione.
Art. 301 Morte o impedimento del procuratore (codice procedura civile)
In tal caso si applica la disposizione dell'art. 299.
Art. 302 Prosecuzione del processo (codice procedura civile)
Nei casi previsti negli articoli precedenti la costituzione per proseguire il processo può avvenire all'udienza o a norma dell'art. 166. Se non è fissata alcuna udienza, la parte può chiedere con ricorso al giudice istruttore o, in mancanza, al presidente del tribunale la fissazione dell'udienza. Il ricorso e il decreto sono notificati alle altre parti a cura dell'istante.
Art. 303 Riassunzione del processo (codice procedura civile)
Se non avviene la prosecuzione del processo a norma dell'articolo precedente, l'altra parte può chiedere la fissazione dell'udienza, notificando quindi il ricorso e il decreto a coloro che debbono costituirsi per proseguirlo.
In caso di morte della parte il ricorso deve contenere gli estremi della domanda, e la notificazione entro un anno dalla morte può essere fatta collettivamente e impersonalmente agli eredi, nell'ultimo domicilio del defunto.
Art. 304 Effetti dell'interruzione (codice procedura civile)
In caso d'interruzione del processo si applica la disposizione dell'art. 298.
Art. 305 Mancata prosecuzione o riassunzione (codice procedura civile)
Il processo deve essere proseguito o riassunto entro il termine perentorio di sei mesi dall'interruzione, altrimenti si estingue.
Art. 306 Rinuncia agli atti del giudizio (codice procedura civile)
Art. 307 Estinzione del processo per inattività delle parti (codice procedura civile)
Se dopo la notificazione della citazione nessuna delle parti siasi costituita entro il termine stabilito dall'art.
166, ovvero, se, dopo la costituzione delle stesse, il giudice, nei casi previsti dalla legge, abbia ordinato la cancellazione della causa dal ruolo, il processo, salvo il disposto del secondo comma dell'art. 181 e dell'art.
290, deve essere riassunto davanti allo stesso giudice nel termine perentorio di un anno, che decorre rispettivamente dalla scadenza del termine per la costituzione del convenuto a norma dell'art. 166, o dalla data del provvedimento di cancellazione; altrimenti il processo si estingue.
Oltre che nei casi previsti dai commi precedenti, e salvo diverse disposizioni di legge, il processo si estingue altresì qualora le parti alle quali spetta di rinnovare la citazione, o di proseguire, riassumere o integrare il giudizio, non vi abbiano provveduto entro il termine perentorio stabilito dalla legge, o dal giudice che dalla legge sia autorizzato a fissarlo. Quando la legge autorizza il giudice a fissare il termine, questo non può essere inferiore ad un mese né superiore a sei.
L'estinzione opera di diritto, ma deve essere eccepita dalla parte interessata prima di ogni altra sua difesa.
Essa è dichiarata con ordinanza del giudice istruttore, ovvero con sentenza del Collegio, se dinanzi a questo venga eccepita.
Art. 308 Comunicazione e impugnabilità dell'ordinanza (codice procedura civile)
L'ordinanza che dichiara l'estinzione è comunicata a cura del cancelliere se è pronunciata fuori della udienza.
Contro di essa è ammesso reclamo nei modi di cui all'art. 178, commi terzo, quarto e quinto.
Art. 309 Mancata comparizione all'udienza (codice procedura civile)
Se nel corso del processo nessuna delle parti si presenta all'udienza, il giudice provvede a norma del primo comma dell'art. 181.
Art. 310 Effetti dell'estinzione del processo (codice procedura civile)
L'estinzione rende inefficaci gli atti compiuti, ma non le sentenze di merito pronunciate nel corso del processo e quelle che regolano la competenza.
Le prove raccolte sono valutate dal giudice a norma dell'art. 116 secondo comma.
Dal 12/06/09 14928578

References: Art. 163

Art. 163

Art. 164

Art. 165

Art. 166

Art. 167

Art. 168

Art. 168

Art. 169

Art. 170
 sentenza 

Art. 171

Art. 172

Art. 173

Art. 174

Art. 175

Art. 176

Art. 177

Art. 178

Art. 179

Art. 180

Art. 181

Art. 182

Art. 183

Art. 184

Art. 184

Art. 185

Art. 186

Art. 186

Art. 186

Art. 186
 sentenza 

Art. 187

Art. 188

Art. 189

Art. 190

Art. 190
 § 1

Art. 191

Art. 192

Art. 193

Art. 194

Art. 195

Art. 196

Art. 197

Art. 198

Art. 199

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Art. 220
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§ 5

Art. 221

Art. 222

Art. 223

Art. 224

Art. 225

Art. 226
 sentenza 
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Art. 227
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Art. 228

Art. 229

Art. 230

Art. 231

Art. 232

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Art. 234

Art. 235

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Art. 238

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Art. 241

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Art. 244

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Art. 246

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Art. 248
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Art. 249

Art. 250

Art. 251

Art. 252

Art. 253

Art. 254

Art. 255

Art. 256

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Art. 258

Art. 259

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Art. 261

Art. 262

Art. 263

Art. 264

Art. 265

Art. 266
 § 1

Art. 267

Art. 268

Art. 269

Art. 270

Art. 271

Art. 272

Art. 273

Art. 274

Art. 274

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Art. 276

Art. 277

Art. 278

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Art. 280

Art. 281

Art. 281

Art. 281

Art. 281

Art. 281

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Art. 281

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