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Timestamp: 2018-03-25 05:08:20+00:00

Document:
La prescrizione della cartella esattoriale varia in base al tipo di credito (A. Esposito)
Lunedì 28 Novembre 2016 19:05	Anna Esposito
La cartella esattoriale non impugnata, essendo atto amministrativo, non può essere paragonata a una sentenza che ha accertato definitivamente il credito. Essa, pertanto, non ha sempre prescrizione decennale come il titolo giudiziale passato in giudicato, ma è soggetta al termine proprio della riscossione dei crediti come previsto dalla legge. Quindi il termine di prescrizione della cartella esattoriale varia in base al tipo di credito che ne è oggetto. Ne consegue che il termine di efficacia della cartella è di dieci anni solo quando ha ad oggetto tributi e crediti che per legge hanno prescrizione decennale ( IRPEF, IRAP, IVA ). Qualora invece, il credito intimato abbia un termine prescrizionale diverso, sarà entro quest’ultimo che la cartella avrà efficacia e potrà essere portata ad esecuzione. Pertanto, il termine di prescrizione della cartella di pagamento non opposta, avente a oggetto contravvenzioni per violazione delle norme del codice della strada, come nella fattispecie trattata nella sentenza in esame, è quinquennale (Giudice di Pace di Nola - sentenza 21 novembre 2016).
Non è ammessa la ripetizione di quanto spontaneamente pagato in adempimento di un debito prescritto (M. Cuomo)
Giovedì 24 Novembre 2016 00:00	Maria Cuomo
Nel caso in esame, il ricorrente dopo di aver proposto istanza di rateizzazione e di aver provveduto ad onorare le rate del debito, ha presentato ricorso al Giudice di Pace ottenendo l'annullamento della cartella esattoriale. Sulla base di tale pronuncia, con successivo giudizio, ha richiesto la ripetizione delle somme pagate. Il Giudice di Pace, con la sentenza in commento, ha ritenuto che la pronuncia giudiziaria posta a base della azione di ripetizione, non può intaccare quello che è stato un adempimento spontaneo di una obbligazione, in ragione del fatto che, non può ritenersi indebito quanto, legittimamente, all'esito dell'accoglimento della richiesta di rateizzazione presentata spontaneamente dal debitore, la società di cartolarizzazione e l'ente creditore abbiano riscosso (Giudice di Pace di Nola, sentenza del 12 novembre 2016)
Lunedì 21 Novembre 2016 00:00	Francesco Annunziata
(Completo - vedi elenco)
Cass. 15761/2016. Il fatto che la strada sia sconnessa con altre buche e rappezzi non costituisce un'esimente per l'ente pubblico.
Lunedì 14 Novembre 2016 18:19	Francesco Annunziata
Nel caso in esame, la Corte territoriale aveva confermato la sentenza di rigetto del Tribunale ritenendo che l’appellante avesse la possibilità di verificare lo stato dei luoghi, essendo le sconnessioni della strada ben evidenti, come documentato dalle fotografie, e illuminate dalla luce del mattino (h. 13 del mese di luglio), e, pertanto, aveva reputato che la disattenzione nell’incedere costituisse causa esclusiva dell’evento. La Corte di Cassazione con la sentenza che segue, ha ritenuto che, anche se il fatto colposo del danneggiato può concorrere nella produzione dell’evento dannoso (artt. 1227 e 2056 cod. civ.), non essendovi ragione di escludere, con riferimento all’art. 2051 cod. civ., l’applicabilità del comma 1 dell’art. 1227 cod. civ., il fatto che una strada risulti "molto sconnessa, con altre buche e rappezzi" non costituisce, di per sé, un’esimente per l’ente pubblico, anche perché un comportamento disattento dell’utente non è astrattamente ascrivibile al novero dell’imprevedibile. Altrimenti opinando dovrebbe ritenersi che, quanto più un ente pubblico mantenga le proprie strade in una situazione di incuria e di dissesto, tanto più lo stesso ente vada esente da responsabilità, dovendosi far carico solo all’utente tutte le conseguenze del dissesto stradale (Corte di Cassazione, sez. III Civile, sentenza del 29/07/2016 n. 15761/16)
Cass. 12599/2015. Se la compagnia di assicurazione corrisponde una somma, trattenuta dal danneggiato come acconto, non può, in sede di giudizio, contestare il verificarsi del sinistro
Mercoledì 09 Novembre 2016 12:34	Francesco Annunziata
Con la sentenza in esame, la Corte di Cassazione ha ritenuto fondata la doglianza con cui il ricorrente censura la sentenza di Appello nella parte in cui la Corte territoriale, pur rilevando che la società assicuratrice ha eccepito soltanto la mancanza di elementi probatori sulle modalità dell'accaduto e pur dando atto che la stessa ha, "al fine di evitare strascichi giudiziari," corrisposto all'attuale ricorrente una somma non esigua, ha poi ritenuto contestato dalla società assicuratrice il verificarsi stesso del sinistro in questione. Invero, ha affermato la Cassazione, la Corte di merito ha illogicamente accomunato la mancata dimostrazione del verificarsi del sinistro alla mancata dimostrazione delle modalità del sinistro, laddove quest'ultima non implica di per sé il non verificarsi dell'evento ed evidenziandosi peraltro che quando non sia possibile stabilire le cause e le modalità del sinistro può operare la sussidiaria presunzione di pari responsabilità sancita dall'art. 2054, secondo comma (Civile Sent. Sez. III, sentenza del 18.06.2015 n. 12599).
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