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ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSULENTI TRIBUTARI. Codice deontologico - PDF
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1 ASSOCIAZIONE NAZIONALE CONSULENTI TRIBUTARI Codice deontologico
2 CODICE DEONTOLOGICO DEL CONSULENTE TRIBUTARIO Iscritto all Associazione Nazionale Consulenti Tributari- A.N.CO.T PREAMBOLO Il Consulente Tributario esercita in piena libertà, autonomia ed indipendenza, per tutelare i diritti e gli interessi del contribuente, assicurando la conoscenza delle leggi e delle normative vigenti. Le norme deontologiche sono essenziali per la realizzazione e la tutela di questi valori. ART. 1 - AMBITO DI APPLICAZIONE TITOLO I PRINCIPI GENERALI Le norme deontologiche si applicano a tutti i Consulenti Tributari nella loro attività, nei loro reciproci rapporti e nei confronti dei terzi. ART. 2 - POTESTÀ DISCIPLINARE Spetta agli organi disciplinari la potestà di infliggere le sanzioni adeguate e proporzionate alla violazione delle norme deontologiche. Le sanzioni devono essere adeguate alla gravità dei fatti e devono tener conto della reiterazione dei comportamenti nonché delle specifiche circostanze, soggettive e oggettive, che hanno concorso a determinare l infrazione. ART. 3 - VOLONTARIETÀ DELL AZIONE La responsabilità disciplinare discende dalla inosservanza dei doveri e dalla volontarietà della condotta, anche se omissiva. Oggetto di valutazione è il comportamento complessivo dell incolpato. Quando siano mossi vari addebiti nell ambito di uno stesso procedimento la sanzione deve essere unica. ART. 4 - ATTIVITÀ ALL ESTERO E ATTIVITÀ IN ITALIA DELLO STRANIERO Nell esercizio di attività professionali all estero, che siano consentite dalle disposizioni in vigore, il Consulente Tributario italiano è tenuto al rispetto delle norme deontologiche del paese in cui viene svolta l attività. Del pari il Consulente Tributario straniero, nell esercizio dell attività professionale in Italia, quando questa sia consentita, è tenuto al rispetto delle norme deontologiche italiane. ART. 5 - DOVERI DI PROBITÀ, DIGNITÀ E DECORO Il Consulente Tributario deve ispirare la propria condotta all osservanza dei doveri di probità, dignità e decoro in particolare nel corso di manifestazioni pubbliche organizzate dall Associazione.
3 I - Deve essere sottoposto a procedimento disciplinare il Consulente Tributario cui sia imputabile un comportamento non colposo che abbia violato la legge penale, salva autonoma valutazione sul fatto commesso. II Il Consulente Tributario è soggetto a procedimento disciplinare per fatti anche non riguardanti l attività tributaria quando si riflettano sulla sua reputazione professionale o compromettano l immagine della classe dei Consulenti Tributari. ART. 6 - DOVERI DI LEALTÀ E CORRETTEZZA/FEDELTÀ E DILIGENZA Il Consulente Tributario deve svolgere la propria attività professionale con lealtà, correttezza, fedeltà e diligenza. ART. 7 - DOVERE DI SEGRETEZZA E RISERVATEZZA E dovere, oltre ché diritto, primario e fondamentale del Consulente Tributario mantenere il segreto sull attività prestata e su tutte le informazioni che siano a lui fornite dalla parte assistita o di cui sia venuto a conoscenza in dipendenza del mandato. I - Il Consulente Tributario è tenuto al dovere di segretezza e riservatezza anche nei confronti degli ex-clienti, sia per l attività fiscale che per l attività contenziosa o aziendale. II - La segretezza deve essere rispettata anche nei confronti di colui che si rivolga al Consulente Tributario per chiedere assistenza senza che il mandato sia accettato. III - Il Consulente Tributario è tenuto a richiedere il rispetto del segreto professionale anche ai propri collaboratori e dipendenti e a tutte le persone che cooperano nello svolgimento dell attività professionale. IV - Costituiscono eccezione alla regola generale i casi in cui la divulgazione di alcune informazioni relative alla parte assistita sia richiesta dall Autorità Giudiziaria. ART. 8 - DOVERE DI INDIPENDENZA Nell esercizio dell attività professionale il Consulente Tributario ha il dovere di conservare la propria indipendenza e difendere la propria libertà da pressioni o condizionamenti esterni. I - Il Consulente Tributario non deve tener conto di interessi riguardanti la propria sfera personale. ART. 9 - DOVERE DI COMPETENZA Il Consulente Tributario non deve accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con adeguata competenza. I - Il Consulente Tributario deve comunicare all assistito le circostanze impeditive alla prestazione dell attività richiesta, valutando, per il caso di contenzioso di particolare impegno e complessità, l opportunità della integrazione della difesa con altro professionista. II - L accettazione di un determinato incarico professionale fa presumere la competenza a svolgere quell incarico.
4 ART.10 -DOVERE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE E dovere del Consulente Tributario curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando ed accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori nei quali è svolta l attività. E dovere del Consulente Tributario partecipare alle giornata di aggiornamento organizzate dall A.N.CO.T. sia a livello provinciale che nazionale. ART.11- DOVERE DI ADEMPIMENTO PREVIDENZIALE, FISCALE E ASSOCIATIVO Il Consulente Tributario deve provvedere agli adempimenti previdenziali e fiscali a suo carico, secondo le norme vigenti. Deve altresì assolvere ogni impegno nei confronti dell associazione di categoria cui appartiene. ART.12- INFORMAZIONI SULL ESERCIZIO PROFESSIONALE E consentito al Consulente Tributario dare informazioni sulla propria attività professionale, secondo correttezza e verità, nel rispetto della dignità e del decoro della professione e degli obblighi di segretezza e di riservatezza. I - L informazione può essere data attraverso opuscoli, carta da lettera, rubriche professionali e telefoniche, repertori, reti telematiche, anche a diffusione internazionale. Sia sulle targa che sulla carta intestata è consentito al Consulente Tributario, iscritto regolarmente all A.N.CO.T., l utilizzo del logo nei colori e nelle forme previste dal Comitato Esecutivo Nazionale A.N.CO.T.. II - E consentita l indicazione nei rapporti con i terzi di propri particolari rami di attività. ART.13- RAPPORTI CON LA STAMPA Nei rapporti con la stampa e con gli altri mezzi di diffusione il Consulente Tributario deve ispirarsi a criteri di equilibrio e misura nel rilasciare dichiarazioni e interviste, sia per il rispetto dei doveri di discrezione e di riservatezza verso la parte assistita, sia per evitare atteggiamenti concorrenziali verso i colleghi. I - Costituisce violazione della regola deontologica, in ogni caso, perseguire fini pubblicitari anche mediante contributi indiretti ad articoli di stampa; II - Enfatizzare le proprie prestazioni o i propri successi; spendere il nome dei clienti; offrire servizi professionali; intrattenere rapporti con gli organi di informazione e di stampa al solo fine di pubblicità personale. ART.14- ACQUISIZIONE DELLA CLIENTELA - DIVIETI E vietata l offerta di prestazioni professionali a terzi e in genere ogni attività diretta all acquisizione di rapporti di clientela, a mezzo di agenzie o procacciatori o altri mezzi illeciti. I - Il Consulente Tributario non deve corrispondere ad un collega, o ad un altro soggetto, un onorario, una provvigione o qualsiasi altro compenso quale corrispettivo per la prestazione di un cliente. II - Costituisce infrazione disciplinare l offerta di omaggi o di prestazioni a terzi ovvero la corresponsione o la promessa di vantaggi per ottenere incarichi.
5 ART.15- DIVIETO DI USO DI ESPRESSIONI SCONVENIENTI ED OFFENSIVE Indipendentemente dalle disposizioni civili e penali, il Consulente Tributario deve evitare di usare espressioni sconvenienti ed offensive negli scritti in giudizio e nell attività professionale in genere, sia nei confronti dei colleghi che nei confronti delle controparti e dei terzi. I - La ritorsione o la provocazione o la reciprocità delle offese non escludono l infrazione della regola deontologica. TITOLO II RAPPORTI CON I COLLEGHI ART.16- RAPPORTO DI COLLEGANZA IN GENERE Il Consulente Tributario deve mantenere sempre nei confronti dei colleghi un comportamento ispirato a correttezza e lealtà. I - Il Consulente Tributario è tenuto a rispondere con sollecitudine alle richieste di informativa del collega. II - Il Consulente Tributario, salvo particolari ragioni, non può rifiutare il mandato ad agire nei confronti di un collega, quando ritenga fondata la richiesta della parte o infondata la pretesa del collega; tuttavia è obbligo del Consulente Tributario informare appena possibile il Comitato Esecutivo Nazionale A.N.CO.T. delle iniziative giudiziarie penali e civili da promuovere nei confronti del collega per consentire un tentativo di conciliazione, salvo che sussistano esigenze di urgenza o di riservatezza; in tal caso la comunicazione può essere anche successiva. III - Il Consulente Tributario non può registrare una conversazione telefonica con il collega. La registrazione, nel corso di una riunione, è consentita soltanto con il consenso di tutti i presenti. ART.17- RAPPORTI CON I COLLABORATORI DELLO STUDIO Il Consulente Tributario deve consentire ai propri collaboratori di migliorare la preparazione professionale, compensandone la collaborazione in proporzione all apporto ricevuto. ART.18- RAPPORTI CON I PRATICANTI Il Consulente Tributario è tenuto verso i praticanti ad assicurare la effettività ed a favorire la proficuità della pratica tributaria al fine di consentire un adeguata formazione. ART.19- OBBLIGO DI CORRISPONDERE CON IL COLLEGA Costituisce illecito disciplinare il comportamento del Consulente Tributario che accetti di ricevere la controparte, sapendo che essa è assistita da un collega, senza informare quest ultimo e ottenere il consenso.
6 ART.20- OBBLIGO DI SODDISFARE LE PRESTAZIONI AFFIDATE AD ALTRO COLLEGA Salvo diversa pattuizione, il Consulente Tributario che scelga e incarichi direttamente altro collega di esercitare le funzioni di rappresentanza o assistenza deve provvedere a retribuirlo, ove non adempia la parte assistita. ART.21- OBBLIGO DI DARE ISTRUZIONI AL COLLEGA E OBBLIGO DI INFORMATIVA Il Consulente Tributario è tenuto a dare tempestive istruzioni al collega corrispondente. Quest ultimo, del pari, è tenuto a dare tempestivamente al collega informazioni dettagliate sull attività svolta e da svolgere. I - E fatto divieto al Consulente Tributario corrispondente di definire direttamente una controversia, in via transattiva, senza informare il collega che gli ha affidato l incarico. II - Il Consulente Tributario corrispondente, in difetto di istruzioni, deve adoperarsi nel modo più opportuno per la tutela degli interessi della parte, informando non appena possibile il collega che gli ha affidato l incarico. ART.22- SOSTITUZIONE DEL COLLEGA NELL ATTIVITÀ DI DIFESA Nel caso di sostituzione di un collega nel corso di un procedimento di contenzioso, per revoca dell incarico o rinuncia, il nuovo difensore dovrà rendere nota la propria nomina al collega sostituito, adoperandosi, senza pregiudizio per l attività difensiva, perché siano soddisfatte le legittime richieste per le prestazioni svolte. I - Il Consulente Tributario sostituito deve adoperarsi affinché la successione nel mandato avvenga senza danni per l assistito, fornendo al nuovo difensore tutti gli elementi per facilitargli la prosecuzione della difesa. ART.23- RESPONSABILITÀ DEI COLLABORATORI, SOSTITUTI E ASSOCIATI Salvo che il fatto integri un autonoma responsabilità, i collaboratori, sostituti e ausiliari non sono disciplinarmente responsabili per il compimento di atti per incarichi specifici ricevuti. I - Nel caso di associazione professionale, è disciplinarmente responsabile soltanto il Consulente Tributario o i Consulenti Tributari a cui si riferiscano i fatti specifici commessi. TITOLO III RAPPORTI CON LA PARTE ASSISTITA ART.24- RAPPORTO DI FIDUCIA Il rapporto con la parte assistita è fondato sulla fiducia. I - L incarico deve essere conferito dalla parte assistita o da altro professionista che la assista.
7 ART.25- AUTONOMIA DEL RAPPORTO Il Consulente Tributario ha l obbligo di curare gli interessi della parte assistita nel miglior modo possibile nei limiti del mandato e nell osservanza della legge e dei principi deontologici. I - Il Consulente Tributario non deve consapevolmente consigliare azioni inutilmente gravose, né suggerire comportamenti, atti o negozi illeciti, fraudolenti o colpiti da nullità. ART.26- CONFLITTO DI INTERESSI Il Consulente Tributario ha l obbligo di astenersi dal prestare attività professionale quando questa determini un conflitto con gli interessi di un proprio assistito. ART.27- INADEMPIMENTO AL MANDATO Costituisce violazione dei doveri professionali, il mancato, ritardato o negligente compimento di atti inerenti al mandato quando derivi da non scusabile e rilevante trascuratezza degli interessi della parte assistita. ART.28- OBBLIGO DI INFORMAZIONE NEL CONTENZIOSO Il Consulente Tributario è tenuto ad informare chiaramente il proprio assistito all atto dell incarico delle caratteristiche e della importanza della controversia o delle attività da espletare, precisando le iniziative e le ipotesi di soluzione possibili. Il Consulente Tributario è tenuto altresì ad informare il proprio assistito sullo svolgimento del mandato affidatogli, quando lo reputi opportuno e ogni qualvolta l assistito ne faccia richiesta. I - Se richiesto, è obbligo del Consulente Tributario informare la parte assistita sulle previsioni di massima inerenti alla durata e ai costi presumibili del processo. II - E obbligo del Consulente Tributario comunicare alla parte assistita la necessità del compimento di determinati atti al fine di evitare prescrizioni, decadenze o altri effetti pregiudizievoli. ART.29- GESTIONE DI DENARO ALTRUI Il Consulente Tributario deve comportarsi con puntualità e diligenza nella gestione del denaro ricevuto dal proprio assistito o da terzi per determinati affari o adempimenti (versamento imposte, diritti ecc.) ovvero ricevuto per conto della parte assistita, ed ha l obbligo di renderne sollecitamente conto. I - Costituisce infrazione disciplinare trattenere oltre il tempo strettamente necessario le somme ricevute per conto della parte assistita. ART.30- RESTITUZIONE DI DOCUMENTI Il Consulente Tributario è in ogni caso obbligato a restituire senza ritardo alla parte assistita la documentazione dalla stessa ricevuta per l espletamento del mandato quando questa faccia richiesta. I - Il Consulente Tributario può trattenere copia della documentazione, senza il consenso della parte assistita, solo quando ciò sia necessario ai fini della liquidazione del compenso e non oltre l avvenuto pagamento.
8 ART.31- RICHIESTA DI PAGAMENTO Di norma il Consulente Tributario richiede alla parte assistita l anticipazione delle spese e il versamento di adeguati acconti sull onorario nel corso del rapporto e il giusto compenso al compimento dell incarico. I - Il Consulente Tributario non deve richiedere compensi manifestamente sproporzionati all attività svolta e comunque eccessivi. II - Il Consulente Tributario nella determinazione del proprio compenso, è tenuto ad utilizzare le indicazioni fornite dal tariffario nazionale A.N.CO.T.. Non può richiedere un compenso maggiore di quello già indicato, in caso di mancato spontaneo pagamento, salvo che ne abbia fatto formale riserva. III - E consentito al Consulente Tributario concordare onorari forfetari in caso di prestazioni continuative di consulenza ed assistenza, purché siano proporzionali al prevedibile impegno e non violino i minimi inderogabili di legge. ART.32- AZIONI CONTRO LA PARTE ASSISTITA PER IL PAGAMENTO DEL COMPENSO Il Consulente Tributario può agire giudizialmente nei confronti della parte assistita per il pagamento delle proprie prestazioni professionali, previa rinuncia al mandato. ART.33- RINUNCIA AL MANDATO Il Consulente Tributario ha diritto di rinunciare al mandato. I - In caso di rinuncia al mandato il Consulente Tributario deve dare alla parte assistita un preavviso adeguato alle circostanze, e deve informarla di quanto è necessario fare per non pregiudicare il corretto adempimento delle norme fiscali.
Libera Associazione Italiana dei Consulenti Tributari e dei Servizi Professionali CODICE DEONTOLOGICO
CODICE DEONTOLOGICO Definizione del PROFESSIONISTA associato L.A.I.T. Si definisce PROFESSIONISTA associato L.A.I.T., chi esercita in forma autonoma, abituale e professionale, l attività nell area dei

References: ART. 1
 ART. 2
 ART. 3
 ART. 4
 ART. 5
 ART. 6
 ART. 7
 ART. 8
 ART. 9
 ART.10
 ART.11
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 ART.14
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