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Timestamp: 2020-02-20 02:46:32+00:00

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Ultimissime di diritto penale - Luglio/Agosto 2015 - Avvocato Lorenzo Nicolò MeazzaAvvocato Lorenzo Nicolò Meazza
L’Agenzia delle Entrate sulla Voluntary Disclosure
Con la circolare n.27 del 2015 l’Agenzia delle Entrate ha risposto ad alcuni quesiti posti in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all’estero e di autoriciclaggio.
Agenzia Entrate, circolare 16 luglio 2015, n. 27
Stupefacenti e abolitio criminis
A seguito della dichiarazione di incostituzionalità pronunciata dalla Consulta con la sentenza n. 32 del 2014, deve escludersi la rilevanza penale delle condotte che, poste in essere a partire dall’entrata in vigore di detta legge e fino all’entrata in vigore del D.L. n. 36 del 2014, abbiano avuto ad oggetto sostanze stupefacenti incluse nelle tabelle solo successivamente all’entrata in vigore del T.U. degli Stupefacenti, nel testo novellato dalla citata legge n. 49 del 2006; per esempio, con riferimento alla commercializzazione e detenzione illecita di medicinali contenenti nandrolone, sostanza stupefacente e psicotropa indicata nella tabella II, sez. A, del predetto D.P.R. n. 309, deve ritenersi che il fatto non è previsto dalla legge come reato.
Cass. pen. S.U.,9 luglio 2015, n. 29316
Responsabilità per morte sul luogo di lavoro anche durante la pausa per i pasti
Datore di lavoro, dirigente e impresa appaltante rispondono della morte del dipendente della cooperativa appaltatrice che, durante la pausa per la cena, cade accidentalmente su un nastro mobile non adeguatamente protetto e muore. Nel caso di specie nonostante l’attività del lavoratore non avesse niente a che fare con il nastro stesso, secondo la Suprema Corte, i profili di colpa contestati ai due imputati attengono alla mancanza di misure di sicurezza blocchi e ripari delle parti mobili del nastro, all’omessa predisposizione di un documento di valutazione dei rischi da interferenze, nonché alla carenza di formazione dei lavoratori.
Cass. pen. sez. IV, 29 aprile 2015, n. 18073
Responsabilità colposa dell’ente per omicidio colposo e dicotomia interesse e vantaggio
In tema di responsabilità dell’ente per un reato colposo (nel caso in esame l’art. 25 septies d.lgs. 231/2001), il Tribunale di Trento ha circoscritto la rilevanza del reato presupposto di cui all’art. 589 c.p. anche ai fini della responsabilità dell’ente, ai soli casi in cui sia fornita adeguata prova del fatto che gli addebiti di colpa specifica ascritti all’imputato persona fisica siano qualificabili come condotte deliberatamente strumentali al conseguimento di un apprezzabile risparmio di spesa da parte dell’ente.
Tribunale di Trento, 18 marzo 2015
False comunicazioni sociali ed irrilevanza dei falsi valutativi
La Cassazione ha rilevato come l’adozione dello stesso riferimento ai fatti materiali non rispondenti al vero, senza alcun richiamo alle valutazioni e il dispiegamento della formula citata anche nell’ambito della descrizione della condotta omissiva consente di ritenere ridotto l’ambito di operatività delle due nuove fattispecie di false comunicazioni sociali, con esclusione dei cosiddetti falsi valutativi.
Cass. pen. sez. V, 30 luglio 2015, n. 33774
La Cassazione ha ritenuto astrattamente confiscabile il profitto del reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti. Il reato di emissione di fatture per operazioni inesistenti può astrattamente generare un profitto illecito suscettibile di confisca, che, comunque, non si identifica con l’evasione di imposta o il risparmio di spesa successivamente conseguito dall’utilizzatore dei documenti contabili.
Cass. pen. sez. III, 14 luglio 2015, n. 30168
Stalking e divieto di avvicinamento: necessario specificare i luoghi
La Cassazione, in un procedimento penale per l’art.612bis c.p. ha affermato che non è adeguata la motivazione dell’ordinanza impositiva del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa in assenza di qualsiasi specificazione sui medesimi, non essendo possibile al destinatario della misura conoscere preventivamente a quali luoghi egli non debba avvicinarsi in via assoluta.
Cass. pen. sez. V, 2 luglio 2014, n. 28225
Non risponde di omicidio colposo chi investe in autostrada pedone senza giubbotto catarifrangente
La Cassazione ha ritenuto esente da colpa il conducente che investa il pedone in autostrada, la cui sagoma non sia avvistabile a distanza, che sia sceso dall’abitacolo della vettura in avaria senza indossare l’apposito giubbotto catarifrangente e si trovi sulla corsia di sorpasso.
Cass. pen. sez. IV, 5 giugno 2015, n. 24217
Contestazione di nuova aggravante e abbreviato
La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 517 c.p.p., nella parte in cui, nel caso di contestazione di una circostanza aggravante che già risultava dagli atti di indagine al momento dell’esercizio dell’azione penale, non prevede la facoltà dell’imputato di richiedere al giudice del dibattimento il giudizio abbreviato relativamente al reato oggetto della nuova contestazione.
Corte Costituzionale, 9 luglio 2015, n.139
Recidiva obbligatoria incostituzionale
La Consulta ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 99, quinto comma, c.p. nella parte in cui prevede l’obbligatorietà della recidiva per i delitti indicati all’art. 407, comma 2, lett. a) c.p.p.
Corte Costituzionale, 23 luglio 2015, n.185
Sequestro preventivo, depositi e titoli e procedura concorsuale
Nei casi in cui il profitto del reato sia costituito da denaro, deve ritenersi legittimamente operato il sequestro preventivo della disponibilità del conto corrente del prevenuto, in presenza di indizi per i quali si ritenga che il denaro di provenienza illecita sia stato depositato in banca o investito in titoli. È anche possibile il sequestro finalizzato alla confisca dei beni aziendali anche quando è in corso una procedura concorsuale.
Cass. pen. sez. III, 15 luglio 2015, n. 30484
Nei reati tributari, la nozione di profitto del reato oggetto del sequestro preventivo e funzionale alla confisca per equivalente è rappresentata dal risparmio economico derivante dalla sottrazione degli importi evasi alla loro destinazione fiscale, che non è identificabile automaticamente nella cifra esposta in fattura, dovendo invece essere individuato nel risultato contabile ricavabile dalla lettura complessiva di tutti gli elementi attivi e passivi indicati dal dichiarante.
Cass. pen. sez. III, 16 giugno 2015, n. 24965
Regolamento recante disciplina delle convenzioni in materia di pubblica utilità ai fini della messa alla prova dell’imputato
Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.151 del 2 luglio 2015 il regolamento per disciplinare il già abbondantemente utilizzato istituto della messa alla prova.

References: sentenza 

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