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Timestamp: 2019-11-19 13:16:10+00:00

Document:
Può essere disposto il sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente di cui all’art. 322 ter c.p., dell’intera somma di denaro depositata su un conto corrente bancario cointestato con un soggetto estraneo al reato, senza che assumano rilievo le presunzioni o i vincoli posti dal codice civile.
sez. III Penale, sentenza 13 febbraio – 3 luglio 2019, n. 29079
1. Con ordinanza del 5 novembre 2018 il Tribunale di Caltanisetta, provvedendo sull’appello cautelare proposto da C.G. , quale terzo interessato, nei confronti della ordinanza del 5 ottobre 2018 del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Gela, con cui era stata respinta la richiesta di restituzione delle somme risultanti a credito sul conto corrente postale n. 1034787448, sequestrate a Cr.Gi. , in relazione ai reati di cui al D.Lgs. n. 74 del 2000, artt. 2 e 8, ha disposto il dissequestro di tali somme, ordinandone la restituzione a favore di C.G. , in considerazione della dimostrazione della provenienza solo da quest’ultimo delle somme a credito presenti sul conto cointestato allo stesso C.G. e al figlio G. .
2. Avverso tale ordinanza ha proposto ricorso per cassazione il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Gela, affidato a un unico motivo, mediante il quale ha denunciato la violazione e l’erronea applicazione dell’art. 321 c.p.p., e D.Lgs. n. 74 del 2000, art. 12 bis, e la contraddittorietà della motivazione, ai sensi dell’art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b) et e).
Solamente al loro interno i rapporti tra i correntisti sono regolati dall’art. 1298 c.c., comma 2, secondo cui il debito e il credito solidale si dividono in quote uguali, salvo che non risulti diversamente, cosicché è consentito superare la presunzione di contitolarità derivante dalla cointestazione, attraverso presunzioni semplici - purché gravi, precise e concordanti - da parte dell’intestatario che deduca una situazione giuridica diversa da quella risultante dalla cointestazione stessa (Cass. civ., Sez. 3, Sentenza n. 4496 del 24/02/2010, Rv. 611861; Cass. civ., Sez. L, Sentenza n. 18777 del 23/09/2015, Rv. 637049; v. anche Cass. civ., Sez. 2, Sentenza n. 77 del 04/01/2018, Rv. 646663).
Proprio in considerazione della facoltà per il cointestatario di disporre dell’intero saldo attivo esistente sul conto corrente comune, fatti salvi i suoi rapporti con l’altro contitolare, la giurisprudenza di questa Corte ha, da tempo, affermato che può essere disposto il sequestro preventivo, funzionale alla confisca per equivalente di cui all’art. 322 ter c.p., dell’intera somma di denaro depositata su un conto corrente bancario cointestato con un soggetto estraneo al reato, senza che assumano rilievo le presunzioni o i vincoli posti dal codice civile (artt. 1289 e 1834) per regolare i rapporti interni tra creditori e debitori solidali o i rapporti tra banca e depositante, ferma restando la successiva possibilità di procedere a un effettivo accertamento dei beni che siano di esclusiva proprietà di terzi estranei al reato (v. Sez. 2, n. 36175 del 07/06/2017, Cismondi, Rv. 271136 - 01, che ha rigettato il ricorso del terzo interessato evidenziando, peraltro, che nel caso di specie l’indagato, in forza di una delega ad operare senza limitazioni, aveva la possibilità di disporre dell’intera provvista delle somme e dei valori depositati sul conto corrente cointestato; nel medesimo senso Sez. 3, n. 45353 del 19/10/2011, Calgaro, Rv. 251317, menzionata anche nel ricorso del pubblico ministero; Sez. 6, n. 40175 del 14/03/2007, Squillante, Rv. 238086).
Annulla il provvedimento impugnato, con rinvio al Tribunale di Caltanisetta per nuovo esame

References: sentenza 
 art. 12
 Sentenza 
 Cass. 
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 Cass. 
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