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Quanto costa il silenzio? Indagine nazionale sui costi economici e sociali della violenza contro le donne - PDF
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1 2 Quanto costa il silenzio? Indagine nazionale sui costi economici e sociali della violenza contro le donne3 Quanto Costa il Silenzio? Indagine nazionale sui costi economici e sociali della violenza contro le donne con il patrocinio di: I dati della presente Indagine sono stati presentati alla Conferenza Stampa del 21 novembre 2013 a Roma con il patrocinio del Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, preposto all'esercizio della delega in materia di Pari Opportunità. A cura di Giovanna Badalassi, Franca Garreffa e Giovanna Vingelli Indagine condotta da Giovanna Badalassi (Well_B _Lab*) Barbara Barabaschi (Università Cattolica di Piacenza) Carlotta D' Este (Università Cattolica di Piacenza) Franca Garreffa (Università della Calabria) Chiara Mussida (Università Cattolica di Piacenza) Giovanna Vingelli (Università della Calabria) Comitato Scientifico Presidente: Anna Maria Fellegara (Vicepresidente Intervita - Università Cattolica di Piacenza), Elisabetta Addis (Università di Sassari), Franca Bimbi (Università di Padova), Maura Misiti (CNR), Nando Pagnoncelli (IPSOS), Linda Laura Sabbadini (Istat), Rosanna Tarricone (Cergas - Università Bocconi) Hanno contribuito Sara Colombini (Well_B _Lab*), Chiara Ferrari (IPSOS), Sara Franzoso (Intervita), Antonella Picchio (Well_B _Lab*) Coordinamento Intervita Valeria Emmi (coordinatrice progetti - Area Programma Italia), Stefano Piziali (responsabile dip.to Advocay), Alessandro Volpi (responsabile Area Programma Italia) Grafica Francesca Rossi La pubblicazione è disponibile on line su ISBN Realizzata da Intervita Onlus Via Serio Milano, Italia Tel I testi contenuti in questa pubblicazione possono essere riprodotti solo citandone la fonte. La presente pubblicazione è stata completata nel Novembre 20134 Sommario Con le donne in Italia e nel mondo 4 Premessa 6 Prefazione 8 Summary Obiettivi della ricerca La letteratura internazionale Le metodologie adottate Analisi dei Costi Costi diretti Costi sanitari Costi consulenza psicologica Costi per farmaci Costi per l ordine pubblico Costi giudiziari Costi per spese legali Costi dei servizi sociali dei comuni Costi dei Centri Antiviolenza Effetti moltiplicatori economici Costi del lavoro per mancata produttività Costi non monetari ed Effetti moltiplicatori sociali La valutazione del risarcimento economico I costi non monetari e gli effetti moltiplicatori sociali. 110 Le interviste in profondità 5. Investimenti e prevenzione Conclusioni e Raccomandazioni 131 Bibliografia 136 Sitografia 141 Ringraziamenti 1435 Con le donne in Italia e nel mondo Intervita Onlus è un Organizzazione Non Governativa di cooperazione allo sviluppo nata a Milano nel 1999, impegnata in Italia, Asia, Africa e America Latina, a supporto dell infanzia, delle donne e delle comunità locali nella lotta alla povertà e alle disuguaglianze, per uno sviluppo sostenibile. La nostra missione infatti è promuovere e difendere i diritti dei bambini e delle donne in Italia e nel mondo. Da sempre impegnati nella tutela dell infanzia ci siamo resi conto sul campo che le mamme, e ancora più in generale le donne, sono da sempre vittime di violazioni inaccettabili dei loro diritti umani fondamentali. Ancora troppe donne sono discriminate, insidiate e manipolate. Le donne sono spesso anche mamme e sono il perno della famiglia. Il loro benessere, la loro tutela significa anche tutela dei bambini e difesa delle famiglie stesse. Donne e bambini sono infatti un binomio inscindibile, perché quando una donna vede riconosciuti i propri diritti, a qualunque livello e in qualunque contesto, diventa la prima figura protagonista per la difesa dei diritti dei propri figli e di tutti i bambini in generale. Lavorando con i bambini, non potevamo quindi restare indifferenti di fronte a situazioni di violenza, di soprusi e di maltrattamenti nei confronti delle donne, inaccettabili e spesso dimenticati. È per questo, dunque, che la difesa dei diritti delle donne e la lotta contro ogni forma di violenza di genere è diventata una delle priorità dell intervento di Intervita nei territori dove opera. Ancora oggi le donne sono ben lontane dall essere tutelate da abusi e violenza. Lo dimostra il fatto che è solo del 1993 la Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla Eliminazione della Violenza contro le Donne, dove quest ultima viene definita come qualunque atto di violenza in base al sesso, o la minaccia di tali atti, che produca o possa produrre danni o sofferenze fisiche, sessuali, o psicologiche, coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che privata delle donne. In Italia non è più procrastinabile l intervento contro la violenza sulle donne. Nel nostro Paese, infatti, questo fenomeno ha raggiunto dimensioni allarmanti: oltre il 30% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza almeno una volta nella propria vita. Nonostante questo, solo il 18% ha considerato questo atto di violenza un reato. Solo nel 2012, sono state 124 le vittime di femminicidio in Italia. 46 Questi numeri da soli raccontano il bisogno di un cambiamento culturale che deve coinvolgere l Italia intera. Ma questo cambiamento è impossibile se non iniziamo, come prima cosa, a conoscere a fondo il fenomeno. Per questo nella strategia multilivello di contrasto alla violenza contro le donne, che Intervita implementerà nel biennio , la prima azione è stata la realizzazione dell indagine nazionale sui costi economici e sociali della violenza sulle donne in Italia, pubblicata in questo volume. L indagine Quanto Costa il Silenzio? nasce dall assunto per noi sempre in primo piano - che la violenza contro le donne è sbagliata e ha un costo umano inaccettabile e si sviluppa con l obiettivo di definire quanto questa costi al nostro Paese. Il calcolo dei costi della violenza costituisce, infatti, uno strumento indispensabile per avviare un intervento strategico che renda i responsabili politici più consapevoli dell importanza e dell efficacia della prevenzione. I risultati della ricerca saranno la prima azione di una capillare campagna di sensibilizzazione con cui Intervita coinvolgerà sia le amministrazioni locali - per condividere, migliorare ed implementare le raccomandazioni della ricerca sia il grande pubblico, con eventi di Piazza in 14 città sul territorio Italiano, perché la violenza contro le donne non è un fatto privato, non riguarda solo le donne; ognuno di noi è chiamato a prendere parte a questa battaglia per promuovere e innescare il cambiamento culturale. Marco Chiesara Presidente Intervita Onlus 57 Premessa La mancanza di importanti investimenti, in azioni di prevenzione e in attività di sostegno e cura verso le donne vittime di violenza, causa un enorme danno economico e sociale. Per far sì che questa non rimanga una dichiarazione di principio è necessario calcolare prima di tutto il valore di questo danno. La prima indagine nazionale, promossa dalla Fondazione Intervita Onlus affronta questa sfida complessa. Infatti già il titolo di questo rapporto con cui presentiamo una prima valutazione dei risultati dell indagine, Quanto Costa il Silenzio?, evidenzia come ci si trovi di fronte ad un fenomeno talmente difficile da misurare da risultare a volte impalpabile, sommerso, silenzioso: le vittime, si sa, parlano assai meno degli autori di reato. Il progetto prende il via dall unica ricerca nazionale sul fenomeno (Istat 2006). Partendo da questi dati, e con il conforto di altri numerosi e pionieristici studi internazionali, con la validazione di un Comitato Scientifico con competenze multidisciplinari (Elisabetta Addis Economista Università di Sassari, Franca Bimbi Sociologa Università di Padova, Maura Misiti Demografa CNR, Linda Laura Sabbadini - Direttore Dipartimento per le Statistiche Sociali e Ambientali Istat, Nando Pagnoncelli CEO Ipsos e Rosanna Tarricone Economista e Direttore Cergas Università Bocconi), le ricercatrici di Intervita, 3 sociologhe e 3 economiste delle Università della Calabria e di Piacenza e del centro studi Well_B_Lab*, spinoff dell Università di Modena e Reggio Emilia, hanno saputo ricostruire un valore approssimato, per difetto, dei costi della violenza contro le donne in Italia. Questa non è solo una operazione scientifica, che da sola già meriterebbe di essere approfondita dagli studiosi, dai politici e dai cittadini interessati, ma è soprattutto un atto politico e culturale di grande rilevanza, specie per un Paese come il nostro, allergico alla misurazione continua e coordinata dei fenomeni, ed assuefatto invece alle statistiche prêt-à-porter. Questa ricerca parte dalla considerazione che l intervento pubblico, a contrasto della violenza contro le donne, sia già legittimato da ragioni d ordine umano, civile e sociale, ma che si può migliorare solo ciò che si è in grado di misurare. Pertanto una stima del valore economico dei costi sostenuti dallo Stato, dagli attori economici, dagli attori del terzo settore e dalle stesse persone colpite da un dramma sociale, come la violenza fisica e piscologica, può essere di stimolo per ridefinire le priorità di spesa ed investimento, specie in anni di crisi e scarsità di risorse. Ciò senza cadere nell errore di considerare la dimensione economica avulsa dalle altre tante dimensioni della vita umana: la lente di ingrandimento sui costi economici e sociali consente infatti di comprendere meglio le conseguenze della violenza sulla vita delle vittime stesse e sulla società nel suo complesso. 68 Le interviste, realizzate dalle ricercatrici ad alcune donne fuoriuscite da almeno tre anni dal percorso di violenza, permettono di intravedere uno spaccato di sofferenza e disagio sociale che non può essere descritto fino in fondo, perché ci si deve infatti fermare davanti al silenzio della donna ferita, che preferisce voltare pagina perché sta ricostruendo un nuovo mondo di affetti, relazioni di lavoro, rapporti sociali e personali. Dunque i numeri sono meno aridi di quanto sembri. Ci aiutano, in parte, a capire un po di più. È la stessa Unione Europea a chiedere ai Paesi membri di realizzare analisi di questo tipo, per comprendere meglio il fenomeno e individuare strumenti per contrastarlo. La ricerca è stata quindi in grado di stimare: i costi economici (salute, farmaci, giustizia, legali ecc.) gli effetti moltiplicatori economici (i costi legati alla mancata produttività) i costi sociali (stimati in base ad una simulazione di risarcimento danni) il valore degli investimenti nella prevenzione (prendendo a riferimento il 2012) Nella desolante povertà dei dati di partenza (si vedano le Raccomandazioni del rapporto di ricerca, con il loro quasi ossessivo riamando alla incapacità del nostro sistema pubblico di raccogliere dati in modo sistematico sui servizi che eroga), il contributo di ricercatrici, membri del Comitato scientifico e team Advocacy di Intervita ha prodotto un rapporto di indagine che, pur perfettibile, costituisce uno strumento di valutazione del fenomeno che mi auguro possa stimolare strategie efficaci per una più consapevole e fattiva azione di prevenzione e contrasto. Anna Maria Fellegara Preside della Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell Università Cattolica di Piacenza. Vicepresidente Intervita Onlus. Presidente Comitato Scientifico Quanto Costa il Silenzio? 79 Prefazione Che effetto vi fa sapere che la violenza domestica in Italia costa Euro? Più Euro spesi in interventi per prevenzione e contrasto? Che effetto fa avere su un foglio bianco una misurazione, fino ai decimali, del danno economico e sociale che un Paese come l Italia sopporta ogni anno perché gli uomini umiliano, picchiano, uccidono le donne? La prima reazione è forse di rifiuto. Il principio di giustizia - il dolore davanti alle storie, ai nomi, alle facce della Spoon River nazionale - si impone come una motivazione molto più forte di qualunque ragionamento che abbia carattere economico. Da poco abbiamo imparato a usare, a riconoscere come nostra, la parola femminicidio per nominare correttamente la violenza sulle donne in quanto donne. Sappiamo che solo il 18 per cento di chi subisce atti di violenza li considera reati e che solo poco più del 7 per cento li denuncia. C è ancora così tanta strada da fare per comprendere l abisso dei costi umani che subiamo. Non è allora troppo presto per valutarne l impatto economico? Non c è il rischio che questa ricerca si riveli una distrazione dal cuore di una sofferenza che resta ancora in gran parte invisibile e negata? La nostra risposta è no. Non è troppo presto. Bisogna, al contrario, avere il coraggio di imporre subito il calcolo dei costi sociali ed economici della violenza all attenzione dell opinione pubblica più vasta. E soprattutto a quella dei politici che finalmente si stanno muovendo. Perché i numeri, che in Italia sono sempre mancati fino agli ultimi mesi, possono offrire una base solida a strategie più efficaci. Perché i numeri possono finalmente alzare un muro contro chi nega che il femminicidio sia un problema strutturale in Italia e non un emergenza stagionale da contenere con un po di fatalismo, come si fa con i fenomeni naturali che arrivano e magari vanno via da sé. Come si fa con la grandine che ogni tanto si abbatte sui campi. Il progetto di Intervita, affidato a un Comitato scientifico presieduto da Anna Maria Fellegara, ha dunque cercato di colmare una lacuna: in un momento di grande attenzione - se non di rivoluzione - rispetto all inerzia storica con la quale abbiamo sinora guardato alla violenza domestica. Per questo è il momento giusto per un indagine nazionale. Nel Comitato sono entrati economisti, sociologi, demografi, ricercatori, statistici, sondaggisti che insieme sono approdati a un documento nel quale si incrociano ricerca e denuncia. Un documento che si propone di essere uno strumento a servizio dei Centri Antiviolenza già attivi e una piattaforma per stimolare nuove politiche trasversali a vari soggetti istituzionali. La conoscenza tecnica di tutti gli aspetti del fenomeno non potrà che approfondire la consapevolezza di chi deve agire: coordinare gli interventi, decidere gli investimenti. 810 La comprensione delle conseguenze di quello che non è mai amore, ma violenza mascherata da amore, aiuterà tutti noi a non tornare indietro. A non fermarci nel tentativo comune di rompere il silenzio nelle case, l omertà nelle strade, la rassegnazione. La violenza contro le donne non è scritta nella pietra o nel nostro Dna, non è ineluttabile nelle relazioni tra persone. È il frutto ripetuto e moltiplicato del non rispetto, della negazione della libertà e della cura reciproche. Ma esiste la possibilità di riflettere e ricostruire, di avere idee e promuovere azioni, di pensare insieme un vivere migliore. Barbara Stefanelli Vicedirettore Corriere della Sera 911 12 Summary Obiettivi e finalità La violenza contro le donne rappresenta una violazione dei diritti della persona riconosciuta in tutte le sedi istituzionali di ogni Paese civile ed organizzazione internazionale. Nonostante ciò, si registra tuttora una diffusione e un livello di gravità di tale fenomeno, soprattutto in Italia, inaccettabile. Esso rappresenta un fattore di criticità urgente, poiché mina la salute e la personalità delle donne, limita le libertà personali, influenza la sicurezza collettiva, condiziona la crescita del capitale umano e del sistema economico e sociale nel sul complesso, su un lungo orizzonte temporale. In questa sede si vuole ribadire l esigenza che il nostro Paese affronti con determinazione e rigore questo fenomeno, mettendo a disposizione tutte le strategie, gli strumenti e le risorse necessarie a creare un azione di contrasto e prevenzione che produca dei risultati efficaci e duraturi. Alcune esperienze internazionali anche recenti confermano che è possibile ottenere dei risultati tangibili attraverso strategie politiche che si appoggino ad una precisa conoscenza tecnica di tutti gli aspetti del fenomeno: si può infatti migliorare solo ciò che si è in grado di misurare. Questa ricerca parte dalla considerazione che l intervento pubblico a contrasto della violenza contro le donne trova già nelle istanze di giustizia umana, civile e sociale una piena legittimazione. Non si pensa pertanto di offrire una chiave di lettura che vada ad accrescere o integrare il principio di giustizia, prioritario rispetto a qualsiasi motivazione di carattere economico. Con questo studio si vuole invece proporre una chiave di lettura che permetta di comprendere meglio le conseguenze della violenza sulla vita delle vittime stesse e della società nel suo complesso. L obiettivo è di offrire uno strumento di valutazione che stimoli strategie tecnicamente più efficaci per una più consapevole e fattiva azione di prevenzione e contrasto. Aggiungere la dimensione economica e finanziaria all istanza sociale di giustizia serve infatti ad aumentare la gamma di azioni nelle quali il quadro politico può essere articolato, stimolando una rilettura nelle priorità di spesa e di investimento. La metodologia La metodologia della ricerca è passata attraverso tre fasi, che hanno riguardato: la costruzione del quadro di analisi delle categorie di costo, facendo riferimento alle classificazioni già utilizzate a livello internazionale (Buvinic, 1999), con le necessarie modifiche per le specificità del caso italiano; una ricognizione delle fonti di dati esistenti e il calcolo della numerosità delle donne vittime di violenza con riferimen- 1113 to alle varie categorie di costi analizzati; una valorizzazione economica dei servizi che sono stati utilizzati dalle donne e delle conseguenze prodotte per il sistema economico e sociale. La base dei dati sulla quale la ricerca si è principalmente appoggiata è stata l Indagine Istat sulla sicurezza delle donne (2006) attraverso la quale si è estrapolato il numero di donne che hanno utilizzato o avuto accesso ai vari servizi di tutela della loro salute e incolumità. Sempre con riferimento alla definizione del numero di vittime, l indagine ha anche offerto la base per il calcolo della mancata produttività per il sistema, attraverso il numero dei giorni di lavoro persi dalle vittime, e una prima stima del costo sociale complessivo. I dati La valorizzazione economica dei costi si è appoggiata a diverse metodologie quali: la proiezione su base nazionale dei costi rilevati su un campione, il calcolo pro-quota dei servizi sulla base dei costi inseriti nel Rendiconto dello Stato, interviste a testimoni privilegiati, fonti di altre indagini di settore. Il perimetro del fenomeno violenza sulle donne considerato in questa indagine include la violenza subita dalle donne in Italia, sia di tipo domestico ad opera di partner o ex partner sia di tipo extra domestico, ad opera di sconosciuti o estranei. L indagine tiene invece conto della vittimizzazione indiretta di figli o altri componenti della famiglia (la cosiddetta violenza assistita ), in assenza di dati disponibili sul tema, esclusivamente nei racconti delle donne intervistate. Le evidenze ottenute sono da considerarsi una stima prudente e perfezionabile, in quanto: alcuni costi diretti monetari non possono essere ricostruiti con precisione in assenza di fonti omogenee i costi diretti monetari relativi alla violenza assistita non possono essere stimati per i motivi illustrati poc anzi quando i costi sono stati stimati su basi logiche, si è proceduto in maniera prudenziale per evitare rischiose sovrastime; la natura di pilota del progetto in assenza di analoghi studi in Italia da utilizzare come riferimento ha invitato il team di ricerca ad un atteggiamento di prudenza nella valorizzazione economica; infine, l esiguità delle fonti, ha obbligato il team di ricerca ad attingere a differenti annualità: pertanto, non è stato possibile riferirsi ad una stima dei costi cronologicamente puntuale e, dunque, ad una rivalutazione economica su base temporale. Seguendo le classificazioni di analoghi studi a livello internazionale, i costi analizzati nel presente studio, su base annua, sono stati i costi economici e sociali, suddivisi come segue: I costi diretti e gli effetti moltiplicatori economici I costi diretti e gli effetti moltiplicatori economici sono le tipologie di costo che configurano dei costi immediati per il sistema. Si tratta dei costi dei vari servizi, pubblici e privati, che lo Stato, le stesse vittime e le aziende devono sostenere a seguito degli episodi di violenza contro le donne. Si tratta di: costi relativi alla salute delle donne (costi sanitari, per cure psicologiche, per il consumo di farmaci); costi relativi alla sicurezza delle donne e della collettività (costi per l ordine pubblico, giudiziari, per le spese legali) costi relativi all assistenza delle vittime e dei loro familiari (costi dei servizi sociali dei comuni e dei Centri Antiviolenza) costi collegati alla perdita economica delle imprese e del sistema a seguito della mancata produttività delle vittime, e agli effetti moltiplicatori conseguenti. I costi non monetari e gli effetti moltiplicatori sociali I costi non monetari e gli effetti moltiplicatori sociali rappresentano una simulazione del 1214 Quanto Costa il Silenzio? costo umano, emotivo ed esistenziale sostenuto dalle vittime, dai loro figli e familiari. Includono l impatto intergenerazionale della violenza sui bambini, l erosione del capitale sociale, la riduzione della qualità della vita e della partecipazione nella vita democratica. Per quanto inadeguati a rappresentare effettivamente le conseguenze del dolore umano, tali categorie di costi tentano di quantificare con un riferimento numerico la perdita di potenzialità umane, sociali ed economiche dovute alla sofferenza. Gli investimenti in prevenzione Oltre alla rilevazione dei costi economici e sociali, la presente indagine ha tentato di offrire una prospettiva di valutazione di quanto la società mette in campo per contrastare la violenza contro le donne in termini di attività di prevenzione, e dunque di investimento in capitale umano, attraverso iniziative di tipo culturale e di sensibilizzazione. Il totale dei costi diretti (costi dei servizi pari a 1,8 miliardi di Euro) e gli effetti moltiplicatori economici (mancata produttività pari a 604 milioni di Euro) della violenza contro le donne è stato stimato in 2,37 miliardi di Euro. Nel dettaglio i costi economici per i quali è stato possibile condurre una simulazione di costo sono stati: I costi sanitari I costi sanitari sono stati stimati in 460,4 milioni di Euro. Tale cifra include il costo complessivo dei ricoveri al pronto soccorso delle donne vittime di violenza e delle cure successive. L importo economico è stato calcolato con una proiezione a livello nazionale dei risultati dei costi rilevati su un Ospedale campione. I costi ospedalieri sono stati poi utilizzati per una stima dei costi sanitari dovuti alle conseguenze della violenza sulle vittime nel medio termine. I costi psicologici I costi per l assistenza psicologica delle vittime sono stati stimati in 158,7 milioni di Euro. La valorizzazione economica è stata condotta attraverso interviste a psicologi professionisti in qualità di testimoni privilegiati che hanno indicato una durata media del percorso di cura per tipologia di violenza subita e il costo orario relativo. I costi per farmaci Il consumo per farmaci delle donne che hanno subito violenza può essere rappresentato con una spesa media complessiva di 44,5 milioni di Euro. La valorizzazione economica ha fatto riferimento al consumo medio annuo pro-capite per farmaci (dati OSMED), adeguato alle specificità della violenza contro le donne. I costi per l ordine pubblico L impegno delle Forze dell Ordine nel gestire i casi della violenza contro le donne, dalle denunce alle investigazioni fino alla trasmissione del fascicolo all Autorità Giudiziaria, è stato stimato in 235,7 milioni di Euro. La valorizzazione economica è stata ottenuta ricalcolando, sulla base del costo delle Forze dell Ordine indicato nel Rendiconto dello Stato, il costo medio di una denuncia. I costi giudiziari I costi sostenuti dall Ordinamento Giudiziario per la gestione delle denunce di violenza contro le donne è stato stimato in 421,3 milioni di Euro. Tale importo include i tre gradi di Giudizio, tutte le attività ad essi connesse e il costo per la detenzione. 1315 La valorizzazione economica ha fatto riferimento ad un calcolo pro-quota per procedimento e al costo medio giornaliero di detenzione. I costi per le spese legali I costi per le spese legali è stato stimato in 289,9 milioni di Euro. La valorizzazione economica è stata condotta attraverso interviste ad avvocati in qualità di testimoni privilegiati che hanno indicato il costo reale medio dei casi di violenza contro le donne sia per i procedimenti in sede penale che quelli in sede civile. I costi dei servizi sociali dei Comuni I costi sostenuti dai Comuni per assistenza sociale alle vittime e ai lori figli è stato stimato in 154,6 milioni di Euro. Tale importo riguarda soprattutto il costo del servizio di assistenza sociale erogato dai Comuni, ed è stato calcolato sulla base del costo complessivo dell Assistenza sociale dei Comuni per adulti e minori (Istat), proporzionato rispetto alle specificità delle donne vittime di violenza. I costi dei Centri Antiviolenza Il costo dei Centri Antiviolenza è stato calcolato in 7,8 milioni di Euro. Tale importo è stato calcolato sulla base della stima degli accessi ai Centri Antiviolenza della rete D.i.Re., proporzionati al numero complessivo nazionale dei Centri Antiviolenza. La valorizzazione economica è stata condotta con interviste ad operatori dei Centri Antiviolenza in qualità di testimoni privilegiati. Il costo include anche una valorizzazione figurata del numero di ore gratuitamente prestate dai volontari. GLI EFFETTI MOLTIPLICATORI ECONOMICI I costi per la mancata produttività La mancata produttività che subisce il sistema a causa della violenza contro le donne è stata stimata in 604,1 milioni di Euro. Tale importo comprende una serie di costi per le imprese dovuti alle assenze, alla minore produttività lavorativa e al costo di sostituzione. Sono stati considerati altresì alcuni effetti moltiplicatori economici collegati alla riduzione della produttività lavorativa, quali il minore reddito a disposizione per le famiglie, le minori entrate tributarie e contributive. I costi non monetari stimati attraverso la simulazione del risarcimento danni Il costo non monetario della violenza contro le donne è stato stimato in 14,3 miliardi di Euro. Tale stima propone una valutazione oggettiva del costo umano e di sofferenza che tiene conto delle conseguenze esistenziali future patite dalle donne in termini di danni fisici, morali e biologici. La stima è stata condotta utilizzando il sistema di valutazione del risarcimento danni per incidentalità stradale. Il valore degli investimenti nella prevenzione La stima delle contromisure prodotte dalla società a titolo di contrasto e prevenzione, sotto forma di investimenti in capitale umano è di 6,3 milioni di Euro. Questa valutazione è stata condotta attraverso una valorizzazione economica delle attività di prevenzione e sensibilizzazione che risultano essere state fatte in Italia nel 2012 secondo i risultati restituiti dalla banca dati Google interrogata con la chiave di ricerca *violenza*donne. 1416 Quanto Costa il Silenzio? Riepilogo complessivo dei costi economici e sociali della violenza e investimenti in prevenzione par 4.1 costi diretti dettaglio costi simulazione di costo costo minimo costo massimo costo medio costi sanitari costi consulenza psicologica costi per farmaci costi per l ordine pubblico costi giudiziari costi per spese legali costi dei servizi sociali dei comuni costi dei Centri Antiviolenza totale costi diretti effetti moltiplicatori economici costi del lavoro per mancata produttività totale costi diretti e moltiplicatori economici costi non monetari ed effetti moltiplicatori sociali simulazione di risarcimento danni fisici, morali e biologici totale costi economici e sociali della violenza contro le donne par dettaglio costi simulazione di investimento 5.1 investimenti in prevenzione e contrasto 5.1 interventi di prevenzione e sensibilizzazione culturale totale investimenti di prevenzione e contrasto17 I risultati della ricerca restituiscono un ordine di grandezza simile alle stime condotte a livello europeo e si considerano, se non precisi per le citate difficoltà di rilevazioni, comunque congruenti con i risultati di analoghe sperimentazioni internazionali. Raccomandazioni Si rileva, tuttavia, in maniera evidente una dimensione sommersa della rilevazione dei costi economici e sociali che è strettamente interconnessa con la dimensione sommersa del fenomeno stesso. È necessario conoscere dunque il numero delle donne che subiscono violenza, ma anche la gravità di quanto hanno subito, le conseguenze sulla loro vita nonché il ruolo delle istituzioni nella tutela e cura e nella prevenzione. Una riflessione conclusiva su tali esiti produce alcune raccomandazioni di cui i rappresentanti politici e tutti gli attori interessati a contrastare il fenomeno dovrebbero tenere conto: è necessario, oltre alle attività di ricerca, raccogliere dati affidabili e comparabili per svolgere un monitoraggio continuo, e costruire indicatori adeguati per poter costruire una strategia politica efficace, che preveda budget e programmi specifici per i servizi di contrasto alla violenza. La valutazione dell efficacia delle scelte politiche e gestionali effettuate dovrebbe essere parte integrante della programmazione. valorizzare e implementare le attività di investimento in prevenzione e contrasto della violenza sulle donne. Tali attività devono essere innanzitutto finalizzate ad evitare l insorgere stesso degli episodi di violenza, creando i presupposti per benefici sociali di lungo periodo. Ma le azioni di prevenzione devono anche impedire il perpetuarsi del fenomeno, interrompendo il circuito della violenza e riducendo i costi di breve periodo che la collettività sostiene. sviluppare e rafforzare il lavoro di rete e il coordinamento tra tutti i soggetti a livello locale e nazionale che, a diverso titolo, si occupano di prevenzione e sensibilizzazione, sostegno e cura delle vittime di violenza. Il coinvolgimento di un ampia gamma di attori che possano lavorare in rete verso obiettivi comuni deve basarsi su una partnership ampia, che includa istituzioni giuridiche, assistenziali, economiche e culturali, pubbliche e del privato sociale, il terzo settore e il coinvolgimento pieno delle associazioni di donne e dei Centri Antiviolenza. 1618 ( ( È ormai noto che la violenza contro le donne e le ragazze (...) riduce ( ) la produttività e il funzionamento sociale, (...) e impone costi elevati ai bilanci pubblici, sia per quello che riguarda la presa in carico delle vittime che il trattamento degli autori delle violenze. UN Women,19 1.20 Obiettivi della ricerca Tutti i settori della società subiscono profondamente l influenza e le conseguenze della violenza di genere: si tratta di dimensioni difficili da quantificare e tradurre in termini monetari. La complessità della violenza di genere non è misurabile, ed è difficilmente frammentabile in analisi di tipo specifico e/o settoriale. La violenza causa dolore e sofferenza: è una violazione dei diritti della persona. Come riconosciuto dalla Piattaforma d Azione di Pechino, ribadito nella CEDAW 1 e più recentemente nelle Conclusioni della 57a sessione della commissione sullo status delle donne (CSW) 2 : La violenza sulle donne è un ostacolo per il raggiungimento degli obiettivi di uguaglianza, sviluppo e pace. La violenza sulle donne viola e altera o annulla il godimento da parte delle donne dei diritti umani e delle libertà fondamentali (par. 112). Nel VI Paragrafo del Preambolo della Dichiarazione di Pechino si riconosce che tali violenze hanno alla radice le disparità di potere esistenti fra uomini e donne a livello sociale, culturale, economico e politico in moltissime società a livello planetario, agendo al contempo come un moltiplicatore di tali disparità: esse cioè le riproducono e le confermano: la violenza contro le donne è sistematica, globale e radicata nelle disparità di potere e nella disuguaglianza strutturale esistente fra uomini e donne 3. Una vasta letteratura indica che la violenza non è legata solo a fattori individuali, condizioni socioeconomiche o fattori relazionali, ma è una manifestazione dello squilibrio di potere tra i generi e della discriminazione sistematica delle donne. Oltre ad essere un fenomeno strutturale e una violazione dei diritti fondamentali, la violenza ha tuttavia anche un costo economico e sociale molto alto per la società nel suo complesso. Oltre al costo umano inaccettabile, la violenza sulle donne ha anche un impatto economico, sociale e fisico: emergenza sanitaria, degenza ospedaliera, cure mediche, giorni di malattia persi su lavoro, investigazioni di polizia, costi legali. Per quanto i diritti della persona siano il più importante elemento da considerare nella lotta contro la violenza sulle donne, aspetto fondamentale è quindi anche il fattore economico, che spesso risulta più di altri strategicamente efficace nel coinvolgere gli Stati ad impegnarsi in politiche e interventi efficaci (Ecosoc United Nations Economic and Social Council, 2013). Sempre secondo Ecosoc (Commission on the Status of Women), il costo annuale della violenza di genere nei vari Paesi può variare da 1,16 miliardi a 32,9 miliardi di Dollari, compresi i costi delle cure alle vittime 4 e quelli della perdita di produttività. A livello internazionale esistono alcuni studi e metodologie per stimare questi costi (cfr. Cap.2), ma permangono incertezze nelle definizioni e fonti statistiche adeguate. Infine, analisi di questo tipo sono completamente assenti a livello italiano. 19 Vedere altro
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References: Art. 1
 Art.1
 Art.1
 Art. 1

Art. 1
 articolo 572
 Art. 1
 Art. 2
 articolo 117
 Art. 1
 Art. 2