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Timestamp: 2020-08-14 19:16:58+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 299 del 10/01/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 299 del 10/01/2017
Cassazione civile, sez. lav., 10/01/2017, (ud. 16/11/2016, dep.10/01/2017), n. 299
sul ricorso 19198-2011 proposto da:
B.D., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in
ROMA, VIA AVEZZANA 1, presso lo studio dell’avvocato ORNELLA
S.C.C.I. S.P.A., C.F. (OMISSIS), elettivamente domiciliato in ROMA,
D’ALOISIO, ANTONINO SGROI, giusta delega in atti;
EQUITALIA MARCHE S.P.A., AGENTE RISCOSSIONE PROVINCE MARCHE SEDE
PROVINCIALE ANCONA, già ANCONA TRIBUTI S.P.A. P.I. (OMISSIS),
elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ZANARDELLI N. 23, presso lo
avverso la sentenza n. 666/2010 della CORTE D’APPELLO di ANCONA,
depositata il 10/12/2010 R.G.N. 227/2008;
udito l’Avvocato MIOLI BARBARA per l’Avvocato MENDITTO SALVATORE;
2. La Corte ha infatti rilevato che, nel caso in esame, ossia di accettazione dell’eredità con beneficio d’inventario e del compimento delle formalità previste dall’art. 498 c.c. per la liquidazione dell’eredità nell’interesse di tutti i creditori e i legatari, l’ente previdenziale non può promuovere procedure esecutive individuali dovendosi procedere alla liquidazione dei beni ereditari nei modi previsti dall’art. 499 c.c. e ss., ma non gli è preclusa la possibilità di notificare il titolo esecutivo volto ad ottenere l’accertamento della incontestabilità della sua pretesa.
1. L’unico motivo è incentrato sulla violazione e falsa applicazione dell’art. 506 c.c. c.p.c.: si assume che, accettata l’eredità con beneficio d’inventario e instaurata la procedura concorsuale di liquidazione dei debiti ereditari, il divieto di promuovere procedure esecutive ad istanza dei creditori previsto dall’art. 506 c.c., comma 10, preclude all’istituto di previdenza il potere di notificare la cartella esattoriale agli eredi beneficiati.
3. è infatti opinione consolidata in dottrina e giurisprudenza che, nell’ambito della disciplina della riscossione mediante ruolo, la cartella di pagamento svolge una funzione analoga a quella del precetto, di cui all’art. 480 c.p.c.: essa invero, al pari di quest’ultimo atto, contiene una intimazione a pagare il credito portato dal titolo esecutivo, che, nel caso della cartella di pagamento, è rappresentato dal ruolo, come espressamente previsto dal D.P.R. n. 602 del 1973, art. 49, comma 1, (v. Corte Cost. 4 aprile 2007, n. 111).
4. La cartella esattoriale non è un atto esecutivo ma preannuncia l’esercizio dell’azione esecutiva ed è, pertanto, parificabile al precetto (Cass. ord. 29 luglio 2016, n. 15966, con cui si è esclusa l’applicabilità dell’art. 2304 c.c. che disciplina il “beneficiami excussicnis” relativamente aria soia fase esecutiva; v. pure Cass. 13 gennaio 2016, n. 384; Cass. ord. 15 aprile 2011, n. 8704, nonchè Cass., S.U., 18 marzo 2010, n. 6539, secondo cui la cartella esattoriale costituisce uno strumento in cui viene enunciata una pregressa richiesta di natura sostanziale e non possiede alcuna autonomia).
5. L’assimilabilità della cartella di pagamento al precetto, ponendola al di fuori e prima dell’esecuzione forzata, esclude che la sua notificazione possa rientrare nel divieto previsto dall’art. 506 c.p.c., il quale colpisce gli atti di esecuzione veri e propri e non anche gli atti diretti all’accertamento del credito.
6. Il divieto di promuovere procedure individuali, posto dall’art. 506 c.c. in pendenza della procedura concorsuale di liquidazione dell’eredità beneficiata, si riferisce alle sole procedure esecutive e, pertanto, non esclude che i creditori, potendo avere sempre interesse a procurarsi un titolo giudiziale accertativo o esecutivo, possano promuovere nei confronti dell’erede le opportune azioni di accertamento e di condanna, con la conseguenza che, qualora una simile evenienza si verifichi, il titolo giudiziale così ottenuto può essere fatto valere nella procedura di liquidazione dell’eredità beneficiata e il relativo credito può trovare soddisfazione nell’ambito della stessa sull’eventuale residuo ex artt. 502 e 506 c.c. (Cass. 21 aprile 2016, n. 8104; Cass. 3 dicembre 2008 n. 28749; Cass. 14 marzo 2003 n. 3791 e Cass. 30 marzo 2001 n. 4704).
7. E stato così affermato il principio secondo cui, in pendenza della procedura concorsuaie di liquidazione dell’eredità beneficiata, i creditori dei “de cuius” possono proporre contro l’erede (sia in sede ordinaria che monitoria) azioni di condanna od anche di mero accertamento dell’esistenza ed entità del loro credito, ancorchè abbiano presentato la dichiarazione di credito di cui all’art. 498 c.c., stante l’autonomia e quindi la possibilità di coesistenza dei due procedimenti, poichè detta procedura di liquidazione vieta soltanto l’inizio di procedure esecutive individuali e la distribuzione del ricavato delle procedure in corso (Cass. del 27 gennaio 2011, n. 1948; Cass. 3 dicembre 2008, n. 28749).

References: Sentenza 
 sentenza 
 art. 49
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.