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Timestamp: 2013-12-07 06:28:41+00:00

Document:
Istruzioni per la compilazione del QUADRO RF
Unico PF 2012 istruzioni
Istruzioni per la compilazione del QUADRO RF	Unico PF 2012 istruzioni	Istruzioni per la compilazione del QUADRO RF
Il presente quadro deve essere compilato dagli esercenti imprese commerciali in regime di contabilità ordinaria e da quelli che, pur potendosi avvalere della contabilità semplificata e determinare il reddito ai sensi dell’art. 66 del TUIR, hanno optato per il regime ordinario.
Il presente quadro non deve essere compilato dai soggetti che adottano il regime dei contribuenti minimi previsto dall’art. 1, commi da 96 a 117, della legge finanziaria 2008, in quanto detti soggetti devono compilare l’apposito quadro CM.
L’artigiano iscritto nell’apposito albo deve barrare la casella “Artigiani”.
I soggetti individuati dal decreto 3 giugno 2011 del Ministero dell’economia e delle Finanze che avviano un’attività d’impresa in Italia ed intendono avvalersi dei benefici di cui alla legge 30 dicembre 2010, n. 238, devono barrare la casella posta a margine del quadro denominata “Rientro lavoratrici/lavoratori”.
Il quadro RF si compone del riquadro “Determinazione del reddito” e dei seguenti prospetti:
Nel rigo RF1, colonna 1, deve essere indicato il codice attività svolta in via prevalente desunto dalla tabella di classificazione delle attività economiche, ATECO 2007. Si precisa che la tabella dei codici attività è consultabile presso gli uffici dell’Agenzia delle entrate ed è reperibile sul sito Internet dell’Agenzia delle entrate www.agenziaentrate.gov.it unitamente alla tavola di raccordo tra le tabelle ATECOFIN 2004 e ATECO 2007.
In caso di esercizio di più attività, i dati relativi vanno riferiti all’attività prevalente sotto il profilo dell’entità dei ricavi conseguiti.
Le colonne 2 e 3 vanno compilate dai soggetti per i quali non operano rispettivamente i parametri o gli studi di settore.
La colonna 4 va compilata dai soggetti per i quali operano cause di inapplicabilità dagli studi di settore. La colonna 5 va barrata dai soggetti che non sono tenuti alla compilazione del modello studi di settore e sono dispensati dalla presentazione del modello Indicatori di Normalità Economica. Per ulteriori chiarimenti concernenti la verifica dei soggetti esclusi dalla compilazione del modello Indicatori di Normalità Economica si rinvia alle istruzioni dei relativi modelli.
Si ricorda che i soggetti nei confronti dei quali si applicano i parametri o gli studi di settore o tenuti alla compilazione del modello Indicatori di Normalità Economica devono invece:
– barrare l’apposita casella contenuta nella seconda facciata del Frontespizio nel rigo “Tipo di dichiarazione”;
Per la compilazione del predetto rigo si vedano le istruzioni riportate nella parte I, al paragrafo “Generalità” del capitolo 2 “Istruzioni comuni ai quadri RE-RF-RG-RD-RS”.
In colonna 6 va indicato l’ammontare dei componenti positivi rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore annotati nelle scritture contabili (per la determinazione si rimanda al decreto ministeriale di approvazione dello specifico studio di settore).
Il reddito d’impresa è determinato apportando all’utile (o alla perdita) risultante dal conto economico, da indicare rispettivamente nel rigo RF2 o RF3, le variazioni in aumento e in diminuzione conseguenti all’applicazione delle disposizioni contenute nel TUIR o in altre leggi.
La perdita non deve essere preceduta dal segno meno.
Pertanto, nel rigo RF4 vanno indicati gli ammortamenti, le (maggiori) plusvalenze o le (minori) minusvalenze e le sopravvenienze che concorrono a formare il reddito ai sensi dell’ art. 109, comma 4, lett. b), quarto periodo, del TUIR, nel testo previgente rispetto alle modifiche introdotte dall’art. 1, comma 3, lettera q), n. 1, della legge finanziaria 2008. In particolare, in colonna 4, va indicato l’importo complessivo di tali componenti (decremento dell’eccedenza pregressa), corrispondente a quello indicato nel rigo EC19, colonna 2, e nelle colonne 1, 2 e 3, la parte di tale importo riferibile, rispettivamente, ai beni materiali e immateriali ammortizzabili (importo del rigo EC7, colonna 2), agli altri beni (importo del rigo EC12, colonna 2) e agli accantonamenti (importo del rigo EC18, colonna 2).
Con riferimento alla colonna 1 del rigo RF5, si fa presente che, ai sensi dell’art. 86, comma 4, del TUIR, le plusvalenze concorrono a formare il reddito per l’intero ammontare nel periodo d’imposta in cui sono realizzate, ovvero, se i beni sono stati posseduti per un periodo non inferiore a tre anni (o per i beni che costituiscono immobilizzazioni finanziarie, diverse da quelle di cui all’art. 87 del TUIR, se sono iscritti come tali negli ultimi tre bilanci), a scelta del contribuente, in quote costanti nel periodo d’imposta stesso e nei successivi, ma non oltre il quarto. Il medesimo trattamento si applica, ai sensi dell’art. 88, comma 2, del TUIR, alle sopravvenienze attive costituite dalle indennità di cui alla lett. b) del comma 1 dell’art. 86 del TUIR, conseguite per un ammontare superiore a quello che ha concorso a formare il reddito in precedenti esercizi, che devono essere indicate nel rigo RF5, colonna 2, comprensive dell’importo indicato in colonna 1.
La scelta per la rateizzazione e per il numero di quote costanti va effettuata nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui le plusvalenze sono state realizzate o le sopravvenienze attive sono state conseguite, compilando il prospetto delle “Plusvalenze e sopravvenienze attive” contenuto nel quadro RS. In particolare, nella colonna 1 del rigo RS2 va indicato l’importo complessivo delle plusvalenze, e nella colonna 2 l’importo complessivo delle sopravvenienze, nel successivo rigo RS3 va indicato l’importo corrispondente alla quota costante prescelta rispettivamente per le plusvalenze, in colonna 1, e per le sopravvenienze, in colonna 2.
In tal caso, occorre apportare una variazione in diminuzione, da indicare nel rigo RF26, colonna 1 e/o 2, per l’intero ammontare delle plusvalenze patrimoniali e delle sopravvenienze attive da rateizzare, indicate nel rigo RS2 (colonna 1 e 2) del predetto prospetto, ed una variazione in aumento, da indicare nel rigo RF5, colonna 2, per l’ammontare della quota costante evidenziata nel rigo RS3 del prospetto stesso. Ad esempio, in caso di scelta del periodo massimo di rateizzazione, l’importo da indicare corrisponde ad un quinto dell’ammontare delle plusvalenze e sopravvenienze fiscali, indicate nel suddetto rigo RF26.
Nello stesso rigo RF5 va indicata anche la somma delle quote costanti, imputabili al reddito dell’esercizio, delle plusvalenze realizzate e delle sopravvenienze attive conseguite oggetto di rateazione in precedenti periodi d’imposta.
Con riferimento al rigo RF6, si ricorda che ai sensi dell’art. 88, comma 3, lett. b), del TUIR i proventi in denaro o in natura conseguiti a titolo di contributo o di liberalità, esclusi i contributi di cui alle lettere g) ed h) del comma 1 dell’art. 85 del TUIR, e quelli per l’acquisto di beni ammortizzabili, indipendentemente dal tipo di finanziamento adottato, concorrono a formare il reddito nel periodo d’imposta in cui sono stati incassati ovvero, a scelta del contribuente, in quote costanti in tale periodo d’imposta e nei successivi, ma non oltre il quarto.
La scelta per la rateizzazione e per il numero di quote costanti va effettuata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui i predetti proventi sono stati incassati, compilando il prospetto delle “Plusvalenze e sopravvenienze attive” contenuto nel quadro RS.
L’ammontare dei proventi che si intende rateizzare, evidenziato nel rigo RS4 del predetto prospetto, va indicato nel rigo RF27 e quello della quota costante, evidenziata nel rigo RS5 del prospetto stesso, va indicato nel rigo RF6 unitamente alle quote costanti, imputabili al reddito dell’esercizio, dei proventi conseguiti a titolo di contributo o di liberalità oggetto di rateazione nei precedenti periodi d’imposta.
Vedere in APPENDICE, voce “Contributi o liberalità”
Si ricorda che l’art. 2, comma 12-sexies, decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, ha stabilito che, al fine di ridurre il disagio abitativo e di favorire il passaggio da casa a casa per le particolari categorie sociali di cui all’art. 1, comma 1, della legge n. 9 del 2007, l’esecuzione dei provvedimenti di rilascio per finita locazione degli immobili adibiti ad uso abitativo, già sospesa fino al 31 dicembre 2010 dal decreto legge n. 194 del 2009, è ulteriormente differita al 31 dicembre 2011 nei comuni di cui all’art. 1, comma 1, della citata legge n. 9 del 2007 (vedere la voce “decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225” nelle “Novità della disciplina del reddito d’impresa e di lavoro autonomo”).
Per effetto dell’art. 3, commi 48 e 50, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, ai fini della determinazione delle imposte sui redditi, le rendite catastali sono rivalutate del 5 per cento.
Ai sensi dell’art. 26, comma 1, del TUIR, i redditi derivanti da contratti di locazione di immobili ad uso abitativo se non percepiti non concorrono a formare il reddito dal momento della conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida dello sfratto per morosità del conduttore. Pertanto, non vanno considerati i redditi derivanti da contratti per i quali il suddetto procedimento si è concluso prima della presentazione della dichiarazione, ma in ogni caso va assoggettata a tassazione la rendita catastale.
Nei righi RF8 e RF30 vanno indicati, rispettivamente, i costi e i proventi contabilizzati e nel rigo RF7 va indicato il reddito determinato in base alle risultanze catastali (rendita catastale rivalutata) o alle norme sopra menzionate, tenendo conto dell’eventuale maggiorazione prevista per le unità immobiliari a disposizione.
Si fa presente che nel caso in cui il terreno sia posseduto a titolo di proprietà, enfiteusi, usufrutto o altro diritto reale, nel rigo RF7 va indicato anche il reddito dominicale.
Gli imprenditori agricoli che esercitano attività eccedente i limiti di cui all’art. 32, comma 2, lett. b), se non determinano il reddito secondo le disposizioni di cui all’art. 56, comma 5, e 56-bis, comma 1, e di cui all’art. 32, comma 2, lett. c) del TUIR, devono indicare:
nel rigo RF7, il reddito agrario, per l’attività compresa nei limiti;
nel rigo RF8, la parte dei costi imputabili all’attività compresa nei limiti;
nel rigo RF30, i ricavi riferibili all’attività compresa nei limiti.
Nel rigo RF9, colonna 3, va indicato l’importo complessivo dei ricavi non annotati nelle scritture contabili, comprensivo degli importi esposti in colonna 1, qualora il contribuente intenda avvalersi delle seguenti disposizioni: Adeguamento ai ricavi determinati in base ai parametri (art. 3, comma 126, della legge 23 dicembre 1996, n. 662), il cui importo va evidenziato in colonna 1;
Adeguamento ai ricavi determinati in base agli studi di settore (art. 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146), il cui importo va evidenziato in colonna 1.
In colonna 2 va indicata l’eventuale maggiorazione del 3 per cento prevista dall’art. 2, comma 2-bis, del D.P.R. 31 maggio 1999, n. 195, introdotto dalla legge 30 dicembre 2004, n. 311 (legge Finanziaria per il 2005). Tale maggiorazione deve essere versata entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito (codice tributo 4726).
Si precisa che l’adeguamento agli studi di settore “ai fini IVA” deve essere indicato nell’apposita sezione contenuta nel quadro RS denominata “Adeguamento agli studi di settore ai fini IVA”. Nel rigo RF10 deve essere indicato l’ammontare delle rimanenze finali che concorrono a formare il reddito a norma, rispettivamente degli artt. 92, 92 bis ,93 e 94, del TUIR, qualora non siano state imputate al conto economico o la differenza nel caso siano state imputate per importi inferiori a quelli determinati in base agli stessi articoli.
Ai soggetti che valutano le rimanenze ai sensi dell’art. 93, comma 6, del TUIR, è fatto obbligo di predisporre e conservare distintamente per ciascuna opera, fornitura o servizio, un prospetto da cui risulti l’indicazione degli estremi del contratto, delle generalità e della residenza del committente, della scadenza prevista, degli elementi tenuti a base per la valutazione e della loro collocazione nei conti dell’impresa. Nel rigo RF11, colonna 1 va indicato l’ammontare degli interessi passivi indeducibili ai sensi dell’art. 61 del TUIR. In colonna 2 va indicato, oltre all’importo di colonna 1, l’ammontare degli altri interessi passivi indeducibili (come ad esempio gli interessi di mora indeducibili, in quanto non ancora corrisposti, ai sensi dell’art. 109, comma 7, del TUIR o degli interessi dovuti dai soggetti che liquidano trimestralmente l’Iva, indeducibili ai sensi dell’art. 66, comma 11, del D.L. n. 331 del 1993). Nel rigo RF12 vanno indicate le imposte indeducibili e quelle deducibili per le quali non è stato effettuato il pagamento. Ai fini della deduzione del 10 per cento dell’Irap versata, ai sensi dell’art. 6 del D.L. 185 del 2008, nel presente rigo occorre indicare l’intero ammontare dell’Irap risultante a conto economico. Nel rigo RF39, utilizzando il codice 12, va indicato il 10 per cento dell’Irap versata nel periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione sia a titolo di saldo (di periodi d’imposta precedenti) che di acconto, deducibile dal reddito d’impresa. Si precisa che gli acconti rilevano nei limiti dell’imposta effettivamente dovuta per il medesimo periodo di imposta. Con gli stessi criteri si potrà tener conto anche dell’IRAP versata a fronte di versamenti effettuati a seguito di ravvedimento operoso, ovvero di iscrizione a ruolo di imposte dovute per effetto della riliquidazione della dichiarazione o di attività di accertamento (cfr. circolare n. 16 del 14 aprile 2009).
Nel rigo RF13, colonna 1, va indicato l’ammontare di tutte le erogazioni liberali imputate al conto economico, ad esclusione di quelle previste dall’art. 100, comma 2, lett. f), h), se di importo non superiore a euro 2.065,83, l), se di importo non superiore a euro 1.549,37, m), n), o).
Nella colonna 2, oltre all’importo di colonna 1, va indicato l’importo delle spese relative ad opere o servizi – forniti direttamente o indirettamente – utilizzabili dalla generalità dei dipendenti o categorie di dipendenti, volontariamente sostenute per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione, assistenza sociale e sanitaria o culto, per la parte eccedente l’importo deducibile ai sensi dell’art. 100 comma 1, del TUIR. In tale rigo vanno, altresì, indicate le spese relative all’impiego di lavoratori dipendenti, assunti a tempo indeterminato, utilizzati per prestazioni di servizi erogati a favore delle ONLUS, per la parte eccedente l’importo deducibile ai sensi dell’art. 100, comma 2, lett. i) del TUIR.
Nel rigo RF14, va indicato l’ammontare indeducibile delle spese e degli altri componenti negativi relativi ai mezzi di trasporto a motore utilizzati, in applicazione dei criteri stabiliti dall’art. 164 del TUIR.
Nel rigo RF15, colonna 2, va indicato l’importo delle svalutazioni delle partecipazioni non deducibili in base agli artt. 94 e 101 del TUIR, nonché delle minusvalenze patrimoniali, sopravvenienze passive e perdite, diverse da quelle deducibili ai sensi dell’art. 101 del TUIR, e/o l’eccedenza di quelle contabilizzate in misura superiore a quella risultante dall’applicazione delle predette disposizioni. Si ricorda che le minusvalenze patrimoniali derivanti dalla destinazione dei beni a finalità estranee all’esercizio dell’impresa sono indeducibili. In tale colonna va indicato anche l’importo delle minusvalenze realizzate, a norma dell’art. 101 del TUIR, sulle azioni, quote e strumenti finanziari similari alle azioni che non possiedono i requisiti di cui all’art. 87 del TUIR fino a concorrenza dell’importo non imponibile dei dividendi, ovvero dei loro acconti, percepiti nei trentasei mesi precedenti il realizzo, ai sensi dell’ art. 109, commi 3-bis e 3-ter del TUIR.
Tali disposizioni si applicano anche alle differenze negative tra i ricavi dei beni di cui all’art. 85, comma 1, lett. c) e d), del TUIR e i relativi costi.
Le predette disposizioni si applicano alle azioni, quote e strumenti finanziari similari alle azioni acquisite nei trentasei mesi precedenti il realizzo, sempre che soddisfino i requisiti per l’esenzione di cui alle lettere c) e d) del comma 1 dell’art. 87 del TUIR. Le minusvalenze e le differenze negative suddette vanno evidenziate in colonna 1.
In colonna 2 di tale rigo vanno altresì indicate qualora il contribuente non abbia ottemperato all’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati e le notizie necessari al fine di consentire l’accertamento della conformità delle operazioni di cessione con le disposizioni dell’art. 37-bis del D.P.R. n. 600 del 1973:
e minusvalenze e le differenze negative tra i ricavi di cui all’art. 85, comma 1, lett. c) e d), del TUIR e i relativi costi, di ammontare superiore a 50.000 euro, derivanti da operazioni su azioni o altri titoli negoziati, in mercati regolamentati italiani o esteri, anche a seguito di più operazioni.
Vedere in APPENDICE, voce “Minusvalenze patrimoniali da cessioni di partecipazioni”
Nel rigo RF16 va indicata la quota indeducibile:
delle minusvalenze realizzate, relative a partecipazioni aventi i requisiti di cui all’art. 87, comma 1, del TUIR;
della differenza negativa tra le somme o il valore normale dei beni ricevuti a titolo di ripartizione del capitale e delle riserve di capitale nelle ipotesi di recesso o esclusione in qualità di socio, riscatto delle azioni, riduzione del capitale per esuberanza ovvero liquidazione anche concorsuale di società ed enti e il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione, avente i requisiti di esenzione di cui sopra.
Per tali componenti negativi si applica la disposizione dell’art. 64, comma 1, del TUIR, che ne prevede l’indeducibilità in misura pari al 50,28 per cento del loro ammontare.
Nel rigo RF17 vanno indicate le quote di ammortamento relative a beni materiali e immateriali e a beni gratuitamente devolvibili, di cui, rispettivamente, agli artt. 102, 103 e 104 del TUIR, eccedenti la misura fiscalmente deducibile. In tale rigo va anche indicato l’ammontare della quota di ammortamento indeducibile, relativa alle plusvalenze iscritte su beni patrimoniali, a decorrere dal periodo d’imposta 1997.
Nel rigo RF18, va indicato l’ammontare:
in colonna 1, delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande, diverse da quelle di cui al comma 3 dell’articolo 95 del TUIR; tale importo va indicato anche in colonna 3;
in colonna 2, delle spese di rappresentanza imputate a conto economico, di cui all’art. 108, comma 2, secondo periodo, del TUIR, diverse dalle precedenti, tale importo va indicato anche in colonna 3.
Ai sensi dell’art. 1, comma 3, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 19 novembre 2008 per le imprese di nuova costituzione, le spese di rappresentanza (compreso il 75 per cento delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande che si qualificano come spese di rappresentanza) sostenute nei periodi d’imposta anteriori a quello in cui sono conseguiti i primi ricavi, possono essere portate in deduzione dal reddito dello stesso periodo e di quello successivo; in tal caso occorre riportare l’importo delle suddette spese non deducibili nel presente periodo d’imposta nel quadro RS, rigo RS28.
Nella colonna 3, oltre agli importi indicati in colonna 1 e 2, vanno indicate le spese di competenza di altri esercizi ai sensi dell’art. 109, comma 4, del TUIR, deducibili in quote costanti nell’esercizio in cui sono state sostenute e nei quattro successivi ai sensi dell’art. 108, comma 3, secondo periodo, del TUIR. Le quote delle suddette spese deducibili nell’esercizio vanno indicate nel rigo RF32, colonna 4. Nel rigo RF19 va indicato l’ammontare delle spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione eccedente la quota deducibile a norma dell’art. 102, comma 6, del TUIR; l’eccedenza è deducibile per quote costanti nei cinque esercizi successivi. Le quote delle eccedenze pregresse imputabili al reddito dell’esercizio vanno indicate nel rigo RF39, indicando il codice 6 nell’apposito campo.
Nel rigo RF20, colonna 1, va indicato l’importo degli accantonamenti di quiescenza e previdenza imputato al conto economico eccedente la quota deducibile ai sensi dell’art. 105 del TUIR. In colonna 2 va indicata l’eccedenza delle svalutazioni dei crediti e degli accantonamenti per rischi su crediti imputati al conto economico rispetto all’importo deducibile ai sensi dell’art. 106 del TUIR. In colonna 3 va indicato l’importo degli altri accantonamenti imputati al conto economico non deducibili in tutto o in parte ai sensi dell’art. 107 del TUIR, nonché la somma degli importi evidenziati nelle colonne 1 e 2. Nel rigo RF21 va indicato l’importo delle spese ed altri componenti negativi imputati al conto economico, diversi dagli interessi passivi, tranne gli oneri fiscali, contributivi e di utilità sociale, per la parte indeducibile ai sensi dell’art. 109, comma 5, del TUIR. Con specifico riferimento al secondo periodo di tale comma, si ricorda che le spese e gli altri componenti negativi riferibili indistintamente ad attività o beni produttivi di proventi computabili, o non computabili in quanto esclusi, e ad attività o beni produttivi di proventi non computabili, in quanto esenti, nella determinazione del reddito, sono deducibili per la parte corrispondente al rapporto tra l’ammontare dei ricavi e altri proventi che concorrono a formare il reddito d’impresa o che non vi concorrono in quanto esclusi e l’ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi. Ai fini dell’applicazione di detto secondo periodo, non rilevano le plusvalenze esenti di cui all’art. 87 del TUIR.
Nel rigo RF22 vanno indicate le perdite su cambi imputate al conto economico derivanti dalla valutazione dei crediti e dei debiti, anche sotto forma di obbligazioni, in valuta estera secondo il cambio alla data di chiusura dell’esercizio, qualora il rischio di cambio non sia coperto da contratti di copertura anche essi valutati in modo coerente secondo il cambio di chiusura dell’esercizio (v. art. 110, comma 3 del TUIR). In tale rigo va altresì indicato, all’atto del realizzo, il maggior utile o la minor perdita derivante dalla divergenza tra il valore civile e quello fiscale.
Nel rigo RF23 vanno indicate le spese e gli altri componenti negativi di cui all’art. 110, commi 10 e 12-bis derivanti da operazioni intercorse con imprese residenti ovvero localizzate in Stati o territori diversi da quelli individuati nella lista di cui al decreto ministeriale da emanare ai sensi dell’art. 168-bis del TUIR, ovvero derivanti da prestazioni di servizi rese da professionisti domiciliati in Stati o territori diversi da quelli individuati nella predetta lista.
Nel rigo RF24, vanno indicate le variazioni in aumento diverse da quelle sopra elencate.
Ogni voce è identificata da un codice, da indicare nel campo immediatamente precedente quello che accoglie l’importo. In particolare, vanno indicati con:
codice 1, il 40 per cento dei dividendi formati con utili prodotti dalla società o ente partecipato fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007 ovvero il 49,72 per cento dei dividendi formati con utili prodotti dalla società o ente partecipato a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, qualora imputati per competenza negli esercizi precedenti ed incassati nel periodo di imposta oggetto della presente dichiarazione;
codice 2, l’ammontare dell’incentivo fiscale derivante dall’applicazione dei commi 3 e 3 bis dell’art. 5 del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, (c.d. Tremonti-ter), pari al corrispettivo o al valore normale dei beni oggetto dell’agevolazione di cui al comma 1 del predetto art. 5 fino a concorrenza della variazione in diminuzione effettuata nel periodo in cui è stato realizzato l’investimento; per effetto della revoca dell’agevolazione il reddito imponibile, relativo al periodo di imposta in cui si verifica uno degli eventi previsti nel comma 3, è aumentato avuto riguardo al corrispettivo dei beni ceduti, o al valore normale dei beni dismessi, destinati al consumo personale o familiare dell’imprenditore o a finalità estranee all’esercizio dell’impresa prima del secondo periodo d’imposta successivo all’acquisto e nel caso di cessione dei beni oggetto dell’investimento a soggetti aventi stabile organizzazione in Paesi non aderenti allo Spazio economico europeo (cfr. Circolare n. 44/E del 27 ottobre 2009 dell’Agenzia delle entrate);
codice 3, le spese di vitto e alloggio sostenute per le trasferte effettuate fuori dal territorio comunale dai lavoratori dipendenti e assimilati, per la parte eccedente i limiti stabiliti dall’art. 95, comma 3 del TUIR;
Vedere in APPENDICE, voce “Spese per trasferte”
codice 4, l’ammontare non deducibile dei canoni di locazione, anche finanziaria, e delle spese relative al funzionamento di strutture recettive (art. 95, comma 2, del TUIR);
codice 5, il valore normale dei beni destinati al consumo personale o familiare dell’imprenditore o destinati a finalità estranee all’esercizio dell’impresa (art. 85, comma 2, del TUIR);
Vedere in APPENDICE, voce “Beni la cui cessione non è considerata destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa”
codice 6, l’ammontare delle eventuali svalutazioni imputate al conto economico delle partecipazioni in società di tipo personale o in GEIE – Gruppo europeo di interesse economico – residenti nel territorio dello Stato ovvero non residenti ma con stabile organizzazione;
codice 7, i redditi imputati da trust trasparenti o misti;
codice 9, dai contribuenti che nel periodo d’imposta successivo intendono avvalersi regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità previsto dall’articolo 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111 per la parte eccedente l’ammontare di cinquemila euro, la somma algebrica dei componenti positivi e negativi di reddito relativi ad esercizi precedenti a quello da cui ha effetto il nuovo regime, ove sia di segno positivo, la cui tassazione o deduzione è stata rinviata in conformità alle disposizioni del TUIR;
codice 10, l’ammontare della differenza positiva risultante dal realizzo entro la fine del terzo periodo d’imposta successivo a quello di esercizio dell’opzione di cui all’art. 1, comma 48, della legge finanziaria 2008, dei beni oggetto di riallineamento ai sensi dell’art. 2, comma 2, del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 3 marzo 2008;
codice 13, le plusvalenze patrimoniali e le sopravvenienze attive determinate ai sensi degli artt. 86 e 88 del TUIR, qualora non siano state imputate al conto economico o vi siano state imputate in misura inferiore a quella determinata in base agli stessi articoli, tenendo conto in tal caso della differenza;
codice 15, la differenza tra il valore normale dei beni ceduti e/o dei servizi prestati e il ricavo contabilizzato (ovvero la differenza tra il costo contabilizzato e il valore normale dei beni e/o dei servizi ricevuti), nell’ipotesi di cui all’art. 110, comma 7, del TUIR;
codice 17, l’intero ammontare dei costi e delle spese riconducibili a fatti, atti o attività qualificabili come reato;
codice 18, i contributi ad associazioni imputati al conto economico e non corrisposti nel periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione ovvero corrisposti indipendentemente da una formale deliberazione da parte dell’associazione a cui affluiscono, in quanto indeducibili ai sensi dell’art. 99, comma 3, del TUIR;
codice 20, per i soggetti che, nel periodo d’imposta precedente, hanno applicato l’art. 92-bis del TUIR, le svalutazioni determinate in base all’art. 92, comma 5, del medesimo testo unico, fino a concorrenza del maggior valore assoggettato ad imposta sostitutiva di cui all’art. 81, comma 21, del D.L. n. 112 del 2008;
codice 21, per i soggetti che, nel periodo d’imposta precedente, hanno applicato l’art. 92-bis del TUIR, se la quantità delle rimanenze finali è inferiore a quella esistente al termine del periodo d’imposta di prima applicazione dell’articolo 92-bis del TUIR, il maggior valore assoggettato ad imposta sostitutiva delle quantità vendute;
codice 23, la quota di reddito delle piccole e medie imprese destinata a investimenti ambientali, di cui all’art. 6 della legge n. 388 del 2000, che non ha concorso nei due periodi d’imposta precedenti a formare il reddito imponibile ai fini delle imposte sul reddito, qualora i beni oggetto di tali investimenti siano stati ceduti nel presente periodo d’imposta;
codice 26, l’ammontare rideterminato dell’agevolazione spettante sul relativo bene acquistato ai sensi dell’art. 5, comma 1, del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, qualora la certezza del diritto a percepire i contributi in conto impianti si verifichi in un esercizio successivo a quello in cui si è effettuato l’investimento agevolabile;
codice 30, gli utili che sono stati oggetto di agevolazione per le imprese che hanno sottoscritto o aderito a un contratto di rete, nell’ipotesi in cui, ai sensi dell’articolo 42, comma 2-quater del D.L. n. 78 del 2010, nel periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione, la riserva appositamente istituita sia stata utilizzata per scopi diversi dalla copertura di perdite ovvero sia venuta meno l’adesione al contratto di rete;
codice 33, i redditi imputati per trasparenza dai fondi immobiliari, diversi da quelli di cui al comma 3 dell’art. 32 del decreto legge 31 maggio n. 78, come modificato dall’art. 8 del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, qualora il partecipante, diverso dai soggetti indicati nel suddetto comma 3, possieda quote di partecipazione in misura superiore al 5 per cento del patrimonio del fondo;
codice 99, le altre variazioni in aumento non espressamente elencate nel quadro. Nella colonna 37, del rigo RF24 va indicato il totale degli importi indicati nei campi 2, 4, 6, 8, 10, 12, 14, 16, 18, 20, 22, 24, 26, 28, 30, 32, 34 e 36 del medesimo rigo.
Nel rigo RF25 va indicato il totale delle variazioni in aumento, risultante dalla somma degli importi indicati nei righi da RF5 a RF24.
Nel rigo RF26, colonna 1, va indicato l’intero ammontare delle plusvalenze patrimoniali attive da rateizzare, indicate nel rigo RS2 (colonna 1) del prospetto delle “Plusvalenze e delle sopravvenienze attive” per le quali è stata effettuata una variazione in aumento, nel rigo RF5, colonna 1. Nella colonna 2, oltre all’importo di colonna 1, va indicato l’intero ammontare delle sopravvenienze indicate nel rigo RS2 (colonna 2) del citato prospetto per le quali è stata effettuata una variazione in aumento, nel rigo RF5, colonna 2.
Nel rigo RF27, va indicato l’ammontare dei proventi in denaro o in natura conseguiti a titolo di contributo o di liberalità, esclusi i contributi di cui alle lettere g) ed h) del comma 1 dell’art. 85 del TUIR e quelli per l’acquisto di beni ammortizzabili indipendentemente dal tipo di finanziamento, che si intende rateizzare, evidenziato nel rigo RS4 del prospetto delle “Plusvalenze e delle sopravvenienze attive”.
Nel rigo RF28, va indicato l’importo degli utili distribuiti dalle società di tipo personale o da GEIE – Gruppo europeo di interesse economico – residenti nel territorio dello Stato ovvero non residenti ma con stabile organizzazione imputati a conto economico nonché delle eventuali riprese di valore delle partecipazioni.
Nel rigo RF29 va indicato l’intero ammontare dei dividendi ricevuti, imputati al conto economico, formati con utili prodotti nei periodi di applicazione del regime di trasparenza. L’integrale esclusione di detti dividendi si applica anche nel caso in cui la distribuzione avvenga successivamente ai periodi di efficacia dell’opzione e a prescindere dalla circostanza che i soci percipienti siano gli stessi cui sono stati imputati i redditi per trasparenza, a condizione che rientrino pur sempre tra i soggetti di cui all’art. 14 del DM 23 aprile 2004.
Nel rigo RF31 vanno indicate le quote di utili dell’esercizio, spettanti ai lavoratori dipendenti e agli associati in partecipazione con apporto esclusivo di opere e servizi, che sono deducibili indipendentemente dalla loro imputazione al conto economico. Nel rigo RF32, va indicato:
in colonna 1, il 75 per cento delle spese di rappresentanza relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande di cui al comma 5 dell’art. 109 del TUIR, diverse da quelle di cui al comma 3 dell’art. 95 del TUIR.
in colonna 2, le spese di rappresentanza di cui all’art. 108, comma 2, secondo periodo, del TUIR, comprensivo delle spese indicate in colonna 1, per l’ammontare deducibile ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 19 novembre 2008; le predette spese, da indicare anche in colonna 4, non sono deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento se non rispondenti ai requisiti di inerenza e congruità stabiliti con il citato decreto ministeriale.
Ai sensi dell’art. 1, comma 3, del decreto in commento, per le imprese di nuova costituzione, le spese di rappresentanza sostenute nei periodi d’imposta anteriori a quello in cui sono conseguiti i primi ricavi, possono essere portate in deduzione dal reddito dello stesso periodo (di conseguimento dei primi ricavi) e di quello successivo; in tal caso occorre riportare nella presente colonna anche le spese di rappresentanza sostenute nei periodi d’imposta precedenti, non dedotte nei predetti periodi (evidenziate nel rigo RS28 del modello UNICO PF 2011), qualora deducibili nel presente periodo d’imposta nei limiti stabiliti dall’art. 1, comma 3, del citato decreto ministeriale;
in colonna 3, le quote delle spese di rappresentanza deducibili nell’esercizio relative ai periodi d’imposta precedenti alle modifiche all’art. 108, comma 2, del TUIR apportate dal comma 33 dell’art. 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Da indicare anche in colonna 4.
Nella colonna 4, oltre agli importi di colonna 2 e 3, va indicato l’importo delle quote delle spese contabilizzate in precedenti esercizi e rinviate ai successivi periodi di imposta, nonché le spese e gli oneri specificamente afferenti ricavi e altri proventi che, pur non risultando imputati al conto economico concorrono a formare il reddito dell’esercizio, se dette spese e oneri risultano da elementi certi e precisi (cfr. art. 109, comma 4, del TUIR) e l’importo delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazione di alimenti e bevande non qualificabili quali spese di rappresentanza diverse da quelle di cui al comma 3 dell’art. 95 del TUIR, per la quota deducibile ai sensi del comma 5 dell’art. 109 del TUIR.
Nel rigo RF33 vanno indicati i proventi che sono stati imputati al conto economico quali componenti positivi che, in base all’art. 91 del TUIR, non concorrono alla formazione del reddito di impresa, compresi i componenti positivi già assoggettati ad imposta sostitutiva.
Nel rigo RF34 va indicata la quota esente:
della differenza positiva imputata a conto economico tra le somme o il valore normale dei beni ricevuti a titolo di ripartizione del capitale e delle riserve di capitale, anche nelle ipotesi di recesso o esclusione, riscatto delle azioni, riduzione del capitale per esuberanza ovvero liquidazione anche concorsuale di società ed enti e il costo fiscalmente riconosciuto della partecipazione, avente i requisiti di cui all’art. 87 del TUIR (cfr. comma 6 del medesimo articolo).
Per tali componenti positivi si applica la disposizione dell’art. 58 del TUIR, che ne prevede l’esenzione in misura pari al 50,28 per cento del loro ammontare.
Nel rigo RF35 va indicato il 60 per cento qualora si tratti di utili o remunerazioni formate con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007, ovvero il 50,28 per cento, qualora si tratti di utili o remunerazioni formate con utili prodotti dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007:
degli utili relativi alla partecipazione al capitale o al patrimonio delle società e degli enti di cui all’art. 73 del TUIR;
degli utili relativi ai titoli e agli strumenti finanziari di cui all’art. 44, comma 2, lett. a) del TUIR;
delle somme o del valore normale dei beni ricevuti a titolo di ripartizione delle riserve di utili anche nelle ipotesi di recesso o esclusione in qualità di socio, riscatto, riduzione del capitale per esuberanza ovvero liquidazione anche concorsuale di società ed enti, di cui all’art. 47, comma 7, del TUIR;
della remunerazione percepita in dipendenza di contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza allorché sia previsto un apporto di capitale o misto;
Nel rigo RF36 vanno indicati gli utili su cambi imputati al conto economico derivanti dalla valutazione dei crediti e dei debiti anche sotto forma di obbligazioni in valuta estera secondo il cambio alla data di chiusura dell’esercizio, qualora il rischio di cambio non sia coperto da contratti di copertura anche essi valutati in modo coerente secondo il cambio di chiusura dell’esercizio (v. art. 110, comma 3 del TUIR). In tale rigo va altresì indicato, all’atto del realizzo, il minor utile o la maggior perdita derivante dalla divergenza tra il valore civile e quello fiscale.
Nel rigo RF37 vanno indicate le spese e gli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese residenti ovvero localizzate in Stati o territori diversi da quelli individuati nella lista di cui di cui al decreto ministeriale da emanare ai sensi dell’art. 168-bis del TUIR ovvero derivanti da prestazioni di servizi rese da professionisti domiciliati in Stati o territori diversi da quelli individuati nella predetta lista per le quali, per effetto dell’esclusione di cui all’art. 110, comma 11, del TUIR, non opera l’indeducibilità prevista dai commi 10 e 12 bis del medesimo articolo.
Nel rigo RF38 va indicato:
in colonna 1 l’importo escluso dal reddito, per effetto di quanto previsto dall’articolo 42, comma 2-quater e seguenti, del decreto legge n. 78 del 2009 (cc.dd. Reti d’imprese), di cui al rigo RS34, colonna 2 (vedere la voce “Decreto legge 1° luglio 2009, n. 78” nelle novità del reddito d’impresa e di lavoro autonomo);
in colonna 2, oltre all’importo di colonna 1:
– l’80 per cento del reddito derivante dall’utilizzazione di navi iscritte nel registro internazionale ai sensi dell’art. 4, comma 2, del D.L. 30 dicembre 1997, n. 457, convertito dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30 e ai sensi dell’art. 6-bis della legge n. 30 del 1998, del reddito prodotto dalle imprese armatoriali che esercitano la pesca oltre gli stretti e il 56 per cento pari al 70 per cento dell’80 per cento del reddito prodotto dall’imprese che esercitano la pesca mediterranea; ai sensi dell’art. 13, comma 3, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, l’80 per cento del reddito derivante dall’esercizio, a bordo di navi da crociera, delle attività commerciali complementari, accessorie o comunque relative alla prestazione principale, anche se esercitate da terzi in base a rapporti contrattuali con l’armatore. Per i redditi derivanti dall’attività di escursione comunque realizzata, l’agevolazione si applica solo nei confronti dell’armatore;
– il 64 per cento, pari all’80 per cento dell’80 per cento, del reddito delle imprese che esercitano la pesca costiera o la pesca nelle acque interne e lagunari, ai sensi dell’art. 2, comma 2, della legge 22 dicembre 2008, n. 203;
Nel rigo RF39 vanno indicate le variazioni in diminuzione diverse da quelle sopra elencate. Ogni voce è identificata da un codice, da indicare nel campo immediatamente precedente quello che accoglie l’importo. In particolare, vanno indicati con:
codice 1, gli utili imputati per competenza al conto economico del periodo di imposta oggetto della presente dichiarazione non ancora percepiti;
codice 3, l’importo forfetario di euro 59,65 al giorno, elevato a euro 95,80 per le trasferte all’estero, al netto delle spese di viaggio e di trasporto, che le imprese autorizzate all’autotrasporto di merci possono dedurre in luogo della deduzione, anche analitica, delle spese sostenute in relazione alle trasferte effettuate dal proprio dipendente fuori del territorio comunale;
codice 4, l’importo delle quote di accantonamento annuale al TFR destinate a forme pensionistiche complementari, deducibile ai sensi dell’art. 105, comma 3, del TUIR, nonché le somme erogate agli iscritti ai fondi di previdenza del personale dipendente, nella misura percentuale corrispondente al rapporto tra la parte del fondo pensione interno assoggettata a tassazione e la consistenza complessiva del medesimo fondo risultante alla fine dell’esercizio precedente all’erogazione delle prestazioni;
Vedere in APPENDICE, voce “Accontanamenti ai fondi di previdenza”
codice 5, le somme distribuite dal trust;
codice 6, le quote delle eccedenze pregresse delle spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione imputabili al reddito dell’esercizio;
codice 10, dai contribuenti che nel periodo d’imposta successivo intendono avvalersi del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità previsto dall’articolo 27, commi 1 e 2, del D.L. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. l’ammontare della somma algebrica dei componenti positivi e negativi di reddito relativi ad esercizi precedenti a quello da cui ha effetto il nuovo regime, ove sia di segno negativo, la cui tassazione o deduzione è stata rinviata in conformità alle disposizioni del D.P.R. 917/1986;
codice 12, il 10 per cento dell’Irap versata nel periodo d’imposta oggetto della presente dichiarazione sia a titolo di saldo (di periodi d’imposta precedenti) che di acconto, deducibile dal reddito d’impresa. Al fine di determinare l’ammontare degli acconti deducibili si rinvia alle istruzioni di cui al rigo RF12;
codice 14, l’importo della remunerazione spettante in base ai contratti di cui all’art. 109, comma 9, lett. b), contabilizzato per competenza e non ancora percepito;
codice 15, le plusvalenze, iscritte sui beni patrimoniali e irrilevanti fiscalmente, per la parte eccedente le minusvalenze dedotte;
codice 24, l’importo delle imposte anticipate, se imputate tra i proventi;
codice 25, il credito d’imposta, qualora imputato a conto economico, sui proventi derivanti dalla partecipazione a OICVM; per effetto dell’art. 9, comma 3, della legge 23 marzo 1983, n. 77 e dell’art. 11-bis del decreto.legge n. 512 del 1983, come modificati dal decreto legislativo n. 461 del 1997, per i proventi, derivanti dalla partecipazione ai fondi comuni di investimento mobiliare aperti e alle società di investimento a capitale variabile (SICAV) di diritto nazionale e ai fondi comuni esteri di investimento mobiliare autorizzati al collocamento nel territorio dello Stato, ai sensi del decreto legge n. 476 del 1956 (cosiddetti “fondi lussemburghesi storici”), spetta un credito d’imposta pari al 15 per centodei proventi percepiti determinati ai sensi dell’art. 45, comma 4-bis, del TUIR. Ai sensi dell’art. 11, comma 4, della legge 14 agosto 1993, n. 344, come modificato dal decreto.legislativo n. 461 del 1997, per i proventi, derivanti dalla partecipazione ai fondi comuni d’investimento mobiliare chiusi, spetta un credito di imposta pari al 15 per cento dei proventi percepiti determinati ai sensi dell’art. 45, comma 4 bis del Tuir, indipendentemente dalla durata della partecipazione. Si precisa che, ai sensi dell’art. 2, comma 75, del decreto legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, sui proventi derivanti dalle quote o azioni degli OICVM possedute alla data del 30 giugno 2011, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 15 per cento dei proventi percepiti e di quelli che si considerano percepiti agli effetti delle medesime disposizioni dal 1° luglio 2011 fino a concorrenza della differenza positiva eventualmente esistente fra il valore delle predette quote o azioni rilevato dai prospetti periodici alla data del 30 giugno 2011 e quello rilevato dai medesimi prospetti alla data di sottoscrizione o acquisto. Con tale codice va, altresì, indicato il credito di imposta sui proventi derivanti dalla partecipazione a fondi di investimento immobiliare chiusi; le società di gestione del risparmio che non abbiano esercitato l’opzione di cui all’art. 5, comma 4 del D.L. n. 351 del 2001, relativamente ai fondi preesistenti al 26 settembre 2001, continuano ad applicare le disposizioni dell’art. 15 della legge 25 gennaio 1994, n. 86, e successive modificazioni (norma abrogata dall’art. 9 comma 6, del D.L. n. 351 del 2001, salvo quanto previsto dal comma 4 dell’art. 5 dello stesso decreto-legge). Pertanto, sui proventi di ogni tipo spettanti a soggetti che esercitano imprese commerciali, derivanti dalla partecipazione ai fondi di investimento immobiliare chiusi, spetta il credito di imposta nella misura del 20 per cento dei proventi imputabili al periodo di possesso delle quote di partecipazione effettivamente assoggettati ad imposizione nei confronti del fondo.
codice 27, gli utili distribuiti da soggetti residenti in Stati o territori con regimi fiscali privilegiati relativi a redditi già assoggettati a tassazione separata (quadro RM), ai sensi dell’art. 167, comma 7, del TUIR, e dell’art. 3, comma 4, del D.M. n. 429 del 2001, nonché ai sensi dell’art. 3, comma 3, del D.M. n. 268 del 2003);
codice 28, la deduzione forfetaria prevista dall’art. 21 della legge 23 dicembre 1998, n. 448, riconosciuta agli esercenti impianti di distribuzione di carburanti per uso di autotrazione; si ricorda che la predetta deduzione è stata prorogata dall’art. 2, comma 5, del D.L. 29 dicembre 2010, n. 225, anche per il periodo d’imposta 2011. In base a detta disposizione, il reddito di tali soggetti è ridotto dell’importo derivante dall’applicazione delle percentuali ivi indicate ai ricavi di cui all’art. 85, comma 1, lett. a), del TUIR, costituiti soltanto da quelli relativi all’attività di cessione di carburante, con esclusione, quindi, dei ricavi derivanti da altre attività, anche accessorie, esercitate (quali, ad esempio, gestioni di bar, officina e altre prestazioni di servizi);
codice 29, la quota di reddito delle piccole e medie imprese destinata ad investimenti ambientali, come definiti dall’art. 6, comma 15, della legge n. 388 del 2000, corrispondente all’eccedenza rispetto alla media degli investimenti ambientali realizzati nei due periodi d’imposta precedenti;
codice 31, le perdite imputate per trasparenza dai fondi immobiliari, diversi da quelli di cui al comma 3 dell’art. 32 del decreto legge 31 maggio n. 78, come modificato dall’art. 8 del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, qualora il partecipante, diverso dai soggetti indicati nel suddetto comma 3, possieda quote di partecipazione in misura superiore al 5 per cento del patrimonio del fondo;
codice 32, i proventi distribuiti dai fondi immobiliari diversi da quelli di cui al comma 3 dell’art. 32 del decreto legge 31 maggio n. 78, come modificato dall’art. 8 del decreto legge 13 maggio 2011, n. 70, già imputati per trasparenza ai sensi del comma 3-bis del citato art. 32;
codice 99, le altre variazioni in diminuzione non espressamente elencate nel quadro, tra le quali, a titolo meramente esemplificativo:per le imprese autorizzate all’autotrasporto di cose per conto terzi, in contabilità ordinaria per opzione, la deduzione forfetaria di spese non documentate di cui all’art. 13, comma 4, del D.L. 27 aprile 1990, n. 90, convertito dalla legge 26 giugno 1990, n.165.
Nella colonna 35 del rigo RF39 va indicato il totale degli importi indicati nelle colonne 2, 4, 6, 8, 10, 12, 14, 16, 18, 20, 22, 24, 26, 28, 30, 32 e 34 del medesimo rigo.
Nel rigo RF40 va indicato il totale delle variazioni in diminuzione, risultante dalla somma degli importi indicati nei righi da RF26 a RF39.
Nel rigo RF41 va indicato il risultato della seguente somma algebrica:
(A o B) + C + D – E
Se il risultato è negativo l’importo deve essere preceduto dal segno meno “–”.
Nel caso di partecipazione in società di persone residenti nel territorio dello Stato o in GEIE – Gruppo europeo di interesse economico - residenti nel territorio dello Stato ovvero non residenti con stabile organizzazione, si deve tener conto della quota di reddito (o di perdita) imputata all’impresa dichiarante ai sensi dell’art. 5 del TUIR ovvero ai sensi dell’art. 11, comma 4, del D.Lgs. n. 240 del 1991, da indicare nel rigo RF42, col. 1 (o, in caso di perdita, nel rigo RF43, col. 1 ), mentre l’ammontare degli utili imputati al conto economico nonché delle riprese di valore delle partecipazioni va indicato nel rigo RF28, (le svalutazioni delle partecipazioni detenute in tali soggetti vanno indicate, invece, nel rigo RF24, tra le altre variazioni in aumento). In caso di partecipazione in società di capitali aderenti al regime di cui all’art. 116 del TUIR, nel rigo RF42, col. 2 (o, in caso di perdita, nel rigo RF43, col. 2) va indicato, l’ammontare del reddito (o della perdita) imputato per trasparenza al dichiarante in proporzione alla sua quota di partecipazione agli utili o alle perdite della società partecipata, indicando separatamente la somma delle quote di reddito dalla somma delle quote di perdita così come risultante nell’apposito prospetto nel quadro RS.
Nel rigo RF42, col. 3, va indicata la quota di reddito “minimo” derivante dalla partecipazione in società considerate non operative ai sensi dell’art. 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724 e successive modifiche, quale risulta dal prospetto rilasciato dalle stesse società.
Nel rigo RF42, col. 4, va indicata la somma dell’importo di colonna 1 e 2 del medesimo rigo. Nel rigo RF43, col. 3, va indicata la somma delle colonne 1 e 2 del medesimo rigo. Nel rigo RF44, col. 2 va indicato l’importo derivante dalla seguente somma algebrica: RF41 + RF42 col. 4 – RF43 col. Se il risultato è negativo, l’importo va preceduto dal segno “–”.
Si precisa che, nel caso in cui sia stata compilata la colonna 3 del rigo RF42, l’importo da indicare nel rigo RF44 col. 2 non può essere inferiore al “reddito minimo”. In tal caso si dovrà procedere alla compilazione della colonna 1, del rigo RF44 che contiene l’eventuale eccedenza di perdite d’impresa non compensate per effetto dell’applicazione della disciplina delle società non operative di cui all’art. 30, comma3, lett. c), ultimo periodo, della legge 23 dicembre 1994, n. 724. Tale eccedenza si determina applicando la seguente formula algebrica:
RF 43 col. 3 – (RF41 + RF42 col. 4 – RF44 col. 2
Tale perdita può essere computata in diminuzione degli eventuali redditi indicati nei quadri RD e/o RH. L’eccedenza non utilizzata per compensare altri redditi d’impresa, va riportata nel quadro RS. Nel rigo RF45 va indicato l’importo delle erogazioni liberali commisurato al reddito d’impresa dichiarato. L’ammontare deducibile di tali erogazioni va determinato applicando le percentuali indicate dalle disposizioni che le prevedono al reddito di rigo RF44, colonna 2, assunto al netto delle erogazioni stesse. Tale criterio vale anche per le erogazioni di cui alle lettere h) e l) dell’art. 100, comma 2, del TUIR, se effettuate per un importo superiore, rispettivamente, a euro 2.065,83 e 1.549,37. Qualora applicando le percentuali al reddito dichiarato si determini altresì un importo inferiore ai limiti di cui alla lettera h) e l), la deduzione è riconosciuta in misura pari ai limiti medesimi.
Nel caso in cui nel rigo RF44, colonna 2 sia indicata una perdita e l’impresa abbia conseguito proventi esenti, nel rigo RF46 deve essere indicata la parte del loro ammontare che eccede i componenti negativi non dedotti per effetto dell’applicazione degli artt. 61 e 109, commi 5, del TUIR.
Nel rigo RF47, va indicata la differenza tra l’importo di rigo RF44, colonna 2 e le erogazioni liberali di rigo RF45. Qualora nel rigo RF44, colonna 2 sia indicata una perdita, nel rigo RF47, deve essere esposta la perdita ridotta dell’importo del rigo RF46. Nel rigo RF48, vanno indicate le quote spettanti ai collaboratori familiari o al coniuge partecipante ad azienda coniugale non gestita in forma societaria.
Si precisa che, ai sensi dell’art. 5 del TUIR, ai collaboratori dell’impresa familiare non può essere attribuita una quota di reddito complessivamente superiore al 49 per cento.
Nel rigo RF49 va indicata la differenza tra gli importi esposti nei righi RF47 e RF48.
Se l’importo del rigo RF47 è positivo ed è stata barrata la casella “Rientro lavoratrici/lavoratori”, nel calcolo del rigo RF49 deve essere considerato il 20 per cento dell’importo di rigo RF47, se il dichiarante è una donna ovvero il 30 per cento dell’importo di rigo RF47, se il dichiarante è un uomo. Si fa presente che l’eventuale perdita di rigo RF49, può essere utilizzata per compensare l’eventuale reddito d’impresa dichiarato nel quadro RH e/o nel quadro RD. Altrimenti tale perdita deve essere indicata nel campo 6 del rigo RS12 del prospetto delle perdite d’impresa se riportabile con limiti temporali, ovvero nel rigo RS13 se trattasi di perdite riportabili senza limite di tempo.
Vedere in APPENDICE, voci “Perdite d’impresa e di lavoro autonomo” e “Perdite riportabili senza limiti di tempo”
Se l’importo di rigo RF49, è positivo, nel rigo RF50, colonna 2, va indicato fino a concorrenza, l’ammontare delle perdite derivanti dal quadro RD ovvero dalla partecipazione in società di persone ed assimilate esercenti attività d’impresa in contabilità ordinaria nonché da partecipazione in società che abbiano optato per il regime di trasparenza ai sensi dell’art. 116 del TUIR (quadro RH), aumentato dell’eventuale eccedenza di perdite degli esercizi precedenti, non utilizzato per compensare altri redditi d’impresa dell’anno, da evidenziare in colonna 1. Si precisa che nel caso in cui risulti compilata la col. 3 del rigo RF42 le perdite non potranno essere utilizzate per compensare il reddito minimo. Si ricorda che l’articolo 36, comma 9, del decreto legge n. 223 del 4 luglio 2006 ha modificato il comma 3 dell’articolo 115 del TUIR, stabilendo che le perdite fiscali dei soci relative agli esercizi anteriori all’’inizio della tassazione per trasparenza non possono essere utilizzate per compensare i redditi imputati dalle società partecipate.
Nel rigo RF51, va indicata la differenza tra l’importo di rigo RF49 e quello di rigo RF50, colonna 2. Tale importo va sommato agli altri redditi e riportato nel quadro RN.
Nel rigo RF52 vanno indicati i dati da riportare negli appositi campi del quadro RN. Qualora il contribuente partecipi ad una società trasparente ai sensi dell’art. 116 del TUIR, ovvero sia beneficiario di un Trust trasparente o misto, in tale rigo vanno indicati gli importi eventualmente trasferiti dalla suddetta società o dal Trust.
In particolare, in tale ultima ipotesi deve essere compilata anche la colonna 1, indicando uno dei seguenti codici:
1 – qualora gli importi siano ricevuti da società trasparenti;
2 – qualora gli importi siano ricevuti da Trust trasparente o misto;
3 – qualora gli importi siano ricevuti da entrambi i soggetti di cui ai precedenti punti.
Nelle colonne da 2 a 7 del rigo RF52 va indicato: in colonna 2, l’ammontare del credito d’imposta derivante dalla partecipazione agli OICVM e a fondi comuni di investimento;
in colonna 3, l’ammontare dei crediti di imposta per i redditi prodotti all’estero;
in colonna 4, l’ammontare complessivo degli altri crediti di imposta;
in colonna 5, l’ammontare delle ritenute d’acconto trasferite al contribuente dalla società trasparente di cui all’art. 5 del TUIR;
in colonna 6, l’ammontare delle ritenute d’acconto, comprensivo dell’importo indicato in colonna 5;
in colonna 7, l’eccedenza IRES trasferita al contribuente dalla società trasparente o dal Trust;
in colonna 8, l’ammontare degli acconti IRES versati dalla società trasparente o dal Trust per la parte trasferita al dichiarante.
In questo prospetto vanno indicate le voci di bilancio risultanti dallo schema di stato patrimoniale, redatto alla fine dell’esercizio, secondo i criteri indicati nell’articolo 2424 del cod. civ., con l’avvertenza che alcune voci vanno esposte nel prospetto secondo le diverse aggregazioni richieste.
In particolare, in ordine alle modalità di indicazione di tali voci, si precisa quanto segue.
Nel rigo RF53 va indicato il valore iscritto in bilancio, al netto delle quote di ammortamento, dei beni di proprietà dell’impresa privi di consistenza fisica la cui utilità si protrae per più esercizi. In questo rigo vanno indicati, ad esempio: i costi di impianto; i costi di ricerca, sviluppo e pubblicità, i diritti di brevetto industriale e i diritti di utilizzazione delle opere di ingegno; i costi relativi a brevetti industriali e per know how; le concessioni, le licenze, i marchi e i diritti simili; licenze d’uso; i costi di avviamento; altre immobilizzazioni immateriali, quali i diritti di usufrutto, diritti di superficie, indennità pagate per perdite di avviamento.
Nel rigo RF54, colonna 2, va indicato il valore iscritto in bilancio, al netto delle quote di ammortamento, dei beni materiali la cui utilità si protrae per più esercizi, quali, ad esempio: terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali, costi relativi ad immobilizzazioni materiali non ancora ultimati. In colonna 1 va indicata la somma delle quote di ammortamento delle immobilizzazioni materiali cumulate nel corso dell’esercizio corrente e di quelli pregressi.
Nel rigo RF55 va indicato il valore iscritto in bilancio degli investimenti finanziari, quali l’acquisto di titoli o di altri diritti di credito, rappresentativi di quote di proprietà e destinati a permanere durevolmente nel patrimonio aziendale. In questo rigo vanno indicati le partecipazioni in imprese controllate, collegate e in altre imprese; i crediti considerati immobilizzazioni, ossia a termine medio-lungo dovuto al rapporto esistente con il debitore (ad esempio società controllate e collegate) e gli altri titoli, diversi dalle azioni e a carattere di investimento durevole.
Nel rigo RF56 va indicato il valore iscritto in bilancio delle rimanenze finali relative a materie prime, sussidiarie, materiali di consumo (costituiti da materiali usati indirettamente nella produzione); prodotti in corso di lavorazione e semilavorati; lavori in corso su ordinazione; prodotti finiti e merci; acconti per forniture da ricevere.
Nel rigo RF57 va indicato l’importo dei crediti iscritti in bilancio nei confronti dei clienti e derivanti dalla cessione di beni e dalla prestazione di servizi che rientrano nell’attività propria dell’azienda.
Nel rigo RF58 va indicato l’importo dei crediti, che, non rispondendo ad un logica di investimento duraturo, non possono essere considerati come immobilizzazioni finanziarie. Vanno indicati in questo rigo i crediti di natura finanziaria e commerciale verso imprese controllate, collegate e crediti verso altri come, ad esempio, i crediti verso il personale dipendente, i crediti verso l’erario, i crediti derivanti dalla vendita di titoli, i crediti per risarcimenti, i crediti per operazioni di pronti contro termine.
Nel rigo RF59 va indicato il valore dei titoli che l’azienda ha acquisito con l’obiettivo di investimento temporaneo.
Nel rigo RF60 va indicato il valore dei depositi bancari e postali (saldi relativi a conti correnti bancari, depositi bancari e postali, libretti di risparmio nominativi e al portatore), assegni (ammontare degli assegni circolari e di conto corrente, nazionali e esteri, di proprietà dell’azienda e depositati in cassa alla chiusura dell’esercizio), denaro e valori in cassa. Nel rigo RF61 va indicato l’importo dei ratei e dei risconti attivi. Nel rigo RF62 va indicata la somma delle attività iscritte nello stato patrimoniale.
Nel rigo RF63 va indicato, in colonna 1, il valore del patrimonio netto risultante dal bilancio all’inizio dell’esercizio e, in colonna 2, quello risultante alla fine dell’esercizio. Quest’ultimo valore è pari al valore iniziale maggiorato degli apporti del titolare (o diminuito dei prelievi) e maggiorato dell’ utile (o diminuito della perdita) di esercizio. Nel caso in cui tale valore risulti di segno negativo, l’importo da indicare va preceduto dal segno meno “–”.
Nel rigo RF64 va indicato l’importo iscritto in bilancio relativo ai fondi per trattamento di quiescenza e obblighi simili, fondi per imposte e altri fondi relativi a rischi e oneri futuri.
Nel rigo RF65 va indicato l’importo iscritto in bilancio relativo al trattamento di fine rapporto, con riferimento al lavoro dipendente. Nel rigo RF66 va indicato l’importo iscritto in bilancio dei debiti verso le banche e altri finanziatori esigibili entro l’esercizio successivo.
Nel rigo RF67 va indicato l’importo iscritto in bilancio dei debiti verso le banche e altri finanziatori esigibili oltre l’esercizio successivo.
Nel rigo RF68 va indicato l’importo iscritto in bilancio dei debiti verso i fornitori, derivanti dalla acquisizione di beni e servizi. Nell’importo da indicare in tale rigo, sono compresi i debiti verso fornitori nazionali ed esteri, i debiti verso agenti per provvigioni, i debiti per fatture da ricevere.
Nel rigo RF69 vanno indicati gli acconti (ad esempio, anticipi e caparre ottenute dai clienti a fronte di future forniture di merci o servizi), i debiti rappresentati da titoli di credito (cambiali passive e titoli similari derivanti da rapporti di natura commerciale), i debiti verso imprese controllate e collegate derivanti sia da rapporti di natura commerciale che finanziaria, debiti tributari, i debiti verso istituti di previdenza e sicurezza sociale, e altri debiti.
Nel rigo RF70 va indicato l’importo dei ratei e dei risconti passivi.
Nel rigo RF71 va indicata la somma delle passività iscritte nello stato patrimoniale.
Nel rigo RF72 va indicato l’ammontare dei ricavi di cui alle lett. a) e b) del comma 1 dell’art. 85 del TUIR cioè dei corrispettivi di cessioni di beni e delle prestazioni di servizi alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell’impresa e dei corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie, di semilavorati e di altri beni mobili, esclusi quelli strumentali, acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione.
Nel rigo RF73, colonna 2, va indicato l’ammontare degli altri oneri di produzione e vendita; in colonna 1 deve essere indicata la quota di tali oneri relativa al lavoro dipendente e assimilato.
Ciò in quanto il parametro da assumere, in base all’art. 106, commi 1 e 2, per il computo del limite delle svalutazioni fiscalmente deducibili, che comprende anche gli eventuali accantonamenti per rischi su crediti effettuati in conformità a disposizioni di legge, rimane il valore nominale o di acquisizione dei crediti, ancorché le norme civilistiche prevedano che i crediti debbano essere iscritti secondo il valore presumibile di realizzazione.
Nel rigo RF74 va indicato, in colonna 1, l’ammontare complessivo delle svalutazioni dirette e degli accantonamenti per rischi su crediti risultanti al termine dell’esercizio precedente e, in colonna 2, l’ammontare fiscalmente dedotto.
Nel rigo RF75 va indicato, in colonna 1, l’ammontare delle perdite su crediti dell’esercizio e, in colonna 2, quello delle perdite dedotte ai sensi dell’art. 101, comma 5, del TUIR che è comprensivo di quelle che sono state imputate al conto economico di precedenti esercizi, per le quali la deduzione è stata rinviata in conformità alle disposizioni del medesimo art. 101.
Nel rigo RF76 va indicata la differenza degli importi dei righi RF74 e RF75. Se l’importo di rigo RF75 è superiore a quello di rigo RF74 va indicato zero.
Nel rigo RF77 va indicato, in colonna 1, l’importo delle svalutazioni dei crediti e degli accantonamenti per rischi su crediti dell’esercizio, e in colonna 2, quello fiscalmente dedotto. A tal fine l’importo delle svalutazioni e degli accantonamenti va assunto al netto delle riprese di valore relative a crediti svalutati in precedenti esercizi. Si fa presente che l’importo di colonna 2 di rigo RF77 non può eccedere il limite dello 0,50 per cento del valore dei crediti indicati nel rigo RF79 della medesima colonna.
Nel rigo RF78 va indicato, colonna 1, l’ammontare complessivo delle svalutazioni dirette e degli accantonamenti per rischi su crediti risultanti al termine dell’esercizio e, in colonna 2, l’importo fiscalmente dedotto ai sensi dell’art. 106, comma 1, del TUIR.
Si fa presente che l’importo di rigo RF78, colonna 2, non può eccedere il limite del 5 per cento dei crediti risultanti in bilancio, indicati nel rigo RF79 della medesima colonna.
Nel rigo RF79 va indicato, in colonna 1, il valore dei crediti iscritti in bilancio e, in colonna 2, il valore nominale o di acquisizione dei crediti per i quali è ammessa, ai sensi del comma 1 dell’art. 106, la deducibilità delle svalutazioni e degli accantonamenti per rischi su crediti.
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References: art. 109
 art. 109
 art. 110
 art. 5
 art. 109
 art. 110
 art. 32
 art. 101