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Timestamp: 2020-08-14 15:06:40+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 21151 del 12/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 21151 del 12/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 12/09/2017, (ud. 11/05/2017, dep.12/09/2017), n. 21151
sul ricorso 18262-2016 proposto da:
F.F., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA A.
POLIZIANO, 27, presso lo studio dell’avvocato GIAN PAOLO TOMEI,
rappresentato e difeso dall’avvocato ANDREA GARERI;
COMUNE DI CATANZARO, – P.I. (OMISSIS), in persona del legale
TACITO 41, presso lo studio dell’avvocato RAFFAELE MIRIGLIANI,
rappresentato e difeso dagli avvocati ANNA MARIA PALADINO, ANNARITA
DE SIENA e SANTA DURANTE;
avverso la sentenza n. 89/2016 del TRIBUNALE di CATANZARO, depositata
il 19/01/2016;
1. Nell’aprile del 2013, F.F. conveniva dinnanzi al Giudice di Pace di Catanzaro il Comune di Catanzaro al fine di sentirlo condannare, ex artt. 2043 e 2051 c.c., al pagamento di tutti i danni fisici dallo stesso patiti a causa del sinistro stradale avvenuto il 27 giugno 2011.
Deduceva l’attore che alla guida del proprio motociclo giunto all’altezza del campo sportivo di proprietà del Comune, totalmente incustodito e privo di recinzione protettiva, veniva colpito da una pallonata che a causa dell’urto in viso gli faceva perdere il controllo del mezzo.
Ancora, nel medesimo frangente l’autore della pallonata, un bambino che giocava nel campetto di cui sopra, accingendosi frettolosamente al recupero del pallone causava la collisione dell’autovettura che precedeva il F. con il motociclo di questi e che a causa di ciò veniva condotto al Pronto Soccorso di (OMISSIS).
Si costituiva in giudizio l’Amministrazione comunale contestando la pretesa attorea in quanto a suo dire infondata e chiedendo, in via gradata, un riconoscimento di responsabilità in concorso.
Il G.d.P. con sentenza n. 1590/2014 rigettava la domanda del F. non riconoscendo in capo all’Ente convenuto alcuna responsabilità ex artt. 2043 e 2051 c.c.
2. Proponeva appello avverso la statuizione resa in primo grado il F.F. dinnanzi al Tribunale di Catanzaro.
Resisteva il Comune di Catanzaro chiedendo il rigetto del gravame.
L’adito Tribunale di Catanzaro rigettava l’appello, con sentenza n. 89 del 19 gennaio 2016, respingendo la pretesa risarcitoria difettando il nesso eziologico tra la cosa ritenuta fonte di danno e l’evento lesivo.
3. Avverso tale pronuncia, propone ricorso in Cassazione F.F. con un motivo.
3.1. Resiste con controricorso il Comune di Catanzaro.
6.1. Con il primo motivo denuncia il ricorrente la nullità della sentenza per omesso e/o insufficiente esame dei motivi di appello, e per mancata corrispondenza fra il chiesto e il pronunciato, in violazione dell’art. 360 c.p.c., nn. 3, 4 e 5 e artt. 112 e 115 c.p.c. Si duole che il giudice del merito sia giunto ad una conclusione irragionevole perchè non avrebbe anteposto alla ricostruzione fattuale due conclamate circostanze ovvero la mancanza di manutenzione del campetto e che tale omissione sarebbe causa della pallonata al viso.
Il ricorrente non coglie la ratio decidendi della sentenza. Il giudice di merito ha affermato che difetta il nesso di causa tra la cosa ritenuta fonte di danno e l’evento lesivo.
In ogni caso il ricorrente richiede una nuova valutazione di merito. Infatti pur denunciando, apparentemente, violazione di legge chiede in realtà a questa Corte di pronunciarsi ed interpretare questioni di mero fatto non censurabili in questa sede mostrando di anelare ad una surrettizia trasformazione del giudizio di legittimità in un nuovo, non consentito, terzo grado di merito, nel quale ridiscutere analiticamente tanto il contenuto dei fatti storici quanto le valutazioni di quei fatti espresse dal giudice di appello – non condivise e per ciò solo censurate al fine di ottenerne la sostituzione con altre più consone alle proprie aspettative (Cass. n. 21381/2006).
Ai sensi del D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater, inserito dalla L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrenterincipalg, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso a norma del citato art. 13, comma 1 bis.

References: Sentenza 
 sentenza 
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 art. 13
 art. 1
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