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Timestamp: 2020-07-07 15:55:21+00:00

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Sentenza Cassazione Civile n. 19658 del 03/10/2016 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 19658 del 03/10/2016
Cassazione civile sez. III, 03/10/2016, (ud. 27/04/2016, dep. 03/10/2016), n.19658
sul ricorso 9087/2013 proposto da:
INA ASSITALIA SPA, (OMISSIS) a mezzo della propria mandataria e
rappresentante GENERALE BUSINESS SOLUTIONS SCPA in persona di
H.R.M. e C.F. quali procuratori speciali,
MILANO ASSICURAZIONI SPA, in persona del suo Funzionario Procuratore
Dott. R.A., elettivamente domiciliata in ROMA, VIA ANTONIO
BERTOLONI 55, presso lo studio dell’avvocato FILIPPO MARIA CORBO’,
M.A., M.G., D.S.F., quest’ultimi due in
proprio e quali esercenti la potestà genitoriale sul figlio minore
M.L., M.K., elettivamente domiciliati in ROMA,
VIA ANTONIO BERTOLONI 55, presso lo studio dell’avvocato TULLIA
TORRESI, che li rappresenta e difende giusta delega in calce al
T.P., CST CENTRO SERVIZI TORO SPA, P.G.;
avverso la sentenza n. 6406/2012 della CORTE D’APPELLO di ROMA,
depositata il 19/12/2012;
udito l’Avvocato GIULIO TORRESI;
udito l’Avvocato FILIPPO CORBO;
Rideterminato il danno spettante ad M.A. (vittima di sinistro stradale) ed ai suoi congiunti, la Corte d’appello di Roma, per quanto ancora interessa, ha respinto il motivo di gravame con il quale l’INA Assitalia (quale impresa designata) aveva dedotto la violazione del limite del massimale. In particolare, il giudice ha spiegato: che la società s’era limitata a richiamare genericamente “i limiti dei massimali di legge indicati nell’art. 128, per i veicoli o natanti della categoria cui appartiene il mezzo che ha causato il danno”; non aveva indicato il limite del massimale all’epoca vigente, in base al DM periodicamente emesso, nè aveva operato alcuna distinzione tra il massimale catastrofale e quello relativo a persona danneggiata; che per “persona danneggiata” deve intendersi ciascuno degli stretti congiunti che abbia direttamente subito un danno in conseguenza dell’invalidità che ha colpito il soggetto immediatamente pregiudicato; che la compagnia non aveva neppure puntualmente dedotto il superamento del limite catastrofale di legge.
Propone ricorso per cassazione Ina Assitalia attraverso un solo motivo. Rispondono con controricorso i M. e la D.S., nonchè la Milano Ass.ni spa. Le parti hanno depositato memorie per l’udienza.
La ricorrente, nel lamentare la violazione di legge, si richiama a quell’orientamento giurisprudenziale secondo cui i decreti con i quali vengono modificati i limiti ai massimali indicati nella tabella A) allegata alla L. n. 990 del 1969, richiamata dall’art. 21 della Legge stessa, hanno natura di atti normativi, sebbene non di rango primario, e, dunque, sono conoscibili d’ufficio dal giudice, senza necessità che siano provati dalla parte interessata.
Questa Corte ha già spiegato (cfr. in particolare Cass. n. 11552/13) che nella responsabilità civile obbligatoria derivante dalla circolazione dei veicoli a motore, mentre nel caso di rapporto assicurativo con impresa assicuratrice in bonis la sussistenza e l’entità del massimale, sia pure nel rispetto dei limiti minimi di legge, dipende dalla libera volontà negoziale delle parti, sicchè è l’assicuratore stesso che ha l’onere di provare, mediante esibizione della polizza, quale fosse il massimale pattuito tra le parti del contratto di assicurazione all’epoca del sinistro (cfr. Cass. n. 10811/2011), nella fattispecie disciplinata dalla L. 24 dicembre 1969, n. 990, artt. 19 e 21, il diritto del danneggiato al risarcimento nasce, invece, per volontà di legge, limitato (Cass. n. 27566/2011, in motivazione; n. 21057/2009, in motivazione; n. 9243/07, in motivazione; n. 4016/06; n. 2991/01). Inoltre, i decreti ministeriali con i quali sono stati modificati i limiti dei massimali di legge indicati nella allegata tabella “A”, richiamata dall’art. 21 della Legge medesima, hanno natura di atti normativi, sebbene non di rango primario, e, quindi, sono conoscibili ex officio dal giudice e non hanno bisogno di essere provati dalla parte interessata (Cass. nn. 4016/2006, cit.; 10479/2004; 3807/2004; 4485/2003; 2991/2001, che inducono a ritenere superato il precedente divergente orientamento di cui a Cass. nn. 10765 e 6933/1999).
Il ricorso deve essere, pertanto, accolto, con conseguente cassazione con rinvio della sentenza impugnata. Il giudice del rinvio provvederà anche sulle spese del giudizio di cassazione.

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