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Sentenza Corte di Cassazione 29 settembre 2016, n. 40689 > ReteAmbiente
Sentenza Corte di Cassazione 29 settembre 2016, n. 40689
Rumore - Disturbo alle occupazioni o al riposo delle persone - Articolo 659, Codice penale - Configurabilità - Disturbo potenzialmente idoneo a essere sentito da un numero indeterminato di persone - Necessità - Sussistenza
Regio decreto 19 ottobre 1930, n. 1398 (articolo 659)
Sentenza Corte di Cassazione 7 maggio 2020, n. 13915
Rumore - Emissioni rumorose - Attività commerciale - Disturbo al riposo delle persone - Articolo 659, comma 1, Codice penale - Applicabilità - Schiamazzi degli avventori del locale commerciale - Sussistenza - Applicazione della sanzione amministrativa in luogo di quella penale - Articolo 10, comma 2, legge 447/1995 - Condizioni - Esercizio di mestiere rumoroso che eccede i limiti previsti da norme primarie o secondarie senza altre conseguenze - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 20 gennaio 2020, n. 1593
Rumore - Esercizio di attività rumorosa - Disturbo al riposo e occupazione delle persone - Articolo 659, comma 1, Codice penale - Configurabilità - Anche attraverso attività accessoria di diffusione di musica rispetto all'attività commerciale esercitata - Sussistenza - Accertamenti fonometrici negativi - Esclusione del reato - Legittimità - Sussistenza
Rumore - Emissioni rumorose - Responsabilità penale - Articolo 659, Codice penale - Integrazione del reato - Idoneità della condotta ad arrecare disturbo a un indeterminato numero di persone - Prova dell'effettivo disturbo delle stesse - Necessità - Insussistenza - Apprezzamento del Giudice della sussistenza dell'oggettivo disturbo delle persone - Elementi probatori - Indagini tecniche - Obbligo - Insussistenza - Altri elementi probatori - Dichiarazioni testimoniali – Sufficienza
Rumore - Emissioni rumorose - Configurabilità dell'illecito amministrativo - Articolo 10, legge 447/1995 - Condizioni - Mero superamento dei limiti di emissione fissati dalle disposizioni in materia - Sussistenza - Illecito penale - Articolo 659, Codice penale - Configurabilità - Attività svolta eccedendo le normali modalità di esercizio turbando la pubblica quiete o violazione di disposizioni di legge o dell'Autorità diverse da quelle relative ai valori limite di emissione
Rumore - Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone - Articolo 659, comma 2, del Codice penale - Esercizio di attività rumorosa - Lavanderia a gettone - Configurabilità dell'illecito - Violazione delle prescrizioni del regolamento di polizia urbana - Sussistenza - Intervenuta depenalizzazione - Dlgs 8/2016 - Esclusione
Rumore - Emissioni rumorose - Disturbo della quiete e riposo delle persone - Articolo 674 del Codice penale - Configurabilità del reato - Idoneità della condotta a disturbare un numero indeterminato di persone - Sufficienza - Prova dell'attitudine del rumore a disturbare le persone - Accertamenti tecnici - Necessità - Esclusione
Sentenza Corte di Cassazione 6 ottobre 2016, n. 42063
Rumore - Esercizio pubblico - Emissioni rumorose - Disturbo del riposo delle persone - Articolo 659, comma 1, Codice penale - Configurabilità - Esercizio smodato del mestiere - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 24 agosto 2016, n. 35422
Rumore - Attività produttiva - Emissioni rumorose - Articolo 659, Codice penale - Concorso formale del reato previsto dal primo comma e di quello previsto dal secondo comma - Possibilità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 20 giugno 2016, n. 25424
Rumore - Emissioni rumorose da attività produttiva - Articolo 659, comma 2, Codice penale - Rilevanza penale della condotta - Idoneità a turbare l'altrui pubblica tranquillità - Sussistenza - Idoneità del rumore a turbare una platea diffusa di soggetti - Necessità
Sentenza Cassazione 14 marzo 2016, n. 10478
Rumore - Immissioni sonore illecite - Rilevanza civilistica e penalistica - Confini - Disturbo a numero indeterminato di persone: applicazione articolo 659, comma 1, Codice penale - Disturbo a singoli individui: applicazione articolo 844 Codice civile
Sentenza Corte di Cassazione 26 febbraio 2016, n. 7877
Rumore - Emissioni intollerabili - Articolo 659, comma 1, Codice penale - Accertamento tramite dichiarazioni testimoniali - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 9 dicembre 2015, n. 48460
Rumore - Disturbo al riposo delle persone - Articolo 659 del Codice penale - Superamento della normale tollerabilità - Accertamento - Attraverso perizie o consulenze tecniche - Necessità - Esclusione - Valutazione di ogni elemento probatorio
Rumore - Emissioni rumorose da attività produttiva - Articolo 659, Codice penale - Accertamento della sussistenza del reato - Ricorso esclusivo ad accertamenti tecnici - Esclusione - Dimostrazione con qualunque mezzo di prova - Legittimità - Sussistenza
Sentenza Corte di Cassazione 18 agosto 2015, n. 34920
Rumore - Esercizio commerciale autorizzato all'uso di strumenti musicali e di diffusione sonora - Qualificazione - Mestiere rumoroso - Disturbo del riposo delle persone - Articolo 659, comma 2, Codice penale - Configurabilità - Esclusione - Superamento limiti massimi o differenziali - Illecito amministrativo
Sentenza Corte di Cassazione 29 maggio 2015, n. 23235
Rumore - Disturbo al riposo delle persone - Articolo 659, comma 1, Codice penale - Attività produttiva - Condizioni - Esercizio smodato del mestiere rumoroso - Sussistenza
Inquinamento acustico - Attività rumorose - Sanzionabilità - Articolo 659, commi 1 e 2, Codice penale - Articolo 10, Legge 447/1995 – Differenza tra discipline
Rumore - Disturbo al riposo delle persone - Articolo 659, Codice penale - Consumazione del reato - Realizzazione anche con una sola condotta - Sufficienza
Rumore - Attività produttiva rumorosa - Articolo 659, comma 1, Codice penale - Turbamento della quiete - Configurabilità - Uso smodato dei mezzi tipici di esercizio dell’attività rumorosa - Sussistenza
Rumore - Locale pubblico - Disturbo del riposo delle persone - Articolo 659, Codice penale - Responsabilità del gestore - Configurabilità - Omesso controllo - Necessità
Rumore - Immissioni rumorose da attività produttiva - Articolo 659, comma 2, Codice penale - Configurabilità - Mero superamento limiti massimi e differenziali fissati dalle leggi - Insufficienza
Rumore - Immissioni rumorose - Disturbo alla quiete delle persone - Articolo 659, comma 1, Codice penale - Rumore proveniente da un bar - Immissioni non connesse all'attività - Illecito penale - Sussistenza
Rumore - Disturbo intollerabile quiete delle persone - Articolo 659, Codice penale - Configurabilità - Valutazione emissione sonora in rapporto alla media sensibilità del gruppo sociale in cui essa si verifica - Lamentele di una o più persone - Insufficienza
Rumore - Esercizio di attività produttiva - Emissioni sonore - Superamento limiti di legge - Reato ex articolo 659, comma 2, Codice penale - Configurabilità - Parziale depenalizzazione - Articolo 10, legge 447/1995 - Non sussistenza
Rumore - Emissioni sonore - Disturbo quiete pubblica - Superamento normale tollerabilità - Idoneità potenziale al disturbo delle quiete di un numero indeterminato di persone - Sufficienza
Rumore - Rumori molesti - Disturbo quiete delle persone - Articolo 659, comma 1, Codice penale - Configurazione - Accertamento in concreto dell'avvenuto disturbo -Necessità
Rumore - Emissioni rumorose notturne - Derivanti da attività produttiva - Abuso di strumenti di lavoro - Responsabilità penale - Sussistenza
Rumore - Inquinamento acustico - Condizionatore posto nell'impresa - Superamento tollerabilità emissioni sonore - Disturbo pubblica quiete - Reato penale (articolo 659, comma 1) - Sussiste
Rumore - Esercizi pubblici - Emissioni sonore - Superamento limiti massimi (Dpcm 14 novembre 1997) - Reato penale (articolo 659, C.p.) - Esclusione
Rumore - Attività e professioni che arrecano disturbo - Sanzione prevista - Reato - Non sussiste - Illecito amministrativo - Sussiste
Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone - Fattispecie di cui al comma secondo dell'articolo 659 C.p. - Rapporto di specialità con l'illecito amministrativo di cui all'articolo 10, comma 2 legge 447/1995 - Esclusione - Ragioni - Fattispecie
Sentenza Corte di Cassazione 5 luglio 2006, n. 23130
Attività professionali regolarmente autorizzate che provocano disturbo alle occupazioni ed alle persone - Articolo 659, comma 1, C.p. - Applicabilità
Articolo 659 C.p. - Reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone - Responsabilità del gestore di un bar - Schiamazzi e rumori provocati dagli avventori - Sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 23 settembre 2005, n. 34240
Inquinamento acustico - Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone - Reato ex articolo 659 del Codice penale - Installazione di un condizionatore rumoroso - Integra
Sentenza Corte di Cassazione 17 giugno 2005, n. 23072
Sentenza Corte di Cassazione 24 novembre 2004, n. 45484
Rumori provocati dagli avventori fuori dal locale - Gestore del pub - Anche in presenza di autorizzazione all'esercizio di attività rumorosa - Obbligo di rispettare le norme specifiche del Codice penale - Sussiste
Sentenza Corte di Cassazione 3 giugno 2004, n. 25103
Inquinamento acustico - Superamento dei valori-limite di rumorosità prodotta nell'attività di esercizio di una discoteca - Fattispecie di reato di cui all'articolo 659, comma 2 C.p.p. - Integra
Sentenza Corte di Cassazione 9 aprile 2003, n. 16686
Sentenza Corte di Cassazione 19 dicembre 2002, n. 43202
Superamento dei valori-limite di rumorosità imposti dalla normativa vigente - Applicabilità dell'articolo 659 del Codice penale - Non sussiste
Sentenza 29 settembre 2016, n. 40689
sul ricorso proposto da: G.T., n. a (omissis) il (omissis);
avverso la ordinanza del G.i.p. del Tribunale di Matera in data 20 dicembre 2013;
lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto Procuratore generale (omissis), che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso;
1. G.T. ha proposto ricorso avverso il decreto con cui il G.i.p. del Tribunale di Matera, in data 20 dicembre 2013, ha dichiarato inammissibile l'opposizione e disposto l'archiviazione del procedimento nei confronti di S.N. per il reato di cui all'articolo 659 C.p.
2. In particolare, con un primo motivo, lamenta la violazione dell'articolo 410, comma 2, C.p.p. posto che il giudice non ha fatto alcun riferimento alle condizioni di ammissibilità dell'opposizione di cui all'articolo 408, comma 3, e 410 comma 1, C.p.p. così omettendo di motivare sul perché l'opposizione dovesse considerarsi inammissibile e si potesse quindi transitare senza contraddittorio alla valutazione nel merito della notizia di reato.
3. Con un secondo motivo lamenta la violazione dell'articolo 410, comma 2, C.p.p. avendo il giudice ritenuto manifestamente irrilevanti le investigazioni suppletive richieste sulla base della comunque ritenuta insussistenza del reato di cui all'articolo 659 C.p. come interpretato dalla giurisprudenza senza considerare che tali indagini erano finalizzate ad acquisire prove sul comportamento minaccioso e violento tenuto dall'indagato con conseguente integrazione del reato di molestie o delle più gravi fattispecie di cui agli articoli 610 e 629 C.p.; inoltre il provvedimento è contraddittorio laddove il G.i.p. da un lato ha escluso in radice la configurabilità dei biasimevoli motivi e dall'altro ha però invitato il P.M. a valutare la possibile sussistenza di un intento estorsivo.
4. Il ricorso, con cui si lamenta in entrambi i motivi, congiuntamente esaminabili, la violazione dell'articolo 410, comma 2, C.p.p., posto che, secondo il ricorrente, l'archiviazione non avrebbe potuto essere pronunciata de plano, è inammissibile.
Va ricordato che, secondo il costante indirizzo di questa Corte, l'archiviazione disposta de plano presuppone una specifica motivazione in ordine sia alla infondatezza della notizia di reato sia all'inammissibilità dell'opposizione, che può essere dichiarata per omessa indicazione dell'oggetto delle investigazioni suppletive o dei relativi elementi di prova, ovvero per difetto di pertinenza o di rilevanza degli elementi indicati, in quanto inidonei ad incidere sulle risultanze delle indagini preliminari; ove infatti difettino tali condizioni l'archiviazione de plano determina una violazione del contraddittorio censurabile con ricorso per cassazione (tra le altre, Sezione 2, n. 83 del 10 dicembre 2015, p.o. in proc. Vavori, rv. 265490; Sezione 6, n. 53433 del 6 novembre 2014, p.o. in proc. c. ignoti, rv. 262079).
Nella specie il decreto impugnato, facendo corretta applicazione del principio appena richiamato, appare avere motivato sia sulla infondatezza del reato di cui all'articolo 659 C.p. sia sulla estraneità delle indagini indicate rispetto al reato iscritto nel registro notizie di reato, riguardando invece le stesse altre ipotesi delittuose.
Quanto al primo profilo, infatti, il G.i.p. ha correttamente richiamato il principio secondo cui la rilevanza penale della condotta produttiva di rumori, censurati come fonte di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone, richiede l'incidenza sulla tranquillità pubblica, in quanto l'interesse tutelato dal Legislatore è la pubblica quiete, sicché i rumori devono avere una tale diffusività che l'evento di disturbo sia potenzialmente idoneo ad essere risentito da un numero indeterminato di persone, pur se poi concretamente solo taluna se ne possa lamentare (tra le tante, Sezione 1, n. 47298 del 29 novembre 2011, Iori, rv. 251406); sicché, proprio per tale ragione, non possono assumere rilievo le lamentele di una o più persone definite (tra le altre, Sezione 3, n. 3678/2006 del 1 dicembre 2005, Giusti, rv. 233290; Sezione n. 1406 del 12 dicembre 1997, p.c. e Costantini, rv. 209694) in particolare non potendo ravvisarsi il reato laddove il disturbo sia limitato, come risulta essere nella specie, ad appartamento sovrastante in ambito condominiale (tra le altre, Sezione 1, n. 45616 del 14 ottobre 2013, Virgillito e altro, rv. 257345).
Con riguardo poi al secondo profilo, il provvedimento impugnato ha posto in rilievo, come del resto risultante anche dallo stesso ricorso, che le indagini richieste riguardano il diverso reato di cui all'articolo 660 c.p., la cui non ravvisabilità è stata del resto motivatamente argomentata dal decreto con riferimento alla impossibilità di cogliere il necessario requisito della petulanza nella sussistenza di rumori originati da attività commerciale o produttiva.
Né può ravvisarsi una contraddizione laddove il G.i.p. ha invitato, nonostante la ritenuta inammissibilità dell'opposizione, il P.M. a valutare la possibile sussistenza di un intento estorsivo nella condotta dell'indagato rilevante nella diversa prospettiva della configurabilità dei reati di cui all'articolo 610 o 629 C.p. attesi i limiti assegnati alle facoltà e ai poteri del G.i.p. in sede di archiviazione (cfr. Sezioni Unite, n. 4319/2014 del 28 novembre 2013, P.M. in proc. L. ed altro, rv. 257787).
Così deciso in Roma, l'1 luglio 2016.
Depositata in cancelleria il 29 settembre 2016.

References: Sentenza 
 Articolo 659

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 Articolo 10

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 Articolo 674

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 articolo 659
 articolo 844

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