Source: https://www.101professionisti.it/guida/fallimento/leggi/riforma-sostanziale-della-legge-fallimentare-del-1942-259.aspx
Timestamp: 2020-08-05 01:50:31+00:00

Document:
Riforma sostanziale della Legge Fallimentare del 1942 (Fallimento) - 101Professionisti.it
101professionisti.it > Fallimento > Normativa > Riforma sostanziale della Legge Fallimentare del 1942
D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5
Riforma organica della disciplina delle procedure concorsuali a normaL. 14 maggio 2005, n. 80.
(1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 16 gennaio 2006, n. 12, S.O.
Visto l'articolo 1, commi 5 e 6, della
fallimento, del concordato preventivo, dell'amministrazione controllata e della
riunione del 23 settembre 2005;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati,
espressi in data 16 novembre 2005, e del Senato della Repubblica, espressi in
data 22 novembre 2005;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 22
Sulla proposta del Ministro della giustizia e del Ministro dell'economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro delle attività produttive;
Costituzione;legge 14 maggio 2005, n. 80, didecreto-legge 14 marzo 2005, n., recante delega al Governo per la riforma organica della disciplina delleregio decreto 16 marzo 1942, n. 267, recante la disciplina del
Modifiche al titolo I del
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267Sostituzione dell'articolo 1 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 1 del
«Art. 1 (
soggetti alle disposizioni sul fallimento e sul concordato preventivo gli
imprenditori che esercitano un'attività commerciale, esclusi gli enti pubblici ed i
un'attività commerciale in forma individuale o collettiva che, anche
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalImprese soggette al fallimento e al concordato preventivo). - Sono
) hanno effettuato investimenti nell'azienda per un capitale di valore
media degli ultimi tre anni o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, per un
ammontare complessivo annuo superiore a euro duecentomila.
I limiti di cui alle lettere
aggiornati ogni tre anni, con decreto del Ministro della giustizia, sulla base
famiglie di operai e impiegati intervenute nel periodo di riferimento.».
) hanno realizzato, in qualunque modo risulti, ricavi lordi calcolati sullaa) e b) del secondo comma possono essere
Modifiche all'articolo 3 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. Il secondo comma dell'articolo 3 del
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è
Abrogazione dell'articolo 4 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 4 del
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è abrogato.
Modifiche al titolo II, capo I del
Sostituzione dell'articolo 6 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 6 del
«Art. 6 (
dichiarato su ricorso del debitore, di uno o più creditori o su richiesta del
Nel ricorso di cui al primo comma l'istante può indicare il recapito telefax o
l'indirizzo di posta elettronica presso cui dichiara di voler ricevere le
comunicazioni e gli avvisi previsti dalla presente legge.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalIniziativa per la dichiarazione di fallimento). - Il fallimento è
Sostituzione dell'articolo 7 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 7 del
«Art. 7 (
la richiesta di cui al primo comma dell'articolo 6:
1) quando l'insolvenza risulta nel corso di un procedimento penale, ovvero
dalla fuga, dalla irreperibilità o dalla latitanza dell'imprenditore, dalla chiusura
dei locali dell'impresa, dal trafugamento, dalla sostituzione o dalla diminuzione
fraudolenta dell'attivo da parte dell'imprenditore;
2) quando l'insolvenza risulta dalla segnalazione proveniente dal giudice
che l'abbia rilevata nel corso di un procedimento civile.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalIniziativa del pubblico ministero). - Il pubblico ministero presenta
Abrogazione dell'articolo 8 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 8 del
Modifiche all'articolo 9 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. All'articolo 9 del
terzo sono sostituiti dai seguenti:
«Il trasferimento della sede intervenuto nell'anno antecedente all'esercizio
dell'iniziativa per la dichiarazione di fallimento non rileva ai fini della
L'imprenditore, che ha all'estero la sede principale dell'impresa, può essere
dichiarato fallito nella Repubblica italiana anche se è stata pronunciata
dichiarazione di fallimento all'estero.
Sono fatte salve le convenzioni internazionali e la normativa dell'Unione
Il trasferimento della sede dell'impresa all'estero non esclude la sussistenza
della giurisdizione italiana, se è avvenuto dopo il deposito del ricorso di cui
all'articolo 6 o la presentazione della richiesta di cui all'articolo 7.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, i commi secondo e
Integrazioni al regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. Dopo l'articolo 9 del
dichiara l'incompetenza è trasmessa in copia al tribunale dichiarato
incompetente, il quale dispone con decreto l'immediata trasmissione degli atti
a quello competente. Allo stesso modo provvede il tribunale che dichiara la
propria incompetenza.
Il tribunale dichiarato competente, entro venti giorni dal ricevimento degli
atti, se non richiede d'ufficio il regolamento di competenza ai sensi dell'articolo
45 del codice di procedura civile, dispone la prosecuzione della procedura
fallimentare, provvedendo alla nomina del giudice delegato e del curatore.
Qualora l'incompetenza sia dichiarata all'esito del giudizio di cui all'articolo
18, l'appello, per le questioni diverse dalla competenza, è riassunto, a norma
dell'articolo 50 del codice di procedura civile, dinanzi alla corte di appello
Nei giudizi promossi ai sensi dell'articolo 24 dinanzi al tribunale dichiarato
incompetente, il giudice assegna alle parti un termine per la riassunzione della
causa davanti al giudice competente ai sensi dell'articolo 50 del codice di
procedura civile e ordina la cancellazione della causa dal ruolo.
dichiarato da più tribunali, il procedimento prosegue avanti al tribunale
competente che si è pronunciato per primo.
Il tribunale che si è pronunciato successivamente, se non richiede d'ufficio il
regolamento di competenza ai sensi dell'articolo 45 del codice di procedura
civile, dispone la trasmissione degli atti al tribunale che si è pronunziato per
primo. Si applica l'articolo 9
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono inseriti i-bis (Disposizioni in materia di incompetenza). - La sentenza che-ter (Conflitto positivo di competenza). - Quando il fallimento è stato-bis, in quanto compatibile.».
Sostituzione dell'articolo 10 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 10 del
«Art. 10 (
falliti entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese, se
l'insolvenza si è manifestata anteriormente alla medesima o entro l'anno
In caso di impresa individuale o di cancellazione di ufficio degli imprenditori
collettivi, è fatta salva la facoltà di dimostrare il momento dell'effettiva
cessazione dell'attività da cui decorre il termine del primo comma.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalFallimento dell'imprenditore che ha cessato l'esercizio). - Gli imprenditori individuali e collettivi possono essere dichiarati
Modifiche all'articolo 11 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. All'articolo 11 del
«L'erede può chiedere il fallimento del defunto, purché l'eredità non sia già
confusa con il suo patrimonio; l'erede che chiede il fallimento del defunto non e
soggetto agli obblighi di deposito di cui agli articoli 14 e 16, secondo comma,
n. 3).».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, il secondo comma è
Abrogazione dell'articolo 13 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 13 del
Sostituzione dell'articolo 14 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 14 del
«Art. 14 (
L'imprenditore che chiede il proprio fallimento deve depositare presso la
cancelleria del tribunale le scritture contabili e fiscali obbligatorie concernenti i
tre esercizi precedenti ovvero l'intera esistenza dell'impresa, se questa ha
avuto una minore durata. Deve inoltre depositare uno stato particolareggiato
ed estimativo delle sue attività, l'elenco nominativo dei creditori e l'indicazione
dei rispettivi crediti, l'indicazione dei ricavi lordi per ciascuno degli ultimi tre
anni, l'elenco nominativo di coloro che vantano diritti reali e personali su cose
in suo possesso e l'indicazione delle cose stesse e del titolo da cui sorge il
diritto.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalObbligo dell'imprenditore che chiede il proprio fallimento). -
Sostituzione dell'articolo 15 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 15 del
«Art. 15 (
di fallimento si svolge dinanzi al tribunale in composizione collegiale con le
modalità dei procedimenti in camera di consiglio.
Il tribunale convoca, con decreto apposto in calce al ricorso, il debitore ed i
creditori istanti per il fallimento; nel procedimento interviene il pubblico
ministero che ha assunto l'iniziativa per la dichiarazione di fallimento.
Il decreto di convocazione è sottoscritto dal presidente del tribunale o dal
giudice relatore se vi è delega alla trattazione del procedimento ai sensi del
quinto comma. Tra la data della notificazione, a cura di parte, del decreto di
convocazione e del ricorso, e quella dell'udienza deve intercorrere un termine
non inferiore a quindici giorni liberi.
Il decreto contiene l'indicazione che il procedimento è volto
all'accertamento dei presupposti per la dichiarazione di fallimento e fissa un
termine non inferiore a sette giorni prima dell'udienza per la presentazione di
memorie ed il deposito di documenti e relazioni tecniche. In ogni caso, il
tribunale dispone, con gli accertamenti necessari, che l'imprenditore depositi
una situazione patrimoniale, economica e finanziaria aggiornata.
I termini di cui al terzo e quarto comma possono essere abbreviati dal
presidente del tribunale, con decreto motivato, se ricorrono particolari ragioni
Il tribunale può delegare al giudice relatore l'audizione delle parti. In tal
caso, il giudice delegato provvede, senza indugio e nel rispetto del
contraddittorio, all'ammissione ed all'espletamento dei mezzi istruttori richiesti
dalle parti o disposti d'ufficio.
Il tribunale, ad istanza di parte, può emettere i provvedimenti cautelari o
conservativi a tutela del patrimonio o dell'impresa oggetto del provvedimento,
che hanno efficacia limitata alla durata del procedimento e vengono confermati
o revocati dalla sentenza che dichiara il fallimento, ovvero revocati con il
decreto che rigetta l'istanza.
Non si fa luogo alla dichiarazione di fallimento se l'ammontare dei debiti
scaduti e non pagati risultanti dagli atti dell'istruttoria prefallimentare è
complessivamente inferiore a euro venticinquemila. Tale importo è
periodicamente aggiornato con le modalità di cui al terzo comma dell'articolo
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalIstruttoria prefallimentare). - Il procedimento per la dichiarazione
Modifiche all'articolo 16 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. All'articolo 16 del
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, sono apportate le
«3) ordina al fallito il deposito dei bilanci e delle scritture contabili e fiscali
obbligatorie, nonché dell'elenco dei creditori, entro tre giorni, se non è stato
ancora eseguito a norma dell'articolo 14;
4) stabilisce il luogo, il giorno e l'ora dell'adunanza in cui si procederà
all'esame dello stato passivo, entro il termine perentorio di non oltre centoventi
giorni dal deposito della sentenza;
5) assegna ai creditori e ai terzi, che vantano diritti reali o personali su
cose in possesso del fallito, il termine perentorio di trenta giorni prima
dell'adunanza di cui al numero precedente per la presentazione in cancelleria
delle domande di insinuazione.»;
) al secondo comma, i numeri 3), 4) e 5) sono sostituiti dai seguenti:
«La sentenza produce i suoi effetti dalla data della pubblicazione ai sensi
dell'articolo 133, primo comma, del codice di procedura civile. Gli effetti nei
riguardi dei terzi si producono dalla data di iscrizione della sentenza nel
registro delle imprese ai sensi dell'articolo 17, secondo comma.»;
) il terzo comma è sostituito dal seguente:
) il quarto comma è abrogato.
Sostituzione dell'articolo 17 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 17 del
«Art. 17 (
che dichiara il fallimento è notificata, su richiesta del cancelliere, ai sensi
dell'articolo 137 del codice di procedura civile al debitore, eventualmente
presso il domicilio eletto nel corso del procedimento previsto dall'articolo 15,
ed è comunicata per estratto, ai sensi dell'articolo 136 del codice di procedura
civile, al curatore ed al richiedente il fallimento. L'estratto deve contenere il
nome del debitore, il nome del curatore, il dispositivo e la data del deposito
La sentenza è altresì annotata presso l'ufficio del registro delle imprese ove
l'imprenditore ha la sede legale e, se questa differisce dalla sede effettiva,
anche presso quello corrispondente al luogo ove la procedura è stata aperta.
A tale fine, il cancelliere, entro il termine di cui al primo comma, trasmette,
anche per via telematica, l'estratto della sentenza all'ufficio del registro delle
imprese indicato nel comma precedente.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalComunicazione e pubblicazione della sentenza dichiarativa di). - Entro il giorno successivo al deposito in cancelleria, la sentenza
Sostituzione dell'articolo 18 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 18 del
«Art. 18 (
essere proposto appello dal debitore e da qualunque interessato con ricorso da
depositarsi entro trenta giorni presso la corte d'appello.
L'appello non sospende gli effetti della sentenza impugnata, salvo quanto
previsto dall'articolo 19, primo comma.
Il termine per l'appello decorre per il debitore dalla data della notificazione
della sentenza a norma dell'articolo 17 e, per tutti gli altri interessati, dalla
data della iscrizione nel registro delle imprese ai sensi del medesimo articolo.
In ogni caso, si applica la disposizione di cui all'articolo 327, primo comma, del
Il presidente, nei cinque giorni successivi al deposito del ricorso, fissa con
decreto, da comunicarsi al ricorrente, l'udienza di comparizione entro
quarantacinque giorni dal deposito del ricorso, assegnando termine al
ricorrente non superiore a dieci giorni dalla comunicazione per la notifica del
ricorso e del decreto alle parti e al curatore, nonché un termine alle parti
resistenti non superiore a cinque giorni prima dell'udienza per il deposito di
All'udienza il collegio, sentite le parti presenti in contraddittorio tra loro ed
assunti, anche d'ufficio, i mezzi di prova necessari ai fini della decisione,
provvede con sentenza, emessa ai sensi dell'articolo 281-
procedura civile. In caso di particolare complessità, la corte può riservarsi di
depositare la motivazione entro quindici giorni.
La sentenza che revoca il fallimento è notificata al curatore, al creditore che
ha chiesto il fallimento e al debitore, se non opponente, e deve essere
pubblicata, comunicata ed iscritta a norma dell'articolo 17.
Se il fallimento è revocato, restano salvi gli effetti degli atti legalmente
compiuti dagli organi della procedura.
Le spese della procedura ed il compenso al curatore sono liquidati dal
tribunale, su relazione del giudice delegato, con decreto non soggetto a
reclamo.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalAppello). - Contro la sentenza che dichiara il fallimento puòsexies del codice di
Sostituzione dell'articolo 19 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 19 del
«Art. 19 (
collegio, su richiesta di parte, ovvero del curatore, può, quando ricorrono gravi
motivi, sospendere, in tutto o in parte, ovvero temporaneamente, la
liquidazione dell'attivo.
Se è proposto ricorso per cassazione i provvedimenti di cui al primo comma
o la loro revoca sono chiesti alla Corte di appello.
L'istanza si propone con ricorso. Il presidente, con decreto in calce al
ricorso, ordina la comparizione delle parti dinanzi al collegio in camera di
consiglio. Copia del ricorso e del decreto sono notificate alle altre parti ed al
curatore.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalSospensione della liquidazione dell'attivo). - Proposto l'appello, il
Abrogazione dell'articolo 21 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 21 del
Sostituzione dell'articolo 22 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 22 del
«Art. 22 (
fallimento, provvede con decreto motivato, comunicato a cura del cancelliere
Entro quindici giorni dalla comunicazione, il creditore ricorrente o il pubblico
ministero richiedente possono proporre reclamo contro il decreto alla Corte
d'appello che, sentite le parti, provvede in camera di consiglio con decreto
motivato. Il debitore non può chiedere in separato giudizio la condanna del
creditore istante alla rifusione delle spese ovvero al risarcimento del danno per
responsabilità aggravata ai sensi dell'articolo 96 del codice di procedura civile.
Il decreto della Corte di appello è comunicato a cura del cancelliere alle
parti del procedimento di cui all'articolo 15.
Se la Corte d'appello accoglie il reclamo del creditore ricorrente o del
pubblico ministero richiedente, rimette d'ufficio gli atti al tribunale, per la
dichiarazione di fallimento, salvo che, anche su segnalazione di parte, accerti
che sia venuto meno alcuno dei presupposti necessari.
I termini di cui agli articoli 10 e 11 si computano con riferimento al decreto
della Corte d'appello.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalGravami contro il provvedimento che respinge l'istanza di). - Il tribunale, che respinge il ricorso per la dichiarazione di
Modifiche al titolo II, capo II del
Sostituzione dell'articolo 23 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 23 del
«Art. 23 (
fallimento è investito dell'intera procedura fallimentare; provvede alla nomina
ed alla revoca o sostituzione, per giustificati motivi, degli organi della
procedura, quando non è prevista la competenza del giudice delegato; può in
ogni tempo sentire in camera di consiglio il curatore, il fallito e il comitato dei
creditori; decide le controversie relative alla procedura stessa che non sono di
competenza del giudice delegato, nonché i reclami contro i provvedimenti del
I provvedimenti del tribunale nelle materie previste da questo articolo sono
pronunciate con decreto, salvo che non sia diversamente disposto.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalPoteri del tribunale fallimentare). - Il tribunale che ha dichiarato il
Sostituzione dell'articolo 24 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 24 del
«Art. 24 (
dichiarato il fallimento è competente a conoscere di tutte le azioni che ne
derivano, qualunque ne sia il valore.
Salvo che non sia diversamente previsto, alle controversie di cui al primo
comma si applicano le norme previste dagli articoli da 737 a 742 del codice di
procedura civile. Non si applica l'articolo 40, terzo comma, del codice di
procedura civile.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalCompetenza del tribunale fallimentare). - Il tribunale che ha
Sostituzione dell'articolo 25 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 25 del
«Art. 25 (
di vigilanza e di controllo sulla regolarità della procedura e:
1) riferisce al tribunale su ogni affare per il quale è richiesto un
provvedimento del collegio;
2) emette o provoca dalle competenti autorità i provvedimenti urgenti per
la conservazione del patrimonio, ad esclusione di quelli che incidono su diritti di
terzi che rivendichino un proprio diritto incompatibile con l'acquisizione;
3) convoca il curatore e il comitato dei creditori nei casi prescritti dalla
legge e ogni qualvolta lo ravvisi opportuno per il corretto e sollecito
4) su proposta del curatore, liquida i compensi e dispone l'eventuale
revoca dell'incarico conferito alle persone la cui opera è stata richiesta dal
medesimo curatore nell'interesse del fallimento;
5) provvede, nel termine di quindici giorni, sui reclami proposti contro gli
atti del curatore e del comitato dei creditori;
6) autorizza per iscritto il curatore a stare in giudizio come attore o come
convenuto. L'autorizzazione deve essere sempre data per atti determinati e per
i giudizi deve essere rilasciata per ogni grado di essi. Su proposta del curatore,
liquida i compensi e dispone l'eventuale revoca dell'incarico conferito agli
avvocati nominati dal medesimo curatore;
7) su proposta del curatore, nomina gli arbitri, verificata la sussistenza dei
8) procede all'accertamento dei crediti e dei diritti reali e personali vantati
dai terzi, a norma del capo V.
Il giudice delegato non può trattare i giudizi che abbia autorizzato, né può
far parte del collegio investito del reclamo proposto contro i suoi atti.
I provvedimenti del giudice delegato sono pronunciati con decreto
motivato.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalPoteri del giudice delegato). - Il giudice delegato esercita funzioni
Sostituzione dell'articolo 26 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 26 del
«Art. 26 (
Salvo che non sia diversamente disposto, contro i decreti del giudice delegato
e del tribunale, può essere proposto reclamo al tribunale o alla corte di appello,
che provvedono in camera di consiglio.
Il reclamo è proposto dal curatore, dal fallito, dal comitato dei creditori e da
Il reclamo è proposto nel termine perentorio di dieci giorni, decorrente dalla
comunicazione o dalla notificazione del provvedimento per il curatore, per il
fallito, per il comitato dei creditori e per chi ha chiesto o nei cui confronti è
stato chiesto il provvedimento; per gli altri interessati, il termine decorre
dall'esecuzione delle formalità pubblicitarie disposte dal giudice delegato. La
comunicazione integrale del provvedimento fatta dal curatore mediante lettera
raccomandata con avviso di ricevimento, telefax o posta elettronica con
garanzia dell'avvenuta ricezione in base al testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui
a notificazione.
Indipendentemente dalla previsione di cui al terzo comma, il reclamo non
può proporsi decorsi novanta giorni dal deposito del provvedimento in
Il reclamo si propone con ricorso che deve contenere l'indicazione del
tribunale o della corte di appello competente, del giudice delegato e della
procedura fallimentare; le generalità del ricorrente e l'elezione del domicilio in
un comune sito nel circondario del tribunale competente; la determinazione
dell'oggetto della domanda; l'esposizione dei fatti e degli elementi di diritto su
cui si basa il reclamo e le relative conclusioni; l'indicazione specifica, a pena di
decadenza, dei mezzi di prova di cui il ricorrente intende avvalersi e dei
documenti prodotti.
Il presidente del collegio nomina il giudice relatore e fissa con decreto
l'udienza di comparizione delle parti in camera di consiglio, assegnando al
reclamante un termine per la notifica al curatore ed ai controinteressati del
ricorso e del decreto di fissazione dell'udienza. Tra la notifica e l'udienza
devono intercorrere non meno di dieci giorni liberi e non più di venti; il
resistente, almeno cinque giorni prima dell'udienza fissata, deposita memoria
difensiva contenente l'indicazione dei documenti prodotti.
Nel medesimo termine e con le medesime forme devono costituirsi gli
interessati che intendono intervenire nel giudizio.
Nel corso dell'udienza il collegio, sentiti il reclamante, il curatore e gli
eventuali controinteressati, assume, anche d'ufficio, le informazioni ritenute
necessarie, eventualmente delegando uno dei suoi componenti.
Entro trenta giorni dall'udienza di convocazione delle parti, il collegio
provvede con decreto motivato con il quale conferma, modifica o revoca il
provvedimento reclamato.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalReclamo contro i decreti del giudice delegato e del tribunale). -decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, equivale
Sostituzione dell'articolo 27 del regio-decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 27 del
«Art. 27 (
fallimento, o in caso di sostituzione o di revoca, con decreto del tribunale.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalNomina del curatore). - Il curatore è nominato con la sentenza di
Sostituzione dell'articolo 28 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 28 del
«Art. 28 (
svolgere le funzioni di curatore:
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalRequisiti per la nomina a curatore). - Possono essere chiamati a
) avvocati, dottori commercialisti, ragionieri e ragionieri commercialisti;
soci delle stesse abbiano i requisiti professionali di cui alla lettera
caso, all'atto dell'accettazione dell'incarico, deve essere designata la persona
fisica responsabile della procedura;
) studi professionali associati o società tra professionisti, sempre che ia). In tale
controllo in società per azioni, dando prova di adeguate capacità imprenditoriali
e purché non sia intervenuta nei loro confronti dichiarazione di fallimento.
Nel provvedimento di nomina, il tribunale indica le specifiche caratteristiche
e attitudini del curatore.
Non possono essere nominati curatore il coniuge, i parenti e gli affini entro
il quarto grado del fallito, i creditori di questo e chi ha concorso al dissesto
dell'impresa durante i due anni anteriori alla dichiarazione di fallimento,
nonché chiunque si trovi in conflitto di interessi con il fallimento.».
) coloro che abbiano svolto funzioni di amministrazione, direzione e
Modifiche all'articolo 29 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. All'articolo 29, primo comma, del
parola: «comunicare» è sostituita dalle seguenti: «far pervenire».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, la
Sostituzione dell'articolo 31 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 31 del
«Art. 31 (
patrimonio fallimentare e compie tutte le operazioni della procedura sotto la
vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori, nell'àmbito delle
funzioni ad esso attribuite.
Egli non può stare in giudizio senza l'autorizzazione del giudice delegato,
salvo che in materia di contestazioni e di tardive dichiarazioni di crediti e di
diritti di terzi sui beni acquisiti al fallimento, e salvo che nei procedimenti
promossi per impugnare atti del giudice delegato o del tribunale e in ogni altro
caso in cui non occorra ministero di difensore.
Il curatore non può assumere la veste di avvocato nei giudizi che
riguardano il fallimento.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalGestione della procedura). - Il curatore ha l'amministrazione del
Sostituzione dell'articolo 32 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 32 del
«Art. 32 (
personalmente le funzioni del proprio ufficio e può delegare ad altri specifiche
operazioni, previa autorizzazione del giudice delegato. L'onere per il compenso
del delegato, liquidato dal giudice, è detratto dal compenso del curatore.
Il curatore può essere autorizzato dal comitato dei creditori, a farsi
coadiuvare da tecnici o da altre persone retribuite, compreso il fallito, sotto la
sua responsabilità. Del compenso riconosciuto a tali soggetti si tiene conto ai
fini della liquidazione del compenso finale del curatore.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalEsercizio delle attribuzioni del curatore). - Il curatore esercita
Modifiche all'articolo 33 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. All'articolo 33 del
seguenti «entro sessanta giorni» e le parole «sul tenore della vita privata di lui
e della famiglia»,» sono soppresse;
) al primo comma le parole: «entro un mese»» sono sostituite dalle
curatore deve inoltre indicare gli atti del fallito già impugnati dai creditori,
nonché quelli che egli intende impugnare. Il giudice delegato può chiedere al
curatore una relazione sommaria anche prima del termine suddetto.
Se si tratta di società, la relazione deve esporre i fatti accertati e le
informazioni raccolte sulla responsabilità degli amministratori e degli organi di
controllo, dei soci e, eventualmente, di estranei alla società.
Il giudice delegato ordina il deposito della relazione in cancelleria, disponendo
la segretazione delle parti relative alla responsabilità penale del fallito e di terzi
ed alle azioni che il curatore intende proporre qualora possano comportare
l'adozione di provvedimenti cautelari, nonché alle circostanze estranee agli
interessi della procedura e che investano la sfera personale del fallito. Copia
della relazione, nel suo testo integrale, è trasmessa al pubblico ministero.
Il curatore, ogni sei mesi successivi alla presentazione della relazione di cui al
primo comma, redige altresì un rapporto riepilogativo delle attività svolte, con
indicazione di tutte le informazioni raccolte dopo la prima relazione,
accompagnato dal conto della sua gestione. Copia del rapporto è trasmessa al
comitato dei creditori, unitamente agli estratti conto dei depositi postali o
bancari relativi al periodo. Il comitato dei creditori o ciascuno dei suoi
componenti possono formulare osservazioni scritte. Altra copia del rapporto è
trasmessa, assieme alle eventuali osservazioni, per via telematica all'ufficio del
registro delle imprese, nei quindici giorni successivi alla scadenza del termine
per il deposito delle osservazioni nella cancelleria del tribunale.».
) il secondo, terzo e quarto comma sono sostituiti dai seguenti: «Il
Sostituzione dell'articolo 34 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 34 del
«Art. 34 (
titolo dal curatore sono depositate entro il termine massimo di dieci giorni dalla
corresponsione sul conto corrente intestato alla procedura fallimentare aperto
presso un ufficio postale o presso una banca scelti dal curatore.
La mancata costituzione del deposito nel termine prescritto è valutata dal
tribunale ai fini della revoca del curatore.
Se è prevedibile che le somme disponibili non possano essere
immediatamente destinate ai creditori, su richiesta del curatore e previa
approvazione del comitato dei creditori, il giudice delegato può ordinare che le
disponibilità liquide siano impiegate nell'acquisto di titoli emessi dallo Stato.
Il prelievo delle somme è eseguito su copia conforme del mandato di
pagamento del giudice delegato.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalDeposito delle somme riscosse). - Le somme riscosse a qualunque
Sostituzione dell'articolo 35 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 35 del
«Art. 35 (
transazioni, i compromessi, le rinunzie alle liti, le ricognizioni di diritti di terzi,
la cancellazione di ipoteche, la restituzione di pegni, lo svincolo delle cauzioni,
l'accettazione di eredità e donazioni e gli atti di straordinaria amministrazione
sono effettuate dal curatore, previa autorizzazione del comitato dei creditori.
Se gli atti suddetti sono di valore superiore a cinquantamila euro e in ogni
caso per le transazioni, il curatore ne informa previamente il giudice delegato,
salvo che gli stessi siano già stati approvati dal medesimo ai sensi dell'articolo
Il limite di cui al secondo comma può essere adeguato con decreto del
Ministro della giustizia.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalIntegrazione dei poteri del curatore). - Le riduzioni di crediti, le-ter.
Sostituzione dell'articolo 36 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 36 del
«Art. 36 (
Contro gli atti di amministrazione del curatore, contro le autorizzazioni o i
dinieghi del comitato dei creditori e i relativi comportamenti omissivi, il fallito e
ogni altro interessato possono proporre reclamo al giudice delegato per
violazione di legge, entro otto giorni dalla conoscenza dell'atto o, in caso di
omissione, dalla scadenza del termine indicato nella diffida a provvedere. Il
giudice delegato, sentite le parti, decide con decreto motivato, omessa ogni
formalità non indispensabile al contraddittorio.
Contro il decreto del giudice delegato è ammesso ricorso al tribunale entro
otto giorni dalla data della comunicazione del decreto medesimo. Il tribunale
decide entro trenta giorni, sentito il curatore e il reclamante, omessa ogni
formalità non essenziale al contraddittorio, con decreto motivato non soggetto
a gravame.
Se è accolto il reclamo concernente un comportamento omissivo del
curatore, questi è tenuto a dare esecuzione al provvedimento della autorità
giudiziaria. Se è accolto il reclamo concernente un comportamento omissivo
del comitato dei creditori, il giudice delegato provvede in sostituzione di
quest'ultimo con l'accoglimento del reclamo.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalReclamo contro gli atti del curatore e del comitato dei creditori). -
Integrazione del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. Dopo l'articolo 36 del
articoli 26 e 36 non sono soggetti alla sospensione feriale.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è inserito il-bis (Termini processuali). - Tutti i termini processuali previsti negli
Modifiche all'articolo 37 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. All'articolo 37 del
decreto motivato, sentiti il curatore e il comitato dei creditori.»;
) il secondo comma è sostituito dal seguente: «Il tribunale provvede con
decreto di revoca o di rigetto dell'istanza di revoca, è ammesso reclamo alla
corte di appello ai sensi dell'articolo 26; il reclamo non sospende l'efficacia del
) dopo il secondo comma, è aggiunto, in fine, il seguente: «Contro il
1. Dopo l'articolo 37 del
«Art. 37
presenti, personalmente o per delega, che rappresentano la maggioranza dei
crediti allo stato ammessi, possono effettuare nuove designazioni in ordine ai
componenti del comitato dei creditori nel rispetto dei criteri di cui all'articolo
40, nonché chiedere la sostituzione del curatore indicando al tribunale le
ragioni della richiesta e un nuovo nominativo. Il tribunale provvede alla nomina
dei soggetti designati dai creditori salvo che non siano rispettati i criteri di cui
agli articoli 28 e 40.
Dal computo dei crediti, su istanza di uno o più creditori, sono esclusi quelli
che si trovino in conflitto di interessi.
Nella stessa adunanza, i creditori che rappresentano la maggioranza di
quelli allo stato ammessi, indipendentemente dall'entità dei crediti vantati,
possono stabilire che ai componenti del comitato dei creditori sia attribuito,
oltre al rimborso delle spese di cui all'articolo 41, un compenso per la loro
attività, in misura non superiore al dieci per cento di quello liquidato al
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è inserito il-bis (Sostituzione del curatore e dei componenti del comitato dei). - In sede di adunanza per l'esame dello stato passivo, i creditori
Modifiche all'articolo 38 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. All'articolo 38 del
del proprio ufficio, imposti dalla legge o derivanti dal piano di liquidazione
approvato, con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico. Egli deve tenere
un registro preventivamente vidimato da almeno un componente del comitato
dei creditori, e annotarvi giorno per giorno le operazioni relative alla sua
amministrazione.»;
) il primo comma è sostituito dal seguente: «Il curatore adempie ai doveri
del comitato dei creditori».
) al secondo comma, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, ovvero
Modifiche all'articolo 39 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. All'articolo 39 del
sostituite dalle seguenti: «Ministro della giustizia»;
) al primo comma, le parole: «ministro per la grazia e giustizia»» sono
succeduti più curatori, il compenso è stabilito secondo criteri di proporzionalità
ed è liquidato, in ogni caso, al termine della procedura, salvi eventuali
acconti.»;
) dopo il secondo comma, è inserito il seguente: «Se nell'incarico si sono
) al terzo comma, le parole: «,se vi è luogo» sono soppresse.
Sostituzione dell'articolo 40 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 40 del
«Art. 40 (
giudice delegato entro trenta giorni dalla sentenza di fallimento sulla base delle
risultanze documentali, sentiti il curatore e i creditori che, con la domanda di
ammissione al passivo o precedentemente, hanno dato la disponibilità ad
assumere l'incarico ovvero hanno segnalato altri nominativi aventi i requisiti
previsti. Salvo quanto previsto dall'articolo 37
comitato può essere modificata dal giudice delegato in relazione alle variazioni
dello stato passivo o per altro giustificato motivo.
Il comitato è composto di tre o cinque membri scelti tra i creditori, in modo
da rappresentare in misura equilibrata quantità e qualità dei crediti ed avuto
riguardo alla possibilità di soddisfacimento dei crediti stessi.
Il comitato, entro dieci giorni dalla nomina, provvede, su convocazione del
curatore, a nominare a maggioranza il proprio presidente.
La sostituzione dei membri del comitato avviene secondo le modalità
stabilite nel secondo comma.
Il componente del comitato che si trova in conflitto di interessi si astiene
dalla votazione.
Ciascun componente del comitato dei creditori può delegare in tutto o in
parte l'espletamento delle proprie funzioni ad uno dei soggetti aventi i requisiti
indicati nell'articolo 28, previa comunicazione al giudice delegato.».
regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, è sostituito dalNomina del comitato). - Il comitato dei creditori è nominato dal-bis, la composizione del
Sostituzione dell'articolo 41 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.
1. L'articolo 41 del
«Art. 41 (
sull'operato del curatore, ne autorizza gli atti ed esprime pareri nei casi previsti
dalla legge, ovvero su richiesta del tribunale o del giudice delegato,
succintamente motivando le proprie deliberazioni.
Il presidente convoca il comitato per le deliberazioni di competenza o
quando sia richiesto da un terzo dei suoi componenti.
Le deliberazioni del comitato sono prese a maggioranza dei votanti, nel
termine massimo di quindici giorni successivi a quello in cui la richiesta è
pervenuta al presidente. Il voto può essere espresso in riunioni collegiali
ovvero per mezzo telefax o con altro mezzo elettronico o telematico, purché
sia possibile conservare la prova della manifestazione di voto.
In caso di inerzia, di impossibilità di funzionamento del comitato o di
urgenza, provvede il giudice delegato.
Il comitato ed ogni componente possono ispezionare in qualunque tempo le
scritture contabili e i documenti della procedura ed hanno diritto di chiedere
notizie e chiarimenti al curatore e al fallito.
I componenti del comitato hanno diritto al rimborso delle spese, oltre
all'eventuale compenso riconosciuto ai sensi e nelle forme di cui all'articolo 37
Ai componenti del comitato dei creditori si applica, in quanto compatibile,
l'articolo 2407 del codice civile. L'azione di responsabilità può essere proposta
anche durante lo svolgimento della procedura.»
(2) Comma così corretto con
2006, n. 66).
regio decret
ONLINE ADESSO 1998 UTENTI

References: sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza

 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
in fine
in fine
 sentenza