Source: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-22738-del-28-09-2017
Timestamp: 2020-05-26 13:15:09+00:00

Document:
Sentenza Cassazione Civile n. 22738 del 28/09/2017 – Sentenze La Legge per Tutti
Sentenza Sentenza Cassazione Civile n. 22738 del 28/09/2017
Cassazione civile, sez. VI, 28/09/2017, (ud. 19/07/2017, dep.28/09/2017), n. 22738
sul ricorso 15092/2014 proposto da:
F.S., elettivamente domiciliato in ROMA, VIA DI PIETRALATA
rappresentato e difeso dall’avvocato ALBERTO GUARISO;
avverso la sentenza n. 521/2013 della CORTE D’APPELLO di BRESCIA,
depositata l’11/12/2013;
– con la sentenza impugnata, la Corte di appello di Brescia, in solo parziale accoglimento del gravame proposto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca avverso la decisione del Tribunale di Bergamo che aveva riconosciuto il diritto di F.S., collaboratore scolastico, assunto con ripetuti contratti a tempo determinato, alla progressione professionale retributiva in relazione al servizio prestato, ha condannato il Ministero a corrispondere alla predetta le differenze stipendiali in ragione dell’anzianità maturata, nei limiti della prescrizione quinquennale;
– la Corte territoriale, richiamato il principio di non discriminazione sancito dalla clausola 4 dell’Accordo Quadro sul lavoro a tempo determinato, trasfuso nella Direttiva 99/70/CE del 28 giugno 1999 e recepito nel nostro ordinamento dal D.Lgs. n. 368 del 2001, art. 6, ha svolto le seguenti considerazioni: – le condizioni di impiego, rispetto alle quali sussiste il divieto di discriminazione, comprendono in conformità con quanto chiarito dalla Corte di Giustizia, tutti gli istituti idonei ad incidere sulla quantificazione del trattamento retributivo e, quindi, anche gli scatti di anzianità riconosciuti ai lavoratori a tempo indeterminato, non essendo idonei a giustificare una diversità di trattamento tanto la mera circostanza che un impiego nel settore pubblico sia definito “on di ruolo” quanto la specialità del sistema del reclutamento scolastico; – opinare diversamente significherebbe vanificare le finalità della direttiva; – la violazione del principio di non discriminazione configura una condotta illecita del datore di lavoro che contravviene ad una disposizione imperativa di legge tanto in termini di responsabilità contrattuale quanto in termini di responsabilità extracontrattuale; – trattandosi di credito retributivo deve applicarsi la prescrizione quinquennale;
– per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sulla base di un motivo; – il lavoratore ha resistito con controricorso ed ha anche depositato memoria;
– la rinuncia non è stata notificata alla controparte (in realtà manca la prova dell’avvenuta notifica risultando solo l’accettazione da parte dell’UNEP della Corte di appello di Roma in data 14 luglio 2017 dell’atto da notificare);
– questa Corte ha ripetutamente affermato che in assenza dei requisiti di cui all’art. 390 c.p.c., u.c. (notifica alle parti costituite o comunicazione agli avvocati delle stesse per l’apposizione del visto), l’atto di rinunzia, sebbene non idoneo a determinare l’estinzione del processo, denota il venire meno definitivo di ogni interesse alla decisione e, comporta, pertanto, l’inammissibilità del ricorso, salvo che la controparte manifesti la volontà di ottenere, comunque, la pronuncia sull’oggetto del contendere (cfr. Cass. n. 2259/2013, Cass. n. 11606/2011, Cass., Sez. Un., n. 3876/2010, Cass. n. 23685/2008, Cass. n. 3456/2007, Cass. n. 24514/2006, Cass. n. 15980/2006, Cass. n. 22806/2004).

References: Sentenza 
 sentenza 
 sentenza 
 art. 6
 sentenza 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass. 
 Cass.