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Timestamp: 2020-05-25 08:53:41+00:00

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Scuola7 - n. 175
Scuola7 9 marzo 2020, n. 175
9 marzo 2020, n. 175
Emergenza COVID-19: gli interventi normativi (II) (R. Calienno)
Diario da un mondo sospeso (D. Barca)
La scuola in cloud (L. Biancato - A. Fini)
La scuola dopo il coronavirus (M. Maviglia)
Parliamo diLa scuola e il suo Paese
Emergenza COVID-19: gli interventi normativi (II)
Premessa: Esigenza di coesione politica e amministrativa
L’emergenza sanitaria non si arresta, anzi, assume di giorno in giorno, di ora in ora, proporzioni sempre più preoccupanti.
Nella notte tra sabato e domenica stazioni ed aeroporti del nord Italia sono stati assediati da gente che ha preso gli ultimi treni ed aerei in partenza per il centro sud. Tutto questo è accaduto perché il DPCM firmato nella notte tra il 7 e l’8 marzo è stato inopportunamente ed imprudentemente diffuso in bozza nella tarda serata del giorno 7.
L’epidemia da CoronaVirus, nel nostro Paese ma anche nel resto del mondo, cresce in maniera esponenziale e, studi scientifici attendibili sostengono che il picco deve ancora essere raggiunto; il Governo centrale, le Regioni con i loro Presidenti e la politica tutta hanno l’obbligo di assumere decisioni condivise e responsabili e hanno il dovere di emanare provvedimenti chiari e uniformi per il breve, medio e lungo termine.
L’ultima settimana è stata caratterizzata da un susseguirsi di decreti e circolari Ministeriali, successivi al DPCM del giorno 1 Marzo 2020. Si riporta, di seguito, una sintesi cronologica dei provvedimenti nazionali, con riferimento alla scuola.
2 marzo 2020: DECRETO-LEGGE n. 9 (in vigore dal 3 marzo 2020)
Al comma 1 viene precisato che il periodo trascorso in malattia o in quarantena con sorveglianza attiva, o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, dai dipendenti delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 165/2001, dovuta al COVID-19, è equiparato al periodo di ricovero ospedaliero. La trattenuta prevista per le assenze di malattia fino a 10 giorni non si applica.
VALUTAZIONE ASSENZA DAL SERVIZIO
Al comma 3 viene precisato che i periodi di assenza dal servizio dei dipendenti delle amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 165/2001, imposti dai provvedimenti di contenimento del fenomeno epidemiologico da COVID-19, costituiscono servizio prestato a tutti gli effetti di legge.
Art. 20 - Presa di servizio dei collaboratori scolastici (Ex LSU) nei territori colpiti dall'emergenza
Al comma 1 viene chiarito che i lavoratori che non possono prendere servizio il 1° marzo 2020 a causa della chiusura per ragioni di sanità pubblica dell'istituzione scolastica o educativa di titolarità, sottoscrivono il contratto di lavoro e prendono servizio dalla predetta data, provvisoriamente, presso gli ambiti territoriali degli uffici scolastici regionali, in attesa dell'assegnazione presso le sedi cui sono destinati.
Art. 28 – Rimborso spese viaggi di istruzione
Viene previsto il rimborso delle spese relative alla sospensione dei viaggi e delle iniziative di istruzione o la possibilità di richiedere un voucher di pari importo da utilizzare nell'anno in corso.
Art. 32 - Conservazione validità anno scolastico 2019-2020 e validità periodo di prova
Al comma 1 viene precisato che l'anno scolastico 2019-2020 conserva comunque validità anche nelle istituzioni scolastiche che non possono effettuare almeno 200 giorni di lezione, a seguito delle misure di contenimento del COVID-19. Viene garantita la validità dei periodi di formazione e di prova del personale delle predette istituzioni scolastiche così come il riconoscimento dell'anzianità di servizio.
4 marzo 2020: DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI del 4 Marzo 2020
Art. 1 comma d – sospensione attività didattiche
Sono sospesi sino al giorno 15 Marzo 2020:
i servizi educativi per l'infanzia (D. L.vo 65/2017);
le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado;
la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, Università, Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, corsi professionali, master e Università per anziani.
Art. 1 comma f - riammissione a scuola dopo il 15 marzo
La riammissione a scuola, per assenze dovute a malattia infettiva soggetta a notifica obbligatoria, avviene dietro presentazione di certificato medico, anche in deroga alle disposizioni vigenti.
Art. 1 comma e – viaggi di istruzione e visite didattiche
le iniziative di scambio o gemellaggio;
le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
Art. 1 comma g – didattica a distanza
Viene chiaramente indicato che i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.
Art. 1 comma h ed i – didattica a distanza (Università, istituzioni AFAM)
Oltre a quanto previsto per le scuole viene specificato che:
successivamente al ripristino dell'ordinaria funzionalità, assicurano, laddove ritenuto necessario ed in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative nonchè di quelle curriculari ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico;
Art. 2 comma 1 lettera c – misure di informazione e prevenzione
INFORMAZIONE MISURE DI PREVENZIONE IGIENICO SANITARIA
Nei servizi educativi per l'infanzia, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle università sono esposte presso gli ambienti aperti al pubblico, ovvero di maggiore affollamento e transito, le informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all'allegato 1.
Art. 2 comma 1 lettera g – misure di informazione e prevenzione
Nello svolgimento delle procedure concorsuali pubbliche e private sono adottate opportune misure organizzative volte a ridurre i contatti ravvicinati tra i candidati e tali da garantire ai partecipanti la possibilità di rispettare la distanza di almeno un metro tra di loro, di cui all'allegato 1, lettera d.
Art. 2 comma 2 lettera d – misure di informazione e prevenzione
CERTIFICAZIONE ASSENZA DAL LAVORO
In caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l'assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata all'INPS, al datore di lavoro e al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena, specificandone la data di inizio e fine.
Art. 2 comma 7 – misure di informazione e prevenzione
Il Prefetto territorialmente competente monitora l'attuazione delle misure previste dal presente decreto da parte delle amministrazioni competenti.
5 marzo 2020: Nota congiunta FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS, GILDA del 5 Marzo 2020:
Linee generali di orientamento del 5 Marzo per la gestione delle attività scolastiche nel quadro delle misure di contrasto e contenimento della diffusione del contagio da covid-19.
Opportunamente le OO.SS. del comparto scuola affermano che In materia di emergenza sanitaria, le scuole non hanno alcuna specifica competenza, si devono seguire scrupolosamente tutte le indicazioni che le autorità preposte (Governo, Ministero dell’Istruzione, Prefetture, Regioni, Comuni) emanano di volta in volta.
Le OO.SS. nella nota congiunta declinano le azioni da mettere in atto per evitare la diffusione del contagio. In particolare, nel rispetto delle istruzioni impartite dalle autorità, occorre contemperare varie esigenze:
Evitare il concorso di molte persone nel medesimo luogo.
Evitare, ove possibile, riunioni collegiali.
Evitare che l’emergenza rechi danno ai lavoratori (scadenze per i pensionandi, immissioni in ruolo, trasmissione dati indifferibili, stipendi per i supplenti ecc.).
Praticare interventi igienici indispensabili (come ad esempio la rimozione dei cibi rimasti nelle mense o nelle dispense)
Assicurare le prestazioni indispensabili nel caso di particolari istituzioni scolastiche (come ad esempio istituti agrari, convitti, educandati)
Ridurre al minimo, nelle zone a rischio contagio, gli spostamenti da casa al lavoro. Per fare un esempio, nella sola Emilia Romagna, tali spostamenti coinvolgono la circolazione di almeno 15.000 unità di personale Ata.
Nella stessa nota, le OO.SS. forniscono indicazioni distinte per tipologia di personale e di ruolo svolto:
Attivare la didattica a distanza, ove possibile, in ragione della situazione e delle tecnologie a disposizione della scuola, secondo le modalità di carattere metodologico-didattico indicate dal Collegio dei Docenti, per la durata della sospensione delle attività didattiche (fino al 15 marzo)
Svolgere le riunioni di carattere collegiale attraverso modalità telematica laddove in presenza non sia possibile garantire le prescritte misure igienico-sanitarie (ad es. distanza tra i partecipanti, locali ampi ed arieggiati, ecc.).
tutte le attività funzionali all’insegnamento debbono essere contenute nel monte ore previsto dall’art. 29 del CCNL 2016/2018;
laddove non sia possibile svolgerle secondo le modalità indicate, potranno essere riprogrammate.
6 marzo 2020: Circolare Ministero dell’Istruzione del 6.3.2020 (prot. 278)
Nella circolare, a firma dei due capi Dipartimento Bruschi e Boda, viene ribadito che compete al Dirigente scolastico adottare le misure più idonee in relazione alle specifiche caratteristiche della struttura e alla necessità di contemperare tutela della salute con le esigenze di funzionamento del servizio, per quanto concerne l’attività amministrativa e l’organizzazione delle attività funzionali all’insegnamento.
Viene anche sottolineata l’opportunità di sentire il responsabile del servizio di protezione e prevenzione (RSPP), il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS), la RSU.
In merito all’attività delle scuole la circolare precisa quanto segue:
Servizio Dirigenti Scolastici e Uffici Scolastici Regionali
La circolare richiama l’importante ruolo degli Uffici Scolastici Regionali in termini di collaborazione e supporto ai Dirigenti scolastici, con particolare riferimento ai neo immessi in ruolo, con priorità alle situazioni di particolare criticità. I Dirigenti degli Uffici scolastici regionali potranno autorizzare modalità flessibili di svolgimento della prestazione lavorativa, nei soli casi di impossibilità oggettiva, da parte dei Dirigenti scolastici, di rientrare nelle rispettive sedi di servizio nel caso in cui le stesse siano interessate dai provvedimenti restrittivi del DPCM 1° Marzo 2020° per particolari problemi di salute.
Nelle istituzioni scolastiche chiuse sono annullate tutte le riunioni degli organi collegiali, già calendarizzate, per il periodo previsto.
Nelle istituzioni scolastiche in cui vige la sospensione delle attività didattiche, le riunioni degli organi collegiali e le assemblee mensili degli studenti, già calendarizzate potranno essere posticipate alla fine della fase di sospensione ovvero effettuate con modalità telematiche o in presenza.
Nel caso in cui dette riunioni si svolgano in presenza, andranno in ogni caso assicurate, in relazione all’entità dell’emergenza epidemiologica, misure precauzionali quali un adeguato distanziamento tra i partecipanti, ai sensi delle disposizioni vigenti. Si raccomanda ai dirigenti scolastici, una attenta valutazione in merito alla necessità di convocazione dei predetti organi, evitando convocazioni non improcrastinabili.
In regime di sospensione delle attività didattiche, per il personale ATA e per i docenti inidonei, la valutazione della possibilità di concedere il lavoro agile, a chi dovesse farne richiesta, è attribuita a ciascun Dirigente scolastico, ferma restando la necessità di assicurare il regolare funzionamento dell’istituzione scolastica.
Il lavoro agile fino al 15 marzo, potrà essere concesso se:
il lavoro svolto dal personale risulta gestibile a distanza;
Nel caso di più richieste, il Dirigente scolastico privilegerà nella concessione:
i portatori di patologie che li rendono maggiormente esposti al contagio;
i lavoratori che si avvalgono dei servizi pubblici di trasporto per raggiungere la sede lavorativa;
In regime di sospensione, si raccomanda di limitare l’accesso dell’utenza agli uffici amministrativi delle istituzioni scolastiche garantendo il distanziamento e l’areazione dei locali.
Nelle scuole chiuse le attività di formazione e aggiornamento, i seminari e i convegni, in presenza, sono sospese fino a tutta la durata dell’ordinanza di chiusura.
In caso di sospensione delle attività didattiche, tali iniziative sono sospese fino al 15 marzo 2020.
È sempre possibile erogare formazione in modalità telematica ovvero in presenza, garantendo un adeguato distanziamento, in considerazione del numero dei partecipanti.
La circolare evidenzia la necessità di protezione di soggetti portatori di gravi patologie quali, ad esempio, gli immunodepressi e i malati oncologici, per i quali appare opportuno attivare percorsi di didattica a distanza prevedendo il coinvolgimento diretto – ove ritenuto opportuno – anche dei familiari, al fine di ridurre il rischio di contagio.
Fino al cessare dell’emergenza e comunque fino a diversa comunicazione delle autorità competenti, le attività formative rivolte ai docenti neoassunti 2019-2020, ai docenti impegnati sulle attività di sostegno, ai docenti in servizio, ai dirigenti scolastici neoassunti a.s.2019-2020 e in generale tutte le iniziative di formazione riguardanti il personale della scuola dovranno essere realizzate con modalità telematiche svolte a distanza.
Le misure precauzionali indicate sono rivolte anche alle Associazioni/Enti accreditati ai sensi della Direttiva n.170/2016, che forniscono formazione al personale della scuola e ai dirigenti scolastici.
Le attività sono sospese per tutto il periodo di chiusura o sospensione delle lezioni.
Oltre a quanto previsto dal DPCM per i viaggi di istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche vengono sospese, fino al 3 Aprile 2020, le fasi distrettuali, provinciali o regionali dei campionati studenteschi programmate dalle Istituzioni Scolastiche.
Invalsi ha già comunicato la disponibilità di riprogrammare le date per lo svolgimento delle prove destinate agli studenti, di concerto con le scuole interessate, diramando nuove comunicazioni operative.
Sospeso sino al 3 Aprile 2020 lo svolgimento delle fasi regionali delle Olimpiadi, dei certamina e delle competizioni per studenti. Le nuove date verranno comunicate successivamente, in considerazione dell’evolversi dell’emergenza epidemiologica.
Le iniziative in corso, promosse dalle Direzioni generali centrali, che abbiano in previsione concorsi e premiazioni finali, sono rinviate a date successive al 3 aprile 2020.
Valutata l’opportunità in relazione a rischi di contagio per il personale addetto, è necessario porre in essere le iniziative per conseguire il rinvio delle udienze di comparizione/trattazione fissate per i giudizi innanzi il Giudice Ordinario, laddove non già disposte d’ufficio, così come delle attività assimilabili, concernenti conciliazioni, mediazioni, transazioni in sede giudiziale ovvero stragiudiziale.
8 marzo 2020: DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 8 marzo 2020
Le misure contenute sostituiscono quelle riportate nei DPCM del 1 e 4 Marzo u.s.
Rispetto al DPCM del 4 Marzo 2020 procede a una rimodulazione delle aree ed alla individuazione di ulteriori misure a carattere nazionale tenuto conto delle indicazioni formulate dal Comitato tecnico scientifico. Nelle zone considerate ad alto rischio (“ex zone rosse”) non è più prevista la chiusura delle scuole, ma la sospensione delle attività didattiche. Pertanto, vengono superati i contenuti del DPCM del 4 marzo.
Art. 1 - Misure urgenti di contenimento del contagio nella regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia.
Art. 1 comma e – Fruizione congedi e ferie
Si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del presente decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie.
Art. 1 comma h - Sospensione attività didattiche
Sospesi i servizi educativi per l'infanzia e le attività didattiche in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado, la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni AFAM, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e Università per anziani, i corsi professionali e le attività formative svolte da altri enti pubblici, anche territoriali e locali e da soggetti privati.
Art. 1 comma m) – Procedure concorsuali
Sospese le procedure concorsuali pubbliche e private (TFA???) ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati è effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica.
Art. 2 - Misure per il contrasto e il contenimento sull'intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19
Art. 2 comma h - Sospensione attività didattiche
(identico all’art. 1 comma h(
Art. 2 comma i – Viaggi di istruzione e uscite didattiche
Art. 2 comma l - riammissione a scuola
Art. 2 comma m – Didattica a distanza per studenti con disabilità
Art. 2 comma n ed o – didattica a distanza (Università, istituzioni AFAM)
Art. 2 comma r – Lavoro agile
Può essere applicato, per la durata dello stato di emergenza, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle disposizioni vigenti, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti; gli obblighi di informativa sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell'Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro.
Art. 2 comma s – Fruizione congedi e ferie
Art. 3 comma 1 lettera e – misure di informazione e prevenzione
Art. 3 comma 1 lettera i – misure di informazione e prevenzione
Art. 3 comma 2 lettera d – misure di informazione e prevenzione
Art. 4 comma 1 – Monitoraggio delle misure e compiti del Prefetto
Il prefetto territorialmente competente assicura l'esecuzione delle misure e, ove occorra, si avvale delle forze di polizia, con il possibile concorso del corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali, dandone comunicazione al Presidente della regione e della provincia autonoma interessata.
Art. 4 comma 1 – Sanzioni
Salvo che il fatto costituisca un reato più grave, il mancato rispetto degli obblighi di cui al presente decreto è punito ai sensi dell'articolo 650 del codice penale.
L’art. 650 del codice penale dice: “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a duecentosei euro.”
8 marzo 2020: Nota congiunta FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA, SNALS, GILDA del 8 Marzo 2020
Nella nota le OO.SS chiedono che la possibilità di accedere con priorità a forme di smart working sia consentita anche ai lavoratori pendolari residenti fuori del Comune sede di servizio.
Rispetto al personale Ata ribadiscono che la presenza a scuola del personale ATA deve essere limitata al tempo strettamente indispensabile per l'espletamento dei servizi minimi, inderogabili e indifferibili. Nel caso in cui questi non possano essere resi con modalità a distanza, come ad esempio per i collaboratori scolastici, propongono che tali prestazioni, in accordo con la RSU/Sindacato, siano assicurate attraverso turnazioni e utilizzo di unità ridotte di personale, con l’obiettivo di rispettare le misure di sicurezza finalizzate a ridurre la diffusione del contagio.
Hanno infine ribadito al MI e al MUR la disponibilità ad ulteriori interlocuzioni per trovare soluzioni organizzative che tutelino sia la salute dei lavoratori sia la funzionalità dei luoghi di lavoro.
8 marzo 2020: Istruzioni operative del giorno 8 marzo 2020 del Ministero dell’Istruzione in merito al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Invita gli uffici Scolastici Regionali a continuare a offrire il massimo sostegno ai Dirigenti degli AT e ai Dirigenti scolastici, in special modo a quelli neoassunti anche avvalendosi dei Ds tutor, che rappresentano la “prima linea” di intervento e che sono gravati dal maggior peso dell’emergenza.
Afferma che, per i DS, recarsi sul posto di lavoro costituisce esigenza di servizio, da comprovarsi anche con una semplice dichiarazione resa in caso di controllo. Sono invece da evitare gli spostamenti non necessari.
Ribadisce quanto indicato nella Nota 6 marzo 2020, n. 278 circa la possibilità di stabilire forme di lavoro agile.
Uffici Scolastici Regionalie Ambiti territoriali
Ribadisce le disposizioni previste dalla Nota 6 marzo 2020, n. 278. In particolare, le attività di consulenza vanno svolte in modalità telefonica o on-line e il ricevimento va limitato ai casi indifferibili, autorizzati dal dirigente preposto alla struttura, con le raccomandazioni di cui ai DPCM vigenti.
I dirigenti scolastici organizzano le attività necessarie concernenti l'amministrazione, la contabilità e la didattica, avvalendosi prevalentemente (per quanto possibile) della modalità a distanza, secondo le modalità semplificate previste dalla Nota 6 marzo 2020, n. 278.
Prestazioni dei collaboratori scolastici: il dirigente scolastico constatata l’avvenuta pulizia degli ambienti scolastici, limiterà il servizio alle sole ulteriori prestazioni necessarie non correlate alla presenza di allievi, attivando i contingenti minimi stabiliti nei contratti integrativi di istituto ai sensi della legge 146/90.
Le prestazioni saranno rese, informata la RSU, attraverso turnazioni del personale tenendo presente:
condizioni di pendolarismo per i residenti fuori del comune sede di servizio, dipendenti che raggiungono la sede di lavoro con utilizzo dei mezzi pubblici.
Personale docente: Per quanto concerne il personale docente, la presenza nelle istituzioni scolastiche è strettamente correlata alle eventuali esigenze connesse alla attività didattica a distanza.
L’intera tempistica riferita all’approvazione del conto consuntivo, indicata all’art. 23 del Decreto Interministeriale 28 agosto 2018, n. 129, è prorogata di 30 giorni.
Nelle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione delle zone in parola sono sospese tutte le riunioni degli organi collegiali in presenza fino al 3 aprile 2020.
Sono confermate le disposizioni impartite dalla Nota 06 marzo 2020, n. 278.
Indispensabile attivare la didattica a distanza, al fine di tutelare il diritto costituzionalmente garantito all’istruzione.
L’utilizzo di piattaforme per la didattica a distanza è consentito sia presso l’istituzione scolastica, sia presso il domicilio o altre strutture.
Viene consigliato di evitare, soprattutto nella scuola primaria, la sola trasmissione di compiti ed esercitazioni se non accompagnata da una qualche forma di azione didattica o di semplice contatto a distanza.
Valutazione degli apprendimenti e di verifica delle presenze.
Tutte le piattaforme mettono a disposizione strumenti adeguati. La nota ricorda che la normativa vigente (Dpr 122/2009, D.lgs 62/2017), al di là dei momenti formalizzati relativi agli scrutini e agli esami di Stato, lascia la dimensione docimologica ai docenti, senza istruire particolari protocolli che sono più fonte di tradizione che normativa.
Viene evidenziata l’atipicità della “sospensione delle attività didattiche in presenza” e la contestuale attivazione di forme di didattica a distanza, in cui risulta già impegnato il personale docente con supplenza breve e temporanea.
Nel caso di assenze dei docenti titolari nel corso della sospensione delle attività didattiche in presenza, i dirigenti scolastici valuteranno la necessità di avvalersi dei supplenti, compatibilmente con quanto previsto dalla normativa vigente, con l’obiettivo di garantire la didattica a distanza.
Diario da un mondo sospeso
Inclusione educativa e distanziamento sociale
Non c’è esperienza quando accade una cosa come il corona virus, non c’è norma. Quelle che, tribolando per le fake, arrivano con il telegiornale della notte di sabato o domenica, vanno rispettate. Tra la norma e la tua comunità di docenti, genitori, studenti, personale della scuola che dirigo, l’IC3 di Modena, c’è il buon senso e il sentirsi istituzione. Anzi, il buon senso istituzionale che deve rammendare paura ed assenza. Di 150 lavoratori, 1000 studenti, 2000 genitori, 4000 nonni, chissà quanti fratelli, sorelle, ecc.
Ciò che favoriamo quotidianamente, la relazione per apprendere, improvvisamente vietate. L’esserci fa male, il non esserci fa bene. Le parole come sempre raccontano. “Distanziamento sociale” recita l’ultimo DPCM; il termine descrive la precauzione più importante e, se si riflette, è l’esatto opposto di inclusione sociale. In un tempo pieno di primaria la frequenza occupa un terzo della giornata di un bimbo. Utilizzavo questo argomento per dire quanto fosse importante stare in uno spazio bello. Ecco, ora è venuto meno lo spazio in sé.
Prima settimana: la sorpresa
Si poteva immaginare, ma tra il dire ed il fare, la chiusura sembrava lontana. Invece, chiusura. Nel caos di informazioni e sollecitazioni dei social, delle famiglie, non ho fatto molto. Ho, soprattutto, pensato. Innanzitutto di cercare notizie ufficiali. “Con la firma” diremmo oggi a ben vedere dopo gli ultimissimi avvenimenti, per cercare di capire il meglio per la scuola e, insieme, tranquillizzare tutta la comunità. Istituzionalizzare il problema. La cosa più difficile in un mondo come quello della scuola in cui i social, l’individualismo delle iniziative, possono farla da padrone. Per questo è sempre stato tenuta aperta la comunicazione con il presidente del consiglio di istituto e quelli dei comitati genitori che rappresentano la scuola militante dal punto di vista dei genitori.
Mi sono indirizzato su pochi semplici principi: l’assegnazione delle attività didattiche a casa è competenza dei docenti e non si possono sollecitare; meglio preferire un segnale di presenza relazionale, un dire “ci siamo”; i canali di comunicazione devono essere il più possibile istituzionali, come la posta dei docenti di istituto o la piattaforma adottata dalla scuola o il registro elettronico; l’attenzione a raggiungere tutti, con un occhio particolare agli studenti in difficoltà, i più soli in queste situazioni.
Infatti, è vero che le condizioni cambiano, ma non è concepibile che in una scuola dove si predica la didattica attiva, il sé e l’altro, improvvisamente ci si scatena con i compiti o la didattica a distanza che ha alti tassi di passività! Poniamo tanta cura alle autorizzazioni, al GDPR e poi ci si scatena con i whatsapp? forse siamo arrivati impreparati, ma è stata l’occasione per dire che quel canale non è un canale della scuola. Per i disabili irraggiungibili (nel senso che le famiglie non hanno un gran contatto con la scuola), stiamo rivalutando anche la buca delle lettere! Così è trascorsa la prima settimana lasciando ai docenti grande autonomia di scelta ma soprattutto di pensiero.
Seconda settimana: l’organizzazione e l’allenamento.
Aperta da una mail domenicale rivolta a tutti i docenti, in cui si annunciava qualche indirizzo, visto il prolungamento, è stata quella in cui si è provato a dare un primo indirizzo e, credo, molti si siano attrezzati per la magica formula riscoperta dai meandri delle formazioni tecnologiche: la didattica a distanza. Mi preme fissare un principio facile facile: imparare a fare lezione in una classe in presenza richiede tirocinio effettivo non banale, figurarsi attivare soluzioni di didattica a distanza che non è “la classe senza l’aula più internet e pc”.
Così è nata la prima circolare, “Fare comunità ai tempi della sospensione” https://www.ic3modena.edu.it/circ-263_fare-comunita-ai-tempi-della-sospensione-dal-2-all8-marzo-2020-dpcm-1-marzo-2020/ dove si riprendevano i principi della settimana precedente, l’autonomia e la responsabilità dell’azione docente, l’utilizzo di canali istituzionali, l’importanza dell’approccio relazionale e di compiti di realtà:
“Cari bimbi e ragazzi, teniamoci in forma con il corpo (stare all’aria aperta, pochi videogiochi, ecc.), il cuore (una visita ai nonni, un pomeriggio con mamma e papà, ecc.), la mente (leggere un bel libro, vedere un film in tv, fare un gioco intelligente, scrivere una storia, seguire le indicazioni dei maestri e dei prof se ce le danno, ecc.). “
Come anche evidenziato dal concorso grafico sulle dieci regole di igiene, poi doppiato da quello sulle foto che raccontano il loro tempo.
In più non si poteva non ricordare che, soprattutto i ragazzi più grandi in difficoltà, nei colloqui di fine quadrimestre, erano stati invitati a lavorare da soli, visto che sapevano come recuperare.
Personalmente la preoccupazione più grande era che le attività per gli studenti a casa si traducessero esclusivamente in compiti a casa e che non vi fosse un accordo dei team o, come auspicato, addirittura delle classi parallele. Che, insomma, che potesse diventare – come non è stato – una corsa a date compiti.
“I compiti non sono un surrogato della scuola, solo soltanto una delle tante attività didattiche di sedimentazione e scoperta, e sono legati al processo didattico avviato da ogni team o consiglio di classe in autonomia. In altre parole non hanno il magico potere di sostituire la scuola dell’obbligo che è apprendimento in relazione e in comunità.”
Perciò sono state condivise con i docenti alcune tipologie di attività, come il recupero, l’accompagnamento, il potenziamento, la curiosità; alcuni criteri per individuare modi e contenuti adeguati, come il buon senso, l’autonomia nel destinare attività e lo sfruttamento delle potenzialità tecnologiche messe a disposizione della scuola. Questo ha avuto due risvolti: la scoperta delle loro potenzialità e, al tempo stesso, una sorta di allineamento di condotta nell’uso, importante come risposta complessiva della scuola al disagio delle famiglie. Fissando, anche, da subito i limiti dell’apprendimento a distanza soprattutto in ambito scuola dell’obbligo:
“Come in ogni attività umana anche l’apprendimento a distanza ha le sue regole, i suoi tempi e le sue modalità. Una lezione a distanza in sincrono o in asincrono non è la stessa cosa di una lezione in presenza. Non perché sia meglio o peggio, ma perché è differente. Come sempre, però, può essere l’occasione per tutti noi per imparare…Sull’uso delle potenzialità telematiche decisiva è la certezza di poter raggiungere tutti: se si attivano questi processi bisogna essere certi che TUTTI gli studenti abbiano accesso.”
Infine l’attenzione a coloro che apprendono in maniera diversa, anche attraverso un contatto diretto, cosa che nella quotidianità avviene già normalmente: perché abbandonare questa pratica quando ce n’è più bisogno? Anche solo una telefonata può fare la differenza.
Ecco, il suggerimento di soluzioni semplici sia tecnologiche che didattiche è stato come un mantra, e, al tempo stesso, in una idea di formazione che serva alla scuola, prodromico al rientro alla normalità e ai prossimi anni.
“Non avventuriamoci in soluzioni didattiche mai sperimentate (TEAL, Flipped Classroom, ecc.): tutte le metodologie “differite” hanno dei precisi protocolli per testarne la validità e l’efficacia. Se non le abbiamo mai sperimentate, non mi sembra sia il momento per farlo. Al rientro se siete interessati attiviamo della formazione specifica, eventualmente. Detto chiaramente: dare ai ragazzi argomenti mai fatti spacciandolo per soluzione didattica è una bufala. Lavoriamo tanto su autonomia e responsabilità dei ragazzi. Puntiamo su soluzioni che li aiutino, non che creino ulteriori disparità.”
Terza settimana: quotidianità ed abitudine
La nuova settimana di sospensione ha in qualche modo imposto che le scelte della prima e l’allenamento della seconda fossero messe a regime. Sperimentando anche nuove forme di comunicazione con i docenti, come l’incontro on line del venerdi. In cui sono state fissate un po’ di certezze, ma anche di chiarimenti da effettuare con le famiglie attraverso una nuova circolare. Con la circolare “Fare a scuola ma non a scuola” https://www.ic3modena.edu.it/circ-266_fare-scuola-non-a-scuola-dpcm-4-marzo-2020-art-1-gh-nota-prot-278-del-6-marzo-2020/
Per esempio sull’opportunità di fare lezioni on line in diretta, o sul valore della didattica a distanza nella scuola dell’obbligo.
la scuola è apprendimento in presenza e in gruppo. E la responsabilità è del docente. Anche per i “compiti” che non sono la scuola, nè possono sostituirla.
L’apprendimento, quindi, è fatto di relazione ed autonomia. È come un pendolo: mano che i vostri figli crescono passano da una relazione molto forte fatta di parole, sguardi, attenzioni ad una crescente autonomia. IC3, nei suoi principi, non rinuncia alla relazione neanche quando aumenta l’autonomia.
L’apprendimento a distanza, invece, è sempre del singolo, sia che si tratti di 1 che parli ad uno o a molti, sia di molti che parlano con molti e, quindi, si fonda su una fortissima dose di autonomia e responsabilità tipica degli studenti delle superiori e dell’Università.
Proveremo a fare delle esperienze di insegnamento a distanza ma differenzieremo le esperienze in base all’età e al pendolo “relazione-autonomia”. Dobbiamo imparare anche noi, perché in due settimane stiamo realizzando cose per cui, rispetto alla distanza, pochissimi hanno esperienza.
Quindi NON vi aspettate lezioni on line in diretta che sostituiscano la lezione in classe. Fare lezione in classe richiede un apprendistato di qualche anno, figuratevi spiegare a distanza con 25 alunni che in presenza si possono “sentire” con lo sguardo, la voce, la prossemica per stimolarli e non farli distrarre, mentre on Line sarebbero già altrove, almeno con la mente.
Quindi NON si faranno argomenti nuovi. Nulla sostituisce la lezione del docente per nessuna eta. Allo stesso tempo non ci saranno verifiche e valutazioni che non sono regolate on Line. Si faranno attività ed esperienze di correzione, accompagnamento, arricchimento. Tra queste ricordiamo i due concorsi, sui 10 consigli contro il virus e sulle fotografie durante questa assenza.
Molto importante: nulla è stato perso e nulla è da recuperare. È una situazione che non si prevedeva, esami e invalsi ne terranno conto. Anche noi, però, dobbiamo tener conto che i ritmi di apprendimento ed insegnamento di un bimbo o di un ragazzo non si possono imporre o, peggio, accelerare; o peggio ancora, violare aumentando i contenuti. Non siamo all’università.
L’accordo con i docenti e, al tempo stesso, l’istituzione che si rende garante di tali principi, ha permesso di progettare percorsi diversi a distanza per primaria (più legati a scoperta, esercizio, compiti di realtà) e secondaria (utilizzo di Google classroom e di meet come strumento di condivisione e videoconferenza). Con suggerimenti di equilibrio tra le discipline ed i docenti, anche per evitare che i ragazzi stessero tutto il giorno davanti ad uno schermo.
Una specie di orario di collegamento per la secondaria https://docs.google.com/spreadsheets/d/1lu4KAJGXPOQOkVJAmiZW_pePeFZduDTsnNbkSo6GDpI/edit#gid=2048237271
Anche per l’infanzia: video delle maestre, saluti, piccole attività da fare a casa.
Un bacheca permette di caricare attività anche per classi parallele facilmente esplorabili anche dai telefoni cellulari https://www.ic3modena.edu.it/home/bacheca-ic3-modena/
Uno spazio dedicato a docenti ma anche per le famiglie raccoglie materiali on line che nel frattempo varie istituzioni hanno messo a disposizione https://www.ic3modena.edu.it/dipartimenti-per-competenze-2/didattica-a-distanza-risorse/
Quarta settimana… ad libitum
Distanziamento sociale vs avvicinamento digitale: la didattica dell’appuntamento
Nel momento in cui scrivo nella prima zona dove si trova la mia scuola si prolungherà il tutto fino ad aprile. Ciò significa che i principi e le soluzioni sperimentate saranno sottoposte all’erosione dell’abitudine. L’istituzione, qui, secondo me, ha un ruolo fondamentale. Sia nell’attivare forme diverse per tenere insieme la comunità, sia per incentivare i singoli docenti a non mollare. Avevamo previsto una grande festa al rientro per festeggiare i nuovi ambienti che abbiamo realizzato, avevamo in ballo tante formazioni presso il nostro Future Lab chiamato Spazio Leo, volevamo coinvolgere più docenti della primaria nella sperimentazione sull’autovalutazione e sulla valutazione narrativa.
Nei modi e tempi opportuni ci proveremo, con un software di webinar, creeremo degli appuntamenti, un palinsesto. Una tv! Spazio Leo TV
Individueremo un giorno a settimana, alle 16 faremo la tv dei piccini (letture, un mago…), alle 17 la tv dei ragazzi (conoscere la storia del cinema, art attack, costruire una serra idroponica fai da te), alle 18 “teacher quark”, formazione per i docenti che permetterà di non interrompere i cicli che avevamo avviato in Spazio Leo https://www.ic3modena.edu.it/scuola-secondaria-di-i-grado-mattarella/spazio-l-e-o-learning-expression-on-the-job/
Insomma un gigantesco “Non perdiamoci di vista”.
Cosa resterà del corona virus
Non sviluppo riflessioni psicologiche o relazionali, che pure sono importanti e le scopriremo.
Indico solo tre piste di riflessione.
Il digitale a scuola non può essere più l’ospite mal digerito. Si capirà che può servire e non solo per le emergenze ma per apprendere in modo diverso. Quindi va favorita la formazione sul digitale, sugli strumenti posseduti. Potranno diventare davvero quotidiani.
Qualcuno imporrà al dibattito sulla scuola il tema del “recupero rispetto al programma”. Forse sarà l’occasione per capire che l’apprendimento non è una gara a ostacoli, ma è un processo collegato a tante variabili tra cui il tempo è una potenzialità, non una gabbia.
L’ultima è molto personale: tra le cento cose che chiedo ai genitori l’anno prossimo a inizio anno devo ricordarmi di chiedere se hanno una connessione a casa, di che tipo e con che dispositivo accedono ad internet insieme ai loro figlioli. Metto in agenda perché potrebbe tornarmi utile…
Linee guida per la didattica online e la comunicazione a distanza. Non solo in tempo di Coronavirus.
Qual è il senso del cloud per la scuola.
L’attivazione di strumenti via web, per integrare e/o non interrompere il percorso formativo, è utile sempre, non solo in condizioni di emergenza.
L’uso della rete e dei sistemi cloud è efficace per mantenere i contatti, per informare, per la continuità didattica, nei casi eccezionali in cui la scuola debba restare chiusa, ma allo stesso modo quando si voglia raggiungere studenti con particolari difficoltà (malattia, attività agonistica che comporti assenza dalla scuola, particolari esigenze di supporto e rinforzo degli apprendimenti…) e, comunque, come supporto della normale attività scolastica.
La scuola italiana è pronta?
La domanda più corretta è: quante scuole in Italia sono in grado di garantire un sistema che possa reggere l’onda d’urto di un’emergenza come l’attuale? Un sistema cloud, che superi le mura degli edifici scolastici e renda fruibile il servizio scolastico tramite la rete?
La risposta è: ancora troppo poche.
Nelle scuole sono spesso singoli docenti, che hanno dimestichezza con l’uso delle tecnologie, a proporre attività digitali. Statisticamente, non rappresentano affatto la maggioranza.
Certo, i social proliferano di bravissimi insegnanti, a volte così generosi da condividere in rete le loro esperienze. Docenti a volte “soli” nelle loro stesse scuole.
Il punto è che le iniziative episodiche e frammentate non sono efficaci e sortiscono spesso un effetto disorientante, oltre a non garantire a tutti gli studenti le medesime opportunità.
Per potersi dire “pronto”, ogni istituto scolastico dovrebbe essere dotato di un sistema cloud, studiato e calibrato sulle proprie esigenze. Invece, sono ancora troppo poche le scuole organizzate su un sistema condiviso, fatto di scelte complessive, concertate, strutturate, diffuse e divulgate, accompagnate da opportuna formazione del personale, docente e non docente. Questa è la premessa, in pratica un pre-requisito, ma ancora non è lo standard degli istituti scolastici italiani.
Ogni scuola ha il compito di predisporre scelte in base alla specifica situazione (grandezza dell’istituto, età degli studenti, disponibilità della connessione della scuola e delle famiglie…). Non esistono rapide soluzioni o ricette preconfezionate.
E’ anche vero che, in periodi di criticità, ogni buon sistema già attivato si autoalimenta di nuove soluzioni, ottimizzando gli strumenti a disposizione e affinando nell’emergenza la capacità di gestione della comunicazione e della didattica a distanza.
Sono le domande di questi giorni di chiusura di tutte le scuole del territorio nazionale.
Richieste allarmate da parte di chi (soprattutto come dirigente scolastico, anche neo immesso) deve, d’urgenza, tentare di risolvere il problema, in scuole in cui, fino ad oggi, non se ne è quasi parlato.
Un sistema come quello sopra descritto non si improvvisa, ma si può tentare una breve sintesi, certamente non esaustiva, ad uso dei Dirigenti e degli staff, per la progettazione e l’organizzazione di un sistema cloud dell’Istituto.
In situazione di emergenza, il migliore suggerimento è quello di ottimizzare ciò che c’è già.
Si può partire parte dal sistematizzare, riassumere e rendere esplicite molte delle pratiche di comunicazione, condivisione e didattica online, che già sono presenti ed usuali nelle scuole, ad uso dei docenti, degli studenti e delle famiglie.
In questo momento è fondamentale lasciare da parte il tecnicismo, per fare in modo che chiunque, all’interno del mondo della scuola, possa sentirsi a suo agio nell’approcciarsi alle diverse proposte
Comunicare più velocemente e meglio
Essere potenzialmente in grado di raggiungere il 100% del personale e delle famiglie (se non anche gli studenti, in età opportuna) deve essere il primo obiettivo, ancor prima della didattica a distanza.
La raccomandazione è che ogni Istituto assegni e utilizzi account email della scuola, eliminando l’uso di account privati, in primo luogo per il personale, ma preferibilmente anche per gli studenti più grandi (decisione da assumere anche in base all’età degli studenti, tendenzialmente possibile già dall’ultimo anno della scuola primaria, con i dovuti accorgimenti quale la limitazione all’interno del dominio della scuola).
Come possono “viaggiare” sicure, veloci e massive le comunicazioni nella scuola?
La comunicazione deve essere quanto più possibile “istituzionale” e stabilita dalla scuola. È necessario un organigramma che definisca i ruoli di amministratore dei vari canali.
Va evitato, solo per fare un esempio, che proliferino chat whatsapp tra singoli docenti, studenti e famiglie, per l’invio di compiti, informazioni o altro. Oppure che il singolo docente istituisca un “gruppo” su FaceBook.
Per evitare pratiche improprie, l’Istituto deve garantire le condizioni all’interno delle quali comunicare in sicurezza e bene.
Quindi, ad esempio, si possono organizzare e utilizzare per la comunicazione (in ordine di rapporto efficacia/correttezza):
registro elettronico e Segreteria Digitale. Il Registro Elettronico consente ai docenti di comunicare con le famiglie e gli studenti inserire materiali didattici nell’area dedicata e agli studenti. Tramite la Segreteria Digitale vengono inviate dalla segreteria le comunicazioni alle famiglie.
chat Whatsapp (con comunicazione unidirezionale) o canale Telegram riservato a studenti e utenti.
La proposta didattica quando le lezioni non sono in presenza.
Il minimo che deve essere previsto da ogni scuola è la possibilità che i docenti provvedano alla condivisione di materiali didattici con gli studenti. Non è certo questa la “didattica a distanza”, ma in condizioni di urgenza è un punto di partenza.
Le modalità sono varie, in ordine di semplicità:
possibilità di inviare materiali didattici per mail, utilizzando eventualmente gli account e i gruppi mail già predisposti per classe. Questa modalità è molto semplice e accessibile per i docenti, ma non è ottimale, perchè non crea un archivio consultabile e i materiali rischiano di “perdersi”.
Il Registro Elettronico è già di per sé una piattaforma. Ce l’ha la quasi totalità delle scuole. Quasi tutti i sistemi consentono di inserire materiali didattici, ma non sempre di interagire in modo sincrono, come invece avviene con piattaforme cloud come quelle descritte a seguire.
le vere e proprie piattaforme cloud assolvono alle funzioni di comunicazione, materiali didattici, e molto altro.
Piattaforme cloud per la scuola.
Come per la comunicazione, in una scuola è bene evitare il proliferare di troppe piattaforme, seppure ottime, per le classi, per non costringere docenti, famiglie e studenti ad accessi a strumenti diversi con credenziali diverse.
Google Suite for Education e Office365 Education di Microsoft.
Sono entrambe gratuite, complete di spazio di archiviazione illimitato e applicazioni, conformi alla normativa sulla privacy, attivabili solo da istituzioni educative. La scelta di una o dell’altra può essere valutata anche in base ai device individuali o di laboratorio utilizzati dagli studenti e dai docenti. Presentano più o meno le stesse funzionalità, con impostazioni simili e includono applicazioni dedicate alla gestione di classi virtuali, sia di tipo asincrono (ad es. Google Classroom o Microsoft Teams) che sincrono (Google Meet e Microsoft Teams). Con queste ultime è possibile realizzare lezioni in video conferenza (webinar).
In condizioni di emergenza può essere che qualche studente (o qualche famiglia) sia impossibilitato a collegarsi ad internet e/o sia sprovvisto di dispositivi digitali.
In questo caso, nello spirito di comunità che caratterizza tutte le scuole, può essere utile sollecitare la condivisione degli strumenti a disposizione e l’aiuto reciproco.
Le eventuali situazioni note di difficoltà di accesso alla rete, per qualsiasi motivo, potranno essere gestite dalla scuola, in accordo con le famiglie, anche con modalità alternative rispetto al digitale. Soprattutto nel primo ciclo di istruzione, risultano decisive le reti familiari, i rappresentanti di classe ecc. In tutti i casi, risulta fondamentale la conoscenza dettagliata delle situazioni da parte dei docenti.
Il modo più semplice per non interrompere la continuità del percorso formativo è mantenere la cadenza dell’impegno normalmente previsto, quindi facendo attenzione a non oltrepassare il monte ore delle diverse discipline e il relativo carico di lavoro. Paradossalmente, il rischio è che non si riesca a calibrare il peso delle attività e si esageri.
Si può predisporre l’organizzazione di aule virtuali, anche utilizzando la modalità dei webinar, oppure fornendo indicazioni agli studenti sul lavoro da fare. In questo caso, è bene tenere come riferimento l’orario scolastico, in modo da non creare sovrapposizioni.
Nella pianificazione delle attività, è necessario considerare diversi fattori, tra cui il tempo da passare davanti agli schermi, che deve comunque essere “sostenibile”, sia per gli studenti che per i docenti.
Il carico di lavoro per gli studenti
È importante ricordare che i “compiti” tradizionali sono funzionali alla didattica “normale”, in presenza.
In questo caso, si realizzano esperienze di didattica a distanza, per le quale è necessario ragionare in termini di “attività di apprendimento”.
In sintesi: la didattica a distanza non può risolversi nella mera assegnazione di tradizionali compiti o di studio individuale. In ogni caso, è necessario garantire un feedback sul lavoro svolto ricordando che, a differenza della situazione normale, il compito non è integrativo del lavoro svolto a scuola ma viene ad assumere un ruolo sostitutivo.
Nel primo ciclo di istruzione, inoltre, va tenuto conto dell’età degli alunni, per cui l’interlocutore non è direttamente lo studente (salvo forse negli ultimi anni della secondaria di primo grado) ma le famiglie.
Anche i bambini più piccoli, che frequentano la scuola dell’infanzia e i primi anni della scuola primaria possono essere coinvolti in attività didattiche a distanza, ovviamente con la mediazione delle famiglie. Si potranno progettare, ad esempio, mini-siti web dedicati, nei quali far trovare brevi video o altri contenuti. Molto indicati e semplici da realizzare: letture ad alta voce di brevi testi da parte dell’insegnante o piccole consegne di lavoro in stile tutorial o “Art-Attack”.
Nota: Un riferimento molto interessante è la raccolta di linee guida e strumenti per la didattica a distanza che si trova all’interno della nuova area del sito del Ministero dell’Istruzione sull’emergenza Coronavirus:
Cosa resterà alla scuola una volta finito (speriamo presto) questo periodo di emergenza dovuto al coronavirus? Possiamo considerare quattro aspetti principali.
L’alfabetizzazione scientifica
Il primo aspetto riguarda i virus in sé e le conoscenze che abbiamo in merito a questi organismi. Quanto successo può costituire l’occasione per innalzare complessivamente il livello di conoscenze di base su questi agenti patogeni, ma più in generale sulle conoscenze scientifiche della popolazione studentesca. Questo aspetto assume un’importanza non secondaria anche sul piano della formazione di persone responsabili e critiche in quanto la scienza, nello studiare la realtà, si basa su dati empirici e osservabili, vero antidoto alla nascita di pregiudizi o di notizie prive di fondamento, e sappiamo quanto questo problema sia oggi importante per il nostro Paese.
Un secondo aspetto riguarda le misure che possono essere messe in campo per prevenire o contrastare lo sviluppo dei virus. Alcune di queste misure sono strettamente legate ad abitudini alimentari, norme igieniche e stili di vita che costituiscono oggetto anche di interventi educativi. Ad esempio, abbiamo visto in questi giorni come sia stata frequentemente sottolineata l’importanza delle norme igieniche, ma è da ingenui pensare che certe abitudini si consolidino nel breve periodo: occorre avere in mente un progetto di lungo respiro che, a partire dalle famiglie, trovi ulteriore rafforzamento nel contesto scolastico. E non va dimenticato che in questo campo non si tratta tanto di tenere “lezioni” di igiene, ma di praticare abitudini igieniche anche all’interno della scuola in modo che certi comportamenti diventino degli automatismi. Occorre “perdere tempo” in queste cose.
Un terzo aspetto fortemente enfatizzato nel corso di questo periodo è stato il richiamo alla necessità di fare ricorso alla didattica a distanza. In tutta Italia migliaia di docenti si sono cimentati a fornire agli alunni materiali, videolezioni, esercitazioni e altre proposte didattiche, utilizzando le infrastrutture informatiche. Molte di queste iniziative sono state realizzate all’insegna dell’artigianalità, anche se lo stesso Miur ha allestito una pagina ad hoc molto ricca dedicata proprio alla didattica a distanza (e con materiali completamente gratuiti).
Va sottolineato che la situazione delle singole istituzioni scolastiche è molto diversa rispetto non solo alle tecnologie in dotazione, ma anche e soprattutto in ordine alle esperienze e alle competenze spendibili in questo campo.
Non va inoltre dimenticato che i livelli di fruizione degli stessi alunni sono molto diversi a seconda delle fasce di età e del tipo di scuola frequentato. In ogni caso, per molte scuole si è trattato dell’avvio di un processo che al di là della contingenza specifica può essere sviluppato e approfondito nel prossimo futuro. Tutto ciò a patto che lo si sostenga con adeguati interventi formativi, non solo per quanto concerne l’aspetto tecnologico in sé (utilizzo di macchinari e programmi), ma soprattutto per quel che concerne l’impatto sulla didattica.
Non a caso si parla di “didattica a distanza”. In modo particolare, uno dei nodi principali da affrontare è il ruolo dell’allievo all’interno di un percorso di didattica a distanza o digitale. C’è il fondato rischio che la didattica a distanza si riveli molto più trasmissiva della didattica ordinaria se non viene approfondito questo aspetto. In altre parole, anche la didattica a distanza dovrebbe tentare di creare un contesto significativo di apprendimento. Comunque è stato dato il là, adesso si tratta di vedere se si è in grado di costruire melodie, armonie e ritmi adeguati. Possiamo affermare che finora solo in minima parte sono state sfruttate le possibilità didattiche delle tecnologie. E questo dipende sicuramente dagli applicativi che il mercato offre, ma ancor più dalla formazione professionale dei docenti in questo campo.
Nuove forme di collegialità
Il quarto aspetto attiene al lavoro cooperativo dei docenti. Questa esperienza ha messo in luce che l’ordinaria esplicazione della dimensione collegiale della funzione docente presenta forti limiti quando si tratta di gestire situazioni inusuali come quella del coronavirus. In particolare, mentre da una parte si insiste sull’utilizzo delle tecnologie per la gestione della didattica, dall’altra non si colgono le opportunità che le stesse tecnologie possono offrire per favorire il confronto tra colleghi e per assumere decisioni collegiali. Non sempre è possibile essere presente fisicamente agli incontri collegiali o di programmazione: ma è possibile in teleconferenza o con altri strumenti telematici assumere comunque decisioni in forma collegiale. Sotto questo profilo, forse anche il funzionamento canonico degli organi collegiali deve essere rivisto.
Insomma, la vicenda del coronavirus, al di là dei suoi effetti drammatici e dirompenti sotto vari profili, può fornire lo spunto per rivedere criticamente e in chiave evolutiva alcuni aspetti di funzionamento della didattica e delle istituzioni scolastiche.

References: Art. 20

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