Source: http://www.smi-lazio.org/?p=144
Timestamp: 2020-08-14 02:35:36+00:00

Document:
SMI INCONTRA CAU IN REGIONE PER L' ACCORDO INTEGRATIVO | Sindacato Medici Italiani
118, Attività sindacali, Dirigenza Medica, Guardia Medica, Il giornale, Medici di Famiglia, Medicina dei Servizi, Pediatri, Specialisti, Specializzandi
Lunedi 3 agosto una delegazione della segreteria regionale SMI ( Dott. Polselli, dott.ssa Patrizi e dott. ssa Onotri) unitamente alla delegazione SNAMI ( Dott. Di Donna e dott. Cuffari) ha incontrato il Responsabile ufficio di Coordinamento del Commissario, Dott. Cau.Alla riunione era presente la dott.ssa Coletti.
E’ stato presentato un documento a firma congiunta (SMI-SNAMI) nel quale sono state sintetizzate le criticità che avevano indotto i due sindacati a non firmare il documento adottato come linee guida per l’ AIR lazio e siglato in data 21.7.2009 solo da Fimmg e Intesa Sindacale:
Esiguità delle risorse messe in campo dalla Regione per finanziare la cosiddetta Riorganizzazione del territorio e confusione ragioneristica sui meccanismi di finanziamento dell AIR ;
Problemi organizzativi correlati alle nuove forme organizzative e pericolo per l’ integrità retributiva dei medici stessi;
Scarsa chiarezza su percentuali e ripartizione delle forme associative;
Perplessità sui finanziamenti attribuiti al Centro Regionale di Formazione con richiesta di controllo e verifica del bilancio del Centro medesimo , da ricondursi sotto il Comitato Regionale.
Il clima dell’ incontro è stato disteso e le due delegazioni hanno con chiarezza esposto le problematiche. Cau ha dimostrato sensibilità alle tesi presentate, in particolare sulla questione del Centro regionale di Formazione. Ha confermato le criticità del momento con la urgenza del piano di rientro, manifestando disponibilità a raggiungere un accordo anche con SMI e SNAMI, che possa portare ad un lavoro proficuo sui prossimi tavoli regionali. In allegato il testo del documento presentato.
OSSERVAZIONI CONGIUNTE SMI-SNAMI ALLA PREINTESA PER AIR-LAZIO DEL 21.7.2009
Lo SMI, Sindacato dei Medici Italiani, e lo SNAMI, Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, significativamnte rappresentativi dei MMG del Lazio, circa il Protocollo di intesa relativo all’Ac-cordo integrativo per la Medicina Generale , hanno ritenuto di non doverlo sottoscrivere a tutela degli interessi della categoria che essi rappresentano, avendo evidenziato le seguenti criticità:
1. Non sono state concretamente individuate né quantificate le risorse che si vorrebbero trasferire, negli intenti, e relative a quanto oggi viene “inappropiatamente erogato a livello ospedaliero per reinvestirle sul territorio”, così come dichiarato in premessa.
Ciò venendo meno ad un preciso impegno politico assunto con i cittadini, anche per
sopperire ai disagi derivanti dalla chiusura di tanti pronto soccorso e riduzione dei posti
letto e senza idoneo finanziamento dell’incremento di una idonea assistenza domiciliare.
2. Il Protocollo medesimo, entra nel merito di aspetti organizzativi propri dei tavoli tecnici all’uopo istituiti.
3. Non viene rispettato in pieno quanto previsto nell’ACN per la Medicina generale, reso operativo con dispositivo della Conferenza Stato-Regioni a far data dal 29-7-2009.
4. L’ intero Art. 7 (Finanziamento dell’ Accordo) appare farraginoso e oltremodo intricato di riferimenti, a fronte della chiarezza del precedente AIR , il quale stanziava con chiarezza e semplicità ( Art. 7 BUR 229/2006) 68 milioni di Euro per la realizzazione dei contenuti previsti nell’ accordo.
Dalla lettura dell’ elaborato, siglato solo da alcuni Sindacati della categoria, l’ ammontare dell’ “investimento” proposto dalla Regione Lazio alla Medicina Generale, sarebbe pari a 18.578.948 € , da ritenersi sicuramente insufficienti per un significativo incremento dell’operatività della Medicina del territorio.
La “ristrutturazione della assistenza territoriale”, così nelle dichiarazioni proclamata ed auspicata, si verrebbe, di fatto e nei costi, a realizzare soltanto grazie ad alcuni espedienti ragionieristici:
· stanziamenti recuperati da quote mai investite e già deliberate quindi messe in bilancio, dal precedente accordo della medicina generale:
- Audit Clinico ( 2.400.000 €);
- Scheda di valutazione multidimensionale dell’ anziano ( 3.936.000€).
· Quote relativo al recupero delle quote nazionali spettanti già di diritto ai medici di medicina generale per il 2008 e 2009, quale aumenti contrattuali e oggi (agosto 2009) “concesseci” a titolo di anticipo (1.530.948 €), dopo aver decurtato, peraltro, il costo della campagna vaccinale 2009/2010, per la quale, non si riuscirebbe neanche ad adeguare la obsoleta e miserabile quota di 6.40 a vaccinazione.
· Adeguamento (scarno) del Fondo di Ponderazione per gli anni pregressi (540.062 €)
B)· Storno di fondi derivanti da Progetti Obiettivo Nazionali, deliberati in Conferenza Stato regioni et al., quali il Progetto prevenzione cardiovascolare e il Progetto Igea (4.000.000 € e 3.800.000€);
· Storno di fondi (2.372.000 €), messi a disposizione della categoria da parte del
CEFORMEG.
5. L’ Art.3 (Modalità Organizzative e remunerazione delle UCP) presenta margini di imprecisione e vaghezza su istituti contrattuali strategici, che si rifanno all’ art. 54 e 59 del nuovo ACN per la Medicina generale :
v Occorre evitare ogni possibile confusione tra le Unità di Cure Primarie delle quali si fa riferimento nell’ articolato in oggetto e le Unità Complesse di Cure Primarie, di cui all’ Art. 26 ter del nuovo ACN; appare infatti necessario definire correttamente le “Unità Aggregativa Semplice o complessa” in riferimento al dettato del nuovo AA.NN.
Occorre imprescindibile precisare , per quanto attiene alle modalità e remunerazione delle stesse UCP che si va a ridefinire nella nostra regione, quanto segue:
v Il medico che partecipa a tutte le forme di UCP individuate dal presente accordo, ha diritto al mantenimento del trattamento economico di cui all’ Art. 59 lett. B comma 4-5-6-7 , come modificato ed integrato DGR 229/2006.
Quanto sopra al fine di garantire equità e stabilità di trattamento per tutti i colleghi che , al momento, percepiscono indennità contrattuali conformate in maniera tale da potersi tradurre in una severa “diminutio” retributiva .
* Per esempio: i medici al momento in Associazione e UCP (circa il 50% del numero totale dei medici in associazione) percepiscono un indennità mensile pari a
Associazione : 2.58 €/anno/assistito + 6 €/anno /assistitoUCP = 8,58 €/anno/assistito.
Con il nuovo AIR (così sottoscritto) percepirebbero SOLO 6 ,40 €/anno/assistito, laddove si ritrasformassero in una UCP-S (non a sede unica)
Laddove si riorganizzassero su sede UNICA ( possibili e prevedibili disagi per l’ utenza, costretti a seguire i medici nel necessario accorpamento in sede unica, diversa dalla precedente), lo stesso medico (associazione semplice + vecchia UCP) percepirebbe la nuova quota pari a: 8.60 €/anno /assistito, a fronte delle precedenti 7 .58 €
Analoghe considerazioni si potrebbero fare , con esiti ancora più gravativi, laddove analizzassimo tutte le altre possibili situazioni e profili retributivi dei singoli MMG.
6. Mancata applicazione delle piante organiche di continuità assistenziale
Non è una norma cedevole ed è prevista anche nel nuovo accordo nazionale, ed a questa deve farsi riferimento anche nella preintesa eventuale ad un nuovo AIR.
7. Chiarezza sui fondi attribuiti e/o attribuibili al CEFORMEG:(centro formazione regionale per la medicina generale) che gestisce “l’ 1,5% dello stanziamento generale per la Medicina Generale nel Lazio, fondi destinati per l’ appunto, alla medicina generale, cioè circa 7 milioni di €) incrementati del 5% annuo per coprire il recupero inflattivo” (BUR 229/2006 art. 20).
Stante la esiguità del finanziamento complessivo a disposizione della Medicina Generale e del territorio medesimo, lo SMI e lo SNAMI chiedono:
v Chiarezza sull’ utilizzo dei fondi e dei finanziamenti fin qui utilizzati da parte del Centro;
v L’articolo 20 del precedente AIR venga modificato stabilendo la verifica dei Bilanci di esercizio e previsione del Centro Medesimo, da parte del Comitato regionale ex art. 24 ACN, al fine di garantire la massima trasparenza gestionale.
v Revisione delle struttura medesima del Centro e delle competenze economiche attribuite ai singoli componenti all’interno dello stesso.
Ciò al fine di offrire alla categoria un segnale di attenzione e compartecipazione: laddove si chiedono sacrifici e si lesinano risorse, occorre farlo tutti, e non occuparsi soltanto dello storno diretto di tutta la quota relativa al finanziamento del Corso di Formazione Specifica.
Tali osservazioni rappresentano criticità di straordinaria rilevanza per la categoria oltreché per una reale possibilità di incidere sulla riorganizzazione del territorio.
I Sindacati firmatari del presente documento manifestano piena volontà di collaborare al riassetto della sanità regionale, sensibili al tema degli sprechi e delle inefficienze, ma attenti ad un utilizzo coerente , logico e congruo dei finanziamenti esigibili sia dalla stessa Regione Lazio, che dalla categoria che rappresentiamo.
La segreteria regionale SMI Lazio La Presidenza Regionale SNAMI Lazio
v Chiarezza sull’ utilizzo dei fondi e dei finanziamenti fin qui utilizzati da parte del Centro;v L’articolo 20 del precedente AIR venga modificato stabilendo la verifica dei Bilanci di esercizio e previsione del Centro Medesimo, da parte del Comitato regionale ex art. 24 ACN, al fine di garantire la massima trasparenza gestionale. v Revisione delle struttura medesima del Centro e delle competenze economiche attribuite ai singoli componenti all’interno dello stesso.
· stanziamenti recuperati da quote mai investite e già deliberate quindi messe in bilancio, dal precedente accordo della medicina generale: - Audit Clinico ( 2.400.000 €);- Scheda di valutazione multidimensionale dell’ anziano ( 3.936.000€).
← Il Testo dell' Accordo Regionale 2009
SMI FIRMA UN DOCUMENTO DI INTESA CON SNAMI E CAU PER IL NUOVO AIR →

References: Art. 7
 Art. 7
 Art.3
 art. 54
 Art. 26
 Art. 59
 art. 20
 art. 24
 art. 24