Source: http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/2011/03/
Timestamp: 2018-07-23 03:57:34+00:00

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Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD): marzo 2011
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Perché secondo gli scopi del CCDD (vedi Statuto: https://docs.google.com/fileview?id=0B4Rq-OLHcxbRYzhmMjhmM2YtMWU2YS00MTdkLWExNGMtNDJmM2ZhZGUxNzM4&hl=it) la Democrazia Diretta è una forma complementare e necessaria alla Democrazia Rappresentativa per raggiungere una Democrazia compiuta, così come prefigurata dall'assemblea costituente (padri costituenti), infatti è una delle forme previste dalla nostra Costituzione come esposto all'articolo 1 comma 2, che è sempre stata ostacolata da TUTTI i partiti e le coalizioni che si sono susseguite in 63 anni al potere.
La prova evidente è data dal fatto che la stragrande maggioranza delle amministrazioni locali (a partire dai Comuni) non ha ancora applicato una legge esistente da 21 anni che prevede la partecipazione popolare, quindi strumenti di Democrazia Diretta, negli Statuti e Regolamenti comunali (ora Dlgs 267/00 art. 8 - prima legge 265/99 art. 3 e prima ancora legge 142/90 art. 6).
Essendo la sovranità popolare l'elemento fondamentale di una Democrazia, non riconosciuta e valorizzata da nessuno è più che ovvio mantenersi neutrali politicamente. Per noi i partiti e le coalizioni sono tutti/e allo stesso livello, ovvero usurpatori di un diritto fondamentale di un popolo democratico.
La neutralità politica è di fondamentale importanza per il semplice fatto che l'eccessivo attaccamento ad un partito o ad una coalizione porterebbe molti ad usare la Democrazia Diretta solo per destituire una coalizione politica piuttosto di un'altra e rinunciare ad esercitarla quando governa la coalizione opposta.
Per divenire sovrani occorre tempo ed occorre rivendicare i diritti negati in ogni momento fino a che non siano riconosciuti ed esercitare la sovranità a prescindere da chi governa. Sappiamo bene i trucchi usati dai politici ed i loro sistemi ed è ora di invertire i ruoli assegnando ad ognuno il proprio.
La motivazione o la dichiarazione "fra due mali meglio scegliere il meno peggio" è una motivazione che nel contesto della sovranità popolare non regge. Poiché chi nega, ostacola e calpesta la sovranit popolare, che si raggiungerà con la Democrazia Diretta, non è meno peggio di un altro.
Se poi volessimo esaminare nel corso del tempo trascorso le decisioni prese dalla Casta (formata da tutti i partiti) riguardanti diritti fondamentali come lavoro, ambiente, giustizia, uguaglianza non si salverebbe nessuno (al di là dei loro tentativi di occultare inciuci dando uno la colpa all'altro - evitiamo di fare esempi - almeno in questa nota).
Pubblicato da Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) a 21:09 Nessun commento: Link a questo post
Le obiezioni che spesso si sentono, quando si parla di "Referendum Propositivo" sono quelle che evidenziano il fatto che una legge deve essere esaminata e discussa e non imposta con un "Si" popolare.
Premesso che il Referendum propositivo è già stato introdotto, in qualche modo, in alcuni Statuti e Regolamenti comunali di alcuni Comuni d'Italia e che ha valore territoriale (art. 8 Dlgs 267/00 comma 3) ed esiste a livello nazionale in altri Stati,
occorre sempre cercare la soluzione migliore in relazione alle varie Costituzioni che ogni Paese possiede.
La Costituzione italiana all'art. 71 comma 3 prevede l'iniziativa di legge popolare e se tale principio è spesso disatteso dai rappresentanti eletti (parlamentari) occorre individuare la causa di tutto ciò nella sua legge attuativa:
Premesso che la Costituzione non è intoccabile (come alcuni sostengono) poiché essa stessa prevede integrazioni e modifiche (art. 138 Cost.) e che è stata redatta in un momento difficile della storia italiana e ben 63 anni fa... gli avvenimenti e le evoluzioni portano nel tempo a rendere obsoleto ciò che poteva andar bene un tempo.
In merito al comma 3 dell'art. 71 della Costituzione occorre precisare innanzitutto che i principi costituzionali, essendo appunto principi, necessitano di regole per poterli applicare. Tali regole sono di norma le leggi attuative. La legge attuativa di quanto al comma 3 art. 71 Cost. (iniziativa di legge popolare) è assai blanda (non a caso) poiché stabilisce soltanto a chi vanno presentati i ddl popolari e l'autenticazione delle 50.000 firme dei cittadini sostenitori e non stabilisce la parte essenziale, ovvero il vincolo degli eletti a discuterli. Se la sovranità appartiene al popolo (art. 1 comma 2 Cost.) e questo può esercitarla delegando rappresentanti eletti (art. 55 Cost.) o proponendo al loro posto (art. 71 comma 3 Cost.) è più che ovvio che debbano essere i ddl di iniziativa popolare ad avere la precedenza nella discussione... ma non solo! Siccome un disegno di legge va discusso, è giusto e logico che lo si discuta anche con una delegazione cittadina dei proponenti, se il ddl è di iniziativa popolare. Se deve essere respinto o emendato (modificato) devono sempre esserne motivate le ragioni in presenza della delegazione dei cittadini proponenti, poiché è il sovrano che li propone direttamente. In sostanza il concetto di sovranità popolare come stabilito dalla Costituzione italiana è quello che i rappresentanti eletti decidono fino a che il popolo non interviene direttamente (sognereste mai un sovrano che non abbia la facoltà ed il potere di intervenire direttamente quando lo ritiene opportuno?). Quindi occorrerebbe modificare la legge attuativa dell'iniziativa popolare di cui all'art. 71 comma 3 della Costituzione (legge 352/70) visto che è uno strumento costituzionale già previsto, stabilendo l'obbligo di discussione in sede parlamentare entro un determinato limite di tempo. Se entro tale limiti il ddl popolare non viene discusso o viene respinto con motivazioni poco convincenti... col referendum propositivo il popolo potrebbe imporre al parlamento il ddl presentato. Esempio pratico: Il ddl di Grillo "parlamento pulito" se fosse stata diversa la legge 352/70 stabilendo che entro 1 anno (o 6 mesi) dalla presentazione doveva essere discusso tale ddl e trascorso tale termine si potesse indire referendum propositivo.. il popolo, chiamato alle urne, potrebbe imporre al Parlamento di votarlo così come è stato presentato senza alcuna discussione e/o modifica (avrebbero dovuto/potuto farlo prima.... attendere che sia fatta la legge per poi doverla abrogare con referendum abrogativo (art. 75 Cost.) è assurdo perché i tempi occorrenti per indirlo e fissarlo sappiamo quelli che sono (grazie agli ostacoli posti dalla casta al suo utilizzo) e nel frattempo la legge promulgata potrebbe fare notevoli danni (quelli non si possono abrogare).
Noi dobbiamo modificare e/o introdurre strumenti di Democrazia Diretta sfruttando le opportunità che già ci sono concesse dalla nostra legge fondamentale... credo che sia la via più breve e più percorribile.
Pubblicato da Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) a 15:15 1 commento: Link a questo post
Il referendum del 12-13 giugno 2011 è un referendum ABROGATIVO (si vogliono sopprimere delle leggi ingiuste approvate dal Parlamento). Dunque, vota Sì se vuoi:
- eliminare la legge sul ritorno dell’energia nucleare in Italia
- cancellare il decreto sulla privatizzazione dell'acqua
- sbarazzarti del legittimo impedimento.
Un aspetto negativo del Quorum: Se gli aventi diritto al voto sono 50.000.000 e si recano alle urne per votare "Si" (ovvero per levare di mezzo la legge imposta dal Parlamento) 24.999.999 persone ed 1 sola persona si reca per votare "No", la legge rimarrà (non sarà abrogata) perché non avendo votato la maggioranza degli aventi diritto al voto (25.000.001) il Referendum è NULLO!
Noi ci battiamo per eliminare quel maledetto Quorum perché deve decidere chi vota (non chi se ne frega o da retta ai politici che incitano all'astensione o che fanno una cattiva informazione o non informano neppure la popolazione).
Gli ultimi 24 referendum in Italia sono stati invalidati per mancato raggiungimento del Quorum... bisogna votare sempre i referendum, non importa votare Sì o votare No, ognuno ha diritto di votare ciò che ritiene giusto ma occorre votare per non invalidarlo e spendere inutilmente parecchi milioni di denaro pubblico.
Il quesito riguarda l’abolizione della legge sul legittimo impedimento ed è stato proposto da Italia dei Valori. Il referendum è stato autorizzato dalla Corte di Cassazione dopo che la legge è stata dichiarata parzialmente incostituzionale.
"Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza? "
Il quesito è molto lungo ed articolato e si tratta di abrogare la norma per la realizzazione in Italia di impianti di produzione di energia nucleare. Si vota per abrogare una parte del decreto legge del 25 giugno 2008 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, convertito in legge con modificazioni il 6 agosto 2008.
"Volete Voi che sia abrogato l’art. 23-bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e finanza la perequazione tributaria”, convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 30, comma 26, della legge 23 luglio 2009, n. 99, recante “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”, e dall’art. 15 del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per l’esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea”, convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n. 166, nel testo risultante a seguito della sentenza n. 325 del 2010 della Corte costituzionale? "
"Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito? "
Siccome l'Italia è un paese molto strano nelle questioni elettorali perché i brogli si moltiplicano sempre più (si prega di leggere al seguente link:matita copiativa
E' CONSIGLIABILE INUMIDIRE CON LA LA SALIVA LA PUNTA DELLA MATITA COPIATIVA DATA IN DOTAZIONE PER RENEDERE IL TRATTO VERAMENTE INDELEBILE !
Leggere al paragrafo 81 del seguente documento che cita una sentenza del Consiglio di Stato.
Per ulteriori dettagli sulle modalità di voto e i quesiti referendari cliccate sul link sottostante:
http://www.youtube.com/watch?v=tX6BCDfJiw4
https://www.facebook.com/notes/giordano-brave-bravetti/introduzione-al-referendum-le-ragioni-del-si-e-le-ragioni-del-no-strumenti-per-u/212650738757285
Pubblicato da Bruno Aprile a 18:33 2 commenti: Link a questo post
Prima presentazione della "Settimana della Democrazia Diretta"
Sabato 26 marzo 2011 dalle ore 18.00 alle ore 19.30 alla Fiera "Fa' la Cosa Giusta!" - Fieramilanocity - padiglione 2 - sala Atlantico - Viale Scarampo - ingresso Porta Scarampo, 14 - Milano:
Prima presentazione della "Settimana nazionale della Democrazia Diretta http://retecivicaitaliana.it/le-iniziative/democrazia-diretta/
L'evento è visibile dal programma degli organizzatori della Fiera al seguente indirizzo:
http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache%3A8Isd5G4QaewJ%3Afalacosagiusta.terre.it%2F%3Fidm%3D52&p=convegni+fa+la+cosa+giusta+democrazia+diretta&cd=5&hl=it&ct=clnk&gl=it&source=www.google.it
Vi ricordiamo che come CCDD siamo promotori - alla pari con altri 8 gruppi/reti civiche(trovate l'elenco sul sito www.retecivicaitaliana.it ) - della Settimana nazionale della Democrazia diretta (26 maggio - 2 giugno 2011).
Alla fiera "Fa' la cosa giusta!" faremo una prima presentazione dalle ore 18 alle 19.30 di sabato 26 marzo presso la sala ATLANTICO con:
- Roberto Brambilla (Lista civica Concorezzo - Per il Bene Comune);
- Dario Rinco (Rete Civica Italiana);
- Bruno Aprile (Comitato Cittadino Democrazia Diretta).
Per raggiungere la Fiera e l'ingresso indicato: http://www.tuttocitta.it/tcol/percorsi?cb=0&dv2=Milano+%28MI%29%2C+Italia&ind2=Viale+Lodovico+Scarampo%2C+17&frtb=1&z=1&zd=0.6&cx=9.14297&cy=45.48331&poi=0000&mtp=1&me=0&ae=0&te
Dalla Stazione Centrale prendere metropolitana linea 2 (verde) e scendere a Cadorna FNM quindi cambiare su linea 1 (rossa), prendere treno in direzione Rho Fiera e scendere a Lotto Fiera.
scendere a Lotto Fiera (linea 1 - rossa)
In Filobus:
Linee 90/91 e scendere a Piazzale Lotto
Pubblicato da Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) a 11:44 Nessun commento: Link a questo post
Il mistero delle legge elettorale Porcellum - Ma quale mistero? E' fin troppo evidente il suo scopo
Quando la sovranità che appartiene al popolo viene esercitata SOLO ED ESCLUSIVAMENTE da pochi cittadini (Democrazia Rappresentativa) non solo si può formare col tempo una Casta (in Italia esiste già poiché è divenuto un termine noto) ma si può consolidare quando capisce che il popolo è nelle sue mani.
Non importa quali siano le ragioni che portino 60.000.000 di persone a sottostare al volere di 945 persone a livello nazionale, quello che conta è che 60.000.000 di persone sottostiano al volere di sole 945 persone... nonostante la legge fondamentale della repubblica italiana stabilisca che il popolo non esercita la sua sovranità soltanto ogni 5 anni attraverso il voto elettivo.
Quando la Casta è convinta di mantenere un potere indiscusso sulla popolazione, che divide con finte maggioranze e finte opposizioni di correnti politiche diverse (apparentemente opposte) usa il potere che gli consente di portare avanti i propri obiettivi, quello di fare le leggi.
E' risaputo che uomini "potenti" non sono soltanto all'interno della politica. Ci sono assai più "potenti" al di fuori della politica che nel suo interno che oltre ad avere rubato o vissuto nell'illegalità per parecchio tempo anche se scoperti la fanno franca (evito di fare nomi perché alcuni sono ben noti).
Una legge elettorale come quella che abbiamo in Italia da 5 anni serve solo ed esclusivamente a piazzare le persone giuste al momento giusto nel posto giusto per portare avanti determinati obiettivi che forse persone oneste o con poche "conoscenze" non potrebbero portare avanti.
Ovviamente chi architetta un simile piano deve impedire che siano i cittadini a scegliere DIRETTAMENTE i rappresentanti (ecco perché la Costituzione forse prevedeva la scelta diretta dei parlamentari - artt. 56 e 58 Cost.) e con una legge elettorale che consente a non si sa chi esattamente di scegliere i parlamentari la Casta raggiunge il suo obiettivo.
Non è necessario che tale obiettivo duri in eterno... è sufficiente che duri il tempo necessario affinchè le persone più adatte a compiere certi lavori (vuoi per esperienza, vuoi per conoscenze particolari, vuoi per indole) li portino a termine. Questi lavori possono essere: Leggi, accordi, scambi, etc. che solo chi ricopre una determinata funzione può meglio portare avanti.
Una volta raggiunti gli obiettivi prefissati si possono anche togliere di mezzo le persone "giuste", perché il momento "giusto" è trascorso e quindi si può cambiare miracolosamente la legge elettorale ripristinando magari la preferenza o la scelta nominativa del candidato cosicché il sistema politico/rappresentativo conservi pure i consensi dell'elettorato che stava forse perdendo fiducia in esso.
E' tutto di una semplicità estrema ed il minimo che un cittadino veramente dotato di senso civico e di amore per la Costituzione, la Legalità e la Democrazia possa fare è rifiutarsi di votare fino a che questa legge è in vigore. Non importa quali escamotage userà la Casta l'importante è sentirsi almeno a posto con la propria coscienza.
Da questo dovremmo anche comprendere che è indispensabile che il popolo possa bloccare sul nascere le leggi poiché pur avendo il potere di abrogarle una volta fatte, il popolo non potrebbe esprimersi ogni volta attraverso il referendum abrogativo... perchè le leggi che sfornano gli eletti sono tantissime ed in breve tempo. Basterebbe regolamentare con legge la Petizione popolare o introdurre il referendum confermativo anche per leggi ordinarie.
Bruno Aprile - tel. 3472954867 - Locate Varesino (CO) - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta -
Pubblicato da Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) a 11:28 Nessun commento: Link a questo post
Sovranità popolare - Democrazia - Neutralità politica
Come si possono mettere in stretta relazione queste parole?
- La Sovranità popolare si avrà quando il popolo potrà avere l'ultima parola, se la vorrà esercitare, per mezzo di ogni suo componente. La Democrazia Diretta è lo strumento che potrà portare alla Sovranità popolare ed è prevista dalla nostra Costituzione.
- La Democrazia infatti significa: "Potere del popolo" e non dei suoi rappresentanti eletti che hanno fallito nell'applicare i primi 12 articoli della Costituzione italiana e sono ben lontani dall'obiettivo.
- La neutralità politica è indipendenza da ciò che viene divulgato dai vari partiti politici ed è frutto di attente analisi e si otterrà solo ed esclusivamente dall'analisi della Legge fondamentale dello Stato, la Costituzione. Se non si esamina questa si rimarrà soltanto succubi della demogogia e della propaganda di parte divulgata attraverso i media dalle forze politiche apparentemente in contrasto fra loro ma, in realtà, unitè nel perseguire l'unico scopo di dividere la popolazione confondendola (v. ad es. http://www.oltrelacoltre.com/?p=9936)
In breve, ciò che afferma una corrente politica deve essere confrontato con ciò che prevede la Costituzione nella sua sostanza perchè questa è l'unico punto di riferimento/parametro di paragone (essendo legge fondamentale) altrimenti si rimarrà sempre in balia di coloro che parlano per mestiere, chi da una parte e chi dall'altra.
I tre Organi/poteri dello Stato sono:
Legislativo (Parlamento = Camera dei Deputati e Senato della Repubblica) unico organo che in origine era formato da cittadini scelti dal popolo (ora non più). Artt. 56 e 58 Cost.
Esecutivo (Governo = Ministeri) organo i cui membri sono scelti dal primo Ministro ma confermati dal Parlamento. Artt. 92 e 94 Cost.
Giudiziario (Magistratura) organo i cui membri sono scelti in parte per concorso (magistratura ordinaria) ed in parte dal Parlamento (1/3) e magistrati comunque non scelti dai cittadini (2/3) riguardo al Consiglio Superiore della Magistratura - Art. 104 Cost., e in parte dal Presidente della Repubblica (1/3), in parte dal Parlamento (1/3) e in parte da alti magistrati non scelti dai cittadini (1/3) riguardo alla Corte Costituzionale.
Se l'organo più importante, che è il Parlamento in quanto i suoi membri sono scelti dai cittadini sovrani attraverso le elezioni, non funziona o viola la Costituzione italiana non potranno funzionare nemmeno gli altro organi di Stato condizionati ed in parte scelti da questo.
La Costituzione italiana nel suo contesto evidenzia che NESSUNO dei tre organi di Stato è sovrano ma soggetto al popolo (questo invece è infatti sovrano):
I membri del Parlamento possono essere sostituiti dal popolo con le elezioni (se gli fosse permesso) e corretti con strumenti di Democrazia Diretta di cui agli artt. 50, 71, 75 e 138 Cost.
Il Governo può essere revocato dal Parlamento - art. 94 Cost.
I membri della magistratura sono soggetti alla legge (nell'esercizio delle loro funzioni) - art. 101 Cost. e sono sia criticabili e sia disciplinabili - artt. 105 e 107 Cost.
Se l'applicazione di tali principi costituzionali non trova riscontro nella realtà il popolo oltre a non essere per nulla orientato verso la sovranità sarà sempre e solo strumentalizzato e soggiogato da chi fa politica all'interno dei partiti (Casta).
Allo stato attuale (attuale da 5 anni) il popolo avrebbe dovuto quanto meno rifiutare di votare fino a che non fosse ripristinata la scelta dei rappresentanti su richiesta del popolo stesso (e non di rappresentanti di esso - che non hanno intenzione di provvedere in merito) attraverso i principi costituzionali di cui agli artt. 50, 71, 75 e 138 Cost. finora ostacolati INGIUSTAMENTE.
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Etichette: Neutralità politica
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Etichette: La Gallina dalle uova d'oro
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References: art. 8
 art. 3
 art. 6
 art. 71
 sentenza 
 sentenza 
 Art. 104
 art. 94
 art. 101