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Statuto dell Università degli Studi di Milano - Bicocca. Capo I Disposizioni fondamentali - PDF
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1 Statuto dell Università degli Studi di Milano - Bicocca Capo I Disposizioni fondamentali Art. 1. Principi generali 1. L'Università degli Studi di Milano - Bicocca [d'ora in avanti: Università] è una comunità ad autonomia costituzionalmente garantita nell'ambito dei principi fissati dalle leggi dello Stato e ordinata in forma di istituzione pubblica dotata di personalità giuridica. Fini primari sono la promozione e l'organizzazione della ricerca scientifica, l'istruzione superiore, la formazione culturale e civile della persona e l'elaborazione di una cultura fondata sui valori universali dei diritti umani, della pace, della salvaguardia dell'ambiente e della solidarietà internazionale. 2. L'Università si propone di favorire lo sviluppo di un sapere critico, aperto allo scambio di informazioni e alla cooperazione e interazione con altre culture, con la partecipazione a pieno titolo, nell'ambito delle rispettive competenze, funzioni e responsabilità, di docenti, studenti e personale tecnico - amministrativo. 3. L'Università, in conformità ai principi costituzionali, afferma il proprio carattere pluralistico e laico e la propria indipendenza da ogni condizionamento e discriminazione di carattere etnico, ideologico, religioso, politico, economico e di genere; assicura inoltre pari opportunità sotto ogni profilo. 4. L'Università svolge le sue funzioni istituzionali in conformità agli obiettivi generali della propria politica culturale di ricerca e di insegnamento e, nel rispetto della libertà dei singoli, predispone specifici programmi e progetti di sviluppo, tenendo conto delle esigenze delle diverse aree culturali. 5. L'Università partecipa alla programmazione pluriennale della ricerca scientifica e tecnologica e al piano nazionale di sviluppo del sistema universitario. Concorre inoltre alla programmazione regionale sanitaria. Al fine di garantire una appropriata formazione culturale e professionale ai propri studenti, essa si propone di stipulare rapporti di cooperazione, atti convenzionali, contratti e ogni forma di accordo con amministrazioni dello Stato, nonché con soggetti pubblici o privati. 6. L'Università organizza al suo interno la valutazione del raggiungimento delle proprie finalità istituzionali e, anche attraverso il decentramento amministrativo, informa la propria azione all'osservanza dei principi di trasparenza, pubblicità e partecipazione e a criteri di efficacia ed efficienza; impronta inoltre l'organizzazione e il funzionamento di ogni suo ambito ai principi dell'imparzialità e del buon andamento dell'azione amministrativa. 7. L'Università persegue lo sviluppo degli scambi internazionali di docenti e studenti. Art. 2. Libertà di ricerca e di insegnamento. Diritto allo studio. 1. L'Università garantisce a professori e ricercatori libertà e autonomia nella scelta degli indirizzi, nell'organizzazione e nella conduzione degli studi. Realizza adeguate strutture e supporti tecnici consentendone il più ampio utilizzo. Favorisce l'accesso ai finanziamenti e definisce le modalità di distribuzione delle risorse assegnate dal bilancio di ateneo o provenienti da soggetti esterni. Promuove la collaborazione interdisciplinare e interateneo. Verifica la produttività scientifica e il 1
2 corretto utilizzo delle risorse. Garantisce a professori e ricercatori periodi di attività destinati alla sola ricerca. 2. L'Università favorisce l'insegnamento finalizzato a promuovere apprendimento critico, motivazione all'approfondimento e alla ricerca, confronto di idee. Garantisce la libertà di insegnamento di ogni docente riguardo ai contenuti, ai metodi e ai criteri di valutazione, nel rispetto della coerenza con l'ordinamento e la programmazione degli studi. Persegue la qualità e l'efficacia della didattica attraverso lo stretto collegamento tra insegnamento e ricerca, promuovendo ogni possibile attività di orientamento, informazione e sostegno agli studenti e rendendo espliciti i criteri e le forme della valutazione. Garantisce che l'efficacia dell'insegnamento venga verificata e valutata anche con il contributo degli studenti. 3. L'Università promuove ogni possibile iniziativa per rendere effettivo il diritto allo studio. Predispone, in eventuale collaborazione con altri soggetti pubblici o privati, strumenti e iniziative che agevolino la frequenza e lo studio anche per gli studenti portatori di handicap. Organizza attività di orientamento e di tutorato, favorisce e sostiene le attività organizzate e gestite dagli studenti intese a rendere più produttivo lo studio e a promuovere iniziative culturali, sportive e ricreative. 4. L'Università, oltre allo svolgimento dell'insegnamento nei diversi livelli previsti dall'ordinamento, può partecipare anche in collaborazione con altri soggetti pubblici o privati all'aggiornamento professionale e permanente. Art. 3. Autonomia della gestione 1. L'Università gestisce in autonomia le attività necessarie al conseguimento dei propri fini istituzionali nei limiti della normativa vigente, in particolare per quanto riguarda sia le modalità di finanziamento sia le forme di collaborazione con soggetti pubblici o privati. Art. 4. Fonti normative 1. In applicazione dell articolo 33 della Costituzione e nel rispetto delle norme generali sull ordinamento universitario, l Università adotta i regolamenti didattici, organizzativi e finanziari previsti dalla normativa vigente, nonché eventuali altri regolamenti. 2
3 Capo II Organi di governo Art. 5. Definizione 1. Gli Organi di governo dell Università sono il Rettore, il Senato accademico e il Consiglio di amministrazione. Art. 6. Rettore 1. Il Rettore rappresenta l Università a ogni effetto di legge e svolge funzioni generali di impulso, di indirizzo e di vigilanza. Promuove e attua strategie per lo sviluppo dell ateneo intese a tutelare e potenziare il perseguimento dei fini istituzionali. Assicura l unitarietà degli indirizzi espressi dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione ed è responsabile della attuazione delle loro deliberazioni. 2. Il Rettore, in particolare: a) convoca e presiede il Senato accademico e il Consiglio di amministrazione, predisponendone l ordine del giorno, ne coordina le attività e vigila sulla esecuzione delle rispettive delibere; b) emana lo Statuto e i regolamenti dell Università, curandone la raccolta in forma ufficiale; c) impartisce le direttive per assicurare il buon andamento delle attività, vigila sulla corretta applicazione delle norme universitarie e garantisce l autonomia didattica e di ricerca dei docenti, nonché i diritti degli studenti; d) esercita l autorità disciplinare secondo la normativa vigente; e) firma gli accordi in materia didattica, scientifica e culturale e ogni altro contratto, atto o convenzione la cui sottoscrizione non sia affidata al Direttore amministrativo o ai responsabili delle strutture decentrate, in quanto delegati; f) adotta, in situazioni di comprovata urgenza, provvedimenti di competenza del Senato accademico o del Consiglio di amministrazione, sottoponendoli, per la ratifica, agli organi competenti nella prima seduta utile; g) esercita tutte le altre attribuzioni previste dalla normativa vigente. 3. Il Rettore è eletto tra i professori di prima fascia dell Università che abbiano optato o che optino per il regime di impegno a tempo pieno in caso di elezione ed è nominato secondo la normativa vigente. Il Rettore dura in carica quattro anni accademici ed è rieleggibile consecutivamente una sola volta. 4. L elettorato attivo spetta: a) ai professori di ruolo e fuori ruolo; b) ai ricercatori confermati, nonché a quelli non confermati eletti nel Consiglio di amministrazione; c) ai rappresentanti del personale tecnico-amministrativo eletti nel Senato accademico, nel Consiglio di amministrazione e nella Consulta del personale tecnico - amministrativo; d) ai rappresentanti degli studenti eletti nel Senato accademico, nel Consiglio di amministrazione e nel Consiglio degli studenti. 5. Le date delle votazioni per l elezione del Rettore sono fissate dal Decano dell Università in giorni non consecutivi. 6. Nel caso di cessazione anticipata dalla carica, la data della prima votazione è compresa tra il trentesimo e il sessantesimo giorno dalla cessazione stessa. 7. Il Rettore è eletto: a) nelle prime due votazioni a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto; b) nella terza votazione a maggioranza assoluta dei votanti, purché alla votazione abbia partecipato la maggioranza degli aventi diritto; c) nella quarta votazione con il sistema del ballottaggio fra i due candidati che nella terza 3
4 votazione abbiano riportato il maggior numero di voti, purché vi abbia preso parte almeno un terzo degli aventi diritto. In ognuna delle votazioni, si procede comunque allo spoglio dei voti. 8. È eletto chi ha riportato il maggior numero di voti; in caso di parità, è eletto chi ha maggiore anzianità nel ruolo e, in caso di ulteriore parità, chi ha maggiore anzianità anagrafica. Art. 7. Pro - Rettore e delegati del Rettore 1. Il Rettore nomina con proprio decreto il Pro - Rettore, scelto tra i professori di prima fascia che abbiano optato o che optino per il regime di impegno a tempo pieno, con compiti di supplenza in tutte le sue funzioni nei casi d impedimento o di assenza. In tutti i suddetti casi spettano al Pro - Rettore i poteri, i diritti e gli obblighi del titolare della carica. 2. Il Rettore può inoltre nominare fra i professori di ruolo e fuori ruolo suoi delegati per l assolvimento di specifiche funzioni o particolari compiti. 3. Il Rettore può nominare fra i professori di ruolo e fuori ruolo suoi delegati con esclusivo potere di firma. 4. Il mandato del Pro - Rettore e dei delegati termina con quello del Rettore che li ha nominati. 4
5 Art. 8. Senato accademico 1. Il Senato accademico definisce la politica generale e le strategie di gestione e di sviluppo dell Università, esercitando tutte le competenze relative alla programmazione e al coordinamento delle attività della medesima, fatte salve le attribuzioni delle singole strutture didattiche, scientifiche e amministrative. 2. Il Senato accademico, in particolare: a) formula i piani di sviluppo dell Università e li trasmette al Consiglio di amministrazione; b) definisce gli obiettivi e le priorità per la predisposizione del bilancio di previsione, nonché i criteri per la distribuzione alle strutture didattiche, scientifiche e amministrative delle risorse finanziarie, di personale tecnico - amministrativo e di spazi; c) promuove e coordina le attività didattiche e scientifiche dell Università; d) propone al Consiglio di amministrazione l ammontare dei fondi da destinare alla ricerca e la loro ripartizione; e) delibera la ripartizione tra le Facoltà dei fondi stanziati a bilancio per la copertura dei costi per professori e ricercatori; f) istituisce, su proposta delle Facoltà, i posti di professore di ruolo di prima e di seconda fascia e di ricercatori universitari; g) delibera, sentito il Consiglio degli studenti, la suddivisione della quota dei contributi a carico degli studenti stanziata a bilancio per il potenziamento delle strutture e dei servizi didattici, nonché l istituzione delle borse di studio e i criteri per l assegnazione delle medesime, per gli esoneri dalle tasse e dai contributi universitari e per le altre forme di contribuzione economica; h) delibera la costituzione, la modifica e l eventuale disattivazione dei Dipartimenti e delle altre strutture per la ricerca, e dirime le questioni di afferenza dei professori di ruolo e fuori ruolo e dei ricercatori; i) delibera, con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, la composizione delle aggregazioni dipartimentali e dei settori di cui al comma 3 lettere c) e d); l) delibera, nell ambito della normativa vigente, l eventuale numero programmato per i diversi corsi di studio; m) delibera l attivazione e la disattivazione delle Facoltà, dei corsi di laurea e di laurea magistrale, delle Scuole di specializza-zione, dei master universitari di primo e secondo livello, dei corsi di perfezionamento e delle altre iniziative didattiche, nonché delle connesse strutture di servizio; n) delibera annualmente l offerta formativa su proposta dei Consigli di Facoltà; o) delibera l attivazione dei corsi di dottorato di ricerca; p) delibera i Regolamenti d ateneo, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, fatto salvo il parere vincolante del Consiglio di amministrazione sugli aspetti finanziari e contabili e ad eccezione di quelli indicati all articolo 9 comma 2 lettere f) e g); q) dirime le questioni di legittimità sui regolamenti delle strutture didattiche e di ricerca; r) designa i componenti del Collegio dei Revisori dei conti; s) approva le convenzioni nelle materie di sua competenza, fatto salvo il parere vincolante del Consiglio di amministrazione sugli aspetti finanziari e contabili; t) approva la partecipazione dell Università a forme associative ai sensi dell articolo 33, previa delibera del Consiglio di amministrazione relativamente a eventuali quote di adesione; u) svolge tutte le altre funzioni previste dalla normativa vigente. 3. Il Senato accademico, rappresentativo delle diverse competenze che concorrono alla gestione delle strutture centrali e periferiche, è composto: a) dal Rettore, che lo presiede; b) dai Presidi di Facoltà; c) da quattro Direttori di Dipartimento eletti dai professori di ruolo e fuori ruolo e dai ricercatori in altrettanti collegi costituiti da ciascuna delle seguenti aggregazioni dipartimentali: scienze giuridiche ed economico statistiche; scienze naturali; scienze mediche e bioscienze; scienze sociali, psicologiche e della formazione; 5
6 d) da tre rappresentanti del personale tecnico - amministrativo eletti in altrettanti collegi costituiti da ciascuno dei seguenti settori: didattica; ricerca; amministrazione centrale; e) da tre rappresentanti degli studenti eletti secondo la normativa vigente. 4. I componenti eletti del Senato accademico restano in carica tre anni accademici, a eccezione delle rappresentanze studentesche che restano in carica due anni. 5. Il Pro - Rettore partecipa senza diritto di voto alle sedute del Senato accademico. 6. Il Direttore amministrativo partecipa senza diritto di voto alle sedute del Senato accademico e svolge le funzioni di segretario, assistito per la verbalizzazione da un funzionario da lui designato. 6
7 Art. 9. Consiglio di amministrazione 1. Il Consiglio di amministrazione esercita, in conformità allo Statuto, le funzioni di indirizzo in materia amministrativa, finanziaria ed economico patrimoniale dell Università, fatti salvi i poteri di gestione riservati alle singole strutture didattiche, di ricerca, di servizio e a ogni altro centro di responsabilità. 2. Il Consiglio di amministrazione, in particolare: a) delibera il bilancio preventivo e approva il rendiconto dell Università; b) delibera, sulla base dei criteri fissati dal Senato accademico, le assegnazioni delle risorse economiche ai centri di responsabilità, con finalità autorizzativa della spesa; c) definisce gli obiettivi e i programmi della struttura amministrativa e verifica la rispondenza dei risultati agli indirizzi impartiti; d) delibera, sulla base dei criteri fissati dal Senato accademico e tenendo conto delle compatibilità economico finanziarie, l ammontare delle tasse e degli altri contributi universitari, gli esoneri dalle tasse e dai contributi, l importo delle borse di studio e degli assegni di ricerca, nonché delle altre forme di contribuzione economica; e) delibera, sulla base dei criteri definiti dal Senato accademico e sentito il Direttore amministrativo, la distribuzione del personale tecnico amministrativo fra le strutture amministrative, didattiche e scientifiche; f) delibera, con la maggioranza assoluta dei suoi componenti, sentito il Senato accademico, il Regolamento d ateneo per l amministrazione, la finanza e la contabilità; g) delibera il Regolamento di attuazione delle norme di legge sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso ai documenti amministrativi; h) esprime il proprio parere vincolante in ordine ai profili concernenti la gestione amministrativa, finanziaria ed economico patrimoniale eventualmente disciplinati dagli altri regolamenti dell Università; i) esercita le competenze dell Università in tema di pro-grammazione di opere pubbliche; delibera, sentito il Senato accademico, il piano di sviluppo delle infrastrutture universitarie; l) approva i progetti delle opere da eseguirsi da parte dell Università; m) delibera i bandi per l affidamento dei contratti di appalto di lavori, servizi e forniture nei casi in cui sia necessario attivare una procedura a evidenza pubblica; n) approva i contratti relativi a forniture, servizi e lavori non rientranti nelle sfere di competenza dei singoli centri di responsabilità; o) esprime parere vincolante sugli aspetti finanziari e contabili delle convenzioni approvate dal Senato accademico ai sensi della lettera s) comma 2 dell articolo 8; p) esercita tutte le altre competenze previste dalla legge e dai Regolamenti d ateneo. 3. Il Consiglio di amministrazione è composto: a) dal Rettore, che lo presiede; b) da tre rappresentanti eletti dei professori di prima fascia; c) da tre rappresentanti eletti dei professori di seconda fascia; d) da tre rappresentanti eletti dei ricercatori; e) da tre rappresentanti eletti del personale tecnico - amministrativo; f) da tre rappresentanti eletti degli studenti; g) da un rappresentante del Ministero dell Università e della Ricerca; h) da un massimo di quattro rappresentanti di soggetti pubblici o privati, che concorrano in via ordinaria alle spese di funzionamento dell Università con un contributo annuo non inferiore a un ammontare fissato dal Senato accademico; i) dal Direttore amministrativo, che svolge le funzioni di segretario, assistito per la verbalizzazione da un funzionario da lui designato. 4. I rappresentanti di cui al comma 3 lettere b), c) e d) sono eletti dalle rispettive categorie, con il limite complessivo di non più di due rappresentanti per ciascuna Facoltà. 5. I rappresentanti di cui al comma 3 lettera e) sono eletti in un collegio unico. 7
8 6. I rappresentanti di cui al comma 3 lettera f) sono eletti secondo la normativa vigente e sono aumentati di una unità qualora i rappresentanti di cui al comma 3 lettera h) siano in numero maggiore di due. 7. I rappresentanti di cui al comma 3 lettere g) e h) non possono essere dipendenti dell Università e durano in carica sino alla scadenza del mandato dei rappresentanti di cui al comma 3 lettere b), c), d) ed e) ancorché nominati successivamente all elezione di questi ultimi. 8. I componenti eletti del Consiglio di amministrazione restano in carica tre anni accademici a eccezione delle rappresentanze studentesche che restano in carica due anni. 9. Il Pro - Rettore partecipa senza diritto di voto alle sedute del Consiglio di amministrazione. Art. 10. Regolamento di funzionamento 1. Ciascun Organo collegiale di governo adotta il proprio Regolamento di funzionamento. 8
9 Capo III Organi rappresentativi, consultivi e di controllo Art. 11. Collegio dei Direttori di Dipartimento 1. Il Collegio dei Direttori di Dipartimento è composto da tutti i Direttori di Dipartimento dell'università. 2. Il Collegio elegge al proprio interno il presidente e il segretario. 3. Il Collegio può presentare al Senato accademico e al Consiglio di amministrazione documenti e proposte in materia di ricerca scientifica e di organizzazione dei Dipartimenti. 4. Gli uffici amministrativi sono tenuti a fornire al Collegio i dati da esso richiesti per la redazione dei documenti e delle proposte di cui al comma 3. Art. 12. Consiglio degli studenti 1. Il Consiglio degli studenti è la struttura preposta all organizzazione autonoma degli studenti dell Università, nonché alla diffusione delle informazioni di interesse degli stessi. 2. Il Consiglio esprime parere: a) sul Regolamento didattico d ateneo; b) sulla determinazione dei contributi e delle tasse a carico degli studenti dei corsi di laurea e di laurea magistrale; c) sugli interventi di attuazione del diritto allo studio 3. Il Consiglio può fare proposte e sollecitare inchieste conoscitive a tutti gli organi accademici su argomenti inerenti l attività didattica, i servizi per gli studenti e il diritto allo studio. 4. Il Consiglio è composto da diciannove rappresentanti, di cui almeno uno per ciascuna Facoltà, eletti da tutti gli iscritti ai corsi di laurea e di laurea magistrale dell Università. Le sedute del Consiglio possono essere pubbliche, secondo quanto stabilito dal Regolamento di cui all articolo Il Consiglio elegge al proprio interno il presidente e il segretario. 6. Il Consiglio resta in carica due anni. 7. Il Rettore garantisce al Consiglio le risorse e le strutture necessarie all espletamento dei propri compiti. Art. 13. Consulta del personale tecnico - amministrativo 1. La Consulta del personale tecnico - amministrativo è composta da quindici rappresentanti del personale stesso ed è presieduta dal componente eletto col maggior numero di voti; a parità di voti, dal componente con maggiore anzianità di servizio. La Consulta elegge al proprio interno il segretario. 2. La Consulta resta in carica tre anni accademici. 3. La Consulta può presentare agli Organi di governo documenti e proposte su questioni attinenti il personale tecnico amministrativo. 4. La Consulta, per quanto di sua competenza, esprime parere: a) sui piani di sviluppo dell Università e lo trasmette al Senato accademico ai sensi del comma 2 lettera a) dell articolo 8; b) in merito ai piani di formazione ed aggiornamento professionale per il personale tecnico amministrativo; c) in merito ai regolamenti di interesse per il personale tecnico amministrativo. 5. Gli uffici amministrativi sono tenuti a fornire alla Consulta i dati da essa richiesti per la redazione dei documenti e delle proposte di cui al comma 3. 9
10 Art. 14. Nucleo di valutazione 1. Il Nucleo di valutazione è nominato dal Rettore, sentito il Senato accademico, per l assolvimento delle funzioni e degli adempimenti previsti dalla normativa vigente. 2. Il Nucleo è formato da sette componenti, di cui almeno due nominati tra studiosi ed esperti nel campo della valutazione anche in ambito non accademico e uno studente nominato dal Rettore su indicazione del Consiglio degli Studenti. 3. Il Nucleo resta in carica tre anni accademici a eccezione delle rappresentanze studentesche che restano in carica due anni. I suoi componenti possono essere confermati consecutivamente nell incarico una sola volta. 4. Ai fini dello svolgimento delle proprie attività, il Nucleo adotta idonei parametri di riferimento, ivi compresi quelli fissati dagli organi nazionali deputati alla valutazione del sistema universitario. 5. Il Nucleo dispone di piena autonomia operativa. A tal fine l Università garantisce il necessario supporto amministrativo e logistico, il diritto di accesso ai dati e alle informazioni necessarie, nonché la pubblicità e la diffusione degli atti, nel rispetto della normativa a tutela della riservatezza. Il Nucleo può convocare per audizioni i responsabili delle diverse strutture dell Università, i quali sono tenuti a fornire le informazioni richieste. 6. Il Nucleo esprime giudizi e formula pareri agli Organi di governo sugli obiettivi da essi definiti e sul loro grado di raggiungimento. Art. 15. Collegio dei Revisori dei conti 1. Il Collegio dei Revisori dei conti è l organo, composto da esperti in materia giuridica e contabile che siano iscritti nel registro dei revisori contabili, cui spetta il controllo sulla regolarità della gestione amministrativa, finanziaria, contabile e patrimoniale dell'università. 2. Il Collegio, in particolare: a) esercita la vigilanza sulla regolarità contabile e finanziaria della gestione e attesta la corrispondenza del rendiconto con le risultanze della gestione stessa, redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione del conto consuntivo; b) esprime parere sul bilancio preventivo e sulle variazioni di bilancio; c) compie tutte le verifiche necessarie per assicurare il regolare andamento della gestione amministrativa, finanziaria, contabile e patrimoniale dell'università, sottoponendo al Consiglio di amministrazione gli eventuali rilievi in ordine alla gestione stessa, nonché proposte tendenti a conseguire migliori efficienza, efficacia ed economicità; d) accerta la regolarità della tenuta dei libri e delle scritture contabili; e) effettua almeno ogni trimestre verifiche di cassa e sull'esistenza dei valori e dei titoli in proprietà, deposito, cauzione o custodia; f) svolge funzioni ispettive sulla gestione dei centri di spesa dell'università, sia collegialmente sia mediante incarichi individuali affidati dal presidente ai componenti del Collegio; g) esercita tutte le altre attribuzioni stabilite dalla normativa vigente. 3. Il Collegio è composto da cinque componenti effettivi di cui un Magistrato della Corte dei Conti con funzione di presidente, nominati con decreto del Rettore su proposta del Senato accademico. 4. Il Collegio resta in carica tre anni solari, i suoi componenti possono essere confermati consecutivamente nell incarico una sola volta. 5. Le riunioni del Collegio sono valide, se partecipano almeno tre componenti. 6. Ai componenti del Collegio è assegnato il compenso stabilito con il decreto di nomina, previa delibera del Consiglio di amministrazione, mediante la corresponsione di un indennità e di eventuali gettoni di presenza. 7. I componenti del Collegio, anche singolarmente, hanno diritto di accesso agli atti e documenti dell'università e dei centri autonomi di spesa. 10
11 8. Il presidente del Collegio o un suo delegato può assistere alle riunioni del Consiglio di amministrazione. 9. Non possono essere componenti del Collegio i dipendenti dell'università, i componenti del Consiglio di amministrazione, chi sia coniuge, parente o affine entro il quarto grado di dipendenti dell'università o di componenti del Consiglio di amministrazione, chi abbia in corso o abbia ricevuto, entro i dodici mesi precedenti la nomina, incarichi di docenza, professionali o di consulenza dall'università e chi abbia liti pendenti ovvero attività contrattuali in corso con l'università. 10. Nelle deliberazioni del Collegio, in caso di parità di voti, prevale quello del presidente. Art. 16. Comitato etico 1. Il Comitato etico ha il compito di tutelare i diritti, la dignità, l integrità, il benessere fisico e psicologico di esseri umani coinvolti in ricerche, nonché di evitare che vengano arrecate inutili sofferenze agli animali nello svolgimento di sperimentazioni. A tale fine, il Comitato esprime pareri motivati su richiesta di singoli ricercatori o di strutture didattiche e scientifiche. Il Comitato può promuovere inoltre la riflessione, la formazione e la discussione pubblica per favorire lo sviluppo di una sensibilità etica. 2. Il Comitato si ispira ai criteri di valutazione specifici per le diverse aree disciplinari, accettati in sede internazionale e condivisi dalla comunità scientifica internazionale. 3. Il Comitato ha composizione multidisciplinare ed è costituito da sette esperti, di cui almeno uno in bioetica e uno in scienze giuridiche. Almeno un componente deve essere esterno all ateneo. I componenti del Comitato sono nominati con decreto del Rettore. Il Comitato resta in carica tre anni accademici. I suoi componenti possono essere confermati consecutivamente nell incarico una sola volta. 4. Il Comitato elegge al proprio interno il presidente e il Segretario. 5. I componenti del Comitato sono tenuti alla segretezza sugli atti connessi alla propria attività. Il Comitato esprime le valutazioni di propria competenza con completa autonomia di giudizio, senza accettare indicazioni o direttive da parte di alcun altro organismo interno o esterno all Università. Art. 17. Comitato per le pari opportunità 1. L Università istituisce un Comitato per le pari opportunità per favorire e dare concreta attuazione ai principi di uguaglianza e di parità per tutti coloro che lavorano e studiano nell Università. 2. Il Comitato ha lo scopo di individuare le discriminazioni dirette o indirette che ostacolano la piena realizzazione delle pari opportunità tra generi o altri fattori di discriminazione, in particolare nell accesso al lavoro, nell orientamento, nella progressione di carriera e nella formazione. Il Comitato suggerisce altresì le opportune iniziative per la rimozione di tali fattori discriminanti. Promuove inoltre attività di informazione e formazione finalizzate a costruire, all interno dell Università, un clima culturale garante dei principi e dei valori delle pari opportunità. 3. Il Comitato può presentare al Senato accademico e al Consiglio di amministrazione documenti e proposte in materia di pari opportunità. Gli uffici amministrativi sono tenuti a fornire al Comitato i dati da esso richiesti per la redazione dei documenti e delle proposte di cui al periodo precedente. 4. Il Comitato è costituito dal delegato del Rettore per i problemi di genere e le pari opportunità con funzioni di presidente, da quattro componenti eletti tra il personale docente e quattro componenti eletti tra il personale tecnico amministrativo, nella proporzione di due terzi donne e un terzo uomini; il delegato del Rettore per i problemi di genere e le pari opportunità è posto in carico alla relativa quota. Fanno altresì parte del Comitato, due rappresentanti eletti degli studenti, di cui una studentessa e uno studente. 11
12 Il Comitato elegge al proprio interno il segretario. 5. Il Comitato resta in carica tre anni accademici. I suoi componenti eletti possono essere confermati consecutivamente nell incarico una sola volta. Art. 18. Comitato per lo sport universitario 1. Il Comitato per lo sport universitario: a) coordina e promuove le attività sportive a vantaggio degli studenti e del personale universitario; b) sovrintende agli indirizzi di gestione degli impianti sportivi e delle risorse economico - finanziarie a esso assegnate; c) esercita le altre competenze previste dalla normativa vigente. 2. I componenti del Comitato sono nominati con decreto del Rettore. 3. Il Comitato è composto: a) dal Rettore o da un suo delegato con funzioni di presidente; b) da due rappresentanti degli enti sportivi universitari legalmente riconosciuti; c) da due rappresentanti eletti degli studenti; d) dal Direttore amministrativo, o da un suo delegato, con funzioni di segretario; e) da un rappresentante eletto del personale tecnico - amministrativo. 4. Il Comitato resta in carica tre anni accademici a eccezione delle rappresentanze studentesche che restano in carica due anni. I suoi componenti eletti possono essere confermati consecutivamente nell incarico una sola volta. 5. La gestione degli impianti sportivi e lo svolgimento delle altre attività possono venire affidati in tutto o in parte a soggetti pubblici o privati mediante convenzioni. 6. Il Comitato dovrà presentare ogni anno una relazione sulle attività svolte e sulla gestione delle risorse messe a disposizione dall Università. 7. Alla copertura delle spese per l'attività sportiva si provvede mediante i fondi stanziati secondo la normativa vigente, mediante apposite altre specifiche entrate di bilancio, nonché mediante altri eventuali finanziamenti a carico del bilancio universitario. Art. 19. Regolamento di funzionamento 1. Ciascun organo di cui al presente Capo adotta un proprio Regolamento di funzionamento che deve essere approvato dal Senato accademico. 12
13 Capo IV Organizzazione didattica e scientifica Art. 20. Facoltà 1. La Facoltà è la struttura fondamentale per lo svolgimento delle attività didattiche. Nella sua autonomia, essa ha compiti di programmazione, promozione e coordinamento delle attività didattiche in funzione dei piani di sviluppo complessivi dell'università e delle esigenze formative, culturali e scientifiche dei corsi di studio e dei servizi didattici integrativi che a essa fanno capo. 2. Della Facoltà fanno parte i professori di ruolo e fuori ruolo e i ricercatori che ricoprono i posti a essa assegnati dal Senato accademico in conformità a quanto previsto dall'articolo 8 comma 2 lettera e). Ai servizi organizzativi di Facoltà è assegnato personale tecnico - amministrativo. 3. La Facoltà, in particolare: a) indirizza e coordina le attività formative volte al conseguimento dei titoli di studio e ne verifica l efficacia, l'efficienza e la funzionalità, anche mediante l'utilizzo di opportuni parametri di valutazione; b) provvede alla elaborazione dei propri piani di sviluppo, eventualmente in collaborazione con altre Facoltà o con altre Università, tenendo conto anche del contesto istituzionale, sociale e territoriale in cui opera; concorre alla definizione e alla realizzazione dei piani di sviluppo dell'università; c) avanza agli Organi di governo le richieste per l attribuzione di posti di professore e di ricercatore, in relazione alle proprie esigenze didattiche e scientifiche, adeguatamente motivate anche mediante parametri oggettivi, e ai propri piani di sviluppo; d) avanza agli Organi di governo, per quanto di sua competenza, richieste e proposte riguardo alle esigenze di spazi, attrezzature, dotazioni e personale tecnico - amministrativo; procede alla suddivisione delle risorse rese disponibili dai suddetti organi, anche assumendo specifici compiti organizzativi e di servizio; e) esercita tutte le altre funzioni che le sono attribuite dalla normativa vigente. 4. Sono organi della Facoltà il Preside e il Consiglio di Facoltà. Art. 21. Preside 1. Il Preside rappresenta la Facoltà, convoca e presiede il Consiglio di Facoltà e cura l attuazione delle sue delibere. Ha compiti di vigilanza sulle attività didattiche, anche al fine di garantire la congruità dei carichi dei vari insegnamenti con i crediti formativi a essi attribuiti. Nomina, secondo quanto stabilito dal Regolamento didattico d'ateneo, le commissioni per gli esami di profitto. Nomina le commissioni per le prove finali dei corsi di laurea e di laurea magistrale e ne fissa il calendario. È responsabile in ordine al funzionamento dei servizi organizzativi di Facoltà. Esercita tutte le altre funzioni che gli sono attribuite dalla normativa vigente. 2. Il Preside è eletto dal Consiglio di Facoltà tra i professori di prima fascia della Facoltà stessa che abbiano optato o che optino per il regime di impegno a tempo pieno in caso di elezione. Il Preside resta in carica tre anni accademici, può essere confermato consecutivamente nell incarico una sola volta; è nominato con decreto del Rettore. 3. L elezione del Preside avviene a scrutinio segreto, a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto nella prima votazione; a maggioranza assoluta dei presenti, a partire dalla seconda votazione. 4. Le sedute del Consiglio di Facoltà per l elezione del Preside sono convocate e presiedute dal Decano della Facoltà. 5. In relazione agli oneri e all'impegno del suo incarico, il Preside può richiedere, durante il periodo del proprio mandato, una limitazione dell'attività didattica. La limitazione è concessa con provvedimento del Rettore, su delibera del Senato accademico e non dispensa dall'obbligo di 13
14 svolgere il corso ufficiale. 6. Per i casi di temporaneo impedimento o assenza, il Preside può delegare le sue funzioni a un professore di prima fascia a tempo pieno della propria Facoltà. Il Preside può affidare lo svolgimento di particolari compiti a componenti del Consiglio di Facoltà, secondo le norme indicate nel Regolamento di Facoltà. Art. 22. Consiglio di Facoltà 1. Il Consiglio di Facoltà delibera sulle materie di competenza della Facoltà di cui all articolo Il Consiglio, in particolare: a) avanza proposte agli Organi di governo e delibera in merito alla istituzione e alla attivazione di corsi di laurea, di laurea magistrale, di master universitari di primo e secondo livello, di Scuole di specializzazione, di corsi di perfeziona-mento e di aggiornamento, di corsi di orientamento e di attività culturali e formative secondo quanto previsto dalla normativa in argomento, sentiti, per quanto di loro pertinenza, i Consigli di coordinamento didattico, ove istituiti, e fatte salve le competenze dei Dipartimenti; b) propone al Senato accademico eventuali modifiche del Regolamento didattico d ateneo, secondo quanto disposto dallo Statuto; c) delibera la destinazione dei posti di professore di ruolo e le modalità di copertura e procede alle relative chiamate; d) delibera la destinazione dei posti di ricercatore di ruolo e le modalità di copertura; delibera in merito al trasferimento dei ricercatori; e) approva annualmente l offerta formativa, la programmazione della didattica e, sulla base delle indicazioni del Coordinatore di cui all articolo 23 o del presidente del Consiglio di coordinamento didattico interessato, definisce gli insegnamenti da attivare e le modalità di copertura dei medesimi; f) determina annualmente, nel rispetto della libertà di insegnamento e sentiti gli interessati, anche utilizzando opportuni parametri di comparazione delle attività, gli impegni didattici e i compiti organizzativi dei professori e dei ricercatori; dà pareri in merito alla richiesta di fruizione di periodi di esclusiva attività di ricerca, sentite le strutture didattiche e di ricerca interessate; g) propone, nei casi previsti dalla normativa vigente, il rilascio di nulla osta ai professori di ruolo e ai ricercatori per lo svolgimento di attività didattiche presso altre sedi; h) avanza proposte ed esprime parere sulla stipula di contratti, convenzioni, accordi e consorzi, inerenti la didattica nonché, per quanto di sua competenza, di quelli inerenti la ricerca; i) delibera la destinazione e l utilizzazione delle risorse finanziarie assegnate alla Facoltà; l) delibera il Regolamento di Facoltà, predisposto in conformità con quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento generale d ateneo. 3. Il Consiglio è composto dai professori di ruolo e fuori ruolo, dai ricercatori confermati, da una rappresentanza degli studenti iscritti ai corsi di laurea o di laurea magistrale della Facoltà stessa. 4. I rappresentanti degli studenti sono eletti per due anni in numero pari al quindici per cento dei componenti del Consiglio. Nel caso in cui partecipi alla votazione meno del dieci per cento degli aventi diritto, il numero dei rappresentanti è ridotto proporzionalmente. Esso non può comunque essere inferiore a cinque. La rappresentanza studentesca non viene considerata ai fini del computo delle presenze necessarie per la validità delle sedute 5. Le procedure di convocazione e le norme di funzionamento del Consiglio sono fissate dal Regolamento di Facoltà. Salvo diversa indicazione da parte del Regolamento stesso, i compiti di segretario vengono assolti dal professore di prima fascia con la minore anzianità nel ruolo. 6. I rappresentanti degli studenti non partecipano alle riunioni che comportino deliberazioni riguardanti le richieste e la destinazione dei posti, le chiamate, i conferimenti di affidamenti e supplenze e le questioni relative alle persone dei professori e dei ricercatori. Le deliberazioni 14
15 riguardanti la destinazione e le modalità di copertura dei posti e le chiamate, nonché le questioni relative alle persone dei professori di ruolo e fuori ruolo e dei ricercatori sono prese in sedute con partecipazione limitata ai ruoli corrispondenti e superiori. 7. Il Regolamento di Facoltà determina l'eventuale costituzione di organi interni che agevolino la gestione ordinaria della Facoltà e il coordinamento delle istanze e delle proposte provenienti dai diversi corsi di studio istituiti presso la Facoltà. Art. 23. Coordinatore di corso di laurea e di laurea magistrale. 1. Salvo quanto previsto dall articolo 24, i Regolamenti delle singole Facoltà, ovvero, nel caso di corsi interfacoltà, i Regolamenti di ciascuna delle Facoltà interessate, nello stabilire le modalità di coordinamento dell attività didattica dei corsi di laurea e di laurea magistrale attivati, prevedono la designazione di un Coordinatore per ciascun corso di laurea e/o laurea magistrale. Il Coordinatore sovrintende all organizzazione dell attività didattica. 2. Il Coordinatore di un corso, istituito presso una sola Facoltà, viene eletto dal Consiglio di Facoltà a scrutinio segreto a maggioranza assoluta dei presenti fra i professori di prima fascia titolari di insegnamenti del corso, appartenenti alla Facoltà. Nel caso di indisponibilità di professori di prima fascia, può essere eletto un professore di seconda fascia. 3. Il Coordinatore di un corso interfacoltà viene eletto a scrutinio segreto a maggioranza assoluta dei votanti fra i professori di prima fascia titolari d insegnamenti del corso e appartenenti alle Facoltà che hanno concorso alla sua istituzione, in un unico collegio costituito dai componenti dei rispettivi Consigli di Facoltà, purché abbia votato almeno un terzo degli aventi diritto al voto. Le elezioni sono indette dal Decano dei Presidi delle stesse Facoltà individuato secondo l articolo 47 comma 2. Nel caso di indisponibilità di professori di prima fascia, può essere eletto un professore di seconda fascia. 4. Il Coordinatore è nominato con decreto del Rettore, dura in carica tre anni accademici ed è rieleggibile. 15
16 Art. 24. Consiglio di coordinamento didattico 1. Il Regolamento di Facoltà, per procedere al coordinamento didattico dei propri corsi di laurea o di laurea magistrale, può prevedere la costituzione di uno o più Consigli di coordinamento didattico: a) di uno o più corsi di laurea della medesima classe o di classi affini; b) di uno o più corsi di laurea magistrale della medesima classe o di classi affini; c) di corsi di laurea e di laurea magistrale della medesima classe o di classi affini. 2. Il Consiglio, in particolare : a) svolge compiti istruttori e di supporto nei confronti del Consiglio di Facoltà per l organizzazione del corso o dei corsi da esso coordinati; b) coordina le attività didattiche dei corsi che vi fanno capo e ne verifica annualmente l efficienza e la funzionalità; c) avanza proposte sull attivazione e la disattivazione delle discipline di pertinenza; d) esamina i piani di studio presentati dagli studenti; e) propone l attivazione di corsi integrativi agli insegnamenti ufficiali, di corsi di orientamento, di attività didattiche di sostegno, di attività di apprendimento e perfezionamento linguistico e informatico e di attività di tirocinio; f) formula al Consiglio di Facoltà proposte sulla destinazione dei posti di professore di ruolo e di ricercatore, sull utilizzo delle risorse per la didattica e sull organizzazione degli insegnamenti. 3. Il Consiglio è costituito dai professori di ruolo e fuori ruolo, dai ricercatori e dai professori a contratto responsabili di un insegnamento o di un modulo di insegnamento riguardante il corso o i corsi facenti capo al Consiglio, nonché da una rappresentanza degli studenti. 4. Per quanto riguarda i professori, anche a contratto, e i ricercatori, l appartenenza al Consiglio è limitata all anno accademico o agli anni accademici durante i quali svolgono il loro compito didattico per il corso o i corsi coordinati dal Consiglio stesso. 5. I professori di ruolo e fuori ruolo e i ricercatori non appartenenti alla Facoltà, i professori a contratto e i rappresentanti degli studenti non vengono considerati ai fini del computo delle presenze necessarie per la validità delle sedute. 6. Il Consiglio è presieduto da un presidente, che sovrintende e coordina le attività del corso o dei corsi che fanno capo al Consiglio. 7. Il presidente è eletto a scrutinio segreto tra i professori di prima fascia del Consiglio in un collegio costituito da tutti i componenti dello stesso a maggioranza assoluta dei votanti purché abbia partecipato almeno un terzo degli aventi diritto al voto. 8. Il presidente è nominato con decreto del Rettore dura in carica tre anni accademici ed è rieleggibile. 9. I compiti di segretario vengono svolti dal professore di prima fascia o, in mancanza, di seconda fascia con la minore anzianità nella stessa. 10. I rappresentanti degli studenti iscritti al corso o ai corsi che fanno capo al Consiglio, sono eletti per due anni in numero pari al quindici per cento dei componenti del Consiglio stesso. Nel caso in cui partecipi alla votazione meno del dieci per cento degli aventi diritto, il numero dei rappresentanti è ridotto proporzionalmente. Esso non può comunque essere inferiore a cinque. 11. Il Regolamento di Facoltà definisce a quale tipo di deliberazione può partecipare con diritto di voto ciascuna delle categorie componenti il Consiglio; in ogni caso, gli studenti partecipano con diritto di voto a tutte le deliberazioni, salvo quelle concernenti la copertura dei posti e le persone dei professori e dei ricercatori. Il Regolamento di Facoltà può determinare eventuali articolazioni del Consiglio. 12. I Regolamenti di Facoltà, per procedere al coordinamento didattico dei propri corsi di laurea o di laurea magistrale al cui funzionamento concorrono più Facoltà, possono prevedere la costituzione di Consigli di coordinamento didattico interfacoltà, ai quali si applicano, in quanto compatibili, le norme di cui ai commi precedenti. 13. La qualificazione di corso di studio interfacoltà, con l indicazione delle Facoltà partecipanti, viene stabilita dal Senato accademico. 16
17 14. Il Consiglio di coordinamento didattico interfacoltà individua, sulla base del piano degli studi, le esigenze didattiche e gli insegnamenti da attivare e trasmette tali richieste alle Facoltà partecipanti che, sentito il presidente del Consiglio medesimo, provvedono a soddisfarle mediante l assegnazione di compiti didattici oppure l attribuzione di supplenze o contratti. Art. 25. Scuole di specializzazione 1. L Università può istituire Scuole di specializzazione, in conformità alla normativa vigente. 2. Le Scuole sono istituite dal Senato accademico e dal Consiglio di amministrazione, per le rispettive competenze, su proposta dei Consigli delle Facoltà interessate. 3. Organi della Scuola sono il Direttore e il Consiglio della Scuola. 4. Il Direttore è eletto a scrutinio segreto in un collegio costituito da tutti i componenti del Consiglio della Scuola, tra i professori di ruolo e fuori ruolo che ne fanno parte, a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto nella prima votazione; a maggioranza assoluta dei votanti a partire dalla seconda votazione, purché abbia votato almeno un terzo degli aventi diritto al voto. La designazione è soggetta ad approvazione da parte dei Consigli delle Facoltà interessate. Il Direttore dura in carica tre anni accademici ed è nominato con decreto del Rettore. Il Direttore ha la responsabilità del funzionamento della Scuola; non può essere contemporaneamente Direttore di altre Scuole ed è rieleggibile. 5. Il Consiglio è composto da tutti i titolari di insegnamento, dai professori a contratto e da una rappresentanza degli specializzandi. Detta le linee generali della formazione e individua le strutture, pubbliche o private, da utilizzare, mediante atti convenzionali, per gli aspetti più propriamente professionalizzanti del corso di studi. L Università si conforma, con appositi atti, alla normativa nazionale e regionale che disciplina i rapporti con il sistema sanitario nazionale. Art. 26. Alta formazione 1. L Università ritiene proprio compito istituzionale promuovere strumenti formativi di alta qualificazione scientifica e professionale in stretto coordinamento con la ricerca avanzata. 2. L'alta formazione si realizza, secondo la normativa vigente, con le seguenti forme: a) corsi di dottorato di ricerca, finalizzati all'approfondimento di metodologie per le attività di ricerca e della formazione scientifica di alta qualificazione; b) master universitari di primo e secondo livello, finalizzati a fornire ai laureati competenze e approfondimenti utili all'inserimento in ambito professionale e lavorativo di alta specializzazione; c) corsi di perfezionamento, indirizzati all'apprendimento di nuove competenze e tecniche utili all'attività professionale e lavorativa di alta specializzazione; d) corsi di formazione permanente e ricorrente, intesi a fornire specifiche competenze e aggiornamenti professionali. 17
18 3. Sono definiti dal Senato accademico, sulla base delle risorse a ciò destinate dal bilancio preventivo dell'università: a) l'istituzione, l'organizzazione e la durata dei corsi; b) l'istituzione e i criteri per l'assegnazione delle borse di studio; c) l attivazione, gli specifici obiettivi formativi e il programma degli studi. 4. I corsi sono promossi anche in collaborazione con altre Università e Centri di Ricerca italiani o stranieri e con il contributo di soggetti pubblici o privati. 5. Ai fini del presente articolo il Senato accademico approva programmi annuali di formazione nonché specifiche iniziative promosse dalle Facoltà e dai Dipartimenti. 6. Al fine della migliore organizzazione delle attività di alta formazione, l Università può istituire Scuole di dottorato di ricerca ed eventuali idonee strutture amministrative. Art. 27. Commissione didattica paritetica 1. Presso ogni Facoltà è istituita una Commissione didattica paritetica. Essa: a) provvede all esame dei problemi relativi allo svolgimento delle attività didattiche; b) provvede alla verifica della congruità dei contenuti dei corsi con gli obiettivi e i crediti formativi; c) esprime parere sull offerta formativa della Facoltà; d) propone le iniziative atte a migliorare l'organizzazione e i risultati della didattica; e) esprime parere sulla revisione dei regolamenti didattici dei corsi di studio. 2. La Commissione è presieduta da un responsabile designato dal Consiglio di Facoltà con mandato rinnovabile. La composizione e il funzionamento della Commissione sono disciplinati dal Regolamento di Facoltà, garantendo la presenza paritetica di docenti e studenti e prevedendo la rinnovabilità dei mandati. Art. 28. Esami 1. Le normative riguardanti le prove di profitto degli studenti, la composizione delle relative commissioni e le modalità di attribuzione dei voti sono stabilite per gli aspetti generali dal Regolamento didattico d'ateneo, per gli aspetti specifici dai singoli Regolamenti di Facoltà. 2. La votazione degli esami di profitto è espressa in trentesimi, qualunque sia il numero dei componenti la commissione. Essi comunque non possono essere meno di due, tra i quali, con funzioni di presidente, il titolare dell'insegnamento o, in caso di suo impedimento, un altro professore del medesimo settore scientifico - disciplinare o di settore affine. Quando il numero dei commissari per gli esami di profitto sia ampliato in relazione al carico didattico, le commissioni possono articolarsi in sottocommissioni, nelle forme stabilite da ciascun Regolamento di Facoltà, sotto la responsabilità del presidente della commissione, in presenza dello stesso o di altro professore di ruolo componente della commissione che lo sostituisca. 3. La votazione finale degli esami di laurea e di laurea magistrale è espressa in centodecimi. 4. La votazione finale degli esami di diploma di specializzazione è espressa in settantesimi. 5. L'Università garantisce la pubblicità delle prove orali e la possibilità di verifica di quelle scritte. Art. 29. Dipartimento 1. Il Dipartimento è la struttura organizzativa della ricerca scientifica nell ambito dell Università. 2. Il Dipartimento è costituito dai professori di ruolo e fuori ruolo e dai ricercatori di settori scientifico-disciplinari omogenei per fini o per metodo che vi afferiscono e dal personale tecnico - amministrativo a esso assegnato. 3. Ogni professore di ruolo o fuori ruolo e ogni ricercatore di ruolo deve afferire a uno e un solo Dipartimento. 4. Il Dipartimento promuove e coordina le attività di ricerca, gestisce i mezzi e le risorse a disposizione e ne assicura la razionale utilizzazione, nel rispetto della libertà e dell autonomia 18
19 scientifica dei singoli e dei gruppi eventualmente costituitisi; promuove l attivazione di strutture di servizio comuni e ne cura il funzionamento. 5. La disciplina generale riguardante l ordinamento dei Dipartimenti è contenuta nel Regolamento generale d ateneo; la disciplina specifica è contenuta nel Regolamento interno di ciascun Dipartimento, predisposto in conformità con quanto previsto dallo Statuto e dal Regolamento generale d ateneo. 6. L istituzione di un Dipartimento avviene con decreto del Rettore, in base alla richiesta motivata dei proponenti, su delibera del Senato accademico e sentito il parere del Consiglio di amministrazione. Ciascuna proposta di istituzione di un Dipartimento deve offrire garanzie di coerenza e funzionalità rispetto ai fini scientifici indicati e rispecchiare criteri di economicità e di uso razionale dei servizi e delle risorse. 7. All atto della costituzione del Dipartimento devono afferirvi almeno venti tra professori di ruolo, fuori ruolo e ricercatori; almeno dodici di essi devono essere professori, tre dei quali di prima fascia. I professori di ruolo e fuori ruolo e i ricercatori che intendono afferire a un Dipartimento già costituito presentano domanda, indirizzata al Rettore, al Direttore del Dipartimento e per conoscenza al Preside della Facoltà di appartenenza. Il Dipartimento delibera sulle richieste di afferenza entro sessanta giorni; decorso tale termine o in caso di rifiuto, il Dipartimento di afferenza è determinato con delibera del Senato accademico. 8. In caso di istituzione di un nuovo Dipartimento, il Consiglio elegge il Direttore entro trenta giorni dalla sua costituzione. 9. Qualora non sussistano più le condizioni per il funzionamento di un Dipartimento in relazione ai suoi fini istitutivi, il Senato accademico, sentito il Consiglio del Dipartimento interessato, ne dispone la disattivazione. 10. Il Dipartimento può costituire delle sezioni, ciascuna con un numero di afferenti non inferiore a cinque di cui almeno tre professori di ruolo, corrispondenti a particolari ambiti disciplinari o funzionali a specifiche esigenze di ricerca. I professori di ruolo e fuori ruolo e i ricercatori che vi aderiscono, designano un coordinatore. Le eventuali sezioni sono organizzate secondo le modalità definite dal Regolamento del Dipartimento. 11. Il Dipartimento è un centro di responsabilità dotato di autonomia finanziaria e amministrativa ai sensi dello Statuto, del Regolamento generale d ateneo e del Regolamento d ateneo per l amministrazione, la finanza e la contabilità. Il Dipartimento dispone dei locali attribuitigli dal Consiglio di amministrazione, nonché dei beni avuti in uso all atto della sua costituzione o acquisiti successivamente. 12. Il Dipartimento, con autonomia negoziale, secondo le norme stabilite dal Regolamento d ateneo per l amministrazione, la finanza e la contabilità, può svolgere attività di ricerca e consulenza sulla base di contratti e convenzioni, nonché attività di formazione per conto terzi nei campi disciplinari a esso propri. 13. Il Dipartimento concorre allo svolgimento delle attività didattiche dirette al conseguimento di titoli di studio. 14. Al Dipartimento sono assicurate le funzioni di un Segretario amministrativo. Le assegnazioni di personale tecnico amministrativo sono disposte dal Consiglio di amministrazione in base alle richieste del Dipartimento e tenuto conto dei criteri stabiliti dal Senato accademico. 15. A ogni Dipartimento compete una dotazione finanziaria annua a carico del bilancio universitario stabilita dal Consiglio di amministrazione, sulla base di parametri definiti dal Senato accademico, che tengano conto del numero dei professori di ruolo e fuori ruolo e dei ricercatori afferenti, della natura dei settori scientifico - disciplinari compresi nel Dipartimento e di specifici indicatori di produttività scientifica e didattica. La dotazione finanziaria è integrata da eventuali contributi e stanziamenti diretti specificamente al Dipartimento e dalle quote sui proventi delle eventuali prestazioni a pagamento effettuate per conto terzi. 16. L utilizzazione dei fondi attribuiti con destinazione specifica compete all assegnatario o agli assegnatari, fatto salvo quanto previsto dal Regolamento d ateneo per l amministrazione, la finanza 19
20 e la contabilità e detratti eventuali contributi per spese generali, secondo le modalità definite dal Regolamento del Dipartimento. 17. Sono organi del Dipartimento il Direttore, il Consiglio di Dipartimento e, ove prevista dal Regolamento del Dipartimento, la Giunta. Art. 30. Direttore di Dipartimento 1. Il Direttore ha la rappresentanza del Dipartimento, convoca e presiede il Consiglio e la Giunta, ove costituita, e cura l'esecuzione dei rispettivi deliberati; promuove e coordina le attività del Dipartimento. Ha la responsabilità, con il Segretario amministrativo, della gestione contabile e amministrativa del Dipartimento, cura ed è responsabile della gestione dei locali, dei beni inventariali e dei servizi del Dipartimento; vigila negli ambiti di sua competenza sull'osservanza della normativa vigente ed esercita tutte le attribuzioni che la stessa gli conferisce. 2. Il Direttore firma contratti e convenzioni riferiti a prestazioni a pagamento per conto terzi con committenti esterni pubblici o privati, nei limiti delle deleghe rettorali e adotta gli atti e stipula i contratti sulla base della normativa interna di ateneo. 3. Il Direttore predispone annualmente, in collaborazione con il Segretario amministrativo, e sottopone all'approvazione del Consiglio di Dipartimento, il bilancio preventivo accompagnato dalla relazione programmatica e il conto consuntivo con la corrispondente relazione. 4. Il Direttore è eletto a scrutinio segreto tra i professori di prima fascia del Dipartimento che abbiano optato o che optino per il regime di impegno a tempo pieno in caso di elezione, dai professori di ruolo e fuori ruolo, dai ricercatori, dal segretario amministrativo e dai rappresentanti del personale tecnico - amministrativo facenti parte del Consiglio di Dipartimento ed è nominato con decreto del Rettore. Il mandato dura tre anni accademici e può essere rinnovato consecutivamente una sola volta. Nel caso di indisponibilità di un professore di prima fascia, può essere eletto un professore di seconda fascia che abbia optato o che opti per il regime di impegno a tempo pieno in caso di elezione. L elezione del Direttore avviene a maggioranza assoluta degli aventi diritto al voto nella prima votazione; a maggioranza assoluta dei presenti a partire dalla seconda votazione. Le sedute del Consiglio di Dipartimento per l elezione del Direttore sono convocate e presiedute dal Decano del Dipartimento. 5. In caso di assenza o impedimento del Direttore di Dipartimento, le sue funzioni sono svolte da un Vice-Direttore. 6. Il Regolamento del Dipartimento stabilisce le modalità di nomina del Vice - Direttore tra i professori di ruolo di prima fascia a tempo pieno. Nel caso di indisponibilità di un professore di prima fascia, può essere nominato un professore di seconda fascia che abbia optato o che opti per il regime di impegno a tempo pieno in caso di nomina. 20

References: Art. 1
 Art. 2
 Art. 3
 Art. 4
 articolo 33
 Art. 5
 Art. 6
 Art. 7
 Art. 8
 articolo 9
 articolo 33
 Art. 9
 articolo 8
 Art. 10
 Art. 11
 Art. 12
 Art. 13
 articolo 8
 Art. 14
 Art. 15
 Art. 16
 Art. 17
 Art. 18
 Art. 19
 Art. 20
 Art. 21
 Art. 22
 articolo 23
 Art. 23
 articolo 24
 articolo 47
 Art. 24
 Art. 25
 Art. 26
 Art. 27
 Art. 28
 Art. 29
 Art. 30